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+Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4,
+by Ann Radcliffe
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4
+
+Author: Ann Radcliffe
+
+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33784]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI
+DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
+
+
+
+
+ I MISTERI
+ DEL
+ CASTELLO D'UDOLFO
+
+
+ DI
+ ANNA RADCLIFFE
+
+
+ VOL. IV
+
+ MILANO
+ _Oreste Ferrario_
+
+ Sotterranei Galleria Nuova,
+ via Silvio Pellico, 6, scala n. 18
+ e Santa Margherita
+
+
+
+
+ [Illustrazione: FUNERALI DELLA SIGNORA MONTONI.
+
+ I lineamenti feroci, le bizzarre fogge di quegli scherani...
+
+ _Cap. XXVIII_]
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXVIII
+
+
+Bianca, che intanto trovavasi sola, non vedea l'ora di riveder la
+nuova amica, per dividere seco lei il piacere dello spettacolo della
+natura. Non aveva più nessuno cui esprimere l'ammirazione e comunicare
+le sue idee. Il conte, accortosi del di lei dispiacere, fece ricordare
+ad Emilia la visita promessa, ma il silenzio prolungato di Valancourt
+inquietava tanto la fanciulla, che fuggiva la società, ed avrebbe
+voluto differire il momento di riunirvisi fin quando non fosse calmata
+la sua ansietà. I Villefort la sollecitarono però così vivamente, che
+non potendo spiegare il motivo che l'attaccava alla solitudine, temè
+il suo rifiuto non avesse l'aria del capriccio, ed offendesse quegli
+amici dei quali voleva conservare la stima. Ritornò dunque al castello
+di Blangy; l'amicizia del conte la incoraggì a parlargli della sua
+posizione relativamente ai beni della zia ed a consultarlo sul modo di
+rivendicarli: non eravi dubbio che la legge non fosse in suo favore.
+Il conte la consigliò di occuparsene, e le offrì perfino di scrivere
+ad un avvocato di Aix per averne il parere. L'offerta venne accettata;
+le garbatezze che riceveva giornalmente in quella casa, l'avrebbero
+resa ancora felice, se avesse potuto esser certa che Valancourt stava
+bene e l'amava sempre. Aveva già passata più d'una settimana al
+castello senza riceverne notizie; sapeva benissimo che se Valancourt
+non fosse stato dal fratello, era molto dubbio che la sua lettera
+pervenisse, ed intanto l'inquietudine, il timore che non poteva
+vincere turbavano continuamente il di lei riposo. Le passavano per
+l'idea i tanti casi, che potevano essere divenuti possibili dopo la
+sua cattività nel castello di Udolfo; talvolta era colta da tanto
+timore, o che Valancourt non esistesse più, o che non esistesse più
+per lei, che la compagnia istessa di Bianca le diveniva
+insopportabile. Passava ore intiere sola nella sua stanza, quando le
+occupazioni della famiglia le permettevano di farlo senza inciviltà.
+
+In uno di questi momenti di solitudine, aprì una cassettina contenente
+le lettere di Valancourt, e qualcuno dei disegni fatti in Toscana; ma
+questi ultimi oggetti l'interessavano poco. Cercava in quelle lettere
+il piacere di rammentarsi una tenerezza, che aveva formato tutta la
+sua consolazione, ed avevale fatto qualche volta obliare ogni affanno;
+ma esse non producevano più l'istesso effetto, aumentando invece le
+sue angoscie. Pensava, aver forse Valancourt potuto cedere alla forza
+del tempo e della lontananza. Oppressa da tai dolorosi pensieri,
+appoggiò la testa sulle mani, lasciando libero sfogo alle lacrime. In
+quel momento, Dorotea entrò per avvertirla che il pranzo sarebbe stato
+anticipato di un'ora. Sussultò Emilia, ed affrettossi a raccogliere le
+carte; ma la vecchia notò le sue lagrime e la sua agitazione.
+
+«Ah! signorina,» esclamò essa, «nella vostra fresca età avete anche
+voi affanni?»
+
+Emilia si sforzò di sorridere, ma non poteva parlare.
+
+«Oimè! cara fanciulla, quando avrete i miei anni, non piangerete per
+inezie. Certo non dovete affliggervi per qualcosa di serio?
+
+--No, Dorotea,» rispose Emilia, «nulla d'importante.»
+
+Dorotea, chinatasi per raccogliere qualcosa, esclamò improvvisamente;
+«Cielo! che vedo?» Cominciò a tremare, e si abbandonò su d'una sedia.
+
+--Cosa avete veduto?» disse Emilia guardandosi intorno.
+
+--È ella stessa,» disse Dorotea, «è lei precisamente com'era poco
+tempo innanzi la sua morte... Questo ritratto, oh Dio! dove l'avete
+trovato? È la mia cara padrona, è lei stessa!» E gettò sul tavolino la
+miniatura trovata da Emilia tra le carte che il padre le aveva
+ordinato di bruciare; era lo stesso ritratto, sul quale l'aveva una
+volta veduto piangere. Rammentandosi a tal proposito le circostanze
+della sua condotta, che l'avevano tanto sorpresa, l'emozione di Emilia
+fu tale, che non ebbe la forza d'interrogare Dorotea: tremava delle
+risposte che avrebbe potuto riceverne, e potè appena domandarle s'era
+certa che quello fosse il ritratto della marchesa.
+
+«Ah! signorina,» rispose la vecchia, «come mi avrebbe colpito in
+questo modo, se non fosse l'effigie della mia padrona! O cielo,»
+soggiunse quindi riprendendo la miniatura, «ecco i suoi begli occhi
+azzurri, e quello sguardo così affabile e lusinghiero! Ecco la sua
+espressione, quando aveva pianto sola per qualche tempo! Ecco
+quell'aria di pazienza e rassegnazione, che mi squarciava il cuore e
+me la faceva adorare!
+
+--Dorotea,» disse Emilia, «io prendo per la vostra afflizione un
+interesse maggiore che non potete supporre. Vi domando di non negarvi
+a soddisfar la mia curiosità, che non è frivola.»
+
+Sì dicendo, ella rammentossi delle carte, fra le quali aveva trovato
+il ritratto, e si convinse quasi che fossero relative alla marchesa di
+Villeroy. Ma la supposizione le fece nascere uno scrupolo. Temeva che
+fosse precisamente il segreto che suo padre aveva voluto nasconderle,
+e pareale di mancare al suo dovere cercando di penetrarlo. Qualunque
+fosse la sua curiosità sul destino della marchesa, è probabile che vi
+avrebbe resistito tuttavia, se fosse stata certa che quelle terribili
+parole rimastele impresse appartenessero all'istoria di quella dama, o
+che le particolarità che poteva confidarle Dorotea potessero entrare
+nel divieto di suo padre. Ma ciò che sapeva Dorotea poteano saperlo
+molti altri, e non era presumibile che Sant'Aubert avesse il progetto
+di nascondere alla sua figlia ciò ch'essa poteva sapere in altra
+guisa. Emilia ne concluse che se quelle carte erano relative alla
+marchesa, non versavano su d'un oggetto che Dorotea potesse spiegarle;
+per cui, bandito ogni scrupolo, cominciò ad interrogarla.
+
+«Ah! signorina,» disse la vecchia, «la è un'istoria dolorosa, ed ora
+non posso raccontarvela; ma che dico? Non ve ne parlerò mai. Son molti
+anni ch'è accaduta, questa disgrazia, e non ho mai più parlato della
+signora marchesa se non con mio marito. Egli stava in questa casa come
+me, e sapeva soltanto da me certi dettagli che gli altri ignoravano.
+Io assisteva la padrona nell'ultima sua malattia, e ne seppi più che
+non il marchese istesso. Santa donna, quanto era paziente! Quand'essa
+morì, credetti morir con lei.
+
+--Dorotea,» la interruppe Emilia, «potete esser certa che quanto mi
+dite non uscirà mai dalla mia bocca. Vi ripeto che ho ragioni per
+cercar schiarimenti in proposito, e m'impegno coi più sacri giuramenti
+a non rivelar mai i vostri segreti.» Dorotea parve commossa dalle
+parole di lei; la guardò tacendo, e poi soggiunse: «Mia bella
+signorina, la vostra fisonomia mi parla a vantaggio vostro. Voi
+somigliate tanto alla mia cara padrona, che mi par di vedermela
+innanzi agli occhi. Se foste sua figlia, non potreste rammentarmela
+meglio di così. Ma l'ora del pranzo si avvicina, e voi dovete andare
+ad unirvi alla famiglia che vi attende.
+
+--Promettetemi prima di aderire alla mia domanda,» disse Emilia.
+
+--E voi, signorina, spero che mi direte in qual modo quel ritratto è
+caduto nelle vostre mani, ed i motivi della vostra curiosità a
+proposito della mia padrona.
+
+--No, Dorotea,» replicò Emilia ravvedendosi. «Ho ancor io ragioni
+particolari per tacere, almeno fin quando non ne sappia qualcosa di
+più. Ricordatevi che non vi prometto nulla, e se volete compiacervi di
+contentar la mia curiosità, non dovete farlo coll'idea ch'io possa
+soddisfare la vostra. Ciò ch'io non voglio rivelare, non interessa me
+sola, altrimenti avrei meno riguardo a parlarne, e voi non potete
+narrarmi quanto desidero, se non confidando nel mio onore.
+
+--Ebbene, madamigella,» disse Dorotea, dopo averla per qualche tempo
+fissata, «voi mostrate tanto interesse; quel ritratto, e la vostra
+fisonomia in particolare, mi fanno pensare che potete sì realmente
+prenderne, ch'io vi confiderò cose non mai dette ad altri tranne a mio
+marito, sebbene molti ne abbiano sospettata una parte. Vi descriverò
+la morte della marchesa, e vi dirò le mie idee in proposito. Ma
+promettetemi per tutti i santi...»
+
+Emilia, interrompendola, le promise solennemente di non rivelar mai,
+senza suo consenso, quanto le avrebbe detto.
+
+«Odo la campana che chiama a pranzo,» disse la vecchia, «io non posso
+più trattenermi.
+
+--Quando potrò dunque rivedervi?»
+
+Dorotea riflettè, e riprese:
+
+«Per non dar sospetto, verrò da voi allorchè tutti dormiranno.
+
+--Benissimo, ricordatevi di non mancare.
+
+--Sì, sì, me ne rammenterò. Ma temo di non poter venire stanotte,
+essendovi il ballo della vendemmia, e quando cominciano non ismettono
+fino a giorno. Io soglio assistervi, e non voglio mancarci...»
+
+Emilia affrettossi a scendere. La sera, il conte e la sua famiglia,
+eccettuate la contessa e la Bearn, andarono a passeggiare onde
+partecipare alla gioia dei contadini. La festa si faceva in un'aia
+intorno alla quale erano appesi lumi agli alberi, da cui pendeva a
+festoni l'uva matura. Sotto una pergola vedeansi imbandite tavole
+copiosamente provviste di pane, vino, frutta e cacio. I suonatori,
+seduti appiè degli alberi, parevano partecipare dell'allegria prodotta
+dai loro strumenti. Un fanciullo suonava il cembalo e ballava solo, e
+co' suoi gesti, veramente ridicoli, raddoppiava le risa ed il brio di
+quella festa campestre.
+
+Il conte gioiva di que' piaceri cui aveva contribuito la sua
+liberalità. Bianca prese parte al ballo con un gentiluomo del
+vicinato. Dupont venuto a visitare il conte a tenore della sua
+promessa, desiderava danzare con Emilia, ma ella era troppo trista,
+per prender parte a tanto brio. Questa festa le rammentava quella
+dell'anno precedente, gli ultimi momenti del padre, ed il caso
+terribile che l'aveva troncata. Piena di tali rimembranze, si
+allontanò insensibilmente, internandosi nel bosco; i suoni addolciti
+dalla musica tempravano la sua malinconia; la luna diffondea
+attraverso le foglie una luce misteriosa; immersa ne' pensieri, senza
+accorgersi della distanza si ritrovò nel viale, in cui la notte
+dell'arrivo di suo padre colà, Michele aveva procurato di trovargli un
+asilo. Il viale era sempre deserto e selvaggio come allora.
+
+Considerando il luogo, si rammentò le emozioni ivi sofferte allo
+scorgere la figura ch'erasi dileguata fra gli alberi, ed ebbe qualche
+paura; tornò tosto indietro, in quella udì un rumor di passi, e fu
+raggiunta da una persona, che riconobbe per Enrico, il quale le
+manifestò qualche sorpresa di trovarla così lontana: essa gli disse
+che il piacere di passeggiare al chiaro della luna l'aveva fatta
+involontariamente inoltrare in quel viale. D'improvviso, udì
+un'esclamazione d'un uomo che seguiva Enrico a poca distanza, e le
+parve riconoscere Valancourt; era lui stesso. L'incontro fu quale si
+può immaginarlo tra due persone sì care l'una all'altra, e separate
+per tanto tempo. Nell'ebbrezza del momento, Emilia obliò tutti i suoi
+affanni: Valancourt stesso pareva obliare che esistessero nel mondo
+altri fuor di lei, ed Enrico, attonito, li considerava in silenzio.
+
+Valancourt le fece tante interrogazioni in una volta, che non ebbe
+tempo di rispondergli. Seppe che la sua lettera eragli stata mandata a
+Parigi, mentre partiva per la Guascogna; e che finalmente avendola
+ricevuta era volato in Linguadoca. Giunto al monastero, d'onde ella
+aveva datata la sua lettera, con molto suo dispiacere trovò le porte
+chiuse per esser già notte. Credendo di non poter vedere Emilia se non
+il giorno dopo, tornava al suo alloggio, quando incontrò Enrico, da
+lui conosciuto a Parigi, e per caso infine si trovò presso colei che
+non si lusingava di vedere se non la domane.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXIX
+
+
+Emilia, Valancourt e Enrico tornarono insieme alla festa; quest'ultimo
+presentò Valancourt al conte; Emilia credette accorgersi che questi
+non lo riceveva coll'ordinaria cordialità, quantunque paresse che si
+fossero già veduti. Fu invitato a godere i divertimenti della sera:
+quand'ebbe fatti i debiti complimenti al conte, andò a sedere accanto
+ad Emilia, e potè parlarle senza riserbo. I lumi appesi agli alberi
+permisero alla fanciulla di considerare quel volto, di cui nella sua
+assenza aveva procurato di rammentarsi tutti i lineamenti, e vide con
+pena che non era più l'istesso. Brillava come pel passato, di spirito
+e di fuoco, ma aveva perduto molto di quella semplicità, ed un poco
+anche di quella franca bontà, che ne formava il carattere principale:
+era sempre però una fisonomia interessante. Emilia credeva travedere
+in lui un misto d'inquietudine e di malinconia. Egli cadeva talvolta
+in un'astrazione passeggera, e sembrava sforzarsi d'uscirne; tal altra
+guardava fiso la fanciulla, ed una specie di fremito pareva agitare la
+di lui anima. Ritrovava in Emilia la stessa bontà e beltà semplice che
+l'aveva sedotto allorchè la conobbe. Le guance erano un po'
+impallidite, ma la di lei dolce fisonomia, sebbene alquanto
+malinconica, la rendeva sempre più interessante.
+
+Gli raccontò le più importanti circostanze di quanto erale accaduto
+dopo la di lei partenza di Francia. La pietà e lo sdegno penetravano a
+vicenda, Valancourt al racconto delle atrocità di Montoni. Più di una
+volta, mentr'essa parlava, egli alzossi dalla sedia e passeggiò
+agitato. Non parlò se non dei mali da lei sofferti, nelle poche parole
+che potè dirigerle, non intese ciò ch'ella gli disse, quantunque con
+chiarezza, del sacrifizio necessario dei beni della sua zia, e della
+poca speranza di ricuperarli. Il giovane che pareva agitato da qualche
+affanno segreto, la lasciò bruscamente; quando tornò, ella si accorse
+che aveva pianto, e lo pregò di rimettersi. «Le mie pene sono finite,»
+gli disse Emilia, «io sono sfuggita alla tirannia di Montoni. Vi
+ritrovo sano, lasciate adunque ch'io vi veda anche felice.»
+
+Valancourt, più agitato che mai, rispose: «Io sono indegno di voi,
+Emilia, sono indegno di voi.» Tali parole, e più ancora l'espressione
+colla quale vennero pronunziate, afflissero vivamente Emilia. «Non mi
+guardate così,» le diss'egli stringendole la mano, «deh! non mi
+guardate così!
+
+--Vi vorrei chiedere,» gli diss'ella con voce affettuosa e commossa,
+«di spiegarvi chiaramente; ma mi accorgo che in questo momento tal
+domanda vi affliggerebbe: parliamo di tutt'altro: domani forse sarete
+più tranquillo. Voi eravate una volta ammiratore della natura; vi
+rammentate il nostro viaggio dei Pirenei?
+
+--E posso obliarlo? Fu quella l'epoca più felice della mia vita:
+allora io amava con entusiasmo tutto ciò ch'era veramente buono e
+grande. Promettetemi Emilia di non dimenticarlo mai, ed io sarò
+tranquillo.
+
+--La mia condotta dipenderà dalla vostra,» disse Emilia, «ma possiamo
+essere ascoltati. Viene appunto madamigella Bianca; andiamole
+incontro.»
+
+I due amanti, raggiunta Bianca, recaronsi dal conte, e si misero a
+tavola sotto una pergola, ove sedevano i più venerandi vassalli, e
+tutti stettero allegri, tranne Emilia e Valancourt. Quando il conte
+tornò al castello, non invitò questi a seguirlo; egli prese dunque
+congedo da Emilia, e partì. La fanciulla, tornando in camera, pensò a
+lungo alla condotta di Valancourt ed all'accoglienza fattagli dal
+conte, ed in mezzo a queste riflessioni, obliò Dorotea. La mattina era
+già inoltrata quando se ne ricordò, e pensando giustamente che la
+buona vecchia non sarebbe venuta, pensò a riposare.
+
+La sera seguente, il conte incontrò a caso Emilia in un viale del
+giardino. Parlarono della festa, ed il discorso cadde su Valancourt.
+
+«Quel giovine ha talento,» disse Villefort. «Lo conoscete voi da un
+pezzo?
+
+--Da un anno circa.
+
+--Mi fu presentato a Parigi, ed in principio ne fui contentissimo.» E
+si fermò.
+
+Emilia tremava, desiderava saperne di più, e temeva di far conoscere
+l'interesse che vi prendeva.
+
+«Posso io domandarvi,» soggiunse egli poscia, «da quanto tempo vedete
+il signor Valancourt?
+
+--Posso io domandarvi, o signore, il motivo di questa interrogazione?»
+diss'ella; «e vi risponderò immediatamente.
+
+--Sicuro io vi dirò i miei motivi. È chiaro che Valancourt vi ama, e
+fin qui non vi è nulla di straordinario, chè tutti quelli che vi
+vedono fanno altrettanto. Non ve lo dico per complimento, parlo con
+sincerità; ciò ch'io temo è ch'egli non sia amante preferito e
+corrisposto.
+
+--Perchè lo temete voi, signore?» disse Emilia, cercando nascondere
+l'emozione.
+
+--Perchè temo non ne sia degno.»
+
+Emilia, agitatissima, lo pregò di spiegarsi meglio.
+
+«Lo farò,» ripigliò egli, «se voi sarete convinta che solo l'interesse
+ch'io prendo per voi, mi ha indotto a parlarvene... Io mi trovo in una
+posizione delicata, ma il desiderio di esservi utile deve vincere
+tutto il resto. Volete voi aver la compiacenza d'informarmi in qual
+modo conosceste il signor Valancourt?»
+
+Emilia raccontò brevemente come l'avesse incontrato, e pregò poscia il
+conte di spiegarsi.
+
+«Il cavaliere e mio figlio,» le disse egli, «fecero amicizia nella
+casa di un loro compagno, ove l'incontrai io stesso. L'invitai a
+venire in casa mia: allora ignorava le sue relazioni con una specie di
+uomini, rifiuto della società, che vivono della risorsa del giuoco, e
+passano la vita nelle dissolutezze. Io conosceva soltanto qualche
+parente del cavaliere, e riguardava questo motivo come sufficiente per
+riceverlo in casa mia. Ma mi accorgo che voi soffrite... troncherò
+questo discorso.
+
+--No, signore,» gli disse Emilia; «vi supplico di continuare.
+
+--In breve seppi,» soggiunse il conte, «che le sue relazioni l'avevano
+trascinato in una vita di dissipazione da cui pareva non aver nè il
+potere, nè la volontà di ritirarsi. Perdè al giuoco grosse somme;
+questo vizio divenne per lui una vera passione, e si rovinò. Ne parlai
+con interesse ai di lui parenti, i quali mi assicurarono che le loro
+ammonizioni essendo state inutili, erano stanchi di farne. Seppi in
+seguito che pe' suoi talenti era stato iniziato nei segreti della
+professione del giuoco, e che aveva avuta la sua parte in certi
+ignominiosi profitti.
+
+--È impossibile,» sclamò Emilia; «ma perdonatemi, signore, non so quel
+che mi dico; perdonate al mio dolore: io credo, e debbo credere che
+foste male informato: il cavaliere ha senza dubbio nemici che hanno
+esagerato questi rapporti.
+
+--Vorrei crederlo, ma nol posso; mi son deciso a parlarvene soltanto
+per l'interesse che prendo alla vostra felicità, e dietro mia piena
+convinzione.»
+
+Emilia taceva, e rammentavasi le parole di Valancourt, che avevano
+scoperto tanti rimorsi, è sembravano confermare i detti del conte; non
+aveva però il coraggio di convincersene, ed il suo cuore era oppresso
+dall'angoscia. Dopo una lunga pausa Villefort soggiunse:
+
+«Mi accorgo dei vostri dubbi, e li trovo naturali; è giusto ch'io vi
+dia la prova di quanto ho detto, eppure nol posso senza esporre
+qualcuno a me sommamente caro.
+
+--Cosa temete, signore?» disse Emilia; «se posso prevenirlo;
+affidatevi al mio onore.
+
+--Mi affido senza dubbio all'onor vostro, ma posso io fidarmi
+egualmente del vostro coraggio? Credete voi di poter resistere alle
+preghiere di un amante corrisposto, che, nel suo dolore, vorrà sapere
+il nome di chi lo priva della sua felicità?
+
+--Non sarò esposta a questa tentazione, signore,» disse Emilia, con
+nobile fierezza, pur reprimendo a stento le lagrime; «non potrei
+continuare ad amare una persona che non posso più stimare, e perciò vi
+do la mia parola d'onore.
+
+--Vi dirò dunque tutto; la convinzione è necessaria alla vostra futura
+pace, e la mia intiera confidenza è il solo mezzo per procurarvela.
+Enrico, il figlio mio, è stato troppo spesso testimone della cattiva
+condotta del cavaliere: vi fu quasi trascinato anche lui, e si
+abbandonò a mille stravaganze; ma riuscii a preservarlo dalla
+perdizione. Giudicate ora, signora Emilia, se un padre, a cui
+l'esempio del cavaliere ha quasi traviato l'unico figlio, non abbia un
+titolo bastante per avvertire quelli ch'egli stima, di non affidare la
+loro felicità in tali mani. Ho veduto io stesso il cavaliere impegnato
+nel giuoco con tai persone, che fremo al solo rammentarle; se ne
+dubitate ancora potete informarvi meglio da mio figlio.
+
+--Non dubito, o signore, dei fatti dei quali foste testimone, o che
+affermate,» disse Emilia, soccombendo al suo dolore; «il cavaliere si
+sarà forse abbandonato ad eccessi nei quali non cadrà più; se aveste
+conosciuto la purità dei suoi primi principii, potreste scusare la mia
+attuale incredulità.
+
+--Aimè! quanto è difficile il credere ciò che ci affligge! ma non
+voglio consolarvi con false speranze... Noi sappiamo tutti quale
+attrattiva abbia la passione del giuoco, e quanto sia difficile il
+vincerla. Il cavaliere si correggerebbe forse per un certo tempo, ma
+tornerebbe ben presto a ricadere nella funesta sua inclinazione. Temo
+la forza dell'abitudine, temo anzi che il suo cuore sia già corrotto.
+E perchè dovrei nascondervelo? Il giuoco non è il suo unico vizio;
+pare ch'egli abbia preso il gusto di tutti i piaceri vergognosi.»
+
+Qui il conte ammutolì; Emilia, addolorata, sentendosi quasi mancare,
+aspettava ciò che aveva ancora da dirle. Villefort, visibilmente
+agitato, continuò: «Sarebbe una delicatezza crudele se persistessi a
+tacerlo; per due volte, le stravaganze del cavaliere lo trassero nelle
+carceri di Parigi, d'onde è uscito, a quanto mi fu accertato da
+persone degne di fede, la mercè d'una certa contessa notissima, e
+colla quale viveva tuttavia quand'io partii da Parigi.»
+
+E cessò di parlare; guardando Emilia, si accorse che cadeva svenuta, e
+s'affrettò a soccorrerla. Passò qualche tempo prima ch'ella potesse
+riaversi: allora si trovò fra le braccia, non già del conte ma di
+Valancourt, il quale l'osservava con occhio smarrito, volgendole la
+parola con voce tremante. Al suono di quella voce tanto nota, Emilia
+aprì gli occhi, ma li rinchiuse tosto, e svenne di nuovo.
+
+Il conte, con un'occhiata severa, fe' segno al giovane di
+allontanarsi. Questi non fece che sospirare e chiamare Emilia
+presentandole acqua. Il conte ripetè il suo gesto, e l'accompagnò con
+qualche parola; Valancourt rispose con uno sguardo risentito, ricusò
+di abbandonare il suo posto, finchè Emilia non fosse rinvenuta, e non
+permise ad alcuno di avvicinarsele; ma nell'istante parve che la sua
+coscienza l'informasse del soggetto dell'abboccamento del conte e di
+Emilia: i suoi occhi si accesero di sdegno, che fu tosto represso
+dall'espressione d'un profondo dolore: il conte, osservandolo, fu
+mosso a pietà più che ad ira. Emilia, ripreso l'uso dei sensi, si mise
+a piangere amaramente, ma facendosi coraggio ringraziò il conte ed
+Enrico, con cui Valancourt era entrato nel parco, e s'avviò al
+castello, senza dir nulla a quest'ultimo. Colpito nel cuore da tal
+condotta, egli esclamò: «Gran Dio! In qual modo ho io meritato questo
+trattamento? Che vi hanno detto per cambiarvi a tal punto?» Emilia,
+senza rispondere, ma sempre più commossa, raddoppiava il passo.
+
+«Accordatemi pochi minuti di colloquio,» le diss'egli avanzandosi al
+di lei fianco, «ve ne scongiuro: io sono infelice.»
+
+Quantunque avesse parlato sottovoce, il conte lo intese, e replicò che
+Emilia era troppo indisposta, onde poter parlare con alcuno, ma che
+ardiva accertare ch'ella avrebbe veduto il signor Valancourt il dì
+seguente se fosse stata meglio. Il giovane arrossì, guardò Villefort
+con fierezza, quindi Emilia con espressione di dolorosa sorpresa, poi
+raccogliendosi alquanto, soggiunse:
+
+«Ebbene, verrò, signora; approfitterò del _permesso del signor
+conte_.»
+
+E fatto un leggiero inchino, si allontanò.
+
+Appena rientrata nel suo appartamento, Emilia fu agitata da mille
+pensieri rammentandosi il racconto di Villefort. Talora credea che
+avessero falsamente accusato Valancourt, parendole impossibile che
+quel carattere sì franco e leale avesse potuto avvilirsi e cadere sì
+basso. Tal altra dubitava perfino della buona fede del conte,
+supponendolo spinto da motivi segreti a rompere la sua relazione con
+Valancourt; ma, riflettendoci, respingeva di poi siffatto pensiero. In
+ogni modo sentiva il peso della sua sventura. In mezzo al tumulto de'
+contrari affetti, si rammentò la semplicità dimostrata da Valancourt
+la sera precedente. Se avesse potuto dar ascolto al cuore, ne avrebbe
+sperato bene. Non poteva risolversi ad allontanarsi da lui per sempre,
+prima di avere acquistata una prova più convincente della sua cattiva
+condotta.
+
+Infine deliberò di tornare al convento per passarvi due o tre giorni.
+Nello stato in cui si trovava, la società le diveniva insopportabile.
+Sperava che la solitudine del chiostro e la bontà della badessa
+l'aiuterebbero a riprendere qualche impero su sè medesima, ed a
+sostenere lo scioglimento che pur troppo prevedeva. Le pareva che
+sarebbe stata meno afflitta se Valancourt fosse morto, o s'egli avesse
+sposato qualche rivale. Ciò che la riduceva alla disperazione, era il
+vedere l'amante disonorato e coperto d'obbrobrio, costringendola così
+a strapparsi dal cuore un'immagine sì lungamente adorata.
+
+Le triste riflessioni vennero interrotte da un biglietto di
+Valancourt, il quale, dipingendo il disordine dell'anima sua, la
+scongiurava di riceverlo quella sera medesima, anzichè la mattina.
+Provò essa tanta agitazione, che non ebbe la forza di rispondere:
+desiderava vederlo, per uscire da quello stato d'incertezza. Recatasi
+dal conte, gli domandò consiglio. Villefort le rispose che, se credeva
+avere forza bastante da sopportare questa scena, credeva utile ad
+ambedue di accelerarla.
+
+La fanciulla rispose all'amante che acconsentiva a vederlo, e procurò
+in seguito di raccogliere le forze ed il coraggio di cui aveva tanto
+bisogno per sostenere un colloquio che doveva distruggere le sue più
+dolci e care speranze.
+
+
+
+
+CAPITOLO XL
+
+
+Allorchè vennero ad avvertire Emilia che Villefort desiderava vederla,
+s'immaginò che vi fosse Valancourt. Nell'avvicinarsi al gabinetto del
+conte, la sua emozione divenne sì forte, che, non osando mostrarsi, si
+trattenne in sala per riaversi. Rimessasi alquanto, entrò, e trovò
+Valancourt seduto presso il conte. Si alzarono ambidue, e quest'ultimo
+si ritirò.
+
+Emilia stava cogli occhi bassi, non potendo parlare, e respirando
+appena. Valancourt le sedette vicino; sospirava, e taceva. Finalmente,
+con voce tremante disse: «Desiderai vedervi stasera per uscire almeno
+dall'orribile incertezza in cui mi piombò il vostro cambiamento.
+Alcune parole del conte mi hanno spiegato qualcosa. Mi accorgo che ho
+nemici, invidiosi della mia felicità, accaniti a distruggerla; e
+m'accorgo parimente che il tempo e la lontananza indebolirono i vostri
+sentimenti per me.»
+
+Queste ultime parole furono pronunziate colla massima commozione, ed
+Emilia non potè rispondere.
+
+«Quale incontro è il nostro?» esclamò Valancourt alzandosi, e
+camminando a gran passi per la stanza; «quale incontro, dopo una sì
+lunga e barbara separazione!» Tornò a sedere, poi soggiunse: «Emilia
+crudele, voi non mi parlate?» Si coprì la faccia come per nascondere
+l'agitazione, e prese la mano di lei, che non seppe ritirarla. Essa
+non potè trattenere le lacrime: tutta la sua tenerezza tornò. Il
+giovane se ne accorse, un raggio di speranza gli surse nell'anima.
+
+«E che! voi mi compiangete?» diss'egli; «voi mi amate ancora! Siete
+sempre la mia Emilia! Soffrite ch'io creda alle vostre lacrime.
+
+--Sì, vi compiango, ma debbo io amarvi? Credete voi di essere tuttavia
+quel medesimo stimabile Valancourt ch'io amava pel passato?
+
+--Che voi amavate pel passato?» sclamò egli. «L'istesso, l'istesso...»
+Si fermò un istante per la gran commozione, e continuò dolorosamente:
+«No, non sono più lo stesso, io son perduto: non son più degno di
+voi.» E si coprì di nuovo la faccia. Emilia era troppo colpita da una
+confessione tanto sincera per poter rispondere. Lottava contro il suo
+cuore, e sentiva il pericolo di fidar troppo nella sua risoluzione in
+presenza dell'amante. Le premea di por fine ad un colloquio sì penoso
+per entrambi. Ma, quando pensava che probabilmente sarebbe stato
+l'ultimo, mancavale ogni coraggio per non sentire più che il dolore e
+la tenerezza.
+
+Valancourt intanto, divorato dai rimorsi e dall'affanno, non aveva
+forza, nè volontà di esprimersi. Sembrava appena sensibile alla
+presenza di Emilia, e non faceva che piangere.
+
+«Risparmiatemi,» gli disse la fanciulla, «il dispiacere di riparlare
+dei dettagli della vostra condotta, che mi obbligano a troncare la
+nostra relazione; bisogna separarci, ed io or vi vedo per l'ultima
+volta.
+
+--No,» esclamò Valancourt, «il vostro cuore non può essere d'accordo
+col labbro; non potete pensare a respingermi per sempre da voi.
+
+--Bisogna separarci,» ripetè Emilia, «e per sempre; la vostra condotta
+ce ne impone la necessità.
+
+--È la decisione del conte, ma non la vostra; ed io saprò con qual
+diritto egli si frappone tra noi.» Ed alzatosi, percorrea a passi
+precipitosi la camera.
+
+--Disingannatevi,» disse Emilia non meno commossa. «La decisione è
+mia, il mio riposo lo esige.
+
+--Il vostro riposo esige che noi ci separiamo per sempre!» sclamò
+Valancourt. «È vero ch'io sono decaduto dalla mia propria stima: ma
+come avreste potuto rinunziare così presto a me, se non aveste già
+cessato di amarmi, o se non aveste ceduto alle suggestioni d'un
+altro?... No, Emilia, voi non vi acconsentirete, se mi amate ancora, e
+troverete la vostra felicità nel conservare la mia.
+
+--Come potrei essere scusabile,» rispos'ella, «se io vi affidassi il
+riposo della mia vita? Come potreste consigliarmelo, se vi fossi cara?
+
+--Se mi foste cara? è egli possibile che dubitiate dell'amor mio? Ma
+sì, avete ragione di dubitarne, poichè io son meno disposto all'orrore
+di separarmi da voi, che a quello d'avvolgermi nella mia rovina. Sì,
+son rovinato, e rovinato senza risorsa; sono oppresso dai debiti, e
+non so come pagarli.»
+
+Sì dicendo, gli occhi di lui erano smarriti e pieni di disperazione.
+Emilia fu costretta di ammirare la sua franchezza, e parve essere per
+qualche minuto in lotta con sè medesima.
+
+«Io non prolungherò,» diss'ella alfine, «un abboccamento il cui esito
+non può essere felice. Valancourt, addio.
+
+--No, voi non partirete,» gridò egli imperiosamente, «non mi lascerete
+così prima che l'animo mio abbia raccolta la forza necessaria per
+sopportare la mia perdita.»
+
+Emilia, spaventata dal suo disperato dolore, gli disse con dolcezza:
+
+«Riconosceste voi stesso la necessità di separarci; se volete farmi
+vedere che mi amate, perchè opporvi?
+
+--Io era uno stolto quando vi confessava... Emilia, è troppo: voi non
+v'ingannate sulle mie colpe, ma il conte è la barriera, e non sarà a
+lungo l'ostacolo della mia felicità.
+
+--Ora voi parlate veramente da stolto: il conte non è vostro nemico,
+Valancourt; gli è mio amico, e questa sola considerazione dovrebbe
+bastare per farvelo riguardare come vostro.
+
+--Vostro amico!» disse vivamente Valancourt; «da quanto tempo è egli
+tale, per farvi obliare così presto l'amante? È egli vostro amico
+colui che vi suggerì di preferire Dupont? Dupont, che voi dite avervi
+ricondotta dall'Italia? Dupont, ch'io dico avermi rapito il vostro
+cuore? Ma io non ho diritto d'interrogarvi. Siete padrona di voi
+stessa; ma quel Dupont non trionferà a lungo della mia sciagura.»
+
+Emilia, più spaventata che mai dal furore di Valancourt, gli disse:
+
+«In nome del cielo, siate ragionevole; calmatevi; Dupont non è vostro
+rivale, ed il conte non è suo difensore; voi non avete altri nemici
+che voi stesso, e mi convinco sempre più che non siete quel Valancourt
+che ho amato tanto.»
+
+Egli non rispose; coi gomiti appoggiati sul tavolino, stava
+silenzioso. Emilia era muta e tremante, e non osava lasciarlo.
+
+«Infelice!» esclamò egli poco dopo; «io non posso lagnarmi senza
+accusarmi! Perchè fui io trascinato a Parigi? Perchè non seppi
+difendermi dalle seduzioni che dovevano rendermi disprezzabile per
+sempre?» Voltosi quindi vêr lei, le prese la mano, e le disse
+affettuosamente: «Emilia, potete voi sopportare l'idea della nostra
+separazione? Potete voi abbandonare un cuore che vi ama come il mio?
+Un cuore che, malgrado i suoi errori, apparterrà a voi sola?» La
+fanciulla non rispondeva se non colle lacrime. «Io non aveva,»
+soggiunse egli, «un solo pensiero che volessi nascondervi non un
+piacere, nè un desiderio, ai quali voi non poteste prender parte.
+Queste virtù potrebbero appartenermi tuttora, se la vostra tenerezza,
+che le aveva alimentate, non fosse cambiata senza rimedio; ma voi non
+mi amate più: quelle ore felici passate insieme si presenterebbero
+alla vostra immaginazione, e non potreste pensarvi con indifferenza.
+Non vi affliggerò oltre, ma prima ch'io parta, permettetemi di
+ripetervi, che qualunque possa essere il mio destino ed i miei
+patimenti, non cesserò mai d'amarvi teneramente. Io parto, Emilia, vi
+lascio per sempre.»
+
+La di lui voce s'indebolì, e cadde sulla sedia nel massimo
+abbattimento. Emilia non poteva nè uscire, nè dirgli addio. Tutte le
+di lui follie erano quasi cancellate dal suo spirito, e non sentiva
+più che dolore e pietà.
+
+«Ditemi almeno,» disse Valancourt, «che mi vedrete un'altra volta.» Il
+cuore di lei fu in certa qual guisa sollevato da tale preghiera. Si
+sforzò di persuadersi che non doveva negargliela; ma provava nondimeno
+qualche imbarazzo pensando ch'era in casa del conte, il quale avrebbe
+potuto offendersi del ritorno di Valancourt; finì ad acconsentirvi a
+patto che non avrebbe considerato il conte come nemico, nè Dupont come
+rivale; allora egli partì talmente consolato dalle ultime parole di
+lei, che perdè il primiero sentimento della sua disgrazia.
+
+Emilia tornò in camera per ricomporsi e nascondere le orme delle
+lacrime: ella ebbe però difficoltà a calmarsi, non potendo bandire la
+rimembranza di quest'ultima scena, nè l'idea di rivedere Valancourt,
+giacchè quest'ultimo abboccamento sembravale dover essere più
+terribile del precedente. Il giovane le aveva fatta grand'impressione,
+malgrado quanto aveva saputo. Pareale impossibile ch'egli avesse
+potuto depravarsi al punto che le si voleva far credere, ed avrebbe
+ceduto forse alle lusinghiere persuasioni del suo cuore, senza la
+prudenza di Villefort, il quale le rappresentò il pericolo della sua
+situazione, e la poca speranza che poteva offrire un nodo la cui
+felicità doveva consistere nel ristabilimento d'un patrimonio
+scialacquato, e nell'obblìo delle più viziose abitudini; e' fu perciò
+afflittissimo, ch'ella avesse condisceso ad un secondo colloquio.
+
+Quella notte Emilia non potè chiuder occhio.
+
+Valancourt intanto era in preda all'angosce della disperazione. La
+vista di Emilia aveva rinnovata l'antica fiamma, indebolita solo
+leggermente dall'assenza e dalle distrazioni d'una vita tumultuosa.
+Allorchè, ricevendo la sua lettera era partito per la Linguadoca,
+sapeva pur troppo che le sue follie l'aveano rovinato, nè pensava di
+nasconderlo all'amante; si affliggeva solo del ritardo che la sua
+condotta potrebbe cagionare al loro matrimonio, nè prevedeva come tale
+informazione avrebbe potuto indurla a rompere ogni loro legame.
+Oppresso all'idea di questa eterna separazione, lacerato dai rimorsi,
+attendeva il secondo abboccamento in uno stato quasi di delirio; ma
+sperava però sempre di ottenere a forza di preghiere qualche mutamento
+nella di lei risoluzione.
+
+La mattina le fece domandare a che ora avrebbe potuto riceverlo:
+quand'essa ricevè il biglietto, era col conte, che approfittò del
+nuovo pretesto per riparlarle di Valancourt. Vedeva la disperazione
+della giovine amica, e temeva che il coraggio l'abbandonasse. Emilia
+rispose al biglietto, ed il conte ritornò sul proposito dell'ultima
+conversazione. Egli parve temere le tentazioni di Valancourt, e le
+disgrazie alle quali si esporrebbe per l'avvenire, se non resisteva ad
+un dispiacere presente e passaggiero: queste ripetute ammonizioni
+potevano sole premunirla contro gli effetti della sua affezione, ed
+ella risolse di seguire i di lui consigli.
+
+Giunse alfine l'ora dell'abboccamento: Emilia si presentò sostenuta
+nel contegno, ma Valancourt, troppo agitato, restò qualche minuto
+senza poter parlare; le sue prime frasi furono preghiere, lamenti,
+rimproveri contro sè medesimo; in seguito le disse: «Emilia, vi ho
+amata, e vi amo più di me stesso; son rovinato per colpa mia, ma
+intanto non posso negare ch'io preferissi trascinarvi in un'unione
+infelice, anzichè soffrire, perdendovi il castigo che merito... Io
+sono un infelice, ma non voglio più esser un vile; non cercherò più di
+smovervi dalla vostra risoluzione colle istanze d'una passione
+egoista. Io rinunzio a voi, Emilia, e cercherò di consolarmi, pensando
+che, se sono disgraziato, voi potete almeno esser felice. Non ho, è
+vero, il merito del sacrifizio, e non avrei mai avuta la forza di
+farvi libera, se la vostra prudenza non l'avesse esigiuto.»
+
+La fanciulla procurava di rattenere le lagrime, e stava per dirgli:
+«Voi parlate ora come facevate una volta.» Ma restò in silenzio.
+
+«Perdonatemi, Emilia,» ripigliò egli, «tutte le inquietudini che vi ho
+cagionate. Pensate talvolta al povero Valancourt, e ricordatevi, che
+la di lui sola consolazione sarà di sapere che le sue follie non vi
+resero infelice.»
+
+Le lagrime sgorgarono in copia dagli occhi di Emilia, la quale si
+sforzò di farsi coraggio e por fine ad un colloquio che aumentava la
+loro comune afflizione. Valancourt la vide piangere mentre si alzava;
+fece un nuovo sforzo per contenere i propri sentimenti, e calmare
+quelli di Emilia.
+
+«La rimembranza di questo doloroso momento,» le diss'egli, «sarà in
+futuro la mia salvaguardia. L'esempio e la tentazione non potranno più
+sedurmi. La memoria di quel pianto che versate per me, mi darà la
+forza di superare ogni pericolo.»
+
+Emilia, alquanto consolata da tale assicurazione, rispose:
+
+«Noi ci separiamo per sempre; ma se la mia felicità vi è cara,
+ricordatevi ognora che nulla vi potrà maggiormente contribuirvi colla
+certezza che voi riacquistaste la vostra propria stima.»
+
+Valancourt le prese la mano, aveva gli occhi lagrimosi, e l'addio che
+voleva pronunziare veniva soffocato dai singulti. Dopo qualche
+momento, Emilia, tutta commossa, disse:
+
+«Addio, Valancourt, possiate essere eternamente felice! Addio,» ripetè
+nuovamente volendo ritirare la mano; ma egli la teneva stretta fra le
+sue, e la bagnava di lacrime. «Perchè prolungare questi momenti?»
+continuò ella, con voce inarticolata; «essi son troppo penosi per noi.
+
+--Troppo, sì, troppo, davvero,» sclamò Valancourt, lasciandole la
+mano, e abbandonandosi sulla sedia, celossi la faccia. Dopo un lungo
+intervallo, durante il quale Emilia piangeva amaramente e Valancourt
+lottava contro il suo dolore, egli si alzò di nuovo, e prendendo un
+accento più fermo, disse: «Io vi affliggo, ma l'ambascia che provo
+dev'essere la mia scusa. Addio, Emilia, voi sarete sempre l'unico
+oggetto della mia tenerezza. Pensate qualche volta all'infelice
+Valancourt, almeno per compassione, se non per istima, giacchè cosa
+sarebbe per me il mondo intiero senza di voi e senza la vostra stima?
+Cara Emilia, addio per sempre.»
+
+Le baciò la mano, la guardò per l'ultima volta e fuggì
+precipitosamente.
+
+Emilia restò nell'atteggiamento in cui l'aveva lasciata, col cuore
+così oppresso, che poteva appena respirare; udì il rumore dei di lui
+passi indebolirsi mano mano. Fu scossa da tale stato dalla voce della
+contessa che parlava in giardino. Allora versò lagrime che la
+sollevarono, e così, ripreso vigore, ebbe la forza di recarsi alla sua
+camera.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLI
+
+
+Torniamo a Montoni, la cui sorpresa e rabbia per la fuga di Emilia
+fecero tosto luogo ad interessi più urgenti. Le sue depredazioni
+eransi talmente moltiplicate, che il senato di Venezia, malgrado la
+sua debolezza e l'utilità, che all'occasione avrebbe potuto ritrarre
+da Montoni, non volle sopportarle più a lungo. Fu decretato pertanto
+di distruggere le di lui forze e punire il suo brigandaggio. Un grosso
+stuolo di milizie accingevasi a marciare contro il castello di Udolfo.
+Un giovane ufficiale, animato contro Montoni dal risentimento di
+qualche ingiuria particolare, o fors'anco dal desiderio di
+distinguersi, chiese udienza al ministro che dirigeva quest'impresa.
+Gli rappresentò che Udolfo era un forte situato in un luogo troppo
+formidabile per essere preso d'assalto. Un corpo di truppe non poteva
+avvicinarvisi senza che Montoni ne fosse avvertito. L'onore della
+repubblica si opponeva al piano d'assediare quel castello con un
+esercito regolare. Bastava un pugno di gente risoluta, ed era
+probabilissimo d'incontrare ed attaccare Montoni ed i suoi fuori delle
+mura, ovvero avvicinandosi al castello colla cautela compatibile con
+pochi soldati, sarebbe stato facile trar vantaggio da qualche
+tradimento o negligenza, per penetrare d'improvviso nell'interno.
+
+Il piano, seriamente meditato, fu affidato allo stesso ufficiale che
+l'aveva concepito. Dapprincipio egli usò l'astuzia; si accampò nei
+dintorni di Udolfo e procurò guadagnarsi l'assistenza de' vari
+condottieri. Non ne trovò neppur uno che non fosse pronto a tradire un
+padrone imperioso, per assicurarsi così il perdono del senato.
+Informatosi del numero delle truppe di Montoni, seppe che i suoi
+ultimi successi le avevano aumentate d'assai. Non iscoraggitosi per
+questo, appiccò intelligenze nell'interno della piazza, che gli
+procurarono la parola d'ordine, e mescolatosi colla sua gente ai
+seguaci di Montoni, potè introdursi nel castello e sorprenderlo,
+mentre un altro stuolo de' suoi, dopo una lieve resistenza, faceva
+cedere le armi alla guarnigione. Tra le persone prese con Montoni,
+trovavasi Orsino: avendo saputo, dopo l'inutile sforzo fatto per
+rapire Emilia, che quello scellerato aveva raggiunto Montoni ad
+Udolfo, Morano ne aveva avvertito il senato. Il desiderio di prendere
+quest'uomo, autore dell'assassinio d'un senatore, fu uno dei motivi
+che fecero accelerare l'impresa, il cui successo riuscì gradito tanto,
+che, malgrado i sospetti politici e l'accusa segreta di Montoni, il
+conte Morano fu rimesso in libertà. La celerità e facilità di questa
+spedizione prevennero il chiasso e le dicerie, sicchè Emilia, in
+Linguadoca, ignorò la disfatta e l'umiliazione del suo crudele
+persecutore.
+
+Il di lei spirito era sì oppresso da tanti affanni, che verun sforzo
+della sua ragione, valea a superarne l'effetto. Villefort non
+risparmiava alcun mezzo per consolarla. L'invitava spesso a
+passeggiare con lui e colla figlia, e tenevale acconci discorsi
+sperando sradicare gradatamente il soggetto del suo dolore e
+risvegliare in lei nuove idee. Emilia, vedendo in lui un vero amico,
+il protettore della sua gioventù, lo prese ad amare con affetto
+figliale.
+
+Il di lei cuore si apriva con Bianca come con una sorella. La bontà e
+semplicità di questa fanciulla compensavala abbastanza della
+privazione di qualche vantaggio più lusinghiero. Passò qualche tempo
+prima che Emilia potesse distrarsi tanto dal pensiero di Valancourt,
+per ascoltare l'istoria promessale dalla vecchia Dorotea, la quale in
+fine, premurosa di narrargliela, glie ne fece sovvenire, e Emilia
+l'aspettò l'istessa sera.
+
+Infatti, dopo mezzanotte, giunse Dorotea, e dopo pochi minuti di
+riposo cominciò così il suo racconto: «Sono ormai venti anni che la
+signora marchesa arrivò in questo castello. Quanto era bella allorchè
+entrò nella sala ov'eravamo riuniti per riceverla! Quanto sembrava
+felice il signore marchese! Chi l'avrebbe potuto indovinare! Ma che
+dico? Signora Emilia, mi parve che la marchesa fosse un poco afflitta.
+Lo dissi a mio marito, ed egli mi rispose che sbagliava: non glie ne
+parlai più, e tenni per me le mie osservazioni. La signora marchesa
+aveva all'incirca la vostra età, e, come l'ho spesso notato, vi
+somigliava moltissimo. Il signor marchese diede feste splendide, e
+pranzi così magnifici, che da quel tempo il castello non fu mai così
+brillante. Io allora era giovine ed allegra quanto chicchessia. Mi
+rammento che ballava con Filippo il cantiniere; era vestita in gran
+gala. Vi giuro che faceva la mia figura. Il signor marchese allora mi
+osservava. Ah! egli era pur allora il bravo signore. Chi avrebbe
+potuto mai supporre che lui...
+
+--Ma la marchesa cosa faceva?» interruppe Emilia.
+
+--Ah! sì, è vero. La marchesa mi pareva che non fosse felice. Io la
+sorpresi una volta a piangere. Allorchè mi vide, si asciugò gli occhi
+sforzandosi di ridere. Non osai domandarle che avesse, ma la seconda
+volta che la trovai in quello stato, glie ne chiesi il motivo, e parve
+offendersene. Non le dissi più nulla, ma però indovinai qualcosa.
+Pareva che il padre l'avesse costretta a sposare il marchese per le
+sue ricchezze. Essa amava un altro signore, grandemente invaghito di
+lei. M'immaginai dunque che si affliggesse d'averlo perduto, ma però
+non me ne ha parlato mai. La mia padrona procurava di nascondere le
+sue lacrime al marito. Io la vedeva spesso dopo i suoi trasporti di
+dolore, prendere un'aria tranquilla quand'egli entrava. Il mio padrone
+divenne d'improvviso pensieroso e severo colla moglie, la quale se ne
+afflisse, senza però lagnarsene mai. Allora parve disposta a tornare
+di buon umore, ma il marchese era così salvatico, e le rispondeva con
+tanta durezza, che fuggiva piangendo nella sua stanza. Io ascoltava
+tutto nell'anticamera. Povera signora! qualche volta credeva che il
+marchese fosse geloso: la mia padrona, benchè ammirata da tutti, era
+troppo onesta per meritare il più lieve sospetto. Fra tutti i
+cavalieri che frequentavano il castello eravene uno che mi pareva
+fatto per lei. Egli era così gentile, così galante! Ho osservato
+sempre che, quando veniva in casa il signor marchese era più
+malcontento del solito, e la padrona più pensierosa. Mi venne allora
+in idea che fosse quello il gentiluomo amante e riamato da lei, ma non
+ho potuto mai assicurarmene.
+
+--Quale era il nome di quel cavaliere?» disse Emilia.
+
+--Non posso dirvelo, signorina, perchè non conviene. Una persona morta
+poco tempo fa mi ha assicurato che la marchesa non era in buona regola
+la moglie del marchese, avendo ella prima sposato segretamente il
+cavaliere che amava. Non ardì confessarlo al padre, uomo brutale, ma
+non è verosimile, ed io non l'ho mai creduto. Come vi diceva, il
+marchese era quasi fuori di sè, allorchè quel cavaliere veniva qui. Il
+trattamento che faceva del continuo alla moglie la rese alfine
+infelicissima. Non voleva più che vedesse alcuno, e la costringeva a
+vivere affatto isolata. Io l'ho sempre servita: vedeva i suoi
+patimenti, ma ella non se ne doleva mai. Dopo un anno di questa vita,
+la padrona si ammalò: credei da principio che il suo male derivasse
+dagli affanni; ma, ohimè! temo molto che quella malattia non avesse un
+motivo più terribile.
+
+--Più terribile!» sclamò Emilia; «ed in qual modo?
+
+--Io ne dubito molto; vi furono circostanze strane davvero, ma vi
+dirò solo ciò che accadde. Il signor marchese...
+
+--Zitto! Dorotea.»
+
+La vecchia mutò colore. Ascoltarono tuttaddue attentamente, e udirono
+cantare.
+
+«Mi pare di aver già sentita questa voce,» disse Emilia.
+
+--L'ho intesa spesso anch'io, e sempre precisamente a quest'ora,»
+disse Dorotea con gravità. «Se gli spiriti possono cantare, certo
+questa musica non può venire che da loro.»
+
+A misura che la musica si avvicinava, Emilia la riconobbe per
+l'istessa già intesa all'epoca della morte del padre. La custode
+soggiunse:
+
+«Mi pare d'avervi già detto, signorina, che cominciai a sentire questa
+musica poco dopo la morte della mia cara padrona.
+
+--Zitto,» disse Emilia, «apriamo la finestra ed ascoltiamo.» Ma la
+musica si allontanò insensibilmente, e tutto rientrò nel silenzio. Il
+paese intiero era avvolto nelle tenebre, e lasciava scorgere solo
+indistintamente qualche parte del giardino.
+
+Emilia, appoggiata alla finestra, considerava quel tenebrore con
+rispettoso silenzio, ed alzava gli occhi al cielo adorando i decreti
+del Supremo Fattore. Dorotea allora continuò con voce sommessa:
+
+«Vi diceva adunque, signorina, che mi rammentava della prima sera in
+cui intesi questa musica: ciò avvenne una notte poco dopo la morte
+della mia cara padrona. Non so per qual motivo non era andata ancora a
+dormire, e pensava dolorosamente alla marchesa, ed alla trista scena
+ond'era stata testimone. Tutto era tranquillo, e la mia camera era
+lontana da quelle degli altri domestici; in quella solitudine, e colla
+fantasia piena di tristi idee, mi trovava isolata, e bramava udire
+qualche rumore, giacchè sapete che quando si ode movimento, non si ha
+tanta paura. Io mi asteneva perfino dal girare gli occhi per la
+camera, temendo sempre di vedere la faccia moribonda della mia povera
+padrona, che mi stava presente: quando d'improvviso intesi una dolce
+armonia, la quale pareva essere sotto la mia finestra; non ebbi la
+forza di alzarmi, ma credei fosse la voce della marchesa, e piansi di
+tenerezza. Da quella notte, intesi spesso quest'armonia, la quale però
+era cessata da qualche mese, ma ora è tornata di nuovo.
+
+--È strano,» disse Emilia, «che non siasi ancora scoperto il cantore.
+
+--Oh! signora, se fosse una persona naturale, si conoscerebbe da molto
+tempo; ma chi può avere il coraggio di correr dietro ad uno spirito? E
+quand'anco avesse tal coraggio, cosa si scoprirebbe? Gli spiriti, come
+sapete, possono prender la figura che vogliono: ora son qui, ora son
+là, e poco dopo sono cento miglia distanti.
+
+--Di grazia, riprendiamo l'istoria della marchesa,» disse Emilia;
+«informatemi del genere della sua morte.
+
+--Sì, signora... Il marchese divenne sempre più burbero, e la signora
+peggiorava tutti i giorni. Una notte vennero a chiamarmi; corsi da
+lei, e fui spaventata dallo stato in cui la trovai. Qual cambiamento!
+Mi guardò in modo da muovere a compassione i sassi. Mi pregò di
+chiamar il marchese, che non si era fatto vedere per tutto il giorno,
+avendo cose segrete da comunicargli. Venne; parve afflittissimo di
+vederla così malata, e parlò poco. La mia padrona gli disse che si
+sentiva moribonda, e desiderava parlargli senza testimoni; io uscii, e
+non mi dimenticherò mai l'occhiata che mi lanciò in quel momento.
+Allorchè rientrai, dissi al padrone di mandar a chiamare un medico,
+immaginando che il dolore gl'impedisse di pensarvi; la signora rispose
+ch'era troppo tardi: ma egli pareva non crederle, e riguardare la sua
+malattia come leggera. Di lì a poco cadde in terribili convulsioni;
+urlava orrendamente. Il marchese fece partire un uomo a cavallo per
+cercar il medico. Io restai presso la marchesa, procurando di
+sollevarla. In un intervallo molto doloroso mandò a cercar di nuovo il
+padrone: egli venne, ed io voleva ritirarmi, ma ella desiderò che non
+m'allontanassi. Oh! io non mi scorderò mai quella scena. Il marchese
+perdeva quasi la ragione; ma la signora gli parlava con tanta bontà, e
+si dava tanta pena per consolarlo, che se mai egli avesse avuto
+qualche sospetto, doveva cancellarlo in quel momento. Sembrava
+oppresso dalla rimembranza de' suoi maltrattamenti, ed ella ne fu
+tanto commossa, che svenne fra le mie braccia. Io feci subito uscire
+il marchese, il quale corse nel suo gabinetto, e si gettò per terra,
+non volendo più veder nessuno. Quando la signora fu alquanto rimessa,
+chiese sue nuove, e disse in seguito che il di lui dolore l'affliggeva
+troppo, e che bisognava lasciarla morire in pace. Spirò nelle mie
+braccia colla dolcezza d'un angelo, giacchè la crisi violenta era già
+passata.»
+
+Dorotea versò un torrente di lagrime. Emilia pianse con lei,
+intenerita dalla bontà della marchesa, e dalla rassegnazione colla
+quale aveva sofferto.
+
+«Il medico giunse,» continuò Dorotea, «ma troppo tardi. Parve
+stupefatto nel vedere il cadavere della mia padrona, la cui faccia era
+divenuta livida e nera. Fece uscire tutti, e mi volse singolari
+domande a proposito della marchesa e della sua malattia. Scuoteva la
+testa alle mie risposte, e pareva giudicare sinistramente. Io lo
+compresi pur troppo, ma non comunicai le mie congetture se non a mio
+marito, che mi raccomandò di tacere: alcuni altri domestici ebbero
+però gli stessi sospetti che circolarono nel vicinato. Allorchè il
+marchese seppe che la signora era morta, si rinchiuse nel suo
+appartamento, e non volle vedere che il medico. Restarono insieme più
+di un'ora, e il dottore non mi parlò più della marchesa, la quale fu
+sepolta nella chiesa del convento. Tutti i vassalli assistettero
+piangendo al suo funerale, perchè era molto caritatevole. Quanto al
+signor marchese, io non ho mai veduto un'afflizione come la sua, e
+talvolta nell'eccesso del dolore perdeva l'uso dei sensi. Non restò
+molto tempo nel castello, e partì pel suo reggimento. Poco dopo, tutti
+furono congedati, tranne mio marito e me, nè l'ho riveduto mai più.
+
+--La morte della marchesa pare straordinaria!» disse Emilia,
+desiderando saperne qualcosa di più.
+
+--Sì, signora, fu straordinaria. Vi dico tutto ciò che ho veduto, e
+voi potete indovinar quel che ne penso; non posso dir altro per non
+diffondere ciarle che potrebbero offendere il signor conte.
+
+--Avete ragione; sapete voi dove sia morto il marchese?
+
+--Nell'Alsazia, a quanto credo,» rispose Dorotea. «Mi rallegrai molto
+quando seppi che arrivava il signor conte. Questo luogo è stato lunga
+pezza in una trista desolazione. Noi vi udimmo rumori straordinari,
+poco dopo la morte della padrona, ed io, con mio marito, ci ritirammo
+in una casuccia poco lontana. Adesso, signora Emilia, che vi ho
+raccontato questa tragica istoria, vi rammenterò la vostra promessa di
+non lasciarne traspirar nulla ad alcuno.
+
+--Sarò fedele alla mia parola,» rispose Emilia; «ciò che mi narraste
+m'interessa assai più di quanto potete supporre. Vorrei solo pregarvi
+di nominarmi il cavaliere che, secondo voi, s'interessava tanto per la
+marchesa.»
+
+Dorotea negò assolutamente di acconsentirvi, e tornò a parlare della
+somiglianza di lei colla marchesa.
+
+--«Vi è un altro ritratto di questa,» soggiunse, «ed è in una delle
+stanze chiuse. Fu fatto prima del suo matrimonio, e voi le somigliate
+assaissimo.»
+
+La fanciulla mostrò desiderio di vederlo, e Dorotea rispose che non
+aveva coraggio di entrare in quell'appartamento. Emilia le rammentò
+che, il dì innanzi, il conte aveva parlato di farlo aprire. La custode
+convenne allora d'andarlo prima a vedere con lei.
+
+La notte era molto avanzata, e Emilia troppo commossa dal racconto
+inteso per visitare così tardi quel luogo. Pregò dunque la vecchia di
+tornare la notte seguente. Oltre il desiderio di vedere il ritratto,
+sentiva un'ansiosa curiosità di visitare la camera ov'era morta la
+marchesa, e che, secondo Dorotea, era rimasta nel primiero stato. La
+commozione che le cagionava l'aspettativa di una tale scena, era
+allora conforme allo stato del di lei spirito. Oppressa dal
+cambiamento della sua sorte, gli oggetti piacevoli aumentavano la sua
+malinconia in vece di dissiparla; forse aveva torto di piangere sì
+amaramente un infortunio inevitabile; ma veruno sforzo della ragione
+valeva a lasciarle scorgere con indifferenza l'avvilimento di colui
+che aveva già stimato ed amato con tanto trasporto.
+
+Dorotea promise di tornare la notte seguente colle chiavi
+dell'appartamento, e si ritirò.
+
+Emilia restò alla finestra, meditando tristamente sul destino
+dell'infelice marchesa, ed aspettando ansiosa il ritorno della musica
+notturna. La calma non fu turbata se non dallo stormir delle frondi
+agitate da lieve brezzolina. La campana del convento suonò mattutino,
+e Emilia se ne andò a letto cercando nel sonno l'oblio della dolorosa
+storia della marchesa di Villeroy.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLII
+
+
+La notte seguente, all'istessa ora circa, Dorotea venne a prendere
+Emilia e portò le chiavi dell'appartamento della marchesa, che si
+trovava dalla parte opposta, al nord. Dovevano passare vicino alle
+stanze della servitù, e Dorotea desiderava sfuggire alle loro
+osservazioni. Volle dunque aspettare un'altra mezz'ora ond'assicurarsi
+che tutti i servitori dormissero. Era quasi un'ora dopo mezzanotte
+allorchè si misero in cammino. Dorotea andava innanzi e portava il
+lume; ma il suo braccio, indebolito dal timore e dalla vecchiaia,
+tremava sì forte, che Emilia, presa ella stessa la lucerna, s'offrì a
+sostenere i di lei passi mal sicuri. Bisognava scendere lo scalone,
+traversare gran parte del castello, e salire l'altro situato al nord.
+Non incontrarono nulla che alterasse vie maggiormente la loro agitata
+fantasia, e giunte in cima alla scala Dorotea mise la chiave nella
+serratura. «Ah!» diss'ella sforzandosi di girarla; «è chiusa da tanto
+tempo, che forse la ruggine non ci permetterà di aprirla.» Emilia
+però, più destra di lei, girò la chiave, aprì la porta, ed entrarono
+in una stanza antica e spaziosa.
+
+«Dio buono!» disse Dorotea nell'entrare; «l'ultima volta che son
+passata da questa porta, io seguiva la salma della mia povera
+padrona!»
+
+Traversarono una fila di stanze, e giunsero in un salotto adorno
+ancora con magnificenza.
+
+«Riposiamo qui un momento,» disse Dorotea; «quella è la porta della
+camera, in cui è morta la padrona. Ah! signorina, perchè mi avete
+fatto venir qua?»
+
+Emilia, vedendo la povera vecchia in uno stato compassionevole, la
+fece sedere e procurò di tranquillarla.
+
+«Come la vista di questo appartamento mi richiama alla memoria
+l'immagine del tempo passato! Mi pare che fosse ieri.»
+
+--Zitto! qual rumore è questo?» disse Emilia.
+
+Dorotea, spaventata, guardò per tutta la camera; ascoltarono ma non
+intesero nulla. La vecchia allora riprese il soggetto del suo dolore:
+«Questo salotto era, al tempo della signora, la più bella stanza del
+castello. Era mobiliato all'ultimo gusto. Tutti questi mobili vennero
+da Parigi; quei grandi specchi sono di Venezia. Questi arazzi erano in
+ispecie ammirati da tutti; rappresentano essi un'istoria che si trova
+in un libro, di cui ora non mi ricordo il nome.»
+
+Emilia si alzò per esaminarli. Alcuni versi in provenzale, in fondo ai
+medesimi, le fecero riconoscere la storia di Coriolano.
+
+Dorotea essendosi alquanto rimessa, aprì finalmente la porta fatale.
+Entrarono in una camera cupa e spaziosa. La custode si abbandonò tosto
+su d'una sedia esalando profondi sospiri, e ardiva appena alzar gli
+occhi. Emilia osservò il letto ove dicevasi morta la marchesa. Era
+parato di damasco verde. Un gran panno di velluto nero lo cuopriva
+fino a terra. Mentre la fanciulla, col lume in mano, girava intorno
+alla camera: «Dio buono!» esclamò Dorotea; «mi par di veder la mia
+padrona distesa su quel letto, come la vidi per l'ultima volta. Ah!»
+soggiunse ella piangendo ed appoggiandosi al letto; «io era qui quella
+notte terribile: le teneva la mano; intesi le sue ultime parole, vidi
+tutti i suoi patimenti, e spirò fra le mie braccia.
+
+--Non vi abbandonate a queste funeste rimembranze,» disse Emilia;
+«usciamo e mostratemi il ritratto di cui mi parlate.
+
+--Egli è nel gabinetto,» rispose Dorotea, mostrandole un uscio.
+L'aprì, ed entrarono ambedue nel gabinetto della marchesa.
+
+«Aimè! eccola là,» disse la custode, additando un quadro. «Ecco
+com'era allorchè giunse qui. Vedete bene ch'era fresca quanto voi.»
+
+Mentr'ella continuava a smaniarsi, Emilia osservava attenta il
+ritratto, che somigliava moltissimo alla miniatura trovata fra le
+carte di Sant'Aubert: eravi soltanto una piccola differenza
+nell'espressione della fisonomia, e le parve riconoscere nel quadro
+un'ombra di quella malinconia pensierosa che caratterizzava sì forte
+il ritratto in miniatura.
+
+«Vi prego, signorina,» disse Dorotea, «di situarvi presso questo
+quadro, affinchè io possa confrontarvi.»
+
+Emilia la compiacque, e la vecchia rinnovò gli atti di sorpresa sulla
+di lei somiglianza. La fanciulla tornò a guardare, e le parve d'aver
+veduta in qualche parte una persona simigliante al ritratto; ma non
+potè rammentarselo bene. In quel gabinetto eranvi tuttavia molte cose
+d'uso della defunta, un abito, una sottana, un cappello, scarpe e
+guanti gettati là sul tavolino, come se li avesse cavati poco prima:
+eravi inoltre un gran velo nero ricamato; Emilia lo prese in mano per
+esaminarlo, ma si avvide tosto che cadeva in pezzi per vetustà; lo
+depose, e scorrendo il gabinetto, tutti gli oggetti le pareano parlar
+della marchesa.
+
+Rientrata nella camera, Emilia volle vedere di nuovo il letto;
+osservando la punta bianca del guanciale che usciva di sotto al
+velluto nero, le parve scorgere un movimento. Senz'aprir bocca prese
+il braccio di Dorotea, la quale, sorpresa dall'azione e dal terrore di
+lei, rivolse gli occhi verso il letto, e vide il velluto sollevarsi ed
+abbassarsi; Emilia volle fuggire, ma la vecchia, cogli occhi fissi sul
+letto, le disse: «E il vento, signorina; abbiamo lasciato tutte le
+porte aperte. Vedete come l'aria agita anche il lume; è il vento
+sicuramente.»
+
+Appena ebbe detto così, il panno si agitò con maggior violenza.
+Emilia, vergognandosi del suo timore, si riavvicina al letto, volendo
+assicurarsi se il vento solo le avesse impaurite: osserva
+attentamente, il velluto si agita ancora, si solleva e lascia
+vedere... una figura umana. Misero entrambe un grido spaventoso, e
+lasciando le porte aperte, fuggirono a precipizio. Allorchè giunsero
+alla scala, Dorotea aprì una camera, in cui dormivano due serve, e
+cadde svenuta sul letto. Emilia, abbandonata dalla sua solita presenza
+di spirito, fece un debole sforzo per nascondere alle donne stupefatte
+la vera cagione del suo terrore. Dorotea, riavendosi, si sforzò di
+ridere del suo timore; ma quelle serve, giustamente allarmate, non
+poterono risolversi a passare il resto della notte in vicinanza del
+terribile appartamento.
+
+La custode condusse Emilia alle sue stanze, ove parlarono con più
+calma del caso strano. Quest'ultima avrebbe quasi dubitato di quella
+visione, se la vecchia non glie ne avesse attestata la realtà. Le
+domandò dunque se era ben sicura che qualcuno non si fosse introdotto
+segretamente colà: essa le rispose che le chiavi non erano mai uscite
+dalle sue mani, e facendo spesso la ronda, aveva più volte esaminata
+quella porta, e trovatala sempre chiusa.
+
+«È dunque impossibile,» soggiunse ella, «che nessuno siasi introdotto
+in quelle stanze, e quando avessero potuto farlo, com'è probabile che
+abbiano scelto d'andar a dormire in un luogo così freddo e solitario!»
+
+Emilia le fece osservare che la loro gita notturna poteva essere stata
+spiata; che forse qualcuno, per burla, le aveva seguite
+coll'intenzione di far loro paura, e che, mentre esaminavano il
+gabinetto, erasi nascosto nel letto. Dorotea convenne da principio che
+la cosa era possibile, ma si rammentò quindi che, entrando, aveva per
+precauzione levata la chiave della prima porta, e chiusala di dentro.
+Non eravi dunque potuto penetrare alcuno, e Dorotea affermò che il
+fantasma veduto non aveva nulla d'umano, ed era una spaventevole
+apparizione.
+
+Emilia era molto commossa; di qualunque natura fosse
+quell'apparizione, umana o soprannaturale, il destino della marchesa
+era una verità incontrastabile. L'inesplicabile incidente accaduto nel
+luogo istesso dov'era morta, incusse ad Emilia un timore
+superstizioso. Scongiurò Dorotea di non parlare di quel caso a
+chicchessia, perchè il conte non fosse importunato da rapporti che
+avrebbero potuto spargere l'allarme in tutta la casa.
+
+La vecchia acconsentì, ma si rammentò allora che l'appartamento era
+rimasto aperto, e non si sentì il coraggio di tornar sola a chiuderlo.
+Emilia, vincendo i suoi timori, le offrì di accompagnarla sino in
+fondo alla scala, ed ivi aspettarla. Rianimata da tale compiacenza,
+Dorotea andò nel modo proposto, e si contentò di chiuder la prima
+porta e poi raggiungere Emilia. Avanzandosi lungo l'andito che
+conduceva nella sala, udirono sospiri e lamenti che sembravano venire
+dal salone medesimo. Emilia ascoltò attenta, e riconobbe subito la
+voce di Annetta, che, spaventata dal racconto fattole dalle due serve,
+e non credendosi sicura che vicino alla padrona, andava a rifugiarsi
+da lei. Emilia cercò indarno di tranquillarla; ebbe pietà del suo
+spavento, ed acconsentì a lasciarla dormire nella sua camera.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLIII
+
+
+Gli ordini precisi dati ad Annetta da Emilia, di tacere, cioè,
+sull'occorso, non produssero verun effetto. Il soggetto del di lei
+terrore aveva sparso un allarme così vivo tra la servitù, che tutti
+affermavano allora di aver sentito nel castello i rumori più
+straordinari. Il conte ne fu ben presto informato, e gli disser che
+la parte del nord era indubbitatamente frequentata dagli spiriti. Ne
+rise in principio, e mise la cosa in ridicolo, ma accorgendosi quindi
+che produceva confusione nel castello, proibì di parlarne sotto pena
+di castigo. L'arrivo di qualche amico lo distrasse intieramente, ed i
+suoi medesimi servi non avean tempo di parlare di quest'affare se non
+dopo aver cenato. Riuniti allora nel tinello, raccontavano del
+continuo istorie di morti, di maghi, di spiriti e d'ombre fino al
+punto che non ardivano più alzar gli occhi, tremavano tutti al più
+piccolo rumore, e ricusavano di andar soli in qualunque luogo della
+casa.
+
+Annetta si distingueva raccontando non solo i prodigi, ond'era stata
+testimone, ma anche tutto ciò che aveva immaginato nel recinto del
+castello di Udolfo. Non obliava la strana scomparsa della signora
+Laurentini, che faceva una forte impressione sull'animo degli
+ascoltanti. Annetta avrebbe anche chiacchierato de' sospetti concepiti
+su Montoni, se il prudente Lodovico, allora al servizio di Villefort,
+non l'avesse sempre a tal punto interrotta.
+
+Tra i forestieri venuti a visitare il conte nel suo castello, eranvi
+il barone di Santa-Fè suo amico, e il di lui figlio, cavaliere
+amabilissimo e sensibile. Egli aveva conosciuto Bianca a Parigi l'anno
+precedente, e concepita per lei una vera passione. L'antica amicizia
+del conte per suo padre, e le reciproche convenienze di cotesto
+parentado, aveanlo fatto internamente desiderare al conte. Ma trovando
+la figlia ancor troppo giovine per fissare la scelta della sua vita, e
+volendo d'altronde provar la costanza del cavaliere, aveva differito
+di approvare quest'unione, senza però toglierne la speranza. Or il
+giovine veniva col barone suo padre a reclamare il premio della sua
+perseveranza; il conte acconsentì, e Bianca non vi si oppose.
+
+Il castello, così bene abitato, divenne ridente e magnifico. Il
+casino sulla riva del mare era spessissimo visitato da tutta la
+compagnia, che vi cenava quasi sempre quando permettevalo il tempo, e
+la sera finiva regolarmente con un'accademia di musica. Il conte e la
+contessa erano buoni filarmonici. Enrico, il giovine Santa-Fè, Bianca
+ed Emilia avevano tutti bella voce, ed il gusto suppliva alla mancanza
+del metodo. Parecchi suonatori di corni e strumenti a fiato, posti nel
+bosco, rispondevano con soavi armonie a quella che partiva dal casino.
+
+In ogni altro tempo quei luoghi sarebbero stati deliziosi per Emilia,
+ma troppo oppressa allora dalla sua malinconia, trovava che nessun
+divertimento poteva riuscire a distrarla, e spesso l'interessantissima
+melodia di quelle accademie accresceva invece la sua tristezza.
+Preferiva perciò di passeggiar sola ne' boschi circostanti. La calma
+che vi regnava influiva sul suo cuore, e non tornava al castello se
+non costrettavi dall'assoluta oscurità. Una sera vi si trattenne più
+del solito: assisa su d'un masso, vide la luna sorgere sull'orizzonte
+a poco a poco, e rivestir successivamente della sua debole luce il
+mare, il castello ed il convento di Santa Chiara poco distante.
+Pensierosa, contemplava e meditava, quando d'improvviso una voce e la
+musica, già udita a mezzanotte, venne a colpirle l'orecchio. Il
+sentimento che provò fu un misto di sorpresa e terrore, considerando
+il suo isolamento. La musica si avvicinò; si sarebbe alzata per
+fuggire, ma i suoni parevan venire dalla parte per cui doveva passare,
+e tutta tremante ristette ad aspettar gli eventi; d'improvviso la
+musica cessò, e vide uscir dal bosco e passare una figura molto vicino
+a lei, ma così ratto, e l'emozione di lei fu si grande, che non
+distinse quasi nulla. Finalmente tornò al castello, risoluta di non
+venir più sola e così tardi in quel luogo.
+
+Questo leggiero avvenimento produsse grand'impressione sul di lei
+spirito. Rientrata in camera, si rammentò sì bene l'altra circostanza
+spaventosa di cui era stata testimone pochi di prima, che appena ebbe
+coraggio di restar sola. Vegliò a lungo, ma nessun rumore venendo a
+rinnovare i suoi timori, andò a letto per cercar di gustare un po' di
+riposo.
+
+Fu breve però; un chiasso spaventoso e singolare parve sorgere dal
+corridoio: s'udirono gemiti distinti; un corpo pesante urtò l'uscio
+che fu scosso dalla violenza del colpo: essa chiamò per sapere che
+fosse: non le fu risposto, ma ad intervalli udiva cupi gemiti. Il
+terrore la privò sulle prime della favella; ma quando intese strepito
+di passi nella galleria, gridò più forte. I passi fermaronsi al di lei
+uscio; ella distinse la voce di alcune fantesche, che pareano troppo
+occupate per poter risponderle. Annetta entrò a prender acqua, ed
+Emilia seppe allora come una donna fosse svenuta; la fece portare in
+camera per prestarle soccorso. Quando colei ebbe ricuperato i sensi,
+affermò che, salendo le scale per andar a dormire, aveva visto un
+fantasma sul secondo ripiano. Essa tenea la lampada abbasso a motivo
+dei gradini rovinati; sollevando gli occhi, scorse lo spettro, il
+quale dapprima immobile in un cantuccio, erasi poscia cacciato sulla
+scala, scomparendo alla porta dell'appartamento visitato ultimamente
+da Emilia. Un suono lugubre era susseguito a questo prodigio.
+
+La fante tornò a scendere e correndo spaventata, era andata a cadere
+con un grido dinanzi all'uscio d'Emilia.
+
+«Il diavolo senza dubbio,» disse Dorotea, accorsa al chiasso, «ha
+preso una chiave di quell'appartamento; non può essere altri; ho
+chiusa la porta io stessa.»
+
+La fanciulla sgridò la donna dolcemente, e cercò di farla vergognare
+del suo spavento. La fante persistè a sostenere d'aver visto una vera
+apparizione. Tutte le altre donne accompagnaronla alla di lei stanza,
+tranne Dorotea, che Emilia trattenne seco. La vecchia, tutta paurosa,
+narrolle antiche circostanze in appoggio del caso occorso. Di tal
+novero era una consimile apparizione da lei vista nel medesimo sito;
+tal rimembranza aveala fatta esitare prima di salir la scala, ed avea
+accresciuta la di lei ripugnanza ad aprir l'appartamento del nord.
+Emilia s'astenne dall'esternare la sua opinione intorno a ciò; ma
+ascoltò attentamente la ciarliera, e ne risentì vie maggiore
+inquietudine.
+
+Da quella notte il terrore de' servi crebbe al punto, che gran parte
+di essi risolse d'accommiatarsi. Se il conte prestava fede ai loro
+timori, aveva cura di dissimularlo, e volendo prevenire
+gl'inconvenienti che lo minacciavano, impiegava il ridicolo ed i
+ragionamenti per distruggere quei timori e quegli spaventi
+soprannaturali. Nondimeno, la paura aveva reso tutti gli spiriti
+ribelli alla ragione. Lodovico scelse quel momento per provare al
+conte il suo coraggio e la riconoscenza pe' di lui buoni trattamenti.
+Si offrì di passare una notte nella parte del castello, cui
+pretendevano abitata dagli spiriti, ch'egli assicurava di non temere;
+e se fosse comparso qualche essere vivente, disse che avrebbe fatto
+vedere che nol temea egualmente.
+
+Il conte riflettè alla proposta; i domestici che lo udirono si
+guardarono l'un l'altro muti per la sorpresa e la paura. Annetta,
+spaventata per Lodovico, impiegò lagrime e preghiere per dissuaderlo
+da tale disegno.
+
+«Tu sei un bravo giovane,» disse il conte sorridendo; «pensa bene alla
+tua impresa prima di accingerviti, ma se vi persisti, accetto la tua
+offerta, e la tua intrepidezza sarà generosamente ricompensata.
+
+--Eccellenza,» rispose Lodovico, «io non desidero ricompense, ma la
+vostra approvazione. Vostra eccellenza ha già avuto molta bontà per
+me. Desidero soltanto aver qualche arme per difendermi in caso di
+bisogno.
+
+--Una spada non potrà difenderti contro gli spiriti,» disse
+ironicamente il conte, guardando i servi; «essi non temono nè porte,
+nè catenacci: un fantasma, voi lo sapete, passa tanto dal buco d'una
+serratura, come da una porta aperta.
+
+--Datemi una spada, signor conte,» disse Lodovico, «ed io m'incarico
+di cacciare nel mar Rosso tutti gli spiriti che volessero attaccarmi.
+
+--Ebbene,» rispose il conte, «avrai una spada, e di più una buona
+cena. I tuoi camerati avranno forse il coraggio di restare ancora per
+istanotte nel castello: certo è che almeno per questa notte il tuo
+ardire attirerà su di te tutti i malefizi dello spettro.»
+
+Una estrema curiosità contrastò allora colla paura nello spirito degli
+uditori, i quali risolsero d'aspettare l'esito della temeraria impresa
+del loro collega.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLIV
+
+
+Il conte avea ordinato che l'appartamento del nord fosse aperto e
+preparato, ma Dorotea, rammentandosi quanto ci aveva veduto, non ebbe
+coraggio di obbedire: nessuno dei servitori volle prestarvisi, ed esso
+restò chiuso fino al momento in cui Lodovico doveva entrarvi, momento
+aspettato da tutti con impazienza.
+
+Dopo cena, il giovane seguì il conte nel suo gabinetto, e vi rimasero
+quasi mezz'ora; nell'uscire, il conte gli consegnò una spada. «Questa
+ha servito nelle guerre mortali,» diss'egli ridendo; «tu ne farai
+senza dubbio uso onorevole in una mischia affatto spirituale; e
+domattina sentirò con piacere che non resta più un solo fantasma nel
+castello.»
+
+Lodovico ricevè la spada con un saluto rispettoso, e rispose: «Sarete
+obbedito, signor conte, e m'impegno da ora in avanti che veruno
+spettro non turbi ulteriormente il riposo di questa dimora.»
+
+Recaronsi nel salotto, ove gli ospiti del conte aspettavano per
+accompagnarlo all'appartamento del nord. Dorotea consegnò le chiavi a
+Lodovico, e s'incamminò a quella volta in compagnia della maggior
+parte degli abitanti. Giunti a' piè della scala, parecchi servitori,
+impauriti, non vollero andar più innanzi, e gli altri la salirono sino
+al pianerottolo. Lodovico mise la chiave nella serratura, ed intanto
+tutti lo guardavano con tanta curiosità, come se fosse occupato di
+qualche operazione magica; e siccome egli non era pratico di quella
+serratura, Dorotea l'aprì pian piano; ma quando i di lei sguardi
+ebbero penetrato nell'interno oscuro della stanza, mise un grido e si
+ritirò. A questo segnale d'allarme, la maggior parte degli spettatori
+fuggirono a precipizio giù per la scala; il conte, Enrico e Lodovico,
+rimasti soli, entrarono nell'appartamento; Lodovico teneva in mano la
+spada nuda, il conte portava una lampada, ed Enrico un paniere pieno
+di provvisioni pel bravo avventuriere. Traversando quella fila di
+stanze, il conte restò sorpreso del loro stato rovinoso, ed ordinò al
+servo di dire il giorno dopo a Dorotea, d'aprire tutte quelle
+finestre, volendo far restaurare quel magnifico appartamento; indi gli
+chiese dove facesse conto di stabilirsi.
+
+«Dicono esserci un letto in una stanza; è là che voglio dormire, se
+per caso mi sentissi stanco di vegliare.»
+
+Giunti alla camera indicata, v'entrarono tutti: il conte fu colpito
+nel vederne l'aspetto funebre; accostossi al letto commosso, e
+trovandolo coperto col panno di velluto nero, sclamò: «Che cosa
+significa ciò?--Mi fu detto che la marchesa di Villeroy è morta in
+questo luogo stesso, e vi giacque sino all'ora del seppellimento. Quel
+velluto ricopriva per certo il feretro.»
+
+Il conte non rispose nulla, ma divenne pensieroso; voltossi quindi
+verso Lodovico, gli domandò con serietà se realmente avrebbe coraggio
+di restar lì solo tutta la notte. «Se hai paura,» soggiunse, «non
+arrossire di confessarmelo; io saprò scioglierti dal tuo impegno senza
+esporti ai sarcasmi degli altri.»
+
+L'orgoglio e qualche poco di paura parevan tenere perplessa l'anima di
+Lodovico. Finalmente l'orgoglio trionfò e rispose:
+
+«No, signore, no, finirò l'impresa che ho cominciata, e sono commosso
+della vostra attenzione. Accenderò un bel fuoco nel camino, e spero
+passare bene il tempo colle provvisioni del paniere.
+
+--Benissimo, ma come farai a difenderti dalla noia, se tu non potessi
+dormire?
+
+--Quando sarò stanco, eccellenza, non avrò paura di dormire; ma in
+tutti i casi ho meco un libro che mi divertirà.
+
+--Spero che non sarai sturbato; ma se nel corso della notte tu potessi
+concepire qualche serio timore, vieni a trovarmi nel mio appartamento.
+Confido troppo nel tuo giudizio e coraggio, per temere che tu possa
+spaventarti per qualche frivolezza. Domani io t'avrò l'obbligo d'un
+servigio importante. Si aprirà l'appartamento, e tutta la servitù sarà
+convinta della sua stoltezza. Buona notte, Lodovico; vieni a trovarmi
+di buon'ora, e ricordati ciò che ti ho detto.
+
+--Sì, signore, me ne rammenterò. Buona notte, eccellenza; permettete
+che vi faccia lume.»
+
+Accompagnò il conte ed Enrico fino all'ultima porta, e siccome qualche
+servitore, nel fuggire, aveva lasciato un lume sul pianerottolo, il
+contino lo prese, e augurò la buona notte a Lodovico, il quale rispose
+con molto rispetto, e chiuse la porta. Cammin facendo per tornare
+nella camera da letto, esaminò con iscrupolosa cura tutte le stanze
+per le quali doveva passare, temendo vi si potesse essere nascosto
+qualcuno per ispaventarlo. Non vi trovò nessuno. Lasciò aperti tutti
+gli usci, e giunse nel salone, la cui muta oscurità lo fece gelare.
+Voltandosi indietro a guardare la lunga fila di stanze percorse, nel
+procedere innanzi scorse un lume e la propria figura riflettuti in uno
+specchio; rabbrividì. Altri oggetti pingeansivi oscuramente; non si
+fermò a considerarli; avanzandosi ratto nella camera da letto, vide la
+porta dell'oratorio. L'aprì, tutto era tranquillo. Colpito alla vista
+del ritratto della defunta, lo considerò lungo tempo con sorpresa ed
+ammirazione. Esaminato quindi il luogo, rientrò in camera, ed accese
+un buon fuoco, la cui vivida fiamma rianimò il di lui spirito, che
+cominciava a indebolirsi per l'oscurità e pel silenzio. Non si sentiva
+allora se non il vento soffiare attraverso le finestre, prese una
+sedia trascinò un tavolino presso al fuoco, cavò una bottiglia di vino
+con alcune provvisioni dal paniere, e cominciò a mangiare. Allorchè
+ebbe cenato, pose la spada sul tavolino, e non essendo disposto a
+dormire, trasse di tasca il libro ond'aveva parlato. Era una raccolta
+di antiche novelle provenzali. Attizzò il fuoco, smoccolò la lampada,
+e si mise a leggere. La novella che scelse attirò in breve tutta la
+sua attenzione........
+
+Il conte frattanto era tornato nel tinello ove tutti l'aspettavano.
+Ciascuno era fuggito al grido penetrante di Dorotea, e gli fecero
+mille domande sullo stato dell'appartamento. Il conte li beffò per
+quella fuga precipitata e la superstiziosa loro debolezza.
+
+Quando la compagnia si fu separata, il conte si ritirò nel suo
+quartiere. La rimembranza delle scene onde la casa era stata il
+teatro, l'affannava singolarmente. Alla fine fu scosso da' suoi
+pensieri dal suono d'una musica che intese vicino alla finestra.
+
+«Cos'è quest'armonia?» diss'egli al suo cameriere; «chi suona e canta
+a quest'ora sì tarda?»
+
+Pietro rispose, quella musica aggirarsi spesso intorno al castello
+verso mezzanotte, e credere averla udita anch'egli altre volte.
+
+«Che bella voce!» soggiunse il conte; «che suono melodioso è mai
+questo! sembra qualcosa di sovrumano. Ma ora si allontana...»
+
+E fatto cenno al servo di ritirarsi, stette assorto un pezzo in
+dubbiosi pensieri.
+
+Lodovico intanto, nella sua camera isolata, sentiva tratto tratto il
+rumore lontano di una porta che si chiudeva. L'orologio del salone, da
+cui era molto distante, suonò dodici colpi. «È mezzanotte,» diss'egli,
+e guardò per la camera. Il fuoco era quasi spento; l'alimentò con
+nuove legna, bevve un buon bicchier di vino, e avvicinandosi sempre
+più al caminetto, procurò di esser sordo al rumorio del vento che
+fischiava da tutte le parti. Infine, per resistere alla malinconia che
+gradatamente s'impadroniva di lui, riprese la sua lettura.
+
+Dopo qualche tempo, depose il libro avendo sonno; accomodatosi alla
+meglio sulla sedia, si addormentò. Gli parve vedere in sogno la
+camera, ove si trovava realmente; due o tre volte si svegliò dal sonno
+leggero, sembrandogli scorgere la faccia d'un uomo appoggiata alla sua
+sedia. Quest'idea fece su di lui tanta impressione, che, alzando gli
+occhi, gli parve quasi di vederne altri che si fissassero nei suoi. Si
+alzò e andò a fare una visita scrupolosa della camera, prima di
+convincersi appieno non esservi nessuno dietro la sedia.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLV
+
+
+Il conte dormì pochissimo, si alzò di buon'ora, e premuroso di parlar
+con Lodovico, corse all'appartamento del nord. La prima porta era
+chiusa di dentro, e fu perciò costretto a batter forte, ma nè i suoi
+colpi, nè la sua voce vennero ascoltati. Considerando la distanza che
+separava quella porta dalla camera da letto, credè che Lodovico,
+stanco di vegliare, si fosse profondamente addormentato. Poco sorpreso
+adunque di non ricevere veruna risposta, si ritirò e andò a
+passeggiare pe' boschi.
+
+Il tempo era oscuro; i fiochi raggi del sole combattevano i vapori che
+sorgevano dal mare, ricoprendo la cima degli alberi dalle frondi
+gialleggianti per la stagione autunnale. La bufera era calmata, ma
+l'onde, sempre commosse, muggivano tuttora.
+
+Emilia erasi egualmente alzata di buon'ora, ed aveva diretto i passi
+verso il promontorio alpestre dal quale scoprivasi l'Oceano. Gli
+avvenimenti del castello occupavano il suo spirito, e Valancourt
+formava eziandio l'oggetto de' suoi tristi pensieri; non poteva
+esserle ancora indifferente. La sua ragione le rimproverava sempre una
+tenerezza che sopravviveva nel suo cuore alla stima; rammentavasi
+l'espressione de' suoi sguardi allorchè l'avea abbandonato, l'accento
+con cui le disse addio, e se qualche caso aumentava l'energia de' suoi
+pensieri, struggevasi in amare lacrime. Giunta all'antica torre, si
+riposò su di un gradino mezzo rovinato, osservando le onde che
+venivano lentamente a frangersi sulla riva, cospargendo gli scogli
+dalla bianca loro spuma. Il monotono loro fragore, e le grige nubi che
+velavano il cielo, rendeano la scena più misteriosa ed analoga allo
+stato del suo cuore. Tale stato le divenne troppo penoso; si alzò, e
+traversando una parte delle ruine, guardando a caso su d'un muro vide
+alcune parole malamente scolpite colla punta d'un coltello; le
+esaminò, e riconobbe il carattere di Valancourt: le lesse tremando.
+
+Chiaro dunque appariva che Valancourt aveva visitato quella torre, ed
+era anzi probabile che fosse stato nella notte precedente ch'era stata
+burrascosa, e quei versi descrivevano un naufragio: inoltre parea che
+non avesse abbandonato quelle rovine se non da poco tempo, chè il sole
+essendo sorto allora, non poteva avere scolpiti quei caratteri
+all'oscuro. Era dunque probabilissimo che Valancourt fosse nelle
+vicinanze.
+
+Mentre tutte queste idee si presentavano con rapidità
+all'immaginazione di Emilia, tante emozioni la combatterono, che ne fu
+quasi oppressa; ma ebbe la prudenza di sfuggire un incontro pericoloso
+alla sua virtù, e s'incamminò in fretta alla volta del castello.
+Ricordandosi allora della musica già sentita e della figura passatale
+così vicino quella sera, fu quasi tentata di credere nella sua
+agitazione che fosse lo stesso Valancourt. Fatti pochi passi, incontrò
+il conte, che per distrarla dall'afflizione in cui la vide, le fece
+conoscere la risposta dell'avvocato di Aix, suo amico, a proposito
+della cessione dei beni della signora Montoni.
+
+Ritornati al castello, Emilia si ritirò nella sua camera, ed il conte
+andò all'appartamento del nord. La porta n'era peranco chiusa. Il
+conte chiamò forte Lodovico, senza ricevere risposta. Sorpreso di tale
+silenzio, cominciò a temere non fosse accaduta qualche disgrazia
+all'infelice, o che la paura di qualche oggetto immaginario l'avesse
+fatto svenire. Cercò alcuni servitori, ai quali chiese se avessero
+veduto Lodovico, ma tutti risposero che, dalla sera precedente,
+nessuno erasi più avvicinato all'appartamento del nord.
+
+«Egli dorme profondamente,» disse il conte, «è così lontano dalla
+porta d'ingresso, che non può sentire; bisognerà gettarla a terra.
+Prendete una leva e seguitemi.»
+
+I servi rimasero muti e confusi; nessuno si movea. Dorotea parlò di
+un'altra porta che dalla galleria dello scalone metteva
+nell'anticamera del salotto, ed era per conseguenza assai più vicina
+alla camera da letto. Il conte vi andò, ma tutti i suoi sforzi furono
+inutili; per cui la fece atterrare. Esso entrò pel primo; Enrico lo
+seguì co' più coraggiosi, e gli altri aspettarono sulla scala. Regnava
+in quel luogo il più cupo silenzio. Entrato nel salotto, il conte
+chiamò Lodovico, ma, non ricevendo risposta, aprì egli stesso, ed
+entrò. Il silenzio assoluto regnante colà confermò i suoi timori;
+Enrico fece aprire le imposte d'una finestra, ma Lodovico non fu
+trovato, malgrado le più esatte ricerche nell'oratorio, nel letto, ed
+in tutte le altre stanze. Tutte le porte che comunicavano al di fuori,
+erano chiuse internamente come pure tutte le finestre. Lo stupore del
+conte fu inesprimibile; rientrò nella camera, ove tutto era al suo
+luogo. La spada stava sul tavolino, colla lucerna, un libro ed un
+mezzo bicchier di vino. Accanto al caminetto eravi il paniere con un
+resto di provvisioni, e legna col fuoco spento. Il conte parlava poco,
+ma il di lui silenzio esprimeva molto. Pareva che Lodovico avesse
+dovuto fuggire per qualche uscio segreto ed ignoto. Il conte non
+poteva risolversi ad ammettere una causa soprannaturale; e poi, quando
+anche vi fosse, quest'uscio segreto, come spiegare i motivi della sua
+fuga?
+
+Villefort aiutò egli stesso a staccare il parato di tutte le stanze,
+per iscuoprire se nascondeva qualche apertura, ma tutto indarno. Egli
+si ritirò dunque dopo aver chiuso il salotto, e messasene la chiave in
+tasca. Diede ordini pressanti perchè si cercasse Lodovico fino ne'
+dintorni, e si ritirò con Enrico nel suo gabinetto, ove restarono
+un'ora circa. Qualunque fosse stato il soggetto della loro conferenza,
+Enrico da allora perdè tutto il brio, e diveniva grave e riservato
+allorchè trattavasi il soggetto che allarmava tutta la famiglia. La
+paura dei servi crebbe al punto che la maggior parte di essi partì
+immediatamente, e gli altri restarono finchè il conte non li avesse
+surrogati. Le ricerche più esatte sul destino di Lodovico furono
+inutili. Dopo molti giorni d'indagini, la povera Annetta si abbandonò
+alla disperazione, e la sorpresa generale fu al colmo.
+
+Emilia, il cui spirito era stato vivamente commosso dalla strana fine
+della marchesa, e dalla misteriosa relazione ch'essa immaginava aver
+esistito fra lei e Sant'Aubert, era colpita in ispecie da un caso sì
+straordinario. Era inoltre afflittissima della perdita di Lodovico, la
+cui probità, fedeltà ed i servigi meritavano tutta la sua stima e
+riconoscenza. Desiderava trovarsi nella placida solitudine del suo
+convento; ma tutte le volte che ne parlava al conte, questi ne la
+dissuadea teneramente; ella sentiva per lui l'affetto, l'ammirazione
+ed il rispetto di una figlia; e Dorotea consentì alfine ch'ella
+l'informasse dell'apparizione da loro veduta nella camera da letto
+della marchesa. In tutt'altro momento avrebbe sorriso della di lei
+relazione, ma allora ascoltolla sul serio, ed allorchè ebbe finito, le
+raccomandò il più scrupoloso segreto. «Qualunque possa essere la causa
+di questi avvenimenti singolari,» disse il conte, «il tempo solo può
+spiegargli. Io veglierò con cura su quanto accadrà nel castello, ed
+impiegherò ogni mezzo per iscuoprire il destino di Lodovico. Intanto
+usiamo prudenza e circospezione. Andrò io stesso a passare una notte
+intiera in quell'appartamento, ma fintantochè ne determini l'istante,
+voglio che l'ignorino tutti.» La vecchia Dorotea gli raccontò allora
+le particolarità della morte della marchesa, che cagionarongli alta
+sorpresa.
+
+La settimana seguente, tutti gli ospiti del conte partirono,
+eccettuato il barone, suo figlio ed Emilia. Quest'ultima ebbe
+l'imbarazzo di un'altra visita del signor Dupont, che la fece
+risolvere a tornar subito al convento. La gioia manifestata da
+quell'uomo appassionato nel rivederla, la persuase come non avesse
+rinunziato alla speranza di farla sua, Emilia però fu seco lui molto
+riservata. Il conte lo ricevè con piacere, glielo presentò sorridendo,
+e parve ritrarre buon augurio dall'impaccio in cui la vedea.
+
+Dupont però lo comprese meglio, perdè d'improvviso ogni brio, e
+ricadde nel languore e nello scoraggiamento.
+
+Il giorno seguente, nondimeno, spiò l'occasione di spiegare il motivo
+della sua visita, e rinnovò la domanda. Questa dichiarazione fu
+ricevuta da Emilia con visibile dispiacere: procurò di addolcirgli la
+pena d'un secondo rifiuto, coll'assicurazione reiterata della sua
+stima e amicizia. Più persuasa che mai dell'inconvenienza d'un più
+lungo soggiorno nel castello, andò subito ad informare il conte della
+sua volontà di tornare al convento.
+
+«Cara Emilia,» le diss'egli, «vedo con dispiacere che incoraggite le
+illusioni pur troppo comuni ai giovani cuori: il vostro ha ricevuto un
+colpo violento, e credete non doverne guarir più. Cercate di
+respingere queste idee; scacciate le illusioni, e svegliatevi al
+sentimento del pericolo.»
+
+Emilia sorrise forzatamente, e rispose: «So che cosa volete dire, o
+signore, e son preparata a rispondervi. Sento che il mio cuore non
+proverà mai un secondo affetto, e perderei la speranza di ricuperare
+ancora la pace e la tranquillità, se mi lasciassi trascinare a nuovi
+impegni.
+
+--So bene che voi sentite tutto questo, ma so eziandio che il tempo
+indebolirà tale sentimento; io posso parlarvene in proposito, e so
+compatire i vostri affanni, chè conosco per esperienza cosa vuol dire
+amare e piangere l'oggetto amato,» soggiunse commosso assai;
+«giudicate dunque s'io debbo premunir voi contro i terribili effetti
+di un'inclinazione, che può influire su tutta la vita, e abbreviare
+quegli anni che avrebbero potuto esser felici. Il signor Dupont è uomo
+amabile e sensibile; vi adora da lungo tempo, la sua famiglia e le
+sue sostanze non son suscettibili d'alcuna obiezione. Or è superfluo
+aggiungere ch'io credo il signor Dupont capace di fare la vostra
+felicità. Non piangete, mia cara Emilia,» continuò il conte,
+prendendole una mano; «io non voglio indurvi a sforzi violenti per
+domare i vostri affetti, ma pregarvi solo a star lontana da tutte le
+occasioni, che possono rammentarvi gli oggetti della vostra tristezza,
+pensando qualche volta all'infelice Dupont, senza condannarlo a quello
+stato di disperazione da cui bramerei veder guarita voi stessa.
+
+--Ah! signore,» disse Emilia, versando un torrente di lacrime, «non
+vorrei che i vostri voti a tal proposito ingannassero il signor
+Dupont, colla speranza ch'io possa accordargli la mia mano. Se
+consulto il cuore, ciò non accadrà mai, ed io posso sopportar tutto
+fuorchè l'idea che possa mai cambiar di pensiero.
+
+--Soffrite ch'io mi faccia interprete del vostro cuore,» ripigliò il
+conte con un sorriso; «se mi fate l'onore di seguire i miei consigli
+sul resto, vi perdonerò l'incredulità sulla vostra condotta futura
+verso Dupont. Non vi solleciterò di restar qui più a lungo che non vi
+piaccia; ma astenendomi adesso dall'oppormi alla vostra partenza,
+reclamo dalla vostra amicizia qualche visita per l'avvenire.»
+
+Emilia ringraziollo di tante prove d'affetto, e promise di seguire i
+suoi consigli, uno solo eccettuato, assicurandolo del piacere con cui
+profitterebbe del suo grazioso invito, allorchè Dupont non fosse più
+al castello.
+
+Villefort, sorridendo di questa condizione, riprese: «Vi acconsento,
+il monastero è qui vicino; mia figlia ed io potremo venire spesso a
+vedervi. Se però qualche volta ci permettessimo di associare un
+compagno alla nostra passeggiata, ce lo perdonereste voi?»
+
+Emilia parve afflitta, e non rispose.
+
+«Ebbene,» soggiunse il conte, «non ne parliamo più; vi domando perdono
+d'essermi spinto troppo oltre. Vi supplico di credere che il mio unico
+scopo è un vero interesse per la vostra felicità e per quella del mio
+buon amico.»
+
+La fanciulla scrisse alla badessa, e partì la sera del giorno
+seguente. Dupont la vide partire con rammarico; ma il conte cercò
+incoraggiarlo colla speranza che col tempo essa gli sarebbe stata più
+favorevole.
+
+Emilia fu contentissima di trovarsi nel placido ritiro del chiostro,
+ove la badessa le rinnovò le maggiori prove di materna bontà,
+avvalorate dall'amicizia veramente fraterna delle altre monache.
+Sapevano esse di già l'avvenimento straordinario del castello, e la
+stessa sera, dopo cena, pregarono Emilia di raccontarne i dettagli;
+essa lo fece con circospezione, estendendosi assai poco sulla
+scomparsa di Lodovico. Tutte le ascoltanti convennero unanimemente a
+darle una causa soprannaturale.
+
+«Fu creduto per molto tempo,» disse una monaca chiamata suor
+Francesca, «che il castello fosse frequentato dagli spiriti, e rimasi
+assai sorpresa quando seppi che il conte aveva la temerità di venire
+ad abitarlo. Credo che l'antico proprietario avesse qualche peccato da
+espiare. Speriamo che le virtù dell'attual possessore possano
+preservarlo dal castigo riserbato al primo, se realmente era reo.
+
+--E di qual delitto lo sospettano?» disse una certa Feydeau, educanda.
+
+--Preghiamo per l'anima sua,» rispose una monaca, la quale fin allora
+non avea aperto bocca. «Se fu reo, il suo castigo quaggiù bastò ad
+espiarne la colpa.»
+
+Eravi nell'accento di tai detti un misto di serio e di singolarità che
+colpì Emilia. L'educanda ripetè l'inchiesta senza badare alle parole
+della monaca.
+
+«Non oso dire qual fu il suo delitto,» ripigliò suor Francesca.
+«Intesi racconti strani a proposito del marchese di Villeroy. Dicono,
+tra altri, che dopo la morte della moglie partì da Blangy, e non vi
+tornò più. A quell'epoca io non era qui, e non posso dir nulla di
+preciso; la marchesa era morta già da molto tempo, e la maggior parte
+delle nostre suore non potrebbe dirne di più.
+
+--Io lo potrei,» ripigliò la monaca che avea già parlato, e che si
+chiamava suor Agnese.
+
+--Voi sapete dunque,» disse l'educanda, «le circostanze che vi fanno
+giudicare s'egli fosse colpevole o no, e qual delitto gli venisse
+imputato?
+
+--Sì,» rispose suor Agnese; «ma chi potrebbe mai indagare i miei
+pensieri? Chi oserà mescolarsi ne' miei segreti? Dio solo è il suo
+giudice, ed egli è già al cospetto di quel giudice terribile.
+
+--Vi domandava soltanto la vostra opinione, se questo discorso vi
+spiace, lo cambieremo subito.
+
+--Spiacevole!» rispose la monaca con affettazione. «Noi parliamo a
+caso, senza pesare il valore delle parole. Spiacevole! è
+un'espressione miserabile. Io vado a pregare Iddio.»
+
+Ed alzatasi sospirando, se ne andò.
+
+«Che significa ciò?» chiese Emilia.
+
+--Non è straordinario,» rispose suor Francesca; «ella è spesso così. La
+sua ragione è alterata; vaneggia.
+
+--Povera donna!» soggiunse Emilia; «pregherò Dio per lei.
+
+--Le vostre preci in tal caso si uniranno alle nostre, giacchè ne ha
+bisogno.
+
+--Signora,» disse la Feydeau, «fatemi la grazia di dirmi la vostra
+opinione sul marchese di Villeroy. Lo strano avvenimento del castello
+ha tanto eccitato la mia curiosità, che mi rende ardita a tal segno:
+qual è dunque il delitto che gli viene imputato?
+
+--Non si può,» rispose la badessa con aria grave, «non si può
+avventurare veruna proposizione sopra un soggetto così delicato.
+Quanto al castigo di cui parla suor Agnese, non so che ne abbia
+sofferto alcuno, ed avrà voluto di certo alludere al crudele
+rimordimento di coscienza. Guardatevi bene, figliuole, di provare
+questo terribile castigo, ch'è il purgatorio della nostra vita. La
+marchesa è stata un modello di virtù e rassegnazione, ed il chiostro
+istesso non avrebbe arrossito d'imitarla. La nostra chiesa ha ricevuto
+la di lei spoglia mortale, e la sua anima è volata senza dubbio in
+grembo al Creatore. Andiamo, figliuole, a pregare per gl'infelici
+peccatori.»
+
+Ella si alzò, e la seguirono tutte alla cappella.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLVI
+
+
+Villefort ricevè alfine una lettera dell'avvocato di Aix, che
+incoraggiava Emilia ad affrettare le sue istanze pel ricupero dei beni
+della zia. Poco dopo ricevè un simile avviso per parte di Quesnel; ma
+il soccorso della legge non pareva più necessario, giacchè la sola
+persona che avesse potuto opporsi non esisteva più. Un amico di
+Quesnel, che risiedeva a Venezia, aveagli mandato la relazione della
+morte di Montoni, processato con Orsino, come supposto complice
+dell'assassinio del nobile veneziano. Orsino, trovato reo, fu
+giustiziato; Montoni ed i suoi compagni, riconosciuti innocenti di
+quel delitto, furono tutti rilasciati tranne il primo. Il senato vide
+in lui un uomo pericolosissimo, e, per diversi motivi, fu ritenuto in
+carcere. Vi morì in modo molto segreto e sospettossi che il veleno
+troncasse i suoi giorni. La persona dalla quale Quesnel aveva ricevuto
+la notizia, meritava tutta la fede. Egli diceva dunque a Emilia che
+bastava reclamare i beni della zia per andarne al possesso,
+aggiungendo l'avrebbe aiutata a non trascurar veruna formalità.
+L'affitto della valle volgea al suo termine, per cui la consigliava di
+recarsi a Tolosa.
+
+L'aumento del patrimonio d'Emilia aveva risvegliato in Quesnel
+un'improvvisa tenerezza per la nipote, e pareva avere più rispetto per
+una ricca fanciulla, di quel che non avesse sentito compassione per
+un'orfanella povera e senza amici.
+
+Il piacere provato da Emilia a tale notizia, fu mitigato dall'idea che
+colui, pel quale aveva desiderato tanto di essere nell'agiatezza, non
+era più degno di lei. Nonpertanto ringraziò il cielo del benefizio
+inaspettato, e scrisse a Quesnel che sarebbe stata a Tolosa pel tempo
+indicato.
+
+Quando Villefort andò al convento in compagnia di Bianca per far
+leggere ad Emilia il consulto dell'avvocato, fu istruito delle
+informazioni di Quesnel, e ne felicitò sinceramente la fanciulla.
+Tornò quindi a riparlare delle sue inquietudini sulla sorte di
+Lodovico; e disse che, volendo far cessare tutte le ciarle e
+le paure, aveva l'intenzione decisa di passare una notte intiera
+nell'appartamento del nord. Emilia seriamente allarmata, unì le sue
+preghiere a quelle di Bianca per distoglierlo da tale progetto.
+
+«Che cos'ho io da temere?» rispos'egli; «non credo aver a combattere
+nemici soprannaturali, e quanto agli attacchi umani, sarò parato a
+riceverli; d'altronde, vi prometto di non vegliar solo. Mio figlio mi
+terrà compagnia; e se stanotte non isparirò come Lodovico, domani
+saprete il risultato della mia avventura.»
+
+Il conte e Bianca, congedatisi poco dopo da Emilia, tornarono al
+castello.
+
+La sera, dopo cena, Villefort s'incamminò con Enrico all'appartamento
+del nord, accompagnato dal barone, da Dupont e da alcuni domestici,
+che gli augurarono la buona notte alla porta. Tutto era in quelle
+stanze nel medesimo stato come dopo la sparizione di Lodovico. Essi
+furon costretti ad accendere il fuoco da sè, poichè nessuno si era
+arrischiato a venire fin là. Esaminarono scrupolosamente la camera e
+l'oratorio, e sedettero vicino al fuoco. Deposero le spade sul
+tavolino, e parlarono a lungo di varie cose. Enrico era spesso
+distratto e taciturno, e fissava tratto tratto un occhio diffidente e
+curioso sulle parti oscure della camera. Il conte cessò a poco a poco
+di parlare, e, per sottrarsi a' pensieri che l'assalivano, si mise a
+leggere un volume di Tacito, ond'erasi prudentemente munito.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLVII
+
+
+Il barone di Santa-Fè, inquieto per l'amico, non avendo potuto chiuder
+occhio in tutta notte, erasi alzato di buonissima ora. Andando per
+notizie passò vicino al gabinetto del conte, ed udì camminare: bussò,
+e venne lo stesso Villefort ad aprirgli: lieto di vederlo sano e
+salvo, il barone non ebbe tempo di osservarne la fisonomia
+straordinariamente grave; le sue risposte riservate però ne lo resero
+ben presto accorto. Il conte affettando di sorridere, rispose
+evasivamente alle di lui interrogazioni; ma il barone divenne serio e
+così pressante, che Villefort, preso allora un tuono deciso di
+gravità, gli disse:
+
+«Amico caro, non mi domandate nulla di più, ve ne scongiuro. Vi
+supplico inoltre di tacere su tutto ciò che la mia condotta avvenire
+potrà avere di sorprendente. Non ho difficoltà a dirvi che sono
+infelice, e che il mio esperimento non mi fece trovare Lodovico.
+Scusate la mia riserva sugl'incidenti di stanotte.
+
+--Ma dov'è Enrico?» disse il barone, sorpreso e sconcertato dal
+rifiuto.
+
+--È nelle sue stanze; mi farete il piacere a non interrogarlo. Potete
+esser certo che il motivo che m'impone silenzio verso un amico di
+trent'anni, non può derivare da un caso ordinario. La mia riserva, in
+questo momento, non deve farvi dubitare nè della stima, nè
+dell'amicizia mia.»
+
+Troncato così il discorso, scesero per la colazione. Il conte mosse
+incontro alla sua famiglia con aria allegra: si schermì dalle
+molteplici interrogazioni con risposte scherzose, ed assicurò,
+ridendo, l'appartamento del nord non essere poi tanto da paventarsi,
+se lui e suo figlio n'erano usciti sani e salvi.
+
+Enrico fu però meno felice ne' suoi sforzi per dissimulare; la sua
+faccia portava ancora l'impronta del terrore. Era muto e pensieroso, e
+quando voleva rispondere, celiando, alle pressanti dimande della
+Bearn, si vedeva bene il suo brio non esser naturale.
+
+Dopo pranzo, il conte, a tenore della sua promessa, andò a trovare
+Emilia, la quale fu sorpresa di trovare ne' suoi discorsi sugli
+appartamenti del nord un misto di motteggio e riservatezza. Non disse
+però nulla dell'avventura notturna; e quand'essa ardì favellargliene,
+e chiedergli se si fosse accorto che gli spiriti frequentassero
+l'appartamento, si fece serio e rispose sorridendo:
+
+«Cara Emilia, non vi guastate il cervello con simili idee che
+v'insegnerebbero a trovar uno spettro in tutte le stanze oscure. Ma
+credetemi,» soggiunse con un lungo sospiro, «i morti non appariscono
+per soggetti frivoli, nè all'unico scopo di spaventare i paurosi.»
+Tacque, pensò alquanto, indi ripigliò: «Ma via, non parliamone più.»
+
+E s'accomiatò poco dopo. La fanciulla andò a raggiungere le monache, e
+restò sorpresa nel sentire come sapessero già l'avventura. Ammiravano
+esse l'intrepidità del conte a passar la notte nell'istesso
+appartamento ov'era sparito Lodovico, Emilia non considerava con qual
+rapidità circola una notizia superstiziosa. Le monache l'avevano
+saputa dal giardiniere, ed i loro sguardi dopo la scomparsa di
+Lodovico, stavano sempre fissi sul castello di Blangy.
+
+Emilia ascoltava tacendo tutte le loro dissertazioni sulla condotta
+del conte. La maggior parte la condannarono come temeraria e
+presuntuosa. Suor Francesca sosteneva che il conte aveva mostrato
+tutta la bravura di un'anima grande e virtuosa. Non erasi macchiato di
+verun delitto, e non poteva temere lo spirito maligno, avendo diritti
+alla protezione di colui che comanda ai cattivi e protegge
+l'innocenza.
+
+«I colpevoli non possono reclamare questa protezione,» disse suor
+Agnese sospirando e fissati gli occhi in Emilia, la prese per la mano
+dicendole: «Voi siete giovine, siete innocente, ma avete passioni in
+cuore... veri serpenti. Essi dormono ora: guardate che non si sveglino
+perchè vi ferirebbero a morte.»
+
+La fanciulla, colpita da tali parole, e dal modo con cui venivano
+pronunziate, non potè trattener le lacrime.
+
+«Ah! è dunque vero!» sclamò allora suor Agnese con tenerezza; «così
+giovine, ed essere infelice! Noi siamo adunque sorelle? Esistono
+dunque teneri rapporti fra i colpevoli?» Quindi, con occhi smarriti:
+«No, non c'è più riposo! non più pace! non più speranza. Le ho gustate
+per l'addietro; allora poteva piangere. La mia sorte è decisa.
+
+--C'è speranza per tutti quelli che si pentono e si correggono,» disse
+suor Francesca.
+
+--Per tutti, fuorchè per me,» replicò suor Agnese. «Ma la testa mi
+bolle, credo esser malata. Oh! perchè non posso cancellare il passato
+dalla memoria! Quelle ombre che sorgono come furie per tormentarmi, le
+veggo sempre in sogno; quando mi sveglio mi stanno dinanzi! Ed ora le
+vedo là, là...»
+
+Restò qualche tempo nell'atteggiamento dell'orrore: i di lei sguardi
+erravano per la camera, come se avessero seguito qualche oggetto. Una
+monaca la prese dolcemente per la mano onde condurla fuori. Suor
+Agnese si calmò, mise un sospiro, e disse:
+
+«Esse sono sparite, sì, sono sparite. Ho la febbre, e non so quel
+ch'io dica. Talvolta mi trovo in questo stato, ma presto passa. Fra
+poco starò meglio. Addio, care sorelle; vo' ritirarmi in cella;
+sovvengavi di me nelle vostre orazioni.»
+
+Appena fu uscita, suor Francesca vedendo l'emozione di Emilia, le
+disse:
+
+«Non vi sorprenda. La nostra sorella ha spesso la testa alterata,
+sebbene io non l'abbia mai veduta in un delirio così grande come oggi,
+ma spero che la solitudine e l'orazione la calmeranno.
+
+--La sua coscienza pareva oppressa,» disse Emilia; «sapete voi per
+qual motivo sia ridotta in uno stato così deplorabile?
+
+--Si,» rispose suor Francesca; poi soggiunse sottovoce: «In questo
+momento non posso dirvi nulla. Se volete saperne qualcosa, venite a
+trovarmi in cella dopo cena. Ma rammentatevi che a mezzanotte io devo
+andare al mattutino; venite dunque o prima, o dopo.»
+
+Emilia promise di esser puntuale; sopraggiunse la badessa, e non si
+parlò più dell'infelice suor Agnese.
+
+Il conte tornando al castello, trovò Dupont in un trasporto di
+disperazione, cagionatogli dal suo amore per Emilia; amore nato in lui
+da troppo tempo ond'esser vinto facilmente. Egli avea conosciuta la
+fanciulla in Guascogna; il di lui padre, cui erasi confidato, trovando
+ch'essa non era abbastanza ricca, lo dissuase dal pensare a cercarla
+in isposa. Finchè visse suo padre, gli fu obbediente, ma non potendo
+vincere la sua passione, cercava di addolcirla visitando i luoghi
+frequentati da Emilia, ed in ispecie la peschiera. Una volta o due
+aveale manifestato i suoi sentimenti in versi, ma giammai palesato il
+suo nome per non trasgredire agli ordini paterni. Colà aveva cantato
+quella canzone patetica, di cui Emilia era stata tanto sorpresa, e vi
+aveva trovato a caso quel ritratto che servì ad alimentare una
+passione troppo fatale al suo riposo. Abbracciata la carriera
+militare, scese a guerreggiare in Italia; intanto suo padre morì, ed
+egli aveva riacquistata la libertà quando l'unico oggetto che poteva
+rendergliela preziosa non poteva più corrispondergli. Si è veduto in
+qual modo ritrovasse Emilia, e come l'avesse aiutata a fuggire. Si è
+veduto finalmente a qual debole speranza appoggiasse il suo amore, e
+l'inutilità di tutti i di lui sforzi per vincerlo. Il conte procurò
+consolarlo collo zelo dell'amicizia, lusingandolo che forse la
+pazienza e la perseveranza potrebbero un giorno cattivargli l'affetto
+di Emilia.
+
+Appena le monache si furono ritirate, la fanciulla, recatasi da suor
+Francesca, la trovò inginocchiata dinanzi ad un crocifisso; appena la
+vide, le fece segno di entrare, ed Emilia aspettò in silenzio ch'essa
+finisse la sua orazione, allora la monaca si alzò, e postasi a sedere
+sul letticciuolo, così cominciò:
+
+«La vostra curiosità, sorella cara, vi ha resa esatta, ma non c'è
+nulla di notevole nell'istoria di suor Agnese. Non ho voluto parlare
+di lei in presenza delle altre, perchè non mi garba che conoscano il
+suo delitto.
+
+--La vostra confidenza mi onora,» disse Emilia, «ma io non ne abuserò.
+
+--Suor Agnese,» soggiunse la monaca, «è d'una famiglia nobile; la
+dignità della sua fisonomia ve lo avrà forse già fatto sospettare; ma
+non voglio disonorare il suo nome rivelandolo. L'amore fu cagione
+delle sue follie e del suo delitto. Fu amata da un gentiluomo poco
+ricco, e il di lei padre, da quanto mi fu detto, avendola maritata ad
+un signore ch'ella odiava, accelerò la sua perdita: obliò i suoi
+doveri e la virtù, e profanò i voti del matrimonio; questo delitto fu
+scoperto, ed il marito l'avrebbe sacrificata alla sua vendetta, se il
+di lei padre non avesse trovato il mezzo di sottrarla al suo potere.
+Non ho mai potuto scoprire in qual modo potè riuscirvi. La chiuse in
+questo convento, e la decise a prendere il velo. Si fece spargere la
+voce ch'essa era morta; il padre, per salvar la figlia, concorse a
+confermare questa notizia, e fece credere perfino al marito ch'era
+stata vittima del suo geloso furore. Parmi che quest'istoria vi
+sorprenda, e per vero non è comune, ma non è però senz'esempio. Ora
+sapete tutto; aggiungerò soltanto che il contrasto nel cuore di Agnese
+fra l'amore, i rimorsi ed il sentimento dei doveri claustrali, cagionò
+alla perfine il disordine delle sue idee. In principio era
+alteratissima; prese in seguito una malinconia abituale, ma da qualche
+tempo cade in accessi di delirio più forti e frequenti del solito.»
+
+Emilia fu commossa da quest'istoria, che le parve aver molta analogia
+con quella della marchesa di Villeroy, e sparse qualche lacrima sugli
+infortunii d'entrambe. «È strano,» soggiunse ella, «ma vi sono momenti
+in cui credo rammentarmi la sua figura; io non ho per certo veduta mai
+suor Agnese prima di entrare in questo convento; bisogna che abbia
+visto in qualche parte una persona che le somigli, eppure non ne ho
+nessuna memoria.» E rimase sovrappensieri. Quando suonò mezzanotte,
+congedossi e tornò nella sua camera.
+
+Per molti giorni consecutivi, Emilia non vide nè il conte, nè alcuno
+della sua famiglia; quand'egli comparve, essa notò con pena l'eccesso
+della sua agitazione.
+
+«Non ne posso più,» rispos'egli alle di lei premurose interrogazioni;
+«voglio assentarmi per qualche tempo, onde ricuperare un poco di
+tranquillità. Mia figlia ed io accompagneremo il barone di Santa-Fè al
+di lui castello, situato alle falde dei Pirenei in Guascogna. Ho
+pensato, cara Emilia, che se voi andaste alla vostra terra della valle
+si potrebbe fare insieme parte del viaggio, ed io sarei lietissimo di
+potervi scortare fin là.»
+
+Essa lo ringraziò, facendogli conoscere il dispiacere di non poter
+godere della sua compagnia, essendo obbligata di trasferirsi prima a
+Tolosa. «Allorchè sarete dal barone,» soggiunse, «vi troverete poco
+distante da' miei beni. Mi lusingo pertanto che non ripartirete di
+colà senza venire a trovarmi, credendo inutile dirvi qual piacere io
+proverò a ricevervi in compagnia di Bianca.
+
+--Ne son convinto appieno,» rispose Villefort; «ed approfitterò molto
+volentieri delle vostre gentili profferte.»
+
+E dopo i soliti complimenti, se ne partì.
+
+Pochi giorni dopo, Emilia ricevè una lettera di Quesnel che l'avvisava
+di esser già a Tolosa, che la terra della valle era libera, e la
+pregava d'affrettarsi, perchè i suoi affari lo chiamavano in
+Guascogna. Essa non esitò più; andò a fare i saluti al conte, che non
+era ancora partito, e si mise in viaggio per Tolosa, in compagnia
+dell'infelice Annetta, e d'un fido servo della famiglia del conte.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLVIII
+
+
+Emilia compì il viaggio felicemente. Avvicinandosi a Tolosa, d'onde
+era partita colla zia, riflettè sul tristo fine di lei, la quale,
+senza la sua imprudenza, avrebbe potuto vivere ancora felice in quella
+città. Anche Montoni le si presentava spesso al pensiero; parevale di
+vederlo ne' dì de' suoi trionfi, ardito, intraprendente, altiero,
+vendicativo; ed ora ecco che, scorsi pochi mesi, non aveva più il
+potere, nè la volontà di nuocerle, nè esisteva nemmen più; i di lui
+giorni erano svaniti come ombra fugace...
+
+Giunta a Tolosa, scese al palazzo di sua zia, ora divenuto suo, ed
+invece d'incontrarvi Quesnel, vi trovò una sua lettera, colla quale,
+oltre a parecchie istruzioni circa i di lei beni, l'informava essere
+stato obbligato di partire due giorni prima per un affare importante.
+Il poco interesse che Quesnel mostrava di rivederla, non occupò a
+lungo i di lei pensieri, i quali si volsero alle persone vedute in
+quel palazzo, e sopratutto all'imprudente ed infelice signora Montoni;
+essa aveva fatta colazione secolei la mattina della sua partenza per
+l'Italia. Il salotto in cui ritrovavasi, rammentavale più che mai
+tutto quel che aveva sofferto allora, e le belle speranze di cui
+pascevasi a quell'epoca la zia. Affacciandosi alla finestra del
+giardino, vide il viale in cui la vigilia del suo viaggio erasi
+separata da Valancourt. La di lui ansietà, il premuroso interesse
+dimostrato per la sua felicità, le pressanti sollecitazioni fattele,
+affinchè non si abbandonasse all'autorità di Montoni, e la sincerità
+della sua tenerezza, tutto tornavale in mente. Le parve quasi
+impossibile che Valancourt si fosse reso indegno di lei, dubitava di
+tutti i rapporti, e perfino delle di lui proprie parole, confermanti
+quelle di Villefort. Oppressa dalle idee destatele da quel viale, si
+ritirò dalla finestra, e buttossi in una poltrona inabissata nel più
+vivo dolore. Annetta, entrando di lì a poco con qualche rinfresco, la
+trasse dai tristi pensieri.
+
+Dal dì dopo, serie occupazioni la divagarono dalla sua malinconia;
+desiderava partir presto da Tolosa per recarsi alla valle: prese
+informazione dello stato de' suoi possessi, e finì di regolarsi
+dietro le istruzioni di Quesnel. Abbisognò d'un grande sforzo per
+interessarsi in simili oggetti, ma se ne trovò ben compensata, e si
+convinse ognor più che la continua occupazione è il miglior rimedio
+contro la tristezza. Tutta la giornata la consacrò agli affari;
+s'informò degli abitanti più poveri dei dintorni, e distribuì loro
+soccorsi copiosi. Andata a passeggiare in giardino, si diresse verso
+il padiglione dov'erasi abboccata con Valancourt. Il desiderio di
+rivedere un luogo in cui era stata felice, vinse in lei l'estrema
+ripugnanza di rinnovare la sua ambascia entrandovi; ne spinse l'uscio:
+le finestre erano chiuse. Una sedia stava presso al terrazzino, come
+se vi avesse seduto qualcuno di recente. Il silenzio e la solitudine
+del luogo secondavano in quel momento le sue malinconiche
+disposizioni. Postasi a sedere presso una finestra, si rammentò la
+scena dell'abboccamento avuto quivi coll'amante. In quel luogo aveva
+passati seco lui i più bei momenti, quando la zia favoriva i loro
+progetti. «Come è mai possibile,» sclamò Emilia, «che un cuore così
+sensibile abbia potuto darsi in preda al vizio!» Si alzò, e volendo
+sfuggire alle chimere d'una felicità che non esisteva più, tornò verso
+casa. Traversando il viale, vide da lungi una persona passeggiare
+lentamente sotto gli alberi. Il crepuscolo non le permise di
+distinguere chi fosse: credè da principio che fosse un servitore, ma
+nell'avanzarsi egli volse la testa, e le parve riconoscere Valancourt;
+ma tosto sparve nel boschetto. Emilia, cogli occhi fissi al punto dove
+era sparito, restò immobile e tremante. Infine, fattasi animo, rientrò
+in casa, e temendo di lasciar conoscere la sua alterazione, si astenne
+dal chiedere chi fosse andato in giardino. Quando fu sola, si rammentò
+la figura veduta; era sparita così presto, che non aveva potuto
+distinguer nulla; pure quell'improvvisa partenza le faceva credere che
+fosse Valancourt. Passò quella sera nell'incertezza e nei continui
+sforzi che faceva per cancellarlo dalla memoria. Vani tentativi: essa
+era agitata da mille contrari affetti; temeva al tempo istesso che
+fosse lui, oppure un'illusione. Voleva persuadersi che non desiderava
+più di rivedere Valancourt, ed il suo cuore con altrettanta costanza
+contraddiceva la ragione.
+
+Passò una settimana prima d'arrischiarsi nuovamente a passeggiare in
+giardino. Infine, non volendo esporsi sola, si fece accompagnare da
+Annetta, la quale, dopo un lungo silenzio, le disse:
+
+«Signora Emilia, perchè mai siete così afflitta? Parrebbe quasi che
+voi sapeste che cosa è accaduto.
+
+--Cos'è accaduto?» rispose Emilia con voce tremante.
+
+--La scorsa notte v'era un ladro nel giardino.
+
+--Un ladro!» sclamò Emilia con vivacità.
+
+--Così suppongo; chè altrimenti chi poteva essere?
+
+--Dove l'hai tu veduto, Annetta?» rispose Emilia guardandosi attorno.
+
+--Non l'ho veduto io, ma Giovanni il giardiniere. Era mezzanotte:
+Giovanni traversava il cortile per andarsene a dormire, allorchè vide
+una figura nel viale in faccia alla porta d'ingresso; indovinò chi
+era, ed andò a prendere lo schioppo.
+
+--Lo schioppo!
+
+--Sì, signora. Tornò nel cortile per osservarlo meglio; lo vide
+avanzare lentamente nel viale e guardare attento il castello. Vedendo
+che il ladro entrava nel cortile, Giovanni credè bene allora
+domandargli chi fosse e cosa volesse, ma colui non rispose e tornò
+indietro. Giovanni allora gli sparò addosso. Gran Dio! Voi
+impallidite! Quell'uomo non fu ucciso, ve ne assicuro; o almeno i suoi
+compagni l'hanno portato via. Giovanni, di buon mattino, andò a
+cercare il di lui cadavere, e non lo trovò; non vide altro che una
+striscia di sangue; la seguì per iscuoprire da qual parte erano
+usciti, ma essa si perdeva sull'erba, e...»
+
+Emilia svenne, e sarebbe caduta in terra se Annetta non l'avesse
+sostenuta, ed appoggiata ad un sedile di pietra. Allorchè, dopo un
+lungo deliquio, Emilia ebbe ripreso l'uso dei sensi, si fece condurre
+al suo appartamento, non volendo udir altro per timore di riconoscere
+che l'incognito era Valancourt.
+
+Allorchè si credè abbastanza forte per sentir Giovanni, lo mandò a
+cercare; egli non potè dare nessuno schiarimento. Essa gli fece forti
+rimproveri per aver tirato a palla, ed ordinò di fare esatte ricerche
+per iscoprire chi fosse il ferito, ma indarno. Più essa vi riflettea,
+e più convincevasi che fosse Valancourt. Alfine l'inquietudine le
+cagionò un'ardentissima febbre, che l'obbligò a letto per qualche
+giorno.
+
+La sua indisposizione e gli affari avevano già prolungato il di lei
+soggiorno a Tolosa al di là del tempo prefisso. La sua presenza ormai
+era necessaria alla valle: ricevè una lettera da Bianca, nella quale
+l'informava che il conte e lei, essendo tuttavia presso il barone di
+Santa-Fè, si proponevano al loro ritorno di andare a trovarla al di
+lei castello, se vi fosse stata, aggiungendo che le avrebbero fatta
+questa visita colla speranza di ricondurla a Blangy.
+
+Emilia, rispose all'amica che fra pochi giorni sarebbe stata alla
+valle; fece in fretta i preparativi di viaggio, e partì sforzandosi di
+credere che se fosse accaduto qualche sinistro a Valancourt, ne
+sarebbe stata in qualche modo informata.
+
+
+
+
+CAPITOLO XLIX
+
+
+Il dì dopo, Emilia arrivò al suo castello della valle verso il
+tramonto. Alla malinconia inspiratale dal luogo già abitato da' suoi
+genitori, e dove aveva passato anni felici, si unì tosto un tenero
+infinito piacere. Il tempo aveva smussato i dardi del suo dolore, ed
+allora rivedeva con compiacenza tutto ciò che rinnovavale la memoria
+de' suoi cari; le pareva che respirassero ancora in tutti quei luoghi
+ove li aveva veduti, e sentiva che la valle era per lei il più
+delizioso soggiorno. La prima stanza che visitò fu la sua libreria,
+ove, seduta sulla poltrona del padre, riflettè con rassegnazione al
+quadro del passato.
+
+Poco dopo il suo arrivo ricevè la visita del venerabile Barreaux, che
+venne con premura ad accogliere l'unica figlia del suo rispettabile
+vicino, in una casa troppo lungamente derelitta. La presenza del
+vecchio amico fu di grande conforto per Emilia; la loro conversazione
+fu per amendue interessante, e si comunicarono reciprocamente le
+circostanze principali di quanto era accaduto. La mattina di poi, la
+giovine andò a passeggiare nel giardino gustando con tenera avidità il
+piacere di vagare sotto quegli alberi, piantati dal diletto genitore,
+ciascuno dei quali le ne rammentava la bontà i discorsi, il sorriso.
+Prima sua cura fu d'informarsi della vecchia Teresa, stata crudelmente
+licenziata da Quesnel senza veruna pensione, quando affittò quei beni.
+Avendo saputo ch'ella viveva in una casuccia poco lontana, vi andò
+subito, e fu lieta di trovarla sana ed allegra; essa si occupava a
+potar viti, ed appena la povera vecchia riconobbe Emilia, le saltò al
+collo, gridando:
+
+«Ah! mia cara padroncina, io credeva di non rivedervi più; ma ora son
+contenta. Sono stata maltrattata assai; non aspettava certo nella mia
+età di essere scacciata in tal guisa.»
+
+Entrate nell'abituro rustico, ma decentissimo, Emilia si congratulava
+seco lei di averla trovata in quell'abitazione passabilmente bella
+nella sua sventura. Teresa la ringraziò colle lagrime agli occhi.
+
+«Sì, signora,» le disse, «è anche troppo bella per me, grazie
+all'amico caritatevole che mi ha strappato dalla miseria. Voi eravate
+troppo lontana per aiutarmi: egli mi ha messa qui, ed io credeva
+quasi... ma non parliamone più.
+
+--Chi è dunque quest'ottimo amico? chiunque ei sia diverrà anche il
+mio.
+
+--Ah! signora padrona, egli mi ha proibito di palesare la sua
+buon'azione, e perciò non posso nominarvelo. Ma come siete cambiata
+dacchè non vi ho veduta! Siete pallida e magra! Ma, a proposito, che
+fa adesso quel caro signor Valancourt? Sta bene?»
+
+Emilia, agitatissima, non le rispose; Teresa continuò:
+
+«Dio lo ricolmi di benedizioni! Mia cara padrona, di grazia, non siate
+meco così riservata; credete voi ch'io non sappia ch'egli vi ama?
+Quando foste partita, veniva sempre al castello. Com'era afflitto!
+Voleva entrare in tutte le stanze, qualche volta stava a sedere colle
+braccia incrociate sul petto, senza dir verbo, tutto pensieroso. A un
+tratto si scuoteva e mi parlava di voi! e con che fuoco, con qual
+passione! Io lo amava appunto per questo... Quando poi il signor
+Quesnel ebbe affittato il castello, io credeva che il cavaliere
+impazzisse dal dolore.
+
+--Teresa,» disse Emilia con serietà, «non mi nominate più il
+cavaliere.
+
+--Non nominarvelo più! e per qual ragione! Io amo il cavaliere quasi
+quanto voi.
+
+--Potrebbe anche darsi che spendeste male il vostro amore,» soggiunse
+Emilia cercando di nascondere le lacrime; «ma, checchè ne sia, noi non
+ci rivedremo mai più.
+
+--Gran Dio, che ascolto! Il mio amore non può esser più giusto. È lo
+stesso signor Valancourt che mi regalò questa casa, e sorresse la mia
+vecchiaia dal momento che il signor Quesnel mi bandì da casa vostra.
+
+--Il cavalier Valancourt?» disse Emilia tutta tremante.
+
+--Sì, signora, lui appunto, sebbene gli abbia promesso di non
+nominarlo. Fu egli che mi comprò questa casetta, e mi diè il denaro
+necessario per istabilirmivi. Ordinò inoltre al fattore di suo
+fratello di pagarmi regolarmente trenta franchi al mese. Ora,
+giudicate, signora padrona, se posso dirne male? Temo solo che la sua
+generosità abbia oltrepassato le sue forze; sono ormai tre mesi che
+non ricevo nulla. Ma non piangete, signorina; mi lusingo che non
+sarete meco in collera per avervi raccontato i benefizi del cavaliere?
+
+--In collera!» sclamò Emilia, e versava lagrime in copia. «Quanto
+tempo è che non l'avete veduto?
+
+--Oimè! non ne ho più avuta notizia dacchè egli partì improvvisamente
+per la Linguadoca; veniva allora da Parigi, e, come vi diceva
+poc'anzi, son tre mesi che il fattore non mi manda la mia pensione.
+Comincio a temere che gli sia accaduta qualche disgrazia. Se non fossi
+così lontana da Estuvière, e potessi camminare, sarei già andata ad
+informarmi di lui.»
+
+L'ansietà d'Emilia era divenuta insopportabile; essa non poteva
+convenientemente mandare dal fratello di Valancourt; ma pregò Teresa
+di far partire, a nome suo però, un espresso per informarsi dal
+fattore sul destino del cavaliere. Si fece promettere dalla vecchia di
+non nominarla mai in questo affare, e di non parlarne neppure al
+giovane. Teresa trovò subito il mezzo di contentar la padrona. Emilia
+le diè qualche denaro, e tornò al castello più afflitta che mai: non
+poteva persuadersi che un cuore benefico come quello di Valancourt si
+fosse lordato di vizi, e sentivasi commossa dalla sua prova di bontà
+per la povera Teresa.
+
+
+
+
+CAPITOLO L
+
+
+Nell'intervallo, il conte di Villefort e Bianca avevano passato
+quindici giorni nel castello del barone di Santa-Fè. Avevan fatte
+molte gite ne' Pirenei ed ammiratene le bellezze. Il conte erasi
+separato dagli amici con dispiacere, quantunque dovessero in breve
+formare una sola famiglia, essendosi stabilito, che il giovane
+Santa-Fè, il quale l'accompagnava in Guascogna, avrebbe sposato Bianca
+appena giunti a Blangy. La strada che andava alla valle era nella
+parte più alpestre de' Pirenei ed impraticabile alle carrozze. Il
+conte noleggiò muli per sè e per tutto il suo seguito; prese due guide
+bene armate e pratiche di quelle montagne, le quali vantavansi di
+conoscere tutti i sentieri, non che la posizione delle scarse capanne
+di pastori, presso le quali dovevano passare.
+
+Il conte partì di buon'ora coll'intenzione di passar la notte in
+un'osteriuccia a mezza strada dalla valle, di cui avevangli parlato le
+guide, e dove solevan riposare i mulattieri spagnuoli.
+
+Dopo una giornata d'ammirazione e di fatiche, i viaggiatori trovaronsi
+in una valle coperta di boschi, e circondata da alture scoscese.
+Avevano già percorse molte leghe senza incontrare una sola abitazione,
+e udendo solo tratto tratto i campanelli degli armenti, quando
+intesero da lontano una musica bizzarra, e videro sopra un'eminenza un
+gruppo di montanari che ballavano allegramente. Il conte si fermò per
+godere di quella festa campestre. Erano contadini spagnuoli e francesi
+che abitavano in un villaggio poco distante. Villefort sospirava
+pensando che le grazie ed i piaceri innocenti fiorivano nella
+solitudine, rifuggendo dalle città incivilite. Il sole aveva già
+percorsa metà della sua carriera, ed i viaggiatori, riflettendo che
+non avevan tempo da perdere, si rimisero in cammino.
+
+Strada facendo, Bianca osservava in silenzio quelle solitudini,
+sentiva il lene stormir degli abeti, ed a misura che il sole scendeva
+all'occaso, sentivasi colta da insolita malinconia. Domandò al padre,
+quanto fosse ancor distante l'osteria, e se la strada era sicura di
+notte. Il conte ripetè alle guide la prima di queste due domande:
+n'ebbe risposta ambigua; e soggiunsero che se la notte si avanzava,
+sarebbe stato meglio fermarsi, finchè sorgesse la luna. «Ma adesso non
+si può forse viaggiare con sicurezza?» disse il conte. Le guide
+l'assicurarono che non eravi nessun pericolo, ed andarono innanzi.
+Bianca, tranquillata da tale risposta, si compiaceva ad osservare i
+progressi della notte. Il giovine Santa-Fè, la cui immaginazione,
+scevra da timore, vedeva in ogni cosa oggetti d'ammirazione, faceva
+osservare a Bianca i punti di vista più interessanti.
+
+La notte diveniva più cupa, e negre nubi ne raddoppiavano l'oscurità;
+le guide proposero di aspettare il sorger della luna, aggiungendo che
+il tempo minacciava. Guardando intorno per trovare un ricovero,
+scorsero un oggetto sulla punta d'una rupe. La curiosità li spinse ad
+andar a veder cosa fosse, e quando furono a poca distanza scorsero una
+gran croce piantata colà a mo' di monumento per attestare ch'eravi
+stato commesso un omicidio. L'oscurità non permise di leggerne
+l'iscrizione; ma le guide si rammentarono allora esservi stata eretta
+in memoria del conte Beliard, stato ucciso da una banda di malfattori
+che infestavano i Pirenei qualche anno addietro. Bianca fremè all'udir
+raccontare alcune orribili particolarità sul destino delle sventurato
+conte. Una delle guide le narrava con voce sommessa, come se i suoi
+propri accenti gli facessero paura. Mentre i viaggiatori ascoltavano
+quel racconto cominciò a lampeggiare, laonde ripartirono tosto in
+traccia di qualche ricovero. Tornati sulla strada, le guide si misero
+a narrare molte istorie di rapine, e d'assassinii commessi in quei
+luoghi medesimi, aggiungendo molte ciarle e millanterie sul loro
+coraggio, e sul modo maraviglioso con cui n'erano sfuggiti. La guida
+meglio armata cavò dalla cintura una delle sue quattro pistole, e
+giurò che quell'arme aveva purgata la terra in quell'istesso anno da
+tre assassini. Sguainò quindi uno stile lunghissimo, accingendosi a
+raccontare le prodezze in cui aveva figurato; ma Santa-Fè, accortosi
+che cotesto racconto affliggeva Bianca, cercò d'interromperlo. Infine,
+minacciando il tempo ognor più, rifugiaronsi in una grotta che
+scorsero appiè dei dirupi al chiaror de' baleni. Una guida accese un
+buon fuoco, e quella fiamma, insieme al riposo, fu di gran sollievo ai
+viaggiatori.
+
+I servi del conte trassero fuori alcune provvigioni, ed imbandirono
+una buona cena. Dopo essersi rifocillati, Santa-Fè ascese la rupe
+dirimpetto. Tutto era tenebre, e nulla turbava in quel punto il
+silenzio notturno, meno il mormorio del vento, il rimbombo lontano dei
+tuoni e le voci della carovana.
+
+Il giovine osservava il quadro che formavano i viaggiatori sotto la
+grotta. La figura elegante di Bianca contrastava colla maestà del
+conte, assiso accanto a lei sopra una pietra. Gli abiti grotteschi e
+le figure spiccate delle guide e dei servi situati in fondo alla
+grotta, producevano un bellissimo effetto. La luce della fiamma faceva
+parer pallida la faccia dei circostanti, e scintillare le armi,
+imporporando al contrario le foglie d'un castagno gigantesco, che
+ombreggiava la grotta, e questa tinta si confondeva gradatamente
+coll'oscurità del resto della scena.
+
+La luna spuntò alfine ad oriente; e mentre Santa-Fè contemplava con
+ammirazione il suo disco atraverso le nubi, fu scosso dalle voci delle
+guide che lo chiamavano. Tornò subito alla grotta, e la di lui
+presenza calmò Bianca ed il conte, inquieti per la sua assenza.
+
+La burrasca che cominciava ad imperversare li obbligò a trattenersi
+colà. Il conte in mezzo alla figlia ed a Santa-Fè, procurava distrarre
+la prima, parlandole dei fatti celebri avvenuti in que' monti.
+D'improvviso, udirono latrare un cane. I viaggiatori ascoltarono con
+qualche speranza; il vento soffiava forte, e le guide parvero non
+dubitar più, a quel segno, di essere vicini all'osteria che cercavano.
+Il conte allora si decise a proseguire il suo cammino.
+
+I viaggiatori, diretti dai latrati del cane, costeggiarono nuovamente
+il precipizio, preceduti da una torcia a vento, che le guide avevano
+per mero caso. Si udiva il cane ora più, ora meno; talvolta cessava, e
+le guide cercavano dirigersi verso quella parte. Tutt'a un tratto il
+fracasso, spaventoso d'una cascata giunse al loro orecchio, e
+trovaronsi in faccia ad un burrone. Bianca scese dalla mula; il conte
+e Santa-Fè fecero altrettanto, le guide andarono in traccia di un
+ponte che potesse condurli dalla parte opposta, dove chiaro appariva
+trovarsi il cane; e confessarono alfine che avevano smarrita la
+strada. Trovarono da ultimo un passaggio pericolosissimo formato da
+due grossi abeti con rami d'albero e terra sopra. Tutta la comitiva
+fremeva all'idea di traversare un ponte di quella sorta. I mulattieri
+nondimeno si disposero a passare con le loro bestie. Bianca, tremante
+sull'orlo del torrente, ascoltava il mormorio dell'acqua, che a quel
+debolissimo chiaro di luna si vedeva precipitare dalle rupi in mezzo
+ad abeti d'altezza smisurata, e inabissarsi quindi in un'immensa
+voragine. Le povere mule traversarono il ponte colla precauzione lor
+dettata dall'istinto naturale. Quell'unica torcia, di cui fino a quel
+momento non era stato conosciuto il prezzo, fu pe' viaggiatori un
+tesoro inestimabile. Bianca, fattasi coraggio, preceduta dall'amante,
+ed appoggiata al braccio del padre, all'incerta luce della torcia,
+toccò finalmente l'opposta riva.
+
+Nell'avanzarsi, le montagne si ristringevano, non formando più che una
+gola angustissima, in fondo alla quale scorreva con fragore il
+torrente. I viaggiatori intanto si consolavano nell'udire del continuo
+abbaiare il cane, che forse vegliava all'ingresso di qualche capanna.
+Guardando attorno, videro in distanza scintillare un lume a
+considerevole altezza. Si vedeva esso e si perdeva a misura che i rami
+degli alberi ne intercettavano o ne scoprivano i raggi. I mulattieri
+chiamarono ad alta voce, ma nessuno rispose. Finalmente, credendo di
+non poter essere intesi a quella distanza, spararono una pistola. Il
+rumore dell'esplosione, ripetuto dagli echi, fu la sola risposta, cui
+successe assoluto silenzio. Il lume però si vedeva più distintamente.
+Poco dopo udirono un suono confuso di voci. I mulattieri rinnovarono
+le loro grida; ma le voci tacquero, ed il lume sparì.
+
+Bianca soccombeva quasi all'inquietudine ed alla stanchezza. Il conte
+e Santa-Fè andavano incoraggiandola, allorchè distinsero una torre
+dalla parte ov'erasi veduto il lume. Villefort, alla di lei situazione
+ed a qualche altra circostanza, non dubitò più non fosse una torre
+d'osservazione, e persuaso che il lume venisse di là, procurò di
+rianimare la figlia colla prospettiva dell'imminente riposo in un
+luogo fortificato, ancorchè senza comodi.
+
+«Nei Pirenei fu fabbricato un gran numero di queste torri,» disse il
+conte, procurando distrarre l'attenzione di Bianca. «Il metodo che
+s'impiega per avvisare dell'avvicinarsi del nemico come voi sapete, è
+di accendere un gran fuoco in cima di esse. Gli antichi forti e le
+torri che difendono i passi più importanti son custoditi con molta
+cura. Alcune vennero abbandonate, e son divenute per lo più
+l'abitazione pacifica di qualche cacciatore o pastore. Dopo una
+giornata faticosa, la sera, accompagnati dai loro fedeli cani, tornano
+presso un buon fuoco a gustare il frutto della caccia, od a contare
+gli armenti. Qualche volta servono anche d'asilo ai contrabbandieri, i
+quali fanno un immenso commercio in queste montagne; talvolta si
+spediscono truppe per distruggerli. Il coraggio disperato di questi
+avventurieri li fa affrontare impavidamente i soldati; ma non sono mai
+i primi ad attaccare, quando possono farne a meno. I militari poi, i
+quali non ignorano che, in simili scaramucce, il pericolo è certo, e
+la gloria molto dubbia, non si danno gran premura di combatterli. Ma
+ecco la torre che cerchiamo.»
+
+Bianca, osservando attentamente, si vide appiè di una rupe sulla quale
+sorgea la torre. Non vi si scorgeva alcun lume: i cani non latravano
+più, e le guide cominciarono a dubitare di essersi nuovamente
+ingannate. Al fioco chiaror della luna, quasi sempre coperta dalle
+nubi, riconobbero che quell'edifizio aveva un'estensione maggiore
+d'una semplice torre d'osservazione. Tutta la difficoltà dunque
+consisteva allora nel salire lassù, nè si vedeva nessuna traccia di
+strada.
+
+Le guide presero la torcia per iscuoprirne il sentiero. Il conte,
+Bianca e Santa-Fè restarono appiè della rupe, e gli uomini
+deliberarono in segreto, se, trovandone anche la strada, la prudenza,
+permetteva d'entrare in un edifizio che poteva anche essere un covo
+d'assassini. Rifletterono nondimeno che il loro seguito era numeroso e
+ben armato, e calcolando il pericolo di passar la notte a cielo
+scoperto, esposti alla pioggia ed alla burrasca, risolsero cercare ad
+ogni costo di farsi ricevere.
+
+Un grido delle guide fissò la loro attenzione. Un servo tornò ad
+annunciare la scoperta della strada; si affrettarono dunque
+raggiungerle salendo un angusto sentiero in mezzo ai cespugli ed ai
+rovi. Dopo molta fatica, ed anche con pericolo, giunsero sullo
+spianato. Alcune torri rovinate, circondate da un grosso muro, si
+offersero ai loro sguardi. L'esteriore di quell'edifizio annunziava un
+totale abbandono; ma il conte, conservando tutta la sua prudenza,
+disse sottovoce: «Camminate piano finchè abbiamo esaminato questi
+luoghi.» Si trovarono tosto in faccia ad un'immensa porta rovinata.
+Dopo qualche incertezza penetrarono in un recinto dove sorgea il
+fabbricato. Riconobbero allora che non era un semplice posto, ma
+un'antica fortezza abbandonata, di stile gotico; le sue torri erano
+enormi e le fortificazioni in proporzione. L'imponenza dell'edifizio
+risaltava ancor più per la rovina e la degradazione dei muri quasi
+distrutti, e pel disordine delle macerie sparse qua e là nell'immenso
+recinto solitario e coperto d'erbe selvatiche. Nel cortile d'ingresso
+un'annosa querce giganteggiava. La fortezza era stata importantissima:
+essa dominava il vallone, poteva arrestare il nemico e difendersi con
+facilità. Il conte, esaminandola attentamente, restò sorpreso di
+vederla negletta. Tanto abbandono e tanta solitudine gl'inspiravano
+malinconia. Mentre continuava le sue osservazioni, gli parve di
+distinguer voci nell'interno. Considerò la facciata, e non vide alcun
+lume. Fatti alcuni passi, udì latrare un cane, e parvegli riconoscer
+quello la cui voce li aveva guidati fin là, non si poteva più dunque
+dubitare che il luogo non fosse abitato; ma il conte, titubante,
+consultossi di nuovo con Santa-Fè. Dopo un secondo esame, le ragioni
+che li avevano decisi in principio, gli parvero convincentissime per
+tentar di passare la notte al coperto.
+
+Bussarono dunque al portone: i cani ricominciarono ad abbaiare, ma
+nessuno rispose: tornarono a batter più forte, ed allora udirono un
+mormorio di voci lontane; pareva adunque che gli abitanti di quel
+luogo avessero udito battere, e le precauzioni che prendevano per
+rispondere, ne fecero concepire un'opinione favorevole. «Io credo che
+siano cacciatori,» disse il conte, «i quali abbiano cercato come noi
+un asilo in queste mura: sembra che temano in noi de' veri banditi:
+convien dunque rassicurarli. Noi siamo amici,» gridò ad alta voce, «e
+cerchiamo asilo per istanotte.» Allora udì camminare, ed una voce
+dimandò: «Chi va là?» «Amici,» rispose il conte; «aprite, e saprete
+tutto.» Fu tirato il catenaccio, si presentò sulla porta un uomo col
+lume in mano, vestito ed armato come un cacciatore, e disse: «Che
+cercate ad ora sì tarda?» Il conte rispose che aveva smarrita la
+strada, e che, se caso mai non potessero accordargli ricovero per
+poche ore, lo pregava ad insegnargli la via dell'abitazione o capanna
+più vicina. «Conoscete poco le nostre montagne,» rispose colui; «non
+se ne trova se non a qualche lega distante: io non posso insegnarvene
+la strada; e giacchè c'è la luna, cercatela da per voi.» Sì dicendo,
+accingevasi a chiuder la porta, quando parlò un'altra voce, ed il
+conte vide un altro lume, ed un uomo alla ferriata d'una finestra di
+sopra al portone. «Restate, amici,» disse questi; «vi siete smarriti,
+e senza dubbio siete cacciatori come noi.» Allora gli fu aperta la
+porta: alcuni uomini si presentarono all'ingresso dicendo al conte che
+entrasse ed invitandolo a passar la notte nella loro abitazione. Gli
+fecero un'accoglienza cortese, e gli offrirono di divider seco la loro
+cena già preparata. Il conte li osservava attentamente, e benchè
+circospetto, ed anche sospettoso, la stanchezza, il timore della
+tempesta, e sopra tutto la sicurezza che inspiravagli il suo numeroso
+corteggio, l'indussero ad accettar l'offerta. Fece entrar la sua
+gente, e furono condotti tutti insieme in un'immensa sala, illuminata
+in parte da un gran fuoco, intorno al quale stavano seduti due uomini
+in abito da cacciatore, che facevano arrostire carne sulla graticola,
+con alcuni cani accovacciati ai loro piedi. In mezzo alla sala eravi
+una gran tavola. Quando il conte si avvicinò, coloro si alzarono, ed i
+cani ricominciarono a latrare, ma, ad un cenno dei padroni, tornarono
+al loro posto.
+
+Bianca osservava minutamente quella sala oscura e spaziosa, quegli
+uomini, e suo padre che sorrideva. «Ecco,» disse il conte, «un buon
+fuoco adattatissimo per l'ospitalità; la fiamma fa piacere dopo aver
+viaggiato molto per questi deserti selvaggi. I vostri cani sembrano
+stanchi: avete fatta una buona caccia?
+
+--Secondo il solito,» rispose uno di coloro; «noi torniamo quasi
+sempre carichi di cacciagione.
+
+--Son cacciatori come noi,» disse uno di quelli che avevano introdotto
+il conte; «eransi smarriti, ed io li accolsi dicendo che c'era posto
+per tutti.
+
+--È vero, è vero,» rispose il suo compagno.
+
+--V'ingannate, amico,» disse il conte; «noi siamo viaggiatori.
+Trattateci però come cacciatori, che ne saremo contenti, e sapremo
+ricompensare la vostra cortese accoglienza.
+
+--Sedete dunque,» rispose un altro. «Giacomo, metti legna sul fuoco:
+mi pare che l'arrosto sia all'ordine. Dà una sedia a questa signorina:
+di grazia, assaggiate la nostra acquavite, ch'è di Barcellona, e di
+prima qualità.»
+
+Bianca sorrise con timidezza, e non voleva accettarla, ma suo padre la
+prevenne prendendo egli stesso il bicchiere. Santa-Fè, seduto vicino a
+lei, stringendole la mano, la incoraggi con un'occhiata; ma ella
+occupavasi d'un uomo che taciturno vicino al fuoco, fissava
+costantemente Santa-Fè.
+
+«Voi fate una vita deliziosa,» disse il conte; «la vita del cacciatore
+è piacevole e salubre, ed il riposo è più caro allorchè succede alla
+stanchezza.
+
+--Sì,» rispose uno degli ospiti, «la nostra vita è piacevolissima, ma
+solamente nella stagione d'estate e d'autunno; nell'inverno, questi
+luoghi sono orribili, e non si può fare veruna caccia.
+
+--È una vita libera ed amena,» soggiunse il conte; «passerei
+volentieri un mese con voi.
+
+--A proposito,» disse Giacomo, «non mi rammentava che abbiamo tordi;
+Pietro, va a prenderli; li cuoceremo per questi tre signori.»
+
+Il conte fece alcune interrogazioni sul loro modo di cacciare, ed
+ascoltava attento e con molta compiacenza i loro curiosi dettagli,
+quando si udì il suono d'un corno. Bianca guardò il padre: ma egli
+continuava il suo discorso, quantunque girasse spesso gli occhi verso
+la porta con qualche inquietudine. «Sono i nostri compagni,» disse
+negligentemente uno di quegli uomini.
+
+Comparvero di lì a poco due altri col moschetto in ispalla e le
+pistole alla cintura.
+
+«Ebbene, fratelli, avete fatto buona caccia? Se portate nulla, non
+avrete da cena.
+
+--Chi diavolo son costoro?» dissero essi in cattivo spagnuolo,
+accennando il conte ed il suo seguito. «Sono Spagnuoli o Francesi?
+Dove li avete incontrati?
+
+--Son loro che hanno incontrato noi,» disse Giacomo in francese, «e
+l'incontro è gradevolissimo. Il cavaliere e la sua comitiva s'erano
+smarriti in queste montagne, e ci hanno chiesto di passar la notte nel
+forte.»
+
+Gli altri non risposero nulla, e cavarono da una bisaccia una gran
+provvisione di uccelli: quindi lasciarono cascare in terra la
+bisaccia, che risuonò facendo conoscere che conteneva una quantità non
+indifferente di monete. Il conte allora, insospettito, considerò colui
+che la portava. Era un uomo grande e robusto, di faccia audace, ed
+invece di un abito da cacciatore, vestiva una divisa militare logora;
+i suoi sandali laceri erano affibbiati sulle gambe nude e nerborute;
+portava in testa una specie di berretto di cuoio somigliante molto ad
+un antico elmo romano. Il conte alla perfino abbassò gli occhi, e
+restò muto e pensieroso. Nel rialzarli, vide in un canto della sala
+l'uomo che non cessava di guardare Santa-Fè, il quale parlava con
+Bianca e non gli badava. Poco dopo, vide quell'istesso uomo battere
+sulla spalla del soldato, egualmente attento ad osservare Santa-Fè;
+egli, vedendo che il conte lo guardava, volse gli occhi altrove, ma
+Villefort concepì qualche diffidenza, che però non volle esternare, e
+facendo ogni sforzo per sorridere, si mise a parlar con Bianca. Poco
+dopo rialzò gli occhi, ma il soldato ed il suo compagno erano
+scomparsi.
+
+Colui che si chiamava Pietro ritornò quasi nell'istesso momento
+dicendo: «Il fuoco è acceso, e gli uccelli son pelati. Ceneremo in
+un'altra stanza più piccola ma più calda di questa.» Tutti i compagni
+applaudirono, ed invitarono gli ospiti a seguirli. Bianca parve
+afflitta di cotesto cambiamento, e se ne stava al suo posto. Santa-Fè
+guardò il conte, il quale dichiarò che avrebbe preferito di non uscir
+dalla sala. I cacciatori però reiterarono le loro istanze con tanta
+cortesia, che Villefort, malgrado i suoi dubbi e temendo di
+manifestarli, acconsentì finalmente ai loro inviti. Gli anditi lunghi
+e rovinati pei quali li fecero passare lo spaventarono; ma il
+rumoreggiar del tuono, che aveva già cominciato a farsi udire, non
+permetteva più di uscire da quel luogo a notte così avanzata, ed il
+conte temeva di provocare i suoi conduttori, lasciando travedere la
+sua diffidenza.
+
+I cacciatori lo precedevano. Il conte e Santa-Fè, desiderando
+amicarseli, affettando famigliarità, portavano una sedia per
+ciascheduno, e Bianca li seguiva lentamente. Il di lei abito si
+attaccò ad un chiodo d'un uscio, e fu costretta a fermarsi per
+liberarsene. Il conte, che parlava con Santa Fè, non se ne accorse, e
+svoltando essi da un'altra parte dietro i cacciatori, Bianca restò
+sola in perfetta oscurità. Chiamò il padre; ma la burrasca aumentava,
+e lo scroscio dei fulmini impedì loro di udirla. Appena ebbe staccato
+l'abito dal chiodo, seguitò con celerità il cammino per dove credeva
+fossero andati. Un lume che vide da lontano la confermò in quest'idea.
+Si avanzò verso una porta aperta, credendo trovare la stanza ove
+dovevano cenare. Sentì alcune voci, e s'arrestò a qualche distanza per
+assicurarsi di non essersi ingannata. Al debole chiarore d'una lampada
+vide quattro uomini intorno ad una tavola, i quali sembravan tener
+consiglio, e riconobbe fra loro colui che aveva fissato Santa-Fè con
+tanta attenzione: egli parlava con veemenza, benchè sottovoce. Un
+altro pareva contraddirlo, rispondendo con piglio imperioso. Bianca,
+inquieta di non trovarsi vicina nè al padre, nè a Santa-Fè e
+spaventata dall'aspetto di coloro, stava per allontanarsi, allorchè
+udì dire ad uno di coloro:
+
+«Non litighiamo più. Seguite il mio consiglio, e svanirà ogni
+pericolo. Assicuratevi di quei due; il resto è una preda facilissima.»
+
+Bianca allarmata da queste parole, volle sentire qualche cosa di più.
+
+«Non si guadagnerebbe nulla col resto,» disse un altro; «io non son
+mai di parere di versare il sangue, quando si può risparmiarlo.
+Sbrigatevi di quei due, e il nostro affare è fatto; gli altri potranno
+andarsene.
+
+--Oibò!» disse il primo, bestemmiando orribilmente; «andrebbero a dire
+ciò che abbiamo fatto dei loro padroni, verrebbero le truppe reali, e
+ci trarrebbero al supplizio. Bravo! tu dai sempre di buoni consigli;
+ma io però mi rammento il giorno di san Tommaso dell'anno scorso.»
+
+Bianca fremè d'orrore. Il suo primo sentimento fu quello di fuggire,
+ma pensò che, ascoltando ancora, avrebbe forse potuto esser a tutti di
+qualche utilità, ed intese il dialogo seguente:
+
+«E perchè non ammazzarli tutti?
+
+--Giuraddio! La nostra vita è cara più della loro; se non li
+ammazziamo, ci faranno impiccare.
+
+--Sì, sì,» gridarono tutti.
+
+--Commettere un omicidio è il mezzo più sicuro per iscansare la
+ruota,» disse il primo brigante.
+
+--Dove diavolo sono andati stasera gli altri nostri compagni?» disse un
+altro con impazienza; «se erano qui, a quest'ora la faccenda era già
+spicciata. Non potremo far il colpo stanotte, perchè il seguito è più
+numeroso di noi. Appena farà giorno vorranno partire; e come impedirlo
+senza impiegar la forza?
+
+--Ho formato un bel piano,» disse un altro. «Se possiamo sbrigare
+cheti cheti i due padroni, tutto il resto ci darà poca pena.
+
+--È un piano maraviglioso,» rispose un altro ironicamente. «Se io
+posso fuggire di prigione, sarò certamente in libertà! Come vuoi far
+tu a sbrigarli cheti cheti?
+
+--Col veleno,» rispose colui.
+
+--Ben pensato!» disse un'altra voce; «così la mia vendetta sarà
+pienamente soddisfatta con una morte più lenta. Un'altra volta i
+signori baroni impareranno a non irritarla.
+
+--Ho riconosciuto subito il figlio, appena l'ho veduto,» disse uno,
+che Bianca riconobbe per l'individuo che fissava Santa-Fè; «ma non mi
+rammento più la fisonomia di suo padre.
+
+--Potete dire tutto quello che volete,» soggiunse un altro, «ma io
+scommetterei che quello non è il barone. Lo conosco bene quanto voi,
+giacchè io era uno di quelli che l'attaccarono coi nostri bravi
+colleghi che son periti.
+
+--Che! forse non c'era anch'io?» disse il primo. «Vi assicuro che è il
+barone. Ma cosa importa che sia o non sia lui? Dovremo perciò
+lasciarci sfuggire questo bottino? non ci capitano tanto spesso sì
+fatte avventure. Quando si arrischia la ruota per frodare una pezza di
+raso, rompendosi il collo attraverso precipizi; quando svaligiamo un
+infelice viaggiatore, o qualche contrabbandiere nostro collega, che
+c'indennizzano appena della polvere che ci costano, ci lasceremo noi
+scappare questa ricca preda? Hanno seco denari ed oggetti di valore...
+
+--Non è per questo, non è per questo,» disse il terzo; «prenderemo
+quel che troveremo. Ma, se è il barone, voglio dargli un colpo di più,
+in onore dei nostri bravi compagni che fece andare al patibolo.
+
+--Sì, ciarlate quanto volete, io vi ripeto che il barone è di statura
+più alta.
+
+--Maledette le vostre liti,» disse il secondo; «dovremo noi lasciarli
+partire sì o no? Ecco ciò che dobbiamo decidere. Se perdiamo ancora
+tempo, sospetteranno il nostro progetto, e se ne andranno subito.
+Siano pure quel che si vogliono, mi sembrano ricchi; hanno tanti
+servitori! Avete osservato il brillante che aveva il conte? ma ora lo
+ha nascosto, essendosi accorto ch'io lo guardavo.
+
+--Sì, è bellissimo, e quel ritratto che pende al collo della giovine,
+contornato di diamanti?
+
+--Convien dunque pensare ad assicurarsene,» dissero gli altri; «li
+avveleneremo; ma ricordiamoci che il loro seguito è composto di nove o
+dieci persone bene armate. Noi siamo in sei soli. Potremo attaccarne
+dieci a forza aperta? Diamo intanto il veleno, e poi penseremo al
+resto.
+
+--Io vi consiglierò un altro mezzo più sicuro,» disse uno di coloro
+impazientemente; «sentite.»
+
+Bianca, che ascoltava tal diverbio con orribile ambascia, non potè
+sentir più nulla, perchè coloro si parlarono sottovoce. La speranza di
+salvare il padre, Santa-Fè e tutto il seguito, se poteva raggiungerli
+subito, le somministrò all'improvviso forza novella, e si diresse di
+volo verso il corridoio. Il terrore e l'oscurità cospirarono allora
+contro di lei. Appena ebbe fatto qualche passo, urtò in un gradino,
+all'ingresso del corridoio, e cadde al suolo. I masnadieri si
+riscossero a tal rumore, e precipitaronsi immediatamente fuori per
+assicurarsi se ci fosse qualcuno che ascoltasse i loro discorsi.
+Bianca li vide avvicinarsi, e prima che potesse alzarsi, la presero
+per un braccio, la trascinarono nella stanza e le sue strida non
+servirono che a ricevere le più spaventose minacce. Consultarono su
+quel che dovevan fare di lei.
+
+«Procuriamo prima di sapere ciò ch'essa ha inteso,» disse uno di loro.
+«Da quanto tempo eravate nel corridoio? Ed a far che?» le chiese
+colui.
+
+--Assicuriamoci intanto di questo ritratto,» disse un altro,
+avvicinandosi a Bianca. «Bella signorina, con vostro permesso, questo
+gioiello è mio: datemelo, o ve lo prendo.»
+
+Bianca, chiedendo misericordia, gli diè il medaglione, ed intanto un
+altro ladro l'interrogava con fiero cipiglio. La sua confusione ed il
+suo spavento spiegavano troppo chiaramente quel che la sua lingua non
+ardiva confessare. I briganti si guardarono con aria significante, e
+due di essi ritiraronsi in un canto, come per deliberare.
+
+«Giur'al cielo! Sono brillanti di molto valore,» disse colui che
+guardava il medaglione; «anche il ritratto è bello: senza dubbio sarà
+quello di vostro marito, signora, che m'immagino debba essere il
+giovine cavaliere ch'era in vostra compagnia.»
+
+Bianca, smarrita e disperata, lo scongiurava di aver pietà di lei: gli
+diè la sua borsa, e gli promise di tacere, se la riconduceva ai suoi
+compagni di viaggio; sorrideva egli ironicamente alle di lei parole,
+allorchè un rumore lontano fissò la di lui attenzione. Mentre
+ascoltava, afferrolla pel braccio con violenza, quasi temendo ch'ella
+volesse fuggire. Bianca gridò aiuto. Il rumore, avvicinandosi, scosse
+i banditi dalla loro irresolutezza.
+
+«Siamo traditi,» dissero essi; «ma potrebbe darsi che fossero i nostri
+colleghi di ritorno dalla scorreria: in tal caso l'affare è fatto:
+ascoltiamo meglio.»
+
+Una scarica in lontananza confermò la loro supposizione; ma il primo
+rumore si avvicinava sempre più: si udiva uno strepito d'armi, il
+fracasso di una zuffa, e qualche gemito che partiva dal fondo del
+corridoio. I briganti allora prepararono le armi: fu suonato un corno
+al di fuori; tre di essi lasciarono Bianca in custodia del quarto, ed
+uscirono a precipizio.
+
+Intanto che Bianca, tremante e confusa, implorava pietà, riconobbe la
+voce di Santa-Fè, il quale comparve tutto coperto di sangue ed
+inseguito da alcuni banditi. Bianca non vide, non sentì più nulla, e
+cadde svenuta nelle braccia di chi la teneva.
+
+Appena riacquistò l'uso de' sensi, riconobbe, all'incerta luce che
+vacillava intorno a lei, d'esser sempre nella medesima stanza. Restò
+alcun momento nell'incertezza e nello stupore. Un sordo gemito vicino
+a lei la fece memore di Santa-Fè, e dello stato in cui l'aveva veduto;
+allora alzandosi, si avanzò dalla parte d'onde veniva il sospiro. Non
+tardò molto a riconoscere, in un corpo steso sul pavimento, Santa-Fè
+pallido e sfigurato, che non poteva parlare. Aveva gli occhi chiusi,
+ed una delle sue mani, ch'ella prese nell'ambascia della disperazione,
+era bagnata di freddo sudore. Lo chiamò per nome, e gridò aiuto;
+qualcuno s'avvicina, un uomo entra: non era il conte; ma qual fu la di
+lei sorpresa, quando, supplicandolo di soccorrere Santa-Fè, riconobbe
+Lodovico! Ebbe egli appena tempo di riconoscerla; si occupò subito
+delle ferite del cavaliere, e giudicando che l'immensa perdita del
+sangue cagionava probabilmente la sua debolezza, corse a cercare acqua
+per lavargli le ferite e fasciargliele alla meglio.
+
+Appena egli fu uscito, Bianca udì camminare, e vide entrare Villefort
+con una torcia nella mano sinistra, e la spada insanguinata nella
+destra, che, tutto anelante, chiamava impazientemente la figlia. Al
+suono di questa voce ben nota essa volò nelle di lui braccia. Il
+conte, lasciando cadere la spada, la strinse al seno con indicibil
+trasporto di gioia e stupore: le domandò di Santa-Fè, e lo vide per
+terra dando qualche segno di vita. Lodovico tornò di lì a poco ben
+provvisto d'acqua e di acquavite; gli applicò l'una alla bocca e
+l'altra alle tempie, e Bianca lo vide finalmente aprir gli occhi,
+domandando subito di lei. La gioia ch'essa provò in quel momento, fu
+subito sturbata da una nuova inquietudine: Lodovico dichiarò che
+bisognava senza ritardo trasportare il cavaliere.
+
+«I banditi che sono di fuori erano aspettati, e se perdiamo tempo ci
+troveranno qui. Sanno benissimo che il suono del corno, ad un'ora così
+strana, è sempre il segnale d'un estremo pericolo, e l'eco di questi
+monti ne porta la voce a molta distanza. Li ho veduti tornare in
+consimili casi dalle falde del Melicante. Avete voi appostata una
+vedetta all'ingresso del forte?
+
+--No,» disse il conte, «la mia gente è dispersa, e non so dove sia.
+Lodovico, va tosto a riunirla, ma abbi cura di te stesso, e ascolta se
+senti i muli.»
+
+Lodovico uscì immediatamente, ed il conte riflettè al modo di
+trasportar Santa-Fè, il quale non avrebbe potuto sopportare il moto
+d'una mula, quand'anche fosse stato in grado di reggersi in sella.
+
+Mentre il conte raccontava come i banditi fossero stati rinchiusi
+nella torre, Bianca osservò che era ferito anch'esso nel braccio
+sinistro; egli le rispose, sorridendo, quella ferita esser
+leggerissima. I servi, tranne due che furon lasciati alla porta della
+fortezza, comparvero allora tutti, preceduti da Lodovico.
+
+«Mi pare, signore,» diss'egli, «di sentir venire de' muli dal fondo
+della valle, ma il mormorio del torrente m'impedisce di accertarmene;
+ho portato meco l'occorrente pel trasporto del signor cavaliere.»
+
+Mostrò allora una gran pelle d'orso attaccata a due pertiche che
+formava una comoda lettiga, di cui si servivano i banditi per
+trasportare i loro feriti. Lodovico la spiegò, vi adattò sopra alcune
+pelli di capra per renderla più morbida, fasciò le ferite del
+cavaliere, ed avendovelo posato dolcemente, le due guide, prendendo le
+quattro estremità delle pertiche sulle spalle, s'incamminarono per
+andarsene insieme ai servitori del conte, alcuni dei quali erano stati
+leggermente feriti. Passando per la sala, udirono da lontano un
+tumulto orribile: Bianca ne fu molto allarmata.
+
+«Non temete,» disse Lodovico, «son tutti quei birbanti chiusi nella
+torre.
+
+--Mi sembra che atterrino la porta,» disse il conte.
+
+--È impossibile, signore,» rispose Lodovico, «perchè la porta è di
+ferro. Noi non abbiamo nulla da temere: intanto io andrò avanti per
+osservar meglio se mai si ode o non si vede nulla.»
+
+Tutti lo seguirono; dopo essere stati alcun poco in ascolto, non
+udirono altro che il mormorio del torrente, ed una fresca brezzolina
+che agitava i rami dell'antica quercia nel cortile. I viaggiatori
+videro allora con estremo piacere che cominciava a spuntar il giorno,
+e Lodovico, alla testa della comitiva, la fece scendere nella valle
+per un sentiero opposto a quello pel quale erano venuti colà.
+
+«Evitiamo la strada,» diss'egli, «che hanno preso i banditi
+stamattina.»
+
+I viaggiatori si trovarono ben presto in una strettissima valle:
+l'alba imbianchiva gradatamente i monti, e scopriva verdi praticelli
+che ricoprivan le falde delle rupi, sulle quali sorgevano le querce ed
+i lecci; la tempesta era cessata; l'aria del mattino e la vista di
+quella verzura, ancor più fresca per la pioggia della notte,
+rianimarono gli spiriti abbattuti della comitiva. Il sole sorse di lì
+a poco, e tutte le piante rosseggiarono in breve de' suoi raggi
+dorati; un resto di nebbia aggiravasi ancora in fondo alla valle, ma
+il vento la cacciava, ed a poco a poco il sole la fece sparir tutta.
+Dopo aver percorso una lega di cammino, Santa-Fè si querelò
+dell'eccessiva debolezza: sostarono per ristorarlo, e lasciar riposare
+i portatori. Lodovico si era munito, prima di partire, di qualche
+bottiglia di vino di Spagna, e ne distribuì a tutta la carovana; ma
+Santa-Fè non potè risentirne che un sollievo momentaneo. Una febbre
+ardentissima acquistò nuova forza per l'uso di questa bibita; egli non
+poteva nascondere i suoi orribili patimenti, nè astenersi
+dall'esprimere il desiderio impaziente di giungere all'osteria, in cui
+avevano prefisso di passar la notte precedente.
+
+Mentre riposavano tutti all'ombra degli abeti, il conte pregò Lodovico
+di spiegargli brevemente in qual modo fosse sparito dall'appartamento
+del nord, come avesse potuto cadere nelle mani di quei banditi, e
+contribuito in una maniera così prodigiosa a salvarlo colla sua
+famiglia. Il conte gli attribuiva giustamente la loro salvezza.
+Lodovico accingevasi ad obbedirlo, ma un colpo di pistola sparato
+nella strada già da essi percorsa cagionando nuovi timori, obbligò i
+viaggiatori a rimettersi in cammino.
+
+
+
+
+CAPITOLO LI
+
+
+Emilia intanto provava la massima inquietudine sul destino di
+Valancourt. Teresa trovò finalmente una persona fidata da spedire al
+fattore, la quale s'impegnò di tornare il giorno dopo, e Emilia
+promise di trovarsi alla capanna di Teresa, che, divenuta zoppa, non
+poteva uscir di casa. Verso sera Emilia s'incamminò sola a quella
+parte con tetri presentimenti. L'ora già avanzata accresceva la sua
+malinconia. Era la fine dell'autunno; una densa nebbia nascondeva in
+parte la cima dei monti, e il vento freddo, che soffiava nei faggi,
+copriva la via delle ultime foglie ingiallite. La loro caduta,
+presagio della fine dell'anno, era l'immagine della desolazione del
+suo cuore, e sembrava predirle la morte di Valancourt: ne provò un
+presentimento sì forte, che fu più volte sul punto di tornare
+addietro. Non aveva forza bastante per andare incontro a
+cotest'orribile certezza; ma lottò contro la sua emozione e continuò
+ad avanzare.
+
+Camminava mesta, ed i suoi occhi seguitavano il movimento delle masse
+vaporose che stendevansi all'orizzonte; considerava le fuggitive
+rondinelle, le quali, in balìa all'agitazione de' venti, ora
+scomparendo tra le nubi, ora aleggiando in atmosfere più tranquille,
+sembravano rappresentarle le afflizioni e le vicende, ond'essa era
+stata vittima. Aveva subìto i capricci della fortuna ed i turbini
+della sventura; aveva avuto qualche corto istante di calma. Ma come
+dare il nome di calma a ciò che non era se non la sospensione del
+dolore? Sfuggita ormai ai più crudeli pericoli, indipendente da' suoi
+tiranni, trovavasi padrona di una sostanza ragguardevole; avrebbe
+potuto con ragione aspettarsi di gustare la felicità; ma essa n'era
+più lungi che mai: sarebbesi accusata di debolezza e d'ingratitudine,
+se avesse sofferto che il sentimento dei beni che possedeva fosse
+soffocato da quello d'un solo infortunio, se questo però non avesse
+colpito che lei sola. Ma essa piangeva per Valancourt, e se anche egli
+vivesse, le lacrime della pietà si univano a quelle del rammarico,
+afflittissima che un uomo come lui fosse caduto nel vizio, e quindi
+nella miseria. La ragione e l'umanità reclamavano assieme le lacrime
+dell'amicizia, ed il suo coraggio non poteva separarle ancor da quelle
+dell'amore. Nel momento attuale però non la tormentava la certezza dei
+torti di Valancourt, bensì il timore della di lui morte; le pareva,
+per così dire, di essere la causa innocente di questa disgrazia. La
+sua inquietudine aumentava ad ogni passo, e quando vide da lontano la
+capanna, le mancò il coraggio di avvicinarsi e sedette sur un banco
+nel sentiero. Il vento che susurrava tra le frondi pareva alla sua
+rattristata immaginazione recar suoni queruli; ed anche
+negl'intervalli di calma credea udire ancora dolorosi accenti.
+Prestando maggior attenzione, si convinse dell'error suo, e le
+tenebre, divenute più folte per la prossima caduta del dì,
+l'avvertirono d'allontanarsi, e con passo vacillante giunse alla
+capanna. Traverso i vetri si vedea scintillare un buon fuoco, e
+Teresa, avendo veduto venire Emilia, stava sulla porta ad aspettarla.
+
+«La sera è fredda assai, signorina,» le disse ella. «Vuol piovere, ed
+ho creduto che un buon fuoco non dovesse spiacervi. Sedete dunque
+vicino a me.»
+
+Emilia la ringraziò della sua attenzione, e guardandola in volto, fu
+colpita dalla sua tristezza. Si gettò sulla sedia, incapace di
+parlare, e la di lei fisonomia esprimeva tanta disperazione, che
+Teresa ne comprese il motivo, eppure taceva.
+
+«Ah!» sclamò finalmente Emilia; «è inutile che me lo diciate. Il
+vostro silenzio, i vostri sguardi parlano abbastanza; egli è morto.
+
+--Oimè! mia cara padrona,» rispose Teresa colle lacrime agli occhi,
+«questo mondo è pieno di affanni. I ricchi ne hanno la lor dose come i
+poveri; ma procuriamo di sopportare in pace il carico che ci manda il
+cielo.
+
+--Egli è dunque morto?» interruppe Emilia. «Ah! Valancourt è morto!
+
+--Orribil giorno! Io ne temo,» soggiunse Teresa.
+
+--Lo temete soltanto?»
+
+--Sì, signorina, lo temo. Nè il fattore, nè verun'altra persona ha
+sentito più parlare di lui a Estuvière, dacchè è partito per la
+Linguadoca. Suo fratello ne è afflittissimo. Egli dice che scrive
+sempre esattamente, ma che non ha ricevuto veruna lettera da lui dopo
+la sua partenza: doveva esser già di ritorno da tre settimane: non ha
+scritto, non è tornato, e si teme che gli sia accaduta qualche
+disgrazia. Oimè! io non credeva di viver tanto da dover piangere la
+sua morte. Io son vecchia, e poteva morire senza dispiacere; mentre
+lui...»
+
+Emilia, quasi moribonda, chiese un po' d'acqua: Teresa, spaventata,
+affrettossi a soccorrerla, e mentre le porgeva l'acqua, continuò:
+«Cara signorina, non vi affliggete tanto; il cavaliere può essere sano
+e salvo. Speriamo!
+
+--Oh! no, non posso sperare,» disse Emilia. «Io so circostanze che mi
+piombano anzi nella disperazione; ma or mi sento meglio, e posso
+ascoltarvi: dettagliatemi tutto quel che avete saputo.
+
+--Aspettate d'esservi rimessa, signorina; mi sembra che stiate sì
+male!
+
+--Oh! no, Teresa, ditemi tutto intanto che posso ascoltarvi, ditemi
+tutto, ve ne scongiuro.
+
+--Ebbene,» rispose Teresa, «vi acconsento. Il fattore ha detto
+pochissimo. Riccardo pretende ch'egli parlasse con molto riserbo del
+signor Valancourt. Quel ch'egli ha saputo, gli fu confidato da
+Gabriello, uno dei servitori del conte, che disse essergli stato
+confidato da un amico del suo padrone. Dice dunque che Gabriello e
+tutti i servitori erano in gran pena pel signor Valancourt; ch'esso
+era un giovine così buono così amabile, e che lo amavano tutti come
+loro fratello; che non comandava imperiosamente, come tanti altri
+signori; che perciò era molto rispettato, e che la servitù l'obbediva
+volentieri al primo cenno per paura di spiacergli. Il signor conte
+stava in gran pena pel cavaliere, quantunque fosse andato in collera
+con lui ultimamente. Gabriello dice aver saputo che il signor
+Valancourt aveva fatte pazzie a Parigi; che aveva spesi molti denari,
+ed era stato perfino messo in prigione. Che il signor conte ricusava
+di liberarnelo, pretendendo ch'egli meritasse un tal castigo. Appena
+il vecchio Gregorio il cantiniere ne fu informato, fece fare un
+bastone a punta ferrata per andar a piedi a Parigi a trovare il
+padroncino; quando furono avvertiti che il signor Valancourt era di
+ritorno. Oh! qual gioia al suo arrivo! egli era però molto cambiato.
+Il conte lo ricevè freddamente, ed era afflitto. Il cavaliere partì
+immediatamente per la Linguadoca; e da quel momento, disse Gabriello,
+non se n'è saputo più nulla.»
+
+Teresa tacque; Emilia sospirava, nè ardiva sollevar gli occhi da
+terra. Dopo una lunghissima pausa, sclamò: «Oh! Valancourt, tu sei
+perduto, e perduto per sempre. E son io, son io che ti diedi la
+morte.»
+
+Quelle parole, quegli accenti disperati allarmarono la povera Teresa,
+la quale temè che quel colpo terribile non avesse alterata la ragione
+di Emilia.
+
+«Mia cara padrona, calmatevi,» diss'ella; «non dite di queste cose: è
+impossibile che voi abbiate potuto uccidere il signor Valancourt.»
+
+Emilia non le rispose che con un gran sospiro.
+
+«O mia cara signorina,» ripigliò Teresa, «il cuore mi si spezza
+vedendovi in tale stato, cogli sguardi fissi, pallida in volto, e sì
+afflitta. Mi spaventa il vedervi così.» Emilia non apriva bocca, e non
+parea udir nulla. «E d'altra parte, madamigella,» soggiunse la vecchia,
+«il signor Valancourt può essere sano ed allegro, malgrado quanto
+sappiam noi.»
+
+A tal nome, la fanciulla alzò gli occhi e guardolla con occhi
+smarriti, come se avesse cercato di capirla.
+
+«Sì, cara padroncina,» ripigliò Teresa ingannandosi sulla di lei
+intenzione, «il signor Valancourt può essere sano ed allegro.»
+
+Alla ripetizione di quest'ultime parole, Emilia ne comprese il senso;
+ma invece di produrre l'effetto che ne aspettava Teresa, parvero
+soltanto raddoppiare il suo dolore: si alzò bruscamente, e percorse la
+cameretta a veloci passi, battendo palma a palma e singhiozzando.
+Mentre passeggiava così il suono dolce e sostenuto d'un oboè o flauto
+si mescolò alla bufera. La sua dolcezza colpì Emilia; sostò tutta
+attenta: i suoni recati dal vento si perdettero in una raffica più
+forte; ma il loro accento querulo le commosse il cuore, ed ella si
+strusse in lagrime.
+
+«Oh!» sclamò Teresa, tergendo le lagrime; «è Riccardo il figlio del
+vicino che suona il suo strumento; è una musica malinconica.»
+
+Emilia continuava a piangere.
+
+«Egli suona spesso alla sera,» continuò la vecchia, «e fa ballare la
+gioventù. Ma, signorina, non piangete così. Venite qui vicino al fuoco
+che, fa freddo, e bevete un bicchier di vino per ristorarvi.»
+
+Ed accomodatale una sedia al camino, andò a cavar dalla credenza un
+fiasco.
+
+«Questo non è un vino ordinario,» soggiunse; «è del migliore di
+Linguadoca, e l'ultimo de' sei fiaschi che mi regalò il signor
+Valancourt quando partì per Parigi. Io non lo bevo mai senza pensare
+a lui, e alle sue parole piene di bontà nell'atto di consegnarmelo.
+_Teresa_, mi diss'egli, _voi non siete più giovine; tratto tratto
+dovreste bere un bicchier di vino. Io ve ne manderò qualche altro
+fiasco, e bevendolo ricordatevi di me, vostro amico_. Sì, furon queste
+le sue parole: _Di me, vostro amico!_» Emilia continuava a camminar
+per la stanza, senza badare alle parole di Teresa, la quale continuò:
+«Mi son sempre ricordata di lui; povero giovine! Egli mi donò questo
+ricetto e sostenne la mia vecchiaia. Ah! se è vero che sia morto, sarà
+in paradiso col mio rispettabile padrone.»
+
+Qui si mise a piangere, e depose il fiasco. Il suo dolore rinnovò
+quello di Emilia, che si avvicinò a lei, e guardolla attentamente come
+oppressa dalla riflessione ch'essa piangeva per Valancourt. La buona
+vecchia però, asciugando le lagrime, si fece coraggio, e le disse:
+
+«Per carità non v'affliggete di più; prendete, di grazia, un sorso di
+questo vino. Gustatelo per l'amor del signor Valancourt, che me lo ha
+regalato, come vi dissi.»
+
+La mano d'Emilia, che aveva preso il bicchiere, tremò, e sparse il
+liquore nel ritirarlo dalle labbra.
+
+«Per l'amore di chi?» sclamò ella; «chi vi ha dato questo vino?
+
+--Il signor Valancourt, cara padroncina; sapea io che vi farebbe
+piacere; è l'ultimo mio fiasco.»
+
+La fanciulla depose il bicchiere sulla tavola, proruppe nuovamente in
+un dirotto pianto, e Teresa, sconcertata e dolente, procurò di
+consolarla. Emilia le fe' cenno colla mano, che desiderava restar
+sola, e pianse sempre più forte. Un lieve colpo battuto alla porta non
+permise alla vecchia di lasciarla al momento. Emilia la pregò di non
+aprire a nessuno; ma pensando poi che poteva essere Filippo, il suo
+servitore, procurò di tergere il pianto, e Teresa andò ad aprire.
+
+La voce ch'ella intese attirò tutta la di lei attenzione: tese
+l'orecchio, volse gli occhi verso la porta, una persona comparve, e la
+fiamma del fuoco le fe' riconoscere... Valancourt!...
+
+Nel vederlo, si scosse da capo a piedi, tremò, e perdendo l'uso dei
+sensi non vide più nulla. Un grido di Teresa annunziò che anche lei
+aveva riconosciuto il giovane. L'oscurità, sul primo momento, non
+aveale permesso di distinguerlo. Egli cessò di occuparsi di lei,
+vedendo cadere una persona dalla sedia vicino al fuoco. Volò a
+soccorrerla, e s'avvide di sostenere Emilia. La commozione che provò
+per l'inaspettato incontro, ritrovando colei da cui si credeva diviso
+per sempre, tenendola pallida e svenuta fra le sue braccia, è più
+facile ad immaginare che a descrivere! Sarà egualmente facile
+figurarsi ciò che provò Emilia, allorchè riaprendo gli occhi, rivide
+Valancourt. L'espressione inquieta colla quale la considerava, si
+cambiò tosto in un misto di gioia e tenerezza. Allorchè i suoi occhi
+s'incontrarono in quelli di lei, e che la vide in procinto di
+rinvenire, potè esclamare appena: _Emilia!_ ma essa, volgendo altrove
+gli sguardi, fece un debole sforzo per ritirare la mano. Nei primi
+momenti che succedettero alle angosce dolorose, cagionate dall'idea
+della sua morte, Emilia obbliò tutti i falli dell'amante: lo rivide
+qual era nel momento in cui meritava il suo amore, ne risentì altro
+che gioia e tenerezza; ma oimè! fu un'illusione passaggiera! Le di lei
+riflessioni s'innalzarono nuovamente, come tante nubi sull'orizzonte,
+ad oscurare l'immagine lusinghiera che inebriava il suo cuore. Rivide
+allora Valancourt degradato in faccia alla società, indegno ormai
+della sua stima e tenerezza. Le mancò la forza, ritirò la mano, e si
+volse dalla parte opposta per nascondere il suo dolore. Il giovane,
+più agitato ed imbarazzato di lei, se ne stava muto e dolente.
+
+Il sentimento di quanto doveva a sè stessa, trattenne le sue lagrime,
+e le insegnò a dissimulare parte della gioia e del dolore, che
+facevano il più fiero contrasto nel fondo del suo cuore. Si alzò,
+ringraziollo della sua attenzione, salutò Teresa, e volle andarsene.
+Valancourt, svegliato come da un sogno, la supplicò umilmente di
+accordargli un momento d'attenzione. Il cuore d'Emilia perorava forte
+in favor suo; ma ebbe il coraggio di resistere, e non badando neppure
+alle suppliche di Teresa, che la pregava di non esporsi sola in tempo
+di notte, aveva già aperta la porta; ma la pioggia dirotta l'obbligò a
+rientrare.
+
+Muta, interdetta, tornò vicino al fuoco. Valancourt, inquieto,
+turbato, camminava a gran passi per la stanza, come se avesse temuto e
+desiderato di parlare. Teresa esprimeva senza ritegno la gioia e la
+sorpresa che le cagionava il suo arrivo.
+
+«Oh! mio caro benefattore,» diceva essa, «io non sono mai stata così
+contenta come in questo punto. Poco fa eravamo immerse ambedue nella
+massima afflizione per causa vostra; credendo che foste morto,
+parlavamo di voi, e piangevamo insieme; in quella appunto bussaste
+alla porta: la mia cara padrona versava calde lagrime.»
+
+Emilia guardò Teresa in atto di disapprovazione; ma, prima ch'ella
+potesse parlargli, Valancourt, incapace di contenersi ulteriormente,
+esclamò:
+
+«Mia Emilia, vi son io dunque tuttavia caro? Voi mi onorate d'un
+pensiero, d'una lagrima! O cielo! Voi piangete, anche adesso piangete!
+
+--Signore,» disse Emilia, procurando di frenare il pianto, «Teresa ha
+ben ragione di ricordarsi di voi con gratitudine. Ella era
+afflittissima di non aver avuto vostre notizie: permettetemi che vi
+ringrazi anch'io di tutte le bontà di cui la colmaste. Ora son
+tornata, e spetta a me di averne cura.
+
+--Emilia,» le disse Valancourt, non sapendo più contenersi, «così
+accogliete voi colui che già una volta volevate onorare della vostra
+mano, colui che vi ha amata tanto, e che tanto ha sofferto per voi? Ma
+che potrò io allegare in mia difesa? Perdonatemi, signora,
+perdonatemi, non so più quel che mi dica: non ho più diritto ai vostri
+pensieri: ho perduto tutti i miei titoli alla vostra stima e al vostro
+amore. Sì, ma non oblierò mai d'averli posseduti un tempo; la certezza
+di averli perduti, forma ora la mia più crudele disperazione, il mio
+maggior tormento.
+
+--Ah! mio caro signore,» disse Teresa prevedendo la risposta di
+Emilia, «voi parlate di aver già posseduto i suoi affetti... Anche
+adesso, sì, anche adesso, la mia padrona vi preferisce al mondo
+intiero, quantunque non voglia confessarlo.
+
+--Ciò è veramente insopportabile,» disse Emilia. «Teresa, voi non
+sapete che cosa vi dite. Signore, se avete qualche riguardo, alla mia
+tranquillità, spero non vorrete prolungare questo momento doloroso.
+
+--Io la rispetto troppo per turbarla volontariamente,» rispose
+Valancourt, il cui orgoglio lottava allora colla tenerezza; «non mi
+renderò volontariamente importuno. Vi aveva chiesto qualche istante
+d'attenzione, ma a che mi gioverebbe? Raccontandovi i miei affanni,
+non farei che avvilirmi vie maggiormente, senza eccitare la vostra
+pietà. Sappiate però, Emilia, che fui, e sono ben disgraziato!»
+
+La sua voce vacillante divenne allora l'accento del dolore. Volse uno
+sguardo disperato alla giovine, e s'accinse a partire.
+
+«Come!» soggiunse Teresa, «volete uscire con questa pioggia! No, no,
+il mio caro benefattore non deve allontanarsi in questo momento. Mio
+Dio! Quanto son pazzi i grandi di respingere così la loro felicità! Se
+foste povera gente, a quest'ora sarebbe già tutto finito. Parlare
+d'indegnità, dire che non vi amate più, quando in tutta la provincia
+non vi son due cuori più teneri o, a dir meglio, due persone che si
+amino tanto come voi due!»
+
+Emilia, oppressa da inesprimibile ambascia, si alzò e disse: «Non
+piove più, voglio andarmene.
+
+--Restate, Emilia, restate, signorina,» rispose Valancourt, armandosi
+di tutta la sua risoluzione, «non vi affliggerò vie più colla mia
+presenza. Perdonatemi se non ho obbedito più presto. Se lo potete,
+compiangete colui che vi perde, e perde così ogni speranza di riposo.
+Possiate esser felice, sebbene io rimarrò eternamente infelice,
+possiate essere felice quant'io ve lo desidero con tutto il cuore.»
+
+Gli mancò la voce a queste ultime parole, impallidì, gettò su di lei
+uno sguardo di tenerezza e dolore inesprimibili, e fuggì
+precipitosamente.
+
+«Caro signore! Mio benefattore!» gridò Teresa seguendolo alla porta.
+«Signor Valancourt! Come piove! Che notte burrascosa per lasciarlo
+andar via! egli morrà sicuramente dal dolore e dall'affanno. Cara
+signora Emilia, quanto siete incostante! poco fa piangevate la sua
+morte, ed ora lo scacciate così barbaramente!»
+
+La fanciulla non rispose, e non udiva quel che diceva colei. Assorta
+nel suo dolore e nelle sue riflessioni, restava seduta cogli occhi
+fissi sul fuoco, e l'imagine del giovane presente al pensiero.
+
+«Il signor Valancourt è molto cambiato, signora; com'è dimagrato! come
+afflitto! Eppoi ha il braccio fasciato.»
+
+Emilia alzò gli occhi; non aveva osservata quest'ultima circostanza.
+Non dubitò più allora che Valancourt non fosse stato ferito dal
+giardiniere. A tal convinzione tutta la sua pietà si riaccese, e si
+rimproverò d'averlo lasciato partire con un tempo così cattivo.
+
+Poco dopo vennero a prenderla in carrozza. Emilia sgridò Teresa per le
+cose irriflessive dette al Valancourt, le ordinò espressamente di non
+fare mai più certi discorsi, e se ne tornò al castello pensierosa ed
+afflitta.
+
+Valancourt, intanto, era rientrato nell'osteria del villaggio, ove
+aveva preso alloggio pochi momenti soltanto prima d'andare a visitar
+Teresa. Veniva a Tolosa e recavasi al castello del conte di Duverney.
+Non eravi più tornato dopo la sua separazione da Emilia a Blangy. Era
+rimasto qualche tempo nelle vicinanze d'un luogo ove abitava l'oggetto
+più caro al suo cuore. V'erano momenti in cui il dolore e la
+disperazione lo stringevano a ricomparire innanzi ad Emilia, e
+rinnovare le istanze a dispetto delle sue sciagure. Una nobil fierezza
+però, la tenerezza del suo amore, che non poteva acconsentire ad
+avvolgerla nei suoi infortuni, avevano finalmente trionfato della
+passione. Ritornando in Guascogna, era passato da Tolosa, e vi si
+trovava allorchè vi giunse Emilia. Andava a nascondere ed alimentare
+la sua dolorosa mestizia in quel medesimo giardino nel quale aveva
+passato presso di lei momenti così felici. Volendo aver la
+consolazione di rivederla ancor una volta, e ritrovarsi vicino a lei,
+passeggiava una sera nel parco, quando il giardiniere, prendendolo per
+un ladro, gli tirò una schioppettata, e lo ferì in un braccio. Questo
+caso l'aveva trattenuto a Tolosa per farsi curare: là, senza premura
+per sè medesimo, senza riguardi pe' parenti, la cui fredda accoglienza
+al suo ritorno da Parigi l'aveva scoraggito, non aveva informato
+nessuno della sua situazione. Ritrovandosi in istato di viaggiare,
+tornava ad Estuvière, passando per la valle; sperava di aver colà
+notizie d'Emilia; voleva trovarsi vicino a lei; desiderava anche
+informarsene dalla vecchia Teresa, e credeva in fine, che, nella di
+lui assenza, l'avrebbero privata della sua pensione. Tutti questi
+motivi lo avevano dunque condotto alla capanna di Teresa dove aveva
+incontrato Emilia.
+
+Quella conferenza inaspettata avevagli dimostrato a un tempo tutta la
+tenerezza dell'amore di Emilia, e tutta la fermezza della di lei
+risoluzione. La sua disperazione erasi rinnovata con maggior forza, e
+non eravi considerazione bastante per acquietarlo. L'immagine di
+Emilia, la di lei voce ed i suoi sguardi, si presentavano
+incessantemente alla di lui fantasia, e qualunque sentimento era
+bandito dal suo cuore, eccettuato la disperazione e l'amore. Un'ora
+prima della mezzanotte ritornò da Teresa per sentir parlar di Emilia e
+trovarsi ancora nel luogo già da lei occupato. La gioia che provò ed
+espresse quella povera vecchia, si cangiò presto in tristezza,
+allorchè ebbe osservato i di lui sguardi smarriti e la profonda
+malinconia che l'opprimeva. Dopo avere ascoltato attentamente tutto
+quel ch'essa poteva dirgli intorno ad Emilia, le regalò tutto il
+denaro che aveva indosso, quantunque ella si ostinasse a ricusarlo, e
+l'assicurasse che la sua padrona aveva provveduto ai di lei bisogni.
+Le consegnò anche un anello di valore, incaricandola espressamente di
+presentarlo a Emilia. La faceva pregare d'accordargli quest'ultimo
+favore di conservarlo per amor suo, e rammentarsi qualche volta, nel
+guardarlo, dell'infelice Valancourt che glielo inviava.
+
+Teresa pianse nel riceverlo, ma più per tenerezza, che per l'effetto
+di alcun presentimento. Prima ch'ella potesse rispondere, Valancourt
+era già partito; corse sulla porta a chiamarlo, supplicandolo di
+tornare indietro, ma non n'ebbe alcuna risposta, e non lo vide più.
+
+
+
+
+CAPITOLO LII
+
+
+La mattina di poi, Emilia, nel gabinetto contiguo alla biblioteca,
+rifletteva alla scena della sera precedente, allorquando Annetta entrò
+anelante, ed abbandonossi senza fiato su d'una sedia. Passarono alcuni
+minuti prima che potesse rispondere alle interrogazioni di Emilia;
+finalmente esclamò:
+
+«Ho veduto la sua ombra, signorina, sì, ho veduto la sua ombra!
+
+--Che vuoi tu dire?» disse Emilia con impazienza.
+
+--Egli è uscito dal cortile, mentr'io traversava il salotto.
+
+--Ma di chi parli?» ripetè Emilia; «chi è uscito dal cortile?
+
+--Era vestito come lo vidi le centinaia di volte. Ah! chi l'avrebbe
+mai creduto?»
+
+Emilia, annoiata da quelle ciarle insipide, si accingeva a
+rimproverarle la sua ridicola credulità, quando un servo venne a dirle
+che un forestiero chiedeva di parlarle.
+
+Emilia, immaginandosi allora che il forestiere fosse Valancourt,
+rispose essere occupata, e non voler veder nessuno. Il servo tornò
+subito dopo dicendo che il forestiere aveva cose importantissime da
+comunicarle. Annetta, rimasta fin allora muta e stupefatta, si scosse,
+e sclamò: «Sì, è Lodovico! sì, è Lodovico.»
+
+E corse fuor dal gabinetto. Emilia ordinò al servitore di seguirla, e,
+se era realmente Lodovico, di farlo entrare sul momento.
+
+Poco dopo, comparve l'Italiano accompagnato da Annetta, a cui
+l'allegrezza faceva obliare tutte le convenienze, e non voleva parlar
+altro che lei. Emilia esternò la sua sorpresa e soddisfazione nel
+vederlo. La sua prima emozione crebbe allorchè aprì le lettere del
+conte di Villefort e Bianca, che l'informavano della loro avventura e
+della situazione loro in un'osteria alle falde de' Pirenei, ov'erano
+stati trattenuti dallo stato di Santa-Fè e dall'indisposizione di
+Bianca. Quest'ultima aggiungeva che il barone era arrivato, che
+avrebbe ricondotto il figlio al suo castello, finchè fosse guarito
+dalle sue ferite, e ch'essa con suo padre continuerebbero il viaggio
+per la Linguadoca, e sarebbero passati dalla valle, proponendosi di
+esservi il giorno seguente. Essa pregava Emilia di trovarsi alle sue
+nozze, e d'accompagnarli al castello di Blangy; lasciava poi a
+Lodovico la cura di raccontare egli stesso le sue avventure. Emilia,
+sebben premurosa di conoscere in qual modo fosse sparito
+dall'appartamento del nord, nondimeno volle sospendere questa
+soddisfazione finchè non si fosse rifocillato, ed avesse parlato a
+lungo colla sua Annetta, la cui gioia non sarebbe stata così
+stravagante se fosse risorto dalla tomba.
+
+Emilia, intanto, rileggeva le lettere de' suoi amici. L'espressione
+della stima e dell'affetto loro, era in quel momento un vero balsamo
+nel suo povero cuore piagato. La sua tristezza, i suoi affanni,
+avevano acquistato nell'ultimo colloquio una nuova amarezza.
+
+L'invito di recarsi a Blangy era fatto dal conte e dalla figlia colle
+più tenere espressioni. Anche la contessa ne la sollecitava.
+L'occasione n'era sì importante per l'amica sua, che Emilia non potea
+ricusarvisi. Avrebbe desiderato non abbandonare le placide ombre della
+sua dimora, ma sentiva la sconvenienza di restarvi sola mentre
+Valancourt trattenevasi ancora nelle vicinanze, oltrechè rifletteva
+che la società e la varietà degli oggetti sarebbero riuscite a
+tranquillare il suo spirito meglio della solitudine.
+
+Quando Lodovico ritornò nel gabinetto, lo pregò di raccontarle
+dettagliatamente le sue avventure, e spiegarle per qual caso abitasse
+co' banditi in mezzo ai quali lo aveva trovato il conte.
+
+Egli obbedì. Annetta, la quale, in mezzo alle sue tante ciarle, non
+aveva avuto il tempo di parlargliene, si accinse ad ascoltare con
+ardente curiosità. Ricordò prima alla padroncina e l'incredulità da
+lei dimostrata ad Udolfo a proposito degli spiriti, e la propria
+saggezza credendovi invece sì forte. Emilia arrossì suo malgrado
+pensando alla fede prestata ultimamente; notò soltanto che se
+l'avventura di Lodovico avesse potuto giustificare la superstizione
+d'Annetta, e' non sarebbe là a narrargliela.
+
+Il giovane sorrise, inchinossi e cominciò in questi termini:
+
+«Vi rammenterete, o signora, che il signor conte ed il signor Enrico
+m'accompagnarono nell'appartamento del nord. Per tutto il tempo che vi
+rimasero non si presentò nulla di allarmante: appena furono partiti,
+accesi un buon fuoco nella camera, e sedetti presso al camino; aveva
+portato un libro per distrarmi, e confesso che tratto tratto io
+guardava qua e là con un sentimento simile alla paura. Molte volte,
+quando il vento soffiava con violenza, scuotendo le finestre,
+m'immaginai di udire rumori molto strani; anzi una volta o due mi
+alzai, ed osservando da per tutto non vidi altro che le grottesche
+figure dei parati, le quali pareva mi facessero boccacce. Passai così
+più di un'ora, e poi mi parve udir rumore, esaminai di nuovo la
+camera, e non vedendo nulla, ripresi il libro. Quando l'istoria fu
+finita, mi assopii. D'improvviso fui svegliato dal rumore che aveva
+già inteso; esso pareva venire dalla parte del letto. Io non so se
+l'istoria che aveva letta mi avesse alterata la fantasia,
+o se mi venissero in mente tutte le ciarle che si facevano su
+quell'appartamento; ma so bene che, guardando il letto, mi parve
+vedere la faccia d'un uomo fra le cortine.»
+
+A tai parole, Emilia fremè e divenne inquieta ricordandosi lo
+spettacolo veduto colà da lei e dalla vecchia Dorotea. «Vi confesso,
+signorina,» continuò Lodovico, «che mi si agghiacciò il cuore. Il
+medesimo rumore risvegliò di nuovo la mia attenzione: distinsi lo
+scricchiolio d'una chiave che girava in una serratura, e quel che mi
+sorprendeva di più era il non vedere alcuna porta d'onde potesse
+provenire quel suono. Un istante dopo il cortinaggio del letto fu
+alzato lentamente, e comparve una persona: essa usciva da una
+porticina nel muro. Restò un momento nella medesima attitudine, col
+resto del volto nascosto dal lembo della tappezzeria, cosicchè non
+vedeasi altro che i suoi occhi. Quando sollevò il capo, vidi di dietro
+a lei la figura d'un altro uomo, che guardava per disopra le spalle
+del primo. Non so come andasse la faccenda: la mia spada era sul
+tavolino, ma non ebbi la presenza di spirito d'impugnarla: restai
+zitto e cheto a considerarli cogli occhi mezzo chiusi, affinchè mi
+credessero addormentato. Suppongo che realmente ne fossero persuasi;
+li udii concertarsi, e restarono in quella posizione per lo spazio di
+circa un minuto; allora credetti vedere altre teste nell'apertura
+della porta, ed intesi parlar più forte.
+
+--Questa porticina mi sorprende;» interruppe Emilia; «mi fu detto che
+il conte avea fatto levar tutte le cortine ed esaminar le pareti,
+credendo che celassero qualche andito pel quale fosse partito.
+
+--Non mi par tanto straordinario, signorina, che quell'usciuolo abbia
+potuto sfuggire agli sguardi; esso è praticato in una parete sottile
+che sembra far parte del muro esteriore, per cui quand'anco il signor
+conte l'avesse osservato, non avrebbe badato ad una porta colla quale
+nessun passaggio parea dovesse comunicare. Fatto sta che il passaggio
+era nella grossezza del muro. Ma, per tornare agli uomini ch'io
+distingueva confusamente nello sfondo della porticina, ei non mi
+lasciarono a lungo in sospeso; precipitaronsi nella camera e mi
+circondarono: io aveva presa la spada, ma che poteva fare un uomo
+contro quattro? Fui ben presto disarmato; mi legarono le braccia, e
+postomi un bavaglio in bocca, mi trascinarono nell'andito. Prima di
+partire però lasciarono la mia spada sul tavolino, _per soccorrere_,
+dicevano essi, _coloro che venissero al par di me, a combattere gli
+spiriti_. Mi fecero traversare parecchi corridoi strettissimi formati
+nella grossezza del muro, e dopo avere sceso molti gradini, giungemmo
+ad una vôlta sotto il castello. Aprirono un uscio di pietra, ch'io
+credeva far parte del muro; percorremmo un lunghissimo passaggio
+scavato nel masso; un'altra porta ci condusse ad un sotterraneo, e
+finalmente, dopo qualche intervallo, mi trovai sul lido del mare appiè
+delle rupi stesse, sulle quali sorge il castello: trovammo una barca
+che aspettava quei birbanti; mi vi trascinarono, e andammo a bordo
+d'un piccolo bastimento ancorato a poca distanza. Quando fui là
+dentro, due de' miei compagni restarono con me; gli altri ricondussero
+la barca, ed il bastimento si mise alla vela. Compresi allora il
+significato di tutto ciò, e che cosa facessero quella gente al
+castello. Sbarcammo al Rossiglione: dopo qualche giorno, i loro
+compagni vennero dalle montagne, e mi condussero nel forte in cui mi
+trovava quando giunse il signor conte. Avean cura d'invigilarmi, ed
+anzi m'aveano bendati gli occhi per condurmivi; ma anche senza questa
+precauzione, credo mi sarebbe stato assai difficile ritrovar la strada
+per quell'aspra contrada. Appena fui colà, mi tenevano come un
+prigioniero: non poteva mai uscire senza due o tre de' miei compagni,
+ed era sì stanco della vita, che andava studiando il modo di terminare
+la mia miserabile esistenza.
+
+--Ma però vi lasciavan parlare,» disse Annetta; «non vi mettevan più
+il bavaglio. Non capisco perchè eravate sì stanco di vivere, senza
+parlare della probabilità che avevate di rivedermi.»
+
+Lodovico sorrise, siccome anche Emilia, la quale gli domandò per qual
+motivo quegli uomini l'avessero rapito.
+
+«Mi accorsi tosto,» ripigliò egli, «che coloro erano pirati, i quali
+da molti anni nascondevano il loro bottino nei sotterranei del
+castello, che, essendo vicino al mare, conveniva perfettamente ai loro
+disegni. Onde non essere scoperti avevano adoperato ogni mezzo per far
+credere che il castello era frequentato dagli spiriti e dalle ombre,
+ed avendo scoperto la via segreta, la quale conduceva all'appartamento
+del nord, che dopo la morte della marchesa stava sempre chiuso, non
+fu lor difficile riuscirvi. La custode e suo marito, le uniche persone
+che abitassero nel castello, spaventati oltremodo dagli strani rumori
+che udivano, ricusarono di soggiornarvi più a lungo. Allora tutto il
+paese credè facilmente che il castello fosse abitato da' folletti,
+tanto più che la marchesa era morta in una maniera molto strana, e che
+il marchese da quel punto non eravi più tornato.
+
+--Ma,» disse Emilia, «perchè mai que' pirati non si contentavano della
+cava, e perchè stimavan necessario deporre i loro furti nel castello?
+
+--La cava, madamigella, stava aperta a tutti,» ripigliò il giovane,
+«ed i loro tesori sarebbero stati in breve scoperti. Ne' sotterranei
+invece erano sicuri, finchè il castello incutesse terrore. E' parve
+che i pirati vi recassero a mezzanotte le prese fatte per mare, e ve
+le tenessero, finchè potessero venderle vantaggiosamente. Erano essi
+intimamente collegati co' contrabbandieri e banditi che vivono ne'
+Pirenei, e vi fanno un traffico inesprimibile. Io restai dunque con
+questa banda di malandrini fino all'arrivo del signor conte. Non
+oblierò giammai la pena che sentii nel vederlo; quasi lo tenni
+perduto. Io sapeva che se mi faceva conoscere, i banditi avrebbero
+scoperto il suo nome, e probabilmente ci avrebbero ammazzati, tutti,
+per impedire ch'egli scoprisse il loro segreto, come proprietario di
+Blangy. Evitai la vista del signor conte, e invigilai sui briganti,
+risoluto, se progettassero qualche violenza, di mostrarmi, e
+combattere per la vita del mio padrone. Non tardai a sentir macchinare
+una trama infernale; si trattava di una strage generale. Mi arrischiai
+a farmi conoscere alla gente del conte; narrai quanto si progettava, e
+ci concertammo insieme. Il signor conte, allarmato per l'assenza della
+figlia, domandò dove fosse. I banditi non lo soddisfecero. Il mio
+padrone e Santa-Fè divennero furiosi. Pensando allora ch'era tempo di
+mostrarci, ci lanciammo nella stanza ov'era preparata la cena,
+gridando: _Tradimento! Signor conte difendetevi._ Il conte ed il
+cavaliere sguainarono la spada sul momento; la zuffa fu ostinata, ma
+in fine noi restammo vincitori, come avrete sentito nella lettera del
+mio padrone.
+
+--È un'avventura singolare,» disse Emilia; «certamente, Lodovico, la
+vostra prudenza ed intrepidezza meritano molti elogi. Vi sono però
+varie circostanze relative all'appartamento del nord, ch'io non
+comprendo ancora, e che voi forse sarete in grado di decifrarmi. Avete
+mai udito raccontare dai banditi i pretesi prodigi che operavano in
+quel luogo?
+
+--No, signorina,» rispose Lodovico; «non li intesi parlarne mai: una
+volta sola li udii ridere della vecchia custode, che quasi quasi
+stette per sorprendere uno dei pirati. Fu dopo l'arrivo del conte, e
+colui che fece la burla ne ridea a crepapelle.»
+
+Emilia arrossì, e pregò Lodovico di raccontargli dettagliatamente
+quanto sapeva.
+
+«Ebbene,» diss'egli, «una notte che colui trovavasi nella camera da
+letto, udì gente nel salotto contiguo, e credendo non aver il tempo
+d'alzare il parato ed aprir la porta, si nascose nel letto, e vi restò
+per qualche tempo, credo io, molto intimorito.
+
+--Come lo foste voi,» interruppe Annetta, «quando aveste l'ardire di
+passarvi la notte.
+
+--Sì,» rispose Lodovico, «appunto così. La custode si avvicinò al
+letto con un'altra donna. Temendo allora di essere scoperto, pensò che
+il solo mezzo per salvarsi fosse quello di far loro paura. Alzò dunque
+leggermente il trapunto; ma il suo piano non riuscì, se non quando
+ebbe mostrata la testa; allora esse fuggirono, ci diss'egli,
+come se avessero veduto il diavolo, ed il birbante se ne andò
+tranquillamente.»
+
+Emilia non potè trattenersi dal ridere a questa spiegazione. Comprese
+l'incidente che l'aveva tanto impaurita, e fu sorpresa di averne
+sofferto tanto; ma considerò quindi, che appena lo spirito cede alla
+debolezza della superstizione, qualunque inezia basta a fare la
+massima impressione. Rammentandosi però la musica misteriosa che si
+sentiva verso mezzanotte al castello di Blangy, domandò a Lodovico se
+per caso ne avesse saputo nulla, ma egli non potè darne veruna
+spiegazione.
+
+«So per altro, signorina,» aggiunse, «che i pirati non vi hanno parte;
+so che ne ridono, e dicono che il diavolo è senza dubbio alleato con
+loro.
+
+--Scommetterei che hanno ragione,» disse Annetta sempre con volto
+ilare. «Ho sempre creduto che lui e gli spiriti fossero gli abitanti
+di quell'appartamento; vedete dunque, signorina, che non m'ingannava.
+
+--Non si può negare che lo spirito maligno non v'abbia una estrema
+influenza,» disse Emilia sorridendo: «ma stupisco che i pirati
+persistessero nella loro condotta; dopo l'arrivo del conte, egli è
+certo che prima o poi dovevano essere scoperti.
+
+--Ho motivo di credere,» rispose Lodovico, «ch'essi non contassero
+seguitare che il tempo necessario per mettere in salvo i loro tesori.
+Pare che se ne occupassero subito dopo l'arrivo del conte; ma non
+potevano lavorare che poche ore della notte, e quando mi presero, la
+vôlta era già mezzo vuota. Conveniva loro d'altronde di confermare
+tutte le superstizioni relative all'appartamento, nel quale ebbero la
+maggior premura di lasciar tutto al suo posto per meglio mantener
+l'errore. Spesso, celiando fra loro, si figuravano la costernazione
+degli abitanti di Blangy per la mia scomparsa. A datare da quel
+momento si credettero padroni assoluti del castello. Seppi però che
+una notte, malgrado le loro precauzioni, si scopersero quasi da sè.
+Andavano, secondo il solito, a ripetere i sordi gemiti che facevano
+tanta paura alle serve. Mentre stavano per aprire, udirono voci nella
+camera da letto; il signor conte mi disse che vi stava lui stesso col
+signor Enrico: udirono ambidue strani lamenti, opera senza dubbio dei
+malandrini, fedeli al loro disegno di spargere il terrore. Il signor
+conte mi confessò di aver provato una sensazione maggiore della
+sorpresa: ma siccome il riposo della famiglia esigeva il silenzio, si
+guardarono bene dal farne parola ad alcuno.»
+
+Emilia, rammentandosi allora il cambiamento del conte, dopo aver
+passata la notte in quel luogo misterioso, ne riconobbe il motivo. Non
+fece nuove interrogazioni a Lodovico, lo mandò a riposare, e diede le
+disposizioni necessarie per ricevere i suoi amici.
+
+La sera, Teresa quantunque zoppa, venne a portarle l'anello di
+Valancourt. Emilia s'intenerì nel vederlo, ma la rimproverò d'averlo
+ricevuto, e ricusò d'accettarlo, malgrado il tristo piacere ch'essa ne
+avrebbe avuto. Valancourt lo portava in tempi più felici. Teresa
+pregò, supplicò, le rappresentò l'abbattimento in cui era il cavaliere
+quando le consegnò l'anello, le ripetè ciò ch'ei le aveva ordinato di
+dire. Emilia, non potendo nascondere il dolore che le cagionava quel
+racconto, proruppe in dirotto pianto.
+
+«O Dio! Mia cara padroncina,» disse Teresa, «perchè piangete? Vi
+conosco fin dall'infanzia, vi amo come mia figlia, e vorrei vedervi
+felice. È vero che conosco il signor Valancourt da poco tempo; ma ho
+però forti ragioni per amarlo come mio figlio! Io so benissimo che vi
+amate scambievolmente! Perchè dunque piangere?» Emilia le fe' segno di
+tacere, ma essa continuò: «Vi somigliate amendue per ispirito e
+carattere; se foste maritati, sareste la coppia più felice. Chi
+impedisce il vostro matrimonio? Dio buono! Dio mio! Come mai si può
+veder gente che sfuggono la loro felicità, piangono e si disperano
+quasi non dipendesse da loro l'esser contenti, e come se gli affanni
+ed il pianto valessero più del riposo e della pace! La scienza è certo
+una bella cosa, ma se non rende più saggi di così, preferisco di non
+saper mai nulla.»
+
+L'età ed i lunghi servigi di Teresa le accordavano il diritto di dire
+il suo parere; non per tanto Emilia l'interruppe, e quantunque
+riconoscesse la giustizia delle di lei osservazioni, non volle
+spiegarsi. Si limitò a dirle che questo discorso l'affliggeva; che,
+per regolare la sua condotta, aveva motivi che non poteva spiegarle, e
+che bisognava restituir l'anello al cavaliere, dicendogli com'essa non
+potesse accettarlo. Le disse in seguito, che se faceva caso della sua
+stima ed amicizia, non doveva più incaricarsi di veruna ambasciata di
+Valancourt. Teresa ne fu commossa, e tentò insistere, ma il
+malcontento esternato dalla fisonomia della padroncina, le impedì di
+proseguire, e partì afflitta e maravigliata.
+
+Per sollevare in qualche modo l'affanno e l'oppressione sua, Emilia si
+occupò dei preparativi del viaggio. Annetta, che la aiutava, parlava
+incessantemente del ritorno di Lodovico colla più tenera effusione.
+Emilia pensò che avrebbe potuto anticipare la loro felicità, e decise
+che, se Lodovico era costante quanto la semplice e buona cameriera, le
+avrebbe dato una buona dote, e li avrebbe impiegati in qualche parte
+de' suoi beni. Queste considerazioni la fecero pensare alla porzione
+di patrimonio, dal di lei padre venduta a Quesnel. Desiderava
+ricomprarla, perchè Sant'Aubert aveva dimostrato sovente il maggior
+rincrescimento che la dimora principale de' suoi avi fosse passata in
+mani straniere. Quel luogo, d'altronde, l'aveva veduta nascere, ed era
+la culla de' suoi primi anni. Poco le caleva de' beni di Tolosa, e si
+propose di venderli per riacquistare il patrimonio avito, se Quesnel
+acconsentisse a disfarsene. Tale accomodamento non le pareva
+impossibile, dacchè egli s'occupava di stabilirsi in Italia.
+
+
+
+
+CAPITOLO LIII
+
+
+Il giorno dipoi, l'arrivo de' suoi amici rianimò l'afflittissima
+Emilia. La valle fu nuovamente l'asilo d'un'amabile società. La sua
+indisposizione e lo spavento avuto, toglievano a Bianca qualcosa della
+sua vivacità, ma ella conservava però un'ingenua semplicità, che la
+rendeva ancor più interessante. La trista avventura de' Pirenei faceva
+desiderare impazientemente al conte di tornare al suo castello. Dopo
+una settimana, Emilia si preparò a seguire i di lei ospiti in
+Linguadoca, ed affidò a Teresa la cura della casa nella sua assenza.
+La vigilia della partenza, la buona vecchia le riportò l'anello di
+Valancourt, scongiurandola, colle lagrime agli occhi, di accettarlo.
+Non aveva più veduto il cavaliere, nè più udito parlar di lui dal
+momento che glie l'aveva consegnato. Sì dicendo esternava in volto
+maggior inquietudine che non volesse manifestarne. Emilia represse la
+sua, e pensando ch'era per certo tornato dal fratello, persistè nel
+rifiuto, e raccomandò a Teresa di conservarlo, finchè rivedesse
+Valancourt.
+
+Il giorno seguente partirono tutti dal castello della valle, e
+giunsero l'indomani a Blangy. La contessa, Enrico e Dupont, che Emilia
+fu sorpresa di trovare colà, li ricevettero con indicibil trasporti di
+gioia. La fanciulla si afflisse molto nel vedere che il conte
+alimentava sempre le speranze dell'amico. La sera del secondo giorno,
+Villefort le parlò nuovamente delle offerte di Dupont: l'estrema
+dolcezza di Emilia nell'ascoltarlo lo ingannò sullo stato del di lei
+cuore; credè egli che Valancourt fosse quasi dimenticato, e ch'ella
+potesse avere favorevoli disposizioni per Dupont. Allorchè la di lei
+risposta l'ebbe convinto del suo errore, il suo zelo per assicurare la
+felicità di due persone che stimava cotanto lo spinse a farle
+conoscere che, per un affetto male impiegato, avvelenava i più bei
+giorni della vita. Vedendo il di lei silenzio e l'abbattimento della
+sua fisonomia, il conte finì per dirle: «Non insisterò di più, ma son
+convinto appieno che non rigetterete sempre un uomo tanto stimabile
+come il signor Dupont.» Le risparmiò la pena di rispondere, e
+s'allontanò subito.
+
+Emilia continuò a passeggiare, affliggendosi che il conte non
+desistesse da un progetto da lei sempre respinto. Perduta nelle sue
+tristi riflessioni, si trovò insensibilmente al bosco che circondava
+il convento di Santa Chiara, alla vista delle cui torri, accortasi
+allora quanto si fosse allontanata, risolse di prolungare un po' più
+la passeggiata, e d'andare ad informarsi della badessa e delle monache
+sue amiche. Entrò nel parlatorio, e non avendovi trovato nessuno,
+suppose che fossero tutte in chiesa; finalmente giunse una monaca
+cercando la badessa con aria d'impazienza, senza osservare Emilia.
+Ella si fece conoscere, ed intese che stavano pregando per l'anima di
+suor Agnese, la quale aveva languito per molto tempo, ed in quel
+momento era moribonda. La monaca le fece il dettaglio dei patimenti di
+suor Agnese, e le orribili convulsioni da essa patite. Era ricaduta in
+uno stato tale di disperazione, che nè le sue proprie orazioni, alle
+quali si univano quelle di tutta la comunità, nè le assicurazioni del
+confessore, non potevano calmarla, e lasciarle gustare un solo istante
+di quiete.
+
+Emilia ascoltò tutto col massimo interesse; si rammentava lo
+smarrimento notato sovente nella fisonomia di suor Agnese, non meno
+che il racconto di suor Francesca, e la di lei pietà diveniva
+maggiore. Era già tardi; Emilia non potè nè vederla, nè andar a
+pregare per lei in quel punto; incaricò la monaca de' suoi complimenti
+per tutta la comunità, e se ne tornò al castello, pensando tristamente
+alla misera agonizzante.
+
+
+
+
+CAPITOLO LIV
+
+
+La sera del giorno dopo, Emilia, volendo saper le nuove di suor Agnese
+e rivedere le amiche, persuase Bianca di tenerle compagnia fino al
+monastero, alla cui porta videro una carrozza co' cavalli bagnati di
+sudore, lo che indicava essere giunti da pochi minuti. Regnava il più
+cupo silenzio nel cortile e nei chiostri ch'esse traversarono.
+Arrivando nel salone, furono informate da una monaca che suor Agnese
+viveva ancora in perfetto sentore, ma che sicuramente sarebbe morta
+nel corso della notte. Nel parlatorio, parecchie educande vennero a
+salutarla e a discorrere con lei. Di lì a poco sopraggiunse la
+badessa, ed espresse la massima soddisfazione nel rivedere Emilia; le
+sue maniere però avevano una singolar gravità, ed era di mesto umore.
+«La nostra casa,» diss'ella dopo i primi complimenti, «è veramente una
+casa di duolo. Una delle nostre sorelle paga in questo momento il
+tributo alla natura; voi non ignorate senza dubbio che la nostra
+povera Agnese è moribonda. La morte ci presenta una grande ed
+importante lezione; sappiamo profittarne, ed impariamo a prepararci al
+cambiamento che ci attende. Voi siete giovane, mia cara Emilia, e
+potete acquistare l'inapprezzabile pace della coscienza. Conservatela
+in gioventù, affinchè divenga un giorno il vostro conforto. Invano
+avremo fatto qualche buon'azione nell'età provetta, se i nostri primi
+anni saranno stati macchiati da qualche delitto. Gli ultimi giorni di
+Agnese sono stati esemplari. Possano dunque espiare le colpe della sua
+gioventù! I di lei patimenti attuali sono troppo terribili; ma
+speriamo che le assicureranno il riposo eterno. L'ho lasciata col suo
+confessore, e con un signore cui desiderava ardentemente di vedere, e
+ch'è arrivato or ora da Parigi: ardisco lusingarmi che l'aiuteranno a
+riacquistare la calma, della quale il suo spirito ha tanto bisogno.
+Durante la sua malattia, essa vi ha rammentata talvolta. Potrebbe
+darsi ch'ella provasse qualche consolazione nel vedervi. Quando sarà
+sola andremo a trovarla, se ne avrete il coraggio. Queste scene
+straziano il cuore, lo confesso; ma è bene abituarvisi, poichè sono
+molto salutari per l'anima, e ci preparano a quanto dobbiamo
+soffrire.»
+
+Emilia divenne grave e pensierosa; questo discorso le rammentava le
+massime del suo buon padre, e sentì il bisogno di piangere nuovamente
+sulla di lui tomba. Nell'intervallo del silenzio che susseguì le
+parole della badessa, le tornarono in memoria alcune minute
+circostanze de' suoi ultimi momenti: la commozione da lui mostrata
+udendo d'esser vicino al castello di Blangy, la domanda di essere
+sepolto in un certo luogo del monastero, e l'ordine così positivo di
+bruciar quelle carte senza leggerle. Si rammentò inoltre le parole
+orribili e misteriose del manoscritto lette involontariamente, e cui
+non si ricordava mai senza una penosa curiosità sul senso che potevano
+avere e sul divieto del padre. Era nonostante contentissima d'avere
+obbedito ciecamente.
+
+La badessa non disse altro, essendo tanto commossa dal soggetto
+trattato che non poteva proseguire, e stavano tutte in silenzio per
+l'egual motivo. La meditazione generale fu poco stante interrotta
+dall'arrivo di un forestiere. Era esso il signor Bonnac, che usciva in
+quel punto dalla cella d'Agnese. Pareva assai turbato; ma Emilia credè
+notare nelle sue espressioni più orrore che dolore. Trasse in disparte
+la badessa e le parlò per qualche minuto: ella parve star molto
+attenta: parlava con riflessione e cautela, e mostrava grande
+interesse. Dopo ch'egli ebbe finito, salutò tutti rispettosamente, e
+si ritirò. La badessa propose ad Emilia di andare nella camera di suor
+Agnese; essa vi acconsentì con qualche ripugnanza, e Bianca restò
+colle educande.
+
+Alla porta della camera, trovarono il confessore, il quale, al loro
+accostarsi, alzò il capo, ed Emilia riconobbe lo stesso che aveva
+assistito suo padre; ma egli era astratto, e passò senza osservarla.
+Entrate nella cella, trovarono suor Agnese distesa sopra una stuoia;
+presso di lei eravi un'altra monaca. Era essa così cambiata, che
+Emilia avrebbe difficilmente potuto riconoscerla, se non fosse stata
+avvertita. La sua fisonomia era tetra ed orribile; gli occhi,
+infossati e velati, stavan fissi sopra un crocifisso che stringevasi
+al petto; era così assorta, che da principio non vide nè la badessa,
+nè Emilia. Finalmente, voltando gli occhi grevi, li fissò con orrore
+sopra Emilia, sclamando:
+
+«Ah! questa visione mi perseguita fino all'ultimo respiro.»
+
+Emilia indietreggiò spaventata guardando la badessa, che le fece cenno
+di non temere, e poi disse a suor Agnese: «Figliuola, questa giovine
+che vi ho condotta è madamigella Sant'Aubert: mi lusingava che
+l'avreste veduta con piacere.» Agnese non rispose nulla, e
+considerando Emilia con orribile smarrimento, sclamò: «È dessa. Ah!
+ell'ha negli sguardi quelle attrattive, che fecero la mia perdita. Che
+volete? Che cercate? Una riparazione? L'avrete; anzi l'avete già
+avuta. Quanti anni sono scorsi dacchè non vi ho veduta? Il mio delitto
+è di ieri; soltanto invecchiai sotto il di lui peso; e voi siete
+sempre giovine, sempre bella! Bella come all'epoca in cui mi
+costringeste a quell'esecrabile delitto... Oh! se potessi obliarlo!...
+Ma a che servirebbe?... Io lo commisi!»
+
+Emilia, estremamente commossa, voleva ritirarsi. La badessa la prese
+per mano, la incoraggì, e la pregò di aspettare che suor Agnese fosse
+più tranquilla. Procurò di calmarla, ma la delirante non l'ascoltava,
+e guardando sempre Emilia, continuò: «A che servono dunque tanti anni
+d'orazione e di pentimento? No, essi non bastano a lavar la macchia
+dell'omicidio, sì dell'omicidio. Dov'è egli? dov'è? Guardate, guardate
+là! s'aggira per questa camera. Perchè venite a turbarmi in questo
+momento?» ripigliò Agnese, i cui occhi percorrevano lo spazio. «Non
+son io dunque abbastanza punita? Deh! per pietà, non mi guardate con
+occhio così severo. Oh cielo! ancora! è dessa! è dessa! Perchè mi
+guardate con tanta pietà? perchè sorridete? Sorridere a me! Ma qual
+gemito! udiste?...»
+
+Suor Agnese ricadde, e parve spirare, Emilia, non potendo reggersi
+s'appoggiò al letto; la badessa e l'assistente s'affrettarono a
+soccorrere la derelitta. Emilia voleva parlarle.
+
+«Zitto,» disse la badessa, «il delirio è finito essa sta alquanto
+meglio.
+
+--Sorella, è un pezzo che si trova in questo stato?
+
+--Eran parecchie settimane che non aveva avuto un accesso così
+violento,» rispose la monaca; «ma l'arrivo di quel gentiluomo, che
+desiderava tanto di vedere, l'ha agitata forte.
+
+--Sì,» ripigliò la badessa, «ed ecco per certo la causa del delirio;
+quando starà meglio, la lasceremo quieta.»
+
+Emilia acconsentì volentieri; ma benchè fosse di poca utilità, non
+volle ritirarsi fin quando potè credere d'essere di qualche aiuto.
+
+Quando suor Agnese ebbe ripresi i sensi, guardò ancora Emilia, ma
+senza smarrimento, e con una profonda espressione di dolore; passarono
+alcuni minuti prima che potesse parlare, poi disse debolmente: «La
+somiglianza è maravigliosa! è più che immaginazione riscaldata!
+Ditemi, ve ne scongiuro, se, malgrado il nome di Sant'Aubert, che voi
+portate, non siete figlia della marchesa.
+
+--Di qual marchesa?» rispose Emilia attonita. La calma delle maniere
+d'Agnese le aveva fatto credere al ritorno della sua ragione. La
+badessa le diè un'occhiata d'intelligenza, ma essa ripetè la domanda.
+
+«Di qual marchesa?» sclamò Agnese; «io ne conosco una sola: la
+marchesa di Villeroy.»
+
+Emilia, rammentandosi la commozione di suo padre, allorchè gli fu
+nominata questa dama, e la domanda da lui fatta di esser sepolto
+presso le tombe de' Villeroy, provò un estremo interesse, e pregò suor
+Agnese di spiegare i motivi di tale interrogazione. La badessa avrebbe
+voluto fare uscire Emilia, la quale, troppo interessata, reiterò la
+domanda con calore.
+
+«Portatemi la mia cassetta, sorella,» disse Agnese, «e vi svelerò
+tutto. Guardatevi in quello specchio, e lo saprete; voi siete certo
+sua figlia; altrimenti come spiegare una somiglianza così perfetta?»
+
+La monaca le portò la cassetta; suor Agnese gliela fece aprire, e ne
+cavò una miniatura, che Emilia riconobbe esattamente somigliante a
+quella da lei trovata nelle carte di suo padre. Agnese stese la mano
+per pigliarla, la contemplò qualche tempo in silenzio, poi alzò gli
+occhi al cielo, e recitò sottovoce un'orazione; quand'ebbe finito,
+restituì il ritratto ad Emilia. «Tenetelo,» le disse, «ve lo dono, e
+credo che ne abbiate diritto; la vostra somiglianza mi ha colpito
+sovente, ma fino a questo momento non aveva turbata tanto la mia
+coscienza. Ma restate, sorella,» soggiunse, vedendo che l'infermiera
+volea partire, «non portate via la cassetta; essa contiene un altro
+ritratto.»
+
+Emilia tremava per l'ansietà, e la badessa volea trascinarla via.
+«Agnese torna a delirare, le disse; «osservate come vaneggia! Ne' suoi
+accessi, essa non è più in sentore, e si accusa, come vedete, de' più
+orribili misfatti.»
+
+La giovane per altro credette scorgere in quel delirio tutt'altro che
+follia. Il nome della marchesa, il suo ritratto aveano per lei
+bastante interesse, e risolse di procurarsi maggiori schiarimenti.
+
+La monaca portò indietro la cassetta. Agnese calcò una molla, e
+scoperto un altro ritratto, lo mostrò dicendo:
+
+«Ecco una lezione per la vanità; guardate questo ritratto, ed
+osservate se c'è qualche rapporto fra quello ch'io sono e quello che
+sono stata.»
+
+Emilia s'affrettò a prenderlo; è impossibile descrivere la sorpresa ed
+il terrore di lei, allorchè riconobbe in esso la perfettissima
+somiglianza con quello della signora Laurentini, che aveva veduto al
+castello di Udolfo: di quella dama sparita in modo così misterioso, e
+che si sospettava fatta perire da Montoni.
+
+Muta e attonita, la giovine guardava alternamente il ritratto e la
+monaca moribonda, cercando invano una somiglianza che allora non
+esisteva più.
+
+«Perchè quegli sguardi severi?» disse suor Agnese, non comprendendo la
+sorpresa di Emilia.
+
+--Ho già veduta questa figura,» disse infine la giovine; «è egli
+realmente il vostro ritratto?
+
+--Or potete domandarlo,» rispose Agnese; «ma vi accerto che un tempo
+era somigliantissimo. Guardatemi attenta e vedete l'effetto del
+delitto!... Allora io era innocente, e le mie sciagurate passioni
+dormivano ancora. Sorella mia,» soggiunse gravemente, e prendendo
+nella sua mano fredda ed umida una mano di Emilia, che fremette a quel
+tocco, «sorella mia, guardatevi bene dal primo movimento delle
+passioni! Guardatevi dal primo! Se non si arresta il loro corso, esso
+è rapido; la loro forza non conosce alcun freno: desse ci trascinano
+ciecamente a delitti, che non possono venir cancellati da lunghi anni
+di preghiere e di penitenza. È tale l'impero d'una passione, che
+domina tutte le altre, e s'impadronisce di tutte le vie del cuore; è
+una furia che ci rende insensibili alla pietà e alla coscienza, e
+quando il suo scopo è compiuto, furia sempre più spietata e crudele,
+ci abbandona per nostro tormento a tutti quei sentimenti che aveva
+sospesi, ma non soffocati, ai supplizi della coscienza, del rimorso e
+della disperazione. Ci svegliamo come da un sogno: siamo circondati da
+un nuovo mondo attoniti e spaventati; ma il delitto è commesso. Il
+potere riunito del cielo e della terra non può annientarlo, ed i
+fantasmi ci perseguitano. Cosa sono le ricchezze, la salute e la
+grandezza, in confronto dell'inestimabil vantaggio di una coscienza
+pura, in confronto della salute dell'anima? Cosa sono gli affanni
+della povertà, del disprezzo e della miseria, in confronto
+dell'angoscia d'una coscienza in preda ai rimorsi? Oh! quanto tempo è
+scorso da che ho perduto la pace dell'innocenza. Ho gustato ciò che
+chiamavasi dolcezza della vendetta; ma quanto è passaggiera! Ella
+spira col di lei oggetto. Rammentatevene, sorella mia, le passioni
+sono il germe del vizio, come quello della virtù; ambedue possono
+essere il risultato: ciò dipende dalla maniera di governarle, e guai a
+coloro che non hanno mai imparato quest'arte tanto necessaria.
+
+--Sventurato colui,» disse la badessa, «che conosce male la nostra
+santa religione!»
+
+Emilia ascoltava Agnese in silenzio e con rispetto: considerava la
+miniatura, e si accertava della somiglianza del ritratto con quello
+veduto a Udolfo.
+
+«Questa figura non mi è ignota,» diss'ella per far ispiegare la
+monaca.
+
+--Voi v'ingannate,» rispose suor Agnese, «e non l'avete mai certamente
+veduta.
+
+--No,» soggiunse Emilia; «ma ho veduto la sua perfetta somiglianza.
+
+--È impossibile,» disse suor Agnese, che ora potremo chiamare la
+signora Laurentini.
+
+--Era nel castello di Udolfo,» continuò Emilia, guardandola fiso.
+
+--Di Udolfo!» esclamò la signora Laurentini «di Udolfo in Italia?
+
+--Precisamente,» rispose Emilia.
+
+--Allora voi mi conoscete, e siete la figlia della marchesa.»
+
+Emilia stupefatta da quella positiva asserzione, rispose:
+
+«Io son figlia di Sant'Aubert, e la dama che voi nominate mi è affatto
+estranea.
+
+--Voi lo credete?» rispose la Laurentini.
+
+Emilia le domandò per qual motivo pensasse il contrario.
+
+«La vostra somiglianza,» disse la monaca. «È noto che la marchesa era
+molto affezionata ad un gentiluomo di Guascogna, quando sposò il
+marchese per obbedire a suo padre. Donna infelice!»
+
+Emilia, rammentandosi l'eccessiva commozione di Sant'Aubert al nome
+della marchesa, avrebbe provato allora un sentimento ben diverso dalla
+sorpresa, se avesse conosciuto meno la probità del padre. Il rispetto
+che aveva per lui non le permise di fermarsi alla supposizione che le
+insinuava la Laurentini; la sua curiosità però crebbe a dismisura, e
+la scongiurò di spiegarsi più chiaramente.
+
+«Non mi sollecitate a tal proposito,» rispose la monaca; «è troppo
+terribile per me: potessi cancellarlo per sempre dalla memoria!»
+
+Sospirò profondamente, e chiese alla giovine in qual modo avesse
+saputo il suo nome.
+
+«Dal ritratto che vidi ad Udolfo e dalla somiglianza di questa
+miniatura.
+
+--Voi dunque siete stata nel castello di Udolfo?» disse la monaca con
+estrema emozione. «Quali scene mi rammenta quel luogo! Scene di
+felicità, di patimenti e d'orrore!»
+
+In quel punto, il terribile spettacolo veduto da Emilia in una camera
+del castello le tornò alla memoria; guardando la signora Laurentini,
+si rammentò le ultime parole di lei, che la macchia d'un assassinio
+non poteva esser lavata da molti anni d'orazione e di penitenza, e si
+vide costretta di attribuirle a tutt'altra causa che al delirio: provò
+un orrore inesprimibile sembrandole di vedere un'omicida... ed
+infatti, tutta la condotta della Laurentini confermava questa
+supposizione; Emilia si perdè in un abisso di congetture, e non
+sapendo in qual modo chiarire simili dubbi, disse soltanto con parole
+tronche:
+
+«La vostra improvvisa partenza da Udolfo...» La monaca sospirò. «Tutte
+le voci che corrono,» continuò Emilia... «la camera di ponente... quel
+velo di lutto... l'oggetto ch'esso cuopre, quando i misfatti son
+compiuti...» La monaca sclamò: «Come! ancora?» E cercando di
+sollevarsi, gli smarriti suoi sguardi parean discernere un oggetto.
+«Risorgere dalla tomba! Come! sangue e sangue sempre... Non ci fu
+sangue; tu non puoi dirlo... Oh! non sorridere, non sorridere con quel
+piglio pietoso...»
+
+La Laurentini cadde in convulsioni: Emilia, incapace di reggere più a
+lungo ad una tale scena, fuggì dalla camera, ed andò a raggiungere
+Bianca e le educande ch'erano nel parlatorio. Le si affollarono tutte
+intorno, e spaventate dal terrore che ella manifestava, le fecero
+mille domande. Essa evitò di rispondervi, aggiungendo solo che suor
+Agnese era in agonia. Un quarto d'ora dopo furono informate che stava
+un poco meglio. La badessa comparve di lì a poco, e pregò Emilia di
+tornar da lei il giorno dipoi, giacchè aveva una cosa di qualche
+importanza da comunicarle. La giovane glielo promise, e se ne tornò al
+castello con Bianca. Cammin facendo, videro Dupont che parlava col
+forestiero veduto al monastero. Allorchè furono ad essi vicino, il
+forestiero si congedò, ed egli tornò al castello.
+
+Villefort, udendo nominare Bonnac, disse che lo conosceva da lunga
+pezza; seppe il tristo oggetto del suo viaggio, ed avendo inteso
+ch'era alloggiato in un'osteria del paese poco distante, pregò l'amico
+di andar a cercarlo perchè venisse ad abitare al castello. Dupont vi
+si prestò con piacere; Bonnac accettò l'invito. Il conte colle sue
+attenzioni ed Enrico col suo brio fecero di tutto per dissipar la
+tristezza che sembrava opprimere il loro nuovo ospite. Bonnac era un
+uffiziale al servizio francese, dell'età di circa cinquant'anni, alto
+di statura, di nobile portamento, affabile di maniere, e di fisonomia
+interessantissima. Il di lui volto, che pareva essere stato bello,
+portava un'impronta malinconica che sembrava provenire da lunghi
+affanni, anzichè da disposizione naturale.
+
+Si separarono subito dopo cena. Quando Emilia si fu ritirata nella sua
+camera, le scene di cui era stata testimone se le presentarono
+nuovamente con orribile energia. Aver trovato in una monaca moribonda
+la signora Laurentini! Colei che, in vece d'essere stata vittima di
+Montoni, sembrava anzi rea ella stessa d'un delitto abominevole! Ciò
+era per lei un gran soggetto di sorpresa e di meditazione. I discorsi
+fatti sul matrimonio della marchesa, e tutte le sue interrogazioni
+sulla nascita di Emilia, erano proprie ad ispirare a chiunque sorpresa
+ed interesse.
+
+L'istoria di suor Agnese, raccontata da suor Francesca, diveniva
+evidentemente falsa; ma qual potesse essere stato il motivo per cui
+era stata immaginata, Emilia non sapeva indovinarlo. Quanto poi
+eccitava maggiormente la di lei curiosità, era la relazione che la
+marchesa di Villeroy poteva aver avuto col di lei padre. La dolorosa
+sorpresa dimostrata da Sant'Aubert nell'udirne pronunziare il nome, la
+domanda da lui fatta d'essere sepolto vicino a lei, e il ritratto di
+quella dama trovato fra le sue carte, provavano esservi stato qualche
+rapporto fra loro. Talvolta Emilia pensava che il padre potesse essere
+stato l'amante preferito dalla marchesa, quando fu costretta di
+sposare Villeroy; ma non poteva persuadersi ch'egli avesse conservata
+la sua passione dopo quel matrimonio. Non dubitava però quasi più che
+le carte, di cui suo padre avevale ordinata la distruzione, non
+fossero relative alla marchesa, e se fosse stata meno certa dei rigidi
+principii di Sant'Aubert, avrebbe creduto che il mistero della sua
+nascita fosse andato sepolto colle ceneri di quei manoscritti. Queste
+riflessioni l'occuparono gran parte della notte; il sonno le
+rappresentava del continuo la monaca moribonda, e si svegliò piena
+d'idee lugubri.
+
+Alla mattina, si sentì troppo indisposta per andare a trovar la
+badessa, e verso mezzogiorno seppe che suor Agnese aveva pagato il
+tributo alla natura. Bonnac ne ricevè la nuova con dispiacere, ma
+Emilia osservò ch'egli sembrava meno afflitto del giorno precedente:
+questa morte senza dubbio l'affliggeva meno della confessione statagli
+fatta. Comunque fosse, egli era fors'anco un po' consolato pe' legati
+statigli fatti. La di lui famiglia era numerosa; le stravaganze d'un
+suo figliuolo l'avevano piombato in un abisso d'affanni, e gettato
+perfino in carcere. Il dolore che gli cagionava la condotta
+sconsiderata di questo figlio, le spese e la rovina che ne fu la
+conseguenza, avevangli dato quell'impressione di tristezza notata da
+Emilia. Raccontò dettagliatamente a Dupont tutte le sue disgrazie.
+Egli era stato per molti mesi in prigione a Parigi, senza speranza,
+per così dire, di uscirne, e trovandosi privo dei conforti della
+moglie, che, in una provincia lontana, tentava invano di muovere gli
+amici in suo favore. Infine essa andò a trovarlo: ottenne di entrare
+nel carcere, ma il cambiamento sensibilissimo in cui gli affanni e la
+prigionia avevano piombato il suo marito, l'accorò a segno, che ammalò
+gravemente.
+
+«La nostra situazione,» continuò Bonnac, «commosse tutti quelli che
+n'erano stati testimoni. Un amico generoso, allora mio compagno di
+sventura, ottenne di lì a poco la libertà, ed il primo uso che ne
+fece, fu quello di tentare la mia. Vi riuscì; la somma enorme ond'io
+era debitore fu pagata, e quando volli esprimere la mia gratitudine al
+mio benefattore, egli era già lungi da me. Io dubito molto che la sua
+generosità abbia cagionata la sua perdita, e sia ricaduto egli stesso
+in quei ferri, dai quali mi ha liberato. Per quante ricerche ne abbia
+fatte, non ho mai potuto saper nulla del suo destino. Amabile ed
+infelice Valancourt!
+
+--Valancourt!» sclamò Dupont, «di qual famiglia?
+
+--Valancourt dei conti Duverney,» rispose Bonnac.
+
+È impossibile descrivere l'emozione di Dupont quando scoprì nel rivale
+il benefattore del suo amico. Dopo il primo moto di sorpresa, dissipò
+le inquietudini di Bonnac, facendogli sapere che Valancourt era in
+libertà, e trovavasi in Linguadoca. La sua passione per Emilia lo
+strinse in seguito a fare alcune domande sulla condotta del suo rivale
+a Parigi. Bonnac ne pareva bene informato; le di lui risposte lo
+convinsero appieno che Valancourt era stato calunniato, e per quanto
+doloroso fosse il suo sacrifizio, formò il progetto di riunire Emilia
+all'amante, non parendogli ora più indegno dei sentimenti ch'essa
+serbava per lui.
+
+Bonnac raccontò che Valancourt, entrando nel gran mondo, era caduto
+nei lacci statigli tesi dal vizio e dall'impudenza; passava tutto il
+tempo fra una marchesa dissoluta ed il giuoco, ove l'ingordigia e
+l'avarizia de' suoi compagni avevano saputo trascinarlo. Aveva perduto
+somme vistose colla speranza di riguadagnarne piccole, ed erano
+appunto queste le perdite delle quali Villefort e Enrico erano stati
+sovente testimoni. Il conte suo fratello, irritato da tale condotta,
+ricusò di fargli rimesse rilevanti per soddisfare ai suoi debiti.
+Valancourt fu dunque imprigionato ad istanza de' creditori, ed il
+fratello ve lo lasciò per qualche tempo, sperando che un tal castigo
+avrebbe corretto i suoi costumi, tanto più non avendo avuto il tempo
+materiale per abituarsi radicalmente al vizio ed alla dissolutezza.
+
+Nell'ozio del carcere, Valancourt ebbe campo di riflettere, e si
+pentì. La memoria di Emilia, indebolita dalle sue dissipazioni ma
+sempre presente al suo cuore, si rianimò con tutte le grazie
+dell'innocenza e della bellezza; sembravagli lo rimproverasse di
+sacrificare la sua felicità ed i suoi talenti ad occupazioni
+vergognose e detestabili. Le sue passioni erano vive, ma il cuore non
+era corrotto; l'abitudine non l'aveva stretto nelle catene del vizio,
+e dopo molti sforzi e lunghi patimenti spezzò i lacci della seduzione.
+
+Liberato finalmente per cura del conte suo fratello, e impietosito
+dalla scena commovente dei coniugi Bonnac, ond'era stato testimonio,
+il primo uso che fece della sua libertà fu al tempo istesso un esempio
+d'umanità e di temerità; arrischiò, in una casa da giuoco, quasi tutto
+il denaro mandatogli dal fratello, coll'unica speranza di restituire
+ai voti della sua famiglia l'amico infelice lasciato in prigione. La
+fortuna lo favorì, ma colse tal momento per fare il voto solenne di
+non ceder mai più alle allettative di quel vizio rovinoso.
+
+Dopo aver ridonato il venerabile Bonnac alla sua riconoscente
+famiglia, Valancourt era ripartito per Estuvière. Nell'entusiasmo suo
+di aver reso la felicità a quell'infelice, obliò i propri mali. Si
+avvide però ben presto di aver perduta tutta la sua sostanza, senza
+della quale non poteva mai lusingarsi di sposare Emilia. La vita,
+senza di lei, gli pareva insopportabile. La sua bontà e delicatezza, e
+la semplicità del suo cuore, ne rendevano la bellezza vie più
+incantevole. L'esperienza avevagli insegnato ad apprezzare le qualità
+che aveva sempre ammirate, ma che il contrasto del mondo facevagli
+allora adorare. Queste riflessioni accrebbero i suoi rimorsi ed il suo
+rammarico. Cadde in un abbattimento, che non potè essere distratto
+neppure dalla presenza di Emilia, e si conobbe indegno di lei. In
+alcun tempo però Valancourt non aveva subìto l'ignominia della
+liberalità della marchesa di Campoforte, come aveva creduto Villefort,
+nè partecipato mai alle astuzie colpevoli de' giuocatori. Questi
+rapporti erano stati fatti da coloro che si compiaciono di avvilire
+l'infelice. Il conte avevali avuti da una persona distinta, e
+l'imprudenza di Valancourt era bastata per confermarli. Emilia non
+glie ne aveva parlato particolarmente, e per conseguenza non aveva
+potuto giustificarsi; ed allorquando le confessò che non meritava più
+la sua stima, non avrebbe mai creduto di appoggiare egli stesso
+un'infame calunnia. L'errore era stato reciproco, e non erasi
+presentata fino allora l'occasione di rettificarlo.
+
+Quando Bonnac ebbe spiegata la condotta di un amico generoso, ma
+giovine ed imprudente, Dupont, severo, ma giusto, decise tosto che
+bisognava disingannare il conte e rinunziare ad Emilia. Un sacrificio
+come quello che faceva allora il suo amore, meritava una nobile
+ricompensa; e se Bonnac avesse potuto obliare il benefico Valancourt,
+avrebbe desiderato che Emilia accettasse la mano di Dupont.
+
+Appena il conte ebbe riconosciuto il suo errore, fu afflittissimo
+delle conseguenze della sua credulità. I dettagli di Bonnac sulla
+condotta del suo benefattore a Parigi lo convinsero che Valancourt
+aveva ceduto agli artifizi del libertinaggio, più per l'occasione di
+trovarsi co' compagni, che per inclinazione al vizio. Incantato
+dell'umanità generosa, quantunque temeraria, che mostrava il suo
+procedere verso Bonnac, ne obliò i falli passaggieri, e riprese per
+lui quella stima che avevagli inspirata la sua prima conoscenza. La
+più lieve soddisfazione che potesse accordare a Valancourt, era quella
+di procurargli il modo di spiegarsi con Emilia. Gli scrisse dunque
+immediatamente, pregandolo di perdonargli un'offesa involontaria, e
+l'invitò a recarsi subito a Blangy. La delicatezza del conte lo fece
+astenere dall'informare Emilia di questa lettera, e siffatta
+precauzione preservò la fanciulla da un affanno ancor più terribile di
+quello avesse creduto il conte, ignorando egli i sintomi della
+disperazione di Valancourt.
+
+
+
+
+CAPITOLO LV
+
+
+Alcune circostanze singolari distrassero Emilia dalle sue
+inquietudini, eccitando in lei sorpresa pari ad orrore.
+
+Pochi giorni dopo la morte della signora Laurentini, fu aperto il
+testamento di quella dama in presenza della superiora del convento e
+di Bonnac. Un terzo de' suoi beni era stato lasciato al parente più
+prossimo della marchesa di Villeroy, e questo legato riguardava
+Emilia.
+
+La badessa conosceva da molto tempo il segreto della sua famiglia; ma
+Sant'Aubert, ch'erasi fatto conoscere al religioso che avevalo
+assistito, aveva prescritto che questo segreto restasse celato sempre
+alla sua figlia. I discorsi però sfuggiti alla signora Laurentini, e
+la strana confessione da lei fatta nei suoi ultimi momenti, fecero
+creder necessario alla badessa di parlare alla sua giovane amica d'un
+soggetto che poteva illuminarla. Per questo motivo adunque avrebbe
+voluto vederla il giorno seguente a quello in cui era stata a visitare
+suor Agnese. L'indisposizione di Emilia avevale impedito di recarsi al
+monastero, ma dopo l'apertura del testamento, essendo andata a Santa
+Chiara, venne informata di molti dettagli che l'afflissero molto.
+Siccome poi il racconto fatto dalla badessa sopprimeva varie
+particolarità che possono interessare il lettore, e che l'istoria
+della monaca è legata con quella della marchesa, ometteremo la
+conversazione del parlatorio, e daremo qui un ristretto della storia
+della defunta.
+
+
+=Storia della signora Laurentini di Udolfo.=
+
+Era essa figlia unica ed erede dell'antica famiglia di Udolfo nel
+territorio di Venezia. Il primo infortunio della sua vita, e la vera
+sorgente di tutte le di lei sciagure fu che i suoi genitori, i quali
+avrebbero dovuto moderare la violenza delle sue passioni, ed
+insegnarle a regolarle, non fecero che fomentarle con una colpevole
+indulgenza. Amavano in lei i propri sentimenti. Lodavano sgridavano,
+la figlia non secondo una tenerezza ragionevole, ma dietro la loro
+inclinazione. L'educazione non fu per essa che un misto di debolezza e
+di pertinacia che l'irritò. I consigli che le venivano dati divennero
+altrettante contese, in cui il rispetto figliale e l'amor paterno
+erano egualmente dimenticati. Ma siccome quest'amor paterno era sempre
+più forte, e si disarmava più facilmente, la figlia credeva aver
+vinto, e lo sforzo che facevano per moderare le sue passioni lor
+somministrava sempre nuova forza.
+
+La morte de' genitori la lasciò padrona di sè medesima nell'età tanto
+pericolosa della gioventù e della bellezza. Amava il gran mondo,
+s'inebbriava del veleno della lode, e sprezzava la pubblica opinione
+quando contraddiceva a' suoi gusti. Il di lei spirito era vivo e
+brillante; aveva tutti i talenti, tutte le attrattive che formano la
+grand'arte di sedurre. La sua condotta fu quale potevano farlo
+presagire la debolezza de' suoi principii e la forza delle sue
+passioni.
+
+Nel numero infinito de' suoi adoratori, vi fu il marchese di Villeroy.
+Viaggiando in Italia, la vide a Venezia, e se ne innamorò. Anch'essa
+fu colpita dalla bella figura, dalle grazie e dalle qualità del
+marchese, il più amabile de' gentiluomini francesi. Seppe nascondere i
+pericoli del suo carattere, le macchie della sua condotta, e il
+marchese chiese la di lei mano.
+
+Prima della conclusione delle sue nozze andò al castello di Udolfo,
+ove il marchese la seguì. Là, meno riservata e prudente forse di
+quello fosse stata fino allora, diè luogo all'amante di formar qualche
+dubbio sulla convenienza nel nodo che stava per istringere.
+Un'informazione più esatta lo convinse del suo errore, e colei che
+doveva esser sua moglie, divenne la sua concubina.
+
+Dopo aver passato alcune settimane a Udolfo, fu d'improvviso
+richiamato in Francia: partì con ripugnanza, e col cuore pieno della
+sua bella, colla quale però aveva saputo differire la conclusione del
+matrimonio. Per incoraggirla a sopportare tale separazione, le diè
+parola di tornare a celebrar le nozze appena i suoi affari glielo
+avessero permesso.
+
+Consolata da tale assicurazione, la signora Laurentini lo lasciò
+partire. Poco dopo, Montoni, suo parente, venne a Udolfo, e le rinnovò
+proposte da lei già respinte, che rigettò nuovamente. I suoi pensieri
+eran tutti rivolti al marchese di Villeroy. Provava per lui tutto il
+delirio d'un amore costante, fomentato dalla solitudine in cui erasi
+confinata. Aveva perduto il gusto de' piaceri e della società, e la
+sua unica consolazione consisteva nel contemplare e bagnar di lacrime
+un ritratto del marchese. Visitava i luoghi testimoni della loro
+felicità, e sollevavasi il cuore scrivendogli del continuo lettere
+affettuosissime. Contava i giorni, e le ore, i minuti che dovevano
+scorrere prima dell'epoca probabile del suo ritorno. Questo periodo
+immaginario finì; le settimane che susseguirono, divennero per lei
+d'un peso insopportabile. La di lei fantasia occupata in una sola
+idea, si disordinò. Il suo cuore era dedito ad un solo oggetto, e
+quando credè averlo perduto, la vita le divenne odiosa.
+
+Scorsero parecchi mesi senza ch'ella ricevesse una sola parola del
+marchese. Passava i giorni intieri fra i trasporti di una passione
+furiosa ed il cupo languore della più nera disperazione. Isolata da
+tutto, e da tutti, si chiudeva in casa settimane intiere senza parlare
+ad altri che alla sua confidente. Scriveva lettere, rileggeva quelle
+ricevute una volta dal marchese, piangeva sul di lui ritratto, e
+parlavagli del continuo, ora per rimproverarlo, ora per baciarlo con
+fervore.
+
+Finalmente, si sparse la voce nel castello che il marchese si fosse
+maritato in Francia. Straziata dall'amore, dalla gelosia e dallo
+sdegno, prese il partito di andar segretamente in quel paese, e
+vendicarsi, se il fatto era vero. Comunicò alla sola sua confidente il
+progetto formato, e l'indusse a seguirla. Prese tutte le sue gioie, e
+quelle raccolte nelle successive eredità di vari membri della
+famiglia, ch'erano d'immenso valore; e partita segretamente in
+compagnia d'una sola cameriera, andò a Livorno, ove s'imbarcò per la
+Francia.
+
+Al suo arrivo in Linguadoca, venne a sapere che il marchese di
+Villeroy era già ammogliato da qualche tempo. La disperazione alterò
+la sua ragione. Formava ed abbandonava contemporaneamente l'orribile
+progetto di pugnalare il marchese, la di lui sposa e sè medesima.
+Decise finalmente di presentarsegli, rimproverargli la sua condotta,
+ed uccidersi alla sua presenza. Ma quando l'ebbe riveduto, quand'ebbe
+ritrovato il costante oggetto de' suoi pensieri e della sua tenerezza,
+il risentimento cedè all'amore: le mancò il coraggio; il conflitto di
+tanti affetti contrari la rese tremante, e cadde svenuta ai suoi
+piedi.
+
+Il marchese non potè resistere alla prova di tanta bellezza e
+sensibilità; tutta l'energia di un primo sentimento si risvegliò; la
+ragione, ma non l'indifferenza, aveva combattuto la sua passione.
+L'onore non avevagli permesso di sposar la Laurentini; aveva cercato
+di vincersi; aveva cercato una compagna, per la quale non aveva che
+stima, considerazione ed un ragionevole affetto. Ma la dolcezza e le
+virtù di quella donna adorabile non poterono consolarlo di
+un'indifferenza, ch'essa cercava indarno nascondere. Egli sospettava
+da qualche tempo che il di lei cuore fosse impegnato ad un altro,
+allorchè la Laurentini giunse in Linguadoca. Questa donna artifiziosa
+conobbe in breve tutto l'impero ripreso su di lui. Calmata da tale
+scoperta, si determinò a vivere, e moltiplicare gli artifizi per
+ridurre il marchese all'esecrabile misfatto cui credeva necessario
+per assicurare la sua felicità. Perseverò nel suo progetto con
+profonda dissimulazione ed imperturbabile pazienza. Riuscì a staccare
+intieramente il marchese dalla consorte. La sua dolcezza, bontà e
+freddezza, così opposte alle maniere insinuanti, alla voluttà
+inesprimibile d'una Veneziana, cessarono ben tosto di piacergli. La
+Laurentini ne profittò per destare nel di lui cuore la gelosia
+dell'orgoglio, non potendo più risentir quello dell'amore: giunse
+perfino a designargli la persona per la quale affermava che la
+marchesa lo tradisse, dopo avergli strappato il giuramento, che il
+rivale non sarebbe stato mai l'oggetto della sua vendetta, nella
+persuasione, che, restringendola così da una parte, avrebbe preso
+dall'altra maggior violenza ed atrocità. Pensò che così il marchese si
+sarebbe determinato più facilmente all'atto orribile che diveniva
+indispensabile a' suoi disegni, e doveva annichilare l'unico ostacolo
+che sembrava impedire la di lei felicità.
+
+L'innocente marchesa osservava con estremo dolore il cambiamento del
+marito verso di lei. Alla sua presenza, egli era pensieroso e
+riservato. La di lui condotta diveniva sempre più austera ed aspra: la
+lasciava struggere in lacrime, e per ore intiere essa piangeva sulla
+di lui freddezza, facendo sempre nuovi progetti per riguadagnarne
+l'affetto. La di lui condotta l'affliggeva tanto più in quanto che
+aveva sposato il marchese unicamente per obbedienza: ne aveva amato un
+altro, col quale sarebbe stata al certo felice; ma aveva saputo
+sacrificare la passione ai doveri coniugali. La Laurentini, la quale
+non tardò a scoprirlo, ne approfittò sagacemente. Suggerì al marchese
+tante prove apparenti sull'infedeltà della moglie, che, nell'eccesso
+del furore e del risentimento per l'oltraggio che credeva aver
+ricevuto, pronunciò il decreto fatale della sua morte. Le fu dato un
+lento veleno, e quell'infelice morì vittima d'un'astuta gelosia e
+d'una colpevole debolezza.
+
+Il trionfo della Laurentini fu di breve durata. Quel momento, ch'essa
+aveva riguardato come il colmo di tutti i suoi voti, divenne il
+principio di un supplizio che la tormentò fino alla morte. La sete
+della vendetta, prima motrice della sua atrocità, fu spenta appena
+soddisfatta, e lasciolla in preda alla pietà e ad inutili rimorsi. Gli
+anni di felicità ch'erasi ripromessa col marchese di Villeroy ne
+sarebbero stati indubbiamente avvelenati; ma anch'egli trovò il
+rimorso nel compimento della sua vendetta e la sua complice gli
+divenne odiosa. Tutto ciò che gli era sembrato una convinzione,
+parvegli allora svanire come un sogno; e fu oltremodo sorpreso, dopo
+che la moglie ebbe subìto il suo supplizio, di non trovare alcuna
+prova del delitto pel quale l'aveva condannata. Al sapere ch'ella era
+in fin di vita, sentì d'improvviso la persuasione della sua innocenza,
+la quale gli venne confermata dall'assicurazione solenne ch'essa
+gliene diede in punto di morte.
+
+Nel primo orrore del rimorso e della disperazione, voleva darsi da per
+sè nelle mani della giustizia con colei che l'aveva piombato
+nell'abisso del delitto. Dopo questa crisi violenta, cambiò
+risoluzione: vide una volta sola la Laurentini, ma per maledirla come
+l'autrice detestabile di tanto misfatto. Le dichiarò che non la
+risparmiava se non perchè consacrasse i giorni all'orazione e alla
+penitenza. Oppressa dal disprezzo e dall'odio d'un uomo, pel quale
+erasi resa tanto colpevole; sovrappresa d'orrore per l'inutile
+delitto, di cui si era macchiata, la Laurentini rinunziò al mondo, e,
+vittima orribile d'una passione sfrenata, prese il velo nel convento
+di Santa Chiara.
+
+Il marchese partì dal castello di Blangy, nè vi tornò più. Procurò di
+spegnere i rimorsi nel tumulto della guerra e nelle dissipazioni della
+capitale; ma i suoi sforzi furono vani. Gli pareva d'esser sempre
+circondato da una nube impenetrabile; i suoi più intimi amici non
+valsero a consolarlo, e infine morì fra tormenti quasi eguali a quelli
+della Laurentini. Il medico che aveva osservato lo stato della
+marchesa dopo la sua morte, era stato indotto a tacere a furia di
+regali. I sospetti di qualche domestico si limitarono ad una voce
+vaga. Se questa voce giungesse al padre della marchesa, o se la
+mancanza di prove lo impedisse di accusarlo, è egualmente incerto. È
+indubitato però che la di lei perdita rincrebbe a tutta la famiglia, e
+specialmente a Sant'Aubert suo fratello, tal essendo il grado di
+parentela esistente tra la marchesa ed il padre di Emilia: egli
+sospettò il genere della sua morte, e scrisse immediatamente al
+marchese, da cui ricevè parecchie lettere, le quali, insieme a quelle
+della marchesa, che confidava al fratello il motivo della sua
+sventura, componevano le carte che Sant'Aubert aveva ordinato di
+bruciare. L'interesse, il riposo di Emilia aveangli fatto desiderare
+ch'ella ignorasse questa tragica istoria. L'afflizione cagionatagli
+dalla morte prematura d'una sorella da lui tanto amata, avevagli
+impedito di pronunziarne mai il nome, se non alla defunta consorte.
+Temendo specialmente la viva sensibilità di Emilia, le aveva lasciato
+ignorare affatto l'istoria ed il nome della marchesa, non che la
+parentela esistente tra loro, ed aveva prescritto il medesimo silenzio
+alla signora Cheron sua sorella, che l'aveva rigorosamente osservato.
+
+Era sur alcune lettere della marchesa che, partendo dalla valle,
+Emilia vide piangere il padre; era al di lei ritratto ch'egli aveva
+fatto sì teneri baci. Una morte sì crudele può spiegare l'emozione cui
+dimostrò quando Voisin la nominò a lui dinanzi. Egli volle esser
+sepolto presso al mausoleo de' Villeroy, ove giaceano le ceneri di sua
+sorella. Il marito di questa essendo morto nella Francia
+settentrionale, ve l'avean sepolto colà.
+
+Il confessore, il quale assistè Sant'Aubert al letto di morte, lo
+riconobbe pel fratello della defunta marchesa. Per tenerezza verso
+Emilia, Sant'Aubert scongiurollo di celarle siffatta circostanza, e
+fe' chiedere la medesima grazia alla badessa, raccomandandole la
+figlia.
+
+La Laurentini, arrivando in Francia, aveva scrupolosamente celato il
+suo nome. Entrando in convento, per meglio nascondere la sua vera
+storia, aveva ella stessa fatta circolare quella stata raccontata da
+suor Francesca. La badessa non era nel monastero quando fece
+professione, e non conoscea tutta la verità. I crudeli rimorsi che
+opprimevano la rea, la disperazione d'un amore deluso, e la passione
+che conservava pel marchese, aveanle alterata la fantasia. Dopo le
+prime crisi, una cupa malinconia s'impadronì di lei, e fu di rado sino
+alla morte interrotta da accessi violenti di delirio. Per vari anni il
+di lei solo piacere fu quello di passeggiare la notte pei boschi;
+portava seco un liuto, e s'accompagnava sovente colla sua bella voce
+cantando le più squisite ariette italiane coll'energico sentimento che
+occupava costantemente il suo cuore. Il medico che la curava,
+raccomandò alla badessa di tollerare questo capriccio, come l'unico
+mezzo di calmarla. Soffrivano adunque che la notte errasse pe' boschi,
+accompagnata dalla sola donna che fosse venuta seco da Udolfo; ma
+siccome un tale permesso alterava la regola del monastero, fu tenuto
+segreto; e quella musica misteriosa, unita a tante altre circostanze,
+fece credere che il castello di Blangy ed i suoi dintorni fossero
+frequentati dagli spiriti.
+
+Avanti che la sua ragione si alterasse, e prima di prendere il velo,
+aveva fatto testamento. Oltre un lascito importante al monastero, essa
+divideva il resto de' suoi beni, che le sue gioie rendevano
+ragguardevoli, tra un'Italiana sua parente, sposa di Bonnac, ed il
+parente più prossimo della marchesa di Villeroy. Emilia era la
+parente più prossima di questa dama, e la condotta misteriosa di suo
+padre venne giustificata in tal guisa.
+
+La somiglianza d'Emilia colla sventurata sua zia era stata spesso
+osservata dalla Laurentini; ma fu specialmente all'ora della sua
+morte, nel momento stesso in cui la sua coscienza mostravale del
+continuo la marchesa, che siffatta somiglianza la colpì, e che, nel
+suo delirio, credette vedere la marchesa in persona. Ardì affermare,
+ricuperando i sensi, che Emilia doveva esser la figlia di quella dama.
+N'era convinta; sapeva che la sua rivale, sposando il marchese, gli
+preferiva un altro, e non dubitava che una passione sfrenata non
+avesse, come la sua, trascinata la marchesa a qualche fallo.
+
+Intanto il delitto che, per un malinteso, Emilia supponeva essere
+stato commesso dalla signora Laurentini in Udolfo, non aveva mai avuto
+luogo. Emilia era stata ingannata dalla vista orribile del quadro
+coperto da un velo nero, onde si parlò negli scorsi capitoli, e che
+aveale fatto attribuire i rimorsi della monaca ad un omicidio accaduto
+in quel castello. Quel velo nascondeva un oggetto che la riempì di
+orrore; sollevandolo, invece di un quadro, vide nello sfondo una
+figura umana, i cui lineamenti sfigurati avevano il pallore della
+morte. Era coperta da un lenzuolo, e distesa in una specie di tomba.
+Ciò che rendeva tal vista ancor più spaventosa, era che quella figura
+parea esser già in preda ai vermi, e che le mani ed il volto ne
+lasciavano vedere le orme. È facile immaginare, che un oggetto tanto
+schifoso non si dovea guardar due volte. Emilia, quando lo vide,
+lasciò cadere il velo, e se ne allontanò spaventata, nè tornovvi più.
+Se avesse avuto il coraggio di osservarla più attentamente, l'orrore e
+lo spavento suo si sarebbero dissipati, perchè avrebbe riconosciuto
+che quella figura era di cera. Questo fatto, sebbene straordinario,
+non è però senza qualch'esempio negli annali della dura servitù in
+cui la superstizione monastica ha sovente piombato il genere umano. Un
+membro della casa di Udolfo aveva offeso in qualche punto le
+prerogative della Chiesa, e fu condannato a contemplare due ore per
+giorno l'immagine in cera di un cadavere. Questa penitenza, che doveva
+servire a rammentargli una sorte inevitabile, aveva per iscopo di
+reprimere nel signore di Udolfo un orgoglio di cui quello di Roma era
+offeso. Non solo egli subì esattamente la sua penitenza, ma nel suo
+testamento, prescrisse la conservazione di quella figura, mettendo a
+tal prezzo la proprietà del dominio, e riguardando come utilissima
+l'umiliante moralità che insegnava il finto cadavere, l'avea fatto
+incorniciare nel muro del suo appartamento, ma nessuno degli eredi
+però volle imitarne la penitenza.
+
+L'immagine era così naturale, che non è da stupirsi se Emilia la credè
+un corpo umano. Aveva udito raccontare la strana scomparsa della
+padrona del castello, e il carattere di Montoni autorizzava in lei il
+sospetto che il cadavere fosse quello della signora Laurentini
+assassinata dallo stesso suo parente.
+
+Venendo a conoscere che la marchesa di Villeroy era sorella di
+Sant'Aubert, Emilia si sentì combattuta da contrari affetti. In mezzo
+alla mestizia cagionatale della morte prematura dell'infelice, si
+sentì alleviata dalle penose congetture in cui l'avea gettata la
+temeraria asserzione della Laurentini sulla di lei nascita e
+sull'onore de' suoi parenti. La sua fiducia ne' principii del padre
+non permetteale guari d'immaginare ch'egli avesse mancato alla
+delicatezza. Ripugnava a credersi figlia di tutt'altra che di colei
+ch'ella avea sempre amata e rispettata come sua madre; avrebbe
+stentato molto a crederlo; ma la di lei somiglianza colla defunta
+marchesa, la condotta di Dorotea, le asserzioni della Laurentini, il
+misterioso affetto di Sant'Aubert aveanle ispirati dubbi che la sua
+ragione non poteano nè distruggere, nè confermare; ella se ne trovava
+così sbarazzata, e la condotta del padre si spiegava. Il suo cuore non
+era più oppresso che dalla sventura d'una parente amabile, e per la
+terribile lezione data dalla monaca moribonda. Troppa indulgenza per
+le sue prime passioni, avean trascinata grado grado la signora
+Laurentini ad un delitto il cui solo nome in gioventù l'avrebbe al
+certo fatta fremere d'orrore; delitto di cui lunghi anni di penitenza
+non avean potuto cancellar la memoria, nè alleviare la di lei
+coscienza.
+
+
+
+
+CAPITOLO LVI
+
+
+Dopo le ultime scoperte, Emilia fu trattata dal conte e dalla sua
+famiglia come una parente della casa Villeroy, e ricevuta, se era
+possibile, anche con maggiore amicizia.
+
+Il conte, inquieto e sorpreso di non ricevere alcuna risposta da
+Valancourt, s'applaudiva della sua prudenza. Emilia non partecipava a
+paure di cui ignorava il motivo; ma quando la vedeva soccombere al
+peso del suo errore crudele, aveva bisogno di tutta la sua risoluzione
+per privarla d'un sollievo momentaneo e dissimular seco lei. Le nozze
+di Bianca si avvicinavano, attirando la sua attenzione e le sue cure.
+Si aspettava di giorno in giorno il cavaliere Santa-Fè, e tutto il
+castello si occupava dei più brillanti preparativi. Emilia voleva
+prender parte all'allegrezza che circondavala, ma lo tentava invano;
+preoccupata di quanto avea saputo, ed inquieta soprammodo della sorte
+di Valancourt si raffigurava lo stato in cui era quando diè l'anello a
+Teresa: essa credea riconoscervi l'espressione della disperazione, e
+quando considerava dove questo stato avrebbe potuto spingerlo, il
+cuore le sanguinava di dolore e spavento. I dubbi da lei formati sulla
+salute e sull'esistenza sua, l'obbligo in cui era di conservar questi
+dubbi sino al di lei ritorno alla valle, pareale insopportabile.
+Eranvi momenti in cui nulla valea a contenerla. Essa sottraevasi
+inosservata da casa, andando a cercare la calma nelle profonde
+solitudini de' boschi che contornavano la spiaggia. Il fragor delle
+onde spumanti, il sordo stormir delle foreste, s'accordavano collo
+stato dell'anima sua: sedeva sopra una rupe o sulle rovine della
+vecchia torre; osservava verso sera la sfumatura de' colori nelle
+nubi; vedea svolversi i tetri veli del crepuscolo. La candida cresta
+dell'onde, eternamente sospinte al lido, distinguevasi appena
+sull'oscura superficie dell'acque. Talvolta essa ripetea i versi
+incisi dall'amante in que' luoghi; poi, troppo addolorata pe'
+dispiaceri che le rinnovavano, cercava distrarsi.
+
+Una sera che col liuto errava a caso sul lido favorito, entrò nella
+torre. Salita una scala a lumaca, trovossi in una stanza meno rovinata
+del resto. Di là spesse fiate ella aveva ammirato la vasta prospettiva
+offertale dal mare e dalla terra: il sole tramontava da quella parte
+de' Pirenei che divide la Linguadoca dal Rossiglione; ella si mise ad
+una finestra munita di ferriate: i boschi e le onde sotto a lei
+conservavano ancora le tinte rossicce del tramonto. Accordato il
+liuto, vi unì il suono della voce, e cantò una di quelle romanze
+semplici e campestri tanto predilette da Valancourt.
+
+Il tempo era sì queto e sereno, che appena la brezza vespertina
+increspava la superficie dell'acqua o gonfiava leggermente la vela
+indorata ancora agli ultimi rai del dì. I colpi misurati de' remi di
+qualche battello sturbavan soli il riposo ed il silenzio. La tenera
+melodia del liuto finiva d'immerger la fanciulla in dolce malinconia;
+essa ripetè le antiche canzoni, e le memorie in lei destate diventando
+ognor più tenere, le sue lagrime caddero sul liuto, e non potè
+proseguire.
+
+Il sole era scomparso dietro le vette de' monti, e le loro cime più
+alte non ne ricevevan più la luce; Emilia, trattenendosi ancora nella
+torre, vi si abbandonava a' suoi pensieri. Udendo camminare,
+sussultò, e guardando abbasso, riconobbe Bonnac. Ricadde nella
+meditazione, e dopo alcuni momenti, ripreso il liuto, cantò la sua
+aria favorita. Tornò ad udir rumore di passi; ascoltò: salivan la
+scala della torre. L'oscurità ispirolle qualche paura; i passi eran
+veloci e leggeri; la porta s'aprì ed il debole crepuscolo le celò
+sulle prime i lineamenti d'una persona che entrava; ma Emilia potea
+ingannarsi al suono della voce? era quella di Valancourt. La
+fanciulla, la quale non aveala mai intesa senza emozione, turbata da
+sorpresa e piacere a un tempo, appena se l'ebbe visto a' piedi, fu per
+venir meno. Tanti contrari affetti agitavanle il cuore, che a stento
+udiva quella voce, i cui teneri e timidi accenti cercavan
+riassicurarla. Valancourt, vedendola in tale stato, si rimproverava
+l'eccesso d'impazienza che l'aveva spinto a sorprenderla così. Appena
+giunto al castello di Blangy, non aveva potuto aspettare il ritorno
+del conte, ch'era fuori al passeggio, e correndone in cerca, nel
+passar presso la torre, avea riconosciuta la voce d'Emilia, ed era
+salito subito.
+
+Quand'essa fu rinvenuta, respinse le attenzioni di Valancourt, e gli
+domandò, con aria di malcontento, qual fosse il soggetto della sua
+visita.
+
+«Ah! Emilia,» disse Valancourt, «queste parole, questo disprezzo...
+Gran Dio! Mi sono illuso. Allorchè mi privaste della vostra stima, voi
+avete dunque cessato di amarmi?
+
+--Sì, signore,» rispos'ella, sforzandosi di parer tranquilla; «se
+faceste caso della mia stima, non mi avreste data questa nuova
+occasione di affanno.»
+
+La fisonomia del giovane si alterò visibilmente, e l'ansietà del
+dubbio cedè alla sorpresa e allo scoraggiamento. Tacque alcun poco,
+poi disse:
+
+«M'avevano lusingato di un'accoglienza molto diversa! È dunque vero, o
+Emilia, che ho perduto per sempre il vostro affetto? Debbo io dunque
+credere che la vostra stima non può essermi mai restituita, e che il
+vostro amore non può rinascere? Il conte ha meditato dunque questa
+crudeltà che mi dà una seconda volta la morte?»
+
+L'accento con cui si esprimeva allarmò e sorprese molto Emilia.
+Tremante d'impazienza, gli disse che si spiegasse più chiaro.
+
+«E perchè una spiegazione? Ignorate voi,» rispose Valancourt, «quanto
+la mia condotta fu calunniata? Ignorate voi che le azioni di cui mi
+credeste colpevole... E come poteste, o Emilia, degradarmi fino a
+questo punto nella vostra opinione?... Che queste azioni, le disprezzo
+e le abborro quanto voi? Ignorate voi che il conte ha scoperte le
+falsità che mi privavano dell'unico bene che mi sia caro al mondo; che
+mi ha invitato egli medesimo a venire a giustificarmi presso di voi?
+Lo ignorate voi, o son io ancora il trastullo d'una falsa speranza?»
+
+Il silenzio di Emilia parea confermare questo timore; il giovane,
+nell'oscurità, non poteva distinguere la sorpresa e la gioia che la
+rendevano quasi immobile, incapace di parlare, un profondo sospiro
+parve sollevarla, e disse finalmente:
+
+«Valancourt! Io ignorava tutto quel che mi avete detto. L'emozione
+ch'io sento n'è la prova. Io non poteva stimarvi più, ma non aveva
+ancora potuto riuscire a dimenticarvi.
+
+--Qual felicità mi recan le vostre parole! Vi son dunque caro ancora,
+o mia Emilia?
+
+--È forse necessario che io ve lo dica? Questo è il primo momento di
+gioia dopo la vostra partenza, e m'indennizza di tutto quello che ho
+sofferto.»
+
+Valancourt sospirava, non poteva rispondere, bagnava di baci e lagrime
+le mani di lei, ed il suo pianto esprimeva assai meglio di qualunque
+più tenero linguaggio. La fanciulla, riavutasi alquanto, propose di
+tornar al castello. Allora, e per la prima volta, ricordossi che il
+conte avea invitato Valancourt a giustificarsi appo lei, e che
+nessuna spiegazione era avvenuta. Ma, a questa sola idea, il suo cuore
+respinse la possibilità che Valancourt fosse stato reo. I suoi
+sguardi, la voce, i modi erano il pegno della sua nobile e costante
+sincerità. Ella abbandonossi dunque senza ritegno al sentimento di una
+gioia non mai provata fin allora.
+
+Nè Emilia, nè il giovane seppero come fossero tornati al castello: se
+un potere magico ve li avesse trasportati, forse ne avrebbero meglio
+notato il movimento; erano nel vestibolo prima d'accorgersi che
+esistesse qualcuno al mondo. Il conte venne loro incontro con tutta la
+franchezza e l'affabilità del suo carattere; accolse cordialmente
+Valancourt, e lo pregò di perdonargli la sua ingiustizia. Poco dopo
+Bonnac raggiunse quel gruppo felice, e Valancourt ed esso si
+abbracciarono con reciproca e tenera soddisfazione.
+
+Dopo i primi complimenti, il conte ebbe una lunga conferenza col
+giovane, il quale si giustificò appieno. Confessò così ingenuamente i
+suoi torti, e ne mostrò tanto rammarico, che il conte ne concepì le
+più liete speranze. Valancourt era dotato delle più eminenti qualità:
+l'esperienza gli aveva insegnato a detestare tutte le follie che
+l'avevano sviato qualche momento; ed il conte, persuaso ch'esso
+avrebbe menato vita onesta, gli confidò alfine senza scrupolo la
+felicità della parente cui amava come sua figlia. Le rese conto in due
+parole del soggetto del loro colloquio; Emilia aveva già saputo tutto
+ciò che Valancourt aveva fatto per Bonnac, e versava in quel momento
+copiose lacrime di piacere e di tenerezza. Il colloquio del conte
+Villefort finì a dileguare tutti i suoi dubbi, ed ella restituì senza
+tema la sua stima e l'amor suo a colui che aveva saputo
+inspirarglieli.
+
+L'arrivo del cavaliere di Santa-Fè, guarito dalle sue ferite, finì di
+spargere il brio e l'allegrezza in tutti gli abitanti del castello. Il
+povero Dupont volle scansar di gettare, colla sua presenza, qualche
+ombra di tristezza su tutta quella felice comitiva. Appena fu certo
+che Valancourt non era indegno di Emilia, pensò sul serio a guarire
+dalla sua passione, e partì. La di lui condotta, ben compresa dalla
+fanciulla, le ispirò pietà ed ammirazione insieme.
+
+Quando Annetta seppe l'arrivo di Valancourt, Lodovico durò gran fatica
+a trattenerla; voleva correre nella sala ad esprimere tutta la sua
+gioia, assicurando che dopo il ritorno del suo caro Lodovico non aveva
+provato mai tanta consolazione.
+
+Le nozze di Bianca e di Emilia furon celebrate nel medesimo giorno a
+Blangy con tutta la magnificenza. Le feste furono splendidissime: la
+sala grande era stata ornata d'un nuovo parato rappresentante Carlo
+Magno co' suoi dodici pari. Si vedevano i fieri Saraceni che si
+avanzavano in battaglia, e tutti gl'incanti ed il potere magico di
+Merlino. Le sontuose bandiere de' Villeroy, sepolte a lungo nella
+polvere, sventolarono di nuovo sulle torri gotiche del castello. La
+musica rimbombava da tutte le parti. Annetta ammirava tutte quelle
+feste, considerava la magnificenza degli abbigliamenti, le ricche
+livree dei servitori, i mobili di velluto ricamati in oro, ascoltava i
+lieti canti che facevan echeggiar le vôlte, e credevasi trasportata in
+un palazzo di geni e di fate. La vecchia Dorotea sospirava, e diceva
+che l'aspetto attuale del castello le rammentava tuttavia la sua
+gioventù.
+
+Dopo aver per qualche giorno fatto l'ornamento delle feste, Emilia e
+Valancourt si congedarono dai loro buoni amici, e tornarono alla
+valle. Furono ricevuti dalla buona e fida Teresa con gioia sincera.
+
+Le fresche ombre di quel luogo favorito parvero offrir loro gratamente
+le più care memorie. Percorrendo que' luoghi, soggiorno per tanto
+tempo de' suoi diletti genitori, Emilia mostrava con tenerezza allo
+sposo i luoghi ove solevan riposare, e la sua felicità pareale più
+dolce, pensando che entrambi l'avrebbero abbellita d'un sorriso.
+
+Valancourt la condusse al platano ove per la prima volta avea ardito
+favellarle d'amore. La memoria de' dispiaceri sofferti poscia, delle
+sventure, de' pericoli susseguiti a quell'incontro, aumentò il
+sentimento dell'attuale loro felicità. Sotto quelle sacre ombre,
+dedicate per sempre alla memoria di Sant'Aubert, giuraronsi
+scambievolmente di cercar di rendersene degni, imitando la di lui
+dolce benevolenza: ricordandosi che ogni specie di superiorità impone
+doveri a chi ne fruisce; offrendo a' loro simili, oltre le
+consolazioni ed i benefizi che la prosperità deve ogni giorno
+all'infortunio, l'esempio d'una vita passata nella gratitudine verso
+Dio, e la costante occupazione d'essere utile all'umanità.
+
+Poco dopo il loro ritorno alla valle, il fratello di Valancourt venne
+a felicitarlo sul di lui matrimonio, ed a rendere omaggio ad Emilia.
+Fu talmente contento di lei, e della ridente prospettiva che questo
+matrimonio offriva a Valancourt, che tosto gli donò la metà de' suoi
+averi, e siccome non aveva figli, gli assicurò tutta la sua eredità.
+
+I beni di Tolosa furono venduti. Emilia ricomprò da Quesnel il
+patrimonio avito; dotò Annetta, che si maritò a Lodovico, e impiegolli
+ambidue a Epourville. Valancourt e lei stessa preferivano gli ombrosi
+luoghi della valle ad ogni altra residenza, e vi fissarono stabile
+dimora; ma tutti gli anni, per rispetto alla memoria di Sant'Aubert,
+andavano a passar qualche mese nell'abitazione ove era stato allevato.
+
+Emilia pregò lo sposo di permetterle che donasse a Bonnac il legato
+ricevuto dalla signora Laurentini, e ciò le venne accordato col
+massimo piacere. Il castello di Udolfo toccava egualmente alla sposa
+di Bonnac, come più prossima parente della Laurentini; e cotesta
+famiglia, lungamente infelice, gustò di nuovo l'abbondanza e la pace.
+
+Oh! quanto sarebbe dolce il parlar a lungo della felicità de' due
+sposi! dire con qual gioia, dopo aver sofferto l'oppressione de'
+malvagi e lo sprezzo de' fiacchi, furono alfine restituiti l'uno
+all'altro; con qual piacere ritrovarono i diletti luoghi della patria!
+Quanto sarebbe dolce narrare, come, rientrati nella via che adduce più
+sicuramente alla felicità, tenendo ognora alla perfezione
+dell'intelletto, fruirono delle dolcezze d'una società illuminata, de'
+piaceri d'una beneficenza attiva, e come i boschetti della valle
+ritornarono il soggiorno della saviezza ed il tempio della domestica
+felicità!
+
+Possa almeno aver giovato il dimostrare, che il vizio può talvolta
+affliggere la virtù, ma che il suo potere è passeggiero, e certo il
+suo castigo, mentre, se la virtù è oppressa dall'ingiustizia,
+appoggiata però alla pazienza, trionfa infine di qualunque infortunio!
+E se la debole mano che scrisse questi eventi ha potuto sollevar un
+momento il cuor mesto degli afflitti; se colla sua morale consolante
+ha potuto insegnar loro a sopportarne il peso con rassegnazione, i
+suoi umili sforzi non saranno stati vani, e l'autore avrà ottenuto la
+sua ricompensa.
+
+
+ FINE DEL QUARTO ED ULTIMO VOLUME.
+
+ Milano 1875--Tip. Ditta Wilmant.
+
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di
+quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in
+inglese è disponibile su Project Gutenberg: The mysteries of Udolpho
+(http://www.gutenberg.org/etext/3268).
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di
+trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato.
+
+I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo
+originale]:
+
+ P. 7 - maggiore che non potete supporre [suporre].
+ 18 - la sua relazione [ralazione] con Valancourt
+ 22 - e le disse affettuosamente [affettuosomente]
+ 25 - mi darà la forza [forza la] di superare
+ 31 - con rispettoso [ripettoso] silenzio
+ 46 - Mi fu detto che la marchesa di Villeroy [Valleroy]
+ 78 - ed a qualche altra circostanza [ciscostanza]
+ 80 - udito battere, e le precauzioni [precauazioni]
+ 83 - del cacciatore è piacevole e salubre [solubre]
+ 90 - Avete voi appostata una vedetta [vendetta]
+ 96 - con molto riserbo del signor Valancourt [Valencurt]
+ 103 - aveva passato [passate] presso di lei momenti
+ 131 - la conversazione del parlatorio [palatorio]
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4,
+by Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI
+DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 ***
+
+***** This file should be named 33784-8.txt or 33784-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33784/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
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+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
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+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+redistribution.
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+works. See paragraph 1.E below.
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
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+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
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+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+<pre>
+
+Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4, by Ann Radcliffe
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4
+
+Author: Ann Radcliffe
+
+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33784]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<h1>I MISTERI<br />
+<span class="small">DEL</span><br />
+<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">DI<br />
+ANNA RADCLIFFE</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">VOL. IV</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">MILANO<br />
+<i>Oreste Ferrario</i><br />
+<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br />
+e Santa Margherita</span></p>
+
+<hr />
+
+<div class="figcenter">
+<img class="border" src="images/ill.jpg" width="401" height="600" alt=""
+ />
+<p class="caption"><span class="mono">Funerali della Signora Montoni.</span><br />
+I lineamenti feroci, le bizzarre fogge di quegli scherani...<br />
+<i>Cap. XXVIII</i></p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center">SOMMARIO</p>
+
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXVIII">Capitolo XXXVIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXIX">Capitolo XXXIX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XL">Capitolo XL</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLI">Capitolo XLI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLII">Capitolo XLII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLIII">Capitolo XLIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLIV">Capitolo XLIV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLV">Capitolo XLV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLVI">Capitolo XLVI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLVII">Capitolo XLVII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLVIII">Capitolo XLVIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XLIX">Capitolo XLIX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_L">Capitolo L</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LI">Capitolo LI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LII">Capitolo LII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LIII">Capitolo LIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LIV">Capitolo LIV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LV">Capitolo LV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_LVI">Capitolo LVI</a></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXVIII" id="CAPITOLO_XXXVIII"></a>CAPITOLO XXXVIII</h2>
+
+<p>Bianca, che intanto trovavasi sola, non vedea
+l'ora di riveder la nuova amica, per dividere seco
+lei il piacere dello spettacolo della natura. Non aveva
+più nessuno cui esprimere l'ammirazione e comunicare
+le sue idee. Il conte, accortosi del di lei dispiacere,
+fece ricordare ad Emilia la visita promessa,
+ma il silenzio prolungato di Valancourt inquietava
+tanto la fanciulla, che fuggiva la società, ed avrebbe
+voluto differire il momento di riunirvisi fin quando
+non fosse calmata la sua ansietà. I Villefort la sollecitarono
+però così vivamente, che non potendo
+spiegare il motivo che l'attaccava alla solitudine,
+temè il suo rifiuto non avesse l'aria del capriccio,
+ed offendesse quegli amici dei quali voleva conservare
+la stima. Ritornò dunque al castello di Blangy;
+l'amicizia del conte la incoraggì a parlargli della
+sua posizione relativamente ai beni della zia ed a
+consultarlo sul modo di rivendicarli: non eravi
+dubbio che la legge non fosse in suo favore. Il conte
+la consigliò di occuparsene, e le offrì perfino di scrivere
+ad un avvocato di Aix per averne il parere.
+L'offerta venne accettata; le garbatezze che riceveva
+giornalmente in quella casa, l'avrebbero resa ancora
+felice, se avesse potuto esser certa che Valancourt
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>stava bene e l'amava sempre. Aveva già passata più
+d'una settimana al castello senza riceverne notizie;
+sapeva benissimo che se Valancourt non fosse stato
+dal fratello, era molto dubbio che la sua lettera
+pervenisse, ed intanto l'inquietudine, il timore che
+non poteva vincere turbavano continuamente il di
+lei riposo. Le passavano per l'idea i tanti casi, che
+potevano essere divenuti possibili dopo la sua cattività
+nel castello di Udolfo; talvolta era colta da
+tanto timore, o che Valancourt non esistesse più, o
+che non esistesse più per lei, che la compagnia
+istessa di Bianca le diveniva insopportabile. Passava
+ore intiere sola nella sua stanza, quando le occupazioni
+della famiglia le permettevano di farlo senza
+inciviltà.</p>
+
+<p>In uno di questi momenti di solitudine, aprì una
+cassettina contenente le lettere di Valancourt, e qualcuno
+dei disegni fatti in Toscana; ma questi ultimi
+oggetti l'interessavano poco. Cercava in quelle lettere
+il piacere di rammentarsi una tenerezza, che aveva formato
+tutta la sua consolazione, ed avevale fatto qualche
+volta obliare ogni affanno; ma esse non producevano
+più l'istesso effetto, aumentando invece le
+sue angoscie. Pensava, aver forse Valancourt potuto
+cedere alla forza del tempo e della lontananza. Oppressa
+da tai dolorosi pensieri, appoggiò la testa
+sulle mani, lasciando libero sfogo alle lacrime. In
+quel momento, Dorotea entrò per avvertirla che il
+pranzo sarebbe stato anticipato di un'ora. Sussultò
+Emilia, ed affrettossi a raccogliere le carte; ma la
+vecchia notò le sue lagrime e la sua agitazione.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! signorina,&nbsp;» esclamò essa, «&nbsp;nella vostra
+fresca età avete anche voi affanni?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si sforzò di sorridere, ma non poteva
+parlare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oimè! cara fanciulla, quando avrete i miei anni,
+non piangerete per inezie. Certo non dovete affliggervi
+per qualcosa di serio?</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p><p> &mdash; No, Dorotea,&nbsp;» rispose Emilia, «&nbsp;nulla d'importante.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dorotea, chinatasi per raccogliere qualcosa, esclamò
+improvvisamente; «&nbsp;Cielo! che vedo?&nbsp;» Cominciò
+a tremare, e si abbandonò su d'una sedia.</p>
+
+<p> &mdash; Cosa avete veduto?&nbsp;» disse Emilia guardandosi
+intorno.</p>
+
+<p> &mdash; È ella stessa,&nbsp;» disse Dorotea, «&nbsp;è lei precisamente
+com'era poco tempo innanzi la sua morte...
+Questo ritratto, oh Dio! dove l'avete trovato? È
+la mia cara padrona, è lei stessa!&nbsp;» E gettò sul tavolino
+la miniatura trovata da Emilia tra le carte
+che il padre le aveva ordinato di bruciare; era lo
+stesso ritratto, sul quale l'aveva una volta veduto
+piangere. Rammentandosi a tal proposito le circostanze
+della sua condotta, che l'avevano tanto sorpresa,
+l'emozione di Emilia fu tale, che non ebbe la
+forza d'interrogare Dorotea: tremava delle risposte
+che avrebbe potuto riceverne, e potè appena domandarle
+s'era certa che quello fosse il ritratto della
+marchesa.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! signorina,&nbsp;» rispose la vecchia, «&nbsp;come mi
+avrebbe colpito in questo modo, se non fosse l'effigie
+della mia padrona! O cielo,&nbsp;» soggiunse quindi
+riprendendo la miniatura, «&nbsp;ecco i suoi begli occhi
+azzurri, e quello sguardo così affabile e lusinghiero!
+Ecco la sua espressione, quando aveva pianto sola
+per qualche tempo! Ecco quell'aria di pazienza e
+rassegnazione, che mi squarciava il cuore e me la
+faceva adorare!</p>
+
+<p> &mdash; Dorotea,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;io prendo per la
+vostra afflizione un interesse maggiore che non potete
+<a name="tn7" id="tn7"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'suporre'">supporre</ins>. Vi domando di non negarvi a soddisfar
+la mia curiosità, che non è frivola.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sì dicendo, ella rammentossi delle carte, fra le
+quali aveva trovato il ritratto, e si convinse quasi
+che fossero relative alla marchesa di Villeroy. Ma
+la supposizione le fece nascere uno scrupolo. Temeva
+che fosse precisamente il segreto che suo padre
+aveva voluto nasconderle, e pareale di mancare al<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+suo dovere cercando di penetrarlo. Qualunque fosse
+la sua curiosità sul destino della marchesa, è probabile
+che vi avrebbe resistito tuttavia, se fosse
+stata certa che quelle terribili parole rimastele impresse
+appartenessero all'istoria di quella dama, o
+che le particolarità che poteva confidarle Dorotea
+potessero entrare nel divieto di suo padre. Ma ciò
+che sapeva Dorotea poteano saperlo molti altri, e
+non era presumibile che Sant'Aubert avesse il progetto
+di nascondere alla sua figlia ciò ch'essa poteva
+sapere in altra guisa. Emilia ne concluse che
+se quelle carte erano relative alla marchesa, non
+versavano su d'un oggetto che Dorotea potesse spiegarle;
+per cui, bandito ogni scrupolo, cominciò ad
+interrogarla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! signorina,&nbsp;» disse la vecchia, «&nbsp;la è un'istoria
+dolorosa, ed ora non posso raccontarvela; ma
+che dico? Non ve ne parlerò mai. Son molti anni
+ch'è accaduta, questa disgrazia, e non ho mai più
+parlato della signora marchesa se non con mio marito.
+Egli stava in questa casa come me, e sapeva
+soltanto da me certi dettagli che gli altri ignoravano.
+Io assisteva la padrona nell'ultima sua malattia,
+e ne seppi più che non il marchese istesso.
+Santa donna, quanto era paziente! Quand'essa morì,
+credetti morir con lei.</p>
+
+<p> &mdash; Dorotea,&nbsp;» la interruppe Emilia, «&nbsp;potete esser
+certa che quanto mi dite non uscirà mai dalla
+mia bocca. Vi ripeto che ho ragioni per cercar schiarimenti
+in proposito, e m'impegno coi più sacri
+giuramenti a non rivelar mai i vostri segreti.&nbsp;» Dorotea
+parve commossa dalle parole di lei; la guardò
+tacendo, e poi soggiunse: «&nbsp;Mia bella signorina, la
+vostra fisonomia mi parla a vantaggio vostro. Voi
+somigliate tanto alla mia cara padrona, che mi par
+di vedermela innanzi agli occhi. Se foste sua figlia,
+non potreste rammentarmela meglio di così. Ma l'ora
+del pranzo si avvicina, e voi dovete andare ad unirvi
+alla famiglia che vi attende.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Promettetemi prima di aderire alla mia domanda,&nbsp;»
+disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; E voi, signorina, spero che mi direte in qual
+modo quel ritratto è caduto nelle vostre mani, ed
+i motivi della vostra curiosità a proposito della mia
+padrona.</p>
+
+<p> &mdash; No, Dorotea,&nbsp;» replicò Emilia ravvedendosi.
+«&nbsp;Ho ancor io ragioni particolari per tacere, almeno
+fin quando non ne sappia qualcosa di più. Ricordatevi
+che non vi prometto nulla, e se volete compiacervi
+di contentar la mia curiosità, non dovete
+farlo coll'idea ch'io possa soddisfare la vostra. Ciò
+ch'io non voglio rivelare, non interessa me sola,
+altrimenti avrei meno riguardo a parlarne, e voi
+non potete narrarmi quanto desidero, se non confidando
+nel mio onore.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene, madamigella,&nbsp;» disse Dorotea, dopo
+averla per qualche tempo fissata, «&nbsp;voi mostrate
+tanto interesse; quel ritratto, e la vostra fisonomia
+in particolare, mi fanno pensare che potete sì realmente
+prenderne, ch'io vi confiderò cose non mai
+dette ad altri tranne a mio marito, sebbene molti
+ne abbiano sospettata una parte. Vi descriverò la
+morte della marchesa, e vi dirò le mie idee in proposito.
+Ma promettetemi per tutti i santi...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, interrompendola, le promise solennemente
+di non rivelar mai, senza suo consenso, quanto le
+avrebbe detto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Odo la campana che chiama a pranzo,&nbsp;» disse
+la vecchia, «&nbsp;io non posso più trattenermi.</p>
+
+<p> &mdash; Quando potrò dunque rivedervi?&nbsp;»</p>
+
+<p>Dorotea riflettè, e riprese:</p>
+
+<p>«&nbsp;Per non dar sospetto, verrò da voi allorchè tutti
+dormiranno.</p>
+
+<p> &mdash; Benissimo, ricordatevi di non mancare.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, sì, me ne rammenterò. Ma temo di non poter
+venire stanotte, essendovi il ballo della vendemmia,
+e quando cominciano non ismettono fino a
+giorno. Io soglio assistervi, e non voglio mancarci...&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p>
+
+<p>Emilia affrettossi a scendere. La sera, il conte e
+la sua famiglia, eccettuate la contessa e la Bearn,
+andarono a passeggiare onde partecipare alla gioia
+dei contadini. La festa si faceva in un'aia intorno
+alla quale erano appesi lumi agli alberi, da cui pendeva
+a festoni l'uva matura. Sotto una pergola vedeansi
+imbandite tavole copiosamente provviste di
+pane, vino, frutta e cacio. I suonatori, seduti appiè
+degli alberi, parevano partecipare dell'allegria prodotta
+dai loro strumenti. Un fanciullo suonava il
+cembalo e ballava solo, e co' suoi gesti, veramente
+ridicoli, raddoppiava le risa ed il brio di quella festa
+campestre.</p>
+
+<p>Il conte gioiva di que' piaceri cui aveva contribuito
+la sua liberalità. Bianca prese parte al ballo
+con un gentiluomo del vicinato. Dupont venuto a visitare
+il conte a tenore della sua promessa, desiderava
+danzare con Emilia, ma ella era troppo trista,
+per prender parte a tanto brio. Questa festa le rammentava
+quella dell'anno precedente, gli ultimi momenti
+del padre, ed il caso terribile che l'aveva
+troncata. Piena di tali rimembranze, si allontanò
+insensibilmente, internandosi nel bosco; i suoni addolciti
+dalla musica tempravano la sua malinconia;
+la luna diffondea attraverso le foglie una luce misteriosa;
+immersa ne' pensieri, senza accorgersi della
+distanza si ritrovò nel viale, in cui la notte dell'arrivo
+di suo padre colà, Michele aveva procurato di
+trovargli un asilo. Il viale era sempre deserto e
+selvaggio come allora.</p>
+
+<p>Considerando il luogo, si rammentò le emozioni
+ivi sofferte allo scorgere la figura ch'erasi dileguata
+fra gli alberi, ed ebbe qualche paura; tornò tosto
+indietro, in quella udì un rumor di passi, e fu
+raggiunta da una persona, che riconobbe per Enrico,
+il quale le manifestò qualche sorpresa di trovarla
+così lontana: essa gli disse che il piacere di passeggiare
+al chiaro della luna l'aveva fatta involontariamente<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+inoltrare in quel viale. D'improvviso, udì
+un'esclamazione d'un uomo che seguiva Enrico a
+poca distanza, e le parve riconoscere Valancourt;
+era lui stesso. L'incontro fu quale si può immaginarlo
+tra due persone sì care l'una all'altra, e separate
+per tanto tempo. Nell'ebbrezza del momento,
+Emilia obliò tutti i suoi affanni: Valancourt stesso
+pareva obliare che esistessero nel mondo altri fuor
+di lei, ed Enrico, attonito, li considerava in silenzio.</p>
+
+<p>Valancourt le fece tante interrogazioni in una volta,
+che non ebbe tempo di rispondergli. Seppe che la
+sua lettera eragli stata mandata a Parigi, mentre
+partiva per la Guascogna; e che finalmente avendola
+ricevuta era volato in Linguadoca. Giunto al monastero,
+d'onde ella aveva datata la sua lettera, con
+molto suo dispiacere trovò le porte chiuse per esser
+già notte. Credendo di non poter vedere Emilia se
+non il giorno dopo, tornava al suo alloggio, quando
+incontrò Enrico, da lui conosciuto a Parigi, e per
+caso infine si trovò presso colei che non si lusingava
+di vedere se non la domane.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXIX" id="CAPITOLO_XXXIX"></a>CAPITOLO XXXIX</h2>
+
+<p>Emilia, Valancourt e Enrico tornarono insieme
+alla festa; quest'ultimo presentò Valancourt al conte;
+Emilia credette accorgersi che questi non lo riceveva
+coll'ordinaria cordialità, quantunque paresse che si
+fossero già veduti. Fu invitato a godere i divertimenti
+della sera: quand'ebbe fatti i debiti complimenti
+al conte, andò a sedere accanto ad Emilia, e
+potè parlarle senza riserbo. I lumi appesi agli alberi
+permisero alla fanciulla di considerare quel
+volto, di cui nella sua assenza aveva procurato di
+rammentarsi tutti i lineamenti, e vide con pena che
+non era più l'istesso. Brillava come pel passato, di
+spirito e di fuoco, ma aveva perduto molto di quella
+semplicità, ed un poco anche di quella franca bontà,<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+che ne formava il carattere principale: era sempre
+però una fisonomia interessante. Emilia credeva travedere
+in lui un misto d'inquietudine e di malinconia.
+Egli cadeva talvolta in un'astrazione passeggera, e
+sembrava sforzarsi d'uscirne; tal altra guardava fiso
+la fanciulla, ed una specie di fremito pareva agitare
+la di lui anima. Ritrovava in Emilia la stessa bontà
+e beltà semplice che l'aveva sedotto allorchè la conobbe.
+Le guance erano un po' impallidite, ma la
+di lei dolce fisonomia, sebbene alquanto malinconica,
+la rendeva sempre più interessante.</p>
+
+<p>Gli raccontò le più importanti circostanze di quanto
+erale accaduto dopo la di lei partenza di Francia.
+La pietà e lo sdegno penetravano a vicenda, Valancourt
+al racconto delle atrocità di Montoni. Più di
+una volta, mentr'essa parlava, egli alzossi dalla sedia
+e passeggiò agitato. Non parlò se non dei mali da
+lei sofferti, nelle poche parole che potè dirigerle,
+non intese ciò ch'ella gli disse, quantunque con chiarezza,
+del sacrifizio necessario dei beni della sua
+zia, e della poca speranza di ricuperarli. Il giovane
+che pareva agitato da qualche affanno segreto, la
+lasciò bruscamente; quando tornò, ella si accorse
+che aveva pianto, e lo pregò di rimettersi. «&nbsp;Le mie
+pene sono finite,&nbsp;» gli disse Emilia, «&nbsp;io sono sfuggita
+alla tirannia di Montoni. Vi ritrovo sano, lasciate
+adunque ch'io vi veda anche felice.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt, più agitato che mai, rispose: «&nbsp;Io
+sono indegno di voi, Emilia, sono indegno di voi.&nbsp;»
+Tali parole, e più ancora l'espressione colla quale
+vennero pronunziate, afflissero vivamente Emilia.
+«&nbsp;Non mi guardate così,&nbsp;» le diss'egli stringendole
+la mano, «&nbsp;deh! non mi guardate così!</p>
+
+<p> &mdash; Vi vorrei chiedere,&nbsp;» gli diss'ella con voce affettuosa
+e commossa, «&nbsp;di spiegarvi chiaramente;
+ma mi accorgo che in questo momento tal domanda
+vi affliggerebbe: parliamo di tutt'altro: domani forse
+sarete più tranquillo. Voi eravate una volta ammiratore<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+della natura; vi rammentate il nostro viaggio
+dei Pirenei?</p>
+
+<p> &mdash; E posso obliarlo? Fu quella l'epoca più felice
+della mia vita: allora io amava con entusiasmo tutto
+ciò ch'era veramente buono e grande. Promettetemi
+Emilia di non dimenticarlo mai, ed io sarò tranquillo.</p>
+
+<p> &mdash; La mia condotta dipenderà dalla vostra,&nbsp;»
+disse Emilia, «&nbsp;ma possiamo essere ascoltati. Viene
+appunto madamigella Bianca; andiamole incontro.&nbsp;»</p>
+
+<p>I due amanti, raggiunta Bianca, recaronsi dal
+conte, e si misero a tavola sotto una pergola, ove
+sedevano i più venerandi vassalli, e tutti stettero
+allegri, tranne Emilia e Valancourt. Quando il conte
+tornò al castello, non invitò questi a seguirlo; egli
+prese dunque congedo da Emilia, e partì. La fanciulla,
+tornando in camera, pensò a lungo alla condotta
+di Valancourt ed all'accoglienza fattagli dal
+conte, ed in mezzo a queste riflessioni, obliò Dorotea.
+La mattina era già inoltrata quando se ne ricordò,
+e pensando giustamente che la buona vecchia
+non sarebbe venuta, pensò a riposare.</p>
+
+<p>La sera seguente, il conte incontrò a caso Emilia
+in un viale del giardino. Parlarono della festa, ed
+il discorso cadde su Valancourt.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quel giovine ha talento,&nbsp;» disse Villefort. «&nbsp;Lo
+conoscete voi da un pezzo?</p>
+
+<p> &mdash; Da un anno circa.</p>
+
+<p> &mdash; Mi fu presentato a Parigi, ed in principio ne
+fui contentissimo.&nbsp;» E si fermò.</p>
+
+<p>Emilia tremava, desiderava saperne di più, e temeva
+di far conoscere l'interesse che vi prendeva.</p>
+
+<p>«&nbsp;Posso io domandarvi,&nbsp;» soggiunse egli poscia,
+«&nbsp;da quanto tempo vedete il signor Valancourt?</p>
+
+<p> &mdash; Posso io domandarvi, o signore, il motivo di
+questa interrogazione?&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;e vi risponderò
+immediatamente.</p>
+
+<p> &mdash; Sicuro io vi dirò i miei motivi. È chiaro che<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+Valancourt vi ama, e fin qui non vi è nulla di straordinario,
+chè tutti quelli che vi vedono fanno altrettanto.
+Non ve lo dico per complimento, parlo
+con sincerità; ciò ch'io temo è ch'egli non sia amante
+preferito e corrisposto.</p>
+
+<p> &mdash; Perchè lo temete voi, signore?&nbsp;» disse Emilia,
+cercando nascondere l'emozione.</p>
+
+<p> &mdash; Perchè temo non ne sia degno.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, agitatissima, lo pregò di spiegarsi meglio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Lo farò,&nbsp;» ripigliò egli, «&nbsp;se voi sarete convinta
+che solo l'interesse ch'io prendo per voi, mi
+ha indotto a parlarvene... Io mi trovo in una posizione
+delicata, ma il desiderio di esservi utile deve
+vincere tutto il resto. Volete voi aver la compiacenza
+d'informarmi in qual modo conosceste il signor
+Valancourt?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia raccontò brevemente come l'avesse incontrato,
+e pregò poscia il conte di spiegarsi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Il cavaliere e mio figlio,&nbsp;» le disse egli, «&nbsp;fecero
+amicizia nella casa di un loro compagno, ove
+l'incontrai io stesso. L'invitai a venire in casa mia:
+allora ignorava le sue relazioni con una specie di
+uomini, rifiuto della società, che vivono della risorsa
+del giuoco, e passano la vita nelle dissolutezze. Io
+conosceva soltanto qualche parente del cavaliere, e
+riguardava questo motivo come sufficiente per riceverlo
+in casa mia. Ma mi accorgo che voi soffrite...
+troncherò questo discorso.</p>
+
+<p> &mdash; No, signore,&nbsp;» gli disse Emilia; «&nbsp;vi supplico
+di continuare.</p>
+
+<p> &mdash; In breve seppi,&nbsp;» soggiunse il conte, «&nbsp;che le
+sue relazioni l'avevano trascinato in una vita di dissipazione
+da cui pareva non aver nè il potere, nè la
+volontà di ritirarsi. Perdè al giuoco grosse somme;
+questo vizio divenne per lui una vera passione, e si
+rovinò. Ne parlai con interesse ai di lui parenti, i
+quali mi assicurarono che le loro ammonizioni essendo
+state inutili, erano stanchi di farne. Seppi in<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+seguito che pe' suoi talenti era stato iniziato nei segreti
+della professione del giuoco, e che aveva avuta
+la sua parte in certi ignominiosi profitti.</p>
+
+<p> &mdash; È impossibile,&nbsp;» sclamò Emilia; «&nbsp;ma perdonatemi,
+signore, non so quel che mi dico; perdonate
+al mio dolore: io credo, e debbo credere che foste
+male informato: il cavaliere ha senza dubbio nemici
+che hanno esagerato questi rapporti.</p>
+
+<p> &mdash; Vorrei crederlo, ma nol posso; mi son deciso
+a parlarvene soltanto per l'interesse che prendo alla
+vostra felicità, e dietro mia piena convinzione.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia taceva, e rammentavasi le parole di Valancourt,
+che avevano scoperto tanti rimorsi, è sembravano
+confermare i detti del conte; non aveva
+però il coraggio di convincersene, ed il suo cuore
+era oppresso dall'angoscia. Dopo una lunga pausa
+Villefort soggiunse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi accorgo dei vostri dubbi, e li trovo naturali;
+è giusto ch'io vi dia la prova di quanto ho
+detto, eppure nol posso senza esporre qualcuno a me
+sommamente caro.</p>
+
+<p> &mdash; Cosa temete, signore?&nbsp;» disse Emilia; «&nbsp;se
+posso prevenirlo; affidatevi al mio onore.</p>
+
+<p> &mdash; Mi affido senza dubbio all'onor vostro, ma posso
+io fidarmi egualmente del vostro coraggio? Credete
+voi di poter resistere alle preghiere di un amante
+corrisposto, che, nel suo dolore, vorrà sapere il nome
+di chi lo priva della sua felicità?</p>
+
+<p> &mdash; Non sarò esposta a questa tentazione, signore,&nbsp;»
+disse Emilia, con nobile fierezza, pur reprimendo a
+stento le lagrime; «&nbsp;non potrei continuare ad amare
+una persona che non posso più stimare, e perciò vi
+do la mia parola d'onore.</p>
+
+<p> &mdash; Vi dirò dunque tutto; la convinzione è necessaria
+alla vostra futura pace, e la mia intiera confidenza
+è il solo mezzo per procurarvela. Enrico, il
+figlio mio, è stato troppo spesso testimone della cattiva
+condotta del cavaliere: vi fu quasi trascinato<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+anche lui, e si abbandonò a mille stravaganze; ma
+riuscii a preservarlo dalla perdizione. Giudicate ora,
+signora Emilia, se un padre, a cui l'esempio del cavaliere
+ha quasi traviato l'unico figlio, non abbia un
+titolo bastante per avvertire quelli ch'egli stima, di
+non affidare la loro felicità in tali mani. Ho veduto
+io stesso il cavaliere impegnato nel giuoco con tai
+persone, che fremo al solo rammentarle; se ne dubitate
+ancora potete informarvi meglio da mio figlio.</p>
+
+<p> &mdash; Non dubito, o signore, dei fatti dei quali foste
+testimone, o che affermate,&nbsp;» disse Emilia, soccombendo
+al suo dolore; «&nbsp;il cavaliere si sarà forse
+abbandonato ad eccessi nei quali non cadrà più; se
+aveste conosciuto la purità dei suoi primi principii,
+potreste scusare la mia attuale incredulità.</p>
+
+<p> &mdash; Aimè! quanto è difficile il credere ciò che ci
+affligge! ma non voglio consolarvi con false speranze...
+Noi sappiamo tutti quale attrattiva abbia la
+passione del giuoco, e quanto sia difficile il vincerla.
+Il cavaliere si correggerebbe forse per un certo tempo,
+ma tornerebbe ben presto a ricadere nella funesta
+sua inclinazione. Temo la forza dell'abitudine, temo
+anzi che il suo cuore sia già corrotto. E perchè dovrei
+nascondervelo? Il giuoco non è il suo unico
+vizio; pare ch'egli abbia preso il gusto di tutti i
+piaceri vergognosi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Qui il conte ammutolì; Emilia, addolorata, sentendosi
+quasi mancare, aspettava ciò che aveva ancora
+da dirle. Villefort, visibilmente agitato, continuò:
+«&nbsp;Sarebbe una delicatezza crudele se persistessi
+a tacerlo; per due volte, le stravaganze del
+cavaliere lo trassero nelle carceri di Parigi, d'onde
+è uscito, a quanto mi fu accertato da persone degne
+di fede, la mercè d'una certa contessa notissima,
+e colla quale viveva tuttavia quand'io partii da
+Parigi.&nbsp;»</p>
+
+<p>E cessò di parlare; guardando Emilia, si accorse
+che cadeva svenuta, e s'affrettò a soccorrerla. Passò<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+qualche tempo prima ch'ella potesse riaversi: allora
+si trovò fra le braccia, non già del conte ma di Valancourt,
+il quale l'osservava con occhio smarrito,
+volgendole la parola con voce tremante. Al suono
+di quella voce tanto nota, Emilia aprì gli occhi, ma
+li rinchiuse tosto, e svenne di nuovo.</p>
+
+<p>Il conte, con un'occhiata severa, fe' segno al giovane
+di allontanarsi. Questi non fece che sospirare
+e chiamare Emilia presentandole acqua. Il conte ripetè
+il suo gesto, e l'accompagnò con qualche parola;
+Valancourt rispose con uno sguardo risentito,
+ricusò di abbandonare il suo posto, finchè Emilia
+non fosse rinvenuta, e non permise ad alcuno di avvicinarsele;
+ma nell'istante parve che la sua coscienza
+l'informasse del soggetto dell'abboccamento
+del conte e di Emilia: i suoi occhi si accesero di
+sdegno, che fu tosto represso dall'espressione d'un
+profondo dolore: il conte, osservandolo, fu mosso a
+pietà più che ad ira. Emilia, ripreso l'uso dei sensi,
+si mise a piangere amaramente, ma facendosi coraggio
+ringraziò il conte ed Enrico, con cui Valancourt
+era entrato nel parco, e s'avviò al castello,
+senza dir nulla a quest'ultimo. Colpito nel cuore da
+tal condotta, egli esclamò: «&nbsp;Gran Dio! In qual
+modo ho io meritato questo trattamento? Che vi
+hanno detto per cambiarvi a tal punto?&nbsp;» Emilia,
+senza rispondere, ma sempre più commossa, raddoppiava
+il passo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Accordatemi pochi minuti di colloquio,&nbsp;» le
+diss'egli avanzandosi al di lei fianco, «&nbsp;ve ne scongiuro:
+io sono infelice.&nbsp;»</p>
+
+<p>Quantunque avesse parlato sottovoce, il conte lo
+intese, e replicò che Emilia era troppo indisposta,
+onde poter parlare con alcuno, ma che ardiva accertare
+ch'ella avrebbe veduto il signor Valancourt
+il dì seguente se fosse stata meglio. Il giovane arrossì,
+guardò Villefort con fierezza, quindi Emilia
+con espressione di dolorosa sorpresa, poi raccogliendosi
+alquanto, soggiunse:<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Ebbene, verrò, signora; approfitterò del <i>permesso
+del signor conte</i>.&nbsp;»</p>
+
+<p>E fatto un leggiero inchino, si allontanò.</p>
+
+<p>Appena rientrata nel suo appartamento, Emilia fu
+agitata da mille pensieri rammentandosi il racconto
+di Villefort. Talora credea che avessero falsamente
+accusato Valancourt, parendole impossibile che quel
+carattere sì franco e leale avesse potuto avvilirsi e
+cadere sì basso. Tal altra dubitava perfino della
+buona fede del conte, supponendolo spinto da motivi
+segreti a rompere la sua <a name="tn18" id="tn18"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ralazione'">relazione</ins> con Valancourt;
+ma, riflettendoci, respingeva di poi siffatto
+pensiero. In ogni modo sentiva il peso della sua
+sventura. In mezzo al tumulto de' contrari affetti,
+si rammentò la semplicità dimostrata da Valancourt
+la sera precedente. Se avesse potuto dar ascolto al
+cuore, ne avrebbe sperato bene. Non poteva risolversi
+ad allontanarsi da lui per sempre, prima di
+avere acquistata una prova più convincente della
+sua cattiva condotta.</p>
+
+<p>Infine deliberò di tornare al convento per passarvi
+due o tre giorni. Nello stato in cui si trovava,
+la società le diveniva insopportabile. Sperava che
+la solitudine del chiostro e la bontà della badessa
+l'aiuterebbero a riprendere qualche impero su sè
+medesima, ed a sostenere lo scioglimento che pur
+troppo prevedeva. Le pareva che sarebbe stata meno
+afflitta se Valancourt fosse morto, o s'egli avesse
+sposato qualche rivale. Ciò che la riduceva alla disperazione,
+era il vedere l'amante disonorato e coperto
+d'obbrobrio, costringendola così a strapparsi
+dal cuore un'immagine sì lungamente adorata.</p>
+
+<p>Le triste riflessioni vennero interrotte da un biglietto
+di Valancourt, il quale, dipingendo il disordine
+dell'anima sua, la scongiurava di riceverlo
+quella sera medesima, anzichè la mattina. Provò
+essa tanta agitazione, che non ebbe la forza di rispondere:
+desiderava vederlo, per uscire da quello<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+stato d'incertezza. Recatasi dal conte, gli domandò
+consiglio. Villefort le rispose che, se credeva avere
+forza bastante da sopportare questa scena, credeva
+utile ad ambedue di accelerarla.</p>
+
+<p>La fanciulla rispose all'amante che acconsentiva
+a vederlo, e procurò in seguito di raccogliere le
+forze ed il coraggio di cui aveva tanto bisogno per
+sostenere un colloquio che doveva distruggere le sue
+più dolci e care speranze.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XL" id="CAPITOLO_XL"></a>CAPITOLO XL</h2>
+
+<p>Allorchè vennero ad avvertire Emilia che Villefort
+desiderava vederla, s'immaginò che vi fosse
+Valancourt. Nell'avvicinarsi al gabinetto del conte,
+la sua emozione divenne sì forte, che, non osando
+mostrarsi, si trattenne in sala per riaversi. Rimessasi
+alquanto, entrò, e trovò Valancourt seduto
+presso il conte. Si alzarono ambidue, e quest'ultimo
+si ritirò.</p>
+
+<p>Emilia stava cogli occhi bassi, non potendo parlare,
+e respirando appena. Valancourt le sedette vicino;
+sospirava, e taceva. Finalmente, con voce tremante
+disse: «&nbsp;Desiderai vedervi stasera per uscire
+almeno dall'orribile incertezza in cui mi piombò il
+vostro cambiamento. Alcune parole del conte mi
+hanno spiegato qualcosa. Mi accorgo che ho nemici,
+invidiosi della mia felicità, accaniti a distruggerla;
+e m'accorgo parimente che il tempo e la lontananza
+indebolirono i vostri sentimenti per me.&nbsp;»</p>
+
+<p>Queste ultime parole furono pronunziate colla
+massima commozione, ed Emilia non potè rispondere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quale incontro è il nostro?&nbsp;» esclamò Valancourt
+alzandosi, e camminando a gran passi per la
+stanza; «&nbsp;quale incontro, dopo una sì lunga e barbara
+separazione!&nbsp;» Tornò a sedere, poi soggiunse:
+«&nbsp;Emilia crudele, voi non mi parlate?&nbsp;» Si coprì
+la faccia come per nascondere l'agitazione, e prese<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+la mano di lei, che non seppe ritirarla. Essa non
+potè trattenere le lacrime: tutta la sua tenerezza
+tornò. Il giovane se ne accorse, un raggio di speranza
+gli surse nell'anima.</p>
+
+<p>«&nbsp;E che! voi mi compiangete?&nbsp;» diss'egli; «&nbsp;voi
+mi amate ancora! Siete sempre la mia Emilia! Soffrite
+ch'io creda alle vostre lacrime.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, vi compiango, ma debbo io amarvi? Credete
+voi di essere tuttavia quel medesimo stimabile
+Valancourt ch'io amava pel passato?</p>
+
+<p> &mdash; Che voi amavate pel passato?&nbsp;» sclamò egli.
+«&nbsp;L'istesso, l'istesso...&nbsp;» Si fermò un istante per la
+gran commozione, e continuò dolorosamente: «&nbsp;No,
+non sono più lo stesso, io son perduto: non son
+più degno di voi.&nbsp;» E si coprì di nuovo la faccia.
+Emilia era troppo colpita da una confessione tanto
+sincera per poter rispondere. Lottava contro il suo
+cuore, e sentiva il pericolo di fidar troppo nella sua
+risoluzione in presenza dell'amante. Le premea di
+por fine ad un colloquio sì penoso per entrambi.
+Ma, quando pensava che probabilmente sarebbe
+stato l'ultimo, mancavale ogni coraggio per non
+sentire più che il dolore e la tenerezza.</p>
+
+<p>Valancourt intanto, divorato dai rimorsi e dall'affanno,
+non aveva forza, nè volontà di esprimersi.
+Sembrava appena sensibile alla presenza di Emilia,
+e non faceva che piangere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Risparmiatemi,&nbsp;» gli disse la fanciulla, «&nbsp;il dispiacere
+di riparlare dei dettagli della vostra condotta,
+che mi obbligano a troncare la nostra relazione;
+bisogna separarci, ed io or vi vedo per l'ultima
+volta.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» esclamò Valancourt, «&nbsp;il vostro cuore
+non può essere d'accordo col labbro; non potete
+pensare a respingermi per sempre da voi.</p>
+
+<p> &mdash; Bisogna separarci,&nbsp;» ripetè Emilia, «&nbsp;e per
+sempre; la vostra condotta ce ne impone la necessità.</p>
+
+<p> &mdash; È la decisione del conte, ma non la vostra;<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+ed io saprò con qual diritto egli si frappone tra
+noi.&nbsp;» Ed alzatosi, percorrea a passi precipitosi la
+camera.</p>
+
+<p> &mdash; Disingannatevi,&nbsp;» disse Emilia non meno commossa.
+«&nbsp;La decisione è mia, il mio riposo lo esige.</p>
+
+<p> &mdash; Il vostro riposo esige che noi ci separiamo
+per sempre!&nbsp;» sclamò Valancourt. «&nbsp;È vero ch'io
+sono decaduto dalla mia propria stima: ma come
+avreste potuto rinunziare così presto a me, se non
+aveste già cessato di amarmi, o se non aveste ceduto
+alle suggestioni d'un altro?... No, Emilia, voi
+non vi acconsentirete, se mi amate ancora, e troverete
+la vostra felicità nel conservare la mia.</p>
+
+<p> &mdash; Come potrei essere scusabile,&nbsp;» rispos'ella,
+«&nbsp;se io vi affidassi il riposo della mia vita? Come
+potreste consigliarmelo, se vi fossi cara?</p>
+
+<p> &mdash; Se mi foste cara? è egli possibile che dubitiate
+dell'amor mio? Ma sì, avete ragione di dubitarne,
+poichè io son meno disposto all'orrore di separarmi
+da voi, che a quello d'avvolgermi nella mia
+rovina. Sì, son rovinato, e rovinato senza risorsa;
+sono oppresso dai debiti, e non so come pagarli.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sì dicendo, gli occhi di lui erano smarriti e pieni
+di disperazione. Emilia fu costretta di ammirare la
+sua franchezza, e parve essere per qualche minuto
+in lotta con sè medesima.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io non prolungherò,&nbsp;» diss'ella alfine, «&nbsp;un abboccamento
+il cui esito non può essere felice. Valancourt,
+addio.</p>
+
+<p> &mdash; No, voi non partirete,&nbsp;» gridò egli imperiosamente,
+«&nbsp;non mi lascerete così prima che l'animo
+mio abbia raccolta la forza necessaria per sopportare
+la mia perdita.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, spaventata dal suo disperato dolore, gli
+disse con dolcezza:</p>
+
+<p>«&nbsp;Riconosceste voi stesso la necessità di separarci;
+se volete farmi vedere che mi amate, perchè
+opporvi?<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Io era uno stolto quando vi confessava... Emilia,
+è troppo: voi non v'ingannate sulle mie colpe, ma
+il conte è la barriera, e non sarà a lungo l'ostacolo
+della mia felicità.</p>
+
+<p> &mdash; Ora voi parlate veramente da stolto: il conte
+non è vostro nemico, Valancourt; gli è mio amico,
+e questa sola considerazione dovrebbe bastare per
+farvelo riguardare come vostro.</p>
+
+<p> &mdash; Vostro amico!&nbsp;» disse vivamente Valancourt;
+«&nbsp;da quanto tempo è egli tale, per farvi obliare
+così presto l'amante? È egli vostro amico colui che
+vi suggerì di preferire Dupont? Dupont, che voi
+dite avervi ricondotta dall'Italia? Dupont, ch'io dico
+avermi rapito il vostro cuore? Ma io non ho diritto
+d'interrogarvi. Siete padrona di voi stessa;
+ma quel Dupont non trionferà a lungo della mia
+sciagura.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, più spaventata che mai dal furore di Valancourt,
+gli disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;In nome del cielo, siate ragionevole; calmatevi;
+Dupont non è vostro rivale, ed il conte non
+è suo difensore; voi non avete altri nemici che voi
+stesso, e mi convinco sempre più che non siete quel
+Valancourt che ho amato tanto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Egli non rispose; coi gomiti appoggiati sul tavolino,
+stava silenzioso. Emilia era muta e tremante,
+e non osava lasciarlo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Infelice!&nbsp;» esclamò egli poco dopo; «&nbsp;io non
+posso lagnarmi senza accusarmi! Perchè fui io trascinato
+a Parigi? Perchè non seppi difendermi dalle
+seduzioni che dovevano rendermi disprezzabile per
+sempre?&nbsp;» Voltosi quindi vêr lei, le prese la mano,
+e le disse <a name="tn22" id="tn22"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'affettuosomente'">affettuosamente</ins>: «&nbsp;Emilia, potete voi sopportare
+l'idea della nostra separazione? Potete voi
+abbandonare un cuore che vi ama come il mio? Un
+cuore che, malgrado i suoi errori, apparterrà a voi
+sola?&nbsp;» La fanciulla non rispondeva se non colle
+lacrime. «&nbsp;Io non aveva,&nbsp;» soggiunse egli, «&nbsp;un solo<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+pensiero che volessi nascondervi non un piacere, nè
+un desiderio, ai quali voi non poteste prender parte.
+Queste virtù potrebbero appartenermi tuttora, se la
+vostra tenerezza, che le aveva alimentate, non fosse
+cambiata senza rimedio; ma voi non mi amate più:
+quelle ore felici passate insieme si presenterebbero
+alla vostra immaginazione, e non potreste pensarvi
+con indifferenza. Non vi affliggerò oltre, ma prima
+ch'io parta, permettetemi di ripetervi, che qualunque
+possa essere il mio destino ed i miei patimenti, non
+cesserò mai d'amarvi teneramente. Io parto, Emilia,
+vi lascio per sempre.&nbsp;»</p>
+
+<p>La di lui voce s'indebolì, e cadde sulla sedia nel
+massimo abbattimento. Emilia non poteva nè uscire,
+nè dirgli addio. Tutte le di lui follie erano quasi cancellate
+dal suo spirito, e non sentiva più che dolore
+e pietà.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ditemi almeno,&nbsp;» disse Valancourt, «&nbsp;che mi
+vedrete un'altra volta.&nbsp;» Il cuore di lei fu in certa
+qual guisa sollevato da tale preghiera. Si sforzò di
+persuadersi che non doveva negargliela; ma provava
+nondimeno qualche imbarazzo pensando ch'era
+in casa del conte, il quale avrebbe potuto offendersi
+del ritorno di Valancourt; finì ad acconsentirvi a
+patto che non avrebbe considerato il conte come
+nemico, nè Dupont come rivale; allora egli partì
+talmente consolato dalle ultime parole di lei, che
+perdè il primiero sentimento della sua disgrazia.</p>
+
+<p>Emilia tornò in camera per ricomporsi e nascondere
+le orme delle lacrime: ella ebbe però difficoltà
+a calmarsi, non potendo bandire la rimembranza
+di quest'ultima scena, nè l'idea di rivedere
+Valancourt, giacchè quest'ultimo abboccamento sembravale
+dover essere più terribile del precedente.
+Il giovane le aveva fatta grand'impressione, malgrado
+quanto aveva saputo. Pareale impossibile
+ch'egli avesse potuto depravarsi al punto che le
+si voleva far credere, ed avrebbe ceduto forse<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+alle lusinghiere persuasioni del suo cuore, senza
+la prudenza di Villefort, il quale le rappresentò il
+pericolo della sua situazione, e la poca speranza che
+poteva offrire un nodo la cui felicità doveva consistere
+nel ristabilimento d'un patrimonio scialacquato,
+e nell'obblìo delle più viziose abitudini; e' fu perciò
+afflittissimo, ch'ella avesse condisceso ad un secondo
+colloquio.</p>
+
+<p>Quella notte Emilia non potè chiuder occhio.</p>
+
+<p>Valancourt intanto era in preda all'angosce della
+disperazione. La vista di Emilia aveva rinnovata
+l'antica fiamma, indebolita solo leggermente dall'assenza
+e dalle distrazioni d'una vita tumultuosa. Allorchè,
+ricevendo la sua lettera era partito per la
+Linguadoca, sapeva pur troppo che le sue follie
+l'aveano rovinato, nè pensava di nasconderlo all'amante;
+si affliggeva solo del ritardo che la sua condotta
+potrebbe cagionare al loro matrimonio, nè
+prevedeva come tale informazione avrebbe potuto
+indurla a rompere ogni loro legame. Oppresso all'idea
+di questa eterna separazione, lacerato dai rimorsi,
+attendeva il secondo abboccamento in uno stato quasi
+di delirio; ma sperava però sempre di ottenere a
+forza di preghiere qualche mutamento nella di lei
+risoluzione.</p>
+
+<p>La mattina le fece domandare a che ora avrebbe
+potuto riceverlo: quand'essa ricevè il biglietto, era
+col conte, che approfittò del nuovo pretesto per riparlarle
+di Valancourt. Vedeva la disperazione della
+giovine amica, e temeva che il coraggio l'abbandonasse.
+Emilia rispose al biglietto, ed il conte ritornò
+sul proposito dell'ultima conversazione. Egli
+parve temere le tentazioni di Valancourt, e le disgrazie
+alle quali si esporrebbe per l'avvenire, se
+non resisteva ad un dispiacere presente e passaggiero:
+queste ripetute ammonizioni potevano sole
+premunirla contro gli effetti della sua affezione, ed
+ella risolse di seguire i di lui consigli.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span></p>
+
+<p>Giunse alfine l'ora dell'abboccamento: Emilia
+si presentò sostenuta nel contegno, ma Valancourt,
+troppo agitato, restò qualche minuto senza poter
+parlare; le sue prime frasi furono preghiere, lamenti,
+rimproveri contro sè medesimo; in seguito
+le disse: «&nbsp;Emilia, vi ho amata, e vi amo più di
+me stesso; son rovinato per colpa mia, ma intanto
+non posso negare ch'io preferissi trascinarvi in
+un'unione infelice, anzichè soffrire, perdendovi il
+castigo che merito... Io sono un infelice, ma non
+voglio più esser un vile; non cercherò più di smovervi
+dalla vostra risoluzione colle istanze d'una
+passione egoista. Io rinunzio a voi, Emilia, e cercherò
+di consolarmi, pensando che, se sono disgraziato,
+voi potete almeno esser felice. Non ho, è vero,
+il merito del sacrifizio, e non avrei mai avuta la
+forza di farvi libera, se la vostra prudenza non l'avesse
+esigiuto.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla procurava di rattenere le lagrime, e
+stava per dirgli: «&nbsp;Voi parlate ora come facevate
+una volta.&nbsp;» Ma restò in silenzio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Perdonatemi, Emilia,&nbsp;» ripigliò egli, «&nbsp;tutte le
+inquietudini che vi ho cagionate. Pensate talvolta
+al povero Valancourt, e ricordatevi, che la di lui
+sola consolazione sarà di sapere che le sue follie
+non vi resero infelice.&nbsp;»</p>
+
+<p>Le lagrime sgorgarono in copia dagli occhi di
+Emilia, la quale si sforzò di farsi coraggio e por
+fine ad un colloquio che aumentava la loro comune
+afflizione. Valancourt la vide piangere mentre si alzava;
+fece un nuovo sforzo per contenere i propri
+sentimenti, e calmare quelli di Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;La rimembranza di questo doloroso momento,&nbsp;»
+le diss'egli, «&nbsp;sarà in futuro la mia salvaguardia.
+L'esempio e la tentazione non potranno
+più sedurmi. La memoria di quel pianto che versate
+per me, mi darà <a name="tn25" id="tn25"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'forza la'">la forza</ins> di superare ogni pericolo.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p>
+
+<p>Emilia, alquanto consolata da tale assicurazione,
+rispose:</p>
+
+<p>«&nbsp;Noi ci separiamo per sempre; ma se la mia
+felicità vi è cara, ricordatevi ognora che nulla vi
+potrà maggiormente contribuirvi colla certezza che
+voi riacquistaste la vostra propria stima.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt le prese la mano, aveva gli occhi lagrimosi,
+e l'addio che voleva pronunziare veniva
+soffocato dai singulti. Dopo qualche momento, Emilia,
+tutta commossa, disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Addio, Valancourt, possiate essere eternamente
+felice! Addio,&nbsp;» ripetè nuovamente volendo ritirare
+la mano; ma egli la teneva stretta fra le sue, e la
+bagnava di lacrime. «&nbsp;Perchè prolungare questi
+momenti?&nbsp;» continuò ella, con voce inarticolata;
+«&nbsp;essi son troppo penosi per noi.</p>
+
+<p> &mdash; Troppo, sì, troppo, davvero,&nbsp;» sclamò Valancourt,
+lasciandole la mano, e abbandonandosi
+sulla sedia, celossi la faccia. Dopo un lungo intervallo,
+durante il quale Emilia piangeva amaramente
+e Valancourt lottava contro il suo dolore, egli si
+alzò di nuovo, e prendendo un accento più fermo,
+disse: «&nbsp;Io vi affliggo, ma l'ambascia che provo
+dev'essere la mia scusa. Addio, Emilia, voi sarete
+sempre l'unico oggetto della mia tenerezza. Pensate
+qualche volta all'infelice Valancourt, almeno per
+compassione, se non per istima, giacchè cosa sarebbe
+per me il mondo intiero senza di voi e senza la
+vostra stima? Cara Emilia, addio per sempre.&nbsp;»</p>
+
+<p>Le baciò la mano, la guardò per l'ultima volta
+e fuggì precipitosamente.</p>
+
+<p>Emilia restò nell'atteggiamento in cui l'aveva
+lasciata, col cuore così oppresso, che poteva appena
+respirare; udì il rumore dei di lui passi indebolirsi
+mano mano. Fu scossa da tale stato dalla voce
+della contessa che parlava in giardino. Allora versò
+lagrime che la sollevarono, e così, ripreso vigore,
+ebbe la forza di recarsi alla sua camera.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XLI" id="CAPITOLO_XLI"></a>CAPITOLO XLI</h2>
+
+<p>Torniamo a Montoni, la cui sorpresa e rabbia per
+la fuga di Emilia fecero tosto luogo ad interessi
+più urgenti. Le sue depredazioni eransi talmente
+moltiplicate, che il senato di Venezia, malgrado la
+sua debolezza e l'utilità, che all'occasione avrebbe
+potuto ritrarre da Montoni, non volle sopportarle
+più a lungo. Fu decretato pertanto di distruggere
+le di lui forze e punire il suo brigandaggio. Un
+grosso stuolo di milizie accingevasi a marciare contro
+il castello di Udolfo. Un giovane ufficiale, animato
+contro Montoni dal risentimento di qualche
+ingiuria particolare, o fors'anco dal desiderio di
+distinguersi, chiese udienza al ministro che dirigeva
+quest'impresa. Gli rappresentò che Udolfo era un
+forte situato in un luogo troppo formidabile per
+essere preso d'assalto. Un corpo di truppe non poteva
+avvicinarvisi senza che Montoni ne fosse avvertito.
+L'onore della repubblica si opponeva al
+piano d'assediare quel castello con un esercito regolare.
+Bastava un pugno di gente risoluta, ed era
+probabilissimo d'incontrare ed attaccare Montoni ed
+i suoi fuori delle mura, ovvero avvicinandosi al
+castello colla cautela compatibile con pochi soldati,
+sarebbe stato facile trar vantaggio da qualche tradimento
+o negligenza, per penetrare d'improvviso
+nell'interno.</p>
+
+<p>Il piano, seriamente meditato, fu affidato allo
+stesso ufficiale che l'aveva concepito. Dapprincipio
+egli usò l'astuzia; si accampò nei dintorni di Udolfo
+e procurò guadagnarsi l'assistenza de' vari condottieri.
+Non ne trovò neppur uno che non fosse pronto
+a tradire un padrone imperioso, per assicurarsi così
+il perdono del senato. Informatosi del numero delle
+truppe di Montoni, seppe che i suoi ultimi successi
+le avevano aumentate d'assai. Non iscoraggitosi per<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+questo, appiccò intelligenze nell'interno della piazza,
+che gli procurarono la parola d'ordine, e mescolatosi
+colla sua gente ai seguaci di Montoni, potè
+introdursi nel castello e sorprenderlo, mentre un
+altro stuolo de' suoi, dopo una lieve resistenza, faceva
+cedere le armi alla guarnigione. Tra le persone
+prese con Montoni, trovavasi Orsino: avendo saputo,
+dopo l'inutile sforzo fatto per rapire Emilia,
+che quello scellerato aveva raggiunto Montoni ad
+Udolfo, Morano ne aveva avvertito il senato. Il desiderio
+di prendere quest'uomo, autore dell'assassinio
+d'un senatore, fu uno dei motivi che fecero
+accelerare l'impresa, il cui successo riuscì gradito
+tanto, che, malgrado i sospetti politici e l'accusa
+segreta di Montoni, il conte Morano fu rimesso in
+libertà. La celerità e facilità di questa spedizione
+prevennero il chiasso e le dicerie, sicchè Emilia, in
+Linguadoca, ignorò la disfatta e l'umiliazione del
+suo crudele persecutore.</p>
+
+<p>Il di lei spirito era sì oppresso da tanti affanni,
+che verun sforzo della sua ragione, valea a superarne
+l'effetto. Villefort non risparmiava alcun mezzo
+per consolarla. L'invitava spesso a passeggiare con
+lui e colla figlia, e tenevale acconci discorsi sperando
+sradicare gradatamente il soggetto del suo
+dolore e risvegliare in lei nuove idee. Emilia, vedendo
+in lui un vero amico, il protettore della sua
+gioventù, lo prese ad amare con affetto figliale.</p>
+
+<p>Il di lei cuore si apriva con Bianca come con
+una sorella. La bontà e semplicità di questa fanciulla
+compensavala abbastanza della privazione di
+qualche vantaggio più lusinghiero. Passò qualche
+tempo prima che Emilia potesse distrarsi tanto dal
+pensiero di Valancourt, per ascoltare l'istoria promessale
+dalla vecchia Dorotea, la quale in fine, premurosa
+di narrargliela, glie ne fece sovvenire, e
+Emilia l'aspettò l'istessa sera.</p>
+
+<p>Infatti, dopo mezzanotte, giunse Dorotea, e dopo<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+pochi minuti di riposo cominciò così il suo racconto:
+«&nbsp;Sono ormai venti anni che la signora marchesa
+arrivò in questo castello. Quanto era bella
+allorchè entrò nella sala ov'eravamo riuniti per riceverla!
+Quanto sembrava felice il signore marchese!
+Chi l'avrebbe potuto indovinare! Ma che dico?
+Signora Emilia, mi parve che la marchesa fosse un
+poco afflitta. Lo dissi a mio marito, ed egli mi rispose
+che sbagliava: non glie ne parlai più, e tenni
+per me le mie osservazioni. La signora marchesa aveva
+all'incirca la vostra età, e, come l'ho spesso notato,
+vi somigliava moltissimo. Il signor marchese
+diede feste splendide, e pranzi così magnifici, che
+da quel tempo il castello non fu mai così brillante.
+Io allora era giovine ed allegra quanto chicchessia.
+Mi rammento che ballava con Filippo il cantiniere;
+era vestita in gran gala. Vi giuro che faceva la mia
+figura. Il signor marchese allora mi osservava. Ah!
+egli era pur allora il bravo signore. Chi avrebbe
+potuto mai supporre che lui...</p>
+
+<p> &mdash; Ma la marchesa cosa faceva?&nbsp;» interruppe
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! sì, è vero. La marchesa mi pareva che
+non fosse felice. Io la sorpresi una volta a piangere.
+Allorchè mi vide, si asciugò gli occhi sforzandosi
+di ridere. Non osai domandarle che avesse, ma
+la seconda volta che la trovai in quello stato, glie
+ne chiesi il motivo, e parve offendersene. Non le
+dissi più nulla, ma però indovinai qualcosa. Pareva
+che il padre l'avesse costretta a sposare il marchese
+per le sue ricchezze. Essa amava un altro signore,
+grandemente invaghito di lei. M'immaginai dunque
+che si affliggesse d'averlo perduto, ma però non
+me ne ha parlato mai. La mia padrona procurava
+di nascondere le sue lacrime al marito. Io la vedeva
+spesso dopo i suoi trasporti di dolore, prendere
+un'aria tranquilla quand'egli entrava. Il mio
+padrone divenne d'improvviso pensieroso e severo<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+colla moglie, la quale se ne afflisse, senza però lagnarsene
+mai. Allora parve disposta a tornare di
+buon umore, ma il marchese era così salvatico, e
+le rispondeva con tanta durezza, che fuggiva piangendo
+nella sua stanza. Io ascoltava tutto nell'anticamera.
+Povera signora! qualche volta credeva che
+il marchese fosse geloso: la mia padrona, benchè
+ammirata da tutti, era troppo onesta per meritare
+il più lieve sospetto. Fra tutti i cavalieri che frequentavano
+il castello eravene uno che mi pareva
+fatto per lei. Egli era così gentile, così galante! Ho
+osservato sempre che, quando veniva in casa il signor
+marchese era più malcontento del solito, e la
+padrona più pensierosa. Mi venne allora in idea
+che fosse quello il gentiluomo amante e riamato da
+lei, ma non ho potuto mai assicurarmene.</p>
+
+<p> &mdash; Quale era il nome di quel cavaliere?&nbsp;» disse
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Non posso dirvelo, signorina, perchè non conviene.
+Una persona morta poco tempo fa mi ha assicurato
+che la marchesa non era in buona regola
+la moglie del marchese, avendo ella prima sposato
+segretamente il cavaliere che amava. Non ardì confessarlo
+al padre, uomo brutale, ma non è verosimile,
+ed io non l'ho mai creduto. Come vi diceva,
+il marchese era quasi fuori di sè, allorchè quel
+cavaliere veniva qui. Il trattamento che faceva del
+continuo alla moglie la rese alfine infelicissima. Non
+voleva più che vedesse alcuno, e la costringeva a
+vivere affatto isolata. Io l'ho sempre servita: vedeva
+i suoi patimenti, ma ella non se ne doleva
+mai. Dopo un anno di questa vita, la padrona si
+ammalò: credei da principio che il suo male derivasse
+dagli affanni; ma, ohimè! temo molto che
+quella malattia non avesse un motivo più terribile.</p>
+
+<p> &mdash; Più terribile!&nbsp;» sclamò Emilia; «&nbsp;ed in qual
+modo?</p>
+
+<p> &mdash; Io ne dubito molto; vi furono circostanze<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+strane davvero, ma vi dirò solo ciò che accadde. Il
+signor marchese...</p>
+
+<p> &mdash; Zitto! Dorotea.&nbsp;»</p>
+
+<p>La vecchia mutò colore. Ascoltarono tuttaddue
+attentamente, e udirono cantare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi pare di aver già sentita questa voce,&nbsp;» disse
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; L'ho intesa spesso anch'io, e sempre precisamente
+a quest'ora,&nbsp;» disse Dorotea con gravità.
+«&nbsp;Se gli spiriti possono cantare, certo questa musica
+non può venire che da loro.&nbsp;»</p>
+
+<p>A misura che la musica si avvicinava, Emilia la
+riconobbe per l'istessa già intesa all'epoca della
+morte del padre. La custode soggiunse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi pare d'avervi già detto, signorina, che cominciai
+a sentire questa musica poco dopo la morte
+della mia cara padrona.</p>
+
+<p> &mdash; Zitto,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;apriamo la finestra ed
+ascoltiamo.&nbsp;» Ma la musica si allontanò insensibilmente,
+e tutto rientrò nel silenzio. Il paese intiero
+era avvolto nelle tenebre, e lasciava scorgere solo
+indistintamente qualche parte del giardino.</p>
+
+<p>Emilia, appoggiata alla finestra, considerava quel
+tenebrore con <a name="tn31" id="tn31"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ripettoso'">rispettoso</ins> silenzio, ed alzava gli occhi
+al cielo adorando i decreti del Supremo Fattore.
+Dorotea allora continuò con voce sommessa:</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi diceva adunque, signorina, che mi rammentava
+della prima sera in cui intesi questa musica:
+ciò avvenne una notte poco dopo la morte della
+mia cara padrona. Non so per qual motivo non era
+andata ancora a dormire, e pensava dolorosamente
+alla marchesa, ed alla trista scena ond'era stata
+testimone. Tutto era tranquillo, e la mia camera era
+lontana da quelle degli altri domestici; in quella
+solitudine, e colla fantasia piena di tristi idee, mi
+trovava isolata, e bramava udire qualche rumore,
+giacchè sapete che quando si ode movimento, non
+si ha tanta paura. Io mi asteneva perfino dal girare<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+gli occhi per la camera, temendo sempre di
+vedere la faccia moribonda della mia povera padrona,
+che mi stava presente: quando d'improvviso
+intesi una dolce armonia, la quale pareva essere
+sotto la mia finestra; non ebbi la forza di alzarmi,
+ma credei fosse la voce della marchesa, e piansi di
+tenerezza. Da quella notte, intesi spesso quest'armonia,
+la quale però era cessata da qualche mese,
+ma ora è tornata di nuovo.</p>
+
+<p> &mdash; È strano,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;che non siasi ancora
+scoperto il cantore.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! signora, se fosse una persona naturale,
+si conoscerebbe da molto tempo; ma chi può avere
+il coraggio di correr dietro ad uno spirito? E quand'anco
+avesse tal coraggio, cosa si scoprirebbe?
+Gli spiriti, come sapete, possono prender la figura
+che vogliono: ora son qui, ora son là, e poco dopo
+sono cento miglia distanti.</p>
+
+<p> &mdash; Di grazia, riprendiamo l'istoria della marchesa,&nbsp;»
+disse Emilia; «&nbsp;informatemi del genere
+della sua morte.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora... Il marchese divenne sempre più
+burbero, e la signora peggiorava tutti i giorni. Una
+notte vennero a chiamarmi; corsi da lei, e fui spaventata
+dallo stato in cui la trovai. Qual cambiamento!
+Mi guardò in modo da muovere a compassione
+i sassi. Mi pregò di chiamar il marchese,
+che non si era fatto vedere per tutto il giorno,
+avendo cose segrete da comunicargli. Venne; parve
+afflittissimo di vederla così malata, e parlò poco. La
+mia padrona gli disse che si sentiva moribonda,
+e desiderava parlargli senza testimoni; io uscii, e
+non mi dimenticherò mai l'occhiata che mi lanciò
+in quel momento. Allorchè rientrai, dissi al padrone
+di mandar a chiamare un medico, immaginando che
+il dolore gl'impedisse di pensarvi; la signora rispose
+ch'era troppo tardi: ma egli pareva non crederle,
+e riguardare la sua malattia come leggera.<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+Di lì a poco cadde in terribili convulsioni; urlava
+orrendamente. Il marchese fece partire un uomo a
+cavallo per cercar il medico. Io restai presso la
+marchesa, procurando di sollevarla. In un intervallo
+molto doloroso mandò a cercar di nuovo il padrone:
+egli venne, ed io voleva ritirarmi, ma ella desiderò
+che non m'allontanassi. Oh! io non mi scorderò
+mai quella scena. Il marchese perdeva quasi la ragione;
+ma la signora gli parlava con tanta bontà,
+e si dava tanta pena per consolarlo, che se mai egli
+avesse avuto qualche sospetto, doveva cancellarlo in
+quel momento. Sembrava oppresso dalla rimembranza
+de' suoi maltrattamenti, ed ella ne fu tanto
+commossa, che svenne fra le mie braccia. Io feci
+subito uscire il marchese, il quale corse nel suo
+gabinetto, e si gettò per terra, non volendo più
+veder nessuno. Quando la signora fu alquanto rimessa,
+chiese sue nuove, e disse in seguito che il
+di lui dolore l'affliggeva troppo, e che bisognava
+lasciarla morire in pace. Spirò nelle mie braccia
+colla dolcezza d'un angelo, giacchè la crisi violenta
+era già passata.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dorotea versò un torrente di lagrime. Emilia
+pianse con lei, intenerita dalla bontà della marchesa,
+e dalla rassegnazione colla quale aveva
+sofferto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Il medico giunse,&nbsp;» continuò Dorotea, «&nbsp;ma
+troppo tardi. Parve stupefatto nel vedere il cadavere
+della mia padrona, la cui faccia era divenuta
+livida e nera. Fece uscire tutti, e mi volse singolari
+domande a proposito della marchesa e della sua
+malattia. Scuoteva la testa alle mie risposte, e pareva
+giudicare sinistramente. Io lo compresi pur
+troppo, ma non comunicai le mie congetture se non
+a mio marito, che mi raccomandò di tacere: alcuni
+altri domestici ebbero però gli stessi sospetti che
+circolarono nel vicinato. Allorchè il marchese seppe
+che la signora era morta, si rinchiuse nel suo appartamento,<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+e non volle vedere che il medico. Restarono
+insieme più di un'ora, e il dottore non mi
+parlò più della marchesa, la quale fu sepolta nella
+chiesa del convento. Tutti i vassalli assistettero
+piangendo al suo funerale, perchè era molto caritatevole.
+Quanto al signor marchese, io non ho
+mai veduto un'afflizione come la sua, e talvolta
+nell'eccesso del dolore perdeva l'uso dei sensi. Non
+restò molto tempo nel castello, e partì pel suo reggimento.
+Poco dopo, tutti furono congedati, tranne
+mio marito e me, nè l'ho riveduto mai più.</p>
+
+<p> &mdash; La morte della marchesa pare straordinaria!&nbsp;»
+disse Emilia, desiderando saperne qualcosa di più.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora, fu straordinaria. Vi dico tutto
+ciò che ho veduto, e voi potete indovinar quel
+che ne penso; non posso dir altro per non diffondere
+ciarle che potrebbero offendere il signor conte.</p>
+
+<p> &mdash; Avete ragione; sapete voi dove sia morto il
+marchese?</p>
+
+<p> &mdash; Nell'Alsazia, a quanto credo,&nbsp;» rispose Dorotea.
+«&nbsp;Mi rallegrai molto quando seppi che arrivava
+il signor conte. Questo luogo è stato lunga
+pezza in una trista desolazione. Noi vi udimmo rumori
+straordinari, poco dopo la morte della padrona,
+ed io, con mio marito, ci ritirammo in una casuccia
+poco lontana. Adesso, signora Emilia, che vi ho raccontato
+questa tragica istoria, vi rammenterò la
+vostra promessa di non lasciarne traspirar nulla ad
+alcuno.</p>
+
+<p> &mdash; Sarò fedele alla mia parola,&nbsp;» rispose Emilia;
+«&nbsp;ciò che mi narraste m'interessa assai più di
+quanto potete supporre. Vorrei solo pregarvi di nominarmi
+il cavaliere che, secondo voi, s'interessava
+tanto per la marchesa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dorotea negò assolutamente di acconsentirvi, e
+tornò a parlare della somiglianza di lei colla marchesa.</p>
+
+<p> &mdash; «&nbsp;Vi è un altro ritratto di questa,&nbsp;» soggiunse,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+«&nbsp;ed è in una delle stanze chiuse. Fu fatto prima
+del suo matrimonio, e voi le somigliate assaissimo.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla mostrò desiderio di vederlo, e Dorotea
+rispose che non aveva coraggio di entrare in
+quell'appartamento. Emilia le rammentò che, il dì
+innanzi, il conte aveva parlato di farlo aprire. La
+custode convenne allora d'andarlo prima a vedere
+con lei.</p>
+
+<p>La notte era molto avanzata, e Emilia troppo
+commossa dal racconto inteso per visitare così tardi
+quel luogo. Pregò dunque la vecchia di tornare la
+notte seguente. Oltre il desiderio di vedere il ritratto,
+sentiva un'ansiosa curiosità di visitare la
+camera ov'era morta la marchesa, e che, secondo
+Dorotea, era rimasta nel primiero stato. La commozione
+che le cagionava l'aspettativa di una tale
+scena, era allora conforme allo stato del di lei spirito.
+Oppressa dal cambiamento della sua sorte, gli
+oggetti piacevoli aumentavano la sua malinconia in
+vece di dissiparla; forse aveva torto di piangere sì
+amaramente un infortunio inevitabile; ma veruno
+sforzo della ragione valeva a lasciarle scorgere con
+indifferenza l'avvilimento di colui che aveva già
+stimato ed amato con tanto trasporto.</p>
+
+<p>Dorotea promise di tornare la notte seguente colle
+chiavi dell'appartamento, e si ritirò.</p>
+
+<p>Emilia restò alla finestra, meditando tristamente
+sul destino dell'infelice marchesa, ed aspettando
+ansiosa il ritorno della musica notturna. La calma
+non fu turbata se non dallo stormir delle frondi
+agitate da lieve brezzolina. La campana del convento
+suonò mattutino, e Emilia se ne andò a letto
+cercando nel sonno l'oblio della dolorosa storia
+della marchesa di Villeroy.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XLII" id="CAPITOLO_XLII"></a>CAPITOLO XLII</h2>
+
+<p>La notte seguente, all'istessa ora circa, Dorotea
+venne a prendere Emilia e portò le chiavi dell'appartamento
+della marchesa, che si trovava dalla
+parte opposta, al nord. Dovevano passare vicino
+alle stanze della servitù, e Dorotea desiderava sfuggire
+alle loro osservazioni. Volle dunque aspettare
+un'altra mezz'ora ond'assicurarsi che tutti i servitori
+dormissero. Era quasi un'ora dopo mezzanotte
+allorchè si misero in cammino. Dorotea andava
+innanzi e portava il lume; ma il suo braccio,
+indebolito dal timore e dalla vecchiaia, tremava sì
+forte, che Emilia, presa ella stessa la lucerna, s'offrì
+a sostenere i di lei passi mal sicuri. Bisognava
+scendere lo scalone, traversare gran parte del castello,
+e salire l'altro situato al nord. Non incontrarono
+nulla che alterasse vie maggiormente la
+loro agitata fantasia, e giunte in cima alla scala
+Dorotea mise la chiave nella serratura. «&nbsp;Ah!&nbsp;»
+diss'ella sforzandosi di girarla; «&nbsp;è chiusa da tanto
+tempo, che forse la ruggine non ci permetterà di
+aprirla.&nbsp;» Emilia però, più destra di lei, girò la
+chiave, aprì la porta, ed entrarono in una stanza
+antica e spaziosa.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dio buono!&nbsp;» disse Dorotea nell'entrare; «&nbsp;l'ultima
+volta che son passata da questa porta, io seguiva
+la salma della mia povera padrona!&nbsp;»</p>
+
+<p>Traversarono una fila di stanze, e giunsero in un
+salotto adorno ancora con magnificenza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Riposiamo qui un momento,&nbsp;» disse Dorotea;
+«&nbsp;quella è la porta della camera, in cui è morta
+la padrona. Ah! signorina, perchè mi avete fatto
+venir qua?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, vedendo la povera vecchia in uno stato
+compassionevole, la fece sedere e procurò di tranquillarla.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Come la vista di questo appartamento mi richiama
+alla memoria l'immagine del tempo passato!
+Mi pare che fosse ieri.&nbsp;»</p>
+
+<p> &mdash; Zitto! qual rumore è questo?&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p>Dorotea, spaventata, guardò per tutta la camera;
+ascoltarono ma non intesero nulla. La vecchia allora
+riprese il soggetto del suo dolore: «&nbsp;Questo
+salotto era, al tempo della signora, la più bella
+stanza del castello. Era mobiliato all'ultimo gusto.
+Tutti questi mobili vennero da Parigi; quei grandi
+specchi sono di Venezia. Questi arazzi erano in
+ispecie ammirati da tutti; rappresentano essi un'istoria
+che si trova in un libro, di cui ora non mi
+ricordo il nome.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si alzò per esaminarli. Alcuni versi in
+provenzale, in fondo ai medesimi, le fecero riconoscere
+la storia di Coriolano.</p>
+
+<p>Dorotea essendosi alquanto rimessa, aprì finalmente
+la porta fatale. Entrarono in una camera cupa
+e spaziosa. La custode si abbandonò tosto su d'una
+sedia esalando profondi sospiri, e ardiva appena alzar
+gli occhi. Emilia osservò il letto ove dicevasi
+morta la marchesa. Era parato di damasco verde.
+Un gran panno di velluto nero lo cuopriva fino a
+terra. Mentre la fanciulla, col lume in mano, girava
+intorno alla camera: «&nbsp;Dio buono!&nbsp;» esclamò Dorotea;
+«&nbsp;mi par di veder la mia padrona distesa su
+quel letto, come la vidi per l'ultima volta. Ah!&nbsp;»
+soggiunse ella piangendo ed appoggiandosi al letto;
+«&nbsp;io era qui quella notte terribile: le teneva la
+mano; intesi le sue ultime parole, vidi tutti i suoi
+patimenti, e spirò fra le mie braccia.</p>
+
+<p> &mdash; Non vi abbandonate a queste funeste rimembranze,&nbsp;»
+disse Emilia; «&nbsp;usciamo e mostratemi il
+ritratto di cui mi parlate.</p>
+
+<p> &mdash; Egli è nel gabinetto,&nbsp;» rispose Dorotea, mostrandole
+un uscio. L'aprì, ed entrarono ambedue
+nel gabinetto della marchesa.<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Aimè! eccola là,&nbsp;» disse la custode, additando
+un quadro. «&nbsp;Ecco com'era allorchè giunse qui.
+Vedete bene ch'era fresca quanto voi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Mentr'ella continuava a smaniarsi, Emilia osservava
+attenta il ritratto, che somigliava moltissimo
+alla miniatura trovata fra le carte di Sant'Aubert:
+eravi soltanto una piccola differenza nell'espressione
+della fisonomia, e le parve riconoscere nel quadro
+un'ombra di quella malinconia pensierosa che caratterizzava
+sì forte il ritratto in miniatura.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi prego, signorina,&nbsp;» disse Dorotea, «&nbsp;di situarvi
+presso questo quadro, affinchè io possa confrontarvi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia la compiacque, e la vecchia rinnovò gli
+atti di sorpresa sulla di lei somiglianza. La fanciulla
+tornò a guardare, e le parve d'aver veduta
+in qualche parte una persona simigliante al ritratto;
+ma non potè rammentarselo bene. In quel gabinetto
+eranvi tuttavia molte cose d'uso della defunta, un
+abito, una sottana, un cappello, scarpe e guanti gettati
+là sul tavolino, come se li avesse cavati poco
+prima: eravi inoltre un gran velo nero ricamato;
+Emilia lo prese in mano per esaminarlo, ma si avvide
+tosto che cadeva in pezzi per vetustà; lo depose,
+e scorrendo il gabinetto, tutti gli oggetti le
+pareano parlar della marchesa.</p>
+
+<p>Rientrata nella camera, Emilia volle vedere di
+nuovo il letto; osservando la punta bianca del guanciale
+che usciva di sotto al velluto nero, le parve
+scorgere un movimento. Senz'aprir bocca prese il
+braccio di Dorotea, la quale, sorpresa dall'azione e
+dal terrore di lei, rivolse gli occhi verso il letto,
+e vide il velluto sollevarsi ed abbassarsi; Emilia
+volle fuggire, ma la vecchia, cogli occhi fissi sul
+letto, le disse: «&nbsp;E il vento, signorina; abbiamo
+lasciato tutte le porte aperte. Vedete come l'aria
+agita anche il lume; è il vento sicuramente.&nbsp;»</p>
+
+<p>Appena ebbe detto così, il panno si agitò con<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+maggior violenza. Emilia, vergognandosi del suo
+timore, si riavvicina al letto, volendo assicurarsi se
+il vento solo le avesse impaurite: osserva attentamente,
+il velluto si agita ancora, si solleva e lascia
+vedere... una figura umana. Misero entrambe un
+grido spaventoso, e lasciando le porte aperte, fuggirono
+a precipizio. Allorchè giunsero alla scala,
+Dorotea aprì una camera, in cui dormivano due
+serve, e cadde svenuta sul letto. Emilia, abbandonata
+dalla sua solita presenza di spirito, fece un
+debole sforzo per nascondere alle donne stupefatte
+la vera cagione del suo terrore. Dorotea, riavendosi,
+si sforzò di ridere del suo timore; ma quelle serve,
+giustamente allarmate, non poterono risolversi a
+passare il resto della notte in vicinanza del terribile
+appartamento.</p>
+
+<p>La custode condusse Emilia alle sue stanze, ove
+parlarono con più calma del caso strano. Quest'ultima
+avrebbe quasi dubitato di quella visione, se la
+vecchia non glie ne avesse attestata la realtà. Le
+domandò dunque se era ben sicura che qualcuno
+non si fosse introdotto segretamente colà: essa le
+rispose che le chiavi non erano mai uscite dalle
+sue mani, e facendo spesso la ronda, aveva più volte
+esaminata quella porta, e trovatala sempre chiusa.</p>
+
+<p>«&nbsp;È dunque impossibile,&nbsp;» soggiunse ella, «&nbsp;che
+nessuno siasi introdotto in quelle stanze, e quando
+avessero potuto farlo, com'è probabile che abbiano
+scelto d'andar a dormire in un luogo così freddo
+e solitario!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia le fece osservare che la loro gita notturna
+poteva essere stata spiata; che forse qualcuno, per
+burla, le aveva seguite coll'intenzione di far loro
+paura, e che, mentre esaminavano il gabinetto, erasi
+nascosto nel letto. Dorotea convenne da principio
+che la cosa era possibile, ma si rammentò quindi
+che, entrando, aveva per precauzione levata la chiave
+della prima porta, e chiusala di dentro. Non eravi<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+dunque potuto penetrare alcuno, e Dorotea affermò
+che il fantasma veduto non aveva nulla d'umano,
+ed era una spaventevole apparizione.</p>
+
+<p>Emilia era molto commossa; di qualunque natura
+fosse quell'apparizione, umana o soprannaturale, il
+destino della marchesa era una verità incontrastabile.
+L'inesplicabile incidente accaduto nel luogo
+istesso dov'era morta, incusse ad Emilia un timore
+superstizioso. Scongiurò Dorotea di non parlare di
+quel caso a chicchessia, perchè il conte non fosse
+importunato da rapporti che avrebbero potuto spargere
+l'allarme in tutta la casa.</p>
+
+<p>La vecchia acconsentì, ma si rammentò allora
+che l'appartamento era rimasto aperto, e non si
+sentì il coraggio di tornar sola a chiuderlo. Emilia,
+vincendo i suoi timori, le offrì di accompagnarla
+sino in fondo alla scala, ed ivi aspettarla. Rianimata
+da tale compiacenza, Dorotea andò nel modo proposto,
+e si contentò di chiuder la prima porta e
+poi raggiungere Emilia. Avanzandosi lungo l'andito
+che conduceva nella sala, udirono sospiri e lamenti
+che sembravano venire dal salone medesimo. Emilia
+ascoltò attenta, e riconobbe subito la voce di
+Annetta, che, spaventata dal racconto fattole dalle
+due serve, e non credendosi sicura che vicino alla
+padrona, andava a rifugiarsi da lei. Emilia cercò
+indarno di tranquillarla; ebbe pietà del suo spavento,
+ed acconsentì a lasciarla dormire nella sua
+camera.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLIII" id="CAPITOLO_XLIII"></a>CAPITOLO XLIII</h2>
+
+<p>Gli ordini precisi dati ad Annetta da Emilia, di
+tacere, cioè, sull'occorso, non produssero verun effetto.
+Il soggetto del di lei terrore aveva sparso un
+allarme così vivo tra la servitù, che tutti affermavano
+allora di aver sentito nel castello i rumori più
+straordinari. Il conte ne fu ben presto informato, e<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+gli disser che la parte del nord era indubbitatamente
+frequentata dagli spiriti. Ne rise in principio, e mise
+la cosa in ridicolo, ma accorgendosi quindi che produceva
+confusione nel castello, proibì di parlarne
+sotto pena di castigo. L'arrivo di qualche amico lo
+distrasse intieramente, ed i suoi medesimi servi non
+avean tempo di parlare di quest'affare se non dopo
+aver cenato. Riuniti allora nel tinello, raccontavano
+del continuo istorie di morti, di maghi, di spiriti e
+d'ombre fino al punto che non ardivano più alzar
+gli occhi, tremavano tutti al più piccolo rumore, e
+ricusavano di andar soli in qualunque luogo della
+casa.</p>
+
+<p>Annetta si distingueva raccontando non solo i
+prodigi, ond'era stata testimone, ma anche tutto ciò
+che aveva immaginato nel recinto del castello di
+Udolfo. Non obliava la strana scomparsa della signora
+Laurentini, che faceva una forte impressione
+sull'animo degli ascoltanti. Annetta avrebbe anche
+chiacchierato de' sospetti concepiti su Montoni, se
+il prudente Lodovico, allora al servizio di Villefort,
+non l'avesse sempre a tal punto interrotta.</p>
+
+<p>Tra i forestieri venuti a visitare il conte nel suo
+castello, eranvi il barone di Santa-Fè suo amico, e
+il di lui figlio, cavaliere amabilissimo e sensibile.
+Egli aveva conosciuto Bianca a Parigi l'anno precedente,
+e concepita per lei una vera passione. L'antica
+amicizia del conte per suo padre, e le reciproche
+convenienze di cotesto parentado, aveanlo fatto
+internamente desiderare al conte. Ma trovando la
+figlia ancor troppo giovine per fissare la scelta della
+sua vita, e volendo d'altronde provar la costanza del
+cavaliere, aveva differito di approvare quest'unione,
+senza però toglierne la speranza. Or il giovine veniva
+col barone suo padre a reclamare il premio
+della sua perseveranza; il conte acconsentì, e Bianca
+non vi si oppose.</p>
+
+<p>Il castello, così bene abitato, divenne ridente e<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+magnifico. Il casino sulla riva del mare era spessissimo
+visitato da tutta la compagnia, che vi cenava
+quasi sempre quando permettevalo il tempo,
+e la sera finiva regolarmente con un'accademia di
+musica. Il conte e la contessa erano buoni filarmonici.
+Enrico, il giovine Santa-Fè, Bianca ed Emilia
+avevano tutti bella voce, ed il gusto suppliva alla
+mancanza del metodo. Parecchi suonatori di corni
+e strumenti a fiato, posti nel bosco, rispondevano
+con soavi armonie a quella che partiva dal casino.</p>
+
+<p>In ogni altro tempo quei luoghi sarebbero stati
+deliziosi per Emilia, ma troppo oppressa allora dalla
+sua malinconia, trovava che nessun divertimento poteva
+riuscire a distrarla, e spesso l'interessantissima
+melodia di quelle accademie accresceva invece la sua
+tristezza. Preferiva perciò di passeggiar sola ne' boschi
+circostanti. La calma che vi regnava influiva
+sul suo cuore, e non tornava al castello se non costrettavi
+dall'assoluta oscurità. Una sera vi si trattenne
+più del solito: assisa su d'un masso, vide
+la luna sorgere sull'orizzonte a poco a poco, e rivestir
+successivamente della sua debole luce il mare,
+il castello ed il convento di Santa Chiara poco distante.
+Pensierosa, contemplava e meditava, quando
+d'improvviso una voce e la musica, già udita a
+mezzanotte, venne a colpirle l'orecchio. Il sentimento
+che provò fu un misto di sorpresa e terrore,
+considerando il suo isolamento. La musica si avvicinò;
+si sarebbe alzata per fuggire, ma i suoni parevan
+venire dalla parte per cui doveva passare, e
+tutta tremante ristette ad aspettar gli eventi; d'improvviso
+la musica cessò, e vide uscir dal bosco e
+passare una figura molto vicino a lei, ma così ratto,
+e l'emozione di lei fu si grande, che non distinse
+quasi nulla. Finalmente tornò al castello, risoluta
+di non venir più sola e così tardi in quel luogo.</p>
+
+<p>Questo leggiero avvenimento produsse grand'impressione
+sul di lei spirito. Rientrata in camera, si<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+rammentò sì bene l'altra circostanza spaventosa di
+cui era stata testimone pochi di prima, che appena
+ebbe coraggio di restar sola. Vegliò a lungo, ma
+nessun rumore venendo a rinnovare i suoi timori,
+andò a letto per cercar di gustare un po' di riposo.</p>
+
+<p>Fu breve però; un chiasso spaventoso e singolare
+parve sorgere dal corridoio: s'udirono gemiti
+distinti; un corpo pesante urtò l'uscio che fu scosso
+dalla violenza del colpo: essa chiamò per sapere
+che fosse: non le fu risposto, ma ad intervalli udiva
+cupi gemiti. Il terrore la privò sulle prime della
+favella; ma quando intese strepito di passi nella
+galleria, gridò più forte. I passi fermaronsi al di lei
+uscio; ella distinse la voce di alcune fantesche, che
+pareano troppo occupate per poter risponderle. Annetta
+entrò a prender acqua, ed Emilia seppe allora
+come una donna fosse svenuta; la fece portare in
+camera per prestarle soccorso. Quando colei ebbe
+ricuperato i sensi, affermò che, salendo le scale per
+andar a dormire, aveva visto un fantasma sul secondo
+ripiano. Essa tenea la lampada abbasso a
+motivo dei gradini rovinati; sollevando gli occhi,
+scorse lo spettro, il quale dapprima immobile in un
+cantuccio, erasi poscia cacciato sulla scala, scomparendo
+alla porta dell'appartamento visitato ultimamente
+da Emilia. Un suono lugubre era susseguito
+a questo prodigio.</p>
+
+<p>La fante tornò a scendere e correndo spaventata,
+era andata a cadere con un grido dinanzi all'uscio
+d'Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Il diavolo senza dubbio,&nbsp;» disse Dorotea, accorsa
+al chiasso, «&nbsp;ha preso una chiave di quell'appartamento;
+non può essere altri; ho chiusa la
+porta io stessa.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla sgridò la donna dolcemente, e cercò
+di farla vergognare del suo spavento. La fante persistè
+a sostenere d'aver visto una vera apparizione.
+Tutte le altre donne accompagnaronla alla di lei<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+stanza, tranne Dorotea, che Emilia trattenne seco.
+La vecchia, tutta paurosa, narrolle antiche circostanze
+in appoggio del caso occorso. Di tal novero
+era una consimile apparizione da lei vista nel medesimo
+sito; tal rimembranza aveala fatta esitare
+prima di salir la scala, ed avea accresciuta la di lei
+ripugnanza ad aprir l'appartamento del nord. Emilia
+s'astenne dall'esternare la sua opinione intorno
+a ciò; ma ascoltò attentamente la ciarliera, e ne
+risentì vie maggiore inquietudine.</p>
+
+<p>Da quella notte il terrore de' servi crebbe al punto,
+che gran parte di essi risolse d'accommiatarsi. Se
+il conte prestava fede ai loro timori, aveva cura di
+dissimularlo, e volendo prevenire gl'inconvenienti
+che lo minacciavano, impiegava il ridicolo ed i ragionamenti
+per distruggere quei timori e quegli
+spaventi soprannaturali. Nondimeno, la paura aveva
+reso tutti gli spiriti ribelli alla ragione. Lodovico
+scelse quel momento per provare al conte il suo
+coraggio e la riconoscenza pe' di lui buoni trattamenti.
+Si offrì di passare una notte nella parte del
+castello, cui pretendevano abitata dagli spiriti, ch'egli
+assicurava di non temere; e se fosse comparso
+qualche essere vivente, disse che avrebbe fatto vedere
+che nol temea egualmente.</p>
+
+<p>Il conte riflettè alla proposta; i domestici che
+lo udirono si guardarono l'un l'altro muti per la
+sorpresa e la paura. Annetta, spaventata per Lodovico,
+impiegò lagrime e preghiere per dissuaderlo
+da tale disegno.</p>
+
+<p>«&nbsp;Tu sei un bravo giovane,&nbsp;» disse il conte sorridendo;
+«&nbsp;pensa bene alla tua impresa prima di
+accingerviti, ma se vi persisti, accetto la tua offerta,
+e la tua intrepidezza sarà generosamente ricompensata.</p>
+
+<p> &mdash; Eccellenza,&nbsp;» rispose Lodovico, «&nbsp;io non desidero
+ricompense, ma la vostra approvazione. Vostra
+eccellenza ha già avuto molta bontà per me.<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+Desidero soltanto aver qualche arme per difendermi
+in caso di bisogno.</p>
+
+<p> &mdash; Una spada non potrà difenderti contro gli
+spiriti,&nbsp;» disse ironicamente il conte, guardando i
+servi; «&nbsp;essi non temono nè porte, nè catenacci:
+un fantasma, voi lo sapete, passa tanto dal buco
+d'una serratura, come da una porta aperta.</p>
+
+<p> &mdash; Datemi una spada, signor conte,&nbsp;» disse Lodovico,
+«&nbsp;ed io m'incarico di cacciare nel mar Rosso
+tutti gli spiriti che volessero attaccarmi.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene,&nbsp;» rispose il conte, «&nbsp;avrai una spada,
+e di più una buona cena. I tuoi camerati avranno
+forse il coraggio di restare ancora per istanotte
+nel castello: certo è che almeno per questa notte
+il tuo ardire attirerà su di te tutti i malefizi dello
+spettro.&nbsp;»</p>
+
+<p>Una estrema curiosità contrastò allora colla paura
+nello spirito degli uditori, i quali risolsero d'aspettare
+l'esito della temeraria impresa del loro collega.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLIV" id="CAPITOLO_XLIV"></a>CAPITOLO XLIV</h2>
+
+<p>Il conte avea ordinato che l'appartamento del nord
+fosse aperto e preparato, ma Dorotea, rammentandosi
+quanto ci aveva veduto, non ebbe coraggio di
+obbedire: nessuno dei servitori volle prestarvisi, ed
+esso restò chiuso fino al momento in cui Lodovico
+doveva entrarvi, momento aspettato da tutti con
+impazienza.</p>
+
+<p>Dopo cena, il giovane seguì il conte nel suo gabinetto,
+e vi rimasero quasi mezz'ora; nell'uscire,
+il conte gli consegnò una spada. «&nbsp;Questa ha servito
+nelle guerre mortali,&nbsp;» diss'egli ridendo; «&nbsp;tu
+ne farai senza dubbio uso onorevole in una mischia
+affatto spirituale; e domattina sentirò con piacere
+che non resta più un solo fantasma nel castello.&nbsp;»</p>
+
+<p>Lodovico ricevè la spada con un saluto rispettoso,
+e rispose: «&nbsp;Sarete obbedito, signor conte, e m'impegno<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+da ora in avanti che veruno spettro non
+turbi ulteriormente il riposo di questa dimora.&nbsp;»</p>
+
+<p>Recaronsi nel salotto, ove gli ospiti del conte
+aspettavano per accompagnarlo all'appartamento del
+nord. Dorotea consegnò le chiavi a Lodovico, e
+s'incamminò a quella volta in compagnia della maggior
+parte degli abitanti. Giunti a' piè della scala,
+parecchi servitori, impauriti, non vollero andar più
+innanzi, e gli altri la salirono sino al pianerottolo.
+Lodovico mise la chiave nella serratura, ed intanto
+tutti lo guardavano con tanta curiosità, come se
+fosse occupato di qualche operazione magica; e
+siccome egli non era pratico di quella serratura,
+Dorotea l'aprì pian piano; ma quando i di lei
+sguardi ebbero penetrato nell'interno oscuro della
+stanza, mise un grido e si ritirò. A questo segnale
+d'allarme, la maggior parte degli spettatori fuggirono
+a precipizio giù per la scala; il conte, Enrico
+e Lodovico, rimasti soli, entrarono nell'appartamento;
+Lodovico teneva in mano la spada nuda,
+il conte portava una lampada, ed Enrico un paniere
+pieno di provvisioni pel bravo avventuriere. Traversando
+quella fila di stanze, il conte restò sorpreso
+del loro stato rovinoso, ed ordinò al servo di dire
+il giorno dopo a Dorotea, d'aprire tutte quelle
+finestre, volendo far restaurare quel magnifico appartamento;
+indi gli chiese dove facesse conto di stabilirsi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dicono esserci un letto in una stanza; è là che
+voglio dormire, se per caso mi sentissi stanco di
+vegliare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Giunti alla camera indicata, v'entrarono tutti: il
+conte fu colpito nel vederne l'aspetto funebre; accostossi
+al letto commosso, e trovandolo coperto col
+panno di velluto nero, sclamò: «&nbsp;Che cosa significa
+ciò? &mdash; Mi fu detto che la marchesa di <a name="tn46" id="tn46"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Valleroy'">Villeroy</ins> è
+morta in questo luogo stesso, e vi giacque sino all'ora
+del seppellimento. Quel velluto ricopriva per
+certo il feretro.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p>
+
+<p>Il conte non rispose nulla, ma divenne pensieroso;
+voltossi quindi verso Lodovico, gli domandò con
+serietà se realmente avrebbe coraggio di restar lì
+solo tutta la notte. «&nbsp;Se hai paura,&nbsp;» soggiunse,
+«&nbsp;non arrossire di confessarmelo; io saprò scioglierti
+dal tuo impegno senza esporti ai sarcasmi
+degli altri.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'orgoglio e qualche poco di paura parevan tenere
+perplessa l'anima di Lodovico. Finalmente l'orgoglio
+trionfò e rispose:</p>
+
+<p>«&nbsp;No, signore, no, finirò l'impresa che ho cominciata,
+e sono commosso della vostra attenzione. Accenderò
+un bel fuoco nel camino, e spero passare
+bene il tempo colle provvisioni del paniere.</p>
+
+<p> &mdash; Benissimo, ma come farai a difenderti dalla
+noia, se tu non potessi dormire?</p>
+
+<p> &mdash; Quando sarò stanco, eccellenza, non avrò
+paura di dormire; ma in tutti i casi ho meco un
+libro che mi divertirà.</p>
+
+<p> &mdash; Spero che non sarai sturbato; ma se nel corso
+della notte tu potessi concepire qualche serio timore,
+vieni a trovarmi nel mio appartamento. Confido
+troppo nel tuo giudizio e coraggio, per temere che
+tu possa spaventarti per qualche frivolezza. Domani
+io t'avrò l'obbligo d'un servigio importante.
+Si aprirà l'appartamento, e tutta la servitù sarà
+convinta della sua stoltezza. Buona notte, Lodovico;
+vieni a trovarmi di buon'ora, e ricordati ciò che ti
+ho detto.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signore, me ne rammenterò. Buona notte,
+eccellenza; permettete che vi faccia lume.&nbsp;»</p>
+
+<p>Accompagnò il conte ed Enrico fino all'ultima
+porta, e siccome qualche servitore, nel fuggire,
+aveva lasciato un lume sul pianerottolo, il contino
+lo prese, e augurò la buona notte a Lodovico, il
+quale rispose con molto rispetto, e chiuse la porta.
+Cammin facendo per tornare nella camera da letto,
+esaminò con iscrupolosa cura tutte le stanze per le<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+quali doveva passare, temendo vi si potesse essere
+nascosto qualcuno per ispaventarlo. Non vi trovò
+nessuno. Lasciò aperti tutti gli usci, e giunse nel
+salone, la cui muta oscurità lo fece gelare. Voltandosi
+indietro a guardare la lunga fila di stanze
+percorse, nel procedere innanzi scorse un lume e la
+propria figura riflettuti in uno specchio; rabbrividì.
+Altri oggetti pingeansivi oscuramente; non si fermò
+a considerarli; avanzandosi ratto nella camera da
+letto, vide la porta dell'oratorio. L'aprì, tutto era
+tranquillo. Colpito alla vista del ritratto della defunta,
+lo considerò lungo tempo con sorpresa ed
+ammirazione. Esaminato quindi il luogo, rientrò in
+camera, ed accese un buon fuoco, la cui vivida
+fiamma rianimò il di lui spirito, che cominciava a
+indebolirsi per l'oscurità e pel silenzio. Non si sentiva
+allora se non il vento soffiare attraverso le finestre,
+prese una sedia trascinò un tavolino presso
+al fuoco, cavò una bottiglia di vino con alcune provvisioni
+dal paniere, e cominciò a mangiare. Allorchè
+ebbe cenato, pose la spada sul tavolino, e non essendo
+disposto a dormire, trasse di tasca il libro
+ond'aveva parlato. Era una raccolta di antiche novelle
+provenzali. Attizzò il fuoco, smoccolò la lampada,
+e si mise a leggere. La novella che scelse
+attirò in breve tutta la sua attenzione........</p>
+
+<p>Il conte frattanto era tornato nel tinello ove tutti
+l'aspettavano. Ciascuno era fuggito al grido penetrante
+di Dorotea, e gli fecero mille domande sullo
+stato dell'appartamento. Il conte li beffò per quella
+fuga precipitata e la superstiziosa loro debolezza.</p>
+
+<p>Quando la compagnia si fu separata, il conte si
+ritirò nel suo quartiere. La rimembranza delle scene
+onde la casa era stata il teatro, l'affannava singolarmente.
+Alla fine fu scosso da' suoi pensieri dal
+suono d'una musica che intese vicino alla finestra.</p>
+
+<p>«&nbsp;Cos'è quest'armonia?&nbsp;» diss'egli al suo cameriere;
+«&nbsp;chi suona e canta a quest'ora sì tarda?&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></p>
+
+<p>Pietro rispose, quella musica aggirarsi spesso intorno
+al castello verso mezzanotte, e credere averla
+udita anch'egli altre volte.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che bella voce!&nbsp;» soggiunse il conte; «&nbsp;che
+suono melodioso è mai questo! sembra qualcosa di
+sovrumano. Ma ora si allontana...&nbsp;»</p>
+
+<p>E fatto cenno al servo di ritirarsi, stette assorto
+un pezzo in dubbiosi pensieri.</p>
+
+<p>Lodovico intanto, nella sua camera isolata, sentiva
+tratto tratto il rumore lontano di una porta
+che si chiudeva. L'orologio del salone, da cui era
+molto distante, suonò dodici colpi. «&nbsp;È mezzanotte,&nbsp;»
+diss'egli, e guardò per la camera. Il fuoco
+era quasi spento; l'alimentò con nuove legna, bevve
+un buon bicchier di vino, e avvicinandosi sempre
+più al caminetto, procurò di esser sordo al rumorio
+del vento che fischiava da tutte le parti. Infine, per
+resistere alla malinconia che gradatamente s'impadroniva
+di lui, riprese la sua lettura.</p>
+
+<p>Dopo qualche tempo, depose il libro avendo sonno;
+accomodatosi alla meglio sulla sedia, si addormentò.
+Gli parve vedere in sogno la camera, ove si trovava
+realmente; due o tre volte si svegliò dal sonno
+leggero, sembrandogli scorgere la faccia d'un uomo
+appoggiata alla sua sedia. Quest'idea fece su di
+lui tanta impressione, che, alzando gli occhi, gli
+parve quasi di vederne altri che si fissassero nei
+suoi. Si alzò e andò a fare una visita scrupolosa
+della camera, prima di convincersi appieno non esservi
+nessuno dietro la sedia.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLV" id="CAPITOLO_XLV"></a>CAPITOLO XLV</h2>
+
+<p>Il conte dormì pochissimo, si alzò di buon'ora,
+e premuroso di parlar con Lodovico, corse all'appartamento
+del nord. La prima porta era chiusa di
+dentro, e fu perciò costretto a batter forte, ma nè<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+i suoi colpi, nè la sua voce vennero ascoltati. Considerando
+la distanza che separava quella porta dalla
+camera da letto, credè che Lodovico, stanco di vegliare,
+si fosse profondamente addormentato. Poco
+sorpreso adunque di non ricevere veruna risposta,
+si ritirò e andò a passeggiare pe' boschi.</p>
+
+<p>Il tempo era oscuro; i fiochi raggi del sole combattevano
+i vapori che sorgevano dal mare, ricoprendo
+la cima degli alberi dalle frondi gialleggianti
+per la stagione autunnale. La bufera era calmata,
+ma l'onde, sempre commosse, muggivano tuttora.</p>
+
+<p>Emilia erasi egualmente alzata di buon'ora, ed
+aveva diretto i passi verso il promontorio alpestre
+dal quale scoprivasi l'Oceano. Gli avvenimenti del
+castello occupavano il suo spirito, e Valancourt formava
+eziandio l'oggetto de' suoi tristi pensieri; non
+poteva esserle ancora indifferente. La sua ragione le
+rimproverava sempre una tenerezza che sopravviveva
+nel suo cuore alla stima; rammentavasi l'espressione
+de' suoi sguardi allorchè l'avea abbandonato,
+l'accento con cui le disse addio, e se qualche
+caso aumentava l'energia de' suoi pensieri, struggevasi
+in amare lacrime. Giunta all'antica torre, si
+riposò su di un gradino mezzo rovinato, osservando
+le onde che venivano lentamente a frangersi sulla
+riva, cospargendo gli scogli dalla bianca loro spuma.
+Il monotono loro fragore, e le grige nubi che velavano
+il cielo, rendeano la scena più misteriosa ed
+analoga allo stato del suo cuore. Tale stato le divenne
+troppo penoso; si alzò, e traversando una
+parte delle ruine, guardando a caso su d'un muro
+vide alcune parole malamente scolpite colla punta
+d'un coltello; le esaminò, e riconobbe il carattere
+di Valancourt: le lesse tremando.</p>
+
+<p>Chiaro dunque appariva che Valancourt aveva visitato
+quella torre, ed era anzi probabile che fosse
+stato nella notte precedente ch'era stata burrascosa,
+e quei versi descrivevano un naufragio: inoltre parea<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+che non avesse abbandonato quelle rovine se non
+da poco tempo, chè il sole essendo sorto allora,
+non poteva avere scolpiti quei caratteri all'oscuro.
+Era dunque probabilissimo che Valancourt fosse
+nelle vicinanze.</p>
+
+<p>Mentre tutte queste idee si presentavano con rapidità
+all'immaginazione di Emilia, tante emozioni
+la combatterono, che ne fu quasi oppressa; ma ebbe
+la prudenza di sfuggire un incontro pericoloso alla
+sua virtù, e s'incamminò in fretta alla volta del
+castello. Ricordandosi allora della musica già sentita
+e della figura passatale così vicino quella sera,
+fu quasi tentata di credere nella sua agitazione che
+fosse lo stesso Valancourt. Fatti pochi passi, incontrò
+il conte, che per distrarla dall'afflizione in cui la
+vide, le fece conoscere la risposta dell'avvocato di
+Aix, suo amico, a proposito della cessione dei beni
+della signora Montoni.</p>
+
+<p>Ritornati al castello, Emilia si ritirò nella sua camera,
+ed il conte andò all'appartamento del nord.
+La porta n'era peranco chiusa. Il conte chiamò
+forte Lodovico, senza ricevere risposta. Sorpreso di
+tale silenzio, cominciò a temere non fosse accaduta
+qualche disgrazia all'infelice, o che la paura di
+qualche oggetto immaginario l'avesse fatto svenire.
+Cercò alcuni servitori, ai quali chiese se avessero
+veduto Lodovico, ma tutti risposero che, dalla sera
+precedente, nessuno erasi più avvicinato all'appartamento
+del nord.</p>
+
+<p>«&nbsp;Egli dorme profondamente,&nbsp;» disse il conte,
+«&nbsp;è così lontano dalla porta d'ingresso, che non può
+sentire; bisognerà gettarla a terra. Prendete una
+leva e seguitemi.&nbsp;»</p>
+
+<p>I servi rimasero muti e confusi; nessuno si movea.
+Dorotea parlò di un'altra porta che dalla galleria
+dello scalone metteva nell'anticamera del salotto,
+ed era per conseguenza assai più vicina alla
+camera da letto. Il conte vi andò, ma tutti i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+sforzi furono inutili; per cui la fece atterrare. Esso
+entrò pel primo; Enrico lo seguì co' più coraggiosi,
+e gli altri aspettarono sulla scala. Regnava in quel
+luogo il più cupo silenzio. Entrato nel salotto, il
+conte chiamò Lodovico, ma, non ricevendo risposta,
+aprì egli stesso, ed entrò. Il silenzio assoluto regnante
+colà confermò i suoi timori; Enrico fece
+aprire le imposte d'una finestra, ma Lodovico non
+fu trovato, malgrado le più esatte ricerche nell'oratorio,
+nel letto, ed in tutte le altre stanze. Tutte le
+porte che comunicavano al di fuori, erano chiuse
+internamente come pure tutte le finestre. Lo stupore
+del conte fu inesprimibile; rientrò nella camera,
+ove tutto era al suo luogo. La spada stava
+sul tavolino, colla lucerna, un libro ed un mezzo
+bicchier di vino. Accanto al caminetto eravi il paniere
+con un resto di provvisioni, e legna col fuoco
+spento. Il conte parlava poco, ma il di lui silenzio
+esprimeva molto. Pareva che Lodovico avesse dovuto
+fuggire per qualche uscio segreto ed ignoto. Il
+conte non poteva risolversi ad ammettere una causa
+soprannaturale; e poi, quando anche vi fosse, quest'uscio
+segreto, come spiegare i motivi della sua
+fuga?</p>
+
+<p>Villefort aiutò egli stesso a staccare il parato di
+tutte le stanze, per iscuoprire se nascondeva qualche
+apertura, ma tutto indarno. Egli si ritirò dunque
+dopo aver chiuso il salotto, e messasene la chiave
+in tasca. Diede ordini pressanti perchè si cercasse
+Lodovico fino ne' dintorni, e si ritirò con Enrico
+nel suo gabinetto, ove restarono un'ora circa. Qualunque
+fosse stato il soggetto della loro conferenza,
+Enrico da allora perdè tutto il brio, e diveniva
+grave e riservato allorchè trattavasi il soggetto che
+allarmava tutta la famiglia. La paura dei servi crebbe
+al punto che la maggior parte di essi partì immediatamente,
+e gli altri restarono finchè il conte non
+li avesse surrogati. Le ricerche più esatte sul destino<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+di Lodovico furono inutili. Dopo molti giorni
+d'indagini, la povera Annetta si abbandonò alla disperazione,
+e la sorpresa generale fu al colmo.</p>
+
+<p>Emilia, il cui spirito era stato vivamente commosso
+dalla strana fine della marchesa, e dalla misteriosa
+relazione ch'essa immaginava aver esistito
+fra lei e Sant'Aubert, era colpita in ispecie da un
+caso sì straordinario. Era inoltre afflittissima della
+perdita di Lodovico, la cui probità, fedeltà ed i
+servigi meritavano tutta la sua stima e riconoscenza.
+Desiderava trovarsi nella placida solitudine del suo
+convento; ma tutte le volte che ne parlava al conte,
+questi ne la dissuadea teneramente; ella sentiva per
+lui l'affetto, l'ammirazione ed il rispetto di una
+figlia; e Dorotea consentì alfine ch'ella l'informasse
+dell'apparizione da loro veduta nella camera da
+letto della marchesa. In tutt'altro momento avrebbe
+sorriso della di lei relazione, ma allora ascoltolla
+sul serio, ed allorchè ebbe finito, le raccomandò il
+più scrupoloso segreto. «&nbsp;Qualunque possa essere
+la causa di questi avvenimenti singolari,&nbsp;» disse il
+conte, «&nbsp;il tempo solo può spiegargli. Io veglierò
+con cura su quanto accadrà nel castello, ed impiegherò
+ogni mezzo per iscuoprire il destino di
+Lodovico. Intanto usiamo prudenza e circospezione.
+Andrò io stesso a passare una notte intiera
+in quell'appartamento, ma fintantochè ne determini
+l'istante, voglio che l'ignorino tutti.&nbsp;» La vecchia
+Dorotea gli raccontò allora le particolarità della
+morte della marchesa, che cagionarongli alta sorpresa.</p>
+
+<p>La settimana seguente, tutti gli ospiti del conte
+partirono, eccettuato il barone, suo figlio ed Emilia.
+Quest'ultima ebbe l'imbarazzo di un'altra visita
+del signor Dupont, che la fece risolvere a tornar
+subito al convento. La gioia manifestata da
+quell'uomo appassionato nel rivederla, la persuase
+come non avesse rinunziato alla speranza di farla<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+sua, Emilia però fu seco lui molto riservata. Il
+conte lo ricevè con piacere, glielo presentò sorridendo,
+e parve ritrarre buon augurio dall'impaccio
+in cui la vedea.</p>
+
+<p>Dupont però lo comprese meglio, perdè d'improvviso
+ogni brio, e ricadde nel languore e nello
+scoraggiamento.</p>
+
+<p>Il giorno seguente, nondimeno, spiò l'occasione
+di spiegare il motivo della sua visita, e rinnovò
+la domanda. Questa dichiarazione fu ricevuta da
+Emilia con visibile dispiacere: procurò di addolcirgli
+la pena d'un secondo rifiuto, coll'assicurazione
+reiterata della sua stima e amicizia. Più persuasa
+che mai dell'inconvenienza d'un più lungo
+soggiorno nel castello, andò subito ad informare il
+conte della sua volontà di tornare al convento.</p>
+
+<p>«&nbsp;Cara Emilia,&nbsp;» le diss'egli, «&nbsp;vedo con dispiacere
+che incoraggite le illusioni pur troppo comuni
+ai giovani cuori: il vostro ha ricevuto un
+colpo violento, e credete non doverne guarir più.
+Cercate di respingere queste idee; scacciate le illusioni,
+e svegliatevi al sentimento del pericolo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sorrise forzatamente, e rispose: «&nbsp;So che
+cosa volete dire, o signore, e son preparata a rispondervi.
+Sento che il mio cuore non proverà mai
+un secondo affetto, e perderei la speranza di ricuperare
+ancora la pace e la tranquillità, se mi lasciassi
+trascinare a nuovi impegni.</p>
+
+<p> &mdash; So bene che voi sentite tutto questo, ma so
+eziandio che il tempo indebolirà tale sentimento;
+io posso parlarvene in proposito, e so compatire i
+vostri affanni, chè conosco per esperienza cosa vuol
+dire amare e piangere l'oggetto amato,&nbsp;» soggiunse
+commosso assai; «&nbsp;giudicate dunque s'io debbo
+premunir voi contro i terribili effetti di un'inclinazione,
+che può influire su tutta la vita, e abbreviare
+quegli anni che avrebbero potuto esser felici.
+Il signor Dupont è uomo amabile e sensibile; vi<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+adora da lungo tempo, la sua famiglia e le sue sostanze
+non son suscettibili d'alcuna obiezione. Or
+è superfluo aggiungere ch'io credo il signor Dupont
+capace di fare la vostra felicità. Non piangete,
+mia cara Emilia,&nbsp;» continuò il conte, prendendole
+una mano; «&nbsp;io non voglio indurvi a sforzi violenti
+per domare i vostri affetti, ma pregarvi solo a
+star lontana da tutte le occasioni, che possono rammentarvi
+gli oggetti della vostra tristezza, pensando
+qualche volta all'infelice Dupont, senza condannarlo
+a quello stato di disperazione da cui bramerei veder
+guarita voi stessa.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signore,&nbsp;» disse Emilia, versando un
+torrente di lacrime, «&nbsp;non vorrei che i vostri voti
+a tal proposito ingannassero il signor Dupont, colla
+speranza ch'io possa accordargli la mia mano. Se
+consulto il cuore, ciò non accadrà mai, ed io posso
+sopportar tutto fuorchè l'idea che possa mai cambiar
+di pensiero.</p>
+
+<p> &mdash; Soffrite ch'io mi faccia interprete del vostro
+cuore,&nbsp;» ripigliò il conte con un sorriso; «&nbsp;se mi
+fate l'onore di seguire i miei consigli sul resto, vi
+perdonerò l'incredulità sulla vostra condotta futura
+verso Dupont. Non vi solleciterò di restar qui più
+a lungo che non vi piaccia; ma astenendomi adesso
+dall'oppormi alla vostra partenza, reclamo dalla
+vostra amicizia qualche visita per l'avvenire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia ringraziollo di tante prove d'affetto, e
+promise di seguire i suoi consigli, uno solo eccettuato,
+assicurandolo del piacere con cui profitterebbe
+del suo grazioso invito, allorchè Dupont non fosse
+più al castello.</p>
+
+<p>Villefort, sorridendo di questa condizione, riprese:
+«&nbsp;Vi acconsento, il monastero è qui vicino;
+mia figlia ed io potremo venire spesso a vedervi.
+Se però qualche volta ci permettessimo di associare
+un compagno alla nostra passeggiata, ce lo perdonereste
+voi?&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p>
+
+<p>Emilia parve afflitta, e non rispose.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ebbene,&nbsp;» soggiunse il conte, «&nbsp;non ne parliamo
+più; vi domando perdono d'essermi spinto
+troppo oltre. Vi supplico di credere che il mio
+unico scopo è un vero interesse per la vostra felicità
+e per quella del mio buon amico.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla scrisse alla badessa, e partì la sera
+del giorno seguente. Dupont la vide partire con
+rammarico; ma il conte cercò incoraggiarlo colla
+speranza che col tempo essa gli sarebbe stata più
+favorevole.</p>
+
+<p>Emilia fu contentissima di trovarsi nel placido
+ritiro del chiostro, ove la badessa le rinnovò le
+maggiori prove di materna bontà, avvalorate dall'amicizia
+veramente fraterna delle altre monache.
+Sapevano esse di già l'avvenimento straordinario
+del castello, e la stessa sera, dopo cena, pregarono
+Emilia di raccontarne i dettagli; essa lo fece con
+circospezione, estendendosi assai poco sulla scomparsa
+di Lodovico. Tutte le ascoltanti convennero
+unanimemente a darle una causa soprannaturale.</p>
+
+<p>«&nbsp;Fu creduto per molto tempo,&nbsp;» disse una monaca
+chiamata suor Francesca, «&nbsp;che il castello fosse
+frequentato dagli spiriti, e rimasi assai sorpresa
+quando seppi che il conte aveva la temerità di venire
+ad abitarlo. Credo che l'antico proprietario
+avesse qualche peccato da espiare. Speriamo che le
+virtù dell'attual possessore possano preservarlo dal
+castigo riserbato al primo, se realmente era reo.</p>
+
+<p> &mdash; E di qual delitto lo sospettano?&nbsp;» disse una
+certa Feydeau, educanda.</p>
+
+<p> &mdash; Preghiamo per l'anima sua,&nbsp;» rispose una
+monaca, la quale fin allora non avea aperto bocca.
+«&nbsp;Se fu reo, il suo castigo quaggiù bastò ad espiarne
+la colpa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Eravi nell'accento di tai detti un misto di serio
+e di singolarità che colpì Emilia. L'educanda ripetè
+l'inchiesta senza badare alle parole della monaca.<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Non oso dire qual fu il suo delitto,&nbsp;» ripigliò
+suor Francesca. «&nbsp;Intesi racconti strani a proposito
+del marchese di Villeroy. Dicono, tra altri, che dopo
+la morte della moglie partì da Blangy, e non vi
+tornò più. A quell'epoca io non era qui, e non posso
+dir nulla di preciso; la marchesa era morta già da
+molto tempo, e la maggior parte delle nostre suore
+non potrebbe dirne di più.</p>
+
+<p> &mdash; Io lo potrei,&nbsp;» ripigliò la monaca che avea già
+parlato, e che si chiamava suor Agnese.</p>
+
+<p> &mdash; Voi sapete dunque,&nbsp;» disse l'educanda, «&nbsp;le
+circostanze che vi fanno giudicare s'egli fosse colpevole
+o no, e qual delitto gli venisse imputato?</p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» rispose suor Agnese; «&nbsp;ma chi potrebbe
+mai indagare i miei pensieri? Chi oserà mescolarsi
+ne' miei segreti? Dio solo è il suo giudice, ed egli
+è già al cospetto di quel giudice terribile.</p>
+
+<p> &mdash; Vi domandava soltanto la vostra opinione, se
+questo discorso vi spiace, lo cambieremo subito.</p>
+
+<p> &mdash; Spiacevole!&nbsp;» rispose la monaca con affettazione.
+«&nbsp;Noi parliamo a caso, senza pesare il valore
+delle parole. Spiacevole! è un'espressione miserabile.
+Io vado a pregare Iddio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Ed alzatasi sospirando, se ne andò.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che significa ciò?&nbsp;» chiese Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Non è straordinario,&nbsp;» rispose suor Francesca;
+«&nbsp;ella è spesso così. La sua ragione è alterata;
+vaneggia.</p>
+
+<p> &mdash; Povera donna!&nbsp;» soggiunse Emilia; «&nbsp;pregherò
+Dio per lei.</p>
+
+<p> &mdash; Le vostre preci in tal caso si uniranno alle
+nostre, giacchè ne ha bisogno.</p>
+
+<p> &mdash; Signora,&nbsp;» disse la Feydeau, «&nbsp;fatemi la grazia
+di dirmi la vostra opinione sul marchese di
+Villeroy. Lo strano avvenimento del castello ha
+tanto eccitato la mia curiosità, che mi rende ardita
+a tal segno: qual è dunque il delitto che gli viene
+imputato?<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Non si può,&nbsp;» rispose la badessa con aria
+grave, «&nbsp;non si può avventurare veruna proposizione
+sopra un soggetto così delicato. Quanto al
+castigo di cui parla suor Agnese, non so che ne
+abbia sofferto alcuno, ed avrà voluto di certo alludere
+al crudele rimordimento di coscienza. Guardatevi
+bene, figliuole, di provare questo terribile
+castigo, ch'è il purgatorio della nostra vita. La
+marchesa è stata un modello di virtù e rassegnazione,
+ed il chiostro istesso non avrebbe arrossito
+d'imitarla. La nostra chiesa ha ricevuto la di lei
+spoglia mortale, e la sua anima è volata senza dubbio
+in grembo al Creatore. Andiamo, figliuole, a
+pregare per gl'infelici peccatori.&nbsp;»</p>
+
+<p>Ella si alzò, e la seguirono tutte alla cappella.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLVI" id="CAPITOLO_XLVI"></a>CAPITOLO XLVI</h2>
+
+<p>Villefort ricevè alfine una lettera dell'avvocato
+di Aix, che incoraggiava Emilia ad affrettare le sue
+istanze pel ricupero dei beni della zia. Poco dopo
+ricevè un simile avviso per parte di Quesnel; ma
+il soccorso della legge non pareva più necessario,
+giacchè la sola persona che avesse potuto opporsi
+non esisteva più. Un amico di Quesnel, che risiedeva
+a Venezia, aveagli mandato la relazione della
+morte di Montoni, processato con Orsino, come supposto
+complice dell'assassinio del nobile veneziano.
+Orsino, trovato reo, fu giustiziato; Montoni ed i
+suoi compagni, riconosciuti innocenti di quel delitto,
+furono tutti rilasciati tranne il primo. Il senato
+vide in lui un uomo pericolosissimo, e, per
+diversi motivi, fu ritenuto in carcere. Vi morì in
+modo molto segreto e sospettossi che il veleno
+troncasse i suoi giorni. La persona dalla quale
+Quesnel aveva ricevuto la notizia, meritava tutta la
+fede. Egli diceva dunque a Emilia che bastava reclamare
+i beni della zia per andarne al possesso,<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+aggiungendo l'avrebbe aiutata a non trascurar veruna
+formalità. L'affitto della valle volgea al suo
+termine, per cui la consigliava di recarsi a Tolosa.</p>
+
+<p>L'aumento del patrimonio d'Emilia aveva risvegliato
+in Quesnel un'improvvisa tenerezza per la
+nipote, e pareva avere più rispetto per una ricca
+fanciulla, di quel che non avesse sentito compassione
+per un'orfanella povera e senza amici.</p>
+
+<p>Il piacere provato da Emilia a tale notizia, fu
+mitigato dall'idea che colui, pel quale aveva desiderato
+tanto di essere nell'agiatezza, non era più
+degno di lei. Nonpertanto ringraziò il cielo del benefizio
+inaspettato, e scrisse a Quesnel che sarebbe
+stata a Tolosa pel tempo indicato.</p>
+
+<p>Quando Villefort andò al convento in compagnia
+di Bianca per far leggere ad Emilia il consulto dell'avvocato,
+fu istruito delle informazioni di Quesnel,
+e ne felicitò sinceramente la fanciulla. Tornò quindi
+a riparlare delle sue inquietudini sulla sorte di Lodovico;
+e disse che, volendo far cessare tutte le
+ciarle e le paure, aveva l'intenzione decisa di passare
+una notte intiera nell'appartamento del nord.
+Emilia seriamente allarmata, unì le sue preghiere
+a quelle di Bianca per distoglierlo da tale progetto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che cos'ho io da temere?&nbsp;» rispos'egli; «&nbsp;non
+credo aver a combattere nemici soprannaturali, e
+quanto agli attacchi umani, sarò parato a riceverli;
+d'altronde, vi prometto di non vegliar solo. Mio
+figlio mi terrà compagnia; e se stanotte non isparirò
+come Lodovico, domani saprete il risultato
+della mia avventura.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte e Bianca, congedatisi poco dopo da Emilia,
+tornarono al castello.</p>
+
+<p>La sera, dopo cena, Villefort s'incamminò con
+Enrico all'appartamento del nord, accompagnato
+dal barone, da Dupont e da alcuni domestici, che
+gli augurarono la buona notte alla porta. Tutto era
+in quelle stanze nel medesimo stato come dopo la<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+sparizione di Lodovico. Essi furon costretti ad accendere
+il fuoco da sè, poichè nessuno si era arrischiato
+a venire fin là. Esaminarono scrupolosamente
+la camera e l'oratorio, e sedettero vicino al fuoco.
+Deposero le spade sul tavolino, e parlarono a lungo
+di varie cose. Enrico era spesso distratto e taciturno,
+e fissava tratto tratto un occhio diffidente e curioso
+sulle parti oscure della camera. Il conte cessò a poco
+a poco di parlare, e, per sottrarsi a' pensieri che
+l'assalivano, si mise a leggere un volume di Tacito,
+ond'erasi prudentemente munito.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLVII" id="CAPITOLO_XLVII"></a>CAPITOLO XLVII</h2>
+
+<p>Il barone di Santa-Fè, inquieto per l'amico, non
+avendo potuto chiuder occhio in tutta notte, erasi
+alzato di buonissima ora. Andando per notizie passò
+vicino al gabinetto del conte, ed udì camminare:
+bussò, e venne lo stesso Villefort ad aprirgli: lieto
+di vederlo sano e salvo, il barone non ebbe tempo
+di osservarne la fisonomia straordinariamente grave;
+le sue risposte riservate però ne lo resero ben
+presto accorto. Il conte affettando di sorridere, rispose
+evasivamente alle di lui interrogazioni; ma il
+barone divenne serio e così pressante, che Villefort,
+preso allora un tuono deciso di gravità, gli
+disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Amico caro, non mi domandate nulla di più, ve
+ne scongiuro. Vi supplico inoltre di tacere su tutto
+ciò che la mia condotta avvenire potrà avere di
+sorprendente. Non ho difficoltà a dirvi che sono infelice,
+e che il mio esperimento non mi fece trovare
+Lodovico. Scusate la mia riserva sugl'incidenti
+di stanotte.</p>
+
+<p> &mdash; Ma dov'è Enrico?&nbsp;» disse il barone, sorpreso
+e sconcertato dal rifiuto.</p>
+
+<p> &mdash; È nelle sue stanze; mi farete il piacere a non
+interrogarlo. Potete esser certo che il motivo che<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+m'impone silenzio verso un amico di trent'anni,
+non può derivare da un caso ordinario. La mia riserva,
+in questo momento, non deve farvi dubitare
+nè della stima, nè dell'amicizia mia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Troncato così il discorso, scesero per la colazione.
+Il conte mosse incontro alla sua famiglia con aria
+allegra: si schermì dalle molteplici interrogazioni
+con risposte scherzose, ed assicurò, ridendo, l'appartamento
+del nord non essere poi tanto da paventarsi,
+se lui e suo figlio n'erano usciti sani
+e salvi.</p>
+
+<p>Enrico fu però meno felice ne' suoi sforzi per
+dissimulare; la sua faccia portava ancora l'impronta
+del terrore. Era muto e pensieroso, e quando voleva
+rispondere, celiando, alle pressanti dimande
+della Bearn, si vedeva bene il suo brio non esser
+naturale.</p>
+
+<p>Dopo pranzo, il conte, a tenore della sua promessa,
+andò a trovare Emilia, la quale fu sorpresa
+di trovare ne' suoi discorsi sugli appartamenti del
+nord un misto di motteggio e riservatezza. Non
+disse però nulla dell'avventura notturna; e quand'essa
+ardì favellargliene, e chiedergli se si fosse
+accorto che gli spiriti frequentassero l'appartamento,
+si fece serio e rispose sorridendo:</p>
+
+<p>«&nbsp;Cara Emilia, non vi guastate il cervello con simili
+idee che v'insegnerebbero a trovar uno spettro
+in tutte le stanze oscure. Ma credetemi,&nbsp;» soggiunse
+con un lungo sospiro, «&nbsp;i morti non appariscono
+per soggetti frivoli, nè all'unico scopo di
+spaventare i paurosi.&nbsp;» Tacque, pensò alquanto, indi
+ripigliò: «&nbsp;Ma via, non parliamone più.&nbsp;»</p>
+
+<p>E s'accomiatò poco dopo. La fanciulla andò a
+raggiungere le monache, e restò sorpresa nel sentire
+come sapessero già l'avventura. Ammiravano esse
+l'intrepidità del conte a passar la notte nell'istesso
+appartamento ov'era sparito Lodovico, Emilia non
+considerava con qual rapidità circola una notizia<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+superstiziosa. Le monache l'avevano saputa dal giardiniere,
+ed i loro sguardi dopo la scomparsa di Lodovico,
+stavano sempre fissi sul castello di Blangy.</p>
+
+<p>Emilia ascoltava tacendo tutte le loro dissertazioni
+sulla condotta del conte. La maggior parte la
+condannarono come temeraria e presuntuosa. Suor
+Francesca sosteneva che il conte aveva mostrato
+tutta la bravura di un'anima grande e virtuosa.
+Non erasi macchiato di verun delitto, e non poteva
+temere lo spirito maligno, avendo diritti alla protezione
+di colui che comanda ai cattivi e protegge
+l'innocenza.</p>
+
+<p>«&nbsp;I colpevoli non possono reclamare questa protezione,&nbsp;»
+disse suor Agnese sospirando e fissati gli
+occhi in Emilia, la prese per la mano dicendole:
+«&nbsp;Voi siete giovine, siete innocente, ma avete passioni
+in cuore... veri serpenti. Essi dormono ora:
+guardate che non si sveglino perchè vi ferirebbero
+a morte.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla, colpita da tali parole, e dal modo
+con cui venivano pronunziate, non potè trattener le
+lacrime.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! è dunque vero!&nbsp;» sclamò allora suor
+Agnese con tenerezza; «&nbsp;così giovine, ed essere infelice!
+Noi siamo adunque sorelle? Esistono dunque
+teneri rapporti fra i colpevoli?&nbsp;» Quindi, con occhi
+smarriti: «&nbsp;No, non c'è più riposo! non più
+pace! non più speranza. Le ho gustate per l'addietro;
+allora poteva piangere. La mia sorte è decisa.</p>
+
+<p> &mdash; C'è speranza per tutti quelli che si pentono
+e si correggono,&nbsp;» disse suor Francesca.</p>
+
+<p> &mdash; Per tutti, fuorchè per me,&nbsp;» replicò suor
+Agnese. «&nbsp;Ma la testa mi bolle, credo esser malata.
+Oh! perchè non posso cancellare il passato
+dalla memoria! Quelle ombre che sorgono come
+furie per tormentarmi, le veggo sempre in sogno;
+quando mi sveglio mi stanno dinanzi! Ed ora le
+vedo là, là...&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></p>
+
+<p>Restò qualche tempo nell'atteggiamento dell'orrore:
+i di lei sguardi erravano per la camera, come
+se avessero seguito qualche oggetto. Una monaca
+la prese dolcemente per la mano onde condurla
+fuori. Suor Agnese si calmò, mise un sospiro, e
+disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Esse sono sparite, sì, sono sparite. Ho la febbre,
+e non so quel ch'io dica. Talvolta mi trovo
+in questo stato, ma presto passa. Fra poco starò
+meglio. Addio, care sorelle; vo' ritirarmi in cella;
+sovvengavi di me nelle vostre orazioni.&nbsp;»</p>
+
+<p>Appena fu uscita, suor Francesca vedendo l'emozione
+di Emilia, le disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Non vi sorprenda. La nostra sorella ha spesso
+la testa alterata, sebbene io non l'abbia mai veduta
+in un delirio così grande come oggi, ma spero che
+la solitudine e l'orazione la calmeranno.</p>
+
+<p> &mdash; La sua coscienza pareva oppressa,&nbsp;» disse Emilia;
+«&nbsp;sapete voi per qual motivo sia ridotta in uno
+stato così deplorabile?</p>
+
+<p> &mdash; Si,&nbsp;» rispose suor Francesca; poi soggiunse
+sottovoce: «&nbsp;In questo momento non posso dirvi
+nulla. Se volete saperne qualcosa, venite a trovarmi
+in cella dopo cena. Ma rammentatevi che a mezzanotte
+io devo andare al mattutino; venite dunque
+o prima, o dopo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia promise di esser puntuale; sopraggiunse
+la badessa, e non si parlò più dell'infelice suor
+Agnese.</p>
+
+<p>Il conte tornando al castello, trovò Dupont in
+un trasporto di disperazione, cagionatogli dal suo
+amore per Emilia; amore nato in lui da troppo tempo
+ond'esser vinto facilmente. Egli avea conosciuta la
+fanciulla in Guascogna; il di lui padre, cui erasi
+confidato, trovando ch'essa non era abbastanza ricca,
+lo dissuase dal pensare a cercarla in isposa.
+Finchè visse suo padre, gli fu obbediente, ma non
+potendo vincere la sua passione, cercava di addolcirla<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+visitando i luoghi frequentati da Emilia, ed
+in ispecie la peschiera. Una volta o due aveale manifestato
+i suoi sentimenti in versi, ma giammai
+palesato il suo nome per non trasgredire agli ordini
+paterni. Colà aveva cantato quella canzone patetica,
+di cui Emilia era stata tanto sorpresa, e vi
+aveva trovato a caso quel ritratto che servì ad alimentare
+una passione troppo fatale al suo riposo.
+Abbracciata la carriera militare, scese a guerreggiare
+in Italia; intanto suo padre morì, ed egli
+aveva riacquistata la libertà quando l'unico oggetto
+che poteva rendergliela preziosa non poteva più
+corrispondergli. Si è veduto in qual modo ritrovasse
+Emilia, e come l'avesse aiutata a fuggire. Si è veduto
+finalmente a qual debole speranza appoggiasse
+il suo amore, e l'inutilità di tutti i di lui sforzi
+per vincerlo. Il conte procurò consolarlo collo zelo
+dell'amicizia, lusingandolo che forse la pazienza e
+la perseveranza potrebbero un giorno cattivargli
+l'affetto di Emilia.</p>
+
+<p>Appena le monache si furono ritirate, la fanciulla,
+recatasi da suor Francesca, la trovò inginocchiata
+dinanzi ad un crocifisso; appena la vide, le fece
+segno di entrare, ed Emilia aspettò in silenzio
+ch'essa finisse la sua orazione, allora la monaca
+si alzò, e postasi a sedere sul letticciuolo, così cominciò:</p>
+
+<p>«&nbsp;La vostra curiosità, sorella cara, vi ha resa
+esatta, ma non c'è nulla di notevole nell'istoria
+di suor Agnese. Non ho voluto parlare di lei in
+presenza delle altre, perchè non mi garba che conoscano
+il suo delitto.</p>
+
+<p> &mdash; La vostra confidenza mi onora,&nbsp;» disse Emilia,
+«&nbsp;ma io non ne abuserò.</p>
+
+<p> &mdash; Suor Agnese,&nbsp;» soggiunse la monaca, «&nbsp;è d'una
+famiglia nobile; la dignità della sua fisonomia ve lo
+avrà forse già fatto sospettare; ma non voglio disonorare
+il suo nome rivelandolo. L'amore fu cagione<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+delle sue follie e del suo delitto. Fu amata
+da un gentiluomo poco ricco, e il di lei padre, da
+quanto mi fu detto, avendola maritata ad un signore
+ch'ella odiava, accelerò la sua perdita: obliò i suoi
+doveri e la virtù, e profanò i voti del matrimonio;
+questo delitto fu scoperto, ed il marito l'avrebbe
+sacrificata alla sua vendetta, se il di lei padre non
+avesse trovato il mezzo di sottrarla al suo potere.
+Non ho mai potuto scoprire in qual modo potè
+riuscirvi. La chiuse in questo convento, e la decise
+a prendere il velo. Si fece spargere la voce ch'essa
+era morta; il padre, per salvar la figlia, concorse a
+confermare questa notizia, e fece credere perfino al
+marito ch'era stata vittima del suo geloso furore.
+Parmi che quest'istoria vi sorprenda, e per vero
+non è comune, ma non è però senz'esempio. Ora
+sapete tutto; aggiungerò soltanto che il contrasto
+nel cuore di Agnese fra l'amore, i rimorsi ed il
+sentimento dei doveri claustrali, cagionò alla perfine
+il disordine delle sue idee. In principio era alteratissima;
+prese in seguito una malinconia abituale,
+ma da qualche tempo cade in accessi di delirio
+più forti e frequenti del solito.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fu commossa da quest'istoria, che le parve
+aver molta analogia con quella della marchesa di
+Villeroy, e sparse qualche lacrima sugli infortunii
+d'entrambe. «&nbsp;È strano,&nbsp;» soggiunse ella, «&nbsp;ma
+vi sono momenti in cui credo rammentarmi la sua
+figura; io non ho per certo veduta mai suor Agnese
+prima di entrare in questo convento; bisogna che
+abbia visto in qualche parte una persona che le somigli,
+eppure non ne ho nessuna memoria.&nbsp;» E rimase
+sovrappensieri. Quando suonò mezzanotte, congedossi
+e tornò nella sua camera.</p>
+
+<p>Per molti giorni consecutivi, Emilia non vide nè
+il conte, nè alcuno della sua famiglia; quand'egli
+comparve, essa notò con pena l'eccesso della sua
+agitazione.<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Non ne posso più,&nbsp;» rispos'egli alle di lei
+premurose interrogazioni; «&nbsp;voglio assentarmi per
+qualche tempo, onde ricuperare un poco di tranquillità.
+Mia figlia ed io accompagneremo il barone
+di Santa-Fè al di lui castello, situato alle falde dei
+Pirenei in Guascogna. Ho pensato, cara Emilia, che
+se voi andaste alla vostra terra della valle si potrebbe
+fare insieme parte del viaggio, ed io sarei
+lietissimo di potervi scortare fin là.&nbsp;»</p>
+
+<p>Essa lo ringraziò, facendogli conoscere il dispiacere
+di non poter godere della sua compagnia, essendo
+obbligata di trasferirsi prima a Tolosa. «&nbsp;Allorchè
+sarete dal barone,&nbsp;» soggiunse, «&nbsp;vi troverete
+poco distante da' miei beni. Mi lusingo pertanto
+che non ripartirete di colà senza venire a trovarmi,
+credendo inutile dirvi qual piacere io proverò a ricevervi
+in compagnia di Bianca.</p>
+
+<p> &mdash; Ne son convinto appieno,&nbsp;» rispose Villefort;
+«&nbsp;ed approfitterò molto volentieri delle vostre gentili
+profferte.&nbsp;»</p>
+
+<p>E dopo i soliti complimenti, se ne partì.</p>
+
+<p>Pochi giorni dopo, Emilia ricevè una lettera di
+Quesnel che l'avvisava di esser già a Tolosa, che
+la terra della valle era libera, e la pregava d'affrettarsi,
+perchè i suoi affari lo chiamavano in
+Guascogna. Essa non esitò più; andò a fare i saluti
+al conte, che non era ancora partito, e si
+mise in viaggio per Tolosa, in compagnia dell'infelice
+Annetta, e d'un fido servo della famiglia del
+conte.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLVIII" id="CAPITOLO_XLVIII"></a>CAPITOLO XLVIII</h2>
+
+<p>Emilia compì il viaggio felicemente. Avvicinandosi
+a Tolosa, d'onde era partita colla zia, riflettè
+sul tristo fine di lei, la quale, senza la sua imprudenza,
+avrebbe potuto vivere ancora felice in
+quella città. Anche Montoni le si presentava spesso<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+al pensiero; parevale di vederlo ne' dì de' suoi trionfi,
+ardito, intraprendente, altiero, vendicativo; ed
+ora ecco che, scorsi pochi mesi, non aveva più il
+potere, nè la volontà di nuocerle, nè esisteva nemmen
+più; i di lui giorni erano svaniti come ombra
+fugace...</p>
+
+<p>Giunta a Tolosa, scese al palazzo di sua zia, ora
+divenuto suo, ed invece d'incontrarvi Quesnel, vi
+trovò una sua lettera, colla quale, oltre a parecchie
+istruzioni circa i di lei beni, l'informava essere
+stato obbligato di partire due giorni prima
+per un affare importante. Il poco interesse che
+Quesnel mostrava di rivederla, non occupò a lungo
+i di lei pensieri, i quali si volsero alle persone vedute
+in quel palazzo, e sopratutto all'imprudente
+ed infelice signora Montoni; essa aveva fatta colazione
+secolei la mattina della sua partenza per l'Italia.
+Il salotto in cui ritrovavasi, rammentavale più
+che mai tutto quel che aveva sofferto allora, e le
+belle speranze di cui pascevasi a quell'epoca la zia.
+Affacciandosi alla finestra del giardino, vide il viale
+in cui la vigilia del suo viaggio erasi separata da
+Valancourt. La di lui ansietà, il premuroso interesse
+dimostrato per la sua felicità, le pressanti
+sollecitazioni fattele, affinchè non si abbandonasse
+all'autorità di Montoni, e la sincerità della sua tenerezza,
+tutto tornavale in mente. Le parve quasi
+impossibile che Valancourt si fosse reso indegno di
+lei, dubitava di tutti i rapporti, e perfino delle di
+lui proprie parole, confermanti quelle di Villefort.
+Oppressa dalle idee destatele da quel viale, si ritirò
+dalla finestra, e buttossi in una poltrona inabissata
+nel più vivo dolore. Annetta, entrando di lì
+a poco con qualche rinfresco, la trasse dai tristi
+pensieri.</p>
+
+<p>Dal dì dopo, serie occupazioni la divagarono dalla
+sua malinconia; desiderava partir presto da Tolosa
+per recarsi alla valle: prese informazione dello<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+stato de' suoi possessi, e finì di regolarsi dietro le
+istruzioni di Quesnel. Abbisognò d'un grande sforzo
+per interessarsi in simili oggetti, ma se ne trovò ben
+compensata, e si convinse ognor più che la continua
+occupazione è il miglior rimedio contro la tristezza.
+Tutta la giornata la consacrò agli affari; s'informò
+degli abitanti più poveri dei dintorni, e distribuì
+loro soccorsi copiosi. Andata a passeggiare in giardino,
+si diresse verso il padiglione dov'erasi abboccata
+con Valancourt. Il desiderio di rivedere un
+luogo in cui era stata felice, vinse in lei l'estrema
+ripugnanza di rinnovare la sua ambascia entrandovi;
+ne spinse l'uscio: le finestre erano chiuse. Una
+sedia stava presso al terrazzino, come se vi avesse
+seduto qualcuno di recente. Il silenzio e la solitudine
+del luogo secondavano in quel momento le sue
+malinconiche disposizioni. Postasi a sedere presso
+una finestra, si rammentò la scena dell'abboccamento
+avuto quivi coll'amante. In quel luogo aveva
+passati seco lui i più bei momenti, quando la zia
+favoriva i loro progetti. «&nbsp;Come è mai possibile,&nbsp;»
+sclamò Emilia, «&nbsp;che un cuore così sensibile abbia
+potuto darsi in preda al vizio!&nbsp;» Si alzò, e volendo
+sfuggire alle chimere d'una felicità che non esisteva
+più, tornò verso casa. Traversando il viale,
+vide da lungi una persona passeggiare lentamente
+sotto gli alberi. Il crepuscolo non le permise di
+distinguere chi fosse: credè da principio che fosse
+un servitore, ma nell'avanzarsi egli volse la testa,
+e le parve riconoscere Valancourt; ma tosto sparve
+nel boschetto. Emilia, cogli occhi fissi al punto dove
+era sparito, restò immobile e tremante. Infine, fattasi
+animo, rientrò in casa, e temendo di lasciar
+conoscere la sua alterazione, si astenne dal chiedere
+chi fosse andato in giardino. Quando fu sola, si
+rammentò la figura veduta; era sparita così presto,
+che non aveva potuto distinguer nulla; pure
+quell'improvvisa partenza le faceva credere che fosse<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+Valancourt. Passò quella sera nell'incertezza e nei
+continui sforzi che faceva per cancellarlo dalla memoria.
+Vani tentativi: essa era agitata da mille contrari
+affetti; temeva al tempo istesso che fosse lui,
+oppure un'illusione. Voleva persuadersi che non desiderava
+più di rivedere Valancourt, ed il suo cuore
+con altrettanta costanza contraddiceva la ragione.</p>
+
+<p>Passò una settimana prima d'arrischiarsi nuovamente
+a passeggiare in giardino. Infine, non volendo
+esporsi sola, si fece accompagnare da Annetta,
+la quale, dopo un lungo silenzio, le disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Signora Emilia, perchè mai siete così afflitta?
+Parrebbe quasi che voi sapeste che cosa è accaduto.</p>
+
+<p> &mdash; Cos'è accaduto?&nbsp;» rispose Emilia con voce
+tremante.</p>
+
+<p> &mdash; La scorsa notte v'era un ladro nel giardino.</p>
+
+<p> &mdash; Un ladro!&nbsp;» sclamò Emilia con vivacità.</p>
+
+<p> &mdash; Così suppongo; chè altrimenti chi poteva
+essere?</p>
+
+<p> &mdash; Dove l'hai tu veduto, Annetta?&nbsp;» rispose
+Emilia guardandosi attorno.</p>
+
+<p> &mdash; Non l'ho veduto io, ma Giovanni il giardiniere.
+Era mezzanotte: Giovanni traversava il cortile
+per andarsene a dormire, allorchè vide una
+figura nel viale in faccia alla porta d'ingresso; indovinò
+chi era, ed andò a prendere lo schioppo.</p>
+
+<p> &mdash; Lo schioppo!</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora. Tornò nel cortile per osservarlo
+meglio; lo vide avanzare lentamente nel viale e
+guardare attento il castello. Vedendo che il ladro
+entrava nel cortile, Giovanni credè bene allora domandargli
+chi fosse e cosa volesse, ma colui non
+rispose e tornò indietro. Giovanni allora gli sparò
+addosso. Gran Dio! Voi impallidite! Quell'uomo
+non fu ucciso, ve ne assicuro; o almeno i suoi compagni
+l'hanno portato via. Giovanni, di buon mattino,
+andò a cercare il di lui cadavere, e non lo
+trovò; non vide altro che una striscia di sangue;<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+la seguì per iscuoprire da qual parte erano usciti,
+ma essa si perdeva sull'erba, e...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia svenne, e sarebbe caduta in terra se Annetta
+non l'avesse sostenuta, ed appoggiata ad un
+sedile di pietra. Allorchè, dopo un lungo deliquio,
+Emilia ebbe ripreso l'uso dei sensi, si fece condurre
+al suo appartamento, non volendo udir altro per
+timore di riconoscere che l'incognito era Valancourt.</p>
+
+<p>Allorchè si credè abbastanza forte per sentir Giovanni,
+lo mandò a cercare; egli non potè dare nessuno
+schiarimento. Essa gli fece forti rimproveri
+per aver tirato a palla, ed ordinò di fare esatte ricerche
+per iscoprire chi fosse il ferito, ma indarno.
+Più essa vi riflettea, e più convincevasi che fosse
+Valancourt. Alfine l'inquietudine le cagionò un'ardentissima
+febbre, che l'obbligò a letto per qualche
+giorno.</p>
+
+<p>La sua indisposizione e gli affari avevano già
+prolungato il di lei soggiorno a Tolosa al di là del
+tempo prefisso. La sua presenza ormai era necessaria
+alla valle: ricevè una lettera da Bianca, nella
+quale l'informava che il conte e lei, essendo tuttavia
+presso il barone di Santa-Fè, si proponevano
+al loro ritorno di andare a trovarla al di lei castello,
+se vi fosse stata, aggiungendo che le avrebbero
+fatta questa visita colla speranza di ricondurla
+a Blangy.</p>
+
+<p>Emilia, rispose all'amica che fra pochi giorni sarebbe
+stata alla valle; fece in fretta i preparativi
+di viaggio, e partì sforzandosi di credere che se
+fosse accaduto qualche sinistro a Valancourt, ne
+sarebbe stata in qualche modo informata.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XLIX" id="CAPITOLO_XLIX"></a>CAPITOLO XLIX</h2>
+
+<p>Il dì dopo, Emilia arrivò al suo castello della valle
+verso il tramonto. Alla malinconia inspiratale dal
+luogo già abitato da' suoi genitori, e dove aveva<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+passato anni felici, si unì tosto un tenero infinito
+piacere. Il tempo aveva smussato i dardi del suo
+dolore, ed allora rivedeva con compiacenza tutto
+ciò che rinnovavale la memoria de' suoi cari; le
+pareva che respirassero ancora in tutti quei luoghi
+ove li aveva veduti, e sentiva che la valle era
+per lei il più delizioso soggiorno. La prima stanza
+che visitò fu la sua libreria, ove, seduta sulla poltrona
+del padre, riflettè con rassegnazione al quadro
+del passato.</p>
+
+<p>Poco dopo il suo arrivo ricevè la visita del venerabile
+Barreaux, che venne con premura ad accogliere
+l'unica figlia del suo rispettabile vicino, in
+una casa troppo lungamente derelitta. La presenza
+del vecchio amico fu di grande conforto per Emilia;
+la loro conversazione fu per amendue interessante,
+e si comunicarono reciprocamente le circostanze
+principali di quanto era accaduto. La mattina
+di poi, la giovine andò a passeggiare nel giardino
+gustando con tenera avidità il piacere di vagare
+sotto quegli alberi, piantati dal diletto genitore,
+ciascuno dei quali le ne rammentava la bontà i discorsi,
+il sorriso. Prima sua cura fu d'informarsi
+della vecchia Teresa, stata crudelmente licenziata
+da Quesnel senza veruna pensione, quando affittò
+quei beni. Avendo saputo ch'ella viveva in una casuccia
+poco lontana, vi andò subito, e fu lieta di
+trovarla sana ed allegra; essa si occupava a potar
+viti, ed appena la povera vecchia riconobbe Emilia,
+le saltò al collo, gridando:</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! mia cara padroncina, io credeva di non
+rivedervi più; ma ora son contenta. Sono stata
+maltrattata assai; non aspettava certo nella mia età
+di essere scacciata in tal guisa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Entrate nell'abituro rustico, ma decentissimo,
+Emilia si congratulava seco lei di averla trovata in
+quell'abitazione passabilmente bella nella sua sventura.
+Teresa la ringraziò colle lagrime agli occhi.<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Sì, signora,&nbsp;» le disse, «&nbsp;è anche troppo bella
+per me, grazie all'amico caritatevole che mi ha
+strappato dalla miseria. Voi eravate troppo lontana
+per aiutarmi: egli mi ha messa qui, ed io credeva
+quasi... ma non parliamone più.</p>
+
+<p> &mdash; Chi è dunque quest'ottimo amico? chiunque ei
+sia diverrà anche il mio.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signora padrona, egli mi ha proibito di
+palesare la sua buon'azione, e perciò non posso
+nominarvelo. Ma come siete cambiata dacchè non
+vi ho veduta! Siete pallida e magra! Ma, a proposito,
+che fa adesso quel caro signor Valancourt?
+Sta bene?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, agitatissima, non le rispose; Teresa continuò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Dio lo ricolmi di benedizioni! Mia cara padrona,
+di grazia, non siate meco così riservata; credete
+voi ch'io non sappia ch'egli vi ama? Quando
+foste partita, veniva sempre al castello. Com'era afflitto!
+Voleva entrare in tutte le stanze, qualche
+volta stava a sedere colle braccia incrociate sul
+petto, senza dir verbo, tutto pensieroso. A un tratto
+si scuoteva e mi parlava di voi! e con che fuoco,
+con qual passione! Io lo amava appunto per questo...
+Quando poi il signor Quesnel ebbe affittato
+il castello, io credeva che il cavaliere impazzisse dal
+dolore.</p>
+
+<p> &mdash; Teresa,&nbsp;» disse Emilia con serietà, «&nbsp;non mi
+nominate più il cavaliere.</p>
+
+<p> &mdash; Non nominarvelo più! e per qual ragione! Io
+amo il cavaliere quasi quanto voi.</p>
+
+<p> &mdash; Potrebbe anche darsi che spendeste male il
+vostro amore,&nbsp;» soggiunse Emilia cercando di nascondere
+le lacrime; «&nbsp;ma, checchè ne sia, noi non
+ci rivedremo mai più.</p>
+
+<p> &mdash; Gran Dio, che ascolto! Il mio amore non può
+esser più giusto. È lo stesso signor Valancourt che
+mi regalò questa casa, e sorresse la mia vecchiaia<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+dal momento che il signor Quesnel mi bandì da
+casa vostra.</p>
+
+<p> &mdash; Il cavalier Valancourt?&nbsp;» disse Emilia tutta
+tremante.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora, lui appunto, sebbene gli abbia
+promesso di non nominarlo. Fu egli che mi comprò
+questa casetta, e mi diè il denaro necessario per
+istabilirmivi. Ordinò inoltre al fattore di suo fratello
+di pagarmi regolarmente trenta franchi al
+mese. Ora, giudicate, signora padrona, se posso
+dirne male? Temo solo che la sua generosità abbia
+oltrepassato le sue forze; sono ormai tre mesi
+che non ricevo nulla. Ma non piangete, signorina;
+mi lusingo che non sarete meco in collera per avervi
+raccontato i benefizi del cavaliere?</p>
+
+<p> &mdash; In collera!&nbsp;» sclamò Emilia, e versava lagrime
+in copia. «&nbsp;Quanto tempo è che non l'avete veduto?</p>
+
+<p> &mdash; Oimè! non ne ho più avuta notizia dacchè
+egli partì improvvisamente per la Linguadoca; veniva
+allora da Parigi, e, come vi diceva poc'anzi,
+son tre mesi che il fattore non mi manda la mia
+pensione. Comincio a temere che gli sia accaduta
+qualche disgrazia. Se non fossi così lontana da Estuvière,
+e potessi camminare, sarei già andata ad informarmi
+di lui.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'ansietà d'Emilia era divenuta insopportabile;
+essa non poteva convenientemente mandare dal fratello
+di Valancourt; ma pregò Teresa di far partire,
+a nome suo però, un espresso per informarsi dal
+fattore sul destino del cavaliere. Si fece promettere
+dalla vecchia di non nominarla mai in questo affare,
+e di non parlarne neppure al giovane. Teresa
+trovò subito il mezzo di contentar la padrona. Emilia
+le diè qualche denaro, e tornò al castello più
+afflitta che mai: non poteva persuadersi che un
+cuore benefico come quello di Valancourt si fosse
+lordato di vizi, e sentivasi commossa dalla sua prova
+di bontà per la povera Teresa.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_L" id="CAPITOLO_L"></a>CAPITOLO L</h2>
+
+<p>Nell'intervallo, il conte di Villefort e Bianca avevano
+passato quindici giorni nel castello del barone
+di Santa-Fè. Avevan fatte molte gite ne' Pirenei ed
+ammiratene le bellezze. Il conte erasi separato dagli
+amici con dispiacere, quantunque dovessero in
+breve formare una sola famiglia, essendosi stabilito,
+che il giovane Santa-Fè, il quale l'accompagnava in
+Guascogna, avrebbe sposato Bianca appena giunti a
+Blangy. La strada che andava alla valle era nella
+parte più alpestre de' Pirenei ed impraticabile alle
+carrozze. Il conte noleggiò muli per sè e per tutto
+il suo seguito; prese due guide bene armate e pratiche
+di quelle montagne, le quali vantavansi di conoscere
+tutti i sentieri, non che la posizione delle
+scarse capanne di pastori, presso le quali dovevano
+passare.</p>
+
+<p>Il conte partì di buon'ora coll'intenzione di passar
+la notte in un'osteriuccia a mezza strada dalla
+valle, di cui avevangli parlato le guide, e dove solevan
+riposare i mulattieri spagnuoli.</p>
+
+<p>Dopo una giornata d'ammirazione e di fatiche, i
+viaggiatori trovaronsi in una valle coperta di boschi,
+e circondata da alture scoscese. Avevano già
+percorse molte leghe senza incontrare una sola abitazione,
+e udendo solo tratto tratto i campanelli
+degli armenti, quando intesero da lontano una musica
+bizzarra, e videro sopra un'eminenza un gruppo
+di montanari che ballavano allegramente. Il conte
+si fermò per godere di quella festa campestre. Erano
+contadini spagnuoli e francesi che abitavano in un
+villaggio poco distante. Villefort sospirava pensando
+che le grazie ed i piaceri innocenti fiorivano nella
+solitudine, rifuggendo dalle città incivilite. Il sole
+aveva già percorsa metà della sua carriera, ed i
+viaggiatori, riflettendo che non avevan tempo da
+perdere, si rimisero in cammino.<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p>
+
+<p>Strada facendo, Bianca osservava in silenzio quelle
+solitudini, sentiva il lene stormir degli abeti, ed a
+misura che il sole scendeva all'occaso, sentivasi
+colta da insolita malinconia. Domandò al padre,
+quanto fosse ancor distante l'osteria, e se la strada
+era sicura di notte. Il conte ripetè alle guide la
+prima di queste due domande: n'ebbe risposta ambigua;
+e soggiunsero che se la notte si avanzava,
+sarebbe stato meglio fermarsi, finchè sorgesse la
+luna. «&nbsp;Ma adesso non si può forse viaggiare con sicurezza?&nbsp;»
+disse il conte. Le guide l'assicurarono
+che non eravi nessun pericolo, ed andarono innanzi.
+Bianca, tranquillata da tale risposta, si compiaceva
+ad osservare i progressi della notte. Il giovine
+Santa-Fè, la cui immaginazione, scevra da timore,
+vedeva in ogni cosa oggetti d'ammirazione, faceva
+osservare a Bianca i punti di vista più interessanti.</p>
+
+<p>La notte diveniva più cupa, e negre nubi ne raddoppiavano
+l'oscurità; le guide proposero di aspettare
+il sorger della luna, aggiungendo che il tempo
+minacciava. Guardando intorno per trovare un ricovero,
+scorsero un oggetto sulla punta d'una rupe.
+La curiosità li spinse ad andar a veder cosa fosse,
+e quando furono a poca distanza scorsero una gran
+croce piantata colà a mo' di monumento per attestare
+ch'eravi stato commesso un omicidio. L'oscurità non
+permise di leggerne l'iscrizione; ma le guide si
+rammentarono allora esservi stata eretta in memoria
+del conte Beliard, stato ucciso da una banda
+di malfattori che infestavano i Pirenei qualche anno
+addietro. Bianca fremè all'udir raccontare alcune
+orribili particolarità sul destino delle sventurato
+conte. Una delle guide le narrava con voce sommessa,
+come se i suoi propri accenti gli facessero
+paura. Mentre i viaggiatori ascoltavano quel racconto
+cominciò a lampeggiare, laonde ripartirono tosto
+in traccia di qualche ricovero. Tornati sulla strada,
+le guide si misero a narrare molte istorie di rapine,<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+e d'assassinii commessi in quei luoghi medesimi,
+aggiungendo molte ciarle e millanterie sul
+loro coraggio, e sul modo maraviglioso con cui
+n'erano sfuggiti. La guida meglio armata cavò dalla
+cintura una delle sue quattro pistole, e giurò che
+quell'arme aveva purgata la terra in quell'istesso
+anno da tre assassini. Sguainò quindi uno stile lunghissimo,
+accingendosi a raccontare le prodezze in
+cui aveva figurato; ma Santa-Fè, accortosi che
+cotesto racconto affliggeva Bianca, cercò d'interromperlo.
+Infine, minacciando il tempo ognor più,
+rifugiaronsi in una grotta che scorsero appiè dei
+dirupi al chiaror de' baleni. Una guida accese un
+buon fuoco, e quella fiamma, insieme al riposo, fu
+di gran sollievo ai viaggiatori.</p>
+
+<p>I servi del conte trassero fuori alcune provvigioni,
+ed imbandirono una buona cena. Dopo essersi
+rifocillati, Santa-Fè ascese la rupe dirimpetto. Tutto
+era tenebre, e nulla turbava in quel punto il silenzio
+notturno, meno il mormorio del vento, il
+rimbombo lontano dei tuoni e le voci della carovana.</p>
+
+<p>Il giovine osservava il quadro che formavano i
+viaggiatori sotto la grotta. La figura elegante di
+Bianca contrastava colla maestà del conte, assiso
+accanto a lei sopra una pietra. Gli abiti grotteschi
+e le figure spiccate delle guide e dei servi situati
+in fondo alla grotta, producevano un bellissimo effetto.
+La luce della fiamma faceva parer pallida la
+faccia dei circostanti, e scintillare le armi, imporporando
+al contrario le foglie d'un castagno gigantesco,
+che ombreggiava la grotta, e questa tinta si
+confondeva gradatamente coll'oscurità del resto della
+scena.</p>
+
+<p>La luna spuntò alfine ad oriente; e mentre Santa-Fè
+contemplava con ammirazione il suo disco atraverso
+le nubi, fu scosso dalle voci delle guide
+che lo chiamavano. Tornò subito alla grotta, e la
+di lui presenza calmò Bianca ed il conte, inquieti
+per la sua assenza.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p>
+
+<p>La burrasca che cominciava ad imperversare li
+obbligò a trattenersi colà. Il conte in mezzo alla
+figlia ed a Santa-Fè, procurava distrarre la prima,
+parlandole dei fatti celebri avvenuti in que' monti.
+D'improvviso, udirono latrare un cane. I viaggiatori
+ascoltarono con qualche speranza; il vento soffiava
+forte, e le guide parvero non dubitar più, a
+quel segno, di essere vicini all'osteria che cercavano.
+Il conte allora si decise a proseguire il suo cammino.</p>
+
+<p>I viaggiatori, diretti dai latrati del cane, costeggiarono
+nuovamente il precipizio, preceduti da una
+torcia a vento, che le guide avevano per mero caso.
+Si udiva il cane ora più, ora meno; talvolta cessava,
+e le guide cercavano dirigersi verso quella
+parte. Tutt'a un tratto il fracasso, spaventoso d'una
+cascata giunse al loro orecchio, e trovaronsi in
+faccia ad un burrone. Bianca scese dalla mula; il
+conte e Santa-Fè fecero altrettanto, le guide andarono
+in traccia di un ponte che potesse condurli
+dalla parte opposta, dove chiaro appariva trovarsi
+il cane; e confessarono alfine che avevano smarrita
+la strada. Trovarono da ultimo un passaggio pericolosissimo
+formato da due grossi abeti con rami
+d'albero e terra sopra. Tutta la comitiva fremeva
+all'idea di traversare un ponte di quella sorta. I
+mulattieri nondimeno si disposero a passare con le
+loro bestie. Bianca, tremante sull'orlo del torrente,
+ascoltava il mormorio dell'acqua, che a quel debolissimo
+chiaro di luna si vedeva precipitare dalle
+rupi in mezzo ad abeti d'altezza smisurata, e inabissarsi
+quindi in un'immensa voragine. Le povere
+mule traversarono il ponte colla precauzione lor
+dettata dall'istinto naturale. Quell'unica torcia, di
+cui fino a quel momento non era stato conosciuto
+il prezzo, fu pe' viaggiatori un tesoro inestimabile.
+Bianca, fattasi coraggio, preceduta dall'amante, ed
+appoggiata al braccio del padre, all'incerta luce
+della torcia, toccò finalmente l'opposta riva.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+
+<p>Nell'avanzarsi, le montagne si ristringevano, non
+formando più che una gola angustissima, in fondo
+alla quale scorreva con fragore il torrente. I viaggiatori
+intanto si consolavano nell'udire del continuo
+abbaiare il cane, che forse vegliava all'ingresso di
+qualche capanna. Guardando attorno, videro in distanza
+scintillare un lume a considerevole altezza.
+Si vedeva esso e si perdeva a misura che i rami
+degli alberi ne intercettavano o ne scoprivano i
+raggi. I mulattieri chiamarono ad alta voce, ma
+nessuno rispose. Finalmente, credendo di non poter
+essere intesi a quella distanza, spararono una pistola.
+Il rumore dell'esplosione, ripetuto dagli echi,
+fu la sola risposta, cui successe assoluto silenzio. Il
+lume però si vedeva più distintamente. Poco dopo
+udirono un suono confuso di voci. I mulattieri
+rinnovarono le loro grida; ma le voci tacquero, ed
+il lume sparì.</p>
+
+<p>Bianca soccombeva quasi all'inquietudine ed alla
+stanchezza. Il conte e Santa-Fè andavano incoraggiandola,
+allorchè distinsero una torre dalla parte
+ov'erasi veduto il lume. Villefort, alla di lei situazione
+ed a qualche altra <a name="tn78" id="tn78"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'ciscostanza'">circostanza</ins>, non dubitò
+più non fosse una torre d'osservazione, e persuaso
+che il lume venisse di là, procurò di rianimare la
+figlia colla prospettiva dell'imminente riposo in un
+luogo fortificato, ancorchè senza comodi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Nei Pirenei fu fabbricato un gran numero di
+queste torri,&nbsp;» disse il conte, procurando distrarre
+l'attenzione di Bianca. «&nbsp;Il metodo che s'impiega
+per avvisare dell'avvicinarsi del nemico come voi
+sapete, è di accendere un gran fuoco in cima di
+esse. Gli antichi forti e le torri che difendono i
+passi più importanti son custoditi con molta cura.
+Alcune vennero abbandonate, e son divenute per
+lo più l'abitazione pacifica di qualche cacciatore o
+pastore. Dopo una giornata faticosa, la sera, accompagnati
+dai loro fedeli cani, tornano presso un buon<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+fuoco a gustare il frutto della caccia, od a contare
+gli armenti. Qualche volta servono anche d'asilo
+ai contrabbandieri, i quali fanno un immenso commercio
+in queste montagne; talvolta si spediscono
+truppe per distruggerli. Il coraggio disperato di
+questi avventurieri li fa affrontare impavidamente
+i soldati; ma non sono mai i primi ad attaccare,
+quando possono farne a meno. I militari poi, i quali
+non ignorano che, in simili scaramucce, il pericolo
+è certo, e la gloria molto dubbia, non si danno
+gran premura di combatterli. Ma ecco la torre che
+cerchiamo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca, osservando attentamente, si vide appiè
+di una rupe sulla quale sorgea la torre. Non vi si
+scorgeva alcun lume: i cani non latravano più, e
+le guide cominciarono a dubitare di essersi nuovamente
+ingannate. Al fioco chiaror della luna,
+quasi sempre coperta dalle nubi, riconobbero che
+quell'edifizio aveva un'estensione maggiore d'una
+semplice torre d'osservazione. Tutta la difficoltà
+dunque consisteva allora nel salire lassù, nè si vedeva
+nessuna traccia di strada.</p>
+
+<p>Le guide presero la torcia per iscuoprirne il
+sentiero. Il conte, Bianca e Santa-Fè restarono appiè
+della rupe, e gli uomini deliberarono in segreto,
+se, trovandone anche la strada, la prudenza,
+permetteva d'entrare in un edifizio che poteva anche
+essere un covo d'assassini. Rifletterono nondimeno
+che il loro seguito era numeroso e ben armato,
+e calcolando il pericolo di passar la notte a cielo
+scoperto, esposti alla pioggia ed alla burrasca, risolsero
+cercare ad ogni costo di farsi ricevere.</p>
+
+<p>Un grido delle guide fissò la loro attenzione. Un
+servo tornò ad annunciare la scoperta della strada;
+si affrettarono dunque raggiungerle salendo un angusto
+sentiero in mezzo ai cespugli ed ai rovi. Dopo
+molta fatica, ed anche con pericolo, giunsero sullo
+spianato. Alcune torri rovinate, circondate da un<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+grosso muro, si offersero ai loro sguardi. L'esteriore
+di quell'edifizio annunziava un totale abbandono;
+ma il conte, conservando tutta la sua prudenza,
+disse sottovoce: «&nbsp;Camminate piano finchè
+abbiamo esaminato questi luoghi.&nbsp;» Si trovarono
+tosto in faccia ad un'immensa porta rovinata. Dopo
+qualche incertezza penetrarono in un recinto dove
+sorgea il fabbricato. Riconobbero allora che non era
+un semplice posto, ma un'antica fortezza abbandonata,
+di stile gotico; le sue torri erano enormi e le
+fortificazioni in proporzione. L'imponenza dell'edifizio
+risaltava ancor più per la rovina e la degradazione
+dei muri quasi distrutti, e pel disordine
+delle macerie sparse qua e là nell'immenso recinto
+solitario e coperto d'erbe selvatiche. Nel cortile
+d'ingresso un'annosa querce giganteggiava. La fortezza
+era stata importantissima: essa dominava il
+vallone, poteva arrestare il nemico e difendersi con
+facilità. Il conte, esaminandola attentamente, restò
+sorpreso di vederla negletta. Tanto abbandono e
+tanta solitudine gl'inspiravano malinconia. Mentre
+continuava le sue osservazioni, gli parve di distinguer
+voci nell'interno. Considerò la facciata, e non
+vide alcun lume. Fatti alcuni passi, udì latrare un
+cane, e parvegli riconoscer quello la cui voce li
+aveva guidati fin là, non si poteva più dunque dubitare
+che il luogo non fosse abitato; ma il conte,
+titubante, consultossi di nuovo con Santa-Fè. Dopo
+un secondo esame, le ragioni che li avevano decisi
+in principio, gli parvero convincentissime per tentar
+di passare la notte al coperto.</p>
+
+<p>Bussarono dunque al portone: i cani ricominciarono
+ad abbaiare, ma nessuno rispose: tornarono a batter
+più forte, ed allora udirono un mormorio di
+voci lontane; pareva adunque che gli abitanti di
+quel luogo avessero udito battere, e le <a name="tn80" id="tn80"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'precauazioni'">precauzioni</ins>
+che prendevano per rispondere, ne fecero concepire
+un'opinione favorevole. «&nbsp;Io credo che siano cacciatori,&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+disse il conte, «&nbsp;i quali abbiano cercato
+come noi un asilo in queste mura: sembra che temano
+in noi de' veri banditi: convien dunque rassicurarli.
+Noi siamo amici,&nbsp;» gridò ad alta voce,
+«&nbsp;e cerchiamo asilo per istanotte.&nbsp;» Allora udì
+camminare, ed una voce dimandò: «&nbsp;Chi va là?&nbsp;»
+«&nbsp;Amici,&nbsp;» rispose il conte; «&nbsp;aprite, e saprete tutto.&nbsp;»
+Fu tirato il catenaccio, si presentò sulla porta
+un uomo col lume in mano, vestito ed armato come
+un cacciatore, e disse: «&nbsp;Che cercate ad ora sì
+tarda?&nbsp;» Il conte rispose che aveva smarrita la
+strada, e che, se caso mai non potessero accordargli
+ricovero per poche ore, lo pregava ad insegnargli
+la via dell'abitazione o capanna più vicina. «&nbsp;Conoscete
+poco le nostre montagne,&nbsp;» rispose colui;
+«&nbsp;non se ne trova se non a qualche lega distante: io
+non posso insegnarvene la strada; e giacchè c'è
+la luna, cercatela da per voi.&nbsp;» Sì dicendo, accingevasi
+a chiuder la porta, quando parlò un'altra
+voce, ed il conte vide un altro lume, ed un uomo
+alla ferriata d'una finestra di sopra al portone. «&nbsp;Restate,
+amici,&nbsp;» disse questi; «&nbsp;vi siete smarriti, e
+senza dubbio siete cacciatori come noi.&nbsp;» Allora gli
+fu aperta la porta: alcuni uomini si presentarono
+all'ingresso dicendo al conte che entrasse ed invitandolo
+a passar la notte nella loro abitazione. Gli
+fecero un'accoglienza cortese, e gli offrirono di divider
+seco la loro cena già preparata. Il conte li osservava
+attentamente, e benchè circospetto, ed anche
+sospettoso, la stanchezza, il timore della tempesta,
+e sopra tutto la sicurezza che inspiravagli il suo
+numeroso corteggio, l'indussero ad accettar l'offerta.
+Fece entrar la sua gente, e furono condotti
+tutti insieme in un'immensa sala, illuminata in
+parte da un gran fuoco, intorno al quale stavano
+seduti due uomini in abito da cacciatore, che facevano
+arrostire carne sulla graticola, con alcuni cani
+accovacciati ai loro piedi. In mezzo alla sala eravi<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+una gran tavola. Quando il conte si avvicinò, coloro
+si alzarono, ed i cani ricominciarono a latrare, ma,
+ad un cenno dei padroni, tornarono al loro posto.</p>
+
+<p>Bianca osservava minutamente quella sala oscura
+e spaziosa, quegli uomini, e suo padre che sorrideva.
+«&nbsp;Ecco,&nbsp;» disse il conte, «&nbsp;un buon fuoco
+adattatissimo per l'ospitalità; la fiamma fa piacere
+dopo aver viaggiato molto per questi deserti selvaggi.
+I vostri cani sembrano stanchi: avete fatta
+una buona caccia?</p>
+
+<p> &mdash; Secondo il solito,&nbsp;» rispose uno di coloro;
+«&nbsp;noi torniamo quasi sempre carichi di cacciagione.</p>
+
+<p> &mdash; Son cacciatori come noi,&nbsp;» disse uno di quelli
+che avevano introdotto il conte; «&nbsp;eransi smarriti,
+ed io li accolsi dicendo che c'era posto per tutti.</p>
+
+<p> &mdash; È vero, è vero,&nbsp;» rispose il suo compagno.</p>
+
+<p> &mdash; V'ingannate, amico,&nbsp;» disse il conte; «&nbsp;noi
+siamo viaggiatori. Trattateci però come cacciatori,
+che ne saremo contenti, e sapremo ricompensare la
+vostra cortese accoglienza.</p>
+
+<p> &mdash; Sedete dunque,&nbsp;» rispose un altro. «&nbsp;Giacomo,
+metti legna sul fuoco: mi pare che l'arrosto sia
+all'ordine. Dà una sedia a questa signorina: di
+grazia, assaggiate la nostra acquavite, ch'è di Barcellona,
+e di prima qualità.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca sorrise con timidezza, e non voleva accettarla,
+ma suo padre la prevenne prendendo egli
+stesso il bicchiere. Santa-Fè, seduto vicino a lei,
+stringendole la mano, la incoraggi con un'occhiata;
+ma ella occupavasi d'un uomo che taciturno vicino
+al fuoco, fissava costantemente Santa-Fè.</p>
+
+<p>«&nbsp;Voi fate una vita deliziosa,&nbsp;» disse il conte;
+«&nbsp;la vita del cacciatore è piacevole e <a name="tn83" id="tn83"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'solubre'">salubre</ins>, ed
+il riposo è più caro allorchè succede alla stanchezza.</p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» rispose uno degli ospiti, «&nbsp;la nostra vita
+è piacevolissima, ma solamente nella stagione d'estate
+e d'autunno; nell'inverno, questi luoghi sono
+orribili, e non si può fare veruna caccia.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; È una vita libera ed amena,&nbsp;» soggiunse il
+conte; «&nbsp;passerei volentieri un mese con voi.</p>
+
+<p> &mdash; A proposito,&nbsp;» disse Giacomo, «&nbsp;non mi rammentava
+che abbiamo tordi; Pietro, va a prenderli;
+li cuoceremo per questi tre signori.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte fece alcune interrogazioni sul loro modo
+di cacciare, ed ascoltava attento e con molta compiacenza
+i loro curiosi dettagli, quando si udì il
+suono d'un corno. Bianca guardò il padre: ma egli
+continuava il suo discorso, quantunque girasse
+spesso gli occhi verso la porta con qualche inquietudine.
+«&nbsp;Sono i nostri compagni,&nbsp;» disse negligentemente
+uno di quegli uomini.</p>
+
+<p>Comparvero di lì a poco due altri col moschetto
+in ispalla e le pistole alla cintura.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ebbene, fratelli, avete fatto buona caccia? Se
+portate nulla, non avrete da cena.</p>
+
+<p> &mdash; Chi diavolo son costoro?&nbsp;» dissero essi in cattivo
+spagnuolo, accennando il conte ed il suo seguito.
+«&nbsp;Sono Spagnuoli o Francesi? Dove li avete
+incontrati?</p>
+
+<p> &mdash; Son loro che hanno incontrato noi,&nbsp;» disse
+Giacomo in francese, «&nbsp;e l'incontro è gradevolissimo.
+Il cavaliere e la sua comitiva s'erano smarriti
+in queste montagne, e ci hanno chiesto di passar
+la notte nel forte.&nbsp;»</p>
+
+<p>Gli altri non risposero nulla, e cavarono da una
+bisaccia una gran provvisione di uccelli: quindi
+lasciarono cascare in terra la bisaccia, che risuonò
+facendo conoscere che conteneva una quantità non
+indifferente di monete. Il conte allora, insospettito,
+considerò colui che la portava. Era un uomo grande
+e robusto, di faccia audace, ed invece di un abito
+da cacciatore, vestiva una divisa militare logora; i
+suoi sandali laceri erano affibbiati sulle gambe nude
+e nerborute; portava in testa una specie di berretto
+di cuoio somigliante molto ad un antico elmo romano.
+Il conte alla perfino abbassò gli occhi, e restò<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+muto e pensieroso. Nel rialzarli, vide in un
+canto della sala l'uomo che non cessava di guardare
+Santa-Fè, il quale parlava con Bianca e non
+gli badava. Poco dopo, vide quell'istesso uomo battere
+sulla spalla del soldato, egualmente attento ad
+osservare Santa-Fè; egli, vedendo che il conte lo
+guardava, volse gli occhi altrove, ma Villefort concepì
+qualche diffidenza, che però non volle esternare,
+e facendo ogni sforzo per sorridere, si mise
+a parlar con Bianca. Poco dopo rialzò gli occhi, ma
+il soldato ed il suo compagno erano scomparsi.</p>
+
+<p>Colui che si chiamava Pietro ritornò quasi nell'istesso
+momento dicendo: «&nbsp;Il fuoco è acceso, e gli
+uccelli son pelati. Ceneremo in un'altra stanza più
+piccola ma più calda di questa.&nbsp;» Tutti i compagni
+applaudirono, ed invitarono gli ospiti a seguirli.
+Bianca parve afflitta di cotesto cambiamento, e se ne
+stava al suo posto. Santa-Fè guardò il conte, il quale
+dichiarò che avrebbe preferito di non uscir dalla sala. I
+cacciatori però reiterarono le loro istanze con tanta
+cortesia, che Villefort, malgrado i suoi dubbi e temendo
+di manifestarli, acconsentì finalmente ai loro
+inviti. Gli anditi lunghi e rovinati pei quali li fecero
+passare lo spaventarono; ma il rumoreggiar
+del tuono, che aveva già cominciato a farsi udire,
+non permetteva più di uscire da quel luogo a notte
+così avanzata, ed il conte temeva di provocare i suoi
+conduttori, lasciando travedere la sua diffidenza.</p>
+
+<p>I cacciatori lo precedevano. Il conte e Santa-Fè,
+desiderando amicarseli, affettando famigliarità, portavano
+una sedia per ciascheduno, e Bianca li seguiva
+lentamente. Il di lei abito si attaccò ad un
+chiodo d'un uscio, e fu costretta a fermarsi per liberarsene.
+Il conte, che parlava con Santa Fè, non
+se ne accorse, e svoltando essi da un'altra parte
+dietro i cacciatori, Bianca restò sola in perfetta oscurità.
+Chiamò il padre; ma la burrasca aumentava,
+e lo scroscio dei fulmini impedì loro di udirla. Appena<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+ebbe staccato l'abito dal chiodo, seguitò con
+celerità il cammino per dove credeva fossero andati.
+Un lume che vide da lontano la confermò in quest'idea.
+Si avanzò verso una porta aperta, credendo
+trovare la stanza ove dovevano cenare. Sentì alcune
+voci, e s'arrestò a qualche distanza per assicurarsi
+di non essersi ingannata. Al debole chiarore d'una
+lampada vide quattro uomini intorno ad una tavola,
+i quali sembravan tener consiglio, e riconobbe fra
+loro colui che aveva fissato Santa-Fè con tanta attenzione:
+egli parlava con veemenza, benchè sottovoce.
+Un altro pareva contraddirlo, rispondendo con
+piglio imperioso. Bianca, inquieta di non trovarsi
+vicina nè al padre, nè a Santa-Fè e spaventata dall'aspetto
+di coloro, stava per allontanarsi, allorchè
+udì dire ad uno di coloro:</p>
+
+<p>«&nbsp;Non litighiamo più. Seguite il mio consiglio, e
+svanirà ogni pericolo. Assicuratevi di quei due; il
+resto è una preda facilissima.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca allarmata da queste parole, volle sentire
+qualche cosa di più.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non si guadagnerebbe nulla col resto,&nbsp;» disse
+un altro; «&nbsp;io non son mai di parere di versare il
+sangue, quando si può risparmiarlo. Sbrigatevi di
+quei due, e il nostro affare è fatto; gli altri potranno
+andarsene.</p>
+
+<p> &mdash; Oibò!&nbsp;» disse il primo, bestemmiando orribilmente;
+«&nbsp;andrebbero a dire ciò che abbiamo fatto
+dei loro padroni, verrebbero le truppe reali, e ci
+trarrebbero al supplizio. Bravo! tu dai sempre di
+buoni consigli; ma io però mi rammento il giorno
+di san Tommaso dell'anno scorso.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca fremè d'orrore. Il suo primo sentimento
+fu quello di fuggire, ma pensò che, ascoltando ancora,
+avrebbe forse potuto esser a tutti di qualche
+utilità, ed intese il dialogo seguente:</p>
+
+<p>«&nbsp;E perchè non ammazzarli tutti?<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Giuraddio! La nostra vita è cara più della
+loro; se non li ammazziamo, ci faranno impiccare.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, sì,&nbsp;» gridarono tutti.</p>
+
+<p> &mdash; Commettere un omicidio è il mezzo più sicuro
+per iscansare la ruota,&nbsp;» disse il primo brigante.</p>
+
+<p> &mdash; Dove diavolo sono andati stasera gli altri nostri
+compagni?&nbsp;» disse un altro con impazienza; «&nbsp;se
+erano qui, a quest'ora la faccenda era già spicciata.
+Non potremo far il colpo stanotte, perchè il seguito
+è più numeroso di noi. Appena farà giorno vorranno
+partire; e come impedirlo senza impiegar la forza?</p>
+
+<p> &mdash; Ho formato un bel piano,&nbsp;» disse un altro.
+«&nbsp;Se possiamo sbrigare cheti cheti i due padroni,
+tutto il resto ci darà poca pena.</p>
+
+<p> &mdash; È un piano maraviglioso,&nbsp;» rispose un altro ironicamente.
+«&nbsp;Se io posso fuggire di prigione, sarò
+certamente in libertà! Come vuoi far tu a sbrigarli
+cheti cheti?</p>
+
+<p> &mdash; Col veleno,&nbsp;» rispose colui.</p>
+
+<p> &mdash; Ben pensato!&nbsp;» disse un'altra voce; «&nbsp;così la
+mia vendetta sarà pienamente soddisfatta con una
+morte più lenta. Un'altra volta i signori baroni impareranno
+a non irritarla.</p>
+
+<p> &mdash; Ho riconosciuto subito il figlio, appena l'ho
+veduto,&nbsp;» disse uno, che Bianca riconobbe per l'individuo
+che fissava Santa-Fè; «&nbsp;ma non mi rammento
+più la fisonomia di suo padre.</p>
+
+<p> &mdash; Potete dire tutto quello che volete,&nbsp;» soggiunse
+un altro, «&nbsp;ma io scommetterei che quello non è il
+barone. Lo conosco bene quanto voi, giacchè io era
+uno di quelli che l'attaccarono coi nostri bravi colleghi
+che son periti.</p>
+
+<p> &mdash; Che! forse non c'era anch'io?&nbsp;» disse il
+primo. «&nbsp;Vi assicuro che è il barone. Ma cosa importa
+che sia o non sia lui? Dovremo perciò lasciarci
+sfuggire questo bottino? non ci capitano
+tanto spesso sì fatte avventure. Quando si arrischia
+la ruota per frodare una pezza di raso, rompendosi<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+il collo attraverso precipizi; quando svaligiamo
+un infelice viaggiatore, o qualche contrabbandiere
+nostro collega, che c'indennizzano appena della
+polvere che ci costano, ci lasceremo noi scappare
+questa ricca preda? Hanno seco denari ed oggetti
+di valore...</p>
+
+<p> &mdash; Non è per questo, non è per questo,&nbsp;» disse
+il terzo; «&nbsp;prenderemo quel che troveremo. Ma, se
+è il barone, voglio dargli un colpo di più, in onore
+dei nostri bravi compagni che fece andare al patibolo.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, ciarlate quanto volete, io vi ripeto che il
+barone è di statura più alta.</p>
+
+<p> &mdash; Maledette le vostre liti,&nbsp;» disse il secondo;
+«&nbsp;dovremo noi lasciarli partire sì o no? Ecco ciò
+che dobbiamo decidere. Se perdiamo ancora tempo,
+sospetteranno il nostro progetto, e se ne andranno
+subito. Siano pure quel che si vogliono, mi sembrano
+ricchi; hanno tanti servitori! Avete osservato
+il brillante che aveva il conte? ma ora lo ha
+nascosto, essendosi accorto ch'io lo guardavo.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, è bellissimo, e quel ritratto che pende al
+collo della giovine, contornato di diamanti?</p>
+
+<p> &mdash; Convien dunque pensare ad assicurarsene,&nbsp;»
+dissero gli altri; «&nbsp;li avveleneremo; ma ricordiamoci
+che il loro seguito è composto di nove o dieci
+persone bene armate. Noi siamo in sei soli. Potremo
+attaccarne dieci a forza aperta? Diamo intanto il
+veleno, e poi penseremo al resto.</p>
+
+<p> &mdash; Io vi consiglierò un altro mezzo più sicuro,&nbsp;»
+disse uno di coloro impazientemente; «&nbsp;sentite.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca, che ascoltava tal diverbio con orribile
+ambascia, non potè sentir più nulla, perchè coloro
+si parlarono sottovoce. La speranza di salvare il
+padre, Santa-Fè e tutto il seguito, se poteva raggiungerli
+subito, le somministrò all'improvviso forza
+novella, e si diresse di volo verso il corridoio. Il
+terrore e l'oscurità cospirarono allora contro di<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+lei. Appena ebbe fatto qualche passo, urtò in un
+gradino, all'ingresso del corridoio, e cadde al suolo.
+I masnadieri si riscossero a tal rumore, e precipitaronsi
+immediatamente fuori per assicurarsi se ci
+fosse qualcuno che ascoltasse i loro discorsi. Bianca
+li vide avvicinarsi, e prima che potesse alzarsi, la
+presero per un braccio, la trascinarono nella stanza
+e le sue strida non servirono che a ricevere le più
+spaventose minacce. Consultarono su quel che dovevan
+fare di lei.</p>
+
+<p>«&nbsp;Procuriamo prima di sapere ciò ch'essa ha inteso,&nbsp;»
+disse uno di loro. «&nbsp;Da quanto tempo eravate
+nel corridoio? Ed a far che?&nbsp;» le chiese colui.</p>
+
+<p> &mdash; Assicuriamoci intanto di questo ritratto,&nbsp;»
+disse un altro, avvicinandosi a Bianca. «&nbsp;Bella signorina,
+con vostro permesso, questo gioiello è mio:
+datemelo, o ve lo prendo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca, chiedendo misericordia, gli diè il medaglione,
+ed intanto un altro ladro l'interrogava con fiero
+cipiglio. La sua confusione ed il suo spavento spiegavano
+troppo chiaramente quel che la sua lingua
+non ardiva confessare. I briganti si guardarono con
+aria significante, e due di essi ritiraronsi in un
+canto, come per deliberare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Giur'al cielo! Sono brillanti di molto valore,&nbsp;»
+disse colui che guardava il medaglione; «&nbsp;anche il
+ritratto è bello: senza dubbio sarà quello di vostro
+marito, signora, che m'immagino debba essere il
+giovine cavaliere ch'era in vostra compagnia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca, smarrita e disperata, lo scongiurava di
+aver pietà di lei: gli diè la sua borsa, e gli promise
+di tacere, se la riconduceva ai suoi compagni
+di viaggio; sorrideva egli ironicamente alle di lei
+parole, allorchè un rumore lontano fissò la di lui
+attenzione. Mentre ascoltava, afferrolla pel braccio
+con violenza, quasi temendo ch'ella volesse fuggire.
+Bianca gridò aiuto. Il rumore, avvicinandosi, scosse
+i banditi dalla loro irresolutezza.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Siamo traditi,&nbsp;» dissero essi; «&nbsp;ma potrebbe darsi
+che fossero i nostri colleghi di ritorno dalla scorreria:
+in tal caso l'affare è fatto: ascoltiamo meglio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Una scarica in lontananza confermò la loro supposizione;
+ma il primo rumore si avvicinava sempre
+più: si udiva uno strepito d'armi, il fracasso
+di una zuffa, e qualche gemito che partiva dal fondo
+del corridoio. I briganti allora prepararono le armi:
+fu suonato un corno al di fuori; tre di essi
+lasciarono Bianca in custodia del quarto, ed uscirono
+a precipizio.</p>
+
+<p>Intanto che Bianca, tremante e confusa, implorava
+pietà, riconobbe la voce di Santa-Fè, il quale
+comparve tutto coperto di sangue ed inseguito da
+alcuni banditi. Bianca non vide, non sentì più
+nulla, e cadde svenuta nelle braccia di chi la
+teneva.</p>
+
+<p>Appena riacquistò l'uso de' sensi, riconobbe, all'incerta
+luce che vacillava intorno a lei, d'esser
+sempre nella medesima stanza. Restò alcun momento
+nell'incertezza e nello stupore. Un sordo
+gemito vicino a lei la fece memore di Santa-Fè, e
+dello stato in cui l'aveva veduto; allora alzandosi,
+si avanzò dalla parte d'onde veniva il sospiro. Non
+tardò molto a riconoscere, in un corpo steso sul
+pavimento, Santa-Fè pallido e sfigurato, che non
+poteva parlare. Aveva gli occhi chiusi, ed una delle
+sue mani, ch'ella prese nell'ambascia della disperazione,
+era bagnata di freddo sudore. Lo chiamò
+per nome, e gridò aiuto; qualcuno s'avvicina, un
+uomo entra: non era il conte; ma qual fu la di lei
+sorpresa, quando, supplicandolo di soccorrere Santa-Fè,
+riconobbe Lodovico! Ebbe egli appena tempo
+di riconoscerla; si occupò subito delle ferite del
+cavaliere, e giudicando che l'immensa perdita del
+sangue cagionava probabilmente la sua debolezza,
+corse a cercare acqua per lavargli le ferite e fasciargliele
+alla meglio.<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p>
+
+<p>Appena egli fu uscito, Bianca udì camminare, e
+vide entrare Villefort con una torcia nella mano
+sinistra, e la spada insanguinata nella destra, che,
+tutto anelante, chiamava impazientemente la figlia.
+Al suono di questa voce ben nota essa volò nelle
+di lui braccia. Il conte, lasciando cadere la spada,
+la strinse al seno con indicibil trasporto di gioia e
+stupore: le domandò di Santa-Fè, e lo vide per
+terra dando qualche segno di vita. Lodovico tornò
+di lì a poco ben provvisto d'acqua e di acquavite;
+gli applicò l'una alla bocca e l'altra alle tempie, e
+Bianca lo vide finalmente aprir gli occhi, domandando
+subito di lei. La gioia ch'essa provò in quel momento,
+fu subito sturbata da una nuova inquietudine:
+Lodovico dichiarò che bisognava senza ritardo
+trasportare il cavaliere.</p>
+
+<p>«&nbsp;I banditi che sono di fuori erano aspettati, e
+se perdiamo tempo ci troveranno qui. Sanno benissimo
+che il suono del corno, ad un'ora così strana,
+è sempre il segnale d'un estremo pericolo, e l'eco
+di questi monti ne porta la voce a molta distanza.
+Li ho veduti tornare in consimili casi dalle falde
+del Melicante. Avete voi appostata una <a name="tn90" id="tn90"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'vendetta'">vedetta</ins> all'ingresso
+del forte?</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» disse il conte, «&nbsp;la mia gente è dispersa,
+e non so dove sia. Lodovico, va tosto a
+riunirla, ma abbi cura di te stesso, e ascolta se
+senti i muli.&nbsp;»</p>
+
+<p>Lodovico uscì immediatamente, ed il conte riflettè
+al modo di trasportar Santa-Fè, il quale non
+avrebbe potuto sopportare il moto d'una mula,
+quand'anche fosse stato in grado di reggersi in
+sella.</p>
+
+<p>Mentre il conte raccontava come i banditi fossero
+stati rinchiusi nella torre, Bianca osservò che
+era ferito anch'esso nel braccio sinistro; egli le
+rispose, sorridendo, quella ferita esser leggerissima.
+I servi, tranne due che furon lasciati alla porta<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+della fortezza, comparvero allora tutti, preceduti
+da Lodovico.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi pare, signore,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;di sentir venire
+de' muli dal fondo della valle, ma il mormorio
+del torrente m'impedisce di accertarmene; ho
+portato meco l'occorrente pel trasporto del signor
+cavaliere.&nbsp;»</p>
+
+<p>Mostrò allora una gran pelle d'orso attaccata a
+due pertiche che formava una comoda lettiga, di
+cui si servivano i banditi per trasportare i loro feriti.
+Lodovico la spiegò, vi adattò sopra alcune
+pelli di capra per renderla più morbida, fasciò le
+ferite del cavaliere, ed avendovelo posato dolcemente,
+le due guide, prendendo le quattro estremità
+delle pertiche sulle spalle, s'incamminarono per andarsene
+insieme ai servitori del conte, alcuni dei
+quali erano stati leggermente feriti. Passando per
+la sala, udirono da lontano un tumulto orribile:
+Bianca ne fu molto allarmata.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non temete,&nbsp;» disse Lodovico, «&nbsp;son tutti quei
+birbanti chiusi nella torre.</p>
+
+<p> &mdash; Mi sembra che atterrino la porta,&nbsp;» disse il
+conte.</p>
+
+<p> &mdash; È impossibile, signore,&nbsp;» rispose Lodovico,
+«&nbsp;perchè la porta è di ferro. Noi non abbiamo nulla
+da temere: intanto io andrò avanti per osservar
+meglio se mai si ode o non si vede nulla.&nbsp;»</p>
+
+<p>Tutti lo seguirono; dopo essere stati alcun poco
+in ascolto, non udirono altro che il mormorio del
+torrente, ed una fresca brezzolina che agitava i rami
+dell'antica quercia nel cortile. I viaggiatori videro
+allora con estremo piacere che cominciava a spuntar
+il giorno, e Lodovico, alla testa della comitiva,
+la fece scendere nella valle per un sentiero opposto
+a quello pel quale erano venuti colà.</p>
+
+<p>«&nbsp;Evitiamo la strada,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;che hanno
+preso i banditi stamattina.&nbsp;»</p>
+
+<p>I viaggiatori si trovarono ben presto in una<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+strettissima valle: l'alba imbianchiva gradatamente
+i monti, e scopriva verdi praticelli che ricoprivan
+le falde delle rupi, sulle quali sorgevano le querce
+ed i lecci; la tempesta era cessata; l'aria del mattino
+e la vista di quella verzura, ancor più fresca
+per la pioggia della notte, rianimarono gli spiriti
+abbattuti della comitiva. Il sole sorse di lì a poco,
+e tutte le piante rosseggiarono in breve de' suoi
+raggi dorati; un resto di nebbia aggiravasi ancora
+in fondo alla valle, ma il vento la cacciava, ed a
+poco a poco il sole la fece sparir tutta. Dopo aver
+percorso una lega di cammino, Santa-Fè si querelò
+dell'eccessiva debolezza: sostarono per ristorarlo, e
+lasciar riposare i portatori. Lodovico si era munito,
+prima di partire, di qualche bottiglia di vino di
+Spagna, e ne distribuì a tutta la carovana; ma
+Santa-Fè non potè risentirne che un sollievo momentaneo.
+Una febbre ardentissima acquistò nuova
+forza per l'uso di questa bibita; egli non poteva
+nascondere i suoi orribili patimenti, nè astenersi
+dall'esprimere il desiderio impaziente di giungere
+all'osteria, in cui avevano prefisso di passar la
+notte precedente.</p>
+
+<p>Mentre riposavano tutti all'ombra degli abeti,
+il conte pregò Lodovico di spiegargli brevemente
+in qual modo fosse sparito dall'appartamento del
+nord, come avesse potuto cadere nelle mani di quei
+banditi, e contribuito in una maniera così prodigiosa
+a salvarlo colla sua famiglia. Il conte gli attribuiva
+giustamente la loro salvezza. Lodovico accingevasi
+ad obbedirlo, ma un colpo di pistola sparato
+nella strada già da essi percorsa cagionando
+nuovi timori, obbligò i viaggiatori a rimettersi in
+cammino.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_LI" id="CAPITOLO_LI"></a>CAPITOLO LI</h2>
+
+<p>Emilia intanto provava la massima inquietudine
+sul destino di Valancourt. Teresa trovò finalmente
+una persona fidata da spedire al fattore, la quale
+s'impegnò di tornare il giorno dopo, e Emilia promise
+di trovarsi alla capanna di Teresa, che, divenuta
+zoppa, non poteva uscir di casa. Verso sera
+Emilia s'incamminò sola a quella parte con tetri
+presentimenti. L'ora già avanzata accresceva la sua
+malinconia. Era la fine dell'autunno; una densa
+nebbia nascondeva in parte la cima dei monti, e il
+vento freddo, che soffiava nei faggi, copriva la via
+delle ultime foglie ingiallite. La loro caduta, presagio
+della fine dell'anno, era l'immagine della desolazione
+del suo cuore, e sembrava predirle la
+morte di Valancourt: ne provò un presentimento
+sì forte, che fu più volte sul punto di tornare addietro.
+Non aveva forza bastante per andare incontro
+a cotest'orribile certezza; ma lottò contro la sua
+emozione e continuò ad avanzare.</p>
+
+<p>Camminava mesta, ed i suoi occhi seguitavano il
+movimento delle masse vaporose che stendevansi
+all'orizzonte; considerava le fuggitive rondinelle,
+le quali, in balìa all'agitazione de' venti, ora scomparendo
+tra le nubi, ora aleggiando in atmosfere
+più tranquille, sembravano rappresentarle le afflizioni
+e le vicende, ond'essa era stata vittima. Aveva
+subìto i capricci della fortuna ed i turbini della
+sventura; aveva avuto qualche corto istante di calma.
+Ma come dare il nome di calma a ciò che non
+era se non la sospensione del dolore? Sfuggita ormai
+ai più crudeli pericoli, indipendente da' suoi
+tiranni, trovavasi padrona di una sostanza ragguardevole;
+avrebbe potuto con ragione aspettarsi di
+gustare la felicità; ma essa n'era più lungi che
+mai: sarebbesi accusata di debolezza e d'ingratitudine,<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+se avesse sofferto che il sentimento dei beni
+che possedeva fosse soffocato da quello d'un solo
+infortunio, se questo però non avesse colpito che
+lei sola. Ma essa piangeva per Valancourt, e se anche
+egli vivesse, le lacrime della pietà si univano
+a quelle del rammarico, afflittissima che un uomo
+come lui fosse caduto nel vizio, e quindi nella miseria.
+La ragione e l'umanità reclamavano assieme
+le lacrime dell'amicizia, ed il suo coraggio non poteva
+separarle ancor da quelle dell'amore. Nel momento
+attuale però non la tormentava la certezza
+dei torti di Valancourt, bensì il timore della di lui
+morte; le pareva, per così dire, di essere la causa
+innocente di questa disgrazia. La sua inquietudine
+aumentava ad ogni passo, e quando vide da lontano
+la capanna, le mancò il coraggio di avvicinarsi e
+sedette sur un banco nel sentiero. Il vento che susurrava
+tra le frondi pareva alla sua rattristata immaginazione
+recar suoni queruli; ed anche negl'intervalli
+di calma credea udire ancora dolorosi accenti.
+Prestando maggior attenzione, si convinse
+dell'error suo, e le tenebre, divenute più folte per
+la prossima caduta del dì, l'avvertirono d'allontanarsi,
+e con passo vacillante giunse alla capanna.
+Traverso i vetri si vedea scintillare un buon fuoco,
+e Teresa, avendo veduto venire Emilia, stava sulla
+porta ad aspettarla.</p>
+
+<p>«&nbsp;La sera è fredda assai, signorina,&nbsp;» le disse
+ella. «&nbsp;Vuol piovere, ed ho creduto che un buon
+fuoco non dovesse spiacervi. Sedete dunque vicino
+a me.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia la ringraziò della sua attenzione, e guardandola
+in volto, fu colpita dalla sua tristezza. Si
+gettò sulla sedia, incapace di parlare, e la di lei
+fisonomia esprimeva tanta disperazione, che Teresa
+ne comprese il motivo, eppure taceva.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah!&nbsp;» sclamò finalmente Emilia; «&nbsp;è inutile che
+me lo diciate. Il vostro silenzio, i vostri sguardi
+parlano abbastanza; egli è morto.<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Oimè! mia cara padrona,&nbsp;» rispose Teresa colle
+lacrime agli occhi, «&nbsp;questo mondo è pieno di affanni.
+I ricchi ne hanno la lor dose come i poveri;
+ma procuriamo di sopportare in pace il carico che
+ci manda il cielo.</p>
+
+<p> &mdash; Egli è dunque morto?&nbsp;» interruppe Emilia.
+«&nbsp;Ah! Valancourt è morto!</p>
+
+<p> &mdash; Orribil giorno! Io ne temo,&nbsp;» soggiunse
+Teresa.</p>
+
+<p> &mdash; Lo temete soltanto?&nbsp;»</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signorina, lo temo. Nè il fattore, nè verun'altra
+persona ha sentito più parlare di lui a
+Estuvière, dacchè è partito per la Linguadoca. Suo
+fratello ne è afflittissimo. Egli dice che scrive sempre
+esattamente, ma che non ha ricevuto veruna
+lettera da lui dopo la sua partenza: doveva esser
+già di ritorno da tre settimane: non ha scritto, non
+è tornato, e si teme che gli sia accaduta qualche
+disgrazia. Oimè! io non credeva di viver tanto da
+dover piangere la sua morte. Io son vecchia, e poteva
+morire senza dispiacere; mentre lui...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, quasi moribonda, chiese un po' d'acqua:
+Teresa, spaventata, affrettossi a soccorrerla, e mentre
+le porgeva l'acqua, continuò: «&nbsp;Cara signorina,
+non vi affliggete tanto; il cavaliere può essere sano
+e salvo. Speriamo!</p>
+
+<p> &mdash; Oh! no, non posso sperare,&nbsp;» disse Emilia.
+«&nbsp;Io so circostanze che mi piombano anzi nella disperazione;
+ma or mi sento meglio, e posso ascoltarvi:
+dettagliatemi tutto quel che avete saputo.</p>
+
+<p> &mdash; Aspettate d'esservi rimessa, signorina; mi
+sembra che stiate sì male!</p>
+
+<p> &mdash; Oh! no, Teresa, ditemi tutto intanto che posso
+ascoltarvi, ditemi tutto, ve ne scongiuro.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene,&nbsp;» rispose Teresa, «&nbsp;vi acconsento. Il
+fattore ha detto pochissimo. Riccardo pretende ch'egli
+parlasse con molto riserbo del signor <a name="tn96" id="tn96"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Valencurt'">Valancourt</ins>.
+Quel ch'egli ha saputo, gli fu confidato da Gabriello,<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+uno dei servitori del conte, che disse essergli stato
+confidato da un amico del suo padrone. Dice dunque
+che Gabriello e tutti i servitori erano in gran
+pena pel signor Valancourt; ch'esso era un giovine
+così buono così amabile, e che lo amavano
+tutti come loro fratello; che non comandava imperiosamente,
+come tanti altri signori; che perciò era
+molto rispettato, e che la servitù l'obbediva volentieri
+al primo cenno per paura di spiacergli. Il
+signor conte stava in gran pena pel cavaliere, quantunque
+fosse andato in collera con lui ultimamente.
+Gabriello dice aver saputo che il signor Valancourt
+aveva fatte pazzie a Parigi; che aveva spesi molti
+denari, ed era stato perfino messo in prigione. Che
+il signor conte ricusava di liberarnelo, pretendendo
+ch'egli meritasse un tal castigo. Appena il vecchio
+Gregorio il cantiniere ne fu informato, fece fare un
+bastone a punta ferrata per andar a piedi a Parigi
+a trovare il padroncino; quando furono avvertiti che
+il signor Valancourt era di ritorno. Oh! qual gioia
+al suo arrivo! egli era però molto cambiato. Il
+conte lo ricevè freddamente, ed era afflitto. Il cavaliere
+partì immediatamente per la Linguadoca; e
+da quel momento, disse Gabriello, non se n'è saputo
+più nulla.&nbsp;»</p>
+
+<p>Teresa tacque; Emilia sospirava, nè ardiva sollevar
+gli occhi da terra. Dopo una lunghissima
+pausa, sclamò: «&nbsp;Oh! Valancourt, tu sei perduto, e
+perduto per sempre. E son io, son io che ti diedi
+la morte.&nbsp;»</p>
+
+<p>Quelle parole, quegli accenti disperati allarmarono
+la povera Teresa, la quale temè che quel colpo terribile
+non avesse alterata la ragione di Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mia cara padrona, calmatevi,&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;non
+dite di queste cose: è impossibile che voi abbiate
+potuto uccidere il signor Valancourt.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non le rispose che con un gran sospiro.</p>
+
+<p>«&nbsp;O mia cara signorina,&nbsp;» ripigliò Teresa, «&nbsp;il<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+cuore mi si spezza vedendovi in tale stato, cogli
+sguardi fissi, pallida in volto, e sì afflitta. Mi spaventa
+il vedervi così.&nbsp;» Emilia non apriva bocca, e
+non parea udir nulla. «&nbsp;E d'altra parte, madamigella,&nbsp;»
+soggiunse la vecchia, «&nbsp;il signor Valancourt può
+essere sano ed allegro, malgrado quanto sappiam noi.&nbsp;»</p>
+
+<p>A tal nome, la fanciulla alzò gli occhi e guardolla
+con occhi smarriti, come se avesse cercato di
+capirla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sì, cara padroncina,&nbsp;» ripigliò Teresa ingannandosi
+sulla di lei intenzione, «&nbsp;il signor Valancourt
+può essere sano ed allegro.&nbsp;»</p>
+
+<p>Alla ripetizione di quest'ultime parole, Emilia ne
+comprese il senso; ma invece di produrre l'effetto
+che ne aspettava Teresa, parvero soltanto raddoppiare
+il suo dolore: si alzò bruscamente, e percorse
+la cameretta a veloci passi, battendo palma a palma
+e singhiozzando. Mentre passeggiava così il suono
+dolce e sostenuto d'un oboè o flauto si mescolò
+alla bufera. La sua dolcezza colpì Emilia; sostò
+tutta attenta: i suoni recati dal vento si perdettero
+in una raffica più forte; ma il loro accento querulo
+le commosse il cuore, ed ella si strusse in lagrime.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh!&nbsp;» sclamò Teresa, tergendo le lagrime; «&nbsp;è
+Riccardo il figlio del vicino che suona il suo strumento;
+è una musica malinconica.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia continuava a piangere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Egli suona spesso alla sera,&nbsp;» continuò la vecchia,
+«&nbsp;e fa ballare la gioventù. Ma, signorina, non
+piangete così. Venite qui vicino al fuoco che, fa
+freddo, e bevete un bicchier di vino per ristorarvi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Ed accomodatale una sedia al camino, andò a
+cavar dalla credenza un fiasco.</p>
+
+<p>«&nbsp;Questo non è un vino ordinario,&nbsp;» soggiunse;
+«&nbsp;è del migliore di Linguadoca, e l'ultimo de' sei
+fiaschi che mi regalò il signor Valancourt quando
+partì per Parigi. Io non lo bevo mai senza pensare<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+a lui, e alle sue parole piene di bontà nell'atto di
+consegnarmelo. <i>Teresa</i>, mi diss'egli, <i>voi non siete
+più giovine; tratto tratto dovreste bere un bicchier
+di vino. Io ve ne manderò qualche altro fiasco,
+e bevendolo ricordatevi di me, vostro amico</i>. Sì,
+furon queste le sue parole: <i>Di me, vostro amico!</i>&nbsp;»
+Emilia continuava a camminar per la stanza, senza
+badare alle parole di Teresa, la quale continuò: «&nbsp;Mi
+son sempre ricordata di lui; povero giovine! Egli
+mi donò questo ricetto e sostenne la mia vecchiaia.
+Ah! se è vero che sia morto, sarà in paradiso col
+mio rispettabile padrone.&nbsp;»</p>
+
+<p>Qui si mise a piangere, e depose il fiasco. Il suo
+dolore rinnovò quello di Emilia, che si avvicinò a
+lei, e guardolla attentamente come oppressa dalla
+riflessione ch'essa piangeva per Valancourt. La
+buona vecchia però, asciugando le lagrime, si fece
+coraggio, e le disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;Per carità non v'affliggete di più; prendete,
+di grazia, un sorso di questo vino. Gustatelo per
+l'amor del signor Valancourt, che me lo ha regalato,
+come vi dissi.&nbsp;»</p>
+
+<p>La mano d'Emilia, che aveva preso il bicchiere,
+tremò, e sparse il liquore nel ritirarlo dalle labbra.</p>
+
+<p>«&nbsp;Per l'amore di chi?&nbsp;» sclamò ella; «&nbsp;chi vi
+ha dato questo vino?</p>
+
+<p> &mdash; Il signor Valancourt, cara padroncina; sapea
+io che vi farebbe piacere; è l'ultimo mio fiasco.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla depose il bicchiere sulla tavola, proruppe
+nuovamente in un dirotto pianto, e Teresa,
+sconcertata e dolente, procurò di consolarla. Emilia
+le fe' cenno colla mano, che desiderava restar sola,
+e pianse sempre più forte. Un lieve colpo battuto alla
+porta non permise alla vecchia di lasciarla al momento.
+Emilia la pregò di non aprire a nessuno;
+ma pensando poi che poteva essere Filippo, il suo
+servitore, procurò di tergere il pianto, e Teresa andò
+ad aprire.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span></p>
+
+<p>La voce ch'ella intese attirò tutta la di lei attenzione:
+tese l'orecchio, volse gli occhi verso la
+porta, una persona comparve, e la fiamma del fuoco
+le fe' riconoscere... Valancourt!...</p>
+
+<p>Nel vederlo, si scosse da capo a piedi, tremò,
+e perdendo l'uso dei sensi non vide più nulla. Un
+grido di Teresa annunziò che anche lei aveva riconosciuto
+il giovane. L'oscurità, sul primo momento,
+non aveale permesso di distinguerlo. Egli cessò di
+occuparsi di lei, vedendo cadere una persona dalla
+sedia vicino al fuoco. Volò a soccorrerla, e s'avvide
+di sostenere Emilia. La commozione che provò per
+l'inaspettato incontro, ritrovando colei da cui si
+credeva diviso per sempre, tenendola pallida e svenuta
+fra le sue braccia, è più facile ad immaginare
+che a descrivere! Sarà egualmente facile figurarsi
+ciò che provò Emilia, allorchè riaprendo gli occhi,
+rivide Valancourt. L'espressione inquieta colla quale
+la considerava, si cambiò tosto in un misto di gioia
+e tenerezza. Allorchè i suoi occhi s'incontrarono in
+quelli di lei, e che la vide in procinto di rinvenire,
+potè esclamare appena: <i>Emilia!</i> ma essa, volgendo
+altrove gli sguardi, fece un debole sforzo per ritirare
+la mano. Nei primi momenti che succedettero
+alle angosce dolorose, cagionate dall'idea della sua
+morte, Emilia obbliò tutti i falli dell'amante: lo rivide
+qual era nel momento in cui meritava il suo
+amore, ne risentì altro che gioia e tenerezza; ma
+oimè! fu un'illusione passaggiera! Le di lei riflessioni
+s'innalzarono nuovamente, come tante nubi
+sull'orizzonte, ad oscurare l'immagine lusinghiera
+che inebriava il suo cuore. Rivide allora Valancourt
+degradato in faccia alla società, indegno ormai della
+sua stima e tenerezza. Le mancò la forza, ritirò la
+mano, e si volse dalla parte opposta per nascondere
+il suo dolore. Il giovane, più agitato ed imbarazzato
+di lei, se ne stava muto e dolente.</p>
+
+<p>Il sentimento di quanto doveva a sè stessa, trattenne<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+le sue lagrime, e le insegnò a dissimulare
+parte della gioia e del dolore, che facevano il più
+fiero contrasto nel fondo del suo cuore. Si alzò,
+ringraziollo della sua attenzione, salutò Teresa, e
+volle andarsene. Valancourt, svegliato come da un
+sogno, la supplicò umilmente di accordargli un momento
+d'attenzione. Il cuore d'Emilia perorava forte
+in favor suo; ma ebbe il coraggio di resistere, e
+non badando neppure alle suppliche di Teresa, che
+la pregava di non esporsi sola in tempo di notte,
+aveva già aperta la porta; ma la pioggia dirotta
+l'obbligò a rientrare.</p>
+
+<p>Muta, interdetta, tornò vicino al fuoco. Valancourt,
+inquieto, turbato, camminava a gran passi per la
+stanza, come se avesse temuto e desiderato di parlare.
+Teresa esprimeva senza ritegno la gioia e la
+sorpresa che le cagionava il suo arrivo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! mio caro benefattore,&nbsp;» diceva essa, «&nbsp;io
+non sono mai stata così contenta come in questo
+punto. Poco fa eravamo immerse ambedue nella
+massima afflizione per causa vostra; credendo che
+foste morto, parlavamo di voi, e piangevamo insieme;
+in quella appunto bussaste alla porta: la mia cara
+padrona versava calde lagrime.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia guardò Teresa in atto di disapprovazione;
+ma, prima ch'ella potesse parlargli, Valancourt, incapace
+di contenersi ulteriormente, esclamò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Mia Emilia, vi son io dunque tuttavia caro?
+Voi mi onorate d'un pensiero, d'una lagrima! O
+cielo! Voi piangete, anche adesso piangete!</p>
+
+<p> &mdash; Signore,&nbsp;» disse Emilia, procurando di frenare
+il pianto, «&nbsp;Teresa ha ben ragione di ricordarsi
+di voi con gratitudine. Ella era afflittissima
+di non aver avuto vostre notizie: permettetemi che
+vi ringrazi anch'io di tutte le bontà di cui la colmaste.
+Ora son tornata, e spetta a me di averne cura.</p>
+
+<p> &mdash; Emilia,&nbsp;» le disse Valancourt, non sapendo
+più contenersi, «&nbsp;così accogliete voi colui che già<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+una volta volevate onorare della vostra mano, colui
+che vi ha amata tanto, e che tanto ha sofferto per
+voi? Ma che potrò io allegare in mia difesa? Perdonatemi,
+signora, perdonatemi, non so più quel
+che mi dica: non ho più diritto ai vostri pensieri:
+ho perduto tutti i miei titoli alla vostra stima e al
+vostro amore. Sì, ma non oblierò mai d'averli posseduti
+un tempo; la certezza di averli perduti,
+forma ora la mia più crudele disperazione, il mio
+maggior tormento.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! mio caro signore,&nbsp;» disse Teresa prevedendo
+la risposta di Emilia, «&nbsp;voi parlate di aver
+già posseduto i suoi affetti... Anche adesso, sì, anche
+adesso, la mia padrona vi preferisce al mondo intiero,
+quantunque non voglia confessarlo.</p>
+
+<p> &mdash; Ciò è veramente insopportabile,&nbsp;» disse Emilia.
+«&nbsp;Teresa, voi non sapete che cosa vi dite. Signore,
+se avete qualche riguardo, alla mia tranquillità,
+spero non vorrete prolungare questo momento
+doloroso.</p>
+
+<p> &mdash; Io la rispetto troppo per turbarla volontariamente,&nbsp;»
+rispose Valancourt, il cui orgoglio lottava
+allora colla tenerezza; «&nbsp;non mi renderò volontariamente
+importuno. Vi aveva chiesto qualche
+istante d'attenzione, ma a che mi gioverebbe? Raccontandovi
+i miei affanni, non farei che avvilirmi
+vie maggiormente, senza eccitare la vostra pietà.
+Sappiate però, Emilia, che fui, e sono ben disgraziato!&nbsp;»</p>
+
+<p>La sua voce vacillante divenne allora l'accento
+del dolore. Volse uno sguardo disperato alla giovine,
+e s'accinse a partire.</p>
+
+<p>«&nbsp;Come!&nbsp;» soggiunse Teresa, «&nbsp;volete uscire con
+questa pioggia! No, no, il mio caro benefattore non
+deve allontanarsi in questo momento. Mio Dio!
+Quanto son pazzi i grandi di respingere così la
+loro felicità! Se foste povera gente, a quest'ora sarebbe
+già tutto finito. Parlare d'indegnità, dire che<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+non vi amate più, quando in tutta la provincia non
+vi son due cuori più teneri o, a dir meglio, due
+persone che si amino tanto come voi due!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, oppressa da inesprimibile ambascia, si
+alzò e disse: «&nbsp;Non piove più, voglio andarmene.</p>
+
+<p> &mdash; Restate, Emilia, restate, signorina,&nbsp;» rispose
+Valancourt, armandosi di tutta la sua risoluzione,
+«&nbsp;non vi affliggerò vie più colla mia presenza. Perdonatemi
+se non ho obbedito più presto. Se lo potete,
+compiangete colui che vi perde, e perde così
+ogni speranza di riposo. Possiate esser felice, sebbene
+io rimarrò eternamente infelice, possiate essere
+felice quant'io ve lo desidero con tutto il cuore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Gli mancò la voce a queste ultime parole, impallidì,
+gettò su di lei uno sguardo di tenerezza e dolore
+inesprimibili, e fuggì precipitosamente.</p>
+
+<p>«&nbsp;Caro signore! Mio benefattore!&nbsp;» gridò Teresa
+seguendolo alla porta. «&nbsp;Signor Valancourt! Come
+piove! Che notte burrascosa per lasciarlo andar via!
+egli morrà sicuramente dal dolore e dall'affanno.
+Cara signora Emilia, quanto siete incostante! poco
+fa piangevate la sua morte, ed ora lo scacciate così
+barbaramente!&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla non rispose, e non udiva quel che
+diceva colei. Assorta nel suo dolore e nelle sue riflessioni,
+restava seduta cogli occhi fissi sul fuoco,
+e l'imagine del giovane presente al pensiero.</p>
+
+<p>«&nbsp;Il signor Valancourt è molto cambiato, signora;
+com'è dimagrato! come afflitto! Eppoi ha il braccio
+fasciato.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia alzò gli occhi; non aveva osservata quest'ultima
+circostanza. Non dubitò più allora che
+Valancourt non fosse stato ferito dal giardiniere. A
+tal convinzione tutta la sua pietà si riaccese, e si
+rimproverò d'averlo lasciato partire con un tempo
+così cattivo.</p>
+
+<p>Poco dopo vennero a prenderla in carrozza. Emilia
+sgridò Teresa per le cose irriflessive dette al
+Valancourt, le ordinò espressamente di non fare<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+mai più certi discorsi, e se ne tornò al castello
+pensierosa ed afflitta.</p>
+
+<p>Valancourt, intanto, era rientrato nell'osteria del
+villaggio, ove aveva preso alloggio pochi momenti
+soltanto prima d'andare a visitar Teresa. Veniva a
+Tolosa e recavasi al castello del conte di Duverney.
+Non eravi più tornato dopo la sua separazione da
+Emilia a Blangy. Era rimasto qualche tempo nelle
+vicinanze d'un luogo ove abitava l'oggetto più caro
+al suo cuore. V'erano momenti in cui il dolore e
+la disperazione lo stringevano a ricomparire innanzi
+ad Emilia, e rinnovare le istanze a dispetto delle
+sue sciagure. Una nobil fierezza però, la tenerezza
+del suo amore, che non poteva acconsentire ad
+avvolgerla nei suoi infortuni, avevano finalmente
+trionfato della passione. Ritornando in Guascogna,
+era passato da Tolosa, e vi si trovava allorchè vi
+giunse Emilia. Andava a nascondere ed alimentare
+la sua dolorosa mestizia in quel medesimo giardino
+nel quale aveva <a name="tn103" id="tn103"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'passate'">passato</ins> presso di lei momenti così
+felici. Volendo aver la consolazione di rivederla ancor
+una volta, e ritrovarsi vicino a lei, passeggiava una
+sera nel parco, quando il giardiniere, prendendolo per
+un ladro, gli tirò una schioppettata, e lo ferì in un
+braccio. Questo caso l'aveva trattenuto a Tolosa per
+farsi curare: là, senza premura per sè medesimo,
+senza riguardi pe' parenti, la cui fredda accoglienza
+al suo ritorno da Parigi l'aveva scoraggito, non
+aveva informato nessuno della sua situazione. Ritrovandosi
+in istato di viaggiare, tornava ad Estuvière,
+passando per la valle; sperava di aver colà
+notizie d'Emilia; voleva trovarsi vicino a lei; desiderava
+anche informarsene dalla vecchia Teresa, e
+credeva in fine, che, nella di lui assenza, l'avrebbero
+privata della sua pensione. Tutti questi motivi lo
+avevano dunque condotto alla capanna di Teresa
+dove aveva incontrato Emilia.</p>
+
+<p>Quella conferenza inaspettata avevagli dimostrato
+a un tempo tutta la tenerezza dell'amore di Emilia,<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+e tutta la fermezza della di lei risoluzione. La sua
+disperazione erasi rinnovata con maggior forza, e
+non eravi considerazione bastante per acquietarlo.
+L'immagine di Emilia, la di lei voce ed i suoi
+sguardi, si presentavano incessantemente alla di lui
+fantasia, e qualunque sentimento era bandito dal
+suo cuore, eccettuato la disperazione e l'amore.
+Un'ora prima della mezzanotte ritornò da Teresa
+per sentir parlar di Emilia e trovarsi ancora nel
+luogo già da lei occupato. La gioia che provò ed
+espresse quella povera vecchia, si cangiò presto in
+tristezza, allorchè ebbe osservato i di lui sguardi
+smarriti e la profonda malinconia che l'opprimeva.
+Dopo avere ascoltato attentamente tutto quel ch'essa
+poteva dirgli intorno ad Emilia, le regalò tutto il
+denaro che aveva indosso, quantunque ella si ostinasse
+a ricusarlo, e l'assicurasse che la sua padrona
+aveva provveduto ai di lei bisogni. Le consegnò
+anche un anello di valore, incaricandola espressamente
+di presentarlo a Emilia. La faceva pregare
+d'accordargli quest'ultimo favore di conservarlo per
+amor suo, e rammentarsi qualche volta, nel guardarlo,
+dell'infelice Valancourt che glielo inviava.</p>
+
+<p>Teresa pianse nel riceverlo, ma più per tenerezza,
+che per l'effetto di alcun presentimento. Prima
+ch'ella potesse rispondere, Valancourt era già partito;
+corse sulla porta a chiamarlo, supplicandolo
+di tornare indietro, ma non n'ebbe alcuna risposta,
+e non lo vide più.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_LII" id="CAPITOLO_LII"></a>CAPITOLO LII</h2>
+
+<p>La mattina di poi, Emilia, nel gabinetto contiguo
+alla biblioteca, rifletteva alla scena della sera precedente,
+allorquando Annetta entrò anelante, ed abbandonossi
+senza fiato su d'una sedia. Passarono
+alcuni minuti prima che potesse rispondere alle interrogazioni
+di Emilia; finalmente esclamò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Ho veduto la sua ombra, signorina, sì, ho veduto
+la sua ombra!<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Che vuoi tu dire?&nbsp;» disse Emilia con impazienza.</p>
+
+<p> &mdash; Egli è uscito dal cortile, mentr'io traversava
+il salotto.</p>
+
+<p> &mdash; Ma di chi parli?&nbsp;» ripetè Emilia; «&nbsp;chi è
+uscito dal cortile?</p>
+
+<p> &mdash; Era vestito come lo vidi le centinaia di volte.
+Ah! chi l'avrebbe mai creduto?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, annoiata da quelle ciarle insipide, si accingeva
+a rimproverarle la sua ridicola credulità,
+quando un servo venne a dirle che un forestiero
+chiedeva di parlarle.</p>
+
+<p>Emilia, immaginandosi allora che il forestiere
+fosse Valancourt, rispose essere occupata, e non
+voler veder nessuno. Il servo tornò subito dopo
+dicendo che il forestiere aveva cose importantissime
+da comunicarle. Annetta, rimasta fin allora muta e
+stupefatta, si scosse, e sclamò: «&nbsp;Sì, è Lodovico!
+sì, è Lodovico.&nbsp;»</p>
+
+<p>E corse fuor dal gabinetto. Emilia ordinò al servitore
+di seguirla, e, se era realmente Lodovico,
+di farlo entrare sul momento.</p>
+
+<p>Poco dopo, comparve l'Italiano accompagnato da
+Annetta, a cui l'allegrezza faceva obliare tutte le
+convenienze, e non voleva parlar altro che lei. Emilia
+esternò la sua sorpresa e soddisfazione nel vederlo.
+La sua prima emozione crebbe allorchè aprì
+le lettere del conte di Villefort e Bianca, che l'informavano
+della loro avventura e della situazione
+loro in un'osteria alle falde de' Pirenei, ov'erano
+stati trattenuti dallo stato di Santa-Fè e dall'indisposizione
+di Bianca. Quest'ultima aggiungeva che
+il barone era arrivato, che avrebbe ricondotto il
+figlio al suo castello, finchè fosse guarito dalle sue
+ferite, e ch'essa con suo padre continuerebbero il
+viaggio per la Linguadoca, e sarebbero passati dalla
+valle, proponendosi di esservi il giorno seguente.
+Essa pregava Emilia di trovarsi alle sue nozze, e
+d'accompagnarli al castello di Blangy; lasciava poi<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+a Lodovico la cura di raccontare egli stesso le sue
+avventure. Emilia, sebben premurosa di conoscere
+in qual modo fosse sparito dall'appartamento del
+nord, nondimeno volle sospendere questa soddisfazione
+finchè non si fosse rifocillato, ed avesse parlato
+a lungo colla sua Annetta, la cui gioia non sarebbe
+stata così stravagante se fosse risorto dalla
+tomba.</p>
+
+<p>Emilia, intanto, rileggeva le lettere de' suoi amici.
+L'espressione della stima e dell'affetto loro, era in
+quel momento un vero balsamo nel suo povero
+cuore piagato. La sua tristezza, i suoi affanni, avevano
+acquistato nell'ultimo colloquio una nuova
+amarezza.</p>
+
+<p>L'invito di recarsi a Blangy era fatto dal conte
+e dalla figlia colle più tenere espressioni. Anche la
+contessa ne la sollecitava. L'occasione n'era sì importante
+per l'amica sua, che Emilia non potea ricusarvisi.
+Avrebbe desiderato non abbandonare le
+placide ombre della sua dimora, ma sentiva la sconvenienza
+di restarvi sola mentre Valancourt trattenevasi
+ancora nelle vicinanze, oltrechè rifletteva che
+la società e la varietà degli oggetti sarebbero riuscite
+a tranquillare il suo spirito meglio della solitudine.</p>
+
+<p>Quando Lodovico ritornò nel gabinetto, lo pregò
+di raccontarle dettagliatamente le sue avventure, e
+spiegarle per qual caso abitasse co' banditi in mezzo
+ai quali lo aveva trovato il conte.</p>
+
+<p>Egli obbedì. Annetta, la quale, in mezzo alle sue
+tante ciarle, non aveva avuto il tempo di parlargliene,
+si accinse ad ascoltare con ardente curiosità.
+Ricordò prima alla padroncina e l'incredulità da
+lei dimostrata ad Udolfo a proposito degli spiriti,
+e la propria saggezza credendovi invece sì forte.
+Emilia arrossì suo malgrado pensando alla fede
+prestata ultimamente; notò soltanto che se l'avventura
+di Lodovico avesse potuto giustificare la superstizione
+d'Annetta, e' non sarebbe là a narrargliela.<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p>
+
+<p>Il giovane sorrise, inchinossi e cominciò in
+questi termini:</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi rammenterete, o signora, che il signor conte
+ed il signor Enrico m'accompagnarono nell'appartamento
+del nord. Per tutto il tempo che vi rimasero
+non si presentò nulla di allarmante: appena
+furono partiti, accesi un buon fuoco nella camera,
+e sedetti presso al camino; aveva portato un libro
+per distrarmi, e confesso che tratto tratto io guardava
+qua e là con un sentimento simile alla paura.
+Molte volte, quando il vento soffiava con violenza,
+scuotendo le finestre, m'immaginai di udire rumori
+molto strani; anzi una volta o due mi alzai, ed osservando
+da per tutto non vidi altro che le grottesche
+figure dei parati, le quali pareva mi facessero
+boccacce. Passai così più di un'ora, e poi mi
+parve udir rumore, esaminai di nuovo la camera,
+e non vedendo nulla, ripresi il libro. Quando l'istoria
+fu finita, mi assopii. D'improvviso fui svegliato
+dal rumore che aveva già inteso; esso pareva
+venire dalla parte del letto. Io non so se l'istoria
+che aveva letta mi avesse alterata la fantasia,
+o se mi venissero in mente tutte le ciarle che si
+facevano su quell'appartamento; ma so bene che,
+guardando il letto, mi parve vedere la faccia d'un
+uomo fra le cortine.&nbsp;»</p>
+
+<p>A tai parole, Emilia fremè e divenne inquieta ricordandosi
+lo spettacolo veduto colà da lei e dalla
+vecchia Dorotea. «&nbsp;Vi confesso, signorina,&nbsp;» continuò
+Lodovico, «&nbsp;che mi si agghiacciò il cuore. Il
+medesimo rumore risvegliò di nuovo la mia attenzione:
+distinsi lo scricchiolio d'una chiave che girava
+in una serratura, e quel che mi sorprendeva
+di più era il non vedere alcuna porta d'onde potesse
+provenire quel suono. Un istante dopo il cortinaggio
+del letto fu alzato lentamente, e comparve
+una persona: essa usciva da una porticina nel
+muro. Restò un momento nella medesima attitudine,
+col resto del volto nascosto dal lembo della tappezzeria,<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+cosicchè non vedeasi altro che i suoi occhi.
+Quando sollevò il capo, vidi di dietro a lei la
+figura d'un altro uomo, che guardava per disopra
+le spalle del primo. Non so come andasse la faccenda:
+la mia spada era sul tavolino, ma non ebbi
+la presenza di spirito d'impugnarla: restai zitto e
+cheto a considerarli cogli occhi mezzo chiusi, affinchè
+mi credessero addormentato. Suppongo che
+realmente ne fossero persuasi; li udii concertarsi,
+e restarono in quella posizione per lo spazio di
+circa un minuto; allora credetti vedere altre teste
+nell'apertura della porta, ed intesi parlar più forte.</p>
+
+<p> &mdash; Questa porticina mi sorprende;&nbsp;» interruppe
+Emilia; «&nbsp;mi fu detto che il conte avea fatto levar
+tutte le cortine ed esaminar le pareti, credendo che
+celassero qualche andito pel quale fosse partito.</p>
+
+<p> &mdash; Non mi par tanto straordinario, signorina, che
+quell'usciuolo abbia potuto sfuggire agli sguardi;
+esso è praticato in una parete sottile che sembra
+far parte del muro esteriore, per cui quand'anco il
+signor conte l'avesse osservato, non avrebbe badato
+ad una porta colla quale nessun passaggio parea
+dovesse comunicare. Fatto sta che il passaggio
+era nella grossezza del muro. Ma, per tornare agli
+uomini ch'io distingueva confusamente nello sfondo
+della porticina, ei non mi lasciarono a lungo in
+sospeso; precipitaronsi nella camera e mi circondarono:
+io aveva presa la spada, ma che poteva
+fare un uomo contro quattro? Fui ben presto disarmato;
+mi legarono le braccia, e postomi un bavaglio
+in bocca, mi trascinarono nell'andito. Prima
+di partire però lasciarono la mia spada sul tavolino,
+<i>per soccorrere</i>, dicevano essi, <i>coloro che venissero al
+par di me, a combattere gli spiriti</i>. Mi fecero traversare
+parecchi corridoi strettissimi formati nella
+grossezza del muro, e dopo avere sceso molti gradini,
+giungemmo ad una vôlta sotto il castello.
+Aprirono un uscio di pietra, ch'io credeva far
+parte del muro; percorremmo un lunghissimo passaggio<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+scavato nel masso; un'altra porta ci condusse
+ad un sotterraneo, e finalmente, dopo qualche
+intervallo, mi trovai sul lido del mare appiè delle
+rupi stesse, sulle quali sorge il castello: trovammo
+una barca che aspettava quei birbanti; mi vi trascinarono,
+e andammo a bordo d'un piccolo bastimento
+ancorato a poca distanza. Quando fui là
+dentro, due de' miei compagni restarono con me;
+gli altri ricondussero la barca, ed il bastimento si
+mise alla vela. Compresi allora il significato di tutto
+ciò, e che cosa facessero quella gente al castello.
+Sbarcammo al Rossiglione: dopo qualche giorno, i
+loro compagni vennero dalle montagne, e mi condussero
+nel forte in cui mi trovava quando giunse
+il signor conte. Avean cura d'invigilarmi, ed anzi
+m'aveano bendati gli occhi per condurmivi; ma
+anche senza questa precauzione, credo mi sarebbe
+stato assai difficile ritrovar la strada per quell'aspra
+contrada. Appena fui colà, mi tenevano come
+un prigioniero: non poteva mai uscire senza due o
+tre de' miei compagni, ed era sì stanco della vita,
+che andava studiando il modo di terminare la mia
+miserabile esistenza.</p>
+
+<p> &mdash; Ma però vi lasciavan parlare,&nbsp;» disse Annetta;
+«&nbsp;non vi mettevan più il bavaglio. Non capisco perchè
+eravate sì stanco di vivere, senza parlare della
+probabilità che avevate di rivedermi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Lodovico sorrise, siccome anche Emilia, la quale
+gli domandò per qual motivo quegli uomini l'avessero
+rapito.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi accorsi tosto,&nbsp;» ripigliò egli, «&nbsp;che coloro
+erano pirati, i quali da molti anni nascondevano il
+loro bottino nei sotterranei del castello, che, essendo
+vicino al mare, conveniva perfettamente ai loro disegni.
+Onde non essere scoperti avevano adoperato
+ogni mezzo per far credere che il castello era frequentato
+dagli spiriti e dalle ombre, ed avendo
+scoperto la via segreta, la quale conduceva all'appartamento
+del nord, che dopo la morte della marchesa<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+stava sempre chiuso, non fu lor difficile riuscirvi.
+La custode e suo marito, le uniche persone
+che abitassero nel castello, spaventati oltremodo
+dagli strani rumori che udivano, ricusarono di soggiornarvi
+più a lungo. Allora tutto il paese credè
+facilmente che il castello fosse abitato da' folletti,
+tanto più che la marchesa era morta in una maniera
+molto strana, e che il marchese da quel punto non
+eravi più tornato.</p>
+
+<p> &mdash; Ma,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;perchè mai que' pirati
+non si contentavano della cava, e perchè stimavan
+necessario deporre i loro furti nel castello?</p>
+
+<p> &mdash; La cava, madamigella, stava aperta a tutti,&nbsp;»
+ripigliò il giovane, «&nbsp;ed i loro tesori sarebbero stati
+in breve scoperti. Ne' sotterranei invece erano sicuri,
+finchè il castello incutesse terrore. E' parve che i
+pirati vi recassero a mezzanotte le prese fatte per
+mare, e ve le tenessero, finchè potessero venderle
+vantaggiosamente. Erano essi intimamente collegati
+co' contrabbandieri e banditi che vivono ne' Pirenei,
+e vi fanno un traffico inesprimibile. Io restai dunque
+con questa banda di malandrini fino all'arrivo del
+signor conte. Non oblierò giammai la pena che sentii
+nel vederlo; quasi lo tenni perduto. Io sapeva che
+se mi faceva conoscere, i banditi avrebbero scoperto
+il suo nome, e probabilmente ci avrebbero
+ammazzati, tutti, per impedire ch'egli scoprisse il
+loro segreto, come proprietario di Blangy. Evitai
+la vista del signor conte, e invigilai sui briganti,
+risoluto, se progettassero qualche violenza, di mostrarmi,
+e combattere per la vita del mio padrone.
+Non tardai a sentir macchinare una trama infernale;
+si trattava di una strage generale. Mi arrischiai a
+farmi conoscere alla gente del conte; narrai quanto
+si progettava, e ci concertammo insieme. Il signor
+conte, allarmato per l'assenza della figlia, domandò
+dove fosse. I banditi non lo soddisfecero. Il mio
+padrone e Santa-Fè divennero furiosi. Pensando
+allora ch'era tempo di mostrarci, ci lanciammo<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span>
+nella stanza ov'era preparata la cena, gridando:
+<i>Tradimento! Signor conte difendetevi.</i> Il conte ed
+il cavaliere sguainarono la spada sul momento; la
+zuffa fu ostinata, ma in fine noi restammo vincitori,
+come avrete sentito nella lettera del mio
+padrone.</p>
+
+<p> &mdash; È un'avventura singolare,&nbsp;» disse Emilia;
+«&nbsp;certamente, Lodovico, la vostra prudenza ed intrepidezza
+meritano molti elogi. Vi sono però varie
+circostanze relative all'appartamento del nord, ch'io
+non comprendo ancora, e che voi forse sarete in
+grado di decifrarmi. Avete mai udito raccontare
+dai banditi i pretesi prodigi che operavano in quel
+luogo?</p>
+
+<p> &mdash; No, signorina,&nbsp;» rispose Lodovico; «&nbsp;non li
+intesi parlarne mai: una volta sola li udii ridere
+della vecchia custode, che quasi quasi stette per
+sorprendere uno dei pirati. Fu dopo l'arrivo del
+conte, e colui che fece la burla ne ridea a crepapelle.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia arrossì, e pregò Lodovico di raccontargli
+dettagliatamente quanto sapeva.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ebbene,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;una notte che colui trovavasi
+nella camera da letto, udì gente nel salotto
+contiguo, e credendo non aver il tempo d'alzare il
+parato ed aprir la porta, si nascose nel letto, e vi
+restò per qualche tempo, credo io, molto intimorito.</p>
+
+<p> &mdash; Come lo foste voi,&nbsp;» interruppe Annetta,
+«&nbsp;quando aveste l'ardire di passarvi la notte.</p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» rispose Lodovico, «&nbsp;appunto così. La
+custode si avvicinò al letto con un'altra donna.
+Temendo allora di essere scoperto, pensò che il
+solo mezzo per salvarsi fosse quello di far loro
+paura. Alzò dunque leggermente il trapunto; ma
+il suo piano non riuscì, se non quando ebbe mostrata
+la testa; allora esse fuggirono, ci diss'egli,
+come se avessero veduto il diavolo, ed il birbante
+se ne andò tranquillamente.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non potè trattenersi dal ridere a questa<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+spiegazione. Comprese l'incidente che l'aveva tanto
+impaurita, e fu sorpresa di averne sofferto tanto;
+ma considerò quindi, che appena lo spirito cede
+alla debolezza della superstizione, qualunque inezia
+basta a fare la massima impressione. Rammentandosi
+però la musica misteriosa che si sentiva verso
+mezzanotte al castello di Blangy, domandò a Lodovico
+se per caso ne avesse saputo nulla, ma egli
+non potè darne veruna spiegazione.</p>
+
+<p>«&nbsp;So per altro, signorina,&nbsp;» aggiunse, «&nbsp;che i pirati
+non vi hanno parte; so che ne ridono, e dicono
+che il diavolo è senza dubbio alleato con loro.</p>
+
+<p> &mdash; Scommetterei che hanno ragione,&nbsp;» disse Annetta
+sempre con volto ilare. «&nbsp;Ho sempre creduto
+che lui e gli spiriti fossero gli abitanti di quell'appartamento;
+vedete dunque, signorina, che non
+m'ingannava.</p>
+
+<p> &mdash; Non si può negare che lo spirito maligno
+non v'abbia una estrema influenza,&nbsp;» disse Emilia
+sorridendo: «&nbsp;ma stupisco che i pirati persistessero
+nella loro condotta; dopo l'arrivo del conte, egli
+è certo che prima o poi dovevano essere scoperti.</p>
+
+<p> &mdash; Ho motivo di credere,&nbsp;» rispose Lodovico,
+«&nbsp;ch'essi non contassero seguitare che il tempo necessario
+per mettere in salvo i loro tesori. Pare che
+se ne occupassero subito dopo l'arrivo del conte;
+ma non potevano lavorare che poche ore della notte,
+e quando mi presero, la vôlta era già mezzo vuota.
+Conveniva loro d'altronde di confermare tutte le
+superstizioni relative all'appartamento, nel quale
+ebbero la maggior premura di lasciar tutto al suo
+posto per meglio mantener l'errore. Spesso, celiando
+fra loro, si figuravano la costernazione degli abitanti
+di Blangy per la mia scomparsa. A datare da
+quel momento si credettero padroni assoluti del
+castello. Seppi però che una notte, malgrado le loro
+precauzioni, si scopersero quasi da sè. Andavano,
+secondo il solito, a ripetere i sordi gemiti che facevano
+tanta paura alle serve. Mentre stavano per<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+aprire, udirono voci nella camera da letto; il signor
+conte mi disse che vi stava lui stesso col signor
+Enrico: udirono ambidue strani lamenti, opera senza
+dubbio dei malandrini, fedeli al loro disegno di
+spargere il terrore. Il signor conte mi confessò di
+aver provato una sensazione maggiore della sorpresa:
+ma siccome il riposo della famiglia esigeva
+il silenzio, si guardarono bene dal farne parola ad
+alcuno.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, rammentandosi allora il cambiamento del
+conte, dopo aver passata la notte in quel luogo misterioso,
+ne riconobbe il motivo. Non fece nuove
+interrogazioni a Lodovico, lo mandò a riposare, e
+diede le disposizioni necessarie per ricevere i suoi
+amici.</p>
+
+<p>La sera, Teresa quantunque zoppa, venne a portarle
+l'anello di Valancourt. Emilia s'intenerì nel
+vederlo, ma la rimproverò d'averlo ricevuto, e ricusò
+d'accettarlo, malgrado il tristo piacere ch'essa
+ne avrebbe avuto. Valancourt lo portava in tempi
+più felici. Teresa pregò, supplicò, le rappresentò
+l'abbattimento in cui era il cavaliere quando le
+consegnò l'anello, le ripetè ciò ch'ei le aveva ordinato
+di dire. Emilia, non potendo nascondere il
+dolore che le cagionava quel racconto, proruppe in
+dirotto pianto.</p>
+
+<p>«&nbsp;O Dio! Mia cara padroncina,&nbsp;» disse Teresa,
+«&nbsp;perchè piangete? Vi conosco fin dall'infanzia, vi
+amo come mia figlia, e vorrei vedervi felice. È vero
+che conosco il signor Valancourt da poco tempo;
+ma ho però forti ragioni per amarlo come mio
+figlio! Io so benissimo che vi amate scambievolmente!
+Perchè dunque piangere?&nbsp;» Emilia le fe'
+segno di tacere, ma essa continuò: «&nbsp;Vi somigliate
+amendue per ispirito e carattere; se foste maritati,
+sareste la coppia più felice. Chi impedisce il vostro
+matrimonio? Dio buono! Dio mio! Come mai si
+può veder gente che sfuggono la loro felicità, piangono
+e si disperano quasi non dipendesse da loro<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+l'esser contenti, e come se gli affanni ed il pianto
+valessero più del riposo e della pace! La scienza
+è certo una bella cosa, ma se non rende più saggi
+di così, preferisco di non saper mai nulla.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'età ed i lunghi servigi di Teresa le accordavano
+il diritto di dire il suo parere; non per tanto
+Emilia l'interruppe, e quantunque riconoscesse la
+giustizia delle di lei osservazioni, non volle spiegarsi.
+Si limitò a dirle che questo discorso l'affliggeva;
+che, per regolare la sua condotta, aveva
+motivi che non poteva spiegarle, e che bisognava
+restituir l'anello al cavaliere, dicendogli com'essa
+non potesse accettarlo. Le disse in seguito, che se
+faceva caso della sua stima ed amicizia, non doveva
+più incaricarsi di veruna ambasciata di Valancourt.
+Teresa ne fu commossa, e tentò insistere, ma il malcontento
+esternato dalla fisonomia della padroncina,
+le impedì di proseguire, e partì afflitta e maravigliata.</p>
+
+<p>Per sollevare in qualche modo l'affanno e l'oppressione
+sua, Emilia si occupò dei preparativi del
+viaggio. Annetta, che la aiutava, parlava incessantemente
+del ritorno di Lodovico colla più tenera
+effusione. Emilia pensò che avrebbe potuto anticipare
+la loro felicità, e decise che, se Lodovico era
+costante quanto la semplice e buona cameriera, le
+avrebbe dato una buona dote, e li avrebbe impiegati
+in qualche parte de' suoi beni. Queste considerazioni
+la fecero pensare alla porzione di patrimonio,
+dal di lei padre venduta a Quesnel. Desiderava
+ricomprarla, perchè Sant'Aubert aveva dimostrato
+sovente il maggior rincrescimento che la
+dimora principale de' suoi avi fosse passata in mani
+straniere. Quel luogo, d'altronde, l'aveva veduta
+nascere, ed era la culla de' suoi primi anni. Poco
+le caleva de' beni di Tolosa, e si propose di venderli
+per riacquistare il patrimonio avito, se Quesnel
+acconsentisse a disfarsene. Tale accomodamento
+non le pareva impossibile, dacchè egli s'occupava
+di stabilirsi in Italia.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_LIII" id="CAPITOLO_LIII"></a>CAPITOLO LIII</h2>
+
+<p>Il giorno dipoi, l'arrivo de' suoi amici rianimò
+l'afflittissima Emilia. La valle fu nuovamente l'asilo
+d'un'amabile società. La sua indisposizione e
+lo spavento avuto, toglievano a Bianca qualcosa della
+sua vivacità, ma ella conservava però un'ingenua
+semplicità, che la rendeva ancor più interessante.
+La trista avventura de' Pirenei faceva desiderare
+impazientemente al conte di tornare al suo castello.
+Dopo una settimana, Emilia si preparò a seguire i
+di lei ospiti in Linguadoca, ed affidò a Teresa la
+cura della casa nella sua assenza. La vigilia della
+partenza, la buona vecchia le riportò l'anello di
+Valancourt, scongiurandola, colle lagrime agli occhi,
+di accettarlo. Non aveva più veduto il cavaliere, nè
+più udito parlar di lui dal momento che glie l'aveva
+consegnato. Sì dicendo esternava in volto maggior
+inquietudine che non volesse manifestarne. Emilia
+represse la sua, e pensando ch'era per certo
+tornato dal fratello, persistè nel rifiuto, e raccomandò
+a Teresa di conservarlo, finchè rivedesse
+Valancourt.</p>
+
+<p>Il giorno seguente partirono tutti dal castello
+della valle, e giunsero l'indomani a Blangy. La
+contessa, Enrico e Dupont, che Emilia fu sorpresa
+di trovare colà, li ricevettero con indicibil trasporti
+di gioia. La fanciulla si afflisse molto nel vedere che
+il conte alimentava sempre le speranze dell'amico.
+La sera del secondo giorno, Villefort le parlò nuovamente
+delle offerte di Dupont: l'estrema dolcezza
+di Emilia nell'ascoltarlo lo ingannò sullo stato del
+di lei cuore; credè egli che Valancourt fosse quasi
+dimenticato, e ch'ella potesse avere favorevoli disposizioni
+per Dupont. Allorchè la di lei risposta
+l'ebbe convinto del suo errore, il suo zelo per assicurare
+la felicità di due persone che stimava cotanto
+lo spinse a farle conoscere che, per un affetto<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+male impiegato, avvelenava i più bei giorni della
+vita. Vedendo il di lei silenzio e l'abbattimento
+della sua fisonomia, il conte finì per dirle: «&nbsp;Non
+insisterò di più, ma son convinto appieno che non
+rigetterete sempre un uomo tanto stimabile come
+il signor Dupont.&nbsp;» Le risparmiò la pena di rispondere,
+e s'allontanò subito.</p>
+
+<p>Emilia continuò a passeggiare, affliggendosi che
+il conte non desistesse da un progetto da lei sempre
+respinto. Perduta nelle sue tristi riflessioni, si
+trovò insensibilmente al bosco che circondava il
+convento di Santa Chiara, alla vista delle cui torri,
+accortasi allora quanto si fosse allontanata, risolse
+di prolungare un po' più la passeggiata, e d'andare
+ad informarsi della badessa e delle monache sue
+amiche. Entrò nel parlatorio, e non avendovi trovato
+nessuno, suppose che fossero tutte in chiesa;
+finalmente giunse una monaca cercando la badessa
+con aria d'impazienza, senza osservare Emilia. Ella
+si fece conoscere, ed intese che stavano pregando per
+l'anima di suor Agnese, la quale aveva languito per
+molto tempo, ed in quel momento era moribonda.
+La monaca le fece il dettaglio dei patimenti di suor
+Agnese, e le orribili convulsioni da essa patite. Era
+ricaduta in uno stato tale di disperazione, che nè
+le sue proprie orazioni, alle quali si univano quelle
+di tutta la comunità, nè le assicurazioni del confessore,
+non potevano calmarla, e lasciarle gustare
+un solo istante di quiete.</p>
+
+<p>Emilia ascoltò tutto col massimo interesse; si
+rammentava lo smarrimento notato sovente nella
+fisonomia di suor Agnese, non meno che il racconto
+di suor Francesca, e la di lei pietà diveniva maggiore.
+Era già tardi; Emilia non potè nè vederla,
+nè andar a pregare per lei in quel punto; incaricò
+la monaca de' suoi complimenti per tutta la comunità,
+e se ne tornò al castello, pensando tristamente
+alla misera agonizzante.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_LIV" id="CAPITOLO_LIV"></a>CAPITOLO LIV</h2>
+
+<p>La sera del giorno dopo, Emilia, volendo saper
+le nuove di suor Agnese e rivedere le amiche, persuase
+Bianca di tenerle compagnia fino al monastero,
+alla cui porta videro una carrozza co' cavalli
+bagnati di sudore, lo che indicava essere giunti da
+pochi minuti. Regnava il più cupo silenzio nel cortile
+e nei chiostri ch'esse traversarono. Arrivando
+nel salone, furono informate da una monaca che suor
+Agnese viveva ancora in perfetto sentore, ma che
+sicuramente sarebbe morta nel corso della notte.
+Nel parlatorio, parecchie educande vennero a salutarla
+e a discorrere con lei. Di lì a poco sopraggiunse
+la badessa, ed espresse la massima soddisfazione
+nel rivedere Emilia; le sue maniere però
+avevano una singolar gravità, ed era di mesto umore.
+«&nbsp;La nostra casa,&nbsp;» diss'ella dopo i primi complimenti,
+«&nbsp;è veramente una casa di duolo. Una delle
+nostre sorelle paga in questo momento il tributo
+alla natura; voi non ignorate senza dubbio che la
+nostra povera Agnese è moribonda. La morte ci
+presenta una grande ed importante lezione; sappiamo
+profittarne, ed impariamo a prepararci al cambiamento
+che ci attende. Voi siete giovane, mia cara
+Emilia, e potete acquistare l'inapprezzabile pace
+della coscienza. Conservatela in gioventù, affinchè
+divenga un giorno il vostro conforto. Invano avremo
+fatto qualche buon'azione nell'età provetta, se i nostri
+primi anni saranno stati macchiati da qualche
+delitto. Gli ultimi giorni di Agnese sono stati esemplari.
+Possano dunque espiare le colpe della sua
+gioventù! I di lei patimenti attuali sono troppo
+terribili; ma speriamo che le assicureranno il riposo
+eterno. L'ho lasciata col suo confessore, e con un
+signore cui desiderava ardentemente di vedere, e
+ch'è arrivato or ora da Parigi: ardisco lusingarmi
+che l'aiuteranno a riacquistare la calma, della quale<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+il suo spirito ha tanto bisogno. Durante la sua malattia,
+essa vi ha rammentata talvolta. Potrebbe darsi
+ch'ella provasse qualche consolazione nel vedervi.
+Quando sarà sola andremo a trovarla, se ne avrete
+il coraggio. Queste scene straziano il cuore, lo confesso;
+ma è bene abituarvisi, poichè sono molto salutari
+per l'anima, e ci preparano a quanto dobbiamo
+soffrire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia divenne grave e pensierosa; questo discorso
+le rammentava le massime del suo buon padre, e
+sentì il bisogno di piangere nuovamente sulla di lui
+tomba. Nell'intervallo del silenzio che susseguì le
+parole della badessa, le tornarono in memoria alcune
+minute circostanze de' suoi ultimi momenti:
+la commozione da lui mostrata udendo d'esser vicino
+al castello di Blangy, la domanda di essere
+sepolto in un certo luogo del monastero, e l'ordine
+così positivo di bruciar quelle carte senza leggerle.
+Si rammentò inoltre le parole orribili e misteriose
+del manoscritto lette involontariamente, e cui non
+si ricordava mai senza una penosa curiosità sul senso
+che potevano avere e sul divieto del padre. Era nonostante
+contentissima d'avere obbedito ciecamente.</p>
+
+<p>La badessa non disse altro, essendo tanto commossa
+dal soggetto trattato che non poteva proseguire,
+e stavano tutte in silenzio per l'egual motivo.
+La meditazione generale fu poco stante interrotta
+dall'arrivo di un forestiere. Era esso il signor
+Bonnac, che usciva in quel punto dalla cella d'Agnese.
+Pareva assai turbato; ma Emilia credè notare
+nelle sue espressioni più orrore che dolore.
+Trasse in disparte la badessa e le parlò per qualche
+minuto: ella parve star molto attenta: parlava
+con riflessione e cautela, e mostrava grande interesse.
+Dopo ch'egli ebbe finito, salutò tutti rispettosamente,
+e si ritirò. La badessa propose ad Emilia
+di andare nella camera di suor Agnese; essa vi
+acconsentì con qualche ripugnanza, e Bianca restò
+colle educande.<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p>
+
+<p>Alla porta della camera, trovarono il confessore,
+il quale, al loro accostarsi, alzò il capo, ed Emilia
+riconobbe lo stesso che aveva assistito suo padre;
+ma egli era astratto, e passò senza osservarla. Entrate
+nella cella, trovarono suor Agnese distesa sopra
+una stuoia; presso di lei eravi un'altra monaca.
+Era essa così cambiata, che Emilia avrebbe difficilmente
+potuto riconoscerla, se non fosse stata avvertita.
+La sua fisonomia era tetra ed orribile; gli occhi,
+infossati e velati, stavan fissi sopra un crocifisso
+che stringevasi al petto; era così assorta, che
+da principio non vide nè la badessa, nè Emilia. Finalmente,
+voltando gli occhi grevi, li fissò con orrore
+sopra Emilia, sclamando:</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! questa visione mi perseguita fino all'ultimo
+respiro.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia indietreggiò spaventata guardando la badessa,
+che le fece cenno di non temere, e poi disse
+a suor Agnese: «&nbsp;Figliuola, questa giovine che vi
+ho condotta è madamigella Sant'Aubert: mi lusingava
+che l'avreste veduta con piacere.&nbsp;» Agnese non
+rispose nulla, e considerando Emilia con orribile
+smarrimento, sclamò: «&nbsp;È dessa. Ah! ell'ha negli
+sguardi quelle attrattive, che fecero la mia perdita.
+Che volete? Che cercate? Una riparazione? L'avrete;
+anzi l'avete già avuta. Quanti anni sono
+scorsi dacchè non vi ho veduta? Il mio delitto è
+di ieri; soltanto invecchiai sotto il di lui peso; e
+voi siete sempre giovine, sempre bella! Bella come
+all'epoca in cui mi costringeste a quell'esecrabile
+delitto... Oh! se potessi obliarlo!... Ma a che servirebbe?...
+Io lo commisi!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, estremamente commossa, voleva ritirarsi.
+La badessa la prese per mano, la incoraggì, e la
+pregò di aspettare che suor Agnese fosse più tranquilla.
+Procurò di calmarla, ma la delirante non l'ascoltava,
+e guardando sempre Emilia, continuò: «&nbsp;A
+che servono dunque tanti anni d'orazione e di pentimento?
+No, essi non bastano a lavar la macchia<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+dell'omicidio, sì dell'omicidio. Dov'è egli? dov'è?
+Guardate, guardate là! s'aggira per questa camera.
+Perchè venite a turbarmi in questo momento?&nbsp;»
+ripigliò Agnese, i cui occhi percorrevano lo spazio.
+«&nbsp;Non son io dunque abbastanza punita? Deh! per
+pietà, non mi guardate con occhio così severo. Oh
+cielo! ancora! è dessa! è dessa! Perchè mi guardate
+con tanta pietà? perchè sorridete? Sorridere
+a me! Ma qual gemito! udiste?...&nbsp;»</p>
+
+<p>Suor Agnese ricadde, e parve spirare, Emilia, non
+potendo reggersi s'appoggiò al letto; la badessa e
+l'assistente s'affrettarono a soccorrere la derelitta.
+Emilia voleva parlarle.</p>
+
+<p>«&nbsp;Zitto,&nbsp;» disse la badessa, «&nbsp;il delirio è finito
+essa sta alquanto meglio.</p>
+
+<p> &mdash; Sorella, è un pezzo che si trova in questo
+stato?</p>
+
+<p> &mdash; Eran parecchie settimane che non aveva avuto
+un accesso così violento,&nbsp;» rispose la monaca; «&nbsp;ma
+l'arrivo di quel gentiluomo, che desiderava tanto di
+vedere, l'ha agitata forte.</p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» ripigliò la badessa, «&nbsp;ed ecco per certo
+la causa del delirio; quando starà meglio, la lasceremo
+quieta.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia acconsentì volentieri; ma benchè fosse di
+poca utilità, non volle ritirarsi fin quando potè credere
+d'essere di qualche aiuto.</p>
+
+<p>Quando suor Agnese ebbe ripresi i sensi, guardò
+ancora Emilia, ma senza smarrimento, e con una
+profonda espressione di dolore; passarono alcuni
+minuti prima che potesse parlare, poi disse debolmente:
+«&nbsp;La somiglianza è maravigliosa! è più che
+immaginazione riscaldata! Ditemi, ve ne scongiuro,
+se, malgrado il nome di Sant'Aubert, che voi portate,
+non siete figlia della marchesa.</p>
+
+<p> &mdash; Di qual marchesa?&nbsp;» rispose Emilia attonita.
+La calma delle maniere d'Agnese le aveva fatto credere
+al ritorno della sua ragione. La badessa le diè
+un'occhiata d'intelligenza, ma essa ripetè la domanda.<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Di qual marchesa?&nbsp;» sclamò Agnese; «&nbsp;io ne
+conosco una sola: la marchesa di Villeroy.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, rammentandosi la commozione di suo padre,
+allorchè gli fu nominata questa dama, e la domanda
+da lui fatta di esser sepolto presso le tombe de'
+Villeroy, provò un estremo interesse, e pregò suor
+Agnese di spiegare i motivi di tale interrogazione. La
+badessa avrebbe voluto fare uscire Emilia, la quale,
+troppo interessata, reiterò la domanda con calore.</p>
+
+<p>«&nbsp;Portatemi la mia cassetta, sorella,&nbsp;» disse Agnese,
+«&nbsp;e vi svelerò tutto. Guardatevi in quello specchio,
+e lo saprete; voi siete certo sua figlia; altrimenti
+come spiegare una somiglianza così perfetta?&nbsp;»</p>
+
+<p>La monaca le portò la cassetta; suor Agnese gliela
+fece aprire, e ne cavò una miniatura, che Emilia
+riconobbe esattamente somigliante a quella da lei
+trovata nelle carte di suo padre. Agnese stese la
+mano per pigliarla, la contemplò qualche tempo in
+silenzio, poi alzò gli occhi al cielo, e recitò sottovoce
+un'orazione; quand'ebbe finito, restituì il ritratto
+ad Emilia. «&nbsp;Tenetelo,&nbsp;» le disse, «&nbsp;ve lo
+dono, e credo che ne abbiate diritto; la vostra somiglianza
+mi ha colpito sovente, ma fino a questo
+momento non aveva turbata tanto la mia coscienza.
+Ma restate, sorella,&nbsp;» soggiunse, vedendo che l'infermiera
+volea partire, «&nbsp;non portate via la cassetta;
+essa contiene un altro ritratto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia tremava per l'ansietà, e la badessa volea
+trascinarla via. «&nbsp;Agnese torna a delirare, le disse;
+«&nbsp;osservate come vaneggia! Ne' suoi accessi, essa
+non è più in sentore, e si accusa, come vedete, de'
+più orribili misfatti.&nbsp;»</p>
+
+<p>La giovane per altro credette scorgere in quel
+delirio tutt'altro che follia. Il nome della marchesa,
+il suo ritratto aveano per lei bastante interesse,
+e risolse di procurarsi maggiori schiarimenti.</p>
+
+<p>La monaca portò indietro la cassetta. Agnese calcò
+una molla, e scoperto un altro ritratto, lo mostrò
+dicendo:<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Ecco una lezione per la vanità; guardate questo
+ritratto, ed osservate se c'è qualche rapporto fra
+quello ch'io sono e quello che sono stata.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia s'affrettò a prenderlo; è impossibile descrivere
+la sorpresa ed il terrore di lei, allorchè
+riconobbe in esso la perfettissima somiglianza con
+quello della signora Laurentini, che aveva veduto
+al castello di Udolfo: di quella dama sparita in
+modo così misterioso, e che si sospettava fatta perire
+da Montoni.</p>
+
+<p>Muta e attonita, la giovine guardava alternamente
+il ritratto e la monaca moribonda, cercando invano
+una somiglianza che allora non esisteva più.</p>
+
+<p>«&nbsp;Perchè quegli sguardi severi?&nbsp;» disse suor
+Agnese, non comprendendo la sorpresa di Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Ho già veduta questa figura,&nbsp;» disse infine la
+giovine; «&nbsp;è egli realmente il vostro ritratto?</p>
+
+<p> &mdash; Or potete domandarlo,&nbsp;» rispose Agnese; «&nbsp;ma
+vi accerto che un tempo era somigliantissimo. Guardatemi
+attenta e vedete l'effetto del delitto!... Allora
+io era innocente, e le mie sciagurate passioni
+dormivano ancora. Sorella mia,&nbsp;» soggiunse gravemente,
+e prendendo nella sua mano fredda ed umida
+una mano di Emilia, che fremette a quel tocco,
+«&nbsp;sorella mia, guardatevi bene dal primo movimento
+delle passioni! Guardatevi dal primo! Se non si
+arresta il loro corso, esso è rapido; la loro forza
+non conosce alcun freno: desse ci trascinano ciecamente
+a delitti, che non possono venir cancellati da
+lunghi anni di preghiere e di penitenza. È tale
+l'impero d'una passione, che domina tutte le altre,
+e s'impadronisce di tutte le vie del cuore; è una
+furia che ci rende insensibili alla pietà e alla coscienza,
+e quando il suo scopo è compiuto, furia
+sempre più spietata e crudele, ci abbandona per
+nostro tormento a tutti quei sentimenti che aveva
+sospesi, ma non soffocati, ai supplizi della coscienza,
+del rimorso e della disperazione. Ci svegliamo come
+da un sogno: siamo circondati da un nuovo mondo<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+attoniti e spaventati; ma il delitto è commesso. Il
+potere riunito del cielo e della terra non può annientarlo,
+ed i fantasmi ci perseguitano. Cosa sono
+le ricchezze, la salute e la grandezza, in confronto
+dell'inestimabil vantaggio di una coscienza pura, in
+confronto della salute dell'anima? Cosa sono gli affanni
+della povertà, del disprezzo e della miseria, in confronto
+dell'angoscia d'una coscienza in preda ai rimorsi?
+Oh! quanto tempo è scorso da che ho perduto
+la pace dell'innocenza. Ho gustato ciò che chiamavasi
+dolcezza della vendetta; ma quanto è passaggiera!
+Ella spira col di lei oggetto. Rammentatevene, sorella
+mia, le passioni sono il germe del vizio, come
+quello della virtù; ambedue possono essere il risultato:
+ciò dipende dalla maniera di governarle, e
+guai a coloro che non hanno mai imparato quest'arte
+tanto necessaria.</p>
+
+<p> &mdash; Sventurato colui,&nbsp;» disse la badessa, «&nbsp;che
+conosce male la nostra santa religione!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia ascoltava Agnese in silenzio e con rispetto:
+considerava la miniatura, e si accertava della
+somiglianza del ritratto con quello veduto a Udolfo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Questa figura non mi è ignota,&nbsp;» diss'ella per
+far ispiegare la monaca.</p>
+
+<p> &mdash; Voi v'ingannate,&nbsp;» rispose suor Agnese, «&nbsp;e non
+l'avete mai certamente veduta.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» soggiunse Emilia; «&nbsp;ma ho veduto la sua
+perfetta somiglianza.</p>
+
+<p> &mdash; È impossibile,&nbsp;» disse suor Agnese, che ora
+potremo chiamare la signora Laurentini.</p>
+
+<p> &mdash; Era nel castello di Udolfo,&nbsp;» continuò Emilia,
+guardandola fiso.</p>
+
+<p> &mdash; Di Udolfo!&nbsp;» esclamò la signora Laurentini
+«&nbsp;di Udolfo in Italia?</p>
+
+<p> &mdash; Precisamente,&nbsp;» rispose Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Allora voi mi conoscete, e siete la figlia della
+marchesa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia stupefatta da quella positiva asserzione,
+rispose:<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Io son figlia di Sant'Aubert, e la dama che
+voi nominate mi è affatto estranea.</p>
+
+<p> &mdash; Voi lo credete?&nbsp;» rispose la Laurentini.</p>
+
+<p>Emilia le domandò per qual motivo pensasse il
+contrario.</p>
+
+<p>«&nbsp;La vostra somiglianza,&nbsp;» disse la monaca. «&nbsp;È
+noto che la marchesa era molto affezionata ad un
+gentiluomo di Guascogna, quando sposò il marchese
+per obbedire a suo padre. Donna infelice!&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, rammentandosi l'eccessiva commozione
+di Sant'Aubert al nome della marchesa, avrebbe
+provato allora un sentimento ben diverso dalla sorpresa,
+se avesse conosciuto meno la probità del
+padre. Il rispetto che aveva per lui non le permise
+di fermarsi alla supposizione che le insinuava la
+Laurentini; la sua curiosità però crebbe a dismisura,
+e la scongiurò di spiegarsi più chiaramente.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non mi sollecitate a tal proposito,&nbsp;» rispose la
+monaca; «&nbsp;è troppo terribile per me: potessi cancellarlo
+per sempre dalla memoria!&nbsp;»</p>
+
+<p>Sospirò profondamente, e chiese alla giovine in
+qual modo avesse saputo il suo nome.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dal ritratto che vidi ad Udolfo e dalla somiglianza
+di questa miniatura.</p>
+
+<p> &mdash; Voi dunque siete stata nel castello di Udolfo?&nbsp;»
+disse la monaca con estrema emozione. «&nbsp;Quali
+scene mi rammenta quel luogo! Scene di felicità,
+di patimenti e d'orrore!&nbsp;»</p>
+
+<p>In quel punto, il terribile spettacolo veduto da
+Emilia in una camera del castello le tornò alla memoria;
+guardando la signora Laurentini, si rammentò
+le ultime parole di lei, che la macchia d'un
+assassinio non poteva esser lavata da molti anni
+d'orazione e di penitenza, e si vide costretta di attribuirle
+a tutt'altra causa che al delirio: provò
+un orrore inesprimibile sembrandole di vedere un'omicida...
+ed infatti, tutta la condotta della Laurentini
+confermava questa supposizione; Emilia si perdè
+in un abisso di congetture, e non sapendo in qual<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+modo chiarire simili dubbi, disse soltanto con parole
+tronche:</p>
+
+<p>«&nbsp;La vostra improvvisa partenza da Udolfo...&nbsp;»
+La monaca sospirò. «&nbsp;Tutte le voci che corrono,&nbsp;»
+continuò Emilia... «&nbsp;la camera di ponente... quel
+velo di lutto... l'oggetto ch'esso cuopre, quando i
+misfatti son compiuti...&nbsp;» La monaca sclamò: «&nbsp;Come!
+ancora?&nbsp;» E cercando di sollevarsi, gli smarriti
+suoi sguardi parean discernere un oggetto. «&nbsp;Risorgere
+dalla tomba! Come! sangue e sangue sempre...
+Non ci fu sangue; tu non puoi dirlo... Oh!
+non sorridere, non sorridere con quel piglio pietoso...&nbsp;»</p>
+
+<p>La Laurentini cadde in convulsioni: Emilia, incapace
+di reggere più a lungo ad una tale scena,
+fuggì dalla camera, ed andò a raggiungere Bianca
+e le educande ch'erano nel parlatorio. Le si affollarono
+tutte intorno, e spaventate dal terrore che
+ella manifestava, le fecero mille domande. Essa evitò
+di rispondervi, aggiungendo solo che suor Agnese
+era in agonia. Un quarto d'ora dopo furono informate
+che stava un poco meglio. La badessa comparve
+di lì a poco, e pregò Emilia di tornar da lei
+il giorno dipoi, giacchè aveva una cosa di qualche
+importanza da comunicarle. La giovane glielo promise,
+e se ne tornò al castello con Bianca. Cammin
+facendo, videro Dupont che parlava col forestiero
+veduto al monastero. Allorchè furono ad essi vicino,
+il forestiero si congedò, ed egli tornò al castello.</p>
+
+<p>Villefort, udendo nominare Bonnac, disse che lo
+conosceva da lunga pezza; seppe il tristo oggetto
+del suo viaggio, ed avendo inteso ch'era alloggiato
+in un'osteria del paese poco distante, pregò l'amico
+di andar a cercarlo perchè venisse ad abitare al
+castello. Dupont vi si prestò con piacere; Bonnac
+accettò l'invito. Il conte colle sue attenzioni ed Enrico
+col suo brio fecero di tutto per dissipar la
+tristezza che sembrava opprimere il loro nuovo<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+ospite. Bonnac era un uffiziale al servizio francese,
+dell'età di circa cinquant'anni, alto di statura, di
+nobile portamento, affabile di maniere, e di fisonomia
+interessantissima. Il di lui volto, che pareva
+essere stato bello, portava un'impronta malinconica
+che sembrava provenire da lunghi affanni, anzichè
+da disposizione naturale.</p>
+
+<p>Si separarono subito dopo cena. Quando Emilia
+si fu ritirata nella sua camera, le scene di cui era
+stata testimone se le presentarono nuovamente con
+orribile energia. Aver trovato in una monaca moribonda
+la signora Laurentini! Colei che, in vece
+d'essere stata vittima di Montoni, sembrava anzi
+rea ella stessa d'un delitto abominevole! Ciò era
+per lei un gran soggetto di sorpresa e di meditazione.
+I discorsi fatti sul matrimonio della marchesa,
+e tutte le sue interrogazioni sulla nascita di
+Emilia, erano proprie ad ispirare a chiunque sorpresa
+ed interesse.</p>
+
+<p>L'istoria di suor Agnese, raccontata da suor
+Francesca, diveniva evidentemente falsa; ma qual
+potesse essere stato il motivo per cui era stata immaginata,
+Emilia non sapeva indovinarlo. Quanto
+poi eccitava maggiormente la di lei curiosità, era
+la relazione che la marchesa di Villeroy poteva aver
+avuto col di lei padre. La dolorosa sorpresa dimostrata
+da Sant'Aubert nell'udirne pronunziare il
+nome, la domanda da lui fatta d'essere sepolto vicino
+a lei, e il ritratto di quella dama trovato fra
+le sue carte, provavano esservi stato qualche rapporto
+fra loro. Talvolta Emilia pensava che il padre
+potesse essere stato l'amante preferito dalla
+marchesa, quando fu costretta di sposare Villeroy;
+ma non poteva persuadersi ch'egli avesse conservata
+la sua passione dopo quel matrimonio. Non
+dubitava però quasi più che le carte, di cui suo padre
+avevale ordinata la distruzione, non fossero relative
+alla marchesa, e se fosse stata meno certa dei
+rigidi principii di Sant'Aubert, avrebbe creduto che<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+il mistero della sua nascita fosse andato sepolto
+colle ceneri di quei manoscritti. Queste riflessioni
+l'occuparono gran parte della notte; il sonno le
+rappresentava del continuo la monaca moribonda, e
+si svegliò piena d'idee lugubri.</p>
+
+<p>Alla mattina, si sentì troppo indisposta per andare
+a trovar la badessa, e verso mezzogiorno seppe
+che suor Agnese aveva pagato il tributo alla natura.
+Bonnac ne ricevè la nuova con dispiacere, ma Emilia
+osservò ch'egli sembrava meno afflitto del giorno
+precedente: questa morte senza dubbio l'affliggeva
+meno della confessione statagli fatta. Comunque
+fosse, egli era fors'anco un po' consolato pe' legati
+statigli fatti. La di lui famiglia era numerosa; le
+stravaganze d'un suo figliuolo l'avevano piombato
+in un abisso d'affanni, e gettato perfino in carcere.
+Il dolore che gli cagionava la condotta sconsiderata
+di questo figlio, le spese e la rovina che ne fu la
+conseguenza, avevangli dato quell'impressione di
+tristezza notata da Emilia. Raccontò dettagliatamente
+a Dupont tutte le sue disgrazie. Egli era stato
+per molti mesi in prigione a Parigi, senza speranza,
+per così dire, di uscirne, e trovandosi privo dei
+conforti della moglie, che, in una provincia lontana,
+tentava invano di muovere gli amici in suo
+favore. Infine essa andò a trovarlo: ottenne di entrare
+nel carcere, ma il cambiamento sensibilissimo in
+cui gli affanni e la prigionia avevano piombato il suo
+marito, l'accorò a segno, che ammalò gravemente.</p>
+
+<p>«&nbsp;La nostra situazione,&nbsp;» continuò Bonnac, «&nbsp;commosse
+tutti quelli che n'erano stati testimoni. Un
+amico generoso, allora mio compagno di sventura,
+ottenne di lì a poco la libertà, ed il primo uso che
+ne fece, fu quello di tentare la mia. Vi riuscì; la
+somma enorme ond'io era debitore fu pagata, e
+quando volli esprimere la mia gratitudine al mio
+benefattore, egli era già lungi da me. Io dubito
+molto che la sua generosità abbia cagionata la sua
+perdita, e sia ricaduto egli stesso in quei ferri, dai<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+quali mi ha liberato. Per quante ricerche ne abbia
+fatte, non ho mai potuto saper nulla del suo destino.
+Amabile ed infelice Valancourt!</p>
+
+<p> &mdash; Valancourt!&nbsp;» sclamò Dupont, «&nbsp;di qual famiglia?</p>
+
+<p> &mdash; Valancourt dei conti Duverney,&nbsp;» rispose Bonnac.</p>
+
+<p>È impossibile descrivere l'emozione di Dupont
+quando scoprì nel rivale il benefattore del suo
+amico. Dopo il primo moto di sorpresa, dissipò le
+inquietudini di Bonnac, facendogli sapere che Valancourt
+era in libertà, e trovavasi in Linguadoca.
+La sua passione per Emilia lo strinse in seguito a
+fare alcune domande sulla condotta del suo rivale
+a Parigi. Bonnac ne pareva bene informato; le di
+lui risposte lo convinsero appieno che Valancourt
+era stato calunniato, e per quanto doloroso fosse il
+suo sacrifizio, formò il progetto di riunire Emilia
+all'amante, non parendogli ora più indegno dei sentimenti
+ch'essa serbava per lui.</p>
+
+<p>Bonnac raccontò che Valancourt, entrando nel
+gran mondo, era caduto nei lacci statigli tesi dal
+vizio e dall'impudenza; passava tutto il tempo fra
+una marchesa dissoluta ed il giuoco, ove l'ingordigia
+e l'avarizia de' suoi compagni avevano saputo
+trascinarlo. Aveva perduto somme vistose colla speranza
+di riguadagnarne piccole, ed erano appunto
+queste le perdite delle quali Villefort e Enrico erano
+stati sovente testimoni. Il conte suo fratello, irritato
+da tale condotta, ricusò di fargli rimesse rilevanti
+per soddisfare ai suoi debiti. Valancourt fu dunque
+imprigionato ad istanza de' creditori, ed il fratello
+ve lo lasciò per qualche tempo, sperando che un
+tal castigo avrebbe corretto i suoi costumi, tanto
+più non avendo avuto il tempo materiale per abituarsi
+radicalmente al vizio ed alla dissolutezza.</p>
+
+<p>Nell'ozio del carcere, Valancourt ebbe campo di
+riflettere, e si pentì. La memoria di Emilia, indebolita
+dalle sue dissipazioni ma sempre presente al
+suo cuore, si rianimò con tutte le grazie dell'innocenza<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+e della bellezza; sembravagli lo rimproverasse
+di sacrificare la sua felicità ed i suoi talenti
+ad occupazioni vergognose e detestabili. Le sue
+passioni erano vive, ma il cuore non era corrotto;
+l'abitudine non l'aveva stretto nelle catene del vizio,
+e dopo molti sforzi e lunghi patimenti spezzò i
+lacci della seduzione.</p>
+
+<p>Liberato finalmente per cura del conte suo fratello,
+e impietosito dalla scena commovente dei
+coniugi Bonnac, ond'era stato testimonio, il primo
+uso che fece della sua libertà fu al tempo istesso
+un esempio d'umanità e di temerità; arrischiò, in
+una casa da giuoco, quasi tutto il denaro mandatogli
+dal fratello, coll'unica speranza di restituire
+ai voti della sua famiglia l'amico infelice lasciato in
+prigione. La fortuna lo favorì, ma colse tal momento
+per fare il voto solenne di non ceder mai più alle
+allettative di quel vizio rovinoso.</p>
+
+<p>Dopo aver ridonato il venerabile Bonnac alla sua
+riconoscente famiglia, Valancourt era ripartito per
+Estuvière. Nell'entusiasmo suo di aver reso la felicità
+a quell'infelice, obliò i propri mali. Si avvide
+però ben presto di aver perduta tutta la sua sostanza,
+senza della quale non poteva mai lusingarsi
+di sposare Emilia. La vita, senza di lei, gli pareva
+insopportabile. La sua bontà e delicatezza, e la semplicità
+del suo cuore, ne rendevano la bellezza vie
+più incantevole. L'esperienza avevagli insegnato ad
+apprezzare le qualità che aveva sempre ammirate, ma
+che il contrasto del mondo facevagli allora adorare.
+Queste riflessioni accrebbero i suoi rimorsi ed il
+suo rammarico. Cadde in un abbattimento, che non
+potè essere distratto neppure dalla presenza di Emilia,
+e si conobbe indegno di lei. In alcun tempo
+però Valancourt non aveva subìto l'ignominia della
+liberalità della marchesa di Campoforte, come aveva
+creduto Villefort, nè partecipato mai alle astuzie
+colpevoli de' giuocatori. Questi rapporti erano stati
+fatti da coloro che si compiaciono di avvilire l'infelice.<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+Il conte avevali avuti da una persona distinta,
+e l'imprudenza di Valancourt era bastata per confermarli.
+Emilia non glie ne aveva parlato particolarmente,
+e per conseguenza non aveva potuto giustificarsi;
+ed allorquando le confessò che non meritava
+più la sua stima, non avrebbe mai creduto
+di appoggiare egli stesso un'infame calunnia. L'errore
+era stato reciproco, e non erasi presentata fino
+allora l'occasione di rettificarlo.</p>
+
+<p>Quando Bonnac ebbe spiegata la condotta di un
+amico generoso, ma giovine ed imprudente, Dupont,
+severo, ma giusto, decise tosto che bisognava disingannare
+il conte e rinunziare ad Emilia. Un sacrificio
+come quello che faceva allora il suo amore,
+meritava una nobile ricompensa; e se Bonnac avesse
+potuto obliare il benefico Valancourt, avrebbe desiderato
+che Emilia accettasse la mano di Dupont.</p>
+
+<p>Appena il conte ebbe riconosciuto il suo errore,
+fu afflittissimo delle conseguenze della sua credulità.
+I dettagli di Bonnac sulla condotta del suo
+benefattore a Parigi lo convinsero che Valancourt
+aveva ceduto agli artifizi del libertinaggio, più per
+l'occasione di trovarsi co' compagni, che per
+inclinazione al vizio. Incantato dell'umanità generosa,
+quantunque temeraria, che mostrava il suo
+procedere verso Bonnac, ne obliò i falli passaggieri,
+e riprese per lui quella stima che avevagli inspirata
+la sua prima conoscenza. La più lieve soddisfazione
+che potesse accordare a Valancourt, era quella di
+procurargli il modo di spiegarsi con Emilia. Gli
+scrisse dunque immediatamente, pregandolo di perdonargli
+un'offesa involontaria, e l'invitò a recarsi
+subito a Blangy. La delicatezza del conte lo fece
+astenere dall'informare Emilia di questa lettera, e
+siffatta precauzione preservò la fanciulla da un affanno
+ancor più terribile di quello avesse creduto
+il conte, ignorando egli i sintomi della disperazione
+di Valancourt.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_LV" id="CAPITOLO_LV"></a>CAPITOLO LV</h2>
+
+<p>Alcune circostanze singolari distrassero Emilia
+dalle sue inquietudini, eccitando in lei sorpresa pari
+ad orrore.</p>
+
+<p>Pochi giorni dopo la morte della signora Laurentini,
+fu aperto il testamento di quella dama in
+presenza della superiora del convento e di Bonnac.
+Un terzo de' suoi beni era stato lasciato al parente
+più prossimo della marchesa di Villeroy, e questo
+legato riguardava Emilia.</p>
+
+<p>La badessa conosceva da molto tempo il segreto
+della sua famiglia; ma Sant'Aubert, ch'erasi fatto
+conoscere al religioso che avevalo assistito, aveva
+prescritto che questo segreto restasse celato sempre
+alla sua figlia. I discorsi però sfuggiti alla signora
+Laurentini, e la strana confessione da lei fatta nei
+suoi ultimi momenti, fecero creder necessario alla
+badessa di parlare alla sua giovane amica d'un
+soggetto che poteva illuminarla. Per questo motivo
+adunque avrebbe voluto vederla il giorno seguente
+a quello in cui era stata a visitare suor Agnese.
+L'indisposizione di Emilia avevale impedito di recarsi
+al monastero, ma dopo l'apertura del testamento,
+essendo andata a Santa Chiara, venne informata
+di molti dettagli che l'afflissero molto. Siccome
+poi il racconto fatto dalla badessa sopprimeva
+varie particolarità che possono interessare il
+lettore, e che l'istoria della monaca è legata con
+quella della marchesa, ometteremo la conversazione
+del <a name="tn131" id="tn131"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'palatorio'">parlatorio</ins>, e daremo qui un ristretto della storia
+della defunta.</p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+<p class="center mono"><b>Storia della signora Laurentini di Udolfo.</b></p>
+
+<p>Era essa figlia unica ed erede dell'antica famiglia
+di Udolfo nel territorio di Venezia. Il primo infortunio
+della sua vita, e la vera sorgente di tutte le
+di lei sciagure fu che i suoi genitori, i quali avrebbero<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+dovuto moderare la violenza delle sue passioni,
+ed insegnarle a regolarle, non fecero che fomentarle
+con una colpevole indulgenza. Amavano in lei i
+propri sentimenti. Lodavano sgridavano, la figlia non
+secondo una tenerezza ragionevole, ma dietro la loro
+inclinazione. L'educazione non fu per essa che un
+misto di debolezza e di pertinacia che l'irritò. I
+consigli che le venivano dati divennero altrettante
+contese, in cui il rispetto figliale e l'amor paterno
+erano egualmente dimenticati. Ma siccome quest'amor
+paterno era sempre più forte, e si disarmava più
+facilmente, la figlia credeva aver vinto, e lo sforzo
+che facevano per moderare le sue passioni lor
+somministrava sempre nuova forza.</p>
+
+<p>La morte de' genitori la lasciò padrona di sè medesima
+nell'età tanto pericolosa della gioventù e
+della bellezza. Amava il gran mondo, s'inebbriava
+del veleno della lode, e sprezzava la pubblica opinione
+quando contraddiceva a' suoi gusti. Il di lei
+spirito era vivo e brillante; aveva tutti i talenti,
+tutte le attrattive che formano la grand'arte di sedurre.
+La sua condotta fu quale potevano farlo presagire
+la debolezza de' suoi principii e la forza delle
+sue passioni.</p>
+
+<p>Nel numero infinito de' suoi adoratori, vi fu il
+marchese di Villeroy. Viaggiando in Italia, la vide a
+Venezia, e se ne innamorò. Anch'essa fu colpita dalla
+bella figura, dalle grazie e dalle qualità del marchese,
+il più amabile de' gentiluomini francesi. Seppe nascondere
+i pericoli del suo carattere, le macchie della
+sua condotta, e il marchese chiese la di lei mano.</p>
+
+<p>Prima della conclusione delle sue nozze andò al
+castello di Udolfo, ove il marchese la seguì. Là,
+meno riservata e prudente forse di quello fosse
+stata fino allora, diè luogo all'amante di formar
+qualche dubbio sulla convenienza nel nodo che stava
+per istringere. Un'informazione più esatta lo convinse
+del suo errore, e colei che doveva esser sua
+moglie, divenne la sua concubina.<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span></p>
+
+<p>Dopo aver passato alcune settimane a Udolfo, fu
+d'improvviso richiamato in Francia: partì con ripugnanza,
+e col cuore pieno della sua bella, colla
+quale però aveva saputo differire la conclusione del
+matrimonio. Per incoraggirla a sopportare tale separazione,
+le diè parola di tornare a celebrar le
+nozze appena i suoi affari glielo avessero permesso.</p>
+
+<p>Consolata da tale assicurazione, la signora Laurentini
+lo lasciò partire. Poco dopo, Montoni, suo
+parente, venne a Udolfo, e le rinnovò proposte da
+lei già respinte, che rigettò nuovamente. I suoi pensieri
+eran tutti rivolti al marchese di Villeroy. Provava
+per lui tutto il delirio d'un amore costante,
+fomentato dalla solitudine in cui erasi confinata.
+Aveva perduto il gusto de' piaceri e della società,
+e la sua unica consolazione consisteva nel contemplare
+e bagnar di lacrime un ritratto del marchese.
+Visitava i luoghi testimoni della loro felicità, e sollevavasi
+il cuore scrivendogli del continuo lettere
+affettuosissime. Contava i giorni, e le ore, i minuti
+che dovevano scorrere prima dell'epoca probabile
+del suo ritorno. Questo periodo immaginario finì;
+le settimane che susseguirono, divennero per lei
+d'un peso insopportabile. La di lei fantasia occupata
+in una sola idea, si disordinò. Il suo cuore
+era dedito ad un solo oggetto, e quando credè averlo
+perduto, la vita le divenne odiosa.</p>
+
+<p>Scorsero parecchi mesi senza ch'ella ricevesse
+una sola parola del marchese. Passava i giorni intieri
+fra i trasporti di una passione furiosa ed il
+cupo languore della più nera disperazione. Isolata
+da tutto, e da tutti, si chiudeva in casa settimane
+intiere senza parlare ad altri che alla sua confidente.
+Scriveva lettere, rileggeva quelle ricevute una volta
+dal marchese, piangeva sul di lui ritratto, e parlavagli
+del continuo, ora per rimproverarlo, ora per
+baciarlo con fervore.</p>
+
+<p>Finalmente, si sparse la voce nel castello che il<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+marchese si fosse maritato in Francia. Straziata dall'amore,
+dalla gelosia e dallo sdegno, prese il partito
+di andar segretamente in quel paese, e vendicarsi,
+se il fatto era vero. Comunicò alla sola sua
+confidente il progetto formato, e l'indusse a seguirla.
+Prese tutte le sue gioie, e quelle raccolte
+nelle successive eredità di vari membri della famiglia,
+ch'erano d'immenso valore; e partita segretamente
+in compagnia d'una sola cameriera, andò
+a Livorno, ove s'imbarcò per la Francia.</p>
+
+<p>Al suo arrivo in Linguadoca, venne a sapere che
+il marchese di Villeroy era già ammogliato da qualche
+tempo. La disperazione alterò la sua ragione.
+Formava ed abbandonava contemporaneamente l'orribile
+progetto di pugnalare il marchese, la di lui
+sposa e sè medesima. Decise finalmente di presentarsegli,
+rimproverargli la sua condotta, ed uccidersi
+alla sua presenza. Ma quando l'ebbe riveduto,
+quand'ebbe ritrovato il costante oggetto de' suoi
+pensieri e della sua tenerezza, il risentimento cedè
+all'amore: le mancò il coraggio; il conflitto di
+tanti affetti contrari la rese tremante, e cadde svenuta
+ai suoi piedi.</p>
+
+<p>Il marchese non potè resistere alla prova di tanta
+bellezza e sensibilità; tutta l'energia di un primo
+sentimento si risvegliò; la ragione, ma non l'indifferenza,
+aveva combattuto la sua passione. L'onore
+non avevagli permesso di sposar la Laurentini;
+aveva cercato di vincersi; aveva cercato una compagna,
+per la quale non aveva che stima, considerazione
+ed un ragionevole affetto. Ma la dolcezza e
+le virtù di quella donna adorabile non poterono
+consolarlo di un'indifferenza, ch'essa cercava indarno
+nascondere. Egli sospettava da qualche tempo
+che il di lei cuore fosse impegnato ad un altro, allorchè
+la Laurentini giunse in Linguadoca. Questa
+donna artifiziosa conobbe in breve tutto l'impero
+ripreso su di lui. Calmata da tale scoperta, si determinò
+a vivere, e moltiplicare gli artifizi per ridurre<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+il marchese all'esecrabile misfatto cui credeva
+necessario per assicurare la sua felicità. Perseverò
+nel suo progetto con profonda dissimulazione ed
+imperturbabile pazienza. Riuscì a staccare intieramente
+il marchese dalla consorte. La sua dolcezza,
+bontà e freddezza, così opposte alle maniere insinuanti,
+alla voluttà inesprimibile d'una Veneziana,
+cessarono ben tosto di piacergli. La Laurentini ne
+profittò per destare nel di lui cuore la gelosia dell'orgoglio,
+non potendo più risentir quello dell'amore:
+giunse perfino a designargli la persona per
+la quale affermava che la marchesa lo tradisse, dopo
+avergli strappato il giuramento, che il rivale non
+sarebbe stato mai l'oggetto della sua vendetta, nella
+persuasione, che, restringendola così da una parte,
+avrebbe preso dall'altra maggior violenza ed atrocità.
+Pensò che così il marchese si sarebbe determinato
+più facilmente all'atto orribile che diveniva
+indispensabile a' suoi disegni, e doveva annichilare
+l'unico ostacolo che sembrava impedire la di lei felicità.</p>
+
+<p>L'innocente marchesa osservava con estremo dolore
+il cambiamento del marito verso di lei. Alla
+sua presenza, egli era pensieroso e riservato. La di
+lui condotta diveniva sempre più austera ed aspra:
+la lasciava struggere in lacrime, e per ore intiere
+essa piangeva sulla di lui freddezza, facendo sempre
+nuovi progetti per riguadagnarne l'affetto. La
+di lui condotta l'affliggeva tanto più in quanto che
+aveva sposato il marchese unicamente per obbedienza:
+ne aveva amato un altro, col quale sarebbe
+stata al certo felice; ma aveva saputo sacrificare la
+passione ai doveri coniugali. La Laurentini, la quale
+non tardò a scoprirlo, ne approfittò sagacemente.
+Suggerì al marchese tante prove apparenti sull'infedeltà
+della moglie, che, nell'eccesso del furore e
+del risentimento per l'oltraggio che credeva aver
+ricevuto, pronunciò il decreto fatale della sua morte.
+Le fu dato un lento veleno, e quell'infelice morì<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+vittima d'un'astuta gelosia e d'una colpevole debolezza.</p>
+
+<p>Il trionfo della Laurentini fu di breve durata.
+Quel momento, ch'essa aveva riguardato come il
+colmo di tutti i suoi voti, divenne il principio di
+un supplizio che la tormentò fino alla morte. La
+sete della vendetta, prima motrice della sua atrocità,
+fu spenta appena soddisfatta, e lasciolla in preda
+alla pietà e ad inutili rimorsi. Gli anni di felicità
+ch'erasi ripromessa col marchese di Villeroy ne sarebbero
+stati indubbiamente avvelenati; ma anch'egli
+trovò il rimorso nel compimento della sua vendetta
+e la sua complice gli divenne odiosa. Tutto
+ciò che gli era sembrato una convinzione, parvegli
+allora svanire come un sogno; e fu oltremodo sorpreso,
+dopo che la moglie ebbe subìto il suo supplizio,
+di non trovare alcuna prova del delitto pel
+quale l'aveva condannata. Al sapere ch'ella era in
+fin di vita, sentì d'improvviso la persuasione della
+sua innocenza, la quale gli venne confermata dall'assicurazione
+solenne ch'essa gliene diede in punto
+di morte.</p>
+
+<p>Nel primo orrore del rimorso e della disperazione,
+voleva darsi da per sè nelle mani della giustizia con
+colei che l'aveva piombato nell'abisso del delitto.
+Dopo questa crisi violenta, cambiò risoluzione: vide
+una volta sola la Laurentini, ma per maledirla come
+l'autrice detestabile di tanto misfatto. Le dichiarò
+che non la risparmiava se non perchè consacrasse
+i giorni all'orazione e alla penitenza. Oppressa dal
+disprezzo e dall'odio d'un uomo, pel quale erasi
+resa tanto colpevole; sovrappresa d'orrore per l'inutile
+delitto, di cui si era macchiata, la Laurentini
+rinunziò al mondo, e, vittima orribile d'una passione
+sfrenata, prese il velo nel convento di Santa
+Chiara.</p>
+
+<p>Il marchese partì dal castello di Blangy, nè vi
+tornò più. Procurò di spegnere i rimorsi nel tumulto
+della guerra e nelle dissipazioni della capitale;<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+ma i suoi sforzi furono vani. Gli pareva d'esser
+sempre circondato da una nube impenetrabile;
+i suoi più intimi amici non valsero a consolarlo, e
+infine morì fra tormenti quasi eguali a quelli della
+Laurentini. Il medico che aveva osservato lo stato
+della marchesa dopo la sua morte, era stato indotto
+a tacere a furia di regali. I sospetti di qualche domestico
+si limitarono ad una voce vaga. Se questa
+voce giungesse al padre della marchesa, o se la
+mancanza di prove lo impedisse di accusarlo, è
+egualmente incerto. È indubitato però che la di lei
+perdita rincrebbe a tutta la famiglia, e specialmente
+a Sant'Aubert suo fratello, tal essendo il grado di
+parentela esistente tra la marchesa ed il padre di
+Emilia: egli sospettò il genere della sua morte, e
+scrisse immediatamente al marchese, da cui ricevè
+parecchie lettere, le quali, insieme a quelle della
+marchesa, che confidava al fratello il motivo della
+sua sventura, componevano le carte che Sant'Aubert
+aveva ordinato di bruciare. L'interesse, il riposo di
+Emilia aveangli fatto desiderare ch'ella ignorasse
+questa tragica istoria. L'afflizione cagionatagli dalla
+morte prematura d'una sorella da lui tanto amata,
+avevagli impedito di pronunziarne mai il nome, se
+non alla defunta consorte. Temendo specialmente la
+viva sensibilità di Emilia, le aveva lasciato ignorare
+affatto l'istoria ed il nome della marchesa, non che
+la parentela esistente tra loro, ed aveva prescritto
+il medesimo silenzio alla signora Cheron sua sorella,
+che l'aveva rigorosamente osservato.</p>
+
+<p>Era sur alcune lettere della marchesa che, partendo
+dalla valle, Emilia vide piangere il padre; era
+al di lei ritratto ch'egli aveva fatto sì teneri baci.
+Una morte sì crudele può spiegare l'emozione cui
+dimostrò quando Voisin la nominò a lui dinanzi.
+Egli volle esser sepolto presso al mausoleo de' Villeroy,
+ove giaceano le ceneri di sua sorella. Il marito
+di questa essendo morto nella Francia settentrionale,
+ve l'avean sepolto colà.<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></p>
+
+<p>Il confessore, il quale assistè Sant'Aubert al letto
+di morte, lo riconobbe pel fratello della defunta
+marchesa. Per tenerezza verso Emilia, Sant'Aubert
+scongiurollo di celarle siffatta circostanza, e fe' chiedere
+la medesima grazia alla badessa, raccomandandole
+la figlia.</p>
+
+<p>La Laurentini, arrivando in Francia, aveva scrupolosamente
+celato il suo nome. Entrando in convento,
+per meglio nascondere la sua vera storia,
+aveva ella stessa fatta circolare quella stata raccontata
+da suor Francesca. La badessa non era nel monastero
+quando fece professione, e non conoscea
+tutta la verità. I crudeli rimorsi che opprimevano
+la rea, la disperazione d'un amore deluso, e la passione
+che conservava pel marchese, aveanle alterata
+la fantasia. Dopo le prime crisi, una cupa malinconia
+s'impadronì di lei, e fu di rado sino alla morte
+interrotta da accessi violenti di delirio. Per vari
+anni il di lei solo piacere fu quello di passeggiare
+la notte pei boschi; portava seco un liuto, e s'accompagnava
+sovente colla sua bella voce cantando
+le più squisite ariette italiane coll'energico sentimento
+che occupava costantemente il suo cuore. Il
+medico che la curava, raccomandò alla badessa di
+tollerare questo capriccio, come l'unico mezzo di
+calmarla. Soffrivano adunque che la notte errasse
+pe' boschi, accompagnata dalla sola donna che fosse
+venuta seco da Udolfo; ma siccome un tale permesso
+alterava la regola del monastero, fu tenuto
+segreto; e quella musica misteriosa, unita a tante
+altre circostanze, fece credere che il castello di
+Blangy ed i suoi dintorni fossero frequentati dagli
+spiriti.</p>
+
+<p>Avanti che la sua ragione si alterasse, e prima
+di prendere il velo, aveva fatto testamento. Oltre
+un lascito importante al monastero, essa divideva il
+resto de' suoi beni, che le sue gioie rendevano ragguardevoli,
+tra un'Italiana sua parente, sposa di
+Bonnac, ed il parente più prossimo della marchesa<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+di Villeroy. Emilia era la parente più prossima di
+questa dama, e la condotta misteriosa di suo padre
+venne giustificata in tal guisa.</p>
+
+<p>La somiglianza d'Emilia colla sventurata sua zia
+era stata spesso osservata dalla Laurentini; ma fu
+specialmente all'ora della sua morte, nel momento
+stesso in cui la sua coscienza mostravale del continuo
+la marchesa, che siffatta somiglianza la colpì,
+e che, nel suo delirio, credette vedere la marchesa
+in persona. Ardì affermare, ricuperando i sensi, che
+Emilia doveva esser la figlia di quella dama. N'era
+convinta; sapeva che la sua rivale, sposando il
+marchese, gli preferiva un altro, e non dubitava che
+una passione sfrenata non avesse, come la sua, trascinata
+la marchesa a qualche fallo.</p>
+
+<p>Intanto il delitto che, per un malinteso, Emilia
+supponeva essere stato commesso dalla signora Laurentini
+in Udolfo, non aveva mai avuto luogo. Emilia
+era stata ingannata dalla vista orribile del quadro
+coperto da un velo nero, onde si parlò negli scorsi
+capitoli, e che aveale fatto attribuire i rimorsi della
+monaca ad un omicidio accaduto in quel castello.
+Quel velo nascondeva un oggetto che la riempì di
+orrore; sollevandolo, invece di un quadro, vide
+nello sfondo una figura umana, i cui lineamenti sfigurati
+avevano il pallore della morte. Era coperta
+da un lenzuolo, e distesa in una specie di tomba.
+Ciò che rendeva tal vista ancor più spaventosa, era
+che quella figura parea esser già in preda ai vermi,
+e che le mani ed il volto ne lasciavano vedere le
+orme. È facile immaginare, che un oggetto tanto
+schifoso non si dovea guardar due volte. Emilia,
+quando lo vide, lasciò cadere il velo, e se ne allontanò
+spaventata, nè tornovvi più. Se avesse avuto
+il coraggio di osservarla più attentamente, l'orrore
+e lo spavento suo si sarebbero dissipati, perchè
+avrebbe riconosciuto che quella figura era di cera.
+Questo fatto, sebbene straordinario, non è però
+senza qualch'esempio negli annali della dura servitù<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+in cui la superstizione monastica ha sovente piombato
+il genere umano. Un membro della casa di
+Udolfo aveva offeso in qualche punto le prerogative
+della Chiesa, e fu condannato a contemplare due
+ore per giorno l'immagine in cera di un cadavere.
+Questa penitenza, che doveva servire a rammentargli
+una sorte inevitabile, aveva per iscopo di reprimere
+nel signore di Udolfo un orgoglio di cui quello di
+Roma era offeso. Non solo egli subì esattamente la
+sua penitenza, ma nel suo testamento, prescrisse la
+conservazione di quella figura, mettendo a tal prezzo
+la proprietà del dominio, e riguardando come utilissima
+l'umiliante moralità che insegnava il finto
+cadavere, l'avea fatto incorniciare nel muro del suo
+appartamento, ma nessuno degli eredi però volle
+imitarne la penitenza.</p>
+
+<p>L'immagine era così naturale, che non è da stupirsi
+se Emilia la credè un corpo umano. Aveva
+udito raccontare la strana scomparsa della padrona
+del castello, e il carattere di Montoni autorizzava
+in lei il sospetto che il cadavere fosse quello della
+signora Laurentini assassinata dallo stesso suo parente.</p>
+
+<p>Venendo a conoscere che la marchesa di Villeroy
+era sorella di Sant'Aubert, Emilia si sentì combattuta
+da contrari affetti. In mezzo alla mestizia cagionatale
+della morte prematura dell'infelice, si sentì
+alleviata dalle penose congetture in cui l'avea gettata
+la temeraria asserzione della Laurentini sulla
+di lei nascita e sull'onore de' suoi parenti. La sua
+fiducia ne' principii del padre non permetteale guari
+d'immaginare ch'egli avesse mancato alla delicatezza.
+Ripugnava a credersi figlia di tutt'altra che
+di colei ch'ella avea sempre amata e rispettata come
+sua madre; avrebbe stentato molto a crederlo;
+ma la di lei somiglianza colla defunta marchesa, la
+condotta di Dorotea, le asserzioni della Laurentini,
+il misterioso affetto di Sant'Aubert aveanle ispirati
+dubbi che la sua ragione non poteano nè distruggere,<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+nè confermare; ella se ne trovava così sbarazzata,
+e la condotta del padre si spiegava. Il suo
+cuore non era più oppresso che dalla sventura d'una
+parente amabile, e per la terribile lezione data dalla
+monaca moribonda. Troppa indulgenza per le sue
+prime passioni, avean trascinata grado grado la signora
+Laurentini ad un delitto il cui solo nome in
+gioventù l'avrebbe al certo fatta fremere d'orrore;
+delitto di cui lunghi anni di penitenza non avean
+potuto cancellar la memoria, nè alleviare la di lei
+coscienza.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_LVI" id="CAPITOLO_LVI"></a>CAPITOLO LVI</h2>
+
+<p>Dopo le ultime scoperte, Emilia fu trattata dal
+conte e dalla sua famiglia come una parente della
+casa Villeroy, e ricevuta, se era possibile, anche con
+maggiore amicizia.</p>
+
+<p>Il conte, inquieto e sorpreso di non ricevere alcuna
+risposta da Valancourt, s'applaudiva della sua
+prudenza. Emilia non partecipava a paure di cui
+ignorava il motivo; ma quando la vedeva soccombere
+al peso del suo errore crudele, aveva bisogno
+di tutta la sua risoluzione per privarla d'un sollievo
+momentaneo e dissimular seco lei. Le nozze
+di Bianca si avvicinavano, attirando la sua attenzione
+e le sue cure. Si aspettava di giorno in giorno
+il cavaliere Santa-Fè, e tutto il castello si occupava
+dei più brillanti preparativi. Emilia voleva prender
+parte all'allegrezza che circondavala, ma lo tentava
+invano; preoccupata di quanto avea saputo, ed inquieta
+soprammodo della sorte di Valancourt si
+raffigurava lo stato in cui era quando diè l'anello
+a Teresa: essa credea riconoscervi l'espressione
+della disperazione, e quando considerava dove questo
+stato avrebbe potuto spingerlo, il cuore le sanguinava
+di dolore e spavento. I dubbi da lei formati
+sulla salute e sull'esistenza sua, l'obbligo in cui
+era di conservar questi dubbi sino al di lei ritorno
+alla valle, pareale insopportabile. Eranvi momenti in<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>
+cui nulla valea a contenerla. Essa sottraevasi inosservata
+da casa, andando a cercare la calma nelle
+profonde solitudini de' boschi che contornavano la
+spiaggia. Il fragor delle onde spumanti, il sordo
+stormir delle foreste, s'accordavano collo stato dell'anima
+sua: sedeva sopra una rupe o sulle rovine
+della vecchia torre; osservava verso sera la sfumatura
+de' colori nelle nubi; vedea svolversi i tetri
+veli del crepuscolo. La candida cresta dell'onde,
+eternamente sospinte al lido, distinguevasi appena
+sull'oscura superficie dell'acque. Talvolta essa ripetea
+i versi incisi dall'amante in que' luoghi; poi,
+troppo addolorata pe' dispiaceri che le rinnovavano,
+cercava distrarsi.</p>
+
+<p>Una sera che col liuto errava a caso sul lido favorito,
+entrò nella torre. Salita una scala a lumaca,
+trovossi in una stanza meno rovinata del resto. Di
+là spesse fiate ella aveva ammirato la vasta prospettiva
+offertale dal mare e dalla terra: il sole tramontava
+da quella parte de' Pirenei che divide la
+Linguadoca dal Rossiglione; ella si mise ad una finestra
+munita di ferriate: i boschi e le onde sotto
+a lei conservavano ancora le tinte rossicce del tramonto.
+Accordato il liuto, vi unì il suono della voce,
+e cantò una di quelle romanze semplici e campestri
+tanto predilette da Valancourt.</p>
+
+<p>Il tempo era sì queto e sereno, che appena la
+brezza vespertina increspava la superficie dell'acqua
+o gonfiava leggermente la vela indorata ancora
+agli ultimi rai del dì. I colpi misurati de' remi di
+qualche battello sturbavan soli il riposo ed il silenzio.
+La tenera melodia del liuto finiva d'immerger
+la fanciulla in dolce malinconia; essa ripetè le antiche
+canzoni, e le memorie in lei destate diventando
+ognor più tenere, le sue lagrime caddero sul
+liuto, e non potè proseguire.</p>
+
+<p>Il sole era scomparso dietro le vette de' monti,
+e le loro cime più alte non ne ricevevan più la
+luce; Emilia, trattenendosi ancora nella torre, vi si<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>
+abbandonava a' suoi pensieri. Udendo camminare,
+sussultò, e guardando abbasso, riconobbe Bonnac.
+Ricadde nella meditazione, e dopo alcuni momenti,
+ripreso il liuto, cantò la sua aria favorita. Tornò ad
+udir rumore di passi; ascoltò: salivan la scala della
+torre. L'oscurità ispirolle qualche paura; i passi
+eran veloci e leggeri; la porta s'aprì ed il debole
+crepuscolo le celò sulle prime i lineamenti d'una
+persona che entrava; ma Emilia potea ingannarsi
+al suono della voce? era quella di Valancourt. La
+fanciulla, la quale non aveala mai intesa senza emozione,
+turbata da sorpresa e piacere a un tempo,
+appena se l'ebbe visto a' piedi, fu per venir meno.
+Tanti contrari affetti agitavanle il cuore, che a stento
+udiva quella voce, i cui teneri e timidi accenti cercavan
+riassicurarla. Valancourt, vedendola in tale
+stato, si rimproverava l'eccesso d'impazienza che
+l'aveva spinto a sorprenderla così. Appena giunto
+al castello di Blangy, non aveva potuto aspettare il
+ritorno del conte, ch'era fuori al passeggio, e correndone
+in cerca, nel passar presso la torre, avea
+riconosciuta la voce d'Emilia, ed era salito subito.</p>
+
+<p>Quand'essa fu rinvenuta, respinse le attenzioni
+di Valancourt, e gli domandò, con aria di malcontento,
+qual fosse il soggetto della sua visita.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! Emilia,&nbsp;» disse Valancourt, «&nbsp;queste parole,
+questo disprezzo... Gran Dio! Mi sono illuso.
+Allorchè mi privaste della vostra stima, voi avete
+dunque cessato di amarmi?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signore,&nbsp;» rispos'ella, sforzandosi di parer
+tranquilla; «&nbsp;se faceste caso della mia stima, non
+mi avreste data questa nuova occasione di affanno.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fisonomia del giovane si alterò visibilmente, e
+l'ansietà del dubbio cedè alla sorpresa e allo scoraggiamento.
+Tacque alcun poco, poi disse:</p>
+
+<p>«&nbsp;M'avevano lusingato di un'accoglienza molto diversa!
+È dunque vero, o Emilia, che ho perduto
+per sempre il vostro affetto? Debbo io dunque credere
+che la vostra stima non può essermi mai<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+restituita, e che il vostro amore non può rinascere?
+Il conte ha meditato dunque questa crudeltà che mi
+dà una seconda volta la morte?&nbsp;»</p>
+
+<p>L'accento con cui si esprimeva allarmò e sorprese
+molto Emilia. Tremante d'impazienza, gli disse che
+si spiegasse più chiaro.</p>
+
+<p>«&nbsp;E perchè una spiegazione? Ignorate voi,&nbsp;» rispose
+Valancourt, «&nbsp;quanto la mia condotta fu calunniata?
+Ignorate voi che le azioni di cui mi credeste
+colpevole... E come poteste, o Emilia, degradarmi
+fino a questo punto nella vostra opinione?...
+Che queste azioni, le disprezzo e le abborro quanto
+voi? Ignorate voi che il conte ha scoperte le falsità
+che mi privavano dell'unico bene che mi sia
+caro al mondo; che mi ha invitato egli medesimo
+a venire a giustificarmi presso di voi? Lo ignorate
+voi, o son io ancora il trastullo d'una falsa speranza?&nbsp;»</p>
+
+<p>Il silenzio di Emilia parea confermare questo timore;
+il giovane, nell'oscurità, non poteva distinguere
+la sorpresa e la gioia che la rendevano quasi
+immobile, incapace di parlare, un profondo sospiro
+parve sollevarla, e disse finalmente:</p>
+
+<p>«&nbsp;Valancourt! Io ignorava tutto quel che mi avete
+detto. L'emozione ch'io sento n'è la prova. Io non
+poteva stimarvi più, ma non aveva ancora potuto
+riuscire a dimenticarvi.</p>
+
+<p> &mdash; Qual felicità mi recan le vostre parole! Vi
+son dunque caro ancora, o mia Emilia?</p>
+
+<p> &mdash; È forse necessario che io ve lo dica? Questo
+è il primo momento di gioia dopo la vostra partenza,
+e m'indennizza di tutto quello che ho sofferto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Valancourt sospirava, non poteva rispondere, bagnava
+di baci e lagrime le mani di lei, ed il suo
+pianto esprimeva assai meglio di qualunque più
+tenero linguaggio. La fanciulla, riavutasi alquanto,
+propose di tornar al castello. Allora, e per la prima
+volta, ricordossi che il conte avea invitato Valancourt<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+a giustificarsi appo lei, e che nessuna spiegazione
+era avvenuta. Ma, a questa sola idea, il suo
+cuore respinse la possibilità che Valancourt fosse
+stato reo. I suoi sguardi, la voce, i modi erano il
+pegno della sua nobile e costante sincerità. Ella abbandonossi
+dunque senza ritegno al sentimento di
+una gioia non mai provata fin allora.</p>
+
+<p>Nè Emilia, nè il giovane seppero come fossero
+tornati al castello: se un potere magico ve li avesse
+trasportati, forse ne avrebbero meglio notato il movimento;
+erano nel vestibolo prima d'accorgersi che
+esistesse qualcuno al mondo. Il conte venne loro
+incontro con tutta la franchezza e l'affabilità del
+suo carattere; accolse cordialmente Valancourt, e lo
+pregò di perdonargli la sua ingiustizia. Poco dopo
+Bonnac raggiunse quel gruppo felice, e Valancourt
+ed esso si abbracciarono con reciproca e tenera
+soddisfazione.</p>
+
+<p>Dopo i primi complimenti, il conte ebbe una
+lunga conferenza col giovane, il quale si giustificò
+appieno. Confessò così ingenuamente i suoi torti, e
+ne mostrò tanto rammarico, che il conte ne concepì
+le più liete speranze. Valancourt era dotato delle
+più eminenti qualità: l'esperienza gli aveva insegnato
+a detestare tutte le follie che l'avevano sviato
+qualche momento; ed il conte, persuaso ch'esso
+avrebbe menato vita onesta, gli confidò alfine senza
+scrupolo la felicità della parente cui amava come
+sua figlia. Le rese conto in due parole del soggetto
+del loro colloquio; Emilia aveva già saputo tutto
+ciò che Valancourt aveva fatto per Bonnac, e versava
+in quel momento copiose lacrime di piacere e
+di tenerezza. Il colloquio del conte Villefort finì a
+dileguare tutti i suoi dubbi, ed ella restituì senza
+tema la sua stima e l'amor suo a colui che aveva
+saputo inspirarglieli.</p>
+
+<p>L'arrivo del cavaliere di Santa-Fè, guarito dalle
+sue ferite, finì di spargere il brio e l'allegrezza in
+tutti gli abitanti del castello. Il povero Dupont volle<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+scansar di gettare, colla sua presenza, qualche ombra
+di tristezza su tutta quella felice comitiva. Appena
+fu certo che Valancourt non era indegno di
+Emilia, pensò sul serio a guarire dalla sua passione,
+e partì. La di lui condotta, ben compresa dalla fanciulla,
+le ispirò pietà ed ammirazione insieme.</p>
+
+<p>Quando Annetta seppe l'arrivo di Valancourt,
+Lodovico durò gran fatica a trattenerla; voleva correre
+nella sala ad esprimere tutta la sua gioia, assicurando
+che dopo il ritorno del suo caro Lodovico
+non aveva provato mai tanta consolazione.</p>
+
+<p>Le nozze di Bianca e di Emilia furon celebrate
+nel medesimo giorno a Blangy con tutta la magnificenza.
+Le feste furono splendidissime: la sala grande
+era stata ornata d'un nuovo parato rappresentante
+Carlo Magno co' suoi dodici pari. Si vedevano i
+fieri Saraceni che si avanzavano in battaglia, e tutti
+gl'incanti ed il potere magico di Merlino. Le sontuose
+bandiere de' Villeroy, sepolte a lungo nella
+polvere, sventolarono di nuovo sulle torri gotiche
+del castello. La musica rimbombava da tutte le parti.
+Annetta ammirava tutte quelle feste, considerava la
+magnificenza degli abbigliamenti, le ricche livree
+dei servitori, i mobili di velluto ricamati in oro,
+ascoltava i lieti canti che facevan echeggiar le vôlte,
+e credevasi trasportata in un palazzo di geni e di
+fate. La vecchia Dorotea sospirava, e diceva che l'aspetto
+attuale del castello le rammentava tuttavia
+la sua gioventù.</p>
+
+<p>Dopo aver per qualche giorno fatto l'ornamento
+delle feste, Emilia e Valancourt si congedarono dai loro
+buoni amici, e tornarono alla valle. Furono ricevuti
+dalla buona e fida Teresa con gioia sincera.</p>
+
+<p>Le fresche ombre di quel luogo favorito parvero
+offrir loro gratamente le più care memorie. Percorrendo
+que' luoghi, soggiorno per tanto tempo de'
+suoi diletti genitori, Emilia mostrava con tenerezza
+allo sposo i luoghi ove solevan riposare, e la sua<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+felicità pareale più dolce, pensando che entrambi
+l'avrebbero abbellita d'un sorriso.</p>
+
+<p>Valancourt la condusse al platano ove per la
+prima volta avea ardito favellarle d'amore. La memoria
+de' dispiaceri sofferti poscia, delle sventure,
+de' pericoli susseguiti a quell'incontro, aumentò il
+sentimento dell'attuale loro felicità. Sotto quelle sacre
+ombre, dedicate per sempre alla memoria di
+Sant'Aubert, giuraronsi scambievolmente di cercar
+di rendersene degni, imitando la di lui dolce
+benevolenza: ricordandosi che ogni specie di superiorità
+impone doveri a chi ne fruisce; offrendo
+a' loro simili, oltre le consolazioni ed i benefizi che
+la prosperità deve ogni giorno all'infortunio, l'esempio
+d'una vita passata nella gratitudine verso Dio,
+e la costante occupazione d'essere utile all'umanità.</p>
+
+<p>Poco dopo il loro ritorno alla valle, il fratello di
+Valancourt venne a felicitarlo sul di lui matrimonio,
+ed a rendere omaggio ad Emilia. Fu talmente contento
+di lei, e della ridente prospettiva che questo
+matrimonio offriva a Valancourt, che tosto gli donò
+la metà de' suoi averi, e siccome non aveva figli,
+gli assicurò tutta la sua eredità.</p>
+
+<p>I beni di Tolosa furono venduti. Emilia ricomprò
+da Quesnel il patrimonio avito; dotò Annetta,
+che si maritò a Lodovico, e impiegolli ambidue a
+Epourville. Valancourt e lei stessa preferivano gli
+ombrosi luoghi della valle ad ogni altra residenza,
+e vi fissarono stabile dimora; ma tutti gli anni,
+per rispetto alla memoria di Sant'Aubert, andavano
+a passar qualche mese nell'abitazione ove era
+stato allevato.</p>
+
+<p>Emilia pregò lo sposo di permetterle che donasse
+a Bonnac il legato ricevuto dalla signora Laurentini,
+e ciò le venne accordato col massimo piacere. Il
+castello di Udolfo toccava egualmente alla sposa di
+Bonnac, come più prossima parente della Laurentini;
+e cotesta famiglia, lungamente infelice, gustò
+di nuovo l'abbondanza e la pace.<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p>
+
+<p>Oh! quanto sarebbe dolce il parlar a lungo della
+felicità de' due sposi! dire con qual gioia, dopo
+aver sofferto l'oppressione de' malvagi e lo sprezzo
+de' fiacchi, furono alfine restituiti l'uno all'altro;
+con qual piacere ritrovarono i diletti luoghi della
+patria! Quanto sarebbe dolce narrare, come, rientrati
+nella via che adduce più sicuramente alla felicità,
+tenendo ognora alla perfezione dell'intelletto,
+fruirono delle dolcezze d'una società illuminata,
+de' piaceri d'una beneficenza attiva, e come i boschetti
+della valle ritornarono il soggiorno della
+saviezza ed il tempio della domestica felicità!</p>
+
+<p>Possa almeno aver giovato il dimostrare, che il
+vizio può talvolta affliggere la virtù, ma che il
+suo potere è passeggiero, e certo il suo castigo,
+mentre, se la virtù è oppressa dall'ingiustizia, appoggiata
+però alla pazienza, trionfa infine di qualunque
+infortunio! E se la debole mano che scrisse
+questi eventi ha potuto sollevar un momento il
+cuor mesto degli afflitti; se colla sua morale consolante
+ha potuto insegnar loro a sopportarne il
+peso con rassegnazione, i suoi umili sforzi non saranno
+stati vani, e l'autore avrà ottenuto la sua
+ricompensa.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FINE DEL QUARTO ED ULTIMO VOLUME.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Milano 1875 &mdash; Tip. Ditta Wilmant.</p>
+
+<hr />
+
+<div class="tnote"><h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2>
+
+<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva
+di quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in
+inglese è disponibile su Project Gutenberg:
+<a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,
+correggendo senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p>
+
+<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo originale]:</p>
+
+<table summary="correzioni">
+ <tr>
+ <td class="r">P.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#tn7">7</a> - </td> <td>maggiore che non potete supporre [suporre].</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn18">18</a> - </td> <td>la sua relazione [ralazione] con Valancourt</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn22">22</a> - </td> <td>e le disse affettuosamente [affettuosomente]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn25">25</a> - </td> <td>mi darà la forza [forza la] di superare</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn31">31</a> - </td> <td>con rispettoso [ripettoso] silenzio</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn46">46</a> - </td> <td>Mi fu detto che la marchesa di Villeroy [Valleroy]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn78">78</a> - </td> <td>ed a qualche altra circostanza [ciscostanza]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn80">80</a> - </td> <td>udito battere, e le precauzioni [precauazioni]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn83">83</a> - </td> <td>del cacciatore è piacevole e salubre [solubre]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn90">90</a> - </td> <td>Avete voi appostata una vedetta [vendetta]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn96">96</a> - </td> <td>con molto riserbo del signor Valancourt [Valencurt]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn103">103</a> - </td> <td>aveva passato [passate] presso di lei momenti</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn131">131</a> - </td> <td>la conversazione del parlatorio [palatorio]</td>
+ </tr>
+</table>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 4, by
+Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 4 ***
+
+***** This file should be named 33784-h.htm or 33784-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33784/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
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+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
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+
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+electronic work or group of works on different terms than are set
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+
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
+</pre>
+
+</body>
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+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
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+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
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