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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4 + +Author: Ann Radcliffe + +Release Date: September 20, 2010 [EBook #33784] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI +DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + + + I MISTERI + DEL + CASTELLO D'UDOLFO + + + DI + ANNA RADCLIFFE + + + VOL. IV + + MILANO + _Oreste Ferrario_ + + Sotterranei Galleria Nuova, + via Silvio Pellico, 6, scala n. 18 + e Santa Margherita + + + + + [Illustrazione: FUNERALI DELLA SIGNORA MONTONI. + + I lineamenti feroci, le bizzarre fogge di quegli scherani... + + _Cap. XXVIII_] + + + + +CAPITOLO XXXVIII + + +Bianca, che intanto trovavasi sola, non vedea l'ora di riveder la +nuova amica, per dividere seco lei il piacere dello spettacolo della +natura. Non aveva più nessuno cui esprimere l'ammirazione e comunicare +le sue idee. Il conte, accortosi del di lei dispiacere, fece ricordare +ad Emilia la visita promessa, ma il silenzio prolungato di Valancourt +inquietava tanto la fanciulla, che fuggiva la società, ed avrebbe +voluto differire il momento di riunirvisi fin quando non fosse calmata +la sua ansietà. I Villefort la sollecitarono però così vivamente, che +non potendo spiegare il motivo che l'attaccava alla solitudine, temè +il suo rifiuto non avesse l'aria del capriccio, ed offendesse quegli +amici dei quali voleva conservare la stima. Ritornò dunque al castello +di Blangy; l'amicizia del conte la incoraggì a parlargli della sua +posizione relativamente ai beni della zia ed a consultarlo sul modo di +rivendicarli: non eravi dubbio che la legge non fosse in suo favore. +Il conte la consigliò di occuparsene, e le offrì perfino di scrivere +ad un avvocato di Aix per averne il parere. L'offerta venne accettata; +le garbatezze che riceveva giornalmente in quella casa, l'avrebbero +resa ancora felice, se avesse potuto esser certa che Valancourt stava +bene e l'amava sempre. Aveva già passata più d'una settimana al +castello senza riceverne notizie; sapeva benissimo che se Valancourt +non fosse stato dal fratello, era molto dubbio che la sua lettera +pervenisse, ed intanto l'inquietudine, il timore che non poteva +vincere turbavano continuamente il di lei riposo. Le passavano per +l'idea i tanti casi, che potevano essere divenuti possibili dopo la +sua cattività nel castello di Udolfo; talvolta era colta da tanto +timore, o che Valancourt non esistesse più, o che non esistesse più +per lei, che la compagnia istessa di Bianca le diveniva +insopportabile. Passava ore intiere sola nella sua stanza, quando le +occupazioni della famiglia le permettevano di farlo senza inciviltà. + +In uno di questi momenti di solitudine, aprì una cassettina contenente +le lettere di Valancourt, e qualcuno dei disegni fatti in Toscana; ma +questi ultimi oggetti l'interessavano poco. Cercava in quelle lettere +il piacere di rammentarsi una tenerezza, che aveva formato tutta la +sua consolazione, ed avevale fatto qualche volta obliare ogni affanno; +ma esse non producevano più l'istesso effetto, aumentando invece le +sue angoscie. Pensava, aver forse Valancourt potuto cedere alla forza +del tempo e della lontananza. Oppressa da tai dolorosi pensieri, +appoggiò la testa sulle mani, lasciando libero sfogo alle lacrime. In +quel momento, Dorotea entrò per avvertirla che il pranzo sarebbe stato +anticipato di un'ora. Sussultò Emilia, ed affrettossi a raccogliere le +carte; ma la vecchia notò le sue lagrime e la sua agitazione. + +«Ah! signorina,» esclamò essa, «nella vostra fresca età avete anche +voi affanni?» + +Emilia si sforzò di sorridere, ma non poteva parlare. + +«Oimè! cara fanciulla, quando avrete i miei anni, non piangerete per +inezie. Certo non dovete affliggervi per qualcosa di serio? + +--No, Dorotea,» rispose Emilia, «nulla d'importante.» + +Dorotea, chinatasi per raccogliere qualcosa, esclamò improvvisamente; +«Cielo! che vedo?» Cominciò a tremare, e si abbandonò su d'una sedia. + +--Cosa avete veduto?» disse Emilia guardandosi intorno. + +--È ella stessa,» disse Dorotea, «è lei precisamente com'era poco +tempo innanzi la sua morte... Questo ritratto, oh Dio! dove l'avete +trovato? È la mia cara padrona, è lei stessa!» E gettò sul tavolino la +miniatura trovata da Emilia tra le carte che il padre le aveva +ordinato di bruciare; era lo stesso ritratto, sul quale l'aveva una +volta veduto piangere. Rammentandosi a tal proposito le circostanze +della sua condotta, che l'avevano tanto sorpresa, l'emozione di Emilia +fu tale, che non ebbe la forza d'interrogare Dorotea: tremava delle +risposte che avrebbe potuto riceverne, e potè appena domandarle s'era +certa che quello fosse il ritratto della marchesa. + +«Ah! signorina,» rispose la vecchia, «come mi avrebbe colpito in +questo modo, se non fosse l'effigie della mia padrona! O cielo,» +soggiunse quindi riprendendo la miniatura, «ecco i suoi begli occhi +azzurri, e quello sguardo così affabile e lusinghiero! Ecco la sua +espressione, quando aveva pianto sola per qualche tempo! Ecco +quell'aria di pazienza e rassegnazione, che mi squarciava il cuore e +me la faceva adorare! + +--Dorotea,» disse Emilia, «io prendo per la vostra afflizione un +interesse maggiore che non potete supporre. Vi domando di non negarvi +a soddisfar la mia curiosità, che non è frivola.» + +Sì dicendo, ella rammentossi delle carte, fra le quali aveva trovato +il ritratto, e si convinse quasi che fossero relative alla marchesa di +Villeroy. Ma la supposizione le fece nascere uno scrupolo. Temeva che +fosse precisamente il segreto che suo padre aveva voluto nasconderle, +e pareale di mancare al suo dovere cercando di penetrarlo. Qualunque +fosse la sua curiosità sul destino della marchesa, è probabile che vi +avrebbe resistito tuttavia, se fosse stata certa che quelle terribili +parole rimastele impresse appartenessero all'istoria di quella dama, o +che le particolarità che poteva confidarle Dorotea potessero entrare +nel divieto di suo padre. Ma ciò che sapeva Dorotea poteano saperlo +molti altri, e non era presumibile che Sant'Aubert avesse il progetto +di nascondere alla sua figlia ciò ch'essa poteva sapere in altra +guisa. Emilia ne concluse che se quelle carte erano relative alla +marchesa, non versavano su d'un oggetto che Dorotea potesse spiegarle; +per cui, bandito ogni scrupolo, cominciò ad interrogarla. + +«Ah! signorina,» disse la vecchia, «la è un'istoria dolorosa, ed ora +non posso raccontarvela; ma che dico? Non ve ne parlerò mai. Son molti +anni ch'è accaduta, questa disgrazia, e non ho mai più parlato della +signora marchesa se non con mio marito. Egli stava in questa casa come +me, e sapeva soltanto da me certi dettagli che gli altri ignoravano. +Io assisteva la padrona nell'ultima sua malattia, e ne seppi più che +non il marchese istesso. Santa donna, quanto era paziente! Quand'essa +morì, credetti morir con lei. + +--Dorotea,» la interruppe Emilia, «potete esser certa che quanto mi +dite non uscirà mai dalla mia bocca. Vi ripeto che ho ragioni per +cercar schiarimenti in proposito, e m'impegno coi più sacri giuramenti +a non rivelar mai i vostri segreti.» Dorotea parve commossa dalle +parole di lei; la guardò tacendo, e poi soggiunse: «Mia bella +signorina, la vostra fisonomia mi parla a vantaggio vostro. Voi +somigliate tanto alla mia cara padrona, che mi par di vedermela +innanzi agli occhi. Se foste sua figlia, non potreste rammentarmela +meglio di così. Ma l'ora del pranzo si avvicina, e voi dovete andare +ad unirvi alla famiglia che vi attende. + +--Promettetemi prima di aderire alla mia domanda,» disse Emilia. + +--E voi, signorina, spero che mi direte in qual modo quel ritratto è +caduto nelle vostre mani, ed i motivi della vostra curiosità a +proposito della mia padrona. + +--No, Dorotea,» replicò Emilia ravvedendosi. «Ho ancor io ragioni +particolari per tacere, almeno fin quando non ne sappia qualcosa di +più. Ricordatevi che non vi prometto nulla, e se volete compiacervi di +contentar la mia curiosità, non dovete farlo coll'idea ch'io possa +soddisfare la vostra. Ciò ch'io non voglio rivelare, non interessa me +sola, altrimenti avrei meno riguardo a parlarne, e voi non potete +narrarmi quanto desidero, se non confidando nel mio onore. + +--Ebbene, madamigella,» disse Dorotea, dopo averla per qualche tempo +fissata, «voi mostrate tanto interesse; quel ritratto, e la vostra +fisonomia in particolare, mi fanno pensare che potete sì realmente +prenderne, ch'io vi confiderò cose non mai dette ad altri tranne a mio +marito, sebbene molti ne abbiano sospettata una parte. Vi descriverò +la morte della marchesa, e vi dirò le mie idee in proposito. Ma +promettetemi per tutti i santi...» + +Emilia, interrompendola, le promise solennemente di non rivelar mai, +senza suo consenso, quanto le avrebbe detto. + +«Odo la campana che chiama a pranzo,» disse la vecchia, «io non posso +più trattenermi. + +--Quando potrò dunque rivedervi?» + +Dorotea riflettè, e riprese: + +«Per non dar sospetto, verrò da voi allorchè tutti dormiranno. + +--Benissimo, ricordatevi di non mancare. + +--Sì, sì, me ne rammenterò. Ma temo di non poter venire stanotte, +essendovi il ballo della vendemmia, e quando cominciano non ismettono +fino a giorno. Io soglio assistervi, e non voglio mancarci...» + +Emilia affrettossi a scendere. La sera, il conte e la sua famiglia, +eccettuate la contessa e la Bearn, andarono a passeggiare onde +partecipare alla gioia dei contadini. La festa si faceva in un'aia +intorno alla quale erano appesi lumi agli alberi, da cui pendeva a +festoni l'uva matura. Sotto una pergola vedeansi imbandite tavole +copiosamente provviste di pane, vino, frutta e cacio. I suonatori, +seduti appiè degli alberi, parevano partecipare dell'allegria prodotta +dai loro strumenti. Un fanciullo suonava il cembalo e ballava solo, e +co' suoi gesti, veramente ridicoli, raddoppiava le risa ed il brio di +quella festa campestre. + +Il conte gioiva di que' piaceri cui aveva contribuito la sua +liberalità. Bianca prese parte al ballo con un gentiluomo del +vicinato. Dupont venuto a visitare il conte a tenore della sua +promessa, desiderava danzare con Emilia, ma ella era troppo trista, +per prender parte a tanto brio. Questa festa le rammentava quella +dell'anno precedente, gli ultimi momenti del padre, ed il caso +terribile che l'aveva troncata. Piena di tali rimembranze, si +allontanò insensibilmente, internandosi nel bosco; i suoni addolciti +dalla musica tempravano la sua malinconia; la luna diffondea +attraverso le foglie una luce misteriosa; immersa ne' pensieri, senza +accorgersi della distanza si ritrovò nel viale, in cui la notte +dell'arrivo di suo padre colà, Michele aveva procurato di trovargli un +asilo. Il viale era sempre deserto e selvaggio come allora. + +Considerando il luogo, si rammentò le emozioni ivi sofferte allo +scorgere la figura ch'erasi dileguata fra gli alberi, ed ebbe qualche +paura; tornò tosto indietro, in quella udì un rumor di passi, e fu +raggiunta da una persona, che riconobbe per Enrico, il quale le +manifestò qualche sorpresa di trovarla così lontana: essa gli disse +che il piacere di passeggiare al chiaro della luna l'aveva fatta +involontariamente inoltrare in quel viale. D'improvviso, udì +un'esclamazione d'un uomo che seguiva Enrico a poca distanza, e le +parve riconoscere Valancourt; era lui stesso. L'incontro fu quale si +può immaginarlo tra due persone sì care l'una all'altra, e separate +per tanto tempo. Nell'ebbrezza del momento, Emilia obliò tutti i suoi +affanni: Valancourt stesso pareva obliare che esistessero nel mondo +altri fuor di lei, ed Enrico, attonito, li considerava in silenzio. + +Valancourt le fece tante interrogazioni in una volta, che non ebbe +tempo di rispondergli. Seppe che la sua lettera eragli stata mandata a +Parigi, mentre partiva per la Guascogna; e che finalmente avendola +ricevuta era volato in Linguadoca. Giunto al monastero, d'onde ella +aveva datata la sua lettera, con molto suo dispiacere trovò le porte +chiuse per esser già notte. Credendo di non poter vedere Emilia se non +il giorno dopo, tornava al suo alloggio, quando incontrò Enrico, da +lui conosciuto a Parigi, e per caso infine si trovò presso colei che +non si lusingava di vedere se non la domane. + + + + +CAPITOLO XXXIX + + +Emilia, Valancourt e Enrico tornarono insieme alla festa; quest'ultimo +presentò Valancourt al conte; Emilia credette accorgersi che questi +non lo riceveva coll'ordinaria cordialità, quantunque paresse che si +fossero già veduti. Fu invitato a godere i divertimenti della sera: +quand'ebbe fatti i debiti complimenti al conte, andò a sedere accanto +ad Emilia, e potè parlarle senza riserbo. I lumi appesi agli alberi +permisero alla fanciulla di considerare quel volto, di cui nella sua +assenza aveva procurato di rammentarsi tutti i lineamenti, e vide con +pena che non era più l'istesso. Brillava come pel passato, di spirito +e di fuoco, ma aveva perduto molto di quella semplicità, ed un poco +anche di quella franca bontà, che ne formava il carattere principale: +era sempre però una fisonomia interessante. Emilia credeva travedere +in lui un misto d'inquietudine e di malinconia. Egli cadeva talvolta +in un'astrazione passeggera, e sembrava sforzarsi d'uscirne; tal altra +guardava fiso la fanciulla, ed una specie di fremito pareva agitare la +di lui anima. Ritrovava in Emilia la stessa bontà e beltà semplice che +l'aveva sedotto allorchè la conobbe. Le guance erano un po' +impallidite, ma la di lei dolce fisonomia, sebbene alquanto +malinconica, la rendeva sempre più interessante. + +Gli raccontò le più importanti circostanze di quanto erale accaduto +dopo la di lei partenza di Francia. La pietà e lo sdegno penetravano a +vicenda, Valancourt al racconto delle atrocità di Montoni. Più di una +volta, mentr'essa parlava, egli alzossi dalla sedia e passeggiò +agitato. Non parlò se non dei mali da lei sofferti, nelle poche parole +che potè dirigerle, non intese ciò ch'ella gli disse, quantunque con +chiarezza, del sacrifizio necessario dei beni della sua zia, e della +poca speranza di ricuperarli. Il giovane che pareva agitato da qualche +affanno segreto, la lasciò bruscamente; quando tornò, ella si accorse +che aveva pianto, e lo pregò di rimettersi. «Le mie pene sono finite,» +gli disse Emilia, «io sono sfuggita alla tirannia di Montoni. Vi +ritrovo sano, lasciate adunque ch'io vi veda anche felice.» + +Valancourt, più agitato che mai, rispose: «Io sono indegno di voi, +Emilia, sono indegno di voi.» Tali parole, e più ancora l'espressione +colla quale vennero pronunziate, afflissero vivamente Emilia. «Non mi +guardate così,» le diss'egli stringendole la mano, «deh! non mi +guardate così! + +--Vi vorrei chiedere,» gli diss'ella con voce affettuosa e commossa, +«di spiegarvi chiaramente; ma mi accorgo che in questo momento tal +domanda vi affliggerebbe: parliamo di tutt'altro: domani forse sarete +più tranquillo. Voi eravate una volta ammiratore della natura; vi +rammentate il nostro viaggio dei Pirenei? + +--E posso obliarlo? Fu quella l'epoca più felice della mia vita: +allora io amava con entusiasmo tutto ciò ch'era veramente buono e +grande. Promettetemi Emilia di non dimenticarlo mai, ed io sarò +tranquillo. + +--La mia condotta dipenderà dalla vostra,» disse Emilia, «ma possiamo +essere ascoltati. Viene appunto madamigella Bianca; andiamole +incontro.» + +I due amanti, raggiunta Bianca, recaronsi dal conte, e si misero a +tavola sotto una pergola, ove sedevano i più venerandi vassalli, e +tutti stettero allegri, tranne Emilia e Valancourt. Quando il conte +tornò al castello, non invitò questi a seguirlo; egli prese dunque +congedo da Emilia, e partì. La fanciulla, tornando in camera, pensò a +lungo alla condotta di Valancourt ed all'accoglienza fattagli dal +conte, ed in mezzo a queste riflessioni, obliò Dorotea. La mattina era +già inoltrata quando se ne ricordò, e pensando giustamente che la +buona vecchia non sarebbe venuta, pensò a riposare. + +La sera seguente, il conte incontrò a caso Emilia in un viale del +giardino. Parlarono della festa, ed il discorso cadde su Valancourt. + +«Quel giovine ha talento,» disse Villefort. «Lo conoscete voi da un +pezzo? + +--Da un anno circa. + +--Mi fu presentato a Parigi, ed in principio ne fui contentissimo.» E +si fermò. + +Emilia tremava, desiderava saperne di più, e temeva di far conoscere +l'interesse che vi prendeva. + +«Posso io domandarvi,» soggiunse egli poscia, «da quanto tempo vedete +il signor Valancourt? + +--Posso io domandarvi, o signore, il motivo di questa interrogazione?» +diss'ella; «e vi risponderò immediatamente. + +--Sicuro io vi dirò i miei motivi. È chiaro che Valancourt vi ama, e +fin qui non vi è nulla di straordinario, chè tutti quelli che vi +vedono fanno altrettanto. Non ve lo dico per complimento, parlo con +sincerità; ciò ch'io temo è ch'egli non sia amante preferito e +corrisposto. + +--Perchè lo temete voi, signore?» disse Emilia, cercando nascondere +l'emozione. + +--Perchè temo non ne sia degno.» + +Emilia, agitatissima, lo pregò di spiegarsi meglio. + +«Lo farò,» ripigliò egli, «se voi sarete convinta che solo l'interesse +ch'io prendo per voi, mi ha indotto a parlarvene... Io mi trovo in una +posizione delicata, ma il desiderio di esservi utile deve vincere +tutto il resto. Volete voi aver la compiacenza d'informarmi in qual +modo conosceste il signor Valancourt?» + +Emilia raccontò brevemente come l'avesse incontrato, e pregò poscia il +conte di spiegarsi. + +«Il cavaliere e mio figlio,» le disse egli, «fecero amicizia nella +casa di un loro compagno, ove l'incontrai io stesso. L'invitai a +venire in casa mia: allora ignorava le sue relazioni con una specie di +uomini, rifiuto della società, che vivono della risorsa del giuoco, e +passano la vita nelle dissolutezze. Io conosceva soltanto qualche +parente del cavaliere, e riguardava questo motivo come sufficiente per +riceverlo in casa mia. Ma mi accorgo che voi soffrite... troncherò +questo discorso. + +--No, signore,» gli disse Emilia; «vi supplico di continuare. + +--In breve seppi,» soggiunse il conte, «che le sue relazioni l'avevano +trascinato in una vita di dissipazione da cui pareva non aver nè il +potere, nè la volontà di ritirarsi. Perdè al giuoco grosse somme; +questo vizio divenne per lui una vera passione, e si rovinò. Ne parlai +con interesse ai di lui parenti, i quali mi assicurarono che le loro +ammonizioni essendo state inutili, erano stanchi di farne. Seppi in +seguito che pe' suoi talenti era stato iniziato nei segreti della +professione del giuoco, e che aveva avuta la sua parte in certi +ignominiosi profitti. + +--È impossibile,» sclamò Emilia; «ma perdonatemi, signore, non so quel +che mi dico; perdonate al mio dolore: io credo, e debbo credere che +foste male informato: il cavaliere ha senza dubbio nemici che hanno +esagerato questi rapporti. + +--Vorrei crederlo, ma nol posso; mi son deciso a parlarvene soltanto +per l'interesse che prendo alla vostra felicità, e dietro mia piena +convinzione.» + +Emilia taceva, e rammentavasi le parole di Valancourt, che avevano +scoperto tanti rimorsi, è sembravano confermare i detti del conte; non +aveva però il coraggio di convincersene, ed il suo cuore era oppresso +dall'angoscia. Dopo una lunga pausa Villefort soggiunse: + +«Mi accorgo dei vostri dubbi, e li trovo naturali; è giusto ch'io vi +dia la prova di quanto ho detto, eppure nol posso senza esporre +qualcuno a me sommamente caro. + +--Cosa temete, signore?» disse Emilia; «se posso prevenirlo; +affidatevi al mio onore. + +--Mi affido senza dubbio all'onor vostro, ma posso io fidarmi +egualmente del vostro coraggio? Credete voi di poter resistere alle +preghiere di un amante corrisposto, che, nel suo dolore, vorrà sapere +il nome di chi lo priva della sua felicità? + +--Non sarò esposta a questa tentazione, signore,» disse Emilia, con +nobile fierezza, pur reprimendo a stento le lagrime; «non potrei +continuare ad amare una persona che non posso più stimare, e perciò vi +do la mia parola d'onore. + +--Vi dirò dunque tutto; la convinzione è necessaria alla vostra futura +pace, e la mia intiera confidenza è il solo mezzo per procurarvela. +Enrico, il figlio mio, è stato troppo spesso testimone della cattiva +condotta del cavaliere: vi fu quasi trascinato anche lui, e si +abbandonò a mille stravaganze; ma riuscii a preservarlo dalla +perdizione. Giudicate ora, signora Emilia, se un padre, a cui +l'esempio del cavaliere ha quasi traviato l'unico figlio, non abbia un +titolo bastante per avvertire quelli ch'egli stima, di non affidare la +loro felicità in tali mani. Ho veduto io stesso il cavaliere impegnato +nel giuoco con tai persone, che fremo al solo rammentarle; se ne +dubitate ancora potete informarvi meglio da mio figlio. + +--Non dubito, o signore, dei fatti dei quali foste testimone, o che +affermate,» disse Emilia, soccombendo al suo dolore; «il cavaliere si +sarà forse abbandonato ad eccessi nei quali non cadrà più; se aveste +conosciuto la purità dei suoi primi principii, potreste scusare la mia +attuale incredulità. + +--Aimè! quanto è difficile il credere ciò che ci affligge! ma non +voglio consolarvi con false speranze... Noi sappiamo tutti quale +attrattiva abbia la passione del giuoco, e quanto sia difficile il +vincerla. Il cavaliere si correggerebbe forse per un certo tempo, ma +tornerebbe ben presto a ricadere nella funesta sua inclinazione. Temo +la forza dell'abitudine, temo anzi che il suo cuore sia già corrotto. +E perchè dovrei nascondervelo? Il giuoco non è il suo unico vizio; +pare ch'egli abbia preso il gusto di tutti i piaceri vergognosi.» + +Qui il conte ammutolì; Emilia, addolorata, sentendosi quasi mancare, +aspettava ciò che aveva ancora da dirle. Villefort, visibilmente +agitato, continuò: «Sarebbe una delicatezza crudele se persistessi a +tacerlo; per due volte, le stravaganze del cavaliere lo trassero nelle +carceri di Parigi, d'onde è uscito, a quanto mi fu accertato da +persone degne di fede, la mercè d'una certa contessa notissima, e +colla quale viveva tuttavia quand'io partii da Parigi.» + +E cessò di parlare; guardando Emilia, si accorse che cadeva svenuta, e +s'affrettò a soccorrerla. Passò qualche tempo prima ch'ella potesse +riaversi: allora si trovò fra le braccia, non già del conte ma di +Valancourt, il quale l'osservava con occhio smarrito, volgendole la +parola con voce tremante. Al suono di quella voce tanto nota, Emilia +aprì gli occhi, ma li rinchiuse tosto, e svenne di nuovo. + +Il conte, con un'occhiata severa, fe' segno al giovane di +allontanarsi. Questi non fece che sospirare e chiamare Emilia +presentandole acqua. Il conte ripetè il suo gesto, e l'accompagnò con +qualche parola; Valancourt rispose con uno sguardo risentito, ricusò +di abbandonare il suo posto, finchè Emilia non fosse rinvenuta, e non +permise ad alcuno di avvicinarsele; ma nell'istante parve che la sua +coscienza l'informasse del soggetto dell'abboccamento del conte e di +Emilia: i suoi occhi si accesero di sdegno, che fu tosto represso +dall'espressione d'un profondo dolore: il conte, osservandolo, fu +mosso a pietà più che ad ira. Emilia, ripreso l'uso dei sensi, si mise +a piangere amaramente, ma facendosi coraggio ringraziò il conte ed +Enrico, con cui Valancourt era entrato nel parco, e s'avviò al +castello, senza dir nulla a quest'ultimo. Colpito nel cuore da tal +condotta, egli esclamò: «Gran Dio! In qual modo ho io meritato questo +trattamento? Che vi hanno detto per cambiarvi a tal punto?» Emilia, +senza rispondere, ma sempre più commossa, raddoppiava il passo. + +«Accordatemi pochi minuti di colloquio,» le diss'egli avanzandosi al +di lei fianco, «ve ne scongiuro: io sono infelice.» + +Quantunque avesse parlato sottovoce, il conte lo intese, e replicò che +Emilia era troppo indisposta, onde poter parlare con alcuno, ma che +ardiva accertare ch'ella avrebbe veduto il signor Valancourt il dì +seguente se fosse stata meglio. Il giovane arrossì, guardò Villefort +con fierezza, quindi Emilia con espressione di dolorosa sorpresa, poi +raccogliendosi alquanto, soggiunse: + +«Ebbene, verrò, signora; approfitterò del _permesso del signor +conte_.» + +E fatto un leggiero inchino, si allontanò. + +Appena rientrata nel suo appartamento, Emilia fu agitata da mille +pensieri rammentandosi il racconto di Villefort. Talora credea che +avessero falsamente accusato Valancourt, parendole impossibile che +quel carattere sì franco e leale avesse potuto avvilirsi e cadere sì +basso. Tal altra dubitava perfino della buona fede del conte, +supponendolo spinto da motivi segreti a rompere la sua relazione con +Valancourt; ma, riflettendoci, respingeva di poi siffatto pensiero. In +ogni modo sentiva il peso della sua sventura. In mezzo al tumulto de' +contrari affetti, si rammentò la semplicità dimostrata da Valancourt +la sera precedente. Se avesse potuto dar ascolto al cuore, ne avrebbe +sperato bene. Non poteva risolversi ad allontanarsi da lui per sempre, +prima di avere acquistata una prova più convincente della sua cattiva +condotta. + +Infine deliberò di tornare al convento per passarvi due o tre giorni. +Nello stato in cui si trovava, la società le diveniva insopportabile. +Sperava che la solitudine del chiostro e la bontà della badessa +l'aiuterebbero a riprendere qualche impero su sè medesima, ed a +sostenere lo scioglimento che pur troppo prevedeva. Le pareva che +sarebbe stata meno afflitta se Valancourt fosse morto, o s'egli avesse +sposato qualche rivale. Ciò che la riduceva alla disperazione, era il +vedere l'amante disonorato e coperto d'obbrobrio, costringendola così +a strapparsi dal cuore un'immagine sì lungamente adorata. + +Le triste riflessioni vennero interrotte da un biglietto di +Valancourt, il quale, dipingendo il disordine dell'anima sua, la +scongiurava di riceverlo quella sera medesima, anzichè la mattina. +Provò essa tanta agitazione, che non ebbe la forza di rispondere: +desiderava vederlo, per uscire da quello stato d'incertezza. Recatasi +dal conte, gli domandò consiglio. Villefort le rispose che, se credeva +avere forza bastante da sopportare questa scena, credeva utile ad +ambedue di accelerarla. + +La fanciulla rispose all'amante che acconsentiva a vederlo, e procurò +in seguito di raccogliere le forze ed il coraggio di cui aveva tanto +bisogno per sostenere un colloquio che doveva distruggere le sue più +dolci e care speranze. + + + + +CAPITOLO XL + + +Allorchè vennero ad avvertire Emilia che Villefort desiderava vederla, +s'immaginò che vi fosse Valancourt. Nell'avvicinarsi al gabinetto del +conte, la sua emozione divenne sì forte, che, non osando mostrarsi, si +trattenne in sala per riaversi. Rimessasi alquanto, entrò, e trovò +Valancourt seduto presso il conte. Si alzarono ambidue, e quest'ultimo +si ritirò. + +Emilia stava cogli occhi bassi, non potendo parlare, e respirando +appena. Valancourt le sedette vicino; sospirava, e taceva. Finalmente, +con voce tremante disse: «Desiderai vedervi stasera per uscire almeno +dall'orribile incertezza in cui mi piombò il vostro cambiamento. +Alcune parole del conte mi hanno spiegato qualcosa. Mi accorgo che ho +nemici, invidiosi della mia felicità, accaniti a distruggerla; e +m'accorgo parimente che il tempo e la lontananza indebolirono i vostri +sentimenti per me.» + +Queste ultime parole furono pronunziate colla massima commozione, ed +Emilia non potè rispondere. + +«Quale incontro è il nostro?» esclamò Valancourt alzandosi, e +camminando a gran passi per la stanza; «quale incontro, dopo una sì +lunga e barbara separazione!» Tornò a sedere, poi soggiunse: «Emilia +crudele, voi non mi parlate?» Si coprì la faccia come per nascondere +l'agitazione, e prese la mano di lei, che non seppe ritirarla. Essa +non potè trattenere le lacrime: tutta la sua tenerezza tornò. Il +giovane se ne accorse, un raggio di speranza gli surse nell'anima. + +«E che! voi mi compiangete?» diss'egli; «voi mi amate ancora! Siete +sempre la mia Emilia! Soffrite ch'io creda alle vostre lacrime. + +--Sì, vi compiango, ma debbo io amarvi? Credete voi di essere tuttavia +quel medesimo stimabile Valancourt ch'io amava pel passato? + +--Che voi amavate pel passato?» sclamò egli. «L'istesso, l'istesso...» +Si fermò un istante per la gran commozione, e continuò dolorosamente: +«No, non sono più lo stesso, io son perduto: non son più degno di +voi.» E si coprì di nuovo la faccia. Emilia era troppo colpita da una +confessione tanto sincera per poter rispondere. Lottava contro il suo +cuore, e sentiva il pericolo di fidar troppo nella sua risoluzione in +presenza dell'amante. Le premea di por fine ad un colloquio sì penoso +per entrambi. Ma, quando pensava che probabilmente sarebbe stato +l'ultimo, mancavale ogni coraggio per non sentire più che il dolore e +la tenerezza. + +Valancourt intanto, divorato dai rimorsi e dall'affanno, non aveva +forza, nè volontà di esprimersi. Sembrava appena sensibile alla +presenza di Emilia, e non faceva che piangere. + +«Risparmiatemi,» gli disse la fanciulla, «il dispiacere di riparlare +dei dettagli della vostra condotta, che mi obbligano a troncare la +nostra relazione; bisogna separarci, ed io or vi vedo per l'ultima +volta. + +--No,» esclamò Valancourt, «il vostro cuore non può essere d'accordo +col labbro; non potete pensare a respingermi per sempre da voi. + +--Bisogna separarci,» ripetè Emilia, «e per sempre; la vostra condotta +ce ne impone la necessità. + +--È la decisione del conte, ma non la vostra; ed io saprò con qual +diritto egli si frappone tra noi.» Ed alzatosi, percorrea a passi +precipitosi la camera. + +--Disingannatevi,» disse Emilia non meno commossa. «La decisione è +mia, il mio riposo lo esige. + +--Il vostro riposo esige che noi ci separiamo per sempre!» sclamò +Valancourt. «È vero ch'io sono decaduto dalla mia propria stima: ma +come avreste potuto rinunziare così presto a me, se non aveste già +cessato di amarmi, o se non aveste ceduto alle suggestioni d'un +altro?... No, Emilia, voi non vi acconsentirete, se mi amate ancora, e +troverete la vostra felicità nel conservare la mia. + +--Come potrei essere scusabile,» rispos'ella, «se io vi affidassi il +riposo della mia vita? Come potreste consigliarmelo, se vi fossi cara? + +--Se mi foste cara? è egli possibile che dubitiate dell'amor mio? Ma +sì, avete ragione di dubitarne, poichè io son meno disposto all'orrore +di separarmi da voi, che a quello d'avvolgermi nella mia rovina. Sì, +son rovinato, e rovinato senza risorsa; sono oppresso dai debiti, e +non so come pagarli.» + +Sì dicendo, gli occhi di lui erano smarriti e pieni di disperazione. +Emilia fu costretta di ammirare la sua franchezza, e parve essere per +qualche minuto in lotta con sè medesima. + +«Io non prolungherò,» diss'ella alfine, «un abboccamento il cui esito +non può essere felice. Valancourt, addio. + +--No, voi non partirete,» gridò egli imperiosamente, «non mi lascerete +così prima che l'animo mio abbia raccolta la forza necessaria per +sopportare la mia perdita.» + +Emilia, spaventata dal suo disperato dolore, gli disse con dolcezza: + +«Riconosceste voi stesso la necessità di separarci; se volete farmi +vedere che mi amate, perchè opporvi? + +--Io era uno stolto quando vi confessava... Emilia, è troppo: voi non +v'ingannate sulle mie colpe, ma il conte è la barriera, e non sarà a +lungo l'ostacolo della mia felicità. + +--Ora voi parlate veramente da stolto: il conte non è vostro nemico, +Valancourt; gli è mio amico, e questa sola considerazione dovrebbe +bastare per farvelo riguardare come vostro. + +--Vostro amico!» disse vivamente Valancourt; «da quanto tempo è egli +tale, per farvi obliare così presto l'amante? È egli vostro amico +colui che vi suggerì di preferire Dupont? Dupont, che voi dite avervi +ricondotta dall'Italia? Dupont, ch'io dico avermi rapito il vostro +cuore? Ma io non ho diritto d'interrogarvi. Siete padrona di voi +stessa; ma quel Dupont non trionferà a lungo della mia sciagura.» + +Emilia, più spaventata che mai dal furore di Valancourt, gli disse: + +«In nome del cielo, siate ragionevole; calmatevi; Dupont non è vostro +rivale, ed il conte non è suo difensore; voi non avete altri nemici +che voi stesso, e mi convinco sempre più che non siete quel Valancourt +che ho amato tanto.» + +Egli non rispose; coi gomiti appoggiati sul tavolino, stava +silenzioso. Emilia era muta e tremante, e non osava lasciarlo. + +«Infelice!» esclamò egli poco dopo; «io non posso lagnarmi senza +accusarmi! Perchè fui io trascinato a Parigi? Perchè non seppi +difendermi dalle seduzioni che dovevano rendermi disprezzabile per +sempre?» Voltosi quindi vêr lei, le prese la mano, e le disse +affettuosamente: «Emilia, potete voi sopportare l'idea della nostra +separazione? Potete voi abbandonare un cuore che vi ama come il mio? +Un cuore che, malgrado i suoi errori, apparterrà a voi sola?» La +fanciulla non rispondeva se non colle lacrime. «Io non aveva,» +soggiunse egli, «un solo pensiero che volessi nascondervi non un +piacere, nè un desiderio, ai quali voi non poteste prender parte. +Queste virtù potrebbero appartenermi tuttora, se la vostra tenerezza, +che le aveva alimentate, non fosse cambiata senza rimedio; ma voi non +mi amate più: quelle ore felici passate insieme si presenterebbero +alla vostra immaginazione, e non potreste pensarvi con indifferenza. +Non vi affliggerò oltre, ma prima ch'io parta, permettetemi di +ripetervi, che qualunque possa essere il mio destino ed i miei +patimenti, non cesserò mai d'amarvi teneramente. Io parto, Emilia, vi +lascio per sempre.» + +La di lui voce s'indebolì, e cadde sulla sedia nel massimo +abbattimento. Emilia non poteva nè uscire, nè dirgli addio. Tutte le +di lui follie erano quasi cancellate dal suo spirito, e non sentiva +più che dolore e pietà. + +«Ditemi almeno,» disse Valancourt, «che mi vedrete un'altra volta.» Il +cuore di lei fu in certa qual guisa sollevato da tale preghiera. Si +sforzò di persuadersi che non doveva negargliela; ma provava nondimeno +qualche imbarazzo pensando ch'era in casa del conte, il quale avrebbe +potuto offendersi del ritorno di Valancourt; finì ad acconsentirvi a +patto che non avrebbe considerato il conte come nemico, nè Dupont come +rivale; allora egli partì talmente consolato dalle ultime parole di +lei, che perdè il primiero sentimento della sua disgrazia. + +Emilia tornò in camera per ricomporsi e nascondere le orme delle +lacrime: ella ebbe però difficoltà a calmarsi, non potendo bandire la +rimembranza di quest'ultima scena, nè l'idea di rivedere Valancourt, +giacchè quest'ultimo abboccamento sembravale dover essere più +terribile del precedente. Il giovane le aveva fatta grand'impressione, +malgrado quanto aveva saputo. Pareale impossibile ch'egli avesse +potuto depravarsi al punto che le si voleva far credere, ed avrebbe +ceduto forse alle lusinghiere persuasioni del suo cuore, senza la +prudenza di Villefort, il quale le rappresentò il pericolo della sua +situazione, e la poca speranza che poteva offrire un nodo la cui +felicità doveva consistere nel ristabilimento d'un patrimonio +scialacquato, e nell'obblìo delle più viziose abitudini; e' fu perciò +afflittissimo, ch'ella avesse condisceso ad un secondo colloquio. + +Quella notte Emilia non potè chiuder occhio. + +Valancourt intanto era in preda all'angosce della disperazione. La +vista di Emilia aveva rinnovata l'antica fiamma, indebolita solo +leggermente dall'assenza e dalle distrazioni d'una vita tumultuosa. +Allorchè, ricevendo la sua lettera era partito per la Linguadoca, +sapeva pur troppo che le sue follie l'aveano rovinato, nè pensava di +nasconderlo all'amante; si affliggeva solo del ritardo che la sua +condotta potrebbe cagionare al loro matrimonio, nè prevedeva come tale +informazione avrebbe potuto indurla a rompere ogni loro legame. +Oppresso all'idea di questa eterna separazione, lacerato dai rimorsi, +attendeva il secondo abboccamento in uno stato quasi di delirio; ma +sperava però sempre di ottenere a forza di preghiere qualche mutamento +nella di lei risoluzione. + +La mattina le fece domandare a che ora avrebbe potuto riceverlo: +quand'essa ricevè il biglietto, era col conte, che approfittò del +nuovo pretesto per riparlarle di Valancourt. Vedeva la disperazione +della giovine amica, e temeva che il coraggio l'abbandonasse. Emilia +rispose al biglietto, ed il conte ritornò sul proposito dell'ultima +conversazione. Egli parve temere le tentazioni di Valancourt, e le +disgrazie alle quali si esporrebbe per l'avvenire, se non resisteva ad +un dispiacere presente e passaggiero: queste ripetute ammonizioni +potevano sole premunirla contro gli effetti della sua affezione, ed +ella risolse di seguire i di lui consigli. + +Giunse alfine l'ora dell'abboccamento: Emilia si presentò sostenuta +nel contegno, ma Valancourt, troppo agitato, restò qualche minuto +senza poter parlare; le sue prime frasi furono preghiere, lamenti, +rimproveri contro sè medesimo; in seguito le disse: «Emilia, vi ho +amata, e vi amo più di me stesso; son rovinato per colpa mia, ma +intanto non posso negare ch'io preferissi trascinarvi in un'unione +infelice, anzichè soffrire, perdendovi il castigo che merito... Io +sono un infelice, ma non voglio più esser un vile; non cercherò più di +smovervi dalla vostra risoluzione colle istanze d'una passione +egoista. Io rinunzio a voi, Emilia, e cercherò di consolarmi, pensando +che, se sono disgraziato, voi potete almeno esser felice. Non ho, è +vero, il merito del sacrifizio, e non avrei mai avuta la forza di +farvi libera, se la vostra prudenza non l'avesse esigiuto.» + +La fanciulla procurava di rattenere le lagrime, e stava per dirgli: +«Voi parlate ora come facevate una volta.» Ma restò in silenzio. + +«Perdonatemi, Emilia,» ripigliò egli, «tutte le inquietudini che vi ho +cagionate. Pensate talvolta al povero Valancourt, e ricordatevi, che +la di lui sola consolazione sarà di sapere che le sue follie non vi +resero infelice.» + +Le lagrime sgorgarono in copia dagli occhi di Emilia, la quale si +sforzò di farsi coraggio e por fine ad un colloquio che aumentava la +loro comune afflizione. Valancourt la vide piangere mentre si alzava; +fece un nuovo sforzo per contenere i propri sentimenti, e calmare +quelli di Emilia. + +«La rimembranza di questo doloroso momento,» le diss'egli, «sarà in +futuro la mia salvaguardia. L'esempio e la tentazione non potranno più +sedurmi. La memoria di quel pianto che versate per me, mi darà la +forza di superare ogni pericolo.» + +Emilia, alquanto consolata da tale assicurazione, rispose: + +«Noi ci separiamo per sempre; ma se la mia felicità vi è cara, +ricordatevi ognora che nulla vi potrà maggiormente contribuirvi colla +certezza che voi riacquistaste la vostra propria stima.» + +Valancourt le prese la mano, aveva gli occhi lagrimosi, e l'addio che +voleva pronunziare veniva soffocato dai singulti. Dopo qualche +momento, Emilia, tutta commossa, disse: + +«Addio, Valancourt, possiate essere eternamente felice! Addio,» ripetè +nuovamente volendo ritirare la mano; ma egli la teneva stretta fra le +sue, e la bagnava di lacrime. «Perchè prolungare questi momenti?» +continuò ella, con voce inarticolata; «essi son troppo penosi per noi. + +--Troppo, sì, troppo, davvero,» sclamò Valancourt, lasciandole la +mano, e abbandonandosi sulla sedia, celossi la faccia. Dopo un lungo +intervallo, durante il quale Emilia piangeva amaramente e Valancourt +lottava contro il suo dolore, egli si alzò di nuovo, e prendendo un +accento più fermo, disse: «Io vi affliggo, ma l'ambascia che provo +dev'essere la mia scusa. Addio, Emilia, voi sarete sempre l'unico +oggetto della mia tenerezza. Pensate qualche volta all'infelice +Valancourt, almeno per compassione, se non per istima, giacchè cosa +sarebbe per me il mondo intiero senza di voi e senza la vostra stima? +Cara Emilia, addio per sempre.» + +Le baciò la mano, la guardò per l'ultima volta e fuggì +precipitosamente. + +Emilia restò nell'atteggiamento in cui l'aveva lasciata, col cuore +così oppresso, che poteva appena respirare; udì il rumore dei di lui +passi indebolirsi mano mano. Fu scossa da tale stato dalla voce della +contessa che parlava in giardino. Allora versò lagrime che la +sollevarono, e così, ripreso vigore, ebbe la forza di recarsi alla sua +camera. + + + + +CAPITOLO XLI + + +Torniamo a Montoni, la cui sorpresa e rabbia per la fuga di Emilia +fecero tosto luogo ad interessi più urgenti. Le sue depredazioni +eransi talmente moltiplicate, che il senato di Venezia, malgrado la +sua debolezza e l'utilità, che all'occasione avrebbe potuto ritrarre +da Montoni, non volle sopportarle più a lungo. Fu decretato pertanto +di distruggere le di lui forze e punire il suo brigandaggio. Un grosso +stuolo di milizie accingevasi a marciare contro il castello di Udolfo. +Un giovane ufficiale, animato contro Montoni dal risentimento di +qualche ingiuria particolare, o fors'anco dal desiderio di +distinguersi, chiese udienza al ministro che dirigeva quest'impresa. +Gli rappresentò che Udolfo era un forte situato in un luogo troppo +formidabile per essere preso d'assalto. Un corpo di truppe non poteva +avvicinarvisi senza che Montoni ne fosse avvertito. L'onore della +repubblica si opponeva al piano d'assediare quel castello con un +esercito regolare. Bastava un pugno di gente risoluta, ed era +probabilissimo d'incontrare ed attaccare Montoni ed i suoi fuori delle +mura, ovvero avvicinandosi al castello colla cautela compatibile con +pochi soldati, sarebbe stato facile trar vantaggio da qualche +tradimento o negligenza, per penetrare d'improvviso nell'interno. + +Il piano, seriamente meditato, fu affidato allo stesso ufficiale che +l'aveva concepito. Dapprincipio egli usò l'astuzia; si accampò nei +dintorni di Udolfo e procurò guadagnarsi l'assistenza de' vari +condottieri. Non ne trovò neppur uno che non fosse pronto a tradire un +padrone imperioso, per assicurarsi così il perdono del senato. +Informatosi del numero delle truppe di Montoni, seppe che i suoi +ultimi successi le avevano aumentate d'assai. Non iscoraggitosi per +questo, appiccò intelligenze nell'interno della piazza, che gli +procurarono la parola d'ordine, e mescolatosi colla sua gente ai +seguaci di Montoni, potè introdursi nel castello e sorprenderlo, +mentre un altro stuolo de' suoi, dopo una lieve resistenza, faceva +cedere le armi alla guarnigione. Tra le persone prese con Montoni, +trovavasi Orsino: avendo saputo, dopo l'inutile sforzo fatto per +rapire Emilia, che quello scellerato aveva raggiunto Montoni ad +Udolfo, Morano ne aveva avvertito il senato. Il desiderio di prendere +quest'uomo, autore dell'assassinio d'un senatore, fu uno dei motivi +che fecero accelerare l'impresa, il cui successo riuscì gradito tanto, +che, malgrado i sospetti politici e l'accusa segreta di Montoni, il +conte Morano fu rimesso in libertà. La celerità e facilità di questa +spedizione prevennero il chiasso e le dicerie, sicchè Emilia, in +Linguadoca, ignorò la disfatta e l'umiliazione del suo crudele +persecutore. + +Il di lei spirito era sì oppresso da tanti affanni, che verun sforzo +della sua ragione, valea a superarne l'effetto. Villefort non +risparmiava alcun mezzo per consolarla. L'invitava spesso a +passeggiare con lui e colla figlia, e tenevale acconci discorsi +sperando sradicare gradatamente il soggetto del suo dolore e +risvegliare in lei nuove idee. Emilia, vedendo in lui un vero amico, +il protettore della sua gioventù, lo prese ad amare con affetto +figliale. + +Il di lei cuore si apriva con Bianca come con una sorella. La bontà e +semplicità di questa fanciulla compensavala abbastanza della +privazione di qualche vantaggio più lusinghiero. Passò qualche tempo +prima che Emilia potesse distrarsi tanto dal pensiero di Valancourt, +per ascoltare l'istoria promessale dalla vecchia Dorotea, la quale in +fine, premurosa di narrargliela, glie ne fece sovvenire, e Emilia +l'aspettò l'istessa sera. + +Infatti, dopo mezzanotte, giunse Dorotea, e dopo pochi minuti di +riposo cominciò così il suo racconto: «Sono ormai venti anni che la +signora marchesa arrivò in questo castello. Quanto era bella allorchè +entrò nella sala ov'eravamo riuniti per riceverla! Quanto sembrava +felice il signore marchese! Chi l'avrebbe potuto indovinare! Ma che +dico? Signora Emilia, mi parve che la marchesa fosse un poco afflitta. +Lo dissi a mio marito, ed egli mi rispose che sbagliava: non glie ne +parlai più, e tenni per me le mie osservazioni. La signora marchesa +aveva all'incirca la vostra età, e, come l'ho spesso notato, vi +somigliava moltissimo. Il signor marchese diede feste splendide, e +pranzi così magnifici, che da quel tempo il castello non fu mai così +brillante. Io allora era giovine ed allegra quanto chicchessia. Mi +rammento che ballava con Filippo il cantiniere; era vestita in gran +gala. Vi giuro che faceva la mia figura. Il signor marchese allora mi +osservava. Ah! egli era pur allora il bravo signore. Chi avrebbe +potuto mai supporre che lui... + +--Ma la marchesa cosa faceva?» interruppe Emilia. + +--Ah! sì, è vero. La marchesa mi pareva che non fosse felice. Io la +sorpresi una volta a piangere. Allorchè mi vide, si asciugò gli occhi +sforzandosi di ridere. Non osai domandarle che avesse, ma la seconda +volta che la trovai in quello stato, glie ne chiesi il motivo, e parve +offendersene. Non le dissi più nulla, ma però indovinai qualcosa. +Pareva che il padre l'avesse costretta a sposare il marchese per le +sue ricchezze. Essa amava un altro signore, grandemente invaghito di +lei. M'immaginai dunque che si affliggesse d'averlo perduto, ma però +non me ne ha parlato mai. La mia padrona procurava di nascondere le +sue lacrime al marito. Io la vedeva spesso dopo i suoi trasporti di +dolore, prendere un'aria tranquilla quand'egli entrava. Il mio padrone +divenne d'improvviso pensieroso e severo colla moglie, la quale se ne +afflisse, senza però lagnarsene mai. Allora parve disposta a tornare +di buon umore, ma il marchese era così salvatico, e le rispondeva con +tanta durezza, che fuggiva piangendo nella sua stanza. Io ascoltava +tutto nell'anticamera. Povera signora! qualche volta credeva che il +marchese fosse geloso: la mia padrona, benchè ammirata da tutti, era +troppo onesta per meritare il più lieve sospetto. Fra tutti i +cavalieri che frequentavano il castello eravene uno che mi pareva +fatto per lei. Egli era così gentile, così galante! Ho osservato +sempre che, quando veniva in casa il signor marchese era più +malcontento del solito, e la padrona più pensierosa. Mi venne allora +in idea che fosse quello il gentiluomo amante e riamato da lei, ma non +ho potuto mai assicurarmene. + +--Quale era il nome di quel cavaliere?» disse Emilia. + +--Non posso dirvelo, signorina, perchè non conviene. Una persona morta +poco tempo fa mi ha assicurato che la marchesa non era in buona regola +la moglie del marchese, avendo ella prima sposato segretamente il +cavaliere che amava. Non ardì confessarlo al padre, uomo brutale, ma +non è verosimile, ed io non l'ho mai creduto. Come vi diceva, il +marchese era quasi fuori di sè, allorchè quel cavaliere veniva qui. Il +trattamento che faceva del continuo alla moglie la rese alfine +infelicissima. Non voleva più che vedesse alcuno, e la costringeva a +vivere affatto isolata. Io l'ho sempre servita: vedeva i suoi +patimenti, ma ella non se ne doleva mai. Dopo un anno di questa vita, +la padrona si ammalò: credei da principio che il suo male derivasse +dagli affanni; ma, ohimè! temo molto che quella malattia non avesse un +motivo più terribile. + +--Più terribile!» sclamò Emilia; «ed in qual modo? + +--Io ne dubito molto; vi furono circostanze strane davvero, ma vi +dirò solo ciò che accadde. Il signor marchese... + +--Zitto! Dorotea.» + +La vecchia mutò colore. Ascoltarono tuttaddue attentamente, e udirono +cantare. + +«Mi pare di aver già sentita questa voce,» disse Emilia. + +--L'ho intesa spesso anch'io, e sempre precisamente a quest'ora,» +disse Dorotea con gravità. «Se gli spiriti possono cantare, certo +questa musica non può venire che da loro.» + +A misura che la musica si avvicinava, Emilia la riconobbe per +l'istessa già intesa all'epoca della morte del padre. La custode +soggiunse: + +«Mi pare d'avervi già detto, signorina, che cominciai a sentire questa +musica poco dopo la morte della mia cara padrona. + +--Zitto,» disse Emilia, «apriamo la finestra ed ascoltiamo.» Ma la +musica si allontanò insensibilmente, e tutto rientrò nel silenzio. Il +paese intiero era avvolto nelle tenebre, e lasciava scorgere solo +indistintamente qualche parte del giardino. + +Emilia, appoggiata alla finestra, considerava quel tenebrore con +rispettoso silenzio, ed alzava gli occhi al cielo adorando i decreti +del Supremo Fattore. Dorotea allora continuò con voce sommessa: + +«Vi diceva adunque, signorina, che mi rammentava della prima sera in +cui intesi questa musica: ciò avvenne una notte poco dopo la morte +della mia cara padrona. Non so per qual motivo non era andata ancora a +dormire, e pensava dolorosamente alla marchesa, ed alla trista scena +ond'era stata testimone. Tutto era tranquillo, e la mia camera era +lontana da quelle degli altri domestici; in quella solitudine, e colla +fantasia piena di tristi idee, mi trovava isolata, e bramava udire +qualche rumore, giacchè sapete che quando si ode movimento, non si ha +tanta paura. Io mi asteneva perfino dal girare gli occhi per la +camera, temendo sempre di vedere la faccia moribonda della mia povera +padrona, che mi stava presente: quando d'improvviso intesi una dolce +armonia, la quale pareva essere sotto la mia finestra; non ebbi la +forza di alzarmi, ma credei fosse la voce della marchesa, e piansi di +tenerezza. Da quella notte, intesi spesso quest'armonia, la quale però +era cessata da qualche mese, ma ora è tornata di nuovo. + +--È strano,» disse Emilia, «che non siasi ancora scoperto il cantore. + +--Oh! signora, se fosse una persona naturale, si conoscerebbe da molto +tempo; ma chi può avere il coraggio di correr dietro ad uno spirito? E +quand'anco avesse tal coraggio, cosa si scoprirebbe? Gli spiriti, come +sapete, possono prender la figura che vogliono: ora son qui, ora son +là, e poco dopo sono cento miglia distanti. + +--Di grazia, riprendiamo l'istoria della marchesa,» disse Emilia; +«informatemi del genere della sua morte. + +--Sì, signora... Il marchese divenne sempre più burbero, e la signora +peggiorava tutti i giorni. Una notte vennero a chiamarmi; corsi da +lei, e fui spaventata dallo stato in cui la trovai. Qual cambiamento! +Mi guardò in modo da muovere a compassione i sassi. Mi pregò di +chiamar il marchese, che non si era fatto vedere per tutto il giorno, +avendo cose segrete da comunicargli. Venne; parve afflittissimo di +vederla così malata, e parlò poco. La mia padrona gli disse che si +sentiva moribonda, e desiderava parlargli senza testimoni; io uscii, e +non mi dimenticherò mai l'occhiata che mi lanciò in quel momento. +Allorchè rientrai, dissi al padrone di mandar a chiamare un medico, +immaginando che il dolore gl'impedisse di pensarvi; la signora rispose +ch'era troppo tardi: ma egli pareva non crederle, e riguardare la sua +malattia come leggera. Di lì a poco cadde in terribili convulsioni; +urlava orrendamente. Il marchese fece partire un uomo a cavallo per +cercar il medico. Io restai presso la marchesa, procurando di +sollevarla. In un intervallo molto doloroso mandò a cercar di nuovo il +padrone: egli venne, ed io voleva ritirarmi, ma ella desiderò che non +m'allontanassi. Oh! io non mi scorderò mai quella scena. Il marchese +perdeva quasi la ragione; ma la signora gli parlava con tanta bontà, e +si dava tanta pena per consolarlo, che se mai egli avesse avuto +qualche sospetto, doveva cancellarlo in quel momento. Sembrava +oppresso dalla rimembranza de' suoi maltrattamenti, ed ella ne fu +tanto commossa, che svenne fra le mie braccia. Io feci subito uscire +il marchese, il quale corse nel suo gabinetto, e si gettò per terra, +non volendo più veder nessuno. Quando la signora fu alquanto rimessa, +chiese sue nuove, e disse in seguito che il di lui dolore l'affliggeva +troppo, e che bisognava lasciarla morire in pace. Spirò nelle mie +braccia colla dolcezza d'un angelo, giacchè la crisi violenta era già +passata.» + +Dorotea versò un torrente di lagrime. Emilia pianse con lei, +intenerita dalla bontà della marchesa, e dalla rassegnazione colla +quale aveva sofferto. + +«Il medico giunse,» continuò Dorotea, «ma troppo tardi. Parve +stupefatto nel vedere il cadavere della mia padrona, la cui faccia era +divenuta livida e nera. Fece uscire tutti, e mi volse singolari +domande a proposito della marchesa e della sua malattia. Scuoteva la +testa alle mie risposte, e pareva giudicare sinistramente. Io lo +compresi pur troppo, ma non comunicai le mie congetture se non a mio +marito, che mi raccomandò di tacere: alcuni altri domestici ebbero +però gli stessi sospetti che circolarono nel vicinato. Allorchè il +marchese seppe che la signora era morta, si rinchiuse nel suo +appartamento, e non volle vedere che il medico. Restarono insieme più +di un'ora, e il dottore non mi parlò più della marchesa, la quale fu +sepolta nella chiesa del convento. Tutti i vassalli assistettero +piangendo al suo funerale, perchè era molto caritatevole. Quanto al +signor marchese, io non ho mai veduto un'afflizione come la sua, e +talvolta nell'eccesso del dolore perdeva l'uso dei sensi. Non restò +molto tempo nel castello, e partì pel suo reggimento. Poco dopo, tutti +furono congedati, tranne mio marito e me, nè l'ho riveduto mai più. + +--La morte della marchesa pare straordinaria!» disse Emilia, +desiderando saperne qualcosa di più. + +--Sì, signora, fu straordinaria. Vi dico tutto ciò che ho veduto, e +voi potete indovinar quel che ne penso; non posso dir altro per non +diffondere ciarle che potrebbero offendere il signor conte. + +--Avete ragione; sapete voi dove sia morto il marchese? + +--Nell'Alsazia, a quanto credo,» rispose Dorotea. «Mi rallegrai molto +quando seppi che arrivava il signor conte. Questo luogo è stato lunga +pezza in una trista desolazione. Noi vi udimmo rumori straordinari, +poco dopo la morte della padrona, ed io, con mio marito, ci ritirammo +in una casuccia poco lontana. Adesso, signora Emilia, che vi ho +raccontato questa tragica istoria, vi rammenterò la vostra promessa di +non lasciarne traspirar nulla ad alcuno. + +--Sarò fedele alla mia parola,» rispose Emilia; «ciò che mi narraste +m'interessa assai più di quanto potete supporre. Vorrei solo pregarvi +di nominarmi il cavaliere che, secondo voi, s'interessava tanto per la +marchesa.» + +Dorotea negò assolutamente di acconsentirvi, e tornò a parlare della +somiglianza di lei colla marchesa. + +--«Vi è un altro ritratto di questa,» soggiunse, «ed è in una delle +stanze chiuse. Fu fatto prima del suo matrimonio, e voi le somigliate +assaissimo.» + +La fanciulla mostrò desiderio di vederlo, e Dorotea rispose che non +aveva coraggio di entrare in quell'appartamento. Emilia le rammentò +che, il dì innanzi, il conte aveva parlato di farlo aprire. La custode +convenne allora d'andarlo prima a vedere con lei. + +La notte era molto avanzata, e Emilia troppo commossa dal racconto +inteso per visitare così tardi quel luogo. Pregò dunque la vecchia di +tornare la notte seguente. Oltre il desiderio di vedere il ritratto, +sentiva un'ansiosa curiosità di visitare la camera ov'era morta la +marchesa, e che, secondo Dorotea, era rimasta nel primiero stato. La +commozione che le cagionava l'aspettativa di una tale scena, era +allora conforme allo stato del di lei spirito. Oppressa dal +cambiamento della sua sorte, gli oggetti piacevoli aumentavano la sua +malinconia in vece di dissiparla; forse aveva torto di piangere sì +amaramente un infortunio inevitabile; ma veruno sforzo della ragione +valeva a lasciarle scorgere con indifferenza l'avvilimento di colui +che aveva già stimato ed amato con tanto trasporto. + +Dorotea promise di tornare la notte seguente colle chiavi +dell'appartamento, e si ritirò. + +Emilia restò alla finestra, meditando tristamente sul destino +dell'infelice marchesa, ed aspettando ansiosa il ritorno della musica +notturna. La calma non fu turbata se non dallo stormir delle frondi +agitate da lieve brezzolina. La campana del convento suonò mattutino, +e Emilia se ne andò a letto cercando nel sonno l'oblio della dolorosa +storia della marchesa di Villeroy. + + + + +CAPITOLO XLII + + +La notte seguente, all'istessa ora circa, Dorotea venne a prendere +Emilia e portò le chiavi dell'appartamento della marchesa, che si +trovava dalla parte opposta, al nord. Dovevano passare vicino alle +stanze della servitù, e Dorotea desiderava sfuggire alle loro +osservazioni. Volle dunque aspettare un'altra mezz'ora ond'assicurarsi +che tutti i servitori dormissero. Era quasi un'ora dopo mezzanotte +allorchè si misero in cammino. Dorotea andava innanzi e portava il +lume; ma il suo braccio, indebolito dal timore e dalla vecchiaia, +tremava sì forte, che Emilia, presa ella stessa la lucerna, s'offrì a +sostenere i di lei passi mal sicuri. Bisognava scendere lo scalone, +traversare gran parte del castello, e salire l'altro situato al nord. +Non incontrarono nulla che alterasse vie maggiormente la loro agitata +fantasia, e giunte in cima alla scala Dorotea mise la chiave nella +serratura. «Ah!» diss'ella sforzandosi di girarla; «è chiusa da tanto +tempo, che forse la ruggine non ci permetterà di aprirla.» Emilia +però, più destra di lei, girò la chiave, aprì la porta, ed entrarono +in una stanza antica e spaziosa. + +«Dio buono!» disse Dorotea nell'entrare; «l'ultima volta che son +passata da questa porta, io seguiva la salma della mia povera +padrona!» + +Traversarono una fila di stanze, e giunsero in un salotto adorno +ancora con magnificenza. + +«Riposiamo qui un momento,» disse Dorotea; «quella è la porta della +camera, in cui è morta la padrona. Ah! signorina, perchè mi avete +fatto venir qua?» + +Emilia, vedendo la povera vecchia in uno stato compassionevole, la +fece sedere e procurò di tranquillarla. + +«Come la vista di questo appartamento mi richiama alla memoria +l'immagine del tempo passato! Mi pare che fosse ieri.» + +--Zitto! qual rumore è questo?» disse Emilia. + +Dorotea, spaventata, guardò per tutta la camera; ascoltarono ma non +intesero nulla. La vecchia allora riprese il soggetto del suo dolore: +«Questo salotto era, al tempo della signora, la più bella stanza del +castello. Era mobiliato all'ultimo gusto. Tutti questi mobili vennero +da Parigi; quei grandi specchi sono di Venezia. Questi arazzi erano in +ispecie ammirati da tutti; rappresentano essi un'istoria che si trova +in un libro, di cui ora non mi ricordo il nome.» + +Emilia si alzò per esaminarli. Alcuni versi in provenzale, in fondo ai +medesimi, le fecero riconoscere la storia di Coriolano. + +Dorotea essendosi alquanto rimessa, aprì finalmente la porta fatale. +Entrarono in una camera cupa e spaziosa. La custode si abbandonò tosto +su d'una sedia esalando profondi sospiri, e ardiva appena alzar gli +occhi. Emilia osservò il letto ove dicevasi morta la marchesa. Era +parato di damasco verde. Un gran panno di velluto nero lo cuopriva +fino a terra. Mentre la fanciulla, col lume in mano, girava intorno +alla camera: «Dio buono!» esclamò Dorotea; «mi par di veder la mia +padrona distesa su quel letto, come la vidi per l'ultima volta. Ah!» +soggiunse ella piangendo ed appoggiandosi al letto; «io era qui quella +notte terribile: le teneva la mano; intesi le sue ultime parole, vidi +tutti i suoi patimenti, e spirò fra le mie braccia. + +--Non vi abbandonate a queste funeste rimembranze,» disse Emilia; +«usciamo e mostratemi il ritratto di cui mi parlate. + +--Egli è nel gabinetto,» rispose Dorotea, mostrandole un uscio. +L'aprì, ed entrarono ambedue nel gabinetto della marchesa. + +«Aimè! eccola là,» disse la custode, additando un quadro. «Ecco +com'era allorchè giunse qui. Vedete bene ch'era fresca quanto voi.» + +Mentr'ella continuava a smaniarsi, Emilia osservava attenta il +ritratto, che somigliava moltissimo alla miniatura trovata fra le +carte di Sant'Aubert: eravi soltanto una piccola differenza +nell'espressione della fisonomia, e le parve riconoscere nel quadro +un'ombra di quella malinconia pensierosa che caratterizzava sì forte +il ritratto in miniatura. + +«Vi prego, signorina,» disse Dorotea, «di situarvi presso questo +quadro, affinchè io possa confrontarvi.» + +Emilia la compiacque, e la vecchia rinnovò gli atti di sorpresa sulla +di lei somiglianza. La fanciulla tornò a guardare, e le parve d'aver +veduta in qualche parte una persona simigliante al ritratto; ma non +potè rammentarselo bene. In quel gabinetto eranvi tuttavia molte cose +d'uso della defunta, un abito, una sottana, un cappello, scarpe e +guanti gettati là sul tavolino, come se li avesse cavati poco prima: +eravi inoltre un gran velo nero ricamato; Emilia lo prese in mano per +esaminarlo, ma si avvide tosto che cadeva in pezzi per vetustà; lo +depose, e scorrendo il gabinetto, tutti gli oggetti le pareano parlar +della marchesa. + +Rientrata nella camera, Emilia volle vedere di nuovo il letto; +osservando la punta bianca del guanciale che usciva di sotto al +velluto nero, le parve scorgere un movimento. Senz'aprir bocca prese +il braccio di Dorotea, la quale, sorpresa dall'azione e dal terrore di +lei, rivolse gli occhi verso il letto, e vide il velluto sollevarsi ed +abbassarsi; Emilia volle fuggire, ma la vecchia, cogli occhi fissi sul +letto, le disse: «E il vento, signorina; abbiamo lasciato tutte le +porte aperte. Vedete come l'aria agita anche il lume; è il vento +sicuramente.» + +Appena ebbe detto così, il panno si agitò con maggior violenza. +Emilia, vergognandosi del suo timore, si riavvicina al letto, volendo +assicurarsi se il vento solo le avesse impaurite: osserva +attentamente, il velluto si agita ancora, si solleva e lascia +vedere... una figura umana. Misero entrambe un grido spaventoso, e +lasciando le porte aperte, fuggirono a precipizio. Allorchè giunsero +alla scala, Dorotea aprì una camera, in cui dormivano due serve, e +cadde svenuta sul letto. Emilia, abbandonata dalla sua solita presenza +di spirito, fece un debole sforzo per nascondere alle donne stupefatte +la vera cagione del suo terrore. Dorotea, riavendosi, si sforzò di +ridere del suo timore; ma quelle serve, giustamente allarmate, non +poterono risolversi a passare il resto della notte in vicinanza del +terribile appartamento. + +La custode condusse Emilia alle sue stanze, ove parlarono con più +calma del caso strano. Quest'ultima avrebbe quasi dubitato di quella +visione, se la vecchia non glie ne avesse attestata la realtà. Le +domandò dunque se era ben sicura che qualcuno non si fosse introdotto +segretamente colà: essa le rispose che le chiavi non erano mai uscite +dalle sue mani, e facendo spesso la ronda, aveva più volte esaminata +quella porta, e trovatala sempre chiusa. + +«È dunque impossibile,» soggiunse ella, «che nessuno siasi introdotto +in quelle stanze, e quando avessero potuto farlo, com'è probabile che +abbiano scelto d'andar a dormire in un luogo così freddo e solitario!» + +Emilia le fece osservare che la loro gita notturna poteva essere stata +spiata; che forse qualcuno, per burla, le aveva seguite +coll'intenzione di far loro paura, e che, mentre esaminavano il +gabinetto, erasi nascosto nel letto. Dorotea convenne da principio che +la cosa era possibile, ma si rammentò quindi che, entrando, aveva per +precauzione levata la chiave della prima porta, e chiusala di dentro. +Non eravi dunque potuto penetrare alcuno, e Dorotea affermò che il +fantasma veduto non aveva nulla d'umano, ed era una spaventevole +apparizione. + +Emilia era molto commossa; di qualunque natura fosse +quell'apparizione, umana o soprannaturale, il destino della marchesa +era una verità incontrastabile. L'inesplicabile incidente accaduto nel +luogo istesso dov'era morta, incusse ad Emilia un timore +superstizioso. Scongiurò Dorotea di non parlare di quel caso a +chicchessia, perchè il conte non fosse importunato da rapporti che +avrebbero potuto spargere l'allarme in tutta la casa. + +La vecchia acconsentì, ma si rammentò allora che l'appartamento era +rimasto aperto, e non si sentì il coraggio di tornar sola a chiuderlo. +Emilia, vincendo i suoi timori, le offrì di accompagnarla sino in +fondo alla scala, ed ivi aspettarla. Rianimata da tale compiacenza, +Dorotea andò nel modo proposto, e si contentò di chiuder la prima +porta e poi raggiungere Emilia. Avanzandosi lungo l'andito che +conduceva nella sala, udirono sospiri e lamenti che sembravano venire +dal salone medesimo. Emilia ascoltò attenta, e riconobbe subito la +voce di Annetta, che, spaventata dal racconto fattole dalle due serve, +e non credendosi sicura che vicino alla padrona, andava a rifugiarsi +da lei. Emilia cercò indarno di tranquillarla; ebbe pietà del suo +spavento, ed acconsentì a lasciarla dormire nella sua camera. + + + + +CAPITOLO XLIII + + +Gli ordini precisi dati ad Annetta da Emilia, di tacere, cioè, +sull'occorso, non produssero verun effetto. Il soggetto del di lei +terrore aveva sparso un allarme così vivo tra la servitù, che tutti +affermavano allora di aver sentito nel castello i rumori più +straordinari. Il conte ne fu ben presto informato, e gli disser che +la parte del nord era indubbitatamente frequentata dagli spiriti. Ne +rise in principio, e mise la cosa in ridicolo, ma accorgendosi quindi +che produceva confusione nel castello, proibì di parlarne sotto pena +di castigo. L'arrivo di qualche amico lo distrasse intieramente, ed i +suoi medesimi servi non avean tempo di parlare di quest'affare se non +dopo aver cenato. Riuniti allora nel tinello, raccontavano del +continuo istorie di morti, di maghi, di spiriti e d'ombre fino al +punto che non ardivano più alzar gli occhi, tremavano tutti al più +piccolo rumore, e ricusavano di andar soli in qualunque luogo della +casa. + +Annetta si distingueva raccontando non solo i prodigi, ond'era stata +testimone, ma anche tutto ciò che aveva immaginato nel recinto del +castello di Udolfo. Non obliava la strana scomparsa della signora +Laurentini, che faceva una forte impressione sull'animo degli +ascoltanti. Annetta avrebbe anche chiacchierato de' sospetti concepiti +su Montoni, se il prudente Lodovico, allora al servizio di Villefort, +non l'avesse sempre a tal punto interrotta. + +Tra i forestieri venuti a visitare il conte nel suo castello, eranvi +il barone di Santa-Fè suo amico, e il di lui figlio, cavaliere +amabilissimo e sensibile. Egli aveva conosciuto Bianca a Parigi l'anno +precedente, e concepita per lei una vera passione. L'antica amicizia +del conte per suo padre, e le reciproche convenienze di cotesto +parentado, aveanlo fatto internamente desiderare al conte. Ma trovando +la figlia ancor troppo giovine per fissare la scelta della sua vita, e +volendo d'altronde provar la costanza del cavaliere, aveva differito +di approvare quest'unione, senza però toglierne la speranza. Or il +giovine veniva col barone suo padre a reclamare il premio della sua +perseveranza; il conte acconsentì, e Bianca non vi si oppose. + +Il castello, così bene abitato, divenne ridente e magnifico. Il +casino sulla riva del mare era spessissimo visitato da tutta la +compagnia, che vi cenava quasi sempre quando permettevalo il tempo, e +la sera finiva regolarmente con un'accademia di musica. Il conte e la +contessa erano buoni filarmonici. Enrico, il giovine Santa-Fè, Bianca +ed Emilia avevano tutti bella voce, ed il gusto suppliva alla mancanza +del metodo. Parecchi suonatori di corni e strumenti a fiato, posti nel +bosco, rispondevano con soavi armonie a quella che partiva dal casino. + +In ogni altro tempo quei luoghi sarebbero stati deliziosi per Emilia, +ma troppo oppressa allora dalla sua malinconia, trovava che nessun +divertimento poteva riuscire a distrarla, e spesso l'interessantissima +melodia di quelle accademie accresceva invece la sua tristezza. +Preferiva perciò di passeggiar sola ne' boschi circostanti. La calma +che vi regnava influiva sul suo cuore, e non tornava al castello se +non costrettavi dall'assoluta oscurità. Una sera vi si trattenne più +del solito: assisa su d'un masso, vide la luna sorgere sull'orizzonte +a poco a poco, e rivestir successivamente della sua debole luce il +mare, il castello ed il convento di Santa Chiara poco distante. +Pensierosa, contemplava e meditava, quando d'improvviso una voce e la +musica, già udita a mezzanotte, venne a colpirle l'orecchio. Il +sentimento che provò fu un misto di sorpresa e terrore, considerando +il suo isolamento. La musica si avvicinò; si sarebbe alzata per +fuggire, ma i suoni parevan venire dalla parte per cui doveva passare, +e tutta tremante ristette ad aspettar gli eventi; d'improvviso la +musica cessò, e vide uscir dal bosco e passare una figura molto vicino +a lei, ma così ratto, e l'emozione di lei fu si grande, che non +distinse quasi nulla. Finalmente tornò al castello, risoluta di non +venir più sola e così tardi in quel luogo. + +Questo leggiero avvenimento produsse grand'impressione sul di lei +spirito. Rientrata in camera, si rammentò sì bene l'altra circostanza +spaventosa di cui era stata testimone pochi di prima, che appena ebbe +coraggio di restar sola. Vegliò a lungo, ma nessun rumore venendo a +rinnovare i suoi timori, andò a letto per cercar di gustare un po' di +riposo. + +Fu breve però; un chiasso spaventoso e singolare parve sorgere dal +corridoio: s'udirono gemiti distinti; un corpo pesante urtò l'uscio +che fu scosso dalla violenza del colpo: essa chiamò per sapere che +fosse: non le fu risposto, ma ad intervalli udiva cupi gemiti. Il +terrore la privò sulle prime della favella; ma quando intese strepito +di passi nella galleria, gridò più forte. I passi fermaronsi al di lei +uscio; ella distinse la voce di alcune fantesche, che pareano troppo +occupate per poter risponderle. Annetta entrò a prender acqua, ed +Emilia seppe allora come una donna fosse svenuta; la fece portare in +camera per prestarle soccorso. Quando colei ebbe ricuperato i sensi, +affermò che, salendo le scale per andar a dormire, aveva visto un +fantasma sul secondo ripiano. Essa tenea la lampada abbasso a motivo +dei gradini rovinati; sollevando gli occhi, scorse lo spettro, il +quale dapprima immobile in un cantuccio, erasi poscia cacciato sulla +scala, scomparendo alla porta dell'appartamento visitato ultimamente +da Emilia. Un suono lugubre era susseguito a questo prodigio. + +La fante tornò a scendere e correndo spaventata, era andata a cadere +con un grido dinanzi all'uscio d'Emilia. + +«Il diavolo senza dubbio,» disse Dorotea, accorsa al chiasso, «ha +preso una chiave di quell'appartamento; non può essere altri; ho +chiusa la porta io stessa.» + +La fanciulla sgridò la donna dolcemente, e cercò di farla vergognare +del suo spavento. La fante persistè a sostenere d'aver visto una vera +apparizione. Tutte le altre donne accompagnaronla alla di lei stanza, +tranne Dorotea, che Emilia trattenne seco. La vecchia, tutta paurosa, +narrolle antiche circostanze in appoggio del caso occorso. Di tal +novero era una consimile apparizione da lei vista nel medesimo sito; +tal rimembranza aveala fatta esitare prima di salir la scala, ed avea +accresciuta la di lei ripugnanza ad aprir l'appartamento del nord. +Emilia s'astenne dall'esternare la sua opinione intorno a ciò; ma +ascoltò attentamente la ciarliera, e ne risentì vie maggiore +inquietudine. + +Da quella notte il terrore de' servi crebbe al punto, che gran parte +di essi risolse d'accommiatarsi. Se il conte prestava fede ai loro +timori, aveva cura di dissimularlo, e volendo prevenire +gl'inconvenienti che lo minacciavano, impiegava il ridicolo ed i +ragionamenti per distruggere quei timori e quegli spaventi +soprannaturali. Nondimeno, la paura aveva reso tutti gli spiriti +ribelli alla ragione. Lodovico scelse quel momento per provare al +conte il suo coraggio e la riconoscenza pe' di lui buoni trattamenti. +Si offrì di passare una notte nella parte del castello, cui +pretendevano abitata dagli spiriti, ch'egli assicurava di non temere; +e se fosse comparso qualche essere vivente, disse che avrebbe fatto +vedere che nol temea egualmente. + +Il conte riflettè alla proposta; i domestici che lo udirono si +guardarono l'un l'altro muti per la sorpresa e la paura. Annetta, +spaventata per Lodovico, impiegò lagrime e preghiere per dissuaderlo +da tale disegno. + +«Tu sei un bravo giovane,» disse il conte sorridendo; «pensa bene alla +tua impresa prima di accingerviti, ma se vi persisti, accetto la tua +offerta, e la tua intrepidezza sarà generosamente ricompensata. + +--Eccellenza,» rispose Lodovico, «io non desidero ricompense, ma la +vostra approvazione. Vostra eccellenza ha già avuto molta bontà per +me. Desidero soltanto aver qualche arme per difendermi in caso di +bisogno. + +--Una spada non potrà difenderti contro gli spiriti,» disse +ironicamente il conte, guardando i servi; «essi non temono nè porte, +nè catenacci: un fantasma, voi lo sapete, passa tanto dal buco d'una +serratura, come da una porta aperta. + +--Datemi una spada, signor conte,» disse Lodovico, «ed io m'incarico +di cacciare nel mar Rosso tutti gli spiriti che volessero attaccarmi. + +--Ebbene,» rispose il conte, «avrai una spada, e di più una buona +cena. I tuoi camerati avranno forse il coraggio di restare ancora per +istanotte nel castello: certo è che almeno per questa notte il tuo +ardire attirerà su di te tutti i malefizi dello spettro.» + +Una estrema curiosità contrastò allora colla paura nello spirito degli +uditori, i quali risolsero d'aspettare l'esito della temeraria impresa +del loro collega. + + + + +CAPITOLO XLIV + + +Il conte avea ordinato che l'appartamento del nord fosse aperto e +preparato, ma Dorotea, rammentandosi quanto ci aveva veduto, non ebbe +coraggio di obbedire: nessuno dei servitori volle prestarvisi, ed esso +restò chiuso fino al momento in cui Lodovico doveva entrarvi, momento +aspettato da tutti con impazienza. + +Dopo cena, il giovane seguì il conte nel suo gabinetto, e vi rimasero +quasi mezz'ora; nell'uscire, il conte gli consegnò una spada. «Questa +ha servito nelle guerre mortali,» diss'egli ridendo; «tu ne farai +senza dubbio uso onorevole in una mischia affatto spirituale; e +domattina sentirò con piacere che non resta più un solo fantasma nel +castello.» + +Lodovico ricevè la spada con un saluto rispettoso, e rispose: «Sarete +obbedito, signor conte, e m'impegno da ora in avanti che veruno +spettro non turbi ulteriormente il riposo di questa dimora.» + +Recaronsi nel salotto, ove gli ospiti del conte aspettavano per +accompagnarlo all'appartamento del nord. Dorotea consegnò le chiavi a +Lodovico, e s'incamminò a quella volta in compagnia della maggior +parte degli abitanti. Giunti a' piè della scala, parecchi servitori, +impauriti, non vollero andar più innanzi, e gli altri la salirono sino +al pianerottolo. Lodovico mise la chiave nella serratura, ed intanto +tutti lo guardavano con tanta curiosità, come se fosse occupato di +qualche operazione magica; e siccome egli non era pratico di quella +serratura, Dorotea l'aprì pian piano; ma quando i di lei sguardi +ebbero penetrato nell'interno oscuro della stanza, mise un grido e si +ritirò. A questo segnale d'allarme, la maggior parte degli spettatori +fuggirono a precipizio giù per la scala; il conte, Enrico e Lodovico, +rimasti soli, entrarono nell'appartamento; Lodovico teneva in mano la +spada nuda, il conte portava una lampada, ed Enrico un paniere pieno +di provvisioni pel bravo avventuriere. Traversando quella fila di +stanze, il conte restò sorpreso del loro stato rovinoso, ed ordinò al +servo di dire il giorno dopo a Dorotea, d'aprire tutte quelle +finestre, volendo far restaurare quel magnifico appartamento; indi gli +chiese dove facesse conto di stabilirsi. + +«Dicono esserci un letto in una stanza; è là che voglio dormire, se +per caso mi sentissi stanco di vegliare.» + +Giunti alla camera indicata, v'entrarono tutti: il conte fu colpito +nel vederne l'aspetto funebre; accostossi al letto commosso, e +trovandolo coperto col panno di velluto nero, sclamò: «Che cosa +significa ciò?--Mi fu detto che la marchesa di Villeroy è morta in +questo luogo stesso, e vi giacque sino all'ora del seppellimento. Quel +velluto ricopriva per certo il feretro.» + +Il conte non rispose nulla, ma divenne pensieroso; voltossi quindi +verso Lodovico, gli domandò con serietà se realmente avrebbe coraggio +di restar lì solo tutta la notte. «Se hai paura,» soggiunse, «non +arrossire di confessarmelo; io saprò scioglierti dal tuo impegno senza +esporti ai sarcasmi degli altri.» + +L'orgoglio e qualche poco di paura parevan tenere perplessa l'anima di +Lodovico. Finalmente l'orgoglio trionfò e rispose: + +«No, signore, no, finirò l'impresa che ho cominciata, e sono commosso +della vostra attenzione. Accenderò un bel fuoco nel camino, e spero +passare bene il tempo colle provvisioni del paniere. + +--Benissimo, ma come farai a difenderti dalla noia, se tu non potessi +dormire? + +--Quando sarò stanco, eccellenza, non avrò paura di dormire; ma in +tutti i casi ho meco un libro che mi divertirà. + +--Spero che non sarai sturbato; ma se nel corso della notte tu potessi +concepire qualche serio timore, vieni a trovarmi nel mio appartamento. +Confido troppo nel tuo giudizio e coraggio, per temere che tu possa +spaventarti per qualche frivolezza. Domani io t'avrò l'obbligo d'un +servigio importante. Si aprirà l'appartamento, e tutta la servitù sarà +convinta della sua stoltezza. Buona notte, Lodovico; vieni a trovarmi +di buon'ora, e ricordati ciò che ti ho detto. + +--Sì, signore, me ne rammenterò. Buona notte, eccellenza; permettete +che vi faccia lume.» + +Accompagnò il conte ed Enrico fino all'ultima porta, e siccome qualche +servitore, nel fuggire, aveva lasciato un lume sul pianerottolo, il +contino lo prese, e augurò la buona notte a Lodovico, il quale rispose +con molto rispetto, e chiuse la porta. Cammin facendo per tornare +nella camera da letto, esaminò con iscrupolosa cura tutte le stanze +per le quali doveva passare, temendo vi si potesse essere nascosto +qualcuno per ispaventarlo. Non vi trovò nessuno. Lasciò aperti tutti +gli usci, e giunse nel salone, la cui muta oscurità lo fece gelare. +Voltandosi indietro a guardare la lunga fila di stanze percorse, nel +procedere innanzi scorse un lume e la propria figura riflettuti in uno +specchio; rabbrividì. Altri oggetti pingeansivi oscuramente; non si +fermò a considerarli; avanzandosi ratto nella camera da letto, vide la +porta dell'oratorio. L'aprì, tutto era tranquillo. Colpito alla vista +del ritratto della defunta, lo considerò lungo tempo con sorpresa ed +ammirazione. Esaminato quindi il luogo, rientrò in camera, ed accese +un buon fuoco, la cui vivida fiamma rianimò il di lui spirito, che +cominciava a indebolirsi per l'oscurità e pel silenzio. Non si sentiva +allora se non il vento soffiare attraverso le finestre, prese una +sedia trascinò un tavolino presso al fuoco, cavò una bottiglia di vino +con alcune provvisioni dal paniere, e cominciò a mangiare. Allorchè +ebbe cenato, pose la spada sul tavolino, e non essendo disposto a +dormire, trasse di tasca il libro ond'aveva parlato. Era una raccolta +di antiche novelle provenzali. Attizzò il fuoco, smoccolò la lampada, +e si mise a leggere. La novella che scelse attirò in breve tutta la +sua attenzione........ + +Il conte frattanto era tornato nel tinello ove tutti l'aspettavano. +Ciascuno era fuggito al grido penetrante di Dorotea, e gli fecero +mille domande sullo stato dell'appartamento. Il conte li beffò per +quella fuga precipitata e la superstiziosa loro debolezza. + +Quando la compagnia si fu separata, il conte si ritirò nel suo +quartiere. La rimembranza delle scene onde la casa era stata il +teatro, l'affannava singolarmente. Alla fine fu scosso da' suoi +pensieri dal suono d'una musica che intese vicino alla finestra. + +«Cos'è quest'armonia?» diss'egli al suo cameriere; «chi suona e canta +a quest'ora sì tarda?» + +Pietro rispose, quella musica aggirarsi spesso intorno al castello +verso mezzanotte, e credere averla udita anch'egli altre volte. + +«Che bella voce!» soggiunse il conte; «che suono melodioso è mai +questo! sembra qualcosa di sovrumano. Ma ora si allontana...» + +E fatto cenno al servo di ritirarsi, stette assorto un pezzo in +dubbiosi pensieri. + +Lodovico intanto, nella sua camera isolata, sentiva tratto tratto il +rumore lontano di una porta che si chiudeva. L'orologio del salone, da +cui era molto distante, suonò dodici colpi. «È mezzanotte,» diss'egli, +e guardò per la camera. Il fuoco era quasi spento; l'alimentò con +nuove legna, bevve un buon bicchier di vino, e avvicinandosi sempre +più al caminetto, procurò di esser sordo al rumorio del vento che +fischiava da tutte le parti. Infine, per resistere alla malinconia che +gradatamente s'impadroniva di lui, riprese la sua lettura. + +Dopo qualche tempo, depose il libro avendo sonno; accomodatosi alla +meglio sulla sedia, si addormentò. Gli parve vedere in sogno la +camera, ove si trovava realmente; due o tre volte si svegliò dal sonno +leggero, sembrandogli scorgere la faccia d'un uomo appoggiata alla sua +sedia. Quest'idea fece su di lui tanta impressione, che, alzando gli +occhi, gli parve quasi di vederne altri che si fissassero nei suoi. Si +alzò e andò a fare una visita scrupolosa della camera, prima di +convincersi appieno non esservi nessuno dietro la sedia. + + + + +CAPITOLO XLV + + +Il conte dormì pochissimo, si alzò di buon'ora, e premuroso di parlar +con Lodovico, corse all'appartamento del nord. La prima porta era +chiusa di dentro, e fu perciò costretto a batter forte, ma nè i suoi +colpi, nè la sua voce vennero ascoltati. Considerando la distanza che +separava quella porta dalla camera da letto, credè che Lodovico, +stanco di vegliare, si fosse profondamente addormentato. Poco sorpreso +adunque di non ricevere veruna risposta, si ritirò e andò a +passeggiare pe' boschi. + +Il tempo era oscuro; i fiochi raggi del sole combattevano i vapori che +sorgevano dal mare, ricoprendo la cima degli alberi dalle frondi +gialleggianti per la stagione autunnale. La bufera era calmata, ma +l'onde, sempre commosse, muggivano tuttora. + +Emilia erasi egualmente alzata di buon'ora, ed aveva diretto i passi +verso il promontorio alpestre dal quale scoprivasi l'Oceano. Gli +avvenimenti del castello occupavano il suo spirito, e Valancourt +formava eziandio l'oggetto de' suoi tristi pensieri; non poteva +esserle ancora indifferente. La sua ragione le rimproverava sempre una +tenerezza che sopravviveva nel suo cuore alla stima; rammentavasi +l'espressione de' suoi sguardi allorchè l'avea abbandonato, l'accento +con cui le disse addio, e se qualche caso aumentava l'energia de' suoi +pensieri, struggevasi in amare lacrime. Giunta all'antica torre, si +riposò su di un gradino mezzo rovinato, osservando le onde che +venivano lentamente a frangersi sulla riva, cospargendo gli scogli +dalla bianca loro spuma. Il monotono loro fragore, e le grige nubi che +velavano il cielo, rendeano la scena più misteriosa ed analoga allo +stato del suo cuore. Tale stato le divenne troppo penoso; si alzò, e +traversando una parte delle ruine, guardando a caso su d'un muro vide +alcune parole malamente scolpite colla punta d'un coltello; le +esaminò, e riconobbe il carattere di Valancourt: le lesse tremando. + +Chiaro dunque appariva che Valancourt aveva visitato quella torre, ed +era anzi probabile che fosse stato nella notte precedente ch'era stata +burrascosa, e quei versi descrivevano un naufragio: inoltre parea che +non avesse abbandonato quelle rovine se non da poco tempo, chè il sole +essendo sorto allora, non poteva avere scolpiti quei caratteri +all'oscuro. Era dunque probabilissimo che Valancourt fosse nelle +vicinanze. + +Mentre tutte queste idee si presentavano con rapidità +all'immaginazione di Emilia, tante emozioni la combatterono, che ne fu +quasi oppressa; ma ebbe la prudenza di sfuggire un incontro pericoloso +alla sua virtù, e s'incamminò in fretta alla volta del castello. +Ricordandosi allora della musica già sentita e della figura passatale +così vicino quella sera, fu quasi tentata di credere nella sua +agitazione che fosse lo stesso Valancourt. Fatti pochi passi, incontrò +il conte, che per distrarla dall'afflizione in cui la vide, le fece +conoscere la risposta dell'avvocato di Aix, suo amico, a proposito +della cessione dei beni della signora Montoni. + +Ritornati al castello, Emilia si ritirò nella sua camera, ed il conte +andò all'appartamento del nord. La porta n'era peranco chiusa. Il +conte chiamò forte Lodovico, senza ricevere risposta. Sorpreso di tale +silenzio, cominciò a temere non fosse accaduta qualche disgrazia +all'infelice, o che la paura di qualche oggetto immaginario l'avesse +fatto svenire. Cercò alcuni servitori, ai quali chiese se avessero +veduto Lodovico, ma tutti risposero che, dalla sera precedente, +nessuno erasi più avvicinato all'appartamento del nord. + +«Egli dorme profondamente,» disse il conte, «è così lontano dalla +porta d'ingresso, che non può sentire; bisognerà gettarla a terra. +Prendete una leva e seguitemi.» + +I servi rimasero muti e confusi; nessuno si movea. Dorotea parlò di +un'altra porta che dalla galleria dello scalone metteva +nell'anticamera del salotto, ed era per conseguenza assai più vicina +alla camera da letto. Il conte vi andò, ma tutti i suoi sforzi furono +inutili; per cui la fece atterrare. Esso entrò pel primo; Enrico lo +seguì co' più coraggiosi, e gli altri aspettarono sulla scala. Regnava +in quel luogo il più cupo silenzio. Entrato nel salotto, il conte +chiamò Lodovico, ma, non ricevendo risposta, aprì egli stesso, ed +entrò. Il silenzio assoluto regnante colà confermò i suoi timori; +Enrico fece aprire le imposte d'una finestra, ma Lodovico non fu +trovato, malgrado le più esatte ricerche nell'oratorio, nel letto, ed +in tutte le altre stanze. Tutte le porte che comunicavano al di fuori, +erano chiuse internamente come pure tutte le finestre. Lo stupore del +conte fu inesprimibile; rientrò nella camera, ove tutto era al suo +luogo. La spada stava sul tavolino, colla lucerna, un libro ed un +mezzo bicchier di vino. Accanto al caminetto eravi il paniere con un +resto di provvisioni, e legna col fuoco spento. Il conte parlava poco, +ma il di lui silenzio esprimeva molto. Pareva che Lodovico avesse +dovuto fuggire per qualche uscio segreto ed ignoto. Il conte non +poteva risolversi ad ammettere una causa soprannaturale; e poi, quando +anche vi fosse, quest'uscio segreto, come spiegare i motivi della sua +fuga? + +Villefort aiutò egli stesso a staccare il parato di tutte le stanze, +per iscuoprire se nascondeva qualche apertura, ma tutto indarno. Egli +si ritirò dunque dopo aver chiuso il salotto, e messasene la chiave in +tasca. Diede ordini pressanti perchè si cercasse Lodovico fino ne' +dintorni, e si ritirò con Enrico nel suo gabinetto, ove restarono +un'ora circa. Qualunque fosse stato il soggetto della loro conferenza, +Enrico da allora perdè tutto il brio, e diveniva grave e riservato +allorchè trattavasi il soggetto che allarmava tutta la famiglia. La +paura dei servi crebbe al punto che la maggior parte di essi partì +immediatamente, e gli altri restarono finchè il conte non li avesse +surrogati. Le ricerche più esatte sul destino di Lodovico furono +inutili. Dopo molti giorni d'indagini, la povera Annetta si abbandonò +alla disperazione, e la sorpresa generale fu al colmo. + +Emilia, il cui spirito era stato vivamente commosso dalla strana fine +della marchesa, e dalla misteriosa relazione ch'essa immaginava aver +esistito fra lei e Sant'Aubert, era colpita in ispecie da un caso sì +straordinario. Era inoltre afflittissima della perdita di Lodovico, la +cui probità, fedeltà ed i servigi meritavano tutta la sua stima e +riconoscenza. Desiderava trovarsi nella placida solitudine del suo +convento; ma tutte le volte che ne parlava al conte, questi ne la +dissuadea teneramente; ella sentiva per lui l'affetto, l'ammirazione +ed il rispetto di una figlia; e Dorotea consentì alfine ch'ella +l'informasse dell'apparizione da loro veduta nella camera da letto +della marchesa. In tutt'altro momento avrebbe sorriso della di lei +relazione, ma allora ascoltolla sul serio, ed allorchè ebbe finito, le +raccomandò il più scrupoloso segreto. «Qualunque possa essere la causa +di questi avvenimenti singolari,» disse il conte, «il tempo solo può +spiegargli. Io veglierò con cura su quanto accadrà nel castello, ed +impiegherò ogni mezzo per iscuoprire il destino di Lodovico. Intanto +usiamo prudenza e circospezione. Andrò io stesso a passare una notte +intiera in quell'appartamento, ma fintantochè ne determini l'istante, +voglio che l'ignorino tutti.» La vecchia Dorotea gli raccontò allora +le particolarità della morte della marchesa, che cagionarongli alta +sorpresa. + +La settimana seguente, tutti gli ospiti del conte partirono, +eccettuato il barone, suo figlio ed Emilia. Quest'ultima ebbe +l'imbarazzo di un'altra visita del signor Dupont, che la fece +risolvere a tornar subito al convento. La gioia manifestata da +quell'uomo appassionato nel rivederla, la persuase come non avesse +rinunziato alla speranza di farla sua, Emilia però fu seco lui molto +riservata. Il conte lo ricevè con piacere, glielo presentò sorridendo, +e parve ritrarre buon augurio dall'impaccio in cui la vedea. + +Dupont però lo comprese meglio, perdè d'improvviso ogni brio, e +ricadde nel languore e nello scoraggiamento. + +Il giorno seguente, nondimeno, spiò l'occasione di spiegare il motivo +della sua visita, e rinnovò la domanda. Questa dichiarazione fu +ricevuta da Emilia con visibile dispiacere: procurò di addolcirgli la +pena d'un secondo rifiuto, coll'assicurazione reiterata della sua +stima e amicizia. Più persuasa che mai dell'inconvenienza d'un più +lungo soggiorno nel castello, andò subito ad informare il conte della +sua volontà di tornare al convento. + +«Cara Emilia,» le diss'egli, «vedo con dispiacere che incoraggite le +illusioni pur troppo comuni ai giovani cuori: il vostro ha ricevuto un +colpo violento, e credete non doverne guarir più. Cercate di +respingere queste idee; scacciate le illusioni, e svegliatevi al +sentimento del pericolo.» + +Emilia sorrise forzatamente, e rispose: «So che cosa volete dire, o +signore, e son preparata a rispondervi. Sento che il mio cuore non +proverà mai un secondo affetto, e perderei la speranza di ricuperare +ancora la pace e la tranquillità, se mi lasciassi trascinare a nuovi +impegni. + +--So bene che voi sentite tutto questo, ma so eziandio che il tempo +indebolirà tale sentimento; io posso parlarvene in proposito, e so +compatire i vostri affanni, chè conosco per esperienza cosa vuol dire +amare e piangere l'oggetto amato,» soggiunse commosso assai; +«giudicate dunque s'io debbo premunir voi contro i terribili effetti +di un'inclinazione, che può influire su tutta la vita, e abbreviare +quegli anni che avrebbero potuto esser felici. Il signor Dupont è uomo +amabile e sensibile; vi adora da lungo tempo, la sua famiglia e le +sue sostanze non son suscettibili d'alcuna obiezione. Or è superfluo +aggiungere ch'io credo il signor Dupont capace di fare la vostra +felicità. Non piangete, mia cara Emilia,» continuò il conte, +prendendole una mano; «io non voglio indurvi a sforzi violenti per +domare i vostri affetti, ma pregarvi solo a star lontana da tutte le +occasioni, che possono rammentarvi gli oggetti della vostra tristezza, +pensando qualche volta all'infelice Dupont, senza condannarlo a quello +stato di disperazione da cui bramerei veder guarita voi stessa. + +--Ah! signore,» disse Emilia, versando un torrente di lacrime, «non +vorrei che i vostri voti a tal proposito ingannassero il signor +Dupont, colla speranza ch'io possa accordargli la mia mano. Se +consulto il cuore, ciò non accadrà mai, ed io posso sopportar tutto +fuorchè l'idea che possa mai cambiar di pensiero. + +--Soffrite ch'io mi faccia interprete del vostro cuore,» ripigliò il +conte con un sorriso; «se mi fate l'onore di seguire i miei consigli +sul resto, vi perdonerò l'incredulità sulla vostra condotta futura +verso Dupont. Non vi solleciterò di restar qui più a lungo che non vi +piaccia; ma astenendomi adesso dall'oppormi alla vostra partenza, +reclamo dalla vostra amicizia qualche visita per l'avvenire.» + +Emilia ringraziollo di tante prove d'affetto, e promise di seguire i +suoi consigli, uno solo eccettuato, assicurandolo del piacere con cui +profitterebbe del suo grazioso invito, allorchè Dupont non fosse più +al castello. + +Villefort, sorridendo di questa condizione, riprese: «Vi acconsento, +il monastero è qui vicino; mia figlia ed io potremo venire spesso a +vedervi. Se però qualche volta ci permettessimo di associare un +compagno alla nostra passeggiata, ce lo perdonereste voi?» + +Emilia parve afflitta, e non rispose. + +«Ebbene,» soggiunse il conte, «non ne parliamo più; vi domando perdono +d'essermi spinto troppo oltre. Vi supplico di credere che il mio unico +scopo è un vero interesse per la vostra felicità e per quella del mio +buon amico.» + +La fanciulla scrisse alla badessa, e partì la sera del giorno +seguente. Dupont la vide partire con rammarico; ma il conte cercò +incoraggiarlo colla speranza che col tempo essa gli sarebbe stata più +favorevole. + +Emilia fu contentissima di trovarsi nel placido ritiro del chiostro, +ove la badessa le rinnovò le maggiori prove di materna bontà, +avvalorate dall'amicizia veramente fraterna delle altre monache. +Sapevano esse di già l'avvenimento straordinario del castello, e la +stessa sera, dopo cena, pregarono Emilia di raccontarne i dettagli; +essa lo fece con circospezione, estendendosi assai poco sulla +scomparsa di Lodovico. Tutte le ascoltanti convennero unanimemente a +darle una causa soprannaturale. + +«Fu creduto per molto tempo,» disse una monaca chiamata suor +Francesca, «che il castello fosse frequentato dagli spiriti, e rimasi +assai sorpresa quando seppi che il conte aveva la temerità di venire +ad abitarlo. Credo che l'antico proprietario avesse qualche peccato da +espiare. Speriamo che le virtù dell'attual possessore possano +preservarlo dal castigo riserbato al primo, se realmente era reo. + +--E di qual delitto lo sospettano?» disse una certa Feydeau, educanda. + +--Preghiamo per l'anima sua,» rispose una monaca, la quale fin allora +non avea aperto bocca. «Se fu reo, il suo castigo quaggiù bastò ad +espiarne la colpa.» + +Eravi nell'accento di tai detti un misto di serio e di singolarità che +colpì Emilia. L'educanda ripetè l'inchiesta senza badare alle parole +della monaca. + +«Non oso dire qual fu il suo delitto,» ripigliò suor Francesca. +«Intesi racconti strani a proposito del marchese di Villeroy. Dicono, +tra altri, che dopo la morte della moglie partì da Blangy, e non vi +tornò più. A quell'epoca io non era qui, e non posso dir nulla di +preciso; la marchesa era morta già da molto tempo, e la maggior parte +delle nostre suore non potrebbe dirne di più. + +--Io lo potrei,» ripigliò la monaca che avea già parlato, e che si +chiamava suor Agnese. + +--Voi sapete dunque,» disse l'educanda, «le circostanze che vi fanno +giudicare s'egli fosse colpevole o no, e qual delitto gli venisse +imputato? + +--Sì,» rispose suor Agnese; «ma chi potrebbe mai indagare i miei +pensieri? Chi oserà mescolarsi ne' miei segreti? Dio solo è il suo +giudice, ed egli è già al cospetto di quel giudice terribile. + +--Vi domandava soltanto la vostra opinione, se questo discorso vi +spiace, lo cambieremo subito. + +--Spiacevole!» rispose la monaca con affettazione. «Noi parliamo a +caso, senza pesare il valore delle parole. Spiacevole! è +un'espressione miserabile. Io vado a pregare Iddio.» + +Ed alzatasi sospirando, se ne andò. + +«Che significa ciò?» chiese Emilia. + +--Non è straordinario,» rispose suor Francesca; «ella è spesso così. La +sua ragione è alterata; vaneggia. + +--Povera donna!» soggiunse Emilia; «pregherò Dio per lei. + +--Le vostre preci in tal caso si uniranno alle nostre, giacchè ne ha +bisogno. + +--Signora,» disse la Feydeau, «fatemi la grazia di dirmi la vostra +opinione sul marchese di Villeroy. Lo strano avvenimento del castello +ha tanto eccitato la mia curiosità, che mi rende ardita a tal segno: +qual è dunque il delitto che gli viene imputato? + +--Non si può,» rispose la badessa con aria grave, «non si può +avventurare veruna proposizione sopra un soggetto così delicato. +Quanto al castigo di cui parla suor Agnese, non so che ne abbia +sofferto alcuno, ed avrà voluto di certo alludere al crudele +rimordimento di coscienza. Guardatevi bene, figliuole, di provare +questo terribile castigo, ch'è il purgatorio della nostra vita. La +marchesa è stata un modello di virtù e rassegnazione, ed il chiostro +istesso non avrebbe arrossito d'imitarla. La nostra chiesa ha ricevuto +la di lei spoglia mortale, e la sua anima è volata senza dubbio in +grembo al Creatore. Andiamo, figliuole, a pregare per gl'infelici +peccatori.» + +Ella si alzò, e la seguirono tutte alla cappella. + + + + +CAPITOLO XLVI + + +Villefort ricevè alfine una lettera dell'avvocato di Aix, che +incoraggiava Emilia ad affrettare le sue istanze pel ricupero dei beni +della zia. Poco dopo ricevè un simile avviso per parte di Quesnel; ma +il soccorso della legge non pareva più necessario, giacchè la sola +persona che avesse potuto opporsi non esisteva più. Un amico di +Quesnel, che risiedeva a Venezia, aveagli mandato la relazione della +morte di Montoni, processato con Orsino, come supposto complice +dell'assassinio del nobile veneziano. Orsino, trovato reo, fu +giustiziato; Montoni ed i suoi compagni, riconosciuti innocenti di +quel delitto, furono tutti rilasciati tranne il primo. Il senato vide +in lui un uomo pericolosissimo, e, per diversi motivi, fu ritenuto in +carcere. Vi morì in modo molto segreto e sospettossi che il veleno +troncasse i suoi giorni. La persona dalla quale Quesnel aveva ricevuto +la notizia, meritava tutta la fede. Egli diceva dunque a Emilia che +bastava reclamare i beni della zia per andarne al possesso, +aggiungendo l'avrebbe aiutata a non trascurar veruna formalità. +L'affitto della valle volgea al suo termine, per cui la consigliava di +recarsi a Tolosa. + +L'aumento del patrimonio d'Emilia aveva risvegliato in Quesnel +un'improvvisa tenerezza per la nipote, e pareva avere più rispetto per +una ricca fanciulla, di quel che non avesse sentito compassione per +un'orfanella povera e senza amici. + +Il piacere provato da Emilia a tale notizia, fu mitigato dall'idea che +colui, pel quale aveva desiderato tanto di essere nell'agiatezza, non +era più degno di lei. Nonpertanto ringraziò il cielo del benefizio +inaspettato, e scrisse a Quesnel che sarebbe stata a Tolosa pel tempo +indicato. + +Quando Villefort andò al convento in compagnia di Bianca per far +leggere ad Emilia il consulto dell'avvocato, fu istruito delle +informazioni di Quesnel, e ne felicitò sinceramente la fanciulla. +Tornò quindi a riparlare delle sue inquietudini sulla sorte di +Lodovico; e disse che, volendo far cessare tutte le ciarle e +le paure, aveva l'intenzione decisa di passare una notte intiera +nell'appartamento del nord. Emilia seriamente allarmata, unì le sue +preghiere a quelle di Bianca per distoglierlo da tale progetto. + +«Che cos'ho io da temere?» rispos'egli; «non credo aver a combattere +nemici soprannaturali, e quanto agli attacchi umani, sarò parato a +riceverli; d'altronde, vi prometto di non vegliar solo. Mio figlio mi +terrà compagnia; e se stanotte non isparirò come Lodovico, domani +saprete il risultato della mia avventura.» + +Il conte e Bianca, congedatisi poco dopo da Emilia, tornarono al +castello. + +La sera, dopo cena, Villefort s'incamminò con Enrico all'appartamento +del nord, accompagnato dal barone, da Dupont e da alcuni domestici, +che gli augurarono la buona notte alla porta. Tutto era in quelle +stanze nel medesimo stato come dopo la sparizione di Lodovico. Essi +furon costretti ad accendere il fuoco da sè, poichè nessuno si era +arrischiato a venire fin là. Esaminarono scrupolosamente la camera e +l'oratorio, e sedettero vicino al fuoco. Deposero le spade sul +tavolino, e parlarono a lungo di varie cose. Enrico era spesso +distratto e taciturno, e fissava tratto tratto un occhio diffidente e +curioso sulle parti oscure della camera. Il conte cessò a poco a poco +di parlare, e, per sottrarsi a' pensieri che l'assalivano, si mise a +leggere un volume di Tacito, ond'erasi prudentemente munito. + + + + +CAPITOLO XLVII + + +Il barone di Santa-Fè, inquieto per l'amico, non avendo potuto chiuder +occhio in tutta notte, erasi alzato di buonissima ora. Andando per +notizie passò vicino al gabinetto del conte, ed udì camminare: bussò, +e venne lo stesso Villefort ad aprirgli: lieto di vederlo sano e +salvo, il barone non ebbe tempo di osservarne la fisonomia +straordinariamente grave; le sue risposte riservate però ne lo resero +ben presto accorto. Il conte affettando di sorridere, rispose +evasivamente alle di lui interrogazioni; ma il barone divenne serio e +così pressante, che Villefort, preso allora un tuono deciso di +gravità, gli disse: + +«Amico caro, non mi domandate nulla di più, ve ne scongiuro. Vi +supplico inoltre di tacere su tutto ciò che la mia condotta avvenire +potrà avere di sorprendente. Non ho difficoltà a dirvi che sono +infelice, e che il mio esperimento non mi fece trovare Lodovico. +Scusate la mia riserva sugl'incidenti di stanotte. + +--Ma dov'è Enrico?» disse il barone, sorpreso e sconcertato dal +rifiuto. + +--È nelle sue stanze; mi farete il piacere a non interrogarlo. Potete +esser certo che il motivo che m'impone silenzio verso un amico di +trent'anni, non può derivare da un caso ordinario. La mia riserva, in +questo momento, non deve farvi dubitare nè della stima, nè +dell'amicizia mia.» + +Troncato così il discorso, scesero per la colazione. Il conte mosse +incontro alla sua famiglia con aria allegra: si schermì dalle +molteplici interrogazioni con risposte scherzose, ed assicurò, +ridendo, l'appartamento del nord non essere poi tanto da paventarsi, +se lui e suo figlio n'erano usciti sani e salvi. + +Enrico fu però meno felice ne' suoi sforzi per dissimulare; la sua +faccia portava ancora l'impronta del terrore. Era muto e pensieroso, e +quando voleva rispondere, celiando, alle pressanti dimande della +Bearn, si vedeva bene il suo brio non esser naturale. + +Dopo pranzo, il conte, a tenore della sua promessa, andò a trovare +Emilia, la quale fu sorpresa di trovare ne' suoi discorsi sugli +appartamenti del nord un misto di motteggio e riservatezza. Non disse +però nulla dell'avventura notturna; e quand'essa ardì favellargliene, +e chiedergli se si fosse accorto che gli spiriti frequentassero +l'appartamento, si fece serio e rispose sorridendo: + +«Cara Emilia, non vi guastate il cervello con simili idee che +v'insegnerebbero a trovar uno spettro in tutte le stanze oscure. Ma +credetemi,» soggiunse con un lungo sospiro, «i morti non appariscono +per soggetti frivoli, nè all'unico scopo di spaventare i paurosi.» +Tacque, pensò alquanto, indi ripigliò: «Ma via, non parliamone più.» + +E s'accomiatò poco dopo. La fanciulla andò a raggiungere le monache, e +restò sorpresa nel sentire come sapessero già l'avventura. Ammiravano +esse l'intrepidità del conte a passar la notte nell'istesso +appartamento ov'era sparito Lodovico, Emilia non considerava con qual +rapidità circola una notizia superstiziosa. Le monache l'avevano +saputa dal giardiniere, ed i loro sguardi dopo la scomparsa di +Lodovico, stavano sempre fissi sul castello di Blangy. + +Emilia ascoltava tacendo tutte le loro dissertazioni sulla condotta +del conte. La maggior parte la condannarono come temeraria e +presuntuosa. Suor Francesca sosteneva che il conte aveva mostrato +tutta la bravura di un'anima grande e virtuosa. Non erasi macchiato di +verun delitto, e non poteva temere lo spirito maligno, avendo diritti +alla protezione di colui che comanda ai cattivi e protegge +l'innocenza. + +«I colpevoli non possono reclamare questa protezione,» disse suor +Agnese sospirando e fissati gli occhi in Emilia, la prese per la mano +dicendole: «Voi siete giovine, siete innocente, ma avete passioni in +cuore... veri serpenti. Essi dormono ora: guardate che non si sveglino +perchè vi ferirebbero a morte.» + +La fanciulla, colpita da tali parole, e dal modo con cui venivano +pronunziate, non potè trattener le lacrime. + +«Ah! è dunque vero!» sclamò allora suor Agnese con tenerezza; «così +giovine, ed essere infelice! Noi siamo adunque sorelle? Esistono +dunque teneri rapporti fra i colpevoli?» Quindi, con occhi smarriti: +«No, non c'è più riposo! non più pace! non più speranza. Le ho gustate +per l'addietro; allora poteva piangere. La mia sorte è decisa. + +--C'è speranza per tutti quelli che si pentono e si correggono,» disse +suor Francesca. + +--Per tutti, fuorchè per me,» replicò suor Agnese. «Ma la testa mi +bolle, credo esser malata. Oh! perchè non posso cancellare il passato +dalla memoria! Quelle ombre che sorgono come furie per tormentarmi, le +veggo sempre in sogno; quando mi sveglio mi stanno dinanzi! Ed ora le +vedo là, là...» + +Restò qualche tempo nell'atteggiamento dell'orrore: i di lei sguardi +erravano per la camera, come se avessero seguito qualche oggetto. Una +monaca la prese dolcemente per la mano onde condurla fuori. Suor +Agnese si calmò, mise un sospiro, e disse: + +«Esse sono sparite, sì, sono sparite. Ho la febbre, e non so quel +ch'io dica. Talvolta mi trovo in questo stato, ma presto passa. Fra +poco starò meglio. Addio, care sorelle; vo' ritirarmi in cella; +sovvengavi di me nelle vostre orazioni.» + +Appena fu uscita, suor Francesca vedendo l'emozione di Emilia, le +disse: + +«Non vi sorprenda. La nostra sorella ha spesso la testa alterata, +sebbene io non l'abbia mai veduta in un delirio così grande come oggi, +ma spero che la solitudine e l'orazione la calmeranno. + +--La sua coscienza pareva oppressa,» disse Emilia; «sapete voi per +qual motivo sia ridotta in uno stato così deplorabile? + +--Si,» rispose suor Francesca; poi soggiunse sottovoce: «In questo +momento non posso dirvi nulla. Se volete saperne qualcosa, venite a +trovarmi in cella dopo cena. Ma rammentatevi che a mezzanotte io devo +andare al mattutino; venite dunque o prima, o dopo.» + +Emilia promise di esser puntuale; sopraggiunse la badessa, e non si +parlò più dell'infelice suor Agnese. + +Il conte tornando al castello, trovò Dupont in un trasporto di +disperazione, cagionatogli dal suo amore per Emilia; amore nato in lui +da troppo tempo ond'esser vinto facilmente. Egli avea conosciuta la +fanciulla in Guascogna; il di lui padre, cui erasi confidato, trovando +ch'essa non era abbastanza ricca, lo dissuase dal pensare a cercarla +in isposa. Finchè visse suo padre, gli fu obbediente, ma non potendo +vincere la sua passione, cercava di addolcirla visitando i luoghi +frequentati da Emilia, ed in ispecie la peschiera. Una volta o due +aveale manifestato i suoi sentimenti in versi, ma giammai palesato il +suo nome per non trasgredire agli ordini paterni. Colà aveva cantato +quella canzone patetica, di cui Emilia era stata tanto sorpresa, e vi +aveva trovato a caso quel ritratto che servì ad alimentare una +passione troppo fatale al suo riposo. Abbracciata la carriera +militare, scese a guerreggiare in Italia; intanto suo padre morì, ed +egli aveva riacquistata la libertà quando l'unico oggetto che poteva +rendergliela preziosa non poteva più corrispondergli. Si è veduto in +qual modo ritrovasse Emilia, e come l'avesse aiutata a fuggire. Si è +veduto finalmente a qual debole speranza appoggiasse il suo amore, e +l'inutilità di tutti i di lui sforzi per vincerlo. Il conte procurò +consolarlo collo zelo dell'amicizia, lusingandolo che forse la +pazienza e la perseveranza potrebbero un giorno cattivargli l'affetto +di Emilia. + +Appena le monache si furono ritirate, la fanciulla, recatasi da suor +Francesca, la trovò inginocchiata dinanzi ad un crocifisso; appena la +vide, le fece segno di entrare, ed Emilia aspettò in silenzio ch'essa +finisse la sua orazione, allora la monaca si alzò, e postasi a sedere +sul letticciuolo, così cominciò: + +«La vostra curiosità, sorella cara, vi ha resa esatta, ma non c'è +nulla di notevole nell'istoria di suor Agnese. Non ho voluto parlare +di lei in presenza delle altre, perchè non mi garba che conoscano il +suo delitto. + +--La vostra confidenza mi onora,» disse Emilia, «ma io non ne abuserò. + +--Suor Agnese,» soggiunse la monaca, «è d'una famiglia nobile; la +dignità della sua fisonomia ve lo avrà forse già fatto sospettare; ma +non voglio disonorare il suo nome rivelandolo. L'amore fu cagione +delle sue follie e del suo delitto. Fu amata da un gentiluomo poco +ricco, e il di lei padre, da quanto mi fu detto, avendola maritata ad +un signore ch'ella odiava, accelerò la sua perdita: obliò i suoi +doveri e la virtù, e profanò i voti del matrimonio; questo delitto fu +scoperto, ed il marito l'avrebbe sacrificata alla sua vendetta, se il +di lei padre non avesse trovato il mezzo di sottrarla al suo potere. +Non ho mai potuto scoprire in qual modo potè riuscirvi. La chiuse in +questo convento, e la decise a prendere il velo. Si fece spargere la +voce ch'essa era morta; il padre, per salvar la figlia, concorse a +confermare questa notizia, e fece credere perfino al marito ch'era +stata vittima del suo geloso furore. Parmi che quest'istoria vi +sorprenda, e per vero non è comune, ma non è però senz'esempio. Ora +sapete tutto; aggiungerò soltanto che il contrasto nel cuore di Agnese +fra l'amore, i rimorsi ed il sentimento dei doveri claustrali, cagionò +alla perfine il disordine delle sue idee. In principio era +alteratissima; prese in seguito una malinconia abituale, ma da qualche +tempo cade in accessi di delirio più forti e frequenti del solito.» + +Emilia fu commossa da quest'istoria, che le parve aver molta analogia +con quella della marchesa di Villeroy, e sparse qualche lacrima sugli +infortunii d'entrambe. «È strano,» soggiunse ella, «ma vi sono momenti +in cui credo rammentarmi la sua figura; io non ho per certo veduta mai +suor Agnese prima di entrare in questo convento; bisogna che abbia +visto in qualche parte una persona che le somigli, eppure non ne ho +nessuna memoria.» E rimase sovrappensieri. Quando suonò mezzanotte, +congedossi e tornò nella sua camera. + +Per molti giorni consecutivi, Emilia non vide nè il conte, nè alcuno +della sua famiglia; quand'egli comparve, essa notò con pena l'eccesso +della sua agitazione. + +«Non ne posso più,» rispos'egli alle di lei premurose interrogazioni; +«voglio assentarmi per qualche tempo, onde ricuperare un poco di +tranquillità. Mia figlia ed io accompagneremo il barone di Santa-Fè al +di lui castello, situato alle falde dei Pirenei in Guascogna. Ho +pensato, cara Emilia, che se voi andaste alla vostra terra della valle +si potrebbe fare insieme parte del viaggio, ed io sarei lietissimo di +potervi scortare fin là.» + +Essa lo ringraziò, facendogli conoscere il dispiacere di non poter +godere della sua compagnia, essendo obbligata di trasferirsi prima a +Tolosa. «Allorchè sarete dal barone,» soggiunse, «vi troverete poco +distante da' miei beni. Mi lusingo pertanto che non ripartirete di +colà senza venire a trovarmi, credendo inutile dirvi qual piacere io +proverò a ricevervi in compagnia di Bianca. + +--Ne son convinto appieno,» rispose Villefort; «ed approfitterò molto +volentieri delle vostre gentili profferte.» + +E dopo i soliti complimenti, se ne partì. + +Pochi giorni dopo, Emilia ricevè una lettera di Quesnel che l'avvisava +di esser già a Tolosa, che la terra della valle era libera, e la +pregava d'affrettarsi, perchè i suoi affari lo chiamavano in +Guascogna. Essa non esitò più; andò a fare i saluti al conte, che non +era ancora partito, e si mise in viaggio per Tolosa, in compagnia +dell'infelice Annetta, e d'un fido servo della famiglia del conte. + + + + +CAPITOLO XLVIII + + +Emilia compì il viaggio felicemente. Avvicinandosi a Tolosa, d'onde +era partita colla zia, riflettè sul tristo fine di lei, la quale, +senza la sua imprudenza, avrebbe potuto vivere ancora felice in quella +città. Anche Montoni le si presentava spesso al pensiero; parevale di +vederlo ne' dì de' suoi trionfi, ardito, intraprendente, altiero, +vendicativo; ed ora ecco che, scorsi pochi mesi, non aveva più il +potere, nè la volontà di nuocerle, nè esisteva nemmen più; i di lui +giorni erano svaniti come ombra fugace... + +Giunta a Tolosa, scese al palazzo di sua zia, ora divenuto suo, ed +invece d'incontrarvi Quesnel, vi trovò una sua lettera, colla quale, +oltre a parecchie istruzioni circa i di lei beni, l'informava essere +stato obbligato di partire due giorni prima per un affare importante. +Il poco interesse che Quesnel mostrava di rivederla, non occupò a +lungo i di lei pensieri, i quali si volsero alle persone vedute in +quel palazzo, e sopratutto all'imprudente ed infelice signora Montoni; +essa aveva fatta colazione secolei la mattina della sua partenza per +l'Italia. Il salotto in cui ritrovavasi, rammentavale più che mai +tutto quel che aveva sofferto allora, e le belle speranze di cui +pascevasi a quell'epoca la zia. Affacciandosi alla finestra del +giardino, vide il viale in cui la vigilia del suo viaggio erasi +separata da Valancourt. La di lui ansietà, il premuroso interesse +dimostrato per la sua felicità, le pressanti sollecitazioni fattele, +affinchè non si abbandonasse all'autorità di Montoni, e la sincerità +della sua tenerezza, tutto tornavale in mente. Le parve quasi +impossibile che Valancourt si fosse reso indegno di lei, dubitava di +tutti i rapporti, e perfino delle di lui proprie parole, confermanti +quelle di Villefort. Oppressa dalle idee destatele da quel viale, si +ritirò dalla finestra, e buttossi in una poltrona inabissata nel più +vivo dolore. Annetta, entrando di lì a poco con qualche rinfresco, la +trasse dai tristi pensieri. + +Dal dì dopo, serie occupazioni la divagarono dalla sua malinconia; +desiderava partir presto da Tolosa per recarsi alla valle: prese +informazione dello stato de' suoi possessi, e finì di regolarsi +dietro le istruzioni di Quesnel. Abbisognò d'un grande sforzo per +interessarsi in simili oggetti, ma se ne trovò ben compensata, e si +convinse ognor più che la continua occupazione è il miglior rimedio +contro la tristezza. Tutta la giornata la consacrò agli affari; +s'informò degli abitanti più poveri dei dintorni, e distribuì loro +soccorsi copiosi. Andata a passeggiare in giardino, si diresse verso +il padiglione dov'erasi abboccata con Valancourt. Il desiderio di +rivedere un luogo in cui era stata felice, vinse in lei l'estrema +ripugnanza di rinnovare la sua ambascia entrandovi; ne spinse l'uscio: +le finestre erano chiuse. Una sedia stava presso al terrazzino, come +se vi avesse seduto qualcuno di recente. Il silenzio e la solitudine +del luogo secondavano in quel momento le sue malinconiche +disposizioni. Postasi a sedere presso una finestra, si rammentò la +scena dell'abboccamento avuto quivi coll'amante. In quel luogo aveva +passati seco lui i più bei momenti, quando la zia favoriva i loro +progetti. «Come è mai possibile,» sclamò Emilia, «che un cuore così +sensibile abbia potuto darsi in preda al vizio!» Si alzò, e volendo +sfuggire alle chimere d'una felicità che non esisteva più, tornò verso +casa. Traversando il viale, vide da lungi una persona passeggiare +lentamente sotto gli alberi. Il crepuscolo non le permise di +distinguere chi fosse: credè da principio che fosse un servitore, ma +nell'avanzarsi egli volse la testa, e le parve riconoscere Valancourt; +ma tosto sparve nel boschetto. Emilia, cogli occhi fissi al punto dove +era sparito, restò immobile e tremante. Infine, fattasi animo, rientrò +in casa, e temendo di lasciar conoscere la sua alterazione, si astenne +dal chiedere chi fosse andato in giardino. Quando fu sola, si rammentò +la figura veduta; era sparita così presto, che non aveva potuto +distinguer nulla; pure quell'improvvisa partenza le faceva credere che +fosse Valancourt. Passò quella sera nell'incertezza e nei continui +sforzi che faceva per cancellarlo dalla memoria. Vani tentativi: essa +era agitata da mille contrari affetti; temeva al tempo istesso che +fosse lui, oppure un'illusione. Voleva persuadersi che non desiderava +più di rivedere Valancourt, ed il suo cuore con altrettanta costanza +contraddiceva la ragione. + +Passò una settimana prima d'arrischiarsi nuovamente a passeggiare in +giardino. Infine, non volendo esporsi sola, si fece accompagnare da +Annetta, la quale, dopo un lungo silenzio, le disse: + +«Signora Emilia, perchè mai siete così afflitta? Parrebbe quasi che +voi sapeste che cosa è accaduto. + +--Cos'è accaduto?» rispose Emilia con voce tremante. + +--La scorsa notte v'era un ladro nel giardino. + +--Un ladro!» sclamò Emilia con vivacità. + +--Così suppongo; chè altrimenti chi poteva essere? + +--Dove l'hai tu veduto, Annetta?» rispose Emilia guardandosi attorno. + +--Non l'ho veduto io, ma Giovanni il giardiniere. Era mezzanotte: +Giovanni traversava il cortile per andarsene a dormire, allorchè vide +una figura nel viale in faccia alla porta d'ingresso; indovinò chi +era, ed andò a prendere lo schioppo. + +--Lo schioppo! + +--Sì, signora. Tornò nel cortile per osservarlo meglio; lo vide +avanzare lentamente nel viale e guardare attento il castello. Vedendo +che il ladro entrava nel cortile, Giovanni credè bene allora +domandargli chi fosse e cosa volesse, ma colui non rispose e tornò +indietro. Giovanni allora gli sparò addosso. Gran Dio! Voi +impallidite! Quell'uomo non fu ucciso, ve ne assicuro; o almeno i suoi +compagni l'hanno portato via. Giovanni, di buon mattino, andò a +cercare il di lui cadavere, e non lo trovò; non vide altro che una +striscia di sangue; la seguì per iscuoprire da qual parte erano +usciti, ma essa si perdeva sull'erba, e...» + +Emilia svenne, e sarebbe caduta in terra se Annetta non l'avesse +sostenuta, ed appoggiata ad un sedile di pietra. Allorchè, dopo un +lungo deliquio, Emilia ebbe ripreso l'uso dei sensi, si fece condurre +al suo appartamento, non volendo udir altro per timore di riconoscere +che l'incognito era Valancourt. + +Allorchè si credè abbastanza forte per sentir Giovanni, lo mandò a +cercare; egli non potè dare nessuno schiarimento. Essa gli fece forti +rimproveri per aver tirato a palla, ed ordinò di fare esatte ricerche +per iscoprire chi fosse il ferito, ma indarno. Più essa vi riflettea, +e più convincevasi che fosse Valancourt. Alfine l'inquietudine le +cagionò un'ardentissima febbre, che l'obbligò a letto per qualche +giorno. + +La sua indisposizione e gli affari avevano già prolungato il di lei +soggiorno a Tolosa al di là del tempo prefisso. La sua presenza ormai +era necessaria alla valle: ricevè una lettera da Bianca, nella quale +l'informava che il conte e lei, essendo tuttavia presso il barone di +Santa-Fè, si proponevano al loro ritorno di andare a trovarla al di +lei castello, se vi fosse stata, aggiungendo che le avrebbero fatta +questa visita colla speranza di ricondurla a Blangy. + +Emilia, rispose all'amica che fra pochi giorni sarebbe stata alla +valle; fece in fretta i preparativi di viaggio, e partì sforzandosi di +credere che se fosse accaduto qualche sinistro a Valancourt, ne +sarebbe stata in qualche modo informata. + + + + +CAPITOLO XLIX + + +Il dì dopo, Emilia arrivò al suo castello della valle verso il +tramonto. Alla malinconia inspiratale dal luogo già abitato da' suoi +genitori, e dove aveva passato anni felici, si unì tosto un tenero +infinito piacere. Il tempo aveva smussato i dardi del suo dolore, ed +allora rivedeva con compiacenza tutto ciò che rinnovavale la memoria +de' suoi cari; le pareva che respirassero ancora in tutti quei luoghi +ove li aveva veduti, e sentiva che la valle era per lei il più +delizioso soggiorno. La prima stanza che visitò fu la sua libreria, +ove, seduta sulla poltrona del padre, riflettè con rassegnazione al +quadro del passato. + +Poco dopo il suo arrivo ricevè la visita del venerabile Barreaux, che +venne con premura ad accogliere l'unica figlia del suo rispettabile +vicino, in una casa troppo lungamente derelitta. La presenza del +vecchio amico fu di grande conforto per Emilia; la loro conversazione +fu per amendue interessante, e si comunicarono reciprocamente le +circostanze principali di quanto era accaduto. La mattina di poi, la +giovine andò a passeggiare nel giardino gustando con tenera avidità il +piacere di vagare sotto quegli alberi, piantati dal diletto genitore, +ciascuno dei quali le ne rammentava la bontà i discorsi, il sorriso. +Prima sua cura fu d'informarsi della vecchia Teresa, stata crudelmente +licenziata da Quesnel senza veruna pensione, quando affittò quei beni. +Avendo saputo ch'ella viveva in una casuccia poco lontana, vi andò +subito, e fu lieta di trovarla sana ed allegra; essa si occupava a +potar viti, ed appena la povera vecchia riconobbe Emilia, le saltò al +collo, gridando: + +«Ah! mia cara padroncina, io credeva di non rivedervi più; ma ora son +contenta. Sono stata maltrattata assai; non aspettava certo nella mia +età di essere scacciata in tal guisa.» + +Entrate nell'abituro rustico, ma decentissimo, Emilia si congratulava +seco lei di averla trovata in quell'abitazione passabilmente bella +nella sua sventura. Teresa la ringraziò colle lagrime agli occhi. + +«Sì, signora,» le disse, «è anche troppo bella per me, grazie +all'amico caritatevole che mi ha strappato dalla miseria. Voi eravate +troppo lontana per aiutarmi: egli mi ha messa qui, ed io credeva +quasi... ma non parliamone più. + +--Chi è dunque quest'ottimo amico? chiunque ei sia diverrà anche il +mio. + +--Ah! signora padrona, egli mi ha proibito di palesare la sua +buon'azione, e perciò non posso nominarvelo. Ma come siete cambiata +dacchè non vi ho veduta! Siete pallida e magra! Ma, a proposito, che +fa adesso quel caro signor Valancourt? Sta bene?» + +Emilia, agitatissima, non le rispose; Teresa continuò: + +«Dio lo ricolmi di benedizioni! Mia cara padrona, di grazia, non siate +meco così riservata; credete voi ch'io non sappia ch'egli vi ama? +Quando foste partita, veniva sempre al castello. Com'era afflitto! +Voleva entrare in tutte le stanze, qualche volta stava a sedere colle +braccia incrociate sul petto, senza dir verbo, tutto pensieroso. A un +tratto si scuoteva e mi parlava di voi! e con che fuoco, con qual +passione! Io lo amava appunto per questo... Quando poi il signor +Quesnel ebbe affittato il castello, io credeva che il cavaliere +impazzisse dal dolore. + +--Teresa,» disse Emilia con serietà, «non mi nominate più il +cavaliere. + +--Non nominarvelo più! e per qual ragione! Io amo il cavaliere quasi +quanto voi. + +--Potrebbe anche darsi che spendeste male il vostro amore,» soggiunse +Emilia cercando di nascondere le lacrime; «ma, checchè ne sia, noi non +ci rivedremo mai più. + +--Gran Dio, che ascolto! Il mio amore non può esser più giusto. È lo +stesso signor Valancourt che mi regalò questa casa, e sorresse la mia +vecchiaia dal momento che il signor Quesnel mi bandì da casa vostra. + +--Il cavalier Valancourt?» disse Emilia tutta tremante. + +--Sì, signora, lui appunto, sebbene gli abbia promesso di non +nominarlo. Fu egli che mi comprò questa casetta, e mi diè il denaro +necessario per istabilirmivi. Ordinò inoltre al fattore di suo +fratello di pagarmi regolarmente trenta franchi al mese. Ora, +giudicate, signora padrona, se posso dirne male? Temo solo che la sua +generosità abbia oltrepassato le sue forze; sono ormai tre mesi che +non ricevo nulla. Ma non piangete, signorina; mi lusingo che non +sarete meco in collera per avervi raccontato i benefizi del cavaliere? + +--In collera!» sclamò Emilia, e versava lagrime in copia. «Quanto +tempo è che non l'avete veduto? + +--Oimè! non ne ho più avuta notizia dacchè egli partì improvvisamente +per la Linguadoca; veniva allora da Parigi, e, come vi diceva +poc'anzi, son tre mesi che il fattore non mi manda la mia pensione. +Comincio a temere che gli sia accaduta qualche disgrazia. Se non fossi +così lontana da Estuvière, e potessi camminare, sarei già andata ad +informarmi di lui.» + +L'ansietà d'Emilia era divenuta insopportabile; essa non poteva +convenientemente mandare dal fratello di Valancourt; ma pregò Teresa +di far partire, a nome suo però, un espresso per informarsi dal +fattore sul destino del cavaliere. Si fece promettere dalla vecchia di +non nominarla mai in questo affare, e di non parlarne neppure al +giovane. Teresa trovò subito il mezzo di contentar la padrona. Emilia +le diè qualche denaro, e tornò al castello più afflitta che mai: non +poteva persuadersi che un cuore benefico come quello di Valancourt si +fosse lordato di vizi, e sentivasi commossa dalla sua prova di bontà +per la povera Teresa. + + + + +CAPITOLO L + + +Nell'intervallo, il conte di Villefort e Bianca avevano passato +quindici giorni nel castello del barone di Santa-Fè. Avevan fatte +molte gite ne' Pirenei ed ammiratene le bellezze. Il conte erasi +separato dagli amici con dispiacere, quantunque dovessero in breve +formare una sola famiglia, essendosi stabilito, che il giovane +Santa-Fè, il quale l'accompagnava in Guascogna, avrebbe sposato Bianca +appena giunti a Blangy. La strada che andava alla valle era nella +parte più alpestre de' Pirenei ed impraticabile alle carrozze. Il +conte noleggiò muli per sè e per tutto il suo seguito; prese due guide +bene armate e pratiche di quelle montagne, le quali vantavansi di +conoscere tutti i sentieri, non che la posizione delle scarse capanne +di pastori, presso le quali dovevano passare. + +Il conte partì di buon'ora coll'intenzione di passar la notte in +un'osteriuccia a mezza strada dalla valle, di cui avevangli parlato le +guide, e dove solevan riposare i mulattieri spagnuoli. + +Dopo una giornata d'ammirazione e di fatiche, i viaggiatori trovaronsi +in una valle coperta di boschi, e circondata da alture scoscese. +Avevano già percorse molte leghe senza incontrare una sola abitazione, +e udendo solo tratto tratto i campanelli degli armenti, quando +intesero da lontano una musica bizzarra, e videro sopra un'eminenza un +gruppo di montanari che ballavano allegramente. Il conte si fermò per +godere di quella festa campestre. Erano contadini spagnuoli e francesi +che abitavano in un villaggio poco distante. Villefort sospirava +pensando che le grazie ed i piaceri innocenti fiorivano nella +solitudine, rifuggendo dalle città incivilite. Il sole aveva già +percorsa metà della sua carriera, ed i viaggiatori, riflettendo che +non avevan tempo da perdere, si rimisero in cammino. + +Strada facendo, Bianca osservava in silenzio quelle solitudini, +sentiva il lene stormir degli abeti, ed a misura che il sole scendeva +all'occaso, sentivasi colta da insolita malinconia. Domandò al padre, +quanto fosse ancor distante l'osteria, e se la strada era sicura di +notte. Il conte ripetè alle guide la prima di queste due domande: +n'ebbe risposta ambigua; e soggiunsero che se la notte si avanzava, +sarebbe stato meglio fermarsi, finchè sorgesse la luna. «Ma adesso non +si può forse viaggiare con sicurezza?» disse il conte. Le guide +l'assicurarono che non eravi nessun pericolo, ed andarono innanzi. +Bianca, tranquillata da tale risposta, si compiaceva ad osservare i +progressi della notte. Il giovine Santa-Fè, la cui immaginazione, +scevra da timore, vedeva in ogni cosa oggetti d'ammirazione, faceva +osservare a Bianca i punti di vista più interessanti. + +La notte diveniva più cupa, e negre nubi ne raddoppiavano l'oscurità; +le guide proposero di aspettare il sorger della luna, aggiungendo che +il tempo minacciava. Guardando intorno per trovare un ricovero, +scorsero un oggetto sulla punta d'una rupe. La curiosità li spinse ad +andar a veder cosa fosse, e quando furono a poca distanza scorsero una +gran croce piantata colà a mo' di monumento per attestare ch'eravi +stato commesso un omicidio. L'oscurità non permise di leggerne +l'iscrizione; ma le guide si rammentarono allora esservi stata eretta +in memoria del conte Beliard, stato ucciso da una banda di malfattori +che infestavano i Pirenei qualche anno addietro. Bianca fremè all'udir +raccontare alcune orribili particolarità sul destino delle sventurato +conte. Una delle guide le narrava con voce sommessa, come se i suoi +propri accenti gli facessero paura. Mentre i viaggiatori ascoltavano +quel racconto cominciò a lampeggiare, laonde ripartirono tosto in +traccia di qualche ricovero. Tornati sulla strada, le guide si misero +a narrare molte istorie di rapine, e d'assassinii commessi in quei +luoghi medesimi, aggiungendo molte ciarle e millanterie sul loro +coraggio, e sul modo maraviglioso con cui n'erano sfuggiti. La guida +meglio armata cavò dalla cintura una delle sue quattro pistole, e +giurò che quell'arme aveva purgata la terra in quell'istesso anno da +tre assassini. Sguainò quindi uno stile lunghissimo, accingendosi a +raccontare le prodezze in cui aveva figurato; ma Santa-Fè, accortosi +che cotesto racconto affliggeva Bianca, cercò d'interromperlo. Infine, +minacciando il tempo ognor più, rifugiaronsi in una grotta che +scorsero appiè dei dirupi al chiaror de' baleni. Una guida accese un +buon fuoco, e quella fiamma, insieme al riposo, fu di gran sollievo ai +viaggiatori. + +I servi del conte trassero fuori alcune provvigioni, ed imbandirono +una buona cena. Dopo essersi rifocillati, Santa-Fè ascese la rupe +dirimpetto. Tutto era tenebre, e nulla turbava in quel punto il +silenzio notturno, meno il mormorio del vento, il rimbombo lontano dei +tuoni e le voci della carovana. + +Il giovine osservava il quadro che formavano i viaggiatori sotto la +grotta. La figura elegante di Bianca contrastava colla maestà del +conte, assiso accanto a lei sopra una pietra. Gli abiti grotteschi e +le figure spiccate delle guide e dei servi situati in fondo alla +grotta, producevano un bellissimo effetto. La luce della fiamma faceva +parer pallida la faccia dei circostanti, e scintillare le armi, +imporporando al contrario le foglie d'un castagno gigantesco, che +ombreggiava la grotta, e questa tinta si confondeva gradatamente +coll'oscurità del resto della scena. + +La luna spuntò alfine ad oriente; e mentre Santa-Fè contemplava con +ammirazione il suo disco atraverso le nubi, fu scosso dalle voci delle +guide che lo chiamavano. Tornò subito alla grotta, e la di lui +presenza calmò Bianca ed il conte, inquieti per la sua assenza. + +La burrasca che cominciava ad imperversare li obbligò a trattenersi +colà. Il conte in mezzo alla figlia ed a Santa-Fè, procurava distrarre +la prima, parlandole dei fatti celebri avvenuti in que' monti. +D'improvviso, udirono latrare un cane. I viaggiatori ascoltarono con +qualche speranza; il vento soffiava forte, e le guide parvero non +dubitar più, a quel segno, di essere vicini all'osteria che cercavano. +Il conte allora si decise a proseguire il suo cammino. + +I viaggiatori, diretti dai latrati del cane, costeggiarono nuovamente +il precipizio, preceduti da una torcia a vento, che le guide avevano +per mero caso. Si udiva il cane ora più, ora meno; talvolta cessava, e +le guide cercavano dirigersi verso quella parte. Tutt'a un tratto il +fracasso, spaventoso d'una cascata giunse al loro orecchio, e +trovaronsi in faccia ad un burrone. Bianca scese dalla mula; il conte +e Santa-Fè fecero altrettanto, le guide andarono in traccia di un +ponte che potesse condurli dalla parte opposta, dove chiaro appariva +trovarsi il cane; e confessarono alfine che avevano smarrita la +strada. Trovarono da ultimo un passaggio pericolosissimo formato da +due grossi abeti con rami d'albero e terra sopra. Tutta la comitiva +fremeva all'idea di traversare un ponte di quella sorta. I mulattieri +nondimeno si disposero a passare con le loro bestie. Bianca, tremante +sull'orlo del torrente, ascoltava il mormorio dell'acqua, che a quel +debolissimo chiaro di luna si vedeva precipitare dalle rupi in mezzo +ad abeti d'altezza smisurata, e inabissarsi quindi in un'immensa +voragine. Le povere mule traversarono il ponte colla precauzione lor +dettata dall'istinto naturale. Quell'unica torcia, di cui fino a quel +momento non era stato conosciuto il prezzo, fu pe' viaggiatori un +tesoro inestimabile. Bianca, fattasi coraggio, preceduta dall'amante, +ed appoggiata al braccio del padre, all'incerta luce della torcia, +toccò finalmente l'opposta riva. + +Nell'avanzarsi, le montagne si ristringevano, non formando più che una +gola angustissima, in fondo alla quale scorreva con fragore il +torrente. I viaggiatori intanto si consolavano nell'udire del continuo +abbaiare il cane, che forse vegliava all'ingresso di qualche capanna. +Guardando attorno, videro in distanza scintillare un lume a +considerevole altezza. Si vedeva esso e si perdeva a misura che i rami +degli alberi ne intercettavano o ne scoprivano i raggi. I mulattieri +chiamarono ad alta voce, ma nessuno rispose. Finalmente, credendo di +non poter essere intesi a quella distanza, spararono una pistola. Il +rumore dell'esplosione, ripetuto dagli echi, fu la sola risposta, cui +successe assoluto silenzio. Il lume però si vedeva più distintamente. +Poco dopo udirono un suono confuso di voci. I mulattieri rinnovarono +le loro grida; ma le voci tacquero, ed il lume sparì. + +Bianca soccombeva quasi all'inquietudine ed alla stanchezza. Il conte +e Santa-Fè andavano incoraggiandola, allorchè distinsero una torre +dalla parte ov'erasi veduto il lume. Villefort, alla di lei situazione +ed a qualche altra circostanza, non dubitò più non fosse una torre +d'osservazione, e persuaso che il lume venisse di là, procurò di +rianimare la figlia colla prospettiva dell'imminente riposo in un +luogo fortificato, ancorchè senza comodi. + +«Nei Pirenei fu fabbricato un gran numero di queste torri,» disse il +conte, procurando distrarre l'attenzione di Bianca. «Il metodo che +s'impiega per avvisare dell'avvicinarsi del nemico come voi sapete, è +di accendere un gran fuoco in cima di esse. Gli antichi forti e le +torri che difendono i passi più importanti son custoditi con molta +cura. Alcune vennero abbandonate, e son divenute per lo più +l'abitazione pacifica di qualche cacciatore o pastore. Dopo una +giornata faticosa, la sera, accompagnati dai loro fedeli cani, tornano +presso un buon fuoco a gustare il frutto della caccia, od a contare +gli armenti. Qualche volta servono anche d'asilo ai contrabbandieri, i +quali fanno un immenso commercio in queste montagne; talvolta si +spediscono truppe per distruggerli. Il coraggio disperato di questi +avventurieri li fa affrontare impavidamente i soldati; ma non sono mai +i primi ad attaccare, quando possono farne a meno. I militari poi, i +quali non ignorano che, in simili scaramucce, il pericolo è certo, e +la gloria molto dubbia, non si danno gran premura di combatterli. Ma +ecco la torre che cerchiamo.» + +Bianca, osservando attentamente, si vide appiè di una rupe sulla quale +sorgea la torre. Non vi si scorgeva alcun lume: i cani non latravano +più, e le guide cominciarono a dubitare di essersi nuovamente +ingannate. Al fioco chiaror della luna, quasi sempre coperta dalle +nubi, riconobbero che quell'edifizio aveva un'estensione maggiore +d'una semplice torre d'osservazione. Tutta la difficoltà dunque +consisteva allora nel salire lassù, nè si vedeva nessuna traccia di +strada. + +Le guide presero la torcia per iscuoprirne il sentiero. Il conte, +Bianca e Santa-Fè restarono appiè della rupe, e gli uomini +deliberarono in segreto, se, trovandone anche la strada, la prudenza, +permetteva d'entrare in un edifizio che poteva anche essere un covo +d'assassini. Rifletterono nondimeno che il loro seguito era numeroso e +ben armato, e calcolando il pericolo di passar la notte a cielo +scoperto, esposti alla pioggia ed alla burrasca, risolsero cercare ad +ogni costo di farsi ricevere. + +Un grido delle guide fissò la loro attenzione. Un servo tornò ad +annunciare la scoperta della strada; si affrettarono dunque +raggiungerle salendo un angusto sentiero in mezzo ai cespugli ed ai +rovi. Dopo molta fatica, ed anche con pericolo, giunsero sullo +spianato. Alcune torri rovinate, circondate da un grosso muro, si +offersero ai loro sguardi. L'esteriore di quell'edifizio annunziava un +totale abbandono; ma il conte, conservando tutta la sua prudenza, +disse sottovoce: «Camminate piano finchè abbiamo esaminato questi +luoghi.» Si trovarono tosto in faccia ad un'immensa porta rovinata. +Dopo qualche incertezza penetrarono in un recinto dove sorgea il +fabbricato. Riconobbero allora che non era un semplice posto, ma +un'antica fortezza abbandonata, di stile gotico; le sue torri erano +enormi e le fortificazioni in proporzione. L'imponenza dell'edifizio +risaltava ancor più per la rovina e la degradazione dei muri quasi +distrutti, e pel disordine delle macerie sparse qua e là nell'immenso +recinto solitario e coperto d'erbe selvatiche. Nel cortile d'ingresso +un'annosa querce giganteggiava. La fortezza era stata importantissima: +essa dominava il vallone, poteva arrestare il nemico e difendersi con +facilità. Il conte, esaminandola attentamente, restò sorpreso di +vederla negletta. Tanto abbandono e tanta solitudine gl'inspiravano +malinconia. Mentre continuava le sue osservazioni, gli parve di +distinguer voci nell'interno. Considerò la facciata, e non vide alcun +lume. Fatti alcuni passi, udì latrare un cane, e parvegli riconoscer +quello la cui voce li aveva guidati fin là, non si poteva più dunque +dubitare che il luogo non fosse abitato; ma il conte, titubante, +consultossi di nuovo con Santa-Fè. Dopo un secondo esame, le ragioni +che li avevano decisi in principio, gli parvero convincentissime per +tentar di passare la notte al coperto. + +Bussarono dunque al portone: i cani ricominciarono ad abbaiare, ma +nessuno rispose: tornarono a batter più forte, ed allora udirono un +mormorio di voci lontane; pareva adunque che gli abitanti di quel +luogo avessero udito battere, e le precauzioni che prendevano per +rispondere, ne fecero concepire un'opinione favorevole. «Io credo che +siano cacciatori,» disse il conte, «i quali abbiano cercato come noi +un asilo in queste mura: sembra che temano in noi de' veri banditi: +convien dunque rassicurarli. Noi siamo amici,» gridò ad alta voce, «e +cerchiamo asilo per istanotte.» Allora udì camminare, ed una voce +dimandò: «Chi va là?» «Amici,» rispose il conte; «aprite, e saprete +tutto.» Fu tirato il catenaccio, si presentò sulla porta un uomo col +lume in mano, vestito ed armato come un cacciatore, e disse: «Che +cercate ad ora sì tarda?» Il conte rispose che aveva smarrita la +strada, e che, se caso mai non potessero accordargli ricovero per +poche ore, lo pregava ad insegnargli la via dell'abitazione o capanna +più vicina. «Conoscete poco le nostre montagne,» rispose colui; «non +se ne trova se non a qualche lega distante: io non posso insegnarvene +la strada; e giacchè c'è la luna, cercatela da per voi.» Sì dicendo, +accingevasi a chiuder la porta, quando parlò un'altra voce, ed il +conte vide un altro lume, ed un uomo alla ferriata d'una finestra di +sopra al portone. «Restate, amici,» disse questi; «vi siete smarriti, +e senza dubbio siete cacciatori come noi.» Allora gli fu aperta la +porta: alcuni uomini si presentarono all'ingresso dicendo al conte che +entrasse ed invitandolo a passar la notte nella loro abitazione. Gli +fecero un'accoglienza cortese, e gli offrirono di divider seco la loro +cena già preparata. Il conte li osservava attentamente, e benchè +circospetto, ed anche sospettoso, la stanchezza, il timore della +tempesta, e sopra tutto la sicurezza che inspiravagli il suo numeroso +corteggio, l'indussero ad accettar l'offerta. Fece entrar la sua +gente, e furono condotti tutti insieme in un'immensa sala, illuminata +in parte da un gran fuoco, intorno al quale stavano seduti due uomini +in abito da cacciatore, che facevano arrostire carne sulla graticola, +con alcuni cani accovacciati ai loro piedi. In mezzo alla sala eravi +una gran tavola. Quando il conte si avvicinò, coloro si alzarono, ed i +cani ricominciarono a latrare, ma, ad un cenno dei padroni, tornarono +al loro posto. + +Bianca osservava minutamente quella sala oscura e spaziosa, quegli +uomini, e suo padre che sorrideva. «Ecco,» disse il conte, «un buon +fuoco adattatissimo per l'ospitalità; la fiamma fa piacere dopo aver +viaggiato molto per questi deserti selvaggi. I vostri cani sembrano +stanchi: avete fatta una buona caccia? + +--Secondo il solito,» rispose uno di coloro; «noi torniamo quasi +sempre carichi di cacciagione. + +--Son cacciatori come noi,» disse uno di quelli che avevano introdotto +il conte; «eransi smarriti, ed io li accolsi dicendo che c'era posto +per tutti. + +--È vero, è vero,» rispose il suo compagno. + +--V'ingannate, amico,» disse il conte; «noi siamo viaggiatori. +Trattateci però come cacciatori, che ne saremo contenti, e sapremo +ricompensare la vostra cortese accoglienza. + +--Sedete dunque,» rispose un altro. «Giacomo, metti legna sul fuoco: +mi pare che l'arrosto sia all'ordine. Dà una sedia a questa signorina: +di grazia, assaggiate la nostra acquavite, ch'è di Barcellona, e di +prima qualità.» + +Bianca sorrise con timidezza, e non voleva accettarla, ma suo padre la +prevenne prendendo egli stesso il bicchiere. Santa-Fè, seduto vicino a +lei, stringendole la mano, la incoraggi con un'occhiata; ma ella +occupavasi d'un uomo che taciturno vicino al fuoco, fissava +costantemente Santa-Fè. + +«Voi fate una vita deliziosa,» disse il conte; «la vita del cacciatore +è piacevole e salubre, ed il riposo è più caro allorchè succede alla +stanchezza. + +--Sì,» rispose uno degli ospiti, «la nostra vita è piacevolissima, ma +solamente nella stagione d'estate e d'autunno; nell'inverno, questi +luoghi sono orribili, e non si può fare veruna caccia. + +--È una vita libera ed amena,» soggiunse il conte; «passerei +volentieri un mese con voi. + +--A proposito,» disse Giacomo, «non mi rammentava che abbiamo tordi; +Pietro, va a prenderli; li cuoceremo per questi tre signori.» + +Il conte fece alcune interrogazioni sul loro modo di cacciare, ed +ascoltava attento e con molta compiacenza i loro curiosi dettagli, +quando si udì il suono d'un corno. Bianca guardò il padre: ma egli +continuava il suo discorso, quantunque girasse spesso gli occhi verso +la porta con qualche inquietudine. «Sono i nostri compagni,» disse +negligentemente uno di quegli uomini. + +Comparvero di lì a poco due altri col moschetto in ispalla e le +pistole alla cintura. + +«Ebbene, fratelli, avete fatto buona caccia? Se portate nulla, non +avrete da cena. + +--Chi diavolo son costoro?» dissero essi in cattivo spagnuolo, +accennando il conte ed il suo seguito. «Sono Spagnuoli o Francesi? +Dove li avete incontrati? + +--Son loro che hanno incontrato noi,» disse Giacomo in francese, «e +l'incontro è gradevolissimo. Il cavaliere e la sua comitiva s'erano +smarriti in queste montagne, e ci hanno chiesto di passar la notte nel +forte.» + +Gli altri non risposero nulla, e cavarono da una bisaccia una gran +provvisione di uccelli: quindi lasciarono cascare in terra la +bisaccia, che risuonò facendo conoscere che conteneva una quantità non +indifferente di monete. Il conte allora, insospettito, considerò colui +che la portava. Era un uomo grande e robusto, di faccia audace, ed +invece di un abito da cacciatore, vestiva una divisa militare logora; +i suoi sandali laceri erano affibbiati sulle gambe nude e nerborute; +portava in testa una specie di berretto di cuoio somigliante molto ad +un antico elmo romano. Il conte alla perfino abbassò gli occhi, e +restò muto e pensieroso. Nel rialzarli, vide in un canto della sala +l'uomo che non cessava di guardare Santa-Fè, il quale parlava con +Bianca e non gli badava. Poco dopo, vide quell'istesso uomo battere +sulla spalla del soldato, egualmente attento ad osservare Santa-Fè; +egli, vedendo che il conte lo guardava, volse gli occhi altrove, ma +Villefort concepì qualche diffidenza, che però non volle esternare, e +facendo ogni sforzo per sorridere, si mise a parlar con Bianca. Poco +dopo rialzò gli occhi, ma il soldato ed il suo compagno erano +scomparsi. + +Colui che si chiamava Pietro ritornò quasi nell'istesso momento +dicendo: «Il fuoco è acceso, e gli uccelli son pelati. Ceneremo in +un'altra stanza più piccola ma più calda di questa.» Tutti i compagni +applaudirono, ed invitarono gli ospiti a seguirli. Bianca parve +afflitta di cotesto cambiamento, e se ne stava al suo posto. Santa-Fè +guardò il conte, il quale dichiarò che avrebbe preferito di non uscir +dalla sala. I cacciatori però reiterarono le loro istanze con tanta +cortesia, che Villefort, malgrado i suoi dubbi e temendo di +manifestarli, acconsentì finalmente ai loro inviti. Gli anditi lunghi +e rovinati pei quali li fecero passare lo spaventarono; ma il +rumoreggiar del tuono, che aveva già cominciato a farsi udire, non +permetteva più di uscire da quel luogo a notte così avanzata, ed il +conte temeva di provocare i suoi conduttori, lasciando travedere la +sua diffidenza. + +I cacciatori lo precedevano. Il conte e Santa-Fè, desiderando +amicarseli, affettando famigliarità, portavano una sedia per +ciascheduno, e Bianca li seguiva lentamente. Il di lei abito si +attaccò ad un chiodo d'un uscio, e fu costretta a fermarsi per +liberarsene. Il conte, che parlava con Santa Fè, non se ne accorse, e +svoltando essi da un'altra parte dietro i cacciatori, Bianca restò +sola in perfetta oscurità. Chiamò il padre; ma la burrasca aumentava, +e lo scroscio dei fulmini impedì loro di udirla. Appena ebbe staccato +l'abito dal chiodo, seguitò con celerità il cammino per dove credeva +fossero andati. Un lume che vide da lontano la confermò in quest'idea. +Si avanzò verso una porta aperta, credendo trovare la stanza ove +dovevano cenare. Sentì alcune voci, e s'arrestò a qualche distanza per +assicurarsi di non essersi ingannata. Al debole chiarore d'una lampada +vide quattro uomini intorno ad una tavola, i quali sembravan tener +consiglio, e riconobbe fra loro colui che aveva fissato Santa-Fè con +tanta attenzione: egli parlava con veemenza, benchè sottovoce. Un +altro pareva contraddirlo, rispondendo con piglio imperioso. Bianca, +inquieta di non trovarsi vicina nè al padre, nè a Santa-Fè e +spaventata dall'aspetto di coloro, stava per allontanarsi, allorchè +udì dire ad uno di coloro: + +«Non litighiamo più. Seguite il mio consiglio, e svanirà ogni +pericolo. Assicuratevi di quei due; il resto è una preda facilissima.» + +Bianca allarmata da queste parole, volle sentire qualche cosa di più. + +«Non si guadagnerebbe nulla col resto,» disse un altro; «io non son +mai di parere di versare il sangue, quando si può risparmiarlo. +Sbrigatevi di quei due, e il nostro affare è fatto; gli altri potranno +andarsene. + +--Oibò!» disse il primo, bestemmiando orribilmente; «andrebbero a dire +ciò che abbiamo fatto dei loro padroni, verrebbero le truppe reali, e +ci trarrebbero al supplizio. Bravo! tu dai sempre di buoni consigli; +ma io però mi rammento il giorno di san Tommaso dell'anno scorso.» + +Bianca fremè d'orrore. Il suo primo sentimento fu quello di fuggire, +ma pensò che, ascoltando ancora, avrebbe forse potuto esser a tutti di +qualche utilità, ed intese il dialogo seguente: + +«E perchè non ammazzarli tutti? + +--Giuraddio! La nostra vita è cara più della loro; se non li +ammazziamo, ci faranno impiccare. + +--Sì, sì,» gridarono tutti. + +--Commettere un omicidio è il mezzo più sicuro per iscansare la +ruota,» disse il primo brigante. + +--Dove diavolo sono andati stasera gli altri nostri compagni?» disse un +altro con impazienza; «se erano qui, a quest'ora la faccenda era già +spicciata. Non potremo far il colpo stanotte, perchè il seguito è più +numeroso di noi. Appena farà giorno vorranno partire; e come impedirlo +senza impiegar la forza? + +--Ho formato un bel piano,» disse un altro. «Se possiamo sbrigare +cheti cheti i due padroni, tutto il resto ci darà poca pena. + +--È un piano maraviglioso,» rispose un altro ironicamente. «Se io +posso fuggire di prigione, sarò certamente in libertà! Come vuoi far +tu a sbrigarli cheti cheti? + +--Col veleno,» rispose colui. + +--Ben pensato!» disse un'altra voce; «così la mia vendetta sarà +pienamente soddisfatta con una morte più lenta. Un'altra volta i +signori baroni impareranno a non irritarla. + +--Ho riconosciuto subito il figlio, appena l'ho veduto,» disse uno, +che Bianca riconobbe per l'individuo che fissava Santa-Fè; «ma non mi +rammento più la fisonomia di suo padre. + +--Potete dire tutto quello che volete,» soggiunse un altro, «ma io +scommetterei che quello non è il barone. Lo conosco bene quanto voi, +giacchè io era uno di quelli che l'attaccarono coi nostri bravi +colleghi che son periti. + +--Che! forse non c'era anch'io?» disse il primo. «Vi assicuro che è il +barone. Ma cosa importa che sia o non sia lui? Dovremo perciò +lasciarci sfuggire questo bottino? non ci capitano tanto spesso sì +fatte avventure. Quando si arrischia la ruota per frodare una pezza di +raso, rompendosi il collo attraverso precipizi; quando svaligiamo un +infelice viaggiatore, o qualche contrabbandiere nostro collega, che +c'indennizzano appena della polvere che ci costano, ci lasceremo noi +scappare questa ricca preda? Hanno seco denari ed oggetti di valore... + +--Non è per questo, non è per questo,» disse il terzo; «prenderemo +quel che troveremo. Ma, se è il barone, voglio dargli un colpo di più, +in onore dei nostri bravi compagni che fece andare al patibolo. + +--Sì, ciarlate quanto volete, io vi ripeto che il barone è di statura +più alta. + +--Maledette le vostre liti,» disse il secondo; «dovremo noi lasciarli +partire sì o no? Ecco ciò che dobbiamo decidere. Se perdiamo ancora +tempo, sospetteranno il nostro progetto, e se ne andranno subito. +Siano pure quel che si vogliono, mi sembrano ricchi; hanno tanti +servitori! Avete osservato il brillante che aveva il conte? ma ora lo +ha nascosto, essendosi accorto ch'io lo guardavo. + +--Sì, è bellissimo, e quel ritratto che pende al collo della giovine, +contornato di diamanti? + +--Convien dunque pensare ad assicurarsene,» dissero gli altri; «li +avveleneremo; ma ricordiamoci che il loro seguito è composto di nove o +dieci persone bene armate. Noi siamo in sei soli. Potremo attaccarne +dieci a forza aperta? Diamo intanto il veleno, e poi penseremo al +resto. + +--Io vi consiglierò un altro mezzo più sicuro,» disse uno di coloro +impazientemente; «sentite.» + +Bianca, che ascoltava tal diverbio con orribile ambascia, non potè +sentir più nulla, perchè coloro si parlarono sottovoce. La speranza di +salvare il padre, Santa-Fè e tutto il seguito, se poteva raggiungerli +subito, le somministrò all'improvviso forza novella, e si diresse di +volo verso il corridoio. Il terrore e l'oscurità cospirarono allora +contro di lei. Appena ebbe fatto qualche passo, urtò in un gradino, +all'ingresso del corridoio, e cadde al suolo. I masnadieri si +riscossero a tal rumore, e precipitaronsi immediatamente fuori per +assicurarsi se ci fosse qualcuno che ascoltasse i loro discorsi. +Bianca li vide avvicinarsi, e prima che potesse alzarsi, la presero +per un braccio, la trascinarono nella stanza e le sue strida non +servirono che a ricevere le più spaventose minacce. Consultarono su +quel che dovevan fare di lei. + +«Procuriamo prima di sapere ciò ch'essa ha inteso,» disse uno di loro. +«Da quanto tempo eravate nel corridoio? Ed a far che?» le chiese +colui. + +--Assicuriamoci intanto di questo ritratto,» disse un altro, +avvicinandosi a Bianca. «Bella signorina, con vostro permesso, questo +gioiello è mio: datemelo, o ve lo prendo.» + +Bianca, chiedendo misericordia, gli diè il medaglione, ed intanto un +altro ladro l'interrogava con fiero cipiglio. La sua confusione ed il +suo spavento spiegavano troppo chiaramente quel che la sua lingua non +ardiva confessare. I briganti si guardarono con aria significante, e +due di essi ritiraronsi in un canto, come per deliberare. + +«Giur'al cielo! Sono brillanti di molto valore,» disse colui che +guardava il medaglione; «anche il ritratto è bello: senza dubbio sarà +quello di vostro marito, signora, che m'immagino debba essere il +giovine cavaliere ch'era in vostra compagnia.» + +Bianca, smarrita e disperata, lo scongiurava di aver pietà di lei: gli +diè la sua borsa, e gli promise di tacere, se la riconduceva ai suoi +compagni di viaggio; sorrideva egli ironicamente alle di lei parole, +allorchè un rumore lontano fissò la di lui attenzione. Mentre +ascoltava, afferrolla pel braccio con violenza, quasi temendo ch'ella +volesse fuggire. Bianca gridò aiuto. Il rumore, avvicinandosi, scosse +i banditi dalla loro irresolutezza. + +«Siamo traditi,» dissero essi; «ma potrebbe darsi che fossero i nostri +colleghi di ritorno dalla scorreria: in tal caso l'affare è fatto: +ascoltiamo meglio.» + +Una scarica in lontananza confermò la loro supposizione; ma il primo +rumore si avvicinava sempre più: si udiva uno strepito d'armi, il +fracasso di una zuffa, e qualche gemito che partiva dal fondo del +corridoio. I briganti allora prepararono le armi: fu suonato un corno +al di fuori; tre di essi lasciarono Bianca in custodia del quarto, ed +uscirono a precipizio. + +Intanto che Bianca, tremante e confusa, implorava pietà, riconobbe la +voce di Santa-Fè, il quale comparve tutto coperto di sangue ed +inseguito da alcuni banditi. Bianca non vide, non sentì più nulla, e +cadde svenuta nelle braccia di chi la teneva. + +Appena riacquistò l'uso de' sensi, riconobbe, all'incerta luce che +vacillava intorno a lei, d'esser sempre nella medesima stanza. Restò +alcun momento nell'incertezza e nello stupore. Un sordo gemito vicino +a lei la fece memore di Santa-Fè, e dello stato in cui l'aveva veduto; +allora alzandosi, si avanzò dalla parte d'onde veniva il sospiro. Non +tardò molto a riconoscere, in un corpo steso sul pavimento, Santa-Fè +pallido e sfigurato, che non poteva parlare. Aveva gli occhi chiusi, +ed una delle sue mani, ch'ella prese nell'ambascia della disperazione, +era bagnata di freddo sudore. Lo chiamò per nome, e gridò aiuto; +qualcuno s'avvicina, un uomo entra: non era il conte; ma qual fu la di +lei sorpresa, quando, supplicandolo di soccorrere Santa-Fè, riconobbe +Lodovico! Ebbe egli appena tempo di riconoscerla; si occupò subito +delle ferite del cavaliere, e giudicando che l'immensa perdita del +sangue cagionava probabilmente la sua debolezza, corse a cercare acqua +per lavargli le ferite e fasciargliele alla meglio. + +Appena egli fu uscito, Bianca udì camminare, e vide entrare Villefort +con una torcia nella mano sinistra, e la spada insanguinata nella +destra, che, tutto anelante, chiamava impazientemente la figlia. Al +suono di questa voce ben nota essa volò nelle di lui braccia. Il +conte, lasciando cadere la spada, la strinse al seno con indicibil +trasporto di gioia e stupore: le domandò di Santa-Fè, e lo vide per +terra dando qualche segno di vita. Lodovico tornò di lì a poco ben +provvisto d'acqua e di acquavite; gli applicò l'una alla bocca e +l'altra alle tempie, e Bianca lo vide finalmente aprir gli occhi, +domandando subito di lei. La gioia ch'essa provò in quel momento, fu +subito sturbata da una nuova inquietudine: Lodovico dichiarò che +bisognava senza ritardo trasportare il cavaliere. + +«I banditi che sono di fuori erano aspettati, e se perdiamo tempo ci +troveranno qui. Sanno benissimo che il suono del corno, ad un'ora così +strana, è sempre il segnale d'un estremo pericolo, e l'eco di questi +monti ne porta la voce a molta distanza. Li ho veduti tornare in +consimili casi dalle falde del Melicante. Avete voi appostata una +vedetta all'ingresso del forte? + +--No,» disse il conte, «la mia gente è dispersa, e non so dove sia. +Lodovico, va tosto a riunirla, ma abbi cura di te stesso, e ascolta se +senti i muli.» + +Lodovico uscì immediatamente, ed il conte riflettè al modo di +trasportar Santa-Fè, il quale non avrebbe potuto sopportare il moto +d'una mula, quand'anche fosse stato in grado di reggersi in sella. + +Mentre il conte raccontava come i banditi fossero stati rinchiusi +nella torre, Bianca osservò che era ferito anch'esso nel braccio +sinistro; egli le rispose, sorridendo, quella ferita esser +leggerissima. I servi, tranne due che furon lasciati alla porta della +fortezza, comparvero allora tutti, preceduti da Lodovico. + +«Mi pare, signore,» diss'egli, «di sentir venire de' muli dal fondo +della valle, ma il mormorio del torrente m'impedisce di accertarmene; +ho portato meco l'occorrente pel trasporto del signor cavaliere.» + +Mostrò allora una gran pelle d'orso attaccata a due pertiche che +formava una comoda lettiga, di cui si servivano i banditi per +trasportare i loro feriti. Lodovico la spiegò, vi adattò sopra alcune +pelli di capra per renderla più morbida, fasciò le ferite del +cavaliere, ed avendovelo posato dolcemente, le due guide, prendendo le +quattro estremità delle pertiche sulle spalle, s'incamminarono per +andarsene insieme ai servitori del conte, alcuni dei quali erano stati +leggermente feriti. Passando per la sala, udirono da lontano un +tumulto orribile: Bianca ne fu molto allarmata. + +«Non temete,» disse Lodovico, «son tutti quei birbanti chiusi nella +torre. + +--Mi sembra che atterrino la porta,» disse il conte. + +--È impossibile, signore,» rispose Lodovico, «perchè la porta è di +ferro. Noi non abbiamo nulla da temere: intanto io andrò avanti per +osservar meglio se mai si ode o non si vede nulla.» + +Tutti lo seguirono; dopo essere stati alcun poco in ascolto, non +udirono altro che il mormorio del torrente, ed una fresca brezzolina +che agitava i rami dell'antica quercia nel cortile. I viaggiatori +videro allora con estremo piacere che cominciava a spuntar il giorno, +e Lodovico, alla testa della comitiva, la fece scendere nella valle +per un sentiero opposto a quello pel quale erano venuti colà. + +«Evitiamo la strada,» diss'egli, «che hanno preso i banditi +stamattina.» + +I viaggiatori si trovarono ben presto in una strettissima valle: +l'alba imbianchiva gradatamente i monti, e scopriva verdi praticelli +che ricoprivan le falde delle rupi, sulle quali sorgevano le querce ed +i lecci; la tempesta era cessata; l'aria del mattino e la vista di +quella verzura, ancor più fresca per la pioggia della notte, +rianimarono gli spiriti abbattuti della comitiva. Il sole sorse di lì +a poco, e tutte le piante rosseggiarono in breve de' suoi raggi +dorati; un resto di nebbia aggiravasi ancora in fondo alla valle, ma +il vento la cacciava, ed a poco a poco il sole la fece sparir tutta. +Dopo aver percorso una lega di cammino, Santa-Fè si querelò +dell'eccessiva debolezza: sostarono per ristorarlo, e lasciar riposare +i portatori. Lodovico si era munito, prima di partire, di qualche +bottiglia di vino di Spagna, e ne distribuì a tutta la carovana; ma +Santa-Fè non potè risentirne che un sollievo momentaneo. Una febbre +ardentissima acquistò nuova forza per l'uso di questa bibita; egli non +poteva nascondere i suoi orribili patimenti, nè astenersi +dall'esprimere il desiderio impaziente di giungere all'osteria, in cui +avevano prefisso di passar la notte precedente. + +Mentre riposavano tutti all'ombra degli abeti, il conte pregò Lodovico +di spiegargli brevemente in qual modo fosse sparito dall'appartamento +del nord, come avesse potuto cadere nelle mani di quei banditi, e +contribuito in una maniera così prodigiosa a salvarlo colla sua +famiglia. Il conte gli attribuiva giustamente la loro salvezza. +Lodovico accingevasi ad obbedirlo, ma un colpo di pistola sparato +nella strada già da essi percorsa cagionando nuovi timori, obbligò i +viaggiatori a rimettersi in cammino. + + + + +CAPITOLO LI + + +Emilia intanto provava la massima inquietudine sul destino di +Valancourt. Teresa trovò finalmente una persona fidata da spedire al +fattore, la quale s'impegnò di tornare il giorno dopo, e Emilia +promise di trovarsi alla capanna di Teresa, che, divenuta zoppa, non +poteva uscir di casa. Verso sera Emilia s'incamminò sola a quella +parte con tetri presentimenti. L'ora già avanzata accresceva la sua +malinconia. Era la fine dell'autunno; una densa nebbia nascondeva in +parte la cima dei monti, e il vento freddo, che soffiava nei faggi, +copriva la via delle ultime foglie ingiallite. La loro caduta, +presagio della fine dell'anno, era l'immagine della desolazione del +suo cuore, e sembrava predirle la morte di Valancourt: ne provò un +presentimento sì forte, che fu più volte sul punto di tornare +addietro. Non aveva forza bastante per andare incontro a +cotest'orribile certezza; ma lottò contro la sua emozione e continuò +ad avanzare. + +Camminava mesta, ed i suoi occhi seguitavano il movimento delle masse +vaporose che stendevansi all'orizzonte; considerava le fuggitive +rondinelle, le quali, in balìa all'agitazione de' venti, ora +scomparendo tra le nubi, ora aleggiando in atmosfere più tranquille, +sembravano rappresentarle le afflizioni e le vicende, ond'essa era +stata vittima. Aveva subìto i capricci della fortuna ed i turbini +della sventura; aveva avuto qualche corto istante di calma. Ma come +dare il nome di calma a ciò che non era se non la sospensione del +dolore? Sfuggita ormai ai più crudeli pericoli, indipendente da' suoi +tiranni, trovavasi padrona di una sostanza ragguardevole; avrebbe +potuto con ragione aspettarsi di gustare la felicità; ma essa n'era +più lungi che mai: sarebbesi accusata di debolezza e d'ingratitudine, +se avesse sofferto che il sentimento dei beni che possedeva fosse +soffocato da quello d'un solo infortunio, se questo però non avesse +colpito che lei sola. Ma essa piangeva per Valancourt, e se anche egli +vivesse, le lacrime della pietà si univano a quelle del rammarico, +afflittissima che un uomo come lui fosse caduto nel vizio, e quindi +nella miseria. La ragione e l'umanità reclamavano assieme le lacrime +dell'amicizia, ed il suo coraggio non poteva separarle ancor da quelle +dell'amore. Nel momento attuale però non la tormentava la certezza dei +torti di Valancourt, bensì il timore della di lui morte; le pareva, +per così dire, di essere la causa innocente di questa disgrazia. La +sua inquietudine aumentava ad ogni passo, e quando vide da lontano la +capanna, le mancò il coraggio di avvicinarsi e sedette sur un banco +nel sentiero. Il vento che susurrava tra le frondi pareva alla sua +rattristata immaginazione recar suoni queruli; ed anche +negl'intervalli di calma credea udire ancora dolorosi accenti. +Prestando maggior attenzione, si convinse dell'error suo, e le +tenebre, divenute più folte per la prossima caduta del dì, +l'avvertirono d'allontanarsi, e con passo vacillante giunse alla +capanna. Traverso i vetri si vedea scintillare un buon fuoco, e +Teresa, avendo veduto venire Emilia, stava sulla porta ad aspettarla. + +«La sera è fredda assai, signorina,» le disse ella. «Vuol piovere, ed +ho creduto che un buon fuoco non dovesse spiacervi. Sedete dunque +vicino a me.» + +Emilia la ringraziò della sua attenzione, e guardandola in volto, fu +colpita dalla sua tristezza. Si gettò sulla sedia, incapace di +parlare, e la di lei fisonomia esprimeva tanta disperazione, che +Teresa ne comprese il motivo, eppure taceva. + +«Ah!» sclamò finalmente Emilia; «è inutile che me lo diciate. Il +vostro silenzio, i vostri sguardi parlano abbastanza; egli è morto. + +--Oimè! mia cara padrona,» rispose Teresa colle lacrime agli occhi, +«questo mondo è pieno di affanni. I ricchi ne hanno la lor dose come i +poveri; ma procuriamo di sopportare in pace il carico che ci manda il +cielo. + +--Egli è dunque morto?» interruppe Emilia. «Ah! Valancourt è morto! + +--Orribil giorno! Io ne temo,» soggiunse Teresa. + +--Lo temete soltanto?» + +--Sì, signorina, lo temo. Nè il fattore, nè verun'altra persona ha +sentito più parlare di lui a Estuvière, dacchè è partito per la +Linguadoca. Suo fratello ne è afflittissimo. Egli dice che scrive +sempre esattamente, ma che non ha ricevuto veruna lettera da lui dopo +la sua partenza: doveva esser già di ritorno da tre settimane: non ha +scritto, non è tornato, e si teme che gli sia accaduta qualche +disgrazia. Oimè! io non credeva di viver tanto da dover piangere la +sua morte. Io son vecchia, e poteva morire senza dispiacere; mentre +lui...» + +Emilia, quasi moribonda, chiese un po' d'acqua: Teresa, spaventata, +affrettossi a soccorrerla, e mentre le porgeva l'acqua, continuò: +«Cara signorina, non vi affliggete tanto; il cavaliere può essere sano +e salvo. Speriamo! + +--Oh! no, non posso sperare,» disse Emilia. «Io so circostanze che mi +piombano anzi nella disperazione; ma or mi sento meglio, e posso +ascoltarvi: dettagliatemi tutto quel che avete saputo. + +--Aspettate d'esservi rimessa, signorina; mi sembra che stiate sì +male! + +--Oh! no, Teresa, ditemi tutto intanto che posso ascoltarvi, ditemi +tutto, ve ne scongiuro. + +--Ebbene,» rispose Teresa, «vi acconsento. Il fattore ha detto +pochissimo. Riccardo pretende ch'egli parlasse con molto riserbo del +signor Valancourt. Quel ch'egli ha saputo, gli fu confidato da +Gabriello, uno dei servitori del conte, che disse essergli stato +confidato da un amico del suo padrone. Dice dunque che Gabriello e +tutti i servitori erano in gran pena pel signor Valancourt; ch'esso +era un giovine così buono così amabile, e che lo amavano tutti come +loro fratello; che non comandava imperiosamente, come tanti altri +signori; che perciò era molto rispettato, e che la servitù l'obbediva +volentieri al primo cenno per paura di spiacergli. Il signor conte +stava in gran pena pel cavaliere, quantunque fosse andato in collera +con lui ultimamente. Gabriello dice aver saputo che il signor +Valancourt aveva fatte pazzie a Parigi; che aveva spesi molti denari, +ed era stato perfino messo in prigione. Che il signor conte ricusava +di liberarnelo, pretendendo ch'egli meritasse un tal castigo. Appena +il vecchio Gregorio il cantiniere ne fu informato, fece fare un +bastone a punta ferrata per andar a piedi a Parigi a trovare il +padroncino; quando furono avvertiti che il signor Valancourt era di +ritorno. Oh! qual gioia al suo arrivo! egli era però molto cambiato. +Il conte lo ricevè freddamente, ed era afflitto. Il cavaliere partì +immediatamente per la Linguadoca; e da quel momento, disse Gabriello, +non se n'è saputo più nulla.» + +Teresa tacque; Emilia sospirava, nè ardiva sollevar gli occhi da +terra. Dopo una lunghissima pausa, sclamò: «Oh! Valancourt, tu sei +perduto, e perduto per sempre. E son io, son io che ti diedi la +morte.» + +Quelle parole, quegli accenti disperati allarmarono la povera Teresa, +la quale temè che quel colpo terribile non avesse alterata la ragione +di Emilia. + +«Mia cara padrona, calmatevi,» diss'ella; «non dite di queste cose: è +impossibile che voi abbiate potuto uccidere il signor Valancourt.» + +Emilia non le rispose che con un gran sospiro. + +«O mia cara signorina,» ripigliò Teresa, «il cuore mi si spezza +vedendovi in tale stato, cogli sguardi fissi, pallida in volto, e sì +afflitta. Mi spaventa il vedervi così.» Emilia non apriva bocca, e non +parea udir nulla. «E d'altra parte, madamigella,» soggiunse la vecchia, +«il signor Valancourt può essere sano ed allegro, malgrado quanto +sappiam noi.» + +A tal nome, la fanciulla alzò gli occhi e guardolla con occhi +smarriti, come se avesse cercato di capirla. + +«Sì, cara padroncina,» ripigliò Teresa ingannandosi sulla di lei +intenzione, «il signor Valancourt può essere sano ed allegro.» + +Alla ripetizione di quest'ultime parole, Emilia ne comprese il senso; +ma invece di produrre l'effetto che ne aspettava Teresa, parvero +soltanto raddoppiare il suo dolore: si alzò bruscamente, e percorse la +cameretta a veloci passi, battendo palma a palma e singhiozzando. +Mentre passeggiava così il suono dolce e sostenuto d'un oboè o flauto +si mescolò alla bufera. La sua dolcezza colpì Emilia; sostò tutta +attenta: i suoni recati dal vento si perdettero in una raffica più +forte; ma il loro accento querulo le commosse il cuore, ed ella si +strusse in lagrime. + +«Oh!» sclamò Teresa, tergendo le lagrime; «è Riccardo il figlio del +vicino che suona il suo strumento; è una musica malinconica.» + +Emilia continuava a piangere. + +«Egli suona spesso alla sera,» continuò la vecchia, «e fa ballare la +gioventù. Ma, signorina, non piangete così. Venite qui vicino al fuoco +che, fa freddo, e bevete un bicchier di vino per ristorarvi.» + +Ed accomodatale una sedia al camino, andò a cavar dalla credenza un +fiasco. + +«Questo non è un vino ordinario,» soggiunse; «è del migliore di +Linguadoca, e l'ultimo de' sei fiaschi che mi regalò il signor +Valancourt quando partì per Parigi. Io non lo bevo mai senza pensare +a lui, e alle sue parole piene di bontà nell'atto di consegnarmelo. +_Teresa_, mi diss'egli, _voi non siete più giovine; tratto tratto +dovreste bere un bicchier di vino. Io ve ne manderò qualche altro +fiasco, e bevendolo ricordatevi di me, vostro amico_. Sì, furon queste +le sue parole: _Di me, vostro amico!_» Emilia continuava a camminar +per la stanza, senza badare alle parole di Teresa, la quale continuò: +«Mi son sempre ricordata di lui; povero giovine! Egli mi donò questo +ricetto e sostenne la mia vecchiaia. Ah! se è vero che sia morto, sarà +in paradiso col mio rispettabile padrone.» + +Qui si mise a piangere, e depose il fiasco. Il suo dolore rinnovò +quello di Emilia, che si avvicinò a lei, e guardolla attentamente come +oppressa dalla riflessione ch'essa piangeva per Valancourt. La buona +vecchia però, asciugando le lagrime, si fece coraggio, e le disse: + +«Per carità non v'affliggete di più; prendete, di grazia, un sorso di +questo vino. Gustatelo per l'amor del signor Valancourt, che me lo ha +regalato, come vi dissi.» + +La mano d'Emilia, che aveva preso il bicchiere, tremò, e sparse il +liquore nel ritirarlo dalle labbra. + +«Per l'amore di chi?» sclamò ella; «chi vi ha dato questo vino? + +--Il signor Valancourt, cara padroncina; sapea io che vi farebbe +piacere; è l'ultimo mio fiasco.» + +La fanciulla depose il bicchiere sulla tavola, proruppe nuovamente in +un dirotto pianto, e Teresa, sconcertata e dolente, procurò di +consolarla. Emilia le fe' cenno colla mano, che desiderava restar +sola, e pianse sempre più forte. Un lieve colpo battuto alla porta non +permise alla vecchia di lasciarla al momento. Emilia la pregò di non +aprire a nessuno; ma pensando poi che poteva essere Filippo, il suo +servitore, procurò di tergere il pianto, e Teresa andò ad aprire. + +La voce ch'ella intese attirò tutta la di lei attenzione: tese +l'orecchio, volse gli occhi verso la porta, una persona comparve, e la +fiamma del fuoco le fe' riconoscere... Valancourt!... + +Nel vederlo, si scosse da capo a piedi, tremò, e perdendo l'uso dei +sensi non vide più nulla. Un grido di Teresa annunziò che anche lei +aveva riconosciuto il giovane. L'oscurità, sul primo momento, non +aveale permesso di distinguerlo. Egli cessò di occuparsi di lei, +vedendo cadere una persona dalla sedia vicino al fuoco. Volò a +soccorrerla, e s'avvide di sostenere Emilia. La commozione che provò +per l'inaspettato incontro, ritrovando colei da cui si credeva diviso +per sempre, tenendola pallida e svenuta fra le sue braccia, è più +facile ad immaginare che a descrivere! Sarà egualmente facile +figurarsi ciò che provò Emilia, allorchè riaprendo gli occhi, rivide +Valancourt. L'espressione inquieta colla quale la considerava, si +cambiò tosto in un misto di gioia e tenerezza. Allorchè i suoi occhi +s'incontrarono in quelli di lei, e che la vide in procinto di +rinvenire, potè esclamare appena: _Emilia!_ ma essa, volgendo altrove +gli sguardi, fece un debole sforzo per ritirare la mano. Nei primi +momenti che succedettero alle angosce dolorose, cagionate dall'idea +della sua morte, Emilia obbliò tutti i falli dell'amante: lo rivide +qual era nel momento in cui meritava il suo amore, ne risentì altro +che gioia e tenerezza; ma oimè! fu un'illusione passaggiera! Le di lei +riflessioni s'innalzarono nuovamente, come tante nubi sull'orizzonte, +ad oscurare l'immagine lusinghiera che inebriava il suo cuore. Rivide +allora Valancourt degradato in faccia alla società, indegno ormai +della sua stima e tenerezza. Le mancò la forza, ritirò la mano, e si +volse dalla parte opposta per nascondere il suo dolore. Il giovane, +più agitato ed imbarazzato di lei, se ne stava muto e dolente. + +Il sentimento di quanto doveva a sè stessa, trattenne le sue lagrime, +e le insegnò a dissimulare parte della gioia e del dolore, che +facevano il più fiero contrasto nel fondo del suo cuore. Si alzò, +ringraziollo della sua attenzione, salutò Teresa, e volle andarsene. +Valancourt, svegliato come da un sogno, la supplicò umilmente di +accordargli un momento d'attenzione. Il cuore d'Emilia perorava forte +in favor suo; ma ebbe il coraggio di resistere, e non badando neppure +alle suppliche di Teresa, che la pregava di non esporsi sola in tempo +di notte, aveva già aperta la porta; ma la pioggia dirotta l'obbligò a +rientrare. + +Muta, interdetta, tornò vicino al fuoco. Valancourt, inquieto, +turbato, camminava a gran passi per la stanza, come se avesse temuto e +desiderato di parlare. Teresa esprimeva senza ritegno la gioia e la +sorpresa che le cagionava il suo arrivo. + +«Oh! mio caro benefattore,» diceva essa, «io non sono mai stata così +contenta come in questo punto. Poco fa eravamo immerse ambedue nella +massima afflizione per causa vostra; credendo che foste morto, +parlavamo di voi, e piangevamo insieme; in quella appunto bussaste +alla porta: la mia cara padrona versava calde lagrime.» + +Emilia guardò Teresa in atto di disapprovazione; ma, prima ch'ella +potesse parlargli, Valancourt, incapace di contenersi ulteriormente, +esclamò: + +«Mia Emilia, vi son io dunque tuttavia caro? Voi mi onorate d'un +pensiero, d'una lagrima! O cielo! Voi piangete, anche adesso piangete! + +--Signore,» disse Emilia, procurando di frenare il pianto, «Teresa ha +ben ragione di ricordarsi di voi con gratitudine. Ella era +afflittissima di non aver avuto vostre notizie: permettetemi che vi +ringrazi anch'io di tutte le bontà di cui la colmaste. Ora son +tornata, e spetta a me di averne cura. + +--Emilia,» le disse Valancourt, non sapendo più contenersi, «così +accogliete voi colui che già una volta volevate onorare della vostra +mano, colui che vi ha amata tanto, e che tanto ha sofferto per voi? Ma +che potrò io allegare in mia difesa? Perdonatemi, signora, +perdonatemi, non so più quel che mi dica: non ho più diritto ai vostri +pensieri: ho perduto tutti i miei titoli alla vostra stima e al vostro +amore. Sì, ma non oblierò mai d'averli posseduti un tempo; la certezza +di averli perduti, forma ora la mia più crudele disperazione, il mio +maggior tormento. + +--Ah! mio caro signore,» disse Teresa prevedendo la risposta di +Emilia, «voi parlate di aver già posseduto i suoi affetti... Anche +adesso, sì, anche adesso, la mia padrona vi preferisce al mondo +intiero, quantunque non voglia confessarlo. + +--Ciò è veramente insopportabile,» disse Emilia. «Teresa, voi non +sapete che cosa vi dite. Signore, se avete qualche riguardo, alla mia +tranquillità, spero non vorrete prolungare questo momento doloroso. + +--Io la rispetto troppo per turbarla volontariamente,» rispose +Valancourt, il cui orgoglio lottava allora colla tenerezza; «non mi +renderò volontariamente importuno. Vi aveva chiesto qualche istante +d'attenzione, ma a che mi gioverebbe? Raccontandovi i miei affanni, +non farei che avvilirmi vie maggiormente, senza eccitare la vostra +pietà. Sappiate però, Emilia, che fui, e sono ben disgraziato!» + +La sua voce vacillante divenne allora l'accento del dolore. Volse uno +sguardo disperato alla giovine, e s'accinse a partire. + +«Come!» soggiunse Teresa, «volete uscire con questa pioggia! No, no, +il mio caro benefattore non deve allontanarsi in questo momento. Mio +Dio! Quanto son pazzi i grandi di respingere così la loro felicità! Se +foste povera gente, a quest'ora sarebbe già tutto finito. Parlare +d'indegnità, dire che non vi amate più, quando in tutta la provincia +non vi son due cuori più teneri o, a dir meglio, due persone che si +amino tanto come voi due!» + +Emilia, oppressa da inesprimibile ambascia, si alzò e disse: «Non +piove più, voglio andarmene. + +--Restate, Emilia, restate, signorina,» rispose Valancourt, armandosi +di tutta la sua risoluzione, «non vi affliggerò vie più colla mia +presenza. Perdonatemi se non ho obbedito più presto. Se lo potete, +compiangete colui che vi perde, e perde così ogni speranza di riposo. +Possiate esser felice, sebbene io rimarrò eternamente infelice, +possiate essere felice quant'io ve lo desidero con tutto il cuore.» + +Gli mancò la voce a queste ultime parole, impallidì, gettò su di lei +uno sguardo di tenerezza e dolore inesprimibili, e fuggì +precipitosamente. + +«Caro signore! Mio benefattore!» gridò Teresa seguendolo alla porta. +«Signor Valancourt! Come piove! Che notte burrascosa per lasciarlo +andar via! egli morrà sicuramente dal dolore e dall'affanno. Cara +signora Emilia, quanto siete incostante! poco fa piangevate la sua +morte, ed ora lo scacciate così barbaramente!» + +La fanciulla non rispose, e non udiva quel che diceva colei. Assorta +nel suo dolore e nelle sue riflessioni, restava seduta cogli occhi +fissi sul fuoco, e l'imagine del giovane presente al pensiero. + +«Il signor Valancourt è molto cambiato, signora; com'è dimagrato! come +afflitto! Eppoi ha il braccio fasciato.» + +Emilia alzò gli occhi; non aveva osservata quest'ultima circostanza. +Non dubitò più allora che Valancourt non fosse stato ferito dal +giardiniere. A tal convinzione tutta la sua pietà si riaccese, e si +rimproverò d'averlo lasciato partire con un tempo così cattivo. + +Poco dopo vennero a prenderla in carrozza. Emilia sgridò Teresa per le +cose irriflessive dette al Valancourt, le ordinò espressamente di non +fare mai più certi discorsi, e se ne tornò al castello pensierosa ed +afflitta. + +Valancourt, intanto, era rientrato nell'osteria del villaggio, ove +aveva preso alloggio pochi momenti soltanto prima d'andare a visitar +Teresa. Veniva a Tolosa e recavasi al castello del conte di Duverney. +Non eravi più tornato dopo la sua separazione da Emilia a Blangy. Era +rimasto qualche tempo nelle vicinanze d'un luogo ove abitava l'oggetto +più caro al suo cuore. V'erano momenti in cui il dolore e la +disperazione lo stringevano a ricomparire innanzi ad Emilia, e +rinnovare le istanze a dispetto delle sue sciagure. Una nobil fierezza +però, la tenerezza del suo amore, che non poteva acconsentire ad +avvolgerla nei suoi infortuni, avevano finalmente trionfato della +passione. Ritornando in Guascogna, era passato da Tolosa, e vi si +trovava allorchè vi giunse Emilia. Andava a nascondere ed alimentare +la sua dolorosa mestizia in quel medesimo giardino nel quale aveva +passato presso di lei momenti così felici. Volendo aver la +consolazione di rivederla ancor una volta, e ritrovarsi vicino a lei, +passeggiava una sera nel parco, quando il giardiniere, prendendolo per +un ladro, gli tirò una schioppettata, e lo ferì in un braccio. Questo +caso l'aveva trattenuto a Tolosa per farsi curare: là, senza premura +per sè medesimo, senza riguardi pe' parenti, la cui fredda accoglienza +al suo ritorno da Parigi l'aveva scoraggito, non aveva informato +nessuno della sua situazione. Ritrovandosi in istato di viaggiare, +tornava ad Estuvière, passando per la valle; sperava di aver colà +notizie d'Emilia; voleva trovarsi vicino a lei; desiderava anche +informarsene dalla vecchia Teresa, e credeva in fine, che, nella di +lui assenza, l'avrebbero privata della sua pensione. Tutti questi +motivi lo avevano dunque condotto alla capanna di Teresa dove aveva +incontrato Emilia. + +Quella conferenza inaspettata avevagli dimostrato a un tempo tutta la +tenerezza dell'amore di Emilia, e tutta la fermezza della di lei +risoluzione. La sua disperazione erasi rinnovata con maggior forza, e +non eravi considerazione bastante per acquietarlo. L'immagine di +Emilia, la di lei voce ed i suoi sguardi, si presentavano +incessantemente alla di lui fantasia, e qualunque sentimento era +bandito dal suo cuore, eccettuato la disperazione e l'amore. Un'ora +prima della mezzanotte ritornò da Teresa per sentir parlar di Emilia e +trovarsi ancora nel luogo già da lei occupato. La gioia che provò ed +espresse quella povera vecchia, si cangiò presto in tristezza, +allorchè ebbe osservato i di lui sguardi smarriti e la profonda +malinconia che l'opprimeva. Dopo avere ascoltato attentamente tutto +quel ch'essa poteva dirgli intorno ad Emilia, le regalò tutto il +denaro che aveva indosso, quantunque ella si ostinasse a ricusarlo, e +l'assicurasse che la sua padrona aveva provveduto ai di lei bisogni. +Le consegnò anche un anello di valore, incaricandola espressamente di +presentarlo a Emilia. La faceva pregare d'accordargli quest'ultimo +favore di conservarlo per amor suo, e rammentarsi qualche volta, nel +guardarlo, dell'infelice Valancourt che glielo inviava. + +Teresa pianse nel riceverlo, ma più per tenerezza, che per l'effetto +di alcun presentimento. Prima ch'ella potesse rispondere, Valancourt +era già partito; corse sulla porta a chiamarlo, supplicandolo di +tornare indietro, ma non n'ebbe alcuna risposta, e non lo vide più. + + + + +CAPITOLO LII + + +La mattina di poi, Emilia, nel gabinetto contiguo alla biblioteca, +rifletteva alla scena della sera precedente, allorquando Annetta entrò +anelante, ed abbandonossi senza fiato su d'una sedia. Passarono alcuni +minuti prima che potesse rispondere alle interrogazioni di Emilia; +finalmente esclamò: + +«Ho veduto la sua ombra, signorina, sì, ho veduto la sua ombra! + +--Che vuoi tu dire?» disse Emilia con impazienza. + +--Egli è uscito dal cortile, mentr'io traversava il salotto. + +--Ma di chi parli?» ripetè Emilia; «chi è uscito dal cortile? + +--Era vestito come lo vidi le centinaia di volte. Ah! chi l'avrebbe +mai creduto?» + +Emilia, annoiata da quelle ciarle insipide, si accingeva a +rimproverarle la sua ridicola credulità, quando un servo venne a dirle +che un forestiero chiedeva di parlarle. + +Emilia, immaginandosi allora che il forestiere fosse Valancourt, +rispose essere occupata, e non voler veder nessuno. Il servo tornò +subito dopo dicendo che il forestiere aveva cose importantissime da +comunicarle. Annetta, rimasta fin allora muta e stupefatta, si scosse, +e sclamò: «Sì, è Lodovico! sì, è Lodovico.» + +E corse fuor dal gabinetto. Emilia ordinò al servitore di seguirla, e, +se era realmente Lodovico, di farlo entrare sul momento. + +Poco dopo, comparve l'Italiano accompagnato da Annetta, a cui +l'allegrezza faceva obliare tutte le convenienze, e non voleva parlar +altro che lei. Emilia esternò la sua sorpresa e soddisfazione nel +vederlo. La sua prima emozione crebbe allorchè aprì le lettere del +conte di Villefort e Bianca, che l'informavano della loro avventura e +della situazione loro in un'osteria alle falde de' Pirenei, ov'erano +stati trattenuti dallo stato di Santa-Fè e dall'indisposizione di +Bianca. Quest'ultima aggiungeva che il barone era arrivato, che +avrebbe ricondotto il figlio al suo castello, finchè fosse guarito +dalle sue ferite, e ch'essa con suo padre continuerebbero il viaggio +per la Linguadoca, e sarebbero passati dalla valle, proponendosi di +esservi il giorno seguente. Essa pregava Emilia di trovarsi alle sue +nozze, e d'accompagnarli al castello di Blangy; lasciava poi a +Lodovico la cura di raccontare egli stesso le sue avventure. Emilia, +sebben premurosa di conoscere in qual modo fosse sparito +dall'appartamento del nord, nondimeno volle sospendere questa +soddisfazione finchè non si fosse rifocillato, ed avesse parlato a +lungo colla sua Annetta, la cui gioia non sarebbe stata così +stravagante se fosse risorto dalla tomba. + +Emilia, intanto, rileggeva le lettere de' suoi amici. L'espressione +della stima e dell'affetto loro, era in quel momento un vero balsamo +nel suo povero cuore piagato. La sua tristezza, i suoi affanni, +avevano acquistato nell'ultimo colloquio una nuova amarezza. + +L'invito di recarsi a Blangy era fatto dal conte e dalla figlia colle +più tenere espressioni. Anche la contessa ne la sollecitava. +L'occasione n'era sì importante per l'amica sua, che Emilia non potea +ricusarvisi. Avrebbe desiderato non abbandonare le placide ombre della +sua dimora, ma sentiva la sconvenienza di restarvi sola mentre +Valancourt trattenevasi ancora nelle vicinanze, oltrechè rifletteva +che la società e la varietà degli oggetti sarebbero riuscite a +tranquillare il suo spirito meglio della solitudine. + +Quando Lodovico ritornò nel gabinetto, lo pregò di raccontarle +dettagliatamente le sue avventure, e spiegarle per qual caso abitasse +co' banditi in mezzo ai quali lo aveva trovato il conte. + +Egli obbedì. Annetta, la quale, in mezzo alle sue tante ciarle, non +aveva avuto il tempo di parlargliene, si accinse ad ascoltare con +ardente curiosità. Ricordò prima alla padroncina e l'incredulità da +lei dimostrata ad Udolfo a proposito degli spiriti, e la propria +saggezza credendovi invece sì forte. Emilia arrossì suo malgrado +pensando alla fede prestata ultimamente; notò soltanto che se +l'avventura di Lodovico avesse potuto giustificare la superstizione +d'Annetta, e' non sarebbe là a narrargliela. + +Il giovane sorrise, inchinossi e cominciò in questi termini: + +«Vi rammenterete, o signora, che il signor conte ed il signor Enrico +m'accompagnarono nell'appartamento del nord. Per tutto il tempo che vi +rimasero non si presentò nulla di allarmante: appena furono partiti, +accesi un buon fuoco nella camera, e sedetti presso al camino; aveva +portato un libro per distrarmi, e confesso che tratto tratto io +guardava qua e là con un sentimento simile alla paura. Molte volte, +quando il vento soffiava con violenza, scuotendo le finestre, +m'immaginai di udire rumori molto strani; anzi una volta o due mi +alzai, ed osservando da per tutto non vidi altro che le grottesche +figure dei parati, le quali pareva mi facessero boccacce. Passai così +più di un'ora, e poi mi parve udir rumore, esaminai di nuovo la +camera, e non vedendo nulla, ripresi il libro. Quando l'istoria fu +finita, mi assopii. D'improvviso fui svegliato dal rumore che aveva +già inteso; esso pareva venire dalla parte del letto. Io non so se +l'istoria che aveva letta mi avesse alterata la fantasia, +o se mi venissero in mente tutte le ciarle che si facevano su +quell'appartamento; ma so bene che, guardando il letto, mi parve +vedere la faccia d'un uomo fra le cortine.» + +A tai parole, Emilia fremè e divenne inquieta ricordandosi lo +spettacolo veduto colà da lei e dalla vecchia Dorotea. «Vi confesso, +signorina,» continuò Lodovico, «che mi si agghiacciò il cuore. Il +medesimo rumore risvegliò di nuovo la mia attenzione: distinsi lo +scricchiolio d'una chiave che girava in una serratura, e quel che mi +sorprendeva di più era il non vedere alcuna porta d'onde potesse +provenire quel suono. Un istante dopo il cortinaggio del letto fu +alzato lentamente, e comparve una persona: essa usciva da una +porticina nel muro. Restò un momento nella medesima attitudine, col +resto del volto nascosto dal lembo della tappezzeria, cosicchè non +vedeasi altro che i suoi occhi. Quando sollevò il capo, vidi di dietro +a lei la figura d'un altro uomo, che guardava per disopra le spalle +del primo. Non so come andasse la faccenda: la mia spada era sul +tavolino, ma non ebbi la presenza di spirito d'impugnarla: restai +zitto e cheto a considerarli cogli occhi mezzo chiusi, affinchè mi +credessero addormentato. Suppongo che realmente ne fossero persuasi; +li udii concertarsi, e restarono in quella posizione per lo spazio di +circa un minuto; allora credetti vedere altre teste nell'apertura +della porta, ed intesi parlar più forte. + +--Questa porticina mi sorprende;» interruppe Emilia; «mi fu detto che +il conte avea fatto levar tutte le cortine ed esaminar le pareti, +credendo che celassero qualche andito pel quale fosse partito. + +--Non mi par tanto straordinario, signorina, che quell'usciuolo abbia +potuto sfuggire agli sguardi; esso è praticato in una parete sottile +che sembra far parte del muro esteriore, per cui quand'anco il signor +conte l'avesse osservato, non avrebbe badato ad una porta colla quale +nessun passaggio parea dovesse comunicare. Fatto sta che il passaggio +era nella grossezza del muro. Ma, per tornare agli uomini ch'io +distingueva confusamente nello sfondo della porticina, ei non mi +lasciarono a lungo in sospeso; precipitaronsi nella camera e mi +circondarono: io aveva presa la spada, ma che poteva fare un uomo +contro quattro? Fui ben presto disarmato; mi legarono le braccia, e +postomi un bavaglio in bocca, mi trascinarono nell'andito. Prima di +partire però lasciarono la mia spada sul tavolino, _per soccorrere_, +dicevano essi, _coloro che venissero al par di me, a combattere gli +spiriti_. Mi fecero traversare parecchi corridoi strettissimi formati +nella grossezza del muro, e dopo avere sceso molti gradini, giungemmo +ad una vôlta sotto il castello. Aprirono un uscio di pietra, ch'io +credeva far parte del muro; percorremmo un lunghissimo passaggio +scavato nel masso; un'altra porta ci condusse ad un sotterraneo, e +finalmente, dopo qualche intervallo, mi trovai sul lido del mare appiè +delle rupi stesse, sulle quali sorge il castello: trovammo una barca +che aspettava quei birbanti; mi vi trascinarono, e andammo a bordo +d'un piccolo bastimento ancorato a poca distanza. Quando fui là +dentro, due de' miei compagni restarono con me; gli altri ricondussero +la barca, ed il bastimento si mise alla vela. Compresi allora il +significato di tutto ciò, e che cosa facessero quella gente al +castello. Sbarcammo al Rossiglione: dopo qualche giorno, i loro +compagni vennero dalle montagne, e mi condussero nel forte in cui mi +trovava quando giunse il signor conte. Avean cura d'invigilarmi, ed +anzi m'aveano bendati gli occhi per condurmivi; ma anche senza questa +precauzione, credo mi sarebbe stato assai difficile ritrovar la strada +per quell'aspra contrada. Appena fui colà, mi tenevano come un +prigioniero: non poteva mai uscire senza due o tre de' miei compagni, +ed era sì stanco della vita, che andava studiando il modo di terminare +la mia miserabile esistenza. + +--Ma però vi lasciavan parlare,» disse Annetta; «non vi mettevan più +il bavaglio. Non capisco perchè eravate sì stanco di vivere, senza +parlare della probabilità che avevate di rivedermi.» + +Lodovico sorrise, siccome anche Emilia, la quale gli domandò per qual +motivo quegli uomini l'avessero rapito. + +«Mi accorsi tosto,» ripigliò egli, «che coloro erano pirati, i quali +da molti anni nascondevano il loro bottino nei sotterranei del +castello, che, essendo vicino al mare, conveniva perfettamente ai loro +disegni. Onde non essere scoperti avevano adoperato ogni mezzo per far +credere che il castello era frequentato dagli spiriti e dalle ombre, +ed avendo scoperto la via segreta, la quale conduceva all'appartamento +del nord, che dopo la morte della marchesa stava sempre chiuso, non +fu lor difficile riuscirvi. La custode e suo marito, le uniche persone +che abitassero nel castello, spaventati oltremodo dagli strani rumori +che udivano, ricusarono di soggiornarvi più a lungo. Allora tutto il +paese credè facilmente che il castello fosse abitato da' folletti, +tanto più che la marchesa era morta in una maniera molto strana, e che +il marchese da quel punto non eravi più tornato. + +--Ma,» disse Emilia, «perchè mai que' pirati non si contentavano della +cava, e perchè stimavan necessario deporre i loro furti nel castello? + +--La cava, madamigella, stava aperta a tutti,» ripigliò il giovane, +«ed i loro tesori sarebbero stati in breve scoperti. Ne' sotterranei +invece erano sicuri, finchè il castello incutesse terrore. E' parve +che i pirati vi recassero a mezzanotte le prese fatte per mare, e ve +le tenessero, finchè potessero venderle vantaggiosamente. Erano essi +intimamente collegati co' contrabbandieri e banditi che vivono ne' +Pirenei, e vi fanno un traffico inesprimibile. Io restai dunque con +questa banda di malandrini fino all'arrivo del signor conte. Non +oblierò giammai la pena che sentii nel vederlo; quasi lo tenni +perduto. Io sapeva che se mi faceva conoscere, i banditi avrebbero +scoperto il suo nome, e probabilmente ci avrebbero ammazzati, tutti, +per impedire ch'egli scoprisse il loro segreto, come proprietario di +Blangy. Evitai la vista del signor conte, e invigilai sui briganti, +risoluto, se progettassero qualche violenza, di mostrarmi, e +combattere per la vita del mio padrone. Non tardai a sentir macchinare +una trama infernale; si trattava di una strage generale. Mi arrischiai +a farmi conoscere alla gente del conte; narrai quanto si progettava, e +ci concertammo insieme. Il signor conte, allarmato per l'assenza della +figlia, domandò dove fosse. I banditi non lo soddisfecero. Il mio +padrone e Santa-Fè divennero furiosi. Pensando allora ch'era tempo di +mostrarci, ci lanciammo nella stanza ov'era preparata la cena, +gridando: _Tradimento! Signor conte difendetevi._ Il conte ed il +cavaliere sguainarono la spada sul momento; la zuffa fu ostinata, ma +in fine noi restammo vincitori, come avrete sentito nella lettera del +mio padrone. + +--È un'avventura singolare,» disse Emilia; «certamente, Lodovico, la +vostra prudenza ed intrepidezza meritano molti elogi. Vi sono però +varie circostanze relative all'appartamento del nord, ch'io non +comprendo ancora, e che voi forse sarete in grado di decifrarmi. Avete +mai udito raccontare dai banditi i pretesi prodigi che operavano in +quel luogo? + +--No, signorina,» rispose Lodovico; «non li intesi parlarne mai: una +volta sola li udii ridere della vecchia custode, che quasi quasi +stette per sorprendere uno dei pirati. Fu dopo l'arrivo del conte, e +colui che fece la burla ne ridea a crepapelle.» + +Emilia arrossì, e pregò Lodovico di raccontargli dettagliatamente +quanto sapeva. + +«Ebbene,» diss'egli, «una notte che colui trovavasi nella camera da +letto, udì gente nel salotto contiguo, e credendo non aver il tempo +d'alzare il parato ed aprir la porta, si nascose nel letto, e vi restò +per qualche tempo, credo io, molto intimorito. + +--Come lo foste voi,» interruppe Annetta, «quando aveste l'ardire di +passarvi la notte. + +--Sì,» rispose Lodovico, «appunto così. La custode si avvicinò al +letto con un'altra donna. Temendo allora di essere scoperto, pensò che +il solo mezzo per salvarsi fosse quello di far loro paura. Alzò dunque +leggermente il trapunto; ma il suo piano non riuscì, se non quando +ebbe mostrata la testa; allora esse fuggirono, ci diss'egli, +come se avessero veduto il diavolo, ed il birbante se ne andò +tranquillamente.» + +Emilia non potè trattenersi dal ridere a questa spiegazione. Comprese +l'incidente che l'aveva tanto impaurita, e fu sorpresa di averne +sofferto tanto; ma considerò quindi, che appena lo spirito cede alla +debolezza della superstizione, qualunque inezia basta a fare la +massima impressione. Rammentandosi però la musica misteriosa che si +sentiva verso mezzanotte al castello di Blangy, domandò a Lodovico se +per caso ne avesse saputo nulla, ma egli non potè darne veruna +spiegazione. + +«So per altro, signorina,» aggiunse, «che i pirati non vi hanno parte; +so che ne ridono, e dicono che il diavolo è senza dubbio alleato con +loro. + +--Scommetterei che hanno ragione,» disse Annetta sempre con volto +ilare. «Ho sempre creduto che lui e gli spiriti fossero gli abitanti +di quell'appartamento; vedete dunque, signorina, che non m'ingannava. + +--Non si può negare che lo spirito maligno non v'abbia una estrema +influenza,» disse Emilia sorridendo: «ma stupisco che i pirati +persistessero nella loro condotta; dopo l'arrivo del conte, egli è +certo che prima o poi dovevano essere scoperti. + +--Ho motivo di credere,» rispose Lodovico, «ch'essi non contassero +seguitare che il tempo necessario per mettere in salvo i loro tesori. +Pare che se ne occupassero subito dopo l'arrivo del conte; ma non +potevano lavorare che poche ore della notte, e quando mi presero, la +vôlta era già mezzo vuota. Conveniva loro d'altronde di confermare +tutte le superstizioni relative all'appartamento, nel quale ebbero la +maggior premura di lasciar tutto al suo posto per meglio mantener +l'errore. Spesso, celiando fra loro, si figuravano la costernazione +degli abitanti di Blangy per la mia scomparsa. A datare da quel +momento si credettero padroni assoluti del castello. Seppi però che +una notte, malgrado le loro precauzioni, si scopersero quasi da sè. +Andavano, secondo il solito, a ripetere i sordi gemiti che facevano +tanta paura alle serve. Mentre stavano per aprire, udirono voci nella +camera da letto; il signor conte mi disse che vi stava lui stesso col +signor Enrico: udirono ambidue strani lamenti, opera senza dubbio dei +malandrini, fedeli al loro disegno di spargere il terrore. Il signor +conte mi confessò di aver provato una sensazione maggiore della +sorpresa: ma siccome il riposo della famiglia esigeva il silenzio, si +guardarono bene dal farne parola ad alcuno.» + +Emilia, rammentandosi allora il cambiamento del conte, dopo aver +passata la notte in quel luogo misterioso, ne riconobbe il motivo. Non +fece nuove interrogazioni a Lodovico, lo mandò a riposare, e diede le +disposizioni necessarie per ricevere i suoi amici. + +La sera, Teresa quantunque zoppa, venne a portarle l'anello di +Valancourt. Emilia s'intenerì nel vederlo, ma la rimproverò d'averlo +ricevuto, e ricusò d'accettarlo, malgrado il tristo piacere ch'essa ne +avrebbe avuto. Valancourt lo portava in tempi più felici. Teresa +pregò, supplicò, le rappresentò l'abbattimento in cui era il cavaliere +quando le consegnò l'anello, le ripetè ciò ch'ei le aveva ordinato di +dire. Emilia, non potendo nascondere il dolore che le cagionava quel +racconto, proruppe in dirotto pianto. + +«O Dio! Mia cara padroncina,» disse Teresa, «perchè piangete? Vi +conosco fin dall'infanzia, vi amo come mia figlia, e vorrei vedervi +felice. È vero che conosco il signor Valancourt da poco tempo; ma ho +però forti ragioni per amarlo come mio figlio! Io so benissimo che vi +amate scambievolmente! Perchè dunque piangere?» Emilia le fe' segno di +tacere, ma essa continuò: «Vi somigliate amendue per ispirito e +carattere; se foste maritati, sareste la coppia più felice. Chi +impedisce il vostro matrimonio? Dio buono! Dio mio! Come mai si può +veder gente che sfuggono la loro felicità, piangono e si disperano +quasi non dipendesse da loro l'esser contenti, e come se gli affanni +ed il pianto valessero più del riposo e della pace! La scienza è certo +una bella cosa, ma se non rende più saggi di così, preferisco di non +saper mai nulla.» + +L'età ed i lunghi servigi di Teresa le accordavano il diritto di dire +il suo parere; non per tanto Emilia l'interruppe, e quantunque +riconoscesse la giustizia delle di lei osservazioni, non volle +spiegarsi. Si limitò a dirle che questo discorso l'affliggeva; che, +per regolare la sua condotta, aveva motivi che non poteva spiegarle, e +che bisognava restituir l'anello al cavaliere, dicendogli com'essa non +potesse accettarlo. Le disse in seguito, che se faceva caso della sua +stima ed amicizia, non doveva più incaricarsi di veruna ambasciata di +Valancourt. Teresa ne fu commossa, e tentò insistere, ma il +malcontento esternato dalla fisonomia della padroncina, le impedì di +proseguire, e partì afflitta e maravigliata. + +Per sollevare in qualche modo l'affanno e l'oppressione sua, Emilia si +occupò dei preparativi del viaggio. Annetta, che la aiutava, parlava +incessantemente del ritorno di Lodovico colla più tenera effusione. +Emilia pensò che avrebbe potuto anticipare la loro felicità, e decise +che, se Lodovico era costante quanto la semplice e buona cameriera, le +avrebbe dato una buona dote, e li avrebbe impiegati in qualche parte +de' suoi beni. Queste considerazioni la fecero pensare alla porzione +di patrimonio, dal di lei padre venduta a Quesnel. Desiderava +ricomprarla, perchè Sant'Aubert aveva dimostrato sovente il maggior +rincrescimento che la dimora principale de' suoi avi fosse passata in +mani straniere. Quel luogo, d'altronde, l'aveva veduta nascere, ed era +la culla de' suoi primi anni. Poco le caleva de' beni di Tolosa, e si +propose di venderli per riacquistare il patrimonio avito, se Quesnel +acconsentisse a disfarsene. Tale accomodamento non le pareva +impossibile, dacchè egli s'occupava di stabilirsi in Italia. + + + + +CAPITOLO LIII + + +Il giorno dipoi, l'arrivo de' suoi amici rianimò l'afflittissima +Emilia. La valle fu nuovamente l'asilo d'un'amabile società. La sua +indisposizione e lo spavento avuto, toglievano a Bianca qualcosa della +sua vivacità, ma ella conservava però un'ingenua semplicità, che la +rendeva ancor più interessante. La trista avventura de' Pirenei faceva +desiderare impazientemente al conte di tornare al suo castello. Dopo +una settimana, Emilia si preparò a seguire i di lei ospiti in +Linguadoca, ed affidò a Teresa la cura della casa nella sua assenza. +La vigilia della partenza, la buona vecchia le riportò l'anello di +Valancourt, scongiurandola, colle lagrime agli occhi, di accettarlo. +Non aveva più veduto il cavaliere, nè più udito parlar di lui dal +momento che glie l'aveva consegnato. Sì dicendo esternava in volto +maggior inquietudine che non volesse manifestarne. Emilia represse la +sua, e pensando ch'era per certo tornato dal fratello, persistè nel +rifiuto, e raccomandò a Teresa di conservarlo, finchè rivedesse +Valancourt. + +Il giorno seguente partirono tutti dal castello della valle, e +giunsero l'indomani a Blangy. La contessa, Enrico e Dupont, che Emilia +fu sorpresa di trovare colà, li ricevettero con indicibil trasporti di +gioia. La fanciulla si afflisse molto nel vedere che il conte +alimentava sempre le speranze dell'amico. La sera del secondo giorno, +Villefort le parlò nuovamente delle offerte di Dupont: l'estrema +dolcezza di Emilia nell'ascoltarlo lo ingannò sullo stato del di lei +cuore; credè egli che Valancourt fosse quasi dimenticato, e ch'ella +potesse avere favorevoli disposizioni per Dupont. Allorchè la di lei +risposta l'ebbe convinto del suo errore, il suo zelo per assicurare la +felicità di due persone che stimava cotanto lo spinse a farle +conoscere che, per un affetto male impiegato, avvelenava i più bei +giorni della vita. Vedendo il di lei silenzio e l'abbattimento della +sua fisonomia, il conte finì per dirle: «Non insisterò di più, ma son +convinto appieno che non rigetterete sempre un uomo tanto stimabile +come il signor Dupont.» Le risparmiò la pena di rispondere, e +s'allontanò subito. + +Emilia continuò a passeggiare, affliggendosi che il conte non +desistesse da un progetto da lei sempre respinto. Perduta nelle sue +tristi riflessioni, si trovò insensibilmente al bosco che circondava +il convento di Santa Chiara, alla vista delle cui torri, accortasi +allora quanto si fosse allontanata, risolse di prolungare un po' più +la passeggiata, e d'andare ad informarsi della badessa e delle monache +sue amiche. Entrò nel parlatorio, e non avendovi trovato nessuno, +suppose che fossero tutte in chiesa; finalmente giunse una monaca +cercando la badessa con aria d'impazienza, senza osservare Emilia. +Ella si fece conoscere, ed intese che stavano pregando per l'anima di +suor Agnese, la quale aveva languito per molto tempo, ed in quel +momento era moribonda. La monaca le fece il dettaglio dei patimenti di +suor Agnese, e le orribili convulsioni da essa patite. Era ricaduta in +uno stato tale di disperazione, che nè le sue proprie orazioni, alle +quali si univano quelle di tutta la comunità, nè le assicurazioni del +confessore, non potevano calmarla, e lasciarle gustare un solo istante +di quiete. + +Emilia ascoltò tutto col massimo interesse; si rammentava lo +smarrimento notato sovente nella fisonomia di suor Agnese, non meno +che il racconto di suor Francesca, e la di lei pietà diveniva +maggiore. Era già tardi; Emilia non potè nè vederla, nè andar a +pregare per lei in quel punto; incaricò la monaca de' suoi complimenti +per tutta la comunità, e se ne tornò al castello, pensando tristamente +alla misera agonizzante. + + + + +CAPITOLO LIV + + +La sera del giorno dopo, Emilia, volendo saper le nuove di suor Agnese +e rivedere le amiche, persuase Bianca di tenerle compagnia fino al +monastero, alla cui porta videro una carrozza co' cavalli bagnati di +sudore, lo che indicava essere giunti da pochi minuti. Regnava il più +cupo silenzio nel cortile e nei chiostri ch'esse traversarono. +Arrivando nel salone, furono informate da una monaca che suor Agnese +viveva ancora in perfetto sentore, ma che sicuramente sarebbe morta +nel corso della notte. Nel parlatorio, parecchie educande vennero a +salutarla e a discorrere con lei. Di lì a poco sopraggiunse la +badessa, ed espresse la massima soddisfazione nel rivedere Emilia; le +sue maniere però avevano una singolar gravità, ed era di mesto umore. +«La nostra casa,» diss'ella dopo i primi complimenti, «è veramente una +casa di duolo. Una delle nostre sorelle paga in questo momento il +tributo alla natura; voi non ignorate senza dubbio che la nostra +povera Agnese è moribonda. La morte ci presenta una grande ed +importante lezione; sappiamo profittarne, ed impariamo a prepararci al +cambiamento che ci attende. Voi siete giovane, mia cara Emilia, e +potete acquistare l'inapprezzabile pace della coscienza. Conservatela +in gioventù, affinchè divenga un giorno il vostro conforto. Invano +avremo fatto qualche buon'azione nell'età provetta, se i nostri primi +anni saranno stati macchiati da qualche delitto. Gli ultimi giorni di +Agnese sono stati esemplari. Possano dunque espiare le colpe della sua +gioventù! I di lei patimenti attuali sono troppo terribili; ma +speriamo che le assicureranno il riposo eterno. L'ho lasciata col suo +confessore, e con un signore cui desiderava ardentemente di vedere, e +ch'è arrivato or ora da Parigi: ardisco lusingarmi che l'aiuteranno a +riacquistare la calma, della quale il suo spirito ha tanto bisogno. +Durante la sua malattia, essa vi ha rammentata talvolta. Potrebbe +darsi ch'ella provasse qualche consolazione nel vedervi. Quando sarà +sola andremo a trovarla, se ne avrete il coraggio. Queste scene +straziano il cuore, lo confesso; ma è bene abituarvisi, poichè sono +molto salutari per l'anima, e ci preparano a quanto dobbiamo +soffrire.» + +Emilia divenne grave e pensierosa; questo discorso le rammentava le +massime del suo buon padre, e sentì il bisogno di piangere nuovamente +sulla di lui tomba. Nell'intervallo del silenzio che susseguì le +parole della badessa, le tornarono in memoria alcune minute +circostanze de' suoi ultimi momenti: la commozione da lui mostrata +udendo d'esser vicino al castello di Blangy, la domanda di essere +sepolto in un certo luogo del monastero, e l'ordine così positivo di +bruciar quelle carte senza leggerle. Si rammentò inoltre le parole +orribili e misteriose del manoscritto lette involontariamente, e cui +non si ricordava mai senza una penosa curiosità sul senso che potevano +avere e sul divieto del padre. Era nonostante contentissima d'avere +obbedito ciecamente. + +La badessa non disse altro, essendo tanto commossa dal soggetto +trattato che non poteva proseguire, e stavano tutte in silenzio per +l'egual motivo. La meditazione generale fu poco stante interrotta +dall'arrivo di un forestiere. Era esso il signor Bonnac, che usciva in +quel punto dalla cella d'Agnese. Pareva assai turbato; ma Emilia credè +notare nelle sue espressioni più orrore che dolore. Trasse in disparte +la badessa e le parlò per qualche minuto: ella parve star molto +attenta: parlava con riflessione e cautela, e mostrava grande +interesse. Dopo ch'egli ebbe finito, salutò tutti rispettosamente, e +si ritirò. La badessa propose ad Emilia di andare nella camera di suor +Agnese; essa vi acconsentì con qualche ripugnanza, e Bianca restò +colle educande. + +Alla porta della camera, trovarono il confessore, il quale, al loro +accostarsi, alzò il capo, ed Emilia riconobbe lo stesso che aveva +assistito suo padre; ma egli era astratto, e passò senza osservarla. +Entrate nella cella, trovarono suor Agnese distesa sopra una stuoia; +presso di lei eravi un'altra monaca. Era essa così cambiata, che +Emilia avrebbe difficilmente potuto riconoscerla, se non fosse stata +avvertita. La sua fisonomia era tetra ed orribile; gli occhi, +infossati e velati, stavan fissi sopra un crocifisso che stringevasi +al petto; era così assorta, che da principio non vide nè la badessa, +nè Emilia. Finalmente, voltando gli occhi grevi, li fissò con orrore +sopra Emilia, sclamando: + +«Ah! questa visione mi perseguita fino all'ultimo respiro.» + +Emilia indietreggiò spaventata guardando la badessa, che le fece cenno +di non temere, e poi disse a suor Agnese: «Figliuola, questa giovine +che vi ho condotta è madamigella Sant'Aubert: mi lusingava che +l'avreste veduta con piacere.» Agnese non rispose nulla, e +considerando Emilia con orribile smarrimento, sclamò: «È dessa. Ah! +ell'ha negli sguardi quelle attrattive, che fecero la mia perdita. Che +volete? Che cercate? Una riparazione? L'avrete; anzi l'avete già +avuta. Quanti anni sono scorsi dacchè non vi ho veduta? Il mio delitto +è di ieri; soltanto invecchiai sotto il di lui peso; e voi siete +sempre giovine, sempre bella! Bella come all'epoca in cui mi +costringeste a quell'esecrabile delitto... Oh! se potessi obliarlo!... +Ma a che servirebbe?... Io lo commisi!» + +Emilia, estremamente commossa, voleva ritirarsi. La badessa la prese +per mano, la incoraggì, e la pregò di aspettare che suor Agnese fosse +più tranquilla. Procurò di calmarla, ma la delirante non l'ascoltava, +e guardando sempre Emilia, continuò: «A che servono dunque tanti anni +d'orazione e di pentimento? No, essi non bastano a lavar la macchia +dell'omicidio, sì dell'omicidio. Dov'è egli? dov'è? Guardate, guardate +là! s'aggira per questa camera. Perchè venite a turbarmi in questo +momento?» ripigliò Agnese, i cui occhi percorrevano lo spazio. «Non +son io dunque abbastanza punita? Deh! per pietà, non mi guardate con +occhio così severo. Oh cielo! ancora! è dessa! è dessa! Perchè mi +guardate con tanta pietà? perchè sorridete? Sorridere a me! Ma qual +gemito! udiste?...» + +Suor Agnese ricadde, e parve spirare, Emilia, non potendo reggersi +s'appoggiò al letto; la badessa e l'assistente s'affrettarono a +soccorrere la derelitta. Emilia voleva parlarle. + +«Zitto,» disse la badessa, «il delirio è finito essa sta alquanto +meglio. + +--Sorella, è un pezzo che si trova in questo stato? + +--Eran parecchie settimane che non aveva avuto un accesso così +violento,» rispose la monaca; «ma l'arrivo di quel gentiluomo, che +desiderava tanto di vedere, l'ha agitata forte. + +--Sì,» ripigliò la badessa, «ed ecco per certo la causa del delirio; +quando starà meglio, la lasceremo quieta.» + +Emilia acconsentì volentieri; ma benchè fosse di poca utilità, non +volle ritirarsi fin quando potè credere d'essere di qualche aiuto. + +Quando suor Agnese ebbe ripresi i sensi, guardò ancora Emilia, ma +senza smarrimento, e con una profonda espressione di dolore; passarono +alcuni minuti prima che potesse parlare, poi disse debolmente: «La +somiglianza è maravigliosa! è più che immaginazione riscaldata! +Ditemi, ve ne scongiuro, se, malgrado il nome di Sant'Aubert, che voi +portate, non siete figlia della marchesa. + +--Di qual marchesa?» rispose Emilia attonita. La calma delle maniere +d'Agnese le aveva fatto credere al ritorno della sua ragione. La +badessa le diè un'occhiata d'intelligenza, ma essa ripetè la domanda. + +«Di qual marchesa?» sclamò Agnese; «io ne conosco una sola: la +marchesa di Villeroy.» + +Emilia, rammentandosi la commozione di suo padre, allorchè gli fu +nominata questa dama, e la domanda da lui fatta di esser sepolto +presso le tombe de' Villeroy, provò un estremo interesse, e pregò suor +Agnese di spiegare i motivi di tale interrogazione. La badessa avrebbe +voluto fare uscire Emilia, la quale, troppo interessata, reiterò la +domanda con calore. + +«Portatemi la mia cassetta, sorella,» disse Agnese, «e vi svelerò +tutto. Guardatevi in quello specchio, e lo saprete; voi siete certo +sua figlia; altrimenti come spiegare una somiglianza così perfetta?» + +La monaca le portò la cassetta; suor Agnese gliela fece aprire, e ne +cavò una miniatura, che Emilia riconobbe esattamente somigliante a +quella da lei trovata nelle carte di suo padre. Agnese stese la mano +per pigliarla, la contemplò qualche tempo in silenzio, poi alzò gli +occhi al cielo, e recitò sottovoce un'orazione; quand'ebbe finito, +restituì il ritratto ad Emilia. «Tenetelo,» le disse, «ve lo dono, e +credo che ne abbiate diritto; la vostra somiglianza mi ha colpito +sovente, ma fino a questo momento non aveva turbata tanto la mia +coscienza. Ma restate, sorella,» soggiunse, vedendo che l'infermiera +volea partire, «non portate via la cassetta; essa contiene un altro +ritratto.» + +Emilia tremava per l'ansietà, e la badessa volea trascinarla via. +«Agnese torna a delirare, le disse; «osservate come vaneggia! Ne' suoi +accessi, essa non è più in sentore, e si accusa, come vedete, de' più +orribili misfatti.» + +La giovane per altro credette scorgere in quel delirio tutt'altro che +follia. Il nome della marchesa, il suo ritratto aveano per lei +bastante interesse, e risolse di procurarsi maggiori schiarimenti. + +La monaca portò indietro la cassetta. Agnese calcò una molla, e +scoperto un altro ritratto, lo mostrò dicendo: + +«Ecco una lezione per la vanità; guardate questo ritratto, ed +osservate se c'è qualche rapporto fra quello ch'io sono e quello che +sono stata.» + +Emilia s'affrettò a prenderlo; è impossibile descrivere la sorpresa ed +il terrore di lei, allorchè riconobbe in esso la perfettissima +somiglianza con quello della signora Laurentini, che aveva veduto al +castello di Udolfo: di quella dama sparita in modo così misterioso, e +che si sospettava fatta perire da Montoni. + +Muta e attonita, la giovine guardava alternamente il ritratto e la +monaca moribonda, cercando invano una somiglianza che allora non +esisteva più. + +«Perchè quegli sguardi severi?» disse suor Agnese, non comprendendo la +sorpresa di Emilia. + +--Ho già veduta questa figura,» disse infine la giovine; «è egli +realmente il vostro ritratto? + +--Or potete domandarlo,» rispose Agnese; «ma vi accerto che un tempo +era somigliantissimo. Guardatemi attenta e vedete l'effetto del +delitto!... Allora io era innocente, e le mie sciagurate passioni +dormivano ancora. Sorella mia,» soggiunse gravemente, e prendendo +nella sua mano fredda ed umida una mano di Emilia, che fremette a quel +tocco, «sorella mia, guardatevi bene dal primo movimento delle +passioni! Guardatevi dal primo! Se non si arresta il loro corso, esso +è rapido; la loro forza non conosce alcun freno: desse ci trascinano +ciecamente a delitti, che non possono venir cancellati da lunghi anni +di preghiere e di penitenza. È tale l'impero d'una passione, che +domina tutte le altre, e s'impadronisce di tutte le vie del cuore; è +una furia che ci rende insensibili alla pietà e alla coscienza, e +quando il suo scopo è compiuto, furia sempre più spietata e crudele, +ci abbandona per nostro tormento a tutti quei sentimenti che aveva +sospesi, ma non soffocati, ai supplizi della coscienza, del rimorso e +della disperazione. Ci svegliamo come da un sogno: siamo circondati da +un nuovo mondo attoniti e spaventati; ma il delitto è commesso. Il +potere riunito del cielo e della terra non può annientarlo, ed i +fantasmi ci perseguitano. Cosa sono le ricchezze, la salute e la +grandezza, in confronto dell'inestimabil vantaggio di una coscienza +pura, in confronto della salute dell'anima? Cosa sono gli affanni +della povertà, del disprezzo e della miseria, in confronto +dell'angoscia d'una coscienza in preda ai rimorsi? Oh! quanto tempo è +scorso da che ho perduto la pace dell'innocenza. Ho gustato ciò che +chiamavasi dolcezza della vendetta; ma quanto è passaggiera! Ella +spira col di lei oggetto. Rammentatevene, sorella mia, le passioni +sono il germe del vizio, come quello della virtù; ambedue possono +essere il risultato: ciò dipende dalla maniera di governarle, e guai a +coloro che non hanno mai imparato quest'arte tanto necessaria. + +--Sventurato colui,» disse la badessa, «che conosce male la nostra +santa religione!» + +Emilia ascoltava Agnese in silenzio e con rispetto: considerava la +miniatura, e si accertava della somiglianza del ritratto con quello +veduto a Udolfo. + +«Questa figura non mi è ignota,» diss'ella per far ispiegare la +monaca. + +--Voi v'ingannate,» rispose suor Agnese, «e non l'avete mai certamente +veduta. + +--No,» soggiunse Emilia; «ma ho veduto la sua perfetta somiglianza. + +--È impossibile,» disse suor Agnese, che ora potremo chiamare la +signora Laurentini. + +--Era nel castello di Udolfo,» continuò Emilia, guardandola fiso. + +--Di Udolfo!» esclamò la signora Laurentini «di Udolfo in Italia? + +--Precisamente,» rispose Emilia. + +--Allora voi mi conoscete, e siete la figlia della marchesa.» + +Emilia stupefatta da quella positiva asserzione, rispose: + +«Io son figlia di Sant'Aubert, e la dama che voi nominate mi è affatto +estranea. + +--Voi lo credete?» rispose la Laurentini. + +Emilia le domandò per qual motivo pensasse il contrario. + +«La vostra somiglianza,» disse la monaca. «È noto che la marchesa era +molto affezionata ad un gentiluomo di Guascogna, quando sposò il +marchese per obbedire a suo padre. Donna infelice!» + +Emilia, rammentandosi l'eccessiva commozione di Sant'Aubert al nome +della marchesa, avrebbe provato allora un sentimento ben diverso dalla +sorpresa, se avesse conosciuto meno la probità del padre. Il rispetto +che aveva per lui non le permise di fermarsi alla supposizione che le +insinuava la Laurentini; la sua curiosità però crebbe a dismisura, e +la scongiurò di spiegarsi più chiaramente. + +«Non mi sollecitate a tal proposito,» rispose la monaca; «è troppo +terribile per me: potessi cancellarlo per sempre dalla memoria!» + +Sospirò profondamente, e chiese alla giovine in qual modo avesse +saputo il suo nome. + +«Dal ritratto che vidi ad Udolfo e dalla somiglianza di questa +miniatura. + +--Voi dunque siete stata nel castello di Udolfo?» disse la monaca con +estrema emozione. «Quali scene mi rammenta quel luogo! Scene di +felicità, di patimenti e d'orrore!» + +In quel punto, il terribile spettacolo veduto da Emilia in una camera +del castello le tornò alla memoria; guardando la signora Laurentini, +si rammentò le ultime parole di lei, che la macchia d'un assassinio +non poteva esser lavata da molti anni d'orazione e di penitenza, e si +vide costretta di attribuirle a tutt'altra causa che al delirio: provò +un orrore inesprimibile sembrandole di vedere un'omicida... ed +infatti, tutta la condotta della Laurentini confermava questa +supposizione; Emilia si perdè in un abisso di congetture, e non +sapendo in qual modo chiarire simili dubbi, disse soltanto con parole +tronche: + +«La vostra improvvisa partenza da Udolfo...» La monaca sospirò. «Tutte +le voci che corrono,» continuò Emilia... «la camera di ponente... quel +velo di lutto... l'oggetto ch'esso cuopre, quando i misfatti son +compiuti...» La monaca sclamò: «Come! ancora?» E cercando di +sollevarsi, gli smarriti suoi sguardi parean discernere un oggetto. +«Risorgere dalla tomba! Come! sangue e sangue sempre... Non ci fu +sangue; tu non puoi dirlo... Oh! non sorridere, non sorridere con quel +piglio pietoso...» + +La Laurentini cadde in convulsioni: Emilia, incapace di reggere più a +lungo ad una tale scena, fuggì dalla camera, ed andò a raggiungere +Bianca e le educande ch'erano nel parlatorio. Le si affollarono tutte +intorno, e spaventate dal terrore che ella manifestava, le fecero +mille domande. Essa evitò di rispondervi, aggiungendo solo che suor +Agnese era in agonia. Un quarto d'ora dopo furono informate che stava +un poco meglio. La badessa comparve di lì a poco, e pregò Emilia di +tornar da lei il giorno dipoi, giacchè aveva una cosa di qualche +importanza da comunicarle. La giovane glielo promise, e se ne tornò al +castello con Bianca. Cammin facendo, videro Dupont che parlava col +forestiero veduto al monastero. Allorchè furono ad essi vicino, il +forestiero si congedò, ed egli tornò al castello. + +Villefort, udendo nominare Bonnac, disse che lo conosceva da lunga +pezza; seppe il tristo oggetto del suo viaggio, ed avendo inteso +ch'era alloggiato in un'osteria del paese poco distante, pregò l'amico +di andar a cercarlo perchè venisse ad abitare al castello. Dupont vi +si prestò con piacere; Bonnac accettò l'invito. Il conte colle sue +attenzioni ed Enrico col suo brio fecero di tutto per dissipar la +tristezza che sembrava opprimere il loro nuovo ospite. Bonnac era un +uffiziale al servizio francese, dell'età di circa cinquant'anni, alto +di statura, di nobile portamento, affabile di maniere, e di fisonomia +interessantissima. Il di lui volto, che pareva essere stato bello, +portava un'impronta malinconica che sembrava provenire da lunghi +affanni, anzichè da disposizione naturale. + +Si separarono subito dopo cena. Quando Emilia si fu ritirata nella sua +camera, le scene di cui era stata testimone se le presentarono +nuovamente con orribile energia. Aver trovato in una monaca moribonda +la signora Laurentini! Colei che, in vece d'essere stata vittima di +Montoni, sembrava anzi rea ella stessa d'un delitto abominevole! Ciò +era per lei un gran soggetto di sorpresa e di meditazione. I discorsi +fatti sul matrimonio della marchesa, e tutte le sue interrogazioni +sulla nascita di Emilia, erano proprie ad ispirare a chiunque sorpresa +ed interesse. + +L'istoria di suor Agnese, raccontata da suor Francesca, diveniva +evidentemente falsa; ma qual potesse essere stato il motivo per cui +era stata immaginata, Emilia non sapeva indovinarlo. Quanto poi +eccitava maggiormente la di lei curiosità, era la relazione che la +marchesa di Villeroy poteva aver avuto col di lei padre. La dolorosa +sorpresa dimostrata da Sant'Aubert nell'udirne pronunziare il nome, la +domanda da lui fatta d'essere sepolto vicino a lei, e il ritratto di +quella dama trovato fra le sue carte, provavano esservi stato qualche +rapporto fra loro. Talvolta Emilia pensava che il padre potesse essere +stato l'amante preferito dalla marchesa, quando fu costretta di +sposare Villeroy; ma non poteva persuadersi ch'egli avesse conservata +la sua passione dopo quel matrimonio. Non dubitava però quasi più che +le carte, di cui suo padre avevale ordinata la distruzione, non +fossero relative alla marchesa, e se fosse stata meno certa dei rigidi +principii di Sant'Aubert, avrebbe creduto che il mistero della sua +nascita fosse andato sepolto colle ceneri di quei manoscritti. Queste +riflessioni l'occuparono gran parte della notte; il sonno le +rappresentava del continuo la monaca moribonda, e si svegliò piena +d'idee lugubri. + +Alla mattina, si sentì troppo indisposta per andare a trovar la +badessa, e verso mezzogiorno seppe che suor Agnese aveva pagato il +tributo alla natura. Bonnac ne ricevè la nuova con dispiacere, ma +Emilia osservò ch'egli sembrava meno afflitto del giorno precedente: +questa morte senza dubbio l'affliggeva meno della confessione statagli +fatta. Comunque fosse, egli era fors'anco un po' consolato pe' legati +statigli fatti. La di lui famiglia era numerosa; le stravaganze d'un +suo figliuolo l'avevano piombato in un abisso d'affanni, e gettato +perfino in carcere. Il dolore che gli cagionava la condotta +sconsiderata di questo figlio, le spese e la rovina che ne fu la +conseguenza, avevangli dato quell'impressione di tristezza notata da +Emilia. Raccontò dettagliatamente a Dupont tutte le sue disgrazie. +Egli era stato per molti mesi in prigione a Parigi, senza speranza, +per così dire, di uscirne, e trovandosi privo dei conforti della +moglie, che, in una provincia lontana, tentava invano di muovere gli +amici in suo favore. Infine essa andò a trovarlo: ottenne di entrare +nel carcere, ma il cambiamento sensibilissimo in cui gli affanni e la +prigionia avevano piombato il suo marito, l'accorò a segno, che ammalò +gravemente. + +«La nostra situazione,» continuò Bonnac, «commosse tutti quelli che +n'erano stati testimoni. Un amico generoso, allora mio compagno di +sventura, ottenne di lì a poco la libertà, ed il primo uso che ne +fece, fu quello di tentare la mia. Vi riuscì; la somma enorme ond'io +era debitore fu pagata, e quando volli esprimere la mia gratitudine al +mio benefattore, egli era già lungi da me. Io dubito molto che la sua +generosità abbia cagionata la sua perdita, e sia ricaduto egli stesso +in quei ferri, dai quali mi ha liberato. Per quante ricerche ne abbia +fatte, non ho mai potuto saper nulla del suo destino. Amabile ed +infelice Valancourt! + +--Valancourt!» sclamò Dupont, «di qual famiglia? + +--Valancourt dei conti Duverney,» rispose Bonnac. + +È impossibile descrivere l'emozione di Dupont quando scoprì nel rivale +il benefattore del suo amico. Dopo il primo moto di sorpresa, dissipò +le inquietudini di Bonnac, facendogli sapere che Valancourt era in +libertà, e trovavasi in Linguadoca. La sua passione per Emilia lo +strinse in seguito a fare alcune domande sulla condotta del suo rivale +a Parigi. Bonnac ne pareva bene informato; le di lui risposte lo +convinsero appieno che Valancourt era stato calunniato, e per quanto +doloroso fosse il suo sacrifizio, formò il progetto di riunire Emilia +all'amante, non parendogli ora più indegno dei sentimenti ch'essa +serbava per lui. + +Bonnac raccontò che Valancourt, entrando nel gran mondo, era caduto +nei lacci statigli tesi dal vizio e dall'impudenza; passava tutto il +tempo fra una marchesa dissoluta ed il giuoco, ove l'ingordigia e +l'avarizia de' suoi compagni avevano saputo trascinarlo. Aveva perduto +somme vistose colla speranza di riguadagnarne piccole, ed erano +appunto queste le perdite delle quali Villefort e Enrico erano stati +sovente testimoni. Il conte suo fratello, irritato da tale condotta, +ricusò di fargli rimesse rilevanti per soddisfare ai suoi debiti. +Valancourt fu dunque imprigionato ad istanza de' creditori, ed il +fratello ve lo lasciò per qualche tempo, sperando che un tal castigo +avrebbe corretto i suoi costumi, tanto più non avendo avuto il tempo +materiale per abituarsi radicalmente al vizio ed alla dissolutezza. + +Nell'ozio del carcere, Valancourt ebbe campo di riflettere, e si +pentì. La memoria di Emilia, indebolita dalle sue dissipazioni ma +sempre presente al suo cuore, si rianimò con tutte le grazie +dell'innocenza e della bellezza; sembravagli lo rimproverasse di +sacrificare la sua felicità ed i suoi talenti ad occupazioni +vergognose e detestabili. Le sue passioni erano vive, ma il cuore non +era corrotto; l'abitudine non l'aveva stretto nelle catene del vizio, +e dopo molti sforzi e lunghi patimenti spezzò i lacci della seduzione. + +Liberato finalmente per cura del conte suo fratello, e impietosito +dalla scena commovente dei coniugi Bonnac, ond'era stato testimonio, +il primo uso che fece della sua libertà fu al tempo istesso un esempio +d'umanità e di temerità; arrischiò, in una casa da giuoco, quasi tutto +il denaro mandatogli dal fratello, coll'unica speranza di restituire +ai voti della sua famiglia l'amico infelice lasciato in prigione. La +fortuna lo favorì, ma colse tal momento per fare il voto solenne di +non ceder mai più alle allettative di quel vizio rovinoso. + +Dopo aver ridonato il venerabile Bonnac alla sua riconoscente +famiglia, Valancourt era ripartito per Estuvière. Nell'entusiasmo suo +di aver reso la felicità a quell'infelice, obliò i propri mali. Si +avvide però ben presto di aver perduta tutta la sua sostanza, senza +della quale non poteva mai lusingarsi di sposare Emilia. La vita, +senza di lei, gli pareva insopportabile. La sua bontà e delicatezza, e +la semplicità del suo cuore, ne rendevano la bellezza vie più +incantevole. L'esperienza avevagli insegnato ad apprezzare le qualità +che aveva sempre ammirate, ma che il contrasto del mondo facevagli +allora adorare. Queste riflessioni accrebbero i suoi rimorsi ed il suo +rammarico. Cadde in un abbattimento, che non potè essere distratto +neppure dalla presenza di Emilia, e si conobbe indegno di lei. In +alcun tempo però Valancourt non aveva subìto l'ignominia della +liberalità della marchesa di Campoforte, come aveva creduto Villefort, +nè partecipato mai alle astuzie colpevoli de' giuocatori. Questi +rapporti erano stati fatti da coloro che si compiaciono di avvilire +l'infelice. Il conte avevali avuti da una persona distinta, e +l'imprudenza di Valancourt era bastata per confermarli. Emilia non +glie ne aveva parlato particolarmente, e per conseguenza non aveva +potuto giustificarsi; ed allorquando le confessò che non meritava più +la sua stima, non avrebbe mai creduto di appoggiare egli stesso +un'infame calunnia. L'errore era stato reciproco, e non erasi +presentata fino allora l'occasione di rettificarlo. + +Quando Bonnac ebbe spiegata la condotta di un amico generoso, ma +giovine ed imprudente, Dupont, severo, ma giusto, decise tosto che +bisognava disingannare il conte e rinunziare ad Emilia. Un sacrificio +come quello che faceva allora il suo amore, meritava una nobile +ricompensa; e se Bonnac avesse potuto obliare il benefico Valancourt, +avrebbe desiderato che Emilia accettasse la mano di Dupont. + +Appena il conte ebbe riconosciuto il suo errore, fu afflittissimo +delle conseguenze della sua credulità. I dettagli di Bonnac sulla +condotta del suo benefattore a Parigi lo convinsero che Valancourt +aveva ceduto agli artifizi del libertinaggio, più per l'occasione di +trovarsi co' compagni, che per inclinazione al vizio. Incantato +dell'umanità generosa, quantunque temeraria, che mostrava il suo +procedere verso Bonnac, ne obliò i falli passaggieri, e riprese per +lui quella stima che avevagli inspirata la sua prima conoscenza. La +più lieve soddisfazione che potesse accordare a Valancourt, era quella +di procurargli il modo di spiegarsi con Emilia. Gli scrisse dunque +immediatamente, pregandolo di perdonargli un'offesa involontaria, e +l'invitò a recarsi subito a Blangy. La delicatezza del conte lo fece +astenere dall'informare Emilia di questa lettera, e siffatta +precauzione preservò la fanciulla da un affanno ancor più terribile di +quello avesse creduto il conte, ignorando egli i sintomi della +disperazione di Valancourt. + + + + +CAPITOLO LV + + +Alcune circostanze singolari distrassero Emilia dalle sue +inquietudini, eccitando in lei sorpresa pari ad orrore. + +Pochi giorni dopo la morte della signora Laurentini, fu aperto il +testamento di quella dama in presenza della superiora del convento e +di Bonnac. Un terzo de' suoi beni era stato lasciato al parente più +prossimo della marchesa di Villeroy, e questo legato riguardava +Emilia. + +La badessa conosceva da molto tempo il segreto della sua famiglia; ma +Sant'Aubert, ch'erasi fatto conoscere al religioso che avevalo +assistito, aveva prescritto che questo segreto restasse celato sempre +alla sua figlia. I discorsi però sfuggiti alla signora Laurentini, e +la strana confessione da lei fatta nei suoi ultimi momenti, fecero +creder necessario alla badessa di parlare alla sua giovane amica d'un +soggetto che poteva illuminarla. Per questo motivo adunque avrebbe +voluto vederla il giorno seguente a quello in cui era stata a visitare +suor Agnese. L'indisposizione di Emilia avevale impedito di recarsi al +monastero, ma dopo l'apertura del testamento, essendo andata a Santa +Chiara, venne informata di molti dettagli che l'afflissero molto. +Siccome poi il racconto fatto dalla badessa sopprimeva varie +particolarità che possono interessare il lettore, e che l'istoria +della monaca è legata con quella della marchesa, ometteremo la +conversazione del parlatorio, e daremo qui un ristretto della storia +della defunta. + + +=Storia della signora Laurentini di Udolfo.= + +Era essa figlia unica ed erede dell'antica famiglia di Udolfo nel +territorio di Venezia. Il primo infortunio della sua vita, e la vera +sorgente di tutte le di lei sciagure fu che i suoi genitori, i quali +avrebbero dovuto moderare la violenza delle sue passioni, ed +insegnarle a regolarle, non fecero che fomentarle con una colpevole +indulgenza. Amavano in lei i propri sentimenti. Lodavano sgridavano, +la figlia non secondo una tenerezza ragionevole, ma dietro la loro +inclinazione. L'educazione non fu per essa che un misto di debolezza e +di pertinacia che l'irritò. I consigli che le venivano dati divennero +altrettante contese, in cui il rispetto figliale e l'amor paterno +erano egualmente dimenticati. Ma siccome quest'amor paterno era sempre +più forte, e si disarmava più facilmente, la figlia credeva aver +vinto, e lo sforzo che facevano per moderare le sue passioni lor +somministrava sempre nuova forza. + +La morte de' genitori la lasciò padrona di sè medesima nell'età tanto +pericolosa della gioventù e della bellezza. Amava il gran mondo, +s'inebbriava del veleno della lode, e sprezzava la pubblica opinione +quando contraddiceva a' suoi gusti. Il di lei spirito era vivo e +brillante; aveva tutti i talenti, tutte le attrattive che formano la +grand'arte di sedurre. La sua condotta fu quale potevano farlo +presagire la debolezza de' suoi principii e la forza delle sue +passioni. + +Nel numero infinito de' suoi adoratori, vi fu il marchese di Villeroy. +Viaggiando in Italia, la vide a Venezia, e se ne innamorò. Anch'essa +fu colpita dalla bella figura, dalle grazie e dalle qualità del +marchese, il più amabile de' gentiluomini francesi. Seppe nascondere i +pericoli del suo carattere, le macchie della sua condotta, e il +marchese chiese la di lei mano. + +Prima della conclusione delle sue nozze andò al castello di Udolfo, +ove il marchese la seguì. Là, meno riservata e prudente forse di +quello fosse stata fino allora, diè luogo all'amante di formar qualche +dubbio sulla convenienza nel nodo che stava per istringere. +Un'informazione più esatta lo convinse del suo errore, e colei che +doveva esser sua moglie, divenne la sua concubina. + +Dopo aver passato alcune settimane a Udolfo, fu d'improvviso +richiamato in Francia: partì con ripugnanza, e col cuore pieno della +sua bella, colla quale però aveva saputo differire la conclusione del +matrimonio. Per incoraggirla a sopportare tale separazione, le diè +parola di tornare a celebrar le nozze appena i suoi affari glielo +avessero permesso. + +Consolata da tale assicurazione, la signora Laurentini lo lasciò +partire. Poco dopo, Montoni, suo parente, venne a Udolfo, e le rinnovò +proposte da lei già respinte, che rigettò nuovamente. I suoi pensieri +eran tutti rivolti al marchese di Villeroy. Provava per lui tutto il +delirio d'un amore costante, fomentato dalla solitudine in cui erasi +confinata. Aveva perduto il gusto de' piaceri e della società, e la +sua unica consolazione consisteva nel contemplare e bagnar di lacrime +un ritratto del marchese. Visitava i luoghi testimoni della loro +felicità, e sollevavasi il cuore scrivendogli del continuo lettere +affettuosissime. Contava i giorni, e le ore, i minuti che dovevano +scorrere prima dell'epoca probabile del suo ritorno. Questo periodo +immaginario finì; le settimane che susseguirono, divennero per lei +d'un peso insopportabile. La di lei fantasia occupata in una sola +idea, si disordinò. Il suo cuore era dedito ad un solo oggetto, e +quando credè averlo perduto, la vita le divenne odiosa. + +Scorsero parecchi mesi senza ch'ella ricevesse una sola parola del +marchese. Passava i giorni intieri fra i trasporti di una passione +furiosa ed il cupo languore della più nera disperazione. Isolata da +tutto, e da tutti, si chiudeva in casa settimane intiere senza parlare +ad altri che alla sua confidente. Scriveva lettere, rileggeva quelle +ricevute una volta dal marchese, piangeva sul di lui ritratto, e +parlavagli del continuo, ora per rimproverarlo, ora per baciarlo con +fervore. + +Finalmente, si sparse la voce nel castello che il marchese si fosse +maritato in Francia. Straziata dall'amore, dalla gelosia e dallo +sdegno, prese il partito di andar segretamente in quel paese, e +vendicarsi, se il fatto era vero. Comunicò alla sola sua confidente il +progetto formato, e l'indusse a seguirla. Prese tutte le sue gioie, e +quelle raccolte nelle successive eredità di vari membri della +famiglia, ch'erano d'immenso valore; e partita segretamente in +compagnia d'una sola cameriera, andò a Livorno, ove s'imbarcò per la +Francia. + +Al suo arrivo in Linguadoca, venne a sapere che il marchese di +Villeroy era già ammogliato da qualche tempo. La disperazione alterò +la sua ragione. Formava ed abbandonava contemporaneamente l'orribile +progetto di pugnalare il marchese, la di lui sposa e sè medesima. +Decise finalmente di presentarsegli, rimproverargli la sua condotta, +ed uccidersi alla sua presenza. Ma quando l'ebbe riveduto, quand'ebbe +ritrovato il costante oggetto de' suoi pensieri e della sua tenerezza, +il risentimento cedè all'amore: le mancò il coraggio; il conflitto di +tanti affetti contrari la rese tremante, e cadde svenuta ai suoi +piedi. + +Il marchese non potè resistere alla prova di tanta bellezza e +sensibilità; tutta l'energia di un primo sentimento si risvegliò; la +ragione, ma non l'indifferenza, aveva combattuto la sua passione. +L'onore non avevagli permesso di sposar la Laurentini; aveva cercato +di vincersi; aveva cercato una compagna, per la quale non aveva che +stima, considerazione ed un ragionevole affetto. Ma la dolcezza e le +virtù di quella donna adorabile non poterono consolarlo di +un'indifferenza, ch'essa cercava indarno nascondere. Egli sospettava +da qualche tempo che il di lei cuore fosse impegnato ad un altro, +allorchè la Laurentini giunse in Linguadoca. Questa donna artifiziosa +conobbe in breve tutto l'impero ripreso su di lui. Calmata da tale +scoperta, si determinò a vivere, e moltiplicare gli artifizi per +ridurre il marchese all'esecrabile misfatto cui credeva necessario +per assicurare la sua felicità. Perseverò nel suo progetto con +profonda dissimulazione ed imperturbabile pazienza. Riuscì a staccare +intieramente il marchese dalla consorte. La sua dolcezza, bontà e +freddezza, così opposte alle maniere insinuanti, alla voluttà +inesprimibile d'una Veneziana, cessarono ben tosto di piacergli. La +Laurentini ne profittò per destare nel di lui cuore la gelosia +dell'orgoglio, non potendo più risentir quello dell'amore: giunse +perfino a designargli la persona per la quale affermava che la +marchesa lo tradisse, dopo avergli strappato il giuramento, che il +rivale non sarebbe stato mai l'oggetto della sua vendetta, nella +persuasione, che, restringendola così da una parte, avrebbe preso +dall'altra maggior violenza ed atrocità. Pensò che così il marchese si +sarebbe determinato più facilmente all'atto orribile che diveniva +indispensabile a' suoi disegni, e doveva annichilare l'unico ostacolo +che sembrava impedire la di lei felicità. + +L'innocente marchesa osservava con estremo dolore il cambiamento del +marito verso di lei. Alla sua presenza, egli era pensieroso e +riservato. La di lui condotta diveniva sempre più austera ed aspra: la +lasciava struggere in lacrime, e per ore intiere essa piangeva sulla +di lui freddezza, facendo sempre nuovi progetti per riguadagnarne +l'affetto. La di lui condotta l'affliggeva tanto più in quanto che +aveva sposato il marchese unicamente per obbedienza: ne aveva amato un +altro, col quale sarebbe stata al certo felice; ma aveva saputo +sacrificare la passione ai doveri coniugali. La Laurentini, la quale +non tardò a scoprirlo, ne approfittò sagacemente. Suggerì al marchese +tante prove apparenti sull'infedeltà della moglie, che, nell'eccesso +del furore e del risentimento per l'oltraggio che credeva aver +ricevuto, pronunciò il decreto fatale della sua morte. Le fu dato un +lento veleno, e quell'infelice morì vittima d'un'astuta gelosia e +d'una colpevole debolezza. + +Il trionfo della Laurentini fu di breve durata. Quel momento, ch'essa +aveva riguardato come il colmo di tutti i suoi voti, divenne il +principio di un supplizio che la tormentò fino alla morte. La sete +della vendetta, prima motrice della sua atrocità, fu spenta appena +soddisfatta, e lasciolla in preda alla pietà e ad inutili rimorsi. Gli +anni di felicità ch'erasi ripromessa col marchese di Villeroy ne +sarebbero stati indubbiamente avvelenati; ma anch'egli trovò il +rimorso nel compimento della sua vendetta e la sua complice gli +divenne odiosa. Tutto ciò che gli era sembrato una convinzione, +parvegli allora svanire come un sogno; e fu oltremodo sorpreso, dopo +che la moglie ebbe subìto il suo supplizio, di non trovare alcuna +prova del delitto pel quale l'aveva condannata. Al sapere ch'ella era +in fin di vita, sentì d'improvviso la persuasione della sua innocenza, +la quale gli venne confermata dall'assicurazione solenne ch'essa +gliene diede in punto di morte. + +Nel primo orrore del rimorso e della disperazione, voleva darsi da per +sè nelle mani della giustizia con colei che l'aveva piombato +nell'abisso del delitto. Dopo questa crisi violenta, cambiò +risoluzione: vide una volta sola la Laurentini, ma per maledirla come +l'autrice detestabile di tanto misfatto. Le dichiarò che non la +risparmiava se non perchè consacrasse i giorni all'orazione e alla +penitenza. Oppressa dal disprezzo e dall'odio d'un uomo, pel quale +erasi resa tanto colpevole; sovrappresa d'orrore per l'inutile +delitto, di cui si era macchiata, la Laurentini rinunziò al mondo, e, +vittima orribile d'una passione sfrenata, prese il velo nel convento +di Santa Chiara. + +Il marchese partì dal castello di Blangy, nè vi tornò più. Procurò di +spegnere i rimorsi nel tumulto della guerra e nelle dissipazioni della +capitale; ma i suoi sforzi furono vani. Gli pareva d'esser sempre +circondato da una nube impenetrabile; i suoi più intimi amici non +valsero a consolarlo, e infine morì fra tormenti quasi eguali a quelli +della Laurentini. Il medico che aveva osservato lo stato della +marchesa dopo la sua morte, era stato indotto a tacere a furia di +regali. I sospetti di qualche domestico si limitarono ad una voce +vaga. Se questa voce giungesse al padre della marchesa, o se la +mancanza di prove lo impedisse di accusarlo, è egualmente incerto. È +indubitato però che la di lei perdita rincrebbe a tutta la famiglia, e +specialmente a Sant'Aubert suo fratello, tal essendo il grado di +parentela esistente tra la marchesa ed il padre di Emilia: egli +sospettò il genere della sua morte, e scrisse immediatamente al +marchese, da cui ricevè parecchie lettere, le quali, insieme a quelle +della marchesa, che confidava al fratello il motivo della sua +sventura, componevano le carte che Sant'Aubert aveva ordinato di +bruciare. L'interesse, il riposo di Emilia aveangli fatto desiderare +ch'ella ignorasse questa tragica istoria. L'afflizione cagionatagli +dalla morte prematura d'una sorella da lui tanto amata, avevagli +impedito di pronunziarne mai il nome, se non alla defunta consorte. +Temendo specialmente la viva sensibilità di Emilia, le aveva lasciato +ignorare affatto l'istoria ed il nome della marchesa, non che la +parentela esistente tra loro, ed aveva prescritto il medesimo silenzio +alla signora Cheron sua sorella, che l'aveva rigorosamente osservato. + +Era sur alcune lettere della marchesa che, partendo dalla valle, +Emilia vide piangere il padre; era al di lei ritratto ch'egli aveva +fatto sì teneri baci. Una morte sì crudele può spiegare l'emozione cui +dimostrò quando Voisin la nominò a lui dinanzi. Egli volle esser +sepolto presso al mausoleo de' Villeroy, ove giaceano le ceneri di sua +sorella. Il marito di questa essendo morto nella Francia +settentrionale, ve l'avean sepolto colà. + +Il confessore, il quale assistè Sant'Aubert al letto di morte, lo +riconobbe pel fratello della defunta marchesa. Per tenerezza verso +Emilia, Sant'Aubert scongiurollo di celarle siffatta circostanza, e +fe' chiedere la medesima grazia alla badessa, raccomandandole la +figlia. + +La Laurentini, arrivando in Francia, aveva scrupolosamente celato il +suo nome. Entrando in convento, per meglio nascondere la sua vera +storia, aveva ella stessa fatta circolare quella stata raccontata da +suor Francesca. La badessa non era nel monastero quando fece +professione, e non conoscea tutta la verità. I crudeli rimorsi che +opprimevano la rea, la disperazione d'un amore deluso, e la passione +che conservava pel marchese, aveanle alterata la fantasia. Dopo le +prime crisi, una cupa malinconia s'impadronì di lei, e fu di rado sino +alla morte interrotta da accessi violenti di delirio. Per vari anni il +di lei solo piacere fu quello di passeggiare la notte pei boschi; +portava seco un liuto, e s'accompagnava sovente colla sua bella voce +cantando le più squisite ariette italiane coll'energico sentimento che +occupava costantemente il suo cuore. Il medico che la curava, +raccomandò alla badessa di tollerare questo capriccio, come l'unico +mezzo di calmarla. Soffrivano adunque che la notte errasse pe' boschi, +accompagnata dalla sola donna che fosse venuta seco da Udolfo; ma +siccome un tale permesso alterava la regola del monastero, fu tenuto +segreto; e quella musica misteriosa, unita a tante altre circostanze, +fece credere che il castello di Blangy ed i suoi dintorni fossero +frequentati dagli spiriti. + +Avanti che la sua ragione si alterasse, e prima di prendere il velo, +aveva fatto testamento. Oltre un lascito importante al monastero, essa +divideva il resto de' suoi beni, che le sue gioie rendevano +ragguardevoli, tra un'Italiana sua parente, sposa di Bonnac, ed il +parente più prossimo della marchesa di Villeroy. Emilia era la +parente più prossima di questa dama, e la condotta misteriosa di suo +padre venne giustificata in tal guisa. + +La somiglianza d'Emilia colla sventurata sua zia era stata spesso +osservata dalla Laurentini; ma fu specialmente all'ora della sua +morte, nel momento stesso in cui la sua coscienza mostravale del +continuo la marchesa, che siffatta somiglianza la colpì, e che, nel +suo delirio, credette vedere la marchesa in persona. Ardì affermare, +ricuperando i sensi, che Emilia doveva esser la figlia di quella dama. +N'era convinta; sapeva che la sua rivale, sposando il marchese, gli +preferiva un altro, e non dubitava che una passione sfrenata non +avesse, come la sua, trascinata la marchesa a qualche fallo. + +Intanto il delitto che, per un malinteso, Emilia supponeva essere +stato commesso dalla signora Laurentini in Udolfo, non aveva mai avuto +luogo. Emilia era stata ingannata dalla vista orribile del quadro +coperto da un velo nero, onde si parlò negli scorsi capitoli, e che +aveale fatto attribuire i rimorsi della monaca ad un omicidio accaduto +in quel castello. Quel velo nascondeva un oggetto che la riempì di +orrore; sollevandolo, invece di un quadro, vide nello sfondo una +figura umana, i cui lineamenti sfigurati avevano il pallore della +morte. Era coperta da un lenzuolo, e distesa in una specie di tomba. +Ciò che rendeva tal vista ancor più spaventosa, era che quella figura +parea esser già in preda ai vermi, e che le mani ed il volto ne +lasciavano vedere le orme. È facile immaginare, che un oggetto tanto +schifoso non si dovea guardar due volte. Emilia, quando lo vide, +lasciò cadere il velo, e se ne allontanò spaventata, nè tornovvi più. +Se avesse avuto il coraggio di osservarla più attentamente, l'orrore e +lo spavento suo si sarebbero dissipati, perchè avrebbe riconosciuto +che quella figura era di cera. Questo fatto, sebbene straordinario, +non è però senza qualch'esempio negli annali della dura servitù in +cui la superstizione monastica ha sovente piombato il genere umano. Un +membro della casa di Udolfo aveva offeso in qualche punto le +prerogative della Chiesa, e fu condannato a contemplare due ore per +giorno l'immagine in cera di un cadavere. Questa penitenza, che doveva +servire a rammentargli una sorte inevitabile, aveva per iscopo di +reprimere nel signore di Udolfo un orgoglio di cui quello di Roma era +offeso. Non solo egli subì esattamente la sua penitenza, ma nel suo +testamento, prescrisse la conservazione di quella figura, mettendo a +tal prezzo la proprietà del dominio, e riguardando come utilissima +l'umiliante moralità che insegnava il finto cadavere, l'avea fatto +incorniciare nel muro del suo appartamento, ma nessuno degli eredi +però volle imitarne la penitenza. + +L'immagine era così naturale, che non è da stupirsi se Emilia la credè +un corpo umano. Aveva udito raccontare la strana scomparsa della +padrona del castello, e il carattere di Montoni autorizzava in lei il +sospetto che il cadavere fosse quello della signora Laurentini +assassinata dallo stesso suo parente. + +Venendo a conoscere che la marchesa di Villeroy era sorella di +Sant'Aubert, Emilia si sentì combattuta da contrari affetti. In mezzo +alla mestizia cagionatale della morte prematura dell'infelice, si +sentì alleviata dalle penose congetture in cui l'avea gettata la +temeraria asserzione della Laurentini sulla di lei nascita e +sull'onore de' suoi parenti. La sua fiducia ne' principii del padre +non permetteale guari d'immaginare ch'egli avesse mancato alla +delicatezza. Ripugnava a credersi figlia di tutt'altra che di colei +ch'ella avea sempre amata e rispettata come sua madre; avrebbe +stentato molto a crederlo; ma la di lei somiglianza colla defunta +marchesa, la condotta di Dorotea, le asserzioni della Laurentini, il +misterioso affetto di Sant'Aubert aveanle ispirati dubbi che la sua +ragione non poteano nè distruggere, nè confermare; ella se ne trovava +così sbarazzata, e la condotta del padre si spiegava. Il suo cuore non +era più oppresso che dalla sventura d'una parente amabile, e per la +terribile lezione data dalla monaca moribonda. Troppa indulgenza per +le sue prime passioni, avean trascinata grado grado la signora +Laurentini ad un delitto il cui solo nome in gioventù l'avrebbe al +certo fatta fremere d'orrore; delitto di cui lunghi anni di penitenza +non avean potuto cancellar la memoria, nè alleviare la di lei +coscienza. + + + + +CAPITOLO LVI + + +Dopo le ultime scoperte, Emilia fu trattata dal conte e dalla sua +famiglia come una parente della casa Villeroy, e ricevuta, se era +possibile, anche con maggiore amicizia. + +Il conte, inquieto e sorpreso di non ricevere alcuna risposta da +Valancourt, s'applaudiva della sua prudenza. Emilia non partecipava a +paure di cui ignorava il motivo; ma quando la vedeva soccombere al +peso del suo errore crudele, aveva bisogno di tutta la sua risoluzione +per privarla d'un sollievo momentaneo e dissimular seco lei. Le nozze +di Bianca si avvicinavano, attirando la sua attenzione e le sue cure. +Si aspettava di giorno in giorno il cavaliere Santa-Fè, e tutto il +castello si occupava dei più brillanti preparativi. Emilia voleva +prender parte all'allegrezza che circondavala, ma lo tentava invano; +preoccupata di quanto avea saputo, ed inquieta soprammodo della sorte +di Valancourt si raffigurava lo stato in cui era quando diè l'anello a +Teresa: essa credea riconoscervi l'espressione della disperazione, e +quando considerava dove questo stato avrebbe potuto spingerlo, il +cuore le sanguinava di dolore e spavento. I dubbi da lei formati sulla +salute e sull'esistenza sua, l'obbligo in cui era di conservar questi +dubbi sino al di lei ritorno alla valle, pareale insopportabile. +Eranvi momenti in cui nulla valea a contenerla. Essa sottraevasi +inosservata da casa, andando a cercare la calma nelle profonde +solitudini de' boschi che contornavano la spiaggia. Il fragor delle +onde spumanti, il sordo stormir delle foreste, s'accordavano collo +stato dell'anima sua: sedeva sopra una rupe o sulle rovine della +vecchia torre; osservava verso sera la sfumatura de' colori nelle +nubi; vedea svolversi i tetri veli del crepuscolo. La candida cresta +dell'onde, eternamente sospinte al lido, distinguevasi appena +sull'oscura superficie dell'acque. Talvolta essa ripetea i versi +incisi dall'amante in que' luoghi; poi, troppo addolorata pe' +dispiaceri che le rinnovavano, cercava distrarsi. + +Una sera che col liuto errava a caso sul lido favorito, entrò nella +torre. Salita una scala a lumaca, trovossi in una stanza meno rovinata +del resto. Di là spesse fiate ella aveva ammirato la vasta prospettiva +offertale dal mare e dalla terra: il sole tramontava da quella parte +de' Pirenei che divide la Linguadoca dal Rossiglione; ella si mise ad +una finestra munita di ferriate: i boschi e le onde sotto a lei +conservavano ancora le tinte rossicce del tramonto. Accordato il +liuto, vi unì il suono della voce, e cantò una di quelle romanze +semplici e campestri tanto predilette da Valancourt. + +Il tempo era sì queto e sereno, che appena la brezza vespertina +increspava la superficie dell'acqua o gonfiava leggermente la vela +indorata ancora agli ultimi rai del dì. I colpi misurati de' remi di +qualche battello sturbavan soli il riposo ed il silenzio. La tenera +melodia del liuto finiva d'immerger la fanciulla in dolce malinconia; +essa ripetè le antiche canzoni, e le memorie in lei destate diventando +ognor più tenere, le sue lagrime caddero sul liuto, e non potè +proseguire. + +Il sole era scomparso dietro le vette de' monti, e le loro cime più +alte non ne ricevevan più la luce; Emilia, trattenendosi ancora nella +torre, vi si abbandonava a' suoi pensieri. Udendo camminare, +sussultò, e guardando abbasso, riconobbe Bonnac. Ricadde nella +meditazione, e dopo alcuni momenti, ripreso il liuto, cantò la sua +aria favorita. Tornò ad udir rumore di passi; ascoltò: salivan la +scala della torre. L'oscurità ispirolle qualche paura; i passi eran +veloci e leggeri; la porta s'aprì ed il debole crepuscolo le celò +sulle prime i lineamenti d'una persona che entrava; ma Emilia potea +ingannarsi al suono della voce? era quella di Valancourt. La +fanciulla, la quale non aveala mai intesa senza emozione, turbata da +sorpresa e piacere a un tempo, appena se l'ebbe visto a' piedi, fu per +venir meno. Tanti contrari affetti agitavanle il cuore, che a stento +udiva quella voce, i cui teneri e timidi accenti cercavan +riassicurarla. Valancourt, vedendola in tale stato, si rimproverava +l'eccesso d'impazienza che l'aveva spinto a sorprenderla così. Appena +giunto al castello di Blangy, non aveva potuto aspettare il ritorno +del conte, ch'era fuori al passeggio, e correndone in cerca, nel +passar presso la torre, avea riconosciuta la voce d'Emilia, ed era +salito subito. + +Quand'essa fu rinvenuta, respinse le attenzioni di Valancourt, e gli +domandò, con aria di malcontento, qual fosse il soggetto della sua +visita. + +«Ah! Emilia,» disse Valancourt, «queste parole, questo disprezzo... +Gran Dio! Mi sono illuso. Allorchè mi privaste della vostra stima, voi +avete dunque cessato di amarmi? + +--Sì, signore,» rispos'ella, sforzandosi di parer tranquilla; «se +faceste caso della mia stima, non mi avreste data questa nuova +occasione di affanno.» + +La fisonomia del giovane si alterò visibilmente, e l'ansietà del +dubbio cedè alla sorpresa e allo scoraggiamento. Tacque alcun poco, +poi disse: + +«M'avevano lusingato di un'accoglienza molto diversa! È dunque vero, o +Emilia, che ho perduto per sempre il vostro affetto? Debbo io dunque +credere che la vostra stima non può essermi mai restituita, e che il +vostro amore non può rinascere? Il conte ha meditato dunque questa +crudeltà che mi dà una seconda volta la morte?» + +L'accento con cui si esprimeva allarmò e sorprese molto Emilia. +Tremante d'impazienza, gli disse che si spiegasse più chiaro. + +«E perchè una spiegazione? Ignorate voi,» rispose Valancourt, «quanto +la mia condotta fu calunniata? Ignorate voi che le azioni di cui mi +credeste colpevole... E come poteste, o Emilia, degradarmi fino a +questo punto nella vostra opinione?... Che queste azioni, le disprezzo +e le abborro quanto voi? Ignorate voi che il conte ha scoperte le +falsità che mi privavano dell'unico bene che mi sia caro al mondo; che +mi ha invitato egli medesimo a venire a giustificarmi presso di voi? +Lo ignorate voi, o son io ancora il trastullo d'una falsa speranza?» + +Il silenzio di Emilia parea confermare questo timore; il giovane, +nell'oscurità, non poteva distinguere la sorpresa e la gioia che la +rendevano quasi immobile, incapace di parlare, un profondo sospiro +parve sollevarla, e disse finalmente: + +«Valancourt! Io ignorava tutto quel che mi avete detto. L'emozione +ch'io sento n'è la prova. Io non poteva stimarvi più, ma non aveva +ancora potuto riuscire a dimenticarvi. + +--Qual felicità mi recan le vostre parole! Vi son dunque caro ancora, +o mia Emilia? + +--È forse necessario che io ve lo dica? Questo è il primo momento di +gioia dopo la vostra partenza, e m'indennizza di tutto quello che ho +sofferto.» + +Valancourt sospirava, non poteva rispondere, bagnava di baci e lagrime +le mani di lei, ed il suo pianto esprimeva assai meglio di qualunque +più tenero linguaggio. La fanciulla, riavutasi alquanto, propose di +tornar al castello. Allora, e per la prima volta, ricordossi che il +conte avea invitato Valancourt a giustificarsi appo lei, e che +nessuna spiegazione era avvenuta. Ma, a questa sola idea, il suo cuore +respinse la possibilità che Valancourt fosse stato reo. I suoi +sguardi, la voce, i modi erano il pegno della sua nobile e costante +sincerità. Ella abbandonossi dunque senza ritegno al sentimento di una +gioia non mai provata fin allora. + +Nè Emilia, nè il giovane seppero come fossero tornati al castello: se +un potere magico ve li avesse trasportati, forse ne avrebbero meglio +notato il movimento; erano nel vestibolo prima d'accorgersi che +esistesse qualcuno al mondo. Il conte venne loro incontro con tutta la +franchezza e l'affabilità del suo carattere; accolse cordialmente +Valancourt, e lo pregò di perdonargli la sua ingiustizia. Poco dopo +Bonnac raggiunse quel gruppo felice, e Valancourt ed esso si +abbracciarono con reciproca e tenera soddisfazione. + +Dopo i primi complimenti, il conte ebbe una lunga conferenza col +giovane, il quale si giustificò appieno. Confessò così ingenuamente i +suoi torti, e ne mostrò tanto rammarico, che il conte ne concepì le +più liete speranze. Valancourt era dotato delle più eminenti qualità: +l'esperienza gli aveva insegnato a detestare tutte le follie che +l'avevano sviato qualche momento; ed il conte, persuaso ch'esso +avrebbe menato vita onesta, gli confidò alfine senza scrupolo la +felicità della parente cui amava come sua figlia. Le rese conto in due +parole del soggetto del loro colloquio; Emilia aveva già saputo tutto +ciò che Valancourt aveva fatto per Bonnac, e versava in quel momento +copiose lacrime di piacere e di tenerezza. Il colloquio del conte +Villefort finì a dileguare tutti i suoi dubbi, ed ella restituì senza +tema la sua stima e l'amor suo a colui che aveva saputo +inspirarglieli. + +L'arrivo del cavaliere di Santa-Fè, guarito dalle sue ferite, finì di +spargere il brio e l'allegrezza in tutti gli abitanti del castello. Il +povero Dupont volle scansar di gettare, colla sua presenza, qualche +ombra di tristezza su tutta quella felice comitiva. Appena fu certo +che Valancourt non era indegno di Emilia, pensò sul serio a guarire +dalla sua passione, e partì. La di lui condotta, ben compresa dalla +fanciulla, le ispirò pietà ed ammirazione insieme. + +Quando Annetta seppe l'arrivo di Valancourt, Lodovico durò gran fatica +a trattenerla; voleva correre nella sala ad esprimere tutta la sua +gioia, assicurando che dopo il ritorno del suo caro Lodovico non aveva +provato mai tanta consolazione. + +Le nozze di Bianca e di Emilia furon celebrate nel medesimo giorno a +Blangy con tutta la magnificenza. Le feste furono splendidissime: la +sala grande era stata ornata d'un nuovo parato rappresentante Carlo +Magno co' suoi dodici pari. Si vedevano i fieri Saraceni che si +avanzavano in battaglia, e tutti gl'incanti ed il potere magico di +Merlino. Le sontuose bandiere de' Villeroy, sepolte a lungo nella +polvere, sventolarono di nuovo sulle torri gotiche del castello. La +musica rimbombava da tutte le parti. Annetta ammirava tutte quelle +feste, considerava la magnificenza degli abbigliamenti, le ricche +livree dei servitori, i mobili di velluto ricamati in oro, ascoltava i +lieti canti che facevan echeggiar le vôlte, e credevasi trasportata in +un palazzo di geni e di fate. La vecchia Dorotea sospirava, e diceva +che l'aspetto attuale del castello le rammentava tuttavia la sua +gioventù. + +Dopo aver per qualche giorno fatto l'ornamento delle feste, Emilia e +Valancourt si congedarono dai loro buoni amici, e tornarono alla +valle. Furono ricevuti dalla buona e fida Teresa con gioia sincera. + +Le fresche ombre di quel luogo favorito parvero offrir loro gratamente +le più care memorie. Percorrendo que' luoghi, soggiorno per tanto +tempo de' suoi diletti genitori, Emilia mostrava con tenerezza allo +sposo i luoghi ove solevan riposare, e la sua felicità pareale più +dolce, pensando che entrambi l'avrebbero abbellita d'un sorriso. + +Valancourt la condusse al platano ove per la prima volta avea ardito +favellarle d'amore. La memoria de' dispiaceri sofferti poscia, delle +sventure, de' pericoli susseguiti a quell'incontro, aumentò il +sentimento dell'attuale loro felicità. Sotto quelle sacre ombre, +dedicate per sempre alla memoria di Sant'Aubert, giuraronsi +scambievolmente di cercar di rendersene degni, imitando la di lui +dolce benevolenza: ricordandosi che ogni specie di superiorità impone +doveri a chi ne fruisce; offrendo a' loro simili, oltre le +consolazioni ed i benefizi che la prosperità deve ogni giorno +all'infortunio, l'esempio d'una vita passata nella gratitudine verso +Dio, e la costante occupazione d'essere utile all'umanità. + +Poco dopo il loro ritorno alla valle, il fratello di Valancourt venne +a felicitarlo sul di lui matrimonio, ed a rendere omaggio ad Emilia. +Fu talmente contento di lei, e della ridente prospettiva che questo +matrimonio offriva a Valancourt, che tosto gli donò la metà de' suoi +averi, e siccome non aveva figli, gli assicurò tutta la sua eredità. + +I beni di Tolosa furono venduti. Emilia ricomprò da Quesnel il +patrimonio avito; dotò Annetta, che si maritò a Lodovico, e impiegolli +ambidue a Epourville. Valancourt e lei stessa preferivano gli ombrosi +luoghi della valle ad ogni altra residenza, e vi fissarono stabile +dimora; ma tutti gli anni, per rispetto alla memoria di Sant'Aubert, +andavano a passar qualche mese nell'abitazione ove era stato allevato. + +Emilia pregò lo sposo di permetterle che donasse a Bonnac il legato +ricevuto dalla signora Laurentini, e ciò le venne accordato col +massimo piacere. Il castello di Udolfo toccava egualmente alla sposa +di Bonnac, come più prossima parente della Laurentini; e cotesta +famiglia, lungamente infelice, gustò di nuovo l'abbondanza e la pace. + +Oh! quanto sarebbe dolce il parlar a lungo della felicità de' due +sposi! dire con qual gioia, dopo aver sofferto l'oppressione de' +malvagi e lo sprezzo de' fiacchi, furono alfine restituiti l'uno +all'altro; con qual piacere ritrovarono i diletti luoghi della patria! +Quanto sarebbe dolce narrare, come, rientrati nella via che adduce più +sicuramente alla felicità, tenendo ognora alla perfezione +dell'intelletto, fruirono delle dolcezze d'una società illuminata, de' +piaceri d'una beneficenza attiva, e come i boschetti della valle +ritornarono il soggiorno della saviezza ed il tempio della domestica +felicità! + +Possa almeno aver giovato il dimostrare, che il vizio può talvolta +affliggere la virtù, ma che il suo potere è passeggiero, e certo il +suo castigo, mentre, se la virtù è oppressa dall'ingiustizia, +appoggiata però alla pazienza, trionfa infine di qualunque infortunio! +E se la debole mano che scrisse questi eventi ha potuto sollevar un +momento il cuor mesto degli afflitti; se colla sua morale consolante +ha potuto insegnar loro a sopportarne il peso con rassegnazione, i +suoi umili sforzi non saranno stati vani, e l'autore avrà ottenuto la +sua ricompensa. + + + FINE DEL QUARTO ED ULTIMO VOLUME. + + Milano 1875--Tip. Ditta Wilmant. + + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + +La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di +quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in +inglese è disponibile su Project Gutenberg: The mysteries of Udolpho +(http://www.gutenberg.org/etext/3268). + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di +trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto +irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. + +I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo +originale]: + + P. 7 - maggiore che non potete supporre [suporre]. + 18 - la sua relazione [ralazione] con Valancourt + 22 - e le disse affettuosamente [affettuosomente] + 25 - mi darà la forza [forza la] di superare + 31 - con rispettoso [ripettoso] silenzio + 46 - Mi fu detto che la marchesa di Villeroy [Valleroy] + 78 - ed a qualche altra circostanza [ciscostanza] + 80 - udito battere, e le precauzioni [precauazioni] + 83 - del cacciatore è piacevole e salubre [solubre] + 90 - Avete voi appostata una vedetta [vendetta] + 96 - con molto riserbo del signor Valancourt [Valencurt] + 103 - aveva passato [passate] presso di lei momenti + 131 - la conversazione del parlatorio [palatorio] + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4, +by Ann Radcliffe + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI +DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 *** + +***** This file should be named 33784-8.txt or 33784-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33784/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4 + +Author: Ann Radcliffe + +Release Date: September 20, 2010 [EBook #33784] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<h1>I MISTERI<br /> +<span class="small">DEL</span><br /> +<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1> +<p> <br /> </p> +<p class="center">DI<br /> +ANNA RADCLIFFE</p> +<p> <br /> </p> +<p class="center">VOL. IV</p> +<p> <br /> </p> +<p class="center">MILANO<br /> +<i>Oreste Ferrario</i><br /> +<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br /> +e Santa Margherita</span></p> + +<hr /> + +<div class="figcenter"> +<img class="border" src="images/ill.jpg" width="401" height="600" alt="" + /> +<p class="caption"><span class="mono">Funerali della Signora Montoni.</span><br /> +I lineamenti feroci, le bizzarre fogge di quegli scherani...<br /> +<i>Cap. XXVIII</i></p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center">SOMMARIO</p> + +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXVIII">Capitolo XXXVIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXIX">Capitolo XXXIX</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XL">Capitolo XL</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLI">Capitolo XLI</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLII">Capitolo XLII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLIII">Capitolo XLIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLIV">Capitolo XLIV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLV">Capitolo XLV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLVI">Capitolo XLVI</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLVII">Capitolo XLVII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLVIII">Capitolo XLVIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLIX">Capitolo XLIX</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_L">Capitolo L</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LI">Capitolo LI</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LII">Capitolo LII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LIII">Capitolo LIII</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LIV">Capitolo LIV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LV">Capitolo LV</a></p> +<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LVI">Capitolo LVI</a></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_XXXVIII" id="CAPITOLO_XXXVIII"></a>CAPITOLO XXXVIII</h2> + +<p>Bianca, che intanto trovavasi sola, non vedea +l'ora di riveder la nuova amica, per dividere seco +lei il piacere dello spettacolo della natura. Non aveva +più nessuno cui esprimere l'ammirazione e comunicare +le sue idee. Il conte, accortosi del di lei dispiacere, +fece ricordare ad Emilia la visita promessa, +ma il silenzio prolungato di Valancourt inquietava +tanto la fanciulla, che fuggiva la società, ed avrebbe +voluto differire il momento di riunirvisi fin quando +non fosse calmata la sua ansietà. I Villefort la sollecitarono +però così vivamente, che non potendo +spiegare il motivo che l'attaccava alla solitudine, +temè il suo rifiuto non avesse l'aria del capriccio, +ed offendesse quegli amici dei quali voleva conservare +la stima. Ritornò dunque al castello di Blangy; +l'amicizia del conte la incoraggì a parlargli della +sua posizione relativamente ai beni della zia ed a +consultarlo sul modo di rivendicarli: non eravi +dubbio che la legge non fosse in suo favore. Il conte +la consigliò di occuparsene, e le offrì perfino di scrivere +ad un avvocato di Aix per averne il parere. +L'offerta venne accettata; le garbatezze che riceveva +giornalmente in quella casa, l'avrebbero resa ancora +felice, se avesse potuto esser certa che Valancourt +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>stava bene e l'amava sempre. Aveva già passata più +d'una settimana al castello senza riceverne notizie; +sapeva benissimo che se Valancourt non fosse stato +dal fratello, era molto dubbio che la sua lettera +pervenisse, ed intanto l'inquietudine, il timore che +non poteva vincere turbavano continuamente il di +lei riposo. Le passavano per l'idea i tanti casi, che +potevano essere divenuti possibili dopo la sua cattività +nel castello di Udolfo; talvolta era colta da +tanto timore, o che Valancourt non esistesse più, o +che non esistesse più per lei, che la compagnia +istessa di Bianca le diveniva insopportabile. Passava +ore intiere sola nella sua stanza, quando le occupazioni +della famiglia le permettevano di farlo senza +inciviltà.</p> + +<p>In uno di questi momenti di solitudine, aprì una +cassettina contenente le lettere di Valancourt, e qualcuno +dei disegni fatti in Toscana; ma questi ultimi +oggetti l'interessavano poco. Cercava in quelle lettere +il piacere di rammentarsi una tenerezza, che aveva formato +tutta la sua consolazione, ed avevale fatto qualche +volta obliare ogni affanno; ma esse non producevano +più l'istesso effetto, aumentando invece le +sue angoscie. Pensava, aver forse Valancourt potuto +cedere alla forza del tempo e della lontananza. Oppressa +da tai dolorosi pensieri, appoggiò la testa +sulle mani, lasciando libero sfogo alle lacrime. In +quel momento, Dorotea entrò per avvertirla che il +pranzo sarebbe stato anticipato di un'ora. Sussultò +Emilia, ed affrettossi a raccogliere le carte; ma la +vecchia notò le sue lagrime e la sua agitazione.</p> + +<p>« Ah! signorina, » esclamò essa, « nella vostra +fresca età avete anche voi affanni? »</p> + +<p>Emilia si sforzò di sorridere, ma non poteva +parlare.</p> + +<p>« Oimè! cara fanciulla, quando avrete i miei anni, +non piangerete per inezie. Certo non dovete affliggervi +per qualcosa di serio?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p><p> — No, Dorotea, » rispose Emilia, « nulla d'importante. »</p> + +<p>Dorotea, chinatasi per raccogliere qualcosa, esclamò +improvvisamente; « Cielo! che vedo? » Cominciò +a tremare, e si abbandonò su d'una sedia.</p> + +<p> — Cosa avete veduto? » disse Emilia guardandosi +intorno.</p> + +<p> — È ella stessa, » disse Dorotea, « è lei precisamente +com'era poco tempo innanzi la sua morte... +Questo ritratto, oh Dio! dove l'avete trovato? È +la mia cara padrona, è lei stessa! » E gettò sul tavolino +la miniatura trovata da Emilia tra le carte +che il padre le aveva ordinato di bruciare; era lo +stesso ritratto, sul quale l'aveva una volta veduto +piangere. Rammentandosi a tal proposito le circostanze +della sua condotta, che l'avevano tanto sorpresa, +l'emozione di Emilia fu tale, che non ebbe la +forza d'interrogare Dorotea: tremava delle risposte +che avrebbe potuto riceverne, e potè appena domandarle +s'era certa che quello fosse il ritratto della +marchesa.</p> + +<p>« Ah! signorina, » rispose la vecchia, « come mi +avrebbe colpito in questo modo, se non fosse l'effigie +della mia padrona! O cielo, » soggiunse quindi +riprendendo la miniatura, « ecco i suoi begli occhi +azzurri, e quello sguardo così affabile e lusinghiero! +Ecco la sua espressione, quando aveva pianto sola +per qualche tempo! Ecco quell'aria di pazienza e +rassegnazione, che mi squarciava il cuore e me la +faceva adorare!</p> + +<p> — Dorotea, » disse Emilia, « io prendo per la +vostra afflizione un interesse maggiore che non potete +<a name="tn7" id="tn7"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'suporre'">supporre</ins>. Vi domando di non negarvi a soddisfar +la mia curiosità, che non è frivola. »</p> + +<p>Sì dicendo, ella rammentossi delle carte, fra le +quali aveva trovato il ritratto, e si convinse quasi +che fossero relative alla marchesa di Villeroy. Ma +la supposizione le fece nascere uno scrupolo. Temeva +che fosse precisamente il segreto che suo padre +aveva voluto nasconderle, e pareale di mancare al<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +suo dovere cercando di penetrarlo. Qualunque fosse +la sua curiosità sul destino della marchesa, è probabile +che vi avrebbe resistito tuttavia, se fosse +stata certa che quelle terribili parole rimastele impresse +appartenessero all'istoria di quella dama, o +che le particolarità che poteva confidarle Dorotea +potessero entrare nel divieto di suo padre. Ma ciò +che sapeva Dorotea poteano saperlo molti altri, e +non era presumibile che Sant'Aubert avesse il progetto +di nascondere alla sua figlia ciò ch'essa poteva +sapere in altra guisa. Emilia ne concluse che +se quelle carte erano relative alla marchesa, non +versavano su d'un oggetto che Dorotea potesse spiegarle; +per cui, bandito ogni scrupolo, cominciò ad +interrogarla.</p> + +<p>« Ah! signorina, » disse la vecchia, « la è un'istoria +dolorosa, ed ora non posso raccontarvela; ma +che dico? Non ve ne parlerò mai. Son molti anni +ch'è accaduta, questa disgrazia, e non ho mai più +parlato della signora marchesa se non con mio marito. +Egli stava in questa casa come me, e sapeva +soltanto da me certi dettagli che gli altri ignoravano. +Io assisteva la padrona nell'ultima sua malattia, +e ne seppi più che non il marchese istesso. +Santa donna, quanto era paziente! Quand'essa morì, +credetti morir con lei.</p> + +<p> — Dorotea, » la interruppe Emilia, « potete esser +certa che quanto mi dite non uscirà mai dalla +mia bocca. Vi ripeto che ho ragioni per cercar schiarimenti +in proposito, e m'impegno coi più sacri +giuramenti a non rivelar mai i vostri segreti. » Dorotea +parve commossa dalle parole di lei; la guardò +tacendo, e poi soggiunse: « Mia bella signorina, la +vostra fisonomia mi parla a vantaggio vostro. Voi +somigliate tanto alla mia cara padrona, che mi par +di vedermela innanzi agli occhi. Se foste sua figlia, +non potreste rammentarmela meglio di così. Ma l'ora +del pranzo si avvicina, e voi dovete andare ad unirvi +alla famiglia che vi attende.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p> + +<p> — Promettetemi prima di aderire alla mia domanda, » +disse Emilia.</p> + +<p> — E voi, signorina, spero che mi direte in qual +modo quel ritratto è caduto nelle vostre mani, ed +i motivi della vostra curiosità a proposito della mia +padrona.</p> + +<p> — No, Dorotea, » replicò Emilia ravvedendosi. +« Ho ancor io ragioni particolari per tacere, almeno +fin quando non ne sappia qualcosa di più. Ricordatevi +che non vi prometto nulla, e se volete compiacervi +di contentar la mia curiosità, non dovete +farlo coll'idea ch'io possa soddisfare la vostra. Ciò +ch'io non voglio rivelare, non interessa me sola, +altrimenti avrei meno riguardo a parlarne, e voi +non potete narrarmi quanto desidero, se non confidando +nel mio onore.</p> + +<p> — Ebbene, madamigella, » disse Dorotea, dopo +averla per qualche tempo fissata, « voi mostrate +tanto interesse; quel ritratto, e la vostra fisonomia +in particolare, mi fanno pensare che potete sì realmente +prenderne, ch'io vi confiderò cose non mai +dette ad altri tranne a mio marito, sebbene molti +ne abbiano sospettata una parte. Vi descriverò la +morte della marchesa, e vi dirò le mie idee in proposito. +Ma promettetemi per tutti i santi... »</p> + +<p>Emilia, interrompendola, le promise solennemente +di non rivelar mai, senza suo consenso, quanto le +avrebbe detto.</p> + +<p>« Odo la campana che chiama a pranzo, » disse +la vecchia, « io non posso più trattenermi.</p> + +<p> — Quando potrò dunque rivedervi? »</p> + +<p>Dorotea riflettè, e riprese:</p> + +<p>« Per non dar sospetto, verrò da voi allorchè tutti +dormiranno.</p> + +<p> — Benissimo, ricordatevi di non mancare.</p> + +<p> — Sì, sì, me ne rammenterò. Ma temo di non poter +venire stanotte, essendovi il ballo della vendemmia, +e quando cominciano non ismettono fino a +giorno. Io soglio assistervi, e non voglio mancarci... »<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p> + +<p>Emilia affrettossi a scendere. La sera, il conte e +la sua famiglia, eccettuate la contessa e la Bearn, +andarono a passeggiare onde partecipare alla gioia +dei contadini. La festa si faceva in un'aia intorno +alla quale erano appesi lumi agli alberi, da cui pendeva +a festoni l'uva matura. Sotto una pergola vedeansi +imbandite tavole copiosamente provviste di +pane, vino, frutta e cacio. I suonatori, seduti appiè +degli alberi, parevano partecipare dell'allegria prodotta +dai loro strumenti. Un fanciullo suonava il +cembalo e ballava solo, e co' suoi gesti, veramente +ridicoli, raddoppiava le risa ed il brio di quella festa +campestre.</p> + +<p>Il conte gioiva di que' piaceri cui aveva contribuito +la sua liberalità. Bianca prese parte al ballo +con un gentiluomo del vicinato. Dupont venuto a visitare +il conte a tenore della sua promessa, desiderava +danzare con Emilia, ma ella era troppo trista, +per prender parte a tanto brio. Questa festa le rammentava +quella dell'anno precedente, gli ultimi momenti +del padre, ed il caso terribile che l'aveva +troncata. Piena di tali rimembranze, si allontanò +insensibilmente, internandosi nel bosco; i suoni addolciti +dalla musica tempravano la sua malinconia; +la luna diffondea attraverso le foglie una luce misteriosa; +immersa ne' pensieri, senza accorgersi della +distanza si ritrovò nel viale, in cui la notte dell'arrivo +di suo padre colà, Michele aveva procurato di +trovargli un asilo. Il viale era sempre deserto e +selvaggio come allora.</p> + +<p>Considerando il luogo, si rammentò le emozioni +ivi sofferte allo scorgere la figura ch'erasi dileguata +fra gli alberi, ed ebbe qualche paura; tornò tosto +indietro, in quella udì un rumor di passi, e fu +raggiunta da una persona, che riconobbe per Enrico, +il quale le manifestò qualche sorpresa di trovarla +così lontana: essa gli disse che il piacere di passeggiare +al chiaro della luna l'aveva fatta involontariamente<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +inoltrare in quel viale. D'improvviso, udì +un'esclamazione d'un uomo che seguiva Enrico a +poca distanza, e le parve riconoscere Valancourt; +era lui stesso. L'incontro fu quale si può immaginarlo +tra due persone sì care l'una all'altra, e separate +per tanto tempo. Nell'ebbrezza del momento, +Emilia obliò tutti i suoi affanni: Valancourt stesso +pareva obliare che esistessero nel mondo altri fuor +di lei, ed Enrico, attonito, li considerava in silenzio.</p> + +<p>Valancourt le fece tante interrogazioni in una volta, +che non ebbe tempo di rispondergli. Seppe che la +sua lettera eragli stata mandata a Parigi, mentre +partiva per la Guascogna; e che finalmente avendola +ricevuta era volato in Linguadoca. Giunto al monastero, +d'onde ella aveva datata la sua lettera, con +molto suo dispiacere trovò le porte chiuse per esser +già notte. Credendo di non poter vedere Emilia se +non il giorno dopo, tornava al suo alloggio, quando +incontrò Enrico, da lui conosciuto a Parigi, e per +caso infine si trovò presso colei che non si lusingava +di vedere se non la domane.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XXXIX" id="CAPITOLO_XXXIX"></a>CAPITOLO XXXIX</h2> + +<p>Emilia, Valancourt e Enrico tornarono insieme +alla festa; quest'ultimo presentò Valancourt al conte; +Emilia credette accorgersi che questi non lo riceveva +coll'ordinaria cordialità, quantunque paresse che si +fossero già veduti. Fu invitato a godere i divertimenti +della sera: quand'ebbe fatti i debiti complimenti +al conte, andò a sedere accanto ad Emilia, e +potè parlarle senza riserbo. I lumi appesi agli alberi +permisero alla fanciulla di considerare quel +volto, di cui nella sua assenza aveva procurato di +rammentarsi tutti i lineamenti, e vide con pena che +non era più l'istesso. Brillava come pel passato, di +spirito e di fuoco, ma aveva perduto molto di quella +semplicità, ed un poco anche di quella franca bontà,<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +che ne formava il carattere principale: era sempre +però una fisonomia interessante. Emilia credeva travedere +in lui un misto d'inquietudine e di malinconia. +Egli cadeva talvolta in un'astrazione passeggera, e +sembrava sforzarsi d'uscirne; tal altra guardava fiso +la fanciulla, ed una specie di fremito pareva agitare +la di lui anima. Ritrovava in Emilia la stessa bontà +e beltà semplice che l'aveva sedotto allorchè la conobbe. +Le guance erano un po' impallidite, ma la +di lei dolce fisonomia, sebbene alquanto malinconica, +la rendeva sempre più interessante.</p> + +<p>Gli raccontò le più importanti circostanze di quanto +erale accaduto dopo la di lei partenza di Francia. +La pietà e lo sdegno penetravano a vicenda, Valancourt +al racconto delle atrocità di Montoni. Più di +una volta, mentr'essa parlava, egli alzossi dalla sedia +e passeggiò agitato. Non parlò se non dei mali da +lei sofferti, nelle poche parole che potè dirigerle, +non intese ciò ch'ella gli disse, quantunque con chiarezza, +del sacrifizio necessario dei beni della sua +zia, e della poca speranza di ricuperarli. Il giovane +che pareva agitato da qualche affanno segreto, la +lasciò bruscamente; quando tornò, ella si accorse +che aveva pianto, e lo pregò di rimettersi. « Le mie +pene sono finite, » gli disse Emilia, « io sono sfuggita +alla tirannia di Montoni. Vi ritrovo sano, lasciate +adunque ch'io vi veda anche felice. »</p> + +<p>Valancourt, più agitato che mai, rispose: « Io +sono indegno di voi, Emilia, sono indegno di voi. » +Tali parole, e più ancora l'espressione colla quale +vennero pronunziate, afflissero vivamente Emilia. +« Non mi guardate così, » le diss'egli stringendole +la mano, « deh! non mi guardate così!</p> + +<p> — Vi vorrei chiedere, » gli diss'ella con voce affettuosa +e commossa, « di spiegarvi chiaramente; +ma mi accorgo che in questo momento tal domanda +vi affliggerebbe: parliamo di tutt'altro: domani forse +sarete più tranquillo. Voi eravate una volta ammiratore<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +della natura; vi rammentate il nostro viaggio +dei Pirenei?</p> + +<p> — E posso obliarlo? Fu quella l'epoca più felice +della mia vita: allora io amava con entusiasmo tutto +ciò ch'era veramente buono e grande. Promettetemi +Emilia di non dimenticarlo mai, ed io sarò tranquillo.</p> + +<p> — La mia condotta dipenderà dalla vostra, » +disse Emilia, « ma possiamo essere ascoltati. Viene +appunto madamigella Bianca; andiamole incontro. »</p> + +<p>I due amanti, raggiunta Bianca, recaronsi dal +conte, e si misero a tavola sotto una pergola, ove +sedevano i più venerandi vassalli, e tutti stettero +allegri, tranne Emilia e Valancourt. Quando il conte +tornò al castello, non invitò questi a seguirlo; egli +prese dunque congedo da Emilia, e partì. La fanciulla, +tornando in camera, pensò a lungo alla condotta +di Valancourt ed all'accoglienza fattagli dal +conte, ed in mezzo a queste riflessioni, obliò Dorotea. +La mattina era già inoltrata quando se ne ricordò, +e pensando giustamente che la buona vecchia +non sarebbe venuta, pensò a riposare.</p> + +<p>La sera seguente, il conte incontrò a caso Emilia +in un viale del giardino. Parlarono della festa, ed +il discorso cadde su Valancourt.</p> + +<p>« Quel giovine ha talento, » disse Villefort. « Lo +conoscete voi da un pezzo?</p> + +<p> — Da un anno circa.</p> + +<p> — Mi fu presentato a Parigi, ed in principio ne +fui contentissimo. » E si fermò.</p> + +<p>Emilia tremava, desiderava saperne di più, e temeva +di far conoscere l'interesse che vi prendeva.</p> + +<p>« Posso io domandarvi, » soggiunse egli poscia, +« da quanto tempo vedete il signor Valancourt?</p> + +<p> — Posso io domandarvi, o signore, il motivo di +questa interrogazione? » diss'ella; « e vi risponderò +immediatamente.</p> + +<p> — Sicuro io vi dirò i miei motivi. È chiaro che<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +Valancourt vi ama, e fin qui non vi è nulla di straordinario, +chè tutti quelli che vi vedono fanno altrettanto. +Non ve lo dico per complimento, parlo +con sincerità; ciò ch'io temo è ch'egli non sia amante +preferito e corrisposto.</p> + +<p> — Perchè lo temete voi, signore? » disse Emilia, +cercando nascondere l'emozione.</p> + +<p> — Perchè temo non ne sia degno. »</p> + +<p>Emilia, agitatissima, lo pregò di spiegarsi meglio.</p> + +<p>« Lo farò, » ripigliò egli, « se voi sarete convinta +che solo l'interesse ch'io prendo per voi, mi +ha indotto a parlarvene... Io mi trovo in una posizione +delicata, ma il desiderio di esservi utile deve +vincere tutto il resto. Volete voi aver la compiacenza +d'informarmi in qual modo conosceste il signor +Valancourt? »</p> + +<p>Emilia raccontò brevemente come l'avesse incontrato, +e pregò poscia il conte di spiegarsi.</p> + +<p>« Il cavaliere e mio figlio, » le disse egli, « fecero +amicizia nella casa di un loro compagno, ove +l'incontrai io stesso. L'invitai a venire in casa mia: +allora ignorava le sue relazioni con una specie di +uomini, rifiuto della società, che vivono della risorsa +del giuoco, e passano la vita nelle dissolutezze. Io +conosceva soltanto qualche parente del cavaliere, e +riguardava questo motivo come sufficiente per riceverlo +in casa mia. Ma mi accorgo che voi soffrite... +troncherò questo discorso.</p> + +<p> — No, signore, » gli disse Emilia; « vi supplico +di continuare.</p> + +<p> — In breve seppi, » soggiunse il conte, « che le +sue relazioni l'avevano trascinato in una vita di dissipazione +da cui pareva non aver nè il potere, nè la +volontà di ritirarsi. Perdè al giuoco grosse somme; +questo vizio divenne per lui una vera passione, e si +rovinò. Ne parlai con interesse ai di lui parenti, i +quali mi assicurarono che le loro ammonizioni essendo +state inutili, erano stanchi di farne. Seppi in<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span> +seguito che pe' suoi talenti era stato iniziato nei segreti +della professione del giuoco, e che aveva avuta +la sua parte in certi ignominiosi profitti.</p> + +<p> — È impossibile, » sclamò Emilia; « ma perdonatemi, +signore, non so quel che mi dico; perdonate +al mio dolore: io credo, e debbo credere che foste +male informato: il cavaliere ha senza dubbio nemici +che hanno esagerato questi rapporti.</p> + +<p> — Vorrei crederlo, ma nol posso; mi son deciso +a parlarvene soltanto per l'interesse che prendo alla +vostra felicità, e dietro mia piena convinzione. »</p> + +<p>Emilia taceva, e rammentavasi le parole di Valancourt, +che avevano scoperto tanti rimorsi, è sembravano +confermare i detti del conte; non aveva +però il coraggio di convincersene, ed il suo cuore +era oppresso dall'angoscia. Dopo una lunga pausa +Villefort soggiunse:</p> + +<p>« Mi accorgo dei vostri dubbi, e li trovo naturali; +è giusto ch'io vi dia la prova di quanto ho +detto, eppure nol posso senza esporre qualcuno a me +sommamente caro.</p> + +<p> — Cosa temete, signore? » disse Emilia; « se +posso prevenirlo; affidatevi al mio onore.</p> + +<p> — Mi affido senza dubbio all'onor vostro, ma posso +io fidarmi egualmente del vostro coraggio? Credete +voi di poter resistere alle preghiere di un amante +corrisposto, che, nel suo dolore, vorrà sapere il nome +di chi lo priva della sua felicità?</p> + +<p> — Non sarò esposta a questa tentazione, signore, » +disse Emilia, con nobile fierezza, pur reprimendo a +stento le lagrime; « non potrei continuare ad amare +una persona che non posso più stimare, e perciò vi +do la mia parola d'onore.</p> + +<p> — Vi dirò dunque tutto; la convinzione è necessaria +alla vostra futura pace, e la mia intiera confidenza +è il solo mezzo per procurarvela. Enrico, il +figlio mio, è stato troppo spesso testimone della cattiva +condotta del cavaliere: vi fu quasi trascinato<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +anche lui, e si abbandonò a mille stravaganze; ma +riuscii a preservarlo dalla perdizione. Giudicate ora, +signora Emilia, se un padre, a cui l'esempio del cavaliere +ha quasi traviato l'unico figlio, non abbia un +titolo bastante per avvertire quelli ch'egli stima, di +non affidare la loro felicità in tali mani. Ho veduto +io stesso il cavaliere impegnato nel giuoco con tai +persone, che fremo al solo rammentarle; se ne dubitate +ancora potete informarvi meglio da mio figlio.</p> + +<p> — Non dubito, o signore, dei fatti dei quali foste +testimone, o che affermate, » disse Emilia, soccombendo +al suo dolore; « il cavaliere si sarà forse +abbandonato ad eccessi nei quali non cadrà più; se +aveste conosciuto la purità dei suoi primi principii, +potreste scusare la mia attuale incredulità.</p> + +<p> — Aimè! quanto è difficile il credere ciò che ci +affligge! ma non voglio consolarvi con false speranze... +Noi sappiamo tutti quale attrattiva abbia la +passione del giuoco, e quanto sia difficile il vincerla. +Il cavaliere si correggerebbe forse per un certo tempo, +ma tornerebbe ben presto a ricadere nella funesta +sua inclinazione. Temo la forza dell'abitudine, temo +anzi che il suo cuore sia già corrotto. E perchè dovrei +nascondervelo? Il giuoco non è il suo unico +vizio; pare ch'egli abbia preso il gusto di tutti i +piaceri vergognosi. »</p> + +<p>Qui il conte ammutolì; Emilia, addolorata, sentendosi +quasi mancare, aspettava ciò che aveva ancora +da dirle. Villefort, visibilmente agitato, continuò: +« Sarebbe una delicatezza crudele se persistessi +a tacerlo; per due volte, le stravaganze del +cavaliere lo trassero nelle carceri di Parigi, d'onde +è uscito, a quanto mi fu accertato da persone degne +di fede, la mercè d'una certa contessa notissima, +e colla quale viveva tuttavia quand'io partii da +Parigi. »</p> + +<p>E cessò di parlare; guardando Emilia, si accorse +che cadeva svenuta, e s'affrettò a soccorrerla. Passò<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +qualche tempo prima ch'ella potesse riaversi: allora +si trovò fra le braccia, non già del conte ma di Valancourt, +il quale l'osservava con occhio smarrito, +volgendole la parola con voce tremante. Al suono +di quella voce tanto nota, Emilia aprì gli occhi, ma +li rinchiuse tosto, e svenne di nuovo.</p> + +<p>Il conte, con un'occhiata severa, fe' segno al giovane +di allontanarsi. Questi non fece che sospirare +e chiamare Emilia presentandole acqua. Il conte ripetè +il suo gesto, e l'accompagnò con qualche parola; +Valancourt rispose con uno sguardo risentito, +ricusò di abbandonare il suo posto, finchè Emilia +non fosse rinvenuta, e non permise ad alcuno di avvicinarsele; +ma nell'istante parve che la sua coscienza +l'informasse del soggetto dell'abboccamento +del conte e di Emilia: i suoi occhi si accesero di +sdegno, che fu tosto represso dall'espressione d'un +profondo dolore: il conte, osservandolo, fu mosso a +pietà più che ad ira. Emilia, ripreso l'uso dei sensi, +si mise a piangere amaramente, ma facendosi coraggio +ringraziò il conte ed Enrico, con cui Valancourt +era entrato nel parco, e s'avviò al castello, +senza dir nulla a quest'ultimo. Colpito nel cuore da +tal condotta, egli esclamò: « Gran Dio! In qual +modo ho io meritato questo trattamento? Che vi +hanno detto per cambiarvi a tal punto? » Emilia, +senza rispondere, ma sempre più commossa, raddoppiava +il passo.</p> + +<p>« Accordatemi pochi minuti di colloquio, » le +diss'egli avanzandosi al di lei fianco, « ve ne scongiuro: +io sono infelice. »</p> + +<p>Quantunque avesse parlato sottovoce, il conte lo +intese, e replicò che Emilia era troppo indisposta, +onde poter parlare con alcuno, ma che ardiva accertare +ch'ella avrebbe veduto il signor Valancourt +il dì seguente se fosse stata meglio. Il giovane arrossì, +guardò Villefort con fierezza, quindi Emilia +con espressione di dolorosa sorpresa, poi raccogliendosi +alquanto, soggiunse:<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p> + +<p>« Ebbene, verrò, signora; approfitterò del <i>permesso +del signor conte</i>. »</p> + +<p>E fatto un leggiero inchino, si allontanò.</p> + +<p>Appena rientrata nel suo appartamento, Emilia fu +agitata da mille pensieri rammentandosi il racconto +di Villefort. Talora credea che avessero falsamente +accusato Valancourt, parendole impossibile che quel +carattere sì franco e leale avesse potuto avvilirsi e +cadere sì basso. Tal altra dubitava perfino della +buona fede del conte, supponendolo spinto da motivi +segreti a rompere la sua <a name="tn18" id="tn18"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ralazione'">relazione</ins> con Valancourt; +ma, riflettendoci, respingeva di poi siffatto +pensiero. In ogni modo sentiva il peso della sua +sventura. In mezzo al tumulto de' contrari affetti, +si rammentò la semplicità dimostrata da Valancourt +la sera precedente. Se avesse potuto dar ascolto al +cuore, ne avrebbe sperato bene. Non poteva risolversi +ad allontanarsi da lui per sempre, prima di +avere acquistata una prova più convincente della +sua cattiva condotta.</p> + +<p>Infine deliberò di tornare al convento per passarvi +due o tre giorni. Nello stato in cui si trovava, +la società le diveniva insopportabile. Sperava che +la solitudine del chiostro e la bontà della badessa +l'aiuterebbero a riprendere qualche impero su sè +medesima, ed a sostenere lo scioglimento che pur +troppo prevedeva. Le pareva che sarebbe stata meno +afflitta se Valancourt fosse morto, o s'egli avesse +sposato qualche rivale. Ciò che la riduceva alla disperazione, +era il vedere l'amante disonorato e coperto +d'obbrobrio, costringendola così a strapparsi +dal cuore un'immagine sì lungamente adorata.</p> + +<p>Le triste riflessioni vennero interrotte da un biglietto +di Valancourt, il quale, dipingendo il disordine +dell'anima sua, la scongiurava di riceverlo +quella sera medesima, anzichè la mattina. Provò +essa tanta agitazione, che non ebbe la forza di rispondere: +desiderava vederlo, per uscire da quello<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span> +stato d'incertezza. Recatasi dal conte, gli domandò +consiglio. Villefort le rispose che, se credeva avere +forza bastante da sopportare questa scena, credeva +utile ad ambedue di accelerarla.</p> + +<p>La fanciulla rispose all'amante che acconsentiva +a vederlo, e procurò in seguito di raccogliere le +forze ed il coraggio di cui aveva tanto bisogno per +sostenere un colloquio che doveva distruggere le sue +più dolci e care speranze.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XL" id="CAPITOLO_XL"></a>CAPITOLO XL</h2> + +<p>Allorchè vennero ad avvertire Emilia che Villefort +desiderava vederla, s'immaginò che vi fosse +Valancourt. Nell'avvicinarsi al gabinetto del conte, +la sua emozione divenne sì forte, che, non osando +mostrarsi, si trattenne in sala per riaversi. Rimessasi +alquanto, entrò, e trovò Valancourt seduto +presso il conte. Si alzarono ambidue, e quest'ultimo +si ritirò.</p> + +<p>Emilia stava cogli occhi bassi, non potendo parlare, +e respirando appena. Valancourt le sedette vicino; +sospirava, e taceva. Finalmente, con voce tremante +disse: « Desiderai vedervi stasera per uscire +almeno dall'orribile incertezza in cui mi piombò il +vostro cambiamento. Alcune parole del conte mi +hanno spiegato qualcosa. Mi accorgo che ho nemici, +invidiosi della mia felicità, accaniti a distruggerla; +e m'accorgo parimente che il tempo e la lontananza +indebolirono i vostri sentimenti per me. »</p> + +<p>Queste ultime parole furono pronunziate colla +massima commozione, ed Emilia non potè rispondere.</p> + +<p>« Quale incontro è il nostro? » esclamò Valancourt +alzandosi, e camminando a gran passi per la +stanza; « quale incontro, dopo una sì lunga e barbara +separazione! » Tornò a sedere, poi soggiunse: +« Emilia crudele, voi non mi parlate? » Si coprì +la faccia come per nascondere l'agitazione, e prese<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +la mano di lei, che non seppe ritirarla. Essa non +potè trattenere le lacrime: tutta la sua tenerezza +tornò. Il giovane se ne accorse, un raggio di speranza +gli surse nell'anima.</p> + +<p>« E che! voi mi compiangete? » diss'egli; « voi +mi amate ancora! Siete sempre la mia Emilia! Soffrite +ch'io creda alle vostre lacrime.</p> + +<p> — Sì, vi compiango, ma debbo io amarvi? Credete +voi di essere tuttavia quel medesimo stimabile +Valancourt ch'io amava pel passato?</p> + +<p> — Che voi amavate pel passato? » sclamò egli. +« L'istesso, l'istesso... » Si fermò un istante per la +gran commozione, e continuò dolorosamente: « No, +non sono più lo stesso, io son perduto: non son +più degno di voi. » E si coprì di nuovo la faccia. +Emilia era troppo colpita da una confessione tanto +sincera per poter rispondere. Lottava contro il suo +cuore, e sentiva il pericolo di fidar troppo nella sua +risoluzione in presenza dell'amante. Le premea di +por fine ad un colloquio sì penoso per entrambi. +Ma, quando pensava che probabilmente sarebbe +stato l'ultimo, mancavale ogni coraggio per non +sentire più che il dolore e la tenerezza.</p> + +<p>Valancourt intanto, divorato dai rimorsi e dall'affanno, +non aveva forza, nè volontà di esprimersi. +Sembrava appena sensibile alla presenza di Emilia, +e non faceva che piangere.</p> + +<p>« Risparmiatemi, » gli disse la fanciulla, « il dispiacere +di riparlare dei dettagli della vostra condotta, +che mi obbligano a troncare la nostra relazione; +bisogna separarci, ed io or vi vedo per l'ultima +volta.</p> + +<p> — No, » esclamò Valancourt, « il vostro cuore +non può essere d'accordo col labbro; non potete +pensare a respingermi per sempre da voi.</p> + +<p> — Bisogna separarci, » ripetè Emilia, « e per +sempre; la vostra condotta ce ne impone la necessità.</p> + +<p> — È la decisione del conte, ma non la vostra;<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +ed io saprò con qual diritto egli si frappone tra +noi. » Ed alzatosi, percorrea a passi precipitosi la +camera.</p> + +<p> — Disingannatevi, » disse Emilia non meno commossa. +« La decisione è mia, il mio riposo lo esige.</p> + +<p> — Il vostro riposo esige che noi ci separiamo +per sempre! » sclamò Valancourt. « È vero ch'io +sono decaduto dalla mia propria stima: ma come +avreste potuto rinunziare così presto a me, se non +aveste già cessato di amarmi, o se non aveste ceduto +alle suggestioni d'un altro?... No, Emilia, voi +non vi acconsentirete, se mi amate ancora, e troverete +la vostra felicità nel conservare la mia.</p> + +<p> — Come potrei essere scusabile, » rispos'ella, +« se io vi affidassi il riposo della mia vita? Come +potreste consigliarmelo, se vi fossi cara?</p> + +<p> — Se mi foste cara? è egli possibile che dubitiate +dell'amor mio? Ma sì, avete ragione di dubitarne, +poichè io son meno disposto all'orrore di separarmi +da voi, che a quello d'avvolgermi nella mia +rovina. Sì, son rovinato, e rovinato senza risorsa; +sono oppresso dai debiti, e non so come pagarli. »</p> + +<p>Sì dicendo, gli occhi di lui erano smarriti e pieni +di disperazione. Emilia fu costretta di ammirare la +sua franchezza, e parve essere per qualche minuto +in lotta con sè medesima.</p> + +<p>« Io non prolungherò, » diss'ella alfine, « un abboccamento +il cui esito non può essere felice. Valancourt, +addio.</p> + +<p> — No, voi non partirete, » gridò egli imperiosamente, +« non mi lascerete così prima che l'animo +mio abbia raccolta la forza necessaria per sopportare +la mia perdita. »</p> + +<p>Emilia, spaventata dal suo disperato dolore, gli +disse con dolcezza:</p> + +<p>« Riconosceste voi stesso la necessità di separarci; +se volete farmi vedere che mi amate, perchè +opporvi?<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span></p> + +<p> — Io era uno stolto quando vi confessava... Emilia, +è troppo: voi non v'ingannate sulle mie colpe, ma +il conte è la barriera, e non sarà a lungo l'ostacolo +della mia felicità.</p> + +<p> — Ora voi parlate veramente da stolto: il conte +non è vostro nemico, Valancourt; gli è mio amico, +e questa sola considerazione dovrebbe bastare per +farvelo riguardare come vostro.</p> + +<p> — Vostro amico! » disse vivamente Valancourt; +« da quanto tempo è egli tale, per farvi obliare +così presto l'amante? È egli vostro amico colui che +vi suggerì di preferire Dupont? Dupont, che voi +dite avervi ricondotta dall'Italia? Dupont, ch'io dico +avermi rapito il vostro cuore? Ma io non ho diritto +d'interrogarvi. Siete padrona di voi stessa; +ma quel Dupont non trionferà a lungo della mia +sciagura. »</p> + +<p>Emilia, più spaventata che mai dal furore di Valancourt, +gli disse:</p> + +<p>« In nome del cielo, siate ragionevole; calmatevi; +Dupont non è vostro rivale, ed il conte non +è suo difensore; voi non avete altri nemici che voi +stesso, e mi convinco sempre più che non siete quel +Valancourt che ho amato tanto. »</p> + +<p>Egli non rispose; coi gomiti appoggiati sul tavolino, +stava silenzioso. Emilia era muta e tremante, +e non osava lasciarlo.</p> + +<p>« Infelice! » esclamò egli poco dopo; « io non +posso lagnarmi senza accusarmi! Perchè fui io trascinato +a Parigi? Perchè non seppi difendermi dalle +seduzioni che dovevano rendermi disprezzabile per +sempre? » Voltosi quindi vêr lei, le prese la mano, +e le disse <a name="tn22" id="tn22"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'affettuosomente'">affettuosamente</ins>: « Emilia, potete voi sopportare +l'idea della nostra separazione? Potete voi +abbandonare un cuore che vi ama come il mio? Un +cuore che, malgrado i suoi errori, apparterrà a voi +sola? » La fanciulla non rispondeva se non colle +lacrime. « Io non aveva, » soggiunse egli, « un solo<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +pensiero che volessi nascondervi non un piacere, nè +un desiderio, ai quali voi non poteste prender parte. +Queste virtù potrebbero appartenermi tuttora, se la +vostra tenerezza, che le aveva alimentate, non fosse +cambiata senza rimedio; ma voi non mi amate più: +quelle ore felici passate insieme si presenterebbero +alla vostra immaginazione, e non potreste pensarvi +con indifferenza. Non vi affliggerò oltre, ma prima +ch'io parta, permettetemi di ripetervi, che qualunque +possa essere il mio destino ed i miei patimenti, non +cesserò mai d'amarvi teneramente. Io parto, Emilia, +vi lascio per sempre. »</p> + +<p>La di lui voce s'indebolì, e cadde sulla sedia nel +massimo abbattimento. Emilia non poteva nè uscire, +nè dirgli addio. Tutte le di lui follie erano quasi cancellate +dal suo spirito, e non sentiva più che dolore +e pietà.</p> + +<p>« Ditemi almeno, » disse Valancourt, « che mi +vedrete un'altra volta. » Il cuore di lei fu in certa +qual guisa sollevato da tale preghiera. Si sforzò di +persuadersi che non doveva negargliela; ma provava +nondimeno qualche imbarazzo pensando ch'era +in casa del conte, il quale avrebbe potuto offendersi +del ritorno di Valancourt; finì ad acconsentirvi a +patto che non avrebbe considerato il conte come +nemico, nè Dupont come rivale; allora egli partì +talmente consolato dalle ultime parole di lei, che +perdè il primiero sentimento della sua disgrazia.</p> + +<p>Emilia tornò in camera per ricomporsi e nascondere +le orme delle lacrime: ella ebbe però difficoltà +a calmarsi, non potendo bandire la rimembranza +di quest'ultima scena, nè l'idea di rivedere +Valancourt, giacchè quest'ultimo abboccamento sembravale +dover essere più terribile del precedente. +Il giovane le aveva fatta grand'impressione, malgrado +quanto aveva saputo. Pareale impossibile +ch'egli avesse potuto depravarsi al punto che le +si voleva far credere, ed avrebbe ceduto forse<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +alle lusinghiere persuasioni del suo cuore, senza +la prudenza di Villefort, il quale le rappresentò il +pericolo della sua situazione, e la poca speranza che +poteva offrire un nodo la cui felicità doveva consistere +nel ristabilimento d'un patrimonio scialacquato, +e nell'obblìo delle più viziose abitudini; e' fu perciò +afflittissimo, ch'ella avesse condisceso ad un secondo +colloquio.</p> + +<p>Quella notte Emilia non potè chiuder occhio.</p> + +<p>Valancourt intanto era in preda all'angosce della +disperazione. La vista di Emilia aveva rinnovata +l'antica fiamma, indebolita solo leggermente dall'assenza +e dalle distrazioni d'una vita tumultuosa. Allorchè, +ricevendo la sua lettera era partito per la +Linguadoca, sapeva pur troppo che le sue follie +l'aveano rovinato, nè pensava di nasconderlo all'amante; +si affliggeva solo del ritardo che la sua condotta +potrebbe cagionare al loro matrimonio, nè +prevedeva come tale informazione avrebbe potuto +indurla a rompere ogni loro legame. Oppresso all'idea +di questa eterna separazione, lacerato dai rimorsi, +attendeva il secondo abboccamento in uno stato quasi +di delirio; ma sperava però sempre di ottenere a +forza di preghiere qualche mutamento nella di lei +risoluzione.</p> + +<p>La mattina le fece domandare a che ora avrebbe +potuto riceverlo: quand'essa ricevè il biglietto, era +col conte, che approfittò del nuovo pretesto per riparlarle +di Valancourt. Vedeva la disperazione della +giovine amica, e temeva che il coraggio l'abbandonasse. +Emilia rispose al biglietto, ed il conte ritornò +sul proposito dell'ultima conversazione. Egli +parve temere le tentazioni di Valancourt, e le disgrazie +alle quali si esporrebbe per l'avvenire, se +non resisteva ad un dispiacere presente e passaggiero: +queste ripetute ammonizioni potevano sole +premunirla contro gli effetti della sua affezione, ed +ella risolse di seguire i di lui consigli.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p> + +<p>Giunse alfine l'ora dell'abboccamento: Emilia +si presentò sostenuta nel contegno, ma Valancourt, +troppo agitato, restò qualche minuto senza poter +parlare; le sue prime frasi furono preghiere, lamenti, +rimproveri contro sè medesimo; in seguito +le disse: « Emilia, vi ho amata, e vi amo più di +me stesso; son rovinato per colpa mia, ma intanto +non posso negare ch'io preferissi trascinarvi in +un'unione infelice, anzichè soffrire, perdendovi il +castigo che merito... Io sono un infelice, ma non +voglio più esser un vile; non cercherò più di smovervi +dalla vostra risoluzione colle istanze d'una +passione egoista. Io rinunzio a voi, Emilia, e cercherò +di consolarmi, pensando che, se sono disgraziato, +voi potete almeno esser felice. Non ho, è vero, +il merito del sacrifizio, e non avrei mai avuta la +forza di farvi libera, se la vostra prudenza non l'avesse +esigiuto. »</p> + +<p>La fanciulla procurava di rattenere le lagrime, e +stava per dirgli: « Voi parlate ora come facevate +una volta. » Ma restò in silenzio.</p> + +<p>« Perdonatemi, Emilia, » ripigliò egli, « tutte le +inquietudini che vi ho cagionate. Pensate talvolta +al povero Valancourt, e ricordatevi, che la di lui +sola consolazione sarà di sapere che le sue follie +non vi resero infelice. »</p> + +<p>Le lagrime sgorgarono in copia dagli occhi di +Emilia, la quale si sforzò di farsi coraggio e por +fine ad un colloquio che aumentava la loro comune +afflizione. Valancourt la vide piangere mentre si alzava; +fece un nuovo sforzo per contenere i propri +sentimenti, e calmare quelli di Emilia.</p> + +<p>« La rimembranza di questo doloroso momento, » +le diss'egli, « sarà in futuro la mia salvaguardia. +L'esempio e la tentazione non potranno +più sedurmi. La memoria di quel pianto che versate +per me, mi darà <a name="tn25" id="tn25"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'forza la'">la forza</ins> di superare ogni pericolo. »<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p> + +<p>Emilia, alquanto consolata da tale assicurazione, +rispose:</p> + +<p>« Noi ci separiamo per sempre; ma se la mia +felicità vi è cara, ricordatevi ognora che nulla vi +potrà maggiormente contribuirvi colla certezza che +voi riacquistaste la vostra propria stima. »</p> + +<p>Valancourt le prese la mano, aveva gli occhi lagrimosi, +e l'addio che voleva pronunziare veniva +soffocato dai singulti. Dopo qualche momento, Emilia, +tutta commossa, disse:</p> + +<p>« Addio, Valancourt, possiate essere eternamente +felice! Addio, » ripetè nuovamente volendo ritirare +la mano; ma egli la teneva stretta fra le sue, e la +bagnava di lacrime. « Perchè prolungare questi +momenti? » continuò ella, con voce inarticolata; +« essi son troppo penosi per noi.</p> + +<p> — Troppo, sì, troppo, davvero, » sclamò Valancourt, +lasciandole la mano, e abbandonandosi +sulla sedia, celossi la faccia. Dopo un lungo intervallo, +durante il quale Emilia piangeva amaramente +e Valancourt lottava contro il suo dolore, egli si +alzò di nuovo, e prendendo un accento più fermo, +disse: « Io vi affliggo, ma l'ambascia che provo +dev'essere la mia scusa. Addio, Emilia, voi sarete +sempre l'unico oggetto della mia tenerezza. Pensate +qualche volta all'infelice Valancourt, almeno per +compassione, se non per istima, giacchè cosa sarebbe +per me il mondo intiero senza di voi e senza la +vostra stima? Cara Emilia, addio per sempre. »</p> + +<p>Le baciò la mano, la guardò per l'ultima volta +e fuggì precipitosamente.</p> + +<p>Emilia restò nell'atteggiamento in cui l'aveva +lasciata, col cuore così oppresso, che poteva appena +respirare; udì il rumore dei di lui passi indebolirsi +mano mano. Fu scossa da tale stato dalla voce +della contessa che parlava in giardino. Allora versò +lagrime che la sollevarono, e così, ripreso vigore, +ebbe la forza di recarsi alla sua camera.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_XLI" id="CAPITOLO_XLI"></a>CAPITOLO XLI</h2> + +<p>Torniamo a Montoni, la cui sorpresa e rabbia per +la fuga di Emilia fecero tosto luogo ad interessi +più urgenti. Le sue depredazioni eransi talmente +moltiplicate, che il senato di Venezia, malgrado la +sua debolezza e l'utilità, che all'occasione avrebbe +potuto ritrarre da Montoni, non volle sopportarle +più a lungo. Fu decretato pertanto di distruggere +le di lui forze e punire il suo brigandaggio. Un +grosso stuolo di milizie accingevasi a marciare contro +il castello di Udolfo. Un giovane ufficiale, animato +contro Montoni dal risentimento di qualche +ingiuria particolare, o fors'anco dal desiderio di +distinguersi, chiese udienza al ministro che dirigeva +quest'impresa. Gli rappresentò che Udolfo era un +forte situato in un luogo troppo formidabile per +essere preso d'assalto. Un corpo di truppe non poteva +avvicinarvisi senza che Montoni ne fosse avvertito. +L'onore della repubblica si opponeva al +piano d'assediare quel castello con un esercito regolare. +Bastava un pugno di gente risoluta, ed era +probabilissimo d'incontrare ed attaccare Montoni ed +i suoi fuori delle mura, ovvero avvicinandosi al +castello colla cautela compatibile con pochi soldati, +sarebbe stato facile trar vantaggio da qualche tradimento +o negligenza, per penetrare d'improvviso +nell'interno.</p> + +<p>Il piano, seriamente meditato, fu affidato allo +stesso ufficiale che l'aveva concepito. Dapprincipio +egli usò l'astuzia; si accampò nei dintorni di Udolfo +e procurò guadagnarsi l'assistenza de' vari condottieri. +Non ne trovò neppur uno che non fosse pronto +a tradire un padrone imperioso, per assicurarsi così +il perdono del senato. Informatosi del numero delle +truppe di Montoni, seppe che i suoi ultimi successi +le avevano aumentate d'assai. Non iscoraggitosi per<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +questo, appiccò intelligenze nell'interno della piazza, +che gli procurarono la parola d'ordine, e mescolatosi +colla sua gente ai seguaci di Montoni, potè +introdursi nel castello e sorprenderlo, mentre un +altro stuolo de' suoi, dopo una lieve resistenza, faceva +cedere le armi alla guarnigione. Tra le persone +prese con Montoni, trovavasi Orsino: avendo saputo, +dopo l'inutile sforzo fatto per rapire Emilia, +che quello scellerato aveva raggiunto Montoni ad +Udolfo, Morano ne aveva avvertito il senato. Il desiderio +di prendere quest'uomo, autore dell'assassinio +d'un senatore, fu uno dei motivi che fecero +accelerare l'impresa, il cui successo riuscì gradito +tanto, che, malgrado i sospetti politici e l'accusa +segreta di Montoni, il conte Morano fu rimesso in +libertà. La celerità e facilità di questa spedizione +prevennero il chiasso e le dicerie, sicchè Emilia, in +Linguadoca, ignorò la disfatta e l'umiliazione del +suo crudele persecutore.</p> + +<p>Il di lei spirito era sì oppresso da tanti affanni, +che verun sforzo della sua ragione, valea a superarne +l'effetto. Villefort non risparmiava alcun mezzo +per consolarla. L'invitava spesso a passeggiare con +lui e colla figlia, e tenevale acconci discorsi sperando +sradicare gradatamente il soggetto del suo +dolore e risvegliare in lei nuove idee. Emilia, vedendo +in lui un vero amico, il protettore della sua +gioventù, lo prese ad amare con affetto figliale.</p> + +<p>Il di lei cuore si apriva con Bianca come con +una sorella. La bontà e semplicità di questa fanciulla +compensavala abbastanza della privazione di +qualche vantaggio più lusinghiero. Passò qualche +tempo prima che Emilia potesse distrarsi tanto dal +pensiero di Valancourt, per ascoltare l'istoria promessale +dalla vecchia Dorotea, la quale in fine, premurosa +di narrargliela, glie ne fece sovvenire, e +Emilia l'aspettò l'istessa sera.</p> + +<p>Infatti, dopo mezzanotte, giunse Dorotea, e dopo<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +pochi minuti di riposo cominciò così il suo racconto: +« Sono ormai venti anni che la signora marchesa +arrivò in questo castello. Quanto era bella +allorchè entrò nella sala ov'eravamo riuniti per riceverla! +Quanto sembrava felice il signore marchese! +Chi l'avrebbe potuto indovinare! Ma che dico? +Signora Emilia, mi parve che la marchesa fosse un +poco afflitta. Lo dissi a mio marito, ed egli mi rispose +che sbagliava: non glie ne parlai più, e tenni +per me le mie osservazioni. La signora marchesa aveva +all'incirca la vostra età, e, come l'ho spesso notato, +vi somigliava moltissimo. Il signor marchese +diede feste splendide, e pranzi così magnifici, che +da quel tempo il castello non fu mai così brillante. +Io allora era giovine ed allegra quanto chicchessia. +Mi rammento che ballava con Filippo il cantiniere; +era vestita in gran gala. Vi giuro che faceva la mia +figura. Il signor marchese allora mi osservava. Ah! +egli era pur allora il bravo signore. Chi avrebbe +potuto mai supporre che lui...</p> + +<p> — Ma la marchesa cosa faceva? » interruppe +Emilia.</p> + +<p> — Ah! sì, è vero. La marchesa mi pareva che +non fosse felice. Io la sorpresi una volta a piangere. +Allorchè mi vide, si asciugò gli occhi sforzandosi +di ridere. Non osai domandarle che avesse, ma +la seconda volta che la trovai in quello stato, glie +ne chiesi il motivo, e parve offendersene. Non le +dissi più nulla, ma però indovinai qualcosa. Pareva +che il padre l'avesse costretta a sposare il marchese +per le sue ricchezze. Essa amava un altro signore, +grandemente invaghito di lei. M'immaginai dunque +che si affliggesse d'averlo perduto, ma però non +me ne ha parlato mai. La mia padrona procurava +di nascondere le sue lacrime al marito. Io la vedeva +spesso dopo i suoi trasporti di dolore, prendere +un'aria tranquilla quand'egli entrava. Il mio +padrone divenne d'improvviso pensieroso e severo<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +colla moglie, la quale se ne afflisse, senza però lagnarsene +mai. Allora parve disposta a tornare di +buon umore, ma il marchese era così salvatico, e +le rispondeva con tanta durezza, che fuggiva piangendo +nella sua stanza. Io ascoltava tutto nell'anticamera. +Povera signora! qualche volta credeva che +il marchese fosse geloso: la mia padrona, benchè +ammirata da tutti, era troppo onesta per meritare +il più lieve sospetto. Fra tutti i cavalieri che frequentavano +il castello eravene uno che mi pareva +fatto per lei. Egli era così gentile, così galante! Ho +osservato sempre che, quando veniva in casa il signor +marchese era più malcontento del solito, e la +padrona più pensierosa. Mi venne allora in idea +che fosse quello il gentiluomo amante e riamato da +lei, ma non ho potuto mai assicurarmene.</p> + +<p> — Quale era il nome di quel cavaliere? » disse +Emilia.</p> + +<p> — Non posso dirvelo, signorina, perchè non conviene. +Una persona morta poco tempo fa mi ha assicurato +che la marchesa non era in buona regola +la moglie del marchese, avendo ella prima sposato +segretamente il cavaliere che amava. Non ardì confessarlo +al padre, uomo brutale, ma non è verosimile, +ed io non l'ho mai creduto. Come vi diceva, +il marchese era quasi fuori di sè, allorchè quel +cavaliere veniva qui. Il trattamento che faceva del +continuo alla moglie la rese alfine infelicissima. Non +voleva più che vedesse alcuno, e la costringeva a +vivere affatto isolata. Io l'ho sempre servita: vedeva +i suoi patimenti, ma ella non se ne doleva +mai. Dopo un anno di questa vita, la padrona si +ammalò: credei da principio che il suo male derivasse +dagli affanni; ma, ohimè! temo molto che +quella malattia non avesse un motivo più terribile.</p> + +<p> — Più terribile! » sclamò Emilia; « ed in qual +modo?</p> + +<p> — Io ne dubito molto; vi furono circostanze<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +strane davvero, ma vi dirò solo ciò che accadde. Il +signor marchese...</p> + +<p> — Zitto! Dorotea. »</p> + +<p>La vecchia mutò colore. Ascoltarono tuttaddue +attentamente, e udirono cantare.</p> + +<p>« Mi pare di aver già sentita questa voce, » disse +Emilia.</p> + +<p> — L'ho intesa spesso anch'io, e sempre precisamente +a quest'ora, » disse Dorotea con gravità. +« Se gli spiriti possono cantare, certo questa musica +non può venire che da loro. »</p> + +<p>A misura che la musica si avvicinava, Emilia la +riconobbe per l'istessa già intesa all'epoca della +morte del padre. La custode soggiunse:</p> + +<p>« Mi pare d'avervi già detto, signorina, che cominciai +a sentire questa musica poco dopo la morte +della mia cara padrona.</p> + +<p> — Zitto, » disse Emilia, « apriamo la finestra ed +ascoltiamo. » Ma la musica si allontanò insensibilmente, +e tutto rientrò nel silenzio. Il paese intiero +era avvolto nelle tenebre, e lasciava scorgere solo +indistintamente qualche parte del giardino.</p> + +<p>Emilia, appoggiata alla finestra, considerava quel +tenebrore con <a name="tn31" id="tn31"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ripettoso'">rispettoso</ins> silenzio, ed alzava gli occhi +al cielo adorando i decreti del Supremo Fattore. +Dorotea allora continuò con voce sommessa:</p> + +<p>« Vi diceva adunque, signorina, che mi rammentava +della prima sera in cui intesi questa musica: +ciò avvenne una notte poco dopo la morte della +mia cara padrona. Non so per qual motivo non era +andata ancora a dormire, e pensava dolorosamente +alla marchesa, ed alla trista scena ond'era stata +testimone. Tutto era tranquillo, e la mia camera era +lontana da quelle degli altri domestici; in quella +solitudine, e colla fantasia piena di tristi idee, mi +trovava isolata, e bramava udire qualche rumore, +giacchè sapete che quando si ode movimento, non +si ha tanta paura. Io mi asteneva perfino dal girare<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +gli occhi per la camera, temendo sempre di +vedere la faccia moribonda della mia povera padrona, +che mi stava presente: quando d'improvviso +intesi una dolce armonia, la quale pareva essere +sotto la mia finestra; non ebbi la forza di alzarmi, +ma credei fosse la voce della marchesa, e piansi di +tenerezza. Da quella notte, intesi spesso quest'armonia, +la quale però era cessata da qualche mese, +ma ora è tornata di nuovo.</p> + +<p> — È strano, » disse Emilia, « che non siasi ancora +scoperto il cantore.</p> + +<p> — Oh! signora, se fosse una persona naturale, +si conoscerebbe da molto tempo; ma chi può avere +il coraggio di correr dietro ad uno spirito? E quand'anco +avesse tal coraggio, cosa si scoprirebbe? +Gli spiriti, come sapete, possono prender la figura +che vogliono: ora son qui, ora son là, e poco dopo +sono cento miglia distanti.</p> + +<p> — Di grazia, riprendiamo l'istoria della marchesa, » +disse Emilia; « informatemi del genere +della sua morte.</p> + +<p> — Sì, signora... Il marchese divenne sempre più +burbero, e la signora peggiorava tutti i giorni. Una +notte vennero a chiamarmi; corsi da lei, e fui spaventata +dallo stato in cui la trovai. Qual cambiamento! +Mi guardò in modo da muovere a compassione +i sassi. Mi pregò di chiamar il marchese, +che non si era fatto vedere per tutto il giorno, +avendo cose segrete da comunicargli. Venne; parve +afflittissimo di vederla così malata, e parlò poco. La +mia padrona gli disse che si sentiva moribonda, +e desiderava parlargli senza testimoni; io uscii, e +non mi dimenticherò mai l'occhiata che mi lanciò +in quel momento. Allorchè rientrai, dissi al padrone +di mandar a chiamare un medico, immaginando che +il dolore gl'impedisse di pensarvi; la signora rispose +ch'era troppo tardi: ma egli pareva non crederle, +e riguardare la sua malattia come leggera.<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +Di lì a poco cadde in terribili convulsioni; urlava +orrendamente. Il marchese fece partire un uomo a +cavallo per cercar il medico. Io restai presso la +marchesa, procurando di sollevarla. In un intervallo +molto doloroso mandò a cercar di nuovo il padrone: +egli venne, ed io voleva ritirarmi, ma ella desiderò +che non m'allontanassi. Oh! io non mi scorderò +mai quella scena. Il marchese perdeva quasi la ragione; +ma la signora gli parlava con tanta bontà, +e si dava tanta pena per consolarlo, che se mai egli +avesse avuto qualche sospetto, doveva cancellarlo in +quel momento. Sembrava oppresso dalla rimembranza +de' suoi maltrattamenti, ed ella ne fu tanto +commossa, che svenne fra le mie braccia. Io feci +subito uscire il marchese, il quale corse nel suo +gabinetto, e si gettò per terra, non volendo più +veder nessuno. Quando la signora fu alquanto rimessa, +chiese sue nuove, e disse in seguito che il +di lui dolore l'affliggeva troppo, e che bisognava +lasciarla morire in pace. Spirò nelle mie braccia +colla dolcezza d'un angelo, giacchè la crisi violenta +era già passata. »</p> + +<p>Dorotea versò un torrente di lagrime. Emilia +pianse con lei, intenerita dalla bontà della marchesa, +e dalla rassegnazione colla quale aveva +sofferto.</p> + +<p>« Il medico giunse, » continuò Dorotea, « ma +troppo tardi. Parve stupefatto nel vedere il cadavere +della mia padrona, la cui faccia era divenuta +livida e nera. Fece uscire tutti, e mi volse singolari +domande a proposito della marchesa e della sua +malattia. Scuoteva la testa alle mie risposte, e pareva +giudicare sinistramente. Io lo compresi pur +troppo, ma non comunicai le mie congetture se non +a mio marito, che mi raccomandò di tacere: alcuni +altri domestici ebbero però gli stessi sospetti che +circolarono nel vicinato. Allorchè il marchese seppe +che la signora era morta, si rinchiuse nel suo appartamento,<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +e non volle vedere che il medico. Restarono +insieme più di un'ora, e il dottore non mi +parlò più della marchesa, la quale fu sepolta nella +chiesa del convento. Tutti i vassalli assistettero +piangendo al suo funerale, perchè era molto caritatevole. +Quanto al signor marchese, io non ho +mai veduto un'afflizione come la sua, e talvolta +nell'eccesso del dolore perdeva l'uso dei sensi. Non +restò molto tempo nel castello, e partì pel suo reggimento. +Poco dopo, tutti furono congedati, tranne +mio marito e me, nè l'ho riveduto mai più.</p> + +<p> — La morte della marchesa pare straordinaria! » +disse Emilia, desiderando saperne qualcosa di più.</p> + +<p> — Sì, signora, fu straordinaria. Vi dico tutto +ciò che ho veduto, e voi potete indovinar quel +che ne penso; non posso dir altro per non diffondere +ciarle che potrebbero offendere il signor conte.</p> + +<p> — Avete ragione; sapete voi dove sia morto il +marchese?</p> + +<p> — Nell'Alsazia, a quanto credo, » rispose Dorotea. +« Mi rallegrai molto quando seppi che arrivava +il signor conte. Questo luogo è stato lunga +pezza in una trista desolazione. Noi vi udimmo rumori +straordinari, poco dopo la morte della padrona, +ed io, con mio marito, ci ritirammo in una casuccia +poco lontana. Adesso, signora Emilia, che vi ho raccontato +questa tragica istoria, vi rammenterò la +vostra promessa di non lasciarne traspirar nulla ad +alcuno.</p> + +<p> — Sarò fedele alla mia parola, » rispose Emilia; +« ciò che mi narraste m'interessa assai più di +quanto potete supporre. Vorrei solo pregarvi di nominarmi +il cavaliere che, secondo voi, s'interessava +tanto per la marchesa. »</p> + +<p>Dorotea negò assolutamente di acconsentirvi, e +tornò a parlare della somiglianza di lei colla marchesa.</p> + +<p> — « Vi è un altro ritratto di questa, » soggiunse,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +« ed è in una delle stanze chiuse. Fu fatto prima +del suo matrimonio, e voi le somigliate assaissimo. »</p> + +<p>La fanciulla mostrò desiderio di vederlo, e Dorotea +rispose che non aveva coraggio di entrare in +quell'appartamento. Emilia le rammentò che, il dì +innanzi, il conte aveva parlato di farlo aprire. La +custode convenne allora d'andarlo prima a vedere +con lei.</p> + +<p>La notte era molto avanzata, e Emilia troppo +commossa dal racconto inteso per visitare così tardi +quel luogo. Pregò dunque la vecchia di tornare la +notte seguente. Oltre il desiderio di vedere il ritratto, +sentiva un'ansiosa curiosità di visitare la +camera ov'era morta la marchesa, e che, secondo +Dorotea, era rimasta nel primiero stato. La commozione +che le cagionava l'aspettativa di una tale +scena, era allora conforme allo stato del di lei spirito. +Oppressa dal cambiamento della sua sorte, gli +oggetti piacevoli aumentavano la sua malinconia in +vece di dissiparla; forse aveva torto di piangere sì +amaramente un infortunio inevitabile; ma veruno +sforzo della ragione valeva a lasciarle scorgere con +indifferenza l'avvilimento di colui che aveva già +stimato ed amato con tanto trasporto.</p> + +<p>Dorotea promise di tornare la notte seguente colle +chiavi dell'appartamento, e si ritirò.</p> + +<p>Emilia restò alla finestra, meditando tristamente +sul destino dell'infelice marchesa, ed aspettando +ansiosa il ritorno della musica notturna. La calma +non fu turbata se non dallo stormir delle frondi +agitate da lieve brezzolina. La campana del convento +suonò mattutino, e Emilia se ne andò a letto +cercando nel sonno l'oblio della dolorosa storia +della marchesa di Villeroy.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_XLII" id="CAPITOLO_XLII"></a>CAPITOLO XLII</h2> + +<p>La notte seguente, all'istessa ora circa, Dorotea +venne a prendere Emilia e portò le chiavi dell'appartamento +della marchesa, che si trovava dalla +parte opposta, al nord. Dovevano passare vicino +alle stanze della servitù, e Dorotea desiderava sfuggire +alle loro osservazioni. Volle dunque aspettare +un'altra mezz'ora ond'assicurarsi che tutti i servitori +dormissero. Era quasi un'ora dopo mezzanotte +allorchè si misero in cammino. Dorotea andava +innanzi e portava il lume; ma il suo braccio, +indebolito dal timore e dalla vecchiaia, tremava sì +forte, che Emilia, presa ella stessa la lucerna, s'offrì +a sostenere i di lei passi mal sicuri. Bisognava +scendere lo scalone, traversare gran parte del castello, +e salire l'altro situato al nord. Non incontrarono +nulla che alterasse vie maggiormente la +loro agitata fantasia, e giunte in cima alla scala +Dorotea mise la chiave nella serratura. « Ah! » +diss'ella sforzandosi di girarla; « è chiusa da tanto +tempo, che forse la ruggine non ci permetterà di +aprirla. » Emilia però, più destra di lei, girò la +chiave, aprì la porta, ed entrarono in una stanza +antica e spaziosa.</p> + +<p>« Dio buono! » disse Dorotea nell'entrare; « l'ultima +volta che son passata da questa porta, io seguiva +la salma della mia povera padrona! »</p> + +<p>Traversarono una fila di stanze, e giunsero in un +salotto adorno ancora con magnificenza.</p> + +<p>« Riposiamo qui un momento, » disse Dorotea; +« quella è la porta della camera, in cui è morta +la padrona. Ah! signorina, perchè mi avete fatto +venir qua? »</p> + +<p>Emilia, vedendo la povera vecchia in uno stato +compassionevole, la fece sedere e procurò di tranquillarla.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p> + +<p>« Come la vista di questo appartamento mi richiama +alla memoria l'immagine del tempo passato! +Mi pare che fosse ieri. »</p> + +<p> — Zitto! qual rumore è questo? » disse Emilia.</p> + +<p>Dorotea, spaventata, guardò per tutta la camera; +ascoltarono ma non intesero nulla. La vecchia allora +riprese il soggetto del suo dolore: « Questo +salotto era, al tempo della signora, la più bella +stanza del castello. Era mobiliato all'ultimo gusto. +Tutti questi mobili vennero da Parigi; quei grandi +specchi sono di Venezia. Questi arazzi erano in +ispecie ammirati da tutti; rappresentano essi un'istoria +che si trova in un libro, di cui ora non mi +ricordo il nome. »</p> + +<p>Emilia si alzò per esaminarli. Alcuni versi in +provenzale, in fondo ai medesimi, le fecero riconoscere +la storia di Coriolano.</p> + +<p>Dorotea essendosi alquanto rimessa, aprì finalmente +la porta fatale. Entrarono in una camera cupa +e spaziosa. La custode si abbandonò tosto su d'una +sedia esalando profondi sospiri, e ardiva appena alzar +gli occhi. Emilia osservò il letto ove dicevasi +morta la marchesa. Era parato di damasco verde. +Un gran panno di velluto nero lo cuopriva fino a +terra. Mentre la fanciulla, col lume in mano, girava +intorno alla camera: « Dio buono! » esclamò Dorotea; +« mi par di veder la mia padrona distesa su +quel letto, come la vidi per l'ultima volta. Ah! » +soggiunse ella piangendo ed appoggiandosi al letto; +« io era qui quella notte terribile: le teneva la +mano; intesi le sue ultime parole, vidi tutti i suoi +patimenti, e spirò fra le mie braccia.</p> + +<p> — Non vi abbandonate a queste funeste rimembranze, » +disse Emilia; « usciamo e mostratemi il +ritratto di cui mi parlate.</p> + +<p> — Egli è nel gabinetto, » rispose Dorotea, mostrandole +un uscio. L'aprì, ed entrarono ambedue +nel gabinetto della marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p> + +<p>« Aimè! eccola là, » disse la custode, additando +un quadro. « Ecco com'era allorchè giunse qui. +Vedete bene ch'era fresca quanto voi. »</p> + +<p>Mentr'ella continuava a smaniarsi, Emilia osservava +attenta il ritratto, che somigliava moltissimo +alla miniatura trovata fra le carte di Sant'Aubert: +eravi soltanto una piccola differenza nell'espressione +della fisonomia, e le parve riconoscere nel quadro +un'ombra di quella malinconia pensierosa che caratterizzava +sì forte il ritratto in miniatura.</p> + +<p>« Vi prego, signorina, » disse Dorotea, « di situarvi +presso questo quadro, affinchè io possa confrontarvi. »</p> + +<p>Emilia la compiacque, e la vecchia rinnovò gli +atti di sorpresa sulla di lei somiglianza. La fanciulla +tornò a guardare, e le parve d'aver veduta +in qualche parte una persona simigliante al ritratto; +ma non potè rammentarselo bene. In quel gabinetto +eranvi tuttavia molte cose d'uso della defunta, un +abito, una sottana, un cappello, scarpe e guanti gettati +là sul tavolino, come se li avesse cavati poco +prima: eravi inoltre un gran velo nero ricamato; +Emilia lo prese in mano per esaminarlo, ma si avvide +tosto che cadeva in pezzi per vetustà; lo depose, +e scorrendo il gabinetto, tutti gli oggetti le +pareano parlar della marchesa.</p> + +<p>Rientrata nella camera, Emilia volle vedere di +nuovo il letto; osservando la punta bianca del guanciale +che usciva di sotto al velluto nero, le parve +scorgere un movimento. Senz'aprir bocca prese il +braccio di Dorotea, la quale, sorpresa dall'azione e +dal terrore di lei, rivolse gli occhi verso il letto, +e vide il velluto sollevarsi ed abbassarsi; Emilia +volle fuggire, ma la vecchia, cogli occhi fissi sul +letto, le disse: « E il vento, signorina; abbiamo +lasciato tutte le porte aperte. Vedete come l'aria +agita anche il lume; è il vento sicuramente. »</p> + +<p>Appena ebbe detto così, il panno si agitò con<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +maggior violenza. Emilia, vergognandosi del suo +timore, si riavvicina al letto, volendo assicurarsi se +il vento solo le avesse impaurite: osserva attentamente, +il velluto si agita ancora, si solleva e lascia +vedere... una figura umana. Misero entrambe un +grido spaventoso, e lasciando le porte aperte, fuggirono +a precipizio. Allorchè giunsero alla scala, +Dorotea aprì una camera, in cui dormivano due +serve, e cadde svenuta sul letto. Emilia, abbandonata +dalla sua solita presenza di spirito, fece un +debole sforzo per nascondere alle donne stupefatte +la vera cagione del suo terrore. Dorotea, riavendosi, +si sforzò di ridere del suo timore; ma quelle serve, +giustamente allarmate, non poterono risolversi a +passare il resto della notte in vicinanza del terribile +appartamento.</p> + +<p>La custode condusse Emilia alle sue stanze, ove +parlarono con più calma del caso strano. Quest'ultima +avrebbe quasi dubitato di quella visione, se la +vecchia non glie ne avesse attestata la realtà. Le +domandò dunque se era ben sicura che qualcuno +non si fosse introdotto segretamente colà: essa le +rispose che le chiavi non erano mai uscite dalle +sue mani, e facendo spesso la ronda, aveva più volte +esaminata quella porta, e trovatala sempre chiusa.</p> + +<p>« È dunque impossibile, » soggiunse ella, « che +nessuno siasi introdotto in quelle stanze, e quando +avessero potuto farlo, com'è probabile che abbiano +scelto d'andar a dormire in un luogo così freddo +e solitario! »</p> + +<p>Emilia le fece osservare che la loro gita notturna +poteva essere stata spiata; che forse qualcuno, per +burla, le aveva seguite coll'intenzione di far loro +paura, e che, mentre esaminavano il gabinetto, erasi +nascosto nel letto. Dorotea convenne da principio +che la cosa era possibile, ma si rammentò quindi +che, entrando, aveva per precauzione levata la chiave +della prima porta, e chiusala di dentro. Non eravi<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +dunque potuto penetrare alcuno, e Dorotea affermò +che il fantasma veduto non aveva nulla d'umano, +ed era una spaventevole apparizione.</p> + +<p>Emilia era molto commossa; di qualunque natura +fosse quell'apparizione, umana o soprannaturale, il +destino della marchesa era una verità incontrastabile. +L'inesplicabile incidente accaduto nel luogo +istesso dov'era morta, incusse ad Emilia un timore +superstizioso. Scongiurò Dorotea di non parlare di +quel caso a chicchessia, perchè il conte non fosse +importunato da rapporti che avrebbero potuto spargere +l'allarme in tutta la casa.</p> + +<p>La vecchia acconsentì, ma si rammentò allora +che l'appartamento era rimasto aperto, e non si +sentì il coraggio di tornar sola a chiuderlo. Emilia, +vincendo i suoi timori, le offrì di accompagnarla +sino in fondo alla scala, ed ivi aspettarla. Rianimata +da tale compiacenza, Dorotea andò nel modo proposto, +e si contentò di chiuder la prima porta e +poi raggiungere Emilia. Avanzandosi lungo l'andito +che conduceva nella sala, udirono sospiri e lamenti +che sembravano venire dal salone medesimo. Emilia +ascoltò attenta, e riconobbe subito la voce di +Annetta, che, spaventata dal racconto fattole dalle +due serve, e non credendosi sicura che vicino alla +padrona, andava a rifugiarsi da lei. Emilia cercò +indarno di tranquillarla; ebbe pietà del suo spavento, +ed acconsentì a lasciarla dormire nella sua +camera.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLIII" id="CAPITOLO_XLIII"></a>CAPITOLO XLIII</h2> + +<p>Gli ordini precisi dati ad Annetta da Emilia, di +tacere, cioè, sull'occorso, non produssero verun effetto. +Il soggetto del di lei terrore aveva sparso un +allarme così vivo tra la servitù, che tutti affermavano +allora di aver sentito nel castello i rumori più +straordinari. Il conte ne fu ben presto informato, e<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +gli disser che la parte del nord era indubbitatamente +frequentata dagli spiriti. Ne rise in principio, e mise +la cosa in ridicolo, ma accorgendosi quindi che produceva +confusione nel castello, proibì di parlarne +sotto pena di castigo. L'arrivo di qualche amico lo +distrasse intieramente, ed i suoi medesimi servi non +avean tempo di parlare di quest'affare se non dopo +aver cenato. Riuniti allora nel tinello, raccontavano +del continuo istorie di morti, di maghi, di spiriti e +d'ombre fino al punto che non ardivano più alzar +gli occhi, tremavano tutti al più piccolo rumore, e +ricusavano di andar soli in qualunque luogo della +casa.</p> + +<p>Annetta si distingueva raccontando non solo i +prodigi, ond'era stata testimone, ma anche tutto ciò +che aveva immaginato nel recinto del castello di +Udolfo. Non obliava la strana scomparsa della signora +Laurentini, che faceva una forte impressione +sull'animo degli ascoltanti. Annetta avrebbe anche +chiacchierato de' sospetti concepiti su Montoni, se +il prudente Lodovico, allora al servizio di Villefort, +non l'avesse sempre a tal punto interrotta.</p> + +<p>Tra i forestieri venuti a visitare il conte nel suo +castello, eranvi il barone di Santa-Fè suo amico, e +il di lui figlio, cavaliere amabilissimo e sensibile. +Egli aveva conosciuto Bianca a Parigi l'anno precedente, +e concepita per lei una vera passione. L'antica +amicizia del conte per suo padre, e le reciproche +convenienze di cotesto parentado, aveanlo fatto +internamente desiderare al conte. Ma trovando la +figlia ancor troppo giovine per fissare la scelta della +sua vita, e volendo d'altronde provar la costanza del +cavaliere, aveva differito di approvare quest'unione, +senza però toglierne la speranza. Or il giovine veniva +col barone suo padre a reclamare il premio +della sua perseveranza; il conte acconsentì, e Bianca +non vi si oppose.</p> + +<p>Il castello, così bene abitato, divenne ridente e<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +magnifico. Il casino sulla riva del mare era spessissimo +visitato da tutta la compagnia, che vi cenava +quasi sempre quando permettevalo il tempo, +e la sera finiva regolarmente con un'accademia di +musica. Il conte e la contessa erano buoni filarmonici. +Enrico, il giovine Santa-Fè, Bianca ed Emilia +avevano tutti bella voce, ed il gusto suppliva alla +mancanza del metodo. Parecchi suonatori di corni +e strumenti a fiato, posti nel bosco, rispondevano +con soavi armonie a quella che partiva dal casino.</p> + +<p>In ogni altro tempo quei luoghi sarebbero stati +deliziosi per Emilia, ma troppo oppressa allora dalla +sua malinconia, trovava che nessun divertimento poteva +riuscire a distrarla, e spesso l'interessantissima +melodia di quelle accademie accresceva invece la sua +tristezza. Preferiva perciò di passeggiar sola ne' boschi +circostanti. La calma che vi regnava influiva +sul suo cuore, e non tornava al castello se non costrettavi +dall'assoluta oscurità. Una sera vi si trattenne +più del solito: assisa su d'un masso, vide +la luna sorgere sull'orizzonte a poco a poco, e rivestir +successivamente della sua debole luce il mare, +il castello ed il convento di Santa Chiara poco distante. +Pensierosa, contemplava e meditava, quando +d'improvviso una voce e la musica, già udita a +mezzanotte, venne a colpirle l'orecchio. Il sentimento +che provò fu un misto di sorpresa e terrore, +considerando il suo isolamento. La musica si avvicinò; +si sarebbe alzata per fuggire, ma i suoni parevan +venire dalla parte per cui doveva passare, e +tutta tremante ristette ad aspettar gli eventi; d'improvviso +la musica cessò, e vide uscir dal bosco e +passare una figura molto vicino a lei, ma così ratto, +e l'emozione di lei fu si grande, che non distinse +quasi nulla. Finalmente tornò al castello, risoluta +di non venir più sola e così tardi in quel luogo.</p> + +<p>Questo leggiero avvenimento produsse grand'impressione +sul di lei spirito. Rientrata in camera, si<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +rammentò sì bene l'altra circostanza spaventosa di +cui era stata testimone pochi di prima, che appena +ebbe coraggio di restar sola. Vegliò a lungo, ma +nessun rumore venendo a rinnovare i suoi timori, +andò a letto per cercar di gustare un po' di riposo.</p> + +<p>Fu breve però; un chiasso spaventoso e singolare +parve sorgere dal corridoio: s'udirono gemiti +distinti; un corpo pesante urtò l'uscio che fu scosso +dalla violenza del colpo: essa chiamò per sapere +che fosse: non le fu risposto, ma ad intervalli udiva +cupi gemiti. Il terrore la privò sulle prime della +favella; ma quando intese strepito di passi nella +galleria, gridò più forte. I passi fermaronsi al di lei +uscio; ella distinse la voce di alcune fantesche, che +pareano troppo occupate per poter risponderle. Annetta +entrò a prender acqua, ed Emilia seppe allora +come una donna fosse svenuta; la fece portare in +camera per prestarle soccorso. Quando colei ebbe +ricuperato i sensi, affermò che, salendo le scale per +andar a dormire, aveva visto un fantasma sul secondo +ripiano. Essa tenea la lampada abbasso a +motivo dei gradini rovinati; sollevando gli occhi, +scorse lo spettro, il quale dapprima immobile in un +cantuccio, erasi poscia cacciato sulla scala, scomparendo +alla porta dell'appartamento visitato ultimamente +da Emilia. Un suono lugubre era susseguito +a questo prodigio.</p> + +<p>La fante tornò a scendere e correndo spaventata, +era andata a cadere con un grido dinanzi all'uscio +d'Emilia.</p> + +<p>« Il diavolo senza dubbio, » disse Dorotea, accorsa +al chiasso, « ha preso una chiave di quell'appartamento; +non può essere altri; ho chiusa la +porta io stessa. »</p> + +<p>La fanciulla sgridò la donna dolcemente, e cercò +di farla vergognare del suo spavento. La fante persistè +a sostenere d'aver visto una vera apparizione. +Tutte le altre donne accompagnaronla alla di lei<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +stanza, tranne Dorotea, che Emilia trattenne seco. +La vecchia, tutta paurosa, narrolle antiche circostanze +in appoggio del caso occorso. Di tal novero +era una consimile apparizione da lei vista nel medesimo +sito; tal rimembranza aveala fatta esitare +prima di salir la scala, ed avea accresciuta la di lei +ripugnanza ad aprir l'appartamento del nord. Emilia +s'astenne dall'esternare la sua opinione intorno +a ciò; ma ascoltò attentamente la ciarliera, e ne +risentì vie maggiore inquietudine.</p> + +<p>Da quella notte il terrore de' servi crebbe al punto, +che gran parte di essi risolse d'accommiatarsi. Se +il conte prestava fede ai loro timori, aveva cura di +dissimularlo, e volendo prevenire gl'inconvenienti +che lo minacciavano, impiegava il ridicolo ed i ragionamenti +per distruggere quei timori e quegli +spaventi soprannaturali. Nondimeno, la paura aveva +reso tutti gli spiriti ribelli alla ragione. Lodovico +scelse quel momento per provare al conte il suo +coraggio e la riconoscenza pe' di lui buoni trattamenti. +Si offrì di passare una notte nella parte del +castello, cui pretendevano abitata dagli spiriti, ch'egli +assicurava di non temere; e se fosse comparso +qualche essere vivente, disse che avrebbe fatto vedere +che nol temea egualmente.</p> + +<p>Il conte riflettè alla proposta; i domestici che +lo udirono si guardarono l'un l'altro muti per la +sorpresa e la paura. Annetta, spaventata per Lodovico, +impiegò lagrime e preghiere per dissuaderlo +da tale disegno.</p> + +<p>« Tu sei un bravo giovane, » disse il conte sorridendo; +« pensa bene alla tua impresa prima di +accingerviti, ma se vi persisti, accetto la tua offerta, +e la tua intrepidezza sarà generosamente ricompensata.</p> + +<p> — Eccellenza, » rispose Lodovico, « io non desidero +ricompense, ma la vostra approvazione. Vostra +eccellenza ha già avuto molta bontà per me.<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +Desidero soltanto aver qualche arme per difendermi +in caso di bisogno.</p> + +<p> — Una spada non potrà difenderti contro gli +spiriti, » disse ironicamente il conte, guardando i +servi; « essi non temono nè porte, nè catenacci: +un fantasma, voi lo sapete, passa tanto dal buco +d'una serratura, come da una porta aperta.</p> + +<p> — Datemi una spada, signor conte, » disse Lodovico, +« ed io m'incarico di cacciare nel mar Rosso +tutti gli spiriti che volessero attaccarmi.</p> + +<p> — Ebbene, » rispose il conte, « avrai una spada, +e di più una buona cena. I tuoi camerati avranno +forse il coraggio di restare ancora per istanotte +nel castello: certo è che almeno per questa notte +il tuo ardire attirerà su di te tutti i malefizi dello +spettro. »</p> + +<p>Una estrema curiosità contrastò allora colla paura +nello spirito degli uditori, i quali risolsero d'aspettare +l'esito della temeraria impresa del loro collega.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLIV" id="CAPITOLO_XLIV"></a>CAPITOLO XLIV</h2> + +<p>Il conte avea ordinato che l'appartamento del nord +fosse aperto e preparato, ma Dorotea, rammentandosi +quanto ci aveva veduto, non ebbe coraggio di +obbedire: nessuno dei servitori volle prestarvisi, ed +esso restò chiuso fino al momento in cui Lodovico +doveva entrarvi, momento aspettato da tutti con +impazienza.</p> + +<p>Dopo cena, il giovane seguì il conte nel suo gabinetto, +e vi rimasero quasi mezz'ora; nell'uscire, +il conte gli consegnò una spada. « Questa ha servito +nelle guerre mortali, » diss'egli ridendo; « tu +ne farai senza dubbio uso onorevole in una mischia +affatto spirituale; e domattina sentirò con piacere +che non resta più un solo fantasma nel castello. »</p> + +<p>Lodovico ricevè la spada con un saluto rispettoso, +e rispose: « Sarete obbedito, signor conte, e m'impegno<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span> +da ora in avanti che veruno spettro non +turbi ulteriormente il riposo di questa dimora. »</p> + +<p>Recaronsi nel salotto, ove gli ospiti del conte +aspettavano per accompagnarlo all'appartamento del +nord. Dorotea consegnò le chiavi a Lodovico, e +s'incamminò a quella volta in compagnia della maggior +parte degli abitanti. Giunti a' piè della scala, +parecchi servitori, impauriti, non vollero andar più +innanzi, e gli altri la salirono sino al pianerottolo. +Lodovico mise la chiave nella serratura, ed intanto +tutti lo guardavano con tanta curiosità, come se +fosse occupato di qualche operazione magica; e +siccome egli non era pratico di quella serratura, +Dorotea l'aprì pian piano; ma quando i di lei +sguardi ebbero penetrato nell'interno oscuro della +stanza, mise un grido e si ritirò. A questo segnale +d'allarme, la maggior parte degli spettatori fuggirono +a precipizio giù per la scala; il conte, Enrico +e Lodovico, rimasti soli, entrarono nell'appartamento; +Lodovico teneva in mano la spada nuda, +il conte portava una lampada, ed Enrico un paniere +pieno di provvisioni pel bravo avventuriere. Traversando +quella fila di stanze, il conte restò sorpreso +del loro stato rovinoso, ed ordinò al servo di dire +il giorno dopo a Dorotea, d'aprire tutte quelle +finestre, volendo far restaurare quel magnifico appartamento; +indi gli chiese dove facesse conto di stabilirsi.</p> + +<p>« Dicono esserci un letto in una stanza; è là che +voglio dormire, se per caso mi sentissi stanco di +vegliare. »</p> + +<p>Giunti alla camera indicata, v'entrarono tutti: il +conte fu colpito nel vederne l'aspetto funebre; accostossi +al letto commosso, e trovandolo coperto col +panno di velluto nero, sclamò: « Che cosa significa +ciò? — Mi fu detto che la marchesa di <a name="tn46" id="tn46"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Valleroy'">Villeroy</ins> è +morta in questo luogo stesso, e vi giacque sino all'ora +del seppellimento. Quel velluto ricopriva per +certo il feretro. »<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p> + +<p>Il conte non rispose nulla, ma divenne pensieroso; +voltossi quindi verso Lodovico, gli domandò con +serietà se realmente avrebbe coraggio di restar lì +solo tutta la notte. « Se hai paura, » soggiunse, +« non arrossire di confessarmelo; io saprò scioglierti +dal tuo impegno senza esporti ai sarcasmi +degli altri. »</p> + +<p>L'orgoglio e qualche poco di paura parevan tenere +perplessa l'anima di Lodovico. Finalmente l'orgoglio +trionfò e rispose:</p> + +<p>« No, signore, no, finirò l'impresa che ho cominciata, +e sono commosso della vostra attenzione. Accenderò +un bel fuoco nel camino, e spero passare +bene il tempo colle provvisioni del paniere.</p> + +<p> — Benissimo, ma come farai a difenderti dalla +noia, se tu non potessi dormire?</p> + +<p> — Quando sarò stanco, eccellenza, non avrò +paura di dormire; ma in tutti i casi ho meco un +libro che mi divertirà.</p> + +<p> — Spero che non sarai sturbato; ma se nel corso +della notte tu potessi concepire qualche serio timore, +vieni a trovarmi nel mio appartamento. Confido +troppo nel tuo giudizio e coraggio, per temere che +tu possa spaventarti per qualche frivolezza. Domani +io t'avrò l'obbligo d'un servigio importante. +Si aprirà l'appartamento, e tutta la servitù sarà +convinta della sua stoltezza. Buona notte, Lodovico; +vieni a trovarmi di buon'ora, e ricordati ciò che ti +ho detto.</p> + +<p> — Sì, signore, me ne rammenterò. Buona notte, +eccellenza; permettete che vi faccia lume. »</p> + +<p>Accompagnò il conte ed Enrico fino all'ultima +porta, e siccome qualche servitore, nel fuggire, +aveva lasciato un lume sul pianerottolo, il contino +lo prese, e augurò la buona notte a Lodovico, il +quale rispose con molto rispetto, e chiuse la porta. +Cammin facendo per tornare nella camera da letto, +esaminò con iscrupolosa cura tutte le stanze per le<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span> +quali doveva passare, temendo vi si potesse essere +nascosto qualcuno per ispaventarlo. Non vi trovò +nessuno. Lasciò aperti tutti gli usci, e giunse nel +salone, la cui muta oscurità lo fece gelare. Voltandosi +indietro a guardare la lunga fila di stanze +percorse, nel procedere innanzi scorse un lume e la +propria figura riflettuti in uno specchio; rabbrividì. +Altri oggetti pingeansivi oscuramente; non si fermò +a considerarli; avanzandosi ratto nella camera da +letto, vide la porta dell'oratorio. L'aprì, tutto era +tranquillo. Colpito alla vista del ritratto della defunta, +lo considerò lungo tempo con sorpresa ed +ammirazione. Esaminato quindi il luogo, rientrò in +camera, ed accese un buon fuoco, la cui vivida +fiamma rianimò il di lui spirito, che cominciava a +indebolirsi per l'oscurità e pel silenzio. Non si sentiva +allora se non il vento soffiare attraverso le finestre, +prese una sedia trascinò un tavolino presso +al fuoco, cavò una bottiglia di vino con alcune provvisioni +dal paniere, e cominciò a mangiare. Allorchè +ebbe cenato, pose la spada sul tavolino, e non essendo +disposto a dormire, trasse di tasca il libro +ond'aveva parlato. Era una raccolta di antiche novelle +provenzali. Attizzò il fuoco, smoccolò la lampada, +e si mise a leggere. La novella che scelse +attirò in breve tutta la sua attenzione........</p> + +<p>Il conte frattanto era tornato nel tinello ove tutti +l'aspettavano. Ciascuno era fuggito al grido penetrante +di Dorotea, e gli fecero mille domande sullo +stato dell'appartamento. Il conte li beffò per quella +fuga precipitata e la superstiziosa loro debolezza.</p> + +<p>Quando la compagnia si fu separata, il conte si +ritirò nel suo quartiere. La rimembranza delle scene +onde la casa era stata il teatro, l'affannava singolarmente. +Alla fine fu scosso da' suoi pensieri dal +suono d'una musica che intese vicino alla finestra.</p> + +<p>« Cos'è quest'armonia? » diss'egli al suo cameriere; +« chi suona e canta a quest'ora sì tarda? »<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></p> + +<p>Pietro rispose, quella musica aggirarsi spesso intorno +al castello verso mezzanotte, e credere averla +udita anch'egli altre volte.</p> + +<p>« Che bella voce! » soggiunse il conte; « che +suono melodioso è mai questo! sembra qualcosa di +sovrumano. Ma ora si allontana... »</p> + +<p>E fatto cenno al servo di ritirarsi, stette assorto +un pezzo in dubbiosi pensieri.</p> + +<p>Lodovico intanto, nella sua camera isolata, sentiva +tratto tratto il rumore lontano di una porta +che si chiudeva. L'orologio del salone, da cui era +molto distante, suonò dodici colpi. « È mezzanotte, » +diss'egli, e guardò per la camera. Il fuoco +era quasi spento; l'alimentò con nuove legna, bevve +un buon bicchier di vino, e avvicinandosi sempre +più al caminetto, procurò di esser sordo al rumorio +del vento che fischiava da tutte le parti. Infine, per +resistere alla malinconia che gradatamente s'impadroniva +di lui, riprese la sua lettura.</p> + +<p>Dopo qualche tempo, depose il libro avendo sonno; +accomodatosi alla meglio sulla sedia, si addormentò. +Gli parve vedere in sogno la camera, ove si trovava +realmente; due o tre volte si svegliò dal sonno +leggero, sembrandogli scorgere la faccia d'un uomo +appoggiata alla sua sedia. Quest'idea fece su di +lui tanta impressione, che, alzando gli occhi, gli +parve quasi di vederne altri che si fissassero nei +suoi. Si alzò e andò a fare una visita scrupolosa +della camera, prima di convincersi appieno non esservi +nessuno dietro la sedia.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLV" id="CAPITOLO_XLV"></a>CAPITOLO XLV</h2> + +<p>Il conte dormì pochissimo, si alzò di buon'ora, +e premuroso di parlar con Lodovico, corse all'appartamento +del nord. La prima porta era chiusa di +dentro, e fu perciò costretto a batter forte, ma nè<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span> +i suoi colpi, nè la sua voce vennero ascoltati. Considerando +la distanza che separava quella porta dalla +camera da letto, credè che Lodovico, stanco di vegliare, +si fosse profondamente addormentato. Poco +sorpreso adunque di non ricevere veruna risposta, +si ritirò e andò a passeggiare pe' boschi.</p> + +<p>Il tempo era oscuro; i fiochi raggi del sole combattevano +i vapori che sorgevano dal mare, ricoprendo +la cima degli alberi dalle frondi gialleggianti +per la stagione autunnale. La bufera era calmata, +ma l'onde, sempre commosse, muggivano tuttora.</p> + +<p>Emilia erasi egualmente alzata di buon'ora, ed +aveva diretto i passi verso il promontorio alpestre +dal quale scoprivasi l'Oceano. Gli avvenimenti del +castello occupavano il suo spirito, e Valancourt formava +eziandio l'oggetto de' suoi tristi pensieri; non +poteva esserle ancora indifferente. La sua ragione le +rimproverava sempre una tenerezza che sopravviveva +nel suo cuore alla stima; rammentavasi l'espressione +de' suoi sguardi allorchè l'avea abbandonato, +l'accento con cui le disse addio, e se qualche +caso aumentava l'energia de' suoi pensieri, struggevasi +in amare lacrime. Giunta all'antica torre, si +riposò su di un gradino mezzo rovinato, osservando +le onde che venivano lentamente a frangersi sulla +riva, cospargendo gli scogli dalla bianca loro spuma. +Il monotono loro fragore, e le grige nubi che velavano +il cielo, rendeano la scena più misteriosa ed +analoga allo stato del suo cuore. Tale stato le divenne +troppo penoso; si alzò, e traversando una +parte delle ruine, guardando a caso su d'un muro +vide alcune parole malamente scolpite colla punta +d'un coltello; le esaminò, e riconobbe il carattere +di Valancourt: le lesse tremando.</p> + +<p>Chiaro dunque appariva che Valancourt aveva visitato +quella torre, ed era anzi probabile che fosse +stato nella notte precedente ch'era stata burrascosa, +e quei versi descrivevano un naufragio: inoltre parea<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +che non avesse abbandonato quelle rovine se non +da poco tempo, chè il sole essendo sorto allora, +non poteva avere scolpiti quei caratteri all'oscuro. +Era dunque probabilissimo che Valancourt fosse +nelle vicinanze.</p> + +<p>Mentre tutte queste idee si presentavano con rapidità +all'immaginazione di Emilia, tante emozioni +la combatterono, che ne fu quasi oppressa; ma ebbe +la prudenza di sfuggire un incontro pericoloso alla +sua virtù, e s'incamminò in fretta alla volta del +castello. Ricordandosi allora della musica già sentita +e della figura passatale così vicino quella sera, +fu quasi tentata di credere nella sua agitazione che +fosse lo stesso Valancourt. Fatti pochi passi, incontrò +il conte, che per distrarla dall'afflizione in cui la +vide, le fece conoscere la risposta dell'avvocato di +Aix, suo amico, a proposito della cessione dei beni +della signora Montoni.</p> + +<p>Ritornati al castello, Emilia si ritirò nella sua camera, +ed il conte andò all'appartamento del nord. +La porta n'era peranco chiusa. Il conte chiamò +forte Lodovico, senza ricevere risposta. Sorpreso di +tale silenzio, cominciò a temere non fosse accaduta +qualche disgrazia all'infelice, o che la paura di +qualche oggetto immaginario l'avesse fatto svenire. +Cercò alcuni servitori, ai quali chiese se avessero +veduto Lodovico, ma tutti risposero che, dalla sera +precedente, nessuno erasi più avvicinato all'appartamento +del nord.</p> + +<p>« Egli dorme profondamente, » disse il conte, +« è così lontano dalla porta d'ingresso, che non può +sentire; bisognerà gettarla a terra. Prendete una +leva e seguitemi. »</p> + +<p>I servi rimasero muti e confusi; nessuno si movea. +Dorotea parlò di un'altra porta che dalla galleria +dello scalone metteva nell'anticamera del salotto, +ed era per conseguenza assai più vicina alla +camera da letto. Il conte vi andò, ma tutti i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +sforzi furono inutili; per cui la fece atterrare. Esso +entrò pel primo; Enrico lo seguì co' più coraggiosi, +e gli altri aspettarono sulla scala. Regnava in quel +luogo il più cupo silenzio. Entrato nel salotto, il +conte chiamò Lodovico, ma, non ricevendo risposta, +aprì egli stesso, ed entrò. Il silenzio assoluto regnante +colà confermò i suoi timori; Enrico fece +aprire le imposte d'una finestra, ma Lodovico non +fu trovato, malgrado le più esatte ricerche nell'oratorio, +nel letto, ed in tutte le altre stanze. Tutte le +porte che comunicavano al di fuori, erano chiuse +internamente come pure tutte le finestre. Lo stupore +del conte fu inesprimibile; rientrò nella camera, +ove tutto era al suo luogo. La spada stava +sul tavolino, colla lucerna, un libro ed un mezzo +bicchier di vino. Accanto al caminetto eravi il paniere +con un resto di provvisioni, e legna col fuoco +spento. Il conte parlava poco, ma il di lui silenzio +esprimeva molto. Pareva che Lodovico avesse dovuto +fuggire per qualche uscio segreto ed ignoto. Il +conte non poteva risolversi ad ammettere una causa +soprannaturale; e poi, quando anche vi fosse, quest'uscio +segreto, come spiegare i motivi della sua +fuga?</p> + +<p>Villefort aiutò egli stesso a staccare il parato di +tutte le stanze, per iscuoprire se nascondeva qualche +apertura, ma tutto indarno. Egli si ritirò dunque +dopo aver chiuso il salotto, e messasene la chiave +in tasca. Diede ordini pressanti perchè si cercasse +Lodovico fino ne' dintorni, e si ritirò con Enrico +nel suo gabinetto, ove restarono un'ora circa. Qualunque +fosse stato il soggetto della loro conferenza, +Enrico da allora perdè tutto il brio, e diveniva +grave e riservato allorchè trattavasi il soggetto che +allarmava tutta la famiglia. La paura dei servi crebbe +al punto che la maggior parte di essi partì immediatamente, +e gli altri restarono finchè il conte non +li avesse surrogati. Le ricerche più esatte sul destino<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +di Lodovico furono inutili. Dopo molti giorni +d'indagini, la povera Annetta si abbandonò alla disperazione, +e la sorpresa generale fu al colmo.</p> + +<p>Emilia, il cui spirito era stato vivamente commosso +dalla strana fine della marchesa, e dalla misteriosa +relazione ch'essa immaginava aver esistito +fra lei e Sant'Aubert, era colpita in ispecie da un +caso sì straordinario. Era inoltre afflittissima della +perdita di Lodovico, la cui probità, fedeltà ed i +servigi meritavano tutta la sua stima e riconoscenza. +Desiderava trovarsi nella placida solitudine del suo +convento; ma tutte le volte che ne parlava al conte, +questi ne la dissuadea teneramente; ella sentiva per +lui l'affetto, l'ammirazione ed il rispetto di una +figlia; e Dorotea consentì alfine ch'ella l'informasse +dell'apparizione da loro veduta nella camera da +letto della marchesa. In tutt'altro momento avrebbe +sorriso della di lei relazione, ma allora ascoltolla +sul serio, ed allorchè ebbe finito, le raccomandò il +più scrupoloso segreto. « Qualunque possa essere +la causa di questi avvenimenti singolari, » disse il +conte, « il tempo solo può spiegargli. Io veglierò +con cura su quanto accadrà nel castello, ed impiegherò +ogni mezzo per iscuoprire il destino di +Lodovico. Intanto usiamo prudenza e circospezione. +Andrò io stesso a passare una notte intiera +in quell'appartamento, ma fintantochè ne determini +l'istante, voglio che l'ignorino tutti. » La vecchia +Dorotea gli raccontò allora le particolarità della +morte della marchesa, che cagionarongli alta sorpresa.</p> + +<p>La settimana seguente, tutti gli ospiti del conte +partirono, eccettuato il barone, suo figlio ed Emilia. +Quest'ultima ebbe l'imbarazzo di un'altra visita +del signor Dupont, che la fece risolvere a tornar +subito al convento. La gioia manifestata da +quell'uomo appassionato nel rivederla, la persuase +come non avesse rinunziato alla speranza di farla<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +sua, Emilia però fu seco lui molto riservata. Il +conte lo ricevè con piacere, glielo presentò sorridendo, +e parve ritrarre buon augurio dall'impaccio +in cui la vedea.</p> + +<p>Dupont però lo comprese meglio, perdè d'improvviso +ogni brio, e ricadde nel languore e nello +scoraggiamento.</p> + +<p>Il giorno seguente, nondimeno, spiò l'occasione +di spiegare il motivo della sua visita, e rinnovò +la domanda. Questa dichiarazione fu ricevuta da +Emilia con visibile dispiacere: procurò di addolcirgli +la pena d'un secondo rifiuto, coll'assicurazione +reiterata della sua stima e amicizia. Più persuasa +che mai dell'inconvenienza d'un più lungo +soggiorno nel castello, andò subito ad informare il +conte della sua volontà di tornare al convento.</p> + +<p>« Cara Emilia, » le diss'egli, « vedo con dispiacere +che incoraggite le illusioni pur troppo comuni +ai giovani cuori: il vostro ha ricevuto un +colpo violento, e credete non doverne guarir più. +Cercate di respingere queste idee; scacciate le illusioni, +e svegliatevi al sentimento del pericolo. »</p> + +<p>Emilia sorrise forzatamente, e rispose: « So che +cosa volete dire, o signore, e son preparata a rispondervi. +Sento che il mio cuore non proverà mai +un secondo affetto, e perderei la speranza di ricuperare +ancora la pace e la tranquillità, se mi lasciassi +trascinare a nuovi impegni.</p> + +<p> — So bene che voi sentite tutto questo, ma so +eziandio che il tempo indebolirà tale sentimento; +io posso parlarvene in proposito, e so compatire i +vostri affanni, chè conosco per esperienza cosa vuol +dire amare e piangere l'oggetto amato, » soggiunse +commosso assai; « giudicate dunque s'io debbo +premunir voi contro i terribili effetti di un'inclinazione, +che può influire su tutta la vita, e abbreviare +quegli anni che avrebbero potuto esser felici. +Il signor Dupont è uomo amabile e sensibile; vi<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +adora da lungo tempo, la sua famiglia e le sue sostanze +non son suscettibili d'alcuna obiezione. Or +è superfluo aggiungere ch'io credo il signor Dupont +capace di fare la vostra felicità. Non piangete, +mia cara Emilia, » continuò il conte, prendendole +una mano; « io non voglio indurvi a sforzi violenti +per domare i vostri affetti, ma pregarvi solo a +star lontana da tutte le occasioni, che possono rammentarvi +gli oggetti della vostra tristezza, pensando +qualche volta all'infelice Dupont, senza condannarlo +a quello stato di disperazione da cui bramerei veder +guarita voi stessa.</p> + +<p> — Ah! signore, » disse Emilia, versando un +torrente di lacrime, « non vorrei che i vostri voti +a tal proposito ingannassero il signor Dupont, colla +speranza ch'io possa accordargli la mia mano. Se +consulto il cuore, ciò non accadrà mai, ed io posso +sopportar tutto fuorchè l'idea che possa mai cambiar +di pensiero.</p> + +<p> — Soffrite ch'io mi faccia interprete del vostro +cuore, » ripigliò il conte con un sorriso; « se mi +fate l'onore di seguire i miei consigli sul resto, vi +perdonerò l'incredulità sulla vostra condotta futura +verso Dupont. Non vi solleciterò di restar qui più +a lungo che non vi piaccia; ma astenendomi adesso +dall'oppormi alla vostra partenza, reclamo dalla +vostra amicizia qualche visita per l'avvenire. »</p> + +<p>Emilia ringraziollo di tante prove d'affetto, e +promise di seguire i suoi consigli, uno solo eccettuato, +assicurandolo del piacere con cui profitterebbe +del suo grazioso invito, allorchè Dupont non fosse +più al castello.</p> + +<p>Villefort, sorridendo di questa condizione, riprese: +« Vi acconsento, il monastero è qui vicino; +mia figlia ed io potremo venire spesso a vedervi. +Se però qualche volta ci permettessimo di associare +un compagno alla nostra passeggiata, ce lo perdonereste +voi? »<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p> + +<p>Emilia parve afflitta, e non rispose.</p> + +<p>« Ebbene, » soggiunse il conte, « non ne parliamo +più; vi domando perdono d'essermi spinto +troppo oltre. Vi supplico di credere che il mio +unico scopo è un vero interesse per la vostra felicità +e per quella del mio buon amico. »</p> + +<p>La fanciulla scrisse alla badessa, e partì la sera +del giorno seguente. Dupont la vide partire con +rammarico; ma il conte cercò incoraggiarlo colla +speranza che col tempo essa gli sarebbe stata più +favorevole.</p> + +<p>Emilia fu contentissima di trovarsi nel placido +ritiro del chiostro, ove la badessa le rinnovò le +maggiori prove di materna bontà, avvalorate dall'amicizia +veramente fraterna delle altre monache. +Sapevano esse di già l'avvenimento straordinario +del castello, e la stessa sera, dopo cena, pregarono +Emilia di raccontarne i dettagli; essa lo fece con +circospezione, estendendosi assai poco sulla scomparsa +di Lodovico. Tutte le ascoltanti convennero +unanimemente a darle una causa soprannaturale.</p> + +<p>« Fu creduto per molto tempo, » disse una monaca +chiamata suor Francesca, « che il castello fosse +frequentato dagli spiriti, e rimasi assai sorpresa +quando seppi che il conte aveva la temerità di venire +ad abitarlo. Credo che l'antico proprietario +avesse qualche peccato da espiare. Speriamo che le +virtù dell'attual possessore possano preservarlo dal +castigo riserbato al primo, se realmente era reo.</p> + +<p> — E di qual delitto lo sospettano? » disse una +certa Feydeau, educanda.</p> + +<p> — Preghiamo per l'anima sua, » rispose una +monaca, la quale fin allora non avea aperto bocca. +« Se fu reo, il suo castigo quaggiù bastò ad espiarne +la colpa. »</p> + +<p>Eravi nell'accento di tai detti un misto di serio +e di singolarità che colpì Emilia. L'educanda ripetè +l'inchiesta senza badare alle parole della monaca.<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p> + +<p>« Non oso dire qual fu il suo delitto, » ripigliò +suor Francesca. « Intesi racconti strani a proposito +del marchese di Villeroy. Dicono, tra altri, che dopo +la morte della moglie partì da Blangy, e non vi +tornò più. A quell'epoca io non era qui, e non posso +dir nulla di preciso; la marchesa era morta già da +molto tempo, e la maggior parte delle nostre suore +non potrebbe dirne di più.</p> + +<p> — Io lo potrei, » ripigliò la monaca che avea già +parlato, e che si chiamava suor Agnese.</p> + +<p> — Voi sapete dunque, » disse l'educanda, « le +circostanze che vi fanno giudicare s'egli fosse colpevole +o no, e qual delitto gli venisse imputato?</p> + +<p> — Sì, » rispose suor Agnese; « ma chi potrebbe +mai indagare i miei pensieri? Chi oserà mescolarsi +ne' miei segreti? Dio solo è il suo giudice, ed egli +è già al cospetto di quel giudice terribile.</p> + +<p> — Vi domandava soltanto la vostra opinione, se +questo discorso vi spiace, lo cambieremo subito.</p> + +<p> — Spiacevole! » rispose la monaca con affettazione. +« Noi parliamo a caso, senza pesare il valore +delle parole. Spiacevole! è un'espressione miserabile. +Io vado a pregare Iddio. »</p> + +<p>Ed alzatasi sospirando, se ne andò.</p> + +<p>« Che significa ciò? » chiese Emilia.</p> + +<p> — Non è straordinario, » rispose suor Francesca; +« ella è spesso così. La sua ragione è alterata; +vaneggia.</p> + +<p> — Povera donna! » soggiunse Emilia; « pregherò +Dio per lei.</p> + +<p> — Le vostre preci in tal caso si uniranno alle +nostre, giacchè ne ha bisogno.</p> + +<p> — Signora, » disse la Feydeau, « fatemi la grazia +di dirmi la vostra opinione sul marchese di +Villeroy. Lo strano avvenimento del castello ha +tanto eccitato la mia curiosità, che mi rende ardita +a tal segno: qual è dunque il delitto che gli viene +imputato?<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p> + +<p> — Non si può, » rispose la badessa con aria +grave, « non si può avventurare veruna proposizione +sopra un soggetto così delicato. Quanto al +castigo di cui parla suor Agnese, non so che ne +abbia sofferto alcuno, ed avrà voluto di certo alludere +al crudele rimordimento di coscienza. Guardatevi +bene, figliuole, di provare questo terribile +castigo, ch'è il purgatorio della nostra vita. La +marchesa è stata un modello di virtù e rassegnazione, +ed il chiostro istesso non avrebbe arrossito +d'imitarla. La nostra chiesa ha ricevuto la di lei +spoglia mortale, e la sua anima è volata senza dubbio +in grembo al Creatore. Andiamo, figliuole, a +pregare per gl'infelici peccatori. »</p> + +<p>Ella si alzò, e la seguirono tutte alla cappella.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLVI" id="CAPITOLO_XLVI"></a>CAPITOLO XLVI</h2> + +<p>Villefort ricevè alfine una lettera dell'avvocato +di Aix, che incoraggiava Emilia ad affrettare le sue +istanze pel ricupero dei beni della zia. Poco dopo +ricevè un simile avviso per parte di Quesnel; ma +il soccorso della legge non pareva più necessario, +giacchè la sola persona che avesse potuto opporsi +non esisteva più. Un amico di Quesnel, che risiedeva +a Venezia, aveagli mandato la relazione della +morte di Montoni, processato con Orsino, come supposto +complice dell'assassinio del nobile veneziano. +Orsino, trovato reo, fu giustiziato; Montoni ed i +suoi compagni, riconosciuti innocenti di quel delitto, +furono tutti rilasciati tranne il primo. Il senato +vide in lui un uomo pericolosissimo, e, per +diversi motivi, fu ritenuto in carcere. Vi morì in +modo molto segreto e sospettossi che il veleno +troncasse i suoi giorni. La persona dalla quale +Quesnel aveva ricevuto la notizia, meritava tutta la +fede. Egli diceva dunque a Emilia che bastava reclamare +i beni della zia per andarne al possesso,<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span> +aggiungendo l'avrebbe aiutata a non trascurar veruna +formalità. L'affitto della valle volgea al suo +termine, per cui la consigliava di recarsi a Tolosa.</p> + +<p>L'aumento del patrimonio d'Emilia aveva risvegliato +in Quesnel un'improvvisa tenerezza per la +nipote, e pareva avere più rispetto per una ricca +fanciulla, di quel che non avesse sentito compassione +per un'orfanella povera e senza amici.</p> + +<p>Il piacere provato da Emilia a tale notizia, fu +mitigato dall'idea che colui, pel quale aveva desiderato +tanto di essere nell'agiatezza, non era più +degno di lei. Nonpertanto ringraziò il cielo del benefizio +inaspettato, e scrisse a Quesnel che sarebbe +stata a Tolosa pel tempo indicato.</p> + +<p>Quando Villefort andò al convento in compagnia +di Bianca per far leggere ad Emilia il consulto dell'avvocato, +fu istruito delle informazioni di Quesnel, +e ne felicitò sinceramente la fanciulla. Tornò quindi +a riparlare delle sue inquietudini sulla sorte di Lodovico; +e disse che, volendo far cessare tutte le +ciarle e le paure, aveva l'intenzione decisa di passare +una notte intiera nell'appartamento del nord. +Emilia seriamente allarmata, unì le sue preghiere +a quelle di Bianca per distoglierlo da tale progetto.</p> + +<p>« Che cos'ho io da temere? » rispos'egli; « non +credo aver a combattere nemici soprannaturali, e +quanto agli attacchi umani, sarò parato a riceverli; +d'altronde, vi prometto di non vegliar solo. Mio +figlio mi terrà compagnia; e se stanotte non isparirò +come Lodovico, domani saprete il risultato +della mia avventura. »</p> + +<p>Il conte e Bianca, congedatisi poco dopo da Emilia, +tornarono al castello.</p> + +<p>La sera, dopo cena, Villefort s'incamminò con +Enrico all'appartamento del nord, accompagnato +dal barone, da Dupont e da alcuni domestici, che +gli augurarono la buona notte alla porta. Tutto era +in quelle stanze nel medesimo stato come dopo la<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span> +sparizione di Lodovico. Essi furon costretti ad accendere +il fuoco da sè, poichè nessuno si era arrischiato +a venire fin là. Esaminarono scrupolosamente +la camera e l'oratorio, e sedettero vicino al fuoco. +Deposero le spade sul tavolino, e parlarono a lungo +di varie cose. Enrico era spesso distratto e taciturno, +e fissava tratto tratto un occhio diffidente e curioso +sulle parti oscure della camera. Il conte cessò a poco +a poco di parlare, e, per sottrarsi a' pensieri che +l'assalivano, si mise a leggere un volume di Tacito, +ond'erasi prudentemente munito.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLVII" id="CAPITOLO_XLVII"></a>CAPITOLO XLVII</h2> + +<p>Il barone di Santa-Fè, inquieto per l'amico, non +avendo potuto chiuder occhio in tutta notte, erasi +alzato di buonissima ora. Andando per notizie passò +vicino al gabinetto del conte, ed udì camminare: +bussò, e venne lo stesso Villefort ad aprirgli: lieto +di vederlo sano e salvo, il barone non ebbe tempo +di osservarne la fisonomia straordinariamente grave; +le sue risposte riservate però ne lo resero ben +presto accorto. Il conte affettando di sorridere, rispose +evasivamente alle di lui interrogazioni; ma il +barone divenne serio e così pressante, che Villefort, +preso allora un tuono deciso di gravità, gli +disse:</p> + +<p>« Amico caro, non mi domandate nulla di più, ve +ne scongiuro. Vi supplico inoltre di tacere su tutto +ciò che la mia condotta avvenire potrà avere di +sorprendente. Non ho difficoltà a dirvi che sono infelice, +e che il mio esperimento non mi fece trovare +Lodovico. Scusate la mia riserva sugl'incidenti +di stanotte.</p> + +<p> — Ma dov'è Enrico? » disse il barone, sorpreso +e sconcertato dal rifiuto.</p> + +<p> — È nelle sue stanze; mi farete il piacere a non +interrogarlo. Potete esser certo che il motivo che<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +m'impone silenzio verso un amico di trent'anni, +non può derivare da un caso ordinario. La mia riserva, +in questo momento, non deve farvi dubitare +nè della stima, nè dell'amicizia mia. »</p> + +<p>Troncato così il discorso, scesero per la colazione. +Il conte mosse incontro alla sua famiglia con aria +allegra: si schermì dalle molteplici interrogazioni +con risposte scherzose, ed assicurò, ridendo, l'appartamento +del nord non essere poi tanto da paventarsi, +se lui e suo figlio n'erano usciti sani +e salvi.</p> + +<p>Enrico fu però meno felice ne' suoi sforzi per +dissimulare; la sua faccia portava ancora l'impronta +del terrore. Era muto e pensieroso, e quando voleva +rispondere, celiando, alle pressanti dimande +della Bearn, si vedeva bene il suo brio non esser +naturale.</p> + +<p>Dopo pranzo, il conte, a tenore della sua promessa, +andò a trovare Emilia, la quale fu sorpresa +di trovare ne' suoi discorsi sugli appartamenti del +nord un misto di motteggio e riservatezza. Non +disse però nulla dell'avventura notturna; e quand'essa +ardì favellargliene, e chiedergli se si fosse +accorto che gli spiriti frequentassero l'appartamento, +si fece serio e rispose sorridendo:</p> + +<p>« Cara Emilia, non vi guastate il cervello con simili +idee che v'insegnerebbero a trovar uno spettro +in tutte le stanze oscure. Ma credetemi, » soggiunse +con un lungo sospiro, « i morti non appariscono +per soggetti frivoli, nè all'unico scopo di +spaventare i paurosi. » Tacque, pensò alquanto, indi +ripigliò: « Ma via, non parliamone più. »</p> + +<p>E s'accomiatò poco dopo. La fanciulla andò a +raggiungere le monache, e restò sorpresa nel sentire +come sapessero già l'avventura. Ammiravano esse +l'intrepidità del conte a passar la notte nell'istesso +appartamento ov'era sparito Lodovico, Emilia non +considerava con qual rapidità circola una notizia<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +superstiziosa. Le monache l'avevano saputa dal giardiniere, +ed i loro sguardi dopo la scomparsa di Lodovico, +stavano sempre fissi sul castello di Blangy.</p> + +<p>Emilia ascoltava tacendo tutte le loro dissertazioni +sulla condotta del conte. La maggior parte la +condannarono come temeraria e presuntuosa. Suor +Francesca sosteneva che il conte aveva mostrato +tutta la bravura di un'anima grande e virtuosa. +Non erasi macchiato di verun delitto, e non poteva +temere lo spirito maligno, avendo diritti alla protezione +di colui che comanda ai cattivi e protegge +l'innocenza.</p> + +<p>« I colpevoli non possono reclamare questa protezione, » +disse suor Agnese sospirando e fissati gli +occhi in Emilia, la prese per la mano dicendole: +« Voi siete giovine, siete innocente, ma avete passioni +in cuore... veri serpenti. Essi dormono ora: +guardate che non si sveglino perchè vi ferirebbero +a morte. »</p> + +<p>La fanciulla, colpita da tali parole, e dal modo +con cui venivano pronunziate, non potè trattener le +lacrime.</p> + +<p>« Ah! è dunque vero! » sclamò allora suor +Agnese con tenerezza; « così giovine, ed essere infelice! +Noi siamo adunque sorelle? Esistono dunque +teneri rapporti fra i colpevoli? » Quindi, con occhi +smarriti: « No, non c'è più riposo! non più +pace! non più speranza. Le ho gustate per l'addietro; +allora poteva piangere. La mia sorte è decisa.</p> + +<p> — C'è speranza per tutti quelli che si pentono +e si correggono, » disse suor Francesca.</p> + +<p> — Per tutti, fuorchè per me, » replicò suor +Agnese. « Ma la testa mi bolle, credo esser malata. +Oh! perchè non posso cancellare il passato +dalla memoria! Quelle ombre che sorgono come +furie per tormentarmi, le veggo sempre in sogno; +quando mi sveglio mi stanno dinanzi! Ed ora le +vedo là, là... »<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p> + +<p>Restò qualche tempo nell'atteggiamento dell'orrore: +i di lei sguardi erravano per la camera, come +se avessero seguito qualche oggetto. Una monaca +la prese dolcemente per la mano onde condurla +fuori. Suor Agnese si calmò, mise un sospiro, e +disse:</p> + +<p>« Esse sono sparite, sì, sono sparite. Ho la febbre, +e non so quel ch'io dica. Talvolta mi trovo +in questo stato, ma presto passa. Fra poco starò +meglio. Addio, care sorelle; vo' ritirarmi in cella; +sovvengavi di me nelle vostre orazioni. »</p> + +<p>Appena fu uscita, suor Francesca vedendo l'emozione +di Emilia, le disse:</p> + +<p>« Non vi sorprenda. La nostra sorella ha spesso +la testa alterata, sebbene io non l'abbia mai veduta +in un delirio così grande come oggi, ma spero che +la solitudine e l'orazione la calmeranno.</p> + +<p> — La sua coscienza pareva oppressa, » disse Emilia; +« sapete voi per qual motivo sia ridotta in uno +stato così deplorabile?</p> + +<p> — Si, » rispose suor Francesca; poi soggiunse +sottovoce: « In questo momento non posso dirvi +nulla. Se volete saperne qualcosa, venite a trovarmi +in cella dopo cena. Ma rammentatevi che a mezzanotte +io devo andare al mattutino; venite dunque +o prima, o dopo. »</p> + +<p>Emilia promise di esser puntuale; sopraggiunse +la badessa, e non si parlò più dell'infelice suor +Agnese.</p> + +<p>Il conte tornando al castello, trovò Dupont in +un trasporto di disperazione, cagionatogli dal suo +amore per Emilia; amore nato in lui da troppo tempo +ond'esser vinto facilmente. Egli avea conosciuta la +fanciulla in Guascogna; il di lui padre, cui erasi +confidato, trovando ch'essa non era abbastanza ricca, +lo dissuase dal pensare a cercarla in isposa. +Finchè visse suo padre, gli fu obbediente, ma non +potendo vincere la sua passione, cercava di addolcirla<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +visitando i luoghi frequentati da Emilia, ed +in ispecie la peschiera. Una volta o due aveale manifestato +i suoi sentimenti in versi, ma giammai +palesato il suo nome per non trasgredire agli ordini +paterni. Colà aveva cantato quella canzone patetica, +di cui Emilia era stata tanto sorpresa, e vi +aveva trovato a caso quel ritratto che servì ad alimentare +una passione troppo fatale al suo riposo. +Abbracciata la carriera militare, scese a guerreggiare +in Italia; intanto suo padre morì, ed egli +aveva riacquistata la libertà quando l'unico oggetto +che poteva rendergliela preziosa non poteva più +corrispondergli. Si è veduto in qual modo ritrovasse +Emilia, e come l'avesse aiutata a fuggire. Si è veduto +finalmente a qual debole speranza appoggiasse +il suo amore, e l'inutilità di tutti i di lui sforzi +per vincerlo. Il conte procurò consolarlo collo zelo +dell'amicizia, lusingandolo che forse la pazienza e +la perseveranza potrebbero un giorno cattivargli +l'affetto di Emilia.</p> + +<p>Appena le monache si furono ritirate, la fanciulla, +recatasi da suor Francesca, la trovò inginocchiata +dinanzi ad un crocifisso; appena la vide, le fece +segno di entrare, ed Emilia aspettò in silenzio +ch'essa finisse la sua orazione, allora la monaca +si alzò, e postasi a sedere sul letticciuolo, così cominciò:</p> + +<p>« La vostra curiosità, sorella cara, vi ha resa +esatta, ma non c'è nulla di notevole nell'istoria +di suor Agnese. Non ho voluto parlare di lei in +presenza delle altre, perchè non mi garba che conoscano +il suo delitto.</p> + +<p> — La vostra confidenza mi onora, » disse Emilia, +« ma io non ne abuserò.</p> + +<p> — Suor Agnese, » soggiunse la monaca, « è d'una +famiglia nobile; la dignità della sua fisonomia ve lo +avrà forse già fatto sospettare; ma non voglio disonorare +il suo nome rivelandolo. L'amore fu cagione<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span> +delle sue follie e del suo delitto. Fu amata +da un gentiluomo poco ricco, e il di lei padre, da +quanto mi fu detto, avendola maritata ad un signore +ch'ella odiava, accelerò la sua perdita: obliò i suoi +doveri e la virtù, e profanò i voti del matrimonio; +questo delitto fu scoperto, ed il marito l'avrebbe +sacrificata alla sua vendetta, se il di lei padre non +avesse trovato il mezzo di sottrarla al suo potere. +Non ho mai potuto scoprire in qual modo potè +riuscirvi. La chiuse in questo convento, e la decise +a prendere il velo. Si fece spargere la voce ch'essa +era morta; il padre, per salvar la figlia, concorse a +confermare questa notizia, e fece credere perfino al +marito ch'era stata vittima del suo geloso furore. +Parmi che quest'istoria vi sorprenda, e per vero +non è comune, ma non è però senz'esempio. Ora +sapete tutto; aggiungerò soltanto che il contrasto +nel cuore di Agnese fra l'amore, i rimorsi ed il +sentimento dei doveri claustrali, cagionò alla perfine +il disordine delle sue idee. In principio era alteratissima; +prese in seguito una malinconia abituale, +ma da qualche tempo cade in accessi di delirio +più forti e frequenti del solito. »</p> + +<p>Emilia fu commossa da quest'istoria, che le parve +aver molta analogia con quella della marchesa di +Villeroy, e sparse qualche lacrima sugli infortunii +d'entrambe. « È strano, » soggiunse ella, « ma +vi sono momenti in cui credo rammentarmi la sua +figura; io non ho per certo veduta mai suor Agnese +prima di entrare in questo convento; bisogna che +abbia visto in qualche parte una persona che le somigli, +eppure non ne ho nessuna memoria. » E rimase +sovrappensieri. Quando suonò mezzanotte, congedossi +e tornò nella sua camera.</p> + +<p>Per molti giorni consecutivi, Emilia non vide nè +il conte, nè alcuno della sua famiglia; quand'egli +comparve, essa notò con pena l'eccesso della sua +agitazione.<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p> + +<p>« Non ne posso più, » rispos'egli alle di lei +premurose interrogazioni; « voglio assentarmi per +qualche tempo, onde ricuperare un poco di tranquillità. +Mia figlia ed io accompagneremo il barone +di Santa-Fè al di lui castello, situato alle falde dei +Pirenei in Guascogna. Ho pensato, cara Emilia, che +se voi andaste alla vostra terra della valle si potrebbe +fare insieme parte del viaggio, ed io sarei +lietissimo di potervi scortare fin là. »</p> + +<p>Essa lo ringraziò, facendogli conoscere il dispiacere +di non poter godere della sua compagnia, essendo +obbligata di trasferirsi prima a Tolosa. « Allorchè +sarete dal barone, » soggiunse, « vi troverete +poco distante da' miei beni. Mi lusingo pertanto +che non ripartirete di colà senza venire a trovarmi, +credendo inutile dirvi qual piacere io proverò a ricevervi +in compagnia di Bianca.</p> + +<p> — Ne son convinto appieno, » rispose Villefort; +« ed approfitterò molto volentieri delle vostre gentili +profferte. »</p> + +<p>E dopo i soliti complimenti, se ne partì.</p> + +<p>Pochi giorni dopo, Emilia ricevè una lettera di +Quesnel che l'avvisava di esser già a Tolosa, che +la terra della valle era libera, e la pregava d'affrettarsi, +perchè i suoi affari lo chiamavano in +Guascogna. Essa non esitò più; andò a fare i saluti +al conte, che non era ancora partito, e si +mise in viaggio per Tolosa, in compagnia dell'infelice +Annetta, e d'un fido servo della famiglia del +conte.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLVIII" id="CAPITOLO_XLVIII"></a>CAPITOLO XLVIII</h2> + +<p>Emilia compì il viaggio felicemente. Avvicinandosi +a Tolosa, d'onde era partita colla zia, riflettè +sul tristo fine di lei, la quale, senza la sua imprudenza, +avrebbe potuto vivere ancora felice in +quella città. Anche Montoni le si presentava spesso<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +al pensiero; parevale di vederlo ne' dì de' suoi trionfi, +ardito, intraprendente, altiero, vendicativo; ed +ora ecco che, scorsi pochi mesi, non aveva più il +potere, nè la volontà di nuocerle, nè esisteva nemmen +più; i di lui giorni erano svaniti come ombra +fugace...</p> + +<p>Giunta a Tolosa, scese al palazzo di sua zia, ora +divenuto suo, ed invece d'incontrarvi Quesnel, vi +trovò una sua lettera, colla quale, oltre a parecchie +istruzioni circa i di lei beni, l'informava essere +stato obbligato di partire due giorni prima +per un affare importante. Il poco interesse che +Quesnel mostrava di rivederla, non occupò a lungo +i di lei pensieri, i quali si volsero alle persone vedute +in quel palazzo, e sopratutto all'imprudente +ed infelice signora Montoni; essa aveva fatta colazione +secolei la mattina della sua partenza per l'Italia. +Il salotto in cui ritrovavasi, rammentavale più +che mai tutto quel che aveva sofferto allora, e le +belle speranze di cui pascevasi a quell'epoca la zia. +Affacciandosi alla finestra del giardino, vide il viale +in cui la vigilia del suo viaggio erasi separata da +Valancourt. La di lui ansietà, il premuroso interesse +dimostrato per la sua felicità, le pressanti +sollecitazioni fattele, affinchè non si abbandonasse +all'autorità di Montoni, e la sincerità della sua tenerezza, +tutto tornavale in mente. Le parve quasi +impossibile che Valancourt si fosse reso indegno di +lei, dubitava di tutti i rapporti, e perfino delle di +lui proprie parole, confermanti quelle di Villefort. +Oppressa dalle idee destatele da quel viale, si ritirò +dalla finestra, e buttossi in una poltrona inabissata +nel più vivo dolore. Annetta, entrando di lì +a poco con qualche rinfresco, la trasse dai tristi +pensieri.</p> + +<p>Dal dì dopo, serie occupazioni la divagarono dalla +sua malinconia; desiderava partir presto da Tolosa +per recarsi alla valle: prese informazione dello<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +stato de' suoi possessi, e finì di regolarsi dietro le +istruzioni di Quesnel. Abbisognò d'un grande sforzo +per interessarsi in simili oggetti, ma se ne trovò ben +compensata, e si convinse ognor più che la continua +occupazione è il miglior rimedio contro la tristezza. +Tutta la giornata la consacrò agli affari; s'informò +degli abitanti più poveri dei dintorni, e distribuì +loro soccorsi copiosi. Andata a passeggiare in giardino, +si diresse verso il padiglione dov'erasi abboccata +con Valancourt. Il desiderio di rivedere un +luogo in cui era stata felice, vinse in lei l'estrema +ripugnanza di rinnovare la sua ambascia entrandovi; +ne spinse l'uscio: le finestre erano chiuse. Una +sedia stava presso al terrazzino, come se vi avesse +seduto qualcuno di recente. Il silenzio e la solitudine +del luogo secondavano in quel momento le sue +malinconiche disposizioni. Postasi a sedere presso +una finestra, si rammentò la scena dell'abboccamento +avuto quivi coll'amante. In quel luogo aveva +passati seco lui i più bei momenti, quando la zia +favoriva i loro progetti. « Come è mai possibile, » +sclamò Emilia, « che un cuore così sensibile abbia +potuto darsi in preda al vizio! » Si alzò, e volendo +sfuggire alle chimere d'una felicità che non esisteva +più, tornò verso casa. Traversando il viale, +vide da lungi una persona passeggiare lentamente +sotto gli alberi. Il crepuscolo non le permise di +distinguere chi fosse: credè da principio che fosse +un servitore, ma nell'avanzarsi egli volse la testa, +e le parve riconoscere Valancourt; ma tosto sparve +nel boschetto. Emilia, cogli occhi fissi al punto dove +era sparito, restò immobile e tremante. Infine, fattasi +animo, rientrò in casa, e temendo di lasciar +conoscere la sua alterazione, si astenne dal chiedere +chi fosse andato in giardino. Quando fu sola, si +rammentò la figura veduta; era sparita così presto, +che non aveva potuto distinguer nulla; pure +quell'improvvisa partenza le faceva credere che fosse<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +Valancourt. Passò quella sera nell'incertezza e nei +continui sforzi che faceva per cancellarlo dalla memoria. +Vani tentativi: essa era agitata da mille contrari +affetti; temeva al tempo istesso che fosse lui, +oppure un'illusione. Voleva persuadersi che non desiderava +più di rivedere Valancourt, ed il suo cuore +con altrettanta costanza contraddiceva la ragione.</p> + +<p>Passò una settimana prima d'arrischiarsi nuovamente +a passeggiare in giardino. Infine, non volendo +esporsi sola, si fece accompagnare da Annetta, +la quale, dopo un lungo silenzio, le disse:</p> + +<p>« Signora Emilia, perchè mai siete così afflitta? +Parrebbe quasi che voi sapeste che cosa è accaduto.</p> + +<p> — Cos'è accaduto? » rispose Emilia con voce +tremante.</p> + +<p> — La scorsa notte v'era un ladro nel giardino.</p> + +<p> — Un ladro! » sclamò Emilia con vivacità.</p> + +<p> — Così suppongo; chè altrimenti chi poteva +essere?</p> + +<p> — Dove l'hai tu veduto, Annetta? » rispose +Emilia guardandosi attorno.</p> + +<p> — Non l'ho veduto io, ma Giovanni il giardiniere. +Era mezzanotte: Giovanni traversava il cortile +per andarsene a dormire, allorchè vide una +figura nel viale in faccia alla porta d'ingresso; indovinò +chi era, ed andò a prendere lo schioppo.</p> + +<p> — Lo schioppo!</p> + +<p> — Sì, signora. Tornò nel cortile per osservarlo +meglio; lo vide avanzare lentamente nel viale e +guardare attento il castello. Vedendo che il ladro +entrava nel cortile, Giovanni credè bene allora domandargli +chi fosse e cosa volesse, ma colui non +rispose e tornò indietro. Giovanni allora gli sparò +addosso. Gran Dio! Voi impallidite! Quell'uomo +non fu ucciso, ve ne assicuro; o almeno i suoi compagni +l'hanno portato via. Giovanni, di buon mattino, +andò a cercare il di lui cadavere, e non lo +trovò; non vide altro che una striscia di sangue;<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +la seguì per iscuoprire da qual parte erano usciti, +ma essa si perdeva sull'erba, e... »</p> + +<p>Emilia svenne, e sarebbe caduta in terra se Annetta +non l'avesse sostenuta, ed appoggiata ad un +sedile di pietra. Allorchè, dopo un lungo deliquio, +Emilia ebbe ripreso l'uso dei sensi, si fece condurre +al suo appartamento, non volendo udir altro per +timore di riconoscere che l'incognito era Valancourt.</p> + +<p>Allorchè si credè abbastanza forte per sentir Giovanni, +lo mandò a cercare; egli non potè dare nessuno +schiarimento. Essa gli fece forti rimproveri +per aver tirato a palla, ed ordinò di fare esatte ricerche +per iscoprire chi fosse il ferito, ma indarno. +Più essa vi riflettea, e più convincevasi che fosse +Valancourt. Alfine l'inquietudine le cagionò un'ardentissima +febbre, che l'obbligò a letto per qualche +giorno.</p> + +<p>La sua indisposizione e gli affari avevano già +prolungato il di lei soggiorno a Tolosa al di là del +tempo prefisso. La sua presenza ormai era necessaria +alla valle: ricevè una lettera da Bianca, nella +quale l'informava che il conte e lei, essendo tuttavia +presso il barone di Santa-Fè, si proponevano +al loro ritorno di andare a trovarla al di lei castello, +se vi fosse stata, aggiungendo che le avrebbero +fatta questa visita colla speranza di ricondurla +a Blangy.</p> + +<p>Emilia, rispose all'amica che fra pochi giorni sarebbe +stata alla valle; fece in fretta i preparativi +di viaggio, e partì sforzandosi di credere che se +fosse accaduto qualche sinistro a Valancourt, ne +sarebbe stata in qualche modo informata.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_XLIX" id="CAPITOLO_XLIX"></a>CAPITOLO XLIX</h2> + +<p>Il dì dopo, Emilia arrivò al suo castello della valle +verso il tramonto. Alla malinconia inspiratale dal +luogo già abitato da' suoi genitori, e dove aveva<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +passato anni felici, si unì tosto un tenero infinito +piacere. Il tempo aveva smussato i dardi del suo +dolore, ed allora rivedeva con compiacenza tutto +ciò che rinnovavale la memoria de' suoi cari; le +pareva che respirassero ancora in tutti quei luoghi +ove li aveva veduti, e sentiva che la valle era +per lei il più delizioso soggiorno. La prima stanza +che visitò fu la sua libreria, ove, seduta sulla poltrona +del padre, riflettè con rassegnazione al quadro +del passato.</p> + +<p>Poco dopo il suo arrivo ricevè la visita del venerabile +Barreaux, che venne con premura ad accogliere +l'unica figlia del suo rispettabile vicino, in +una casa troppo lungamente derelitta. La presenza +del vecchio amico fu di grande conforto per Emilia; +la loro conversazione fu per amendue interessante, +e si comunicarono reciprocamente le circostanze +principali di quanto era accaduto. La mattina +di poi, la giovine andò a passeggiare nel giardino +gustando con tenera avidità il piacere di vagare +sotto quegli alberi, piantati dal diletto genitore, +ciascuno dei quali le ne rammentava la bontà i discorsi, +il sorriso. Prima sua cura fu d'informarsi +della vecchia Teresa, stata crudelmente licenziata +da Quesnel senza veruna pensione, quando affittò +quei beni. Avendo saputo ch'ella viveva in una casuccia +poco lontana, vi andò subito, e fu lieta di +trovarla sana ed allegra; essa si occupava a potar +viti, ed appena la povera vecchia riconobbe Emilia, +le saltò al collo, gridando:</p> + +<p>« Ah! mia cara padroncina, io credeva di non +rivedervi più; ma ora son contenta. Sono stata +maltrattata assai; non aspettava certo nella mia età +di essere scacciata in tal guisa. »</p> + +<p>Entrate nell'abituro rustico, ma decentissimo, +Emilia si congratulava seco lei di averla trovata in +quell'abitazione passabilmente bella nella sua sventura. +Teresa la ringraziò colle lagrime agli occhi.<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p> + +<p>« Sì, signora, » le disse, « è anche troppo bella +per me, grazie all'amico caritatevole che mi ha +strappato dalla miseria. Voi eravate troppo lontana +per aiutarmi: egli mi ha messa qui, ed io credeva +quasi... ma non parliamone più.</p> + +<p> — Chi è dunque quest'ottimo amico? chiunque ei +sia diverrà anche il mio.</p> + +<p> — Ah! signora padrona, egli mi ha proibito di +palesare la sua buon'azione, e perciò non posso +nominarvelo. Ma come siete cambiata dacchè non +vi ho veduta! Siete pallida e magra! Ma, a proposito, +che fa adesso quel caro signor Valancourt? +Sta bene? »</p> + +<p>Emilia, agitatissima, non le rispose; Teresa continuò:</p> + +<p>« Dio lo ricolmi di benedizioni! Mia cara padrona, +di grazia, non siate meco così riservata; credete +voi ch'io non sappia ch'egli vi ama? Quando +foste partita, veniva sempre al castello. Com'era afflitto! +Voleva entrare in tutte le stanze, qualche +volta stava a sedere colle braccia incrociate sul +petto, senza dir verbo, tutto pensieroso. A un tratto +si scuoteva e mi parlava di voi! e con che fuoco, +con qual passione! Io lo amava appunto per questo... +Quando poi il signor Quesnel ebbe affittato +il castello, io credeva che il cavaliere impazzisse dal +dolore.</p> + +<p> — Teresa, » disse Emilia con serietà, « non mi +nominate più il cavaliere.</p> + +<p> — Non nominarvelo più! e per qual ragione! Io +amo il cavaliere quasi quanto voi.</p> + +<p> — Potrebbe anche darsi che spendeste male il +vostro amore, » soggiunse Emilia cercando di nascondere +le lacrime; « ma, checchè ne sia, noi non +ci rivedremo mai più.</p> + +<p> — Gran Dio, che ascolto! Il mio amore non può +esser più giusto. È lo stesso signor Valancourt che +mi regalò questa casa, e sorresse la mia vecchiaia<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +dal momento che il signor Quesnel mi bandì da +casa vostra.</p> + +<p> — Il cavalier Valancourt? » disse Emilia tutta +tremante.</p> + +<p> — Sì, signora, lui appunto, sebbene gli abbia +promesso di non nominarlo. Fu egli che mi comprò +questa casetta, e mi diè il denaro necessario per +istabilirmivi. Ordinò inoltre al fattore di suo fratello +di pagarmi regolarmente trenta franchi al +mese. Ora, giudicate, signora padrona, se posso +dirne male? Temo solo che la sua generosità abbia +oltrepassato le sue forze; sono ormai tre mesi +che non ricevo nulla. Ma non piangete, signorina; +mi lusingo che non sarete meco in collera per avervi +raccontato i benefizi del cavaliere?</p> + +<p> — In collera! » sclamò Emilia, e versava lagrime +in copia. « Quanto tempo è che non l'avete veduto?</p> + +<p> — Oimè! non ne ho più avuta notizia dacchè +egli partì improvvisamente per la Linguadoca; veniva +allora da Parigi, e, come vi diceva poc'anzi, +son tre mesi che il fattore non mi manda la mia +pensione. Comincio a temere che gli sia accaduta +qualche disgrazia. Se non fossi così lontana da Estuvière, +e potessi camminare, sarei già andata ad informarmi +di lui. »</p> + +<p>L'ansietà d'Emilia era divenuta insopportabile; +essa non poteva convenientemente mandare dal fratello +di Valancourt; ma pregò Teresa di far partire, +a nome suo però, un espresso per informarsi dal +fattore sul destino del cavaliere. Si fece promettere +dalla vecchia di non nominarla mai in questo affare, +e di non parlarne neppure al giovane. Teresa +trovò subito il mezzo di contentar la padrona. Emilia +le diè qualche denaro, e tornò al castello più +afflitta che mai: non poteva persuadersi che un +cuore benefico come quello di Valancourt si fosse +lordato di vizi, e sentivasi commossa dalla sua prova +di bontà per la povera Teresa.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_L" id="CAPITOLO_L"></a>CAPITOLO L</h2> + +<p>Nell'intervallo, il conte di Villefort e Bianca avevano +passato quindici giorni nel castello del barone +di Santa-Fè. Avevan fatte molte gite ne' Pirenei ed +ammiratene le bellezze. Il conte erasi separato dagli +amici con dispiacere, quantunque dovessero in +breve formare una sola famiglia, essendosi stabilito, +che il giovane Santa-Fè, il quale l'accompagnava in +Guascogna, avrebbe sposato Bianca appena giunti a +Blangy. La strada che andava alla valle era nella +parte più alpestre de' Pirenei ed impraticabile alle +carrozze. Il conte noleggiò muli per sè e per tutto +il suo seguito; prese due guide bene armate e pratiche +di quelle montagne, le quali vantavansi di conoscere +tutti i sentieri, non che la posizione delle +scarse capanne di pastori, presso le quali dovevano +passare.</p> + +<p>Il conte partì di buon'ora coll'intenzione di passar +la notte in un'osteriuccia a mezza strada dalla +valle, di cui avevangli parlato le guide, e dove solevan +riposare i mulattieri spagnuoli.</p> + +<p>Dopo una giornata d'ammirazione e di fatiche, i +viaggiatori trovaronsi in una valle coperta di boschi, +e circondata da alture scoscese. Avevano già +percorse molte leghe senza incontrare una sola abitazione, +e udendo solo tratto tratto i campanelli +degli armenti, quando intesero da lontano una musica +bizzarra, e videro sopra un'eminenza un gruppo +di montanari che ballavano allegramente. Il conte +si fermò per godere di quella festa campestre. Erano +contadini spagnuoli e francesi che abitavano in un +villaggio poco distante. Villefort sospirava pensando +che le grazie ed i piaceri innocenti fiorivano nella +solitudine, rifuggendo dalle città incivilite. Il sole +aveva già percorsa metà della sua carriera, ed i +viaggiatori, riflettendo che non avevan tempo da +perdere, si rimisero in cammino.<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p> + +<p>Strada facendo, Bianca osservava in silenzio quelle +solitudini, sentiva il lene stormir degli abeti, ed a +misura che il sole scendeva all'occaso, sentivasi +colta da insolita malinconia. Domandò al padre, +quanto fosse ancor distante l'osteria, e se la strada +era sicura di notte. Il conte ripetè alle guide la +prima di queste due domande: n'ebbe risposta ambigua; +e soggiunsero che se la notte si avanzava, +sarebbe stato meglio fermarsi, finchè sorgesse la +luna. « Ma adesso non si può forse viaggiare con sicurezza? » +disse il conte. Le guide l'assicurarono +che non eravi nessun pericolo, ed andarono innanzi. +Bianca, tranquillata da tale risposta, si compiaceva +ad osservare i progressi della notte. Il giovine +Santa-Fè, la cui immaginazione, scevra da timore, +vedeva in ogni cosa oggetti d'ammirazione, faceva +osservare a Bianca i punti di vista più interessanti.</p> + +<p>La notte diveniva più cupa, e negre nubi ne raddoppiavano +l'oscurità; le guide proposero di aspettare +il sorger della luna, aggiungendo che il tempo +minacciava. Guardando intorno per trovare un ricovero, +scorsero un oggetto sulla punta d'una rupe. +La curiosità li spinse ad andar a veder cosa fosse, +e quando furono a poca distanza scorsero una gran +croce piantata colà a mo' di monumento per attestare +ch'eravi stato commesso un omicidio. L'oscurità non +permise di leggerne l'iscrizione; ma le guide si +rammentarono allora esservi stata eretta in memoria +del conte Beliard, stato ucciso da una banda +di malfattori che infestavano i Pirenei qualche anno +addietro. Bianca fremè all'udir raccontare alcune +orribili particolarità sul destino delle sventurato +conte. Una delle guide le narrava con voce sommessa, +come se i suoi propri accenti gli facessero +paura. Mentre i viaggiatori ascoltavano quel racconto +cominciò a lampeggiare, laonde ripartirono tosto +in traccia di qualche ricovero. Tornati sulla strada, +le guide si misero a narrare molte istorie di rapine,<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +e d'assassinii commessi in quei luoghi medesimi, +aggiungendo molte ciarle e millanterie sul +loro coraggio, e sul modo maraviglioso con cui +n'erano sfuggiti. La guida meglio armata cavò dalla +cintura una delle sue quattro pistole, e giurò che +quell'arme aveva purgata la terra in quell'istesso +anno da tre assassini. Sguainò quindi uno stile lunghissimo, +accingendosi a raccontare le prodezze in +cui aveva figurato; ma Santa-Fè, accortosi che +cotesto racconto affliggeva Bianca, cercò d'interromperlo. +Infine, minacciando il tempo ognor più, +rifugiaronsi in una grotta che scorsero appiè dei +dirupi al chiaror de' baleni. Una guida accese un +buon fuoco, e quella fiamma, insieme al riposo, fu +di gran sollievo ai viaggiatori.</p> + +<p>I servi del conte trassero fuori alcune provvigioni, +ed imbandirono una buona cena. Dopo essersi +rifocillati, Santa-Fè ascese la rupe dirimpetto. Tutto +era tenebre, e nulla turbava in quel punto il silenzio +notturno, meno il mormorio del vento, il +rimbombo lontano dei tuoni e le voci della carovana.</p> + +<p>Il giovine osservava il quadro che formavano i +viaggiatori sotto la grotta. La figura elegante di +Bianca contrastava colla maestà del conte, assiso +accanto a lei sopra una pietra. Gli abiti grotteschi +e le figure spiccate delle guide e dei servi situati +in fondo alla grotta, producevano un bellissimo effetto. +La luce della fiamma faceva parer pallida la +faccia dei circostanti, e scintillare le armi, imporporando +al contrario le foglie d'un castagno gigantesco, +che ombreggiava la grotta, e questa tinta si +confondeva gradatamente coll'oscurità del resto della +scena.</p> + +<p>La luna spuntò alfine ad oriente; e mentre Santa-Fè +contemplava con ammirazione il suo disco atraverso +le nubi, fu scosso dalle voci delle guide +che lo chiamavano. Tornò subito alla grotta, e la +di lui presenza calmò Bianca ed il conte, inquieti +per la sua assenza.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p> + +<p>La burrasca che cominciava ad imperversare li +obbligò a trattenersi colà. Il conte in mezzo alla +figlia ed a Santa-Fè, procurava distrarre la prima, +parlandole dei fatti celebri avvenuti in que' monti. +D'improvviso, udirono latrare un cane. I viaggiatori +ascoltarono con qualche speranza; il vento soffiava +forte, e le guide parvero non dubitar più, a +quel segno, di essere vicini all'osteria che cercavano. +Il conte allora si decise a proseguire il suo cammino.</p> + +<p>I viaggiatori, diretti dai latrati del cane, costeggiarono +nuovamente il precipizio, preceduti da una +torcia a vento, che le guide avevano per mero caso. +Si udiva il cane ora più, ora meno; talvolta cessava, +e le guide cercavano dirigersi verso quella +parte. Tutt'a un tratto il fracasso, spaventoso d'una +cascata giunse al loro orecchio, e trovaronsi in +faccia ad un burrone. Bianca scese dalla mula; il +conte e Santa-Fè fecero altrettanto, le guide andarono +in traccia di un ponte che potesse condurli +dalla parte opposta, dove chiaro appariva trovarsi +il cane; e confessarono alfine che avevano smarrita +la strada. Trovarono da ultimo un passaggio pericolosissimo +formato da due grossi abeti con rami +d'albero e terra sopra. Tutta la comitiva fremeva +all'idea di traversare un ponte di quella sorta. I +mulattieri nondimeno si disposero a passare con le +loro bestie. Bianca, tremante sull'orlo del torrente, +ascoltava il mormorio dell'acqua, che a quel debolissimo +chiaro di luna si vedeva precipitare dalle +rupi in mezzo ad abeti d'altezza smisurata, e inabissarsi +quindi in un'immensa voragine. Le povere +mule traversarono il ponte colla precauzione lor +dettata dall'istinto naturale. Quell'unica torcia, di +cui fino a quel momento non era stato conosciuto +il prezzo, fu pe' viaggiatori un tesoro inestimabile. +Bianca, fattasi coraggio, preceduta dall'amante, ed +appoggiata al braccio del padre, all'incerta luce +della torcia, toccò finalmente l'opposta riva.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p> + +<p>Nell'avanzarsi, le montagne si ristringevano, non +formando più che una gola angustissima, in fondo +alla quale scorreva con fragore il torrente. I viaggiatori +intanto si consolavano nell'udire del continuo +abbaiare il cane, che forse vegliava all'ingresso di +qualche capanna. Guardando attorno, videro in distanza +scintillare un lume a considerevole altezza. +Si vedeva esso e si perdeva a misura che i rami +degli alberi ne intercettavano o ne scoprivano i +raggi. I mulattieri chiamarono ad alta voce, ma +nessuno rispose. Finalmente, credendo di non poter +essere intesi a quella distanza, spararono una pistola. +Il rumore dell'esplosione, ripetuto dagli echi, +fu la sola risposta, cui successe assoluto silenzio. Il +lume però si vedeva più distintamente. Poco dopo +udirono un suono confuso di voci. I mulattieri +rinnovarono le loro grida; ma le voci tacquero, ed +il lume sparì.</p> + +<p>Bianca soccombeva quasi all'inquietudine ed alla +stanchezza. Il conte e Santa-Fè andavano incoraggiandola, +allorchè distinsero una torre dalla parte +ov'erasi veduto il lume. Villefort, alla di lei situazione +ed a qualche altra <a name="tn78" id="tn78"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ciscostanza'">circostanza</ins>, non dubitò +più non fosse una torre d'osservazione, e persuaso +che il lume venisse di là, procurò di rianimare la +figlia colla prospettiva dell'imminente riposo in un +luogo fortificato, ancorchè senza comodi.</p> + +<p>« Nei Pirenei fu fabbricato un gran numero di +queste torri, » disse il conte, procurando distrarre +l'attenzione di Bianca. « Il metodo che s'impiega +per avvisare dell'avvicinarsi del nemico come voi +sapete, è di accendere un gran fuoco in cima di +esse. Gli antichi forti e le torri che difendono i +passi più importanti son custoditi con molta cura. +Alcune vennero abbandonate, e son divenute per +lo più l'abitazione pacifica di qualche cacciatore o +pastore. Dopo una giornata faticosa, la sera, accompagnati +dai loro fedeli cani, tornano presso un buon<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +fuoco a gustare il frutto della caccia, od a contare +gli armenti. Qualche volta servono anche d'asilo +ai contrabbandieri, i quali fanno un immenso commercio +in queste montagne; talvolta si spediscono +truppe per distruggerli. Il coraggio disperato di +questi avventurieri li fa affrontare impavidamente +i soldati; ma non sono mai i primi ad attaccare, +quando possono farne a meno. I militari poi, i quali +non ignorano che, in simili scaramucce, il pericolo +è certo, e la gloria molto dubbia, non si danno +gran premura di combatterli. Ma ecco la torre che +cerchiamo. »</p> + +<p>Bianca, osservando attentamente, si vide appiè +di una rupe sulla quale sorgea la torre. Non vi si +scorgeva alcun lume: i cani non latravano più, e +le guide cominciarono a dubitare di essersi nuovamente +ingannate. Al fioco chiaror della luna, +quasi sempre coperta dalle nubi, riconobbero che +quell'edifizio aveva un'estensione maggiore d'una +semplice torre d'osservazione. Tutta la difficoltà +dunque consisteva allora nel salire lassù, nè si vedeva +nessuna traccia di strada.</p> + +<p>Le guide presero la torcia per iscuoprirne il +sentiero. Il conte, Bianca e Santa-Fè restarono appiè +della rupe, e gli uomini deliberarono in segreto, +se, trovandone anche la strada, la prudenza, +permetteva d'entrare in un edifizio che poteva anche +essere un covo d'assassini. Rifletterono nondimeno +che il loro seguito era numeroso e ben armato, +e calcolando il pericolo di passar la notte a cielo +scoperto, esposti alla pioggia ed alla burrasca, risolsero +cercare ad ogni costo di farsi ricevere.</p> + +<p>Un grido delle guide fissò la loro attenzione. Un +servo tornò ad annunciare la scoperta della strada; +si affrettarono dunque raggiungerle salendo un angusto +sentiero in mezzo ai cespugli ed ai rovi. Dopo +molta fatica, ed anche con pericolo, giunsero sullo +spianato. Alcune torri rovinate, circondate da un<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span> +grosso muro, si offersero ai loro sguardi. L'esteriore +di quell'edifizio annunziava un totale abbandono; +ma il conte, conservando tutta la sua prudenza, +disse sottovoce: « Camminate piano finchè +abbiamo esaminato questi luoghi. » Si trovarono +tosto in faccia ad un'immensa porta rovinata. Dopo +qualche incertezza penetrarono in un recinto dove +sorgea il fabbricato. Riconobbero allora che non era +un semplice posto, ma un'antica fortezza abbandonata, +di stile gotico; le sue torri erano enormi e le +fortificazioni in proporzione. L'imponenza dell'edifizio +risaltava ancor più per la rovina e la degradazione +dei muri quasi distrutti, e pel disordine +delle macerie sparse qua e là nell'immenso recinto +solitario e coperto d'erbe selvatiche. Nel cortile +d'ingresso un'annosa querce giganteggiava. La fortezza +era stata importantissima: essa dominava il +vallone, poteva arrestare il nemico e difendersi con +facilità. Il conte, esaminandola attentamente, restò +sorpreso di vederla negletta. Tanto abbandono e +tanta solitudine gl'inspiravano malinconia. Mentre +continuava le sue osservazioni, gli parve di distinguer +voci nell'interno. Considerò la facciata, e non +vide alcun lume. Fatti alcuni passi, udì latrare un +cane, e parvegli riconoscer quello la cui voce li +aveva guidati fin là, non si poteva più dunque dubitare +che il luogo non fosse abitato; ma il conte, +titubante, consultossi di nuovo con Santa-Fè. Dopo +un secondo esame, le ragioni che li avevano decisi +in principio, gli parvero convincentissime per tentar +di passare la notte al coperto.</p> + +<p>Bussarono dunque al portone: i cani ricominciarono +ad abbaiare, ma nessuno rispose: tornarono a batter +più forte, ed allora udirono un mormorio di +voci lontane; pareva adunque che gli abitanti di +quel luogo avessero udito battere, e le <a name="tn80" id="tn80"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'precauazioni'">precauzioni</ins> +che prendevano per rispondere, ne fecero concepire +un'opinione favorevole. « Io credo che siano cacciatori, »<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +disse il conte, « i quali abbiano cercato +come noi un asilo in queste mura: sembra che temano +in noi de' veri banditi: convien dunque rassicurarli. +Noi siamo amici, » gridò ad alta voce, +« e cerchiamo asilo per istanotte. » Allora udì +camminare, ed una voce dimandò: « Chi va là? » +« Amici, » rispose il conte; « aprite, e saprete tutto. » +Fu tirato il catenaccio, si presentò sulla porta +un uomo col lume in mano, vestito ed armato come +un cacciatore, e disse: « Che cercate ad ora sì +tarda? » Il conte rispose che aveva smarrita la +strada, e che, se caso mai non potessero accordargli +ricovero per poche ore, lo pregava ad insegnargli +la via dell'abitazione o capanna più vicina. « Conoscete +poco le nostre montagne, » rispose colui; +« non se ne trova se non a qualche lega distante: io +non posso insegnarvene la strada; e giacchè c'è +la luna, cercatela da per voi. » Sì dicendo, accingevasi +a chiuder la porta, quando parlò un'altra +voce, ed il conte vide un altro lume, ed un uomo +alla ferriata d'una finestra di sopra al portone. « Restate, +amici, » disse questi; « vi siete smarriti, e +senza dubbio siete cacciatori come noi. » Allora gli +fu aperta la porta: alcuni uomini si presentarono +all'ingresso dicendo al conte che entrasse ed invitandolo +a passar la notte nella loro abitazione. Gli +fecero un'accoglienza cortese, e gli offrirono di divider +seco la loro cena già preparata. Il conte li osservava +attentamente, e benchè circospetto, ed anche +sospettoso, la stanchezza, il timore della tempesta, +e sopra tutto la sicurezza che inspiravagli il suo +numeroso corteggio, l'indussero ad accettar l'offerta. +Fece entrar la sua gente, e furono condotti +tutti insieme in un'immensa sala, illuminata in +parte da un gran fuoco, intorno al quale stavano +seduti due uomini in abito da cacciatore, che facevano +arrostire carne sulla graticola, con alcuni cani +accovacciati ai loro piedi. In mezzo alla sala eravi<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +una gran tavola. Quando il conte si avvicinò, coloro +si alzarono, ed i cani ricominciarono a latrare, ma, +ad un cenno dei padroni, tornarono al loro posto.</p> + +<p>Bianca osservava minutamente quella sala oscura +e spaziosa, quegli uomini, e suo padre che sorrideva. +« Ecco, » disse il conte, « un buon fuoco +adattatissimo per l'ospitalità; la fiamma fa piacere +dopo aver viaggiato molto per questi deserti selvaggi. +I vostri cani sembrano stanchi: avete fatta +una buona caccia?</p> + +<p> — Secondo il solito, » rispose uno di coloro; +« noi torniamo quasi sempre carichi di cacciagione.</p> + +<p> — Son cacciatori come noi, » disse uno di quelli +che avevano introdotto il conte; « eransi smarriti, +ed io li accolsi dicendo che c'era posto per tutti.</p> + +<p> — È vero, è vero, » rispose il suo compagno.</p> + +<p> — V'ingannate, amico, » disse il conte; « noi +siamo viaggiatori. Trattateci però come cacciatori, +che ne saremo contenti, e sapremo ricompensare la +vostra cortese accoglienza.</p> + +<p> — Sedete dunque, » rispose un altro. « Giacomo, +metti legna sul fuoco: mi pare che l'arrosto sia +all'ordine. Dà una sedia a questa signorina: di +grazia, assaggiate la nostra acquavite, ch'è di Barcellona, +e di prima qualità. »</p> + +<p>Bianca sorrise con timidezza, e non voleva accettarla, +ma suo padre la prevenne prendendo egli +stesso il bicchiere. Santa-Fè, seduto vicino a lei, +stringendole la mano, la incoraggi con un'occhiata; +ma ella occupavasi d'un uomo che taciturno vicino +al fuoco, fissava costantemente Santa-Fè.</p> + +<p>« Voi fate una vita deliziosa, » disse il conte; +« la vita del cacciatore è piacevole e <a name="tn83" id="tn83"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'solubre'">salubre</ins>, ed +il riposo è più caro allorchè succede alla stanchezza.</p> + +<p> — Sì, » rispose uno degli ospiti, « la nostra vita +è piacevolissima, ma solamente nella stagione d'estate +e d'autunno; nell'inverno, questi luoghi sono +orribili, e non si può fare veruna caccia.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p> + +<p> — È una vita libera ed amena, » soggiunse il +conte; « passerei volentieri un mese con voi.</p> + +<p> — A proposito, » disse Giacomo, « non mi rammentava +che abbiamo tordi; Pietro, va a prenderli; +li cuoceremo per questi tre signori. »</p> + +<p>Il conte fece alcune interrogazioni sul loro modo +di cacciare, ed ascoltava attento e con molta compiacenza +i loro curiosi dettagli, quando si udì il +suono d'un corno. Bianca guardò il padre: ma egli +continuava il suo discorso, quantunque girasse +spesso gli occhi verso la porta con qualche inquietudine. +« Sono i nostri compagni, » disse negligentemente +uno di quegli uomini.</p> + +<p>Comparvero di lì a poco due altri col moschetto +in ispalla e le pistole alla cintura.</p> + +<p>« Ebbene, fratelli, avete fatto buona caccia? Se +portate nulla, non avrete da cena.</p> + +<p> — Chi diavolo son costoro? » dissero essi in cattivo +spagnuolo, accennando il conte ed il suo seguito. +« Sono Spagnuoli o Francesi? Dove li avete +incontrati?</p> + +<p> — Son loro che hanno incontrato noi, » disse +Giacomo in francese, « e l'incontro è gradevolissimo. +Il cavaliere e la sua comitiva s'erano smarriti +in queste montagne, e ci hanno chiesto di passar +la notte nel forte. »</p> + +<p>Gli altri non risposero nulla, e cavarono da una +bisaccia una gran provvisione di uccelli: quindi +lasciarono cascare in terra la bisaccia, che risuonò +facendo conoscere che conteneva una quantità non +indifferente di monete. Il conte allora, insospettito, +considerò colui che la portava. Era un uomo grande +e robusto, di faccia audace, ed invece di un abito +da cacciatore, vestiva una divisa militare logora; i +suoi sandali laceri erano affibbiati sulle gambe nude +e nerborute; portava in testa una specie di berretto +di cuoio somigliante molto ad un antico elmo romano. +Il conte alla perfino abbassò gli occhi, e restò<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +muto e pensieroso. Nel rialzarli, vide in un +canto della sala l'uomo che non cessava di guardare +Santa-Fè, il quale parlava con Bianca e non +gli badava. Poco dopo, vide quell'istesso uomo battere +sulla spalla del soldato, egualmente attento ad +osservare Santa-Fè; egli, vedendo che il conte lo +guardava, volse gli occhi altrove, ma Villefort concepì +qualche diffidenza, che però non volle esternare, +e facendo ogni sforzo per sorridere, si mise +a parlar con Bianca. Poco dopo rialzò gli occhi, ma +il soldato ed il suo compagno erano scomparsi.</p> + +<p>Colui che si chiamava Pietro ritornò quasi nell'istesso +momento dicendo: « Il fuoco è acceso, e gli +uccelli son pelati. Ceneremo in un'altra stanza più +piccola ma più calda di questa. » Tutti i compagni +applaudirono, ed invitarono gli ospiti a seguirli. +Bianca parve afflitta di cotesto cambiamento, e se ne +stava al suo posto. Santa-Fè guardò il conte, il quale +dichiarò che avrebbe preferito di non uscir dalla sala. I +cacciatori però reiterarono le loro istanze con tanta +cortesia, che Villefort, malgrado i suoi dubbi e temendo +di manifestarli, acconsentì finalmente ai loro +inviti. Gli anditi lunghi e rovinati pei quali li fecero +passare lo spaventarono; ma il rumoreggiar +del tuono, che aveva già cominciato a farsi udire, +non permetteva più di uscire da quel luogo a notte +così avanzata, ed il conte temeva di provocare i suoi +conduttori, lasciando travedere la sua diffidenza.</p> + +<p>I cacciatori lo precedevano. Il conte e Santa-Fè, +desiderando amicarseli, affettando famigliarità, portavano +una sedia per ciascheduno, e Bianca li seguiva +lentamente. Il di lei abito si attaccò ad un +chiodo d'un uscio, e fu costretta a fermarsi per liberarsene. +Il conte, che parlava con Santa Fè, non +se ne accorse, e svoltando essi da un'altra parte +dietro i cacciatori, Bianca restò sola in perfetta oscurità. +Chiamò il padre; ma la burrasca aumentava, +e lo scroscio dei fulmini impedì loro di udirla. Appena<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +ebbe staccato l'abito dal chiodo, seguitò con +celerità il cammino per dove credeva fossero andati. +Un lume che vide da lontano la confermò in quest'idea. +Si avanzò verso una porta aperta, credendo +trovare la stanza ove dovevano cenare. Sentì alcune +voci, e s'arrestò a qualche distanza per assicurarsi +di non essersi ingannata. Al debole chiarore d'una +lampada vide quattro uomini intorno ad una tavola, +i quali sembravan tener consiglio, e riconobbe fra +loro colui che aveva fissato Santa-Fè con tanta attenzione: +egli parlava con veemenza, benchè sottovoce. +Un altro pareva contraddirlo, rispondendo con +piglio imperioso. Bianca, inquieta di non trovarsi +vicina nè al padre, nè a Santa-Fè e spaventata dall'aspetto +di coloro, stava per allontanarsi, allorchè +udì dire ad uno di coloro:</p> + +<p>« Non litighiamo più. Seguite il mio consiglio, e +svanirà ogni pericolo. Assicuratevi di quei due; il +resto è una preda facilissima. »</p> + +<p>Bianca allarmata da queste parole, volle sentire +qualche cosa di più.</p> + +<p>« Non si guadagnerebbe nulla col resto, » disse +un altro; « io non son mai di parere di versare il +sangue, quando si può risparmiarlo. Sbrigatevi di +quei due, e il nostro affare è fatto; gli altri potranno +andarsene.</p> + +<p> — Oibò! » disse il primo, bestemmiando orribilmente; +« andrebbero a dire ciò che abbiamo fatto +dei loro padroni, verrebbero le truppe reali, e ci +trarrebbero al supplizio. Bravo! tu dai sempre di +buoni consigli; ma io però mi rammento il giorno +di san Tommaso dell'anno scorso. »</p> + +<p>Bianca fremè d'orrore. Il suo primo sentimento +fu quello di fuggire, ma pensò che, ascoltando ancora, +avrebbe forse potuto esser a tutti di qualche +utilità, ed intese il dialogo seguente:</p> + +<p>« E perchè non ammazzarli tutti?<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p> + +<p> — Giuraddio! La nostra vita è cara più della +loro; se non li ammazziamo, ci faranno impiccare.</p> + +<p> — Sì, sì, » gridarono tutti.</p> + +<p> — Commettere un omicidio è il mezzo più sicuro +per iscansare la ruota, » disse il primo brigante.</p> + +<p> — Dove diavolo sono andati stasera gli altri nostri +compagni? » disse un altro con impazienza; « se +erano qui, a quest'ora la faccenda era già spicciata. +Non potremo far il colpo stanotte, perchè il seguito +è più numeroso di noi. Appena farà giorno vorranno +partire; e come impedirlo senza impiegar la forza?</p> + +<p> — Ho formato un bel piano, » disse un altro. +« Se possiamo sbrigare cheti cheti i due padroni, +tutto il resto ci darà poca pena.</p> + +<p> — È un piano maraviglioso, » rispose un altro ironicamente. +« Se io posso fuggire di prigione, sarò +certamente in libertà! Come vuoi far tu a sbrigarli +cheti cheti?</p> + +<p> — Col veleno, » rispose colui.</p> + +<p> — Ben pensato! » disse un'altra voce; « così la +mia vendetta sarà pienamente soddisfatta con una +morte più lenta. Un'altra volta i signori baroni impareranno +a non irritarla.</p> + +<p> — Ho riconosciuto subito il figlio, appena l'ho +veduto, » disse uno, che Bianca riconobbe per l'individuo +che fissava Santa-Fè; « ma non mi rammento +più la fisonomia di suo padre.</p> + +<p> — Potete dire tutto quello che volete, » soggiunse +un altro, « ma io scommetterei che quello non è il +barone. Lo conosco bene quanto voi, giacchè io era +uno di quelli che l'attaccarono coi nostri bravi colleghi +che son periti.</p> + +<p> — Che! forse non c'era anch'io? » disse il +primo. « Vi assicuro che è il barone. Ma cosa importa +che sia o non sia lui? Dovremo perciò lasciarci +sfuggire questo bottino? non ci capitano +tanto spesso sì fatte avventure. Quando si arrischia +la ruota per frodare una pezza di raso, rompendosi<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +il collo attraverso precipizi; quando svaligiamo +un infelice viaggiatore, o qualche contrabbandiere +nostro collega, che c'indennizzano appena della +polvere che ci costano, ci lasceremo noi scappare +questa ricca preda? Hanno seco denari ed oggetti +di valore...</p> + +<p> — Non è per questo, non è per questo, » disse +il terzo; « prenderemo quel che troveremo. Ma, se +è il barone, voglio dargli un colpo di più, in onore +dei nostri bravi compagni che fece andare al patibolo.</p> + +<p> — Sì, ciarlate quanto volete, io vi ripeto che il +barone è di statura più alta.</p> + +<p> — Maledette le vostre liti, » disse il secondo; +« dovremo noi lasciarli partire sì o no? Ecco ciò +che dobbiamo decidere. Se perdiamo ancora tempo, +sospetteranno il nostro progetto, e se ne andranno +subito. Siano pure quel che si vogliono, mi sembrano +ricchi; hanno tanti servitori! Avete osservato +il brillante che aveva il conte? ma ora lo ha +nascosto, essendosi accorto ch'io lo guardavo.</p> + +<p> — Sì, è bellissimo, e quel ritratto che pende al +collo della giovine, contornato di diamanti?</p> + +<p> — Convien dunque pensare ad assicurarsene, » +dissero gli altri; « li avveleneremo; ma ricordiamoci +che il loro seguito è composto di nove o dieci +persone bene armate. Noi siamo in sei soli. Potremo +attaccarne dieci a forza aperta? Diamo intanto il +veleno, e poi penseremo al resto.</p> + +<p> — Io vi consiglierò un altro mezzo più sicuro, » +disse uno di coloro impazientemente; « sentite. »</p> + +<p>Bianca, che ascoltava tal diverbio con orribile +ambascia, non potè sentir più nulla, perchè coloro +si parlarono sottovoce. La speranza di salvare il +padre, Santa-Fè e tutto il seguito, se poteva raggiungerli +subito, le somministrò all'improvviso forza +novella, e si diresse di volo verso il corridoio. Il +terrore e l'oscurità cospirarono allora contro di<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span> +lei. Appena ebbe fatto qualche passo, urtò in un +gradino, all'ingresso del corridoio, e cadde al suolo. +I masnadieri si riscossero a tal rumore, e precipitaronsi +immediatamente fuori per assicurarsi se ci +fosse qualcuno che ascoltasse i loro discorsi. Bianca +li vide avvicinarsi, e prima che potesse alzarsi, la +presero per un braccio, la trascinarono nella stanza +e le sue strida non servirono che a ricevere le più +spaventose minacce. Consultarono su quel che dovevan +fare di lei.</p> + +<p>« Procuriamo prima di sapere ciò ch'essa ha inteso, » +disse uno di loro. « Da quanto tempo eravate +nel corridoio? Ed a far che? » le chiese colui.</p> + +<p> — Assicuriamoci intanto di questo ritratto, » +disse un altro, avvicinandosi a Bianca. « Bella signorina, +con vostro permesso, questo gioiello è mio: +datemelo, o ve lo prendo. »</p> + +<p>Bianca, chiedendo misericordia, gli diè il medaglione, +ed intanto un altro ladro l'interrogava con fiero +cipiglio. La sua confusione ed il suo spavento spiegavano +troppo chiaramente quel che la sua lingua +non ardiva confessare. I briganti si guardarono con +aria significante, e due di essi ritiraronsi in un +canto, come per deliberare.</p> + +<p>« Giur'al cielo! Sono brillanti di molto valore, » +disse colui che guardava il medaglione; « anche il +ritratto è bello: senza dubbio sarà quello di vostro +marito, signora, che m'immagino debba essere il +giovine cavaliere ch'era in vostra compagnia. »</p> + +<p>Bianca, smarrita e disperata, lo scongiurava di +aver pietà di lei: gli diè la sua borsa, e gli promise +di tacere, se la riconduceva ai suoi compagni +di viaggio; sorrideva egli ironicamente alle di lei +parole, allorchè un rumore lontano fissò la di lui +attenzione. Mentre ascoltava, afferrolla pel braccio +con violenza, quasi temendo ch'ella volesse fuggire. +Bianca gridò aiuto. Il rumore, avvicinandosi, scosse +i banditi dalla loro irresolutezza.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p> + +<p>« Siamo traditi, » dissero essi; « ma potrebbe darsi +che fossero i nostri colleghi di ritorno dalla scorreria: +in tal caso l'affare è fatto: ascoltiamo meglio. »</p> + +<p>Una scarica in lontananza confermò la loro supposizione; +ma il primo rumore si avvicinava sempre +più: si udiva uno strepito d'armi, il fracasso +di una zuffa, e qualche gemito che partiva dal fondo +del corridoio. I briganti allora prepararono le armi: +fu suonato un corno al di fuori; tre di essi +lasciarono Bianca in custodia del quarto, ed uscirono +a precipizio.</p> + +<p>Intanto che Bianca, tremante e confusa, implorava +pietà, riconobbe la voce di Santa-Fè, il quale +comparve tutto coperto di sangue ed inseguito da +alcuni banditi. Bianca non vide, non sentì più +nulla, e cadde svenuta nelle braccia di chi la +teneva.</p> + +<p>Appena riacquistò l'uso de' sensi, riconobbe, all'incerta +luce che vacillava intorno a lei, d'esser +sempre nella medesima stanza. Restò alcun momento +nell'incertezza e nello stupore. Un sordo +gemito vicino a lei la fece memore di Santa-Fè, e +dello stato in cui l'aveva veduto; allora alzandosi, +si avanzò dalla parte d'onde veniva il sospiro. Non +tardò molto a riconoscere, in un corpo steso sul +pavimento, Santa-Fè pallido e sfigurato, che non +poteva parlare. Aveva gli occhi chiusi, ed una delle +sue mani, ch'ella prese nell'ambascia della disperazione, +era bagnata di freddo sudore. Lo chiamò +per nome, e gridò aiuto; qualcuno s'avvicina, un +uomo entra: non era il conte; ma qual fu la di lei +sorpresa, quando, supplicandolo di soccorrere Santa-Fè, +riconobbe Lodovico! Ebbe egli appena tempo +di riconoscerla; si occupò subito delle ferite del +cavaliere, e giudicando che l'immensa perdita del +sangue cagionava probabilmente la sua debolezza, +corse a cercare acqua per lavargli le ferite e fasciargliele +alla meglio.<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p> + +<p>Appena egli fu uscito, Bianca udì camminare, e +vide entrare Villefort con una torcia nella mano +sinistra, e la spada insanguinata nella destra, che, +tutto anelante, chiamava impazientemente la figlia. +Al suono di questa voce ben nota essa volò nelle +di lui braccia. Il conte, lasciando cadere la spada, +la strinse al seno con indicibil trasporto di gioia e +stupore: le domandò di Santa-Fè, e lo vide per +terra dando qualche segno di vita. Lodovico tornò +di lì a poco ben provvisto d'acqua e di acquavite; +gli applicò l'una alla bocca e l'altra alle tempie, e +Bianca lo vide finalmente aprir gli occhi, domandando +subito di lei. La gioia ch'essa provò in quel momento, +fu subito sturbata da una nuova inquietudine: +Lodovico dichiarò che bisognava senza ritardo +trasportare il cavaliere.</p> + +<p>« I banditi che sono di fuori erano aspettati, e +se perdiamo tempo ci troveranno qui. Sanno benissimo +che il suono del corno, ad un'ora così strana, +è sempre il segnale d'un estremo pericolo, e l'eco +di questi monti ne porta la voce a molta distanza. +Li ho veduti tornare in consimili casi dalle falde +del Melicante. Avete voi appostata una <a name="tn90" id="tn90"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'vendetta'">vedetta</ins> all'ingresso +del forte?</p> + +<p> — No, » disse il conte, « la mia gente è dispersa, +e non so dove sia. Lodovico, va tosto a +riunirla, ma abbi cura di te stesso, e ascolta se +senti i muli. »</p> + +<p>Lodovico uscì immediatamente, ed il conte riflettè +al modo di trasportar Santa-Fè, il quale non +avrebbe potuto sopportare il moto d'una mula, +quand'anche fosse stato in grado di reggersi in +sella.</p> + +<p>Mentre il conte raccontava come i banditi fossero +stati rinchiusi nella torre, Bianca osservò che +era ferito anch'esso nel braccio sinistro; egli le +rispose, sorridendo, quella ferita esser leggerissima. +I servi, tranne due che furon lasciati alla porta<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +della fortezza, comparvero allora tutti, preceduti +da Lodovico.</p> + +<p>« Mi pare, signore, » diss'egli, « di sentir venire +de' muli dal fondo della valle, ma il mormorio +del torrente m'impedisce di accertarmene; ho +portato meco l'occorrente pel trasporto del signor +cavaliere. »</p> + +<p>Mostrò allora una gran pelle d'orso attaccata a +due pertiche che formava una comoda lettiga, di +cui si servivano i banditi per trasportare i loro feriti. +Lodovico la spiegò, vi adattò sopra alcune +pelli di capra per renderla più morbida, fasciò le +ferite del cavaliere, ed avendovelo posato dolcemente, +le due guide, prendendo le quattro estremità +delle pertiche sulle spalle, s'incamminarono per andarsene +insieme ai servitori del conte, alcuni dei +quali erano stati leggermente feriti. Passando per +la sala, udirono da lontano un tumulto orribile: +Bianca ne fu molto allarmata.</p> + +<p>« Non temete, » disse Lodovico, « son tutti quei +birbanti chiusi nella torre.</p> + +<p> — Mi sembra che atterrino la porta, » disse il +conte.</p> + +<p> — È impossibile, signore, » rispose Lodovico, +« perchè la porta è di ferro. Noi non abbiamo nulla +da temere: intanto io andrò avanti per osservar +meglio se mai si ode o non si vede nulla. »</p> + +<p>Tutti lo seguirono; dopo essere stati alcun poco +in ascolto, non udirono altro che il mormorio del +torrente, ed una fresca brezzolina che agitava i rami +dell'antica quercia nel cortile. I viaggiatori videro +allora con estremo piacere che cominciava a spuntar +il giorno, e Lodovico, alla testa della comitiva, +la fece scendere nella valle per un sentiero opposto +a quello pel quale erano venuti colà.</p> + +<p>« Evitiamo la strada, » diss'egli, « che hanno +preso i banditi stamattina. »</p> + +<p>I viaggiatori si trovarono ben presto in una<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span> +strettissima valle: l'alba imbianchiva gradatamente +i monti, e scopriva verdi praticelli che ricoprivan +le falde delle rupi, sulle quali sorgevano le querce +ed i lecci; la tempesta era cessata; l'aria del mattino +e la vista di quella verzura, ancor più fresca +per la pioggia della notte, rianimarono gli spiriti +abbattuti della comitiva. Il sole sorse di lì a poco, +e tutte le piante rosseggiarono in breve de' suoi +raggi dorati; un resto di nebbia aggiravasi ancora +in fondo alla valle, ma il vento la cacciava, ed a +poco a poco il sole la fece sparir tutta. Dopo aver +percorso una lega di cammino, Santa-Fè si querelò +dell'eccessiva debolezza: sostarono per ristorarlo, e +lasciar riposare i portatori. Lodovico si era munito, +prima di partire, di qualche bottiglia di vino di +Spagna, e ne distribuì a tutta la carovana; ma +Santa-Fè non potè risentirne che un sollievo momentaneo. +Una febbre ardentissima acquistò nuova +forza per l'uso di questa bibita; egli non poteva +nascondere i suoi orribili patimenti, nè astenersi +dall'esprimere il desiderio impaziente di giungere +all'osteria, in cui avevano prefisso di passar la +notte precedente.</p> + +<p>Mentre riposavano tutti all'ombra degli abeti, +il conte pregò Lodovico di spiegargli brevemente +in qual modo fosse sparito dall'appartamento del +nord, come avesse potuto cadere nelle mani di quei +banditi, e contribuito in una maniera così prodigiosa +a salvarlo colla sua famiglia. Il conte gli attribuiva +giustamente la loro salvezza. Lodovico accingevasi +ad obbedirlo, ma un colpo di pistola sparato +nella strada già da essi percorsa cagionando +nuovi timori, obbligò i viaggiatori a rimettersi in +cammino.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_LI" id="CAPITOLO_LI"></a>CAPITOLO LI</h2> + +<p>Emilia intanto provava la massima inquietudine +sul destino di Valancourt. Teresa trovò finalmente +una persona fidata da spedire al fattore, la quale +s'impegnò di tornare il giorno dopo, e Emilia promise +di trovarsi alla capanna di Teresa, che, divenuta +zoppa, non poteva uscir di casa. Verso sera +Emilia s'incamminò sola a quella parte con tetri +presentimenti. L'ora già avanzata accresceva la sua +malinconia. Era la fine dell'autunno; una densa +nebbia nascondeva in parte la cima dei monti, e il +vento freddo, che soffiava nei faggi, copriva la via +delle ultime foglie ingiallite. La loro caduta, presagio +della fine dell'anno, era l'immagine della desolazione +del suo cuore, e sembrava predirle la +morte di Valancourt: ne provò un presentimento +sì forte, che fu più volte sul punto di tornare addietro. +Non aveva forza bastante per andare incontro +a cotest'orribile certezza; ma lottò contro la sua +emozione e continuò ad avanzare.</p> + +<p>Camminava mesta, ed i suoi occhi seguitavano il +movimento delle masse vaporose che stendevansi +all'orizzonte; considerava le fuggitive rondinelle, +le quali, in balìa all'agitazione de' venti, ora scomparendo +tra le nubi, ora aleggiando in atmosfere +più tranquille, sembravano rappresentarle le afflizioni +e le vicende, ond'essa era stata vittima. Aveva +subìto i capricci della fortuna ed i turbini della +sventura; aveva avuto qualche corto istante di calma. +Ma come dare il nome di calma a ciò che non +era se non la sospensione del dolore? Sfuggita ormai +ai più crudeli pericoli, indipendente da' suoi +tiranni, trovavasi padrona di una sostanza ragguardevole; +avrebbe potuto con ragione aspettarsi di +gustare la felicità; ma essa n'era più lungi che +mai: sarebbesi accusata di debolezza e d'ingratitudine,<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span> +se avesse sofferto che il sentimento dei beni +che possedeva fosse soffocato da quello d'un solo +infortunio, se questo però non avesse colpito che +lei sola. Ma essa piangeva per Valancourt, e se anche +egli vivesse, le lacrime della pietà si univano +a quelle del rammarico, afflittissima che un uomo +come lui fosse caduto nel vizio, e quindi nella miseria. +La ragione e l'umanità reclamavano assieme +le lacrime dell'amicizia, ed il suo coraggio non poteva +separarle ancor da quelle dell'amore. Nel momento +attuale però non la tormentava la certezza +dei torti di Valancourt, bensì il timore della di lui +morte; le pareva, per così dire, di essere la causa +innocente di questa disgrazia. La sua inquietudine +aumentava ad ogni passo, e quando vide da lontano +la capanna, le mancò il coraggio di avvicinarsi e +sedette sur un banco nel sentiero. Il vento che susurrava +tra le frondi pareva alla sua rattristata immaginazione +recar suoni queruli; ed anche negl'intervalli +di calma credea udire ancora dolorosi accenti. +Prestando maggior attenzione, si convinse +dell'error suo, e le tenebre, divenute più folte per +la prossima caduta del dì, l'avvertirono d'allontanarsi, +e con passo vacillante giunse alla capanna. +Traverso i vetri si vedea scintillare un buon fuoco, +e Teresa, avendo veduto venire Emilia, stava sulla +porta ad aspettarla.</p> + +<p>« La sera è fredda assai, signorina, » le disse +ella. « Vuol piovere, ed ho creduto che un buon +fuoco non dovesse spiacervi. Sedete dunque vicino +a me. »</p> + +<p>Emilia la ringraziò della sua attenzione, e guardandola +in volto, fu colpita dalla sua tristezza. Si +gettò sulla sedia, incapace di parlare, e la di lei +fisonomia esprimeva tanta disperazione, che Teresa +ne comprese il motivo, eppure taceva.</p> + +<p>« Ah! » sclamò finalmente Emilia; « è inutile che +me lo diciate. Il vostro silenzio, i vostri sguardi +parlano abbastanza; egli è morto.<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p> + +<p> — Oimè! mia cara padrona, » rispose Teresa colle +lacrime agli occhi, « questo mondo è pieno di affanni. +I ricchi ne hanno la lor dose come i poveri; +ma procuriamo di sopportare in pace il carico che +ci manda il cielo.</p> + +<p> — Egli è dunque morto? » interruppe Emilia. +« Ah! Valancourt è morto!</p> + +<p> — Orribil giorno! Io ne temo, » soggiunse +Teresa.</p> + +<p> — Lo temete soltanto? »</p> + +<p> — Sì, signorina, lo temo. Nè il fattore, nè verun'altra +persona ha sentito più parlare di lui a +Estuvière, dacchè è partito per la Linguadoca. Suo +fratello ne è afflittissimo. Egli dice che scrive sempre +esattamente, ma che non ha ricevuto veruna +lettera da lui dopo la sua partenza: doveva esser +già di ritorno da tre settimane: non ha scritto, non +è tornato, e si teme che gli sia accaduta qualche +disgrazia. Oimè! io non credeva di viver tanto da +dover piangere la sua morte. Io son vecchia, e poteva +morire senza dispiacere; mentre lui... »</p> + +<p>Emilia, quasi moribonda, chiese un po' d'acqua: +Teresa, spaventata, affrettossi a soccorrerla, e mentre +le porgeva l'acqua, continuò: « Cara signorina, +non vi affliggete tanto; il cavaliere può essere sano +e salvo. Speriamo!</p> + +<p> — Oh! no, non posso sperare, » disse Emilia. +« Io so circostanze che mi piombano anzi nella disperazione; +ma or mi sento meglio, e posso ascoltarvi: +dettagliatemi tutto quel che avete saputo.</p> + +<p> — Aspettate d'esservi rimessa, signorina; mi +sembra che stiate sì male!</p> + +<p> — Oh! no, Teresa, ditemi tutto intanto che posso +ascoltarvi, ditemi tutto, ve ne scongiuro.</p> + +<p> — Ebbene, » rispose Teresa, « vi acconsento. Il +fattore ha detto pochissimo. Riccardo pretende ch'egli +parlasse con molto riserbo del signor <a name="tn96" id="tn96"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Valencurt'">Valancourt</ins>. +Quel ch'egli ha saputo, gli fu confidato da Gabriello,<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +uno dei servitori del conte, che disse essergli stato +confidato da un amico del suo padrone. Dice dunque +che Gabriello e tutti i servitori erano in gran +pena pel signor Valancourt; ch'esso era un giovine +così buono così amabile, e che lo amavano +tutti come loro fratello; che non comandava imperiosamente, +come tanti altri signori; che perciò era +molto rispettato, e che la servitù l'obbediva volentieri +al primo cenno per paura di spiacergli. Il +signor conte stava in gran pena pel cavaliere, quantunque +fosse andato in collera con lui ultimamente. +Gabriello dice aver saputo che il signor Valancourt +aveva fatte pazzie a Parigi; che aveva spesi molti +denari, ed era stato perfino messo in prigione. Che +il signor conte ricusava di liberarnelo, pretendendo +ch'egli meritasse un tal castigo. Appena il vecchio +Gregorio il cantiniere ne fu informato, fece fare un +bastone a punta ferrata per andar a piedi a Parigi +a trovare il padroncino; quando furono avvertiti che +il signor Valancourt era di ritorno. Oh! qual gioia +al suo arrivo! egli era però molto cambiato. Il +conte lo ricevè freddamente, ed era afflitto. Il cavaliere +partì immediatamente per la Linguadoca; e +da quel momento, disse Gabriello, non se n'è saputo +più nulla. »</p> + +<p>Teresa tacque; Emilia sospirava, nè ardiva sollevar +gli occhi da terra. Dopo una lunghissima +pausa, sclamò: « Oh! Valancourt, tu sei perduto, e +perduto per sempre. E son io, son io che ti diedi +la morte. »</p> + +<p>Quelle parole, quegli accenti disperati allarmarono +la povera Teresa, la quale temè che quel colpo terribile +non avesse alterata la ragione di Emilia.</p> + +<p>« Mia cara padrona, calmatevi, » diss'ella; « non +dite di queste cose: è impossibile che voi abbiate +potuto uccidere il signor Valancourt. »</p> + +<p>Emilia non le rispose che con un gran sospiro.</p> + +<p>« O mia cara signorina, » ripigliò Teresa, « il<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +cuore mi si spezza vedendovi in tale stato, cogli +sguardi fissi, pallida in volto, e sì afflitta. Mi spaventa +il vedervi così. » Emilia non apriva bocca, e +non parea udir nulla. « E d'altra parte, madamigella, » +soggiunse la vecchia, « il signor Valancourt può +essere sano ed allegro, malgrado quanto sappiam noi. »</p> + +<p>A tal nome, la fanciulla alzò gli occhi e guardolla +con occhi smarriti, come se avesse cercato di +capirla.</p> + +<p>« Sì, cara padroncina, » ripigliò Teresa ingannandosi +sulla di lei intenzione, « il signor Valancourt +può essere sano ed allegro. »</p> + +<p>Alla ripetizione di quest'ultime parole, Emilia ne +comprese il senso; ma invece di produrre l'effetto +che ne aspettava Teresa, parvero soltanto raddoppiare +il suo dolore: si alzò bruscamente, e percorse +la cameretta a veloci passi, battendo palma a palma +e singhiozzando. Mentre passeggiava così il suono +dolce e sostenuto d'un oboè o flauto si mescolò +alla bufera. La sua dolcezza colpì Emilia; sostò +tutta attenta: i suoni recati dal vento si perdettero +in una raffica più forte; ma il loro accento querulo +le commosse il cuore, ed ella si strusse in lagrime.</p> + +<p>« Oh! » sclamò Teresa, tergendo le lagrime; « è +Riccardo il figlio del vicino che suona il suo strumento; +è una musica malinconica. »</p> + +<p>Emilia continuava a piangere.</p> + +<p>« Egli suona spesso alla sera, » continuò la vecchia, +« e fa ballare la gioventù. Ma, signorina, non +piangete così. Venite qui vicino al fuoco che, fa +freddo, e bevete un bicchier di vino per ristorarvi. »</p> + +<p>Ed accomodatale una sedia al camino, andò a +cavar dalla credenza un fiasco.</p> + +<p>« Questo non è un vino ordinario, » soggiunse; +« è del migliore di Linguadoca, e l'ultimo de' sei +fiaschi che mi regalò il signor Valancourt quando +partì per Parigi. Io non lo bevo mai senza pensare<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span> +a lui, e alle sue parole piene di bontà nell'atto di +consegnarmelo. <i>Teresa</i>, mi diss'egli, <i>voi non siete +più giovine; tratto tratto dovreste bere un bicchier +di vino. Io ve ne manderò qualche altro fiasco, +e bevendolo ricordatevi di me, vostro amico</i>. Sì, +furon queste le sue parole: <i>Di me, vostro amico!</i> » +Emilia continuava a camminar per la stanza, senza +badare alle parole di Teresa, la quale continuò: « Mi +son sempre ricordata di lui; povero giovine! Egli +mi donò questo ricetto e sostenne la mia vecchiaia. +Ah! se è vero che sia morto, sarà in paradiso col +mio rispettabile padrone. »</p> + +<p>Qui si mise a piangere, e depose il fiasco. Il suo +dolore rinnovò quello di Emilia, che si avvicinò a +lei, e guardolla attentamente come oppressa dalla +riflessione ch'essa piangeva per Valancourt. La +buona vecchia però, asciugando le lagrime, si fece +coraggio, e le disse:</p> + +<p>« Per carità non v'affliggete di più; prendete, +di grazia, un sorso di questo vino. Gustatelo per +l'amor del signor Valancourt, che me lo ha regalato, +come vi dissi. »</p> + +<p>La mano d'Emilia, che aveva preso il bicchiere, +tremò, e sparse il liquore nel ritirarlo dalle labbra.</p> + +<p>« Per l'amore di chi? » sclamò ella; « chi vi +ha dato questo vino?</p> + +<p> — Il signor Valancourt, cara padroncina; sapea +io che vi farebbe piacere; è l'ultimo mio fiasco. »</p> + +<p>La fanciulla depose il bicchiere sulla tavola, proruppe +nuovamente in un dirotto pianto, e Teresa, +sconcertata e dolente, procurò di consolarla. Emilia +le fe' cenno colla mano, che desiderava restar sola, +e pianse sempre più forte. Un lieve colpo battuto alla +porta non permise alla vecchia di lasciarla al momento. +Emilia la pregò di non aprire a nessuno; +ma pensando poi che poteva essere Filippo, il suo +servitore, procurò di tergere il pianto, e Teresa andò +ad aprire.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span></p> + +<p>La voce ch'ella intese attirò tutta la di lei attenzione: +tese l'orecchio, volse gli occhi verso la +porta, una persona comparve, e la fiamma del fuoco +le fe' riconoscere... Valancourt!...</p> + +<p>Nel vederlo, si scosse da capo a piedi, tremò, +e perdendo l'uso dei sensi non vide più nulla. Un +grido di Teresa annunziò che anche lei aveva riconosciuto +il giovane. L'oscurità, sul primo momento, +non aveale permesso di distinguerlo. Egli cessò di +occuparsi di lei, vedendo cadere una persona dalla +sedia vicino al fuoco. Volò a soccorrerla, e s'avvide +di sostenere Emilia. La commozione che provò per +l'inaspettato incontro, ritrovando colei da cui si +credeva diviso per sempre, tenendola pallida e svenuta +fra le sue braccia, è più facile ad immaginare +che a descrivere! Sarà egualmente facile figurarsi +ciò che provò Emilia, allorchè riaprendo gli occhi, +rivide Valancourt. L'espressione inquieta colla quale +la considerava, si cambiò tosto in un misto di gioia +e tenerezza. Allorchè i suoi occhi s'incontrarono in +quelli di lei, e che la vide in procinto di rinvenire, +potè esclamare appena: <i>Emilia!</i> ma essa, volgendo +altrove gli sguardi, fece un debole sforzo per ritirare +la mano. Nei primi momenti che succedettero +alle angosce dolorose, cagionate dall'idea della sua +morte, Emilia obbliò tutti i falli dell'amante: lo rivide +qual era nel momento in cui meritava il suo +amore, ne risentì altro che gioia e tenerezza; ma +oimè! fu un'illusione passaggiera! Le di lei riflessioni +s'innalzarono nuovamente, come tante nubi +sull'orizzonte, ad oscurare l'immagine lusinghiera +che inebriava il suo cuore. Rivide allora Valancourt +degradato in faccia alla società, indegno ormai della +sua stima e tenerezza. Le mancò la forza, ritirò la +mano, e si volse dalla parte opposta per nascondere +il suo dolore. Il giovane, più agitato ed imbarazzato +di lei, se ne stava muto e dolente.</p> + +<p>Il sentimento di quanto doveva a sè stessa, trattenne<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +le sue lagrime, e le insegnò a dissimulare +parte della gioia e del dolore, che facevano il più +fiero contrasto nel fondo del suo cuore. Si alzò, +ringraziollo della sua attenzione, salutò Teresa, e +volle andarsene. Valancourt, svegliato come da un +sogno, la supplicò umilmente di accordargli un momento +d'attenzione. Il cuore d'Emilia perorava forte +in favor suo; ma ebbe il coraggio di resistere, e +non badando neppure alle suppliche di Teresa, che +la pregava di non esporsi sola in tempo di notte, +aveva già aperta la porta; ma la pioggia dirotta +l'obbligò a rientrare.</p> + +<p>Muta, interdetta, tornò vicino al fuoco. Valancourt, +inquieto, turbato, camminava a gran passi per la +stanza, come se avesse temuto e desiderato di parlare. +Teresa esprimeva senza ritegno la gioia e la +sorpresa che le cagionava il suo arrivo.</p> + +<p>« Oh! mio caro benefattore, » diceva essa, « io +non sono mai stata così contenta come in questo +punto. Poco fa eravamo immerse ambedue nella +massima afflizione per causa vostra; credendo che +foste morto, parlavamo di voi, e piangevamo insieme; +in quella appunto bussaste alla porta: la mia cara +padrona versava calde lagrime. »</p> + +<p>Emilia guardò Teresa in atto di disapprovazione; +ma, prima ch'ella potesse parlargli, Valancourt, incapace +di contenersi ulteriormente, esclamò:</p> + +<p>« Mia Emilia, vi son io dunque tuttavia caro? +Voi mi onorate d'un pensiero, d'una lagrima! O +cielo! Voi piangete, anche adesso piangete!</p> + +<p> — Signore, » disse Emilia, procurando di frenare +il pianto, « Teresa ha ben ragione di ricordarsi +di voi con gratitudine. Ella era afflittissima +di non aver avuto vostre notizie: permettetemi che +vi ringrazi anch'io di tutte le bontà di cui la colmaste. +Ora son tornata, e spetta a me di averne cura.</p> + +<p> — Emilia, » le disse Valancourt, non sapendo +più contenersi, « così accogliete voi colui che già<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +una volta volevate onorare della vostra mano, colui +che vi ha amata tanto, e che tanto ha sofferto per +voi? Ma che potrò io allegare in mia difesa? Perdonatemi, +signora, perdonatemi, non so più quel +che mi dica: non ho più diritto ai vostri pensieri: +ho perduto tutti i miei titoli alla vostra stima e al +vostro amore. Sì, ma non oblierò mai d'averli posseduti +un tempo; la certezza di averli perduti, +forma ora la mia più crudele disperazione, il mio +maggior tormento.</p> + +<p> — Ah! mio caro signore, » disse Teresa prevedendo +la risposta di Emilia, « voi parlate di aver +già posseduto i suoi affetti... Anche adesso, sì, anche +adesso, la mia padrona vi preferisce al mondo intiero, +quantunque non voglia confessarlo.</p> + +<p> — Ciò è veramente insopportabile, » disse Emilia. +« Teresa, voi non sapete che cosa vi dite. Signore, +se avete qualche riguardo, alla mia tranquillità, +spero non vorrete prolungare questo momento +doloroso.</p> + +<p> — Io la rispetto troppo per turbarla volontariamente, » +rispose Valancourt, il cui orgoglio lottava +allora colla tenerezza; « non mi renderò volontariamente +importuno. Vi aveva chiesto qualche +istante d'attenzione, ma a che mi gioverebbe? Raccontandovi +i miei affanni, non farei che avvilirmi +vie maggiormente, senza eccitare la vostra pietà. +Sappiate però, Emilia, che fui, e sono ben disgraziato! »</p> + +<p>La sua voce vacillante divenne allora l'accento +del dolore. Volse uno sguardo disperato alla giovine, +e s'accinse a partire.</p> + +<p>« Come! » soggiunse Teresa, « volete uscire con +questa pioggia! No, no, il mio caro benefattore non +deve allontanarsi in questo momento. Mio Dio! +Quanto son pazzi i grandi di respingere così la +loro felicità! Se foste povera gente, a quest'ora sarebbe +già tutto finito. Parlare d'indegnità, dire che<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +non vi amate più, quando in tutta la provincia non +vi son due cuori più teneri o, a dir meglio, due +persone che si amino tanto come voi due! »</p> + +<p>Emilia, oppressa da inesprimibile ambascia, si +alzò e disse: « Non piove più, voglio andarmene.</p> + +<p> — Restate, Emilia, restate, signorina, » rispose +Valancourt, armandosi di tutta la sua risoluzione, +« non vi affliggerò vie più colla mia presenza. Perdonatemi +se non ho obbedito più presto. Se lo potete, +compiangete colui che vi perde, e perde così +ogni speranza di riposo. Possiate esser felice, sebbene +io rimarrò eternamente infelice, possiate essere +felice quant'io ve lo desidero con tutto il cuore. »</p> + +<p>Gli mancò la voce a queste ultime parole, impallidì, +gettò su di lei uno sguardo di tenerezza e dolore +inesprimibili, e fuggì precipitosamente.</p> + +<p>« Caro signore! Mio benefattore! » gridò Teresa +seguendolo alla porta. « Signor Valancourt! Come +piove! Che notte burrascosa per lasciarlo andar via! +egli morrà sicuramente dal dolore e dall'affanno. +Cara signora Emilia, quanto siete incostante! poco +fa piangevate la sua morte, ed ora lo scacciate così +barbaramente! »</p> + +<p>La fanciulla non rispose, e non udiva quel che +diceva colei. Assorta nel suo dolore e nelle sue riflessioni, +restava seduta cogli occhi fissi sul fuoco, +e l'imagine del giovane presente al pensiero.</p> + +<p>« Il signor Valancourt è molto cambiato, signora; +com'è dimagrato! come afflitto! Eppoi ha il braccio +fasciato. »</p> + +<p>Emilia alzò gli occhi; non aveva osservata quest'ultima +circostanza. Non dubitò più allora che +Valancourt non fosse stato ferito dal giardiniere. A +tal convinzione tutta la sua pietà si riaccese, e si +rimproverò d'averlo lasciato partire con un tempo +così cattivo.</p> + +<p>Poco dopo vennero a prenderla in carrozza. Emilia +sgridò Teresa per le cose irriflessive dette al +Valancourt, le ordinò espressamente di non fare<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +mai più certi discorsi, e se ne tornò al castello +pensierosa ed afflitta.</p> + +<p>Valancourt, intanto, era rientrato nell'osteria del +villaggio, ove aveva preso alloggio pochi momenti +soltanto prima d'andare a visitar Teresa. Veniva a +Tolosa e recavasi al castello del conte di Duverney. +Non eravi più tornato dopo la sua separazione da +Emilia a Blangy. Era rimasto qualche tempo nelle +vicinanze d'un luogo ove abitava l'oggetto più caro +al suo cuore. V'erano momenti in cui il dolore e +la disperazione lo stringevano a ricomparire innanzi +ad Emilia, e rinnovare le istanze a dispetto delle +sue sciagure. Una nobil fierezza però, la tenerezza +del suo amore, che non poteva acconsentire ad +avvolgerla nei suoi infortuni, avevano finalmente +trionfato della passione. Ritornando in Guascogna, +era passato da Tolosa, e vi si trovava allorchè vi +giunse Emilia. Andava a nascondere ed alimentare +la sua dolorosa mestizia in quel medesimo giardino +nel quale aveva <a name="tn103" id="tn103"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'passate'">passato</ins> presso di lei momenti così +felici. Volendo aver la consolazione di rivederla ancor +una volta, e ritrovarsi vicino a lei, passeggiava una +sera nel parco, quando il giardiniere, prendendolo per +un ladro, gli tirò una schioppettata, e lo ferì in un +braccio. Questo caso l'aveva trattenuto a Tolosa per +farsi curare: là, senza premura per sè medesimo, +senza riguardi pe' parenti, la cui fredda accoglienza +al suo ritorno da Parigi l'aveva scoraggito, non +aveva informato nessuno della sua situazione. Ritrovandosi +in istato di viaggiare, tornava ad Estuvière, +passando per la valle; sperava di aver colà +notizie d'Emilia; voleva trovarsi vicino a lei; desiderava +anche informarsene dalla vecchia Teresa, e +credeva in fine, che, nella di lui assenza, l'avrebbero +privata della sua pensione. Tutti questi motivi lo +avevano dunque condotto alla capanna di Teresa +dove aveva incontrato Emilia.</p> + +<p>Quella conferenza inaspettata avevagli dimostrato +a un tempo tutta la tenerezza dell'amore di Emilia,<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span> +e tutta la fermezza della di lei risoluzione. La sua +disperazione erasi rinnovata con maggior forza, e +non eravi considerazione bastante per acquietarlo. +L'immagine di Emilia, la di lei voce ed i suoi +sguardi, si presentavano incessantemente alla di lui +fantasia, e qualunque sentimento era bandito dal +suo cuore, eccettuato la disperazione e l'amore. +Un'ora prima della mezzanotte ritornò da Teresa +per sentir parlar di Emilia e trovarsi ancora nel +luogo già da lei occupato. La gioia che provò ed +espresse quella povera vecchia, si cangiò presto in +tristezza, allorchè ebbe osservato i di lui sguardi +smarriti e la profonda malinconia che l'opprimeva. +Dopo avere ascoltato attentamente tutto quel ch'essa +poteva dirgli intorno ad Emilia, le regalò tutto il +denaro che aveva indosso, quantunque ella si ostinasse +a ricusarlo, e l'assicurasse che la sua padrona +aveva provveduto ai di lei bisogni. Le consegnò +anche un anello di valore, incaricandola espressamente +di presentarlo a Emilia. La faceva pregare +d'accordargli quest'ultimo favore di conservarlo per +amor suo, e rammentarsi qualche volta, nel guardarlo, +dell'infelice Valancourt che glielo inviava.</p> + +<p>Teresa pianse nel riceverlo, ma più per tenerezza, +che per l'effetto di alcun presentimento. Prima +ch'ella potesse rispondere, Valancourt era già partito; +corse sulla porta a chiamarlo, supplicandolo +di tornare indietro, ma non n'ebbe alcuna risposta, +e non lo vide più.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_LII" id="CAPITOLO_LII"></a>CAPITOLO LII</h2> + +<p>La mattina di poi, Emilia, nel gabinetto contiguo +alla biblioteca, rifletteva alla scena della sera precedente, +allorquando Annetta entrò anelante, ed abbandonossi +senza fiato su d'una sedia. Passarono +alcuni minuti prima che potesse rispondere alle interrogazioni +di Emilia; finalmente esclamò:</p> + +<p>« Ho veduto la sua ombra, signorina, sì, ho veduto +la sua ombra!<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p> + +<p> — Che vuoi tu dire? » disse Emilia con impazienza.</p> + +<p> — Egli è uscito dal cortile, mentr'io traversava +il salotto.</p> + +<p> — Ma di chi parli? » ripetè Emilia; « chi è +uscito dal cortile?</p> + +<p> — Era vestito come lo vidi le centinaia di volte. +Ah! chi l'avrebbe mai creduto? »</p> + +<p>Emilia, annoiata da quelle ciarle insipide, si accingeva +a rimproverarle la sua ridicola credulità, +quando un servo venne a dirle che un forestiero +chiedeva di parlarle.</p> + +<p>Emilia, immaginandosi allora che il forestiere +fosse Valancourt, rispose essere occupata, e non +voler veder nessuno. Il servo tornò subito dopo +dicendo che il forestiere aveva cose importantissime +da comunicarle. Annetta, rimasta fin allora muta e +stupefatta, si scosse, e sclamò: « Sì, è Lodovico! +sì, è Lodovico. »</p> + +<p>E corse fuor dal gabinetto. Emilia ordinò al servitore +di seguirla, e, se era realmente Lodovico, +di farlo entrare sul momento.</p> + +<p>Poco dopo, comparve l'Italiano accompagnato da +Annetta, a cui l'allegrezza faceva obliare tutte le +convenienze, e non voleva parlar altro che lei. Emilia +esternò la sua sorpresa e soddisfazione nel vederlo. +La sua prima emozione crebbe allorchè aprì +le lettere del conte di Villefort e Bianca, che l'informavano +della loro avventura e della situazione +loro in un'osteria alle falde de' Pirenei, ov'erano +stati trattenuti dallo stato di Santa-Fè e dall'indisposizione +di Bianca. Quest'ultima aggiungeva che +il barone era arrivato, che avrebbe ricondotto il +figlio al suo castello, finchè fosse guarito dalle sue +ferite, e ch'essa con suo padre continuerebbero il +viaggio per la Linguadoca, e sarebbero passati dalla +valle, proponendosi di esservi il giorno seguente. +Essa pregava Emilia di trovarsi alle sue nozze, e +d'accompagnarli al castello di Blangy; lasciava poi<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +a Lodovico la cura di raccontare egli stesso le sue +avventure. Emilia, sebben premurosa di conoscere +in qual modo fosse sparito dall'appartamento del +nord, nondimeno volle sospendere questa soddisfazione +finchè non si fosse rifocillato, ed avesse parlato +a lungo colla sua Annetta, la cui gioia non sarebbe +stata così stravagante se fosse risorto dalla +tomba.</p> + +<p>Emilia, intanto, rileggeva le lettere de' suoi amici. +L'espressione della stima e dell'affetto loro, era in +quel momento un vero balsamo nel suo povero +cuore piagato. La sua tristezza, i suoi affanni, avevano +acquistato nell'ultimo colloquio una nuova +amarezza.</p> + +<p>L'invito di recarsi a Blangy era fatto dal conte +e dalla figlia colle più tenere espressioni. Anche la +contessa ne la sollecitava. L'occasione n'era sì importante +per l'amica sua, che Emilia non potea ricusarvisi. +Avrebbe desiderato non abbandonare le +placide ombre della sua dimora, ma sentiva la sconvenienza +di restarvi sola mentre Valancourt trattenevasi +ancora nelle vicinanze, oltrechè rifletteva che +la società e la varietà degli oggetti sarebbero riuscite +a tranquillare il suo spirito meglio della solitudine.</p> + +<p>Quando Lodovico ritornò nel gabinetto, lo pregò +di raccontarle dettagliatamente le sue avventure, e +spiegarle per qual caso abitasse co' banditi in mezzo +ai quali lo aveva trovato il conte.</p> + +<p>Egli obbedì. Annetta, la quale, in mezzo alle sue +tante ciarle, non aveva avuto il tempo di parlargliene, +si accinse ad ascoltare con ardente curiosità. +Ricordò prima alla padroncina e l'incredulità da +lei dimostrata ad Udolfo a proposito degli spiriti, +e la propria saggezza credendovi invece sì forte. +Emilia arrossì suo malgrado pensando alla fede +prestata ultimamente; notò soltanto che se l'avventura +di Lodovico avesse potuto giustificare la superstizione +d'Annetta, e' non sarebbe là a narrargliela.<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p> + +<p>Il giovane sorrise, inchinossi e cominciò in +questi termini:</p> + +<p>« Vi rammenterete, o signora, che il signor conte +ed il signor Enrico m'accompagnarono nell'appartamento +del nord. Per tutto il tempo che vi rimasero +non si presentò nulla di allarmante: appena +furono partiti, accesi un buon fuoco nella camera, +e sedetti presso al camino; aveva portato un libro +per distrarmi, e confesso che tratto tratto io guardava +qua e là con un sentimento simile alla paura. +Molte volte, quando il vento soffiava con violenza, +scuotendo le finestre, m'immaginai di udire rumori +molto strani; anzi una volta o due mi alzai, ed osservando +da per tutto non vidi altro che le grottesche +figure dei parati, le quali pareva mi facessero +boccacce. Passai così più di un'ora, e poi mi +parve udir rumore, esaminai di nuovo la camera, +e non vedendo nulla, ripresi il libro. Quando l'istoria +fu finita, mi assopii. D'improvviso fui svegliato +dal rumore che aveva già inteso; esso pareva +venire dalla parte del letto. Io non so se l'istoria +che aveva letta mi avesse alterata la fantasia, +o se mi venissero in mente tutte le ciarle che si +facevano su quell'appartamento; ma so bene che, +guardando il letto, mi parve vedere la faccia d'un +uomo fra le cortine. »</p> + +<p>A tai parole, Emilia fremè e divenne inquieta ricordandosi +lo spettacolo veduto colà da lei e dalla +vecchia Dorotea. « Vi confesso, signorina, » continuò +Lodovico, « che mi si agghiacciò il cuore. Il +medesimo rumore risvegliò di nuovo la mia attenzione: +distinsi lo scricchiolio d'una chiave che girava +in una serratura, e quel che mi sorprendeva +di più era il non vedere alcuna porta d'onde potesse +provenire quel suono. Un istante dopo il cortinaggio +del letto fu alzato lentamente, e comparve +una persona: essa usciva da una porticina nel +muro. Restò un momento nella medesima attitudine, +col resto del volto nascosto dal lembo della tappezzeria,<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +cosicchè non vedeasi altro che i suoi occhi. +Quando sollevò il capo, vidi di dietro a lei la +figura d'un altro uomo, che guardava per disopra +le spalle del primo. Non so come andasse la faccenda: +la mia spada era sul tavolino, ma non ebbi +la presenza di spirito d'impugnarla: restai zitto e +cheto a considerarli cogli occhi mezzo chiusi, affinchè +mi credessero addormentato. Suppongo che +realmente ne fossero persuasi; li udii concertarsi, +e restarono in quella posizione per lo spazio di +circa un minuto; allora credetti vedere altre teste +nell'apertura della porta, ed intesi parlar più forte.</p> + +<p> — Questa porticina mi sorprende; » interruppe +Emilia; « mi fu detto che il conte avea fatto levar +tutte le cortine ed esaminar le pareti, credendo che +celassero qualche andito pel quale fosse partito.</p> + +<p> — Non mi par tanto straordinario, signorina, che +quell'usciuolo abbia potuto sfuggire agli sguardi; +esso è praticato in una parete sottile che sembra +far parte del muro esteriore, per cui quand'anco il +signor conte l'avesse osservato, non avrebbe badato +ad una porta colla quale nessun passaggio parea +dovesse comunicare. Fatto sta che il passaggio +era nella grossezza del muro. Ma, per tornare agli +uomini ch'io distingueva confusamente nello sfondo +della porticina, ei non mi lasciarono a lungo in +sospeso; precipitaronsi nella camera e mi circondarono: +io aveva presa la spada, ma che poteva +fare un uomo contro quattro? Fui ben presto disarmato; +mi legarono le braccia, e postomi un bavaglio +in bocca, mi trascinarono nell'andito. Prima +di partire però lasciarono la mia spada sul tavolino, +<i>per soccorrere</i>, dicevano essi, <i>coloro che venissero al +par di me, a combattere gli spiriti</i>. Mi fecero traversare +parecchi corridoi strettissimi formati nella +grossezza del muro, e dopo avere sceso molti gradini, +giungemmo ad una vôlta sotto il castello. +Aprirono un uscio di pietra, ch'io credeva far +parte del muro; percorremmo un lunghissimo passaggio<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +scavato nel masso; un'altra porta ci condusse +ad un sotterraneo, e finalmente, dopo qualche +intervallo, mi trovai sul lido del mare appiè delle +rupi stesse, sulle quali sorge il castello: trovammo +una barca che aspettava quei birbanti; mi vi trascinarono, +e andammo a bordo d'un piccolo bastimento +ancorato a poca distanza. Quando fui là +dentro, due de' miei compagni restarono con me; +gli altri ricondussero la barca, ed il bastimento si +mise alla vela. Compresi allora il significato di tutto +ciò, e che cosa facessero quella gente al castello. +Sbarcammo al Rossiglione: dopo qualche giorno, i +loro compagni vennero dalle montagne, e mi condussero +nel forte in cui mi trovava quando giunse +il signor conte. Avean cura d'invigilarmi, ed anzi +m'aveano bendati gli occhi per condurmivi; ma +anche senza questa precauzione, credo mi sarebbe +stato assai difficile ritrovar la strada per quell'aspra +contrada. Appena fui colà, mi tenevano come +un prigioniero: non poteva mai uscire senza due o +tre de' miei compagni, ed era sì stanco della vita, +che andava studiando il modo di terminare la mia +miserabile esistenza.</p> + +<p> — Ma però vi lasciavan parlare, » disse Annetta; +« non vi mettevan più il bavaglio. Non capisco perchè +eravate sì stanco di vivere, senza parlare della +probabilità che avevate di rivedermi. »</p> + +<p>Lodovico sorrise, siccome anche Emilia, la quale +gli domandò per qual motivo quegli uomini l'avessero +rapito.</p> + +<p>« Mi accorsi tosto, » ripigliò egli, « che coloro +erano pirati, i quali da molti anni nascondevano il +loro bottino nei sotterranei del castello, che, essendo +vicino al mare, conveniva perfettamente ai loro disegni. +Onde non essere scoperti avevano adoperato +ogni mezzo per far credere che il castello era frequentato +dagli spiriti e dalle ombre, ed avendo +scoperto la via segreta, la quale conduceva all'appartamento +del nord, che dopo la morte della marchesa<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +stava sempre chiuso, non fu lor difficile riuscirvi. +La custode e suo marito, le uniche persone +che abitassero nel castello, spaventati oltremodo +dagli strani rumori che udivano, ricusarono di soggiornarvi +più a lungo. Allora tutto il paese credè +facilmente che il castello fosse abitato da' folletti, +tanto più che la marchesa era morta in una maniera +molto strana, e che il marchese da quel punto non +eravi più tornato.</p> + +<p> — Ma, » disse Emilia, « perchè mai que' pirati +non si contentavano della cava, e perchè stimavan +necessario deporre i loro furti nel castello?</p> + +<p> — La cava, madamigella, stava aperta a tutti, » +ripigliò il giovane, « ed i loro tesori sarebbero stati +in breve scoperti. Ne' sotterranei invece erano sicuri, +finchè il castello incutesse terrore. E' parve che i +pirati vi recassero a mezzanotte le prese fatte per +mare, e ve le tenessero, finchè potessero venderle +vantaggiosamente. Erano essi intimamente collegati +co' contrabbandieri e banditi che vivono ne' Pirenei, +e vi fanno un traffico inesprimibile. Io restai dunque +con questa banda di malandrini fino all'arrivo del +signor conte. Non oblierò giammai la pena che sentii +nel vederlo; quasi lo tenni perduto. Io sapeva che +se mi faceva conoscere, i banditi avrebbero scoperto +il suo nome, e probabilmente ci avrebbero +ammazzati, tutti, per impedire ch'egli scoprisse il +loro segreto, come proprietario di Blangy. Evitai +la vista del signor conte, e invigilai sui briganti, +risoluto, se progettassero qualche violenza, di mostrarmi, +e combattere per la vita del mio padrone. +Non tardai a sentir macchinare una trama infernale; +si trattava di una strage generale. Mi arrischiai a +farmi conoscere alla gente del conte; narrai quanto +si progettava, e ci concertammo insieme. Il signor +conte, allarmato per l'assenza della figlia, domandò +dove fosse. I banditi non lo soddisfecero. Il mio +padrone e Santa-Fè divennero furiosi. Pensando +allora ch'era tempo di mostrarci, ci lanciammo<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span> +nella stanza ov'era preparata la cena, gridando: +<i>Tradimento! Signor conte difendetevi.</i> Il conte ed +il cavaliere sguainarono la spada sul momento; la +zuffa fu ostinata, ma in fine noi restammo vincitori, +come avrete sentito nella lettera del mio +padrone.</p> + +<p> — È un'avventura singolare, » disse Emilia; +« certamente, Lodovico, la vostra prudenza ed intrepidezza +meritano molti elogi. Vi sono però varie +circostanze relative all'appartamento del nord, ch'io +non comprendo ancora, e che voi forse sarete in +grado di decifrarmi. Avete mai udito raccontare +dai banditi i pretesi prodigi che operavano in quel +luogo?</p> + +<p> — No, signorina, » rispose Lodovico; « non li +intesi parlarne mai: una volta sola li udii ridere +della vecchia custode, che quasi quasi stette per +sorprendere uno dei pirati. Fu dopo l'arrivo del +conte, e colui che fece la burla ne ridea a crepapelle. »</p> + +<p>Emilia arrossì, e pregò Lodovico di raccontargli +dettagliatamente quanto sapeva.</p> + +<p>« Ebbene, » diss'egli, « una notte che colui trovavasi +nella camera da letto, udì gente nel salotto +contiguo, e credendo non aver il tempo d'alzare il +parato ed aprir la porta, si nascose nel letto, e vi +restò per qualche tempo, credo io, molto intimorito.</p> + +<p> — Come lo foste voi, » interruppe Annetta, +« quando aveste l'ardire di passarvi la notte.</p> + +<p> — Sì, » rispose Lodovico, « appunto così. La +custode si avvicinò al letto con un'altra donna. +Temendo allora di essere scoperto, pensò che il +solo mezzo per salvarsi fosse quello di far loro +paura. Alzò dunque leggermente il trapunto; ma +il suo piano non riuscì, se non quando ebbe mostrata +la testa; allora esse fuggirono, ci diss'egli, +come se avessero veduto il diavolo, ed il birbante +se ne andò tranquillamente. »</p> + +<p>Emilia non potè trattenersi dal ridere a questa<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +spiegazione. Comprese l'incidente che l'aveva tanto +impaurita, e fu sorpresa di averne sofferto tanto; +ma considerò quindi, che appena lo spirito cede +alla debolezza della superstizione, qualunque inezia +basta a fare la massima impressione. Rammentandosi +però la musica misteriosa che si sentiva verso +mezzanotte al castello di Blangy, domandò a Lodovico +se per caso ne avesse saputo nulla, ma egli +non potè darne veruna spiegazione.</p> + +<p>« So per altro, signorina, » aggiunse, « che i pirati +non vi hanno parte; so che ne ridono, e dicono +che il diavolo è senza dubbio alleato con loro.</p> + +<p> — Scommetterei che hanno ragione, » disse Annetta +sempre con volto ilare. « Ho sempre creduto +che lui e gli spiriti fossero gli abitanti di quell'appartamento; +vedete dunque, signorina, che non +m'ingannava.</p> + +<p> — Non si può negare che lo spirito maligno +non v'abbia una estrema influenza, » disse Emilia +sorridendo: « ma stupisco che i pirati persistessero +nella loro condotta; dopo l'arrivo del conte, egli +è certo che prima o poi dovevano essere scoperti.</p> + +<p> — Ho motivo di credere, » rispose Lodovico, +« ch'essi non contassero seguitare che il tempo necessario +per mettere in salvo i loro tesori. Pare che +se ne occupassero subito dopo l'arrivo del conte; +ma non potevano lavorare che poche ore della notte, +e quando mi presero, la vôlta era già mezzo vuota. +Conveniva loro d'altronde di confermare tutte le +superstizioni relative all'appartamento, nel quale +ebbero la maggior premura di lasciar tutto al suo +posto per meglio mantener l'errore. Spesso, celiando +fra loro, si figuravano la costernazione degli abitanti +di Blangy per la mia scomparsa. A datare da +quel momento si credettero padroni assoluti del +castello. Seppi però che una notte, malgrado le loro +precauzioni, si scopersero quasi da sè. Andavano, +secondo il solito, a ripetere i sordi gemiti che facevano +tanta paura alle serve. Mentre stavano per<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +aprire, udirono voci nella camera da letto; il signor +conte mi disse che vi stava lui stesso col signor +Enrico: udirono ambidue strani lamenti, opera senza +dubbio dei malandrini, fedeli al loro disegno di +spargere il terrore. Il signor conte mi confessò di +aver provato una sensazione maggiore della sorpresa: +ma siccome il riposo della famiglia esigeva +il silenzio, si guardarono bene dal farne parola ad +alcuno. »</p> + +<p>Emilia, rammentandosi allora il cambiamento del +conte, dopo aver passata la notte in quel luogo misterioso, +ne riconobbe il motivo. Non fece nuove +interrogazioni a Lodovico, lo mandò a riposare, e +diede le disposizioni necessarie per ricevere i suoi +amici.</p> + +<p>La sera, Teresa quantunque zoppa, venne a portarle +l'anello di Valancourt. Emilia s'intenerì nel +vederlo, ma la rimproverò d'averlo ricevuto, e ricusò +d'accettarlo, malgrado il tristo piacere ch'essa +ne avrebbe avuto. Valancourt lo portava in tempi +più felici. Teresa pregò, supplicò, le rappresentò +l'abbattimento in cui era il cavaliere quando le +consegnò l'anello, le ripetè ciò ch'ei le aveva ordinato +di dire. Emilia, non potendo nascondere il +dolore che le cagionava quel racconto, proruppe in +dirotto pianto.</p> + +<p>« O Dio! Mia cara padroncina, » disse Teresa, +« perchè piangete? Vi conosco fin dall'infanzia, vi +amo come mia figlia, e vorrei vedervi felice. È vero +che conosco il signor Valancourt da poco tempo; +ma ho però forti ragioni per amarlo come mio +figlio! Io so benissimo che vi amate scambievolmente! +Perchè dunque piangere? » Emilia le fe' +segno di tacere, ma essa continuò: « Vi somigliate +amendue per ispirito e carattere; se foste maritati, +sareste la coppia più felice. Chi impedisce il vostro +matrimonio? Dio buono! Dio mio! Come mai si +può veder gente che sfuggono la loro felicità, piangono +e si disperano quasi non dipendesse da loro<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +l'esser contenti, e come se gli affanni ed il pianto +valessero più del riposo e della pace! La scienza +è certo una bella cosa, ma se non rende più saggi +di così, preferisco di non saper mai nulla. »</p> + +<p>L'età ed i lunghi servigi di Teresa le accordavano +il diritto di dire il suo parere; non per tanto +Emilia l'interruppe, e quantunque riconoscesse la +giustizia delle di lei osservazioni, non volle spiegarsi. +Si limitò a dirle che questo discorso l'affliggeva; +che, per regolare la sua condotta, aveva +motivi che non poteva spiegarle, e che bisognava +restituir l'anello al cavaliere, dicendogli com'essa +non potesse accettarlo. Le disse in seguito, che se +faceva caso della sua stima ed amicizia, non doveva +più incaricarsi di veruna ambasciata di Valancourt. +Teresa ne fu commossa, e tentò insistere, ma il malcontento +esternato dalla fisonomia della padroncina, +le impedì di proseguire, e partì afflitta e maravigliata.</p> + +<p>Per sollevare in qualche modo l'affanno e l'oppressione +sua, Emilia si occupò dei preparativi del +viaggio. Annetta, che la aiutava, parlava incessantemente +del ritorno di Lodovico colla più tenera +effusione. Emilia pensò che avrebbe potuto anticipare +la loro felicità, e decise che, se Lodovico era +costante quanto la semplice e buona cameriera, le +avrebbe dato una buona dote, e li avrebbe impiegati +in qualche parte de' suoi beni. Queste considerazioni +la fecero pensare alla porzione di patrimonio, +dal di lei padre venduta a Quesnel. Desiderava +ricomprarla, perchè Sant'Aubert aveva dimostrato +sovente il maggior rincrescimento che la +dimora principale de' suoi avi fosse passata in mani +straniere. Quel luogo, d'altronde, l'aveva veduta +nascere, ed era la culla de' suoi primi anni. Poco +le caleva de' beni di Tolosa, e si propose di venderli +per riacquistare il patrimonio avito, se Quesnel +acconsentisse a disfarsene. Tale accomodamento +non le pareva impossibile, dacchè egli s'occupava +di stabilirsi in Italia.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_LIII" id="CAPITOLO_LIII"></a>CAPITOLO LIII</h2> + +<p>Il giorno dipoi, l'arrivo de' suoi amici rianimò +l'afflittissima Emilia. La valle fu nuovamente l'asilo +d'un'amabile società. La sua indisposizione e +lo spavento avuto, toglievano a Bianca qualcosa della +sua vivacità, ma ella conservava però un'ingenua +semplicità, che la rendeva ancor più interessante. +La trista avventura de' Pirenei faceva desiderare +impazientemente al conte di tornare al suo castello. +Dopo una settimana, Emilia si preparò a seguire i +di lei ospiti in Linguadoca, ed affidò a Teresa la +cura della casa nella sua assenza. La vigilia della +partenza, la buona vecchia le riportò l'anello di +Valancourt, scongiurandola, colle lagrime agli occhi, +di accettarlo. Non aveva più veduto il cavaliere, nè +più udito parlar di lui dal momento che glie l'aveva +consegnato. Sì dicendo esternava in volto maggior +inquietudine che non volesse manifestarne. Emilia +represse la sua, e pensando ch'era per certo +tornato dal fratello, persistè nel rifiuto, e raccomandò +a Teresa di conservarlo, finchè rivedesse +Valancourt.</p> + +<p>Il giorno seguente partirono tutti dal castello +della valle, e giunsero l'indomani a Blangy. La +contessa, Enrico e Dupont, che Emilia fu sorpresa +di trovare colà, li ricevettero con indicibil trasporti +di gioia. La fanciulla si afflisse molto nel vedere che +il conte alimentava sempre le speranze dell'amico. +La sera del secondo giorno, Villefort le parlò nuovamente +delle offerte di Dupont: l'estrema dolcezza +di Emilia nell'ascoltarlo lo ingannò sullo stato del +di lei cuore; credè egli che Valancourt fosse quasi +dimenticato, e ch'ella potesse avere favorevoli disposizioni +per Dupont. Allorchè la di lei risposta +l'ebbe convinto del suo errore, il suo zelo per assicurare +la felicità di due persone che stimava cotanto +lo spinse a farle conoscere che, per un affetto<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span> +male impiegato, avvelenava i più bei giorni della +vita. Vedendo il di lei silenzio e l'abbattimento +della sua fisonomia, il conte finì per dirle: « Non +insisterò di più, ma son convinto appieno che non +rigetterete sempre un uomo tanto stimabile come +il signor Dupont. » Le risparmiò la pena di rispondere, +e s'allontanò subito.</p> + +<p>Emilia continuò a passeggiare, affliggendosi che +il conte non desistesse da un progetto da lei sempre +respinto. Perduta nelle sue tristi riflessioni, si +trovò insensibilmente al bosco che circondava il +convento di Santa Chiara, alla vista delle cui torri, +accortasi allora quanto si fosse allontanata, risolse +di prolungare un po' più la passeggiata, e d'andare +ad informarsi della badessa e delle monache sue +amiche. Entrò nel parlatorio, e non avendovi trovato +nessuno, suppose che fossero tutte in chiesa; +finalmente giunse una monaca cercando la badessa +con aria d'impazienza, senza osservare Emilia. Ella +si fece conoscere, ed intese che stavano pregando per +l'anima di suor Agnese, la quale aveva languito per +molto tempo, ed in quel momento era moribonda. +La monaca le fece il dettaglio dei patimenti di suor +Agnese, e le orribili convulsioni da essa patite. Era +ricaduta in uno stato tale di disperazione, che nè +le sue proprie orazioni, alle quali si univano quelle +di tutta la comunità, nè le assicurazioni del confessore, +non potevano calmarla, e lasciarle gustare +un solo istante di quiete.</p> + +<p>Emilia ascoltò tutto col massimo interesse; si +rammentava lo smarrimento notato sovente nella +fisonomia di suor Agnese, non meno che il racconto +di suor Francesca, e la di lei pietà diveniva maggiore. +Era già tardi; Emilia non potè nè vederla, +nè andar a pregare per lei in quel punto; incaricò +la monaca de' suoi complimenti per tutta la comunità, +e se ne tornò al castello, pensando tristamente +alla misera agonizzante.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_LIV" id="CAPITOLO_LIV"></a>CAPITOLO LIV</h2> + +<p>La sera del giorno dopo, Emilia, volendo saper +le nuove di suor Agnese e rivedere le amiche, persuase +Bianca di tenerle compagnia fino al monastero, +alla cui porta videro una carrozza co' cavalli +bagnati di sudore, lo che indicava essere giunti da +pochi minuti. Regnava il più cupo silenzio nel cortile +e nei chiostri ch'esse traversarono. Arrivando +nel salone, furono informate da una monaca che suor +Agnese viveva ancora in perfetto sentore, ma che +sicuramente sarebbe morta nel corso della notte. +Nel parlatorio, parecchie educande vennero a salutarla +e a discorrere con lei. Di lì a poco sopraggiunse +la badessa, ed espresse la massima soddisfazione +nel rivedere Emilia; le sue maniere però +avevano una singolar gravità, ed era di mesto umore. +« La nostra casa, » diss'ella dopo i primi complimenti, +« è veramente una casa di duolo. Una delle +nostre sorelle paga in questo momento il tributo +alla natura; voi non ignorate senza dubbio che la +nostra povera Agnese è moribonda. La morte ci +presenta una grande ed importante lezione; sappiamo +profittarne, ed impariamo a prepararci al cambiamento +che ci attende. Voi siete giovane, mia cara +Emilia, e potete acquistare l'inapprezzabile pace +della coscienza. Conservatela in gioventù, affinchè +divenga un giorno il vostro conforto. Invano avremo +fatto qualche buon'azione nell'età provetta, se i nostri +primi anni saranno stati macchiati da qualche +delitto. Gli ultimi giorni di Agnese sono stati esemplari. +Possano dunque espiare le colpe della sua +gioventù! I di lei patimenti attuali sono troppo +terribili; ma speriamo che le assicureranno il riposo +eterno. L'ho lasciata col suo confessore, e con un +signore cui desiderava ardentemente di vedere, e +ch'è arrivato or ora da Parigi: ardisco lusingarmi +che l'aiuteranno a riacquistare la calma, della quale<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +il suo spirito ha tanto bisogno. Durante la sua malattia, +essa vi ha rammentata talvolta. Potrebbe darsi +ch'ella provasse qualche consolazione nel vedervi. +Quando sarà sola andremo a trovarla, se ne avrete +il coraggio. Queste scene straziano il cuore, lo confesso; +ma è bene abituarvisi, poichè sono molto salutari +per l'anima, e ci preparano a quanto dobbiamo +soffrire. »</p> + +<p>Emilia divenne grave e pensierosa; questo discorso +le rammentava le massime del suo buon padre, e +sentì il bisogno di piangere nuovamente sulla di lui +tomba. Nell'intervallo del silenzio che susseguì le +parole della badessa, le tornarono in memoria alcune +minute circostanze de' suoi ultimi momenti: +la commozione da lui mostrata udendo d'esser vicino +al castello di Blangy, la domanda di essere +sepolto in un certo luogo del monastero, e l'ordine +così positivo di bruciar quelle carte senza leggerle. +Si rammentò inoltre le parole orribili e misteriose +del manoscritto lette involontariamente, e cui non +si ricordava mai senza una penosa curiosità sul senso +che potevano avere e sul divieto del padre. Era nonostante +contentissima d'avere obbedito ciecamente.</p> + +<p>La badessa non disse altro, essendo tanto commossa +dal soggetto trattato che non poteva proseguire, +e stavano tutte in silenzio per l'egual motivo. +La meditazione generale fu poco stante interrotta +dall'arrivo di un forestiere. Era esso il signor +Bonnac, che usciva in quel punto dalla cella d'Agnese. +Pareva assai turbato; ma Emilia credè notare +nelle sue espressioni più orrore che dolore. +Trasse in disparte la badessa e le parlò per qualche +minuto: ella parve star molto attenta: parlava +con riflessione e cautela, e mostrava grande interesse. +Dopo ch'egli ebbe finito, salutò tutti rispettosamente, +e si ritirò. La badessa propose ad Emilia +di andare nella camera di suor Agnese; essa vi +acconsentì con qualche ripugnanza, e Bianca restò +colle educande.<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p> + +<p>Alla porta della camera, trovarono il confessore, +il quale, al loro accostarsi, alzò il capo, ed Emilia +riconobbe lo stesso che aveva assistito suo padre; +ma egli era astratto, e passò senza osservarla. Entrate +nella cella, trovarono suor Agnese distesa sopra +una stuoia; presso di lei eravi un'altra monaca. +Era essa così cambiata, che Emilia avrebbe difficilmente +potuto riconoscerla, se non fosse stata avvertita. +La sua fisonomia era tetra ed orribile; gli occhi, +infossati e velati, stavan fissi sopra un crocifisso +che stringevasi al petto; era così assorta, che +da principio non vide nè la badessa, nè Emilia. Finalmente, +voltando gli occhi grevi, li fissò con orrore +sopra Emilia, sclamando:</p> + +<p>« Ah! questa visione mi perseguita fino all'ultimo +respiro. »</p> + +<p>Emilia indietreggiò spaventata guardando la badessa, +che le fece cenno di non temere, e poi disse +a suor Agnese: « Figliuola, questa giovine che vi +ho condotta è madamigella Sant'Aubert: mi lusingava +che l'avreste veduta con piacere. » Agnese non +rispose nulla, e considerando Emilia con orribile +smarrimento, sclamò: « È dessa. Ah! ell'ha negli +sguardi quelle attrattive, che fecero la mia perdita. +Che volete? Che cercate? Una riparazione? L'avrete; +anzi l'avete già avuta. Quanti anni sono +scorsi dacchè non vi ho veduta? Il mio delitto è +di ieri; soltanto invecchiai sotto il di lui peso; e +voi siete sempre giovine, sempre bella! Bella come +all'epoca in cui mi costringeste a quell'esecrabile +delitto... Oh! se potessi obliarlo!... Ma a che servirebbe?... +Io lo commisi! »</p> + +<p>Emilia, estremamente commossa, voleva ritirarsi. +La badessa la prese per mano, la incoraggì, e la +pregò di aspettare che suor Agnese fosse più tranquilla. +Procurò di calmarla, ma la delirante non l'ascoltava, +e guardando sempre Emilia, continuò: « A +che servono dunque tanti anni d'orazione e di pentimento? +No, essi non bastano a lavar la macchia<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span> +dell'omicidio, sì dell'omicidio. Dov'è egli? dov'è? +Guardate, guardate là! s'aggira per questa camera. +Perchè venite a turbarmi in questo momento? » +ripigliò Agnese, i cui occhi percorrevano lo spazio. +« Non son io dunque abbastanza punita? Deh! per +pietà, non mi guardate con occhio così severo. Oh +cielo! ancora! è dessa! è dessa! Perchè mi guardate +con tanta pietà? perchè sorridete? Sorridere +a me! Ma qual gemito! udiste?... »</p> + +<p>Suor Agnese ricadde, e parve spirare, Emilia, non +potendo reggersi s'appoggiò al letto; la badessa e +l'assistente s'affrettarono a soccorrere la derelitta. +Emilia voleva parlarle.</p> + +<p>« Zitto, » disse la badessa, « il delirio è finito +essa sta alquanto meglio.</p> + +<p> — Sorella, è un pezzo che si trova in questo +stato?</p> + +<p> — Eran parecchie settimane che non aveva avuto +un accesso così violento, » rispose la monaca; « ma +l'arrivo di quel gentiluomo, che desiderava tanto di +vedere, l'ha agitata forte.</p> + +<p> — Sì, » ripigliò la badessa, « ed ecco per certo +la causa del delirio; quando starà meglio, la lasceremo +quieta. »</p> + +<p>Emilia acconsentì volentieri; ma benchè fosse di +poca utilità, non volle ritirarsi fin quando potè credere +d'essere di qualche aiuto.</p> + +<p>Quando suor Agnese ebbe ripresi i sensi, guardò +ancora Emilia, ma senza smarrimento, e con una +profonda espressione di dolore; passarono alcuni +minuti prima che potesse parlare, poi disse debolmente: +« La somiglianza è maravigliosa! è più che +immaginazione riscaldata! Ditemi, ve ne scongiuro, +se, malgrado il nome di Sant'Aubert, che voi portate, +non siete figlia della marchesa.</p> + +<p> — Di qual marchesa? » rispose Emilia attonita. +La calma delle maniere d'Agnese le aveva fatto credere +al ritorno della sua ragione. La badessa le diè +un'occhiata d'intelligenza, ma essa ripetè la domanda.<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span></p> + +<p>« Di qual marchesa? » sclamò Agnese; « io ne +conosco una sola: la marchesa di Villeroy. »</p> + +<p>Emilia, rammentandosi la commozione di suo padre, +allorchè gli fu nominata questa dama, e la domanda +da lui fatta di esser sepolto presso le tombe de' +Villeroy, provò un estremo interesse, e pregò suor +Agnese di spiegare i motivi di tale interrogazione. La +badessa avrebbe voluto fare uscire Emilia, la quale, +troppo interessata, reiterò la domanda con calore.</p> + +<p>« Portatemi la mia cassetta, sorella, » disse Agnese, +« e vi svelerò tutto. Guardatevi in quello specchio, +e lo saprete; voi siete certo sua figlia; altrimenti +come spiegare una somiglianza così perfetta? »</p> + +<p>La monaca le portò la cassetta; suor Agnese gliela +fece aprire, e ne cavò una miniatura, che Emilia +riconobbe esattamente somigliante a quella da lei +trovata nelle carte di suo padre. Agnese stese la +mano per pigliarla, la contemplò qualche tempo in +silenzio, poi alzò gli occhi al cielo, e recitò sottovoce +un'orazione; quand'ebbe finito, restituì il ritratto +ad Emilia. « Tenetelo, » le disse, « ve lo +dono, e credo che ne abbiate diritto; la vostra somiglianza +mi ha colpito sovente, ma fino a questo +momento non aveva turbata tanto la mia coscienza. +Ma restate, sorella, » soggiunse, vedendo che l'infermiera +volea partire, « non portate via la cassetta; +essa contiene un altro ritratto. »</p> + +<p>Emilia tremava per l'ansietà, e la badessa volea +trascinarla via. « Agnese torna a delirare, le disse; +« osservate come vaneggia! Ne' suoi accessi, essa +non è più in sentore, e si accusa, come vedete, de' +più orribili misfatti. »</p> + +<p>La giovane per altro credette scorgere in quel +delirio tutt'altro che follia. Il nome della marchesa, +il suo ritratto aveano per lei bastante interesse, +e risolse di procurarsi maggiori schiarimenti.</p> + +<p>La monaca portò indietro la cassetta. Agnese calcò +una molla, e scoperto un altro ritratto, lo mostrò +dicendo:<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span></p> + +<p>« Ecco una lezione per la vanità; guardate questo +ritratto, ed osservate se c'è qualche rapporto fra +quello ch'io sono e quello che sono stata. »</p> + +<p>Emilia s'affrettò a prenderlo; è impossibile descrivere +la sorpresa ed il terrore di lei, allorchè +riconobbe in esso la perfettissima somiglianza con +quello della signora Laurentini, che aveva veduto +al castello di Udolfo: di quella dama sparita in +modo così misterioso, e che si sospettava fatta perire +da Montoni.</p> + +<p>Muta e attonita, la giovine guardava alternamente +il ritratto e la monaca moribonda, cercando invano +una somiglianza che allora non esisteva più.</p> + +<p>« Perchè quegli sguardi severi? » disse suor +Agnese, non comprendendo la sorpresa di Emilia.</p> + +<p> — Ho già veduta questa figura, » disse infine la +giovine; « è egli realmente il vostro ritratto?</p> + +<p> — Or potete domandarlo, » rispose Agnese; « ma +vi accerto che un tempo era somigliantissimo. Guardatemi +attenta e vedete l'effetto del delitto!... Allora +io era innocente, e le mie sciagurate passioni +dormivano ancora. Sorella mia, » soggiunse gravemente, +e prendendo nella sua mano fredda ed umida +una mano di Emilia, che fremette a quel tocco, +« sorella mia, guardatevi bene dal primo movimento +delle passioni! Guardatevi dal primo! Se non si +arresta il loro corso, esso è rapido; la loro forza +non conosce alcun freno: desse ci trascinano ciecamente +a delitti, che non possono venir cancellati da +lunghi anni di preghiere e di penitenza. È tale +l'impero d'una passione, che domina tutte le altre, +e s'impadronisce di tutte le vie del cuore; è una +furia che ci rende insensibili alla pietà e alla coscienza, +e quando il suo scopo è compiuto, furia +sempre più spietata e crudele, ci abbandona per +nostro tormento a tutti quei sentimenti che aveva +sospesi, ma non soffocati, ai supplizi della coscienza, +del rimorso e della disperazione. Ci svegliamo come +da un sogno: siamo circondati da un nuovo mondo<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +attoniti e spaventati; ma il delitto è commesso. Il +potere riunito del cielo e della terra non può annientarlo, +ed i fantasmi ci perseguitano. Cosa sono +le ricchezze, la salute e la grandezza, in confronto +dell'inestimabil vantaggio di una coscienza pura, in +confronto della salute dell'anima? Cosa sono gli affanni +della povertà, del disprezzo e della miseria, in confronto +dell'angoscia d'una coscienza in preda ai rimorsi? +Oh! quanto tempo è scorso da che ho perduto +la pace dell'innocenza. Ho gustato ciò che chiamavasi +dolcezza della vendetta; ma quanto è passaggiera! +Ella spira col di lei oggetto. Rammentatevene, sorella +mia, le passioni sono il germe del vizio, come +quello della virtù; ambedue possono essere il risultato: +ciò dipende dalla maniera di governarle, e +guai a coloro che non hanno mai imparato quest'arte +tanto necessaria.</p> + +<p> — Sventurato colui, » disse la badessa, « che +conosce male la nostra santa religione! »</p> + +<p>Emilia ascoltava Agnese in silenzio e con rispetto: +considerava la miniatura, e si accertava della +somiglianza del ritratto con quello veduto a Udolfo.</p> + +<p>« Questa figura non mi è ignota, » diss'ella per +far ispiegare la monaca.</p> + +<p> — Voi v'ingannate, » rispose suor Agnese, « e non +l'avete mai certamente veduta.</p> + +<p> — No, » soggiunse Emilia; « ma ho veduto la sua +perfetta somiglianza.</p> + +<p> — È impossibile, » disse suor Agnese, che ora +potremo chiamare la signora Laurentini.</p> + +<p> — Era nel castello di Udolfo, » continuò Emilia, +guardandola fiso.</p> + +<p> — Di Udolfo! » esclamò la signora Laurentini +« di Udolfo in Italia?</p> + +<p> — Precisamente, » rispose Emilia.</p> + +<p> — Allora voi mi conoscete, e siete la figlia della +marchesa. »</p> + +<p>Emilia stupefatta da quella positiva asserzione, +rispose:<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p> + +<p>« Io son figlia di Sant'Aubert, e la dama che +voi nominate mi è affatto estranea.</p> + +<p> — Voi lo credete? » rispose la Laurentini.</p> + +<p>Emilia le domandò per qual motivo pensasse il +contrario.</p> + +<p>« La vostra somiglianza, » disse la monaca. « È +noto che la marchesa era molto affezionata ad un +gentiluomo di Guascogna, quando sposò il marchese +per obbedire a suo padre. Donna infelice! »</p> + +<p>Emilia, rammentandosi l'eccessiva commozione +di Sant'Aubert al nome della marchesa, avrebbe +provato allora un sentimento ben diverso dalla sorpresa, +se avesse conosciuto meno la probità del +padre. Il rispetto che aveva per lui non le permise +di fermarsi alla supposizione che le insinuava la +Laurentini; la sua curiosità però crebbe a dismisura, +e la scongiurò di spiegarsi più chiaramente.</p> + +<p>« Non mi sollecitate a tal proposito, » rispose la +monaca; « è troppo terribile per me: potessi cancellarlo +per sempre dalla memoria! »</p> + +<p>Sospirò profondamente, e chiese alla giovine in +qual modo avesse saputo il suo nome.</p> + +<p>« Dal ritratto che vidi ad Udolfo e dalla somiglianza +di questa miniatura.</p> + +<p> — Voi dunque siete stata nel castello di Udolfo? » +disse la monaca con estrema emozione. « Quali +scene mi rammenta quel luogo! Scene di felicità, +di patimenti e d'orrore! »</p> + +<p>In quel punto, il terribile spettacolo veduto da +Emilia in una camera del castello le tornò alla memoria; +guardando la signora Laurentini, si rammentò +le ultime parole di lei, che la macchia d'un +assassinio non poteva esser lavata da molti anni +d'orazione e di penitenza, e si vide costretta di attribuirle +a tutt'altra causa che al delirio: provò +un orrore inesprimibile sembrandole di vedere un'omicida... +ed infatti, tutta la condotta della Laurentini +confermava questa supposizione; Emilia si perdè +in un abisso di congetture, e non sapendo in qual<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +modo chiarire simili dubbi, disse soltanto con parole +tronche:</p> + +<p>« La vostra improvvisa partenza da Udolfo... » +La monaca sospirò. « Tutte le voci che corrono, » +continuò Emilia... « la camera di ponente... quel +velo di lutto... l'oggetto ch'esso cuopre, quando i +misfatti son compiuti... » La monaca sclamò: « Come! +ancora? » E cercando di sollevarsi, gli smarriti +suoi sguardi parean discernere un oggetto. « Risorgere +dalla tomba! Come! sangue e sangue sempre... +Non ci fu sangue; tu non puoi dirlo... Oh! +non sorridere, non sorridere con quel piglio pietoso... »</p> + +<p>La Laurentini cadde in convulsioni: Emilia, incapace +di reggere più a lungo ad una tale scena, +fuggì dalla camera, ed andò a raggiungere Bianca +e le educande ch'erano nel parlatorio. Le si affollarono +tutte intorno, e spaventate dal terrore che +ella manifestava, le fecero mille domande. Essa evitò +di rispondervi, aggiungendo solo che suor Agnese +era in agonia. Un quarto d'ora dopo furono informate +che stava un poco meglio. La badessa comparve +di lì a poco, e pregò Emilia di tornar da lei +il giorno dipoi, giacchè aveva una cosa di qualche +importanza da comunicarle. La giovane glielo promise, +e se ne tornò al castello con Bianca. Cammin +facendo, videro Dupont che parlava col forestiero +veduto al monastero. Allorchè furono ad essi vicino, +il forestiero si congedò, ed egli tornò al castello.</p> + +<p>Villefort, udendo nominare Bonnac, disse che lo +conosceva da lunga pezza; seppe il tristo oggetto +del suo viaggio, ed avendo inteso ch'era alloggiato +in un'osteria del paese poco distante, pregò l'amico +di andar a cercarlo perchè venisse ad abitare al +castello. Dupont vi si prestò con piacere; Bonnac +accettò l'invito. Il conte colle sue attenzioni ed Enrico +col suo brio fecero di tutto per dissipar la +tristezza che sembrava opprimere il loro nuovo<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +ospite. Bonnac era un uffiziale al servizio francese, +dell'età di circa cinquant'anni, alto di statura, di +nobile portamento, affabile di maniere, e di fisonomia +interessantissima. Il di lui volto, che pareva +essere stato bello, portava un'impronta malinconica +che sembrava provenire da lunghi affanni, anzichè +da disposizione naturale.</p> + +<p>Si separarono subito dopo cena. Quando Emilia +si fu ritirata nella sua camera, le scene di cui era +stata testimone se le presentarono nuovamente con +orribile energia. Aver trovato in una monaca moribonda +la signora Laurentini! Colei che, in vece +d'essere stata vittima di Montoni, sembrava anzi +rea ella stessa d'un delitto abominevole! Ciò era +per lei un gran soggetto di sorpresa e di meditazione. +I discorsi fatti sul matrimonio della marchesa, +e tutte le sue interrogazioni sulla nascita di +Emilia, erano proprie ad ispirare a chiunque sorpresa +ed interesse.</p> + +<p>L'istoria di suor Agnese, raccontata da suor +Francesca, diveniva evidentemente falsa; ma qual +potesse essere stato il motivo per cui era stata immaginata, +Emilia non sapeva indovinarlo. Quanto +poi eccitava maggiormente la di lei curiosità, era +la relazione che la marchesa di Villeroy poteva aver +avuto col di lei padre. La dolorosa sorpresa dimostrata +da Sant'Aubert nell'udirne pronunziare il +nome, la domanda da lui fatta d'essere sepolto vicino +a lei, e il ritratto di quella dama trovato fra +le sue carte, provavano esservi stato qualche rapporto +fra loro. Talvolta Emilia pensava che il padre +potesse essere stato l'amante preferito dalla +marchesa, quando fu costretta di sposare Villeroy; +ma non poteva persuadersi ch'egli avesse conservata +la sua passione dopo quel matrimonio. Non +dubitava però quasi più che le carte, di cui suo padre +avevale ordinata la distruzione, non fossero relative +alla marchesa, e se fosse stata meno certa dei +rigidi principii di Sant'Aubert, avrebbe creduto che<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +il mistero della sua nascita fosse andato sepolto +colle ceneri di quei manoscritti. Queste riflessioni +l'occuparono gran parte della notte; il sonno le +rappresentava del continuo la monaca moribonda, e +si svegliò piena d'idee lugubri.</p> + +<p>Alla mattina, si sentì troppo indisposta per andare +a trovar la badessa, e verso mezzogiorno seppe +che suor Agnese aveva pagato il tributo alla natura. +Bonnac ne ricevè la nuova con dispiacere, ma Emilia +osservò ch'egli sembrava meno afflitto del giorno +precedente: questa morte senza dubbio l'affliggeva +meno della confessione statagli fatta. Comunque +fosse, egli era fors'anco un po' consolato pe' legati +statigli fatti. La di lui famiglia era numerosa; le +stravaganze d'un suo figliuolo l'avevano piombato +in un abisso d'affanni, e gettato perfino in carcere. +Il dolore che gli cagionava la condotta sconsiderata +di questo figlio, le spese e la rovina che ne fu la +conseguenza, avevangli dato quell'impressione di +tristezza notata da Emilia. Raccontò dettagliatamente +a Dupont tutte le sue disgrazie. Egli era stato +per molti mesi in prigione a Parigi, senza speranza, +per così dire, di uscirne, e trovandosi privo dei +conforti della moglie, che, in una provincia lontana, +tentava invano di muovere gli amici in suo +favore. Infine essa andò a trovarlo: ottenne di entrare +nel carcere, ma il cambiamento sensibilissimo in +cui gli affanni e la prigionia avevano piombato il suo +marito, l'accorò a segno, che ammalò gravemente.</p> + +<p>« La nostra situazione, » continuò Bonnac, « commosse +tutti quelli che n'erano stati testimoni. Un +amico generoso, allora mio compagno di sventura, +ottenne di lì a poco la libertà, ed il primo uso che +ne fece, fu quello di tentare la mia. Vi riuscì; la +somma enorme ond'io era debitore fu pagata, e +quando volli esprimere la mia gratitudine al mio +benefattore, egli era già lungi da me. Io dubito +molto che la sua generosità abbia cagionata la sua +perdita, e sia ricaduto egli stesso in quei ferri, dai<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +quali mi ha liberato. Per quante ricerche ne abbia +fatte, non ho mai potuto saper nulla del suo destino. +Amabile ed infelice Valancourt!</p> + +<p> — Valancourt! » sclamò Dupont, « di qual famiglia?</p> + +<p> — Valancourt dei conti Duverney, » rispose Bonnac.</p> + +<p>È impossibile descrivere l'emozione di Dupont +quando scoprì nel rivale il benefattore del suo +amico. Dopo il primo moto di sorpresa, dissipò le +inquietudini di Bonnac, facendogli sapere che Valancourt +era in libertà, e trovavasi in Linguadoca. +La sua passione per Emilia lo strinse in seguito a +fare alcune domande sulla condotta del suo rivale +a Parigi. Bonnac ne pareva bene informato; le di +lui risposte lo convinsero appieno che Valancourt +era stato calunniato, e per quanto doloroso fosse il +suo sacrifizio, formò il progetto di riunire Emilia +all'amante, non parendogli ora più indegno dei sentimenti +ch'essa serbava per lui.</p> + +<p>Bonnac raccontò che Valancourt, entrando nel +gran mondo, era caduto nei lacci statigli tesi dal +vizio e dall'impudenza; passava tutto il tempo fra +una marchesa dissoluta ed il giuoco, ove l'ingordigia +e l'avarizia de' suoi compagni avevano saputo +trascinarlo. Aveva perduto somme vistose colla speranza +di riguadagnarne piccole, ed erano appunto +queste le perdite delle quali Villefort e Enrico erano +stati sovente testimoni. Il conte suo fratello, irritato +da tale condotta, ricusò di fargli rimesse rilevanti +per soddisfare ai suoi debiti. Valancourt fu dunque +imprigionato ad istanza de' creditori, ed il fratello +ve lo lasciò per qualche tempo, sperando che un +tal castigo avrebbe corretto i suoi costumi, tanto +più non avendo avuto il tempo materiale per abituarsi +radicalmente al vizio ed alla dissolutezza.</p> + +<p>Nell'ozio del carcere, Valancourt ebbe campo di +riflettere, e si pentì. La memoria di Emilia, indebolita +dalle sue dissipazioni ma sempre presente al +suo cuore, si rianimò con tutte le grazie dell'innocenza<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +e della bellezza; sembravagli lo rimproverasse +di sacrificare la sua felicità ed i suoi talenti +ad occupazioni vergognose e detestabili. Le sue +passioni erano vive, ma il cuore non era corrotto; +l'abitudine non l'aveva stretto nelle catene del vizio, +e dopo molti sforzi e lunghi patimenti spezzò i +lacci della seduzione.</p> + +<p>Liberato finalmente per cura del conte suo fratello, +e impietosito dalla scena commovente dei +coniugi Bonnac, ond'era stato testimonio, il primo +uso che fece della sua libertà fu al tempo istesso +un esempio d'umanità e di temerità; arrischiò, in +una casa da giuoco, quasi tutto il denaro mandatogli +dal fratello, coll'unica speranza di restituire +ai voti della sua famiglia l'amico infelice lasciato in +prigione. La fortuna lo favorì, ma colse tal momento +per fare il voto solenne di non ceder mai più alle +allettative di quel vizio rovinoso.</p> + +<p>Dopo aver ridonato il venerabile Bonnac alla sua +riconoscente famiglia, Valancourt era ripartito per +Estuvière. Nell'entusiasmo suo di aver reso la felicità +a quell'infelice, obliò i propri mali. Si avvide +però ben presto di aver perduta tutta la sua sostanza, +senza della quale non poteva mai lusingarsi +di sposare Emilia. La vita, senza di lei, gli pareva +insopportabile. La sua bontà e delicatezza, e la semplicità +del suo cuore, ne rendevano la bellezza vie +più incantevole. L'esperienza avevagli insegnato ad +apprezzare le qualità che aveva sempre ammirate, ma +che il contrasto del mondo facevagli allora adorare. +Queste riflessioni accrebbero i suoi rimorsi ed il +suo rammarico. Cadde in un abbattimento, che non +potè essere distratto neppure dalla presenza di Emilia, +e si conobbe indegno di lei. In alcun tempo +però Valancourt non aveva subìto l'ignominia della +liberalità della marchesa di Campoforte, come aveva +creduto Villefort, nè partecipato mai alle astuzie +colpevoli de' giuocatori. Questi rapporti erano stati +fatti da coloro che si compiaciono di avvilire l'infelice.<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +Il conte avevali avuti da una persona distinta, +e l'imprudenza di Valancourt era bastata per confermarli. +Emilia non glie ne aveva parlato particolarmente, +e per conseguenza non aveva potuto giustificarsi; +ed allorquando le confessò che non meritava +più la sua stima, non avrebbe mai creduto +di appoggiare egli stesso un'infame calunnia. L'errore +era stato reciproco, e non erasi presentata fino +allora l'occasione di rettificarlo.</p> + +<p>Quando Bonnac ebbe spiegata la condotta di un +amico generoso, ma giovine ed imprudente, Dupont, +severo, ma giusto, decise tosto che bisognava disingannare +il conte e rinunziare ad Emilia. Un sacrificio +come quello che faceva allora il suo amore, +meritava una nobile ricompensa; e se Bonnac avesse +potuto obliare il benefico Valancourt, avrebbe desiderato +che Emilia accettasse la mano di Dupont.</p> + +<p>Appena il conte ebbe riconosciuto il suo errore, +fu afflittissimo delle conseguenze della sua credulità. +I dettagli di Bonnac sulla condotta del suo +benefattore a Parigi lo convinsero che Valancourt +aveva ceduto agli artifizi del libertinaggio, più per +l'occasione di trovarsi co' compagni, che per +inclinazione al vizio. Incantato dell'umanità generosa, +quantunque temeraria, che mostrava il suo +procedere verso Bonnac, ne obliò i falli passaggieri, +e riprese per lui quella stima che avevagli inspirata +la sua prima conoscenza. La più lieve soddisfazione +che potesse accordare a Valancourt, era quella di +procurargli il modo di spiegarsi con Emilia. Gli +scrisse dunque immediatamente, pregandolo di perdonargli +un'offesa involontaria, e l'invitò a recarsi +subito a Blangy. La delicatezza del conte lo fece +astenere dall'informare Emilia di questa lettera, e +siffatta precauzione preservò la fanciulla da un affanno +ancor più terribile di quello avesse creduto +il conte, ignorando egli i sintomi della disperazione +di Valancourt.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p> + +<h2><a name="CAPITOLO_LV" id="CAPITOLO_LV"></a>CAPITOLO LV</h2> + +<p>Alcune circostanze singolari distrassero Emilia +dalle sue inquietudini, eccitando in lei sorpresa pari +ad orrore.</p> + +<p>Pochi giorni dopo la morte della signora Laurentini, +fu aperto il testamento di quella dama in +presenza della superiora del convento e di Bonnac. +Un terzo de' suoi beni era stato lasciato al parente +più prossimo della marchesa di Villeroy, e questo +legato riguardava Emilia.</p> + +<p>La badessa conosceva da molto tempo il segreto +della sua famiglia; ma Sant'Aubert, ch'erasi fatto +conoscere al religioso che avevalo assistito, aveva +prescritto che questo segreto restasse celato sempre +alla sua figlia. I discorsi però sfuggiti alla signora +Laurentini, e la strana confessione da lei fatta nei +suoi ultimi momenti, fecero creder necessario alla +badessa di parlare alla sua giovane amica d'un +soggetto che poteva illuminarla. Per questo motivo +adunque avrebbe voluto vederla il giorno seguente +a quello in cui era stata a visitare suor Agnese. +L'indisposizione di Emilia avevale impedito di recarsi +al monastero, ma dopo l'apertura del testamento, +essendo andata a Santa Chiara, venne informata +di molti dettagli che l'afflissero molto. Siccome +poi il racconto fatto dalla badessa sopprimeva +varie particolarità che possono interessare il +lettore, e che l'istoria della monaca è legata con +quella della marchesa, ometteremo la conversazione +del <a name="tn131" id="tn131"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'palatorio'">parlatorio</ins>, e daremo qui un ristretto della storia +della defunta.</p> + +<p> </p> +<p class="center mono"><b>Storia della signora Laurentini di Udolfo.</b></p> + +<p>Era essa figlia unica ed erede dell'antica famiglia +di Udolfo nel territorio di Venezia. Il primo infortunio +della sua vita, e la vera sorgente di tutte le +di lei sciagure fu che i suoi genitori, i quali avrebbero<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +dovuto moderare la violenza delle sue passioni, +ed insegnarle a regolarle, non fecero che fomentarle +con una colpevole indulgenza. Amavano in lei i +propri sentimenti. Lodavano sgridavano, la figlia non +secondo una tenerezza ragionevole, ma dietro la loro +inclinazione. L'educazione non fu per essa che un +misto di debolezza e di pertinacia che l'irritò. I +consigli che le venivano dati divennero altrettante +contese, in cui il rispetto figliale e l'amor paterno +erano egualmente dimenticati. Ma siccome quest'amor +paterno era sempre più forte, e si disarmava più +facilmente, la figlia credeva aver vinto, e lo sforzo +che facevano per moderare le sue passioni lor +somministrava sempre nuova forza.</p> + +<p>La morte de' genitori la lasciò padrona di sè medesima +nell'età tanto pericolosa della gioventù e +della bellezza. Amava il gran mondo, s'inebbriava +del veleno della lode, e sprezzava la pubblica opinione +quando contraddiceva a' suoi gusti. Il di lei +spirito era vivo e brillante; aveva tutti i talenti, +tutte le attrattive che formano la grand'arte di sedurre. +La sua condotta fu quale potevano farlo presagire +la debolezza de' suoi principii e la forza delle +sue passioni.</p> + +<p>Nel numero infinito de' suoi adoratori, vi fu il +marchese di Villeroy. Viaggiando in Italia, la vide a +Venezia, e se ne innamorò. Anch'essa fu colpita dalla +bella figura, dalle grazie e dalle qualità del marchese, +il più amabile de' gentiluomini francesi. Seppe nascondere +i pericoli del suo carattere, le macchie della +sua condotta, e il marchese chiese la di lei mano.</p> + +<p>Prima della conclusione delle sue nozze andò al +castello di Udolfo, ove il marchese la seguì. Là, +meno riservata e prudente forse di quello fosse +stata fino allora, diè luogo all'amante di formar +qualche dubbio sulla convenienza nel nodo che stava +per istringere. Un'informazione più esatta lo convinse +del suo errore, e colei che doveva esser sua +moglie, divenne la sua concubina.<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span></p> + +<p>Dopo aver passato alcune settimane a Udolfo, fu +d'improvviso richiamato in Francia: partì con ripugnanza, +e col cuore pieno della sua bella, colla +quale però aveva saputo differire la conclusione del +matrimonio. Per incoraggirla a sopportare tale separazione, +le diè parola di tornare a celebrar le +nozze appena i suoi affari glielo avessero permesso.</p> + +<p>Consolata da tale assicurazione, la signora Laurentini +lo lasciò partire. Poco dopo, Montoni, suo +parente, venne a Udolfo, e le rinnovò proposte da +lei già respinte, che rigettò nuovamente. I suoi pensieri +eran tutti rivolti al marchese di Villeroy. Provava +per lui tutto il delirio d'un amore costante, +fomentato dalla solitudine in cui erasi confinata. +Aveva perduto il gusto de' piaceri e della società, +e la sua unica consolazione consisteva nel contemplare +e bagnar di lacrime un ritratto del marchese. +Visitava i luoghi testimoni della loro felicità, e sollevavasi +il cuore scrivendogli del continuo lettere +affettuosissime. Contava i giorni, e le ore, i minuti +che dovevano scorrere prima dell'epoca probabile +del suo ritorno. Questo periodo immaginario finì; +le settimane che susseguirono, divennero per lei +d'un peso insopportabile. La di lei fantasia occupata +in una sola idea, si disordinò. Il suo cuore +era dedito ad un solo oggetto, e quando credè averlo +perduto, la vita le divenne odiosa.</p> + +<p>Scorsero parecchi mesi senza ch'ella ricevesse +una sola parola del marchese. Passava i giorni intieri +fra i trasporti di una passione furiosa ed il +cupo languore della più nera disperazione. Isolata +da tutto, e da tutti, si chiudeva in casa settimane +intiere senza parlare ad altri che alla sua confidente. +Scriveva lettere, rileggeva quelle ricevute una volta +dal marchese, piangeva sul di lui ritratto, e parlavagli +del continuo, ora per rimproverarlo, ora per +baciarlo con fervore.</p> + +<p>Finalmente, si sparse la voce nel castello che il<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +marchese si fosse maritato in Francia. Straziata dall'amore, +dalla gelosia e dallo sdegno, prese il partito +di andar segretamente in quel paese, e vendicarsi, +se il fatto era vero. Comunicò alla sola sua +confidente il progetto formato, e l'indusse a seguirla. +Prese tutte le sue gioie, e quelle raccolte +nelle successive eredità di vari membri della famiglia, +ch'erano d'immenso valore; e partita segretamente +in compagnia d'una sola cameriera, andò +a Livorno, ove s'imbarcò per la Francia.</p> + +<p>Al suo arrivo in Linguadoca, venne a sapere che +il marchese di Villeroy era già ammogliato da qualche +tempo. La disperazione alterò la sua ragione. +Formava ed abbandonava contemporaneamente l'orribile +progetto di pugnalare il marchese, la di lui +sposa e sè medesima. Decise finalmente di presentarsegli, +rimproverargli la sua condotta, ed uccidersi +alla sua presenza. Ma quando l'ebbe riveduto, +quand'ebbe ritrovato il costante oggetto de' suoi +pensieri e della sua tenerezza, il risentimento cedè +all'amore: le mancò il coraggio; il conflitto di +tanti affetti contrari la rese tremante, e cadde svenuta +ai suoi piedi.</p> + +<p>Il marchese non potè resistere alla prova di tanta +bellezza e sensibilità; tutta l'energia di un primo +sentimento si risvegliò; la ragione, ma non l'indifferenza, +aveva combattuto la sua passione. L'onore +non avevagli permesso di sposar la Laurentini; +aveva cercato di vincersi; aveva cercato una compagna, +per la quale non aveva che stima, considerazione +ed un ragionevole affetto. Ma la dolcezza e +le virtù di quella donna adorabile non poterono +consolarlo di un'indifferenza, ch'essa cercava indarno +nascondere. Egli sospettava da qualche tempo +che il di lei cuore fosse impegnato ad un altro, allorchè +la Laurentini giunse in Linguadoca. Questa +donna artifiziosa conobbe in breve tutto l'impero +ripreso su di lui. Calmata da tale scoperta, si determinò +a vivere, e moltiplicare gli artifizi per ridurre<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +il marchese all'esecrabile misfatto cui credeva +necessario per assicurare la sua felicità. Perseverò +nel suo progetto con profonda dissimulazione ed +imperturbabile pazienza. Riuscì a staccare intieramente +il marchese dalla consorte. La sua dolcezza, +bontà e freddezza, così opposte alle maniere insinuanti, +alla voluttà inesprimibile d'una Veneziana, +cessarono ben tosto di piacergli. La Laurentini ne +profittò per destare nel di lui cuore la gelosia dell'orgoglio, +non potendo più risentir quello dell'amore: +giunse perfino a designargli la persona per +la quale affermava che la marchesa lo tradisse, dopo +avergli strappato il giuramento, che il rivale non +sarebbe stato mai l'oggetto della sua vendetta, nella +persuasione, che, restringendola così da una parte, +avrebbe preso dall'altra maggior violenza ed atrocità. +Pensò che così il marchese si sarebbe determinato +più facilmente all'atto orribile che diveniva +indispensabile a' suoi disegni, e doveva annichilare +l'unico ostacolo che sembrava impedire la di lei felicità.</p> + +<p>L'innocente marchesa osservava con estremo dolore +il cambiamento del marito verso di lei. Alla +sua presenza, egli era pensieroso e riservato. La di +lui condotta diveniva sempre più austera ed aspra: +la lasciava struggere in lacrime, e per ore intiere +essa piangeva sulla di lui freddezza, facendo sempre +nuovi progetti per riguadagnarne l'affetto. La +di lui condotta l'affliggeva tanto più in quanto che +aveva sposato il marchese unicamente per obbedienza: +ne aveva amato un altro, col quale sarebbe +stata al certo felice; ma aveva saputo sacrificare la +passione ai doveri coniugali. La Laurentini, la quale +non tardò a scoprirlo, ne approfittò sagacemente. +Suggerì al marchese tante prove apparenti sull'infedeltà +della moglie, che, nell'eccesso del furore e +del risentimento per l'oltraggio che credeva aver +ricevuto, pronunciò il decreto fatale della sua morte. +Le fu dato un lento veleno, e quell'infelice morì<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +vittima d'un'astuta gelosia e d'una colpevole debolezza.</p> + +<p>Il trionfo della Laurentini fu di breve durata. +Quel momento, ch'essa aveva riguardato come il +colmo di tutti i suoi voti, divenne il principio di +un supplizio che la tormentò fino alla morte. La +sete della vendetta, prima motrice della sua atrocità, +fu spenta appena soddisfatta, e lasciolla in preda +alla pietà e ad inutili rimorsi. Gli anni di felicità +ch'erasi ripromessa col marchese di Villeroy ne sarebbero +stati indubbiamente avvelenati; ma anch'egli +trovò il rimorso nel compimento della sua vendetta +e la sua complice gli divenne odiosa. Tutto +ciò che gli era sembrato una convinzione, parvegli +allora svanire come un sogno; e fu oltremodo sorpreso, +dopo che la moglie ebbe subìto il suo supplizio, +di non trovare alcuna prova del delitto pel +quale l'aveva condannata. Al sapere ch'ella era in +fin di vita, sentì d'improvviso la persuasione della +sua innocenza, la quale gli venne confermata dall'assicurazione +solenne ch'essa gliene diede in punto +di morte.</p> + +<p>Nel primo orrore del rimorso e della disperazione, +voleva darsi da per sè nelle mani della giustizia con +colei che l'aveva piombato nell'abisso del delitto. +Dopo questa crisi violenta, cambiò risoluzione: vide +una volta sola la Laurentini, ma per maledirla come +l'autrice detestabile di tanto misfatto. Le dichiarò +che non la risparmiava se non perchè consacrasse +i giorni all'orazione e alla penitenza. Oppressa dal +disprezzo e dall'odio d'un uomo, pel quale erasi +resa tanto colpevole; sovrappresa d'orrore per l'inutile +delitto, di cui si era macchiata, la Laurentini +rinunziò al mondo, e, vittima orribile d'una passione +sfrenata, prese il velo nel convento di Santa +Chiara.</p> + +<p>Il marchese partì dal castello di Blangy, nè vi +tornò più. Procurò di spegnere i rimorsi nel tumulto +della guerra e nelle dissipazioni della capitale;<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +ma i suoi sforzi furono vani. Gli pareva d'esser +sempre circondato da una nube impenetrabile; +i suoi più intimi amici non valsero a consolarlo, e +infine morì fra tormenti quasi eguali a quelli della +Laurentini. Il medico che aveva osservato lo stato +della marchesa dopo la sua morte, era stato indotto +a tacere a furia di regali. I sospetti di qualche domestico +si limitarono ad una voce vaga. Se questa +voce giungesse al padre della marchesa, o se la +mancanza di prove lo impedisse di accusarlo, è +egualmente incerto. È indubitato però che la di lei +perdita rincrebbe a tutta la famiglia, e specialmente +a Sant'Aubert suo fratello, tal essendo il grado di +parentela esistente tra la marchesa ed il padre di +Emilia: egli sospettò il genere della sua morte, e +scrisse immediatamente al marchese, da cui ricevè +parecchie lettere, le quali, insieme a quelle della +marchesa, che confidava al fratello il motivo della +sua sventura, componevano le carte che Sant'Aubert +aveva ordinato di bruciare. L'interesse, il riposo di +Emilia aveangli fatto desiderare ch'ella ignorasse +questa tragica istoria. L'afflizione cagionatagli dalla +morte prematura d'una sorella da lui tanto amata, +avevagli impedito di pronunziarne mai il nome, se +non alla defunta consorte. Temendo specialmente la +viva sensibilità di Emilia, le aveva lasciato ignorare +affatto l'istoria ed il nome della marchesa, non che +la parentela esistente tra loro, ed aveva prescritto +il medesimo silenzio alla signora Cheron sua sorella, +che l'aveva rigorosamente osservato.</p> + +<p>Era sur alcune lettere della marchesa che, partendo +dalla valle, Emilia vide piangere il padre; era +al di lei ritratto ch'egli aveva fatto sì teneri baci. +Una morte sì crudele può spiegare l'emozione cui +dimostrò quando Voisin la nominò a lui dinanzi. +Egli volle esser sepolto presso al mausoleo de' Villeroy, +ove giaceano le ceneri di sua sorella. Il marito +di questa essendo morto nella Francia settentrionale, +ve l'avean sepolto colà.<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></p> + +<p>Il confessore, il quale assistè Sant'Aubert al letto +di morte, lo riconobbe pel fratello della defunta +marchesa. Per tenerezza verso Emilia, Sant'Aubert +scongiurollo di celarle siffatta circostanza, e fe' chiedere +la medesima grazia alla badessa, raccomandandole +la figlia.</p> + +<p>La Laurentini, arrivando in Francia, aveva scrupolosamente +celato il suo nome. Entrando in convento, +per meglio nascondere la sua vera storia, +aveva ella stessa fatta circolare quella stata raccontata +da suor Francesca. La badessa non era nel monastero +quando fece professione, e non conoscea +tutta la verità. I crudeli rimorsi che opprimevano +la rea, la disperazione d'un amore deluso, e la passione +che conservava pel marchese, aveanle alterata +la fantasia. Dopo le prime crisi, una cupa malinconia +s'impadronì di lei, e fu di rado sino alla morte +interrotta da accessi violenti di delirio. Per vari +anni il di lei solo piacere fu quello di passeggiare +la notte pei boschi; portava seco un liuto, e s'accompagnava +sovente colla sua bella voce cantando +le più squisite ariette italiane coll'energico sentimento +che occupava costantemente il suo cuore. Il +medico che la curava, raccomandò alla badessa di +tollerare questo capriccio, come l'unico mezzo di +calmarla. Soffrivano adunque che la notte errasse +pe' boschi, accompagnata dalla sola donna che fosse +venuta seco da Udolfo; ma siccome un tale permesso +alterava la regola del monastero, fu tenuto +segreto; e quella musica misteriosa, unita a tante +altre circostanze, fece credere che il castello di +Blangy ed i suoi dintorni fossero frequentati dagli +spiriti.</p> + +<p>Avanti che la sua ragione si alterasse, e prima +di prendere il velo, aveva fatto testamento. Oltre +un lascito importante al monastero, essa divideva il +resto de' suoi beni, che le sue gioie rendevano ragguardevoli, +tra un'Italiana sua parente, sposa di +Bonnac, ed il parente più prossimo della marchesa<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +di Villeroy. Emilia era la parente più prossima di +questa dama, e la condotta misteriosa di suo padre +venne giustificata in tal guisa.</p> + +<p>La somiglianza d'Emilia colla sventurata sua zia +era stata spesso osservata dalla Laurentini; ma fu +specialmente all'ora della sua morte, nel momento +stesso in cui la sua coscienza mostravale del continuo +la marchesa, che siffatta somiglianza la colpì, +e che, nel suo delirio, credette vedere la marchesa +in persona. Ardì affermare, ricuperando i sensi, che +Emilia doveva esser la figlia di quella dama. N'era +convinta; sapeva che la sua rivale, sposando il +marchese, gli preferiva un altro, e non dubitava che +una passione sfrenata non avesse, come la sua, trascinata +la marchesa a qualche fallo.</p> + +<p>Intanto il delitto che, per un malinteso, Emilia +supponeva essere stato commesso dalla signora Laurentini +in Udolfo, non aveva mai avuto luogo. Emilia +era stata ingannata dalla vista orribile del quadro +coperto da un velo nero, onde si parlò negli scorsi +capitoli, e che aveale fatto attribuire i rimorsi della +monaca ad un omicidio accaduto in quel castello. +Quel velo nascondeva un oggetto che la riempì di +orrore; sollevandolo, invece di un quadro, vide +nello sfondo una figura umana, i cui lineamenti sfigurati +avevano il pallore della morte. Era coperta +da un lenzuolo, e distesa in una specie di tomba. +Ciò che rendeva tal vista ancor più spaventosa, era +che quella figura parea esser già in preda ai vermi, +e che le mani ed il volto ne lasciavano vedere le +orme. È facile immaginare, che un oggetto tanto +schifoso non si dovea guardar due volte. Emilia, +quando lo vide, lasciò cadere il velo, e se ne allontanò +spaventata, nè tornovvi più. Se avesse avuto +il coraggio di osservarla più attentamente, l'orrore +e lo spavento suo si sarebbero dissipati, perchè +avrebbe riconosciuto che quella figura era di cera. +Questo fatto, sebbene straordinario, non è però +senza qualch'esempio negli annali della dura servitù<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +in cui la superstizione monastica ha sovente piombato +il genere umano. Un membro della casa di +Udolfo aveva offeso in qualche punto le prerogative +della Chiesa, e fu condannato a contemplare due +ore per giorno l'immagine in cera di un cadavere. +Questa penitenza, che doveva servire a rammentargli +una sorte inevitabile, aveva per iscopo di reprimere +nel signore di Udolfo un orgoglio di cui quello di +Roma era offeso. Non solo egli subì esattamente la +sua penitenza, ma nel suo testamento, prescrisse la +conservazione di quella figura, mettendo a tal prezzo +la proprietà del dominio, e riguardando come utilissima +l'umiliante moralità che insegnava il finto +cadavere, l'avea fatto incorniciare nel muro del suo +appartamento, ma nessuno degli eredi però volle +imitarne la penitenza.</p> + +<p>L'immagine era così naturale, che non è da stupirsi +se Emilia la credè un corpo umano. Aveva +udito raccontare la strana scomparsa della padrona +del castello, e il carattere di Montoni autorizzava +in lei il sospetto che il cadavere fosse quello della +signora Laurentini assassinata dallo stesso suo parente.</p> + +<p>Venendo a conoscere che la marchesa di Villeroy +era sorella di Sant'Aubert, Emilia si sentì combattuta +da contrari affetti. In mezzo alla mestizia cagionatale +della morte prematura dell'infelice, si sentì +alleviata dalle penose congetture in cui l'avea gettata +la temeraria asserzione della Laurentini sulla +di lei nascita e sull'onore de' suoi parenti. La sua +fiducia ne' principii del padre non permetteale guari +d'immaginare ch'egli avesse mancato alla delicatezza. +Ripugnava a credersi figlia di tutt'altra che +di colei ch'ella avea sempre amata e rispettata come +sua madre; avrebbe stentato molto a crederlo; +ma la di lei somiglianza colla defunta marchesa, la +condotta di Dorotea, le asserzioni della Laurentini, +il misterioso affetto di Sant'Aubert aveanle ispirati +dubbi che la sua ragione non poteano nè distruggere,<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +nè confermare; ella se ne trovava così sbarazzata, +e la condotta del padre si spiegava. Il suo +cuore non era più oppresso che dalla sventura d'una +parente amabile, e per la terribile lezione data dalla +monaca moribonda. Troppa indulgenza per le sue +prime passioni, avean trascinata grado grado la signora +Laurentini ad un delitto il cui solo nome in +gioventù l'avrebbe al certo fatta fremere d'orrore; +delitto di cui lunghi anni di penitenza non avean +potuto cancellar la memoria, nè alleviare la di lei +coscienza.</p> + +<hr /> +<h2><a name="CAPITOLO_LVI" id="CAPITOLO_LVI"></a>CAPITOLO LVI</h2> + +<p>Dopo le ultime scoperte, Emilia fu trattata dal +conte e dalla sua famiglia come una parente della +casa Villeroy, e ricevuta, se era possibile, anche con +maggiore amicizia.</p> + +<p>Il conte, inquieto e sorpreso di non ricevere alcuna +risposta da Valancourt, s'applaudiva della sua +prudenza. Emilia non partecipava a paure di cui +ignorava il motivo; ma quando la vedeva soccombere +al peso del suo errore crudele, aveva bisogno +di tutta la sua risoluzione per privarla d'un sollievo +momentaneo e dissimular seco lei. Le nozze +di Bianca si avvicinavano, attirando la sua attenzione +e le sue cure. Si aspettava di giorno in giorno +il cavaliere Santa-Fè, e tutto il castello si occupava +dei più brillanti preparativi. Emilia voleva prender +parte all'allegrezza che circondavala, ma lo tentava +invano; preoccupata di quanto avea saputo, ed inquieta +soprammodo della sorte di Valancourt si +raffigurava lo stato in cui era quando diè l'anello +a Teresa: essa credea riconoscervi l'espressione +della disperazione, e quando considerava dove questo +stato avrebbe potuto spingerlo, il cuore le sanguinava +di dolore e spavento. I dubbi da lei formati +sulla salute e sull'esistenza sua, l'obbligo in cui +era di conservar questi dubbi sino al di lei ritorno +alla valle, pareale insopportabile. Eranvi momenti in<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +cui nulla valea a contenerla. Essa sottraevasi inosservata +da casa, andando a cercare la calma nelle +profonde solitudini de' boschi che contornavano la +spiaggia. Il fragor delle onde spumanti, il sordo +stormir delle foreste, s'accordavano collo stato dell'anima +sua: sedeva sopra una rupe o sulle rovine +della vecchia torre; osservava verso sera la sfumatura +de' colori nelle nubi; vedea svolversi i tetri +veli del crepuscolo. La candida cresta dell'onde, +eternamente sospinte al lido, distinguevasi appena +sull'oscura superficie dell'acque. Talvolta essa ripetea +i versi incisi dall'amante in que' luoghi; poi, +troppo addolorata pe' dispiaceri che le rinnovavano, +cercava distrarsi.</p> + +<p>Una sera che col liuto errava a caso sul lido favorito, +entrò nella torre. Salita una scala a lumaca, +trovossi in una stanza meno rovinata del resto. Di +là spesse fiate ella aveva ammirato la vasta prospettiva +offertale dal mare e dalla terra: il sole tramontava +da quella parte de' Pirenei che divide la +Linguadoca dal Rossiglione; ella si mise ad una finestra +munita di ferriate: i boschi e le onde sotto +a lei conservavano ancora le tinte rossicce del tramonto. +Accordato il liuto, vi unì il suono della voce, +e cantò una di quelle romanze semplici e campestri +tanto predilette da Valancourt.</p> + +<p>Il tempo era sì queto e sereno, che appena la +brezza vespertina increspava la superficie dell'acqua +o gonfiava leggermente la vela indorata ancora +agli ultimi rai del dì. I colpi misurati de' remi di +qualche battello sturbavan soli il riposo ed il silenzio. +La tenera melodia del liuto finiva d'immerger +la fanciulla in dolce malinconia; essa ripetè le antiche +canzoni, e le memorie in lei destate diventando +ognor più tenere, le sue lagrime caddero sul +liuto, e non potè proseguire.</p> + +<p>Il sole era scomparso dietro le vette de' monti, +e le loro cime più alte non ne ricevevan più la +luce; Emilia, trattenendosi ancora nella torre, vi si<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span> +abbandonava a' suoi pensieri. Udendo camminare, +sussultò, e guardando abbasso, riconobbe Bonnac. +Ricadde nella meditazione, e dopo alcuni momenti, +ripreso il liuto, cantò la sua aria favorita. Tornò ad +udir rumore di passi; ascoltò: salivan la scala della +torre. L'oscurità ispirolle qualche paura; i passi +eran veloci e leggeri; la porta s'aprì ed il debole +crepuscolo le celò sulle prime i lineamenti d'una +persona che entrava; ma Emilia potea ingannarsi +al suono della voce? era quella di Valancourt. La +fanciulla, la quale non aveala mai intesa senza emozione, +turbata da sorpresa e piacere a un tempo, +appena se l'ebbe visto a' piedi, fu per venir meno. +Tanti contrari affetti agitavanle il cuore, che a stento +udiva quella voce, i cui teneri e timidi accenti cercavan +riassicurarla. Valancourt, vedendola in tale +stato, si rimproverava l'eccesso d'impazienza che +l'aveva spinto a sorprenderla così. Appena giunto +al castello di Blangy, non aveva potuto aspettare il +ritorno del conte, ch'era fuori al passeggio, e correndone +in cerca, nel passar presso la torre, avea +riconosciuta la voce d'Emilia, ed era salito subito.</p> + +<p>Quand'essa fu rinvenuta, respinse le attenzioni +di Valancourt, e gli domandò, con aria di malcontento, +qual fosse il soggetto della sua visita.</p> + +<p>« Ah! Emilia, » disse Valancourt, « queste parole, +questo disprezzo... Gran Dio! Mi sono illuso. +Allorchè mi privaste della vostra stima, voi avete +dunque cessato di amarmi?</p> + +<p> — Sì, signore, » rispos'ella, sforzandosi di parer +tranquilla; « se faceste caso della mia stima, non +mi avreste data questa nuova occasione di affanno. »</p> + +<p>La fisonomia del giovane si alterò visibilmente, e +l'ansietà del dubbio cedè alla sorpresa e allo scoraggiamento. +Tacque alcun poco, poi disse:</p> + +<p>« M'avevano lusingato di un'accoglienza molto diversa! +È dunque vero, o Emilia, che ho perduto +per sempre il vostro affetto? Debbo io dunque credere +che la vostra stima non può essermi mai<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +restituita, e che il vostro amore non può rinascere? +Il conte ha meditato dunque questa crudeltà che mi +dà una seconda volta la morte? »</p> + +<p>L'accento con cui si esprimeva allarmò e sorprese +molto Emilia. Tremante d'impazienza, gli disse che +si spiegasse più chiaro.</p> + +<p>« E perchè una spiegazione? Ignorate voi, » rispose +Valancourt, « quanto la mia condotta fu calunniata? +Ignorate voi che le azioni di cui mi credeste +colpevole... E come poteste, o Emilia, degradarmi +fino a questo punto nella vostra opinione?... +Che queste azioni, le disprezzo e le abborro quanto +voi? Ignorate voi che il conte ha scoperte le falsità +che mi privavano dell'unico bene che mi sia +caro al mondo; che mi ha invitato egli medesimo +a venire a giustificarmi presso di voi? Lo ignorate +voi, o son io ancora il trastullo d'una falsa speranza? »</p> + +<p>Il silenzio di Emilia parea confermare questo timore; +il giovane, nell'oscurità, non poteva distinguere +la sorpresa e la gioia che la rendevano quasi +immobile, incapace di parlare, un profondo sospiro +parve sollevarla, e disse finalmente:</p> + +<p>« Valancourt! Io ignorava tutto quel che mi avete +detto. L'emozione ch'io sento n'è la prova. Io non +poteva stimarvi più, ma non aveva ancora potuto +riuscire a dimenticarvi.</p> + +<p> — Qual felicità mi recan le vostre parole! Vi +son dunque caro ancora, o mia Emilia?</p> + +<p> — È forse necessario che io ve lo dica? Questo +è il primo momento di gioia dopo la vostra partenza, +e m'indennizza di tutto quello che ho sofferto. »</p> + +<p>Valancourt sospirava, non poteva rispondere, bagnava +di baci e lagrime le mani di lei, ed il suo +pianto esprimeva assai meglio di qualunque più +tenero linguaggio. La fanciulla, riavutasi alquanto, +propose di tornar al castello. Allora, e per la prima +volta, ricordossi che il conte avea invitato Valancourt<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +a giustificarsi appo lei, e che nessuna spiegazione +era avvenuta. Ma, a questa sola idea, il suo +cuore respinse la possibilità che Valancourt fosse +stato reo. I suoi sguardi, la voce, i modi erano il +pegno della sua nobile e costante sincerità. Ella abbandonossi +dunque senza ritegno al sentimento di +una gioia non mai provata fin allora.</p> + +<p>Nè Emilia, nè il giovane seppero come fossero +tornati al castello: se un potere magico ve li avesse +trasportati, forse ne avrebbero meglio notato il movimento; +erano nel vestibolo prima d'accorgersi che +esistesse qualcuno al mondo. Il conte venne loro +incontro con tutta la franchezza e l'affabilità del +suo carattere; accolse cordialmente Valancourt, e lo +pregò di perdonargli la sua ingiustizia. Poco dopo +Bonnac raggiunse quel gruppo felice, e Valancourt +ed esso si abbracciarono con reciproca e tenera +soddisfazione.</p> + +<p>Dopo i primi complimenti, il conte ebbe una +lunga conferenza col giovane, il quale si giustificò +appieno. Confessò così ingenuamente i suoi torti, e +ne mostrò tanto rammarico, che il conte ne concepì +le più liete speranze. Valancourt era dotato delle +più eminenti qualità: l'esperienza gli aveva insegnato +a detestare tutte le follie che l'avevano sviato +qualche momento; ed il conte, persuaso ch'esso +avrebbe menato vita onesta, gli confidò alfine senza +scrupolo la felicità della parente cui amava come +sua figlia. Le rese conto in due parole del soggetto +del loro colloquio; Emilia aveva già saputo tutto +ciò che Valancourt aveva fatto per Bonnac, e versava +in quel momento copiose lacrime di piacere e +di tenerezza. Il colloquio del conte Villefort finì a +dileguare tutti i suoi dubbi, ed ella restituì senza +tema la sua stima e l'amor suo a colui che aveva +saputo inspirarglieli.</p> + +<p>L'arrivo del cavaliere di Santa-Fè, guarito dalle +sue ferite, finì di spargere il brio e l'allegrezza in +tutti gli abitanti del castello. Il povero Dupont volle<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +scansar di gettare, colla sua presenza, qualche ombra +di tristezza su tutta quella felice comitiva. Appena +fu certo che Valancourt non era indegno di +Emilia, pensò sul serio a guarire dalla sua passione, +e partì. La di lui condotta, ben compresa dalla fanciulla, +le ispirò pietà ed ammirazione insieme.</p> + +<p>Quando Annetta seppe l'arrivo di Valancourt, +Lodovico durò gran fatica a trattenerla; voleva correre +nella sala ad esprimere tutta la sua gioia, assicurando +che dopo il ritorno del suo caro Lodovico +non aveva provato mai tanta consolazione.</p> + +<p>Le nozze di Bianca e di Emilia furon celebrate +nel medesimo giorno a Blangy con tutta la magnificenza. +Le feste furono splendidissime: la sala grande +era stata ornata d'un nuovo parato rappresentante +Carlo Magno co' suoi dodici pari. Si vedevano i +fieri Saraceni che si avanzavano in battaglia, e tutti +gl'incanti ed il potere magico di Merlino. Le sontuose +bandiere de' Villeroy, sepolte a lungo nella +polvere, sventolarono di nuovo sulle torri gotiche +del castello. La musica rimbombava da tutte le parti. +Annetta ammirava tutte quelle feste, considerava la +magnificenza degli abbigliamenti, le ricche livree +dei servitori, i mobili di velluto ricamati in oro, +ascoltava i lieti canti che facevan echeggiar le vôlte, +e credevasi trasportata in un palazzo di geni e di +fate. La vecchia Dorotea sospirava, e diceva che l'aspetto +attuale del castello le rammentava tuttavia +la sua gioventù.</p> + +<p>Dopo aver per qualche giorno fatto l'ornamento +delle feste, Emilia e Valancourt si congedarono dai loro +buoni amici, e tornarono alla valle. Furono ricevuti +dalla buona e fida Teresa con gioia sincera.</p> + +<p>Le fresche ombre di quel luogo favorito parvero +offrir loro gratamente le più care memorie. Percorrendo +que' luoghi, soggiorno per tanto tempo de' +suoi diletti genitori, Emilia mostrava con tenerezza +allo sposo i luoghi ove solevan riposare, e la sua<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +felicità pareale più dolce, pensando che entrambi +l'avrebbero abbellita d'un sorriso.</p> + +<p>Valancourt la condusse al platano ove per la +prima volta avea ardito favellarle d'amore. La memoria +de' dispiaceri sofferti poscia, delle sventure, +de' pericoli susseguiti a quell'incontro, aumentò il +sentimento dell'attuale loro felicità. Sotto quelle sacre +ombre, dedicate per sempre alla memoria di +Sant'Aubert, giuraronsi scambievolmente di cercar +di rendersene degni, imitando la di lui dolce +benevolenza: ricordandosi che ogni specie di superiorità +impone doveri a chi ne fruisce; offrendo +a' loro simili, oltre le consolazioni ed i benefizi che +la prosperità deve ogni giorno all'infortunio, l'esempio +d'una vita passata nella gratitudine verso Dio, +e la costante occupazione d'essere utile all'umanità.</p> + +<p>Poco dopo il loro ritorno alla valle, il fratello di +Valancourt venne a felicitarlo sul di lui matrimonio, +ed a rendere omaggio ad Emilia. Fu talmente contento +di lei, e della ridente prospettiva che questo +matrimonio offriva a Valancourt, che tosto gli donò +la metà de' suoi averi, e siccome non aveva figli, +gli assicurò tutta la sua eredità.</p> + +<p>I beni di Tolosa furono venduti. Emilia ricomprò +da Quesnel il patrimonio avito; dotò Annetta, +che si maritò a Lodovico, e impiegolli ambidue a +Epourville. Valancourt e lei stessa preferivano gli +ombrosi luoghi della valle ad ogni altra residenza, +e vi fissarono stabile dimora; ma tutti gli anni, +per rispetto alla memoria di Sant'Aubert, andavano +a passar qualche mese nell'abitazione ove era +stato allevato.</p> + +<p>Emilia pregò lo sposo di permetterle che donasse +a Bonnac il legato ricevuto dalla signora Laurentini, +e ciò le venne accordato col massimo piacere. Il +castello di Udolfo toccava egualmente alla sposa di +Bonnac, come più prossima parente della Laurentini; +e cotesta famiglia, lungamente infelice, gustò +di nuovo l'abbondanza e la pace.<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p> + +<p>Oh! quanto sarebbe dolce il parlar a lungo della +felicità de' due sposi! dire con qual gioia, dopo +aver sofferto l'oppressione de' malvagi e lo sprezzo +de' fiacchi, furono alfine restituiti l'uno all'altro; +con qual piacere ritrovarono i diletti luoghi della +patria! Quanto sarebbe dolce narrare, come, rientrati +nella via che adduce più sicuramente alla felicità, +tenendo ognora alla perfezione dell'intelletto, +fruirono delle dolcezze d'una società illuminata, +de' piaceri d'una beneficenza attiva, e come i boschetti +della valle ritornarono il soggiorno della +saviezza ed il tempio della domestica felicità!</p> + +<p>Possa almeno aver giovato il dimostrare, che il +vizio può talvolta affliggere la virtù, ma che il +suo potere è passeggiero, e certo il suo castigo, +mentre, se la virtù è oppressa dall'ingiustizia, appoggiata +però alla pazienza, trionfa infine di qualunque +infortunio! E se la debole mano che scrisse +questi eventi ha potuto sollevar un momento il +cuor mesto degli afflitti; se colla sua morale consolante +ha potuto insegnar loro a sopportarne il +peso con rassegnazione, i suoi umili sforzi non saranno +stati vani, e l'autore avrà ottenuto la sua +ricompensa.</p> + +<p> <br /> </p> + +<p class="center">FINE DEL QUARTO ED ULTIMO VOLUME.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">Milano 1875 — Tip. Ditta Wilmant.</p> + +<hr /> + +<div class="tnote"><h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2> + +<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva +di quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in +inglese è disponibile su Project Gutenberg: +<a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, +correggendo senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto +irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p> + +<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo originale]:</p> + +<table summary="correzioni"> + <tr> + <td class="r">P. <a href="#tn7">7</a> - </td> <td>maggiore che non potete supporre [suporre].</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn18">18</a> - </td> <td>la sua relazione [ralazione] con Valancourt</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn22">22</a> - </td> <td>e le disse affettuosamente [affettuosomente]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn25">25</a> - </td> <td>mi darà la forza [forza la] di superare</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn31">31</a> - </td> <td>con rispettoso [ripettoso] silenzio</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn46">46</a> - </td> <td>Mi fu detto che la marchesa di Villeroy [Valleroy]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn78">78</a> - </td> <td>ed a qualche altra circostanza [ciscostanza]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn80">80</a> - </td> <td>udito battere, e le precauzioni [precauazioni]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn83">83</a> - </td> <td>del cacciatore è piacevole e salubre [solubre]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn90">90</a> - </td> <td>Avete voi appostata una vedetta [vendetta]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn96">96</a> - </td> <td>con molto riserbo del signor Valancourt [Valencurt]</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn103">103</a> - </td> <td>aveva passato [passate] presso di lei momenti</td> + </tr> + <tr> + <td class="r"><a href="#tn131">131</a> - </td> <td>la conversazione del parlatorio [palatorio]</td> + </tr> +</table> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4, by +Ann Radcliffe + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 *** + +***** This file should be named 33784-h.htm or 33784-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33784/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/33784-h/images/ill.jpg b/33784-h/images/ill.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..0ca31fa --- /dev/null +++ b/33784-h/images/ill.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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