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+Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3,
+by Ann Radcliffe
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3
+
+Author: Ann Radcliffe
+
+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33783]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI
+DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 3 ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
+
+
+
+
+ I MISTERI
+ DEL
+ CASTELLO D'UDOLFO
+
+
+ DI
+ ANNA RADCLIFFE
+
+
+ VOL. III
+
+ MILANO
+ _Oreste Ferrario_
+
+ Sotterranei Galleria Nuova,
+ via Silvio Pellico, 6, scala n. 18
+ e Santa Margherita
+
+
+
+
+ [Illustrazione: IL CADAVERE
+
+ ... la sua faccia, sfigurata dalla morte, era schifosa
+ e coperta di livide ferite.
+
+ _Cap. XXVI_]
+
+
+
+
+CAPITOLO XXII
+
+
+Montoni fece invano le più esatte ricerche sulla strana circostanza
+che lo aveva allarmato, e non avendo potuto scoprir nulla, dovette
+credere che qualcuno de' suoi fosse l'autore d'una burla così
+intempestiva. Le sue contese colla moglie, a proposito della cessione,
+divenendo più frequenti, pensò confinarla nella sua camera,
+minacciandola a una maggior severità se persisteva nel rifiuto.
+
+Se la signora Montoni fosse stata più ragionevole, avrebbe compreso il
+pericolo d'irritare, con quella lunga resistenza, un uomo come il
+marito in cui balia ella trovavasi. Non aveva pure obliato di quale
+importanza fosse per lei la conservazione del possesso de' suoi beni,
+che l'avrebbero resa indipendente, caso avesse potuto sottrarsi al
+dispotismo di Montoni. Ma in quel momento aveva una guida più decisiva
+della ragione, lo spirito cioè della vendetta, che le faceva opporre
+la negativa alla minaccia, e l'ostinazione alla prepotenza.
+
+Ridotta a non poter uscir dalla camera, sentì finalmente il bisogno ed
+il pregio della compagnia già sprezzata della nipote, perchè Emilia,
+dopo Annetta, era la sola persona che le fosse permesso di vedere.
+
+La fanciulla s'informava spesso del conte Morano. Annetta ne sapeva
+pochissimo, se non che il chirurgo credeva impossibile la di lui
+guarigione. Emilia affliggevasi di essere la causa involontaria della
+sua morte. Annetta, che osservava la di lei commozione, l'interpretava
+a modo suo. Un giorno, essa le entrò in camera tutta affannosa e
+piangente. «Per carità, troviamo il modo di uscire da questo luogo
+infernale. Sappiate,» diss'ella, «che siamo alla vigilia di qualche
+brutta scena in questo maledetto castello. Quei signori tengono tutte
+le notti conciliaboli, ove si pretende che discutano affari
+importanti: inoltre, cosa significano tutti i preparativi che si fanno
+sui bastioni e sulle mura? E poi, quanta gente entra tutti i giorni
+nel castello con cavalli! e sembra che vi debbano restare, perchè il
+padrone ha ordinato di somministrar loro il bisognevole. Io ho saputo
+tutto da Lodovico, che mi ha raccomandato di tacere; ma siccome vi amo
+quanto me stessa, non ho potuto fare a meno di dirlo anche a voi. Ah!
+qualche giorno ci ammazzeranno tutti per certo.
+
+--Non sai tu altro, Annetta?
+
+--Come! Non basta tutto questo?
+
+--Sì, ma non basta a persuadermi che ci vogliano uccider tutti.»
+
+Emilia si astenne dal manifestare i suoi timori per non aumentare la
+paura della cameriera. Lo stato attuale del castello la sorprendeva e
+la turbava. Appena Annetta ebbe finito, la lasciò sola, per andare a
+nuove scoperte.
+
+La fanciulla quella sera passò alcune ore tristissime in compagnia
+della zia. Si disponeva a coricarsi, quando udì un forte colpo alla
+porta della camera, prodotto dalla caduta di qualche oggetto. Chiamò
+per sapere cosa fosse, e non le fu risposto. Chiamò una seconda volta
+senza miglior successo: pensò che qualcuno dei forastieri giunti
+recentemente nel castello avesse scoperta la sua camera, e vi si
+recasse con cattive intenzioni. Inquieta, stette attenta, tremando
+sempre che il rumore si rinnovasse. Si fece invece coraggio; si
+avvicinò alla porta del corridoio tutta tremante, ed intese un lieve
+sospiro tanto vicino, che la convinse esservi qualcuno dietro l'uscio.
+Mentre ascoltava ancora, il medesimo sospiro si fece intendere più
+distintamente, ed il suo terrore aumentò. Non sapea cosa risolvere, e
+sentiva sempre sospirare. La sua ansietà divenne sì forte che risolse
+di aprire la finestra e chiamar gente. Mentre vi si accingeva, le
+parve udir i passi di qualcuno nella scala segreta, e vincendo ogni
+altro timore corse verso il corridoio. Premurosa di fuggire, aprì la
+porta, ed inciampò in un corpo steso al suolo. Mise un grido, e
+guardando la persona svenuta, riconobbe Annetta. Grandemente sorpresa,
+fece ogni sforzo per soccorrere l'infelice. Allorchè ebbe ripreso
+l'uso dei sensi, Emilia l'aiutò ad entrare in camera, e quando potè
+parlare la ragazza l'assicurò, con una fermezza che scosse fino
+l'incredulità dell'altra, di aver veduto un'ombra nel corridoio.
+
+«Io aveva inteso strane cose sulla camera attigua,» disse Annetta; «ma
+siccome è vicina alla vostra, madamigella, non voleva dirvele per non
+ispaventarvi. Tutte le volte ch'io ci passava accanto, correva a tutta
+possa; e vi accerto inoltre, che spesso mi parve di sentirvi rumore.
+Ma stasera, camminando nel corridoio, senza pensare a nulla, ecco
+veggo apparire un lume, e guardando indietro scorgo una gran larva.
+L'ho veduta, signorina, distintamente, quanto voi in questo momento.
+Una gran figura entrava nella camera sempre chiusa, di cui, non tien
+la chiave altri che il padrone, e la porta serrossi immediatamente.
+
+--Sarà stato il signor Montoni,» disse Emilia.
+
+--Oh! no, non era lui, avendolo lasciato che altercava colla padrona
+nel suo gabinetto.
+
+--Tu mi fai racconti molto strani, Annetta; stamattina mi hai
+spaventata colla paura d'un assassinio, ed ora vorresti farmi
+credere...
+
+--Non vi dirò più nulla; ma però se non avessi avuta gran paura, non
+sarei svenuta, come ho fatto.
+
+--Era forse la camera dal quadro del velo nero?
+
+--No, signora, è quella più vicina alla vostra: come farò a tornare
+nella mia stanza? Per tutto l'oro del mondo non vorrei più traversare
+il corridoio.»
+
+Emilia, commossa da questo incidente, e dall'idea di dovere esser sola
+tutta la notte, le rispose che poteva stare con lei.
+
+«Oh! no, davvero,» disse Annetta, «io non dormirei ora in questa
+camera, neppure per mille zecchini.»
+
+Emilia, rammentandosi d'aver udito gente sulla scala insistè perchè
+passasse la notte secolei, e l'ottenne con molta pena, e dopo che la
+paura di ripassare il corridoio ve l'ebbe persuasa.
+
+Il dì dopo, Emilia, traversando la sala per andare sulle mura, intese
+rumore nel cortile e lo scalpito di molti cavalli. Il tumulto eccitò
+la sua curiosità. Senza andar più oltre, si affacciò ad una finestra,
+e vide nel cortile una truppa di cavalieri; aveano divise bizzarre ed
+armamento completo, sebben variato. Portavano essi una giacchetta
+corta rigata di nero e scarlatto; si avvolgevano in grandi ferraiuoli,
+sotto uno dei quali vide pendere dalla cintola pugnali di varia
+grandezza; osservò quindi che quasi tutti ne eran ben provvisti, e
+parecchi vi aggiungevano la picca ed il giavellotto; portavano in
+testa berretti all'italiana ornati di pennacchi neri; essa non si
+rammentava aver mai visti tanti brutti ceffi riuniti. Nel vederli si
+credette circondata da banditi, e le si affacciò subito alla mente che
+Montoni fosse il capo di questi birbanti, e il castello il loro luogo
+di riunione. Questa strana supposizione però fu passeggiera. Mentre
+guardava, vide uscire Cavignì, Verrezzi e Bertolini vestiti come gli
+altri; avevano soltanto i cappelli ornati di grandi pennacchi rossi e
+neri; quando montarono a cavallo, Verrezzi brillava di gioia; Cavignì
+pareva allegro, ma il suo contegno era riflessivo, e maneggiava il
+cavallo con estrema grazia. La sua figura amabile, e che parea quella
+d'un eroe, non era mai apparsa con tanto vantaggio. Emilia,
+considerandolo, pensò che somigliava a Valancourt, e per vero dire ne
+aveva tutto il fuoco e la dignità; ma essa cercava invano la dolcezza
+della fisonomia, e quella schietta espressione dell'anima che lo
+caratterizzava.
+
+Comparve quindi Montoni, ma senza divisa. Esaminò scrupolosamente i
+cavalieri, conversò a lungo co' capi, e quando li ebbe salutati, la
+truppa fece il giro del cortile, e, comandata da Verrezzi, passò sotto
+la vôlta ed uscì.
+
+Emilia si ritirò dalla finestra, e nella certezza di esser più
+tranquilla, andò sui bastioni: non vide più lavoranti, ed osservò che
+le fortificazioni parevano ultimate. Mentre passeggiava assorta nelle
+sue riflessioni, udì camminare sotto le mura del castello, e vide
+parecchi uomini, il cui esteriore accordavasi colla truppa partita
+poco prima.
+
+Presumendo che la zia fosse alzata, andò ad augurarle il buon giorno,
+e le raccontò quanto aveva veduto; ma essa non volle, e non potè darle
+contezza di nulla. La riserva di Montoni verso sua moglie, a tal
+proposito, non era punto straordinaria. Però, agli occhi di Emilia,
+aggiunse qualche ombra al mistero, e le fece sospettare un gran
+pericolo o grandi orrori nel progetto da lui concepito.
+
+Annetta tornò ansante, secondo il consueto; la sua padrona le domandò
+premurosamente cosa vi fosse di nuovo, ed essa le rispose «Ah!
+signora, nessuno ci capisce nulla. Carlo sa tutto, ma è riservato
+come il suo padrone. Qualcuno dice che il signor Montoni vuole
+spaventare il nemico; altri pretendono che voglia prender d'assalto
+qualche castello, ma ha tanto posto nel suo, che non ha bisogno certo
+d'andar a carpire quelli degli altri. Lodovico pare che ci veda più di
+tutti, perchè dice d'indovinare tutti i progetti del padrone.
+
+--E che ti ha detto?
+
+--Mi ha detto che il padrone.... che il signor Montoni è..... è.....
+
+--Che cosa insomma?» disse la signora Montoni impazientandosi.
+
+--Che il padrone si è fatto capo d'assassini, e manda a rubare per
+conto suo.
+
+--Sei pazza. Come mai puoi tu credere?...
+
+In quella comparve Montoni; Annetta fuggì tutta tremante. Emilia
+voleva ritirarsi, ma sua zia la trattenne, giacchè il marito l'aveva
+resa tante volte testimone de' loro diverbi, che non avevane più
+veruna soggezione.
+
+«Che cosa significa tutto questo?» gli chiese la moglie; «chi sono
+quegli armati partiti testè e perchè faceste fortificare il castello?
+voglio saperlo.
+
+--Evvia, ho ben altro da pensare,» rispose Montoni; «fareste meglio ad
+obbedirmi. Fatemi la cessione de' vostri beni senza tanti contrasti.
+
+--Giammai! Ma quali sono i vostri progetti? Temete un attacco? sarò
+uccisa in un assedio?
+
+--Firmate questa carta, e lo saprete.
+
+--Qual nemico viene?» lo interruppe la donna: «siete voi al servizio
+dello Stato? Son io prigioniera fino all'ora della mia morte?
+
+--Potrebbe darsi,» soggiunse Montoni, «se non cedete alla mia domanda;
+voi non uscirete dal castello se non mi avrete contentato.»
+
+La signora gettò grida spaventose, ma li cessò poscia pensando che i
+discorsi del marito non fossero che artifizi per estorcerle la
+donazione. E glielo disse poco dopo, aggiungendo che il di lui scopo
+non era certo tanto glorioso quanto quello di servir lo Stato; che
+probabilmente erasi fatto capo di banditi, per unirsi ai nemici di
+Venezia e devastare il paese.
+
+Montoni la guardò un momento con aria truce; Emilia tremava, e sua
+zia, per la prima volta, credè aver detto troppo. «Questa notte
+stessa,» diss'egli, «sarete trascinata nella torre d'oriente, là forse
+comprenderete il pericolo d'offender un uomo, il cui potere su voi è
+illimitato.»
+
+La fanciulla si gettò ai suoi piedi, e lo supplicò, piangendo, di
+perdonare alla zia. Questa, intimorita e sdegnata, ora voleva
+prorompere in imprecazioni, ora unirsi alle preghiere della nipote.
+Montoni, interrompendole con una bestemmia orribile, si staccò
+aspramente da Emilia, che lo teneva pel mantello: cadde essa sul
+pavimento con tanta violenza, che si fe' male alla fronte, ed egli
+uscì senza degnarsi di rialzarla. Ella si scosse al pianto della zia,
+corse a soccorrerla, e trovolla tutta convulsa. Le parlò senza
+ricevere risposta, ma le convulsioni raddoppiando, fu costretta di
+andare a chieder soccorso. Traversando la sala, incontrò Montoni, e lo
+scongiurò di tornare a consolar sua moglie. Allontanossi egli colla
+massima indifferenza; finalmente, essa trovò il vecchio Carlo che
+veniva con Annetta. Entrati nel gabinetto, trasportarono la Montoni
+nella camera attigua. La misero sul letto, ed a gran stento poterono
+impedire dal farsi male. Annetta tremava e piangeva. Carlo taceva, e
+sembrava compiangerla.
+
+Allorchè le convulsioni furono alquanto cessate, Emilia, vedendo che
+sua zia aveva bisogno di riposo, disse: «Andate, Carlo, se avremo
+bisogno di soccorso vi manderò a cercare; ma intanto, se ve se ne
+presenta l'occasione, parlate al signor Montoni a favore della vostra
+padrona.
+
+--Oimè!» rispose Carlo; «ne ho vedute troppe! ho poco ascendente sul
+cuore del mio padrone. Ma voi, signorina, abbiate cura di voi stessa;
+mi pare che non istiate troppo bene.»
+
+E partì scuotendo il capo. Emilia continuò a curare la zia, la quale,
+dopo un lungo sospiro, rinvenne; ma aveva gli occhi smarriti, e
+riconosceva appena la nipote. La sua prima domanda fu relativa a
+Montoni. Emilia la pregò di calmarsi e di star in riposo,
+soggiungendo: «Se volete fargli dire qualcosa, me ne incaricherò
+io.--No,» rispos'ella languidamente. «Persiste egli ancora a
+strapparmi dalla mia camera?»
+
+La fanciulla rispose che non aveva detto più nulla, e fece ogni sforzo
+per distrarla; ma la zia non l'ascoltava, e sembrava oppressa dai
+pensieri. Emilia, lasciandola sotto la custodia della cameriera, corse
+a cercar Montoni, e lo trovò sulle mura in mezzo ad un gruppo d'uomini
+di ciera spaventevole. Egli si esprimeva con vivacità. Infine qualche
+sua espressione fu ripetuta dalla truppa, e quando si separarono, la
+fanciulla udì le seguenti parole: _Stasera comincia la guardia al
+tramonto del sole._ «_Al tramonto del sole_,» fu risposto, e si
+ritirarono.
+
+Emilia raggiunse Montoni, sebbene ei paresse volerla scansare, ed ebbe
+il coraggio di pregare per la zia, e rappresentargliene lo stato ed il
+pericolo cui sarebbesi esposta la di lei salute in un appartamento
+troppo freddo. «Soffre per colpa sua,» rispos'egli, «e non merita
+compassione. Sa benissimo come deve fare per prevenire i mali che la
+attendono. Obbedisca, firmi, ed io non ci penserò più.»
+
+A forza di preghiere, ella ottenne che la zia non sarebbe stata
+rimossa fino al dì seguente. Montoni le lasciò tutta notte per
+riflettere. Emilia corse ad annunziarle la dilazione. Essa non
+rispose, ma parea molto pensierosa. Intanto la sua risoluzione sul
+punto contestato sembrava cedere in qualche cosa. La nipote le
+raccomandò, come una misura indispensabile di sicurezza, di
+sottomettersi. «Voi non sapete quel che mi consigliate,» le rispose la
+donna. «Rammentatevi che i miei beni vi appartengono dopo la mia
+morte, se io persisto nel rifiuto.
+
+--Io lo ignorava, cara zia; ma questa notizia non m'impedirà certo di
+consigliarvi un passo dal quale dipende il vostro riposo, e ardisco
+dire anche la vostra vita. Nessuna considerazione per un sì debole
+interesse, ve ne scongiuro, non vi faccia esitare un momento a
+cedergli tutto.
+
+--Siete voi sincera, nipote?
+
+--E potreste dubitarne?»
+
+La signora Montoni parve commossa. «Voi meritate questi beni, cara
+nipote, e vorrei poterveli conservare: avete una virtù, di cui non vi
+credeva capace. Ma il signor Valancourt?
+
+--Signora,» interruppe Emilia, «cambiamo discorso, di grazia, e non
+credete che il mio cuore capace di egoismo.» Il dialogo fini così.
+
+Emilia rimase presso la zia, nè la lasciò che molto tardi.
+
+In quel momento, tutto era tranquillo, e la casa pareva sepolta nel
+sonno. Traversando le lunghe e deserte gallerie del castello, Emilia
+ebbe paura senza saper perchè; ma quando, entrando nel corridoio, si
+rammentò l'avvenimento dell'altra notte, fu assalita da improvviso
+terrore, e fremè che un oggetto come quello veduto da Annetta non si
+presentasse innanzi a lei, e che la paura ideale o fondata non
+producesse il medesimo effetto su i di lei sensi. Non sapeva
+precisamente di qual camera avesse parlato la donzella, ma non
+ignorava che dovea passarvi dinanzi. Il suo sguardo inquieto procurava
+di distinguere nell'oscurità: camminava adagio e con passo incerto.
+Giunta ad una porta, udì un piccolo rumore; esitò, ma ben presto il
+suo timore divenne tale, che non ebbe più forza di camminare.
+D'improvviso, la porta si aprì, una persona, che le sembrò Montoni,
+apparve, rientrò prontamente nella camera e la chiuse. Al lume ch'era
+in essa, credette aver distinta una persona vicina al fuoco, in
+atteggiamento malinconico. Il suo terrore svanì, e fece luogo alla
+sorpresa: il mistero di Montoni, la scoperta d'un individuo ch'egli
+visitava a mezzanotte in un appartamento interdetto, e di cui si
+raccontavano tante cose, eccitò vivamente la di lei curiosità.
+
+Mentre stava perplessa desiderando spiare i movimenti di Montoni, ma
+temendo d'irritarlo se ne fosse vista, la porta si aprì di bel nuovo e
+si richiuse per la seconda volta. Allora Emilia entrò bel bello nella
+camera contigua, e depostovi il lume, si nascose in una vôlta oscura
+del corridoio, per vedere se la persona che usciva fosse veramente
+Montoni. Dopo alcuni minuti la porta si aprì per la terza volta; la
+medesima persona ricomparve: era Montoni; egli guardossi intorno,
+chiuse e se ne andò. Poco dopo si sentì chiudere al di dentro. Essa
+rientrò nella sua stanza sorpresa al massimo segno. Era già
+mezzanotte: essendosi avvicinata alla finestra, intese camminare sul
+terrazzo sottoposto, e vide parecchie persone moversi nell'ombra; la
+colpì un rumor d'armi, ed una _parola d'ordine_ detta sottovoce:
+allora si ricordò degli ordini di Montoni, e comprese che per la prima
+volta montavano la guardia nel castello; quando tutto fu quieto, se ne
+andò a riposare.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXIII
+
+
+La mattina seguente, Emilia andò a trovare la zia di buonissim'ora;
+ella aveva dormito bene, e ricuperati gli spiriti e le forze, ma la di
+lei risoluzione di resistere al marito era combattuta dal timore. La
+fanciulla, temendo le conseguenze della sua caparbietà, fece di tutto
+per persuaderla, ma la signora Montoni, come vedemmo, aveva lo spirito
+della contraddizione; e quando se le presentavano circostanze
+disgustose, cercava meno la verità che argomenti da combattere. Una
+lunga abitudine aveva tanto confermato in lei questa disposizione
+naturale, che non se ne accorgeva più. Le ragioni di Emilia non fecero
+che risvegliare il suo orgoglio, anzichè convincerla; e non pensava se
+non a sottrarsi alla necessità di obbedire sul punto in questione. Se
+le fosse riuscito di fuggire dal castello, contava già separarsi
+legalmente, e vivere nell'agiatezza coi beni che le restavano. Emilia
+lo avrebbe desiderato quanto lei, ma non si lusingava d'un esito
+favorevole; le dimostrò l'impossibilità di uscire dalla porta,
+assicurata e guardata con tanta cautela; l'estremo pericolo di
+confidarsi alla discretezza di un servo, che avrebbe potuto tradirla
+per malizia o imprudenza; e la vendetta infine di Montoni, se avesse
+scoperto la trama...
+
+Questa lotta di contrari affetti lacerava il cuore della zia, quando
+entrò d'improvviso il marito, e senza parlare della di lei
+indisposizione, le dichiarò venir a rammentarle quanto indarno essa
+tentasse di resistere ai suoi voleri. Le accordò tutto il giorno per
+acconsentire alla sua domanda, protestandole, in caso di rifiuto, che
+la sera medesima l'avrebbe rilegata nella torre di levante; aggiunse
+che molti cavalieri dovendo pranzare quel giorno istesso nel castello,
+essa farebbe gli onori della tavola colla nipote. La signora Montoni
+non voleva accettare, ma riflettendo che durante il pranzo, la sua
+libertà, sebben ristretta, avrebbe potuto favorire i suoi progetti,
+acconsentì; il marito ritirossi tosto. L'ordine ricevuto penetrava
+Emilia di maraviglia e timore; fremeva all'idea di trovarsi esposta a
+tali sguardi, e le parole del conte Morano non erano fatte per
+calmarla. Le convenne dunque prepararsi per comparire al pranzo, ma si
+vestì anche più semplicemente del solito, per evitare d'essere
+distinta. Questa politica non le riuscì, giacchè, quando tornò dalla
+zia, Montoni, rimproverandole il suo far dimesso, le prescrisse un
+abbigliamento più ricercato, adoperando a tal uopo gli ornamenti
+destinati pel di lei matrimonio con Morano. Adornata col miglior gusto
+e la massima magnificenza, la bellezza di Emilia non aveva mai
+brillato tanto. La sua unica speranza in quel punto era che Montoni
+progettasse meno qualche avvenimento straordinario, che il trionfo
+dell'ostentazione, spiegando agli occhi dei convitati l'opulenza della
+sua famiglia. Allorchè entrò nella sala, ov'era ammannito un
+lautissimo pranzo, il castellano ed i suoi ospiti erano già a mensa;
+essa andava a prender posto presso la zia, ma Montoni le fe' cenno
+colla mano; due cavalieri si alzarono, e la fecero sedere in mezzo a
+loro.
+
+Il più avanzato in età di costoro era grande, aveva lineamenti
+caratteristici, naso aquilino, occhi incavati penetrantissimi; il di
+lui volto era magro e sparuto come dopo una lunga malattia.
+
+L'altro, in età di circa quarant'anni, aveva fisonomia diversa;
+sguardo obliquo, ma volpino, occhi castagni, piccoli ed infossati,
+volto quasi ovale, irregolare e brutto.
+
+Altri otto personaggi sedevano alla medesima tavola, tutti in divisa,
+ed avevano tutti un'espressione più o meno forte di ferocia, d'astuzia
+o di libertinaggio. Emilia li guardava timidamente, rammentandosi la
+truppa veduta il dì precedente, e si credeva circondata da banditi. Il
+luogo della cena era un'immensa sala antica ed oscura, illuminata da
+una sola finestra gotica altissima, dalla quale vedevasi il bastione
+occidentale e gli Appennini. Ella osservò che Montoni trattava con
+grand'autorità gli ospiti, i quali ricambiavanlo con dignitosa
+deferenza. Nel tempo del pranzo non si parlò che di guerra e di
+politica, di Venezia, dei suoi pericoli, del carattere del doge
+regnante e dei primari senatori. Finito il pranzo, i convitati,
+alzatisi, bevvero tutti alla salute di Montoni e alla gloria delle sue
+imprese. Mentre egli accostava la coppa alla bocca, il vino traboccò
+spumeggiando e ruppe il cristallo in mille pezzi. Ei faceva uso di
+quella specie di vetri di Venezia, i quali hanno la proprietà di
+rompersi allorchè ricevono un liquore avvelenato. Sospettando che
+qualcuno dei convitati avesse attentato alla sua vita, fece chiuder le
+porte, e mettendo mano alla spada, lanciò occhiate furibonde su tutti
+indistintamente, gridando: «Qui c'è un traditore! che tutti quelli che
+sono innocenti mi aiutino a trovare il colpevole.» I cavalieri
+proruppero in grida d'indegnazione, e sguainarono le spade. La signora
+Montoni voleva fuggire, ma il marito le impose di restare, aggiungendo
+qualche altra cosa che non fu intesa a motivo del tumulto e delle
+grida. Allora tutti i servi comparvero innanzi a lui, e dichiararono
+la loro ignoranza. La protesta però non poteva essere ammessa, essendo
+innegabile che soltanto il vino del castellano era stato avvelenato,
+per cui bisognava che almeno il dispensiere fosse stato connivente.
+Quest'uomo, con un altro, la cui fisonomia tradiva la convinzione del
+delitto, o il timore della pena, fu messo in ceppi e trascinato in un
+tetro carcere; Montoni avrebbe trattato nella stessa guisa tutti gli
+ospiti se non avesse temute le conseguenze d'un passo sì ardito: si
+contentò dunque di giurare che non sarebbe uscito neppur uno, prima
+che fosse dilucidato quest'affare. Ordinò aspramente alla moglie di
+ritirarsi, e ad Emilia di accompagnarla.
+
+Mezz'ora dopo comparve nel di lei gabinetto; Emilia fremè vedendo la
+sua aria truce, gli occhi sfavillanti di rabbia e le labbra livide. «È
+inutile tenervi sulla negativa,» gridò egli furente alla moglie,
+«giacchè ho la prova del vostro delitto: non avete alcuna speranza di
+perdono se non in una sincera confessione; il vostro complice ha
+svelato tutto.»
+
+Emilia fu colpita dall'atroce accusa. L'agitazione della zia non le
+permetteva di parlare; la sua faccia passava da un estremo pallore ad
+un rosso infiammato.
+
+«Risparmiate i discorsi inutili,» disse Montoni, vedendola disposta a
+parlare; «il vostro contegno basta a tradirvi; or sarete condotta
+nella torre d'oriente.
+
+--Quest'accusa,» rispose la moglie, che poteva appena articolar
+parola, «è un pretesto per la vostra crudeltà; sdegno di rispondervi.
+
+--Signore,» disse vivamente Emilia, «questa orribile imputazione è
+falsa; oso rendermene mallevadrice sulla mia vita. Sì, signore,»
+soggiunse, «questo non è il momento di usar riguardi. Voi cercate
+ingannarvi volontariamente, al solo fine di perdere la mia povera zia.
+
+--Se vi è cara la vita, tacete.»
+
+Emilia, alzando gli occhi al cielo, sclamò: «Non c'è più speranza.»
+
+Egli si volse alla moglie, la quale, rimessa dalla sorpresa, ne
+respingeva i sospetti con veemente asprezza. La rabbia di Montoni
+aumentava; Emilia, prevedendone le conseguenze, si precipitò ai di lui
+piedi, abbracciandogli le ginocchia e supplicandolo, piangendo, di
+calmare il suo furore; ma sordo alle preghiere della nipote e alle
+giustificazioni della moglie le minacciava fieramente amendue, quando
+fu chiamato. Uscì chiudendo la porta e portandone seco la chiave. Esse
+dunque si trovarono prigioniere. La Montoni guardava intorno a sè
+cercando un mezzo di fuggire. Ma come farlo? Sapeva pur troppo fino a
+qual punto il castello fosse forte, e con qual vigilanza guardato.
+Tremava di affidare il suo destino al capriccio d'un servo, di cui
+conveniva mendicare l'assistenza.
+
+Frattanto intesero gran tumulto e confusione nella galleria; alle
+volte si sentiva il cozzar delle spade. La provocazione di Montoni, la
+sua impetuosità, la sua violenza, facevano supporre ad Emilia che le
+armi sole potessero finire l'orribile contesa. La zia aveva esaurite
+tutte le espressioni dello sdegno, e la nipote tutte le frasi
+consolanti. Tacevano amendue in quella specie di calma, che succede
+nella natura al conflitto degli elementi. Le circostanze di cui Emilia
+era stata testimone le rappresentavano mille confusi timori, e le sue
+idee succedevansi in tumultuoso disordine; fu scossa dalla sua
+meditazione sentendo battere alla porta, e riconobbe la voce di
+Annetta.
+
+«Mia cara signora, aprite: ho molte cose da raccontarvi,» diceva
+sottovoce la povera ragazza.--La porta è chiusa,» rispose la
+padrona.--Sì, lo vedo, signora, ma per carità apritela.--Il padrone ha
+portato seco la chiave.--O beata Vergine! che sarà di noi?--Aiutaci ad
+uscire,» disse la Montoni. «Dov'è Lodovico?--Nella sala grande cogli
+altri, che combatte valorosamente.--Combatte! e chi sono gli
+altri?--Il padrone, tutti quei signori, e molti altri.--C'è qualche
+ferito?» disse Emilia con voce tremante.--Sì, signora, ce n'è qualcuno
+disteso in terra immerso nel sangue. Gran Dio! fate ch'io
+possa entrare, signora; ah! eccoli che vengono; mi ammazzano
+sicuramente.--Fuggi,» disse Emilia, «fuggi; noi non possiamo aprirti.»
+
+Annetta ripetè che venivano, e fuggì.
+
+«Calmatevi, zia,» disse Emilia, «per pietà, calmatevi; essi vengono
+forse per liberarci. Chi sa che il signor Montoni non sia già vinto.
+
+--Eccoli,» gridò la zia, «li sento venire.»
+
+Emilia alzò gli occhi languenti verso la porta, spaventata al maggior
+segno. Fu messa la chiave nella serratura; la porta si aprì, ed entrò
+Montoni seguito da tre satelliti. «Eseguite i miei ordini,» disse loro
+accennando la moglie; essa mise un grido e fu trascinata via sul
+momento. Emilia cadde priva di sensi sur una sedia: allorchè rinvenne,
+si vide sola, e guardando per tutta la stanza con occhi smarriti,
+sembrava interrogare ogni cosa sul destino della zia. Finalmente, si
+alzò per esaminare, quantunque con poca speranza, se la porta era
+libera, e la trovò aperta. Si avanzò timidamente nella galleria,
+incerta ove dovesse andare. Suo primo desiderio fu di ottenere qualche
+notizia sul destino della zia. Scese nel tinello. A misura che si
+avanzava, sentiva da lontano voci irate: le facce che incontrava pei
+numerosi anditi e la confusione che regnava aumentavano il di lei
+spavento. In fine arrivò nella stanza che cercava, ma non c'era
+alcuno. Non potendo più reggersi in piedi, si riposò un momento.
+Riflettè che avrebbe invano cercata la zia nell'immenso laberinto di
+quel castello, che pareva assediato dai briganti. Pensò dunque a
+tornare nella sua camera, ma temeva d'incontrarsi in que' feroci,
+quando un sordo mormorio interruppe il cupo silenzio; il rumore
+cresceva: distinse qualche voce e sentì passi che s'accostavano. Si
+alzò per andarsene ma venivano appunto per l'unica via ch'ella potesse
+seguire: pensò dunque di aspettare che fossero entrati. Udì gemiti, e
+vide poco dopo comparire un uomo portato da quattro. Atterrita a
+questo spettacolo, ebbe appena forza bastante per tornare alla sua
+camera senza poter conoscere chi fosse l'infelice circondato da quella
+gente, che nella confusione non l'aveano veduta.
+
+Il suo affetto per la zia diveniva sempre maggiore; si ricordava che
+Montoni l'aveva minacciata di chiuderla nella torre di levante, ed era
+probabile che tal castigo avesse soddisfatto la di lui vendetta.
+Risolse dunque, nel corso della notte, di cercare una via per recarsi
+a quella torre. Sapeva bene che non avrebbe potuto efficacemente
+soccorrere la zia, ma credè che nel suo tristo carcere sarebbe stata
+sempre una consolazione per lei l'udire la voce della nipote. Alcune
+ore passarono così nella solitudine e nel silenzio, e parve che
+Montoni l'avesse obliata del tutto. Appena fu notte, vennero appostate
+le sentinelle.
+
+L'oscurità della camera rianimò il terrore di Emilia. Appoggiata alla
+finestra, fu assalita da mille idee disgustose. «E che!» diceva ella;
+«se qualcuno di questi banditi, col favor delle tenebre,
+s'introducesse nella mia camera, cosa avverrebbe di me?» Poi,
+ricordando l'abitante misterioso della camera vicina, il suo terrore
+mutò oggetto. «Non è un prigioniero, benchè resti nascosto in quella
+stanza; non è Montoni che lo chiuda per di fuori, ma è l'incognito
+stesso che si prende questa cura.» Facendo tutte queste riflessioni,
+si ritirò dalla finestra, ed accese il lume. Si affrettò quindi ad
+assicurare alla meglio l'uscio della scala. Questo lavoro l'occupò
+sino a mezzanotte. Tutto era quieto, nè si udiva che i passi della
+sentinella sul bastione. Aprì la porta con cautela, e vedendo e
+sentendo una perfettissima calma, uscì; ma appena ebbe fatti pochi
+passi, vide un fioco chiarore sui muri della galleria. Rientrò in
+camera, e chiuse la porta, immaginandosi che forse Montoni andasse a
+fare la sua visita all'incognito. Dopo mezz'ora circa uscì di nuovo, e
+non vedendo nessuno, prese la direzione della scala di tramontana,
+immaginandosi di poter ivi più facilmente trovare la torre. Si fermava
+spesso, ascoltando con paura il fischiar del vento, e guardando da
+lontano attraverso l'oscurità dei lunghi androni. Finalmente giunse
+alla scala che cercava, la quale metteva in due passaggi diversi.
+Esitò alcun poco, e scelse quello che conduceva in una vasta
+galleria.
+
+La solitudine di quel luogo la gelò di spavento, e tremava perfino
+all'eco de' propri passi. D'improvviso le parve sentire una voce, e
+temendo egualmente d'avanzarsi o di retrocedere, rimase immobile,
+osando appena alzar gli occhi. Le parve che quella voce proferisse
+lamenti, e venne confermata in quest'idea da un lungo gemito. Credè
+potesse essere sua zia, e si avanzò verso quella parte. Nulladimeno,
+prima di parlare, tremava di confidarsi con qualche indiscreto che
+potesse denunziarla a Montoni. La persona, qualunque fosse, pareva
+afflittissima. Mentre titubava, quella voce chiamò Lodovico. Emilia
+allora riconobbe Annetta, e tutta lieta si accostò per risponderle.
+
+«Lodovico!» gridava Annetta piangendo; «Lodovico!
+
+--Son io,» disse Emilia, tentando aprir la porta, «Ma come sei tu qui?
+Chi ti ha rinchiusa?
+
+--Lodovico! Lodovico!
+
+--Non è Lodovico; sono io, è Emilia.»
+
+Annetta cessò di piangere e tacque.
+
+«Se tu puoi aprir la porta, entrerò,» disse Emilia; «non temer di
+nulla.
+
+--Lodovico! oh Lodovico!» gridava Annetta.
+
+Emilia perdeva la pazienza, e temendo di essere scoperta, voleva
+andarsene; ma riflettè che la ragazza potrebbe aver qualche notizia
+sulla zia, o almeno avrebbe potuto indicarle la strada della torre.
+Ottenne infine una risposta, benchè poco soddisfacente. Annetta non
+sapeva nulla della padrona, e scongiuravala soltanto di dirle cosa
+fosse stato di Lodovico. Emilia rispose non saperlo, e le domandò come
+mai si trovasse rinchiusa là entro.
+
+«Mi ha messo qui Lodovico. Dopo esser fuggita dal gabinetto della
+padrona, io correva senza saper dove: lo incontrai nella galleria, ed
+egli mi ha confinata in questa camera, portando via la chiave,
+affinchè non mi accadesse alcun male. Mi ha promesso di tornare
+quando tutto sarà quieto. Ma è già tardi, e non lo veggo venire; chi
+sa che non l'abbiano ucciso?»
+
+Emilia si rammentò allora l'individuo ferito da lei veduto trasportare
+nella sala, e non dubitò più che non fosse Lodovico, ma nol disse.
+Impaziente di saper qualcosa della zia, la pregò d'insegnarle la
+strada della torre.
+
+«Oh! non vi andate, signorina, per l'amor di Dio, non mi lasciate qui
+sola.
+
+«Ma, Annetta cara,» rispose Emilia, «non creder già ch'io possa restar
+qui tutta notte. Insegnami la strada della torre, e domattina mi
+occuperò della tua liberazione.
+
+--Beata Maria!» disse Annetta; «dovrò dunque star qui tutta la notte?
+Morirò dalla paura e dalla fame, non avendo mangiato nulla dopo il
+pranzo.»
+
+Emilia potè a stento contener le risa a queste espressioni. Infine ne
+ottenne una specie di direzione verso la torre orientale. Dopo molte
+ricerche, giunse alla scala della torre, e si fermò un istante per
+fortificare il suo coraggio col sentimento del dovere. Mentre
+esaminava quel luogo, vide una porta in faccia alla scala. Incerta se
+questa la condurrebbe dalla zia, tirò il chiavistello e l'aprì. Si
+avvide che metteva sul bastione, e l'aria le spense quasi il lume. Le
+nubi agitate dai venti stentavano a lasciar vedere alcune stelle,
+raddoppiando gli orrori della notte. Rinchiuse la porta e salì.
+
+L'immagine della zia, pugnalata forse per mano istessa del marito,
+venne a spaventarla; e si pentì d'aver osato recarsi in quel luogo. Ma
+il dovere trionfò della paura, e continuò a camminare. Tutto era
+calmo. Finalmente le colpì gli sguardi una striscia di sangue sulla
+scala; le pareti e tutti i gradini n'erano aspersi. Si fermò
+sforzandosi di sostenersi, e la sua mano tremante lasciò quasi cadere
+il lume. Non sentiva nulla; quella torre non pareva abitata da anima
+viva. Si rimproverò mille volte di essere uscita; temeva sempre di
+scoprire qualche nuovo oggetto d'orrore; eppure, prossima al termine
+delle sue ricerche, non sapeva risolversi a perderne il frutto.
+Riprese coraggio, e giunta alla torre, vide un'altra porta e l'aprì. I
+fiochi raggi della lampada non le lasciarono vedere che mura umide e
+nude. Entrando in quella stanza, e nella spaventosa aspettativa di
+ritrovarvi il cadavere della zia, vide qualcosa in un canto, e colpita
+da un'orribile convinzione, restò alcun tempo immobile. Animata quindi
+da una specie di disperazione, si accostò all'oggetto del suo terrore,
+e riconobbe un vecchio arnese militare, sotto al quale erano
+ammucchiate armi. Mentre si dirigeva alla scala per uscire, vide
+un'altra porta chiusa di fuori con un catenaccio, e dinanzi alla quale
+si vedevano altre orme di sangue: chiamò ad alta voce la zia, ma
+nessuno rispose. «Essa è morta!» sclamò allora; «l'hanno uccisa; il
+suo sangue rosseggia questi gradini.» Perdè tutta la forza, depose il
+lume, e sedette sulla scala. Dopo nuovi inutili sforzi per aprire,
+scese per tornare alla sua camera. Appena fu nel corridoio, vide
+Montoni, e spaventata più che mai, si gettò in un angolo per non
+incontrarlo. Gli sentì chiudere una porta, l'istessa ch'ella avea già
+notato. Ne ascoltò i passi allontanarsi, e quando l'estrema distanza
+non le permise più di distinguerlo, entrò in camera e coricossi.
+
+Già biancheggiava l'alba e le palpebre d'Emilia non eransi ancora
+chiuse al sonno; ma alfine la natura spossata diè qualche tregua alle
+sue pene.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXIV
+
+
+Emilia restò in camera tutta la mattina, senza ricevere alcun ordine
+di Montoni, nè vedere altro che gli armati i quali passeggiavano sul
+bastione. L'inquietudine sul destino della zia la vinse finalmente
+sull'orrore di parlare a quel barbaro, e decise di recarsi da lui per
+ottenere il permesso di vederla.
+
+L'assenza troppo prolungata di Annetta provava inoltre ch'era accaduta
+qualche disgrazia a Lodovico, e ch'essa era tuttavia rinchiusa. Emilia
+risolse dunque d'andar a vedere se ella fosse ancora nella stanza, e
+d'avvertirne Montoni: suonava il mezzogiorno. I lamenti della meschina
+si sentivano all'estremità della galleria: deplorava il proprio
+destino e quello di Lodovico; quando intese Emilia, la supplicò a
+liberarla subito, perchè moriva di fame. La padroncina le rispose che
+sarebbe andata immediatamente a chiedere la sua liberazione; allora la
+paura della fame cedè pel momento a quella del padrone; e quando la
+fanciulla la lasciò, essa la pregava con calore a non iscoprir l'asilo
+ove nascondeasi: Emilia si avvicinò alla gran sala, ed il tumulto che
+udì, gl'individui che incontrò rinnovaronle gli spaventi. Però pareano
+pacifici: la guardavano con avidità, talvolta le parlavano.
+Traversando la sala per recarsi nel salotto di cedro, ove teneasi
+d'ordinario Montoni, scorse sul suolo spade infrante e gocce di
+sangue: quasi quasi credea vedere un cadavere. Avanzandosi, distinse
+un mormorio di voci, che la fecero titubare se dovesse o no
+inoltrarsi. Cercava invano cogli occhi qualche servitore per farsi
+annunziare, ma non ne compariva alcuno. Gli accenti ch'ella intendea
+non esprimevano più la collera, e riconobbe la voce di parecchi
+convitati della sera precedente. Mentre si disponeva a bussare,
+comparve lo stesso Montoni; sorpreso, lasciò conoscere nella sua
+fisionomia tutti i vari moti dell'animo. Emilia, tremante, stavasi
+mutola. Montoni le domandò con severità che cosa avesse inteso del
+loro colloquio. Essa lo accertò di non essere venuta coll'intenzione
+di ascoltare i di lui segreti, ma per implorare la sua clemenza per
+la zia e per Annetta. Montoni parve dubitarne, la fissò con occhio
+indagatore, e l'inquietudine che provava, non poteva nascere da
+frivole ragioni. Emilia lo scongiurò di lasciarla andare a visitare
+sua zia: egli rispose con un sorriso amaro, che confermò i suoi
+timori, e le fece perdere il coraggio di rinnovargliene la preghiera.
+
+«Per Annetta,» diss'egli, «andate a trovar Carlo, che le aprirà. Lo
+stolto che l'ha rinchiusa non esiste più.»
+
+Emilia, fremendo, rispose: «Ma la mia povera zia, signore, per pietà,
+parlatemi della mia zia...
+
+--Se ne ha cura,» soggiunse Montoni: «non ho tempo di rispondere alle
+vostre vane domande.» E volle lasciarla. Emilia lo trattenne
+scongiurandolo di farle sapere ove fosse sua moglie; d'improvviso
+intesero la tromba, ed un rumore confuso di uomini e di cavalli nel
+cortile. Montoni corse subito fuori. Emilia, nell'incertezza di
+seguirlo, affacciatasi alla finestra, le parve distinguere i medesimi
+cavalieri veduti partire pochi giorni prima, e, scorgendo accorrer
+gente da tutte le parti, stimò bene di rifugiarsi nella sua camera. La
+maniera e le espressioni di Montoni quando aveva parlato di sua
+moglie, confermavano in parte i di lei sospetti. Stava assorta in que'
+cupi pensieri, quando vide entrare il vecchio Carlo.
+
+«Cara signorina,» le diss'egli, «non ho potuto prima d'ora occuparmi
+di voi. Vi porto frutti e vino, chè dovete averne bisogno.
+
+--Vi ringrazio, Carlo,» diss'ella; «avete forse ricevuto quest'ordine
+dal signor Montoni?
+
+--No signora,» rispose il vecchio; «sua _eccellenza_ ha troppe
+occupazioni.»
+
+La fanciulla rinnovò le sue domande sul destino della zia: ma mentre
+la trascinavano via, Carlo era dall'altra parte del castello, e da
+quel momento non ne sapeva più nulla. Mentr'egli così diceva, Emilia
+lo guardava attenta, e non poteva comprendere se parlasse per
+ignoranza, o dissimulazione o timore di offendere il padrone. Le
+rispose laconicamente sulla zuffa della sera prima, accertandola nel
+tempo stesso che gli alterchi erano finiti, e che il castellano
+credeva essersi ingannato sospettando degli ospiti. «Il combattimento
+non ebbe altra origine,» soggiunse Carlo, «ma mi lusingo di non
+rivedere mai più un simile spettacolo in questo castello sebbene vi si
+preparino cose strane.» Essa lo pregò di spiegarsi. «Ah! signora,»
+diss'egli, «non posso tradire il segreto, nè esprimere tutti i miei
+pensieri in proposito; ma il tempo svelerà tutto.»
+
+Essa lo pregò di aprire ad Annetta, indicandogli la stanza ove la
+meschina si trovava rinchiusa; Carlo le promise di soddisfarla; mentre
+partiva, gli domandò chi fossero i nuovi arrivati: la sua congettura
+si verificò: era Verrezzi colla sua truppa.
+
+Scorse più di un'ora prima che Annetta comparisse. In fine arrivò
+piangendo e lamentandosi.
+
+«Chi l'avrebbe mai preveduto, signorina? Oh! caso terribile! Oh!
+povero Lodovico!
+
+--L'hanno proprio ucciso?» le chiese commossa Emilia.
+
+--No; ma fu ferito gravemente. Ecco perchè non poteva venire ad
+aprirmi; ma ora comincia a star meglio.
+
+--Cara Annetta, mi rallegro molto nel sentire ch'egli esiste.»
+
+Appena la giovine fu alquanto calmata, Emilia la mandò a far ricerche
+sulla zia, ma non potè averne notizia alcuna.
+
+I due giorni susseguenti passarono senza verun caso notevole, e senza
+ch'ella potesse saper nulla della zia. La sera del secondo giorno, in
+preda al suo dolore, ed assalita da funeste imagini, per iscacciarle,
+si affacciò alla finestra, considerando i tanti astri fulgidissimi e
+scintillanti nell'azzurro empireo, che tutti seguono una determinata
+via senza confondersi nello spazio. Si rammentò quante volte col
+diletto padre ne avesse osservato il corso. Queste riflessioni
+finirono a destare in lei quasi egualmente dolore e sorpresa. Pensò ai
+tristi eventi succeduti alle prime dolcezze della vita, alle ultime
+scosse, alla sua presente situazione in terra straniera, in un
+castello isolato, circondata da tutti i vizi, esposta a tutte le
+violenze, e le pareva d'essere illusa da un sogno prodotto
+dall'immaginazione alterata, nè poteva persuadersi che tanti mali non
+fossero ideali. Pianse al pensiero di quanto avrebbero sofferto i di
+lei genitori, se avessero potuto prevedere le sventure che
+l'attendevano.
+
+Alzò gli occhi al cielo, e vide il medesimo pianeta osservato in
+Linguadoca la notte precedente alla morte del padre; desso trovavasi
+al di sopra delle torri orientali. Si rammentò i discorsi relativi
+allo stato dell'anime, e la melodia intesa, e della quale la sua
+tenerezza, a dispetto della ragione, aveva ammesso il senso
+superstizioso. All'improvviso, i suoni d'una dolce armonia parvero
+traversar l'aere; rabbrividì, ascoltò qualche minuto in una penosa
+aspettativa, sforzandosi di raccogliere le idee e ricorrere alla
+ragione. Ma la ragione umana non ha impero sui fantasmi
+dell'immaginazione, più che i sensi non abbian mezzi per giudicare la
+forma dei corpi luminosi, che brillano e tosto si estinguono
+nell'oscurità della notte.
+
+La sorpresa di lei a quella musica sì dolce e deliziosa, era per lo
+meno scusabile, essendo già molto tempo che non udiva la menoma
+melodia. Il suono acuto del piffero e della tromba era la sola musica
+che si conoscesse nel castello di Udolfo.
+
+Allorchè si fu un poco rimessa, cercò assicurarsi da qual parte
+venisse il suono. Le parve che partisse dal basso del castello, ma non
+potè precisarlo. Il timore e la sorpresa cedettero tosto al piacere
+di un'armonia, che il silenzio notturno rendeva ancor più
+interessante. La musica cessò, e le idee di Emilia errarono a lungo su
+questa strana circostanza; era singolare udir musica dopo mezzanotte,
+allorchè tutti dovevano essere al riposo, e in un castello ove da
+tanti anni non erasi inteso nulla che vi somigliasse. I lunghi
+patimenti avevanla resa sensibile al terrore, e suscettibile di
+superstizione. Le parve che suo padre avesse potuto parlarle con
+quella musica, per ispirarle consolazione e fiducia sul soggetto
+ond'era allora occupata. La ragione le suggerì però questa congettura
+esser ridicola, e la respinse; ma, per un'inconseguenza naturale della
+fantasia riscaldata, si abbandonò alle idee più bizzarre: rammentò il
+caso singolare che aveva posto Montoni in possesso del castello;
+considerò la maniera misteriosa della scomparsa dell'antica
+proprietaria; non si era mai più saputo nulla di lei, ed il suo
+spirito fu colpito da paura. Non eravi nessun rapporto apparente tra
+quell'avvenimento e la melodia, eppure credè che queste due cose
+fossero legate da qualche vincolo segreto.
+
+Finalmente si ritirò dalla finestra, ma le tremavano le gambe
+nell'accostarsi al letto. Il lume stava per estinguersi, ed ella
+fremeva di dover restare al buio in quella vasta camera; ma
+vergognandosi tosto della sua debolezza, andò a letto pensando al
+nuovo incidente, e risoluta di aspettare la notte successiva all'ora
+istessa per ispiare il ritorno della musica.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXV
+
+
+Annetta venne da lei la mattina senza fiato. «Oh! signorina,» le disse
+con tronche parole, «quante cose ho da raccontarvi! Ho scoperto chi è
+il prigioniero, ma non era il prigioniero; è quello chiuso in quella
+camera, di cui vi ho parlato, ed io l'aveva preso per un'ombra!
+
+--Chi era quel prigioniero?» chiese Emilia, ripensando al caso della
+notte scorsa.
+
+--V'ingannate, signora, non era prigioniero niente affatto.
+
+--Chi è dunque?
+
+--Beata Vergine! come son rimasta! L'ho incontrato poco fa sul
+bastione qui sotto! Ah! signora Emilia, questo luogo è proprio strano.
+Se ci vivessimo mill'anni, non finirei mai di stupirmi. Ma, come vi
+diceva, l'ho incontrato sul bastione, e certo pensava a tutt'altro che
+a lui.
+
+--Queste ciarle sono insopportabili; di grazia, Annetta, non abusare
+della mia pazienza.
+
+--Sì, signorina, indovinate? chi era mo; è una persona che voi
+conoscete benissimo.
+
+--Non posso indovinarlo,» rispose Emilia con impazienza.
+
+--Ebbene, vi metterò sulla strada. Un uomo grande, col viso lungo, che
+cammina con gravità, che porta un gran pennacchio sul cappello, che
+abbassa gli occhi quando gli si parla, e guarda la gente di sotto le
+ciglia negre e folte! Voi l'avete veduto mille volte a Venezia; era
+amico intimo del padrone. Ed ora, quando ci penso, di che aveva egli
+paura in questo vecchio castello selvaggio per chiudervisi con tanta
+precauzione? Ma adesso prende il largo, ed io l'ho trovato poco fa sul
+bastione. Tremava nel vederlo; mi ha fatto sempre paura; ma non voleva
+che se ne accorgesse. Allorchè mi è passato vicino, gli ho fatto una
+riverenza, e gli ho detto: Siate il ben venuto al castello, signor
+Orsino.
+
+--Ah! dunque era Orsino?
+
+--Sì, signora; egli stesso, colui che ha fatto ammazzare quel signore
+veneziano.
+
+--Gran Dio!» sclamò Emilia; «egli è venuto a Udolfo! Ha fatto
+benissimo a star nascosto.
+
+--Ma che bisogno c'è di tante precauzioni? Chi potrebbe mai
+immaginarsi di trovarlo qui?
+
+--È verissimo,» disse Emilia, ed avrebbe forse concluso che la musica
+notturna veniva da Orsino, se non fosse stata certa non aver egli nè
+gusto, nè talento per quell'arte. Non volendo aumentare le paure di
+Annetta parlando di ciò che cagionava la sua, le domandò se fossevi
+alcuno nel castello che sapesse suonar qualche istrumento.
+
+«Oh, sì, signorina, Benedetto suona bene il tamburo, Lancellotto è
+bravo per la tromba, e anche Lodovico suona bene la tromba. Ma ora è
+ammalato. Mi ricordo che una volta...
+
+--Non avresti tu intesa una musica,» disse Emilia interrompendola,
+«dopo il nostro arrivo in questo luogo, e segnatamente la notte
+scorsa?
+
+--No, signora; non ho inteso mai altra musica, fuor quella dei tamburi
+e delle trombe. E quanto alla notte passata, non ho fatto altro che
+sognare l'ombra della mia defunta padrona.
+
+--La tua defunta padrona?» disse la fanciulla tremando; «tu sai dunque
+qualcosa? Dimmi tutto quello che sai, per carità.
+
+--Ma, signorina, voi non ignorate che nessuno sa cosa sia accaduto di
+lei: è dunque chiaro che ha preso l'istessa strada dell'antica padrona
+del castello, della quale nessuno ha saputo più nulla.»
+
+Emilia, profondamente afflitta, congedò la cameriera, i cui discorsi
+avevano rianimato i terribili di lei sospetti sul destino della zia,
+ciò che la decise a fare un secondo sforzo per ottenere qualche
+certezza in proposito, dirigendosi un'altra volta a Montoni.
+
+Annetta tornò di lì a poche ore, e disse ad Emilia che il portinaio
+del castello desiderava parlarle avendo un segreto da rivelarle.
+Quest'ambasciata la sorprese, e le fece dubitare di qualche insidia;
+già esitava ad acconsentire; ma una breve riflessione gliene dimostrò
+l'improbabilità, e arrossì della sua debolezza.
+
+«Digli che venga nel corridoio,» rispos'ella, «e gli parlerò.»
+
+Annetta partì, e tornò poco dopo dicendo:
+
+«Bernardino non ardisce venire nel corridoio, temendo di essere
+veduto. Si allontanerebbe troppo dal suo posto, e non può farlo per
+adesso. Ma se volete compiacervi di venire a trovarlo al portone,
+passeremo per una strada segreta ch'egli mi ha insegnata, senza
+traversare il cortile, e vi racconterà cose che vi sorprenderanno
+assaissimo.»
+
+Emilia, non approvando quel progetto, negò positivamente di andare.
+«Digli,» soggiunse, «che se ha da farmi qualche confidenza,
+l'ascolterò nel corridoio quando avrà il tempo di venirci.»
+
+Annetta andò a portar la risposta, ed al suo ritorno disse ad Emilia:
+«Non ho concluso nulla, signorina; Bernardino non può in verun modo
+lasciare la porta in questo momento; ma se stasera, appena farà notte,
+volete venire sul bastione orientale, egli potrà forse allontanarsi un
+minuto e svelarvi il suo segreto.»
+
+Emilia, sorpresa ed allarmata al tempo stesso dal mistero che colui
+esigeva, esitava sul partito da prendere; ma considerando che forse
+l'avvertirebbe di qualche disgrazia, od avrebbe da darle notizie della
+zia; risolse di accettare l'invito. «Dopo il tramonto del sole,»
+disse, «io sarò in fondo al bastione orientale; ma allora sarà
+appostata la sentinella; come farà Bernardino a non esser veduto?
+
+--È appunto ciò che gli ho detto, ed esso mi ha risposto aver la
+chiave della porta di comunicazione fra il cortile e il bastione, per
+la quale egli si propone di passare; che quanto alle sentinelle, non
+ne mettono alcuna in fondo al bastione, perchè le mura altissime e la
+torre di levante bastano da quella parte per guardare il castello, e
+che quando sarà oscuro, non potrà esser veduto all'altra estremità.
+
+--Ebbene,» disse Emilia, «sentirò ciò che vuol dirmi, e ti prego di
+accompagnarmi stasera sul bastione: intanto di' a Bernardino di esser
+puntuale all'ora indicata, giacchè potrei ancor io esser veduta dal
+signor Montoni. Dov'è egli? Vorrei parlargli.
+
+--È nel salotto di cedro, a parlamento con altri signori. Io credo che
+voglia dare un banchetto per riparare il disordine dell'altra notte:
+in cucina sono tutti occupatissimi.»
+
+La padroncina le domandò se aspettavano nuovi ospiti. Annetta non lo
+credeva. «Povero Lodovico!» diss'ella; «sarebbe allegro come gli altri
+se fosse ristabilito! Il caso però non è disperato: il conte Morano
+era più ferito di lui, e intanto è guarito e se n'è tornato a Venezia.
+
+--Come facesti a saperlo?
+
+--Me l'han detto ier sera, signorina; mi sono scordata di contarvelo.»
+
+Emilia la pregò di avvertirla quando Montoni fosse solo. Annetta andò
+a portar la risposta a Bernardino, che l'aspettava impaziente. Il
+castellano intanto fu così occupato per tutto il giorno, che Emilia
+non ebbe l'occasione di calmare i suoi timori sul destino della zia.
+Volse i suoi pensieri all'ambasciata del portinaio: si perdeva in
+mille congetture, e man mano che si avvicinava l'ora del misterioso
+colloquio, cresceva la sua impazienza. Il sole finalmente tramontò:
+sentì appostare le sentinelle, ed appena giunse Annetta, che doveva
+accompagnarla, scesero insieme. Emilia temeva d'incontrar Montoni, o
+qualcuno de' suoi. «Rassicuratevi,» disse Annetta, «sono ancora tutti
+a tavola, e Bernardino lo sa.»
+
+Giunte al primo terrazzo, la sentinella, gridò: _Chi va là?_ Emilia
+rispose, e s'incamminarono al bastione orientale, ove furono fermate
+da un'altra sentinella, e dopo una seconda risposta, poterono
+continuare. Emilia non amava esporsi così tardi alla discrezione di
+quella gente, impazientissima di ritirarsi, accelerò il passo per
+raggiunger Bernardino, ma non trovandolo si appoggiò pensierosa al
+parapetto. Il bosco e la valle eran sepolti nell'oscurità, un lieve
+venticello agitava solo la cima degli alberi, e tratto tratto si
+udivano voci nell'interno del vasto edifizio.
+
+«Cosa sono queste voci?» disse Emilia tremante.
+
+--Quelle del padrone e de' suoi ospiti che gozzovigliano,» rispose
+Annetta.
+
+--Gran Dio! com'è mai possibile che un uomo sia così allegro quando
+forma l'infelicità del suo simile!... E la fanciulla guardò con
+raccapriccio la torre di levante presso cui si trovava: vide una fioca
+luce attraverso la ferriata della stanza inferiore: una persona vi
+passava col lume in mano; tale circostanza non rianimò le sue speranze
+a proposito della signora Montoni, poichè, avendola cercata colà
+appunto, non vi aveva trovato che una vecchia divisa e delle armi.
+Nulladimeno si decise a tentar di aprire la torre al di fuori, appena
+Bernardino si fosse partito da lei.
+
+Passava il tempo, e costui non compariva. Emilia, inquieta, esitò se
+dovesse aspettarlo ancora; avrebbe mandata Annetta a cercarlo, se non
+avesse temuto di restar sola.
+
+Mentre ragionava colla seguace della tardanza, lo videro comparire.
+Emilia si affrettò a domandargli che cosa voleva dirle, pregandolo di
+non perder tempo, poichè l'aria notturna l'incomodava.
+
+«Licenziate la cameriera, signorina,» le disse Bernardino con voce
+sepolcrale, che la fece fremere, «il mio segreto non posso rivelarlo
+che a voi sola.» Emilia esitò, ma finì a pregare Annetta di
+allontanarsi alcuni passi; indi gli disse: «Ora, amico mio, son sola,
+cosa volete dirmi?»
+
+Egli tacque un momento, come per riflettere poi, rispose: «Io perderei
+certo il mio impiego se lo sapesse il padrone. Promettetemi,
+signorina, che non paleserete a chicchessia sillaba di ciò che son per
+dirvi. Chi si è fidato di me in quest'affare me ne farebbe pagare il
+fio se venisse a capire ch'io l'avessi tradito. Ma mi sono interessato
+per voi, e voglio dirvi tutto.» Emilia lo ringraziò accertandolo della
+sua segretezza, e lo pregò di continuare. «Annetta mi ha detto nel
+tinello, quanto voi state in pena per la signora Montoni, e quanto
+desiderate essere informata del suo destino.
+
+--È vero, se lo sapete ditemi tosto ciò che ha di più terribile; son
+parata a tutto.
+
+--Io posso dirvelo, ma vi veggo così afflitta, che non so come
+cominciare.
+
+--Son parata a tutto, amico,» ripetè Emilia con voce ferma ed
+imponente, «e preferisco la più terribile certezza a questo dubbio
+crudele.
+
+--Se è così, vi dirò tutto. Già sapete che il padrone e sua moglie non
+andavano d'accordo; non tocca a me conoscerne il motivo, ma credo che
+ne saprete il risultato.
+
+--Bene,» disse Emilia, «e così?
+
+--Il padrone, a quanto pare, ha avuto ultimamente un forte alterco con
+lei: io vidi tutto, intesi tutto, e più di quel che possono supporre;
+ma ciò non riguardandomi, io non diceva nulla. Pochi giorni sono egli
+mi mandò a chiamare e mi disse: Bernardino, tu sei un brav'uomo, e
+credo potermi fidare di te... Lo assicurai della mia fedeltà. Allora,
+per quanto mi ricordo, mi disse: Ho bisogno che tu mi serva in
+un'affare importante. Mi ordinò ciò che doveva fare; ma di questo non
+dirò nulla, chè concerne soltanto la padrona.
+
+--Cielo! che faceste? qual furia poteva indurvi ambidue ad un atto
+così detestabile?
+
+--Fu una furia,» rispose Bernardino con voce cupa, e tacquero
+entrambi. Emilia non aveva coraggio di domandarne davvantaggio.
+Bernardino pareva temere di spiegarsi più particolarmente; alfine
+soggiunse: «È inutile riandare il passato. Il padrone fu troppo
+crudele, sì, ma voleva essere obbedito. Se io mi fossi ricusato, ne
+avrebbe trovato un altro meno scrupoloso di me.
+
+--L'avete uccisa?» balbettò Emilia; «io dunque parlo con un sicario?»
+Bernardino tacque, e la fanciulla mosse un passo per lasciarlo.
+
+--Restate, signorina,» ei le disse; «voi meritereste di lasciarvelo
+credere, giacchè me ne stimaste capace.
+
+--Se siete innocente, ditelo tosto» soggiunse Emilia quasi moribonda;
+«non ho forza bastante per ascoltarvi maggior tempo.
+
+--Or bene, la signora Montoni è viva per me solo; essa è mia
+prigioniera: sua eccellenza l'ha confinata nella camera di sopra del
+portone, e me ne affidò la custodia. Voleva dirvi che avreste potuto
+parlarle; ma ora...»
+
+Emilia, sollevata a tai parole da inesprimibile angoscia, scongiurollo
+di farle vedere la zia. Egli vi acconsentì senza farsi pregar molto, e
+le disse che la notte seguente, allorchè Montoni fosse a letto, se
+voleva recarsi alla porta del castello, potrebbe forse introdurla
+dalla prigioniera.
+
+In mezzo alla riconoscenza che le ispirava siffatto favore, parve alla
+fanciulla di scorgere ne' di lui sguardi una certa soddisfazione
+maligna, mentre pronunziava quest'ultime parole. Sulle prime scacciò
+tale idea, lo ringraziò di nuovo, e raccomandò la zia alla di lui
+pietà, assicurandolo che l'avrebbe ricompensato, e sarebbe esatta
+all'appuntamento indicato; quindi gli augurò buona sera, ed andossene.
+
+Passò qualche ora prima che la gioia, eccitata in lei dal racconto di
+Bernardino, le permettesse di giudicare con precisione dei pericoli
+che minacciavano ancora la zia e lei stessa. Quando la sua agitazione
+si calmò, riflettè che la zia era prigioniera d'un uomo, il quale
+poteva sacrificarla alla vendetta o all'avarizia sua. Allorchè pensava
+all'atroce fisonomia del portinaio, credeva che il suo decreto di
+morte fosse già firmato; immaginando colui capace di consumare
+qualunque atto barbaro. Queste idee le rammentarono l'accento col
+quale le aveva promesso di farle vedere la prigioniera. Le venne mille
+volte in idea che la zia potesse esser già morta, e che lo scellerato
+era forse incaricato d'immolare anche lei all'avarizia di Montoni, il
+quale di tal guisa sarebbe entrato in possesso dei suoi beni in
+Linguadoca, che avevan formato il tema d'una sì odiosa contestazione.
+L'enormità di questo doppio delitto gliene fece alla fine respingere
+la probabilità; ma non perdè tutti i timori, nè tutti i dubbi
+ispiratile dalle maniere di Bernardino.
+
+La notte era già molto avanzata, ed ella si afflisse quasi di non
+sentir la musica, della quale aspettava il ritorno con sentimento più
+forte della curiosità. Distinse lunga pezza le risa smoderate di
+Montoni e de' suoi convitati, le canzoni lubriche, e sentì finire ben
+tardi i loro rumorosi discorsi. Susseguì un profondo silenzio
+interrotto soltanto dai passi di quelli che si ritiravano ne'
+rispettivi alloggi. Emilia, ricordandosi che la sera precedente aveva
+intesa la musica press'a poco all'istess'ora, aprì pian piano la
+finestra, stando in attenzione della soave armonia.
+
+Il pianeta da lei osservato al primo sentire della musica, non si
+vedeva ancora, e cedendo ad una impressione superstiziosa, guardava
+attenta la parte del cielo in cui doveva apparire, aspettando la
+melodia nello stesso momento. Alfine esso comparve, rifulgendo sopra
+le torri orientali. Emilia tese l'orecchio, ma indarno. Le ore
+scorsero in ansiosa aspettativa; nessun suono turbò la calma solenne
+della natura. Ella rimase alla finestra finchè l'alba non cominciò a
+biancheggiare le vette de' monti, e persuasa allora che la musica non
+si sarebbe altrimenti sentita, se ne andò a letto.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXVI
+
+
+Emilia restò sorpresa il dì seguente udendo che Annetta sapeva la
+detenzione della zia nella camera sopra il portone d'ingresso del
+castello, e non ignorava neppure il progetto di visita notturna; che
+Bernardino avesse potuto confidare alla cameriera un mistero così
+importante era poco probabile, ma intanto le mandava un messaggio
+relativo al loro colloquio, invitandola a trovarsi sola, un'ora dopo
+mezzanotte, sul bastione, e aggiungendo che avrebbe agito secondo la
+promessa. Emilia fremè a tale proposta, e fu assalita da mille timori
+simili a quelli che l'avevano agitata la notte. Non sapea qual partito
+prendere: figuravasi spesso che Bernardino l'avesse ingannata; che
+forse aveva già assassinata la zia; ch'era in quel momento il sicario
+di Montoni, il quale voleva sacrificarla all'esecuzione dei suoi
+progetti. Il sospetto che la infelice donna non vivesse più, si riunì
+ai suoi timori personali. Infatti, lo zio sapeva che, in caso di morte
+della moglie senza avergli fatta la cessione de' suoi beni, li avrebbe
+ereditati Emilia; ned era improbabile ch'egli pensasse a sbarazzarsi
+anche di lei per entrar in tranquillo possesso di quelle tanto
+agognate sostanze. Alfine, il desiderio di liberarsi da tante crudeli
+incertezze, la decisero a non mancare al convegno.
+
+«Ma come potrò io,» diss'ella, «traversar il bastione così tardi? Le
+sentinelle mi fermeranno, e il signor Montoni lo saprà.
+
+--Bernardino ha pensato a tutto,» rispose Annetta; «ei mi ha dato
+questa chiave, incaricandomi d'avvertirvi ch'essa apre una porta in
+fondo alla galleria a vôlta, che conduce al bastione di levante; così
+non temerete d'incontrare gli uomini di guardia. Mi ha incaricato di
+dirvi inoltre che vi fa andare sul terrazzo sola per condurvi al
+luogo convenuto, onde non aprire la sala grande, il cui cancello
+cigola.» Questa spiegazione così naturale calmò Emilia.
+
+«Ma perchè vuole egli ch'io vada sola?
+
+--Perchè? glie l'ho domandato appunto. Perchè, gli dissi, non potrei
+venire anch'io? che male ci sarebbe? Ma mi ha risposto di no. Io volli
+persistere: fu inflessibile. Mi figuro però che saprete chi andate a
+vedere.
+
+--Te lo ha forse detto Bernardino?
+
+--No, signora, non mi ha detto nulla.»
+
+Per tutto il resto del dì, Emilia fu in preda a continue incertezze.
+Udì suonare la mezzanotte e titubava ancora. La pietà per la zia vinse
+alfine ogni ripugnanza: pregò Annetta di seguirla fino alla porta
+della galleria, e quivi aspettare il suo ritorno. Giunta colà, aprì,
+tremando, la porta, ed entrata sola e senza lume sul bastione,
+avanzossi guardinga ed attenta verso il luogo convenuto, cercando
+Bernardino attraverso le tenebre. Raccapricciò al suono di una voce
+rauca che parlava vicino a lei, e riconobbe tosto il portinaio, il
+quale l'aspettava appoggiato al parapetto. E' le rimproverò la sua
+tardanza, dicendole aver mancato più di mezz'ora. Le disse di
+seguirlo, ed accostossi al luogo ond'era entrato sul terrazzo. Quando
+la porta fu aperta, la tetra oscurità dell'andito, illuminato da una
+sola fiaccola che ardeva infissa nel suolo, la fece fremere; ricusò di
+entrarvi, a meno che non permettesse ad Annetta di accompagnarla.
+Bernardino si oppose, ma unì destramente al rifiuto tante
+particolarità proprie ad eccitare la curiosa pietà di Emilia per la
+zia, che riuscì a persuaderla a seguirlo fino al portone. Egli prese
+la torcia e andò avanti. In fondo all'andito aprì un'altra porta, e
+scesi pochi gradini si trovarono in una cappella diroccata. La
+fanciulla si rammentò alcuni discorsi di Annetta su tal proposito.
+Contemplava con terrore quelle mura senza vôlta e coperte di musco;
+quelle finestre gotiche dove l'ellera e la brionia supplivano da lunga
+pezza ai vetri, ed i cui festoni frammischiavansi ai capitelli
+infranti. Bernardino urtò in una pietra e proruppe in una bestemmia
+orribile, resa più tremenda dall'eco lugubre. Il cuore di lei si
+agghiacciò, ma continuò a seguirlo, ed egli voltò a destra. «Per di
+qui, signorina,» le disse, scendendo una scala che pareva addurre a
+profondi sotterranei. Emilia si fermò domandandogli con voce tremante
+ove pretendesse condurla.
+
+«Al portone,» rispose Bernardino.
+
+--Non possiamo andarci per la cappella?
+
+--No, signora, essa ci condurrebbe nel secondo cortile, ch'io voglio
+scansare.»
+
+Emilia esitava ancora, temendo egualmente di andare innanzi, e
+d'irritare colui ricusando di seguirlo.
+
+«Venite, signorina,» diss'egli, giunto già in fondo alla scala,
+«spicciatevi: io non posso star qui tutta notte; non vi aspetto più.»
+Sì dicendo, andò innanzi, portando sempre la fiaccola. Emilia, temendo
+di restar nelle tenebre, lo seguì con ripugnanza. Giunsero in un
+sotterraneo, ove l'aria umida e grossa, i folti vapori oscuravan
+talmente la fiaccola, che Bernardino, per paura non gli si spegnesse,
+si fermò un momento ad attizzarla; nell'intervallo, Emilia osservò
+vicino a lei un doppio cancello di ferro, e, più lontano, alcuni
+mucchi di terra che parevano circondare una fossa da morti. Simile
+spettacolo in cotal luogo l'avrebbe colpita violentemente in ogni
+altro tempo, ma allora credè quella fosse la tomba della zia, e che il
+perfido Bernardino conducesse anche lei alla morte. Il luogo oscuro e
+terribile ove ritrovavansi giustificava quasi il suo pensiero, che
+sembrava adattato al delitto, e vi si poteva commettere impunemente un
+assassinio. Vinta dal terrore, non sapeva che risolvere, pensando
+come vana fosse la fuga, impedita dalla tenebria e dal lungo cammino,
+non che dalla sua debolezza. Pallida ed inquieta, aspettava che
+Bernardino avesse attizzata la fiaccola, e siccome la sua vista
+ricorreva sempre alla fossa, non potè a meno di chiedergli per chi
+fosse preparata. L'uomo volse vêr lei gli sguardi senza rispondere.
+Ella ripetè la domanda; colui, scuotendo la face, andò oltre, nè
+aperse bocca. La fanciulla camminò tremando sino ad un'altra scala,
+salita la quale trovaronsi nel primo cortile. Nel traversarlo, la
+fiamma lasciava vedere le alte e nere muraglie tappezzate di lunghe
+erbe sporgenti dalle commessure, e coronate da torricelle contrastanti
+colle enorme torri del portone. In quel quadro risaltava la tarchiata
+figura di Bernardino. Costui era avvolto in un lungo mantello scuro,
+sotto del quale appena si scuoprivano i suoi coturni, o sandali, e la
+punta della lunga sciabola che portava costantemente al fianco. Aveva
+in testa un berretto basso di velluto nero ornato d'una piccola piuma.
+I lineamenti duri esprimevano un umore burbero, astuto ed impaziente.
+La vista del cortile rianimò l'abbattuta Emilia, e nell'avvicinarsi al
+portone cominciò a sperare di essersi ingannata nelle sue paurose
+congetture; guardando inquieta la prima finestra sopra la vôlta, e
+vedendola scura, domandò se fosse quello il luogo ove trovavasi
+rinchiusa la sua zia. Essa parlava adagio, e Bernardino non parve
+intenderla perchè non le rispose. Entrarono nell'edifizio, e
+trovaronsi ai piè della scala d'una delle torri.
+
+«La signora Montoni dorme lassù,» disse Bernardino.
+
+--Dorme!» rispose Emilia salendo.
+
+--Dorme in quella camera lassù,» soggiunse l'uomo.
+
+Il vento che soffiava per quelle profonde cavità accrebbe la fiamma
+della torcia, la quale rischiarò vie meglio l'atroce figura di
+Bernardino, le vetuste pareti, la scala a chiocciola annerita dal
+tempo, e gli avanzi di vecchie armature che parean il trofeo d'antiche
+vittorie.
+
+Giunti al pianerottolo, la guida mise una chiave nella serratura d'una
+stanza, «Potete entrar qui,» le disse, «ed aspettarmi: intanto vado a
+dire alla padrona che siete arrivata.
+
+--È una precauzione inutile, chè mia zia mi vedrà volentieri.
+
+--Non ne sono ben sicuro,» soggiunse Bernardino additando la camera.
+«Entrate, signorina, che io vado ad avvertirla.»
+
+Emilia, sorpresa ed offesa in certo qual modo, non ardì resistere; ma
+siccome colui portava via la fiaccola, lo pregò di non lasciarla al
+buio. Ei si guardò intorno, e veduta una lucerna in sulla scala,
+l'accese e la diede alla fanciulla, la quale entrò, ed egli chiuse la
+porta al di fuori; ascoltò attenta, e le parve che, in vece di salire,
+scendesse la scala, ma il vento impetuoso che soffiava sotto il
+portone, non le permetteva di distinguere alcun suono; infine, non
+udendo verun movimento nella camera superiore aveva detto il custode
+che stava la Montoni, stette viepiù perplessa. Poco dopo, in un
+intervallo di calma, le parve sentir scendere Bernardino nel cortile,
+e di ascoltarne perfino la voce. Tutti i primieri timori tornarono a
+colpirla più forte, persuasa non fosse più errore dell'immaginazione,
+ma un avvertimento del destino che doveva subire: non dubitò che la
+sua zia non fosse stata immolata, e forse in quella medesima stanza
+ove aveano tratto anche lei pel medesimo oggetto. Il contegno e le
+parole di Bernardino a proposito della zia confermavano le sue idee
+lugubri. Stava attenta, e non sentiva verun rumore nè sulla scala, nè
+nella stanza superiore; accostatasi alla finestra munita di ferree
+sbarre, udì alcune voci tra il soffio del vento, ed al lume di una
+torcia che pareva essere sotto la vôlta, vide sul suolo l'ombra di
+parecchi uomini, tra cui una colossale, che riconobbe per quella del
+feroce custode.
+
+Appena il di lei spirito si fu calmato, prese il lume per vedere se le
+fosse possibile di fuggire. La stanza era spaziosa, nè aveva altre
+aperture che la finestra e la porta per la quale era entrata: non
+c'erano mobili, all'infuori di un seggiolone di bronzo fisso in mezzo
+alla stanza, e sul quale pendeva una grossa catena di ferro, infissa
+alla vôlta. Lo guardò a lungo con orrore e sorpresa; osservò vari
+cerchi pure di ferro per chiudervi le gambe, ed altri simili anelli
+sui bracciuoli della sedia. Si convinse che quell'odiosa macchina era
+un istrumento di tortura, e che più d'un infelice, incatenato colà,
+doveva esservi morto di fame. Se le rizzarono i capelli al pensiero di
+trovarsi in siffatto luogo, e precipitossi all'altra estremità per
+cercarvi uno sgabello; ma non vide che una tenda oscura, la quale
+copriva intieramente parte della stanza. Attonita, stette a
+considerarla con ispavento: desiderava e temeva di sollevarla per
+vedere ciò che ricoprisse: due volte fu trattenuta dalla rimembranza
+dello spettacolo orribile che la sua mano temeraria aveva scoperto
+nell'appartamento chiuso; ma pensando che forse nascondeva il cadavere
+della zia assassinata, spinta dalla disperazione, l'alzò. Dietro
+trovavasi un cadavere steso sopra un lettuccio basso e lordo di
+sangue; la sua faccia, sfigurata dalla morte, era schifosa e coperta
+di livide ferite. Emilia lo contemplò con occhio avido e smarrito: ma
+il lume le cadde di mano; e cadde ella stessa svenuta a' piè
+dell'orribile oggetto.
+
+Allorchè riebbe i sensi, si trovò nelle braccia di Bernardino, e
+circondata da gente che la trasportava fuori: si accorse di che si
+trattava; ma l'estrema debolezza non le permise di alzar la voce, nè
+di fare moto alcuno, e scese la scala. Si fermarono sotto la vôlta:
+uno di coloro, togliendo la torcia a Bernardino, aprì una porta
+laterale, ed uscendo sulla piattaforma, lasciò distinguere gran
+quantità di gente a cavallo. Sia che l'aria aperta l'avesse un poco
+rianimata, o che quegli strani oggetti la restituissero al sentimento
+del pericolo, la fanciulla gettò alcune strida e fece vani sforzi per
+isciogliersi da quei briganti.
+
+Bernardino intanto chiedeva la torcia, alcune voci lontane
+rispondevano, parecchie persone si avvicinavano, e un lume comparve
+nel cortile; Emilia fu trascinata fuor della porta: ella vide lo
+stesso uomo che teneva la torcia del portinaio, occupato a far lume ad
+un altro, il quale sellava un cavallo in fretta, circondato da altri
+cavalieri dal truce aspetto.
+
+«Perchè perdere tanto tempo?» disse Bernardino, bestemmiando ed
+avvicinandosi; «spicciatevi, fate presto, perdio!
+
+--La sella è quasi pronta,» rispose l'uomo che l'affibbiava, e
+Bernardino bestemmiò di nuovo per siffatta trascuraggine. Emilia, che
+gridava aiuto con voce fioca, fu trascinata verso i cavalli, ed i
+briganti disputarono fra loro su quale dovessero farla montare. In
+quella uscì molta gente con lumi, ed Emilia conobbe distintamente, fra
+tutte le altre, la voce strillante di Annetta: scorse quindi Montoni e
+Cavignì seguiti da soldati. Non li vedeva più allora con paura, ma con
+isperanza, e non pensava più ai pericoli del castello, dal quale poco
+prima desiderava tanto fuggire.
+
+Dopo una breve zuffa, Montoni ed i suoi sconfissero i nemici, i quali,
+in minor numero, e poco interessati forse nell'impresa ond'erano
+incaricati, fuggirono di galoppo. Bernardino sparve fra le tenebre, ed
+Emilia fu ricondotta nel castello. Ripassando dal cortile, la memoria
+di quanto aveva veduto nella stanza del portone rinnovò in lei i
+terrori primieri; e quando udì ricadere la saracinesca che la
+rinchiudeva ancora in quelle mura formidabili, fremè, ed obliando
+quasi il nuovo pericolo cui era sfuggita, non poteva comprendere come
+la vita e la libertà non si trovassero al di là di quelle barriere.
+
+Montoni ordinò ad Emilia d'aspettarlo nella sala di cedro. Vi andò
+poco dopo, e l'interrogò con severità sul misterioso avvenimento.
+Sebbene lo riguardasse allora come l'assassino di sua zia, e potesse
+appena soddisfare alle sue domande, pure le di lei risposte poterono
+convincerlo non avere essa avuto volontariamente alcuna parte nella
+trama, e la congedò appena vide comparire la sua gente, che aveva
+fatto radunare per iscoprire i complici.
+
+Emilia stette un pezzo agitata prima di poter riflettere sull'occorso.
+Il cadavere veduto dietro alla tenda stavale sempre innanzi agli
+occhi, e ruppe in dirotto pianto. Annetta gliene chiese il motivo, ma
+essa non volle confidarglielo, per timore di irritare Montoni.
+
+Costretta a concentrare in sè tutto l'orrore di quel segreto, la di
+lei ragione fu per soccombere all'insopportabile peso. Quando Annetta
+le parlava, essa non l'udiva, o rispondeva fuor di proposito;
+sospirava, ma non versava lagrime. Spaventata dalla di lei situazione,
+Annetta corse ad informarne Montoni: egli aveva allora congedati i
+servi, senza avere scoperto nulla. Il commovente racconto che gli fece
+la cameriera sullo stato di Emilia, lo indusse a recarsi da lei. Al
+suono della sua voce, la fanciulla alzò gli occhi, un raggio di luce
+parve ravvivarne gli spiriti: si alzò per ritirarsi lentamente in
+fondo alla camera. Montoni le parlò con dolcezza: essa lo guardava con
+aria curiosa e spaventata, rispondendo sempre di sì a tutte le sue
+domande. Il di lei spirito pareva aver ricevuto una sola impressione,
+quella della paura. Annetta non poteva spiegar questo disordine, e
+Montoni, dopo inutili sforzi per farla parlare, ordinò alla donzella
+di restar là tutta notte, e d informarlo il giorno di poi del suo
+stato.
+
+Partito che fu, Emilia si ravvicinò, e domandò chi fosse colui ch'era
+venuto ad inquietarla, Annetta le rispose ch'era il signor Montoni, ed
+essa, ripetendo replicatamente questo nome, si lasciò condurre al
+letto, e l'esaminò con occhio smarrito; volgendosi quindi tremando
+alla seguace, la scongiurò a non lasciarla, dicendo che dopo la morte
+di suo padre era stata abbandonata da tutti. Annetta ebbe la prudenza
+di non interromperla, e quando, dopo aver pianto molto, la vide infine
+cedere al sonno, l'affezionata ragazza, obliando ogni paura, restò
+sola ad assistere Emilia tutta notte.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXVII
+
+
+Il riposo restituì le forze alla fanciulla. Svegliandosi vide con
+sorpresa Annetta addormentata su d'una sedia vicina e tentò di
+rammentarsi le circostanze della sera uscitele talmente dalla memoria,
+che non gliene restava traccia: fissava tuttavia gli occhi sopra la
+cameriera, quando questa si destò.
+
+«Ah, cara padroncina mi riconoscete?» sclamò essa.
+
+--Se ti riconosco! Sicuramente; tu sei Annetta; ma come ti trovi qui?
+
+--Oh! voi siete stata malissimo, in verità, ed io credeva...
+
+--È singolare,» disse Emilia, procurando rammentarsi il passato; «ma
+parmi essere stata funestata da un sogno orribile! Dio buono!»
+soggiunse raccapricciando; «certo non poteva essere che un sogno.» E
+fissava sguardi spaventati su Annetta, la quale, volendo
+tranquillarla, le rispose: «Non era un sogno, no, ma ora tutto è
+finito.
+
+--Essa fu dunque uccisa?» disse Emilia tremante. Annetta mise un
+grido; essa ignorava la circostanza che ricordavasi la fanciulla, ed
+attribuiva la frase al delirio. Quand'ebbe chiaramente spiegato ciò
+che aveva voluto dirle, Emilia si rammentò il tentativo per rapirla, e
+domandò se l'autore del progetto era stato scoperto. L'altra le
+rispose di no, sebbene fosse facile indovinarlo, e disse che doveva a
+lei la sua liberazione. «È così, signora Emilia,» continuò Annetta;
+«io era decisa ad essere più accorta di Bernardino, il quale non aveva
+voluto confidarmi il suo segreto; ma io mi era piccata di scuoprirlo.
+Invigilava sulla terrazza; ed appena egli ebbe aperta la porta, uscii
+per cercar di seguirvi, persuasissima che non si progettava nulla di
+buono con tanto mistero. Assicuratami che non aveva chiusa la porta
+internamente, l'aprii, e vi tenni dietro da lontano, aiutata dal
+chiaror della fiaccola, fin sotto la vôlta della cappella. Io ebbi
+paura di andare avanti, avendo sentito raccontare cose strane di quel
+luogo, ma temeva parimenti ritornarmene sola; e mentre Bernardino
+attizzava la torcia, vinsi ogni timore, vi seguii fino al cortile, e
+quando saliste la scala, scivolai pian piano sotto il portone, ove
+intesi un calpestìo di cavalli al di fuori, e vari uomini che
+bestemmiavano contro Bernardino, perchè tardava a condurvi; ma colà
+fui quasi sorpresa: il custode scese, ed io ebbi appena il tempo di
+schivarlo. Aveva sentito abbastanza per sapere di che si trattava, nè
+dubitai più che c'entrasse il conte Morano in quel progetto, benchè
+fosse partito. Corsi indietro al buio, obliando tutte le paure; eppure
+non farei un'altra volta lo stesso tragitto per tutto l'oro del mondo.
+Fortunatamente il signor Cavignì ed il padrone erano ancora alzati; in
+un batter d'occhio radunammo gente, e abbiam fatti fuggire i
+briganti.»
+
+L'ancella aveva cessato di parlare, e Emilia parea ascoltare ancora.
+Finalmente, rompendo il silenzio, disse: «Credo sia meglio andarlo a
+trovare io stessa. Dov'è?»
+
+Annetta domandò di chi parlasse.
+
+«Del signor Montoni; ho bisogno di vederlo.» Annetta, rammentandosi
+allora l'ordine ricevuto la sera, si alzò immantinente, dicendo che
+incaricavasi d'andarlo a cercare.
+
+I sospetti della buona ragazza sul conte erano fondatissimi; e
+Montoni, non dubitandone anch'esso, cominciò a presumere che il veleno
+mescolato col vino vi fosse stato messo per ordine di Morano.
+
+Le proteste di pentimento da questi fatte ad Emilia allorchè fu
+ferito, erano sincere quando le fece, ma erasi ingannato anche lui.
+Aveva creduto disapprovare i suoi progetti, e si affliggeva soltanto
+del funesto loro risultato; quando però fu guarito, le sue speranze si
+rianimarono, e si trovò disposto ad intraprendere nuovi tentativi. Il
+portinaio del castello, lo stesso ond'erasi già servito, accettò
+volentieri un secondo regalo, e quand'ebbero concertato il ratto di
+Emilia, il conte partì pubblicamente dall'abituro ov'era stato a
+curarsi, e si ritirò colla sua gente a qualche miglio di distanza. Le
+ciarle sconsiderate di Annetta avendo somministrato a Bernardino un
+mezzo quasi sicuro per ingannare Emilia, il conte nella notte
+convenuta mandò tutti i suoi servi alla porta del castello, restando
+esso all'abituro per aspettarvi la fanciulla, cui si proponeva di
+condurre a Venezia. Abbiamo già veduto in qual modo andò a vuoto il
+suo progetto; ma le violente e diverse passioni dalle quali fu agitata
+l'anima gelosa di lui, son difficili ad esprimere.
+
+Annetta fece l'ambasciata a Montoni e gli domandò un colloquio per la
+nipote: egli rispose che fra un'ora sarebbe stato nel salotto
+di cedro. Emilia non sapeva qual esito dovesse aspettarsi
+dall'abboccamento, e fremeva d'orrore alla sola idea della sua
+presenza; voleva parlargli del funesto destino della zia, e
+supplicarlo d'una grazia che ardiva appena sperare, di ritornare cioè
+in patria, giacchè la zia non esisteva più.
+
+Mentre, combattuta da mille timori, rifletteva sulla prossima
+conferenza, e sulle probabili conseguenze che potea derivargliene,
+Montoni le fece dire non poterla vedere se non il giorno dopo: Emilia
+non seppe che cosa pensare di tal ritardo. Annetta le disse, che
+Verrezzi e la sua truppa tornavano per certo alla guerra: il cortile
+esser pieno di cavalli, ed avere saputo che il resto della banda era
+aspettato per prendere tutti insieme un'altra direzione. Quando fu
+notte, Emilia si rammentò la musica misteriosa già udita; vi attaccava
+tuttavia una specie d'interesse, sperando provarne qualche sollievo.
+L'influenza della superstizione diventava ogni giorno più attiva sulla
+di lei fantasia infiacchita; congedò Annetta, e risolse di restar sola
+per aspettare la musica. Andò diverse volte alla finestra invano; le
+parve avere intesa una voce, e dopo un profondo silenzio, si credè
+nuovamente delusa nella sua aspettativa.
+
+Così passò il tempo fino a mezzanotte, ed allora tutti i rumori
+lontani che si facevano sentire nell'abitato, cessarono quasi nello
+stesso momento, e il sonno parve regnar dappertutto. Tornò alla
+finestra, e fu scossa da suoni straordinari: non era un'armonia, ma il
+basso lamento d'una persona desolata. Atterrita, stette ad ascoltare:
+i flebili lamenti eran cessati: si chinò fuori della finestra per
+iscoprire qualche lume: una perfetta oscurità avvolgeva le camere
+sottoposte, ma credè vedere a poca distanza, sul bastione, moversi
+qualche oggetto. Il debole chiarore delle stelle non le permetteva di
+distinguer bene: s'immaginò fosse una sentinella, e celò il lume per
+osservare meglio senza essere veduta.
+
+Il medesimo oggetto ricomparve quasi sotto la finestra: essa distinse
+una figura umana; ma il silenzio con cui si avanzava le fe' credere
+non fosse una sentinella; la figura si accostò: Emilia voleva
+ritirarsi, ma la curiosità la spingeva a restare, ed in
+quell'incertezza l'incognito si pose in faccia a lei e restò immobile.
+Il profondo silenzio, la misteriosa ombra la colpirono talmente, che
+stava per ritrarsi, allorchè vide la figura muoversi lungo il
+parapetto e sparire. Emilia pensò qualche tempo a questa strana
+circostanza, non dubitando di aver veduto un'apparizione
+soprannaturale. Allorchè fu più tranquilla, si ricordò ciò che le
+avean detto delle temerarie imprese di Montoni, e le venne in idea
+d'aver visto uno di quegl'infelici spogliati dai banditi, divenuto
+loro prigioniero, e ch'egli fosse l'autore della musica misteriosa.
+Riflettendo però che un prigioniero non poteva passeggiare così senza
+guardia, respinse tale idea.
+
+Credè in seguito che Morano avesse trovato il mezzo d'introdursi nel
+castello, ma se le presentarono tosto le difficoltà ed i pericoli di
+siffatta impresa, tanto più che se gli fosse riuscito di giunger fin
+lì, non sarebbesi contentato di stare muto a mezzanotte sotto la
+finestra, giacchè conosceva perfettamente la scala segreta, e non
+avrebbe per certo fatto quei lamenti da lei intesi. Giunse perfino a
+supporre, fosse qualcuno che volesse impadronirsi del castello; ma i
+suoi dolorosi sospiri distruggevano anche questa congettura. Allora
+risolse di vegliare la notte successiva per cercar di dilucidare il
+mistero, decisa ad interrogare la figura se si fosse di nuovo
+mostrata.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXVIII
+
+
+Il giorno di poi Montoni mandò ad Emilia una seconda scusa, che la
+sorprese non poco.
+
+Verso sera, il distaccamento che aveva fatta la prima scorreria nelle
+montagne, tornò al castello: dalla sua camera remota, Emilia sentì le
+frenetiche grida ed i canti di vittoria. Annetta venne poco dopo ad
+avvertirla che coloro si rallegravano alla vista d'un immenso bottino.
+Tal circostanza la confermò nell'idea, che Montoni fosse realmente un
+capo di masnadieri, e si fosse prefisso di ristabilire la sua opulenza
+assaltando i viaggiatori. In verità, quand'essa rifletteva alla
+posizione di quel castello fortissimo, quasi inaccessibile, isolato in
+mezzo a quei monti selvaggi e solilari, lontano da città, borghi e
+villaggi, sul passaggio dei più ricchi viaggiatori; le pareva che tal
+situazione fosse adattatissima per progetti di rapina, e non dubitò
+che Montoni non fosse realmente un capo di assassini. Il di lui
+carattere sfrenato, audace, crudele e intraprendente, conveniva molto
+ad una simile professione; amava il tumulto, e la vita burrascosa; era
+insensibile a pietà e timore; il suo coraggio somigliava alla ferocia
+animale: non era quel nobile impulso che eccita il generoso contro
+l'oppressore a pro dell'oppresso; ma una semplice disposizione fisica
+che non permette all'anima di sentire il timore, perchè non sente
+null'altro.
+
+La supposizione di Emilia, quantunque plausibile, non era però
+abbastanza esatta: essa ignorava la situazione dell'Italia, e
+l'interesse rispettivo di tante contrade belligeranti. Siccome i
+redditi di parecchi Stati non bastavano a mantenere eserciti, neppure
+nel breve periodo in cui il genio turbolento dei governi e dei popoli
+permetteva di godere i benefizi della pace, si formò a quell'epoca un
+ordine di uomini ignoti nel nostro secolo, e mal dipinti nella storia
+di quello. Fra i soldati licenziati alla fine di ciascuna guerra, un
+piccolissimo numero soltanto tornava alle arti poco lucrative della
+pace e del riposo. Gli altri, talvolta passavano al servizio de'
+potentati in guerra; tal altra formavansi in bande di briganti, e
+padroni di qualche forte, il loro carattere disperato, la debolezza
+dei governi, e la certezza che al primo segnale sarebbero corsi sotto
+le bandiere, li metteva al coperto da ogni persecuzione civile. Si
+attaccavano spesso alla fortuna d'un capo popolare, che li conduceva
+al servizio di qualche Stato, e trafficava il prezzo del loro
+coraggio. Quest'uso fe' dar loro l'epiteto di _condottieri_, nome
+formidabile in Italia per un periodo assai lungo. Ne vien fissato il
+fine al principio del secolo decimosettimo; ma sarebbe quasi
+impossibile indicarne con precisione l'origine.
+
+Quando non erano assoldati, il capo d'ordinario risiedeva nel suo
+castello; e là, o ne' luoghi circonvicini, godevano tutti dell'ozio e
+del riposo. Talvolta soddisfavano i bisogni a spese dei villaggi, ma
+tal altra la loro prodigalità, allorchè dividevano il bottino,
+ricompensava ad usura delle loro sevizie, ed i loro ospiti prendevano
+alla lunga qualche tinta del carattere bellicoso. Montoni, spinto
+dalle grosse perdite al giuoco, aveva finito col farsi anch'egli capo
+d'una di queste bande; Orsino ed altri si riunirono a lui, e l'avanzo
+de' loro averi avea servito a formare un fondo per l'impresa.
+
+Appena fu notte, Emilia tornò alla finestra, decisa di osservare più
+esattamente la figura, caso mai ricomparisse. Intanto perdevasi in
+mille congetture. Sentivasi spinta quasi irresistibilmente a cercar di
+favellarle; ma ne la tratteneva il terrore. «Se fosse una persona,»
+pensava, «che avesse progetti su questo castello, la mia curiosità
+potrebbe forse divenirmi fatale; eppure que' lamenti, quella musica
+da me intesi son certo suoi, nè posson venire da un nemico.»
+
+La luna tramontò, l'oscurità divenne profonda; ella intese suonare la
+mezzanotte senza vedere nè sentir nulla, e cominciò a formar qualche
+dubbio sulla realtà della precedente visione, per cui, stanca di
+aspettare invano, se ne andò a letto.
+
+Montoni non pensò neppure il giorno seguente a farla chiamare pel
+richiesto abboccamento. Più interessata che mai di vederlo, gli fece
+domandare, per mezzo di Annetta, a qual ora potesse riceverla; egli le
+assegnò le undici ore. Emilia fu puntuale, si armò di coraggio per
+sopportar la vista dell'assassino di sua zia, e lo trovò nel salotto
+di cedro circondato da tutti i suoi ospiti, alcuni dei quali si
+volsero appena l'ebbero veduta, facendo un'esclamazione di sorpresa.
+Emilia, vedendo che Montoni non le badava, voleva ritirarsi, allorchè
+esso la richiamò indietro.
+
+«Vorrei parlarvi da sola, signore, se ne aveste il tempo.
+
+--Sono in compagnia di buoni amici pei quali non ho segreti; parlate
+dunque liberamente,» rispose Montoni.
+
+Emilia senza aprir bocca, s'incamminò verso la porta, ed allora
+Montoni si alzò e la condusse in un gabinetto, chiudendone l'uscio
+dispettosamente. Essa sollevò gli occhi sulla di lui fisonomia
+barbara, e pensando che contemplava l'assassino della zia, compresa
+d'orrore, perdette la memoria dello scopo della sua visita, e non osò
+più nominare la signora Montoni. Questi finalmente le domandò con
+impazienza ciò che volesse da lui, «Non posso perder tempo in
+bagattelle,» diss'egli, «avendo affari di molta importanza.» Emilia gli
+disse allora che, desiderando tornarsene in Francia, veniva a
+domandargliene il permesso. La guardò con sorpresa, chiedendole il
+motivo di tale richiesta. Emilia esitò, tremò, impallidì, e sentì
+scemarsi d'animo. Egli vide la sua commozione con indifferenza, e
+ruppe il silenzio per dirle che gli premeva di tornare nel salotto;
+Emilia facendosi forza, ripetè allora la domanda, e Montoni le diede
+un'assoluta negativa. Resa allora ardita: «Non posso più, signore,»
+diss'ella, «restar qui convenientemente, e potrei chiedervi con qual
+diritto volete impedirmi di partire.
+
+--Per volontà mia,» rispose egli incamminandosi verso la porta, «ciò
+vi basti.»
+
+Emilia, vedendo che simile decisione non ammetteva appello, non tentò
+di sostenere i suoi diritti, e fe' solo un debole sforzo per
+dimostrarne la giustizia. «Fin quando viveva mia zia,» diss'ella con
+voce tremante «la mia residenza qui potea esser decente, ma or ch'essa
+non è più, mi si deve concedere di partire. La mia presenza, o signore
+non può tornarvi gradita, e un più lungo soggiorno qui non servirebbe
+che ad affliggermi.
+
+--Chi vi ha detto che la signora Montoni sia morta?» diss'egli
+fissandola con occhio indagatore. Ella esitò; nessuno aveaglielo
+detto, ed essa non ardiva confessargli come avesse veduto nella stanza
+del portone l'orribile spettacolo che glielo aveva fatto credere.
+
+--Chi ve lo ha detto?» ripetè Montoni con impaziente severità.
+
+--Lo so pur troppo per mia sventura; per pietà, non parlatemene più.»
+E sentivasi venir meno.
+
+--Se volete vederla,» disse Montoni, «lo potete; essa è nella torre
+d'oriente.» E la lasciò senza aspettare risposta. Parecchi dei
+cavalieri, che non avevano mai veduta Emilia, cominciarono a
+motteggiarlo su tale scoperta, ma Montoni avendo accolte siffatte
+celie con serio contegno, e' cambiarono discorso.
+
+Emilia, intanto, confusa dell'ultime di lui parole, non pensò che a
+rivedere l'infelice zia, a ciò spronata dall'imperioso dovere. Appena
+vide Annetta, la pregò di accompagnarla e l'ottenne con grande
+difficoltà. Uscite dal corridoio, giunsero appiè della scala
+insanguinata; Annetta non volle andare più innanzi. Emilia salì sola;
+ma quando rivide le strisce di sangue, si sentì mancare, e fermossi.
+Alcuni minuti di pausa la rinfrancarono. Giunta sul pianerottolo, temè
+di trovar la porta chiusa; ma s'ingannava: la porta s'aprì facilmente,
+introducendola in una camera oscura e deserta. La considerò paurosa:
+si avanzò lentamente, ed udì una voce fioca. Incapace di parlare o di
+fare alcun moto, ristette: la voce si fece sentire nuovamente, e
+parendole allora di riconoscere quella della zia, si fece coraggio, si
+avvicinò ad un letto che scorse in fondo alla vastissima camera, ne
+aprì le cortine, e vi trovò una figura smunta e pallida; rabbrividì, e
+presale la mano che somigliava a quella di uno scheletro, e
+guardandola attenta, riconobbe madama Montoni, ma sì sfigurata, che i
+suoi lineamenti attuali le rammentavano appena ciò ch'era stata. Essa
+viveva ancora, ed aprendo gli occhi, li volse alla nipote. «Dove siete
+stata tanto tempo?» le chiese col medesimo suono di voce; «credeva che
+mi aveste abbandonata.
+
+--Vivete voi,» parlò alfine Emilia, «o siete un'ombra?
+
+--Vivo, ma sento che sto per morire.»
+
+Emilia procurò di consolarla, e le domandò chi l'avesse ridotta in
+quello stato.
+
+Facendola trasportare colà per l'inverosimile sospetto ch'ella avesse
+attentato alla sua vita, Montoni erasi fatto giurare dai suoi agenti
+il più profondo segreto. Due erano i motivi di questo rigore: privarla
+delle consolazioni di Emilia, e procacciarsi l'occasione di farla
+morire senza strepito, se qualche circostanza venisse a confermare i
+suoi sospetti. La perfetta cognizione dell'odio che aveva meritato
+dalla moglie l'aveva indotto naturalmente ad accusarla dell'attentato.
+Non aveva altre ragioni per supporla rea, e lo credeva ancora.
+L'abbandonò in quella torre alla più dura prigionia, ove, senza
+rimorsi e senza pietà, la lasciò languire in preda ad una febbre
+ardente, che l'aveva infine ridotta sull'orlo del sepolcro.
+
+Le striscie di sangue vedute da Emilia sulla scala, provenivano da una
+ferita toccata, nella zuffa, da uno dei satelliti che la
+trasportavano, e sfasciatasi nel camminare. Per quella notte
+accontentaronsi coloro di chiuder bene la prigioniera, non pensando a
+farle la guardia. Ecco perchè, alla prima ricerca, Emilia trovò la
+torre deserta e silenziosa. Allorchè tentò d'aprire la porta della
+stanza, sua zia dormiva. Se però il terrore non le avesse impedito di
+chiamarla di nuovo, l'avrebbe alfine svegliata, e sarebbesi così
+risparmiati tanti affanni. Il cadavere osservato nella camera del
+portone, era quello del ferito da lei veduto trasportare nella sala
+dove aveva cercato un asilo, spirato sul tettuccio pochi dì appresso,
+e che doveva esser sepolto la mattina seguente nella fossa scavata
+sotto la cappella per dov'era passata con Bernardino.
+
+Emilia, dopo mille interrogazioni, lasciò la zia un istante per andar
+in cerca di Montoni. Il vivo interesse che sentiva per lei le fece
+obliare il risentimento a cui l'esporrebbero le sue rimostranze, e la
+poca apparenza di ottenere quanto voleva chiedergli.
+
+«Vostra moglie è moribonda, signore,» gli diss'ella appena lo vide;
+«il vostro corruccio non vorrà perseguitarla certo fino agli ultimi
+momenti. Permettete dunque che sia trasportata nelle sue stanze, e se
+le apprestino i soccorsi necessari.
+
+--A che gioverà questo, s'ella muore?» disse Montoni con indifferenza.
+
+--Gioverà, signore, a risparmiarvi qualcuno dei rimorsi che vi
+lacereranno allorchè sarete nella di lei situazione.»
+
+L'audace risposta non lo scosse guari; resistè lunga pezza alle
+preghiere ed alle lagrime; al fine la pietà, che aveva assunto le
+espressive forme di Emilia, riuscì a commovere quel cuore di macigno.
+Si volse vergognandosi di un buon sentimento, e a volt'a volta
+inflessibile ed intenerito, acconsentì a lasciarla riporre nel suo
+letto, e assistere la nipote temendo insieme che il soccorso non fosse
+troppo tardo, e che Montoni non si ritrattasse, Emilia lo ringraziò
+appena, s'affrettò a preparare il letto della zia, aiutata da Annetta
+e le portò un ristorativo, che la ponesse in grado di reggere al
+trasporto.
+
+Appena giunta nelle sue stanze, Montoni revocò l'ordine; ma Emilia,
+lieta di avere agito con tanta sollecitudine, corse a trovarlo, gli
+rappresentò che un nuovo tragitto diverrebbe fatale, ed ottenne che la
+lasciasse dov'era.
+
+Per tutto il dì, essa non abbandonò la zia, se non per prepararle il
+cibo necessario. La signora Montoni lo prendeva per compiacenza,
+convinta di dover morire fra poco. La fanciulla la curava con tenera
+inquietudine: ormai non trattavasi più d'una zia imperiosa, ma della
+sorella di un padre adorato, la cui situazione faceva pietà. Giunta la
+notte, voleva passarla presso di lei, ma ella vi si oppose
+assolutamente, esigendo che andasse a riposarsi, e contentandosi della
+compagnia di Annetta. Il riposo per verità era necessario a Emilia,
+dopo le scosse e il moto di quella giornata, ma non volle lasciar la
+zia prima di mezzanotte, epoca riguardata dai medici come critica.
+Allora, dopo aver ben raccomandato ad Annetta di assisterla con cura e
+di andare ad avvisarla al minimo sintomo di pericolo, le augurò la
+buona notte e ritirossi. Aveva il cuore straziato dallo stato orribile
+della zia, di cui ardiva appena sperare la guarigione. Vedeva sè
+stessa chiusa in un antico castello isolato, lontana d'ogni ausilio, e
+nelle mani di un uomo capace di tutto che avrebbe potuto dettargli
+l'interesse e l'orgoglio.
+
+Occupata da queste tristi riflessioni, Emilia non andò a letto, e si
+appoggiò al davanzale della finestra aperta. I boschi e le montagne,
+fiocamente illuminati dall'astro notturno, formavano un contrasto
+penoso collo stato del suo spirito; ma il lieve stormir delle frondi
+ed il sonno della natura finirono ad addolcire gradatamente il tumulto
+degli affetti, e sollevarle il cuore al punto di farla piangere. Restò
+così in quella posizione senza avere altra idea che il sentimento vago
+delle disgrazie che l'opprimevano; quando alfine scostò il fazzoletto
+dagli occhi, vide sul bastione, in faccia a lei, immobile e muta, la
+figura già osservata: l'esaminò attentamente tremando, ma non potè
+parlarle com'eraselo proposto. La luna rifulgeva, e l'agitazione del
+suo spirito era forse l'unico ostacolo che le impedisse di chiaramente
+distinguere quella figura, la quale non facendo movimento alcuno,
+pareva inanimata. Raccolse allora le idee smarrite e voleva ritirarsi,
+quando la figura parve allungar una mano come per salutarla, e mentre
+ella stava immobile per la sorpresa e la paura, il gesto fu ripetuto.
+Tentò parlare, ma le spirarono le parole sul labbro, e nel ritirarsi
+dalla finestra per prender la lampada, udì un sordo gemito; ascoltò
+senza osar di riaffacciarsi, e ne udì un altro.
+
+«Gran Dio!» sclamò essa; «che significa ciò?» Ascoltò di nuovo, ma non
+intese più nulla. Dopo un lungo intervallo, riavutasi, tornò alla
+finestra, e rivide la figura. Ne ricevè un nuovo saluto, e intese
+nuovi sospiri.
+
+«Questo gemito è certamente umano! Voglio parlare,» diss'ella. «Chi va
+là?» gridò poi sottovoce; chi passeggia a quest'ora? La figura alzò
+la testa, e s'incamminò verso il parapetto. Emilia la seguì cogli
+occhi, e la vide sparire al chiaro della luna. La sentinella allora si
+avanzò a passi lenti sotto la finestra, ove fermatasi, la chiamò per
+nome, e le domandò rispettosamente se avesse veduto passar qualche
+cosa. Essa rispose parerle aver veduto un'ombra. La sentinella non
+disse altro; e tornò indietro; ma siccome quell'uomo era di guardia,
+Emilia sapeva che non poteva abbandonare il suo posto, e ne aspettò il
+ritorno. Poco dopo lo sentì gridare ad alta voce. Un'altra voce
+lontana rispose. Uscirono soldati dal corpo di guardia, e tutto il
+distaccamento traversò il bastione. Emilia domandò cosa fosse; ma i
+soldati passarono senza darle retta.
+
+Intanto essa si perdeva in mille congetture. Se fosse stata più vana,
+avrebbe potuto supporre che qualche abitante del castello passeggiasse
+sotto la sua finestra colla speranza di rimirarla e dichiararle i suoi
+sentimenti; ma tale idea non le venne, e quando ciò fosse stato,
+l'avrebbe abbandonata come improbabile, poichè quella persona, che
+avrebbe potuto favellarle, era stata muta, e quando ella stessa aveva
+detta una parola, la figura erasi allontanata d'improvviso. Mentre
+riflettea così passarono due soldati sul bastione, e parlando fra
+loro, fecero comprendere ad Emilia, che un loro compagno era caduto
+tramortito. Poco dopo vide avanzarsi tre altri soldati lentamente, ed
+una voce fioca; quando furono sotto la finestra, potè distinguere che
+chi parlava era sostenuto da' compagni. Essa li chiamò per domandar
+che cosa fosse accaduto; le fu risposto che il camerata di guardia,
+Roberto, era caduto in deliquio, e che il grido da lui fatto svenendo,
+aveva dato un falso allarme.
+
+«Va egli soggetto a questi deliqui?» chiese la giovane.
+
+--Sì, signorina, sì,» replicò Roberto: «ma quand'anco nol fossi, ciò
+ch'io vidi avrebbe spaventato anche il papa.
+
+--E che cosa vedeste?
+
+--Non posso dire nè cosa fosse, nè che cosa vidi, nè com'è scomparso,»
+rispose il soldato, rabbrividendo ancora dallo spavento. «Quando vi
+lasciai, signorina, poteste vedermi andar sul terrazzo; ma non iscorsi
+nulla fin quando mi trovai sul bastione orientale. Splendea la luna, e
+vidi come un'ombra fuggire poco lungi a me dinanzi; sostai all'angolo
+della torre dove avea vista quella figura: era sparita; guardai sotto
+l'antico arco: nulla. D'improvviso udii rumore, ma non era un gemito,
+un grido, un accento, qualcosa insomma che avessi inteso in vita mia.
+L'udii una sol volta, ma bastò; non so più che mi avvenne sino
+all'istante in cui mi trovai circondato da' compagni.
+
+--Venite, amici,» disse Sebastiano, «torniamo al nostro posto. Buona
+notte, signorina.
+
+--Buona notte,» rispose Emilia, chiudendo la finestra, e ritirandosi
+per riflettere su quella strana circostanza che coincideva coi fatti
+delle altre notti; essa cercò trarne qualche risultato più certo d'una
+congettura; ma la sua immaginazione era tuttavia troppo riscaldata, il
+criterio troppo offuscato, ed i terrori della superstizione
+signoreggiavano ancora le sue idee.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXIX
+
+
+Emilia recossi di buonissima ora dalla zia, e la trovò quasi nel
+medesimo stato: aveva dormito pochissimo, e la febbre non era cessata.
+Sorrise alla nipote, e parve rianimarsi alla di lei vista: parlò poco,
+e non nominò mai Montoni. Poco dopo entrò egli stesso; sua moglie ne
+fu molto agitata e non disse verbo; ma allorchè Emilia si alzò dalla
+sedia accanto al suo letto, la pregò con voce fioca di non
+abbandonarla.
+
+Montoni non veniva per consolar la moglie, cui sapeva esser
+moribonda, o per ottenerne il perdono; veniva unicamente per tentare
+l'ultimo sforzo ad estorcere la sua firma, affinchè dopo la di lei
+morte potesse restar padrone di tutti i suoi beni, che toccavano ad
+Emilia. Fu una scena atroce, nella quale l'uno dimostrò un'impudente
+barbarie, l'altra una pertinacia che sopravviveva per fino alle forze
+fisiche. Emilia dichiarò mille volte che preferiva rinunziare a tutti
+i suoi diritti, anzichè vedere gli ultimi momenti della infelice zia
+amareggiati da quel crudele diverbio. Montoni nondimeno non uscì fin
+quando sua moglie, spossata dall'affannosa contesa, perdè alfine l'uso
+dei sensi, Emilia credette di vedersela spirar in braccio; pure
+ricuperò la favella, e dopo aver preso un cordiale, intertenne a lungo
+la nipote con precisione e chiarezza a proposito dei suoi beni di
+Francia. Insegnolle dove fossero alcune carte importanti sottratte
+alle ricerche del marito, e le ordinò espressamente di non privarsene
+mai.
+
+Dopo questo colloquio, la Montoni si assopì, e sonnecchiò fino a sera:
+destatasi, le parve di star meglio, ma Emilia non la lasciò se non
+molto tempo dopo mezzanotte, e quando le fu ordinato assolutamente;
+essa obbedì volontieri, chè la malata appariva alquanto sollevata. Era
+allora la seconda guardia e l'ora in cui la figura era già comparsa.
+La fanciulla udì cambiar le sentinelle, e quando tutto tornò quieto,
+affacciossi alla finestra, e celò la lampada per non essere scorta. La
+luna proiettava una luce fioca ed incerta; folti vapori l'oscuravano,
+immergendola talvolta nelle tenebre. In un di questi intervalli, notò
+una fiammella aleggiar sul terrazzo; mentre la fissava, essa svanì. Un
+bagliore le fece alzare il capo; i lampi guizzavano tra una negra
+nube, diffondendo una luce funesta e fugace sui boschi della valle e
+sugli edifizi circostanti.
+
+Tornando a chinar gli occhi, rivide la fiammella: essa parea in
+movimento. Poco stante udì rumor di passi: la vampa mostravasi e
+spariva volt'a volta. D'improvviso, al baglior d'un lampo, scorse
+qualcuno sul terrazzo. Tutte le ansietà di prima rinnovaronsi; la
+persona inoltrò, e la fiammella, che parea scherzare, appariva e
+svaniva ad intervalli. Emilia, desiderando finirla co' suoi dubbi,
+allorchè vide la luce proprio sotto la finestra, chiese con voce
+languente chi fosse.
+
+«Amici: sono Antonio, il soldato di guardia,» fu risposto.
+
+--Che cos'è quella fiammella? vedete come splende e poi scompare!
+
+--Stanotte essa è comparsa sulla punta della mia lancia, mentr'era in
+pattuglia; ma non so cosa significhi.
+
+--È strano,» disse Emilia.
+
+--Il mio camerata,» proseguì il soldato, «anch'egli ha una consimile
+fiammella sulla punta della picca, e dice aver già osservato il
+medesimo prodigio.
+
+--E come lo spiega egli?
+
+--Accerta essere un segno di cattivo augurio, e null'altro. Ah! ma
+debbo recarmi al mio posto. Buona notte, signorina.» E s'allontanò.
+
+Ella rinchiuse la finestra, e buttossi sul letto. La tempesta intanto,
+che minacciava all'orizzonte, era scoppiata con indicibile violenza;
+il rimbombo orrendo del tuono le impediva il sonno. Scorso qualche
+tempo, le parve udire una voce in mezzo al fracasso spaventoso degli
+elementi scatenati; alzossi per accertarsene, ed accostatasi
+all'uscio, riconobbe Annetta, la quale, quando le fu aperto, gridò:
+
+«Essa muore, signorina, la mia padrona muore.»
+
+La fanciulla sussultò e corse dalla zia; quando entrò, la signora
+Montoni pareva svenuta: era quieta e insensibile. Emilia, con un
+coraggio che non cedeva al dolore allorchè il dovere richiedeva la sua
+attività, non risparmiò alcun mezzo per richiamarla alla vita, ma
+l'ultimo sforzo era già fatto, la misera avea finito di patire.
+
+Quando Emilia conobbe l'inutilità delle sue premure, interrogò la
+tremante Annetta, e seppe che la zia, caduta in una specie di sopore
+subito dopo la partenza di lei, era rimasta in quello stato fino
+all'istante dell'agonia. Dopo una breve riflessione decise di non
+informar Montoni dell'infausto caso se non alla mattina, pensando che
+colui sarebbe prorotto in qualche disumana espressione, ch'ella non
+avrebbe potuto soffrire. In compagnia della sola Annetta, incoraggita
+dal suo esempio, vegliò tutta notte presso alla defunta, recitando
+l'uffizio dei morti.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXX
+
+
+Allorchè Montoni fu informato della morte di sua moglie, considerando
+ch'era spirata senza fargli la cessione tanto necessaria al compimento
+dei suoi desiderii, nulla valse ad arrestare l'espressione del suo
+risentimento. Emilia evitò con cura la di lui presenza, e pel corso di
+trentasei ore non abbandonò mai il cadavere della zia. Profondamente
+angosciata dal triste di lei destino, ne obliava tutti i difetti, le
+ingiustizie e la durezza, sol rammentandosene i patimenti.
+
+Montoni non disturbò le di lei preghiere: egli scansava la camera
+dov'era il cadavere della moglie, e perfino quella parte del castello,
+come se avesse temuto il contagio della morte. Pareva non avesse dato
+alcun ordine relativo ai funerali; cosicchè Emilia temette che fosse
+un insulto alla memoria di sua zia; ma uscì dall'incertezza, quando,
+la sera del secondo giorno, Annetta venne ad informarla che la
+defunta verrebbe sepolta la notte stessa. Figurandosi che Montoni non
+vi avrebbe assistito, era lacerata dall'idea che il cadavere della
+povera zia andrebbe alla sepoltura senza che un parente od un amico le
+rendesse gli ultimi doveri: decise perciò di andarvi in persona; senza
+questo motivo, avrebbe tremato di accompagnare il corteo, composto di
+gente che avevano tutto il contegno e la figura di assassini, sotto
+l'orrida vôlta della cappella, ed a mezzanotte, all'ora cioè del
+silenzio e del mistero, scelta da Montoni per abbandonare all'oblìo le
+ceneri di una sposa, della quale la sua barbara condotta aveva per lo
+meno accelerato la fine.
+
+Secondata da Annetta, ella dispose la salma per la sepoltura. A
+mezzanotte, comparvero gli uomini che dovevano trasportarla alla
+tomba. Emilia potè contenere a stento l'agitazione vedendo quelle
+orride figure: due di essi, senza proferir parola, presero il cadavere
+sulle spalle, ed il terzo precedendoli con una fiaccola, discesero
+tutti uniti nel sotterraneo della cappella. Dovevano traversare i due
+cortili della parte orientale del castello, ch'era quasi tutta
+rovinata. Il silenzio e l'oscurità de' luoghi poco poterono sullo
+spirito di Emilia, occupata d'idee assai più lugubri. Giunti al
+limitare del sotterraneo, essa sostò, sovrappresa da una commozione
+inesprimibile di dolore e di spavento, e si volse per appoggiarsi ad
+Annetta, muta e tremante al par di lei. Dopo qualche pausa, inoltrò, e
+scorse, fra le arcate, gli uomini che deponevano la bara sull'orlo
+d'una fossa. Ivi trovavansi un altro servo di Montoni ed un sacerdote
+di cui non s'avvide se non quando cominciò le preci. Allora alzò gli
+occhi, e scorse la faccia venerabile d'un religioso, che con voce
+bassa e solenne recitò l'uffizio dei morti. Nell'istante in cui il
+cadavere venne calato nel sepolcro, il quadro era tale, che il più
+abile pennello non avrebbe sdegnato dipingere. I lineamenti feroci,
+le fogge bizzarre di quegli scherani, inclinati colle faci sulla
+fossa, l'aspetto venerabile del frate, avvolto in lunghe vesti di lana
+bianca, il cui cappuccio, calato indietro, faceva risaltare un viso
+pallido, adombrato di pochi capelli bianchi, onde la luce delle torce
+lasciava vedere l'afflizione addolcita dalla pietà; l'attitudine
+interessante di Emilia appoggiata ad Annetta colla faccia semicoperta
+d'un velo nero, la dolcezza e beltà della fisonomia, e il suo intenso
+dolore, che non le permetteva di piangere, mentre affidava alla terra
+l'ultima parente che avesse; i riflessi tremolanti di luce sotto le
+vôlte, l'ineguaglianza del terreno, ov'erano stati recentemente
+sepolti altri corpi, la lugubre oscurità del luogo, tante circostanze
+riunite, avrebbero trascinato l'immaginazione dello spettatore a
+qualche caso forse più orribile del funerale dell'insensata ed
+infelice signora Montoni.
+
+Terminata la funzione, il frate guardò Emilia con attenzione e
+sorpresa; pareva volesse parlarle, ma la presenza dei masnadieri lo
+trattenne. Nell'uscire dalla cappella si permisero indegni motteggi
+sulla cerimonia e sullo stato di lui con grand'orrore d'Emilia. Li
+sofferse in silenzio, limitandosi a chiedere di essere ricondotto sano
+e salvo al suo convento, dal quale era venuto dietro richiesta
+espressa del castellano, a ciò indotto dalle istanze della nipote.
+Giunti nel secondo cortile, il frate impartì alla fanciulla la sua
+benedizione, fissandola con occhio pietoso, poi s'incamminò verso il
+portone. Le due donne ritiraronsi alle proprie stanze.
+
+Emilia passò parecchi giorni in assoluta solitudine, nel terrore per
+sè e nel rammarico della perdita di sua zia. Si determinò infine a
+tentare un nuovo sforzo per ottener da Montoni che la lasciasse andare
+in Francia. Non sapeva formare veruna congettura sui motivi che potea
+avere d'impedirglielo; era troppo persuasa ch'ei volea tenerla seco,
+ed il suo primo rifiuto le lasciava poca speranza. L'orrore
+inspiratole dalla di lui presenza, le faceva differire di giorno in
+giorno il colloquio. Un messaggio però dello stesso Montoni la tolse
+da tale incertezza; egli desiderava vederla all'ora che indicava. Fu
+quasi per lusingarsi, che, essendo morta la zia, egli acconsentirebbe
+a rinunziar alla sua usurpata autorità; ma rammentandosi poi che i
+beni tanto contrastati erano divenuti attualmente suoi, temè che
+Montoni volesse usare qualche stratagemma per farseli cedere, e non la
+tenesse fin allora prigioniera. Quest'idea, invece di abbatterla,
+rianimò tutte le potenze dell'anima sua, e le infuse nuovo coraggio.
+Avrebbe rinunziato a tutto per assicurare il riposo della zia, ma
+risolse che veruna persecuzione personale avrebbe il potere di farla
+recedere da' suoi diritti. Era interessatissima a conservare
+l'eredità a riguardo specialmente di Valancourt, col quale lusingavasi
+così di passare una vita felice. A questa idea sentì quant'ei le fosse
+caro, e si figurava anticipatamente il momento in cui la di lei
+generosa amicizia avrebbe potuto dirgli che gli recava in dote tutti
+quei beni; si figurava vedere il sorriso che animerebbe i suoi
+lineamenti, e gli sguardi affettuosi che esprimerebbero tutta la sua
+gioia e riconoscenza. Credette in quel momento di poter affrontare
+tutti i mali che l'infernale malizia di Montoni le avrebbe preparato.
+Si ricordò allora, per la prima volta dopo la morte della zia, ch'essa
+aveva carte relative a questi beni, e risolse di farne ricerca appena
+avesse parlato con Montoni.
+
+Con questa idea andò a trovarlo all'ora prescritta: era in compagnia
+di Orsino e d'un altro uffiziale, e pareva esaminare con diligenza
+molte carte deposte sur un tavolino.
+
+«Vi ho fatta chiamare,» diss'egli alzando la testa, «perchè desidero
+siate testimone di un affare che debbo ultimare col mio amico Orsino.
+Tutto ciò che si vuol da voi, è che firmiate questa, carta.» La
+prese, ne lesse borbottando alcune righe, la depose sul tavolo, e le
+diede una penna. Stava per firmare, quando le venne d'improvviso in
+mente il disegno di lui; le cadde la penna di mano, e negò di firmare
+senza leggere il contenuto: Montoni affettò sorridere, e ripresa la
+carta, finse rileggere un'altra volta come aveva già fatto. Emilia,
+fremendo del pericolo e dell'eccesso di credulità che l'avea quasi
+tradita, ricusò positivamente di firmare. Montoni continuò alcun poco
+i motteggi; ma quando, dalla perseveranza di lei, comprese che aveva
+indovinato il suo progetto, cambiò linguaggio e le ordinò di seguirlo.
+Appena furono soli, le disse che aveva voluto, per lei e per sè
+medesimo, prevenire un diverbio inutile in un affare, in cui la sua
+volontà formava la giustizia, e sarebbe diventata una legge; che
+preferiva persuaderla anzichè costringerla, e che in conseguenza
+adempisse al suo dovere.
+
+«Io, come marito della defunta signora Cheron,» soggiunse egli,
+«divento l'erede di tutto ciò che ella possedeva; i beni, che non ha
+voluto donarmi mentre viveva, non devono ora passare in altre mani.
+Vorrei, pel vostro interesse, disingannarvi dell'idea ridicola ch'essa
+vi diede alla mia presenza, che i suoi beni cioè sarebbero vostri, se
+moriva senza cedermeli. Penso che voi siate troppo ragionevole per
+provocare il mio giusto risentimento; non soglio adulare, e voi potete
+riguardare i miei elogi come sinceri. Voi possedete un criterio
+superiore al vostro sesso; e non avete veruna di quelle debolezze che
+distinguono in generale il carattere delle donne, l'avarizia cioè e il
+desiderio di dominare.»
+
+Montoni si fermò; Emilia non rispose.
+
+«Giudicando come faccio,» ripigliò egli, «io non posso credere vorrete
+mettere in campo una contesa inutile. Non credo neppure che pensiate
+acquistare o possedere una proprietà, sulla quale la giustizia non vi
+accorda nessun diritto. Scegliete dunque l'alternativa che vi
+propongo. Se vi formerete un'esatta opinione del soggetto che
+trattiamo, sarete in breve ricondotta in Francia. Se poi foste tanto
+sciagurata da persistere nell'errore, in cui v'indusse vostra zia,
+resterete mia prigioniera, finchè apriate gli occhi.»
+
+Emilia rispose con calma: «Io non sono così poco istruita delle leggi
+relative a tale soggetto, per lasciarmi ingannare da un'asserzione
+qualunque; la legge mi accorda il possesso dei beni in questione, e la
+mia mano non tradirà i miei diritti.
+
+--Mi sono ingannato, a quanto pare, nell'opinione che m'era concepita
+di voi,» disse Montoni severamente; «voi parlate con arditezza e
+presunzione su d'un argomento che non intendete. Voglio bene, per una
+volta, perdonare l'ostinazione dell'ignoranza; la debolezza del vostro
+sesso, dalla quale non sembrate esente, esige anche questa indulgenza.
+Ma se persistete, avrete a temer tutto dalla mia giustizia.
+
+--Dalla vostra giustizia, signore,» rispose Emilia, «non ho nulla da
+temere, bensì tutto da sperare.»
+
+Montoni guardolla con impazienza, e parve meditare su ciò che doveva
+dirle.
+
+«Vedo che siete debole tanto da credere ad una ridicola asserzione. Me
+ne spiace per voi; quanto a me, poco me n'importa; la vostra credulità
+troverà il suo castigo nelle conseguenze, ed io compiango la debolezza
+di spirito che vi espone alle pene che mi costringete di prepararvi.
+
+--Voi troverete, signore,» rispose Emilia con dolcezza e dignità, «la
+forza del mio spirito eguale alla giustizia della mia causa; e posso
+soffrire con coraggio quando resisto alla tirannia.
+
+--Parlate come una eroina,» disse Montoni con disprezzo; «vedremo se
+saprete soffrire egualmente.»
+
+Emilia non rispose, e partì. Rammentandosi che resisteva così per
+l'interesse di Valancourt, sorrise compiacendosi di pensare ai
+minacciati maltrattamenti. Andò a cercare il posto indicatole dalla
+zia, come deposito delle carte relative ai suoi beni, e ve le trovò;
+ma non conoscendo un luogo più sicuro per conservarle, ve le ripose
+senza esame, temendo di essere sorpresa.
+
+Mentre, ritornata nella solitudine, rifletteva alle parole di Montoni
+e ai pericoli nei quali incorreva, opponendosi alla sua volontà, udì
+scrosci di risa sul bastione; andò alla finestra, e vide con sorpresa
+tre donne, vestite alla Veneziana, che passeggiavano con alcuni
+signori. Allorchè passarono sotto la finestra, una delle forestiere
+alzò la testa. Emilia riconobbe in lei quella signora Livona, le cui
+affabili maniere l'avevano tanto sedotta il giorno dopo il suo arrivo
+a Venezia, e che in quel giorno istesso era stata ammessa alla tavola
+di Montoni: tale scoperta le cagionò una gioia mista a qualche
+incertezza; era per lei un soggetto di soddisfazione il vedere una
+persona tanto amabile quanto sembrava la signora Livona, nel luogo
+istesso da essa abitato. Nondimeno, il di lei arrivo al castello in
+simile circostanza, il suo abbigliamento, che indicava non esservi
+stata costretta, glie ne fece sospettare i principii ed il carattere;
+ma l'idea spiaceva tanto ad Emilia, già vinta dalle maniere seducenti
+della bella Veneziana, che preferì non pensare che alle sue grazie, e
+bandì quasi intieramente qualunque altra riflessione.
+
+Quando Annetta entrò, le fece diverse interrogazioni sull'arrivo delle
+forastiere, e trovò avere colei più premura di rispondere, ch'essa
+d'interrogare.
+
+«Son venute da Venezia,» disse la cameriera, «con due signori, ed io
+fui contentissima di vedere qualche altra faccia cristiana in
+quest'orrido soggiorno. Ma che pretendono esse venendo qui? Bisogna
+esser pazzi davvero per venire in questo luogo, oppure ci sono venute
+liberamente, giacchè sono allegre.
+
+--Saranno forse state fatte prigioniere,» soggiunse Emilia.
+
+--Prigioniere! oh! no, signorina: no, nol sono. Mi ricordo bene di
+averne veduta una a Venezia; è venuta due o tre volte in casa nostra.
+Si diceva perfino, sebbene io non l'abbia mai creduto, che il padrone
+l'amasse perdutamente.»
+
+Emilia pregò Annetta d'informarsi dettagliatamente di tutto ciò che
+concerneva quelle signore, e, cambiando quindi discorso, parlò della
+Francia, facendole travedere la speranza di tornarvi in breve.
+
+La ragazza uscì per raccogliere informazioni, ed Emilia cercò obliare
+le sue inquietudini, pascendosi delle fantastiche immaginazioni create
+da' poeti.
+
+Verso sera, non volendo esporsi, sulle mura, agli avidi sguardi dei
+soci di Montoni, andò a passeggiare nella galleria contigua alla sua
+camera. Giugnendo in fondo ad essa udì ripetuti scrosci di risa. Erano
+i trasporti dello stravizio, e non gli slanci moderati d'una dolce ed
+onesta letizia. Parevan venire dalla porta del quartiere di Montoni.
+Un tal baccano in quel momento in cui l'infelice zia era appena
+spirata, l'indispettì al sommo, e vi riconobbe la conseguenza della
+mala condotta di Montoni. Ascoltando, credette riconoscere alcune voci
+donnesche; tale scoperta la confermò nei sospetti concepiti sulla
+signora Livona e le sue compagne: era evidente ch'elleno non
+trovavansi per forza nel castello. Emilia si vedeva così negli
+alpestri recessi degli Appennini, circondata da uomini che riguardava
+come briganti, ed in mezzo ad un teatro di vizi, che la faceva
+inorridire. L'immagine di Valancourt perdè ogni influenza, ed il
+timore le fece cambiare i suoi progetti, riflettendo a tutti gli
+orrori che Montoni preparava contro di lei; tremando della vendetta,
+alla quale esso avrebbe potuto abbandonarsi senza rimorsi, si decise
+quasi a cedergli i beni contrastati, se vi persisteva ancora, e
+riscattare così la sicurezza e la libertà; ma, poco di poi, la memoria
+dell'amante tornava a lacerarle l'anima e ripiombarla nelle angosce
+del dubbio. Continuò a passeggiare finchè l'ombre della sera ebbero
+invase le arcate. La fanciulla nonpertanto, non volendo tornar alla
+sua camera isolata prima del ritorno d'Annetta, passeggiava tuttora
+per la galleria. Passando dinanzi all'appartamento dove avea una volta
+osato alzar il velo del quadro, le tornò in mente quell'orrido
+spettacolo, e sentendosi raccapricciare, sollecitossi, di andarsene
+dalla galleria mentre aveane ancor la forza. D'improvviso sentì rumor
+di passi dietro lei. Poteva essere Annetta, ma, voltando gli occhi con
+timore, scorse tra l'oscurità una gran figura che la seguiva, e poco
+dopo si trovò stretta tra le braccia d'una persona ed udì una voce
+bisbigliare all'orecchio. Quando si fu alquanto riavuta dalla
+sorpresa, domandò chi mai si facesse lecito di trattenerla così?
+
+«Son io,» rispose la voce; «non temete.»
+
+Emilia osservò la figura che parlava, ma la fioca luce della finestra
+gotica non le permise di distinguere chi fosse.
+
+«Chiunque voi siate,» diss'ella con voce tremula, «per amor di Dio,
+lasciatemi.
+
+--Vezzosa Emilia,» soggiunse colui, «perchè sequestrarvi così in
+questo luogo tetro, mentre giù dabbasso regna tanta allegria?
+Seguitemi nel salotto di cedro: voi ne formerete il migliore
+ornamento, e non vi spiacerà il cambio.»
+
+Emilia sdegnò rispondere, ma procurò di sciogliersi.
+
+«Promettetemi che verrete, ed io vi lascerò subito; ma accordatemene
+prima la ricompensa.
+
+--Chi siete voi?» domandò Emilia con isdegno e spavento, e cercando
+fuggire; «chi siete voi che avete la crudeltà d'insultarmi così?
+
+--Perchè chiamarmi crudele?» rispose colui. «Vorrei togliervi da
+questa orribile solitudine, e condurvi in una brillante società. Non
+mi conoscete?»
+
+Emilia si ricordò allora confusamente ch'era uno dei forestieri che
+circondavano Montoni la mattina in cui andò a trovarlo. «Vi ringrazio
+della buona intenzione,» replicò essa senza mostrar d'intenderlo, «ma
+tutto ciò che desidero per ora è che mi lasciate andare.
+
+--Vezzosa Emilia,» soggiunse egli, «abbandonate questo gusto per la
+solitudine. Seguitemi alla conversazione, e venite ad eclissare tutte
+le bellezze che la compongono; voi sola meritate l'amor mio.» E volle
+baciarle la mano; ma la forza dello sdegno le somministrò quella di
+sciogliersi, e fuggendo nella sua camera, ne chiuse l'uscio prima che
+vi giungesse colui, e si abbandonò spossata sur una sedia. Sentiva la
+di lui voce e i tentativi che faceva per aprire, senza aver la forza
+di chieder soccorso. Alfine si avvide che erasi allontanato, ma pensò
+alla porta della scala segreta, d'onde avrebbe potuto facilmente
+penetrare, e si occupò subito ad assicurarla alla meglio. Le pareva
+che Montoni eseguisse già i suoi progetti di vendetta, privandola
+della sua protezione, e si pentiva quasi di averlo temerariamente
+provocato. Credeva oramai impossibile di ritenere i suoi beni. Per
+conservare la vita e forse l'onore, fece il proponimento che, se fosse
+sfuggita agli orrori della prossima notte, farebbe la cessione la
+mattina seguente, purchè Montoni le permettesse di partire da Udolfo.
+
+Preso questo partito, si tranquillò: rimase così per qualche ora in
+assoluta oscurità; Annetta non giungeva, ed essa principiò a temere
+per lei; ma non osando arrischiarsi ad uscire, dovè restare
+nell'incertezza sul motivo di questa assenza. Si avvicinava spesso
+alla scala per ascoltare se saliva qualcuno, e non sentendo verun
+rumore, determinata però a vegliare tutta la notte, si gettò vestita
+sul tristo giaciglio e lo bagnò delle sue innocenti lacrime. Pensava
+alla perdita de' parenti, pensava a Valancourt lontano da lei. Li
+chiamava per nome, e la calma profonda, interrotta soltanto dai suoi
+lamenti, ne aumentava le tetre meditazioni.
+
+In tale stato, udì d'improvviso gli accordi di una musica lontana;
+ascoltò, e riconoscendo tosto l'istrumento già inteso a mezzanotte,
+andò ad aprire pian piano la finestra. Il suono pareva venir dalle
+stanze sottoposte. Poco dopo l'interessante melodia fu accompagnata da
+una voce, ma così espressiva, da non poter supporre che cantasse mali
+immaginari. Credette conoscere già quegli accenti si teneri e
+straordinari; ma rammentavasene appena come di cosa molto lontana.
+Quella musica le penetrò il cuore, nella sua angoscia attuale, come
+armonia celeste che consola e incoraggisce. Ma chi potrebbe descrivere
+la sua commozione allorchè udì cantare, col gusto e la semplicità del
+vero sentimento, un'arietta popolare del paese natio; una di quelle
+ariette imparate nell'infanzia, e tanto spesso fattele ripetere dal
+padre? A quel canto ben noto, fin allora non mai inteso fuori della
+sua cara patria, il cuore le si dilatò alla rimembranza del passato.
+Le vaghe e placide solitudini della Guascogna, la tenerezza e la bontà
+de' genitori, la semplicità e felicità de' primi anni, tutto
+affacciossele all'imaginazione, formando un quadro così grazioso,
+brillante e fortemente opposto alle scene, ai caratteri ed ai pericoli
+ond'era circondata attualmente, che il suo spirito non ebbe più forza
+di riandare il passato e non sentì più che il peso degli affanni.
+
+D'improvviso, la musica cambiò, e la fanciulla, attonita, riconobbe
+l'istessa aria già intesa alla sua peschiera. Allora le si presentò
+un'idea colla rapidità del lampo, e secolei una catena di speranze la
+elettrizzò; poteva appena respirare, e vacillava tra la speranza e il
+timore: pronunziò dolcemente il nome di Valancourt. Era possibile che
+il giovane fosse vicino a lei, e ricordandosi d'avergli udito dire più
+volte che la peschiera, ove aveva sentito quella canzone, e trovato i
+versi scritti per lei, era la sua passeggiata favorita anche prima che
+si conoscessero, fu persuasa che fosse la di lui voce.
+
+A misura che le sue riflessioni si consolidavano, la gioia, il timore
+e la tenerezza lottavano in lei: affacciossi alla finestra per
+ascoltar meglio quegli accenti, che valessero a confermare o
+distruggere la sua speranza, non avendo Valancourt mai cantato alla di
+lei presenza; la voce e l'istrumento tacquero di li a poco, ed essa
+ponderò un momento se doveva arrischiarsi a parlare. Non volendo, se
+era Valancourt, commettere l'imprudenza di nominarlo, e troppo
+interessata al tempo istesso per trascurar l'occasione di chiarirsi,
+gridò dalla finestra: «E' una canzone di Guascogna?» Inquieta,
+attenta, aspettò una risposta, ma indarno. Ripetè la domanda, ma non
+udì altro strepito tranne i fischi del vento traverso i merli delle
+mura. Cercò consolarsi persuadendosi che l'incognito si fosse
+allontanato prima ch'ella gli parlasse.
+
+Se Valancourt avesse sentita e riconosciuta la sua voce, avrebbe per
+certo risposto. Riflettè quindi che forse la prudenza l'aveva
+obbligato a tacere. «Se egli è nel castello,» diceva essa,
+«dev'esservi come prigioniero; per cui avrà temuto di rispondermi in
+tanta vicinanza delle sentinelle.»
+
+Perplessa, inquieta, rimase alla finestra sino all'alba, poi se ne
+tornò a letto, ma non potè chiuder occhio; la gioia, la, tenerezza, il
+dubbio, il timore occuparono tutte le ore del sonno, ore che non le
+parvero tanto lunghe come quella volta. Sperava veder tornare Annetta,
+e ricever da lei una certezza qualunque, che ponesse fine ai suoi
+tormenti attuali.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXI
+
+
+Annetta venne a trovarla di buon'ora.
+
+«Sono stata molto inquieta non vedendoti tornar più ieri sera,» le
+disse Emilia. «Che cosa ti è mai accaduto?
+
+--Ah! signorina, chi avrebbe mai osato ier sera traversare i lunghi
+corridoi della casa in mezzo a tutta quella gente ubbriaca?
+Immaginatevi che hanno gozzovigliato tutta notte insieme alle signore
+venute recentemente. Che baccano, Dio Signore!... che chiasso!...
+Lodovico, temendo per me, mi ha chiusa in camera con Caterina.
+
+--Oh che orrore!...» sclamò Emilia; «ma dimmi: sapresti tu, per caso,
+se vi sono prigionieri nel castello, e se son rinchiusi in queste
+vicinanze?
+
+--Io non era dabbasso, quando tornò la prima truppa dalla scorreria, e
+l'ultima non è ancora tornata: laonde ignoro se vi siano prigionieri;
+ma l'aspettano stasera o domani, ed allora saprò qualcosa di certo.»
+
+Emilia le domandò se i servi avessero parlato di prigionieri.
+
+«Ah! signorina,» disse Annetta ridendo, «ora mi accorgo che pensate al
+signor Valancourt. Voi lo credete sicuramente venuto colle truppe che
+si dicono arrivate di Francia per far la guerra in queste contrade.
+Credete che, incontratosi ne' nostri, sia stato fatto prigioniero. O
+Signore! come ne sarei contentissima se ciò fosse.
+
+--Ne saresti contenta?» disse Emilia con accento di doloroso
+rimprovero.
+
+--Sì, signorina, e perchè no? Non sareste voi contenta di rivedere il
+signor Valancourt? Non conosco un cavaliere più stimabile; ho proprio
+per lui una gran considerazione.
+
+--Ed in prova,» rispose Emilia, «tu desideri vederlo prigioniero.»
+
+--Non già di vederlo prigioniero, ma sarei lietissima di rivederlo.
+Anche l'altra notte me ne sognai... Ma a proposito, mi scordava di
+raccontarvi ciò che mi fu detto relativamente a quelle pretese dame,
+arrivate ad Udolfo. Una di esse è la signora Livona, che il padrone
+presentò a vostra zia a Venezia: adesso ella è la sua amante, ed
+allora, ardisco dirlo, era press'a poco la medesima cosa. Lodovico mi
+disse (ma per carità, signorina, non ne parlate) che sua eccellenza
+non l'aveva presentata se non per salvar le apparenze. Si cominciava
+già a mormorarne; ma quando videro che la padrona la riceveva in casa,
+tutte quelle dicerie si credettero calunnie. Le altre due sono le
+amanti de' signori Bertolini e Verrezzi. Il signor Montoni le ha
+invitate tutte, e ieri ha dato un magnifico pranzo: vi erano vini
+d'ogni sorta; le risa, i canti ed i brindisi echeggiavano. Quando
+furono briachi, si sparsero pel castello; fu allora che Lodovico
+m'impedì di venir qui. La è stata una vera indecenza! così poco tempo
+dopo la morte della povera padrona! che cosa avrebbe mai ella detto,
+se avesse potuto intendere quello schiamazzo?»
+
+Emilia volse la testa per nascondere l'emozione, e pregò Annetta di
+fare esatte ricerche a proposito dei prigionieri che potessero
+trovarsi nel castello, scongiurandola di usar prudenza, e non proferir
+mai nè il suo nome, nè quello di Valancourt.
+
+«Ora che ci penso, signorina,» disse Annetta, «credo che prigionieri
+ve ne siano. Ho sentito ieri in anticamera un soldato che parlava di
+riscatto: diceva che sua eccellenza facea benissimo a prender la
+gente, e ch'era quello il miglior bottino a motivo dei riscatti. Il
+suo camerata mormorava, dicendo ciò essere vantaggioso pel capitano,
+ma non pei soldati.--Noi altri, diceva quel brutto ceffo, non
+guadagniamo nulla nei riscatti.»
+
+Questa notizia accrebbe l'impazienza di Emilia, la quale mandò Annetta
+alla scoperta.
+
+La risoluzione presa dalla fanciulla di cedere ogni cosa a Montoni,
+soggiacque in quel momento a nuove riflessioni. La possibilità che
+Valancourt fosse vicino a lei, rianimò il suo coraggio, e risolse
+d'affrontare oltraggi e minacce, almeno fin quando potesse assicurarsi
+se il giovane fosse realmente nel castello. Stava appunto pensandovi,
+allorchè Montoni mandò a cercarla.
+
+Egli era solo. «Vi ho fatta chiamare,» le disse, «per sentire se vi
+decideste infine a smettere le vostre ridicole pretese sui beni di
+Linguadoca. Mi limiterò per ora a darvi un consiglio, benchè potessi
+imporre ordini. Se realmente siete stata in errore, se realmente avete
+creduto che quei beni vi appartenessero, non persistete almeno in
+questo errore che potrebbe diventarvi fatale. Non provocate la mia
+collera, e firmate questa carta.
+
+--Se non ho nessun diritto, signore,» rispose Emilia, «qual bisogno
+avete voi della mia rinuncia? Se i beni son vostri, potete possederli
+in tutta sicurezza senza mia intervenzione e senza il mio consenso.
+
+--Non argomenterò più,» disse Montoni vibrandole un'occhiata, che la
+fece tremare. «Avrei dovuto vedere che è inutile ragionare coi
+ragazzi. La memoria di quanto sofferse vostra zia in conseguenza della
+sua folle ostinazione, vi serva ormai di lezione... Firmate questa
+carta.»
+
+Emilia restò alquanto indecisa; fremette alla rimembranza e alle
+minacce che le si ponevano sott'occhio; ma l'immagine di Valancourt,
+che l'aveva animata per tanto tempo, ch'era forse vicino a lei, unita
+alla forte indignazione fino da' primi anni concepita per
+l'ingiustizia, le somministrò in quel momento un imprudente, ma nobile
+coraggio.
+
+«Firmate questa carta,» ripetè Montoni con maggiore impazienza.
+
+--No, mai,» rispose Emilia; «il vostro procedere mi proverebbe
+l'ingiustizia delle vostre pretese, s'io avessi ignorati i miei
+diritti.»
+
+Montoni impallidì dal furore; gli tremavano le labbra, ed i suoi occhi
+fiammeggianti fecero quasi pentire Emilia dell'ardita sua risposta.
+
+«Tremate della mia prossima vendetta,» sclamò egli, con un'orrenda
+bestemmia; «voi non avrete nè i beni di Linguadoca, nè quelli di
+Guascogna. Osaste mettere in dubbio i miei diritti; ora osate dubitare
+del mio potere. Ho pronto un gastigo cui non vi aspettate; esso è
+terribile. Stanotte, sì, stanotte istessa...
+
+--Stanotte!» ripetè una voce.
+
+Montoni restò interdetto e si volse, poi, sembrando raccogliersi,
+disse piano: «Avete veduto ultimamente un esempio terribile
+d'ostinazione e di follìa; ma parmi non sia bastato a spaventarvi.
+Potrei citarvene altri, e farvi tremare solo nel raccontarveli.»
+
+Fu interrotto da un gemito che pareva venire di sotto la stanza.
+Guardossi intorno: i di lui sguardi sfavillavano di rabbia e
+d'impazienza; un'ombra di timore parve nulladimeno alterarne la
+fisonomia. Emilia sedette vicino alla porta, perchè i diversi
+movimenti provati avevano, per così dire, annichilate le sue forze;
+Montoni fece una breve pausa, poi ripigliò con voce più bassa, ma più
+severa:
+
+«Vi ho detto che potrei citarvi altri esempi del mio potere e del mio
+carattere. Se voi lo concepiste, non ardireste sfidarlo. Potrei
+provarvi che allorquando ho preso una risoluzione... Ma parlo ad una
+bambina; ve lo ripeto, gli esempi terribili che potrei citarvi non vi
+servirebbero a nulla; e quand'anco il pentimento finisse la vostra
+opposizione, non mi placherebbe. Sarò vendicato; mi farò giustizia.»
+
+Un altro gemito succedè al discorso di Montoni.
+
+«Uscite,» diss'egli, senza parer di badare allo strano incidente.
+
+Fuori di stato d'implorar la sua pietà, Emilia alzossi per uscire, ma
+non potendo reggersi in piedi, e soccombendo al terrore, ricadde sulla
+sedia.
+
+«Toglietevi dalla mia presenza,» continuò Montoni; «questa finzione di
+timore convien male ad un'eroina che osò affrontare tutto il mio
+sdegno.
+
+--Non avete udito nulla, signore?» disse Emilia tremando.
+
+--Odo la mia voce soltanto,» rispose Montoni severamente.
+
+--Null'altro?» soggiunse la fanciulla, esprimendosi con difficoltà.
+«Ancora... non sentite nulla adesso?
+
+--Obbedite,» ripetè Montoni. «Io poi saprò scoprire l'autore di questi
+scherzi indecenti.»
+
+Emilia si alzò a stento, ed uscì. Montoni la seguì, ma invece di
+chiamare, come l'altra volta, i servi per far ricerche nel salotto,
+andò sulle mura.
+
+La fanciulla da una finestra del corridoio vide scendere dai monti un
+distaccamento delle truppe di Montoni. Non vi badò se non per
+riflettere agli infelici prigionieri che conducevano forse al
+castello. Giunta alfine in camera, si abbandonò sopra una sedia,
+oppressa da' nuovi affanni che peggioravano la di lei situazione. Non
+potea nè pentirsi, nè lodarsi della sua condotta: sol ricordavasi
+d'essere in potere d'un uomo il quale non conosceva altra regola se
+non la propria volontà. Fu scossa da tristi pensieri udendo un misto
+di voci e di nitriti nei cortili. Le si offerse un'improvvisa
+speranza di qualche fortunato cambiamento; ma, pensando alle truppe
+vedute dalla finestra, credè fossero le stesse, di cui Annetta le
+aveva detto che si aspettava il ritorno.
+
+Poco dopo udì molte voci nelle sale. Il rumore dei cavalli cessò, e fu
+seguito da perfetto silenzio. Emilia ascoltò attenta, cercando di
+conoscere i passi d'Annetta nel corridoio; tutto era quiete.
+D'improvviso, il castello parve immerso nella massima confusione. Era
+un camminare a precipizio, un andare e venire nelle sale, nelle
+gallerie e nei cortili, e discorsi veementi sul bastione. Corsa alla
+finestra, vide Montoni e gli altri officiali appoggiati al parapetto,
+od occupati ne' trinceramenti, mentre i soldati disponevano i cannoni.
+Il nuovo spettacolo la sbalordì.
+
+Finalmente giunse Annetta, ma non sapea nulla di Valancourt. «Mi danno
+ad intendere tutti,» diss'ella, «di non saper nulla dei prigionieri;
+ma qui ci sono di belle novità! La truppa è tornata ai galoppo, ed a
+rischio di restare schiacciati, e' facevano a gara per entrare sotto
+la vôlta. Hanno portato la notizia che un partito di nemici, com'ei
+dicono, tengon loro dietro per attaccare il castello. Cielo! che
+spavento!
+
+--Dio buono, vi ringrazio,» disse Emilia con fervore. «Ora mi resta
+qualche speranza.
+
+--Che dite mai, signorina? vorreste voi cadere nelle mani dei nemici?
+
+--Non possiamo star peggio di qui,» rispose Emilia.
+
+--Ascoltate, ascoltate, tutto il castello è sossopra. Si caricano i
+cannoni, si esaminano le porte e le mura, battono, picchiano, turano,
+vanno e vengono come se il nemico fosse sul punto di dare la scalata.
+Ma che cosa sarà di me, di voi, di Lodovico? Oh! se io sento sparare
+il cannone, morrò di paura. Se potessi trovare aperto il portone per
+mezzo minuto, farei presto a fuggirmene via di qua, nè mi rivedrebbero
+più.
+
+--Se lo potessi trovare aperto anch'io un solo istante, sarei salva.»
+E in brevi parole narrò alla cameriera la sostanza del suo colloquio
+con Montoni, quindi soggiunse: «Corri subito da Lodovico; digli ciò
+che ho da temere, e ciò che ho sofferto: pregalo di trovare un mezzo
+di fuggire senza dilazione, e di ciò mi fido intieramente nella sua
+prudenza. Se vuole incaricarsi della nostra liberazione, sarà ben
+ricompensato. Non posso parlargli io stessa: saremmo osservati e
+s'impedirebbe la nostra fuga. Ma fa presto, Annetta, e procura di
+agire con circospezione. Ti aspetterò qui.»
+
+La buona ragazza, la cui anima sensibile era stata penetrata da quel
+racconto, era allora tanto premurosa di obbedire, quanto la padroncina
+di adoprarla, ed uscì immediatamente.
+
+Riflettendo Emilia ai motivi dell'assalto inaspettato, ne concluse che
+Montoni avesse devastato il paese, e che gli abitanti venissero ad
+attaccarlo per vendicarsi.
+
+Montoni, senza essere precisamente, come Emilia lo supponeva, un capo
+di ladri, aveva impiegato le sue truppe a spedizioni audaci e atroci a
+un tempo. Non solo avevano esse spogliato all'occorrenza tutti i
+viaggiatori inermi, ma saccheggiate ben anco tutte le abitazioni
+situate in mezzo ai monti. In queste spedizioni, i capi non si
+facevano mai vedere: i soldati, in parte travestiti, erano presi
+talvolta per malandrini ordinari, altre volte per bande forastiere,
+che a quell'epoca innondavano l'Italia. Avevano dunque saccheggiate
+case, e portati via tesori immensi; ma avendo assalito un castello con
+ausiliari della loro specie, n'erano stati respinti, inseguiti dagli
+alleati degli avversari. Le truppe di Montoni si ritirarono
+precipitosamente verso Udolfo, ma furono incalzate così da vicino
+nelle gole, che giunte appena sulle alture circostanti al forte,
+videro il nemico nella valle, distante poco più d'una lega. Allora
+affrettarono il passo per avvertir Montoni di prepararsi alla difesa;
+ed era il loro repentino arrivo che aveva piombato il castello in
+tanta confusione.
+
+Mentre Emilia aspettava ansiosa il ritorno della fida ancella, vide
+dalla finestra un corpo di milizie scendere dalle alture. Annetta era
+uscita da poco; doveva eseguire una missione delicata e pericolosa,
+eppure era già tormentata dall'impazienza. Stava in orecchio, apriva
+la porta, e le movea incontro sino in fondo al corridoio. Finalmente
+udì camminare, e vide, non Annetta, ma il vecchio Carlo. Fu assalita
+da nuovi timori. Egli le disse che il padrone lo mandava per
+avvertirla di prepararsi a partire immediatamente, chè il castello
+stava per essere assediato, aggiungendo che si preparavano le mule,
+per condurla, sotto buona scorta, in luogo di sicurezza.
+
+«Di sicurezza!» sclamò Emilia senza riflettere. «Il signor Montoni ha
+dunque tanta considerazione per me?» Carlo non rispose. La fanciulla
+fu alternativamente combattuta da mille contrari affetti: sembravale
+impossibile che Montoni prendesse misure per la di lei sicurezza. Era
+tanto strano il farla uscire dal castello, ch'essa non attribuiva
+questa condotta se non al disegno di eseguir qualche nuovo progetto di
+vendetta, come ne l'avea minacciata; poco dopo rallegravasi all'idea
+di partire da que' tristi luoghi; ma poscia, pensando alla probabilità
+che Valancourt fosse ivi prigioniero, se ne accorava vivamente.
+
+Carlo le rammentò che non c'era tempo da perdere, il nemico essendo in
+vista. Emilia lo pregò di dirle in qual luogo dovessero condurla. Egli
+esitò, ma essa ripetè la domanda, ed allora rispose: «Credo che
+dobbiate andare in Toscana.»
+
+--In Toscana!» sclamò la fanciulla; «e perchè in quel paese?»
+
+Carlo disse di non saper altro, se non che sarebbe stata condotta sui
+confini toscani, in una casuccia alle falde degli Appennini, distante
+qualche giornata di cammino.
+
+Emilia lo congedò. Preparava tremante una piccola valigia, quando
+comparve Annetta.
+
+«Oh! signorina, non c'è più scampo; Lodovico assicura che il nuovo
+portinaio è ancor più vigilante di Bernardino. Il povero giovane è
+disperato per me, e dice che morirò di spavento alla prima cannonata.»
+
+Si mise a piangere, e sentendo che Emilia partiva, la pregò di
+condurla seco.
+
+«Ben volentieri,» rispose questa, «se il signor Montoni vi
+acconsente.»
+
+Annetta non le rispose, e corse a cercar il castellano, ch'era sulle
+mura circondato dagli uffiziali. Pregò, pianse e si strappò i capegli,
+ma tutto fu inutile, e Montoni la scacciò duramente con una ripulsa.
+
+Nella sua disperazione, tornò presso Emilia, la quale augurò male da
+quel rifiuto. Vennero tosto ad avvertirla di scendere nel gran
+cortile, ove le guide e le mule l'attendevano. Essa tentò indarno di
+consolare Annetta, che, struggendosi in pianto, ripeteva ognora, che
+non avrebbe più riveduta la sua cara padroncina. Questa pensava fra
+sè, che i suoi timori potevano esser pur troppo fondati, pure cercò di
+calmarla, e le disse addio con apparente tranquillità. Annetta
+l'accompagnò nel cortile, la vide montare su d'una mula, e partire
+colle guide, poi rientrò nella sua stanza per piangere liberamente.
+
+Emilia intanto, nell'uscire, osservava il castello, il quale non era
+più immerso in tetro silenzio, come quando eravi entrata; dappertutto
+era uno strepito d'armi, un affaccendarsi ai preparativi di difesa.
+Quando fu uscita dal portone, quando s'ebbe lasciato indietro quella
+formidabile saracinesca, que' tetri bastioni, sentì una gioia
+improvvisa, come di schiavo che ricuperi la sua libertà. Questo
+sentimento non le permetteva di riflettere ai nuovi pericoli che
+potevano minacciarla: i monti infestati da saccomani, un viaggio
+cominciato con guide, la cui sola fisonomia valeva ad incuterle
+spavento. Sulle prime però gioì, trovandosi fuori di quelle mura,
+dov'era entrata con sì tristi presagi. Rammentavasi di quali
+presentimenti superstiziosi fosse stata côlta allora, e sorrideva
+dell'impressione ricevutane dal suo cuore.
+
+Osservava con tai sentimenti le torri del castello, e pensando che lo
+straniero, cui credea ivi detenuto poteva essere Valancourt, la sua
+gioia fu di lieve durata. Riunì tutte le circostanze relative
+all'incognito, fin dalla notte in cui avevagli sentito cantare una
+canzone del suo paese. Se le era rammentate spesso, senza trarne
+alcuna convinzione, e credeva soltanto che Valancourt potesse esser
+prigioniero in Udolfo. Era probabile che, cammin facendo, raccogliesse
+da' suoi conduttori notizie più dettagliate; ma temendo d'interrogarli
+troppo presto, per paura che una diffidenza reciproca non li impedisse
+di spiegarsi in presenza l'uno dell'altro, aspettò l'occasione
+favorevole per intertenerli separatamente.
+
+Poco dopo, udirono in lontananza il suono di una tromba. Le due guide
+si fermarono guardando indietro. Il bosco foltissimo, ond'eran
+circondati, non lasciava veder nulla. Uno di essi salì sopra un poggio
+per osservare se il nemico si avanzasse, giacchè la tromba senza
+dubbio apparteneva alla sua vanguardia. Mentre l'altro intanto restava
+solo con Emilia, ella si arrischiò d'interrogarlo a proposito del
+supposto Valancourt. Ugo, tale era il nome di colui, rispose che il
+castello racchiudeva parecchi prigionieri, ma che non rammentandosene
+nè la figura, nè il tempo dell'arrivo, non poteva darle informazioni
+precise. Gli domandò quali prigionieri fossero stati fatti dall'epoca
+che indicò cioè da quando aveva intesa la musica per la prima volta.
+«Sono stato fuori colla truppa per tutta la settimana,» rispose Ugo,
+«e non so nulla di quel che è accaduto nel castello.»
+
+Bertrando, l'altra guida, tornò ad informar il compagno di quanto avea
+veduto, ed Emilia non domandò più nulla. I viaggiatori uscirono dal
+bosco, e scesero in una valle per una direzione contraria a quella che
+doveva prendere il nemico. Emilia vide intieramente il castello, e
+contemplò colle lacrime agli occhi quelle mura ov'era forse chiuso
+Valancourt. Cominciarono a sentire le cannonate; desse elettrizzavano
+Ugo, il quale ardeva d'impazienza di trovarsi a combattere,
+maledicendo Montoni che lo mandava così lontano. I sentimenti del suo
+compagno parevano molto diversi, e più adattati alla crudeltà, che ai
+piaceri della guerra.
+
+Emilia faceva frequenti interrogazioni sul luogo del suo destino; ma
+non potè saper altro, se non che andava in Toscana; e tutte le volte
+che ne parlava, parevale scoprire nella faccia di quei due uomini
+un'espressione di malizia e fierezza che la faceva tremare.
+
+Viaggiarono alcune ore in profonda solitudine; verso sera
+s'ingolfarono fra precipizi ombreggiati da cipressi, pini ed abeti;
+era un deserto così aspro e selvaggio, che se la malinconia avesse
+dovuto scegliersi un asilo, quello sarebbe stato il suo favorito
+soggiorno. Le guide decisero di riposar quivi. «La sera si avanza,»
+disse Ugo, «e andando più oltre saremmo esposti ad esser divorati dai
+lupi.» Questo fu un cattivo annunzio per Emilia, trovandosi ad ora
+così tarda in quei luoghi selvaggi, alla discrezione di coloro. Gli
+orribili sospetti concepiti sui disegni di Montoni se le presentarono
+con maggior forza; fece di tutto per impedir la sosta, e domandò con
+inquietudine quanto cammino restasse da fare.
+
+«Molte miglia ancora,» disse Bertrando; «se non volete mangiare, buona
+padrona, ma noi vogliamo cenare, chè ne abbiamo bisogno. Il sole è già
+tramontato: fermiamoci sotto questa rupe.» Il suo camerata acconsentì,
+fecero scendere Emilia dalla mula, e sedutisi tutti sull'erba, si
+misero a mangiare alcuni cibi tratti da una valigia.
+
+L'incertezza aveva talmente aumentata l'ansietà di Emilia a proposito
+del prigioniero, che non potendo discorrere col solo Bertrando, lo
+interrogò alla presenza di Ugo; indarno: ei disse non saperne nulla
+affatto. Ciarlando di varie cose, vennero a discorrere di Orsino e del
+motivo per cui era fuggito da Venezia. Qual non fu il raccapriccio
+d'Emilia allorchè Bertrando narrò la storia d'un altro assassinio
+fatto commettere per conto del cavaliere, ed in cui il bravo avea
+sostenuta una parte principale! A tale scoperta, mille terribili
+supposizioni l'assalsero: essa credeva restar vittima della cupidigia
+di Montoni, il quale avesse deciso di disfarsi di lei in silenzio, e
+per mezzo di quegli scherani, per appropriarsi in pace i di lei beni.
+
+Il sole era tramontato tra folte nubi, ed Emilia arrischiò tremando di
+rammentare alle guide che cominciava a farsi tardi, ma essi erano
+troppo occupati dei loro discorsi per badare a lei. Dopo aver finito
+di cenare, ripresero la strada della valle in silenzio. Emilia
+continuava a pensare alla propria situazione, ed alle ragioni che
+poteva aver Montoni per trattarla così. Era indubitato ch'egli aveva
+cattive mire su di lei. Se non la faceva perire per appropriarsi
+istantaneamente i di lei beni, non facevala nascondere per un certo
+tempo, se non per riservarla a progetti più tristi, degni della sua
+cupidigia, e meglio adatti alla sua vendetta. Rammentandosi
+dell'insulto fattole nella galleria, la sua orribile supposizione
+acquistò maggior forza. A qual fine però l'allontanava dal castello,
+ove probabilmente erano già stati commessi con segretezza tanti
+delitti?
+
+Il di lei spavento divenne allora sì eccessivo, che proruppe in
+dirotto pianto. Pensava nel tempo stesso al diletto padre, ed a ciò
+che avrebbe sofferto se avesse potuto prevedere le strane e penose di
+lei avventure. Con qual cura si sarebbe guardato dall'affidare la sua
+figlia orfana ad una donna tanto debole come la signora Montoni! La
+sua posizione attuale sembravale così romanzesca, che, rammentandosi
+la calma e serenità de' primi anni, si credeva quasi vittima di
+qualche sogno spaventoso, o di un'immaginazione delirante. La
+riservatezza impostale dalla presenza delle guide, cambiò il suo
+terrore in cupa disperazione. La prospettiva spaventevole di ciò che
+poteva accaderle in seguito la rendeva quasi indifferente ai pericoli
+che la circondavano. La notte era già tanto avanzata, che i
+viaggiatori vedevano appena la strada.
+
+Dopo molte ore di penoso cammino, interrotto ben anco da una violenta
+burrasca, si trovarono fuori di quei boschi. Ad Emilia parve d'esser
+rinata, riflettendo che se quei due uomini avessero avuto ordine
+d'ucciderla, l'avrebbero certo eseguito nell'orrido deserto dond'erano
+usciti, e dove mai se ne sarebbe potuto trovare la traccia. Rianimata
+da questa riflessione, e dalla tranquillità delle sue guide, discese
+tacendo per un sentiero fatto solo per gli armenti, contemplando con
+interesse la sottoposta valle coronata a levante e a settentrione
+dagli Appennini; a ponente ed a mezzogiorno, la vista si estendeva per
+le belle pianure della Toscana.
+
+«Il mare è là,» disse Bertrando, quasi avesse indovinato che Emilia
+esaminava quegli oggetti cui il chiaro di luna le permetteva di
+scorgere; «desso sta ad occidente, benchè non possiamo distinguerlo.»
+
+Emilia trovò subito una differenza di clima, molto più temperato di
+quello de' luoghi alpestri, poco prima attraversati. Il paese ora
+contrastava tanto colla grandezza spaventosa di quelli, ov'era stata
+confinata, e co' costumi di coloro che vi abitavano, che Emilia si
+credè trasportata nella sua cara valle di Guascogna. Stupiva come
+Montoni l'avesse mandata in quel delizioso paese, e non potea credere
+fosse stato scelto da lui per servir di teatro ad un delitto.
+
+La fanciulla si arrischiò a chiedere se il luogo di loro destinazione
+fosse ancora molto distante. Ugo le rispose che non n'erano lontani.
+«A quel bosco di castagni in fondo alla valle,» diss'egli, «vicino al
+ruscello, dove specchiasi la luna. Non vedo l'ora di riposarmi là con
+un fiasco di vino buono ed una fetta di prosciutto.» Emilia esultò
+udendo che il suo viaggio stava per finire. In pochi momenti giunsero
+all'ingresso del bosco. Videro da lontano un lume: avanzaronsi
+costeggiando il ruscello, ed arrivarono in breve ad una capanna.
+Bertrando battè forte. Un uomo si affacciò ad una finestrella, ed
+avendolo riconosciuto, scese immediatamente ad aprir la porta.
+L'abitazione era rustica, ma decente; costui ordinò alla moglie di
+portar qualche rinfresco ai viaggiatori, ed intanto parlò in disparte
+con Bertrando: Emilia l'osservò; era un contadino grande, ma non
+robusto, pallido, e di sguardi penetranti. Il di lui esteriore non
+annunziava un carattere capace d'ispirar fiducia, e non aveva modi che
+potessero conciliargli la benevolenza.
+
+Ugo s'impazientiva, chiedeva da cena, e prendeva anche un fare
+autorevole, che non sembrava ammettere replica. «Vi aspettava un'ora
+fa,» disse il contadino, «avendo già ricevuto una lettera del signor
+Montoni.
+
+--Fate presto, per carità, abbiamo fame; e sopratutto portate tanto
+vino.» Il contadino ammannì loro immediatamente lardo, vino, fichi,
+pane ed uva squisita. Dopo che Emilia si fu alquanto rifocillata, la
+moglie del contadino le indicò la sua camera. La fanciulla le fece
+alcune interrogazioni intorno a Montoni: Dorina, così chiamavasi la
+donna, rispose con molta riservatezza, pretendendo ignorare le
+intenzioni di sua eccellenza. Convinta allora che non avrebbe ricevuto
+alcuno schiarimento sul nuovo suo destino, la licenziò, e coricossi;
+ma le scene maravigliose accadute, tutte quelle che prevedeva, si
+presentarono a un tempo alla di lei inquieta immaginazione, e
+concorsero col sentimento della nuova situazione a privarla d'ogni
+sonno.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXII
+
+
+Quando, allo spuntar del giorno, Emilia aprì la finestra, restò
+sorpresa contemplando le bellezze che la circondavano. La casa era
+ombreggiata da castagni, misti a cipressi e larici. A settentrione e a
+levante gli Appennini, coperti di boschi, formavano un anfiteatro
+superbo e maestoso. Le loro falde verdeggiavano di vigne e di oliveti.
+Le ville elegantissime della nobiltà toscana, sparse qua e là sui
+colli, formavano una vista sorprendente. L'uva pendeva a festoni dai
+rami dei pioppi e dei gelsi. Prati immensi costeggiavano il ruscello
+che scendeva dalle montagne; a ponente ed a mezzogiorno, si scorgeva
+il mare a gran distanza. La casa era esposta a mezzogiorno, e
+circondata da fichi, gelsomini e viti dai rubicondi grappoli, che
+pendevano intorno alle finestre: il praticello innanzi alla casa era
+smaltato di fiori e d'erbe odorifere. Quel luogo era per Emilia un
+boschetto incantato, la cui vaghezza comunicò successivamente al di
+lei spirito la calma, che non aveva gustata da tanto tempo.
+
+Fu chiamata all'ora della colazione dalla figlia del contadino,
+fanciulla di fisonomia interessante, dell'età di circa diciassette
+anni. Emilia vide con piacere che parea animata dalle più pure
+affezioni della natura: tutti quelli che la circondavano, annunziavano
+più o meno cattive disposizioni: crudeltà, malizia, ferocia e
+doppiezza; quest'ultimo carattere distingueva specialmente la
+fisonomia di Dorina e di suo marito. Maddalena parlava poco, ma con
+voce soave ed un'aria modesta e compiacente che interessarono Emilia.
+Le donne fecero colazione in casa mentre Ugo, Bertrando ed il loro
+ospite mangiavano sul prato prosciutto e formaggio, inaffiati di vini
+toscani. Appena ebbero finito, Ugo andò in fretta a cercare la sua
+mula. Emilia seppe allora ch'egli doveva tornare ad Udolfo, mentre
+Bertrando sarebbe rimasto alla capanna.
+
+Quando Ugo fu partito, Emilia propose una passeggiata nel bosco; ma
+essendole stato detto che non poteva uscire se non in compagnia di
+Bertrando stimò meglio ritirarsi nella sua stanza.
+
+Preferendo la solitudine alla società di quello scellerato e de' suoi
+ospiti, Emilia pranzò in camera, e Maddalena ebbe il permesso di
+servirla. La di lei conversazione ingenua le fece conoscere che i
+contadini abitavano da molto tempo in quella casa, la quale era un
+regalo di Montoni in ricompensa d'un servizio resogli da Marco,
+stretto parente del vecchio Carlo. «Sono così tanti anni, signora,»
+disse Maddalena, «ch'io ne so pochissimo; ma sicuramente mio padre deve
+aver fatto del gran bene a sua eccellenza, perchè la mamma ha detto
+spessissimo, che questa casa era il menomo regalo che potesse fargli.»
+
+Emilia ascoltava con pena questo racconto, che dava un colore poco
+favorevole al carattere di Marco. Un servizio che Montoni ricompensava
+così, non poteva essere che delittuoso; e si convinceva sempre più di
+non essere stata mandata in quel luogo se non per un colpo disperato.
+
+«Sapete voi quanto tempo sarà,» disse Emilia, pensando all'epoca in
+cui la signora Laurentini era sparita dal castello, «sapete voi quanto
+tempo sia che vostro padre ha reso al signor Montoni il servizio di
+cui mi parlate?
+
+--Fu un po' prima che venisse ad abitare in questa casa; saranno circa
+diciotto anni.»
+
+Era l'epoca in cui si diceva presso a poco che fosse sparita la
+signora Laurentini. Venne in mente ad Emilia che Marco avesse potuto
+servir Montoni in quell'affare misterioso, secondando forse un
+omicidio. L'orribile pensiero la piombò in angosciose riflessioni.
+Restò sola fino a sera, vide tramontare il sole, ed al momento del
+crepuscolo le sue idee furono tutte occupate di Valancourt. Riunì le
+circostanze relative alla musica notturna, e tutto ciò che appoggiava
+le sue congetture sulla di lui prigionia nel castello, e si confermò
+nell'opinione di averne udita la voce. Stanca d'affannarsi, si gettò
+finalmente sul letto, e cedè al sonno. Un colpo battuto all'uscio non
+tardò a svegliarla. L'immagine di Bertrando con uno stile alla mano,
+si presentò alla di lei immaginazione alterata. Domandò chi fosse.
+«Son io, signorina, aprite, non abbiate timore, sono la Lena.
+
+--Che cosa vi adduce sì tardi?» disse Emilia facendola entrare.
+
+--Zitto, signora, per l'amor del cielo, non facciamo rumore. Se ci
+sentissero, non me la perdonerebbero. Mio padre, mia madre e Bertrando
+dormono,» soggiuns'ella chiudendo la porta. «Siccome voi non avete
+cenato, vi ho portato uva, fichi, pane ed un bicchier di vino.» Emilia
+la ringraziò, ma le fece conoscere che si esponeva al risentimento di
+Dorina, quando si fosse accorta della mancanza dei frutti.
+«Riprendeteli, Lena,» le disse, «io soffrirò meno a non mangiare, che
+se sapessi doveste domani esserne sgridata da vostra madre.
+
+--Oh! signora! non v'è pericolo,» soggiunse la Lena; «mia madre non
+può accorgersi di nulla, poichè è la mia parte di cena; mi fareste
+dispiacere ricusando.» Emilia fu talmente intenerita della generosità
+della buona fanciulla, che le vennero le lagrime agli occhi. «Non
+v'affliggete,» le disse la Lena; «mia madre è un po' viva, ma le passa
+presto. Non vi accorate dunque. Ella mi sgrida spesso, ma io ho
+imparato a soffrirla; e se mi riesce di scappare nel bosco, quando ha
+finito, mi scordo di tutto.»
+
+Emilia sorrise, malgrado le sue lagrime, disse a Lena che aveva un
+ottimo cuore, ed accettò il dono. Desiderava molto sapere se
+Bertrando, Dorina e Marco avessero parlato di Montoni e dei suoi
+ordini in presenza di Maddalena; ma non volle sedurre l'innocente
+fanciulla, facendole tradire i discorsi de' suoi genitori. Quando se
+ne andò, Emilia la pregò di venire a trovarla più spesso che poteva,
+senza però mancare ai doveri di figlia; Lena lo promise, ed augurolle
+la buona notte.
+
+Emilia per alcuni giorni non uscì mai di camera, e la Lena veniva a
+trovarla solo nel tempo de' pasti. La sua dolce fisonomia e le sue
+maniere interessanti consolavano la solitaria nostra eroina. In
+quest'intervallo il di lei spirito, non avendo ricevuta alcuna nuova
+scossa di dolore o di timore, potè giovarsi del divertimento della
+lettura. Ritrovò alcuni abbozzi, carta e matite, e si sentì disposta a
+ricrearsi disegnando qualche parte della magnifica prospettiva che
+aveva sott'occhio.
+
+La sera d'un dì che faceva gran caldo, Emilia volle provarsi a fare
+una passeggiata, benchè Bertrando dovesse accompagnarla. Prese la Lena
+ed uscì seguita dallo scherano, che la lasciò padrona di scegliere la
+strada. Il tempo era sereno e fresco: Emilia ammirava con entusiasmo
+quella bella contrada.
+
+Il sole all'occaso dorava ancora la cima degli alberi e le vette più
+alte. Emilia seguì il corso del ruscello lungo gli alberi che lo
+costeggiavano. Sulla riva opposta alcune bianche pecorelle spiccavano
+fra il verde. D'improvviso, udì un coro di voci. Si ferma, ascolta
+attenta, ma teme di farsi vedere. Fu la prima volta che riguardò
+Bertrando come il suo protettore; ei la seguiva davvicino discorrendo
+con un pastore. Rassicurata da questa certezza, si avanza dietro una
+collinetta; la musica cessò, e di lì a poco sentì una voce di donna
+che cantava sola. Emilia, raddoppiando il passo, girò dietro la
+collina, e vide un praticello coronato da alberi altissimi. Vi osservò
+due gruppi di contadini che stavano intorno ad una giovinetta, la
+quale cantava, tenendo in mano una ghirlanda di fiori.
+
+Finita la canzone, alcune pastorelle si avvicinarono ad Emilia ed alla
+Lena, le fecero sedere in mezzo a loro, e le presentarono uva e fichi.
+Quella placida scena campestre la commosse oltremodo, e quando tornò a
+casa, si sentì lo spirito più calmato.
+
+Dopo quella sera passeggiò spesso in compagnia della Lena, ma sempre
+colla scorta di Bertrando. La tranquillità in cui viveva, le faceva
+credere che non si avessero cattivi disegni su di lei; e senza l'idea
+probabile che Valancourt in quel momento fosse prigioniero nel
+castello, avrebbe preferito di restare colà fino all'epoca del suo
+ritorno in patria. Riflettendo però ai motivi che potevano aver deciso
+Montoni a farla passare in Toscana, la sua inquietudine non diminuiva,
+non essendo persuasa che il solo interesse della di lei sicurezza
+l'avesse deciso a condursi in questa guisa.
+
+Emilia passò qualche tempo nella capanna prima di ricordarsi che,
+nella precipitosa partenza, aveva lasciato ad Udolfo le carte della
+zia relative ai beni della Linguadoca. Ciò le fece pena, ma poi sperò
+che il nascondiglio sarebbe sfuggito alle ricerche di Montoni.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXIII
+
+
+Torniamo un momento a Venezia, dove il conte Morano geme sotto il peso
+di nuove sciagure. Appena giunto quivi, era stato arrestato per ordine
+del Senato, e messo in una segreta così rigorosa, che tutti gli sforzi
+degli amici non riuscirono a saperne notizia. Egli non avea potuto
+indovinare a qual nemico dovesse la sua prigionia, a meno che non
+fosse Montoni, sul quale appunto fissavansi i suoi sospetti.
+
+Essi erano non solo probabili, ma anche fondati. Nella faccenda della
+coppa avvelenata, Montoni avea sospettato Morano; ma, non potendo
+acquistar il grado di prova necessaria alla convinzione del delitto,
+ebbe ricorso ad altri modi di vendetta. Da una persona fidata fece
+gettare una lettera d'accusa nella _bocca del leone_, destinata a
+ricevere le denunzie segrete contro i cospiratori politici.
+
+Il conte erasi attirato il rancore de' principali senatori; i modi
+altieri, la smodata ambizione faceanlo odiar dagli altri; non dovea
+dunque aspettarsi alcuna pietà da parte de' suoi nemici.
+
+Montoni intanto faceva fronte ad altri pericoli. Il suo castello era
+assediato da gente risoluta a vincere. La forza della piazza resistè
+al violento attacco, la guarnigione si difese strenuamente e la
+mancanza di viveri costrinse gli assalitori a sgomberare. Quando
+Montoni si vide di nuovo pacifico possessore d'Udolfo, impaziente di
+aver ancora Emilia in mano, mandò a cercarla. Costretta a partire, la
+fanciulla, diè un tenero addio alla dolce Lena. Risalendo l'Appennino,
+fissò un luogo sguardo di rammarico sulla deliziosa contrada che
+abbandonava; ma il dolore che risentiva a dover tornare al teatro de'
+suoi patimenti, fu addolcito dalla probabile speranza di ritrovarvi
+Valancourt, benchè prigioniero.
+
+Giunti a sera inoltrata, e senza tristi incontri, presso al castello,
+poterono scorgere al chiaro di luna i danni patiti dalle mura durante
+l'assedio. Anche i boschi avean sofferto: alberi atterrati,
+schiantati, spogli di frondi, bruciati, indicavano i furori della
+guerra.
+
+Profondo silenzio era susseguito al tumulto delle armi. Alla porta, un
+soldato munito di lampada venne a riconoscere i viaggiatori, e li
+introdusse nel cortile. Emilia fu colta quasi da disperazione udendo
+rinchiudersi alle spalle quelle formidabili imposte che parevano
+separarla per sempre dal mondo.
+
+Traversato il secondo cortile, trovaronsi alla porta del vestibolo; il
+soldato augurò loro la buona notte e tornò al suo posto. Intanto
+Emilia pensava al modo di ritirarsi nella sua antica stanza senza
+esser veduta, per paura d'incontrare sì tardi o Montoni o qualcuno
+della sua compagnia. L'allegria che regnava nel castello era allora
+talmente clamorosa, che Ugo batteva alla porta senza poter farsi
+intendere dalla servitù. Questa circostanza aumentò i timori di
+Emilia, e le lasciò il tempo di riflettere. Avrebbe forse potuto
+giugnere allo scalone, ma non poteva andare alla sua camera senza
+lume. Bertrando aveva appena una torcia, ed ella sapeva benissimo che
+i servi accompagnavano col lume solo fino alla porta, perchè il
+lampione sospeso alla vôlta illuminava sufficentemente il vestibolo.
+
+Carlo aprì alfine la porta: Emilia lo pregò di mandar subito Annetta
+con un lume nella galleria grande dove andava ad aspettarla, e, salita
+la scala, sedette sull'ultimo gradino. Il buio della galleria la
+dissuase dall'entrarvi. Mentre stava attenta per sentire se venisse
+Annetta, sentì Montoni ed i suoi compagni, che, parlando
+tumultuosamente con gente ebbra, si dirigevano a passi barcollanti
+verso la scala. Obliando la paura, entrò colle braccia avanti nella
+galleria, sempre attenta alle voci che udiva dabbasso, e tra le quali
+distinse quelle di Bertolini e Verrezzi. Dalle poche parole che potè
+intendere, capì che si parlava di lei: ciascuno reclamava qualche
+antica promessa di Montoni. Dopo aver alcun poco altercato, sentì
+venir su gente, e si slanciò nella galleria colla rapidità del lampo.
+Percorse così alla ventura parecchi di que' vetusti anditi; finalmente
+riescì in uno d'essi in fondo al quale le parve vedere un filo di
+luce.
+
+Mentre dirigevasi colà, scorse venirle incontro Verrezzi barcollante.
+Per cansarlo, si gettò in una porta che trovò a sinistra, sperando di
+non essere stata veduta; poco dopo, socchiuse l'uscio per cercar
+d'andarsene, quando un lume spuntò in fondo a quel corridoio, e
+riconobbe Annetta; le corse incontro, e questa, vedendola, le si buttò
+al collo con un grido. Emilia potè farle comprendere il suo pericolo,
+e recaronsi ambedue nella camera di Annetta alquanto distante. Alcun
+timore però non valse a farla tacere. «Oh! mia cara padrona,» diceva
+essa camminando, «quanta paura ho avuto! Ah! ho creduto di morire
+mille volte, e non sapeva se sarei sopravvissuta al fragor dei cannoni
+per potervi rivedere. Non ho mai provato in vita mia un contento
+maggiore quanto adesso che vi ritrovo.
+
+--Zitto!» diceva Emilia; «siamo inseguite!»
+
+Ma era l'eco de' loro passi.
+
+«No,» disse Annetta, «hanno chiusa una porta.
+
+--Facciamo silenzio per carità, e non parliamo più, finchè non siamo
+giunte alla tua camera.» Vi arrivarono finalmente senza sinistri
+incontri. La cameriera aprì, e Emilia si mise a sedere sul letto per
+riposarsi alquanto. La sua prima domanda fa se Valancourt era
+prigioniero. Annetta le rispose non poter dirglielo con precisione,
+ma esser certa ch'eranvi molti prigionieri nel castello. Poscia
+cominciò a sua guisa a fare la descrizione dell'assedio, o piuttosto
+il dettaglio di tutte le paure sofferte durante l'attacco. «Ma,»
+soggiuns'ella, «quando intesi sulle mura i gridi di vittoria, credei
+che noi fossimo stati presi, e mi tenni perduta; in vece avevamo
+scacciati i nemici. Andai nella galleria settentrionale, e vidi un
+gran numero di fuggitivi sulle montagne. Del resto poi si può dire che
+i bastioni sono in rovina. Facea spavento il vedere nel bosco
+sottoposto tanti morti, ammucchiati l'un sopra l'altro!... Durante
+l'assedio, il signor Montoni correa qua, là, era da per tutto, a
+quanto mi disse Lodovico. Per me, egli non mi lasciava veder nulla. Mi
+chiudeva in una stanza nel centro del castello, mi portava da
+mangiare, e veniva a trovarmi più spesso che poteva. Debbo confessare
+che, senza Lodovico, sarei morta, sicuramente.
+
+--E come vanno le cose dopo l'assedio?
+
+--V'è un fracasso terribile,» rispose Annetta; «i signori non fanno
+altro che mangiare, bere e giuocare. Stanno a tavola tutta notte e
+giuocano tra loro le belle e ricche cose, che hanno preso quando
+andavano al saccheggio od a qualcosa di simile. Hanno alterchi
+vivissimi sulla perdita e sul guadagno; il signor Verrezzi perde
+sempre, a quanto si dice: Orsino guadagna, e sono sempre in lite.
+Tutte quelle belle signore sono ancora qui, e vi confesso che mi fanno
+ribrezzo quando le incontro.
+
+--Sicuramente,» disse Emilia sussultando, «odo rumore, ascolta.
+
+--Oibò! è il vento. Lo sento spesso quando soffia più forte del
+solito, e scuote le porte della galleria. Ma perchè non volete
+coricarvi? credo non vorrete restar così tutta notte.»
+
+Emilia si stese sul letto pregandola di lasciare il lume acceso.
+Annetta si coricò accanto a lei; ma la fanciulla non poteva dormire,
+e le pareva sempre d'intendere qualche rumore. Mentre Annetta cercava
+persuaderla ch'era il vento, udirono rumor di passi vicino all'uscio.
+La cameriera voleva scendere dal letto, ma Emilia la trattenne; si
+bussò leggermente, e si chiamò Annetta sottovoce.
+
+«Per l'amor del cielo, non rispondere,» disse Emilia, «sta quieta.
+Faremmo bene a spegnere il lume, che potrebbe tradirci.
+
+--Madonna!» sclamò la cameriera; «non resterei al buio adesso per
+tutto l'oro del mondo.» Mentre parlava fu ripetuto più forte il nome
+di Annetta. «Ah! è Lodovico,» gridò essa allora, e si alzava per aprir
+la porta; ma Emilia ne la impedì volendo prima assicurarsi se era
+solo. Annetta gli parlò qualche tempo, ed egli le disse che, avendola
+lasciata uscire per andare a trovar la padroncina, veniva a
+rinchiuderla di nuovo. Questa temendo di essere sorpresa se
+continuavano a parlare in quel modo, acconsentì a lasciarlo entrare.
+La fisonomia franca e buona del giovane rassicurò Emilia, la quale
+implorò il di lui soccorso, se Verrezzi lo avesse reso necessario.
+Lodovico promise di passar la notte in una camera attigua per
+difenderla da qualunque insulto, e, acceso un lume, se ne andò al suo
+posto.
+
+Emilia avrebbe desiderato riposare, ma troppi interessi occupavano la
+sua mente: si vedeva in un luogo divenuto soggiorno del vizio e della
+violenza, fuori della protezione delle leggi, in potere d'un uomo
+instancabile nella persecuzione e nella vendetta; e riconobbe che
+resistere più a lungo alla di lui prepotenza sarebbe stata follia.
+Abbandonò pertanto la speranza di vivere agiatamente con Valancourt, e
+decise di ceder tutto a Montoni la mattina seguente, purchè le
+permettesse di tornarsene tosto in Francia. Queste riflessioni la
+tennero svegliata tutta notte.
+
+Appena fu giorno, Emilia ebbe un lungo colloquio con Lodovico, il
+quale le raccontò varie circostanze relative al castello, e le diè
+alcune notizie sui progetti di Montoni, che accrebbero i suoi fondati
+timori. Gli dimostrò gran sorpresa perchè, sembrando così commosso
+dalla di lei trista situazione in quel castello non pensasse
+d'andarsene. Ei l'assicurò non essere sua intenzione di restarvi, ed
+allora essa rischiò a domandargli se volesse assecondare la sua fuga.
+Lodovico l'accertò ch'era dispostissimo a tentarla, ma le rappresentò
+tutte le difficoltà dell'impresa, giacchè la di lui perdita sarebbe
+stata certa, se Montoni li raggiungesse prima d'esser fuori de' monti.
+Promise nulladimeno di cercarne con premura l'occasione, e di
+occuparsi d'un piano di fuga. Emilia gli confidò allora il nome di
+Valancourt, pregandolo d'informarsi se fosse nel numero dei
+prigionieri. La debole speranza che le rinacque da questo colloquio,
+dissuase Emilia dal trattare immediatamente con Montoni; risolse,
+s'era possibile, di ritardare a parlargli fin quando avesse saputo
+qualcosa da Lodovico, e di non far la cessione se non quando le fosse
+riuscito impossibile ogni mezzo di fuggire. Mentre fantasticava così,
+Montoni rinvenuto dall'ubbriachezza, la mandò a chiamare; essa obbedì,
+e lo trovò solo, «Ho saputo,» diss'egli, «che non passaste la notte
+nella vostra camera; dove siete stata?» Emilia gli dettagliò le
+circostanze che ne l'aveano impedita, e le chiese la sua protezione
+per l'avvenire. «Voi conoscete i patti della mia protezione,»
+diss'egli; «se realmente ne fate caso, procurate di meritarvela.»
+
+Quella dichiarazione precisa, che non l'avrebbe protetta se non
+condizionatamente, durante la sua cattività nel castello, convinse
+Emilia della necessità di arrendersi; ma prima gli domandò se le
+avrebbe permesso di partire immediatamente dopo aver firmata la
+cessione; egli le ne fece solenne promessa, e le presentò la carta,
+colla quale essa gli trasferiva tutti i suoi diritti.
+
+Fu per qualche tempo incapace di firmare, avendo il cuore lacerato da
+opposti affetti; stava per rinunziare alla felicità della sua vita, e
+alla speranza che l'avea sostenuta in un sì lungo corso di avversità.
+
+Montoni le ripetè i patti della sua obbedienza, osservandole che tutti
+i momenti erano preziosi. Essa prese la penna e firmò la cessione.
+Appena ebbe finito, lo pregò di ordinare la sua partenza e di
+lasciarle condur seco Annetta. Montoni allora si mise a ridere. «Era
+necessario ingannarvi,» diss'egli; «era l'unico mezzo per farvi agire
+ragionevolmente: voi partirete ma non adesso. Bisogna prima ch'io
+prenda possesso di quei beni; quando ciò sarà fatto, potrete
+tornarvene in Francia.»
+
+La fredda scelleratezza colla quale ei violava il solenne impegno da
+lui preso, ridusse Emilia alla disperazione, conoscendo che il suo
+sacrifizio non le avrebbe giovato a nulla, e sarebbe rimasta
+prigioniera: non sapeva trovar parole per esprimere i suoi sentimenti,
+e capiva bene che ogni osservazione sarebbe stata infruttuosa; guardò
+Montoni con aria supplichevole, ma egli volse il capo, e la pregò di
+ritirarsi. Incapace di fare neppure un passo, ella si abbandonò sopra
+una sedia, sospirando affannosamente senza poter piangere, nè parlare.
+
+«Perchè abbandonarvi a questo inopportuno dolore?» le disse Montoni;
+«sforzatevi di sopportare coraggiosamente ciò che ora non potete
+evitare. Non avete da lagnarvi di verun affanno reale; abbiate
+pazienza, e sarete rimandata in Francia. Intanto tornate alla vostra
+stanza.
+
+--Non oso, signore,» rispose Emilia, «andare in un luogo ove può
+introdursi il signor Verrezzi.--Non vi ho io promesso di proteggervi?»
+disse Montoni.--Promesso!» ribattè Emilia titubando.--La mia promessa
+dunque non basta?» riprese egli severamente.--Rammentatevi della
+vostra prima promessa,» disse Emilia tremando, «e giudicherete voi
+stesso qual caso io debba fare delle altre.--Guardatevi dal farmi
+ritrattare le mie parole. Ritiratevi, voi non avete nulla da temere
+nel vostro appartamento.»
+
+Emilia ritirossi a passi lenti, e quando fu giunta nella sua camera,
+esaminò attentamente se vi fosse nascosto qualcuno, chiuse la porta, e
+si mise a sedere vicino alla finestra. La misera avrebbe forse perduta
+la ragione, se non avesse lottato fortemente contro il peso delle sue
+sciagure. Invano sforzavasi di credere che Montoni l'avrebbe realmente
+rimandata in Francia, tostochè si fosse assicurato de' suoi beni, e
+che intanto l'avrebbe guarentita dagl'insulti. La sua speranza
+principale però era riposta in Lodovico; nè dubitava del suo zelo,
+malgrado la poca fiducia di lui stesso nella progettata evasione.
+
+Questa trista giornata la trascorse come tante altre nella propria
+camera. Calò la notte, ed Emilia sarebbesi ritirata nella stanza di
+Annetta se un interesse più forte non l'avesse trattenuta: voleva
+attendere all'ora consueta il ritorno della musica, la quale, se non
+potea assicurarla positivamente della presenza di Valancourt nel
+castello, valea a confermarla nella sua idea e procurarle una
+consolazione sì necessaria nel suo attuale abbattimento.
+
+La notte era burrascosa: il vento soffiava veemente; le ore passarono:
+Emilia udì appostar le sentinelle. Di lì a poco, una fioca melodia
+traversò l'aere; riconobbe il suono di un liuto accompagnato da'
+queruli accenti d'un uomo. Essa ascoltava sperando e temendo; ritrovò
+la dolcezza armoniosa della voce e del liuto, che già conosceva.
+Convinta che la musica partiva da una delle stanze sottoposte, si
+sporse in fuori per iscoprire alcun lume, ma indarno. Chiamò anche
+sottovoce, ma il vento impedì senza dubbio di udirla; la musica
+continuava. D'improvviso, udì battere all'uscio della camera, ed
+avendo riconosciuto la voce di Annetta, le aprì, invitandola ad
+avvicinarsi pian piano alla finestra per ascoltare.
+
+«Gran Dio!» sclamò Annetta; «io conosco questa canzone: essa è
+francese, ed una delle ariette favorite del mio caro paese...
+È un nostro compatriota che canta e dev'essere il signor
+Valancourt.--Piano, Annetta,» disse Emilia, «non parlar sì forte;
+potremmo essere intese.--Da chi? dal cavaliere?--No, ma qualcuno
+potrebbe tradirci. Perchè credi tu sia Valancourt quello che canta? Ma
+zitto: la voce diventa più forte. La riconosci?--Signorina,» rispose
+Annetta, «io non ho mai udito cantare il cavaliere.» Ad Emilia
+spiacque assai che l'unico motivo di Annetta per credere ch'era
+Valancourt, fosse che il cantore era Francese. Poco dopo udì la
+romanza intesa alla peschiera, e il di lei nome fu ripetuto così
+spesso, che Annetta gridò ad alta voce: «Signor Valancourt! signor
+Valancourt!» Emilia tentò trattenerla, ma essa gridava sempre più
+forte; la musica cessò, e nessuno rispose. «Non importa, signora
+Emilia,» disse la ragazza; «è il cavaliere senz'altro, ed io voglio
+parlargli.--No, no, Annetta; voglio parlargli io stessa. Se è lui,
+riconoscerà la mia voce, e risponderà. Chi è,» gridò ella, «che canta
+così tardi?» Susseguì un lungo silenzio. Ripetè la domanda, ed intese
+fievoli accenti, i quali parevano venir sì da lontano, che non potè
+distinguer nessuna parola. Allora credè che l'incognito fosse
+Valancourt senz'altro, giacchè aveva risposto alla sua voce, e
+lusingandosi che l'avesse riconosciuta, si abbandonò a trasporti di
+gioia. Annetta intanto continuava a chiamare. Emilia, temendo allora
+di esser tradita nelle sue ricerche, la fece tacere, riservandosi ad
+interrogare Lodovico la mattina seguente.
+
+Stettero ambedue qualche tempo alla finestra, ma tutto rimase
+tranquillo. Emilia, giubilante, camminava a gran passi per la camera,
+chiamando sottovoce Valancourt, e tornava quindi alla finestra, dove
+non udiva altro che il mormorio del vento tra le frondi. Annetta
+mostravasi impaziente quanto lei; ma la prudenza le decise infine a
+chiudere la finestra, ed andarsene a letto.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXIV
+
+
+Passarono alcuni giorni nell'incertezza. Lodovico aveva potuto sapere
+solamente che c'era un prigioniero nel luogo indicato da Emilia, un
+Francese, stato preso in una scaramuccia. Nell'intervallo, Emilia
+sfuggì alle persecuzioni di Verrezzi e Bertolini, confinandosi nella
+sua camera. Talvolta passeggiava la sera nel corridoio. Montoni pareva
+rispettar l'ultima sua promessa, sebbene avesse violata la prima; ed
+ella non poteva attribuire il suo riposo che al favore della di lui
+protezione. Erane allora così persuasa, che non desiderava partire dal
+castello se non dopo aver ottenuto qualche certezza a proposito di
+Valancourt. L'aspettava adunque, senza che ciò le costasse verun
+sacrifizio, non essendosi presentata fin allora nessuna occasione
+propizia di fuggire.
+
+Finalmente, Lodovico venne ad avvertirla che sperava di vedere il
+prigioniero, dovendo questi avere per guardia la notte seguente un
+soldato di cui erasi fatto amico. La di lui speranza non fu vana,
+giacchè potè entrare nella prigione col pretesto di portargli acqua.
+La prudenza però gl'impose di non confidare alla sentinella il vero
+motivo di quella visita, che fu molto breve.
+
+Emilia stette impaziente ad aspettarne il risultato; infine vide
+ricomparire il giovano con Annetta. «Il prigioniero, signorina,»
+diss'egli, «non ha voluto confidarmi il suo nome. Quando pronunziai
+il vostro, si mostrò meno sorpreso di quel ch'io m'immaginassi.
+
+--Come sta egli? Dev'essere molto abbattuto dopo una sì lunga
+prigionia...--Oh no! mi parve che stesse bene, quantunque non glie
+l'abbia domandato.--Non vi ha consegnato nulla per me?» disse
+Emilia.--Mi ha dato questo, dicendo che vi avrebbe scritto se avesse
+avuto l'occorrente. Prendete.» E le consegnò una miniatura. Emilia
+riconobbe il suo proprio ritratto, lo stesso che aveva perduto sua
+madre in modo così singolare alla peschiera della valle. Pianse allora
+di gioia e tenerezza, e Lodovico continuò: «Mi ha scongiurato a
+procurargli un abboccamento con voi. Gli rappresentai quanto mi
+paresse difficile farvi acconsentire il suo custode; mi rispose ciò
+esser più facile che non immaginassi, e che se ne gli avessi portata
+la vostra risposta, si sarebbe spiegato meglio.--Quando potrete
+rivedere il cavaliere, ditegli che acconsento a vederlo.--Ma quando,
+signora, in qual luogo?--Ciò dipenderà dalle circostanze; desse
+fisseranno l'ora ed il luogo.»
+
+Il giovane le augurò la buona notte, e se ne andò.
+
+Passò una settimana prima che Lodovico potesse rientrare nella
+prigione. Nell'intervallo, comunicò ad Emilia rapporti spaventosi di
+quanto accadeva nel castello: il di lei nome era spesso pronunziato
+ne' discorsi di Bertolini e Verrezzi, e diveniva sempre soggetto di
+alterchi. Montoni aveva perduto al giuoco somme enormi con Verrezzi, e
+c'era tutta la probabilità che gliela destinasse in isposa per
+isdebitarsi, ad onta dell'opposizione di Bertolini. A tai notizie, la
+meschina scongiurava Lodovico a riveder tosto il prigioniero, ed a
+favorire la loro fuga.
+
+Finalmente Lodovico le disse d'aver riveduto il cavaliere, il quale
+avealo indotto a fidar nel carceriere, di cui aveva già esperimentata
+la condiscendenza, e che avevagli promesso di uscire per mezz'ora la
+notte seguente, quando Montoni ed i suoi compagni stessero
+gozzovigliando. «È una bella cosa per certo,» soggiunse il giovane;
+«ma Sebastiano sa bene che non corre alcun rischio, lasciando uscire
+il prigioniero, poichè se potrà scappare dalle porte di ferro sarà
+molto destro. Il cavaliere mi manda da voi, o signora, per supplicarvi
+in nome suo di permettergli che vi veda stanotte, quando pur fosse per
+un momento solo, non potendo più vivere sotto il medesimo tetto senza
+vedervi; circa all'ora, non può precisarla, giacchè dipende dalle
+circostanze, come voi diceste, e vi prega di scegliere il luogo che
+crederete il più sicuro.»
+
+Emilia era sì agitata dalla prossima speranza di rivedere Valancourt,
+che passarono alcuni minuti prima di poter rispondere. Finalmente, non
+seppe indicare un luogo più sicuro del corridoio. Fu dunque stabilito
+che il cavaliere sarebbe venuto quella notte nel corridoio, e che
+Lodovico avrebbe pensato a scegliere l'ora. Emilia, come può credersi,
+passò quest'intervallo in un tumulto di speranza, di gioia e d'ansiosa
+impazienza. Dopo il suo arrivo al castello non aveva mai osservato con
+tanto piacere il tramonto del sole. Contava le ore, e le parea che il
+tempo non passasse mai.
+
+Finalmente suonò mezzanotte. Aprì la porta del corridoio per ascoltare
+se vi fosse rumore nel castello, e udì solo l'eco delle risa smoderate
+che partivano dalla sala grande. S'immaginò che Montoni ed i suoi
+ospiti fossero a tavola. «Essi sono occupati per tutta la notte,» disse
+fra sè, «e Valancourt sarà presto qui.» Chiuse la porta, e passeggiò
+per la camera coll'agitazione dell'impazienza. Si affacciava alla
+finestra, lusingandosi di sentir suonare il liuto; ma tutto era
+silenzio, e la sua emozione cresceva. Annetta, che aveva fatto
+restare in sua compagnia, ciarlava secondo il solito; ma Emilia non
+intendeva sillaba de' suoi discorsi. Tornando alla finestra, sentì
+alfine la solita voce cantare accompagnata dal liuto. Non potè
+astenersi dal piangere per la tenerezza. Finita la romanza, Emilia la
+considerò come un segnale che le indicasse l'uscita di Valancourt.
+Poco dopo udì camminare nel corridoio, aprì la porta, corse incontro
+all'amante, e si trovò fra le braccia d'un uomo che non aveva mai
+veduto. La faccia ed il suono della voce dell'incognito la
+disingannarono sul momento, e svenne.
+
+Allorchè risensò, trovossi sostenuta da quest'uomo, il quale la
+considerava con viva espressione di tenerezza e d'inquietudine. Non
+ebbe la forza per interrogare, nè per rispondere: proruppe in dirotto
+pianto, e si sciolse dalle di lui braccia. L'incognito impallidì.
+Sorpreso, guardava Lodovico come per domandargli qualche schiarimento;
+ma Annetta gli spiegò il mistero che non intendeva neppur Lodovico.
+«Signore,» gridò ella singhiozzando, «voi non siete l'altro cavaliere.
+Noi aspettavamo il signor Valancourt, e non siete voi quello. Ah!
+Lodovico, come avete potuto ingannarci così? la mia povera padrona se
+ne risentirà per molto tempo.» L'incognito, il quale pareva
+agitatissimo, voleva parlare, ma gli spirarono le parole sul labbro, e
+battendosi colla mano la fronte, come preso da improvvisa
+disperazione, si ritirò dalla parte opposta del corridoio.
+
+Annetta si terse le lagrime, e disse a Lodovico: «Può darsi che
+l'altro cavaliere, cioè il signor Valancourt, sia tuttora dabbasso.»
+Emilia alzò la testa. «No,» replicò Lodovico, «il signor Valancourt
+non c'è stato mai, se questo cavaliere non è lui. Se aveste avuta la
+bontà di confidarmi il vostro nome, signore,» diss'egli all'incognito,
+«quest'equivoco non avrebbe avuto luogo.--È verissimo,» rispos'egli
+in cattivo italiano; «ma m'importava molto che Montoni lo ignorasse.
+Signora,» soggiunse quindi, volgendosi in francese a Emilia,
+«permettetemi due parole. Soffrite che spieghi a voi sola il mio nome
+e le circostanze che m'indussero nell'errore. Io sono vostro
+compatriotta, e ci troviamo ambidue in una terra straniera.»
+
+Emilia procurò di calmarsi, ed esitava ad accordargli la sua domanda;
+in fine, pregò Lodovico di andar ad aspettarla in fondo al corridoio,
+trattenne Annetta, e disse all'incognito che quella fanciulla
+intendendo pochissimo l'italiano, ei poteva favellarle in questa
+lingua. Si ritirarono in un angolo, e l'incognito le disse, dopo un
+lungo sospiro: «Signora, la mia famiglia non dev'esservi ignota. Io mi
+chiamo Dupont; i miei parenti vivevano a qualche distanza dal vostro
+castello della valle, ed io ebbi la fortuna d'incontrarvi qualche
+volta, visitando il vicinato. Non vi offenderò certo ripetendovi
+quanto sapeste interessarmi, quanto mi compiaceva di errare nei luoghi
+che voi frequentavate, quante volte ho visitato la vostra peschiera
+favorita, e quanto gemeva allora delle circostanze che m'impedivano di
+dichiararvi la mia passione! Non vi spiegherò come potei cedere alla
+tentazione, ed in qual modo divenni possessore d'un tesoro
+inestimabile per me, che affidai, pochi giorni sono, al vostro
+messaggero, con una speranza ben diversa da quella che or mi resta.
+Non mi estenderò di più. Lasciate ch'io implori il vostro perdono, e
+circa a quel ritratto che restituii così male a proposito, la vostra
+generosità ne scuserà il furto, e vorrà rendermelo. Il mio delitto
+stesso è divenuto il mio castigo; e quel ritratto che involai alimentò
+una passione che dev'essere sempre il mio tormento.»
+
+Emilia, interrompendolo, disse: «Lascio alla vostra coscienza, o
+signore, il decidere se, dopo tutto quant'è accaduto a proposito del
+signor Valancourt, io debba rendervi il ritratto. Non sarebbe
+un'azione generosa: dovete convenirne voi stesso, e mi permetterete di
+aggiungere che mi fareste un'ingiuria insistendo per ottenerlo. Mi
+trovo onorata della favorevole opinione che concepiste di me; ma...
+l'equivoco di questa sera mi dispensa dal dirvi di più.
+
+--Sì, signora, oimè! sì,» replicò Dupont; «accordatemi almeno di farvi
+conoscere il mio disinteresse, se non il mio amore. Accettate i
+servigi d'un amico, il quale, benchè prigioniero, giura di fare ogni
+tentativo per togliervi da quest'orribile soggiorno, e non mi negate
+la ricompensa d'aver tentato almeno di meritare la vostra gratitudine.
+
+--Voi la meritate già, signore,» disse Emilia, «ed il voto che
+esprimete merita tutti i miei ringraziamenti. Scusatemi se vi rammento
+il pericolo a cui siamo esposti, prolungando questo abboccamento. Sarà
+per me una gran consolazione, sia che i vostri tentativi vadano a
+vuoto, od abbiano un esito felice, di avere un generoso compatriotta
+disposto a proteggermi.»
+
+Dupont prese la mano di Emilia, che voleva ritirarla, e se l'appressò
+rispettosamente alle labbra.
+
+«Permettetemi,» le disse, «di sospirare vivamente per la vostra
+felicità, e lodarmi d'una passione che m'è impossibile di vincere.» In
+quel punto Emilia udì rumore nella sua camera, e voltandosi da quella
+parte, vide un uomo il quale, precipitandosi nel corridoio brandendo
+uno stile, gridò: «v'insegnerò io a vincere questa passione!» E corse
+incontro a Dupont ch'era inerme. Questi scansò il colpo, si gettò su
+colui, nel quale Emilia riconobbe Verrezzi e lo disarmò. Durante la
+lotta, Emilia e Annetta corsero a chiamar Lodovico, ma era sparito.
+Tornando indietro, il rumore della lotta le fece sovvenire del
+pericolo. Annetta andò a cercar Lodovico; la fanciulla s'affrettò dove
+Dupont e Verrezzi erano sempre alle prese, e li scongiurò a
+separarsi. Il primo finalmente gettò in terra l'avversario e ve lo
+lasciò sbalordito dalla caduta. Emilia lo pregò di fuggire, prima che
+comparisse Montoni, o qualcun altro: ei ricusò di lasciarla così senza
+difesa, e mentr'ella, più spaventata per lui che per sè medesima,
+raddoppiava le sue premurose istanze, udirono salire la scala segreta.
+
+«Siete perduto,» diss'ella; «è la gente di Montoni.» Dupont non
+rispose, e sostenendo Emilia, che stentava a reggersi, aspettò di piè
+fermo gli avversari. Poco dopo entrò Lodovico solo, e gettando
+un'occhiata dappertutto: «Seguitemi,» disse loro, «se vi è cara la
+vita; non abbiamo un momento da perdere.»
+
+Emilia domandò cosa fosse accaduto, e dove convenisse andare.
+
+«Non ho tempo di dirvelo,» rispose Lodovico. «Fuggite, fuggite.»
+
+Essa lo seguì all'istante, sostenuta da Dupont. Scesero la scala, e
+mentre traversavano un andito segreto, si ricordò di Annetta, e chiese
+dove fosse, «Ci aspetta,» le rispose Lodovico sottovoce. «Poco fa
+furono aperte le porte per un distaccamento che arriva, e temo che
+vengano chiuse nuovamente, prima che noi vi giungiamo.» Emilia tremava
+sempre più dopo aver saputo che la sua fuga dipendeva da un solo
+istante. Dupont le dava braccio, e procurava, camminando, di rianimare
+il suo coraggio.
+
+Lodovico aprì un'altra porta, dietro la quale trovarono Annetta, e
+scesero alcuni gradini. Il giovane disse che quel passaggio conduceva
+al secondo cortile, e comunicava col primo. A misura che si
+avanzavano, un tumulto confuso, che pareva venire dal secondo cortile,
+spaventò Emilia.
+
+«Non temete, signora,» disse Lodovico, «la nostra sola speranza è
+riposta in questo tumulto: mentre la gente del castello è occupata di
+quelli che giungono, potremo forse uscir dalle porte inosservati. Ma
+zitto,» soggiunse avvicinandosi ad una porticella che metteva sul
+primo cortile; «restate qui un momento: io vado a vedere se le porte
+sono aperte, e se c'è qualcuno per via. Vi prego, signore, di spegnere
+il lume se mi sentirete parlare,» aggiunse consegnando la lampada a
+Dupont, «ed in tal caso restate in silenzio.»
+
+Uscì, e chiuse la porta. «Noi saremo in breve fuori di queste mura,»
+disse Dupont a Emilia; «fatevi coraggio, e tutto andrà bene.»
+
+Poco dopo udirono Lodovico parlar forte, e distinsero anche un'altra
+voce. Dupont spense subito il lume. «Gran Dio! È troppo tardi,»
+esclamò Emilia; «che sarà di noi?» Ascoltarono attenti, e si accorsero
+che Lodovico parlava colla sentinella. Il cane di Emilia, che l'aveva
+seguita, cominciò a latrare. Dupont lo prese in braccio per farlo
+tacere, e sentirono che il giovane diceva alla sentinella: «Intanto
+farò io la guardia per voi.--Aspettiamo un momento,» replicò la
+sentinella, «e non avrete questo incomodo. I cavalli devono esser
+mandati alle stalle vicine, si chiuderanno le porte, e potrò
+assentarmi per un minuto--Oibò! Per me non è un incomodo, caro
+camerata,» disse Lodovico; «farete a me lo stesso servizio un'altra
+volta. Andate, andate ad assaggiare quel vino, altrimenti la truppa
+arrivata lo berrà tutto, e non ve ne rimarrà più.»
+
+Il soldato esitò, e chiamò nel secondo cortile, per sapere se i
+cavalli dovevano esser condotti fuori, e se potevano chiudersi le
+porte. Erano tutti troppo occupati per rispondergli, quand'anco
+l'avessero inteso.
+
+«Sì, sì,» disse Lodovico, «non son così gonzi, si dividono tutto fra
+loro. Se aspettate quando partono i cavalli, troverete il vino bevuto
+tutto. Io ne ebbi la mia parte, ma giacchè non ne volete, andrò io in
+vece vostra.
+
+--Alto là, camerata,» soggiunse la sentinella, «prendete il mio posto
+per pochi minuti, che torno subito.»
+
+E andossene correndo.
+
+Lodovico, vedendosi in libertà, si affrettò di aprire la porta
+dell'andito. Emilia soccombea quasi all'ansietà cagionatagli dal lungo
+colloquio. Egli disse loro che il cortile era libero: lo seguirono
+senza perder tempo, e menarono seco due cavalli che trovarono isolati.
+
+Usciti senza ostacolo dalle formidabili porte, corsero ai boschi.
+Emilia, Dupont e Annetta erano a piedi; Lodovico sopra un cavallo,
+conduceva l'altro. Giunti nella selva, le due fanciulle salirono in
+groppa coi loro protettori. Lodovico serviva di guida, e fuggirono
+tanto presto quanto lo permetteva una strada rovinata, ed il fioco
+chiaror di luna traverso gli alberi.
+
+Emilia era così stordita dall'inattesa partenza, che osava credere
+appena di essere sveglia: dubitava però molto che l'avventura potesse
+andar a finir bene, ed il dubbio era pur troppo ragionevole. Prima di
+uscire dal bosco udirono alte grida, e videro molti lumi nelle
+vicinanze del castello. Dupont spronò il cavallo, e con molta pena lo
+costrinse a correr più presto.
+
+«Povera bestia,» disse Lodovico, «dev'essere ben stanca, essendo stata
+fuori tutto il giorno. Ma signore, andiamo da questa parte, perchè i
+lumi vengono per di qua.» E spronati i cavalli, si misero a galoppare.
+Dopo una lunga corsa, guardarono indietro: i lumi erano tanto lontani,
+che a mala pena potevano distinguersi; le grida avean fatto luogo a
+profondo silenzio. I viaggiatori allora moderarono il passo, e tennero
+consiglio sulla direzione da prendere. Decisero di andare in Toscana
+per guadagnare il Mediterraneo, e cercar d'imbarcarsi prontamente per
+la Francia. Dupont aveva progettato di accompagnarvi Emilia, se
+avesse potuto sapere che il suo reggimento vi fosse tornato.
+
+Erano allora sulla strada già percorsa da Emilia con Ugo e Bertrando.
+Lodovico, il solo di essi che conoscesse i tortuosi sentieri di que'
+monti, assicurò che a poca distanza ne avrebbero trovato uno pel quale
+sarebbesi potuto scender facilmente in Toscana, e che alle falde degli
+Appennini c'era una piccola città, dove avrebbero potuto procacciarsi
+le cose necessarie pel viaggio.
+
+Emilia pensava a Valancourt ed alla Francia con gioia; ma intanto essa
+sola era l'oggetto delle riflessioni malinconiche di Dupont. L'affanno
+però ch'ei provava pel suo equivoco, veniva addolcito dal piacere di
+vederla, Annetta pensava alla lor fuga sorprendente, e al susurro che
+avrebber fatto Montoni ed i suoi. Tornata in patria, voleva sposare il
+suo liberatore per gratitudine e per inclinazione. Lodovico, per parte
+sua, si compiaceva di avere strappato Annetta ed Emilia al pericolo
+che le minacciava, lieto di fuggire egli stesso da quella gente che
+gli faceva orrore. Aveva resa la libertà a Dupont, e sperava di viver
+felice coll'oggetto del suo amore.
+
+Occupati dai loro pensieri, i viaggiatori restarono in silenzio per
+più di un'ora, meno qualche domanda che faceva tratto tratto Dupont
+sulla direzione della strada, o qualche esclamazione di Annetta sugli
+oggetti che il crepuscolo lasciava vedere imperfettamente. Infine
+scorsero lumi alle falde di un monte, e Lodovico non dubitò più non
+fosse la desiata città. Soddisfatti di questa certezza, i suoi
+compagni si abbandonarono di nuovo ai loro pensieri; Annetta fu quindi
+la prima a parlare.
+
+«Dio buono,» diss'ella, «dove troveremo noi denaro? So che nè la mia
+padrona, nè io non abbiamo un soldo. Il signor Montoni ci provvedeva
+egli!» L'osservazione produsse un esame che terminò in un imbarazzo
+seriissimo. Dupont era stato spogliato di quasi tutti i suoi denari
+allorchè cadde prigioniero; il resto l'aveva regalato alla sentinella,
+che avevagli permesso di uscire dal carcere. Lodovico, che da molto
+tempo non poteva ottenere il pagamento del suo salario, aveva appena
+di che supplire al primo rinfresco nella città in cui dovean giungere.
+
+La loro povertà li affliggeva tanto più, perchè poteva trattenerli in
+cammino, e, sebbene in una città, temevano sempre il potere di
+Montoni. I viaggiatori adunque non ebbero altro partito che quello di
+andare avanti a tentar la fortuna. Passarono per luoghi deserti;
+finalmente udirono da lontano i campanelli di un armento, e poco dopo
+il belato delle pecore, e riconobbero le tracce di qualche abitazione
+umana. I lumi veduti da Lodovico erano spariti da molto tempo,
+nascosti dagli alti monti. Rianimati da questa speranza, accelerarono
+il passo, e scopersero alfine una delle valli pastorali degli
+Appennini, fatta per dare l'idea della felice Arcadia. La sua
+freschezza e bella semplicità contrastavano maestosamente colle nevose
+montagne circostanti.
+
+L'alba faceva biancheggiare l'orizzonte. A poca distanza, e sul fianco
+di un colle, i viaggiatori distinsero la città che cercavano, e vi
+giunsero in breve. Con molta difficoltà poterono trovarvi un asilo
+momentaneo. Emilia domandò di non fermarsi più del tempo strettamente
+necessario per rinfrescare i cavalli; la di lei vista eccitava
+sorpresa, essendo senza cappello, ed avendo appena avuto il tempo di
+prendere un velo. Le rincresceva perciò la mancanza di denaro, che non
+permettevale di procacciarsi quest'articolo essenziale.
+
+Lodovico esaminò la sua borsa, e trovò che non bastava neppur a pagare
+il rinfresco. Dupont si arrischiò di confidarsi all'oste, che gli
+pareva umano ed onesto; gli narrò la loro posizione, pregandolo
+d'aiutarli a continuare il viaggio. Colui promise di far tutto il
+possibile, tanto più essendo essi prigionieri fuggiti dalle mani di
+Montoni, cui egli aveva ragioni personali per odiare: acconsentì a
+somministrar loro i cavalli freschi per partire immediatamente, ma non
+era ricco abbastanza per fornirli anche di denaro. Stavano
+lamentandosi, lorchè Lodovico, dopo aver condotto i cavalli in
+istalla, ritornò tutto allegro, e le mise tosto a parte della sua
+gioia: nel levare la sella ad un cavallo, vi avea trovata una borsa
+piena di monete d'oro, porzione senza dubbio del bottino fatto dai
+condottieri. Tornavano essi dal saccheggio allorchè Lodovico era
+fuggito, ed il cavallo essendo uscito dal secondo cortile, ove stava a
+bere il suo padrone, aveva portato via il tesoro, sul quale per certo
+contava quel birbante.
+
+Dupont trovò questa somma sufficientissima per ricondurli tutti in
+Francia, e risolse allora di accompagnarvi Emilia. Si fidava di
+Lodovico quanto poteva permetterglielo una conoscenza sì breve, eppure
+non reggeva all'idea di confidargli Emilia per un sì lungo viaggio.
+D'altronde, non aveva forse il coraggio di privarsi del pericoloso
+piacere di vederla.
+
+Tennero consiglio sulla direzione da prendere. Lodovico avendo
+assicurato che Livorno era il porto più vicino ed accreditato,
+decisero d'incamminarvisi.
+
+Emilia comprò un cappello e qualche altro piccolo oggetto
+indispensabile. I viaggiatori cambiarono i cavalli stanchi con altri
+migliori, e si rimisero lietamente in cammino al sorger del sole. Dopo
+qualche ora di viaggio attraverso un paese pittoresco, cominciarono a
+scendere nella valle dell'Arno. Emilia contemplò tutte le bellezze di
+quei luoghi pastorali e montuosi, unite al lusso delle ville dei
+nobili fiorentini, e alle ricchezze di una svariata coltura. Verso
+mezzogiorno scoprirono Firenze, le cui torri s'innalzavano superbe
+sullo splendido orizzonte.
+
+Il caldo era eccessivo, e la comitiva cercò riposo all'ombra.
+Fermatisi sotto alcuni alberi, i cui folti rami li difendevano dai
+raggi del sole, fecero una refezione frugale, contemplando il
+magnifico paese con entusiasmo.
+
+Emilia e Dupont ridiventarono a poco a poco taciturni e pensierosi,
+Annetta era giuliva, e non si stancava mai di ciarlare, Lodovico era
+molto allegro, senza obliare però i riguardi dovuti ai suoi compagni
+di viaggio. Finito il pasto, Dupont persuase Emilia a procurare di
+gustar un'ora di sonno, mentre Lodovico avrebbe vegliato. Le due
+fanciulle, stanche dal viaggio, si addormentarono.
+
+Quando Emilia svegliossi, trovò la sentinella addormentata al suo
+posto, e Dupont desto, ma immerso ne' suoi tristi pensieri. Il sole
+era ancora troppo alto per continuare il viaggio, e giustizia volea
+che Lodovico, stanco dalle tante fatiche, potesse finire in pace il
+suo sonno. Emilia profittò di questo momento onde sapere per qual caso
+Dupont fosse caduto prigioniero di Montoni. Lusingato dall'interesse
+che dimostravagli questa domanda, e dell'occasione che gli
+somministrava di parlare di sè medesimo, Dupont la soddisfece
+immediatamente.
+
+«Io venni in Italia, signora, al servizio del mio paese. Una mischia
+ne' monti colle bande di Montoni mise in rotta il mio distaccamento, e
+fui preso con alcuni altri. Quando seppi d'essere prigioniero di
+Montoni, questo nome mi colpì. Mi rammentai che vostra zia aveva
+sposato un Italiano di tal nome, e che voi li avevate seguiti in
+Italia. Non potei però sapere con certezza, se non molto dopo, che
+costui era quello stesso, e che voi abitavate sotto il medesimo tetto
+con me. Non vi stancherò dipingendovi la mia emozione allorchè seppi
+questa nuova, la quale mi fu data da una sentinella che potei sedurre
+fino al punto di accordarmi qualche ricreazione, una delle quali
+m'interessava assai, ed era pericolosissima per lui. Ma non fu
+possibile indurlo ad incaricarsi d'una lettera, e di farmi conoscere a
+voi. Temeva di essere scoperto, e provare tutta la vendetta di
+Montoni. Mi somministrò però l'occasione di vedervi parecchie volte.
+Ciò vi sorprende, ma vi spiegherò meglio. La mia salute soffriva molto
+per mancanza d'aria e d'esercizio, e potei finalmente ottenere, dalla
+pietà o dall'avarizia sua, di passeggiare la notte sul bastione.»
+Emilia divenne attenta, e Dupont continuò:
+
+«Accordandomi questo permesso, la mia guardia sapeva bene ch'io non
+poteva fuggire. Il castello era custodito con vigilanza, ed il
+bastione sorgea sopra una rupe perpendicolare. M'insegnò egualmente
+una porta nascosta nella parete della stanza, ov'io era detenuto, ed
+imparai ad aprirla. Questa porta metteva in un andito stretto
+praticato nella grossezza del muro, che girava per tutto il castello,
+e veniva a riuscire all'angolo del bastione orientale. Ho saputo in
+seguito che ve ne sono altri consimili nelle muraglie enormi di quel
+prodigioso edifizio, destinati senza dubbio a facilitare la fuga in
+tempo di guerra. Per tal mezzo adunque io andava la notte sul
+bastione, e vi passeggiava con cautela onde non essere scoperto. Le
+sentinelle erano molto lontane, perchè le alte mura da quella parte
+supplivano ai soldati. In una di queste passeggiate notturne, osservai
+un lume alla finestra d'una stanza superiore alla mia prigione: mi
+venne in idea che quella fosse la vostra camera, e, sperando di
+vedervi, mi fermai in faccia alla finestra.»
+
+Emilia, rammentandosi allora la figura veduta sul bastione, che
+l'aveva tenuta in tanta perplessità, esclamò: «Eravate dunque voi,
+signor Dupont, che mi cagionaste un terrore così ridicolo? La mia
+fantasia era tanto indebolita dai lunghi patimenti, che il più lieve
+incidente bastava a farmi tremare.»
+
+Dupont le manifestò il suo rammarico d'averla spaventata, poi
+soggiunse: «Appoggiato al parapetto in faccia alla vostra finestra, il
+pensiero della vostra situazione malinconica e della mia mi strappò
+alcuni gemiti involontari che vi attrassero alla finestra, almeno così
+supposi. Vidi una persona, e credetti foste voi. Non vi dirò nulla
+della mia emozione in quel momento. Voleva parlare ma la prudenza mi
+trattenne, e l'avanzarsi della sentinella mi obbligò a fuggire.
+
+«Passarono alcuni giorni prima ch'io potessi tentare una seconda
+passeggiata, poichè non poteva uscire se non quando era di guardia il
+milite da me guadagnato coi doni. Intanto mi persuasi della realtà
+delle mie congetture sulla situazione della vostra camera. Appena
+potei uscire, tornai sotto la vostra finestra, e vi vidi senza ardir
+di parlarvi. Vi salutai colla mano, e voi spariste. Obliando la mia
+prudenza, esalai un lungo sospiro. Voi tornaste e diceste qualcosa.
+Intesi la vostra voce, e stava per abbandonare ogni riguardo, quando
+udii venire una sentinella, e mi ritirai prontamente; ma quel soldato
+mi aveva veduto. Egli mi seguì, e mi avrebbe raggiunto, senza un
+ridicolo stratagemma che formò in quel momento la mia salvezza.
+Conoscendo la superstizione di quella gente, gettai un grido lugubre,
+sperando che avrebbe cessato d'inseguirmi, e fortunatamente riuscii.
+Quell'uomo pativa di mal caduco: il timore ch'io gl'incussi lo fece
+cadere a terra tramortito, ed io m'involai prontamente. Il sentimento
+del pericolo incorso, e che il raddoppiamento delle guardie, per
+questo motivo, rendeva maggiore, mi dissuase dal tornar a passeggiare
+sul bastione. Nel silenzio delle notti però mi divertiva con un
+vecchio liuto procuratomi dal mio custode, e talvolta cantava, ve lo
+confesso, sperando d'essere inteso da voi. Infatti poche sere fa,
+parvemi udire una voce che mi chiamasse, ma non volli rispondere per
+timore della sentinella. Ditemi, in grazia, signora, eravate voi?
+
+--Sì,» rispose Emilia, con un sospiro involontario, «avevate ragione.»
+
+Dupont, osservando la penosa sensazione che tal soggetto le cagionava,
+cambiò discorso.
+
+«In una delle mie gite nell'andito di cui vi ho parlato, intesi,»
+diss'egli, «un colloquio singolare che veniva da una stanza contigua
+al medesimo. Il muro era in quel luogo così sottile, che potei udire
+distintamente tutti i discorsi che si facevano. Montoni stava colà coi
+compagni. Egli cominciò il racconto dell'istoria straordinaria
+dell'antica padrona del castello. Descrisse circostanze strane; la sua
+coscienza però deve sapere fino a qual punto fossero credibili. Ma voi
+dovete conoscere, signorina, le notizie vaghe che si fanno circolare
+sul destino misterioso di quella dama.
+
+--Le conosco, signore,» diss'Emilia, «e mi accorgo che voi non ci
+credete.
+
+--Io ne dubitava,» replicò Dupont, «prima dell'epoca di cui vi parlo;
+ma il racconto di Montoni aggravò i miei sospetti, e restai quasi
+persuaso ch'ei fosse un assassino. Tremai per voi. Aveva udito
+pronunziare il vostro nome dai convitati in modo inquietante, e
+sapendo che gli uomini i più empi sogliono essere i più superstiziosi,
+mi decisi a spaventarli, per distoglierli dal nuovo delitto ch'io
+temeva. Ascoltai attentamente Montoni, e nel luogo più interessante
+del racconto, ripetei più volte le sue ultime parole.
+
+--Non avevate timore di essere scoperto?» chiese Emilia.
+
+--No,» rispose Dupont, «sapendo, che se Montoni avesse conosciuto il
+segreto dell'andito non mi avrebbe rinchiuso in quella stanza. La
+compagnia, per qualche momento, non badò alla mia voce, ma finalmente
+l'allarme fu sì grande, che fuggirono tutti. Montoni ordinò ai servi
+di fare attive ricerche, ed io tornai alla mia prigione.»
+
+Dupont ed Emilia continuarono a discorrere di Montoni, della Francia,
+e del piano del loro viaggio. Ella gli disse che aveva intenzione di
+ritirarsi in un convento della Linguadoca; pensava di scrivere a
+Quesnel, per informarlo della sua condotta, ed aspettare la scadenza
+dell'affitto del suo castello della valle, per andare a stabilirvisi.
+Dupont la persuase che i beni, dei quali Montoni aveva voluto
+spogliarla, non erano perduti per sempre, e si rallegrò che fosse
+fuggita dalle mani di quel barbaro, il quale senza dubbio l'avrebbe
+tenuta prigioniera per tutta la vita. La probabilità di rivendicare i
+beni della zia, non tanto per sè medesima quanto per Valancourt, le
+fecero provare un senso di gioia ond'era stata priva per molto tempo.
+
+Verso il declinar del sole, Dupont svegliò Lodovico per continuare il
+loro viaggio. Giunsero in Firenze a notte avanzata, ed avrebbero
+voluto rimanervi qualche giorno per rimirare le bellezze di quella
+famosa metropoli, ma l'impazienza di ritornare in patria li fece
+rinunziare a tal idea; ed il giorno seguente, di buonissim'ora,
+avviaronsi alla volta di Pisa, cui traversarono fermandosi appena il
+tempo necessario per rinfrescare i cavalli, e giunsero a Livorno verso
+la sera del giorno dipoi.
+
+La vista di quella florida città piena di persone di tante diverse
+nazioni, ed i loro svariati abbigliamenti, rammentarono ad Emilia le
+mascherate di Venezia in tempo del carnevale; ma non vi regnava il
+brio e l'allegria dei Veneziani, essendo tutta gente occupata nel
+commercio.
+
+Dupont corse al porto, e seppe che un bastimento doveva far vela in
+breve per Marsiglia, dove avrebbero potuto trovare facilmente un
+imbarco per traversare il golfo di Lione e giungere a Narbona. Il
+convento, nel quale Emilia voleva ritirarsi era situato a poca
+distanza da questa città. La fanciulla fu dunque lietissima nel
+sentire che il suo viaggio per la Francia non avrebbe sofferto verun
+ostacolo. Non temendo più d'essere inseguita, e sperando rivedere in
+breve la sua cara patria ed il paese abitato da Valancourt, si trovò
+talmente sollevata, che, dopo la morte di suo padre, non aveva passati
+mai momenti così tranquilli. Dupont fu informato a Livorno che il suo
+reggimento era tornato in Francia: questa notizia lo colmò di gioia,
+giacchè in caso diverso non avrebbe potuto accompagnarvi Emilia senza
+esporsi ai rimproveri, e fors'anco al castigo del suo colonnello.
+Seppe reprimere la sua passione fino al punto di non parlarne più alla
+fanciulla, obbligandola così a stimarlo ed a compiangerlo, se non
+poteva amarlo.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXV
+
+
+Torniamo ora in Linguadoca, ed occupiamoci del Conte di Villefort, lo
+stesso che aveva ereditato i beni del marchese di Villeroy, in
+vicinanza del monastero di Santa Chiara. Rammentiamoci che quel
+castello era disabitato, allorquando Emilia si trovò in quelle
+vicinanze con suo padre, e che Sant'Aubert parve assai commosso,
+allorchè seppe di trovarsi così vicino al castello di Blangy. Il buon
+Voisin aveva fatti discorsi molto allarmanti per la curiosità d'Emilia
+a proposito di quel luogo.
+
+Nel 1584, anno in cui Sant'Aubert morì, Francesco di Beauveau, conte
+di Villefort, prese possesso dell'immensa tenuta chiamata Blangy,
+situata in Linguadoca, sulle sponde del mare. Queste terre per
+parecchi secoli avevano appartenuto alla sua famiglia, e gli
+ritornavano per la morte del marchese di Villeroy suo parente, uomo di
+carattere austero e di maniere riservatissime. Questa circostanza,
+unita ai doveri della sua professione, che lo chiamavano spesso alla
+guerra, aveva impedita ogni specie d'intrinsichezza tra lui ed il
+conte di Villefort. Si conoscevano poco, ed il conte non seppe la sua
+morte se non quando ricevè il testamento che lo faceva padrone di
+Blangy. Non andò a visitare i suoi nuovi possessi se non un anno dopo,
+e vi passò tutto l'autunno. Si rammentava spesso Blangy co' vivi
+colori che presta l'immaginazione alla rimembranza dei diletti
+giovanili. Ne' suoi primi anni, aveva conosciuta la marchesa, e
+visitato quel soggiorno nell'età in cui i piaceri restano
+sensibilmente impressi. L'intervallo scorso in appresso fra il tumulto
+degli affari, che troppo spesso corrompono il cuore e guastano la
+fantasia, non aveva però mai cancellato dalla sua memoria i giorni
+felici passati in Linguadoca.
+
+Il defunto marchese aveva abbandonato il castello da molti anni, ed il
+suo vecchio agente l'aveva lasciato cadere in rovina. Il conte prese
+dunque il partito di passarvi l'autunno per farlo restaurare. Le
+preghiere e le lagrime ben anco della contessa, che sapeva piangere
+all'ocorrenza, non ebbero il potere di fargli cambiar risoluzione.
+Essa dovette dunque acconciarsi a permettere ciò che non poteva
+impedire, e a partir da Parigi. La sua bellezza la facea ammirare, ma
+il di lei spirito era poco adatto ad ispirare stima. L'ombra
+misteriosa dei boschi, la grandezza selvaggia dei monti, e la
+solitudine imponente delle sale gotiche, delle lunghe gallerie, non le
+offrivano che una trista prospettiva. Procurava di farsi coraggio
+pensando ai racconti statile fatti sulla bella vendemmia di
+Linguadoca, ma ivi non si conoscevano le contraddanze di Parigi, e le
+feste campestri dei contadini non potevano lusingare un cuore, dal
+quale il lusso e la vanità avean bandito da tanto tempo il gusto della
+semplicità e le buone inclinazioni.
+
+Il conte aveva due figli del primo letto, e volle che venissero con
+lui. Enrico, in età di venti anni, era già al servizio militare;
+Bianca, che non ne aveva ancora diciotto, era sempre nel convento,
+dove l'avean messa all'epoca delle seconde nozze del padre. La
+contessa non aveva talenti bastanti per dare una buona educazione alla
+figliastra, nè il coraggio per intraprenderla, e perciò aveva
+consigliato il marito ad allontanarla; temendo quindi che una bellezza
+nascente venisse ad eclissare la sua, aveva impiegato in seguito tutta
+l'arte per prolungare la reclusione della fanciulla. La notizia
+ch'essa usciva di monastero fu per lei di gran mortificazione, la
+quale però mitigossi considerando che, se Bianca usciva dal chiostro,
+l'oscurità della provincia avrebbe sepolte le sue grazie per qualche
+tempo.
+
+Il giorno della partenza, la carrozza del conte si fermò al convento.
+Il cuore della giovinetta palpitava di piacere alle idee di novità e
+libertà che le s'offrivano. A misura che si avvicinava l'epoca del
+viaggio, la sua impazienza crebbe al punto di contar perfino i minuti
+che le mancavano a finir quella notte. Appena spuntata l'alba, Bianca
+era balzata dal letto per salutare quel bel giorno, in cui sarebbe
+stata liberata dai vincoli del chiostro, per andar a godere la libertà
+in un mondo, ove il piacere sorride sempre, la bontà non si altera
+mai, e regna col piacere senza verun ostacolo. Quando intese suonare
+il campanello, corse al parlatorio, udì il rumore delle ruote e vide
+fermarsi nel cortile la carrozza di suo padre: ebbra di gioia, correva
+pei corridoi annunziando alle amiche la sua imminente partenza. Una
+monaca venne a cercarla per ordine della superiora, che scese alla
+porta onde ricevere la contessa, la quale parve a Bianca un angelo
+sceso per condurla al tempio della felicità. La contessa però, nel
+vederla, non fu animata dagl'istessi sentimenti. Bianca non era mai
+parsa tanto amabile, ed il sorriso dell'allegrezza dava a tutta la sua
+fisonomia la beltà dell'innocenza felice. Dopo un breve colloquio, la
+contessa si congedò: era il momento che Bianca attendeva con
+impazienza, come l'istante in cui stava per cominciare la sua
+felicità; ma non potè astenersi dal versar lacrime, abbracciando le
+sue compagne che piangevano egualmente nel dirle addio. La badessa,
+così grave, così imponente, la vide partire con un dispiacere, di cui
+non si sarebbe creduta capace un'ora prima. Bianca uscì dunque
+piangendo da quel soggiorno, ch'erasi immaginata di abbandonar
+ridendo.
+
+La presenza del padre, le distrazioni del viaggio assorbirono presto
+le sue idee, e dispersero quell'ombra di sensibilità. Poco attenta ai
+discorsi della contessa e di madamigella Bearn sua amica che
+l'accompagnava; ella perdeasi in soavi meditazioni; vedeva le nubi
+tacite solcar l'azzurro firmamento velando il sole, ed oscurando così
+tratti di paese con bella alternativa di ombre e di luce. Quel viaggio
+fu per Bianca un seguito di piaceri; la natura, ai suoi occhi, variava
+ogni momento, mostrandole le più belle ed incantevoli vedute.
+
+Verso la sera del settimo giorno, i viaggiatori scorsero in lontananza
+il castello di Blangy. La sua pittoresca situazione impressionò molto
+la fanciulla. A misura che si avvicinavano, ammirava la gotica
+struttura, le superbe torri, la porta immensa dell'antico edificio;
+essa credeva quasi d'avvicinarsi ad uno di que' castelli celebrati
+nell'istorie antiche, dove i cavalieri vedevano dai merli un campione
+col suo seguito, vestito di negra armatura, venire a strappar la dama
+de' suoi pensieri dall'oppressione d'un orgoglioso rivale. Essa aveva
+letto questa novella nella libreria del monastero, ripiena di cronache
+antiche.
+
+Le carrozze si fermarono ad una porta che metteva nel recinto del
+castello, e che allora era chiusa. La grossa campana che serviva ad
+annunziar gli stranieri era da lunga pezza caduta; un servo salì sur
+un muro rovinato, per avvertire l'agente dell'arrivo del padrone.
+Bianca, appoggiata allo sportello, considerava con emozione i luoghi
+circostanti. Il sole era tramontato, il crepuscolo avvolgeva i monti;
+il mare lontano ripercotea ancora all'orizzonte una striscia di luce.
+Udivasi il fragor monotono dell'onde che venivano a frangersi sul
+lido. Ciascuno della compagnia pensava ai diversi oggetti che più
+l'interessavano. La contessa sospirava i piaceri di Parigi, vedendo
+con pena ciò ch'ella chiamava orridi boschi e selvaggia solitudine;
+penetrata dall'unica idea di dover essere sequestrata in quell'antico
+castello, si doleva di tutto. I sentimenti d'Enrico erano eguali;
+pensava sospirando alle delizie della capitale e ad una vaghissima
+dama ch'egli amava; ma il paese, ed un genere di vita diverso, avevano
+per lui l'incantesimo della novità ed il suo rincrescimento era
+mitigato dalle ridenti illusioni della gioventù.
+
+Le porte s'apersero alfine; la carrozza penetrò lentamente tra folti
+castagni che impedivan la vista. Era il viale di cui già s'erano
+internati Sant'Aubert ed Emilia nella speranza di trovare un asilo
+vicino.
+
+«Che brutti luoghi!» sclamò la contessa; «certo, voi non contate,
+signore, restare tutto l'autunno in questa barbara solitudine.
+Bisognerebbe aver portata una bottiglia d'acqua di Lete, affinchè
+almeno la rimembranza d'un paese meno sgradevole non aumentasse la
+tristezza di questo.
+
+--Io mi regolerò secondo le circostanze,» rispose il conte; «questa
+barbara solitudine era l'abitazione de' miei antenati.»
+
+Il custode del castello insieme ai servi stati mandati
+anticipatamente da Parigi, ricevettero il padrone all'ingresso del
+portico. Bianca riconobbe che l'edifizio non era intieramente di stile
+gotico. La sala immensa in cui entrarono non era però di gusto
+moderno. Un finestrone lasciava vedere un piano inclinato di verzura,
+formato dalla cima degli alberi sul pendìo del colle, ove sorgea il
+castello. Si scorgevano al di là le onde del Mediterraneo perdersi, a
+mezzogiorno od a levante, nell'orizzonte.
+
+Bianca, nel traversar la sala, si fermò ad osservare un sì bel colpo
+d'occhio, ma ne fu presto riscossa dalla contessa la quale,
+malcontenta di tutto, impaziente di rifocillarsi e di riposare, si
+affrettò di giungere ad un salotto, adorno di mobili antichissimi, ma
+riccamente guarniti di velluto e di frange d'oro.
+
+Mentre la contessa aspettava qualche rinfresco, il conte, in compagnia
+d'Enrico, visitavano l'interno del castello. Bianca rimase testimone,
+suo malgrado, del cattivo umore e del malcontento della matrigna.
+
+«Quanto tempo passaste voi in questo tristo soggiorno?» chiese la
+contessa alla moglie del custode, quando venne ad offrirle il suo
+omaggio.
+
+--Saranno trent'anni, signora, al dì di san Lorenzo.
+
+--Come avete fatto a starvi così tanto e quasi sola? Mi fu detto però
+che il castello è rimasto chiuso per qualche tempo.
+
+--Sì, signora, qualche mese dopo che il defunto signor marchese mio
+padrone fu partito per la guerra; sono più di venti anni che mio
+marito ed io siamo al di lui servizio. Questa casa è così grande e
+deserta, che in capo a qualche tempo andammo ad abitare vicino al
+villaggio, e venivamo solo tratto tratto a visitare il castello.
+Allorchè il mio padrone finì le sue campagne, avendo preso in
+avversione questo soggiorno, non ci tornò più, e non volle che
+abbandonassimo la nostra dimora. Ma ohimè! Quanto è cambiato il
+castello da quell'epoca! La mia povera padrona vi abitava col massimo
+piacere, e mi ricorderò sempre di quel giorno che arrivò qui dopo
+essersi sposata! Com'era bella! Da allora il castello venne sempre
+negletto, ed io non passerò più giorni così felici.»
+
+La contessa parve quasi offesa dai discorsi ingenui di quella buona
+donna sui tempi passati, e Dorotea soggiunse: «Il castello però sarà
+nuovamente abitato; ma io non vi starei sola per tutto l'oro del
+mondo.»
+
+L'arrivo del conte fece cessare le ciarle della vecchia. Egli le disse
+che aveva visitato buona parte del castello, il quale aveva bisogno di
+molti risarcimenti prima di essere abitabile.
+
+«Me ne spiace,» disse la contessa.
+
+--E perchè, signora?
+
+--Perchè questo luogo corrisponderà male a tante premure.»
+
+Il conte non replicò, e voltossi bruscamente verso una finestra.
+
+La cameriera della contessa entrò; questa chiese di essere
+accompagnata nel suo appartamento, e si ritirò unitamente alla signora
+Bearn.
+
+Bianca, profittando della poca luce diurna che restava ancora, andò a
+far nuove scoperte. Dopo aver percorso vari appartamenti, si trovò in
+una vasta galleria adorna d'antichissimi quadri e di statue
+rappresentanti, a quanto le parve, i suoi antenati. Cominciava ad
+annottare, e si affacciò ad una finestra, ove contemplò con interesse
+la vista imponente di quei luoghi meravigliosi, udendo il sordo e
+lontano mormorio del mare, ed abbandonandosi così all'entusiasmo di
+quella scena affatto nuova per lei.
+
+--Ho io dunque vissuto tanto tempo in questo mondo, diceva fra sè
+medesima, senza aver veduto questo stupendo spettacolo, senza aver
+gustate queste delizie! La più umile villana dei beni di mio padre,
+avrà veduto fin dall'infanzia il bel colpo d'occhio della natura, e
+percorse liberamente queste posizioni pittoresche, ed io, nel fondo
+d'un chiostro, rimasi priva di queste meraviglie, che devono incantare
+la vista e rapire tutti i cuori! Com'è mai possibile che quelle povere
+monache, quei poveri frati possano provare un violento fervore, se non
+vedono nè sorgere, nè tramontare il sole? Io non ho mai conosciuto ciò
+ch'è veramente la devozione fino a stasera. Fino a questa sera io non
+aveva mai veduto il sole lasciare il nostro emisfero. Domani io lo
+vedrò sorgere per la prima volta. Com'è possibile di vivere a Parigi,
+non vedendo che case oscure e vie fangose, quando alla campagna si può
+vedere la vôlta azzurra del cielo e il verde smalto della terra?--
+
+Questo soliloquio venne interrotto da un lieve rumor di passi, ed
+avendo Bianca domandato chi fosse, udì rispondersi: «Son io, Dorotea,
+che vengo a chiudere le finestre.» Il tuono di voce però col quale
+pronunziò queste parole sorprese alquanto Bianca. «Mi sembrate
+spaventata;» le disse; «chi vi ha fatto paura?
+
+--No, no, non sono spaventata, signorina,» rispose Dorotea titubando.
+«Io son vecchia e poco ci vuole per turbarmi. Son lieta però che il
+signor conte sia venuto ad abitare in questo castello, il quale è
+stato deserto per tanti anni; ora somiglierà un poco al tempo in cui
+viveva la mia povera padrona.» Bianca le domandò da quanto tempo fosse
+morta la marchesa. «Ne è già passato tanto ch'io mi sono stancata di
+contar gli anni. Il castello da quell'epoca mi è sempre parso in
+lutto, e son certa che i vassalli l'hanno sempre in cuore. Ma voi vi
+siete smarrita, signorina. Volete tornare nell'altra parte della casa?»
+
+La fanciulla domandò da quanto tempo fosse fabbricato il quartiere in
+cui si ritrovavano. «Poco dopo il matrimonio del mio padrone,»
+rispose Dorotea. «Il castello era bastantemente grande senza questo
+accrescimento. Vi sono nell'antico edifizio molti appartamenti, di cui
+si è mai servito. È un'abitazione principesca; ma il mio padrone la
+trovava trista, come lo è infatti.» Bianca le disse di condurla nel
+quartiere abitato; Dorotea la fece passare per un cortile, aprì la
+gran sala, e vi trovò la signora Bearn. «Dove siete stata fino ad
+ora?» le disse questa. «Cominciava a credere che vi fosse accaduta
+qualche avventura sorprendente, e che il gigante di questo castello
+incantato, o lo spirito che vi comparisce, vi avessero gettata da un
+trabocchetto in qualche sotterraneo per non lasciarvi uscire mai più.
+
+--No,» rispose Bianca ridendo; «voi sembrate tanto amante delle
+avventure, che io ve le regalo tutte.
+
+--Ebbene! v'acconsento, purchè un giorno possa raccontarle.
+
+--Mia cara signora Bearn,» disse Enrico entrando nella sala, «gli
+spiriti odierni non sarebbero tanto scortesi per cercar di farvi
+tacere. I nostri spettri son troppo inciviliti per condannare una
+signora ad un purgatorio più crudele del loro, qualunque esso sia.»
+
+La Bearn si mise a ridere; entrò Villefort, e fu servita la cena. Il
+conte parlò pochissimo, parve astratto e fece spesso l'osservazione
+che dall'epoca in cui non l'aveva veduto, il castello era molto
+cambiato. «Sono scorsi molti anni,» diss'egli, «i siti sono i medesimi,
+ma mi fanno un'impressione ben diversa da quella ch'io provava altre
+volte.
+
+--Questo luogo vi è parso forse per l'addietro più piacevole che
+adesso?» disse Bianca; «mi pare impossibile.»
+
+Il conte la guardò con sorriso malinconico. «Era per l'addietro tanto
+delizioso a' miei occhi, quanto lo è ora ai vostri. Il paese non è
+cambiato, ma ho cambiato io col tempo. L'illusione del mio spirito
+godeva alla vista della natura; ora essa è perduta! Se nel corso della
+vostra vita, cara Bianca, voi tornerete in questi luoghi, dopo esserne
+stata assente per molti anni, vi rammenterete forse i sentimenti di
+vostro padre, ed allora li comprenderete.»
+
+Bianca tacque, afflitta da tali parole, e rivolse le sue idee
+all'epoca di cui parlava il conte. Considerando che chi le parlava
+allora probabilmente non esisterebbe più, chinò gli occhi, e
+sentendoli pregni di lagrime, prese la mano del padre, gli sorrise con
+tenerezza, e andò alla finestra per nascondere l'emozione.
+
+La stanchezza del viaggio obbligò la compagnia a separarsi di buon'
+ora. Bianca, traversando una lunga galleria, si ritirò nel suo
+appartamento, luogo spazioso, colle finestre alte, il cui aspetto
+lugubre non era acconcio ad indennizzare della posizione quasi isolata
+in cui si trovava. I mobili n'erano antichi, il letto di damasco
+turchino, guarnito di frange d'argento. Tutto era per la giovine
+Bianca oggetto di curiosità. Prese il lume della donna che
+l'accompagnava per esaminare le pitture del soffitto, e riconobbe un
+fatto dell'assedio di Troia. Si divertì un poco a rilevare le
+assurdità della composizione, ma quando riflettè che l'artista che
+l'aveva eseguita, ed il poeta d'onde aveva ricavato il soggetto non
+erano più che fredda cenere, fu colta dalla malinconia.
+
+Diede ordine di essere svegliata prima del sorger del sole, rimandò la
+cameriera e volendo dissipare quell'ombra di tristezza, aprì una
+finestra, e si rianimò alla vista della natura. La terra, l'aria ed il
+mare, tutto era tranquillo. Il cielo era sereno: qualche leggero
+vapore ondeggiava lentamente nelle più alte regioni, aumentando lo
+splendore delle stelle, che scintillavano come tanti soli. I pensieri
+di Bianca s'innalzarono involontariamente al grande Autore di quegli
+oggetti sublimi. Fece una preghiera più fervida di quelle non avesse
+mai fatto sotto le tristi vôlte del chiostro; poi a mezzanotte si
+coricò, e non ebbe che sogni felici. Dolce sonno, conosciuto soltanto
+dalla salute, dall'animo contento e dall'innocenza!
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXVI
+
+
+Bianca dormì assai più dell'ora indicata con tanta impazienza: la sua
+cameriera, stanca dal viaggio, la destò solo per l'ora della
+colazione. Questo dispiacere fu tosto dimenticato, quando, aprendo la
+finestra, vide da una parte l'ampio mare colorito dai raggi del
+mattino, le candide vele delle barche ed i remi che fendevano le onde;
+dall'altra, i boschi, la loro freschezza, le vaste pianure, e le
+azzurre montagne che tingevansi dello splendore del giorno.
+
+Respirando quell'aria pura, le sue guance si colorirono di porpora, e
+facendo la sua preghiera: «Chi ha mai potuto inventare i conventi?»
+diss'ella; «chi ha potuto pel primo persuadere ai mortali di
+recarvisi, e col pretesto della religione, allontanarli da tutti gli
+oggetti che l'ispirano? L'omaggio d'un cuore riconoscente è quello che
+ci chiede Iddio; e quando veggonsi le sue opere, non si è grati? Non
+ho mai sentita tanta divozione, in tutte le ore noiose, trascorse in
+convento, come nei pochi minuti che ho passati qui. Io guardo intorno
+e adoro Iddio dal fondo del cuore.»
+
+Sì dicendo si ritrasse dalla finestra, e traversando la galleria,
+entrò nella sala da pranzo, ove trovò il padre. Il fulgido sole aveva
+dissipato la sua tristezza; il riso ne sfiorava le labbra: parlò alla
+figlia con serenità, ed il cuore di lei corrispose a quella dolce
+disposizione. Comparvero poco dopo Enrico, la contessa e madamigella
+Bearn, e tutta la compagnia parve risentir l'influenza dell'ora e del
+luogo.
+
+Si separarono dopo colazione. Il conte si ritirò nel suo gabinetto
+coll'intendente. Enrico corse alla riva per esaminare un battello, di
+cui dovevano servirsi l'istessa sera, e vi fece adattare una piccola
+tenda. La contessa e madamigella Bearn andarono a vedere un
+appartamento moderno costruito con eleganza. Le finestre guardavano
+sopra un terrazzo in faccia al mare, evitando così la vista de'
+_selvaggi_ Pirenei.
+
+Bianca intanto si divertiva a vedere le parti dell'edifizio che non
+conosceva ancora. La più antica attirò tosto la di lei curiosità. Salì
+lo scalone, e traversando un'immensa galleria, entrò in una fila di
+stanze, dalle pareti ornate d'arazzi, o coperte di cedro intarsiato a
+colori; i mobili sembravano della medesima data del castello; gli ampi
+camini offrivano la fredda immagine dell'abbandono: tutte quelle
+stanze portavano tanto bene l'impronta della solitudine e della
+desolazione, che coloro, i cui ritratti vi erano appesi, ne parevano
+stati gli ultimi abitatori.
+
+Uscendo di là, si trovò in un'altra galleria, una delle cui estremità
+riusciva ad una scala, e l'altra ad una porta chiusa. Scesa la scala,
+si ritrovò in una stanzetta della torre di ponente. Tre finestre
+presentavano tre punti di vista diversi e sublimi: al nord la
+Linguadoca; a ponente i Pirenei, le cui cime coronavano il paese; al
+mezzogiorno, il Mediterraneo e parte della costa del Rossiglione. Uscì
+dalla torre, e scendendo per una scala strettissima, si ritrovò in un
+andito oscuro, ove si smarrì. Non potendo ritrovare il suo cammino, e
+l'impazienza facendo luogo al timore, gridò aiuto. Udì camminare
+all'estremità dell'andito e vide brillare un lume tenuto da una
+persona la quale aprì una porticina con cautela. Non osando
+inoltrarsi, Bianca l'osservava tacendo, ma allorchè vide che la porta
+si rinchiudeva, chiamò nuovamente, corse a quella volta, e riconobbe
+la vecchia Dorotea.
+
+«Ah! siete voi, cara padroncina?» diss'ella «come mai poteste venire
+in questo luogo?» Se Bianca fosse stata meno occupata dalla sua paura,
+avrebbe probabilmente osservato la forte espressione di terrore e
+sorpresa che alterava la fisonomia di Dorotea, la quale la fece
+passare per un numero infinito di stanze, che, parevano disabitate da
+un secolo. Giunte finalmente alla residenza della custode, Dorotea la
+pregò di sedere e rinfrescarsi. Bianca, accettando l'invito, parlò
+della bella torre scoperta, e mostrò il desiderio di appropriarsela.
+Sia che Dorotea fosse meno sensibile alle grandi bellezze della
+natura, o che l'abitudine glie le avesse reso meno interessanti, non
+incoraggì l'entusiasmo di Bianca, la quale, domandò ove conducesse la
+porta chiusa in fondo alla galleria. L'altra rispose che comunicava
+con una fila di stanze nelle quali nessuno era entrato da molti anni.
+
+«La nostra defunta padrona è morta colà, ed io non ho più avuto il
+coraggio di penetrarvi.»
+
+Bianca, curiosa di veder quel luogo, si astenne dal farne domanda a
+Dorotea, vedendole gli occhi molli di pianto: poco dopo andò ad
+abbigliarsi per il pranzo. Tutta la società si riunì di buon umore,
+tranne la contessa, il cui spirito, assolutamente vuoto, oppresso
+dall'ozio, non poteva nè renderla felice, nè contribuire all'altrui
+contentezza.
+
+L'allegria provata da Bianca nel riunirsi alla sua famiglia, si moderò
+allorquando fu sulla riva del mare, e guardò con paura quella gran
+distesa di acque. Da lontano l'avea osservata con entusiasmo; ma
+stentò a vincere il timore e seguire il padre in battello.
+
+Contemplava tacendo il vasto orizzonte, che circoscriveva solo la
+vista del mare, una sublime emozione lottava in lei contro il
+sentimento del pericolo. Un lieve zeffiro increspava la superficie
+dell'acque, sfiorando le vele ed agitando le frondi delle foreste che
+coronavano la costa per molte miglia.
+
+A qualche distanza esisteva in que' boschi un casino stato in altri
+tempi l'asilo dei piaceri, e per la sua posizione sempre interessante
+e pittoresco. Il conte vi aveva fatto portare il caffè ed i
+rinfreschi. I rematori si diressero a quella parte, costeggiando le
+sinuosità della riva, oltre il vasto selvoso promontorio e la
+circonferenza di una baia, mentre in un secondo battello alcuni
+suonatori facevano echeggiar i circostanti dirupi di belle melodie.
+Bianca non temeva più; una deliziosa tranquillità si era impossessata
+di lei, e la faceva tacere. Era troppo felice per rammentarsi il
+monastero, e la noia ivi provata per tanto tempo.
+
+Dopo un'ora di navigazione, presero terra e salirono per uno stretto
+sentiero sparso di fiorite zolle. A poca distanza, e sulla punta di
+un'eminenza, si vedova il casino ombreggiato dagli alberi. Benchè
+preparato in tutta fretta, esso era bastantemente decente. Mentre la
+compagnia prendeva i rinfreschi e mangiava le frutta, i musicanti
+interrompevano la quiete deliziosa di quel luogo isolato. Il casino
+giunse perfino ad interessar la contessa, la quale, forse pel piacere
+di parlare di cose appartenenti al lusso, si diffuse a lungo sulla
+necessità di abbellirlo.
+
+Dopo una passeggiata molto lunga, la famiglia tornò ad imbarcarsi. La
+bellezza della sera l'indusse a prolungare la gita ed avanzarsi nella
+baia. Una calma perfetta era succeduta al vento, che fin allora aveva
+spinto il battello, ed i marinai diedero mano ai remi. Bianca si
+compiaceva nel veder remare; osservava i cerchi concentrici formati
+nell'acqua dai colpi, ed il tremolìo che imprimevano nel quadro del
+paese senza sfigurarne l'armonia. Al disopra dell'oscurità del bosco
+distinse un gruppo di torricelle tuttavia illuminate dai raggi del
+sole, ed in un intervallo di silenzio della musica udì un coro di
+voci.
+
+«Che voci son queste?» disse il conte, ascoltando attentamente; ma il
+canto cessò,--È l'inno del vespro,» disse Bianca, «io l'ho inteso in
+convento.--Noi siamo dunque vicini ad un monastero?» disse il conte;
+ed il battello avendo spuntato un capo molto alto, videro il convento
+di Santa Chiara in fondo ad una piccola baia: il bosco che lo
+circondava, lasciava vedere parte dell'edificio, la porta maggiore, la
+finestra gotica dell'atrio, il chiostro ed un lato della cappella; un
+arco maestoso che univa anticamente la casa ad un'altra porzione degli
+edifizi, allora demolita, restava come una rovina venerabile staccata
+da tutto l'edifizio.
+
+Tutto era in profondo silenzio, e Bianca osservava con ammirazione
+quell'arco maestoso, il cui effetto cresceva colle masse di luce e
+d'ombra, che spandeva il tramonto coperto di nubi. In quella
+l'imponente inno de' vespri ricominciò, accompagnato dal grave suono
+dell'organo; poi il coro andò affievolendosi gradatamente, e si spense
+quindi affatto. Mentre erano tutti intenti ad ascoltare con religioso
+raccoglimento, videro uscire dal chiostro una processione di monache
+vestite di nero con un velo bianco in testa, passare pel bosco, e
+girare intorno al monastero. La contessa fu la prima a rompere il
+silenzio. «Quest'inno e queste religiose sono d'una tristezza che mi
+opprime,» diss'ella; «comincia a farsi tardi; ritorniamo al castello,
+e sarà già notte prima che noi vi siamo arrivati.» Il conte alzò gli
+occhi, e si accorse che una tempesta minacciosa anticipava l'oscurità.
+Gli uccelli marini s'aggiravano sull'onde, vi bagnavan le penne, e
+fuggivan verso qualche asilo lontano; i marinai facevan forza di remi,
+ma il tuono romoreggiante da lontano, e la pioggia, che già
+principiava a cadere, determinarono il conte a cercar ricovero nel
+monastero. Il battello cambiò direzione, ed a misura che la tempesta
+si avvicinava a ponente, l'aria diveniva più oscura, e i frequenti
+lampi infiammavano la sommità degli alberi ed i comignoli del
+convento. L'apparenza de' cieli allarmò la contessa e la Bearn, le cui
+strida ed i pianti inquietarono il conte ed i rematori. Bianca si
+teneva in silenzio, ora agitata dal timore, ora dall'ammirazione:
+osservava la grandezza delle nubi, il loro effetto sulla scena, ed
+ascoltava gli scrosci della folgore che scuotevano l'aere.
+
+Il battello si fermò in faccia al monastero. Il conte mandò un servo
+ad annunziare il suo arrivo alla superiora e chiederle asilo. Benchè
+l'ordine di Santa Chiara fosse fino da quell'epoca poco austero, le
+donne sole potevano essere ricevute nel santo recinto. Il servitore
+riportò una risposta che spirava al tempo stesso l'ospitalità e
+l'orgoglio, ma un orgoglio nascosto sotto il velo della sommissione.
+Sbarcarono, e traversato velocemente il prato a motivo della pioggia
+dirotta, furono ricevuti dalla superiora che prima stese la mano ed
+impartì la benedizione. Passarono in una sala, ove trovavansi alcune
+religiose tutte vestite di nero e velate di bianco. Il velo della
+badessa però era semialzato, e lasciava scorgere una dolce dignità
+temperata da cortese sorriso. Ella condusse la contessa, la Bearn e
+Bianca in un salotto, ed il conte con Enrico restarono nel parlatorio.
+
+La badessa domandò i rinfreschi, ed intanto discorse colla contessa.
+Bianca, avvicinandosi ad una finestra, potè considerare i progressi
+della burrasca; le onde del mare, che pochi momenti prima parevano
+ancora addormentate, si gonfiavano enormemente, infrangendosi senza
+interruzione contro la costa. Un colore sulfureo circondava le nubi,
+che si addensavano a ponente, mentre i lampi illumiminavano da lontano
+le rive della Linguadoca: tutto il resto era avvolto nelle tenebre.
+In qualche intervallo, un lampo dorava le ali d'un uccello marino che
+volava nelle più alte regioni, o si posava sulle vele d'una nave in
+balìa dei marosi. Bianca osservò per qualche tempo il pericolo di quel
+bastimento, sospirando sul destino dell'equipaggio e dei passaggeri.
+
+Infine, l'oscurità divenne completa. Il bastimento si distingueva
+appena, e Bianca fu costretta a chiuder la finestra per l'impeto del
+vento. La badessa, avendo esauriti colla contessa tutti i complimenti
+di civiltà, ebbe campo di rivolgersi a Bianca. La loro conversazione
+venne presto interrotta dal suono della campana che invitava le
+monache alla preghiera, giacchè la burrasca andava sempre crescendo. I
+servi del conte erano iti al castello per far venire le carrozze, le
+quali giunsero sul finir della preghiera. La tempesta essendo meno
+violenta, il conte tornò al castello colla sua famiglia. Bianca fu
+sorpresa di vedere quanto si fosse ingannata sulla distanza del
+monastero per le sinuosità della spiaggia.
+
+La contessa, appena arrivata, si ritirò nel suo appartamento. Il
+conte, Enrico e Bianca andarono nel salotto, ma appena vi furono
+giunti, udirono, un colpo di cannone. Il conte riconobbe il segnale
+d'un bastimento in pericolo che chiedeva soccorso; aprì una finestra,
+ma il mare avvolto nelle tenebre ed il fracasso della tempesta non
+lasciavan distinguer nulla. Bianca si ricordò della nave già veduta, e
+ne avvertì tremando suo padre. Di lì a poco udirono un'altra
+cannonata, e poterono scorgere al chiarore d'un lampo una barca
+agitata dai flutti spumosi, con una sola vela, e che, ora scomparendo
+nell'abbisso, ora sollevandosi sino alle nubi, cercava di guadagnar la
+costa. Bianca si attaccò al collo del padre con uno sguardo doloroso
+in cui si dipingevano lo spavento e la compassione. Non eravi bisogno
+di questo mezzo per intenerire il conte: egli guardava il mare con
+espressione di pietà, ma vedendo che i battelli non potrebbero
+resistere alla burrasca, proibì di arrischiarsi a perdita sicura, e
+fece portare molte torce accese sulle punte degli scogli, a mo' di
+faro.
+
+Enrico uscì per andar a dirigere i servi, e Bianca col padre restò
+alla finestra, di dove si scorgeva al lume dei baleni il misero
+bastimento. Ad ogni cannonata rispondevano i servi alzando ed agitando
+le torce, e al debole chiarore dei lampi Bianca credè vedere
+nuovamente la nave molto vicino alla riva. Allora si videro i
+domestici del conte correre da tutte le parti avanzarsi sulla punta
+degli scogli, chinarsi sporgendo le torce; altri, dei quali non si
+distingueva la direzione che al movimento dei lumi, scendevano per
+sentieri pericolosi fin sulla spiaggia, chiamando ad alte grida i
+marinai, di cui sentivano i fischi e le fioche voci, che per
+intervalli si confondevano col fracasso della burrasca. Quei gridi
+inaspettati che partivano dagli scogli, accrescevano il terrore di
+Bianca ad un grado insopportabile; ma il di lei tenero interesse fu in
+breve sollevato, quando Enrico arrivò, correndo, a dar la notizia che
+il bastimento aveva gettato l'àncora nel fondo della baia, ma in sì
+miserando stato, che sarebbesi forse sommerso prima che l'equipaggio
+fosse sbarcato. Il conte fece tosto partire tulle le barche,
+annunziando agli stranieri che li avrebbe ricevuti nel castello. Tra
+essi eranvi Emilia Sant'Aubert, Dupont, Lodovico ed Annetta, i quali
+imbarcatisi a Livorno, e giunti a Marsiglia, traversavano il golfo di
+Lione quando vennero assaliti dalla tempesta. Furono tutti ricevuti
+dal conte con grande affabilità. Emilia avrebbe voluto andare al
+convento di Santa Chiara quell'istessa sera, ma egli non volle
+permetterglielo.
+
+Il conte ritrovò in Dupont un'antica conoscenza, e si fecero i più
+cordiali complimenti. Emilia fu ricevuta colla più cortese ospitalità,
+e la cena fu servita.
+
+L'affabilità naturale di Bianca, e la gioia cui esprimeva per la
+salvezza dei forestieri, che aveva sì sinceramente compianti,
+rianimarono a poco a poco gli spiriti di Emilia. Dupont, sciolto dal
+timore provato per lei e per sè medesimo, sentiva la differenza della
+propria situazione. Uscendo da un mare procelloso, in procinto
+d'inghiottirli, si ritrovava in una bella casa, ove regnavano
+l'abbondanza ed il gusto, e nella quale riceveva cortesissima
+accoglienza.
+
+Annetta intanto raccontava alla servitù i pericoli sofferti,
+felicitandosi della propria salvezza e di quella di Lodovico. In una
+parola, risvegliò il brio e l'allegrezza in tutta quella gente.
+Lodovico era lieto come lei, ma sapeva contenersi, e procurava
+inutilmente di farla tacere. In fine, le risa smoderate furono intese
+persino dall'appartamento della contessa, che mandò a sentire cosa
+fosse quel chiasso, raccomandando il silenzio.
+
+Emilia si ritirò di buon'ora per cercare quel riposo, onde avea tanto
+bisogno; ma stette un pezzo senza poter dormire, perchè il di lei
+ritorno in patria le ridestava interessanti memorie. I casi occorsi, i
+patimenti sofferti dopo la sua partenza, le si affacciarono con forza,
+non cedendo che all'immagine di Valancourt. Sapere ch'essa abitava la
+medesima terra, dopo sì lunga separazione, era per lei una fonte di
+gioia. Passava quindi all'inquietudine e all'ansietà, quando
+considerava lo spazio del tempo scorso dall'ultima lettera ricevuta, e
+tutti gli avvenimenti che, in cotesto intervallo, avrebber potuto
+cospirare contro il suo riposo e la sua felicità; ma l'idea che
+Valancourt non esistesse più, o che, se viveva, l'avesse dimenticata,
+era sì terribile pel suo cuore, che non potè sopportarla. Risolse
+d'informarlo subito il giorno dopo del suo arrivo in Francia con una
+lettera. La speranza finalmente di sapere in breve ch'egli stava bene,
+ch'era poco lontano da lei, ed in ispecie che l'amava ancora, calmò la
+di lei agitazione: il suo spirito si racchetò, chiuse gli occhi, e
+addormentossi.
+
+
+
+
+CAPITOLO XXXVII
+
+
+Bianca aveva preso tanto interesse per Emilia, che quando seppe
+ch'essa voleva andar ad abitare il convento vicino, pregò il padre
+d'impegnarla a prolungare il suo soggiorno nel castello «Voi
+comprendete benissimo,» soggiunse, «quanto sarei contenta di avere una
+tal compagna. Ora non ho verun'amica, colla quale io possa leggere o
+passeggiare. La signora Bearn è amica soltanto della mamma.»
+
+Il conte sorrise di quell'ingenua semplicità, che faceva cedere la
+figlia alle prime impressioni. Si propose di dimostrargliene il
+pericolo a suo tempo; ma in quel punto applaudì, col suo silenzio, a
+quella cordialità che la portava a fidarsi istantaneamente d'una
+sconosciuta.
+
+Aveva osservato Emilia con attenzione, e gli era piaciuta, per quanto
+poteva comportarlo una sì breve conoscenza. Il modo con cui Dupont
+aveagli parlato di lei, l'aveva confermato nella sua idea; ma
+vigilantissimo sulle relazioni della figlia, e intendendo come Emilia
+fosse conosciuta al convento di Santa Chiara, risolse di recarsi a
+visitare l'abbadessa, e se le di lei informazioni avessero corrisposto
+ai suoi desiderii, voleva invitare Emilia a passar qualche giorno in
+casa sua. Aveva in vista, sotto questo rapporto, più il piacere della
+figlia, che il desiderio di far cosa grata all'orfana, ma nulladimeno
+prendeva per lei un sincero interesse.
+
+Il dì dopo, Emilia era troppo stanca, e non potè scendere cogli altri
+a far colazione. Dupont fu pregato dal conte, come antico conoscente,
+di prolungare il suo soggiorno nel castello. Egli vi acconsentì
+volentieri, tanto più che questa circostanza lo tratteneva presso
+Emilia. Non poteva in fondo al cuore alimentare la speranza ch'ella
+corrispondesse giammai alla sua passione ma non aveva coraggio di
+procurar di vincerla.
+
+Allorchè Emilia fu alquanto riposata, andò a passeggiare colla novella
+amica, e fu sensibilissima alle bellezze di quei punti di vista. Nel
+vedere il campanile del monastero, annunziò a Bianca esser quello il
+luogo in cui voleva andare a risiedere.
+
+«Ahi» rispose questa sorpresa; «io sono appena uscita di convento, e
+voi vi ci volete rinchiudere! Se sapeste quanto piacere io provo nel
+passeggiar qui con libertà, e nel vedere il cielo, i campi ed i boschi
+intorno a me, credo che abbandonereste quest'idea.» Emilia sorrise
+dell'eloquenza, colla quale ella si esprimeva, dicendole come non
+avesse l'intenzione di chiudersi in monastero per tutta la vita.
+
+Rientrando in casa, Bianca la condusse alla sua torre favorita, e
+nelle antiche stanze già da lei visitate. Emilia si divertì ad
+esaminare la distribuzione, a considerare il genere e la magnificenza
+dei mobili ed a paragonarli con quelli del castello di Udolfo,
+ch'erano però più antichi e straordinari. Considerò anche Dorotea che
+le accompagnava, e parea quasi tanto antica, quanto gli oggetti che la
+circondavano. Parve che la vecchia guardasse Emilia con interesse, ed
+anzi l'osservava con tanta attenzione, che appena intendeva quanto le
+dicevano.
+
+Emilia, affacciatasi ad una finestra, volse gli sguardi sulla
+campagna, e vide con sorpresa molti oggetti, di cui conservava ancora
+la memoria: i campi, i boschi ed il ruscello che aveva traversati con
+Voisin una sera, dopo la morte di Sant'Aubert, nel tornare dal
+convento alla casa di quel buon vecchio. Riconobbe Blangy essere il
+castello che aveva scansato allora, e sul quale Voisin aveva tenuto
+discorsi così strani.
+
+Sorpresa di tale scoperta, ed intimorita senza saperne il motivo,
+restò qualche tempo in silenzio, e rammentossi l'emozione di suo padre
+al trovarsi vicino a quella dimora. Anche la musica da lei sentita, e
+sulla quale Voisin le aveva fatto un racconto così ridicolo, le tornò
+allora in mente. Curiosa di saperne davvantaggio, domandò a Dorotea se
+si sentisse ancora musica a mezzanotte, e se ne conoscesse l'autore.
+
+«Sì, signorina,» rispose la vecchia, «si sente tuttavia quella musica,
+ma non se ne conosce l'autore, ed io credo che non si saprà mai. Avvi
+qualcuno che indovina cos'è.
+
+--Davvero!» sclamò Emilia; «e perchè non seguitano a far ricerche?
+
+--Ah! signorina, abbiamo cercato anche troppo; ma chi può seguire uno
+spirito?»
+
+Emilia sorrise, e rammentandosi quanto avesse recentemente sofferto
+per la superstizione, risolse di resistervi, benchè sentisse suo
+malgrado un certo timore mescolarsi alla curiosità. Bianca, che fin
+allora aveva ascoltato in silenzio, domandò cosa fosse questa musica,
+e da quanto tempo la si sentisse.
+
+«Sempre, dopo la morte della nostra padrona,» rispose Dorotea. «Ma ciò
+non c'entra con quel che voleva dirvi.
+
+--Diteci, ve ne prego, diteci tutto,» rispose Bianca. «Ho preso molto
+interesse a quel che mi hanno raccontato suor Concetta e suor Teresa
+in convento sulle apparizioni.
+
+--Voi non avete mai saputo, o signorina, per qual motivo fummo
+costretti di uscire dal castello per andar ad abitare in quella
+casuccia?» continuò Dorotea.
+
+--No, al certo,» rispose Bianca impaziente.
+
+--Nè la ragione, per la quale il signor marchese...» Qui titubò, e
+cambiò discorso; ma la curiosità di Bianca era destata; ella sollecitò
+la vecchia a continuar il suo racconto, ma non potè indurvela. Era
+dunque evidente ch'essa s'allarmava della sua imprudenza.
+
+«So bene,» disse Emilia sorridendo, «che tutte le case antiche sono
+frequentate dagli spiriti. Vengo da un teatro di prodigi, ma
+disgraziatamente, dopo che ne uscii, n'ebbi la spiegazione.»
+
+Bianca taceva, e Dorotea stava seria e sospirava. Emilia, rammentando
+lo spettacolo veduto in una camera di Udolfo, e, per una bizzarra
+relazione, le parole allarmanti lette accidentalmente in una delle
+carte bruciate per cieca obbedienza agli ordini paterni, fremeva al
+significato che sembrava avessero, quasi quanto all'orribile oggetto
+da lei scoperto sotto il velo funesto.
+
+Bianca intanto, non potendo indurre Dorotea a spiegarsi di più, la
+pregò, passando vicino alla porta chiusa, di farle vedere tutti gli
+appartamenti.
+
+«Cara signorina,» rispose la custode, «vi ho già dette le mie ragioni
+per non aprire quella stanza. Non vi sono più entrata dopo la morte
+della mia cara padrona: quella camera mi affliggerebbe troppo: per
+carità dispensatemene.
+
+--Sì, certo,» rispose Bianca, «se tal è il vostro vero motivo.
+
+--Pur troppo è l'unico,» disse la vecchia. «Noi l'amavamo tanto, ed io
+la piangerò sempre. Il tempo vola sì rapido! Sono molti anni ch'è
+morta, eppur mi ricordo, come se fosse oggi, di tutto quel che accadde
+allora. Molte cose nuove mi sfuggirono dalla memoria; ma le antiche le
+vedo come in uno specchio.» Poi, avanzandosi nella galleria, e
+guardando Emilia, soggiunse: «Questa signorina mi rammenta la signora
+marchesa: mi ricordo ch'era fresca come lei ed aveva il medesimo
+sorriso. Povera donna! Com'era allegra quando fece il suo ingresso
+qui!
+
+--Che! forse non lo fu anche in seguito?» disse Bianca.
+
+Dorotea scosse la testa. Emilia l'osservava, e sentivasi penetrata da
+vivo interesse. «Se ciò non vi affligge,» disse Bianca, «fateci la
+grazia di raccontare qualcosa della marchesa.
+
+--Signora,» rispose Dorotea, «se voi ne sapeste quanto me, le
+trovereste troppo penose, e ve ne pentireste. Vorrei cancellarne
+l'idea sulla mia memoria, ma è impossibile... Io vedo sempre la mia
+cara padrona al suo letto di morte, vedo i suoi sguardi e mi rammento
+i suoi discorsi. Dio! che scena terribile!
+
+--Che le accade dunque di sì terribile?
+
+--Ah! la morte non è dunque abbastanza terribile?»
+
+La vecchia non rispose ad alcuna delle interrogazioni di Bianca.
+Emilia, osservando che le spuntavano le lacrime, cessò d'importunarla,
+e procurò di attirare l'attenzione della sua giovine amica su qualche
+punto del giardino. Il conte, la contessa e Dupont vi stavano
+passeggiando, ed esse li raggiunsero.
+
+Quando il conte vide Emilia, le andò incontro, e la presentò alla
+contessa in un modo così gentile, che le rammentò l'affabilità del
+proprio genitore.
+
+Prima di aver finito i suoi ringraziamenti per l'ospitalità ricevuta,
+ed espresso il desiderio di recarsi tosto al convento, fu interrotta
+da un invito pressantissimo di prolungare il di lei soggiorno nel
+castello. Il conte e la contessa ne la pregarono con tanta sincerità,
+che malgrado il desiderio che aveva di rivedere le amiche del
+monastero, e sospirare nuovamente sulla tomba dell'amato padre,
+acconsentì di restare per qualche giorno. Scrisse intanto alla badessa
+per informarla del suo arrivo, e pregarla di riceverla nel convento
+come educanda. Scrisse parimente a Quesnel ed a Valancourt, e siccome
+non sapeva ove indirizzare precisamente quest'ultima lettera, la
+diresse in Guascogna al fratello del cavaliere.
+
+Verso sera, Bianca e Dupont accompagnarono Emilia alla casa di Voisin;
+nell'avvicinarsene, provò una specie di piacere misto ad amarezza. Il
+tempo aveva calmato il suo dolore, ma la perdita fatta non poteva
+cessare di esserle sensibile; si abbandonò con dolce tristezza alle
+memorie che le rammentava quel luogo. Voisin viveva ancora, e sembrava
+godere, come in passato, della placida sera di una vita senza rimorso.
+Era seduto innanzi alla porta della sua casa, compiacendosi della
+vista dei nipotini, che scherzavano intorno a lui, e di cui ora il suo
+riso, ora le sue parole eccitavano l'emulazione. Riconobbe subito
+Emilia, e mostrò gran gioia nel rivederla, annunciandole che, dopo la
+sua partenza, la di lui famiglia non aveva sofferto affanni o perdite
+funeste.
+
+Emilia non ebbe coraggio di entrare nella camera ov'era morto
+Sant'Aubert, e dopo un'ora di conversazione, tornò al castello.
+
+Nei primi giorni che soggiornò a Blangy, osservò con pena la
+malinconia profonda, che assorbiva troppo spesso Dupont. Emilia
+compiangeva l'acciecamento che lo tratteneva vicino a lei, e risolse
+di ritirarsi al convento appena potesse farlo. L'abbattimento
+dell'amico non tardò ad inquietare il conte, e Dupont gli confidò
+finalmente il segreto del suo amore senza speranza. Villefort si
+limitò a compiangerlo, ma decise fra sè di non trascurare veruna
+occasione per favorirlo. Allorchè conobbe la pericolosa situazione di
+Dupont, si oppose debolmente al desiderio da lui esternato di partire
+da Blangy l'indomani; gli fece però promettere di venire a passarvi
+qualche tempo, quando il suo cuore fosse stato più tranquillo. Emilia,
+che pur non potendo incoraggiare il suo amore, ne stimava le buone
+qualità, ed era gratissima ai di lui servigi, provò grand'emozione
+quando lo vide partire per la Guascogna. Si separò da lei con tal
+espressione di dolore, che il conte s'interessò vie più per l'amico.
+
+Pochi giorni dopo, anche Emilia partì dal castello, avendo però dovuto
+promettere al conte ed alla contessa di venire spesso a trovarli. La
+badessa la ricevè colla materna bontà di cui le aveva già data prova,
+e le monache con nuovi segni d'amicizia. Quel convento, a lei sì noto,
+risvegliò le sue tristi idee; ringraziava il Supremo Motore di averla
+fatta sfuggire a tanti pericoli, sentiva il prezzo dei beni che le
+restavano, e sebbene bagnasse sovente la tomba di suo padre delle sue
+lacrime, non sentiva più però la medesima amarezza.
+
+Qualche tempo dopo il suo arrivo nel monastero, Emilia ricevè una
+lettera dello zio Quesnel in risposta alla sua, e alle domande su'
+suoi beni, che egli aveva preteso amministrare nella di lei assenza.
+Erasi specialmente informata sull'affitto del castello della valle,
+che desiderava abitare, se le sue sostanze glie lo permettevano. La
+risposta di Quesnel fu secca e fredda come se l'aspettava; non
+esprimeva nè interesse per i di lei patimenti, nè piacere perchè ne
+fosse sfuggita. Quesnel non perdè l'occasione per rimproverarle il suo
+rifiuto alle nozze del conte Morano, cui cercava rappresentare come
+ricco e uomo d'onore; declamava con veemenza con quell'istesso
+Montoni, al quale fin allora, erasi riconosciuto tanto inferiore; era
+laconico circa gl'interessi pecuniari di Emilia, avvertendola però che
+l'affitto del castello della valle spirava fra poco; non l'invitava ad
+andare da lui, ed aggiungeva che, nello stato meschino della sua
+sostanza, avrebbe fatto benissimo a restare per qualche tempo a Santa
+Chiara. Non rispondeva nulla alle di lei domande sulla sorte della
+povera Teresa, la vecchia serva del padre suo. In un poscritto,
+Quesnel, parlando di Motteville, nelle cui mani Sant'Aubert aveva
+posto la maggior parte del suo patrimonio, le annunziava che i di lui
+affari stavano per accomodarsi, e ch'essa ne ritirerebbe più di quel
+che avrebbe potuto aspettarsi. La lettera conteneva parimente una
+cambiale a vista per riscuotere una modica somma da un mercante di
+Narbona.
+
+La tranquillità del monastero, la libertà statale accordata di
+passeggiare sul lido e pei boschi circonvicini, tranquillarono a poco
+a poco lo spirito di Emilia, la quale però sentivasi inquieta a
+proposito di Valancourt, ed impaziente di riceverne una risposta.
+
+
+ FINE DEL TERZO VOLUME
+
+ Milano 1875--Tip. Ditta Wilmant.
+
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di
+quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in
+inglese è disponibile su Project Gutenberg: The mysteries of Udolpho
+(http://www.gutenberg.org/etext/3268).
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di
+trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato.
+
+I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo
+originale]:
+
+ P. 9 - vide uscire Cavignì, Verrezzi [Verezzi] e Bertolini
+ " 20 - spaventata al maggior [maggiar] segno.
+ " 35 - quanto voi state in [in in] pena
+ " 38 - mi ha dato questa chiave, incaricandomi [incarincandomi]
+ " 48 - violente [violenti] e diverse passioni
+ " 50 - se [se se] si fosse di nuovo mostrata
+ " 113 - quest'articolo essenziale [esenziale].
+ " 142 - le parole allarmanti lette accidentalmente [accidentalmante]
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ balia / balìa
+ colta / côlta
+ follia / follìa
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3,
+by Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI
+DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 3 ***
+
+***** This file should be named 33783-8.txt or 33783-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/3/7/8/33783/
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
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+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+redistribution.
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+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
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+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
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+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
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+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
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+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+Gutenberg-tm License.
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+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
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+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
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+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
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+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
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+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
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+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
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+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+ I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3, by Ann Radcliffe
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+Project Gutenberg's I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3, by Ann Radcliffe
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+Title: I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3
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+Author: Ann Radcliffe
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+Release Date: September 20, 2010 [EBook #33783]
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+Language: Italian
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 3 ***
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+by Biblioteca Sormani - Milano)
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+
+
+<h1>I MISTERI<br />
+<span class="small">DEL</span><br />
+<span class="big">CASTELLO D'UDOLFO</span></h1>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">DI<br />
+ANNA RADCLIFFE</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">VOL. III</p>
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+<p class="center">MILANO<br />
+<i>Oreste Ferrario</i><br />
+<span class="small">Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18<br />
+e Santa Margherita</span></p>
+
+<hr />
+
+<div class="figcenter">
+<img class="border" src="images/ill.jpg" width="447" height="600" alt=""
+ />
+<p class="caption">IL CADAVERE<br />
+... la sua faccia, sfigurata dalla morte, era schifosa
+e coperta di livide ferite.<br />
+<a href="#cap26"><i>Cap. XXVI</i></a></p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center">SOMMARIO</p>
+
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXII">Capitolo XXII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXIII">Capitolo XXIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXIV">Capitolo XXIV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXV">Capitolo XXV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXVI">Capitolo XXVI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXVII">Capitolo XXVII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXVIII">Capitolo XXVIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXIX">Capitolo XXIX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXX">Capitolo XXX</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXI">Capitolo XXXI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXII">Capitolo XXXII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXIII">Capitolo XXXIII</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXIV">Capitolo XXXIV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXV">Capitolo XXXV</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXVI">Capitolo XXXVI</a></p>
+<p class="toc"><a href="#CAPITOLO_XXXVII">Capitolo XXXVII</a></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XXII" id="CAPITOLO_XXII"></a>CAPITOLO XXII</h2>
+
+<p>Montoni fece invano le più esatte ricerche sulla
+strana circostanza che lo aveva allarmato, e non
+avendo potuto scoprir nulla, dovette credere che
+qualcuno de' suoi fosse l'autore d'una burla così
+intempestiva. Le sue contese colla moglie, a proposito
+della cessione, divenendo più frequenti, pensò
+confinarla nella sua camera, minacciandola a una
+maggior severità se persisteva nel rifiuto.</p>
+
+<p>Se la signora Montoni fosse stata più ragionevole,
+avrebbe compreso il pericolo d'irritare, con quella
+lunga resistenza, un uomo come il marito in cui
+balia ella trovavasi. Non aveva pure obliato di quale
+importanza fosse per lei la conservazione del possesso
+de' suoi beni, che l'avrebbero resa indipendente,
+caso avesse potuto sottrarsi al dispotismo di
+Montoni. Ma in quel momento aveva una guida più
+decisiva della ragione, lo spirito cioè della vendetta,
+che le faceva opporre la negativa alla minaccia, e
+l'ostinazione alla prepotenza.</p>
+
+<p>Ridotta a non poter uscir dalla camera, sentì
+finalmente il bisogno ed il pregio della compagnia
+già sprezzata della nipote, perchè Emilia, dopo Annetta,
+era la sola persona che le fosse permesso di
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>vedere.</p>
+
+<p>La fanciulla s'informava spesso del conte Morano.
+Annetta ne sapeva pochissimo, se non che il chirurgo
+credeva impossibile la di lui guarigione.
+Emilia affliggevasi di essere la causa involontaria
+della sua morte. Annetta, che osservava la di lei
+commozione, l'interpretava a modo suo. Un giorno,
+essa le entrò in camera tutta affannosa e piangente.
+«&nbsp;Per carità, troviamo il modo di uscire da questo
+luogo infernale. Sappiate,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;che siamo
+alla vigilia di qualche brutta scena in questo maledetto
+castello. Quei signori tengono tutte le notti
+conciliaboli, ove si pretende che discutano affari
+importanti: inoltre, cosa significano tutti i preparativi
+che si fanno sui bastioni e sulle mura? E
+poi, quanta gente entra tutti i giorni nel castello
+con cavalli! e sembra che vi debbano restare, perchè
+il padrone ha ordinato di somministrar loro il
+bisognevole. Io ho saputo tutto da Lodovico, che
+mi ha raccomandato di tacere; ma siccome vi amo
+quanto me stessa, non ho potuto fare a meno di
+dirlo anche a voi. Ah! qualche giorno ci ammazzeranno
+tutti per certo.</p>
+
+<p> &mdash; Non sai tu altro, Annetta?</p>
+
+<p> &mdash; Come! Non basta tutto questo?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, ma non basta a persuadermi che ci vogliano
+uccider tutti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si astenne dal manifestare i suoi timori
+per non aumentare la paura della cameriera. Lo
+stato attuale del castello la sorprendeva e la turbava.
+Appena Annetta ebbe finito, la lasciò sola,
+per andare a nuove scoperte.</p>
+
+<p>La fanciulla quella sera passò alcune ore tristissime
+in compagnia della zia. Si disponeva a coricarsi,
+quando udì un forte colpo alla porta della
+camera, prodotto dalla caduta di qualche oggetto.
+Chiamò per sapere cosa fosse, e non le fu risposto.
+Chiamò una seconda volta senza miglior successo:
+pensò che qualcuno dei forastieri giunti recentemente<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+nel castello avesse scoperta la sua camera, e
+vi si recasse con cattive intenzioni. Inquieta, stette
+attenta, tremando sempre che il rumore si rinnovasse.
+Si fece invece coraggio; si avvicinò alla porta
+del corridoio tutta tremante, ed intese un lieve sospiro
+tanto vicino, che la convinse esservi qualcuno
+dietro l'uscio. Mentre ascoltava ancora, il medesimo
+sospiro si fece intendere più distintamente, ed il
+suo terrore aumentò. Non sapea cosa risolvere, e
+sentiva sempre sospirare. La sua ansietà divenne
+sì forte che risolse di aprire la finestra e chiamar
+gente. Mentre vi si accingeva, le parve udir i passi
+di qualcuno nella scala segreta, e vincendo ogni
+altro timore corse verso il corridoio. Premurosa
+di fuggire, aprì la porta, ed inciampò in un corpo
+steso al suolo. Mise un grido, e guardando la persona
+svenuta, riconobbe Annetta. Grandemente sorpresa,
+fece ogni sforzo per soccorrere l'infelice. Allorchè
+ebbe ripreso l'uso dei sensi, Emilia l'aiutò
+ad entrare in camera, e quando potè parlare la
+ragazza l'assicurò, con una fermezza che scosse fino
+l'incredulità dell'altra, di aver veduto un'ombra
+nel corridoio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io aveva inteso strane cose sulla camera attigua,&nbsp;»
+disse Annetta; «&nbsp;ma siccome è vicina alla
+vostra, madamigella, non voleva dirvele per non
+ispaventarvi. Tutte le volte ch'io ci passava accanto,
+correva a tutta possa; e vi accerto inoltre, che
+spesso mi parve di sentirvi rumore. Ma stasera, camminando
+nel corridoio, senza pensare a nulla, ecco
+veggo apparire un lume, e guardando indietro scorgo
+una gran larva. L'ho veduta, signorina, distintamente,
+quanto voi in questo momento. Una gran
+figura entrava nella camera sempre chiusa, di cui,
+non tien la chiave altri che il padrone, e la porta
+serrossi immediatamente.</p>
+
+<p> &mdash; Sarà stato il signor Montoni,&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! no, non era lui, avendolo lasciato che
+altercava colla padrona nel suo gabinetto.<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Tu mi fai racconti molto strani, Annetta;
+stamattina mi hai spaventata colla paura d'un assassinio,
+ed ora vorresti farmi credere...</p>
+
+<p> &mdash; Non vi dirò più nulla; ma però se non avessi
+avuta gran paura, non sarei svenuta, come ho fatto.</p>
+
+<p> &mdash; Era forse la camera dal quadro del velo
+nero?</p>
+
+<p> &mdash; No, signora, è quella più vicina alla vostra:
+come farò a tornare nella mia stanza? Per tutto
+l'oro del mondo non vorrei più traversare il corridoio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, commossa da questo incidente, e dall'idea
+di dovere esser sola tutta la notte, le rispose
+che poteva stare con lei.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! no, davvero,&nbsp;» disse Annetta, «&nbsp;io non
+dormirei ora in questa camera, neppure per mille
+zecchini.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, rammentandosi d'aver udito gente sulla
+scala insistè perchè passasse la notte secolei, e l'ottenne
+con molta pena, e dopo che la paura di ripassare
+il corridoio ve l'ebbe persuasa.</p>
+
+<p>Il dì dopo, Emilia, traversando la sala per andare
+sulle mura, intese rumore nel cortile e lo
+scalpito di molti cavalli. Il tumulto eccitò la sua
+curiosità. Senza andar più oltre, si affacciò ad una
+finestra, e vide nel cortile una truppa di cavalieri;
+aveano divise bizzarre ed armamento completo,
+sebben variato. Portavano essi una giacchetta corta
+rigata di nero e scarlatto; si avvolgevano in grandi
+ferraiuoli, sotto uno dei quali vide pendere dalla
+cintola pugnali di varia grandezza; osservò quindi
+che quasi tutti ne eran ben provvisti, e parecchi
+vi aggiungevano la picca ed il giavellotto; portavano
+in testa berretti all'italiana ornati di pennacchi
+neri; essa non si rammentava aver mai visti
+tanti brutti ceffi riuniti. Nel vederli si credette
+circondata da banditi, e le si affacciò subito alla
+mente che Montoni fosse il capo di questi birbanti,<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+e il castello il loro luogo di riunione. Questa strana
+supposizione però fu passeggiera. Mentre guardava,
+vide uscire Cavignì, <a name="tn9" id="tn9"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'Verezzi'">Verrezzi</ins> e Bertolini vestiti come
+gli altri; avevano soltanto i cappelli ornati di grandi
+pennacchi rossi e neri; quando montarono a cavallo,
+Verrezzi brillava di gioia; Cavignì pareva allegro,
+ma il suo contegno era riflessivo, e maneggiava il
+cavallo con estrema grazia. La sua figura amabile,
+e che parea quella d'un eroe, non era mai apparsa
+con tanto vantaggio. Emilia, considerandolo, pensò
+che somigliava a Valancourt, e per vero dire ne
+aveva tutto il fuoco e la dignità; ma essa cercava
+invano la dolcezza della fisonomia, e quella schietta
+espressione dell'anima che lo caratterizzava.</p>
+
+<p>Comparve quindi Montoni, ma senza divisa. Esaminò
+scrupolosamente i cavalieri, conversò a lungo
+co' capi, e quando li ebbe salutati, la truppa fece il
+giro del cortile, e, comandata da Verrezzi, passò
+sotto la vôlta ed uscì.</p>
+
+<p>Emilia si ritirò dalla finestra, e nella certezza di
+esser più tranquilla, andò sui bastioni: non vide
+più lavoranti, ed osservò che le fortificazioni parevano
+ultimate. Mentre passeggiava assorta nelle sue
+riflessioni, udì camminare sotto le mura del castello,
+e vide parecchi uomini, il cui esteriore accordavasi
+colla truppa partita poco prima.</p>
+
+<p>Presumendo che la zia fosse alzata, andò ad
+augurarle il buon giorno, e le raccontò quanto
+aveva veduto; ma essa non volle, e non potè darle
+contezza di nulla. La riserva di Montoni verso sua
+moglie, a tal proposito, non era punto straordinaria.
+Però, agli occhi di Emilia, aggiunse qualche
+ombra al mistero, e le fece sospettare un gran pericolo
+o grandi orrori nel progetto da lui concepito.</p>
+
+<p>Annetta tornò ansante, secondo il consueto; la
+sua padrona le domandò premurosamente cosa vi
+fosse di nuovo, ed essa le rispose «&nbsp;Ah! signora,<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+nessuno ci capisce nulla. Carlo sa tutto, ma è riservato
+come il suo padrone. Qualcuno dice che
+il signor Montoni vuole spaventare il nemico; altri
+pretendono che voglia prender d'assalto qualche
+castello, ma ha tanto posto nel suo, che non ha
+bisogno certo d'andar a carpire quelli degli altri.
+Lodovico pare che ci veda più di tutti, perchè dice
+d'indovinare tutti i progetti del padrone.</p>
+
+<p> &mdash; E che ti ha detto?</p>
+
+<p> &mdash; Mi ha detto che il padrone.... che il signor
+Montoni è..... è.....</p>
+
+<p> &mdash; Che cosa insomma?&nbsp;» disse la signora Montoni
+impazientandosi.</p>
+
+<p> &mdash; Che il padrone si è fatto capo d'assassini, e
+manda a rubare per conto suo.</p>
+
+<p> &mdash; Sei pazza. Come mai puoi tu credere?...</p>
+
+<p>In quella comparve Montoni; Annetta fuggì tutta
+tremante. Emilia voleva ritirarsi, ma sua zia la
+trattenne, giacchè il marito l'aveva resa tante volte
+testimone de' loro diverbi, che non avevane più
+veruna soggezione.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che cosa significa tutto questo?&nbsp;» gli chiese
+la moglie; «&nbsp;chi sono quegli armati partiti testè e
+perchè faceste fortificare il castello? voglio saperlo.</p>
+
+<p> &mdash; Evvia, ho ben altro da pensare,&nbsp;» rispose
+Montoni; «&nbsp;fareste meglio ad obbedirmi. Fatemi la
+cessione de' vostri beni senza tanti contrasti.</p>
+
+<p> &mdash; Giammai! Ma quali sono i vostri progetti? Temete
+un attacco? sarò uccisa in un assedio?</p>
+
+<p> &mdash; Firmate questa carta, e lo saprete.</p>
+
+<p> &mdash; Qual nemico viene?&nbsp;» lo interruppe la donna:
+«&nbsp;siete voi al servizio dello Stato? Son io prigioniera
+fino all'ora della mia morte?</p>
+
+<p> &mdash; Potrebbe darsi,&nbsp;» soggiunse Montoni, «&nbsp;se non
+cedete alla mia domanda; voi non uscirete dal castello
+se non mi avrete contentato.&nbsp;»</p>
+
+<p>La signora gettò grida spaventose, ma li cessò
+poscia pensando che i discorsi del marito non fossero<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+che artifizi per estorcerle la donazione. E glielo
+disse poco dopo, aggiungendo che il di lui scopo
+non era certo tanto glorioso quanto quello di servir
+lo Stato; che probabilmente erasi fatto capo di
+banditi, per unirsi ai nemici di Venezia e devastare
+il paese.</p>
+
+<p>Montoni la guardò un momento con aria truce;
+Emilia tremava, e sua zia, per la prima volta, credè
+aver detto troppo. «&nbsp;Questa notte stessa,&nbsp;» diss'egli,
+«&nbsp;sarete trascinata nella torre d'oriente, là
+forse comprenderete il pericolo d'offender un uomo,
+il cui potere su voi è illimitato.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla si gettò ai suoi piedi, e lo supplicò,
+piangendo, di perdonare alla zia. Questa, intimorita
+e sdegnata, ora voleva prorompere in imprecazioni,
+ora unirsi alle preghiere della nipote. Montoni, interrompendole
+con una bestemmia orribile, si staccò
+aspramente da Emilia, che lo teneva pel mantello:
+cadde essa sul pavimento con tanta violenza, che si
+fe' male alla fronte, ed egli uscì senza degnarsi di
+rialzarla. Ella si scosse al pianto della zia, corse a
+soccorrerla, e trovolla tutta convulsa. Le parlò senza
+ricevere risposta, ma le convulsioni raddoppiando,
+fu costretta di andare a chieder soccorso. Traversando
+la sala, incontrò Montoni, e lo scongiurò di
+tornare a consolar sua moglie. Allontanossi egli
+colla massima indifferenza; finalmente, essa trovò il
+vecchio Carlo che veniva con Annetta. Entrati nel
+gabinetto, trasportarono la Montoni nella camera
+attigua. La misero sul letto, ed a gran stento poterono
+impedire dal farsi male. Annetta tremava e
+piangeva. Carlo taceva, e sembrava compiangerla.</p>
+
+<p>Allorchè le convulsioni furono alquanto cessate,
+Emilia, vedendo che sua zia aveva bisogno di riposo,
+disse: «&nbsp;Andate, Carlo, se avremo bisogno di
+soccorso vi manderò a cercare; ma intanto, se ve
+se ne presenta l'occasione, parlate al signor Montoni
+a favore della vostra padrona.<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Oimè!&nbsp;» rispose Carlo; «&nbsp;ne ho vedute troppe!
+ho poco ascendente sul cuore del mio padrone.
+Ma voi, signorina, abbiate cura di voi stessa; mi
+pare che non istiate troppo bene.&nbsp;»</p>
+
+<p>E partì scuotendo il capo. Emilia continuò a curare
+la zia, la quale, dopo un lungo sospiro, rinvenne;
+ma aveva gli occhi smarriti, e riconosceva
+appena la nipote. La sua prima domanda fu relativa
+a Montoni. Emilia la pregò di calmarsi e di star in
+riposo, soggiungendo: «&nbsp;Se volete fargli dire qualcosa,
+me ne incaricherò io. &mdash; No,&nbsp;» rispos'ella
+languidamente. «&nbsp;Persiste egli ancora a strapparmi
+dalla mia camera?&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla rispose che non aveva detto più nulla,
+e fece ogni sforzo per distrarla; ma la zia non
+l'ascoltava, e sembrava oppressa dai pensieri. Emilia,
+lasciandola sotto la custodia della cameriera,
+corse a cercar Montoni, e lo trovò sulle mura in
+mezzo ad un gruppo d'uomini di ciera spaventevole.
+Egli si esprimeva con vivacità. Infine qualche
+sua espressione fu ripetuta dalla truppa, e quando
+si separarono, la fanciulla udì le seguenti parole:
+<i>Stasera comincia la guardia al tramonto del sole.</i>
+«&nbsp;<i>Al tramonto del sole</i>,&nbsp;» fu risposto, e si ritirarono.</p>
+
+<p>Emilia raggiunse Montoni, sebbene ei paresse volerla
+scansare, ed ebbe il coraggio di pregare per
+la zia, e rappresentargliene lo stato ed il pericolo
+cui sarebbesi esposta la di lei salute in un appartamento
+troppo freddo. «&nbsp;Soffre per colpa sua,&nbsp;»
+rispos'egli, «&nbsp;e non merita compassione. Sa benissimo
+come deve fare per prevenire i mali che la
+attendono. Obbedisca, firmi, ed io non ci penserò
+più.&nbsp;»</p>
+
+<p>A forza di preghiere, ella ottenne che la zia non
+sarebbe stata rimossa fino al dì seguente. Montoni
+le lasciò tutta notte per riflettere. Emilia corse ad
+annunziarle la dilazione. Essa non rispose, ma parea
+molto pensierosa. Intanto la sua risoluzione sul<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+punto contestato sembrava cedere in qualche cosa.
+La nipote le raccomandò, come una misura indispensabile
+di sicurezza, di sottomettersi. «&nbsp;Voi non
+sapete quel che mi consigliate,&nbsp;» le rispose la donna.
+«&nbsp;Rammentatevi che i miei beni vi appartengono
+dopo la mia morte, se io persisto nel rifiuto.</p>
+
+<p> &mdash; Io lo ignorava, cara zia; ma questa notizia
+non m'impedirà certo di consigliarvi un passo dal
+quale dipende il vostro riposo, e ardisco dire anche
+la vostra vita. Nessuna considerazione per un sì
+debole interesse, ve ne scongiuro, non vi faccia esitare
+un momento a cedergli tutto.</p>
+
+<p> &mdash; Siete voi sincera, nipote?</p>
+
+<p> &mdash; E potreste dubitarne?&nbsp;»</p>
+
+<p>La signora Montoni parve commossa. «&nbsp;Voi meritate
+questi beni, cara nipote, e vorrei poterveli
+conservare: avete una virtù, di cui non vi credeva
+capace. Ma il signor Valancourt?</p>
+
+<p> &mdash; Signora,&nbsp;» interruppe Emilia, «&nbsp;cambiamo discorso,
+di grazia, e non credete che il mio cuore
+capace di egoismo.&nbsp;» Il dialogo fini così.</p>
+
+<p>Emilia rimase presso la zia, nè la lasciò che
+molto tardi.</p>
+
+<p>In quel momento, tutto era tranquillo, e la casa
+pareva sepolta nel sonno. Traversando le lunghe e
+deserte gallerie del castello, Emilia ebbe paura
+senza saper perchè; ma quando, entrando nel corridoio,
+si rammentò l'avvenimento dell'altra notte,
+fu assalita da improvviso terrore, e fremè che un
+oggetto come quello veduto da Annetta non si presentasse
+innanzi a lei, e che la paura ideale o fondata
+non producesse il medesimo effetto su i di lei
+sensi. Non sapeva precisamente di qual camera
+avesse parlato la donzella, ma non ignorava che
+dovea passarvi dinanzi. Il suo sguardo inquieto procurava
+di distinguere nell'oscurità: camminava adagio
+e con passo incerto. Giunta ad una porta, udì
+un piccolo rumore; esitò, ma ben presto il suo timore<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+divenne tale, che non ebbe più forza di camminare.
+D'improvviso, la porta si aprì, una persona,
+che le sembrò Montoni, apparve, rientrò prontamente
+nella camera e la chiuse. Al lume ch'era in
+essa, credette aver distinta una persona vicina al
+fuoco, in atteggiamento malinconico. Il suo terrore
+svanì, e fece luogo alla sorpresa: il mistero di Montoni,
+la scoperta d'un individuo ch'egli visitava a
+mezzanotte in un appartamento interdetto, e di cui
+si raccontavano tante cose, eccitò vivamente la di
+lei curiosità.</p>
+
+<p>Mentre stava perplessa desiderando spiare i movimenti
+di Montoni, ma temendo d'irritarlo se ne
+fosse vista, la porta si aprì di bel nuovo e si richiuse
+per la seconda volta. Allora Emilia entrò
+bel bello nella camera contigua, e depostovi il lume,
+si nascose in una vôlta oscura del corridoio, per
+vedere se la persona che usciva fosse veramente
+Montoni. Dopo alcuni minuti la porta si aprì per
+la terza volta; la medesima persona ricomparve:
+era Montoni; egli guardossi intorno, chiuse e se
+ne andò. Poco dopo si sentì chiudere al di dentro.
+Essa rientrò nella sua stanza sorpresa al massimo
+segno. Era già mezzanotte: essendosi avvicinata
+alla finestra, intese camminare sul terrazzo sottoposto,
+e vide parecchie persone moversi nell'ombra;
+la colpì un rumor d'armi, ed una <i>parola d'ordine</i>
+detta sottovoce: allora si ricordò degli ordini di
+Montoni, e comprese che per la prima volta montavano
+la guardia nel castello; quando tutto fu
+quieto, se ne andò a riposare.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXIII" id="CAPITOLO_XXIII"></a>CAPITOLO XXIII</h2>
+
+<p>La mattina seguente, Emilia andò a trovare la
+zia di buonissim'ora; ella aveva dormito bene, e
+ricuperati gli spiriti e le forze, ma la di lei risoluzione
+di resistere al marito era combattuta dal<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+timore. La fanciulla, temendo le conseguenze della
+sua caparbietà, fece di tutto per persuaderla, ma
+la signora Montoni, come vedemmo, aveva lo spirito
+della contraddizione; e quando se le presentavano
+circostanze disgustose, cercava meno la verità
+che argomenti da combattere. Una lunga abitudine
+aveva tanto confermato in lei questa disposizione
+naturale, che non se ne accorgeva più. Le
+ragioni di Emilia non fecero che risvegliare il suo
+orgoglio, anzichè convincerla; e non pensava se non
+a sottrarsi alla necessità di obbedire sul punto in
+questione. Se le fosse riuscito di fuggire dal castello,
+contava già separarsi legalmente, e vivere
+nell'agiatezza coi beni che le restavano. Emilia lo
+avrebbe desiderato quanto lei, ma non si lusingava
+d'un esito favorevole; le dimostrò l'impossibilità di
+uscire dalla porta, assicurata e guardata con tanta
+cautela; l'estremo pericolo di confidarsi alla discretezza
+di un servo, che avrebbe potuto tradirla per
+malizia o imprudenza; e la vendetta infine di Montoni,
+se avesse scoperto la trama...</p>
+
+<p>Questa lotta di contrari affetti lacerava il cuore
+della zia, quando entrò d'improvviso il marito, e
+senza parlare della di lei indisposizione, le dichiarò
+venir a rammentarle quanto indarno essa tentasse
+di resistere ai suoi voleri. Le accordò tutto il giorno
+per acconsentire alla sua domanda, protestandole,
+in caso di rifiuto, che la sera medesima l'avrebbe
+rilegata nella torre di levante; aggiunse che molti
+cavalieri dovendo pranzare quel giorno istesso nel
+castello, essa farebbe gli onori della tavola colla
+nipote. La signora Montoni non voleva accettare,
+ma riflettendo che durante il pranzo, la sua libertà,
+sebben ristretta, avrebbe potuto favorire i suoi progetti,
+acconsentì; il marito ritirossi tosto. L'ordine
+ricevuto penetrava Emilia di maraviglia e timore;
+fremeva all'idea di trovarsi esposta a tali sguardi,
+e le parole del conte Morano non erano fatte per<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+calmarla. Le convenne dunque prepararsi per comparire
+al pranzo, ma si vestì anche più semplicemente
+del solito, per evitare d'essere distinta. Questa
+politica non le riuscì, giacchè, quando tornò
+dalla zia, Montoni, rimproverandole il suo far dimesso,
+le prescrisse un abbigliamento più ricercato,
+adoperando a tal uopo gli ornamenti destinati pel
+di lei matrimonio con Morano. Adornata col miglior
+gusto e la massima magnificenza, la bellezza di
+Emilia non aveva mai brillato tanto. La sua unica
+speranza in quel punto era che Montoni progettasse
+meno qualche avvenimento straordinario, che il
+trionfo dell'ostentazione, spiegando agli occhi dei
+convitati l'opulenza della sua famiglia. Allorchè
+entrò nella sala, ov'era ammannito un lautissimo
+pranzo, il castellano ed i suoi ospiti erano già a
+mensa; essa andava a prender posto presso la zia,
+ma Montoni le fe' cenno colla mano; due cavalieri
+si alzarono, e la fecero sedere in mezzo a loro.</p>
+
+<p>Il più avanzato in età di costoro era grande,
+aveva lineamenti caratteristici, naso aquilino, occhi
+incavati penetrantissimi; il di lui volto era magro
+e sparuto come dopo una lunga malattia.</p>
+
+<p>L'altro, in età di circa quarant'anni, aveva fisonomia
+diversa; sguardo obliquo, ma volpino, occhi
+castagni, piccoli ed infossati, volto quasi ovale, irregolare
+e brutto.</p>
+
+<p>Altri otto personaggi sedevano alla medesima
+tavola, tutti in divisa, ed avevano tutti un'espressione
+più o meno forte di ferocia, d'astuzia o di
+libertinaggio. Emilia li guardava timidamente, rammentandosi
+la truppa veduta il dì precedente, e si
+credeva circondata da banditi. Il luogo della cena
+era un'immensa sala antica ed oscura, illuminata
+da una sola finestra gotica altissima, dalla quale
+vedevasi il bastione occidentale e gli Appennini.
+Ella osservò che Montoni trattava con grand'autorità
+gli ospiti, i quali ricambiavanlo con dignitosa<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+deferenza. Nel tempo del pranzo non si parlò che
+di guerra e di politica, di Venezia, dei suoi pericoli,
+del carattere del doge regnante e dei primari
+senatori. Finito il pranzo, i convitati, alzatisi, bevvero
+tutti alla salute di Montoni e alla gloria delle
+sue imprese. Mentre egli accostava la coppa alla
+bocca, il vino traboccò spumeggiando e ruppe il
+cristallo in mille pezzi. Ei faceva uso di quella
+specie di vetri di Venezia, i quali hanno la proprietà
+di rompersi allorchè ricevono un liquore
+avvelenato. Sospettando che qualcuno dei convitati
+avesse attentato alla sua vita, fece chiuder le porte,
+e mettendo mano alla spada, lanciò occhiate furibonde
+su tutti indistintamente, gridando: «&nbsp;Qui c'è
+un traditore! che tutti quelli che sono innocenti
+mi aiutino a trovare il colpevole.&nbsp;» I cavalieri proruppero
+in grida d'indegnazione, e sguainarono le
+spade. La signora Montoni voleva fuggire, ma il
+marito le impose di restare, aggiungendo qualche
+altra cosa che non fu intesa a motivo del tumulto
+e delle grida. Allora tutti i servi comparvero innanzi
+a lui, e dichiararono la loro ignoranza. La
+protesta però non poteva essere ammessa, essendo
+innegabile che soltanto il vino del castellano era
+stato avvelenato, per cui bisognava che almeno il
+dispensiere fosse stato connivente. Quest'uomo, con
+un altro, la cui fisonomia tradiva la convinzione
+del delitto, o il timore della pena, fu messo in
+ceppi e trascinato in un tetro carcere; Montoni
+avrebbe trattato nella stessa guisa tutti gli ospiti
+se non avesse temute le conseguenze d'un passo sì
+ardito: si contentò dunque di giurare che non sarebbe
+uscito neppur uno, prima che fosse dilucidato
+quest'affare. Ordinò aspramente alla moglie
+di ritirarsi, e ad Emilia di accompagnarla.</p>
+
+<p>Mezz'ora dopo comparve nel di lei gabinetto;
+Emilia fremè vedendo la sua aria truce, gli occhi
+sfavillanti di rabbia e le labbra livide. «&nbsp;È inutile<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+tenervi sulla negativa,&nbsp;» gridò egli furente alla
+moglie, «&nbsp;giacchè ho la prova del vostro delitto:
+non avete alcuna speranza di perdono se non in
+una sincera confessione; il vostro complice ha svelato
+tutto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia fu colpita dall'atroce accusa. L'agitazione
+della zia non le permetteva di parlare; la sua faccia
+passava da un estremo pallore ad un rosso infiammato.</p>
+
+<p>«&nbsp;Risparmiate i discorsi inutili,&nbsp;» disse Montoni,
+vedendola disposta a parlare; «&nbsp;il vostro contegno
+basta a tradirvi; or sarete condotta nella torre
+d'oriente.</p>
+
+<p> &mdash; Quest'accusa,&nbsp;» rispose la moglie, che poteva
+appena articolar parola, «&nbsp;è un pretesto per la vostra
+crudeltà; sdegno di rispondervi.</p>
+
+<p> &mdash; Signore,&nbsp;» disse vivamente Emilia, «&nbsp;questa
+orribile imputazione è falsa; oso rendermene mallevadrice
+sulla mia vita. Sì, signore,&nbsp;» soggiunse,
+«&nbsp;questo non è il momento di usar riguardi. Voi
+cercate ingannarvi volontariamente, al solo fine di
+perdere la mia povera zia.</p>
+
+<p> &mdash; Se vi è cara la vita, tacete.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, alzando gli occhi al cielo, sclamò: «&nbsp;Non
+c'è più speranza.&nbsp;»</p>
+
+<p>Egli si volse alla moglie, la quale, rimessa dalla
+sorpresa, ne respingeva i sospetti con veemente
+asprezza. La rabbia di Montoni aumentava; Emilia,
+prevedendone le conseguenze, si precipitò ai di lui
+piedi, abbracciandogli le ginocchia e supplicandolo,
+piangendo, di calmare il suo furore; ma sordo alle
+preghiere della nipote e alle giustificazioni della
+moglie le minacciava fieramente amendue, quando
+fu chiamato. Uscì chiudendo la porta e portandone
+seco la chiave. Esse dunque si trovarono prigioniere.
+La Montoni guardava intorno a sè cercando un
+mezzo di fuggire. Ma come farlo? Sapeva pur troppo
+fino a qual punto il castello fosse forte, e con qual<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+vigilanza guardato. Tremava di affidare il suo destino
+al capriccio d'un servo, di cui conveniva mendicare
+l'assistenza.</p>
+
+<p>Frattanto intesero gran tumulto e confusione nella
+galleria; alle volte si sentiva il cozzar delle spade.
+La provocazione di Montoni, la sua impetuosità, la
+sua violenza, facevano supporre ad Emilia che le
+armi sole potessero finire l'orribile contesa. La zia
+aveva esaurite tutte le espressioni dello sdegno, e
+la nipote tutte le frasi consolanti. Tacevano amendue
+in quella specie di calma, che succede nella
+natura al conflitto degli elementi. Le circostanze di
+cui Emilia era stata testimone le rappresentavano
+mille confusi timori, e le sue idee succedevansi in
+tumultuoso disordine; fu scossa dalla sua meditazione
+sentendo battere alla porta, e riconobbe la
+voce di Annetta.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mia cara signora, aprite: ho molte cose da raccontarvi,&nbsp;»
+diceva sottovoce la povera ragazza. &mdash; La
+porta è chiusa,&nbsp;» rispose la padrona. &mdash; Sì, lo vedo,
+signora, ma per carità apritela. &mdash; Il padrone ha
+portato seco la chiave. &mdash; O beata Vergine! che
+sarà di noi? &mdash; Aiutaci ad uscire,&nbsp;» disse la Montoni.
+«&nbsp;Dov'è Lodovico? &mdash; Nella sala grande cogli
+altri, che combatte valorosamente. &mdash; Combatte! e
+chi sono gli altri? &mdash; Il padrone, tutti quei signori,
+e molti altri. &mdash; C'è qualche ferito?&nbsp;» disse Emilia
+con voce tremante. &mdash; Sì, signora, ce n'è qualcuno
+disteso in terra immerso nel sangue. Gran Dio! fate
+ch'io possa entrare, signora; ah! eccoli che vengono;
+mi ammazzano sicuramente. &mdash; Fuggi,&nbsp;» disse Emilia,
+«&nbsp;fuggi; noi non possiamo aprirti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta ripetè che venivano, e fuggì.</p>
+
+<p>«&nbsp;Calmatevi, zia,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;per pietà, calmatevi;
+essi vengono forse per liberarci. Chi sa che
+il signor Montoni non sia già vinto.</p>
+
+<p> &mdash; Eccoli,&nbsp;» gridò la zia, «&nbsp;li sento venire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia alzò gli occhi languenti verso la porta,<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+spaventata al <a name="tn20" id="tn20"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'maggiar'">maggior</ins> segno. Fu messa la chiave
+nella serratura; la porta si aprì, ed entrò Montoni
+seguito da tre satelliti. «&nbsp;Eseguite i miei ordini,&nbsp;»
+disse loro accennando la moglie; essa mise un grido
+e fu trascinata via sul momento. Emilia cadde priva
+di sensi sur una sedia: allorchè rinvenne, si vide
+sola, e guardando per tutta la stanza con occhi
+smarriti, sembrava interrogare ogni cosa sul destino
+della zia. Finalmente, si alzò per esaminare, quantunque
+con poca speranza, se la porta era libera, e
+la trovò aperta. Si avanzò timidamente nella galleria,
+incerta ove dovesse andare. Suo primo desiderio
+fu di ottenere qualche notizia sul destino
+della zia. Scese nel tinello. A misura che si avanzava,
+sentiva da lontano voci irate: le facce che incontrava
+pei numerosi anditi e la confusione che
+regnava aumentavano il di lei spavento. In fine arrivò
+nella stanza che cercava, ma non c'era alcuno.
+Non potendo più reggersi in piedi, si riposò un
+momento. Riflettè che avrebbe invano cercata la zia
+nell'immenso laberinto di quel castello, che pareva
+assediato dai briganti. Pensò dunque a tornare nella
+sua camera, ma temeva d'incontrarsi in que' feroci,
+quando un sordo mormorio interruppe il cupo silenzio;
+il rumore cresceva: distinse qualche voce e
+sentì passi che s'accostavano. Si alzò per andarsene
+ma venivano appunto per l'unica via ch'ella potesse
+seguire: pensò dunque di aspettare che fossero entrati.
+Udì gemiti, e vide poco dopo comparire un
+uomo portato da quattro. Atterrita a questo spettacolo,
+ebbe appena forza bastante per tornare alla
+sua camera senza poter conoscere chi fosse l'infelice
+circondato da quella gente, che nella confusione
+non l'aveano veduta.</p>
+
+<p>Il suo affetto per la zia diveniva sempre maggiore;
+si ricordava che Montoni l'aveva minacciata
+di chiuderla nella torre di levante, ed era probabile
+che tal castigo avesse soddisfatto la di lui vendetta.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+Risolse dunque, nel corso della notte, di cercare
+una via per recarsi a quella torre. Sapeva
+bene che non avrebbe potuto efficacemente soccorrere
+la zia, ma credè che nel suo tristo carcere sarebbe
+stata sempre una consolazione per lei l'udire
+la voce della nipote. Alcune ore passarono così nella
+solitudine e nel silenzio, e parve che Montoni l'avesse
+obliata del tutto. Appena fu notte, vennero appostate
+le sentinelle.</p>
+
+<p>L'oscurità della camera rianimò il terrore di Emilia.
+Appoggiata alla finestra, fu assalita da mille idee
+disgustose. «&nbsp;E che!&nbsp;» diceva ella; «&nbsp;se qualcuno
+di questi banditi, col favor delle tenebre, s'introducesse
+nella mia camera, cosa avverrebbe di me?&nbsp;»
+Poi, ricordando l'abitante misterioso della camera
+vicina, il suo terrore mutò oggetto. «&nbsp;Non è un
+prigioniero, benchè resti nascosto in quella stanza;
+non è Montoni che lo chiuda per di fuori, ma è
+l'incognito stesso che si prende questa cura.&nbsp;» Facendo
+tutte queste riflessioni, si ritirò dalla finestra,
+ed accese il lume. Si affrettò quindi ad assicurare
+alla meglio l'uscio della scala. Questo lavoro l'occupò
+sino a mezzanotte. Tutto era quieto, nè si
+udiva che i passi della sentinella sul bastione. Aprì
+la porta con cautela, e vedendo e sentendo una perfettissima
+calma, uscì; ma appena ebbe fatti pochi
+passi, vide un fioco chiarore sui muri della galleria.
+Rientrò in camera, e chiuse la porta, immaginandosi
+che forse Montoni andasse a fare la sua visita
+all'incognito. Dopo mezz'ora circa uscì di nuovo, e
+non vedendo nessuno, prese la direzione della scala
+di tramontana, immaginandosi di poter ivi più facilmente
+trovare la torre. Si fermava spesso, ascoltando
+con paura il fischiar del vento, e guardando
+da lontano attraverso l'oscurità dei lunghi androni.
+Finalmente giunse alla scala che cercava, la quale
+metteva in due passaggi diversi. Esitò alcun poco,
+e scelse quello che conduceva in una vasta galleria.<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span></p>
+
+<p>La solitudine di quel luogo la gelò di spavento, e
+tremava perfino all'eco de' propri passi. D'improvviso
+le parve sentire una voce, e temendo egualmente
+d'avanzarsi o di retrocedere, rimase immobile,
+osando appena alzar gli occhi. Le parve che
+quella voce proferisse lamenti, e venne confermata
+in quest'idea da un lungo gemito. Credè potesse
+essere sua zia, e si avanzò verso quella parte. Nulladimeno,
+prima di parlare, tremava di confidarsi con
+qualche indiscreto che potesse denunziarla a Montoni.
+La persona, qualunque fosse, pareva afflittissima.
+Mentre titubava, quella voce chiamò Lodovico.
+Emilia allora riconobbe Annetta, e tutta lieta si accostò
+per risponderle.</p>
+
+<p>«&nbsp;Lodovico!&nbsp;» gridava Annetta piangendo; «&nbsp;Lodovico!</p>
+
+<p> &mdash; Son io,&nbsp;» disse Emilia, tentando aprir la porta,
+«&nbsp;Ma come sei tu qui? Chi ti ha rinchiusa?</p>
+
+<p> &mdash; Lodovico! Lodovico!</p>
+
+<p> &mdash; Non è Lodovico; sono io, è Emilia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta cessò di piangere e tacque.</p>
+
+<p>«&nbsp;Se tu puoi aprir la porta, entrerò,&nbsp;» disse Emilia;
+«&nbsp;non temer di nulla.</p>
+
+<p> &mdash; Lodovico! oh Lodovico!&nbsp;» gridava Annetta.</p>
+
+<p>Emilia perdeva la pazienza, e temendo di essere
+scoperta, voleva andarsene; ma riflettè che la ragazza
+potrebbe aver qualche notizia sulla zia, o almeno
+avrebbe potuto indicarle la strada della torre.
+Ottenne infine una risposta, benchè poco soddisfacente.
+Annetta non sapeva nulla della padrona, e
+scongiuravala soltanto di dirle cosa fosse stato di
+Lodovico. Emilia rispose non saperlo, e le domandò
+come mai si trovasse rinchiusa là entro.</p>
+
+<p>«&nbsp;Mi ha messo qui Lodovico. Dopo esser fuggita
+dal gabinetto della padrona, io correva senza saper
+dove: lo incontrai nella galleria, ed egli mi ha confinata
+in questa camera, portando via la chiave, affinchè
+non mi accadesse alcun male. Mi ha promesso<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+di tornare quando tutto sarà quieto. Ma è già tardi,
+e non lo veggo venire; chi sa che non l'abbiano
+ucciso?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si rammentò allora l'individuo ferito da
+lei veduto trasportare nella sala, e non dubitò più
+che non fosse Lodovico, ma nol disse. Impaziente
+di saper qualcosa della zia, la pregò d'insegnarle
+la strada della torre.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! non vi andate, signorina, per l'amor di
+Dio, non mi lasciate qui sola.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ma, Annetta cara,&nbsp;» rispose Emilia, «&nbsp;non creder già
+ch'io possa restar qui tutta notte. Insegnami la
+strada della torre, e domattina mi occuperò della
+tua liberazione.</p>
+
+<p> &mdash; Beata Maria!&nbsp;» disse Annetta; «&nbsp;dovrò dunque
+star qui tutta la notte? Morirò dalla paura e dalla
+fame, non avendo mangiato nulla dopo il pranzo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia potè a stento contener le risa a queste
+espressioni. Infine ne ottenne una specie di direzione
+verso la torre orientale. Dopo molte ricerche,
+giunse alla scala della torre, e si fermò un istante
+per fortificare il suo coraggio col sentimento del
+dovere. Mentre esaminava quel luogo, vide una
+porta in faccia alla scala. Incerta se questa la condurrebbe
+dalla zia, tirò il chiavistello e l'aprì. Si
+avvide che metteva sul bastione, e l'aria le spense
+quasi il lume. Le nubi agitate dai venti stentavano
+a lasciar vedere alcune stelle, raddoppiando gli
+orrori della notte. Rinchiuse la porta e salì.</p>
+
+<p>L'immagine della zia, pugnalata forse per mano
+istessa del marito, venne a spaventarla; e si pentì
+d'aver osato recarsi in quel luogo. Ma il dovere
+trionfò della paura, e continuò a camminare. Tutto
+era calmo. Finalmente le colpì gli sguardi una striscia
+di sangue sulla scala; le pareti e tutti i gradini
+n'erano aspersi. Si fermò sforzandosi di sostenersi,
+e la sua mano tremante lasciò quasi cadere
+il lume. Non sentiva nulla; quella torre non<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+pareva abitata da anima viva. Si rimproverò mille
+volte di essere uscita; temeva sempre di scoprire
+qualche nuovo oggetto d'orrore; eppure, prossima
+al termine delle sue ricerche, non sapeva risolversi
+a perderne il frutto. Riprese coraggio, e giunta alla
+torre, vide un'altra porta e l'aprì. I fiochi raggi
+della lampada non le lasciarono vedere che mura
+umide e nude. Entrando in quella stanza, e nella
+spaventosa aspettativa di ritrovarvi il cadavere della
+zia, vide qualcosa in un canto, e colpita da un'orribile
+convinzione, restò alcun tempo immobile. Animata
+quindi da una specie di disperazione, si accostò
+all'oggetto del suo terrore, e riconobbe un vecchio
+arnese militare, sotto al quale erano ammucchiate
+armi. Mentre si dirigeva alla scala per uscire,
+vide un'altra porta chiusa di fuori con un catenaccio,
+e dinanzi alla quale si vedevano altre orme di
+sangue: chiamò ad alta voce la zia, ma nessuno
+rispose. «&nbsp;Essa è morta!&nbsp;» sclamò allora; «&nbsp;l'hanno
+uccisa; il suo sangue rosseggia questi gradini.&nbsp;»
+Perdè tutta la forza, depose il lume, e sedette sulla
+scala. Dopo nuovi inutili sforzi per aprire, scese per
+tornare alla sua camera. Appena fu nel corridoio,
+vide Montoni, e spaventata più che mai, si gettò in
+un angolo per non incontrarlo. Gli sentì chiudere
+una porta, l'istessa ch'ella avea già notato. Ne ascoltò
+i passi allontanarsi, e quando l'estrema distanza
+non le permise più di distinguerlo, entrò in camera
+e coricossi.</p>
+
+<p>Già biancheggiava l'alba e le palpebre d'Emilia
+non eransi ancora chiuse al sonno; ma alfine la
+natura spossata diè qualche tregua alle sue pene.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXIV" id="CAPITOLO_XXIV"></a>CAPITOLO XXIV</h2>
+
+<p>Emilia restò in camera tutta la mattina, senza
+ricevere alcun ordine di Montoni, nè vedere altro
+che gli armati i quali passeggiavano sul bastione.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+L'inquietudine sul destino della zia la vinse finalmente
+sull'orrore di parlare a quel barbaro, e decise
+di recarsi da lui per ottenere il permesso di
+vederla.</p>
+
+<p>L'assenza troppo prolungata di Annetta provava
+inoltre ch'era accaduta qualche disgrazia a Lodovico,
+e ch'essa era tuttavia rinchiusa. Emilia risolse
+dunque d'andar a vedere se ella fosse ancora nella
+stanza, e d'avvertirne Montoni: suonava il mezzogiorno.
+I lamenti della meschina si sentivano all'estremità
+della galleria: deplorava il proprio destino
+e quello di Lodovico; quando intese Emilia,
+la supplicò a liberarla subito, perchè moriva di
+fame. La padroncina le rispose che sarebbe andata
+immediatamente a chiedere la sua liberazione; allora
+la paura della fame cedè pel momento a quella
+del padrone; e quando la fanciulla la lasciò, essa
+la pregava con calore a non iscoprir l'asilo ove nascondeasi:
+Emilia si avvicinò alla gran sala, ed il
+tumulto che udì, gl'individui che incontrò rinnovaronle
+gli spaventi. Però pareano pacifici: la guardavano
+con avidità, talvolta le parlavano. Traversando
+la sala per recarsi nel salotto di cedro, ove
+teneasi d'ordinario Montoni, scorse sul suolo spade
+infrante e gocce di sangue: quasi quasi credea vedere
+un cadavere. Avanzandosi, distinse un mormorio
+di voci, che la fecero titubare se dovesse o
+no inoltrarsi. Cercava invano cogli occhi qualche
+servitore per farsi annunziare, ma non ne compariva
+alcuno. Gli accenti ch'ella intendea non esprimevano
+più la collera, e riconobbe la voce di parecchi
+convitati della sera precedente. Mentre si
+disponeva a bussare, comparve lo stesso Montoni;
+sorpreso, lasciò conoscere nella sua fisionomia tutti
+i vari moti dell'animo. Emilia, tremante, stavasi
+mutola. Montoni le domandò con severità che cosa
+avesse inteso del loro colloquio. Essa lo accertò di
+non essere venuta coll'intenzione di ascoltare i di<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+lui segreti, ma per implorare la sua clemenza per
+la zia e per Annetta. Montoni parve dubitarne, la
+fissò con occhio indagatore, e l'inquietudine che
+provava, non poteva nascere da frivole ragioni. Emilia
+lo scongiurò di lasciarla andare a visitare sua
+zia: egli rispose con un sorriso amaro, che confermò
+i suoi timori, e le fece perdere il coraggio di
+rinnovargliene la preghiera.</p>
+
+<p>«&nbsp;Per Annetta,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;andate a trovar Carlo,
+che le aprirà. Lo stolto che l'ha rinchiusa non esiste
+più.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, fremendo, rispose: «&nbsp;Ma la mia povera
+zia, signore, per pietà, parlatemi della mia zia...</p>
+
+<p> &mdash; Se ne ha cura,&nbsp;» soggiunse Montoni: «&nbsp;non
+ho tempo di rispondere alle vostre vane domande.&nbsp;»
+E volle lasciarla. Emilia lo trattenne scongiurandolo
+di farle sapere ove fosse sua moglie; d'improvviso
+intesero la tromba, ed un rumore confuso
+di uomini e di cavalli nel cortile. Montoni corse
+subito fuori. Emilia, nell'incertezza di seguirlo, affacciatasi
+alla finestra, le parve distinguere i medesimi
+cavalieri veduti partire pochi giorni prima,
+e, scorgendo accorrer gente da tutte le parti, stimò
+bene di rifugiarsi nella sua camera. La maniera e
+le espressioni di Montoni quando aveva parlato di
+sua moglie, confermavano in parte i di lei sospetti.
+Stava assorta in que' cupi pensieri, quando vide entrare
+il vecchio Carlo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Cara signorina,&nbsp;» le diss'egli, «&nbsp;non ho potuto
+prima d'ora occuparmi di voi. Vi porto frutti e
+vino, chè dovete averne bisogno.</p>
+
+<p> &mdash; Vi ringrazio, Carlo,&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;avete forse
+ricevuto quest'ordine dal signor Montoni?</p>
+
+<p> &mdash; No signora,&nbsp;» rispose il vecchio; «&nbsp;sua <i>eccellenza</i>
+ha troppe occupazioni.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla rinnovò le sue domande sul destino
+della zia: ma mentre la trascinavano via, Carlo era
+dall'altra parte del castello, e da quel momento<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+non ne sapeva più nulla. Mentr'egli così diceva,
+Emilia lo guardava attenta, e non poteva comprendere
+se parlasse per ignoranza, o dissimulazione o
+timore di offendere il padrone. Le rispose laconicamente
+sulla zuffa della sera prima, accertandola
+nel tempo stesso che gli alterchi erano finiti, e che
+il castellano credeva essersi ingannato sospettando
+degli ospiti. «&nbsp;Il combattimento non ebbe altra origine,&nbsp;»
+soggiunse Carlo, «&nbsp;ma mi lusingo di non
+rivedere mai più un simile spettacolo in questo castello
+sebbene vi si preparino cose strane.&nbsp;» Essa
+lo pregò di spiegarsi. «&nbsp;Ah! signora,&nbsp;» diss'egli,
+«&nbsp;non posso tradire il segreto, nè esprimere tutti i
+miei pensieri in proposito; ma il tempo svelerà tutto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Essa lo pregò di aprire ad Annetta, indicandogli
+la stanza ove la meschina si trovava rinchiusa;
+Carlo le promise di soddisfarla; mentre partiva, gli
+domandò chi fossero i nuovi arrivati: la sua congettura
+si verificò: era Verrezzi colla sua truppa.</p>
+
+<p>Scorse più di un'ora prima che Annetta comparisse.
+In fine arrivò piangendo e lamentandosi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Chi l'avrebbe mai preveduto, signorina? Oh!
+caso terribile! Oh! povero Lodovico!</p>
+
+<p> &mdash; L'hanno proprio ucciso?&nbsp;» le chiese commossa
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; No; ma fu ferito gravemente. Ecco perchè
+non poteva venire ad aprirmi; ma ora comincia a
+star meglio.</p>
+
+<p> &mdash; Cara Annetta, mi rallegro molto nel sentire
+ch'egli esiste.&nbsp;»</p>
+
+<p>Appena la giovine fu alquanto calmata, Emilia la
+mandò a far ricerche sulla zia, ma non potè averne
+notizia alcuna.</p>
+
+<p>I due giorni susseguenti passarono senza verun
+caso notevole, e senza ch'ella potesse saper nulla
+della zia. La sera del secondo giorno, in preda al
+suo dolore, ed assalita da funeste imagini, per
+iscacciarle, si affacciò alla finestra, considerando i<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+tanti astri fulgidissimi e scintillanti nell'azzurro
+empireo, che tutti seguono una determinata via
+senza confondersi nello spazio. Si rammentò quante
+volte col diletto padre ne avesse osservato il corso.
+Queste riflessioni finirono a destare in lei quasi
+egualmente dolore e sorpresa. Pensò ai tristi eventi
+succeduti alle prime dolcezze della vita, alle ultime
+scosse, alla sua presente situazione in terra
+straniera, in un castello isolato, circondata da tutti
+i vizi, esposta a tutte le violenze, e le pareva d'essere
+illusa da un sogno prodotto dall'immaginazione
+alterata, nè poteva persuadersi che tanti mali
+non fossero ideali. Pianse al pensiero di quanto
+avrebbero sofferto i di lei genitori, se avessero potuto
+prevedere le sventure che l'attendevano.</p>
+
+<p>Alzò gli occhi al cielo, e vide il medesimo pianeta
+osservato in Linguadoca la notte precedente
+alla morte del padre; desso trovavasi al di sopra
+delle torri orientali. Si rammentò i discorsi relativi
+allo stato dell'anime, e la melodia intesa, e
+della quale la sua tenerezza, a dispetto della ragione,
+aveva ammesso il senso superstizioso. All'improvviso,
+i suoni d'una dolce armonia parvero
+traversar l'aere; rabbrividì, ascoltò qualche minuto
+in una penosa aspettativa, sforzandosi di raccogliere
+le idee e ricorrere alla ragione. Ma la ragione
+umana non ha impero sui fantasmi dell'immaginazione,
+più che i sensi non abbian mezzi per giudicare
+la forma dei corpi luminosi, che brillano e
+tosto si estinguono nell'oscurità della notte.</p>
+
+<p>La sorpresa di lei a quella musica sì dolce e
+deliziosa, era per lo meno scusabile, essendo già molto
+tempo che non udiva la menoma melodia. Il suono
+acuto del piffero e della tromba era la sola musica
+che si conoscesse nel castello di Udolfo.</p>
+
+<p>Allorchè si fu un poco rimessa, cercò assicurarsi
+da qual parte venisse il suono. Le parve che partisse
+dal basso del castello, ma non potè precisarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+Il timore e la sorpresa cedettero tosto al piacere
+di un'armonia, che il silenzio notturno rendeva ancor
+più interessante. La musica cessò, e le idee di
+Emilia errarono a lungo su questa strana circostanza;
+era singolare udir musica dopo mezzanotte,
+allorchè tutti dovevano essere al riposo, e in un
+castello ove da tanti anni non erasi inteso nulla
+che vi somigliasse. I lunghi patimenti avevanla resa
+sensibile al terrore, e suscettibile di superstizione.
+Le parve che suo padre avesse potuto parlarle con
+quella musica, per ispirarle consolazione e fiducia
+sul soggetto ond'era allora occupata. La ragione le
+suggerì però questa congettura esser ridicola, e la
+respinse; ma, per un'inconseguenza naturale della
+fantasia riscaldata, si abbandonò alle idee più bizzarre:
+rammentò il caso singolare che aveva posto
+Montoni in possesso del castello; considerò la maniera
+misteriosa della scomparsa dell'antica proprietaria;
+non si era mai più saputo nulla di lei, ed il
+suo spirito fu colpito da paura. Non eravi nessun
+rapporto apparente tra quell'avvenimento e la melodia,
+eppure credè che queste due cose fossero
+legate da qualche vincolo segreto.</p>
+
+<p>Finalmente si ritirò dalla finestra, ma le tremavano
+le gambe nell'accostarsi al letto. Il lume stava
+per estinguersi, ed ella fremeva di dover restare
+al buio in quella vasta camera; ma vergognandosi
+tosto della sua debolezza, andò a letto pensando
+al nuovo incidente, e risoluta di aspettare la notte
+successiva all'ora istessa per ispiare il ritorno della
+musica.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXV" id="CAPITOLO_XXV"></a>CAPITOLO XXV</h2>
+
+<p>Annetta venne da lei la mattina senza fiato. «&nbsp;Oh!
+signorina,&nbsp;» le disse con tronche parole, «&nbsp;quante
+cose ho da raccontarvi! Ho scoperto chi è il prigioniero,
+ma non era il prigioniero; è quello chiuso<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+in quella camera, di cui vi ho parlato, ed io l'aveva
+preso per un'ombra!</p>
+
+<p> &mdash; Chi era quel prigioniero?&nbsp;» chiese Emilia,
+ripensando al caso della notte scorsa.</p>
+
+<p> &mdash; V'ingannate, signora, non era prigioniero
+niente affatto.</p>
+
+<p> &mdash; Chi è dunque?</p>
+
+<p> &mdash; Beata Vergine! come son rimasta! L'ho incontrato
+poco fa sul bastione qui sotto! Ah! signora
+Emilia, questo luogo è proprio strano. Se ci vivessimo
+mill'anni, non finirei mai di stupirmi. Ma,
+come vi diceva, l'ho incontrato sul bastione, e certo
+pensava a tutt'altro che a lui.</p>
+
+<p> &mdash; Queste ciarle sono insopportabili; di grazia,
+Annetta, non abusare della mia pazienza.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signorina, indovinate? chi era mo; è una
+persona che voi conoscete benissimo.</p>
+
+<p> &mdash; Non posso indovinarlo,&nbsp;» rispose Emilia con
+impazienza.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene, vi metterò sulla strada. Un uomo
+grande, col viso lungo, che cammina con gravità,
+che porta un gran pennacchio sul cappello, che abbassa
+gli occhi quando gli si parla, e guarda la
+gente di sotto le ciglia negre e folte! Voi l'avete
+veduto mille volte a Venezia; era amico intimo del
+padrone. Ed ora, quando ci penso, di che aveva
+egli paura in questo vecchio castello selvaggio per
+chiudervisi con tanta precauzione? Ma adesso prende
+il largo, ed io l'ho trovato poco fa sul bastione.
+Tremava nel vederlo; mi ha fatto sempre paura;
+ma non voleva che se ne accorgesse. Allorchè mi
+è passato vicino, gli ho fatto una riverenza, e gli
+ho detto: Siate il ben venuto al castello, signor
+Orsino.</p>
+
+<p> &mdash; Ah! dunque era Orsino?</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora; egli stesso, colui che ha fatto
+ammazzare quel signore veneziano.</p>
+
+<p> &mdash; Gran Dio!&nbsp;» sclamò Emilia; «&nbsp;egli è venuto
+a Udolfo! Ha fatto benissimo a star nascosto.<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Ma che bisogno c'è di tante precauzioni? Chi
+potrebbe mai immaginarsi di trovarlo qui?</p>
+
+<p> &mdash; È verissimo,&nbsp;» disse Emilia, ed avrebbe forse
+concluso che la musica notturna veniva da Orsino,
+se non fosse stata certa non aver egli nè gusto, nè
+talento per quell'arte. Non volendo aumentare le
+paure di Annetta parlando di ciò che cagionava la
+sua, le domandò se fossevi alcuno nel castello che
+sapesse suonar qualche istrumento.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh, sì, signorina, Benedetto suona bene il tamburo,
+Lancellotto è bravo per la tromba, e anche
+Lodovico suona bene la tromba. Ma ora è ammalato.
+Mi ricordo che una volta...</p>
+
+<p> &mdash; Non avresti tu intesa una musica,&nbsp;» disse Emilia
+interrompendola, «&nbsp;dopo il nostro arrivo in
+questo luogo, e segnatamente la notte scorsa?</p>
+
+<p> &mdash; No, signora; non ho inteso mai altra musica,
+fuor quella dei tamburi e delle trombe. E quanto
+alla notte passata, non ho fatto altro che sognare
+l'ombra della mia defunta padrona.</p>
+
+<p> &mdash; La tua defunta padrona?&nbsp;» disse la fanciulla
+tremando; «&nbsp;tu sai dunque qualcosa? Dimmi tutto
+quello che sai, per carità.</p>
+
+<p> &mdash; Ma, signorina, voi non ignorate che nessuno
+sa cosa sia accaduto di lei: è dunque chiaro che
+ha preso l'istessa strada dell'antica padrona del castello,
+della quale nessuno ha saputo più nulla.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, profondamente afflitta, congedò la cameriera,
+i cui discorsi avevano rianimato i terribili
+di lei sospetti sul destino della zia, ciò che la decise
+a fare un secondo sforzo per ottenere qualche
+certezza in proposito, dirigendosi un'altra volta a
+Montoni.</p>
+
+<p>Annetta tornò di lì a poche ore, e disse ad Emilia
+che il portinaio del castello desiderava parlarle
+avendo un segreto da rivelarle. Quest'ambasciata
+la sorprese, e le fece dubitare di qualche insidia;
+già esitava ad acconsentire; ma una breve riflessione<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+gliene dimostrò l'improbabilità, e arrossì della sua
+debolezza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Digli che venga nel corridoio,&nbsp;» rispos'ella,
+«&nbsp;e gli parlerò.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta partì, e tornò poco dopo dicendo:</p>
+
+<p>«&nbsp;Bernardino non ardisce venire nel corridoio,
+temendo di essere veduto. Si allontanerebbe troppo
+dal suo posto, e non può farlo per adesso. Ma se
+volete compiacervi di venire a trovarlo al portone,
+passeremo per una strada segreta ch'egli mi ha
+insegnata, senza traversare il cortile, e vi racconterà
+cose che vi sorprenderanno assaissimo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, non approvando quel progetto, negò positivamente
+di andare. «&nbsp;Digli,&nbsp;» soggiunse, «&nbsp;che se
+ha da farmi qualche confidenza, l'ascolterò nel corridoio
+quando avrà il tempo di venirci.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta andò a portar la risposta, ed al suo ritorno
+disse ad Emilia: «&nbsp;Non ho concluso nulla,
+signorina; Bernardino non può in verun modo lasciare
+la porta in questo momento; ma se stasera,
+appena farà notte, volete venire sul bastione orientale,
+egli potrà forse allontanarsi un minuto e svelarvi
+il suo segreto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, sorpresa ed allarmata al tempo stesso
+dal mistero che colui esigeva, esitava sul partito
+da prendere; ma considerando che forse l'avvertirebbe
+di qualche disgrazia, od avrebbe da darle
+notizie della zia; risolse di accettare l'invito. «&nbsp;Dopo
+il tramonto del sole,&nbsp;» disse, «&nbsp;io sarò in fondo al
+bastione orientale; ma allora sarà appostata la sentinella;
+come farà Bernardino a non esser veduto?</p>
+
+<p> &mdash; È appunto ciò che gli ho detto, ed esso mi ha
+risposto aver la chiave della porta di comunicazione
+fra il cortile e il bastione, per la quale egli si propone
+di passare; che quanto alle sentinelle, non ne
+mettono alcuna in fondo al bastione, perchè le mura
+altissime e la torre di levante bastano da quella
+parte per guardare il castello, e che quando sarà
+oscuro, non potrà esser veduto all'altra estremità.<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Ebbene,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;sentirò ciò che vuol
+dirmi, e ti prego di accompagnarmi stasera sul bastione:
+intanto di' a Bernardino di esser puntuale
+all'ora indicata, giacchè potrei ancor io esser veduta
+dal signor Montoni. Dov'è egli? Vorrei parlargli.</p>
+
+<p> &mdash; È nel salotto di cedro, a parlamento con altri
+signori. Io credo che voglia dare un banchetto per
+riparare il disordine dell'altra notte: in cucina sono
+tutti occupatissimi.&nbsp;»</p>
+
+<p>La padroncina le domandò se aspettavano nuovi
+ospiti. Annetta non lo credeva. «&nbsp;Povero Lodovico!&nbsp;»
+diss'ella; «&nbsp;sarebbe allegro come gli altri se fosse
+ristabilito! Il caso però non è disperato: il conte
+Morano era più ferito di lui, e intanto è guarito e
+se n'è tornato a Venezia.</p>
+
+<p> &mdash; Come facesti a saperlo?</p>
+
+<p> &mdash; Me l'han detto ier sera, signorina; mi sono
+scordata di contarvelo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia la pregò di avvertirla quando Montoni
+fosse solo. Annetta andò a portar la risposta a Bernardino,
+che l'aspettava impaziente. Il castellano
+intanto fu così occupato per tutto il giorno, che
+Emilia non ebbe l'occasione di calmare i suoi timori
+sul destino della zia. Volse i suoi pensieri
+all'ambasciata del portinaio: si perdeva in mille
+congetture, e man mano che si avvicinava l'ora
+del misterioso colloquio, cresceva la sua impazienza.
+Il sole finalmente tramontò: sentì appostare le sentinelle,
+ed appena giunse Annetta, che doveva accompagnarla,
+scesero insieme. Emilia temeva d'incontrar
+Montoni, o qualcuno de' suoi. «&nbsp;Rassicuratevi,&nbsp;»
+disse Annetta, «&nbsp;sono ancora tutti a tavola,
+e Bernardino lo sa.&nbsp;»</p>
+
+<p>Giunte al primo terrazzo, la sentinella, gridò:
+<i>Chi va là?</i> Emilia rispose, e s'incamminarono al
+bastione orientale, ove furono fermate da un'altra
+sentinella, e dopo una seconda risposta, poterono
+continuare. Emilia non amava esporsi così tardi alla<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+discrezione di quella gente, impazientissima di ritirarsi,
+accelerò il passo per raggiunger Bernardino,
+ma non trovandolo si appoggiò pensierosa al parapetto.
+Il bosco e la valle eran sepolti nell'oscurità,
+un lieve venticello agitava solo la cima degli alberi,
+e tratto tratto si udivano voci nell'interno del
+vasto edifizio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Cosa sono queste voci?&nbsp;» disse Emilia tremante.</p>
+
+<p> &mdash; Quelle del padrone e de' suoi ospiti che gozzovigliano,&nbsp;»
+rispose Annetta.</p>
+
+<p> &mdash; Gran Dio! com'è mai possibile che un uomo
+sia così allegro quando forma l'infelicità del suo
+simile!... E la fanciulla guardò con raccapriccio la
+torre di levante presso cui si trovava: vide una
+fioca luce attraverso la ferriata della stanza inferiore:
+una persona vi passava col lume in mano; tale circostanza
+non rianimò le sue speranze a proposito
+della signora Montoni, poichè, avendola cercata colà
+appunto, non vi aveva trovato che una vecchia divisa
+e delle armi. Nulladimeno si decise a tentar di aprire
+la torre al di fuori, appena Bernardino si fosse partito
+da lei.</p>
+
+<p>Passava il tempo, e costui non compariva. Emilia,
+inquieta, esitò se dovesse aspettarlo ancora;
+avrebbe mandata Annetta a cercarlo, se non avesse
+temuto di restar sola.</p>
+
+<p>Mentre ragionava colla seguace della tardanza, lo
+videro comparire. Emilia si affrettò a domandargli
+che cosa voleva dirle, pregandolo di non perder
+tempo, poichè l'aria notturna l'incomodava.</p>
+
+<p>«&nbsp;Licenziate la cameriera, signorina,&nbsp;» le disse
+Bernardino con voce sepolcrale, che la fece fremere,
+«&nbsp;il mio segreto non posso rivelarlo che a voi
+sola.&nbsp;» Emilia esitò, ma finì a pregare Annetta di
+allontanarsi alcuni passi; indi gli disse: «&nbsp;Ora,
+amico mio, son sola, cosa volete dirmi?&nbsp;»</p>
+
+<p>Egli tacque un momento, come per riflettere poi,
+rispose: «&nbsp;Io perderei certo il mio impiego se lo<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+sapesse il padrone. Promettetemi, signorina, che non
+paleserete a chicchessia sillaba di ciò che son per
+dirvi. Chi si è fidato di me in quest'affare me ne
+farebbe pagare il fio se venisse a capire ch'io l'avessi
+tradito. Ma mi sono interessato per voi, e voglio
+dirvi tutto.&nbsp;» Emilia lo ringraziò accertandolo
+della sua segretezza, e lo pregò di continuare. «&nbsp;Annetta
+mi ha detto nel tinello, quanto voi state <a name="tn35" id="tn35"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'in in'">in</ins>
+pena per la signora Montoni, e quanto desiderate
+essere informata del suo destino.</p>
+
+<p> &mdash; È vero, se lo sapete ditemi tosto ciò che ha
+di più terribile; son parata a tutto.</p>
+
+<p> &mdash; Io posso dirvelo, ma vi veggo così afflitta, che
+non so come cominciare.</p>
+
+<p> &mdash; Son parata a tutto, amico,&nbsp;» ripetè Emilia
+con voce ferma ed imponente, «&nbsp;e preferisco la più
+terribile certezza a questo dubbio crudele.</p>
+
+<p> &mdash; Se è così, vi dirò tutto. Già sapete che il
+padrone e sua moglie non andavano d'accordo;
+non tocca a me conoscerne il motivo, ma credo che
+ne saprete il risultato.</p>
+
+<p> &mdash; Bene,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;e così?</p>
+
+<p> &mdash; Il padrone, a quanto pare, ha avuto ultimamente
+un forte alterco con lei: io vidi tutto, intesi
+tutto, e più di quel che possono supporre; ma ciò
+non riguardandomi, io non diceva nulla. Pochi
+giorni sono egli mi mandò a chiamare e mi disse:
+Bernardino, tu sei un brav'uomo, e credo potermi
+fidare di te... Lo assicurai della mia fedeltà. Allora,
+per quanto mi ricordo, mi disse: Ho bisogno che
+tu mi serva in un'affare importante. Mi ordinò ciò
+che doveva fare; ma di questo non dirò nulla, chè
+concerne soltanto la padrona.</p>
+
+<p> &mdash; Cielo! che faceste? qual furia poteva indurvi
+ambidue ad un atto così detestabile?</p>
+
+<p> &mdash; Fu una furia,&nbsp;» rispose Bernardino con voce
+cupa, e tacquero entrambi. Emilia non aveva coraggio
+di domandarne davvantaggio. Bernardino
+pareva temere di spiegarsi più particolarmente; alfine<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+soggiunse: «&nbsp;È inutile riandare il passato. Il
+padrone fu troppo crudele, sì, ma voleva essere obbedito.
+Se io mi fossi ricusato, ne avrebbe trovato
+un altro meno scrupoloso di me.</p>
+
+<p> &mdash; L'avete uccisa?&nbsp;» balbettò Emilia; «&nbsp;io dunque
+parlo con un sicario?&nbsp;» Bernardino tacque, e
+la fanciulla mosse un passo per lasciarlo.</p>
+
+<p> &mdash; Restate, signorina,&nbsp;» ei le disse; «&nbsp;voi meritereste
+di lasciarvelo credere, giacchè me ne stimaste
+capace.</p>
+
+<p> &mdash; Se siete innocente, ditelo tosto&nbsp;» soggiunse Emilia
+quasi moribonda; «&nbsp;non ho forza bastante per
+ascoltarvi maggior tempo.</p>
+
+<p> &mdash; Or bene, la signora Montoni è viva per me
+solo; essa è mia prigioniera: sua eccellenza l'ha
+confinata nella camera di sopra del portone, e me
+ne affidò la custodia. Voleva dirvi che avreste potuto
+parlarle; ma ora...&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, sollevata a tai parole da inesprimibile angoscia,
+scongiurollo di farle vedere la zia. Egli vi
+acconsentì senza farsi pregar molto, e le disse che
+la notte seguente, allorchè Montoni fosse a letto, se
+voleva recarsi alla porta del castello, potrebbe forse
+introdurla dalla prigioniera.</p>
+
+<p>In mezzo alla riconoscenza che le ispirava siffatto
+favore, parve alla fanciulla di scorgere ne' di lui
+sguardi una certa soddisfazione maligna, mentre
+pronunziava quest'ultime parole. Sulle prime scacciò
+tale idea, lo ringraziò di nuovo, e raccomandò
+la zia alla di lui pietà, assicurandolo che l'avrebbe
+ricompensato, e sarebbe esatta all'appuntamento indicato;
+quindi gli augurò buona sera, ed andossene.</p>
+
+<p>Passò qualche ora prima che la gioia, eccitata in
+lei dal racconto di Bernardino, le permettesse di
+giudicare con precisione dei pericoli che minacciavano
+ancora la zia e lei stessa. Quando la sua agitazione
+si calmò, riflettè che la zia era prigioniera
+d'un uomo, il quale poteva sacrificarla alla vendetta
+o all'avarizia sua. Allorchè pensava all'atroce fisonomia<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+del portinaio, credeva che il suo decreto di
+morte fosse già firmato; immaginando colui capace
+di consumare qualunque atto barbaro. Queste idee
+le rammentarono l'accento col quale le aveva promesso
+di farle vedere la prigioniera. Le venne mille
+volte in idea che la zia potesse esser già morta, e
+che lo scellerato era forse incaricato d'immolare
+anche lei all'avarizia di Montoni, il quale di tal
+guisa sarebbe entrato in possesso dei suoi beni in
+Linguadoca, che avevan formato il tema d'una sì
+odiosa contestazione. L'enormità di questo doppio
+delitto gliene fece alla fine respingere la probabilità;
+ma non perdè tutti i timori, nè tutti i dubbi ispiratile
+dalle maniere di Bernardino.</p>
+
+<p>La notte era già molto avanzata, ed ella si afflisse
+quasi di non sentir la musica, della quale
+aspettava il ritorno con sentimento più forte della
+curiosità. Distinse lunga pezza le risa smoderate di
+Montoni e de' suoi convitati, le canzoni lubriche, e
+sentì finire ben tardi i loro rumorosi discorsi. Susseguì
+un profondo silenzio interrotto soltanto dai
+passi di quelli che si ritiravano ne' rispettivi alloggi.
+Emilia, ricordandosi che la sera precedente aveva
+intesa la musica press'a poco all'istess'ora, aprì
+pian piano la finestra, stando in attenzione della
+soave armonia.</p>
+
+<p>Il pianeta da lei osservato al primo sentire della
+musica, non si vedeva ancora, e cedendo ad una
+impressione superstiziosa, guardava attenta la parte
+del cielo in cui doveva apparire, aspettando la melodia
+nello stesso momento. Alfine esso comparve,
+rifulgendo sopra le torri orientali. Emilia tese l'orecchio,
+ma indarno. Le ore scorsero in ansiosa
+aspettativa; nessun suono turbò la calma solenne
+della natura. Ella rimase alla finestra finchè l'alba
+non cominciò a biancheggiare le vette de' monti, e
+persuasa allora che la musica non si sarebbe altrimenti
+sentita, se ne andò a letto.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XXVI" id="CAPITOLO_XXVI"></a>CAPITOLO XXVI</h2>
+
+<p>Emilia restò sorpresa il dì seguente udendo che
+Annetta sapeva la detenzione della zia nella camera
+sopra il portone d'ingresso del castello, e non ignorava
+neppure il progetto di visita notturna; che
+Bernardino avesse potuto confidare alla cameriera
+un mistero così importante era poco probabile, ma
+intanto le mandava un messaggio relativo al loro
+colloquio, invitandola a trovarsi sola, un'ora dopo
+mezzanotte, sul bastione, e aggiungendo che avrebbe
+agito secondo la promessa. Emilia fremè a tale proposta,
+e fu assalita da mille timori simili a quelli
+che l'avevano agitata la notte. Non sapea qual partito
+prendere: figuravasi spesso che Bernardino l'avesse
+ingannata; che forse aveva già assassinata la
+zia; ch'era in quel momento il sicario di Montoni,
+il quale voleva sacrificarla all'esecuzione dei suoi
+progetti. Il sospetto che la infelice donna non vivesse
+più, si riunì ai suoi timori personali. Infatti,
+lo zio sapeva che, in caso di morte della moglie
+senza avergli fatta la cessione de' suoi beni, li avrebbe
+ereditati Emilia; ned era improbabile ch'egli pensasse
+a sbarazzarsi anche di lei per entrar in tranquillo
+possesso di quelle tanto agognate sostanze.
+Alfine, il desiderio di liberarsi da tante crudeli incertezze,
+la decisero a non mancare al convegno.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ma come potrò io,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;traversar il
+bastione così tardi? Le sentinelle mi fermeranno, e
+il signor Montoni lo saprà.</p>
+
+<p> &mdash; Bernardino ha pensato a tutto,&nbsp;» rispose Annetta;
+«&nbsp;ei mi ha dato questa chiave, <a name="tn38" id="tn38"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'incarincandomi'">incaricandomi</ins>
+d'avvertirvi ch'essa apre una porta in fondo
+alla galleria a vôlta, che conduce al bastione di
+levante; così non temerete d'incontrare gli uomini
+di guardia. Mi ha incaricato di dirvi inoltre che vi
+fa andare sul terrazzo sola per condurvi al luogo<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+convenuto, onde non aprire la sala grande, il cui
+cancello cigola.&nbsp;» Questa spiegazione così naturale
+calmò Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ma perchè vuole egli ch'io vada sola?</p>
+
+<p> &mdash; Perchè? glie l'ho domandato appunto. Perchè,
+gli dissi, non potrei venire anch'io? che male
+ci sarebbe? Ma mi ha risposto di no. Io volli persistere:
+fu inflessibile. Mi figuro però che saprete
+chi andate a vedere.</p>
+
+<p> &mdash; Te lo ha forse detto Bernardino?</p>
+
+<p> &mdash; No, signora, non mi ha detto nulla.&nbsp;»</p>
+
+<p>Per tutto il resto del dì, Emilia fu in preda a
+continue incertezze. Udì suonare la mezzanotte e
+titubava ancora. La pietà per la zia vinse alfine ogni
+ripugnanza: pregò Annetta di seguirla fino alla porta
+della galleria, e quivi aspettare il suo ritorno. Giunta
+colà, aprì, tremando, la porta, ed entrata sola e
+senza lume sul bastione, avanzossi guardinga ed attenta
+verso il luogo convenuto, cercando Bernardino
+attraverso le tenebre. Raccapricciò al suono di una
+voce rauca che parlava vicino a lei, e riconobbe tosto
+il portinaio, il quale l'aspettava appoggiato al
+parapetto. E' le rimproverò la sua tardanza, dicendole
+aver mancato più di mezz'ora. Le disse di seguirlo,
+ed accostossi al luogo ond'era entrato sul
+terrazzo. Quando la porta fu aperta, la tetra oscurità
+dell'andito, illuminato da una sola fiaccola che
+ardeva infissa nel suolo, la fece fremere; ricusò di
+entrarvi, a meno che non permettesse ad Annetta
+di accompagnarla. Bernardino si oppose, ma unì destramente
+al rifiuto tante particolarità proprie ad
+eccitare la curiosa pietà di Emilia per la zia, che
+riuscì a persuaderla a seguirlo fino al portone. Egli
+prese la torcia e andò avanti. In fondo all'andito
+aprì un'altra porta, e scesi pochi gradini si trovarono
+in una cappella diroccata. La fanciulla si rammentò
+alcuni discorsi di Annetta su tal proposito.
+Contemplava con terrore quelle mura senza vôlta<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+e coperte di musco; quelle finestre gotiche dove
+l'ellera e la brionia supplivano da lunga pezza ai
+vetri, ed i cui festoni frammischiavansi ai capitelli
+infranti. Bernardino urtò in una pietra e proruppe
+in una bestemmia orribile, resa più tremenda dall'eco
+lugubre. Il cuore di lei si agghiacciò, ma
+continuò a seguirlo, ed egli voltò a destra. «&nbsp;Per
+di qui, signorina,&nbsp;» le disse, scendendo una scala
+che pareva addurre a profondi sotterranei. Emilia
+si fermò domandandogli con voce tremante ove
+pretendesse condurla.</p>
+
+<p>«&nbsp;Al portone,&nbsp;» rispose Bernardino.</p>
+
+<p> &mdash; Non possiamo andarci per la cappella?</p>
+
+<p> &mdash; No, signora, essa ci condurrebbe nel secondo
+cortile, ch'io voglio scansare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia esitava ancora, temendo egualmente di
+andare innanzi, e d'irritare colui ricusando di seguirlo.</p>
+
+<p>«&nbsp;Venite, signorina,&nbsp;» diss'egli, giunto già in
+fondo alla scala, «&nbsp;spicciatevi: io non posso star
+qui tutta notte; non vi aspetto più.&nbsp;» Sì dicendo,
+andò innanzi, portando sempre la fiaccola. Emilia,
+temendo di restar nelle tenebre, lo seguì con ripugnanza.
+Giunsero in un sotterraneo, ove l'aria umida
+e grossa, i folti vapori oscuravan talmente la fiaccola,
+che Bernardino, per paura non gli si spegnesse,
+si fermò un momento ad attizzarla; nell'intervallo,
+Emilia osservò vicino a lei un doppio cancello di
+ferro, e, più lontano, alcuni mucchi di terra che
+parevano circondare una fossa da morti. Simile
+spettacolo in cotal luogo l'avrebbe colpita violentemente
+in ogni altro tempo, ma allora credè quella
+fosse la tomba della zia, e che il perfido Bernardino
+conducesse anche lei alla morte. Il luogo
+oscuro e terribile ove ritrovavansi giustificava quasi
+il suo pensiero, che sembrava adattato al delitto, e
+vi si poteva commettere impunemente un assassinio.
+Vinta dal terrore, non sapeva che risolvere,<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+pensando come vana fosse la fuga, impedita dalla
+tenebria e dal lungo cammino, non che dalla sua
+debolezza. Pallida ed inquieta, aspettava che Bernardino
+avesse attizzata la fiaccola, e siccome la sua
+vista ricorreva sempre alla fossa, non potè a meno
+di chiedergli per chi fosse preparata. L'uomo volse
+vêr lei gli sguardi senza rispondere. Ella ripetè la
+domanda; colui, scuotendo la face, andò oltre, nè
+aperse bocca. La fanciulla camminò tremando sino
+ad un'altra scala, salita la quale trovaronsi nel
+primo cortile. Nel traversarlo, la fiamma lasciava
+vedere le alte e nere muraglie tappezzate di lunghe
+erbe sporgenti dalle commessure, e coronate da
+torricelle contrastanti colle enorme torri del portone.
+In quel quadro risaltava la tarchiata figura di
+Bernardino. Costui era avvolto in un lungo mantello
+scuro, sotto del quale appena si scuoprivano
+i suoi coturni, o sandali, e la punta della lunga
+sciabola che portava costantemente al fianco. Aveva
+in testa un berretto basso di velluto nero ornato
+d'una piccola piuma. I lineamenti duri esprimevano
+un umore burbero, astuto ed impaziente. La vista
+del cortile rianimò l'abbattuta Emilia, e nell'avvicinarsi
+al portone cominciò a sperare di essersi ingannata
+nelle sue paurose congetture; guardando
+inquieta la prima finestra sopra la vôlta, e vedendola
+scura, domandò se fosse quello il luogo ove
+trovavasi rinchiusa la sua zia. Essa parlava adagio,
+e Bernardino non parve intenderla perchè non le
+rispose. Entrarono nell'edifizio, e trovaronsi ai piè
+della scala d'una delle torri.</p>
+
+<p>«&nbsp;La signora Montoni dorme lassù,&nbsp;» disse Bernardino.</p>
+
+<p> &mdash; Dorme!&nbsp;» rispose Emilia salendo.</p>
+
+<p> &mdash; Dorme in quella camera lassù,&nbsp;» soggiunse
+l'uomo.</p>
+
+<p>Il vento che soffiava per quelle profonde cavità
+accrebbe la fiamma della torcia, la quale rischiarò<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+vie meglio l'atroce figura di Bernardino, le vetuste
+pareti, la scala a chiocciola annerita dal tempo, e
+gli avanzi di vecchie armature che parean il trofeo
+d'antiche vittorie.</p>
+
+<p>Giunti al pianerottolo, la guida mise una chiave
+nella serratura d'una stanza, «&nbsp;Potete entrar qui,&nbsp;»
+le disse, «&nbsp;ed aspettarmi: intanto vado a dire alla
+padrona che siete arrivata.</p>
+
+<p> &mdash; È una precauzione inutile, chè mia zia mi vedrà
+volentieri.</p>
+
+<p> &mdash; Non ne sono ben sicuro,&nbsp;» soggiunse Bernardino
+additando la camera. «&nbsp;Entrate, signorina, che
+io vado ad avvertirla.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, sorpresa ed offesa in certo qual modo, non
+ardì resistere; ma siccome colui portava via la
+fiaccola, lo pregò di non lasciarla al buio. Ei si
+guardò intorno, e veduta una lucerna in sulla scala,
+l'accese e la diede alla fanciulla, la quale entrò,
+ed egli chiuse la porta al di fuori; ascoltò attenta,
+e le parve che, in vece di salire, scendesse la scala,
+ma il vento impetuoso che soffiava sotto il portone,
+non le permetteva di distinguere alcun suono; infine,
+non udendo verun movimento nella camera superiore
+aveva detto il custode che stava la Montoni,
+stette viepiù perplessa. Poco dopo, in un intervallo
+di calma, le parve sentir scendere Bernardino
+nel cortile, e di ascoltarne perfino la voce.
+Tutti i primieri timori tornarono a colpirla più forte,
+persuasa non fosse più errore dell'immaginazione,
+ma un avvertimento del destino che doveva subire:
+non dubitò che la sua zia non fosse stata immolata,
+e forse in quella medesima stanza ove aveano tratto
+anche lei pel medesimo oggetto. Il contegno e le
+parole di Bernardino a proposito della zia confermavano
+le sue idee lugubri. Stava attenta, e non
+sentiva verun rumore nè sulla scala, nè nella stanza
+superiore; accostatasi alla finestra munita di ferree
+sbarre, udì alcune voci tra il soffio del vento,<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+ed al lume di una torcia che pareva essere sotto la
+vôlta, vide sul suolo l'ombra di parecchi uomini,
+tra cui una colossale, che riconobbe per quella del
+feroce custode.</p>
+
+<p>Appena il di lei spirito si fu calmato, prese il
+lume per vedere se le fosse possibile di fuggire. La
+stanza era spaziosa, nè aveva altre aperture che la
+finestra e la porta per la quale era entrata: non
+c'erano mobili, all'infuori di un seggiolone di bronzo
+fisso in mezzo alla stanza, e sul quale pendeva una
+grossa catena di ferro, infissa alla vôlta. Lo guardò
+a lungo con orrore e sorpresa; osservò vari cerchi
+pure di ferro per chiudervi le gambe, ed altri simili
+anelli sui bracciuoli della sedia. Si convinse
+che quell'odiosa macchina era un istrumento di
+tortura, e che più d'un infelice, incatenato colà,
+doveva esservi morto di fame. Se le rizzarono i capelli
+al pensiero di trovarsi in siffatto luogo, e precipitossi
+all'altra estremità per cercarvi uno sgabello;
+ma non vide che una tenda oscura, la quale
+copriva intieramente parte della stanza. Attonita,
+stette a considerarla con ispavento: desiderava e
+temeva di sollevarla per vedere ciò che ricoprisse:
+due volte fu trattenuta dalla rimembranza dello
+spettacolo orribile che la sua mano temeraria aveva
+scoperto nell'appartamento chiuso; ma pensando
+che forse nascondeva il cadavere della zia assassinata,
+spinta dalla disperazione, l'alzò. Dietro trovavasi
+un cadavere steso sopra un lettuccio basso
+e lordo di sangue; <a name="cap26" id="cap26"></a>la sua faccia, sfigurata dalla
+morte, era schifosa e coperta di livide ferite. Emilia
+lo contemplò con occhio avido e smarrito: ma
+il lume le cadde di mano; e cadde ella stessa svenuta
+a' piè dell'orribile oggetto.</p>
+
+<p>Allorchè riebbe i sensi, si trovò nelle braccia di
+Bernardino, e circondata da gente che la trasportava
+fuori: si accorse di che si trattava; ma l'estrema
+debolezza non le permise di alzar la voce,<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+nè di fare moto alcuno, e scese la scala. Si fermarono
+sotto la vôlta: uno di coloro, togliendo la
+torcia a Bernardino, aprì una porta laterale, ed
+uscendo sulla piattaforma, lasciò distinguere gran
+quantità di gente a cavallo. Sia che l'aria aperta
+l'avesse un poco rianimata, o che quegli strani oggetti
+la restituissero al sentimento del pericolo, la
+fanciulla gettò alcune strida e fece vani sforzi per
+isciogliersi da quei briganti.</p>
+
+<p>Bernardino intanto chiedeva la torcia, alcune voci
+lontane rispondevano, parecchie persone si avvicinavano,
+e un lume comparve nel cortile; Emilia fu
+trascinata fuor della porta: ella vide lo stesso uomo
+che teneva la torcia del portinaio, occupato a far
+lume ad un altro, il quale sellava un cavallo in
+fretta, circondato da altri cavalieri dal truce aspetto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Perchè perdere tanto tempo?&nbsp;» disse Bernardino,
+bestemmiando ed avvicinandosi; «&nbsp;spicciatevi,
+fate presto, perdio!</p>
+
+<p> &mdash; La sella è quasi pronta,&nbsp;» rispose l'uomo che
+l'affibbiava, e Bernardino bestemmiò di nuovo per
+siffatta trascuraggine. Emilia, che gridava aiuto con
+voce fioca, fu trascinata verso i cavalli, ed i briganti
+disputarono fra loro su quale dovessero farla
+montare. In quella uscì molta gente con lumi, ed
+Emilia conobbe distintamente, fra tutte le altre, la
+voce strillante di Annetta: scorse quindi Montoni e
+Cavignì seguiti da soldati. Non li vedeva più allora
+con paura, ma con isperanza, e non pensava più
+ai pericoli del castello, dal quale poco prima desiderava
+tanto fuggire.</p>
+
+<p>Dopo una breve zuffa, Montoni ed i suoi sconfissero
+i nemici, i quali, in minor numero, e poco
+interessati forse nell'impresa ond'erano incaricati,
+fuggirono di galoppo. Bernardino sparve fra le tenebre,
+ed Emilia fu ricondotta nel castello. Ripassando
+dal cortile, la memoria di quanto aveva veduto
+nella stanza del portone rinnovò in lei i terrori<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+primieri; e quando udì ricadere la saracinesca
+che la rinchiudeva ancora in quelle mura formidabili,
+fremè, ed obliando quasi il nuovo pericolo cui
+era sfuggita, non poteva comprendere come la vita
+e la libertà non si trovassero al di là di quelle
+barriere.</p>
+
+<p>Montoni ordinò ad Emilia d'aspettarlo nella sala
+di cedro. Vi andò poco dopo, e l'interrogò con severità
+sul misterioso avvenimento. Sebbene lo riguardasse
+allora come l'assassino di sua zia, e potesse
+appena soddisfare alle sue domande, pure le
+di lei risposte poterono convincerlo non avere essa
+avuto volontariamente alcuna parte nella trama, e
+la congedò appena vide comparire la sua gente, che
+aveva fatto radunare per iscoprire i complici.</p>
+
+<p>Emilia stette un pezzo agitata prima di poter
+riflettere sull'occorso. Il cadavere veduto dietro alla
+tenda stavale sempre innanzi agli occhi, e ruppe in
+dirotto pianto. Annetta gliene chiese il motivo, ma
+essa non volle confidarglielo, per timore di irritare
+Montoni.</p>
+
+<p>Costretta a concentrare in sè tutto l'orrore di
+quel segreto, la di lei ragione fu per soccombere
+all'insopportabile peso. Quando Annetta le parlava,
+essa non l'udiva, o rispondeva fuor di proposito;
+sospirava, ma non versava lagrime. Spaventata dalla
+di lei situazione, Annetta corse ad informarne Montoni:
+egli aveva allora congedati i servi, senza avere
+scoperto nulla. Il commovente racconto che gli fece
+la cameriera sullo stato di Emilia, lo indusse a recarsi
+da lei. Al suono della sua voce, la fanciulla
+alzò gli occhi, un raggio di luce parve ravvivarne
+gli spiriti: si alzò per ritirarsi lentamente in fondo
+alla camera. Montoni le parlò con dolcezza: essa
+lo guardava con aria curiosa e spaventata, rispondendo
+sempre di sì a tutte le sue domande. Il di
+lei spirito pareva aver ricevuto una sola impressione,
+quella della paura. Annetta non poteva spiegar<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+questo disordine, e Montoni, dopo inutili sforzi per
+farla parlare, ordinò alla donzella di restar là tutta
+notte, e d informarlo il giorno di poi del suo stato.</p>
+
+<p>Partito che fu, Emilia si ravvicinò, e domandò
+chi fosse colui ch'era venuto ad inquietarla, Annetta
+le rispose ch'era il signor Montoni, ed essa, ripetendo
+replicatamente questo nome, si lasciò condurre
+al letto, e l'esaminò con occhio smarrito;
+volgendosi quindi tremando alla seguace, la scongiurò
+a non lasciarla, dicendo che dopo la morte
+di suo padre era stata abbandonata da tutti. Annetta
+ebbe la prudenza di non interromperla, e
+quando, dopo aver pianto molto, la vide infine cedere
+al sonno, l'affezionata ragazza, obliando ogni
+paura, restò sola ad assistere Emilia tutta notte.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXVII" id="CAPITOLO_XXVII"></a>CAPITOLO XXVII</h2>
+
+<p>Il riposo restituì le forze alla fanciulla. Svegliandosi
+vide con sorpresa Annetta addormentata su
+d'una sedia vicina e tentò di rammentarsi le circostanze
+della sera uscitele talmente dalla memoria,
+che non gliene restava traccia: fissava tuttavia gli
+occhi sopra la cameriera, quando questa si destò.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah, cara padroncina mi riconoscete?&nbsp;» sclamò
+essa.</p>
+
+<p> &mdash; Se ti riconosco! Sicuramente; tu sei Annetta;
+ma come ti trovi qui?</p>
+
+<p> &mdash; Oh! voi siete stata malissimo, in verità, ed
+io credeva...</p>
+
+<p> &mdash; È singolare,&nbsp;» disse Emilia, procurando rammentarsi
+il passato; «&nbsp;ma parmi essere stata funestata
+da un sogno orribile! Dio buono!&nbsp;» soggiunse
+raccapricciando; «&nbsp;certo non poteva essere che un
+sogno.&nbsp;» E fissava sguardi spaventati su Annetta,
+la quale, volendo tranquillarla, le rispose: «&nbsp;Non
+era un sogno, no, ma ora tutto è finito.</p>
+
+<p> &mdash; Essa fu dunque uccisa?&nbsp;» disse Emilia tremante.<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+Annetta mise un grido; essa ignorava la
+circostanza che ricordavasi la fanciulla, ed attribuiva
+la frase al delirio. Quand'ebbe chiaramente
+spiegato ciò che aveva voluto dirle, Emilia si rammentò
+il tentativo per rapirla, e domandò se l'autore
+del progetto era stato scoperto. L'altra le rispose
+di no, sebbene fosse facile indovinarlo, e
+disse che doveva a lei la sua liberazione. «&nbsp;È così,
+signora Emilia,&nbsp;» continuò Annetta; «&nbsp;io era decisa
+ad essere più accorta di Bernardino, il quale
+non aveva voluto confidarmi il suo segreto; ma io
+mi era piccata di scuoprirlo. Invigilava sulla terrazza;
+ed appena egli ebbe aperta la porta, uscii
+per cercar di seguirvi, persuasissima che non si
+progettava nulla di buono con tanto mistero. Assicuratami
+che non aveva chiusa la porta internamente,
+l'aprii, e vi tenni dietro da lontano, aiutata
+dal chiaror della fiaccola, fin sotto la vôlta della
+cappella. Io ebbi paura di andare avanti, avendo
+sentito raccontare cose strane di quel luogo, ma
+temeva parimenti ritornarmene sola; e mentre Bernardino
+attizzava la torcia, vinsi ogni timore, vi
+seguii fino al cortile, e quando saliste la scala, scivolai
+pian piano sotto il portone, ove intesi un calpestìo
+di cavalli al di fuori, e vari uomini che
+bestemmiavano contro Bernardino, perchè tardava
+a condurvi; ma colà fui quasi sorpresa: il custode
+scese, ed io ebbi appena il tempo di schivarlo. Aveva
+sentito abbastanza per sapere di che si trattava, nè
+dubitai più che c'entrasse il conte Morano in quel
+progetto, benchè fosse partito. Corsi indietro al
+buio, obliando tutte le paure; eppure non farei
+un'altra volta lo stesso tragitto per tutto l'oro del
+mondo. Fortunatamente il signor Cavignì ed il padrone
+erano ancora alzati; in un batter d'occhio
+radunammo gente, e abbiam fatti fuggire i briganti.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'ancella aveva cessato di parlare, e Emilia parea
+ascoltare ancora. Finalmente, rompendo il silenzio,<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+disse: «&nbsp;Credo sia meglio andarlo a trovare
+io stessa. Dov'è?&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta domandò di chi parlasse.</p>
+
+<p>«&nbsp;Del signor Montoni; ho bisogno di vederlo.&nbsp;»
+Annetta, rammentandosi allora l'ordine ricevuto
+la sera, si alzò immantinente, dicendo che incaricavasi
+d'andarlo a cercare.</p>
+
+<p>I sospetti della buona ragazza sul conte erano
+fondatissimi; e Montoni, non dubitandone anch'esso,
+cominciò a presumere che il veleno mescolato col
+vino vi fosse stato messo per ordine di Morano.</p>
+
+<p>Le proteste di pentimento da questi fatte ad
+Emilia allorchè fu ferito, erano sincere quando le
+fece, ma erasi ingannato anche lui. Aveva creduto
+disapprovare i suoi progetti, e si affliggeva soltanto
+del funesto loro risultato; quando però fu guarito,
+le sue speranze si rianimarono, e si trovò disposto
+ad intraprendere nuovi tentativi. Il portinaio del
+castello, lo stesso ond'erasi già servito, accettò volentieri
+un secondo regalo, e quand'ebbero concertato
+il ratto di Emilia, il conte partì pubblicamente
+dall'abituro ov'era stato a curarsi, e si ritirò colla
+sua gente a qualche miglio di distanza. Le ciarle
+sconsiderate di Annetta avendo somministrato a
+Bernardino un mezzo quasi sicuro per ingannare
+Emilia, il conte nella notte convenuta mandò tutti
+i suoi servi alla porta del castello, restando esso
+all'abituro per aspettarvi la fanciulla, cui si proponeva
+di condurre a Venezia. Abbiamo già veduto
+in qual modo andò a vuoto il suo progetto; ma le
+<a name="tn48" id="tn48"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'violenti'">violente</ins> e diverse passioni dalle quali fu agitata
+l'anima gelosa di lui, son difficili ad esprimere.</p>
+
+<p>Annetta fece l'ambasciata a Montoni e gli domandò
+un colloquio per la nipote: egli rispose che fra
+un'ora sarebbe stato nel salotto di cedro. Emilia
+non sapeva qual esito dovesse aspettarsi dall'abboccamento,
+e fremeva d'orrore alla sola idea della
+sua presenza; voleva parlargli del funesto destino<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+della zia, e supplicarlo d'una grazia che ardiva appena
+sperare, di ritornare cioè in patria, giacchè
+la zia non esisteva più.</p>
+
+<p>Mentre, combattuta da mille timori, rifletteva sulla
+prossima conferenza, e sulle probabili conseguenze
+che potea derivargliene, Montoni le fece dire non
+poterla vedere se non il giorno dopo: Emilia non
+seppe che cosa pensare di tal ritardo. Annetta le
+disse, che Verrezzi e la sua truppa tornavano per
+certo alla guerra: il cortile esser pieno di cavalli,
+ed avere saputo che il resto della banda era aspettato
+per prendere tutti insieme un'altra direzione.
+Quando fu notte, Emilia si rammentò la musica
+misteriosa già udita; vi attaccava tuttavia una specie
+d'interesse, sperando provarne qualche sollievo.
+L'influenza della superstizione diventava ogni giorno
+più attiva sulla di lei fantasia infiacchita; congedò
+Annetta, e risolse di restar sola per aspettare la
+musica. Andò diverse volte alla finestra invano; le
+parve avere intesa una voce, e dopo un profondo
+silenzio, si credè nuovamente delusa nella sua aspettativa.</p>
+
+<p>Così passò il tempo fino a mezzanotte, ed allora
+tutti i rumori lontani che si facevano sentire nell'abitato,
+cessarono quasi nello stesso momento, e
+il sonno parve regnar dappertutto. Tornò alla finestra,
+e fu scossa da suoni straordinari: non era
+un'armonia, ma il basso lamento d'una persona desolata.
+Atterrita, stette ad ascoltare: i flebili lamenti
+eran cessati: si chinò fuori della finestra per
+iscoprire qualche lume: una perfetta oscurità avvolgeva
+le camere sottoposte, ma credè vedere a poca
+distanza, sul bastione, moversi qualche oggetto. Il
+debole chiarore delle stelle non le permetteva di
+distinguer bene: s'immaginò fosse una sentinella,
+e celò il lume per osservare meglio senza essere
+veduta.</p>
+
+<p>Il medesimo oggetto ricomparve quasi sotto la<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+finestra: essa distinse una figura umana; ma il silenzio
+con cui si avanzava le fe' credere non fosse
+una sentinella; la figura si accostò: Emilia voleva
+ritirarsi, ma la curiosità la spingeva a restare, ed
+in quell'incertezza l'incognito si pose in faccia a
+lei e restò immobile. Il profondo silenzio, la misteriosa
+ombra la colpirono talmente, che stava per
+ritrarsi, allorchè vide la figura muoversi lungo il
+parapetto e sparire. Emilia pensò qualche tempo a
+questa strana circostanza, non dubitando di aver
+veduto un'apparizione soprannaturale. Allorchè fu
+più tranquilla, si ricordò ciò che le avean detto
+delle temerarie imprese di Montoni, e le venne in
+idea d'aver visto uno di quegl'infelici spogliati dai
+banditi, divenuto loro prigioniero, e ch'egli fosse
+l'autore della musica misteriosa. Riflettendo però
+che un prigioniero non poteva passeggiare così senza
+guardia, respinse tale idea.</p>
+
+<p>Credè in seguito che Morano avesse trovato il
+mezzo d'introdursi nel castello, ma se le presentarono
+tosto le difficoltà ed i pericoli di siffatta impresa,
+tanto più che se gli fosse riuscito di giunger
+fin lì, non sarebbesi contentato di stare muto
+a mezzanotte sotto la finestra, giacchè conosceva
+perfettamente la scala segreta, e non avrebbe per
+certo fatto quei lamenti da lei intesi. Giunse perfino
+a supporre, fosse qualcuno che volesse impadronirsi
+del castello; ma i suoi dolorosi sospiri distruggevano
+anche questa congettura. Allora risolse
+di vegliare la notte successiva per cercar di dilucidare
+il mistero, decisa ad interrogare la figura <a name="tn50" id="tn50"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'se se'">se</ins>
+si fosse di nuovo mostrata.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span></p>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_XXVIII" id="CAPITOLO_XXVIII"></a>CAPITOLO XXVIII</h2>
+
+<p>Il giorno di poi Montoni mandò ad Emilia una
+seconda scusa, che la sorprese non poco.</p>
+
+<p>Verso sera, il distaccamento che aveva fatta la
+prima scorreria nelle montagne, tornò al castello:
+dalla sua camera remota, Emilia sentì le frenetiche
+grida ed i canti di vittoria. Annetta venne poco dopo
+ad avvertirla che coloro si rallegravano alla vista
+d'un immenso bottino. Tal circostanza la confermò
+nell'idea, che Montoni fosse realmente un capo di
+masnadieri, e si fosse prefisso di ristabilire la sua
+opulenza assaltando i viaggiatori. In verità, quand'essa
+rifletteva alla posizione di quel castello fortissimo,
+quasi inaccessibile, isolato in mezzo a quei
+monti selvaggi e solilari, lontano da città, borghi
+e villaggi, sul passaggio dei più ricchi viaggiatori;
+le pareva che tal situazione fosse adattatissima per
+progetti di rapina, e non dubitò che Montoni non
+fosse realmente un capo di assassini. Il di lui carattere
+sfrenato, audace, crudele e intraprendente,
+conveniva molto ad una simile professione; amava
+il tumulto, e la vita burrascosa; era insensibile a
+pietà e timore; il suo coraggio somigliava alla ferocia
+animale: non era quel nobile impulso che
+eccita il generoso contro l'oppressore a pro dell'oppresso;
+ma una semplice disposizione fisica che
+non permette all'anima di sentire il timore, perchè
+non sente null'altro.</p>
+
+<p>La supposizione di Emilia, quantunque plausibile,
+non era però abbastanza esatta: essa ignorava la
+situazione dell'Italia, e l'interesse rispettivo di tante
+contrade belligeranti. Siccome i redditi di parecchi
+Stati non bastavano a mantenere eserciti, neppure
+nel breve periodo in cui il genio turbolento dei
+governi e dei popoli permetteva di godere i benefizi
+della pace, si formò a quell'epoca un ordine<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+di uomini ignoti nel nostro secolo, e mal dipinti
+nella storia di quello. Fra i soldati licenziati alla
+fine di ciascuna guerra, un piccolissimo numero
+soltanto tornava alle arti poco lucrative della pace
+e del riposo. Gli altri, talvolta passavano al servizio
+de' potentati in guerra; tal altra formavansi in
+bande di briganti, e padroni di qualche forte, il
+loro carattere disperato, la debolezza dei governi,
+e la certezza che al primo segnale sarebbero corsi
+sotto le bandiere, li metteva al coperto da ogni persecuzione
+civile. Si attaccavano spesso alla fortuna
+d'un capo popolare, che li conduceva al servizio di
+qualche Stato, e trafficava il prezzo del loro coraggio.
+Quest'uso fe' dar loro l'epiteto di <i>condottieri</i>,
+nome formidabile in Italia per un periodo assai
+lungo. Ne vien fissato il fine al principio del
+secolo decimosettimo; ma sarebbe quasi impossibile
+indicarne con precisione l'origine.</p>
+
+<p>Quando non erano assoldati, il capo d'ordinario
+risiedeva nel suo castello; e là, o ne' luoghi circonvicini,
+godevano tutti dell'ozio e del riposo.
+Talvolta soddisfavano i bisogni a spese dei villaggi,
+ma tal altra la loro prodigalità, allorchè dividevano
+il bottino, ricompensava ad usura delle loro sevizie,
+ed i loro ospiti prendevano alla lunga qualche
+tinta del carattere bellicoso. Montoni, spinto dalle
+grosse perdite al giuoco, aveva finito col farsi anch'egli
+capo d'una di queste bande; Orsino ed altri
+si riunirono a lui, e l'avanzo de' loro averi avea
+servito a formare un fondo per l'impresa.</p>
+
+<p>Appena fu notte, Emilia tornò alla finestra, decisa
+di osservare più esattamente la figura, caso
+mai ricomparisse. Intanto perdevasi in mille congetture.
+Sentivasi spinta quasi irresistibilmente a
+cercar di favellarle; ma ne la tratteneva il terrore.
+«&nbsp;Se fosse una persona,&nbsp;» pensava, «&nbsp;che avesse progetti
+su questo castello, la mia curiosità potrebbe
+forse divenirmi fatale; eppure que' lamenti, quella<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+musica da me intesi son certo suoi, nè posson venire
+da un nemico.&nbsp;»</p>
+
+<p>La luna tramontò, l'oscurità divenne profonda;
+ella intese suonare la mezzanotte senza vedere nè
+sentir nulla, e cominciò a formar qualche dubbio
+sulla realtà della precedente visione, per cui, stanca
+di aspettare invano, se ne andò a letto.</p>
+
+<p>Montoni non pensò neppure il giorno seguente a
+farla chiamare pel richiesto abboccamento. Più interessata
+che mai di vederlo, gli fece domandare,
+per mezzo di Annetta, a qual ora potesse riceverla;
+egli le assegnò le undici ore. Emilia fu puntuale,
+si armò di coraggio per sopportar la vista dell'assassino
+di sua zia, e lo trovò nel salotto di cedro
+circondato da tutti i suoi ospiti, alcuni dei quali si
+volsero appena l'ebbero veduta, facendo un'esclamazione
+di sorpresa. Emilia, vedendo che Montoni
+non le badava, voleva ritirarsi, allorchè esso la richiamò
+indietro.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vorrei parlarvi da sola, signore, se ne aveste
+il tempo.</p>
+
+<p> &mdash; Sono in compagnia di buoni amici pei quali
+non ho segreti; parlate dunque liberamente,&nbsp;» rispose
+Montoni.</p>
+
+<p>Emilia senza aprir bocca, s'incamminò verso la
+porta, ed allora Montoni si alzò e la condusse in un
+gabinetto, chiudendone l'uscio dispettosamente. Essa
+sollevò gli occhi sulla di lui fisonomia barbara, e
+pensando che contemplava l'assassino della zia, compresa
+d'orrore, perdette la memoria dello scopo
+della sua visita, e non osò più nominare la signora
+Montoni. Questi finalmente le domandò con impazienza
+ciò che volesse da lui, «&nbsp;Non posso perder
+tempo in bagattelle,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;avendo affari di molta
+importanza.&nbsp;» Emilia gli disse allora che, desiderando
+tornarsene in Francia, veniva a domandargliene
+il permesso. La guardò con sorpresa, chiedendole
+il motivo di tale richiesta. Emilia esitò, tremò, impallidì,<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+e sentì scemarsi d'animo. Egli vide la sua
+commozione con indifferenza, e ruppe il silenzio
+per dirle che gli premeva di tornare nel salotto;
+Emilia facendosi forza, ripetè allora la domanda, e
+Montoni le diede un'assoluta negativa. Resa allora
+ardita: «&nbsp;Non posso più, signore,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;restar
+qui convenientemente, e potrei chiedervi con
+qual diritto volete impedirmi di partire.</p>
+
+<p> &mdash; Per volontà mia,&nbsp;» rispose egli incamminandosi
+verso la porta, «&nbsp;ciò vi basti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, vedendo che simile decisione non ammetteva
+appello, non tentò di sostenere i suoi diritti,
+e fe' solo un debole sforzo per dimostrarne la giustizia.
+«&nbsp;Fin quando viveva mia zia,&nbsp;» diss'ella con
+voce tremante «&nbsp;la mia residenza qui potea esser
+decente, ma or ch'essa non è più, mi si deve concedere
+di partire. La mia presenza, o signore non
+può tornarvi gradita, e un più lungo soggiorno qui
+non servirebbe che ad affliggermi.</p>
+
+<p> &mdash; Chi vi ha detto che la signora Montoni sia
+morta?&nbsp;» diss'egli fissandola con occhio indagatore.
+Ella esitò; nessuno aveaglielo detto, ed essa non
+ardiva confessargli come avesse veduto nella stanza
+del portone l'orribile spettacolo che glielo aveva
+fatto credere.</p>
+
+<p> &mdash; Chi ve lo ha detto?&nbsp;» ripetè Montoni con impaziente
+severità.</p>
+
+<p> &mdash; Lo so pur troppo per mia sventura; per pietà,
+non parlatemene più.&nbsp;» E sentivasi venir meno.</p>
+
+<p> &mdash; Se volete vederla,&nbsp;» disse Montoni, «&nbsp;lo potete;
+essa è nella torre d'oriente.&nbsp;» E la lasciò senza
+aspettare risposta. Parecchi dei cavalieri, che non
+avevano mai veduta Emilia, cominciarono a motteggiarlo
+su tale scoperta, ma Montoni avendo accolte
+siffatte celie con serio contegno, e' cambiarono discorso.</p>
+
+<p>Emilia, intanto, confusa dell'ultime di lui parole,
+non pensò che a rivedere l'infelice zia, a ciò spronata<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+dall'imperioso dovere. Appena vide Annetta,
+la pregò di accompagnarla e l'ottenne con grande
+difficoltà. Uscite dal corridoio, giunsero appiè della
+scala insanguinata; Annetta non volle andare più
+innanzi. Emilia salì sola; ma quando rivide le strisce
+di sangue, si sentì mancare, e fermossi. Alcuni
+minuti di pausa la rinfrancarono. Giunta sul pianerottolo,
+temè di trovar la porta chiusa; ma s'ingannava:
+la porta s'aprì facilmente, introducendola
+in una camera oscura e deserta. La considerò paurosa:
+si avanzò lentamente, ed udì una voce fioca.
+Incapace di parlare o di fare alcun moto, ristette: la
+voce si fece sentire nuovamente, e parendole allora
+di riconoscere quella della zia, si fece coraggio, si
+avvicinò ad un letto che scorse in fondo alla vastissima
+camera, ne aprì le cortine, e vi trovò una
+figura smunta e pallida; rabbrividì, e presale la
+mano che somigliava a quella di uno scheletro, e
+guardandola attenta, riconobbe madama Montoni,
+ma sì sfigurata, che i suoi lineamenti attuali le rammentavano
+appena ciò ch'era stata. Essa viveva ancora,
+ed aprendo gli occhi, li volse alla nipote.
+«&nbsp;Dove siete stata tanto tempo?&nbsp;» le chiese col
+medesimo suono di voce; «&nbsp;credeva che mi aveste
+abbandonata.</p>
+
+<p> &mdash; Vivete voi,&nbsp;» parlò alfine Emilia, «&nbsp;o siete
+un'ombra?</p>
+
+<p> &mdash; Vivo, ma sento che sto per morire.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia procurò di consolarla, e le domandò chi
+l'avesse ridotta in quello stato.</p>
+
+<p>Facendola trasportare colà per l'inverosimile sospetto
+ch'ella avesse attentato alla sua vita, Montoni
+erasi fatto giurare dai suoi agenti il più profondo
+segreto. Due erano i motivi di questo rigore:
+privarla delle consolazioni di Emilia, e procacciarsi
+l'occasione di farla morire senza strepito, se qualche
+circostanza venisse a confermare i suoi sospetti.
+La perfetta cognizione dell'odio che aveva meritato<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+dalla moglie l'aveva indotto naturalmente ad accusarla
+dell'attentato. Non aveva altre ragioni per
+supporla rea, e lo credeva ancora. L'abbandonò in
+quella torre alla più dura prigionia, ove, senza rimorsi
+e senza pietà, la lasciò languire in preda ad
+una febbre ardente, che l'aveva infine ridotta sull'orlo
+del sepolcro.</p>
+
+<p>Le striscie di sangue vedute da Emilia sulla scala,
+provenivano da una ferita toccata, nella zuffa, da
+uno dei satelliti che la trasportavano, e sfasciatasi
+nel camminare. Per quella notte accontentaronsi coloro
+di chiuder bene la prigioniera, non pensando
+a farle la guardia. Ecco perchè, alla prima ricerca,
+Emilia trovò la torre deserta e silenziosa. Allorchè
+tentò d'aprire la porta della stanza, sua zia dormiva.
+Se però il terrore non le avesse impedito di
+chiamarla di nuovo, l'avrebbe alfine svegliata, e
+sarebbesi così risparmiati tanti affanni. Il cadavere
+osservato nella camera del portone, era quello del
+ferito da lei veduto trasportare nella sala dove
+aveva cercato un asilo, spirato sul tettuccio pochi
+dì appresso, e che doveva esser sepolto la mattina
+seguente nella fossa scavata sotto la cappella per
+dov'era passata con Bernardino.</p>
+
+<p>Emilia, dopo mille interrogazioni, lasciò la zia un
+istante per andar in cerca di Montoni. Il vivo interesse
+che sentiva per lei le fece obliare il risentimento
+a cui l'esporrebbero le sue rimostranze, e
+la poca apparenza di ottenere quanto voleva chiedergli.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vostra moglie è moribonda, signore,&nbsp;» gli diss'ella
+appena lo vide; «&nbsp;il vostro corruccio non
+vorrà perseguitarla certo fino agli ultimi momenti.
+Permettete dunque che sia trasportata nelle sue
+stanze, e se le apprestino i soccorsi necessari.</p>
+
+<p> &mdash; A che gioverà questo, s'ella muore?&nbsp;» disse
+Montoni con indifferenza.</p>
+
+<p> &mdash; Gioverà, signore, a risparmiarvi qualcuno dei<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+rimorsi che vi lacereranno allorchè sarete nella di
+lei situazione.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'audace risposta non lo scosse guari; resistè
+lunga pezza alle preghiere ed alle lagrime; al fine
+la pietà, che aveva assunto le espressive forme di
+Emilia, riuscì a commovere quel cuore di macigno.
+Si volse vergognandosi di un buon sentimento, e
+a volt'a volta inflessibile ed intenerito, acconsentì
+a lasciarla riporre nel suo letto, e assistere la nipote
+temendo insieme che il soccorso non fosse
+troppo tardo, e che Montoni non si ritrattasse, Emilia
+lo ringraziò appena, s'affrettò a preparare il
+letto della zia, aiutata da Annetta e le portò un ristorativo,
+che la ponesse in grado di reggere al trasporto.</p>
+
+<p>Appena giunta nelle sue stanze, Montoni revocò
+l'ordine; ma Emilia, lieta di avere agito con tanta
+sollecitudine, corse a trovarlo, gli rappresentò che
+un nuovo tragitto diverrebbe fatale, ed ottenne che
+la lasciasse dov'era.</p>
+
+<p>Per tutto il dì, essa non abbandonò la zia, se
+non per prepararle il cibo necessario. La signora
+Montoni lo prendeva per compiacenza, convinta di
+dover morire fra poco. La fanciulla la curava con
+tenera inquietudine: ormai non trattavasi più d'una
+zia imperiosa, ma della sorella di un padre adorato,
+la cui situazione faceva pietà. Giunta la notte, voleva
+passarla presso di lei, ma ella vi si oppose assolutamente,
+esigendo che andasse a riposarsi, e contentandosi
+della compagnia di Annetta. Il riposo
+per verità era necessario a Emilia, dopo le scosse
+e il moto di quella giornata, ma non volle lasciar
+la zia prima di mezzanotte, epoca riguardata dai
+medici come critica. Allora, dopo aver ben raccomandato
+ad Annetta di assisterla con cura e di andare
+ad avvisarla al minimo sintomo di pericolo,
+le augurò la buona notte e ritirossi. Aveva il cuore
+straziato dallo stato orribile della zia, di cui ardiva<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+appena sperare la guarigione. Vedeva sè stessa
+chiusa in un antico castello isolato, lontana d'ogni
+ausilio, e nelle mani di un uomo capace di tutto
+che avrebbe potuto dettargli l'interesse e l'orgoglio.</p>
+
+<p>Occupata da queste tristi riflessioni, Emilia non
+andò a letto, e si appoggiò al davanzale della finestra
+aperta. I boschi e le montagne, fiocamente illuminati
+dall'astro notturno, formavano un contrasto
+penoso collo stato del suo spirito; ma il lieve
+stormir delle frondi ed il sonno della natura finirono
+ad addolcire gradatamente il tumulto degli
+affetti, e sollevarle il cuore al punto di farla piangere.
+Restò così in quella posizione senza avere altra
+idea che il sentimento vago delle disgrazie che
+l'opprimevano; quando alfine scostò il fazzoletto
+dagli occhi, vide sul bastione, in faccia a lei, immobile
+e muta, la figura già osservata: l'esaminò
+attentamente tremando, ma non potè parlarle com'eraselo
+proposto. La luna rifulgeva, e l'agitazione
+del suo spirito era forse l'unico ostacolo che le
+impedisse di chiaramente distinguere quella figura,
+la quale non facendo movimento alcuno, pareva inanimata.
+Raccolse allora le idee smarrite e voleva
+ritirarsi, quando la figura parve allungar una mano
+come per salutarla, e mentre ella stava immobile
+per la sorpresa e la paura, il gesto fu ripetuto.
+Tentò parlare, ma le spirarono le parole sul labbro,
+e nel ritirarsi dalla finestra per prender la lampada,
+udì un sordo gemito; ascoltò senza osar di riaffacciarsi,
+e ne udì un altro.</p>
+
+<p>«&nbsp;Gran Dio!&nbsp;» sclamò essa; «&nbsp;che significa ciò?&nbsp;»
+Ascoltò di nuovo, ma non intese più nulla. Dopo
+un lungo intervallo, riavutasi, tornò alla finestra,
+e rivide la figura. Ne ricevè un nuovo saluto, e intese
+nuovi sospiri.</p>
+
+<p>«&nbsp;Questo gemito è certamente umano! Voglio
+parlare,&nbsp;» diss'ella. «&nbsp;Chi va là?&nbsp;» gridò poi sottovoce;
+chi passeggia a quest'ora? La figura alzò<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+la testa, e s'incamminò verso il parapetto. Emilia
+la seguì cogli occhi, e la vide sparire al chiaro della
+luna. La sentinella allora si avanzò a passi lenti
+sotto la finestra, ove fermatasi, la chiamò per nome,
+e le domandò rispettosamente se avesse veduto passar
+qualche cosa. Essa rispose parerle aver veduto
+un'ombra. La sentinella non disse altro; e tornò
+indietro; ma siccome quell'uomo era di guardia,
+Emilia sapeva che non poteva abbandonare il suo
+posto, e ne aspettò il ritorno. Poco dopo lo sentì
+gridare ad alta voce. Un'altra voce lontana rispose.
+Uscirono soldati dal corpo di guardia, e tutto il
+distaccamento traversò il bastione. Emilia domandò
+cosa fosse; ma i soldati passarono senza darle retta.</p>
+
+<p>Intanto essa si perdeva in mille congetture. Se
+fosse stata più vana, avrebbe potuto supporre che
+qualche abitante del castello passeggiasse sotto la
+sua finestra colla speranza di rimirarla e dichiararle
+i suoi sentimenti; ma tale idea non le venne, e
+quando ciò fosse stato, l'avrebbe abbandonata come
+improbabile, poichè quella persona, che avrebbe
+potuto favellarle, era stata muta, e quando ella stessa
+aveva detta una parola, la figura erasi allontanata
+d'improvviso. Mentre riflettea così passarono due
+soldati sul bastione, e parlando fra loro, fecero comprendere
+ad Emilia, che un loro compagno era caduto
+tramortito. Poco dopo vide avanzarsi tre altri
+soldati lentamente, ed una voce fioca; quando furono
+sotto la finestra, potè distinguere che chi parlava
+era sostenuto da' compagni. Essa li chiamò per
+domandar che cosa fosse accaduto; le fu risposto
+che il camerata di guardia, Roberto, era caduto in
+deliquio, e che il grido da lui fatto svenendo, aveva
+dato un falso allarme.</p>
+
+<p>«&nbsp;Va egli soggetto a questi deliqui?&nbsp;» chiese la
+giovane.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signorina, sì,&nbsp;» replicò Roberto: «&nbsp;ma
+quand'anco nol fossi, ciò ch'io vidi avrebbe spaventato
+anche il papa.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; E che cosa vedeste?</p>
+
+<p> &mdash; Non posso dire nè cosa fosse, nè che cosa
+vidi, nè com'è scomparso,&nbsp;» rispose il soldato,
+rabbrividendo ancora dallo spavento. «&nbsp;Quando vi
+lasciai, signorina, poteste vedermi andar sul terrazzo;
+ma non iscorsi nulla fin quando mi trovai
+sul bastione orientale. Splendea la luna, e vidi
+come un'ombra fuggire poco lungi a me dinanzi;
+sostai all'angolo della torre dove avea vista quella
+figura: era sparita; guardai sotto l'antico arco:
+nulla. D'improvviso udii rumore, ma non era un
+gemito, un grido, un accento, qualcosa insomma
+che avessi inteso in vita mia. L'udii una sol volta,
+ma bastò; non so più che mi avvenne sino all'istante
+in cui mi trovai circondato da' compagni.</p>
+
+<p> &mdash; Venite, amici,&nbsp;» disse Sebastiano, «&nbsp;torniamo
+al nostro posto. Buona notte, signorina.</p>
+
+<p> &mdash; Buona notte,&nbsp;» rispose Emilia, chiudendo la
+finestra, e ritirandosi per riflettere su quella strana
+circostanza che coincideva coi fatti delle altre notti;
+essa cercò trarne qualche risultato più certo d'una
+congettura; ma la sua immaginazione era tuttavia
+troppo riscaldata, il criterio troppo offuscato, ed i
+terrori della superstizione signoreggiavano ancora
+le sue idee.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXIX" id="CAPITOLO_XXIX"></a>CAPITOLO XXIX</h2>
+
+<p>Emilia recossi di buonissima ora dalla zia, e la
+trovò quasi nel medesimo stato: aveva dormito
+pochissimo, e la febbre non era cessata. Sorrise alla
+nipote, e parve rianimarsi alla di lei vista: parlò
+poco, e non nominò mai Montoni. Poco dopo entrò
+egli stesso; sua moglie ne fu molto agitata e
+non disse verbo; ma allorchè Emilia si alzò dalla
+sedia accanto al suo letto, la pregò con voce fioca
+di non abbandonarla.</p>
+
+<p>Montoni non veniva per consolar la moglie, cui<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+sapeva esser moribonda, o per ottenerne il perdono;
+veniva unicamente per tentare l'ultimo sforzo ad
+estorcere la sua firma, affinchè dopo la di lei morte
+potesse restar padrone di tutti i suoi beni, che toccavano
+ad Emilia. Fu una scena atroce, nella quale
+l'uno dimostrò un'impudente barbarie, l'altra una
+pertinacia che sopravviveva per fino alle forze fisiche.
+Emilia dichiarò mille volte che preferiva rinunziare
+a tutti i suoi diritti, anzichè vedere gli
+ultimi momenti della infelice zia amareggiati da
+quel crudele diverbio. Montoni nondimeno non uscì
+fin quando sua moglie, spossata dall'affannosa contesa,
+perdè alfine l'uso dei sensi, Emilia credette
+di vedersela spirar in braccio; pure ricuperò la
+favella, e dopo aver preso un cordiale, intertenne
+a lungo la nipote con precisione e chiarezza a proposito
+dei suoi beni di Francia. Insegnolle dove
+fossero alcune carte importanti sottratte alle ricerche
+del marito, e le ordinò espressamente di non
+privarsene mai.</p>
+
+<p>Dopo questo colloquio, la Montoni si assopì, e
+sonnecchiò fino a sera: destatasi, le parve di star
+meglio, ma Emilia non la lasciò se non molto
+tempo dopo mezzanotte, e quando le fu ordinato
+assolutamente; essa obbedì volontieri, chè la malata
+appariva alquanto sollevata. Era allora la seconda
+guardia e l'ora in cui la figura era già comparsa.
+La fanciulla udì cambiar le sentinelle, e quando
+tutto tornò quieto, affacciossi alla finestra, e celò
+la lampada per non essere scorta. La luna proiettava
+una luce fioca ed incerta; folti vapori l'oscuravano,
+immergendola talvolta nelle tenebre. In un
+di questi intervalli, notò una fiammella aleggiar
+sul terrazzo; mentre la fissava, essa svanì. Un bagliore
+le fece alzare il capo; i lampi guizzavano
+tra una negra nube, diffondendo una luce funesta
+e fugace sui boschi della valle e sugli edifizi circostanti.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p>
+
+<p>Tornando a chinar gli occhi, rivide la fiammella:
+essa parea in movimento. Poco stante udì rumor
+di passi: la vampa mostravasi e spariva volt'a
+volta. D'improvviso, al baglior d'un lampo, scorse
+qualcuno sul terrazzo. Tutte le ansietà di prima
+rinnovaronsi; la persona inoltrò, e la fiammella,
+che parea scherzare, appariva e svaniva ad intervalli.
+Emilia, desiderando finirla co' suoi dubbi, allorchè
+vide la luce proprio sotto la finestra, chiese
+con voce languente chi fosse.</p>
+
+<p>«&nbsp;Amici: sono Antonio, il soldato di guardia,&nbsp;»
+fu risposto.</p>
+
+<p> &mdash; Che cos'è quella fiammella? vedete come splende
+e poi scompare!</p>
+
+<p> &mdash; Stanotte essa è comparsa sulla punta della
+mia lancia, mentr'era in pattuglia; ma non so cosa
+significhi.</p>
+
+<p> &mdash; È strano,&nbsp;» disse Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Il mio camerata,&nbsp;» proseguì il soldato, «&nbsp;anch'egli
+ha una consimile fiammella sulla punta
+della picca, e dice aver già osservato il medesimo
+prodigio.</p>
+
+<p> &mdash; E come lo spiega egli?</p>
+
+<p> &mdash; Accerta essere un segno di cattivo augurio, e
+null'altro. Ah! ma debbo recarmi al mio posto.
+Buona notte, signorina.&nbsp;» E s'allontanò.</p>
+
+<p>Ella rinchiuse la finestra, e buttossi sul letto.
+La tempesta intanto, che minacciava all'orizzonte,
+era scoppiata con indicibile violenza; il rimbombo
+orrendo del tuono le impediva il sonno. Scorso
+qualche tempo, le parve udire una voce in mezzo
+al fracasso spaventoso degli elementi scatenati;
+alzossi per accertarsene, ed accostatasi all'uscio,
+riconobbe Annetta, la quale, quando le fu aperto,
+gridò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Essa muore, signorina, la mia padrona muore.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla sussultò e corse dalla zia; quando
+entrò, la signora Montoni pareva svenuta: era quieta<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+e insensibile. Emilia, con un coraggio che non cedeva
+al dolore allorchè il dovere richiedeva la sua
+attività, non risparmiò alcun mezzo per richiamarla
+alla vita, ma l'ultimo sforzo era già fatto, la misera
+avea finito di patire.</p>
+
+<p>Quando Emilia conobbe l'inutilità delle sue premure,
+interrogò la tremante Annetta, e seppe che
+la zia, caduta in una specie di sopore subito dopo
+la partenza di lei, era rimasta in quello stato fino
+all'istante dell'agonia. Dopo una breve riflessione
+decise di non informar Montoni dell'infausto caso
+se non alla mattina, pensando che colui sarebbe
+prorotto in qualche disumana espressione, ch'ella
+non avrebbe potuto soffrire. In compagnia della
+sola Annetta, incoraggita dal suo esempio, vegliò
+tutta notte presso alla defunta, recitando l'uffizio
+dei morti.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXX" id="CAPITOLO_XXX"></a>CAPITOLO XXX</h2>
+
+<p>Allorchè Montoni fu informato della morte di
+sua moglie, considerando ch'era spirata senza fargli
+la cessione tanto necessaria al compimento dei
+suoi desiderii, nulla valse ad arrestare l'espressione
+del suo risentimento. Emilia evitò con cura la di
+lui presenza, e pel corso di trentasei ore non abbandonò
+mai il cadavere della zia. Profondamente
+angosciata dal triste di lei destino, ne obliava tutti
+i difetti, le ingiustizie e la durezza, sol rammentandosene
+i patimenti.</p>
+
+<p>Montoni non disturbò le di lei preghiere: egli
+scansava la camera dov'era il cadavere della moglie,
+e perfino quella parte del castello, come se avesse
+temuto il contagio della morte. Pareva non avesse
+dato alcun ordine relativo ai funerali; cosicchè
+Emilia temette che fosse un insulto alla memoria
+di sua zia; ma uscì dall'incertezza, quando, la sera
+del secondo giorno, Annetta venne ad informarla<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+che la defunta verrebbe sepolta la notte stessa. Figurandosi
+che Montoni non vi avrebbe assistito,
+era lacerata dall'idea che il cadavere della povera
+zia andrebbe alla sepoltura senza che un parente
+od un amico le rendesse gli ultimi doveri: decise
+perciò di andarvi in persona; senza questo motivo,
+avrebbe tremato di accompagnare il corteo, composto
+di gente che avevano tutto il contegno e la
+figura di assassini, sotto l'orrida vôlta della cappella,
+ed a mezzanotte, all'ora cioè del silenzio e del
+mistero, scelta da Montoni per abbandonare all'oblìo
+le ceneri di una sposa, della quale la sua barbara
+condotta aveva per lo meno accelerato la fine.</p>
+
+<p>Secondata da Annetta, ella dispose la salma per
+la sepoltura. A mezzanotte, comparvero gli uomini
+che dovevano trasportarla alla tomba. Emilia potè
+contenere a stento l'agitazione vedendo quelle orride
+figure: due di essi, senza proferir parola, presero
+il cadavere sulle spalle, ed il terzo precedendoli
+con una fiaccola, discesero tutti uniti nel sotterraneo
+della cappella. Dovevano traversare i due
+cortili della parte orientale del castello, ch'era quasi
+tutta rovinata. Il silenzio e l'oscurità de' luoghi
+poco poterono sullo spirito di Emilia, occupata
+d'idee assai più lugubri. Giunti al limitare del
+sotterraneo, essa sostò, sovrappresa da una commozione
+inesprimibile di dolore e di spavento, e si
+volse per appoggiarsi ad Annetta, muta e tremante
+al par di lei. Dopo qualche pausa, inoltrò, e scorse,
+fra le arcate, gli uomini che deponevano la bara
+sull'orlo d'una fossa. Ivi trovavansi un altro servo
+di Montoni ed un sacerdote di cui non s'avvide se
+non quando cominciò le preci. Allora alzò gli occhi,
+e scorse la faccia venerabile d'un religioso, che con
+voce bassa e solenne recitò l'uffizio dei morti. Nell'istante
+in cui il cadavere venne calato nel sepolcro,
+il quadro era tale, che il più abile pennello non
+avrebbe sdegnato dipingere. I lineamenti feroci, le<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+fogge bizzarre di quegli scherani, inclinati colle
+faci sulla fossa, l'aspetto venerabile del frate, avvolto
+in lunghe vesti di lana bianca, il cui cappuccio,
+calato indietro, faceva risaltare un viso pallido,
+adombrato di pochi capelli bianchi, onde la luce
+delle torce lasciava vedere l'afflizione addolcita dalla
+pietà; l'attitudine interessante di Emilia appoggiata
+ad Annetta colla faccia semicoperta d'un velo nero,
+la dolcezza e beltà della fisonomia, e il suo intenso
+dolore, che non le permetteva di piangere, mentre
+affidava alla terra l'ultima parente che avesse; i
+riflessi tremolanti di luce sotto le vôlte, l'ineguaglianza
+del terreno, ov'erano stati recentemente sepolti
+altri corpi, la lugubre oscurità del luogo, tante
+circostanze riunite, avrebbero trascinato l'immaginazione
+dello spettatore a qualche caso forse più
+orribile del funerale dell'insensata ed infelice signora
+Montoni.</p>
+
+<p>Terminata la funzione, il frate guardò Emilia con
+attenzione e sorpresa; pareva volesse parlarle, ma
+la presenza dei masnadieri lo trattenne. Nell'uscire
+dalla cappella si permisero indegni motteggi sulla
+cerimonia e sullo stato di lui con grand'orrore
+d'Emilia. Li sofferse in silenzio, limitandosi a chiedere
+di essere ricondotto sano e salvo al suo convento,
+dal quale era venuto dietro richiesta espressa
+del castellano, a ciò indotto dalle istanze della nipote.
+Giunti nel secondo cortile, il frate impartì
+alla fanciulla la sua benedizione, fissandola con occhio
+pietoso, poi s'incamminò verso il portone. Le
+due donne ritiraronsi alle proprie stanze.</p>
+
+<p>Emilia passò parecchi giorni in assoluta solitudine,
+nel terrore per sè e nel rammarico della perdita
+di sua zia. Si determinò infine a tentare un
+nuovo sforzo per ottener da Montoni che la lasciasse
+andare in Francia. Non sapeva formare veruna
+congettura sui motivi che potea avere d'impedirglielo;
+era troppo persuasa ch'ei volea tenerla<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+seco, ed il suo primo rifiuto le lasciava poca speranza.
+L'orrore inspiratole dalla di lui presenza, le
+faceva differire di giorno in giorno il colloquio.
+Un messaggio però dello stesso Montoni la tolse
+da tale incertezza; egli desiderava vederla all'ora
+che indicava. Fu quasi per lusingarsi, che, essendo
+morta la zia, egli acconsentirebbe a rinunziar alla
+sua usurpata autorità; ma rammentandosi poi che
+i beni tanto contrastati erano divenuti attualmente
+suoi, temè che Montoni volesse usare qualche stratagemma
+per farseli cedere, e non la tenesse fin
+allora prigioniera. Quest'idea, invece di abbatterla,
+rianimò tutte le potenze dell'anima sua, e le infuse
+nuovo coraggio. Avrebbe rinunziato a tutto per assicurare
+il riposo della zia, ma risolse che veruna
+persecuzione personale avrebbe il potere di farla
+recedere da' suoi diritti. Era interessatissima a
+conservare l'eredità a riguardo specialmente di Valancourt,
+col quale lusingavasi così di passare una
+vita felice. A questa idea sentì quant'ei le fosse
+caro, e si figurava anticipatamente il momento in
+cui la di lei generosa amicizia avrebbe potuto dirgli
+che gli recava in dote tutti quei beni; si figurava
+vedere il sorriso che animerebbe i suoi lineamenti,
+e gli sguardi affettuosi che esprimerebbero tutta la
+sua gioia e riconoscenza. Credette in quel momento
+di poter affrontare tutti i mali che l'infernale malizia
+di Montoni le avrebbe preparato. Si ricordò
+allora, per la prima volta dopo la morte della zia,
+ch'essa aveva carte relative a questi beni, e risolse
+di farne ricerca appena avesse parlato con Montoni.</p>
+
+<p>Con questa idea andò a trovarlo all'ora prescritta:
+era in compagnia di Orsino e d'un altro uffiziale,
+e pareva esaminare con diligenza molte carte deposte
+sur un tavolino.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi ho fatta chiamare,&nbsp;» diss'egli alzando la
+testa, «&nbsp;perchè desidero siate testimone di un affare
+che debbo ultimare col mio amico Orsino. Tutto<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+ciò che si vuol da voi, è che firmiate questa, carta.&nbsp;»
+La prese, ne lesse borbottando alcune righe, la depose
+sul tavolo, e le diede una penna. Stava per
+firmare, quando le venne d'improvviso in mente il
+disegno di lui; le cadde la penna di mano, e negò
+di firmare senza leggere il contenuto: Montoni affettò
+sorridere, e ripresa la carta, finse rileggere
+un'altra volta come aveva già fatto. Emilia, fremendo
+del pericolo e dell'eccesso di credulità che l'avea
+quasi tradita, ricusò positivamente di firmare. Montoni
+continuò alcun poco i motteggi; ma quando,
+dalla perseveranza di lei, comprese che aveva indovinato
+il suo progetto, cambiò linguaggio e le
+ordinò di seguirlo. Appena furono soli, le disse che
+aveva voluto, per lei e per sè medesimo, prevenire
+un diverbio inutile in un affare, in cui la sua volontà
+formava la giustizia, e sarebbe diventata una
+legge; che preferiva persuaderla anzichè costringerla,
+e che in conseguenza adempisse al suo dovere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io, come marito della defunta signora Cheron,&nbsp;»
+soggiunse egli, «&nbsp;divento l'erede di tutto ciò che
+ella possedeva; i beni, che non ha voluto donarmi
+mentre viveva, non devono ora passare in altre
+mani. Vorrei, pel vostro interesse, disingannarvi
+dell'idea ridicola ch'essa vi diede alla mia presenza,
+che i suoi beni cioè sarebbero vostri, se moriva
+senza cedermeli. Penso che voi siate troppo ragionevole
+per provocare il mio giusto risentimento;
+non soglio adulare, e voi potete riguardare i miei
+elogi come sinceri. Voi possedete un criterio superiore
+al vostro sesso; e non avete veruna di quelle
+debolezze che distinguono in generale il carattere
+delle donne, l'avarizia cioè e il desiderio di dominare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni si fermò; Emilia non rispose.</p>
+
+<p>«&nbsp;Giudicando come faccio,&nbsp;» ripigliò egli, «&nbsp;io
+non posso credere vorrete mettere in campo una<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+contesa inutile. Non credo neppure che pensiate
+acquistare o possedere una proprietà, sulla quale
+la giustizia non vi accorda nessun diritto. Scegliete
+dunque l'alternativa che vi propongo. Se vi formerete
+un'esatta opinione del soggetto che trattiamo,
+sarete in breve ricondotta in Francia. Se poi foste
+tanto sciagurata da persistere nell'errore, in cui
+v'indusse vostra zia, resterete mia prigioniera, finchè
+apriate gli occhi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia rispose con calma: «&nbsp;Io non sono così
+poco istruita delle leggi relative a tale soggetto,
+per lasciarmi ingannare da un'asserzione qualunque;
+la legge mi accorda il possesso dei beni in questione,
+e la mia mano non tradirà i miei diritti.</p>
+
+<p> &mdash; Mi sono ingannato, a quanto pare, nell'opinione
+che m'era concepita di voi,&nbsp;» disse Montoni
+severamente; «&nbsp;voi parlate con arditezza e presunzione
+su d'un argomento che non intendete. Voglio
+bene, per una volta, perdonare l'ostinazione dell'ignoranza;
+la debolezza del vostro sesso, dalla
+quale non sembrate esente, esige anche questa indulgenza.
+Ma se persistete, avrete a temer tutto
+dalla mia giustizia.</p>
+
+<p> &mdash; Dalla vostra giustizia, signore,&nbsp;» rispose Emilia,
+«&nbsp;non ho nulla da temere, bensì tutto da sperare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni guardolla con impazienza, e parve meditare
+su ciò che doveva dirle.</p>
+
+<p>«&nbsp;Vedo che siete debole tanto da credere ad una
+ridicola asserzione. Me ne spiace per voi; quanto
+a me, poco me n'importa; la vostra credulità troverà
+il suo castigo nelle conseguenze, ed io compiango
+la debolezza di spirito che vi espone alle
+pene che mi costringete di prepararvi.</p>
+
+<p> &mdash; Voi troverete, signore,&nbsp;» rispose Emilia con
+dolcezza e dignità, «&nbsp;la forza del mio spirito eguale
+alla giustizia della mia causa; e posso soffrire con
+coraggio quando resisto alla tirannia.<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Parlate come una eroina,&nbsp;» disse Montoni
+con disprezzo; «&nbsp;vedremo se saprete soffrire egualmente.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia non rispose, e partì. Rammentandosi che
+resisteva così per l'interesse di Valancourt, sorrise
+compiacendosi di pensare ai minacciati maltrattamenti.
+Andò a cercare il posto indicatole dalla zia,
+come deposito delle carte relative ai suoi beni, e
+ve le trovò; ma non conoscendo un luogo più sicuro
+per conservarle, ve le ripose senza esame, temendo
+di essere sorpresa.</p>
+
+<p>Mentre, ritornata nella solitudine, rifletteva alle
+parole di Montoni e ai pericoli nei quali incorreva,
+opponendosi alla sua volontà, udì scrosci di risa
+sul bastione; andò alla finestra, e vide con sorpresa
+tre donne, vestite alla Veneziana, che passeggiavano
+con alcuni signori. Allorchè passarono sotto la finestra,
+una delle forestiere alzò la testa. Emilia riconobbe
+in lei quella signora Livona, le cui affabili
+maniere l'avevano tanto sedotta il giorno dopo il
+suo arrivo a Venezia, e che in quel giorno istesso
+era stata ammessa alla tavola di Montoni: tale scoperta
+le cagionò una gioia mista a qualche incertezza;
+era per lei un soggetto di soddisfazione il
+vedere una persona tanto amabile quanto sembrava
+la signora Livona, nel luogo istesso da essa abitato.
+Nondimeno, il di lei arrivo al castello in simile
+circostanza, il suo abbigliamento, che indicava non
+esservi stata costretta, glie ne fece sospettare i
+principii ed il carattere; ma l'idea spiaceva tanto
+ad Emilia, già vinta dalle maniere seducenti della
+bella Veneziana, che preferì non pensare che alle
+sue grazie, e bandì quasi intieramente qualunque
+altra riflessione.</p>
+
+<p>Quando Annetta entrò, le fece diverse interrogazioni
+sull'arrivo delle forastiere, e trovò avere
+colei più premura di rispondere, ch'essa d'interrogare.<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Son venute da Venezia,&nbsp;» disse la cameriera,
+«&nbsp;con due signori, ed io fui contentissima di vedere
+qualche altra faccia cristiana in quest'orrido
+soggiorno. Ma che pretendono esse venendo qui? Bisogna
+esser pazzi davvero per venire in questo
+luogo, oppure ci sono venute liberamente, giacchè
+sono allegre.</p>
+
+<p> &mdash; Saranno forse state fatte prigioniere,&nbsp;» soggiunse
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Prigioniere! oh! no, signorina: no, nol sono.
+Mi ricordo bene di averne veduta una a Venezia;
+è venuta due o tre volte in casa nostra. Si diceva
+perfino, sebbene io non l'abbia mai creduto, che il
+padrone l'amasse perdutamente.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia pregò Annetta d'informarsi dettagliatamente
+di tutto ciò che concerneva quelle signore,
+e, cambiando quindi discorso, parlò della Francia,
+facendole travedere la speranza di tornarvi in breve.</p>
+
+<p>La ragazza uscì per raccogliere informazioni, ed
+Emilia cercò obliare le sue inquietudini, pascendosi
+delle fantastiche immaginazioni create da' poeti.</p>
+
+<p>Verso sera, non volendo esporsi, sulle mura, agli
+avidi sguardi dei soci di Montoni, andò a passeggiare
+nella galleria contigua alla sua camera. Giugnendo
+in fondo ad essa udì ripetuti scrosci di risa. Erano
+i trasporti dello stravizio, e non gli slanci moderati
+d'una dolce ed onesta letizia. Parevan venire
+dalla porta del quartiere di Montoni. Un tal baccano
+in quel momento in cui l'infelice zia era appena
+spirata, l'indispettì al sommo, e vi riconobbe
+la conseguenza della mala condotta di Montoni.
+Ascoltando, credette riconoscere alcune voci donnesche;
+tale scoperta la confermò nei sospetti concepiti
+sulla signora Livona e le sue compagne: era
+evidente ch'elleno non trovavansi per forza nel castello.
+Emilia si vedeva così negli alpestri recessi
+degli Appennini, circondata da uomini che riguardava
+come briganti, ed in mezzo ad un teatro di<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+vizi, che la faceva inorridire. L'immagine di Valancourt
+perdè ogni influenza, ed il timore le fece
+cambiare i suoi progetti, riflettendo a tutti gli orrori
+che Montoni preparava contro di lei; tremando
+della vendetta, alla quale esso avrebbe potuto abbandonarsi
+senza rimorsi, si decise quasi a cedergli
+i beni contrastati, se vi persisteva ancora, e riscattare
+così la sicurezza e la libertà; ma, poco di poi,
+la memoria dell'amante tornava a lacerarle l'anima
+e ripiombarla nelle angosce del dubbio. Continuò a
+passeggiare finchè l'ombre della sera ebbero invase
+le arcate. La fanciulla nonpertanto, non volendo
+tornar alla sua camera isolata prima del ritorno
+d'Annetta, passeggiava tuttora per la galleria. Passando
+dinanzi all'appartamento dove avea una volta
+osato alzar il velo del quadro, le tornò in mente
+quell'orrido spettacolo, e sentendosi raccapricciare,
+sollecitossi, di andarsene dalla galleria mentre aveane
+ancor la forza. D'improvviso sentì rumor di passi
+dietro lei. Poteva essere Annetta, ma, voltando gli
+occhi con timore, scorse tra l'oscurità una gran
+figura che la seguiva, e poco dopo si trovò stretta
+tra le braccia d'una persona ed udì una voce bisbigliare
+all'orecchio. Quando si fu alquanto riavuta
+dalla sorpresa, domandò chi mai si facesse lecito
+di trattenerla così?</p>
+
+<p>«&nbsp;Son io,&nbsp;» rispose la voce; «&nbsp;non temete.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia osservò la figura che parlava, ma la fioca
+luce della finestra gotica non le permise di distinguere
+chi fosse.</p>
+
+<p>«&nbsp;Chiunque voi siate,&nbsp;» diss'ella con voce tremula,
+«&nbsp;per amor di Dio, lasciatemi.</p>
+
+<p> &mdash; Vezzosa Emilia,&nbsp;» soggiunse colui, «&nbsp;perchè
+sequestrarvi così in questo luogo tetro, mentre giù
+dabbasso regna tanta allegria? Seguitemi nel salotto
+di cedro: voi ne formerete il migliore ornamento,
+e non vi spiacerà il cambio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sdegnò rispondere, ma procurò di sciogliersi.<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p>
+
+<p>«&nbsp;Promettetemi che verrete, ed io vi lascerò subito;
+ma accordatemene prima la ricompensa.</p>
+
+<p> &mdash; Chi siete voi?&nbsp;» domandò Emilia con isdegno
+e spavento, e cercando fuggire; «&nbsp;chi siete voi che
+avete la crudeltà d'insultarmi così?</p>
+
+<p> &mdash; Perchè chiamarmi crudele?&nbsp;» rispose colui.
+«&nbsp;Vorrei togliervi da questa orribile solitudine, e
+condurvi in una brillante società. Non mi conoscete?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si ricordò allora confusamente ch'era uno
+dei forestieri che circondavano Montoni la mattina
+in cui andò a trovarlo. «&nbsp;Vi ringrazio della buona
+intenzione,&nbsp;» replicò essa senza mostrar d'intenderlo,
+«&nbsp;ma tutto ciò che desidero per ora è che
+mi lasciate andare.</p>
+
+<p> &mdash; Vezzosa Emilia,&nbsp;» soggiunse egli, «&nbsp;abbandonate
+questo gusto per la solitudine. Seguitemi alla
+conversazione, e venite ad eclissare tutte le bellezze
+che la compongono; voi sola meritate l'amor mio.&nbsp;»
+E volle baciarle la mano; ma la forza dello sdegno
+le somministrò quella di sciogliersi, e fuggendo
+nella sua camera, ne chiuse l'uscio prima che vi
+giungesse colui, e si abbandonò spossata sur una
+sedia. Sentiva la di lui voce e i tentativi che faceva
+per aprire, senza aver la forza di chieder soccorso.
+Alfine si avvide che erasi allontanato, ma pensò
+alla porta della scala segreta, d'onde avrebbe potuto
+facilmente penetrare, e si occupò subito ad assicurarla
+alla meglio. Le pareva che Montoni eseguisse
+già i suoi progetti di vendetta, privandola della sua
+protezione, e si pentiva quasi di averlo temerariamente
+provocato. Credeva oramai impossibile di ritenere
+i suoi beni. Per conservare la vita e forse
+l'onore, fece il proponimento che, se fosse sfuggita
+agli orrori della prossima notte, farebbe la cessione
+la mattina seguente, purchè Montoni le permettesse
+di partire da Udolfo.</p>
+
+<p>Preso questo partito, si tranquillò: rimase così<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+per qualche ora in assoluta oscurità; Annetta non
+giungeva, ed essa principiò a temere per lei; ma
+non osando arrischiarsi ad uscire, dovè restare nell'incertezza
+sul motivo di questa assenza. Si avvicinava
+spesso alla scala per ascoltare se saliva qualcuno,
+e non sentendo verun rumore, determinata
+però a vegliare tutta la notte, si gettò vestita sul
+tristo giaciglio e lo bagnò delle sue innocenti lacrime.
+Pensava alla perdita de' parenti, pensava a
+Valancourt lontano da lei. Li chiamava per nome, e
+la calma profonda, interrotta soltanto dai suoi lamenti,
+ne aumentava le tetre meditazioni.</p>
+
+<p>In tale stato, udì d'improvviso gli accordi di una
+musica lontana; ascoltò, e riconoscendo tosto l'istrumento
+già inteso a mezzanotte, andò ad aprire
+pian piano la finestra. Il suono pareva venir dalle
+stanze sottoposte. Poco dopo l'interessante melodia
+fu accompagnata da una voce, ma così espressiva,
+da non poter supporre che cantasse mali immaginari.
+Credette conoscere già quegli accenti si teneri
+e straordinari; ma rammentavasene appena come di
+cosa molto lontana. Quella musica le penetrò il cuore,
+nella sua angoscia attuale, come armonia celeste che
+consola e incoraggisce. Ma chi potrebbe descrivere
+la sua commozione allorchè udì cantare, col gusto
+e la semplicità del vero sentimento, un'arietta popolare
+del paese natio; una di quelle ariette imparate
+nell'infanzia, e tanto spesso fattele ripetere dal
+padre? A quel canto ben noto, fin allora non mai
+inteso fuori della sua cara patria, il cuore le si dilatò
+alla rimembranza del passato. Le vaghe e placide
+solitudini della Guascogna, la tenerezza e la
+bontà de' genitori, la semplicità e felicità de' primi
+anni, tutto affacciossele all'imaginazione, formando
+un quadro così grazioso, brillante e fortemente opposto
+alle scene, ai caratteri ed ai pericoli ond'era
+circondata attualmente, che il suo spirito non ebbe
+più forza di riandare il passato e non sentì più che
+il peso degli affanni.<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p>
+
+<p>D'improvviso, la musica cambiò, e la fanciulla,
+attonita, riconobbe l'istessa aria già intesa alla sua
+peschiera. Allora le si presentò un'idea colla rapidità
+del lampo, e secolei una catena di speranze la
+elettrizzò; poteva appena respirare, e vacillava tra
+la speranza e il timore: pronunziò dolcemente il
+nome di Valancourt. Era possibile che il giovane
+fosse vicino a lei, e ricordandosi d'avergli udito
+dire più volte che la peschiera, ove aveva sentito
+quella canzone, e trovato i versi scritti per lei, era
+la sua passeggiata favorita anche prima che si conoscessero,
+fu persuasa che fosse la di lui voce.</p>
+
+<p>A misura che le sue riflessioni si consolidavano,
+la gioia, il timore e la tenerezza lottavano in lei:
+affacciossi alla finestra per ascoltar meglio quegli
+accenti, che valessero a confermare o distruggere la
+sua speranza, non avendo Valancourt mai cantato
+alla di lei presenza; la voce e l'istrumento tacquero
+di li a poco, ed essa ponderò un momento se doveva
+arrischiarsi a parlare. Non volendo, se era Valancourt,
+commettere l'imprudenza di nominarlo, e
+troppo interessata al tempo istesso per trascurar
+l'occasione di chiarirsi, gridò dalla finestra: «&nbsp;E' una
+canzone di Guascogna?&nbsp;» Inquieta, attenta, aspettò
+una risposta, ma indarno. Ripetè la domanda, ma
+non udì altro strepito tranne i fischi del vento traverso
+i merli delle mura. Cercò consolarsi persuadendosi
+che l'incognito si fosse allontanato prima
+ch'ella gli parlasse.</p>
+
+<p>Se Valancourt avesse sentita e riconosciuta la sua
+voce, avrebbe per certo risposto. Riflettè quindi che
+forse la prudenza l'aveva obbligato a tacere. «&nbsp;Se
+egli è nel castello,&nbsp;» diceva essa, «&nbsp;dev'esservi come
+prigioniero; per cui avrà temuto di rispondermi in
+tanta vicinanza delle sentinelle.&nbsp;»</p>
+
+<p>Perplessa, inquieta, rimase alla finestra sino all'alba,
+poi se ne tornò a letto, ma non potè chiuder
+occhio; la gioia, la, tenerezza, il dubbio, il timore<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+occuparono tutte le ore del sonno, ore che non le
+parvero tanto lunghe come quella volta. Sperava
+veder tornare Annetta, e ricever da lei una certezza
+qualunque, che ponesse fine ai suoi tormenti attuali.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXI" id="CAPITOLO_XXXI"></a>CAPITOLO XXXI</h2>
+
+<p>Annetta venne a trovarla di buon'ora.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sono stata molto inquieta non vedendoti tornar
+più ieri sera,&nbsp;» le disse Emilia. «&nbsp;Che cosa ti
+è mai accaduto?</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signorina, chi avrebbe mai osato ier sera
+traversare i lunghi corridoi della casa in mezzo a
+tutta quella gente ubbriaca? Immaginatevi che hanno
+gozzovigliato tutta notte insieme alle signore venute
+recentemente. Che baccano, Dio Signore!... che
+chiasso!... Lodovico, temendo per me, mi ha chiusa
+in camera con Caterina.</p>
+
+<p> &mdash; Oh che orrore!...&nbsp;» sclamò Emilia; «&nbsp;ma
+dimmi: sapresti tu, per caso, se vi sono prigionieri
+nel castello, e se son rinchiusi in queste vicinanze?</p>
+
+<p> &mdash; Io non era dabbasso, quando tornò la prima
+truppa dalla scorreria, e l'ultima non è ancora tornata:
+laonde ignoro se vi siano prigionieri; ma l'aspettano
+stasera o domani, ed allora saprò qualcosa
+di certo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia le domandò se i servi avessero parlato di
+prigionieri.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! signorina,&nbsp;» disse Annetta ridendo, «&nbsp;ora
+mi accorgo che pensate al signor Valancourt. Voi
+lo credete sicuramente venuto colle truppe che si
+dicono arrivate di Francia per far la guerra in queste
+contrade. Credete che, incontratosi ne' nostri,
+sia stato fatto prigioniero. O Signore! come ne sarei
+contentissima se ciò fosse.<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Ne saresti contenta?&nbsp;» disse Emilia con accento
+di doloroso rimprovero.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signorina, e perchè no? Non sareste voi
+contenta di rivedere il signor Valancourt? Non conosco
+un cavaliere più stimabile; ho proprio per
+lui una gran considerazione.</p>
+
+<p> &mdash; Ed in prova,&nbsp;» rispose Emilia, «&nbsp;tu desideri
+vederlo prigioniero.&nbsp;»</p>
+
+<p> &mdash; Non già di vederlo prigioniero, ma sarei lietissima
+di rivederlo. Anche l'altra notte me ne sognai...
+Ma a proposito, mi scordava di raccontarvi
+ciò che mi fu detto relativamente a quelle pretese
+dame, arrivate ad Udolfo. Una di esse è la signora
+Livona, che il padrone presentò a vostra zia a Venezia:
+adesso ella è la sua amante, ed allora, ardisco
+dirlo, era press'a poco la medesima cosa. Lodovico
+mi disse (ma per carità, signorina, non ne
+parlate) che sua eccellenza non l'aveva presentata
+se non per salvar le apparenze. Si cominciava già
+a mormorarne; ma quando videro che la padrona
+la riceveva in casa, tutte quelle dicerie si credettero
+calunnie. Le altre due sono le amanti de' signori
+Bertolini e Verrezzi. Il signor Montoni le ha
+invitate tutte, e ieri ha dato un magnifico pranzo:
+vi erano vini d'ogni sorta; le risa, i canti ed i
+brindisi echeggiavano. Quando furono briachi, si
+sparsero pel castello; fu allora che Lodovico m'impedì
+di venir qui. La è stata una vera indecenza!
+così poco tempo dopo la morte della povera padrona!
+che cosa avrebbe mai ella detto, se avesse
+potuto intendere quello schiamazzo?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia volse la testa per nascondere l'emozione,
+e pregò Annetta di fare esatte ricerche a proposito
+dei prigionieri che potessero trovarsi nel castello,
+scongiurandola di usar prudenza, e non proferir mai
+nè il suo nome, nè quello di Valancourt.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ora che ci penso, signorina,&nbsp;» disse Annetta,
+«&nbsp;credo che prigionieri ve ne siano. Ho sentito ieri<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+in anticamera un soldato che parlava di riscatto:
+diceva che sua eccellenza facea benissimo a prender
+la gente, e ch'era quello il miglior bottino a
+motivo dei riscatti. Il suo camerata mormorava,
+dicendo ciò essere vantaggioso pel capitano, ma
+non pei soldati. &mdash; Noi altri, diceva quel brutto
+ceffo, non guadagniamo nulla nei riscatti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Questa notizia accrebbe l'impazienza di Emilia,
+la quale mandò Annetta alla scoperta.</p>
+
+<p>La risoluzione presa dalla fanciulla di cedere ogni
+cosa a Montoni, soggiacque in quel momento a
+nuove riflessioni. La possibilità che Valancourt fosse
+vicino a lei, rianimò il suo coraggio, e risolse d'affrontare
+oltraggi e minacce, almeno fin quando potesse
+assicurarsi se il giovane fosse realmente nel
+castello. Stava appunto pensandovi, allorchè Montoni
+mandò a cercarla.</p>
+
+<p>Egli era solo. «&nbsp;Vi ho fatta chiamare,&nbsp;» le disse,
+«&nbsp;per sentire se vi decideste infine a smettere le
+vostre ridicole pretese sui beni di Linguadoca. Mi
+limiterò per ora a darvi un consiglio, benchè potessi
+imporre ordini. Se realmente siete stata in
+errore, se realmente avete creduto che quei beni
+vi appartenessero, non persistete almeno in questo
+errore che potrebbe diventarvi fatale. Non provocate
+la mia collera, e firmate questa carta.</p>
+
+<p> &mdash; Se non ho nessun diritto, signore,&nbsp;» rispose
+Emilia, «&nbsp;qual bisogno avete voi della mia rinuncia?
+Se i beni son vostri, potete possederli in tutta sicurezza
+senza mia intervenzione e senza il mio consenso.</p>
+
+<p> &mdash; Non argomenterò più,&nbsp;» disse Montoni vibrandole
+un'occhiata, che la fece tremare. «&nbsp;Avrei
+dovuto vedere che è inutile ragionare coi ragazzi.
+La memoria di quanto sofferse vostra zia in conseguenza
+della sua folle ostinazione, vi serva ormai
+di lezione... Firmate questa carta.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia restò alquanto indecisa; fremette alla rimembranza<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+e alle minacce che le si ponevano sott'occhio;
+ma l'immagine di Valancourt, che l'aveva
+animata per tanto tempo, ch'era forse vicino a lei,
+unita alla forte indignazione fino da' primi anni concepita
+per l'ingiustizia, le somministrò in quel momento
+un imprudente, ma nobile coraggio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Firmate questa carta,&nbsp;» ripetè Montoni con
+maggiore impazienza.</p>
+
+<p> &mdash; No, mai,&nbsp;» rispose Emilia; «&nbsp;il vostro procedere
+mi proverebbe l'ingiustizia delle vostre pretese,
+s'io avessi ignorati i miei diritti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Montoni impallidì dal furore; gli tremavano le
+labbra, ed i suoi occhi fiammeggianti fecero quasi
+pentire Emilia dell'ardita sua risposta.</p>
+
+<p>«&nbsp;Tremate della mia prossima vendetta,&nbsp;» sclamò
+egli, con un'orrenda bestemmia; «&nbsp;voi non avrete
+nè i beni di Linguadoca, nè quelli di Guascogna.
+Osaste mettere in dubbio i miei diritti; ora osate
+dubitare del mio potere. Ho pronto un gastigo cui
+non vi aspettate; esso è terribile. Stanotte, sì, stanotte
+istessa...</p>
+
+<p> &mdash; Stanotte!&nbsp;» ripetè una voce.</p>
+
+<p>Montoni restò interdetto e si volse, poi, sembrando
+raccogliersi, disse piano: «&nbsp;Avete veduto
+ultimamente un esempio terribile d'ostinazione e di
+follìa; ma parmi non sia bastato a spaventarvi. Potrei
+citarvene altri, e farvi tremare solo nel raccontarveli.&nbsp;»</p>
+
+<p>Fu interrotto da un gemito che pareva venire di
+sotto la stanza. Guardossi intorno: i di lui sguardi
+sfavillavano di rabbia e d'impazienza; un'ombra di
+timore parve nulladimeno alterarne la fisonomia.
+Emilia sedette vicino alla porta, perchè i diversi
+movimenti provati avevano, per così dire, annichilate
+le sue forze; Montoni fece una breve pausa,
+poi ripigliò con voce più bassa, ma più severa:</p>
+
+<p>«&nbsp;Vi ho detto che potrei citarvi altri esempi del
+mio potere e del mio carattere. Se voi lo concepiste,<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+non ardireste sfidarlo. Potrei provarvi che
+allorquando ho preso una risoluzione... Ma parlo ad
+una bambina; ve lo ripeto, gli esempi terribili che
+potrei citarvi non vi servirebbero a nulla; e quand'anco
+il pentimento finisse la vostra opposizione, non
+mi placherebbe. Sarò vendicato; mi farò giustizia.&nbsp;»</p>
+
+<p>Un altro gemito succedè al discorso di Montoni.</p>
+
+<p>«&nbsp;Uscite,&nbsp;» diss'egli, senza parer di badare allo
+strano incidente.</p>
+
+<p>Fuori di stato d'implorar la sua pietà, Emilia
+alzossi per uscire, ma non potendo reggersi in piedi,
+e soccombendo al terrore, ricadde sulla sedia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Toglietevi dalla mia presenza,&nbsp;» continuò Montoni;
+«&nbsp;questa finzione di timore convien male ad
+un'eroina che osò affrontare tutto il mio sdegno.</p>
+
+<p> &mdash; Non avete udito nulla, signore?&nbsp;» disse Emilia
+tremando.</p>
+
+<p> &mdash; Odo la mia voce soltanto,&nbsp;» rispose Montoni
+severamente.</p>
+
+<p> &mdash; Null'altro?&nbsp;» soggiunse la fanciulla, esprimendosi
+con difficoltà. «&nbsp;Ancora... non sentite nulla
+adesso?</p>
+
+<p> &mdash; Obbedite,&nbsp;» ripetè Montoni. «&nbsp;Io poi saprò
+scoprire l'autore di questi scherzi indecenti.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si alzò a stento, ed uscì. Montoni la seguì,
+ma invece di chiamare, come l'altra volta, i
+servi per far ricerche nel salotto, andò sulle mura.</p>
+
+<p>La fanciulla da una finestra del corridoio vide
+scendere dai monti un distaccamento delle truppe
+di Montoni. Non vi badò se non per riflettere agli
+infelici prigionieri che conducevano forse al castello.
+Giunta alfine in camera, si abbandonò sopra una
+sedia, oppressa da' nuovi affanni che peggioravano
+la di lei situazione. Non potea nè pentirsi, nè lodarsi
+della sua condotta: sol ricordavasi d'essere
+in potere d'un uomo il quale non conosceva altra
+regola se non la propria volontà. Fu scossa da tristi
+pensieri udendo un misto di voci e di nitriti<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+nei cortili. Le si offerse un'improvvisa speranza
+di qualche fortunato cambiamento; ma, pensando
+alle truppe vedute dalla finestra, credè fossero le
+stesse, di cui Annetta le aveva detto che si aspettava
+il ritorno.</p>
+
+<p>Poco dopo udì molte voci nelle sale. Il rumore
+dei cavalli cessò, e fu seguito da perfetto silenzio.
+Emilia ascoltò attenta, cercando di conoscere i passi
+d'Annetta nel corridoio; tutto era quiete. D'improvviso,
+il castello parve immerso nella massima
+confusione. Era un camminare a precipizio, un andare
+e venire nelle sale, nelle gallerie e nei cortili,
+e discorsi veementi sul bastione. Corsa alla finestra,
+vide Montoni e gli altri officiali appoggiati al
+parapetto, od occupati ne' trinceramenti, mentre i
+soldati disponevano i cannoni. Il nuovo spettacolo
+la sbalordì.</p>
+
+<p>Finalmente giunse Annetta, ma non sapea nulla
+di Valancourt. «&nbsp;Mi danno ad intendere tutti,&nbsp;»
+diss'ella, «&nbsp;di non saper nulla dei prigionieri; ma
+qui ci sono di belle novità! La truppa è tornata
+ai galoppo, ed a rischio di restare schiacciati, e' facevano
+a gara per entrare sotto la vôlta. Hanno
+portato la notizia che un partito di nemici, com'ei
+dicono, tengon loro dietro per attaccare il castello.
+Cielo! che spavento!</p>
+
+<p> &mdash; Dio buono, vi ringrazio,&nbsp;» disse Emilia con
+fervore. «&nbsp;Ora mi resta qualche speranza.</p>
+
+<p> &mdash; Che dite mai, signorina? vorreste voi cadere
+nelle mani dei nemici?</p>
+
+<p> &mdash; Non possiamo star peggio di qui,&nbsp;» rispose
+Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; Ascoltate, ascoltate, tutto il castello è sossopra.
+Si caricano i cannoni, si esaminano le porte
+e le mura, battono, picchiano, turano, vanno e vengono
+come se il nemico fosse sul punto di dare
+la scalata. Ma che cosa sarà di me, di voi, di Lodovico?
+Oh! se io sento sparare il cannone, morrò<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+di paura. Se potessi trovare aperto il portone per
+mezzo minuto, farei presto a fuggirmene via di
+qua, nè mi rivedrebbero più.</p>
+
+<p> &mdash; Se lo potessi trovare aperto anch'io un solo
+istante, sarei salva.&nbsp;» E in brevi parole narrò alla
+cameriera la sostanza del suo colloquio con Montoni,
+quindi soggiunse: «&nbsp;Corri subito da Lodovico;
+digli ciò che ho da temere, e ciò che ho sofferto:
+pregalo di trovare un mezzo di fuggire senza dilazione,
+e di ciò mi fido intieramente nella sua prudenza.
+Se vuole incaricarsi della nostra liberazione,
+sarà ben ricompensato. Non posso parlargli io stessa:
+saremmo osservati e s'impedirebbe la nostra fuga.
+Ma fa presto, Annetta, e procura di agire con circospezione.
+Ti aspetterò qui.&nbsp;»</p>
+
+<p>La buona ragazza, la cui anima sensibile era stata
+penetrata da quel racconto, era allora tanto premurosa
+di obbedire, quanto la padroncina di adoprarla,
+ed uscì immediatamente.</p>
+
+<p>Riflettendo Emilia ai motivi dell'assalto inaspettato,
+ne concluse che Montoni avesse devastato il
+paese, e che gli abitanti venissero ad attaccarlo per
+vendicarsi.</p>
+
+<p>Montoni, senza essere precisamente, come Emilia
+lo supponeva, un capo di ladri, aveva impiegato le
+sue truppe a spedizioni audaci e atroci a un tempo.
+Non solo avevano esse spogliato all'occorrenza tutti
+i viaggiatori inermi, ma saccheggiate ben anco tutte
+le abitazioni situate in mezzo ai monti. In queste
+spedizioni, i capi non si facevano mai vedere: i
+soldati, in parte travestiti, erano presi talvolta per
+malandrini ordinari, altre volte per bande forastiere,
+che a quell'epoca innondavano l'Italia. Avevano
+dunque saccheggiate case, e portati via tesori immensi;
+ma avendo assalito un castello con ausiliari
+della loro specie, n'erano stati respinti, inseguiti
+dagli alleati degli avversari. Le truppe di Montoni
+si ritirarono precipitosamente verso Udolfo, ma furono<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+incalzate così da vicino nelle gole, che giunte
+appena sulle alture circostanti al forte, videro il
+nemico nella valle, distante poco più d'una lega.
+Allora affrettarono il passo per avvertir Montoni di
+prepararsi alla difesa; ed era il loro repentino arrivo
+che aveva piombato il castello in tanta confusione.</p>
+
+<p>Mentre Emilia aspettava ansiosa il ritorno della
+fida ancella, vide dalla finestra un corpo di milizie
+scendere dalle alture. Annetta era uscita da poco;
+doveva eseguire una missione delicata e pericolosa,
+eppure era già tormentata dall'impazienza. Stava in
+orecchio, apriva la porta, e le movea incontro sino
+in fondo al corridoio. Finalmente udì camminare,
+e vide, non Annetta, ma il vecchio Carlo. Fu assalita
+da nuovi timori. Egli le disse che il padrone
+lo mandava per avvertirla di prepararsi a partire
+immediatamente, chè il castello stava per essere
+assediato, aggiungendo che si preparavano le mule,
+per condurla, sotto buona scorta, in luogo di sicurezza.</p>
+
+<p>«&nbsp;Di sicurezza!&nbsp;» sclamò Emilia senza riflettere.
+«&nbsp;Il signor Montoni ha dunque tanta considerazione
+per me?&nbsp;» Carlo non rispose. La fanciulla fu alternativamente
+combattuta da mille contrari affetti:
+sembravale impossibile che Montoni prendesse misure
+per la di lei sicurezza. Era tanto strano il
+farla uscire dal castello, ch'essa non attribuiva questa
+condotta se non al disegno di eseguir qualche
+nuovo progetto di vendetta, come ne l'avea minacciata;
+poco dopo rallegravasi all'idea di partire da
+que' tristi luoghi; ma poscia, pensando alla probabilità
+che Valancourt fosse ivi prigioniero, se ne
+accorava vivamente.</p>
+
+<p>Carlo le rammentò che non c'era tempo da perdere,
+il nemico essendo in vista. Emilia lo pregò
+di dirle in qual luogo dovessero condurla. Egli
+esitò, ma essa ripetè la domanda, ed allora rispose:
+«&nbsp;Credo che dobbiate andare in Toscana.&nbsp;»<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; In Toscana!&nbsp;» sclamò la fanciulla; «&nbsp;e perchè
+in quel paese?&nbsp;»</p>
+
+<p>Carlo disse di non saper altro, se non che sarebbe
+stata condotta sui confini toscani, in una casuccia
+alle falde degli Appennini, distante qualche
+giornata di cammino.</p>
+
+<p>Emilia lo congedò. Preparava tremante una piccola
+valigia, quando comparve Annetta.</p>
+
+<p>«&nbsp;Oh! signorina, non c'è più scampo; Lodovico
+assicura che il nuovo portinaio è ancor più vigilante
+di Bernardino. Il povero giovane è disperato
+per me, e dice che morirò di spavento alla prima
+cannonata.&nbsp;»</p>
+
+<p>Si mise a piangere, e sentendo che Emilia partiva,
+la pregò di condurla seco.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ben volentieri,&nbsp;» rispose questa, «&nbsp;se il signor
+Montoni vi acconsente.&nbsp;»</p>
+
+<p>Annetta non le rispose, e corse a cercar il castellano,
+ch'era sulle mura circondato dagli uffiziali.
+Pregò, pianse e si strappò i capegli, ma tutto fu
+inutile, e Montoni la scacciò duramente con una
+ripulsa.</p>
+
+<p>Nella sua disperazione, tornò presso Emilia, la
+quale augurò male da quel rifiuto. Vennero tosto
+ad avvertirla di scendere nel gran cortile, ove le
+guide e le mule l'attendevano. Essa tentò indarno
+di consolare Annetta, che, struggendosi in pianto,
+ripeteva ognora, che non avrebbe più riveduta la
+sua cara padroncina. Questa pensava fra sè, che i
+suoi timori potevano esser pur troppo fondati, pure
+cercò di calmarla, e le disse addio con apparente
+tranquillità. Annetta l'accompagnò nel cortile, la
+vide montare su d'una mula, e partire colle guide,
+poi rientrò nella sua stanza per piangere liberamente.</p>
+
+<p>Emilia intanto, nell'uscire, osservava il castello,
+il quale non era più immerso in tetro silenzio,
+come quando eravi entrata; dappertutto era uno<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+strepito d'armi, un affaccendarsi ai preparativi di
+difesa. Quando fu uscita dal portone, quando s'ebbe
+lasciato indietro quella formidabile saracinesca, que'
+tetri bastioni, sentì una gioia improvvisa, come di
+schiavo che ricuperi la sua libertà. Questo sentimento
+non le permetteva di riflettere ai nuovi pericoli
+che potevano minacciarla: i monti infestati
+da saccomani, un viaggio cominciato con guide, la
+cui sola fisonomia valeva ad incuterle spavento.
+Sulle prime però gioì, trovandosi fuori di quelle
+mura, dov'era entrata con sì tristi presagi. Rammentavasi
+di quali presentimenti superstiziosi fosse
+stata côlta allora, e sorrideva dell'impressione ricevutane
+dal suo cuore.</p>
+
+<p>Osservava con tai sentimenti le torri del castello,
+e pensando che lo straniero, cui credea ivi detenuto
+poteva essere Valancourt, la sua gioia fu di lieve
+durata. Riunì tutte le circostanze relative all'incognito,
+fin dalla notte in cui avevagli sentito cantare
+una canzone del suo paese. Se le era rammentate
+spesso, senza trarne alcuna convinzione, e credeva
+soltanto che Valancourt potesse esser prigioniero in
+Udolfo. Era probabile che, cammin facendo, raccogliesse
+da' suoi conduttori notizie più dettagliate;
+ma temendo d'interrogarli troppo presto, per paura
+che una diffidenza reciproca non li impedisse di
+spiegarsi in presenza l'uno dell'altro, aspettò l'occasione
+favorevole per intertenerli separatamente.</p>
+
+<p>Poco dopo, udirono in lontananza il suono di una
+tromba. Le due guide si fermarono guardando indietro.
+Il bosco foltissimo, ond'eran circondati, non
+lasciava veder nulla. Uno di essi salì sopra un poggio
+per osservare se il nemico si avanzasse, giacchè
+la tromba senza dubbio apparteneva alla sua vanguardia.
+Mentre l'altro intanto restava solo con Emilia,
+ella si arrischiò d'interrogarlo a proposito del
+supposto Valancourt. Ugo, tale era il nome di colui,
+rispose che il castello racchiudeva parecchi prigionieri,<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+ma che non rammentandosene nè la figura,
+nè il tempo dell'arrivo, non poteva darle informazioni
+precise. Gli domandò quali prigionieri fossero
+stati fatti dall'epoca che indicò cioè da quando aveva
+intesa la musica per la prima volta. «&nbsp;Sono stato
+fuori colla truppa per tutta la settimana,&nbsp;» rispose
+Ugo, «&nbsp;e non so nulla di quel che è accaduto nel
+castello.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bertrando, l'altra guida, tornò ad informar il compagno
+di quanto avea veduto, ed Emilia non domandò
+più nulla. I viaggiatori uscirono dal bosco,
+e scesero in una valle per una direzione contraria
+a quella che doveva prendere il nemico. Emilia vide
+intieramente il castello, e contemplò colle lacrime
+agli occhi quelle mura ov'era forse chiuso Valancourt.
+Cominciarono a sentire le cannonate; desse
+elettrizzavano Ugo, il quale ardeva d'impazienza di
+trovarsi a combattere, maledicendo Montoni che lo
+mandava così lontano. I sentimenti del suo compagno
+parevano molto diversi, e più adattati alla crudeltà,
+che ai piaceri della guerra.</p>
+
+<p>Emilia faceva frequenti interrogazioni sul luogo
+del suo destino; ma non potè saper altro, se non
+che andava in Toscana; e tutte le volte che ne parlava,
+parevale scoprire nella faccia di quei due uomini
+un'espressione di malizia e fierezza che la faceva
+tremare.</p>
+
+<p>Viaggiarono alcune ore in profonda solitudine;
+verso sera s'ingolfarono fra precipizi ombreggiati da
+cipressi, pini ed abeti; era un deserto così aspro e
+selvaggio, che se la malinconia avesse dovuto scegliersi
+un asilo, quello sarebbe stato il suo favorito
+soggiorno. Le guide decisero di riposar quivi. «&nbsp;La
+sera si avanza,&nbsp;» disse Ugo, «&nbsp;e andando più oltre
+saremmo esposti ad esser divorati dai lupi.&nbsp;» Questo
+fu un cattivo annunzio per Emilia, trovandosi
+ad ora così tarda in quei luoghi selvaggi, alla discrezione
+di coloro. Gli orribili sospetti concepiti<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+sui disegni di Montoni se le presentarono con maggior
+forza; fece di tutto per impedir la sosta, e
+domandò con inquietudine quanto cammino restasse
+da fare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Molte miglia ancora,&nbsp;» disse Bertrando; «&nbsp;se
+non volete mangiare, buona padrona, ma noi vogliamo
+cenare, chè ne abbiamo bisogno. Il sole è già tramontato:
+fermiamoci sotto questa rupe.&nbsp;» Il suo camerata
+acconsentì, fecero scendere Emilia dalla mula,
+e sedutisi tutti sull'erba, si misero a mangiare alcuni
+cibi tratti da una valigia.</p>
+
+<p>L'incertezza aveva talmente aumentata l'ansietà
+di Emilia a proposito del prigioniero, che non potendo
+discorrere col solo Bertrando, lo interrogò
+alla presenza di Ugo; indarno: ei disse non saperne
+nulla affatto. Ciarlando di varie cose, vennero a discorrere
+di Orsino e del motivo per cui era fuggito
+da Venezia. Qual non fu il raccapriccio d'Emilia
+allorchè Bertrando narrò la storia d'un altro assassinio
+fatto commettere per conto del cavaliere, ed
+in cui il bravo avea sostenuta una parte principale!
+A tale scoperta, mille terribili supposizioni l'assalsero:
+essa credeva restar vittima della cupidigia di
+Montoni, il quale avesse deciso di disfarsi di lei in
+silenzio, e per mezzo di quegli scherani, per appropriarsi
+in pace i di lei beni.</p>
+
+<p>Il sole era tramontato tra folte nubi, ed Emilia
+arrischiò tremando di rammentare alle guide che
+cominciava a farsi tardi, ma essi erano troppo occupati
+dei loro discorsi per badare a lei. Dopo aver
+finito di cenare, ripresero la strada della valle in
+silenzio. Emilia continuava a pensare alla propria
+situazione, ed alle ragioni che poteva aver Montoni
+per trattarla così. Era indubitato ch'egli aveva cattive
+mire su di lei. Se non la faceva perire per appropriarsi
+istantaneamente i di lei beni, non facevala
+nascondere per un certo tempo, se non per
+riservarla a progetti più tristi, degni della sua cupidigia,<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+e meglio adatti alla sua vendetta. Rammentandosi
+dell'insulto fattole nella galleria, la sua orribile
+supposizione acquistò maggior forza. A qual fine
+però l'allontanava dal castello, ove probabilmente
+erano già stati commessi con segretezza tanti delitti?</p>
+
+<p>Il di lei spavento divenne allora sì eccessivo, che
+proruppe in dirotto pianto. Pensava nel tempo stesso
+al diletto padre, ed a ciò che avrebbe sofferto se
+avesse potuto prevedere le strane e penose di lei
+avventure. Con qual cura si sarebbe guardato dall'affidare
+la sua figlia orfana ad una donna tanto
+debole come la signora Montoni! La sua posizione
+attuale sembravale così romanzesca, che, rammentandosi
+la calma e serenità de' primi anni, si credeva
+quasi vittima di qualche sogno spaventoso, o
+di un'immaginazione delirante. La riservatezza impostale
+dalla presenza delle guide, cambiò il suo terrore
+in cupa disperazione. La prospettiva spaventevole
+di ciò che poteva accaderle in seguito la rendeva
+quasi indifferente ai pericoli che la circondavano.
+La notte era già tanto avanzata, che i viaggiatori
+vedevano appena la strada.</p>
+
+<p>Dopo molte ore di penoso cammino, interrotto
+ben anco da una violenta burrasca, si trovarono
+fuori di quei boschi. Ad Emilia parve d'esser rinata,
+riflettendo che se quei due uomini avessero
+avuto ordine d'ucciderla, l'avrebbero certo eseguito
+nell'orrido deserto dond'erano usciti, e dove mai
+se ne sarebbe potuto trovare la traccia. Rianimata
+da questa riflessione, e dalla tranquillità delle sue
+guide, discese tacendo per un sentiero fatto solo
+per gli armenti, contemplando con interesse la sottoposta
+valle coronata a levante e a settentrione
+dagli Appennini; a ponente ed a mezzogiorno, la
+vista si estendeva per le belle pianure della Toscana.</p>
+
+<p>«&nbsp;Il mare è là,&nbsp;» disse Bertrando, quasi avesse
+indovinato che Emilia esaminava quegli oggetti cui<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+il chiaro di luna le permetteva di scorgere; «&nbsp;desso
+sta ad occidente, benchè non possiamo distinguerlo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia trovò subito una differenza di clima, molto
+più temperato di quello de' luoghi alpestri, poco
+prima attraversati. Il paese ora contrastava tanto
+colla grandezza spaventosa di quelli, ov'era stata
+confinata, e co' costumi di coloro che vi abitavano,
+che Emilia si credè trasportata nella sua cara valle
+di Guascogna. Stupiva come Montoni l'avesse mandata
+in quel delizioso paese, e non potea credere
+fosse stato scelto da lui per servir di teatro ad un
+delitto.</p>
+
+<p>La fanciulla si arrischiò a chiedere se il luogo
+di loro destinazione fosse ancora molto distante.
+Ugo le rispose che non n'erano lontani. «&nbsp;A quel
+bosco di castagni in fondo alla valle,&nbsp;» diss'egli,
+«&nbsp;vicino al ruscello, dove specchiasi la luna. Non
+vedo l'ora di riposarmi là con un fiasco di vino
+buono ed una fetta di prosciutto.&nbsp;» Emilia esultò
+udendo che il suo viaggio stava per finire. In pochi
+momenti giunsero all'ingresso del bosco. Videro da
+lontano un lume: avanzaronsi costeggiando il ruscello,
+ed arrivarono in breve ad una capanna. Bertrando
+battè forte. Un uomo si affacciò ad una finestrella,
+ed avendolo riconosciuto, scese immediatamente
+ad aprir la porta. L'abitazione era rustica,
+ma decente; costui ordinò alla moglie di portar
+qualche rinfresco ai viaggiatori, ed intanto parlò in
+disparte con Bertrando: Emilia l'osservò; era un
+contadino grande, ma non robusto, pallido, e di
+sguardi penetranti. Il di lui esteriore non annunziava
+un carattere capace d'ispirar fiducia, e non
+aveva modi che potessero conciliargli la benevolenza.</p>
+
+<p>Ugo s'impazientiva, chiedeva da cena, e prendeva
+anche un fare autorevole, che non sembrava
+ammettere replica. «&nbsp;Vi aspettava un'ora fa,&nbsp;» disse
+il contadino, «&nbsp;avendo già ricevuto una lettera del
+signor Montoni.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Fate presto, per carità, abbiamo fame; e sopratutto
+portate tanto vino.&nbsp;» Il contadino ammannì
+loro immediatamente lardo, vino, fichi, pane ed
+uva squisita. Dopo che Emilia si fu alquanto rifocillata,
+la moglie del contadino le indicò la sua
+camera. La fanciulla le fece alcune interrogazioni
+intorno a Montoni: Dorina, così chiamavasi la donna,
+rispose con molta riservatezza, pretendendo ignorare
+le intenzioni di sua eccellenza. Convinta allora
+che non avrebbe ricevuto alcuno schiarimento sul
+nuovo suo destino, la licenziò, e coricossi; ma le
+scene maravigliose accadute, tutte quelle che prevedeva,
+si presentarono a un tempo alla di lei inquieta
+immaginazione, e concorsero col sentimento
+della nuova situazione a privarla d'ogni sonno.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXII" id="CAPITOLO_XXXII"></a>CAPITOLO XXXII</h2>
+
+<p>Quando, allo spuntar del giorno, Emilia aprì la
+finestra, restò sorpresa contemplando le bellezze
+che la circondavano. La casa era ombreggiata da
+castagni, misti a cipressi e larici. A settentrione e
+a levante gli Appennini, coperti di boschi, formavano
+un anfiteatro superbo e maestoso. Le loro
+falde verdeggiavano di vigne e di oliveti. Le ville
+elegantissime della nobiltà toscana, sparse qua e là
+sui colli, formavano una vista sorprendente. L'uva
+pendeva a festoni dai rami dei pioppi e dei gelsi.
+Prati immensi costeggiavano il ruscello che scendeva
+dalle montagne; a ponente ed a mezzogiorno,
+si scorgeva il mare a gran distanza. La casa era
+esposta a mezzogiorno, e circondata da fichi, gelsomini
+e viti dai rubicondi grappoli, che pendevano
+intorno alle finestre: il praticello innanzi alla casa
+era smaltato di fiori e d'erbe odorifere. Quel luogo
+era per Emilia un boschetto incantato, la cui vaghezza
+comunicò successivamente al di lei spirito la
+calma, che non aveva gustata da tanto tempo.<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p>
+
+<p>Fu chiamata all'ora della colazione dalla figlia del
+contadino, fanciulla di fisonomia interessante, dell'età
+di circa diciassette anni. Emilia vide con piacere
+che parea animata dalle più pure affezioni della
+natura: tutti quelli che la circondavano, annunziavano
+più o meno cattive disposizioni: crudeltà, malizia,
+ferocia e doppiezza; quest'ultimo carattere distingueva
+specialmente la fisonomia di Dorina e di
+suo marito. Maddalena parlava poco, ma con voce
+soave ed un'aria modesta e compiacente che interessarono
+Emilia. Le donne fecero colazione in casa
+mentre Ugo, Bertrando ed il loro ospite mangiavano
+sul prato prosciutto e formaggio, inaffiati di vini toscani.
+Appena ebbero finito, Ugo andò in fretta a
+cercare la sua mula. Emilia seppe allora ch'egli doveva
+tornare ad Udolfo, mentre Bertrando sarebbe
+rimasto alla capanna.</p>
+
+<p>Quando Ugo fu partito, Emilia propose una passeggiata
+nel bosco; ma essendole stato detto che
+non poteva uscire se non in compagnia di Bertrando
+stimò meglio ritirarsi nella sua stanza.</p>
+
+<p>Preferendo la solitudine alla società di quello
+scellerato e de' suoi ospiti, Emilia pranzò in camera,
+e Maddalena ebbe il permesso di servirla. La di
+lei conversazione ingenua le fece conoscere che i
+contadini abitavano da molto tempo in quella casa,
+la quale era un regalo di Montoni in ricompensa
+d'un servizio resogli da Marco, stretto parente del
+vecchio Carlo. «&nbsp;Sono così tanti anni, signora,&nbsp;»
+disse Maddalena, «&nbsp;ch'io ne so pochissimo; ma sicuramente
+mio padre deve aver fatto del gran bene
+a sua eccellenza, perchè la mamma ha detto spessissimo,
+che questa casa era il menomo regalo che
+potesse fargli.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia ascoltava con pena questo racconto, che
+dava un colore poco favorevole al carattere di Marco.
+Un servizio che Montoni ricompensava così, non
+poteva essere che delittuoso; e si convinceva sempre<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+più di non essere stata mandata in quel luogo se
+non per un colpo disperato.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sapete voi quanto tempo sarà,&nbsp;» disse Emilia,
+pensando all'epoca in cui la signora Laurentini era
+sparita dal castello, «&nbsp;sapete voi quanto tempo sia
+che vostro padre ha reso al signor Montoni il servizio
+di cui mi parlate?</p>
+
+<p> &mdash; Fu un po' prima che venisse ad abitare in
+questa casa; saranno circa diciotto anni.&nbsp;»</p>
+
+<p>Era l'epoca in cui si diceva presso a poco che
+fosse sparita la signora Laurentini. Venne in mente
+ad Emilia che Marco avesse potuto servir Montoni
+in quell'affare misterioso, secondando forse un omicidio.
+L'orribile pensiero la piombò in angosciose
+riflessioni. Restò sola fino a sera, vide tramontare
+il sole, ed al momento del crepuscolo le sue idee
+furono tutte occupate di Valancourt. Riunì le circostanze
+relative alla musica notturna, e tutto ciò
+che appoggiava le sue congetture sulla di lui prigionia
+nel castello, e si confermò nell'opinione di
+averne udita la voce. Stanca d'affannarsi, si gettò
+finalmente sul letto, e cedè al sonno. Un colpo battuto
+all'uscio non tardò a svegliarla. L'immagine
+di Bertrando con uno stile alla mano, si presentò
+alla di lei immaginazione alterata. Domandò chi
+fosse. «&nbsp;Son io, signorina, aprite, non abbiate timore,
+sono la Lena.</p>
+
+<p> &mdash; Che cosa vi adduce sì tardi?&nbsp;» disse Emilia facendola
+entrare.</p>
+
+<p> &mdash; Zitto, signora, per l'amor del cielo, non facciamo
+rumore. Se ci sentissero, non me la perdonerebbero.
+Mio padre, mia madre e Bertrando
+dormono,&nbsp;» soggiuns'ella chiudendo la porta. «&nbsp;Siccome
+voi non avete cenato, vi ho portato uva, fichi,
+pane ed un bicchier di vino.&nbsp;» Emilia la ringraziò,
+ma le fece conoscere che si esponeva al risentimento
+di Dorina, quando si fosse accorta della mancanza
+dei frutti. «&nbsp;Riprendeteli, Lena,&nbsp;» le disse, «&nbsp;io soffrirò<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+meno a non mangiare, che se sapessi doveste
+domani esserne sgridata da vostra madre.</p>
+
+<p> &mdash; Oh! signora! non v'è pericolo,&nbsp;» soggiunse
+la Lena; «&nbsp;mia madre non può accorgersi di nulla,
+poichè è la mia parte di cena; mi fareste dispiacere
+ricusando.&nbsp;» Emilia fu talmente intenerita
+della generosità della buona fanciulla, che le vennero
+le lagrime agli occhi. «&nbsp;Non v'affliggete,&nbsp;»
+le disse la Lena; «&nbsp;mia madre è un po' viva, ma
+le passa presto. Non vi accorate dunque. Ella mi
+sgrida spesso, ma io ho imparato a soffrirla; e se
+mi riesce di scappare nel bosco, quando ha finito,
+mi scordo di tutto.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sorrise, malgrado le sue lagrime, disse
+a Lena che aveva un ottimo cuore, ed accettò il
+dono. Desiderava molto sapere se Bertrando, Dorina
+e Marco avessero parlato di Montoni e dei suoi
+ordini in presenza di Maddalena; ma non volle sedurre
+l'innocente fanciulla, facendole tradire i discorsi
+de' suoi genitori. Quando se ne andò, Emilia
+la pregò di venire a trovarla più spesso che
+poteva, senza però mancare ai doveri di figlia; Lena
+lo promise, ed augurolle la buona notte.</p>
+
+<p>Emilia per alcuni giorni non uscì mai di camera,
+e la Lena veniva a trovarla solo nel tempo de' pasti.
+La sua dolce fisonomia e le sue maniere interessanti
+consolavano la solitaria nostra eroina. In
+quest'intervallo il di lei spirito, non avendo ricevuta
+alcuna nuova scossa di dolore o di timore,
+potè giovarsi del divertimento della lettura. Ritrovò
+alcuni abbozzi, carta e matite, e si sentì disposta a
+ricrearsi disegnando qualche parte della magnifica
+prospettiva che aveva sott'occhio.</p>
+
+<p>La sera d'un dì che faceva gran caldo, Emilia
+volle provarsi a fare una passeggiata, benchè Bertrando
+dovesse accompagnarla. Prese la Lena ed
+uscì seguita dallo scherano, che la lasciò padrona
+di scegliere la strada. Il tempo era sereno e fresco:<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span>
+Emilia ammirava con entusiasmo quella bella
+contrada.</p>
+
+<p>Il sole all'occaso dorava ancora la cima degli alberi
+e le vette più alte. Emilia seguì il corso del
+ruscello lungo gli alberi che lo costeggiavano. Sulla
+riva opposta alcune bianche pecorelle spiccavano fra
+il verde. D'improvviso, udì un coro di voci. Si
+ferma, ascolta attenta, ma teme di farsi vedere. Fu
+la prima volta che riguardò Bertrando come il suo
+protettore; ei la seguiva davvicino discorrendo con
+un pastore. Rassicurata da questa certezza, si avanza
+dietro una collinetta; la musica cessò, e di lì a
+poco sentì una voce di donna che cantava sola.
+Emilia, raddoppiando il passo, girò dietro la collina,
+e vide un praticello coronato da alberi altissimi.
+Vi osservò due gruppi di contadini che stavano
+intorno ad una giovinetta, la quale cantava,
+tenendo in mano una ghirlanda di fiori.</p>
+
+<p>Finita la canzone, alcune pastorelle si avvicinarono
+ad Emilia ed alla Lena, le fecero sedere in
+mezzo a loro, e le presentarono uva e fichi. Quella
+placida scena campestre la commosse oltremodo, e
+quando tornò a casa, si sentì lo spirito più calmato.</p>
+
+<p>Dopo quella sera passeggiò spesso in compagnia
+della Lena, ma sempre colla scorta di Bertrando.
+La tranquillità in cui viveva, le faceva credere che
+non si avessero cattivi disegni su di lei; e senza
+l'idea probabile che Valancourt in quel momento
+fosse prigioniero nel castello, avrebbe preferito di
+restare colà fino all'epoca del suo ritorno in patria.
+Riflettendo però ai motivi che potevano aver
+deciso Montoni a farla passare in Toscana, la sua
+inquietudine non diminuiva, non essendo persuasa
+che il solo interesse della di lei sicurezza l'avesse
+deciso a condursi in questa guisa.</p>
+
+<p>Emilia passò qualche tempo nella capanna prima
+di ricordarsi che, nella precipitosa partenza, aveva lasciato
+ad Udolfo le carte della zia relative ai beni<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+della Linguadoca. Ciò le fece pena, ma poi sperò
+che il nascondiglio sarebbe sfuggito alle ricerche di
+Montoni.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXIII" id="CAPITOLO_XXXIII"></a>CAPITOLO XXXIII</h2>
+
+<p>Torniamo un momento a Venezia, dove il conte
+Morano geme sotto il peso di nuove sciagure. Appena
+giunto quivi, era stato arrestato per ordine
+del Senato, e messo in una segreta così rigorosa,
+che tutti gli sforzi degli amici non riuscirono
+a saperne notizia. Egli non avea potuto indovinare
+a qual nemico dovesse la sua prigionia, a
+meno che non fosse Montoni, sul quale appunto fissavansi
+i suoi sospetti.</p>
+
+<p>Essi erano non solo probabili, ma anche fondati.
+Nella faccenda della coppa avvelenata, Montoni avea
+sospettato Morano; ma, non potendo acquistar il
+grado di prova necessaria alla convinzione del delitto,
+ebbe ricorso ad altri modi di vendetta. Da
+una persona fidata fece gettare una lettera d'accusa
+nella <i>bocca del leone</i>, destinata a ricevere le denunzie
+segrete contro i cospiratori politici.</p>
+
+<p>Il conte erasi attirato il rancore de' principali
+senatori; i modi altieri, la smodata ambizione faceanlo
+odiar dagli altri; non dovea dunque aspettarsi
+alcuna pietà da parte de' suoi nemici.</p>
+
+<p>Montoni intanto faceva fronte ad altri pericoli. Il
+suo castello era assediato da gente risoluta a vincere.
+La forza della piazza resistè al violento attacco,
+la guarnigione si difese strenuamente e la mancanza
+di viveri costrinse gli assalitori a sgomberare.
+Quando Montoni si vide di nuovo pacifico possessore
+d'Udolfo, impaziente di aver ancora Emilia in
+mano, mandò a cercarla. Costretta a partire, la fanciulla,
+diè un tenero addio alla dolce Lena. Risalendo
+l'Appennino, fissò un luogo sguardo di rammarico
+sulla deliziosa contrada che abbandonava;<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+ma il dolore che risentiva a dover tornare al teatro
+de' suoi patimenti, fu addolcito dalla probabile speranza
+di ritrovarvi Valancourt, benchè prigioniero.</p>
+
+<p>Giunti a sera inoltrata, e senza tristi incontri,
+presso al castello, poterono scorgere al chiaro di
+luna i danni patiti dalle mura durante l'assedio.
+Anche i boschi avean sofferto: alberi atterrati,
+schiantati, spogli di frondi, bruciati, indicavano i
+furori della guerra.</p>
+
+<p>Profondo silenzio era susseguito al tumulto delle
+armi. Alla porta, un soldato munito di lampada
+venne a riconoscere i viaggiatori, e li introdusse
+nel cortile. Emilia fu colta quasi da disperazione
+udendo rinchiudersi alle spalle quelle formidabili
+imposte che parevano separarla per sempre dal
+mondo.</p>
+
+<p>Traversato il secondo cortile, trovaronsi alla porta
+del vestibolo; il soldato augurò loro la buona notte
+e tornò al suo posto. Intanto Emilia pensava al modo
+di ritirarsi nella sua antica stanza senza esser veduta,
+per paura d'incontrare sì tardi o Montoni o
+qualcuno della sua compagnia. L'allegria che regnava
+nel castello era allora talmente clamorosa,
+che Ugo batteva alla porta senza poter farsi intendere
+dalla servitù. Questa circostanza aumentò i
+timori di Emilia, e le lasciò il tempo di riflettere.
+Avrebbe forse potuto giugnere allo scalone, ma non
+poteva andare alla sua camera senza lume. Bertrando
+aveva appena una torcia, ed ella sapeva benissimo
+che i servi accompagnavano col lume solo
+fino alla porta, perchè il lampione sospeso alla
+vôlta illuminava sufficentemente il vestibolo.</p>
+
+<p>Carlo aprì alfine la porta: Emilia lo pregò di
+mandar subito Annetta con un lume nella galleria
+grande dove andava ad aspettarla, e, salita la scala,
+sedette sull'ultimo gradino. Il buio della galleria
+la dissuase dall'entrarvi. Mentre stava attenta per
+sentire se venisse Annetta, sentì Montoni ed i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+compagni, che, parlando tumultuosamente con gente
+ebbra, si dirigevano a passi barcollanti verso la
+scala. Obliando la paura, entrò colle braccia avanti
+nella galleria, sempre attenta alle voci che udiva
+dabbasso, e tra le quali distinse quelle di Bertolini
+e Verrezzi. Dalle poche parole che potè intendere,
+capì che si parlava di lei: ciascuno reclamava
+qualche antica promessa di Montoni. Dopo aver
+alcun poco altercato, sentì venir su gente, e si slanciò
+nella galleria colla rapidità del lampo. Percorse
+così alla ventura parecchi di que' vetusti anditi;
+finalmente riescì in uno d'essi in fondo al quale le
+parve vedere un filo di luce.</p>
+
+<p>Mentre dirigevasi colà, scorse venirle incontro
+Verrezzi barcollante. Per cansarlo, si gettò in una
+porta che trovò a sinistra, sperando di non essere
+stata veduta; poco dopo, socchiuse l'uscio per cercar
+d'andarsene, quando un lume spuntò in fondo
+a quel corridoio, e riconobbe Annetta; le corse incontro,
+e questa, vedendola, le si buttò al collo con
+un grido. Emilia potè farle comprendere il suo pericolo,
+e recaronsi ambedue nella camera di Annetta
+alquanto distante. Alcun timore però non valse a
+farla tacere. «&nbsp;Oh! mia cara padrona,&nbsp;» diceva essa
+camminando, «&nbsp;quanta paura ho avuto! Ah! ho
+creduto di morire mille volte, e non sapeva se sarei
+sopravvissuta al fragor dei cannoni per potervi
+rivedere. Non ho mai provato in vita mia un contento
+maggiore quanto adesso che vi ritrovo.</p>
+
+<p> &mdash; Zitto!&nbsp;» diceva Emilia; «&nbsp;siamo inseguite!&nbsp;»</p>
+
+<p>Ma era l'eco de' loro passi.</p>
+
+<p>«&nbsp;No,&nbsp;» disse Annetta, «&nbsp;hanno chiusa una porta.</p>
+
+<p> &mdash; Facciamo silenzio per carità, e non parliamo
+più, finchè non siamo giunte alla tua camera.&nbsp;» Vi
+arrivarono finalmente senza sinistri incontri. La
+cameriera aprì, e Emilia si mise a sedere sul letto
+per riposarsi alquanto. La sua prima domanda fa
+se Valancourt era prigioniero. Annetta le rispose<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+non poter dirglielo con precisione, ma esser certa
+ch'eranvi molti prigionieri nel castello. Poscia cominciò
+a sua guisa a fare la descrizione dell'assedio,
+o piuttosto il dettaglio di tutte le paure sofferte
+durante l'attacco. «&nbsp;Ma,&nbsp;» soggiuns'ella, «&nbsp;quando
+intesi sulle mura i gridi di vittoria, credei che
+noi fossimo stati presi, e mi tenni perduta; in vece
+avevamo scacciati i nemici. Andai nella galleria settentrionale,
+e vidi un gran numero di fuggitivi sulle
+montagne. Del resto poi si può dire che i bastioni
+sono in rovina. Facea spavento il vedere nel bosco
+sottoposto tanti morti, ammucchiati l'un sopra l'altro!...
+Durante l'assedio, il signor Montoni correa
+qua, là, era da per tutto, a quanto mi disse Lodovico.
+Per me, egli non mi lasciava veder nulla. Mi
+chiudeva in una stanza nel centro del castello, mi
+portava da mangiare, e veniva a trovarmi più spesso
+che poteva. Debbo confessare che, senza Lodovico,
+sarei morta, sicuramente.</p>
+
+<p> &mdash; E come vanno le cose dopo l'assedio?</p>
+
+<p> &mdash; V'è un fracasso terribile,&nbsp;» rispose Annetta;
+«&nbsp;i signori non fanno altro che mangiare, bere e
+giuocare. Stanno a tavola tutta notte e giuocano
+tra loro le belle e ricche cose, che hanno preso
+quando andavano al saccheggio od a qualcosa di
+simile. Hanno alterchi vivissimi sulla perdita e
+sul guadagno; il signor Verrezzi perde sempre, a
+quanto si dice: Orsino guadagna, e sono sempre in
+lite. Tutte quelle belle signore sono ancora qui, e
+vi confesso che mi fanno ribrezzo quando le incontro.</p>
+
+<p> &mdash; Sicuramente,&nbsp;» disse Emilia sussultando, «&nbsp;odo
+rumore, ascolta.</p>
+
+<p> &mdash; Oibò! è il vento. Lo sento spesso quando
+soffia più forte del solito, e scuote le porte della
+galleria. Ma perchè non volete coricarvi? credo non
+vorrete restar così tutta notte.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia si stese sul letto pregandola di lasciare il
+lume acceso. Annetta si coricò accanto a lei; ma<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+la fanciulla non poteva dormire, e le pareva sempre
+d'intendere qualche rumore. Mentre Annetta cercava
+persuaderla ch'era il vento, udirono rumor
+di passi vicino all'uscio. La cameriera voleva scendere
+dal letto, ma Emilia la trattenne; si bussò
+leggermente, e si chiamò Annetta sottovoce.</p>
+
+<p>«&nbsp;Per l'amor del cielo, non rispondere,&nbsp;» disse
+Emilia, «&nbsp;sta quieta. Faremmo bene a spegnere il lume,
+che potrebbe tradirci.</p>
+
+<p> &mdash; Madonna!&nbsp;» sclamò la cameriera; «&nbsp;non resterei
+al buio adesso per tutto l'oro del mondo.&nbsp;» Mentre
+parlava fu ripetuto più forte il nome di Annetta. «&nbsp;Ah!
+è Lodovico,&nbsp;» gridò essa allora, e si alzava per
+aprir la porta; ma Emilia ne la impedì volendo
+prima assicurarsi se era solo. Annetta gli parlò
+qualche tempo, ed egli le disse che, avendola lasciata
+uscire per andare a trovar la padroncina, veniva
+a rinchiuderla di nuovo. Questa temendo di
+essere sorpresa se continuavano a parlare in quel
+modo, acconsentì a lasciarlo entrare. La fisonomia
+franca e buona del giovane rassicurò Emilia, la
+quale implorò il di lui soccorso, se Verrezzi lo avesse
+reso necessario. Lodovico promise di passar la
+notte in una camera attigua per difenderla da qualunque
+insulto, e, acceso un lume, se ne andò al
+suo posto.</p>
+
+<p>Emilia avrebbe desiderato riposare, ma troppi
+interessi occupavano la sua mente: si vedeva in un
+luogo divenuto soggiorno del vizio e della violenza,
+fuori della protezione delle leggi, in potere d'un
+uomo instancabile nella persecuzione e nella vendetta;
+e riconobbe che resistere più a lungo alla di
+lui prepotenza sarebbe stata follia. Abbandonò pertanto
+la speranza di vivere agiatamente con Valancourt,
+e decise di ceder tutto a Montoni la mattina
+seguente, purchè le permettesse di tornarsene tosto
+in Francia. Queste riflessioni la tennero svegliata
+tutta notte.<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span></p>
+
+<p>Appena fu giorno, Emilia ebbe un lungo colloquio
+con Lodovico, il quale le raccontò varie circostanze
+relative al castello, e le diè alcune notizie sui progetti
+di Montoni, che accrebbero i suoi fondati timori.
+Gli dimostrò gran sorpresa perchè, sembrando
+così commosso dalla di lei trista situazione in quel
+castello non pensasse d'andarsene. Ei l'assicurò non
+essere sua intenzione di restarvi, ed allora essa rischiò
+a domandargli se volesse assecondare la sua
+fuga. Lodovico l'accertò ch'era dispostissimo a tentarla,
+ma le rappresentò tutte le difficoltà dell'impresa,
+giacchè la di lui perdita sarebbe stata certa,
+se Montoni li raggiungesse prima d'esser fuori de'
+monti. Promise nulladimeno di cercarne con premura
+l'occasione, e di occuparsi d'un piano di fuga.
+Emilia gli confidò allora il nome di Valancourt,
+pregandolo d'informarsi se fosse nel numero dei
+prigionieri. La debole speranza che le rinacque da
+questo colloquio, dissuase Emilia dal trattare immediatamente
+con Montoni; risolse, s'era possibile,
+di ritardare a parlargli fin quando avesse saputo
+qualcosa da Lodovico, e di non far la cessione se
+non quando le fosse riuscito impossibile ogni mezzo
+di fuggire. Mentre fantasticava così, Montoni rinvenuto
+dall'ubbriachezza, la mandò a chiamare; essa
+obbedì, e lo trovò solo, «&nbsp;Ho saputo,&nbsp;» diss'egli,
+«&nbsp;che non passaste la notte nella vostra camera;
+dove siete stata?&nbsp;» Emilia gli dettagliò le circostanze
+che ne l'aveano impedita, e le chiese la sua
+protezione per l'avvenire. «&nbsp;Voi conoscete i patti
+della mia protezione,&nbsp;» diss'egli; «&nbsp;se realmente
+ne fate caso, procurate di meritarvela.&nbsp;»</p>
+
+<p>Quella dichiarazione precisa, che non l'avrebbe
+protetta se non condizionatamente, durante la sua
+cattività nel castello, convinse Emilia della necessità
+di arrendersi; ma prima gli domandò se le
+avrebbe permesso di partire immediatamente dopo
+aver firmata la cessione; egli le ne fece solenne<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+promessa, e le presentò la carta, colla quale essa
+gli trasferiva tutti i suoi diritti.</p>
+
+<p>Fu per qualche tempo incapace di firmare, avendo
+il cuore lacerato da opposti affetti; stava per rinunziare
+alla felicità della sua vita, e alla speranza
+che l'avea sostenuta in un sì lungo corso di avversità.</p>
+
+<p>Montoni le ripetè i patti della sua obbedienza,
+osservandole che tutti i momenti erano preziosi.
+Essa prese la penna e firmò la cessione. Appena
+ebbe finito, lo pregò di ordinare la sua partenza e
+di lasciarle condur seco Annetta. Montoni allora si
+mise a ridere. «&nbsp;Era necessario ingannarvi,&nbsp;» diss'egli;
+«&nbsp;era l'unico mezzo per farvi agire ragionevolmente:
+voi partirete ma non adesso. Bisogna
+prima ch'io prenda possesso di quei beni; quando
+ciò sarà fatto, potrete tornarvene in Francia.&nbsp;»</p>
+
+<p>La fredda scelleratezza colla quale ei violava il
+solenne impegno da lui preso, ridusse Emilia alla
+disperazione, conoscendo che il suo sacrifizio non
+le avrebbe giovato a nulla, e sarebbe rimasta prigioniera:
+non sapeva trovar parole per esprimere i
+suoi sentimenti, e capiva bene che ogni osservazione
+sarebbe stata infruttuosa; guardò Montoni con aria
+supplichevole, ma egli volse il capo, e la pregò di
+ritirarsi. Incapace di fare neppure un passo, ella si
+abbandonò sopra una sedia, sospirando affannosamente
+senza poter piangere, nè parlare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Perchè abbandonarvi a questo inopportuno dolore?&nbsp;»
+le disse Montoni; «&nbsp;sforzatevi di sopportare
+coraggiosamente ciò che ora non potete evitare.
+Non avete da lagnarvi di verun affanno reale; abbiate
+pazienza, e sarete rimandata in Francia. Intanto
+tornate alla vostra stanza.</p>
+
+<p> &mdash; Non oso, signore,&nbsp;» rispose Emilia, «&nbsp;andare
+in un luogo ove può introdursi il signor Verrezzi. &mdash; Non
+vi ho io promesso di proteggervi?&nbsp;» disse
+Montoni. &mdash; Promesso!&nbsp;» ribattè Emilia titubando. &mdash; La<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+mia promessa dunque non basta?&nbsp;» riprese
+egli severamente. &mdash; Rammentatevi della vostra
+prima promessa,&nbsp;» disse Emilia tremando, «&nbsp;e giudicherete
+voi stesso qual caso io debba fare delle
+altre. &mdash; Guardatevi dal farmi ritrattare le mie parole.
+Ritiratevi, voi non avete nulla da temere nel
+vostro appartamento.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia ritirossi a passi lenti, e quando fu giunta
+nella sua camera, esaminò attentamente se vi fosse
+nascosto qualcuno, chiuse la porta, e si mise a sedere
+vicino alla finestra. La misera avrebbe forse
+perduta la ragione, se non avesse lottato fortemente
+contro il peso delle sue sciagure. Invano sforzavasi
+di credere che Montoni l'avrebbe realmente rimandata
+in Francia, tostochè si fosse assicurato de' suoi
+beni, e che intanto l'avrebbe guarentita dagl'insulti.
+La sua speranza principale però era riposta in Lodovico;
+nè dubitava del suo zelo, malgrado la poca
+fiducia di lui stesso nella progettata evasione.</p>
+
+<p>Questa trista giornata la trascorse come tante altre
+nella propria camera. Calò la notte, ed Emilia
+sarebbesi ritirata nella stanza di Annetta se un interesse
+più forte non l'avesse trattenuta: voleva attendere
+all'ora consueta il ritorno della musica, la
+quale, se non potea assicurarla positivamente della
+presenza di Valancourt nel castello, valea a confermarla
+nella sua idea e procurarle una consolazione
+sì necessaria nel suo attuale abbattimento.</p>
+
+<p>La notte era burrascosa: il vento soffiava veemente;
+le ore passarono: Emilia udì appostar le
+sentinelle. Di lì a poco, una fioca melodia traversò
+l'aere; riconobbe il suono di un liuto accompagnato
+da' queruli accenti d'un uomo. Essa ascoltava sperando
+e temendo; ritrovò la dolcezza armoniosa
+della voce e del liuto, che già conosceva. Convinta
+che la musica partiva da una delle stanze sottoposte,
+si sporse in fuori per iscoprire alcun lume, ma
+indarno. Chiamò anche sottovoce, ma il vento impedì<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+senza dubbio di udirla; la musica continuava.
+D'improvviso, udì battere all'uscio della camera,
+ed avendo riconosciuto la voce di Annetta, le aprì,
+invitandola ad avvicinarsi pian piano alla finestra
+per ascoltare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Gran Dio!&nbsp;» sclamò Annetta; «&nbsp;io conosco
+questa canzone: essa è francese, ed una delle ariette
+favorite del mio caro paese... È un nostro compatriota
+che canta e dev'essere il signor Valancourt. &mdash; Piano,
+Annetta,&nbsp;» disse Emilia, «&nbsp;non parlar sì
+forte; potremmo essere intese. &mdash; Da chi? dal cavaliere? &mdash; No,
+ma qualcuno potrebbe tradirci. Perchè
+credi tu sia Valancourt quello che canta? Ma
+zitto: la voce diventa più forte. La riconosci? &mdash; Signorina,&nbsp;»
+rispose Annetta, «&nbsp;io non ho mai udito
+cantare il cavaliere.&nbsp;» Ad Emilia spiacque assai che
+l'unico motivo di Annetta per credere ch'era Valancourt,
+fosse che il cantore era Francese. Poco
+dopo udì la romanza intesa alla peschiera, e il di
+lei nome fu ripetuto così spesso, che Annetta gridò
+ad alta voce: «&nbsp;Signor Valancourt! signor Valancourt!&nbsp;»
+Emilia tentò trattenerla, ma essa gridava
+sempre più forte; la musica cessò, e nessuno rispose.
+«&nbsp;Non importa, signora Emilia,&nbsp;» disse la
+ragazza; «&nbsp;è il cavaliere senz'altro, ed io voglio
+parlargli. &mdash; No, no, Annetta; voglio parlargli io
+stessa. Se è lui, riconoscerà la mia voce, e risponderà.
+Chi è,&nbsp;» gridò ella, «&nbsp;che canta così tardi?&nbsp;»
+Susseguì un lungo silenzio. Ripetè la domanda, ed
+intese fievoli accenti, i quali parevano venir sì da
+lontano, che non potè distinguer nessuna parola.
+Allora credè che l'incognito fosse Valancourt senz'altro,
+giacchè aveva risposto alla sua voce, e lusingandosi
+che l'avesse riconosciuta, si abbandonò
+a trasporti di gioia. Annetta intanto continuava a
+chiamare. Emilia, temendo allora di esser tradita
+nelle sue ricerche, la fece tacere, riservandosi ad
+interrogare Lodovico la mattina seguente.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p>
+
+<p>Stettero ambedue qualche tempo alla finestra, ma
+tutto rimase tranquillo. Emilia, giubilante, camminava
+a gran passi per la camera, chiamando sottovoce
+Valancourt, e tornava quindi alla finestra, dove
+non udiva altro che il mormorio del vento tra le
+frondi. Annetta mostravasi impaziente quanto lei;
+ma la prudenza le decise infine a chiudere la finestra,
+ed andarsene a letto.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXIV" id="CAPITOLO_XXXIV"></a>CAPITOLO XXXIV</h2>
+
+<p>Passarono alcuni giorni nell'incertezza. Lodovico
+aveva potuto sapere solamente che c'era un
+prigioniero nel luogo indicato da Emilia, un Francese,
+stato preso in una scaramuccia. Nell'intervallo,
+Emilia sfuggì alle persecuzioni di Verrezzi
+e Bertolini, confinandosi nella sua camera. Talvolta
+passeggiava la sera nel corridoio. Montoni
+pareva rispettar l'ultima sua promessa, sebbene
+avesse violata la prima; ed ella non poteva attribuire
+il suo riposo che al favore della di lui protezione.
+Erane allora così persuasa, che non desiderava
+partire dal castello se non dopo aver ottenuto
+qualche certezza a proposito di Valancourt.
+L'aspettava adunque, senza che ciò le costasse verun
+sacrifizio, non essendosi presentata fin allora
+nessuna occasione propizia di fuggire.</p>
+
+<p>Finalmente, Lodovico venne ad avvertirla che
+sperava di vedere il prigioniero, dovendo questi
+avere per guardia la notte seguente un soldato di
+cui erasi fatto amico. La di lui speranza non fu
+vana, giacchè potè entrare nella prigione col pretesto
+di portargli acqua. La prudenza però gl'impose
+di non confidare alla sentinella il vero motivo
+di quella visita, che fu molto breve.</p>
+
+<p>Emilia stette impaziente ad aspettarne il risultato;
+infine vide ricomparire il giovano con Annetta. «&nbsp;Il
+prigioniero, signorina,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;non ha voluto<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+confidarmi il suo nome. Quando pronunziai il vostro,
+si mostrò meno sorpreso di quel ch'io m'immaginassi.</p>
+
+<p> &mdash; Come sta egli? Dev'essere molto abbattuto
+dopo una sì lunga prigionia... &mdash; Oh no! mi parve
+che stesse bene, quantunque non glie l'abbia domandato. &mdash; Non
+vi ha consegnato nulla per me?&nbsp;»
+disse Emilia. &mdash; Mi ha dato questo, dicendo che
+vi avrebbe scritto se avesse avuto l'occorrente. Prendete.&nbsp;»
+E le consegnò una miniatura. Emilia riconobbe
+il suo proprio ritratto, lo stesso che aveva
+perduto sua madre in modo così singolare alla peschiera
+della valle. Pianse allora di gioia e tenerezza,
+e Lodovico continuò: «&nbsp;Mi ha scongiurato a
+procurargli un abboccamento con voi. Gli rappresentai
+quanto mi paresse difficile farvi acconsentire
+il suo custode; mi rispose ciò esser più facile che
+non immaginassi, e che se ne gli avessi portata la
+vostra risposta, si sarebbe spiegato meglio. &mdash; Quando
+potrete rivedere il cavaliere, ditegli che acconsento
+a vederlo. &mdash; Ma quando, signora, in qual luogo? &mdash; Ciò
+dipenderà dalle circostanze; desse fisseranno
+l'ora ed il luogo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il giovane le augurò la buona notte, e se ne
+andò.</p>
+
+<p>Passò una settimana prima che Lodovico potesse
+rientrare nella prigione. Nell'intervallo, comunicò
+ad Emilia rapporti spaventosi di quanto accadeva
+nel castello: il di lei nome era spesso pronunziato
+ne' discorsi di Bertolini e Verrezzi, e diveniva sempre
+soggetto di alterchi. Montoni aveva perduto al
+giuoco somme enormi con Verrezzi, e c'era tutta la
+probabilità che gliela destinasse in isposa per isdebitarsi,
+ad onta dell'opposizione di Bertolini. A tai
+notizie, la meschina scongiurava Lodovico a riveder
+tosto il prigioniero, ed a favorire la loro fuga.</p>
+
+<p>Finalmente Lodovico le disse d'aver riveduto il
+cavaliere, il quale avealo indotto a fidar nel carceriere,<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+di cui aveva già esperimentata la condiscendenza,
+e che avevagli promesso di uscire per
+mezz'ora la notte seguente, quando Montoni ed i
+suoi compagni stessero gozzovigliando. «&nbsp;È una
+bella cosa per certo,&nbsp;» soggiunse il giovane; «&nbsp;ma
+Sebastiano sa bene che non corre alcun rischio,
+lasciando uscire il prigioniero, poichè se potrà scappare
+dalle porte di ferro sarà molto destro. Il cavaliere
+mi manda da voi, o signora, per supplicarvi
+in nome suo di permettergli che vi veda stanotte,
+quando pur fosse per un momento solo, non potendo
+più vivere sotto il medesimo tetto senza vedervi;
+circa all'ora, non può precisarla, giacchè
+dipende dalle circostanze, come voi diceste, e vi
+prega di scegliere il luogo che crederete il più
+sicuro.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia era sì agitata dalla prossima speranza di
+rivedere Valancourt, che passarono alcuni minuti
+prima di poter rispondere. Finalmente, non seppe
+indicare un luogo più sicuro del corridoio. Fu dunque
+stabilito che il cavaliere sarebbe venuto quella
+notte nel corridoio, e che Lodovico avrebbe pensato
+a scegliere l'ora. Emilia, come può credersi,
+passò quest'intervallo in un tumulto di speranza,
+di gioia e d'ansiosa impazienza. Dopo il suo arrivo
+al castello non aveva mai osservato con tanto piacere
+il tramonto del sole. Contava le ore, e le parea
+che il tempo non passasse mai.</p>
+
+<p>Finalmente suonò mezzanotte. Aprì la porta del
+corridoio per ascoltare se vi fosse rumore nel castello,
+e udì solo l'eco delle risa smoderate che
+partivano dalla sala grande. S'immaginò che Montoni
+ed i suoi ospiti fossero a tavola. «&nbsp;Essi sono
+occupati per tutta la notte,&nbsp;» disse fra sè, «&nbsp;e Valancourt
+sarà presto qui.&nbsp;» Chiuse la porta, e passeggiò
+per la camera coll'agitazione dell'impazienza.
+Si affacciava alla finestra, lusingandosi di sentir
+suonare il liuto; ma tutto era silenzio, e la sua<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+emozione cresceva. Annetta, che aveva fatto restare
+in sua compagnia, ciarlava secondo il solito; ma
+Emilia non intendeva sillaba de' suoi discorsi. Tornando
+alla finestra, sentì alfine la solita voce cantare
+accompagnata dal liuto. Non potè astenersi dal
+piangere per la tenerezza. Finita la romanza, Emilia
+la considerò come un segnale che le indicasse
+l'uscita di Valancourt. Poco dopo udì camminare
+nel corridoio, aprì la porta, corse incontro all'amante,
+e si trovò fra le braccia d'un uomo che non
+aveva mai veduto. La faccia ed il suono della
+voce dell'incognito la disingannarono sul momento,
+e svenne.</p>
+
+<p>Allorchè risensò, trovossi sostenuta da quest'uomo,
+il quale la considerava con viva espressione di
+tenerezza e d'inquietudine. Non ebbe la forza per
+interrogare, nè per rispondere: proruppe in dirotto
+pianto, e si sciolse dalle di lui braccia. L'incognito
+impallidì. Sorpreso, guardava Lodovico come per
+domandargli qualche schiarimento; ma Annetta gli
+spiegò il mistero che non intendeva neppur Lodovico.
+«&nbsp;Signore,&nbsp;» gridò ella singhiozzando, «&nbsp;voi
+non siete l'altro cavaliere. Noi aspettavamo il signor
+Valancourt, e non siete voi quello. Ah! Lodovico,
+come avete potuto ingannarci così? la mia
+povera padrona se ne risentirà per molto tempo.&nbsp;»
+L'incognito, il quale pareva agitatissimo, voleva
+parlare, ma gli spirarono le parole sul labbro, e
+battendosi colla mano la fronte, come preso da improvvisa
+disperazione, si ritirò dalla parte opposta
+del corridoio.</p>
+
+<p>Annetta si terse le lagrime, e disse a Lodovico:
+«&nbsp;Può darsi che l'altro cavaliere, cioè il signor
+Valancourt, sia tuttora dabbasso.&nbsp;» Emilia alzò
+la testa. «&nbsp;No,&nbsp;» replicò Lodovico, «&nbsp;il signor Valancourt
+non c'è stato mai, se questo cavaliere non
+è lui. Se aveste avuta la bontà di confidarmi il vostro
+nome, signore,&nbsp;» diss'egli all'incognito, «&nbsp;quest'equivoco<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+non avrebbe avuto luogo. &mdash; È verissimo,&nbsp;»
+rispos'egli in cattivo italiano; «&nbsp;ma m'importava
+molto che Montoni lo ignorasse. Signora,&nbsp;»
+soggiunse quindi, volgendosi in francese a Emilia,
+«&nbsp;permettetemi due parole. Soffrite che spieghi a
+voi sola il mio nome e le circostanze che m'indussero
+nell'errore. Io sono vostro compatriotta, e ci
+troviamo ambidue in una terra straniera.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia procurò di calmarsi, ed esitava ad accordargli
+la sua domanda; in fine, pregò Lodovico di
+andar ad aspettarla in fondo al corridoio, trattenne
+Annetta, e disse all'incognito che quella fanciulla
+intendendo pochissimo l'italiano, ei poteva favellarle
+in questa lingua. Si ritirarono in un angolo, e l'incognito
+le disse, dopo un lungo sospiro: «&nbsp;Signora,
+la mia famiglia non dev'esservi ignota. Io mi chiamo
+Dupont; i miei parenti vivevano a qualche distanza
+dal vostro castello della valle, ed io ebbi la
+fortuna d'incontrarvi qualche volta, visitando il vicinato.
+Non vi offenderò certo ripetendovi quanto
+sapeste interessarmi, quanto mi compiaceva di errare
+nei luoghi che voi frequentavate, quante volte ho
+visitato la vostra peschiera favorita, e quanto gemeva
+allora delle circostanze che m'impedivano di
+dichiararvi la mia passione! Non vi spiegherò come
+potei cedere alla tentazione, ed in qual modo divenni
+possessore d'un tesoro inestimabile per me,
+che affidai, pochi giorni sono, al vostro messaggero,
+con una speranza ben diversa da quella che or mi
+resta. Non mi estenderò di più. Lasciate ch'io implori
+il vostro perdono, e circa a quel ritratto che
+restituii così male a proposito, la vostra generosità
+ne scuserà il furto, e vorrà rendermelo. Il mio delitto
+stesso è divenuto il mio castigo; e quel ritratto
+che involai alimentò una passione che dev'essere
+sempre il mio tormento.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, interrompendolo, disse: «&nbsp;Lascio alla vostra
+coscienza, o signore, il decidere se, dopo tutto<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+quant'è accaduto a proposito del signor Valancourt,
+io debba rendervi il ritratto. Non sarebbe un'azione
+generosa: dovete convenirne voi stesso, e mi permetterete
+di aggiungere che mi fareste un'ingiuria
+insistendo per ottenerlo. Mi trovo onorata della favorevole
+opinione che concepiste di me; ma... l'equivoco
+di questa sera mi dispensa dal dirvi di più.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora, oimè! sì,&nbsp;» replicò Dupont; «&nbsp;accordatemi
+almeno di farvi conoscere il mio disinteresse,
+se non il mio amore. Accettate i servigi
+d'un amico, il quale, benchè prigioniero, giura di
+fare ogni tentativo per togliervi da quest'orribile
+soggiorno, e non mi negate la ricompensa d'aver
+tentato almeno di meritare la vostra gratitudine.</p>
+
+<p> &mdash; Voi la meritate già, signore,&nbsp;» disse Emilia,
+«&nbsp;ed il voto che esprimete merita tutti i miei ringraziamenti.
+Scusatemi se vi rammento il pericolo
+a cui siamo esposti, prolungando questo abboccamento.
+Sarà per me una gran consolazione, sia che
+i vostri tentativi vadano a vuoto, od abbiano un
+esito felice, di avere un generoso compatriotta disposto
+a proteggermi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dupont prese la mano di Emilia, che voleva ritirarla,
+e se l'appressò rispettosamente alle labbra.</p>
+
+<p>«&nbsp;Permettetemi,&nbsp;» le disse, «&nbsp;di sospirare vivamente
+per la vostra felicità, e lodarmi d'una passione
+che m'è impossibile di vincere.&nbsp;» In quel
+punto Emilia udì rumore nella sua camera, e voltandosi
+da quella parte, vide un uomo il quale, precipitandosi
+nel corridoio brandendo uno stile, gridò:
+«&nbsp;v'insegnerò io a vincere questa passione!&nbsp;» E
+corse incontro a Dupont ch'era inerme. Questi
+scansò il colpo, si gettò su colui, nel quale Emilia
+riconobbe Verrezzi e lo disarmò. Durante la lotta,
+Emilia e Annetta corsero a chiamar Lodovico, ma
+era sparito. Tornando indietro, il rumore della lotta
+le fece sovvenire del pericolo. Annetta andò a cercar
+Lodovico; la fanciulla s'affrettò dove Dupont<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+e Verrezzi erano sempre alle prese, e li scongiurò a
+separarsi. Il primo finalmente gettò in terra l'avversario
+e ve lo lasciò sbalordito dalla caduta. Emilia
+lo pregò di fuggire, prima che comparisse Montoni,
+o qualcun altro: ei ricusò di lasciarla così
+senza difesa, e mentr'ella, più spaventata per lui
+che per sè medesima, raddoppiava le sue premurose
+istanze, udirono salire la scala segreta.</p>
+
+<p>«&nbsp;Siete perduto,&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;è la gente di Montoni.&nbsp;»
+Dupont non rispose, e sostenendo Emilia,
+che stentava a reggersi, aspettò di piè fermo gli
+avversari. Poco dopo entrò Lodovico solo, e gettando
+un'occhiata dappertutto: «&nbsp;Seguitemi,&nbsp;» disse loro,
+«&nbsp;se vi è cara la vita; non abbiamo un momento
+da perdere.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia domandò cosa fosse accaduto, e dove convenisse
+andare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non ho tempo di dirvelo,&nbsp;» rispose Lodovico.
+«&nbsp;Fuggite, fuggite.&nbsp;»</p>
+
+<p>Essa lo seguì all'istante, sostenuta da Dupont.
+Scesero la scala, e mentre traversavano un andito
+segreto, si ricordò di Annetta, e chiese dove fosse,
+«&nbsp;Ci aspetta,&nbsp;» le rispose Lodovico sottovoce. «&nbsp;Poco
+fa furono aperte le porte per un distaccamento che
+arriva, e temo che vengano chiuse nuovamente, prima
+che noi vi giungiamo.&nbsp;» Emilia tremava sempre
+più dopo aver saputo che la sua fuga dipendeva da
+un solo istante. Dupont le dava braccio, e procurava,
+camminando, di rianimare il suo coraggio.</p>
+
+<p>Lodovico aprì un'altra porta, dietro la quale
+trovarono Annetta, e scesero alcuni gradini. Il giovane
+disse che quel passaggio conduceva al secondo
+cortile, e comunicava col primo. A misura che si
+avanzavano, un tumulto confuso, che pareva venire
+dal secondo cortile, spaventò Emilia.</p>
+
+<p>«&nbsp;Non temete, signora,&nbsp;» disse Lodovico, «&nbsp;la
+nostra sola speranza è riposta in questo tumulto:
+mentre la gente del castello è occupata di quelli<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+che giungono, potremo forse uscir dalle porte inosservati.
+Ma zitto,&nbsp;» soggiunse avvicinandosi ad una
+porticella che metteva sul primo cortile; «&nbsp;restate
+qui un momento: io vado a vedere se le porte sono
+aperte, e se c'è qualcuno per via. Vi prego, signore,
+di spegnere il lume se mi sentirete parlare,&nbsp;» aggiunse
+consegnando la lampada a Dupont, «&nbsp;ed in
+tal caso restate in silenzio.&nbsp;»</p>
+
+<p>Uscì, e chiuse la porta. «&nbsp;Noi saremo in breve
+fuori di queste mura,&nbsp;» disse Dupont a Emilia;
+«&nbsp;fatevi coraggio, e tutto andrà bene.&nbsp;»</p>
+
+<p>Poco dopo udirono Lodovico parlar forte, e distinsero
+anche un'altra voce. Dupont spense subito
+il lume. «&nbsp;Gran Dio! È troppo tardi,&nbsp;» esclamò
+Emilia; «&nbsp;che sarà di noi?&nbsp;» Ascoltarono attenti,
+e si accorsero che Lodovico parlava colla sentinella.
+Il cane di Emilia, che l'aveva seguita, cominciò a
+latrare. Dupont lo prese in braccio per farlo tacere,
+e sentirono che il giovane diceva alla sentinella:
+«&nbsp;Intanto farò io la guardia per voi. &mdash; Aspettiamo
+un momento,&nbsp;» replicò la sentinella, «&nbsp;e non avrete
+questo incomodo. I cavalli devono esser mandati
+alle stalle vicine, si chiuderanno le porte, e potrò
+assentarmi per un minuto &mdash; Oibò! Per me non è
+un incomodo, caro camerata,&nbsp;» disse Lodovico;
+«&nbsp;farete a me lo stesso servizio un'altra volta. Andate,
+andate ad assaggiare quel vino, altrimenti la
+truppa arrivata lo berrà tutto, e non ve ne rimarrà
+più.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il soldato esitò, e chiamò nel secondo cortile, per
+sapere se i cavalli dovevano esser condotti fuori,
+e se potevano chiudersi le porte. Erano tutti troppo
+occupati per rispondergli, quand'anco l'avessero
+inteso.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sì, sì,&nbsp;» disse Lodovico, «&nbsp;non son così gonzi,
+si dividono tutto fra loro. Se aspettate quando
+partono i cavalli, troverete il vino bevuto tutto. Io
+ne ebbi la mia parte, ma giacchè non ne volete, andrò
+io in vece vostra.<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Alto là, camerata,&nbsp;» soggiunse la sentinella,
+«&nbsp;prendete il mio posto per pochi minuti, che torno
+subito.&nbsp;»</p>
+
+<p>E andossene correndo.</p>
+
+<p>Lodovico, vedendosi in libertà, si affrettò di
+aprire la porta dell'andito. Emilia soccombea quasi
+all'ansietà cagionatagli dal lungo colloquio. Egli
+disse loro che il cortile era libero: lo seguirono
+senza perder tempo, e menarono seco due cavalli
+che trovarono isolati.</p>
+
+<p>Usciti senza ostacolo dalle formidabili porte, corsero
+ai boschi. Emilia, Dupont e Annetta erano a
+piedi; Lodovico sopra un cavallo, conduceva l'altro.
+Giunti nella selva, le due fanciulle salirono in
+groppa coi loro protettori. Lodovico serviva di guida,
+e fuggirono tanto presto quanto lo permetteva
+una strada rovinata, ed il fioco chiaror di luna
+traverso gli alberi.</p>
+
+<p>Emilia era così stordita dall'inattesa partenza,
+che osava credere appena di essere sveglia: dubitava
+però molto che l'avventura potesse andar a
+finir bene, ed il dubbio era pur troppo ragionevole.
+Prima di uscire dal bosco udirono alte grida, e
+videro molti lumi nelle vicinanze del castello. Dupont
+spronò il cavallo, e con molta pena lo costrinse
+a correr più presto.</p>
+
+<p>«&nbsp;Povera bestia,&nbsp;» disse Lodovico, «&nbsp;dev'essere
+ben stanca, essendo stata fuori tutto il giorno.
+Ma signore, andiamo da questa parte, perchè i lumi
+vengono per di qua.&nbsp;» E spronati i cavalli, si
+misero a galoppare. Dopo una lunga corsa, guardarono
+indietro: i lumi erano tanto lontani, che a
+mala pena potevano distinguersi; le grida avean
+fatto luogo a profondo silenzio. I viaggiatori allora
+moderarono il passo, e tennero consiglio sulla direzione
+da prendere. Decisero di andare in Toscana
+per guadagnare il Mediterraneo, e cercar d'imbarcarsi
+prontamente per la Francia. Dupont aveva<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+progettato di accompagnarvi Emilia, se avesse potuto
+sapere che il suo reggimento vi fosse tornato.</p>
+
+<p>Erano allora sulla strada già percorsa da Emilia
+con Ugo e Bertrando. Lodovico, il solo di essi che
+conoscesse i tortuosi sentieri di que' monti, assicurò
+che a poca distanza ne avrebbero trovato uno pel
+quale sarebbesi potuto scender facilmente in Toscana,
+e che alle falde degli Appennini c'era una piccola
+città, dove avrebbero potuto procacciarsi le
+cose necessarie pel viaggio.</p>
+
+<p>Emilia pensava a Valancourt ed alla Francia con
+gioia; ma intanto essa sola era l'oggetto delle riflessioni
+malinconiche di Dupont. L'affanno però
+ch'ei provava pel suo equivoco, veniva addolcito
+dal piacere di vederla, Annetta pensava alla lor fuga
+sorprendente, e al susurro che avrebber fatto Montoni
+ed i suoi. Tornata in patria, voleva sposare il
+suo liberatore per gratitudine e per inclinazione.
+Lodovico, per parte sua, si compiaceva di avere
+strappato Annetta ed Emilia al pericolo che le minacciava,
+lieto di fuggire egli stesso da quella gente
+che gli faceva orrore. Aveva resa la libertà a Dupont,
+e sperava di viver felice coll'oggetto del suo
+amore.</p>
+
+<p>Occupati dai loro pensieri, i viaggiatori restarono
+in silenzio per più di un'ora, meno qualche domanda
+che faceva tratto tratto Dupont sulla direzione
+della strada, o qualche esclamazione di Annetta
+sugli oggetti che il crepuscolo lasciava vedere
+imperfettamente. Infine scorsero lumi alle falde di
+un monte, e Lodovico non dubitò più non fosse
+la desiata città. Soddisfatti di questa certezza, i suoi
+compagni si abbandonarono di nuovo ai loro pensieri;
+Annetta fu quindi la prima a parlare.</p>
+
+<p>«&nbsp;Dio buono,&nbsp;» diss'ella, «&nbsp;dove troveremo noi
+denaro? So che nè la mia padrona, nè io non abbiamo
+un soldo. Il signor Montoni ci provvedeva
+egli!&nbsp;» L'osservazione produsse un esame che terminò<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+in un imbarazzo seriissimo. Dupont era stato
+spogliato di quasi tutti i suoi denari allorchè cadde
+prigioniero; il resto l'aveva regalato alla sentinella,
+che avevagli permesso di uscire dal carcere. Lodovico,
+che da molto tempo non poteva ottenere il
+pagamento del suo salario, aveva appena di che
+supplire al primo rinfresco nella città in cui dovean
+giungere.</p>
+
+<p>La loro povertà li affliggeva tanto più, perchè
+poteva trattenerli in cammino, e, sebbene in una
+città, temevano sempre il potere di Montoni. I viaggiatori
+adunque non ebbero altro partito che quello
+di andare avanti a tentar la fortuna. Passarono per
+luoghi deserti; finalmente udirono da lontano i
+campanelli di un armento, e poco dopo il belato
+delle pecore, e riconobbero le tracce di qualche
+abitazione umana. I lumi veduti da Lodovico erano
+spariti da molto tempo, nascosti dagli alti monti.
+Rianimati da questa speranza, accelerarono il passo,
+e scopersero alfine una delle valli pastorali degli
+Appennini, fatta per dare l'idea della felice Arcadia.
+La sua freschezza e bella semplicità contrastavano
+maestosamente colle nevose montagne circostanti.</p>
+
+<p>L'alba faceva biancheggiare l'orizzonte. A poca
+distanza, e sul fianco di un colle, i viaggiatori distinsero
+la città che cercavano, e vi giunsero in
+breve. Con molta difficoltà poterono trovarvi un
+asilo momentaneo. Emilia domandò di non fermarsi
+più del tempo strettamente necessario per rinfrescare
+i cavalli; la di lei vista eccitava sorpresa, essendo
+senza cappello, ed avendo appena avuto il tempo di
+prendere un velo. Le rincresceva perciò la mancanza
+di denaro, che non permettevale di procacciarsi
+quest'articolo <a name="tn113" id="tn113"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'esenziale'">essenziale</ins>.</p>
+
+<p>Lodovico esaminò la sua borsa, e trovò che non
+bastava neppur a pagare il rinfresco. Dupont si arrischiò
+di confidarsi all'oste, che gli pareva umano
+ed onesto; gli narrò la loro posizione, pregandolo<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+d'aiutarli a continuare il viaggio. Colui promise di
+far tutto il possibile, tanto più essendo essi prigionieri
+fuggiti dalle mani di Montoni, cui egli aveva
+ragioni personali per odiare: acconsentì a somministrar
+loro i cavalli freschi per partire immediatamente,
+ma non era ricco abbastanza per fornirli
+anche di denaro. Stavano lamentandosi, lorchè Lodovico,
+dopo aver condotto i cavalli in istalla, ritornò
+tutto allegro, e le mise tosto a parte della
+sua gioia: nel levare la sella ad un cavallo, vi avea
+trovata una borsa piena di monete d'oro, porzione
+senza dubbio del bottino fatto dai condottieri. Tornavano
+essi dal saccheggio allorchè Lodovico era
+fuggito, ed il cavallo essendo uscito dal secondo
+cortile, ove stava a bere il suo padrone, aveva portato
+via il tesoro, sul quale per certo contava quel
+birbante.</p>
+
+<p>Dupont trovò questa somma sufficientissima per
+ricondurli tutti in Francia, e risolse allora di accompagnarvi
+Emilia. Si fidava di Lodovico quanto
+poteva permetterglielo una conoscenza sì breve, eppure
+non reggeva all'idea di confidargli Emilia per
+un sì lungo viaggio. D'altronde, non aveva forse
+il coraggio di privarsi del pericoloso piacere di
+vederla.</p>
+
+<p>Tennero consiglio sulla direzione da prendere.
+Lodovico avendo assicurato che Livorno era il
+porto più vicino ed accreditato, decisero d'incamminarvisi.</p>
+
+<p>Emilia comprò un cappello e qualche altro piccolo
+oggetto indispensabile. I viaggiatori cambiarono
+i cavalli stanchi con altri migliori, e si rimisero
+lietamente in cammino al sorger del sole. Dopo
+qualche ora di viaggio attraverso un paese pittoresco,
+cominciarono a scendere nella valle dell'Arno.
+Emilia contemplò tutte le bellezze di quei luoghi
+pastorali e montuosi, unite al lusso delle ville dei
+nobili fiorentini, e alle ricchezze di una svariata<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+coltura. Verso mezzogiorno scoprirono Firenze, le
+cui torri s'innalzavano superbe sullo splendido
+orizzonte.</p>
+
+<p>Il caldo era eccessivo, e la comitiva cercò riposo all'ombra.
+Fermatisi sotto alcuni alberi, i cui folti
+rami li difendevano dai raggi del sole, fecero una
+refezione frugale, contemplando il magnifico paese
+con entusiasmo.</p>
+
+<p>Emilia e Dupont ridiventarono a poco a poco taciturni
+e pensierosi, Annetta era giuliva, e non si
+stancava mai di ciarlare, Lodovico era molto allegro,
+senza obliare però i riguardi dovuti ai suoi
+compagni di viaggio. Finito il pasto, Dupont persuase
+Emilia a procurare di gustar un'ora di sonno,
+mentre Lodovico avrebbe vegliato. Le due fanciulle,
+stanche dal viaggio, si addormentarono.</p>
+
+<p>Quando Emilia svegliossi, trovò la sentinella addormentata
+al suo posto, e Dupont desto, ma immerso
+ne' suoi tristi pensieri. Il sole era ancora
+troppo alto per continuare il viaggio, e giustizia
+volea che Lodovico, stanco dalle tante fatiche, potesse
+finire in pace il suo sonno. Emilia profittò di
+questo momento onde sapere per qual caso Dupont
+fosse caduto prigioniero di Montoni. Lusingato dall'interesse
+che dimostravagli questa domanda, e
+dell'occasione che gli somministrava di parlare
+di sè medesimo, Dupont la soddisfece immediatamente.</p>
+
+<p>«&nbsp;Io venni in Italia, signora, al servizio del mio
+paese. Una mischia ne' monti colle bande di Montoni
+mise in rotta il mio distaccamento, e fui preso
+con alcuni altri. Quando seppi d'essere prigioniero
+di Montoni, questo nome mi colpì. Mi rammentai
+che vostra zia aveva sposato un Italiano di tal nome,
+e che voi li avevate seguiti in Italia. Non potei
+però sapere con certezza, se non molto dopo,
+che costui era quello stesso, e che voi abitavate
+sotto il medesimo tetto con me. Non vi stancherò<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+dipingendovi la mia emozione allorchè seppi questa
+nuova, la quale mi fu data da una sentinella che
+potei sedurre fino al punto di accordarmi qualche
+ricreazione, una delle quali m'interessava assai, ed
+era pericolosissima per lui. Ma non fu possibile
+indurlo ad incaricarsi d'una lettera, e di farmi conoscere
+a voi. Temeva di essere scoperto, e provare
+tutta la vendetta di Montoni. Mi somministrò però
+l'occasione di vedervi parecchie volte. Ciò vi sorprende,
+ma vi spiegherò meglio. La mia salute
+soffriva molto per mancanza d'aria e d'esercizio,
+e potei finalmente ottenere, dalla pietà o dall'avarizia
+sua, di passeggiare la notte sul bastione.&nbsp;»
+Emilia divenne attenta, e Dupont continuò:</p>
+
+<p>«&nbsp;Accordandomi questo permesso, la mia guardia
+sapeva bene ch'io non poteva fuggire. Il castello
+era custodito con vigilanza, ed il bastione sorgea
+sopra una rupe perpendicolare. M'insegnò egualmente
+una porta nascosta nella parete della stanza,
+ov'io era detenuto, ed imparai ad aprirla. Questa
+porta metteva in un andito stretto praticato nella
+grossezza del muro, che girava per tutto il castello,
+e veniva a riuscire all'angolo del bastione orientale.
+Ho saputo in seguito che ve ne sono altri consimili
+nelle muraglie enormi di quel prodigioso
+edifizio, destinati senza dubbio a facilitare la fuga
+in tempo di guerra. Per tal mezzo adunque io andava
+la notte sul bastione, e vi passeggiava con
+cautela onde non essere scoperto. Le sentinelle
+erano molto lontane, perchè le alte mura da quella
+parte supplivano ai soldati. In una di queste passeggiate
+notturne, osservai un lume alla finestra
+d'una stanza superiore alla mia prigione: mi venne
+in idea che quella fosse la vostra camera, e, sperando
+di vedervi, mi fermai in faccia alla finestra.&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia, rammentandosi allora la figura veduta sul
+bastione, che l'aveva tenuta in tanta perplessità,
+esclamò: «&nbsp;Eravate dunque voi, signor Dupont,<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+che mi cagionaste un terrore così ridicolo? La
+mia fantasia era tanto indebolita dai lunghi patimenti,
+che il più lieve incidente bastava a farmi
+tremare.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dupont le manifestò il suo rammarico d'averla
+spaventata, poi soggiunse: «&nbsp;Appoggiato al parapetto
+in faccia alla vostra finestra, il pensiero della
+vostra situazione malinconica e della mia mi strappò
+alcuni gemiti involontari che vi attrassero alla finestra,
+almeno così supposi. Vidi una persona, e credetti
+foste voi. Non vi dirò nulla della mia emozione
+in quel momento. Voleva parlare ma la prudenza
+mi trattenne, e l'avanzarsi della sentinella mi
+obbligò a fuggire.</p>
+
+<p>«&nbsp;Passarono alcuni giorni prima ch'io potessi
+tentare una seconda passeggiata, poichè non poteva
+uscire se non quando era di guardia il milite da
+me guadagnato coi doni. Intanto mi persuasi della
+realtà delle mie congetture sulla situazione della
+vostra camera. Appena potei uscire, tornai sotto la
+vostra finestra, e vi vidi senza ardir di parlarvi. Vi
+salutai colla mano, e voi spariste. Obliando la mia
+prudenza, esalai un lungo sospiro. Voi tornaste e
+diceste qualcosa. Intesi la vostra voce, e stava per
+abbandonare ogni riguardo, quando udii venire una
+sentinella, e mi ritirai prontamente; ma quel soldato
+mi aveva veduto. Egli mi seguì, e mi avrebbe
+raggiunto, senza un ridicolo stratagemma che formò
+in quel momento la mia salvezza. Conoscendo la
+superstizione di quella gente, gettai un grido lugubre,
+sperando che avrebbe cessato d'inseguirmi, e
+fortunatamente riuscii. Quell'uomo pativa di mal
+caduco: il timore ch'io gl'incussi lo fece cadere a
+terra tramortito, ed io m'involai prontamente. Il
+sentimento del pericolo incorso, e che il raddoppiamento
+delle guardie, per questo motivo, rendeva
+maggiore, mi dissuase dal tornar a passeggiare sul
+bastione. Nel silenzio delle notti però mi divertiva<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+con un vecchio liuto procuratomi dal mio custode,
+e talvolta cantava, ve lo confesso, sperando d'essere
+inteso da voi. Infatti poche sere fa, parvemi udire
+una voce che mi chiamasse, ma non volli rispondere
+per timore della sentinella. Ditemi, in grazia,
+signora, eravate voi?</p>
+
+<p> &mdash; Sì,&nbsp;» rispose Emilia, con un sospiro involontario,
+«&nbsp;avevate ragione.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dupont, osservando la penosa sensazione che tal
+soggetto le cagionava, cambiò discorso.</p>
+
+<p>«&nbsp;In una delle mie gite nell'andito di cui vi ho
+parlato, intesi,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;un colloquio singolare
+che veniva da una stanza contigua al medesimo. Il
+muro era in quel luogo così sottile, che potei udire
+distintamente tutti i discorsi che si facevano. Montoni
+stava colà coi compagni. Egli cominciò il racconto
+dell'istoria straordinaria dell'antica padrona
+del castello. Descrisse circostanze strane; la sua
+coscienza però deve sapere fino a qual punto fossero
+credibili. Ma voi dovete conoscere, signorina,
+le notizie vaghe che si fanno circolare sul destino
+misterioso di quella dama.</p>
+
+<p> &mdash; Le conosco, signore,&nbsp;» diss'Emilia, «&nbsp;e mi
+accorgo che voi non ci credete.</p>
+
+<p> &mdash; Io ne dubitava,&nbsp;» replicò Dupont, «&nbsp;prima
+dell'epoca di cui vi parlo; ma il racconto di Montoni
+aggravò i miei sospetti, e restai quasi persuaso
+ch'ei fosse un assassino. Tremai per voi. Aveva
+udito pronunziare il vostro nome dai convitati in
+modo inquietante, e sapendo che gli uomini i più
+empi sogliono essere i più superstiziosi, mi decisi
+a spaventarli, per distoglierli dal nuovo delitto ch'io
+temeva. Ascoltai attentamente Montoni, e nel luogo
+più interessante del racconto, ripetei più volte le
+sue ultime parole.</p>
+
+<p> &mdash; Non avevate timore di essere scoperto?&nbsp;»
+chiese Emilia.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» rispose Dupont, «&nbsp;sapendo, che se Montoni<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+avesse conosciuto il segreto dell'andito non
+mi avrebbe rinchiuso in quella stanza. La compagnia,
+per qualche momento, non badò alla mia
+voce, ma finalmente l'allarme fu sì grande, che
+fuggirono tutti. Montoni ordinò ai servi di fare attive
+ricerche, ed io tornai alla mia prigione.&nbsp;»</p>
+
+<p>Dupont ed Emilia continuarono a discorrere di
+Montoni, della Francia, e del piano del loro viaggio.
+Ella gli disse che aveva intenzione di ritirarsi in
+un convento della Linguadoca; pensava di scrivere
+a Quesnel, per informarlo della sua condotta, ed
+aspettare la scadenza dell'affitto del suo castello
+della valle, per andare a stabilirvisi. Dupont la
+persuase che i beni, dei quali Montoni aveva voluto
+spogliarla, non erano perduti per sempre, e si rallegrò
+che fosse fuggita dalle mani di quel barbaro,
+il quale senza dubbio l'avrebbe tenuta prigioniera
+per tutta la vita. La probabilità di rivendicare i
+beni della zia, non tanto per sè medesima quanto
+per Valancourt, le fecero provare un senso di gioia
+ond'era stata priva per molto tempo.</p>
+
+<p>Verso il declinar del sole, Dupont svegliò Lodovico
+per continuare il loro viaggio. Giunsero in Firenze
+a notte avanzata, ed avrebbero voluto rimanervi
+qualche giorno per rimirare le bellezze di
+quella famosa metropoli, ma l'impazienza di ritornare
+in patria li fece rinunziare a tal idea; ed il
+giorno seguente, di buonissim'ora, avviaronsi alla
+volta di Pisa, cui traversarono fermandosi appena
+il tempo necessario per rinfrescare i cavalli, e giunsero
+a Livorno verso la sera del giorno dipoi.</p>
+
+<p>La vista di quella florida città piena di persone
+di tante diverse nazioni, ed i loro svariati abbigliamenti,
+rammentarono ad Emilia le mascherate di
+Venezia in tempo del carnevale; ma non vi regnava
+il brio e l'allegria dei Veneziani, essendo tutta gente
+occupata nel commercio.</p>
+
+<p>Dupont corse al porto, e seppe che un bastimento<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+doveva far vela in breve per Marsiglia, dove
+avrebbero potuto trovare facilmente un imbarco per
+traversare il golfo di Lione e giungere a Narbona.
+Il convento, nel quale Emilia voleva ritirarsi era
+situato a poca distanza da questa città. La fanciulla
+fu dunque lietissima nel sentire che il suo viaggio
+per la Francia non avrebbe sofferto verun ostacolo.
+Non temendo più d'essere inseguita, e sperando
+rivedere in breve la sua cara patria ed il paese
+abitato da Valancourt, si trovò talmente sollevata,
+che, dopo la morte di suo padre, non aveva passati
+mai momenti così tranquilli. Dupont fu informato
+a Livorno che il suo reggimento era tornato
+in Francia: questa notizia lo colmò di gioia, giacchè
+in caso diverso non avrebbe potuto accompagnarvi
+Emilia senza esporsi ai rimproveri, e fors'anco
+al castigo del suo colonnello. Seppe reprimere
+la sua passione fino al punto di non parlarne
+più alla fanciulla, obbligandola così a stimarlo ed a
+compiangerlo, se non poteva amarlo.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXV" id="CAPITOLO_XXXV"></a>CAPITOLO XXXV</h2>
+
+<p>Torniamo ora in Linguadoca, ed occupiamoci del
+Conte di Villefort, lo stesso che aveva ereditato i
+beni del marchese di Villeroy, in vicinanza del monastero
+di Santa Chiara. Rammentiamoci che quel
+castello era disabitato, allorquando Emilia si trovò
+in quelle vicinanze con suo padre, e che Sant'Aubert
+parve assai commosso, allorchè seppe di trovarsi
+così vicino al castello di Blangy. Il buon Voisin
+aveva fatti discorsi molto allarmanti per la curiosità
+d'Emilia a proposito di quel luogo.</p>
+
+<p>Nel 1584, anno in cui Sant'Aubert morì, Francesco
+di Beauveau, conte di Villefort, prese possesso
+dell'immensa tenuta chiamata Blangy, situata
+in Linguadoca, sulle sponde del mare. Queste terre
+per parecchi secoli avevano appartenuto alla sua<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+famiglia, e gli ritornavano per la morte del marchese
+di Villeroy suo parente, uomo di carattere
+austero e di maniere riservatissime. Questa circostanza,
+unita ai doveri della sua professione, che
+lo chiamavano spesso alla guerra, aveva impedita
+ogni specie d'intrinsichezza tra lui ed il conte di
+Villefort. Si conoscevano poco, ed il conte non seppe
+la sua morte se non quando ricevè il testamento
+che lo faceva padrone di Blangy. Non andò a visitare
+i suoi nuovi possessi se non un anno dopo, e
+vi passò tutto l'autunno. Si rammentava spesso
+Blangy co' vivi colori che presta l'immaginazione
+alla rimembranza dei diletti giovanili. Ne' suoi primi
+anni, aveva conosciuta la marchesa, e visitato quel
+soggiorno nell'età in cui i piaceri restano sensibilmente
+impressi. L'intervallo scorso in appresso
+fra il tumulto degli affari, che troppo spesso corrompono
+il cuore e guastano la fantasia, non aveva
+però mai cancellato dalla sua memoria i giorni felici
+passati in Linguadoca.</p>
+
+<p>Il defunto marchese aveva abbandonato il castello
+da molti anni, ed il suo vecchio agente l'aveva
+lasciato cadere in rovina. Il conte prese dunque
+il partito di passarvi l'autunno per farlo restaurare.
+Le preghiere e le lagrime ben anco della
+contessa, che sapeva piangere all'ocorrenza, non
+ebbero il potere di fargli cambiar risoluzione. Essa
+dovette dunque acconciarsi a permettere ciò che
+non poteva impedire, e a partir da Parigi. La sua
+bellezza la facea ammirare, ma il di lei spirito era
+poco adatto ad ispirare stima. L'ombra misteriosa
+dei boschi, la grandezza selvaggia dei monti, e la
+solitudine imponente delle sale gotiche, delle lunghe
+gallerie, non le offrivano che una trista prospettiva.
+Procurava di farsi coraggio pensando ai racconti
+statile fatti sulla bella vendemmia di Linguadoca,
+ma ivi non si conoscevano le contraddanze di Parigi,
+e le feste campestri dei contadini non potevano<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+lusingare un cuore, dal quale il lusso e la
+vanità avean bandito da tanto tempo il gusto della
+semplicità e le buone inclinazioni.</p>
+
+<p>Il conte aveva due figli del primo letto, e volle
+che venissero con lui. Enrico, in età di venti anni,
+era già al servizio militare; Bianca, che non ne
+aveva ancora diciotto, era sempre nel convento, dove
+l'avean messa all'epoca delle seconde nozze del
+padre. La contessa non aveva talenti bastanti per
+dare una buona educazione alla figliastra, nè il coraggio
+per intraprenderla, e perciò aveva consigliato
+il marito ad allontanarla; temendo quindi che una
+bellezza nascente venisse ad eclissare la sua, aveva
+impiegato in seguito tutta l'arte per prolungare la
+reclusione della fanciulla. La notizia ch'essa usciva
+di monastero fu per lei di gran mortificazione, la
+quale però mitigossi considerando che, se Bianca
+usciva dal chiostro, l'oscurità della provincia avrebbe
+sepolte le sue grazie per qualche tempo.</p>
+
+<p>Il giorno della partenza, la carrozza del conte si
+fermò al convento. Il cuore della giovinetta palpitava
+di piacere alle idee di novità e libertà che le
+s'offrivano. A misura che si avvicinava l'epoca del
+viaggio, la sua impazienza crebbe al punto di contar
+perfino i minuti che le mancavano a finir quella
+notte. Appena spuntata l'alba, Bianca era balzata
+dal letto per salutare quel bel giorno, in cui sarebbe
+stata liberata dai vincoli del chiostro, per
+andar a godere la libertà in un mondo, ove il piacere
+sorride sempre, la bontà non si altera mai, e
+regna col piacere senza verun ostacolo. Quando intese
+suonare il campanello, corse al parlatorio, udì
+il rumore delle ruote e vide fermarsi nel cortile la
+carrozza di suo padre: ebbra di gioia, correva pei
+corridoi annunziando alle amiche la sua imminente
+partenza. Una monaca venne a cercarla per ordine
+della superiora, che scese alla porta onde ricevere
+la contessa, la quale parve a Bianca un angelo sceso<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+per condurla al tempio della felicità. La contessa
+però, nel vederla, non fu animata dagl'istessi sentimenti.
+Bianca non era mai parsa tanto amabile,
+ed il sorriso dell'allegrezza dava a tutta la sua fisonomia
+la beltà dell'innocenza felice.
+Dopo un breve colloquio, la contessa si congedò:
+era il momento che Bianca attendeva con impazienza,
+come l'istante in cui stava per cominciare la sua
+felicità; ma non potè astenersi dal versar lacrime,
+abbracciando le sue compagne che piangevano egualmente
+nel dirle addio. La badessa, così grave, così
+imponente, la vide partire con un dispiacere, di cui
+non si sarebbe creduta capace un'ora prima. Bianca
+uscì dunque piangendo da quel soggiorno, ch'erasi
+immaginata di abbandonar ridendo.</p>
+
+<p>La presenza del padre, le distrazioni del viaggio
+assorbirono presto le sue idee, e dispersero quell'ombra
+di sensibilità. Poco attenta ai discorsi della
+contessa e di madamigella Bearn sua amica che
+l'accompagnava; ella perdeasi in soavi meditazioni;
+vedeva le nubi tacite solcar l'azzurro firmamento
+velando il sole, ed oscurando così tratti di paese
+con bella alternativa di ombre e di luce. Quel
+viaggio fu per Bianca un seguito di piaceri; la natura,
+ai suoi occhi, variava ogni momento, mostrandole
+le più belle ed incantevoli vedute.</p>
+
+<p>Verso la sera del settimo giorno, i viaggiatori
+scorsero in lontananza il castello di Blangy. La sua
+pittoresca situazione impressionò molto la fanciulla.
+A misura che si avvicinavano, ammirava la gotica
+struttura, le superbe torri, la porta immensa dell'antico
+edificio; essa credeva quasi d'avvicinarsi
+ad uno di que' castelli celebrati nell'istorie antiche,
+dove i cavalieri vedevano dai merli un campione
+col suo seguito, vestito di negra armatura, venire
+a strappar la dama de' suoi pensieri dall'oppressione
+d'un orgoglioso rivale. Essa aveva letto questa
+novella nella libreria del monastero, ripiena di
+cronache antiche.<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p>
+
+<p>Le carrozze si fermarono ad una porta che metteva
+nel recinto del castello, e che allora era chiusa.
+La grossa campana che serviva ad annunziar gli
+stranieri era da lunga pezza caduta; un servo salì
+sur un muro rovinato, per avvertire l'agente dell'arrivo
+del padrone. Bianca, appoggiata allo sportello,
+considerava con emozione i luoghi circostanti.
+Il sole era tramontato, il crepuscolo avvolgeva i
+monti; il mare lontano ripercotea ancora all'orizzonte
+una striscia di luce. Udivasi il fragor monotono
+dell'onde che venivano a frangersi sul lido.
+Ciascuno della compagnia pensava ai diversi oggetti
+che più l'interessavano. La contessa sospirava
+i piaceri di Parigi, vedendo con pena ciò ch'ella
+chiamava orridi boschi e selvaggia solitudine; penetrata
+dall'unica idea di dover essere sequestrata
+in quell'antico castello, si doleva di tutto. I sentimenti
+d'Enrico erano eguali; pensava sospirando
+alle delizie della capitale e ad una vaghissima dama
+ch'egli amava; ma il paese, ed un genere di vita
+diverso, avevano per lui l'incantesimo della novità
+ed il suo rincrescimento era mitigato dalle ridenti
+illusioni della gioventù.</p>
+
+<p>Le porte s'apersero alfine; la carrozza penetrò
+lentamente tra folti castagni che impedivan la vista.
+Era il viale di cui già s'erano internati Sant'Aubert
+ed Emilia nella speranza di trovare un
+asilo vicino.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che brutti luoghi!&nbsp;» sclamò la contessa; «&nbsp;certo,
+voi non contate, signore, restare tutto l'autunno in
+questa barbara solitudine. Bisognerebbe aver portata
+una bottiglia d'acqua di Lete, affinchè almeno
+la rimembranza d'un paese meno sgradevole non
+aumentasse la tristezza di questo.</p>
+
+<p> &mdash; Io mi regolerò secondo le circostanze,&nbsp;» rispose
+il conte; «&nbsp;questa barbara solitudine era l'abitazione
+de' miei antenati.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il custode del castello insieme ai servi stati mandati<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+anticipatamente da Parigi, ricevettero il padrone
+all'ingresso del portico. Bianca riconobbe che
+l'edifizio non era intieramente di stile gotico. La
+sala immensa in cui entrarono non era però di gusto
+moderno. Un finestrone lasciava vedere un piano
+inclinato di verzura, formato dalla cima degli alberi
+sul pendìo del colle, ove sorgea il castello. Si
+scorgevano al di là le onde del Mediterraneo perdersi,
+a mezzogiorno od a levante, nell'orizzonte.</p>
+
+<p>Bianca, nel traversar la sala, si fermò ad osservare
+un sì bel colpo d'occhio, ma ne fu presto riscossa
+dalla contessa la quale, malcontenta di tutto,
+impaziente di rifocillarsi e di riposare, si affrettò
+di giungere ad un salotto, adorno di mobili antichissimi,
+ma riccamente guarniti di velluto e di
+frange d'oro.</p>
+
+<p>Mentre la contessa aspettava qualche rinfresco, il
+conte, in compagnia d'Enrico, visitavano l'interno
+del castello. Bianca rimase testimone, suo malgrado,
+del cattivo umore e del malcontento della matrigna.</p>
+
+<p>«&nbsp;Quanto tempo passaste voi in questo tristo soggiorno?&nbsp;»
+chiese la contessa alla moglie del custode,
+quando venne ad offrirle il suo omaggio.</p>
+
+<p> &mdash; Saranno trent'anni, signora, al dì di san Lorenzo.</p>
+
+<p> &mdash; Come avete fatto a starvi così tanto e quasi
+sola? Mi fu detto però che il castello è rimasto
+chiuso per qualche tempo.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, signora, qualche mese dopo che il defunto
+signor marchese mio padrone fu partito per la
+guerra; sono più di venti anni che mio marito ed
+io siamo al di lui servizio. Questa casa è così grande
+e deserta, che in capo a qualche tempo andammo
+ad abitare vicino al villaggio, e venivamo solo tratto
+tratto a visitare il castello. Allorchè il mio padrone
+finì le sue campagne, avendo preso in avversione
+questo soggiorno, non ci tornò più, e non volle che
+abbandonassimo la nostra dimora. Ma ohimè! Quanto<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+è cambiato il castello da quell'epoca! La mia povera
+padrona vi abitava col massimo piacere, e mi
+ricorderò sempre di quel giorno che arrivò qui dopo
+essersi sposata! Com'era bella! Da allora il castello
+venne sempre negletto, ed io non passerò più giorni
+così felici.&nbsp;»</p>
+
+<p>La contessa parve quasi offesa dai discorsi ingenui
+di quella buona donna sui tempi passati, e Dorotea
+soggiunse: «&nbsp;Il castello però sarà nuovamente
+abitato; ma io non vi starei sola per tutto l'oro
+del mondo.&nbsp;»</p>
+
+<p>L'arrivo del conte fece cessare le ciarle della
+vecchia. Egli le disse che aveva visitato buona parte
+del castello, il quale aveva bisogno di molti risarcimenti
+prima di essere abitabile.</p>
+
+<p>«&nbsp;Me ne spiace,&nbsp;» disse la contessa.</p>
+
+<p> &mdash; E perchè, signora?</p>
+
+<p> &mdash; Perchè questo luogo corrisponderà male a tante
+premure.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte non replicò, e voltossi bruscamente verso
+una finestra.</p>
+
+<p>La cameriera della contessa entrò; questa chiese
+di essere accompagnata nel suo appartamento, e si
+ritirò unitamente alla signora Bearn.</p>
+
+<p>Bianca, profittando della poca luce diurna che restava
+ancora, andò a far nuove scoperte. Dopo aver
+percorso vari appartamenti, si trovò in una vasta
+galleria adorna d'antichissimi quadri e di statue
+rappresentanti, a quanto le parve, i suoi antenati.
+Cominciava ad annottare, e si affacciò ad una finestra,
+ove contemplò con interesse la vista imponente
+di quei luoghi meravigliosi, udendo il sordo e lontano
+mormorio del mare, ed abbandonandosi così
+all'entusiasmo di quella scena affatto nuova per lei.</p>
+
+<p> &mdash; Ho io dunque vissuto tanto tempo in questo
+mondo, diceva fra sè medesima, senza aver veduto
+questo stupendo spettacolo, senza aver gustate queste
+delizie! La più umile villana dei beni di mio padre,<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+avrà veduto fin dall'infanzia il bel colpo d'occhio
+della natura, e percorse liberamente queste posizioni
+pittoresche, ed io, nel fondo d'un chiostro, rimasi
+priva di queste meraviglie, che devono incantare
+la vista e rapire tutti i cuori! Com'è mai possibile
+che quelle povere monache, quei poveri frati
+possano provare un violento fervore, se non vedono
+nè sorgere, nè tramontare il sole? Io non ho mai
+conosciuto ciò ch'è veramente la devozione fino a stasera.
+Fino a questa sera io non aveva mai veduto
+il sole lasciare il nostro emisfero. Domani io lo
+vedrò sorgere per la prima volta. Com'è possibile
+di vivere a Parigi, non vedendo che case oscure e
+vie fangose, quando alla campagna si può vedere la
+vôlta azzurra del cielo e il verde smalto della
+terra? &mdash; </p>
+
+<p>Questo soliloquio venne interrotto da un lieve
+rumor di passi, ed avendo Bianca domandato chi
+fosse, udì rispondersi: «&nbsp;Son io, Dorotea, che vengo
+a chiudere le finestre.&nbsp;» Il tuono di voce però col
+quale pronunziò queste parole sorprese alquanto
+Bianca. «&nbsp;Mi sembrate spaventata;&nbsp;» le disse; «&nbsp;chi
+vi ha fatto paura?</p>
+
+<p> &mdash; No, no, non sono spaventata, signorina,&nbsp;» rispose
+Dorotea titubando. «&nbsp;Io son vecchia e poco
+ci vuole per turbarmi. Son lieta però che il signor
+conte sia venuto ad abitare in questo castello,
+il quale è stato deserto per tanti anni; ora somiglierà
+un poco al tempo in cui viveva la mia povera
+padrona.&nbsp;» Bianca le domandò da quanto tempo
+fosse morta la marchesa. «&nbsp;Ne è già passato tanto ch'io
+mi sono stancata di contar gli anni. Il castello da
+quell'epoca mi è sempre parso in lutto, e son certa
+che i vassalli l'hanno sempre in cuore. Ma voi vi
+siete smarrita, signorina. Volete tornare nell'altra
+parte della casa?&nbsp;»</p>
+
+<p>La fanciulla domandò da quanto tempo fosse fabbricato
+il quartiere in cui si ritrovavano. «&nbsp;Poco<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+dopo il matrimonio del mio padrone,&nbsp;» rispose Dorotea.
+«&nbsp;Il castello era bastantemente grande senza
+questo accrescimento. Vi sono nell'antico edifizio
+molti appartamenti, di cui si è mai servito. È un'abitazione
+principesca; ma il mio padrone la trovava
+trista, come lo è infatti.&nbsp;» Bianca le disse di condurla
+nel quartiere abitato; Dorotea la fece passare
+per un cortile, aprì la gran sala, e vi trovò la signora
+Bearn. «&nbsp;Dove siete stata fino ad ora?&nbsp;» le
+disse questa. «&nbsp;Cominciava a credere che vi fosse accaduta
+qualche avventura sorprendente, e che il gigante
+di questo castello incantato, o lo spirito che
+vi comparisce, vi avessero gettata da un trabocchetto
+in qualche sotterraneo per non lasciarvi uscire
+mai più.</p>
+
+<p> &mdash; No,&nbsp;» rispose Bianca ridendo; «&nbsp;voi sembrate
+tanto amante delle avventure, che io ve le regalo
+tutte.</p>
+
+<p> &mdash; Ebbene! v'acconsento, purchè un giorno possa
+raccontarle.</p>
+
+<p> &mdash; Mia cara signora Bearn,&nbsp;» disse Enrico entrando
+nella sala, «&nbsp;gli spiriti odierni non sarebbero
+tanto scortesi per cercar di farvi tacere. I nostri
+spettri son troppo inciviliti per condannare una
+signora ad un purgatorio più crudele del loro, qualunque
+esso sia.&nbsp;»</p>
+
+<p>La Bearn si mise a ridere; entrò Villefort, e fu
+servita la cena. Il conte parlò pochissimo, parve
+astratto e fece spesso l'osservazione che dall'epoca
+in cui non l'aveva veduto, il castello era molto
+cambiato. «&nbsp;Sono scorsi molti anni,&nbsp;» diss'egli, «&nbsp;i
+siti sono i medesimi, ma mi fanno un'impressione
+ben diversa da quella ch'io provava altre volte.</p>
+
+<p> &mdash; Questo luogo vi è parso forse per l'addietro
+più piacevole che adesso?&nbsp;» disse Bianca; «&nbsp;mi
+pare impossibile.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte la guardò con sorriso malinconico.
+«&nbsp;Era per l'addietro tanto delizioso a' miei occhi,<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+quanto lo è ora ai vostri. Il paese non è cambiato,
+ma ho cambiato io col tempo. L'illusione del mio
+spirito godeva alla vista della natura; ora essa è
+perduta! Se nel corso della vostra vita, cara Bianca,
+voi tornerete in questi luoghi, dopo esserne stata
+assente per molti anni, vi rammenterete forse i
+sentimenti di vostro padre, ed allora li comprenderete.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca tacque, afflitta da tali parole, e rivolse le
+sue idee all'epoca di cui parlava il conte. Considerando
+che chi le parlava allora probabilmente non
+esisterebbe più, chinò gli occhi, e sentendoli pregni
+di lagrime, prese la mano del padre, gli sorrise con
+tenerezza, e andò alla finestra per nascondere l'emozione.</p>
+
+<p>La stanchezza del viaggio obbligò la compagnia
+a separarsi di buon' ora. Bianca, traversando una
+lunga galleria, si ritirò nel suo appartamento, luogo
+spazioso, colle finestre alte, il cui aspetto lugubre
+non era acconcio ad indennizzare della posizione quasi
+isolata in cui si trovava. I mobili n'erano antichi,
+il letto di damasco turchino, guarnito di frange
+d'argento. Tutto era per la giovine Bianca oggetto
+di curiosità. Prese il lume della donna che l'accompagnava
+per esaminare le pitture del soffitto, e
+riconobbe un fatto dell'assedio di Troia. Si divertì
+un poco a rilevare le assurdità della composizione,
+ma quando riflettè che l'artista che l'aveva eseguita,
+ed il poeta d'onde aveva ricavato il soggetto
+non erano più che fredda cenere, fu colta dalla malinconia.</p>
+
+<p>Diede ordine di essere svegliata prima del sorger
+del sole, rimandò la cameriera e volendo dissipare
+quell'ombra di tristezza, aprì una finestra, e
+si rianimò alla vista della natura. La terra, l'aria
+ed il mare, tutto era tranquillo. Il cielo era sereno:
+qualche leggero vapore ondeggiava lentamente
+nelle più alte regioni, aumentando lo splendore delle<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+stelle, che scintillavano come tanti soli. I pensieri
+di Bianca s'innalzarono involontariamente al grande
+Autore di quegli oggetti sublimi. Fece una preghiera
+più fervida di quelle non avesse mai fatto sotto le
+tristi vôlte del chiostro; poi a mezzanotte si coricò,
+e non ebbe che sogni felici. Dolce sonno, conosciuto
+soltanto dalla salute, dall'animo contento e
+dall'innocenza!</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXVI" id="CAPITOLO_XXXVI"></a>CAPITOLO XXXVI</h2>
+
+<p>Bianca dormì assai più dell'ora indicata con tanta
+impazienza: la sua cameriera, stanca dal viaggio,
+la destò solo per l'ora della colazione. Questo dispiacere
+fu tosto dimenticato, quando, aprendo la
+finestra, vide da una parte l'ampio mare colorito
+dai raggi del mattino, le candide vele delle barche
+ed i remi che fendevano le onde; dall'altra, i boschi,
+la loro freschezza, le vaste pianure, e le azzurre
+montagne che tingevansi dello splendore del
+giorno.</p>
+
+<p>Respirando quell'aria pura, le sue guance si colorirono
+di porpora, e facendo la sua preghiera:
+«&nbsp;Chi ha mai potuto inventare i conventi?&nbsp;» diss'ella;
+«&nbsp;chi ha potuto pel primo persuadere ai
+mortali di recarvisi, e col pretesto della religione,
+allontanarli da tutti gli oggetti che l'ispirano? L'omaggio
+d'un cuore riconoscente è quello che ci
+chiede Iddio; e quando veggonsi le sue opere, non
+si è grati? Non ho mai sentita tanta divozione, in
+tutte le ore noiose, trascorse in convento, come nei
+pochi minuti che ho passati qui. Io guardo intorno
+e adoro Iddio dal fondo del cuore.&nbsp;»</p>
+
+<p>Sì dicendo si ritrasse dalla finestra, e traversando
+la galleria, entrò nella sala da pranzo, ove trovò il
+padre. Il fulgido sole aveva dissipato la sua tristezza;
+il riso ne sfiorava le labbra: parlò alla figlia con
+serenità, ed il cuore di lei corrispose a quella dolce<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+disposizione. Comparvero poco dopo Enrico, la contessa
+e madamigella Bearn, e tutta la compagnia
+parve risentir l'influenza dell'ora e del luogo.</p>
+
+<p>Si separarono dopo colazione. Il conte si ritirò
+nel suo gabinetto coll'intendente. Enrico corse alla
+riva per esaminare un battello, di cui dovevano
+servirsi l'istessa sera, e vi fece adattare una piccola
+tenda. La contessa e madamigella Bearn andarono
+a vedere un appartamento moderno costruito
+con eleganza. Le finestre guardavano sopra un terrazzo
+in faccia al mare, evitando così la vista de'
+<i>selvaggi</i> Pirenei.</p>
+
+<p>Bianca intanto si divertiva a vedere le parti dell'edifizio
+che non conosceva ancora. La più antica
+attirò tosto la di lei curiosità. Salì lo scalone, e
+traversando un'immensa galleria, entrò in una fila
+di stanze, dalle pareti ornate d'arazzi, o coperte di
+cedro intarsiato a colori; i mobili sembravano della
+medesima data del castello; gli ampi camini offrivano
+la fredda immagine dell'abbandono: tutte quelle
+stanze portavano tanto bene l'impronta della solitudine
+e della desolazione, che coloro, i cui ritratti
+vi erano appesi, ne parevano stati gli ultimi abitatori.</p>
+
+<p>Uscendo di là, si trovò in un'altra galleria, una
+delle cui estremità riusciva ad una scala, e l'altra
+ad una porta chiusa. Scesa la scala, si ritrovò in
+una stanzetta della torre di ponente. Tre finestre
+presentavano tre punti di vista diversi e sublimi: al
+nord la Linguadoca; a ponente i Pirenei, le cui cime
+coronavano il paese; al mezzogiorno, il Mediterraneo
+e parte della costa del Rossiglione. Uscì dalla
+torre, e scendendo per una scala strettissima, si ritrovò
+in un andito oscuro, ove si smarrì. Non potendo
+ritrovare il suo cammino, e l'impazienza facendo
+luogo al timore, gridò aiuto. Udì camminare
+all'estremità dell'andito e vide brillare un lume tenuto
+da una persona la quale aprì una porticina con<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+cautela. Non osando inoltrarsi, Bianca l'osservava
+tacendo, ma allorchè vide che la porta si rinchiudeva,
+chiamò nuovamente, corse a quella volta, e riconobbe
+la vecchia Dorotea.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ah! siete voi, cara padroncina?&nbsp;» diss'ella «&nbsp;come
+mai poteste venire in questo luogo?&nbsp;» Se Bianca
+fosse stata meno occupata dalla sua paura, avrebbe
+probabilmente osservato la forte espressione di terrore
+e sorpresa che alterava la fisonomia di Dorotea,
+la quale la fece passare per un numero infinito
+di stanze, che, parevano disabitate da un secolo. Giunte
+finalmente alla residenza della custode, Dorotea la
+pregò di sedere e rinfrescarsi. Bianca, accettando
+l'invito, parlò della bella torre scoperta, e mostrò
+il desiderio di appropriarsela. Sia che Dorotea fosse
+meno sensibile alle grandi bellezze della natura, o
+che l'abitudine glie le avesse reso meno interessanti,
+non incoraggì l'entusiasmo di Bianca, la quale, domandò
+ove conducesse la porta chiusa in fondo alla
+galleria. L'altra rispose che comunicava con una fila
+di stanze nelle quali nessuno era entrato da molti
+anni.</p>
+
+<p>«&nbsp;La nostra defunta padrona è morta colà, ed io
+non ho più avuto il coraggio di penetrarvi.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca, curiosa di veder quel luogo, si astenne
+dal farne domanda a Dorotea, vedendole gli occhi
+molli di pianto: poco dopo andò ad abbigliarsi per
+il pranzo. Tutta la società si riunì di buon umore,
+tranne la contessa, il cui spirito, assolutamente vuoto,
+oppresso dall'ozio, non poteva nè renderla felice, nè
+contribuire all'altrui contentezza.</p>
+
+<p>L'allegria provata da Bianca nel riunirsi alla sua
+famiglia, si moderò allorquando fu sulla riva del
+mare, e guardò con paura quella gran distesa di
+acque. Da lontano l'avea osservata con entusiasmo;
+ma stentò a vincere il timore e seguire il padre in
+battello.</p>
+
+<p>Contemplava tacendo il vasto orizzonte, che circoscriveva<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+solo la vista del mare, una sublime emozione
+lottava in lei contro il sentimento del pericolo.
+Un lieve zeffiro increspava la superficie dell'acque,
+sfiorando le vele ed agitando le frondi delle
+foreste che coronavano la costa per molte miglia.</p>
+
+<p>A qualche distanza esisteva in que' boschi un casino
+stato in altri tempi l'asilo dei piaceri, e per la
+sua posizione sempre interessante e pittoresco. Il
+conte vi aveva fatto portare il caffè ed i rinfreschi.
+I rematori si diressero a quella parte, costeggiando
+le sinuosità della riva, oltre il vasto selvoso promontorio
+e la circonferenza di una baia, mentre in
+un secondo battello alcuni suonatori facevano echeggiar
+i circostanti dirupi di belle melodie. Bianca
+non temeva più; una deliziosa tranquillità si era
+impossessata di lei, e la faceva tacere. Era troppo
+felice per rammentarsi il monastero, e la noia ivi
+provata per tanto tempo.</p>
+
+<p>Dopo un'ora di navigazione, presero terra e salirono
+per uno stretto sentiero sparso di fiorite zolle.
+A poca distanza, e sulla punta di un'eminenza, si
+vedova il casino ombreggiato dagli alberi. Benchè
+preparato in tutta fretta, esso era bastantemente decente.
+Mentre la compagnia prendeva i rinfreschi e
+mangiava le frutta, i musicanti interrompevano la
+quiete deliziosa di quel luogo isolato. Il casino giunse
+perfino ad interessar la contessa, la quale, forse pel
+piacere di parlare di cose appartenenti al lusso, si
+diffuse a lungo sulla necessità di abbellirlo.</p>
+
+<p>Dopo una passeggiata molto lunga, la famiglia tornò
+ad imbarcarsi. La bellezza della sera l'indusse a
+prolungare la gita ed avanzarsi nella baia. Una calma
+perfetta era succeduta al vento, che fin allora aveva
+spinto il battello, ed i marinai diedero mano ai remi.
+Bianca si compiaceva nel veder remare; osservava
+i cerchi concentrici formati nell'acqua dai colpi, ed
+il tremolìo che imprimevano nel quadro del paese
+senza sfigurarne l'armonia. Al disopra dell'oscurità<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+del bosco distinse un gruppo di torricelle tuttavia
+illuminate dai raggi del sole, ed in un intervallo di
+silenzio della musica udì un coro di voci.</p>
+
+<p>«&nbsp;Che voci son queste?&nbsp;» disse il conte, ascoltando
+attentamente; ma il canto cessò, &mdash; È l'inno
+del vespro,&nbsp;» disse Bianca, «&nbsp;io l'ho inteso in convento. &mdash; Noi
+siamo dunque vicini ad un monastero?&nbsp;»
+disse il conte; ed il battello avendo spuntato
+un capo molto alto, videro il convento di Santa
+Chiara in fondo ad una piccola baia: il bosco che
+lo circondava, lasciava vedere parte dell'edificio, la
+porta maggiore, la finestra gotica dell'atrio, il chiostro
+ed un lato della cappella; un arco maestoso
+che univa anticamente la casa ad un'altra porzione
+degli edifizi, allora demolita, restava come una rovina
+venerabile staccata da tutto l'edifizio.</p>
+
+<p>Tutto era in profondo silenzio, e Bianca osservava
+con ammirazione quell'arco maestoso, il cui effetto
+cresceva colle masse di luce e d'ombra, che spandeva
+il tramonto coperto di nubi. In quella l'imponente
+inno de' vespri ricominciò, accompagnato
+dal grave suono dell'organo; poi il coro andò affievolendosi
+gradatamente, e si spense quindi affatto.
+Mentre erano tutti intenti ad ascoltare con religioso
+raccoglimento, videro uscire dal chiostro una processione
+di monache vestite di nero con un velo
+bianco in testa, passare pel bosco, e girare intorno
+al monastero. La contessa fu la prima a rompere
+il silenzio. «&nbsp;Quest'inno e queste religiose sono d'una
+tristezza che mi opprime,&nbsp;» diss'ella; «&nbsp;comincia a
+farsi tardi; ritorniamo al castello, e sarà già notte
+prima che noi vi siamo arrivati.&nbsp;» Il conte alzò gli
+occhi, e si accorse che una tempesta minacciosa anticipava
+l'oscurità. Gli uccelli marini s'aggiravano
+sull'onde, vi bagnavan le penne, e fuggivan verso
+qualche asilo lontano; i marinai facevan forza di
+remi, ma il tuono romoreggiante da lontano, e la
+pioggia, che già principiava a cadere, determinarono<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+il conte a cercar ricovero nel monastero. Il
+battello cambiò direzione, ed a misura che la tempesta
+si avvicinava a ponente, l'aria diveniva più
+oscura, e i frequenti lampi infiammavano la sommità
+degli alberi ed i comignoli del convento. L'apparenza
+de' cieli allarmò la contessa e la Bearn, le
+cui strida ed i pianti inquietarono il conte ed i rematori.
+Bianca si teneva in silenzio, ora agitata dal
+timore, ora dall'ammirazione: osservava la grandezza
+delle nubi, il loro effetto sulla scena, ed ascoltava
+gli scrosci della folgore che scuotevano l'aere.</p>
+
+<p>Il battello si fermò in faccia al monastero. Il
+conte mandò un servo ad annunziare il suo arrivo
+alla superiora e chiederle asilo. Benchè l'ordine di
+Santa Chiara fosse fino da quell'epoca poco austero,
+le donne sole potevano essere ricevute nel santo
+recinto. Il servitore riportò una risposta che spirava
+al tempo stesso l'ospitalità e l'orgoglio, ma un orgoglio
+nascosto sotto il velo della sommissione. Sbarcarono,
+e traversato velocemente il prato a motivo
+della pioggia dirotta, furono ricevuti dalla superiora
+che prima stese la mano ed impartì la benedizione.
+Passarono in una sala, ove trovavansi alcune religiose
+tutte vestite di nero e velate di bianco. Il
+velo della badessa però era semialzato, e lasciava
+scorgere una dolce dignità temperata da cortese
+sorriso. Ella condusse la contessa, la Bearn e Bianca
+in un salotto, ed il conte con Enrico restarono nel
+parlatorio.</p>
+
+<p>La badessa domandò i rinfreschi, ed intanto discorse
+colla contessa. Bianca, avvicinandosi ad una
+finestra, potè considerare i progressi della burrasca;
+le onde del mare, che pochi momenti prima parevano
+ancora addormentate, si gonfiavano enormemente,
+infrangendosi senza interruzione contro la
+costa. Un colore sulfureo circondava le nubi, che
+si addensavano a ponente, mentre i lampi illumiminavano
+da lontano le rive della Linguadoca: tutto<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+il resto era avvolto nelle tenebre. In qualche intervallo,
+un lampo dorava le ali d'un uccello marino
+che volava nelle più alte regioni, o si posava sulle
+vele d'una nave in balìa dei marosi. Bianca osservò
+per qualche tempo il pericolo di quel bastimento,
+sospirando sul destino dell'equipaggio e dei passaggeri.</p>
+
+<p>Infine, l'oscurità divenne completa. Il bastimento
+si distingueva appena, e Bianca fu costretta a chiuder
+la finestra per l'impeto del vento. La badessa,
+avendo esauriti colla contessa tutti i complimenti
+di civiltà, ebbe campo di rivolgersi a
+Bianca. La loro conversazione venne presto interrotta
+dal suono della campana che invitava le monache
+alla preghiera, giacchè la burrasca andava
+sempre crescendo. I servi del conte erano iti al castello
+per far venire le carrozze, le quali giunsero
+sul finir della preghiera. La tempesta essendo meno
+violenta, il conte tornò al castello colla sua famiglia.
+Bianca fu sorpresa di vedere quanto si fosse ingannata
+sulla distanza del monastero per le sinuosità
+della spiaggia.</p>
+
+<p>La contessa, appena arrivata, si ritirò nel suo
+appartamento. Il conte, Enrico e Bianca andarono
+nel salotto, ma appena vi furono giunti, udirono,
+un colpo di cannone. Il conte riconobbe il segnale
+d'un bastimento in pericolo che chiedeva soccorso;
+aprì una finestra, ma il mare avvolto nelle tenebre
+ed il fracasso della tempesta non lasciavan distinguer
+nulla. Bianca si ricordò della nave già veduta,
+e ne avvertì tremando suo padre. Di lì a poco udirono
+un'altra cannonata, e poterono scorgere al
+chiarore d'un lampo una barca agitata dai flutti
+spumosi, con una sola vela, e che, ora scomparendo
+nell'abbisso, ora sollevandosi sino alle nubi, cercava
+di guadagnar la costa. Bianca si attaccò al collo del
+padre con uno sguardo doloroso in cui si dipingevano
+lo spavento e la compassione. Non eravi bisogno<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+di questo mezzo per intenerire il conte: egli
+guardava il mare con espressione di pietà, ma vedendo
+che i battelli non potrebbero resistere alla
+burrasca, proibì di arrischiarsi a perdita sicura, e
+fece portare molte torce accese sulle punte degli
+scogli, a mo' di faro.</p>
+
+<p>Enrico uscì per andar a dirigere i servi, e Bianca
+col padre restò alla finestra, di dove si scorgeva
+al lume dei baleni il misero bastimento. Ad ogni
+cannonata rispondevano i servi alzando ed agitando
+le torce, e al debole chiarore dei lampi Bianca credè
+vedere nuovamente la nave molto vicino alla riva.
+Allora si videro i domestici del conte correre da
+tutte le parti avanzarsi sulla punta degli scogli,
+chinarsi sporgendo le torce; altri, dei quali non si
+distingueva la direzione che al movimento dei lumi,
+scendevano per sentieri pericolosi fin sulla spiaggia,
+chiamando ad alte grida i marinai, di cui sentivano
+i fischi e le fioche voci, che per intervalli si confondevano
+col fracasso della burrasca. Quei gridi
+inaspettati che partivano dagli scogli, accrescevano
+il terrore di Bianca ad un grado insopportabile;
+ma il di lei tenero interesse fu in breve sollevato,
+quando Enrico arrivò, correndo, a dar la notizia
+che il bastimento aveva gettato l'àncora nel fondo
+della baia, ma in sì miserando stato, che sarebbesi
+forse sommerso prima che l'equipaggio fosse sbarcato.
+Il conte fece tosto partire tulle le barche, annunziando
+agli stranieri che li avrebbe ricevuti nel
+castello. Tra essi eranvi Emilia Sant'Aubert, Dupont,
+Lodovico ed Annetta, i quali imbarcatisi a Livorno,
+e giunti a Marsiglia, traversavano il golfo
+di Lione quando vennero assaliti dalla tempesta.
+Furono tutti ricevuti dal conte con grande affabilità.
+Emilia avrebbe voluto andare al convento di
+Santa Chiara quell'istessa sera, ma egli non volle
+permetterglielo.</p>
+
+<p>Il conte ritrovò in Dupont un'antica conoscenza,<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+e si fecero i più cordiali complimenti. Emilia fu ricevuta
+colla più cortese ospitalità, e la cena fu
+servita.</p>
+
+<p>L'affabilità naturale di Bianca, e la gioia cui esprimeva
+per la salvezza dei forestieri, che aveva sì
+sinceramente compianti, rianimarono a poco a poco
+gli spiriti di Emilia. Dupont, sciolto dal timore provato
+per lei e per sè medesimo, sentiva la differenza
+della propria situazione. Uscendo da un mare procelloso,
+in procinto d'inghiottirli, si ritrovava in una
+bella casa, ove regnavano l'abbondanza ed il gusto,
+e nella quale riceveva cortesissima accoglienza.</p>
+
+<p>Annetta intanto raccontava alla servitù i pericoli
+sofferti, felicitandosi della propria salvezza e di
+quella di Lodovico. In una parola, risvegliò il brio
+e l'allegrezza in tutta quella gente. Lodovico era
+lieto come lei, ma sapeva contenersi, e procurava
+inutilmente di farla tacere. In fine, le risa smoderate
+furono intese persino dall'appartamento della
+contessa, che mandò a sentire cosa fosse quel chiasso,
+raccomandando il silenzio.</p>
+
+<p>Emilia si ritirò di buon'ora per cercare quel riposo,
+onde avea tanto bisogno; ma stette un pezzo
+senza poter dormire, perchè il di lei ritorno in patria
+le ridestava interessanti memorie. I casi occorsi,
+i patimenti sofferti dopo la sua partenza, le
+si affacciarono con forza, non cedendo che all'immagine
+di Valancourt. Sapere ch'essa abitava la
+medesima terra, dopo sì lunga separazione, era per
+lei una fonte di gioia. Passava quindi all'inquietudine
+e all'ansietà, quando considerava lo spazio del
+tempo scorso dall'ultima lettera ricevuta, e tutti gli
+avvenimenti che, in cotesto intervallo, avrebber potuto
+cospirare contro il suo riposo e la sua felicità;
+ma l'idea che Valancourt non esistesse più, o che,
+se viveva, l'avesse dimenticata, era sì terribile pel
+suo cuore, che non potè sopportarla. Risolse d'informarlo
+subito il giorno dopo del suo arrivo in<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+Francia con una lettera. La speranza finalmente di
+sapere in breve ch'egli stava bene, ch'era poco lontano
+da lei, ed in ispecie che l'amava ancora, calmò
+la di lei agitazione: il suo spirito si racchetò, chiuse
+gli occhi, e addormentossi.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="CAPITOLO_XXXVII" id="CAPITOLO_XXXVII"></a>CAPITOLO XXXVII</h2>
+
+<p>Bianca aveva preso tanto interesse per Emilia,
+che quando seppe ch'essa voleva andar ad abitare
+il convento vicino, pregò il padre d'impegnarla a
+prolungare il suo soggiorno nel castello «&nbsp;Voi comprendete
+benissimo,&nbsp;» soggiunse, «&nbsp;quanto sarei
+contenta di avere una tal compagna. Ora non ho
+verun'amica, colla quale io possa leggere o passeggiare.
+La signora Bearn è amica soltanto della
+mamma.&nbsp;»</p>
+
+<p>Il conte sorrise di quell'ingenua semplicità, che
+faceva cedere la figlia alle prime impressioni. Si
+propose di dimostrargliene il pericolo a suo tempo;
+ma in quel punto applaudì, col suo silenzio, a quella
+cordialità che la portava a fidarsi istantaneamente
+d'una sconosciuta.</p>
+
+<p>Aveva osservato Emilia con attenzione, e gli era
+piaciuta, per quanto poteva comportarlo una sì breve
+conoscenza. Il modo con cui Dupont aveagli parlato
+di lei, l'aveva confermato nella sua idea; ma vigilantissimo
+sulle relazioni della figlia, e intendendo
+come Emilia fosse conosciuta al convento di Santa
+Chiara, risolse di recarsi a visitare l'abbadessa, e
+se le di lei informazioni avessero corrisposto ai suoi
+desiderii, voleva invitare Emilia a passar qualche
+giorno in casa sua. Aveva in vista, sotto questo
+rapporto, più il piacere della figlia, che il desiderio
+di far cosa grata all'orfana, ma nulladimeno prendeva
+per lei un sincero interesse.</p>
+
+<p>Il dì dopo, Emilia era troppo stanca, e non potè
+scendere cogli altri a far colazione. Dupont fu pregato<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+dal conte, come antico conoscente, di prolungare
+il suo soggiorno nel castello. Egli vi acconsentì
+volentieri, tanto più che questa circostanza lo
+tratteneva presso Emilia. Non poteva in fondo al
+cuore alimentare la speranza ch'ella corrispondesse
+giammai alla sua passione ma non aveva coraggio
+di procurar di vincerla.</p>
+
+<p>Allorchè Emilia fu alquanto riposata, andò a passeggiare
+colla novella amica, e fu sensibilissima alle
+bellezze di quei punti di vista. Nel vedere il campanile
+del monastero, annunziò a Bianca esser quello
+il luogo in cui voleva andare a risiedere.</p>
+
+<p>«&nbsp;Ahi&nbsp;» rispose questa sorpresa; «&nbsp;io sono appena
+uscita di convento, e voi vi ci volete rinchiudere!
+Se sapeste quanto piacere io provo nel passeggiar
+qui con libertà, e nel vedere il cielo, i campi
+ed i boschi intorno a me, credo che abbandonereste
+quest'idea.&nbsp;» Emilia sorrise dell'eloquenza, colla
+quale ella si esprimeva, dicendole come non avesse
+l'intenzione di chiudersi in monastero per tutta
+la vita.</p>
+
+<p>Rientrando in casa, Bianca la condusse alla sua
+torre favorita, e nelle antiche stanze già da lei visitate.
+Emilia si divertì ad esaminare la distribuzione,
+a considerare il genere e la magnificenza dei
+mobili ed a paragonarli con quelli del castello di
+Udolfo, ch'erano però più antichi e straordinari.
+Considerò anche Dorotea che le accompagnava, e
+parea quasi tanto antica, quanto gli oggetti che la
+circondavano. Parve che la vecchia guardasse Emilia
+con interesse, ed anzi l'osservava con tanta attenzione,
+che appena intendeva quanto le dicevano.</p>
+
+<p>Emilia, affacciatasi ad una finestra, volse gli sguardi
+sulla campagna, e vide con sorpresa molti oggetti,
+di cui conservava ancora la memoria: i campi, i
+boschi ed il ruscello che aveva traversati con Voisin
+una sera, dopo la morte di Sant'Aubert, nel tornare
+dal convento alla casa di quel buon vecchio. Riconobbe<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+Blangy essere il castello che aveva scansato
+allora, e sul quale Voisin aveva tenuto discorsi così
+strani.</p>
+
+<p>Sorpresa di tale scoperta, ed intimorita senza saperne
+il motivo, restò qualche tempo in silenzio, e
+rammentossi l'emozione di suo padre al trovarsi
+vicino a quella dimora. Anche la musica da lei sentita,
+e sulla quale Voisin le aveva fatto un racconto
+così ridicolo, le tornò allora in mente. Curiosa di
+saperne davvantaggio, domandò a Dorotea se si
+sentisse ancora musica a mezzanotte, e se ne conoscesse
+l'autore.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sì, signorina,&nbsp;» rispose la vecchia, «&nbsp;si sente
+tuttavia quella musica, ma non se ne conosce l'autore,
+ed io credo che non si saprà mai. Avvi qualcuno
+che indovina cos'è.</p>
+
+<p> &mdash; Davvero!&nbsp;» sclamò Emilia; «&nbsp;e perchè non
+seguitano a far ricerche?</p>
+
+<p> &mdash; Ah! signorina, abbiamo cercato anche troppo;
+ma chi può seguire uno spirito?&nbsp;»</p>
+
+<p>Emilia sorrise, e rammentandosi quanto avesse
+recentemente sofferto per la superstizione, risolse
+di resistervi, benchè sentisse suo malgrado un certo
+timore mescolarsi alla curiosità. Bianca, che fin allora
+aveva ascoltato in silenzio, domandò cosa fosse
+questa musica, e da quanto tempo la si sentisse.</p>
+
+<p>«&nbsp;Sempre, dopo la morte della nostra padrona,&nbsp;»
+rispose Dorotea. «&nbsp;Ma ciò non c'entra con quel che
+voleva dirvi.</p>
+
+<p> &mdash; Diteci, ve ne prego, diteci tutto,&nbsp;» rispose
+Bianca. «&nbsp;Ho preso molto interesse a quel che mi
+hanno raccontato suor Concetta e suor Teresa in
+convento sulle apparizioni.</p>
+
+<p> &mdash; Voi non avete mai saputo, o signorina, per
+qual motivo fummo costretti di uscire dal castello
+per andar ad abitare in quella casuccia?&nbsp;» continuò
+Dorotea.</p>
+
+<p> &mdash; No, al certo,&nbsp;» rispose Bianca impaziente.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Nè la ragione, per la quale il signor marchese...&nbsp;»
+Qui titubò, e cambiò discorso; ma la curiosità
+di Bianca era destata; ella sollecitò la vecchia
+a continuar il suo racconto, ma non potè indurvela.
+Era dunque evidente ch'essa s'allarmava
+della sua imprudenza.</p>
+
+<p>«&nbsp;So bene,&nbsp;» disse Emilia sorridendo, «&nbsp;che tutte
+le case antiche sono frequentate dagli spiriti. Vengo
+da un teatro di prodigi, ma disgraziatamente, dopo
+che ne uscii, n'ebbi la spiegazione.&nbsp;»</p>
+
+<p>Bianca taceva, e Dorotea stava seria e sospirava.
+Emilia, rammentando lo spettacolo veduto in una
+camera di Udolfo, e, per una bizzarra relazione,
+le parole allarmanti lette <a name="tn142" id="tn142"></a><ins class="correction" title="Testo originale: 'accidentalmante'">accidentalmente</ins> in una
+delle carte bruciate per cieca obbedienza agli ordini
+paterni, fremeva al significato che sembrava
+avessero, quasi quanto all'orribile oggetto da lei scoperto
+sotto il velo funesto.</p>
+
+<p>Bianca intanto, non potendo indurre Dorotea a
+spiegarsi di più, la pregò, passando vicino alla porta
+chiusa, di farle vedere tutti gli appartamenti.</p>
+
+<p>«&nbsp;Cara signorina,&nbsp;» rispose la custode, «&nbsp;vi ho
+già dette le mie ragioni per non aprire quella stanza.
+Non vi sono più entrata dopo la morte della mia
+cara padrona: quella camera mi affliggerebbe troppo:
+per carità dispensatemene.</p>
+
+<p> &mdash; Sì, certo,&nbsp;» rispose Bianca, «&nbsp;se tal è il vostro
+vero motivo.</p>
+
+<p> &mdash; Pur troppo è l'unico,&nbsp;» disse la vecchia. «&nbsp;Noi
+l'amavamo tanto, ed io la piangerò sempre. Il tempo
+vola sì rapido! Sono molti anni ch'è morta, eppur
+mi ricordo, come se fosse oggi, di tutto quel che
+accadde allora. Molte cose nuove mi sfuggirono dalla
+memoria; ma le antiche le vedo come in uno specchio.&nbsp;»
+Poi, avanzandosi nella galleria, e guardando
+Emilia, soggiunse: «&nbsp;Questa signorina mi rammenta
+la signora marchesa: mi ricordo ch'era fresca come
+lei ed aveva il medesimo sorriso. Povera donna!
+Com'era allegra quando fece il suo ingresso qui!<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p>
+
+<p> &mdash; Che! forse non lo fu anche in seguito?&nbsp;» disse
+Bianca.</p>
+
+<p>Dorotea scosse la testa. Emilia l'osservava, e sentivasi
+penetrata da vivo interesse. «&nbsp;Se ciò non vi
+affligge,&nbsp;» disse Bianca, «&nbsp;fateci la grazia di raccontare
+qualcosa della marchesa.</p>
+
+<p> &mdash; Signora,&nbsp;» rispose Dorotea, «&nbsp;se voi ne sapeste
+quanto me, le trovereste troppo penose, e ve ne
+pentireste. Vorrei cancellarne l'idea sulla mia memoria,
+ma è impossibile... Io vedo sempre la mia
+cara padrona al suo letto di morte, vedo i suoi
+sguardi e mi rammento i suoi discorsi. Dio! che
+scena terribile!</p>
+
+<p> &mdash; Che le accade dunque di sì terribile?</p>
+
+<p> &mdash; Ah! la morte non è dunque abbastanza terribile?&nbsp;»</p>
+
+<p>La vecchia non rispose ad alcuna delle interrogazioni
+di Bianca. Emilia, osservando che le spuntavano
+le lacrime, cessò d'importunarla, e procurò
+di attirare l'attenzione della sua giovine amica su
+qualche punto del giardino. Il conte, la contessa e
+Dupont vi stavano passeggiando, ed esse li raggiunsero.</p>
+
+<p>Quando il conte vide Emilia, le andò incontro, e
+la presentò alla contessa in un modo così gentile,
+che le rammentò l'affabilità del proprio genitore.</p>
+
+<p>Prima di aver finito i suoi ringraziamenti per
+l'ospitalità ricevuta, ed espresso il desiderio di recarsi
+tosto al convento, fu interrotta da un invito
+pressantissimo di prolungare il di lei soggiorno nel
+castello. Il conte e la contessa ne la pregarono con
+tanta sincerità, che malgrado il desiderio che aveva
+di rivedere le amiche del monastero, e sospirare
+nuovamente sulla tomba dell'amato padre, acconsentì
+di restare per qualche giorno. Scrisse intanto alla
+badessa per informarla del suo arrivo, e pregarla
+di riceverla nel convento come educanda. Scrisse
+parimente a Quesnel ed a Valancourt, e siccome non<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+sapeva ove indirizzare precisamente quest'ultima
+lettera, la diresse in Guascogna al fratello del cavaliere.</p>
+
+<p>Verso sera, Bianca e Dupont accompagnarono Emilia
+alla casa di Voisin; nell'avvicinarsene, provò una
+specie di piacere misto ad amarezza. Il tempo aveva
+calmato il suo dolore, ma la perdita fatta non poteva
+cessare di esserle sensibile; si abbandonò con
+dolce tristezza alle memorie che le rammentava
+quel luogo. Voisin viveva ancora, e sembrava godere,
+come in passato, della placida sera di una vita
+senza rimorso. Era seduto innanzi alla porta della
+sua casa, compiacendosi della vista dei nipotini, che
+scherzavano intorno a lui, e di cui ora il suo riso,
+ora le sue parole eccitavano l'emulazione. Riconobbe
+subito Emilia, e mostrò gran gioia nel rivederla,
+annunciandole che, dopo la sua partenza, la di lui
+famiglia non aveva sofferto affanni o perdite funeste.</p>
+
+<p>Emilia non ebbe coraggio di entrare nella camera
+ov'era morto Sant'Aubert, e dopo un'ora di conversazione,
+tornò al castello.</p>
+
+<p>Nei primi giorni che soggiornò a Blangy, osservò
+con pena la malinconia profonda, che assorbiva
+troppo spesso Dupont. Emilia compiangeva l'acciecamento
+che lo tratteneva vicino a lei, e risolse di
+ritirarsi al convento appena potesse farlo. L'abbattimento
+dell'amico non tardò ad inquietare il conte,
+e Dupont gli confidò finalmente il segreto del suo
+amore senza speranza. Villefort si limitò a compiangerlo,
+ma decise fra sè di non trascurare veruna
+occasione per favorirlo. Allorchè conobbe la pericolosa
+situazione di Dupont, si oppose debolmente al
+desiderio da lui esternato di partire da Blangy l'indomani;
+gli fece però promettere di venire a passarvi
+qualche tempo, quando il suo cuore fosse stato
+più tranquillo. Emilia, che pur non potendo incoraggiare
+il suo amore, ne stimava le buone qualità,
+ed era gratissima ai di lui servigi, provò grand'emozione<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+quando lo vide partire per la Guascogna.
+Si separò da lei con tal espressione di dolore, che
+il conte s'interessò vie più per l'amico.</p>
+
+<p>Pochi giorni dopo, anche Emilia partì dal castello,
+avendo però dovuto promettere al conte ed
+alla contessa di venire spesso a trovarli. La badessa
+la ricevè colla materna bontà di cui le aveva già
+data prova, e le monache con nuovi segni d'amicizia.
+Quel convento, a lei sì noto, risvegliò le sue
+tristi idee; ringraziava il Supremo Motore di averla
+fatta sfuggire a tanti pericoli, sentiva il prezzo dei
+beni che le restavano, e sebbene bagnasse sovente
+la tomba di suo padre delle sue lacrime, non sentiva
+più però la medesima amarezza.</p>
+
+<p>Qualche tempo dopo il suo arrivo nel monastero,
+Emilia ricevè una lettera dello zio Quesnel in risposta
+alla sua, e alle domande su' suoi beni, che
+egli aveva preteso amministrare nella di lei assenza.
+Erasi specialmente informata sull'affitto del castello
+della valle, che desiderava abitare, se le sue sostanze
+glie lo permettevano. La risposta di Quesnel fu secca
+e fredda come se l'aspettava; non esprimeva nè interesse
+per i di lei patimenti, nè piacere perchè ne
+fosse sfuggita. Quesnel non perdè l'occasione per
+rimproverarle il suo rifiuto alle nozze del conte Morano,
+cui cercava rappresentare come ricco e uomo
+d'onore; declamava con veemenza con quell'istesso
+Montoni, al quale fin allora, erasi riconosciuto tanto
+inferiore; era laconico circa gl'interessi pecuniari
+di Emilia, avvertendola però che l'affitto del castello
+della valle spirava fra poco; non l'invitava ad
+andare da lui, ed aggiungeva che, nello stato meschino
+della sua sostanza, avrebbe fatto benissimo
+a restare per qualche tempo a Santa Chiara. Non
+rispondeva nulla alle di lei domande sulla sorte della
+povera Teresa, la vecchia serva del padre suo. In
+un poscritto, Quesnel, parlando di Motteville, nelle
+cui mani Sant'Aubert aveva posto la maggior parte<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+del suo patrimonio, le annunziava che i di lui affari
+stavano per accomodarsi, e ch'essa ne ritirerebbe
+più di quel che avrebbe potuto aspettarsi. La lettera
+conteneva parimente una cambiale a vista per
+riscuotere una modica somma da un mercante di
+Narbona.</p>
+
+<p>La tranquillità del monastero, la libertà statale
+accordata di passeggiare sul lido e pei boschi circonvicini,
+tranquillarono a poco a poco lo spirito
+di Emilia, la quale però sentivasi inquieta a proposito
+di Valancourt, ed impaziente di riceverne una
+risposta.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="center">FINE DEL TERZO VOLUME</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Milano 1875 &mdash; Tip. Ditta Wilmant.</p>
+
+<hr />
+
+<div class="tnote">
+<h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2>
+
+<p>La presente edizione del libro è una traduzione abbreviata e priva di quasi tutte le parti in poesia. La versione originale completa in inglese è disponibile su Project Gutenberg:
+<a href="http://www.gutenberg.org/ebooks/3268">The mysteries of Udolpho</a>.</p>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annnotazione minimi errori tipografici. In particolare, l'uso di
+trattini e virgolette per introdurre il discorso diretto, molto
+irregolare e incoerente, è stato per quanto possibile regolarizzato. Un indice è stato inserito all'inizio.</p>
+
+<p>I seguenti refusi sono stati corretti [tra parentesi il testo originale]:</p>
+
+<table summary="correzioni">
+ <tr>
+<td class="r">P.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#tn9">9</a> - </td> <td>vide uscire Cavignì, Verrezzi [Verezzi] e Bertolini</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn20">20</a> - </td> <td>spaventata al maggior [maggiar] segno.</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn35">35</a> - </td> <td>quanto voi state in [in in] pena</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn38">38</a> - </td> <td>mi ha dato questa chiave, incaricandomi [incarincandomi]</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn48">48</a> - </td> <td>violente [violenti] e diverse passioni</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn50">50</a> - </td> <td>se [se se] si fosse di nuovo mostrata</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn113">113</a> - </td> <td>quest'articolo essenziale [esenziale].</td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td class="r"><a href="#tn142">142</a> - </td> <td>le parole allarmanti lette accidentalmente [accidentalmante]</td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p>Grafie alternative mantenute:</p>
+
+<ul>
+<li>balia / balìa</li>
+<li>colta / côlta</li>
+<li>follia / follìa</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I misteri del castello d'Udolfo, vol. 3, by
+Ann Radcliffe
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I MISTERI DEL CASTELLO D'UDOLFO, VOL. 3 ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
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+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
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+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
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+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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