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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Scritti di Giuseppe Mazzini + Politica ed economia, volume secondo + +Author: Giuseppe Mazzini + +Release Date: July 5, 2009 [EBook #29325] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SCRITTI DI GIUSEPPE MAZZINI *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + + + SCRITTI + + DI + + GIUSEPPE MAZZINI + + POLITICA ED ECONOMIA + + VOLUME SECONDO + + _PENSIERO ED AZIONE._ + + + + CASA EDITRICE SONZOGNO--MILANO + + VIA PASQUIROLO, 14. + + + + +PROPRIETÀ LETTERARIA + +Milano.--STAB. GRAFICO MATARELLI. Via Passarella, 13-15. + + + + +PREFAZIONE + +Come abbiamo accennato nella prefazione al vol. I, riassumiamo qui la +vita politica e i fatti salienti dell'apostolato di G. Mazzini dal 1853 +al dì della sua morte, a complemento delle note autobiografiche nello +stesso primo volume raccolte ed a commento degli scritti politici ed +economici in questo contenuti. + +De' concetti filosofici del Mazzini, de' suoi pensamenti intorno +all'arte, non che della sua vita privata, parleremo nelle prefazioni ai +volumi _Filosofia_, _Letteratura_, _Epistolario_, man mano che verranno +pubblicati. + +E se i brevi e rapidi cenni, che le proporzioni della presente edizione +ci consentono, son troppo inferiori al soggetto e non danno che una +pallida idea dell'azione indefessa, magnanima del grande Italiano, nella +cui formula _Dio e il Popolo_ è la fede dell'avvenire, nondimeno +crediamo che possano bastare per mostrare ai lettori come quella fede si +esplicò nel suo pensiero; come il Dio ch'egli portava in petto, +talismano contro ogni debolezza, ogni vigliaccheria, nulla avesse di +comune cogli Dei invocati a giustificazione d'ogni nequizia, d'ogni +reazione. Come quel Dio inspirò e sollevò in alto colui che con lo +sguardo fisso nel progresso dell'umanità ne interrogò la legge. + +Chi desidera più particolareggiate e copiose notizie su questo +importante periodo dell'apostolato mazziniano, consulti i proemi +premessi dal Saffi agli ultimi nove volumi delle opere complete, e gli +scritti contemporanei, fra i quali citiamo a titolo d'onore quelli della +signora J. W. Mario e dell'Anelli, a cui abbiamo largamente attinto. + + * + * * + +Quando la Russia nel 1853 manifestò l'intenzione di risolvere la +questione d'Oriente a modo suo, pigliandosi Costantinopoli, +l'Inghilterra, risoluta di attraversarne i disegni, iniziò le trattative +per un'alleanza con la Francia in difesa dell'Impero Turco, facendo +conto eziandio sul concorso dell'Austria. E il degenere nipote di +Napoleone Bonaparte di buon grado accoglieva quelle proposte, nella +speranza di acquistare popolarità in Francia col prestigio della gloria +militare, e predominio morale in Europa. + +Il Mazzini vide quel disegno funesto alla causa della libertà, e +specialmente all'Italia coll'accrescer potenza alla nemica Austria[1], e +pubblicò varî scritti indirizzati alla nazione inglese, nei quali +indicava l'onta d'un'alleanza con l'uomo del 2 dicembre, l'errore +massimo di porre fede nell'Austria, e la necessità di non trasfondere +sangue nuovo nelle vene di uno Stato che rappresentava il _dispotismo_, +la _ferocia_, l'_immobilità_. Affermava essere invece degno della libera +Inghilterra il fare appello, in nome del santo principio della +nazionalità, alla Polonia, alla Germania, all'Ungheria, all'Italia e a +tutti gli elementi rumeni, serbi, bulgari, albanesi, per sottrarli +all'influenza russa ed _inalzare intorno all'Impero moscovita una +barriera vivente di giovani nazioni associate_[2]. + +Ma sebbene queste idee del Mazzini fossero divise dai più eminenti +uomini di stato inglesi, come Gladstone, Stansfeld, Forster, Roebuck ed +altri, pure quell'alleanza _assolutamente torta e immorale_[3] fu +conchiusa in nome del sempre invocato equilibrio europeo. E di +quell'alleanza, per opera del Cavour, entrava a far parte il Piemonte, +che spediva in Crimea 15 000 valorosi soldati, mentre questi associati +al _resto dell'esercito ed a tutto il popolo_[4] avrebbero potuto +costringere l'Austria ad abbandonare il Po. + +Il risultato di quella guerra, che costò tante nobili vite, è noto; e +l'Europa ne risente ancora i tristi effetti[5]. Il Piemonte ottenne la +soddisfazione di presentare al Congresso di Parigi il famoso +_memorandum_ cavouriano al quale gli scrittori di parte attribuirono +tanta importanza. Ma l'effetto del prendere in tal guisa un posto umile +e tollerato intorno al tappeto verde della diplomazia imperante, fu di +legare da quel tempo in poi il Cavour alla vacillante e personale +politica di Napoleone: nulla più faceva senza il beneplacito suo, pronto +a soffocare qualunque tentativo d'iniziativa nazionale[6] quando +piacesse all'imperatore da cui pendevano le sorti d'Italia[7]. E per il +Cavour quelle sorti--è bene notarlo subito--si confinavano in +un'ingrandimento dello Stato piemontese; chè all'Unità d'Italia egli non +credette fino a quando gli eventi, da lui non preveduti, lo costrinsero +a riconoscerla inevitabile[8]. + +E mentre il primo ministro piemontese limitava il suo lavoro a preparare +con ajuti stranieri l'annessione della Lombardia e, tutt'al più, del +Veneto, Mazzini invece trattava in Lugano col Garibaldi intorno ad una +spedizione in Sicilia, dov'era già fondato, fino dal 1850, un Comitato +nazionale col duplice intento di sradicare dall'Isola ogni idea +d'autonomia e di costringere i governanti o ad abbandonare il meschino +concetto cavouriano d'un Piemonte ingrandito, o a rovinare con esso. + +Quella spedizione non ebbe luogo allora, bensì sei anni dopo, e +gloriosamente, mercè appunto la lunga, costante, efficace preparazione +degli animi alla santa causa dell'unità e indipendenza nazionale. + +Intanto per le brighe di Napoleone e de' suoi devoti si divulgava nella +penisola l'idea di dare a Luciano Murat il regno di Napoli; idea non +favoreggiata solamente dal governo piemontese[9], ma per un momento +anche da uomini come Saliceti, Lizabe Ruffoni, Montanelli, i quali, dopo +la caduta della Repubblica romana esuli in Francia, troppo presto +disperavano della causa dell'unità. + +Contro quell'intendimento antiunitario ed antinazionale protestavano +bensì i più insigni patrioti d'Italia; e Poerio, Spaventa, Mauro, +Bianchi e Settembrini rispondevano dalle prigioni «preferir di morire in +carcere piuttosto che stender le loro mani a quell'avventuriere +straniero»[10]. Il Mazzini, appena ne ebbe sentore, scriveva fiere +parole dirette specialmente all'esercito, e opportunamente ricordava il +voto dato da Murat a favore della spedizione francese del 1849. + +Di quel vano tentativo del Bonaparte, per spegnere ogni speranza di +unità, non si parlò più: sparve come tanti altri disegni architettati +dal nipote nella solitudine per emulare le gesta dello zio. + +E sebbene in quel tempo--per opera specialmente di Giorgio Pallavicino, +monarchico unitario, cittadino integro e forte, che per la dura scuola +dell'esperienza dovette ricredersi e morire convertito al culto della +fede repubblicana[11]--molti si fossero distaccati dal Mazzini per +avvicinarsi al governo costituito, quegli si dette con tutta l'anima a +tenere alta la bandiera dell'unità nazionale, osteggiata allora, come +sempre, dalla monarchia che sognava in accordi federativi fra principi +regnanti _quattro o cinque Italie_, come egli dice nelle stupende +lettere a Daniele Manin e a Giorgio Pallavicino[12]. Nè contento di sole +esortazioni, preparava, organizzava moti, fra i quali, degni di glorioso +ricordo, la spedizione di Sapri e la sollevazione di Genova. + +Come tutti i tentativi generosi, per l'una o l'altra circostanza non +riusciti, sollevarono contro gl'iniziatori ed in ispecie contro l'anima +dirigente, il Mazzini, un'ondata di recriminazioni, accuse e calunnie; +ma non valsero a scuotere chi ben sapeva essere il bene premio di +sacrificio e l'audace iniziativa indispensabile per scuotere e mantenere +vive le inerti aspirazioni[13]. + +Fallita la sollevazione di Genova, non per colpa del popolo, che si +mostrò, come sempre, pronto ed animoso, ma per colpa dei capi che +dovevano dirigerla, il gran Proscritto cercato ovunque a morte dalla +polizia sarda, _ajutata da cagnotti còrsi e francesi_[14], potè a stento +mettersi in salvo. Fu bensì con altri patrioti condannato in contumacia +alla pena di morte; ricompensa decretata dai giudici della monarchia +costituzionale di Vittorio Emanuele, non diversa da quella venti anni +prima assegnatagli dai giudici del padre Carlo Alberto. + +Tornò a Londra e riprese con lo stesso ardore il suo lavoro di +cospirazione ed organizzazione per muovere le popolazioni centrali e +meridionali all'azione unitaria, protestando in pari tempo, in nome +della dignità nazionale, contro la politica governativa che spingeva il +Piemonte ad allearsi con Napoleone III, fra tutti i regnanti il più +pericoloso ed abjetto. E l'uomo del 2 dicembre, spinto agli estremi, +impose al ministero di chiedere al governo inglese l'estradizione del +Mazzini, del Ledru Rollin, del Kossuth e di Simon Bernard, sotto lo +specioso pretesto che fossero complici nell'attentato di Felice Orsini. + +L'Inghilterra, gelosa delle sue tradizioni di libertà, protestò +sdegnosa, e lord Palmerston, che aveva presentato un progetto di legge +per ottenere la facoltà di limitare quelle libertà ed applicare lo +sfratto quando si trattava di sudditi esteri, dovette lasciare il +potere. Anche il Belgio e la Svizzera resistettero alle pretese +imperiali: soltanto il conte di Cavour si piegò, per compiacere il +futuro alleato, a proporre e a fare approvare alcune disposizioni +limitanti la libertà della stampa e ad imaginare, coll'ajuto delle +compiacenti autorità di pubblica sicurezza, un complotto contro la vita +sua e quella di Vittorio Emanuele[15]. All'ingiustissima accusa il +Mazzini rispose da par suo con la lettera al Cavour, riportata in questo +volume, nella quale rampogna altresì i meschini concetti, le arti +subdole di un governo, che non aveva fiducia nel popolo, e tutto +aspettava dall'ajuto straniero. + +Premio a tanta condiscendenza fu il triste patto di Plombières. + +Appena il Mazzini ne ebbe notizia, fieramente e italianamente scrisse +contro; perchè mentre confidava, e non a torto, che l'Italia avrebbe +potuto far da sè, temeva le mire interessate dell'infido alleato; e il +15 novembre 1858, quasi vaticinando Villafranca, scriveva: + +«Il re, circondato, assediato, tormentato dalle mille influenze, che le +tradizioni monarchiche, la diplomazia, la paura d'inimicarsi altri +governi, gli stenderanno intorno, porgerà orecchio alle prime proposte +di pace--_pace all'Adige o a Campoformio non monta_--che gli assicurino +un ingrandimento territoriale e un addentellato a più larga conquista +nell'avvenire»[16]. + +Molti esuli del partito d'azione avevano pubblicamente dichiarato che se +la guerra fosse stata iniziata e condotta da Napoleone, non vi avrebbero +preso parte; ma quando videro muover prima l'Austria e gli Stati +d'Italia insorgere in nome della libertà, abbandonarono tosto il primo +proposito, chè in cima ai loro pensieri tenevano quello dell'unità della +patria. «E Giuseppe Mazzini diè mano--come uomo di stato nel più alto +senso della parola, ed esperto misuratore dei rapporti possibili fra il +suo Ideale e la realtà--a promuovere, con ogni poter suo, nell'elemento +italiano del moto, caratteri recisamente nazionali ed unitarî»[17]. + +Giunto in Toscana, rincorò i patrioti, che erano indignati e stupiti per +l'inattesa tregua di Villafranca, con la singolare efficacia della sua +parola, e formulò un nuovo piano d'insurrezione in questo semplice +motto: _al centro mirando al sud_; invasione cioè dell'Umbria e dello +Stato Romano per muovere quindi verso il regno delle Due Sicilie. E +sebbene egli e gli altri suoi compagni d'azione avessero lealmente +dichiarato di tacer di repubblica se la monarchia piemontese si fosse +dichiarata alla sua volta unitaria e si fosse attivamente accinta +all'opera, furono, ciò non ostante, cercati, perseguitati dalla polizia +come traditori e peggio. Al Saffi, giunto a Torino, fu intimato di +ripassare entro ventiquattr'ore la frontiera. Sicchè alcuni si +affrettarono a riprendere la via dell'esilio, altri si nascosero, mentre +altri ancora, o meno cauti o più fidenti, venivano chiusi in +carcere[18]. + +Indignato il Mazzini dello sleale ed iniquo trattamento, da Firenze, ove +rimase nascosto per circa tre mesi, in casa Dolfi, scrisse al re, cui +egli giudicava migliore de' suoi ministri, la nota lettera qui +riportata. + +Al pari di quella indirizzata a Pio IX, lo scritto produsse una profonda +impressione e fu argomento di chiose ed interpretazioni le più erronee. +Come il Mazzini si rivolse al papa, quando questi aveva in mano +l'iniziativa, per mostrare al popolo come dal successor di san Pietro +non v'era da aspettarsi opera di vera libertà e rigenerazione, così, a +sua volta, quando la sorte si volse propizia al re, volle che la lezione +si ripetesse, sapendo quanto eran discosti gl'interessi dinastici da +quelli del popolo. Trattò con Vittorio Emanuele per mostrare, colla +evidenza del fatto, che ogni speranza di generosa ardita iniziativa si +infrangeva dinanzi alle preoccupazioni, ai timori, alle tradizioni della +politica dinastica. + +Qui giova riprodurre, dalla lettera accennata, il brano seguente: + +«L'unità è voto e palpito di tutta Italia. Una patria, una bandiera +nazionale, un solo patto, un seggio fra le Nazioni d'Europa, Roma a +metropoli: è questo il simbolo d'ogni italiano. Voi parlaste +d'indipendenza. L'Italia si scosse e vi diede 50.000 volontarî... Ma era +la metà del problema. Parlatele di libertà e d'unità: essa ve ne darà +500.000... Ma voi non siete più vostro. Fatto, a Villafranca, vassallo +della Francia imperiale, v'è forza chiedere, per le vostre risposte +all'Italia, inspirazioni a Parigi. Sire! sire! in nome dell'onore, in +nome dell'orgoglio italiano, rompete l'esoso patto! Non temete che la +storia dica di voi: ei fece traffico del credulo entusiasmo +degl'Italiani per impinguare i proprî dominî?... I padri nostri +assumevano la dittatura per salvare la Patria dalla minaccia dello +straniero. Abbiatela, purchè siate liberatore. Dimenticate per poco il +re, per non essere che il primo cittadino, il primo apostolo armato +della Nazione. Siate grande come l'intento che vi ho posto davanti, +sublime come il dovere, audace come la fede. Vogliate e ditelo. Avrete +tutti, e noi primi con voi.» + +Ma fra tutti gli scritti pubblicati dal Mazzini con l'animo amareggiato +dalla triste pace di Villafranca, bellissimo per elevatezza di concetto, +per nobiltà di forma, per una ineffabile malinconia che vi spira o +quello _Ai giovani_, la cui lettura ai giovani d'Italia vivamente +raccomandiamo, chè fra l'immensa congerie dei libri pubblicati in +quest'ultima metà del secolo, raramente troveranno altre pagine capaci +come quelle di elevar l'animo a nobili sensi. + +Sulla fine di quell'anno il Mazzini tornò in Inghilterra, «ma non cessò +dal lavoro per le delusioni sofferte, inculcando con lettere ai patrioti +dell'interno e con pubblici scritti al Paese ed al re il dovere comune, +protestando contro la piega servile, che subordinava il diritto, +l'indipendenza e la dignità dell'Italia alla politica del secondo +Impero, e ponendo in rilievo le condizioni dell'opinione europea, +favorevole ad una condotta indipendente e civile da parte degli +Italiani. Voci al deserto! Pur nondimeno perseverava: e, ne' primi mesi +del 1860, mentre, ripresa la pubblicazione del periodico _Pensiero e +Azione_, insisteva, scrivendo, sul da farsi, s'adoprava nello stesso +tempo ad apprestare elementi e mezzi di nuovi moti a primavera, +dirigendo le sue mire alla Sicilia... Al quale intento cooperarono, +arditamente attivi, Rosalino Pilo, Francesco Crispi[19], La Masa, Corao +ed altri patrioti siciliani, devoti alla Patria, visitando segretamente, +a rischio del capo, la serva terra nativa, ordinandovi le prime bande, e +dirigendo il moto che determinò la spedizione di Marsala»[20]. + +Il 5 maggio il Garibaldi, fin allora raggirato dalle arti della +diplomazia sarda[21], ruppe gl'indugî, salpando da Quarto con la prode +schiera dei Mille, e il 27 entrava trionfante in Palermo, nella nativa +città di Rosalino Pilo, sei giorni dopo che quell'eroe era caduto, +colpito in fronte da una palla borbonica. + +Appena fu liberata la Sicilia, il Mazzini, insieme col Bertani ed altri, +diè mano a preparare, secondo il suo antico concetto, mezzi e uomini per +una spedizione che, attraverso l'Umbria e lo Stato Romano, si +ricongiungesse al Garibaldi in Napoli; e fu tosto messa insieme una +brigata di duemila volontarî della quale ebbe il comando G. Nicotera. Ma +inaspettatamente dal Governo di Piemonte--che temeva dei volontarî e che +era geloso e sospettoso del prestigio acquistato dal Garibaldi[22] +--venne ordine d'impedire alla brigata di Castelpucci l'invasione +dell'Umbria e dello Stato Pontificio. Il Nicotera, ad evitare una guerra +civile, ubbidì, pur fieramente protestando contro lo sleale ed inatteso +divieto e dichiarando--gli eventi non giustificarono la promessa--che +non avrebbe più combattuto sott'altra bandiera, all'infuori di quella +repubblicana. + +L'ingresso dell'eroico duce in Napoli persuadeva _finalmente_ il Cavour +che l'unità d'Italia era ormai inevitabile, e che perciò la Monarchia +doveva fare qualche cosa per controbilanciare l'influenza di Garibaldi, +e _per riacquistare la forza morale necessaria a signoreggiare la +rivoluzione_[23]. Ed allora fu deliberata l'occupazione delle Marche e +dell'Umbria con l'esercito regio guidato dal Cialdini, e nello stesso +tempo vennero mandati a Napoli abili faccendieri i quali, impazienti di +ottenere la dedizione immediata di Napoli e temendo che ad ottenere ciò +fosse d'ostacolo la presenza del Mazzini, non rifuggirono dall'eccitare +contro di lui i bassi fondi della città, che gli gridarono morte sotto +le finestre del suo alloggio. Alla lettera del prodittatore +Pallavicino--_cuore generoso raggirato nel comune inganno_--che lo +esortava a partire da Napoli, facendo appello al suo patriotismo, egli, +rifiutando, rispose con l'anima piena d'amarezza: + +«Il più grande dei sacrificî ch'io potessi mai compiere, l'ho compiuto +quando, interrompendo per amore all'unità ed alla concordia civile +l'apostolato della mia fede, dichiarai ch'io accettava, non per +riverenza a ministri o monarchici, ma alla maggioranza--illusa o no poco +monta--del popolo italiano, la monarchia, presto a cooperare con essa, +purchè fosse fondatrice dell'unità.» + +E nello scritto intitolato _Nè apostati nè ribelli_, non solo ribatte la +calunnia che i repubblicani abbiano cercato di attraversare i disegni +del Garibaldi, ma rivendica al partito d'insurrezione tutte le +iniziative d'unità nazionale. + +Consegnato a Vittorio Emanuele il regno delle Due Sicilie e ottenutone +in compenso la più nera ingratitudine[24], il Garibaldi salpò povero e +solo da Napoli per Caprera, dopo aver fissato col Mazzini di fondare il +giornale quotidiano l'_Italia del Popolo_ e di promuovere una +sottoscrizione a favore di Venezia e di Roma. + +Ed anche il gran Genovese partì da Napoli _con l'anima in pianto_, e +riprese la via dell'esilio; ma, sempre tenace ne' suoi generosi +propositi, tutto si dette a ordinare il lavoro che doveva redimer Roma e +Venezia; ed a vantaggio delle due oppresse provincie usò d'ogni onesto +accorgimento, non escluso quello dell'azione parlamentare; tanto che il +Saffi ed altri di parte repubblicana, da lui non dissuasi, si risolsero +d'accettare il mandato di rappresentanti della Nazione in Parlamento +Egli però non ci volle entrare mai, sebbene per tre volte consecutive +eletto, sui primi del '66, dai cittadini di Messina con plauso e +commozione del non immemore popolo d'Italia. Il quale avvenimento giova +ricordare ad onore dell'eroica città, che protestava con quel nome +contro la subdola e servile politica d'allora, ed a severa rampogna +verso la maggioranza parlamentare, che per ben due volte annullò quella +elezione, invocando, senza rossore, la sentenza della Corte d'appello di +Genova del 20 ottobre 1858. + +Il programma del Mazzini per la redenzione del Veneto e dello Stato +Romano era riassunto in queste parole: _A Roma per la via di Venezia_; +chè egli per l'azione nelle provincie venete contro l'Austria faceva +molto assegnamento sull'Ungheria, sulla Polonia e sulle altre +popolazioni slave gementi tutte e frementi sotto il bastone +austriaco[25]. E mentre con siffatto intendimento attendeva a preparare +armi e danaro, cercava anche di mantener _viva la protesta morale contro +la occupazione francese in Roma; nè solo in Italia, ma in Inghilterra e +nella Francia stessa. D'onde le_ =Petizioni=--_proposte e scritte da lui +medesimo--al Parlamento Italiano, alla Camera dei Comuni inglesi, e la_ +=Rimostranza= _a Luigi Napoleone_[26]. + +Il 28 giugno dell'anno 1862 giunse improvvisa la notizia da Palermo che +il Garibaldi, accompagnato dal figlio Menotti, dal Guastalla, Missori ed +altri, era colà sbarcato, accolto con grande onore e con grande +esultanza del popolo e che, avendo fatto suo il grido uscito dalla folla +plaudente «_O Roma o morte_» preparava una spedizione contro lo Stato +Pontificio, fidando ancora nel tacito assenso del governo del re non +ostante il recentissimo tradimento di Sarnico[27]. + +Appena ebbe di ciò avviso il Mazzini, benchè dissentisse dal Garibaldi +circa il programma militare, dichiarò che _non era più tempo di +discussioni, ma d'ajutare quel moto con tutte le forze_! E lasciata +Londra, s'avviò in Italia. Ma era appena giunto a Lugano, che ebbe +notizia del luttuoso e codardo fratricidio d'Aspromonte, e, pochi giorni +dopo, dell'efferato assassinio di Fantina[28]. + +Era colmo e traboccava il vaso delle nequizie governative: con gente +capace di simili azioni nè accordo nè tolleranza potevano più a lungo +perdurare, e G. Mazzini nella sua lealtà denunciò a' governanti ed al +popolo la tregua fin allora subita con la seguente dichiarazione: + +«La palla di moschetto regio che feriva Garibaldi ha lacerato l'ultima +linea del patto che s'era stretto, or sono due anni, tra i repubblicani +e la monarchia... Noi ci separiamo oggi per sempre da una monarchia che +combatte in Sarnico per l'Austria, in Aspromonte pel papa». + +A questo breve ma triste periodo della nostra storia, pieno di forti +propositi, di generosi ardimenti da parte del popolo; di titubanze, di +raggiri, di colpe da parte del Governo, si riferiscono gli scritti +compresi nel presente volume: _Una dichiarazione_, _I Monarchici e noi_, +la _Lettera a Campanella_ e l'altra agli _Editori del_ =Dovere=. + +Quando poi il Governo firmò la indegna _Convenzione di settembre_, con +la quale rinunziava a Roma, il Mazzini protestò contro quell'atto con +diversi scritti: _La Convenzione_, _La Convenzione e Torino_, _Ai +giovani delle Romagne e delle Marche_, _Roma è dell'Italia_, _Ai miei +fratelli delle Romagne_, dal primo dei quali togliamo il brano seguente, +profezia di ciò che avvenne tre anni dopo alla gloriosa e sventurata +spedizione nell'Agro Romano: + +«La Convenzione, se il Governo mantiene i patti, decreta Roma +abbandonata fra due anni a una lotta feroce senza pro: l'Italia legata +ad assistervi immobile: Aspromonte in permanenza: decreta--se il Governo +non li mantiene--il disonore della Nazione; la guerra della Francia per +violazioni di trattati liberamente sanciti; l'incredulità dell'Europa in +ogni promessa dell'Italia.» + +Il Mazzini aveva sperato che i deputati dell'estrema sinistra, indignati +d'un atto che era _violazione della legge fondamentale e dell'onore +della Nazione, si sarebbero ritirati come Trasea da un Senato +irreparabilmente servile e corrotto_; ma fu disingannato; chè anzi il +loro capo, Francesco Crispi, improvvisamente convertito, inalberava, in +una lettera al Mazzini, una nuova bandiera col motto: _la monarchia ci +unisce, la repubblica ci divide_. Il Mazzini a sua volta rispose con la +stupenda lettera, inserita anche in questo volume, la quale segna la +completa rottura fra il partito mazziniano e la maggior parte della +sinistra parlamentare. + +«Nel 1866 la rottura dell'alleanza austro-prussiana e la guerra +germanica offersero alla nazione ed alla monarchia la grande, l'invocata +opportunità per l'acquisto del Veneto.» Sotto diverso reggimento, +fidandosi nella iniziativa e nelle forze popolari, non trattenuta da +tutela imperiale, «l'Italia avrebbe potuto coronarsi di gloria, +vincendo, con armi sue, per terra e per mare, e integrando i suoi +nazionali confini»[29]. + +Pur troppo così non fu. L'esito di quella guerra, che ci diede per le +mani di Napoleone il Veneto, s'associa ai ricordi più tristi ed +umilianti per il paese: Lissa e Custoza segnano la condanna inesorabile +di chi non seppe meglio usare dell'italica forza e valore. La storia +dovrà ripetere la desolante esclamazione di Nino Bixio: _Quello che io +so è che noi siamo disonorati!_ + +Il Mazzini, che era venuto in Italia a spingere i suoi fra i volontarî +di Garibaldi e a prestare tutta l'opera sua per rinfocolare i santi +entusiasmi; dopo gli inesplicabili disastri, l'armistizio, l'ordine al +Garibaldi di ritirarsi dalle forti posizioni conquistate nel Trentino, +nulla più potendo, ritornava in Lugano. E quando ebbe notizia +d'un'amnistia a lui accordata, la rifiutò sdegnosamente dicendo _che non +gli dava il core di rivedere l'Italia il giorno stesso in cui essa +accettava tranquilla il disonore e la colpa._ + +Ottenuto il Veneto nel modo inglorioso dianzi accennato, l'objetto del +pensiero nazionale si fissava nella liberazione di Roma; ma mentre da un +lato il _partito d'azione_, capitanato dal Mazzini e dal Garibaldi, si +rivolgeva al patriotismo delle popolazioni tuttora soggette al dominio +teocratico, dall'altro lato il partito del Governo, sempre soggetto alle +istruzioni dell'Eliseo, inculcava doversi rinunziare ad ogni tentativo +armato ed aspettare Roma dalla maturità dei tempi e dalla benevolenza +del Bonaparte[30]. + +Non a questo fatalismo inerte si rassegnavano i conscienti palpiti +popolari, ed appena il Garibaldi ebbe pronunziato di nuovo il grido: +_Andiamo a Roma!_ la gioventù italiana rispose balda e fidente: _Siamo +con voi!_ E il Governo, coerente alla propria politica, ai patti che +aveva escogitato nella sua alta sapienza diplomatica, volontariamente si +accinse ad inseguire ed arrestare i giovani generosi, che accorrevano a +far sacrifizio della propria vita per la redenzione di Roma e ad +assistere coll'arme al piede, fida sentinella del Bonaparte, +all'ecatombe di Mentana. + +Come risulta limpidamente dal proemio del Saffi[31], in quella +sventurata campagna del '67, i seguaci del Mazzini furono, per suo +consiglio, fra i primi a seguire il Garibaldi; e questo giova notarlo, +perchè lo stesso Garibaldi, ingannato da maligni insinuatori, credette +allora e per molto tempo appresso che dell'infelice esito di quella +spedizione fossero responsabili i mazziniani. + +Vero è che il Mazzini avrebbe voluto vedere il _popolo d'Italia_ entrare +in Roma a riprendere e continuare le gloriose tradizioni del '49, come +dice anche in un suo scritto _Ai Romani_[32], pubblicato fino dal 1866; +ma appunto per questo egli aveva bisogno di spingere ad arrolarsi +nell'esercito garibaldino gli uomini del suo partito, i quali, dopo la +vittoria, avrebbero potuto risollevare l'antica bandiera +repubblicana[33]. + +E a buona ragione premeva sventolare quella bandiera gloriosa, perchè la +monarchia s'era macchiata della maggior colpa, rinunziando a Roma; +ond'egli scriveva: «Ho esaurito con la monarchia tutte le prove, tutte +le concessioni, tutta l'obbedienza possibile. Dispero d'essa, non +dispero dell'Italia.» Pur ritenendo il momento non propizio, la bandiera +errata, secondò nondimeno con ogni forza a sua disposizione la +iniziativa del Garibaldi; la secondò pur prevedendone l'esito, perchè in +quella occasione, come in ogni altra, tutto subordinò e sacrificò alla +costituzione della patria unità. + +Ben pochi sono i nomi dei grandi pensatori ed apostoli la cui fede seppe +trionfare di una lunga vita nella quale costanti delusioni, persecuzioni +e calunnie non vennero temperate da periodi di soddisfazioni e di +successo. Fra quei pochissimi si scriverà il nome di G. Mazzini; di lui +che ebbe sempre la terra promessa, a cui avea condotto il popolo +italiano, dinanzi agli occhi, ed esule e ramingo ne fu sempre +proscritto. Irradiato da presciente fede, tetragono al dolore, il forte +animo non vacillò, nè per un istante cedette alle patrie vergogne o alla +ingratitudine ed alle false accuse che ebbe sempre in compenso della +magnanima sua opera; non vacillò nemmeno quando ai dolori morali, per la +fiacchezza del corpo logoro da tanti patimenti, s'aggiunsero quelli +fisici, che lo trassero dopo lunghe sofferenze, stoicamente sopportate, +al sepolcro. + +D'ogni breve periodo di sollievo profittava per continuare il suo già +quarantenne apostolato, e così, per esempio, scriveva agli amici di +Bologna: «Miglioro. E in verità il nuovo guanto di sfida che il papato e +lo straniero, protettore del papato, ci mandano coi cadaveri di Monti e +Tognetti, l'ira italiana ed il terrore di scendere nel sepolcro +coll'imagine della mia patria disonorata, inchiodata nell'anima, +operano, credo, a guisa di tonici sul corpo infiacchito.» + +«Ma in quel tempo, narra il Saffi[34], i nuclei dell'alleanza +repubblicana stendevano, intrecciavano le loro fila di regione in +regione, avevano aderenti nella bassa ufficialità dell'esercito, +patrocinatori segreti nell'opposizione parlamentare; e i loro atti di +propaganda correvano per ogni terra d'Italia, erano diffusi nelle +officine, penetravano nelle caserme.» + +E il Governo impaurito di quella propaganda, ferocemente insaniva, +ordinando sequestri, sciogliendo associazioni e cacciando in prigione i +migliori patrioti; nè di ciò pago, faceva spargere calunnie di +accoltellatori assoldati dal partito mazziniano a dare di piglio negli +averi e nel sangue dei cittadini; e costringeva, d'accordo col +Bonaparte, il Governo federale a cacciare gli esuli raccolti nel Canton +Ticino[35]. + +Alla volgare calunnia rispose il Mazzini nobilmente, serenamente, come +chi si sente l'animo integro, con lo scritto _Ai nemici_, al quale +mandiamo il lettore[36]. + +Furono quelli dal '67 al '70 tristissimi anni, chiamati con ragione dal +Garibaldi _tempi borgiani_, i quali forse soltanto nei presenti trovano +riscontro; per la qual cosa mai come allora suonò santa e potente al +cuore della patria la voce del Mazzini, quasi voce della Nemesi +italiana, che in mezzo alle corruzioni, alle viltà, agli arbitrî, allo +sperpero del pubblico denaro si levasse vendicatrice dell'onor +nazionale[37]. + +Nello scritto _L'iniziativa_, pubblicato nel maggio 1870[38], il Mazzini +riassume con un'abile sintesi le misere condizioni politiche, morali ed +economiche nelle quali dibattevasi la Patria per opera di un Governo +senza fede e senza ideali, e prova alla stregua dei fatti che dal popolo +solo può sorgere una vera iniziativa nazionale. + +«Fra quelle congiunture, fermo nell'idea che l'Italia dovesse procedere +e predisporre, anzichè seguire, le combinazioni del tempo, e impaziente +d'inalzare la bandiera, che sola poteva, per suo avviso, rigenerarne la +vita, cedette ad ingannevoli proposte d'azione in Sicilia; e perchè il +moto porgesse malleveria non dubbia di tendere, non a separazione, ma ad +unità, deliberò di recarsi a capitanarlo. Nè valsero a rimuoverlo dal +suo proposito gli avvertimenti degli amici, convinti della vanità del +tentativo. Mosse pertanto, nel luglio del 1870, alla volta dell'Isola, +com'uomo che si consacra all'ultimo sacrificio per la sua fede. Ne +seguì, come tutti sanno, la sua cattura sulla nave che l'avea condotto +nelle acque di Palermo e la reclusione a Gaeta»[39]. + +Seppe in carcere della fucilazione del Barsanti e ne provò un profondo +dolore, una nuova scossa quel corpo affranto, il quale ormai reggeva a +tante lotte per la sola vigoria dello spirito, che ebbe in lui una +perenne giovinezza[40]; e ne sono mirabile testimonianza gli ultimi +scritti dettati poco prima di morire[41]. + +Seppe pure in carcere della presa di Roma; ma tale avvenimento non +poteva dargli allegrezza, chè nella Città Eterna, non il popolo entrava +altero e cosciente de' proprî destini, ad iniziarvi la terza civiltà; ma +la monarchia, quasi riluttante e supplichevole in atto, a continuarvi la +pedestre politica d'ipocrisie e di volgari espedienti[42]; e nello +scritto _Ai miei fratelli repubblicani dopo la prigionia di Gaeta_[43] +raccomandò in Roma e per Roma l'apostolato dell'_Alleanza repubblicana_. + +Uscito di carcere per atto d'amnistia, correva a Staglieno a sfogare la +suprema angoscia dell'animo invitto sul sepolcro materno; quindi, mesto +e sdegnoso di dover la propria libertà ad un reale decreto, riprendeva +ancora una volta la triste via dell'esilio. + +«Cessato l'arringo dell'azione armata--continua il Saffi--dinanzi +all'unità _materialmente_ compiuta, sentì più che mai profondo il +bisogno di volgere quell'avanzo di vita, che la natura fosse per +concedergli, all'arringo dell'azione pacifica, cercando preparare nella +mente e nella virtù della nuova generazione, l'unità morale della patria +risorta. Al quale effetto egli volse l'animo a due principali intenti: +l'ordinamento cioè delle società operaje d'Italia a nazionale +fratellanza, e la fondazione, nella capitale, d'un periodico: _La Roma +del Popolo_, inteso a riassumere, sotto forma d'apostolato civile, la +tradizione della scuola repubblicana unitaria, discesa dalla _Giovine +Italia_, interpretandone al Paese le dottrine religiose, politiche o +sociali»[44]. + +Sono frequenti in quel tempo gli scritti di G. Mazzini che apparvero +nella _Roma del Popolo_--come può vedersi in fine del presente +volume--indirizzati ad associazioni operaje, alle quali specialmente e +continuamente raccomanda di non separare la questione economica da +quella politica, e di stare in guardia contro esotiche dottrine tendenti +o ad abolire ogni legittimo principio d'autorità o a distruggere nella +patria, nella famiglia, nella proprietà individuale i cardini su cui si +svolge oggi ogni progresso di civile consorzio. + +«Nè mai forse come in quell'estremo periodo del viver suo--continua il +Saffi--la parola del Grande Italiano penetrò così addentro nella mente, +non che dei suoi discepoli, ma di coloro stessi tra i suoi compagni di +Patria, che avevano per lo innanzi ignorato o frainteso i veri +intendimenti delle sue dottrine.» + +Ed a queste dottrine facendo, com'era suo costume, seguire +l'applicazione pratica, fece sì che in Roma convenissero i +rappresentanti dei varî sodalizî operaî della Penisola a stringere un +patto di fratellanza, che doveva organizzare tutto _il ceto artigiano in +un gran corpo od ordine nazionale_[45]. In quel Congresso fu proclamato +mezzo efficace all'emancipazione economica delle classi operaje, la +costituzione delle cooperative di consumo e di produzione, le quali, da +quel tempo in poi, crebbero continuamente di numero e d'importanza, +tanto nei piccoli come nei vasti centri, avviamento lento ma sicuro +verso quell'ultimo assetto sociale da lui vagheggiato: _la riunione_, +cioè, _del capitale e del lavoro nelle stesse mani_[46]. + +Ma questa propaganda morale e sociale, a cui consacrò le rimanenti forze +dell'anima sua, gli fruttò, come di consueto, accuse, calunnie, amarezze +infinite, e, come di consueto, ei continuò impavido nella lotta: e con +lo scritto intitolato _Il Comune e l'Assemblea_[47] pubblicato il 3 +maggio 1871 nella _Roma del Popolo_, egli respinse il consiglio di +coloro che lo esortavano a tacere di questione religiosa e sociale per +non suscitare discordie nel partito. Lo respinse perchè, oltre ad essere +il Mazzini sinceramente e profondamente convinto, giudicava che tacendo +o mentendo, non si ottengono mai unioni efficaci e durevoli[48]. + +«Al cadere dell'anno 1870--scrive il Saffi[49]--quasi presago della sua +fine, volle rivedere i suoi amici inglesi a Londra, serbando l'antica +consuetudine di celebrare con essi a domestico ritrovo l'ora del +passaggio dell'anno che muore all'anno che nasce. Mosse nel cuore +dell'inverno da Lugano, in compagnia del suo giovane amico Giuseppe +Nathan, passando il Gottardo, mal riparato dal freddo e dalla neve; onde +gli si aggravò la tosse, che da tempo lo affaticava. Fatta breve dimora +in Londra, si ricondusse nei primi giorni del '71 a Pisa, per dar mano +più da vicino alla collaborazione della _Roma del Popolo_; poi di nuovo +a Lugano nell'autunno di quell'anno, e vi si trattenne fino al febbrajo. +Ma in principio di quel mese, non curando la rigida stagione, volle +tornare a Pisa; e quel viaggio, molestato com'era dalla bronchite, +l'uccise.» + + + + + CENNI E DOCUMENTI + + INTORNO ALL'INSURREZIONE LOMBARDA + + E ALLA + + GUERRA REGIA DEL 1848 + + + DICEMBRE 1849. + + +I. + + TENDENZE NAZIONALI--MOTIVI DELLA GUERRA REGIA + DOCUMENTI GOVERNATIVI + +Il moto italiano assumeva più sempre di giorno in giorno il carattere +nazionale che ne costituisce l'intima vita. Il grido _Viva l'Italia_ +suonava nell'estrema Sicilia; fremeva in ogni manifestazione di +scontento locale: conchiudeva, come il _delenda Carthago_ di Catone, +ogni discorso politico. Altrove, le moltitudini s'agitavano, +insofferenti di miseria o d'ineguaglianza, in cerca d'un nuovo assetto +di cose, sociale o politico: in Italia, vanto unico e speranza potente +di grandi cose future, sorgevano o anelavano sorgere per una idea: +cercavan la patria, guardavano all'Alpi. La libertà, _fine_ agli altri +popoli, era _mezzo_ per noi. Non che gl'Italiani, com'altri s'illuse a +crederlo o finse, fossero noncuranti dei loro diritti o imbevuti di +credenze monarchiche--tranne in qualche angolo di Napoli o di Torino, +non credo sia popolo che per tradizioni, coscienza d'eguaglianza civile, +colpe di principi e istinti di missione futura, sia democratico, quindi +repubblicano più del popolo nostro--ma sentivano troppo altamente di sè +per non sapere che l'Italia fatta nazione sarebbe libera, e avrebbero +sagrificato per un tempo la libertà a qualunque, papa, principe o +peggio, avesse voluto guidarli e farli nazione. Ostacolo, non il più +potente, ma il più dichiarato e visibile, all'affratellamento di quanti +popolano questa sacra terra d'Italia, era l'Austria. E guerra +all'Austria invocavano innanzi tutto, e quel tanto di libertà ch'essi +andavano strappando ai loro padroni giovava quasi esclusivamente a far +più forte e unanime e solenne quel grido. Fin dall'aprile 1846, +l'indirizzo ai legati pontificî raccolti in Forlì, dopo aver compendiato +le giuste lagnanze delle provincie, conchiudeva che le questioni col +malgoverno locale erano, per gli uomini delle Romagne, secondarie, che +principale era la questione italiana, e che il più grave peccato della +corte papale era quello d'essere ligia dell'Austria. In Ancona, +nell'agosto 1846, l'annunzio dell'amnistia pontificia raccoglieva le +moltitudini sotto le finestre dell'agente austriaco e la gioja si +traduceva naturalmente nel grido: _Via gli stranieri!_ In Genova, quando +nel novembre 1847 il re si recava a visitare quella città e quaranta +mila persone gli passavano, plaudenti ad una speranza, davanti, la +bandiera strappata nel 1746 da Genova insorta agli Austriaci s'inalzava, +tra quelle migliaja, programma eloquente dei loro voti. Così per ogni +dove e da tutti. Metternich intendeva le tendenze nazionali del moto: +_Sotto la bandiera delle riforme amministrative_--ei diceva al conte +Dietrichstein in un dispaccio del 2 agosto 1847--_i faziosi... cercano +consumare un'opera, che non potrebbe rimanersi circoscritta nei limiti +dello Stato della Chiesa, nè in quelli d'alcuno degli Stati che nel loro +insieme compongono la penisola italiana. Le sètte tendono a confondere +questi Stati in un solo corpo politico o per lo meno in una +confederazione di Stati posta sotto la condotta d'un potere centrale +supremo_. Ed era vero: se non che tutta Italia era sètta. + +Era un momento sublime: il fremito che annunziava il levarsi di una +nazione, il tocco dell'ora che dovea porre nel mondo di Dio una nuova +vita collettiva, un apostolato di ventisei milioni d'uomini, oggi muti, +che avrebbero parlato alle nazioni sorelle la parola di pace, di +fratellanza e di verità. Se nell'anima di quei che reggevano fosse stata +una sola favilla di vita italiana, avrebbero, commossi, dimenticato +dinastia, corona, potere, per farsi primi soldati della santa crociata, +e detto a sè stessi: _Più vale un'ora di comunione in un grande pensiero +con un popolo che risorge, che non la solitudine d'un trono minacciato +dagli uni e sprezzato dagli altri per tutta una esistenza_. Ma per +decreto di provvidenza che vuol sostituire l'èra dei popoli a quella dei +re, i principi non sono oggimai nè possono esser da tanto; e si +giovarono di quella generosa ma incauta tendenza all'oblio e al +sagrificio della libertà, al desiderio d'indipendenza che poc'anzi +accennammo, per tradir l'una e l'altra e ricacciarci, deludendo il più +bel voto di popolo che mai si fosse, dov'oggi siamo. + +Era sorta tra la fucilazione dei fratelli Bandiera e la morte di +Gregorio XVI, una gente, educata, comunque ciarlasse di cristianesimo e +di religione, metà dal materialismo scettico del secolo XVIII, e metà +dall'eclettismo francese, che sotto nome di _moderati_--come se tra +l'essere e il non essere, tra la nazione futura e i governi che ne +contendono lo sviluppo, potesse mai esistere via di mezzo--s'era +proposta a problema da sciogliere la conciliazione degli inconciliabili, +libertà e principato, nazionalità e smembramento, forza e direzione mal +certa. Nessuna sètta d'uomini potrebb'esser da tanto: essi men ch'altri. +Erano scrittori dotati d'ingegno, ma senza scintilla di genio, forniti +quanto basta d'erudizione italiana raccolta, senza scorta vivificatrice +di sintesi, nel gabinetto e fra i morti, ma senza intelletto del lavoro +unificatore sotterraneamente compito nei tre ultimi secoli, senza +coscienza di missione italiana, senza facoltà di comunione col popolo +ch'essi credevano corrotto ed era migliore di loro, e dal quale li +tenevano disgiunti abitudini di vita, diffidenze tradizionali e istinti +non cancellati d'aristocrazia letterata o patrizia. E per questa loro +segregazione morale e intellettuale dal popolo, unico elemento +progressivo ed arbitro oggimai della vita della nazione, erano +diseredati d'ogni scienza e d'ogni fede dell'avvenire. Il loro concetto +storico errava, con lievi rimutamenti, tra il guelfismo e il +ghibellinismo; il concetto politico, checchè facessero per ammantarlo di +veste italiana, non oltrepassava i termini della scuola che, discesa in +Francia da Montesquieu ai Mounier, ai Malouet, ai Lally Tollendal e +siffatti dell'Assemblea nazionale, s'ordinò a sistema tra gli uomini che +diressero l'opinione in Francia nei quindici anni che seguirono il +ritorno di Luigi XVIII: erano monarchici con una infusione di libertà, +tanta e non più che facesse tollerabile la monarchia e, senza stendersi +sino alla moltitudine a suscitar l'idea di diritti che aborrivano e di +doveri che non sospettavano, attribuisse loro facoltà di stampare le +loro opinioni e un seggio in qualche consulta. In sostanza non avevano +credenza alcuna: la loro non era fede nel principio regio come quando il +dogma del diritto divino immedesimato in certe famiglie o l'affetto +cavalleresco posto in certe persone collocava il monarca tra Dio e la +donna del core--_mon Dieu, mon roi et ma dame_:--era accettazione +passiva, inerte, senza riverenza e senza amore, d'un _fatto_ ch'essi si +trovavano innanzi e che non s'attentavano d'esaminare: era codardia +morale, paura del popolo al cui moto ascendente disegnavano argine la +monarchia, paura del contrasto inevitabile fra i due elementi ch'essi +non si sentivano capaci di reggere, paura che l'Italia fosse impotente a +rivendicarsi con forze popolari anche quella meschina parte +d'indipendenza dallo straniero ch'essi pure, teneri, per unica dote, +dell'onore italiano, volevano. Scrivevano con affettazione di gravità, +con piglio d'acuti e profondi discernitori, consigli ricopiati da tempi +di sviluppo normale, da uomini ravvolti in guerre parlamentarie e +cittadini di nazioni fatte, a un popolo che da un lato aveva nulla, +dall'altro avea vita, unità, indipendenza, libertà, tutto da +conquistare: il popolo rispondeva alle loro voci eunuche col ruggito e +col balzo del leone, cacciando i gesuiti, esigendo guardie civiche e +pubblicità di consulte, strappando costituzioni ai principi, quand'essi +raccomandavano silenzio, vie legali e assenza di dimostrazioni perchè il +core paterno dei padroni non s'addolorasse. S'intitolavano _pratici, +positivi_, e meritavano il nome d'arcadi della politica. Questi erano i +duci della fazione, nè ho bisogno di nominarli; ed oggi taluni fra loro, +per desiderio di potere o vanità ferita dalla solitudine che s'è creata +d'intorno ad essi, stanno a capo della reazione monarchica contro ai +popoli. Ma intorno ad essi, salito appena al papato Pio IX, +s'aggrupparono, tra per influenza della loro parola e del prestigio +esercitato dai primi atti di quel pontefice, tra per precipitoso +sconforto dei molti tentativi falliti e speranza d'agevolare all'Italia +le vie del meglio, molti giovani migliori d'assai di que' capi e che +s'erano pressochè tutti educati al culto dell'idea nazionale nelle +nostre fratellanze, anime candidissime e santamente devote alla patria, +ma troppo arrendevoli e non abbastanza temprate dalla natura o dai +patimenti alla severa energica fede nel vero immutabile, stanche anzi +tempo d'una lotta inevitabile, ma dolorosissima, o frantendenti il +bisogno che domina tutti noi d'una autorità in riverenza all'autorità +ch'esisteva e sembrava allora rifarsi. E più giù s'accalcava, lieta di +presentire menomati i sagrificî e gli ostacoli, la moltitudine degli +adoratori del calcolo, dei mediocri d'intelletto e di cuore, dei tiepidi +respinti dal vangelo ai quali il nostro grido di guerra turbava i sonni +e il programma dei _moderati_ prometteva gli onori del patriotismo a +patto che scrivessero qualche articolo pacifico di gazzetta o +armeggiassero innocentemente col _Lloyd_ sulle vie ferrate o +supplicassero al principe che si degnasse mostrarsi meno tiranno. E più +giù ancora, peste di ogni parte, brulicava, s'affaccendava la genìa dei +raggiratori politici, uomini di tutti mestieri, arpìe che insozzano ciò +che toccano, ed esperti in ogni paese a giurare, sgiurare, inalzare a +cielo, calunniare, ardire o strisciare a seconda del vento che spira e +per qualunque dia loro speranza d'agitazione senza gravi pericoli d'una +microscopica importanza o d'un impieguccio patente o segreto: razza più +rara, per favore di Dio, in Italia che non altrove; pur troppo più +numerosa, per forza d'educazione gesuitica, tirannesca, materialista, +che non si vorrebbe in un popolo grande nel passato e chiamato a esser +grande nell'avvenire. + +Dai primi esciva una voce che ci diceva: «La nostra prima questione è +l'indipendenza, la prima nostra contesa è coll'Austria, potenza +gigantesca per elementi proprî e leghe coi governi d'Europa; or voi non +avete eserciti o li avete, se minacciate i vostri principi, nemici a +voi. Il popolo nostro è corrotto, ignorante, disavvezzo dall'armi, +indifferente, svogliato; e con un popolo siffatto non si fa guerra di +nazione nè repubblica fondata sulla virtù. Bisogna prima educarlo a +forti fatti e a morale di cittadini. Il progresso è lento e va a gradi. +Prima l'indipendenza, poi la libertà educatrice, costituzionale +monarchica, poi la repubblica. Le faccende dei popoli si governano a +opportunità; e chi vuol tutto ha nulla. Non v'ostinate a ricopiare il +passato e un passato di Francia. L'Italia deve aver moto proprio e +proprie norme a quel moto. I principi vostri non vi sono avversi se non +perchè li avete assaliti. Affratellatevi con essi; spronateli a +collegarsi in leghe commerciali, doganali, industriali; poi verranno le +militari, e avrete eserciti pronti e fedeli. E i governi esteri +comincieranno a conoscervi e l'Austria imparerà a temervi. Forse +conquisteremo pacificamente, e con sagrificî pecuniarî, l'indipendenza; +dove no, i nostri principi, riconciliati con noi, ce la daranno +coll'armi. Allora penseremo alla libertà.» + +I secondi--gl'illusi buoni--inneggiavano a Pio IX, anima d'onesto curato +e di pessimo principe, chiamandolo rigeneratore d'Italia, d'Europa e del +mondo: predicavano concordia, oblio del passato, fratellanza universale +tra principi e popoli, tra il lupo e l'agnello: inalzavano commossi un +cantico d'amore sopra una terra venduta, tradita da principi e papi per +cinque secoli e che beveva ancora sangue di martiri trucidati pochi dì +prima. + +Gli ultimi--i faccendieri--correvano, s'agitavano, si frammettevano, +commentavano il testo, ronzavano strane nuove d'intenzioni regie, di +promesse, d'accordi coll'estero, ripetevano parole non dette, spacciavan +medaglie: al popolo spargevano cose pazze dei principi: a noi tendevano +con mistero la mano, susurrando: _Lasciate fare; ogni cosa a suo tempo; +or bisogna giovarci degli uomini che tengono cannoni ed eserciti, poi, +li rovescieremo_. Io non ne ricordo un solo che non m'abbia detto o +scritto: _Io sono, in teoria, repubblicano come voi siete_; e che +intanto non calunniasse come meglio poteva la parte nostra e le nostre +intenzioni. + +Noi eravamo repubblicani per antica fede fondata su ciò che abbiam detto +più volte e che ridiremo; ma innanzi tutto, per ciò che tocca l'Italia, +perchè eravamo unitarî, perchè volevamo che la patria nostra fosse +nazione. La fede ci faceva pazienti: il trionfo del principio nel quale +eravamo e siamo credenti è sì certo, che l'affrettarsi non monta. Per +decreto di provvidenza, splendidissimo nella progressione storica +dell'umanità, l'Europa corre a democrazia: la forma logica della +democrazia è la repubblica: la repubblica è dunque nei fati +dell'avvenire. Ma la questione dell'indipendenza e della unificazione +nazionale voleva decisione immediata e pratica. Or come raggiungerla? I +principi non volevano: il papa nè voleva, nè poteva. Rimaneva il popolo. +E noi gridavamo come i nostri padri: _popolo! popolo!_ e accettavamo +tutte le conseguenze e le forme logiche del principio contenuto in quel +grido. + +Non è vero che il progresso si _manifesti_ per gradi; s'_opera_ a gradi; +e in Italia il pensiero nazionale s'è elaborato nel silenzio di tre +secoli di servaggio comune e per quasi trent'anni d'apostolato assiduo +coronato sovente dal martirio dei migliori fra noi. Preparato per lavoro +latente il terreno, un _principio_ si rivela generalmente +coll'insurrezione, in un moto collettivo, spontaneo, anormale di +moltitudini, in una subitanea trasformazione dell'_autorità_: +conquistato il principio, la serie delle sue deduzioni ed applicazioni +si svolve con moto normale, lento, progressivo, continuo. Non è vero che +libertà e indipendenza possano disgiungersi o rivendicarsi ad una ad +una: l'indipendenza, che non è se non la libertà conquistata sullo +straniero, esige, a non riescire menzogna, l'opera collettiva d'uomini +che abbiano coscienza della propria dignità, potenza di sagrificio e +virtù d'entusiasmo che non appartengono se non a liberi cittadini; e +nelle rare contese d'indipendenza sostenute senza intervento apparente +di questione politica, i popoli desumevano la loro forza dalla unità +nazionale già conquistata. Non è vero che le virtù più severe +repubblicane si richiedano a fondare repubblica; idea siffatta non è se +non vecchio errore che ha falsato in quasi tutte le menti la teorica +governativa; le istituzioni politiche devono rappresentare l'elemento +_educatore_ dello Stato, e perciò appunto si fondano le repubbliche onde +germoglino e s'educhino nel petto dei cittadini le virtù repubblicane +che l'educazione monarchica non può dare. Non è vero che a ricuperare +l'indipendenza basti una forza cieca di cannoni e d'eserciti: alle +battaglie della libertà nazionale si richiedono forze materiali e una +idea che presieda all'ordinamento loro e ne diriga le mosse; la bandiera +che s'inalza di mezzo ad esse dev'essere il simbolo di quell'idea; e +quella bandiera--i fatti lo hanno innegabilmente provato--vale metà del +successo. E del resto, il collegamento franco, ardito, durevole, nella +guerra d'indipendenza tra sei principi, alcuni di razza austriaca, quasi +tutti di razza straniera, tutti gelosi e diffidenti l'uno dell'altro e +tremanti, per misfatti commessi e coscienza del crescente moto europeo, +del popolo e senz'altro rifugio contr'esso che l'Austria, è ben altra +utopia che la nostra. Voi dunque non potete sperare di fondar nazione se +non con un _uomo_ o con un _principio_: avete l'uomo? avete fra i vostri +principi il Napoleone della libertà, l'eroe che sappia pensare e +operare, amare sovra ogni altro e combattere, l'erede del pensiero di +Dante, il precursore del pensiero del popolo? Fate ch'ei sorga e si +sveli; e dove no, lasciateci evocare il principio e non trascinate +l'Italia dietro a illusioni pregne di lagrime e sangue. + +Noi dicevamo queste cose--non pubblicamente, ma nei colloqui privati e +nelle corrispondenze--a uomini fidatissimi di quei primi. Ai secondi, +agli amici che ci abbandonavano, guardavamo mestamente pensando: _Voi ci +tornerete, consumata la prova; ma Dio non voglia che riesca tale da +sfrondarvi l'anima e la fede nei destini italiani!_ Dagli ultimi, dai +faccendieri--ci ritraevamo per non insozzarci. Amici o nemici, eravamo e +volevamo serbarci nobilmente leali. Le nazioni--noi lo dicemmo più +volte--non si rigenerano colla menzogna. + +A quell'ultima nostra interrogazione, i _moderati_ rispondevano +additandoci Carlo Alberto. + +Io non parlo del _re_: checchè tentino gli adulatori e i politici +ipocriti i quali fanno oggi dell'entusiasmo postumo per Carlo Alberto +un'arme d'opposizione al successo re regnante--checchè or senta il +popolo santamente illuso che simboleggia in quel nome il pensiero della +guerra per l'indipendenza--il giudizio dei posteri peserà severo sulla +memoria dell'uomo del 1821, del 1833 e della capitolazione di Milano. Ma +la natura, la tempra dell'individuo era tale da escludere ogni speranza +d'impresa unificatrice italiana. Mancavano a Carlo Alberto il genio, +l'amore, la fede. Del primo, ch'è una intera vita logicamente, +risolutamente, fecondamente devota a una grande idea, la carriera di +Carlo Alberto non offre vestigio: il secondo gli era conteso dalla +continua diffidenza, educata anche dai ricordi d'un tristo passato, +degli uomini e delle cose; gli vietava l'ultima l'indole sua incerta, +tentennante, oscillante perennemente tra il bene e il male, tra il fare +e il non fare, tra l'osare e il ritrarsi. Un pensiero, non di virtù, ma +d'ambizione italiana, pur di quell'ambizione che può fruttare ai popoli, +gli aveva, balenando, solcato l'anima nella sua giovinezza; ed ei s'era +ritratto atterrito, e la memoria di quel lampo degli anni primi gli si +riaffacciava a ora a ora, lo tormentava insistente, più come richiamo +d'antica ferita che come elemento e incitamento di vita. Tra il rischio +di perdere, non riuscendo, la corona della piccola monarchia e la paura +della libertà che il popolo, dopo aver combattuto per lui, avrebbe +voluto rivendicarsi, ei procedeva con quel fantasma sugli occhi quasi +barcollando, senza energia per affrontare quei pericoli, senza potere o +voler intendere che ad essere re d'Italia era mestieri dimenticare prima +d'essere il re di Piemonte. Despota per istinti radicatissimi, liberale +per amor proprio e per presentimento dell'avvenire, egli alternava fra +le influenze gesuitiche e quelle degli uomini del progresso. Uno +squilibrio fatale tra il pensiero e l'azione, tra il concetto e le +facoltà di eseguirlo, trapelava in tutti i suoi atti. I più, tra quei +che lavoravano a prefiggerlo duce all'impresa, lo confessavano tale. +Taluni fra i suoi famigliari susurravano che egli era minacciato +d'insania. Era l'Amleto della monarchia. + +Con uomo siffatto, non poteva di certo compirsi l'impresa italiana. + +Metternich, ingegno non potente ma logico, aveva giudicato da lungo lui +e gli altri: però, nel dispaccio citato, ei diceva: _La monarchia +italiana non entra nei disegni dei faziosi.... una ragione pratica deve +stornarli dall'idea d'una Italia monarchica; il re possibile di questa +monarchia non esiste al di là nè al di qua delle Alpi. Essi camminano +verso la repubblica..._-- + +I _moderati_, ingegni nè potenti nè logici, intendevano essi pure che, +s'anche avesse voluto, Carlo Alberto non avrebbe potuto e non era da +tanto, ma transigevano coll'intento, e all'ITALIA invocata sostituivano +il concettino d'una _Italia del nord_. Era fra tutti concetti il pessimo +che mente umana potesse ideare. + +Il regno dell'Italia settentrionale sotto il re di Piemonte avrebbe +potuto essere un semplice _fatto_ creato dalla vittoria, accettato dalla +riconoscenza, subìto dagli altri principi per impossibilità di +distruggerlo; ma gittato in via di programma anteriore ai primordî del +fatto, era il pomo della discordia, là dove la più alta concordia era +necessaria. Era un guanto di sfida cacciato, colla negazione dell'unità, +agli unitarî--un sopruso, sostituendo alla volontà nazionale la volontà +della parte monarchica, ai repubblicani--una ferita alla Lombardia che +volea confondersi nell'Italia, non sagrificare la propria individualità +a un'altra provincia italiana--una minaccia all'aristocrazia torinese +che paventava il contatto assorbente della democrazia milanese--un +ingrandimento sospetto alla Francia perchè dato a una potenza monarchica +avversa da lunghi anni alle tendenze e ai moti francesi--un pretesto +somministrato ai principi d'Italia per distaccarsi dalla crociata verso +la quale i popoli li spingevano--una semenza di gelosia messa nel core +del papa--un aggelamento d'entusiasmo in tutti coloro che volevano bensì +porre l'opera, e occorrendo, la vita in una impresa nazionale, ma non in +una speculazione d'egoismo dinastico. Creava una serie di nuovi +ostacoli, non ne rimoveva alcuno. Creava inoltre una serie di necessità +logiche che avrebbero signoreggiato la guerra. E la signoreggiarono e la +spensero nel danno e nella vergogna. + +Pur nondimeno, era tanta la sete di guerra all'Austria, che il +malaugurato programma, predicato in tutte guise lecito e illecite, fu +accolto senza esame dai più. Tutti speravano nella iniziativa regia. +Tutti spronavano Carlo Alberto e gli gridavano: _fate a ogni patto_. + +Carlo Alberto non avrebbe mai fatto, se l'insurrezione del popolo +milanese non veniva a porlo nel bivio di perdere la corona, di vedersi +una repubblica allato, o combattere. + +Il libro di Carlo Cattaneo[50], uomo che onora la parte nostra, mi +libera dall'obbligo d'additare le immediate ragioni della gloriosissima +insurrezione lombarda, estranea in tutto alle mene e alle fallite +promesse dei _moderati_ che s'agitavano fra Torino e Milano. È libro che +per estrema importanza di fatti e considerazioni vuole esser letto da +tutti, che nessuno ha confutato e che nessuno confuterà. Ma in quel +libro, l'opinione or ora espressa è accennata, per mancanza di +documenti, soltanto di volo. «Pare certo che in un manifesto a tutte le +corti d'Europa il re attestasse che, invadendo il Lombardo-Veneto, egli +intendeva solo d'impedire che vi sorgesse una repubblica» (p. 96). Ed +ora i documenti governativi[51] esibiti dal ministero al parlamento +inglese intorno agli affari d'Italia pongono il fatto oltre ogni dubbio +e rivelano come, ad onta di tutta la garrulità _moderata_, il governo +piemontese mirasse, prima dell'impresa e poi, alla questione politica +ben più che alla italiana. La guerra contro l'Austria era in sostanza e +sempre sarà, se diretta da capi monarchici, guerra contro l'italiana +democrazia. + +L'insurrezione di Milano e Venezia sorse, invocata da tutti i buoni +d'Italia, dal fremito d'un popolo irritato d'una servitù imposta per +trentaquattro anni al Lombardo-Veneto da un governo straniero aborrito e +sprezzato. Fu, quanto al tempo, determinata dalle provocazioni feroci +degli Austriaci che desideravano spegnere una sommossa nel sangue e non +credevano in una rivoluzione. Fu agevolata dall'apostolato e +dall'influenza, meritamente conquistata fra il popolo, d'un nucleo di +giovani appartenenti quasi tutti alla classe media e tutti repubblicani, +da uno infuori, che allora nondimeno si dicea tale. Fu decisa--e questo +è vanto solenne, non abbastanza avvertito, della gioventù +lombarda--quando era già pubblicata in Milano la abolizione della +censura con altre concessioni: il Lombardo-Veneto voleva, non +miglioramenti, ma indipendenza. Cominciò non preveduta, non voluta dagli +uomini del municipio o altri che maneggiavano con Carlo Alberto: la +gioventù si battea da tre giorni; quando essi disperavano della +vittoria, deploravano si fossero abbandonate le vie legali, parlavano a +stampa dell'_improvvisa assenza dell'autorità politica_, proponevano +armistizî di quindici giorni. Seguì, sostenuta dal valore d'uomini, +popolani i più, che combattevano al grido di _Viva la repubblica!_[52] e +diretta da quattro uomini raccolti a consiglio di guerra e di parte +repubblicana. Trionfò sola, costando al nemico quattro mila morti fra i +quali 395 cannonieri. Son fatti questi incontrovertibili e conquistati +oggimai alla storia. + +La battaglia del popolo cominciò il 18 marzo. + +Il governo piemontese era inquietissimo per le nuove venute di Francia e +per l'inusitato fermento che si manifestava crescente ogni giorno nel +popolo dello Stato. Del terrore nato per le cose francesi parlano due +dispacci, il primo spedito il 2 marzo a lord Palmerston da Abercromby in +Torino (p. 122), il secondo firmato de Saint-Marsan, parimenti il 2 +marzo, e comunicato a lord Palmerston dal conte Revel l'11 (p. 142). Il +fermento interno imponeva al re, il 4 marzo, la pubblicazione delle basi +dello Statuto e si sfogava in Genova, il 7, con una sommossa, nella +quale il popolo minacciava voler seguire l'esempio di Francia. + +La nuova dell'insurrezione lombarda si diffuse il 19 in Torino. +L'entusiasmo fu indescrivibile. Il consiglio dei ministri raccolto +ordinò si formasse un corpo d'osservazione sulla frontiera, centri +Novara, Mortara, Voghera. Le voci corse erano di moto apertamente +repubblicano, e un dispaccio del 20 spedito da Abercromby a lord +Palmerston da Torino (p. 174-75), accenna a siffatte voci siccome ad una +delle cagioni che determinavano le decisioni ministeriali. Intanto, si +spediva ordine che si vietasse il passo ai volontarî che da Genova e dal +Piemonte s'affrettavano a Milano; e fu vietato. Ottanta armati +_lombardi_ furono disarmati sul lago Maggiore[53]. + +Il 20, le nuove in Torino correvano incerte e lievemente sfavorevoli +all'insurrezione. Le porte, dicevasi, erano tenute tuttavia dagli +Austriaci, e il popolo andava perdendo terreno per difetto d'armi e di +munizioni. Durava il fermento in Torino. Un assembramento di popolo +chiedeva armi al ministero dell'interno ed era respinto. Il conte Arese, +giunto da Milano a chieder soccorsi all'insurrezione, non riesciva a +vedere il re; era freddamente accolto dai ministri, e ripartiva lo +stesso giorno, scorato, deluso. Vedi un dispaccio di Torino spedito il +21 dall'Abercromby a Palmerston (p. 182-83). + +Il 21, le nuove correvano migliori. E dal conte Enrico Martini, +viaggiator faccendiere dei _moderati_, fu affacciata agli uomini del +municipio milanese e del consiglio di guerra la prima proposta d'ajuto +regio a patti di _dedizione assoluta_ e della formazione d'un governo +provvisorio che ne stendesse profferta: vergogna eterna di cortigiani +che nati d'Italia trafficavano per una corona sul sangue dei generosi ai +quali era bello il morir per la patria, mentre il Martini diceva al +Cattaneo: _Sa ella che non accade tutti i giorni di poter prestare +servigi di questa fatta ad un re?_[54] Ad un re? L'ultimo degli operaî, +che lietamente combattevano tra le barricate per la bandiera d'Italia e +senza chiedersi a quali uomini gioverebbe poi la vittoria, valea più +assai innanzi a Dio e varrà innanzi all'Italia avvenire che non dieci +re. + +Il 22, la vittoria coronava l'eroica lotta. Espugnata porta Tosa da +Luciano Manara, caduto più tardi martire della causa repubblicana in +Roma, occupata dagli insorti porta Ticinese, liberata dagli accorrenti +della campagna porta Comasina, separate e minacciate di distruzione +immediata le soldatesche nemiche, Radetzky, la sera, non si ritraeva, +fuggiva. + +E allora--la sera del 23--certa la vittoria e quando l'isolamento +avrebbe inevitabilmente rapito Milano alla monarchia sarda per darla +all'Italia--mentre i volontarî di Genova o di Piemonte irrompevano sulle +terre lombarde e le popolazioni sdegnate dell'inerzia regia minacciavano +peggio all'interno--il re, che aveva, il 22, accertato, per mezzo del +suo ministro, il conte di Buol, ambasciatore d'Austria in Torino, ch'ei +_desiderava secondarlo in tutto ciò che potesse confermare le relazioni +di amicizia e di buon vicinato esistenti fra i due Stati_[55], firmò il +manifesto di guerra. + +Le prime truppe piemontesi entrarono in Milano il 26 marzo. + +Il 23 marzo, alle undici della sera, il signor Abercromby in Torino +riceveva un dispaccio segnato L. N. Pareto; e vi si leggeva: «........ +Il signor Abercromby è informato come il sottosegnato dei gravi eventi +or ora occorsi in Lombardia: Milano in piena rivoluzione e bentosto in +potere degli abitanti che, col loro coraggio e la loro fermezza, hanno +saputo resistere alle truppe disciplinate di S. M. Imperiale, +l'insurrezione nelle campagne e città vicine, finalmente _tutto il paese +che costeggia le frontiere di S. M. Sarda in incendio_.--Questa +situazione, come il signor Abercromby può bene intendere, riagisce sulla +condizione degli spiriti nelle provincie appartenenti a S. M. il re di +Sardegna. La simpatia eccitata dalla difesa di Milano, lo spirito di +nazionalità, che, malgrado le artificiali limitazioni di diversi Stati, +si manifesta potentissima, ogni cosa concorre a mantenere nelle +provincie e nella capitale una tale agitazione _da far temere che da un +istante all'altro possa escirne una rivoluzione che porrebbe il trono in +grave pericolo, però che non può dissimularsi che dopo gli eventi di +Francia, il pericolo della proclamazione d'una repubblica in Lombardia +non possa essere vicino_: diffatti, sembra da ragguagli positivi, che un +certo numero di Svizzeri ha molto contribuito col suo intervento alla +riescita del sollevamento di Milano.--Se s'aggiungano a questo i moti di +Parma e di Modena, come pure quei del ducato di Piacenza sul quale non +può ricusarsi a S. M. il re di Sardegna il diritto di vegliare come +sopra un territorio che deve un giorno, per diritto di reversibilità, +spettargli; se s'aggiunga una grave e seria irritazione eccitata in +Piemonte e nella Liguria dalla conclusione d'un trattato fra S. M. +Imperiale ed i duchi di Parma e Piacenza, e di Modena, trattato che +sotto apparenza d'ajuti da prestarsi a quei piccoli Stati li ha +veramente assorbiti nella monarchia austriaca spingendo le sue frontiere +militari dal Po, dove dovrebbero finire, sino al Mediterraneo e rompendo +così l'equilibrio che esisteva tra le diverse potenze d'Italia, è +naturale il pensare che _la situazione del Piemonte è tale che da un +momento all'altro, all'annunzio che la repubblica è stata proclamata in +Lombardia, un simile moto scoppierebbe pure negli Stati di S. M. Sarda_ +o che almeno un qualche grave commovimento porrebbe a pericolo il trono +di S. M.--In questo stato di cose, il re... si crede costretto a +prendere misure che _impediscano al moto attuale di Lombardia di +diventare moto repubblicano_, ed evitino al Piemonte e al rimanente +d'Italia le catastrofi che potrebbero aver luogo se una tale forma di +governo venisse ad essere proclamata[56]». + +L'Abercromby si recava, a mezzanotte, a visitare il conte Balbo e ne +otteneva più minuti particolari: «Egli ed i suoi colleghi, giudicando +dalle varie relazioni officiali ad essi trasmesse dal direttore di +polizia _sul pericolo imminente d'una rivoluzione repubblicana in paese, +dove il governo differisse ancora di porgere ajuto ai Lombardi_, e +vedendo l'impossibilità di raffrenare più oltre il grande e generale +concitamento esistente negli Stati di S. M. Sarda, avevano deciso +ecc.[57]». + +Il marchese di Normanby scriveva, il 28, da Parigi a lord Palmerston +ragguaglio d'un colloquio da lui tenuto col marchese di Brignole +ambasciatore sardo in Francia. Il Brignole gli ripeteva, fondandosi +sopra un dispaccio di Torino, le ragioni pur ora esposte; e insisteva +sul fatto «che Carlo Alberto aveva respinto con un rifiuto la prima +deputazione venutagli da Milano, quando la città era tuttavia in mano +agli Austriaci; aggiungendo che la seconda deputazione aveva dichiarato +al re che s'ei non s'affrettava a porgere ajuto, il grido _Repubblica_ +sarebbe sorto» e che il re non aveva incominciato le ostilità se non per +_mantenere l'ordine_ in un territorio lasciato per forza d'eventi senza +padrone[58]. + +In altro dispaccio del 25 marzo l'Abercromby esponeva più +diffusamente a lord Palmerston la condizione delle cose in Piemonte +al tempo della decisione--le intenzioni pacifiche del gabinetto +Balbo-Pareto--l'insurrezione lombarda--l'immensa azione esercitata +dal popolo che minacciava rivolta in Piemonte e assalto agli +Austriaci a dispetto dell'autorità governativa--e l'imminente +pericolo alla monarchia di Savoja che avea forzato i ministri alle +ostilità[59]. + +E non basta. Nelle istruzioni che il ministro degli esteri mandava da +Torino al marchese Ricci, inviato sardo in Vienna, era detto: «.... _Era +da temersi che le numerose associazioni politiche esistenti in Lombardia +e la prossimità della Svizzera facessero proclamare un governo +repubblicano. Questa forma sarebbe stata fatale_ alla nazione italiana, +al nostro governo, _all'augusta dinastia di Savoja_; era d'uopo adottare +un pronto a decisivo partito: il governo e il re non hanno esitato, e +sono profondamente convinti d'avere operato a prezzo dei pericoli ai +quali s'espongono, per la _salvezza degli altri Stati monarchici_[60]». + +E l'idea era così radicata in quegli animi, che il 30 aprile, quando la +guerra era inoltrata, nè v'era più bisogno di dissimulare, ma solamente +di vincere, il Pareto tornava a dichiarare all'Abercromby che _se +l'esercito piemontese avesse indugiato a valicare il Ticino, sarebbe +stato impossibile d'impedire che Genova si ribellasse e si separasse dai +dominî di S. M. Sarda_[61]. + +Con siffatti auspicî, con intenzioni siffatte, la monarchia di Piemonte +e i _moderati_ movevano alla conquista dell'indipendenza. La nazione +ingannata plaudiva ad essi, a Carlo Alberto, al duca di Toscana, al re +di Napoli, al papa. Tanta piena d'amore inondava in que' rapidi beati +momenti l'anime degli Italiani, che avrebbero abbracciato, purchè +avessero una coccarda tricolore sul petto, i pessimi tra i loro nemici. + + +II. + + ESIGENZE E CONSEGUENZE FUNESTE DELLA GUERRA REGIA. + I REPUBBLICANI + +Nella genesi dei fatti, la logica è inesorabile; nè possono falsarla +utopie di _moderati_ o calcoli di politici obliqui. Nella politica come +in ogni altra cosa, un _principio_ trascina seco inevitabile un metodo, +una serie di conseguenze, una progressione d'applicazioni prevedibili da +qualunque ha senno. Ad ogni _teorica_ corrisponde una _pratica_. E +reciprocamente, se il principio generatore d'un _fatto_ è falsato, +tradito nelle applicazioni, quel fatto è irrevocabilmente condannato a +sparire, a perire senza sviluppo, programma inadempito, pagina isolata +nella tradizione d'un popolo, profetica d'avvenire ma sterile di +conseguenze immediate. Per aver posto in oblìo questo vero, il moto +italiano del 1848 dovea perire e perì. + +Il moto italiano era moto _nazionale_ anzi tutto, moto di popolo che +tende a definire, a rappresentare, a costituire la propria vita +_collettiva_, dovea sostenersi e vincere con guerra di popolo, con +guerra potente di tutte le forze nazionali da un punto all'altro +d'Italia. Quanto tendeva a far convergere all'intento la più alta cifra +possibile di quelle forze, favoriva il moto: quanto tendeva a scemarla, +doveva riescirgli fatale. + +Il gretto pensiero dinastico contraddiceva al pensiero generatore del +moto. La guerra regia aveva diverso fine, quindi norme diverse non +corrispondenti al fine, che l'insurrezione s'era proposto. Dovea +spegnere la guerra nazionale, la guerra di popolo, e con essa il trionfo +dell'insurrezione. + +I poveri ingegni che, avversi alla parte nostra, pur sentendosi +impotenti a confutarci sul nostro terreno, hanno sistematicamente +adottato un travisamento perenne delle nostre idee e confondono +repubblica ed anarchia, pensiero sociale e comunismo, bisogno d'una fede +concorde attiva e negazione d'ogni credenza, hanno sovente mostrato di +intendere la guerra di popolo come guerra disordinata, scomposta, +d'elementi e di fazioni irregolari, senza concetto regolatore, senza +uniformità d'ordini e di materiali, finchè son giunti ad affermare che +noi vogliamo guerra senza cannoni e fucili: cose ridicole ma non nostre; +e i pochi fatti esciti, a guisa di prologo del dramma futuro, dal +principio repubblicano, l'hanno mostrato. I pochi uomini raccolti in due +città d'Italia intorno alla bandiera repubblicana hanno fatto guerra più +ostinata e più savia che non i molti legati a una bandiera di monarchia. + +Per guerra di popolo noi intendiamo una guerra santificata da un intento +nazionale, nella quale si ponga in moto la massima cifra possibile delle +forze spettanti al paese, adoprandole a seconda della loro natura e +delle loro attitudini--nella quale gli elementi regolari e +gl'irregolari, distribuiti in terreno adatto alle fazioni degli uni e +degli altri, avvicendino la loro azione--nella quale si dica al popolo: +_la causa che qui si combatte è la tua; tuo sarà il premio della +vittoria: tuoi devono essere gli sforzi per ottenerla_; e un +_principio_, una grande idea altamente bandita, e lealmente applicata da +uomini puri, potenti di genio ed amati, desti, solleciti, susciti a +insolita vita, a furore, tutte le facoltà di lotta e di sagrificio che +sì facilmente si rivelano e s'addormentano nel core delle +moltitudini:--nella quale nè privilegio di nascita o di favore, nè +anzianità senza merito presieda alla formazione dell'esercito, ma il +diritto d'elezione possibilmente applicato, l'insegnamento morale +alternato col militare o i premî proposti dai compagni, approvati dai +capi e dati dalla nazione, facciano sentire al soldato ch'ei non è +macchina, ma parte di popolo e apostolo armato d'una causa santa--nella +quale non s'avvezzino gli animi a riporre esclusivamente salute in un +esercito, in un uomo, in una capitale, ma s'educhino a creare centro di +resistenza per ogni dove, a vedere tutta intera la causa della patria +dovunque un nucleo di prodi inalza una bandiera di vittoria o di +morte--nella quale, maturato e tenuto in serbo un prudente disegno pel +caso di gravi rovesci, le fazioni procedono audaci, rapide, imprevedute, +calcolate più che non s'usa sugli elementi e sugli effetti morali, non +inceppate da riguardi a diplomazie o da vecchie tradizioni regolatrici +di circostanze normali--nella quale si guardi più ai popoli che ai +governi, più ad allargare il cerchio dell'insurrezione che a paventare i +moti del nemico, e più a ferire il nemico nel core che non a risparmiare +un sagrificio al paese. + +E a questa guerra--sola capace di salvare l'indipendenza e fondar +nazione--la guerra regia doveva, per necessità ineluttabile di +tradizioni e d'intento, contrapporre le abitudini freddamente +gerarchiche dei soldati del privilegio--il mero calcolo degli elementi +materiali e la noncuranza d'ogni elemento morale, d'ogni entusiasmo, +d'ogni fede che trasmuta il milite in eroe di vittoria e martirio--il +disprezzo o il sospetto dei volontarî--l'importanza esclusiva data alla +capitale--l'esercito quale era ordinato dal despotismo, co' suoi molti +uffiziali tristissimi, co' suoi capi inetti pressochè tutti e taluni +avversi alla guerra e peggio--la diffidenza d'ogni azione, d'ogni +concitamento di popolo, che avrebbe sviluppato più sempre tendenze +democratiche e coscienza di diritti fatali al regnante--l'avversione a +ogni consigliere che potesse, per influenza popolare, impor patti o +doveri--la riverenza alla diplomazia straniera, ai patti, ai trattati, +alle pretese governative risalenti all'epoca infausta del 1815, e quando +anche inceppassero operazioni che avrebbero potuto riescir decisive--la +ripugnanza a soccorrere Venezia repubblicana--il rifiuto d'ogni sussidio +dal di fuori che potesse accrescere simpatie alla parte avversa alla +monarchia--la vecchia tattica e la paura d'ogni fazione insolita, +ardita--l'idea insistente, dominatrice, di salvarsi, in caso di +rovescio, il Piemonte ed il trono--e segnatamente un germe, mortale +all'entusiasmo, di divisione tra i combattenti per la stessa causa, un +meschino progetto d'egoismo _politico_ sostituito alla grande idea +nazionale[62]. Nè io parlo, come ognun vede, di tradimento; e s'anche io +vi credessi, non consuonerebbe all'indole mia gittarne l'accusa sopra +una tomba. Accenno cagioni più che sufficienti di rovina a una +insurrezione di popolo; e ricordo agli Italiani che operarono due volte +in brevissimo giro di tempo e oprerebbero fatalmente una terza e sempre +ogni qual volta sorgesse una gente sì cieca e ostinata da volere +ritentare la prova. + +Operarono potenti fin dai primi giorni della guerra, sì che bisognava +esser ciechi a non discoprirle e insensati a non piangerne. E ciechi e +insensati eran fatti dall'egoismo, dallo spirito di parte, dalla +servilità cortigianesca, dalle tradizioni aristocratiche e dalla paura +della repubblica, gli uomini del governo provvisorio di Milano e i +_moderati_ di Piemonte e di Lombardia. Ben lo videro i repubblicani; e +l'averlo detto, quantunque, come or ora vedremo, sommessamente, era +colpa da non perdonarsi. Quindi le accuse villane e le stolte minaccie e +le calunnie ch'essi allora sprezzarono e ch'oggi, compita la prova e +giacente, mercè gli accusatori, l'Italia, corre debito di confutare. + +Io scrivo cenni e non storia; però non m'assumo in queste pagine di +seguire attraverso gli errori governativi e le fazioni della guerra +regia l'influenza dissolvente, rovinosa di quelle cagioni. Ma il libro +di Cattaneo; i documenti contenuti in un opuscolo pubblicato nel 1848 in +Venezia da Mattia Montecchi, segretario del generale Ferrari, e in uno +scritto recente del generale Allemandi; la relazione degli ultimi casi +di Milano stesa da due membri del comitato di difesa; gli atti officiali +contenuti nel giornale _Il 22 marzo_, e le relazioni stesse dettate a +difesa dagli avversarî raffrontati colla ineluttabile ragione dei FATTI; +racchiudono tutta intera la dolorosissima storia--e a rischiararla più +sempre gioverà il rapido esame della campagna, scritta da uno dei nostri +uomini di guerra, Carlo Pisacane[63]. A me importava di chiarire le +intenzioni e le necessità[64] che spinsero Carlo Alberto sulla terra +lombarda; e importa or di chiarire qual via tenessero i repubblicani fra +quelle vicende: punti finora non trattati o sfiorati appena. + +L'insurrezione lombarda era vittoriosa su tutti i punti quando le truppe +regie inoltrarono sul territorio; e si stendeva sino al Tirolo. I +volontarî vi s'avviarono, dando la caccia al nemico. I passi che di là +conducono alle valli dell'Adda e dell'Oglio erano occupati dai nostri. +L'insurrezione del Veneto s'era compita con miracolosa rapidità e poneva +in mano dei montanari della Carnia e del Cadore i passi che guidano +dall'Austria in Italia. Nostre erano Palma ed Osopo. Il mare e le Alpi, +come scrive Cattaneo, erano chiusi al nemico. E lo erano per sempre, se +all'Alpi ed al mare, al Tirolo e a Venezia, non alle fortezze e al +Piemonte, avesse saputo o voluto, come a punti strategici d'operazione, +guardare la guerra regia. + +L'entusiasmo nelle popolazioni era grande, quanto lo sconforto nel +nemico. Una sottoscrizione aperta in Milano il 1.º d'aprile per +sovvenire alle spese correnti governative aveva prodotto, il 3, la somma +di lire austriache 749 686; un imprestito di 24 milioni di lire proposto +dal governo provvisorio trovava, allora, presti ad offrirsi, e +senz'utili, i capitalisti[65]. Gli uomini correvano a dare il nome ai +CORPI FRANCHI o alle guardie nazionali; le donne gareggiavano, +superavano quasi in entusiasmo i giovani dell'altro sesso: preparavano +cartuccie, sollecitavan di casa in casa sovvenzioni al governo, +soccorrevano negli ospedali ai feriti[66]. Gli Austriaci si ritraevano +per ogni dove impauriti, disordinati, tormentati dai volontarî, mancanti +di viveri. I soldati italiani disertavano le loro file: in Cremona, il +reggimento Alberto, il terzo battaglione Ceccopieri, e tre squadroni di +lancieri, in Brescia parte del Haugwitz[67], altri altrove. Una fregata +austriaca stanziata in Napoli[68], due brick da guerra che incrociavano +nell'Adriatico[69] inalzavano bandiera italiana e si davano alla +repubblica veneta. All'Austria non rimanevano in Italia--ed è cifra +desunta da relazioni officiali--che 50 000 uomini[70], rotti, +sconfortati, spossati. + +E fuori di Lombardia, per tutto dove suona lingua del _sì_, era +fermento, fremito di crociata. L'insurrezione di Milano avea suonato la +campana a stormo dell'insurrezione italiana. Alle prime nuove del moto +in Modena, s'affrettavano 2000 guardie civiche da Bologna, 1200 e 300 +uomini della linea da Livorno, e guardie civiche e studenti armati da +Pisa, e civici e volontarî da Firenze[71]; e pochi dì dopo, a evitare +l'estrema rovina[72], il gran duca era costrette egli pure a intimar +guerra all'Austriaco. In Roma, date alle fiamme dal popolo, dai civici e +dai carabinieri commisti le insegne dell'Austria, e sostituita sulla +residenza dell'ambasciata la leggenda: PALAZZO DELLA DIETA ITALIANA[73], +s'adunavano, benedetti da sacerdoti, volontarî, s'aprivano +sottoscrizioni ad armarli e avviarli: il 24 marzo, molti avevano già +lasciato la città[74], e al finir del mese, 10 000 Romani e 7000 Toscani +erano al Po, presti a varcarlo dalla parte di Lagoscuro[75]. A Napoli, +arse parimente le insegne aborrite, erano già aperte il 26 marzo le +liste dei volontarî; era dall'universale concitamento forzato a cedere +il re[76]. Di Genova e del Piemonte non parlo: i volontarî di Genova--e +lo ricordo con orgoglio, non di municipio, ma d'affetto per la terra ove +dorme mio padre e nacque mia madre--segnarono primi in faccia al nemico +comune il patto di fratellanza italiana cogli uomini di Lombardia. + +E fuori d'Italia, la buona novella, diffusa colla rapidità del pensiero, +ringiovaniva gl'incanutiti nell'esilio, benediceva di nuova vita le +anime morenti nel dubbio, cancellava i lunghi dolori e i ricordi delle +ripetute delusioni e le antiveggenze che dovevano pur troppo +verificarsi. Un solo pensiero balenava dal guardo, dall'accento +commosso, a noi tutti: ABBIAMO UNA PATRIA! ABBIAMO UNA PATRIA! POTREMO +OPERARE PER ESSA!--e traversavamo, accorrendo, colla fronte alta, +insuperbendo nell'anima d'orgoglio italiano, le terre che avevam corse +raminghi e sprezzati e sulle quali suonava allora un grido di sorpresa e +di plauso alla nostra Italia. Ah! Dio perdoni i calunniatori dell'anime +nostre in quei momenti di religione nazionale e d'amore. Essi, i +MODERATI, ricevevano in Genova colle bajonette appuntate e facevano +scortare disarmati al campo, a guisa di malfattori, gli operaî italiani +che da Parigi e da Londra, capitanati dal generale Antonini, accorrevan +a combattere la battaglia dell'indipendenza. Ci accusavano di congiure. +Noi non congiuravamo che per dimenticare. Io rammento la parola: +_Infelici! non possono amare!_ che santa Teresa proferiva pensando ai +dannati. + +Ma tutto quel fremito, tutto quell'entusiasmo che sommoveva a grandi +cose l'Italia, parlava di POPOLO e non di PRINCIPE, di nazione e non di +misere speculazioni dinastiche. Urtarlo di fronte era cosa impossibile. +E comunque il Martini prima, il Passalacqua poi, avessero profferto gli +ajuti regî soltanto a patti di dedizione--comunque i più tra gli uomini +componenti il governo provvisorio di Milano fossero proclivi e alcuni +vincolati a quei patti--nessuno osò per allora stipulare patentemente il +prezzo dell'incerta vittoria. Il leone ruggiva ancora: bisognava prima +ammansarlo. + +In un indirizzo a Carlo Alberto, il governo provvisorio di Milano aveva, +fin dal 23 marzo, invocando gli ajuti, lasciato intravvedere al re e +alla diplomazia quali fossero le sue intenzioni[77]. Ma le sue +dichiarazioni pubbliche posero un programma che differiva sino al giorno +della vittoria la decisione della questione politica e la fidava per +quel giorno al senno del popolo. LIBERI TUTTI, PARLERANNO TUTTI.--A +CAUSA VINTA, LA NAZIONE DECIDERÀ--così nei proclami del 29 marzo, dell'8 +aprile ecc., e queste dichiarazioni fatte ai Lombardi, ai Veneti, a +Genova, al papa, erano pur fatte il 27 marzo alla Francia: IN SIFFATTA +CONDIZIONE DI COSE, NOI CI ASTENEMMO DA OGNI QUESTIONE POLITICA, NOI +ABBIAMO SOLENNEMENTE E RIPETUTAMENTE DICHIARATO CHE, DOPO LA LOTTA, ALLA +NAZIONE SPETTEREBBE DECIDERE INTORNO AI PROPRII DESTINI (Vedi +_Documenti_, pag. 354). + +E Carlo Alberto annunziava, nel proclama del 23 marzo, che le armi +piemontesi _venivano a porgere nelle ulteriori prove ai popoli della +Lombardia e della Venezia quell'ajuto che il fratello aspetta dal +fratello, dall'amico l'amico_: annunziava poco dopo in Lodi, che le sue +armi, abbreviando la lotta, «ricondurrebbero fra i Lombardi quella +sicurezza che permetterebbe ad essi d'attendere con animo sereno e +tranquillo a riordinare il loro interno reggimento». + +Era partito onesto; e i repubblicani lo accettarono, e vi s'attennero +lealmente: traditi; poi, al solito, calunniati. + +Se di mezzo alle barricate del marzo fosse sorta, piantata dalla mano +del popolo, la bandiera repubblicana--se gli uomini che diressero +l'insurrezione, assumendosi una grande iniziativa rivoluzionaria, si +fossero collocati a interpreti del pensiero che fremeva nel core delle +moltitudini--l'indipendenza d'Italia era salva. Tutti sanno--e noi +meglio ch'altri sappiamo--come gli ajuti svizzeri negati dal governo +federale al RE fossero profferti dai cantoni all'insurrezione +_repubblicana_. Nè il governo francese, diffidentissimo allora delle +intenzioni di Carlo Alberto e incerto della sua via, avrebbe potuto +sottrarsi all'entusiasmo popolare e alla necessità della politica +repubblicana. E in Italia, non guardando pure a soccorsi stranieri, le +forze e l'ira unanime contro l'Austria eran tali da assicurare ai +nostri, sotto la guida d'uomini che sapessero e volessero, vittoria non +difficile e decisiva. Forse, il terrore di quel nome fatale e +l'impossibilità d'avversare all'impeto della crociata italiana avrebbero +cacciato alcuni fra i nostri prìncipi sulla via del dissenso e provocato +allora le fughe che vennero dopo. Nuova arra di salute per noi, dacchè +non avremmo avuto traditori nel campo. Ma fors'anche i tempi erano +tuttavia immaturi per l'unità repubblicana, tanto importante quanto +l'indipendenza, dacchè indipendenza senza unità non può stare, e l'arti +o le influenze straniere farebbero in pochi anni l'Italia divisa campo +di mortali guerre civili. Perchè l'_Italia del Popolo_ avesse +probabilità consentita d'esistenza, _Roma_ dovea mostrarsi degna +d'esserne la metropoli. + +Comunque, la bandiera non era sorta: popolo e monarchia stavano uniti a +fronte dello straniero sulle terre lombarde; il popolo avea accettato il +programma di neutralità del governo provvisorio fra tutte parti +politiche, e i repubblicani decisero di rinunciare ad ogni iniziativa +politica, di aspettare pazienti che la volontà del popolo, vinta la +guerra, si palesasse, e di consacrare ogni loro sforzo alla conquista +dell'indipendenza. + +Ed anche questo ci fu turpemente conteso dagli uomini del provvisorio e +dai MODERATI, faccendieri del pensiero dinastico. + +La vita errante, anzi che no tempestosa, che i credenti nella fede +repubblicana durano da parecchî anni, ci contende di poter documentare +con lettere, date, giornali, i fatti ai quali accenniamo. Ma io affermo +la verità d'ogni sillaba mia sull'onore. Gli accusatori vivono: neghino +se possono ed osano. Duolmi ch'io debba frammettere in questi cenni il +mio nome; ma dacchè fui scelto--meritamente o no poco monta--da amici e +nemici a rappresentare in parte il pensiero repubblicano, debbo +all'onore della bandiera ciò che per me non farei. Trattai con silenzio +sdegnoso, che volea dire _disprezzo_, le false accuse di aver nociuto +per ostinazione di fini politici all'esito della guerra, che ci +s'avventarono addosso da tutte parti, quand'io aveva stanza in Milano. +Avrebbero detto allora ch'io scendeva a discolpe per paura o desiderio +di rimovere il turbine che s'addensava. Ma importa oggi che gl'Italiani +sappiano il vero intorno agli uomini che li chiamano all'opra. + +I fatti son questi. + +Noi non avevamo fiducia che il governo provvisorio, giudicato +collettivamente, potesse mai riescire eguale all'impresa. Ma dacchè +avevamo, per amor di concordia, accettato il programma di neutralità fra +i due principî politici, non potevamo spingere uomini dichiaratamente +repubblicani al potere e cacciare il guanto ai sospetti e alle +irritazioni della parte avversa alla nostra. Però, gl'influenti fra noi +si strinsero intorno ai membri di quel governo, sperando da un lato che +i consigli giovassero, dall'altro che il paese vedendoci uniti non +rimetterebbe del suo entusiasmo--e finalmente, che il nostro frequente +contatto suggerirebbe, per pudore non foss'altro, a quegli uomini di +mantenersi sulla via solennemente adottata. Le prime mie parole in +Milano furono di conforto al governo; le seconde, chiestemi da persona +fautrice di monarchia, furono una preghiera a Brescia perchè in certe +sue vertenze con Milano sagrificasse ogni diritto locale all'unione e al +concentramento fatto allora indispensabile dalla guerra. + +Noi non avevamo fiducia in Carlo Alberto o nei suoi consiglieri. Ma +Carlo Alberto _era_ in Lombardia e capitanava l'impresa che più di tutte +ci stava a core! Noi non potevamo fare che il fatto non fosse; bisognava +dunque giovar quel fatto tanto che n'escisse l'intento. Dietro al re +stava un esercito italiano e prode; e dietro all'esercito un popolo, il +piemontese, di natura lenta forse ma virile e tenace, popolo cancellato +nella capitale da una guasta aristocrazia, ma vivo e vergine nelle +provincie e depositario di molta parte dei fati italiani. Esercito e +popolo ci eran fratelli; e il vociferare, come molti fecero, di +propaganda anti-piemontese da parte nostra era calunnia pazza e +ridicola. Bensì, perchè le varie famiglie italiane imparassero a +stimarsi, amarsi e confondersi fraternamente davvero sul campo--perchè +al popolo rimanesse colla coscienza di sagrificî compiuti, coscienza de' +proprî diritti--e da ultimo perchè diffidavamo dei capi e antivedevamo, +quand'altri urlava vittoria prima della battaglia, possibile, probabile +forse, una rotta--volevamo che il paese s'armasse per potersi in ogni +caso difendere: volevamo che a fianco delle forze regolari alleate si +mantenesse, si rinvigorisse, rappresentante armato di questo popolo, +l'elemento dei volontarî: volevamo che l'esercito lombardo si formasse +rapidamente, su buone norme e con buoni uffiziali. + +Il governo provvisorio voleva appunto il contrario. + +Ignari di guerra e d'altro; fermissimi in credere che l'esercito regio +bastasse a ogni cosa; vincolati, i più almeno, al patto della fusione +monarchica e pensando stoltamente ch'unica via per condurre il disegno a +buon porto fosse, che il re vincesse solo e il popolo fosse ridotto a +scegliere tra gli Austriaci e lui; poco leali e quindi poco credenti +nell'altrui lealtà, proclivi al raggiro politico perchè poveri di +concetto, d'amore e d'ingegno--gli influenti tra i membri posero ogni +studio nel preparare l'opinione alla monarchia piemontese e nel +suscitare nemici alla parte nostra: nessuno nelle cose della guerra, +nessuno nell'armare, nell'ordinare, nel mantenere infiammato e militante +il paese; i pochi buoni tra loro non partecipavano al disegno, +partecipavano al fare e al non fare per debolezza di tempra o per +vincoli d'amistà individuale. + +La condotta dei repubblicani fu semplice e chiara. + +Un'associazione democratica, pubblica e con basi di statuti comunicati +al governo, fu impiantata dai giovani delle barricate nei giorni che +seguirono la vittoria del popolo, e prima ch'io giungessi in Milano: +avendo il governo annunziato[78] ch'ei convocherebbe nel più breve +termine possibile una _rappresentanza nazionale, affinchè un voto +libero, che fosse la vera espressione del poter popolare_, potesse +decidere i futuri destini della patria, era naturale e giovevole che +l'elemento repubblicano manifestasse con un atto legale la propria +esistenza. Ma compito una volta questo dovere e adottata la linea di +condotta accennata più sopra, l'associazione, messa da banda ogni +questione politica, non s'occupò, nelle rare e pubbliche adunanze +tenute, che di proposte di guerra. Io non v'intervenni, prima del 12 +maggio, che una volta sola per atto d'adesione a' miei fratelli di fede +e vi proposi che si spronasse e s'appoggiasse il governo. + +La _Voce del Popolo_, giornale diretto dai più influenti tra i +repubblicani, s'uniformava. Scriveva consigli eccellenti di guerra e +finanze. Cercava infonder vita di popolo nel governo. La questione +politica v'era toccata rare volte e di volo: la parola _repubblica_ +studiosamente evitata[79]. + +Se non che il governo era pur troppo, nato appena, incadaverito; nè +galvanismo di consigli repubblicani poteva infondergli vita. + +Il governo, stretto fin prima del nascere ad un patto di servitù, +diffidava di noi, diffidava del popolo, dei volontarî, di sè stesso e +d'ogni cosa, fuorchè del _magnanimo principe_. E il _magnanimo principe_ +campeggiava nei proclami, nei discorsi, nei bollettini grandiloqui, sì +che ogni uomo s'avvezzasse a non vedere che in lui e nell'esercito che +lo seguiva l'àncora di salute. Magnificava, in quel primo periodo, ogni +scaramuccia che si combattesse intorno al Mincio fatale in battaglia +quasi napoleonica; e stando a' suoi computi, gli Austriaci avrebbero +dovuto essere, sul mezzo della campagna e quando appunto cominciavano a +farsi minacciosi davvero, spenti pressochè tutti. + +Il moto di tutta Italia verso i piani lombardi e le lagune della Venezia +riusciva pei politici della _fusione_ tardo ed inutile. La vittoria era +certa, infallibile. I nostri consigli s'ascoltavano cortesemente, si +provocavan talora: non s'eseguivano mai. Il popolo s'addormentava nella +fiducia. + +E v'era peggio. Mentre da noi si diceva: _soccorrete ai volontarî; +animateli: cacciateli all'Alpi_, la perdita dei volontarî, repubblicani +i più, era giurata: giurata fin dagli ultimi giorni di marzo quando +Teodoro Lecchi fu assunto al comando del futuro esercito. Erano lasciati +senz'armi, senza vestiario, senza danaro; fortemente accusati ogni qual +volta la necessità li traeva a provvedersi da sè; sospinti al Tirolo, ai +passi dell'Alpi, poi impediti dal combattere, forzati ad abbandonare +quei luoghi e le insurrezioni nascenti: finalmente richiamati, feriti, +essi i vincitori delle cinque giornate, nel più vivo del core, e +disciolti[80]. Mentre da noi s'insisteva sulla rapida formazione d'un +esercito lombardo e s'indicavan le norme; s'indugiava, s'inceppava +l'armamento, si sbandavano le migliaja di soldati italiani che +abbandonavano il vessillo d'Austria, si commetteva l'istruzione degli +accorrenti a ufficiali piemontesi fuor di servigio, taluni cacciati per +colpe dai ranghi. Ricordo che alle mie richieste insistenti perchè a +render più sempre nazionale la guerra e a prefiggere al giovane esercito +uomini già esperti delle guerre d'insurrezione, si chiamassero i nostri +esuli ufficiali in Grecia, in Ispagna, ed altrove, m'ebbi risposta che +_non si sapeva ove fossero_. Non mi stancai, e ottenni, dacch'io lo +sapeva, facoltà di chiamarli e firma, a convalidare il mio invito, del +segretario Correnti. Ma quando giunsero, il ministro Collegno, allegando +mutate le circostanze, da pochi in fuori, li ricusò[81]. E mentre da noi +s'offrivano, ad affratellare colla nostra guerra il libero pensiero +europeo e creare un senso d'emulazione nei nostri giovani, legioni di +volontarî francesi e svizzeri, giungevano divieti dal campo, e il +governo, obbedendo, rompeva le pratiche imprese in Berna e nel cantone +di Vaud. Ma--e non era Garibaldi, reduce da Montevideo, accolto +freddamente e con piglio quasi di scherno al campo monarchico, e +rimandato a Torino a vedere se e come il ministero di guerra potesse +giovarsi dell'opera sua? + +Intanto, mentre queste cose accadevano in Milano, la guerra regia, +rifiutate l'Alpi, si confinava oziosamente tra le fortezze. Intanto +l'esercito austriaco, raggranellato, riconfortato, vettovagliato, +aspettava, riceveva rinforzi. Il Tirolo era vietato a Carlo Alberto +dalla diplomazia del 1815: la difesa del Veneto vietata in parte da +segrete mene di governi stranieri e da speranze di lontani accordi +coll'Austria, in parte e più assai dall'aborrimento, rivelato senza +pudore, al vessillo repubblicano[82]. I principi italiani coglievano, a +ritrarsi o raffreddare gli spiriti, pretesto dalle mire ambiziose che i +fautori dell'_Italia del nord_ manifestavano imprudentemente, +sconciamente, per ogni dove. Pio IX vietava ai Romani passassero il Po. +Il Cardinal Soglia corrispondeva in cifra con Innspruck. Corboli-Bussi +si recava al campo del re esortatore di defezione[83] e cospiratore. I +fati d'Italia erano segnati. + +Sorgevano momenti ne' quali sembrava che il governo si destasse al senso +della condizione delle cose de' proprî doveri, e allora--come chi per +istinto sente dov'è l'energia--ricorreva ai repubblicani; ma tradiva le +sue promesse e ricadeva nel sonno il dì dopo. Un messo segreto dal +campo, una parola di faccendiere cortigiano, bastavano a mutare le +intenzioni. Il povero popolo, già avviluppato in mille modi dai +raggiratori, traeva forse da quel contatto inefficace tra noi e il +governo nuova illusione di securità. E citerò un solo esempio. + +La nuova della caduta d'Udine avea colpito gli animi di terrore. Fui +chiamato a mezzanotte al governo, e trovai convocati parecchî altri +influenti repubblicani. Bisognava, dicevano i governanti, suscitare il +paese, avviarlo a sforzi tremendi, chiamarlo a salvarsi con forze +proprie--e chiedevano additassimo il come. Scrissi sopra un brano di +carta parecchie tra le cose ch'io credeva opportune a raggiunger +l'intento, ma dichiarando che riescirebbero inefficaci tutte se il +governo ne assumesse l'esecuzione. «Dio solo, dissi, può spegnere e +risuscitare. Il vostro governo è screditato, e meritatamente. Il vostro +governo ha oprato sinora a sopir l'entusiasmo, a creare colla menzogna +una fiducia fatale. E _voi_ non potete sorgere a un tratto predicatori +di crociata e guerra di popolo senza diffondere nelle moltitudini il +grido funesto di _tradimento_. A cose nuove uomini nuovi. Io non vi +chiedo dimissioni che oggi parrebbero fuga. Scegliete tre uomini, +monarchici o repubblicani non monta, che sappiano e vogliano e siano, se +non amati, non disprezzati dal popolo. Commettete ad essi, sotto +pretesto delle soverchie vostre faccende o d'altro, ogni cura, ogni +autorità per le cose di guerra. Da essi emanino domani gli atti ch'io vi +propongo. Intorno ad essi noi tutti ci stringeremo e staremo mallevadori +del popolo». Tra le cose che si proponevano era la leva della totalità +delle cinque classi quando al governo pareva soverchia la leva delle +prime tre, e ne indugiava la convocazione al finire d'agosto, _perchè i +contadini potessero attendere pacificamente al ricolto_. E rispondevano +la bestemmia che i _contadini erano austriaci_ d'animo e di tendenze: i +poveri contadini delle prime due classi tumultuavano intanto contro i +chirurghi che ne respingevano alcuni siccome inetti al servizio. Io +insisteva perchè almeno si rifacesse una chiamata ai volontarî e mi +poneva mallevadore, certo che l'esempio sarebbe seguito in ogni città +per la formazione d'una legione di mille volontarî in Milano, purchè mi +fosse concesso d'affiggere un invito e sottoscrivere prima il mio nome. +E partiva applaudito e con promessa d'assenso. + +Due giorni dopo, l'assenso all'arruolamento dei volontarî era rivocato. +E quanto al comitato di guerra, fu trasformato in comitato di difesa pel +Veneto e subito dopo in commissione di soccorsi al Veneto composta di +membri del governo, e finalmente in nulla. Il segretario faccendiere di +Carlo Alberto, Castagneto, aveva detto: «Che al re non piaceva di +trovarsi un esercito di nemici alle spalle». + +D'esempî siffatti, io potrei citarne, se lo spazio concedesse, parecchî. + +Così si consumò il primo periodo della guerra. Nel secondo, il governo +mutò di tattica. I _moderati_ cominciavano, credo, ad antiveder la +rovina; e a stabilire non foss'altro pel futuro incertissimo un +PRECEDENTE, diventavano frenetici di FUSIONE monarchica. Farneticavano +per le piazze promettendo a Milano che sarebbe capitale del nuovo regno; +infanatichivano, con ogni sorta di menzogne, le moltitudini ignare +contro ai repubblicani collegati coll'Austria e provocatori di leve[84]: +tormentavano il governo provvisorio, perchè non s'affrettava abbastanza. +E i membri del governo, creduli o increduli alle stolte loro promesse, +ridicevano, per mezzo dei loro agenti, al popolo--a quel popolo ch'essi +avevano fino a quel giorno intorpidito, addormentato nella fiducia--che +i pericoli diventavano gravi, che a difendere il paese mancavano gli +uomini, mancava il danaro, mancava ogni cosa; ma che, al solo patto +d'una prova di fiducia nel re, al solo patto della FUSIONE, verrebbero +milioni da Genova, migliaja d'armati dal Piemonte, benedizioni dal +cielo, e senza leve, senza gravi sagrifici, la Lombardia vedrebbe +compiuta l'impresa: coi repubblicani ch'essi avevan fermo in animo di +tradire mutavano l'amicizia menzognera in freddezza, e affettavano +sospetti di congiure che non avevano. Congiure a che? Se rovesciando +quel meschino fantasma che s'intitolava governo, le sorti della guerra +avessero potuto mutarsi, i repubblicani l'avrebbero rovesciato in due +ore. + +Sul cominciare di quel secondo periodo, quando la violazione del +programma governativo era già decisa, e mentre io era già assalito, pel +mio tacermi, di calunnie e minaccie da tutte parti, mi giunse inviato +dal campo, e messaggiero di strane proposte, un antico amico, patriota +caldo e leale. Parlava a nome del Castagneto già nominato, segretario +del re, e proponeva: CH'IO MI FACESSI PATROCINATORE DELLA FUSIONE +MONARCHICA, M'ADOPRASSI A TRARRE ALLA PARTE REGIA I REPUBLICANI, E +M'AVESSI IN RICAMBIO INFLUENZA DEMOCRATICA QUANTA PIÙ VOLESSI NEGLI +ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE CHE SI DAREBBE; COLLOQUIO COL RE e non so +che altro. + +Primo nostro intento e sospiro antico dell'anime nostre era--ed +è--l'INDIPENDENZA dallo straniero: secondo, l'UNITÀ della patria, senza +la quale l'indipendenza è menzogna: terzo, la REPUBBLICA--e intorno a +questa, indifferenti a ciò che riguarda noi individui, e certi, quanto +al paese, dell'avvenire, noi non avevamo bisogno d'essere intolleranti. +A chi dunque m'avesse assicurato l'indipendenza, e agevolato l'unità +dell'Italia, io avrei sagrificato, non la fede, ch'era impossibile, ma +il lavoro attivo pel trionfo rapido della fede: a me la solitudine e la +facoltà, che nessuno avrebbe potuto mai tormi, di versare in un libro, +da stamparsi quando che fosse, quel tanto d'idee ch'io credessi utili al +mio paese, bastava, e per amor dell'indipendenza, i repubblicani non +avevano aspettato, a tacer di repubblica, gli inviti d'un re. Ma la +questione era allora tutta di guerra. E fatale all'esito della guerra +noi ritenevamo il concetto _federalistico_, troppo ambizioso pei nostri +principi e per la diplomazia, troppo poco per le popolazioni d'Italia, +dell'Italia del nord. L'entusiasmo popolare era, mercè quel concetto, +già spento; e i governi erano ostili e i mezzi che il paese +somministrava condannati all'inerzia e le probabilità della guerra +cresciute pur troppo a' danni nostri. A volgerlo in favor nostro, a +ricreare lo spirito che vince ogni ostacolo, era solo una via: far +guerra, non di PRINCIPI, ma di NAZIONE. E per questo, bisognava un UOMO +che osasse e si vincolasse a non retrocedere per egoismo e codardia +nell'impresa. Voleva Carlo Alberto esser l'uomo? Ei doveva dimenticare +la povera sua corona sabauda e farsi davvero SPADA D'ITALIA: doveva, +poichè i governi tutti gli eran nemici, rompere dichiaratamente, +irrevocabilmente, con essi e raccogliersi intorno, congiunti, ravvivati +in un grande pensiero, i buoni, quanti erano tra l'Alpi e gli estremi +confini della Sicilia, in Italia. Così avremmo saputo ch'ei parlava o +voleva operare da senno, e noi avremmo potuto tentare ogni nostro modo +per sommovere a pro del suo intento tutti gli elementi rivoluzionarî +italiani. Dove no, meglio era lasciarci in pace. Noi potevamo e dovevamo +sagrificare per un tempo alla salute d'Italia anche la nostra bandiera; +ma nè potevamo nè dovevamo sagrificarla--e con essa quel tanto +d'influenza sulle sorti del paese che la nostra costanza in una fede ci +dava--ad un re che non volendo avventurar cosa alcuna del suo, nè +affratellarsi col pensiero italiano, nè cangiare in meglio le condizioni +della guerra, avrebbe potuto ritrarsi dall'arena a suo piacimento e +dirci: VOI, CREDENTI, ACCETTAVATE TRANSIGERE. + +Queste cose a un dipresso io risposi a quell'inviato. Richiesto del come +il re potesse farsi mallevadore delle sue intenzioni a pro della unità +del paese, risposi: _Firmando alcune linee, che le rivelino_; e +richiesto s'io scriverei quelle linee, presi la penna e le scrissi. +Erano, con mutazioni di forma ch'or non ricordo, le stesse ch'io, con +intento, inserii più dopo nel programma dell'_Italia del Popolo_ +pubblicato in Milano; e le trascrivo: + +IO SENTO MATURI I TEMPI PER L'UNITÀ DELLA PATRIA: INTENDO, O ITALIANI IL +FREMITO CHE AFFATICA L'ANIME VOSTRE. SU, SORGETE! IO PRECEDO. ECCO: IO +VI DO, PEGNO DELLA MIA FEDE, SPETTACOLO IGNOTO AL MONDO D'UN RE +SACERDOTE DELL'EPOCA NUOVA, APOSTOLO ARMATO DELL'IDEA-POPOLO, +EDIFICATORE DEL TEMPIO DELLA NAZIONE. IO LACERO NEL NOME DI DIO E +DELL'ITALIA I VECCHI PATTI CHE VI TENGONO SMEMBRATI E GRONDANO DEL +VOSTRO SANGUE: IO VI CHIAMO A ROVESCIARE LE BARRIERE CHE ANCH'OGGI VI +TENGON DIVISI E AD ACCENTRARVI IN LEGIONE DI FRATELLI LIBERI EMANCIPATI +INTORNO A ME, VOSTRO DUCE, PRONTO A CADERE O VINCER CON VOI. + +L'amico partì. Pochi dì dopo mi fu fatto leggere un biglietto del +Castagneto, che diceva: VEDO PUR TROPPO CHE DA QUESTO LATO NON V'È DA +FAR NULLA. Quando mai può un'idea generosa, potente d'amore e d'avvenire +per una nazione, allignare nel cuore d'un re? + +Noi seguimmo a tacer di politica[85] e a giovare come meglio potevamo, +d'opera e di consiglio, la guerra. Ma la guerra non era più italiana, +non era lombarda; era piemontese e d'una fazione. Ministero, +organizzazione, amministrazione, tutto era in mano d'uomini devoti ad +essa. Il governo non aveva missione da quella infuori di ricevere i +bollettini dal campo e magnificarli e preparare il funesto decreto del +12 maggio. + +Ed escì. Il programma di neutralità fu violato, quando pei sinistri +eventi, che facevano presagire la catastrofe non lontana, importava più +che mai attenervisi, per non gittar nuovi semi di discordia nel campo, +per non togliere apertamente il suo carattere nazionale alla guerra, e +per lasciar non foss'altro eredità d'un principio alla insurrezione +futura. Noi perorammo, scongiurammo il governo, ma inutilmente. Volevan +servire. + +E allora--allora soltanto--noi sentimmo necessità di protestare in +faccia all'Italia. Quei che erano a quei giorni in Milano sanno che il +farlo non era senza pericolo. E dovrebb'essere nuovo indizio a tutti, +avversi o propizî, che noi non avevamo lungamente taciuto se non per +amor di patria e per non rompere quella concordia, che, anche apparente, +poteva giovare alla guerra. + +Il dì seguente al decreto, pubblicammo il documento seguente: + + + AL GOVERNO PROVVISORIO CENTRALE + DELLA LOMBARDIA. + + «SIGNORI, + +«Quando, compiti i prodigi delle cinque giornate, sublimi di vittoria e +di fiducia nei risultati della vittoria, il popolo, solo sovrano su +questa terra redenta col suo sangue, v'accettò capi, esso vi commetteva +un doppio mandato: provvedere all'intera emancipazione del paese; e +preparargli un terreno libero sul quale l'espressione del suo voto +intorno ai futuri destini potesse sorgere spontanea, illuminata dalla +discussione fraterna, accettata da tutti i partiti, solennemente legale, +in faccia all'Europa, pura di basse speranze e di bassi timori, degna +dell'Italia e di noi. + +«E i popoli d'Italia, che tutti si sapevano fratelli a noi, tutti +mandavano, come concedevano le distanze e le circostanze particolari, +uomini loro a combattere la santa guerra, vi confermavano tacitamente lo +stesso mandato. Sentivano che qui, su questa terra lombarda dove moto e +trionfo erano cose di popolo, si agitavano le sorti di tutta Italia: che +qui in una importantissima parte d'Italia, da parecchî milioni d'uomini +generosi, doveva compiersi, con voto libero e meditato, un esperimento +forse decisivo sulle vere tendenze, sugli istinti, sui desiderî che +fermentano in core alle moltitudini, e ne decideranno la nuova vita. + +«Voi intendeste allora, signori, quel mandato, o mostraste d'intenderlo. +E poichè non trovavate in voi potenza o diritto d'iniziativa, +dichiaraste solennemente più volte che l'iniziativa spettava tutta +intera al popolo, e che il popolo solo, emancipato il territorio e +finita la guerra, avrebbe discusso e deciso, raccolto in assemblea +costituente, intorno alle forme che dovrebbero reggerne la vita +politica. + +«E dichiarandolo, voi di certo non intendevate, cosa impossibile, +ingiusta, che un popolo intero si rimanesse muto, per un tempo +indefinito, sulle questioni più gravi e più vitali per lui: voi non +potevate ragionevolmente pretendere ch'ei combattesse senza sapere il +perchè; ch'ei conquistasse vittoria senza interrogarsi quali sarebbero i +frutti della vittoria, ch'ei si facesse soldato della libertà +cominciando dal rinnegarla e dal contendersi ogni diritto di pacifica e +fraterna parola. + +«Le opinioni a poco a poco si rivelarono. Era cosa buona, era la +educazione preparatoria, che voi non davate al popolo, offertagli dai +migliori fra' suoi fratelli perchè il giorno dell'assemblea avesse il +suo voto illuminato e pensato; era prova data all'attenta Europa che le +popolazioni lombarde non s'erano mosse per solo e cieco spirito di +riazione, ma perchè sentono i tempi maturi per entrare con coscienza di +diritti e doveri nel grande consorzio delle nazioni. Voi non dovevate +atterrirvi, ma rallegrarvene; e solamente avevate debito di usare di +tutta la vostra influenza perchè il campo fosse aperto a tutti +egualmente, perchè la discussione si mantenesse scevra di raggiri e +d'intolleranze, nei termini d'una pacifica e fraterna polemica. + +«Voi sapete, o signori, quale fra le diverse opinioni fosse prima ad +uscire da quei limiti consentiti di discussione. Voi sapete che mentre +la opinione alla quale si onorano di appartenere i segnati qui sotto si +manteneva tranquilla e pacata sull'arena della persuasione--mentre +insisteva essa sola sul terreno legale assicurato da voi e v'appoggiava +in ogni occasione e con ogni sforzo--mentre esagerava, a proprio danno, +la virtù di moderazione, altri più impaziente, perchè men sicuro di +giusti argomenti, infervorava nella questione tanto da mutare quasi in +lotta la discussione, in minaccia la parola amica. A voi toccava, amati +siccome eravate, inframmettere una parola conciliatrice; e non lo +faceste. Più dopo, uomini d'alcune provincie, traviati a partiti +illegali, pericolosi, tentarono apertamente lo smembramento dell'unità +collettiva dello Stato, parlarono di dedizioni immediate senza il +consenso dei loro fratelli, aprirono il varco, violando la debita +soggezione al vostro governo centrale, all'anarchia del paese; +iniziarono liste, le presentarono rivestite del prestigio d'autorità +secondarie a popolani illusi, agli ignari abitatori delle campagne; +raccolsero in un subito firme, le raccolsero in più luoghi con arti +subdole, con abuso di nomi. Questi abusi, questi artificî vi furono +noti, o signori! voi riceveste lagnanze e prove; alcuni tra noi +ricordano parole vostre in proposito, e le ridiranno, s'altro non giova, +alla storia. Era obbligo vostro santissimo punire quei tentativi, +illuminare colla vostra parola pubblica le illuse popolazioni; ridire ad +esse, ridire a tutti il vostro programma e le ragioni che militavano a +mantenerlo, diffonderlo con tutti i mezzi che stavano in mano vostra per +ogni dove; invocare l'amore al paese e il senso diritto de' vostri +concittadini. Voi nol faceste, e mentre l'agitazione prodotta da mene +siffatte nel popolo inconscio domandava a sedarsi una vostra parola, e +molti fra gli onesti d'ogni partito vi traducevano questa dimanda, voi +ricusaste; voi vi ravvolgeste in un silenzio funestissimo, +inesplicabile; voi lasciaste procedere, immobili, quella condizione di +cose; ed oggi voi l'invocate, esagerandola, a scolparvi della violazione +al programma accettato dalla nazione; oggi, mentre l'amore al paese e il +senso diritto de' Lombardi cominciano a diminuire, per opera propria, i +pericoli--oggi che da talune delle città traviate cominciano a +giungervi, non provocate da voi, prove di ritorno a più giusto sentire e +proteste di adesione all'antico programma--il vostro decreto del 12 lo +sacrifica, sanziona quei procedimenti funesti e chiama i cittadini non +preparati a decidere in un subito le sorti del paese con un metodo +illegale, illiberale, indecoroso, architettato al trionfo esclusivo +d'un'opinione sull'altra. + +«Il metodo dei registri è illegale, perchè viola per autorità vostra il +programma ch'era condizione della vostra esistenza politica in faccia al +paese; perchè invola la più vitale, la più decisiva fra le questioni +all'_Assemblea costituente_. + +«Illiberale perchè sopprime la discussione, base indispensabile al voto; +cancella un diritto inalienabile del cittadino, e sostituisce +all'espressione pubblica e motivata della coscienza del paese il mutismo +e la servilità dell'impero. + +«Indecoroso perchè affrettato; perchè tende a trasmutare ciò che +potrebbe esser prova d'affetto sentito e di maturato convincimento in +dedizione di codardi impauriti; perchè la guerra pendente e la presenza +d'un esercito che rappresenta una opinione rapisce alla decisione ogni +dignità; perchè in faccia all'Italia e all'Europa noi appariremo a torto +in sembianza d'uomini condotti da interessi immediati e paure, e i +generosi che ci sono fratelli e che ci salutarono, combattendo, +fratelli, appariranno a torto conquistatori. + +«Architettato al trionfo esclusivo d'un'opinione sull'altra, perchè +coglie a imporsi il momento in cui quell'opinione ha preparato in tutti +i modi e con tutti gli artificî il terreno; e perchè voi non vi limitate +neppure a chiedere al popolo se intende o no procedere immediatamente a +una decisione, ma escludete dai vostri registri una delle soluzioni al +problema, e ne sopprimete qualunque espressione. + +«Signori, voi avete violato il vostro mandato. + +«Noi crediamo debito nostro dolorosissimo il dirvelo: dolorosissimo non +per ciò che spetta alle future sorti d'Italia; le sorti d'Italia stanno +in più alta sfera che non è quella in che i governi provvisorî +s'aggirano; ma perchè noi v'abbiamo lungamente difesi ed amati: e +perchè, noi lo crediamo, il decreto del 12 maggio turberà lungamente la +pace della vostra coscienza. + +«Signori; le conseguenze immediate di quel decreto potrebbero riescire +sommamente pericolose alla pace domestica e alla libertà del paese. Voi +somministrate con esso un pretesto all'intervento straniero che tutti +lamenteremo. Voi, rompendo la vostra neutralità per farvi a un tratto +settatori d'un'opinione esclusiva, cacciate un guanto di sfida +imprudente alle opinioni sagrificate. + +«Dio ajuti l'Italia e rimova il pericolo, che voi le suscitate, degli +stranieri! Quanto a noi, amiamo la patria comune più che noi stessi. Noi +non raccoglieremo quel guanto. Noi non resisteremo pei nostri diritti +perchè la resistenza sarebbe cominciamento di guerra civile, e la guerra +civile, colpevole sempre, lo sarebbe doppiamente oggi che lo straniero +invade tuttora le nostre contrade. Ma i nostri concittadini ci terranno, +noi lo sappiamo, conto del sacrificio. + +«A noi basta per ora, o signori, protestare solennemente in faccia +all'Italia e all'Europa e a quiete della nostra coscienza. Il buon senso +della nazione e l'avvenire faranno il resto». + + * * * * * + +Così, la parte repubblicana, ingannata con false promesse, aggirata per +lunga pezza dal contegno gesuiticamente amichevole del governo +provvisorio, poi perseguitata d'accuse villane, di stolte minaccie e di +perfide insinuazioni diffuse tra il popolo, e tradita a un tratto nelle +sue più care speranze da un decreto che alla libera, solenne, pacifica +_discussione_ d'una Costituente _dopo_ la vittoria sostituiva una muta +votazione su registri e, pendente la spada di Damocle sulla testa ai +votanti, rispondeva parole di dignitosa e severa mestizia ai violatori +della pubblica fede, pur dichiarando di non volere, per amore di quella +concordia che essi soli avevano, tacendo, serbata sino al 12 maggio, +_raccogliere il guanto_--la plebe dei _moderati_, irritata, arse in +Genova quella protesta. Noi potevamo rispondere, in modo non dissimile +da Cremuzio Cordo: _ardete anche i buoni tutti d'Italia in quel rogo, +perch'essi sanno la verità che noi diciamo a memoria_. + +Pochi dì dopo, pubblicavamo il programma dell'_Italia del Popolo_. Ed +anche allora, il nostro era linguaggio di conciliazione. «La nostra è +missione di pace. Fratelli tra fratelli, noi concediamo e rivendichiamo +il diritto di libera parola, senza la quale non è fratellanza possibile. +Chi vorrebbe, chi potrebbe contenderlo? Non è santo, in Italia, il +pensiero? Non prorompe dal conflitto delle opinioni la verità? Ov'è chi +già la possieda infallibile, intera? Ah, se i fratelli potessero mai +impor silenzio ai fratelli, se un diverso convincimento intorno ai modi +di far questa nostra patria una, libera, grande, potesse mai farci +nemici gli uni degli altri, i presentimenti d'un'Italia futura sarebbero +menzogna e ironia. Il problema dei nostri fati è problema di educazione. +Educhiamo. Noi rinunziammo, da quando albeggiò sulla nostra terra la +libertà di parola, al lavoro segreto, alle vie, sante nel passato, +d'insurrezione. Pieghiamo noi tutti riverenti il capo davanti al +giudizio sovrano, legalmente manifestato, del popolo. Accettiamo i fatti +che, consentiti dal popolo, si producono successivi fra il presente e +l'ideale che splende, come una stella dell'anima, davanti a noi. Ma chi +fra' nostri oserebbe dirci: _rinnegate quell'ideale?_ Lasciate, in nome +di Dio, in nome dell'inviolabilità del pensiero, che questa nostra +bandiera, bandiera, voi tutti lo dite, dei dì che verranno, sventoli +sorretta da mani pure, nella sfera dell'idea, quasi presagio aleggiante +intorno alla culla d'un popolo che sorge a nazione! Noi sappiamo che +dov'anche moveste in oggi per altre vie, voi verrete un giorno a +raccoglierla sui nostri sepolcri. Ma la raccoglierete illuminati, mercè +nostra, sul suo potente significato, sul valore delle sacre parole _Dio +e il popolo_ che vi splendono sopra: la raccoglierete, non per subito +impulso di concitate passioni o di riazioni contro le tirannidi spente, +ma come legato de' nostri padri, purificato, discusso dagli studî, e +dalla meditata esperienza dei vostri fratelli. E intanto noi ci +abbracceremo sul terreno comune che le circostanze c'insegnano: +l'emancipazione della patria, l'indipendenza dello straniero che la +minaccia. Studieremo insieme i modi più attivi, più efficaci di guerra +contro l'Austriaco; susciteremo insieme il nostro popolo all'opera; +indicheremo ai governi la via da tenersi per vincere; moveremo su quella +con essi. Primo nostro pensiero sarà la guerra; secondo, l'unità della +patria; terzo, la forma, l'istituzione che deve assicurarne la libertà e +la missione. Ora i nostri lettori sanno chi siamo e l'inspirazione che +ci dirigerà nel nostro lavoro. Spetta ad essi il giudizio: ai giovani, +consacrati dall'amore e dall'intelletto, sacerdoti del progresso +italiano, l'ajutarci fraternamente all'impresa. Noi seguiremo, avvenga +che può, come le leggi future e gli eventi concederanno. E s'anche, +fraintesi dagli uni, tiepidamente soccorsi dagli altri, cadessimo a +mezzo la via, noi diremo, sereni e assicurati dalla pura coscienza: +perisca il nostro nome; si sperda la memoria del molto affetto, dei +molti dolori patiti, e del poco che noi facemmo; ma rimanga, santo, +immortale, il pensiero, e Dio gli susciti migliori e più avventurosi +apostoli negli anni futuri». + +Siffatte erano le nostre parole. E nondimeno, noi fummo per ogni dove +accusati d'avere, sostituendo un'idea _politica_ alla questione di +indipendenza, nociuto alla guerra e seminato dissidî tra le forze che +dovevano combatterla unite! E tanto fu diffusa e ripetuta la falsa +accusa, ch'oggi ancora serpeggia all'estero e in patria per opera di +uomini illusi o tristi. _I repubblicani dovevano combattere e +discussero._ La storia intanto dei fatti documentati dice e dirà: _che i +repubblicani furono i primi a combattere, gli ultimi a discutere_. Dirà +che i repubblicani combattevano sulle barricate mentre i _moderati_ +congiuravano con Torino--che repubblicani erano pressochè tutti coloro i +quali, inseguendo gli Austriaci fuor di Milano, o uscendo da Como, si +spingevano fino al Tirolo, mentre il governo provvisorio moveva i primi +passi a render possibile più tardi la dedizione--repubblicani i +volontarî che l'undici aprile s'impossessavano della polveriera di +Peschiera--repubblicani i più tra gli uomini che pugnarono per Treviso, +e sostennero per diciotto ore, il 23 maggio, in Vicenza l'urto di +diciottomila uomini e di quaranta cannoni--repubblicani gli studenti che +riuniti in corpo chiedevano, scongiuravano d'essere condotti al +nemico--repubblicani gli uomini che sul finire del maggio formarono il +così detto _battaglione lombardo_, e mossero a difesa del Veneto +abbandonato, tradito dalla guerra regia. Dirà che repubblicano e +fondatore della _Società democratica_ era Giuseppe Sirtori, salito più +tardi a meritata fama di guerra in Venezia--repubblicano il Maestri, +membro del comitato di difesa negli ultimi giorni della +guerra--repubblicano, egli e chi lo seguiva, il Garibaldi che lasciò +ultimo senza codardie di patti o armistizî il suolo lombardo. E dirà che +di guerra furono tutte le proposte escite dalla fratellanza +repubblicana; per la guerra unicamente e contro l'inerzia del governo +tutte le agitazioni che dopo il 12 maggio si rivelarono in piazza San +Fedele. Il protagonista, dell'unica manifestazione che assumesse per un +istante colore politico--quella del 29 maggio--l'Urbino, era giunto da +poco di Francia, ignoto ai repubblicani, non veduto fuorchè una sola +volta da me. + + +III. + +Il 29 maggio furono chiusi, esaurita la votazione, i registri. Come se +ad ogni trionfo dei _moderati_ dovesse corrispondere una sciagura +nazionale, il fiore della gioventù toscana cadeva in quel giorno, +sagrificato, per inscienza di guerra o peggio[86], sui ridutti di +Montanara e di Curtatone. + +L'8 giugno fu pubblicata la cifra dei voti. Il 13, due giorni dopo +caduta Vicenza, una deputazione recava, duce il Casati, al campo del re +l'atto solenne della _fusione_. La vittoria era della fazione; l'intento +della guerra regia era finalmente raggiunto: _svanita per allora ogni +possibilità di repubblica e un_ PRECEDENTE, come lo chiamano i +diplomatici, _conquistato alla dinastia di Savoja_. I regî a quel tempo +diffidavano già di vincere, e un _precedente_, un titolo da tenersi in +serbo a giovarsene nei futuri rivolgimenti e nei futuri congressi, era +per molti fra loro la somma speranza. Quindi la fusione affrettata, in +onta alle promesse e all'utile della causa, nella Lombardia; e peggio +nella santa eroica Venezia, dove il 6 agosto, _segnate già da due giorni +le basi della turpe cessione all'Austria_, giungevano a prender +possesso, in nome di re Carlo Alberto, della città i due commissarî +Colli e Cibrario. Ah! duri l'esilio per noi, duri per voi, fratelli +miei, l'oppressione, anzi che debba un'altra volta vedersi profanato per +siffatte oscene miserie il grande concetto italiano e dato ai traffichi +di un'ambizione dinastica l'entusiasmo e il sangue dei prodi! Perchè, +come nelle lagrime si santifica la virtù, così nei patimenti inflitti +dalla tirannide si purificano le nazioni; ma per arti di menzogna e +calcoli d'egoismo non si sollevano popoli alla libertà: si sfibrano +nell'inerzia della diffidenza e si condannano a tale una lenta agonia +d'ogni facoltà potente e d'ogni palpito generoso da far lungamente +piangere le madri in terra e gli angioli in cielo. + +Ed era agonia!--noi più miseri di tutti gli altri che senza illusioni +interrogavamo i segni crescenti del male e numeravamo i battiti del +polso alla grande morente, nè potevamo sclamare: _la libertà d'Italia +perisce_, senza ch'altri ci gridasse terrificatori e alleati +dell'Austria! + +Fin dall'aprile, per odio ai volontarî e obbedienza alla diplomazia, +l'impresa del Tirolo s'era abbandonata. Il Friuli era perduto e aperto +al nemico. E perduta era la provincia veneta, dove Padova, Vicenza, +Treviso, Rovigo, l'una dopo l'altra cadevano senza che un soldato del re +movesse a soccorrerle: ai regi importava, non di salvare il Veneto, ma +di strappare, col terrore della rovina e con false speranze di +redenzione, a Venezia il voto del 5 luglio. Promesse date a governi +stranieri contendevano ogni operazione--e poteva riescir +decisiva--contro Trieste. La flotta sarda, in virtù d'obblighi +reiteratamente e inesplicabilmente contratti, si rimaneva inattiva: l'11 +giugno, ad ajutare in Venezia i raggiratori della fusione, s'era +annunciato che in un coi Veneti i legni sardi avrebbero tentato una +impresa; ma, raggiunto l'intento, l'ordine di mossa si rivocava. Gli +Austriaci, rinforzati a lor senno, maturavano gli estremi disegni. Poco +dopo il decreto del 12 maggio, il re di Napoli aveva richiamato le sue +truppe. Le dichiarazioni del papa a Durando avevano reso pressochè +inutili gli ajuti romani. L'atto di fusione aveva, rivelando nuovi +pericoli ai governi italiani dall'ambizione della casa di Savoja, tolta +ogni speranza di cooperazione da parte loro; aveva, col fantasma d'una +costituente sardo-lombarda, irritati più sempre i timori, gli odî e +maneggi segreti dell'aristocrazia torinese. Le tristi necessità, che +accennammo più sopra, della guerra regia avevano creato il vuoto e +l'isolamento intorno al campo di Carlo Alberto. + +E a isolarsi in Europa, a privarsi d'ogni speranza di soccorso +dall'estero, sommavano le necessità della regia diplomazia: tortuosa del +resto come fu sempre la politica di casa Savoja, e incerta e tentennante +come il pensiero del re. + +La storia diplomatica di quel periodo è tuttavia arcana e rimarrà tale +per qualche tempo. Vivono, e pressochè tutti in potere, gli uomini che +la maneggiarono; e importa ad essi sottrarne i documenti alle povere +aggirate popolazioni. Però, anche la collezione inglese, citata più +volte, è visibilmente manchevole nella parte che più rileva. Ma le linee +principali trapelano di sotto al velo e giova, a compimento di questo +lavoro, accennarle. + +La guerra fra i due principî era generale in Europa: l'entusiasmo +suscitato dai moti italiani, e segnatamente dall'insurrezione lombarda e +dai prodigi delle cinque giornate, era immenso; e l'Italia poteva, +sapendo e volendo, trarne quanta forza era necessaria a controbilanciare +ogni forza di riazione nemica. Ma per questo bisognava, checchè +temessero i meschini politici _moderati_, dar carattere apertamente, +audacemente nazionale, a quei moti, tanto da spaventare i nemici e +offrire un elemento potente d'ajuto agli amici. Gli uni e gli altri +presentivano maturi i tempi, e cominciavano a credere che l'Italia +sarebbe; ma l'_Italia_, non il _regno del nord_. Ricordo le +confortatrici parole a me rivolte nelle sue stanze, due giorni prima +ch'io rimpatriassi, da Lamartine in presenza, fra gli altri, d'Alfred de +Vigny e di quel Forbin Janson ch'io doveva più tardi ritrovarmi davanti +predicatore di restaurazione papale e cospiratoruccio raggiratore in +Roma. «L'ora ha battuto per voi--diceva il ministro--ed io ne sono +siffattamente convinto, che le prime parole da me commesse al signor +d'Harcourt pel papa a cui l'ho spedito sono queste: _Santo padre, voi +sapete che dovete essere presidente della repubblica italiana_». Il +d'Harcourt aveva ben altro che dire al papa per conto della fazione che +avvolgeva Lamartine nelle sue spire mentr'ei s'illudeva di +padroneggiarla. Nè io dava importanza più che di sintomo alle parole di +Lamartine, uomo d'impulsi e di nobili istinti, ma fiacco di fede, senza +energia di disegno determinato, e senza conoscenza vera degli uomini e +delle cose. Bensì, egli era l'eco d'una tendenza prepotente, in quei +momenti di concitamento, sulle menti francesi; e una bandiera di nazione +risorta, un programma, se non risolutamente repubblicano, come quello +almeno della costituente italiana, avrebbe, in Francia, fatto forza ad +ogni più esitante governo. Da cose grandi nascono cose grandi. Il +concetto pigmeo dei _moderati_ agghiacciò gli animi per ogni dove e +comandò politica diversa alla Francia. Il POPOLO ITALIANO era alleato +più che forte a salvare la repubblica da ogni pericolo di guerra +straniera; un regno del nord, in mano di principi mal fidi e avversi per +lunga tradizione ai repubblicani di Francia, aggiungeva un elemento +pericoloso alla lega dei re. La nazione da quel giorno ammutiva e +lasciava libero il suo governo di commettere i fati della repubblica +all'ignoto avvenire e non aver politica alcuna per l'estero. +L'Inghilterra, comechè l'idea d'una Italia possa ingelosirne il governo, +non era tale da contrastare a una solenne manifestazione nazionale: +politica perpetua inglese è quella di creare ostacoli al sorgere d'ogni +fatto che introduca un nuovo elemento nell'assetto europeo, e di +riconoscere prima quel fatto, sorto che sia e potentemente iniziato. E +le due cagioni che rendevano meno avversa l'Inghilterra alla formazione +del nuovo regno--l'impianto d'una barriera alla Francia conquistatrice e +la necessità creata all'Austria di cercare un compenso nelle provincie +turche e costituirsi ostacolo alle mire russe--militavano con più vigore +per l'ipotesi nazionale. L'Austria sentiva il nembo, e non intravvedeva +possibilità di difesa. _Se domani_--scriveva a Londra a lord Palmerston +il barone Hummelauer[87]--_se domani i Francesi varcassero l'Alpi e +scendessero in Lombardia, noi non moveremmo a incontrarli. Noi +rimarremmo a principio nella posizione di Verona e sull'Adige; e se i +Francesi venissero in cerca di noi, noi retrocederemmo verso le nostre +Alpi e l'Isonzo; ma non accetteremmo battaglia. Noi non ci opporremo +all'ingresso e alla marcia dei Francesi in Italia. Quei che ve li +avranno chiamati potranno a lor posta sperimentare anche una volta la +loro dominazione. Nessuno verrà a cercarci dietro le nostre Alpi; e +rimarremo spettatori delle lotte che avranno sviluppo in Italia_. + +Io non dico che si dovesse o non si dovesse chiamare gli eserciti +francesi in Italia. Io credeva allora e scrissi più volte sull'_Italia +del Popolo_--comechè a noi repubblicani venisse dalla stessa gentaglia, +che ci chiamava alleati dell'Austria, gettata continuamente in viso +l'accusa di volere far decidere le nostre liti dallo straniero--che noi +Italiani avevamo, purchè uniti e volenti, forze nostre a dovizia per +emanciparci: e lo credo anch'oggi. Ma dico che a sciogliere il nodo +bisognava o giovarsi degli ajuti stranieri o chiamar sul campo tutte le +forze vive della nazione; e dico che gli ajuti di Francia in quei giorni +erano, per chi li avesse voluti, certi, immancabili. I _moderati_ +respinsero gli uni e non vollero, anzi addormentarono e soffocarono +l'altre. Era stoltezza e tradimento ad un tempo. A noi, che di certo +sentivamo italianamente quant'essi e volevamo liberarci con armi nostre +suscitando a crociata il paese, pareva utile e giusto che la fratellanza +dei popoli ricevesse pure consecrazione sui campi delle prime nostre +battaglie e s'accettasse con riconoscenza l'offerta d'una numerosa +legione di volontarî francesi, che avrebbe coi primi fatti bastato a +cimentar l'alleanza morale tra le due nazioni e a mostrar da lungi come +probabile l'ajuto governativo. Ma che sperare da uomini, ai quali non +era rossore il condannare--per terrore d'un rimprovero da +Pietroburgo--all'ozio increscioso d'una caserma in Milano Mickiewicz e i +suoi Polacchi sino al giorno in cui la determinazione di sottrarli a +Venezia, che per mio suggerimento li aveva accettati, fe' sì che fossero +chiamati al campo? + +Carlo Alberto e i suoi non volevano gli ajuti di Francia, non per +orgoglio nazionale nè per coscienza di secura vittoria, ma come non +volevano gli Svizzeri e i volontarî, per paura dell'idea, della bandiera +repubblicana. Un timido indirizzo fatto sul cominciar della guerra, e +senza chiedere ajuti, al governo di Francia, meritò rimproveri severi +dai regî al governo provvisorio. E le istruzioni date agli agenti sardi +imponevano di chiudere possibilmente ogni via all'intervento francese. +_L'esercito francese_--diceva orgogliosamente, il 12 maggio, Pareto alla +Camera torinese--_non entrerà se non chiamato da noi; e siccome noi non +lo chiameremo, non entrerà_. E si minacciava sul finir di luglio +resistenza aperta a ogni tentativo d'intervento che venisse di Francia. +A tenersi intanto diplomaticamente amico il governo francese e a carpire +promessa d'approvazione al _regno del nord_ quando sarebbe giunto il +tempo di farlo accettare dalle potenze europee, i _moderati_ assumevano +segretamente l'obbligo di cedere la Savoja. Di questo ho certezza. E la +Savoja era eliminata da una carta del futuro regno fatta disegnare a +quel tempo in Torino a norma segreta d'alcuni fra gli agenti sardi, e un +esemplare della quale sta in nostre mani. Mercè quel pattuito mercato, +Lamartine dimenticava le sue prime aspirazioni repubblicane; e mentre il +segretario degli esteri, Bastide, dichiarava a me e a qualunque altro +volesse udirlo che la Francia era inesorabilmente ostile alle mire +ambiziose di Carlo Alberto, l'inviato francese in Torino, signor Bixio, +perorava indefesso per la fusione e mi spediva a Milano, per tentar di +convincermi, il suo segretario. Di siffatte vergogne diplomatiche e del +continuo oblio del principio scritto sulla sua bandiera, la Francia paga +oggi il fio col decadimento del suo nome all'estero e coll'anarchia che +la rode. + +Dei maneggi politici che i faccendieri del re millantavano +coll'Inghilterra, i _documenti_ non hanno indizio. Ma l'Austria, forse +da principio, sinceramente atterrita com'era dalle proprie condizioni +interne ed esterne, più dopo con intenzione visibile di guadagnar tempo, +tentò più volte il gabinetto inglese perchè si facesse mediatore e +paciere fra l'insurrezione e l'impero. + +Fin dal 5 aprile, Ficquelmont annunziava da Vienna al conte +Dietrichstein, ambasciatore austriaco in Londra, l'invio d'un +commissario imperiale in Italia incaricato di negoziare per una +riconciliazione _sulle più larghe basi possibili_[88], e pregava perchè +lord Palmerston appoggiasse le sue proposte. Non so se il commissario +giungesse in Italia o con chi favellasse; ma le _larghe basi_ non +eccedevano allora i limiti dell'indipendenza amministrativa. Se non che +da un altro dispaccio spedito lo stesso giorno al Ficquelmont dal barone +di Brenner, incaricato d'Austria in Monaco[89], appare un primo indizio +o tentativo o desiderio di non foss'altro scambievoli cortesie fra i due +nemici per iniziativa di Torino: e merita attenzione. Era una +comunicazione scritta delle intenzioni di S. M. Sarda risguardanti le +relazioni pacifiche da mantenersi sul mare; ma i modi della +comunicazione e parecchî accessorî, e l'interpretazione data al buon +ufficio dall'Austria, moverebbero sospetto d'altro. Il marchese +Pallavicini, incaricato della comunicazione, s'indirizzava al Severine, +ministro di Russia in Monaco, perchè manifestasse come intermediario +all'Austria il desiderio della corte di Torino, e gli ottenesse un +colloquio col Brenner. L'abboccamento aveva luogo il 5--non già, come +parea naturale, nella residenza del Severine _dacchè non bisognava +risvegliar l'attenzione degli sfaccendati curiosi in Monaco_--ma in casa +d'un Voillier, consigliere della legazione di RUSSIA; e fu scelta come +_il luogo più adatto perchè situato in una parte più remota, poco +osservata della città_: il Pallavicini insisteva perchè non si +ritardasse di un'ora. La nota fu trasmessa da quest'ultimo al Brenner, +coll'aggiunta da leggersi nel dispaccio, «che con quella comunicazione +il governo sardo desiderava allontanare per quanto era in esso le +conseguenze _funeste_ che il conflitto nel quale il Piemonte si trovava +_sventuratamente_ impegnato coll'Austria, potrebbe avere per gli +interessi del commercio marittimo ne' due paesi»--forse con altre +aggiunte da non leggersi nel dispaccio: e la nota stessa consegnata dal +Pallavicini, mandata al Ficquelmont, e da lui, per copia, al +Dietrichstein in Londra, non è da trovarsi fra i _documenti_. Comunque, +i due conversavano sulle faccende correnti, e il Brenner nota che il +marchese «non sembrava affatto rassicurato sull'ultime conseguenze +dell'impresa nella quale re Carlo Alberto s'era indotto ad entrare», ma +credendo che «in caso di collisione fra i due eserciti il vantaggio +rimarrebbe al maresciallo Radetzky, ei pareva fondare le sue speranze +sulle interne difficoltà dell'impero». _Non ho creduto_--scrive il +Brenner al suo padrone--_dovere respingere una iniziativa che potrebbe +forse, nelle intenzioni del governo sardo, aver valore d'un primo +tentativo per condurre un accordo col gabinetto imperiale_. Il +Pallavicini, pare, fu poi redarguito dal suo governo per avere +oltrepassato i termini del mandato. Tutto quel maneggio a ogni modo ha +sembianza di congiura più assai che non di franca e leale comunicazione +governativa. E se si raffronti colla dichiarazione, non provocata, del +Ficquelmont a lord Palmerston «che se l'Austria riescisse a respingere i +Piemontesi sul loro territorio.... _noi possiamo porgere anticipatamente +all'Inghilterra che noi non seguiremmo al di là delle nostre provincie +il successo ottenuto_[90]»--cresce il sospetto nell'animo. Certezza +siffatta data innanzi tratto a un fiacco nemico poteva riescire--e +riescì forse--fatale. + +D'allora in poi, le richieste di buoni uffici e i progetti di pace e le +comunicazioni austriache al gabinetto inglese spesseggiavano nei +_Documenti_. + +Un primo progetto, steso da chi non si nomina nella collezione--e credo +sia Colloredo--fu discusso l'11 maggio nel consiglio dei ministri in +Vienna e mandato il 12 da Ponsonby a Palmerston. È l'unico savio che +potesse escire da Vienna; e cominciando dal confessare la onnipotenza +dell'idea nazionale in Italia[91], propone che, accettata la mediazione +dell'Inghilterra e del papa, e sancito un armistizio in virtù del quale +gli Austriaci terrebbero la linea dell'Adige, si convochino i consigli +comunali del Lombardo-Veneto e si chieda se vogliano entrare nella +confederazione italiana, della quale l'Austria si farebbe promovitrice, +sotto la sovranità di quest'ultima con un arciduca a vicerè, +rappresentanza nazionale, costituzione e codice proprio--o se +preferiscano indipendenza assoluta con compensi finanziarî e commerciali +da stabilirsi. Dichiarando prima il grande principio della nazionalità +italiana e ponendosi a un tratto quasi fondatrice d'una confederazione +italica a patto che questa dichiarasse stretta e permanente neutralità +europea, e l'Europa se ne facesse, come per la Svizzera, mallevadrice, +l'Austria serbava, secondo l'estensore del progetto, una possibilità di +successo nella votazione, costituiva a ogni modo la propria influenza +sulla confederazione, staccava l'Italia dalla temuta influenza francese +e la condannava alla debolezza inerente ad ogni paese, per volontà di +potenze, neutrale. Ed era infatti sola via di salute e di nuova +attitudine in Europa per l'Austria, alla quale lo scrittore dimostrava +sin d'allora l'impotenza della vittoria con parole che meritano d'essere +qui registrate, come confessione preziosa strappata dall'ingegno e +dall'esame dei fatti ad uomo non nostro. «Vinceste anche--egli dice--che +ne risulterebbe per l'Austria? Il possedimento di provincie impoverite, +che per lunghi anni non darebbero le spese dell'occupazione militare +indispensabile per contenerle; l'indebolimento della monarchia in tutte +le questioni concernenti la Francia e la Russia, per la necessità di +mantenere un esercito di 100 000 uomini nel regno Lombardo-Veneto, e +guardare contro gli assalti dei nemici esterni ed interni le provincie +del Tirolo, del Litorale e della Carniola. E quindi, politicamente, +finanziariamente, militarmente, e sovra tutto moralmente, diminuzione +delle forze reali, intralcio d'interessi e lotta, talora celata, talora +aperta, ma incessante, contro una nazione di più di 20 000 000 d'uomini +riuniti dalla stessa lingua, dalla stessa religione dalle stesse +speranze». + +Il progetto, per ciò appunto ch'era l'unico ragionevole da proporsi, non +andò oltre la discussione. Altri, meno plausibili, furono +successivamente comunicati al gabinetto inglese dall'Austria, il 12 +maggio, il 23 maggio, il 9 giugno[92]: tutti fondati sulla separazione +del Lombardo e del Veneto: il primo da emanciparsi, or con un vicerè +ereditario--e proponevano il secondo fratello del duca di +Modena--indipendente dal governo viennese, pur sotto l'alta signoria +dell'imperatore, or con un luogotenente dell'imperatore e con un +ministero italiano, ma risiedente in Vienna--il secondo, dotato di più o +meno libere leggi, ma sempre provincia dell'Austria: la difesa del +Tirolo e la tutela delle comunicazioni tra Vienna e Trieste esigevano la +servitù di Venezia. L'emancipazione della Lombardia doveva intanto +comprarsi col tributo annuo di quattro milioni di fiorini all'impero, +col pagamento annuo d'una rendita di circa dieci milioni di fiorini, +trasportata sul monte Lombardo-Veneto, come parte nostra del debito +pubblico dell'impero, e coll'obbligo di combattere colle nostre truppe +le battaglie dell'Austria. Senza il Veneto e col nemico in Verona e +sulla linea dell'Adige, la Lombardia avrebbe, nel primo momento +favorevole ai re, trovato illusorî codesti patti. Pur non vedo che +fossero mai seriamente proposti; e diresti che tanta espansione +d'intenzioni pacifiche dall'Austria al ministero inglese non avesse +intento, passati i primi terrori, da quello in fuori di allettare, senza +compromettersi con comunicazioni dirette, il Piemonte. Soltanto il 13 +giugno un armistizio fu proposto da Wessemberg al conte Casati, con basi +di pace risguardanti il solo Lombardo; ma non tendeva che a dare un po' +di tempo ai rinforzi; e il 18 un dispaccio di Ponsomby avvertiva +Palmerston che Radetzky, al quale era stato commesso dal Wessemberg non +di _conchiudere_ ma di _proporre_ armistizio, dissentiva, +ripromettendosi meglio dall'armi[93]. + +E a questo somma la storia, nota fin qui, della diplomazia di quel +tempo: volpina al solito per parte dell'Austria, nulla per parte del +Piemonte, se non in quanto appajono qua e là indizî d'un mistero che +forse il tempo sciorrà. Il solo incidente che conforti l'animo e +splenda, come gemma nel fango, di mezzo a questa abbietta prosa di +cancellerie, è il subito generoso commoversi della popolazione lombarda +ogni qual volta serpeggiavano rumori d'abbandono di Venezia e di pace +all'Adige. Balzava e ruggiva, come lione addormentato al quale un ferro +rovente marchi a un tratto la fronte. _Guerra per tutti, libertà per +tutti o per nessuno_, era in que' momenti il grido universale, e +proferito con tale energia da far retrocedere ogni governo provvisorio o +regio che avesse in animo di patteggiare. L'idea nazionale si ridestava +potente come ai primi giorni dell'insurrezione. Quei giornalisti +francesi che menarono, non ha molto, romore di parecchî fra i dispacci +citati, e rimproverarono i Lombardi perchè non afferrassero allora +l'áncora di salute d'una pace all'Adige, provarono a un tempo la loro +profonda ignoranza della politica austriaca e il silenzio d'ogni senso +generoso nell'anima loro. Quel rifiuto vale più assai per l'avvenire del +nostro popolo che non dieci regni costituzionali da fondarsi a +beneplacito dell'Austria tra l'Adige e il Po. + +Non so se la pace all'Adige entrasse mai positivamente nei disegni del +re o--dacchè, com'oggi in Torino son due governi, così erano allora nel +campo--d'altri per lui. Ma credo certo che quel fantasma, evocato sin da +principio astutamente dall'Austria, operasse quasi fascino sull'animo +suo, e contribuisse alle lentezze e al mal esito della guerra. A +qualunque guardi, con occhio quanto più vuolsi indulgente, all'insieme e +alle fazioni di quella malaugurata campagna--all'abbandono deliberato +d'ogni impresa in Tirolo e agli sbocchi dell'Alpi--al sagrificio del +Veneto--alla decisione di non muover guerra a Trieste e sul mare--alla +negligenza d'ogni tentativo per sommover l'Illirico e per collegare la +causa d'Italia coll'altre cause nazionali che s'agitavano +nell'impero--all'inazione sistematica dell'esercito prima della resa di +Peschiera, unico trionfo dei regi, e dopo, fino a quasi la metà del +luglio--e ai modi più che cavallereschi e cortesi usati in tutte +occasioni coll'Austria--parrà non foss'altro probabile che Carlo Alberto +tendesse, anche inconscio, a serbarsi per ogni rovescio aperto il +rifugio d'un trattato che, senza infliggergli la vergogna d'abbandonare +un terreno già conquistato, gli avrebbe pur procacciato un ingrandimento +di territorio nella Lombardia. Tristissima e inevitabile conseguenza +anche questa d'una guerra d'indipendenza affidata ad un re. Guerre +siffatte, quando non trovino uomini apostolicamente credenti a guidarle, +vogliono almeno duci che abbiano tutto da conquistare nella vittoria, +tutto da perdere nella disfatta. Carlo Alberto non poteva riuscire a +vittoria assoluta senza giovarsi d'un elemento--l'elemento popolare--che +gli minacciava da lungi il trono; e cadendo, era certo, come ho detto +poc'anzi, di serbarsi la sua corona. + +Se non che per ridurre il popolo ad accettare una pace all'Adige non era +forse che un'unica via: porgli il pugnale del nemico alla gola, +conchiuderla coll'Austriaco alle porte di Milano. E giunto una volta +alle porte di Milano, l'Austriaco avrebbe, schernendo, lacerato ogni +patto segreto in viso al patteggiatore. + +Intanto, la guerra era irremissibilmente perduta; e il decreto della +fusione non fece che affrettar la catastrofe. Il popolo incominciò poco +dopo a destarsi dal sonno delle illusioni e a sentire l'inganno. + +Gli avevano detto che, segnato il contratto, Genova avrebbe dato danaro, +e il Piemonte soldati--e il governo invece andava or più che mai +stimolandolo a sagrificî, e assumendo per la prima volta linguaggio +inquieto. Gli avevano parlato di capitale, e di altro che il Piemonte, +commosso dall'atto fraterno, gli avrebbe consentito con entusiasmo--e +ascoltava invece discussioni esose d'ostilità e di mal celata diffidenza +nella Camera torinese. Gli avevano promesso che, sicuri una volta del +premio, Carlo Alberto e l'esercito avrebbero operato prodigî--e Carlo +Alberto e l'esercito si stavano, dopo resa Peschiera, inerti, immobili +sino al 13 luglio. E le moltitudini cominciarono ad agitarsi, siccome +persona inferma che si desta in accesso di febbre, a tender l'orecchio +sospettoso ai romori che venivan dal campo, alle accuse che i +chiaroveggenti movevano da molto tempo al governo, al gemito dei traditi +del Veneto, e all'_hurrah_ del croato che si spingeva a corsa non +molestata fino ad Asola e a Castel Goffredo. Quasi ogni sera, la piazza +san Fedele, dov'era il palazzo del governo, s'empieva di popolo +chiedente nuove del campo, e quasi ogni sera il Casati ripeteva dalle +finestre le solite frasi «non dubitassero: si vincerebbe: la prossima +resa di Verona ridarebbe le città cadute del Veneto: la bandiera +tricolore sventolerebbe presto sulle mura di Mantova per opera del +magnanimo re e del prode esercito piemontese». Poi, si schermivano +dall'agitazione crescente con decreti di leve, armamenti, ed imprestiti +e con turpi vessazioni di polizia: dannose queste e semenza +d'irritazione; buoni i primi, ma tardi, e mercè la pessima costituzione +del ministero di guerra, inefficaci: mancavano armi, ufficiali, +uniformi, e i primi battaglioni che s'affrettarono al campo sembravano, +per difetto di tutto quel materiale che costituisce ai proprî occhî e +agli altrui il soldato, un'accozzaglia di gente cacciata in guerra +perchè il popolo non tumultuasse. Il popolo che in quella nudità d'ogni +forma guerresca, in quelle vesti e giberne di tela--coperti di tela si +mandavano perfino i destinati alle nevi del Tonale e dello +Stelvio--ravvisava una dimostrazione innegabile della inerzia colpevole +di tre mesi, tumultuava più forte. E allora, alle cento cagioni che +avevano oprato a spegnere l'entusiasmo e le forze popolari +dell'insurrezione, s'aggiunge la diffidenza di tutto e di tutti, e la +parola _tradimento_, fatale a ogni impresa, serpeggiò tra le +moltitudini. A me fu più volte proposto, e da forze ordinate, di +rovesciare il governo e tentar con altri uomini qualche via di salute. +Ed era facile impresa; ma a qual pro? Un subito mutamento di governo in +Milano avrebbe acceso la guerra civile e messo una macchia, agli occhi +dei moltissimi illusi tuttavia nel resto d'Italia, sulla bandiera +repubblicana senza salvare il paese. La fusione pronunciata dava diritto +al re di spedir truppe a _protegger l'ordine_ e il _suo governo_. Noi ci +saremmo trovati a fronte bajonette di fratelli. L'Austriaco, che +s'addensava vigilante, avrebbe profittato dello smembramento delle forze +e delle nostre discordie. E coll'oscillazione inevitabile delle +provincie, sparivano, nei momenti di maggior bisogno, danaro, credito, +armi e materiale di azione al governo che si sarebbe inalzato. Ricusai +dunque sempre e impedii. + +Per noi i fati della guerra erano da lungo segnati. Sapevamo che +l'esercito regio sarebbe rotto e il paese lasciato indifeso; e stanno +nell'_Italia del Popolo_ articoli che pronunziavano, senza grande sforzo +di genio, le cose che accaddero, nè potevano per forza umana impedirsi. +Bensì vagheggiavamo un'ultima speranza; ed era: che da Milano, assalita +dall'armi austriache, risorgesse per impeto di popolo concitato la +guerra lombarda. Milano era ed è città di prodigi. Gli estremi pericoli, +la disperazione d'ogni altro ajuto per la probabile ritirata delle forze +regie al di là delle proprio frontiere e il tuonare del cannone +austriaco alle porte, avrebbero forse rifatto gigante il popolo delle +barricate di marzo. Liberi d'ogni impaccio di governo inetto che sarebbe +stato, da taluno fra' suoi membri infuori, primo alla fuga, liberi +d'ogni terrore di tradimento, liberi sovra tutto della taccia aborrita +di suscitare colla nostra azione risse civili, i repubblicani, che erano +negli ultimi tempi risaliti in influenza tra le moltitudini, avrebbero +ordinato e condotto una tremenda battaglia di popolo nella città. Per +battaglia siffatta abbondavano l'armi, le munizioni ed i viveri. E +l'esercito austriaco avea nemiche alle spalle le popolazioni, e forze +nostre tenevano tutta l'alta Lombardia, l'eroica Brescia, Bergamo, la +Valtellina; e Venezia durava, e le Romagne fremevano, emancipate d'ogni +illusione principesca, sull'altra riva del Po. Una resistenza ostinata +in Milano poteva far riarder l'incendio. E a prepararla si dirigevano +tutti i nostri pensieri, e i legami che stendevamo per le provincie, tra +i corpi lombardi e noi, argomento di continue paure e calunnie a chi +s'ostinava a sconoscerci. Ma tutto questo disegno si fondava sopra una +condizione: _Che Milano fosse lasciata a sè stessa_. E questa condizione +ci fu anch'essa rapita. Il re che aveva perduto il Lombardo-Veneto, +dichiarò, fatalmente, che avrebbe difeso Milano. + +Lo stesso giorno in cui l'esercito piemontese, vittima dell'inscienza +dei capi e di peggio, dopo miracoli di valore inutilmente operati, duce +il Sonnaz, intorno al posto di Volta, entrava in una rotta che dal +Mincio non s'arrestava se non al Ticino, quel Fava, mezzo-letterato, +mezzo-poliziotto, che citammo più sopra in nota, urlava imperterrito per +le vie di Milano vittoria del re magnanimo e migliaja di prigionieri e +trofeo di non so quante bandiere; ond'io, ch'era informato del vero, +ebbi a inviare un amico agli uomini del governo, non più veduti da me +dopo il 12 maggio, per supplicarli che non provocassero, ingannandolo +sino agli estremi, il popolo a ferocia di riazione; se non che erano +ingannati, i più almeno, dall'ambasciata sarda. Le nuove funeste si +diffusero nella giornata; e il governo atterrito e fatto, allora per la +prima volta, consapevole della propria impotenza, ricordò a un tratto +ch'erano in Milano uomini i quali amavano davvero il paese, comechè +repubblicani e in sospetto, due mesi addietro, d'_alleati dell'Austria_. + +Il concentramento del potere per la difesa era necessità universalmente +sentita. Richiesti di nomi, indicammo Maestri, Restelli e Fanti: +repubblicano il primo d'antica data; non repubblicano fino allora il +secondo, e noto a noi per aver lavorato, ma per errore di buona fede, +alla fusione in Venezia: più soldato il terzo che uomo di concetto +politico: tanto a noi premeva esclusivamente la difesa della città e +nulla il trionfo della parte nostra. Erano onesti, vogliosi del bene e +capaci. Superata coll'insistenza l'opposizione del governo al Fanti, al +quale il generale Zucchi ricusava come a più fresco di grado, +ubbidienza, i tre si costituirono, il 28 luglio, comitato di difesa. Il +governo rimase inoperoso, nullo, nelle proprie sale. + +Di mezzo ad errori, conseguenze in parte quasi inevitabili della +condizione anomala creata dalla fusione--e il primo era quello di non +esser solo all'impresa ma d'aver frammisti nelle discussioni ministri e +generali del re--il comitato operò con attività singolare e fece in tre +giorni più assai che non avea fatto il governo in tre mesi. I suoi +provvedimenti stanno registrati nel libro di Cattaneo e in uno scritto +abbastanza noto steso da Maestri e Restelli[94]; nè a me spetta, in +questi rapidi cenni, ridirli. Ma il popolo s'era ridesto a vita sublime; +correva minaccioso le vie esigendo che ricomparissero per ogni dove le +bandiere tricolori quasi disfida al vegnente nemico; apprestava armi e +difese: sentiva l'alito della _sua_ battaglia e lo salutava con una +gioja santamente feroce. Milano in quei giorni era la più eloquente +risposta che dar si potesse a tutte stolide accuse, la più irresistibile +condanna della guerra regia e dei metodi tenuti dai _moderati_. A noi +balzava il core per lietezza insolita e risorgenti speranze. Rinasceva +col popolo la potenza d'amore e d'oblio che avea santificato i primi +giorni dell'insurrezione. + +Illusi e giovenilmente incauti dopo quasi vent'anni di delusioni e +d'esilio! Gl'Italiani avevano peccato contro l'eterno vero e contro la +unità nazionale; e noi dimenticavamo che a ogni colpa tien dietro +inevitabile l'espiazione. + +La notte dal 2 al 3 agosto, Fanti e Restelli si recavano a Lodi par +chiedere a Carlo Alberto quali fossero le sue intenzioni: nol videro, ma +ebbero dichiarazione dal generale Bava «che il re moverebbe a difender +Milano». Vidi Fanti al ritorno e presentii la rovina. Ei dovrebbe or +ricordarsi ch'io lo scongiurava di preparare i disegni della difesa +_come se l'esercito piemontese venisse per girsene_. Egli, militare--_i +fatti posteriori lo hanno pur troppo chiarito_--più ch'altro, e +affascinato dai quaranta mila difensori soldati, sorrideva del mio +scetticismo. + +Il 3, comparve, munito di regio decreto che lo instituiva commissario +militare, un generale Olivieri, il quale con altri due, il marchese +Montezemolo e il marchese Strigelli, s'assumeva, in nome della fusione, +ogni potestà esecutiva. Io vidi i tre, intesi le loro parole alla +moltitudine raccolta sotto il palazzo, rividi Fanti, corsi le vie di +Milano, studiai gli aspetti e i discorsi; e disperai. Il popolo si +credeva salvo; era dunque irrevocabilmente perduto. Lasciai la città, +Dio solo sa con che core, e raggiunsi in Bergamo la colonna di +Garibaldi. + +Il dì dopo, Carlo Alberto entrava in Milano. + +Com'egli recasse la capitolazione con sè e nondimeno promettesse difesa, +e ordinasse incendî d'edificî che potevano giovare al nemico--come il 4 +ei giurasse per sè, pe' suoi figli, e pe' suoi soldati, a una +deputazione della guardia nazionale, e il 5, mentre tutta Milano era un +fremito di battaglia, egli e i suoi dichiarassero a un tratto la +capitolazione un _fatto compito_--come, all'udirlo, la popolazione +ardesse d'immenso furore; e le minaccie al re, le scene del palazzo +Greppi; le nuove promesse parlate e scritte di Carlo Alberto ch'egli, +commosso dall'unanime volere del popolo, combatterebbe fino alla morte; +e quasi a un tempo, la fuga segreta e codarda, con tali particolari da +infamare in perpetuo la monarchia--sono cose da vedersi documentate +nella relazione del comitato di difesa e nel tremendo capitolo, +intitolato _La consegna_, del libro di Cattaneo. Poco importa appurare +se il re tradisse o non tradisse, o da quando avesse data il tradimento, +suo o d'altri: poco importa la lapide d'infamia che la storia potrebbe +scrivere ad uno o ad altro individuo. Esce ben altro da quei ricordi. E +chi non legge in quelle pagine della passione d'un popolo che fu grande, +era grande e vuole esser grande, l'IMPOTENZA ASSOLUTA DELLA MONARCHIA, +la morte di tutte illusioni dinastiche, aristocratiche e _moderate_, non +ha intelletto nè core, nè amor vero d'Italia, nè speranza mai +d'avvenire. + +Una piccola bandiera di compagnia, colle parole DIO E IL POPOLO, +s'inalzava per alcune ore in Monza, di fronte a quell'immenso spettacolo +di monarchia fuggente e di popolo abbandonato, tra i prodi che nella +legione Garibaldi seguivano Giacomo Medici--ed io, trascelto +dall'affetto di quei giovani, la portava. Era la bandiera della nuova +vita sorgente tra le rovine d'un periodo storico; e sei mesi dopo +splendeva di bella luce, quasi programma dell'avvenire italiano +dall'alto del Campidoglio. + +Caduta Milano, era caduta la Lombardia. Frutto anch'esso delle abitudini +tradizionali monarchiche e dei canoni della guerra regia, durava +inviscerato negli animi--e, per prova più recente, tuttavia dura--il +pregiudizio che nei fatti della capitale concentra i fatti dell'intero +paese. La capitale è dovunque splende sorretta da cittadini devoti alla +libera vita o alla bella morte e più energicamente difesa, la bandiera +della nazione. Ma allora, questa verità non era sentita, e d'altra +parte, la provincia era tuttavia indebolita dalle fresche scissioni +della fusione, e gli uomini che avrebbero potuto perpetuare la guerra +nella parte montagnosa della Lombardia e guardare a Venezia siccome a +capitale dei paesi lombardo-veneti, Durando, Griffini ed altri, erano +generali del re, stretti ad un patto ignominioso di resa, e, dati i +luoghi forti in mano al nemico, maneggiarono in modo da spegnere ogni +possibilità di resistenza e condurre, taluni con fogli di via segnati da +penna austriaca, i volontarî del marzo in Piemonte. Garibaldi solo resse +quanto umanamente potevasi: poi cesse, ultimo e senza transazione, alla +piena. + +La meschina storia dei _moderati_ sardo-lombardi non finì colla resa. +Come lombrico troncato in due, seguirono ad agitarsi impotenti e senza +speranza di vita: la coda--il governo provvisorio trasformato in +consulta--verso il Lombardo-Veneto; la testa, il gabinetto torinese e +gli uomini della confederazione principesca, verso il centro d'Italia, +dove il pensiero nazionale, cacciato dal nord, s'era ridotto e +rinvigoriva. Non potendo tentar di giovare, si diedero deliberatamente a +nuocere; non potendo _fare_, lavorarono a _disfare_ l'altrui. Operarono +ed operano dissolvendo. Ma non entra nel mio disegno seguirne i raggiri +e le mosse. L'azione funesta che taluni fra loro, riconciliati +apparentemente e pentiti, tentarono esercitare in Venezia--le mene che, +affascinando parecchî uomini nostri, contribuirono potentemente al mal +esito del tentativo che da Val d'Intelvi doveva riaccendere +l'insurrezione in tutta l'alta Lombardia--le menzognere speranze che +introdussero il dissolvimento nell'emigrazione lombarda--i progetti +d'invasione in Toscana--l'opposizione, coronata di successo pur troppo, +alla unificazione del centro--e da ultimo la rotta infamissima di +Novara--potrebbero formare, e formeranno forse un dì o l'altro, una +pagina addizionale a questi miei cenni, come i documenti, che si +preparano per la stampa nella Svizzera italiana, faranno commento a più +cose accennate qui appena di volo. Per ora basta così; e l'animo +affaticato di ravvolgersi per entro a codesto fango ha bisogno di +riconfortarsi levandosi a contemplar l'avvenire. Oggi ancora i +superstiti fra i _moderati_, smembrati in più frazioni a seconda dei +concettucci e delle ambizioncelle locali, lavorano fra le tenebre, gli +uni a sedurre, se valessero, la povera Lombardia a nuove illusioni, a +nuove trame monarchico-piemontesi, gli altri a suscitar congiure innocue +in Toscana a favore d'uomini che combattono in Piemonte le libere +tendenze delle popolazioni, altri ancora a giovarsi dell'aborrimento +comune al governo sacerdotale per proporre--vera profanazione del +concetto escito da Roma--uno smembramento alle provincie romane +e--servendo, forse inavvedutamente, alle mire dell'Austria--una +_fusione_ collo Stato del duca di Modena! Ma siffatte mene, basta +svelarle perchè non riescano--e se gl'Italiani, dopo la guerra regia del +1848, dopo la rotta di Novara, dopo la provata impotenza e peggio dei +capi della fazione da un lato--dopo i miracoli di valore e costanza +popolare operati in Roma e Venezia dall'altro--tentennassero ancora +nella scelta fra le due bandiere--sarebbero veramente indegni di +libertà. + +No; gl'insegnamenti scritti negli ultimi due anni con lagrime di madri e +sangue di prodi non possono andar perduti. La prova è compita. Gli +uomini d'intelletto traviato o perverso, che hanno voluto applicare alla +nascente Italia una dottrina sperimentata venti o trenta anni addietro e +trovata inefficace anche in Francia, possono per breve tempo ancora +creare modificazioni ministeriali, ordire raggiri, sedurre, +ingannandoli, pochi uomini inesperti d'ogni politica o paurosi; ma non +terranno più mai, con qualunque nome s'ammantino, le redini del moto +italiano. Mancavano ad essi, fin da quando usurpavano la direzione del +moto, i diritti che danno all'altrui fiducia le forti radicate credenze: +si dichiaravano uomini d'_opportunità_, di transazioni a tempo, di +menzogne che diceano utili. Mancano oggi anche i pretesti che potevano, +anni sono, desumersi ai loro metodi dalle condizioni europee. + +Le condizioni europee sono da due anni visibilmente, innegabilmente +mutate. La questione ferveva un tempo fra il dispotismo e la monarchia +temperata; freme in oggi fra la monarchia e il principato. Grido +repubblicano sarà, da dove che sorga, il primo grido rivoluzionario. +Alla rivoluzione italiana, se intende a farsi forte d'alleanza col moto +europeo, è dunque forza d'essere repubblicana. Tutte le utopie +_moderate_ non daranno un solo amico nè scemeranno un nemico alla causa +italiana. + +In Italia, caduto Pio IX, caduto Carlo Alberto, e dopo la parola escita +da Roma, non esiste più nè può esistere, giova ripeterlo, che un solo +partito: il PARTITO NAZIONALE. + +E la fede politica di questo partito nazionale si compendia nei pochi +seguenti principî: + +L'Italia vuole esser NAZIONE: per sè e per altrui: per diritto e dovere; +diritto di vita collettiva, d'educazione collettiva--dovere verso +l'umanità, nella quale essa ha una missione da compiere, verità da +promulgare, idee da diffondere. + +L'Italia vuole essere nazione una: una, non d'unità napoleonica, non +d'esagerato concentramento amministrativo che cancelli a beneficio d'una +metropoli e d'un governo la libertà delle membra; ma di unità di patto, +d'assemblea interprete del patto, di relazioni internazionali, di +eserciti, di codici, d'educazione, armonizzata coll'esistenza di regioni +circoscritte da caratteristiche locali e tradizionali e colla vita di +grandi e forti comuni, partecipanti quanto più è possibile coll'elezione +al potere e dotati di tutte le forze necessarie a raggiunger l'intento +dell'associazione e il cui difetto li rende oggidì impotenti o +necessariamente servi al governo centrale. L'autonomia degli Stati +attuali è un errore storico. Gli Stati non sorsero per vitalità propria +e spontanei, ma per arbitrio di signoria straniera e domestica. La +confederazione fra Stati siffatti spegnerebbe ogni potenza di missione +italiana in Europa, educherebbe gli animi a funeste rivalità, +conforterebbe ambizioni; e tra queste e le influenze inevitabili di +governi stranieri diversi si cancellerebbe presto o tardi la concordia e +la libertà. + +L'Italia vuole essere nazione di liberi ed eguali: nazione di fratelli +associati a malleveria di progresso comune. Santo è per essa il +pensiero: santo il lavoro: santa la proprietà che il lavoro crea: santo +e misurato dai doveri compiuti il diritto al libero sviluppo dalle +facoltà e delle forze, del senno e del core. + +Il problema italiano, come quello dell'umanità, è problema d'educazione +morale. L'Italia vuole che tutti i suoi figli diventino progressivamente +migliori. Essa venera la virtù e il genio, non la ricchezza, o la forza: +vuole educatori e non padroni: il culto del vero, non della menzogna o +del caso. Essa _crede_ in Dio e nel popolo: non nel papa e nei re. + +E perchè popolo sia, è necessario che conquisti, coll'azione e col +sagrificio, coscienza de' suoi doveri e de' suoi diritti. La +indipendenza, cioè la distruzione degli ostacoli interni ed esterni che +s'attraversano all'ordinamento della vita nazionale, deve dunque +raggiungersi, non solamente pel popolo, ma dal popolo. Battaglia di +tutti, vittoria per tutti. + +L'insurrezione è la battaglia per conquistare la rivoluzione, cioè la +nazione. L'insurrezione deve dunque essere _nazionale_: sorgere +dappertutto colla stessa bandiera, colla stessa fede, collo stesso +intento. Dovunque sorga, essa deve sorgere in nome di tutta Italia, nè +arrestarsi finchè non sia compita l'emancipazione di tutta Italia. + +L'insurrezione finisce quando la rivoluzione comincia. La prima è +guerra, la seconda manifestazione pacifica. L'insurrezione e la +rivoluzione devono dunque governarsi con leggi e norme diverse. A un +potere concentrato in pochi uomini scelti dal popolo insorto per +opinione di virtù, d'ingegno, di provata energia, spetta sciogliere il +mandato dell'insurrezione e vincer la lotta: al solo popolo, ai soli +eletti da lui, spetta il governo della rivoluzione. Tutto è provvisorio +nel primo periodo: affrancato il paese dal mare all'Alpi, la COSTITUENTE +NAZIONALE raccolta in ROMA, metropoli e città sacra della nazione, dirà +all'Italia e all'Europa il pensiero del popolo. E Dio benedirà il suo +lavoro. + +Al partito nazionale appartengono quanti accettano queste basi. Al di +fuori non sono nè possono essere che _fazioni_: brulicano senza vera +vita; possono guastare e corrompere, non creare. + +Creare. Creare _un_ popolo! È tempo, o giovani, d'intendere quanto +grande e santa e religiosa sia l'opera che Dio v'affida. Nè può +compiersi per vie torte di raggiri cortigianeschi o menzogne di dottrine +foggiate a tempo o patti disegnati a rompersi dai contraenti appena +s'affacci occasione propizia; ma soltanto per lungo esercizio e +insegnamento vivo alle moltitudini di virtù severe, per sudori d'anima e +sagrifizî di sangue, colla predicazione insistente della verità, +coll'audacia della fede, coll'entusiasmo solenne, perenne, irremovibile +e più forte d'ogni sventura, che alberga nel petto ad uomini ai quali +unico padrone è Dio, unico mezzo è il popolo, unica via è la linea +diritta, unico intento l'avvenire d'Italia. Siate tali e non temete +d'ostacoli. Ma cacciate i trafficatori di consulte o di portafogli dal +tempio. Respingete inesorabili i Machiavellucci d'anticamera, i +diplomatici in aspettativa che s'insinuano nelle vostre file a +susurrarvi progetti di corti amiche, di principi emancipatori; che +possono essi darvi oggimai se non illusioni ridicole e fomite a +smembrare l'unità del partito nazionale e germi di corruttela? Essi +tennero or son due anni tutte le forze e l'anima della nazione fra le +loro mani, un re che i milioni salutavano conquistatore d'indipendenza, +un papa che i milioni veneravano iniziatore di libertà--e v'hanno dato +l'armistizio di Salasco e la disfatta di Novara: rovina e vergogna: +oggi, fantocci nelle mani d'altri cortigiani, d'altri diplomatici più +avveduti, per lunga pratica d'inganni e tristizie, che non son essi, non +possono nemmeno rievocar quei fantasmi, e son ridotti a librarsi fra un +duca di Modena e il principe che firmò la pace coll'Austria. E +s'avvicina tale un conflitto fra i due principî in Europa, che farà di +principini, cospiratori segreti monarchici e concettucci di fusioni +pigmee, quello che l'uragano fa delle margheritine del prato. + +La _guerra regia_ ha dato un grave insegnamento ai Lombardi, e imposto +un obbligo severo al Piemonte. + +I Lombardi sanno ora che il segreto dell'emancipazione è per essi +un _problema di direzione_. Se essi non avessero, per cieca +devozione a un'apparenza di forza, messo i traditori nel proprio +campo--s'essi avessero fidato più nell'Italia che non nel _re_ di +Piemonte--se avessero conferito il mandato di guerra, anzichè a +una congrega di cortigiani, ad uomini come quelli che avean +diretto l'insurrezione--vincevano. Le giornate di marzo possono e +devono rifarsi quando che sia. Ricordino essi allora l'insegnamento. + +I Piemontesi hanno l'obbligo di provare all'Italia e all'Europa che essi +sono Italiani e non servi d'una famiglia di re, ch'essi mossero alle +battaglie nei piani lombardi, non come cieco stromento di voglie +ambiziose d'un uomo o di pochi raggiratori, ma come apostoli armati del +più bel concetto che Dio possa spirare nei petti umani: la creazione +d'un popolo, la libertà della patria. Hanno l'obbligo di provare ch'essi +non furono nè codardi nè ingannatori, ma ingannati essi pure e vinti per +colpe altrui. Hanno l'obbligo di lacerar quel trattato che li accusa +impotenti, di restituire all'esercito l'antica fama immeritamente +perduta, di cancellare nel sangue nemico la vergogna della disfatta, e +dire ai loro fratelli dubbiosi: _noi_ siam la spada d'Italia. Sia la +loro bandiera quella di ventisei milioni di liberi: sia la loro parola +di riscossa: ROMA e MILANO, unità e indipendenza; sia il loro esercito +la prima legione dell'esercito nazionale. Ben altra gloria è codesta che +non quella d'essere frammento regio senza base e senza avvenire, +continuamente oscillante mercè regnatori deboli o tristi, fra la +minaccia dell'Austria e il giogo de' gesuiti. + +Compiano la Lombardia e il Piemonte il debito loro. Roma e l'Italia non +falliranno all'impresa. + + + + + ATTI + + DELLA REPUBBLICA ROMANA + + +I. + +(La repubblica romana fu proclamata dall'Assemblea eletta dal suffragio +universale il 9 febbrajo 1849. Il 24, i membri detti della Montagna +nella Costituente Francese scrissero un indirizzo di congratulazione +fraterna e promessa d'ajuto alla Costituente romana. A quell'indirizzo +io, per mandato dell'Assemblea, risposi col seguente.) + + CITTADINI! + +Il vostro indirizzo ci è giunto in un momento solenne, alla vigilia +della battaglia[95]. E noi v'attingeremo nuove forze, nuovi +incoraggiamenti per la santa lotta che sta per aprirsi. La Francia ha +fatto grandi cose nel mondo: voi avete patito, sperato, combattuto per +la umanità, e ogni voce che venga da voi ci impone doveri che, +coll'ajuto di Dio, noi sapremo compiere. + +Voi intendeste, cittadini, quanto ha di nobile, di grande, di +provvidenziale questa bandiera di rinnovamento ondeggiante sulla città +che racchiude il Campidoglio e il Vaticano: il Diritto eterno fatto +forte d'una nuova consecrazione: un terzo mondo sorgente, nel nome di +Dio e del Popolo, sulle rovine di due mondi spenti: un'Italia, che sarà +sorella alla Francia, rompente il coperchio della sua sepoltura per +chiedere, in nome d'una missione da compirsi, il diritto di cittadinanza +nella federazione dei popoli. Voi intendeste che i nostri cuori sono +puri d'odio e d'intolleranza, che noi stiamo compiendo un'opera d'amore +e di miglioramento umano; e che, rivendicando i nostri diritti senza +violar la credenza, separando, come noi lo abbiam fatto, il papa dal +principe, abbiamo assunto l'obbligo di non contaminare quest'opera col +contatto delle basse passioni e delle codarde vendette che una stampa +corrotta o ingannata s'ostina a rimproverarci. Quest'obbligo, noi lo +atterremo: parole come le vostre ci compensano di molte calunnie, ci +rassicurano contro molte insidie coperte. Noi sappiamo che voi +illuminerete i vostri concittadini sul carattere della nostra +rivoluzione, e che manterrete per noi quel diritto alla vita nazionale +che voi primi avete proclamato e conquistato. + +Non v'è che un sole in cielo per tutta la terra: non v'è che uno scopo, +una legge, una sola credenza, _associazione, progresso_, per tutti quei +che la popolano. Come voi, noi combattiamo pel mondo intero, noi siamo +tutti fratelli, noi rimarremo tali checchè si faccia. + +Fidate in noi: noi fidiamo in voi. Se mai nella crisi che stiamo per +attraversare, le forze ci mancassero, noi ricorderemo le vostre +promesse; vi grideremo: _Fratelli, l'ora è giunta, sorgete_, e vedremo i +vostri volontarî ad accorrere. Insieme combattemmo sotto l'Impero: +insieme combatteremo un'altra volta a pro di quanto v'ha di più sacro +per gli uomini: Dio, Patria, Libertà, Repubblica, Santa Alleanza dei +Popoli. + + +II. + +(Il 29 marzo ebbe luogo l'elezione del Triumvirato, del quale io feci +parte e che pubblicò il seguente programma.) + + CITTADINI! + +Da cinque giorni noi siamo rivestiti d'un sacro mandato dall'Assemblea. +Abbiamo maturamente interrogato le condizioni del paese, quelle della +patria comune, l'Italia, i desiderî dei buoni, e la nostra coscienza; ed +è tempo che il popolo oda una voce da noi; è tempo che per noi si dica +con quali norme generali noi intendiamo soddisfare al mandato. + +Provvedere alla salute della repubblica; tutelarla dai pericoli interni +ed esterni; rappresentarla degnamente nella guerra dell'indipendenza: +questo è il mandato affidatoci. + +E questo mandato significa per noi non solamente venerazione a una +forma, a un nome, ma al _principio_ rappresentato da quel nome, da +quella forma governativa; e quel _principio_ è per noi un principio +d'amore, di maggiore incivilimento, di progresso fraterno con tutti e +per tutti, di miglioramento morale, intellettuale, economico per la +universalità dei cittadini. La bandiera repubblicana inalzata in Roma +dai rappresentanti del popolo non esprime il trionfo d'una frazione di +cittadini sopra un'altra; esprime un trionfo comune, una vittoria +riportata da molti, consentita dalla immensa maggiorità, del principio +del bene su quello del male, del diritto comune sull'arbitrio dei pochi, +della santa eguaglianza che Dio decretava a tutte le anime, sul +privilegio e sul dispotismo. Noi non possiamo essere repubblicani senza +essere e dimostrarci migliori dei poteri rovesciati per sempre. + +Libertà e Virtù, Repubblica e Fratellanza devono essere inseparabilmente +congiunte. E noi dobbiamo darne l'esempio all'Europa. La repubblica in +Roma è un programma italiano: una speranza, un avvenire pei ventisei +milioni d'uomini fratelli nostri. Si tratta di provare all'Italia e +all'Europa che il nostro grido _Dio e il Popolo_ non è una menzogna--che +l'opera nostra è in sommo grado religiosa, educatrice, morale--che false +sono le accuse d'intolleranza, d'anarchia, di sommovimento avventate +alla santa bandiera, e che noi procediamo, mercè il principio +repubblicano, concordi come una famiglia di buoni, sotto il guardo di +Dio e dietro alle inspirazioni dei migliori per Genio e Virtù, alla +conquista dell'ordine vero, Legge e Forza associate. + +Così intendiamo il nostro mandato. Così speriamo che tutti i cittadini +lo intenderanno a poco a poco con noi. Noi non siamo governo di un +partito; ma governo della nazione. La nazione è repubblicana. La nazione +abbraccia quanti in oggi professano sinceri la fede repubblicana, +compiange ed educa quanti non ne intendono la santità; schiaccia nella +sua onnipotenza di sovranità quanti tentassero violarla con ribellione +aperta o mene segrete provocatrici di risse civili. + +Nè intolleranza, nè debolezza. La repubblica è conciliatrice ed +energica. Il governo della repubblica è forte; quindi non teme; ha +missione di conservare intatti i diritti e libero il compimento dei +doveri d'ognuno: quindi non s'inebria di una vana e colpevole securità. +La nazione ha vinto; vinto per sempre. Il suo governo deve avere la +calma generosa e serena e non deve conoscere gli abusi della vittoria. +Inesorabile quanto al principio, tollerante e imparziale cogli +individui: nè codardo nè provocatore: tale dev'essere un governo per +esser degno dell'instituzione repubblicana. + +Economia negli impieghi; moralità nella scelta degli impiegati; +capacità, accertata dovunque si può per concorso, messa a capo di ogni +ufficio, nella sfera amministrativa. + +Ordine e severità di verificazione e censura nella sfera finanziaria, +limitazione di spese, guerra a ogni prodigalità, attribuzione d'ogni +denaro del paese all'utile del paese, esigenza inviolabile d'ogni +sacrificio ovunque le necessità del paese la impongano. + +Non guerra di classi, non ostilità alle ricchezze acquistate, non +violazioni improvvide o ingiuste di proprietà; ma tendenza continua al +miglioramento materiale dei meno favoriti dalla fortuna, e volontà ferma +di ristabilire il credito dello Stato, e freno a qualunque egoismo +colpevole di monopolio, d'artificio, o di resistenza passiva, +dissolvente o procacciante alterarlo. + +Poche e caute leggi; ma vigilanza decisa sull'esecuzione. + +Forza e disciplina d'esercito regolare sacro alla difesa del paese, +sacro alla guerra della nazione per l'indipendenza e per la libertà +dell'Italia. + +Sono queste le basi generali del nostro programma: programma che +riceverà da noi sviluppo più o meno rapido a seconda dei casi, ma che, +intenzionalmente, noi non violeremo giammai. + +Recenti nel potere, circondati d'abusi spettanti al governo caduto, +arrestati a ogni passo dagli effetti dell'inerzia e delle incertezze +altrui, noi abbiamo bisogno di tolleranza da tutti; bisogno sovra ogni +cosa che nessuno ci giudichi fuorchè sulle opere nostre. Amici a quanti +vogliono il bene della patria comune, puri di core se non potenti di +mente, collocati nelle circostanze più gravi che sieno mai toccate ad un +popolo e al suo governo, noi abbiamo bisogno del concorso attivo di +tutti, del lavoro concorde, pacifico, fraterno di tutti. E speriamo +d'averlo. Il paese non deve nè può retrocedere: non deve nè vuole cadere +nell'anarchia. Ci secondino i buoni; Dio, che ha decretato Roma risorta +e l'Italia nazione, ci seconderà. + + _5 aprile 1849._ + + +III. + +Considerando che dovere e tutela di una bene ordinata repubblica è il +provvedere al progressivo miglioramento delle classi più disagiate; + +Considerando che tra i primi miglioramenti è quello di emancipare molte +famiglie dai danni di abitazioni troppo ristrette e insalubri; + +Considerando che mentre la repubblica studierà modo di destinare locali, +tanto in Roma, che nelle provincie, ad uso delle famiglie indigenti, è +opera intanto di moralità repubblicana cancellare le vestigia +dell'iniquità, consacrando a beneficenza quanto la passata tirannide +destinava a tormento, l'Assemblea Costituente, proponenti i Triumviri, +decreta: + +1.º L'edificio, che già serviva al Santo Ufficio, resta fin d'ora +destinato ad abitazione di famiglie o individui che vi saranno +alloggiati contro tenui pigioni mensili e posticipate. + +2.º È instituita una commissione, composta di tre rappresentanti del +popolo e due ingegneri civili, per provvedere sollecitamente alla +esecuzione del presente decreto: + +a) Ricevendo le instanze delle famiglie e degli individui di Roma, che +chiedessero alloggio nel suddetto locale, e secondando di preferenza le +domande di chi saprà comprovare maggiori bisogni. + +b) Facendo eseguire nel locale quei lavori d'innovazione, che troverà +necessarî per renderlo adatto alla nuova destinazione. + +c) Fissando mano mano a coloro, di cui saranno secondate le instanze, i +locali di abitazione, determinando la pigione che dovranno pagare gli +alloggiati, e mettendoli in fatti nel possesso del rispettivo alloggio. + +d) Formulando un regolamento per l'interna disciplina del locale, per la +regolare gestione amministrativa, e per la conservazione del medesimo. + +3.º Non potranno aver luogo in nessun tempo e in nessun modo i +subaffitti delle accennate abitazioni. + +4.º La commissione, incominciando dal giorno 9 corrente, siederà nel +locale suddetto per dare immediato adempimento al proprio mandato. + + _14 aprile 1849._ + + +IV. + +Considerando che a rendere più prezioso il lavoro agricolo, sollevare +una classe numerosa benemerita e mal retribuita, affezionarla alla +patria ed al buono ordinamento della grande riforma, promoverne la +moralità e il benessere materiale, migliorare in una parola ugualmente +il suolo e gli uomini colla emancipazione dell'uno e degli altri, non +v'è spediente più congruo e urgente di quello di ripartire una grande +porzione della vasta possidenza rustica, posta o da porsi sotto +amministrazione demaniale, dividendola in piccole porzioni enfiteutiche +da assegnarsi ciascuna, sotto un discreto censo annuo a favore dello +Stato, in ogni tempo redimibile, a una o a poche famiglie dei più poveri +coltivatori, con quelle regole e condizioni che si stabiliranno per la +più pronta, ed insieme più giusta e stabile esecuzione d'un disegno così +salutare, è decretato: + +Art. 1.º Una grande quantità de' beni rustici provenienti dalle +corporazioni religiose, o altre mani-morte di qualsivoglia specie, che +in tutto il territorio della repubblica sono o saranno posti sotto +amministrazione del Demanio, verranno nel più breve termine ripartiti in +tante porzioni sufficienti alla coltivazione di una o più famiglie del +popolo sfornite d'altri mezzi, che le riceveranno in enfiteusi libera e +perpetua col solo peso di un discreto canone verso l'amministrazione +suddetta, il quale sarà essenzialmente e in ogni tempo redimibile +dall'enfiteuta. + +Art. 2.º Un regolamento particolare specificherà distintamente il modo +di procedere all'attuazione di questa salutare provvidenza. + +Art. 3.º Sui fondi urbani altresì, della stessa provenienza e qualità, +verranno prese analoghe misure ad oggetto di rendere più comodo e meno +dispendioso l'alloggio del povero. + +Art. 4.º Rimangono ferme le disposizioni annunciate sulla congrua +dotazione del culto, del ministero pastorale dei parrochi e degli +stabilimenti di pubblico interesse, sia coi beni in natura, sia col +prodotto delle corrisponsioni enfiteutiche, sia con altri mezzi del +pubblico, del provinciale e del municipale patrimonio. + +I ministri delle finanze e dell'interno sono incaricati, ciascuno +rispettivamente, della esecuzione della presente legge. + + _15 aprile 1849._ + + +V. + +Considerando: + +Che intento continuo delle instituzioni repubblicane dev'essere un +miglioramento progressivo nelle condizioni economiche dei più; + +Che il prezzo alto del sale reca offesa all'agricoltura, alla +pastorizia, alla pesca, alla mezzana e piccola industria, ai commerci e +alla salute del povero; + +Che il modo attuale di percezione dell'imposta sul sale concentra +ingiustamente nelle mani di un solo affittuario tutti i beneficî che il +libero commercio di quella derrata procaccierebbe alla mezzana e piccola +industria; + +Che ogni affitto delle rendite pubbliche, costituendo uno Stato nello +Stato, equivale ad uno smembramento della sovranità, e accenna a una +incapacità del governo d'amministrare da per sè stesso gli interessi +sociali; + +Il Triumvirato decreta: + +Art. 1.º È abolito l'appalto dei sali noto col nome di Amministrazione +cointeressata. + +Art. 2.º La tassa sul sale di ogni genere è fissata ad un bajocco per +ogni libbra romana. + +Art. 3.º Il Triumvirato provvederà, all'uopo mediante requisizione del +materiale e delle scorte, ad assicurare che non venga interrotto il +servizio pubblico. + +Art. 4.º Il Triumvirato provvederà pure a che l'esazione del dazio non +sia d'impedimento alla libera produzione ed al libero commercio del +sale. + +Le ragioni dell'attuale amministrazione saranno prese in considerazione +pei compensi che fossero riconosciuti di diritto dietro regolare e +generale liquidazione, da operarsi da una commissione nominata dai +rappresentanti del popolo. + +Il presente decreto avrà esecuzione dopo 24 ore dalla sua pubblicazione +in ogni punto della repubblica. + +I ministri dell'interno e delle finanze sono incaricati, per ciò che li +riguarda, dell'esecuzione del presente decreto. + + _15 aprile 1849._ + + +VI. + + ROMANI! + +Un intervento straniero minaccia il territorio della repubblica. Un +nucleo di soldati francesi s'è presentato davanti a Civitavecchia. + +Qualunque ne sia l'intenzione, la salvezza del principio liberamente +consentito dal popolo, il diritto delle nazioni, l'onore del nome +romano, comandano alla repubblica di resistere. + +La repubblica resisterà. È necessario che il popolo provi alla Francia e +al mondo che non è popolo di fanciulli, ma popolo d'uomini e d'uomini +che un tempo diedero leggi e incivilimento all'Europa. È necessario che +nessuno possa dire: _i Romani vollero, ma non seppero essere liberi_. È +necessario che la nazione francese impari, dalla nostra resistenza, +dalle nostre dichiarazioni, dal nostro contegno, la ferma nostra +decisione di non soggiacere più mai al governo aborrito che rovesciammo. + +Il popolo lo proverà. Chi pensa altrimenti disonora il popolo e tradisce +la patria. + +L'Assemblea è in permanenza. Il Triumvirato adempirà, checchè avvenga, +al proprio mandato. + +Ordine, calma solenne, energia concentrata. Il governo vigila +inesorabile su qualunque tentasse di travolgere il paese nell'anarchia o +d'operare a danno della repubblica. + +Cittadini, ordinatevi, stringetevi intorno a noi; Dio e il Popolo, la +legge e la forza trionferanno. + + _25 aprile 1849._ + +(Stesi a un tempo la protesta che l'Assemblea costituente mandò lo +stesso giorno al generale Oudinot.) + +L'Assemblea romana, commossa dalla minaccia d'invasione del territorio +della repubblica, conscia che questa invasione, non provocata dalla +condotta della repubblica verso l'estero, non preceduta da comunicazione +alcuna da parte del governo francese, eccitatrice di anarchia in un +paese che tranquillo e ordinato riposa nella coscienza dei proprî +diritti e nella concordia dei cittadini, viola a un tempo il diritto +delle genti, gli obblighi assunti dalla nazione francese nella sua +costituzione e i vincoli di fratellanza che dovrebbero naturalmente +annodare le due repubbliche, protesta in nome di Dio e del Popolo contro +l'inattesa invasione, dichiara il suo fermo proposito di resistere e +rende mallevadrice la Francia di tutte le conseguenze. + + +VII. + +Considerando che i voti religiosi non costituiscono se non una relazione +morale tra la coscienza e Dio; + +Considerando che la società civile non può, quanto a sè stessa, +intervenire coi suoi mezzi d'azione estrinseci e materiali nella sfera +dei doveri spirituali; + +Considerando che la vita e le facoltà dell'uomo appartengono di diritto +alla società e al paese in cui la provvidenza lo ha posto; + +Considerando che la società non può riconoscere promesse irrevocabili +che le involano e restringono in certi limiti la volontà e l'azione +dell'uomo; + +Il Triumvirato decreta: + +La società non riconosce perpetuità di voti particolari ai differenti +ordini religiosi così detti regolari. + +È in facoltà d'ogni individuo, facente parte di un ordine religioso +regolare qualunque, di sciogliersi da quelle regole all'osservanza delle +quali s'era obbligato con voto entrando in religione. + +Lo Stato protegge contro ogni opposizione o violenza le persone che +intendessero profittare del presente decreto. + +Lo Stato accoglierà con gratitudine tra le file delle sue milizie quei +religiosi che vorranno colle armi difendere la patria, per la quale +finora hanno inalzato preghiere a Dio. + +Il presente decreto verrà letto da un commissario governativo a tutti i +religiosi riuniti in piena comunità nei rispettivi conventi. + + _27 aprile 1849._ + + +VIII. + +(Il decreto del 15 aprile aveva promesso di ripartire gran parte delle +terre incolte appartenenti a corporazioni religiose od a mani-morte e +divenute, per decisione dell'Assemblea del 21 febbrajo, proprietà della +Repubblica. Il decreto seguente provvedeva alla esecuzione.) + +Il Triumvirato decreta: + +Art. 1.º Ogni famiglia povera, composta almeno di tre individui, avrà a +coltivazione una quantità di terra capace del lavoro di un pajo di buoi, +corrispondente ad un buon rubbio romano, cioè due quadrati censuarî, +pari a metri quadrati ventimila. + +Art. 2.º I vigneti saranno dati a coltura all'individuo senza che sia +richiesta la famiglia, e verranno divisi in ragione della metà della +indicata misura. + + _27 aprile 1849._ + + +IX. + +Credendo nelle generose virtù dei Romani come nel loro valore; + +Conscî che, sebbene deciso a difendere fino agli estremi contro ogni +invasione l'indipendenza della sua terra, il popolo di Roma non rende +mallevadore il popolo di Francia degli errori e delle colpe del suo +governo; + +Fidando illimitatamente nel popolo e nella santità del principio +repubblicano; + +Il Triumvirato decreta: + +Gli stranieri, e segnatamente i Francesi dimoranti pacificamente in +Roma, sono posti sotto la salvaguardia della nazione. + +Sarà considerato come reo di leso onore romano qualunque proponesse far +loro oltraggio o molestia. + +Il governo invigilerà a che nessun d'essi trasgredisca i doveri +dell'ospitalità. + + _28 aprile 1849._ + + +X. + + ROMANI! + +Un corpo d'esercito napoletano, trapassate le frontiere, accenna muovere +alla volta di Roma. + +Suo intento è ristabilire il papa padrone assoluto nel temporale. Sue +armi sono la persecuzione, la ferocia, il saccheggio. S'asconde tra le +sue file il re, al quale l'Europa ha decretato il nome di Bombardatore +dei proprî sudditi. E gli stanno intorno i più inesorabili fra i +cospiratori di Gaeta. + +Romani! Noi abbiamo vinto i primi assalitori; noi vinceremo i secondi. + +Il sangue dei migliori tra i patrioti napoletani, il sangue dei nostri +fratelli della Sicilia, pesano sulla testa del re traditore. Dio, che +accieca i perversi, e dà forza ai difensori del diritto, vi sceglie, o +Romani, a vendicatori. + +Sia fatta la volontà della patria e di Dio! + +In nome dei diritti che spettano ad ogni paese, in nome dei doveri che +spettano a Roma verso l'Italia e l'Europa--in nome delle madri italiane +che hanno maledetto a quel re, e delle madri romane che benediranno ai +difensori dei loro figli--in nome della nostra libertà, del nostro +onore, della nostra coscienza--in nome di Dio e del Popolo--resisteremo. +Resisteremo, milizia e popolo, capitale e provincia. Sia Roma +inviolabile come l'eterna giustizia. Noi abbiamo imparato che basta per +vincere il non temer di morire. Viva la Repubblica! + + _2 maggio 1849._ + + +XI. + + POPOLI DELLA REPUBBLICA! + +Le truppe napoletane hanno invaso il vostro terreno, e marciano su Roma. + +Cominci la guerra del popolo. + +Roma farà il suo dovere. Le provincie facciano il loro. + +Il momento è giunto per uno sforzo supremo. Per quanti credono nella +dignità dell'anima loro immortale, nell'inviolabilità dei loro diritti, +nella santità dei giuramenti, nella giustizia della repubblica, +nell'indipendenza dei popoli, nell'onore italiano, è debito in oggi +l'agire. Per quanti hanno a cuore la propria libertà, le proprie case, +la famiglia, la donna dell'amor suo, la terra nativa, la vita, l'agire è +necessità. Vita, libertà, averi, diritti, ogni cosa, cittadini, v'è +minacciata, ogni cosa vi sarà tolta. + +Il re di Napoli inalza per noi la bandiera del dispotismo, della +tirannide illimitata. I primi suoi passi sono segnati di sangue. + +A caratteri di sangue sono scritte le liste di proscrizione. + +Voi avete per troppo lungo tempo parlato, mentre gli altri spiavano e +registravano. Non v'illudete. Oggi la scelta sia per voi tra il +patibolo, la miseria, l'esilio o il combattere e vincere. Popoli della +repubblica, ogni incertezza, ogni esitazione sarebbe viltà, e viltà +senza frutto. + +Sorgete dunque e operate; l'ora che decide è suonata. Schiavitù, quale +non l'aveste giammai, o libertà degna delle antiche glorie, lunga +securità, ammirazione di tutta l'Europa. Sorgete ed armatevi. Sia guerra +universale, inesorabile, rabbiosa, poich'essi la vogliono. E sarà breve. + +Mentre Roma assalirà il nemico di fronte, recingetelo, molestatelo ai +fianchi, alle spalle. + +Roma sia il nucleo dell'esercito nazionale del quale voi formerete le +squadre. + +Resistete dovunque potete. Dovunque la difesa locale non è concessa, i +buoni escano in armi: ogni cinquanta uomini formino una banda; ogni +dieci una squadra nazionale; ogni uomo di non dubbia fede, che raccoglie +i dieci, i cinquanta, sia capo. La repubblica darà premio e +riconoscenza. Ogni preside diriga i centri d'insurrezione, inciti, +ordini, rilasci brevetti di capibanda o di capisquadra. La repubblica +terrà conto dei nomi, e retribuirà in danari, terreni ed onori. Il +brevetto serva come foglio di via, che i comuni, soccorrendo, +vidimeranno. + +E tutte le bande, tutte le squadre, tormentino, fuggendone l'urto, il +nemico; gli rapiscano i sonni, i viveri, gli sbandati, la fiducia; gli +stendano intorno una rete di ferro che si restringa, lo comprima ne' +suoi moti e lo spenga. + +L'insurrezione diventi per poco la vita normale, il palpito, il respiro +d'ogni patriota. I tiepidi siano puniti d'infamia, i traditori di morte. + +Come fu grande in pace, sorga la repubblica terribile in guerra. Impari +l'Europa che vogliamo e possiamo vivere. Dio e il Popolo benedicano +l'armi nostre. + + _3 maggio 1849._ + + +XII. + + ROMANI! + +Disordini rari ma gravi, cominciamenti di devastazione, atti offensivi +alla proprietà, minacciano la calma maestosa, colla quale Roma ha +santificato la sua vittoria. Per l'onore di Roma, pel trionfo del santo +principio che noi difendiamo, bisogna che questi disordini cessino. + +Ogni cosa dev'essere grande in Roma: l'energia del combattimento, e il +contegno del popolo dopo la vittoria. + +Le armi degli uomini che vivono, ricordevoli dei padri, fra queste +eterne memorie, non possono appuntarsi a petti inermi o proteggere atti +arbitrarî. Il riposo di Roma dev'essere come quello del leone: riposo +solenne com'è terribile il suo ruggito. + +Romani! I vostri Triumviri hanno preso solenne impegno di mostrare +all'Europa che voi siete migliori di quei che vi assalgono:--che ogni +accusa scagliatavi contro è calunnia:--che il principio repubblicano ha +qui spento quei semi d'anarchia fomentati dal governo passato, e che il +ripristinamento del passato potrebbe solo rieducare:--che voi siete non +solamente prodi, ma buoni:--che forza e legge sono tra voi l'anima della +repubblica. + +A questi patti i vostri Triumviri rimarranno orgogliosi alla vostra +testa; a questi patti combatteranno, occorrendo, tra le barricate +cittadine con voi. Rimangano inviolabili come l'amore che lega governo e +popolo, irrevocabili come il proposito comune a governo e popolo di +mantenere illesa e pura d'ogni benchè menoma macchia la bandiera della +repubblica. + +Le persone sono inviolabili. Il governo solo ha diritto e dovere di +punizione. + +Le proprietà sono inviolabili. Ogni pietra di Roma è sacra. Il governo +solo ha diritto e dovere di modificare l'inviolabilità delle proprietà +quando il bene del paese lo esiga. + +A nessuno è concesso procedere ad arresti o perquisizioni domiciliari +senza la direzione o assistenza d'un capo-posto militare. + +Gli stranieri sono specialmente protetti dalla repubblica. Tutti i +cittadini sono moralmente mallevadori della verità della protezione. + +La commissione militare instituita giudica rapidamente, come i casi +eccezionali e la salute del popolo esigono, tutti i fatti di sedizione +di riazione, d'anarchia, di violazione di leggi. + +La guardia nazionale, come ha provato esser pronta a combattere +valorosamente per la salvezza della repubblica, proverà esser pronta a +mantenerne intatto, in faccia all'Europa, l'onore. Ad essa segnatamente +è fidata la custodia dell'ordine, e l'esecuzione delle norme qui sopra +esposte. + + _4 maggio 1849._ + + +XIII. + +Considerando che tra il popolo francese e Roma, non è, nè può essere +stato di guerra; + +Che Roma difende per diritto e dovere la propria inviolabilità; ma +deprecando, siccome colpa contro la comune credenza, ogni offesa fra le +due repubbliche; + +Che il popolo romano non rende mallevadore dei fatti d'un governo +ingannato i soldati che, combattendo, ubbidirono; + +Il Triumvirato decreta: + +Art. 1.º I Francesi, fatti prigionieri nella giornata del 30 aprile, +sono liberi, e verranno inviati al campo francese. + +Art. 2.º Il popolo romano saluterà di plauso e dimostrazione fraterna, a +mezzo giorno, i prodi soldati della repubblica sorella. + + _7 maggio 1849._ + + +XIV. + + SOLDATI DELLA REPUBBLICA FRANCESE! + +Per la seconda volta voi siete spinti, come nemici, sotto le mura di +Roma, della città repubblicana che fu culla un tempo di libertà e di +valore nell'armi. + +È fratricidio quello che vi comandano i vostri capi. + +E quel fratricidio, se potesse mai consumarsi, sarebbe colpa mortale +alla libertà della Francia. I popoli sono mallevadori l'uno per l'altro. +La repubblica, spenta fra noi, porrebbe una macchia incancellabile sulla +vostra bandiera, rapirebbe alla Francia un alleato in Europa, sarebbe un +nuovo passo inoltrato sulla via della ristorazione monarchica, verso la +quale un governo ingannatore o ingannato spinge la bella e grande vostra +patria. + +Roma dunque combatterà come ha combattuto. Essa sa di combattere per la +sua libertà e per la vostra. + +Soldati della repubblica francese, mentre voi movete ad assalto contro +la nostra bandiera tricolore, i Russi, gli uomini del 1815, movono +contro l'Ungheria e sognano di Francia. + +Poche miglia da voi, un corpo napoletano, vinto pochi giorni addietro da +noi, tiene sollevata una bandiera di dispotismo e d'intolleranza. Poche +leghe da voi, sulla vostra sinistra, una città repubblicana, Livorno, +resiste, mentre noi vi parliamo, all'invasione austriaca. Là è il vostro +posto. + +Dite ai vostri capi d'attenervi ciò che vi dissero. Ricordate loro che +vi promisero, in Marsiglia e in Tolone, di farvi combattere contro i +Croati. Ricordate loro che il soldato francese porta sulla punta della +bajonetta l'onore e la libertà della Francia. + +Soldati francesi! Soldati della libertà! Non movete contro uomini che vi +sono fratelli. Le nostre battaglie sono le vostre. Possano le due +bandiere tricolori intrecciarsi e movere unite all'emancipazione dei +popoli e alla distruzione della tirannide! Dio, la Francia e l'Italia +benediranno all'armi vostre. + +Viva la repubblica francese! Viva la repubblica romana! + + _10 maggio 1849._ + + +XV. + + _Lettera al signor Lesseps + inviato plenipotenziario della repubblica francese._ + + SIGNORE, + +Voi ci chiedete alcune note sulle condizioni presenti della repubblica +romana. Le avrete da me, dettato con quella sincerità che fu, in venti +anni di vita politica, mia norma inviolabile. Noi non abbiamo bisogno di +nascondere o mascherar cosa alcuna. Fummo, in questi ultimi tempi, segno +di strane calunnie in Europa: ma noi dicemmo sempre agli uomini che +udivano le calunnie: _Venite e osservate_. Voi siete ora, signore, fra +noi; siete mandato a verificare la realtà delle accuse: fatelo. La +vostra missione può compirsi con libertà illimitata. La salutammo noi +tutti con gioja, perchè essa non può che giustificarci. + +La Francia non intende, senza dubbio, contenderci il diritto di +governarci come a noi piace, il diritto di trarre, per così dire, dalle +viscere del paese il pensiero regolatore della sua vita e porlo a base +delle nostre instituzioni. La Francia non può che dirci: «Riconoscendo +la vostra indipendenza, io debbo accertare ch'essa esce dal voto libero +e spontaneo della maggioranza. Collegata coi governi d'Europa e +desiderosa di pace, se fosse vero che una minoranza soggioga tra voi le +tendenze nazionali--se fosse vero che la forma attuale del vostro +governo non è se non il pensiero capriccioso d'una fazione sostituito al +pensiero comune, io non potrei vedere con indifferenza la pace d'Europa +messa continuamente a rischio dalle passioni e dall'anarchia +inseparabili ad ogni governo di fazione». + +Noi concediamo questo diritto alla Francia, perchè crediamo alla +solidarietà delle nazioni pel bene. Ma affermiamo a un tempo che se fu +mai governo escito dal voto della maggioranza, quel governo è il nostro. + +La repubblica s'impiantò fra noi per volontà d'un'Assemblea escita dal +suffragio universale; fu accettata con entusiasmo per ogni dove; in +nessun luogo fu combattuta. E notate, signore, che rare volte +l'opposizione fu così facile e poco pericolosa; direi anzi così +provocata, non dagli atti, ma dalle circostanze singolarmente +sfavorevoli nelle quali la repubblica si trovò collocata nei primi suoi +giorni. + +Il paese esciva da una lunga anarchia di poteri inseparabile +dall'interno ordinamento del governo caduto. Le agitazioni inevitabili +in ogni grande trasformazione e a un tempo fomentate dalla crisi della +questione italiana e dagli sforzi di parte retrograda, lo avevano +cacciato in un eccitamento febbrile che apriva il campo ad ogni ardito +tentativo, ad ogni cosa che suscitasse interessi e passioni. Non avevamo +esercito, non forza capace di reprimere; e in conseguenza degli abusi +anteriori, le nostre finanze erano impoverite, esaurite. La questione +religiosa, maneggiata da uomini capaci e interessati a trarne tutto il +partito possibile, era facile pretesto a torbidi con un popolo dotato di +splendidi istinti e di aspirazioni generose, ma intellettualmente poco +educato. E nondimeno, proclamato appena il principio repubblicano, un +primo fatto innegabile sottentrò a quelle condizioni pericolose: +l'ordine. La storia del governo papale offre sommosse frequenti, +periodiche: la storia della repubblica non ne ha una sola. L'uccisione +di Rossi, fatto deplorabile ma isolato, eccesso individuale rifiutato, +condannato universalmente, provocato forse da una condotta imprudente, +d'origine a ogni modo ignota, fu seguito dall'ordine più mirabile[96]. + +La crisi finanziaria intanto saliva. Raggiri colpevoli riuscirono a far +cadere di tanto il credito della carta della repubblica, da non potersi +scontare se non al 41 o al 42 per %. Il contegno dei governi d'Italia e +d'Europa si fece sempre più ostile. Difficoltà materiali e isolamento +politico non valsero a turbare la calma di questo popolo. Era in esso +una fede incrollabile nel futuro che doveva escire dal nuovo principio. + +Ed oggi, di mezzo alla crisi, di fronte all'invasione francese, +austriaca, napoletana, il nostro credito si rafforza; la nostra carta +non soggiace che allo sconto del 12 per %; il nostro esercito ingrossa +di giorno in giorno; e le popolazioni s'apprestano a farci riserva. Voi +vedete Roma, signore, e sapete l'eroica lotta or sostenuta da Bologna. +Io scrivo solo, di notte, in seno a una città profondamente tranquilla. +Le milizie che custodivano Roma l'abbandonarono jersera per compire una +impresa; e innanzi all'arrivo d'altre milizie, che non ebbe luogo se non +a mezzanotte, le nostre porte, le nostre mura, le nostre barricate +erano, in conseguenza d'un semplice avviso trasmesso, guardate, senza +romore o millanteria, dal popolo in armi. Vive in core a questo popolo +una profonda determinazione: il decadimento della potestà temporale +attribuita al papa; l'odio del governo pretesco sotto qualunque forma, +anche temperatissima, esso tenti di riproporsi; l'odio, io dico, non +agli uomini, ma al governo. Verso gli individui il nostro popolo, +dall'impianto della repubblica fino ad oggi, s'è mostrato, la Dio mercè, +generoso; ma la sola idea del governo clericale del re pontefice lo fa +fremere. Combatterà energicamente ogni disegno di ristorazione: si +travolgerà nello scisma anzichè subirlo. + +In conseguenza d'oscure minaccie, ma segnatamente del difetto +d'abitudini politiche, un certo numero di elettori non avea contribuito +alla formazione dell'Assemblea. E quel fatto sembrava indebolire +l'espressione del voto generale. Un secondo fatto decisivo, vitale, +rispose poc'anzi ai dubbî possibili. Poco tempo innanzi alla +costituzione del Triumvirato, si rieleggevano i municipî. L'universalità +degli elettori si accostò all'urne. Dovunque e sempre l'elemento +municipale rappresentò l'elemento conservatore dello Stato. Taluni +paventavano che tra noi s'insinuasse in esso uno spirito di +retrogressione. Or bene, sotto il rugghio della tempesta, iniziato già +l'intervento, mentre le apparenze accennavano a una vita di giorni per +la repubblica, esciva dai municipî l'adesione più spontanea, più unanime +alla forma scelta. Agli indirizzi dei Circoli e dei Comandi della +guardia nazionale s'unirono nella prima metà di questo mese i municipî +tutti, da due o tre infuori. Io ebbi l'onore di trasmettervene la lista, +o signore. + +Essi dichiararono devozione esplicita alla repubblica e convincimento +che i due poteri sono incompatibili in un solo individuo. È questo, +concedetemi di ripeterlo, un fatto decisivo; una seconda prova legale +confermante la prima e fondamento irrecusabile al nostro diritto. + +Quando le due questioni--repubblica e abolizione della potestà +temporale--furono poste all'Assemblea, alcuni fra i membri, più timidi +dei loro colleghi, stimarono che l'inaugurazione della forma +repubblicana fosse prematura e di fronte agli ordini attuali d'Europa +pericolosa: non un solo votò contro il decadimento del papa re, destra e +sinistra si confusero in un solo pensiero. + +A popolo siffatto oserebbe un governo libero comandare, senza delitto e +contradizione, il ritorno al passato? Quel ritorno, pensateci bene, +signore, equivarrebbe a un ripristinamento dell'antico disordine, delle +società segrete consacrate alla lotta, dell'anarchia nel core d'Italia, +della vendetta innestata in un popolo che oggi non chiede se non +d'obliare. Quel ritorno sarebbe una fiamma di guerra permanente in +Europa, un programma di partiti estremi sostituito al governo +repubblicano ordinato ch'oggi rappresentiamo. Può voler questo la +Francia? Lo può il suo governo? Lo può un nipote di Napoleone? La +persistenza in un disegno ostile di fronte alla doppia invasione +napoletana ed austriaca ricorderebbe lo smembramento della Polonia. E +pensate inoltre, signore, che disegno siffatto non potrebbe compirsi +fuorchè risollevando la bandiera che il popolo rovesciò sopra un cumulo +di cadaveri e sulle rovine delle nostre città. + +Riceverete fra poco, signore, una seconda mia lettera sulla questione... + + _16 maggio 1849._ + + +XVI. + +(Lettera che accompagnava il rifiuto delle tre proposte di Lesseps: + +I. _Gli Stati romani chiedono protezione fraterna dalla repubblica +francese:_ + +II. _Le popolazioni romane hanno diritto di pronunziarsi liberamente +sulla forma del loro governo:_ + +III. _Roma accoglierà l'esercito francese come esercito di fratelli, +ecc.)_ + + SIGNORE, + +Abbiamo l'onore di trasmettervi la decisione dell'Assemblea concernente +il progetto da voi comunicato alla sua commissione. L'Assemblea non ha +creduto di poter accettarlo. Essa c'incarica d'esprimervi a un tempo le +ragioni dell'unanime suo voto e il rincrescimento ch'essa ne prova. + +Ed è pure con profonda mestizia, naturale a uomini che amano la Francia +e pongono tuttavia fede in essa, che noi compiamo con voi, signore, la +missione affidataci. + +Quando dopo la decisione della vostra Assemblea _che invitava il governo +a far sì, senza indugio, che la spedizione d'Italia non si sviasse più +oltre dal fine assegnatole_, noi sapemmo del vostro arrivo, ci balzò il +core per gioja. Credemmo nella immediata riconciliazione, in un solo +principio proclamato da voi e da noi, tra due popoli, ai quali tendenze +naturalmente amichevoli, ricordi, interessi comuni e condizione politica +comandano stima e amore. Pensammo che, scelto a verificare la condizione +delle cose e colpito dall'accordo assoluto che annoda in un solo +pensiero quasi tutti gli elementi del nostro Stato, voi avreste coi +vostri ragguagli distrutto il solo ostacolo possibile ai nostri voti, il +solo dubbio che potesse ancora indugiare la Francia nel compimento del +nobile pensiero espresso dalla decisione della vostra Assemblea. + +Concordia, pace interna, determinazione ponderata, entusiasmo, +generosità di condotta, voto spontaneo e formale dei municipî, della +guardia nazionale, delle truppe, del popolo, del governo e +dell'Assemblea sovrana in favore del sistema d'instituzioni esistente, +tutto questo v'è riuscito evidente; voi lo diceste, non ne dubitiamo, +alla Francia; e speravamo quindi a buon dritto che, parlando in nome +della Francia, voi avreste con noi proferite parole diverse da quelle +che formano il vostro progetto. + +L'Assemblea ha notato il modo col quale la parola _repubblica romana_ è +studiosamente evitata nel primo vostro articolo; e ha indovinato in quel +silenzio una intenzione sfavorevole ad essa. + +Parve all'Assemblea che, dalla maggiore importanza in fuori data dal +vostro nome e dalla vostra autorità al progetto, non fosse quasi in esso +più che non in alcuni atti del generale prima della giornata del 30 +aprile. Accertata una volta in modo innegabile l'opinione del popolo, +perchè insistere ad affrontarla coll'occupazione di Roma? Roma non ha +bisogno di protezione: nessuno combatte nella sua cerchia; e se un +nemico si presentasse appiè delle mura, Roma saprebbe resistergli con +forze proprie. Roma può in oggi proteggersi sulla frontiera toscana e in +Bologna! L'Assemblea ha dunque intravveduto egualmente nel vostro terzo +articolo un pensiero politico, inaccettabile da essa oggi, tanto più che +il decreto dell'Assemblea francese sembra risolutamente avverso a una +occupazione non provocata, non richiesta dalle circostanze. + +Noi non vi nasconderemo, signore, come la funesta coincidenza di una +relazione risguardante la cinta di difesa contribuisse alla decisione +dell'Assemblea. Un nucleo di soldati francesi varcava, in questo stesso +giorno e violando lo spirito della tregua, il Tevere presso a San Paolo, +stringendo sempre più in tal modo il cerchio delle operazioni militari +intorno alla capitale. E non è questo, signore, un atto isolato. La +diffidenza del popolo, già suscitata dal pensiero di veder la propria +città occupata da truppe straniere, s'è intanto accresciuta, e sarebbe +difficile, forse impossibile, una transazione su cose che l'Assemblea +considera da canto suo come pegno vitale d'indipendenza e di dignità. + +Per queste e altre ragioni, il progetto fu, comunque a malincuore, +giudicato inammissibile dall'Assemblea. Noi avremo l'onore di +trasmettervi domani, signore, conformemente alle sue intenzioni, una +proposta inferiore di certo alle nostre giuste speranze, ma che avrebbe +non foss'altro il vantaggio d'allontanare ogni pericolo di collisione +tra due repubbliche fondate su diritti identici e congiunte da simili +aspirazioni. + +Accettate, signore, ecc. + + _19 maggio 1849._ + + +XVII. + + ROMANI! + +Parecchî fra voi, in un moto di zelo irriflessivo, promosso da sentori +di nuovi pericoli, hanno jeri posto mano, disegnando farne arnesi di +barricate, sopra alcuni confessionali appartenenti alle chiese. + +L'atto sarebbe grave e punibile, se noi non conoscessimo le vostre +intenzioni. + +Voi avete creduto, con quella dimostrazione, dar nuova testimonianza che +ogni cosa è oggimai possibile in Roma, fuorchè il ripristinamento del +governo sacerdotale caduto. Avete voluto esprimere il pensiero che non +è, nè può essere vera religione, dove non è patria libera; e che oggi la +causa della religione vera, la causa dell'anime nostre libere, +immortali, si concentra tutta sulle barricate cittadine. + +Ma i nemici della nostra santa repubblica vegliano in ogni parte +dell'Europa a interpretar male i vostri atti, e ad accusare il popolo +d'irreverenza e d'irreligione. Tradirebbe la patria chi fornisse motivo +a siffatte accuse. + +Romani! La città vostra è grande e inviolabile fra tutte le città +d'Europa, perchè fu culla e conservatrice di religione. Dio protegge e +proteggerà la repubblica, perchè il santo suo nome non è mai scompagnato +dalla parola popolo, e perchè da noi si combatte per la sua legge +d'amore e di libertà, mentre altrove si combatte per interessi e +ambizioni, che profanano e ruinano ogni credenza. In quelle chiese, +santuario della religione dei nostri padri, s'inalzeranno, mentre +combatteremo, preghiere al Dio dei redenti. + +Da quei confessionali, d'onde pur troppo uscirono talvolta, violazioni +del mandato di Cristo, insinuazioni di corruttela e di servitù, esce +pure, non lo dimenticate, la parola consolatrice alle vecchie madri dei +combattenti per la repubblica. + +Fratelli nostri nella causa benedetta da Dio e dal Popolo! I vostri +triumviri esigono da voi una prova di fiducia che risponda alle accuse, +conseguenza d'un atto imprudente. Riconsegnate voi stessi alle chiese i +confessionali che jeri toglieste. Le barricate cittadine avranno difesa +dai nostri petti[97]. + + _20 maggio 1849._ + + +XVIII. + + POPOLI DELLA REPUBBLICA! + +L'austriaco inoltra--Bologna è caduta: caduta dopo otto giorni sublimi +di battaglia e di sagrificî: caduta com'altri trionfa. Sia l'ultimo suo +grido di guerra e vendetta per tutti noi: chi ha core italiano lo +raccolga come un santo legato. Roma vi chiede, cittadini, uno sforzo +supremo; e lo chiede certa d'ottenerlo, perchè il sangue versato dai +suoi nella giornata del 30 gliene concede il diritto. + +Colle adesioni al nostro programma, mandate quando cominciavano i dì del +pericolo, voi avete dato bella e solenne testimonianza di fede concorde +all'Italia e all'Europa. Noi vi chiamiamo a un'altra testimonianza, +quella dei fatti. Sia pronto ogni uomo a segnare col proprio sangue la +fede. Sorga ogni città, ogni borgo, ogni luogo, vindice di Bologna! +Suoni ogni campana, il tocco dell'agonia che il popolo intima +all'invasore straniero! Accendete sui vostri monti, di giogo in giogo, +simbolo della fratellanza nell'ira, i fuochi che diedero, nel dicembre +1847, il programma della nostra rivoluzione! Sventoli per ogni dove, +sulle torri, sui campanili, la rossa bandiera! Di terra in terra, di +casolare in casolare, corra un fremito di battaglia! Sappiano il nemico, +l'Italia, l'Europa, che qui, nel core della penisola, stanno tre milioni +d'uomini legati in sacramento di tremenda difesa, decisi +irrevocabilmente a combattere sin all'estremo, a sotterrarsi, anzichè +cedere, sotto le rovine della patria! E, viva Dio, nessuna potenza umana +potrà vietarci di vincere. Tre milioni di popolo sono onnipotenti quando +dicono: _Noi vogliamo_. + +Italiani figli di Roma! Militi della repubblica! Questa è un'ora solenne +preparata da secoli; uno di quei momenti storici che decretano la vita o +la morte d'un popolo. + +Grandi e potenti per sempre o segnati per sempre del marchio di servitù; +riconosciuti liberi e fratelli dalle nazioni o condannati alla nullità +degli obbedienti al capriccio altrui: padroni di voi medesimi, delle +vostre case, dei vostri altari, delle vostre tombe, o cosa e ludibrio +d'ogni tiranno: raccomandati alla immortalità della gloria o della +vergogna: sarete ciò che vorrete. Il giudizio di Dio e dell'Umanità +pende dalla vostra scelta. + +Siate grandi. Decretate la vittoria. Il popolo la conquistava agli +Spagnuoli, ai Greci, agli Svizzeri: la conquisti all'Italia. I presidi, +i commissarî straordinari organizzino l'insurrezione: si colleghino di +provincia in provincia: traducano l'inspirazione di Roma: assumano dagli +estremi pericoli poteri eccezionali, rimedî estremi. Il capo che cede, +che s'allontana prima d'aver combattuto, che capitola, che tentenna, sia +reo dichiarato. La terra, che accoglie il nemico senza resistenza, sia +politicamente cancellata dal novero delle terre della repubblica. Chi +non combatte in un modo o nell'altro l'invasore straniero, s'abbia +l'infamia; chi, non fosse che per un istante, parteggia per esso, perda +la patria per sempre o la vita. Sia punito chi abbandona al nemico +materiali da guerra: punito chi non s'adopera a togliergli viveri, +alloggio, quiete: punito chi, potendo, non s'allontana dal terreno +ch'esso calpesta. Si stenda intorno all'esercito, che inalza bandiera +non nostra, un cerchio di fuoco o il deserto. La repubblica, mite e +generosa finora, sorga terribile nella minaccia. + +Roma starà. + + _21 maggio 1849._ + + +XIX. + + _Al signor Lesseps._ + + SIGNORE, + +Ebbi l'onore di trasmettervi, nella nota del 16, alcuni dati +sull'accordo unanime che accompagnò l'instaurazione della nostra +repubblica. Oggi, è necessario parlarvi della questione attuale com'è +posta nel fatto, se non nel diritto, tra il governo francese e il +nostro. Vorrete, speriamo, concederci il franco discorso richiesto +egualmente dall'urgenza della situazione e dalle simpatie internazionali +che devono animare tutte le relazioni tra la Francia e l'Italia. Tutta +la nostra diplomazia sta nel vero; e nel carattere dato, o signore, alla +vostra missione abbiamo pegno che quanto diremo sarà interpretato nel +miglior modo possibile. Permettetemi di risalire per pochi istanti alla +sorgente della situazione attuale. + +Dopo conferenze e accordi ch'ebbero luogo, senza che il governo della +repubblica romana fosse chiamato a prendervi parte, fu, qualche tempo +addietro, deciso dalle potenze cattoliche europee: 1.º Che una +modificazione politica era necessaria nel governo e nelle instituzioni +dello Stato romano; 2.º che questa modificazione avrebbe a base il +ritorno di Pio IX, non solo come papa--a questo non porremmo ostacolo +alcuno--ma come principe e sovrano temporale; 3.º che se per raggiungere +intento siffatto, un intervento concertato fosse giudicato +indispensabile, l'intervento avrebbe luogo. + +Ci è caro ammettere che, mentre solo e unico fine d'alcuni tra i +contraenti era un sogno di ripristinamento generale, un ritorno assoluto +ai trattati del 1815, il governo francese non fosse trascinato a quei +patti se non in conseguenza d'informazioni erronee che gli dipingevano +lo Stato romano in preda all'anarchia e signoreggiato col terrore da una +minoranza audace. + +Sappiamo inoltre che, nella modificazione proposta, il governo francese +intendeva farsi rappresentante di una più o meno liberale influenza +opposta al programma dispotico dell'Austria e di Napoli. Pur nondimeno, +sotto forma tirannica o costituzionale, senza o con pegni d'una libertà +qualunque alle popolazioni romane, il pensiero predominante su tutti i +negoziati ai quali alludiamo, fu sempre un ritorno verso il passato, una +transazione tra il popolo romano e Pio IX, considerato come sovrano +temporale. Sotto l'inspirazione di quel pensiero fu, sarebbe inutile +dissimularlo, ideata, eseguita l'invasione francese. Fu suo doppio +intento cacciare, da un lato, la spada della Francia sulla bilancia dei +negoziati che dovevano iniziarsi in Roma e assicurare, dall'altro, la +popolazione romana contro ogni eccesso retrogrado, ma ponendo pur sempre +a condizione fondamentale la ricostituzione d'una monarchia +costituzionale in favore del papa. Intento siffatto è provato per noi, +non solamente da ragguagli esatti che abbiamo sui negoziati anteriori, +ma dai bandi del generale Oudinot, dalle formali dichiarazioni d'inviati +che vennero l'un dopo l'altro al Triumvirato, dal silenzio ostinatamente +serbato quando tentammo più volte trattare la questione politica e +cercammo ottenere una dichiarazione formale del fatto accertato nella +nostra nota del 16, _che cioè le instituzioni colle quali oggi si regge +il popolo romano sono libera e spontanea espressione del voto +inviolabile delle popolazioni legalmente interrogate_. E il voto stesso +dell'Assemblea francese convalida implicitamente il fatto che noi +affermiamo. Di fronte a condizione siffatta, di fronte alla minaccia +d'una transazione inaccettabile e di negoziati che non hanno ragione +alcuna nello stato delle nostre popolazioni, la parte che ci spettava +non era dubbia. Resistere; era per noi un dovere verso il nostro paese, +verso la Francia, verso l'Europa. + +Noi dovevamo, per adempiere a un mandato lealmente dato e lealmente +accettato, mantenere, per quanto era in noi, l'inviolabilità del nostro +paese, del suo territorio e delle sue instituzioni unanimemente +acclamate da tutti i poteri, da tutti gli elementi dello Stato. + +Dovevamo conquistare il tempo necessario per richiamarci dalla Francia +ingannata alla Francia meglio informata, ed evitare alla repubblica +sorella il rimorso d'essersi fatta, cedendo senza esami a suggerimenti +stranieri, complice d'una violenza che non ha paragone se non nel primo +smembramento della Polonia. + +E dovevamo all'Europa una testimonianza, quale almeno poteva escire da +noi, a pro del principio fondamentale d'ogni vita internazionale, +l'indipendenza di ciascun popolo in ciò che riguarda la sua interna +amministrazione. Resistendo con entusiasmo ai tentativi della monarchia +napoletana e dell'eterna nostra nemica l'Austria, resistendo con +profondo dolore alle armi francesi, noi andiamo alteri di poter dire a +noi stessi che abbiamo benemeritato non solamente di voi, ma dei popoli +europei. + +Voi sapete, signore, gli eventi che tennero dietro all'intervento +francese. Il nostro territorio fu invaso dalle truppe del re di Napoli; +e quattromila soldati spagnuoli salparono, probabilmente il 17, per +assalire le nostre coste. Gli Austriaci, superata la resistenza eroica +di Bologna, inoltrarono nella Romagna e minacciano Ancona. Noi abbiamo +respinto dal nostro territorio le forze del re di Napoli. Faremmo lo +stesso--è fede nostra--delle forze austriache, se il contegno delle +forze francesi non c'impedisse d'agire. + +Noi parliamo dolenti. Ma è necessario che la Francia sappia finalmente +le vere conseguenze della spedizione di Civitavecchia, ideata, se stiamo +a ciò che s'afferma, a proteggerci. + +Noi diciamo, signore, che fra tutti gli interventi promossi a danno +nostro, l'intervento francese è quello che ci riescì più fatale. +Possiamo batterci contro i soldati del re di Napoli e contro gli +Austriaci: vorremmo non batterci contro i Francesi. Noi siamo a riguardo +loro in condizioni non di _guerra_, ma di semplice _difesa_. Sarà tale +il nostro contegno ovunque ci troveremo innanzi la Francia. Ma quel +contegno, non giova dissimularlo, ha per noi tutti i danni d'una guerra +senza alcuno de' suoi vantaggi possibili. + +La spedizione francese ha reso indispensabile per noi un concentramento +di forze che lasciò la nostra frontiera aperta all'invasione austriaca, +e disarmate Bologna e le città della Romagna. Gli Austriaci ne +profittarono. Dopo otto giorni di lotta sostenuta eroicamente dalla +popolazione, fu forza a Bologna di cedere. + +Avevamo comprato in Francia armi per nostra difesa; queste armi, 10 000 +fucili almeno, furono sequestrate fra Civitavecchia e Marsiglia: esse +sono in mano vostra. Togliendoci quell'armi, ci avete tolti 10 000 +soldati, perchè ogni uomo armato sarebbe un soldato contro gli +Austriaci. + +Le vostre forze stanno sotto le nostre mura, a un tiro di fucile, +disposte come per un assedio. Esse rimangono ostinate, minacciose a quel +modo, senza fine dichiarato, senza programma, costringendoci a mantenere +la città in uno stato di difesa che aggrava le nostre finanze, e +togliendo alle nostre truppe ogni possibilità di movere a salvare le +nostre terre dall'occupazione e dalla devastazione austriaca. +Circolazione, approvvigionamenti, corrieri, ogni cosa è inceppata. Gli +animi concitati potrebbero, se il nostro popolo fosse men buono e meno +devoto, trascendere ad atti funesti. Quell'attitudine dei vostri soldati +non genera anarchia o riazione, perchè nè l'una cosa nè l'altra è +possibile in Roma; ma produce irritazione contro la Francia; ed è grave +sciagura per noi che ponevamo finora amore e speranza in essa. + +Noi siamo assediati, signore, assediati dalla Francia in nome d'una +missione di protezione, mentre, a distanza di poche leghe, il re di +Napoli trascina con sè i nostri ostaggi, mentre gli Austriaci scannano i +nostri fratelli. + +Voi avete, signore, presentato proposte. Quelle proposte furono +dichiarate inaccettabili dall'Assemblea, e sarebbe inutile per noi il +discuterle. Voi ne aggiungete oggi una. La Francia, voi dite, +_proteggerà contro ogni invasione straniera tutte le parti del +territorio romano occupate dalle sue truppe_. Or quella quarta proposta +non muta menomamente le nostre condizioni. La parte di territorio +occupato da voi è già protetta, nel fatto, contro ogni altra invasione; +ma se guardiamo al presente, quella parte è di men che lieve importanza, +e se guardiamo al futuro, non abbiamo noi dunque modo di proteggere il +nostro suolo fuorchè abbandonandolo tutto a voi? + +Non è quello il nodo della questione: la questione sta tutta +nell'occupazione di Roma. Ed è condizione da voi posta a capo di tutte +le vostre proposte. + +Or noi abbiamo l'onore di dirvi, signore, che quella condizione è +impossibile: il popolo non vi consentirebbe giammai. Se l'occupazione di +Roma non ha per fine che di proteggerla, il popolo vi si mostrerà +riconoscente, ma vi dirà che, capace di proteggere Roma con forze +proprie, si terrebbe disonorato davanti a voi se dichiarasse sè stesso +impotente e indispensabile alla difesa l'ajuto d'alcuni reggimenti +francesi. Se l'occupazione di Roma ha invece, Dio nol voglia, un +pensiero politico, il popolo che ha liberamente scelto le proprie +instituzioni, non può rassegnarsi a subirla. Roma è la sua capitale, il +suo Palladio, la sua città sacra. Esso intende che, oltre il principio +violato e l'onore tradito, ogni occupazione trascinerebbe una guerra +civile. E ogni insistenza gli aumenta i sospetti e l'antiveggenza, +ammesse una volta che fossero le truppe straniere, di mutamenti +inevitabili funesti alla sua libertà, negli uomini e nelle instituzioni. + +Il popolo ha innanzi l'esempio di Civitavecchia; e sa che di mezzo alle +bajonette straniere, l'indipendenza dell'Assemblea e del governo non +sarebbe più che una vana parola. + +Su quel punto, signore, credetelo a noi, la sua volontà è irrevocabile. +Non soggiacerà se non dopo aver seminato de' suoi cadaveri le barricate. +Vogliono, possono i soldati di Francia trucidare un popolo di fratelli +che affermano voler proteggere, perch'esso rifiuta di cedere all'armi +loro la sua capitale? + +La Francia non ha, negli Stati romani, che tre parti da scegliere: + +Dichiararsi per noi, contro noi o neutrale. + +Dichiararsi per noi significa riconoscere formalmente la nostra +repubblica e combattere a fianco nostro, colle nostre truppe, gli +Austriaci. + +Dichiararsi contro noi, cioè schiacciare senza cagione la libertà, la +vita nazionale d'un popolo d'amici e combattere a fianco degli +Austriaci. + +La Francia non _può_ far questo. Essa non _vuole_ avventurarsi a una +guerra europea per difenderci come alleata. Rimanga dunque neutrale +nella lotta che noi sosterremo. Noi avevamo, poco tempo addietro, ben +altre speranze; oggi non le domandiamo che questo. + +L'occupazione di Civitavecchia è fatto compiuto; sia. La Francia crede +che, nella condizione di cose presenti, non le conviene di tenersi +lontana dal campo della battaglia, e pensa che, vincitori o vinti, noi +possiamo aver bisogno della sua protezione o della sua azione +moderatrice. Noi nol crediamo, ma non intendiamo di ribellarci per +questo contr'essa. Serbi dunque Civitavecchia. Estenda, se il numero +delle sue truppe lo esiga, i proprî accantonamenti ai luoghi salubri che +stanno sul raggio da Civitavecchia a Viterbo. E aspetti immobile l'esito +finale della nostra guerra. Noi offriremo ad essa tutte le agevolezze +possibili, tutte testimonianze di leale amicizia. I suoi ufficiali +entreranno in Roma visitatori; i suoi soldati avranno, occorrendo, ajuto +e conforti da noi, ma sia la sua neutralità sincera e senza mistero; +dichiarata in termini espliciti. Lasci a noi libertà di giovarci senza +tema di tutte quante le nostre forze. Ci renda l'armi da noi comprate. +Non chiuda co' suoi legni i nostri porti agli uomini che dall'altre +parti d'Italia volessero accorrere a dividere i nostri pericoli. +S'allontani anzi tutto dalle nostre mura. Cessi anche l'apparenza +d'ostilità fra due popoli chiamati, noi non possiamo dubitarne, negli +anni avvenire a congiungersi in una stessa fede internazionale come sono +oggi congiunti nell'adozione d'una stessa forma governativa. + +Accettate, signore, ecc. + + _25 maggio 1849._ + + +XX. + +Considerando che debito di Roma, per la sua tradizione nel passato e per +la sua missione nell'avvenire, è ampliare possibilmente la propria vita +e la propria libertà a quanti soffrono, combattono e sperano per la +causa delle nazioni e dell'umanità; + +Considerando che per patimenti, energia di sacrificî e immortalità di +speranze, la Polonia è sorella all'Italia e sacra fra tutte le nazioni; + +Considerando che gli esuli polacchi rappresentano in oggi la Polonia +futura; + +Il Triumvirato decreta: + +1.º È formata sul territorio della repubblica una legione polacca, che +combatterà sotto i segni di Roma per l'indipendenza italiana. + +2.º La legione inalzerà il vessillo nazionale polacco colla sciarpa +tricolore italiana. Il comando si farà in lingua polacca. L'uniforme dei +legionari sarà di colore blu scuro, collare e mostre di rosso amaranto e +colle parti metalliche bianche. + +3.º La legione ascenderà a duemila uomini o più. + +Il governo della repubblica somministrerà, occorrendo, i mezzi pel +trasporto degli arrolati. Gli Slavi, che militassero sotto la +repubblica, saranno incorporati nella legione. + +4.º La legione elegge i proprî ufficiali. Il capo militare della legione +presenterà le nomine fatte. Il governo sceglie tra quelli. Il capo +militare non può essere che Polacco, scelto con suffragio universale dai +suoi. + +5.º Il soldo della legione sarà eguale a quello dell'esercito romano. I +feriti o mutilati difendendo la repubblica hanno tutti i diritti che +spettano ai feriti e mutilati cittadini dello Stato. + +6.º La legione si obbliga per un anno, prolungando a sua posta di anno +in anno sino a sei il suo esercizio militare. + +Dove la guerra dell'indipendenza polacca ricominciasse, e la legione +potesse consacrarsi utilmente alla salute della propria patria, sarà +libera, e potrà lasciare, annunziandolo prima al governo, il territorio +della repubblica. + + _29 maggio 1849._ + + +XXI. + +(Risposta alla dichiarazione di Lesseps che il 29 maggio riproduceva con +lievi varianti le proposte accennate nel documento, n. XVI.) + + SIGNORE, + +Ricevemmo la dichiarazione che indirizzaste a noi il 29 maggio. Avendo +l'Assemblea, alla quale copia della dichiarazione fu pure trasmessa, +riconfermata l'autorità già accordataci per ogni negoziato, è debito +nostro rispondervi; e lo facciamo solleciti. Se indugiammo a rispondere +alla vostra nota del 26, vogliate considerare ch'essa non conteneva +proposte in nome della Francia, nè discuteva le nostre. + +Abbiamo esaminato accuratamente il vostro progetto; ed ecco quali +modificazioni vi proponiamo. Esse riguardano più assai la forma che non +la sostanza. + +Noi potremmo svolgere lungamente le cagioni dei mutamenti che +proponiamo; mutamenti, vogliate crederlo, signore, richiesti, non +solamente dal mandato trasmessoci dall'Assemblea, ma dal voto esplicito +del nostro popolo contro il quale nessuna convenzione sarebbe possibile; +ma il tempo stringe e ci è forza rinunziare ai particolari. E preferiamo +inoltre affidarci, per supplire a questa omissione, alla vostra lealtà e +al favore con cui sovente guardaste alla nostra causa e a' suoi fati. La +nostra, signore, non è nè può essere diplomazia; è una chiamata di +popolo a popolo, libera e cordiale, senza minaccia come senza pensiero +segreto. Più d'ogni altra nazione, la Francia è capace d'ascoltarla e +d'intenderla. + +La condizione anormale di cose esistente fra la repubblica francese e +noi riescirebbe, prolungandosi, segnatamente dopo la dichiarazione della +vostra Assemblea e le recenti manifestazioni del popolo francese a +nostro riguardo, inconcepibile. E la proposta che tende a far sì che +cessi v'è inviata da noi, signore, con tutta la potenza di convincimento +e di desiderio che vive in noi. Abbiatela sacra, però che essa compendia +la fede incrollabile ai fervidi desiderî d'un popolo, piccolo per numero +ma prode e leale, che ricorda i suoi padri e ciò che compirono sulla +terra e che, combattendo oggi per una causa sacra, quella +dell'indipendenza e della libertà, è irrevocabilmente deciso a imitarli. +Questo popolo, signore, ha diritto d'essere compreso dalla Francia e di +trovare in essa un appoggio, non una potenza ostile; ha diritto di aver +dalla Francia non _protezione_, ma fratellanza. Ogni domanda di +_protezione_ proferita da esso sarebbe interpretata dall'Europa come un +grido di disperazione, come una dichiarazione d'impotenza e lo farebbe +indegno di quell'amistà della Francia sulla quale ei facea calcolo prima +dei fatti recenti. Quel grido di disperazione non può suonargli sul +labbro. Non esiste impotenza per un popolo che sa morire; e mal +s'addirebbe a generoso sentire da parte d'una grande e altera nazione di +sconoscere il nobile impulso che muove il popolo di Roma. + +Bisogna, signore, che questa condizione di cose cessi. La fratellanza +non è oggi fra noi se non parola vuota di senso pratico: diventi una +realtà. Sia lecito ai nostri corrieri, alle nostre armi, alle nostre +truppe di circolare liberamente a nostra difesa su tutte quante le +nostre terre. Non sian i Romani condannati come oggi sono a guardare con +sospetto uomini ch'erano avvezzi a considerare siccome amici. Ci sia +schiusa la via di difenderci con tutti i nostri mezzi dagli Austriaci +che bombardano le nostre città. Non rimangano più dubbie le buone e +leali intenzioni della Francia. Non sia più possibile all'Europa di dire +ch'essa, la Francia, ci sottrae le difese per imporci poi una +protezione, mercè la quale si serberebbe inviolato da altri il nostro +territorio, ma colla perdita di quanto abbiamo più caro, del nostro +onore e della nostra libertà. + +Fate questo, signore. Svaniranno le difficoltà che or ci separano: gli +affetti, oggi illanguiditi, potranno rivivere; e la Francia +riconquisterà il diritto di consigliarci che l'attitudine ostile assunta +le toglie. + +Gli accantonamenti che ci sembrano più opportuni per ora si +stenderebbero sulla linea da Frascati a Velletri. + +Accettate, signore, ecc. + + _30 maggio 1849._ + +Ecco ora le proposte: + +I. I Romani, fidenti oggi come sempre nell'appoggio fraterno della +repubblica francese, reclamano la cessazione d'ogni ostilità reale o +apparente e lo stabilimento delle relazioni che devono esprimere +quell'appoggio fraterno. + +II. I Romani hanno pegno di libero esercizio dei loro diritti politici +nell'art. 5 della costituzione francese. + +III. L'esercito francese sarà considerato dai Romani come un esercito +amico e accolto siccome tale. In accordo col governo della repubblica +romana, esso stanzierà in accantonamenti convenevoli così per la difesa +del paese come per la salubrità. L'esercito francese rimarrà estraneo +all'amministrazione del paese. + +Roma è sacra pe' suoi amici come pe' suoi nemici. Essa non fa parte +degli accantonamenti scelti dalle truppe francesi. Il prode suo popolo è +la sua migliore difesa. + +IV. La repubblica francese difenderà da ogni invasione straniera il +territorio occupato dalle sue truppe. + + +XXII. + +(Accettata, con mutamenti di forma, la proposta contenuta nel documento +che precede dal plenipotenziario Lesseps, il generale Oudinot, allegando +istruzioni segrete, ricusò di ratificare gli accordi, ruppe la tregua, +intimò gli assalti, dichiarando che non assalirebbe prima del lunedì; +poi assalì nella notte dal sabato alla domenica.) + + ROMANI! + +Al delitto d'assalire con truppe repubblicane una repubblica amica, il +generale Oudinot aggiunge l'infamia del tradimento. Egli viola la +promessa scritta, ch'è in mano nostra, di _non assalire prima di +lunedì_. + +Levatevi, Romani! Alle mura, alle porte, alle barricate! Proviamo al +nemico che neppure col tradimento si vince Roma. + +Sorga l'intera città nell'energia di un solo pensiero. Combatta ogni +uomo; abbia ogni uomo fede nella vittoria. Ricordatevi tutti dei vostri +padri e siate grandi. + +Trionfi il diritto e una eterna vergogna s'aggravi sull'alleato +dell'Austria. + +Viva la repubblica! + + _3 giugno 1849._ + + +XXIII. + + ROMANI! + +Voi avete oggi sostenuto l'onore di Roma, l'onore d'Italia. Per oltre a +quattordici ore avete combattuto come vecchî soldati. Sorpresi a un +tratto dal tradimento, dalla violazione d'una formale e segnata +promessa, voi avete conteso palmo a palmo il terreno, riconquistato +posizioni un istante perdute, respinto le più valorose truppe d'Europa e +salutato d'un sorriso la morte. Dio vi benedica, custodi della gloria +dei vostri padri, come noi, alteri d'aver indovinato l'elemento di +grandezza ch'è in voi, vi benediciamo in nome d'Italia. + +Romani, questa giornata è giornata d'eroi, una pagina storica. + +Vi dicevamo jeri: _siate grandi_; oggi diciamo: _voi siete grandi_. +Durate; siate costanti. Al popolo di Roma possono dimandarsi miracoli. E +noi diciamo con piena fiducia ad esso, alle guardie nazionali, alla +gioventù di tutte le classi: Roma è inviolabile; custodite questa notte +le sue mura: esse racchiudono l'avvenire della nazione. Vigilate, mentre +quei che hanno combattuto quattordici ore riposano, alle porte, alle +barricate. L'angelo della patria vigila con voi, e l'angelo della patria +è l'angelo della nazione. + +Viva la repubblica! + + _3 giugno 1849._ + + +XXIV. + + ROMANE! FIGLIE DEL POPOLO! + +I vostri mariti, i vostri figli, i vostri fratelli combattono il nemico +della patria alle mura: voi avete diritto all'amore e alla protezione +del paese. Il nemico, che si ritrasse l'altro jeri atterrito davanti +agli uomini vostri, ha minacciato oggi colle bombe le vostre case. Voi +siete donne romane, non potete impaurirvi ad una minaccia impotente, +perchè le nostre truppe terranno il nemico lontano; combatteranno, +occorrendo, coi vostri cari alle barricate; ma Roma deve protezione alle +vecchie madri, ai fanciulli dei suoi difensori. Il Triumvirato decreta +in conseguenza: + +Che le famiglie popolane, le cui case fossero minacciate dalle bombe o +dal cannone, durante l'assedio a cominciar da domani, e occorrendo anche +prima, avranno alloggio per cura del governo in case, palazzi o conventi +fuori d'ogni pericolo: + +Che i rappresentanti del popolo in ogni rione riceveranno le domande, ne +verificheranno la giustizia, e rilasceranno una carta d'ammissione ai +locali, la lista dei quali verrà consegnata ad essi, colle dovute +istruzioni, dal ministero dell'interno. + +I Triumviri affidano alla virtù e al patriotismo delle popolane romane +la custodia vigilante e l'ordine necessario a preservare da ogni guasto +le abitazioni assegnate ad esse da Roma. + + _5 giugno 1849._ + + +XXV. + +(Le linee seguenti rispondevano a un'ultima intimazione del generala +Oudinot, quando i Francesi erano già sul primo bastione a sinistra della +porta San Pancrazio.) + +Abbiamo l'onore di rimettervi la risposta dell'Assemblea alla vostra +comunicazione del 12. + +Noi non tradiamo mai le nostre promesse. Abbiamo promesso difendere, in +esecuzione degli ordini dell'Assemblea e del popolo romano, la bandiera +della repubblica, l'onore del paese e la santità della capitale del +mondo cristiano, e manterremo la nostra promessa. + +Gradite, generale, l'assicurazione della nostra distinta considerazione. + + _13 giugno 1849._ + + +XXVI. + +(Risposta a una lettera indirizzata dal signor de Corcelles, inviato +straordinario della repubblica francese, al signor de Gerando, +cancelliere dell'ambasciata francese in Roma. La lettera tentava scusare +la contraddizione patente fra gli accordi di Lesseps e l'assalto dato a +Roma dal generale Oudinot.) + + SIGNORE, + +La lettera che il signor de Corcelles vi scrive con data del 13, e che +m'è da voi cortesemente comunicata, non invalida affatto, dovete +ammetterlo, la risposta data dall'Assemblea costituente romana alla +intimazione del generale Oudinot. Poco monta la data di uno o di altro +dispaccio francese; poco monta che il signor Lesseps fosse o no +richiamato al momento della firma apposta da lui alla convenzione del 31 +maggio. + +Una sola parola risponde a ogni cosa: _l'Assemblea ignorava; essa non +ebbe mai comunicazione officiale di quei dispacci_. + +La questione diplomatica è dunque, per noi, posta in questi termini: + +Il signor Lesseps era ministro plenipotenziario della Francia in Roma. +Egli era tale per noi il 31 maggio come prima d'allora. Nulla ci aveva +avvertiti d'una modificazione o d'un annullamento de' suoi poteri. +Trattavamo noi dunque con lui in piena buona fede come se trattassimo +colla Francia: e questa nostra buona fede ci valse, nella notte dal 28 +al 29 maggio, l'occupazione di Monte Mario. Addentrati in una +discussione assolutamente pacifica col signor Lesseps, ansiosi d'evitare +quanto avrebbe potuto trascinare gli spiriti su direzione avversa ai +nostri voti e non sapendo indurci a credere che la missione protettrice +della Francia comincerebbe coll'assedio di Roma, guardavamo ogni +incidenza senza commoverci. A ogni movimento delle vostre truppe, a ogni +operazione tendente a restringere la cinta militare e a ravvicinarsi +gradatamente a posizioni che noi avremmo potuto difendere, il signor +Lesseps s'affrettava a dirci che i Francesi non operavano a quel modo se +non per quetare la concitazione febbrile delle truppe affaticate dalla +lunga inerzia; in nome dei due paesi, in nome dell'umanità, ei ci +supplicava d'evitare ogni conflitto, d'aver fede in lui, di non +paventare conseguenza alcuna da quei fatti anormali. E noi cedevamo +volonterosi. Oggi, io sono costretto, per quanto a me spetta, a pentirmi +di quella arrendevolezza; non già ch'io tema per Roma, ma perchè petti +di prodi difendono ciò che buone posizioni avrebbero potuto difendere. +Il 31 maggio, alle otto di sera, furono firmati gli accordi tra il +signor Lesseps e noi. Ei li portò seco al campo affermandoci ch'ei +considerava la firma del generale Oudinot come semplice formalità +intorno alla quale non poteva esistere dubbio. Eravamo tutti coll'animo +lieto. Le cose stavano per ripigliare, tra la Francia e noi, la loro +naturale tendenza. + +La notte, parmi, ci giunse il dispaccio del generale Oudinot contenente +rifiuto d'adesione agli accordi e l'affermazione che il signor Lesseps, +firmandoli, aveva oltrepassati i poteri affidatigli. + +Un secondo dispaccio, con data del 1.º giugno, a tre ore e mezzo dopo +mezzodì, e firmato dal generale, ci dichiarava «che i fatti avevano +giustificato la sua determinazione e che in due dispacci del ministro di +guerra e degli affari esteri, in data 28 e 29 maggio, il governo +francese gli annunziava il termine della missione del signor Lesseps.» + +Ventiquattro ore ci erano concesse per accettare l'_ultimatum_ del 29 +maggio. + +V'è noto come lo stesso giorno il signor Lesseps c'indirizzasse una +comunicazione nella quale è detto: «Mantengo l'accordo firmato jeri. +Parto per Parigi onde ottenergli ratifica. Quell'accordo fu conchiuso in +virtù d'istruzioni che mi davano facoltà di consacrarmi esclusivamente +ai negoziati e alle relazioni da stabilirsi colle autorità e le +popolazioni romane.» + +Lo stesso giorno, in ora più inoltrata, il generale Oudinot ci +dichiarava che ricomincerebbe le ostilità, ma che «su richiesta del +cancelliere dell'ambasciata francese... l'assalto sarebbe differito fino +a lunedì mattina, almeno». + +Fummo assaliti la domenica, e la conseguenza di questa violazione di +fede era per noi l'occupazione di Villa Panfili e la sorpresa operata su +due compagnie, la cui cifra entra senza dubbio nel _bollettino_ della +giornata del 3. Quei duecento uomini, còlti nel sonno, sono ora, insieme +ai 24 prigionieri fatti nella giornata, in Bastia nella Corsica. + +Dopo ciò, che importa a noi, vogliate dirmelo, signore, il dispaccio del +26 maggio citato la prima volta nella lettera del signor de Corcelles? +Che importano al governo romano i dispacci citati dal generale Oudinot? +Noi non vedemmo mai quei dispacci; ci è ignoto ciò che contengono; +nessuna comunicazione officiale c'informò della loro esistenza. Da un +lato abbiamo le informazioni del generale Oudinot; dall'altro quelle del +ministro plenipotenziario; le une contradicono le altre. Esca la Francia +da viluppo siffatto e salvi l'onore se può. Posta fra un ministro +plenipotenziario e il generale d'una divisione d'esercito, la nostra +Assemblea ha stimato di conformarsi alla tradizione dei fatti stabiliti +dal plenipotenziario. Io consento in ciò ch'essa fece e vi ricordo, +signore, che oggi soltanto, decimo giorno dell'assedio, la presenza del +signor de Corcelles nel campo, con attribuzioni di ministro +straordinario, ci è fatta indirettamente nota. + +Meditate, signore, le date delle note ufficiali, paragonatele colla data +dell'occupazione di Monte Mario o d'altre operazioni dell'esercito +francese; poi diteci se, esaminando freddamente la questione +diplomatica, l'Europa non dovrà dire: «Il governo francese non ha voluto +se non deludere il governo romano. Il generale Oudinot s'è giovato della +buona fede degli uomini che lo compongono per restringere il cerchio +dell'assedio, per occupare posizioni favorevoli, per agevolarsi la +possibilità d'impossessarsi della città. O il dispaccio del 26 non +esiste o non fu comunicato in tempo al signor Lesseps.» + +Il dispaccio del 29 maggio era difatti noto nel campo francese nella +mattina del 1.º giugno; quello del 26 poteva dunque essere in mano al +generalo Oudinot fin dal 29 maggio. Se il generale non lo esibì fin +d'allora per sospendere negoziati e poteri del negoziatore, sorge il +pensiero ch'ei volesse trarre partito da quei negoziati, che inceppavano +la vigilanza e le forze del popolo romano, per impadronirsi a poco a +poco, senza incontrare resistenza, dalle posizioni migliori; certo +com'egli era di porre fine quando giovasse, rivelando il dispaccio del +26, agli accordi e di rompere, pronta ogni cosa per assalire, la tregua. + +Concedete, signore, ch'io vi dica colla libertà che si addice a un uomo +leale e d'indole non servile: la condotta del governo romano non +s'allontanò mai d'una linea, nelle trattative ch'ebbero luogo, dalle vie +dell'onore. Il governo francese potrebbe difficilmente affermarlo di sè. +Ciò non tocca, la Dio mercè, menomamente la Francia; prode e generosa +nazione, essa è, come noi, vittima d'un basso indegno raggiro. + +Oggi, i vostri cannoni tuonano contro le nostre mura, le vostre bombe +scendono sulla città sacra; la Francia ebbe questa notte la gloria +d'uccidere una povera fanciulla del Trastevere che dormiva a fianco +della sorella. + +I nostri giovani ufficiali, i nostri militari improvvisati, i nostri +popolani, cadono sotto i vostri projettili gridando: _Viva la +repubblica!_ I prodi soldati di Francia cadono, senza grido, senza +mormorare accento, come uomini disonorati. Io son certo che non havvi un +solo cuore tra voi che non dica internamente a sè stesso ciò che uno dei +vostri disertori ci diceva oggi: _Non so qual voce segreta ci dice che +combattiamo de' fratelli_. + +E perchè questo conflitto fraterno? Io nol so; voi nol sapete. La +Francia non ha qui bandiera; essa combatte uomini che l'amano e che, +pochi giorni addietro, fidavano in essa. Essa cerca l'incendio di una +città che non l'ha menomamente offesa, senza programma politico, senza +fine determinato, senza diritto da esercitare, senza dovere da compiere. +Essa gioca, per mezzo de' suoi generali, la partita dell'Austria e senza +il tristo coraggio di confessarlo. Essa trascina il suo stendardo nel +fango dei conciliaboli di Gaeta e retrocedendo davanti a una schietta +dichiarazione di ripristinamento sacerdotale. Il signor de Corcelles non +s'avventura più a parlare d'anarchia, di fazioni; ma scrive, come chi è +turbato nell'anima, queste parole, senza senso: «La Francia ha per fine +la libertà del capo riverito della Chiesa, la libertà degli Stati romani +e la pace del mondo!» + +Noi sappiamo almeno perchè combattiamo, e perchè lo sappiamo, siam +forti. Se la Francia rappresentasse qui tra noi un principio, una di +quelle idee che fanno grandi le nazioni e la fecero grande in passato, +il valore de' suoi figli non si romperebbe contro il petto dei nostri +giovani militi. + +È trista pagina davvero, signore, quella che sta ora scrivendosi dai +vostri generali nella storia di Francia; è un colpo mortale vibrato al +Papato che voi pretendete proteggere e che affogate nel sangue; è un +abisso incolmabile scavato fra due nazioni chiamate a movere insieme pel +bene di tutti e che si stendevano, vogliose d'intendersi, la mano da +secoli; è una violazione profonda della morale che dovrebbe governare le +relazioni tra popolo e popolo, della comune credenza che dovrebbe +guidarli, della santa causa della libertà che vive in quella credenza, +dell'avvenire non dell'Italia--i patimenti sono per essa un battesimo di +progresso--ma della Francia, che non può serbarsi in prima fila tra le +nazioni se non colle maschie virtù della fede e dell'intelletto della +libertà. + + _15 giugno 1849._ + + +XXVII. + +(Dopo il decreto dell'Assemblea che ingiungeva cessasse la resistenza.) + + ROMANI! + +Il Triumvirato s'è volontariamente disciolto. L'Assemblea costituente vi +comunicherà i nomi dei nostri successori. + +L'Assemblea, commossa, dopo il successo ottenuto jeri dal nemico, dal +desiderio di sottrarre Roma agli estremi pericoli, e d'impedire che si +mietessero senza frutto per la difesa altre vite preziose, decretava la +cessazione della resistenza. Gli uomini, che avevano retto mentre durava +la lotta, mal potevano seguire a reggere nei nuovi tempi che si +preparano. Il mandato ad essi affidato cessava di fatto, ed essi si +affrettarono a rassegnarlo nelle mani dell'Assemblea. + +Romani! Fratelli! Voi avete segnata una pagina che rimarrà nella storia +documento della potenza d'energia che dormiva in voi e dei vostri fati +futuri, che nessuna forza potrà rapirvi. Voi avete dato battesimo di +gloria e consacrazione di sangue generoso alla nuova vita che albeggia +all'Italia, vita collettiva, vita di popolo che vuole essere e che sarà. +Voi avete, raccolti sotto il vessillo repubblicano, redento l'onore +della patria comune contaminata altrove dagli atti dei tristi, e scaduta +per impotenza monarchica. I vostri Triumviri, tornando semplici +cittadini fra voi, traggono con sè conforto supremo nella coscienza di +pure intenzioni, e l'onore d'avere il loro nome associato ai vostri +fortissimi fatti. + +Una nube sorge oggi tra il vostro avvenire e voi. È nube d'un'ora. +Durate costanti nella coscienza del vostro diritto e nella fede per la +quale morirono apostoli armati, molti dei migliori fra voi. Dio, che ha +raccolto il loro sangue, sta mallevadore per voi. Dio vuole che Roma sia +libera e grande; e sarà. La vostra non è disfatta: è vittoria dei +martiri ai quali il sepolcro è scala di cielo. Quando il cielo splenderà +raggiante di resurrezione per voi; quando, tra brev'ora, il prezzo del +sacrificio, che incontraste lietamente per l'onore, vi sarà pagato; +possiate allora ricordarvi degli uomini che vissero per mesi della +vostra vita, soffrono oggi dei vostri dolori, e combatteranno, +occorrendo, domani, misti nei vostri ranghi, le nuove vostre battaglie. +Viva la repubblica romana! + + _30 giugno 1849._ + + +XXVIII. + + ROMANI! + +La forza brutale ha sottomesso la vostra città; ma non mutato o scemato +i vostri diritti. La repubblica romana vive eterna, inviolabile, nel +suffragio dei liberi che la proclamarono, nell'adesione spontanea di +tutti gli elementi dello Stato, nella fede dei popoli che hanno ammirato +la lunga nostra difesa, nel sangue dei martiri che caddero sotto le +nostra mura per essa. Tradiscano a posta loro gl'invasori le loro +solenni promesse. Dio non tradisce le sue. Durate costanti e fedeli al +voto dell'anima vostra nella prova alla quale Ei vuole che per poco voi +soggiaciate; e non diffidate dell'avvenire. Brevi sono i sogni della +violenza, e infallibile il trionfo d'un popolo che spera, combatte e +soffre per la Giustizia o per la santissima Libertà. + +Voi daste luminosa testimonianza di coraggio militare; sappiate darla di +coraggio civile. + +Per quanto avete di sacro, cittadini, serbatevi incontaminati di stolte +paure e di basso egoismo. Duri visibile agli occhî del mondo la +separazione tra voi e gl'invasori. Sia Roma il loro campo, non la loro +città. E segnate del nome di traditore di Roma chi trapassa, transigendo +colla propria coscienza, nel campo nemico. Le necessità europee non +consentono che ROMA sia conquista di Francesi o d'altri. Mantenete +all'occupazione il suo carattere di conquista; isolate il nemico; +l'Europa leverà una voce potente per voi. E intanto nessuno può +contendervi la pacifica espressione del vostro voto. Organizzate +pubblicamente espressione siffatta. Dai municipî esca ripetuta con +fermezza tranquilla d'accento _la dichiarazione ch'essi aderiscono +volontarî alla forma repubblicana e all'abolizione del governo temporale +del Papa; e che riterranno illegale qualunque governo s'impianti senza +l'approvazione liberamente data dal popolo_; poi, occorrendo, si +sciolgano. Da ogni rione, da ogni città di provincia escano liste +segnate da migliaja di nomi che attestino la stessa fede e invochino lo +stesso diritto. Per le vie, nei teatri, in ogni luogo di convegno, sorga +un grido: _Fuori il governo dei preti! Libero voto!_ e dopo quell'unico +grido, ritraetevi. All'inalzare dello stemma pontificio governativo, +quanti giurarono alla repubblica s'allontanino dai loro ufficî. Non si +imprigionano le migliaja; non si costringono gli uomini ad avvilirsi. E +voi v'avvilireste, o Romani, v'avvilireste per sempre, se dopo aver +gridato una volta all'Europa che volevate esser liberi e combattuto e +perduto i migliori fra i vostri per esser tali, assumeste condizione di +schiavi e pattuiste fin dal primo giorno colla disfatta. + +I vostri padri, o Romani, furon grandi, non tanto perchè sapevano +vincere, quanto perchè non disperavano nei rovesci. + +In nome di Dio e del Popolo, siate grandi come i vostri padri. Oggi, +come allora, e più che allora, avete un mondo, il mondo italiano, in +custodia. + +La vostra Assemblea non è spenta, è dispersa. I vostri Triumviri, +sospesa per forza di cose la loro pubblica azione, vegliano a scegliere, +a norma della vostra condotta, il momento opportuno per riconvocarla. + + _5 luglio 1849._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + + SCRITTI + + SUL MEDESIMO PERIODO + +(Gli scritti che seguono sono, in certo modo, epilogo al dramma di Roma, +e conchiudono il periodo che abbraccia il 1848 e il 1849. Li pubblicai +dalla Svizzera.) + + +LETTERA AL MINISTERO FRANCESE. + + _Ai signori Toqueville e Falloux, ministri di Francia._ + + SIGNORI! + +Se voi, ne' vostri discorsi del 6 e del 7 agosto, non aveste calunniato +che _me_, tacerei: non ho provato mai nella vita se non indifferenza per +la calunnia e supremo disprezzo pei calunniatori. Ma voi faceste segno +delle vostre calunnie una intera rivoluzione, santa nel suo diritto, +pura d'eccessi nel suo sviluppo: un intero popolo, buono, valoroso e +notabile per affetto all'ordine e abitudini di disciplina, tramandate ad +esso dagli antichi suoi padri. Uomini consacrati da lunghi studî alla +serena imparzialità filosofica, avete non per tanto, pe' vostri fini, +ripetuto impassibili all'Assemblea le volgari accuse d'_anarchia_, di +_terrore_ e di _setta_, gittate per più mesi, pascolo a un pubblico +ignaro, da gazzettieri pagati perchè si spianasse la via all'iniqua +impresa contro la romana repubblica. Avete freddamente, col labbro +atteggiato al sorriso dell'ironia, avventato il fango della nazione su +quei che morirono per la patria nascente. Importa che, per onore della +razza umana, qualcuno protesti. Importa che non per voi nè per una +maggioranza parlamentaria diseredata, per opera d'egoismo e paura, +d'ogni senso morale, ma per quei che gemono tra voi, come noi gemiamo, +la libertà perduta, e per la Francia dei dì che verranno, sorga una voce +d'onesto a dirvi, o signori, che la vostra eloquenza è mero artificio, +la vostra fede una ipocrisia; che per tutta quanta la serie delle vostre +asserzioni voi non avete dato se non menzogne alla Francia e all'Europa; +che s'havvi nel mondo cosa più vile del carnefice e dell'opera sua, è +l'insulto al cadavere, la percossa alla pallida faccia di Carlotta +Corday. Io dunque scrivo e protesto in nome di Roma. Io so d'uomini i +quali dovrebbero, per onor della Francia, assumersi la parte ch'oggi io +m'assumo: sono gli impiegati della vostra cancelleria in Roma[98], che +arrossivano davanti a me degli atti del loro governo e plaudivano +riconoscenti alle nostre cure protettrici e alla condotta ammirabile del +nostro popolo, ma paventavano la perdita dell'ufficio. E so d'altri--ma +questi son nostri,--ai quali basterebbe l'animo per protestare, da Roma, +e sfidando le vendette sacerdotali, contro le vostre menzogne: ma la +vostra antiveggente amministrazione ha chiuso ad essi, sopprimendo ogni +giornale, dal vostro infuori, ogni via di pubblicità. + + +I. + +Non era più in Roma sovrano. Il papa s'era fatto disertore a Gaeta. Una +commissione governativa instituita da lui avea ricusato d'assumer +l'ufficio. Due deputazioni, inviate successivamente da Roma a supplicar +Pio IX, perchè tornasse, s'erano vedute respinte. E condizione siffatta +di cose trascinava inevitabili l'anarchia e la guerra civile. Urgeva un +rimedio. + +Il 9 febbrajo, a un'ora del mattino, si proclamavano il decadimento del +potere temporale del papa, e conseguenza logica, la repubblica. Da chi? +Dall'Assemblea costituente degli Stati romani. D'onde esciva la +Costituente? Dal voto universale. Ebbe luogo, non dirò terrore, ma +agitazione, influenza illegalmente esercitata nelle elezioni? No; tutto +si fece pacificamente, tranquillamente, senza corruttele e senza +minaccia. La minorità fu considerevole? Su _cento cinquantaquattro_ +membri presenti, _undici_, per motivi d'opportunità, si dichiararono +avversi alla repubblica, soli _cinque_ al decadimento. Quanti fra quei +ch'oggi voi chiamate sprezzando _stranieri_, quanti Italiani nati al di +là del confine romano, avevano seggio in quell'Assemblea? _Due_ forse; +Garibaldi e il generale Ferrari; e Garibaldi era partito per Rieti. Noi, +Saliceti, Cernuschi, Cannonieri, Dall'Ongaro e io, fummo eletti più +tardi. + +E come accolsero le popolazioni il doppio decreto dell'Assemblea? +Insorse, per tutta quanta l'estensione del territorio romano, un solo +tentativo di resistenza, un solo indizio di parere discorde, una sola +voce che protestasse in favore della potestà decaduta? Non una. Alcuni +carabinieri, collocati sulla frontiera napoletana, si fecero disertori; +forse temevano, a torto, tristi conseguenze degli imprigionamenti +eseguiti sotto Gregorio. Ma fu fatto isolato. Città, campagne, +salutarono con gioja sentita l'èra repubblicana. I vecchî municipî, +eletti sotto il governo papale, mandarono la loro adesione come la +mandarono più dopo i nuovi eletti per voto universale l'undici marzo. +Rimaneva a Pio IX qualche individuo amico, non uno al governo del papa. + +E dopo la giornata del 30, quando il governo repubblicano, imminente la +quadruplice invasione, e concentrate le truppe in Roma, non serbava +influenza se non morale sulla provincia--fra i terrori della crisi +finanziaria e gli sforzi dei pochi retrogradi--l'elemento conservatore +dello Stato rinnovò spontaneo l'adesione alla forma repubblicana. +Bologna, Ancona, Perugia, Civitavecchia, Ferrara, Ascoli, Cesena, Fano, +Faenza, Forlì, Foligno, Macerata, Narni, Pesaro, Orvieto, Ravenna, +Rieti, Viterbo, Spoleto, Urbino, Terni, duecento sessantatrè municipî +mandarono a Roma indirizzi, dichiarando in nome dei popoli che +l'abolizione del potere temporale e la repubblica erano condizioni di +vita allo Stato. + +L'Assemblea costituente, numerosa di 150 membri e se non per intelletto, +per core almeno, parte eletta della nazione, sedeva permanente, fino al +giorno in cui la forza brutale, violando doveri e promesse di Francia, +veniva a discioglierla. Essa dettava o approvava quanto fu fatto dal 9 +febbrajo sino al 2 luglio. + +E chi governava in suo nome? furono elementi indigeni o forestieri? + +Prima un Comitato esecutivo: due romani, Armellini e Montecchi; un +napoletano, Saliceti; poi, il Triumvirato: proporzione identica di +elementi. Ma inferiormente al potere, quanti applicano e vivificano il +concetto primo, quanti amministrando, sciogliendo le questioni +individuali, operando ad ogni ora, esprimono e modificano il paese, +furono romani. Il presidente del Consiglio sotto il comitato esecutivo, +Muzzarelli;--il ministro di grazia e giustizia, Lazzarini;--quello degli +esteri, Rusconi;--i ministri dell'interno, Saffi e Mayr;--delle finanze, +Guiccioli e Manzoni;--dei lavori pubblici, Sterbini e Montecchi;--della +guerra, Campello e Calandrelli, appartenevano tutti agli Stati romani. +La sicurezza pubblica fu successivamente affidata a Mariani, Meucci, +Meloni, Galvagni, romani. Un romano, Sturbinetti, tenne la pubblica +istruzione; un romano, la direzione del debito pubblico;--quella dei +lavori statistici,--la presidenza della Corte suprema,--il segretariato +del governo,--la direzione degli ospedali,--la zecca. A una commissione +composta di sette membri, Sturbinetti, Piacentini, Salvati, Meucci, +Allocatelli, Spada, Castellani, romani tutti, fu commessa la +sovraintendenza sulle domande d'impieghi. Non un preside, non un solo +impiegato in provincia, che non fosse suddito nato dello Stato. In tutta +la serie degli impiegati superiori, io non trovo dal primo all'ultimo +giorno della repubblica che due soli stranieri, Avezzana, ministro di +guerra, e Brambilla, membro della commissione di finanze; e romani erano +i due colleghi di quest'ultimo, Costabili e Valentini. + +E l'esercito? + +Il piccolo esercito repubblicano, concentrato ai tempi dell'assedio in +Roma contava: il primo reggimento di linea, colonnello de Pasqualis:--il +secondo, colonnello Caucci-Molara;--il terzo, colonnello Marchetti, +romani tutti ufficiali e soldati;--due reggimenti leggieri, il primo +comandato da Masi, lo stesso che il signor de Corcelles, nel suo +dispaccio del 12 giugno, tenta far credere forestiero; il secondo +condotto da Pasi; ed ambi romani.--la legione romana--i bersaglieri +comandati da Mellara, morto per molte ferite, romani--i pochi reduci +romani--il battaglione Bignami, romano--il reggimento dell'Unione, +romano--i carabinieri, romani--i dragoni, romani--il Genio, +romano--l'artiglieria, romana. + +E romani erano non solamente i capi nominati finora, ma i due Galletti, +Bartolucci, i colonnelli Pinna, Amedei, Berti Pichat, il generale in +capo Roselli, i capi dell'intendenza Gaggiotti e Salvati, i principali +impiegati nel ministero dell'armi. + +Quali dunque erano gli _stranieri_? + +Garibaldi e la sua legione: 800 uomini. + +Arcioni e la sua legione degli emigrati: 300 uomini. + +Manara--morto per la libertà--e i suoi bersaglieri lombardi, 500 uomini. + +I Polacchi: 200. + +La legione straniera: 100 uomini. + +Il pugno di prodi che, duce Medici, difese il Vascello. + +Otto, forse, uffiziali di stato maggiore. + +Duemila uomini al più; no, la cifra fu minore d'assai: il corpo +d'Arcioni racchiudeva un terzo almeno di elementi esciti dalla provincia +romana:--il nucleo di cavalleria appartenente alla legione Garibaldi e +comandato dal bolognese Masina, morto sul campo, si componeva pressochè +tutto d'indigeni: l'infanteria Garibaldi spettava per metà quasi al +paese. + +Da 1400 a 1500 uomini; a questo si limita la cifra degli _stranieri_ +accorsi alla difesa di Roma: da 1400 a 1500 uomini sopra un insieme di +14 000; perchè--giova che l'Italia lo sappia--soli 14 000 uomini, +giovine esercito senza esperienza, senza tradizione, sorto per così dire +di mezzo alla pugna, tennero fronte per due mesi a 30 000 soldati di +Francia. + +Tutto ciò v'era noto; _poteva_ almeno, dunque _doveva_ esservi noto, o +signori; e nondimeno voi gittaste sfrontatamente all'Assemblea la cifra +di 20 000 _stranieri_ siccome prova che quello da voi soffocato per poco +nel sangue non era il pensiero di Roma; e su quella parola, su quella +cifra inventata, s'aggomitola metà della vostra argomentazione! +_Stranieri!_ Io chiedo perdono alla mia patria d'avere, insistendo +sull'orme vostre, innestato in queste pagine l'esosa parola. Come? +_Stranieri_ in Roma i Lombardi, i Toscani, i nati d'Italia! E l'accusa +move da voi, da voi Francesi, da voi che a risollevare il vecchio trono +papale, v'appoggiate sulle bajonette austriache e spagnuole! + +La gioventù di tutte le nostre provincie mandava, un anno addietro, i +suoi migliori, come a convegno d'onore, sui campi lombardi; ma io non +ricordo che Radetzky li chiamasse mai, nei suoi proclami, stranieri. La +negazione assoluta della nazionalità italiana era serbata al governo del +nipote dell'uomo che proferiva a Sant'Elena quelle parole: _per unità di +letteratura, di costumi, di lingua, l'Italia è destinata a formare una +sola nazione_. + + +II. + +L'accusa di violenza, di terrore eretto in sistema, gittata contro il +governo repubblicano, è accusa oggimai smentita solennemente dai fatti +della difesa. Non si comanda col terrore l'entusiasmo a tutto un popolo +armato[99]; e voi siete, signori, nel bivio di calunniare il valore +dell'armi francesi o di confutarvi da per voi stessi--di dichiarare che +_pochi_ faziosi, costretti a comprimere una popolazione di 160 000 +anime, valsero per due mesi a combattere, a vincer sovente l'esercito +vostro, o di confessare, a salvarvi dalla taccia d'imbecillità e +codardia, che governo, popolo, guardia nazionale ed esercito, erano in +Roma affratellati in un solo pensiero di libertà e di guerra ai nemici +della repubblica. Pur giova parlarne, tanto almeno che voi non possiate +ripetere la stolta accusa senza ch'altri possa dirvi: la _vostra +menzogna è premeditata_. + +Lasciate da banda l'assassinio tante volte ipocritamente citato di +Rossi. La repubblica decretata il 9 febbrajo 1849 non deve scolparsi +d'un fatto accaduto il 16 novembre 1848, quando la parte principesca, la +parte dei _moderati_ settatori di Carlo Alberto, teneva il campo e +cacciava o condannava ad assoluto silenzio gli uomini di fede +repubblicana; nè alcuno in Italia accusa le vostre rivoluzioni di +procedere dall'assassinio perchè il duca di Berry cadea di pugnale e +cinque o sei tentativi di regicidio si succedevano nel volger di due +anni in Parigi. Attenetevi ai fatti generali che contrassegnano in ogni +tempo e in ogni luogo i sistemi che s'appoggiano sulla violenza. Potete, +signori, citare, pei cinque mesi a un dipresso di governo repubblicano, +_una sola_ condanna a morte per cagione politica? _un solo_ esilio +intimato per sospetto politico? _un solo_ tribunale eccezionale +instituito in Roma per giudicare colpe politiche? _un solo_ giornale +sospeso per ordine governativo? _un solo_ decreto diretto a vincolare la +libertà della stampa anteriore all'assedio? Citate. Citate le leggi +ordinatrici del terrore: citate i bandi feroci; citate le vittime--o +rassegnatevi al marchio dei mentitori. + +«La bandiera repubblicana inalzata in Roma dai deputati del popolo»--noi +dicevamo in una delle nostre dichiarazioni--«non rappresenta il trionfo +d'una frazione di cittadini sopra un'altra: rappresenta un trionfo +comune, una vittoria riportata da molti, consentita dalla immensa +maggiorità del principio del bene su quello del male, del diritto comune +sull'arbitrio dei pochi, della santa eguaglianza che Dio decretava a +tutte l'anime sul privilegio e sul dispotismo. Noi non possiamo essere +repubblicani senza essere e dimostrarci migliori dei poteri +rovesciati... Noi non siamo governo d'un partito, ma governo della +nazione... Nè intolleranza, nè debolezza. La repubblica è conciliatrice +ed energica. _Il governo della repubblica è forte; quindi non teme._» In +queste linee stava il programma repubblicano; nè fu mai violato, siccome +i vostri, o ministri di Francia, dagli uomini che amministrarono tra noi +la repubblica. + +Ed eravamo forti: forti dell'amore dei buoni--e i tristi fra noi son +pochissimi--forti del consenso dei cittadini ben altrimenti che voi non +siete, signori. Noi non avevamo per mantenerci bisogno di porre lo stato +d'assedio alla capitale: di sciogliere guardie nazionali; di riempir le +prigioni; di cacciarvi, misti agli altri, i rappresentanti del popolo; +di condannare a deportazione centinaja d'uomini di lavoro; di +ricingerci, a comprimer gli altri, di cannoni e soldati. La nostra +capitale era lieta, festosa sotto il peso dei sacrifici che ogni +mutamento di stato impone, tranquilla, serena, quando la presenza del +vostro esercito sotto le mura provocava alle audacie i malcontenti, se +malcontenti fossero mai stati in Roma. La nostra guardia nazionale dava +oltre a 7000 uomini al servizio attivo per entro la città e sulle mura. +Le nostre prigioni erano pressochè vuote d'accusati politici: due o tre +individui fondatamente sospetti di contatto col vostro campo: due o tre +cardinali côlti in delitto flagrante di cospirazione, e un ufficiale, +Zamboni, reo di diserzione, stavano soli sotto processo quando il signor +de Corcelles si recò a visitar le prigioni; i cinque o sei detenuti, +Freddi, Alai, e siffatti, da lui trovati in Castel Sant'Angiolo, v'erano +per ordine di Pio IX e per trame contro il _suo_ governo. Gli uomini più +avversi alla repubblica, un Mamiani, un Pantaleoni, passeggiavano liberi +le vie di Roma: al popolo, che ne sospettava, noi ricordavamo che la +repubblica, migliore del principato, teneva inviolabili le opinioni +quando non si traducevano in fatti pericolosi; e il popolo, generoso per +indole e per coscienza di forza, intendeva e rispettava; nè cominciarono +per taluno fra quegli uomini i pericoli se non quando noi non potevamo +più interporre la nostra parola e lo spettacolo della vostra forza +brutale irritava a riazione la moltitudine. Parecchî fra i nostri +cannoni rimasero sovente, per impossibilità di custodia a tutto quanto +il cerchio della città, accessibili a ogni uomo senza un solo soldato +che li guardasse. E fu tal giorno--il 16 maggio quando le nostre truppe +mossero alla volta di Velletri contro l'esercito del re di Napoli--in +cui dalle cinque fino alla mezzanotte la città rimase sprovveduta d'ogni +milizia e affidata al popolo unicamente. La truppe francesi erano a poca +distanza dalle nostre mura. Noi facemmo ritrarre dalle porte del palazzo +le poche guardie, richieste altrove. L'amore del popolo ci custodiva. E +nè allora nè mai--tra i disagi d'una crisi finanziaria inevitabile, in +mezzo a privazioni materiali inseparabili dal semi-blocco che le vostre +forze ci stendevano intorno, sotto le vostre bombe come sotto +l'influenza di corruttela che i vostri agenti e quei di Gaeta +s'affaccendavano a esercitare--non un tentativo d'insurrezione fu +operato da quei che il signor Drouyn de Lhuys chiama sfrontatamente gli +_onesti_, non una voce di popolano sorse a dirci: _scendete_. Fazione! +Terrore! Ah! se l'anima vostra, ministri di Francia, serbasse un'ombra +pur di pudore, voi, guardandovi attorno o pensando alle paure e alle +violenze tra le quali vi reggete in Parigi, avreste fuggito +studiosamente quelle parole per temenza ch'altri vi leggesse la _vostra_ +condanna. + +E se l'Assemblea davanti alla quale parlaste non fosse irreparabilmente +guasta e inaccessibile ad ogni amore di verità--se invece di trascinarsi +servilmente sull'orme del potere qual ch'ei si sia, i membri che +sostengono col voto la vostra politica esterna, avessero, e sia pure +avverso al nostro, un sistema nella mente, un concetto di credenza nel +core--cento voci si sarebbero levate a tumulto in udirvi e v'avrebbero +gridato: «Tacete. Non disonorate le nostre tendenze coll'aperta +menzogna. Che! il vostro primo decreto in Roma instituisce pei fatti +politici tribunali militari, scioglie circoli, governo, assemblea--il 5 +luglio vietate ogni anche pacifico assembramento, intimate castighi +_esemplari_, a proteggere le persone aventi relazioni amichevoli colle +vostre truppe--il 6, sciogliete la guardia civica--il 7, ordinate il +disarmamento totale dei cittadini--il 14, sopprimete tutti i +giornali--il 18, fulminate minaccie contro ogni radunanza d'oltre a +cinque persone;--tutti i vostri atti in mezzo a una popolazione che ci +affermate favorevole a voi, e che ci vengono officialmente nel vostro +giornale, son quelli appunto che noi, sulla vostra parola, credevamo +ordinatori di terrore in Roma sotto il governo repubblicano e dei quali +or non troviamo vestigio nella collezione de' suoi decreti; e voi +persistete imprudentemente a gittargli contro un'accusa che ricade su +voi, e a vantarvi restauratori della libertà nella pace e nell'ordine!» + +E quei fatti durano tuttavia; durano dopo due mesi dal vostro trionfo. E +le prigioni sono piene zeppe di uomini, i più, rei non d'altro che +d'avere obbedito a chi reggeva, segnati dal dito d'alcune spie alle +vendette sacerdotali. Oltre a cinquanta preti stanno in Castel +Sant'Angiolo, colpevoli d'avere prestato i loro servigi alle ambulanze +repubblicane. In Roma, condanne feroci, condanne di lavori forzosi a +vita, feriscono vilmente ufficiali _subalterni_ di pubblica +sicurezza[100]. In Terni, in Bologna, in Ancona, in Rimini, si fucilano +giovani, perchè detentori di un'arme. Non è forse oggi, nello stato +romano, una famiglia su cinque che non conti uno dei suoi membri +fuggiasco o prigione. Gli uomini della parte che intitolavasi +_moderata_, gli uomini ai quali voi affermate d'esservi diretti ponendo +piede in Roma, sono, per opera vostra, in esilio. Esuli sono Mamiani, +Galeotti, il padre Ventura. Il vostro è lavoro di distruzione: lavoro +eguale a quello che la monarchia compiva in Ispagna nel 1823. Aveste +almeno il coraggio brutale della monarchia! Ma, mandatarî infedeli d'una +idea che non è la vostra, avversi nel segreto alla bandiera nel nome +della quale pubblicamente giurate, cospiratori anzichè ministri, voi +siete condannati a ravvolgervi ipocritamente, premeditatamente, nella +menzogna. + + +III. + +Menzogna nelle asserzioni fondamentali; menzogna nei particolari; +menzogna in voi, menzogna nei vostri agenti; menzogna, arrossisco in +dirlo per la Francia che avete cacciata sì in fondo, negli ultimi a +smarrire la tradizione dell'onore, nei capi del vostro esercito. Avete +vinto colla menzogna, e tentate giustificarvi colla menzogna. Mentiva il +generale Oudinot, quando egli, per illudere le popolazioni e spianarsi, +trafficando sul nostro amore per la Francia, la via di Roma, serbava +fino al 15 luglio intrecciate in Civitavecchia la bandiera francese e la +nostra bandiera tricolore ch'ei sapeva di dover rovesciare. Mentiva +impudentemente affermando in un suo proclama che la maggior parte +dell'esercito romano s'era affratellato col francese, quando tutto lo +stato maggiore diede, protestando, la sua dimissione, quando soli 800 +uomini--oggi anch'essi disciolti--accettarono le condizioni di servizio +proposte. Mentiva vilmente quando, dopo avere solennemente promesso in +iscritto di non assalire la città prima del _lunedì_[101] 4 giugno, +assalì nella notte dal sabato alla domenica. Mentiva a noi, trascinato +da una debolezza colpevole, pur temperata dalla speranza di porre +rimedio al male, l'inviato Lesseps, quand'egli ci rassicurava con +promesse continue d'accordo e ci scongiurava a non attribuire importanza +alle mosse francesi dettate, com'ei diceva, unicamente dal bisogno di +porgere sfogo alla insofferenza di riposo nella soldatesca--e intanto, i +vostri si prevalevano bassamente della nostra buona fede a studiare non +molestati il terreno, a collocarsi, a fortificarsi, a occupare +improvvisamente, pendente un armistizio, il punto strategico di Monte +Mario. Mentiva il signor de Corcelles quando, contro la dichiarazione +del municipio romano, quella dei consoli esteri e la testimonianza di +tutta una città, affermava che Roma non era stata bombardata mai: le +bombe piovvero, per molte notti e segnatamente dal 23 al 24 e dal 29 al +30, frequentissime e dannosissime, sul Corso, a piazza di Spagna, al +Babbuino, sul palazzo Colonna, sullo spedale di Santo Spirito, su quello +dei Pellegrini, per ogni dove. Mentite voi, signor Tocqueville, quando, +fidando nell'ignoranza della vostra maggiorità, millantaste _fatto unico +nella storia_ la scelta del punto verso porta San Pancrazio per assalire +la città quasi a maggior salvezza della popolazione e delle abitazioni. +Roma, che presenta a porta San Paolo e a porta San Giovanni un'aperta +campagna, vede appunto a porta San Pancrazio accumularsi popolo e case; +porta San Pancrazio fu scelta perchè si mantenessero con rischio minore +le comunicazioni con Civitavecchia, e perchè, mentre dagli altri punti +era forza scendere a una temuta battaglia di popolo e di barricate, da +quella di San Pancrazio il Gianicolo, signoreggiando Roma, offriva il +destro di vincerla con guerra, non d'uomini, ma di bombe e cannoni. +Mentiste tutti, o signori, da colui ch'è primo tra voi sino all'ultimo +de' vostri agenti, a noi, all'Assemblea, alla Francia e all'Europa, +quando deste ripetutamente, dal primo giorno della nefanda impresa sino +a jeri, promesse di protezione, di fratellanza, di libertà che avevate +fermo in animo di tradire. + + +IV. + +Stretti in concerto con Gaeta, colla Spagna e coll'Austriaco, deliberati +di rovesciare ogni segno di libertà repubblicana in Roma, e dopo avere +lungamente cospirato tanto da illudervi a credere che la riazione +retrograda avrebbe tra noi secondato le vostre mire, voi mendicaste i +sussidî all'Assemblea, ingannandola--e risulta irrepugnabilmente dalle +discussioni posteriori--sull'intento della spedizione. E ingannaste la +commissione incaricata d'interrogarvi, i soldati ai quali persuadeste in +Tolone che li guidavate a battersi contro gli Austriaci; gli abitanti di +Civitavecchia fra i quali scendeste, come ladro mascherato, con due +proclami, uno dei quali distruggeva l'altro; poi, quando la giornata del +30 commosse gli animi a sdegno, di bel nuovo l'Assemblea, mandando +Lesseps a eseguire il decreto del 7 e scrivendo lo stesso giorno al +generale Oudinot che tenesse fermo e avrebbe rinforzi; poi il vostro +inviato medesimo, dandogli istruzioni che lo autorizzavano a fare +secondo il concetto dell'Assemblea e ingiungendogli nondimeno di +mantenersi in accordo con Rayneval che aveva istruzioni direttamente +contrarie; poi noi; poi tutti--oggi forse ingannate il Papa, al quale +prometteste ridare, senza condizioni, l'autorità e che ora, non sapendo +come farvi perdonare dalla Francia d'averla disonorata, vorreste ridurre +a proconsole costituzionale dipendente dalla vostra politica. Pur +nondimeno non avete saputo architettare così bene le vostre menzogne che +non esca dalle vostre stesse parole diritto perenne in noi di rivolta e +condanna assoluta di nullità per quanto avete operato, per quanto +opererete, senza consultar legalmente la volontà del popolo da voi +manomesso. + +Il preambolo della vostra Costituzione, nell'art. 5, vi grida: LA +FRANCIA RISPETTA LE NAZIONALITÀ STRANIERE.... ESSA NON IMPIEGA MAI LE +SUE FORZE CONTRO LA LIBERTÀ D'ALCUN POPOLO. E strozzati da +quell'articolo che vorreste, ma non osate ancor lacerare, mancanti a un +tempo di coscienza della virtù e dell'energia della colpa, avete +balbettato parole che l'Europa ha raccolto e ch'oggi sono tortura +all'anima vostra. + +Odillon Barrot, l'uomo che aveva, il 31 gennajo 1848, affermato +il diritto assoluto d'ogni Stato italiano alla libertà e +all'indipendenza[102]--dichiarava alla commissione dell'assemblea +_che il pensiero del governo non era di far concorrere la Francia +alla distruzione della repubblica in Roma... e ch'esso opererebbe +libero d'ogni solidarietà con altre potenze_. E quando il relatore +della commissione riferiva il 16 aprile all'Assemblea queste +dichiarazioni, il presidente del Consiglio diceva: _Io non rinnego +una sola delle parole da me pronunziate davanti alla commissione e +riferite a quest'Assemblea_. E insisteva: _Noi non andremo in +Italia per imporre un governo, nè quello della repubblica, nè +altro... Noi non vogliamo usare delle forze della Francia per +difendere in Roma una o altra forma di governo: no! L'intento +nostro è quello d'essere presenti agli eventi che possono +compiersi nel doppio interesse della nostra influenza e della +libertà che può correre rischio_. + +La dichiarazione del corpo d'occupazione francese al preside di +Civitavecchia, in data del 24 aprile, affermava che il governo francese +_rispetterebbe il voto della maggiorità delle popolazioni romane... e +non imporrebbe mai ad esse forma alcuna di governo_. + +Il 26, il generale Oudinot ripeteva che _lo scopo dei Francesi non era +quello d'esercitare una influenza opprimente nè d'imporre ai Romani un +governo contrario al loro voto_. + +Il 7 maggio, il presidente del Consiglio dichiarava all'Assemblea che +_quei proclami, lavoro del ministro degli esteri, racchiudevano tutto +quanto il concetto della spedizione_. + +_Noi non dovevamo marciar su Roma_--diceva il relatore della +commissione--_che per proteggerla contro un intervento straniero e +contro gli eccessi d'una controrivoluzione.... come protettori_--e +citava l'espressione usata dal presidente del Consiglio in seno alla +commissione--_o com'arbitri richiesti_. + +_L'Assemblea non voleva_--ripeteva lo stesso giorno Odillon +Barrot--_che sotto la pressione diretta dell'Austria l'influenza +contro-rivoluzionaria conquistasse Roma_. + +E il ministro degli esteri confermava: _lo scopo della spedizione_--ei +diceva--_era quello d'assicurare alle popolazioni romane le condizioni +d'un buon governo, d'una buona libertà, condizioni che sarebbero state +compromesse dalla riazione o dall'intervento straniero_. E negava che si +fosse dato ordine al generale Oudinot d'assalire la repubblica romana; +negava che il generale avesse intimato al governo romano d'abbandonare +il potere. + +Allora interveniva il voto solenne dell'Assemblea: l'ASSEMBLEA NAZIONALE +INVITA IL GOVERNO A FAR SENZA INDUGIO GLI ATTI NECESSARI PERCHÈ LA +SPEDIZIONE D'ITALIA NON SIA PIÙ OLTRE SVIATA DALLO SCOPO ASSEGNATOLE. + +E d'allora in poi, ministri di Francia, ad ogni istante, attraverso i +passi che movevate verso il vostro intento segreto--nelle parole da voi +prescritte al vostro inviato, la cui scelta doveva essere all'Assemblea +prova delle vostre liberali intenzioni--in tutte le conferenze con noi +tenute dai vostri agenti--nei progetti d'accordo[103] architettati fra +il signor Lesseps o il generale Oudinot, il 16 e il 18 maggio--nel +linguaggio del signor de Corcelles: _La Francia non ha che uno scopo; la +libertà del pontefice, la libertà degli Stati romani e la pace del +mondo_ (lettera del 13 giugno)--sempre il vostro governo, esplicitamente +o implicitamente, accennò, come a sorgente d'ogni diritto, alla volontà +delle nostre popolazioni e promise il libero voto. + +A voi solo, signor Falloux, spetta il tristissimo onore d'aver primo, +nel vostro discorso del 7 agosto, dichiarato all'Europa che la Francia +avea fino a quel giorno mentito. La vittima era allora stesa a terra e +col pugnale alla gola. + +Pur le vostre tarde dichiarazioni del _vero_ intento della spedizione, +non cancellano, signori, le ripetute promesse del vostro governo. Il +popolo di Roma ha diritto di gridarvi: _Attenetelo!_ E noi che vi +conosciamo d'antico, noi consapevoli dei vostri disegni e della +necessità che si chiariscano interi perchè i buoni tuttora illusi +v'abbandonino e cerchino salute altrove, abbiamo debito di gridarvi e vi +grideremo, checchè facciate, ogni giorno: «Attenetele! quale pretesto +può rimanervi a non attenerle? Roma è libera in oggi d'ogni _straniero_, +d'ogni _fazioso_. Gli uni son morti sotto le palle delle vostre carabine +di Vincennes, sul campo: gli altri errano nell'esilio. Gli _onesti_ sono +riconfortati, riordinati: essi sanno che tutti i gabinetti, anche il +gabinetto repubblicano di Francia, sono pronti a operare in loro difesa, +e il popolo sa quanti pericoli importi nell'avvenire l'espressione del +suo intimo voto. Osate or dunque, rifate la prova. Date al popolo il suo +libero voto. Ritraetevi: fate che l'armi dei vostri alleati, compita in +provincia la missione assegnatavi nella capitale, si ritraggano +anch'esse; e chiamate per mezzo d'un governo provvisorio, i cittadini a +dichiarare l'animo intorno al potere temporale del papa e alle +instituzioni che devono reggere la nazione. Noi lontani, profughi per +opera vostra, accettiamo l'esperimento. Accettatelo voi pure--o, anche +una volta, rassegnatevi al marchio dei mentitori.» + + +V. + +Voi nol farete; non potete farlo: voi sapete che dall'esperimento +escirebbe oggi ancora la vostra condanna, e la rovina de' vostri +disegni. Tendenti a rovesciare la repubblica in Francia e vogliosi +d'educare i vostri soldati a far fuoco sulla sua bandiera, voi non +potete sottomettervi al rischio di vederla, per voto di popolo, rialzata +fra noi. Deboli sino alla viltà nella vostra diplomazia e nondimeno +trafitti di vergogna per la parte che recitate in Europa e inquieti +sull'opinione dei vostri concittadini, voi credeste conciliare paura, +intento e apparenza di forza, cacciandovi, a far prova di azione, sopra +una piccola nascente repubblica, ed oggi v'illudete a credere che alcuni +ordini del giorno datati da Roma accarezzino l'orgoglio e le tendenze +guerresche del vostro popolo. Il vostro presidente abbisogna dei voti +della parte cattolica; e voi tutti avete, pei vostri concetti, bisogno +che il principio dall'_autorità_ per arbitrio di privilegio possa, +quando che sia, richiamarsi all'esempio d'una instituzione religiosa. +Però rimarrete. Rimarrete quanto potrete, sapendo che la forza straniera +può sola impedire una seconda rivoluzione. Rimarrete esosi agli uni ed +agli altri, trascinandovi di raggiro in raggiro, di protocollo in +protocollo, impotenti a reprimere la riazione pretesca da un lato o il +malcontento popolare dall'altro, peggiorando, non modificando la +situazione, intricando più sempre la questione diplomatica, lasciando +nei termini ove si sta la politica e suscitando la religiosa. L'Europa +saprà che voi siete non solamente tristi ma inetti, e che avete +trascinato il bel nome di Francia e l'onore dell'armi vostre nel fango +per fallire a un tempo al vostro programma pubblico ed al segreto, per +procacciarvi le maledizioni dei popoli senza ottenere riconciliazione e +fiducia dai loro oppressori. + +Perchè il nome e l'onore di Francia _sono_ nel fango; non solamente per +l'iniquo fatto, ma pel modo del fatto; non solamente per la violazione +sfacciata del programma di non intervento e d'indipendenza +internazionale scritto sulla bandiera della nazione e ripetuto da tutti +i ministri del suo governo--non solamente per la codarda oppressione +esercitata dall'armi francesi unite colle napoletane, colle austriache, +colle spagnuole, a danno d'uno Stato, pressochè inerme, di popolazione +grandemente inferiore al più piccolo dei quattro Stati invadenti--non +solamente per tutte le promesse di libertà, di pace, d'ordine, ad una ad +una tradite--ma pei menomi particolari dell'impresa. Io non so d'alcun +periodo nella storia moderna, tranne forse quello dello smembramento +della Polonia, nel quale in così breve tempo si siano accumulate tante +turpezze sul nome d'una nazione che mormora la parola di libertà. Come +se la coscienza della colpa facesse smarrire a chi la commette ogni +senso di dignità e la corruttela dei promotori si trasfondesse +fatalmente negli inferiori, l'immoralità ha contrassegnato quasi ogni +atto dal primo giorno dell'occupazione fino al giorno in cui scrivo. E +mentre un ministro scendeva sì basso da inserire nella _copia_[104] +delle istruzioni date al signor Lesseps, comunicata recentemente al +consiglio di Stato, un'espressione che ne muta il senso, io vedeva e +ordinava s'imprigionassero due uffiziali venuti in qualità di +parlamentari e i quali, abusando della nostra generosa fiducia, +staccavano i piani dei nostri lavori nella città; mentre il generale +Oudinot disarmava e costituiva prigionieri in Civitavecchia, senza che +alcuna ostilità avesse avuto luogo e quando le due bandiere stavano +congiunte per opera dei Francesi sull'albero della libertà, i cacciatori +Mellara, un uffiziale superiore francese s'avviliva più tardi a +strappare colle proprie mani, nella chiesa e in mezzo alle esequie, la +coccarda italiana di sul petto al cadavere del loro colonnello. Ah! noi +potremmo perdonarvi, ministri di Francia, il male incalcolabile che non +provocati ci avete fatto, i nostri dolori, i nostri fratelli caduti o +dispersi, l'indugio stesso recato alla nostra futura emancipazione: ma +una cosa non potremo mai perdonarvi: l'avere per lunghi anni disonorato +il nome della nazione, alla quale tutti noi guardavamo come alla nazione +emancipatrice: l'avere colla menzogna, col materialismo delle promozioni +e coll'esempio dei capi corrotto i soldati di Francia a farsi carnefici +dei loro fratelli in nome del papa ch'essi disprezzano e a fianco +dell'Austria che aborrono; l'avere ridotto per essi a simbolo senza +significato, a idolo materiale da seguirsi ciecamente dovunque conduca, +una bandiera che porta i segni d'un'idea, d'una _fede_; l'aver seminato +l'odio lento e difficile a spegnersi tra due popoli che ogni cosa +spingeva ad amarsi, tra i figli di padri ch'ebbero insieme su tutti i +campi d'Europa il sacramento della gloria e dei patimenti; l'aver dato +una mentita brutale al santo presentimento della fratellanza dei popoli +e dato ai nemici del progresso e dell'umanità la gioja feroce di veder +la Francia, scesa alla parte di sgherro esecutore dei loro concetti, +ferire la nazionalità italiana di fronte e l'Ungheria a tergo per +beneplacito dell'Austria e dello Tsar. + + +VI. + +Uomini senza core e senza credenza, ultimi allievi d'una scuola che +incominciando dal predicare l'atea dottrina dell'arte per l'arte ha +conchiuso nella formula del _potere pel potere_, voi avete da molto +smarrito ogni intelletto di storia, ogni presentimento dell'avvenire. La +vostra mente è immiserita dall'egoismo e dal terrore d'un moto europeo +che nessuna potenza umana può arrestare, che consentito e diretto potea +svolgersi pacificamente e che la vostra colpevole resistenza muterà +forse pur troppo in elemento di guerra tremenda. Voi eravate oggimai +incapaci d'intender coll'anima la grandezza del risorgimento italiano +albeggiante da Roma, dalla Roma del Popolo. Ma quali erano le vostre +speranze quando decretaste la guerra fraterna? Spegnere, ferendola al +core, la rivoluzione nazionale? E non dovevate avvedervi che ogni +resistenza opposta all'armi vostre da Roma, e il solo fatto del vostro +movervi a lega con tre governi per comprimerne i moti, avrebbero dato +consecrazione incancellabile al dogma della nostra unità e fatto +religione di quella parola ROMA a tutta quanta l'Italia? Rifare un trono +al papa? Al _papa_ colle _bajonette_? Al _papa_ un trono +_costituzionale_? Ogni trono può rifarsi per un tempo colle bajonette, +non quello del capo dei _credenti_. E la più semplice logica v'insegnava +che il papa non _può_ essere se non monarca assoluto. Due mesi dal +giorno in cui scrivo v'insegneranno che avete, in tutti i sensi, fallito +all'intento. + +Voi volevate, lo dite almeno, impedire che rinascessero negli Stati +romani gli antichi abusi; e gli antichi abusi rinasceranno inevitabili +l'un dopo l'altro, tanto più fieri quanto più cancellati per cinque mesi +dal governo repubblicano e minacciati nell'avvenire. Voi non potete +mutare le abitudini, le tendenze, i bisogni all'aristocrazia del clero; +non potete cancellare l'aborrimento che il popolo nutre per essa; e non +potete appoggiarvi sopra una parte _moderata_, intermedia, che in Roma +non esiste. Potrete dettare provvedimenti; ma l'inesecuzione delle leggi +fu sempre, è, e sarà la piaga mortale negli Stati romani. E questa +inesecuzione, dipendente dalla natura degli elementi che costituiscono +il potere escludente la severa responsabilità, crescerà di tanto quanto +più per opera vostra all'agitazione legale e pubblica si sostituirà di +bel nuovo la guerra extra-legale delle associazioni segrete, e Dio nol +voglia--alla condanna delle leggi il pugnale del popolano irritato e +disperato di giusta difesa. La miseria, la fatale rovina delle finanze e +l'anarchia, inseparabile dal disprezzo in che si tengono i reggitori, +aspreggieranno la contesa fra i diversi elementi che compongon lo Stato. +Intanto avete il vecchio governo ripristinato senza condizioni; le +commissioni per ispiare, retroagendo, i fatti politici; e gli uomini, +non di Pio IX, ma di papa Gregorio, padroni in Roma e nella provincia. + +Voi volevate mantenere, accrescere l'influenza francese in Italia; e +l'avete perduta: perduta coi popoli, ai quali avete iniquamente e +ingratamente rapito libertà e indipendenza: perduta cogli oppressori dei +popoli per ciò appunto che li avete liberati, scendendo ad allearvi con +essi, dai timori che inspiravate: perduta coi satelliti del papato, +perchè la condizione vostra in faccia alla Francia vi costringe a +nojarli con suggerimenti di concessioni, ch'essi non ammettono nè +possono ammettere senza scavarsi, rinnegando il _principio_ che li +sostiene, la sepoltura. L'influenza vostra in Italia consisteva nelle +speranze che i popoli s'ostinavano a nudrire sul conto vostro e nella +spada di Damocle che tenevate sospesa sul capo dei principi. Or siete +sprezzati dagli uni, e aborriti come ingannatori perpetui dagli altri. +Il nome francese è segno di scherno da un punto all'altro d'Italia e lo +sarà finchè fatti decisivi, innegabili, non dicano al mondo che la +Francia è ridesta alla coscienza della propria missione. + +Voi volevate da ultimo riedificare trono e ridar lustro al papato: e io +vi dirò a che riescite. Voi avete suscitato la questione religiosa e +dato l'ultimo colpo a una instituzione cadente. Voi avete voluto salvare +il _re_ e avete ucciso il _papa_, struggendone il prestigio morale +coll'ajuto dell'armi, avvilendolo davanti all'Italia, sola arbitra vera +della questione religiosa, coll'appoggio straniero, e cacciando fra lui +e le moltitudini un torrente di sangue. Il papato affoga in quel sangue. +Unico modo a salvarlo per un tempo ancora, unico modo per sottrarlo alla +pressione straniera che gli è rovina, era quello di strapparlo dalla +sfera delle influenze politiche alla più pura e indipendente dell'anime. +Voi avete or chiusa per sempre quell'ultima via di salute. Il papato è +spento; Roma e l'Italia non perdoneranno mai al papa l'avere, come nel +medio evo, invocato le bajonette straniere a trafiggere petti italiani. + +Voi cominciate, signori, a intendere queste cose in oggi. Il vostro +gabinetto cela segreti di sconforto, d'illusioni sfumate, di politica +oscillante fra Parigi e Gaeta, che un prossimo avvenire rivelerà. Voi +sentite le vendette di Roma. + +La repubblica romana è caduta; ma il suo diritto vive immortale, +fantasma che sorgerà sovente a turbarvi i sogni. E sarà nostra cura +evocarlo. La questione politica è intatta. L'Assemblea costituente +romana, dichiarando ch'essa intendeva cedere unicamente alla forza, +senza accordi e transazioni colpevoli, vi rapiva ogni base d'azione +legale. Noi non abbiamo capitolato. Il diritto di Roma esiste potente +come al giorno in cui fu decretata la forma repubblicana. La disfatta +non ha potuto mutarlo. Il voto delle popolazioni legalmente e +liberamente espresso rimane condizione di vita normale, alla quale +nessuno può omai più sottrarsi. + +Voi non osaste negare quel diritto, mendicaste solamente pretesti ad +attenuarne o renderne dubbia l'espressione nel passato. E la disfatta di +quella che voi chiamate, imposturando, _fazione_, rimovendo, anche +nell'opinione di quei che vi prestano fede, ogni ostacolo alla libertà +delle popolazioni, ha reso il diritto del voto più sacro e più urgente. + +Per noi, per quelli che con noi sentono, il diritto di Roma ha ben altre +radici e ben altre speranze che non le locali. Le radici del diritto di +Roma abbracciano nelle loro diramazioni tutta quanta l'Italia: le +speranze di Roma sono le speranze della nazione italiana, che nè il +vostro nè l'altrui divieto può far sì che non sorga. + +Dio decretava quel sorgere dal giorno in cui, superate ad una ad una +tutte le delusioni monarchiche, espiati col martirio gli errori di leghe +e federazioni che una bastarda dottrina cercava impiantare fra noi, +l'istinto italiano inalzò sull'antico Campidoglio la bandiera +unificatrice, e dichiarò che Dio e il Popolo sarebbero soli padroni in +Italia! + +Roma è il centro, il core d'Italia, il palladio della missione italiana. + +E la città che cova forse tra le sue mura il segreto della vita +religiosa avvenire, può sostenere pazientemente il breve indugio che +l'armi vostre hanno inaspettatamente frapposto allo svolgersi de' suoi +fati. + + +VII. + +Voi siete ministri di Francia, signori: io non sono che un esule. Voi +avete potenza, oro, eserciti e moltitudini d'uomini pendenti dal vostro +cenno; io non ho conforti se non in pochi affetti, e in quest'alito +d'aura che mi parla di patria dall'Alpi e che voi forse, inesorabili +nella persecuzione come chi teme, v'adoprerete a rapirmi. Pur non vorrei +mutar la mia sorte con voi. Io porto con me nell'esilio la calma serena +d'una pura coscienza. Posso levare tranquillo il mio occhio sull'altrui +volto senza temenza d'incontrar chi mi dica _Tu hai deliberatamente +mentito_. Ho combattuto e combatterò senza posa e senza paura dovunque +io mi sia, i tristi oppressori della mia patria: la menzogna, qualunque +sembianza essa vesta; e i poteri che, come il vostro, s'appoggiano a +mantenere o ricreare il regno del privilegio, sulla corruttela, sulla +forza cieca e sulla negazione del progresso nei popoli: ma ho combattuto +con armi leali; nè mai mi sono trascinato nel fango della calunnia, o +avvilito ad avventare la parola _assassino_ contro chi m'era ignoto ed +era forse migliore di me. + +Dio salvi a voi, signori, il morir nell'esilio; perchè voi non avreste a +confortarvi coscienza siffatta. + + _Settembre 1849._ + + + + + ROMA + + E IL GOVERNO DI FRANCIA + + +La questione di Roma è stata nuovamente oggetto di lunga discussione +nell'Assemblea francese. Per tre sedute, la parte ch'oggi tiene il +potere ha esaurito quanto ha d'ingegno, di sofismi e d'ipocrisia per +giustificare la nefanda impresa e scolparsi davanti alla Francia e +all'Europa. Per tre sedute, gli uomini che stanno al governo o tendono +ad occuparlo--i _dottrinarî_ e i _legittimisti_--hanno tentato, come la +moglie di Macbeth, ogni artificio per cancellare dalle loro mani la +macchia di sangue, dalla loro fronte la macchia di disonore, che la +guerra fratricida v'ha posto; e senza riescirvi. La serva maggiorità lo +sentiva, l'irritazione di chi intende il suo torto e trema d'udire la +verità fremeva nelle interruzioni e in ogni sillaba che veniva dalla +diritta. Ogni tattica di pudore fu dimenticata. S'udirono sdegni contro +chi gittava--ed era un illustre poeta--l'anatema alle ferocie di +Radetzky e d'Haynau; un lungo remore di biasimo accolse chi, parlando di +confisca e d'inquisizione, diceva: _è necessario che lo spirito di vita +dell'Evangelio penetri e rompa la lettera morta di tutte queste +instituzioni diventate barbare_; e l'oratore del cattolicismo balbettò +parole di scusa agli assassinî, che si consumano dall'Austria +nell'Ungheria, chiamandoli rappresaglie. Le menti erano travolte come da +un insistente rimorso. Lo spettro di Roma, come quello di Banquo, le +funestava. Come Garnier de l'Aube a Robespierre, gli _uomini_ della +sinistra avrebbero potuto gridare ai falsi repubblicani: _Il sangue di +Roma v'affoga_. + +Noi pubblichiamo tradotta letteralmente dal _Monitore_ l'intera +discussione[105] e lo facciamo per due ragioni: perchè gl'Italiani +v'imparino come, smarrita la fede in un principio e sostituito alla +religione del vero il culto dell'egoismo, si cada in fondo d'ogni +sozzura, e perchè i nostri nemici vedano che, diversi da essi, noi non +temiamo pubblicità d'avverse dottrine. In Roma, quando reggevano i +repubblicani, la stampa era libera: oggi il silenzio assoluto v'è +imposto alla parte nostra. Una circolare del ministro Dufaure vieta con +minaccie severe l'introduzione in Francia dell'_Italia del Popolo_, e i +suoi doganieri, aggiungendo il furto al divieto illegale, confiscano +copie avviate agli Stati Uniti d'America; noi diciamo ai nostri: _Eccovi +le argomentazioni degli uomini che v'hanno tolto la libertà; leggete e +sia maturo il vostro giudizio_. + + * * * * * + +Non so s'io m'illuda; ma credo che per ciò che riguarda coraggio di +verità o schiettezza d'affermazioni, la questione fra noi e gli uomini +del governo francese sia, per gli onesti d'Europa, decisa. Noi possiamo +peccare d'utopia, d'audacia, d'ogni cosa fuorchè di menzogna o di +gesuitismo; e gli uomini che hanno rovesciato la nostra repubblica hanno +tanto cumulo di menzogne, chiarite da tali prove documentate, sulla loro +coscienza, che nessuno oggimai può esiger da noi nuove confutazioni di +vecchie imposture ripetute sfacciatamente dai ministri o dai loro +seguaci nell'ultima discussione. Le nostre mani, le mani di quei che +ressero la repubblica in Roma, sono pure di colpe e di sangue. La +repubblica, proclamata per libero e universale suffragio dai cittadini, +riconfermata di mezzo ai pericoli dell'invasione da pressochè tutti i +municipî, si mantenne senza terrore di giudizî o di proscrizioni, +tollerante e leale al di dentro come prode e leale coi nemici che +l'assalirono dal di fuori: le proscrizioni non cominciarono se non col +trionfo dell'armi francesi. All'Assemblea francese, al popolo di Roma +furono fatte dal governo di Francia, dai suoi inviati, dai capi +dell'esercito, solenni promesse; e furono tutte tradite. La condizione +di Roma in oggi è pretta tirannide. Son fatti questi innegabilmente +provati dalle dichiarazioni del signor Lesseps, dagli atti officiali +della repubblica, da mille testimonianze onorevoli italiane e straniere, +dalle confessioni strappate di bocca a' nostri stessi nemici--e +conquistati d'ora innanzi alla storia. + +Io lascio dunque senza commento al giudizio di chi vorrà leggerlo il +discorso del signor Thuriot de la Rosière, e la lunga serie +d'affermazioni sfrontate colle quali intende a provare che in Roma, +clero, capitalisti, proprietarî di mobili ed immobili, artisti, +stranieri, diplomatici, guardia civica, truppe di linea, tutti insomma +erano schiavi ed avversi al Triumvirato: chi dunque, dal 30 aprile al 2 +luglio, difese Roma? Ei sa di storia contemporanea come d'antica e non +merita ch'altri spenda parole a combatterlo. E lascio le menzogne +gittate qua e là nel lungo intralciatissimo discorso del signor Odillon +Barrot sulla parte adempiuta dai Francesi in Roma--la protettrice +clemenza estesa dal governo di Francia ai nemici, anzi, come afferma il +signor Thuriot, a me stesso che scrivo--il vanto, a fronte di Cernuschi, +d'Achilli, dei preti che diedero le loro cure ai feriti, dell'esule +napoletano Caputo, del dottor Ripari e d'altri infiniti, d'avere posto +divieto a qualunque imprigionamento--le ampliazioni già ottenute dal +ministero all'amnistia pontificia, quando forse due giorni prima ch'ei +pronunziasse il discorso erano cacciati dal territorio romano anche i +cinque che nell'Assemblea votarono contro il decadimento, anche gli +uomini i quali, come il Calderari dei carabinieri, erano nella milizia +più invisi al popolo perchè sospetti di congiure retrograde--e siffatte. +La lista dei decreti pubblicati via via dal giornale officiale di Roma è +risposta che basta a tutte parole possibili sulla parte sostenuta dalla +Francia in Roma; alle falsità che riguardano la condizione degli spiriti +nello Stato risponde il fatto che, sperperata, imprigionata, esiliata la +parte più energica della popolazione, sciolto l'esercito, disarmato il +paese, non s'osa interrogare il voto dei cittadini, e son necessarî a +impedire l'insurrezione 6000 Spagnuoli, 20 000 Austriaci e 40 000 +Francesi. + + * * * * * + +Dalla discussione tenuta nell'Assemblea emergono irrevocabili parecchî +fatti che giova registrare a insegnamento e a conforto: + +Che la spedizione francese contro Roma fu ideata ed eseguita +coll'intento di restaurare senza limitazione alcuna di diritto la +sovranità temporale del papa: è confessione _oggi_ di tutti, da Thiers a +Odillon Barrot; + +Che l'intento dei negoziati, o meglio--per dichiarazione esplicita del +signor O. Barrot a nome de' suoi colleghi e del presidente--delle +rispettose timide istanze del governo francese, è quello d'ottenere dal +papa concessione d'una consulta che voti l'imposta, consulta nominata +dai consigli municipali e risultante dal principio elettivo al terzo +grado; + +Che la lettera del presidente è nulla, capriccio d'inetto o, come +direbbe il signor Barrot, codarda millanteria; + +Che, quantunque--sono parole del signor Barrot--_la separazione dei due +poteri, temporale e spirituale, sia per tutta Europa necessaria alla +libertà di coscienza, alla vera e durevole libertà_, non può nè deve +ammettersi per Roma, e che tre milioni d'uomini italiani sono condannati +a starsi eccezione di servitù e negazione di progresso fra le nazioni; + +Che il cattolicismo, per bocca del suo oratore, capo della setta in +Francia, ritiene irreconciliabile il papato e la libertà, e non può +accettare restrizione alcuna di consulta e voto d'imposta all'autorità +del governo pretesco; + +Che la politica del governo francese non posa oggimai più su principio +alcuno desunto dalla morale e non merita quindi più fede da popoli o da +governi. + +E per questo io dissi _a insegnamento e a conforto_: a insegnamento +perchè nessuno dimentichi, che, qualunque sia il nome scritto in fronte +ai decreti di Francia, gli uomini ch'oggi vi reggono, Barrot, +Tocqueville, Thiers, Dufaure e i simili ad essi, son gli uomini della +_monarchia_, i predicatori del sistema misto costituzionale:--a +conforto, perchè un governo senza principio, senza fede in una morale +comune, è condannato a travolgersi rapidamente di crisi in crisi, e +cadere. + + * * * * * + +Senza principio nè fede; ed è tempo, a fronte d'un popolo brutalmente +oppresso e d'un altro disonorato, di dirlo senza riguardi. Spettacolo +più schifoso di quello offerto in oggi dai falsi repubblicani che +maneggiano le cose francesi, non credo possa trovarsi nella storia +dell'ultimo mezzo secolo. Uomini che per quindici anni guerreggiarono +con tutt'armi contro l'elemento del clero; e che sostennero nei loro +libri e nelle loro assemblee come cardine dell'edifizio civile +l'emancipazione dalla potestà spirituale; che lavorarono instancabili, +quantunque ammantandosi d'ipocrisia, da Luigi XVIII fino al 1830, e più +dopo qualunque volta intravvedevano al termine della guerra un +portafoglio di ministero, a dissolvere, a cancellare ogni fede +nell'altare e nel trono; son oggi collegati coi dispersi superstiti del +partito che vinsero per vietare ai popoli di desumere le conseguenze +della vittoria. Eredi bastardi di Voltaire e di Volney, ultimo rampollo +del materialismo del XVIII secolo, e diseredati d'ogni concetto di +_dovere_ e d'avvenire religioso dell'Umanità, sommavano pochi anni +addietro la loro dottrina internazionale nella esosa parola: _ciascuno +per sè; il sangue francese non deve scorrere che per la Francia_--la +loro dottrina di politica interna nella formula negativa: _la legge è +atea_; oggi federati, pur disprezzandoli in core, cogli ultimi fautori +del _diritto divino_ che alla volta loro li sprezzano, inneggiano +congiunti al papa e imposturano parole di venerazione al cattolicismo, +gli uni col piglio ignaziano di Mefistofele, gli altri con amarezza +d'intolleranza domenicana, taluno per nullità d'ingegno servile a tutto +ciò ch'è _fatto_ o lo sembra. Cospiratori, per impazienza di potere, +com'oggi sappiamo sotto Carlo X, taluni d'essi membri di società segrete +repubblicane, pur protestando con calore, in pubblico, riverenza alla +carta monarchico-costituzionale, tremanti e adulatori davanti al popolo +quando sorge nell'onnipotenza rivoluzionaria, poi feudalmente insolenti +quando il leone s'acqueta, cospirano oggi contro l'instituzione +repubblicana alla quale tutti--anche il signor Montalembert--giurarono +fede. Persecutori, per irritazione di rimorso, dei loro antichi +compagni; persecutori, per terrore del vero, di quei che non mutarono +mai credenza o linguaggio; essi mutarono tante volte che non è sillaba +nei loro discorsi dell'oggi alla quale non potesse trovarsi confutazione +in quei d'un anno o di mesi addietro--e cito a pie' di pagina un esempio +per saggio[106]. + +Son questi i nemici di Roma repubblicana. Ah! ben è vero: la libertà, +come disse un dei loro, non suscita più nel core degli uomini in Francia +quel culto di sagrificio serenamente incontrato, quel santo giovanile +entusiasmo puro di sdegni e vendette, nudrito di fiducia e speranza, che +fremeva anni sono sotto l'alito dell'amore. Ma chi n'è in colpa? Non i +rari fatti consumati dalle insurrezioni su taluno fra gli oppressori, +che noi deploriamo, ma che voi, veneratori di Carlotta Corday, non avete +diritto d'anatemizzare: a quei fatti noi possiamo contrapporre +carnificine regie recenti, e centinaja di vittime scannate ad arbitrio. +Non qualche assurdo esclusivo sistema di sovversione violenta, mormorato +da qualche individuo e rifiutato universalmente da noi, che si +sperderebbe nel soddisfacimento dei veri bisogni del popolo. Se quel +culto si contamina talora di meschine passioni--se quell'entusiasmo +sembra infiacchirsi nello sconforto--spetta a voi tutti la colpa. +Mallevadori delle tristi conseguenze che possono escire da condizioni +siffatte son gli uomini, che, da ormai vent'anni, hanno fatto scuola +della delusione; son gli uomini che, amati un giorno per apostolato di +libere dottrine dai giovani, li hanno freddamente traditi; son gli +uomini che avean detto al popolo: _la libertà è il diritto d'ogni +creatura umana al proprio sviluppo, il mezzo di miglioramento +progressivo alle moltitudini_, e dicono oggi cogli atti loro: la libertà +è l'aristocrazia dell'egoismo potente sostituita a quella del sangue: la +libertà è il monopolio e il privilegio dei forti capitali: la libertà è +la via schiusa agli uffici e al dominio per un piccolo numero d'ingegni +scettici e raggiratori. Non cercate altrove cagioni al dubbio e alle +diffidenze. + +Saggio della immoralità alla quale io accenno sono i discorsi +ministeriali sulla questione romana. Alla parte del diritto nessuno +allude. L'inviolabilità della vita d'un popolo, la missione repubblicana +scritta nello parole: _libertà, eguaglianza, fratellanza_ della bandiera +di Francia, non entrano elementi del problema da sciogliersi. _Bisognava +davanti al fatto di Roma_, argomenta il presidente del Consiglio, +_rimanersi inerti, ed era disonore--riconoscer sorella la repubblica +romana, e correr pericolo di guerra europea--o intervenire a suo danno, +e questo scegliemmo. Se noi non facevamo, l'Austria faceva_. Così, +perchè il ferro dell'assassino minaccia un onesto e voi non avete il +coraggio d'interporvi a difenderlo, v'affrettate a vibrar primi il +colpo. Rallegratevi, o signori: il pugnale infitto nel core di Roma è +vostro: ciò che palpita sotto le pieghe della bandiera tricolore di +Francia è una vittima, e voi potete ricevere le felicitazioni di Welden +e del re di Napoli: giungeste primi. + +E argomentazione siffatta riscote gli applausi della _diritta_. E quando +taluno rammenta i patti e le promesse dell'intervento, il ministro +risponde con piglio di Brenno: GUAI A CHI È VINTO! _A che parlate di +patti e promesse? La guerra li infranse._ La guerra! ma non fondaste +tutti i vostri discorsi anteriori sull'oppressione esercitata da una +mano di faziosi sulle popolazioni romane? non vi diceste liberatori? non +si facevano più sacre le vostre promesse quando appunto, cacciati quei +pochi, cominciava per voi possibilità di compirle? + + * * * * * + +La Francia ha fatto in Roma quello che l'Austria avrebbe potuto fare: ha +ristabilito il papa nella pienezza del suo potere temporale assoluto; +stolta e nulla è dunque la difesa che poggia sui pericoli che noi +correvamo dall'Austria. Ma erano pericoli insuperabili? + +Ho certezza morale--e non sarebbe difficile accumulare gli indizî--che +l'intervento fu concertato a Gaeta fra i quattro governi invasori. Ma or +non importa appurarlo. Che avremmo noi fatto se all'Austria, e non alla +Francia, fosse stato conferito l'incarico di rovesciare la repubblica +romana? Giova, per gl'Italiani, accennarlo. + +L'esercito romano sommava dai 14 ai 15 mila combattenti. La divisione +lombarda, forte d'8 000 uomini, era pronta all'imbarco alla nostra +volta: gli ostacoli veri, come ognun sa, non vennero che dai legni da +guerra francesi e dall'impossibilità, dove si fossero superati, di +scendere a Civitavecchia. Stava in Marsiglia un nucleo di legione +straniera assoldata da noi, forte d'800 volontarî, francesi i più. In +Marsiglia erano pure, comperati in Francia da noi, cinque o seimila +fucili che il governo francese trattenne. Altri 4000 erano giunti in +Civitavecchia, ed erano per Roma 4000 soldati. Altri ajuti s'aspettavano +dalla Corsica e dalla Svizzera. In sul finire d'aprile, le forze +repubblicane dovevano ascendere a 29 o 30 000 uomini. + +Gli Austriaci giunsero sotto le mura d'Ancona con soli 12 000 uomini, e +la lunga loro linea d'operazione rimase, per difetto di forze, +sprovveduta, indifesa. Disegno premeditato nostro era quello di fare una +dimostrazione a Tolentino, quindi movere con rapida marcia e rovesciando +ogni ostacolo per la via di Fano, e presentarsi riconcentrati alle +spalle del nemico nelle Romagne. Operazione siffatta, consumata da un +ventotto mila uomini, doveva infallantemente o cacciare gli Austriaci a +fuga precipitosa o distruggere intero quel corpo d'esercito. + +O gli Austriaci dunque--e questo è il vero--sentendosi ancora deboli, +ritardavano l'invasione, e ci davano campo di trovarci alla metà del +maggio largamente provveduti di materiale da guerra, e forti d'un 45 000 +uomini:--o invadevano, e la repubblica iniziava la difesa del suo +territorio con una prima e certa vittoria. Chi può calcolare le +conseguenze morali d'una vittoria sull'armi austriache, cacciata come +guanto di sfida tra popolazioni frementi di lungo odio contro l'Austria, +e facili all'entusiasmo, chiarite or prodi e vogliose di battersi? A noi +sorrideva nell'animo la speranza di stendere una mano all'eroica Venezia +e ricominciare, poi che la guerra regia s'era spenta in Novara, in nome +di Dio e del Popolo, la guerra sacra dell'indipendenza italiana. +Comunque, l'impresa fidata all'Austria, ricinta di nemici com'era, e +costretta a serbare la più gran parte delle sue forze fra il Piemonte, +la Toscana e la Lombardia, era più che dubbia nell'esito; e il parlarne +come d'impresa infallibile ad uomini che privi di tutte le forze +accennate, e alle quali chiuse il varco Civitavecchia francese, +combatterono la giornata del 30 aprile, e costrinsero in città non +forte, trentamila Francesi a un mese d'assedio, aggiunge il ridicolo +alla coscienza della menzogna. + +Ma vi sono fronti, come dice Giorgio Sand, alle quali non è più dato +arrossire. + + * * * * * + +La questione, per ciò che spetta all'invasione, ai motivi e ai +particolari del fatto, è, ripetiamolo, questione oggimai decisa; e noi +possiamo da questo fango di menzogne, di contraddizioni e d'ipocrisie, +levarci a contemplarla in più alta sfera. Gl'inetti eredi della +_dottrina_ si trascineranno come potranno di difficoltà in difficoltà, +di vergogna in vergogna, tentando sempre e inutilmente di transigere tra +i due principî rappresentati in Roma dal Papa e dal Popolo, finchè +piaccia alla Francia o all'Italia di tollerarli. Ma lo scioglimento +della questione non è nelle loro mani. + +Lo scioglimento della questione spetta all'umanità. UMANITÀ e PAPATO: +son questi i due termini estremi d'una controversia, inerente +all'educazione progressiva e provvidenziale dello spirito umano, e che +s'agita apertamente in Europa da ormai quattro secoli. Chi muta quei +nomi in _Libertà_ e _Autorità_ fraintende ad arte, o per grettezza di +mente, i termini del problema, falsa gli elementi della decisione, e +assegna all'umanità un carattere d'_opposizione_ che tende a negarne la +stessa essenza. + +Unico il signor Montalembert intravvide, nell'Assemblea di Francia, +l'altezza della contesa: sdegnò i particolari, e assalì di fronte, con +coraggio degno di miglior causa, la parte repubblicana: inferiore +anch'egli al soggetto, in virtù appunto dell'errore, ch'io noto. Pur +tanto giova trattar le questioni nella sfera dei principî, che dal suo +discorso scese più luce a rischiarare la vera condizione delle cose e +degli animi, che non da tutti i discorsi ministeriali dall'assedio di +Roma in poi. E noi rendiamo grazie, come Italiani e come repubblicani, +al Montalembert. Egli ci ha dato il programma della parte cattolica; e +questo programma è una solenne conferma delle nostre credenze. Le +transazioni ideate dagli uomini della _dottrina_ son nulle, impossibili. +Il _sint ut sunt_ è anch'oggi il simbolo del cattolicismo. La libertà è +inconciliabile col papato. L'autorità assoluta della chiesa cattolica +incarnata nel papa deve rimanersi qual era ai tempi di Gregorio XVI, +libera d'inspirarsi alla propria coscienza senza vincoli, senza patti, +senza istituzioni che possono menomarla. Così parla l'oratore della +parte cattolica; e perchè quant'ei parla sia il vero dell'avvenire come +è del presente, non gli manca che di cancellare una cosa sola: la +coscienza del genere umano. + +E la coscienza del genere umano, superiore al papa e a ben altro; la +coscienza del genere umano, che ha costituito per molti secoli, col +proprio consenso, la potenza e il diritto del papa; protesta in oggi, in +nome, non della Libertà ma dell'Autorità, contro l'instituzione in nome +della quale il signor Montalembert vorrebbe sopprimere il libero +sviluppo della vita romana. + +Noi non siamo continuatori di Voltaire e del secolo XVIII. Essi +distrussero, negarono; e perchè distrussero, noi cerchiamo fondare; +perchè negarono, noi affermiamo. L'umanità, oggi come sempre, è +profondamente, inevitabilmente religiosa; e perchè religiosa, move +guerra al papato, forma, fantasma di religione, non religione. + +L'accusa d'irreligione, di pura e semplice negazione d'_ogni_ autorità +gittata alla democrazia, è indegna oggimai di chiunque guardi con occhio +imparziale alle sue più pure e potenti manifestazioni. Noi tutti +combattiamo per conquistare al mondo un'autorità; noi tutti invochiamo +il termine d'un periodo di crisi nel quale dei due criterî di verità, +_coscienza dell'umanità e coscienza dell'individuo_, che la provvidenza +ci ha dati, ci rimane solo il secondo. Chiediamo un patto, una fede +comune, un interprete alla legge di Dio. Ma perchè questo patto sia +religioso ed abbia mallevadrici dell'osservanza l'anime nostre, è +necessario che la nostra coscienza lo accetti liberamente: perchè +quest'autorità possa dirigere la nostra vita, è necessario che essa +abbia fede in sè, che il mondo abbia fede in essa, che essa sia _verbo_ +d'unità, di progresso continuo, di scoprimento incessante del vero[107]. +E diciamo che non uno di questi essenziali caratteri fa sacro in oggi e +fecondo il papato. Il grido di libertà che s'inalza in mezzo ai popoli è +grido d'emancipazione da un'autorità incadaverita, inciampo alla nuova. +Ogni grande rivoluzione è segno di morte a un potere esaurito, e +iniziativa d'un altro che intenda la _vita_ e ne consacri tutte le +manifestazioni a progresso coordinato e pacifico. + +Perchè nessuno, nell'assemblea di Francia, pose in questi termini la +questione al signor Montalembert? Perchè non una voce si levò a +gridargli: «Voi poggiate sul vuoto; voi discutete intorno a ciò ch'era e +non è. Il papato, signore, è morto; morto nel sangue: morto nel fango: +morto per aver tradito la propria missione di protezione del debole +contro il potente che opprime: morto per avere da oltre a tre secoli e +mezzo fornicato coi principi: morto per avere crocefisso una seconda +volta Gesù, in nome dell'egoismo, davanti all'aule di tutti governi +tristi, scettici o ipocriti: morto per aver proferito una parola di fede +senza credere in essa: morto per aver negato la libertà umana e la +dignità dell'anime nostre immortali: morto per aver condannato la +scienza in Galileo, la filosofia in Giordano Bruno, l'aspirazione +religiosa in Giovanni Huss e Girolamo di Praga, la vita politica +coll'anatema al diritto dei popoli; la vita civile col gesuitismo, coi +terrori dell'inquisizione, coll'esempio della corruttela; la vita della +famiglia colla confessione fatta spionaggio e colla divisione seminata +spesso tra padre e figlio, fratello e fratello, consorte e marito: morto +pei principî del trattato di Vestfalia: morto pei popoli, dal 1378, con +Gregorio XI, e col cominciar dello scisma: morto per l'Italia dal 1530, +quando Clemente VII e Carlo V, il Papato e l'Impero, segnarono un patto +nefando e trafissero la morente libertà italiana in Firenze, come oggi i +vostri tentarono trafiggere la libertà nascente d'Italia in Roma: morto +perchè il popolo è sorto; perchè Pio IX fugge; perchè le moltitudini gli +maledicono; perchè gli uomini che in nome di Voltaire fecero guerra al +prete per quindici anni, lo difendono in oggi coll'ipocrisia; perchè +voi, signore, ed i vostri, lo difendete coll'intolleranza e colle armi, +e dichiarate che il papato non può vivere allato della libertà! Voi +chiedete a Vittore Hugo, d'additarvi una idea che abbia ottenuto un +culto di diciotto secoli? È quella, signore, che voi giudicate +irreconciliabile col papato e che dura da quando il soffio di Dio trasse +dal nulla l'umanità; l'idea che ha sottratto al vostro cattolicismo metà +del mondo cristiano, l'idea che vi ha strappato Lamennais e il fiore +degli intelletti europei, l'idea di Gesù, la pura, la bella, la santa +libertà, che voi invocavate pochi anni addietro per la Polonia, che +l'Italia invoca oggi, sotto forma e mallevadoria di nazione per sè e che +non può, quando voi non crediate parte di religione il costituire un +popolo-_paria_ nel seno dell'umanità, esser buona cosa per una contrada +e triste per l'altra. Ah! è grave condanna al papato, o signore, grave +conferma alle nostre credenze questa contraddizione che le vostre parole +confessano tra l'eterno elemento d'ogni vita umana e l'instituzione che +dovrebbe, anzichè cancellarlo, benedirgli e promoverlo. + + * * * * * + +È questa contraddizione somma per noi alla negazione, non solamente, del +diritto ingenito nelle popolazioni romane, ma della NAZIONE. + +Un anno addietro, i ministri di Francia salutavano come immancabile e +prospero evento lo sviluppo dell'italiana nazionalità. Lamartine +dichiarava _con certezza di non essere smentito mai dai fatti possibili, +che, con intervento di Francia o senza, l'Italia sarebbe libera_; +l'Assemblea costituente _invitava la potestà esecutiva a serbare norma +alla sua condotta il voto unanime dei rappresentanti; emancipazione +d'Italia_. Oggi adoratori dei fatto e della cieca forza che soggioga per +un giorno l'idea, rappresentanti e ministri dimenticano, cancellano la +nazione e trattano la questione siccome puramente locale. Or, la Nazione +e Roma sono una sola cosa per noi. Credono essi spento per sempre il +palpito di ventisei milioni d'uomini che hanno imparato a insorgere, a +vincere, a morire in nome dell'Italia futura? E se credono nell'Italia +futura, credono che la nazione possa vivere un giorno libera e +progressiva col dogma dell'autorità assolata impiantato nella sua +metropoli? + +L'Italia futura, la nazione una, è fatto inevitabile in un tempo che non +è lontano. Questa fede italiana annunziata, da Dante in poi, nella vita +e negli scritti dei nostri grandi del pensiero, trasmessa da generazione +a generazione dalle aspirazioni della nostra letteratura, trasmessa di +padre in figlio, negli ultimi trenta anni, in seno alle nostre +fratellanze segrete, e nudrita di sangue e di lagrime, noi non la +sagrificheremo, signori, ai vostri meschini concetti di transazione o +perchè a voi piaccia far poesia sulle rovine d'una instituzione che _fu_ +sublime, e anteporre al futuro il passato. Papi, imperatori, oppressori +domestici e gelose potenze straniere hanno fatto a gara per sotterrar +dal nascere questa fede; e non valse. Il lento lavoro d'unificazione non +s'arrestò mai in Italia per gli ultimi tre secoli: se un papa volle, +quando il papato era già esoso alla miglior parte della nazione, che il +suo nome rimanesse ricordo d'affetto fidato al genio di Michelangelo e +alla tradizione italiana, gli fu forza cacciare il grido di _fuori i +barbari!_--e quando l'entusiasmo di tutta quella gioventù, che voi +calunniate come anarchica e demagogica, salutò d'un lungo grido d'illusi +applausi il papa in nome del quale gli stranieri stanno oggi in Roma, +quel papa avea proferito con amore la sacra parola ITALIA; e l'applauso +gli fu sottratto, e il popolo si ritrasse fremendo da lui quand'ei si +rivelò avverso alla guerra d'emancipazione. Oggi quel lavoro procede +colle leggi del moto uniformemente accelerato; dalle menti educate al +pensiero è sceso al core d'Italia, alle moltitudini; e voi presumereste +arrestarlo? presumereste convincerci che noi sacrificammo la nostra vita +ad un sogno, ad una illusione colpevole, perchè un vecchio senza genio, +senz'amore, senza forti credenze, senza il coraggio del martirio, e +pochi uomini, corrotti, immorali, irreligiosi, segnati a dito dal +popolo, come Richelieu, col nome di _triumviri rossi_, balbettano un +anatema? + +Ed io--è l'unica volta ch'io parlo quasi con rimorso di me--io, signor +Montalembert, che non ho mai firmato dichiarazioni o accettato amnistie, +perch'io non voleva porre una menzogna nella mia vita e perch'_essi_ +hanno bisogno della nostra amnistia, non noi della loro,--io che esule +ormai da vent'anni ho dato tutte le gioje della vita, e ciò che più +monta, le gioje de' miei più cari al culto d'un'unica idea, d'Italia +iniziatrice, di patria libera ed una--io che v'ho amato leggendo le +vostre pagine premesse al _Pellegrino polacco_, e vi compiango oggi +persecutore dei miei fratelli e nemico al bene della mia nazione--io +dovrei cancellare la mia coscienza e calpestare questa mia fede di +venticinque anni, sostegno mio contro al dubbio e allo sconforto +attraverso delusioni e sciagure ch'io non vi desidero, perchè i +corruttori della Chiesa non possono conciliare i loro appetiti di +dominio principesco colla libertà dell'Italia e coi progressi del mondo? +Ah! ricordo una madre italiana che dolevasi di non avere due figli da +dare alla patria, e un'altra che a me, vacillante un momento per dolori +taciuti a tutti fuorchè ad essa, scriveva additando il versetto 12 e +seguenti al capo VI dell'epistola di Paolo agli Efesi. La prima di +quelle madri avea perduto il figlio, per opera dei vostri, sotto le mura +di Roma: alla seconda, due erano sottratti dall'esilio, e un terzo da +morte volontaria in una prigione. La voce di quelle due madri, signore, +confuta per me molti studiati discorsi. La religione del sacrificio è +ben altramente vera che non la religione sostenuta da voi colle +bajonette. Perisca dunque il papato, e viva l'Italia! Se la Chiesa, +disse il padre Ventura, non cammina coi popoli, i popoli cammineranno +senza la Chiesa, fuor della Chiesa, contro la Chiesa. Contro la Chiesa! +no: noi cammineremo dalla Chiesa del passato alla Chiesa dell'avvenire, +dalla Chiesa cadavere alla Chiesa di vita, alla Chiesa dei liberi e +degli eguali, dove regge chi più serve i fratelli, dove il seggio della +fede non si puntella colla violenza. V'è spazio che basta per Chiesa +siffatta fra il Vaticano e il Campidoglio. + +E questo grido dell'anima mia, questo convincimento che nulla può +svellere, è grido, o signore, è convincimento di tutta la gioventù +italiana che ha palpitato di sdegno leggendo il vostro discorso, che +palpiterà d'affetto leggendo il mio. Voi potreste spegnere il mio, non +il suo grido. Voi potete cancellar molte vite, ma non la vita. La Vita +d'una nazione è cosa di Dio. Tutti i vostri sforzi romperanno contro il +decreto della provvidenza. L'Italia sarà. + +E il giorno in cui l'Italia sarà, che avverrà del papato? + + * * * * * + +Anche cadendo, Roma ha reso servigio alla Francia. Essa ha creato al +governo ch'oggi l'opprime il più grave ostacolo che potesse mai +suscitarglisi: ha logorato la parte della _dottrina_; ha strappato il +segreto alla parte ch'oggi invade il potere: 1815 e _diritto divino_. + +La Francia provveda, e s'affretti. Due morti sono pei popoli: +l'assassinio per conquista e il suicidio del disonore. La Francia è +minacciata in oggi di questa seconda. + +E non di meno la Francia non deve, non può perire. Un popolo che affida +all'umanità l'ultima parola di un'epoca deve concorrere alla rivelazione +della prima d'un'altra. L'Europa ha bisogno della Francia, del suo +braccio e del suo consiglio. E l'avrà. + +Una voce di poeta che amammo giovani e che lamentavamo muta da lungo tra +le nostre file, la voce di Vittore Hugo, s'è riscossa al grido di Roma, +della città madre al genio e alla poesia. E in nome di Roma, noi lo +ringraziamo pel marchio stampato in fronte ai nostri oppressori. Una +voce d'amico, esule come noi siamo, ha scritto belle e forti parole a +scolpare la Francia, la vera Francia, del delitto commesso contro la +nostra nascente nazionalità[108]; e a lui con affetto riconoscente +diciamo: non temete, fratello; lasciate al vostro esilio e al nostro +cuore le discolpe della vera Francia. Le anime nostre sono tranquille e +serene come dopo una vittoria. Noi amiamo come combattiamo, ora e +sempre. E il nostro amore è il vostro amore, le nostre battaglie sono le +vostre battaglie. La falsa _parola d'ordine_, gettata fra noi da uomini +disertori dalla bella vostra bandiera, non dividerà i soldati dello +stesso campo. Noi gemiamo e speriamo per voi come per noi. E quando voi +ci vedete segregati in Roma, in Italia, da uomini che parlano la lingua +di Francia, ma non ne rappresentano l'idea, la missione, dite: _essi +vogliono serbarsi puri all'abbraccio della Francia redenta_;--quando +udite la nostra parola escire concitata ed amara contro fatti ed uomini +che disonorano la Francia, dite: _essi s'irritano, come per la loro, per +la nostra patria; ma non dimenticano in cuore un solo dei fatti e degli +uomini che la redimono_. + + _28 ottobre 1849._ + + + + + A LUIGI NAPOLEONE + + PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE + + «Jusqu'à présent je ne suis qu'un + simple volontaire; mais... je me + mettrai avec satisfaction sous vos + ordres si vous me jugez utile à la + _cause sacrée_ que j'embrasse avec + ardeur, et à laquelle je rêve depuis + dix ans--(Napoléon, lettre au gén. + Sercognani, Terni. 28 février, 1831.) + + «Moi aussi, banni de ma patrie, je + gémis souvent sur la loi d'exil qui + frappe ma famille; mais cependant + lorsq'on voit qu'aujourd'hui, _tout ce + qui a l'âme noble est chassé de la + terre natale ou persécuté par le + pouvoir, alors on est fier d'être dans + les rangs des opprimés et des + proscrits_.»--(Napoléon Louis C. + Bonaparte, adresse aux réfugiés + polonais, Arnenberg, 17 août 1833.) + + «Nos armes ont renversé à Rome cette + démagogie turbulente qui, dans toute + la peninsule italienne, avait + compromis la cause de la vraie + liberté, et nos braves soldats ont eu + l'insigne honneur de remettre Pie IX + sur le trône de St-Pierre.»--(Message + du président de la République, 12 + novembre 1850.) + + + SIGNORE. + +Quando vostro fratello scriveva da Terni le parole che stanno in capo al +mio scritto, voi eravate al suo fianco. La _causa sacra_ per la quale +egli e voi eravate presti a combattere, era la stessa ch'oggi chiamate +_demagogia_. Il governo agli ordini del quale voi ambivate sottomettervi +era, come il nostro, governo d'insurrezione; decretava, come il nostro, +l'abolizione del potere temporale del papa. Non sorse in voi un ricordo +di quei giorni, mentre scrivevate le linee calunniatrici di Roma nel +vostro Messaggio? Non vedeste levarsi, come un rimorso, la pallida +faccia del fratello vostro tra voi e quella bandiera di popolo sotto la +quale voi militavate vent'anni addietro, semplice volontario con lui, e +alla quale oggi voi, presidente di Francia, insultate? Io era allora +prigione in una fortezza, in Savona, dove un papa fu confinato da vostro +zio: e giurava a me stesso che nè terrore di persecuzione nè seduzione +d'egoismo m'avrebbero sviato mai d'un sol passo dalla bandiera che voi +pure abbracciavate con ardore. Ho speso intorno a quella promessa le +forze, le gioje e le speranze individuali della mia vita; ma posso +guardare con occhio sicuro attraverso quei vent'anni passati senza che +un solo ricordo venga a cozzare coll'oggi, senza che una sola imagine di +congiunto o d'amico si levi a dirmi: _tu hai falsato il giuramento +dell'anima tua; tu hai travolto nel fango e calpestato con orma violenta +il Dio de' tuoi anni più puri!_ + +E quando nel 1833, sopra una terra repubblicana, confortavate l'esilio +col nobile orgoglio d'aver compagni i migliori di tutte contrade +perseguitati dai loro governi, voi stringevate una seconda volta il +patto di fratellanza cogli uomini ai quali oggi il vostro Messaggio +vorrebbe porre in fronte il marchio di demagoghi. Repubblicani erano e +chiamati demagoghi dai loro oppressori i cinquecento Polacchi ai quali +voi mandavate le amiche parole: repubblicani e ribelli al papa gli esuli +d'Italia ch'erravano tra le valli svizzere, adocchiati, com'oggi dalle +vostre, dalle spie di Luigi Filippo. Non ripensaste al vostro linguaggio +di diciassette anni addietro, mentre osavate chiamare _libertà vera_ +quella di ch'oggi godono, mercè vostra, gli abitanti delle terre romane? +Non vi sentiste il rossore salire alla fronte mentre dicevate _onore +cospicuo_ l'atto che condannò all'esilio migliaja d'uomini salutati dal +loro popolo liberatori? Io era, quando voi parlavate in Arnenberg, tra +quei proscritti nelle cui file eravate allora altero di connumerarvi; ed +anch'oggi son tale e perseguitato, come i miei fratelli di Polonia e +Germania, di note confidenziali dai vostri satelliti interpreti del +Messaggio. Ma posso levar serena la fronte davanti agli uomini senza +temere che un solo de' miei antichi compagni d'esilio mi dica: _tu hai +tradito il patto stretto nella sventura; tu hai aggiunto il tuo al nome +dei proscrittori_. + +In nome degli esuli di Roma e di tutta Italia, io vi ringrazio, signore, +delle parole scritte su noi nel vostro Messaggio. Per esse noi sentiamo +insuperbirci, conforto supremo, nell'anima la coscienza di combattere +per una causa che non ci costringe a contraddirci e a mentire. La nostra +parola d'oggi è quella dei primi giorni della nostra carriera politica: +voi date forzatamente una mentita a vent'anni della vostra vita. Noi, +militi della fede repubblicana, non invochiamo a vincere se non il +libero suffragio del popolo: voi, amministratore d'una repubblica, +mutilate il suffragio in patria, lo cancellate coll'armi al di fuori. +Noi a mantenere il nostro governo in Roma non avevamo bisogno d'esilî, +di proscrizioni, ma d'una bandiera e d'un grido al popolo, perchè in +nome di Dio la proteggesse siccome sua: voi a mantenere in Roma il +governo che affermate voluto dalla maggioranza, dichiarate aver bisogno +che si prolunghi il soggiorno dell'armi francesi; a mantenerlo in +Francia, avete bisogno di continue destituzioni, di numerosi +imprigionamenti, di sciogliere in cento località le milizie cittadine, +di perpetuare in più dipartimenti lo stato d'assedio, d'introdurre +limitazioni alla stampa, alle associazioni, alla universale +rappresentanza. Noi ristampiamo le sedute della vostra Assemblea, le +parole del vostro Messaggio: voi ponete per quanto è in voi divieto +sulle nostre difese; la vostra polizia contende la frontiera all'_Italia +del popolo_; la vostra Assemblea non osa leggere le nostre proteste. Noi +accusiamo: voi calunniate. Giudichino gli uomini onesti d'Europa da qual +parte stia il Vero e la coscienza del Dritto. Giudichino dove stia la +_fazione_. + + * * * * * + +Alle parole del vostro Messaggio, il COMITATO NAZIONALE ITALIANO ha +contrapposto la protesta che precede queste mie pagine[109]. La vostra +maggioranza, signore, ha cercato soffocarla tacendone. Dai popoli ai +quali voi tenete la spada di Brenno alla gola, essa non accetta che +_petizioni_. I selvaggi delle foreste d'America sospendevano le torture +per rispettare nel prigioniere il diritto di conchiudere il suo inno di +morte, e d'oltraggio ai tormentatori: i vostri non hanno il coraggio di +dire: _lasciamo passare il grido delle nostre vittime_. Essi votano la +rovina d'un popolo nel silenzio: _la mort sans phrases_. + +E nondimeno, voi non soffocherete quel grido, signore. Finchè rimarrà un +angolo dell'Europa capace di contenere una stamperia pubblica o +segreta--finchè vivrà un uomo, forte d'amore e di sdegno, incapace di +dimenticare, perchè caduta, la patria e incapace di tacere la verità +all'oppressore, perchè potente--quel grido sorgerà a turbare i vostri +sonni presidenziali. Quell'angolo di terreno esiste ancora, signore; e +quell'uomo anch'egli: io oggi, un altro qualunque de' miei compagni +domani. Io v'ho promesso che evocherei di tempo in tempo lo spettro di +Roma a ricordarvi, a ricordare alla Francia il delitto che fu commesso e +tuttavia dura--e manterrò la parola. I nostri padri credevano che, +ridesto al passo dell'assassino, l'assassinato sporgesse fuor del +terreno rigida e sanguinosa la mano per accusarlo agli uomini e a Dio. +Io sarò per voi, pei vostri, quella mano, signore. Scriverò ROMA sulla +punta delle mie cinque dita, e le solleverò a dirvi: _voi avete +sull'anima l'assassinio d'un popolo amico, d'un popolo che amava la +Francia, d'un popolo pel quale voi, convinto che la sua causa era sacra, +volevate combattere vent'anni addietro_. + +Ed è sacra, signore: sacra pei luoghi, che furono culla d'incivilimento +all'Europa; sacra per le memorie dell'antica libertà repubblicana che +costituiscono per noi tradizione di quello ch'è per altri popoli recente +e combattuta conquista: sacra pei caratteri del nostro progresso che non +escì mai dall'elemento monarchico o aristocratico, ma sempre, per virtù +provvidenziale, dall'iniziativa del popolo: sacra per oltre a tre secoli +di patimenti durati sotto occupatori stranieri e papi corrotti e +corrompitori e principi inetti o tiranni e caste sacerdotali +intolleranti, cupide, avverse a ogni libertà di pensiero, senza che +siasi spenta la potente scintilla di vita animatrice della nostra razza; +sacra per la lunga serie di martiri che in ogni angolo d'Italia hanno +segnato la fede col sangue: sacra per l'indomita, instancabile costanza +dei tentativi: sacra per la clemenza usata nella vittoria, per l'assenza +di dottrine ingiustamente sovvertitrici, per la concordia di tutti i +cittadini in un solo volere: sacra per Roma e per gli eroici fatti di +Milano, di Venezia, di Brescia, di Bologna e della Sicilia: sacra per la +Francia segnatamente, alla quale noi demmo largo tributo del nostro +sangue, e dalla quale avemmo sempre promesse, tradite sempre e fatali; +poi per opera vostra, signore, compenso quasi alle migliaja di vite +italiane spese per accrescere onore alla bandiera di vostro zio, il +sacrificio d'alcune migliaja di soldati francesi caduti nell'impresa di +spegnere il primo alito della nostra libertà nascente! + +Voi avete, signore, sacrificato quei soldati di Francia, falsato le +vostre promesse, tradito l'obbligo che v'imponeva la Costituzione, +assalito chi non v'offendeva, rovesciato un governo pacifico, messo la +bandiera francese allato di quella dell'Austria e dell'oppressore di +Napoli, ucciso il fiore dei nostri giovani ufficiali colle vostre palle +coniche, dato per bersaglio ai vostri cacciatori d'Africa le camiciuole +rosse ch'essi, i nostri, avevano valorosamente indossato quasi a dirvi: +_eccoci_, e condannato migliaja di famiglie alla miseria, alla +persecuzione, al lamento su' spenti e sugli esuli, per _rovesciare_--son +parole del vostro Messaggio--_quella irrequieta demagogia che in tutta +la penisola italiana_ AVEVA _posta a pericolo la causa della vera +libertà_. Aveva! La causa della _vera libertà_ è dunque salva oggi in +Italia. Le vostre armi rovesciarono il solo ostacolo che l'attraversava. +E lasciando da banda il dominio austriaco, dimenticando Napoli e la +Sicilia, le leggi organiche pubblicate o da pubblicarsi dal papa +costituiscono la libertà vera. La _repubblica_ è per voi dunque sinonimo +di _demagogia_. E la storia dei tempi registrerà che un'Assemblea +_repubblicana_ udiva con approvazione quelle vostre parole. Ma io non +debbo discuter con voi di repubblica o monarchia. Il buon senso ha +insegnato e insegnerà più sempre alla mia nazione che libertà non può +esistere per essa se non fondata sulla repubblica e che il grido di Roma +ha in sè l'avvenire italiano. Pur noi non imponemmo repubblica; +l'avemmo, lieti e plaudenti, dal popolo, da una Assemblea Costituente. +Libertà vera per noi fu allora ed è tuttavia quella ch'esce ordinata dal +libero suffragio della nazione. Perchè non la interrogate? Una +irrequieta audace _fazione_ toglieva allora senno e libertà di giudizio +al popolo? Ma quella _fazione_ oggi è spenta o lontana. Io vi scrivo +dall'esilio. L'esilio, la prigione o la sepoltura hanno tutti i miei +compagni. Perchè non restituite al popolo il libero voto? Perchè, dopo +diciotto mesi, siete costretto a conchiudere le vostre parole +dichiarando che _il soggiorno del vostro esercito è tuttavia necessario +al mantenimento dell'ordine in Roma_? + +Voi potete, signore, ravvolgervi a vostro senno di menzogna e sofismi: +potete trovare un'Assemblea _repubblicana_ che applauda per breve tempo +alle vostre parole; ma il giudizio dell'Europa sta irrevocabilmente per +noi. Tra noi e voi la contesa è ridotta a termini troppo semplici per +ammetter dubbio. Il principio repubblicano è sancito per noi dal decreto +non revocato dalla nostra Assemblea: vive nel dritto, legittimo per lo +meno quanto il vostro governo; e noi possiamo chiedere alla Francia e +all'Europa di restituirci Roma qual era prima del luglio 1849. E +nondimeno stiam paghi a chiedervi--tanto siam certi dell'animo delle +moltitudini--di rifare onestamente la prova. Noi siamo più assai potenti +di voi, signore. A voi, perchè trionfi la _libertà vera_, bisogna un +esercito; a noi basta una urna. Noi vi cacciamo a guanto di sfida ciò +che gli agenti vostri promettevano prima della vittoria: sgombrate e +RENDETECI IL VOTO; e voi non osate raccoglier quel guanto! + + * * * * * + +Io ho già confutato vittoriosamente altrove l'obliqua accusa data ai +repubblicani d'Italia d'aver posto a pericolo, per soverchia esigenza, +non la libertà che i principi non pensavano a dare: ma la causa +dell'indipendenza che molti sognavano--e si pentono amaramente del +sogno--potersi dividere dalla causa della libertà. Cessato il clamore +d'una stampa comprata dai nostri padroni, i documenti hanno provato che +i repubblicani, convinti che nè da un papa, nè da un principe, nè da un +accordo fra i principi potea venir salute all'Italia, cessero nondimeno +al voto della maggioranza del paese che inchinava all'esperimento; +tacquero, non rinnegarono, le loro dottrine, e s'astennero da ogni +maneggio politico negli anni 1846 e 47:--che nel 1848, insorta l'Italia +a scacciar lo straniero, accettarono il programma proposto dal +principato «che, solamente finita la guerra, il paese fosse chiamato a +decretare i proprî fatti politici» e non s'occuparono che di +guerra:--che, violato dalla parte regia il programma, essi protestarono +virilmente, ma aborrirono dall'armi civili e non tentarono +resistenza:--che perduta per ignoranza, per rifiuto degli ajuti popolari +e per tradimento la guerra, rinnegata da principi e papa la causa della +nazione, essi raccolsero il vessillo abbandonato e lo inalzarono in nome +di Dio e del Popolo sulle mura di Venezia e di Roma a riconquistare, se +non la vittoria, l'onore d'Italia contro gli Austriaci e contro l'armi +vostre, signore:--che riescirono a riconquistarlo. Ma dacchè tra voi e +me non può essere intelletto comune di libertà, io non debbo dir qui +quale concetto ne avessero i repubblicani, ma solamente seguirvi sul +vostro terreno, e ricordare alla Francia qual sia la _libertà vera_ per +voi. + +Il 26 aprile 1849, la libertà che voi venivate a tutelare fra noi era, +signore, la libertà fondata sulla sovranità del paese.--_Il nostro +scopo_--dichiarava in un proclama dettato da voi il generale +Oudinot--_non è quello d'esercitare una influenza che opprima, nè_ DI +IMPORVI UN GOVERNO CHE SAREBBE OPPOSTO AL VOSTRO VOTO... _Noi +giustificheremo il titolo di fratelli. Noi rispetteremo le vostre +persone e i vostri beni... noi ci porremo di concerto colle_ AUTORITÀ +ESISTENTI, _perchè la nostra occupazione non mova inciampo di sorta +alcuna_. + +Il giorno in cui, caduta Roma, voi scrivevate la lettera a tutti nota +all'ufficiale Edgard Ney, la libertà che voi promettevate alle +popolazioni dello Stato romano non era più quella del voto; era la +libertà che scende come beneficio dall'autorità regia non contrastata, +non limitata; e consisteva in un governo fondato e avviato su norme +liberali, in una amministrazione laicale, in una legislazione desunta +dal codice Napoleone, in un'amnistia generale o quasi. Era programma +meschino, illegale, di conquistatore. E Roma, s'anche la parola vostra +avesse potuto ridursi in atto, avrebbe sprezzato dono e donatore ad un +tempo. Pure, la _vera_ libertà di che oggi parlate è la libertà forse +del vostro secondo programma? + +Quando--e sia sollecito per l'onore della specie umana quel +giorno--avremo una politica religiosa e la parola del vero suonerà +franca e spontanea tra popoli e capi di popoli, gli uomini non vorranno +credere che da un preside di repubblica potesse escir mai linguaggio +così sfacciatamente menzognero come quello del Messaggio, e che +un'Assemblea d'eletti dal popolo di Francia l'ascoltasse paziente. +Libertà, in Roma, signore! Ma quale? libertà di stampa? d'associazione? +di parola? di voto? d'insegnamento? di persona? protetta da milizia +cittadina? da rappresentanze inamovibili fuorchè dal popolo? perchè nol +diceste? perchè non vel chiesero? Fu ignoranza, codardia, indifferenza? +Fu da parte vostra un insulto cacciato alla vittima? + +La libertà di Roma, signore--io ricapitolerò cose note per la Francia +che dimentica facilmente--la libertà di Roma è lo scioglimento della +guardia civica, mantenuto in onta al decreto del 6 luglio che diceva +nell'articolo secondo: _essa sarà_ IMMEDIATAMENTE _riordinata secondo le +sue basi primitive_:--il divieto d'ogni circolo e d'ogni associazione +politica:--il sequestro delle armi che lascia l'onesto indifeso dal +ladro e dal masnadiere:--la soppressione di tutti i giornali dai +governativi in fuori:--la commissione instituita, in onta alle vostre +promesse, il 23 agosto 1849 per rintracciare e punire gli attentati +commessi contro la religione e i suoi ministri sotto il governo della +repubblica:--le vessazioni contro i forestieri, le denunzie di +locandieri, le condizioni al soggiorno in Roma riordinate dalla +notificazione del 31 agosto:--la disposizione del 3 settembre colla +quale ogni stamperia deve, sotto pena di gravi multe e di prigione, +consegnare al governo l'elenco preciso e progressivo de' suoi tipi e de' +suoi operaî:--la commissione di censura instituita per tutti gli +impiegati della repubblica, la destituzione pressochè generale e da +settecento famiglie cacciate nella miseria:--la dispersione +dell'esercito e l'esilio di quasi tutti gli uffiziali:--la sospensione +di tutti i maestri d'ogni categoria pronunziata il 17 ottobre:--il +richiamo degli uffici di polizia e della sbirraglia di tutti gli uomini +della reazione e del fecciume dei sicarî di Gregorio XVI:--il +ristabilimento dell'inquisizione e del vicariato. La libertà di Roma è, +signore, la carta monetata ridotta del 35 per 100--la tassa di barriera +ripristinata--le multe di bollo portate al decuplo--la restituzione dei +beni alle mani morte--l'incarimento del sale--il rinnovamento della +tassa sul macinato--l'aumento del 15 per 100 sulle imposte--la miseria +visibilmente crescente in ogni angolo e in ogni ordine dello Stato. La +libertà di Roma è un'amnistia che esclude i membri del governo +provvisorio, il triumvirato, i componenti i ministeri, i rappresentanti +del popolo, i presidi delle provincie, i capi dei corpi militari, gli +amnistiati del 1848 colpevoli d'una parte qualunque alla rivoluzione e +ch'ebbe per conseguenza immediata una nuova emigrazione--un +_motu-proprio_ che, cancellando quello del 1848, riordina il despotismo +temperato da una Consulta di Stato eletta dal papa su terne presentate +dai consigli provinciali senza intervento dei comuni, accresciuta di +membri nominati a capriccio da lui, e condannata al silenzio se non +quando al governo piace richiederla di _consiglio_--una instituzione di +consigli provinciali i cui membri sono scelti su terne dei municipî dal +papa purchè abbiano età di trent'anni, domicilio di dieci anni nella +provincia, beni del valore almeno di seimila scudi e _condotta religiosa +e politica riconosciuta buona_, e le riunioni dei quali possono essere +sospese o sciolte ad arbitrio governativo--poi, una persecuzione d'ogni +giorno, d'ogni ora: piene zeppe le carceri _nuove_, quelle del Castello, +del Santo Officio, della Galera di Termini, d'uomini strappati per +sospetto alle loro famiglie e lasciati a giacersi fra i ladri e gli +accoltellatori senza processo finchè piaccia al governo o alla morte di +liberarli; i non imprigionati, ma invisi per opinione repubblicana, +additati ai soprusi, agl'insulti alle ferite dei birri arbitri oggimai +dello Stato; e, conseguenza inevitabile di condizioni siffatte, +l'aumento dei delitti, le vie mal sicure, i paesetti di campagna invasi +e derubati da malfattori. + +Questa, signore, è la _libertà vera_ di Roma, frutto delle vostre armi e +documentata dal Giornale Officiale del governo per voi restaurato. +Cancellate, in nome della Francia, la linea del Messaggio che chiama +l'invasione _fatto glorioso_ e arrossite pel nome che il caso v'ha dato. +Il nipote di Napoleone può esser tiranno, ma don dovrebb'esserlo +bassamente. Uccidete, finchè l'altrui fiacchezza ve lo consente; ma non +sollevate il lenzuolo dei morti colle vostre mani a farvene manto di +gloria. + +Gloria! I pochi vostri adulatori possono, a mercare i guadagni del +favore d'un giorno, susurrarvi quella parola all'orecchio: ma essa v'è +contesa per sempre. Da quando i popoli si sono ridesti, gloria e virtù +sono sinonimi. + + * * * * * + +Principe Luigi Napoleone! un nome in oggi è piccola cosa. L'onda +collettiva delle moltitudini spinte a nuovi fati da Dio sommerge, +salendo, nomi e individui. E nondimeno, voi, giunto per meriti non +vostri al potere quando ancora l'onda non ha raggiunto il vertice della +piramide e i popoli cacciano, prima d'abbandonarlo per sempre, un guardo +di riverenza tradizionale al passato, la storia poneva innanzi una +bianca pagina, e voi potevate riempirla. Capo d'una forte e grande +nazione, erede d'un nome, ultimo potente in Europa, e ammaestrato dalla +sciagura, voi dovevate leggere nelle parole che vostro zio proferiva +morente in Sant'Elena, nel grido recente di Parigi e negli insegnamenti +dell'esilio, la vostra missione. Voi potevate, compiendola, confondere +tra i posteri più remoti su quel nome che v'era trasmesso l'aureola +delle cento battaglie e la luce pura confortatrice della libertà: +Napoleone e Washington. Bastava per questo un affetto di virtù, un +pensiero di amore; e se l'amore e la virtù non allignavano nell'anima +vostra, bastava un savio calcolo dell'intelletto, un guardo che +s'addentrasse nel passato e spiasse il futuro. Voi non potevate, +quand'anche aveste sentito a fremervi dentro il suo genio, ricominciare +Napoleone: se l'èra dei popoli non fosse stata che sogno, egli era tale +da non morir che sul trono. Voi non potevate che trasformare il +concetto: ricordarvi che s'egli sorgeva per propria potenza, e sugli +ultimi stanchi giorni d'una repubblica, voi sorgevate per elezione di +popolo in una repubblica nascente e pregna di fati: ricordarvi che se +Napoleone aveva, conscio o inconscio, preparato colla eguaglianza +civile, coll'armi e colle leggi europee il terreno alla novella unità, +era--e i popoli ve ne avvertivano col sorgere spontaneo per ogni +dove--impresa compita: ricordarvi che avevate incontrato e salutato +fratelli nell'esilio Polacchi, Italiani, Alemanni rappresentanti la +stessa fede; e dire: io inizio, in nome del Popolo, l'epoca nuova: +porto, io proscritto di jeri, sul seggio di preside della repubblica, il +pensiero de' miei fratelli, e dichiaro: la _Francia non vuole +ch'esistano da oggi innanzi proscritti_. La vita è sacra: sacra nel +pensiero, sacra nei popoli. Si riveli, s'espanda, si dia forme proprie +come nella creazione di Dio. La spada della Francia conquistatrice giace +per sempre nella tomba di Napoleone; ma il popolo ha dato un'altra spada +alla Francia e questa spada proteggitrice si stenderà dovunque sorga +vita vera in un popolo, tra quella vita nascente e chi s'attentasse di +soffocarla. + +Non eravate da tanto. Impotente a ripetere la parte di Napoleone, voi +avete travestito i suoi concetti gigantescamente ambiziosi in sogni +d'un'ambizioncella tremante, pigmea: in disegni di rivoluzioni consolari +o imperiali ideate la sera, svanite al mattino davanti all'agitarsi +d'una commissione di permanenza o a un'aspra minacciosa parola di un +soldato geloso. Incapace di trasformarne il pensiero e senza idee +vostre, senza amore nell'anima, e buja d'intelletto dell'avvenire la +mente, voi, d'incertezza in incertezza, di codardia in codardia, siete +sceso a ricopiare la parte immorale, dissolvente, atea di Luigi Filippo. +Vi circondano, inspiratori, dominatori or l'uno or l'altro, gli uomini +di Luigi Filippo. Vi pende sul capo, inevitabile, fatale, la sentenza di +Luigi Filippo. + +Colla spedizione di Roma voi intendeste a propiziarvi a un tempo la +parte cattolica, l'esercito e l'Austria; la parte cattolica piegando il +ginocchio davanti al papa nel quale voi non credete: l'esercito +accarezzandone l'orgoglio e gli spiriti irrequieti: l'Austria alla quale +la paura v'ha fatto complice, ajutandola a soffocare nel centro d'Italia +l'elemento temuto e insegnando a tutte le popolazioni italiane ch'esse +non devono illudersi a sperare cosa alcuna da voi. Colle leggi +repressive, imitate da quelle dell'ultimo regno, intendeste a +conciliarvi gli abbienti tremanti del socialismo perchè lo giudicano +nelle esagerazioni che falsano quella santa tendenza. Col programma di +neutralità ch'oggi, prima di avere ritirate le vostre truppe da Roma, +sostituite al programma d'azione della Francia, voi sperate rendervi +favorevoli gli uomini della pace. Diseredato d'iniziativa, voi, ponendo +in luogo della politica dei _principî_ che poggia sul Vero, sul giusto, +sull'onore e sull'elemento dotato di maggiore vitalità nel futuro, la +trista, meschina, impossibile politica degli _interessi_ e di +concessioni che cozzano l'una coll'altra, v'illudeste ad essere quel +ch'oggi chiamano _uomo di Stato_. Ma quel misto di scetticismo e +d'orgoglio, d'analisi cadaverica e d'ignoranza della vita che sorse con +quel nome quando in Europa mancarono le forti credenze e si ruppe ogni +vincolo d'unità, andò digradando da Machiavelli, storico e giudice, fino +a Talleyrand, copista meschino e briccone. Luigi Filippo è morto in +esilio. Metternich vive in esilio. Ora, _uomo di Stato_ è colui che +pensa e pratica il bene. Proscritto anch'oggi, ei riescirà senza fallo +domani. + +La parte cattolica vi sa ipocrita incredulo: ipocrita anch'essa e senza +fede, essa ha accettato, promettendo, l'ajuto vostro: ma i suoi odî +vanno oltre la tomba, le sue speranze stanno nei governi dispotici, ed +essa vi gitterà l'anatema il primo giorno in cui essa crederà non aver +bisogno di voi. + +L'esercito sa in oggi che voi lo spingeste all'assassinio di Roma perchè +non osavate combattere l'Austria invadente nè lasciarla sola; e +arrossirà della macchia di disonore che voi avete messa sulle sue +bandiere e della parte di gendarmeria pretesca alla quale voi lo +condannate. I soldati di Francia intenderanno che lo stendardo dato ad +essi dalla nazione è simbolo d'un _principio_ o cencio senza senso e +valore--ch'essi tengono in deposito l'onor della Francia--che dovunque +il principio repubblicano, vita e speranza della Francia, è violato per +opera loro, essi tradiscono la nazione--che il giuramento del milite nel +XIX secolo non è giuramento di medio evo, giuramento d'uomo servo a un +signore, ma giuramento di libero a chi rappresenta--e fino a quando la +rappresenta--la missione della sua patria. + +L'Austria sa il perchè scendeste in campo con essa, e non si giova, +sprezzando, di voi che per logorare ogni influenza morale francese in +Italia e togliere un alleato alla vostra illusa nazione. + +I proprietarî, i detentori della ricchezza di Francia, imparano +rapidamente le vere idee degli uomini che studiano i segni della +inevitabile trasformazione sociale e cercano le vie per le quali possa +pacificamente compirsi. Essi s'avvedranno che in questi uomini, oggi +ancora fraintesi, è riposta mallevadorìa più potente che non quella +delle vostre leggi repressive e seminatrici di guerra implacabile contro +gli agitatori violenti e i sofisti sovvertitori d'ogni ordine. + +Gli uomini della pace v'abbandoneranno come abbandonarono Luigi Filippo, +appena un nucleo d'arditi scenderà nelle vie delle città francesi a +provare che non v'è pace senza giustizia. + +Per tutti questi elementi voi non siete che una transizione ad altro. +Essi vi hanno conosciuto debole, e nessuno lega a quelli del debole i +proprî fati. + +E la Francia, la Francia-popolo, la vera Francia, che noi amiamo e non +confondiamo, signore, con voi e coi vostri, la Francia che geme e freme +sotto un obbrobrio non meritato, sentirà un dì o l'altro, ma di certo +entro un breve cerchio di tempo, il rimprovero che pesa sulla sua +fronte, e d'un de' suoi moti di lione lo scoterà via da sè. La Francia +intenderà che la noncuranza colla quale essa concede ai governi che la +dirigono di cancellare o falsare il principio europeo pel quale essa ha +sparso sudori e sangue, non è una stanchezza momentanea dell'oggi, ma +dura da lunghi anni e accumula sulla sua bandiera diffidenze e reazioni +ormai gravi; che vigilano nell'Europa dei popoli, contro l'amore ch'essa +inspirava, la rovina della libertà spagnuola nel 1823, le promesse +fallite all'Italia nel 1831, l'isolamento colpevole del 1848, +l'abbandono della Polonia, l'indifferenza davanti all'invasione russa +nell'Ungheria, lo scredito che sparge per ogni dove sull'idea +repubblicana la repubblica-menzogna immedesimata con essa, e il delitto +di Roma; che la sua potenza d'iniziativa perisce; che a farla rivivere è +urgente ridestarsi; e si desterà. + +In quel giorno, signore, abbandonato, schernito, maledetto da quei +ch'oggi s'avviliscono più di menzogne e di lodi davanti a voi, andrete, +vittima espiatrice di Roma, a morire in esilio. + +Il culto dei nomi, esaurito nell'ultima formula, svanirà per la Francia +e per l'Europa. Il Popolo sarà papa in Roma, presidente in Parigi. + + * * * * * + +Principe Luigi Napoleone! Il 14 gennajo 1848 io scrivevo al ministro +Guizot: «Voi siete travolto oggimai dagli eventi che non potete più +prevenire nè dirigere. Voi siete ancora molto potente, signor ministro; +ma noi saremo in ultimo più potenti di voi.» Il ministro crollava, +sorridendo, il capo. Ma dov'era egli in febbrajo? + + _Dicembre 1850._ + + + + + 1856. + + A DANIELE MANIN + + +I. + +Quando voi, capo di repubblica nel 1848, e caro a noi tutti pei ricordi +della gran difesa e per dignità di condotta negli anni d'esilio, +gittaste, rompendo a un tratto il lungo silenzio, la bandiera--non dirò +della repubblica--ma della nazione, ai piedi d'un re, io vi compiansi e +mi dolsi per l'Italia, tacendo. + +Mi dolsi per l'Italia, che perdeva in voi un'altra gemma della sua +corona d'illustri, quando appunto la condizione delle cose additava più +urgente il bisogno d'averli tutti congiunti in un solo pensiero di +azione: compiansi voi, che, abbandonando la logica, piana, diritta via +dei principî per frammettervi agli uomini d'opportunità, e accettando +concessioni e transazioni colla coscienza, che illudono e indugiano da +otto anni l'Italia, smarrireste, per legge fatale, l'intelletto delle +circostanze europee, dimezzereste fra le ambagi d'una dubbia politica le +libere facoltà della mente, e scendereste, dal seggio d'apostolo della +causa patria, alla parte di strumento inconscio dei diplomatici, +ingannatori sempre, e dei faccendieri di corte: ma tacqui, sperando che +l'esame attento dei fatti vi ricondurrebbe sollecito a miglior partito, +e che dall'aver detto alla monarchia: _Fate, e saremo con voi_, +trarreste vigore novello per gridare al paese: _La nazione salvi la +nazione: noi abbiamo offerto alla monarchia di guidarci, e la monarchia, +paurosa e impotente, ricusa_. + +Più dopo, io vi vidi, in onta a fatti che dovevano togliervi ogni +speranza, persistere sulla torta via: parlare in nome dei repubblicani, +dai quali non avevate avuto mandato, e sopprimere la fede repubblicana: +parlare in nome d'un partito nazionale non fondato da voi e i cui +martiri muojono, da un quarto di secolo, col grido di _viva l'Italia!_ e +sopprimere la coscienza e il diritto della nazione. Vi vidi affaccendato +a fondare, in onta della moralità, base necessaria d'ogni progresso, la +fusione, l'abdicazione di tutti i partiti in un solo, il peggiore, sopra +un equivoco, sulla parola _unificazione_ sostituita alla parola _unità_, +senza avvedervi, senza leggere nella storia delle imprese passate, che +uomini i quali si collegano, pur movendo a diversi fini, possono forse +insorgere, ma a patto di uccidere, colle liti civili, l'insurrezione il +dì dopo. Vi vidi, a fronte di trattati che promettono all'Austria +l'interezza dei suoi possedimenti, ostinarvi a seguire inspirazioni +straniere; a fronte d'un _memorandum_[110] che insegna ai governi il +come si possa con miglioramenti locali indugiare, se non vincere, il +proposito degli uomini che cercano la patria comune, dichiarare che la +monarchia piemontese moveva guidatrice all'impresa; poi, quasi pentito, +gridare al partito: _Agitate, agitatevi_, come se la parola di O'Connel +potesse adattarsi a terra non libera, sulla quale ogni agitazione è +delitto severamente punito; e, impaurito dei consiglieri, nuovamente +ritrarvi: spettacolo tristissimo a quanti più v'ammiravano e a me primo. +E nondimeno avrei, tanto mi pesa l'accarezzar con l'esempio il mal abito +delle polemiche, continuato a tacermi. Ma una delle ultime vostre +lettere avventa, sotto colore d'insegnamento morale, tale un'accusa al +partito, che il non respingerla parrebbe indifferenza o consenso. Però +vi scrivo. + +In quella lettera voi dichiarate che il partito non riescirà +nell'impresa patria, se prima non si separa solennemente dalla _teoria +del pugnale_. + +Quella lettera fu stampata all'estero: stampata nel _Times_, giornale +ch'oggi, iniziato al maneggio diplomatico, accenna alla necessità di +alcune riforme locali nel centro e nel mezzogiorno d'Italia, ma che fu +sempre ed è tuttavia avverso alla nostra causa nazionale, che predicò in +ogni tempo l'alleanza dell'Inghilterra coll'Austria, s'avventò +sistematicamente rabbioso contro ogni insurrezione italiana, calunniò +sfacciatamente gli uomini del partito, inveì feroce contro i nobili +tentativi dei popolani lombardi, e ci dichiarò a più riprese corrotti, +inetti, incapaci di libertà, accennando soltanto ultimamente, per +suggerimento dei suoi padroni, a un indizio di miglioramento innegabile +nel Piemonte; come se Roma, Milano, la vostra Venezia e dieci altri +punti in Italia, non ci avessero, nel 1848 e nel 1849, dichiarato agli +onesti di tutta Europa, razza non inferiore ad alcuna in attitudine a +governi liberi non guasti da licenza e anarchia. + +In giornale siffatto, voi, per senso di dignità personale e di rispetto +alla vostra nazione, non dovreste mai scrivere. Ma come non v'avvedeste +a ogni modo che, inserendovi quella lettera, voi, sottraendovi ad ogni +accusa e decretando a voi solo una patente di moralità, prestavate al +nemico un'arme potente contro il partito, contro il paese? + +Quando il turpe maneggio governativo, al quale voi porgete oggi +inconscio l'autorità del vostro nome, avrà raggiunto il suo fine, o +dispererà di raggiungerlo--quando i padroni del _Times_, ch'oggi tentano +di sviarci, colle illusioni delle riforme locali, dall'unica meta, la +libera UNITÀ NAZIONALE, crederanno giunto il momento di por fine al mal +gioco e di mutare linguaggio--essi commenteranno la vostra lettera, e ne +dedurranno che noi abbiamo statuito, mezzo alla nostra emancipazione, la +_teoria del pugnale_; che il partito o frazione importante del partito +l'accettava, che voi, capo di repubblica un giorno e nome autorevole, +v'eravate sentito in obbligo di protestare contro la _teoria_; ma che il +partito--e questo lo dedurranno dal primo fatto isolato d'ira o vendetta +individuale che si commetterà in un angolo della penisola--non avendo +accettato il vostro consiglio, noi siamo un popolo feroce, +irreparabilmente guasto, e indegno delle simpatie dell'Europa. + +E quasi a convalidare anzi tratto accusa siffatta e lasciar che altri +creda in una potenza segretamente ordinata a uccidere chi dissenta, voi +parlate a più riprese di _coraggio_ che v'è necessario per dettar quella +lettera. Coraggio! Voi sapevate, scrivendo, che tuonando contro il +pugnale raccogliereste, senz'ombra di rischio da anima viva, lode di +moralissimo tra gli educatori d'Italia, da quanti, seduti all'ombra +della loro bandiera patria e assicurati nell'esercizio dei loro diritti +da una ben ordinata giustizia nazionale, giudicano, freddamente severi, +i palpiti irregolari, convulsi, d'un popolo oppresso, ineducato, senza +speranza fuorchè in una lotta di sangue, senza tribunale che +ristabilisca equilibrio tra esso e chi lo perseguita. + +Da taluni mi fu detto che, denunziando la _teoria del pugnale_, voi +accennavate obliquamente, senza nominarmi, a me e agli uomini +affratellati con me in un pensiero d'azione. Non vi credo d'animo basso; +e respingo il sospetto. Pur, come mai gli affetti dovuti a chi combatte +da oltre 25 anni per la causa italiana non vi suggerirono che altri +potrebbe interpretare le vostre parole a quel modo? Come non ricordaste +che i governi e i giornali dei _moderati_ piemontesi e lombardi, e il +_Times_, depositario dei vostri pensieri, tentarono a gara di diffondere +contro me la codarda accusa, dopo il 6 febbraio 1853? Come non vi venne +in mente che, inalzandovi contro la _teoria del pugnale_, soccorrevate, +scortesemente immemore, alle calunnie delle spie, dei creduli e dei +nemici senza coscienza, che m'apposero sentenze di morte, tribunali +segreti e tendenze a vendette illegali? + +E non di meno, non è in nome mio--a me oggimai poco importa di ciò che +l'opinione altrui, quando non mova da coloro che io amo e che m'amano, +sentenziò a mio danno o a mio pro--ma in nome di tutto un partito, ch'io +vi chiedo solennemente: quand'è che fu sancita in Italia la _teorica del +pugnale_? chi la stese? chi l'appoggia coi fatti, o colla parola? + +Se per _teorica del pugnale_ intendete il linguaggio di chi grida a una +gente schiava, senza patria, senza bandiera che ne ombreggi la culla e +la sepoltura: «Sorgete: morite o spegnete: voi non siete uomini, ma +arnesi adoprati a beneplacito dello straniero; non siete popolo, ma +razza diseredata di servi sprezzati quanto più guaîte; non siete +Italiani, ma Israeliti, Paria, Iloti d'Europa; non avete nome, non +battesimo di nazione, ma siete numero, vi rappresenta una cifra, e +Francesco I descriveva con essa sfrontatamente le migliori anime nostre +gementi, tormentate, schiacciate nelle segrete di Spielberg; primo, +unico vostro debito è farvi uomini, cittadini; ogni educazione comincia +da quello; nessun progresso può iniziarsi se non da chi _è_: _sorgete_ +dunque e _siate_; sorgete tremendi a quanti v'attraversano, in nome +della forza brutale, le vie che la Provvidenza v'insegna: sorgete +sublimemente feroci. Se i vostri oppressori vi hanno disarmato, create +l'armi a combatterli: vi siano istrumenti di guerra i ferri delle vostre +croci, i chiodi delle vostre officine, i ciottoli delle vostre vie, i +pugnali che la lima può darvi. Conquistate colle insidie, colle +sorprese, l'armi colle quali lo straniero vi toglie onore, sostanze, +libertà, diritto e vita. Dalla daga dei Vespri, al sasso di Balilla, al +coltello di Palafox, benedetta sia nelle vostre mani ogni cosa che può +distruggere il nemico ed emanciparvi.»--Quel linguaggio è il mio, e +dovrebbe essere il vostro. L'arme che uccise Marinovich, nel vostro +arsenale, iniziò l'insurrezione della quale accettaste la direzione in +Venezia; e fu arme di guerra non regolare, come quella che trafisse in +Roma, tre mesi prima della Repubblica, il ministro Rossi. + +Ma se per _teorica del pugnale_ intendete il linguaggio di chi dicesse +ai nostri concittadini: «Perite, non iniziando l'insurrezione, ma pel +solo intento di ferire, e perchè non volete, non potete insorgere: +ferite nell'ombra: ferite isolatamente individui, la vita o la morte dei +quali non è nè salute nè ostacolo alla Patria; sostituite la vendetta, +che disonora, alla congiura che emancipa: fatevi tribunale, prima di +essere cittadini, prima di poter concedere alla vittima pentimento o +discolpe:»--Chi tenne questo linguaggio? chi stese in Italia l'atroce +teorica? È debito vostro il dirlo o ritrattare l'accusa. + +Quel linguaggio fu susurrato segretamente una sola volta, nel 1849, da +qualche tristo, a pochi traviati in Ancona: e noi, repubblicani, +rispondemmo ponendo Ancona in istato d'assedio, e reprimendo con vigore, +mentre appunto le fazioni fremevano più che mai concitate intorno a noi +per l'invasione francese, quei fatti insensatamente feroci. La +repubblica uscì da Roma pura di terrore e vendette, senza aver segnato, +tra i pericoli dell'assedio, una sola condanna di morte. + +D'allora in poi, ravvolta nuovamente l'Italia nella tenebra della +servitù, pochi fatti isolati di ferimenti uscirono, risposta disperata a +lunghe inaudite persecuzioni, dall'inspirazione individuale, da furore +d'uomini ai quali le commissioni militari torturavano forse o fucilavano +un padre o un fratello. E a voi era lecito biasimarli, deplorarli +inutili, pericolosi, o indegni d'un partito che tende a creare un +Popolo: non addossarli all'intero partito, e additarli all'Europa come +applicazioni pratiche d'una _teorica_ che non esiste. Errano tuttavia, +tra' vivi, uomini usciti imbecilli dalle prigioni di Modena per +infusione di belladonna ministrata nelle bevande a sconvolgere loro la +mente e farsi accusatori d'amici: un Cervieri, popolano lombardo.--e +cito un solo nome ad esempio--ebbe in Mantova venti colpi di bastone al +giorno, per una settimana: sul danaro che i congiunti mandavano al +colonnello Calvi, perch'ei prima di morire strangolato pagasse un suo +debito a un prigioniero, gli Austriaci, rifiutando pagare il debito, +ritennero le spese della fune e del boja: e se un figlio, un fratello di +Cervieri, di Calvi o di quegli infelici, avesse, fatto furente, dato di +piglio ad un'arme, e trafitto in piazza il primo tra i persecutori in +cui si fosse abbattuto, direste voi frutto di _teorica_ quella +uccisione? + +In questo--nell'insana, incessante, efferata persecuzione contro il +pensiero, contro i menomi atti sospetti, contro le sostanze, contro la +vita di quanti sono rei o creduti rei d'affetti al paese--nel bastone +fatto legge di mezza Italia--nell'insolenza perenne di padroni +stranieri--nell'irritazione febbrile generata dai _precetti_ e da uno +spionaggio sfrontato--negli odî educati dalle denunzie pagate--nelle +prepotenze consumate sotto l'egida d'un governo aborrito come il papale, +da tirannucci subalterni, noti a ogni individuo delle nostre non vaste +città--nell'assenza d'ogni educazione popolare--nel disprezzo forzato +d'ogni instituzione esistente--nell'impossibilità di trovar giustizia +contro i sorprusi degli oppressori--nello spregio della vita, +conseguenza inevitabile d'ogni incertezza del domani--in una condizione +di cose, che non poggia se non sull'arbitrio del potente--nella +colpevole indifferenza dell'Europa governativa a un pensiero di Patria +comune, ad una immensa aspirazione nudrita e inesorabilmente repressa da +mezzo secolo--vive la _teorica del pugnale_. + +Il partito, collettivamente, ha respinto sempre e respinge la tentazione +tremenda che i nostri padroni ci porgono: se pochi individui, organi di +non altro che della propria inspirazione, soccombono, è _fatto_ e +conseguenza delle cagioni che accenno, e che non cesserà se non col +cessare di quelle. Bisognava dirlo. Bisognava ricordare all'Europa come, +sopra ogni punto d'Italia, il nostro popolo fu sublime--ogni qual volta +ebbe un lampo di viver libero--di perdono e di oblio. Bisognava +ricordarle, ciò che pur jeri un ministro inglese dichiarava, +contradicendosi, a proposito di Roma, davanti ai Comuni[111] che le +nostre città non furono mai sì bene governate e così pure di delitti e +violenze, come quando una bandiera di Patria sventolò sulle loro torri. +Bisognava ritessere il quadro delle nostre misere condizioni, e gridare: +_il governo austriaco, che s'ostina, contro il voto unanime della +popolazione, a conservare ciò che non è suo; il governo di Francia, che +tolse a Roma ogni via di miglioramento; il protestante governo inglese +che dichiarò nei suoi dispacci di volere il ritorno del papa; i governi +tutti d'Europa, che vietano all'Italia di essere nazione stanno +mallevadori davanti agli uomini e a Dio pei pugnali che lampeggiano, tra +l'ombra, sulle nostre terre. Essi cospirano tutti a contrastare il +nostro libero sviluppo, a mantenere sul nostro suolo una grande +Ingiustizia: incolpino sè stessi s'esce talora, di mezzo a una gente +schiava, ineducata, abbandonata da tutti, una protesta anormale, +violenta_. + +Era questa, parmi, la parte vostra. Gridare ad uomini che agonizzano +ingiustamente sotto il coltello del boja: «_non usate il coltello che vi +vien tra le mani_» è tutt'uno col gridare a chi muore in una atmosfera +appestata: _corra regolare il sangue nelle vostre vene; guarite_: è lo +stesso errore che quello dei valentuomini i quali aspettano per iniziare +l'instituzione repubblicana, che i nati e educati sotto il dispotismo +monarchico, abbiano virtù di repubblicani. + +La _teorica del pugnale_ non ha mai esistito in Italia; il _fatto_ del +pugnale sparirà quando l'Italia avrà vita propria, diritti riconosciuti +e giustizia. + +Oggi io non approvo, deploro, ma non mi dà il core di maledire. Quando +un uomo, Vandoni, accerchia d'artificî in Milano il suo vecchio amico, +per far ch'egli accetti da lui un biglietto dell'Imprestito Nazionale, +poi corre a denunciarlo alla polizia dello straniero--se un popolano si +leva il dì dopo e trafigge il Giuda a mezzo il giorno sulla pubblica +via--io non mi sento coraggio di gettar la pietra a quel popolano, che +s'assume di rappresentare la giustizia sociale aborrita alla tirannide. + +Io aborro anche da una sola goccia di sangue, quando non richiesta +imperiosamente pel trionfo e per la consecrazione d'un santo principio. +Credo colpa la pena di morte applicata dalla Società che può difendersi, +e vagheggio, primo decreto della repubblica trionfante l'abolizione del +patibolo. Gemo sulle vendette individuali, anche se contro gl'iniqui, +anche se manchi, ove si compiono, ogni rappresentanza di giustizia +legale. Ricusai, affrontando la taccia di debole, di apporre in Roma la +mia firma a una condanna nel capo pronunziata da un tribunale di guerra +contro un soldato colpevole. Non temo dunque dagli onesti, +interpretazione sinistra alle mie parole, se aggiungo che sono, nella +vita e nella storia delle nazioni, momenti eccezionali ai quali il +giudicio normale umano non può adattarsi, e che non ammettono +inspirazioni fuorchè dalla coscienza e da Dio. + +Santa è nelle mani di Giuditta la spada che troncò la vita ad Oloferne; +santo il pugnale che Armodio incoronava di rose; santo il pugnale di +Bruto; santo lo stile del siciliano che iniziò i vespri; santo il dardo +di Tell. Quando, dove ogni giustizia è morta e un tiranno nega e +cancella col terrore la coscienza d'una nazione e Dio che la volle +libera, un uomo, puro d'odio e d'ogni bassa passione e per sola +religione di Patria e dell'eterno diritto incarnato in lui, si leva di +faccia al tiranno e gli grida: _tu tormenti i milioni dei miei fratelli: +tu contendi loro ciò che Dio decretava per essi: tu spegni i corpi e +corrompi le anime: per te la mia patria agonizza ogni giorno, in te fa +capo tutto un edifizio di servitù, di disonore e di colpe: io rovescio +quell'edifizio, spegnendoti_--io riconosco, in quella manifestazione di +tremenda eguaglianza tra il padrone dei milioni e un solo individuo, il +dito di Dio. I più sentono in core come io sento: io lo dico. + +Io dunque non gitterei, come voi, Manin, l'anatema su quei feritori: non +direi loro, con ingiustizia patente: _siete codardi_; non direi al +Partito, che non incuora quei fatti: _fallirete allo scopo se non fate +che cessino_--ma direi: «perchè ferite, o miseri? che sperate? se mai +l'uomo ha diritto sulla vita dell'uomo, io so che la spia, il traditore, +l'italiano, che accetta, per danaro, dall'oppressore straniero la infame +missione di torturare o consegnare al patibolo i suoi fratelli +intolleranti della servitù della Patria, son tristi e degni di morte; ma +importa spegnerli? e potete spegnerli tutti? E potete esser giudici voi +soli di ciò che s'agiti nella coscienza delle vostre vittime? Sapete voi +se non saranno pentiti e migliori domani? e a ogni modo, volete esser +tristi come essi sono? A vincere, noi dobbiamo esser migliori; a meritar +la vittoria, noi dobbiamo cancellare dal nostro core ira, ferocia, +vendetta. Noi siamo gli apostoli della Patria futura: vogliamo fondar la +Nazione. In quella sacra idea, e nel dovere di far che trionfi, sta la +sorgente dei nostri diritti. Or potete fondar la Nazione, conquistar la +Patria a quel modo? + +«A voi è mestieri di spegnere, non pochi satelliti dei vostri tiranni, +ma la tirannide. E finchè vivrà--finchè avrete corruttori in seggio, +bajonette straniere e patiboli, avrete corrotti, schiavi traditori per +codardia, e tormentatori e carnefici; e ripulluleranno pur sempre, +perchè il vostro pugnale lampeggia raro ed incerto e la bajonetta degli +oppressori splende sugli occhî loro continua, inesorabile, onnipotente. +Concentrate adunque la vostra energia in un pensiero d'insurrezione +collettiva, che liberi a un tratto il vostro suolo dalle cagioni che +creano i vili ed i tristi. Volgete, intesi fra voi, contro gl'invasori +stranieri quei ferri, che oggi adoprate, assumendovi una tremenda +missione di giudici, senza esame e senza difesa, contro uomini, che non +sono se non arnesi della tirannide che vi sta sopra. Liberi, non avrete +da temere o da punire traditori o giudici iniqui. Il diritto di +conquistarvi una Patria è diritto che Dio vi dà: quello che vi date da +per voi contro gl'individui, agenti ciechi del dispotismo, si libra tra +la giustizia e il delitto.» + +Se non che, a me, quegli uomini concederebbero il diritto di tener loro +questo linguaggio, però che io grido _insorgete_ e addito la via unica, +semplice, razionale, e m'adopro, per quanto io so, perchè possano +insorgere, e accetto e invoco la cooperazione fraterna di tutti, e +chiamo gl'Italiani ad unirsi tutti in opre concordi ed attive intorno a +un programma che nessuno, senza intolleranza o tradimento alla Patria +comune, può rifiutare: LA NAZIONE SALVI LA NAZIONE: LA NAZIONE DECIDA, +LIBERA ED UNA, DEI SUOI DESTINI. Ma voi? + +Ponetevi la mano sul core, e rispondetemi: se un di quegli uomini sui +quali voi chiamate l'anatema, sorgesse a dirvi: «Voi ci avete, Daniele +Manin, predicato, con altri, l'odio alla dominazione straniera, l'idea +nazionale, l'aborrimento agl'Italiani che rinnegano la nostra fede. Voi, +con altri, avete messo nell'anima nostra la febbre di Patria. Perchè, +cogli altri, non ci guidate alla conquista di quell'ideale? Perchè ci +lasciate soli? Perchè, invece di volgervi a noi, fratelli vostri, vi +volgete alla diplomazia, alle corti straniere, a una monarchia che non +vuole e non può salvarci? Noi siamo milioni; v'abbiamo, nel 1848 e nel +1849, provato che siamo capaci di emancipare il nostro terreno: siamo +oggi più forti d'allora, e ve lo provano i fatti stessi che biasimate: +perchè non ci ajutate nell'opera del riscatto comune che di certo +preferiremmo? perchè voi cogli altri, che salutammo, e siam pronti a +salutare oggi ancora nostri capi, non v'unite a chi lavora per noi? Voi +non amate i nostri pugnali, perchè non ci date fucili? Voi lo potete: +voi e dieci altri nomi cari a tutti, unendovi a dire, palesemente, +arditamente: _è giunta l'ora!_ unendovi a chiedere ai facoltosi una +parte del loro oro per noi che poniamo il nostro sangue sulla bilancia, +riescireste, convincereste, indurreste a sacrificî quei che oggi, +nell'anarchia del partito, tentennano irresoluti. Perchè nol fate? +Perchè ci trascinate d'illusione in illusione, finchè scenda sull'anime +nostre la disperazione? volete che i potenti d'Europa scendano a +scannarsi per noi? volete che l'emancipazione d'Italia si compia con +forze straniere? No; venite apertamente, francamente con noi. Aggiungete +la vostra mente alle nostre braccia. Allora soltanto avrete diritto di +consigliarci.»--Che potreste voi rispondere a linguaggio siffatto? + + _Londra 8 giugno._ + + +II. + +Io non vi rimprovero i subiti amori per casa Savoja. Se a voi, fautore +di repubblica jeri, piace il giogo d'un re, sia: meglio è dirlo che +tacerlo. Se alle nobili tradizioni, repubblicane tutte, del nostro +popolo, voi anteponete le tradizioni d'una famiglia, la cui storia si +libra perennemente fra le invasioni di due potenze straniere--se alla +libera, logica ed una espressione della coscienza nazionale parvi +preferibile il complesso, artificiale viluppo, che chiamano monarchia +costituzionale, un popolo imperfettamente rappresentato, una +aristocrazia _creata_--dacchè aristocrazia propriamente detta non esiste +in Italia--a incepparne sistematicamente la volontà, un sovrano che non +governa, ma oscilla fatalmente fra i due--giudichi il paese il vigore +del vostro intelletto: voi avete il diritto di predicare il concetto +politico inglese, che volete trapiantare in Italia. Io non parteggio per +casa alcuna: la mia casa è il Paese: il mio amore è riposto nella Patria +comune; la mia fede vive negli sforzi, nel sangue, nella suprema energia +del suo Popolo; la mia nozione del dritto posa sulla vita progressiva +della nazione guidata dai migliori per senno e virtù; ma non m'irrito se +altri dissente, e non credo che la discussione nuoccia alla mia fede +repubblicana. Veglia, arbitro su tutti noi, il Paese. Io fido in esso. + +Ciò che io vi rimprovero è il _modo_ e il _tempo_ di quel programma; è +il mutare in formula di agitazione politica, _prima_ del moto, un +concetto che non può essere se non la _conclusione_ del moto stesso; è +l'oblìo assoluto, fatale dell'altra, della prima metà del programma, +l'insurrezione; è l'irritare, l'allontanare più sempre dal terreno +comune, indicato ripetutamente da noi, la parte repubblicana, +comandandole dittatoriamente di gittare, ai piedi della frazione +monarchica, la propria bandiera; è il sedurre a speranze addormentatrici +in disegni segreti del governo piemontese, la gioventù fremente delle +nostre terre, quando non esiste disegno alcuno, se non quello +d'accattarsi popolarità e prepararsi le vie per padroneggiare e sviare +un moto nazionale possibile; è il dire: _la rivoluzione è vicina_, come +se l'Italia dovesse riceverla compiuta da un motu-proprio di gabinetto, +invece di dire: _fate la rivoluzione e siate_; è il gridare: _Roma non +mova_, invece di gridare: _mova ogni angolo del paese_; è il dichiarare +che l'unificazione nazionale ha progredito d'un passo, perchè un +ministro di casa Savoja ha tentato insegnare ai nostri padroni come +s'eviti l'insurrezione unificatrice; è il travolgere--concedetemi +l'acerba, ma giusta parola--nel ridicolo voi stesso, e, se poteste, il +Partito, proclamando dall'esilio, e prima che un sol uomo sia desto a +combatter tra noi, _unificatore d'Italia_ un re, che non tenta, nè +vuole, nè può unificare, i cui cortigiani rifiutano le vostre parole, e +i cui ministri perseguitano, imprigionano e trasportano in America quei +che si adoprano a mover guerra allo straniero, dismembratore della +nostra Patria. + +A chi giova la prematura, incauta proclamazione? + +Al monarca che oggi servite? + +No. La corona d'un popolo che sorge non s'ha in dono; si vince. Volerla, +prima di meritarla, è perderla. Se Carlo Alberto, invece d'attendarsi +nel quadrilatero, correva, per impedire i rinforzi, ai monti; se, invece +d'arrestarsi davanti ai pali della confederazione Germanica accampava in +Tirolo; se invece di volere che Venezia, la vostra Venezia, Manin, +scontasse la colpa della sua bandiera repubblicana, ei s'affrettava a +difenderla e a cingere i passi delle Alpi Friulane e Cadoriche; s'ei non +patteggiava col governo inglese la inviolabilità di Trieste; se, invece +di rifiutare gli ajuti d'un popolo prode e voglioso, invece di +sciogliere i volontarî, ei chiamava la libera guerra dei cittadini a +fiancheggiare la battaglia dell'armi regolari; s'ei voleva, insomma o +sapeva vincere, nessun partito valeva a contendergli la corona d'Italia. + +La malaugurata fusione, affrettata appunto quando l'impresa volgeva in +peggio, perdè lui e il paese ad un tempo. Dite al vostro re d'assalire e +di vincere; quella è l'unica via per la quale ei possa sperare di +cingersi la corona che voi gli decretate, mentr'egli, in virtù dei +trattati, siede allato degli stranieri, occupatori di due terzi +d'Italia. + +O giova al paese? + +Il paese, Manin, vive anch'oggi inerte, immemore dei suoi doveri, tra il +capestro e il bastone. Bisogna insegnargli la fede in sè, colla fede in +esso, l'unità dei voleri, colla concordia degli uomini, ch'egli a torto +o a ragione saluta suoi capi, l'energia delle decisioni, colla +insistenza d'una parola vera, ardita, immutabile. Bisogna additargli uno +scopo determinato, i mezzi logici che ad esso conducono, i doveri che +deve compire a raggiungerlo. Bisogna rapirgli inesorabilmente tutte le +illusioni che lo disviano, poi rialzarlo colla conoscenza delle forze +onnipotenti ch'esso possiede e dimentica. Bisogna, sopra ogni cosa, +dargli coscienza di sè, della propria dignità, del diritto eterno che +vive in esso, della tradizione de' suoi padri, dell'alta missione alla +quale è chiamato nell'avvenire. Voi gli dite: _Agita le tue catene, e +scegliti un re_. + +A fronte di quei che gli dicono: _Rompi le tue catene e sii re di te +stesso_, voi gli fate intravedere, nel nome di Vittorio Emanuele, +un'arcana potenza che deve emanciparlo ed unificarlo; gl'insegnate, con +un consiglio codardo, a disperare di vincere la gente straniera che +occupa la sua Roma; lo dichiarate, da un lato, colla negazione del dogma +repubblicano, incapace di guidarsi da sè; dall'altro, avviato già +pienamente, mercè le cure del re piemontese e dei gabinetti stranieri, +alla meta. Così, o Manin, non si destano: s'addormentano i popoli. +L'Italia aspettava ben altro linguaggio da voi. + +È tempo di dire all'Italia, e senza riguardi, la verità. Gli uomini i +quali sagrificano, e ripetutamente, le loro convinzioni a un calcolo +d'opportunità momentanea--gli uomini che, a sciogliere il problema +italiano, guardano all'estero e non nelle viscere del paese--gli uomini +che, dopo aver maledetto alle delusioni del 1848, chiamano l'Italia a +rifar quella via di vergogna e sciagura--gli uomini che, dopo aver +veduto il popolo vincere su dieci punti d'Italia, e l'esercito regolare, +mal guidato e tradito, soccombere, insegnano al popolo che non può +vincere, se non mercè quell'esercito--gli uomini che credono l'opera di +alcune dichiarazioni sospette e d'alcune adulazioni mentite, bastevole a +conquistare ad un tempo esercito e governo che lo dirige--gli uomini che +susurrano possibile, prezzo d'apostasia, _l'iniziativa_ della monarchia +piemontese--gli uomini che, dopo tanto millantar di vulcani e ruine +presso ad esplodere, non gridano unanimi al paese: _vergognati e +sorgi_--tradiscono, consci o inconsci, per difetto di core o di senno, +la causa della Nazione. Qualunque sia il nome che portano, la nazione +deve rifiutarne i consigli. + +Quell'esercito, pel quale voi siete presti a dimenticar la Nazione +intera, lo avremo: è esercito italiano, prode, memore, e sente con noi +l'aborrimento dello straniero; ma non lo avremo, fuorchè levandoci e +invocandone, armati, l'armi. Quel re, al quale in oggi piaggiate, come +piaggiaste, per poi maledirlo, al padre di lui, lo avrete--e piaccia a +Dio che non abbiate a pentirvene--purchè vogliate: è giovine, +coraggioso; l'onta di Novara e l'insulto austriaco devono da quando a +quando balenargli sugli occhî, ed è possibile ch'egli un giorno, +commosso a forti pensieri, cacci da sè i codardi uomini di gabinetto, +che lo circondano, e si faccia, di piemontese, italiano; ma non prima +che voi sorgiate, non prima che voi gli abbiate offerto, in azione, un +più potente alleato che non è la diplomazia, non prima che il grido di +un popolo sommosso gli abbia tuonato all'orecchio: _scendi o inalzati +con noi_. I re seguono talora, non iniziano mai. Chi tenta indugiar la +Nazione dietro al fantasma d'un'_iniziativa_ monarchica, o inganna, o ha +smarrito il senno. + +Le tradizioni del governo piemontese son regie. La monarchia è +vincolata, da vecchî e nuovi trattati, alle altre monarchie, e alle +norme generali d'ordine e assetto territoriale europeo, prestabilite da +lungo. Può il governo piemontese rompere a un tratto, non provocato, non +costretto dalla prepotenza di fatti, spettanti ad un ordine nuovo, quei +vincoli e quei trattati? Tutta la politica degli uomini del gabinetto +sardo poggia sulla speranza di conquistarsi la simpatia e, occorrendo, +l'appoggio dei gabinetti inglese e francese; può il gabinetto sardo +provocarsi contro l'ira dei due alleati, i quali, col linguaggio +officiale e segreto, gl'intimano una politica di resistenza, e non +altro? Ogni idea di mutamenti territoriali fu solennemente, unanimemente +respinta, nelle Conferenze di Parigi: il diritto italiano vivente, +fremente nei Lombardo-Veneti, non ottenne dai plenipotenziarî sardi +neanche una sommessa, indiretta allusione: riconoscendo la legalità +dello statu-quo, essi s'accontentano d'accennare a una teorica possibile +di non intervento, che vietasse all'Austria d'allargarsi oltre agli +attuali confini[112]; e pretendereste che re Vittorio Emanuele scendesse +un giorno subitamente in campo, varcasse spontaneo il Ticino e la Magra, +intimasse ai re delle varie parti d'Italia di scendere; intimasse, +affrontando scomuniche e l'armi dell'Impero alleato, al Papa di +rassegnare la potestà temporale, e, fatto incitatore d'insurrezione, +sovvertitore dell'equilibrio territoriale e del diritto comune +governativo europeo, cacciasse il guanto a tutta quanta la lega dei re? +Voi, re, nol fareste. Io, re, scenderei dal trono, mi rifarei cittadino, +e il dì dopo, libero d'ogni vincolo coll'Europa monarchica, griderei a +soldati e a cittadini: seguitemi all'impresa. Sperate l'una o l'altra +decisione da re Vittorio Emanuele? + +Voi dunque, ai quali par fede che una nazione non possa farsi e vivere +senza re, non potete avere il re che chiedete, se non aprendogli la via +con una insurrezione di popolo. L'INSURREZIONE è, per voi come per noi, +l'unica soluzione possibile del problema italiano. Per voi, come per +noi, l'_iniziativa_ dell'impresa spetta al nostro popolo: il _monarca +unificatore_ non può che _seguire_; l'esercito piemontese non può che +_rispondere_ alla chiamata de' suoi fratelli. Perchè dunque non vi unite +con noi a procacciare, a promovere, a persuadere l'insurrezione? Perchè, +invece di decretare, voi esule, a una terra schiava un re alleato in +oggi degli alleati dell'Austria, non vi adoprate con noi a scuotere i +giacenti, a rinfrancare gl'incerti, a raccogliere gli ajuti per chi vuol +movere, a diffondere concordi la parola che suscita, a cominciar contro +l'Austria quella guerra, che può sola presentare al re vostro +opportunità di snudare la spada e rivelare all'aperto le generose +intenzioni, susurrate oggi misteriosamente all'orecchio dei creduli, dai +faccendieri di corte? + +Invertendo l'ordine logico dei fatti, che devono e possono costituire lo +sviluppo della nostra rigenerazione, voi, che pur vi dite _pratici e +positivi_, nuocete al popolo, smembrando il Partito Nazionale che deve +guidarlo, _disertando l'unico terreno comune, sul quale tutte le forze +potevano e possono tuttora raccogliersi_; nuocete al re, facendolo +apparire davanti all'Europa provocatore segreto d'agitazioni ostili ai +governi; aizzandogli contro le ammonizioni e le minaccie di quegli +stessi gabinetti che, disposti a salutare un fatto potente compiuto, +desiderano pur non di meno impedire che sorga, costringendolo, quand'ei +non abbia energia o ipocrisia sovrumana, a legarsi verso i governi +europei con nuove promesse di pace, d'ordine, d'immobilità, se non forse +di repressione. Siete a un tempo amici imprudenti, tiepidi e malsicuri +patrioti. + +Perchè dunque ostinarvi su quella via? Perchè, uomini che amano +anch'essi sinceramente il paese, non si stringono in un accordo comune +di pensieri e d'azioni onde persuadere all'Italia che il momento per +levarsi è venuto, e ajutarla ad afferrarlo con celerità di mosse e +imponenza di forze? + +S'arretrano essi forse impauriti davanti all'_esclusivismo_ +repubblicano? + +No: voi non proferirete quella parola, Manin; voi men ch'altri potreste +proferirla senza arrossire. La storia dei tentativi fatti da me, perchè +tutti ci unissimo sopra un terreno, che non è il _mio_, ad ajutare le +tendenze generose d'un popolo, che è migliore di noi letterati, v'è +nota. Ma, lasciando la banda gli sforzi inutili d'un individuo, il grido +unanime dei repubblicani d'Italia, convalidato da fatti innegabili, +sorgerebbe a smentire l'accusa. + +_La Nazione salvi la Nazione: la Nazione, libera ed una, decida dei suoi +propri fati_--è programma esclusivo? Può intendersi, senza quella +formola, l'esistenza d'un Partito Nazionale? Non possono, non devono, +all'ombra di quella bandiera, abbracciarsi quanti cercano la Patria +comune, a qualunque frazione appartengano? Non rimane l'avvenire aperto +a ciascuno? + +Noi, repubblicani oggi siccome jeri, non vogliamo imporre repubblica, e +confessiamo arbitro supremo il paese: voi, repubblicani jeri, volete in +oggi imporre la monarchia: chi è l'esclusivo tra noi? + + _Giugno 30._ + + +III. + +In una vostra lettera, s'io non erro, del 28 maggio, voi decretavate +Vittorio Emanuele re unificatore d'Italia. + +Nella vostra del 26 giugno, voi professate d'insegnare, per mezzo della +stampa inglese, agl'Italiani di Napoli, il modo d'ottenere che +Ferdinando ridiventi monarca costituzionale delle Due Sicilie. Se +migliaja, anzi milioni d'uomini, schiavi d'una tirannide illimitata, +possano quetamente intendersi a praticare universalmente un rimedio più +che difficile e rare volte tentato là dove vivono libertà e diritti +custoditi da corpi deliberanti--se, dove potesse raggiungersi armonia di +voleri siffattamente miracolosa, non valga meglio scendere in piazza ed +emanciparsi a un tratto dall'esoso governo--è questione che gli uomini +del regno sciorranno, se giunge ad essi il vostro consiglio. Io scrivo a +chiedervi, a chiedere agli amici vostri, come si concilii la unità +d'Italia sotto Vittorio Emanuele col ristabilimento d'una monarchia +costituzionale in Napoli. L'Italia ha lungamente deplorato, Manin, il +vostro silenzio; temo che voi dovrete deplorare tra non molto l'ora, in +cui i suggerimenti di falsi o d'incauti amici v'indussero a romperlo. + +Che cosa è che volete? In chi credete? qual via pratica di risurrezione +additate voi all'Italia? Qual è il principio, il metodo che vi guida? +Ogni uomo che s'arroga il diritto di consigliare un Popolo, ha debito di +dirlo chiaro. Voi accarezzate il _linguaggio_ reciso, laconico, +dittatoriale, dell'uomo che si sente capo, e domanda d'esser seguito; +non potreste avere aperto, logico, definito il _pensiero_? Volete +l'unità d'Italia sotto un solo monarca, o volete sette principi che, di +fronte a minaccie interne o straniere, giurino oggi e sgiurino domani +costituzioni? Volete un'insurrezione nazionale che ci conquisti colla +forza delle armi la PATRIA comune, o volete riforme locali, che ci diano +una dose omeopatica di libertà, concessioni che ci addormentino, +amnistie che ci disonorino? Quando chiedete al Popolo agitazione, +intendete agitazione di petizioni, dimostrazioni pacifiche, come quelle +che precedettero nel 1848 le cinque giornate, e che oggi sarebbero +accolte dalla mitraglia, o le sommosse parziali, che annunziano e talora +affrettano l'insurrezione? Quando dite che la rivoluzione è forse +_vicina_, accennate a un levarsi di moltitudini o ad una mossa spontanea +del monarca unificatore? Quando scongiurate che Roma non mova, insegnate +codardia all'insurrezione o fidate in arcani disegni dell'uomo del 2 +dicembre? + +A voi, ai vostri, incombe rispondere; e nol farete. Nol farete, +atteggiandovi a sprezzatori di richieste che chiamerete imprudenti, a +diplomatici che non possono, senza grave danno, rivelare il loro +segreto. Ma il vero è che non _potete_ rispondere. Voi non avete +segreto; non avete programma; non avete principio che vi guidi. Voi non +vivete di vita italiana, ma d'inspirazioni straniere. Voi cercate +l'Italia, non nelle aspirazioni e nella potenza, provata pochi anni +addietro, delle sue moltitudini, ma nei suggerimenti, nelle instigazioni +di gabinetti, che ci hanno sempre traditi. Io ne conosco gli agenti, e +potrei nominarli. + +I governi europei tremano dell'Italia. Questa povera Italia, Cristo +delle nazioni pei patimenti, ha pure fidata a sè dalla Provvidenza la +parola della grande universale risurrezione; e lo sanno. Sanno che il +giorno in cui, inspirata da un momento di fede suprema, essa oserà +proferirla, la sepoltura, nella quale son posti a giacere i popoli, si +aprirà in un subito a dar varco alla nuova vita. Sanno che noi teniamo +in pugno la questione delle nazionalità, il nuovo assetto d'Europa. +Sanno che un grido potente di redenzione non può sorgere da questa +terra, che ha dato due volte la parola d'Unità alle razze europee, senza +suscitare UNGHERIA, POLONIA, GERMANIA, FRANCIA, GRECIA, e SLAVI +meridionali. E quando, frutto dei casi europei, delle nuove delusioni, +della rinfierita tirannide, ed opera del partito al quale io mi onoro +d'appartenere, sorse il fermento confessato dai _memorandum_, dai +discorsi ministeriali e dalla stampa europea, essi, i governi, +s'affrettarono impauriti a cercare, poichè non potevano spegnerlo, il +come sviarlo, e s'appigliarono al vecchio artificio del 1831 e del 1848, +dividere in due correnti la piena che minaccia sommergerli, smembrare in +due campi il campo della nazione, incitar gli uni, i più lenti, sì che, +non movendo mai, accennino pur sempre di movere, frenar gli altri, i più +fervidi, colle speranze di eventi prossimi e d'una unione generale di +forze, che non verrà mai, se non da un audace fatto compiuto. A questo +concetto, sorgente in oggi di quanto s'opra o si mormora nelle sfere +governative, era necessaria una bandiera, un'autorità di nome italiano, +noto e caro all'Italia, che impiantasse il dualismo nelle nostre file: e +scelsero voi. Voi siete, inconscio, il Gioberti del 1856. + +Tornate a noi, Manin; tornate al campo della nazione; tornate agli +uomini che difendevano l'onore d'Italia in Roma, mentre voi lo +difendevate in Venezia; tornate al Popolo, al Popolo che combatte e +muore, al popolo che non tradisce, al Popolo delle cinque giornate, al +Popolo dei grandi fatti di Sicilia, di Bologna, di Brescia, della città +che v'ha dato vita. Siete in tempo. Lacerate tutte le vostre lettere, e +serbate unicamente il SE NO, NO della prima: un anno d'ambagi, di +codarde dubbiezze, e d'inadempite speranze, ha ormai cancellato quel +_se_. Vi rassegnaste a un'ultima prova; dichiaratela or consumata, e +venite a noi. Dite agli Italiani: _accoglietemi: io non ho più fede che +in voi_. V'accoglieranno plaudenti; e risponderanno, credete a me, +all'accordo unanime degli uomini di tutte le frazioni, con fatti, che +saranno ai bei fatti del 1848, ciò che l'incendio è alle annunziatrici +scintille. + +L'Italia versa oggi in uno di quei momenti supremi nei quali il Partito +deve decidere tra il fare ed _essere_ domani, o soggiacere a un decennio +di schiavitù. Nella guerra delle nazioni oppresse, le circostanze +geografico-politiche, in consenso noto degli animi dall'Alpi al mare, e +l'opinione europea, hanno decretato che l'iniziativa spetta all'Italia: +bisogna accettarla, o abdicare e aspettar salute dalla lentissima, +incerta modificazione delle cose europee. + +Da un lato, le insurrezioni antivedute, prenunziate inevitabili +dall'opinione, sono appoggiate dall'opinione; la nostra proromperebbe +come incarnazione, rappresentanza materiale d'una idea, d'un principio, +che ha già ricevuto la cittadinanza europea. Le confessioni della +diplomazia, l'attenzione rivolta da tutti i governi alle cose nostre +l'agitazione seminata dagli uomini della monarchia piemontese, le +previsioni della stampa di tutti i paesi, l'ordinamento spontaneo, o +provocato dagli uomini di parte nostra tra il popolo delle città tutte +quante, dentro e fuori d'Italia, hanno a gara preparato il terreno a chi +vorrà impossessarsene. Ogni _fatto_, splendido d'ardire e di volontà, +compito in nome della Nazione e delle Nazioni, apparirà come segnale +inaspettato, invocato dagli oppressi di tutti i paesi. Dieci bandiere di +popoli risponderanno, sorgendo a guerra, a quel _fatto_. + +Dall'altro, non giova dissimularlo, l'opinione delusa rovescierebbe su +noi giudicio severo; il terreno conquistato dalle prove del 1848 e del +1849 sarebbe perduto. Il core dell'Europa batteva, concitato di speranza +e di fede, per la Polonia molti anni dopo l'insurrezione del 1830; +l'inerzia sistematicamente adottata, per calcoli d'opportunità +menzognere, dagli uomini di quella nazione nel 1848 e negli anni che +vennero dietro, ha spento quel palpito d'affetto; e l'opinione, ch'io so +mal fondata, pure universalmente diffusa, che la Polonia sia morta, +russa, impotente, fu una delle principali cagioni che trattennero il +popolo inglese dal comandare al proprio governo di mutare le tendenze +dell'ultima guerra. Lo stesso avverrebbe di noi, s'or tradissimo le +speranze vive per ogni dove. Abbiamo tanto snudato le nostre piaghe +all'Europa, abbiamo svelato con tanta insistenza la storia dei nostri +dolori e a un tempo stesso del nostro fremito e delle nostre minaccie, +che non dovremmo lagnarci fuorchè di noi, se l'Europa, stanca e +vedendoci pur sempre fallire al momento opportuno, gittasse su noi la +condanna: _sono millantatori codardi; meritano pietà, non favore ed +ajuto_. + +Bisogna fare, o scadere. + +E fare e riescire si può, se--lasciate da banda le vie oblique, +rinunziando, non a giovarsi della diplomazia, ma ad accettarne le +inspirazioni, rassegnando alla nazione emancipata i programmi +dell'avvenire, accettando, fin dove importa, la cooperazione d'ogni +elemento, ma non sottomettendo la propria azione ad alcuno--gli uomini +che amano il paese più che sè stessi, vogliano unirsi tutti ad azione +incessante, ardita, virile, nelle norme seguenti: + +Vogliamo una Patria, vogliamo la Nazione; vogliamo che una Italia sia. +Possiamo _accettare_, a giovarcene, non _chiedere_, riforme o +miglioramenti amministrativi e civili. Sappia l'Europa che venticinque +milioni d'uomini, figli d'una terra che ha dato all'Europa incivilimento +e unità morale, non chiedono elemosina di condizioni più miti, ma +chiedono d'essere ammessi, Nazione, tra le Nazioni. + +La libertà e l'unità d'Italia non possono conquistarsi che colle nostre +forze, col nostro sangue, colla battaglia di tutti per tutti. I nostri +più potenti alleati devono essere i popoli oppressi come noi siamo. Li +avremo a seconda dell'energia che riveleremo sorgendo. I forti son certi +di essere seguiti. + +Qualunque sia l'intenzione, qualunque il disegno della monarchia +piemontese, l'_iniziativa_ del moto spetta necessariamente al popolo. +L'insurrezione popolare può sola preparare freno e rimedio ai disegni, +se tristi; sola porgere opportunità al loro sviluppo, se buoni. + +Qualunque sia quindi l'opinione in proposito di ogni italiano che ami +davvero l'Italia, egli deve rivolgere tutti i suoi sforzi a promovere +l'iniziativa insurrezionale. + +L'Italia è matura per sorgere e vincere, più assai che non era nel 1848, +quando eravamo incerti del popolo, oggi deliberatamente nostro in tutte +provincie, in tutte città. Non bisogna consecrarsi a lavori già fatti. +Non bisogna smarrir tempo e cure in vasti preordinati disegni, scoperti, +traditi sempre, prima di tradursi in fatti: bisogna chiamare gli audaci +all'azione aperta, coll'azione aperta: + +Spirar fiducia negli irresoluti, provando ad essi col fatto, che +sorgere, trascinarsi dietro le moltitudini e vincere, è cosa possibile; +provare, come il filosofo antico, la possibilità del moto, movendo: + +Diffondere per ogni dove il fermento, l'aspettazione, l'ansia del +segnale; e concentrare il lavoro pratico, definito, sopra un punto dato +d'onde abbia a sorgere quel segnale, è questo il segreto della vittoria +per noi. + +Ogni provincia, ogni città importante d'Italia può essere quel punto; +ogni provincia, ogni città d'Italia deve lavorare ed essere quel punto. +Ogni terra d'Italia ha in deposito il Diritto e il Dovere della Nazione; +ogni terra d'Italia può assumersi l'iniziativa del moto, e formare +l'antiguardo del grande esercito nazionale. + +La prima che sorge deve sorgere in nome di tutte: tutte devono senza +indugio seguirne il segnale: + +_Fuori gli stranieri; giù le tirannidi quali esse siano: la Nazione è +una e sovrana; in essa sola vive eterno, incancellabile, il diritto di +prescriver forma ai proprî destini_: chi non accetta programma siffatto +non appartiene al Partito Nazionale; è uomo di setta o di fazione; chi +lo accetta, lo dica, lo diffonda a un nucleo d'uomini intorno a sè, +raccolga sollecito danaro e materiale da guerra quanto più può, e +comunichi direttamente, o attraverso il nucleo che gli è vicino, col +centro della sua provincia o città. + +Un Governo d'Insurrezione, uscito e approvato dall'insurrezione stessa, +ne regga le parti. Quei che scendono in campo ad appoggiare il moto +iniziato, siano accolti, quali essi siano, come alleati e fratelli, non +come padroni. + +Fatti e non parole; sagrifici e non frasi pompose di retori o +discussioni interminabili su programmi; cartuccie e non libri; ogni cosa +è concessa a un Popolo schiavo fuorchè il cader nel ridicolo; e noi, +schiavi di stranieri, di papi, di preti, di re, di gendarmi, di tutti e +di tutto, ciarlando sempre di sorgere, e non sorgendo mai, vi camminiamo +a passi veloci. + +Venite a noi, Manin; date il nome vostro a norme siffatte; la Nazione +dimenticherà le vostre lettere, per non ricordar che Venezia. E se no, +no. La Nazione, temo, dimenticherà che foste capo, grande talora, d'un +Popolo di prodi, per ricordarsi soltanto dell'uomo, che, acclamato capo +d'una Repubblica, sagrificava ripetutamente alla monarchia il principio +giurato, vietava alla futura Capitale d'Italia di cacciar lo straniero, +e decretava ad un tempo, il Borbone re costituzionale di Napoli, e +Vittorio Emanuele monarca unificatore d'Italia. + + _2 luglio._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +A GIORGIO PALLAVICINO + + + SIGNORE, + +Io onoro il vostro passato; non intendo il vostro presente. Ammiro e +ammirerò sempre in voi uno di quei nostri martiri che primi, mentre la +patria dormiva e l'idea Nazionale era sogno di pochi, rappresentaste +nobilmente allo Spielberg l'antica protesta del Diritto Italiano contro +la forza brutale; ma mi geme l'animo in vedervi, or che la Patria si è +desta, or che l'Idea Nazionale è fremito di tutto un popolo, trascinarvi +miseramente dietro a un fantasma di forza, rinegare, pur balbettandone +il nome, la coscienza della Nazione, e protestare, con una ostinazione +che non ha scusa, il Dritto Italiano a' piedi d'un re tentennante che +guarda altrove e di pochi ministri inetti, diseredati di ogni grande +concetto, che si giovano di voi a logorare d'illusione in illusione la +fede operosa di quei che vorrebbero far salva davvero l'Italia. + +Ricordo gli anni nei quali noi, giovanotti allora, tendevamo, palpitanti +di riverenza e d'amore, l'orecchio a ogni voce che movea dal luogo ove +sorgevano le vostre prigioni, come s'essa dovesse recarci un messaggio +di fede. Lo Spielberg era per noi il Golgota dell'Italia e voi eravate +gli apostoli perseguitati, confessori d'una religione nazionale +nascente, destinata a ritemprare una gente caduta in fondo per idolatria +d'_interessi_, e risollevarla all'adorazione dei _principî_, del Vero +eterno, del Dritto immortale. Ah! dovea tanta espansione d'affetti, +tanto entusiasmo d'anime pure e fidenti, condurci a vedere il nostro +Pellico morire della morte dell'anima prima che di quella del corpo, e a +udir voi, Giorgio Pallavicino, gridare all'Italia l'atea parola: +_prostrati a un re, adora l'idolo dell'interesse dinastico, o rimanti +schiava!_ + +Io non so chi suoni quel _noi_ frequente nelle vostre pagine del 15 +ottobre[113]. Parlate, accettate, in nome degli uomini che si dicono di +parte regia? È il vostro _ultimatum_ una risposta _collettiva_ alle +nostre conciliatrici proposte? Sale dell'anonimo _ex-prigioniero di +Stato_, al quale io accennava pochi dì innanzi, fino all'aule nelle +quali, in nome d'Italia, si patteggia coll'impianto d'una dinastia +straniera nel Sud? Veggo, in cima allo scritto vostro, le parole: +_Partito Nazionale Italiano_. Quelle parole, usurpate a noi, come +s'usurpa una parola d'ordine a cacciare scompiglio in un campo, e poste +oggi in capo a scritti, che sembra abbiano assunto di travolgere nel +ridicolo la causa italiana, furono usate nel senso regio, prima che da +altri, da Daniele Manin. Assente egli al vostro dilemma? l'altero _se no +no_, che suonava naturalmente: _liberi con voi o senza voi_, si +tramuterebbe oggi dunque nella formola servile: _liberi per opera vostra +o schiavi_? Gioverebbe saperlo. Gioverebbe sapere se, mentre gli +stranieri s'agitano per noi col grido l'_Italia per gl'Italiani_, gli +uomini della Monarchia piemontese hanno core di presentare ai loro +fratelli il programma: _o nostri o dell'Austria_. Se mai ciò fosse--se +mai le imprudenti parole: _noi respingiamo la bandiera neutra, +giudicando la conciliazione impossibile_, fossero le parole, non d'uno o +di pochi individui, ma d'un intero Partito--quel Partito diventerebbe +immediatamente _setta, fazione_. Chiunque ha core in Italia e senso di +dignità si leverebbe per dirgli: «_O non sorgeremo o sorgeremo per +essere liberi e padroni di noi; possiamo donarci, non soggiacere a +condizioni prescritte_.» E a noi, uomini non di re ma della Nazione, non +rimarrebbe che spiegare esclusivamente la vecchia nostra bandiera, e +dirvi: _Noi accettiamo l'arbitrio del paese, non quello d'una frazione: +se respingete ogni conciliazione, se rovesciate l'altare della sovranità +nazionale, noi ci riconcentreremo alla nostra fede individuale e +grideremo Repubblica_. + +No; non è. Voi non siete interprete d'un partito. Le aspirazioni degli +uomini di parte monarchica non vanno tant'oltre. Essi non si +arretrerebbero di certo davanti a una violazione della libertà +nazionale; taluno fra i vostri lo diceva, ingenuamente immorale, +poc'anzi: «_vinciamo; poi imporremo_»[114]. Ma non osano. Il pensiero +della unità nazionale è troppo grande per essi: sanno che la corona +d'Italia schiaccerebbe le auguste fronti dei nostri principi. Gli illusi +patrioti li tentarono tutti, ad uno ad uno, nell'ultimo mezzo secolo, +respinti da tutti; il più tristo rispose alla proposta col patibolo di +Ciro Menotti: il più debole, Carlo Alberto, colla diserzione al campo +nemico. Non si crea una nazione se non da chi l'ama: bisogna venerarne +il concetto, incarnarlo in sè, consecrargli la vita, fremere, vegliar le +notti, affrontar l'insulto, patire, fare per esso: i re non amano; hanno +talora un'ambizione volgare, un _interesse_--voi stesso lo dite--a +guida; e non possono levarsi all'ideale della creazione d'un Popolo. +Poveri d'intelletto, corrotti dai godimenti del presente, immiseriti +dall'adulazione servile che li circonda, non hanno nè possono avere +intuizione dell'avvenire. Legati da vincoli di trattati, di parentela, +di tradizioni dinastiche, tra la minaccia della diplomazia collettiva e +quella dei popoli, ai quali ogni passo salito rivela un nuovo orizzonte +di verità fatale alla monarchia, tremanti dell'una e degli altri, essi +non porranno mai a rischio la loro piccola corona dell'oggi per la +speranza di conquistarne una maggiore domani. E gli uomini di parte +monarchica conoscono i loro padroni, nè s'attentano, nei loro disegni, +di là dai confini voluti. Quei disegni non hanno varcato mai, non +varcano in oggi, una timida, lontana, incerta speranza di un limitato +ingrandimento territoriale, e non da conquistarsi coll'audace +_iniziativa_ dell'armi, ma da procacciarsi, quando noi popolo +sorgessimo, dalle potenze occidentali, in ricompensa di pericoli più +gravi rimossi, e patteggiando con Murat, coll'uomo del 2 dicembre, con +qualunque possa ajutarli all'intento. + +La parola _Unità_ è bandita, nei conciliaboli, come sovvertitrice +dell'ordine europeo, derisa come utopia ineseguibile d'uomini insani e +pericolosi. Lo avversarla è patto giurato di gabinetto, e prezzo d'una +promessa di protezione straniera all'inviolabilità dei dominî attuali. +Il grido che voi proponete apparirebbe suggerimento, provocazione +piemontese ai gabinetti proteggitori: essi minaccerebbero ritrarsi; +però, i vostri, che non osano, nè sanno, nè possono combattere senza +quell'ajuto, rifiutano l'intento, l'_una_ Italia che voi proponete. +Essi--da alcuni individui in fuori--parlano dell'_Alta Italia_, non +d'altro. E quel regno sognato non abbraccia neppure tutto il +Lombardo-Veneto: i loro progetti, se mai potessero verificarsi, sommano +a sprecare onore, sostanze, vite italiane, per fondar _quattro Italie_, +una francese, una austriaca, una papale, una sarda; e le quattro ne +trascinano inevitabilmente una quinta, la siciliana, dacchè +l'Inghilterra non consentirà mai la Sicilia a un prefetto di Francia. O +voi ignorate queste intenzioni e siete cieco, passeggiate coi bambini +nel limbo: o voi lo sapete--e allora, perchè illudete i vostri +concittadini? perchè li persuadete a sperare in intenzioni che il +governo _liberatore_ non ha? perchè v'intitolate _Partito Nazionale_? +perchè dite _noi_? + +Voi non lo ignorate. Voi sapete che l'Idea dell'Unità Italiana, senza la +quale la Patria è nome vuoto di senso, non entra nei disegni della +monarchia piemontese. Voi volete--sono vostre parole--_allettare, +sforzare all'uopo_ il monarca. Possibile! È la causa d'Italia caduta +così in fondo, che noi dobbiamo, non accogliere, ma mendicare un +padrone? Che? far dipendere da un egoismo _allettato_ la creazione di un +Popolo? _sforzare_ un re ad esser grande? voi lo sforzerete a tradirci. +Il monarca allettato si ritrarrà davanti al primo ostacolo grave che lo +minaccerà sulla via; e quando noi vorremo costringerlo a inoltrare, ci +tradirà. Così fece Pio IX; così il re di Napoli; così, per colpa propria +o di chicchessia, la monarchia piemontese nel 1848. Non ci costringete +perdio, a rimescolar quella storia di vergogna e di sangue. + +Se Dio potesse mai oggi mandare nel core d'un re il grande pensiero di +farsi liberatore e unificatore della propria Nazione--se il POPOLO non +fosse, per decreto di Provvidenza e logico sviluppo di sintesi storica, +l'unico re possibile dell'avvenire--quel re porrebbe da un lato, +disposto a perderla, la povera sua corona, e snudando la spada e +cacciandola attraverso la rete di vecchî iniqui trattati, che gli +contendono libertà d'opere, griderebbe ai milioni che lo circondano: +_ecco: io non sono monarca, ma primo soldato e primo cittadino d'Italia. +Noi dobbiamo cancellare insieme un'onta di secoli, insieme conquistare +il Diritto di reggerci liberi a unità di Nazione. Serratevi intorno a +me, però ch'io mi sento deciso a vincere o cadere con voi_. Quel re, +vincendo, non avrebbe forse il misero vanto di fondar dinastia; pur di +certo ei sarebbe, monarca, preside o dittatore, l'Eletto del Popolo. Ma +un re sforzato? un re allettato dall'offerta d'una più ricca corona? + +Da un re _sforzato_ voi avreste, presto o tardi, il 15 maggio. + +Da un re _allettato_ avreste promesse splendide in sulle prime; poi, per +forza di cose, titubanza, come di chi procede, non per impulso proprio, +ma per altrui--scelta di capi avversi o ineguali all'impresa, comandati +dalle tradizioni aristocratiche di ogni monarchia--limitazione dei +disegni di guerra fin dove imporrebbero le monarchie sperate amiche o +non nemiche--sospetto d'ogni elemento non interamente dipendente +dall'inspirazione monarchica--rifiuto di tutti gli ajuti che tendono a +dar, coll'azione, coscienza al popolo della propria forza e dei proprî +diritti--prostrazione d'ogni entusiasmo nelle moltitudini, che sole +assicurano vittoria ad ogni guerra nazionale--isolamento dell'elemento +regolare, inferiore per cifra al nemico--indietreggiamento e tendenza ad +accogliere patti disonorevoli e contrarî al primo programma--malcontento +del popolo rieccitato--inganni a sopirlo--capitolazioni vergognose--e +Novara. + +È legge di cose, e voi non potete sfuggirla. Sforzando o allettando, voi +preparate al paese la terza rovina, la seconda Novara. + +Io vi predissi la prima; ed or vi predirei la seconda: ma non oserete. +Voi siete, o monarchici, diseredati d'iniziativa. _Nessuno agirà primo +in Italia se noi non agiamo._ E se, a Dio piacendo e all'Italia, +operiamo, respingeremo la vostra esclusiva, tirannica, intollerante +bandiera. + +La respingeremo, perchè prefiggere anzi tratto un capo a una +Insurrezione Nazionale, e darne le sorti al caso, è tutt'uno. I capi +delle insurrezioni escono dalle insurrezioni medesime; e allora soltanto +possono incarnarne in sè il concetto e l'audacia. + +La respingeremo, perchè prefiggere a una Insurrezione Nazionale un re, è +lo stesso che condannarla a tutte le tradizioni, necessità, esitazioni, +transazioni, inerenti a una guerra regia, fatali inevitabilmente al +successo. Dando la condotta d'una insurrezione al principio monarchico, +voi affidate lo sviluppo d'una _rivoluzione_ al principio dell'_ordine +stabilito_: e quanto al re guidatore, voi lo ponete nel bivio o di +segnare egli stesso gli ultimi fati della dinastia, o di tradire. Non è +un solo tra voi che non abbia scritto o detto, l'avvenire dell'Italia +libera essere la Repubblica. + +La respingeremo, perchè da Vittorio Emanuele non abbiamo pegno alcuno di +genio, di devozione all'Italia, di audacia pari all'impresa, di ferrea +costanza e di preconcetto disegno. Sappiamo ch'egli trovò lo Statuto +legge del regno, che lo accettò, e che non potrebbe, se anche ei +volesse, ritorlo. Sappiamo che i ministri, nei quali ei fida, rifiutano, +come utopia non verificabile, l'Unità dell'Italia, ne perseguitano i +promotori, e accettano, taluni almeno, la vergognosa, funesta influenza +imperiale di Francia, al mezzodì dell'Italia. + +La respingeremo perchè tutti i _municipalismi_, che voi Pallavicino +enumerate nel vostro scritto presti a confondersi nella grande libera +espressione della Volontà Nazionale, riarderebbero, minacciosi, il +giorno in cui volessimo cancellarli sotto il dominio _imposto_ d'un re, +domandato ad una o ad altra provincia. + +La respingeremo, perchè siamo Repubblicani, e se accettiamo, più +riverenti che voi non siete al paese, il voto della Nazione, quando +anche avverso alle nostre credenze, non vogliamo soggiacere all'arbitrio +d'una frazione impercettibile del Partito. + +E la respingeremo, perchè è parola--non di codardi: avete provato che +voi nol siete--ma codarda, il dire ad un popolo, che deve e vuole farsi +libero: _da un individuo pende la tua salute; devi acclamarlo o non +insorgere_. Un popolo, che accettasse questa _formola salvatrice_, non +merita d'essere libero, e nol sarà. + +A questo popolo, grande anche nella sventura--a questo popolo, che +gl'istinti europei additano come depositario dei fati delle nazioni +oppresse--è tempo, parmi, di tenere linguaggio diverso e più degno. +Questo popolo balzò gigante dal fango d'un doppio servaggio, sei anni +addietro, commosso da una parola di Nazione e di Libertà, che noi gli +avevamo proferita, santificata dal sangue dei nostri martiri. Non chiese +un re, ma una Patria; non mendicò, a patto di concessioni servili, +promessa di battaglioni ordinati, ma disse a sè stesso: _sono italiani e +li avrò_. Grande a un tratto per un senso di dovere comune, per un lampo +di fede che avea solcato subitamente la tenebra in cui giacea, s'inebriò +della vista d'una bandiera, sulla quale non era scudo di Savoja, nè +altro, fuorchè l'iride dei bei tre colori, si levò a battaglia e vinse, +e trascinò dietro a sè i battaglioni ordinati. Poi, prevalsero funesti +consigli. Voci d'uomini, taluni tristi, altri illusi, e inetti tutti, e +incapaci d'intendere qual tesoro di forze si chiuda in un popolo e in un +_principio_, gli susurrarono di re, di _centomila soldati_, di +liberatori _allettati_ o _sforzati_. E il moto diventò, di nazionale, +dinastico; e all'impeto d'amore sovrumano, che avea convertito una gente +schiava e divisa in un popolo di fratelli, sottentrò la _diffidenza_; +poi la _discordia_ e lo sconforto e l'isolamento e l'inganno e la rotta +dei _battaglioni ordinati_; e la tenebra si raddensò sull'Italia: e il +popolo ridiscese nella sua prigione ad espiarvi la colpa d'essersi +lasciato sedurre ad abbandonare il _principio_, che gli aveva dato forza +e virtù. Allora, i delusi profughi giuravano, giuravano a noi, ch'erano +rinsaviti per sempre, che nessuna illusione, nessun sofisma li avrebbe +mai più sviati d'un passo dalla bandiera della Nazione. Ora, immemori, +incorreggibili, copisti meschini d'un passato che dovrebbe farli +arrossire, ridicono al popolo, ridesto al fremito e conscio che +l'espiazione è compita, gli errori, i sofismi e le codardie d'otto anni +addietro. Io ricordo ogni linea di quella tristissima storia, e grido +agli Italiani: «Badate! Guai se porgete orecchio a quei detti! Ricordate +il 15 maggio; ricordate Milano; ricordate Novara. I consigli ch'oggi vi +danno, sono gli stessi che v'hanno perduti pochi anni addietro; gli +uomini che osano darveli sono gli stessi che vi travolsero allora. Non +siate, per Dio, popolo di fanciulli! Quegli uomini vi parlano di +battaglioni che non hanno, di cannoni che non s'allontaneranno d'un +palmo dalle fortezze o dagli arsenali ove giaciono, di re collegati con +chi rifiuta l'Unità della vostra terra. Di fantasma in fantasma, di +sogno in sogno, servi ciechi e inconsapevoli di un inganno tessuto a +frenarvi, essi vi trascinano fin dove comincia il disonore, ch'è la +morte dei popoli. E se anche la monarchia, ch'essi presumono imporvi, +potesse mai--e nol può--scendere sull'arena prima, essa si varrebbe del +vostro moto per ottenere, colla minaccia di peggio, una zona del vostro +terreno, e abbandonerebbe, voi tutti quanti non siete compresi in quella +zona, alle vendette d'un nemico irritato. Essi vi dicono, come a gente +spregevole che non può vivere senza padrone: _gridatevi un re o non +sorgete_; io vi dico: _sorgete liberi padroni di voi: darvi senza patti +è parte di schiavi_. Sorgete in nome dell'eterno Diritto: abbiate, +incarnate in voi, la coscienza di quel Diritto: senza quella, non +isperate d'essere liberi mai. Voi siete giganti di forza, purchè +vogliate esserlo di volontà. Ma se volete essere Nazione--se volete dai +popoli d'Europa che studiano i vostri moti, non pietà, ma onore e ajuto +fraterno, v'è d'uopo rompere oggimai quel cerchio di menzogne, di +piccoli calcoli, d'espedienti immorali o fallaci, che le piccole menti, +i _politici_ della giornata, e le scimmie di Machiavelli, v'hanno steso +attorno; v'è d'uopo riconsacrarvi a dignità, a riverenza pei santi nomi +d'Italia e di Roma, colla memoria della grandezza passata, colla fede +nella grandezza avvenire; v'è d'uopo di purificare la BANDIERA NAZIONALE +di tutto questo fango d'anticamere e cancellerie, che gli adoratori +degli idoli v'hanno cacciato sopra. Voi non dovete adorare altro Dio che +Dio, e il Popolo sulla terra. Posate, finchè non v'è dato di sorgere +come leoni. Sorgete, venuta l'ora, potenti e subiti come le nostre +tempeste. Colpite siccome fulmine. Decisi, volenti, avrete dalla Nazione +i battaglioni e i cannoni, che oggi mendichereste invano da un re.» + +A voi, Giorgio Pallavicino, ed ai vostri, io dirò: se invece d'ostinarvi +a fondare un Partito Nazionale senza la Nazione, e ad evangelizzare una +guerra regia senza re e senza esercito, dacchè l'insurrezione sola può +darveli, vi adopraste colla tacita opera concorde, colla parola, e col +sacrificio di parte dei vostri mezzi, a spianare le vie difficili alla +Insurrezione--se, invece di gettare nel nostro campo una nuova semenza +di discordia e di riazione coll'intolleranza, abbracciaste con noi la +bandiera, non d'un governo locale, ma della Patria comune, e ve ne +faceste apostolo instancabile tra i vostri amici--se voi, Manin, +Cattaneo, Montanelli, Ulloa, Sirtori, Tommaseo, Garibaldi, e altri +uomini cari pel passato all'Italia, firmaste con noi, pegno d'unità di +voleri e di riverenza collettiva alla Sovranità del Popolo Italiano, una +chiamata simile a questa che io ho scritto qui sopra--voi sareste di +certo più giovevoli alla vostra Patria che non siete oggi, stampando +foglietti in nome d'un Partito invisibile, che manda il Papa a +Gerusalemme e commette la Dittatura a una _ipotesi_ di liberatore. E noi +potremmo salutare i vostri anni cadenti colla stessa amorevole +riverenza, che avviava i nostri pensieri allo Spielberg, quando voi +eravate protesta vivente, fra i ceppi, per l'Italia contro le tirannidi +che l'opprimono, senz'altra fede che nel Dio di Giustizia e nella +Nazione predestinata a risorgere. Io, se mi è dato di vedere il giorno +di resurrezione, ricorderò al popolo quella protesta, perchè sperda fin +la memoria degli errori nei quali, per una funesta illusione, vi +lasciaste più dopo travolgere. + + _Ottobre, 25._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +RICORDI SU CARLO PISACANE + + +Un giorno in Roma, nel 1849, mentr'io era ancora semplice rappresentante +del popolo e senza parte nella suprema direzione delle cose, saliva a +vedermi un giovane ufficiale napoletano. Era Carlo Pisacane. Mi si +presentava senza commendatizie; m'era ignoto di nome e, bench'io +ricordassi di averlo alla sfuggita veduto un anno prima fra quel +turbinìo d'esuli che la dedizione regia rovesciava da Milano e da tutti +i punti di Lombardia sul Canton Ticino, io non sapeva nè gli studî +teorici e pratici, nè la ferita di palla austriaca che lo aveva tenuto +per trenta giorni inchiodato in un letto, nè i principî politici serbati +inconcussi attraverso l'esilio e la povertà, nè altro di lui. Ma bastò +un'ora di colloquio perchè l'anime nostre s'affratellassero, e perch'io +indovinassi in lui il tipo di ciò che dovrebb'essere il militare +italiano, l'uomo nel quale la scienza, raccolta con lunghi studî ed +amore, non aveva addormentato, creando il pedante, la potenza di +intuizione e il genio, sì raro a trovarsi, dell'insurrezione. Da quel +giorno in poi fummo amici e concordi nell'opere a pro del Paese. + +La fronte e gli occhî di Carlo Pisacane parlavano a prima giunta per +lui; la fronte rivelava l'ingegno, gli occhî scintillavano di energia, +temperata di dolcezza e d'affetto. Traspariva dalla espressione del +volto, dai moti rapidi, non risentiti, dal gesto nè avventato nè +incerto, dall'insieme della persona, l'indole franca, leale, secura. Il +sorriso frequente, singolarmente sereno, tradiva una onesta coscienza di +sè e l'animo consapevole di una fede da non violarsi nè in vita nè in +morte. + +Era la FEDE ITALIANA: la fede nella Patria avvenire, nell'Unità +repubblicana d'Italia e nel Popolo per fondarla. + +Fede, io dico, e non opinione: l'_opinione_ nazionale è oggi universale +in Italia: la _fede_ rara tuttavia, fuorchè tra i popolani delle nostre +città, nei quali riposano le migliori speranze d'Italia. L'opinione +commossa dalle ingiustizie e dalle pazze ferocie che tuttodì si +commettono dai nostri padroni in Italia, dal desiderio di sicurezza +personale e di più largo sviluppo all'industria e ai guadagni, dalle +condizioni migliori in che versano le nazioni più libere, _crede_ che +una Italia _dovrebbe_ essere; la fede--convinta che noi tutti siam posti +quaggiù per compiere quando che sia un intento comune; che +l'associazione di tutte le nostre facoltà e forze per raggiungerlo è +nostro dovere; che il dito di Dio ha segnato nei caratteri geografici, +nelle lingue, nelle tradizioni delle diverse terre, la distinzione dei +gruppi nei quali deve partirsi l'associazione universale--_sa_ che una +Italia _sarà_. L'opinione, vagante nella sfera del pensiero e presta a +salutare e seguir l'azione da dove che venga, non sente il bisogno +d'iniziarla e, rifuggendo dai pericoli che l'accompagnano, fa velo +all'intelletto e trasforma volentieri le difficoltà in impossibilità: la +fede anela alla azione, martirio o vittoria: sa che bisogna educare il +Popolo a fare, e fare con esso. L'opinione diplomatizza, si prostra, +sprezzando nel suo segreto, a qualunque potere le faccia sperare un +milionesimo di libertà; insozzerebbe dello stemma turco la santa +bandiera, se il sultano s'arrendesse a dire: _innesterò sul mio +dispotismo una frazioncella di miglioramento_; la fede intende che non +si rigenerano i Popoli con la menzogna; intende che le Nazioni non siano +se non hanno coscienza del loro diritto, e chiama coll'esempio il Popolo +a conquistarsi patria ed emancipazione col proprio sacrificio e col +proprio sangue. L'opinione, piegando a seconda di tutti eventi, +accoglie, come grado a salire, le costituzioni strappate ai principi nel +1821; rinnega la fratellanza Italiana coi Governi provvisorî del 1831; +sostituisce alla bandiera nazionale la bandiera bianca dei moti di +Rimini nel 1843; fantastica le tre, le quattro, le cinque Italie, coi +Balbo, Azeglio, Durando; l'Italia del Nord con Gioberti, l'Italia +Muratista, Papale, Piemontese con Cavour e gli eunuchi politici che gli +fan codazzo:--la fede, logica, diritta, leale, non riconosce se non una +Italia, una Sovranità, quella della Nazione, una guerra di tutti, in +nome del diritto e dei principî che chiamano i Popoli ad esser padroni +di sè, per procacciare vittoria e vita normale a tutti. L'opinione cede +cogli anni, sfibrata dalle delusioni e dai patimenti inseparabili da +ogni grande impresa; la fede si ritempra nei santi dolori, e splende, +come il sole sulle nevi dell'Alpi, sulle fronti incanutite +nell'apostolato e nei tentativi d'azione. L'opinione sta alla fede +politica, come la filosofia alla religione. E religione, quali pur +fossero le altre di lui credenze, era l'amor patrio di Pisacane: +occupava in esso tutte le facoltà della vita, non illanguidiva per anni +o per sventura, non s'addormentava nello sconforto, egoismo ammantato +d'orgoglio, che oggi pur troppo sottrae tante anime, un dì generose, +alla lotta. L'ultimo giorno in cui ci abbracciammo, gli lampeggiava sul +volto quel sorriso di fede ignara del tempo, che mi strinse a lui nel +primo nostro colloquio a Roma. Gli uomini dei quali io parlo tradiscono +ne' stanchi lineamenti e ne' moti snervati il guasto che si è fatto, +consumando il bollore del sangue giovanile nell'anima loro; li diresti +reliquie galvanizzate di una vita spenta, fantasmi di un tempo che fu. + +Erano giorni quelli nei quali gli affetti sgorgavano singolarmente +rapidi e schietti fra i seguaci della bandiera. Non v'era _menzogna_ tra +noi; il vero sfavillava, sereno e limpido, dal simbolo che aveva +sostituito Dio al papa, il Popolo all'aristocrazia di un clero +incredulo, inetto, corrotto; e nella luce di quel vero l'anime buone si +ravvisavano, imparavano a conoscersi ed amarsi più facilmente. Fra noi +non era _diplomazia_. Quando il nome d'Italia suonava sulle nostre +labbra, volea dire Italia davvero; non una Italia del Centro o del Nord. +Quando dicevamo _libertà_, intendevamo libertà vera e per tutti, non una +libertà di pochi, e salvi i _diritti_ d'una dinastia e de' suoi +faccendieri. Roma era convegno d'uomini viventi la vita piena, attiva, +volente, che Dio ci assegnava creandoci, e che noi stessi dovevamo +serbarci, non di liberti, di servi emancipati, che ne affidano la tutela +ad un re e a un pugno di milizie assoldate da lui; tra i giorni +sospettosi, dubbiosi, trepidi, di Milano dopo l'ingresso di Carlo +Alberto e i giorni di Roma repubblicana, correva lo stesso divario che +fra un'alba dei cieli sereni d'Italia e le fredde nebbie di Londra. +Luciano Manara di monarchico si tramutava in repubblicano, e mi chiamava +fratello; uomini imbevuti fino allora delle calunnie che ci chiamavano +alleati dell'Austria, dopo un giorno trascorso in Roma, si ricredevano e +venivano, accolti con amore, a dichiararcelo lietamente. Da poche vanità +incorreggibili in fuori, vivevamo tutti nella patria e nell'avvenire, +non nei proprî meschini rancori, nelle povere ambizioncelle di un'ora, o +nei gretti sistemi architettati nel gabinetto. Era vita collettiva d'un +Popolo trasformato dal subito apparirgli del vero tradotto in fatti, e +d'uomini scelti liberamente a capi, che avevano fiducia in quel Popolo. + +C'intendemmo rapidamente con Pisacane, e mi occupai di metterlo in luogo +dov'ei potesse rivelare le potenti facoltà che gli fremevano dentro, e +giovare alla causa d'Italia. + +Gli uomini che circostanze straordinarie e necessità imprevedute avevano +chiamato al sommo delle cose, avevano potuto far poco per un avvenire +imminente: forse la coscienza d'un diritto moralmente innegabile e la +purezza delle intenzioni li allettavano a sperare che non verrebbero +assaliti mai. Il dicastero di guerra era singolarmente negletto: non +ordini, non armi, non allestimento di un esercito nazionale. Io, +Pisacane ed alcuni altri sentivamo il turbine che si addensava +tacitamente da lungi. Sapevamo che la bandiera repubblicana non poteva +sventolare dal Campidoglio senza diventare più o meno rapidamente +bandiera d'Italia: come potevano gli eterni nemici della libertà delle +Nazioni lasciarla in pace? E d'altra parte, a che la libertà in Roma, se +non significava libertà dell'Italia intera? Il turpe spettacolo d'una +forte provincia italiana, libera e in armi per dieci anni, tra il gemito +di venti milioni di fratelli e l'insulto dello straniero, e nondimeno +inerte e inutile, anzi dannosa per lunghe inadempite speranze, +all'Italia, era privilegio serbato ai monarchici di Piemonte; i +repubblicani da Roma guardavano alle Alpi. D'offesa o difesa, a seconda +dei casi, la guerra era dunque inevitabile a ogni modo per noi. Il 19 +marzo 1849 io proponeva all'Assemblea Romana di costituire una +Commissione di guerra, composta di cinque individui, che si occupasse, +dando conto ogni dieci giorni dei suoi lavori, d'apprestare armi, +armati, ordinamenti e studî guerreschi. Richiesto di consiglio quanto a +quei che dovessero comporla, indicai fra gli altri Pisacane. Ed egli fu +l'anima della Commissione e l'inspiratore de' suoi lavori. Se le di lui +cure attive non avessero apprestato i materiali alla difesa, i generosi +propositi di Roma sarebbero forse stati strozzati in sul nascere. + +Il piccolo esercito romano era male ordinato: gli ufficî degli elementi +diversi che lo componevano erano mal definiti; le paghe non erano eguali +per tutti i corpi; non esisteva, se non di nome, stato-maggiore. E +questo piccolo esercito era disseminato in piccoli distaccamenti +attraverso lo Stato. Un lungo cordone, steso parallelamente alla +frontiera napoletana, ne assorbiva la maggior parte. L'idea di +proteggere uno Stato con una forza smembrata in piccoli nuclei posti a +difesa d'ogni punto esposto ad assalto era militarmente falsa. Gli Stati +si difendono non sul confine, bensì col concentramento delle forze +ordinate sui punti strategici interni. Ma il sistema contrario era +suggerito e appoggiato da tutte le paure locali: ogni paesetto della +frontiera fantasticava difesa, purchè avesse un gomitolo di milizia +regolare collocato sul proprio terreno: ed io solo ricordo la tempesta +di opposizioni, lagnanze e deputazioni provinciali, che mi fu forza +affrontare quand'io e i miei colleghi decretammo il riconcentramento di +tutte le truppe sui due campi di Bologna e di Terni. Quel +riconcentramento, avversato da presidi, deputati e cittadini delle terre +poste lungo il confine, sostenuto con ostinazione pari al convincimento +da Pisacane e da me, fu cagione che noi potessimo, al primo apparire dei +Francesi, raccogliere in Roma le forze. + +L'unità dell'esercito, l'abolizione in esso di ogni privilegio e +disuguaglianza, il miglioramento degli elementi direttivi, il +concentramento su punti che gli assicurassero in un momento dato +l'iniziativa, furono opera in gran parte di Pisacane. E quei che sentono +quanto l'onore raccolto nel 1849 dalle armi italiane in Roma debba +fruttare nell'avvenire all'unità della patria comune, gli serberanno +lunga ed amorosa riconoscenza. + +Ricordo le ore notturne che passavamo sulla carta d'Italia, parlando +dell'ultimo fine che la Repubblica Romana doveva proporsi; della guerra +della nazione; dei modi coi quali avremmo potuto iniziarla; dei disegni +che avrebbero dovuto presiedere al vibrarsi dei primi colpi. Parevami +che in lui il concetto della guerra insurrezionale vivesse limpido, +logico, rapido più che in qualunque altro da me interrogato; e gli studî +da lui pubblicati intorno alla malaugurata campagna del 1848 lo +riveleranno a chi vorrà leggerli attentamente. Ma quando, ad esplorare +l'animo suo, io gli chiedeva _chi guiderebbe militarmente_, ei +m'additava, senza pensiero di sè, un suo commilitone, allora colonnello, +nel quale infatti ebbi campo a riconoscere doti singolari, e concetto +altamente strategico della guerra nazionale, oscurato in oggi +miseramente da progetti colpevoli di monarchismo straniero. Pisacane +aveva, come dissi più sopra, giusta coscienza di sè, non ombra di +ambizione o di vanità. + +Il 29 marzo 1849, dopo la rotta di Novara, fummo eletti triumviri, io, +Saffi e Armellini. Ci affrettammo a porre in atto le principali tra le +idee maturate coll'amico. Un decreto del 16 aprile dichiarava che +l'esercito romano raggiungerebbe la cifra di 45 000 uomini ed 80 +cannoni, più due batterie di montagna. Se ci fosse stato dato tempo sino +al finire di maggio, Carlo Pisacane sarebbe forse caduto, ma col sorriso +della vittoria sul volto, appiè dell'Alpi Lombarde, non a Padula per +mano di fratelli, e senza conforto di vicina speranza per la patria +giacente. + +Gli eterni nemici della Nazionalità Italiana sentivano intanto il +pericolo, e determinarono di prevenirlo. La morte della Repubblica +Romana fu decretata nei conciliaboli di Gaeta. Importava che il +principio repubblicano apparisse disonorato in Europa; e la Francia, +allora repubblicana di nome, fu scelta a vibrare il primo colpo. La +Francia accettò. Il 24 aprile fummo assaliti dalle armi francesi +codardamente e sotto colore di proteggerci contro l'invasione austriaca, +in Civitavecchia. La subita occupazione di Civitavecchia ci tolse 4000 +fucili, che avevamo comprato a denaro dal Governo di Francia, un +battaglione di bersaglieri, ingannato prima, poi disarmato, e tra sei +mila soldati lombardi che s'apprestavano a ricongiungersi sotto le +nostre aquile, e ai quali il naviglio francese vietava il mare. +Nondimeno l'onore della Nazione, la necessità di provare con fatti che +il Paese, fatto segno di sozze calunnie da tutta la diplomazia +straniera, voleva davvero ed unanime le libere instituzioni proclamate +in febbrajo, l'immensa forza che una splendida difesa in Roma doveva +procacciare alla futura Unità Nazionale, comandavano resistenza ad ogni +costo; e decidevamo resistere. Pisacane fu scelto a capo dello stato +maggiore; nessuno de' suoi colleghi certo mi smentirà, s'io qui dico +che, condannati pur troppo a pentirci di parecchie scelte suggerite da +circostanze insuperabili o dalla poca conoscenza degli elementi +individuali coi quali ci trovavamo per la prima volta a contatto, +sceglieremmo oggi di nuovo l'aulico, s'ei vivesse, a quello o a più alto +incarico, senza timore d'illuderci. + +Per me egli non era solamente il capo dello stato maggiore, esecutore +rapido e diligente delle intenzioni del generale in capo e delle nostre; +era l'ufficiale nato per la guerra d'insurrezione, dotato di quella +potenza d'iniziativa che trova la vittoria dove il nemico, fidando nella +scienza tradizionale, non prevede l'assalto, ed al quale io potevo +affacciare i più arditi consigli, securo ch'ei non li avrebbe respinti +unicamente perchè in apparenza contrarî alle così dette regole dell'arte +bellica. E da lui solo ebbi approvazione ed appoggio--mentr'altri, in +nome di quelle regole, protestava--in due di quelle determinazioni che +sembrano gravi di pericoli agli ingegni timidi e pedanteschi, e +trascinano, se non riescono, biasimo universale sulla testa di chi le +prende. La prima fu quella di vuotar Roma d'ogni milizia per inviarle +tutte contro l'esercito Napoletano accampato in Velletri e dintorni; la +seconda, quella di convertire, verso la fine dell'assedio, la difesa +regolare in una giornata campale. + +I Francesi stavano, quando il nostro piccolo esercito mosse alla volta +di Velletri, appiè delle mura. V'era armistizio, ma a tempo +indeterminato; ed io sapeva che Oudinot era tale da romperlo e ordinare +l'assalto, qualunque volta ei vedesse l'occasione propizia a +impadronirsi di Roma. Togliendo a Roma ogni difesa di milizia regolare, +io avventurava dunque i fati della città; e ricordo ancora i giusti +terrori e i rimproveri di parecchî tra i membri dell'Assemblea, i quali, +vedendo reggimento dopo reggimento avviarsi fuori della cinta, correvano +sospettosi a chiedermi ragione degli ordini dati. Ma d'altro lato, i +Napoletani erano giunti senza ostacolo ad Albano e Velletri, e +minacciavano Roma; ed io sapeva che le istruzioni date al generale +francese gli commettevano di vietare l'ingresso in Roma ad ogni altro +straniero. L'assalire dei Napoletani trascinava quindi inevitabile la +subita rottura dell'incerta tregua; e, stretta fra due nemici operanti +ad un tratto, Roma era inevitabilmente perduta. Bisognava dunque +scegliere tra un _pericolo_, al quale potevamo in ogni modo opporre una +difesa di popolo, ed una _certezza_ di rovina. Bisognava liberarsi per +sempre dai Napoletani per poter poi concentrare tutte le forze a +sostenere l'urto dell'altro nemico. E bisognava, ad _accertare_ la rotta +dei Napoletani, cacciar loro addosso quante forze avevamo: il dimezzarle +non avrebbe raggiunto lo scopo, nè salvato Roma. Forte dell'approvazione +di Pisacane, m'avventurai. E il disegno riescì; riusciva ben altrimenti +se l'incauto ardire del corpo di battaglia, guidato dal generale +Garibaldi, non mutava in un assalto a Velletri le istruzioni date, che +erano quelle di raggiungere con una contromarcia Cisterna, e troncare le +comunicazioni e la via della fuga al nemico. + +Più dopo, quando i Francesi stavano per aprir la breccia, e le cose +alloramai disperate di Francia e l'inerte silenzio di tutta Italia non +lasciavano alcuna via di salute visibile, pensai si dovesse convertire +l'assedio in una battaglia. La disfatta avrebbe senz'altro accelerato il +cadere di Roma; ma una decisiva vittoria ci avrebbe ridato due mesi +forse di vita; e ad ogni modo il fatto splendido per sè e audacissimo, +in chi era ridotto agli estremi, avrebbe coronato Roma di nuovo lustro, +prezioso, come dissi e sentivo profondamente, per l'avvenire davanti +all'Italia. Apersi il mio pensiero a Pisacane ed ei lo accolse +lodandolo, e lo tradusse in un disegno pratico che gli dava, s'altri non +lo rimutava poco prima dell'esecuzione, tutte le possibili probabilità +di trionfo. Il disegno fu descritto da Pisacane medesimo in una +_Relazione storica_, ch'egli inserì, nel 1849, in un fascicolo +dell'_Italia del Popolo_, pubblicato in Losanna; e lo ricopio, perchè +rivela singolarmente, parmi, la tempra dell'ingegno militare di +Pisacane. + +«I monti delle Cave della Creta sono risentite ondulazioni di terreno, +comprese fra la strada di Tiradiavoli, che parte da Porta San Pancrazio, +costeggia Villa Pamfili e, svolgendo verso destra, conduce al canale di +Pio V, e l'altra che, movendo da Porta Cavalleggieri, rasenta le mura +Vaticane, passa per la Madonna del Riposo, e curvandosi a sinistra, si +unisce alla precedente. + +«Queste due strade formano quasi un triangolo mistilineo, la cui base si +estende lungo la cinta di Roma, compresa fra le due parti nominate; e su +questa base è un terreno intricato da casette e giardini, facilissimo a +difendersi palmo a palmo. Il rimanente del terreno, compreso nell'area +del triangolo, è sgombro affatto, e vantaggioso a ogni truppa che +marciasse all'assalto di Villa Pamfili. + +«L'esercito Romano fu diviso in 5 brigate. + +«La prima doveva uscire da Porta Cavalleggieri, prendere per punto di +direzione il Canale di Pio V, e portarsi a ridosso di Villa Pamfili, +cercando penetrarvi. + +«Tre brigate l'avrebbero seguita a giusta distanza; ma, giunte alla +svolta, propriamente all'altura dell'angolo di Villa Pamfili, dovevano +far alto e porsi per massa in battaglia, parallelamente e di fronte alla +strada dei Tiradiavoli, dalla quale erano separati dai monti della +Creta; quindi, cominciando il movimento dalla diritta, marciare in +iscaglioni per assalire la detta Villa, non dovendo percorrere che uno +spazio di circa 1200 metri. L'artiglieria doveva prendere posizione +sopra una delle più vantaggiose elevazioni; e la quinta brigata, +marciando lungo la base del triangolo, avrebbe occupato tutte le casette +e giardini sgombri affatto dal nemico, assicurando la sinistra della +linea. Guadagnata Villa Pamfili, era girata la prima parallela, e per +conseguenza tutti i lavori sarebbero stati presi da rovescio, e con tale +manovra si poteva anche accollare al fiume il campo nemico. + +«La marcia doveva principiare due ore prima del giorno... Tutto era +pronto e non restava che spedire gli ordini.» + +Del come l'operazione fosse strozzata in sul nascere, non importa qui +favellare: chi vuole può rintracciarlo nel lavoro sopra citato, +_Fascicolo VI_ dell'_Italia del Popolo_. + +Roma cadde; infamia eterna all'assalitore; ai Governi che, intitolandosi +pure Italiani, non protestarono allora, nè protestano oggi, contro +l'oltraggio straniero; e agli ipocriti per codardia, che inalzano un +guaito di servi contro chi tenta frapporsi tra l'oppressore e gli +oppressi, mentre taciono davanti all'assassinio, che ancor dura, d'un +popolo. Roselli, generale in capo dell'armi repubblicane e uomo degno di +tempi migliori, diede, protestando, la sua dimissione e quella di +pressochè tutti gli ufficiali del piccolo esercito; Pisacane la diede +con essi, e ripigliò le vie dell'esilio. + +Ci ricongiungemmo a Losanna dove io lo vedeva ogni giorno, sereno, +sorridente nella povertà, com'io l'aveva veduto in mezzo ai pericoli. +Fondai allora l'_Italia del Popolo_, raccolta periodica di scritti +politici; ed egli v'inserì uno scritto sulla _Guerra Italiana_; alcuni +_Pensieri_, notevolissimi, sulla _Scienza della guerra_; una eccellente +_Relazione storica delle operazioni militari eseguite dalla Repubblica +Romana_; una serie di _Osservazioni sulla Relazione scritta dal generale +Bava della Campagna di Lombardia_:--lavori che dovrebbero raccogliersi +in un volume[115]. Poi, spronato dalla necessità d'una occupazione +utile, impossibile nella Svizzera, partì per Londra, dove visse otto +mesi, ajutandosi di qualche lezione di lingua; quindi ripartì per +l'Italia, dove io lo rividi nel 1857. + +In questa sua vita errante, egli aveva un conforto. La maledizione del +_vae soli_ non si adempiva per lui. Unico raggio ai giorni di chi cerca +patria e non l'ha, gli era compagno un amore nato fino dal 1830; +infelice, pur costante per diciassette anni; ricambiato apertamente e +con rara e lieta fedeltà dopo quel tempo e sino agli ultimi giorni. Dal +1847 in poi, la donna del suo core lo seguiva e gli accarezzava della +suprema carezza l'incerta vita. È storia d'amore questa che rivelerebbe, +s'io la raccontassi, come all'indomita energia, di ch'ei fece prova, +s'accoppiassero in Pisacane una potenza singolare d'affetto e un sentire +delicato, raro a trovarsi, e che onorerebbe ad un tempo l'anima sua. Ma +non mi sento il diritto di sollevar quel velo che parmi debba quasi +sempre lasciarsi sospeso tra i più e il santuario delle vita +individuale. Dirò soltanto che quell'amore, mercè le nobili aspirazioni +della donna, non infiacchì mai l'anima dell'amico, non si trovò mai a +contrasto coll'adempimento de' suoi doveri, e gli accrebbe forza a +lietamente compirli. Fu l'amore delle epoche di credenza, l'amore che +ritempra l'animo a grandi cose, e tradizionale, più che altrove, in +Italia, prima che noi ci facessimo, come nell'ultimo mezzo secolo, +imitatori servili--salve le eccezioni--delle idee e delle foggie +straniere. + +Da Genova, dov'ei rimase per due anni celatamente, poi tollerato, ei +mantenne corrispondenza con me; corrispondenza liberamente fraterna, +come dovrebbe correre fra uomini che sentono la propria dignità, e +onorano anzi tutto il Vero, ma intendono la suprema necessità d'unità +del Partito, e non si allontanano, per dissidî o vanità individuali, dal +terreno comune, conquistato coll'opera di tutti. E noi dissentivamo su +parecchî punti; sulle idee religiose, ch'ei non guardava--errore comune +ai più--se non attraverso le credenze consunte e perciò tiranniche e +corrotte dell'oggi; sul così detto _socialismo_, che riducevasi a una +mera questione di parole, dacchè i sistemi esclusivi, assurdi, immorali +delle sètte francesi erano ad uno ad uno da lui respinti; e sulla vasta +idea sociale, fatta oggimai inseparabile in tutte le menti d'Europa dal +moto politico, io andava forse più in là di lui; sopra una o due cose +delle minori, spettanti all'ordinamento della futura milizia; e talora +sul modo d'intendere l'obbligo che abbiamo tutti di serbar fede al +Vero[116]. + +Ma il differire di tempo in tempo sui modi d'antiveder l'avvenire, non +ci toglieva d'esser intesi sulle condizioni presenti e sulla scelta dei +rimedî. Pisacane sapeva che tra le sue opinioni e le mie sarebbe sempre +giudice supremo l'arbitrio della Nazione, alla cui Sovranità io avrei +sempre piegato riverente il capo: io sapeva che ogni qualvolta avessi +potuto additargli una via di libertà o d'onore al Paese, l'avrei trovato +pronto a cacciarvisi. Però duravamo amici, benchè talora discordi. Se +tutti sentissero a un modo come, sopra una terra oppressa e disonorata, +davanti all'insulto perenne di chi ci nega Patria, libertà, dignità +d'uomini e vita e bandiera ed ogni cosa ch'è santa e cara, il +richiamarsi a piccole gare e lagnanze individuali, per giustificare +l'isolamento e la inerzia, sia colpa a un tempo e meschinità, noi +saremmo compatti come Legione, e concordemente operosi e potenti e +liberi forse a quest'ora. + +Pisacane credeva, com'io credo, nel dovere e nella potenza educatrice +dell'Azione; credeva che dalle vittorie popolari del 1848-49 in poi non +fosse più concesso, senza sofisma o innata viltà, ciarlare dei tempi +immaturi, di popolo da educarsi. Quel popolo, ch'altri giudica senza +curar di conoscerlo, ei lo aveva studiato e lo studiava dappresso, +convivendo famigliarmente con esso e ajutandone l'ordinamento; e lo +sapeva capace d'emancipare la propria terra, se guidato da capi che +vogliano e sappiano. Credeva con me che una splendida vittoria +basterebbe a risuscitarlo da un capo all'altro d'Italia; e non sentiva +così bassamente della nostra terra da dichiararla diseredata +d'iniziativa, e commetterne i fati a una vittoria straniera: vergogna +senza nome, che alligna tuttavia in molto anime, e le accusa di +servilità e di mentito o tiepido amore alla Patria. Pisacane non +dimenticava che le insurrezioni d'Europa aveano, nel 1848, seguìto, non +preceduto l'insurrezione della Sicilia; avea veduto i vecchî soldati +Austriaci fuggire davanti ai giovani volontarî Lombardi, e le temute +insegne francesi dar volta davanti ai militi improvvisati della +Repubblica appiè delle mura di Roma. Ei raccoglieva insieme a me +dall'attenzione di tutta Europa, or volta su noi, dai vincoli che +inanellano tutte le cause nazionali, dai terrori, dalle cure gelose dei +Governi risolutamente avversi, e dalle speranze ipocritamente date dai +Governi codardamente ambiziosi, che qui, sul nostro terreno, premio del +martirio generosamente affrontato per lunghi anni dai nostri migliori, +sta oggimai la potenza iniziatrice delle battaglie nazionali. E ripeteva +spesso a ogni modo con me che, o le nostre moltitudini non erano +preparate alla lotta suprema, e bisognava educarle con forti fatti, o lo +erano, e bisognava guidarle. A questo dilemma non abbiamo mai, nè egli +nè io, trovato risposta chiara da quei che dissentono; ben egli ed io +abbiamo incontrato sovente diserzioni mute e doloroso abbandono dove +meno l'aspettavamo. Se non che vi sono uomini ai quali è impossibile +tradire il proprio dovere perchè altri tradisce il suo: ed egli era +tale. Però studiando, scrivendo, e vivendo con povertà lieta su qualche +lezione di matematica, fissava l'occhio voglioso su qualunque angolo +della Penisola rivelasse indizio di vita; tendeva intento l'orecchio, +presto a seguirla, ad ogni chiamata. + +E la chiamata venne da quella parte d'Italia dov'egli avea imparato a +patire, a fare, ad amare: venne dalle insanie feroci di un Governo che +un _conservatore_ inglese definì _una negazione di Dio_; dalle torture +dei migliori del Regno; dal cupo malcontento di tutti; da una serie di +dimostrazioni, piccole in sè, pure indicanti una crescente tendenza al +fare: dal tremendo appello d'Agesilao Milano; dal linguaggio dei +_moderati_ stessi, ai quali è da parecchî anni fatto famigliare il mal +vezzo di bandire all'Europa il fremito del Paese per ottenere un brano +di tiepida frase in un _memorandum_ o in un discorso ministeriale, a +patto di frammettersi con ogni sorta d'ostacoli agli audaci che +s'affidano in quel fremito ed operano; venne dai nostri pure; or dirò in +quali termini. + +I nostri dissero: _venite e faremo_. Posero condizioni, alcune delle +quali ci parvero inattendibili; altre esigevano mezzi ch'io sperava +raccogliere e non raccolsi. Ma, al di sopra di ogni particolare, stava +avverato per noi che i nostri--forti d'ardire, d'attività, d'elementi +mal collocati tra un Governo insospettito e potente e la genìa +_moderata_, avversa a ogni moto e ad ogni generoso concetto--avevano +bisogno d'una scintilla che suscitasse a fermento le vaste moltitudini; +e ci richiedevano d'applicarla, indicando il come. Esaminata la +proposta, Pisacane l'approvò, e me ne scrisse, sollecitandomi, s'io pure +approvassi, a recarmi ov'esso era. Esaminai, approvai: parvemi che le +numerose difficoltà potessero vincersi; e, traversando Parigi e Lione, +mi affrettai a recarmi in Genova. + +Nessuno s'aspetta ch'io dica i concerti presi, i provvedimenti, gli +ostacoli superati. Il fatto ha provato, credo, che anche sotto gli occhî +di un Governo ostile, _volendo_ si può; e noi volevamo, e volevano +davvero gli uomini che ci secondavano. E quanto ai modi tenuti, ai +preparativi fatti, perchè una prima vittoria fosse veramente la +scintilla che dà moto all'incendio, è debito assoluto il silenzio. Ben +devo alcune parole all'energia singolare di Pisacane e alla condotta dei +nostri in Napoli. Delle accuse gittate contro a chi tenta da chi non fa, +dopo fallito un disegno, nè io devo occuparmi, nè Pisacane, s'ei +vivesse, si occuperebbe. Ma le accuse gittate alla spensierata, da chi +non sa, contro quei che non fecero, son poscia invocate dai nemici come +prova che il Paese, rimasto inerte, non vuole o non può, e giova +ribatterle e togliere ai raggiratori il pretesto di cui si valgono a +infondere lo scetticismo negli animi. + +La spedizione in Ponza doveva aver luogo il 10 giugno. Un incidente, di +quelli che niuno può prevedere o combattere, s'attraversò e distrusse +tutto il nostro lavoro lo stesso giorno in cui doveva tradursi in atto. +Avevamo intanto, poche ore prima, certi com'eravamo di mantener la +promessa, avvertito i nostri del Regno che il battello partiva. +Mancavano i mezzi per sollecite spiegazioni, e, più assai della perdita +del materiale ed altro, temevamo gli effetti morali della delusione e i +pericoli che il subito attivo prepararsi a seguire poteva moltiplicare +sugli amici di Napoli. Partiva a quella volta un legno a vapore la +stessa sera, e Pisacane determinò di portare egli stesso ai nostri la +spiegazione dell'indugio e d'accertarsi a un tempo della realtà degli +elementi sui quali si fondavano le nostre speranze. In due ore ei +decise; fece tutti i preparativi opportuni, abbracciò la donna del suo +cuore, che si mostrò in tutto degna di lui, e partì. Era determinazione +per lui più grave dell'altra; era l'esporsi a tortura e a morte +solitaria, senza difesa, non coll'armi in pugno e lottando. E nondimeno, +chi lo vide in quelle ore avrebbe detto ch'ei s'avviava a diporto. Era +tanta in lui la religione del Dovere, che la coscienza di compirlo +bastava a infiorargli la via. + +Partì, giunse, rimase tre giorni in Napoli e tornò dov'io era. Tornò +lieto, convinto, anelante azione, e come chi sente, toccando la propria +terra, raddoppiarsi in petto la vita. Gli balenava in volto una fede +presaga di vittoria. I nostri non lo avevano ingannato; non gli avevano +celato le gravi difficoltà che si attraversavano alla riscossa; avevano +ripetuto che un indugio le avrebbe spianate. Ma, al di là delle +objezioni pratiche, egli aveva veduto gli animi risoluti e vogliosi, il +terreno disposto, il fremito dei popolani; ei sentiva che uno splendido +fatto, un trionfo, sarebbero stati più assai potenti, che non protratti +e pericolosi preparativi; e mi scongiurò di rifar la tela pel 25, giorno +di partenza del _Cagliari_. Fui convinto, e diedi opera ai preparativi. +Il tempo era breve, breve di tanto ch'io disperava quasi di condurli a +termine. Ma il fervore dei nostri compagni di lavoro era tale che si +riescì. Il 25 ei partiva. Genova doveva seguire, farsi padrona di sè e +de' suoi materiali da guerra, consecrarsi ad afforzar l'impresa in +Napoli, operare come riserva e chiamare coll'esempio alla crociata +italiana il Nord e parte del Centro. Io rimasi a dirigere il moto. +Genova, che nessuno oggimai può rapire alla causa della Nazione, avrebbe +fatto e, al sorgere d'una generosa chiamata, checchè provveda il +governo, farà. + +Il tentativo riescì quale l'avevamo ideato. La nostra parte era fatta; +perchè Napoli non fece la sua? + +Io accennai altrove, e lo ridico oggi più esplicitamente, provocato +dalle menzogne degli avversi a noi, e dalle ingiuste accuse gittate +contro ai nostri da uomini buoni, ma precipitosi nei giudizî e incauti +nel proferirli; se Napoli non rispose, è dovuto alla frazione così detta +dei _moderati_. + +Gli uomini che oggi s'adoprano a smembrare il nostro campo e impedire il +moto, furono--prima del 1848, taluni anche dopo--cospiratori, su tutti i +punti d'Italia, con noi. E questo aver cospirato con noi li addita +tuttavia al Popolo come amatori caldi, attivi, volenti d'Italia, e rende +impossibile una mossa imminente, senza che essi vengano a risaperlo. Il +Popolo ricorda i loro lavori, gli imprigionamenti patiti, le +persecuzioni governative; ignora il loro mutamento, e non sospetta la +tattica perenne che essi adoperano in oggi. + +E questa tattica, identica negli uomini del Governo Piemontese e nei +_moderati_ costituzionali delle altre parti d'Italia, ha invariabilmente +tre stadî: promettere, agitare, illudere a sperare in cose +giuste--dissuadere, ingigantire i pericoli e le triste conseguenze d'un +moto inopportuno, e diffondere sfiduciamenti e paure, quando altri +s'appresta a fare--affratellarsi, frammettersi apparentemente a chi fa, +quando il _fare_ sembra inevitabile, a strozzare in sul nascere o sviare +lentamente il moto dalla via diritta. Tattica siffatta fu adoperata con +successo dai _moderati_, dal 1848 in poi, dieci volte su dieci punti +diversi; tanto che pare oggimai più idiota che credulo chi tuttavia +s'abbandona a quelle arti. E tattica siffatta fu adoperata in Napoli, a +tradire il concetto dei generosi. + +All'annunzio della discesa su Sapri, fu deciso dai nostri d'agire in +Napoli. Furono presi i concerti opportuni. Fu determinato il giorno. I +capi-popolo aderivano tutti. Il momento era solenne; e, dimenticate +tutte le gare, i nostri chiesero agli influenti fra i moderati +cooperazione ad un fatto già iniziato da Pisacane e da' suoi compagni. +_Gli influenti fra i_ moderati _non solamente risposero con un rifiuto +alla generosa proposta, ma s'adoprarono a tutt'uomo a infiacchire, +sviare, dividere i capi-popolo; e vi riuscirono; venne allora proposta +una vasta manifestazione tra il pacifico e l'ostile, che suscitasse +fermento nelle moltitudini. I moderati aderirono e s'assunsero +l'ordinamento della dimostrazione; tradirono la promessa e non ne +tentarono il compimento; poi, quando giunse l'infausta nuova della rotta +di Padula, e indovinarono diffuso lo sconforto nei ranghi, si ritrassero +subitamente_. Più dopo s'avvilirono, protestando anonimi contro il fatto +di chi moriva per tutti. + +A queste mie affermazioni potrei dare appoggio di dichiarazioni scritte; +ma or non giova; e potrei dir nomi; ma finchè vive la tirannide, non per +essi, ma per la dignità dell'anime nostre, nol devo. + +Io non ho dunque accusa pei nostri, per gli uomini veduti da Pisacane, +se non quest'una, che in parte li onora: l'avere essi, uomini di pure, +generose intenzioni, sperato soverchiamente nelle altrui. E lo dico, +perchè alcune parole scritte da me nell'_Italia del Popolo_ potrebbero +essere interpretate a loro danno, e me ne dorrebbe. Sia sprone ad essi, +nella santa impresa iniziata col proprio sangue dall'amico, il dolore +profondo che la delusione deve aver confitto nell'anima loro. + +Non mi tratterrò sugli ultimi fatti; mancano tuttavia i particolari: nè +io scrivo la vita di Carlo, ma soltanto alcuni ricordi del mio contatto +con lui. Altri potrà forse dire un giorno le sue sensazioni scendendo +sul suolo napoletano, i divisamenti che ne diressero i moti, l'arti +inique del Governo che, annunziando la discesa di una banda di +prigionieri rei di delitti comuni fuggiti da Ponza, gli sospinsero +contro le popolazioni ignare dei villaggi che ei traversava; i due +scontri, vittorioso l'uno, fatale l'altro, e le ultime sue parole. Io +imagino gli ultimi suoi pensieri; cadde mentr'ei credeva incamminarsi a +vittoria, cadde per mano di uomini che avrebbero dovuto secondarne +l'impresa e abbracciarlo fratello e iniziatore di vita italiana ai +giacenti; e nondimeno io sono certo che se egli avesse potuto, cadendo, +mandarci un ultimo grido, questo grido ci avrebbe detto: _rifate, +tentate, tentate sempre fino al giorno in cui vincerete_. Pisacane non +era simile ai tanti che, dopo aver cacciato il guanto al nemico, si +ritraggono per alcune disfatte, e dopo aver giurato che _ora e sempre_ +consacrerebbero anima e vita a fondare una Patria, tramutano il _sempre_ +in alcuni anni di sforzi, e tradiscono nell'inerte stanchezza giuramento +e Patria ad un tempo, perchè non riescono a creare in quei pochi anni +una Italia. + +Perdendo Pisacane noi abbiamo fatto una perdita grave: perdemmo +l'ufficiale che avrebbe un dì o l'altro guidati i nostri alle battaglie +del Popolo: perdemmo il cittadino al quale noi avremmo potuto fidare +quell'alto incarico, senz'ombra di timore che ei ne abusasse mai per +ambizione o voluttà di basso egoismo: perdemmo l'uomo che, fra quanti io +conobbi, identificava più in sè il pensiero e l'azione e le doti +generalmente disgiunte, scienza e spontaneità d'intuizione guerresca, +energia e riflessione pacata, calcolo ed entusiasmo. Guardava dall'alto +le cose, e nondimeno ne afferrava i menomi particolari. Amava di amore +intensamente devoto l'amica e la fanciulla che gli era figlia, ma non +sacrificava a quei santi affetti un solo de' suoi doveri verso la +Patria. Moveva ad una impresa che doveva costargli la vita, e dava lo +stesso giorno l'ultima lezione di matematica ad un allievo. + +E morì. Noi possiamo seguire ad amarlo; ma che cosa è l'amore a chi è +morto alla terra, se scompagnato dalla religione del pensiero che +costituiva la miglior parte della sua vita quaggiù? Basta a compiere il +legato, ch'ei ci lasciava morendo, un tributo di lode, una +sottoscrizione per la fanciulla che non lo rivedrà mai più sulla terra? +Son essi, o Italiani, i vostri martiri, gladiatori al cui morire +applaudono gli spettatori del Circo, se muojono composti in atto virile +ed impavido? Non ha diritto la figlia di Pisacane di dirvi un giorno, +quand'essa invocherà la carezza paterna, e saprà il come e perchè le fu +tolta: _se mio padre scendeva, mercè i vostri ajuti, con forze doppie +sulla mia terra, forse ei sormontava gli ostacoli; e giungendo ad uno +dei centri ove vivono luce d'intelletto educato e fiamma di libertà, +trovava fratelli e vinceva?_ Rimprovero amaro è cotesto, o Italiani, +perchè meritato; e viene a noi nel gemito non solamente della povera +Silvia, ma dei mille orfani dell'amore dei tanti, che da oramai dieci +anni morirono vittime della tirannide straniera e domestica, protestando +per noi tutti contr'essa. Perchè sono orfani su questa terra che seppe +sorgere e vincere nove anni addietro? Perchè si muore d'intorno a noi, +quando si potrebbe vivere col serto del trionfo sul capo? Perchè move il +vento e bagna la pioggia le ossa di Pisacane, come fossero ossa di +masnadiere, quando sta a noi di comporgli su terra libera una tomba +sulla quale sventoli la sua bandiera? E come provvediamo noi a ch'egli +sia almeno l'ultimo martire che cada nello sconforto e nel silenzio +comune? + +Perchè noi siamo a tale, che non possiamo oggimai evitare il martirio +dei buoni se non coll'azione e colla vittoria. Un Paese sul quale pesa +l'oltraggio e il patir d'ogni genere, non può dare per cinquanta anni al +patibolo, o alla lenta morte delle carceri e dell'esilio, il fiore dei +suoi patrioti, e a un tratto adagiarsi nella propria tomba ad aspettare +muto ed inerte che gli squilli la tromba di risurrezione dall'Oriente o +dall'Occidente. Un Popolo non può ricordarsi che pochi anni prima +liberava con cinque giorni di lotta il proprio terreno, e non cadeva se +non per errori evitabili, e rassegnarsi immoto al marchio della +schiavitù, sol perchè a una genìa diplomatico-letterata, sfibrata e +codarda, piace di dirgli: _tu aspetterai salute da una serie di +memorandi o dall'ambizione d'un despota_. Un partito, al quale la parola +di tanti, che non hanno se non parole, tesse ogni giorno la storia de' +suoi dolori e delle sue vergogne, non può impedire che i più bollenti +fra i suoi non prorompano nel grido di Foscolo: _chè non si tenta? +Morremo, ma frutterà almeno il nostro sangue un vendicatore_; non può +impedire che gli uomini, non nati a gemere o a servilmente tacere, +tentino por fine al disonore o alla vita. Il sangue di quegli uomini sta +su voi tutti, o Italiani, che potete e non fate; su voi che, caldi di +amor patrio a parole, non v'affratellate in concordia di lavori e di +sacrificî con quei che s'adoprano a creare alle moltitudini +l'opportunità; su voi che, fatti pubblico ozioso di chi move, condannate +freddamente i tentativi _su piccola scala_, senza far cosa alcuna che +renda possibili i tentativi maggiori; su voi che profondete in capricci +e sollazzi di schiavi inviliti ed immemori, l'oro che potrebbe +procacciar salute al Paese: su voi che, teneri dei vostri impieghi o dei +vostri riposi, date apparenza di dottrina al vostro egoismo e sviate, +colle illusioni, colle torte teoriche di progresso pacifico, e colle +accuse ai migliori, la gioventù nostra dal diritto sentiero. + +E il sangue di Pisacane e d'Agesilao Milano, il sangue di quanti +morirono col nome di Patria sul labbro per suscitarvi ad opre virili, da +Milano e Pisacane risalendo fino ai Bandiera, grida a voi degnamente, +Italiani di Napoli: _sorgete e ribattete da uomini un'accusa che +serpeggia crescente per tutta Europa_. Siete voi, iniziatori un tempo +della lotta italiana, caduti per sempre? Non freme più vita sulle vostre +terre, fuorchè quella dei vostri vulcani? Da parecchi anni voi +diffondete attraverso l'Europa un lamento che riesce ignobile, se non +profetizza, dimostrandola legittima, l'insurrezione: voi snudate, popolo +Giobbe d'Italia, le vostre piaghe dinanzi a tutte le Nazioni, e non +temete ch'esso dicano: _un popolo che soffre ciò ch'essi soffrono è un +popolo degenerato; chi sopporta il bastone lo merita?_ + +Io ho, per amore del vero, scolpato i nostri, gli uomini che presero +concerti con noi, dell'accusa di codardia: i nostri, comunque numerosi, +son pur sempre minorità. Ma chi può scolpare un popolo intiero? Il +popolo Napoletano sopporta in oggi una di quelle tirannidi che non +solamente tormentano, ma disonorano. L'esercito Napoletano serve ad un +sistema che tramuta il soldato in birro e carnefice dei proprî fratelli. +Napoli ha, più che ogni altra parte d'Italia, propizia al moto +l'opinione europea: e nessun Governo, dall'Austriaco in fuori, oserebbe +combattere con armi aperte l'insurrezione. E dall'Austria l'assecura il +resto d'Italia, presto a rispondere alla chiamata. Perchè non sorse, +quando intese l'annunzio della discesa di Pisacane? Manca pur troppo +finora ai nostri, non il coraggio, ma l'intelletto rapido, audace, +dell'insurrezione. Se ciò che noi predichiamo da ormai dieci anni, _che +al levarsi di una bandiera di libertà, supremo dovere, suprema salute, è +insorgere dove che sia_, si facesse, Pisacane sarebbe in oggi capo della +rivoluzione napoletana. Se una delle provincie collocate fra il punto di +sbarco e la Capitale avesse, al primo giungere della nuova, romoreggiato +armi e guerra, il concentramento di quei che oppressero Pisacane non +s'operava. Mancò il tempo perchè si ricevessero istruzioni dal punto +centrale? Che! non erano istruzioni viventi i generosi che venivano a +sacrificarsi per voi? Aspettate, per farvi liberi, un cenno di Comitato? + +Giovani del Regno! voi potete compiere una grande missione: e voi +_dovete_ compirla, dapprima, perchè in mano vostra sta la salute +d'Italia; poi--non v'incresca la franca fraterna parola--perchè v'è +mestieri redimervi dall'accusa che vi dice scaduti e indegni dei vostri +padri. Sorgete dunque e smentite l'accusa. Siano vostra parola d'ordine +al combattere i nomi di Milano e di Pisacane. La terra che produce tali +uomini non è fatta per rimanersi schiava, segno al disprezzo dei padroni +e al compianto dei Popoli. + + _Febbrajo 1858._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +A LUIGI BONAPARTE[117] + + +I. + + SIGNORE, + +I tempi sovrastano minacciosi: la marea imperiale retrocede +visibilmente. Voi lo sentite. Tutti i provvedimenti da voi adottati in +Francia, dopo il 14 gennajo; le note e le intimazioni diplomatiche che +voi, dal dì fatale, spargeste al di fuori, rivelano le ansie del +terrore. Un senso d'intensa agonia--l'angoscia di Macbeth--vi rode +l'animo, trapela da ogni vostro atto o parola. Il presentimento che +_summa dies et ineluctabile fatum_ pendon su voi, v'incalza insistente. +Il Signore di Glamis, il Signore di Cawdor e il re[118],--il +Pretendente, il Presidente e l'Usurpatore--son condannati. L'incanto è +sciolto. La coscienza dell'Umanità s'è riscossa, e guatandovi con piglio +severo, vi esamina, scruta i vostri atti, e vi chiede conto delle vostre +promesse. Da questo momento la vostra sorte è decisa. La coscienza +dell'umanità scorgerà in breve che voi non siete che una menzogna +vivente; una deforme ripetizione di un Passato spento da lungo tempo e +per sempre; una pallida ombra furtivamente emersa dalla tomba di +Sant'Elena, e non coronata dalla gloria immortale e dalla solenne +missione del potente ch'ivi riposa; una parodia di potere, atta a +negare, a dissolvere, a schiacciare per breve tempo, inetta ad +affermare, ad organizzare, a edificar cosa, in cui l'avvenire possa +adagiarsi. L'umanità chiede realità, non fantasmi; evoluzioni del +principio d'educazione, che Dio le assegna a legge di vita, non fatti +bastardi, arbitrarî, anormali, che han la vita d'un'ora. A tai fatti +essa guarda, sospesa per meraviglia, un istante; poi passa, intimando +alla importuna apparizione il ritorno nel nulla. E voi, signore, vi +affrettate a tal termine. Voi potete viver mesi, non anni. + +Allorchè, illegalmente, occupaste il potere, voi prometteste, quasi ad +ammenda, di voler ridurre in pace la Francia--la Francia irrequieta, +perturbata e perturbatrice. È governo l'imprigionare, il deportare, il +soffocar la parola? È strumento di educazione il gendarme? apostolo di +moralità e di mutua fidanza la spia? Voi annunciaste al rozzo paesano di +Francia, che nuovi tempi albeggiavano, col vostro impero, per lui; che +le gravezze sotto cui geme, andrebbero l'una dopo l'altra cessando. Ne +sparve sol una? Potete voi additare un miglioramento qualsiasi della sua +condizione, un solo elemento d'imposte rimosso? Potete spiegar come +avvenga che il paesano oggidì si affratelli nella _Marianna_? Potete +negare che lo storno dei fondi--già consacrati all'industria +agricola--nei canali della speculazione aleatoria, aperti da voi, non +abbia tolto al lavoratore di che procacciare strumenti al lavoro e +migliorare la terra? Voi seduceste il traviato operajo, dichiarandovi +l'_Empereur du peuple_, un Enrico IV sotto forma diversa, inteso ad +assicurargli lavoro perenne, alte mercedi, e la _poule au pot_. Non è la +_poule au pot_ vivanda alquanto cara oggi in Francia? Non costan più +caro ancora gli affitti delle case, e parecchî fra gli oggetti più +necessarî alla vita? Apriste nuove strade; tracciaste, per fini +strategici e repressivi, nuove linee di comunicazione; distruggeste e +riedificaste. Ma la moltitudine delle classi operaje appartiene forse +tutta alla beneficata categoria dei muratori? Potete voi, a schiuder +sorgenti di lavoro e di guadagni al proletario, metter sossopra +indefinitamente Parigi, e le principali città di provincia? Potranno +questi transitorî espedienti far mai le veci della produzione regolare, +progressiva, normalmente richiesta? È forse la domanda della produzione +in condizioni soddisfacenti al presente? Non sono tre quinti degli +ebanisti, dei falegnami e degli operaî meccanici, senza impiego in +Parigi? Voi adombraste alla borghesia, facilmente soggetta a paure e a +lusinghe, sogni e speranze di raddoppiata attività industriale, sorgenti +feconde di nuovi profitti, _eldoradi_ di stimolata esportazione e di +operosità internazionale. Che avvenne di tutto ciò? La vitalità +produttrice della Francia langue incagliata: le commissioni pel +commercio diminuiscono: i capitali si celano. Voi avete, come il +selvaggio, tagliato l'albero per coglierne le frutta; avete, +intemperantemente e con mezzi artificiali, eccitato speculazioni +sfrenate, immorali, che mentono larghe promesse solo a tradirle; avete, +millantando progetti giganteschi, attratto da ogni parte della Francia a +Parigi i risparmî de' piccoli capitalisti, deviandoli dalle fonti vere e +permanenti della prosperità nazionale:--l'agricoltura, l'industria e il +commercio. Questi risparmî furono ingojati e fatti sparire da qualche +dozzina di speculatori privilegiati, sommersi in un lusso sfrenato e +improduttivo, o copertamente trasferiti--potrei citar nomi della vostra +famiglia--a salvamento in paesi stranieri. La metà de' progetti caddero, +dimenticati, nel vuoto. Alcuni degli inventori viaggiano ora, per +prudente riguardo, _à l'étranger_. Voi avete dinanzi una borghesia +malcontenta; vi stringono le angustie dell'erario, stremato dei mezzi +ordinarî, per 500 000 000 di franchi sprecati, nelle città principali di +Francia, in pubblici lavori che non rendon profitto, pel _deficit_ di +300 000 000 nel vostro ultimo bilancio, con la _Ville de Paris_ carica +di debiti, senz'altro rimedio da quello infuori di un nuovo prestito di +160 000 000 da aprirsi, non in nome vostro, chè non riuscirebbe, ma in +nome del Consiglio di città; e, a pagarne l'usura, l'allargamento delle +barriere, quindi dell'odiato _octroi_, sino alla cinta delle +fortificazioni esterne. Il rimedio peserà gravissimo sulle classi +operaje, provocandovi contro la _banlieue_, prima devota. I vostri +artificî toccano il termine. D'ora innanzi, qualunque cosa facciate per +ovviare alle difficoltà finanziarie del vostro regime, sarà un passo di +più verso la fatale caduta. Viveste sin qui col prestigio del credito, +ricorrendo ad una serie indefinita di prestiti. Or dove sono le sicurtà +del credito avvenire? Roma e Napoleone saccheggiavano il mondo: voi non +potete saccheggiar che la Francia; ai loro eserciti era dato vivere di +conquista, ai vostri è vietato. Voi potete sognar conquiste; ardirle, +arrischiarle, non mai. I dittatori romani, e vostro zio guidavano di +persona gli eserciti conquistatori: se in voi, quantunque vago di mostre +soldatesche e di uniformi dorate, sia capacità di condurre pochi +battaglioni in accordo di azione, m'è dubbio. Dichiaraste alla Francia +di combattere, solo per amore di lei, l'anarchia: dichiaraste che la +libertà--la vera, la sobria, l'ordinata libertà--troverebbe sotto il +regime dell'impero le più desiderabili e certe guarentigie; che +il bonapartismo era un'idea, una scorta al progresso, auspice un +potere forte ed accentrato; che una aristocrazia di capacità +intellettuali, devote al progresso--la sola aristocrazia veramente +divina--promoverebbe, voi patrocinante, la vita civile della Nazione. + +Potete voi mostrare un solo vestigio di libertà in un paese ora caduto, +vostra mercè, non dirò al di sotto dell'Inghilterra, ma al di sotto del +Belgio, della Svizzera, del Piemonte? in un paese nel quale centinaja +d'uomini stanno oggi rinchiusi nel castello d'If, per essere deportati +in Algeria o a Lambessa, senz'ombra di processo, senza aver pur veduto +faccia di magistrato? Potete voi additarci, nella vostra Francia +imperiale, un solo periodico, una sola rivista indipendente? un solo +corpo morale che abbia facoltà di manifestare il pensiero, i voti, le +aspirazioni del paese? un solo potere autorizzato ad iniziar leggi? un +sol uomo, che i suoi concittadini possano eleggere alle vostre +pseudo-assemblee, senza ch'ei s'obblighi prima, con giuramento, a +sostenere il vostro dispotico governo? Potete citare un sol uomo +d'intelletto, che avvalori, presente ai vostri consigli, il vostro +odioso sistema?--No: a voi non è dato trovare alcun ministro, alcun +fautore, fuori del circolo dei vostri complici immediati: da Thiers a +Guizot, da Cousin a Villemain, da Michelet a Giovanni Reynaud, la +Francia intellettuale rifugge dal vostro contatto corruttore. Sono +vostri uomini un Veuillot, l'avvocato della Saint-Barthélemy e della +Inquisizione; un Garnier di Cassagnac, il partigiano della schiavitù dei +negri, ed altri sì fatti. A rinvenire un uomo che fosse degno di dare il +nome allo scritto da voi indirizzato all'Inghilterra, vi fu forza +ricorrere a tale, che apostatò dal legittimismo e dalla repubblica[119]. +Vantaste, or non è molto, in faccia all'Europa, che il cuore della +Francia era vostro; che lieta, felice, tranquilla, essa vi celebrava +salvatore. Passarono pochi mesi: uno scoppio fu udito nella _Rue +Lepelletier_: e con selvaggie, paurose ordinanze di repressione, con +appelli, parte minacciosi, parte supplichevoli, all'Europa, collo +spartimento militare del paese, con una spada al sommo del Ministero +dell'interno, voi dichiarate ora, dopo sette anni d'illimitata +signoria--concentrato un numeroso esercito, prive le schiere nazionali +dei capi temuti--che non potete vivere nè governare, se la Francia non +sia convertita in una vasta Bastiglia, l'Europa in una dipendenza della +polizia imperiale. Per quanto schiacciata, la Francia _non può_ +trasformarsi in una Bastiglia; l'Europa _non vuole_ ridursi per amor +vostro a divenire ministra della polizia de' vostri Côrsi. Rassegnatevi +quindi al vostro fato, e cadete. + +Il vostro impero tornò in menzogna; e le menzogne non durano. Voi +pervertiste la vita economica della Francia in una trista speculazione; +la vita religiosa in ipocrisia cattolica; la vita politica in negazione +dispotica del diritto e della libertà; la vita sociale in bisogna di +gendarmi e di spie; la vita intellettuale in una lacuna. Il vostro, o +signore, non è governo:--governo è cosa sacra; significa rappresentanza, +perfezionamento dell'anima di un popolo libero, per mezzo dei migliori e +dei più capaci;--il vostro non è che il _fatto_ insano, momentaneo, +sconsacrato, di un individuo, d'un pugno di avventurieri, di pochi preti +e d'un esercito di pretoriani, congiurati a soffocare _pro tempore_, nel +loro proprio paese, anima, virtù, intelletto. E gli avventurieri +assicurano già gli avanzi del loro bottino nei fondi americani od +inglesi; i preti vi sopraffanno, presti ad abbandonarvi ove esitiate nel +retrogrado corso; i pretoriani si affrettano alla prefettura, cercando +che dica di Parigi il telegrafo, prima di abbattere il tumulto di +Châlons[120]. Tristi sintomi questi. Non sentite--sinistro indizio +d'imminente rovina--tremarvi sotto i piedi la terra? + + +II. + +Sì; l'impero si è chiarito menzogna. Voi lo formaste, o signore, ad +imagine vostra. Nessun uomo in Europa, nell'ultimo mezzo secolo, da +Talleyrand in fuori, ha mentito al pari di voi: e _in ciò_ sta il +segreto del vostro temporaneo potere. In questa nostra malferma e +scettica età, le menzogne sono agevolmente credute; senonchè non +approdano. + +Voi, insieme con vostro fratello, chiamaste _causa sacra_, nel +1831[121], la insurrezione delle popolazioni romane contro il papa; dal +49 in poi voi infliggeste a quella causa l'insulto di _demagogica_. + +In Arenemberg, nel 1833[122], diceste che, essendo ogni nobile anima +cacciata in esilio dai Governi, o perseguitata, andavate superbo di +appartenere alla tribù dei proscritti. Voi avete organizzato dappoi una +universale, incessante persecuzione contr'essi. + +Nel 1836, allorchè, dopo l'attentato di Strasburgo, Luigi Filippo vi +bandì nell'America, vi dichiaraste conscio di esser _reo_ verso lui, +_profondamente commosso_ dalla sua _generosa clemenza_, e vincolato a +non più cospirargli contro[123]. Due anni dopo cospiravate dalla +Svizzera. Quattro anni dopo approdaste a Boulogne. + +Nel 1848, vi affrettaste a Parigi, «per seguire la bandiera della +Repubblica, e darle prova di devozione»[124]. + +In quello stesso anno scriveste[125]: + +«In presenza della sovranità nazionale non posso nè voglio reclamare +cosa alcuna oltre i diritti di cittadino francese». + +Scriveste, come candidato alla presidenza in novembre[126]: «Non deve +esistere ambiguità fra me e voi. Io non sono uomo ambizioso che sogni +impero... Educato in libere terre e ammaestrato dalla sventura, rimarrò +sempre fedele ai doveri che la volontà dell'Assemblea e i vostri voti +m'impongono. Ove io fossi eletto presidente, m'impegnerei sull'onore a +cedere, dopo quattro anni, a chi mi succedesse, un potere fatto più +forte e la libertà intatta». + +Scriveste come presidente in dicembre[127]: «Il giuramento da me +prestato prescrive la mia futura condotta..... Riguarderò nemici del +paese tutti coloro che tentassero di mutare con mezzi illegali ciò che +l'intera Francia ha decretato». Prima che queste parole fossero +proferite, Cavaignac aveva divisato una spedizione a Roma, solo a +tutelare la sicurezza personale del Papa. Voi biasimaste la proposta. +«Non potrei--diceste--dare mai il mio voto ad una dimostrazione +militare, nociva agli stessi interessi che è intesa a proteggere»[128]. +Quattro mesi dopo le vostre truppe sbarcavano a Civitavecchia. + +Dichiaraste nel 1849[129], in un proclama dettato al generale Oudinot, +che «non era vostro intento di esercitare su Roma una influenza +opprimente, nè d'imporle un governo contrario al volere del popolo». Tre +mesi appresso, Roma, il suo governo, la volontà del popolo, erano +inesorabilmente schiacciati. Indi a non molto, in agosto[130], +prometteste ottenerle «generale amnistia, amministrazione secolare, +leggi civili e liberale governo». Le vostre truppe sono ancora in Roma, +e nulla fu ottenuto, nè chiesto. + +Nel 1849 concludeste il vostro primo messaggio[131], dicendo: «Saprò +meritare la fiducia della Nazione, conservando la costituzione che ho +giurata». + +Nel 1850[132], proferiste solennemente questo parole: «Se nella +costituzione sono difetti e pericoli, è in potere di voi tutti il torli +via. Io solo, vincolato dal mio giuramento, mi sento in dovere di +tenermi strettamente nei limiti della medesima». + +Nel 1851, pochi giorni prima del _colpo di stato_[133], voi diceste +all'esercito: «Non dimanderò altro da voi che i miei diritti +riconosciuti dalla costituzione». + +E il 2 dicembre stesso, pendente ancora il risultato finale del disegno +di usurpazione, proclamaste che: «Era vostro dovere il proteggere la +repubblica»[134]. + +Indi sopravvennero la improvvisa violazione di ogni promessa giurata, +l'ambiziosa volontà di un solo sostituita alla volontà legalmente +espressa della nazione, il feroce appello alla forza brutale, gli ordini +inesorabili a Saint-Arnaud; l'Assemblea parte dispersa, parte +imprigionata, i generali arrestati; la _Francia cosacca_ avventata +contro la _Francia repubblicana_; Parigi data in preda ad una soldatesca +compra, briaca, incitata, feroce; il fuoco di linea nei Boulevards +contro una popolazione inerme, inoffensiva, il macello regolarmente +praticato a mettere terrore negli animi dei futuri elettori; donne e +fanciulli massacrati nelle loro case, fucilati i prigionieri, 2652 +vittime[135]: 88 rappresentanti del popolo proscritti, 100 000 uomini +posti in prigione, deportati, confinati, senza pur mostra di giudizio: +infine il trionfo, e il simulacro della elezione. + +E sopra un tale sistema di menzogne, sopra edificio sì fatto di fango e +di sangue, speraste inalzare una dinastia! Credeste che la idolatria +transitoria, prestata al successo da tutti i poteri che or sono, potesse +prevalere contro il marchio di Caino, che Dio e la eterna giustizia vi +stampavano in fronte! + +V'ha tal cosa, o signore, che sta sopra al successo: Dio;--tale che è +più forte del fatto: il Diritto;--tale che è più alto e più durevole +d'ogni idolatria: il Tempo. Potreste voi balzar di trono Iddio? +Cancellare il diritto? Abolire il tempo? Perchè, sin che splenda lume di +verità dall'alto alle menti, e la idea del diritto alberghi nel cuore +dell'uomo e tempo sia dato agli eventi, nè vero o falso imperatore, nè +zio privilegiato di genio, nè satanicamente astuto nipote, possono nel +secolo XIX sostituire il proprio egoismo allo inoltrarsi provvidenziale +dell'umanità; nè può un individuo, per quanto sostenuto da bajonette e +da preti, farsi innanzi e dire: «io sono la mente irresponsabile, +maggiore d'ogni esame, di 35 000 000 di uomini», senza condannarsi a +cadere, esempio agli oppressori, insegnamento profondo agli oppressi. +Dopo il passo del Rubicone è il vindice pugnale di Bruto: dopo le +Tuileries, Sant'Elena: e, nell'intervallo, una breve, irrequieta, esosa +vicenda di paure e di rimorsi: indi la storia, la coscienza universale +del genere umano, che infama in eterno il tiranno. È legge; legge certa, +ineluttabile. Voi avete trafficato sul vizio e sulla debolezza; fatto +assegnamento sul terrore e sulla codardia: misurato, con l'occhio +penetrante del gran Dissolvitore, la scorza delle corruttele, in che il +materialismo del primo impero, quindici anni di gesuitica opposizione +monarchica, l'egoismo posto sul trono durante il regno di Luigi Filippo, +e i sogni anarchici di un socialismo settario, avvilupparono il core de' +vostri concittadini, e diceste a voi stesso: son miei. Dimenticaste che, +sotto la melmosa superficie, rimaneva non doma, non tocca, la nobile e +solida madre-terra di Francia, la terra che diè vita a Giovanna d'Arco, +e agli uomini giganti della Rivoluzione. Dimenticaste che l'Europa, +anche l'Europa ufficiale, atea, adoratrice del fatto, s'inchinerebbe a +voi sol quanto fosse richiesto dal progressivo pacifico incremento del +fatto medesimo, mentre ora la forza di questo, per minaccie e pericoli, +visibilmente declina. E dimenticaste che tra voi e l'Europa materialista +stanno uomini che voi non potete nè piegare nè frangere, la cui vita è +incarnazione di un principio, che agisce, da Maratona in poi, sulla +razza europea, e i quali riusciranno da ultimo più forti di voi perchè +non ruppero mai i loro giuramenti, e non combattono, come voi fate, per +mire egoiste e malvagie ambizioni. Noi, uomini del diritto e della +libertà, conquistammo l'Inquisizione e il grande Impero. Siatene certo, +o signore, noi vinceremo voi pure. + +Vi avremmo già vinto se stato non fosse per l'Inghilterra. + + +III. + +Voi siete ingrato all'Inghilterra, o signore. Senza l'Inghilterra, senza +l'ajuto che, in un malaugurato momento, il Governo inglese vi porse, non +sareste più da gran tempo. Voi dovete all'Inghilterra quella specie di +adozione fra i poteri costituiti di Europa, che, solo, non avreste mai +conquistata. L'alleanza inglese ha tenuto in freno sin qui l'Italia e la +Francia. A voi piace oggi por ciò in oblìo. Alludete sovente ai vantaggi +procacciati dall'alleanza agli Inglesi, e ne parlate come di evento +concepito e creato da voi. Ambo le asserzioni sono false. E dacchè molti +Inglesi sono proni a lasciarsi ancora ingannare dall'audacia delle +vostre parole, non sarà senza frutto ch'io qui, in nome della verità, +suggelli la mia doppia protesta contr'esse. + +L'alleanza anglo-francese non fu vostro concetto. Esso è concetto della +Francia e dell'Inghilterra: a voi fu forza obbedirvi. Le relazioni +amichevoli sorsero a grado a grado da naturale riazione contro le +lunghe, mortali, storiche lotte, che toccarono il colmo sotto il primo +impero; dal sentimento de' tristi effetti della contesa per ambedue le +nazioni; e dallo spirito che agita provvidenzialmente il core della +Umanità, sospingendola a universal fratellanza. Voi vi giovaste di +relazioni sì fatte pe' vostri ambiziosi disegni, pervertendole per un +tempo. Nel vostro segreto, l'Inghilterra v'è in odio. L'antagonismo alla +sua grandezza è tradizione di famiglia per voi. E il sentimento còrso +della _vendetta_ cova profondo nella gretta anima vostra. E l'aver +vissuto esule, povero, negletto in Inghilterra, lo rese più acerbo. +_Noi_ apprendiamo facilmente ad amare il rifugio della nostra vita +raminga; ma le nature sensuali ed egoiste non sentono nel beneficio che +un peso importuno. Nel 1836, dichiaraste innanzi ai Pari che «_un +principio, una causa, una sconfitta si personificavano in voi: Waterloo, +la sconfitta; voi inteso a vendicarla_». Odio alla perfida Albione, fu +la parola consegnata da voi alle caserme dopo il _colpo di stato_: +l'insolenza recente de' vostri colonnelli non è che l'eco di quella. +Guerra all'Inghilterra era allora, com'oggi, il vostro sogno impotente, +e ne farebbero, all'uopo, testimonianza le carte geografiche, +strategicamente punteggiate, nel vostro _cabinet de travail_. Ma vi +sentiste debole, isolato, biecamente guardato, però cedeste alla +necessità, seguendo le crescenti popolari tendenze, voi non creaste +l'alleanza: la firmaste con _restrizione mentale_. + +L'alleanza anglo-francese, ripeto, è pensiero delle due nazioni: nè +gl'Inglesi, ora troppo sovente ingiusti alla repubblica del 1848, +dovrebbero dimenticarlo. Il moto di febbrajo fu salutato con favore, non +certamente dall'Inghilterra officiale, ma dalla maggioranza del popolo +inglese. Nè mai fu saluto con tanta gioja e gratitudine accolto come il +saluto dell'Inghilterra dai repubblicani del 1848. La tradizione +diplomatica fra le due nazioni non fu un solo istante interrotta. Lord +Normanby--mantenuto officiosamente nella sua rappresentanza durante il +primo periodo--fu accreditato officialmente dall'Inghilterra, appena +l'Assemblea ebbe sanzionato la mutazione di Stato. L'ambasciatore di +Russia, Kisseleff, offerse, sino dai primi giorni, patto di alleanza +collo Tsar contro l'Inghilterra, chiamata da questi la _comune nemica_, +e la giovine Repubblica rifiutò l'offerta. Un noto generale, +Changarnier, ora in esilio, fece indi a poco proposta di scendere a +guisa di pirata in Inghilterra, minacciando distruzione a Londra e ai +depositi della ricchezza inglese. Dichiarava bastargli, ad eseguire il +disegno, un dato numero di soldati, di navi e di battelli a vapore. La +proposta fu sdegnosamente respinta, e il generale rimandato al suo +comando militare, da cui s'era, per quell'insano proposito, +improvvisamente allontanato. Mercè tali disposizioni, una qualsiasi +opportunità, un primo segno di buon volere del Governo inglese avrebbe +senz'altro dato nascimento ad un'alleanza assai più sincera, più morale +e feconda di quella alla quale l'Inghilterra fu indotta da voi. + +Voi vi cacciaste di mezzo fra i due popoli, e su ciò ch'era buono e +sacro innestaste disegni egoisti e ambiziosi. Di una solenne +riconciliazione, che, sotto il vessillo della libertà, sarebbe stata +come benedizione dall'alto sul genere umano, faceste un tristo e sterile +connubio tra la libertà e la tirannide, tra la vita e la morte. +L'Inghilterra non fu per voi che strumento a brame dinastiche: +l'alleanza ponte fra voi e le Potenze diffidenti d'Europa. + +Le vostre prime pratiche furono volte alla Russia. Naturali tendenze, +logica di despota, e non so che ricordi delle conferenze del Kremlino, +vi spronavano a quella parte. La Russia non accolse le offerte. Lo Tsar +sentiva di non poter fare a fidanza colla vostra parola. I vostri +agenti, quasi a legittimarvi con nozze regali, avevano tentato indarno +tutte le corti germaniche, in cerca di una sposa per voi. L'Europa +dinastica v'era chiusa; la leva della rivoluzione vietata; suicidio +l'agitarla contro le Potenze. Però pensaste all'Inghilterra. Vi +occorreva tal cosa, che vi additasse ad un tratto partecipe del +sodalizio de' poteri legittimi; vi occorreva una conferenza diplomatica, +un trattato di pace, al quale apporre, insieme con essi, la vostra +firma. Strada alla pace era la guerra; e voi la provocaste. +L'Inghilterra v'entrò, renitente, al vostro fianco, ma con animo +perfettamente sincero, e mosse il primo passo con fermo proposito di +trarne qualche pratico e permanente effetto. Ma volendo voi evitare il +risvegliarsi delle nazionali insurrezioni, e fare, ad un tempo, le prime +parti nella guerra, sacrificaste per ciò la questione _strategica_ al +vostro intento _politico_. A Riga e a Odessa preferiste la Crimea. Non +era ivi pericolo di un moto polacco: e le vostre forze di terra, in un +assedio lungamente protratto, doveano, per loro naturale superiorità, +risplendere su quelle dei vostri alleati. Oltrechè, concentrata la +guerra ad oppugnare un avamposto lungi dalle parti vitali dell'impero +nemico, v'era lasciata possibilità di negoziazioni amichevoli collo Tsar +pel futuro, ed argomento a dirgli quando che fosse: l'Inghilterra, posta +davvero alla prova, v'avrebbe colpito nel core: io vi salvai. Così, +mercè vostra, e per la condiscendenza colpevole del Governo britannico, +la guerra, traviata dal suo naturale indirizzo, si ridusse ad un +brillante duello _au prémier sang_, senz'altro risultamento, da quello +in fuori che voi avevate prefisso alla giostra. Quando, al chiudersi del +primo periodo, l'Inghilterra cominciò a intendere la necessità di una +lotta seria, e l'importanza europea della contesa, e lo Tsar consentì a +differire la esecuzione lungamente vagheggiata de' suoi disegni in +Oriente, voi vi affrettaste a soddisfarlo a qualunque patto, e senza +salde guarentigie per l'avvenire; e, come avevate trascinata la Gran +Bretagna, contro suo grado, all'esperimento dell'armi, così la forzaste +ad accettare, riluttante invano, l'inganno di una pace precaria. Fu +convocato a Parigi un congresso, il vostro fine raggiunto, la questione +d'Oriente prorogata, non sciolta: e la Polonia giace avvolta tuttavia +nel suo sudario; la Turchia si dissolve fra civili discordie, conscia +della propria impotenza; nè alcuna barriera fu inalzata a rattenere la +Russia da novelle invasioni. Lo Tsar ristaura rapidamente, in silenzio, +le forze militari dell'impero: la guerra balena da lontano: ma il vostro +nome apparve, fra nomi di sovrani da lungo tempo regnanti, appiè di un +Protocollo di Pace; e voi potreste, favorendovi i casi, susurrare allo +Tsar «Io vi salvai!» e combattere l'antica alleata al suo fianco. + +I vantaggi dell'alleanza furono tutti côlti da voi, non uno +dall'Inghilterra. Avete, ricoverando il vostro usurpato dispotico potere +sotto le pieghe della sua libera nazionale bandiera, seminato diffidenza +e rancore contro di lei nel cuore delle oppresse nazioni. Le avete +alienato le simpatie delle razze Slave, Elleniche e Rumene della +Turchia, abbandonate al loro fato. Riusciste a distorre i suoi uomini di +stato da quella ch'esser dovrebbe loro politica nazionale--la libertà +civile, religiosa e politica per tutta Europa. Or non dovreste esser +pago? Non dovreste prudentemente astenervi dal millantar pretese alla +sua gratitudine e alle sue simpatie? + +Sdegno discutere con voi intorno a ciò che esigete dall'Inghilterra +rispetto ai proscritti. Io sono esule e vostro nemico; nè mi abbasso a +ragionare su quanto io riguardo mio diritto e dovere, con un potere +tirannico. Potendo, lo abbatto. Le mie parole potrebbero essere +fraintese come volte a difendermi, ed io rifuggo dal possibile orrore. +Qualunque legge sia fatta a nostro riguardo, m'è eguale; giusta, +l'accetto; ingiusta, mi assumo di violarla, che che ne avvenga. Il +nostro è stato di guerra. Noi nol scegliemmo: ci fu e ci è tuttora +imposto. La tirannide ci ha tolto la patria; non vi è potere che ci +protegga; non sono per noi passaporti, non leggi alle quali appellarci, +nè giustizia sulla terra, se non quando possiamo imporla noi stessi. In +tutto il Continente, solo perchè repubblicani, o sostenitori della +nostra bandiera nazionale, noi siamo dichiarati _sospetti_, e come tali +imprigionati, confinati, privi di ogni possibilità di sicuro stato, +perseguitati, trattati come paria, cacciati come iloti. Accetto per la +mia parte le conseguenze della mia condizione, e non ho, io esule, da +render conto delle mie opinioni ad un uomo, ora imperatore e oppressore, +una volta esule anch'egli. Ma certo, ogni individuo nato in quest'isola +avrebbe diritto di rispondere alle vostre querele e alle vostre pretese +a un dipresso con queste parole: + +«Voi foste, o signore, esule in Inghilterra. Da questa terra cospiraste +senza tregua contro un re costituzionale, a cui avevate sull'onore +promesso di non cospirare mai più; ed operaste da ultimo una discesa +armata sulle coste di Francia. Noi non vi facemmo attenzione. Perchè +muteremmo noi le nostre leggi a sorvegliare e perseguitare uomini che +tentano alla lor volta di rovesciare il vostro usurpato potere? Perchè +dovremmo noi per amor vostro abbandonare le tradizioni antiche di una +libertà individuale che fu benedizione al nostro paese, adottando misure +che implicherebbero, se realmente attuate, un intero sistema di +spionaggio, atti di polizia segreta e interpretazioni arbitrarie? Perchè +abbandoneremmo il nostro chiaro, preciso, onesto metodo di definizioni +legali, per aver ricorso a quelle formole indefinite di eccitazione e di +instigazione, che nel vostro paese promossero i _procès de tendance_, +così sovente vituperati da voi mentre eravate cospiratore non coronato? +Perchè, insomma, dovremmo noi in alcun modo proteggervi? E da che nasce +che abbisognate di protezione? Forse che la nostra Regina vi chiede +soccorso contro insidiatori ed assassinî? Voi eleggeste di porvi al di +sopra e al di fuori della legge: dovrà per ciò l'Inghilterra far leggi +speciali a pro vostro? Voi saliste al potere attraverso cadaveri: sta +forse in noi lo impedire che la memoria vivente delle vittime evochi +vendicatori? Voi spediste e spedite tuttora migliaja di uomini, non +sottoposti a giudizio, a languire e morire nei paduli di Cajenna; +possiam noi cacciar l'odio e gli effetti dell'odio dai petti dei loro +amici e parenti? Eleggeste sopprimere la libertà in ogni sua +forma:--stampa, adunanze, associazioni, parola: avete ermeticamente +chiusa ogni uscita al potente spiro di una nazione che ama +eccezionalmente la vita esterna: possiamo noi fare che la forza +compressa non iscoppii per qualche adito imprevisto, irregolare? Voi, +repubblicano ancora, mandaste un esercito a bombardare, far serva, +uccidere, schiacciare Roma repubblicana: quell'esercito d'ingiusti +invasori è là tuttavia: possiamo noi spegnere la vendetta di Roma? +Dobbiamo noi convertire la nostra libera isola in un uffizio di polizia, +per sicurtà di quanti amano diventare tiranni? pel re di Napoli, pel +Papa, per lo Tsar, per voi o per Soulouque? Non balenan pugnali dove il +voto può esprimere il pensiero dell'uomo; non si avventano bombe a +carrozze di presidenti o di re, in America, nella Svizzera, in +Inghilterra, nel Belgio, in Piemonte. Non ci vengono richieste di leggi +contro le cospirazioni da quei paesi, ma solo da voi. Non è da ciò +manifesto che «v'ha del marcio nello Stato[136]» di Francia? E dobbiamo +noi gratificarvi di privilegi a mantenere la «putredine?» I cospiratori, +voi dite, vivono in Inghilterra: d'Inghilterra giungono quelli che +attentano alla vostra vita. Chi li spinge qua, se non voi? In quale +altra terra sarebbe loro dato di vivere? Da quale altra movere a voi? +Ogni anno, ogni sei mesi, i vostri gendarmi ci apportano, sotto scorta, +quanti sono malcontenti, o tenuti per tali; possiamo noi addossarci +l'incarico di strettamente sorvegliarli in segreto, di circondare +ciascun di loro di gendarmi e di spie? Possiamo noi impedire che taluni, +quali che siano le loro intenzioni, non ritornino in Francia? + +«È forse da imputarsi a noi se Kelch e Deron--pure ammettendo che quanto +asserite nel vostro manifesto sia vero--ritrovan la via di Parigi? +Dovrem noi rispondere di Mazzini se di tanto in tanto gli è a grado di +traversare la vostra Francia, sebben guardata, spiata e organizzata a +guisa di un campo? Voi disponete ora di 3 milioni di franchi--2 di più +che non a' tempi di Luigi Filippo--apertamente destinati allo +spionaggio: noi non spendiamo un obolo per tale ufficio. Or non potete +difendervi da voi stesso, senza vessare, calunniare e minacciare vicini +pacifici, che non ci han nulla che fare?--Voi citate apologie del +tirannicidio, stampate in Inghilterra; e che per ciò? Dovrem noi +escludere dalle nostre scuole l'antica storia di Roma e di Grecia? +Abolire la traduzione del _Guglielmo Tell_ di Schiller, proibire, per +decreto, la ristampa di Milton? La stampa è libera tra noi: in Francia è +schiava; voi imbrigliate ogni manifestazione del pensiero ne' sudditi. +Noi non vi chiediamo però di vietare l'apologia del macello degli +Ugonotti, nè la ristampa del legato di vostro zio a Cantillon. Siatene +certo, o signore, il tirannicidio non è conseguenza di poche pagine di +ragioni teoriche, ma dell'odioso fatto della tirannide. Togliete questo +di mezzo, e sarà rimosso il pericolo contro il quale invano cercate +soccorso da fuori. Voi non potete esigere da noi che, mentre il _fatto_ +esiste, ci assumiamo di prevenire le conseguenze fatali che possono +derivarne.» + +Tale, o signore, è la risposta che l'Inghilterra ha virtualmente data, e +darà sempre, io spero, colla voce del suo popolo, alle vostre +illiberali, ingiuste richieste. Per queste richieste frattanto, e per le +indirette minaccie congiunte con esse, voi scendeste un grado più basso +nella vostra rovinosa carriera. Avete disperso il solo prestigio che vi +circondava tuttora, l'approvazione e l'amicizia di una libera gente. Voi +vi trovate ora, o signore, che che ne dica la diplomazia adulatrice e +bugiarda, _solo in Europa_. + + +IV. + +E l'Europa vi guarda, come Banquo guardava le fatidiche sorelle, +apparecchiata a chiedervi:--«_È vita in voi? o siete cosa ch'uom possa +interrogare_?»[137] + +Ed ogni interrogazione tornerà sinistra alla vostra artificiale, +accattata grandezza; voi sbigottiste le menti degli uomini colla +improvvisa audacia, coll'apparenza del compiuto successo. Cessato lo +sbigottimento, la vostra causa è perduta. Voi non potete sostenere +esame. + +L'Europa cercherà le origini del vostro potere, e troverà la risposta +nella pagina di storia che segue: + + + REPUBBLICA FRANCESE. + + DECRETO. + +L'Assemblea Nazionale, straordinariamente convocata alla _mairie_ del +decimo circondario, + +Visto il sessantesimo ottavo articolo della Costituzione, + +Considerando che l'Assemblea è impedita dalla violenza di adempire i +suoi ufficî, + + DECRETA: + +Luigi Napoleone Bonaparte è destituito dalle funzioni di Presidente +della Repubblica. + +I cittadini sono tenuti a ricusargli obbedienza. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +I giudici dell'Alta Corte di Giustizia sono chiamati immediatamente a +radunarsi e pronunciare giudizio sul Presidente e sui suoi complici. + + Firmato + + DUECENTOVENTI MEMBRI DELL'ASSEMBLEA. + + _Parigi, 2 dicembre 1851._ + + * * * * * + + +ALTA CORTE DI GIUSTIZIA. + +In virtù dell'articolo sessantesimo ottavo della Costituzione, l'Alta +Corte di Giustizia dichiara: + +Luigi Napoleone Bonaparte è chiamato in giudizio come reo d'alto +tradimento, + +L'Alto Giurì Nazionale è chiamato a pronunziare speditamente giudizio. + + Firmato + + HARDOUIN--_Presidente_ + DELAPALME, PATAILLE, MOREAU + CAUCHY--_Giudici._ + + _Parigi, 2 dicembre 1851._ + + * * * * * + +L'Europa chiederà per quali mezzi manteneste il potere usurpato. La +risposta sarà: col terrore e colla corruzione, cancellando ad un tratto +ogni libertà di parola e d'azione, costituendo unica potenza nello Stato +l'esercito, cacciando dal paese, senza giudizio, tutti gli uomini +d'influenza pericolosa per voi, seminando sistematicamente il dissenso +fra la borghesia e la _blouse_, spaventando la prima col fantasma del +_socialismo_, e corrompendo la seconda con egoismo e promesse di +felicità materiale. + +L'Europa vi chiederà conto delle vostre disposizioni e tendenze a suo +riguardo, e la risposta sarà: «Quell'uomo è l'assassino di Roma: ei vi +mantiene, senz'ombra di diritto, un esercito, quasi avamposto ad +incarnare un giorno disegni di ambiziose invasioni; ei cospira +celatamente a pro d'una insurrezione Muratiana in Napoli; s'intromette +senza tregua ad impedire il pacifico progresso della libertà nel +Piemonte, nel Belgio, nella Svizzera; e, impiantando lo Tsarismo nel +centro di Europa, prepara i germi di una immensa e pericolosa reazione +nel cuore dei popoli.» + +L'Europa investigherà la vostra condizione attuale e la risposta sarà: +«finanziariamente ei precipita a rovina; moralmente, agli ultimi +saturnali d'una condannata tirannide; politicamente, all'isolamento +assoluto, e alle pazze disperate imprese di chi è costretto a +distruggere ogni libertà intorno alla Francia, o a cadere.» + +Cadete, or dunque, e la giustizia si adempia! La Francia, che or va +ridestandosi, pronuncierà da qui a non molto il suo decreto, e l'Europa +lo approverà. Questo io vi dico, io, voce di Roma che assassinaste. + +I tempi sovrastano minacciosi: la marea imperiale retrocede +visibilmente. Voi lo sentite. + +Cesare--il quale, credendo che non vi fossero più Romani, avea +cancellato il nome della repubblica,--quando si avvide, al lampo di una +daga, che v'era ancora un Romano, si avvolse nel manto, piegò la testa +davanti ai fati, e morì in silenzio. Per l'onore del nome che portate, +fatevi imitatore di Cesare. + +Piegate il capo davanti «all'invisibile daga» della pubblica opinione, +colla quale la Francia ridesta e l'Europa condannano a rovina il vostro +usurpato potere, e morite, come Orsini moriva, con calma e +rassegnazione. + + _Londra, aprile 1858._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +AL CONTE DI CAVOUR + + +I. + + SIGNORE, + +Io vi sapeva, da lungo, tenero della monarchia piemontese, più assai che +della Patria comune; adoratore materialista del _fatto_, più assai che +d'ogni santo eterno principio; uomo d'ingegno astuto più che potente, +fautore di partiti obliqui, e avverso, per indole di patriziato e +tendenze ingenite, alla libertà; non vi credeva calunniatore. Or voi vi +siete chiarito tale. Avete, nel vostro discorso del 16 aprile, +calunniato deliberatamente e per tristo fine, un intero Partito, devoto, +per confessione vostra, all'indipendenza e all'unità nazionale. A questo +partito, che conta fra' suoi da Jacopo Ruffini a Carlo Pisacane, +centinaja di martiri, davanti alla memoria dei quali voi dovreste +prostrarvi:--a questo Partito che salvò, senza un solo atto +d'oppressione o terrore, l'onore d'Italia in Roma e Venezia, quando la +vostra monarchia sotterrava nel fango in Novara la bandiera tradita poco +prima a Milano; a questo Partito--alla cui _straordinaria vitalità_, +confessata oggi da voi in onta ai vostri che lo dichiarano ad ogni ora +morto e sepolto, il Piemonte deve le libertà di che gode, e voi dovete +le occasioni di farvi patrocinatore ozioso, ingannevole d'Italia nelle +conferenze governative--voi avete avventato, in occasione solenne, e da +luogo ove ogni sillaba di ministro rivendica pubblicità europea, una di +quelle accuse che la credulità umana raccoglie e magnifica, ad argomento +di sospetto perenne e di persecuzione. Avete, su gente contro la quale +vi fanno potente prigioni, proscrizioni, birri, e soldati, e alla quale +i sequestri dei vostri agenti rapiscono ogni libertà di difesa, cercato +di stampare un marchio d'infamia. Avete, da osceni libelli di poliziotti +stranieri, dissotterrata a nostro danno l'accusa della _teoria_ del +pugnale, ignota all'Italia. Avete, sapendo che la menzogna poteva +fruttarvi un aumento di voti, dichiarato alla Camera che la legge +liberticida proposta aveva per intento di proteggere i giorni di +Vittorio Emanuele, minacciati da noi. E questa accusa voi, due volte +mentendo, l'avete gittata contro noi per mero artificio politico, ad +allontanare possibilmente da voi la taccia di sommesso conceditore +all'impero di Francia. Perciò, s'io prima non vi amava, ora vi sprezzo. +Eravate fin ora solamente nemico: or siete bassamente, indecorosamente +nemico. + +Non per voi dunque, che accusate per tattica, ma pei molti creduli che +raccolgono senza esame le accuse, io mi giovo del vostro nome per +indirizzare ed altri, e sarà l'ultima volta, una franca dichiarazione +che ponga fine fra gli onesti--i tristi che vi fanno coda calunnieranno +per sempre--ai sospetti oltraggiosi e agli stolti terrori. Se a voi, +nemico accusatore, fosse sembrato, come a me sembra, obbligo elementare +di moralità e parte d'avversario generoso appurare, attraverso i miei +scritti e le azioni mie, la mia fede l'avreste prima d'ora raccolta +dalla mia condotta in Roma e dalle lettere ch'io indirizzai due anni +addietro a Manin[138]. Ma quanti serbano, avversi o no, desiderio o +pudore d'imparzialità a mio riguardo, devono, non foss'altro, essersi a +quest'ora avveduti che nè la natura, nè la fede, nè l'alterezza +dell'animo mi consentono di mascherar le opinioni. Ho taciuto talora: +non mai mentito: perchè mentirei e per chi? Per quel tanto di vita +_individuale_ che m'avanza dalle sciagure e dagli anni, non temo nè +spero, se non da chi mi ama. E il trionfo della bandiera che io seguo +m'appare, in un tempo incerto, non lungo, infallibile; nè sento quindi +la tentazione d'agevolarlo coll'arti gesuitiche della menzogna. + + +II. + +Credo, nella sfera dei principî, ogni giudizio di morte--se applicato +dalla società o dall'individuo non monta--delitto; se n'avessi potere, +stimerei debito mio abolirne la facoltà. Non ch'io creda, come altri, la +vita sacra e inviolabile: la santità della vita non comincia coi moti +organici o coll'agitarsi d'una esistenza fisiologica che abbiamo comune +cogli animali; bensì coi doveri compiti, coll'intelletto della missione +della vita stessa; e finchè sarà santa la guerra per la libertà della +Patria, o la protezione armata del debole contro il tiranno potente che +lo calpesta, o la difesa a ogni patto del fratello su cui pende il ferro +dell'assassino, l'inviolabilità assoluta della vita è menzogna. Ma noi +tutti, società e individui, abbiamo, dalla missione della madre fino a +quella del legislatore, un primo e sommo dovere: _educare_, sviluppare +per quanto è in noi, tentarlo almeno, i germi di progresso che Dio ha +messo nel core di ogni uomo. E non s'educa spegnendo. Inoltre, +l'infallibilità non è retaggio di giudizî umani; e per uomini, non +ciarlatori di moralità, ma morali, il solo pensiero che un innocente può +essere quando che sia gettato al carnefice col marchio del colpevole in +fronte, dovrebbe bastare a rovesciare per sempre la feroce instituzione +del patibolo. + +Credo dunque l'abolizione della pena di morte dovere assoluto di ogni +popolo libero. E perchè io credo in questo dovere, quando in Roma la +Commissione militare m'affacciò, per ottenerne conferma, una sentenza di +morte contro un milite dichiarato reo di ladroneccio domestico, respinsi +il foglio e salvai la vita a quel misero. A voi, ministri di monarchia, +che attingete ai legislatori dei tempi dispotico-feudali, o a De +Maistre, teoriche crudeli di _espiazione_ o di _vendetta sociale_, +firmare, fra un trionfo parlamentare e la cena, una condanna nel capo, +pare atto normale governativo; a me, repubblicano, pareva ch'io non +avrei mai più riposato sonni tranquilli, se avessi, mentre i mezzi di +difesa sociale abbondavano, rapito per sempre ad una famiglia ogni +speranza di gioja, a un mio simile la possibilità di ravvedersi quaggiù. + +E quello ch'io credo della società, lo credo dell'individuo; tanto più +quanto più mancano all'intelletto solitario d'un uomo gli elementi che +la società possiede abbondanti per accertare i gradi di colpa di chi è +segno al giudizio, e l'efficacia del colpo che vuol vibrarsi. I due +primi, che nel 1848 annunziarono al popolo di Milano che il patto di +dedizione era firmato, che Carlo Alberto, mentre giurava di voler +sotterrar sè e i suoi figli sotto le rovine della città, apprestava +celatamente la fuga, furono spenti da chi li giudicava agenti prezzolati +dell'Austria, ed erano patrioti ed avevano parlato il vero. I traviati +che nel 1849, instigati dall'ambizione delusa di un tristo, uccidevano +in Ancona gli uomini noti per appartenere alla parte dispotica, +credevano salvar la repubblica, e la minavano coll'anarchia, la +deturpavano davanti all'Europa, e schiudevano la via alle infinite +calunnie che oggi trovano, o signore, un'ultima eco sulle vostre labbra. +I miseri che, oppressi, angariati, irritati in mille modi dai satelliti +del papato e dallo straniero, e abbandonati, illusi, delusi perennemente +dai vostri fautori, sfogano l'ira trucidando birri e spie, non alleviano +d'un atomo i proprî mali, non giovano menomamente la causa della +Nazione, alla quale solo un ardito sforzo collettivo può dar salute. E +gli sconsigliati che dissanguavano, nel 1793, sistematicamente la +Francia, ordinando, suprema riazione delle loro stesse paure, il +_terrore_ contro i sospetti, non impedivano, affrettavano la caduta +della Repubblica; non salvavano il paese dalla tirannide gloriosa di +Napoleone, nè dalle due monarchie Borboniche, nè dal volgare dispotismo +dell'oggi; somministravano bensì pretesto, vivo tuttavia contro +l'avvenire repubblicano, alle diffidenze borghesi e alle ripugnanze dei +poveri ingannati coltivatori del suolo francese. Però, io abomino +egualmente--e non lo tacqui mai scrivendo o parlando--il _terrore_ +eretto a sistema, ogni _teoria_ di pugnale, e i giudizî di morte, e +l'idea, fondamento anche oggi a tutte le vostre legislazioni, che a noi, +società o individui non monta, spetti mai un ministero di _vendetta, +d'espiazione o castigo_. Noi non abbiamo che un diritto di _difesa_, e +il _dovere_ di tentare la riforma, il miglioramento, l'educazione del +colpevole. Ogni sistema penale che non mova da questo _principio_ è +reliquia di barbarie più o meno mascherata e fatale. + +E queste credenze ch'io ho predicate sempre ad amici e nemici, e +mantenute in Roma tra i fautori nostri dei partiti estremi e gli uomini +che cospiravano, pur mandandomi dichiarazioni solenni che non +cospiravano, coll'invasore straniero, ed oggi siedono nella vostra +Camera;--queste credenze che movono in me da una fede religiosa ignota a +voi ed ai vostri, sono non solamente mie, ma di quei che promossero con +me la diffusione della GIOVINE ITALIA, e promovono oggi il Partito +d'Azione. Veggo tra i vostri sostenitori e tra quei ch'or gridano, +commossi in visita, contro l'inventata _teoria del pugnale_, uomini che +s'avvolgevano faccendieri, prima del 1848, fra le mene della Carboneria. +E l'uso del pugnale vendicatore era sancito dai giuramenti e da giudizî +solenni nella Carboneria. Ma la GIOVINE ITALIA, che voi tentate infamare +col nome di setta, e che prima osò piantare apertamente, con libri e +giornali, la bandiera dell'unità repubblicana d'Italia in faccia a' suoi +oppressori, bandiva il pugnale, e non condannava lo spergiuro fuorchè +all'abominio dei suoi fratelli. L'Associazione non ebbe condanne mai, se +non d'esclusione. Mutammo nome, non instituti nè fede. A voi non +riuscirebbe trovare una sola delle nostre pubblicazioni, dal 1831 sino +al mese in cui scrivo, contenenti dottrine dissimili da questa mia. +Ond'è che, quando non vi giovi, con credulità d'idiota, accogliere +siccome storia accuse come quella di Rodez[139] smentite da' tribunali, +e le novelle delle quali s'ingemmano tratto tratto le gazzette +cattoliche, voi, deplorando che per noi si torcesse nel 1849 la nostra +dottrina alla santificazione del pugnale, avete detto, sciente, il +falso: siete peggio che stolido, o calunniatore. + +Stolto e calunniatore foste di certo ad un tempo, quando, a carpire un +voto di concessione obbrobriosa, dichiaraste alla facile Camera che si +minacciava per noi la vita di Vittorio Emanuele. Se la vita di Vittorio +Emanuele fosse minacciata davvero, non la proteggerebbero le vostre +leggi. Ad uomini della tempra di PIANORI, di MILANO, di ORSINI, poco +importa di giudizî o giudici: uccidono, o muojono. Ma la vita di +Vittorio Emanuele è protetta, prima dallo Statuto, poi dalla nessuna +utilità del reato. Anche mutilata e spesso tradita da voi, la libertà +del Piemonte è tutela che basta ai giorni del re. Dove la verità può +farsi via nella parola; dove, anche a patto di sacrificî, l'esercizio +de' proprî doveri è possibile, il regicidio è delitto ed insania. Ci +credete scellerati ed insani? A che mai gioverebbe, ed a chi, la morte +di Vittorio Emanuele? Egli regna, ma non governa. L'indole indifferente, +non tirannica, può procacciargli biasimo forse da chi ricorda quali +solenni doveri ei potrebbe e non cura compiere; non odio mai. Io lo +credo--malgrado i difetti della sua natura--migliore dei suoi Ministri. +Per chi lo uccidesse, avremmo noi tutti il ribrezzo che s'ha per +l'assassino. + +Le nostre teoriche, bensì, le credenze che propugniamo, mal s'adattano +alle condizioni anormali nelle quali si producono fatti simili a quei di +Bruto, di Tell, di Pianori e d'Orsini. A che parlar di _doveri_, quando +la Libertà, senza la quale l'idea del _Dovere_ non ha più base, è +cancellata dalla violenza, e tutte le vie a compierli sono chiuse? A che +ripetere oziosamente: _la vita è sacra_, dove la definizione della VITA, +ch'è moto, sviluppo, progresso, è falsata, soppressa? A che contendere +all'individuo il diritto di rivendicare le condizioni prime di ogni +vita, per sè e pe' suoi fratelli, quando tribunali non sono: quando ogni +potenza collettiva è negata; quando è vietata ogni interpretazione +_sociale_ della legge? Ciò che rende illegale, immorale, colpevole +nell'_individuo_ il richiamarsi alle forze proprie per combattere ciò +ch'ei crede ingiustizia, è l'esistenza d'un terzo elemento, d'un terzo +potere, d'un arbitro tra l'ingiusto e lui: dove questo elemento +intermedio non esiste; dove la coscienza di tutti non ha più voce, +direte all'oppresso: _dacchè non esiste tribunale a cui tu possa +richiamarti, soggiaci; l'ingiusto ha vinto_?--La coscienza +dell'individuo che sente il proprio diritto, e trova in sè il coraggio +per tentare di riconquistarlo ad ogni patto, vi risponderà sempre, +d'epoca in epoca: _dacchè la società è impotente a tutelarsi e tutelarmi +contro l'oppressore, i suoi diritti, i diritti dell'umanità conculcata, +vivono in me, e me li assumo_.--O legge, o guerra; e vinca chi può. Dove +ogni vincolo è spezzato tra la legge e gli uomini d'uno Stato, ogni +forza è santa che s'adopera, per qualunque via, a riconnettere gli uni +coll'altra. Dove è rotto l'equilibrio fra la potenza d'un solo e la +potenza di tutti, ogni individuo ha diritto e missione di cancellare, +potendo, la cagione del vizio mortale, e ristabilir l'equilibrio. +Davanti alla sovranità collettiva il cittadino tratta riverente la +propria causa; davanti al tiranno sorge il tirannicida. + +È _fatto_, non teoria: legge di logica inesorabile, non sistema +d'ingegni irrequieti e sovvertitori. E se questa logica delle cose non +balenasse tratto tratto subita, onnipotente attraverso la tenebra che la +tirannide stende fra l'uomo e Dio, la tirannide, come gli ultimi +imperatori di Roma, farebbe sè stessa Dio. Il lampo del ferro +tirannicida rompe quella tenebra e rivela alle attonite, incodardite +migliaja, che il tiranno davanti a cui piegano non è Dio, ma un idolo di +delitto e menzogna. L'uomo che vibra quel ferro è una incarnata, +tremenda negazione della tirannide; ei dice, spegnendo e morendo +all'umanità: «Quel violatore della vita universale pensava d'essere +_superiore_ alla legge; ei non era che _fuor_ della legge. Ei s'illudeva +a credere d'aver sotterrato giustizia e coscienza, perchè alcune +migliaja di pretoriani e molte di vili gli si assiepavano intorno, +difensori e schiavi: egli stimavasi forte perchè s'era ricinto di +patiboli e spie; io ho provato a lui e all'umanità che la punta di un +ferro di libero vale tutto quel corredo di forza, e basta a sperdere i +satelliti e ridestare a vita gli schiavi». + +E perchè questo è il senso segreto del tirannicidio, gli uomini, come +salutano il nembo purificatore d'un'atmosfera corrotta, salutano e +saluteranno il tirannicida--comunque accumuliate, voi, signore, ed i +vostri, sofismi a infamarlo e leggi a punirlo--siccome il rivendicatore +dell'eterno diritto; e ripeteranno pur sempre commossi la vecchia +canzone d'Armodio; e cercheranno tra gli antichi marmi, a spiarle +riverenti, le sembianze di Bruto; e scriveranno, quasi mallevadori della +giustizia del fatto, i loro nomi sui muri della cappella di Guglielmo +Tell; e tramanderanno, rispettando, ai posteri i nomi di MILANO e +d'ORSINI: tra le lettere che formano quei nomi s'affaccia per essi la +tentata vendetta di Napoli e Roma. + +La vita è sacra, voi dite. Ma la vita degli uomini che muojono di +languore nelle isole, convertite in ergastoli pei migliori, delle +spiaggie napoletane; la vita degli uomini che muojono di miasmi +pestilenziali a Cayenne, senza colpa, senza giudizio, senz'altra cagione +che il terrore sospettoso di un despota; la vita delle madri, delle +sorelle che muojono di dolore per quei miseri in Francia e in Italia, +non è sacra essa pure? E la vita d'un popolo--la coscienza dei suoi +diritti, delle sue speranze, del suo avvenire, della missione che gli è +data da compiere--non è sacra per voi? Voi avete per l'assassino del +viandante il carnefice; perchè serbate l'inviolabilità alla vita +dell'assassino d'una nazione? voi spegnereste, con qualunque arme vi +trovaste dinanzi, l'uomo che minacciasse rovina, tentando l'incendio +d'una polveriera, a mezza città; perchè non volete che altri spenga +l'uomo artefice di rovina continua a cento città; persecutore di +milioni, tiranno del corpo e dell'anima d'una gente intera? Sofisti ed +eterni contraddittori di voi medesimi! Voi vi assumete il sacerdozio +della santità della vita ogni qual volta vi sta davanti un reo coronato +e dimenticate che i vostri gendarmi, i vostri doganieri, hanno da voi +l'autorità di far fuoco sul masnadiere, sul contrabbandiere che fugge. + +La vita è sacra! E la guerra? Non la intimate voi, quando l'onore e +l'utile del paese o della monarchia, alla quale servite, vi sembra +richiederlo? Non cacciaste due mila vite di soldati nostri a spegnersi +sui campi della Crimea in battaglie non nostre, sol perchè intravedeste +in quel sacrificio una probabilità d'accrescere in Europa lustro alla +monarchia piemontese? Non insegnano i vostri libri di guerra l'arte +delle sorprese? Non si addestrano i vostri bersaglieri a strisciarsi +rapidi, inosservati, tra le lunghe erbe dei prati, a meglio colpire di +palla il nemico? Non mirano sovente i vostri disegni a trascinare, +ingannandolo, il soldato che combattete, nelle imboscate? Non +v'impadronite delle batterie, piombando notturnamente e con ogni +artificio di silenzio sovr'esse, e trafiggendo con arme corta--la +baionetta--gli artiglieri sui loro cannoni? Non decreterebbe il vostro +Lamarmora una lode al soldato che, spegnendo all'impensata una +sentinella, gli avesse dato adito a impadronirsi di una fortezza nemica? +Noi bandiamo guerra prima, risponderete, assaliamo poi. Che! fra il +tiranno e l'oppresso non è guerra naturale, continua? Guerra bandita fin +da quando il primo Martire di una Patria calpestata, del Diritto +violato, gettò il guanto dell'eterna sfida dal patibolo all'oppressore? +Noi bandimmo guerra all'invasore francese e all'austriaco dalle +barricate del 1848, dalla prima resistenza di Roma nel 1849. Traditi o +sopraffatti dal numero, i soldati della Nazione furono costretti a +ritirarsi. Ma l'occupazione del Lombardo-Veneto e della sacra terra +Romana dura tuttavia; e se v'è tra noi chi trovi in sè tanta energia da +sprezzare numero e certezza di morte, e continuar solo la guerra nel +modo più efficace a conquistare indipendenza e libera vita al paese, +Dio, che vede se il di lui animo è puro d'ogni bassa passione, lo +giudichi: io non mi sento da tanto; io so ch'ei salva, spegnendo il +tiranno, migliaja di vittime dalla prigione, dall'esilio, dal palco; e +so ch'ei rivendica a un popolo intero la vita, ben altramente solenne, +dell'anima, la Libertà, ch'è la vita di Dio. Voi coniate nuove leggi e +decreti e tribunali a proteggere i giorni del potente che opprime; è +parte vostra: ma non atteggiatevi a moralisti severi, ad apostoli d'un +_principio_. Finch'io vedrò le vostre leggi architettarsi a proteggere +la vita di un usurpatore, che rompeva, senza bandirla, guerra al suo +popolo e alle libertà dell'Europa, e invadeva su migliaia di cadaveri il +trono, non mai in benefizio del popolo trucidato:--finch'io vi vedrò +inerti e muti davanti ad ogni delitto coronato di successo, e senza +ardire che basti a dire una sola volta in nova anni all'invasore di +Roma: _in nome del diritto Italiano, ritratti da quella terra che non è +tua_--io vi crederò ipocriti, e nulla più. + +Ho accennato or ora all'_efficacia_ del fatto, e all'assenza di ogni +basso affetto nell'animo di chi lo compie; e son gli estremi senza i +quali, anche per me, il tirannicidio è delitto o follia. È delitto, se +tentato per senso, non dirò di vendetta, ma d'espiazione: delitto, se +tentato dove altre vie sono aperte all'emancipazione: colpa e follia se +tentato contro chi non trascina la tirannide nel sepolcro con sè. +Bonaparte, esule una seconda volta, dovrebbe passeggiare impunemente fra +noi. La libertà, non di voto, ma anche sol di parola, dovrebbe +proteggere da tentativi siffatti, non dirò ogni monarchia +costituzionale, ma ogni temperata tirannide. E dove, per inettezza o +impotenza di popolo, è certo che al tiranno caduto sottentrerebbe un +altro tiranno, a che pro l'ucciderlo? Ma quando, per circostanze +evidenti, l'esistenza della tirannide è concentrata in quella d'un +solo,--quando quel solo è deliberatamente, pazzamente, ferocemente +tiranno,--quando il popolo che, dominato da un fascino di terrore, gli +giace davanti, ha provato aver nondimeno coscienza di libertà; chi, per +puro amore della Patria comune, rompe d'un colpo quel fascino, +risparmiando al paese una lunga vicenda di tentativi e di vittime, e +alla crescente generazione l'educazione corrompitrice del dispotismo, +_combatte_ e non assassina. Voi potete, s'ei non riesce, oltraggiarlo; +ma i posteri gli porranno sul capo la corona del MARTIRE. S'ei riesce, +lo saluterete, voi pure, Liberatore ed Eroe. + + +III. + +Liberatore ed eroe. Non siete voi gli uomini che chiamarono in ogni +tempo gloriose le insurrezioni trionfanti, e magnanimi i popoli che le +compievano, e che perseguitan oggi coi nomi di _demagoghi_ e _settarî_ +gli animosi che tentano rifarle e soccombono? Non diceva il Gioberti, +vostro, _belle, sublimi e portentose_ le parole DIO E IL POPOLO che +splendono sulla nostra bandiera? Non ci salutava egli, quando eravamo +potenti del favore di tutta la gioventù, _precursori della nuova legge e +primi apostoli del rinnovato Evangelo_[140], per poi versare l'insulto +sui nostri nomi, quando la gioventù, traviata da false lusinghe, ci +abbandonava? Non udii io, nel 1848, parecchî tra gli oratori a voi +propizî, ch'oggi dichiarano--perchè credono il principato rifatto +potente--essere la guerra regia unica speranza d'Italia, dichiarare a me +ed agli amici miei--perchè credevano, caduta Milano, condannato ad +impotenza il principato--che, pentiti dell'errore commesso, fidavano +esclusivamente alla guerra del popolo l'emancipazione italiana? Non +cospiravano meco dieci anni addietro, in nome di una fede rigeneratrice, +gli uomini che, nella vostra Camera, citano Machiavelli a provare che la +politica non conosce _principî_, ma solamente calcoli d'utile a tempo, e +che son buone le alleanze coi tristi purchè potenti? Non recitano ogni +giorno i gazzettieri di parte vostra lodi al Bonaparte imperante in +seggio, che abominavano quando non era che pretendente? Non siete voi, +signore, presto a cedere, con vero tradimento al paese, il mezzogiorno +d'Italia a Murat, purchè l'impero v'assicuri compenso d'una zona di +terreno al di là della vostra frontiera? Partito d'_opportunisti_, voi +non avete diritto d'invocar _principî_. Adoratori del _fatto_, voi non +potete assumere veste di sacerdoti di _moralità_. La missione educatrice +d'ogni Governo v'è ignota. La vostra scienza vive sul _fenomeno_, +sull'incidente dell'oggi; non avete _ideale_. Le vostre alleanze non +sono coi liberi, sono coi forti; non posano che su nozioni d'un utile +materiale immediato. Taluni fra' vostri scrittori proponevano, prima del +1848, altri più recenti ripetono, che si dovrebbe sottrarre il +Lombardo-Veneto all'Austria, dandole a compenso le terre Moldo-Valacche, +come se quelle terre non avessero gli stessi diritti che noi abbiamo. +Materialisti col nome di Dio sulle labbra, nemici in core e veneratori a +parole del Papa, tendenti per cupidigia d'ingrandimento a rompere i +trattati del 1815, sui quali v'appoggiate per contendere ai popoli il +diritto d'insorgere, voi siete gli eredi di quella politica europea, che +iniziava in Navarino lo smembramento dell'impero turco, e invadeva +ultimamente, in nome dell'integrità dell'impero stesso, la Grecia, +perchè tentava riconquistarsi provincie sue. Obbedito dunque alle +intimazioni del Bonaparte; ma non vi vantate di obbedire, proponendo +leggi restrittive della libertà, a un _senso morale_ che tutta la vostra +dottrina rifiuta: non accusate noi di disegni tristi ed assurdi ad un +tempo, dei quali in cuor vostro non ci credete capaci. + +La moralità politica non vive oggi se non negli uomini di parte nostra: +in noi che diciamo ciò che pensiamo e pensiamo ciò che diciamo; in noi +che, fondando tutta la nostra scienza politica sopra una fede di dovere +e sulla nozione, come la mente e il core la inspirano, del Diritto e del +Giusto, possiamo rallentare a seconda dei casi l'opera nostra, non +disviarla mai, o mutarle natura; in noi che, credenti nell'unità del +PENSIERO e dell'AZIONE, non accettiamo l'immorale dissenso fra la +_teorica_ e la _pratica_, che campeggia ogni tanto nei discorsi dei +vostri; in noi che non diciamo: la _tirannide è delitto verso gli uomini +e Dio_, per poi stringere alleanze col tiranno, purchè forte d'eserciti +pretoriani; in noi che non mutammo coi tempi, ma cerchiamo, colla parola +e coi fatti, mutare progressivamente i tempi, a seconda dell'_ideale_ +che abbiamo nell'anima; in noi che non siamo nè piemontesi nè lombardi, +nè siculi, nè vincolati ad una dinastia, nè patrocinatori d'interessi o +d'ambizioni locali, ma italiani, e legati ad una fede di unità nazionale +da conquistarsi colle forze vive dell'intero popolo e a pro del popolo +intero; in noi che, vivendo poveramente, non aspirando nè a conforti nè +ad onori, non temendo nè sperando da chicchessia, sprezzando noje, +accuse e persecuzioni, non seguendo che un intento attraverso la vita, +abbiamo diritto di esser creduti, e--che che facciate--siamo creduti. La +_straordinaria vitalità_ del partito--che a voi, signore, piace di +chiamare mazziniano, ed è il partito repubblicano, il partito della +SOVRANITÀ NAZIONALE--è dovuta a questo concetto di moralità che noi, da +ormai trent'anni, rappresentiamo. Voi potete, imposturando terrori che +non sentite, affratellandovi la _destra_ della vostra Camera colla +guerra alla nostra stampa, affratellandovi la tiepida incerta _sinistra_ +con lo spauracchio d'un Ministero deliberatamente retrogrado, carpir +voti di fiducia e concessioni codarde; ma non potete togliere a noi gli +affetti della crescente generazione, a me la coscienza di ottener fede +quando io dico: spegnere una vita--di contadino o di re poco monta--in +virtù di teoriche d'espiazione, di vendetta o gastigo, è delitto: +_spegnere il tiranno, se dalla sua morte dipenda l'emancipazione di un +popolo, la salute dei milioni, è fatto di guerra, e--se l'uccisore è +puro d'altro pensiero e pone la vita in ricambio--virtù. Qualunque +diversa opinione mi si apponga, è calunnia_. + + +IV. + +Ho detto che salutereste liberatore ed eroe l'uomo dal cui pugnale +escisse, come dal dardo di Tell, l'insurrezione trionfante d'un popolo. +E dico che salutereste glorioso fra tutti i popoli quel popolo che, +sprovveduto d'altre armi, trovasse modo d'emanciparsi dall'oppressore +straniero con soli pugnali. I vostri poeti inneggiarono in ogni tempo ai +pugnali che liberarono col VESPRO la Sicilia dagli invasori Francesi. I +vostri scrittori politici, Balbo fra gli altri, proposero venti volte +all'Italia l'esempio della Guerra d'Indipendenza spagnuola; e fu, come +la intimava il grido energico di Palafox, guerra a coltello. Tra voi e +me non corre differenza se non quest'una: ch'io dico: _santa è ogni +guerra contro lo straniero_, e onoro chi la tenta s'anche soccombe; voi +dite: _santa è ogni guerra che vince_, e insultate ai caduti. Voi +gittate l'oltraggio sugli arditi popolani Milanesi del 6 febbrajo: li +avreste detti magnanimi e salvatori del paese, se avessero vinto. Voi di +certo non credeste che un popolo servo dello straniero e capace di +liberarsi non debba farlo, sol perchè l'armi rimaste in sue mani non +raggiungono una data lunghezza; voi credete _morale_ l'uso d'un'arme da +fuoco sparata di dietro da una barricata, o di una granata avventata in +una insurrezione nazionale da un tetto di casa, e gridate _immorale_ +l'uso d'un pugnale brandito sul petto al soldato straniero da chi +avventura nel tentativo la vita. Voi non credete, in guerra, colpa le +sorprese o infamia le mire: voi non offrireste duello al masnadiere che +v'occupasse la casa, ma fareste arme d'ogni cosa a liberarvene +speditamente e col menomo vostro pericolo. A voi riesce mal gradita +l'insurrezione _iniziata_ da popolani. Come piegare davanti al prestigio +monarchico moltitudini che hanno raggiunto coscienza di emanciparsi da +sè? Dietro a tentativi come quello del 6 febbrajo, voi intravedete il +fantasma, che vi turba i sonni, della sovranità popolare; dietro a un +VESPRO, la dittatura indipendente degli uomini che lo diressero: quindi +l'ire. Non millantate moralità. Se i popolani d'Italia vibrassero i loro +coltelli al grido di _Viva il re Sardo!_ e vincessero, voi li +abbraccereste fratelli. E se vincessero anche senza quel grido, voi li +abbraccereste il dì dopo, per cercare d'impossessarvene e sviarne e +tradirne i nobili istinti a benefizio d'un concettuccio ambizioso della +monarchia. + +Ma intorno al pugnale adoprato com'arme di guerra dal popolo, a cacciar +dalla terra, ch'è sua, il ladrone straniero, non occorre ch'io spenda +parole. Se gl'Italiani, determinati una volta a conquistarsi libertà e +patria coll'insurrezione, si ritraessero, per dubbiezze intorno ai palmi +e pollici delle loro armi, sarebbero, più che stolti, ridicoli. Se la +bestemmia d'un popolo tormentato potesse, concentrata miracolosamente a +veleno, spegnere in un subito e senza tempo a difesa quanti violano le +nostre Alpi per avidità di potenza e d'oro, quanti contaminano di sozza +tirannide e di pianti materni e di sangue di onesti le contrade che Dio +ci diede, la bestemmia sarebbe santificata agli uomini e a Dio. + + +V. + +Ben giova ch'io noti come voi, dopo avere raccolto dai cadaveri di +ORSINI e di PIERI argomento a un artificio oratorio contro me e contro +gli uomini del PARTITO D'AZIONE Italiano, abbiate dalle sciagure, alle +quali i vostri volontariamente soggiacquero in Lombardia, tratto +argomento, confondendo uomini e date, a calunniare le intenzioni dei +repubblicani di Francia. Parlo del rifiuto dato alle domande d'ajuto +contro l'Austria, indirizzate dal vostro Governo al Governo francese; +rifiuto dal quale voi e il vostro collega Lamarmora avete desunto che: +_le repubbliche ebbero sempre una politica egoista_, e che voi dovete +allearvi all'impero. + +Ogni membro della vostra Camera, che--pur corrivo ad accettare come +verità di fatto le vostre dichiarazioni--avesse semplicemente serbato +lume di logica, avrebbe potuto sorgere e dirvi: «La repubblica francese +ricusò combattere le vostre battaglie; non volle scendere in campo _per_ +l'indipendenza italiana. Luigi Napoleone scese in campo _contro_ +l'indipendenza italiana; distrusse le libere instituzioni che s'erano +impiantate sulla base del suffragio universale in Roma; i suoi soldati +mantengono tuttora negli Stati Romani il dispotismo papale. Come potete +biasimar la repubblica e lodar l'impero? Tra chi non compie il proprio +dovere e chi viola patentemente il vostro diritto, perchè insultate al +primo e adulate al secondo?» + +Altri avrebbe potuto ridere della vostra scienza storica, e in risposta +al vostro: _mi si citi un sol fatto delle repubbliche di Grecia e di +Roma_--son le sole che ricordate--_per cui si possa dire che esse +portarono civiltà_, chiedervi dove sarebbe la civiltà d'Europa se i +repubblicani greci non avessero vinta la battaglia di Maratona e +respinto l'elemento orientale, negativo d'ogni progresso;--come si +sarebbe costituito un equilibrio qualunque di civiltà fra il mondo +latino e il germanico, senza l'opera livellatrice delle conquiste di +Roma repubblicana:--poi, se il programma delle nostre lotte contro il +dominatore teutonico non sia stato dato in Pontida dai repubblicani +lombardi:--se alle tendenze improntate dalle nostre repubbliche del +medio evo non si debba il senso d'eguaglianza civile che, tra le +oppressioni politiche d'ogni genere, ci colloca anch'oggi, in fatto di +convivenza sociale, innanzi a parecchie nazioni d'Europa;--se non +escissero dalle conquiste dei repubblicani veneti la civiltà delle +spiaggie illiriche e i vincoli che ad esse ci stringono; chi arrestasse +la fatale invasione del Maomettismo se non un figlio della repubblicana +Polonia, Sobieski; a chi, se non ai repubblicani francesi della fine +dell'ultimo secolo sian dovuti i due terzi delle instituzioni di libertà +e d'eguaglianza civile esistenti oggi in Europa. + +Altri finalmente avrebbe potuto levarsi e dirvi: «La vostra +affermazione, signore, è la vostra condanna. Voi potete dimenticare, ma +noi non dimentichiamo, che voi, sostituendo al sacro pensiero nazionale +la gretta ambizione d'una dinastia; alla ITALIA UNA dall'Alpi al mare, +il meschino concettuccio d'una _Italia del Nord_; all'emancipazione +d'una razza intera, la tentata preponderanza di una frazione di quella, +perdeste la nostra causa ed isteriliste i frutti d'un moto che aveva +l'Europa con sè. In nome d'Italia, noi avevamo costretto i nostri +principi a lasciar scendere le loro milizie sul campo delle sorti future +della Nazione: parlando in nome del Piemonte, voi porgeste al Papa, al +re di Napoli, al duca di Toscana l'ottimo fra i pretesti per retrocedere +e ridiventare tiranni. La Francia repubblicana era presta ad appoggiare +colle armi il popolo italiano; ma perchè una repubblica avrebbe dato il +sangue de' suoi per fortificare i dominî territoriali di un re poco +amante di libertà, odiatore di ogni instituzione repubblicana, non +tenero della Francia, e pericoloso ad essa il giorno in cui egli avesse +voluto, ristabiliti gli accordi coll'Austria, movere a' danni +dell'imprudente soccorritrice? Voi _non chiedeste mai_ per l'Italia. E a +chi chiedeva per la monarchia di Piemonte non aveva la repubblica +francese diritto di rispondere queste parole:--ove si tratti di +soccorrere l'Italia, siam presti: possiamo anche combattere a fianco +delle legioni piemontesi: ma rompere guerra per sostener gl'interessi +del re di Sardegna, intrecciare la bandiera della Francia a quella di +casa Savoja, la repubblica non può farlo--?» + +Io vi dico invece: Signore, voi mentite alla storia; e parmi impossibile +che contro le asserzioni vostre e dei vostri nessun deputato si sia +richiamato ai documenti officiali. + +Io non sono tenero, da molti anni in qua, delle cose francesi. So che la +politica estera del Governo repubblicano di Francia nel 1848 non fu, per +difetto d'omogeneità tra i membri che lo componevano, quale i tempi e la +missione del _principio_ repubblicano in Europa chiedevano. Le tendenze +rappresentate da Ledru-Rollin nel primo Governo, poi nella Commissione +esecutiva--tendenze che, per rispetto non foss'altro all'esilio +determinato per Ledru-Rollin da un nobile tentativo a favore di Roma, +voi, signore, non avreste dovuto mai calunniare--non erano secondate +abbastanza da' suoi colleghi. Ma io affermo che la repubblica francese +_voleva_ ajutare coll'armi la emancipazione d'Italia, e affermo che il +Governo Sardo _non volle_. È questione di fatto e non altro per me. Io +credeva allora--e pubblicai la mia opinione sull'_Italia del Popolo_ in +Milano--che l'Italia, a patto di suscitare e porre in azione tutte le +forze vive della nazione; a patto di non fidare la direzione della +guerra a chi per inettezza o mal animo doveva fatalmente tradirla; a +patto di combattere le battaglie d'Italia in Tirolo, sull'Alpi venete, a +Trieste, non intorno alle quattro fortezze: a patto di combattere per +l'unità, non per l'ingrandimento della monarchia sarda, poteva +emanciparsi da sè. Lo credo tutt'ora. Ma voi, signore--e dicendo _voi_ +accenno al sistema che rappresentate, al Governo in nome del quale +gittate l'accusa ai repubblicani di Francia--voi che, per terrore +dell'elemento popolare, rifiutaste gli ajuti che la nazione poteva darvi +all'impresa, voi che tradiste doppiamente il paese rifiutando quei che +la Francia v'offriva, non dovreste oggi tornare sopra un argomento +intorno al quale la menzogna sola può esservi puntello e difesa. + +L'8 maggio, la Francia, per bocca di Lamartine, diceva: _Se nazionalità +conculcate, diritti calpestati, indipendenze legittime ed oppresse +sorgessero, si costituissero con forze proprie, entrassero nella +famiglia democratica dei popoli, e ci chiamassero a difesa dei loro +diritti, ad ajutare la fondazione d'instituzioni conformi alle nostre, +la Francia è pronta. La Francia repubblicana non è solamente la patria, +ma il soldato democratico dell'avvenire_. + +Il 22 maggio, la Commissione esecutiva, parlando della questione +italiana, ripeteva più esplicita: + +_Se i popoli d'Italia fossero troppo deboli--se questa indipendenza, +questo diritto di rinascimento della nazionalità Italiana, che tutte le +pagine della storia attestano, fossero assaliti, la Francia è presta; +appiedi dell'Alpi, armata. Essa dichiara altamente ad amici e nemici, +che al primo segnale varcherà le Alpi e stenderà agli Italiani una mano +liberatrice. Fin dai primi giorni, noi abbiamo fatto comunicare alle +potenze italiane la ferma volontà d'intervenire alla prima chiamata che +ci si facesse; e conformemente a quella dichiarazione, abbiamo riunito +appiè dell'Alpi, dapprima un esercito di 30 mila uomini, poi un altro +che può, nello spazio di pochi giorni, sommare a 60 mila. E v'è +tuttavia. Noi abbiamo aspettato una chiamata dall'Italia, e sappiatelo, +malgrado il nostro rispetto per l'Assemblea Nazionale, se quel grido +avesse traversato l'Alpi, noi non avremmo aspettato, ma avremmo creduto +compiere anzi tratto la vostra volontà, movendo a soccorrere l'Italia._ + +La Commissione esecutiva parlava all'Assemblea Nazionale, e l'Assemblea +Nazionale rispondeva il 24 con un decreto, nel quale ingiungeva alla +Commissione di mantenere, a norma della sua condotta, il voto unanime +dell'Assemblea, l'emancipazione dell'Italia. + +Qual era intanto il vostro linguaggio? + +Io non noterò come il 13 marzo il vostro ambasciatore in Parigi non +avesse ancora col Governo della repubblica relazioni _officiali_. Non +dirò i rimproveri fatti al Governo provvisorio lombardo per un timido +indirizzo alla Francia. Non parlerò delle istruzioni date agli agenti +vostri perchè esagerassero in Parigi le diffidenze italiane, e +spegnessero, calunniando colla stampa, ogni simpatia coi Lombardi. Ma il +6 aprile protestavate formalmente contro l'assembrarsi dall'esercito +alle Alpi.--«Non posso intendere»--scriveva il vostro ambasciatore +Brignole--«quali siano i motivi che hanno potuto spingere a credere la +sicurezza e la gloria della repubblica esigere l'avvicinarsi dei suoi +soldati alla frontiera delle Alpi. Non è quella una frontiera amica?... +Perchè parlare di guerra, d'entrare in campagna?... L'agglomerazione di +un corpo considerevole presso ai dominî del re potrebbe suscitare +inconvenienti gravissimi». Ed il 7 aprile insisteva in nome vostro +l'ambasciatore: «È necessario che la Francia intenda ben questo: se mai +l'esercito della repubblica varcasse l'Alpi senz'essere chiamato... +l'influenza della Francia e delle idee francesi in Italia sarebbe per +lungo tempo perduta. Non si vuole l'appoggio militare della Francia, se +non il giorno in cui una strepitosa disfatta avrà provato che l'Italia +sola è impotente a cacciar l'Austria al di là dell'Alpi... Ove la +Francia intervenga prima dell'ora segnata dallo spavento pubblico, si +griderà da un punto all'altro d'Italia: _la Francia, della quale non +avevamo bisogno, viene unicamente per dare sfogo alle tendenze che +l'animano e che minacciano di trasarginare: essa non viene per conto +nostro, ma per proprio conto. Essa aveva detto, nel suo programma, che +rinunziava ad ogni conquista; e mentiva. Essa intende sostituirsi +all'Austria..._ E si desterà in tutti i cuori un odio implacabile, un +odio italiano...». + +E poco dopo l'ambasciatore diceva: «Io sono espressamente incaricato dal +mio Governo d'esprimervi il suo desiderio che le truppe francesi siano +tenute lontane dalla frontiera». + +Il 22 maggio, il ministro Parete gridava alla Camera Torinese: +«L'esercito Francese non entrerà se non chiamato da noi: e siccome noi +non lo chiameremo, non entrerà». + +E il 30 maggio, l'agente del Governo Provvisorio Lombardo, udendo che un +buon numero di _volontarî_ francesi s'ordinava per movere alla volta +d'Italia e rassegnarsi al comando supremo--che era il vostro--della +vostra guerra, s'affrettava ad interporre proteste: «La formazione di +legioni di volontarî per la guerra lombarda potrebbe cagionare +disturbi.... Il Governo di Lombardia non vede con piacere +l'organizzazione di corpi ausiliarî siffatti»[141]. + +Tale fu, fin verso il finire di luglio, il linguaggio tenuto al Governo +Francese dai vostri. Nè credo che, da quando il trattato di Vestfalia +inaugurò quel congegno di menzogne e d'inezie che nominano diplomazia, +si tenesse mai da un Governo linguaggio più imprudente e più stolto. +Alla Francia, della quale si pronunciava potersi un dì o l'altro +richiedere l'ajuto, il Governo Sardo diceva: «Non vi stimiamo leali: +diffidiamo altamente di voi. Non vogliamo gli ajuti che ci profferite, +oggi che le vostre armi congiunte alle nostre vincerebbero senz'altro la +guerra; ma, se un giorno cadremo, allora, cadendo, vi chiameremo. Non +potremo più allora secondarvi. I danni, i pericoli della guerra saranno +tutti vostri. Nondimeno, dopo avere ricambiato le vostre offerte con +orgoglio e disprezzo, v'invocheremo, giacendo, a fare per noi, senza +vostro pro, ciò che noi non potemmo; e se non vorrete, vi accuseremo di +tradimento al principio, aborrito da noi, che rappresentate.» E +all'Italia, pur predicando: _fate, da voi, temete gli ajuti di Francia_, +il Governo liberatore diceva: «tenete le baionette di Francia in serbo +pel giorno nel quale dovrete invocarle nel terrore e nella vergogna +della disfatta: rifiutatele oggi che potete averle onorevolmente +alleate; le accetterete quando avrete perduto ogni diritto a moderarle e +giovarvene senza pericolo. Sdegnate, irritate col sospetto lo straniero +che vi si offre fratello, e che voi, forti e rispettati, potete contener +nei limiti della fratellanza; ma preparatevi fin d'ora a chiamarlo +supplici, quando nulla gl'impedirà d'esservi padrone; quando, trovandovi +inermi ed impotenti, ei potrà rivendicare, senza ostacolo da parte +vostra, i diritti del benefattore insolente, e sarà tanto più allettato +ad esercitarli quanto più ei ricorderà d'essere stato offeso da ingiusti +sospetti da voi.» Son queste le avvedutezze politiche della monarchia +piemontese. + +Dopo gl'infausti moti del giugno, la Repubblica perdeva intanto, per +terrore d'una anarchia che avrebbe potuto e non seppe padroneggiare, +coscienza di sè; si sviava affidandosi a una dittatura militare, a +tendenze illiberali di resistenza. Il 24, Cavaignac, uomo d'anguste +vedute, per difetto d'ingegno e per abitudini soldatesche, repubblicano +solamente di nome, assumeva il potere. Allora la Francia, che aveva +sinceramente desiderato combattere con noi per lacerare gli aborriti +trattati di Vienna, cominciava a riconcentrarsi nell'egoismo di paese, e +desiderava astenersi da imprese più di _principio_ che non +d'_interesse_. Pur, se voi volevate, cedeva: cedeva, vincolata dalle +solenni profferte anteriori e dall'ingenito orgoglio. Non volevate. Al +vostro Governo pareva meglio fin d'allora perder la guerra con un titolo +monarchico in portafoglio per le contingenze future, che non vincerla +con l'aiuto di soldati repubblicani e a rischio di risuscitare nel +nostro popolo le idee che gli avevano procacciato l'ardire della +vittoria sulle barricate. Quel titolo, quel documento, l'atto della +fusione, era fin dal 13 giugno nelle mani di Carlo Alberto. Che +importava dell'Italia al re e agli uomini della Monarchia? Non l'amavano +come l'amiamo noi; e non avevano genio nè audacia per tentare di +conquistarne il dominio. + +Il giugno e il luglio passarono fra positive sconfitte e bandi di +vittorie ideali, senza che si fiatasse sillaba d'intervento. Il ministro +Pareto parlava, se ben ricordo, sul finire del luglio, di resistere +apertamente ai Francesi, ove si attentassero di varcare le Alpi. Il 31 +bensì, sotto il fremito delle popolazioni, che incominciavano a +indovinare la disfatta e a sentirsi tradite, si mutava linguaggio, e si +annunziava officialmente ai Lombardi che il Ministero piemontese +chiedeva formalmente l'intervento di Francia. Non era vero. S'era, tra +per deludere il popolo e sviarlo dall'ordinarsi a difesa, tra per +contrabilanciare presso il Governo francese l'influenza dei lombardi +Guerrieri, Trivulzi e Mora, accorsi in Parigi a sollecitare ajuti, +spedito da Torino Alberto Ricci; ma non richiedeva, impediva; e ne +abbiamo la prova in un documento indirizzato in quel torno al Cavaignac +da Felice Foresti, Tommaso Gar, Aleardi, colonnello Frapolli, Giulio +Carcano, segretario del Governo provvisorio, ed altri. Anche su quegli +estremi, e benchè a malincuore, Cavaignac si dichiarava pronto a operare +purchè le domande lombarde venissero appoggiate dal Governo piemontese, +sulle cui terre bisognava por piede. Ma il 2 agosto, quando gli +Austriaci erano a qualche lega da Milano, il vostro ambasciatore era +muto: muto il 3, il 4, il 5 e il 6. Non fu che sul mattino del 7 agosto, +_due giorni dopo la dedizione di Milano_, quando non un solo milite +piemontese rimaneva sul territorio lombardo, che il Brignole richiese +intervento. Era derisione o stoltezza? E fu stoltezza o impudenza di chi +sa che la maggioranza della Camera accetta ciecamente ogni affermazione +ministeriale, quella che v'indusse a muovere accuse ai repubblicani +francesi? Le date v'uccidono, e lo sapevate. Che importa il dispaccio +spedito il 23 luglio dal marchese Brignole, sul quale la vostra stampa +ha menato tanto romore? Opporrete, voi ministro, ai documenti ufficiali +il ragguaglio essenzialmente incerto d'una discussione _segreta_ del +Comitato degli affari esteri? E se anche il ragguaglio fosse esattamente +conforme al vero, come poteva darvi diritto di assalire, per compiacere +all'Impero, quei che, nel vostro discorso del 16, voi chiamate _gli +amici i più spinti della rivoluzione, i Ledru-Rollin e i Bastide_? Il +nome di Ledru-Rollin non è nel dispaccio, e Bastide dichiara, a detta +dell'ambasciatore, non curarsi della Savoja o di Nizza; la Francia +dovere, lietamente o no, concedere ajuto, se chiesto. Ben risplende in +quel dispaccio l'arte solita di voi e dei vostri di attribuire senza +cagione alcuna agli uomini che vi sono avversi i disegni men buoni. +Ricordo Balbo, che, mentre io fondava la più unitaria di tutte le nostre +associazioni politiche, stampava che io voleva ricostituire le +repubblichette del medio evo. Così il vostro Brignole accusa il Bastide, +perchè avverso a un ingrandimento territoriale di casa Savoja, di voler +favorire _la divisione dell'Alta Italia_ in piccoli Stati. Al patrizio +Brignole non si affacciava la semplice idea che un repubblicano potesse +vagheggiare nell'animo _la Italia Una fatta repubblica_. + +Voi rifiutaste gli ajuti della Repubblica Francese, quand'essa li +offriva. Li invocaste, quando, disfatti, impotenti--e lo provò più tardi +Novara--a rifar la guerra, e mutato già, in Francia, l'andamento delle +cose, sapevate che avreste rifiuto: e lo accertaste più sempre, +aggiungendo alla domanda, per _tutelare le istituzioni contro i pericoli +di una propaganda politica_[142], condizioni indecorose, inaccettabili +dalla Francia. Questo è ciò che la storia dirà. E dirà, come, respinti +anche i semplici _volontarî francesi_, disarmati siccome masnadieri i +militi della Legione Antonini appena scesero sul vostro suolo, ricusaste +pure il soccorso offertovi da un colonnello del Canton di Vaud, di 2000 +carabinieri svizzeri. Più assai che non gli Austriaci, il vostro Governo +temeva l'apparire in Italia di soldati repubblicani. + +Le linee dunque del vostro discorso del 16 aprile, nelle quali, senza +citar date, anzi travolgendole,--dacchè il nome di Ledru-Rollin come +membro del Governo indurrebbe a credere che la domanda di cooperazione +fosse anteriore all'agosto,--gittate l'oltraggio ai repubblicani, sono a +un tempo, o signore, una menzogna, una calunnia e un indegno artificio, +che i vostri Deputati, se curassero d'appurare la storia dei tempi, +avrebbero dovuto respingere. Il sangue d'un popolo italiano, tradito nel +1848 dalla monarchia, vi comandava di non tornare su quell'argomento. +Bastavano per arra di servilità al nuovo vostro alleato la Legge +Deforesta, l'oscena caccia data agli esuli italiani sul vostro terreno, +e le persecuzioni alla libera stampa. + + +VI. + +Questa vostra nuova alleanza col Bonaparte, alla quale la vostra stampa +spianava da qualche tempo la via e che voi avete arditamente confessata +negli ultimi vostri discorsi alla Camera e più nei vostri atti, +dovrebbe, parmi, aprir gli occhî agli uomini che in buona fede sognano +tuttavia iniziatrice della emancipazione italiana la monarchia del +Piemonte. E dovrebbe aprirli sul valore del vostro senno politico. Fra i +Governi costituzionali e i dispotici, tra l'Inghilterra e l'Impero, voi +scegliete di stringervi alla tirannide dell'Impero, e vi stringete ad +essa quando appunto essa accenna a rovina. + +Non so se gli uomini ai quali alludo si avvedano che l'alleanza col +Bonaparte vale inevitabilmente da parte vostra: accettazione +dell'assassinio di Roma:--negazione d'ogni unità o unificazione +italiana:--negazione di libertà per qualunque parte d'Italia +rovesciasse, sotto i vostri auspicî, il suo governo:--patto nefando di +promovere la dedizione del sud a un prefetto dell'Impero, Murat, purchè +il Bonaparte cooperi a che i dominî del re vostro s'impinguino dei +Ducati; dico dei Ducati e non d'altro, perchè le segrete millanterie sul +Lombardo-Veneto non sono per voi che artificio di chi chiede il più per +ottenere il meno più agevolmente. Nessuno può ragionevolmente supporre +che il Bonaparte, senza altro sostegno oggimai che i pretoriani e il +clero cattolico, getti disfida mortale a quest'ultimo, assalendo il +papato: nessuno, ch'ei possa mai offendere irreconciliabilmente +l'orgoglio francese, lasciando che un suo prefetto conceda a Napoli +libertà contese alla Francia: nessuno ch'ei, più corrivo di Lamartine, +v'ajuti a fondare nel nord dell'Italia un vasto e potente Regno, +minaccioso il dì dopo pei dominî ch'egli avrebbe impiantato nel sud. Gli +uomini che hanno votato con voi contro la offesa dignità del paese, +contro l'indipendenza dei giurati e della stampa, non per sola paura, ma +per conquistare alla causa italiana gli ajuti del Bonaparte, hanno +tradito, ad un'ora, Italia, logica e senno elementare politico. + +Bonaparte tende a impiantare, scimmiottando Napoleone su scala pigmea, +la dinastia di Murat in Napoli. Odiatore cupo dell'Inghilterra d'antico, +riconcitato ad odio novello dalla civile condotta del popolo che ci +porge asilo, e certo di averlo dichiaratamente avverso ai suoi disegni +sul mezzogiorno d'Italia, ei cerca prepararsi una diversione contro +l'Inghilterra, stringendo un patto segreto con la Russia e suscitando +guerra in Oriente; un'altra contro l'Austria, spingendovi, quand'ei +faccia, a dimostrazioni che ne tengano a freno gli eserciti. Voi, +noncurante d'onore o di patria comune, avete accettato, in qualità di +cooperatore, il disegno, perchè ei vi ha promesso di ajutarvi ad +ampliare di zona più o meno angusta i dominî di casa Savoja. È questo il +segreto della vostra politica d'oggi. Voi lo negherete, come, giovandovi +della dimissione di un vostro collega, negaste la verità di un'altra mia +accusa, proferita, non contro voi individualmente, ma contro il vostro +governo: io lo affermo. Gli uomini che giudicheranno spassionatamente +fra voi e me, sanno che i segreti di Stato possono scoprirsi, non +documentarsi, e studieranno le prove del vero che io affermo nei menomi +atti dello Tsar di Russia, di quello di Francia e di voi. + +Ministro di re costituzionale e promotore, per debito al principio che +rappresentate, d'interessi dinastici, voi cercate le vostre alleanze +esclusivamente fra i despoti. Italiano, e millantatore di concetti +emancipatori, voi tradite deliberatamente l'Italia, ripetendo la parte +di Lodovico il Moro; chiamando la tirannide straniera al di qua +dell'Alpi, e dando assenso a un nuovo dominio e ad una potente +influenza, difficile a sradicarsi, dove un Governo aborrito da tutti e +logorato da lungo tempo nell'opinione sta per cadere. Uomo di Stato e +pensatore politico, voi create al Governo inglese la necessità di +accostarsi all'Austria e condannate all'isolamento il Piemonte, il +giorno, inevitabile e non lontano, in cui sotto il colpo ardito di un +vendicatore, o sotto l'ira oggi visibilmente ridesta della Francia, +l'Impero mal sorto cadrà. Inaugurereste, se mai poteste riuscire, la più +tremenda guerra civile che mai si sia veduta in Italia. Intanto voi +mutilate, per compiacere al despota straniero, le libertà dello Stato: +inacerbite, con la persecuzione sistematica ai suoi giornali, i giusti +rancori di Genova, e stampate sulla fronte all'unico popolo italiano, +che rappresenti in faccia all'Europa il germe del nostro avvenire, la +vergogna di un'alleanza con l'uomo che uccise la libertà della propria +patria, e fece mietere in Roma il fiore dei nostri giovani. Questi sono, +mercè la vostra politica, i risultati di dieci anni di libera vita pel +Piemonte, considerato come provincia e, un tempo, come speranza +d'Italia! + + +VII. + +Dieci anni di libera vita! Dieci anni di libera parola e di opere +libere, coi mezzi, colle forze di un popolo di quasi cinque milioni, +razza lenta forse, ma virile e tenace; con un esercito prode, e +consacrato dalle prime battaglie per l'indipendenza della Nazione; con +un naviglio come il ligure; con la Lombardia e con la Svizzera sulle +frontiere; con l'amore, coi voti, col palpito di tutta Italia per voi; +con una posizione strategica che non concede intervento sul vostro +terreno senza guerra tra l'invasore e le potenze gelose d'equilibrio +europeo--e nulla, nulla fuorchè una politica di repressione al di dentro +e la vergogna d'una alleanza col parricida di Roma al di fuori! Ah, se +voi, ministri di casa Savoja, aveste avuto, non dico scintilla di genio, +ma scintilla d'affetto per questa nostra povera Italia, che non avreste +potuto fare! Basta per questo intendere che voi, rimasti soli salvi tra +le rovine del 1848, eravate chiamati a rappresentare la fede, non di +Carlo Alberto--la fede di Carlo Alberto suona ironia--ma dell'Italia; +che la fede dell'Italia, repubblicana o monarchica poco monta, è fede, +non di miglioramenti progressivi sotto i padroni attuali, ma d'_Unità +Nazionale_, di libertà, di vita propria per migliorare da sè, non a +beneplacito altrui: che _Unità_ e _Libertà Nazionale_ non si fondano se +non per insurrezione di popolo, per modo collettivo, operoso degli +elementi interni, col sangue e col sacrificio degli abitatori del suolo; +che legge suprema d'ogni Governo stabilito e di ogni diplomazia, +quantunque propizia, è piegare, più o meno rapidamente, davanti al +grande fatto d'un popolo che si leva potente e volente, impedirgli di +levarsi, finchè può e quanto può; che quindi la vostra politica dovea +fondare le sue speranza unicamente sul popolo d'Italia, e sul levarsi +simultaneo o speditamente successivo dei popoli che hanno comuni con +esso diritti, bisogni, speranze. Bastava intendere che era vostra +missione di rappresentare sopra tutto, nei menomi vostri atti, in ogni +vostra parola, la moralità della Nazione nascente, vergine d'ogni fallo +passato e d'ogni corruttela presente, fidanzata unicamente ai principî +che la devono reggere, tanto che Governi e popoli sentissero che una +nuova vita chiedeva ammissione fra le vite nazionali d'Europa, che un +nuovo elemento di progresso morale chiedeva aggiungersi a quelli che già +fermentano in seno all'Umanità. Allora avreste assunto all'interno +contegno tale, che, senza metterci a pericolo fuorchè di qualche nota +segreta, avrebbe fatto dire a tutta Italia: il Piemonte non è uno Stato +definito, limitato, vivente di vita propria; è l'Italia in germe; è la +vita Italiana, concentrata a tempo a' piedi delle nostre Alpi: avreste +mantenuto una politica d'isolamento guardingo, altero, come di chi +presente il futuro e si tiene in serbo per esso, nè accetta contaminarlo +di concessioni ad un presente che sa condannato. Avreste detto a quanti +esuli ha l'Italia: qui è terra vostra; qui godrete, purchè v'informiate +alle leggi, d'ogni diritto di cittadino. Avreste, come si protestava +ogni anno nella Francia costituzionale in favore della Polonia, +interposto ogni anno protesta pacifica ma solenne contro l'occupazione +straniera di Roma. Avreste studiosamente evitato ogni contatto con +l'Austria, evitato ogni guerra, ogni lega, ogni protocollo, che dovesse +trascinar seco la necessità di porre il nome vostro accanto a quello +dell'oppressore del Lombardo-Veneto. Le vostre alleanze sarebbero state +coi popoli liberi, con la Svizzera, col Belgio, coll'America, +coll'Inghilterra. L'opera segreta dei vostri agenti avrebbe tentato ogni +modo per gettare semi di fratellanza futura, e cooperazione pel momento +decisivo, cogli Ungheresi, cogli Slavi del Sud, coi Rumeni, coi Greci, +con quanti popoli lavorano a svincolare la propria indipendenza +nazionale dallo strato sovrapposto d'oppressione straniera. Non avreste +accettato di proteggere coll'armi l'integrità impossibile e ingiusta +d'un Impero che è l'Austria d'Oriente. Non avreste temperato il vostro +linguaggio nelle conferenze, quasi a insegnare ai Governi come possa +evitarsi la rivoluzione d'Italia, ma vi sareste limitato ad alzare la +voce, in suo nome, narrandone i guaî e accennando alla futura Nazione +come al solo inevitabile rimedio. Avreste in somma afferrato ogni +opportunità, non per mendicare miglioramenti che sapete di non ottenere, +ma per farvi rappresentante del DIRITTO ITALIANO; per fare intendere a +tutti, amici e nemici, che voi potete obbedire alle circostanze, posar +sulle armi e durar pacifici per entro alle vostre frontiere, ma che +quelle armi sono italiane, e da consecrarsi, appena sorga un momento +propizio, all'Italia. E pel resto, avreste dovuto lasciare far noi; noi +che, certi una volta delle vostre intenzioni, avremmo studiato le vie +per non porvi a rischio prima del tempo; noi che vi abbiamo più volte +offerto, non di rinnegare la nostra fede repubblicana--questo non +potevate nè dovevate pretendere--ma d'affratellarci con voi sotto +bandiera comune, quella della _sovranità nazionale_. E a voi, s'anche +amavate più la casa di Savoja che non l'Italia, quella profferta dovea +sorridere. Voi non potete, senza stoltezza, credere in una serie di +principi: noi ci accostiamo rapidamente a tempi, nei quali ogni +monarchia sparirà. I vostri affetti devono concentrarsi sul regnante +d'oggi. Or la potenza che vi danno le forze che portate sul campo, e +l'abitudine inveterata nei popoli di essere e mostrarsi grati anche a +scapito della propria salute, v'assicuravano che, serbando a quel re il +vanto di aver contribuito con le armi a liberare il paese, voi gli +serbavate, se non la corona, la presidenza almeno d'Italia. + +Diseredato egualmente di genio e d'amore, voi sceglieste altra via; via +funesta egualmente alla nazione e alla dinastia, e indecorosa per voi. +Maneggiarvi astuto fra la rivoluzione e i Governi, tanto da reprimere o +indugiare la prima, pur parendo promoverla, e accarezzare i secondi +finchè durano, pur preparandovi a giovarvi della loro caduta: recitare +agli uni la parte di futuro liberatore dalla tirannide, agli altri +quella di salvatore dall'anarchia e dalla temuta insurrezione popolare: +tenervi amica la Diplomazia, tanto da potere un giorno, ove mai sorgesse +il momento di mutare governativamente l'assetto europeo, affacciarle la +pergamena della fusione, e tenervi amici creduli i popoli, tanto da +poter dir loro quando il gemito dei patimenti si tramuterà in fremito di +battaglia--io era dei vostri: cospirare con animo di non far mai, e +affliggere di persecuzioni e calunnie qualunque cospiri per fare: +impedire le aspirazioni del partito nazionale in Piemonte e confortarle +al di fuori: tentare di mantenervi accetto ad un tempo ai tristissimi +Governi attuali e ai popoli: è parte, non d'uomo di Stato che intravede +l'avvenire e dirige verso quello la vita del paese che regge, ma di +politico della giornata, che accetta il presente qual ch'ei si sia, e +cerca soltanto apprestarsi a far monopolio dell'avvenire ove, per fatto +altrui, sorga propizio: e parte, non d'un Richelieu--profanerei, +citandoli, i nomi di Washington e Bolivar--ma d'un ultimo allievo di +Mazarino. Ed è la vostra. La politica d'altalena, tradizionale nella +casa Savoja, ha trovato in voi l'ottimo degl'interpreti. Ma la dubbia, +tentennante, immorale politica dei vostri principi si librava nel +passato tra Francia ed Austria, tra Governi e Governi; poteva quindi, +giovandosi or dell'uno or dell'altro, carpire ad alleanze o disfatte una +frazione di territorio ad arrotondarne i regî dominî; voi siete +collocato in oggi tra Governi destinati a cadere e un popolo chiamato a +sorgere e farsi Nazione. Il giorno fatale vi troverà senza alleati, e +travolgerà nell'onda popolare la vostra politica e la dinastia. + + +VIII. + +Non so se i vostri s'illudano, ma voi di certo non v'illudete. L'Italia, +checchè avvenga, non può farsi Piemonte. Il centro dell'organismo +nazionale non può trasferirsi all'estremità. Il core d'Italia è in Roma, +non in Torino. Un _monarca_ piemontese non conquisterà Napoli mai: +Napoli si darà alla Nazione, non mai a un principe d'altra provincia +italiana. Il principio regio non può rovesciare il papato, e aggiungere +ai proprî i dominî del papa. Un ministro di re non potrà mai lacerare i +trattati, rompere i vincoli che lo legano all'equilibrio attuale +d'Europa, e invadere il terreno tenuto a conquista dall'Austria. Voi, +uomini della monarchia, non potete iniziare la lotta, non potete fare +l'Italia. Il popolo solo lo può. E chi non vede, o non confessa il vero +che io scrivo, è stolto, o cerca, ingannando i creduli, pretesti alla +propria inerzia. Io dunque non vi accuso perchè non vi cacciate a +imprese impossibili; non v'accuso perchè non liberate coll'armi il +paese. V'accuso perchè, pur sapendo di non potere e di non volere fare +l'Italia, andate millantando che la farete. V'accuso perchè spargete per +ogni dove voci di disegni che non avete in animo di ridurre in atto, +sviando così molti dal seguire partiti più logici e generosi. V'accuso +perchè, congiurando col tiranno di Francia, e cedendo Napoli, per quanto +è in voi, a un dominio straniero, persistete ad ammantarvi della veste +di emancipatore. Vi accuso perchè, fomentando segretamente odî inutili +all'Austria ed al papa, vi giovate dei mezzi che il Piemonte vi dà a +impedire di far noi, che soli vogliamo davvero rovesciare l'una e +l'altro. V'accuso d'aver fatto quanto era in voi per travisare +all'estero il nostro problema e persuadere col vostro linguaggio segreto +e pubblico che si tratta per noi di miglioramenti amministrativi e +d'ordini civili men rei, da introdursi nei diversi Stati d'Italia, +quando la prima, la vitale questione, l'_unum necessarium_ per noi, è +l'essere Nazione UNA dall'ALPI al MARE. V'accuso di combattere noi colle +armi sleali della calunnia, mentre in core siete convinto che noi +possiamo essere ogni cosa fuorchè colpevoli; che adoriamo una santa +idea; che possiamo essere ostinati, non ambiziosi; utopisti, non +ingannatori; rivoluzionarî, non demagoghi o sovvertitori pazzi e feroci. + +E v'accuso sopratutto di due gravissime colpe: d'avere impiantato un +dualismo fatale di Piemonte e d'Italia dov'era, prima del 1848, +concordia assoluta di voti e d'opere; e d'avere corrotto, per quanto è +in voi, l'educazione del nostro giovane popolo, sostituendo una politica +di artificî e menzogne alla severa, franca, leale politica di chi vuole +risorgere. + +Era vostra missione d'_italianizzare_ il Piemonte e prepararlo a +confondersi nella patria comune, della quale esso avrebbe potuto essere +la prima provincia, come il re vostro avrebbe potuto esserne il primo +cittadino. Voi, guardando al Piemonte come a Stato destinato a vivere di +vita propria, lo avete educato a rinegare la madre comune; a considerare +una libertà, figlia del moto nazionale del 1848, siccome conquista +propria, a mutare i diritti di libera azione, che dovevano essergli arma +ad emancipare i venti milioni di fratelli schiavi, in egoismo che +calcola se il tentativo a pro dei fratelli non possa per avventura +fruttargli la perdita d'un godimento. Avete inaugurato la politica +dell'esempio, come se, a chi vive in ricchezza splendida, non incombesse +debito alcuno verso il congiunto che geme nella miseria, fuorchè +l'insegnargli il perchè della sua condizione diversa. Prima di voi, si +cospirava per l'unità d'Italia, in Piemonte, nell'esercito e nelle +classi cittadinesche; una tradizione di martiri per la Nazione, da +GARELLI e LANERI a TOLA e GAVOTTI, da SANTA ROSA a RUFFINI, s'inanellava +colla lunga tradizione sulla quale poggia la FEDE ITALIANA: oggi, si +condannano tra voi alla galera uomini che, come Savi, promovono colla +penna la causa dell'unità, e si caccia raminga da Genova la vedova di +PISACANE, senza che un deputato alla vostra Camera levi una voce di +generosa protesta. + +Era vostra missione promovere l'educazione _morale_ d'un popolo che +s'affaccia, ingenuo, incauto, corrivo, benedetto oltre ogni altro +d'istinti buoni, ma facile a traviarsi, alla vita nuova. E voi gli avete +dato la scienza dei popoli incadaveriti, il machiavellismo dei secoli +nei quali la coscienza è muta, il culto degli interessi, l'adorazione +della forza e del delitto che riesce, l'artificio de' vecchi Stati, +retti a monarchia costituzionale, l'ipocrisia che travolse la Francia +ove or giace. Gli avete insegnato a mentire al proprio fine, ed allearsi +con chi ha il suo disprezzo, a diffidare di quei che lavorano per esso. +Lo avete sedotto a spendere sangue ed oro per mantenere l'integrità d'un +impero nel quale, come nell'impero d'Austria, le popolazioni indigene +s'agitano sotto l'arbitrio d'una minoranza conquistatrice, diversa per +razza, lingua, religione, abitudini. L'avete educato alla tattica dei +partiti scettici, che hanno per bandiera nome di uomini e non principî: +a decidere delle questioni politiche, non dalla nozione del giusto e +dell'ingiusto, ma dall'utile fugace di un giorno; a votare in favore di +leggi che credete triste, per evitare il possibile ritorno di certi +uomini al Ministero. Avete innestato sulla giovinezza di un popolo, che +non può meritare la cittadinanza dell'Europa futura se non con una +_fede_ rappresentata in tutti i suoi atti, la _dottrina_ materialistica +dell'_espediente_, l'egoismo della paura, l'ateismo del calcolo, che +uccide l'entusiasmo, solo operatore di grandi cose. + +E tutto questo a qual pro? + +Che otteneste voi, adulandone le tradizioni, dalla diplomazia? Avete in +dieci anni di _concessioni_, di guerra fatta, per accarezzare i Governi, +a noi, e di silenzio obbrobrioso sulla perenne occupazione di Roma, +conquistato un solo palmo di terra italiana a libere instituzioni? +strappato un solo miglioramento alle condizioni, non dirò politiche, ma +amministrative, degli altri Stati? rotto i ceppi a un solo dei miseri +che gemono nelle cento prigioni d'Italia? fortificato, ordinato, armato, +educato il partito? No. La vostra politica non ha fruttato--lo +confessate voi stesso nel vostro discorso del 16 aprile--_un solo +risultato materiale_:--non ha fruttato--questo possiamo arditamente +aggiungerlo noi--un solo grado di progresso _morale_ alla causa della +nostra Nazione. + +_S'è proclamato_, voi dite, _in faccia all'Europa che le condizioni +d'Italia abbisognano d'energici rimedî_. Signore! Il _proclama_ che voi +attribuite alla politica del marchese d'Azeglio e alla vostra, s'è +scritto e si scrive, da oltre mezzo secolo, col sangue dei mille +martiri, che dai Napoletani del 1799, a PISACANE ed ORSINI, spesero la +vita combattendo, o sul palco; e non uno è vostro: la spesero, i più, in +nome della FEDE REPUBBLICANA, tutti in nome della grande Idea Nazionale. +Voi, spronato, costretto dal loro sagrificio a balbettare qualche +timido, incerto lagno sulle condizioni d'Italia, avete rimpicciolito il +grido potente, che viene dai loro sepolcri, a sommessa e codarda +preghiera; avete, all'immensa aspirazione nazionale, al sacro e +veramente divino DIRITTO d'Italia, ch'essi rappresentarono in vita ed in +morte, sostituito l'immorale, disonorevole massima che anche dai nostri +tiranni noi possiamo, quasi mendicata elemosina, ottener libertà. Se +l'Europa guarda su noi con affetto e speranza, è dovuto, non alla vostra +incerta politica, ma alle cinque giornate lombarde, al giuramento +d'insorgere, dato e attenuto dai Siciliani, alla difesa di Venezia, ai +caduti di Curtatone, alle prodezze di Bologna e d'Ancona, ai fatti di +Roma. Se l'Europa ci crede capaci di libertà vera e non violatrice degli +ordini eterni sociali, è dovuto a ciò che essa vide di noi, per alcuni +mesi, in Roma e Venezia. Se l'Europa conosce i nostri dolori, le nostre +guerre, e i nomi dei santi che consacrarono a vittoria la nostra causa, +è dovuto a noi, al nostro apostolato di venticinque anni, alle continue +nostre pubblicazioni. E s'essa porge attento l'orecchio ad ogni suono +che muova dal vostro Piemonte, è perchè, malgrado vostro, il Piemonte è +Italia: perch'essa crede, illusa, che compirete il debito vostro, e +moverete, un dì o l'altro, alla conquista, non d'una povera zona dei +Ducati o della Toscana, ma dell'Italia. Non v'illudete. Il giorno in cui +l'Europa avrà scoperto, come noi l'abbiamo da un pezzo, il segreto della +vostra politica, essa torcerà il guardo da voi, e non ricorderà i vostri +nomi se non per accusarvi con me d'aver ritardato l'emancipazione +d'Italia, troncando il Partito in due, e sviandolo in direzioni diverse. + +L'unico vitale decisivo progresso compito negli ultimi dieci anni in +Italia, è quello delle classi operaje; è la diffusione della fede +nazionale fra i popolani delle nostre città; è il loro tacito ordinarsi +all'azione. E quel progresso non è vostro: vi cresce ostile. La +tradizione nazionale e gl'istinti repubblicani fremono in seno a +quell'elemento, ch'è arbitro, checchè facciate, dell'avvenire. + + +IX. + +Tra noi e voi, signore, corre un abisso. I nostri sono due programmi +radicalmente diversi. Perchè, come noi facciamo, nol dite? Perchè +persistere a ingannare l'Italia e l'Europa sul vostro intento? + +Noi rappresentiamo l'Italia: voi rappresentate la vecchia, cupida e +paurosa ambizione di Casa Savoja. + +Noi vogliamo anzitutto l'unità Nazionale: voi non cercate se non un +ingrandimento territoriale nel nord dell'Italia ai regî dominî; voi +avversate l'Unità, perchè disperate di conquistarla e di dominarla. + +Noi crediamo nell'iniziativa del popolo d'Italia: voi la temete, e vi +studiate di allontanarla. Voi sperate l'accrescimento sognato, dalla +diplomazia, dal favore dei Governi Europei. Ogni _iniziativa_ v'è dunque +contesa, e voi non potete porgere alla Nazione _opportunità_ per sorgere +e costituirsi. + +Noi vogliamo che il paese, sorto una volta che sia, scelga libero la +forma d'instituzioni che dovrà reggerlo: voi negate la sovranità +nazionale, e fate della monarchia una prepotente condizione d'ogni ajuto +all'impresa. + +Noi cerchiamo i nostri ajuti fra i popoli che hanno con noi comunione +d'intento, di dolori e di lotte: voi li cercate fra i nostri oppressori, +fra i poteri deliberatamente, necessariamente avversi alla nostra Unità. + +Noi consacriamo tempo, mezzi, anima, vita, a persistere in una guerra +che, attraverso una serie inevitabile di sconfitte, educa il nostro +popolo a combattere, radica in Europa l'Idea che l'Italia vuole davvero, +e deve infallibilmente conchiudersi colla vittoria: voi consacrate +tempo, mezzi e politica, ad attraversarci la via, a perseguitarci +dovunque potete scoprirci, a denunciarci alle polizie dei Governi +assoluti, a dissuggellare le nostre lettere, a cercar di sopprimere, +legalmente ed illegalmente, i nostri giornali. + +Noi adoriamo una fede: la FEDE NAZIONALE;--un principio: il PRINCIPIO +popolare repubblicano;--una politica: l'espressione ardita, continua, +colla parola e coi fatti, del DIRITTO italiano: voi piegate il ginocchio +davanti alla forza, ai trattati del 1815, al dispotismo, a ogni cosa che +sia, purchè sorretta da _squadre grosse_. Non avete scorta di moralità +nè di fede. + +Noi vi accusiamo: voi ci calunniate. + +Tra voi e noi, signore, l'Italia giudicherà. Io penso talora che voi +avreste potuto, volendo, fare l'Italia, e che la politica del marchese +d'Azeglio e la vostra non sommeranno che a disfare il Piemonte. + + _Giugno, 1858._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +A VITTORIO EMANUELE + + + SIRE, + +Potete, di mezzo al frastuono di lodi codarde e di adulazioni servili, +che i cupidi faccendieri, gli ambiziosi d'un giorno e i nati ad essere +cortigiani d'ogni potere v'inalzano intorno, discernere e intendere la +parola d'un uomo libero che nè teme nè spera da Voi, nè ambisce fuorchè +di vivere e di morire in pace colla propria coscienza? Siete tale da +porger l'orecchio, fra le premature adesioni d'intere provincie e le +note insidiosamente carezzevoli di tutta una Diplomazia, alla voce +solitaria d'un individuo, che non ha merito se non quello d'amare +d'immenso e disinteressato amore l'Italia, e dirvi:--_da quella voce +può forse venirmi il Vero?_--Allora, uditemi: però che io, parlandovi, +non posso dirvi che il vero, o ciò che l'intelletto ed il core mi fanno +credere vero. Repubblicano di fede, ogni errore di re dovrebbe, s'io non +guardassi che al mio Partito, sorridermi, come elemento di condanna alla +monarchia. Ma perchè io amo, più del Partito, la Patria, e Voi potreste, +volendo, efficacemente ajutarla a sorgere e vincere, io vi scrivo. Vi +scrivo da terra italiana, dove la persecuzione d'un Governuccio, che +ciarla di _libertà_ e manomette ducalmente gli esuli che gl'insegnarono +quella parola, e il traviamento d'un Popolo illuso e il freddo abbandono +d'uomini, or potenti e che mi furono amici, dovrebbero farmi credere +morto ogni senso di libera coscienza e di libero avvenire in Italia. Ma +per entro le viscere di questa terra popolata un tempo di Grandi +d'anima, e dove il guardo erra dal Sasso di Dante ai ricordi delle +patrie difese erette da Michelangiolo, scorre un fremito di vita +potente, che tre secoli di tirannide sacerdotale e straniera non hanno +potuto spegnere, e che aspetta l'ora di rivelarsi: vita concentrata, +energica, collettiva di Popolo che fu libero e repubblicano quando +l'Europa giaceva nelle tenebre del feudalismo; che irruppe tratto tratto +in getti vulcanici da Procida a Masaniello, dal moto genovese del 1746 +alle Cinque Giornate lombarde; e che sommergerà un giorno, nella +pienezza della sua onda, le povere, intisichite vite pigmee ch'oggi +s'attentano di scimmiarla. In nome di questa Vita--vita d'un Popolo che +non è, ma sarà, vita, non d'una o d'altra zona italiana, ma d'ITALIA, +che ha centro in Roma e informa tutte le membra del Paese, da Trento a +Capo Passaro--io oggi vi parlo. Voi non la conoscete, Sire, questa vita: +se la conosceste, non avreste mendicato all'impresa ajuti stranieri. I +cortigiani, che vi ricingono il trono, ve la celano ad arte: sanno che +non potrebbero governarla. Gli ingegni mediocri, che vi furono o sono +ministri, e che studiano il segreto della terza Vita della Nazione nelle +pagine scritte da Machiavelli sul cadavere di lei, non possono +rivelarvela. La Diplomazia, che ha posto assedio intorno all'anima +vostra, la nega, perchè ne trema. Io la conosco, perchè, nato di popolo, +la esplorai nell'amore, nel dolore, nel sacrificio di ogni cosa più +cara, e coll'anima pura d'ogni desiderio che riguardi me stesso. + +Sire, Voi siete forte; forte, sol che Voi vogliate, di quella Vita; +forte di tutta la potenza invincibile ch'è in un Popolo di ventisei +milioni, concorde in un solo volere; forte più di qualunque altro +principe che or vive in Europa, dacchè nessuno ha in oggi tanto affetto +dalla propria Nazione, quanto Voi potreste suscitarne con una sola +parola: UNITÀ:--Voi non avete osato proferirla quella parola: però non +sapete ciò che può essere, ciò che può darvi l'Italia. La forza latente +che quella parola, risolutamente pronunziata, chiamerebbe in azione, v'è +ignota. + +L'Italia cerca Unità. Essa vuole costituirsi Nazione Una e Libera. Dio +decretava questa Unità quando ci chiudeva tra l'Alpi eterne e l'eterno +Mare. La storia scriveva Unità sulle mura di Roma; e il concetto +unitario ne usciva così potente, che, varcando i limiti della Patria, +unificava due volte l'Europa. Il lento lavoro dei secoli ha logorato di +tanto le differenze che invasioni, colonie e conquiste aveano posto tra +le famiglie seminate sulla nostra terra, che più d'ogni altro forse il +nostro Popolo rappresenta quasi universalmente, comechè servo e +smembrato, nelle usanze e nella convivenza sociale, il sentimento della +eguaglianza. L'Unità d'Italia fu l'ideale dei nostri Grandi, da Dante a +Machiavelli, da Machiavelli ad Alfieri. Nel nome della Unità muoiono da +mezzo secolo, col sorriso sul volto, sui patiboli o coll'armi in pugno, +da Messina a Venezia, da Mantova a Sapri, i nostri migliori. Nel nome +dell'Unità noi iniziammo e mantenemmo, privi di mezzi e influenza, e +perseguitati, e cento volte sconfitti, tale una crescente agitazione in +Italia, da far della Questione Italiana una Questione Europea, e +somministrare a Voi, Sire, ed ai vostri il terreno ch'oggi vi frutta +lodi e potenza. L'Unità è voto e palpito di tutta Italia. Una Patria, +una Bandiera Nazionale, un solo Patto, un Seggio fra le Nazioni +d'Europa, Roma a Metropoli: è questo il simbolo d'ogni Italiano. + +Voi parlaste d'Indipendenza. L'Italia si scosse e vi diede 50 000 +volontarî. Ma era la metà del problema. Parlatele di Libertà e di Unità: +essa ve ne darà 500 000. + +Che cos'è l'indipendenza per Napoli, per la Sicilia, per la metà delle +provincie Romane? Oltre a dodici milioni d'Italiani gemono sotto una +tirannide domestica, eguale a quella esercitata sul Veneto dallo +straniero. Il birro e il prete contendono ad essi ogni sviluppo di vita. +Le galere, il bastone, il carnefice, sono sostegno ai Governi. Che +importa ai miseri Perugini, che importa ai tormentati di Napoli e di +Sicilia che la potenza dell'Austria non s'estenda oltre il Mincio? E +Venezia? E Roma? Dov'è, senza Roma, l'Italia? Là stanno, come belva +accasciata su cadavere di generoso, diecimila Francesi, stranieri +anch'essi; e la tirannide papale non vive che di quell'ajuto. Voi +v'alleaste con essi. La vostra Indipendenza non protegge il Santuario +d'Italia. Ah, Sire! Non rimproverate l'Italia per non avervi dato di +più: ammiratela per aver gettato a' vostri piedi, senz'ombra di patto, +50 000 vite di giovani, dietro un programma sì monco, sì meschino e +ingannevole, come quello che Voi le affacciaste. + +E badate. Malgrado le angustie e le contradizioni di quel programma, +tanta era la fiducia in Voi, Sire, tanto l'impeto del lungo dolore e +della lunga speranza, tanto il convincimento che il Piemonte non avrebbe +voluto, una volta sguainata la spada, rimanersi a mezzo la via, che +l'Italia era presta a ben altro. Se non che i vostri non vollero; +tremavan del Popolo; paventavano in esso la coscienza, crescente +coll'azione, de'suoi diritti; in voi temevano che imparaste a +conoscerlo. Sapete Voi, Sire, con quanto artificio, con quanta +insistenza di predicazione codarda, s'ammorzò, per cinque mesi, ogni +passione generosa, ogni fiamma d'entusiasmo, ogni nobile impulso di +sacrificio in questo Popolo che si volea chiamare a rivivere? Come +s'insegnò, da quei che parlavano in nome vostro, unica virtù la +disciplina, l'inerzia, quasi le Nazioni s'educhino a forti fatti +cogl'instituti gesuitici? Come fummo sistematicamente calunniati presso +le moltitudini, noi che insegnavamo ad esse--in nome dell'Unità (Unità +inevitabilmente regia, se il re la facesse)--la virtù della lotta, del +sacrificio e del saper morire, pegno certo di vita? Come si profanò di +scherno, quando non di sospetti feroci, dalle gazzette patrocinanti la +vostra causa, l'ardita impresa degli uomini del febbrajo 1853, la +protesta di Bentivegna, la sepoltura deserta di Pisacane? Sapete come fu +dai vostri ricusata l'iniziativa che il popolo di Milano offriva di +assumersi poco prima della guerra, quando gli Austriaci erano tuttavia +pochi e potevano cogliersi alla sprovveduta? Sapete come alla Sicilia, +ordinata a insorgere e irrequieta per gl'indugî durante la guerra, fu +detto: _no; attendete il cenno_; e il cenno, per arcane ragioni, non +andò mai? L'insurrezione del Sud, fervente la battaglia al Nord, fondava +d'un getto l'unità del moto; fondava, in vostro nome, l'Unità +dell'Italia: e nessuno, tra i maneggiatori che vi s'agitavano intorno, +voleva o s'attentava di voler l'Unità. Intanto questo povero Popolo +s'addottrinava a non credere in sè, a perdere ogni virtù iniziatrice, ad +aspettar salute, non dal proprio furore, ma solamente dai battaglioni +ordinati, dalle artiglierie e dai Generali in capo. E ne vedemmo gli +effetti. Ma se, dall'inerzia di molti e dalle titubanze di tutti, Voi +desumeste, Sire, che questo Popolo non ha in serbo altra vita da quella +infuori che rivelava negli ultimi mesi, mostrereste di non conoscerne la +natura nè la storia, e d'aver dimenticato i fatti d'undici e di dieci +anni addietro. Le manifestazioni della vita d'un popolo stanno in +ragione dell'intento che gli si propone, e dell'audacia dei capi che lo +dirigono. + +Sire, non bisogna dimenticarlo: Voi non v'affratellaste col Popolo +d'Italia, nè lo chiamaste ad affratellarsi con Voi. Sedotto dalla trista +politica d'un ministro, che antepose l'arti di Lodovico il Moro alla +parte di rigeneratore, Voi rifiutaste il braccio del nostro Popolo, e +chiamaste, senza bisogno, in un'ora infausta, alleate ad una impresa +liberatrice l'armi d'un tiranno straniero; senza bisogno, dico, perchè +se voi dicevate ai Lombardo-Veneti d'insorgere subitamente, quando +l'Austria era, in Italia, debole e improvvida, e vi tenevate +apparecchiato a seguire, i Lombardo-Veneti riconquistavano senz'altro la +terra loro fra l'Alpi e il mare, e a Voi non rimaneva, per vincer la +guerra, che correre, sprezzando gli avanzi nemici appiattati nelle +fortezze, sui gioghi del Tirolo e dell'Alto Veneto. In quell'ora, della +quale Voi dovete ancora ammenda all'Italia, Voi perdeste i nove decimi +delle forze che il Paese era presto a darvi: perdeste gli uomini--e son +più molti che i faccendieri non curan di dirvi--i quali, come noi, non +adorano ciecamente l'idolo della forza, e non sagrificano a una menzogna +la loro coscienza; perdeste tutti coloro che, davanti all'immenso +apparato di guerra regolare, dissero a sè stessi: _non hanno bisogno di +noi_; perdeste il Popolo, che sentì la diffidenza e pensò: _il re non ci +vuole_; perdeste la consacrazione del santo entusiasmo, dell'ire sante, +delle sante audacie che creano la vittoria; perdeste l'ajuto onnipotente +della Rivoluzione, senza la quale non si fonda, in Italia, Unità. Però +che, Sire, stringendo la malaugurata alleanza, Voi rapivate alla Causa +d'Italia, l'aureola di virtù che la faceva cara agli uomini e a Dio, per +affratellarla col vizio e coll'egoismo; la facevate scendere +dall'altezza di un _principio_ al fango d'un _interesse_ e delle oblique +ambizioni altrui; mettevate un'opera di libertà sotto la tutela del +dispotismo; toglievate ogni sanzione di moralità all'impresa; stendevate +la mano liberatrice alla contaminazione del tocco d'un uomo la cui mano +gronda del miglior sangue di Roma e Parigi; e quanto a Voi, Sire, invece +d'un alleato, vi davate un padrone. + +No, Sire; non rimproverate di freddezza l'Italia; non diffidate di +questa terra che, schiava e smembrata, ha saputo, colla costanza dei +tentativi e colla pertinacia de' suoi Martiri, farsi centro di tutte le +questioni d'Europa--che, ridesta per brev'ora, fu capace di sperperare +in Lombardia, in cinque giorni, un esercito di 75 000 uomini; capace di +resistere per due mesi, in Roma, con 14 000 uomini raccolti sotto una +bandiera di Popolo, a 30 000 e più Francesi; capace di resistere, con +armi di militi improvvisati, per diciotto mesi in Venezia, ad Austriaci, +fame e colèra; capace di combattere come combattè, colle braccia dei +popolani, a Brescia, a Bologna, a Palermo, a Messina. Voi non l'avete +voluta mai. + + * * * * * + +Sire, volete averla? Averla splendida davvero di entusiasmo, di fede e +d'azione? Averla con forze tali da far sì che ogni Diplomazia s'arresti +impaurita, ogni disegno d'avversi si sperda davanti a essa? + +Osate. + +La prudenza è la virtù dei tempi e delle condizioni normali. L'audacia è +il Genio dei forti, in circostanze difficili. I popoli la seguono perchè +vi scorgono indizio di chi non li tradirà nel pericolo. La fede genera +la fede. Maturi i tempi per una impresa, nella potenza della +_iniziativa_ sta il segreto della vittoria. S'anche oggi seguiamo noi +tutti, ammaliati o tementi, le fortune di Francia e le sue volontà, è +perchè, mezzo secolo addietro, un potente--Danton--ne compendiò +l'iniziativa nella parola _audacia_; e una Assemblea si fece, davanti +all'Europa in armi, incarnazione di quella parola. Da quel giorno ha +data l'inviolabile Unità della Francia. + +Sire! L'Italia vi sa prode in campo, e presto, per l'onore, a far getto +della vostra vita. Sire, il giorno in cui sarete presto, per l'Unità +Nazionale, a far getto della vostra corona, Voi cingerete la Corona +d'Italia. + +L'Italia vi sa prode in campo. Ma, comunque virtù sì fatta sia rara in +un re, l'ultimo tra i vostri volontarî può farne mostra; e la vita è per +lui sacra d'affetti di madre, di sorella, d'amica, che son la corona +dell'anima sua. L'Italia ha bisogno or di sapervi prode nel consiglio; +potente di quella volontà che fa via di ogni ostacolo: forte di quel +coraggio morale che, intraveduto un dovere, un'alta impresa da compiere, +ne fa sua stella, e la segue intrepido, irremovibile sulla via, senza +arretrarsi davanti a lusinga o minaccia. Voi potete, io lo credo, +mostrarvi tale, e per questo vi scrivo: pur, finora, Sire, non vi +_siete_ mostrato tale. + +Sire, Voi accettaste la pace di Villafranca e rifiutaste--però che +l'accettazione sottomessa all'arbitrio di Governi stranieri è +rifiuto--il voto d'alcuni milioni d'Italiani, che, credendo darsi +all'Unità, si davano a Voi. + +Il primo atto cacciava l'Italia a' piedi d'un _uomo_ straniero: il +secondo cancella il Diritto Italiano a pro d'un _principio_ straniero. E +l'_uomo_ e il _principio_ sono ambi incarnazioni del Dispotismo. + +Sire, troppi adulatori fanno a gara per isterilire i germi del bene che +possono essere in Voi, perch'io non vi dica la verità. L'accettazione +della pace di Villafranca sarebbe atto di codardo, se non fosse vostro. + +La lode al padre, Sire, non può giungervi grave, quand'anche racchiuda +un rimprovero per Voi: avete tempo per darle solenne e gloriosa +risposta. Sire, vostro padre non avrebbe apposto il suo nome a quel +Patto. Il padre vostro mancò egli pure, nella sua combattuta ed incerta +vita, d'energia di proposito e di fede nel Popolo d'Italia. Ma quando, +dopo la battaglia di Novara, ei vide ch'altro non gli rimaneva se non +regnare vinto e sommosso, e segnar del suo nome patti umilianti, gettò +sdegnoso la corona da sè e s'incamminò volonteroso sulle vie +dell'esilio. Voi segnaste il patto umiliante, uscendo da tre, da quattro +vittorie. Segnaste un patto che tradiva Venezia, l'Italia, le vostre +promesse e gli uomini che, sulla fede di quelle, s'erano da ogni parte +d'Italia affrettati a combattere intorno a Voi: un patto che v'era +imposto dallo straniero; imposto da chi era sceso come vostro alleato e +si faceva a un tratto insolente padrone; imposto, senza pur chiamarvi a +discuterlo; imposto col tratto villano di chi vi tiene per nullo e +incapace di ribellarvi. E perchè l'Europa potesse fraintendervi avido, +più che d'onore, di preda, accettaste--offesa mortale all'Italia ed a +Voi--che la Lombardia vi fosse trasmessa come feudo di seconda mano dal +Signore straniero. Sire, un privato a' tempi nostri non soffrirebbe +l'oltraggio. Io non so di qual tempra s'informino l'anime dei re; ma so +che s'io fossi Voi non potrei dormire una notte, senza che l'imagine +della povera, santa, eroica, tradita Venezia, mi apparisse, rimprovero +tremendo, fra i sonni; nè potrei scorrere, il giorno, coll'occhio le +file de' miei e vedervi i volontarî di Perugia e di Roma, senza che il +rossore mi salisse su per le guancie. + +Dell'accettazione _condizionale_, data al voto delle provincie del +Centro, non parlo: è tristissima conseguenza del primo fatto. Voi non +siete più vostro. Fatto, a Villafranca, vassallo della Francia +imperiale, v'è forza chiedere, per le vostre risposte all'Italia, +inspirazioni a Parigi. + +Sire, Sire! In nome dell'onore, in nome dell'orgoglio Italiano, rompete +l'esoso patto! Non temete che la Storia dica di Voi:--_ei fece traffico +del credulo entusiasmo degli Italiani per impinguare i proprî dominî?_-- + +Sire! io nol credo. Io vi credo--e lo scrissi anni addietro, quando i +vostri mi condannavano a morte, per aver tentato di promovere con armi +liguri il tentativo d'un prode amico nel Sud--migliore dei vostri +ministri e dei faccendieri politici che vi circondano. Credo che viva in +Voi una scintilla d'amore e d'orgoglio Italiano. Ma s'è vero--se ciò +ch'io sentii, leggendo alcune vostre recenti, semplici, spontanee parole +di risposta a non so quale adulatrice deputazione, non è illusione di +chi desidera--non avete energia che basti per vivere di vita vostra? +Sperdete, perdio, lungi da Voi quel brulichio di pigmei consiglieri di +codardia, come il leone sperde, scotendo i velli, gl'insetti che gli si +affollano intorno. Perchè assumeste, sul cominciar della guerra, la +Dittatura? Per accarezzare le voglie dispotiche dell'Alleato? Per +imporre silenzio, con abbiette persecuzioncelle, ad uomini che, come me, +osano dirvi la verità? I padri nostri assumevano la Dittatura per salvar +la Patria dalla minaccia dello straniero. Abbiatela, purchè siate +Liberatore. Ma cominciate dal liberar Voi medesimo dagli uomini che +tradirono il concetto Italiano nelle mani del carnefice di Roma, e dalla +turba impotente che incatena negli artificî diplomatici il pensiero +dell'anima vostra. + +Sire! La guerra Italiana non è finita; non è se non cominciata. Per Voi, +le vittorie di Lombardia non debbono costituirne che la prima campagna. + +A Voi spetta, per le date promesse, il far che riarda; all'Italia, il +sostenerla e compirla. + +Ma non è col guadagnar tempo che potete ottenere l'intento. I dieci, i +venti, i trenta mila uomini che potrete aggiungere al vostro esercito, +son nulla a petto di ciò che perdete, indugiando. L'Italia si sfibra +nello scetticismo e nello sconforto: l'entusiasmo si spegne: la +Diplomazia diffonde i germi del dissolvimento; le questioni si +_localizzano_: il moto perde il suo carattere nazionale. + +Voi avreste dovuto respingere sdegnosamente il patto di Villafranca: +avreste dovuto dire a Luigi Napoleone: _io non tradisco le mie +promesse_; e dire all'Italia: _l'alleato straniero ci abbandona; io +continuo solo la guerra, e chiedo al Paese la cifra d'uomini, sottratta +da quell'abbandono, all'esercito_. + +Voi nol faceste, ma siete in tempo. Affratellatevi al Popolo: +affratellatevi, senza tremarne, alla Rivoluzione. In essa troverete +forza più che sufficiente all'impresa. I centoventimila uomini di +milizie regolari, che il Piemonte e il Centro vi danno, sono nucleo che +basta a determinare l'insurrezione generale d'Italia; Voi trarrete altri +centoventimila uomini di milizie regolari, e tutto un Popolo in armi, ad +afforzare ed agevolare le operazioni dell'esercito, a fiancheggiarne le +mosse, a creare una perdita al nemico in ogni passo ch'ei mova; a +rapirgli in un subito forza e coraggio. + +Un esercito, e l'Insurrezione di tutto un Popolo: Voi potreste, Sire, +aver questo in brev'ora; ma per averlo, è necessaria una cosa: + +Osare. + +Dite a Luigi Napoleone: «Io diffidai dell'Italia; accettai una pace non +mia. Ma l'Italia non ha diffidato di me; ed io sento gli obblighi che +quella fiducia m'impone. Io ritratto l'accettazione. Farò, libero d'ogni +vincolo, ciò che Dio e la mia Patria m'inspireranno. A Voi non chiedo se +non una cosa: l'astenervi da ogni intervento nelle cose nostre, e +lasciar, come prometteste, l'Italia libera di compiere coll'opera +propria l'impresa che iniziaste con me. E a quel patto, avrete me grato, +l'Italia amica sempre alla Francia.» + +Dite ai Governi d'Europa: «Voi avete cancellato il vecchio Diritto +Europeo, i Trattati del 1815, in Polonia, nel Belgio, in Oriente, per +ogni dove. L'esperienza degli ultimi quarant'anni vi ha dimostrato--e lo +avete confessato più volte--che non v'è pace possibile in Europa, se non +accettando il principio che ogni Popolo assetti da per sè le proprie +faccende interne. Ci apprestiamo a farlo. In nome del Diritto Italiano, +io vi chiedo di lasciarci liberi e soli. Contro l'Austria noi non +chiediamo ajuto fuorchè alle nostre spade: fate soltanto che nessuno +l'ajuti: statevi custodi del campo: e rendete tarda giustizia al Popolo +dal quale vi venne gran parte dell'incivilimento che allieta le vostre +contrade.» + +Dite agli Italiani: «Voi mi salutaste primo soldato della vostra +Indipendenza, ed io non tradirò la missione che m'affidaste. Non v'ha +indipendenza per gli schiavi, nè forza possibile pei divisi: siate +dunque Popolo libero ed uno; chiuda la vittoria la lunga serie dei +vostri Martiri: dal 1848 voi provaste con fatti che i tempi sono maturi +per questo. Sorgete or dunque: sorgete tutti. Rovesciate le barriere +artificiali che vi disgiungono, com'io lacero ogni vecchio patto avverso +alla vostra Unità. Liberatevi da quanti v'opprimono, e accentratevi dove +vedrete, sotto la bandiera tricolore, splendere la spada ch'io snudo. Se +Dio m'ajuta e voi compite il debito vostro, io non la riporrò nella +guaina che in Roma, dove i vostri rappresentanti detteranno il Patto di +amore pei ventisei milioni che popolano la nostra Italia. Ma badate! Io +vi chiedo, oltre quello che io qui raccolgo d'intorno a me, duecentomila +uomini in armi: vi chiedo i mezzi necessarî a mantenerli in azione: vi +chiedo illimitata fiducia; vi chiedo, per vincere, di esser presti, +com'io sono, a morire. Schiavi o Grandi; non v'è via di mezzo per noi.» + +Sire, gl'Italiani _saranno_ grandi il giorno in cui Voi proferirete +parole sì fatte: i Partiti saranno spenti fra noi. Due sole cose avranno +vita e nome in Italia: il Popolo e Voi. + +Sire! di che temete? Dell'Austria? Coll'Italia intera--però che il +linguaggio ch'io vi propongo vi dà Napoli e la Sicilia--schierata sotto +la vostra bandiera? Coll'Ungheria presta a insorgere ed +affratellarsi?--Dell'Inghilterra? L'Inghilterra è con Voi, purchè Voi +non siate con Luigi Napoleone.--Dell'alleato? L'alleato scese, +collegandosi con Voi, in Italia, per tentare di riacquistarsi, +patrocinando una nobil causa, un'aura popolare perduta: ei non può +scendere oggi a combatterla: non può dire alla Francia: _chiesi jeri +l'oro e il sangue de' tuoi figli contro l'Austria a pro dell'Italia: +oggi li chiedo a pro dell'Austria contro l'Italia_.--L'alleato affrettò +la pace perch'ei si sapeva minacciato ne' suoi dominî dall'invasione +Germanica; e quella invasione pende, minaccia perenne, sul di lui capo. +Ei poteva jeri fare, pe' suoi fini, la parte d'_emancipatore_; quella +del _tiranno_ gli è oggimai, al di fuori dei confini Francesi, vietata +dalla Prussia, dalla Germania, dall'Inghilterra e dalle tendenze ch'or +ricominciano in Francia a manifestarsi. + +No; la prima guerra di Luigi Napoleone non sarà contro Voi, Sire; sarà +tra lui, l'Inghilterra e Germania. + +Ma, Sire; a che parlarvi di cose che vi sono, o dovrebbero esservi note +più assai che a me?--Io vi chiamo, in nome d'Italia, ad una grande +impresa: ad una di quelle imprese nelle quali il forte numera gli amici, +non i nemici. Vi chiamo all'alleanza con 26 milioni d'Italiani, padroni, +purchè uniti e guidati, dei proprî destini. Vi chiamo a porvi a capo +d'una Rivoluzione Nazionale, che troverà, s'altri mai s'attentasse +reprimerla, alleati nei Popoli quanti sono ai quali manca una libera +Patria. Vi chiamo a una Iniziativa che può diventare Iniziativa Europea. +Metà dell'Europa, Sire, trasalirà plaudente al sorger d'Italia, come +trasalì, plaudente ed ajutatrice, al sorgere degli Stati Uniti, della +Grecia, d'ogni guerra di Popolo che vuol farsi Nazione, d'ogni grande +fatto provvidenziale: l'altra metà si ritrarrà sospettosa, ma trepida. +La Diplomazia è come i fantasmi di mezzanotte: minacciosa, gigante, agli +occhî di chi paventa, si dissolve in nebbia sottile davanti a chi le +mova risolutamente incontro. Osate, Sire: allontanate da Voi qualunque +tema, o vi suggerisca temenza. Circondatevi di pochi uomini la cui vita +intera parli fermezza di principî, schietto amore d'Italia e potenza di +volontà. Date pegno al Popolo di libertà; lasciate vita alla stampa, +alle Associazioni pubbliche, alla pubblica parola: stampa, associazioni, +convegni pubblici, vi creeranno intorno quel fermento, quell'entusiasmo, +dal quale trarrete quante forze vorrete; la libertà non ha pericoli se +non per chi ha in animo di tradirla. + +Dimenticate per poco il re, per non essere che il primo cittadino, il +primo apostolo armato della Nazione. Siate grande come l'intento che Dio +vi ha posto davanti, sublime come il Dovere, audace come la Fede. +Vogliate e ditelo. Avrete tutti, e noi primi, con Voi. Movete innanzi, +senza guardare a dritta o a manca, in nome dell'eterna Giustizia, in +nome dell'eterno Diritto, alla santa Crociata d'Italia. E vincerete con +essa. + +E allora, Sire, quando di mezzo al plauso d'Europa, all'ebbrezza +riconoscente dei vostri, e lieto della lietezza dei milioni, e beato +della coscienza d'aver compito un'opera degna di Dio, chiederete alla +Nazione quale posto ella assegni a chi pose vita e trono perch'essa +fosse Libera ed Una--sia che vogliate trapassare ad eterna fama tra i +posteri col nome di Preside a vita della Repubblica Italiana, sia che il +pensiero regio dinastico trovi pur luogo nell'anima vostra--Dio e la +Nazione vi benedicano!--Io, repubblicano, e presto a tornare a morire in +esilio per serbare intatta fino al sepolcro la fede della mia +giovinezza, esclamerò nondimeno coi miei fratelli di Patria:--Preside o +Re, Dio benedica a Voi, come alla Nazione per la quale osaste e +vinceste. + + _Firenze, 20 settembre 1859._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + + PREFAZIONE DI GIUSEPPE MAZZINI + + ALL'EDIZIONE DI NAPOLI + + DELLE + + _PAROLE AI GIOVANI_ + + +Io scrissi queste pagine, coll'anima in pianto, poco dopo la pace di +Villafranca. D'allora in poi, la Provvidenza che vuole l'Italia Nazione, +la costanza degli uomini del Partito d'Azione e la santa audacia di +Giuseppe Garibaldi, hanno affrancato le nostre terre meridionali: l'armi +capitanate dalla Monarchia Piemontese hanno vendicato Perugia. Ma +l'Italia non è. Venezia è schiava. Un Governo che trae le sue +inspirazioni dallo straniero ci contende Roma. Una terra Italiana è +oggi, per opera di quel Governo, terra Francese. I materialisti pagani +del XIX secolo, che sostituiscono il culto della _forza_ e del _calcolo_ +all'adorazione dell'eterno Vero e dell'eterna Giustizia, tengono tuttora +il campo, e imbastardiscono su torte vie, dietro tattiche immorali +indegne d'un Popolo che sorge, l'intelletto de' giovani. Vorrebbero che +questa Italia, iniziatrice perenne dell'Unità della Vita--questa Italia +che ebbe Roma antica e il Papato, e la cui tradizione intellettuale si +svolve da Gregorio VII a Dante, da Michelangiolo a Napoleone--si +componesse in sembianza di cortigiana, servilmente adulatrice e +ipocritamente idolatra. E non credo di dovere mutar sillaba di questo +libretto. + +Mi suonano, mentr'io scrivo, all'orecchio le grida di _morte!_ che un +pugno d'uomini, comprati dalla gente che s'intitola _moderata_, o +pazzamente briachi, m'avventa contro. E penso alle calunnie che +perseguitarono l'amico mio Rosalino Pilo, sei mesi prima che ei morisse +per la libertà dalla Patria. Io lo rividi quand'egli esciva di carcere +dove l'avevano tratto gli uomini della monarchia, accusandolo fautore +dell'Austria. Sorrideva allora, come prima d'entrarvi, del sorriso mesto +e amorevole che erra sul labbro ai Martiri del Pensiero. + +Ciò ch'io scrissi è un riflesso di quel sorriso di fede, di dolore e +d'amore. Gli uomini d'oggi non possono intenderlo; ma i giovani di +domani lo intenderanno. + + _Napoli, 12 ottobre 1860._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +AI GIOVANI D'ITALIA + + Predica verbum; insta opportune; + importune; argue, observa, impera. + + PAUL., _ad Tim._ + + +I. + +Voi cercate la Patria. Un istinto che Dio ha infuso nel vostro core, una +voce che vi viene dalle sepolture dei vostri Grandi, un segno che la +potente natura d'Italia ha messo sulla vostra fronte e nel vostro +sguardo, vi dicono che siete fratelli, chiamati ad avere una sola +Bandiera, un solo Patto, un solo Tempio, dall'alto del quale splenda, in +caratteri visibili a tutte le genti, la Missione Italiana, la parte che +Dio commise, pel bene dell'UMANITÀ, alla nostra Nazione. + +E per questo ogni uomo tra voi pronunzia ardito o mormora sommesso quel +santo nome di Patria. Per questo i migliori fra voi muojono da mezzo +secolo, martiri d'una IDEA, sul patibolo, nelle segrete o nella lenta +agonia dell'esilio, col sorriso di chi intravede l'avvenire sul volto, +colla parola ITALIA sul labbro. Per questo le vostre moltitudini fremono +di tempo in tempo d'un fremito che solleva il coperchio della tomba dove +i papi e i re le han poste a giacere, poi ricadono spossate per +ritentare dopo il silenzio d'un tempo. + +La Patria è il sogno, il palpito, il desiderio segreto d'ogni anima che +s'informa a vita sulle nostre terre. Come il bambino che s'agita +cercando fra i sonni il seno materno, come quei fiori che si volgono +nella notte nera verso la zona del Cielo dove apparirà sul mattino il +sole fiammante, voi, nei sonni irrequieti della servitù, nella tenebra +fredda e greve dell'isolamento, andate brancolando in cerca della Madre +comune che ha nome Patria, e interrogate ansiosi l'orizzonte a scoprire +da qual punto accenni sorgere il Sole della vostra Nazione. + + +II. + +Ma perchè cercate e non trovate la Patria? Perchè a voi soli il lungo +martirio non frutta vittoria? E perchè la pietra del sepolcro, dove papi +e re v'han messi a giacere, si leva soltanto di tempo in tempo a metà +per ricadere più pesante sulle vostre teste? Quale strana fatalità +s'aggrava su voi, poveri Israeliti delle Nazioni, perchè Dio vi neghi la +Patria concessa da secoli a popoli che oprarono e patirono meno di voi? + +La vita di Dio freme in seno alla vostra terra più che altrove potente. +Imagini di bellezza e di forza s'avvicendano singolari su questo suolo, +dove il sole accende vulcani e che gli uomini salutano del nome di +Giardino d'Europa. La natura sorride per voi d'un sorriso di donna. I +languenti per morbo vengono dalle brume settentrionali a ribever la vita +nell'aure balsamiche de' vostri prati, sotto l'azzurro profondo de' +vostri cieli. + +L'Alpi eterne vi guardano solenni dall'estremo della vostra contrada +come per dirvi: siate grandi! E appiè di quell'Alpi, i fiori più belli +che all'uomo sia dato vedere vi guardano, dovunque moviate, coi loro +occhi innocenti, come per dirvi: siate buoni! E tra quell'Alpi e quei +fiori errano, quasi murmure d'angeli, melodie che gli uomini chiamano +Musica, e sono un'eco della lingua che si parla in cielo. + +Splendide come le stelle dei vostri sereni furono l'opere del Genio tra +voi: splendide di pensiero e d'azione, che voi soli sapeste congiungere +in bella armonia. + +L'Europa era--dalla vostra sorella, la Grecia, in fuori--semibarbara, +quando le vostre aquile passeggiarono di trionfo in trionfo sovr'essa; e +insegnaste ai popoli conquistati una sapienza di leggi che dura tuttavia +riverita, i conforti della vita civile, e quella tendenza all'Unità che +preparò un mondo a Gesù. + +L'Europa giaceva ravvolta fra le tenebre del servaggio feudale, quando +voi, sorti a seconda vita, affermaste nei vostri Comuni la libertà +repubblicana dell'uomo e del cittadino, e diffondeste alle più lontane +contrade i beneficî della civiltà, delle lettere e del commercio. + +I vostri sacerdoti dell'Arte pellegrinarono di terra in terra, +disseminando per ogni dove forme di bellezza immortale e insegnando come +si svolva dal simbolo l'ideale. + +E quando l'Europa ingrata vi pose in fondo, dividendosi le vostre +spoglie, il genio Italiano, prima di velarsi per un tempo, gettò dalla +sua croce, quasi pegno di ciò che un giorno potrebbe, un Nuovo mondo +all'Europa. + +Genio, forza, natura bella oltre ogni altra e feconda, concento d'aura e +ineffabile sorriso di cieli, Dio tutto vi diede. Perchè non vi diede la +Patria? Perchè, mentre ogni abitatore delle terre che inciviliste, +interrogato del chi ei si sia, risponde alteramente: _sono Francese, +sono Inglese, sono Spagnuolo_, voi non potete rispondere se non come +espressione di desiderio: _sono Italiano_? + + +III. + +Perchè voi mancaste e mancate tuttora di _fede_: di fede in voi stessi, +nel vostro Diritto, e nella vita collettiva e nella missione della +Nazione: Dio visita in voi un'antica colpa dei Padri che finora non +cancellaste. + +I Padri vostri non ebbero _coscienza_ di Patria. La vita fremente in +_ciascuno_ d'essi era tanta, che essi si diedero ad adorarne la potenza +incarnata nell'individuo: dissero _io_, non _noi_. E disertarono +l'altare del Dio di tutti per farsi idolatri, gli uni della loro Città, +gli altri della loro Compagnia, altri dell'Arte che li inspirava, altri +d'altro: dimentichi tutti della Madre comune. + +E perchè ogni vita, comunque potente, incontra, se non si rinnovi al +latte della Madre comune che ha nome Patria, la debolezza tra via, alla +grandezza d'una città sorse contro nimica la grandezza d'un'altra, alla +forza d'una mano di prodi quella d'altra mano di prodi, e all'ardito +concetto dell'artefice l'impotenza dei mezzi a tradurlo in atto, i +vostri padri, invece di stringersi a concordia e cercar l'incremento +della forza di ciascuno nella forza di tutti, pensarono di vincersi gli +uni cogli altri procacciandosi l'ajuto dello straniero. + +E gli uni chiamarono in ajuto d'oltr'alpe i figli della Germania ed +altri i Franchi ed altri gl'Ispani. E taluni, che si dissero Vicarî di +Dio sulla terra e furono veramente, negli ultimi seicento anni, Vicarî +del Genio del Male, fecero scienza di quel peccato, e divisarono modo +per cui due almeno di quei popoli stranieri si trovassero sempre a +fronte l'uno dell'altro sulla nostra terra, tanto che nessuno potesse +mai riunire in uno le membra sparte d'Italia, ed essi potessero +tiranneggiare securi sovra una parte o sull'altra. + +E per oltre a trecento anni, divisi in parti nomate di nomi non nostri, +i fratelli scannarono i fratelli con lancie e spade straniere. Dio torse +allora il suo sguardo da noi e decretò, espiazione al fratricidio, una +servitù d'oltre a trecento anni per tutti. + +Però che quelle genti straniere, stanche di combattersi, si partirono le +terre nostre come i crocefissori le vestimenta di Cristo, e s'assisero +dominatrici le une al mezzogiorno, l'altre al settentrione, ed altre sul +core d'Italia. E i primi che segnarono il patto nefando furono un +Imperatore di quella Casa maledetta in Europa che gli uomini chiamano +d'Austria, e uno di quei Vicarî del Genio del Male dei quali fu detto +poc'anzi. E lo segnarono sul cadavere d'una delle più generose nostre +città, che ultima aveva serbato in Italia la sacra scintilla della +libera vita. + +Ma quella città aveva, duecento ventotto anni innanzi, condannato +all'esilio e alle pene dei malfattori l'uomo il più potente che mai si +fosse in Italia per intelletto ed amore, il quale fu il primo Apostolo +dell'Unità della Patria e padre di quanti esularono più dopo per essa. + +Ora voi durate anch'oggi nella colpa dei padri; e immemori dei trecento +anni di guerra fraterna che inaffiarono il vostro terreno di sangue, +immemori dei trecento anni di muto e codardo servaggio che li seguirono, +immemori degli insegnamenti che vi diedero, da quel primo Potente in +poi, i vostri Grandi di mente e i martiri che patirono per infondervi la +coscienza della vostra forza, aspettate la Patria, in sembianza di +mendicanti, dal beneplacito dello straniero. Però Dio vi contende la +Patria, e vi condanna a trascinarvi di sogno in sogno, di delusione in +delusione, poveri Israeliti delle Nazioni, finchè, rinsaviti, non +sentiate la forza ch'è in voi, e non diciate, colla fronte levata al +cielo e colle destre impalmate sulle sepolture di quei che morirono per +insegnarvi a combattere e vincere: _col nostro sangue, coll'armi nostre, +o Signore: ecco, noi incrocicchiamo, fratelli e pentiti, in nome del +Dovere e del Diritto Italiano, le spade, perchè tu benedica dall'alto le +sante nostre battaglie_. + + +IV. + +Come sasso che, precipitato dall'alto, rotoli a valle, raccoglie +scendendo ogni mota e sozzura che incontra sulla sua via e giunge al +fondo doppio di lurida mole, così la colpa inespiata dei padri, +trasmessa in voi di generazione in generazione, si è ingigantita di +corruttela e s'è fatta delitto mortale. + +Però che i vostri padri non avevano, quando chiamavano gli stranieri, +coscienza di Patria comune: ma li chiamavano a sostenere cupidigie di +dominazioni e disegni torbidi di tirannide sui vicini. Voi millantate +intelletto ed amore di Patria, e chiamate, per codarda sfiducia e +temenza di sacrifici, gli uomini dell'altre terre a edificarvela. + +Essi erano increduli e ignari; voi siete consapevoli profanatori. + +E i vostri padri, quando gli stranieri invocati calpestavano di +soverchio gl'improvvidi invocatori o insolentivano sui loro averi o sui +loro affetti, sentivano a rinsuperbirsi dentro l'orgoglio e le fiere +passioni degl'Italiani, e davano loro ricordi di sangue, pei quali +suonano tuttavia tremendi i nomi di Legnano, di Palermo, di Forlì. Ma +voi sceglieste in questi ultimi tempi, fra i potenti stranieri, a +simbolo delle vostre speranze di Patria, quello appunto dalle cui mani +gronda il sangue dei migliori tra i vostri giovani di dieci anni +addietro, spenti in Roma per l'armi sue, onde si riponesse in seggio +quel Vicario del Genio del Male, il cui nome suona negazione di Patria e +di Libertà. + +E lo circondaste dell'entusiasmo con cui i buoni salutano in terra il +Genio consecrato dalla Virtù; baciaste il lembo della sua veste usurpata +e intrisa di sangue di prodi e pianto di madri, e lo adoraste siccome +idolatri diseredati di Dio e d'ogni lume di Verità e di Giustizia. + +Quel giorno, l'anime dei vostri martiri si velarono, per dolore e +vergogna, coll'ali; e le catene che ricingono i languenti nelle prigioni +per voi, solcarono di solco più grave le loro membra; e gli angioli +piansero in cielo; e i popoli in terra vi sospettarono indegni per +sempre d'assidervi, eguali, alla libera mensa delle Nazioni. + +Però che quell'uomo, mandato in terra sì come castigo alla Francia e +perchè i popoli si ravvedano d'ogni culto idolatra d'un nome +nell'avvenire, è il peggiore fra quanti tormentano in oggi l'Europa. Il +suo Genio è la conoscenza del male: la sua parola, menzogna: la sua +forza, tradimento e disprezzo d'ogni cosa nella quale gli uomini +ripongono fede ed amore. L'anima sua si libra, come pendolo nelle mani +di Satana, fra il Calcolo e la Voluttà. L'opere sue sono di volpe e di +jena. + +E la sua tomba non avrà nome, ma solo due date: 1849-1851. + +E le madri l'additeranno, passando, per lunghi anni ai loro bambini come +_la tomba dello Spergiuro_. + +E a voi che, dopo averlo maledetto in nome di Roma e di Parigi, lo +acclamaste, in nome dei suoi cannoni e dei suoi fucilieri d'Africa, +magnanimo e redentore, bisogneranno molte e molte opere sublimi di +grandezza e di sacrificio, perchè l'Angelo dell'Espiazione cancelli dal +libro della vostra vita quel ricordo di colpa e di disonore. + + +V. + +Non sia fraintesa, o fratelli, la mia parola da voi. Io so che da quando +l'Uomo che più amò sulla Terra protese di sulla croce le braccia quasi a +stringere in amplesso tutti i viventi e proferì la parola ignota ai +secoli che lo precedettero: _perchè tutti, o Padre, siam uno in te_, Dio +decretò che la voce _straniero_, come abitatore di terra diversa, +passerebbe dalla favella degli uomini, e solo straniero sarebbe il +malvagio. + +Ma se voi guarderete attenti per entro le pagine della storia, vedrete +che appunto in quel tempo cominciò a prepararsi visibile quel moto delle +razze umane che dovea conchiudersi col loro riparto ordinato sulle varie +terre d'Europa a seconda del disegno che il dito di Dio scolpiva, fin da +quando la sottrasse alle acque, sulla sua superficie. + +Allora, quasi sommossa dall'eco di quella grande parola, la terra +sobbollì d'un immenso fermento. E come due Mari che si contendessero il +dominio dell'abisso, una metà del genere umano si rovesciò sull'altra +metà. + +E dall'estremo settentrione, dall'oriente, da tutti i punti, come +sospinte da non so quale tempesta divina, tribù d'uomini strane e fino +allora ignote apparvero ad una ad una, sospingendosi, accavallandosi a +guisa d'onde gigantesche l'una sull'altra, avviate da un'arcana potenza +alla volta della Città dai sette Colli, nella quale l'idea di Patria +s'era incarnata da secoli. + +E là s'urtavano, si mescevano, si confondevano, struggendo e +struggendosi. Era come un rotearsi d'elementi diversi per entro un caos +infinito; e gli uomini, impauriti, credevano imminente la fine del +Mondo, ma era invece la nascita d'un nuovo Mondo, che s'elaborava in +grembo a quel caos. + +E dopo cento anni e più di quel rimescolamento di genti senza nome e +senza missione visibile, come un tempo la piena dell'acqua che ricopriva +il globo si concentrava, retrocedendo, in laghi, fiumi ed oceani, si +videro emergere dal turbinìo delle moltitudini i Popoli, collocati a +seconda delle loro tendenze e del disegno di Dio dentro a certi confini. +E gli uni si chiamavano Ispani e gli altri Britanni ed altri Franchi, +altri, Germani, altri Polacchi, Moscoviti o con altri nomi. + +E sulla fronte a ciascuno splendeva un segno di _missione speciale_: un +segno che sulla fronte al Britanno diceva: _Industria e Colonie_; sulla +fronte al Polacco: _Iniziazione Slava_; sulla fronte al Moscovita: +_Incivilimento dell'Asia_; sulla fronte al Germano: _Pensiero_; sulla +fronte al Franco: _Azione_; e così di Popolo in Popolo. + +E quel segno era la Patria: la Patria di ciascun Popolo; il battesimo, +il simbolo della sua vita inviolabile fra le Nazioni. + +E come, nella lingua che si parla in cielo e della quale noi adoriamo +un'eco sotto il nome di Musica, molte note formano l'accordo--come di +molte parole, ciascuna esprimente una idea, si compone progressivamente +la formula Religiosa che rappresenta d'epoca in epoca il Verbo di Dio +sulla Terra--così l'insieme di tutte quelle missioni compite in bella e +santa armonia pel bene comune rappresenterà un giorno la Patria di +_tutti_, la Patria delle Patrie, l'UMANITÀ. + +E solamente allora la parola _straniero_ passerà dalla favella degli +uomini; e l'uomo saluterà l'uomo, da qualunque parte gli si moverà +incontro, col dolce nome di fratello. + +Così Dio v'insegna attraverso la Storia, ch'è l'incarnazione successiva +del suo disegno, che voi non conquisterete l'Umanità se non quando +ciascun Popolo avrà conquistata la Patria. + +Però che l'_individuo_ non può sperare di tradurre in atto, da sè solo e +colle sue fiacche forze, il vasto concetto della fratellanza di tutti; +ma gli è necessario ajutarsi delle forze, del consiglio e dell'opera di +quanti hanno con lui comuni lingua, tendenze, tradizione, affetti e +agevolezza di consorzio civile. + +E chi volesse tentare senza quell'ajuto l'impresa, somiglierebbe colui +che volesse smovere l'inerzia d'un immenso ostacolo con una leva senza +punto d'appoggio. La Patria è il punto d'appoggio della leva che si +libra tra l'individuo e l'Umanità. + + +VI. + +La Patria è una Missione, un Dovere comune. Or come mai potete sperare +di conquistarvi la Patria, se chiamate altri a compiere quella Missione, +ad eseguir quel Dovere? + +La Patria è quella linea del disegno di Dio che Egli commise a voi +perchè la svolgiate e la traduciate in fatti visibili. Come dunque +potete meritare la Patria, invocando altri a svolgere quella parte di +disegno per voi? + +La Patria è la vostra vita collettiva, la vita che annoda in una +tradizione di tendenze e d'affetti conformi tutte le generazioni che +sorsero, oprarono e passarono sul vostro suolo:--la vita che si solleva +in orgoglio nell'anima vostra davanti a un sasso staccato dal +Campidoglio o alla pietra di Portoria in Genova, con maggiore impeto che +non davanti alle piramidi Egizie o alla Colonna Vendôme in Parigi:--la +vita che, quando errate su terre poste al di là dell'Oceano, v'annuvola +l'occhio di lagrime se v'abbattete subitamente in una lapide sulla quale +sia scritto un nome italiano. + +Come mai potete illudervi a credere che la rivelazione di questa vita +possa compirsi per opera d'uomini, nei quali è muta la voce di quella +tradizione e di quei ricordi, e ai quali s'agita in seno il segreto +d'un'altra Patria? + +E la Patria è, prima d'ogni altra cosa, la _coscienza_ della Patria. + +Però che il terreno sul quale movono i vostri passi, e i confini che la +Natura pose fra la vostra e le terre altrui, e la dolce favella che vi +suona per entro, non sono che la _forma_ visibile della Patria; ma se +l'_anima_ della Patria non palpita in quel santuario della vostra vita +che ha nome Coscienza, quella forma rimane simile a cadavere, senza moto +ed alito di creazione, e voi siete turba senza nome, non Nazione; +_gente_, non Popolo. La parola _Patria_, scritta dalla mano dello +straniero sulla vostra bandiera, è vuota di senso, com'era la parola +_Libertà_, che taluni fra i vostri padri scrivevano sulle porte delle +prigioni. + +La Patria è la _fede_ nella Patria. Quando ciascuno di voi avrà quella +fede, e sarà presto a suggellarla col proprio sangue, allora solamente +voi avrete la Patria, non prima. + + +VII. + +La Fede è Pensiero ed Azione. E lo sarà un giorno per tutti; ma lo è fin +d'oggi e segnatamente per voi. + +Io vi dissi che quando, come membra del grande essere collettivo che +chiamasi Umanità, i diversi Popoli emersero, ciascuno colla sua missione +speciale, dal caos di mille anni addietro, Dio pose un segno sulla +fronte al Germano che significa _Pensiero_, e sulla fronte al Franco un +altro che significa _Azione_. Or sulla vostra Ei pose un doppio segno +che significa Pensiero ed Azione congiunti. + +E quel doppio segno, ch'è la vostra missione ed il vostro battesimo fra +le Nazioni, era visibile sulla vostra fronte, mille anni innanzi che gli +altri Popoli fossero. + +Però che voi, soli fino ad oggi fra tutti, aveste da Dio privilegio di +morire e rivivere, come gli uomini favoleggiarono della Fenice. E alla +Grecia soltanto, sorella nata ad un tempo colla nostra Italia, fu dato +riaffacciarsi, nell'ultimo mezzo secolo, alla seconda vita, quando +appunto cominciava per l'Italia ad albeggiare la terza. + +Così, mentre il Germano move sulla terra col guardo perduto nell'abisso +dei cieli, e l'occhio del Franco si leva di rado in alto, ma trascorre +irrequieto e penetrante di cosa in cosa sulla superficie terrestre, il +Genio che ha in custodia i fati d'Italia trapassò sempre rapido +dall'Ideale al Reale, cercando d'antico come potessero ricongiungersi +terra e cielo. + +Per virtù di quella Unità che annoda il cielo infinito, patria del +Pensiero, alla terra, patria dell'Azione, i padri dei vostri padri +conquistarono il mondo cognito allora; ogni loro Legione era una +missione armata; ogni vittoria era per essi decreto di Giove. + +E, innanzi ad essi, i padri degli avi, che stanziavano fra Tevere e Po e +si chiamavano Etruschi, edificavano le loro città giusta il concetto che +si erano formati del cielo: ed ogni loro atto era incarnazione d'un +pensiero di religione. + +E dopo d'essi venne una generazione d'uomini-capi--capi per consenso e +riverenza di popoli--i quali tentarono, per oltre a sei secoli, la santa +impresa di dar sulla terra trionfo alla Legge di Dio sull'arbitrio degli +uomini, al Pensiero ed alla Parola sulla forza cieca e brutale; e +stettero per tutta Europa, in nome dell'Amore e della Giustizia, fra i +Popoli e i padroni dei Popoli. E l'ultimo e il più grande fra loro fu il +figlio d'un falegname per nome Ildebrando, frainteso anche oggi dai più. +Poi, perchè il regno di Dio non può scendere sulla terra se non per +l'opera libera e pur concorde di _tutti_, quegli uomini tradirono Popoli +e Dio, e fornicando cogli oppressori delle Nazioni, diventarono e sono +veramente i Vicarî del Genio del Male, da sterminarsi per sempre. + +I vostri filosofi, i vostri sacerdoti del pensiero e dell'arte, non sì +tosto avevano afferrato colla mente un concetto di Vero, che sentivano +prepotente il bisogno di ridurlo a fatto, e furono, dagli antichi +Pitagorici a Tomaso Campanella, da Dante Alighieri a Michelangiolo e +Machiavelli, ordinatori di consorzî segreti, legislatori di città o +predicatori d'instituti sociali. E si frammischiarono alle battaglie +delle loro città, congiurarono contro le tirannidi, affrontarono +prigioni, esilî, torture. Contemplarono e fecero. + +E mentre altrove gli uomini ch'ebbero nome di riformatori di Religione +assalivano gli oppressori dell'anima, rispettando gli oppressori dei +corpi, ed erano Titani d'audacia contro la menzogna violatrice del +Cielo, maledicendo aspramente ai figli del popolo che volevano +cancellarla di sulla Terra, tra voi intesero che Spirito e Corpo si +confondono nella Vita, ch'è una, e morirono sui roghi per aver tentato +che la Verità di Dio trionfasse in atti visibili nella fratellanza +civile. E cento anni addietro, le vostre donne in Firenze versavano +ancora fiori, il ventitrè maggio d'ogni anno, sul terreno dove era morto +tra le fiamme un santo frate che sollevava, or son tre secoli e mezzo, +la bandiera dell'emancipazione religiosa e della Repubblica. + +Or voi, abbandonando in questo la tradizione del vostro popolo, e +perduta dietro a insegnamenti stranieri la memoria della missione +d'Unità il cui compimento deve farvi Nazione, avete smembrato la vostra +vita; e i più tra voi amano la Patria col solo pensiero, commettendo +l'opere che devono fondarla all'usurpatore straniero e a quel misto +d'impotenza e d'inganno che chiamano Diplomazia. + +E la patria vi sfugge, e le speranze vi tornano di anno in anno in +delusioni amarissime e vergognose, però che le parole dei principi, e +sopratutto le promesse dello straniero, sono da tempo immemorabile +simili ai pomi dell'Asfaltide, belli all'occhio e cenere al dente; e +quando Dio disse all'uomo: _tu ti ciberai del sudore della tua fronte_, +Egli intese non solamente del pane del corpo, ma del pane dell'anima, +della Libertà e della Patria. + + +VIII. + +Voi state sul limitare della terza vita d'Italia. + +La prima vita d'Italia si diffuse pel mondo come alito fecondatore, +colla sola potenza dell'Azione: la seconda, colla sola potenza del +Pensiero e della Parola. Ed oggi la terza vita deve conquistare il mondo +a nuova universale concordia colla potenza del Pensiero e dell'Azione, +armonizzanti per opera dello Spirito di Giustizia e di Amore. + +Però, se nella prima vita vi bastò la spada, e nella seconda la parola e +l'esser presti a obbedire ad essa e morire per essa, voi non potete ora +varcare il limitare della terza vita, se non usando la spada e +testimoniando colla parola. + +Dovete essere savî e forti: apostoli e militi. + +Or la sapienza è il culto del Vero; e la forza è la fede nella potenza +del Vero. + +E perchè la sapienza scenda sul vostro intelletto e la fede benedica +l'anima vostra, è necessario che invochiate l'una e l'altra con +intenzioni sante e con un core puro d'ogni bassa passione. + +La Virtù è la sorella del Genio. E quando il culto idolatra dell'io +scaccia dall'anima la Virtù, che è lo spirito di sacrificio, l'anima +rovina in basso com'aquila a cui manchi l'ala, e il Genio s'arresta a +mezzo la via come stella cadente che illumina d'un solco di luce lo +spazio e subitamente sparisce. + +E però l'uomo il più potente per Genio nei nostri tempi mostrò al mondo +attonito due vite in una: la prima, quand'ei rappresentava una Idea; +vita di concetti giganteschi e miracoli di vittorie; la seconda, +quand'egli, inebriato d'egoismo e di spregio, non rappresentava che sè +stesso; vita di errori e disfatte. E dalle solitudini di Sant'Elena lo +spirito di quel Potente manda a chi sa intenderla una voce che dice: _la +corona delle vittorie immortali non posa se non sulla tomba del forte, +che, dimentico di sè stesso, combatte sino all'ultimo giorno pel santo +Vero e pel Diritto dei Popoli_. + +Santificate dunque col sacrificio e coll'intrepida adorazione del Vero +l'anime vostre, se volete vincere i molti nemici che s'attraversano tra +voi e la terza vita d'Italia: l'Angelo della Vittoria aborre dal fango +dell'egoismo e della menzogna. Portate la vostra credenza alteramente +sulla bandiera, come i guerrieri dei secoli addietro portavano sullo +scudo la loro insegna. Come il tuono tien dietro al lampo, così segua +rapido ogni vostro pensiero l'azione. Dio è grande perchè pensa +operando. Ingigantite nella fede: come il sonnambulo passeggia sicuro +sull'orlo del tetto perch'ei _crede_ movere sulla carreggiata, e s'ei si +desta e misura l'abisso, impaurisce e precipita, così voi, se potenti di +fede, supererete ostacoli davanti ai quali, se trepidi e tentennanti, +cadrete. Non pensate a voi: vivete nel _fine_, nella coscienza del +Dovere, nel santo orgoglio del Diritto. E la costanza coroni l'unità +della vostra vita, come cupola il tempio. Siate uomini, e Dio sarà Dio, +cioè Padre e Proteggitore per voi. + +La vostra è la più grande fra tutte le missioni terrestri; siate grandi +com'essa. Voi siete chiamati a un'opera emulatrice delle opere di Dio: +la creazione d'un Popolo. E vi conviene accostarvi a Lui, quanto può la +creatura finita, purificandovi, consacrandovi. I giovani guerrieri dei +tempi di mezzo vegliavano la notte in armi, prostrati sul nudo marmo, +nel digiuno e nella preghiera, prima d'iniziarsi nella cavalleria. Ed +essi non giuravano che ad un signore, creatura mortale com'essi: voi +giurate a Dio, alla Patria, all'Umanità. E la loro ricompensa per le +belle imprese era la speranza che il loro nome passasse, suono fugace, a +pochi posteri nella canzone d'un trovatore; ma voi aspetta la lunga +benedizione delle generazioni che avranno Patria da voi, e la vostra +memoria, fatta tradizione d'onore, s'incarnerà nella vita progressiva di +tutta la vostra Nazione. + + +IX. + +Ed io raccolsi, o giovani d'Italia, questi ricordi dalle sepolture degli +uomini che morirono per voi, interrogate con fremito di riverenza e con +un amore per voi tutti che nulla può spegnere. Però che, come pietre +miliari che segnano la via al grande intento, o più veramente come le +stelle che c'insegnano, splendendo nei cieli mentre la tenebra fascia la +terra, la virtù della serena costanza nella sventura, apparvero sempre +di tempo in tempo, fra gli errori dei padri, uomini puri d'ogni falsa +scienza e d'ogni egoismo, i quali da Arnaldo e Crescenzio fino a +Bentivegna e Carlo Pisacane, raccolsero nelle grandi anime loro la voce +che la Patria manda invano da secoli a voi, e mantennero incontaminata +la tradizione del Genio Italiano: e, con essi, i martiri del pensiero +che soggiacquero, per calunnie, ingratitudine e oblio, alle torture +dell'anima, gravi quanto quelle del corpo. E ogni qual volta il Popolo +d'Italia, trasalendo sotto il suo lenzuolo di morte, protestò, dalla +Lega Lombarda e dai Vespri fino alle Cinque Giornate, in nome della +grandezza passata e della futura, fu visitato dallo spirito che visse +negli uomini dei quali io parlo. + +E i giovani d'Italia, che furono innanzi a voi, avevano, or corre quasi +un terzo di secolo, raccolto quei ricordi con me. E con me avevano fatto +giuramento solenne di non obliarli[143]. + +Ma poi, simile a nembo di locuste su campo fecondo, s'addensò sulla +regione Subalpina una gente senza fede, senza tombe di martiri, senza +tradizione fuorchè di tempi nei quali il servaggio si era abbarbicato +alle menti, che fece suo studio e vanto deridere quei santi ricordi e +l'entusiasmo dei giovani e la solennità dei giuramenti prestati. E si +diffuse rapida su tutte le città d'Italia come lebbra su forma umana o +crittogama sulle piante. + +E fu veramente ed è tuttavia la crittogama o lebbra dell'anime. + +Gente di mezzo intelletto, di mezza scienza e di nessun core. E gli uni +si chiamarono _Dottrinarî_, ciò che significa uomini che millantano +dottrina e non l'hanno: gli altri, _moderati_ o fautori del _giusto +mezzo_, cioè tentennanti sempre tra la virtù e il vizio, tra la verità e +la menzogna; ed altri, _pratici_ e aborrenti dalle teorie, cioè corpi +senza anima e cadaveri galvanizzati; ed altri con altro nome. Ma tutti +si riconoscevano, siccome appartenenti alla stessa gente, dal nome +barbaro d'_opportunisti_, cioè diseredati d'iniziativa, eternamente +passivi e presti a fare solamente quand'altri ha fatto. + +E rinnegarono il culto puro di Dio per adorare idoli di loro fattura, +come gli Ebrei nel deserto. + +E gli uni si prostrarono davanti a un idolo che chiamarono Forza, gli +altri davanti a un altro che chiamarono _Tattica_, ed altri davanti al +pessimo fra tutti gl'idoli che ha nome _Lucro_. + +E i primi escirono, strisciando siccome vermi che pullulano dal cadavere +d'un Potente, dalla sepoltura di Napoleone; i secondi escirono dalla +sepoltura profanata d'un nostro Grande frainteso, che, dopo aver patito +tortura per la libertà della Patria, l'aveva veduta morire, e assiso sul +suo cadavere s'era fatto storico delle cagioni della sua morte; gli +altri escirono ed escono dal fango dove brulicano gli insetti senza +nome, la cui vita non guarda al di là dell'ora che fugge. + +E insegnarono che solo diritto è il _fatto_, e solo creatore del _fatto_ +l'arsenale dove s'accumulano strumenti di guerra; e le idee essere +nulla, e i grossi battaglioni d'assoldati ogni cosa: dimenticando come +il Potente dalla doppia vita, ch'ebbe ad arsenale l'Europa e ad esercito +gli eserciti di tutte le genti d'Europa, giacesse cadavere di +prigioniero in Sant'Elena, per avere, com'ei ripeteva morente, camminato +a ritroso delle _idee_ del secolo. + +Insegnarono, bestemmiando, che la virtù è nome vano, che la moralità e +la politica non sono sorelle, che il vero e l'errore sono egualmente +buoni, a seconda dei casi; e architettarono le teorie dei _delitti +utili_ e della _menzogna opportuna_, ed altre siffatte, predicando gli +uomini doversi adattare ai tempi, come se i tempi creassero gli uomini, +e non questi i tempi. + +Insegnarono che i popoli possono redimersi gridando or _viva Cristo_ or +_viva Barabba_, e che il bandir oggi l'infamia e il capestro a Giuda, e +inneggiarlo _magnanimo_ e _augusto_ domani, e pianger pianto di +tenerezza per papa o re, susurrando all'orecchio degli avversi: +_lasciate fare; forti, li rovescieremo;_ e accarezzare un dì i Popoli, e +l'altro, gli oppressori dei Popoli, e prima la Polonia, poi il carnefice +della Polonia, e invocare la libera Inghilterra un giorno per maledirla +_perfida Albione_ appena giovi ad accattare il favore della Francia, è +scienza di Stato: non avvedendosi che a quel modo si perde in ultimo +l'ajuto di principi e Popoli, come gente che; non avendo fede, non ne +merita alcuna. + +Insegnarono che alcuni popoli avendo, quando l'Europa intera era barbara +o semibarbara, conquistato lentamente e faticosamente, prima un grado di +civiltà, poi un altro ed un altro, tutti i popoli, comunque sorgenti a +Nazione in seno ad una Europa incivilita, devono salire quella scala da +capo, come se l'esperienza degli uni non dovesse fruttare agli altri, e +le verità scoperte da un Popolo non fossero scoperte per tutti, e il +faro acceso da una mano provvida tra le roccie marine non diffondesse +lume e consiglio ad ogni navigatore che navighi per quella via. + +Insegnarono che indipendenza può conquistarsi senza Unità e senza vita +di liberi, come se lo schiavo in casa potesse mai esser libero +dall'usurpazione altrui, come se l'animale aggiogato potesse accettare +un padrone e respinger l'altro, come se importasse combattere per +scegliere tra padrone e padrone. + +E insegnarono le tre Italie, le quattro Italie, le cinque Italie, e il +forte Regno del Nord, e la Confederazione con semi-libertà a +Settentrione, e tirannide a Mezzogiorno, e autocrazia al Centro--che è +il sacco del parricida--come se Dio avesse creato l'Italia a spicchî; e +dimentichi che anche quel Grande frainteso, invocato da essi come +maestro, additava, supremo rimedio a tutte le piaghe di Italia, l'Unità +Nazionale. + +E questa essi chiamarono scienza, ma io la chiamo impostura di falsi +profeti e rintonaco di sepolcri. + +E dacchè Cristo v'insegnava di scernere i veri e i falsi profeti dai +frutti dell'opere loro, voi dovete guardare ai fatti che quelle loro +dottrine hanno generato finora; e sono: la consegna di Milano, +l'abbandono di Roma e la pace di Villafranca. + +Ma poi che la costanza non è ancora virtù di popoli, e voi seduceva il +fascino della novità, e quelle dottrine blandivano nei più l'inconscia +tendenza ad accettare le vie che pajono più facili e richiedono minore +potenza di sacrificio, io vidi gemendo tutta una generazione distaccarsi +dalle tombe de' suoi martiri e plaudire insana ai falsi profeti e +seguirne le torte vie. + +Allora ogni idea di rettitudine e di dignità d'anima fu smarrita, e le +menti s'abbujarono d'ogni sorta d'errori, tanto che s'udirono, senza +nota di pubblica infamia, fra gli adepti degli idolatri, scribi di diarî +e libercoli, taluni proporre che si comprasse indipendenza dall'Austria +a prezzo della libertà d'altri Popoli, forti di sacri diritti come noi +siamo; altri che si riscattasse Venezia a danaro; altri esultare ogni +giorno all'annunzio che si commetterebbero le sorti d'Italia a un +Convegno di despoti, ed altri prostituire l'umana parola fino a +paragonare alle creazioni di Michelangelo l'uomo per il cui cenno +caddero migliaja di libere vite in Roma e Parigi;--poi, quando un popolo +spense, in modo non giusto, _una_ vita di tristo, diventarono a un +tratto ipocriti di virtù e di clemenza, dichiararono disonorata l'Italia +e lamentarono, come se il mondo andasse sossopra. + +E parve una danza di streghe dell'intelletto. + +E al soffio gelato di quelle codarde dottrine, io vidi inaridirsi +l'entusiasmo, incadaverire l'anime più generose, ed uomini, che avevano +insieme a me consacrato metà della vita a suscitare i giovani alla vera +fede, patteggiare, nell'altra metà, coi capi degli idolatri, ed erger +cattedra a distruggere l'opera propria; ond'io sentii nell'anima +solitaria quel dolore che labbro non può ridire. + +E pochi tra voi protestarono, sterilmente dignitosi, col silenzio, ma i +più cedettero, però che poche siano sulla nostra terra quelle anime che +ritraggono della natura degli angeli, e poche quelle che rivelano natura +pervertita di demoni, ma innumerevoli le anime dei fiacchi, che seguono +la corrente ovunque essa mova e alternano di continuo fra il bene ed il +male. + +Or io vi dico: + +In verità, in verità, così non si fonda Nazione; così si disfanno e si +disonorano i Popoli. + +Tornate ai consigli dei vostri Martiri. Prostratevi tre volte sulle loro +tombe e tre volte supplicate, commossi di pentimento, perch'essi spirino +in voi la forza della quale mancaste. Poi sorgete e, afferrato, come +Cristo, il flagello, cacciate inesorabili fino all'ultimo i trafficatori +di sofismi, di protocolli e d'_accoglienze_ mutate in _accettazioni_, +dal Tempio contaminato della coscienza italiana. E dei libri, diarî e +libercoli di che essi appestarono la nostra contrada, fate cartuccie. + +Voi non avrete d'ora innanzi, se vorrete davvero redimervi, altra via +che la linea retta, altra scienza che la verità senza veli, altra +tattica che il coraggio e l'ardire, altro Dio che il Dio della Giustizia +e delle Battaglie. + + +X. + +Non vi sono cinque Italie, quattro Italie, tre Italie. Non vi è che una +ITALIA. I tiranni stranieri e domestici l'hanno tenuta e la tengono +tuttavia serva e smembrata, perchè i tiranni non hanno patria; ma +qualunque tra voi intendesse a smembrarla redenta, o accettasse, senza +lotta di sangue, ch'altri la smembrasse, sarebbe reo di matricidio e non +meriterebbe perdono in terra nè in cielo. + +La Patria è una come la Vita. La Patria è la Vita del Popolo. + +Dio ve la diede; gli uomini non possono a modo loro rifarla. Gli uomini +possono, tiranneggiando, impedirle per breve tempo ancora di sorgere; ma +non possono far ch'essa sorga libera, oppur diversa da quel ch'essa è. + +Dio che, creandola, sorrise sovr'essa, le assegnò per confine le due più +sublimi cose ch'ei ponesse in Europa, simboli dell'eterna Forza e +dell'eterno Moto, l'Alpi ed il Mare. Sia tre volte maledetto da voi e da +quanti verranno dopo voi qualunque presumesse di segnarle confini +diversi. + +Dalla cerchia immensa dell'Alpi, simile alla colonna di vertebre che +costituisce l'unità della forma umana, scende una catena mirabile di +continue giogaje, che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre +nella divelta Sicilia. + +E il mare la recinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la +ricingono; quel mare che i padri dei padri chiamavano _Mare nostro_. + +E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa, +in quel mare, Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole, dove +natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan +d'Italia. + +Per entro a quei confini tutte le genti passeggiarono l'una dopo l'altra +conquistatrici e persecutrici feroci; e non valsero a spegnere quel nome +santo d'Italia, nè l'intima energia della razza che prima la popolò; +l'elemento Italico, più potente di tutte, logorò religioni, favelle, +tendenze dei conquistatori, e sovrappose ad esse l'impronta della Vita +Italiana. + +Per entro a quei confini tremende guerre fraterne insanguinarono per +secoli ogni palmo di terra. E mentre i pedanti scribi di diarî e +libercoli edificavano poc'anzi, su quelle guerre, sistemi a dichiarare +utopia l'unità della nostra vita, ecco i popoli sorgono e gridano: +_siamo fratelli_, e anelano confondersi in uno, e si danno, colla foga +imprudente del desiderio, ad un principe, solo perchè sperano ch'ei si +faccia simbolo vivente di quella Unità. + +In verità, colui che nega l'Unità della Patria non intende la Parola di +Dio, nè quella degli uomini. + +Voi dovete vivere e morire in quella Unità, però che in essa stanno per +voi la Forza e la Pace, il segreto della vostra missione e la potenza +per adempirla. Qualunque tra voi sorge a libertà, sappia ch'ei sorge per +tutti. Incarni ciascuno in sè i dolori, le speranze, le memorie, il +palpito d'avvenire di quanti respirano l'alito che si ricambia dall'Alpi +al Mare e dal Mare alle Alpi. Fra l'Alpi e il Mare non sono che +fratelli. E la maledizione di Caino aspetta qualunque dimentichi che, +mentre un solo dei suoi fratelli geme nell'abjezione della servitù e non +posa tranquillo e lieto d'amore sotto la sacra bandiera dei tre colori, +ei non può aver Patria, nè merita averla. + + +XI. + +Venite meco. Seguitemi dove comincia la vasta campagna che fu, or son +tredici secoli, il convegno delle razze umane, perch'io vi ricordi dove +batte il core d'Italia. + +Là scesero Goti, Ostrogoti, Eruli, Longobardi, ed altri infiniti, +barbari o quasi, a ricevere inconscî la consecrazione dell'Italica +civiltà, prima di riporsi in viaggio per le diverse contrade d'Europa; e +la polve che il viandante scote dai suoi calzari è polve di Popoli. Muta +è la vasta campagna, e sull'ampia solitudine erra un silenzio che +ingombra l'animo di tristezza, come a chi mova per camposanto. Ma chi, +nudrito di forti pensieri, purificato dalla sventura, s'arresta nella +solitudine a sera, poi che il sole ha mandato dalla lunga ondeggiante +curva dell'orizzonte l'ultimo raggio sovr'essa, sente sotto i suoi piedi +come un murmure indistinto di vita in fermento, come un brulichìo di +generazioni che aspettano il _fiat_ d'una parola potente, per nascere e +ripopolare quei luoghi che pajono fatti per un Concilio di Popoli. Ed io +intesi quel fremito e mi prostrai, però che mi pareva un suono profetico +dell'Avvenire. + +Là, per la via che ricorda il nome d'uno dei forti uccisori di Cesare, e +si stende fra tufi di vulcani spenti e reliquie d'Etruschi, tra +Monterosi e la Storta, presso al lago, è Bracciano. + +Sostate e spingete fin dove vale lo sguardo verso mezzogiorno, piegando +al Mediterraneo. Di mezzo all'immenso, vi sorgerà davanti allo sguardo, +come faro in oceano, un punto isolato, un segno di lontana grandezza. +Piegate il ginocchio e adorate: là batte il core d'Italia: là posa, +eternamente solenne, ROMA. + +E quel punto saliente è il Campidoglio del Mondo Cristiano. E a pochi +passi sta il Campidoglio del Mondo Pagano. E quei due Mondi giacenti +aspettano un terzo Mondo, più vasto e sublime dei due, che s'elabora tra +le potenti rovine. + +Ed è la Trinità della Storia, il cui Verbo è in Roma. + +E i tiranni o i falsi profeti possono indugiare l'incarnazione del +Verbo, ma nessuno può far che non sia. + +Però che molte città perirono sulla terra e tutte possono alla lor volta +perire; Roma, per disegno di Provvidenza indovinato dai popoli, è CITTÀ +ETERNA, come quella alla quale fu affidata la missione di diffondere al +mondo la parola d'Unità. E la sua vita si riproduce ampliandosi. + +E come alla ROMA DEI CESARI, che unificò coll'Azione gran parte +d'Europa, sottentrò la ROMA DEI PAPI che unificò col Pensiero l'Europa e +l'America, così la ROMA DEL POPOLO, che sottentrerà all'altre due, +unificherà nella fede del Pensiero e dell'Azione congiunti l'Europa, +l'America e l'altre parti del mondo terrestre. + +E col patto della Nuova Fede raggiante un dì sulle genti dal Panteon +dell'Umanità, che s'inalzerà, dominatore sull'uno e sull'altro, tra il +Campidoglio ed il Vaticano, sparirà nell'armonia della vita il lungo +dissidio fra terra e cielo, corpo ed anima, materia e spirito, ragione e +fede. + +E queste cose avverranno quando voi intenderete che la Vita d'un popolo +è religione--quando, interrogando unicamente la vostra coscienza e la +tradizione, non dei sofisti, ma della vostra Nazione e delle altre, vi +costituirete sacerdoti, non del solo _Diritto_, ma del Dovere, e senza +transazioni codarde moverete guerra, non solamente alla potenza civile +della Menzogna, ma alla Menzogna stessa che usurpa oggi in Roma il nome +d'Autorità--quando raccoglierete il grido profetico che Roma ridesta +mandava, or son dieci anni, all'Italia, e scriverete nel vostro core e +sulla vostra bandiera: _noi non abbiamo che un solo padrone nel cielo, +ch'è Dio, e un solo interprete della sua legge in terra, ch'è il +Popolo_. + +Intanto Roma è la vostra Metropoli. Voi non potete aver Patria se non in +essa e con essa. Senza Roma non v'è Italia possibile. Là sta il +Santuario della Nazione. Come i Crociati movevano al grido di +_Gerusalemme!_ voi dovete movere innanzi al grido di _Roma, Roma!_ nè +aver pace o tregua, se non quando la bandiera d'Italia sventoli +nell'orgoglio della vittoria da ciascuno dei Sette Colli. + +E qualunque s'attentasse parlarvi d'una Italia senza Roma a centro, o +dettarvi leggi d'altrove, sarebbe simile a chi volesse ideare vita senza +core; e leggi e potenza sparirebbero, al primo soffio di tempesta, dalle +sue mani, come spariscono, cacciati non si sa dove dall'alito più +leggiero, quei filamenti ch'errano talvolta, senza base e centro, per +alcuni istanti nell'aria. + + +XII. + +La Patria è la Vita del Popolo: io dico vita del popolo e non d'altrui. +È necessario che quella vita si svolga liberamente e in tutte le sue +facoltà, senza vincoli che la incatenino, senza ostacoli di condizioni +che la isteriliscano e la condannino all'impotenza. + +Adorate dunque la Libertà. A che gioverebbe aver Patria se l'individuo +non dovesse trovare in essa e nella sua forza collettiva la tutela della +propria libera vita? Come potreste servire la Patria e giovarle, se +doveste vivere a beneplacito d'altri? È forse la prigione Patria del +prigioniero? + +Adorate la Libertà. Rivendicatela fin dal primo sorgere, e serbatela +gelosamente intatta, siccome pegno della vittoria, nelle battaglie che +dovete combattere per la Patria. Non vi fate mai d'altri. Abbiate capi i +migliori tra voi, padroni non mai. Però che voi non potete darvi +padroni, senza sagrificio del fine a cui tendete sorgendo. E quando voi +direte: _la patria dell'Italiano è tra l'Alpi e il Mare_, i padroni vi +diranno: _no; la Patria è tra il Mincio e il Conca_; quando griderete: +_a Roma! a Roma!_ i padroni vi grideranno: _a Milano! o a Torino!_ E +quando l'anima vostra fremerà guerra per tutti, i padroni e i servi dei +padroni, che sempre abbondano e sono gli adoratori dell'Idolo _Lucro_, +raccoglieranno Congressi di re stranieri per decidere, a seconda dei +loro fini, sulle cose vostre; e v'impediranno la guerra. + +Quei che vi dicono: _voi dovete avere prima Indipendenza, poi Patria, +poi Libertà_, o sono stolti o pensano a tradirvi e a non darvi nè +Libertà, nè Patria, nè Indipendenza. Però che l'Indipendenza è +l'emancipazione dalla tirannide straniera, e la libertà è +l'emancipazione dalla tirannide domestica; or, finchè, domestica o +straniera, voi avete tirannide, come potete aver Patria? La Patria è la +casa dell'Uomo, non dello schiavo. + +E quei che vi persuadono, come mezzo d'ottener vittoria sollecita, +Dittatura di re e capi d'esercito, o sono stolti, o pensano, fin dal +cominciar dell'impresa, a tradirvi. Perchè, come può agevolarsi +l'impresa di tutti affidandola a un solo non sottoposto a sindacato +d'alcuno? I vostri padri creavano talora, nei sommi pericoli, Dittatori, +ma li sceglievano tra cittadini addetti al foro, all'armi o all'aratro; +e ponevano dietro ad essi il littore del Popolo colla scure in alto, e +presto a colpire s'ei tradiva o abbandonava, prima d'aver vinto, +impresa. + +La libertà vi viene da Dio; e voi non potete alienarla senza violarne la +Legge. Voi siete liberi perchè siete Uomini, e perchè dovete conto alla +Patria e a Dio dell'opere vostre. Voi dunque affermerete la vostra +Libertà, non, come i falsi profeti vi suggeriscono, in virtù di qualche +vecchia pergamena che ne faccia menzione--ciò che una pergamena vi dà +un'altra pergamena può torvelo--nè di concessioni di principi, che una +lunga storia di tradimenti v'insegna revocarsi sempre il dì dopo, o +l'altro,--ma in nome dell'irrevocabile Diritto umano. E vi leverete col +grido: _colla nostra Libertà per la Patria_. + +E se, dimenticando la buona vecchia tradizione Italiana e la storia +degli ultimi cinquanta anni e le parole che Dio disse a Samuele profeta, +volete pur darvi un re, sia almeno quel re il figlio, l'eletto della +vostra Libertà e riceva, insieme al Patto che i vostri Delegati +liberamente raccolti scriveranno in Roma per la Nazione, la sua corona +da voi, e il vostro linguaggio gl'insegni ad ogni ora ch'ei l'ebbe da +voi e che potete e vorrete ritoglierla ogniqualvolta ei falserà quel +Patto, o a voi piacerà governarvi in modo più affine al Vero e più +favorevole ai fati della Patria vostra. + +Gli antichi uomini dell'Arragona, quando l'Arragona era libera, dicevano +al Re ch'essi eleggevano: _noi che, singoli, vi siamo eguali, e uniti +possiamo più di voi, vi facciamo re nostro, a patto che voi manteniate i +nostri diritti e le nostre libertà. E se no_, NO. + +E voi all'uomo che s'assume d'esservi re dovreste dire: _a patto che voi +poniate, senza indugio, esercito, tesori, opera e vita a servizio di +tutta quanta l'Italia, e rompiate ogni vincolo che non sia col Popolo +d'Italia, e domandiate tre volte perdono a Dio e all'Italia d'aver +lasciato che si contaminasse la Patria dall'alleanza coll'uomo che +versò, in nome della tirannide, il sangue di Roma. E se no_, NO. + +Ma trascinandovi sommessi davanti a lui col turibolo dell'adulazione +servile e chiamandolo Grande, Salvatore e Generosissimo, mentre non è +secco ancora l'inchiostro che firmò la pace di Villafranca, e +benedicendogli mentr'ei vi riceve in dedizione feudale dal tiranno +straniero, e illudendovi a tradurre le _accoglienze_ in _accettazioni_, +voi non fate se non disonorare voi stessi e lui, e insegnargli che siete +pur sempre schiavi, e incitarlo a tradire il debito suo. + +Però che da tempo immemorabile i violatori del Dovere e delle promesse e +dei diritti dei Popoli, escirono generati, più che da natura perversa, +dalla codarda idolatria e servile adorazione dei popoli che tradivano la +propria coscienza e la dignità dell'anima loro immortale. + + +XIII. + +V'hanno detto che l'unico vostro grido deve essere in oggi: _fuori lo +straniero! viva l'Indipendenza!_ Ma io vi dico che non otterrete Patria +se non quando il vostro grido sarà: _fuori la tirannide! viva l'Unità +Nazionale!_ Quel grido di _fuori lo straniero_ non è che un'eco misera +del grido _fuori il barbaro!_ che nei secoli addietro ogni papa o +principe, a cui stava in animo d'occupare un qualche lembo della vostra +terra, mandava, sorridendo celatamente di scherno, ai poveri popoli +illusi. E fu trovato di sofisti idolatri, che intesero a sviarvi dal +vero sogno e serbarvi, allettandovi dietro a un fantasma +d'emancipazione, facile preda a ogni dominazione di principi e +cortigiani. + +V'hanno detto che voi siete servi dell'Austria e che prima di provvedere +alle vostre sorti d'uomini e di cittadini, v'è d'uopo attendere a +liberarvene. Ma io vi dico, ed altri vi ha detto, che voi siete servi +dei vostri servi; servi del re che tiene le belle e forti regioni del +Mezzogiorno: servi del Vicario del Genio del Male: servi di meschine +trepide ambizioni dinastiche: servi di prelati, di cortigiani, +faccendieri e sofisti, che immiseriscono le vostro guerre, incatenano +colle vecchie tradizioni e colle gerarchie d'anticamera il genio dei +vostri militi, intorpidiscono le vostre facoltà e ammorzano il vostro +entusiasmo con polvere e fango di protocolli: servi di governucci +diseredati egualmente di pensiero e di azione, i quali regolano il +vostro moto nazionale colle forme d'una vecchia danza di corte, e, con +un popolo fremente innanzi, dissertano sull'_accogliere_ o +sull'_accettare_, e sopra ogni sillaba venuta da Biarritz o da altro +ricettacolo di Despota traditore, come i Greci del Basso-Impero +dissertavano, morente la Patria, sulla luce che veniva o non veniva +dall'ombelico. + +Emancipatevi, in nome della Libertà, da tutti costoro--da quei che +mandano deputazioni a regnanti stranieri per chieder loro permesso di +vivere liberi--da quei che smembrano la Causa d'Italia, restringendo ad +una o ad altra zona della vostra terra i diritti trepidamente +enunziati--da quei che spendono la vostra polvere da cannone, non contro +il nemico, ma per celebrare i benefizî e le glorie d'una _annessione_ +ch'è favola--da quei che vi dicono: _sperate nell'uomo di Villafranca, +nello Tsar, nel Convegno futuro dei Principi_, invece di dirvi: _sperate +in voi stessi, nelle vostre bajonette, nel diritto Italiano e nel Dio di +Giustizia_--da quei che dicono a chi parla d'insorgere: _sostate sino al +finir delle Conferenze in Zurigo o sino al cominciare delle Conferenze +in Bruxelles_--da quei che v'hanno detto: _durate immobili_, mentre si +vendeva a Venezia o si scannava in Perugia--da quei che vi vietano, +mentre ogni giorno che corre frutta proscrizione ai nostri e ordinamento +di forza al nemico, di varcar la Cattolica--da quei che si dicono +chiamati a governare una impresa di libertà, e, perchè non s'impaurisca +il dispotismo straniero, vi vietano libertà di parola, di pubblici +convegni, di stampa. Ruggite e sperdeteli. Non avrete allora da temer +l'Austria. + +Voi sperdeste l'Austria dieci anni addietro colla campana a stormo e +colle barricate d'una provincia, e non si rifece potente--lo diceste +tutti in quel tempo--se non per le colpe degli stessi sofisti e +faccendieri di corte che oggi rigovernano le cose vostre. Perchè non la +sperderebbero la campana a stormo e le barricate di tutta Italia? + +Non è la forza, prima nel Diritto e nei fermi propositi, poscia nel +numero? Or come dunque osano i sofisti dirvi che siete troppo deboli per +pensare ad altro che a cacciar l'Austria, e limitano intanto il vostro +numero e le vostre forze, confinandovi per entro al recinto di poche +provincie e contendendovi la vasta, la forte, l'onnipotente Italia? + +Libertà! Libertà! Siate liberi come l'aria delle vostre Alpi: liberi +come le brezze dei vostri mari: liberi per seguir capi i quali osino e +sappian guidarvi: liberi per combattere: liberi per suscitare, coll'armi +e con tutti i mezzi che Dio vi ha profusi, l'Italia tutta ad insorgere: +liberi d'infervorarvi a vicenda coi convegni fraterni e di chiamare lo +spirito di Dio sulle turbe raccolte: liberi di vivere e morir per la +patria, non per un frammento di Regno o per una Italia a mosaico, col +marchio di servitù su Napoli, Palermo, Venezia e Roma. + + +XIV. + +D'onde vengono, ove vanno quegli uomini che hanno sembianza di prodi, e +nondimeno portano come un segno di sconfitta sulla pallida fronte e +movono verso il mar di Liguria, tristi come vittime consecrate? Perchè +trasaliscono muti alle parole _Eljen a' Magyar_, mormorate sommessamente +al loro orecchio, come da chi si sente involontariamente colpevole? + +Sono figli della Drava e dei Carpati: Ungheresi ch'erano pochi mesi +addietro nelle file nemiche. + +Soldati e prodi, essi s'apprestavano al debito loro nella battaglia; ma +quando si videro a fronte la bella bandiera dai tre colori, e udirono il +grido _all'armi!_ d'Italia, sentirono un brivido nell'ossa, come s'essi +movessero a guerra fraterna, e calarono l'armi e s'arresero. + +Ricordarono le libere pugne di dieci anni prima contro l'oppressore +della loro terra, e che in quel tempo anche in Italia si combatteva +quell'oppressore, ch'è oppressore di tutte le terre ove pone piede. + +Ricordarono le glorie dei padri combattenti la minaccia dell'invasore +Ottomano, e Venezia che combatteva anch'essa le battaglie Cristiane +quando le combattevano i padri. Ricordarono i vestigi dell'antica +civiltà Italica diffusi per le loro terre, e i patti di fratellanza +stretti nell'esilio fra uomini immedesimati nelle comuni sventure e +nelle comuni speranze. + +E ciascuno di loro disse all'altro: _là, dove si combatte per +l'emancipazione d'un Popolo, è sacra l'emancipazione di tutti: ogni uomo +della libera Italia sarà un fratello per noi, e moveremo uniti in nome +della loro e della nostra Nazione_. E cessero l'armi per ripigliarle +sotto più giusta bandiera il dì dopo. + +Ed ora movono lentamente, tristamente, smarriti dell'anima, incerti +nella fede, verso quelle terre d'Austria dove sognavano di non tornare +che vincitori, a incontrarvi gli scherni e la persecuzione +dell'oppressore. + +Però che dov'essi credevano trovare un popolo di fratelli, e combattere +uniti le battaglie della Patria, trovarono una gente aggirata da +idolatri e sofisti, combattente senza saperlo, per un frammento di +Regno, e reggitori di rivoluzioni tremanti davanti al cipiglio dello +straniero e ministri commessi di corte che dissero loro: _tornate; noi +v'abbiamo ottenuto_ PERDONO _dall'Austria_. + +Ed io mi sento il rossore su per le guancie, scrivendo; e voi tutti +dovreste arrossire, leggendo. + +Addio, poveri illusi figli della Drava e dei Carpati. Voi faceste atto +solenne di fede; e veniste fra noi per insegnarci come l'Austria sia +debole, e come quel fantasma di potenza, in nome del quale i traviatori +del nostro moto ci chiedono di rinunziare alla libertà, all'unità, a +tutto ch'è caro ad un popolo, sfumerà come neve tocca dal sole, quando +tra noi una bandiera di popolo porterà scritto: _per la nostra libertà e +per la vostra_. Ma gli uomini, ch'or reggono e traviano il nostro moto, +non possono intendere la santità della vostra fede e non vogliono +raccogliere l'insegnamento. Non ci maledite: gemete per voi e per noi. +Il Popolo d'Italia è ora cieco, non vile. + +Ma il Popolo d'Italia sorgerà, come Lazzaro, dal sepolcro d'inerzia ove +giace, dopo brevi giorni di sonno. E fin dalla prima ora del risorgere, +esso ricorderà il patto d'alleanza che voi gli offriste e i suoi forti +si trasmetteranno di fila in fila la parola della battaglia: +Roma--Pesth. + +E a quel grido, da Pesth a Praga, da Praga a Zagreb, da Zagreb a +Lemberg, da Lemberg a Cattaro, sorgeranno nemici all'Austria e diranno: +_noi pure, noi pure!_ E il nome del vecchio Impero sparirà nella +tempesta d'un giorno. + + +XV. + +Voi siete ventisei milioni d'uomini, circondati da una Europa di Popoli +oppressi, che, come voi, cercano la Patria e come voi provarono d'esser +potenti, desti una volta che siano, a rovesciare i loro padroni. Non +entrerà mai dunque in voi coscienza dalla vostra forza? Non intenderete +voi mai che il giorno in cui, invece di gemere e supplicare, in nome dei +vostri patimenti e di non so quali diritti locali, una dramma di +libertà, delibererete di sorgere e dire: _in nome della natura umana e +del Diritto Italiano, vogliamo Libertà e Patria per noi e per quanti +s'affratelleranno in armi con noi_, voi sarete iniziatori della Guerra +delle Nazioni, e tanto forti da far tremare sulle loro sedi tutti i +Potenti d'Europa? + +Voi potete, il giorno in cui due uomini sopra ogni cento fra voi +vorranno star tre mesi sull'armi, due terzi all'aperto e l'altro terzo a +guardia delle barricate cittadine, appoggiare le vostre richieste o la +vostra chiamata all'Europa con un mezzo milione di combattenti. Non +intenderete voi mai che un mezzo milione d'uomini, levati in armi per +una idea santa di verità e di giustizia, può ciò che vuole? che la +vittoria è sua senza i danni inseparabili da ogni vittoria cercata da +forze minori? che le sorti d'Europa stanno raccolte per entro le pieghe +della sua bandiera? + + +XVI. + +Non dite: l'Europa è più vasta della nostra contrada e può mettere in +armi un maggior numero di combattenti, e li verserà contro noi. Due +milioni d'armati in nome della tirannide non prevalgono contro un mezzo +milione d'armati per la Libertà e per la Patria, accampati su terra +loro, tra le sepolture dei loro martiri e i grandi ricordi dei loro +padri. Ma in verità io vi dico che davanti allo spettacolo d'un Popolo +fatto Principio e procedente col ferro nella destra e il Vangelo Eterno, +_libertà, vita, progresso, associazione, fratellanza delle Nazioni_, +nella sinistra, i due milioni d'Europa non moveranno contro voi, ma +contro i despoti che s'attentassero d'assalirvi. + +Quando, undici anni addietro, la Francia si riscosse dal lungo sonno in +cui l'avean posta i padri dei sofisti idolatri ch'oggi pesano sui vostri +moti, una lunga tremenda corrente elettrica corse Francoforte, Berlino, +Pesth, Vienna, Milano, e pose a pericolo tutti i troni d'Europa, perchè +i Popoli, ricordando la Francia del 1789 e commossi dalla potente parola +che suonava attraverso la nuova riscossa, credettero che un principio +sorgesse e salutarono con impeto la vita che doveva discenderne a tutti. + +E quel che la Francia, sorgendo, produsse allora, voi, come ogni altro +Popolo, potete, sorgendo, produrlo in oggi. Però che, non quel che i +Popoli _sono_ per numero o concentramento di forze, ma quel che i Popoli +_fanno_ è, per decreto di provvidenza, norma generatrice agli eventi; e +mentre la Monarchia di Spagna co' suoi vasti dominî sui quali non era +tramonto di sole, non lasciò segno nel mondo fuorchè di roghi e d'ossa +di vittime, i piccoli Comuni d'Italia diffusero sull'Europa un solco +immortale d'incivilimento e di libertà. + +Porgete attento l'orecchio, e ditemi se non udite un cupo rumore che +viene come di sotterra, un fremito come di marea che salga, un'eco +indistinta come di lavoro che scavi le fondamenta delle Potenze +terrestri. + +Guardate in volto ai padroni del mondo e ai servi dei padroni del mondo, +e ditemi se le pallide fronti e il guardo irrequieto dei primi e +l'affaccendarsi convulso di qua, di là, di su, di giù per le vie +dell'inferno che chiamano Diplomazia, non accennino a presentimento di +rovina, a terrore d'ineluttabili fati. + +Essi tremano nell'anima loro, come per freddo di morte imminente, perchè +sentono il fremito di quella terza vita d'Italia, ch'io v'annunziava +poc'anzi e che, quando si manifesti nel mondo, sperderà la turba di +Fantasmi e Menzogne colla quale essi sviano i Popoli dalla vera via. + +E contemplate, studiando, l'Europa al lume, non delle lanterne cieche +degli angusti sistemi e delle false dottrine, ma della fiaccola ardente +della verità; poi ditemi, se nel culto invadente della materia, nello +scherno versato sulle vecchie credenze, nell'anelito a nuove tuttora +ignote, nel pazzo e breve affollarsi dei molti intorno ad ogni più +strano concetto, nel silenzio paziente dei pochi, nel contrasto fra il +martirio degli uni e l'indifferenza degli altri, nelle filosofie +congegnate a mosaico, nell'inaspettato riapparire di vecchie Potenze che +il mondo credeva spente per sempre, nel disfacimento visibile d'antichi +Imperi che il mondo credeva immortali, nell'agitarsi sovra ogni terra +dei milioni che lavoravano finora muti, inconscî, pei pochi, e nel +dolore senza nome che invade l'anime giovani, e nelle gioje profetiche +che illuminano subitamente l'anime stanche, non ravvisiate i segni della +morte d'un Mondo e del faticoso accostarsi alla vita, d'un altro. + +Io vi dico che, come quando morivano gli Dei Pagani e nasceva Cristo, +l'Europa è oggi assetata d'una nuova vita e d'un nuovo Cielo e d'una +nuova Terra; e ch'essa si verserà, come a santa Crociata, sull'orme del +primo Popolo dal quale escirà, sopportata da forti fatti, una voce +banditrice d'adorazione all'eterno Vero, all'eterna Giustizia, e +d'anatema alla Potenza che opprime e alla Menzogna che mentisce o +prostituisce la vita. + +Siate voi quella voce e quell'esempio vivente. Voi lo potete. E l'Europa +coronerà la vostra Patria d'una corona d'amore sulla quale Dio scriverà: +_guai a chi la tocca!_ + +Ma finchè l'Europa vi vedrà agitati pur trepidi sempre, frementi pur +prostrati davanti agli idoli, e apostoli o accettatori ipocriti di +menzogna e chiedenti a principi o a convegni di stranieri la terra ch'è +vostra, essa dirà: _non è un popolo che si desta, ma un infermo che muta +lato_; e i dubbî piccoli fatti, che si compiranno nella vostra contrada, +non saranno argomento se non di ciarle diplomatiche a raggiratori, o di +speculazioni devote all'idolo _Lucro_ in quell'antro di rapina che, con +vocabolo gallico, chiamano Borsa. + + +XVII. + +Non dite: _il nostro Popolo non è maturo pei sacrifici e per +l'entusiasmo che si richiedono alla grande impresa_. Il Popolo è di chi +merita d'averlo con sè. E dopo i miracoli operati dal Popolo d'Italia +per solo istinto di Patria, nel 1848 per ogni dove, e nel 1849 in Roma e +Venezia, chi parla in siffatta guisa del Popolo d'Italia, in verità, è +reo di bestemmia. + +E allora, non era in esso, come or dissi, che istinto e non altro di +Patria. Però che, da poche anime buone in fuori che s'erano accostate ad +esso con amore, ma gli avevano, insieme a qualche parte di Vero, +insegnato la triste e inerte rassegnazione, nessuno avea cercato +educarlo e affratellarlo in comunione d'idee con chi gli sta sopra. + +Ma d'allora in poi, mentre voi guardate freddi dall'alto di un falso +sapere su ciò che chiamate tuttora, come se foste Pagani, il vulgo +profano, molte anime buone, alle quali la tradizione dell'Umanità +collettiva ha dato l'intuizione dell'avvenire, hanno stretto con amore +le mani incallite degli uomini del lavoro e hanno parlato ad essi come +fratelli, e gli uomini del lavoro le conoscono e le ricambiano d'amore e +possono sviarsi per breve tempo da esse, ma ogni qual volta le +troveranno sulla loro via, le seguiranno con profonda fiducia. + +E poi che nel popolo delle vostre città la coscienza s'è aggiunta +all'istinto di Patria, e Dio, che segnò le diverse epoche della Vita +coll'emancipazione degli _schiavi_ dapprima, poi con quella dei _servi_, +vuole che sia battesimo dell'epoca nuova l'emancipazione dei poveri +_figli del lavoro_, io vi dico, non per vezzo d'adulazione alle +moltitudini, ma in puro spirito di verità, che oggi il popolo delle +vostre città è migliore di voi, che il mondo chiama letterati e +filosofi, e di me che scrivo. + +Però che voi ed io possiamo avere _virtù_, ch'è lotta e fatica, laddove +nel Popolo, fanciullo dell'Umanità, vive e respira la spontaneità +dell'_innocenza_, ch'è la virtù inconscia; e mentre in voi ed in me +alloggiano forse orgoglio d'intelletto violato dalla tirannide e +vaghezza di fama, il Popolo more ignoto sulle barricate cittadine, senza +onore di tomba, senza orgoglio fuorchè della sua terra, senza speranza +fuorchè pei figli ch'ei confida commettere a fati men duri. + +E mentre voi ed io, guasti dai conforti dell'esistenza o da lunghi studî +su morte pagine, andiamo calcolando sulle maggiori o minori probabilità +di vittoria nelle battaglie pel Giusto e pel Vero, e tentennando e +indugiando finchè il nemico s'avveda del colpo che vorremmo vibrargli, +il Popolo, che non conosce libro fuorchè quello della Vita e accoglie in +sè più gran parte della tradizione italiana che congiunge in uno il +_pensiero_ e l'_azione_, vibra il colpo subitamente e coglie sprovveduto +il nemico. + +E se il popolo delle vostre campagne è da meno, dipende da questo che, +abbandonato interamente da voi e lontano anche da quel riflesso di +pensiero che si diffonde più o meno a tutti dai grandi centri +d'incivilimento, esso soggiace nei suoi villaggi alle inspirazioni del +birro dei corpi e del birro dell'anime. E la vita misera oltre ogni dire +lo fa più cauto nel sacrificio, però che, se per tradimento o fiacchezza +di chi guida, il nemico ritorna potente là d'onde ei partì, non può far +sì che gli uomini delle città non abbiano bisogno di pane, tetto, +vestimenta e utensili, sorgenti perenni di lavoro, mentre struggendo, +nei primi furori della vendetta, le messi e involando i buoi che +trascinan l'aratro, il nemico isterilisce le sorgenti della vita +all'uomo del contado e condanna lui e la sua famigliuola a morire. Ma +con pochi decreti che gli promettano un miglioramento nelle sue +tristissime condizioni, e con una energia d'azione che gli provi la +vostra irrevocabile determinazione e la vostra forza, voi lo avrete +pronto agli ajuti anch'esso e devoto alla causa comune. + +Voi avete tutti un gran debito verso il Popolo, perchè il Popolo ha +bisogno che gli si assicuri, con più equa retribuzione al lavoro, il +pane del corpo, e, con una educazione nazionale, il pane dell'anima, e +voi gli avete finora mostrato, scritta in capo a un brano di carta, una +serie di diritti ch'ei non _può_ esercitare, e di libertà delle quali ei +non _può_ valersi: e gli avete chiesto di morire per quel brano di +carta. + +E il Popolo ha bisogno di amore, e voi gli date diffidenza ed orgoglio; +il Popolo ha bisogno d'azione, e voi gli date diplomazie e andirivieni +di legulei; il Popolo ha bisogno di verità e di programmi semplici e +chiari, e voi lo trascinate per ginepraî di transazioni e artificî +politici ch'ei non intende, e lo chiamate a cacciar lo straniero +dandogli lo straniero per alleato, a emanciparsi dal Vicario del Genio +del Male prostrandovi a un tempo davanti a lui come a sorgente di verità +spirituale, a liberarsi dalla tirannide vietandogli intanto convegni +pubblici, insegnamento di giornali, oratori cari ad esso e libertà di +parola. E gl'insegnate per anni ad agitarsi e fremere e prepararsi +all'azione per poi dirgli: _sta; noi non abbiamo bisogno di te, ma +d'eserciti ordinati di principi e despoti_. Poi vi lagnate d'esso e lo +chiamate stolto e codardo, se gli accade d'esitare nel dubbio e nello +sconforto il giorno in cui il tardo senso della sua onnipotenza vi +costringe a invocarlo. + +In verità voi raccogliete quello che seminaste colle vostre mani. + +Ma parlate al Popolo di _libertà_ e fate, non ch'ei la veda scritta su +brani di pergamena, ma la senta nella vita d'ogni giorno e d'ogni ora; +ditegli _amore_, e mescolatevi eguali ed amorevoli fra le sue turbe: +ditegli _fede_, e mostrategli che l'avete in esso: ditegli _progresso_, +e decretate, in nome e a spese della Nazione, l'educazione dei suoi +figli: ditegli _proprietà_, e fate che scenda ad esso la proprietà del +lavoro: ditegli _verità_, e non gli date mai ipocrisie, menzogne o +reticenze gesuitiche: ditegli _Patria_, e mostrategliela, non a spicchî +e frammenti, ma Una e vasta e potente: ditegli _azione_, e ponetevi a +guida delle sue moltitudini col sorriso della vittoria sul volto e +presti a combattere, per ottenerla, con esse: siategli apostoli, capi, +fratelli; e voi trarrete dal Popolo miracoli di virtù e di potenza a +petto dei quali i miracoli di dieci anni addietro saranno come deboli +riflessi di luce a fronte della luce viva e raggiante, come incerte +promesse a fronte delle opere che adempiono. + + +XVIII. + +Chi vinse, il 29 maggio 1176, contro Federico Barbarossa in Legnano, la +prima grande battaglia dell'indipendenza Italiana?--Il Popolo. + +Chi sostenne per trent'anni l'urto di Federico II e del patriziato +ghibellino, e ne logorò le forze davanti a Milano, Brescia, Parma, +Piacenza, Bologna?--Il Popolo. + +Chi franse in Sicilia la tirannide di Carlo d'Angiò, e compì nel marzo +del 1282 i Vespri a danno dell'invasore Francese?--Il Popolo. + +Chi fece libere, grandi e fiorenti le Repubbliche Toscane del XIV +secolo?--Il Popolo. + +Chi protestò in Napoli a mezzo del secolo XVII contro la tirannide di +Filippo IV di Spagna e del Duca d'Arcos?--Il Popolo. + +Chi vietò con resistenza instancabile che l'Inquisizione dominatrice su +tutta l'Europa s'impiantasse nelle Due Sicilie?--Il Popolo. + +Chi scacciò da Genova nel dicembre del 1746, di mezzo al sopore di tutta +l'Italia, un esercito Austriaco?--Il Popolo. + +Chi vinse le cinque memorande Giornate Lombarde nel 1848?--Il Popolo. + +Chi difese due volte, nell'agosto del 1848 e nel maggio del 1849, +Bologna contro gli assalti dell'Austria?--Il Popolo. + +Chi salvò nel 1849, in Roma e Venezia, l'onore d'Italia prostrato dalla +monarchia colla consegna di Milano e colla rotta di Novara?--Il Popolo. + +Il Popolo senza nome, combattente senza premio di fama; l'Eroe +collettivo, l'uomo-milione che non fallì mai alla chiamata ogni qual +volta gli vennero innanzi, in nome della santa Libertà, uomini che +incarnarono in sè l'_azione_ e la _fede_. + + +XIX. + +Giovani Volontarî Italiani, benedette siano l'armi vostre! Benedette le +Madri che s'incinsero in voi! Benedette le fanciulle del vostro amore, +che compressero sotto un pensiero di patria i palpiti del core per +salutare d'un sorriso di conforto la vostra partenza! + +Però che in voi vivono le due virtù del Popolo, l'azione e la fede; e, +come il Popolo, abbracciaste il sacrificio siccome un fratello, senza +calcolo di premio o di rinomanza, fuorchè di tutti. Sante sono le vostre +bajonette, perchè portano sulla punta una idea: l'Unità della Patria; +sante l'anime vostre, perchè portano in sè, come Dio in santuario, il +più puro fra tutti gli affetti, l'affetto alla libertà della Patria. + +Fra voi splendono, come ricordi d'una gloria mietuta, come bandiera +d'onore di mezzo a un esercito, uomini che diedero combattendo, da Roma +e Venezia, il programma dell'Italia futura. E su voi tutti splende la +serena maestà dell'intrepido Capo, il cui nome è fascino d'entusiasmo +alla gioventù d'Italia e di terrore al nemico. Ma sulla fronte a +ciascuno di voi sta un segno che vi dice capaci d'emular quei ricordi e +d'esser degni del Capo. In voi respira, volente, potente, la Patria. Il +vostro campo è un Pontida Italiano. Voi siete un Poema vivente, che +ricongiunge la coscienza dell'oggi colla tradizione di quasi sette +secoli addietro. + +Ma perchè sostate, o giovani Volontarî, sulla bella via? Perchè, come +Poema troncato a mezzo dalla morte del Genio che lo dettava, l'impresa +che iniziaste giace, colpita di subita inerzia, a mezzo il suo corso? È +libera ed una l'Italia, o giovani? O segnaste voi pure, collo straniero, +i patti di Villafranca? + +Voi accorreste dove suonava il nome di Patria, col nome d'Italia sul +labbro, coi colori Italiani sul petto. + +Sono i limiti della Patria Sant'Arcangelo e il Mincio? + +Non è terra d'Italia quella che si stende a mezzogiorno e a settentrione +di quei confini? + +Ciascuno di voi portò seco un giuramento solenne: _dall'Alpi al Mare_. +Non è Venezia al di qua delle Alpi? Non bagna il nostro mare le spiaggie +frementi della Sicilia? + +E Roma? Roma dove vive l'unità della Patria? Roma che è core, tempio, +palladio della Nazione? La cancellate voi dalla Carta d'Italia? O lo +straniero che vi signoreggia è meno straniero perchè veste una assisa +francese tinta in rosso dal sangue dei vostri? + +A due passi dalle vostre vedette il bastone dei mercenarî Svizzeri e dei +birri papali scende sul dorso d'uomini che vi sono fratelli. Più in là, +in mezzo ai desolati dominî del Vicario del Genio del Male, sorge un +Castello che chiude da dieci anni centinaja d'uomini, che vi +prepararono, congiurando, combattendo, la via. Più in là stanno le +prigioni di Roma. E più in là, nelle atroci segrete napoletane, negli +scavi delle isole disseminate sui vostri confini meridionali, vivono, +d'una vita di chi domani morrà, apostoli della vostra Causa, volontarî +della stessa Bandiera, che vi precorsero nell'impresa. Volgete addietro +lo sguardo; là tra le lagune agonizza di lenta, tremenda agonia la Roma +dell'Adriatico, Venezia, che v'insegnò indipendenza fin da quando gli +uomini del Nord cominciarono a correre le vostre contrade; Venezia che +tenne ultima in alto, dieci anni addietro, il vessillo della libertà e +dell'onore d'Italia; Venezia alla quale venti volte giuraste che i +vostri fati non si scompagnerebbero mai da' suoi. + +Giuraste ad essa, alla Patria, a Dio; e nelle parole di quel giuramento +cingeste l'armi. Perchè sostate? Perchè tradite il debito cresciuto in +voi colla forza, e obbedite come se foste assoldati dalla tirannide e +non apostoli armati d'una Fede suprema, alla paura degli inetti che +travolgono la Patria appiè d'un Convegno di re stranieri? + +Il tempo rode le rivoluzioni dei Popoli: il tempo è lima che consuma +l'entusiasmo dell'anime. Non v'avvedete voi che sul tempo calcolano i +vostri padroni, perchè lo sconforto aggeli e isterilisca gli elementi di +forza che vi stanno innanzi? Non v'avvedete che ogni mese, ogni giorno +d'indugio scema d'un raggio la stella di vittoria che splendeva sulle +vostre colonne armate e affascinava a seguirvi le moltitudini? + +Giovani Volontarî, perchè sostate? Voi siete un Esercito Liberatore o +una Menzogna vivente: siete gli Araldi della Nazione o strumenti miseri +e inconscî d'una angusta ambizione di principe, d'un disegno preordinato +di dominazione straniera. Voi siete oggi custodi della vita e della +morte del vostro Popolo. Chi oserà sorgere fra gli inermi, se voi, +forti, armati, ordinati, non osate varcare una linea segnata +dall'inchiostro d'un commesso di diplomazia e d'un faccendiere di corte? + +Affrettatevi intorno ai Capi e dite loro: _è Capo chi guida: guidateci. +Noi ci sacrammo Cavalieri d'Italia, non di Toscana, Parma o Romagna. I +fati della Patria pendono dai suoi figli in armi, non dai protocolli di +Parigi o Zurigo. Ovunque gemono e fremono fratelli nostri, là sta il +campo delle nostre battaglie. Movete, o moviamo_. + +E siano benedette l'armi vostre, giovani Volontarî Italiani! Benedette +le madri che s'incinsero in voi! Benedette le fanciulle del vostro +amore, che compressero sotto un pensiero di Patria i palpiti del core, +per salutare d'un sorriso di conforto la vostra partenza! + + +XX. + +Il cielo era senza stelle, cupo, d'un colore di piombo. La notte, +scendendo, aveva disteso sull'azzurro profondo un velo denso e continuo, +come lenzuolo di morte presto a calare sopra un cadavere. + +Un soffio gelato passava di tempo in tempo senza rumore sulla vasta +campagna. Le lunghe e folte erbe piegavano, mute anch'esse, sotto quel +soffio. Io guardava; e mi venivano alla mente le pure splendide imagini +dell'anima vergine e le dolci speranze de' miei anni giovanili, cadute +ad una ad una sotto il soffio gelato delle delusioni e dello sconforto. + +Era una tristezza nell'ora, nella terra e nel cielo e nell'immenso +silenzio, profonda, inconsolabile, muta. La vita pareva sospesa e senza +vigore per ridestarsi. + +E scese lento, invadente, su tutto quanto il mio essere, come veste che +s'adatti alle forme, un senso di stanchezza suprema, un queto tedio +della vita e d'ogni cosa terrena, un illanguidimento senza nome e senza +dolore, ma peggiore di tutti dolori: come una morte dell'anima. + +E pensai ai lunghi anni vissuti, senza gioja e senza carezza, nella +solitudine d'una idea, agli amici morti per la terra o morti per me, +alle illusioni sparite per sempre, all'ingratitudine degli uomini, alla +tomba di mia madre, alla quale io non avevo potuto accostarmi se non +celatamente, la notte, come uomo che tenti delitto; finch'io sentii un +bisogno di piangere, piangere, piangere, ma non poteva. + +E m'assisi sopra una pietra del cammino, colla testa fra le mani, +affranto nell'anima, e come chi tenta celare a sè stesso la via percorsa +e la via da percorrere. + +E mentr'io mi stava a quel modo, mi pareva di sentirmi la fronte lambita +tratto tratto come da un alito, e l'orecchio lambito da suoni fiochi +fiochi, come di voci lontane e che vengono di sotterra; e mi pareva di +conoscere quelle voci. + +E rizzandomi inquieto e guardando, mi sembrava che la campagna fosse +seminata tutta di piccole croci; e accanto a ciascuna di quelle croci +sorgeva biancastra una forma d'uomo e taluna di donna. Ed erano volti, +alcuni noti, altri no; ma tutti come di fratelli e sorelle dell'anima +mia. + +E gli uni avevano sulla fronte o sul petto segni sanguigni, rotondi, +come di ferita, altri come un nastro di sangue intorno al collo, altri +altro segno di morte violenta e súbita, e taluna di quelle forme non +aveva segno fuorchè d'un lento angoscioso dolore in ogni lineamento del +volto; ed erano le più tristi a vedersi. + +E tutte si guardavano mestamente quasi interrogandosi l'una coll'altra. +Poi da una di quelle forme mosse un suono di voce che disse: _sempre +immemori?_ + +Ed altre voci risposero con accento di profondo dolore: _sempre!_ + +E un suono di lungo gemito si diffuse per la vasta campagna. Quelle +anime, che avevano sorriso sul patibolo e fra le torture, gemevano +sull'oblio dei loro fratelli viventi. + +Allora si levò una voce e disse: Morimmo per la Verità o per l'Errore? +La volontà del nostro Padre ch'è nei cieli ci raccolse qui, perchè da +noi esca il segnale della terza Vita della Nazione, quando i fratelli +nostri avranno raccolto gl'insegnamenti che noi scrivemmo ad essi col +nostro sangue. E i mesi passano, e gli anni passano, e nuove anime di +martiri s'aggiungono ogni giorno alle nostre senza che l'ora +d'emancipazione sorga per noi. + +E un'altra voce disse, mentre il guardo accennava a molte di quelle +forme: che manca ad essi? noi cademmo vittime volontarie dello +straniero, per insegnar loro che chi vuole redimersi non deve sperare +salute fuorchè dalle proprie braccia e dalle armi proprie. Perchè fidano +anch'oggi a conciliaboli e decisioni di stranieri le proprie sorti? + +E surse una terza voce: noi lasciammo le dolci sponde dell'Adriatico e +ci recammo, come il Padre c'inspirava, a morire sulle terre dell'estrema +Calabria, per insegnar loro che ogni uomo d'Italia è mallevadore per +tutti, e che ogni zona del nostro terreno è zona della Patria comune. +Perchè s'accampano oggi ciascuno sul lembo di terra che ha conquistato, +e tutti non curanti dei fratelli che soffrono a pochi passi da loro? + +E una quarta voce s'alzò: E noi morimmo per insegnar loro che la fede +senza l'opere è un'inganno agli uomini e a Dio, e che _l'azione_ è il +migliore ammaestramento che possa darsi ad un Popolo. Perchè dunque lo +spirito di vita si manifesta sulle migliaja, e i milioni rimangono +inerti contemplatori? + +E una quinta voce proferì sdegnosa: E noi affrontammo, deliberatamente +solenni, la morte e l'infamia dai più, per insegnar loro che, fra la +prepotenza della tirannide e la servitù incatenata dei molti, un sol +ferro può ristabilir l'eguaglianza, se scintilli fra le mani di chi +sprezzi davvero la vita e non conosca giudici fuorchè Dio e la propria +coscienza. Perchè dunque si querelano sempre fanciullescamente della +prepotenza d'un solo despota? + +E una sesta forma, femminile, che non aveva segno di morte violenta, ma +l'impronta d'un dolore di Niobe sullo scarno volto, fece come chi vuol +movere parola, ma non potè, e soltanto accennò, con un guardo di +rimprovero che pareva abbracciar terra e cielo, a quattro o cinque forme +di giovani che le stavano intorno. + +E dopo un silenzio, tutte quelle forme proruppero in un lamento: Dov'è +la Patria promessa ai nostri figli da coloro che ci videro morire e +giurarono vendicarci? Dov'è la tomba che dovea raccogliere l'ossa nostre +su terra libera e sotto la bella bandiera per la quale ponemmo la vita? +Perchè sfumarono le promesse dei vostri cari? A che dirci grandi se il +nostro esempio non è raccolto? A che la parola d'amore gittata +pomposamente alla nostra memoria, se il pensiero, il voto, il palpito +dell'anima nostra è obliato, profanato, travolto? Morimmo per la Verità +o per l'Errore? + +E un tremito prese tutte quelle ombre. Ed io mi coprii per vergogna e +dolore la faccia. + +Quando riguardai, non vidi più cosa alcuna fuorchè il cielo senza stelle +e la vasta deserta campagna e le lunghe e folte erbe che piegavano al +soffio gelato. Ma spesso, tra i sogni, vedo tuttavia riaffacciarmisi la +dolente visione. + + +XXI. + +Dio dei Popoli oppressi! Dio dell'anime afflitte! Posa sui poveri sviati +figli d'Italia uno sguardo di clemenza e d'amore. Il solco segnato da +trecento anni di schiavitù e la lunga idolatra predicazione dei falsi +profeti che usurpano in terra il tuo santo nome non si cancella in un +giorno; e la loro mente è spesso ingombra d'errore. Ma in fondo del loro +core vive, come lampa velata, il culto del tuo Vero, e della Patria alla +quale tu li chiamasti: ed hanno molto patito per essa. + +Tu, davanti al cui occhio l'Umanità intera appare come un Essere solo, +volesti che il sacrificio d'un Giusto lavasse ogni fatalità di colpa e +d'errore da tutte l'anime de' suoi fratelli. Pesa nella tua mano il +sacrificio di tutti i Giusti che morirono per richiamarci a vita, e +accoglilo siccome espiazione dei nostri traviamenti. Scenda sui poveri +ingannati figli d'Italia il tuo Spirito di Verità! Manda, dove +s'accolgono, l'Angiolo dei forti pensieri, e fa ch'essi diventino degni +dei loro Martiri e non contristino l'anime sante coll'oblio o colla +fiacchezza delle opere! + +Per la parte che adempiemmo de' tuoi disegni nel passato--per la parola +d'Unità che due volte diemmo alla terra--per l'intelletto della divina +bellezza che i nostri profeti diffusero, inspirati da te, sulle +genti--pei Santi che vissero e morirono sul nostro suolo nella tua +fede--per la promessa che ci venne data da te, quando stendesti più +splendido che non altrove su noi l'arco dei cieli e il sorriso infinito +della tua Creazione--noi ti preghiamo, o Signore: levaci alla terza +Vita! Infondi nelle nostre madri l'adorazione della Patria e l'amore +all'anima, non alle sole membra, dei figli! Spira nei padri i virili +concetti e l'ardita virtù che sola può far nostra la nostra terra! +Benedici le spade dei nostri giovani, finch'essi possano scioglierti +dalla tua Roma un cantico degno di te, il cantico dell'Italia redenta. + +E salvaci, oh salvaci dalla morte dell'anima! Sperdi da noi, checchè +avvenga nel tempo di prova che ancor ci avanza, l'ateismo della +disperazione, il soffio gelato del dubbio. Come il ferro s'affina sotto +i colpi che par minaccino di spezzarlo, così s'affinino i nostri cori +sotto il martello della sventura. Come il forte licore diffonde il suo +profumo all'intorno quand'è infranto il vaso che l'accoglieva, così si +diffonda, tra le ferite dell'ingratitudine, da noi sui nostri fratelli +l'amore, ch'è il profumo dell'anime. + +E quando nel freddo della solitudine, ch'è il peggiore dei mali, saranno +presso a spegnersi le sorgenti della tua vita, suscita, o Padre, a +ravvivarle, il pensiero dei morti che amammo e che ci amano. E scenda a +lambirci la fronte riarsa il bacio delle madri e delle sorelle perdute, +e c'insegni i segreti dell'immortalità, tanto che vivi e morti siamo +tutti uno in te nella fede e nella speranza. + + +XXII. + +E stetti sull'Alpi: sull'alto dei Monti che ti ricingono come diadema, o +mia Patria, là dov'è eterno il candor delle nevi, eterna la purezza +dell'aria, eterno il silenzio se non quando lo rompono lo scroscio della +valanga e l'invisibile scorrere, eterno anch'esso, dell'acque che di là +scendono a fecondare l'intera Europa; e l'uomo sente se stesso come più +presso a Dio. + +E le stelle si dileguavano ad una ad una come i fochi d'un campo che si +prepara sull'alba alla mossa. E l'alba incoronava l'estremo orizzonte di +una luce di vita nascente. + +Correva sul vasto ripiano un alito come di creazione, pregno di +freschezza e potenza di vita, che affondava sotto a' miei piedi la +nebbia delle falde, come un puro e forte pensiero affonda le misere +vanità, e le basse passioni tentatrici del core. Ed io sentiva l'anima +stanca ringiovanirsi a quel soffio. + +E pensai agli istinti profetici della vita immortale, che nè delusioni +nè lunghi inconfortati dolori avevano mai potuto spegnere in me, al +rinascere solenne di Roma dopo secoli di tenebra profonda e servaggio, +alla giovine libertà Ellenica risuscitata dai Klephti delle montagne, +quando il mondo la credeva spenta per sempre, al sorriso dei morenti sul +palco per l'Unità della Patria, al _tiremm innanz_ del povero Sciesa, +quando, a due passi dal supplizio, gli offrivano vita, purchè invocasse +perdono, e ai pochi ma rari affetti seminati, come fiori tra le nevi +dell'Alpi, sul cammino della mesta mia vita, o all'anima femminile che +Dio mi mandava, com'Angelo de' miei giorni cadenti, perch'io la amassi +sovra ogni cosa terrena. E dissi a me stesso: _No, la vita e il martirio +non sono menzogna: l'amore consacra l'uno e l'altro all'eternità. Il +dolore è santo; la disperazione è codarda_. + +E il Sole sorgeva; simbolo, eternamente rinascente, di vita, grande, +maestoso, solenne: il Sole d'Italia sulle Alpi! Ed io affondava lo +sguardo fin dove poteva, giù dove si stende il sorriso interminabile +della bella mia Patria. E la luce si diffondeva come aureola +promettitrice sovr'essa colla rapidità del mio sguardo. E la mia anima, +sorvolando quel torrente di calore e di luce, nuotava con fede +irresistibile e nella speranza e nell'antico orgoglio del nome d'Italia. + +Tu sorgerai, o mia Patria! grande nel mondo come il sole sulle tue Alpi: +santa del tuo lungo Martirio: bella del duplice tuo Passato e +dell'infinito Avvenire. E il tuo sorgere sarà segnale al sorgere delle +Nazioni; e rinnovellerà, onnipotente contro ogni nemico, la faccia +dell'Europa. E questo avverrà, quando, cacciati gl'idolatri dal Tempio e +disperse le nebbie delle false dottrine che t'indugiano sulla via, i +tuoi figli non avranno altra via che la linea retta, altra scienza che +la verità senza veli, altra tattica che il coraggio e l'ardire, altro +Dio che il Dio della Giustizia e delle Battaglie. + + +XXIII. + +Ed io so che parecchî fra voi, incadaveriti in ogni libera facoltà per +troppo lungo soggiorno appiè dell'Idolo _Forza_, dell'Idolo _Tattica_, +dell'Idolo _Lucro_, s'irriteranno delle mie parole e diranno _raca!_ al +fratello; e appiattati, siccome ladri in viottoli, in qualche angolo +oscuro dei loro diarî e libercoli, schizzeranno contro me fango, bava e +veleno. Ma essi non hanno potere sull'anima mia, nè contro le verità +ch'io parlo ai giovani e ai figli del Popolo, e che i giovani e i figli +del Popolo ascolteranno quando che sia. + +Però che Dio mi diede, chiamandomi a vita quaggiù, una inesauribile +potenza d'amore ed una di spregio. E come Giovanni Huss di sul rogo, +vedendo un uom del contado affaccendarsi per aggiungere legna a quella +che già lo ardeva, esclamava: _o semplicità santa!_ io diffondo la prima +sulla testa di quei che m'oltraggiano per errore di mente debole: e la +seconda, io la verso sulla testa degli idolatri che calunniano per basso +livore d'invidia o per secondi fini. Nè guardo o curo più oltre. + +Ma il Vero ch'io parlo, come m'è inspirato dalla tradizione d'Italia e +dalla pura coscienza, è immortale; nè calunnia di codardi o malia di +false dottrine o bastardure di corti può soffocarlo se non per poco. + +E in nome di quel Vero oggi io grido: + + +XXIV. + +Giovani d'Italia, sorgete! + +Sorgete sui monti! Sorgete sul piano! Sorgete in ciascuna delle vostre +città! Sorgete tutti e per ogni dove! Non vedete che il sorgere subito o +universale è vittoria certa, senza i sacrificî della vittoria? + +Sorgete tutti e per tutti! Non siete voi tutti figli d'una stessa +Italia, in cerca d'una stessa Patria? + +Non dite, voi che avete terreno libero ed armi: _perchè non sorgono come +noi gli uomini delle altre provincie?_ In verità, quella è parola di +Caino, e se voi poteste proferirla, meritereste di perdere la libertà +conquistata, e la perdereste. + +Non v'è che una Italia, e, su quella, non provincie, ma zone di +operazione e un esercito Italiano composto di quanti si concentrano in +armi intorno alla bandiera della Nazione. Voi siete quell'esercito e +dovete muovere senza riposo, ingrossando per via, alla conquista di +quelle zone. + +Non dite, voi che gemete tuttora nella servitù: _perchè non vengono a +scacciare i nostri tiranni gli uomini delle terre già libere?_ Se voi +sorgeste, verrebbero, e scacciereste, uniti, più rapidamente i vostri +padroni. + +Figli delle terre affrancate, non troverà la Patria fra voi un Cesare +della libertà che valichi il Rubicone? Figli delle terre schiave, non +troverà la Patria fra voi un solo Procida che osi chiamare gli oppressi +ai Vespri sugli oppressori? + +Sorgete, oh sorgete! Sorgete oggi: domani avrete più gravi ostacoli. +Perchè, se nei loro Conciliaboli i Principi potranno dire: _là vi è +quiete_, sanciranno coi loro patti la durata di quella quiete, e voi +avrete nemici tutti, mentr'oggi è in vostro potere dividerli. + +Sorgete oggi! Il tempo è tutto per voi. Oggi ancora le moltitudini +sperano e fremono: domani ricadranno incredule, sfibrate, pervertite +dall'arti assidue dei vostri nemici. + +Sorgete oggi! Un'ora di schiavitù rassegnatamente patita, quando la +vittoria è possibile, merita un secolo di tirannide e d'obbrobrio al +Popolo che la patisce. E chi può darvi condizioni migliori per vincere +di quelle d'oggi? Le migliaja dei vostri fratelli in armi, le forze dei +vostri padroni titubanti e smembrate, uno straniero spossato dalla +disfatta, l'altro dalla vittoria e impotente a mutar di campo e di +bandiera ad un tratto, e i consigli dell'Europa divisi, e le Nazioni +deste al vostro destarsi, non vi dicono che il momento è venuto? + +Uomini delle terre Napoletane! A che state? Sapete voi quale nome serpe +per voi tra i Popoli dell'Europa attonita della vostra immobilità? È il +nome che l'uomo non ode senza ricorrere all'armi: il nome che stampa +sulla fronte a un Popolo il marchio del disonore. In nome dell'onore +d'Italia e del vostro, in nome del vostro passato, in nome degli esempî +di fortezza che vennero da voi primi a tutta la nostra contrada, +sorgete, e fondi il vostro sorgere la Patria d'un getto! + +Figli dell'Isola che disse undici anni addietro ai suoi tiranni: _noi +sorgeremo il tal giorno_, e attenne la sua parola, siete voi fatti +simili a fanciulli pendenti dal labbro del pedagogo? L'ora della vostra +Libertà non può venirvi per messaggio segreto di Firenze o Torino. L'ora +della vostra Libertà scoccherà il giorno in cui, in una delle vostre +città, cento generosi fra voi, congiunte le destre e l'armi, ripeteranno +la parola dei padri: _tradisce la Patria chi tarda. Morte pria che +servire!_ + +Tradisce la Patria chi tarda. Gittate, o giovani d'Italia, l'anatema a +chi vi parla d'indugio, e sorgete. A che ammirate l'impeto sublime di +Francia nel 1792 e i quattordici eserciti spinti alla sua frontiera? La +Francia non contava allora più milioni d'uomini che non son oggi i +milioni d'Italia. A che dir grandi i combattenti della Grecia risorta? +Non potete esser grandi com'essi? I Greci erano un milione contro un +nemico dieci volte più forte; ma s'armarono tutti, giurarono di +sotterrarsi sotto le ruine delle loro città, anzichè piegare innanzi +alla Mezza-luna, mantennero a Missolungi il loro giuramento, e vinsero. +Fate com'essi: vincerete com'essi. + +Su, sorgete! Non piegate alle lodi che vi vengono, per gl'indugi +accettati, da quelli ai quali giova che voi indugiate: in verità io vi +dico che quei lodatori sogghignano nel loro segreto, e vi scherniscono +creduli e puerilmente arrendevoli. I cinque mesi d'inerzia durata +dovrebbero pesarvi sulla fronte come cinque anni di vergogna non +meritata. L'insurrezione d'Italia è iniziata: diffondetela, allargatene +la base, afforzatela, per quanto vi è caro. Le insurrezioni che +s'arrestano muojono. A voi bisogna andar oltre, o perire. + +Sorgete, sorgete! Non corre sangue d'Italia nelle vostre vene? Fra la +minaccia del nemico e i cenni del Brenno alleato, non sentite ribollirvi +nel core vita e orgoglio di liberi? È terra nostra questa o d'altrui? +Feudo o proprietà di cittadini padroni di sè? A che l'armi, su non le +adoperate? A che il grido fremente di _Viva l'Italia_? Su per Perugia! I +protocolli non vi pagheranno il sangue che vi fu versato. Su per +Venezia! Dai conciliaboli regî non avrete che paci di Campoformio o di +Villafranca. Su per quanti gemono dall'Alpi al Mare! Sorgete, come le +tempeste dei vostri cieli, tremendi e rapidi! Sorgete, come le fiamme +dei vostri vulcani, irresistibili, ardenti! Fate armi delle vostre +ronche, delle vostre croci, d'ogni cosa che ha ferro! Sfidate la morte, +e la morte vi sfuggirà. Abbiate un momento di vita volente, potente, +Italiana davvero, come Iddio la creò; e la Patria è vostra. + +E Dio benedica voi, le vostre spade, i vostri affetti e la vostra vita +terrena, e l'anime vostre e le maledizioni stesse escite talora dal +vostro labbro su me che scrivo col vivo sangue del core, e la cui voce, +tremante per febbre d'amore e di desiderio, voi spesso scambiaste in +voce d'agitatore volgare, irrequieto e importuno. Sperda l'oblio ogni +ricordo di me, purchè sventoli, fra un Popolo di liberi, pura d'innesti, +la bella, la santa, la cara Bandiera dai tre colori di Italia, sulla +terra ove dorme mia Madre. + + _14 novembre 1859._ + + + + +NÈ APOSTATI NÈ RIBELLI[144] + + +La diffidenza cieca, come la cieca fiducia, è morte alle grandi imprese. +I maneggiatori politici del moto Italiano peccano in oggi della prima, e +vi aggiungono l'ingratitudine; il Popolo d'Italia pecca della seconda. + +Della necessità che il Popolo d'Italia non segua passivamente servile +l'inspirazione che scende dalle sfere governative, ma senta la vita +iniziatrice che ha in sè, e la svegli e provveda, più che non fa, con le +opere proprie alle proprie sorti, ho parlato sovente e riparlerò. Parlo +oggi per conto mio e de' miei amici repubblicani, della diffidenza +sistematica che perseguita di calunnie e di stolti sospetti essi e me. +Ne parlo, non perch'io creda debito nostro giustificarci o difenderci +con gli uomini che diffondono quelle calunnie o affettano di nudrire +quei sospetti: nei più tra essi calunnie e diffidenze non sono sincere, +ma solamente basso calcolo politico e codarda guerra d'uomini meschini +contro uomini che paventano, a torto, rivali possibili sul campo +dov'essi mietono; però non li stimo. Ne parlo pei molti che credono +senza appurare, o perdono così la speranza d'una concordia che +nell'intimo core desiderano; pei molti che, ineducati a scegliere tra le +cose messe loro innanzi, travedono pericoli ove non sono, e credono, +ingannati non colpevoli, salvare il Paese vigilando sospettosi su noi ed +allontanandoci da un campo che aprimmo noi primi in Italia. Davanti al +Popolo non v'è dignità offesa che comandi il silenzio. Giovammo--e +questo lo confessano gli stessi avversi--alla Causa del suo avvenire. +Vogliamo giovarle ancora, tentarlo almeno, e per questo bisogna +intenderci. Agli accusatori sistematici vorrei ricordare soltanto che le +ingiuste diffidenze generano ingiuste ire, traviano l'opinione Europea +su le cose nostre, scemano le forze della Nazione, e cacciano i germi di +quel sistema che contaminò, sessantasette anni addietro, la Rivoluzione +francese, e finì per affocarla nel sangue. + +Da quali fatti movono i sospetti che oggi ancora si accumulano contro i +repubblicani? Per quanto io cerchi, non ne trovo uno solo che non sia +un'assurda calunnia smentita dieci volte da prove documentate. + +Ebbe luogo, in un sol punto d'Italia, un solo tentativo di sommossa +repubblicana? Fu trovata, fu letta, negli ultimi due anni, una sola +linea scritta pubblicamente o privatamente, dagli uomini che più o meno +rappresentano il principio del Partito, che accenni a Repubblica? Fu mai +promossa da noi, dal primo svolgersi del moto d'Italia, la questione di +forma d'instituzioni politiche? + +No: e mi smentisca co' fatti chi può. Prima della pace di Villafranca, +parecchî tra noi protestarono contro il commettersi de' nostri fati alle +armi straniere e ad armi dispotiche: sapevamo d'antico che nessuna Unità +Nazionale s'era fondata a quel modo, e la subita pace, e lo smembramento +di Nizza e Savoja vennero poi a giustificare l'antiveggenza. Dopo la +pace di Villafranca, appena l'emancipazione Italiana rimase opera di +menti e braccia Italiane, anche quei che non avevano fatto se non +astenersi, senza badare alla bandiera che padroneggiava il moto, +s'affrettarono a unirsi. Il programma _monarchico_ di Garibaldi fu il +loro. Le file di Garibaldi son piene di repubblicani. Essi pugnano, +vincono, muojono lietamente sotto di lui. Nè prima nè dopo l'infausta +pace escì dalle loro labbra altro grido che quello dell'Unità; di quella +Unità alla quale i loro tentativi, i loro scritti, le loro associazioni, +i loro martiri, avevano educato l'Italia. Ovunque fu pericolo onorato da +corrersi per promoverla, là furono. La sola sfera nella quale i loro +nomi non si trovano più che rari è quella degli impieghi lucrosi. +Sdegnati, calunniati, respinsero le calunnie senza una parola che +riconducesse l'antica questione sul campo. Perseguitati, oggi sorrisero, +e il dì dopo giovarono, come fu loro dato, alla causa della Patria e +dell'Unità. I più tra loro promossero, stimandola giovevole, +l'annessione combattuta delle provincie del Centro. Taluni si tennero, +in Toscana segnatamente, a contatto col Governo per rassicurarlo e +appoggiarne più validamente le mosse, quando tendessero all'Unità. Io +che scrivo dichiarai sull'onore e pubblicamente che se mai nuovi +smembramenti di terra Italiana, o il rifiuto deliberato dell'Unità da +parte dei reggitori ci riducesse, disperati da altre vie, alla nostra +vecchia bandiera, noi lo annunzieremmo anzi tratto con la stampa agli +avversi. + +Può un Partito dar pegni più solenni di questi? Può spingersi più oltre, +per amore della concordia, l'abnegazione? Può la riverenza alla +sovranità dell'opinione Nazionale esigere altro da noi? + +Il Popolo d'Italia, lasciato alle proprie aspirazioni, non traviato da +calunnie, risponderebbe: _non può_. I raggiratori che strisciano intorno +alla piramide del potere vorrebbero di più. Diseredati di fede e +veneratori materialisti dell'_opportunità_ e della forza, essi +vorrebbero rapirci la nostra. Non basta ad essi che da noi si chini +riverente il capo alla sovranità dell'opinione dei più; vorrebbero che, +dichiarando di avere errato nel passato, noi ci dicessimo credenti nella +fede monarchica. Vorrebbero che non fossimo _accettatori_, ma +_propugnatori_ della dottrina che in oggi domina. Non lo vogliamo, nè lo +possiamo. La nostra è fede; possiamo tacerla per un tempo, rinunziare ad +ogni tentativo d'attuarla; non rinnegarla e dirla falsa per l'avvenire. + +Nè ribelli, nè apostati; in queste parole si compendia la nostra +condizione dell'oggi. Non possiamo andare d'una linea più in là. Essere +_cittadini_ non significa per noi cessare d'esser uomini. + +Cittadini onesti e leali accettiamo, purchè guidi all'Unità della +Patria, la monarchia dal consenso dei più: non tentiamo di sostituire +alla sua bandiera la bandiera repubblicana. Che volete di più? Abolire +la coscienza? Siate allora inquisitori e tiranni: non vi fregiate del +santo nome di libertà. + +La libertà esige la coscienza della libertà. Volete servi, non liberi +alleati all'impresa? Raccoglierete una menzogna di libertà e nuova +servitù poco dopo. Preferireste averci cortigiani, ipocriti e +gesuitanti, all'averci cooperatori leali e salvo il pudore dell'anima, +salva la dignità d'uomini in noi? Qual pegno avreste del nostro non +tradirvi domani? + +Movendo all'emancipazione delle Marche e dell'Umbria--emancipazione che +voi dichiaravate inopportuna e pericolosa cinque giorni prima di +compierla colle armi vostre--noi inalzavano la bandiera dei tre colori +d'Italia, senza lo stemma Sabaudo. Con qual diritto avremmo noi, pochi +iniziatori e semplici cittadini, detto alle popolazioni alle quali +imprendevamo di portar libertà: _noi vi ajutiamo a patto di +padroneggiarvi_? Non dovevamo aspettare che la volontà dei nostri +fratelli, come altrove, si dichiarasse? + +Non rimase la bandiera pura d'ogni stemma in Toscana, prima che il voto +popolare dell'annessione si rivelasse? Inalzarono altra bandiera che +l'Italiana gl'insorti della Sicilia, quando per sei settimane Rosalino +Pilo e i compagni di lui tennero vivo, aspettando Garibaldi, il +combattimento? Perchè voler noi, noi soli repubblicani, usurpatori della +Sovranità del Popolo? Non bastava a voi la promessa che il nostro grido +repubblicano avrebbe taciuto? che avremmo accettato il vostro vessillo +dal primo libero Municipio che l'avrebbe--e non v'era dubbio--inalzato? +Perchè pretendere che ci mostriamo in sembianza d'iniziatori monarchici? +Perchè l'Italia impari a rigenerarsi convincendosi che non v'è partito +entro i suoi confini capace di non vendere o calpestare la propria fede, +e nondimeno capace di sacrificarne la realizzazione immediata +all'opinione dei concittadini e all'Unità della Patria? + +Scorrete le file dell'esercito di Garibaldi. Là, tra quei forti che +numerano i giorni con le battaglie, voi trovate il repubblicano a fianco +dell'uomo della monarchia. Nessuno diffida del compagno, nessuno +sospetta ch'egli covi un pensiero d'insidia nell'anima. Perchè non è lo +stesso nei ranghi della vita civile? Perchè non potremo parlare di +Patria e Unità, senza che voi diciate: _intendono parlare di +Repubblica_? + +Nè apostati, nè ribelli. Noi, serbando fede al nostro ideale, ci +serberemo il diritto di non apporre il nome nostro in calce d'inni +monarchici; di non dire oggi ai nostri concittadini: _vogliamo che siate +Regî e non altro_; di esprimere pacificamente, conquistata l'Unità della +Patria, davanti al Paese le nostre credenze; d'astenerci dagli ufficî +che altri si contenderanno; di ripigliare taluni fra noi la via +dell'esilio. Oggi chiediamo di essere ammessi, senza calunnie, senza +sospetti villani, senza interpretazioni maligne date ad ogni nostra +parola, senza testimonianze d'ingratitudine--che a noi, securi nella +coscienza, importano poco, ma che disonorano la Patria nostra--a +lavorare noi pure per l'Unità, a combattere qualunque straniero o +italiano la avversi, lasciando al Popolo ogni decisione sulla forma che +deve incarnarla. + +Ma il diritto di lavorare per l'Unità importa diritto di consiglio; e di +questo intendiamo usare liberamente quant'altri, come uomini ai quali +l'Italia è patria, e che hanno operato costantemente a fondarla. + +Non vi è tra noi contesa sul fine dell'oggi; accettiamo tutti il voto +della maggioranza; la contesa è sui mezzi di raggiungere sollecitamente +l'Unità che tutti vogliamo. Su quel terreno comincia il dissenso. Chi +pretende impedirci di esprimerlo è intollerante, esclusivo, settario: +continua, con nomi diversi, il sistema dei padroni che i nostri sforzi +hanno rovesciato. + +Chiediamo libertà per dire, non che la Repubblica è il migliore de' +Governi, ma che noi, 25 milioni d'Italiani, dobbiamo essere in casa +nostra padroni; che possiamo esser tali se tutti lo vogliamo; che la +nostra libertà sta sulla punta delle nostre bajonette e nella ferma +determinazione delle anime nostre, non nei consigli o nei cenni di +Francia o delle Aule diplomatiche; che volerla far dipendere dal +beneplacito di Luigi Napoleone, o d'altri che sia, è un prostituirla, un +immiserirla anzi tratto, un metterci a rischio di perderla nuovamente, +dichiarandocene immeritevoli. + +Chiediamo libertà per dire che, tra il programma di Cavour e quello di +Garibaldi, scegliamo il secondo: che senza Roma e Venezia non v'è +Italia; che, eccettuata la guerra del 1859, provocata dall'Austria e +sostenuta, a prezzo di Nizza e Savoja, dall'armi dell'Impero francese, +eccettuata l'invasione delle provincie Romane, provocata da noi, dalla +necessità che creammo noi, nessuna iniziativa d'emancipazione Italiana +appartiene al programma Cavour; che Roma e Venezia rimarranno schiave +dello straniero, se l'insurrezione e la guerra dei volontarî non le +conquistano a libertà. + +Chiediamo libertà per dire che non si fonda la Patria libera ed una +annettendo una od altra provincia al Piemonte; ma confondendo Piemonte e +tutte provincie dell'Italia in Roma, che n'è core e centro; che +l'annessione immediata delle provincie conquistate a libera vita, +ponendole sotto il dominio del programma di Cavour e sottraendole a +quello di Garibaldi, arresta il moto, toglie le forze del Paese dalle +mani di chi vuole usarne, per darle a chi vuol condannarle all'inerzia, +e cancella per un tempo l'idea dominatrice. + +Chiediamo questo e non altro. Confutateci, ma non calunniate. Non +ripetete sempre, stoltamente o di mala fede, che noi lavoriamo ora per +la Repubblica, quando taciamo di Repubblica da due anni. Non v'ostinate +a giudicarci senza leggerci. Non ripetete, servi ciechi di ogni gazzetta +ministeriale, affermazioni smentite cento volte dai fatti. Non aizzate +contro noi perfidamente con la menzogna le passioni di un Popolo che +deve a noi in gran parte quanto ei sente, quanto ha conquistato della +propria Unità. La menzogna è l'arte dei tristi codardi. La credulità +senza esame è abitudine d'idioti. + + + + +DICHIARAZIONE + + +Quando, consumato l'atto antinazionale, che ha nome di _Pace di +Villafranca_, il Popolo d'Italia sottentrò--colle manifestazioni, colle +assemblee, coi plebisciti--iniziatore della Rivoluzione Nazionale, e +diede opera a fondare la Patria, sentimmo, noi repubblicani, l'obbligo +assoluto di contribuirvi con tutte le forze dell'animo e dell'azione. E +poi che la maggioranza del Popolo d'Italia, obbedendo alle circostanze e +al bisogno che tutti gli elementi si unissero al grande intento, +dichiarò che la via più facile a raggiungerlo era l'unificazione +monarchica, noi piegammo, dubbiosi dell'esito ma riverenti, la testa +alla volontà del Paese, e dicemmo: _tenteremo lealmente per la seconda +volta l'esperimento_. Colla mano sul core noi possiamo affermare che +attenemmo la nostra promessa. + +L'attenemmo, fra le amarezze d'una guerra continua di diffidenze, di +sospetti sleali, di basse e ingrate calunnie, respinti da ogni +consiglio, posposti agli uomini di parte retrograda, condannati come +nemici, all'isolamento nello Stato; guardati come strumenti da +utilizzarsi per vincere, da rompersi poi. L'attenemmo di fronte a gravi +colpe; di fronte a una politica pertinacemente servile allo straniero, +di fronte al turpe mercato della Savoja e di Nizza. L'attenemmo, +spronando al voto unificatore le popolazioni del Centro, preparando e +rendendo necessaria l'emancipazione delle Provincie romane, iniziando +l'insurrezione della Sicilia, sommovendo le terre meridionali, e +ajutando efficacemente il trionfo del plebiscito, che aggiunse dieci +milioni d'uomini alla monarchia. + +Era il Dovere Nazionale; e a questo, a questo solo, sacrificammo ogni +cosa: aspirazioni, ideale, tradizioni del nostro passato, concetti ben +altrimenti vasti e gloriosi che non quei della monarchia reggitrice. + +_Fare l'Italia_; a questo avremmo sacrificato la fama e l'onore. +Amavamo, amiamo la Patria, la Patria Una, fino al suicidio. Gli uomini +che avevano per trent'anni lavorato in nome di una bandiera repubblicana +diedero lietamente all'Europa, in nome d'Italia, lo spettacolo, nuovo +nella storia delle parti politiche, d'uomini che combattono a pro di una +bandiera avversa ad essi e persecutrice. + +Per quella via seminata di dolori e di sacrifici, non ci serbammo che un +solo diritto: combattere: agire a danno dell'invasore straniero: agire +senza interruzione, perchè l'Unità Nazionale si compia; perchè la +Patria, costituita e forte, esca rapidamente dai pericoli di una +condizione provvisoria e mal secura, che minaccia le conquiste operate; +perchè si cancelli dalla fronte di ventidue milioni di Italiani la +vergogna della servitù di Venezia e di Roma, la vergogna di essere forti +e non attentarsi di rivendicarle. + +Era un solo diritto, ma su quello posava il patto. + +Per quello noi riducemmo fin d'allora tutto il nostro pensiero alla +breve formula: fare l'Italia Una _con la_ monarchia, _senza_ la +monarchia, _contro_ la monarchia, se essa si ribellasse a quel fine. + +Per quello, io, presago nell'animo, dichiarai che, mentre il Governo non +avrebbe, operando a quel fine, cosa alcuna da temere da parte nostra, +noi ci terremmo liberi, ove esso lo abbandonasse, di seguire le +inspirazioni, quali si fossero, della coscienza, avvertendone prima +lealmente il Governo stesso. + +E sciolgo oggi, per ciò che riguarda individualmente me, la promessa. + +Quel diritto ci è tolto. Il Governo non opera a emancipare le terre +schiave e compire l'Unità Nazionale: vieta a noi, con energia di nemico, +il tentarlo. Ogni ragione del patto cessa dunque d'esistere. E credo +debito mio dichiararlo. + +Io mi sento, da oggi in poi, libero da ogni vincolo, fuorchè da quelli +che m'imporranno l'utile del Paese e la mia coscienza. + +Ciò poco monta all'Italia e al Governo. Gli anni, la salute malferma, +l'influenza degli ordinamenti, segreti un tempo, cessata naturalmente +per la semi-libertà del Paese, che può provvedere da sè ai proprî fati, +e altri uomini ben altramente potenti ch'io non sono, sorti nelle file +della Nazione, fanno di me un fiacco amico e un più fiacco nemico. La +mia dichiarazione non ha quindi altro fine che quello di soddisfare +all'anima mia. Sento il bisogno di portarla fino al sepolcro +incontaminata, e mi dorrebbe che altri potesse dirmi: _Vi credevamo +alleato, e nol siete_. + +Di fronte a un dualismo così chiaramente definito dal Potere attuale, +tra il tentativo dei nostri a danno dell'Austria, e la violenta +repressione governativa--tra gli uomini coperti di cicatrici colte nelle +battaglie dell'Unità Nazionale e gli uomini che li consegnano ai birri e +li accusano d'alto tradimento per aver voluto combattere lo straniero e +liberare i loro fratelli--tra le aspirazioni della parte migliore del +Paese e le fucilate date per unica risposta in Brescia--tra il concetto +emancipatore di Garibaldi e il Governo che lo nega, e, non osando +imprigionare Garibaldi, lo oltraggia--corre debito, parmi, a ogni uomo +che ami l'Italia di scegliere, e pubblicamente. + +Prego gli avversarî onesti di non fraintendermi. Non si tratta ora per +me di _repubblica_ o _monarchia_; si tratta d'azione o d'inerzia, di +Unità o smembramento, d'avere lo straniero in casa, o di averlo fuori. + +Il nostro programma dell'oggi è tuttora quello del 1859. Si compendia in +due parole: _Venezia_ e _Roma_: il braccio d'Italia, il core d'Italia. +Soltanto, allora speravamo ottenerle alleate colla monarchia; oggi, +esaurita quella speranza, diciamo che cercheremo d'averle soli, por vie +nostre, malgrado il Governo, e disposti a combatterlo, ov'esso si ostini +in attraversarci la via. + +Se gli uomini del Governo, non contenti dell'inadempimento del Dovere, +vorranno impedire a noi di compirlo, faremo di conquistare in ogni modo +la libertà: se violeranno il diritto delle Associazioni pubbliche a pro +di Roma e Venezia, torneremo a stringere le nostre fratellanze segrete; +cospireremo. Non rinnegammo il dovere Nazionale davanti all'Austria, non +lo rinnegheremo davanti a uomini che han nome Rattazzi, Minghetti o +Farini. + +Vogliamo Roma e Venezia, perchè in Roma sta il segreto della nostra +Unità, in Venezia il disfacimento dell'Impero d'Austria, e la nostra +alleanza colle Nazioni sorelle, che assicureranno colla loro esistenza +la nostra frontiera dell'Alpi. + +Vogliamo Roma e Venezia, perchè in Roma soltanto possiamo avere leggi +nuove che ci bisognano, e non un vecchio Statuto _Piemontese_, ma un +Patto Nazionale; perchè in Venezia soltanto può cominciare la missione +internazionale d'Italia. + +Vogliamo _sollecitamente_ Roma e Venezia, perchè l'interrompimento del +nostro moto Nazionale e la condizione provvisoria nella quale versiamo, +minacciano la nostra Unità; perchè l'Austria nel Veneto è la congiura +perenne dei principi spodestati, la minaccia perenne di subita invasione +nel core delle nostre terre; perchè la Francia in Roma è la congiura +perenne dei satelliti del Papa e del Borbone di Napoli, la perpetuazione +del brigantaggio nelle terre Meridionali; perchè Luigi Napoleone, +avverso deliberatamente alla nostra Unità, cospira per trarre alimento +dai crescenti malcontenti locali al suo disegno federativo, e il tempo +gli giova; perchè ventidue milioni di uomini liberi non possono, senza +incancellabile disonore, tollerare ciò che susciterebbe a guerra +immediata ogni altra Nazione Europea, che lo straniero accampi +tranquillo sul suolo che è loro; perchè ogni uomo imprigionato nel +Veneto, ogni uomo scannato dai masnadieri Borbonici nel Napoletano, pesa +come un delitto, e dovrebbe pesare come un rimorso, sull'anima della +Nazione; perchè, se gli uomini del Governo sono incapaci di vergogna e +rimorso, noi non lo siamo. + +Sperammo che il Governo avrebbe compito il debito suo e che noi avremmo +potuto seguirlo e ajutarlo. + +E gli dicemmo: + +Armate il Paese. Serbate com'è l'esercito a insegnamento, esempio e +nervo di guerra. Abolite, pel futuro, la coscrizione, e ordinate la +Nazione all'armi, giusta il metodo Svizzero. Avrete l'affetto del +Popolo, che non ama esser svelto, senza necessità, da' suoi, e avrete +presto, occorrendo, un milione di combattenti. + +Affratellate al moto Nazionale il Popolo, allargando il suffragio, +facendolo partecipe dell'armi cittadine, dei diritti politici, della +vita d'Italia. + +Dichiarate che in Roma i delegati di tutto il Paese saranno chiamati a +definire, con un Patto Nazionale, le nuove aspirazioni italiane. Fate +che l'agitazione per Roma assuma aspetto Europeo. Indirizzate ai Governi +e ai Popoli un Manifesto, che chieda loro d'adoperarsi perchè il +principio del non intervento sia, non menzogna, ma _realtà_. Chiedete a +Garibaldi di recarsi, con tutti i poteri necessarî, nel Mezzogiorno, +commettendogli di spegnervi il brigantaggio, e di risuscitare +l'entusiasmo popolare, rendendo alla frontiera del Mincio i sessanta +mila soldati ch'oggi proteggono quelle provincie. + +Fondate concordia, non di _parole_, ma di _fatti_; giovandovi di quanti +uomini hanno patito e combattuto per l'Unità dell'Italia, incoraggiando +nelle Associazioni la pubblica normale espressione della volontà +popolare, chiamando voi stessi a battere più concitati il polso, il +core, ogni arteria della Nazione. + +E allora, intimate guerra all'Austria sul Veneto. Là sta la salute +d'Italia, l'iniziativa d'Italia. Là sta la guerra--battesimo pel Paese e +per voi, che non combatteste fin ora, se non a fianco e sotto gli ordini +dello straniero. + +Queste cose furono dette, ripetute pubblicamente, privatamente, a ogni +mutamento di Ministero, da Garibaldi, da me, da quanti amano di vero e +vivo amore l'Italia. + +Minacciava una sola di quelle proposte la monarchia? Circondata +dall'entusiasmo e dalla fiducia del Popolo, padrona per iniziativa +propria del solo campo sul quale noi possiamo esser potenti, la +monarchia assicurava, accettandole, la propria vita per mezzo secolo. + +Il Governo sprezzò i leali consigli. Mantenne il Popolo nella condizione +d'elemento sospetto, esiliandolo, dopo il plebiscito, dall'arena +politica: volle una Italia senza Patto Nazionale Italiano: mendicò per +Roma l'elemosina di concessioni, funeste e disonorevoli, +dall'occupatore, ed ebbe rifiuto: non osò levare una voce di generosa +protesta davanti all'Europa: negò Garibaldi alle unanimi domande del +Mezzogiorno: versò sino all'ultima stilla il calice delle amarezze sui +Volontarî e sugli Esuli di Venezia: avversò le manifestazioni popolari +per Roma: diede ostracismo nella pubblica vita a quanti non giurano +nell'inerzia e nell'alleanza imperiale: dichiarò non doversi avere Roma +senza il consenso di Luigi Napoleone: Venezia senza il permesso dei +Gabinetti d'Europa: negò Rivoluzione e Nazione; e--coll'esempio di +quattordici eserciti levati in un solo anno dalla Francia repubblicana, +coll'esempio dei 650 000 uomini levati in pochi mesi da venti milioni di +repubblicani d'America--non seppe in quasi tre anni raccogliere se non +250 000 soldati; ed oggi, audace soltanto contro i patrioti italiani, +aizza l'esercito contro il popolo, imprigiona gli uomini che liberarono +il Mezzogiorno, perchè tentano liberare le terre Venete; perseguita le +Associazioni, e ammaestra Garibaldi che suo posto è la solitudine di +Caprera. + +Spetta al Paese di compiere il Dovere Nazionale che il Governo diserta. +E gli uomini del Partito d'azione non falliranno di certo al debito +loro. + +Voi avete, dicono, un Governo regolare; rispettatelo: non v'assumete un +diritto d'azione che impianterebbe un dualismo funesto. + +Noi non abbiamo Governo _nostro_ in Roma e Venezia, ma oppressi e +stranieri oppressori. I nostri non scendevano l'Alpi per sommovere +Torino o Firenze: tentavano salirle per sommovere Trento e Venezia: +tendevano a continuare l'emancipazione della Nazione, a continuarla a +pro vostro: cercavano un'altra Marsala. Non impiantavano un dualismo: +movevano a distruggere quello che pur troppo esiste sulla terra +Italiana. Vittoriosi, essi v'avrebbero posto ai piedi il frutto della +vittoria: disfatti, voi li avreste sconfessati e perseguitati. + +Che se il rispetto al Governo regolare inchiude per voi l'obbligo di +sacrificare il Dovere Nazionale agli errori o alle colpe di chi sta in +alto, l'obbligo di rinnegare la solidarietà italiana, perchè chi sta in +alto la nega e dimentica--l'obbligo di lasciare la libertà dei fratelli +all'iniziativa di chi dichiara colla parola e coi fatti non potersi fare +iniziatore--l'obbligo di troncare a mezzo la Rivoluzione unificatrice, +perchè chi sta in alto si sente fiacco o codardo; se l'esistenza fra voi +d'un Governo qualunque, buono o tristo, attivo o inerte, negazione o +affermazione del fine Nazionale, importa per gl'Italiani obbedienza +passiva--rifatevi Austriaci. L'Austriaco era anch'esso Governo: poteva +da un dì all'altro--e molti diplomatici stranieri tentavano +persuadervelo--mutare sistema. D'onde nasceva per gl'Italiani il +_diritto_ di ribellarsi? Dal Dovere Nazionale. Il Governo Austriaco, +come il Governo Borbonico in Napoli, lo negava. Il Paese sorgeva ad +affermarlo: il Governo Legale, in virtù di quella affermazione, era in +esso. + +Il DOVERE NAZIONALE è superiore a ogni formula governativa; esso +costituisce la norma, sulla quale è giudicata la legalità o l'illegalità +dei Governi. + +Una menzogna di Governo non è Governo. Governo è la Vita della Nazione, +interpretata, riassunta, diretta. + +La vita della Nazione è l'Unità. Il Paese l'ha definita coi Plebisciti. +Esiste un solo uomo in Italia dal quale possa affermarsi che i paesi del +Centro e del Mezzogiorno s'aggiunsero al Piemonte per altro fine che +quello dell'Unità Nazionale? + +Conquisti il Governo risolutamente quell'Unità; noi saremo con esso, +lasciando al tempo e all'apostolato pacifico, ch'è diritto nostro +inviolabile, la soluzione delle altre questioni. Qualunque volta il +Governo tradisca il _fine_ del Paese, il _Dovere_ della Nazione, rivive +in ogni uomo il debito di compirlo. E faremo per quanto è in noi di +compirlo. Lo compiremo con nostre forze o costringeremo il Governo a +compirlo. + +È impossibile che la parte eletta del Paese, gli elementi nei quali più +freme lo spirito dell'azione, i giovani, gli studenti, i volontarî, i +figli del Popolo, si rassegnino lungamente a far del santo grido di Roma +e Venezia una meschina ironia, una parola di delusione mormorata +periodicamente su due sepolcri. È impossibile che i prodi di Magenta, +Solferino e Palestro, si rassegnino lungamente a far la parte di +protettori della frontiera per conto dell'Austria. + +È impossibile che la Nazione si rassegni lungamente a un Governo i cui +atti pajono calcolati a creare--e lo scrivo con profondo +dolore--nell'Italia nascente tutti i mali che contaminano le monarchie +morenti; antagonismo tra i popolani e le classi medie: antagonismo tra +l'esercito e il Paese: antagonismo tra i governanti e il Popolo +governato. + + _30 maggio 1862._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +IL SOCIALISMO E LA DEMOCRAZIA[145] + + +Esiste un malinteso fra gli uomini della Democrazia e i socialisti; e +questo malinteso produsse la scissura che rese possibile la dittatura +bonapartista, e tiene tuttora divisa, in Europa, la classe media dalle +classi operaje. Questo malinteso consiste nell'aver confuso, sì gli uni +che gli altri, i _sistemi socialisti_ col _pensiero sociale_, col +_principio d'associazione_. + +Gli uni credettero che il Socialismo consistesse in certe teorie +assolute, presentate da alcuni pensatori; e siccome quasi sempre queste +teorie movevano dal punto di vista governativo, e minacciavano colla +loro uniformità regolamentare di sopprimere ogni personalità umana, +quelli uni condannavano il socialismo in nome della libertà. + +Gli altri credettero che l'antagonismo della Democrazia verso i loro +sistemi provenisse dalla negazione del loro principio fondamentale, e +condannarono quindi la Democrazia, in nome dell'Associazione. + +Questo malinteso esiste tuttora per gli uomini esagerati, che sempre si +trovano in ogni partito; ma è però affatto mancante di base. + +Havvi un terreno comune abbastanza vasto, perchè vi possiamo stare tutti +uniti. + +Per noi non esiste rivoluzione, che sia puramente _politica_. Ogni +rivoluzione deve essere _sociale_, nel senso che sia suo scopo la +realizzazione di un progresso decisivo nelle condizioni morali, +intellettuali ed economiche della Società. E la necessità di questo +triplice progresso, essendo più urgente per le classi operaje, ad esse +_anzitutto_ devono essere rivolti i beneficî della rivoluzione. + +E neppure può esservi una rivoluzione puramente _sociale_. La questione +_politica_, cioè a dire, l'organizzazione del potere, in un senso +favorevole al progresso morale, intellettuale ed economico del popolo, e +tale che renda impossibile l'antagonismo alla causa del progresso, è una +condizione necessaria alla rivoluzione sociale. + +È necessaria all'operajo la sua dignità di cittadino, ed una garanzia +per la stabilità delle sue conquiste nella via della libertà. + +La parola d'ordine dei nostri tempi è l'_Associazione_, che deve +estendersi a tutti. + +Il diritto ai frutti del lavoro è lo scopo dell'avvenire; e noi dobbiamo +adoperarci a rendere vicina l'ora della sua realizzazione. La riunione +del capitale e dell'attività produttrice nelle stesse mani sarà un +vantaggio immenso, non solo per gli operaî ma per l'intera Società, +poichè aumenterà la solidarietà, la produzione ed il consumo. + +Le associazioni volontarie, moltiplicate indefinitamente, oltre al +riunire un capitale inalienabile, aumenteranno progressivamente e +faranno concorrere al lavoro, libero e collettivo, un numero di operaî +ogni giorno maggiore. + +Ciò è quanto io intendo esprimere colle due parole, egualmente sacre, +che non cesso di ripetere: LIBERTÀ--ASSOCIAZIONE. Forse che ciò non +basta a farci unire nel lavoro come fratelli? Un solo passo nella +realizzazione di questi due principî non ci schiuderebbe egli un'ampia +via per discutere tranquillamente le questioni secondarie? + +Ecco quanto, se lo potessi, ripeterei ogni giorno ai miei fratelli di +Spagna. Ecco quanto dovete ripeter loro in mio nome: Libertà per tutti; +progresso per tutti; associazione di tutti. Può egli esistere un vero +democratico, che non s'inchini, nel fondo del suo cuore, davanti a +questi tre termini eterni del problema della Umanità? La logica +inflessibile non esige forse il lavoro associato di tutti, per +conquistare, svolgere e consolidare il progresso e l'associazione? + +Per quanto si voglia impedirlo, noi corriamo ad una crisi europea, +simile a quella del 1848: sventurata la Spagna e sventurati noi tutti, +se le severe lezioni che allora e negli anni seguenti abbiamo ricevute, +non ci hanno insegnato ad unire le nostre forze per la prossima lotta! I +vostri padri vinsero i Mori, non già dividendosi e questionando tra loro +sull'importanza del Cristianesimo e dell'Indipendenza nazionale; li +vinsero, perseverando uniti in una lotta eroica di 800 anni, e così +ottennero finalmente il loro posto di popolo libero in Europa! + +Riunitevi tutti adunque, o credenti nella Libertà e nell'Associazione, +contro i Mori moderni, contro i nemici di queste due grandi idee, e sono +certo che conquisterete il vostro posto fra gli Stati Uniti, liberi ed +associati, d'Europa. + + _1862._ GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +LETTERE D'UN ESULE + + +AGLI EDITORI DEL _DOVERE_. + +.... Odo che soldati Italiani s'incamminano alla frontiera. Nel +Bergamasco, sui gioghi del Tonale e dello Stelvio, ai passi che guidano +al nostro Trentino, occupato anch'oggi dagli Austriaci, scintillano +addensate bajonette di bersaglieri, dei bersaglieri che pugnarono e +vinsero--al grido di _Viva Italia!_--le battaglie destinate ad +affrancare la Patria dall'Alpi all'Adriatico. Perchè questi moti? Hanno +quei che imperano sull'Italia sorgente sentito finalmente il debito +loro? Ha la guerra eroica che si combatte contro la prima potenza +militare d'Europa da giovani, in campo senza base, senza unità di +disegno, senz'ordini e quasi senz'armi, insegnato agli uomini della +Monarchia ciò che _può_ chi _vuole_ davvero, e additato ad essi, schiusa +senza gravi pericoli di disfatta, la via dell'onore e della salute +d'Italia? Hanno quelli uomini che ci susurrano da tre anni all'orecchio: +_aspettate sei mesi e vedrete_--scossi dal grido di quei combattenti, +taluni dei quali versarono sangue per la nostra libertà a fianco dei +nostri bersaglieri, e che suscitano oggi un entusiasmo promettitore in +tutte le frazioni del Partito Nazionale d'Italia--indovinato che il +momento è sorto; che, afferrandolo spontanei, possono forse ancora, +riaffratellare le moltitudini a una instituzione cadente, che la guerra +all'Austria, la guerra pei nostri fratelli Veneti, la guerra per le +nostre Alpi, è oggi facile, opportuna, invocata, e collocherebbe d'un +balzo l'Italia a capo della guerra delle Nazionalità conculcate? Dite, +oh ditemi, saremo redenti? Cancelleremo con battaglie nostre tre anni di +meschine incertezze e di concessioni alla Dea Paura? Saluteranno +finalmente i poveri Veneti, nei bersaglieri italiani, i loro liberatori? + +Il moto Polacco è moto iniziatore di quello d'una intera famiglia +Europea; i vostri uomini di governo lo sanno. Il moto Polacco è, non +solamente nazionale, ma Slavo. Un'anima sola, un solo pensiero, +inspirano il Governo segreto dell'Insurrezione Polacca e la vasta +Associazione _Terra e Libertà_ Russa, Pietroburgo e Varsavia. +Costringendo i Polacchi all'azione quattro mesi prima del tempo +prefisso, scegliendo alla battaglia, ch'ei presentiva inevitabile, il +tempo e l'ora, lo Tsar ha potuto scindere la manifestazione del disegno +comune, non arrestare il lavoro che si stende rapidamente. E quel lavoro +non si limita alla Polonia insorta, alla Russia cospiratrice: abbraccia +i Polacchi della Posnania e della Galizia, i Cecki di Boemia e Moravia, +gli Slavi Meridionali della Bosnia, dell'Erzegovina, del Montenegro, +della Voyvodina serbo-austriaca, della Serbia. E la Serbia, ordinata, +armata, presta all'azione, avrebbe seguaci al suo moto quattro milioni +di Bulgari. E il moto degli Slavi del Sud trascinerebbe in Tessalia e in +Epiro gli Elleni, in Bessarabia e nel Banato i Rumani. E l'Ungheria, +Magiara e Slava, non aspetta a levarsi se non un assalto all'Austria, da +dove che venga, e l'insurrezione Serba alla propria frontiera. Sono due +Imperi, l'Austriaco e il Turco, minati per ogni dove, ribelli in ogni +elemento e pendenti da una _iniziativa_ subita, ardita. Or questa +iniziativa spetta all'Italia; all'Italia forte di ventidue milioni +d'abitanti e verso la quale, per virtù dei fati che sono in essa, si +rivolgono le speranze di tutti i Popoli oppressi. Poche navi +nell'Adriatico, centomila uomini che movano di fianco al quadrilatero su +Venezia, trentamila volontarî cacciati all'Alpi, Garibaldi in lettiga, +come il cieco Ziska nelle battaglie degli Ussiti, tra essi, bastano a +sommovere tutta quella moltitudine d'elementi, bastano a trasformare la +carta d'Europa. La Polonia e l'Italia tengono i due poli d'un asse che +si prolunga dal Baltico fino all'Adriatico. E questa nostra Patria, alla +quale per essere grande fra tutte non manca se non coscienza delle +proprie forze, può, volendo, strozzare in sul nascere, com'Ercole in +culla, il serpente del dispotismo europeo. L'Austria lo sa: i vostri +uomini di governo lo sanno. L'Austria ha fatto prova di tolleranza verso +i Polacchi in Cracovia a impedire, a indugiare almeno il moto in +Galizia, e a illuder gli insorti tanto che non escisse da essi una +chiamata all'Ungheria e agli Slavi meridionali. I vostri uomini di +governo hanno cospirato, a modo loro, e cospirano col principe Michele e +coi capi del Montenegro; sanno da essi le condizioni alle quali accenno. +Perchè non coglierebbero l'opportunità cacciata loro innanzi dal Partito +d'Azione in Polonia? Perchè i battaglioni di fanteria e di bersaglieri +ch'essi mandano affrettatamente in Valtellina, a Vestone, a Sarnico, +altrove, non avrebbero incarico di piombare sopra un nemico minacciato +all'interno su tutta la linea, e d'inalzare la bandiera +dell'insurrezione Veneta, e di lavare a un tratto l'onta di Villafranca? + + * * * * * + +No; l'onta di Villafranca non sarà lavata, la Polonia non avrà gli ajuti +del Governo Italiano, i Veneti rimarranno per non so quanto condannati a +pascersi d'illusioni. I vostri giornali governativi rivelano senza +vestigio di rossore il segreto di quelle mosse. L'armi italiane +scintillano ai gioghi dell'Alpi per proteggerle contro noi, contro +tentativi possibili, a pro dei poveri Veneti, degli uomini che +liberarono il Mezzogiorno d'Italia. I vostri bersaglieri sono collocati +di fronte agli Austriaci per difenderli da ogni assalto italiano, come i +zuavi di Francia difendono in Roma il Papa. Dormite tranquilli, Croati: +i soldati d'Italia guardano i passi per voi. I sogni di gloria degli +uomini che li mandano non vanno al di là d'un secondo Aspromonte. + +Ma perchè? Perchè, tremanti d'ogni straniero, taciti davanti al perenne +insulto dell'occupazione di Roma, incapaci d'una deliberazione ardita a +pro di Venezia e servi anche oggi, quando un Popolo di ventidue milioni +è con essi, della timida, lenta, obliqua politica piemontese, sorgono +audaci e rapidi nei propositi contro ogni supposta mossa di cittadini, e +trovano coraggio d'azione ad ogni sospettare di spia che accenni a +generose aspirazioni negli Italiani? Perchè questi uomini, che a fronte +di due anni di guerra ordinata, alimentata da Roma Papale, non osano +dire agli invasori francesi: _sgombrate la base d'operazione del +brigantaggio_, diventano a un tratto energici per proteggere l'usurpata +frontiera dell'Austria? Perchè, se sospettano che i nostri fratelli +dell'Alpi pensino a insorgere, si frappongono in armi fra essi e noi, +quasi a dir loro: _rimarrete soli e senza il menomo ajuto dai vostri_? +Vogliono Roma, o preferiscono che duri indefinitamente un mortale +pericolo all'Unità? Vogliono Venezia libera o serva? Che importa ad essi +s'altri si avventuri a tentare l'impresa che è da tre anni debito loro? +Qual rischio corrono? Non son certi di cogliere per ora i frutti +dell'altrui vittoria? Non hanno presta, nel caso dell'altrui disfatta, +la discolpa--e ne userebbero largamente--delle persecuzioni sui vinti? +Perchè, se intendono a fare l'Italia, non salutano in core, non si +tengono presti a seguire, dove il successo la coroni, l'iniziativa di +popolo, che sola può cominciare la lotta emancipatrice? Che mai sperano, +se non dall'azione? Non vedono essi che nell'azione è oggi l'unico +argomento potente a convalidare il Diritto? Non vedono l'Europa intera +agitarsi a pro della Causa rappresentata dalle bande Polacche? Perchè +antepongono il silenzio e l'inerzia alla generosa protesta in nome della +quale soltanto essi potrebbero dire all'Europa: _o riconoscimento del +Diritto Italiano o rivoluzione_? Sono essi inetti o tradiscono? Vogliono +l'Unità d'Italia, che sola l'insurrezione può darci, o accarezzano +tuttavia nel segreto il pensiero di _confederazione_, che il loro Cavour +accettava da Luigi Napoleone in Plombières? + +Sono inetti e tradiscono. Tradiscono, non dirò del tradimento volgare +che inganna deliberatamente--perch'io non so le intenzioni e quindi non +le accuso--ma del tradimento perenne, ineluttabile, egualmente funesto, +di chi si assume un ufficio senza possedere uno solo degli elementi +necessarî a compirlo. Vorrebbero Roma, vorrebbero Venezia--a chi non +sorriderebbe l'acquisto della doppia gemma?--ma le vorrebbero +dall'Austria, dalla Francia, dalla Diplomazia, da concessioni codarde e +fatali al futuro, da mercati colpevoli verso altri Popoli, da interventi +disonorevoli, da ogni Potenza, da ogni raggiro, fuorchè dall'Italia e +dalla franca, leale, diretta, morale Politica, che dice: _son mie; Dio +le dava all'Italia: il Popolo Italiano compie i voleri di Dio_. Hanno +sognato d'avere Venezia allettando l'Austria a impossessarsi delle terre +Moldo-Valacche, coi capi delle quali ricambiavano intanto proteste +d'amicizia fraterna: sognano d'averla ajutando un giorno l'Austria nella +conquista dell'egemonia Germanica, la Francia in quella delle provincie +Renane; e, quanto a Roma, l'aspettano--Cavour lo dichiarava, applaudito +alla Camera--dalla conversione del Papa e di tutto l'orbe cattolico. +Erano pronti, per avere tre anni addietro Venezia, ad abbandonare ai +disegni napoleonici il Centro; abbandonerebbero oggi, per aver Roma, il +Mezzogiorno d'Italia. Fiacchi sino al ridicolo, mandarono elucubrazioni +rettoriche al Papa, che l'alleato non consegnò. Condannati dall'assenza +d'ogni concetto a rinascenti contraddizioni, proclamarono la vuota +formula _libera Chiesa in libero Stato_ con uno Statuto il cui primo +articolo dichiara il Cattolicesimo religione officiale della Nazione: +bandirono solennemente il Diritto del Paese a Roma, poi annunziarono che +s'asterrebbero da ogni pratica per tradurre il diritto in fatto, e si +tacquero. Da due anni il Papa ha praticamente dichiarato guerra al Regno +d'Italia; da due anni escono da Roma, fatta convegno aperto di +cospiratori protetti dalle bajonette francesi, bande armate di +masnadieri a infestare le provincie meridionali; ed essi si limitano a +una impotente difesa. Leggono nel preventivo Francese del 1864 mantenuta +la cifra che rappresenta le spese dell'occupazione, e non trovano in sè +coraggio che basti, non foss'altro, a protestare pubblicamente davanti +all'Europa e chiederle l'onesta applicazione del _non-intervento_; +e--forti del favore dell'Inghilterra e dei Popoli quanti sono--non hanno +core, dacchè guerra non osano, di dire almeno a tutti, Papa, Francia, +Governi e Popoli: «Lo straniero occupa ad arbitrio la nostra Metropoli e +una zona di frontiera della nostra terra; l'Europa è inerte; il Diritto +è muto per noi; l'azione legale ci è contesa: noi lascieremo aperta la +via ai rimedî anormali. Collocati fra l'usurpazione altrui e il diritto +dei nostri, lascieremo ai nostri libertà d'azione contro l'ingiustizia +dalla quale nessuno protegge l'Italia. Se alle invasioni delle masnade +che vengono da Roma i cittadini risponderanno invadendo essi pure, non +ci opporremo; se, a sottrarsi al continuo pericolo d'una irruzione +dell'Austria, tenteranno sommovere il Veneto e conquistarsi la frontiera +dell'Alpi, non ci opporremo; e nol potremmo senza pericolo. Date +giustizia all'Italia, o rassegnatevi ad avervi un foco perenne di +rivoluzione.» Quel linguaggio, appoggiato da quattrocento mila +bajonette, ci darebbe Venezia e Roma in tre mesi. + +Ma per tenere linguaggio sì fatto bisogna avere una _fede_, ed essi non +hanno che _opinioni_ mutabili, tiepide, incerte; bisogna credere nelle +forze che sono in Italia, ed essi si credono deboli e s'affaccendano a +dirlo agli stessi loro soldati: bisogna credere nella potenza del +Diritto, ed essi non credono che nel raggiro, negli artificî della +diplomazia; bisogna avere la scienza, l'intuizione che crea l'avvenire, +ed essi non giurano se non nella scienza delle epoche morte; bisogna +intendersi colle Nazioni vogliose di sorgere, ed essi cospiravano con +Ottone e cospirano con Michele; bisogna osare, ed hanno paura; bisogna +amare ed essere amati, ed essi non sono amati e non amano; bisogna fare +una cosa sola del Governo e del Popolo, ed essi hanno creato e +mantengono un dualismo sistematico fra l'uno e l'altro; bisogna +desiderare, evocare, occorrendo, una iniziativa dalle viscere del Paese +e giovarsene come di punto d'appoggio alla leva, ed essi, incapaci +d'azione propria, aborrono, per timore del futuro, da ogni iniziativa +popolare, aborrono dalla possibilità che il Popolo acquisti coscienza +della propria forza, aborrono dal passato che grida loro: _Marsala e +Napoli_; aborrono dall'avvenire che direbbe loro: _Trento o Treviso_: +bisogna _fare_, promovere, inspirare, dirigere, progredire, ed essi non +sanno altro segreto che di _negare e reprimere_. Hanno raggiunto +l'ideale della repressione, quando, invece di velarsi il capo e gemere +come per lutto nazionale, mandavano, otto mesi addietro, un brevetto di +promozione all'uomo che versava, sulla via di Roma, il sangue di +Garibaldi; raggiungevano, pochi dì sono, l'ideale della negazione, +quando, per timore dell'Austria, negavano nome e qualità d'Italiani ai +romani e ai veneti. Perchè meravigliare se mandano fanteria e +bersaglieri contro ipotesi di tentativi emancipatori--se dicono ai +Croati: _dormite tranquilli; i soldati d'Italia guardano i passi per +voi?_ + +_Negare e reprimere_: è la formula dei Governi che cadono. I Popoli +vogliono vivere, vivere della vita divina ch'è in essi e si chiama +Progresso: i Popoli che sorgono a vita nuova, segnatamente. Una +_nazionalità_ è un _fine_, un ufficio, una missione, un Dovere +collettivo accennato da Dio: bisogna raggiungere quel _fine_, compiere +quel Dovere: ogni sosta sulla via segnata costa disonore, poi lagrime e +sangue. Il Popolo ha l'istinto di questo Vero. Dove si sente guidato +innanzi, dove trova sviluppo incessante, espansione di _vita_ sulla via +per la quale è chiamato, dove scopre negli atti una virtù _iniziatrice_, +il Popolo saluta una Instituzione, un Governo. Si chiami Dittatura, +Monarchia, Impero o Papato, il Popolo segue e protegge: seguiva i Papi +quand'essi promovevano, nei primi secoli, l'emancipazione degli schiavi, +insegnavano che la Morale era suprema su tutti, padroni e sudditi, e +opponevano la parola religiosa Dovere all'arbitrio, alle usurpazioni dei +re: seguiva Richelieu e Luigi XI, quando la loro tirannide combatteva il +feudalismo e mozzava nel capo la gerarchia dei baroni di Francia: +seguiva Napoleone, quand'ei, nella prima metà della sua carriera, +rappresentava colle bajonette una idea d'Eguaglianza, e lasciava dietro +ogni mossa un Codice, imperfetto ma contenente il riconoscimento dei +diritti civili negati dalla aristocrazia, da principi e papi. Dove cessa +l'_iniziativa_ del Progresso da compiersi--dove l'Instituzione non +rappresenta più il moto, la vita--dove il Governo assume per proprio +simbolo il segno d'una quantità _negativa_, per propria teorica una +teorica di _repressione_, per proprio ufficio quello di _conservare_ e +impedire--il Popolo intende che una sintesi è consumata, che la vitalità +d'un principio è esaurita, che una forma è irreparabilmente logora, e si +volge altrove. + +Allora comincia uno spettacolo che la Storia ci addita dieci volte negli +ultimi settanta anni. Da un lato, diffidenza e speranza; dall'altro +diffidenza e paura. Il Popolo pende, per un tempo, incerto, perchè +dubbioso dell'avvenire, ignaro di chi lo guidi, avverso timidamente +all'autorità che lo regge, sospettoso della futura. Quei che siedono al +governo interpretano quella incertezza come noncuranza, impotenza o +mancanza di coraggio, e s'illudono a persistere nel loro funesto +sistema: i corrotti nell'anima fiutano il guasto e s'affrettano a +cogliere i frutti dell'albero che domani forse rovinerà: i tiepidi, che +son pur sempre i più numerosi, si ravvolgono, come chi presente +tempesta, nel manto dell'io, s'astengono da ogni atto virile, da ogni +affermazione di vita, e prolungano le illusioni e la crisi alla quale, +dichiarandosi, imporrebbero fine rapidamente: i buoni, ma fiacchi, +disperano: i buoni arditi, credenti e non curanti di conseguenze per sè, +inalzano, incerti anch'essi da principio e arrendevoli ad ogni +transazione onorevole, la bandiera dell'avvenire. Contro questa +minoranza perturbatrice d'una illusione fatta abitudine, il Governo +s'irrita, e tende a sopprimerla quasi eresia violatrice del dogma. +Incomincia una guerra, sorda dapprima, di spionaggio, d'insidie, +d'accuse calunniatrici, di tentativi di corruzione che trionfano su +taluni, falliscono sugli altri, e li rendono più sempre convinti che +l'Instituzione è guasta e condannata a perire; poi, d'aperta crescente +persecuzione: persecuzione contro le facoltà più inviolabili, più +indivisibili dall'umana natura, l'associazione, l'espressione libera del +pensiero. La resistenza infierisce quella minoranza d'apostoli che, +sgominata sopra un terreno, si riordina sopra un altro, muta forme +d'opposizione, mina segretamente il punto che essa non può assalire di +fronte, stanca con piccoli ma continui assalti il nemico e lo trascina +più in là ch'esso, per tattica, non vorrebbe: di _conservatore_ il +Governo diventa finalmente _retrogrado_. Il Popolo intanto studia tacito +i segni e le vicende di quella guerra, comincia a leggere sulla fronte +di quei perseguitati il proprio segreto, afferra nel martirio affrontato +nobilmente da pochi un pegno delle schiette sincere intenzioni di quei +che piantano la bandiera sulla loro tomba, e accenna ad affratellarsi. +Di fronte al primo pericolo i sostenitori dell'Instituzione minacciata +si dividono in due campi; nell'uno, gli _eclettici_ del Partito, quanti +in fondo cominciano a dubitar del trionfo, tentano conciliazioni +impossibili fra termini che s'escludono, si studiano di sopprimere +l'ostilità d'alcuni fra gli elementi progressivi, aprendo loro un +angusto varco al sacrario dell'Autorità, offrono transazioni impotenti a +fondar la concordia, dànno promesse di meglio che non possono mantenere: +nell'altro, si ristringono i cupidi d'autorità senza limiti, +gl'intolleranti per natura o educazione di corte, gli uomini che hanno +il coraggio inferocito della paura, i pochi ingegni logici che deducono +imperturbabili tutte le conseguenze del loro principio. Dal primo campo +esce presto o tardi, inevitabile conseguenza del difetto di forte +convincimento, uno spettacolo d'immoralità che sparge lo scredito sulla +bandiera; dal secondo esce una perenne minaccia di crisi violenta, che +accende le passioni dei combattenti e comincia a far sentire ai tiepidi +i pericoli d'una condizione precaria e anormale. Il malcontento +s'allarga alla base. Il Governo, pauroso e irritato dai nuovi pericoli, +smarrisce anche quella apparenza di calma e di coscienza di forza che +accennava ancora, nella mente del Popolo, a una Autorità esistente in +esso, e da quel giorno è perduto; da quel giorno comincia per esso uno +stadio fatale, sul quale anche una vittoria è rovina. Se il Potere +s'afforza d'armi e accarezza il _militarismo_, diffonde sdegni e +sospetti funesti negli ordini cittadineschi; se cerca appoggio in uno o +altro Governo straniero, offende l'orgoglio nazionale e si confessa +separato dalla vita della Nazione; se infierisce nella resistenza, è +aborrito come tirannico; se accenna a concedere, sprezzato siccome +debole. Un giorno, gli uomini del campo logico si avventurano a un +tentativo imprudente, a una tarda illegale manifestazione di forza; gli +uomini del campo eclettico si sperdono, come sempre usano, per vie +diverse; le frazioni nelle quali le vanità individuali aveano diviso, +nella sfera intellettuale, il campo d'azione, si raccolgono tutte di +fronte all'assalto nemico. L'Europa ascolta un rumore come di cosa che +rovina. È una Instituzione caduta, trapassata alla vita storica. +Un'altra sorge in sua vece. Il Popolo ripiglia, emancipato, la propria +via verso il _fine_. + +È questa una pagina di storia ripetuta sovente negli ultimi due terzi di +secolo in Francia, in Germania, nel Belgio, in Grecia, nella Spagna. + +A quale linea della pagina siamo oggi in Italia? + + _Aprile, 1863._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +I MONARCHICI E NOI + + +La guerra vigliacca e sleale, combattuta dagli uomini di parte +monarchica contro gli uomini di fede repubblicana, ci conforterebbe +sulla via, se guardassimo soltanto a noi e al trionfo della nostra +bandiera. Un Partito che spende metà della sua polemica a dichiararmi +morto per sempre e senz'ombra d'influenza in Italia, e l'altra a provare +ch'io minaccio di porre l'Italia a soqquadro, e chiamare il Governo a +vegliare e reprimere energicamente:--che, a farci avversi i soldati +italiani, ci accusa di chiamarli _sgherri_, e manda a un tempo circolari +segrete per impedire disegni nostri di _seduzione_ sull'esercito;--che +consacra periodicamente dieci colonne delle sue gazzette a dimostrare +che noi aggiriamo Garibaldi e ne inspiriamo le mosse, e dieci a +dichiarare che Garibaldi non è con noi, che noi ne usurpiamo il nome, +ch'ei non divide alcuna delle nostre aspirazioni--si condanna +deliberatamente ad essere ridicolo. Un Partito--_partito governativo_, e +quindi potente d'influenza, di pubblicità, di prestigio su quanti +adorano il _fatto_--che non trova contro noi individui, pochi, dicono, e +di certo con pochi mezzi d'apostolato e d'azione, altr'arme che la +calunnia;--che ripete a ogni tanto, contro ogni evidenza storica, che i +repubblicani vogliono _sangue_ e _rapina_;--che non discute, ma +insulta;--che non cita mai ciò che si scrive da noi, ma insiste a +confutare fatti e detti, provati non nostri;--che ammette falsarî nelle +sue file; conia in Torino una circolare, v'appone il mio nome, la manda, +perchè s'inserisca, a una gazzetta austriaca, tradisce stolidamente, per +gioja insana della propria colpa, il segreto, annunziandola prima +dell'inserzione, e la commenta oltraggiosamente, quasi fosse documento +storico, il giorno dopo--è _partito_ indegno del nome, e condannato a +perire. Una Nazione non può lungamente acquetarsi ad essere guidata da +gente immorale. + +Ma davanti a questo avvicendarsi di basse calunnie anonime e di +villanie; davanti a questa danza d'iloti briachi, che s'intitolano +_moderati_, è impossibile non sentirsi, anche sprezzando, rattristato +nell'anima. Quella stampa è pur sempre stampa italiana: italiani son gli +uomini che la insozzano di contumelie, italiani gl'insultati da essi. +Quelle tristi gazzette viaggiano all'estero, rappresentano agli occhî di +molti la politica, le tendenze del Regno, somministrano una base ai +giudizî stranieri su noi. «Che!»--dicono quegli uomini, i quali studiano +attenti, come oracoli del futuro, i nostri detti, i menomi fatti del +nostro sorgere--«volete essere rispettati, e non sapete rispettarvi fra +voi? Vi dichiarate capaci di libertà, e la violate, fin dai primi passi, +coll'odio? Volete giustizia, e vi presentate per meritarla colla veste +dei calunniatori? Invocate progresso, e l'espressione d'ogni opinione +diversa dalle vostre v'irrita sino al furore? Taluni fra i perseguitati +d'intolleranza da voi ci son noti da lungo: possiamo dividere o non +dividere tutte le loro opinioni; ma li sappiamo onesti, profondamente +convinti e devoti--senza fini individuali--a una idea. Confutateli, ma +non li oltraggiate. L'inviolabilità del pensiero è madre della Libertà; +sua primogenita è la tolleranza reciproca.» E cominciano a guardare, con +un senso di suprema sfiducia, all'agitarsi di un Popolo che chiede Unità +di Nazione, e tinge a danno dei proprî figli, la penna di fiele, e +calunnia le intenzioni, e cancella--o lo tenta--la sacra indipendenza +delle diverse credenze. + +E tra noi? Ah! qual cumulo di rimorsi dovrebbe opprimere un giorno--se i +coniatori di circolari potessero esserne capaci mai--l'anima di questi +gazzettieri monarchici che diffondono l'immoralità della menzogna e +dell'odio; versano nel core dei giovani, in un Popolo nascente alla +Libertà, la diffidenza, lo scredito sul principale stromento +d'educazione, la Stampa; e irritano colla persecuzione e +coll'intolleranza le passioni vendicatrici e di ribellione contro +l'ingiustizia, dove non bisognerebbe che seminar l'amore e la riverenza +alla libera discussione! Pochi tra noi vi sanno inetti, più che settarî +avveduti e calcolatori; d'anima volgare e meschinamente invida, più che +profondamente malvagia; irritabili e collerici per natura di fiacchi; +adoratori ciechi, per difetto di fede, d'ogni fatto che appaja potente, +e servi ad ogni potere confortato di bajonette e d'erario. Sanno che +schiamazzaste, prima del 1859, maledizioni, poi adulazioni schifose al +Bonaparte; inni, finchè vinse, a Garibaldi, come anch'oggi al re-mito, a +Cavour, a Ricasoli, a Rattazzi, a Minghetti, a chi no? Schiamazzereste a +noi se vincessimo; però essi vi guardano sorridendo, e vi vedrebbero, +stringendosi nelle spalle, mutar linguaggio e mendicare interpretazioni +di progresso all'antico, il dì che fosse mutata l'instituzione. Ma gli +altri? I non educati dalle lunghe delusioni e dallo studio severo delle +umane cose a tollerare e compiangere? A giudizî ingiusti non opporranno +giudizî ingiusti, alle calunnie ribellione d'accuse appassionate e +violenti? V'odono a insinuare che uomini, la cui vita intera fu culto +quasi esclusivo dell'Unità Nazionale, sono oggi affratellati con fautori +di moti autonomisti locali o retrogradi: perchè non crederanno voi, +lodatori dello sgoverno che minaccia strapparci le provincie +meridionali, affiliati consapevoli al disegno di smembramento, +persistente nel Bonaparte? Vi vedono imprigionare uomini che patirono +per la patria, come Rosario Bagnasco, lunghi anni d'esilio e, a cercar +d'infamarli, confonderli coi _camorristi_: perchè non infameranno voi +come _pagnottanti_ e venditori della vostra coscienza agli agî o alla +vanità del potere? Così voi alimentate, imprudenti, una guerra ch'oggi è +d'oltraggi, domani può essere di sangue; voi falsate il senso morale +della Nazione; convertite in fiaccola seminatrice d'incendî la luce che +dovrebbe escire, serena e fecondatrice, dall'esame dei diversi concetti; +insegnate ai giovani l'intolleranza, e radicate nei cuori la funesta +massima, che tutti i mezzi son buoni a spegnere gli avversarî! Dio tolga +che un giorno non abbiate a pentirvene! + +Or noi non v'abbiamo dato l'esempio. La nostra polemica contro voi può +essere acerba, sdegnata, sospettosa talora; non fu mai deliberatamente +calunniatrice. Noi non coniammo circolari, citiamo le vostre; citiamo +documenti firmati da ministri vostri, citiamo lettere di Roverbella, +ragguagli dati da agenti officiali stranieri, che vi provano presti ad +abbandonare chi si dà a voi, presti a transigere sull'onore italiano +collo straniero, presti a combattere, per ossequio a un despota potente +o avversione innata all'azione popolare, chi ha fatto, per l'illusione +di concordia, sacrificio d'ogni idea più cara, ma non può sacrificarvi +l'Unità della Patria. Noi vi rimproveriamo gli impotenti metodi di +terrore spiegati nel Mezzodì dell'Italia; condanniamo le fucilazioni +lasciate ad arbitrio di militari, cacciati a un tratto in paesi ove +ignorano uomini e cose e devono commettere inevitabili errori, non le +inventiamo: voi avventate, insistenti, contro noi l'accusa di +sanguinarî, quando sapete che, da un unico vecchio e severamente +biasimato esempio francese infuori, voi non potete citare un solo atto +di feroce arbitrio, commesso da quei che reggono le repubbliche +Svizzere, o ressero le brevi repubbliche di Roma e Venezia. Voi accusate +sistematicamente le nostre intenzioni; noi registriamo fatti continui di +guerra all'Associazione e alla Stampa, _stati d'assedio_, +imprigionamenti di deputati, rifiuto di cittadinanza agl'italiani romani +e veneti, paci disonorevoli, alleanza servile con chi occupa a forza +quella che voi proclamaste a parole vostra Metropoli; Nizza, Savoja, +Aspromonte. Stringete in una tutte le nostre polemiche: esse sommano a +dirvi, che voi non adorate un principio, ma servite a una precaria +_opportunità_: che, per documenti firmati da voi, voi non foste nè siete +gli uomini dell'Unità Nazionale, ma sapete talora giovarvi, fin dove non +si frappone il divieto straniero, dell'opera di quei che son tali: che +non avete nè avrete mai virtù iniziatrice: che non siete pianta indigena +in Italia, ma innesto: che non amate il Popolo e ne temete, e siete +quindi e sarete trascinati fatalmente ad avversarne la Libertà: che non +avete nè tradizione, nè vita vera nell'oggi. Confutateci, se potete; ci +avrete vinti: perchè noi, dissimili dai vostri sostenitori, non +cerchiamo altro terreno che questo. + +Io conosco un Paese--ed è il solo--dove la Monarchia ha tuttora radici +inviscerate colle tendenze, colle idee, colla vita storica della +Nazione. È l'Inghilterra. Là, la Costituzione non escì improvvisata, +strappata dalla paura, in un angolo del paese; crebbe spontanea per +opera lenta di secoli, colla potenza collettiva, col naturale sviluppo +degli elementi innestati dalla conquista sugli elementi anteriori. La +Monarchia compì una missione, frapponendosi tra la tendenza a smembrare, +innata nel feudalismo, e le tendenze unificatrici: diede il suo nome +all'incremento progressivo delle forze nazionali. Una aristocrazia, +forte di possedimenti, d'una tradizione d'uomini illustri, d'affetto +orgoglioso all'indipendenza e alla grandezza del paese e--nel +passato--d'una costante iniziativa in tutte le instituzioni di +beneficenza, sta, con unità di concetto e di disciplina, tra la +Monarchia e l'elemento democratico, moderatrice. Questa aristocrazia, +indispensabile in ogni ordinamento di monarchia costituzionale, cede +oggi terreno all'elemento finanziario industriale e sparirà un giorno, e +con essa la Monarchia; ma or vive, rigogliosa tuttavia e venerata. La +Monarchia è in Inghilterra immedesimata ancora colla vita del Regno. E +perchè lo è e sa d'esserlo, non teme, non sospetta, non s'irrita, non +vive, come in Italia, di repressione. Là, le instituzioni che dichiarano +libero l'uomo non sono lettera morta: hanno mallevadori Governo e +Popolo. La facoltà d'associazione è, politicamente, illimitata: il +diritto delle pubbliche adunanze, protetto: l'espressione del pensiero, +santa, inviolabile. Uno scrittore pubblicò per due anni una Rivista +mensile, intitolata: _Repubblica_, senza che potesse sognarsi un +sequestro. Altri perorano contro l'instituzione monarchica, contro +l'ordinamento attuale della proprietà, contro il cristianesimo, con un +uomo di polizia alla porta, incaricato di tutelare, occorrendo, a pro +dell'oratore, l'ordine nella sala. + +Un ministro, Lord Palmerston, propone, per compiacere a Luigi Napoleone, +alcune modificazioni al diritto di libertà illimitata, che gli +stranieri, gli esuli politici, possiedono in Inghilterra: 50 000 uomini +si raccolgono a convegno pubblico in Hyde-Park, per protestare contro le +intenzioni ministeriali: il ministro ritira il dì dopo la proposta, e +torna alla vita privata. Un altro ministro, Lord John Russell, +rimproverato di trascurare le riforme elettorali credute necessarie, +rimprovera alla sua volta di freddezza il Paese: _perchè non agitate?_ +ei dice; _perchè non provocate adunanze pubbliche, che esprimano la +volontà del Paese?_ La Monarchia non ha vigore d'iniziativa; ma segue, +desidera, invoca l'iniziativa popolare. E per questo vive rispettata dal +Paese, e sicura: ciò che da noi si chiama _rivoluzione_ è ignoto in +Inghilterra; ignoti sono i consorzî segreti, ignoti i tumulti di piazza: +la _piazza_, quando è unanime, ha dominio legale. Gli avversarî politici +discutono pacifici e rispettosi; nessuno sogna d'accusare il più +accanito nemico del Governo d'essere alleato segretamente con una o +altra cospirazione straniera, o con fazioni avverse all'Unità del Paese: +nessuno conia circolari a suo danno.--Ma voi? Voi, immemori dell'anno +1830 e del 1848, immemori delle dieci rivoluzioni che punirono, +nell'ultimo terzo di secolo, i governi ostili alle libertà popolari, +ricopiate servilmente la politica dei _dottrinarî_ francesi: tenete per +nemico vostro ogni uomo che invochi sviluppo progressivo di libertà, e +lo trattate siccome tale: avversate ogni manifestazione d'opinione +pubblica: aborrite e perseguitate, quando non v'obbedisce ciecamente, il +pensiero: ricusate voto e armi al Popolo per paura--ignota in +Inghilterra--ch'esso ne usi contro di voi: tremate dei volontarî, che vi +diedero mezza Italia, mentre l'Inghilterra addita con orgoglio +centocinquantamila volontarî armati dalla monarchia; vi circondate di +forze artificiali: restringete nel cerchio angusto d'un _partito_ +l'amministrazione del Paese: avete sospetti quanti fanno prova d'ingegno +e d'animo indipendente: trascinate l'incerta esistenza nella sfera +fattizia degli impiegati da voi, tra i responsi, calcolati a non +turbarvi i sonni, dei vostri prefetti, e respingendo e cercando +sopprimere ogni espressione della volontà del Paese, ogni avvertimento +che vi venga da esso. Voi non dirigete, non governate: vi difendete. +Accampate in Italia. + +A voi, come a noi--più che a noi, dacchè all'espressione del nostro +pensiero son posti limiti da non potersi facilmente varcare--sono aperte +le vie di pubblicità. Perchè, senza oltraggi e calunnie, dimenticando +gl'individui e non guardando che alle idee, non ne usate a confutarci, a +convincerci? I sequestri, gl'impedimenti alle riunioni, le diffamazioni +da trivio, possono darvi vittorie d'un giorno, vittorie di Pirro, ma +confermano nella mente degli assennati ciò ch'io vi dico a ogni tanto: +che siete e vi sentite deboli. Provateci che la monarchia compie da +lungo in Italia una missione storica unificatrice: provateci che fu per +secoli iniziatrice di progresso al Paese: provateci che i grandi periodi +della nostra vita e della nostra potenza non furono di Popolo, ma ebbero +moto e nome da Principi: provateci che la Monarchia non s'insinuò in +Italia sotto il patronato straniero, ma vi crebbe spontanea per grandi +servigi resi, per entusiasmo di popolo riconoscente; provateci che non +aprì mai gli sbocchi dell'Alpi agli invasori stranieri, che non militò +alternativamente per Francia, Austria o Spagna sui campi d'Italia; +provateci che la Lega Lombarda, la difesa di Firenze, l'insurrezione di +Masaniello, i Vespri di Sicilia, la cacciata degli Austriaci da Genova, +le giornate di Milano, di Palermo, di Bologna, di Brescia, le nobili +resistenze di Venezia e Roma, furono capitanate da Principi; provateci +che la cessione di Milano e la pace di Villafranca non portano la firma +d'un re. Avrete rivendicato all'_instituzione_ il potente sostegno d'una +tradizione; avrete rovesciato la metà dei nostri argomenti e distrutto +la metà della nostra forza. Ponete il vostro nome e date virtù di +decreto all'utopia, che Giorgio Pallavicino ripete con gloriosa +insistenza al deserto da ormai tre anni: armate il Paese: date 400 000 +soldati all'esercito e 50 000 volontarî a Garibaldi; affidate, porgendo +loro ajuti d'armi, danaro e autorità, a commissioni locali composte +d'uomini noti per energia e devozione all'Unità Nazionale, la +distruzione dei masnadieri meridionali: date prova di fiducia al Popolo +chiamandolo al voto: provocate colle adunanze pubbliche, una espressione +generale di volontà nel Paese: riconfermate il Diritto Italiano, +dichiarando cittadini eguali e liberi quanti nascono e nacquero tra +l'Alpi e il Mare: ripartite ai Comuni, perchè li vendano o li affidino +ad associazioni industriali e agricole, i beni del clero; protestate +prima solennemente, a Popoli e Governi d'Europa, contro l'occupazione +francese in Roma; poi intimate; se per altra via non riuscite, lo +sgombro: chiamate il Veneto a insorgere, e appoggiatene l'insurrezione +colle armi. Avrete confutato l'altra metà dei nostri argomenti, e +provato che è in voi un elemento di vera vita, una potenza d'iniziativa, +capace di guidar la Nazione. + +Fino a quel punto, tollerate ch'io vi dica: _Voi non avete in Italia +tradizione, nè virtù di vita nell'oggi_--e vendicatevi come potete, +coniando circolari, o tentando sotterrare coi sequestri la mia parola. + +VENEZIA e ROMA: voi non potete sotterrare le due città; non potete +cancellarne il nome dal core degl'Italiani. Quelle due parole vi +uccideranno. Di mese in mese, d'anno in anno, d'indugio in indugio, di +promessa in promessa, voi finirete per convincere i Veneti e i Romani +illusi, gl'Italiani tutti titubanti anch'oggi, tra la diffidenza +crescente e una incerta servile speranza, che non è in voi risolvere il +doppio problema. Quel giorno, cadrete. + +Noi siamo convinti, e però siete caduti per noi. Checchè scriviate nei +vostri diarî, checchè scriva un uomo[146], a cui la canizie e un passato +onorevole dovrebbero vietare d'affermare alla leggera sul conto +d'altrui, non è vero ch'io voglia la Repubblica _a qualunque prezzo_. Io +mi sento troppo certo dell'avvenire, per affrettarlo a prezzo dell'Unità +Nazionale e contro il volere riconosciuto del mio Paese. Per tre anni, +finchè l'immensa maggioranza del Paese si dichiarava soddisfatta e +fidava in voi, finchè era possibile illudersi a credere che intendereste +la missione, la forza e la via di salute che la Nazione v'offriva; +finchè l'esperimento potea dirsi non assolutamente compiuto, io tacqui +religiosamente d'ogni questione che non fosse di _azione_ per l'Unità +della Patria: noi tutti, Partito d'Azione, ponemmo, qualunque fosse la +bandiera, in mano vostra mezzi, uomini, voto, imprese, concessioni di +tempo, consigli, quanto era in noi. Sacrificavamo, non a voi, ma alla +pronta liberazione di Roma e Venezia. Oggi--dopo Aspromonte, dopo il +rifiuto della cittadinanza Italiana ai Romani e ai Veneti, dopo il voto +che sancisce in ogni ministro il diritto di sopprimere ad arbitrio la +libera espressione del pensiero del Popolo, e poi che tutti i vostri +_uomini di stato_, esauriti a cerchio, hanno rappresentato miseramente, +l'un dopo l'altro, lo stesso sistema: _impotenza_ per la questione +nazionale: _repressione_ per ciò che concerne la Libertà--s'illuda chi +può. A me parrebbe d'essere, tacendo il vero a' miei concittadini, +stolto a un tempo e colpevole. + +La Nazione non avrà salute, Unità, Libertà, se non dal suo Popolo. + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +A FEDERICO CAMPANELLA[147] + + +Mi chiedi perchè taccio? Taccio perchè ho il dolore nell'anima e il +rossore sulla fronte per la mia Patria. Taccio perchè, tra la codarda +servilità degli uni e il difetto di spirito pratico e virtù di +sacrificio negli altri, temo oggimai che la parola non giovi. Taccio +perchè ogni qual volta mi sento spronato a prender la penna mi torna +alla mente il grido del povero Savonarola, quando ei, predicando a un +popolo inerte, indifferente, dileggiatore, prorompeva in parole rotte da +singhiozzi: «Signore, stendi, stendi dunque la tua mano, la tua potenza! +Io non posso più, non so più che mi dire, non mi resta più altro che +piangere.» + +Ricordi tu, vecchio e fedele amico, le visioni dell'Italia che +splendevano sull'anime nostre quando tentavamo, trenta anni addietro, la +spedizione di Savoja, e nei lunghi anni d'esilio che durammo insieme? +L'Italia sorgeva--poco importava il quando--in nome dell'eterno Diritto, +santificata dal martirio de' suoi migliori, a impadronirsi, continuando +il passato, dell'_iniziativa_ che la Francia aveva dal 1814 perduta; ad +assumere una missione di Verità e di Giustizia in mezzo all'Europa +incadaverita per opera del Papato e della Monarchia: sorgeva, non +riconoscendo padroni da Dio e dal Popolo infuori, fidando in sè e nei +Popoli che avrebbero--come fecero sempre a chi seppe chiamarli--risposto +al suo grido, con un doppio programma di Nazionalità e di Libertà, +suscitando a nuova rivelazione la vita fremente nel profondo delle genti +aggiogate sotto l'Austria, smembrate fra esse e l'impero Turco, e +dicendo ad esse: _per noi e per voi_. Governavano il periodo della sua +insurrezione pochi uomini acclamati dal Popolo, mallevadori ad esso, +fidenti in esso, senza vincoli di passato avverso al sorgere collettivo, +senza vincoli di presente a corti, trattati o diplomazia, credenti, +logici, arditi. E, compita la lotta, un'Assemblea eletta da tutti, +interrogava la vita, i bisogni, le aspirazioni del nuovo Popolo e +dettava da Roma, nuovo anch'esso, discusso da tutti, eguali per tutti, +il Patto della Nazione; promulgava al mondo la morte del Papato e la +libertà di coscienza; annunziava, in una dichiarazione di Principî, la +fede degl'Italiani nel secolo XIX; armonizzava con una immensa libertà +di Comune l'Unità morale e la politica Nazionale; schiudeva con un +semplice equo sistema di tributi, cogli impulsi dati alla produzione, +con ajuti alle Associazioni operaje, la via del meglio alla classe più +numerosa e più povera; aboliva, proclamando libertà di commercio, +dogane, monopolî, proibizioni; aboliva, ordinando il paese intero +all'armi, la coscrizione; aboliva, riordinando la legislazione penale +sul concetto del miglioramento individuale e della difesa collettiva, il +palco e il carnefice; inaugurava gratuito, universale, uniforme e +desunto dall'idea religiosa PROGRESSO, un sistema di Educazione +Nazionale. + +Quel sogno è per ora sfumato. Era necessario, perch'esso potesse +trapassare nel dominio della realtà, che il nostro risorgere escisse +dall'iniziativa popolare: l'iniziativa fu regia e straniera. E da quel +fatto, colpa di tutti noi, le conseguenze dovevano sgorgare +irrimediabili per un tempo, fatali. Per legge storica, derivazione della +legge morale, ogni colpa deve espiarsi. La Francia espia da tredici +anni, colla negazione di gran parte delle sue conquiste politiche +anteriori, l'assassinio di Roma: noi espiamo la rassegnazione servile +colla quale aspettammo a emanciparci da un padrone straniero che un +altro scendesse, come nel medio evo, a combatterlo. La vita nuova della +Nazione, segnata d'un marchio d'impotenza, mancò di sviluppo e di +interprete: la monarchia non poteva dare che la propria, misera, locale, +legata al passato, e lo fece: s'aggiogò ad una ad una le provincie +italiane come se fossero territorio inerte, e diede a tutte come Patto +un patto che non rappresenta se non la vita del passato e di una sola +frazione d'Italia. Nel conflitto fra le due vite è il segreto di tutte +le nostre piaghe, di tutti i nostri dolori: nè cesserà se non quando +l'_iniziativa_ trapasserà, come nelle nostre visioni, nel Popolo; se non +quando il compimento di un grande Dovere, raggiunto con forze e +battaglie proprie, avrà dato alla Nazione coscienza del proprio +_diritto_ e vigore per esercitarlo. Quel giorno avremo la libertà. Gli +uomini, nostri un tempo, che oggi si affannano a conciliar le due vite, +tentano un problema insolubile, che li guiderà nuovamente a noi o li +travolgerà nell'apostasia. Gli uomini, nostri anche oggi ma traviati, +che s'illudono a credere che la Nazione possa conquistare la vita nuova, +prima di averla meritata col sagrificio, prima d'aver cancellato +quell'onta dell'intervento straniero, pretendono essi pure +l'impossibile. Non basta predicare al Paese il _diritto_: bisogna dargli +volontà e potenza di conseguirlo; migliorarlo, sollevarlo dall'elemento +di machiavellismo, di materialismo in cui vive; _moralizzarlo_ +coll'azione a pro di quella parte di paese che ha diritto essa pure a +contribuire al patto d'Associazione e di Libertà, alla manifestazione +della Vita d'Italia, e che, occupata dallo straniero, nol può. + +Nè io dunque gemo o mi taccio perchè vedo tradite dagli inetti, che +usurpano il nome di governanti, le nostre speranze di libertà e di +interno progresso; accetto rassegnato il periodo d'espiazione. Ed +esortandovi a proseguire, come fate, nel vostro apostolato educatore, +perchè gl'Italiani intendano il significato e il valore delle libere +instituzioni promesse e non date, v'esorto pure a non irritarvi degli +indugi limitati che si frappongono. Ma v'è tal cosa che può perpetuar +quegl'indugi e uccidere una Nazione in sul nascere: il disonore del +pensare e sentir da codardi. Se una Nazione tollera ch'altri le pianti +sulla fronte quel marchio, è perduta. Or l'Italia versa in questo +pericolo. E per questo io gemo, per questo io mi sento talora spronato a +disperato silenzio. + +Io guardo a Venezia. Là, sta l'onore della Nazione, ed è confitto sulla +croce, ludibrio ai Popoli e insulto perenne a noi, dalla potenza +straniera che più d'ogni altra ha meritato, per tirannide, persecuzioni +e morte dei nostri, l'aborrimento d'Italia. Cento mila soldati vegliano +appiedi di quella croce: altri cento mila sono presti a raggiungerli. + +Al di qua della frontiera artificiale che la pace, comandata da un altro +straniero alla monarchia, ci diede, io vedo un esercito regolare +sommante nelle dichiarazioni governative a 380 000 uomini: una leva +d'altri 50 000 che il Governo afferma poter chiamare immediatamente: una +cifra di 130 000 guardie nazionali mobilizzabili a termini di una legge +del 1861; e 30 000 volontarî che il Governo non può, dopo l'impresa +meridionale, dubitare di vedere raccolti, al primo grido di guerra, +intorno a Garibaldi. Sono 590 000 armati dei quali può volendo, disporre +l'Italia. Dietro a quelli stanno da ventun milioni d'altri italiani, +unanimi a desiderare l'emancipazione del Veneto e presti agli ajuti +quando piaccia al Governo di rimovere, col suo cenno, dagli animi ogni +dubbiezza sull'opportunità dell'impresa. Davanti ad essi si stende, +campo di guerra, un terreno _nostro_, sul quale due milioni e mezzo +di oppressi s'agitano irrequieti e più o meno audacemente ci +presterebbero ajuto, non foss'altro--e per chi dubita di tutti e di +tutto--d'informazioni, di mezzi e di quel fermento che inceppa la +libertà, tanto essenziale, di moti al nemico. Tra il Veneto, il Trentino +e l'Impero sta una serie di posizioni inaccessibili alla cavalleria e +all'artiglieria e che, occupate in parte dall'esercito, in parte +dall'insurrezione--facile a suscitarsi quando il Governo accenni +volerlo--troncano le comunicazioni fra il nemico e la sua base di +operazione. Al di là, popolazioni Serbe, Magiare, Romane, Ceke, +malcontente e ricordevoli del 1848. E, scendendo dall'Alpi di fronte a +Venezia lungo la costa orientale dell'Adriatico, una zona di Popoli +italiani e slavi, amici naturali i primi, vogliosi gli altri di sbocchi +indipendenti ai loro prodotti sul mare, avversi all'Austria e presti a +secondare l'azione di chi offra loro patti sinceri e utili di alleanza. +Diresti che Dio stesso, ordinando gli elementi a quel modo, additi +all'Italia dovere e vittoria ad un tempo. + +La monarchia sequestra, rivelando all'Austria il pericolo, l'armi +invocate dai Veneti. La stampa governativa insulta ai Veneti dichiarando +non esistere sul loro terreno elementi d'insurrezione. + +E l'esercito? I 380 000 soldati d'Italia? Leggono i loro ufficiali che +si torturano or nuovamente col bastone i fratelli dai quali li separa un +fiume? Hanno culto di patria e senso d'onore, o intendono confermare per +sempre coll'indifferente contegno la vergognosa pace di Villafranca? +Sanno che l'Europa, guardando ai fatti passati o al linguaggio presente +dei ministri d'Italia, ripete colla Francia ch'essi sono incapaci di +combattere e vincere soli? Non freme in essi l'orgoglio del nome +italiano? Non giurarono all'Unità? Non ebbero dai loro capi un programma +che diceva: _dall'Alpi all'Adriatico_? Non hanno molti fra essi madri, +padri, fratelli, sorelle sul Veneto? Non ricordano, i nati lombardi, le +sacre promesse del 1848 a Venezia? E gli esciti dall'esercito dei +volontarî, i compagni d'armi di Garibaldi, i difensori di Venezia e di +Roma, son essi fatti macchine senz'anima e vita? Ha la nuova assisa +soffocato ogni antico ricordo nel loro cuore? Non è l'assisa d'Italia? +Non è simbolo d'una forza che mancava negli anni addietro, e che crea in +chi la porta doveri proporzionati? Perchè non esce da quell'esercito, +nei modi che non toccano la ribellione ma fanno palese il desiderio, una +voce unanime che dica al re loro: _Sire! non vogliate che una macchia +contamini l'assisa Italiana! Guidateci sul Veneto! Lasciateci provare +all'Europa che sappiamo combattere e vincere senza stranieri a fianco!_ + +Noi abbiamo lo straniero in casa: abbiamo incontrastabilmente le forze +per vincerlo. E il Paese tace. Il Paese si lagna dei mali, delle +incertezze che accompagnano inseparabili ogni condizione provvisoria di +cose: deplora il masnadierume: sa che l'assenza di frontiere secure e il +soggiorno dello straniero tra noi confortano quanti nemici abbiamo alle +trame: mormora delle somme ingenti consecrate a un esercito inutile; e +nondimeno, tace. Il Paese sa che non è in Europa una sola Nazione alla +quale il soggiorno dello straniero armato per entro i proprî confini non +ponesse un grido d'insurrezione sul labbro: sa che le Nazioni d'Europa +stanno guardando ai primi passi dell'Italia sulla nuova via, per +decidere se devono cercare in essa l'alleanza del forte o la soggezione +del debole; e nondimeno tace e non osa, non dirò insorgere, ma parlare +unanime colla stampa, colle petizioni, colle adunanze pubbliche, il +proprio volere. + +Da forse quarantamila Veneti or sono esuli tra noi: hanno la terra ove +nacquero profanata dal bastone austriaco: ciascun d'essi dovrebb'essere +centro d'apostolato incessante a pro di Venezia, centro d'ajuti raccolti +a pro dell'impresa emancipatrice; e, da pochi infuori, tacciono, +obliano. I rappresentanti d'Italia, gli uomini del Mezzogiorno +segnatamente, giurarono all'Unità, come condizione dell'assenso dato +dalle loro provincie alla monarchia; e tacciono: udirono il ministro a +proferire le cifre d'armati accennate più sopra, e non una rimostranza, +non una mozione, non una voce sorse dal Parlamento Italiano a dire: +_siam forti: compiamo dunque il Dovere: al Veneto, all'Alpi!_ Gli +agitatori, gli arditi della Sinistra consacrano l'audacia a speculare su +qualche rielezione, tacciono di Venezia. Gli uomini che rubarono a noi, +vivente Manin, il _se no, no,_ e ci dissero: _dateci tempo perchè la +monarchia raccolga 200 000 soldati, e vedrete_, oggi, davanti ai 380 +000, tacciono e sostituiscono la formola: «aspettiamo pazienti il +_quando_ ignoto indefinito di chi governa» alla formola altera delle +Cortes Aragonesi. Dimenticano che il servile silenzio lascia crescere +una taccia di viltà sulla loro monarchia, e che un Popolo perdona ogni +cosa a un Potere fuorchè d'essere codardo. + +Per questo io gemo temente dell'avvenire e chiedendo a me stesso: _siam +noi fatti per la libertà?_ Eccoti uomini che si dicono convinti di ciò +ch'io non credo possibile, l'unione della monarchia collo sviluppo delle +libere istituzioni, coll'Unità nazionale, coll'indipendenza, coll'onore +d'Italia. Erranti o no, essi sono vincolati dal loro programma a tentare +di convertire in fatto quella possibilità, a esaurire tutte le vie che +potrebbero praticamente condurvi. Crederesti che s'affannassero intorno +alla monarchia a indicarle i desiderî del Paese, a esprimerle +liberamente i bisogni ai quali essa deve dare soddisfacimento, a +spronarla, nelle sue colpevoli e pericolose esitazioni, sulle vie +dell'onore, ad affratellarla colle aspirazioni dei più, a farla +rispettata e temuta in Europa? Non uno di questi uomini che, +interrogato, non ti dica: _non avremo pace, sicurezza o capacità di +progresso senza Roma e Venezia; non avremo Roma se non dopo Venezia_; e +tacciono tutti. Discutono intrepidi con Minghetti, Rattazzi o Ricasoli, +giornalisti e lontani dal potere; tacciono con essi se diventati +ministri; l'Autorità è sacra ai loro occhî: gli uomini che l'hanno +_possono_, dunque sanno: bisogna lasciarli fare. Perchè non dicono loro: +_badate; noi ci assumemmo di provare al Paese che la monarchia si +concilierebbe coi diritti e colle necessità dell'Italia; ma noi possiamo +senza l'opera vostra_?--No; tacciono tremanti, insolenti soltanto contro +noi perchè non partecipi del potere: passeggiano le vie della libertà +colla catena del servaggio al piede e sul collo; educano la giovine +Nazione al progresso, insegnandole che il segreto del progresso sta +nell'arbitrio di cinque o sei uomini scelti, non da essa, ma dal +monarca: sopprimono, col tacere sistematico, l'elemento vitale d'ogni +Governo, che è la trasmessione continua del pensiero dei governati a +quei che governano: spingono, senza avvedersene, il Paese sulla via che +dice: _Rivoluzione_. Tal sia di loro. Ma gli uomini di parte nostra? Gli +uomini che gemono com'io gemo pel disonore della Nazione? Gli uomini +che, assumendo il nome di Partito d'Azione, dichiarano la trasformazione +di Popolo in Nazione non esser compita e doversi, se non si vuol +retrocedere, sollecitamente compire? Gli uni s'affannano a costituire +comitati elettorali, inefficaci dove prima non si muti la legge in virtù +della quale si compiono le elezioni: gli altri, smembrati a tre centri +di direzione e a due punti objettivi, consumano forze che concentrate +darebbero risultanze potenti e rapide. Taluni spendono l'obolo che +dovrebbe esser sacro alla liberazione del suolo Italiano inalzando +monumenti a Martiri i quali, se mai potessero favellar dalla fossa, +respingerebbero quelle testimonianze e direbbero: _emancipate prima +dallo straniero la Patria per la quale morimmo_. Centinaja, migliaja +d'uomini giovani versano danaro in celebrazioni d'anniversarî gloriosi o +pellegrinaggi al soggiorno di Garibaldi, dimentichi che, se sta bene +celebrare le antiche glorie, meglio è l'imitarle; e che Garibaldi li +amerebbe più assai se serbassero quel danaro all'impresa patria, +scrivendogli: _verremo a vedervi quando sarem fatti degni di voi_. Che! +Non avremmo noi mezzi sufficienti al bisogno, non trascineremmo noi +Paese e Governo, non vinceremmo, forti di numero come siamo, la prova, +se commossi davvero e tormentati dal pensiero che ventidue milioni +d'uomini non possono senza infamia tollerare lo straniero in casa, e +ricordevoli che nel massimo concentramento di forze sotto un'unica +direzione e sopra un dato punto sta il segreto della vittoria, +consacrassimo _tutti_, per mezz'anno, attività e sacrifizio al _porro +unum_, Venezia--se per mezz'anno _ciascuno_ s'assumesse di rappresentare +nella propria sfera un grado d'apostolato, una cifra di mezzi--se il +pensiero di Venezia soffocasse per un tempo ogni altro pensiero--se ogni +scrittore ripetesse in cima ai suoi scritti per l'Austria la parola di +Catone sopra Cartagine--se ogni adunanza a qualunque scopo raccolta +s'iniziasse e si conchiudesse col grido di _guerra all'Austria_--se ogni +madre patriota mormorasse _Venezia_ a' suoi figli, ogni fanciulla buona +alle amiche, ogni volontario ai militi che gli furono fratelli sul +campo, e tutti al Governo? + +Un Popolo può ciò che vuole. Ma un Popolo che, forte di mezzi, sopporta +d'anno in anno, immobile, muto, che lo straniero gli vieti Unità, +imprigioni, tormenti, bastoni i suoi fratelli, non merita libertà, e non +l'avrà. + +Ho detto _forte_ e avrei potuto dire _onnipotente_ di mezzi. Ricordi tu +Roma? Ricordi quella pagina storica del 1849, che tanti fra i nostri, +tanti fra i nati in Roma oggi dimenticano, ma che nessuno potrà +cancellare? Là--coll'Italia incodardita dalla catastrofe di Milano e +dalla rotta di Novara, con quattro Governi avversi, colla congiura +pretesca a fronte, abbandonati da tutti e ridotti alle forze d'una sola +città, con un erario vuotato dal Papa fuggiasco, con armi scarse e +mediocri--noi semplici cittadini, senza prestigio di passato, senza +credito fuorchè quello che la nostra condotta ci dava, governammo amati, +impedimmo senza terrore ogni tentativo avverso, trovammo danaro bastante +alla guerra e a nudrire i nostri quattordici mila militi, volgemmo in +fuga l'esercito del re di Napoli, combattemmo lungamente l'Austriaco in +Ancona, tenemmo fronte per due mesi ai soldati francesi che sommarono, +prima del finir dell'assedio, a trentamila e più. Fu l'amore e la +fiducia che ponemmo nel Popolo che ci fruttarono amore e fiducia da +esso? Fu il nostro non ispendere un obolo solo che non fosse +direttamente utile alla difesa? Fu il sistema di Governo fondato, non +sul _reprimere_, ma sul _dirigere_? Fu il fascino esercitato dalla +bandiera? Lo diranno gl'Italiani della generazione che sorge. Io so che +se, invece d'una città, l'Italia d'oggi, l'Italia dei ventidue milioni, +avesse le sue forze concentrate in mano d'uomini che avessero quella +fede nel Popolo, quel sistema economico, quel metodo di Governo, quella +ferma, irrevocabile volontà di seguire quel programma, avvenga che può, +e quella bandiera, le forze, nonchè dell'Austria, di tutta Europa non +basterebbero a vietarle Venezia e Roma. Il contrasto fra quei giorni e +le vergognose condizioni presenti m'addolora l'anima, m'avvelena i +giorni cadenti e spiega a te, amico, il silenzio per lungo tempo +serbato. + +Ama il tuo + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +A FRANCESCO CRISPI[148] + + +Il 17 novembre, Voi, parlando alla Camera sulla Convenzione tra Luigi +Bonaparte e il Governo d'Italia, dichiaravate che Vittorio Emanuele non +_può_ rovesciare il trono del Papa--che la Convenzione monarchica +rinunzia a Roma--ch'essa è quindi violazione aperta dei Plebisciti, dai +quali si poneva, condizione dell'annettersi alla Monarchia di Savoja, +l'Unità della Patria. Voi compivate in quel giorno un dovere di +cittadino. + +Ma il 18, irritato dall'accusa d'illogico--scagliatavi +machiavellicamente contro da chi violava, votando per la clausola ch'è +suggello alla Convenzione, ben altro che logica--Voi dichiaraste che la +vostra bandiera era: _Italia Una e Vittorio Emanuele_; e v'aggiungeste +che chi solleva un'altra bandiera non vuole l'Unità dell'Italia. + +Se a Voi giova, sul cader della vita, rinunziare a una bandiera per +acclamare ad un'altra, io non mi assumerò, per molte ragioni, di +riconvertirvi. Ma proferendo la seconda affermazione, Voi non solamente +contradicevate, cosa in oggi frequente, al vostro passato--non solamente +offendevate la maestà della vostra sorgente Nazione--ma dimenticavate, +ingiusto e ingrato ad un tempo, che tra gli uomini morti e viventi, ai +quali un giorno foste amico e collega di cospirazione, i migliori furono +e sono unitarî e repubblicani. Bastino, tra gli estinti, Carlo Pisacane +e Rosalino Pilo. Ma, tra i vivi, io la sollevo questa bandiera diversa. +E tra voi, quanti siete novellamente convertiti e diplomatizzanti fra la +coscienza e il linguaggio, chi osi scrivere che io non adoro l'Unità +della Patria, e non l'ho predicata altamente fin da trentadue anni +addietro, quando stranieri e italiani la deridevano siccome utopia, e +voi tutti balbettavate di costituzioni regie e federazioni? + +Io la sollevo; e mi giovo della dolorosa opportunità che m'offriste per +ridirlo a tutti; non solamente perchè i principî l'additano unica +malleveria di vero e libero progresso--perchè intorno ad essa si +avvolgono i più splendidi ricordi del nostro passato, quando la vostra +non ha tradizioni di gloria in Italia, nè origine indipendente, nè +coscienza di moralità educatrice, nè intelletto della missione +italiana--perchè è sola logica deduzione delle credenze e delle +negazioni dei tempi, mentre la vostra vive d'una transazione artificiale +tra elementi inconciliabili, sempre provata menzognera in Europa, +fuorchè nel paese singolare ov'io scrivo, dagli ultimi sessant'anni--ma +perchè cerco, proscritto tuttavia e dannato nel capo dalla monarchia +vostra, l'Unità della Patria; perchè, mercè l'ingenito antagonismo dei +vostri padroni ad ogni sviluppo di vita popolare, e le vostre tattiche +secondatrici, vedo rapidamente disfarsi quella unità di propositi e di +speranze che spinse per ogni dove, fuorchè in Lombardia, ventidue +milioni d'Italiani a congiungersi in uno; perchè, esaurita ogni via, +tentata ogni concessione possibile, soffocata lungamente nel silenzio la +fede dell'anima mia--tanto che nessuno potesse rimproverarmi di +sostituire l'arbitrio d'una ragione individuale fallibile all'opinione +dei più--ho raggiunto, costretto dai fatti, l'intimo convincimento che +noi non avremo mai, dall'azione spontanea della Monarchia, Venezia, Roma +e Unità. E mi stanno davanti, mentre io scrivo, i patti della +Convenzione che segna l'abbandono di Roma, e le parole del vostro +ministro che abbandonano Venezia: + +L'Italia avrà Venezia quando l'Austria, persuasa non da noi--noi non +siamo--ma dall'autore dei patti di Villafranca, ritirerà volontariamente +i soldati ch'oggi v'accampano: + +L'Italia avrà Roma quando il Papa, convinto ch'ei regna tiranno, e fatto +amico della libertà, inviterà egli stesso i nostri ad entrarvi: + +Così _unifica_ la Monarchia. + +Di fronte a queste codarde e assurde dichiarazioni, proferite da chi +s'appoggia su 380 000 soldati, può averne in breve ora mezzo milione, e +rappresenta legalmente 22 milioni d'uomini che anelano farsi Nazione, +Voi avete evocato un momento dell'antico entusiasmo, per gridare con +volto agitato, con accento commosso, un saluto di gladiatore morente +alla Monarchia, e un anatema a quei tra i vostri fratelli che hanno +serbata intatta quella che fu vostra fede. Io non meraviglio della +vostra potenza di volontà; bensì vi compiango perchè abbiate creduto +doverla spiegare per una causa nella quale, se interrogate l'intimo +core, voi non credete. + +Conosco troppo il vostro passato e vi so d'ingegno troppo arguto, per +ammettere un solo istante che voi siate oggi monarchico di fede, +monarchico teoricamente, monarchico come lo erano settant'anni addietro +gli uomini della Vandea: s'io vi sapessi tale, pur combattendovi per +dovere, mi dorrei d'esservi costretto. Ogni fede suscita in me, in +questi tempi d'immorale e stolido scetticismo, rispetto. Ma gli uomini +della Vandea credevano nel _diritto divino_: Voi no:--giuravano sui loro +preti e ponevano la croce protettrice nella regia bandiera: Voi fate +guerra ai preti e vorreste vedere in due campi separati, indipendenti +l'uno dall'altro, la croce e la monarchia;--sorgevano a combattere e +morire pei discendenti di san Luigi, senza badare a probabilità di +successo, senza calcolo delle forze nemiche, come si muore per una idea: +Voi non morreste, nè altri in Italia, per la sola Casa di Savoja, per la +mistica trinità dell'elemento aristocratico, del democratico e del +monarchico. Voi siete, come oggi barbaramente dicono, _opportunista_. +Voi vedete oggi la monarchia forte, noi deboli: un esercito, che Voi +credete monarchico, e ch'io credo, come tutti gli eserciti, +semplicemente governativo; e un'Italia officiale, forte d'una vasta rete +d'impiegati, devoti per amore di lucro, ed una moltitudine di seguaci +ciechi, muti, servili, tra per abitudine d'obbedienza passiva, tra per +paura, se mai dicessero di non credere che altri farà, d'essere chiamati +a fare. Unitario sincero, ma educato a tendenze politiche ch'io potrei +chiamare _guicciardinesche_, Voi porgete omaggio alla Forza o ad un +sembiante di Forza. Voi trovate che la Monarchia potrebbe agevolmente, +_volendo_, fare l'Italia; e l'accettate, siccome mezzo all'intento. Se +domani ci vedeste forti, sareste nuovamente con noi. + +Pur tuttavia l'_opportunismo_ accenna inevitabilmente a limiti di tempo +e di condizioni transitorie, che un _principio_ non cura. +L'_opportunismo_ genera un metodo proprio, diverso da quello che guida +chi ha una fede. E questo metodo logico dovrebbe insegnarvi linguaggio +più temperato e meno assoluto. La Monarchia potrebbe, non v'ha dubbio, +_volendo_, fare l'Italia. Ma se la Monarchia _non_ volesse? Se, +antivedendo nella guerra all'Austria una serie di insurrezioni +nazionali, come quelle del 1848, e conseguenze probabilmente fatali +all'interesse dinastico, s'arretrasse deliberatamente dall'impresa +Veneta? Se, impaurita di quel potente nome di Roma, e presentendo a ogni +modo che, sciolta la questione Nazionale, gli Italiani verserebbero +tutta la piena della giovine vita sulla questione di Libertà, scegliesse +di tenersi lontana dal Campidoglio repubblicano e dalle mura segnate dai +ricordi del 1849? Se, intendendo che non possono tentarsi le due +imprese, senza suscitare l'entusiasmo e gli ajuti del Popolo a guerra +che gli darebbe coscienza di sè e delle proprie forze, paventasse le +esigenze inevitabili dell'avvenire e non vedesse rimedio al pericolo, +fuorchè nell'afforzarsi unicamente dell'alleanza col dispotismo +straniero? E se Luigi Napoleone, cupido di predominio sul Mediterraneo e +su noi, e aborrente quindi dalla nostra Unità, preparasse, di concerto +colla Monarchia--prezzo della protezione invocata--la triplice divisione +d'Italia, architettata da lui già prima del 1859? Io non intendo di +discutere con Voi la verità di queste ipotesi; dico che nessun italiano +ha, dopo i fatti degli ultimi tre anni, diritto di affermarle +impossibili e trascurarle: Voi, repubblicano un tempo, men ch'altri. E +dico che la loro possibilità avrebbe dovuto bastarvi per adottare, anche +non disertando il nuovo campo _opportunista_ accettato, altra tattica +che non la seguita, per non gittare anatemi al rimedio che potrebbe +diventare necessario, e per non cacciare a' piedi del trono l'assurda +immorale promessa di rimanergli fedele _quand'anche._ Ed è per dolore +d'antico affetto, memore di ciò che faceste pel Paese, ch'io parlo. S'io +non guardassi che al trionfo della mia fede, m'appagherei nel ricordar +sorridendo, che i Monarchici del _quand'anche_ furono in tutti i tempi +artefici di rovina alla monarchia. + +Parte vostra--e, parlando a Voi, parlo ai miei amici ed _ex amici_ della +Sinistra--era quella di piantarvi, poichè così volevate, nella Camera a +guisa di scolte vigili e diffidenti; di piegare, poi che lo credevate +opportuno, la bandiera ch'ebbe i vostri giuramenti, ma tenendovi su la +mano, in atto di chi è deliberato a nuovamente spiegarla s'altri non +attiene le sue promesse; di giovarvi delle leggi esistenti a sviluppo +progressivo di quel tanto di diritto ch'esse affermano e che i +governanti tradiscono, ma senza teorizzare sovr'esse, accettandole come +modelli di perfezione; di buttare in viso ai ministri diversi ogni +violazione del loro Statuto, ma senza mai venerarlo Arca di Libertà e +affermare racchiuso in esso il germe di ogni progresso futuro, quando il +suo primo articolo inaugura, religione dei sudditi, l'infallibile +autorità di chi maledice al Progresso; di sollevare di tempo in tempo, +sugli occhî dei gaudenti del Governo e della sua maggioranza, la santa +bandiera che porta scritti con sangue di martiri i nomi di Venezia e di +Roma; di guardare più al Paese bisognoso e capace di educazione, che non +al recinto d'una Camera, dove l'educazione è impossibile; di protestare +colla parola e minacciar col silenzio; di serbarvi compatti come un sol +uomo; di parlar pochi, rare volte e solenni: poi d'afferrare uniti una +delle molte opportunità offertevi dall'aperta violazione della legge +fondamentale e dell'onore della Nazione, per dire ai vostri +concittadini: _Esaurimmo, e senza riescire, ogni tentativo per giovarvi +coll'armi legali_: e ritrarvi, come Trasea, da un Senato +irreparabilmente servile e corrotto. Così governandovi, voi non vi +facevate di certo _possibili_ a chi oggi governa, ma educavate il Paese, +gli additavate dove cercare un giorno gli uomini suoi e salvavate la +dignità dell'anima vostra. + +Seguiste altra via. Vi atteggiaste a convertiti adoratori della +Monarchia, prima che la Monarchia avesse compito il debito suo, e come +se alla Monarchia importassero alcuni adoratori di più. Miraste con +frequenti dichiarazioni a rassicurarla sul conto vostro, quando unica +via, se pur una n'esiste, di trascinarla a bene è il mostrarle pendente +la spada di Damocle. Non pagaste il debito vostro a Roma con una solenne +rimostranza collettiva, ch'io vi proponeva, che prometteste, poi non +osaste: non il debito vostro a Venezia quando, raggiunta la cifra di 380 +000 soldati, viva tuttavia l'insurrezione polacca, vivo il conflitto +Dano-Germanico, bisognava proporre apertamente al Gabinetto e al Paese +la guerra. Non escì da voi collettivamente un solo atto d'energia +nazionale. Ma sprecaste, smembraste la vostra forza e la vostra +importanza, cinguettando individui e inutilmente su tutte minuzie, +movendo interpellanze e dichiarandovi soddisfatti di spiegazioni che +nulla spiegavano, o di promesse che sapevate non doversi attenere. +Taluni fra voi cercarono, rosi da vanità di pigmei, di isolarsi da +tutti, ciarlando sofismi balzani, cozzanti, francesi. Taluni si +ritrassero con piglio nobilmente sdegnoso da un recinto che dissero +prostituito, poi vi rientrarono senza che cosa alcuna vi fosse mutata. +Erraste quasi tentone fra gli equivoci e il Vero, tra le formole +artificiali d'un costituzionalismo bastardo e gli eterni principî d'una +Rivoluzione Nazionale fermata a mezzo e che vuol compimento; finchè, +dopo leggi eccezionali, stati d'assedio, imprigionamenti di deputati, +scioglimenti arbitrarî d'associazioni, divieti frequenti d'adunanze +pubbliche, persecuzioni sistematiche e preventive della stampa, +violazioni giornaliere della libertà individuale--dopo un rifiuto di +leggi comuni ai Veneti e ai Romani--dopo Aspromonte--caldo ancora il +sangue dei cittadini trucidati in Torino--trovaste core, voi, Mordini, +di votare l'abbandono di Roma; il conte Ricciardi d'esclamare +comicamente: _Io sono repubblicano, ma amo la monarchia_: Voi di provare +che la Convenzione rompe il Plebiscito e condanna l'Italia a rimanersi +smembrata e acefala, e nondimeno conchiudere: _La Monarchia ci unisce, +la Repubblica ci divide_. Così passano le glorie della Sinistra: i +pochissimi che seppero rimanersi puri, mutano seggio o si allontanano +dal cadavere. + +Se non che l'origine prima dei traviamenti risale più in su, e doveva +generare fatalmente le conseguenze che vennero dopo. + +Il vizio della situazione dell'oggi ha origine--e l'Italia dovrebbe ora +avvedersene--dall'annessione, dal cieco entusiasmo degli uni e dalla +funesta debolezza degli altri, che falsarono, fin dal cominciamento del +nostro moto, la posizione del problema italiano. E voi tutti, Dio vi +perdoni, v'aveste parte. + +Statuita dallo straniero e accettata dalla Monarchia Sarda la pace di +Villafranca, l'iniziativa popolare protestò nobilmente nel Centro, e +poco dopo nel Mezzogiorno, contro i disegni federalisti del Bonaparte; e +decretò che l'Italia sarebbe. Allora due vie vi stavano innanzi. La +prima guidava a fondar la Nazione; la seconda all'ampliamento della +Monarchia Sarda, finchè tutto quanto il Paese si confondesse +successivamente, annettendosi ad essa. + +Annunziare come fine supremo e sorgente perenne di sovranità la +Nazione--sommergere tutti, nomi antecedenti e fini locali, nel grande +nome d'Italia--dichiarare la Vita Nuova che, preparata, fecondata +d'antico, assumeva di recente sostanza e corpo--chiamare ogni terra +posta fra le Alpi e il Mare a _connettersi_, ad affratellarsi +coll'altra, in una Patria comune di liberi e di eguali--far escire da +una Costituente la formola di quella _nuova vita_, la legge del nuovo +Patto, il Patto della Nazione--poi, dacchè i tempi volgevano a +Monarchia, scrivere nell'ultimo articolo del Patto, che l'Italia si +sceglieva un re, e quel re aveva nome Vittorio Emanuele. + +O porre attività di vita, sovranità, diritto nel solo Piemonte; +_annettere_ ad esso, quasi terreno dell'unione e successivamente, ogni +provincia Italiana; accettar quindi una tradizione locale, una Dinastia, +una Legge anteriore alla Vita della Nazione, una serie predeterminata di +vincoli diplomatici, un sistema, un metodo di governo prestabilito. + +Tra queste due vie sceglieste--voi tutti, politici +_opportunisti_--quest'ultima. Io perorai, scrivendo e parlando, a pro +della prima; poi, quando vidi prorompere irresistibile la piena, e il +povero Popolo d'Italia, travolto dietro agli uomini che avevano meritato +negli anni anteriori affetto e fiducia da esso, versarsi all'urne col Sì +sul cappello, e m'udii richiedere che cosa io preferissi tra la +dedizione incondizionata e il _separatismo_, mi strinsi nelle spalle, +e--fidando nei fati d'Italia, più potenti che non gli errori degli +uomini--assentii e ajutai. + +Sceglieste la seconda: in quel giorno decretaste, per quanto era in voi, +l'abdicazione d'Italia; e poneste in seggio il sistema che or chiamate +_piemontesismo_. Poco importa che, stretti dal pudore, inseriste non so +quale menzione di Roma e dell'Unità nelle vostre formole. Scrivendo +sulla vostra bandiera e nei vostri proclami eguali ed indivisibili, +prima che l'Italia fosse compita, Vittorio Emanuele e la Patria--come se +questa non potesse vivere senza quello--porgeste l'arme, che dovea +trafiggervi, alla Monarchia. Oggi, la Monarchia risponde, in virtù della +dedizione, a chi le chiede Venezia: _quand'io vorrò e coll'ajuto, da +ripagarsi, dello straniero_. A chi le chiede Roma: _com'io vorrò e +coll'assenso del Papa_. Strozzati dall'_antecedente_, e senza virtù che +basti per chiedere perdono a Dio e all'Italia dell'equivoco adottato +quattro anni addietro, voi, pari a quei miseri che gridavano, morendo +per mano del carnefice regio: _viva il re_, gridate, pur protestando: +Unità--che v'è tolta--e Vittorio Emanuele--che vi dice: _protestate, +purchè serviate_; e servite. Se non che quei miseri _credevano_, e la +loro era sublime follia: chi non crede è sublime d'ipocrisia o di paura. + +Or voi potete a vostra posta combattere il _piemontesismo_. Il +_piemontesismo_ che è, non cosa d'individui o di terra, ma sistema e +metodo essenzialmente monarchico, ha data da quella deviazione e +durerà--sia Torino o Firenze l'alloggio--finchè, esaurite le conseguenze +dell'iniziativa del 1859, una nuova iniziativa di Popolo non ricollochi +sul vero terreno il problema e non ribattezzi il Paese alla coscienza +del proprio Diritto. + +L'Unità è suprema su tutte forme, monarchiche o repubblicane. Le forme +sono buone, in quanto armonizzano col fine e gli giovano; tristi e da +rompersi, nel caso contrario. Sovranità e vita sono nell'Italia che +vuole esser Nazione; gli individui--re, presidenti o consoli poco +monta--non sono che ministri scelti di quel concetto; fedeli al mandato, +sono servi lodati dalla Nazione; traditori o dimentichi, meritano pena e +che altri sottentri. L'Unità d'Italia è cosa di Dio; parte del disegno +provvidenziale che vuole il Progresso dell'umanità, per mezzo di ciò che +noi chiamiamo _Nazionalità_, ed è la _divisione del lavoro tra i +Popoli_: è scritta nella nostra configurazione geografica, nelle +tendenze manifestate dalla Storia nostra, nella lingua che noi tutti +scriviamo, nell'indole e nelle attitudini di quanti abitano la nostra +terra: fu il Verbo dei più potenti fra i nostri intelletti, +l'aspirazione visibile, da Roma in poi, del nostro Popolo nelle sue +grandi e spontanee manifestazioni; la fede di centinaja, di migliaja di +martiri, taluni monarchici, repubblicani i più. Ciascuno di noi la +presentiva, per iniziativa regia o insurrezione di Popolo, presto o +tardi inevitabile; ciascuno di noi sa che, per qualunque via, a seconda +degli intelletti diversi, avremo Venezia e Roma. Chiunque, come Voi, +presume d'aggiogare il _fatto divino_ a uno o ad altro individuo, la +Vita della Nazione alla povera esistenza d'un re, un _principio_ eterno +a una _forma_ fenomenale e mutabile, bestemmia e disonora la Patria; +rinnega Dio per farsi idolatra. Debito nostro e vostro è di conquistar +l'Unità, _con, senza o contro_ la Monarchia. Al di fuori di questa +formola, adottata da noi anni sono, io non posso vedere che inetti o +cortigiani insanabili. + +Or Voi non siete nè l'uno nè l'altro: non siete che _opportunista_. Io +so che solo, tra le quattro pareti della vostra camera, e guardandovi +attorno a vedere che non vi siano onorevoli, Voi balbettate tre volte +ogni sera, quasi giaculatoria d'espiazione, la nostra formola. Ma oggi, +le circostanze non corrono favorevoli al recitarla in pubblico. La +Monarchia è tuttora forte; potrebbe, come dissi, _volendo_; noi forse, +volendo, non potremmo. Voi quindi, pubblicamente, siete monarchico. Pur +nondimeno, ha la vostra coscienza prefisso un limite alla Monarchia, +oltre il quale direte: _non vuole_? Potranno mai gli uomini, che un +tempo vi stimarono fratello, incontrarvi, riaffratellato dai fatti, +sulla loro via? Quante cessioni di terre italiane allo straniero +esigerete per romper guerra? Quanto aumentare di servilità alle +inspirazioni di Parigi? Quanti eserciti da farsi e disfarsi? Una legge +che dichiari non solamente stranieri, ma _sospetti_, in Italia, i Romani +e i Veneti? Otto, dieci violazioni dello Statuto? Tre, quattro +Aspromonti? Quante città devono veder sangue di cittadini illegalmente +versato dai gendarmi regî? Fin dove si estenderà la robusta vostra +pazienza? Vogliate dircelo. Perchè se mai il: _se no, no_ di Manin e dei +Plebisciti dovesse ripetersi, eco sterile e perduta nell'aria, per un +tempo indeterminato e senza sapersi a che mira--se il: _perdio... +badate... protesto..._ di Voi e dei miei ex amici, dovesse conchiudersi +sempre e checchè si faccia col grido di: _Viva, quand'anche, la +Monarchia_--io vi ricorderei un tipo lasciato ai posteri da Carlo Porta. +Parmi che, comunque privilegiati, gli elettori del Regno mai possono +aver decretato che i loro eletti debbano recitare nell'aula parlamentare +la parte di _Giovannin Bongée_. + +Tento sorridere, ma nol posso. L'anima mi s'abbevera di tristezza, +pensando al povero Popolo d'Italia, buono ma ineducato--d'onde mai +avrebbe esso potuto desumere educazione?--e, come tutti i Popoli +ineducati, facile ai traviamenti, ai subiti sconforti, al dubbio su +tutti e su tutto. Come insegniamo noi a questo Popolo--del quale usiamo, +a modo d'arme democratica, il nome, lasciandolo senza voto, senz'armi, +senza ajuti economici--la sua vita futura, la vita italiana, la vita +della fede, dell'amore, dell'entusiasmo, del culto morale ai principî, +al Giusto, al Vero, alla Libertà? Ove sono i suoi capi, gli uomini +ch'esso s'era avvezzo a considerare, non solamente come apostoli +d'insurrezione, ma come sacerdoti di rigenerazione morale, d'un santo +concetto di sacrificio e costanza? Per venti, per trent'anni predicarono +ad esso con noi che la salute d'Italia non scenderebbe nè da principi nè +da papi, ma dalle forze associate del Paese, dalla coscienza del +Diritto, dalla religione del Dovere, dalla persistenza nell'Azione; oggi +predicano inerzia, sommessione, fiducia illimitata nel principe, +l'ateismo del _lasciar fare a chi spetta_. + +Predicarono non dovere un Popolo, che vuol farsi Nazione, sperare dallo +straniero; non dovere un popolo, che vuol farsi libero, affratellarsi +colla tirannide: oggi additano, perno di emancipazione nazionale e di +libertà, l'alleanza col monarca straniero che affogò nel sangue la +libertà della propria. Giurarono solenni e gl'insegnarono a giurare +all'instituzione repubblicana; oggi giurano acclamando all'instituzione +monarchica; promisero che l'Unità darebbe al popolo miglioramenti +economici, alleviamento alle piaghe che rodono i più; oggi sanciscono +col voto e colla presenza un sistema che, aprendo le vie d'una male +acquistata ricchezza ai pochissimi, aggrava di contribuzioni i +consumatori più poveri, colloca in mano a speculatori stranieri le +sorgenti del nostro sviluppo, inaugura la corruzione, coglie, a superare +le angustie presenti, il frutto troncando l'albero; pugnarono, militi e +veneratori di Garibaldi, per Venezia e Roma, dichiarando che senz'esse +l'Italia non è; oggi oziano soddisfatti, beati di croci e pensioni, +colonnelli e generali nell'esercito regio, senza una parola, senza un +palpito visibile per Roma e Venezia, imprendendo a proteggere le +frontiere dei dominî papali, proteggendo quelle dell'Austria, +imprigionando i giovani che, per recare ajuto ai loro fratelli, tentano +di violarle, non avendo più fede che l'obbedire e il tacere: parlarono, +scrissero d'un Patto nazionale, discusso, votato liberamente da tutti, +interprete del nuovo _fatto_ italiano, suggello alla volontà della +Patria; oggi invocano sacro, inviolabile, per l'Italia venuta dopo, un +embrione di Statuto regio, dettato subitamente da un calcolo d'egoismo e +da paura, sedici anni addietro, ad un re, per 4 milioni e mezzo +d'Italiani del settentrione. + +Oh! qual criterio morale, qual senso di verità, quale idea di dovere può +formarsi, con siffatti esempî sugli occhî, questo Popolo infante? Chi +potrà impedire ch'esso non cada nell'indifferenza, nella pratica dello +scetticismo, in uno sconforto supremo d'uomini e cose? Chi salverà +l'anima dell'Italia nascente dai vizî di diffidenza, d'egoismo e di +ipocrisia che disonorano le Nazioni morenti? + +Ingannammo noi tutti questo Popolo d'Italia, che avevamo giurato di +redimere e far libero e grande: io, promettendo con voi, voi +acquetandovi a veder violate le promesse. Ma io prometteva, illuso sulla +generazione d'uomini cresciuta meco nel lavoro concorde delle sante +congiure; e quando mi vidi illuso, lo dissi: piegai la fronte non +potendo altro, davanti all'onda irruente, ma dichiarando ch'io +m'inchinava afflitto al voto dei più, non a Governo o a monarca veruno: +tentai giovare al Paese, senza riguardo a bandiera, ma sempre tenendo +aperta la via per la nostra: non acclamai, non giurai ad altra: non +proferii altro evviva, fuorchè quello dell'Italia Una, _con, senza o +contro_; ed oggi, esauriti visibilmente i due primi stadî, posso senza +contradizione risollevare l'antica bandiera e chiamare i giovani al +terzo. Voi, ex amici miei, persistete, strozzati dalle conseguenze di +una diserzione e contro l'evidenza, nel far durare, parlando o tacendo, +l'inganno. + +Questa religione dell'anima dell'Italia, questo problema morale, che è +supremo per me, questo vincolo di Dovere, che ci chiama tutti ad essere +Educatori dei primi passi della Nazione e sacerdoti dell'Avvenire, +furono e sono, pur troppo, dimenticati da voi. Davanti a una santa +missione, santa per la Patria nostra, santa per l'Europa che, diseredata +oggimai d'ogni fede pur non potendo vivere senza, ha diritto +d'aspettarla da un Popolo dal quale ebbe due volte un vincolo d'Unità; +io vi vedo, attonito, circondarvi di formole artificiali, scimiottare il +vuoto frasario parlamentare d'uomini che hanno, da lungo, patria, unità, +potenza non minacciate; spendere, inascoltati e inesauditi sempre, +l'energia e l'ingegno in particolari, in minuzie, giovevoli soltanto +dove le basi d'ogni vivere sociale, Indipendenza e Libertà, sono +conquistate da secoli; armeggiare di tattiche intorno a fini secondarî, +come se non aveste lo straniero in casa, un padrone in Parigi, la +Menzogna incarnata nella nostra Metropoli. Lo sdegno e la vergogna, che +dovrebbero far correre il vostro sangue a concitamento di febbre, non +v'hanno fatto dimenticare una volta sola nei vostri discorsi il titolo +d'_onorevoli_, dato periodicamente ai colleghi quand'anche non li +crediate tali: non v'hanno strappato mai uno di quei gridi d'angoscia e +di minaccia, che violano il cerimoniale parlamentario, ma sommovono e +talora salvano una Nazione. Vergniaud, Isnard e Danton sarebbero per voi +violatori del _Regolamento_. L'anima vostra, raffreddata subitamente dal +contatto colla Monarchia, ha smesso i bollori plebei d'anni sono, ha +chiuso con sette chiavi le sacre audacie delle antiche congiure, per +assumere il gelato contegno dei parlamentari inglesi. Ma i parlamentari +inglesi non sono oggi chiamati che a desumere lentamente, pacatamente, +le conseguenze e le applicazioni pratiche di principî radicati da molte +generazioni nel paese; e apparirebbero, credo, assai diversi, se +avessero gli Austriaci in Edimburgo, i Francesi in Liverpool, il Papa in +Dublino. La questione che v'è posta innanzi, è questione di vita o +morte: è l'enigma della Sfinge: bisogna trovarne la soluzione o perire; +perire, non voi, badate, chè non sarebbe gran fatto, ma l'Italia. Se voi +l'amaste davvero, non recitereste, siccome fate, copisti inopportuni, la +_commedia dei quindici anni_. Ricordereste che quella _commedia_, +recitata allora da liberali tattici che, credenti in ben altro, +conchiudevano i loro discorsi, come voi i vostri, col grido di _viva la +Carta_, inoculò nell'anima della Francia quel gesuitismo politico, +quella ipocrisia negatrice dei principî e del Vero che ha messo in trono +la tirannide del Bonaparte. + +Il Vero! L'Italia nascente non chiede se non quello, non può vivere +senza quello. L'Italia nascente cerca in oggi il proprio _fine_, la +norma della propria vita nell'avvenire, un criterio morale, un metodo di +scelta fra il bene e il male, tra la verità e l'errore, senza il quale +non può esistere per essa responsabilità, quindi non Libertà. Secoli di +schiavitù, secoli di egoismo, unica base all'esistenza dello schiavo, +secoli di corruzione, lentamente e dottamente instillata da un +cattolicismo senza coscienza di missione, hanno guasto, pervertito, +cancellato quasi l'istinto delle grandi e sante cose, che Dio pose in +essa. E voi intendete a educarla, insegnandole che un principio, il +principio della sua vita, dipende da un _interesse_, l'interesse +dinastico. L'Italia nascente ha bisogno di fortificarsi acquistando +conoscenza dei proprî doveri, della propria forza, della virtù del +sacrificio, della certezza di trionfo che è nella logica: e voi le date +una teorica d'interessi, d'opportunità, di finzioni; un machiavellismo +male inteso e rifatto da allievi ai quali Machiavelli, redivivo, +direbbe: _io aveva dinanzi la sepoltura, voi, stolti, la culla d'un +Popolo_. L'Italia nascente ha bisogno d'uomini che incarnino in sè quel +Vero nel quale essa deve immedesimarsi; che lo predichino ad alta voce, +lo rappresentino negli atti, lo confessino, checchè avvenga, fino alla +tomba: e voi le date l'esempio d'uomini che dicono e disdicono, giurano +e sgiurano, troncano a spicchî la verità, protestano contro i suoi +violatori, e transigono a un'ora con essi. Così preparate al giogo del +primo padrone straniero o domestico, che vorrà inforcarla di tirannide +una Italia fiacca, irresoluta, sfiduciata di sè stessa e d'altrui, senza +stimolo di onore e di gloria, senza religione di verità e senza coraggio +di tradurla in opera. + +Io non so se la Repubblica ci unirebbe--e dipenderebbe in parte dai +primi uomini chiamati a dirigerla--so che la monarchia, tale quale oggi +l'abbiamo, ci corrompe; e so che la corruzione è principio di +dissolvimento supremo.--So--e Voi che viaggiaste recentemente nel +Mezzogiorno lo sapete--che da tre anni al giorno in cui scrivo, pel mal +governo sociale, politico, economico, amministrativo, la causa +dell'Unità è andata perdendo terreno, e che le popolazioni minacciano +d'attribuirle i danni che derivano da chi non ne cura e v'antepone +l'interesse dinastico. E so che solo mezzo a salvarne l'idea e a +compirla praticamente, è separarla da chi, non intendendola o non +volendola, ne usurpa il nome;--additare, a raggiungerla, una nuova +via--insegnare al Paese che unico mezzo è oggimai la rivoluzione, +continuata dal Popolo--e gridare ai giovani, com'io grido: _conquistate +all'Italia Venezia affratellandovi ai Popoli che devono essi pure farsi +Nazioni, sorgendo per essi e per voi, assalendo l'Austria nell'interno +del Veneto e da ogni terra italiana; preparatevi a conquistare +all'Italia Roma; ma in nome del Diritto Nazionale, colla fronte levata, +per decretarvi, a beneficio di tutti i Popoli, la libertà di coscienza; +conquistate a voi tutti col voto e per vantaggio di quanti son nati fra +le Alpi e il Mare, il Patto Italiano, formola detta vita collettiva +presente, e sorgente della vita collettiva dell'avvenire. Fatelo a ogni +patto, con ogni mezzo, e rovesciando ogni ostacolo che s'attraversi. E +se tra gli ostacoli incontrate la Monarchia, in nome di Dio e +dell'Italia, non v'arretrate davanti al fantasma, e sorgete a +Repubblica_. + +A Voi tocca di rivelarci, e senza indugio soverchio, una Monarchia che +faccia suoi i voti, i bisogni, l'onore del Paese--che invece di +rimandare a casa i soldati, li cacci sul Veneto--che non aspetti la +conversione del Papa per darci Roma--che fidi nel Popolo, e lo chiami a +parlare e ad agire--che non desuma le sue inspirazioni da Parigi--che +rispetti la libertà delle Associazioni, delle adunanze, della Stampa, +degli individui--che scelga i suoi ministri fra i migliori della parte +più progressiva--che chiami i delegati di tutto il Paese a promulgare un +Patto Nazionale. E la seguiremo noi tutti, lasciando al tempo di +maturare all'Italia ordini egualmente buoni e più filosofici. Ma se nol +potete, parlate più prudente o tacete. Altri potrà ammirare sublime la +vostra costanza intorno a una illusione fondata sopra un equivoco. Io +richiamerò alla vostra mente la vecchia sentenza, che dal sublime al +ridicolo non corre se non un passo. + +E parmi che Voi e i miei ex amici v'affrettiate a varcarlo. + + _Dicembre 1864._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +MAZZINI E VITTORIO EMANUELE + + +A PROPOSITO DI UNA FRASE DI FRANCESCO CRISPI[149] + +AL DIRETTORE DEL «DOVERE.» + +In una lettera del deputato Crispi, inserita nel _Diritto_ del 6 giugno, +trovo le parole: «Mazzini, il quale ha solo l'arte di restare +repubblicano offrendo i suoi servigi ai principi.» + +Quelle parole sono indegne, ma non mi sorprendono. La caduta dell'anime +segue, come quella dei gravi, le leggi del moto accelerato. Smarrita la +fede che le guidava, precipitano, in balìa di subiti impulsi e dell'ira, +d'abisso in abisso. + +Nè mi curerei di rispondere a un oltraggio smentito da tutta una leale +impavida vita. Se non che il dubbio sul quale speculano quelle parole, +affacciato già da altri, può serpeggiar facilmente tra giovani buoni ma +proni a uno scetticismo che le fraintese dottrine di Machiavelli hanno +impiantato nell'anime. Scrivo dunque per essi quel tanto ch'è necessario +a provar loro come qualcuno almeno possa, in un contatto regio, serbare +inviolata, non dirò la fede, ma la dignità della fede repubblicana. + +Nel novembre del 1863--mentr'io lavorava come meglio poteva per l'unica +impresa possibile allora, e di necessità suprema oggi come +allora--l'impresa Veneta--mi venne da persona che praticava col re un +messaggio la cui sostanza era questa: «il re non intendere questo +cospirare continuo e impiantare un dualismo tra il Governo e il Partito +d'Azione in cose nelle quali si era, in sostanza, d'accordo: volere egli +Venezia quanto me: aver egli fede nell'onesta lealtà del mio procedere: +perchè non si verrebbe a un patto per l'intento comune?» + +Io sono repubblicano; ma ho sempre creduto e credo che sarebbe colpa e +follìa introdurre la questione repubblicana nell'impresa Veneta. La +questione Veneta è _Nazionale_, non politica: questione di terra nostra +da conquistarsi sullo straniero, sotto qualunque bandiera rappresenti +l'Italia nel momento in cui l'impresa si tenterà. La guerra all'Austria +ha bisogno di tutti gli elementi di forza esistenti nella Nazione: +dell'esercito, come dell'insurrezione e dei volontarî. Ajutare +rapidamente, potentemente, universalmente, senza suscitare questioni +generatrici di discordia, una iniziativa Veneta, perchè il Veneto +emancipato s'unisca all'Italia: è questo tutto il programma. Solamente, +è necessario vincere, e vincere in modo che dia all'Italia coscienza di +sè. Quindi, indispensabili alcune condizioni all'impresa; non ajuti +stranieri che c'imporrebbero soggezione e patti funesti: iniziativa di +Popolo, per determinare il disegno pratico della guerra, e non lasciare +alla pedanteria dei generali governativi facoltà di concentrarla, come +nel 1848, per entro al Quadrilatero, dove saremmo forse battuti: +l'elemento importantissimo dei volontarî schierato intorno a Garibaldi. +Queste mie convinzioni erano tali da potersi esporre a popoli e +principi; e le esposi. + +Il 14 novembre io aveva ricevuto il messaggio: risposi il 15. + +Risposi non potere nè volere stringere patto alcuno. Ricordai: «che più +d'un anno addietro»--dopo Aspromonte--«io aveva dichiarato pubblicamente +ch'io ripigliava tutta la mia indipendenza e non avrei più patti se non +colle inspirazioni della mia coscienza e delle circostanze» e dissi: +«credere debito mio verso me stesso e il Partito serbare inviolata +quella mia indipendenza.» Dissi: «ch'io non potevo avere fiducia nella +fermezza delle deliberazioni di chi seguiva le inspirazioni +dell'Imperatore Francese e presentiva che, dove le intenzioni di Luigi +Napoleone diventassero favorevoli all'Austria, un telegramma di Parigi +agghiaccierebbe in un subito le tendenze bellicose governative. Una +politica Nazionale non poteva soggiacere a variazioni sì fatte e a me +conveniva quindi rimaner libero da ogni vincolo o patto. + +«E d'altra parte, a che i patti? Era noto che io sentiva necessaria +l'Unità di tutte le forze nazionali all'impresa: noto ch'io non pensava +a inalzare la bandiera repubblicana sul Veneto: noto che noi tacendo, +per coscienza e dignità, di V. E., e limitandoci al grido di _Guerra +all'Austria, Ajuto ai nostri Fratelli_, avremmo lasciato il programma ai +Veneti, i quali, volendo l'esercito, avrebbero senz'altro invocato la +monarchia. Voleva il re, come noi, l'emancipazione del Veneto? +_Lasciasse fare e s'apprestasse a cogliere rapidamente l'opportunità_ +che noi cercheremmo di suscitare. Il metodo naturalmente indicato dalle +circostanze era: _iniziativa insurrezionale nel Veneto: risposta da +nuclei di volontarî italiani e manifestazioni del Paese; intervento +governativo_. Mandasse il re pe' suoi agenti una parola al Veneto che +consonasse colle nostre: rallentasse verso noi l'azione governativa: non +cordoni ostili, non sequestri d'armi; mentre dal nostro lato +s'opererebbe con ogni prudenza possibile: provvedesse all'esercito e +segnatamente agli apprestamenti navali: bandisse dall'animo ogni idea +d'ajuto francese a noi o d'ajuto italiano alla Francia, se mai la +Francia movesse guerra sul Reno: lasciasse Garibaldi capo libero +indipendente dei volontarî, e intendesse che mal si compie una impresa +nazionale con un ministero screditato nel paese e avverso +deliberatamente a noi.» + +Nè scenderò in particolari del contatto che seguì: ripugna all'indole +mia di rivelare fuori del necessario, sensi e disegni altrui, poco +importa di chi. Affermo soltanto--e se v'è chi possa smentirmi, lo +faccia--che nessuna mia lettera ebbe una sola sillaba che sviasse dal +contenuto di quella del 15 novembre. Non proferii parola intorno ai +nostri elementi, ai lavori iniziati, alle nostre intenzioni. Spinsi +l'indipendenza sino a rispondere con un rifiuto esplicito all'incerta +ipotetica offerta d'ajuti pecuniarî all'intento; dissi che ajuti sì +fatti costituirebbero tra chi li darebbe e me un vincolo ch'io non +voleva accettare; e suggerii si volgessero a pro dei poveri Polacchi e +Ungheresi. + +Il 25 gennajo 1864, nojato dei continui tentennamenti e volendo pur +essere leale, io dicevo: «che il linguaggio della Stampa Governativa, le +circolari ministeriali pronunciavano un voltafaccia codardo, fatale più +assai alla monarchia che non alle nostre idee: che avremmo tentato e +ritentato; ma che, se fossimo impediti davvero, tutta la mia attività si +sarebbe inevitabilmente rivolta alla questione interna e all'apostolato +repubblicano.» E ripetevo che: «dare ai Veneti una parola d'ordine a pro +dell'azione--lasciare che nuclei di volontarî movessero a soccorrerla +quando s'iniziasse--non opporsi a manifestazioni popolari invocatrici +d'ajuto ai Veneti--dichiarare, come fece Carlo Alberto nel 1848 ai +Governi Europei, il governo Italiano essere costretto a movere--era il +da farsi.» + +Quando nell'aprile ebbi notizia del sequestro dei fucili in Brescia e +Milano, dichiarai «non voler essere _mistificato_ da principi o da +chicchessia: si restituissero immediatamente l'armi, o si sostituisse un +numero eguale e, mallevadorìa del futuro, si togliesse all'ufficio +Spaventa: dove no, terrei per chiarite le intenzioni avverse, e porrei +fine ad ogni contatto.» + +Il 24 maggio finalmente io scrivevo: «È chiaro che non possiamo +intenderci... S'è cominciato per dichiarare che non poteva sollevarsi +_iniziativa_ dal di fuori: risposi, dichiarando che si trattava di +iniziativa interna. Si disse allora che sarebbe stato necessario un moto +_anteriore_ in Galizia: risposi--che, comunque m'increscesse mutare a un +tratto disegno e linguaggio coi nostri Alleati, mi vi adoprerei. Oggi si +vuole anche l'Ungheria. Domani si vorrà la Boemia, l'Impero Austriaco +assolutamente sfasciato prima d'assalirlo. Intanto, l'anno venturo +avremo la Polonia morta, la Galizia impossibilitata ad agire, la +questione Danese finita, l'Ungheria in braccio al partito +conciliatore[150]. Questa non è politica italiana: è politica di paura, +politica indegna d'un popolo di 22 milioni e d'un esercito di 300 000 +uomini. È impossibile trattare di cose vitali, senza un limite di tempo +determinato. _Non deve farsi_, mi si dice, _se non a tempo opportuno_. È +appunto perch'io credo il momento opportuno, che io cerco si colga. +Bisognava dirmi per quali ragioni non è opportuno; bisognava dirmi: +_s'intende agire nel tal tempo e non prima_. Il dirmi oggi che non +possono darsi armi all'interno per timore che agiscano, è un ricacciarmi +nell'indefinito. Il dirmi che _anche con una insurrezione interna +s'impediranno gli ajuti_; è un dirmi: _il Governo è deciso a far le +parti dell'Austria_. + +«..... Rinunzio quindi a un contatto inutile... Rimango libero, sciolto +da ogni vincolo, fuorchè quello che ho colla mia coscienza, terreno sul +quale cittadini e re sono eguali.» + +Se linguaggio sì fatto valga _offrire servigi ad un re_, vedano +gl'Italiani. Nauseato oggimai delle pazze accuse che l'immoralità dei +nemici e degli ex amici m'avventa, io dichiaro esser questa l'ultima +volta ch'io scendo, di fronte alla causa d'un Popolo, a parlare di me e +a giustificare o spiegare la mia condotta. + + _12 giugno._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +AI ROMANI[151] + + + ROMANI, + +Non so a che, nelle nuove circostanze, voi vi apprestiate; ma so a che +_dovreste_ apprestarvi; e m'assumo di dirvelo: prima, per coscienza +d'Italiano e di cittadino di Roma, dacchè a voi piacque, in tempi +gloriosi alla vostra città, farmi tale: poi, perchè gli uomini di parte +monarchica imposturarono come mia una stolta lettera nella quale v'è +predicata pazienza e sono tacciati d'imprudenti i vostri bei fatti del +1849. Taluni fra voi possono aver creduto nella verità di +quell'impostura, e m'importa sappiate che io, triumviro un giorno in +Roma, incanutito oggi nella chioma ma non nell'anima, serbo +incontaminata la Fede che noi annunziavamo allora uniti e volenti +all'Italia dal Campidoglio. + +Ignoro quale situazione impreveduta possano creare per voi le tattiche +oblique del Governo del Regno e le trame degli agenti francesi con esso +e col Papa; e spero che voi vi governerete in ogni modo da forti, a +seconda dei casi. Ma io vi parlo come se la Convenzione Franco-Italiana +dovesse essere unica norma alle vostre condizioni. E di fronte a quella +Convenzione, che comanda al Governo Italiano di non promovere azione +contro la potestà temporale del Papa, di non tollerare ch'altri la +promova dalle terre Italiane, e di serbare capitale d'Italia Firenze, +voi avete due solenni doveri da compiere: il primo verso Roma e voi +tutti, che portate sulla fronte quel santo nome: il secondo verso +l'Italia e l'Europa. + +Voi dovete AGIRE: levarvi contro la ciurmaglia accozzata dal rifiuto dei +paesi stranieri e sperderla. Una accusa serpeggia--perchè celarvelo?--a +vostro danno in Europa, e ha trovato sovente espressione nelle gazzette +inglesi e francesi. La singolare pazienza colla quale voi avete, per +diciassette lunghi anni, tollerato, senza una virile protesta, gli +invasori stranieri nelle vostre mura, fu guardata come sommessione di +Popolo che s'arretra davanti ai pericoli, e avvalorò la menzogna che +Roma fosse, nel 1849, difesa da uomini appartenenti ad altre terre +d'Italia. Io vi vidi in quel tempo, e però la dichiarai sempre, e la +dichiaro menzogna. Le influenze che v'inspirarono quell'attitudine mi +son note tutte, e non dimentico la singolare e difficile posizione in +cui vi mantenne, chiamando ad alleata la Francia, la Monarchia Italiana. +Ma se oggi, liberi da quell'equivoco, voi persisteste in soggiacere a +quelle influenze addormentatrici--se non v'affrettaste a provare che, +non la _forza_ nemica, ma l'essere quella forza della Nazione che +l'Italia chiamava alleata, e che combatteva in Solferino e Magenta, fu +ostacolo al vostro sorgere--voi confermate la pazza accusa. Or voi non +dovete--non dirò mostrarvi codardi--ma poter essere sospettati di +codardìa. + +Ma sorgendo, quale deve essere il vostro grido? Quale programma dovete +scegliere? + +La risposta fu già data, diciassette anni addietro, da voi: non dovete +_scegliere_; avete scelto. + +Il 9 febbrajo 1849, liberi e legalmente rappresentati, dichiaraste +unanimi, che il grido dal quale venne la grandezza dei vostri padri era +il vostro; che il programma di Roma all'Italia futura si compendiava +nella parola REPUBBLICA. E quel programma, accettato con entusiasmo in +quante terre dipendevano allora da Roma, fu segnato ogni giorno, in due +mesi di lotta, col sangue dei vostri migliori, in Roma, in Bologna, in +Ancona. + +Il 2 luglio, un ostacolo--la forza brutale--si frappose tra voi e +l'espressione della vostra volontà, del vostro Diritto. Quell'ostacolo +sparisce in oggi. La vostra volontà ricomincia a manifestarsi qual era. +L'eterno Diritto rivive. Voi siete, sorgendo, ciò che il 9 febbrajo +eravate: REPUBBLICANI E PADRONI DI VOI MEDESIMI. + +Il 3 luglio, un giorno dopo l'ingresso delle truppe francesi, il Popolo +di Roma levò una volta ancora la mano per affermare, di fronte al +nemico, la propria fede: la Costituzione Repubblicana fu solennemente +letta alla moltitudine dal Campidoglio. La bandiera straniera s'abbassò, +come velo, tra quella mano, che mostrava il Patto, e l'Italia. Quel velo +oggi si squarcia. La mano del Popolo di Roma riappare levata in alto. + +È questo il solo programma che logica, onore, coscienza del passato e +dovere verso l'avvenire v'additino. Riaffermate, prima d'ogni altra +cosa, voi stessi, la vostra vita, la potenza che è in voi: farete poi +ciò che Dio e la coscienza del Dovere Nazionale vi inspireranno. Siate; +poi disporrete di voi. + +E allora--quando il vostro voto non sarà il muto, immediato, cieco +suffragio che inaugurò la tirannide di Bonaparte e consegnò Nizza alla +Francia--quando potrà escire solenne, pensato, forte d'inspirazione +collettiva, illuminato dal consiglio dei buoni e dalla libera +discussione sulle vostre condizioni e su quelle d'Italia--deciderete se +Roma debba darsi, come città secondaria, diseredata di vita propria, a +una monarchia condannata, provata impotente a ogni forte fatto, che +riceveva jeri, come elemosina dallo straniero, Venezia, e che +scriverebbe sul Campidoglio _Custoza e Lissa_:--o se la Tradizione, +gloriosa sopra ogni altra, del suo passato, e la missione ch'è in essa e +dalla quale escì due volte l'unificazione materiale e morale del mondo, +la chiamino a parte più degna e feconda pei giorni futuri della Nazione. + +Intanto affermatevi; affermate Roma.--Chi vi dà consiglio diverso--chi +vi sprona ad aggiogarvi senza maturo, collettivo e libero esame nel +_fatto_ esistente--disonora Roma senza giovare all'Italia. + +Non m'accusate di contradizione coi consigli che io diedi ad altri in +passato. + +Quand'io, nel 1859 e nel 1860, consigliai il Mezzogiorno d'Italia ad +_annettersi_, l'Unità materiale, avversata in tutti i disegni del +Bonaparte, non esisteva: l'Italia intera consentiva--non monta se a +torto o a ragione--nel concedere alla Monarchia il benefizio d'un +esperimento a pro della possibilità d'un accordo fra essa e il Paese: nè +le città alle quali io, riverente alla Sovranità popolare, parlava +portavano il grande nome di Roma. + +E nondimeno io suggeriva, anteriori a ogni plebiscito, le Assemblee, +tanto che le annessioni si compissero a patti, e con certezza di libertà +vera e d'onore alla Nazione futura. Non m'ascoltarono--ed oggi si +pentono d'essersi dati alla cieca. + +Ma io parlo ora a voi, uomini di Roma, in condizioni radicalmente +mutate. + +L'Unità materiale d'Italia è ormai irrevocabilmente fondata; nè le +vostre decisioni o i vostri indugi possono farle correr pericolo. Quel +ch'oggi importa non è che voi siate d'Italia il tale o tal altro giorno; +importa che lo siate in modo degno di voi, e che promova i fati d'Italia +e l'Unità morale, mancante tuttora e inaccessibile alla Monarchia. + +L'esperimento è compiuto. Una lunga serie di fatti incontrovertibili ha +provato, a quanti hanno senno e core, che la Monarchia non può essere se +non servile al di fuori, strumento di resistenza al di dentro. +L'Instituzione è moralmente condannata. Il Paese può trascinarsi per un +tempo ancora tra le esitazioni dell'_opportunismo_; non è più +monarchico. + +E io parlo a voi, Romani di ROMA, eccezione fra quante città s'inalzano +sulle nostre terre. Roma non è _città_; Roma è una Idea. Roma è il +sepolcro di due grandi religioni, che furono vita al mondo nel passato, +e il Santuario d'una terza che albeggia e darà vita al mondo +nell'avvenire. Roma è la missione d'Italia fra le Nazioni: la Parola, il +Verbo del nostro Popolo: il Vangelo Eterno _d'unificazione_ alle genti. +Posso io dirle di _annettersi_, appendice subalterna a Firenze? Posso io +suggerirle, senza delitto di profanazione, di consacrare del suo +prestigio una Instituzione incadaverita; di coprire coll'immensa ombra +della sua gloria le colpe, gli errori, la servilità allo straniero d'una +Monarchia, che non ebbe una protesta per voi nel 1849, che non trovò una +parola da proferirsi a pro vostro nei vostri diciassette anni di +servitù; che disse per bocca de' suoi ministri: _non andrò in_ ROMA _se +non col_ BENEPLACITO _della Francia e del_ PAPA? + +No: Roma non deve annettersi a Firenze; dobbiamo noi tutti annetterci a +Roma. Ma per questo abbiamo bisogno che Roma risorga quale era quando +salvò l'onore d'Italia, perduto in Milano e Novara dalla Monarchia: +abbiamo bisogno ch'essa si levi dal suo sepolcro, in nome, non del +passato, ma della nuova vita dell'avvenire; abbiamo bisogno ch'essa +splenda, per breve tempo isolata, siccome faro di Verità e di Progresso, +alle incerte, desiose popolazioni d'Italia. + +L'Unità _materiale_ d'Italia è pressochè fondata: oggi, è necessario un +simbolo che rappresenti l'Unità _morale_; e quell'Unità non può venirci +che dalla fede repubblicana. Ciò che abbiamo è forma senz'anima: noi +l'aspettiamo da Roma; ma Roma non può spirarla nell'inerte forma, se non +a patto di serbarsi pura dalle sozzure presenti. Accettandole, Roma +cade; e con essa cadono, per non so quanto, i grandi fatti d'Italia in +Europa. + +Addio--ora e sempre vostro + + _5 dicembre 1866._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + + 1869. + + AI NEMICI[152] + + +Scrivo a voi, non perchè io intenda--nè voi l'aspettate da +me--difendermi dalle vostre accuse o spiegare la mia condotta: le vostre +accuse mi onorano, e sulla mia condotta non vi riconosco diritto alcuno. +Scrivo per dirvi e dire al Paese, che quelle recenti accuse, suggerite +da voi alle vostre gazzette, vi chiariscono a un tempo immorali, codardi +e stolti: immorali, perchè voi le sapete false e nondimeno le +profferite; codardi, perchè, padroni d'ordini costituiti, di vasti mezzi +finanziarî, d'un esercito che dite vostro e d'una stampa che è vostra, +vi giovate a combatterci d'armi sleali, delatori segreti e calunniatori, +dichiarandovi così da voi stessi impotenti ad altro; stolti, perchè vi +illudete a credere che il Paese, ingannato da voi da lunghi anni ogni +giorno, accetti credulo le vostre accuse, e ritenga me e gli amici miei +uomini capaci di assoldare accoltellatori o fomentare saccheggi e +violazione di proprietà. + +Il Paese ricorda--da quando il Governo del padre del vostro re spargeva +in Genova, nel 1832, voce nelle caserme di veleni destinati al +presidio--che calunnie siffatte ricomparvero a ogni minaccia di moto, a +ogni paura che la coscienza dei vostri falli vi suscitò dentro; chiarite +poco dopo menzogne architettate ad aizzare i pregiudizî d'una o d'altra +classe di cittadini contro i vostri avversarî. Il Paese--e per Paese non +intendo le poche centinaja di raggiratori che servono oggi, lucrando, +voi, e servirebbero noi domani se potessimo mai accettarli, ma i milioni +di onesti cittadini che possono essere talora traviati, non corrotti e +calunniatori--conosce voi e comincia a conoscere noi. Quei milioni hanno +veduto voi escir dal potere impinguati di facoltà, e noi quanti siamo +escirne più poveri; hanno udito di Manin maestro di scuola in esilio, +del generale romano Roselli traente per anni, con tacita dignità, +esistenza di povero popolano nella Liguria, della modesta vita di Carlo +Cattaneo in Lugano, di Gustavo Modena rassegnato a vendere paste e cacio +in Bruxelles, dei molti nostri periti nella miseria su terra straniera; +e intendono che se noi, come tutti, possiamo avere errori +nell'intelletto, non abbiamo basse avidità nè vizî da soddisfare a danno +del paese o dell'altrui proprietà; hanno veduto voi pazzamente feroci +contro il masnadierume nel Mezzogiorno e prodighi di domicilî coatti, di +persecuzioni arbitrarie, _di stati d'assedio_ nel Centro, e di +repressioni sanguinose in Torino; noi, saliti al potere in Venezia e +Roma, serbarci, di mezzo al concitamento d'una guerra contro stranieri e +soldati della monarchia napoletana, puri di proscrizioni e di +intolleranza; e intendono, che noi possiamo essere uomini d'arditi e +tenaci propositi, non di sangue e vendette, e che la _nostra_ Repubblica +non è nè può mai essere la francese del 1793; hanno udito d'una gloriosa +tradizione di martiri repubblicani, morti tutti, dai grandi napoletani +del 1799 sino a Carlo Pisacane e Rosalino Pilo, sul palco o in +battaglia, col sorriso della coscienza incontaminata sul labbro e col +raggio d'una speranza, che il sangue loro frutterebbe al futuro della +Patria, sulla fronte serena; hanno udito del venerando e canuto Giuseppe +Petroni--abbandonato da voi perchè amico mio e repubblicano--e del suo +duplice e glorioso rifiuto, a me, che gli offrivo di agevolargli la +fuga, perchè ei non voleva abbandonare i compagni di prigionìa; e ai +satelliti del Papa, che gli offrono, dopo quindici anni di patimenti, +libertà, perchè l'offrono a patti codardi; e hanno oggimai conchiuso +che, mentre i men tristi fra voi sono uomini d'una _opinione_ o d'un +_interesse_ dinastico e incapaci di martirio o di sagrificio, noi siamo +uomini d'una _fede_, purificati da essa nell'anima e incapaci di delitti +ch'essa rifiuta. Molti fra gli Italiani si affacciano oltre l'Alpi alla +Svizzera repubblicana e vi trovano spettacolo di virtù semplici, di +perenne concordia civile e di proprietà largamente diffusa e inviolata; +viaggiano oltre il mare, agli Stati Uniti repubblicani, e vi trovano +vita rigogliosa e crescente, lavoro universale e onorato, educazione +pressochè universale, dignità di liberi in tutti, potenza, quando +occorre, di sagrificio in armi e denaro, quale nessuna delle vostre +monarchie può sognare; e si convincono che l'Instituzione Repubblicana +significa onnipotenza di legge, ufficî dati al merito e alla virtù, +eguaglianza d'anime promossa da eguaglianza d'educazione, governo +iniziatore di progresso, ricchezza fondata sul lavoro, libero e +vigilante consenso di cittadini in ogni cosa che li concerna, +impossibilità quindi di rivoluzioni violente; mentre, volgendo gli occhî +alle monarchie, vi trovano arbitrio, ufficî dati al privilegio d'oro o +di nascita, ineguaglianza, corruzione scendente dall'alto, lavoro +inceppato a ogni passo nella produzione e nella circolazione, ignoranza, +accarezzata siccome strumento di servitù, nelle moltitudini, assenza +d'armi e di voto nei più, e quindi rivoluzioni periodiche o frequenti +tentativi d'insurrezione, fatali alla pace, all'industria, ai commerci, +ma inevitabili dove diritti e doveri sono sistematicamente negati. + +E finalmente, alcune migliaja tra gli uomini ai quali mentite, hanno +letto ciò ch'io e parecchî dei miei amici repubblicani andiamo da ormai +trentacinque anni scrivendo, e v'hanno raccolto che noi abbiamo sempre +combattuto a viso aperto ogni terrore eretto a sistema, ogni vendetta +del passato, ogni atto che sommova una classe di cittadini contro +l'altra--che abbiamo virilmente respinto, affrontando per amore del +Vero, il biasimo e l'ira di taluni fra i nostri più stretti amici, ogni +sistema di comunismo, di spogliazione violenta, di violazione di patti +accettati dalla Nazione, o di diritti individuali legittimamente +acquistati--che abbiamo invariabilmente predicato ai nostri +concittadini: _voi non potete mutare in meglio le sorti del vostro +Paese, se non a patto d'essere migliori, più virtuosi e più giusti di +quelli che rovesciate_. + +Però, quando uno dei vostri ministri, al quale consiglierei d'imparare, +prima di governarlo, la lingua del suo Paese, deplora, sgrammaticando, +nel Parlamento «che uomini che ardiscono vituperare il nome della +libertà, vantandosene campioni, _possano dar luogo_ a iniqui tentativi, +che se fossero stati seguiti dal premeditato effetto avrebbero avuto +_conseguenze veramente da assassini_;» poi, parlando d'armi scoperte, +afferma: «è inutile dire che questi strumenti erano _diretti contro +galantuomini_;» e finalmente attribuisce agli arresti virtù «d'aver +_dimostrato_ che la congiura era più che altro ordita _contro_ +l'esercito,» il Paese ride del ministro, delle insensate affermazioni, +delle strane ipotesi e della patente contraddizione del congiurare +_contro_ un esercito che, a detta vostra, ci adoperiamo con ogni +artificio a sedurre. Ma quando v'ode a infamare davanti all'Europa la +Sicilia, come capace di spedire, viaggiatori commessi a sgozzare, +duecento accoltellatori a una città del Settentrione italiano, e i +repubblicani della nostra tempra come capaci d'assoldarli, il Paese +torce nauseato il suo sguardo da voi, che non rifuggite, per +combatterci, dal calunniare la Patria vostra, e desume intanto, dalla +scelta delle vostre armi, che le altre vi sfuggono, che siete oggimai +vittime votate alla _Dea Paura_, che siete e vi sentite perduti. Noi, +per provarvi tristi, inetti e fatali all'Italia, non abbiamo bisogno +d'arti siffatte. + +Io--dacchè l'insistenza vostra ad attribuirmi ogni cosa che vi conturba +mi riduce a parlar di me--vi sono e vi sarò, finch'io viva, nemico +irreconciliabile: voi avete crocefisso al cospetto delle Nazioni l'onore +della mia Patria e fatto, per quanto è in voi, retrocedere un avvenire +che Dio le assegnava, e che bastò a me intravedere, perchè io gli +consecrassi anima, vita e affetti, sentendomi largamente compensato +d'ogni possibile sacrificio. Ma nè l'immenso amore che io porto +all'Italia, nè lo sdegno profondo contro ognuno che la vituperi e cerchi +di corromperla e traviarla, m'hanno fatto mai adottare armi sleali con +voi, o scendere ad accuse ch'io non credessi fondate, o rifiutarvi +quella libertà d'esperimenti, che voi con ipocrite promesse invocaste +più volte negli anni addietro. Quando nel 1848 dichiaraste solennemente +che la monarchia scendeva in campo contro l'Austria per compiere un +dovere verso l'Italia e promettendo al paese di lasciarlo, a guerra +vinta, arbitro delle proprie sorti--quando nel 1859 e nel 1866 diceste, +per bocca dei vostri dittatori, a noi tutti: «la monarchia ha esercito, +forze da lungo ordinate e tesori; essa può e vuole dare all'Italia ciò +che cercate, Roma, l'Alpi, indipendenza al di fuori, libertà vera al di +dentro, con sacrificî minori e certezza di successo che voi non +avete»--io, incredulo a voi, ma riverente al Paese che vi credeva, e +tratto da un ingenito amor di giustizia a concedervi modo di tentare +l'adempimento delle vostre promesse, tacqui di repubblica, ajutai come +per me si poteva le vostre guerre e le vostre annessioni nel Centro e +nel Mezzodì, m'astenni da ogni lavoro segreto e da ogni cosa che voi +poteste chiamar congiura; aspettai che il tempo chiarisse +gl'intendimenti vostri, e vi promisi che se mi sentissi mai costretto a +rifarmi nemico e ripigliare l'antica via, v'avvertirei. D'allora in poi, +i fatti, fatti ripetuti, innegabili, coordinati a sistema, provarono a +quanti vogliono intendere, che le promesse erano menzogne, che voi non +sapevate, non potevate, non volevate darci Roma, nè le nostre frontiere, +nè indipendenza, nè libertà, nè prosperità materiale, nè vita e dignità +di Nazione. E, sul finire del 1866, io risollevai pubblicamente, con un +manifesto stampato, quella bandiera repubblicana, che porta fra le sue +pieghe i fati d'Italia; e in nome dei credenti in essa vi dissi: _volete +guerra? l'avrete_. Chi è sleale tra noi? Noi, che aspettammo, pazienti, +esaurite tutte le possibili vie d'accordo nel presente; e soltanto +quando fu compito ogni esperimento e tradita ogni speranza, ci +distaccammo apertamente da voi, o voi che trafficaste del sangue dei +nostri martiri dai quali vi fu preparato il terreno, delle illusioni di +tutto un popolo credulo nelle vostre promesse, e del nostro silenzio, +per impiantarvi, potenti e armati dominatori, sul collo d'Italia e dire +ad essa: _non siamo tuoi, ma d'una dinastia_--a noi: _siete assassini ed +espilatori_? + +Reprimete, finchè avete modo, e tacete. Avete troppo mentito perchè +altri vi presti fede. La coscienza irritata del Popolo italiano vi +toglie oggimai il diritto della parola. + +Voi avete avuto incitamento ad essere grandi e virtuosi, ciò che nessuno +ebbe mai: un popolo forte, numeroso, capace d'ogni entusiasmo, che v'era +ciecamente devoto e vi offriva ogni cosa sua perchè lo guidaste alla +meta, e l'avete prostrato ai piedi dello straniero, privato d'armi e di +voto, coperto di disonore davanti all'Europa. Avevate il prestigio d'un +nome, Roma, sacro fra i popoli e pegno, pel ricordo storico di due +epoche di civiltà date al mondo, del loro rispetto e del loro amore; e +avete, pur giurando il contrario, annientato quel prestigio abbandonando +Roma al fantasma papale, e tollerato, tacendo, che un ministro francese +vi dicesse: _non l'avrete mai_. Avevate radicato financo nelle +moltitudini dal lungo nostro apostolato e da sagrificî di sangue dei +migliori fra noi, un culto all'Unità, che in una Nazione di venticinque +milioni costituisce potenza gigantesca, vincolo sicuro d'amore e pegno +di missione comune; e avete, sostando a mezzo e facendo, a furia di +sgoverno, parere amaro anche quel misero incominciamento, ridato vita a +uno spirito di federalismo che riescirebbe, se mai durasse, fatale alla +Patria. Avevate, insegnamento a fondar durevole quell'Unità, una +splendida tradizione storica che v'additava due soli e inseparabili +elementi della vita Italiana, la Nazione e il Comune; e voi avete, col +suffragio ristretto e colla tirannide governativa di prefetti, +viceprefetti, delegati e carabinieri, soffocata ogni attività di Comuni +e soffocato--negandogli un Patto e costringendolo in uno Statuto +anteriore al fatto dell'Unità e dettato, in un momento di paura, dal re +che tradì Milano--il pensiero della Nazione. Avevate una terra che fu +granajo e maestra d'industria e commerci ai popoli e sarebbe, sotto un +Governo Nazionale davvero, anello tra l'Europa e l'Oriente e deposito +centrale delle merci d'Europa verso esso; avevate nei beni demaniali, +nei possedimenti incamerati del clero, nella Sicilia, in Sardegna, nel +Mezzodì, nei sei milioni d'ettari di terreno incolto, una immensa +sorgente di ricchezza; e avete, con un sistema di contribuzioni ostile +alla produzione, inceppata l'agricoltura, tormentato, insterilito il +commercio coi dazî, colle dogane, col monopolio, ucciso il credito con +una economia d'espedienti e colle condizioni provvisorie nelle quali +v'ostinate a mantenere il paese; avete sprecato quelle ricchezze nel +vortice della speculazione straniera e negli imprestiti rovinosi, che +non sollevano, se non d'anno in anno, il _presente e disseccano le +sorgenti dell'avvenire_. Avevate una linea, unica in Europa, di +frontiere pressochè insuperabili, e l'avete spezzata abbandonando allo +straniero, che tiene già Roma, Nizza e Savoja:--un Esercito di prodi, +presto a tutelare quella frontiera, e l'avete avvilito, ricevendo +com'elemosina dalla Francia imperiale quelle terre, che avreste potuto +conquistarvi coll'opera sua, e tradito in tutte le sue speranze a +Villafranca, nel Trentino, a Lissa, a Custoza;--un cominciamento della +Nazione Armata nei volontarî che vi diedero il Mezzogiorno d'Italia e +potevano procacciarvi il favore e l'entusiasmo di quanti popoli +anelano a farsi Nazioni; e li avete spiati, ricinti d'insidie, +perseguitati;--Garibaldi, e l'avete ingannato, combattuto, imprigionato, +ferito. Onore, amore del paese, sicurezza, esercito, Roma, tutto giace +per voi a' piedi dello straniero, sol perchè, sentendovi mal fermi sulla +vostra terra, sperate d'averlo un giorno alleato contro di noi. Ricordo +le parole d'un principe della vostra dinastia, Vittorio Amedeo II, che, +men servile degli altri, richiesto da Luigi XIV di Verrua e della +Cittadella di Torino, gli dichiarò guerra esclamando: _Sono stato da +lungo trattato come vassallo: ora vogliono fare un paggio di me: è +giunto il tempo di mostrar ciò ch'io sono_. Ciò che voi siete, l'Italia +lo sa. Voi avreste, come a Mentana, comandato ai vostri d'assistere, +spettatori inerti, all'invasione di Luigi XIV e alla strage dei +difensori italiani di Torino e Verrua. + +Ma, perchè a voi piace di travolgervi nel fango imperiale, dobbiamo +farlo noi? Perchè non vive nell'anima vostra scintilla d'amore e +d'orgoglio italiano, avete sperato che noi dovessimo spegnerla nella +nostra? Perchè voi potete contemplar sorridendo l'agonia dell'anima +della Patria, vi siete illusi a credere che noi ci rassegneremmo a non +tentare di farla rivivere? + +Pensate che tutti debbano tradire la fede nel Dovere, perchè voi la +tradite? + +Io non logorerei quest'ultimo minacciato avanzo di vita per una semplice +questione politica, per affrettare di pochi anni o di mesi l'impianto +dell'Instituzione Repubblicana; la Repubblica è, in Italia, inevitabile +tra non molto; e lascerei al tempo e ai vostri errori l'opera loro a pro +nostro. Ma se una questione di libertà o di finanza può affidarsi al più +o meno lento svolgersi delle idee progressive, una questione d'onore non +può. Il disonore è la cancrena delle Nazioni; ne spegne, se non è +combattuta a tempo, la vita. Un Popolo che si rassegna, potendo altro, +all'insulto straniero, che avendo in sè forze per essere popolo libero e +padrone dei proprî fati, si trascina in sembianza di liberto fin +dov'altri vuole e non oltre, è un popolo perduto: abdica potenza e +avvenire. Noi siamo oggi, mercè vostra, disonorati; e ogni giorno che +passa aggiunge alla coscienza del disonore uno strato di corruzione ai +molti, che quattro secoli di servaggio, l'educazione gesuitica, le +influenze straniere, il materialismo inseparabile dalla servitù, il +machiavellismo ch'è la politica dei popoli incadaveriti, hanno messo +intorno all'anima della Nazione. Ponendo la macchia nera del disonore +sulla giovine bandiera d'Italia, voi ci avete intimata la necessità +dell'Azione. S'altri, che più lo dovrebbe sentire, nol sente, tal sia di +lui. Noi lo sentiamo; ci apprestiamo quindi e ci appresteremo, checchè +facciate, all'Azione. Ci ordineremo a quel fine, pubblicamente dove +potremo, segretamente, dove le vostre leggi ci costringeranno al +segreto. Provvederemo ad armarci, non come bassamente voi ci apponete, +per accoltellare gli onesti, o conquistarci l'altrui, ma per non darci, +stolidamente inermi, il giorno in cui chiameremo il popolo d'Italia a +decidere tra voi e noi, ai vostri birri, ai vostri carabinieri, a quei +fra i vostri soldati che, durando nella servitù e nell'inganno, non +scenderanno nell'Azione con noi. E diremo e ridiremo a stampa pubblica o +clandestina, a seconda delle vostre persecuzioni, le parole che l'amico +mio Lamennais, santo dei nostri oggi troppo dimenticato, diceva, prima +di morire, al popolo: «Sappiate questo. Quando l'eccesso del patire +v'inspira la determinazione di ricuperare i diritti dei quali i vostri +oppressori v'hanno spogliati, essi vi accusano perturbatori dell'ordine, +e cercano infamarvi come ribelli. Ribelli a chi? Non v'è ribellione +possibile se non contro il vero sovrano, contro il popolo: e come può il +popolo esser ribelle al popolo? Ribelli son quelli che creano a sè +stessi, in suo danno, privilegi iniqui, che coll'astuzia o colla forza +riescono a imporgli la loro dominazione: e quando il popolo rovescia +quella dominazione, non turba l'ordine, compie l'opera di Dio e la di +Lui volontà sempre giusta.» + +È con voi il popolo? Avete, oltre le vaste forze ordinate e il +prestigio, potente sui più, della lunga esistenza, la maggioranza del +Paese, dei governati, a pro vostro? Perchè ci temete? Perchè ci +calunniate? Perchè v'arretrate irritati davanti all'apostolato delle +nostre idee? Dateci libero quell'apostolato: libera da sequestri la +stampa; libera, qualunque ne sia il programma politico, l'associazione; +libera da ogni arbitrio, da ogni imprigionamento di precauzione, da ogni +invasione di domicilio, da ogni violazione di corrispondenza, la nostra +vita individuale; date a me che scrivo facoltà di viaggiar libero di +città in città, raccogliere a convegno i vogliosi d'udirmi e spiegar +loro le nostre dottrine repubblicane. Noi vi promettiamo solennemente di +astenerci da ogni ordinamento segreto, da ogni preparativo di quella che +voi chiamate _ribellione_, e non sarebbe se non un ridare al popolo, a +compimento della nostra Rivoluzione Nazionale, l'iniziativa interrotta, +soppressa da voi. Perchè non osate ciò che l'Inghilterra osa, +l'ammissione dell'inviolabilità del Pensiero? Perchè confischerete voi +questo scritto? Perchè fate argomento di delitto ai vostri soldati la +lettura dei nostri giornali? Perchè chiedete alla Svizzera di cacciarmi? +V'ha mai richiesti la Svizzera di cacciare un de' suoi per paura d'un +apostolato monarchico? + +No: voi nol farete; non lo potreste, volendo. Voi non siete Governo +Nazionale. Non potete reggervi che colla forza. Fatelo, finchè la forza +vi vale. Ma non vi lagnate se noi, opponendo all'apostolato +l'apostolato, opporremo un giorno--in nome di Roma tradita, in nome +dell'onore italiano violato, in nome dell'incompiuta Unità, della nostra +Indipendenza gittata ai piedi dello straniero, del traffico delle nostre +terre, dell'avvilimento versato sul nostro esercito, della rovina +finanziaria del paese, della Vita Nazionale lasciata senza patto, senza +espressione legale da voi--la forza alla forza. + +Voi non siete Governo Nazionale in Italia; in questo sta la vostra +condanna, il segreto delle nostre attuali condizioni, il nostro eterno +diritto. La vita Italiana nacque e crebbe repubblicana, origine del +COMUNE, fin da quando Roma non era; nacque e crebbe repubblicana e +creatrice dell'idea UNITÀ con Roma, anteriormente all'Impero; rinacque e +crebbe repubblicana nel medio evo colle nostre città rivelando la +MISSIONE dell'Italia in EUROPA e diffondendo ai popoli vincoli di morale +unità, religione, arte, industria e commercio. Repubblicani sono tutti i +nostri grandi ricordi; repubblicani pressochè tutti i nostri potenti di +intelletto e di cuore: repubblicane le tendenze, le abitudini del viver +civile, le appena abbozzate instituzioni sociali. L'Italia ebbe patrizî, +non patriziato; condottieri, signori, mercanti, che si inalzarono al di +sopra dei cittadini coll'armi, coi tradimenti, colla ricchezza: non una +aristocrazia simile a quella dell'altre terre europee, intesa, compatta, +guidata da capi universalmente accettati, diretta da un solo disegno +politico. La monarchia si impiantò, nel decadimento morale d'Italia, +sotto gli auspicî e la protezione armata di invasori stranieri: smembrò, +non unì, soffocò l'intelletto della Nazione sotto inspirazioni non +italiane: fu serva, vassalla, scolta inoltrata di Parigi, di Madrid, di +Vienna: ingrandì tentennando fra le diverse Potenze che scendevano a +derubarci, trafficando codardamente sull'alterna vicenda della guerra +straniera, non richiamandosi mai all'intima vita, alla forza latente +della Nazione, e negandola per terrore. E, noi tempi più vicini a noi, +la dinastia che servite perseguitò gli apostoli dell'Unità Nazionale e +tentò spegnerne nel sangue la fede, finchè impaurita, costretta +dall'onda dei moti popolari, trapassò dalla guerra all'inganno, e +s'insignorì, promettendo, giurando e non attenendo mai, d'un terreno non +suo, d'un lavoro iniziato e quasi compìto da uomini repubblicani, per +farne monopolio a pro dei proprî meschini interessi. Oggi l'Italia è +fatta, per essa, prefettura dell'Impero di Francia. Io non vedo un uomo +tra voi, che non attinga dalle tradizioni straniere le idee, i modi di +governo, i metodi amministrativi; non ne ricordo un solo che abbia +avuto, prima dei fatti compìti, concetto d'Unità o fede nel popolo +d'Italia o amore schietto e profondo della missione ch'essa è chiamata a +rappresentare nel mondo, o senso di Dovere o, non fosse altro, orgoglio +di Patria. La vostra morale è quella d'un machiavellismo bastardo: la +vostra economia è scienza d'espedienti suggeriti o ricopiati da mezzi +ingegni stranieri: la vostra politica è politica di _resistenza_: la +vostra religione è ateismo mascherato d'ipocrisia. + +Però cadrete, cadrete rapidamente, e ve ne avvedete. Com'è vero Dio, +l'Italia sarà tra non molto repubblicana. E voi dovete il breve periodo +di misera affannata esistenza che vi avanza, non alle vostre calunnie, +ma alle nostre titubanze, alle passioncelle individuali, che non +sappiamo ancor soffocare nella santa coscienza del _fine_, ai sospetti, +alle mal ferme determinazioni, ai piccoli vizî di mente o di anima, +inerenti a schiavi, che ruppero jeri soltanto la loro catena. + +Queste cose ho voluto dirvi, interprete dei vostri fati, perchè sappiate +ciò ch'io penso e com'io disprezzi le vostre accuse. Avversai +deliberatamente coi migliori tra' miei amici l'immaturo tentativo ch'or +v'ha empito l'animo di terrori: ma non intendo che ciò mi valga di +difesa con voi. Se crederò di poter giovare quando che sia a +rovesciarvi, lo farò per debito d'Italiano e con lieta, serena +coscienza. + +Addio. + + _Maggio._ + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + + _1870._ + + L'INIZIATIVA[153] + + +I. + +Il 16 maggio 1791, in Francia, nella discussione sulla facoltà di +rieleggere i deputati, Duport, uno dei migliori dell'Assemblea, +dichiarava, insistendo, che la _Rivoluzione era compita_. Quell'idea, +adottata per norma di legislazione dall'Assemblea, fu sorgente a quanto +accadde più dopo. Resistenza a quei che s'adopravano a _continuare_ +l'opera _iniziata_, irritazione di questi, diffidenza reciproca, guerra +di parti e _terrore_, tutto giaceva latente in quella errata imprudente +parola e si svolse, per legge di logica, inevitabilmente. Una _idea_ era +a capo d'eventi, che s'attribuirono e s'attribuiscono ancora dagli +ingegni educati nella scuola storica di Voltaire a piccole cagioni, a +piccoli errori commessi, a piccole gare tra individuo e individuo. + +Lo stesso errore si commette oggi e da più anni in Italia: genera le +conseguenze di resistenza, di diffidenza e di irritazione visibili ad +ogni uomo, e che s'attribuiscono dagli ingegni superficiali a mene +d'individui irrequieti, a piccoli errori d'uno o d'altro ministro: +genererà ben altro, se dura. + +L'Italia OFFICIALE--Governo, Parlamento e Stampa governativa o +parlamentare--dichiara che la Rivoluzione Italiana è compita: noi, +viventi al di fuori di quella sfera, affermiamo il contrario. In questo +dissenso sta il secreto della crisi perenne, che affatica e minaccia di +perder l'Italia. + + +II. + +Quale è il carattere predominante nel moto d'Italia? Quale il _fine_ +immediato al quale tende quel moto? + +Il carattere predominante nel nostro moto è anzi tutto di _nazionalità_. +L'Italia vuole Libertà, Eguaglianza, prosperità materiale; e sa che +saranno per essa conseguenze della Rivoluzione compita; ma non è sorta +per quello. L'Italia è sorta per essere NAZIONE. Grande un tempo e +iniziatrice nel mondo per opera di Roma, grande e iniziatrice più dopo +per opera dell'ordinamento dato al Cristianesimo dal Papato, grande e +iniziatrice una terza volta per virtù di popolo e delle sue città +repubblicane, l'Italia, caduta da oltre tre secoli in impotenza e +nullità civile e politica davanti a sè stessa e all'Europa, serva +spregiata di dominazioni o influenze Austriache, Francesi e Spagnuole, +ma memore e presaga, raccolse dalle aspirazioni de' suoi Grandi di +mente, dal martirio de' suoi Grandi d'azione, dal lento continuo moto +d'assimilazione de' suoi popoli e dalla necessità d'essere forte, la +sacra parola UNITÀ, e si riscosse con un pensiero di vita collettiva +nell'anima, col grido di _Nazione_ sul labbro. Un nome, una bandiera, +una esistenza riconosciuta e onorata dai popoli, una parte e non ultima +nel lavoro europeo, una missione da compiere degna delle compite: fu +questo il voto Italiano. Per questo l'Italia acclamò, illudendosi, a Pio +IX: per questo essa gettò, ingannata, tutte le sue forze a' piedi della +Monarchia. Speranze, errori, esperimenti, inquietudini, tentativi, +aspirazioni, minaccie, tutto è, non giustificato, ma spiegato dal +predominio di quel pensiero. + +È la Rivoluzione Nazionale compita? + +Una Rivoluzione Nazionale non è compita se non quando, libero da ogni +straniero, il Paese ha indipendenza accertata da una linea di frontiere, +che comprendono e proteggono tutti gli elementi che tendono a ordinarsi +in unità di nazione:--se non quando sono egualmente accertate e fatte +norma di legge le tradizioni, la _fede_ comune e le tendenze, in virtù +delle quali tutto il popolo compreso per entro a quelle frontiere sente +dovere, diritto e volontà di costituirsi in _associazione_ speciale e +distinta dall'altre. Senza libere e secure frontiere, senza Patto +Nazionale, non esiste Nazione. + +Noi non abbiamo nè le une, nè l'altro. + +La Francia imperiale, già dominatrice dell'Alpi frapposte, occupa e +vieta all'Italia il suo centro Nazionale, ROMA. L'Austria ha il Trentino +e l'Istria. Da Nizza fino al Carnero, «che Italia chiude e i suoi +termini bagna,» la frontiera italiana è schiusa a Governi stranieri. + +E quanto all'interno, l'Italia presenta il fatto anormale, mostruoso, +unico nella Storia, d'un popolo che sorge muto, che vuole esser Nazione +e non dichiara l'insieme dei principî in virtù dei quali è chiamato ad +assumerne il nome; che intende a vivere di vita una e comune, e non +esprime, solennemente e universalmente interrogato, la legge della +propria vita; che mira a costituirsi, senza Autorità costituente. La +Monarchia alla quale dobbiamo la condizione delle nostre frontiere, ha +detto all'Italia: _La tua vita è la vita, come fu definita, prima che tu +fossi, da un principe di una tua estrema provincia_. Mercè lo Statuto +sardo del 1848, l'Italia è un'appendice del Piemonte: ventidue milioni +d'Italiani son dichiarati _clienti_ di quattro. + +La Rivoluzione Nazionale non è compita: e gli uomini della Monarchia che +l'hanno, fermandola a mezzo, dichiarata tale, hanno sull'anima i mali +presenti e preparano, ostinandosi, ben altrimenti gravi i futuri. + +Una rivoluzione fermata a mezzo è una somma di forze che, usate come +mezzo di propulsione, schiuderebbero, contro qualunque ostacolo, innanzi +la via, ma, concentrate e rivolte in sè stesse, determinano esplosione e +rovina: è una piena d'acque che, libero il corso, purificano e +fecondano; arrestate da ostacoli artificiali, ristagnano, avvelenano, +isteriliscono. Velato l'intento del moto nazionale, arrestate +subitamente le forze che tendevano a raggiungerlo, dileguata anche +quella menzogna di _iniziativa_ che la Monarchia s'era assunta, e +vietata al Paese quella che s'assumerebbe, noi abbiamo oggi in Italia un +Governo senza concetto, senza missione, senza scopo, fuorchè quello di +prolungare la propria esistenza e resistere agli elementi che lo +minacciano:--un popolo deluso, diffidente, senza via, senza fine +determinato, agitato dagli impulsi d'una vita crescente e condannato +all'inerzia:--forze impedite nella loro direzione naturale, che si +sfogano in moti irregolari, sconnessi, sterili:--nuclei politici senza +programma possibile, costretti quindi a concentrarsi intorno a bandiere +d'individui e diventare fazioni:--elementi di ricchezza e di vita +economica virtualmente potenti, ma inceppati nella loro azione dalla +certezza d'una crisi inevitabile, dal senso che tutto è _provvisorio_ +all'intorno. In condizione siffatta, gli uomini possono mutare, le cose +non possono. + +L'immobilità non è vita: i popoli non furono creati per essa. Bisogna +che la Rivoluzione retroceda o si compia. Retrocedere è ipotesi +inammissibile: pochi in Italia lo desiderano e non oseranno tentarlo. È +forza dunque inoltrare. Ed è forza per questo suscitare una _iniziativa_ +ch'oggi non è. + +Come? Dove? Quale è l'elemento dal quale può sperarla il Paese? + + +III. + +Può il Paese sperare _iniziativa_ dalla Monarchia? + +A questione siffatta, la Monarchia stessa risponde. La sosta fatale +della quale ho parlato finora è opera sua: sua, coi fatti, la +dichiarazione che la Rivoluzione è compita e che non si tratta oggimai +se non di miglioramenti e riforme. La Monarchia si giovò d'un interesse +straniero, che le dava alleato un esercito, per tradurre in realtà +l'antico disegno d'aggregare al Piemonte la Lombardia e far del piccolo +regno un Regno del Nord; s'impossessò poi, sottraendolo alla +Rivoluzione, di quanto l'_iniziativa popolare_ conquistò o accennava a +conquistare nel Centro e nel Sud: si rifece immobile appena quella +_iniziativa_ cessò; e, giovatasi della funesta interruzione per +ordinarsi e afforzarsi, impedì colle bajonette ogni recente tentativo di +risuscitarla. E non poteva, in virtù della propria natura, fare +altrimenti. + +Può la Monarchia, che _diede_ Nizza alla Francia imperiale, ritorgliela? +Può, dopo d'avere abbandonato il Trentino già invaso dalle sue truppe e +dai volontarî e segnata la pace che lo esclude dai termini dell'Italia, +assalir sola l'Austria e farne conquista? Può essa, isolandosi da tutte +le monarchie sorelle che additano trattati e comandano pace, rivendicar +coll'armi Trieste e l'Istria? Può sopratutto--dacchè non è da sperarsi +che il Papa rassegni volontario la potestà temporale--rovesciare il +Papato a dar Roma all'Italia? È tuttavia fra noi chi affermi cose +siffatte e presuma d'essere creduto sincero? + +Può l'_iniziativa_, che deve compire il moto _nazionale d'Italia_, +escire dal Parlamento? + +S'io non pensassi, scrivendo, che al Paese, non dovrei, credo, spender +parola a rispondere. Le liste dei votanti nelle elezioni, la suprema +indifferenza colla quale il Paese guarda ai procedimenti parlamentari, +la disubbidienza sistematica, dove riesce possibile, alle leggi sancite +da esso, attestata dalle cifre degli arretrati nel pagamento delle +tasse, rispondono abbastanza per me. Il Paese non aspetta salute dal +Parlamento, non ha riverenza per esso, non crede rappresentati in esso i +suoi voti, le sue speranze, l'avvenire della Nazione. + +Ma sono nel Parlamento, e durano ostinati a rotolarvi il sasso di +Sisifo, uomini di mente e di cuore, che hanno giovato quand'erano +affratellati col popolo alla Patria, che potrebbero, riaffratellandosi +con esso, giovarle ancora e che, sotto il fascino di non so quale +illusione, consumano tempo, nome, influenza, potenza d'ingegno, capacità +di forti generosi propositi e, quel che è peggio, parte di quella virtù +morale, che scende da una pura diritta ardita coscienza, in una +inefficace e talora ridicola guerricciola di pigmei, seminata di +equivoci, di transazioni, simulazioni e dissimulazioni, indegne d'essi e +della Causa alla quale un tempo giurarono. E ad essi ricordo che i +Parlamenti furono, sono e saranno sempre impotenti a varcare spontanei +il cerchio di Popilio che l'Instituzione, in nome della quale esistono e +agiscono, descrive intorno ad essi--che se talvolta lo varcarono, non fu +mai per inspirazione propria, ma per opera d'insurrezioni consumate al +di fuori e alle quali obbedirono--che tanto può in essi l'influenza +della prima origine, da aver fatto sì che anche in quei pochi casi +guastassero, se non rinnovati, il concetto che accettavan dal popolo. + +Il Parlamento d'Italia è Parlamento monarchico. I suoi membri giurano +alla monarchia e accettano lo Statuto, che falsa il carattere +_nazionale_ del moto italiano. Ove anche il giuramento non avesse--e men +dorrebbe--valore morale per essi, non possono dirlo, nè possono in +Parlamento operare a violarlo. Il Parlamento non può avere in sè potenza +maggiore d'_iniziativa_ che non ne ha la monarchia, dalla quale discende +e dipende. La monarchia non può compire la nostra Rivoluzione nazionale: +non lo può quindi, per conseguenza logica, il Parlamento. + +E il Parlamento lo sa: però ne tace e vorrebbe che il Paese la credesse +compita. + +Il Parlamento che siede, incurioso, svogliato o servile, in Firenze, non +è Parlamento nazionale; e lo diresti un'assemblea di provincia. La +NAZIONE gli è ignota: ignoto quanto tocca l'unità, l'indipendenza, +l'onore, l'avvenire, la politica _nazionale_. L'Italia può essere +condannata ad abdicare, nella sua vita internazionale, l'inspirazione +naturale che la sprona verso gli Slavi e verso l'Oriente, e trascinata +invece in alleanze col dispotismo che la decretano impotente e le +chiudono l'avvenire: il suo Governo può trascurare, come non fossero, le +sorgenti principali della vita _nazionale_ interna, ordinamento del +Paese a milizia, associazione operaja, incremento dell'agricoltura, +miglioramento delle condizioni produttive in Sardegna e in Sicilia; il +Parlamento è muto, senza pensiero che ad esso spetti occuparsi di cose +siffatte. + +Collo straniero in casa, colla sfida, la più insolente ch'io mi sappia +dal _guai ai vinti_ di Brenno in poi, cacciata due volte da due ministri +di Francia a chi dichiarava pochi anni addietro Roma capitale d'Italia, +il Parlamento, che si dice italiano, tace sistematicamente di Roma: non +uno dei suoi membri s'attenta di proferire quel sacro nome: non +uno fra quei che avventurarono la vita al grido di _Roma o +Morte_ osa--tanto è il senso d'abdicazione che spira in quell'aula data +all'equivoco--gettarlo, sanguinoso rimprovero, in viso agli uomini del +Governo e dir loro: _Se voi potete o volete vivere disonorati, noi non +possiamo nè vogliamo; e dacchè in questo recinto non può trovarsi vie di +salute, scendiamo a cercarla nel popolo_. + +Le Assemblee--bisogna ripeterlo, non all'armento che vota a seconda del +cenno governativo, ma ai pochi uomini ai quali io miro--operano a +desumere e applicare conseguenze del principio in virtù del quale +esistono, ma nè un passo più oltre, nè mai possono fondare, per virtù +propria, un principio nuovo. Dove, creata già la _Nazione_ e secura +l'Indipendenza, non si tratti se non d'un semplice sviluppo di libertà +conquistata, e di _riforme_ amministrative o economiche, le Assemblee +esistenti in nome di quella libertà giovano, e possono, come in +Inghilterra, compire lentamente una importante missione. Ma dove, come +tra noi, si tratti di costituir la Nazione e--dacchè il _principio_ +esistente non esce dalla tradizione del Paese, è diseredato +d'_iniziativa_ e non porge via per raggiungere il _fine_--di proclamarne +un altro, le Assemblee raccolte in nome del primo e condannato, non +giovano. Unica Assemblea che valga è quella del popolo in armi. + +Nessuno di noi s'arroga diritto d'imporre ad altrui la propria opinione; +ma ciascuno ha diritto di chiedere agli uomini che pretendono +rappresentare il Paese e possono giovargli o nuocergli a seconda delle +opere loro: _che cosa volete_? Il _fine_ dichiarato additerà il +_metodo_, norma del giudizio da pronunziarsi sugli uomini. Senza +dichiarazione siffatta, amici e nemici errano nel bujo e combattono +senza conoscersi. L'anarchia morale, foriera dell'altra, invade il +Paese. + +Credete l'Instituzione attuale capace, non dirò ora di dare libertà +vera, indipendenza dall'estero, educazione ed esempio di moralità, +prosperità e grandezza al Paese, ma di compiere senza lungo indugio la +Rivoluzione Nazionale, di darci Roma, il Trentino, Trieste, e un Patto +ch'esca dal voto e dalle aspirazioni di tutto il popolo? + +Se potete, colla mano sul core, affermare che lo credete, rimanete ove +siete, ma agite, conquistate, trascinate, guidate: incarnate in voi il +pensiero del Paese e decretate a un tempo la mossa dell'esercito, la +chiamata dei volontarî e la convocazione d'una Assemblea Costituente in +Roma. O diteci almeno _quando_ lo farete. Il paese non può, per quanta +fiducia voi meritiate, commettere le sue sorti all'eloquenza indefinita +del vostro silenzio: il Paese non può accettare il pericolo di perire +nel disonore, nella corruzione, nella rovina economica, perchè voi +possiate incidere una inscrizione splendida d'Unità meditata e di Patto +postumo sulla sua tomba. + +Ma se non credete l'Instituzione capace di tanto, allora, al nome di +Dio, ponete giù la medaglia e la profanazione dell'anima: lasciate quei +banchi contaminati d'equivoci e d'ipocrisia, e scendete a rinverginarvi +nel popolo, dicendogli: _là non si compiono i tuoi fati: là Nazione vive +in te, che aneli al Vero e hai potenza: levati e capi e soldati, siam +tuoi_. Distruggerete una illusione, che la vostra presenza in quell'aula +alimenta tuttavia in alcuni, e uno scetticismo sugli uomini, che cresce +fatale nei più. + +Darete al Paese un insegnamento morale, da voi finora a torto +dimenticato. Educherete i giovani, col senso dell'umana dignità, al +culto della coscienza; e sottraendovi alla parte di minatori segreti per +quella, più degna di voi, di leali guerrieri all'aperto, contribuirete a +liberare l'Italia dal pericolo d'un gesuitismo politico che, cospirando +in Francia col grido di _viva il re_ alla caduta della monarchia, sommò +a tornare in nulla due Rivoluzioni e agevolare la via al secondo Impero. + + +IV. + +Intanto, sciolta com'è _per noi_ la questione, l'Italia, pel compimento +della propria Rivoluzione, che sola può rendere possibile una condizione +normale di cose, non può aspettarsi _iniziativa_ dalla monarchia e nol +può dal Parlamento monarchico. Nol può che dal popolo. Bisogna ch'essa +tragga dalle proprie viscere la forza che manca altrove. + +Come può giungervi? E quali norme devono in questo supremo sforzo +guidarla? + + +V. + +Dissi che l'iniziativa del moto, dal quale deve compiersi la Rivoluzione +Nazionale, spetta al Paese. + +E il Paese è maturo per essa. + +Il Paese è universalmente malcontento: lo è nella gioventù educata, +nelle classi operaje delle città, nella popolazione agricola, nella +parte migliore della magistratura, nei piccoli proprietarî, negli uomini +di commercio, nel popolo dell'esercito, nel clero cattolico. I giovani, +da pochi infuori indifferenti per abitudini indegnamente dissipate, o +guasti da non so quale pedantesco dottrinarismo di seconda mano, sentono +nell'anima un alito dell'orgoglio italiano e intendono che la loro +patria non sorge come dovrebbe. Gli operaî delle città--due o tre +eccettuate, nelle quali l'arti governative e gli ajuti d'alcuni ricchi +hanno sviato per poco le associazioni dal segno--amano il Paese +d'affetto tanto puro e devoto, da confortare di speranza l'anima più +solcata di delusioni e dolori che sia. Il macinato ha suscitato il +malcontento degli agricoltori; le tasse, gravissime, crescenti, +molteplici e un pessimo irritante metodo di percezione, lo alimentano +nei piccoli proprietarî. La democrazia dell'esercito, lasciando anche da +banda il pessimo trattamento e i soprusi dei capi, sente profonda--ed è +sua lode--la vergogna che da Novara a Villafranca, da Villafranca a +Custoza pesa sulla bandiera. Gli onesti fra i magistrati si ribellano +agli arbitrî governativi e alla corruzione sfrontatamente invaditrice +dell'alta sfera. Gli uomini di commercio aborrono dall'incertezza del dì +dopo, che falsa i loro calcoli e inceppa le loro operazioni: essi +intendono che, fino al giorno in cui il _fine_ nazionale raggiunto darà +sicurezza di condizioni normali, la crisi sarà perenne. E il clero, in +parte retrogrado, è a ogni modo, nei migliori, avverso a un sistema +rappresentato da una gente che non ha religione e l'affetta. Un senso +crescente di sfiducia serpeggia tra gli impiegati e spira visibile nei +consigli di chi regge. Il tentativo di un'ora in Piacenza ha suscitato a +misure rivelatrici di profonda paura il Governo e a moti imprudenti, +isolati, non preparati--getti vulcanici che indicano la condizione +latente del terreno--cinque o sei località dello Stato. Non v'è uomo in +Italia che, temendo o invocando, non presenta vicino, inevitabile, un +mutamento di cose. E l'indifferenza stessa, colpa apparente nei +cittadini, all'esercizio dei loro diritti e alle frequenti violazioni di +quel tanto di libertà che le leggi concedono, accenna al muto +convincimento che ben altro si appresta. + +Son questi i sintomi che in ogni paese nel quale ebbe luogo una grande +rivoluzione, la prenunziarono. + +Perchè nondimeno il Paese dura inerte e incapace tuttora d'_iniziativa_? + +Il Paese non ha coscienza delle proprie forze. + +Il Paese vorrebbe cancellato il presente, ma sospetta, per preconcetti +errori, dell'avvenire. + +Quest'ultimo ostacolo esige un'opera di apostolato: il primo non si +vince che coll'azione. + +Pesano tuttavia sull'anima del Paese i ricordi e le abitudini d'oltre a +tre secoli di servitù pazientemente durata. Splendidi lampi d'audacia e +d'onnipotenza popolare hanno negli ultimi venticinque anni solcato la +tenebra addensata da quella servitù su noi tutti: ma furono lampi, non +fiamma perenne di faro, che sia guida ai fati della Nazione. Suscitati +dal prestigio d'un capo militare che _comandi_ ad essi di vincere, i +nostri giovani compiono miracoli di valore e vincono: lasciati a sè +stessi, tentennano incerti e ridiventano timidi calcolatori d'ogni +ostacolo positivo o possibile: giganti d'azione _seguendo_, mancano +tuttavia dell'istinto che addita il _momento_ e del coraggio che +_inizia_. Capo ai Romani era Roma: Roma che _doveva_ essere capo del +mondo. I duci dell'armi si succedevano, apparivano e passavano, quasi +viventi non di vita propria, ma della vita di Roma: ignoti ai soldati, i +dittatori erano rappresentanza a tempo della _Città_ che aveva detto ad +essi: _guidate e vincete_; ma la loro potenza, la potenza invincibile +dei militi che li seguivano, derivava da una fede in una potenza +_collettiva_ superiore a essi tutti, ma della quale ognun d'essi si +sentiva parte. La magnifica parola religiosa dell'evangelista Giovanni: +_perchè tutti siamo uno in noi, come tu, Padre, sei in me e io sono in +te_ s'era fatta _realtà_ nella Patria Romana. Ogni uomo credeva nei fati +di Roma: sentiva dentro sè una scintilla della grande anima di Roma; +Roma s'era incarnata in ciascuno dei suoi figli, e ciascuno si sentiva +forte della sua forza e mallevadore del suo avvenire. Per questo Roma +diede spettacolo unico ai secoli d'una città conquistatrice del mondo. E +questa fede, questa facoltà d'immedesimarsi nella Patria, come in un +pensiero vivente destinato a svolgersi nell'indefinito dei tempi, questa +potenza d'amore che abbracci in uno, passato, presente e futuro +d'Italia, questa coscienza d'esser ministri a una Tradizione di +grandezza iniziata da Dio e che _deve_, attraverso ogni ostacolo, +continuare nella vittoria--questa fede, un raggio della quale fu dato, +sullo spirare dell'ultimo secolo, alla Francia repubblicana e bastò a +farla più forte di tutta l'Europa congiurata a' suoi danni, manca +tuttavia agli Italiani. La coscienza della forza _collettiva_ ch'è in +essi e la fiducia ch'esercita sulle moltitudini una _idea_ grande e +vera, rappresentata in azione da un'ardita _iniziativa_--spente in +Italia, fin dal XVII secolo, dal materialismo che fa centro +dell'_io_--non sono finora rinate. Uomini che, guidati da un capo in cui +s'era incarnato un _momento_ di quella coscienza e di quella fiducia, +videro dissolversi, senza combattere, tutto un esercito davanti ad essi, +s'arretrano incerti, fra calcoli che dicono _pratici_, e nei quali non +entra il _pensiero_, davanti a poche centinaja di birri o a poche +migliaja di soldati, nell'anima dei quali freme appunto quel _pensiero_ +ch'essi, perchè sfugge ai _sensi_, trascurano. Altri--arrossisco +_scrivendolo_--guardano anch'oggi, lieti d'una speranza che disonora, +alle agitazioni e all'iniziativa possibile della Francia come ad áncora +di salute. Guardava la Francia del 1792--quando, come voi, non aveva che +venticinque milioni di popolo ed era minacciata da nemici interni ed +esterni--all'Italia? + +Non guardava; e fu grande e vinse per questo. Guardava in sè, nella +bandiera della Nazione; pensava al dovere di reggerla incontaminata e di +salvare, non foss'altro, l'onore. E il nostro onore, o Italiani, è +macchiato: macchiato di fresca macchia ad ogni ora. Finchè Roma è in +mano d'altrui, e soltanto perchè un imperatore straniero ha detto: _voi +non l'avrete_, ciascuno di noi dovrebbe non osare di guardare in volto +un cittadino di terra libera: quel cittadino non può stimarci. Se gli +uomini che hanno in Italia il _potere_ non hanno più anima per sentire +questa tristissima verità, e possono discuter tranquilli una economia +d'alcune migliaja di lire o la scelta d'un bibliotecario, tal sia di +loro; ma la sentano i giovani e conquistino, a purificarlo, quel +_potere_, che dovrebb'essere una santa missione, ed è oggi inutile +impotente menzogna. + +L'Italia è forte: essa può provvedere libera e secura alla propria vita +nazionale, senza calcolo d'interventi stranieri o di leghe monarchiche +avverse. Essa non dovrebbe, nel compimento del Dovere, arretrarsi +davanti ad alcuna minaccia: nessuno, a ogni modo, checchè essa muti ne' +suoi ordini interni, le farà guerra. L'Impero di Francia è condannato e +lo sa: gli è necessario concentrare le forze a prolungare di qualche +anno o di qualche mese una incerta combattuta esistenza: l'_iniziativa_ +Italiana determinerebbe in Francia la crisi suprema. L'Impero d'Austria +si dibatte fra le esigenze minacciose delle diverse _nazionalità_ che lo +compongono, e alle quali le concessioni forzate all'Ungheria hanno dato, +aggiunta al diritto, opportunità. L'Italia, è d'uopo ripeterlo, ha due +onnipotenti elementi di forza in pugno che l'assicurano, non solamente +d'una assoluta indipendenza ne' suoi moti, ma del primato morale in +Europa: l'Alleanza Slava e la questione d'Oriente. Un Governo Nazionale +Italiano stringerebbe in un mese la prima, ajutando, attraverso +l'Adriatico, gli Slavi meridionali a costituirsi, liberi d'ogni giogo, +da Cattaro e Zara ad Agram: e susciterebbe la seconda, offrendosi amico, +purchè si unissero in un disegno di Confederazione, ai tre elementi, +Ellenico, Slavo, Romano, che dominano l'Impero Turco in Europa. Con armi +siffatte, l'Italia può, nei limiti del Diritto e del Giusto, osar ciò +che vuole. + +E osare, in un paese dove le condizioni morali sono le accennate +poc'anzi, è virtù di supremo calcolo. Balilla, quando avventava il sasso +al soldato tedesco, Camillo Desmoulins, quando, in mezzo ad una +moltitudine inerme, gridava: _alla Bastiglia!_--i 250 insorti olandesi, +quando, muto, schiacciato il Paese, fuggiaschi essi medesimi e sbattuti +indietro dalla tempesta, s'impadronivano della piccola fortezza di +Brilla--erano, secondo ogni calcolo normale di guerra, stolti; e +nondimeno _iniziarono_ l'emancipazione delle loro terre. Il fanciullo +genovese, gli altri citati e quanti iniziatori di grandi vittorie potrei +citare, non avevano numerato le armi, studiato le posizioni, calcolato +le forze nemiche; avevano tastato inconscî il polso al Paese, avevano +sentito nell'anima giunto il momento, e osarono. + +Oggi tra noi, popolo guasto pur troppo di materialismo, di scienza +machiavellica e di culto tributato alle apparenze della forza, è +necessario che il _fatto iniziatore_ sorga di mezzo alle moltitudini +d'una importante città, e suoni vittoria. Ma ho fermo nell'animo che +quando quel primo fatto avrà luogo, sarà segnale a un ridestarsi +italiano che pochi, amici o nemici, sospettano. + +E a crear questo fatto basterebbe--anche di questo sono convinto--che +quanti si professano in una città seguaci della bandiera s'unissero +nella idea di crearlo; basterebbe che, deponendo ogni piccola gara, ogni +dissenso sul guidare o seguire, ogni cieca adorazione o diffidenza di +nomi, ogni pensiero di predicazione anticattolica, d'apostolato scritto, +fra classi che non possono leggere, di riforme sociali impossibili +coll'Instituzione che regge, d'ogni cosa che smembra le forze e svia gli +intelletti dall'unico segno, concentrassero per brevi giorni tutte le +potenze dell'anima intorno al disegno di riconquistar coll'Azione +_iniziativa_ all'Italia; non avessero innanzi agli occhî altra imagine +che quella della Patria giacente nel disonore; non sentissero che la +vergogna del mai profferito dal Brenno moderno; non avessero che un solo +concetto, la necessità dell'_osare_; non avessero che una parola sul +labbro: _A Roma per la via che sola vi mena_. + +A combattere intanto le stolte diffidenze, nudrite tuttavia da molti +sull'avvenire, giovi una dichiarazione, nella quale io credo potermi, +senza presumere, fare interprete del Partito. La stampa repubblicana fu +finora troppo esclusivamente negativa, troppo paga a registrare le colpe +della Monarchia, troppo corriva ad accogliere come prova di forza e +d'estensione del Partito ogni manifestazione ch'abbia luogo in Francia, +in Ginevra o altrove, senza avvertire alle idee che vi si esprimono. E +quelle idee, profferite per avventatezza da uomini che non sanno e +credono audacia l'atteggiarsi a distruttori d'ogni cosa, e da gente +venduta celatamente ai Governi e addottrinata a spaventare con +esagerazioni la borghesia, sono con arte d'indegna calunnia raccolte e +additate ai poveri di spirito dalla stampa governativa come idee del +campo repubblicano e indizio dell'avvenire, se trionfasse. + +Per questo, e anzitutto per amore del Vero, è debito d'allontanare ogni +pericolo d'inconsulta imitazione fra noi; è tempo che la stampa +repubblicana assuma, più che oggi non ha, carattere severità, di +sacerdozio morale; è tempo ch'essa abbia, non solamente il coraggio +d'affrontare le ire e le persecuzioni monarchiche, ma quello assai più +difficile d'affrontare gli sdegni dei traviati fra i nostri, e la temuta +taccia di moderata dagli avventati che odiano e non sanno amare. + +Guerra al capitale, abolizione della proprietà, ostilità alla borghesia, +violazione d'obblighi assunti anteriormente dalla Nazione, crociata +contro i preti cattolici, terrore e vendetta, son grida insane, +immorali, di pochi selvaggi della politica, aborrite da quanti +repubblicani hanno senno e core: nessuno ha mai osato, nè oserà mai +tentare di tradurle in fatti; e chi lo tentasse, troverebbe in noi +nemici più acerrimi che non nei monarchici. + +I repubblicani sanno che il capitale rappresenta frutti accumulati di +lavoro; che la proprietà è il segno della missione trasformatrice data +all'uomo nel mondo materiale; che la borghesia scende dagli artigiani +dei nostri comuni repubblicani, emancipò l'Italia dai signori feudali e +arricchì il Paese e sè col lavoro; che, o non esiste Nazione, o le +generazioni sono solidali per gli obblighi legalmente assunti sotto un +diverso governo; che la coscienza è inviolabile e le credenze religiose, +se false o consunte, non possono combattersi se non con tollerante e +pacifico apostolato; che _terrorismo_, persecuzione e vendetta sono armi +di codardi o colpevoli, fatali a chi le adopra e da lasciarsi ai governi +fondati sull'arbitrio e sull'ingiustizia e cadenti. + +Il concetto della Repubblica tende a combattere, a scemare +progressivamente i _privilegi_ politici o civili dati a una classe, il +_monopolio_, l'immobilizzazione dei capitali, il _concentramento_ +soverchio della proprietà, l'ingiusto e fatale alla produzione +accumularsi di tasse sulle classi date all'industria, l'_immoralità_ di +speculazione, piaga crescente e alimentata da una trista, corrotta +politica governativa, l'_egoismo_ inevitabile d'una legislazione +affidata alla nascita o al censo e sottratta all'intervento delle classi +che ad essa soggiacciono:--tende a far sì che le classi s'affratellino +in eguaglianza di doveri e diritti, di protezione, di progresso, +d'insegnamento:--che, per mezzo dell'_Associazione_ e d'ajuti dati dalle +instituzioni, i capitali, che fanno possibile il lavoro, si trovino +nelle mani di chi deve compirlo:--che il lavoro generi la Proprietà e la +diffonda quindi al maggior numero possibile di cittadini:--che +_l'economia e l'aumento della produzione_ presiedano d'ora in poi al +maneggio delle Finanze:--tende a sopprimere _l'immobilità_ in ogni +Potere, a distribuire gli uffici a seconda della capacità e della virtù, +a dare coll'elezione coscienza a ogni cittadino della missione ch'egli è +chiamato a compire sulla terra ov'è nato, a far mallevadori tutti delle +opere loro, a conquistare--coll'onestà delle convenzioni sulle terre, +coll'interesse creato ai coltivatori nel suolo che fecondano, colla +moderazione delle tasse, con un sistema d'esazione sottratto agli +arbitrî, coll'educazione data a tutte le classi, colla moralità +dell'amministrazione, col compimento della Rivoluzione Nazionale--quel +senso di securità pubblica, senza il quale ogni progresso è inceppato o +precario. + +Prima dell'azione o pendente l'azione, per un anno o per una settimana, +come i fati vorranno, urge che questo, ch'io rapidamente accenno, sia +soggetto d'ogni giorno alla nostra Stampa. I calunniatori devono pagarsi +da noi col disprezzo. Ma il popolo, al quale molti ricordi della +Repubblica francese suonano terrore e violenza, ha diritto a sapere da +noi quali intenzioni ci guidino, e bisogna insistervi. + + +VI. + +Ricapitolando il già detto: + +La Rivoluzione Italiana non è compita: la monarchia l'ha fermata a +mezzo! + +Bisogna compirla o perire: perire di lenta morte nella rovina economica, +o di violenta nell'anarchia: sperare che si stabiliscano, prima d'averla +compita, condizioni di normale securità pel Paese, è follìa e i sintomi +_crescenti_ ogni giorno provano nella _realtà_ ciò che la logica insegna +al _pensiero_. + +Roma; frontiere naturali; Patto Nazionale dettato da un'Assemblea +Costituente: sono le prime condizioni del compimento: + +Per uscire dall'inerzia e avviarsi al _fine_, è necessaria una +_iniziativa_. + +L'_iniziativa_ non può escire dalla monarchia: non può escire dal +Parlamento monarchico: non può dunque escir che dal _popolo_. + +Il Paese è maturo per accogliere e secondare il sorgere di questa +_iniziativa_ popolare: il desiderio di un mutamento è universalmente +diffuso in esso. + +I due soli ostacoli che s'attraversino a quel desiderio, +sono--incertezza diffidente sull'avvenire, alimentata da una stampa +calunniatrice--mancanza di coscienza della propria forza. + +Bisogna vincere il primo ostacolo coll'apostolato, dichiarando +ripetutamente ciò che la Repubblica è e ciò ch'essa non è: separandosi +lealmente e coraggiosamente dagli amici che traviano, e respingendo gli +stolti concetti che sostituirebbero una tirannide all'altra. + +Il secondo ostacolo non può superarsi che coll'argomento col quale il +vecchio filosofo provava allo scettico l'esistenza del moto, +coll'azione; bisogna che una città provi, sorgendo e vincendo, al Paese +che _volendo si può_. + +L'_iniziativa_ Italiana diventerebbe rapidamente, se diretta da uomini +che sapessero e osassero, iniziativa Europea. + +E scrivendo questa linea m'è impossibile non aggiungerne alcune di +sorpresa e lamento. + +L'orgoglio, quando si sperde intorno a misere ambizioncelle dell'_io_ e +s'affatica a crear superiorità artificiali di ricchezza, di potenza o di +quella fama d'un giorno che Dante paragonava a un _color d'erba_ che _va +e viene_, è colpa e meschina. Ma l'orgoglio raccolto intorno all'anima +dal ricordo dell'ultima parola dei martiri per una _idea_, dalla voce +profetica di tutta una tradizione religiosamente interrogata, da una +riverenza che adora ogni indizio di disegno provvidenziale, da un +immenso amore per la terra che vi fu culla, e ha le tombe dei vostri più +cari, da un senso di vita collettiva che abbraccia quanti vi furono, +sono e saranno più strettamente fratelli, dalla tacita eloquenza d'una +natura che si stende, privilegiata oltre ogni altra, intorno a noi quasi +mormorandoci: _siate grandi quant'io son bella_,--e versato sulla +Patria, sulla Nazione nascente, sulla Bandiera, alla quale il mondo +guarda per vedere s'è bandiera di Popolo annunziatore o di gente +inutile, senza nome e senza missione--è cosa santa e pegno di grandezza +futura al Paese nel quale si mantiene perenne, coscienza e fiamma alla +vita. Sentono quest'orgoglio i nostri giovani, o l'hanno sommerso nel +disprezzo dell'_ideale_, al quale oggi li alletta un materialismo che fu +sempre conseguenza o preludio di servitù? A me quest'orgoglio del nome +italiano insuperbì nell'anima fin da quando, nel silenzio comune e fra +le mura d'una prigione, mi prostrai davanti al pensiero d'una Italia +repubblicana iniziatrice in Europa e giurai fede alla sua bandiera. Come +i figli della Polonia portavano con sè nella proscrizione, quasi +reliquia, una zolla della loro terra, portammo, io e i miei amici, quel +sacro pensiero con noi nell'esilio e lo serbammo incontaminato per voi, +o giovani, sperando che lo raccogliereste in tempi migliori, quando vi +sarebbe dato di tradurlo in fatto. E oggi vi è dato. Oggi l'Europa è in +tali condizioni, che a voi basta il sorgere a compire, in nome d'un +_principio_ e affratellandovi arditamente coi Popoli che v'aspettano, la +vostra Rivoluzione Nazionale, perchè la vostra Patria diventi +iniziatrice d'un'Epoca e guidatrice delle Nazioni sulla via del +Progresso. Una dichiarazione di Principî, dettata da Roma libera ai +Popoli e appoggiata da due o tre atti ai quali più volte accennai, +darebbe all'Italia un Primato morale, che da oltre a mezzo secolo è +vacante in Europa. + +Se agli uomini che, invecchiati anzi tempo, si chiamano _pratici_ perchè +hanno imparato a tacere, e _patrioti_ perchè agli inevitabili errori del +povero Lanza antepongono le colpe subdole di Rattazzi, la iniziativa +italiana in Europa sembri folle utopia, poco monta. Ma i giovani? I +giovani delle Università e della classe educata alle lettere e alle +arti? I giovani che hanno in custodia nell'esercito la bandiera della +Nazione, e sanno di potere con un _fatto_ collocarla all'antiguardo +d'Europa? I trentamila volontarî che dal Trentino all'estrema Sicilia +fecero battesimo del loro sangue all'Unità del Paese? I popolani che, +vergini d'anima e devoti per istinto non contaminato da calcoli +all'avvenire d'Italia, adorano la religione e la poesia dei grandi +ricordi? Son essi muti al pensiero della loro Patria fatta, da un atto +energico di volontà, prima tra le prime e centro di moto pel bene alle +Patrie sorelle? Sanno che dalla coscienza d'un alto _dovere_, d'una +solenne missione da compiersi move tutta una Educazione e che il +carattere d'una _iniziativa_ determina tutta una lunga vita di Popolo? +Rammentano che, soltanto per quella coscienza, la vita di Roma fu vita +del mondo e che ciascuna delle nostre città repubblicane scrisse, nel +medio evo, una pagina di gloria e d'incivilimento nella storia europea? +Sentono in core l'immensa potenza che dovrebbe emergere dalle cento +città d'Italia unite ad un _fine_, e che il sorgere della Nazione a +guisa d'ancella sommessa, timida, incerta, tanto che il mondo non si +avveda neppur di quel sorgere, è--per essa--scadere? Se gli Italiani +possono guardare alle condizioni nelle quali versa oggi l'Europa e non +vedervi i segni di un'Epoca, che aspetta e accoglierebbe con entusiasmo +l'_iniziatore_, sono ciechi. E se lo vedono, ma dicono a sè stessi: +_altri può esserlo, noi non possiamo_--sono imbelli e indegni davvero +del nome che portano. + +No: gli Italiani non saranno nè ciechi nè imbelli. Ma ricordino che +dieci anni d'interruzione nel moto sono lungo periodo; che l'inerzia +genera l'inerzia; che la corruzione non combattuta ingigantisce +rapidamente e minaccia le sorgenti della vitalità; che le delusioni +durate per breve tempo irritano gli animi, durate a lungo li affogano +nell'immoralità dello scetticismo; che gli uomini, anche maledicendo, +s'avvezzano a tollerare; che il disonore prolungato è la morte delle +Nazioni; che le popolazioni ineducate son facili ad accusare dei loro +mali, non l'interruzione della Rivoluzione, ma la Rivoluzione stessa; +che il _federalismo_, muto dieci anni addietro, accenna oggi a rivivere; +che gli indugi non fruttano ormai se non alle fazioni retrograde; e +quanto più si prolunga la resistenza a una crisi inevitabile, tanto più +la crisi riesce violenta e pregna di quei mali, ai quali sul cominciare +di questo scritto accennai. + +Comunque, quando l'_iniziativa_ popolare s'assumerà il compimento del +moto Nazionale Italiano, importerà che si raggiunga il _fine_ colla +maggiore rapidità e colla menoma violenza possibile. E le vie, se non +erro, son queste: + +Unità di bandiera. Isolare la questione di Roma; prefiggersi a programma +una battaglia col Papa-re: ricominciare imprese, generose un tempo e +feconde, impossibili attualmente e che non toccano se non un termine del +problema, è oggimai colpa più che follìa. L'emancipazione di Roma--nè +avrei mai creduto di doverlo ripetere--si compie in Genova, Milano, +Bologna, Torino, Firenze, Palermo e Napoli, non altrove. L'Italia deve +esser base secura d'operazione all'impresa. Una frazione d'arditi non +riescirebbe che a chiamare, prima d'entrarvi, in Roma nuove forze +francesi. A un fatto compito dalla Nazione in armi, nessuno oserà mover +guerra. + +Programma semplice, chiaro, puro da un lato di reticenze ed equivoci, +puro, dall'altro, d'ogni voce che accenni a sistemi non definiti e +molteplici, capaci quindi di false interpretazioni e di suscitare +calunnie e terrori. Le due parole aggiunte da molti in Francia alla +parola _repubblica_, inutili e senza valore pratico, hanno scisso il +campo e indugiato il lavoro d'emancipazione più ch'altri non pensa. Chi +mai può in oggi sognare d'una Repubblica fondata, come nell'antica +Venezia, sopra un patriziato che più non esiste? Chi può intendere +l'Instituzione repubblicana, se non come fatto anzi tutto sociale e +mezzo al rapido miglioramento delle misere condizioni economiche dei più +fra i produttori? Ma chi può, d'altra parte, esigere dichiarazioni +solenni di _socialismo_, prima d'aver detto a quale fra i tanti sistemi +cozzanti l'uno contro l'altro egli attribuisca quel nome? E a che +varrebbe l'accettazione di quella voce straniera, quando chi l'accetta +la intende probabilmente in modo diverso dal vostro? I soli pegni +efficaci dell'avvenire sociale invocato stanno nell'attiva predicazione +delle idee ragionevoli, desunte dal moto dell'Epoca e dai serî lavori di +quanti hanno cercato e cercano di definirlo: stanno nell'ordinarsi del +Popolo alla solenne espressione de' suoi più urgenti bisogni, nella +scelta accurata degli uomini chiamati a dirigere, nelle questioni +proposte dagli elettori ai membri dell'Assemblea, che dovrà dettare il +Patto della Nazione. + +Azione rapida e aperta di quanti credono necessario il compimento +dell'impresa nazionale, di quanti s'avvedono che il moto è veramente di +popolo destinato a vincere. Le incertezze, il tentennare, il +fanciullesco amor proprio di quei che indugiano a dar l'opera loro +perchè jeri non credevano venuto il momento, non impediscono lo +svolgersi dei fati, ma prolungano la crisi, irritano gli animi di quei +che iniziano e cacciano il germe di categorie funeste in futuro. La +_legge dei sospetti_ in Francia ebbe origine dall'esistenza degli uomini +_del dì dopo_. Nei grandi rivolgimenti nazionali è concesso, se +conseguenza di convincimento, l'essere ostili, non l'esser tiepidi. Dove +si tratta di cose che involvono la salute del Paese, ogni uomo ha debito +di combattere per impedire, o di secondare; e quando un fatto appare +inevitabile, unica via perchè assuma condizioni normali e s'inanelli +alla vita del Paese, è quella d'accentrarvisi intorno e giovarne il +pronto sviluppo: gli uomini o le classi, che per mal fondati sospetti o +indegno egoismo si ritraggono e lasciano un solo elemento a compirlo, +preparano gravi mali al Paese e a sè stessi. + +Scelta dei pochi--dacchè la Dittatura è, in una impresa di libertà, +illogica e pericolosa--chiamati a dirigere il moto fino al momento in +cui, raccolta la Costituente Nazionale, il Paese esca dalle condizioni +provvisorie e ripigli vita normale: da quella scelta e dai primi atti di +quel piccolo nucleo dipendono il carattere dell'_iniziativa_ e metà del +successo. Di fede provata, d'immacolata onestà, d'intelletto diritto e +logico, di tranquilla pertinace energia, incapaci d'odio e di spiriti di +vendetta, quelli uomini devono _conoscere_ le condizioni di Europa e +_sentire_ la forza ch'è nell'Italia: devono esser capaci di movere +arditamente al _fine_ senza guardare al di là del Paese; capaci +d'intendere che l'Europa governativa oserà s'essi titubano, rimarrà +inerte se si mostrano forti e decisi, capaci di sommovere i Popoli, se i +Governi s'atteggiassero a offesa o minaccia. + +Riunione di Commissioni numerose nelle diverse zone d'Italia chiamate +dai Municipî, dai Consigli locali e dai Delegati dell'Autorità +governativa, a dirigere inchieste sulle condizioni morali, civili, +economiche delle loro zone e preparare materiali ai lavori della futura +Assemblea. Commissioni siffatte gioveranno a rassicurare gli animi +sospettosi, a determinare il _fine_ del moto Nazionale e a invigilare a +un tempo la condotta del Governo d'Insurrezione. + +Ma, e anzitutto, coscienza, negli _iniziatori_, dell'altezza e della +santità dell'Impresa. L'Italia e l'Europa devono avvedersi dal loro +linguaggio e dai loro primi atti che, sacerdoti del Dovere Nazionale, +essi sono _migliori_ di quei ch'oggi lo violano o lo fraintendono: che +essi sono deliberati di vincere, ma non oltrepassando d'una linea la +condotta indispensabile alla vittoria: ch'essi combattono per l'onore +della Nazione e lo mantengono puro, incontaminato d'ogni macchia d'odio, +di vendetta, d'intolleranza: che vogliono fondare un Governo morale e +_sono_ morali: che intendono a conquistare libertà di coscienza, di +parola, d'associazione, non per sè, ma per tutti: che intendono a +rivendicare le frontiere d'Italia, ma senza usurpar sulle altrui: a +riconquistar colla forza Roma, negata dalla forza alla Patria, ma senza +persecuzioni alle altrui credenze e lasciandone la vita e la morte +all'apostolato pacifico del pensiero: che amano quanti nascono nella +loro zona e si prefiggono di migliorare le condizioni dei più, non di +peggiorare quelle dei pochi: che, come aborrono dal monopolio +privilegiato d'una classe sulle altre, aborrono dall'antagonismo tra +classe e classe: che la loro è bandiera d'associazione, non di risse +civili: che sorgono a compire una Rivoluzione Nazionale interrotta, non +a ricominciarla o perpetuarla. + +A questi patti s'ha diritto di vincere: a questi patti si vince. + + + + + AI MIEI FRATELLI REPUBBLICANI + + DOPO LA PRIGIONIA DI GAETA[154] + + +Io devo, dopo oltre a due mesi di silenzio forzato, una parola sul +passato e sulle condizioni presenti al Partito: e questa parola deve +esser libera d'ogni riguardo fuorchè all'amor del vero. + +Il Partito ha, negli ultimi tempi, tradito il debito proprio, e con esso +i fati del Paese. + +Il dolore, ch'io sento profondo nello scrivere queste affermazioni, deve +essermi scusa all'acerba franchezza. + +Primo debito d'un Partito che professa una fede, dal cui trionfo +dipendono l'onore e la grandezza della Nazione, è quello di non illudere +sè stesso e altrui intorno alle proprie forze e alle proprie intenzioni. +Il Partito ha violato quest'obbligo: ed è quindi scaduto, nè può +risorgere se non facendone ammenda e accogliendo, senza ribellione +d'amor proprio da qualunque sia proferita, la verità. + +Dopo Mentana, dopo il rinnovamento della Convenzione, dopo fatti +governativi, turpi oltre ogni dire, di persecuzione e corruttela; dopo +avere da un lato calcolato il danno, che scendeva inesorabile dal +sistema regnante all'educazione morale e alle condizioni materiali del +Paese, ed esplorato dall'altro com'io potea le forze ordinate del +Partito e le tendenze generali delle popolazioni d'Italia, dissi +agl'influenti che rappresentavano nelle diverse zone i repubblicani, +ch'io credeva fosse giunto il momento di sostituire al periodo +dell'apostolato un periodo d'azione, e che, secondo un mio convincimento +radicato in me tuttavia, una forte e vittoriosa iniziativa sopra uno o +due punti strategicamente e moralmente importanti basterebbe a sfasciare +una Instituzione, che non aveva omai nè intelletto, nè ardire di fede in +sè, nè prestigio d'illusioni, nè fiducia de' suoi, nè compattezza +d'esercito. E dissi ad un tempo che l'azione, santa pel _fine_ e +provocata dalle circostanze, diventerebbe nondimeno immorale, creando +pericoli e sacrificî senza speranza, se chi doveva iniziarla non si +sentisse forte di determinazione e moralmente convinto di poter vincere. + +Io chiedeva risposta sincera e che non soggiacesse menomamente a +influenza mia o d'altro individuo qualunque. + +Mi fu detto: _siamo concordi con voi: possiamo e vogliamo_. E mi recai +in Italia per ajutare i preparativi supremi e assumermi la parte di +pericolo che mi spettava. + +Allora cominciò un periodo d'esitazioni, di tentennamenti, di diffidenze +reciproche, di paure e d'errori, ch'io non vorrei per tutte le felicità +terrestri ritraversare, e dal quale raccolsi che il Partito non era +maturo per forti fatti, nè educato finora alla coscienza della propria +missione e della propria potenza. + +Io non ridirò una storia che i più tra quelli pei quali scrivo +conoscono, ma ne accennerò i sommi capi.--Uomini tra i più prodi in +battaglie già iniziate affacciarono, troppo tardi e quando la parola +d'azione era già corsa nelle file, la necessità d'aspettare una +opportunità che creasse agitazione di piazza nel popolo; ed io pure +preferiva quel metodo, ma chiedeva al Partito di creare esso medesimo, +con radunanze per le tasse, per Roma o per altro, quell'agitazione: ed +essi volevano aspettarla impreveduta e di altrove. Le opportunità +inaspettate sorsero, sorsero due o tre volte; ma le città che dovevano +afferrarle rapide come il ciuffo della Fortuna, e lo avevano promesso, +mandavano allora a ottenere promesse di seguire, già più volte date, +dall'altre, e le opportunità passavano. Altri, scambiando il problema +d'insurrezione, che deve fondarsi su tendenze accertate nelle +moltitudini, in un problema di guerra, chiedevano materiale, ordini, +capi, disegni strategici senza fine.--Tutte le città si dichiaravano +pronte, anelanti a seguire, nessuna a iniziare: intere zone, che in +altri tempi sollevavano la bandiera, non sospettavano neanche che si +potesse dire ad esse: _due milioni d'uomini bastano sempre, se vogliono, +ad esser seguiti_: e la possibilità del moto si riduceva quindi a due o +tre luoghi determinati. E da quei luoghi, gli uni parlavano ad ogni +tratto di _fare_ in qualunque modo, gli altri ricusavano tutti i modi +proposti senza determinarne migliori. Poi, conseguenza inevitabile, si +separavano, s'aspreggiavano, con diffidenza esagerata, gli uni cogli +altri, invece d'intendersi e discutere con amore. Ebbi promesse di fatti +complessivi importanti che sommarono in nulla o si ridussero a +ebullizioni di bande o sommosse disapprovate da me, che pur tradivano +l'elemento vulcanico latente, ma che invece somministravano argomento +d'inerzia a chi non sapeva osare. E gli uomini noti e consenzienti con +noi, in Parlamento e fuori, la cui azione insieme alla nostra avrebbe +assicurato il successo, rimanevano inerti per poi dirci: _vedete che non +potete riescire_. Finchè, disperato non del fare o non fare, ma del +disfarsi del partito nei continui annunzî di fatti che non si +ottenevano, m'avviai dove pure s'era solennemente promessa azione +immediata, e fui preso. + +E mentre ero in Gaeta si svolse più sempre la guerra che, sottraendoci +il solo temuto nemico, ci lasciava padroni dei nostri fati: venne la +settimana di tentennamenti, di ordini e contr'ordini governativi nella +mossa su Roma: venne la caduta di Luigi Napoleone e la proclamazione +della Repubblica; e nulla si fece, e la promessa data pubblicamente dai +patrioti genovesi alla Francia, che l'Italia, s'essa sorgesse a +Repubblica, la seguirebbe, si ridusse allo schierarsi di un pugno di +volontarî sotto la bandiera francese, come se la inspirazione +repubblicana dovesse, fatalmente, essere muta in Italia, o l'ajuto d'una +Nazione fatta anch'essa Repubblica non dovesse riescire ben altrimenti +efficace. + +È forza il dirlo: il popolo è in Italia maturo: gl'influenti chiamati +naturalmente a guidarlo, nol sono; mancarono e mancano, prodi come pur +sono in campo, del coraggio _morale_, che solo crea le Nazioni: della +fede che vien dall'amore; del culto al _principio_; dell'intuizione che +rivela la forza latente e presta a suscitarsi nel popolo. Non è in essi +finora virtù _iniziatrice_. + +Intanto la situazione è mutata. + +La caduta dell'Impero e la presunzione mal fondata, pur troppo che noi +ne profitteremmo, ha spinto la monarchia verso Roma. Guasta, sviata, +profanata com'è, Roma, fatta città italiana, è oggi, in virtù del +passato e dell'avvenire, centro, perno, anima della Nazione. Nessuna +grande questione può oggimai sciogliersi senza prima accertare quale +sarà la condotta di Roma. E inoltre, l'iniziativa, abdicata dai nostri, +spetta oggi al Governo: a' suoi errori, alle sue transazioni col Papato, +al suo resistere agli istinti della Nazione. È d'uopo attenderne le +decisioni manifestate, e prendere norma dalla sua condotta. Chiaritosi +incapace di crearsi la propria opportunità per agire, il Partito +l'aspetterà inevitabilmente da essa. + +L'attività del Partito deve ora concentrarsi in gran parte su Roma, a +infondere in essa il Pensiero italiano ch'essa deve rappresentare nel +mondo; a richiamarla alle grandi sue tradizioni; a darle coscienza di +ciò che la Nazione aspetta da essa; a rendere impossibile ogni vita del +Papato fra le sue mura. + +Un'agitazione pubblica dovrebbe iniziarsi con adunanze tenute in ogni +città per sancire che da Roma deve escire, consecrazione della nuova +vita della Metropoli, per opera d'un'Assemblea Costituente convocata dal +suffragio universale, IL PATTO NAZIONALE ITALIANO. + +Ogni agitazione, che sorgesse tendente all'abolizione del Giuramento o +d'altra qualunque esclusiva guarentigia monarchica, dovrebbe essere +secondata. + +E mentre l'ajuto dato a tutte le agitazioni miranti a chiarire la +radicale opposizione esistente fra la monarchia e il progresso libero +della Nazione creerebbe presto o tardi l'opportunità all'Azione +popolare, unica via per la quale può risolversi il problema vitale, il +lavoro ordinato dei nostri dovrebbe rafforzarsi e preparare più sempre +l'elemento destinato ad afferrare quella opportunità inevitabile. + +L'_Alleanza Repubblicana_ deve tendere a moltiplicare i suoi nuclei--ad +ajutare la stampa repubblicana e diffonderla nell'Esercito--ad +affratellarsi più sempre colle Associazioni Operaje--ad evangelizzare, +contro le calunnie e le stolte paure, ciò che la Repubblica è e ciò che +non è--a educare i suoi a rinnegare il pregiudizio monarchico, che +limita la possibilità di una iniziativa a tre o quattro città +principali, e peggio, all'azione d'uno o d'altro individuo qualunque ei +siasi--ad avvezzarli a sentire che se la disciplina è virtù essenziale +d'ogni ordinamento finchè l'opportunità non è sorta, l'osare è virtù +suprema di popolo quando è sorta, e mezzo sicuro di trascinare i capi +che tentennano soltanto perchè diffidano--e a dirigere, senza inutili e +funeste congiure, un assiduo apostolato di principî fra le file +dell'Esercito Nazionale, dove abbonda più che generalmente non è creduto +l'elemento italiano, ove aumentano ad ogni ora le cagioni del +malcontento, ed è vivamente sentito il disonore che paci vergognose e +guerre tradite hanno versato sulla bandiera. + +È questo il dovere dell'oggi: al resto provvederanno Dio, i fati +assegnati all'Italia e gli errori inevitabili della monarchia. + +Noi fummo inferiori ai nostri propositi e alle circostanze: ma questo +sentimento deve spronarci al meglio e a correggere i vizî che sono in +noi, non a prostrarci nel dubbio e in una inerzia colpevole. Vive in voi +pur sempre la forza, che non abbiam saputo dirigere al _fine_. + +Ma in questo nuovo periodo di lavoro, voi, è necessario ch'io lo dica, +non potete, fratelli miei, avermi oggimai compagno d'ogni ora, +corrispondente assiduo con ogni nucleo, consigliero in ogni piccola +difficoltà. Vostro e della Sacra Causa alla quale giurammo è questo +logoro avanzo di vita ch'io ho. + +Voi mi conoscete abbastanza per sapere che l'opportunità, dove sorga me +vivo, non mi troverà lontano, e che voi non farete opera decisiva e +degna di voi, senza ch'io mi trovi con voi l'ora prima o l'ora nella +quale agirete. Ma sono inoltrato negli anni, infiacchito nella salute e +incerto, pur troppo, pei fatti e le delusioni dell'ultimo periodo, +dell'avvenire immediato. Sento il dovere di tentare di giovare +all'educazione di quei che di certo opereranno nel futuro, degli operaî +segnatamente, ch'io amo, e che hanno in sè gran parte dei fati italiani, +scrivendo per essi tutti pubblicamente e con qualche lavoro +politico-storico, impossibile finchè ogni minuto del mio tempo è +assorbito da una corrispondenza con quanti professano la mia fede +concernente i menomi particolari d'un ordinamento segreto, inutile se +non conduce all'azione, facile ormai se spirito d'azione è in voi. + +Norme, metodo, fine, tutto in questo ordinamento fu da lungo +determinato. + +Voi non avete oggimai bisogno giornaliero di consigli, nei quali io non +potrei ripetervi se non cose dette e ridette. Nè avete bisogno da me o +da altri di sprone: se lo aveste, sareste indegni della Causa che +propugnate; sprone d'ogni ora deve esservi lo spettacolo della vostra +Patria com'è oggi, e la coscienza di ciò che un Governo nazionale +davvero potrebbe farla. + +Non v'aspettate dunque da me contatto regolare e moltiplicato: e nessuno +s'offenda del mio silenzio. Sento per me impossibile la continuazione +d'un lavoro, che non sarebbe se non ripetizione, probabilmente sterile, +del passato. + +Lavorate soli e tempratevi a forti _fatti_ come siete oggi temprati a +nobili _desiderî_. Io saprò dei progressi che voi compirete, e voi +udrete di tempo in tempo la mia voce a dire a tutti quel tanto di vero +essenziale che mi parrà d'intravedere. + +Poi, se vorrete e vivrò, m'avrete compagno nell'_azione_. Prepararla è +còmpito vostro: còmpito mio è prepararmi a morire degnamente con voi e +per voi, quando sentirete di potermi dire, senza illudervi e illudermi: +_l'ora è suonata_.--Addio. + + _5 novembre 1870._ + + Vostro + + GIUSEPPE MAZZINI. + + + + +LA GUERRA FRANCO-GERMANICA[155] + + +I. + +La guerra Franco-Germanica è una _espiazione_ per la Francia e un grave +_insegnamento_ per noi: è la prova, nella sfera dei _fatti_, d'una +verità che proferimmo noi primi e che, se riconosciuta e accettata, +modificherebbe il punto di mossa degli intelletti dati agli studî +storici, emanciperebbe gli animi da un errore che fu negli ultimi cento +anni fatale, e susciterebbe a nuova direzione di attività la coscienza +dei popoli. + +Nel tumultuoso affannarsi delle menti intorno alle vicende d'una guerra +non impreveduta, ma pregna d'impreveduti rapidi eventi, la necessità di +desumere imparzialmente dalla grave sciagura europea le lezioni che +covano in ogni grande sciagura e ne formano il solo compenso, fu +dimenticata. L'osservazione giornaliera fu inevitabilmente superficiale +e assunse colore di parte. Gli uni si fecero esclusivamente francesi, +gli altri esclusivamente germanici: taluni parteggianti per la Germania +fino a Sedan, cominciarono d'allora in poi a parteggiare per la Francia, +dimenticando che la guerra, provocata da Luigi Napoleone, doveva, +iniziata una volta, assumere carattere di guerra tra due Nazioni e che +ogni guerra ha per intento, non il vincere, ma l'ottenere _condizioni_ +di pace che sopprimano la necessità di combattere e vincere una seconda +volta. Udimmo, da un lato, citazioni di ricordi storici a provare le +ripetute offese alla Germania e le usurpazioni territoriali consumate o +tentate in passato dalla Francia, come se tutte quasi le Nazioni non +fossero state nel loro sviluppo egualmente colpevoli e la famiglia +teutonica non possedesse anch'oggi tutta una considerevole zona usurpata +su popolazioni slave, italiane, magiare;--dall'altro, parole stoltamente +concitate sulle bombe gittate in Parigi, come se i soldati di Francia +non avessero ventidue anni addietro bombardato Roma e non fossero +presti, ove la fortuna arridesse, a bombardare Berlino; parole anche più +stolte di Barbari e di _nuovi Unni_ avventate ai Tedeschi per pochi +fatti isolati inevitabili in una guerra combattuta fra quasi due milioni +d'uomini in armi e quando le norme generali date dal comando germanico +furono innegabilmente norme di battaglia leale, generosa talora. Ogni +guerra è duello più o meno feroce. L'Europa deve rimproverare sè +medesima se invece d'affrettarsi, coll'abolizione delle dinastie, la +confederazione repubblicana dei popoli e una Instituzione internazionale +di Arbitri in tutte contese, a sopprimerne le cagioni, è condannata a +guaire inerte e impotente sui mali che ne derivano e proferire insani +aforismi sui beneficî d'una pace perpetua impossibile finchè i popoli +non sono ordinati in assetto fondato sul Giusto e sulle naturali +tendenze. Ma fino a quel giorno, ciascuno dei combattenti ha _dovere_, +in nome della propria Nazione, di vincere; e se, per riverenza a una +cattedrale o a una galleria, l'esercito germanico avesse rispettato +Strasburgo e Parigi o ripassato, pago d'aver vinto a Sedan, la +frontiera, cinquecentomila tra vedove e madri in pianto avrebbero avuto +il diritto di dirgli: «Noi v'abbiamo dato la vita dei mariti e dei +figli, non perchè l'orgoglio germanico fosse accarezzato dalla vittoria, +ma perchè si conquistassero pegni di non dovere ripetere sacrifizî +siffatti nell'avvenire.» + +Altri, non sapendo darsi ragione dei subiti e continui rovesci toccati +all'armi, riputate invincibili, della Francia, travolsero il proprio +intelletto e l'altrui nel falso sistema storico che, nel secolo XVIII, +attribuiva, duce Voltaire, i grandi eventi alle piccole cause: idearono +tradimenti deliberati dove il tradimento non aveva scopo possibile e +avrebbe infamato senza pro il traditore: mutarono in colpe premeditate, +in disegni architettati da lungo, tra i nemici d'ogni libertà, errori +ch'escirono da una fiacchezza frutto delle condizioni generali di +Francia: spiegarono i più decisivi risultati della guerra con una +inferiorità, non esistente, nell'armi, con un menomo errore di tattica +di un generale, con un indugio di pochi giorni in una mossa strategica: +incolparono i capi della difesa di Parigi perchè non ruppero con un +vigoroso assalto la cinta d'assedio, quando oggi sappiamo che ogni +vigore di battaglia era impossibile cogli elementi dei quali la difesa +poteva disporre e di fronte all'assioma strategico che non si vince un +potente esercito ordinato ad assedio se non armonizzando le mosse +interne con quello di forze esterne sempre lontane, sempre respinte e +disfatte nei loro tentativi per avvicinarsi: pensarono che _se_ agli +uomini preposti alla Difesa Nazionale si fossero sostituiti due o tre +agitatori violenti, la Francia avrebbe rinnovato i miracoli del 1792 e +respinto da sè, come il vulcano fa della lava, l'invasore straniero: +dimenticarono che, maturo per forti fatti un paese, i capi non mancano +mai--che sola la _insurrezione nazionale_ poteva salvare la Francia--che +in una guerra di nazione come quella della Spagna nel 1808, della Grecia +nel 1821, della Francia nel 1792, il tradimento compito in un punto non +soffoca il moto sugli altri--e che la rivoluzione dell'ultimo secolo +ebbe traditori, defezioni, ribellioni interne, dissolvimento d'esercito, +clero e patriziato nemici, città di frontiera conquistate dallo +straniero, e non cadde per forza altrui: morì suicida, quand'era al +sommo della vittoria. + +Alle due cagioni di errori accennate s'aggiunse, a mezzo alla guerra, +una terza e la più potente coi nostri: il fascino esercitato dalla +parola _Repubblica_. Da quando quella parola fu proferita come formula +di Governo in Parigi, i giudizî mutarono: la guerra diventò, per le +anime più santamente bollenti di culto all'_idea_, guerra non di nazioni +contendenti per sicurezza o incremento territoriale, ma di _principî_, +di libertà repubblicana contro la monarchia invaditrice. E d'allora in +poi si falsarono più sempre i giudizî sui fatti: ogni mossa germanica +innanzi parve delitto: ogni necessità inseparabile dalla contesa, +ferocia gratuita; ogni esigenza d'un popolo irritato o sospettoso del +futuro, vendetta regia. Il vecchio prestigio rivisse tacitamente nei +cuori: l'antica speranza che dalla terra accettata da tutti per lunghi +anni come iniziatrice di progresso all'Europa partisse finalmente il +segnale di rimettersi in via rialbeggiò nella mente dei migliori tra i +nostri giovani. La formazione del campo Italiano, che fu poi l'esercito +dei Vosgi, ebbe luogo. + +Gloria a quei giovani, a quei che diedero la vita e a quei che +l'offrirono! Speranza della nostra terra e della nostra fede, essi +meritano da noi tutti amore e riconoscenza. La più splendida pagina +della guerra, solenne di fratellanza e di solidarietà dei popoli nel +futuro, fu scritta da essi e segnata, come s'addice a uomini che sentono +l'unità umana nell'accordo tra il _pensiero_ e l'_azione_, col sangue. E +quella pagina, lezione profonda alla Francia, dirà per quanto duri la +storia: «_voi, quando eravate ancora alteri d'una bandiera repubblicana, +lasciaste ch'altri vi trascinasse a sgozzare la nostra Repubblica in +Roma; i repubblicani d'Italia accorrono a morir per la vostra_.» È +vendetta nobile e repubblicana davvero; e Dio vi benedica, o giovani, +per averla compita. Non è colpa vostra se non poteste, facendo altro, +porger più valido ajuto alla fede nostra e alla Francia. + +Ma la condotta di quei prodi non deve traviare il nostro giudizio dei +fatti. La guerra Franco-Germanica non è guerra di _principî_. Posteriore +ad essa, la Repubblica non sorse in Francia voto spontaneo e deliberato +di popolo che si leva in nome dell'eterno Dovere ad affermare la propria +libertà ed il proprio diritto di non aver padrone da Dio e dalla sua +Legge Morale infuori: fu conseguenza di _fatto_, escita dalla +situazione, dalla codarda abdicazione di Luigi Napoleone e dall'assenza +d'ogni altro Governo: collocò, sorgendo, le sue speranze, non nelle +forze vive e nell'energia del paese, ma negli ajuti impossibili delle +potenze neutre; e a blandirle, ad addormentarne i timori, celò quanto +più potè il _principio_ sotto l'intento della Difesa; scelse a primo +rappresentante inviato a _ogni_ corte, poco monta se dispotica o no, +l'uomo della monarchia orleanista come Instituzione, del _napoleonismo_ +come sistema; evitò di raccogliere un'Assemblea che, convocata nei primi +giorni del mutamento, avrebbe di certo inaugurato una politica +repubblicana e si astenne dal dire in un Manifesto ai popoli +dell'Europa: _la Repubblica, annullando il plebiscito che gettò la +Francia ai piedi d'un usurpatore, annulla tutti i plebisciti intermedi, +ripudia gli atti internazionali del periodo bonapartista, riannette la +propria tradizione politica col 1792 e col 1848, rinnega solennemente +ogni idea di conquista ed è presta, occorrendo e chiedendo reciprocità +d'obblighi, a combattere per l'unità territoriale Germanica contro ogni +straniero che tentasse impedirla_. Bismarck, uomo, come Cavour, di +_tendenze_ e non di _principî_, veneratore come lui della Forza e dei +_fatti_, più avveduto di lui e consapevole della potenza che vive nella +patria Germanica più assai che Cavour non era di quella che freme +latente in Italia, non guerreggia contro la Repubblica nella quale ei +crede d'intravedere una sorgente di debolezza pel popolo rivale, ma +contro la Francia e per creare con nuovi acquisti una sorgente di +perenne influenza alla Prussia. La Germania combatte, su via non buona, +per la _nazionalità_ minacciata in essa dal _cesarismo_ ch'essa crede, +esageratamente, incarnato tuttora nel popolo Francese. E noi abbiamo +debito e diritto di dirle che, come noi Italiani c'illudemmo, essa +s'illude, e che la Prussia monarchica potrà darle la _forma_ non +l'_anima_ dell'Unità, il simbolo materiale, non la _vita_ della Nazione: +possiamo dirle che il mancare di generosità nel vincere dimezza il +merito e i frutti della vittoria--che l'impadronirsi, senza libero voto +dei cittadini, d'una zona di territorio, perchè la Francia vincitrice +avrebbe _forse_ fatto lo stesso, è tristo insegnamento di libertà al +popolo che compie quel fatto e somma a ripetere l'immorale consiglio +dato a noi talora dagli uomini del _terrore_: «siate intolleranti e +feroci perchè i nemici d'ogni libero progresso son tali»--che +l'annettere oggi, per via di conquista, quella zona alla Germania è un +decretare inevitabile fra pochi anni una seconda guerra tra le due +Nazioni e creare anzi tratto, come fece l'Austria usurpando il +Lombardo-Veneto, una base e un potente ajuto al nemico che tra due +popoli forti di 37 o 40 milioni d'uomini i metodi di guerra attuale non +concedono altra barriera che i petti dei combattenti, la scienza dei +capi, i mezzi finanziarî e l'ardire--che i Pirenei e le Alpi si valicano +dagli eserciti e le linee di monti, tremende all'invasore nell'interno +delle terre invase, non furono mai nè saranno, se collocare sulla +frontiera, ostacolo all'invasore; ma non possiamo, senza ingiustizia e +follia, parlar di crociata repubblicana contro una brutale tirannide e +avventare il nome di _barbaro_ a chi, padrone d'imporre o di minacciare, +lascia compiersi libere[156] le elezioni e raccogliersi un'Assemblea che +potrebbe, volendo, in nome della Repubblica, respingere le proposte e +romper guerra domani. La Repubblica è per noi cosa santa; ma il nome +solo non basta; e il _feticismo_ non è Religione. Dal Governo, con +qualunque nome si chiami, il cui Delegato dichiara, quasi parodia del +_giammai_ di Rouher: _abitanti di Nizza, voi appartenete da oggi in poi +alla Francia_, ed esilia, come _nemico dell'integrità territoriale +Francese_, un cittadino che scrive con tendenze italiane un articolo di +giornale, non escirà l'_iniziativa_ della Repubblica universale. Se +pensassimo altrimenti, non detteremmo articoli per _La Roma del Popolo_: +saremmo noi pure in Francia. + +Ad annuvolare intanto più sempre le menti, taluni gemono terrori +sull'avvenire e intravedono nella sconfitta della Francia l'agonia della +razza Latina, nella vittoria Prussiana il cominciamento d'una nuova èra +di _militarismo_, nel destarsi dal _pensiero_ all'_azione_ della razza +Germanica una prepotente invasione di Teutoni; e dietro ad essi la +Russia, lo TSAR: terrori vani e argomento di pregiudizî e di +considerazioni superficiali politiche. Quei profeti di sventura +all'Europa dimenticano che l'_espiazione_ ritempra; che la Francia, +rinsavita dall'errore che una missione compita dia privilegio +d'iniziativa perenne nello svolgersi dei fati d'un mondo, risorgerà più +pura e più forte alla ricerca d'una nuova missione in un senso +d'eguaglianza colle Nazioni sorelle; che una razza non more perchè la +fiaccola irradiatrice delle vie del futuro trapassa d'epoca in epoca da +uno ad altro dei popoli che la compongono: dimenticano che la civiltà +Latina parve sparita, spenta per sempre nel V secolo e rivisse, col +Papato, coi Comuni, coll'Arte, coll'Industria, colle Colonie, più +potente di prima; che il principato, il materialismo e l'intervento +cercato o servilmente accettato dallo straniero, sotterrarono, nel XVII, +l'anima delle città italiane e che quelle anime spinte sotterra si +confusero lentamente in una ed emergono oggi dal loro sepolcro di +trecento anni chiamandosi ITALIA; che Roma è il sacrario della razza +Latina, che da Roma escì due volte la _parola_ unificatrice del mondo e +che se prima Roma non è sommersa nel Tevere, la missione Latina vivrà +eternamente trasformata e trasformatrice; dimenticano che un esercito di +cittadini non fonda _militarismo_ durevole; che _tutti_ i cittadini +entrano, in Germania, per tre anni nell'esercito attivo; che le +questioni di politica interna rivivranno tra essi, dopo la pace, tanto +più fervide quanto più quei cittadini soldati hanno conquistato col +sacrifizio e colla vittoria coscienza di diritto e potenza; che il +tedesco è popolo di pensatori e che il _pensiero_ guida oggi +inevitabilmente, dopo brevi traviamenti, a repubblica: dimenticano che +lo Tsar è un fantasma forte soltanto, come lo fu Luigi Napoleone, delle +altrui paure e dell'assenza d'una saggia e morale dottrina politica nei +Gabinetti Monarchici; che il primo popolo capace d'averla, limiterà +l'azione possibile della Russia all'Asia dove può esercitarsi benefica; +che la metà delle popolazioni Slave-Polacche, Ceke, Serbo-Illiriche, +aborre dallo Tsarismo; che il giorno in cui noi, invece di paventarle, +stringeremo alleanza con esse e aiuteremo il loro formarsi in Nazioni, +le conquisteremo alla Libertà: che in quella zona di popolazioni Slave, +stesa fra la Germania e la Russia e ostile per antiche e recenti +usurpazioni alla prima, vive la nostra difesa contro la sognata +invasione teutonica. L'asse del mondo Slavo è sulla Vistola e sul +Danubio, non sulla Newa. + +No; noi non temiamo per l'Europa o per noi le conseguenze della guerra e +della vittoria Germanica; temiamo, per lunga esperienza, lo sconforto +irragionevole che segue, ov'anche è meritata, una delusione. I popoli, +gl'Italiani segnatamente, si sono illusi, per abitudini non vinte +ancora, sulle condizioni e sulla forza attuale della Francia e illusi +sul valore e sulle conseguenze della parola _repubblica_ proferita in +Parigi; la disfatta della Francia pare ad essi disfatta repubblicana a +pro del principio monarchico, disfatta della Potenza dalla quale a torto +speravano il cominciamento di un'èra. Scriviamo per combattere questo +sconforto. Se gli uomini di parte repubblicana avessero antiveduto come +noi--e per cagioni che nulla hanno di comune colla questione che ci sta +a cuore--la disfatta francese; se non avessero, fraintendendo i termini +della contesa, imprudentemente detto: _là si combatte per la repubblica, +là si vince per la monarchia_, noi, tra due Nazioni che amiamo e +stimiamo, preferiremmo anche oggi il silenzio. Ma importa dire ai nostri +e agli avversi, che quanto è accaduto _doveva_ accadere, che nulla è +mutato nelle nostro speranze, come nei nostri doveri, che le condizioni +essenziali dell'Europa rimangono le stesse di prima, che la monarchia +non esce più forte dalla guerra attuale, che dove la repubblica non è +che di nome, nessun argomento può desumersi a suo danno dalla sconfitta. + + +II. + +Dal cumulo delle affermazioni e delle opinioni proferite più o meno +avventatamente sulla guerra Franco-Germanica emergono alcuni fatti +innegabili, che giova registrare come base a un giusto giudizio e norma +a desumere rettamente le conseguenze della vittoria germanica. + +La guerra fu ideata, voluta, provocata senza cagione da Luigi Napoleone. +Determinata poco dopo la pace di Villafranca, decretata dopo Sadowa, +prenunziata dalla domanda d'una rettificazione di frontiere che la seguì +ed ebbe rifiuto, data da quel tempo pubblicamente come parola d'ordine +alle caserme, preceduta da ogni sorta di disegni e di preparativi +militari, diventò finalmente necessità per l'Impero. A cattivarsi gli +animi dei Francesi in qualunque impresa e per ogni sacrificio, Luigi +Napoleone piegò, senza intenzione reale di libertà, dalle vie del +terrore alle concessioni apparenti. E le concessioni, come ad ogni +Governo che piega dal proprio principio, gli nocquero. La Francia, che +aveva per lunghi anni tremato d'una potenza fondata su dispotismo +illimitato e davanti alla quale l'Europa monarchica s'era tutta quanta +servilmente curvata, sospettò vacillante nel padrone la coscienza della +propria forza e ne trasse animo ad agitarsi. L'agitazione dei partiti, +rifatta minacciosa davvero e ogni giorno crescente, collocò l'Impero +davanti al bivio o di ceder più sempre e spegnersi nella libertà +rinascente o di rifarsi un prestigio in Francia e in Europa adulando, +colla conquista di terre vagheggiate d'antico, l'ambizione della prima, +cancellando con vittorie splendide, nelle tendenze volgenti all'ostile +della seconda, i ricordi della disfatta subìta, per energia pertinace +d'uomini repubblicani, nel Messico e vincolando a sè nuovamente colla +gloria e le promozioni l'Esercito vacillante. Un milione d'uomini, tra +morti, feriti e infermi, il commercio, l'industria, l'agricoltura +d'Europa gravemente offesi por un decennio, un capitale incalcolabile +per sempre perduto o sviato dalle sorgenti di produzione, un patto +d'odio e vendetta tra due Nazioni chiamate a un patto di fratellanza e +di progresso comune, tutto è opera di un calcolo di egoismo nudrito +nella mente d'un solo individuo forte d'un potere usurpato col delitto e +codardamente accettato. Non sappiamo--se i popoli vogliono raccogliere +l'insegnamento--di condanna più irrevocabilmente severa contro il +principio avverso a quello che noi propugniamo. + +Sconfitto dall'esercito Germanico il Francese che volle e non seppe +assalire, resosi prigione l'Imperatore e sorto in Parigi, nell'assenza +d'ogni potere, un Governo provvisorio che si disse timidamente +repubblicano, ma non fu in sostanza che Governo della Difesa, avremmo +noi tutti voluto che fosse cessata la guerra. La Germania nol volle e, +dobbiamo confessarlo, difficilmente il poteva. Retrocedere, dopo Sedan, +mantenendo, come taluni suggerirono, l'occupazione della zona reclamata, +era, di fronte agli eserciti che rimanevano, ai dipartimenti meridionali +che s'ostinavano a battaglia e a Parigi libera e padrona di dirigere la +resistenza, un perpetuare la guerra assumendone tutti gli svantaggi: +rivalicare la frontiera senz'altro col solo orgoglio della vittoria, +era, come abbiamo detto, un suscitare i giusti risentimenti dell'intera +Nazione e rinunziare all'intento d'ogni guerra ch'è d'aver pegni per +impedirne il rinnovamento. Il Governo della Difesa non voleva e non +doveva concedere il pegno _materiale_ richiesto e non poteva, +provvisorio com'era e revocabile ad ogni istante, dar sicurezza +_morale_. L'esercito Germanico s'avviò a Parigi. I fatti che seguirono +diedero un altro grave insegnamento all'Europa, ed è che un popolo è, in +parte almeno e quando tollera lungamente, responsabile dell'ingiusta +immorale politica del suo Governo--che deve, per legge di cose, +soggiacere alle conseguenze--che non basta a evitarle la caduta di quel +Governo, quando è determinata, non da fede e sacrificio spontaneo del +popolo, ma da un errore o da un atto codardo di quel Governo medesimo. + +E questi insegnamenti furono confermati dai casi della guerra, dalla +serie non interrotta di rovesci ai quali soggiacquero l'armi francesi; +rovesci cominciati fin dai primi giorni e inaspettati anche a quelli +che, come noi, antivedevano rovinoso per la Francia l'esito finale della +contesa. + +Quei rovesci furono dovuti a molte cagioni di natura apparentemente +diversa, ma tutte più o meno direttamente connesse colla prima suprema +cagione, il potere fidato a un sol uomo, e coll'altra dell'orgoglio +francese che presumeva di vincer tutti e sempre o a ogni modo. La prima +cagione era avversa naturalmente al progresso; la seconda fece gli animi +noncuranti d'esso; norma regolatrice in ogni guerra dev'essere quella di +stimare il nemico, e i Francesi lo disprezzavano e credevano inutile +ogni riforma. + +Una grande riforma s'era intanto compiuta nell'esercito nemico alla +Francia. Per impulso dato segnatamente dal principe Federico Carlo e +seguito efficacemente da altri, la pedanteria militare prussiana aveva +fin dal 1861 ceduto il terreno a una scuola più libera, più emancipata +dal metodo servile che prescriveva il da farsi per ogni menoma +contingenza possibile, e lo riduceva, come il Talmud gli Israeliti, a +ufficio di macchina, costringendolo in ogni circostanza e per ogni atto +a forme e regole prestabilite. Le istruzioni tattiche Prussiane di +quell'anno iniziavano un nuovo periodo: affidavano gran parte +dell'esecuzione di principî irrevocabilmente accettati dalla scienza +guerresca al giudizio e all'inspirazione degli ufficiali: riconoscevano +l'_individualità_ e fondavano quindi più grave e più vigile la +_responsabilità_. È questo il segreto di tutti gli ordini umani; e +convalidato, quanto alla guerra, dal frequente successo dei volontarî, +prevarrà più sempre in futuro nella difesa delle Nazioni. Soltanto, quel +metodo esige più forti cure nella scelta degli individui destinati a +funzioni speciali, nella costituzione dell'esercito, nel sistema delle +promozioni, nell'istruzione sul maneggio delle armi dato a chi deve +combattere, nella formazione anzitutto degli stati maggiori che +dovrebbero accogliere gli ufficiali esperimentati migliori dei corpi e +non appagarsi d'un esame di scuola politecnica o d'altra inefficace ad +accettare le attitudini pratiche e di applicazione. Base dell'esercito +Germanico è, come dicemmo nel numero antecedente, l'obbligo in ogni +cittadino di ricevere una sufficiente istruzione militare e d'esser +presto ad accorrere. E per intelletto dell'arte, studî d'ogni luogo sul +quale accade o è probabile che accada un conflitto, provate abitudini +pratiche, conoscenza di lingue e d'altro, lo stato maggiore è oggi in +Prussia il migliore forse che esista in Europa. + +In Francia, l'Impero, per le condizioni inerenti al sistema e appunto +per l'obbligo che ad esso correva di far dell'esercito un'arme, non +della Nazione ma d'un _partito_ pericolante, ha diminuito nel _soldato_, +naturalmente prode, la coscienza e l'entusiasmo del _cittadino_ e +allentato, dove quella coscienza è rimasta, il vincolo di fiducia tra +soldati e capi senza il quale le vittorie non sono possibili. Il sistema +del _cambio_, violazione dell'eguaglianza e della missione dei cittadini +incoraggiata dai bisogni crescenti delle finanze imperiali, s'era negli +ultimi anni aggravato di corruzione fatale alla forza delle file: la +somma versata come sostituzione al servizio era presa; il _cambio_ non +curato, e le cifre pagate dal Ministero di Guerra rappresentavano un +vuoto considerevole nella cifra _reale_ dei soldati. I capi erano scelti +a seconda, non del merito o della moralità, ma della loro devozione vera +o presunta al bonapartismo: i generali, segnatamente cercati fra gli +uomini delle guerre d'Algeria, guerre buone per avvezzare a tendenze +ferocemente dispotiche e ad allontanare l'animo dall'effetto di patria, +ma di natura diversa da quella delle grandi guerre regolari europee. +Accarezzati da chi dovea serbarsi ad ogni patto in essi un ajuto contro +il possibile insorgere del paese, quegli uomini intendevano la carezza, +sentivano il bisogno che il capo supremo aveva d'essi e acquistavano +impunemente abitudini e vizî di pretoriani: nuotavano nel lusso e lo +tolleravano negli ufficiali: la depredazione s'era fatta, come +nell'esercito Russo, tradizione in ogni ramo d'amministrazione militare +e, come per l'armi Russe in Crimea, doveva produrre delusioni e +disastri. + +Il soldato, acuto osservatore e facile al biasimo in Francia più che +altrove, indovinava e scemava di fiducia nei superiori e quindi di +spirito di disciplina. Fondato sulla corruzione, l'Impero periva per +essa. Le relazioni che giungevano a Luigi Napoleone sugli apprestamenti +di guerra e sulle condizioni dei corpi erano menzognere: il vero avrebbe +svelato i guasti operati dalla cupidigia. Quelle che gli dipingevano la +Germania meridionale pronta a sollevarsi contro la Prussia erano +egualmente false: il danaro profuso a cospirare per Francia tra i +cattolici di quelle terre e che di fronte al senso della patria +germanica sarebbe pur sempre riuscito inefficace, aveva impinguato le +borse dei segreti incaricati di quel lavoro. E--copiatore infedele dello +zio--Luigi Napoleone non verificava, credeva: ingannatore, ingannato. +Quando, dopo il suo giungere al campo, gli rifulse il vero, era tardi. +Davanti a un esercito nemico mirabile per esattezza armonica di tutti i +rami d'amministrazione militare, per capacità in ogni frazione di farsi, +occorrendo, _unità_ e operare da sè e nel quale il soldato era fidente +nei capi e che certo nulla gli mancherebbe, ei si trovò, dopo d'avere +dichiarato guerra e scelto il momento per assalire, condannato alla +difensiva, incapace di marciar su Magonza, incapace d'operare da +Strasburgo contro la Germania meridionale, incapace di violare, +avventurandosi per vincere allo sdegno dei neutri, la frontiera Belgica +e girare il nemico, incapace perfino di distruggere i vicini centri nei +quali si congiungono le vie ferrate germaniche. Inerte, immobile, +aspettò gli assalti e soggiacque. Il solo valore tradizionale nei +soldati francesi non bastò, nelle sfavorevoli condizioni preparate dalla +corruzione e dalla inettezza dei capi, a resistere. L'_intelligenza_--ed +è il terzo insegnamento che vorremmo vedere raccolto dai nostri--vinse +il cieco valore. L'unità, la fiducia reciproca, l'armonia tra le diverse +sezioni amministrative, l'esattezza nell'esecuzione dei disegni, la +giusta parte d'indipendenza lasciata agli individui, la coscienza di +combattere, non per un uomo o per un onore militare scompagnato +dall'idea d'una sacra missione, ma per la propria Nazione, dimostrarono +anche una volta come un esercito che accoglie in sè ogni ordine di +cittadini sia superiore ad ogni altro. Il trionfo Germanico è il trionfo +dell'ordinamento militare che ricordammo nell'altro numero e +dell'insegnamento obbligatorio nella Nazione. + +Ma la Repubblica? Il Governo della Difesa? + +Sì: emancipata dall'Impero e anche dopo Sedan, la Francia poteva +salvarsi, risorgere: una Nazione lo può sempre se vuole, e un mezzo +milione di stranieri non basta per conquistare a patti disonorevoli un +popolo forte di 38 milioni di cittadini. Bisognava distaccarsi +interamente, apertamente, dalle tradizioni imperiali e dagli uomini +della monarchia--dichiarare ai popoli, nei termini che accennammo +nell'altro numero, la nuova politica e ottemperarvi gli atti--convocare +immediatamente, non fosse che di _notabili_, un'Assemblea che +confermasse--e sotto i primi impulsi l'avrebbe fatto--il Governo della +Difesa, poi rimanesse o meglio si disperdesse, in piccoli nuclei +di Commissarî ai Dipartimenti per suscitarvi e dirigervi +l'entusiasmo--rinunziare a vincere con mosse ed eserciti regolari e +organizzare guerra di popolo--abbandonare, occorrendo, Parigi, +condannata ad arrendersi presto o tardi e, se s'antivedeva che il suo +arrendersi sarebbe dissolvimento alla resistenza della Nazione, chiamare +la Francia non alla _leva in massa_, ma all'_insurrezione in +massa_--ordinare i giovani, non a versarli ineducati all'armi nelle +sezioni dell'esercito regolare dove non potevano recare se non germi +d'ineguaglianza e d'indisciplina, ma a collocarsi, liberi nelle loro +inspirazioni e conoscitori dei luoghi e confortati dal pensiero di +difendere i proprî lari, a guerreggiare nella loro zona, tanto che il +nemico trovasse in ogni via una barricata, in ogni inoltrarsi un +pericolo, in ogni boscaglia un agguato--mandare ai nuclei di partigiani +uomini già esperti nelle cose di guerra come insegnamento elementare +vivente--distribuire largamente armi, munizioni, danaro +all'insurrezione--costringere con guerra siffatta il nemico a +smembrarsi, a occupare una moltitudine di punti, ad assottigliare la +propria linea--e stabilire intanto, in Bretagna, in Provenza o altrove, +un punto di concentramento a tutti gli elementi regolari per riordinarvi +e rifornirvi, eliminando gli antichi capi e scegliendo i nuovi tra gli +ufficiali, un esercito pel momento in cui il nemico stanco, sconfortato, +rotto in frazioni, avviluppato nelle spire dell'insurrezione, avrebbe +prestato il fianco a una operazione decisiva d'offesa. + +Questo ed altro poteva, doveva farsi. Il Governo della Difesa non lo +tentò: seguì un metodo diametralmente contrario. Un uomo solo, Gambetta, +parve volerlo tentare: ma fervido, energico nel linguaggio, fallì +all'impresa nei fatti e s'ostinò anch'egli nell'errore di volere salvare +la Francia colle mosse e cogli eserciti regolari. + +Fu colpa di quegli uomini o della Francia? + +Quanti, con grave torto e pericolo, accarezzano tuttavia negli animi dei +nostri giovani l'illusione che dalla Francia debba escire l'_iniziativa_ +delle grandi cose, dei grandi moti che avviano innanzi l'Umanità, +persistono e persisteranno nell'attribuire la colpa a que' pochi +individui. Noi l'attribuiamo pensatamente alla Francia. + +E non deriviamo, tardi profeti, la nostra opinione dai fatti recenti, +bensì li spieghiamo con quella. Chi scrive affermò nel 1835 in una +Rivista Francese, quando tutti vaticinavano in Europa _iniziatrice_ +dell'èra repubblicana la Francia e le idee repubblicane erano in Parigi +rappresentate dai migliori per intelletto e per cuore[157], che l'Europa +e la Francia s'illudevano--che mancava in Europa l'_iniziativa_,--che +ogni popolo poteva, credendo, sapendo, volendo, colmar quel voto, ma che +bisognava cominciasse dal convincersi che la virtù _iniziatrice_ non +esiste più, monopolio perenne, in Francia o altrove--che la Francia +l'aveva, fin dal 1815, perduta--che la grande gigantesca Rivoluzione del +1789 non era stata _iniziativa_, ma _sommario_ e _conclusione_ +d'un'epoca--che splendidi fatti e presentimenti del futuro potevano +rivelarsi in Francia, ma che per molti anni le solenni collettive mosse +della Nazione non segnerebbero nuovi gradi di progresso all'Europa e si +consumerebbero fatalmente per entro alla chiusa curva di un circolo. +Oltre a un terzo di secolo è trascorso d'allora in poi e i fatti hanno +confermato l'idea. + +Nessuno può--noi men ch'altri possiamo--dimenticare i grandi servigi +resi dalla Francia all'Europa, i grandi esempî di fortezza e di volontà +che abbondano nelle pagine della sua vita storica, lo splendido +tentativo, trionfante in parte, d'applicazione pratica del lavoro +intellettuale di due epoche, Politeismo e Cristianesimo, e la +conquista operata per noi tutti a prezzo di sangue dei _diritti_ +dell'_individualità_: nessuno può sospettare che la Francia non risorga +a nuova e potente vita, anello indispensabile nella catena dei progressi +da compiersi. Ma nessuno, popolo o individuo, può sottrarsi, comunque +sia grande, alla Legge Morale che ha decretato s'_espii_ presto o tardi +ogni lunga deviazione dalla missione assegnata, ogni violazione del +DOVERE. + +Affascinata dall'orgoglio d'una lunga seria di trionfi coll'armi, guasta +dalle proprie tendenze dominatrici e dal plauso servile dei popoli che +la circondano, la Francia traviò dalla propria missione e dall'intento +nazionale che avea, sul finire dell'ultimo secolo, definito: +_evangelizzazione di Libertà, d'Eguaglianza e di Fratellanza fra i +popoli_: sostituì la propria dominazione a quella dei tiranni che +rovesciava; commise i suoi fati all'eletto delle battaglie; conculcò per +accrescere potenza a sè stessa i diritti delle nazioni sorelle; sostituì +alla bandiera della rivoluzione una bandiera d'Esercito, all'adorazione +delle idee il culto degli interessi materiali, alla Fede in Dio la Fede +nella Forza: più dopo e inevitabilmente alla politica dei _principî_, +alla franca, aperta, leale dichiarazione delle proprie credenze, la +politica dell'_opportunità_, delle transazioni, il gesuitismo +d'_opposizione_ che campeggiò nel regno dei due rami borbonici; +rimpicciolì le sante idee di rinnovamento sociale in una guerra +d'egoismo di classi e nelle angustie d'un problema _esclusivamente_ +economico; ringrettì nel 1848 il vasto pensiero repubblicano in una +tattica anormale di riconoscimento dei _principî_ e d'accettazione dei +_fatti_ che li negavano; suscitò, promettendo ajuto, i popoli a moti e +li abbandonò; incredula, protesse il Papato; predicatrice di libertà, +votò poi secondo Impero; dichiarò d'esser unica tra le Nazioni a +combattere per una _idea_ e volle, prezzo al combattere, danaro e terre +non sue; ingelosì, Essa rappresentante esagerata dell'Unità, del moto di +unificazione germanica; si disse avversa alla guerra e applaudì quando +fu dichiarata; invase il Messico, dimenticò la Polonia, trucidò, movendo +repubblica contro repubblica, Roma; e s'arrogò nondimeno, violando +l'eterna massima: _Dio solo è padrone; i popoli devono tutti essere, +nell'eguaglianza e nell'amore, interpreti della sua Legge_, diritto di +perenne primato fra le Nazioni. La Francia oggi espia queste colpe +coll'impotenza, colla mancanza degli spiriti del 1792, colle esitazioni +dei suoi capi, colla codarda condotta della sua Assemblea, coll'inerzia +da noi preveduta delle sue moltitudini. + +E l'espiazione è severa, severa oltre il giusto; e per questo, +largamente compita. + +Guidata da una cupida Monarchia, la Germania ha traviato alla sua volta +dai confini del retto che la riverenza al pensiero ingenita in essa le +insegnava di non varcare, e sostituito al diritto di proteggersi un +concetto di vendetta che semina i germi di nuove guerre. Dio e i popoli +lo allontanino. Possa la Francia risorgere all'influenza che le spetta e +vendicarsi delle ingiuste esigenze come i nostri vendicarono con essa +l'eccidio di Roma, ajutando a promovere il trionfo d'una Unità Nazionale +Germanica fondata sulla Libertà. Possa l'Italia, oggi colpevole di +parecchie delle colpe che travolsero in fondo la Francia, affrettarsi a +cancellarle, intendere la grande missione ch'essa potrebbe, volendo, +compiere a pro di tutti in Europa, raccogliere la fiaccola di libertà +popolare caduta dalle mani altrui e iniziare l'impresa dalla quale +soltanto può, col giusto riparto delle terre europee fra le Nazioni e +l'unità d'una fede morale comune a tutte, inaugurare un'èra di pace e di +armonia nel lavoro. + + + + +POLITICA INTERNAZIONALE[158] + + +I. + +Abbiamo, fin dalle prime pagine di questa pubblicazione, detto, e +insisteremo a ripetere, che la Legge Morale è il criterio sul quale deve +giudicarsi il valore degli atti sociali e politici che costituiscono la +vita delle Nazioni e delle diverse dottrine che s'assumono di dirigerle: +e lo spettacolo che abbiamo innanzi d'una grande Nazione caduta in fondo +per essersi sviata da quella Legge dovrebbe essere oggi luminosa +conferma al nostro principio. Ciò ch'è vero per tutte le Nazioni, lo è +doppiamente per le Nazioni che sorgono. Nella moralità dei loro ordini +sociali e delle norme che ne dirigono la condotta politica sta non +solamente il compimento del Dovere, ma il pegno del loro avvenire. Come +la vita del commercio ed ogni vasto sviluppo economico posano sul +credito, la vita complessiva d'un popolo e l'incremento nazionale posano +sulla fiducia che gli altri popoli pongono in esso; e quella fiducia ha +bisogno d'un programma definito accettato e invariabilmente mantenuto +nelle transazioni interne e segnatamente internazionali del nuovo +popolo. Dai mercati economici alle alleanze politiche, tutto si schiude +agevolmente a una Nazione che vive d'una vita normale fondata sopra un +principio morale la cui sorgente è nota e le cui conseguenze sono +logicamente e praticamente dedotte negli atti: dove manca, dove non +esiste norma dall'arbitrio infuori degli individui e dei capi, i popoli +guardano diffidenti, sospettosi, gelosi. Un trionfo carpito al delitto o +all'altrui codardìa può affascinarli o impaurirli a concessioni e a +riverenza apparente, ma per breve tempo, e il primo indizio di +decadimento o fiacchezza li muterà. Par avere negato l'idea di +Nazionalità, anima dell'Epoca nuova e sostituito alla potenza d'un +_principio_ la propria, genio, forza e prestigio del primo Napoleone +sparirono davanti al subito inaspettato fremito dell'Europa rifatta +ostile non sì tosto parve interrompersi per lui il corso delle vittorie. +E la Francia dell'ultimo Napoleone, orgogliosa pochi anni addietro della +sommissione abjetta di tutti i Governi Europei non trovò, nella prima +ora di crisi, un solo alleato. Gli stessi fati s'apprestano +all'Inghilterra, s'essa persiste a cancellare nella sua politica esterna +quel culto al _principio_ di Libertà che la fece potente e inspira +tuttavia la sua vita interna. + +Per noi--ed è la dottrina dei nostri Grandi da Dante in poi--ogni +_essere_, individuale o collettivo, ha un _fine_, e il _fine_ ch'è parte +del Disegno divino regna sovrano: l'esistenza di quel _fine_ genera il +_dovere_ di raggiungerlo, di tentarlo almeno. La vita è una missione. Il +compimento più o meno continuo, più o meno potente della missione +costituisce il merito e quindi il progresso della vita. + +L'Umanità ha un _fine_: scoperta _progressiva_ della Legga Morale e +incarnazione di quella Legge nei _fatti_. Il mezzo, il metodo, per +raggiungere quel _fine_, è l'Associazione: l'associazione, progressiva +anch'essa, delle facoltà e delle forze umane, la comunione più e più +vasta, più e più intensa d'ogni vita coll'altre vite, l'_amore_ trasfuso +nella _realtà_. Quando tutti i figli di Dio saranno liberi, eguali e +affratellati in una fede comune di pensieri e d'opere, e la coscienza +della Legge splenderà in ogni vita come splende il sole in ogni goccia +di rugiada diffusa sui fiori dei campi, il _fine_ sarà raggiunto. +L'Umanità trasformata ne intravederà un altro. + +Le Nazioni sono gli individui dell'Umanità: tutte devono lavorare alla +conquista del _fine_ comune: ciascuna a seconda della propria posizione +geografica, delle proprie singolari attitudini, dei mezzi che sono ad +essa naturalmente forniti. L'insieme di queste condizioni costituisce +per essa un _fine speciale_ da raggiungersi sulla direzione del _fine +comune_. + +Dov'è _coscienza_ del fine speciale e speciale attitudine ad accostarsi +attraverso quel fine al fine comune ch'è l'ideale dell'Umanità, ivi è +Nazione: dove non è, è gente, frazione di popolo destinato presto o +tardi a confondersi con un altro. + +Il PATTO NAZIONALE, ch'è battesimo e mallevadorìa di fraterno progresso +ad un popolo, riconosce, _nella Dichiarazione di principî_ che deve +essere preambolo al Patto, il fine _comune_ a tutti e addita nel proprio +insieme il fine _speciale_, la parte di lavoro che spetta, nel lavoro +generale, a quel popolo. Ogni qual volta un popolo rinnega il fine +comune o svia dal bene di tutti esclusivamente al proprio il frutto dei +progressi compiti verso il fine speciale, la Nazione retrocede. +Raggiunto il loro fine speciale, le Nazioni morivano un tempo per lungo +corso di secoli: oggi, la conoscenza del fine comune, della vita +_collettiva_ allora ignota dell'Umanità e della legge di Progresso che +la governa, lo impedisce; ma la Nazione colpevole smarrisce per un tempo +ogni virtù _iniziatrice_ e non si ritempra ad essa fuorchè espiando. + +La dichiarazione del fine _speciale_ costituisce il vincolo di libera +associazione nel quale i milioni appartenenti a un gruppo determinato +riconoscono di far parte d'una Nazione e ordinano il loro lavoro +interno: l'analogia dei fini _speciali_ costituisce la baso di più +perenni e più intime relazioni tra popolo e popolo: la dichiarazione del +fine _comune_ determina le _alleanze_. + +Santa è ogni guerra comandata dalla necessità d'un progresso vitale +verso il fine _comune_ assolutamente vietato per ogni altra via o contro +chi contende ad un popolo libertà di compiere la propria missione: ogni +altra è delitto di fratricida; e le Nazioni affratellate nella +conoscenza accettata del fine _comune_ dovrebbero collegarsi contr'essa. +Come i membri d'una famiglia, i popoli sono, a seconda dei loro mezzi, +solidali e chiamati a combattere il Male ovunque s'accampa, e a +promuovere il Bene ovunque può compiersi. Le Nazioni che rimangono +spettatrici inerti di guerre ingiuste e inspirate da egoismo dinastico o +nazionale, non avranno, il giorno in cui saranno alla volta loro +assalite, che spettatori. + +Son queste per noi le norme regolatrici d'ogni politica internazionale e +le abbiam fin d'ora affermate perchè giudicheremo a seconda gli eventi +europei: norme semplici e piane come tutte quelle che derivano da un +concetto morale; ma la loro prova sta nella Storia che, interrogata a +dovere, dimostra ogni violazione di esse aver generato conseguenze +funeste ai violatori e ai popoli che, potendo, non impedirono. La +scienza del come dirigere le cose umane è più semplice e men difficile +ch'altri non pensa, se mova da pochi principî derivati tutti da una idea +di religione e di Dovere: non diventa complessa e oscura e raddensata di +semi-diritti storici cozzanti gli uni cogli altri e sorgente +inesauribile di piati e dissidî, se non quando, cancellata ogni fede +comune e illanguidito ogni senso collettivo di religione, la vita +politica delle Nazioni è data agli arbitrî d'un materialismo che ha +l'_io_ per principio e la _forza_, il fatto transitorio, per prova. In +quel materialismo ebbe nascita la Diplomazia, scienza intricatissima e +incerta di transazioni fra i molteplici fatti, di concessioni disegnate +per un tempo alla menzogna e alla corruzione per un tempo dominatrici, e +di formole destinate a coprir le intenzioni: scienza funesta +all'educazione dei popoli e sterile sempre quanto ai fini da +raggiungersi, che l'Instituzione repubblicana abolirebbe, decretando +pubblicità per le relazioni tra popolo e popolo. + +Oggi e da tre secoli in poi non esiste principio comune nè quindi norma +determinata alle relazioni internazionali. Vivo e fecondo il concetto +Cristiano, una influenza direttrice morale si manifestava tratto tratto +modificando, per quanto era allora possibile, in un senso uniforme, gli +eventi creati dalle circostanze e dalle passioni. La predicazione che +aveva lentamente tramutato le tremende invasioni degli uomini del nord +in Italia e altrove in colonizzazioni territoriali e aveva più dopo, +promovendo a un tempo l'emancipazione dei servi di gleba, gettato colle +Crociate in nome dell'Europa un guanto di sfida al fatalismo d'Oriente, +proferiva di tempo in tempo, coi Concilî e colle epistole pontificie, +parole di pace, d'unità morale, di fede comune. I tempi erano +semi-barbari: il Feudalismo smembrava popoli che tendevano a +conglomerarsi, a unificarsi: il _dualismo_, impiantato nel Cristianesimo +stesso, tra il mondo delle anime e quello dei corpi, erano cagioni +insuperabili e perenni di discordie e di guerre: pur nondimeno, una +tendenza generale, frutto d'alcuni principî morali davanti ai quali +s'incurvavano tutte le fronti, signoreggiava talora quella tempesta, +accorciava le guerre o ne traeva un avviamento alla caduta degli ordini +feudali e all'avvicinarsi dei popoli. Ma, cominciato nel XVI secolo il +lento dissolversi del Cristianesimo, si schiuse un vuoto, non colmato +finora in Europa: vuoto d'una fede morale comune, d'un patto +solennemente o tacitamente riconosciuto, movendo dal quale i popoli +potessero intendersi e fidare l'uno nell'altro; e sull'orlo di quel +vuoto alternarono sistemi dettati da inspirazioni isolate o da cupidigie +dinastiche; sterili, inefficaci tutti. Taluni fra gli scrittori +accettati come maestri di diritto internazionale si richiamarono +all'antichità come se norme dettate per popoli politeisti potessero mai +dirigere le relazioni di popoli sui quali era passato l'alito del +Cristianesimo: poi venne, promossa dall'Inghilterra, la dottrina +d'_equilibrio europeo_ che conchiuse in Vestfalia un patto d'eguaglianza +fra due credenze irreconciliabilmente nemiche e con altri trattati una +sospensione d'ostilità tra Francia, Austria e Spagna che doveva durare +perpetua e cessò con Luigi XIV: poi nuovi tentativi in Utrecht e altrove +che sfumarono davanti al lampo della spada di Federico II e conchiusero +col sorgere del militarismo Prussiano e coll'iniquo smembramento della +Polonia. L'_equilibrio_ diede da circa settanta anni di guerra +all'Europa; la _ponderazione_ si tradusse in un sistema d'armi e +d'armati sempre crescenti a impedire le guerre e nel _principio_ che +decretò in Campoformio la vendita di Venezia a compenso degli +ingrandimenti francesi sul Reno: _la conquista operata da una Potenza +deve controbilanciarsi_ da conquiste dell'altre. Tutti quei sistemi, +figli del concetto materialista, erano condannati a perire +nell'impotenza, nell'anarchia, nel delitto. Mancava ad essi la sanzione +di Dio. + +Oggi, quasi disperando di trovare rimedio ai conflitti, le Nazioni +inchinano, duce l'Inghilterra, alla teorica del _non intervento_; +teorica che non ha _principio_ sul quale si fondi, ma è negazione di +tutti i principî conquistati fino a noi intellettualmente dall'Umanità: +unità di Dio e della Legge Morale, unità dell'umana famiglia, unità +d'intento assegnato a noi tutti, fratellanza e associazione dei popoli, +dovere di combattere il Male e di promovere il trionfo del Bene. Ateismo +trasportato nella vita internazionale o deificazione, se vuolsi, +dall'egoismo, quella teorica, la cui suprema formola fu data in Francia +da un uomo di stato monarchico colle parole: _chacun chez soi, chacun +pour soi_, tocca gli estremi dell'immoralità e dell'assurdo: se +accettata da tutti, sottrarrebbe una delle più potenti leve al Progresso +che la Storia ci addita compìto quasi sempre con atti d'intervento; se +praticata, com'è attualmente, dagli uni e non dagli altri, schiude +l'adito a chi vuol fare trionfare inique pretese e sa di non dover +temere che alcuno, in nome dell'eterna Giustizia, gli contenda la via. +La Nazione che s'assumesse di costituirla norma generalmente regolatrice +delle relazioni internazionali si condannerebbe a guerra perpetuamente +rinascente con quanti ricuserebbero d'accettarla: limitandosi a +proclamarla per sè, abdicherebbe la metà della propria vita, perderebbe +la stima e l'amore dei popoli e non si sottrarrebbe alla necessità della +guerra. Il grido di _pace a ogni patto_ inalzato in Inghilterra da tutta +una scuola influente, alla quale erano capi Cobden e Bright, confortò la +Russia ad osare e determinò in gran parte la guerra della Crimea. + +Il sangue di tutti i martiri, popoli o individui, che intervennero +santamente e santamente morirono a pro del Giusto e del Vero al di là +della loro terra nativa, solleva una eterna protesta contro questa +fredda, abjetta, codarda dottrina, che per noi credenti è bestemmia +contro il DOVERE e indizio innegabile dell'assenza e della necessità +d'una fede. + +Quanto alla vita internazionale dell'Italia d'oggi, non occorre +spendervi lunghe parole: non esiste. Gli uomini della monarchia non +hanno coscienza di missione Italiana nel mondo, nè concetto o disegno +politico da uno infuori: trascinare di giorno in giorno, attraverso +brevi espedienti e sempre seguendo chi sembra momentaneamente potente, +una incerta e fiacca esistenza. Le rare frasi, rubate a un dispaccio +russo o britannico e proferite con sussiego di chi ha una dottrina, da +chi regge per le faccende Estere, farebbero sorridere se non facessero +arrossire. Guerre e paci ci furono sempre dettate. L'avvenire d'Italia e +la moralità non ebbero parte nelle nostre alleanze. Invocammo, sorgendo, +dicendolo almeno, per la libertà, l'ajuto d'un regnatore tiranno; +sorgendo, dicendolo almeno, per l'unità della Nazione, l'ajuto di chi la +vietava col possesso iniquamente ottenuto e serbato di Roma e ci +richiedeva d'uno smembramento di terre nostre che gli fu senza indugio +concesso: ci collegammo colla Prussia contro l'Austria: ci collegavamo +pochi anni dopo colla Francia Imperiale contro la Prussia e +l'unificazione Germanica, se le precipiti disfatte francesi e il nostro +accennare, agitando, a fatti--altri ha recentemente _scoperto_ una +potente agitazione della Sinistra--non lo impedivano: ci collegheremo +domani--e i gazzettieri di parte monarchica, impauriti del trovarsi +senza padrone, cominciano a preparare il terreno--nuovamente +coll'Austria. La nostra Diplomazia ha detto ai Greci, unita coi +difensori del Turco: _non rivendicate le vostre terre_: ha promesso, +richiesta, all'Inghilterra di non mover piede nella recente guerra senza +avvertirla: ha corteggiato insistente il proscrittore della Polonia. La +Storia dovrà indicare i primi dodici anni dell'Italia risorta, nella sua +_vita_ internazionale, con un segno di negazione. + + +II. + +Noi non abbiamo oggi politica internazionale. Manca a chi regge la fede +in una norma morale e nel dovere della Nazione che il Governo è chiamato +a rappresentare. Questa assenza di fede, questo oblio della missione +Italiana nel mondo, ci condannano a vivere nel _presente_, senza +intelletto della nostra tradizione, senza concetto dell'_avvenire_, +prostrati davanti ai fatti e tremanti di essi. Gli organi governativi +scrivono articoli a provare che, caduta la potenza francese, unica +politica per noi è il non averne alcuna. Così, tra l'Italia sorta a +Nazione e il vecchio Ducato di Modena, di Toscana o di Parma non corre +divario: ambi deboli, passivi, senza scopo, senza nome tra i popoli, +senza voto efficace nel congresso delle Nazioni, senza potenza +iniziatrice di civiltà. Ora, un Popolo che non reca, sorgendo, un nuovo +elemento di progresso al lavoro comune, una pietra all'edifizio +lentamente inalzato dall'Umanità, non ha ragione di vita nè vita: +ricadrà inevitabilmente sotto il dominio diretto o indiretto del primo +potente che vorrà impadronirsene. Come in ogni consorzio, così nel +consorzio internazionale, chi non compie un ufficio, chi non produce, +perde il diritto di vivere. + +E nondimeno, se v'è popolo che abbia dalla posizione geografica, dalle +tradizioni, dalle naturali attitudini, dall'aspettazione vivissima sui +primi moti italiani oggi per le ripetute delusioni sopita, degli altri +popoli, un grande ufficio da compiere sulle vie dell'incivilimento +europeo, è certamente il nostro: se v'è momento in cui un popolo possa, +volendo, assumersi un'alta missione e creare a sè stesso un vasto e +fecondo avvenire, è questo in cui, smarrita nel moto ascendente delle +Nazioni ogni iniziativa, tutti invocano chi raccolga la lampada della +vita caduta visibilmente dalle altrui mani e la sollevi a conforto e +scorta delle genti travagliate dal dubbio e minacciate dalla invadente +tenebra dell'egoismo. Quei che ponevano pochi dì sono la vita per +impedir che cadesse, dovrebbero più che altri pensarci. + +L'Italia ha evidentemente dalla Storia, dalle condizioni dell'Europa, +dai caratteri del suo risorgere, una doppia missione: compiendola, essa +si porrebbe a capo d'un'Epoca. + +La prima--abolizione del Papato, conquista pel mondo dell'inviolabilità +della _coscienza_ umana e sostituzione del dogma del PROGRESSO a quello +della _caduta_ e della _redenzione_ per _grazia_--è missione religiosa +della quale ora non intendiamo parlare e da maturarsi a ogni modo, prima +che i decreti d'un popolo di credenti non vengano a compirla col +pacifico apostolato. Ma la seconda--sviluppo del principio di +NAZIONALITÀ come regolatore supremo delle relazioni internazionali e +pegno sicuro di pace nell'avvenire--è missione politica, connessa +intimamente coll'altra, perchè guida a un nuovo riparto Europeo che fu +sempre, in tutte le grandi Epoche storiche, preludio a una +trasformazione religiosa, e da compirsi coll'influenza morale, +appoggiata, occorrendo e sotto il momento propizio, dall'armi. + +_Nazionalità_ è infatti la parola vitale dell'Epoca che sta per sorgere. +Le guerre combattute in Europa dagli ultimi anni del primo Impero fino a +noi originarono quasi tutte da quel principio: suscitate da popoli +rivolti a conquistarsi _nazionalità_ o a proteggerla dagli assalti +altrui o promosse da monarchie tendenti a impadronirsi di moti +_nazionali_ antiveduti inevitabili e sviarli dal segno. I popoli +chiamati da tendenze provvidenziali a conglomerarsi per vivere di vita +normale e compire liberamente e spontanei un ufficio in Europa sono +oggi, i più, smembrati, divisi, servi d'altrui, aggiogati a chi ha +_fine_ diverso, separati per opera di violenza da rami della stessa +famiglia, deboli quindi e inceppati nei loro moti, nelle loro legittime +aspirazioni. L'Europa come escì dalle conquiste e dai trattati dinastici +non è l'Europa quale il dito di Dio segnava coi grandi fiumi e colle +grandi linee di montagne la divisione del lavoro alle generazioni de' +suoi abitanti. E finchè nol sia, la _pace_ che tutti cerchiamo è sogno +di menti illogiche che imaginano potersi conquistare senza la Giustizia +i suoi frutti. Le _Nazioni_ rappresentano le diverse facoltà umane +chiamate a raggiungere _associate_, non confuse e sommerse l'una +nell'altra, il _fine_ comune e hanno eterno il diritto di vivere di vita +propria: non si associa chi non vive e non comincia dall'affermare la +propria _individualità_. I panteisti della politica che sconoscono quel +diritto e paventano nel principio di _nazionalità_ un germe di gare e +guerre continue, dimenticano che le Nazioni non furono sinora libere mai +nè fondate sulla coscienza popolare, ma soggiacquero, nella loro vita +politica, al monopolio delle famiglie regie e delle avide loro +ambizioni: negano il disegno provvidenziale indicato dalle +configurazioni geografiche e rivelato dalla Storia; sopprimono i _mezzi_ +che fanno possibile il raggiungersi dell'intento; e avvalorano, senza +avvedersene, il concetto di _monarchia universale_ che accarezzò nel +passato la mente d'ogni regnatore potente e inondò l'Europa di sangue +sparso senza santità di sagrificio, nè frutto. Le _Nazioni_ sono unico +argine al dispotismo d'un popolo, come la libertà degli _individui_ al +dispotismo di un uomo. + +Il rimaneggiamento della carta d'Europa è nei fati dell'Epoca e si +compirà attraverso una serie di battaglie inevitabili. Ma la Nazione che +si farà, con saviezza d'intelletto ed energia di volontà, centro del +moto, accorcierà quella serie fatale e sarà per molti secoli +_iniziatrice_ di progresso all'Umanità. + +Là, nel pensiero che agita in oggi prima d'ogni altro le menti europee, +sta la base della vera vita internazionale d'Italia. Da esso deve +inspirarsi nella scelta delle sue _alleanze_. Il suo luogo è a capo +delle Nazioni che sorgono, non alla coda delle Nazioni che da lungo sono +e accennano a declinare. + +L'ITALIA è un fatto nuovo, un Popolo nuovo, una _vita_ che jeri non era: +non ha legami fuorchè i voluti dalla Legge Morale, sovrana su tutte le +Nazioni, giovani o antiche: non fa parte nei trattati dinastici +anteriori al suo nascere, nè è quindi vincolata da essi, quando non +consuonino colle norme del Giusto e dell'eterno Diritto. Dovrebbe dirlo +altamente e operare liberamente a seconda. La _tradizione_ è santa e +dobbiamo rispettarla; ma, come in religione non è Tradizione quella +d'una sola chiesa o d'un'epoca sola, ma quella dell'Umanità che le +abbraccia, le domina e le spiega tutte, la tradizione politica non è +tutto il passato, è quella parte di passato soltanto che interpreta la +Legge Morale e segna la via che guida al Progresso: è la _tradizione_ +nel Bene, non quella che si svia nel Male e che, accettata, tenderebbe a +perpetuarlo. E un Popolo che sorge a Nazione ha non solamente il dovere +di respingere da sè le colpe dei padri, ma una splendida opportunità per +compirlo. Ogni nuova vita è pura. Dio non la dà perchè s'insozzi del +fango accumulato dalle vite corrotte anteriori. + +L'Italia, se intende ad essere grande, prospera e potente davvero, deve +incarnare in sè questo concetto del riparto d'Europa a seconda delle +tendenze naturali e della missione dei popoli. Essa deve piantare +risolutamente sulle sue frontiere una bandiera che dica ai popoli: +LIBERTÀ, NAZIONALITÀ, e informare a quel _fine_ ogni atto della sua vita +internazionale. + +È la nostra terza missione nel mondo. La Roma dei Cesari involò alla +Repubblica il concetto dell'Unità _politica_, e quanto e dove era allora +possibile, lo tradusse in fatto coll'armi delle Legioni: la Roma dei +Papi tentò il concetto dell'Unità _morale_ e riescì in parte colla +_parola_ de' suoi sacerdoti e de' suoi credenti; ma l'una e l'altra non +riconobbero--nè lo potevano allora--il moto collettivo provvidenziale +delle Nazioni, non videro nel mondo che la propria potenza, e gli +_individui_ umani che dovevano subirla non ebbero intermediarî +cooperatori tra sè e il _fine_ proposto e non trovarono quindi stromento +a raggiungerlo fuorchè quello dell'_autorità_ assoluta dispotica sui +corpi e sull'anima. La Roma del Popolo, della Nazione Italiana, credente +nel Progresso, nella vita collettiva dell'Umanità e nella divisione del +lavoro tra le Nazioni, deve affratellarle all'impresa: guidatrice e +soccorritrice. + +E alla doppia missione che diciamo prefissa all'Italia accennano le +necessità prime del nostro risorgere, che non potè iniziarsi se non +intimando guerra al Papato, custode della vecchia _autorità_ illimitata, +e all'Impero d'Austria, negazione, potente oltre ogni altra in Europa, +della _nazionalità_; nè potrà compirsi se non procedendo innanzi e fino +alle ultime conseguenze su quella via. Ciò che per altri può essere +semplicemente dovere morale, è legge di vita per noi. + +Le migliori alleanze, anche per popoli già costituiti, viventi di vita +normale e senza missione speciale, son quelle che si stringono con chi è +abbastanza potente e abbastanza vicino per giovare all'intento, ma non +lo è tanto da potere, sotto pretesto di servizî resi o tentazione +d'operazioni miste e comuni, imporre la propria volontà e varcare per +egoismo d'ingrandimento i limiti apertamente stipulati nei patti +dell'alleanza; e di quali danni possa essere feconda la violazione di +questa norma ha fatto recente e dolorosissima prova l'Italia. Per noi, +popolo nuovo e che non può entrare degnamente e con securità d'avvenire +nella comunione delle Nazioni se non aggiungendo agli elementi esistenti +un nuovo e utile elemento di vita, le alleanze durevoli non possono +fondarsi che sulla conformità della fede politica e dell'intento. I +nostri alleati naturali sono tra i popoli che tendono con diritto ad +assodare la loro unità nazionale o a conquistarsela con probabilità di +successo. Le Nazioni costituite da lungo, e potenti per tradizione, +guarderanno per lungo tempo, con istinti di gelosia e di sospetto, a una +Nazione che sorge e il cui progresso le minaccia di nuove influenze e di +concorrenza economica. Tra i popoli nuovi soltanto noi troveremmo +amicizia sincera fondata sull'importanza della nostra per essi, +riconoscenza degli ajuti negati da altri e prestati da noi, incremento +ai nostri già avviati commerci, nuovi mercati crescenti col crescere +della vita suscitata in quelle terre risorte, giovamenti d'ogni sorta +senza pericoli. + +La politica internazionale d'Italia dovrebbe anzi tutto, e per +acquistarsi potenza agli ulteriori sviluppi, tendere a costituirsi anima +e centro d'una Lega degli Stati minori europei stretta a un patto comune +di difesa contro le possibili usurpazioni d'una o d'altra grande +Potenza. La Spagna, il Portogallo, la Scandinavia, il Belgio, l'Olanda, +la Svizzera, la Grecia, i Principati Romano-danubiani costituirebbero +così coll'Italia una forza materiale di più che 64 milioni d'uomini +stretti a un patto d'indipendenza e di libertà al quale non sarebbe +difficile d'acquistare l'adesione dell'Inghilterra e che potrebbe +efficacemente resistere a ogni tentativo d'usurpazione meditato, com'è +generalmente, da una sola Potenza e guardato con diffidenza dall'altre. + +L'influenza morale dell'Italia s'eserciterebbe intanto, ingrandita da +questa Lega, nella direzione del futuro riordinamento europeo: _Unità +Nazionali frammezzate possibilmente di libere confederazioni_ protette +nella loro indipendenza e barriera alle collisioni. La costituzione +definitiva della Penisola Iberica per mezzo dell'unione del Portogallo e +della Spagna, la trasformazione della Confederazione Elvetica in +confederazione delle Alpi coll'unione ad essa della Savoja e del Tirolo +tedesco, l'Unione Scandinava, la Confederazione repubblicana dell'Olanda +e del Belgio, sarebbero intento e tèma perenne di predicazione gli +agenti italiani. + +Ma il vero objettivo della vita internazionale d'Italia, la via più +diretta alla sua futura grandezza, sta più in alto, là dove s'agita in +oggi il più vitale problema europeo, nella fratellanza col vasto, +potente elemento chiamato a infondere nuovi spiriti nella comunione +delle Nazioni o a perturbarle, se lasciato da una improvvida diffidenza +a sviarsi, di lunghe guerre e di gravi pericoli: nell'alleanza colla +famiglia SLAVA. + +I confini orientali d'Italia erano segnati fin da quando Dante scriveva + + ........ A Pola presso del Carnaro + Ch'Italia chiude e i suoi termini bagna. + + _Inf._, IX, 113. + +L'Istria è nostra. Ma da Fiume, lungo la sponda orientale +dell'Adriatico, fino al fiume Bojano sui confini dell'Albania, scende +una zona sulla quale, tra le reliquie delle nostre colonie, predomina +l'elemento slavo. E questa zona che sulla riva Adriatica abbraccia, +oltrepassando Cattaro, la Dalmazia e la regione Montenegrina, si stende, +sui due lati della catena del Balkan, verso oriente fino al Mar Nero, +risalendo nella direzione settentrionale attraverso il Danubio e la +Drava, all'Ungheria ch'essa invade aumentando d'anno in anno in +proporzione più rapida di quella dell'elemento magyaro. + +Tra questa zona, popolata d'un dodici milioni di slavi, e la zona +superiore e continua, slava anch'essa, che dalla Galizia s'espande da un +lato alla Moravia e alla Boemia, dall'altro alla Polonia per raggiungere +attraverso il Ducato di Posen e la Lituania il Mar Baltico, +s'interpongono, impedimento provvidenziale alla realizzazione della +sognata unità _panslavistica_, la Moldavia, la Valacchia, la +Transilvania; ma son terre Daco-Romane, legate a noi, da Trajano in poi, +per tradizioni storiche, affinità di lingua e affetti che non hanno +bisogno, ad assumere importanza, fuorchè d'essere da noi coltivati; e +mentre scemano il pericolo minacciato dallo Tsarismo, possono giovare a +noi come anello di congiungimento tra le due zone nelle nostre relazioni +colla famiglia slava. E questa sua seconda zona, popolata di 18 a 20 +milioni di slavi, sembra disegnata, anch'essa provvidenzialmente, come +barriera futura tra la Russia e la Germania del nord. + +Là, nell'alleanza colle popolazioni di queste due zone, stanno, lo +ripetiamo, la nostra missione, la nostra iniziativa in Europa, la nostra +futura potenza politica ed economica. + +Dell'agitazione slava, del moto, crescente negli ultimi cinquanta anni, +che affatica le popolazioni delle due zone e le sospinge a costituirsi +Nazioni, dovremo parlare più volte e additare le immense conseguenze del +fatto di una vasta famiglia umana, muta finora e senza vita propria +costituita e ordinata, chiedente oggi, come la famiglia teutonica sul +perire del politeismo, diritto di _parola_, e di comunione coll'altre +famiglie europee. Ma possiamo intanto affermare che per quanti hanno +studiato con occhio attento e profondo quel moto, il suo non lontano +successo è certezza. Non si tratta più d'impedirlo o dissimularlo, ma di +dirigerlo al meglio e di trarne, allontanandone i pericoli, le +conseguenze più rapidamente favorevoli al progresso europeo. Il moto +delle razze slave che, salutato e ajutato come fatto provvidenziale, +deve ringiovanire di nuovi impulsi e d'elementi d'attività la vita +europea e preparare, ampliandolo, il campo alla trasformazione religiosa +e sociale fatta oggimai inevitabile, può, se avversato, abbandonato o +sviato, costare all'Europa vent'anni di crisi tremenda e di sangue. + +E i pericoli sommano in uno: che il moto ascendente slavo del +mezzogiorno e del nord cerchi il proprio trionfo negli ajuti russi e +conceda allo Tsar la direzione delle proprie forze. Avremmo in quel caso +un gigantesco tentativo per far _cosacca_ l'Europa, una lunga e feroce +battaglia a pro d'ogni autorità dispotica contro ogni libertà +conquistata, una nuova èra di militarismo, il principio di _nazionalità_ +minacciato dal concetto d'una monarchia europea, Costantinopoli, chiave +del Mediterraneo, e gli sbocchi verso le vaste regioni asiatiche in mano +allo Tsar: invece di una confederazione slava fra i tre gruppi, +slavo-meridionale, boemo-moravo e polacco, amici a noi e alla libertà, +l'unità russo-panslavistica ostile: invece di 40 milioni d'uomini +liberi, ordinati dal Baltico all'Adriatico a barriera contro il +dispotismo russo, cento milioni di schiavi dipendenti da un'unica e +tirannica volontà. + +Il pericolo, checchè altri abbia scritto, non esisteva allo iniziarsi +dell'agitazione slava: fu creato dalla falsa immorale politica adottata +dalle monarchie. Il moto slavo sorse, come il nostro, spontaneo dagli +istinti e dal giusto orgoglio dei popoli, dai germi di futuro cacciati +nelle tradizioni storiche e nei canti popolari, dagli esempî d'altre +Nazioni, dal destarsi d'idee che volevano e non trovavano libero sfogo, +dalla coscienza svegliata al senso d'una missione da compiersi scritta +nel disegno divino che informò l'Europa a fati progressivi comuni. +Cagioni siffatte s'avvivano sempre a un alito di libertà e le libere +tendenze s'afforzavano naturalmente dagli ostacoli al moto risiedenti +tutti nella resistenza e nelle persecuzioni delle monarchie alle quali +gli agitatori slavi si trovavano e si trovano ancora aggiogati. Ed è +tanto vero che il concetto di federazione slava, pel quale nel 1825 +caddero martiri in Russia Pestel, Mouravieff, Bestoujeff e altri +ufficiali, assumeva bandiera repubblicana. Ma il rifiuto d'ogni +appoggio, la diffidenza di tutti governi e popoli, l'ostinazione dei +gabinetti inglesi e francesi a non vedere in una santa aspirazione di +popoli se non un maneggio segreto russo e a volerne impedire lo sviluppo +col sorreggere l'Impero Turco e l'Austriaco, ricacciarono in parte gli +Slavi, avversati, negletti, fraintesi e disperati d'ajuto, verso chi +insisteva a susurrare promesse d'eserciti e di guerre emancipatrici. Non +piegammo noi Italiani, bestemmianti pochi dì prima ai Francesi in Roma e +plaudenti ai ricordi d'Orsini, alle promesse e alle offerte del +Bonaparte? + +La via che additiamo all'Italia farebbe svanir quel pericolo. Freme +intorno alle radici d'ogni moto nazionale un pensiero di libertà e quel +pensiero, ch'è anima in Polonia e altrove d'una poesia ignota all'Italia +e superiore a ogni poesia posteriore a Byron e Goethe, avrebbe, +cancellando ogni fiacchezza verso la Russia dello Tsar, potente e +immediato sviluppo il giorno in cui un forte popolo repubblicano +stenderebbe agli Slavi una mano fraterna. Chi scrive sa come gli uomini +a capo del moto slavo sorridessero alla speranza di quel giorno e si +affrettassero a dircelo quando, tra il 1860 e il 1861, il moto italiano +assumeva sembianza di moto popolare e Garibaldi, allora fidente nelle +forze vive della sua Nazione, guidava i nostri volontarî a scrivere +nelle terre meridionali una delle più belle pagine della nostra Storia. +La speranza cadde negli animi d'allora in poi. Il machiavellismo servile +e l'ignorante paura dei ministri della monarchia spensero l'entusiasmo +di quei popoli che avevano intraveduto nell'Italia la Nazione +_iniziatrice_ e la videro inferiore a' suoi fati. Ma una parola di +fratellanza che accennasse a fatti virili e inaugurasse una politica +nuova fondata sul principio di _nazionalità_ ridesterebbe in un subito +le sopite speranze e richiamerebbe gli Slavi dall'accettazione forzata +d'un ajuto che non amano e del quale paventano, a più largo e popolare +concetto. La politica sostenitrice dell'Impero Austriaco e del Turco è, +nelle sue conseguenze, politica russa e fomentatrice del panslavismo. + +L'Impero Turco e l'Austriaco sono irrevocabilmente condannati a perire. +La vita internazionale d'Italia deve tendere ad accelerarne la morte. E +l'elsa del ferro che deve ucciderli sta in mano agli Slavi. + + +III. + +Le prime e più importanti conseguenze del moto slavo saranno il +disfacimento dell'Impero d'Austria e dell'Impero Turco in Europa. Chi +non antivede inevitabili quei due fatti e non sente la necessità di +promoverne lo sviluppo, tanto che giovi al progresso generale della +civiltà e all'avvenire d'Italia, non usurpi alla sua il nome di politica +internazionale: viva, come i ministri della monarchia, d'espedienti, +ottenga un giorno un apparente vantaggio scontandolo il dì dopo col +disonore e la soggezione del paese, passi senza norma e pegno securo +d'alleanza in alleanza per trovarle perdute tutte quando più importerà +di non essere soli, tremi davanti alla Francia, davanti alle vittorie +prussiane, davanti alle stolide minacce papali e condanni--finchè il +paese lo tollera--una Nazione di ventisei milioni d'uomini e che fu due +volte iniziatrice nel mondo a nullità assoluta in Europa. Sgoverni e +taccia. Senza norma morale, senza intelletto del futuro, senza coscienza +d'un _fine_ determinato e un _metodo_ costantemente e arditamente +seguìto a raggiungerlo, non esiste vita internazionale possibile. + +Rotta appena a occidente dalla stretta zona che si stende da Vienna a +Innsprück, a oriente dalla Moldavia non germanica, e avversa essa pure +per le sue genti smembrate all'Austria, la circonferenza dell'Impero +Habsburghese è slava e da quella larga zona di circonferenza partono +raggi che solcano in ogni direzione l'interno. Cifra di popolazione +straniera alla razza che governa cedendo, e progresso regolarmente +crescente delle agitazioni nazionali condannano l'Impero a dissolversi. +Cominciato da noi, seguìto timidamente finora dall'Ungheria, il moto +disintegrante non può oggimai più arrestarsi. + +A mezzogiorno, le popolazioni slave predominano sulla Turchia. L'Impero +Turco è condannato a dissolversi, prima forse dell'Austriaco; ma la +caduta dell'uno segnerà prossima quella dell'altro. Le popolazioni che +insorgeranno in Turchia per farsi Nazioni sono quasi tutte ripartite fra +i due Imperi e non possono agglomerarsi senza emanciparsi dall'uno e +dall'altro. L'Impero Austriaco è un'Amministrazione, non uno Stato; ma +l'Impero Turco in Europa è un accampamento straniero isolato in terre +non sue, senza comunione di fede, di tradizioni, di tendenze, +d'attività, senza agricoltura propria, senza capacità d'amministrazione, +invasa un tempo dai Greci, oggi dagli Armeni disseminati sul Bosforo, +ostili al Governo che servono: immobilizzata dal _fatalismo_ maomettano, +la razza conquistatrice, ricinta, affogata da popolazioni cristiane, +avvivate dall'alito della libertà occidentale, non ha dato da oltre a un +secolo un'idea, un canto, una scoperta industriale e conta meno di due +milioni d'uomini circondati da tredici o quattordici di razze europee, +slave, elleniche, daco-romane, assetate di vita, anelanti insurrezione. +E a questa insurrezione non manca per aver luogo a convertirsi +rapidamente in vittoria se non l'accordo fra quei tre elementi gelosi +anch'oggi per vecchî ricordi di guerre e oppressioni reciproche, l'uno +dell'altro. + +Proporre e far prevalere le basi di questo accordo è missione italiana. + +_Sorti in nome del Diritto Nazionale, noi crediamo nel vostro, e vi +profferiamo ajuto per conquistarlo. Ma la nostra missione ha per fine +l'assetto pacifico e permanente d'Europa. Noi non possiamo ammettere che +lo Tsarismo russo sottentri, minaccia perenne alla Libertà, ai vostri +padroni; e ogni vostro moto isolato, limitato a uno solo dei vostri +elementi inefficace a vincere, incapace s'anche vincesse di costituire +una forte barriera contro l'avidità dello Tsar, giova alle sue mire +d'ingrandimento. Unitevi: dimenticate gli antichi rancori: stringetevi +in una Confederazione e sia Costantinopoli la vostra Città Anfizionica, +la città dei vostri Poteri Centrali, aperta a tutti, serva a nessuno. Ci +avrete con voi._ È questo il linguaggio che dovrebbe tenere a quelle +popolazioni l'Italia. L'Italia repubblicana lo terrebbe. L'Italia +monarchica non lo terrà mai. + +E mentre consigli e profferte siffatte spianerebbero la via a una +soluzione della tormentosa questione d'Oriente favorevole al principio +di _nazionalità_ e avversa un tempo all'ambizione russa, profferte +simili inoltrate alle popolazioni della Dalmazia, del Montenegro, della +Croazia e delle terre daco-romane, preparerebbero il disfacimento +dell'Impero d'Austria e compirebbero il concetto della nostra politica. +Suonata dai popoli sommossi l'ora suprema, la costa occidentale +dell'Adriatico diventerebbe la nostra base d'operazione per ajuti +efficaci ai nuovi alleati. Le nostre navi da guerra riscatterebbero +l'onore violato della bandiera conquistando agli slavi del Montenegro lo +sbocco del quale abbisognano, le Bocche di Cattaro, e agli slavi della +Dalmazia le città principali della costa Orientale. Lissa, chiamata +giustamente da altri la Malta dell'Adriatico e campo d'una nostra +immeritata disfatta che importa per l'onore del navilio di cancellare, +rimarrebbe stazione italiana. + +Il moto slavo-meridionale si diffonderà naturalmente, quando avrà luogo, +lungo i Carpati, attraverso la Galizia e il gruppo Boemo-Moravo, alla +Polonia, santa, martirizzata, immortale Nazione colla quale noi abbiamo +già, dal periodo delle Legioni di Dombrowski in poi, vincoli di speciale +affetto fraterno e patti di futura alleanza. + +Ajutatrice del sorgere degli slavi illirici e di quelli che +costituiscono gran parte della Turchia europea, l'Italia acquisterebbe, +prima fra tutte le Nazioni, diritto d'affetto, d'inspirazione, di +stipulazioni economiche coll'intera famiglia slava. + +I vantaggi, all'Europa e all'Italia, del concetto politico al quale +rapidamente accenniamo e del quale la nostra Nazione potrebbe, volendo, +farsi iniziatrice, sono innegabili e di una importanza vitale. + +Al nord la Federazione slava, frapposta fra la Russia e la Germania e +alla quale, svelta dall'Impero d'Austria, potrebbe aggiungersi +l'Ungheria, sarebbe a un tempo tutela alla Germania contro il predominio +russo, tutela alla Francia e all'Italia contro il minacciato predominio +teutonico: alleata agli Slavi non amici della Germania, l'Italia +minaccierebbe, occorrendo, con essi l'invasore alle spalle. + +A mezzogiorno e a oriente, data per sempre Costantinopoli alla Libertà +occidentale e inalzata contro lo Tsarismo una barriera di giovani popoli +federati a difendere la propria indipendenza, la Russia sarebbe +consegnata ai suoi limiti naturali, la civiltà e la produzione europea +conquisterebbero un immenso e singolarmente fecondo terreno, due delle +tre grandi vie al mondo asiatico sarebbero schiuse e normalmente +assicurate al commercio d'Europa e segnatamente, mercè la nostra +iniziativa slavo-ellenica-daco-romana, a quello d'Italia. + +Abbiamo nominato il mondo asiatico. Ed è infatti verso quello, se +guardiamo nel futuro e oltre ai nostri confini, che convergono oggi le +grandi linee del moto europeo. Popolata un tempo dalle emigrazioni +asiatiche che ci recarono i primi germi di civiltà e le prime tendenze +nazionali, l'Europa tende oggi provvidenzialmente a riportare all'Asia +la civiltà sviluppata da quei germi sulle proprie terre privilegiate. +Figli delle razze vèdiche, noi, dopo un lungo e faticoso pellegrinaggio, +ci sentiamo quasi da mano ignota sospinti a cercar nei luoghi che ci +furono cuna un vasto campo alla nostra missione morale trasformatrice +dell'idea religiosa, un vasto terreno alla nostra attività industriale e +agricola trasformatrice del mondo esterno. L'Europa preme sull'Asia e la +invade nelle sue varie regioni colla conquista inglese nell'India, col +lento inoltrarsi della Russia al nord, colle concessioni periodicamente +strappate alla China, colle mosse americane attraverso le Montagne +Rocciose, colle colonizzazioni, col contrabbando. Prima un tempo e più +potente colonizzatrice nel mondo, vorrà l'Italia rimanere ultima in +questo splendido moto? + +Schiudere all'Italia, compiendo a un tempo la missione d'incivilimento +additata dai tempi, tutte le vie che conducono al mondo asiatico: è +questo il problema che la nostra politica internazionale deve proporsi +colla tenacità, della quale, da Pietro il Grande a noi, fa prova la +Russia per conquistarsi Costantinopoli. I mezzi stanno nell'alleanza +cogli Slavi meridionali e coll'elemento ellenico fin dove si stende, +nell'influenza italiana da aumentarsi sistematicamente in Suez e in +Alessandria e in una invasione colonizzatrice da compirsi, quando che +sia e data l'opportunità, nelle terre di Tunisi. Nel moto inevitabile +che chiama l'Europa a incivilire le regioni africane, come Marocco +spetta alla Penisola Iberica e l'Algeria alla Francia, Tunisi, chiave +del Mediterraneo centrale, connessa al sistema sardo-siculo e lontana un +venticinque leghe dalla Sicilia, spetta visibilmente all'Italia. Tunisi, +Tripoli e la Cirenaica formano parte, importantissima per la contiguità +coll'Egitto e per esso e la Siria coll'Asia, di quella zona africana che +appartiene veramente fino all'Atlante al sistema europeo. E sulle cime +dell'Atlante sventolò la bandiera di Roma quando, rovesciata Cartagine, +il Mediterraneo si chiamò Mare nostro. Fummo padroni, fino al V secolo, +di tutta quella regione. Oggi i Francesi l'adocchiano e l'avranno tra +non molto se noi non l'abbiamo. + +Sono i disegni, ai quali accenniamo e che andremo via via svolgendo, +utopie? Gli uomini della monarchia lo diranno e schernendo: sono uomini +_pratici_. Ma la storia più _pratica_ d'essi ha registrato e dirà che, +scherniti dagli uomini _pratici_, noi predicavamo trentanove anni +addietro l'Unità d'Italia ed è, materialmente almeno, quasi compita; +che, scherniti, annunziavamo fin da quel tempo l'Unità Germanica, e si +sta compiendo; scherniti, affermavamo perduta in Francia ogni potenza +d'_iniziativa_ e i fatti d'oggi provano che soli avevamo veduto il vero. +I _pratici_ dicevano nel 1848 impossibili le Cinque Giornate, ed ebbero +luogo: ci predicevano nel 1849 che non avremmo potuto difendere Roma +contro i Francesi due giorni, e la difendemmo due mesi: dicevano ai +Veneti che si affrettassero a calare la bandiera repubblicana perchè +senza l'ajuto dinastico sarebbero stati incapaci di resistere +all'Austria tre settimane, e Venezia si dava alla monarchia, non +riceveva ajuto alcuno da essa e nondimeno durava diciotto mesi. I +_pratici_ non seppero finora che movere quando s'avvidero che +inoltravano davvero, sull'orme nostre, usurpare guastandoli i nostri +disegni, porsi indosso a tempo e insozzandolo di codardie, imprevedute +da tutti fuorchè da noi, il manto tessuto dalle nostre mani. I _pratici_ +cedevano tremanti Nizza e Savoja a un uomo del quale i poveri _utopisti_ +repubblicani del Messico iniziavano, resistendo trionfalmente, la +rovina. I _pratici_ si vincolarono a rispettare il territorio del Papa, +diedero in pegno la scelta di Firenze a metropoli e s'arretrerebbero +anch'oggi davanti a Roma, se gli _utopisti_ non minavano il trono a +Luigi Napoleone e la parola _repubblica_ non si proferiva dagli +_utopisti_ in Parigi. Meschina parodia dei _dottrinarî_ francesi, i +_pratici moderati_ non hanno dato un'idea, un precetto morale, un giorno +di vera vita all'Italia. Tra le angustie di un disavanzo che promettono +cancellar d'anno in anno e che ricompare d'anno in anno ostinato, tra +gli espedienti di nuove tasse aggiunte alle antiche non pagate o +incompiutamente pagate, tra disegni d'alleanze contraddittorie colla +Francia un giorno, colla Prussia un altro, coll'Austria un terzo, i +vinti di Lissa e Custoza trascinano un'esistenza che poggia sul trionfo +rimpicciolito d'alcune idee nostre, d'alcune formule usurpate a noi, +guaste da essi come le vivande imbandite da altri erano guaste dalle +Arpìe irruenti; ma pur potenti abbastanza per sedurre gl'Italiani a +rispetto. Governano alla giornata ajutandosi delle forze passive che +trovano, senza virtù per creare un solo nuovo elemento o per infondere +uno spirito di progresso negli esistenti. Irridono alle idee perchè +hanno l'_amaurosi_ dell'anima e non possono intendere ciò che non +vedono. + +Le grandi idee, noi lo abbiamo detto più volte, fanno i grandi popoli. E +le idee non sono grandi pei popoli se non in quanto travalicano i loro +confini. Un popolo non è grande se non a patto di compire una grande e +santa missione nel mondo, come appunto l'importanza e il valore d'un +individuo si misurano da ciò ch'ei compie a pro della società nella +quale ei vive. L'ordinamento interno rappresenta la somma dei mezzi e +delle forze raccolte pel compimento dell'opera assegnata al di fuori. +Come la circolazione e lo scambio danno valore alla produzione e +l'avvivano, la vita internazionale dà valore e moto alla vita interna +d'un popolo. La vita _nazionale_ è lo stromento; la vita +_internazionale_ è il _fine_. La prima è opera d'uomini; la seconda è +prescritta e additata da Dio. La prosperità, la gloria, l'avvenire di +una Nazione sono in ragione del suo accostarsi al _fine_ assegnato. + + + + +LE CLASSI ARTIGIANE[159] + + +I. + +Se noi fossimo, come taluni affettano di credere, partigiani irosi e +guidati esclusivamente dal desiderio di vincer comunque, avremmo +salutato il linguaggio della stampa monarchica intorno ai fatti di +Francia come potente indizio di fiacchezza sentita nella parte avversa. +Da quel linguaggio, come dalla proposta di leggi eccezionali per la +pubblica sicurezza--come dagli annunzî esagerati di nuove mene +repubblicane perchè qualche ufficiale legge la ROMA DEL POPOLO--come +dalle spese di guerra, profuse non pel di fuori da dove nessuno +minaccia, ma per antivigenze interne--trapela il terrore dell'avvenire, +la coscienza dell'impossibilità di riconquistare il terreno perduto. +Servi di Francia e presti a trascinar la Nazione in una rovinosa +immorale alleanza quando speravano nelle vittorie del Bonaparte, ligi +alla Prussia poi che videro disfatto l'Impero e s'illudevano a credere +che l'armi di re Guglielmo avrebbero rifatto in Francia una monarchia, +gli uomini avversi al principio che sosteniamo s'irritano oggi sino al +furore contro gl'insorti a pro del Comune parigino: chiamano _orda, +bordaglia pazza di furore e di lucro_ duecentomila elettori che votano +placidamente la scelta de' membri del municipio: _inorridiscono_, essi +che tacquero e tacciono sulle proscrizioni del Due dicembre, sulle +fucilazioni messicane, sopra ogni sangue versato da mano regia, alle +uccisioni--son due e conseguenza d'eccitamento parziale riprovato da +quei che reggono--commesse in Parigi; e diresti tornati i giorni +terribili del 1793. Come i tori, i gazzettieri della monarchia +insaniscono all'apparire di un cencio rosso. + +Ma il rimproverare, tra due espressioni di orrore pel sangue di due +individui, l'Assemblea di Versailles d'esitazione codarda perchè non +s'affretta ad affogare a Parigi nella guerra civile--il far arme d'un +conflitto suscitato da cagioni speciali in un luogo e d'alcuni fatti +isolati per eccitare a reazione di spavento quei che governano +altrove--il desumere, dalla parte qualunque che una Associazione può +avere in quel conflitto e in quei fatti, argomento a levare un +grido di crociata contro tutta una classe straniera in Italia a +quell'Associazione--il segnare una linea ostile di separazione tra le +aspirazioni degli _operaî_ e i diritti degli _agiati_[160]--è tal cosa +che dovrebbe rattristare profondamente tutte le anime oneste e vogliose +del bene in Italia. Che! Sono i protettori dell'_ordine_ giunti a tale, +da sostenerlo calunniando deliberatamente tutta una classe di cittadini +e seminando i germi d'una guerra civile? E che sarebbe, se noi fossimo +capaci di raccogliere il guanto? + +Noi non possiamo essere sospetti di cieco favore pei fatti che vanno +svolgendosi fatalmente in Parigi. Non aspettiamo il pensiero iniziatore +della nuova Epoca dalla Francia: il materialismo, sceso come sempre +dalla sfera filosofica generalmente nelle anime, è--finchè +dura--ostacolo insuperabile a quel pensiero. Abbiamo giudicato con +dolore, ma severamente, le cagioni della guerra e dell'inferiorità +rivelata in essa dalla Francia. E l'idea che predomina sul moto attuale +è idea che, dove fosse universalmente accettata, condurrebbe rapidamente +a esagerazioni di spirito _federalista_ fatale ad ogni unità morale, a +ogni missione collettiva, a ogni cosa che fa grande e giovevole +all'Umanità una Nazione. Ma il linguaggio di quei gazzettieri sui fatti +dell'oggi è nondimeno mera calunnia. Quel moto non ha rivelato finora +programmi o intenzioni che provochino le parole avventate contr'esso: +non sorgeva se l'Assemblea non manifestava--e senza coraggio di tradurle +in fatti--tendenze positivamente monarchiche: cesserebbe anch'oggi se la +scelta d'altri uomini agli ufficî, una esplicita dichiarazione +repubblicana e pochi atti, che fossero pegno di sincerità nel volere e +d'energia nell'osare, accertassero gli insorti che la Repubblica non +sarà tradita nelle mani del monarca caduto o d'un nuovo. L'insurrezione +parigina è protesta repubblicana--ed è questo, benchè nol dicano, il +segreto dell'ire dei gazzettieri monarchici--contro le opere +d'un'Assemblea colpevole d'aver sancito col voto lo smembramento +territoriale della Francia, colpevole di tendere a rapirle l'unico +compenso possibile in tanta sciagura, un Governo di popolo che assicuri +almeno internamente la Libertà. Ponendo i fati di Francia nelle mani +d'un uomo che rappresenta per l'indole delle teorie le idee essenziali +del Bonapartismo o per vincoli individuali le pretese degli Orléans, +affidando gli avanzi dell'esercito alla condotta dei generali di Luigi +Napoleone, evitando studiosamente la parola _repubblica_ e ricusando di +raccogliersi in Parigi perchè città dichiaratamente repubblicana, +l'Assemblea decretò inevitabile la protesta. Forse, se invece di +pellegrinare in Francia e altrove o rimanere in un'Assemblea della quale +diffidano, gli uomini influenti per potenza d'intelletto e fede +repubblicana provata si fossero frammisti quasi inspiratori agli ignoti +del Comitato Centrale, quella protesta non si sviava e s'evitava la +guerra civile, triste sempre, tristissima di fronte all'invasore +straniero. + +Questo per la Francia e per amor di giustizia. Ma per l'Italia? Per +l'Italia dove il moto ascendente della classe operaja si svolge +mirabilmente, inalterabilmente temperato e pacifico? Dove gli uomini del +Lavoro non hanno sparso altro sangue che il proprio a pro +dell'Indipendenza e della Unità della Patria? Dove i sistemi socialisti +settarî di Francia e d'altrove non hanno trovato seguaci visibili? Dove +l'Apostolato delle Associazioni move, in tutti i suoi atti, dalla santa +idea del Dovere e tace, forse soverchiamente, ma per amore all'Unità +incompiuta finora dell'Italia, del _diritto_ che sorge dal dovere +compiuto? Dove le agitazioni, se agitazioni furono tra gli operaî, +ebbero sempre a motore il senso dell'onore italiano violato, della +grandezza della Patria tradita, non mai il miglioramento delle loro +condizioni economiche? A che il grido selvaggio d'allarme? A che +l'insulto non provocato? A che l'annunzio d'un grave imminente pericolo +gettato fra le classi _agiate_ perch'esse s'ordinino a resistere e +prevenire?[161] È tristizia? È follia? o più verosimilmente calcolo +nefando d'uomini che, avversi tanto più ferocemente alla Repubblica +quanto più furono, pressochè tutti, repubblicani un tempo e li irrita il +rimorso d'aver ceduto a seduzioni volgari di potere o di lucro, +afferrano per combatterci e impaurire i creduli ogni arme sleale? Questa +nostra classe operaja delle città, che gli stranieri ammirano superiore, +se non per istruzione, per moralità di principî e sobrietà di condotta, +a quante altre popolazioni artigiane ha l'Europa, può sprezzare, +gazzettieri di parte monarchica, le vostre calunnie: i suoi titoli +stanno sui registri dei morti nelle patrie battaglie dalle Cinque +Giornate in poi: come i suoi padri che fecero grande l'Italia, essa è +repubblicana perchè tutti i forti nobili ricordi della sua terra le +parlano di repubblica e tutte le memorie di servitù, disonore e +persecuzione le parlano del reggimento che sottentrò; ma non perch'essa +veda nel mutamento esclusivamente un gradino al proprio miglioramento +materiale o perchè, ròsa da ingiuste e turpi passioni d'invidia o +vendetta, macchini guerra ad altre classi prima d'esse emancipate e pur +troppo sovente immemori del dovere e del _fine_ comune: non falsò il +problema che involve l'avvenire d'Italia: non traviò dietro a sistemi +che mirano a traslocare colla violenza il benessere da una ad un'altra +zona sociale: non sostituì gli appetiti materiali all'adorazione dello +spirito, dell'umana dignità e del progresso per tutti: non scisse, come +in altri paesi, il campo dei credenti nella nostra fede, separando la +vita economica dalla vita politica, dalle sante aspirazioni a una +missione nazionale da compiersi colle forze di tutti. E voi che avete +rinnegato quella missione pel fatto potente dell'oggi, sagrificando le +convinzioni dell'intelletto a un officio, a un titolo, a una pensione, +voi che nel poco contatto avuto per calcolo politico colle Associazioni +operaje tentaste di persuaderle in Torino, in Milano, in Napoli ad +abbandonare ogni pensiero, ogni dovere di cittadini per non occuparsi +che delle proprie condizioni materiali, spingendole così al vizio +ch'oggi atteggiandovi a puritani rimproverate, voi che, irritati dal +generoso rifiuto delle più tra le Associazioni, le denunziate all'Europa +come fomite di perdizione e chiamate gli _agiati_ a premunirsi contro il +pericolo, siete a un tempo calunniatori e--se noi fossimo capaci più +d'ira che di disprezzo--imprudenti. + +Lasciamo i tristi gazzettieri all'oblìo. Ma tra gli uomini che +s'intitolano, non intendiamo il perchè, _moderati_, come se tra il bene +e il male del paese la parola _moderazione_ potesse aver senso, al di +sotto delle poche centinaja di faccendieri raggiratori che invadono le +altre sfere, sono migliaja d'Italiani che amano come noi la patria, +illusi di buona fede sulle vie che guidano al suo incremento e non +d'altro colpevoli che di lasciarsi ciecamente ingannare, tra per +soverchia arrendevolezza d'animo, tra per ignoranza di noi e delle +nostre idee, da quei pochi raggiratori. Molti fra i nostri confondono +queste due classi d'uomini e hanno torto. I primi illudono, e con essi +s'ha da fare assoluto divorzio: i secondi non sono che illusi, e ci +corre debito fraterno d'insistere a illuminarli e richiamarli al severo +esame dei fatti. E a questi diciamo: + +Voi non avete in Italia minaccia di pericoli sociali, di guerre tra +classe e classe, di sconvolgimenti inspirati da ree passioni o da +cupidigie volgari. Gli artigiani delle nostre città, miseri e angustiati +come pur troppo sovente sono, non trascorrono a pensieri di violenza o +mutamenti ingiusti e arbitrarî per sottrarre la loro vecchiaja alle +crisi inevitabili d'una condizione che concede raramente la possibilità +di risparmî: costituiscono, per senno istintivo, pazienza e amore +intenso, disinteressato, di patria, una delle migliori speranze del +nostro avvenire; e spira in essi un alito di quella virtù cittadina che +animava le generazioni di popolani per le cui opere le antiche nostre +Repubbliche diedero spettacolo unico al mondo di prosperità e di +grandezza. Scendete tra essi: affratellatevi: interrogateli. Vissi, io +che scrivo, con essi, e li vidi--quando proscritto e dannato nel capo +dai governucci d'Italia, cercavo, volendo pure di tempo in tempo +rivedere la terra che mi diè vita, asilo nelle loro case--a piangere +sulle pagine di storia che registrano le nostre sciagure, a inorgoglirsi +d'orgoglio generoso su quelle che ricordano le nostre glorie passate. +Quando il primo incerto e debole soffio di libertà corse le nostre +contrade ed essi se ne giovarono a raccogliersi in associazioni, la loro +vita collettiva non varcò mai, ordinati i modi d'ajuto reciproco, al di +là d'una giusta speranza di lento e pacifico progresso economico e d'un +vivissimo desiderio d'una educazione che li rendesse capaci di giovare +più efficacemente all'inalzarsi dell'edifizio italiano, all'onore, alla +potenza, alla legittima influenza della bandiera italiana nel mondo: +Nizza, Lissa, Custoza irritano le anime loro più assai che lo squilibrio +frequente fra i salarî e le necessità della vita per sè e le famiglie; +la servile politica seguìta dai nostri ministri e le transazioni col +Papa che profanano Roma suscitano più fremito in essi che non l'ingiusto +riparto dei frutti d'una produzione senza essi impossibile. E oggi, +quando il numero cresciuto e l'ordinamento diffuso potrebbero, colla +coscienza d'una forza importante, destarli a disegni più rapidi, a meno +tolleranti esigenze, io non odo, nel mio contatto con essi, una voce che +accenni ai concetti, cagione in altre terre di terrore alla classe +abbiente, ma soltanto voci d'affetto all'Italia, di dolore per quanto la +offende e profferte di sacrificî e d'opere attive a pro d'essa: fidano +pel resto nella Patria rinata e nei beneficî inseparabili della Libertà. +No: com'è vero che crediamo in Dio e nell'anima nostra immortale, voi +non dovete, lo ripetiamo, paventare per quanto concerne le eterne basi +dell'ordine sociale dalle classi artigiane d'Italia o da noi che da un +terzo di secolo combattiamo, a viso aperto e senza riguardo al possibile +allontanarsi da noi d'uomini traviati di parte nostra, le intemperanze e +gli errori dei sistemi _socialisti_, come a viso aperto e senza riguardo +allo stesso pericolo combattiamo il _materialismo_. + +Rassicuratevi dunque; ma badate: le condizioni d'armonia, di concordia +civile, delle quali andiamo alteri e che darebbero al nostro risorgere +un carattere perduto in Francia e minacciato in Inghilterra, non +dureranno se non ad un patto: che siate antiveggenti, giusti, devoti al +progresso comune, come le classi operaje sono pazienti, tolleranti, +devote alla Patria più che ai loro vantaggi materiali. Ogni diffidenza +non meritata irrita chi ne è fatto segno: ogni accusa come quelle che, +vergognando per chi le scrisse, abbiamo citate, infonde inconscia una +amarezza nelle anime che può produrre gravi effetti più tardi: ogni +perenne oblìo dei _diritti_ creati da sacrificî compiti a una classe di +fratelli, può suscitare in essa il pensiero di conquistarli colla forza, +cieca sempre e travalicante oltre il segno. Pensateci. Al noncurante +egoismo degli _agiati_ di Francia, all'imprudenza d'un sistema col quale +i vincitori d'un giorno negarono al popolo che aveva combattuto per essi +il programma politico ed economico conquistato, è dovuta gran parte dei +traviamenti e delle esagerazioni che lamentate e lamentiamo con voi: +abbandonata e delusa, la classe artigiana seguì per diverse vie quanti +agitatori, repubblicani o dittatoriali, furono ad essa più larghi di +speranze e promesse. Gli operaî italiani hanno da ormai cinquant'anni +dato l'obolo e il sangue a quanti nobili tentativi vi guidarono al +possesso di quanti diritti di elettorato, di stampa d'ufficî or voi +possedete: non lo rammentano adesso perchè vedono tuttora mutilata +l'Unità della Patria e minacciata l'Indipendenza: ma lo rammenteranno il +giorno in cui l'una e l'altra saranno fatte secure; e il _come_, con +quale tendenze o fremere di passioni, dipenderà, ricordatevene, dalla +vostra condotta dell'oggi. È il manifesto decadimento di tutte le +instituzioni esistenti; il difetto di virtù _iniziatrice_ in tutti i +Governi; l'incapacità loro di andare oltre una stolta, infeconda +dottrina di _resistenza_; il dualismo esistente più o meno per ogni dove +tra _governanti_ e _governati_; l'assenza di ogni credenza, d'ogni patto +comune, norma agli atti della vita internazionale; le aspirazioni, i +tumulti frequenti in ogni angolo dell'Europa; il sorgere di popoli a +formare Nazioni nuove e il lento progressivo smembrarsi di vecchî Stati; +le guerre, le insurrezioni, le paci brevi ed incerte; il bene e il male +che si svolgono alterni davanti a noi: tutto v'avverte che il problema è +generalmente, non di lente e graduali _riforme_, ma di Rivoluzione +fondamentale; che, come andiamo e andremo ripetendo ogni giorno, +un'epoca di civiltà sta morendo, una nuova deve ordinarsi sul suo +sepolcro. Pretender di chiudere il varco all'Avvenire è follìa: follìa +il non curarlo e nascondere, come lo struzzo, il capo dentro la sabbia +per non vedere il nemico che si avvicina. Tutti i problemi secondarî +della vita stanno racchiusi in quell'Avvenire e ne dipendono. E quasi +tutte le convulsioni d'anarchia, di risse civili, di rovina economica, +che afflissero negli ultimi cento anni i popoli d'Europa, derivarono, a +chi ben guarda, dalla improvvida noncuranza, dalla resistenza tentata, +dalla ostinazione delle classi già fornite d'educazione intellettuale e +ricchezza a non voler assumersi l'_iniziativa_ degli inevitabili +mutamenti e averla invece lasciata ai casi fortuiti o agli istinti, +buoni quasi sempre, ma facili a traviarsi, delle moltitudini. + +E uno dei principali caratteri di quest'Epoca nuova che albeggia, di +questo moto europeo, è visibilmente la tendenza all'_associazione_, +all'associazione proposta al libero assenso dell'_individuo_, siccome +_fine_ d'ogni suo sforzo e missione della sua vita; e il principale +nuovo elemento, chiamato a tradurre in atto la nuova tendenza, è +l'elemento delle Classi operaje. Ogni epoca reca infatti con sè +una definizione della Vita; ed è in oggi la definizione, che +sostituisce la legge del PROGRESSO a quella della _caduta_ e +dell'_espiazione_:--un'idea del _fine_ da cercarsi, ed è l'idea +dell'Associazione che sottentra all'attività _individuale_:--un nuovo +elemento, stromento aggiunto, per raggiungerlo, agli altri; ed è, al di +fuori dei popoli già costituiti, l'elemento slavo; in seno a ogni +popolo, l'elemento operajo. + +Il moto ascendente delle classi artigiane nelle città ha data oggimai da +un secolo; lento ma tenace nel suo progresso e procedente di decennio in +decennio colla legge del moto accelerato, e crescente negli ultimi +vent'anni, visibilmente per tutti, in intensità ed estensione e +acquistando via via ordinamento, potenza reale e coscienza d'essa. +Traviato sovente altrove e guasto, in parte mercè l'altrui resistenza, +da germi d'anarchia, è in Italia moto maestoso di fiume che aumenta la +propria piena senza minacciar di sommergere le terre attraverso le quali +scorre fecondatore. E dovrebbe far balzare l'anima di gioja a quanti +Italiani sanno amare e vedono, nell'inalzarsi di tutti gli elementi che +la compongono, l'inalzamento della Nazione e un pegno della futura +Unità. Non siamo noi, tutti quanti nascemmo e nasciamo su questa diletta +terra Italiana, fratelli e stretti ad un patto e necessarî tutti al +compimento dei fati della Nazione? Non è l'Unità _morale_ onnipotente +mallevadrice dell'Unità _materiale_? E può l'unità morale fondarsi e +viver perenne sopra basi che non siano d'eguaglianza e d'associazione? + + +II. + +Noi intendiamo il dubbio e l'esitanza dei più davanti alla prima +proposta d'un mutamento, d'un grado di progresso da salirsi, quando +s'affaccia subita, proferita da poche voci, assoluta e minacciosa alle +basi dell'esistente assetto sociale e isolata da ogni tradizione. + +Ma quand'essa si presenta parte di tutto un moto d'emancipazione +collegato colla vita provvidenziale dell'Umanità e anello logicamente +aggiunto alla catena della Tradizione universale--quand'essa persiste +crescente per lunghi anni, attraverso ogni sorta di prove, e conquista +gradatamente a sè un maggior numero d'intelletti--quando il suo _fine_ è +sulla via del fine generale assegnato all'Umanità e le sue conseguenze +non accennano a rovina di giusti interessi attuali e di diritti +legittimamente acquistati, pecca contro Dio e contro gli uomini, tenta +l'impossibile e provoca riazioni tremende chi ad essa resiste. + +Debito d'ogni uomo che ama davvero il paese e intende la Legge morale è +ajutarla e dirigerla per le vie più pacifiche alla vittoria. + +L'emancipazione degli _schiavi_ era una rivoluzione di _libertà_ +inevitabile tra il conchiudersi del Politeismo e il trionfo del +Cristianesimo. L'emancipazione dei _servi_ era una rivoluzione +d'_eguaglianza_ inevitabile nell'epoca iniziata dai nostri Comuni. +L'emancipazione degli operaî è una rivoluzione che si compirà in nome +del principio di _associazione_, nell'epoca nostra. Essa darà, +compiendosi, un nuovo elemento di vita al progresso morale delle +affiacchite generazioni, un nuovo pegno di forza al nostro sviluppo +politico, un nuovo impulso alla produzione. + +Gli operaî hanno diritto meritato di sviluppo alle loro facoltà morali, +e devono averlo dall'amore e dal plauso di tutti i loro +fratelli--diritto di sviluppo alle loro facoltà intellettuali, e devono +averlo dall'Educazione Nazionale obbligatoria per tutti e +dall'insegnamento di professione agevolato, accessibile a tutti--e +dacchè quel doppio sviluppo non può compirsi quando le necessità della +vita fisica esigono un lavoro di tutte le ore, diritto di miglioramento +nelle loro condizioni economiche; e devono averlo in parte dall'opera +loro, in parte dalla Nazione. Ma questa parte della Nazione non +costerebbe gravi sacrificî ad alcuno e accrescerebbe a benefizio di +tutti le sorgenti della produzione. Un sistema di tributi che +lascierebbe inviolato il necessario alla vita: un sistema di Banchi che +fonderebbero il credito _locale_ e _speciale_ tanto da concedere alla +moralità e alla capacità accertate delle Associazioni operaje quelle +anticipazioni ch'oggi non si concedono se non a firme note di +negozianti; un sistema di colonizzazione applicato ai quattro milioni, o +poco meno, d'ettari di terreno tuttora incolto in Italia; pochi ajuti e +agevolmente dati al metodo d'associazione destinato a riunire nelle +stesse mani il _capitale_ e il _lavoro_; alcune instituzioni tendenti a +costituire giusti giudizî arbitrali tra gli operaî e gli attuali +detentori di capitali, basterebbero ad accertare pacifico trionfo al +moto emancipatore, senza perturbazione alcuna nelle condizioni +economiche ch'oggi sono. + +Inseparabili da questi provvedimenti e dal moto emancipatore delle +classi industriali sono, noi lo sappiamo, altri mutamenti nelle +condizioni civili ed economiche necessarî ad assicurarne la durata e gli +effetti reali--una semplificazione delle forme giudiziarie, gravi +_egualmente_ in oggi a chi ha molto e può superarne i danni, e a chi ha +poco e nol può--l'abolizione d'ogni _privilegio_ dato ad alcune +categorie di creditori sui beni mobili ed immobili dei debitori--la +soppressione d'ogni cosa che inceppi la circolazione dell'elemento +territoriale--l'abolizione dei tributi indiretti e la successiva +unificazione di tutti in uno--un sistema finanziario fondato +sull'_economia_ e sull'incremento delle sorgenti di _produzione_--ed +altro. E sappiamo pure che disposizioni siffatte non sono da sperarsi +colla Instituzione che regge, ed esigono l'ordinamento d'un Potere +Legislativo nel quale il Lavoro possa essere largamente +rappresentato--d'un Potere _esecutivo_, responsabile _tutto_ e +amovibile, richiamato all'ufficio definito dal nome--d'una +_amministrazione_ lasciata il più possibile all'elezione delle +località--d'un sistema di difesa che sostituisca all'Esercito permanente +la Nazione armata--d'un concetto di vita politica insomma che, +considerando il Progresso come _fine_ alla Società, il _diritto_ come +emanazione del Dovere, l'Educazione morale verso la coscienza del _fine_ +comune come base di Legislazione, il Voto e l'Armi come segno di +missione nei cittadini, inalzamento dell'umana dignità e stadio +iniziatore all'Educazione, faccia possibile l'armonia fra Governo e +Popolo, l'economia nelle spese, l'applicazione dell'entrata al bene di +tutti, l'aumento della produzione e del consumo corrispondente. Ma non +sono, per gli uomini di buona fede, le questioni di forma governativa +dipendenti dal _fine_ che dobbiamo raggiungere? E se essi dovessero, +riesaminando, convincersi che il problema delle classi artigiane, quale +noi lo accennammo, _esige_ una soluzione, e che questa soluzione è +nell'attuale sistema impossibile, non dovrebbero cercarla altrove con +noi? + +È tempo che i buoni s'adoprino a intendersi e a cancellare dall'animo le +ostili, sospettose, rissose abitudini di _partito_. Avversi e +irreconciliabili a quelle poche centinaja di tipi, che, nascenti +dall'avidità o dall'ambizione, fanno bottega del tempio, noi non +guardiamo ai dissenzienti sinceri come a nemici; combattiamo idee, non +uomini; serbiamo l'anatema a quei che illudono, non agli illusi. In +questa nostra Italia nascente, sui primi passi della quale dovremmo noi +tutti vegliare con amore e trepidanza religiosa, ogni guerra di +passioni, ogni linguaggio che susciti a istinti di terrore, d'invidia, +di riazione, ci sembra colpa. Fummo e saremo, affermando, colla parola e +quando che sia col fatto, la nostra credenza, tolleranti d'ogni passato +leale. E perchè ci sentiamo tali, abbiamo diritto d'esser creduti quando +diciamo che scrivendo ai _moderati_ d'oneste intenzioni, noi non +pensiamo che all'avvenire della madre comune e al male che può escire +dal loro improvvido attraversarsi a ciò che è disegno di provvidenza più +assai che d'uomini, dall'indifferenza stessa a un progresso che deve +compirsi, con essi o contr'essi. + +L'Italia, quale oggi l'abbiamo, senza patto, senza norma morale che +inspiri gli atti pubblici della sua vita, senza intelletto delle sue +grandi tradizioni, senza coscienza di missione nel mondo, senza definita +politica internazionale, trascinata da pochi uomini che si sottentrano +sempre gli stessi, cadendo e rizzandosi a vicenda per breve tempo, entro +un cerchio che ha scritto da un lato: _inferiorità fra le Nazioni_, +dall'altro: _resistenza_ e _rovina_, non è l'Italia che essi vogliono, +che noi vogliamo. Ma limitandoci ora alla questione speciale che ci +occupa, credono essi che una rivoluzione nazionale possa compirsi +nell'angusta sfera _politica_ e senza produrre gravi modificazioni nella +sfera della vita _sociale_? Credono che le classi diseredate di diritti +politici e socialmente inferiori possano affratellarsi durevolmente con +essa, possano eternamente rassegnarsi a dare per essa il loro sangue e +l'opera loro se non raccogliendone giovamento alle loro misere +condizioni? Intendono la voce del Fato che domina d'alto la logica +progressione storica seguìta sulla spirale del Progresso dal moto +emancipatore? Non sentono nell'anima ciò che spira di santamente solenne +nel lento sorgere del popolo tendente a formare nell'eguaglianza e +nell'amore l'unità della umana famiglia? E hanno mai veduto nella Storia +milioni d'uomini agitarsi lungamente in seno a una Patria verso un +giusto miglioramento e rimanere lungamente inascoltati, senza +travolgersi, dietro a suggerimenti pericolosi, nel rancore, nella +tendenza a ribellioni violente e nella esagerazione del _fine_ cercato? + +Gli uomini delle classi medie, gli _agiati_, pensino e provvedano. Figli +dei Comuni, ricordino che gli artigiani chiedono oggi emancipazione +dagli ordini che regolano il _salario_, ajuti all'_associazione_ e +diritti di cittadini in nome della stessa legge di Progresso che li +spingeva, sei secoli addietro, a emanciparsi dagli ordini del +signorilismo feudale. Sciolgano il problema del Lavoro, se possono, +colla Instituzione attuale: se non possono, vengano a noi. Ma sopratutto +rinneghino ogni linguaggio simile a quello del gazzettiere imprudente +dal quale prendemmo le mosse. Ogni sillaba d'articoli siffatti è veleno +nelle vene del corpo sociale. + + + + +IL COMUNE E L'ASSEMBLEA[162] + + +I. + +L'orgia d'ira, di vendetta e di sangue della quale Parigi da molti +giorni dà spettacolo al mondo, c'inchioderebbe la disperazione +nell'anima se la nostra fosse _opinione_, non fede. Un popolo che si +volge briaco, furente in sè stesso coi denti e lacera le proprie membra +urlando vittoria, che danza una ridda infernale intorno alla fossa +scavata dalle sue mani, che uccide, tormenta, incendia, alterna delitti +senza una idea, senza scopo, senza speranza, col grido del pazzo che +pone fuoco alla propria pira e sotto gli occhî dell'invasore straniero +contro il quale non ha saputo combattere, ricorda alcune fra le più +orrende visioni dell'Inferno Dantesco. Il _terrore_ e i patiboli del +1793 avevano non foss'altro a scopo, nella realtà o nell'imaginazione, +la difesa dell'unità della Francia. Le proscrizioni romane, da Mario e +Silla al Triumvirato, sorgevano, non giustificate ma spiegate, da una +contesa di secoli tra una aristocrazia, che voleva perpetuarsi quando i +tempi e l'impotenza la dichiaravano decaduta, ed una democrazia, che +preparava mal diretta le vie alle dittature militari e all'Impero, ma +che generalmente tendeva ad allargare agli Italiani la cittadinanza +romana. Perchè scorre a torrenti il sangue in Parigi? Perchè i +combattenti delle due parti hanno pugnato o reprimono con ferocia +irochese, con insana sete di strage, propria di belve e non d'uomini? Il +Comune, sorto non per un _principio_ di Patria o d'Umanità, ma per un +_interesse_ parigino, scannava deliberatamente gli _ostaggi_ quando la +loro morte non giovava menomamente la sua causa e deliberatamente +commetteva alle fiamme gli edifizî e le glorie storiche della Città +quando abbandonava via via le località dove erano posti. L'Assemblea, +eletta per decidere della guerra e della pace e senza titolo in oggi +d'esistenza legale, indice atroci carneficine non di combattenti ma di +prigionieri e irrita al sangue con infami lodi e panegirici trionfali +una soldatesca sfrenata che cerca soffocare, trucidando fratelli, il +senso di vergogna, vivo in essa, per le disfatte patite nella guerra +contro le milizie germaniche, quando fin l'ombra del pericolo è svanita +e gli uomini del Comune sono spenti, imprigionati e fuggiaschi. Il +sangue fu versato e si versa senza intento fuorchè di vendetta contro i +vincitori da un lato, di vendetta contro i vinti dall'altro, per odio o +crudele paura; basse passioni colpevoli sempre e indegne d'ogni buona +causa, infami quando ricordano il delitto di Caino e infieriscono tra +figli della stessa terra. La Francia intera assiste impassibile, senza +aver tentato di trattenere con un unanime grido di orrore gli uomini del +Comune da fatti ai quali negli ultimi giorni accennavano, senza coraggio +di gridare oggi al Dittatore dell'Assemblea il SURGE CARNIFEX di +Mecenate ad Augusto. + +Ma noi? L'Europa? L'Italia? Non abbiamo doveri? Ci adopriamo a compirli? +Davanti all'agonia convulsiva d'un popolo suicida, dobbiamo abbandonarci +a uno scettico sconforto ch'è codardia, o raccogliere, a seconda delle +nostre tendenze, un legato d'ira o d'insana paura da quel letto di morte +a rischio di preparare fra noi la ripetizione degli orrori compiti +altrove? + +Primo nostro dovere è quello di separarci apertamente, dichiaratamente, +dalle due parti e provvedere a che non si smarrisca in Italia il senso +_morale_ perduto pur troppo in Francia. Guai a noi se non sentiamo +nell'anima che ogni nostro progresso futuro è a quel patto! Guai se la +santa battaglia tra il Bene e il Male, tra la Giustizia e l'Arbitrio, +tra la Verità e la Menzogna, combattuta nella piena luce del cielo e +sotto l'occhio di Dio in Europa, si converte in guerra condotta nelle +tenebre senza norma determinata, senza un faro che guidi i combattenti, +senz'altra inspirazione che d'impulsi d'un'ora e delle misere passioni +d'ogni individuo! + +Noi non alludiamo segnatamente ad alcuno, ma deploriamo un fatto +innegabile: il campo dell'opinione s'è generalmente diviso in due, il +campo di quei che più o meno apertamente parteggiano pel Comune e il +campo di quei che parteggiano più o meno esageratamente per l'Assemblea: +gli uni e gli altri tendenti a velare, tacere o magnificare i fatti e +ingigantirne o dissimularne i caratteri e le conseguenze a seconda della +parte adottata. + +Abbiamo udito da un lato attenuare la strage degli ostaggi come di +_provati_ colpevoli di segreto contatto con Versailles e profanare a +proposito degli incendî i sacri nomi di Sagunto, di Saragozza, di +Missolungi. Gli ostaggi erano tali e non altro: non avevano subito +processo nè un solo interrogatorio. E quanto alle città nominate, +combattevano contro un invasore straniero e i prodi che avevano giurato +difenderle fino all'ultimo alito di vita si sotterrarono sotto le loro +rovine lasciandoci esempio che noi dovremmo, occorrendo, imitare: gli +uomini del Comune davano moto agli incendî partendo, e commettevano a +rovina la loro città e a morte cittadini abbandonati e indifesi +quand'essi speravano di salvarsi. Pugnarono da forti, chi il nega? Ma il +combatter da forti non merita il nome di eroismo: lo merita il +combattere santamente per una santa bandiera: dove no, l'Italia conta +difese di masnadieri che dovrebbero ottenere quel nome. Oggi pur troppo +le tendenze instillate dai sistemi materialisti travolgono molti dei +nostri giovani in una cieca adorazione del coraggio fisico, del fatto +_esterno_, senza nesso coll'origine e col _fine_ cercato, che minaccia +di sostituire un nuovo _militarismo_ all'antico. + +Abbiamo udito dall'altro lato acclamare all'Assemblea come a tutrice +dell'_ordine_ e della _libertà_, e il nome incontaminato di Washington +dato, senza arrossire, a Thiers. L'Assemblea e Thiers passeranno, +checchè oggi si dica, ai posteri con una nota d'infamia. Firmarono +tremanti una pace vergognosa, che smembrava la loro Patria, con lo +straniero, quando dovevano mandare un grido solenne di resistenza +collettiva alla Francia e disperdersi poi nelle provincie per +capitanarla: non osarono recarsi in Parigi quando raccogliendosi intorno +la popolazione più ragionevole potevano tentare conciliazione e +riuscire: potevano, con una franca dichiarazione repubblicana richiesta +dalla parte intelligente della nazione e con una legge di largo e libero +ordinamento municipale, sopprimere ogni ragione di contesa, e nol +vollero: spinsero contro gli insorti irritandoli col nome di +_malfattori_, e quasi a impedire ogni possibilità d'accordo, i generali +del Bonaparte: parlavano jeri d'abolire ogni legge di proscrizione, +lasciando col fatto la facoltà di proscrizione alla soldatesca, e +preparano oggi, pur sapendo di commettere a nuova guerra civile +immediata o in breve periodo di tempo il paese, la via del trono alla +dinastia Borbonica. Quei che inneggiano all'Assemblea o non guardano ai +fatti o sono corrotti com'essa. + +Noi dobbiamo, lo ripetiamo, separarci solennemente dagli uni e dagli +altri. Nè cogli uni nè cogli altri stanno la Giustizia e l'eterno +Diritto; e noi non dobbiamo avere altra norma ai nostri giudizî. Siamo +repubblicani; e siamo convinti che se v'è modo perchè la Francia +lentamente risorga, si rieduchi al culto del Vero e della Legge Morale e +si sottragga alla tristissima necessità di violenti rivoluzioni +periodiche e frequenti, sta nell'instituzione su giuste basi d'una +repubblica. La corruzione francese è frutto delle due monarchie +borboniche e dei due imperi: crescerebbe e diventerebbe cancrena durando +la monarchia; nè la Storia ci ricorda esempio di popoli rigenerati pel +ritorno di dinastie due volte cadute. L'argomento continuamente ripetuto +che per fondare repubblica si richiedono anzi tratto repubblicani e +virtù repubblicane, somma a dire che l'educazione repubblicana deve +darsi dalla monarchia o in altri termini che la fede in un principio +deve insegnarsi dal principio contrario. Le repubbliche si fondano +appunto per creare, coll'educazione repubblicana, repubblicani. Esiste +in Francia, sorgente di tutte le interne contese, un profondo squilibrio +tra le città che sono repubblicane e le campagne che, ineducate e +impaurite tuttora dai ricordi del _terrore_ e delle carneficine del +1793, nol sono. Una educazione nazionale uniforme[163] può sola vincere +quello squilibrio; e quell'educazione non può darsi se non dalla +Repubblica. Le monarchie, minacciate, condannate a vivere per un tempo +soltanto e sapendolo, non possono dare ciò che presentono dover presto o +tardi convertirsi in arme nelle mani dei suoi nemici. Ma perchè siamo +repubblicani e ci assumiamo un'opera d'apostolato con chi non è tale, +dobbiamo sapere e dire apertamente e senza riguardi tattici con amici o +nemici, quale è, quale non è la Repubblica da noi invocata. L'appagarsi +del nudo nome e dichiararsi campioni d'ogni uomo che scelga di +proferirlo, è peggio che arrendevolezza puerile, è tradimento d'un +dovere verso chi dobbiamo cercare di convincere: l'irritarsi della +caduta di chi svisò il concetto repubblicano o intese a proteggerlo con +fatti immorali o feroci, soltanto perchè chi determinò la caduta +appartiene al campo nemico, è peggio che inutile: è oblio d'ogni +missione educatrice sagrificata a un impulso d'odio che non dovrebbe +allignare in noi. Poco importa inveire contro lo strumento immediato +della caduta--quello strumento si romperà alla sua volta--ciò che +importa è l'additare _perchè_ quel travisato concetto fosse dal nascere +condannato, per mano di chicchessia, a perire, e come non debba trarsene +argomento alcuno a danno del vero e giusto concetto e della forza +contenuta in esso per vincere. Ed è questo che la stampa repubblicana +davvero dovrebbe fare. L'Instituzione che combattiamo non è oggimai più +forte, tra noi, in Francia e altrove, di forza vitale propria: la +sorreggono i nostri errori. Ogni incertezza lasciata dal nostro +linguaggio o dal nostro silenzio su ciò che dovrà sottentrare, ogni +vecchia paura rinvigorita da fatti come quei compiti a Parigi, ogni +stolta minaccia di vendetta avventata nell'ira e dimenticata il momento +dopo, è più potente puntello a un sistema cadente che non un esercito +agitato da vergogne subìte e dal senso dell'onor nazionale o una +moltitudine d'impiegati mal retribuiti, mal fidi e tentennanti fra le +due parti o l'illusione mantenuta fiaccamente da una opposizione che +accenna sempre a colpire, incapace di farlo, e alla quale il paese +guardava un tempo sperando, oggi guarda a deplorarne le condizioni. + +È tempo or più che mai pei repubblicani di mostrarsi _partito_ e non +_fazione_: collettività d'uomini raccolti intorno ad un _principio_, non +nucleo d'individui collegati a tempo per l'_interesse_ d'uno o di più. E +questo _principio_--concetto della Vita fondato sopra una Legge di +Progresso morale, intellettuale, economico, da svolgersi per mezzo +dell'associazione di tutti gli elementi che formano Nazione e tra un +popolo e l'altro--è sola sorgente d'_autorità_ per noi, solo criterio +per giudicare dei programmi e degli atti che via via si succedono in +questo periodo di transizione: la forma repubblicana non è che un +mezzo--unico a senso nostro--per tradurre in rapida realtà +l'_associazione_ alla quale accenniamo. Nei termini di questo +_principio_ sta la nostra solidarietà con quanti si dicono repubblicani. +Ogni tentativo di rinnovamento politico e sociale che non muove da quel +_principio_ o lo viola col predominio dato alla sovranità dell'_io_, o +chiude il varco all'_Associazione_ smembrando l'unità della più alta +forma d'Associazione, la PATRIA, o contamina la bandiera con atti +d'ingiusta e non necessaria violenza funesti al progresso _morale_ del +popolo, non è nostro e lo respingiamo. La sua vittoria--se potesse +averla--non sarebbe vittoria nostra, nè c'inorgoglirebbe di forza o +speranze. La sua disfatta non è nostra disfatta, non c'infiacchisce per +subiti irragionevoli sconforti, non scema probabilità di successo alla +nostra fede. + + +II. + +Come hanno potuto aver luogo nel secolo XIX, in una città sede +d'incivilimento com'è Parigi, gli eccessi dai quali prendemmo le mosse +nel numero precedente? Perchè un popolo generalmente gentile, lieto, +affettuoso come il francese, ha smarrito a poco a poco ogni senso +morale? Come mai in una Nazione nella quale l'Unità e l'orgoglio di +Patria sembravano più che altrove incarnati in ogni cittadino, +assalitori e assaliti dimenticarono l'una e l'altro a un tratto, gli uni +proponendosi un programma di smembramento affermato in ultimo con una +insensata distinzione d'uomini e cose, gli altri combattendo i nati +com'essi di Francia con una indegna ferocia, con un accanimento di +selvaggi briachi, che aspettò, a rivelarsi, la vittoria dello straniero +pacatamente e vergognosamente subìta? Non dovrebbero gli +Italiani--invece di dividersi in fanciulli irritati che strepitano +vendetta per opinioni e fatti non loro e machiavellisti senza cuore che +non vedono nella rovina d'un popolo se non un'arme per ferire +ingiustamente gli avversi al loro sistema--meditare severamente sulle +cagioni dei tristi fatti e tentare di sviarle da noi? Non sanno i nostri +che in Francia il nemico più potente della Repubblica è tuttora, nella +popolazione rurale, il ricordo del settembre 1792 e dei patiboli del +1793--che l'uccisione degli ostaggi e gli incendî hanno triplicato le +probabilità d'un vicino successo alla monarchia--che in Italia ogni +imprudente avventata manifestazione di favore ai colpevoli di quegli +atti basta a suscitare nella classe media sospetti e paure propizie al +Governo? Non sanno gli avversi che le loro esagerazioni, le loro +condanne a una parte sola, i loro calcolati terrori che qui s'imitino +dai repubblicani e dalle classi inferiori eccessi ripugnanti a tutte le +tendenze italiane, irritano gli animi stanchi ormai di calunnie, +suscitano spiriti di riazione pericolosi e possono trascinare le classi +che hanno più ragione di lagnarsi del sistema attuale a dire: _ci +accusano ad ogni modo: facciamo_? + +Abbiamo detto e diremo senza ritegno e senza calcolo di conseguenze +immediate possibili ciò che ci sembra vero agli uni e agli altri. Taluni +dei nostri amici ci consigliano di tacere su certe questioni e di +modificare il nostro linguaggio sovr'altre: _correte rischio_, dicono, +_d'allontanare da voi giovani nemici accaniti del sistema che voi +combattete e che sarebbero forse primi, occorrendo, all'azione_. Non +possiamo accogliere quel consiglio. Se, perchè siamo repubblicani, +dobbiamo far nostra la massima: _la bandiera copre la merce_, e +accettare l'assurdo, retrogrado, politicamente immorale concetto di +repubblica trovato novellamente in Parigi e sul quale dovremo tornare, +meglio è gettare la penna e tacere. Se, perchè ad alcuni giovani piace +di rinnegare la tradizione intera dell'Umanità, di chiamare Scienza la +più o meno accurata descrizione dei fenomeni organici e la negazione +della causa di quei fenomeni, di dirsi atei e nemici d'_ogni_ religione +soltanto perchè non credono nell'attuale, dobbiamo tacere di filosofia +religiosa e desumere la missione e i fati della nostra patria dal +concorso fortuito degli atomi o da un numero determinato di combinazioni +passive d'una data quantità di materia, meglio è lasciare che caso e +materia operino a senno loro e limitarci a registrare--e a +rispettare--gli eventi. Le idee sono per noi una cosa santa. Non +possiamo velarle o distribuirle a dosi omeopatiche per piacere ad altri +e nella speranza che una parte infinitesima sia inavvertitamente +assorbita. Le tattiche parlamentari non sono da noi, nè valgono a mutar +gli Stati e collocarli sotto l'egida d'un nuovo principio. Noi amiamo +sovra ogni altra cosa l'Italia; ma la vogliamo connessa colla vita e col +progresso dell'Umanità, faro tra i popoli di moralità e di virtù. +Vogliamo repubblica, ma pura d'errori, di menzogne e di colpe: a che +varrebbe l'averla, se dovesse nudrirsi delle passioni, delle ire, +dell'egoismo che combattiamo? Diversi dai sognatori che predicano pace a +ogni patto, anche di disonore per le nazioni, e non s'adoprano a fondar +la Giustizia unica base di pace perenne, noi crediamo, in dati momenti, +sacra la guerra; ma questa guerra deve combattersi nei limiti della +necessità, quando non è via, se non quella, al bene, diretta da un +principio religioso di Dovere, leale, solenne, coll'altare della +Clemenza eretto di fronte all'altare del Coraggio, non contaminata di +vendetta, di brutale ferocia, di sfrenato orgoglio dell'_io_: se la +nostra guerra diventasse quella delle soldatesche educate in Africa alle +stragi del 2 dicembre o la combattuta recentemente in Parigi, non +meriteremmo di vincere. Ignoriamo se dicendo questo noi siamo +_inferiori_ o _superiori_ alla situazione: sappiamo che la Repubblica ha +preso obbligo col mondo d'essere migliore dell'Instituzione avversa e ci +dorrebbe che i repubblicani lo dimenticassero. + +Il senso morale s'è smarrito in Francia sotto la lenta dissolvente opera +del materialismo sociale _pratico_ sceso negli animi dal materialismo +filosofico. Non crediamo che, dalla China in poi dove la separazione +della Morale da una credenza religiosa impietrì l'intelletto e vieta da +duemila anni ogni progresso, prova più solenne di questa sia mai stata +data a noi tutti delle fatali conseguenze che il materialismo trascina +dietro a sè quando invade, non come momentanea protesta contro una fede +spenta, ma come dottrina inviscerata nelle abitudini, le membra d'una +Nazione. Gli ingegni superficiali e irriverenti alle severe lezioni dei +grandi fatti e all'importanza delle questioni che trattano possono +sfogarsi in maledizioni impotenti a Thiers, a un generale bonapartista, +a una o ad altra congrega d'uomini, come cagioni determinanti delle +tristi cose che accadono. Ma dicano, se possono, perchè dal 1815 in poi +la Francia s'aggiri in un cerchio fatale, senza escita, d'esperimento in +esperimento, di delusione in delusione: dicano perchè la parte +repubblicana, potente di verità, di giustizia, d'intelletto, d'energia e +di favore--non fosse che per patimenti durati e sete di mutamento di +popolo--non possa finora vincere, sorga, trionfi e invariabilmente +ricada: dicano perchè poteri invecchiati e consunti, perchè Instituzioni +impotenti a inspirare amore e incapaci d'ogni virtù iniziatrice durano +tuttavia scimiottando la vita e chiudono, fantasmi temuti, la via che +guida al futuro. Uomini come Thiers, Assemblee di gente mediocre come +quella di Versailles sono strumenti di cagioni, non cagioni. Davanti a +un moto repubblicano fondato sopra un concetto di Vero e sull'amore +sincero del Bene, sfumerebbero come sfumerebbe il Papato davanti a un +popolo forte non di semplici negazioni, ma d'una fede religiosa +migliore. + +In Francia, il materialismo, insinuato prima dai tristi esempî di +corruzione dati dai principi e dalle corti monarchiche, suggerito dal +freddo incerto mentito deismo di Voltaire e d'altri fra i così detti +filosofi che volevano, in nome di non sappiamo quale aristocrazia +dell'intelletto, libertà assoluta per sè e un vincolo qualunque di +religione pel popolo, si rivelò apertamente sul finire del secolo XVIII +con Volney, Cabanis e più giù con d'Holbach, Lametrie, l'autore del +_Sistema della Natura_, e altri siffatti. Per questi atei, i più tra i +quali--ed era logica--furono poi, tra i _muti_ del Senato conservatore o +altrove, servi sommessi di Napoleone, il _pensiero_ non era che una +secrezione del cervello, definizione della _Vita_ era la _ricerca del +ben essere_, la sovranità era _diritto_ di _ciascun_ individuo, +vincolato soltanto a non violare il diritto altrui. Là, +nell'accettazione teorica o pratica, conscia o inconscia, di quelle +stolte esose dottrine, sta il germe della rovina di Francia--e della +nostra, se mai per la loro predicazione, impresa da giovani +inconsiderati, migliori per ventura del loro linguaggio, prevalessero +anche fra noi. + +Cancellata così ogni idea d'adorazione a un _ideale_ superiore comune di +vita collettiva dell'Umanità, di _fine_ assegnato all'esistenza +terrestre, di Dovere comandato a raggiungerlo, di sovranità di una Legge +Morale preordinata, non rimase a norma degli atti se non la nuda idea +del _diritto_, della sovranità _individuale_, idea senza base per sè, +inefficace in ogni modo a risolvere i grandi problemi che cominciavano +ad agitarsi nell'anime. Quell'idea non può--se pure--guidare che alla +_libertà_; e a risolvere quei problemi bisognava risolvere prima quello +dell'_associazione_. E le conseguenze alle quali accenniamo, sono +inevitabili, fatali. Noi sappiamo che, come s'incontrano in oggi uomini +credenti a un tempo nel dogma cristiano e nella Legge del Progresso, +molti fra gli attuali materialisti si professano credenti nel Dovere, +nella vita collettiva e progressiva dell'Umanità, nell'Associazione, in +ogni idea promulgata dal nostro campo; ma la patente contradizione non +prova, se non che in molti uomini gl'impulsi del cuore sono, per +ventura, migliori delle loro facoltà intellettuali e della loro potenza +di logica. Nessuno può presumere d'_educare_ altri--e la questione è per +tutti noi di trovare un principio d'Educazione--a contradirsi ed essere +illogici perennemente! nessuno può dire ad un popolo: «tu crederai nella +_caduta_ e nella _redenzione_ e ad un tempo nel Progresso come in Legge +data da Dio alla Vita»: nessuno può dirgli: _tu crederai nel Dovere e +nel Sacrificio, ma non crederai in una Legge Morale prefissa da un +Intelletto supremo su tutti, nè in cosa alcuna fuorchè nella sovranità +di ciascuno degli uomini che s'agitano nel tuo seno_. Gli individui +possono rinnegare per un tempo la logica e spassionare l'orgoglio a +parlare di quello che non intendono: un popolo intero nol può. Togliete +ad esso Dio, cielo, ideale, immortalità di progresso, nozione d'una +Legge Provvidenziale prestabilita e il vincolo comune d'un _fine_ +assegnato; e lo vedrete guardare esclusivamente a' suoi _interessi_ +materiali, combattere, ma unicamente per essi, sperare per soddisfarli +nella sola forza, soggiacere volonteroso a ogni potente che prometta +curarli, sostituire alla sovranità dell'intelletto fecondato dall'amore +quella dei proprî appetiti e delle proprie passioni. In questa +ineluttabile necessità sta, lo ripetiamo, la sorgente di tutti gli +errori, di tutte le colpe francesi. + +La falsa teoria della sovranità dell'_io_, la falsa dottrina che ogni +popolo, ogni individuo appartiene a sè stesso e non al _fine_ che gli è +prescritto, che deve a ogni patto cercar di raggiungere e che solo dà +valore e consecrazione alla vita, trascinarono, nella Rivoluzione +Francese, non dirò Hebert, Chaumette e altri siffatti alle orgie di +terrore e di sangue che spaventarono e spaventano tuttora i popoli, ma +uomini come Brissot e Isnard alla negazione d'ogni Sovranità Nazionale, +al predominio delle più piccole località sull'insieme, al federalismo +logicamente spinto fino alla sovranità del campanile di ogni comune che, +ingiustamente attribuiti ad altri, costarono al paese il miglior sangue +della Gironda e, riprodotti in oggi dagli insorti di Parigi, costano un +nuovo grado di decadimento alla Francia. Poi sottentrò, accolto da un +popolo stanco di stragi cittadine e al quale il terrore avea già +insegnato a prostrarsi davanti alla vittoria e alla Forza, Napoleone; e +nel secondo periodo della sua dominazione, quando il senso d'una +missione perì in lui sotto l'orgoglio del Potere e la tendenza a +sprezzare i popoli che lo adulavano, egli scavò più profondo il solco +del materialismo pratico nell'anima della Francia, rinnovando, per +calcolo errato, una larva di potenza a un Cattolicesimo incadaverito e +nel quale ei non credeva: ponendo in luogo della Nazione sè stesso e un +esercito, creando in quell'esercito l'idolatria della _bandiera_ senza +riguardo al _principio_ che solo può santificarla, e nella Nazione +l'idolatria della Gloria e della Conquista senza riguardo al _fine_ pel +quale è mietuta la prima, e alla missione d'incivilimento che sola può +far talvolta legittima la seconda; aborrendo, perchè ne temeva, le +_idee_ e accarezzando soltanto una scienza collettrice di fatti; +avvezzando i Francesi a credere che quanto la Francia voleva e poteva +era _diritto_. Poi vennero le due Ristaurazioni Borboniche--il +materialismo superstizioso della prima combattuto dal Voltairianismo +borghese--il culto degli interessi materiali promosso sistematicamente +dalla seconda a sviare il popolo dal culto dei grandi principî--la +menzogna perenne degli uomini dell'Opposizione tendenti come i nostri +d'oggi a minare una Instituzione e nondimeno giurandole fedeltà e +acclamando al monarca pur congiurando contro la monarchia--una politica +internazionale destituita d'ogni principio e fondata sfacciatamente +sull'egoismo--una corruzione nelle alte sfere che coll'esempio e collo +spettacolo dei conforti ottenuti allettava il popolo all'imitazione. +Sorgeva intanto dai tempi maturi, dalla pessima distribuzione della +ricchezza, dai bisogni e dall'intelletto più sviluppato degli artigiani +la così detta questione _sociale_; questione santa e religiosa, per chi +l'intende davvero, oltre ogni altra, dacchè mira a fondare l'Economia +sul dovere e sull'amore reciproco e ad avvicinarci d'un grado +all'_unità_ umana ch'è nostro _fine_; ma che, immiserita e sviata +anch'essa dal materialismo dei capi-scuola, si concentrò sull'unico +problema dei godimenti fisici, propose come _fine_ ciò che non doveva +essere se non _mezzo_ al progresso intellettuale e _morale_, scisse in +due il campo repubblicano, allontanò più sempre una moltitudine d'operaî +dalle grandi idee e dai grandi doveri che soli fanno o promovono un +popolo, intiepidì in essi l'amore e il culto della Patria fomentando +l'odio tra chi aveva già raccolto i frutti del lavoro e chi voleva +raccoglierli e sostituendo all'ideale della Nazione il Falanstero, il +compartimento Icariano o l'Opificio ordinato in un dato modo. Allora, +mentre Saint-Simon e Fourier petizionavano per danaro, a pro della +trasformazione sociale, ad ogni Autorità o frazione d'Autorità, e +Proudhon aboliva Dio per sostituirgli logicamente la Forza, s'insinuò +negli animi l'immorale concetto che le questioni politiche a nulla +giovavano, che la questione economica era la sola da contemplarsi, che +da qualunque parte o in nome di qualunque principio venisse tentativo o +promessa di risolverla, doveva accettarsi. E vedemmo da un lato +insurrezioni senza programma determinato attizzare tremenda la guerra +civile e rovinare la Repubblica del 1848 tiepida nella fede e inferiore +al mandato, ma che avrebbe avuto miglioramento dall'unione e dal tempo; +dall'altro, gli artigiani di Parigi a incrociare le braccia davanti +all'usurpazione del secondo impero per la incerta e triste speranza che +da esso potesse scendere il mutamento sociale invocato. Intanto, mentre +l'esclusivo intento dei vantaggi materiali da conquistarsi in ogni modo +e per qualunque via pervertiva il senso morale del popolo, l'Esercito, +travolto dietro al materialismo della _bandiera_, del _simbolo_ +sostituito all'_idea_, combatteva con animo eguale contro la Repubblica +Romana, contro lo Tsar, contro il Messico, contro i proprî concittadini. +Per l'Esercito, pel Popolo, pe' suoi nemici la _vita_--sacra per noi +nell'origine e nell'avvenire, escita da Dio e destinata +all'immortalità--ha perduto ogni santità; quale santità può mai avere un +frammento di materia animata da una forza destinata a morire per sempre? + +Così è caduta la Francia. Così cadrà ogni popolo al quale il +materialismo insegni che _gioire_ e _vincer_ gli ostacoli ai godimenti +son norma alla vita. Così non cada, appena nata, l'Italia! + +La nostra bandiera, o giovani, è santa come se ci fosse affidata da Dio +pel compimento del suo disegno sull'Umanità, o non è che misera insegna +di risse civili e di passioni suscitate nell'anima nostra dall'egoismo +sotto qualunque nome si celi. Custoditela santamente, come custodireste +l'onore della madre vostra. Circondatela, incontaminati, incontaminata, +di forti e pure opere, di forti e puri pensieri, tanto che il mondo +vegga la virtù moralizzatrice ch'è in essa. Non la macchiate d'un solo +pensiero di vendetta, non l'appannate d'un solo alito d'egoismo. Voi +dovete esser migliori di quei che v'avversano e, dove nol siate, credete +a me e all'insegnamento dei fatti, non vincerete. Non adorate la forza, +il coraggio, l'orgoglio della vittoria per ciò che hanno di splendido in +sè: adorate l'idea, della quale forza, coraggio, vittoria hanno ad +essere strumenti e senza la quale la forza si trasforma in violenza +brutale, il coraggio è dote sterile d'organismo, la vittoria è +supremazia inefficace di fratelli sopra fratelli. Non rievocate dagli +esempî stranieri ricordi d'un terrore che ha infamato la libertà, o nomi +d'uomini che mutarono in concetto d'odio un concetto d'amore e +spianarono con quel mutamento le vie a nuove tirannidi: la vostra storia +vi porge ricordi e nomi migliori, e in verità la memoria dell'ultimo fra +gli artigiani che posero nel 1530, senza ira e basse passioni, sostanza +e vita per la libertà repubblicana di Firenze, è miglior auspicio +all'impresa futura che non i nomi di Robespierre e Marat. Lasciate la +Francia e le sue false dottrine: non vedete a quali termini dottrine e +uomini l'hanno ridotta? Inspiratevi alle vostre tradizioni fecondate +dalla grande tradizione dell'Umanità: raccoglietene la perenne voce, +riveritene le costanti idee trasformate sempre, non mai cancellate. Voi +non potete, in nome d'un istinto passeggero di ribellione, rinnegare il +Genio dell'Umanità e de' suoi Grandi che vi grida di secolo in secolo, +d'epoca in epoca, Dio, Legge, Dovere, Patria, Amore, Progresso, +Immortalità. Come gli uomini della Compagnia della morte nelle battaglie +lombarde, prostratevi all'eterno Vero e sorgete per vincere. + +Ricordo una preghiera d'un poeta slavo-polacco che ama la patria come +pochi l'amano: «Noi non vi chiediamo, o Dio, la speranza; essa scende, +come pioggia di fiori, sulle nostre teste--non la morte dei nostri +oppressori: la loro fine è scritta sulla nuvola di domani:--non di +varcare la soglia della morte: è varcata, o Signore:--non corredo d'armi +potenti: le avremo dalla tempesta:--nè ajuti: il campo dell'azione è +aperto oggi davanti a noi. Ma oggi, mentre è cominciato il vostro +giudizio nei cieli sui duemila anni vissuti dal Cristianesimo, +concedeteci, o Signore, una volontà pura, concedeteci una volontà +santa.» + +Quando le vostre anime, o giovani, saranno capaci di proferire unite +quella preghiera, voi sarete ciò ch'oggi non siete, forti di virtù +iniziatrice e d'assenso di popolo; e l'Italia, come la invochiamo, sarà. + + +III. + +Abbiamo francamente parlato ai nostri: era un dovere e, a rischio di +spiacere a molti che militano sotto la bandiera da noi venerata, +l'abbiamo compito. Ma se a questo punto tacessimo, se non accennassimo +ai colpevoli errori della classe d'uomini rappresentata in Francia +dall'Assemblea, ma esistente per ogni dove, avremmo rimorso. Non +riparliamo dell'animo di vendetta feroce spiegato da quella classe: +vendetta e ferocia tanto più ree quanto più sono adoprate da chi è più +forte e finora vinse, mentre furono negli altri inspirate da una +riazione non giustificabile, ma intelligibile. La questione vive più in +alto del triste presente. Cerchiamo rimedî al futuro. Tentiamo via +d'accertare come si possa provvedere a che i turpi fatti di jeri non si +rinnovino domani. Pensiamo all'Italia, dov'oggi i buoni istinti e +l'apostolato dei nostri allontanano il pericolo, ma dove le cagioni +esistono e, se durasse, la noncuranza o l'ostinata resistenza a bisogni +reali e a sacre aspirazioni lo produrranno. + +D'onde scese al popolo, alle classi artigiane, il materialismo? D'onde +vanne ad esso l'esempio del culto esclusivo dei beni terrestri, +l'idolatria degli _interessi_ sostituita all'adorazione dei _principî_, +delle sante idee? + +Dall'incredulità e dai vizî delle corti, dalla corruzione e dalla +condotta dell'alto clero, dalle abitudini dei doviziosi, dal _fine_ che +s'è visibilmente proposto quell'ordine d'uomini che hanno scelto per sè +stessi il nome collettivo di _borghesia_ e che chiameremo _classe +media_. Questa classe, formata non solamente dei detentori di capitali e +di ogni altro elemento di produzione, ma di quanti per condizioni +propizie hanno potuto educar l'intelletto a una o ad altra funzione e +conquistare predominio negli ufficî, nell'insegnamento, nella stampa, +nelle imprese industriali, in tutto ciò che rappresenta officialmente o +quasi il paese, aveva innanzi la più bella, la più grande, la più santa +missione che potesse idearsi; stendere una mano fraterna alla classe +immediatamente inferiore e sollevarla al proprio livello; giovarsi dei +vasti mezzi posseduti da essa per educare gli ineducati, per aprire a +quei che trascinano l'esistenza nella povertà e nell'incertezza le vie +del libero lavoro e di vita più umana: schiudere insomma sulla terra ai +milioni di figli del popolo, ciò che il Cristianesimo schiuse ad essi +nel cielo, la Patria degli eguali e dei liberi. Non aveva la Religione +abolito, da diciotto secoli, la perpetuità delle classi anatemizzando il +dogma delle _due_ nature e insegnando che _tutti gli uomini sono figli +di Dio_? Non vaticinava la Storia ai discendenti degli emancipati di +sette secoli addietro che, come anteriormente al tramutamento dei +_servi_ in uomini dei Comuni gli _schiavi_ s'erano mutati in _servi_, +verrebbe tempo nel quale gli _assalariati_ si convertirebbero in +lavoranti _associati_? E non esciva da ogni tradizione politica severa e +perenne lezione che i gradi di Progresso assegnati all'Umanità si +compiono lentamente, pacificamente, per iniziativa di chi sta in alto o +colla violenza del turbine dalla ribellione di chi sta in basso? + +Le classi medie dimenticarono il loro Dovere e dimenticarono le norme +elementari d'ogni prudenza. Traviata da una falsa filosofia e da una +politica derivata da quella e che non potea varcare al di là dei +_diritti_ dell'_io_, obliarono che ogni loro conquista s'era compiuta +coll'ajuto delle moltitudini chiamate, infiammate da promesse di +miglioramenti e di libertà. I _loro_ diritti, diritti di stampa, di +associazione, d'ammessione agli ufficî, d'elettorato e d'eleggibilità, +pei quali il popolo, ineducato e costretto a un lavoro di tutte le ore +per vivere, non potea giovarsi, erano oggimai securi: a che combattere +per gli altrui? Senza concetto di Dovere, che non può derivare se non da +una Legge suprema, nè di _fine_ comune, che non può derivare se non da +un disegno intelligente preordinato, nè di vita oltre questa, che il +freddo sterile Deismo adottato non racchiudeva, rimaneva il culto degli +agi, dei conforti, degli interessi, della materia; e vi si travolsero. E +allora si svolsero tutte le tristissime conseguenze dell'Egoismo, +gelosia di qualunque accennasse a intenzione di salire ov'esse erano, +sospetto d'ogni progresso di libertà nelle moltitudini come di mezzo a +tradurre in fatto quella intenzione, adesione non sentita, ma calcolata, +alla monarchia come a dottrina di privilegio che afforzerebbe il loro, +immobilizzazione della vita elettorale nel censo, favore dato agli +eserciti permanenti e riluttanza all'armamento della Nazione, monopolio +di legislazione e quindi i proprî interessi curati; traditi o negletti +quelli del popolo; concentramento amministrativo come barriera contro il +temuto futuro, stolto anti-scientifico terrore d'ogni disegno di +miglioramento economico nelle condizioni del popolo come se non potesse +compiersi che a danno loro e non dovesse invece accrescere la produzione +e la ricchezza comune; cento altri errori e mali ch'or non giova +numerare, ma sopra ogni cosa il problema vitale, indispensabile, unico +potremmo dire, dell'Educazione Nazionale, falsato, immiserito a +proporzioni d'una _istruzione_ che, scompagnata dall'educazione _morale_ +e _patria_, è un'arme a due tagli; e questa istruzione ineguale, +anarchica, poca e inaccessibile a quanti poveri combattenti per +l'esistenza fisica non possono sottrarre il fanciullo al lavoro o +soggiacere a quelle, comunque menome, spose di vestiario o d'altro che +l'intervento alla scuola richiede. Da quel contegno delle classi medie +scende il contegno delle classi artigiane: dalla gelosia e dal sospetto +hanno imparato a sospettare e ad essere gelose dell'altrui condizione, +dal culto degli interessi materiali l'avidità, dalla ingratitudine +l'ira, dalla guerra la guerra. + +Oggi ancora e di fronte al pericolo ch'essa dichiara minaccioso, +imminente, la stampa monarchica, la stampa che si millanta dell'_ordine_ +e parla in nome delle classi medie, versa in Italia su questo popolo +accusato, rimproverato, il più esoso materialismo da ogni suo foglio. +Per essa, il problema Italiano si risolve in una cifra di produzione, se +bene o male ripartita non monta: un lieve progresso nell'esportazione, +un arrivo di qualche nave di più in uno o in altro dei nostri porti, un +incerto aumento di ricavato da un tributo a danno probabilmente della +classe più misera, la suscitano ad inni d'entusiasmo per le condizioni +dell'oggi; diresti che l'Italia, convertita in bottega, non dovesse più +vivere se non di ciò che si misura e si pesa, e che l'onore, la dignità, +le idee, il progresso morale, la missione da compirsi al di fuori pel +bene altrui, fossero elementi estranei alla costituzione e allo sviluppo +della Nazione. Materialismo d'_interessi_ momentanei, senza +norma alcuna di principio _morale_ che guidi, nella politica +internazionale--materialismo d'_interessi_ governativi di un giorno, +senza concetto che immedesimi popolo e capi in un _fine_ +comune--materialismo nella questione del vincolo religioso, invocato fin +dove può giovare a sorreggere l'autorità politica, sprezzato e violato +ove accenna a limitarla o dirigerla, e tradotto nella vertenza col Papa, +in ipocrisia che cospira genuflettendosi--diffidenza del Pensiero +considerato pericoloso, d'ogni proposta innovatrice dichiarata _utopia_, +d'ogni incremento di libertà, d'ogni associazione che miri a +procacciarlo, d'ogni idea che schiuda o annunzii un nuovo orizzonte allo +spirito--è questo l'insegnamento che sgorga ogni giorno dalle +manifestazioni officiali o semi-officiali degli organi di ciò che _è_. +La _pratica_, che convalida pur troppo l'insegnamento, è nota +all'Italia, e noi non vogliamo insozzarne le nostre pagine. + +Logorata dal tempo e dal materialismo l'antica fede che prometteva +almeno le benedizioni del cielo ai condannati a patir sulla terra--senza +Educazione che guidi a fede più alta e più unificatrice dei _doveri_ e +delle _speranze_--senza alcuna di quelle grandi idee che han nome +Patria, Onore, Gloria, Libertà, Indipendenza, Missione, e hanno potere +di creare la virtù del Sacrificio nel core delle moltitudini--come mai +le aspirazioni delle classi temute non si sarebbero concentrate intorno +alla conquista dei beni materiali negati? Perchè non avrebbero dai +godimenti delle classi socialmente superiori imparato il desiderio di +godere alla volta loro? E perchè, respinte nei loro più temperati +disegni e condannate--in un mondo pel quale il dito di Dio ha stampato +per ogni dove la parola PROGRESSO--all'immobilità delle loro attuali +condizioni, non travierebbero dietro ai primi che, rivelando ad esse la +loro forza, le chiamano a conquistare colla violenza e a danno altrui +ciò che dovrebbero ottenere per altra via e senza rovina di chi ha già, +per lavoro compito nel passato, ottenuto? Gli errori abbondano nelle +loro file; ma dov'è il Potere, dov'è la classe fornita di mezzi +intellettuali o materiali che abbia educato quei milioni d'uomini al +Vero e li abbia poi condotti di grado in grado alla _pratica_ di quel +Vero? Una colpevole tendenza all'ira contro gli abbienti, alla vendetta +contro chi li offese e rise delle loro richieste, affatica, irrita le +anime loro; ma se _noi_ possiamo biasimarli e li biasimiamo, in nome di +qual dritto le classi non curanti prima, feroci contr'essi poi, +esigerebbero da essi quelle virtù ch'esse non hanno? Da oltre a +quarant'anni, la questione della quale Parigi s'è fatta in questi ultimi +mesi tristissima interprete, s'agita esplicita, più e più sempre +minacciosa in Francia, in Inghilterra e in Germania, nelle classi +artigiane; e chi pensò seriamente a risolverla? Chi provvede a +schiuderle le vie del progresso pacifico? Le classi governative, i +posseditori, nei Parlamenti o fuori, degli ufficî e dei capitali, +schernirono la _parola_ di quelle classi e ne soffocarono gli _atti_ nel +sangue. Hanno convertito ciò che avrebbe dovuto essere opera +concordemente tentata in duello: hanno detto: _v'impediremo la via colla +Forza_: le conseguenze dovevano escire inevitabili. Non giova maledire: +bisogna mutar le premesse. E affrettarsi: per quanto è più sacro, +affrettarsi. + +Professori, senatori, marchesi, gazzettieri e voi tutti che, +atteggiandovi a sussiego d'economisti, degnate annunziarci per via +d'epistole laudatorie reciproche che v'occupate di _salvare_ la società +minacciata, perchè, invece di consigliare amorevolmente il malato e +lenirne l'irritazione, cominciate per oltraggiarlo? E perchè, usurpando +la definizione materialista e puramente negativa data da Bichat[164] +alla Vita, non trovate dall'alto della vostra scienza altri rimedî da +quelli infuori che sommano nella parola _resistere_? Religione, voi +dite; e lo diciamo noi pure; ma quale? Noi la cerchiamo nel futuro e +tale che dall'alto dell'_eterna_ rivelazione di Dio attraverso le nostre +facoltà e le tendenze della vita collettiva, stringa in armonia Terra e +Cielo, santifichi coll'adempimento del Dovere i _diritti_, e insegni +all'uomo che deve non _distruggere_, ma sviluppare e _perfezionare_ gli +elementi dei quali si compone la Tradizione dell'Umanità: voi +retrocedete a brancolare tra le rovine del lontano passato e vi +riannettete per tardo calcolo di paura a una religione che insegnava +rassegnazione al Male quaggiù, diceva: _al cielo, al cielo!_ perchè si +sentiva incapace di trasformare la terra, e scaglia oggi col _Sillabo_ +anatema al Moto. Altri fra voi fantastica di un _Partito Conservativo_ +da fondarsi con tutte le reliquie delle fazioni spente o morenti. Il +Partito Conservativo esiste: esiste da secoli: esiste nella coesione +naturale di tutti gli _interessi_ nati dal tempo e dalla possessione: +esiste forte d'ordini, di vasta rete d'ufficî, di tesoro, d'esercito; e +non ha potuto impedire alla marea di salire. Sarà più forte se +riuscirete a ingrossarlo d'alcuni retrogradi che non seppero difendere, +quando occorreva, i loro padroni? E quanto a _reprimere_, sì, lo +_potete_; lo potete per un po' di tempo ancora; ma lo _dovete_? Vi basta +l'animo di combattere senza rimorso battaglie periodiche, di mantenere +ordinata con sagrificî continui, crescenti, la guerra civile nella +vostra terra, d'insanguinarvi a ogni tanto le mani nel sangue d'uomini +che illusi, traviati, son pure vostri fratelli? E a qual pro? Non +riescirete lungamente, e dovete saperlo. O siete ciechi di tanto da non +vedere l'inesorabile progressione seguìta in questa guerra tra chi +chiede e chi nega? Paragonate le eroiche sommosse del chiostro di +Saint-Mery col moto del 1848 e le ribellioni di Lione ai giorni di Luigi +Filippo coll'ultima insurrezione del Comune in Parigi. Le vostre sono +vittorie di Pirro. Voi potete spegner _nemici_; ma il Nemico è +immortale. Il Nemico è un'IDEA. + +Voi sollevate imprudentemente il grido selvaggio: _i barbari sono alle +porte della nostra città_. Quel grido non è vostro: non esce, la Dio +mercè, da concetto italiano. Voi lo usurpaste a Guizot. Ma ricordatevi +almeno che l'averlo proferito non salvò Guizot, nè la dinastia ch'egli +proteggeva, nè quell'_ordinamento della borghesia_ ch'ei sognava e che +rovinò sotto la brutale violenza del Bonaparte. E ricordatevi che i +Barbari del V secolo vinsero. A respingerli, bisognava rifare i +decaduti, immemori, scettici, corrotti Romani. + +Questi che voi oggi chiamate Barbari rappresentano sviata, guasta, +sformata per colpa vostra in gran parte, una Idea: il salire +inevitabile, provvidenziale, degli uomini del Lavoro. Perchè lo +dimenticate? Voi balbettate a ogni ora la sacra parola PROGRESSO; ma +cos'è questa Legge divina che noi scrivemmo d'antico sulla nostra +bandiera se non l'avvicinarsi di passo in passo all'_unità_ della +famiglia di Dio? Non è questo moto ascendente degli Operaî, nelle sue +radici, una fase, indicata dai tempi, di quel Progresso? Non dovreste +benedirlo come adempimento del disegno divino nel mondo? Voi siete +studiosi e forse dotti di Storia; ma non v'insegna la Storia che +un'Epoca dell'Umanità o una Nazione non sorge se non coll'affacciarsi +d'un _nuovo_ elemento alla vita sociale? Perchè non sentite il bisogno e +il dovere d'ajutare a sorgere questo elemento? Perchè volete +_conservare_ l'inferiorità di milioni d'uomini, figli come voi di Dio, +nati con voi nella stessa terra e chiamati allo stesso _fine? Noi +abbiamo,_ scriveva dì sono, meravigliando dell'ingratitudine popolare, +un gazzettiere dei vostri, _fondato le Casse di Risparmio pei +malcontenti_. È derisione? È follìa? Casse di risparmio per chi si lagna +di non poter risparmiare? Casse di risparmio per risolvere un problema +d'_eguaglianza_, di libertà non mentita, d'associazione, d'unità morale +da ordinarsi nello Stato? E voi, professori, senatori e marchesi, che +dichiarate, esagerando, urgente il problema e gigantesco il pericolo, +date e chiedete lodi e patenti di _salvatori_ al gazzettiere che intende +a risolvere l'uno e scongiurar l'altro con rimedî siffatti? + +Ciò che le Classi Operaje in Italia vogliono--ciò che noi pure, credenti +in Dio, nella santità della Famiglia, nella Proprietà individuale, nella +Patria, e avversi alle stolte teoriche del Comune di Parigi e alle +tendenze, come ci sono note, dell'_Internazionale_, vogliamo per esse--è +questo: + +In un Popolo che sorge a Unità di Nazione, Unità per la quale essi hanno +largamente versato il proprio sangue, gli Operaî vogliono sorgere essi +pure e aver parte di cittadini, d'uomini liberi su terra libera, in +quell'Unità, migliorando le loro condizioni morali, intellettuali +e--dacchè quel miglioramento esige tempo e mezzi ch'oggi mancano ad +essi--economiche: + +Vogliono una Educazione Nazionale, uno Stato che ad essi e a _tutti_ +comunichi, come pegno d'eguaglianza morale e di progresso futuro, il +programma, la tradizione, i principî universalmente accettati e il +_fine_ del paese in cui sono chiamati a vivere e ad agire--e che agevoli +l'insegnamento speciale necessario al genere di lavoro che scelgono: + +Vogliono il _voto_, un ordinamento politico nel quale essi possano per +mezzo dei _loro_ rappresentanti esprimere bisogni, tendenze, desiderî +oggi commessi a uomini d'altre classi e con interessi diversi: + +Vogliono un ordinamento di Milizia Nazionale che li chiami, occorrendo, +tutti a combattere per l'integrità, l'indipendenza, l'onore, la missione +della propria terra e che li ammaestri a compire questo sacro dovere, ma +senza pericoli per la libertà del paese e col menomo dispendio del tempo +sottratto alla vita di famiglia e alla produzione: + +Vogliono un ordinamento di libertà amministrativa che, senza nuocere +menomamente all'Unità morale e politica della Nazione, affidi agli +eletti dal voto universale del Comune la gestione degli interessi +economici e degli Ufficî del Comune medesimo, la tutela della sicurezza +pubblica locale, la scelta dei più tra gli ufficiali preposti +all'esecuzione delle leggi nazionali: + +Vogliono un sistema di tributi che, lasciando inviolabile da ogni +diretta o indiretta sottrazione il puro _necessario_ alla vita, graviti +equamente su ciò che varca quel limite: + +E vogliono pacificamente, gradatamente, sostituire all'ordinamento +attuale del lavoro retribuito con _salario_ dai detentori di capitali +quello del lavoro _associato_: unire, in altri termini, nelle mani +d'associazioni libere e volontarie, industriali e agricole, _capitale_ e +_lavoro_. + +Questo vogliono e avranno le Classi Operaje: sono aspirazioni fondate +sulla giustizia, additate dalla progressione storica della vita +collettiva dell'Umanità, attuabili senza spogliazioni o brutali +violazioni di diritti legittimamente acquistati, promettitrici +d'incremento alla produzione e di meno anarchico assetto alla vita +economica, giovevoli quindi a ogni classe di cittadini; e quando da +quasi mezzo secolo queste aspirazioni sprezzate, neglette, combattute, +invigoriscono tuttavia d'anno in anno e numerano oggi non migliaja, ma +milioni d'uomini affratellati in esse, i tempi sono evidentemente maturi +perchè, entro un tempo non remoto, trionfino. + +Soltanto--e parliamo non ai professori, senatori e marchesi +inaccessibili probabilmente ai nostri consigli, ma ai numerosi uomini +delle classi medie che non sono vincolati a sistemi o interessi +privilegiati, che possiedono perchè hanno lavorato e lavorano, che +vorrebbero il bene; ma, soverchiamente diffidenti d'ogni mutamento, +paventano per ogni dove guai che sta in essi d'evitare--soltanto, se +quest'elemento popolare chiamato irrevocabilmente a salire non troverà +nei già saliti fuorchè resistenze cieche, repressioni feroci e oltraggi +dagli uni, noncuranza, scherno, diffidenza e disamore dagli altri, +evocherete i pericoli che temete: quell'elemento inoltrerà non come +fiume fecondatore, ma come torrente che straripa, inonda e affoga: quel +popolo abbandonato, rejetto, accoglierà facilmente la parola d'ira e +vendetta, le idee puramente _negative_ e sovvertitrici che abbondano +oggi in Europa: avrete imitazioni di Comuni parigini, _Internazionale_ e +flagello periodico di guerra civile. + +Amare, concedere le prime richieste or ora accennate, giovare +all'ultima, affratellarvi, a temperarlo, col moto: questa è oggi la +parte vostra. + +Ma _potete_, nelle condizioni in cui siete, compirla? Potete collocarvi, +pacificatori efficaci, tra l'elemento temuto e chi è costretto a tentar +di reprimerlo, nè cura se andiate voi pure sommersi? È la prima +questione che ciascuno di voi dovrebbe, nella propria mente, risolvere. +Per noi, è da lunghi anni risolta. + + + + +AGLI OPERAI ITALIANI[165] + + +Molti fra voi m'amano e sanno ch'io v'amo. V'amo come s'ama una speranza +d'immortalità per la creatura più cara, perchè so che in voi, uomini del +Lavoro, vivono più che altrove i fati immortali d'Italia: v'amo perchè +le ingiuste privazioni sofferte da secoli non v'hanno insegnato a +odiare--perchè, soli forse in Europa, avete sentito che non s'hanno +diritti se non meritandoli, e vi siete raccolti intorno a una bandiera +che porta scritto DOVERE--perchè da quando una speranza di risurrezione +albeggiò per la patria vostra, voi compiste il dovere, combattendo, +patendo, morendo--perchè combattete, patite, morite ignoti, senza +orgoglio di fama tra i vivi, senza nome lasciato ai posteri, nel +silenzio e nella santità del martirio. E voi m'amate perchè sapete che +s'io non ho _potuto_ fare, ho _desiderato_ molto per voi, senza mire +individuali o sprone fuorchè quello del culto al Bene; perchè sapete che +s'io posso, come ogni uomo può, errare nell'intelletto, non posso, per +colpa di cuore o per amore di vittoria più rapida, tentar d'ingannarvi; +perchè sentite nell'anima ch'io amo oggi il vostro avvenire, svanita per +gli anni ogni speranza di salutarlo con voi, com'io l'amava quando, +fervido d'energia e di fiducia, io m'affacciava alla vita politica; e +l'amerò, morendo, com'oggi. Io da lungo non vi scrivo direttamente, ma +scrivendo intorno alle cose del paese, non ho mai taciuto dell'elemento +vostro, nè del mutamento delle vostre condizioni come di cosa +inseparabile da ogni possibile progresso Italiano. Di voi non temevo e +sapevo che, per apprestarvi a quel progresso, non avevate bisogno di +sprone. E s'oggi m'indirizzo a voi, lo fo per avvertirvi d'un pericolo +che vi minaccia e che sta in voi soli d'allontanare. + +Di mezzo al moto normale degli uomini del Lavoro è sorta un'Associazione +che minaccia falsarlo nel _fine_, nei _mezzi_ e nello spirito al quale +v'inspiraste finora e dal quale soltanto otterrete vittoria. + +Parlo dell'_Internazionale_. + +Quest'Associazione, fondata anni addietro in Londra e alla quale io +ricusai fin da principio la mia cooperazione, è diretta da un Consiglio, +anima del quale è Carlo Marx, tedesco, uomo d'ingegno acuto; ma, come +quello di Proudhon, dissolvente: di tempra dominatrice, geloso +dell'altrui influenza, senza forti credenze filosofiche o religiose e, +temo, con più elemento d'ira, s'anche giusta, che non d'amore nel cuore. +Il Consiglio, composto d'uomini appartenenti a paesi diversi e nei quali +sono diverse le condizioni del popolo, non può avere unità di concetto +positivo sui mali esistenti e sui rimedî possibili, ma deve +inevitabilmente conchiudere più che ad altro a semplici negazioni. +L'unico modo ragionevole d'ordinamento per le classi artigiane d'Europa +è quello che, riconoscendo sacre le Nazionalità e lasciando alle diverse +Associazioni nazionali il maneggio delle cose proprie, formerebbe di +_delegati_ da esse muniti d'istruzioni un centro comune per ciò che può +mantenere fin dove giova l'armonia del moto verso il _fine_ generale. Un +nucleo d'individui che s'assuma di governare direttamente una vasta +moltitudine d'uomini diversi per patria, tendenze, condizioni politiche, +interessi economici e mezzi d'azione, finirà sempre per non operare o +dovrà operare tirannicamente. Per questo io mi ritrassi e si ritrasse +poco dopo la Sezione operaja italiana appartenente in Londra +all'Alleanza Repubblicana. + +L'_Internazionale_ esercitò predominio sul secondo periodo segnatamente +del recente moto parigino. Di questo, del programma da esso adottato, +degli atti che deturparono quel periodo, ho parlato altrove. Il +programma trovò inerte la Francia: per la prima volta Parigi sorse e +cadde isolata. E quanto al fascino ch'esercita su molti la potenza della +quale fece prova in Parigi l'Associazione, non cercherò, come potrei, di +scemarlo esaminando le circostanze singolari tanto da non riprodursi +probabilmente più mai, che posero armi, uomini, mezzi e passioni di +popolo offeso in mano ai capi. Mi sentirei reo di pensare bassamente di +voi s'io, esortandovi a star discosti da quell'Associazione, vi parlassi +d'altro che del _fine_ a cui tende. Da quello soltanto, non dalla cifra +de' suoi affigliati, voi dovete giudicarla. Come me voi sapete che ogni +forza è incapace di durare se non s'appoggia sul Vero e sul Giusto. +L'_Internazionale_ è condannata a smembrarsi; e in Inghilterra, sede del +Centro, lo smembramento è già cominciato. + +Accennando ai principî che dirigono l'Associazione non intendo di dire +che formino la fede di tutti i suoi membri. In un ordinamento come +quello che la costituisce non può esistere vera unità; e so di Sezioni +collocate in terre lontane dal Centro che ignorano completamente le sue +tendenze: sanno d'appartenere a un'Associazione europea che ha per +_fine_ l'emancipazione delle classi operaje e null'altro. Gli atti +_officiali_ del Centro furono sino ad oggi rari e mal noti. Ma quei +principî rivelati dapprima da oratori imprudenti nei Congressi +internazionali tenuti negli anni vicini a noi nella Svizzera e nel +Belgio, non furono smentiti dal Centro; ebbero di tempo in tempo +conferma da discorsi pubblici d'uomini del Consiglio in Londra e +l'ebbero più recentemente, dominando il Comune, in Parigi. + +I principî promossi dai capi e dagli influenti dell'_Internazionale_ +sono: + +Negazione di Dio--cioè dell'unica, ferma, eterna, incrollabile base dei +doveri vostri e dei vostri diritti, dei doveri altrui verso la vostra +classe, della certezza che siete chiamati a vincere e che vincerete. +Cancellata l'esistenza d'una prima Causa intelligente, è cancellata +l'esistenza d'una Legge Morale suprema su _tutti_ gli uomini e +costituente per _tutti_ un _obbligo_; è cancellata la possibilità d'una +_legge_ di Progresso, d'un disegno _intelligente_ regolatore della vita +dell'Umanità: _progresso_ e _moralità_ non sono più che _fatti_ +transitorî, senza sorgente fuorchè nelle tendenze; negli impulsi +dell'organismo di _ciascun_ uomo, senza sanzione fuorchè dall'arbitrio +di ognuno, da _interessi_ mutabili o dalla _forza_. Dio, il _caso_, la +_forza_, cieca, insuperabile, _delle cose_, sono infatti le sole tre +sorgenti imaginabili della Vita; ma, rinnegata la prima e accettata +l'una o l'altra delle ultime due, in nome di che v'assumerete il diritto +d'educazione? in nome di che condannerete l'uomo che s'allontana per +egoismo dalle vie del Bene? in nome di che protesterete contro i vostri +ingiusti padroni? in nome di che li combatterete? Da dove dedurrete +l'esistenza d'un _fine_ comune a _tutti_ che v'autorizzi a dir loro: +«siamo, _dobbiamo_ essere tutti fratelli e associati a raggiungerlo?» +Invocherete l'_interesse_ che vi sprona a conquistare? Ma con qual +diritto negherete agli altri l'_interesse_ che li sprona a _conservare_? +In virtù di quale _principio_, di quale _dovere_ chiamerete gli avversi, +i vostri, occorrendo, al Martirio? E perchè? I sacrificî, il martirio +non possono _creare immediato_ il mutamento di condizioni invocato. Voi +combattete e chiamate altri a combattere pei vostri figli, per quei che +verranno: or chi v'assicura, se il mondo è governato dal _caso_ o da +forze fisiche operanti senza scopo e d'incerta durata, che esciranno +dalle opere vostre e rimarranno stabilmente i frutti sperati? +Invocherete la Forza, che senza santificazione d'un _fine_ prescritto è +_violenza_? Il numero che, se non è l'espressione, l'interprete d'una +Legge Morale, cede all'arbitrio d'un impulso, d'una seduzione, d'un +errore? Il senso d'un interesse _materiale_ ch'io ho veduto spingere il +popolo un giorno a fondare Repubblica, un altro a fondar l'Impero? E +badate: la questione ridotta nei termini della pura _forza_ pende +dubbiosa. I sostenitori dell'ordine attuale hanno ordinamento vecchio di +secoli, potente di disciplina e di mezzi che nessuna società +internazionale, combattuta d'ora in ora e costretta a operar nel +segreto, potrà raggiungere mai. Oggi, il vostro moto è santo perchè +s'appoggia appunto sulla Legge Morale negata, sulla progressione storica +rivelata dalla Tradizione dell'Umanità, sopra un concetto d'educazione, +d'associazione crescente, d'unità della famiglia umana, prefisso da Dio +alla Vita. Voi distaccate ogni giorno, in nome di quella legge, di quel +disegno divino, il cui compimento è quindi presto o tardi _inevitabile_, +uno o altro elemento dall'esercito dei _conservatori_, dai difensori del +vecchio mondo. La vostra è crociata. Convertitela in ribellione, in +minaccia d'_interessi_ contro _interessi_: voi non potrete più far +calcolo che su forze _vostre_. Siete certi che bastino? E ov'anche +bastassero, non contaminereste la vostra vittoria di lunghe, terribili +battaglie civili e di sangue fraterno? + +Negazione della Patria, della Nazione--cioè del punto d'appoggio alla +leva colla quale potete operare a pro di voi medesimi e dell'Umanità; ed +è come se vi chiamassero al lavoro negandovi ogni divisione del lavoro +stesso o chiudendo davanti a voi le porte dell'opificio. La Patria vi fu +data da Dio, perchè in un gruppo di venticinque milioni di fratelli +affini più strettamente a voi per nome, lingua, fede, aspirazioni comuni +e lungo glorioso sviluppo di tradizioni e culto di sepolture di cari +spariti e ricordi solenni di martiri caduti per affermare la Nazione, +trovaste più facile e valido ajuto al compimento d'una missione, alla +parte di lavoro che la posizione geografica e le attitudini speciali +v'assegnano. Chi la sopprimesse, sopprimerebbe tutta quanta l'immensa +somma di forze creata dalla comunione dei mezzi e delle attività di quei +milioni e vi chiuderebbe ogni via all'incremento e al Progresso. Alla +Nazione l'_Internazionale_ sostituisce il Comune, il Comune +indipendente, chiamato a governare da sè. Voi esciste dal Comune, +dicono: in esso s'educò la vostra vita; ed è vero, ma retrocederete voi +alla vita dell'infanzia, darete ad essa prevalenza sulla vita virile, +perchè prima d'essere uomini foste fanciulli? La vita del Comune fu +storicamente preceduta da quella di famiglia: perchè non risalir fino a +quella? Non leggete appunto nella progressione ascendente seguìta +ovunque dalla famiglia al Comune, dal Comune alla Nazione, dalla Nazione +isolata al concetto della Federazione delle Nazioni, l'opera della Legge +che vi chiama a stringervi più sempre in più vasta e intima +Associazione? Se vi _sentite_, insistono, stretti a fratellanza di +Patria, anche col nostro ordinamento rimarrete tali. No; non rimarrete. +L'educazione morale eguale e le leggi uniformi son necessarie a +trasmettere di generazione in generazione quel sacro accresciuto +deposito di fratellanza in un _fine_ concordemente accettato: ed essi +lasciano l'educazione e le leggi all'arbitrio d'ogni Comune. Abbiate +educazione e leggi affidate in quasi novemila Comuni a influenze +predominanti per un tempo negli uni o negli altri d'uomini di progresso +o retrogradi, d'unitarî o federalisti, di credenti in Dio e nell'anima +immortale o di materialisti o di clericali cattolici; e avrete, dopo un +terzo di Secolo, rinati tutti i piccoli egoismi locali, financo il nome +di Patria svanito e risorte le risse civili del medio evo; e intanto, +angustia di mezzi per ogni dove, tronche le vie ai grandi sviluppi +politici, intellettuali, economici, ridotta la vita italiana a povera, +gretta esistenza vegetativa. Il concetto dell'_Internazionale_ guida +inevitabilmente all'anarchia e all'impotenza. + +Negazione d'ogni proprietà individuale--cioè d'ogni stimolo alla +produzione da quello della necessità di vivere in fuori. La proprietà, +quando è conseguenza del Lavoro, rappresenta l'attività del corpo, +dell'organismo, come il pensiero rappresenta quella dell'anima; è il +segno visibile della nostra parte nella trasformazione del mondo +materiale, come le nostre idee, i nostri diritti di libertà e +d'inviolabilità della coscienza sono il segno della nostra parte nella +trasformazione del mondo morale. Chi lavora e produce ha diritto sui +frutti del proprio lavoro; in questo risiede il diritto di proprietà. E +se la maggiore o minore attività nel lavoro è sorgente d'ineguaglianza, +quell'ineguaglianza materiale è pegno d'eguaglianza morale, conseguenza +del principio che ogni uomo deve essere retribuito a seconda dell'opera +sua: _avere quanto egli ha meritato_. Bisogna tendere all'impianto d'un +ordine di cose nel quale la proprietà non possa diventar monopolio e non +scenda in futuro se non dal lavoro, nel quale, quanto al presente, le +leggi tendano a scemare gradatamente il suo permanente concentramento in +poche mani e si giovino d'ogni giusto mezzo ad agevolarne la +trasmissione e il riparto. Ma l'abolizione della proprietà individuale e +la sostituzione della proprietà collettiva sopprimerebbero ogni sprone +al lavoro--sopprimerebbero ogni stimolo a dare, coi miglioramenti e col +pensiero dato ai prodotti futuri, il più alto valore possibile di +produzione alla proprietà--sopprimerebbero la libertà del lavoro negli +individui--e, attribuendo all'autorità di pochi rappresentanti lo Stato +o il Comune, accessibili all'egoismo, alla seduzione, a tendenze +arbitrarie, l'amministrazione d'ogni proprietà, ricondurrebbero +sott'altro nome tutti i cittadini al sistema del _salario_, al quale +vorremmo che a poco a poco sottentrasse l'_associazione_, e +riaprirebbero le vie a tutti quei mali ch'oggi provocano le vostre +lagnanze contro i pochi detentori di capitali. La proprietà collettiva +rappresentò il primo stadio della vita economica, quando l'umanità +nell'infanzia non era peranco escita dal sistema patriarcale delle +famiglie. Oggi non dura che nei Comuni di Russia, dove da alcuni anni i +lavoratori, emancipati dalla _servitù_, s'affrettano a procacciarsi +proprietà individuale. + +Nè prolungherò questo ingrato esame. I pochi punti toccati devono, +parmi, bastarvi per giudicare se dall'_Internazionale_ possa o no +venirvi salute. + +No; voi non lascerete, per proposte siffatte, la via calcata sinora, e +io potrò, sino all'ultimo giorno, movere su quella con voi. Se v'è città +fra le nostre nella quale l'_Internazionale_ abbia trovato aderenti, è +quella--non la nomino, ma v'è nota--dove l'elemento operajo e più muto, +più ritroso ad ogni vitalità di progresso. + +Quando, riandando la Storia, trovate idee che, sorte col primo noto +periodo della vita dell'Umanità, hanno vissuto con essa d'Epoca in +Epoca, trasformandosi sempre, ma rimanendo sempre e per ogni dove, nella +loro essenza, inseparabili dalla società e più forti d'ogni rivolgimento +distruggitore d'altre idee appartenenti a un solo Popolo o a un'Epoca +sola--e se, interrogando nei migliori momenti d'affetto, di santo +dolore, di devozione al Bene, la vostra coscienza, sentito dentro un'eco +a quelle idee che i secoli vi trasmettono--quelle idee son vere e +ingenite nell'Umanità della quale devono seguire il progresso: voi +potete e dovete modificarle, purificarle, migliorarne lo svolgimento e +l'applicazione; non abolirle. Dio, l'Immortalità della Vita, la Patria, +il Dovere, la Legge Morale che sola è sovrana, la Famiglia, la +Proprietà, la Libertà, l'Associazione sono tra quelle. + +Voi--perchè meritaste col sacrificio, perchè non cercaste di sostituire +alle altre la vostra classe, ma d'inalzarvi con tutti, perchè +invocate una diversa condizione economica, non per egoismo di +godimenti materiali, ma per potere migliorarvi moralmente e +intellettualmente--avete oggi diritto a una Patria di liberi e d'eguali +nella quale abbiate comune con tutti i vostri fratelli l'_educazione_, +comune il _voto_ per contribuire all'avviamento progressivo del paese, +comuni l'_armi_ per difenderne la grandezza e l'onore, esente da ogni +tributo diretto o indiretto il necessario alla vita, libertà di lavoro e +ajuti ove manchi a dove lo vietino gli anni o le malattie; poi favore e +agevolezza di _credito_ nei vostri tentativi per sostituire a poco a +poco al sistema attuale del _salario_ il sistema dell'_associazione_ +volontaria fondata sull'unione del _lavoro_ e del _capitale_ nelle +stesse mani. Non vi sviate da quel programma: non v'allontanate da quei +tra i vostri fratelli che riconoscono questi vostri diritti e s'adoprano +a spianare le vie a instituzioni che possano riconoscerli e tutelarli. +Chi vi chiama ad altro non può giovarvi. + +Educatevi, istruitevi come meglio potete: non dividete mai i vostri dai +fati della vostra Patria, ma affratellatevi con ogni impresa che miri a +farla libera e grande: moltiplicate le vostre _associazioni_ e +inanellate in esse, dovunque è possibile, l'operajo dell'_industria_ con +quello del _suolo_, città e contado: adopratevi a creare più frequenti +le società cooperative di _consumo_. E fidate nell'avvenire. + +Ma unitevi compatti, serrati, ordinati a modo d'esercito. Oggi nol +siete. Le vostre società sono moralmente collegate dalle comuni +tendenze; ma nessuna ha mandato per parlare, se non nel proprio nome, +nessuna può far suonare davanti al paese la voce di tutta la Classe +artigiana a esprimerne bisogni e voti, nessuna può dire autorevolmente: +_questo vogliono, questo respingono gli operaî d'Italia_. Voi avete +unità di _fine_, non d'_azione_ e di _metodo_. Senza un Patto di +fratellanza, senza un Centro direttivo, voi non potete acquistare nè +infondere in altri coscienza della forza ch'è in voi: non potete +ordinare e pubblicare una statistica dei mali che affliggono la vostra +classe: non potete dar vigore d'uniformità o di periodicità +all'indicazione degli opportuni rimedî. + +Queste cose io vi dissi pochi anni addietro; e voi le accoglieste +convinti. Un Patto fu steso e accettato dalla maggioranza delle società +in uno dei vostri Congressi. Ma per un errore commesso nella formazione +dell'Autorità direttiva, quel Patto rimase lettera morta, inutile, +dimenticato. Perchè non date opera a ravvivarlo, a ridare, con più saggi +provvedimenti, vigore a quel moto di concentramento oggi più che mai +urgente? E perchè volete, voi, elemento nuovo che sorge, nè può +arrestarsi senza retrocedere, far vostra la colpa frequente pur troppo +in Italia del _dire_ e _non fare_? + +Roma, la Città madre, è oggi nostra; ma nostra a mezzo, nostra +materialmente soltanto; e incombe a noi tutti di versare in essa l'anima +della Patria e da essa ricevere la consecrazione alla via che dobbiamo +correre perchè si compiano i vostri fati e una manifestazione potente +della Vita Italiana faccia santa e feconda l'unione. Perchè non +v'affrettate a raccogliervi in Roma a Congresso e attingervi nuovo +battesimo alla vostra Fratellanza? Forse, oltre all'immenso vantaggio +per voi, ricordereste coll'esempio e quasi _iniziatori_ all'Italia che +da Roma deve escire un altro e più largo Patto, il PATTO NAZIONALE, +definizione della nostra vita avvenire, senza il quale Roma e l'Italia +son vuoti nomi. + + + + + IL MOTO DELLE CLASSI ARTIGIANE + + E IL CONGRESSO[166]. + + +Abbiamo combattuto e combatteremo i traviamenti e peggio della +_Internazionale_ e de' suoi copisti in Italia; ma perchè, oltre +all'amore innato del Vero e del Bene, ci sprona il convincimento ch'essi +falsano il moto operajo e ne indugiano il giusto trionfo. Il moto +ascendente delle classi artigiane costituisce uno dei principali +caratteri dell'Epoca nuova che invochiamo e alla quale cerchiamo una +_iniziativa_ in Italia perchè non è da trovarsi altrove. Noi non +aspettammo per dichiararlo le inattendibili promesse dei _socialisti_ +francesi o le selvaggie ire odiatrici, e per questo impotenti al bene, +dell'Associazione che ha centro in Londra. Dal primo impianto della +_Giovine Italia_ fino alle nostre ultime manifestazioni, la causa degli +Operaî fu nostra e la immedesimammo col moto nazionale italiano. +Attraverso ormai quaranta anni d'apostolato insistemmo a ripetere che +una Rivoluzione non è legittima ne può esser durevole se non congiunge +la questione sociale colla politica, se non trasforma sulla via del +Progresso e nei limiti del possibile l'ordinamento economico, se non +migliora, senza danno o ingiuria ad altrui, le condizioni del lavoro, +dei _produttori_. Proponemmo come mezzi transitorî l'educazione +Nazionale uniforme; instituzioni capaci di prevenire ogni esempio di +corruzione che venga dall'alto; un sistema economico fondato +sul risparmio, sull'aumento delle sorgenti di produzione, +sull'appropriazione di parte del danaro pubblico e dei beni da +incamerarsi ai bisogni degli operaî industriali e agricoli; un +ordinamento di tributi che non graviti direttamente o indirettamente sul +_necessario_ alla _vita_; imprese nazionali dirette a conquistare alla +produzione i quattro milioni d'ettari di terra italiana oggi incolta, a +creare colle colonizzazioni volontarie una nuova classe di piccoli +proprietarî e dare al paese le forze produttrici ch'oggi emigrano in +cerca di lavoro a lontani lidi stranieri; e additammo ultima soluzione +del problema da conquistarsi lentamente, progressivamente, liberamente, +la sostituzione del sistema d'_associazione_ del _capitale_ e del +_lavoro_ e dell'equa partecipazione di tutti i produttori ai frutti del +lavoro, all'attuale sistema del _salario_. Ajutammo come era in +noi--e gli operaî, che non sono sofisti nè ingrati, non lo +dimenticano--l'impianto delle società di mutuo soccorso, preludio a +quelle di cooperazione. Tentammo di far intendere alla classi medie che +il moto operajo non era sommossa sterile e passeggiera, ma cominciamento +d'una Rivoluzione provvidenziale voluta dalla progressione storica che +governa la vita e l'educazione dell'Umanità--che _associazione_ era il +termine elaborato dall'Epoca nuova e da aggiungersi, in tutte le +manifestazioni della vita, ai termini _libertà_ ed _eguaglianza_ già +conquistati dall'umano intelletto--che tra noi quel moto e quel termine +erano a un tempo, dacchè ogni Epoca chiama, sorgendo, ad attività un +nuovo elemento, pegno del nostro esser chiamati a farci Nazione e d'un +vincolo d'alleanza che si porrebbe presto o tardi fra le Nazioni +ordinate a vita di popolo--ma che quel moto salutato, ajutato +fraternamente dall'altre classi con atti d'apostolato simili ai nostri, +si serberebbe incontaminato d'errori funesti e di basse passioni e +frutterebbe a quanti ordini di cittadini vivono sulla nostra terra; +combattuto colla violenza, tormentato di diffidenze o abbandonato da una +colpevole noncuranza all'isolamento, si svierebbe facilmente a torti +pensieri e accoglierebbe, invece della nostra severa parola DOVERE, le +promettitrici parole dei primi demagoghi cupidi, anelanti vendetta o +vogliosi d'erigersi sui bisogni reali degli Operaî un seggio di +dominazione. + +Non fummo ascoltati. + +I Governi senza missione che tennero dal 1815 in poi un potere fondato +sul privilegio durarono paghi a _vietare_ e _reprimere_. Le classi medie +non guardarono al moto o guardarono con sospetto. Gli economisti +_officiali_ seguirono a dire che la _libertà_ finirebbe per sanare ogni +piaga, come se tra chi propone patti giusti o ingiusti di lavoro e chi è +costretto dal bisogno d'oggi o del dì dopo ad accettare potesse mai +esistere _libertà_ di contratto. I cattolici additarono a chi soffriva +il cielo, come se non dovessimo meritarlo colle opere nostre qui sulla +terra e si trattasse unicamente del _nostro_, non dell'_altrui_ +soffrire. Taluni fra i migliori s'illusero a potere risolvere un grande +problema sociale insegnando agli Operaî le grette egoistiche avvertenze +di Franklin sul modo di salvare di giorno in giorno pochi centesimi o +fondando, come se tutta una classe potesse salire ed emanciparsi colla +elemosina, qualche istituto di beneficenza. + +L'_Internazionale_ è il frutto inevitabile della repressione governativa +e della noncuranza delle classi educate e più favorite dalla fortuna. + +La repressione brutale di pretese ch'erano da principio giuste in sè +generò riazione e pretese ingiuste: l'uomo respinto violentemente da un +lato trabocca oltre ogni equilibrio dall'altro. La noncuranza di chi +avrebbe dovuto affratellarsi al moto e contribuire a dirigerlo +riconcentrò l'operajo in sè stesso, lo indusse a non far calcolo che +delle proprie forze, a numerarle, a trovarsi libero d'usarne, il giorno +in cui fossero predominanti, a danno degli indifferenti ai suoi mali: +chi viola o lascia che si violi il diritto altrui non può presumere +ch'altri protegga o rispetti il suo. Nessuno ha _diritti_ se non compie +_doveri_. + +Oggi, la livida luce di lampo che solcò impreveduta l'orizzonte francese +in Parigi ha rotto i sonni delle classi medie e la stampa che le +rappresenta parla di gravi problemi che non possono più trascurarsi; ma, +e lo diciamo con dolore, quel ridestarsi assume sembianza, più che +d'amore, di paura; e la paura è pessima consigliera. Non parliamo della +feroce repressione consumata in parte, in parte minacciata dagli uomini +che usurpano un potere _costituente_ in Versailles: essa ha rinfiammato +e rinfiammerà più sempre, se dura, le ire segrete e l'anelito alla +vedetta; non parliamo delle persecuzioni iniziate ad arbitrio da altri +Governi: per ciò appunto che non sanno se non _reprimere_, i Governi +d'oggi sono irrevocabilmente condannati a perire. Ma gli uomini, gli +ordini intermedî di cittadini, compiono essi o s'apprestano a compiere +il debito loro? + +Il problema è grave, dicono, _perchè_ è minaccioso; bisogna _studiarlo_: +intanto raccomandano vigilanza ai Governi, rassegnazione agli Artigiani. +Trascorsi pochi mesi, se nulla turberà l'apparente quiete, i consiglieri +s'illuderanno intorno al futuro e ricomincieranno, prevediamo, a tacere. + +Il problema è non solamente grave, ma santo, e prima condizione per +meritar di risolverlo senza crisi violente è il _sentirlo_ tale, e +l'affacciarsi ad esso non col senso di paura ch'esce dalla minaccia, ma +col palpito di speranza che vien dall'amore. Se volete governare e +dirigere al bene un popolo, amatelo. È santo per voi il nascere alla +famiglia _individuale_ d'un pargolo e ne circondate la culla d'affetti, +di sorriso e di cure proteggitrici: non sarà santo il sorgere d'una +classe intera? non verserete su quel pargolo della famiglia _nazionale_, +a proteggerne ed ajutarne il progresso, parte della vostra forza? +L'Angelo della Patria siede alla culla di quel fanciullo collettivo che +domanda ammissione al consorzio civile e recherà alla Madre comune +incremento di vita e nuovo vigore di pensiero e d'azione. +L'emancipazione politica data ai quattro milioni d'operaî dell'industria +manifatturiera e ai nove milioni d'agricoltori li svierà, colla +coscienza d'una nuova e degna missione da compiere, da molte funeste +abitudini, sopirà ogni fiamma di discordia tra classe e classe, +allontanerà ogni cagione di subiti e pericolosi rivolgimenti e trarrà +dal loro intelletto oggi muto nuovo alimento al deposito collettivo +d'inspirazioni e d'idee che forma la tradizione italiana. L'Educazione e +la loro partecipazione progressiva a seconda delle opere nei prodotti +del Lavoro, accresceranno la quantità e la qualità della produzione, +conquisteranno ad essa il tempo oggi speso nell'invigilare, +sopprimeranno la necessità d'una moltitudine d'agenti improduttivi +intermedî. E ogni passo dato innanzi, sulla via dell'Eguaglianza e del +Progresso, da quei milioni è un passo verso quell'unità morale della +Famiglia italiana e per essa dell'Umanità, ch'è il nostro ideale e +sorgente di tutti i nostri doveri. + +Voi dovreste salutare con gioja di fratelli questo moto ascendente delle +Classi artigiane e vergognarvi d'aver aspettato che la paura vi +insegnasse a intenderne l'importanza. + +E il problema è studiato: studiato, da ormai mezzo secolo, quanto basta +perchè sian noti i vizî che affliggono le Classi artigiane e i primi +rimedî coi quali dovrebbe iniziarsi la loro emancipazione. Ma quel +lavoro che dovremo probabilmente ricapitolare un dì o l'altro nella +_Roma del Popolo_ e ch'or voi vorreste, quando urge il _fare_, +ricominciare, ha un difetto: fu fatto, spesso sotto gli impulsi della +paura, quasi sempre con amore esclusivo d'uno o d'altro sistema +preconcetto e prendendo, come in altro scritto dicemmo, le mosse da un +solo degli elementi che costituiscono la vita dell'Umanità, da pensatori +isolati, da letterati di gabinetto, da uomini che--i più +almeno--studiarono il problema, non nelle officine e nelle abitazioni +dove trascinano la vita le famiglie degli artigiani, ma sui libri, +statistiche e documenti talora errati, quasi sempre incompiuti perchè +compilati o da autorità tendenti a celare il male o da individui +tendenti ad esagerarlo. La verificazione di quel lavoro non può farsi se +non dagli Artigiani medesimi. + +È necessario che gli Artigiani d'Italia dicano pacificamente, ma +seriamente e _officialmente_, ai loro fratelli di patria i loro bisogni +e le loro aspirazioni, ciò che patiscono, ciò che, nella loro opinione, +porgerebbe ai loro patimenti rimedio. + +E perchè la loro voce suoni _officialmente_ al paese, è necessario che +esca, non da una o altra società capace di rappresentare soltanto +condizioni, interessi, opinioni locali, ma convalidata da un'Autorità +interprete riconosciuta dalla Classe artigiana intera e che compendii +legalmente in sè tutti i caratteri del suo moto collettivo ascendente. +L'esposizione escita da quell'Autorità centrale, sarà l'unica base che +possa per noi ragionevolmente idearsi agli studî ch'altri annunzia voler +imprendere. + +La costituzione di questa Rappresentanza centrale e l'impianto di una +pubblicazione periodica, organo collettivo della Classe artigiana +convalidato dalla Direzione centrale, devono essere appunto il _fine_ +principale del Congresso operajo che si terrà, speriamo fra non molto, +in Roma. + +E questo Congresso porge, a quanti s'affratellano nell'animo al +progresso delle classi operaje e desiderano pel bene della Patria comune +che quel progresso si compia pacifico, sobrio nelle esigenze e fondato +sulla concordia di tutte le classi, una mirabile opportunità per dare ai +loro fratelli operaî un pegno delle loro intenzioni amorevoli e al moto +stesso un carattere normale alieno da ogni tristissima realtà o +apparenza di conflitto civile. + +L'invio dei delegati delle società dalle diverse parti d'Italia a Roma, +la retribuzione che dovrà stabilirsi per gli eletti a formare in Roma la +Commissione centrale, l'impianto della pubblicazione periodica che dovrà +esserne l'organo, costano, e gli artigiani son poveri. Le società +faranno, non ne dubitiamo, il debito loro; nondimeno ogni spesa è vero +sacrificio per esse; e ci sembra che toccherebbe a noi tutti di provare, +concorrendo, agli uomini del Lavoro, che nostro è il loro problema, +nostre sono le loro speranze, nostro è il loro avvenire. + +Noi proponiamo che s'apra una sottoscrizione per lo scopo accennato di +contribuire alle spese che il Congresso e i _fini_ cercati da esso +vorranno. E proponendola e invitando i buoni a secondarla, crediamo far +cosa giusta e giovevole. È probabile che la proposta perirà sommersa +nell'inerzia comune. Pure, i tempi son tali da rompere quella inerzia; e +di fronte agli incitamenti che vengono dal di fuori, importa davvero che +in qualche modo, con qualche dimostrazione visibile, le classi medie +convincano gli artigiani che non sono, come altrove, condannati alla +solitudine e che il loro progresso è a cuore di quanti hanno a cuore il +progresso della Nazione. + + + + + ALLE SOCIETÀ OPERAJE + + _L'AVVENIRE_ DI TORINO E _L'UNIVERSALE_ DELLA SPEZIA[167] + + +Voi m'avete scelto a vostro rappresentante nel futuro Congresso operajo. +Non potevate farmi più alto onore e vi serberò riconoscenza perenne; ma +non posso accettare e devo accennarvene le ragioni. + +La prima è nelle mie condizioni fisiche. Infiacchito dagli anni e +malfermo nella salute, io mi sento oggimai assolutamente incapace di +lunghe discussioni pubbliche e non potrei compire debitamente la parte +che voi mi assegnate. + +La mia presenza nuocerebbe probabilmente al _fine_ che vi proponete e +darebbe, nell'opinione di molti, al Congresso un carattere politico che +voi dovete e volete evitare. Voi non potete, operaî italiani, rinnegare, +come tentarono e tentano in altre terre, l'unità del problema umano e +separare dalla questione _nazionale_ e di progresso politico la +questione economica: siete uomini e cittadini come operaî e non può +compirsi progresso per voi se prima non si compie nell'elemento patrio +in cui foste posti a vivere. Ma l'intento principale del vostro +Congresso è oggi quello di _costituirvi_, di raccogliervi tutti quanti +siete, smembrati tuttora in nuclei locali, sotto il Patto di fratellanza +e la Direzione centrale che deve farvi capaci d'esprimere officialmente +ed efficacemente al paese i vostri bisogni, i mali che vi affliggono, i +rimedî che intravedete possibili. E per questo, voi non avete bisogno di +me. Importa anzi tutto che la vostra voce a le vostre deliberazioni +escano spontanee e libere, per tutti quei che guardano in voi, da ogni +sospetto d'influenza straniera al _fine_ che ora vi proponete. Quando +udrò determinato il tempo pel vostro convegno, io vi porgerò +pubblicamente quei pochi consigli che il mio cuore mi suggerisce +opportuni; ma il mio intervento personale darebbe pretesto agli avversi +a voi per accusarvi d'aver ceduto, in qualche vostra determinazione, +all'amore che, meritamente o immeritamente, avete per me e per +accusarmi, dacchè gli uomini di mala fede non credono mai alla sincerità +altrui, di tendere a mutare la vostra in una manifestazione +esclusivamente politica e favorevole alle credenze dell'anima mia. Parmi +debito d'evitarlo. + +E finalmente--perchè tacerei con voi di ciò che forse non è che +debolezza mia individuale?--quando nel 1849, dopo la santa e gloriosa +difesa, Roma fu occupata dalle armi di Francia, corsi e ricorsi solo, +per una settimana ancora e pericolando, le vie della città misteriosa, +ch'io fin dai primi anni della mia gioventù adorai come cuore e centro +della Missione italiana e tempio d'una terza Epoca di vita della patria +nostra a pro dell'Europa e del mondo. E allora, tra i ricordi +dell'immenso passato e i presentimenti ostinati d'un immenso avvenire, +di fronte ai segni visibili d'un Papato che aveva spinto contro Roma i +soldati stranieri e d'una Monarchia che aveva contemplato immobile +l'agonia della Metropoli d'Italia, io giurai a me stesso che non avrei +più mai liberamente respirato quelle sacre auree se una bandiera +repubblicana non sventolasse dal Campidoglio e dal Vaticano o io non +potessi giovare a piantarvela. Lasciate che, in questo periodo di +giuramenti falsati per calcolo o leggierezza di scettici, io, credente +in Dio e nella coscienza immortale, serbi, canuto, il mio. Mi sentirò +più degno d'amarvi. + + + + + AI RAPPRESENTANTI GLI ARTIGIANI + + NEL CONGRESSO DI ROMA[168] + + + FRATELLI MIEI, + +Voi sarete, se odo il vero, tra breve raccolti in Roma. E io sciolgo la +mia promessa di darvi quei suggerimenti che mi sembrano più opportuni al +buon andamento del vostro Congresso. Non m'arrogo di dirigervi o +costituirmi interprete vostro; troppi uomini parlano oggi in vostro nome +e ripetono la frase imperiosa russa: «bisogna insegnare all'operajo ciò +ch'ei _deve_ volere.» Ma mi pare di potervi dire ciò che la parte buona +e sinceramente italiana del paese aspetta da voi. + +La prima cosa, in ogni impresa, da accertarsi è il _fine_ a cui tende. +Il _metodo_ da tenersi nello svolgersi dell'impresa medesima è suggerito +logicamente dal _fine_. Il successo dipende dal seguirlo tenacemente e +non disviarsene mai. Ogni deviazione è inutile dispendio di forza e di +vita. + +Qual è il _fine_ a cui tende il vostro Congresso? + +È, se non erro, quello di costituire un Centro che, rispettando i +diritti e i doveri puramente _locali_ delle società, possa legalmente +rappresentare doveri, diritti, tendenze, interessi comuni a tutta quanta +la Classe artigiana ed esprimere, convalidato dalla potenza del numero, +i mali che affliggono in Italia gli uomini del Lavoro, le cagioni che, +secondo voi, li producono, e i rimedî che, secondo voi, potrebbero +cancellarli. + +Un Patto di fratellanza fu stretto, tra le numerose società che +aderirono, nell'ultimo vostro Congresso tenuto in Napoli. Ma per errori +che or conoscete commessi nella costituzione appunto dell'Autorità che +doveva rappresentare quel Patto e desumerne le conseguenze, rimase +lettera morta. + +Si tratta per voi di ratificare nuovamente quel Patto e di costituire a +rappresentarlo un'Autorità che abbia condizioni di vera, forte e perenne +vita. + +Ed è la cosa più importante che possiate fare. Dal giorno in cui +l'avrete fatto, comincierà la vita collettiva degli operaî italiani; +avrete costituito lo strumento per progredire concordi; la questione +sociale, oggi lasciata all'arbitrio di ogni nucleo locale, potrà +definirsi davanti al paese, forte dei fatti raccolti da tutte le società +e del consenso indiretto di quasi dodici milioni tra operaî +manifatturieri, dati all'industria mineraria ed agricoltori; petizioni, +reclami, statistiche concernenti alcuni fra i mali immediati e dovuti al +malvolere o all'arbitrio degli uomini più che alla costituzione sociale, +potranno escire dal vostro Centro in nome non d'una, ma di tutte le +società operaje esistenti in Italia e saranno per questo ascoltate. E +finalmente, potrete allora stringere, nei modi e coi patti che vi +parranno opportuni, coi vostri fratelli dell'altre Nazioni, vincoli +d'alleanza che tutti intendiamo e vogliamo, ma dall'alto del concetto +_nazionale_ riconosciuto, non sommergendovi, individui o piccoli nuclei, +in vaste e male ordinate società straniere che cominciano dal parlarvi +di libertà per conchiudere inevitabilmente nell'anarchia o nel +dispotismo d'un Centro o della città nella quale quel Centro è posto. + +L'ASSOCIAZIONE, concetto fondamentale dell'epoca nuova, avrà ricevuto +dal vostro elemento la prima solenne consecrazione. E l'esempio gioverà +a tutto quanto il paese. + +Se questo è, com'io credo, il vostro _fine_ principale nel riunirvi a +Congresso, il _metodo_ da seguirsi nelle vostre deliberazioni è chiaro. + +Verificati attentamente i mandati, che devono esclusivamente esser dati +da società d'_operaî_, gittatevi risolutamente a quel _fine_, e non +tollerate che altri vi svii sollevando incidenti e affacciando proposte +e questioni estranee. Alcuni fra voi formulino un _ordine del giorno_ +progressivo che escluda, finchè il _fine_ non sia raggiunto, ogni +discussione intorno a dottrine religiose, politiche o sociali che un +Congresso oggi non può decidere se non con dichiarazioni avventate e +ridicole per impotenza. Raggiunto il _fine_, compìto l'ordinamento +interno della classe vostra, discuterete, se avrete tempo, ciò che +vorrete. Dove no, commetterete allo studio dell'autorità centrale le +proposte che vi parranno importanti. Ma non v'allontanate prima dal +segno. Questa vostra è manifestazione, oltre ogni altra anteriore, +solenne. Il paese guarda in voi trepido, attento, severo. Se troverà nel +vostro, come in altri congressi tenuti fuori d'Italia, sobbollìo, +tempesta di pareri diversi, d'avventatezze non frenate, di lunghe parole +inutili su questioni vitali e superficialmente trattate dall'ira non +repressa di pochi, giudicherà voi tutti inesperti e malavveduti e +prematuro il sorgere del vostro elemento. + +Due sole dichiarazioni mi sembrano, quasi preambolo all'ordinamento e +istruzione generale data all'Autorità che dovrete eleggere, volute oggi +dalle insolite circostanze nelle quali versa gran parte di Europa. + +Non giova illudervi. Il paese che cominciava a guardar con favore ai +vostri progressi e a sottoporre a più attento esame ciò che da noi o da +altri si scrive per voi a pro del vostro giusto inevitabile sorgere, è +dagli ultimi eventi di Francia in poi sulla via di retrocedere, +impaurito e tendente ad appoggiare la stolta immorale teorica di +_resistenza_ più o meno adottata a danno vostro da tutti i Governi. Una +selvaggia irruzione, non dirò di dottrine, ma d'arbitrarie irrazionali +negazioni di demagoghi russi, tedeschi, francesi, è venuta ad annunziare +che, per esser felice, l'Umanità deve vivere senza Dio, senza Patria, +senza proprietà individuale e, pei più logici e arditi, senza santità +_collettiva_ di famiglia, all'ombra della casa municipale di ogni +comune; e quelle negazioni hanno trovato, tra per insana vaghezza di +novità, tra per il fascino esercitato dalla forza spiegata da quei +settarî in Parigi, un'eco in una minoranza dei nostri giovani. L'Umanità +guarda e passa; ma la tiepida, tentennante, tremante, credula +generazione borghese dei nostri giorni, impaurisce d'ogni fantasma. La +parte abbiente del paese, dal grande proprietario fino al piccolo +commerciante e al proprietario d'una bottega, comincia a sospettare che +ogni moto operajo covi una minaccia ai capitali raccolti talora per +eredità, più spesso dal lavoro; e ha diritto d'essere rassicurata. Or se +voi foste credenti in quelle pretese dottrine, io deplorerei le +tristissime conseguenze che ne escirebbero infallibilmente per l'Italia +e per voi e cercherei di convincervi; non vi direi: _mentite per tattica +o per paura_. Ma so che quelle insensate teorie non sono vostre; e però +vi dico: importa al progresso del vostro moto ascendente e al paese che +lo dichiariate: importa sappiano tutti che voi vi separate dagli uomini +che le predicano; che in cima alla vostra fede sta la santa parola +DOVERE; che voi mirate a iniziare l'_avvenire_, non a sconvolgere con +violenza il _presente_; che non tendete a distribuzione di ricchezza +posta in mano d'altrui, a liquidazioni sociali, a confische di +proprietà, ma chiedete educazione per voi e pei vostri figli, intervento +pacifico di cittadini nelle faccende della Patria che amate, sacro e +inviolabile da ogni tributo il _necessario_ alla vita, senza la quale nè +lavoro nè produzione sono possibili, e favore e ajuti dalla Nazione alla +lenta trasformazione dell'ordinamento attuale del lavoro nel più giusto +e utile a tutti ordinamento dell'_associazione_ tra il capitale e il +lavoro, tanto che vi s'apra via per raccogliere voi medesimi un capitale +e mutarvi da _salariati_ in lavoratori liberi, indipendenti +dall'arbitrio altrui. + +E una seconda dichiarazione, implicita già nel vostro patto di +fratellanza, dovrebbe, parmi, riaffermare che voi non separate il +problema _economico_ dal problema _morale_, che vi sentite anzitutto +uomini e italiani e che, comunque chiamati dalle vostre circostanze a +occuparvi più specialmente d'un miglioramento di condizioni per la +classe vostra, non potete nè volete rimanere estranei e indifferenti a +tutte le grandi questioni che abbracciano l'universalità dei vostri +fratelli e il progresso collettivo d'Italia. + +Ma riconfermato il Patto di fratellanza e compite queste due +dichiarazioni, l'una delle quali vi separa dal male, l'altra inanella i +vostri ai fati d'Italia, l'ordinamento interno avrà, spero, tutte le +vostre cure. + +Quell'ordinamento è cosa vostra e farete pel meglio. Ma se mi concedeste +di sottomettervi anche su quello alcuni suggerimenti, vi direi: + +Costituite in Roma una Commissione direttiva centrale composta di cinque +operaî tra i migliori dei vostri: siate nella scelta indipendenti da +ogni considerazione che non sia di virtù morale e capacità. + +Determinate per essi uno stipendio mensile. Ogni opera vuole essere +retribuita. E ricordatevi che l'impianto della Commissione eletta nel +Congresso di Napoli fallì perchè appunto gli individui scelti in punti +diversi non trovarono modo di recarsi nella città dove dovevano +raccogliersi o speranza di trovarvi immediatamente lavoro. La missione +inoltre fidata ai cinque non potrà del resto conciliarsi colla necessità +di lavorare per vivere. + +Eleggete un Consiglio composto di trenta o più individui scelti fra i +delegati delle diverse località rappresentate nel Congresso e aderenti +al Patto, ai quali sia commesso l'ufficio d'invigilare, ciascuno dalla +città in cui vive, sugli atti della Commissione direttiva, e attribuite +un potere d'_iniziativa_ per proposte da farsi ad essa, quando la +proposta sia inoltrata da un numero, che toccherà a voi di determinare, +di consiglieri. E statuite che in ogni deliberazione d'importanza vitale +per la classe operaja, la Commissione debba, convocandoli o per +corrispondenza, consigliarsi con essi. Sia inoltre nei consiglieri, se +unanimi o quasi, autorità di convocare le società a un congresso +speciale, se mai vedessero la Commissione deliberatamente sviarsi dalla +missione ad essa fidata. + +Statuite egualmente che la stessa facoltà _iniziatrice_ risieda nelle +Società e che ogni proposta convalidata d'assenso da un numero di esse +che dovrete determinare, avrà necessariamente studio e risoluzione dalla +Commissione direttiva. + +E finalmente accertate se sia possibile coll'ajuto regolare e +determinato delle società e con quello che potrà venirvi d'altrove, +l'impianto d'una pubblicazione settimanale, diretta dalla Commissione, e +organo _officiale_ dei lavori e dei voti della Classe operaja. + +Questo parmi in oggi il còmpito vostro. Il mio, se eleggete la +Commissione, sarà quello di deporre nelle sue mani il rendiconto delle +somme spese e quel tanto che avanzerà della sottoscrizione da me +iniziata per voi, e di porgere ad essa via via i suggerimenti che il +cuore e l'intelletto m'inspireranno. + +E sarò vostro, Operaî fratelli miei, finchè rimarrà in me un alito della +vita terrestre. V'amai fin dai primi passi ch'io mossi sulla via che il +dovere e gli istinti dell'anima mi fecero scegliere, perchè fin d'allora +intravidi i fati ai quali oggi vi sospinge la Legge provvidenziale del +Progresso e la splendida parte che avreste nel risorgimento di questa +sacra terra che Dio volle darci a Patria. V'amai come s'ama chi _merita_ +amore, rispettandovi e non contaminando voi e me con ipocrite adulazioni +o accarezzando in voi illusioni condannate anzi tratto perchè evocate da +passioni latenti o da promesse che si risolvono in sole parole. V'ho +sempre detto ciò che credo esser vero. + +E voi mi avete ricambiato d'amore per questo: di quell'amore sincero, +puro, spontaneo che porge conforto, nelle più dure prove, alla vita e +non concede all'anima stanca di travolgersi nell'ira, nel dubbio o +nell'egoismo. Rimanga tra noi quel patto d'amore. E possa io, non +foss'altro, vedervi prima dell'ultima ora concordemente avviati al +compimento della vostra missione. + + + + +QUESTIONE SOCIALE[169] + + +Torniamo e torneremo sovente sulla questione sociale, perchè essa è la +più santa e a un tempo la più pericolosa del periodo in cui viviamo e +non vediamo finora che i più ne intendano i pericoli o la santità. +Abbiamo da un lato, diffusi su quasi tutta l'Europa, agitatori volgari +trascinati dalle misere condizioni in cui giaciono da secoli gli uomini +del Lavoro a concetti d'odio e vendetta, di sostituzione d'una classe a +un'altra, di disegni negativi d'ogni progressiva convivenza sociale, ai +quali non può riescire se non di nuocere e di fare per lungo tempo +indietreggiare la soluzione del problema: agitatori di seconda mano i +quali, incapaci nell'anima d'odio e di basso spirito di vendetta, ma +affascinati per mobilità di fantasia dall'_azione_ qualunque siasi, +impazienti d'esame purchè le proposte suonino libertà e ribellione, +accolgono senza studio dei fatti le affermazioni dei primi: uomini +buoni, ma corrivi a credere ciecamente e tentennanti ancora nella +coscienza della propria forza, ai quali le false o esagerate asserzioni +dei primi e il rapido assenso dei secondi persuadono che esiste al di +fuori d'essi un'arcana gigantesca potenza presta a far l'opera loro e +salvarli dal dovere della lenta fatica e del sacrificio. Abbiamo +dall'altro individui collocati dal caso o dall'arbitrio di pochi al +sommo dell'edificio sociale e che dovrebbero appunto per questo sentir +più forte il dovere di _dirigere_ le Nazioni sulle vie del progresso, +condannati dall'assenza d'una fede, dal vuoto di ogni dottrina, dal +presentimento d'ineluttabili fati a non conoscere via se non quella +della _resistenza_ dove anche l'intravedono disperata, e a vivere di +giorno in giorno come possono e finchè possono: poi, materialisti +pratici, servi per interesse d'ogni potenza che può dare ricchezza o +dominazione, presti sempre ad accarezzare d'illusioni sulla debolezza +del moto temuto i padroni o a rafforzare la tendenza alla repressione. E +abbiamo tra i due una numerosa classe d'uomini tiepidamente buoni, +tormentati di paura, di scetticismo, di fiacchezza e d'inerzia, che +intravedono talora il dovere, ma non sanno evocare in sè l'energia +necessaria a compirlo, che presentono a ora a ora i pericoli +dell'indifferenza, ma s'arretrano davanti a quel lampo invece +d'inoltrare d'un passo e giovarsi dell'incerto bagliore a collocarsi +risolutamente sulla via diretta. + +Gli uomini della prima classe--lasciando da banda gli agitatori volgari +che saranno schiacciati qualunque volta s'attenteranno di +agire--rinsaviranno col tempo e le delusioni. È impossibile non si +avvedano presto o tardi che l'_azione_ è colpa quando ha un intento non +giusto, follìa quando la riuscita non è possibile--che se il problema +dell'emancipazione operaja è universale, le condizioni diverse nei +popoli fanno diversi i modi, che a _ciascun_ popolo appartiene +essenzialmente il segreto della scelta di questi modi e che +l'indipendenza del concetto nazionale da una direzione straniera è la +prima forma della libertà collettiva e pegno a un tempo di quella +coscienza della propria forza, senza la quale non è dato ad alcuno di +compier doveri e di conquistare diritti--finalmente che non è potente ad +un _fine_ se non l'_unità_ di forze omogenee, e che l'illudersi a cercar +potenza per fare una Associazione cosmopolitica in seno alla quale una +sezione crede nella giustizia della proprietà _collettiva_, un'altra in +quella della proprietà _individuale_, una terza nell'onnipotenza dello +Stato, una quarta nell'abolizione degli Stati a pro d'una illimitata +autonomia di Comuni, una quinta nel predominio dello spirito e +dell'ideale, una sesta esclusivamente nella materia e negli atomi +vaganti in cerca d'un concorso fortuito, torna tutt'uno col cercar +vittoria da un esercito nel quale un battaglione mova di fronte mentre +un altro volga a diritta, un altro a sinistra e un quarto retroceda +sotto capi non intesi fra loro. + +La seconda classe d'uomini--lasciando da banda Governi che si affaticano +a vivere di _negazioni_--è composta d'incorreggibili. La bassezza +dell'animo li fa inaccessibili a ogni cosa che non sia la prepotenza +d'un _fatto_. Oggi, l'opera loro indugia il progresso, ma più in virtù +di vizî che sono in noi che non in virtù d'influenza reale che sia in +essi; e quando, curati quei vizî, il _fatto_ nuovo s'affaccierà, +sfumeranno nel nulla o mendicheranno a noi, che non accetteremo, il +diritto di proferire le stesse menzogne a pro nostro. + +Ma la terza classe è ben altrimenti numerosa e importante, non solamente +per le condizioni di intelletto educato e di possedimenti che la +farebbero, se volesse, arbitra dello Stato, ma perchè in essa sono +latenti i germi del bene insteriliti negli altri. Tolta via una genìa di +speculatori e di banchieri insaziabili che contaminano le buone vecchie +abitudini del commercio e preparano crisi tremende ai popoli, gli uomini +delle classi medie furono e sono tuttora uomini di lavoro e ne sanno il +valore e la dignità. In un periodo nel quale, sciolti per molte cagioni +tutti i vincoli d'unità morale, di viva fede e di culto a un _fine_ +comune, non rimane a norma di vita che l'_io_, hanno ringrettito affetti +e virtù ad affetti verso l'angusto cerchio privato, a virtù domestiche e +inoperose oltre il recinto della famiglia e dei pochi amici, ma la +facoltà d'intendere e d'operare il bene vive in essi, più sviata e +intorpidita che spenta. Da queste classi borghesi che si affermarono +coll'antica emancipazione dei nostri Comuni, escirono, in tempi più +recenti, forti fatti di lunga ostinata resistenza ai dominatori +stranieri e torme di giovani volontarî per le battaglie dell'Unità +nazionale e apostoli incontaminati del Vero e di questa stessa +emancipazione del popolo che noi predichiamo. Gli artigiani d'Italia lo +sanno e serbano, buoni come sono, animo grato ai fondatori degli asili +per l'infanzia, delle casse di risparmio, delle prime scuole popolari, +rimedî inefficaci ai loro mali, ma creduti allora i soli possibili e +occasione del ridestarsi del popolo alla coscienza di fati migliori. Chi +s'adopra fra noi a seminare astio fra classe e classe e irritare il +_povero popolo_ contro chi s'emancipò primo o contro ai detentori, quali +essi siano, di capitali, fa opera trista che non giova agli artigiani e +suscita a sospetti di pericoli, che in realtà non esistono, tutta una +moltitudine di cittadini necessarî anche essi al progresso della +Nazione. + +Non esistono per chi ama e intende se non due classi di cittadini, i +buoni e i tristi, gli amorevoli al bene altrui e capaci di sagrificio, e +gli egoisti, se borghesi o artigiani non monta, che non pensano se non +al proprio benessere. Se la tendenza a questo egoismo s'incontra più +frequente tra quei che possedono, la cagione sta nelle più numerose +tentazioni materiali che li accarezzano, nei Governi che, a serbarli +amici, circondano di monopolî e privilegi civili e politici la loro +ricchezza e in una dottrina economica buona a suo tempo, funesta in +oggi, che dei due elementi d'ogni progresso, Libertà e Associazione, non +conosce che il primo e che, travolta nel materialismo del periodo in che +nacque, sostituisce al problema _umano_ un semplice problema di +_produzione_. Bisogna combattere l'infausta dottrina, mutare i Governi +fondati sul monopolio e sul privilegio, illuminare quei molti, sviati +dalla stampa semi-officiale, sulle condizioni reali degli artigiani, +sulla potenza del loro moto, sull'urgente da farsi. E se anche il +tentativo non riuscisse, bisogna farlo per dovere, per testimonianza a +tutti dell'animo nostro, per assicurarci nelle opere future una pura +coscienza. Cento, cinquanta, venti anime sottratte per noi all'_errore_ +che minaccia di riescire fatale all'intorpidita società d'oggi, sono +premio che basta al tentativo sul quale insistiamo. + +L'_errore_, l'errore fondamentale che addormenta nella classe d'uomini +alla quale accenniamo la tendenza a esaminare seriamente il problema e +tentar di risolverlo concordemente con noi, è quello di guardare al moto +artigiano, non come a fatto provvidenziale e ineluttabile, ma come a +frutto di tempi politicamente agitati e fenomeno che un migliore assetto +governativo e alcuni lievi miglioramenti ai mali più urgenti +dileguerebbero. + +Quei che così pensano fraintendono interamente i caratteri del moto. + +Il moto è intimamente e indissolubilmente connesso colla questione +politica, nè raggiungerà il proprio fine se non sciolta quella. Nessuna +trasformazione sociale può compirsi senza l'impianto di instituzioni +politiche corrispondenti al _principio_ che le dà vita e potenza: chi +tentasse operarla isolata susciterebbe una serie interminabile e +inefficace di tremende guerre civili. Nessuna rivoluzione politica può +d'altro lato farsi legittima e riescire a buon porto se non modifichi +gli ordini sociali e non inizii alla vita nazionale una classe d'uomini +fino a quel giorno diseredati: dove nol faccia, crea irrevocabile la +necessità d'una nuova rivoluzione dopo non lungo intervallo di tempo e +una sorgente di perenni contese civili in quell'intervallo. Ma la +questione sociale ha una vita propria, immanente, indipendente +dall'altre di tanto che, affacciata una volta, non può spegnersi per +cosa che altri faccia in manifestazioni diverse della vita della +Nazione. Tutte le libertà amministrative possibili, s'anche poteste--ciò +che non è--ottenerle cogli ordini attuali, non varrebbero a farla +retrocedere: il suffragio universale stesso--ed è, senza rivoluzione +politica, utopìa inverificabile--non basterebbe a sopirla e diverrebbe +un'arme in mano agli uomini che la promuovono. Soltanto, quell'arme +potrebbe sviarsi: diventare strumento di sanguinose guerre civili in +pugno al primo uomo dotato dell'energia audace di Spartaco o strumento +di tirannide contro tutti a pro del primo usurpatore capace, come in +Francia, di largamente promettere senza attenere. In Russia il moto +sociale s'agita più potente d'assai che non il politico. E il programma, +dal quale oggi accenna a retrocedere, dell'Internazionale medesima è +prova che se le grandi questioni politiche o di _principî_ non fossero, +il moto _sociale_ vivrebbe pur sempre; bensì di vita anormale, costretto +più sempre nei limiti della questione puramente materiale e aperta +quindi a tutti i suggerimenti delle passioni e degli appetiti. La +politica--come deve intendersi--è consecrazione, non cagione, del moto +ascendente operajo. + +Molti fra gli uomini ai quali s'indirizzano più specialmente le nostre +parole, credono in Dio o lo dicono. Hanno mai pensato--se quella +credenza è in essi, non puro suono di labbra, ma realtà profonda +nell'anima--alle conseguenze ch'essa trascina logicamente con sè? Hanno +pensato che, se Dio esiste, esiste necessariamente fra Dio e la sua +creazione un pensiero, un disegno provvidenziale? ch'esiste per la vita +dell'individuo e dell'Umanità un _fine_? ch'esiste per noi tutti, +individui e società, un sacro assoluto dovere di cooperare a +raggiungerlo? che un _fine_, qualunque sia, assegnato all'Umanità ha +essenzialmente bisogno, per essere raggiunto, di tutte le facoltà, di +tutte le forze collegate, esplicite o tuttavia latenti nell'Umanità +stessa? che conquistare gradatamente e costituire coll'Associazione +l'_Unità morale della famiglia umana_ è indispensabile scala a quel +fine? che quindi la negazione progressiva di tutte le caste, di tutte le +distinzioni artificiali e--nei limiti del possibile--di tutte le +ineguaglianze tendenti a separare gli uomini e diminuirne l'associazione +e il lavoro concorde, è parte del disegno provvidenziale? In questa +serie di deduzioni innegabili, possiamo dirlo, da chi ammetta il +_principio_, vive la cagione del moto attuale, vive la sua legittimità, +vive la certezza della sua vittoria e dovrebbe vivere in noi tutti, +cattolici o protestanti, cristiani e non cristiani, quanti crediamo in +Dio, quel senso di riverenza e d'amore per le classi ch'oggi battono +alle porte del mondo civile da noi provato davanti a ogni vita nascente, +alla culla d'un individuo, d'un popolo, d'una razza. Dio dice a noi +tutti: _adorate e operate a pro d'esse_. + +Due sole cose potrebbero frammettere un dubbio tra la percezione del +Vero e l'_azione_. È quel grado di progresso da salirsi appartenente +all'epoca nostra? È la coscienza di questo progresso sufficientemente +desta e operosa nella classe che deve salirlo? + +Alla prima interrogazione risponde affermativamente il _passato_: alla +seconda, con eguale affermazione, il _presente_. Storia e fatti +dell'oggi convalidano la nostra fede e possono, comunque più +imperfettamente, guidare alla stessa persuasione quanti hanno la +sventura di non credere in Dio. + +Noi non possiamo intessere qui un corso di storia, ma diciamo che chi +vorrà interrogarla troverà additato come termine fondamentale e fine +immediato dell'Epoca l'emancipazione artigiana: troverà esaurita la +serie dei termini procedenti quest'uno e anteriormente conquistati +dall'intelletto del mondo civile. Attraverso le aristocrazie teocratiche +primitive, il dualismo di quelle e del principato, il dispotismo +sottentrato dell'Uno, le Repubbliche aristocratiche, le guerre e le +conquiste dell'elemento democratico in seno ad esse, l'Impero, poi il +nuovo dualismo tra esso e il Papato, il patriziato feudale, i Comuni, le +Monarchie cercanti in essi ajuto a sottomettere gli eredi dei guerrieri +padroni di feudi e, più giù fino a noi, le ribellioni popolari d'Europa +e la Rivoluzione del secolo scorso, le caste si logorarono a una a una, +il cerchio dell'associazione s'estese, l'unità della famiglia umana andò +successivamente ampliandosi. Gli uomini diseredati, per difetto di +nascita o forza, d'ogni convivenza passarono successivamente dalla +condizione di vittime consecrate se prigionieri in guerra o di _cose_ in +mano dei loro padroni a quella di schiavi nudriti perchè lavorassero--da +quella alla condizione di servi della gleba o d'un uomo--poi a quella +d'agenti di produzione retribuita a salario determinato dalla cieca +legge dell'offerta e della richiesta e dall'arbitrio dei detentori di +strumenti del lavoro. Gli emancipati di quella classe d'uomini che +avevano, per virtù propria, affetto degli antichi padroni o caso, potuto +raccogliere una somma più o meno determinata di fattori della +produzione, si collocarono classe intermedia tra gli antichi padroni +ordinati a governo e i milioni mutati di _servi_ in _artigiani_ e furono +detti borghesi. La Rivoluzione francese del secolo scorso fu, nei +risultati _pratici_, rivoluzione borghese e dotò quell'elemento di +privilegi civili e politici d'ogni sorta. Se non che proclamando, come +_principio_, eguaglianza fra tutti i figli della Nazione, chiamando il +popolo a meritare colla difesa del territorio, suscitando colla +predicazione della Libertà e dei diritti spettanti a ogni uomo le +facoltà fino allora latenti d'entusiasmo e di dignità individuale, +rivelò ai figli del Lavoro, al quarto stato, com'oggi dicono, diritti, +doveri e coscienza di forza ad un tempo. E oggi si tratta per essi di +tradurre in _fatto_ un _principio_ teoricamente accettato. La +progressione è visibilmente continua; e addita maturi i tempi perchè il +problema si sciolga. + +Il presente dichiara intanto ai meno veggenti l'irrefrenabile potenza +del moto. Il sorgere, l'agitarsi della classe artigiana in cerca d'un +migliore avvenire, è universale: non è terra in Europa che non ne +manifesti più o meno minacciose le aspirazioni. Gli Artigiani possono in +un luogo o in un altro traviare nel metodo, nella scelta dei mezzi; ma +il _fine_ è unico e il senso di questa unità li chiama ad affratellarsi +di terra in terra gli uni cogli altri e il senso di questo +affratellamento compito o possibile crea in essi la sola cosa che ad +essi mancasse, coscienza di forza. In qualunque modo si giudichi, +tremando delle conseguenze o salutandole, come noi facciamo, indizio +certo di un'Era nuova, d'un nuovo stadio d'educazione salito +dall'Umanità, cominciamo a intender noi tutti che questo moto non è +sommossa passeggiera, ma avviamento a una grande rivoluzione, impulso +provvidenziale di non retrocedere più mai finchè non abbia raggiunto il +_fine_. + +Si raggiungerà _con_ voi o _contro_ voi, uomini delle classi emancipate? +La scelta sta in mano vostra. Noi non possiamo che insistere ad +affacciarvi di tempo in tempo, per debito di coscienza, il problema. Ma +badate: è problema di sfinge: dovete risolverlo o correte rischio +d'essere divorati. Voi siete oggi nella posizione assunta dall'Europa +politica nella questione d'Oriente. Per terrore della Russia, l'Europa +s'ostina a puntellare artificialmente un Impero, il Turco, condannato +irrevocabilmente a perire e travolgere, disperato d'ogni altro ajuto, le +popolazioni indigene, alle quali è affidata l'esecuzione della sentenza, +in braccio allo Tsar; e voi, per terrore irragionevole del moto +artigiano, siete a pericolo di travolgerlo sotto l'influenza d'agitatori +che insegnano agli artigiani la necessità d'aborrirvi e distruggervi. +Ricordatevi che l'ostinazione delle monarchie a negare il diritto +repubblicano di Francia creò il Terrore e le carneficine del 1793. Siete +oggi in tempo per promuovere pacifico e regolare il moto con noi: domani +forse, ve lo diciamo tristemente convinti, v'udrete ripetere: _è tardi_. + +II. + +Per quali modi potrebbe verificarsi tra le classi operaje e le medie la +concordia invocata? + +Il modo decisamente migliore è uno; e tutti sanno qual sia per noi. Ma +anch'oggi e sotto l'impero delle instituzioni dominatrici, quella +concordia nel moto può iniziarsi e i modi son molti: primo fra tutti, +senza il quale ogni suggerimento sarà inascoltato, è per le classi medie +quello sul quale andiamo insistendo: studiare, con vero amore e +intenzione deliberata di giovarlo, il moto operajo. Un miglioramento +_morale_ in noi stessi è sempre a capo d'ogni grande mutamento, d'ogni +grande impresa. + +E questo miglioramento morale è urgente davvero. Oggi, la piaga che più +rode l'anime nostre è l'_indifferenza_. La schiavitù di tre secoli ci ha +rapita gran parte della coscienza di forze che pur sono in noi per +operare e riuscire. Il materialismo entrato in noi appunto colla +schiavitù ha, come sempre, scemato, limitando dentro un angusto meschino +orizzonte le conseguenze delle opere, quel senso dell'importanza, della +santità della vita ch'è la più forte sorgente delle grandi cose. A che +migliorare noi stessi se dobbiamo morire interi, organismo e spirito che +lo move, domani? A che affaticarci e affrontare sacrificî, quando +nessuna legge intelligente è mallevadrice dei risultati, quando +l'edifizio penosamente inalzato sarà forse rovesciato dal primo soffio +di vento, dal primo fatto che sorgerà impreveduto? I _fini_ eterni, le +lente, potenti manifestazioni che inanellano l'una coll'altra le +generazioni e frutteranno ai pronipoti, trovano intorpidita la mente e +incerto, scettico il cuore. Un machiavellismo, ch'è la _pratica_ del +materialismo, sceso dall'anima, potente di desiderî, ma disperata di +meglio, del povero Machiavelli e peggiorato dai fiacchi arrendevoli +successori, ha colpito di gelo le migliori facoltà nostre insegnando che +non s'hanno da affrontare e dominare le circostanze, ma s'ha da cedere +ad esse e veder di trarne il men tristo partito possibile. Per tutte +queste ragioni riunite, abbiamo a poco a poco sostituito all'adorazione +del Dovere l'idolatria dell'_opportunità_, all'Ideale divino il piccolo +calcolo delle conseguenze _immediate_, alle norme d'una Legge suprema su +tutta quanta l'Umanità, la breve signoria del _fatto_ compito, alla +Verità che non muore la _realtà_ transitoria dell'oggi. Talora, gli +istinti dell'anima immortale si ribellano dentro noi: i bollori +giovanili del sangue e un avanzo di umana dignità mutata in orgoglio +spronano a proteste virili; ma l'impulso non dura e un nobile fatto è +seguìto da lunghi intervalli di ignavia e di inerzia. Splende in noi, +ricordo della nostra missione, qualche solitario lampo di virtù, ma la +_costanza_ in essa è sparita; e se il Bene trapela agli occhî +dell'intelletto, ci stringiamo sconfortati nelle spalle dicendo: _non è +da noi il raggiungerlo_: fidiamo al caso, a nuove incerte circostanze, +alla generazione che verrà dopo noi, l'impresa ch'è nostra. I nostri +studî si rivolgono tutti al passato, tanto ci sentiamo incapaci di +promuovere l'avvenire; e in quel passato non cerchiamo incitamenti a +_fare_ e indizî del _come_, ma oblio delle cure presenti e pascolo a una +infeconda vanità di _sapere_, invece d'una attiva filosofia della vita. +Così, ringrettiti, insteriliti, diseredati d'_azione_, ci ravvolgiamo in +un manto di indifferenza che chiamiamo rassegnazione di prudenti, ed è +codardia morale. Se la miseria passa gemendo d'innanzi all'uscio della +nostra casa, la soccorriamo cristianamente, ma senza pur sospettare che +incombe a noi di prevenirne il ritorno, di rintracciarne le ingiuste +cagioni e di cancellarle. Se un popolo-martire, dopo d'avere eroicamente +combattuto per la propria _nazionalità_, scende con dignità nella +tomba--se una intera famiglia di popoli muti finora e separati dal +comune progresso europeo freme moto su tutta una vasta zona e chiede +ammessione al banchetto del mondo civile--plaudiamo come spettatori a +sublime spettacolo, ma senza esigere che un mutamento nella nostra +politica internazionale ajuti il martire a risollevarsi o promuova quel +moto ascendente d'una intera razza. È stato necessario che, pari alla +minaccia del festino di Balthazar, il funesto bagliore degli incendî +parigini illuminasse per noi una protesta emancipatrice degli operaî, +perchè--scossi non dall'amore, ma dalla paura--volgessimo la nostra +attenzione al problema agitato visibilmente da mezzo secolo per +chiedere, dopo pochi momenti di studio, ai Governi di proteggerci contro +i pericoli e risolvere per noi la questione. + +I Governi d'oggi, guasti dal principio esaurito e condannato a sparire +onde tutti s'informano, sono impotenti a risolverlo; e le cieche brutali +resistenze, arma unica che essi sappiano e possano per un tempo +adoperare, accumuleranno su voi che invocate protezione da essi odî e +vendette che nessun pacifico apostolato da parte nostra potrà +scongiurare e scoppieranno un dì o l'altro tremendi. Voi soli, uomini +delle classi medie, potete allontanar quei pericoli. La causa è vostra: +dovete non delegarne gli obblighi ad altri, ma soddisfare ad essi voi +medesimi coll'amore, collo studio e con opere perseveranti. + +È tempo che, scotendo da sè una inerzia, che li fa parere d'essere in +parte complici di colpe non loro, gli uomini delle classi medie tornino +al vero concetto della vita data da Dio perchè si comunichi ad altri e +intendano ch'essi sono quaggiù depositarî d'una missione da non violarsi +impunemente nel presente e nell'avvenire. Giunti prima a un grado di +sviluppo intellettuale ed economico, essi devono oggi ajutare chi rimase +addietro a salire. Da diciotto secoli le loro labbra mormorarono la +santa parola di Gesù: _eguaglianza delle anime_; è tempo che quella +parola scenda dalle labbra nel cuore e lo fecondi ad opere attive a pro +dei loro fratelli. Essi li chiamano tali nel recinto del Tempio, davanti +a Dio; ma non deve essere la Terra tempio di Dio? Non deve esserne +Sacerdote tutta quanta l'Umanità? Non sono gli eguali davanti a Dio +chiamati ad esserlo davanti agli uomini? Non dovrà mai aggiungersi a +quella santa parola la più santa preghiera colla quale Gesù invocava che +«il Regno di Dio si trapiantasse per opera nostra per quanto è possibile +dal cielo, dove splende come nostro Ideale, sulla terra ove deve +incarnarsi in _realtà_?» Guardino al levarsi di queste plebi, rejette +jeri a condizione di casta inferiore, anelanti oggi a penetrare nel +recinto della Città, non come a sommossa passeggera, ma come a marea +suscitata dall'alito divino, non con paura, ma colla riverenza amorevole +colla quale si guarda a un grande fatto provvidenziale. _La famiglia +umana accenna a salir d'un passo_ sulla via che guida alla meta +assegnata. È pensiero da far balzare di gioja ogni uomo che è buono o +intende a meritare quel nome: e la gioja dovrebbe essere maggiore in chi +è in alto e può porgere una mano ajutatrice ai compagni di viaggio. + +Prima cosa da farsi è l'accertare quali siano i bisogni delle classi +artigiane, quali i loro patimenti e quali i rimedî che invocano. Bisogna +chiederlo ad esse, interrogarle dappresso, agevolarne l'espressione +collettiva e sincera. Centocinquanta società operaje--e il numero andrà +crescendo ogni giorno--hanno poche settimane addietro costituito in Roma +un Centro incaricato di parlar per esse, hanno annunziato che +tenterebbero l'impianto d'una pubblicazione settimanale a quel fine: +bisogna proseguire nell'opera iniziata da noi e promuovere +quell'intenzione sottoscrivendo. Taluni--sia lode ad essi--lo han fatto: +seguano molti l'esempio: l'utile del raccogliere documenti necessarî a +intendere e risolvere la questione s'accoppierà al pegno di concordia e +d'affetto dato così agli operaî. Il resto è da farsi col contatto +personale, scendendo nelle loro officine, affratellandosi con essi nelle +radunanze commemoratrici delle loro società, conversando fraternamente +con quanti ricevono commissione individuale di lavori, arrestandosi al +solco del villico a interrogarlo sulle sue condizioni, sulla famiglia, +su ciò che più potrebbe giovargli. E questo contatto amorevole frutterà +a un tempo intenzione dei modi di fare il bene e potenza di combattere +il male, di confutare gli errori economici suggeriti ad essi dai +demagoghi per mestiere, di sperdere il fascino di speranze destinate a +tornare illusioni. + +Poi, l'Istruzione. I più tra gli artigiani la cercano avidamente e il +darla toccherebbe a chi l'ha. Un Governo repubblicano la darebbe +gratuita, obbligatoria, nazionale, a tutti i figli della Patria comune. +Ma intanto gli uomini delle classi abbienti possono, volendo, darne gran +parte. In ogni centro considerevole d'industria dovrebbe impiantarsi una +scuola per insegnare agli artigiani, disegno lineare, geometria, +elementi d'algebra, meccanica, chimica, applicazioni pratiche della +fisica ed altro. Ma ogni località anche di secondo o terzo ordine può +avere, mercè un piccolo sacrifizio d'oro e di tempo, riunioni serali o +pei giorni festivi nelle quali si partecipi agli operaî un insegnamento +morale, si narrino popolarmente le tradizioni dei nostri Padri, si +trasmettano nei loro punti salienti le vite dei nostri Grandi, si +comunichi la conoscenza geografica della nostra Terra congiunta a +considerazioni generali sulle condizioni delle varie contrade che la +costituiscono, dei varî rami dell'umana famiglia che vivono in essa. E +in ogni località dovrebbe formarsi per via di doni una piccola +biblioteca popolare circolante; e in ogni località agricola, dove pur +troppo non si sa leggere, un giovane dovrebbe raccogliere intorno a sè i +coltivatori e leggere per essi, spiegando ove occorra, un buon libro. +Quando pensiamo all'immenso bene che può derivare da un'ora sottratta a +sterili sollazzi, da poche lire sottratte a inutili spese, ci sembra +impossibile ch'altri non cerchi a sè stesso su questa via il sereno +soddisfacimento d'averlo operato e tentato. Chi scrive leggeva poc'anzi +in un giornale italiano, miste a un inno all'ebbrezza, dichiarazioni +frementi vendetta e retribuzioni di sangue per la fucilazione, delitto +ed errore ad un tempo, di tre fra i combattenti a pro del Comune in +Parigi; e pensava: anche l'ira è santa talora e nessuno può osare di +rimproverarne, per cagione siffatta, l'espressione. E nondimeno non +dobbiamo noi repubblicani raccogliere l'ultima parola di Rossel, +soffocare quell'ira e ricordare che non vinceremo se non a patto d'esser +migliori dei nostri nemici e non calcarne le orme colpevoli? Se quei +giovani buoni nel profondo dell'anima e repubblicani spendessero l'ora +devota ad alimentare un odio sterile, com'essi dicono, fra le bottiglie, +tra i loro fratelli popolani, nel modo or ora accennato, non +gioverebbero più assai alla causa che intendono di promuovere? Non è più +potente a pro d'un popolo abbandonato un germe di comunione e d'amore +che non cento grida di rabbiosa vendetta? + + +III. + +Abbiamo accennato agli ajuti da darsi dagli uomini delle classi medie +all'espressione officiale dei bisogni e dei voti degli operaî d'Italia +che la Commissione direttiva eletta nel Congresso di Roma sta +preparando, ed abbiamo accennato all'istruzione da diffondersi tra i +lavoranti dell'Industria e tra la considerevole popolazione agricola +anche più abbandonata finora. Ma le classi medie potrebbero anche oggi, +volendo, far ben altro. Una Associazione formata collo scopo di +raccogliere capitali destinati a promuovere gli esperimenti degli +operaî, somministrando, senza speculare, anticipazioni alle Società di +cooperazione, comprando a basso prezzo terre incolte o neglette ed +offrendone, a certi moderati patti per l'avvenire, la coltivazione e la +proprietà ad agricoltori valenti e capaci, associati, potrebbe, se le +prime prove riuscissero, produrre splendidi risultati. Se non che ora +intendiamo parlare soltanto di quelle manifestazioni che senza gravi +sacrificî o pericoli basterebbero a stringere, con immenso benefizio del +paese, concordia d'affetto fra le classi artigiane e le medie; e ne +accenneremo due o tre in via d'esempio. + +Mal si trattano i piati che sorgono frequenti fra i lavoranti o +gl'intraprenditori dagli stessi onde escirono le cagioni: il senso quasi +sempre esagerato dell'ingiustizia negli uni, della soverchia esigenza +negli altri, inacerbisce le contese e vieta ai contendenti +l'imparzialità necessaria agli accordi. L'instituzione, pendente questo +inevitabile periodo di transizione, di Consigli conciliativi, composti +per metà di padroni per metà di operaî, esciti tutti naturalmente +dall'elezione e presieduti, se vuolsi, da un individuo capace +appartenente alla magistratura ed eletto egli pure, riuscirebbe +sommamente giovevole in tutti i dissensi che sorgono frequenti fra i +lavoranti e i capitalisti che li impiegano. E la missione di Consigli +siffatti potrebbe facilmente estendersi a un diritto d'invigilamento +sulla salubrità dei locali e su quanto riguarda il lavoro in alcuni +pericolosi rami dell'industria. L'impianto di questi Consigli può +soltanto e dovrebbe essere provocato, offerto dalle classi medie. + +Un fatto di più grave importanza dovrebbe, per impulso degli elettori +che appartengono tutti alle classi medie, iniziarsi dai loro +deputati:--fatto che proverebbe officialmente il grado d'importanza +raggiunto dalla questione sociale e avvierebbe la stampa e l'opinione +pubblica su via migliore di quella dell'oggi. Un deputato, Agostino +Bertani, ha dato pochi dì sono indizio d'animo desto alla necessità +d'occuparsi della condizione dei lavoranti italiani proponendo +un'inchiesta sullo stato delle nostre classi agricole. Se non che +un'inchiesta, dov'anche fosse concessa, condotta da uomini parlamentari +e colle abitudini prevalenti, non darà mai--e una serie di fatti +anteriori lo prova--risultati pratici. + +L'inchiesta prima dovrebb'esser fatta dagli operaî, o lo sarà per le +società se, respingendo proposte d'isolamento o di metodi diversi che +ritarderebbero l'emancipazione invocata, si stringeranno intorno alla +Commissione direttiva eletta nel Congresso di Roma; poi tolta a base, +darebbe luogo a facile verificazione e ad esame del Parlamento. Ma +parecchie fra le piaghe che mantengono le tristi condizioni materiali +delle classi operaje sono note, accertate; e dovrebbero inspirare, a +quanti hanno in Parlamento potuto serbare intatto il senso del dovere +verso il Paese, una serie di risoluzioni che affacciassero all'Italia +officiale il problema sociale in modo più solenne ed urgente e +additassero alcuni, non foss'altro, dei primi rimedî. Convinti come essi +sono, o dovrebbero essere, che il problema economico è un problema di +produzione--che per produrre bisogna vivere--che quindi il _necessario_ +alla vita è sacro e dovrebbe essere immune da ogni diretto o indiretto +prelevamento--le risoluzioni dovrebbero, precedute da un sommario delle +condizioni attuali e dei loro pericoli, chiedere un riordinamento del +sistema delle tasse diretto a lasciare intatto il necessario e non +operare se non dove comincia il _superfluo_ alla vita. E convinti come +sono, o dovrebbero essere, che le grandi questioni sociali non si +sciolgono a spicchî, ma afferrandone l'insieme o porgendo +soddisfacimento a tutte le loro più determinate e giuste esigenze, +dovrebbero toccare nella serie delle proposte il lato morale, +intellettuale, economico del problema, dalla necessità d'un radicale +rimutamento della legge elettorale e d'una educazione nazionale +obbligatoria e gratuita fino alla formazione d'un capitale destinato a +mallevadoria di certe operazioni prime delle associazioni artigiane +industriali e alla concessione di terre, proprietà dello Stato e dei +Comuni, alle associazioni agricole. Le proposte sarebbero senz'alcun +dubbio sommariamente respinte dall'Italia officiale; ma la questione +rimarrebbe posta nei suoi veri termini davanti al Paese; il pegno di +concordia che noi chiediamo per gli artigiani dalle classi medie sarebbe +dato; il popolo saprebbe a quali uomini ha diritto di rivolgersi pei +miglioramenti invocati e l'Italia non officiale, arbitra suprema un dì o +l'altro di tutti e di tutto, risolverebbe più assai rapidamente il +problema. + +Il riordinamento del Lavoro sotto la legge dell'_associazione_ +sostituito all'attuale del _salario_, sarà, noi crediamo, la base del +mondo economico futuro, e implica che un capitale indispensabile +all'impianto dei lavori e alle anticipazioni necessaria debba +raccogliersi nelle mani degli operaî associati. Questo avverrà per vie +diverse, delle quali dovremo a poco a poco parlare. E tra queste vie una +che per opera dei buoni delle classi medie potrebbe, in questo periodo +di transizione, condurre all'intento è quella d'ammettere i produttori +artigiani alla partecipazione negli utili dell'impresa. + +Esperimenti di questo genere furono, sin dal 1830, tentati e riuscirono; +provarono una verità economica troppo negletta, che per aumentare la +somma della produzione non basta d'aumentar la richiesta o di trovare +nuove sorgenti al lavoro, ma è necessario aumentare il valore produttivo +d'ogni individuo e che questa attività produttrice aumenti in ragione +diretta della parte che gli è concessa nei frutti della produzione: il +lavoro libero produce più del lavoro servile e nelle condizioni attuali +l'operajo che, senza interesse alcuno materiale o morale nei risultati +della produzione, non dà, generalmente parlando, se non quel tanto di +lavoro necessario a rivendicargli il salario pattuito, ha dalla +compartecipazione sprone a produrre maggiormente e meglio. Una prova di +ciò che affermiamo escì dall'Associazione instituita nel 1830 in Parigi +dal signor Leclaire nel suo stabilimento per la pittura degli edifizî. +D'un altro notabilissimo diede i più minuti ragguagli il nostro collega +Aurelio Saffi nel n. 35 della _Roma del Popolo_, ed esortiamo a +meditarlo chi l'avesse, trasvolando, negletto. I particolari d'un terzo +furono poche settimane addietro raccolti da uno scrittore francese di +merito, Eugenio Véron, e sommano a questo: + +«Il signor Briggs, ricco proprietario di miniere carbonifere in +Inghilterra e presidente d'una Lega tra i padroni formata per resistere +alle pretese dell'_Unione degli artigiani_, stanco dei dissensi +continuamente rinascenti nelle sue officine, prese nel 1864 altra via. + +«Egli divise la proprietà delle sue miniere di carbon fossile, valutate +a 2 250 000 franchi, in 9000 azioni di circa 250 franchi cadauna e +costituì una società in accomandita. Serbò 6000 azioni per sè ed offerse +agli operaî ed ai clienti delle miniere le altre 3000. + +«Trattavasi ora di persuadere gli operaî--cosa del resto che, pel prezzo +elevato, non riusciva facile--a far acquisto di queste azioni; però a +raggiungere l'intento non si vide mezzo migliore che associare gli +operai stessi ai beneficî delle miniere. + +«Il fondo sociale venne diviso in due parti: da una parte un capitale +fittizio rappresentante il lavoro degli operaî, dall'altra il danaro +degli azionisti. I salarî quotidiani, mantenuti al corso ordinario, +furono assicurati agli operaî delle miniere quale interesse del primo di +questi due capitali; pel secondo, gli azionisti acquistarono diritto a +un interesse del 10 per cento. Si considerò poi il superfluo dei +beneficî come un utile comune a tutta la società, quindi da ripartirsi +proporzionatamente tra tutti i membri cooperatori. + +«Se, a cagion d'esempio, il beneficio annuale risulta del 14 per cento +del capitale in azioni, compete a questo capitale il 10 per cento a +titolo d'interesse e il 2 per cento a titolo di profitto;--il 2 per +cento restante poi viene assegnato agli operaî, quale parte dei +beneficî, e ripartito in proporzione dei salarî di ciascuno. + +«A incoraggiarli sul principio a rendersi possessori di azioni, fu +concesso agli operaî azionisti, in questo riparto di beneficî, il 10 per +cento sul totale annuo dei loro salarî, mentre che agli altri non toccò +se non il 5 per cento. Questo metodo di ripartizione fu modificato solo +nel 1867. + +«Il dividendo degli operaî azionisti fu eguale al _dodici per cento_ dei +loro salarî, e all'_otto per cento_ per gli altri. + +«Temendo come sempre, un'insidia, gli operaî titubarono sui primi tempi +ad approfittare dei vantaggi loro offerti; ma le loro diffidenze caddero +ben presto davanti alla realtà del dividendo. + +«Nel 1867 i beneficî netti furono di 510 425 fr., dei quali 200 000 +furono messi da parte onde assicurare agli operaî una ripartizione di +utili nell'eventualità di cattive annate. + +«Nella deposizione da essi fatta davanti la Commissione reale di Londra, +dalla quale noi togliamo questi dettagli, i signori Briggs dichiarano +che _giammai l'antico sistema avrebbe loro dato, nelle medesime +circostanze, simili benefizî_. + +«Ma ciò che è particolarmente da osservarsi si è che grazie a +quest'organizzazione essi non ebbero quasi a risentire gli effetti della +crisi toccata in seguito a quel ramo d'industria. Tutte le difficoltà +procedenti dall'antagonismo tra capitale e lavoro sparirono come per +incanto per dar luogo, da quell'epoca, all'accordo più perfetto. + +«I lavoranti stessi s'assumono spontanei la sorveglianza dei mille +dettagli che assicurano l'economia e il buon andamento di qualsiasi +industria.--Allorchè noi scorgiamo, dice uno d'essi, nelle gallerie un +chiodo dimenticato per terra, lo raccogliamo ripetendo il motto passato +in proverbio: _tanto di più di guadagnato per la fin d'anno_. + +«Un gran numero d'operaî, estranei sino allora ad ogni idea d'economia, +sono divenuti azionisti. Convien aggiungere che le maggiori agevolezze +sono accordate per facilitar loro la via al possesso di questo titolo: +ogni qual volta siano in grado di versare un acconto di 75 franchi viene +loro anticipatamente assicurato il possesso d'un'azione. + +«Nel 1868 le azioni erano già a un premio di 112 franchi 50 cent. Perciò +a ciascuna emissione si ha cura di mettere in riserva per gli operaî un +dato numero di titoli ch'essi possono acquistare al di sotto del corso. + +«L'esito di questa intrapresa era già assicurato sino dal 1866.» + +Perchè non troverebbero esempî siffatti imitatori in Italia? + + + + +COSTITUENTE E PATTO NAZIONALE[170] + + +Due morti hanno i popoli: l'_anarchia_ e l'_indifferenza_. Conseguenza +l'una e l'altra del materialismo che sopprime ogni vincolo di fede +comune, conducono ambe infallibilmente alla negazione di ogni iniziativa +e alla schiavitù. Della prima e dei suoi risultati ci porge tale esempio +la Francia, che dovrebbe, se pensassero, far rinsavire quanti imprudenti +giovani s'affaticano oggi tra noi a risuscitare le vecchie ammirazioni e +le vecchie speranze che ci indugiarono mezzo secolo sulla via. La +seconda minaccia di soffocare, in Italia, sul nascere della Nazione, +ogni coscienza di missione nel mondo, ogni virtù d'idea collettiva, ogni +culto di tradizione d'avvenire e ridurci alla condizione d'una gente che +produce e consuma, e vive di vita puramente materiale, senza +individualità morale, senza _fine_ comune da raggiungere, senza +comunione di vita operosa spirituale colle altre Nazioni di Europa. + +Indifferenza negli elettori provata, generalmente parlando, dalla cifra +dei votanti nei collegi: indifferenza nei deputati provata ogni giorno +dalla difficoltà di raccogliere il numero voluto per le sedute, dalla +frequenza dei congedi chiesti e concessi, dall'affrettarsi dei +rappresentanti alle loro città sull'accostarsi dalla menoma solennità +che dia pretesto di vacanza prolungata sempre oltre i limiti voluti, dai +voti dati senza discussione o quasi intorno a questioni di grave +importanza: indifferenza negli uomini di governo che vivono +d'espedienti, senza disegno premeditato, senza tradizioni politiche, +senza quella tranquilla, tenace persistenza di concetti che dà in oggi +lento ma continuo progressivo incremento alla Russia e agli Stati Uniti, +e son paghi di superare le difficoltà della giornata senza guardare al +futuro: indifferenza nei governati che biasimano e non combattono, +presentano mali e non preparano i rimedî, pensano e non dichiarano ad +alta voce il pensiero, e sembra accettino, regnante un sistema di +semi-libertà, la vecchia formula dei tempi dispotici: _non tocca a noi_: +indifferenza nei capitalisti che hanno innanzi, in Sicilia, nel +mezzogiorno continentale, in Sardegna, nell'Agro Romano, nelle terre +incolte d'Italia, una serie di nobili imprese da compiersi con +giovamento proprio e del paese e le lasciano intentate o preda di +speculatori stranieri. I lagni contro l'esagerazione e il pessimo +assetto dei tributi prorompono da ogni lato e ad ogni ora; ma nessuno +tenta contro un intero sistema una di quelle potenti agitazioni che in +Inghilterra sorgono ordinate, pertinaci, sicure in ultima analisi di +trionfo contro ogni atto o progetto economico non consentito +dall'opinione. Le ire contro le giornaliere violazioni delle libertà +individuali, gli arbitrî degli impiegati subalterni, la tristissima +amministrazione delle leggi buone o cattive esistenti sono, più che +frequenti, continui e suonano minacciose; ma da queste ire non è mai +escito l'impianto d'una Associazione che, fornita di mezzi, s'assuma di +rivendicare l'esercizio del diritto violato chiamando davanti ai +tribunali i violatori, dall'addetto alla questura fino al ministro. Gli +assennati si stringono nelle spalle come pensando: _non gioverebbe_; e i +più frementi fra i giovani accennano a un giorno nel quale s'avrà da +rifare l'intero edifizio: perchè affronterebbero noje e pericoli per +correggere questo o quest'altro particolare? + +Indifferenza alle cose dell'oggi e inerte presentimento d'inevitabili +mutamenti; è questa la condizione generale delle menti in Italia. Un non +so quale senso di _provvisorio_ in tutto ciò che è, svoglia gli animi +dal _fare_. Diresti che il paese, visitato da una grande, recente +delusione, avesse smarrito la coscienza della propria forza e dei proprî +fati e aspettasse rassegnato dai casi un incerto futuro. + +Tristissima sempre, condizione siffatta di cose par quasi inesplicabile +in una gente che, come la nostra, sorgeva jeri appena a Nazione o che, +come la nostra, non visse mai nel passato di vita propria e spontanea +senza diffonderne il calore e la luce a tutta l'Europa: inesplicabile a +chi ricorda il levarsi ad impeto di marèa di questo nostro popolo, oggi +intorpidito di scetticismo, dapprima nel 1848, poi dal 1859 al 1861, +quando rifulse possibile la speranza d'unirsi in fratellanza d'azione, e +i Mille iniziavano un'epopea rotta a mezzo da un cenno di re. Non basta +a darne ragione il difetto d'educazione politica, nè il lungo servaggio, +nè l'influenza addormentatrice d'un pugno di raggiratori o d'inetti che +riuscirono a usurparsi i frutti delle opere altrui, e dai quali il +paese, se si svegliasse, si libererebbe in tre giorni. Un'altra più +profonda cagione signoreggia tutti i fatti secondarî e perpetua d'anno +in anno, anche modificate, le circostanze, la condizione di cose alla +quale accenniamo. + +Abbiamo fin dal nostro programma indicato questa cagione; ma dacchè +stampa e partiti fanno a gara per obliarla, è pur forza a noi di +ripeterla e insistervi. + +L'Italia non è costituita. La Nazione esiste di nome soltanto, senza +espressione ordinata della propria vita. La leva che crea e mantiene la +virtù _iniziatrice_ nei popoli non ha punto d'appoggio nel paese. Ogni +elemento è quindi _passivo_: soggiace: ripete fatalmente una serie +d'atti in una direzione circolare; non trova in sè potenza per +progredire. + +Lasciamo da banda i vizî del nostro sorgere; l'azione straniera +accoppiata, con pensiero diverso, alla nostra, e le vergogne che ne +seguirono e pesano tuttora, a intorpidirla, sulla nostra coscienza di +popolo. Ma non è il carattere predominante del nostro moto radicalmente +falsato e in aperta, diretta contraddizione col metodo invariabilmente +additato dalla storia, dacchè storia fu, come condizione essenziale +d'ogni moto nazionale? Quando, dopo una impresa comune contro chi le +manteneva smembrate, popolazioni appartenenti alla stessa zona +geografica si levano coll'intento dichiarato di stringersi a vincolo di +_Nazione_, esse affermano col fatto la coscienza attinta dall'identica +origine, dalle tradizioni del passato, dalle conformi tendenze d'un +_fine_ comune, d'una via comune da corrersi, d'un metodo comune +d'associazione da ordinarsi per tutte. Ma quella _coscienza_ ha bisogno +d'essere definita. Ed è necessario definire pubblicamente, solennemente, +per tutti _quale_ sia il _fine nazionale_, quale la migliore forma di +associazione che può, salvi i perenni diritti del Progresso, guidare i +cittadini della nuova Nazione a raggiungerlo. + +Bisogna, in altri termini, che la Nazione interroghi la propria vita e +le dia espressione di legge perchè sia norma alle opere nel paese e base +riconosciuta di contatto cogli altri popoli. + +Questa pubblica, solenne espressione è il PATTO NAZIONALE. Senza esso +non esiste Nazione. + +Quale autorità può dettarlo? + +Una sola: la Nazione medesima. + +È necessario a questo esame della propria vita comune e della propria +vocazione l'intervento di tutti gli elementi che compongono la Nazione. +L'esclusione di un solo elemento costituirebbe a suo danno ingiustizia e +tirannide. + +Il paese che intende a formar Nazione elegge con voto universale i +migliori tra i suoi a rappresentarlo e dettare il Patto, l'insieme dei +_principî_ che ne costituiscono la vita comune e dei quali tutte le +leggi future dovranno essere progressivamente l'applicazione. + +Assemblea siffatta, che noi chiameremmo volontieri Concilio nazionale, +ha nome universalmente adottato di COSTITUENTE. + +Senza COSTITUENTE e PATTO NAZIONALE non esiste Nazione fuorchè di nome. + +L'Italia non ebbe la prima e non ha il secondo. + +Le popolazioni italiane, fatte libere per le armi altrui o per virtù +propria, furono interrogate se volessero unirsi o rimanersi divise, e la +risposta non poteva esser dubbia. Non fu chiesto ad esse in nome di che, +con quali principî, sotto quali forme d'associazione, con qual fine. +Alla Costituente fu sostituito un Parlamento di pochi privilegiati per +censo ed altro, continuazione di quello ch'era espressione incompiuta +delle provincie sabaude quando l'Italia non era. Al Patto nazionale fu +sostituito uno Statuto dato precipitosamente, per volontà regia e per +paura d'insurrezione, a quelle provincie, dodici anni prima che l'Italia +fosse. La Nazione non fu mai convocata a dichiarare la propria fede, le +proprie volontà, le proprie tendenze. I suoi deputati giurano alla +monarchia e al vecchio Statuto. L'Italia vive oggi come nel 1848 di vita +_piemontese_, se buona o cattiva, sviata, perpetuata o migliorata non +monta. La storia non offre un solo esempio d'una rivoluzione nazionale +compita, tradita a quel modo. + +E nondimeno, il principio d'una Costituente e d'un Patto fu affermato, +sin dal 1848, dagli istinti dei popoli sollevati e da solenni promesse +regie. + +A GUERRA VINTA, UN'ASSEMBLEA ITALIANA DECIDERÀ DEI DESTINI DI ITALIA. + +Il paese, comunque deluso, si rassegnò negli anni passati. Mancava Roma +all'edifizio; e un'antica profetica riverenza alla città dalla quale si +svolsero non solamente i fati storici italiani, ma quelli d'Europa, +persuadeva alle menti che di là soltanto potessero, come dal Sinai, +scendere le tavole della legge. Oggi, abbiamo Roma e invece di +Costituente e di Patto, i reggitori d'Italia vi agitano paurosi il +problema del come possa perpetuarvisi, a patto di concessioni avverse ai +tempi, il _dualismo_ che fu l'anima e il tormento del medio evo. + +In questo, dica altri a suo senno, sta la cagione suprema delle +condizioni morali che lamentiamo e che minacciano di spegnere in culla +la nuova vita. Gli Italiani sentono, consci o inconsci, l'assurdo, +diremmo quasi, se la venerazione alla patria non lo vietasse, il +ridicolo d'una situazione che vorrebbe aggiungere alle Nazioni una +Nazione muta e senza espressione della propria vita. Un intenso senso +potente benchè mal definito dice ad essi che quanto è in oggi è +fantasma, e che i fantasmi non durano. Quindi il dubbio, l'irresolutezza +sopra ogni cosa e l'inerzia: colpevoli senz'altro, ma intelligibili in +un popolo che esce da un sepolcro di trecento anni. + +Le idee, bisogna ripeterlo, governano il mondo. Manca all'Italia una +_iniziativa_, e questa iniziativa di moto e progresso non sorgerà se non +per la via che additiamo. Come in tutte le grandi questioni, è +necessario che nella questione _nazionale_ s'accerti il punto d'onde +moviamo, il punto verso il quale moviamo, la via migliore per andare da +un punto all'altro. E questo non può farsi se non colla Costituente e +col Patto. + +Non è qui parte nostra dire come gli Italiani debbano e possano tradurre +in atto questi due termini del programma nazionale. Ma non s'illudano a +credere di conquistare incremento, progresso continuo interno e vita fra +le Nazioni d'Europa se non a patto di riescirvi. Noi guardiamo +commiserando in silenzio la ruota d'Issione intorno alla quale sono +legati i nostri amici parlamentari: i loro tentativi, le loro evoluzioni +per escire dal cerchio fatale riesciranno inutili finchè la posizione +del problema non sarà radicalmente mutata: come trarrebbero essi dal +concetto dell'Italia smembrata del 1848 inspirazioni e iniziativa a +dirigere innanzi l'Italia _una_ del 1872? E commiserando leggiamo +programmi di vaste riforme economiche e di nuova vita industriale +italiana come quello di un uomo che stimiamo[171] e che da qualche anno +rotola, nella Camera e fuori, il sasso di Sisifo delle proposte tendenti +a ricreare una condizione di progresso normale materiale all'Italia. Le +più tra quelle proposte son buone; ma _come_ attuarle? Può una +Instituzione, la cui vita ha le sue radici nel passato e in un +determinato tradizionale ordinamento economico amministrativo, mutare a +un tratto e accogliere in sè un alito di libera vita nazionale senza +paventarne rovina? + +Poteva Turgot compire nella Francia della monarchia aristocratica ciò +che la rivoluzione compì in brevi giorni? Le grandi riforme esigono, ad +essere afferrate nel concetto e tradotte in realtà, un sovra eccitamento +nella vitalità popolare, un senso d'audace fiducia in sè e nel futuro +che sorge appunto dal fermento di tutte le forze condannate a giacersi +latenti in una condizione come la nostra. Suscitatele e otterrete: non +prima. Fate che la Nazione _viva_, e avrete da quella vita trasfusa +negli intelletti e nelle volontà miracoli di rinnovamento. Non può +darveli una Camera inceppata da un falso programma: nol può un popolo +intorpidito nello sconforto e nel dubbio. + +Il problema politico predomina su tutti gli altri. E il problema +politico non può risolversi se non come abbiamo accennato. Manca nel +caos che ci si stende d'intorno il _fiat_ della Nazione. E quel _fiat_ +non può essere proferito che da una COSTITUENTE: non può incarnarsi che +in un PATTO NAZIONALE. Tutto il resto è menzogna o, per ora, +impossibilità. + + + + +LETTERA AD UN AMICO[172] + + + CARO.... + +Prima di tutto, ringraziate quei che sono solleciti intorno alla mia +salute. Miglioro lentamente. + +Quanto alle questioni che importano, lo scrivere mi fatica, ma ecco +sommariamente ciò ch'io ne penso. + +Questione religiosa: + +Nessuno può vincolarsi a tacerne senza rinnegare le proprie convinzioni. +Nessuno può chiedere ad altri di tacerne senza intolleranza. È materia +d'apostolato che può tacere davanti all'_azione_, non prima. Tutto sta +nei modi, che possono correggersi. Non trattate col ridicolo o come +superstizione le nostre credenze: tratteremo filosoficamente, +deplorando, ma temperatamente, le vostre. Mostriamoci uniti nel resto: +nessuno dirà che l'unione è impossibile. + +Questione politica: + +Vogliamo un movimento nazionale repubblicano... per conto dell'Europa e +dell'Umanità. Non può esservi movimento sinceramente repubblicano se non +inchiude l'emancipazione della classe operaja, la giusta partecipazione +nei risultati della produzione tra i produttori, la sostituzione +graduata dell'_associazione_ al _salariato_. Su questo dobbiamo saperci +o crederci d'accordo. + +Ma il punto d'appoggio alla leva in un moto che nello sviluppo +_immediato_ deve pur essere nazionale, non può, non deve essere +collocato all'estero. + +Praticamente l'Internazionale è una _parola_, non altro; ed è la stessa +che avevamo proferita noi dicendo una Repubblica universale. Come forza, +l'Internazionale è nulla. Date le circostanze di Parigi altrove, avremo +l'insurrezione; ma le circostanze di Parigi non furono create +dall'Internazionale, nè lo saranno altrove. L'Internazionale non può +darci un esercito, nè un tesoro. Ci dà invece i terrori e la inimicizia +di tutta una classe media, tiepidamente buona in parte e che è ad ogni +modo un elemento vitale in Italia. Perchè dunque scegliere quella +bandiera? Perchè crearci nemici senza un'ombra d'utile? E perchè +accettare una bandiera che copre errori e immoralità innegabili? +Contentiamoci d'essere Partito repubblicano nazionale nel punto di +mossa, europeo nel fine. + +Questione Garibaldi: + +Da dove parte il dualismo? + +Io non ho mai assalito Garibaldi. + +Non ho risposto ai suoi assalti. + +Anche oggi sono pronto di stringere qualunque patto con lui. + +Ma questo patto, questa concordia, non può aver luogo che con un +programma. E questo programma non può essere che il repubblicano. + +Garibaldi non lo ha mai apertamente dichiarato. + +Garibaldi non ha bisogno, se non vuole, di stringere la mano a me o ad +altri. Ma Garibaldi deve dire agli Italiani: «Tra venti giorni o +vent'anni, voi non avrete salute che dalla Repubblica.» Allora il paese +saprà che siamo uniti. Una occasione sorgerà. Prepariamoci a coglierla +con un lavoro pratico unito. Quanto al ripartirci con lui l'azione, +pochi giorni, sòrta la circostanza, basteranno. + +Ottenete questo da lui. Lasciate di dirvi affigliati +dell'Internazionale. Trattiamo con rispetto filosofico la questione +religiosa. Il dissidio sparirà in breve tempo. + +Scrivo faticosamente. Cercate intendermi e ridite ai vostri amici. +Abbiatemi vostro + + GIUSEPPE MAZZINI. + + _Lugano, 10 gennaio 1872._ + + +FINE. + + +NOTE: + +[1] Così infatti avvenne. Vedi _Proemio_ al vol. IX delle _Opere +complete_ di G. Mazzini. + +[2] Vedi MAZZINI: _Sulla politica internazionale dell'Inghilterra al +tempo della guerra d'Oriente_. + +[3] MAZZINI: _L'unica soluzione della guerra d'Oriente_. + +[4] MAZZINI: _Indirizzo all'esercito piemontese_. + +[5] Vedi il SAFFI nel _Proemio_ al vol. IX, opera citata e la _Vita di +G. Mazzini_, dello stesso autore nel _Risorgimento Italiano_, pubblicato +per cura di L. Carpi.--Vedi pure ANELLI: _Storia d'Italia_, vol. III, +cap. IV, pag. 131. + +[6] Vedi il SAFFI nel _Proemio_ citato. + +[7] Vedi: _Vita di G. Mazzini_ della signora J. W. MARIO, pag. 365. + +[8] Vedi G. PALLAVICINO: _Il Piemonte_, ecc., pag. 8 e 9; i discorsi +pronunziati da Nicotera e Zanardelli al Parlamento nella seduta del 21 +marzo 1866 e ANELLI: _Storia d'Italia_, vol. III, cap. IV, pag. 173. + +[9] SAFFI: _Proemio_ al vol. IX. + +[10] J. W. MARIO, opera citata.--Luigi Settembrini scriveva +dall'ergastolo di Santo Stefano in data 20 marzo 1855: _Ad un'invasione +straniera che volesse metterci sul collo un Murat, io mi opporrei sino a +pigliare le armi pei Borboni_. + +[11] Vedi nel _Risorgimento Italiano: Giorgio Pallavicino_, biografia di +B. E. MAINERI. + +[12] Vedi in questo volume a pag. 120 e seguenti e i _Ricordi su Carlo +Pisacane_, pag. 140. + +[13] In difesa della tentata sollevazione di Genova leggasi il discorso +di G. Nicotera pronunziato in Parlamento il 21 marzo 1866. + +[14] Vedi il SAFFI: _Proemio_ citato. + +[15] J. W. MARIO, opera citata, pag. 382, e SAFFI: _Proemio_ al vol. IX. + +[16] Vedi nel vol. X delle _Opere complete: La Monarchia piemontese e +noi_, pag. 160. + +[17] Vedi biografia del Mazzini nel _Risorgimento Italiano_. + +[18] SAFFI: _Proemio_, vol. IX opera citata. + +[19] Un Francesco Crispi alquanto diverso da quello che, chiamato al +governo del suo paese, ha rinnegato ogni insegnamento della fede che lo +spinse alla generosa e nobile iniziativa. + +[20] Vedi _Risorgimento italiano_, opera citata. + +[21] Quel generoso moto di popolo che cercava la Patria--scrive il Saffi +nel suo _Proemio_ al vol. X, opera citata--era colpevolmente osteggiato +dal Governo, e, peggio ancora, dalla fazione che ne aveva l'appoggio. E +i faccendieri del conte di Cavour tentarono fino all'ultim'ora ogni via +per distorre Garibaldi dal suo generoso proposito.--Leggasi pure Anelli, +opera citata, voi. IV, capo IV. + +[22] Leggasi il discorso di G. Nicotera alla Camera nella seduta del 21 +marzo 1866. + +[23] Vedi lettere del Cavour al Persano e al Villamarina, il _Proemio_ +al vol. XI e il _Resoconto di Bertani e Garibaldi_ quivi riportato. + +Che il Governo sardo non avesse creduto fin allora all'unità d'Italia, +lo provano specialmente le pratiche fatte dal Cavour per indurre il +Borbone e il duca di Toscana a confederarsi col re di Piemonte, il +rifiuto della dittatura offerta dal Governo provvisorio della Toscana, e +la vana ingiunzione fatta a Garibaldi di non varcare lo Stretto, mentre +veniva chiesta con urtante insistenza l'annessione immediata della +Sicilia. Vedi a questo proposito il _Proemio_ del Saffi al vol. XI, pag. +70. + +[24] Vedi J. W. MARIO, opera citata, pag. 414. + +Il Saffi nel _Proemio_ al vol. XIII dice: «I ministri sardi scioglievano +l'esercito meridionale, disarmando come gladiatori ribelli i patrioti +che avevano gloriosamente combattuto le battaglie dell'unità +nazionale.»--E Giuseppe Sirtori esclamava dinanzi al Parlamento nella +seduta del 23 marzo 1861: «Noi fummo trattati non da amici, non da +patrioti, ma da nemici.» + +Leggasi pure il discorso di F. Crispi alla Camera nel 10 giugno 1862 ed +il _Risorgimento Italiano_ citato, vol. IV. pag. 34. + +[25] Vedi _Nota_ di G. Mazzini del 7 novembre 1861 ed altri scritti di +quel tempo pubblicati nel _Proemio_ al vol. XIII. Vedi pure +corrispondenza tra il Mazzini e Kossuth intorno allo stato morale +dell'Ungheria. + +[26] Vedi nel _Risorgimento Italiano_ citato, la biografia di G. Mazzini +scritta dal Saffi. + +[27] Il Garibaldi, connivente il Governo, aveva raccolto uomini ed armi +nel Trentino per muovere quindi alla liberazione del Veneto, quando +improvvisamente, e potrebbe dirsi proditoriamente, i suoi volontarî +vennero presi, disarmati e imprigionati, non senza spargimento di +sangue. + +[28] Leggasi in proposito uno scritto di E. Pantano, riportato in gran +parte dal Saffi nel suo _Proemio_ al vol. XIII delle _Opere complete_ di +Giuseppe Mazzini. + +[29] SAFFI: _Vita di G. Mazzini_, pubblicata nel _Risorgimento +Italiano_, opera citata. + +[30] Vedi proclami, indirizzi, ecc. del sedicente _Comitato Nazionale_, +e SAFFI, _Proemio_ al vol. XV, pag. 26.--F. Crispi nella seduta del 9 +dicembre 1867 asserì che coloro i quali volevano _Roma coi mezzi morali +e col consenso della Francia, mentivano, ingannando il Paese_. + +[31] Vedi vol. XV. + +[32] Vedi a pag. 263. + +[33] Vedi SAFFI: _Proemio_ al vol. XV. opera citata, pag. 70. + +[34] Vedi _Proemio_ al vol. XV, pag. 94. + +[35] Vedi J. W. MARIO, opera citata, pag. 453-54; SAFFI: _Proemio_ al +volume XV, pagine 95 e 96 e _Narrazione_ di G. CASTIGLIONI, riportata +ivi a pag. 96. + +[36] Vedi pag. 266. + +[37] Vedi a pag. 273. + +[38] Vedi il SAFFI nel _Proemio_ al vol. XIV, pag. 196. + +[39] Vedi _G. Mazzini_, del Saffi nel _Risorgimento Italiano_, pag. 115. + +[40] Vedi il SAFFI nel _Proemio_ al vol. XVI opera citata, pag. 76. + +[41] Leggasi l'articolo critico: _La réforme intellectuelle et morale de +E. Renan_, scritta dal Mazzini quindici giorni prima di morire. + +[42] Vedi a pag. 286. + +[43] Vedi nel _Proemio_ al vol. XV, pag. 115 ed al vol. XVI, pag. 52 e +seguenti, nonchè il discorso di G. Bovio riportato ivi in appendice. + +[44] Vedi nel _Risorgimento Italiano_ citato, lo scritto del Saffi su +Giuseppe Mazzini. + +[45] Vedi il SAFFI: _Proemio_ al vol. XVI. + +[46] Vedi in questo volume, pag. 232, lo scritto: _Il socialismo e la +democrazia_, brano d'una lettera diretta dal Mazzini a Ferdinando +Garrido, celebre scrittore spagnuolo. + +[47] Vedi pag. 321. + +[48] Vedi J. W. MARIO, opera citata, pag. 492. + +[49] Vedi _Risorgimento Italiano_, opera citata. + +[50] _Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra_, +memorie di CARLO CATTANEO, Lugano, 1849. + +[51] _Correspondence respecting the affairs of Italy. Part II, from +january to june 1848_--presentata per comando di S. M. ad ambe le Camere +il 31 luglio 1849. + +[52] «Squadre di cittadini scorrono la città armati di fucili da caccia, +carabine, pistole e alabarde, portando bandiere tricolori con coccarde +tricolori al cappello, gridando: _Viva Pio nono! Viva l'Italia! Viva la +repubblica!_»--_Dispaccio del 18-22 marzo da Milano a lord Palmerston +del vice console Roberto Campbell._--Quanto alla condizione dei +combattenti, vedi il _Registro mortuario delle barricate_, e CATTANEO, +pag. 309. + +[53] Vedi un documento nel libro di Cattaneo a pag. 99. + +[54] CATTANEO, pag. 60. + +[55] Ficquelmont a Dietrichstein, disp. del 5 aprile, pag. 325. + +[56] _Corrispondenza_, ecc., pag. 185. Dispaccio del marchese Pareto +all'onorevole R. Abercromby. + +[57] _Corrispondenza_, ecc., pag. 184. Abercromby a lord Palmerston. + +[58] Idem, pag. 206-7. Normanby a Palmerston. + +[59] Idem, pag. 207-8. Dispaccio del 25. + +[60] Idem, pag. 292. Pareto a Ricci. + +[61] Idem, pag. 408. Abercromby a Palmerston. + +[62] I tristi effetti del concetto dinastico erano, col solito acume +d'osservazione inglese, indicati, sin dal 31 marzo, in un dispaccio +inviato a lord Palmerston da Roberto Campbell, vice-console in Milano: +«Fino ad oggi, milord, la massima unione ha prevalso fra tutte la +classi; ma dacchè il re di Sardegna è entrato in Lombardia, due partiti +sono visibili; l'uno, quello dell'alta aristocrazia, voglioso che la +Lombardia e il Piemonte si congiungano in uno sotto il re Carlo Alberto; +l'altro, _la classe media, nella quale io devo contrassegnare gli uomini +di commercio ed i letterati, insieme a tutta la gioventù promettente, +parteggiante per una repubblica_.» Vedi _Documenti governativi pel +1848_, pag. 294-95. + +[63] _Qualche osservazione sulla relazione scritta dal general Bava +della campagna di Lombardia nel 1848._ È opuscolo prezioso di verità e +gioverebbe ristamparlo. + +[64] Ai passi estratti dai _documenti_, giova aggiungerne fra i molti +altri due: + +«Il governo aveva oramai esaurito i suoi mezzi per contrastare al +frenetico entusiasmo del popolo, e bisognava prestamente ottenere una +soluzione alla lotta lombarda... + +«I ragguagli avuti stamane da Genova sono, che una dimostrazione +popolare per costringere il governatore della città a mandar soccorsi +alla Lombardia era stata sedata colla promessa di staccare parte della +guarnigione a quell'intento». Abercromby a Palmerston, Torino, 24 marzo, +pag. 205. + +«La prolungazione della lotta in Milano aumentava la determinazione del +popolo e indeboliva i mezzi di resistenza del governo, finchè il +pericolo della monarchia sarda si fece tanto evidente ai ministri, +ch'essi furono costretti ad accedere.... + +«L'attuale gabinetto sardo ha così dovuto adottare una linea politica... +lontana dai suoi desiderî». Abercromby a Palmerston, 23 marzo, pag. 205. + +[65] _Documenti_, Campbell a Palmerston: da Milano, 3 aprile, pag. 295. + +[66] Idem, pag. 296. + +[67] Idem, pag. 337; dispacci di Radetzky al governo imperiale. + +[68] Idem, lord Napier a lord Palmerston, 27 marzo, da Napoli, pag. 283. + +[69] Idem, console generale Dawking a Palmerston, da Venezia il 28 +marzo, pag. 286. + +[70] Idem, Ponsonby a Palmerston, 10 aprile, da Vienna, pag. 388. + +[71] Idem, Hamilton a Palmerston, 24 marzo, da Firenze, pag. 259. + +[72] «Tutte queste cagioni mantengono nella capitale e nelle provincie +del gran ducato agitazione siffatta che può temersi da un momento +all'altro il più grave commovimento, se il governo non s'affretti a +seguire il voto generalmente espresso di vedere le nostre truppe e +milizie partecipar nella lotta».--Neri Corsini al barone Schnitzer +Meeran, Firenze, 29 marzo, pag. 314. + +[73] Idem, W. Petre a sir G. Hamilton, 22 marzo, da Roma, pag. 261-2. + +[74] Idem, Petre a Hamilton, 24 marzo, pag. 227 + +[75] _Documenti_, Campbell a Palmerston, 31 marzo, da Milano, pag. +294-5. + +[76] Idem, Napier a Palmerston, 27 e 28 marzo, da Napoli, pag. 281-5. + +[77] «La maestà vostra... riceverà certamente il plauso e la +riconoscenza di questo popolo. _Noi vorremmo aggiungere di più_, ma la +nostra condizione di governo provvisorio non ci permette di precorrere i +voti della nazione _che certo sono tutti per un maggiore riavvicinamento +alla causa dell'unità italiana_».--Indirizzo del 23 marzo comunicato il +3 aprile a lord Palmerston dal conte Revel, _Documenti_, pag. 264. + +[78] Proclama dell'8 aprile. + +[79] Il _Lombardo_, diretto da un Romani, estraneo, anzi, non so se a +torto o a ragione, sospetto ai repubblicani, mosse in un articolo guerra +violenta al governo, e fu brutalmente soppresso. + +[80] Vedi il libro di Cattaneo, segnatamente ai cap. VII e +VIII;--_Relazione della spedizione militare in Tirolo_, Italia, maggio +1848.--_I volontarî in Lombardia e nel Tirolo_, del generale Allemandi, +Berna, 1849,--e i _Documenti_. + +[81] Il maggiore Enrico Cialdini disse al Collegno «ch'ei non voleva +aver viaggiato per nulla, e che prima di ripartir per la Spagna, sarebbe +andato sul Veneto a cercarsi, come milite, una ferita italiana». Andò e +fu ferito. + +[82] Non entro nei particolari, e rimando al libro di Cattaneo, ai +documenti raccolti dal Montecchi e alla storia della campagna; ma parmi +dover citare un documento ignoto fin qui: + +«Il sottoscritto... s'affretta a informare il signor Abercromby che +l'ordine è dato ai comandanti le navi dello Stato di lasciare +liberamente navigare i bastimenti mercantili naviganti sotto bandiera +austriaca, che verrebbe loro fatto d'incontrare. + +«_I comandanti le navi della marina regia hanno pure ricevuto l'ordine +di non commettere atto alcuno d'ostilità contro le navi da guerra +austriache_, salvo il caso di provocazione.»--Torino, 29 marzo +1848.--Firmato: L. N. PARETO. _Documenti_, pag. 265.--Il dispaccio è +confermato da un altro del 9 aprile, e dalle istruzioni date +dall'ammiragliato sardo, _Documenti_, pag. 381. + +[83] «Io sono informato da una sorgente nella quale io posso porre ogni +fede, che il papa ha mandato ordini positivi alle sue truppe di non +attraversare il Po. + +«Monsignor Corboli-Bussi è passato per Firenze venendo da Roma, e sono +informato ch'egli ha dal papa la missione di raccomandare al re di +Sardegna di ritirarsi colle sue truppe dentro le proprie frontiere.» +_Documenti_, sir G. Hamilton a Palmerston, da Firenze il 14 aprile. + +[84] Enrico Cernuschi fu minacciato, imprigionato: e così l'Agnelli, il +Terzaghi, Perego e non so quanti altri. Un Fava esercitava arti di +spionaggio degne dell'Austria intorno a Cattaneo e agli uomini che +avevan diretto le giornate di marzo. A me inscrizioni sui muri e lettere +anonime intimavano morte. Un Cerioli, non ricordo se prima o dopo il 12 +maggio, appiccò per le cantonate una tiritera, la cui conchiusione +affermava «che io aveva ricusato veder mia madre per diversità +d'opinioni politiche». La povera mia madre viaggiava appunto allora +verso Milano per abbracciarmi e benedire alle mie credenze. Non so d'un +repubblicano che sia sceso sì basso da calunniare la vita privata de' +suoi avversarî politici. + +[85] In tutta la serie del _Documenti_ citati non un solo dei ragguagli +spediti frequentemente a lord Palmerston da Milano parla d'agitazione +repubblicana. + +[86] Erano, fra Toscani e Napoletani, 5000; e durarono combattendo con +miracoli di valore, una intera giornata contro 16 000 Austriaci. Il +generale Bava, informato, il 28, della mossa nemica, avvertì Laugier che +comandava quei nostri, promise soccorso, ed era a poche miglia dalla +battaglia. Poi, quando appunto un uffiziale toscano accorse a descrivere +la condizione degli assaliti, il re stimò prudente il rimanersi immobile +a Volta.--V. la relazione di Bava. + +[87] _Documenti_, ecc. Lettera del 23 maggio, pag. 470. + +[88] _Documenti_, pag. 321. + +[89] Idem, pag. 396-8. + +[90] _Documenti._ Ficquelmont a Dietrichstein il 5 aprile, comunicato il +13 a Palmerston, pag. 321. + +[91] «È certo che il germe lungamente sotterrato della nazionalità +italiana, risuscitato dagli sforzi della _Giovine Italia_, ajutato dagli +scritti di Gioberti, di Balbo e d'altri, secondato dal moto del secolo, +avrebbe rotto tutti gli ostacoli e avrebbe pur sempre prodotto gli +avvenimenti che oggi vediamo, perchè il grido universale di _Morte ai +Tedeschi_ non escì primo dalla Lombardia e dal Veneto, ma dal fondo +della Sicilia, dove l'Austria non aveva esercitato mai influenza +d'oppressione, e ha traversato tutta la penisola per giungere sino al +Tirolo italiano, che sembrava sinceramente affezionato alla monarchia». +Vedi _Documenti_ (_Plan pour la pacification de l'Italie_), pag. 444. + +[92] _Documenti_, Ponsomby a Palmerston, pag. 453-4--Hummelauer a +Palmerston, pag. 470 e 477--Ponsomby a Palmerston; da Innspruk, pagina +589-90. + +[93] _Documenti_, pag. 618. + +[94] _Gli ultimi tristissimi fatti di Milano._ + +[95] Le ostilità rinnovate fra l'Austria e il Piemonte. + +[96] L'uccisione di Rossi ebbe luogo il 15 novembre, negli ultimi tempi +del dominio papale, più di tre mesi innanzi all'impianto della +repubblica. Fu commesso tra grida acclamanti al ministero Mamiani e +seguito da un gabinetto ch'ei presiedeva. È debito di giustizia +ricordare com'esso ripudiasse ogni vizio d'origine da quel fatto. +Mazzini era a quel tempo in Isvizzera e non giunse in Roma che quattro +mesi dopo. + +[97] Furono riconsegnati--_Monitore_ del 20 maggio. + +[98] De-Gerando Leduc, Astier, ecc. + +[99] La guardia nazionale contava 13 000 uomini in circa; e in virtù +dell'organizzazione, anteriore al governo repubblicano, ch'escludeva dal +servizio attivo la classe più povera, rappresentava in Roma la classe +media. + +[100] Capanna, Petralia. + +[101] Lettera del 1 giugno al generale Roselli: «_Seulement.... je +diffère l'attaque de la place jusqu'à lundi matin au moins_.» + +[102] «Dopo il diritto assoluto per tutti gli Stati italiani di +scegliere quella forma di governo che giudicano conveniente in tutta la +pienezza della loro indipendenza e la dichiarazione formale della +Francia ch'essa intende mantenere quell'indipendenza, esiste un'altra +questione... il bisogno dell'indipendenza dell'Italia.» + +[103] «Al potere esecutivo attuale verrà sostituito un governo +provvisorio, composto di cittadini romani, e scelto dall'Assemblea +nazionale romana, fino al momento in cui _le popolazioni, chiamate a +manifestare i loro voti, avranno determinato la forma di governo che +dovrà reggerle_ e le condizioni di sicurezza che dovranno darsi al +cattolicesimo ed al papato.»--Art. 3 del progetto del 16 maggio. + +«_Le popolazioni romane hanno il diritto di pronunziarsi liberamente +sulla forma del loro governo._»--Art. 2 del progetto del 18 maggio. + +[104] «Tutto quello che prevenendo lo sviluppo dell'intervento +esercitato da altre potenze, animate da sentimenti meno moderati, +lascierà spazio maggiore alla nostra particolare influenza; _tutto +quello che affretterà la caduta d'un regime condannato a perire_, ecc. +La frase in corsivo fu aggiunta nella copia. + +[105] Fu pubblicata nel numero 4 dell'_Italia del Popolo_, rivista +ch'escì nel 1849-50 in Losanna. + +[106] _Dichiaro... ch'io non ho potuto approvar col mio voto una +dimostrazione militare_ (la spedizione preparata dal gen. Cavaignac) +_che mi sembrava pericolosa anche pei sacri interessi che si volevano +proteggere, e per la pace d'Europa_--2 dicembre 1848. + + LUIGI NAPOLEONE BONAPARTE. + +[107] Autorità, da _auctor_, che produce, che accresce. + +[108] Luigi Blanc. + +[109] Questa protesta troverà luogo in un volume successivo, quando +dovrò parlare del Comitato nazionale italiano instituito nel 1850. +Inserisco qui la lettera a Luigi Napoleone perchè esaurisco gli scritti +miei sulla questione romana. + +[110] Allude alla nota consegnata dai plenipotenziarî sardi Cavour e +Villamarina, ai ministri di Francia e d'Inghilterra, il 27 marzo 1856, +in occasione delle conferenze di Parigi. + +[111] Lord Palmerston, nella seduta del 6 maggio 1856, allorchè fu +discussa dai Comuni della Gran Bretagna la questione italiana, dopo il +risultato del Congresso di Parigi. + +[112] Vedi nota citata a pag. 128, e l'altra del 16 aprile 1856. + +[113] Allude a uno scritto pubblicato il 15 ottobre 1856 da Giorgio +Pallavicino col titolo: _Non bandiera neutra_ inteso a combattere il +programma di Mazzini e del vero Partito Nazionale. Vedi introduzione. + +[114] _Espero_ del 21. + +[115] Furono raccolti in volume i _Saggi storici politici e militari_ di +Pisacane, Milano 1860; ma non ancora gli Scritti a cui qui allude +Mazzini. + +[116] Cito un esempio. In un bel libro ch'ei scrisse col titolo di +_Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-1849_, Pisacane giudica +severamente la condotta e il genio militare di Garibaldi. Prima di +pubblicarlo, ei mi mandò il manoscritto. Biasimai, come inopportuna e +dannosa più che giovevole, l'inserzione di quegli appunti, e notai qual +divario corresse tra il mentire e il tacere; reo sempre l'uno, onesto +sovente e prudente l'altro. Non assentì; l'amore al Vero era in lui più +potente d'ogni altra considerazione; la discussione fra noi fu animata +abbastanza perchè ne seguisse un lungo silenzio. + +[117] Il documento che segue, scritto da Mazzini in francese, e +riprodotto in inglese nel _Morning Advertiser_, fu tradotto in italiano +da A. Saffi pel giornale genovese _L'Italia del Popolo_, ed ivi fatto +segno, come i tempi portavano, a sequestro ed a processo. + +[118] Vedi il vaticinio delle streghe a Macbeth, nel dramma di +Shakspeare. + +[119] Il signor de la Guerronière, supposto scrittore dell'opuscolo +indirizzato all'Inghilterra dopo l'attentato Orsini, s'era rivolto nel +1848, disertando dal campo legittimista, al Comitato esecutivo della +Repubblica, per essere autorizzato ad iniziare, insieme col signor +Pelletan, un giornale repubblicano semi-ufficiale. + +[120] Allude alla esitanza degli ufficiali della guarnigione di Châlons, +chiamati a reprimere un moto repubblicano ivi scoppiato in quei giorni. + +[121] Lettera al generale Sercognani, 28 febbrajo 1831. + +[122] Indirizzo agli esuli polacchi, 12 agosto 1833. + +[123] Processo di Strasburgo. + +[124] Lettera al Governo provvisorio, 28 febbrajo. + +[125] Lettera all'Assemblea Nazionale, 24 maggio. + +[126] Circolare agli elettori, 19 novembre. + +[127] 24 dicembre. + +[128] 2 dicembre 1848. + +[129] Proclama del 26 aprile. + +[130] Lettera a Edgardo Ney, 18 agosto 1849. + +[131] 31 dicembre 1849. + +[132] 12 novembre, Messaggio all'Assemblea. + +[133] 9 novembre, agli uffiziali. + +[134] Proclama 2 dicembre 1851. + +[135] I numeri vennero accertati in una lista della _Préfecture de la +Seine_. Lo scrittore dell'opuscolo imperialista parlava di 150 vittime, +scordando che la prima lista data dal Governo di Luigi Napoleone +ammontava a 191. Pochi giorni dopo, il _Moniteur_ del 28 agosto ne +numerava 383. Poi, il signor Garnier de Cassagnac dichiarava che solo +sui _boulevards_ furono uccisi 1200 individui. La fucilazione dei +prigionieri si deduce dal rapporto del generale Magnan, del 2 dicembre. + +[136] SHAKSPEARE, _Amleto_. + +[137] SHAKSPEARE, _Macbeth_. + +[138] Vedi vol. IX delle Opere. + +[139] Vedi vol. III delle Opere, pag. 35 e seg. + +[140] Lettera ai Compilatori della _Giovine Italia_. + +[141] Per questo ed altri documenti in proposito, vedi la _Gazzetta +officiale Piemontese_, la collezione Parlamentare di Hansard in inglese, +e il _Recueil de traitès, conventions, etc., rédigé, sur les Collections +authentiques_, Murhard e Pinhas, vol. XII. + +[142] Rendiconto del Ministero Sardo, 12 agosto. + +[143] L'autore allude alla fondazione della _Giovine Italia_. + +[144] Dall'_Unità Italiana_ del 29 settembre 1860. + +[145] Il brano che segue, che noi qui inseriamo per la importanza che +serba anche dinanzi ai rapporti odierni fra il partito repubblicano e le +scuole socialiste, è tratto da una lettera di Mazzini a Ferdinando +Garrido, egregio patriota e scrittore spagnuolo, che avea pubblicato a +que' giorni un libro notevole sul moderno socialismo, e chiesto +all'esule italiano di esaminarlo e dirgliene il suo parere. + +[146] Giorgio Pallavicino. + +[147] Dal _Dovere_ del 24 settembre 1864. + +[148] Dal _Dovere_, 28 gennajo 1865. + +[149] Dal _Dovere_ del 17 giugno 1865. + +[150] Tutte queste predizioni s'avverarono pur troppo; e io mi sento +roventi di rossore le guancie, ricordando il cumulo di circostanze +propizie che l'Italia lasciò sfuggire, e le promesse alla povera santa +Polonia, che l'Italia tradì. (Nota di G. Mazzini alla presente lettera, +nel _Dovere_ del 17 giugno 1865.) + +[151] Dall'_Unità Italiana_ del 16 dicembre 1866. + +[152] Dall'_Unità Italiana_ del 13 maggio 1869. + +[153] Dall'_Unità Italiana_ dell'11, 17, 29 maggio 1870. + +[154] Inedita. + +[155] _La Roma del Popolo_, n. 2. + +[156] Parecchî fra i dipartimenti occupati dalle forze germaniche hanno +dato la maggioranza dei voti ai candidati repubblicani. + +[157] Armand Carrel, G. Cavaignac, Michel de Bourges, Trelat, Raspail, +ecc. + +[158] _La Roma del Popolo_, n. 4, 5, 6. + +[159] _La Roma del Popolo_, numeri 7, 8. + +[160] Alludiamo segnatamente a un articolo della _Perseveranza_, 26 +marzo, non per importanza da darsi agli scrittori di quella gazzetta, ma +perchè essi sono, nel difetto di meglio, accettati come espressione +d'una setta governativa lombarda. + +[161] «Quella bordaglia che in Parigi, immemore d'ogni affetto di +patria, pazza di furore, avida di lucri, insofferente di freni, +invidiosa, pervertita dai vizî, dai bisogni e da un _sentimento crudele +che il godere sia il solo ed uguale diritto di tutti_... non è nella +sola Parigi. + +«L'Assy... è l'agente d'una setta che distende le sue fila per tutte le +società d'Europa, e che lega dentro di esse, più o meno, le _classi +operaje_ delle principali città industriali al di là e _al di qua_ dei +monti. + +«In queste classi non mancano, certo, gli animi onesti e puri, e +_forse_, in parecchie delle città italiane, questi abbondano ancora. Ma +è certo che nel seno del maggior numero cova un lievito d'odio, di +rancore, di sospetto, che niente è più adatto a calmare. La parte +ch'esse prendono nella produzione della ricchezza--parte certo +grandissima--le accieca sul valore e sul diritto proprio... Possiamo +inorridire agli assassinî dei quali ci arriva l'eco; ma in ognuna delle +città d'Europa vive pur troppo una perversa ed abjetta genìa, che +sarebbe capace di riprodurne lo spettacolo... E nelle _classi operaje +che sono pure il fomite di cotesto sobbollimento plebeo_, si raccolgono +le menti più sveglie ed istruite.» Art. citato, e conchiude: «quando +l'idea del Governo si abbassa e l'influenza delle classi _agiate_ +s'annulla, non mancano se non le occasioni perchè l'infima feccia delle +città salga a galla, come ora fa in Parigi, con isgomento e nausea di +tutti.» + +[162] _La Roma del Popolo_, numeri 15, 17, 18--15, 21, 28 giugno 1871. + +[163] Errore decisivo del sistema inaugurato dal Comune parigino era +appunto di _perpetuare_, affidando a _ciascun_ comune la propria +educazione, lo squilibrio esistente. + +[164] _La vita è l'assieme dei fenomeni che resistono alla morte._ + +[165] _La Roma del Popolo_, n. 20--13 luglio 1871. + +[166] _La Roma del Popolo_, N. 28. + +[167] _La Roma del Popolo_, N. 32. + +[168] _La Roma del Popolo_, N. 33. + +[169] _La Roma del Popolo_, numeri 40, 41, 42. + +[170] _La Roma del Popolo_, N. 47. + +[171] G. SEMENZA, nel _Progresso_ del 7 gennajo. + +[172] _La Roma del Popolo_, N. 48. + + + + + + INDICE + + + PREFAZIONE Pag. 5 + Cenni e documenti intorno all'insurrezione lombarda e alla + guerra regia del 1848 » 17 + I.--Tendenze nazionali.--Motivi della guerra regia.--Documenti + governativi » 19 + II.--Esigenze e conseguenze funeste della guerra regia.--I + repubblicani » 29 + Atti della Repubblica romana » 59 + Scritti sul medesimo periodo.--Lettera al ministero francese » 87 + Roma e il governo di Francia » 101 + A Luigi Napoleone presidente della Repubblica francese » 111 + A Daniele Manin » 120 + A Giorgio Pallavicino » 134 + Ricordi su Carlo Pisacane » 140 + A Luigi Bonaparte » 153 + Al conte di Cavour » 165 + A Vittorio Emanuele » 186 + Prefazione di Giuseppe Mazzini all'edizione di Napoli delle + _Parole ai Giovani_ » 194 + Ai giovani d'Italia » 195 + Nè apostati nè ribelli » 223 + Dichiarazione » 227 + Il Socialismo e la Democrazia » 232 + Lettere d'un esule » 234 + I monarchici e noi » 240 + A Federico Campanella » 245 + A Francesco Crispi » 251 + Mazzini e Vittorio Emanuele » 260 + Ai Romani » 263 + Ai nemici » 266 + L'iniziativa » 273 + Ai miei fratelli repubblicani dopo la prigionia di Gaeta » 286 + La guerra franco-germanica » 290 + Politica internazionale » 300 + Le classi artigiane » 313 + Il Comune e l'Assemblea » 321 + Agli operaj italiani » 335 + Il moto delle classi artigiane e il Congresso » 341 + Alle società operaje, l'_Avvenire_ di Torino e + l'_Universale_ della Spezia » 345 + Ai rappresentanti gli artigiani nel Congresso di Roma » 347 + Questione sociale » 351 + Costituente e Patto nazionale » 362 + Lettera ad un amico » 366 + + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + +L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute. Minimi +errori tipografici sono stati corretti senza annotazione. Sono inoltre +stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale): + + aveva, col fantasma d'una [d'un] costituente + al tiranno caduto sottentrerebbe [sottentrebbe] un altro + l'Umanità intera appare come un Essere [un'Essere] + la classe media dalle [delle] classi operaje. + nè [ne] voi l'aspettate da me + in nome della Repubblica [Republica], + pretese ch'erano da principio giuste in [in in] sè + + + + + + + +End of Project Gutenberg's Scritti di Giuseppe Mazzini, by Giuseppe Mazzini + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SCRITTI DI GIUSEPPE MAZZINI *** + +***** This file should be named 29325-8.txt or 29325-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/9/3/2/29325/ + +Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Scritti di Giuseppe Mazzini + Politica ed economia, volume secondo + +Author: Giuseppe Mazzini + +Release Date: July 5, 2009 [EBook #29325] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SCRITTI DI GIUSEPPE MAZZINI *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + +</pre> + + + + +<h1>SCRITTI<br /> +<span class="small">DI</span><br /> +<span class="big">GIUSEPPE MAZZINI</span><br /> +<br /> +POLITICA ED ECONOMIA</h1> + +<hr class="minor" /> + +<p class="title">VOLUME SECONDO</p> + +<p class="sig"><i>PENSIERO ED AZIONE.</i></p> +<hr class="minor" /> + +<p class="title"><span class="big">CASA EDITRICE SONZOGNO—MILANO</span><br /> +VIA PASQUIROLO, 14.</p> +<hr class="minor" /> + + +<p class="title">PROPRIETÀ LETTERARIA<br /> +<br /> +Milano.—STAB. GRAFICO MATARELLI. Via Passarella, 13-15.</p> + + + +<hr style="width: 65%;" /> +<h2 class="lighter"><a name="PREFAZIONE" id="PREFAZIONE"></a>PREFAZIONE</h2> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p> +<p>Come abbiamo accennato nella prefazione al vol. I, riassumiamo qui +la vita politica e i fatti salienti dell'apostolato di G. Mazzini dal 1853 +al dì della sua morte, a complemento delle note autobiografiche nello +stesso primo volume raccolte ed a commento degli scritti politici ed +economici in questo contenuti.</p> + +<p>De' concetti filosofici del Mazzini, de' suoi pensamenti intorno all'arte, +non che della sua vita privata, parleremo nelle prefazioni ai +volumi <i>Filosofia</i>, <i>Letteratura</i>, <i>Epistolario</i>, man mano che verranno +pubblicati.</p> + +<p>E se i brevi e rapidi cenni, che le proporzioni della presente edizione +ci consentono, son troppo inferiori al soggetto e non danno che +una pallida idea dell'azione indefessa, magnanima del grande Italiano, +nella cui formula <i>Dio e il Popolo</i> è la fede dell'avvenire, nondimeno +crediamo che possano bastare per mostrare ai lettori come quella fede +si esplicò nel suo pensiero; come il Dio ch'egli portava in petto, talismano +contro ogni debolezza, ogni vigliaccheria, nulla avesse di comune +cogli Dei invocati a giustificazione d'ogni nequizia, d'ogni reazione. +Come quel Dio inspirò e sollevò in alto colui che con lo sguardo fisso +nel progresso dell'umanità ne interrogò la legge.</p> + +<p>Chi desidera più particolareggiate e copiose notizie su questo importante +periodo dell'apostolato mazziniano, consulti i proemi premessi dal +Saffi agli ultimi nove volumi delle opere complete, e gli scritti contemporanei, +fra i quali citiamo a titolo d'onore quelli della signora +J. W. Mario e dell'Anelli, a cui abbiamo largamente attinto.</p> + +<p class="title">*<br /> +* *</p> + +<p>Quando la Russia nel 1853 manifestò l'intenzione di risolvere la questione +d'Oriente a modo suo, pigliandosi Costantinopoli, l'Inghilterra, +risoluta di attraversarne i disegni, iniziò le trattative per un'alleanza +con la Francia in difesa dell'Impero Turco, facendo conto eziandio sul +concorso dell'Austria. E il degenere nipote di Napoleone Bonaparte di +buon grado accoglieva quelle proposte, nella speranza di acquistare popolarità +in Francia col prestigio della gloria militare, e predominio +morale in Europa.</p> + +<p>Il Mazzini vide quel disegno funesto alla causa della libertà, e specialmente +all'Italia coll'accrescer potenza alla nemica Austria<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>, e +pubblicò varî scritti indirizzati alla nazione inglese, nei quali indicava +l'onta d'un'alleanza con l'uomo del 2 dicembre, l'errore massimo di +porre fede nell'Austria, e la necessità di non trasfondere sangue nuovo +nelle vene di uno Stato che rappresentava il <i>dispotismo</i>, la <i>ferocia</i>, +l'<i>immobilità</i>. Affermava essere invece degno della libera Inghilterra il +fare appello, in nome del santo principio della nazionalità, alla Polonia, +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span> +alla Germania, all'Ungheria, all'Italia e a tutti gli elementi rumeni, +serbi, bulgari, albanesi, per sottrarli all'influenza russa ed <i>inalzare +intorno all'Impero moscovita una barriera vivente di giovani nazioni +associate</i><a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2"></a><a href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a>.</p> + +<p>Ma sebbene queste idee del Mazzini fossero divise dai più eminenti +uomini di stato inglesi, come Gladstone, Stansfeld, Forster, Roebuck +ed altri, pure quell'alleanza <i>assolutamente torta e immorale</i><a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3"></a><a href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a> fu +conchiusa in nome del sempre invocato equilibrio europeo. E di quell'alleanza, +per opera del Cavour, entrava a far parte il Piemonte, che +spediva in Crimea 15 000 valorosi soldati, mentre questi associati al +<i>resto dell'esercito ed a tutto il popolo</i><a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4"></a><a href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a> avrebbero potuto costringere +l'Austria ad abbandonare il Po.</p> + +<p>Il risultato di quella guerra, che costò tante nobili vite, è noto; e +l'Europa ne risente ancora i tristi effetti<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5"></a><a href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a>. Il Piemonte ottenne la +soddisfazione di presentare al Congresso di Parigi il famoso <i>memorandum</i> +cavouriano al quale gli scrittori di parte attribuirono tanta +importanza. Ma l'effetto del prendere in tal guisa un posto umile e +tollerato intorno al tappeto verde della diplomazia imperante, fu di +legare da quel tempo in poi il Cavour alla vacillante e personale politica +di Napoleone: nulla più faceva senza il beneplacito suo, pronto +a soffocare qualunque tentativo d'iniziativa nazionale<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6"></a><a href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a> quando piacesse +all'imperatore da cui pendevano le sorti d'Italia<a name="FNanchor_7_7" id="FNanchor_7_7"></a><a href="#Footnote_7_7" class="fnanchor">[7]</a>. E per il Cavour +quelle sorti—è bene notarlo subito—si confinavano in un'ingrandimento +dello Stato piemontese; chè all'Unità d'Italia egli non +credette fino a quando gli eventi, da lui non preveduti, lo costrinsero +a riconoscerla inevitabile<a name="FNanchor_8_8" id="FNanchor_8_8"></a><a href="#Footnote_8_8" class="fnanchor">[8]</a>.</p> + +<p>E mentre il primo ministro piemontese limitava il suo lavoro a preparare +con ajuti stranieri l'annessione della Lombardia e, tutt'al più, +del Veneto, Mazzini invece trattava in Lugano col Garibaldi intorno +ad una spedizione in Sicilia, dov'era già fondato, fino dal 1850, un Comitato +nazionale col duplice intento di sradicare dall'Isola ogni idea +d'autonomia e di costringere i governanti o ad abbandonare il meschino +concetto cavouriano d'un Piemonte ingrandito, o a rovinare con esso.</p> + +<p>Quella spedizione non ebbe luogo allora, bensì sei anni dopo, e gloriosamente, +mercè appunto la lunga, costante, efficace preparazione +degli animi alla santa causa dell'unità e indipendenza nazionale.</p> + +<p>Intanto per le brighe di Napoleone e de' suoi devoti si divulgava +nella penisola l'idea di dare a Luciano Murat il regno di Napoli; idea +non favoreggiata solamente dal governo piemontese<a name="FNanchor_9_9" id="FNanchor_9_9"></a><a href="#Footnote_9_9" class="fnanchor">[9]</a>, ma per un +momento anche da uomini come Saliceti, Lizabe Ruffoni, Montanelli, +i quali, dopo la caduta della Repubblica romana esuli in Francia, +troppo presto disperavano della causa dell'unità.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p> +<p>Contro quell'intendimento antiunitario ed antinazionale protestavano +bensì i più insigni patrioti d'Italia; e Poerio, Spaventa, Mauro, Bianchi +e Settembrini rispondevano dalle prigioni «preferir di morire in +carcere piuttosto che stender le loro mani a quell'avventuriere straniero»<a name="FNanchor_10_10" id="FNanchor_10_10"></a><a href="#Footnote_10_10" class="fnanchor">[10]</a>. +Il Mazzini, appena ne ebbe sentore, scriveva fiere parole +dirette specialmente all'esercito, e opportunamente ricordava il voto +dato da Murat a favore della spedizione francese del 1849.</p> + +<p>Di quel vano tentativo del Bonaparte, per spegnere ogni speranza di +unità, non si parlò più: sparve come tanti altri disegni architettati dal +nipote nella solitudine per emulare le gesta dello zio.</p> + +<p>E sebbene in quel tempo—per opera specialmente di Giorgio Pallavicino, +monarchico unitario, cittadino integro e forte, che per la dura +scuola dell'esperienza dovette ricredersi e morire convertito al culto +della fede repubblicana<a name="FNanchor_11_11" id="FNanchor_11_11"></a><a href="#Footnote_11_11" class="fnanchor">[11]</a>—molti si fossero distaccati dal Mazzini per +avvicinarsi al governo costituito, quegli si dette con tutta l'anima a +tenere alta la bandiera dell'unità nazionale, osteggiata allora, come +sempre, dalla monarchia che sognava in accordi federativi fra principi +regnanti <i>quattro o cinque Italie</i>, come egli dice nelle stupende lettere a +Daniele Manin e a Giorgio Pallavicino<a name="FNanchor_12_12" id="FNanchor_12_12"></a><a href="#Footnote_12_12" class="fnanchor">[12]</a>. Nè contento di sole esortazioni, +preparava, organizzava moti, fra i quali, degni di glorioso ricordo, +la spedizione di Sapri e la sollevazione di Genova.</p> + +<p>Come tutti i tentativi generosi, per l'una o l'altra circostanza non +riusciti, sollevarono contro gl'iniziatori ed in ispecie contro l'anima +dirigente, il Mazzini, un'ondata di recriminazioni, accuse e calunnie; +ma non valsero a scuotere chi ben sapeva essere il bene premio di sacrificio +e l'audace iniziativa indispensabile per scuotere e mantenere +vive le inerti aspirazioni<a name="FNanchor_13_13" id="FNanchor_13_13"></a><a href="#Footnote_13_13" class="fnanchor">[13]</a>.</p> + +<p>Fallita la sollevazione di Genova, non per colpa del popolo, che si +mostrò, come sempre, pronto ed animoso, ma per colpa dei capi che +dovevano dirigerla, il gran Proscritto cercato ovunque a morte dalla +polizia sarda, <i>ajutata da cagnotti còrsi e francesi</i><a name="FNanchor_14_14" id="FNanchor_14_14"></a><a href="#Footnote_14_14" class="fnanchor">[14]</a>, potè a stento +mettersi in salvo. Fu bensì con altri patrioti condannato in contumacia +alla pena di morte; ricompensa decretata dai giudici della monarchia +costituzionale di Vittorio Emanuele, non diversa da quella venti +anni prima assegnatagli dai giudici del padre Carlo Alberto.</p> + +<p>Tornò a Londra e riprese con lo stesso ardore il suo lavoro di cospirazione +ed organizzazione per muovere le popolazioni centrali e meridionali +all'azione unitaria, protestando in pari tempo, in nome della +dignità nazionale, contro la politica governativa che spingeva il Piemonte +ad allearsi con Napoleone III, fra tutti i regnanti il più pericoloso +ed abjetto. E l'uomo del 2 dicembre, spinto agli estremi, impose +al ministero di chiedere al governo inglese l'estradizione del Mazzini, +del Ledru Rollin, del Kossuth e di Simon Bernard, sotto lo specioso +pretesto che fossero complici nell'attentato di Felice Orsini.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span></p> +<p>L'Inghilterra, gelosa delle sue tradizioni di libertà, protestò sdegnosa, +e lord Palmerston, che aveva presentato un progetto di legge +per ottenere la facoltà di limitare quelle libertà ed applicare lo sfratto +quando si trattava di sudditi esteri, dovette lasciare il potere. Anche +il Belgio e la Svizzera resistettero alle pretese imperiali: soltanto il +conte di Cavour si piegò, per compiacere il futuro alleato, a proporre +e a fare approvare alcune disposizioni limitanti la libertà della stampa +e ad imaginare, coll'ajuto delle compiacenti autorità di pubblica sicurezza, +un complotto contro la vita sua e quella di Vittorio Emanuele<a name="FNanchor_15_15" id="FNanchor_15_15"></a><a href="#Footnote_15_15" class="fnanchor">[15]</a>. +All'ingiustissima accusa il Mazzini rispose da par suo con la lettera +al Cavour, riportata in questo volume, nella quale rampogna altresì i +meschini concetti, le arti subdole di un governo, che non aveva fiducia +nel popolo, e tutto aspettava dall'ajuto straniero.</p> + +<p>Premio a tanta condiscendenza fu il triste patto di Plombières.</p> + +<p>Appena il Mazzini ne ebbe notizia, fieramente e italianamente scrisse +contro; perchè mentre confidava, e non a torto, che l'Italia avrebbe potuto +far da sè, temeva le mire interessate dell'infido alleato; e il 15 +novembre 1858, quasi vaticinando Villafranca, scriveva:</p> + +<p>«Il re, circondato, assediato, tormentato dalle mille influenze, che +le tradizioni monarchiche, la diplomazia, la paura d'inimicarsi altri +governi, gli stenderanno intorno, porgerà orecchio alle prime proposte +di pace—<i>pace all'Adige o a Campoformio non monta</i>—che +gli assicurino un ingrandimento territoriale e un addentellato a più +larga conquista nell'avvenire»<a name="FNanchor_16_16" id="FNanchor_16_16"></a><a href="#Footnote_16_16" class="fnanchor">[16]</a>.</p> + +<p>Molti esuli del partito d'azione avevano pubblicamente dichiarato che +se la guerra fosse stata iniziata e condotta da Napoleone, non vi avrebbero +preso parte; ma quando videro muover prima l'Austria e gli Stati +d'Italia insorgere in nome della libertà, abbandonarono tosto il primo +proposito, chè in cima ai loro pensieri tenevano quello dell'unità della +patria. «E Giuseppe Mazzini diè mano—come uomo di stato nel più +alto senso della parola, ed esperto misuratore dei rapporti possibili +fra il suo Ideale e la realtà—a promuovere, con ogni poter suo, +nell'elemento italiano del moto, caratteri recisamente nazionali ed +unitarî»<a name="FNanchor_17_17" id="FNanchor_17_17"></a><a href="#Footnote_17_17" class="fnanchor">[17]</a>.</p> + +<p>Giunto in Toscana, rincorò i patrioti, che erano indignati e stupiti +per l'inattesa tregua di Villafranca, con la singolare efficacia della sua +parola, e formulò un nuovo piano d'insurrezione in questo semplice +motto: <i>al centro mirando al sud</i>; invasione cioè dell'Umbria e dello +Stato Romano per muovere quindi verso il regno delle Due Sicilie. E +sebbene egli e gli altri suoi compagni d'azione avessero lealmente dichiarato +di tacer di repubblica se la monarchia piemontese si fosse +dichiarata alla sua volta unitaria e si fosse attivamente accinta all'opera, +furono, ciò non ostante, cercati, perseguitati dalla polizia come +traditori e peggio. Al Saffi, giunto a Torino, fu intimato di ripassare +entro ventiquattr'ore la frontiera. Sicchè alcuni si affrettarono a riprendere +la via dell'esilio, altri si nascosero, mentre altri ancora, o meno +cauti o più fidenti, venivano chiusi in carcere<a name="FNanchor_18_18" id="FNanchor_18_18"></a><a href="#Footnote_18_18" class="fnanchor">[18]</a>.</p> + +<p>Indignato il Mazzini dello sleale ed iniquo trattamento, da Firenze, +ove rimase nascosto per circa tre mesi, in casa Dolfi, scrisse al re, +<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span> +cui egli giudicava migliore de' suoi ministri, la nota lettera qui riportata.</p> + +<p>Al pari di quella indirizzata a Pio IX, lo scritto produsse una profonda +impressione e fu argomento di chiose ed interpretazioni le più +erronee. Come il Mazzini si rivolse al papa, quando questi aveva in +mano l'iniziativa, per mostrare al popolo come dal successor di san +Pietro non v'era da aspettarsi opera di vera libertà e rigenerazione, +così, a sua volta, quando la sorte si volse propizia al re, volle che la +lezione si ripetesse, sapendo quanto eran discosti gl'interessi dinastici +da quelli del popolo. Trattò con Vittorio Emanuele per mostrare, colla +evidenza del fatto, che ogni speranza di generosa ardita iniziativa si +infrangeva dinanzi alle preoccupazioni, ai timori, alle tradizioni della +politica dinastica.</p> + +<p>Qui giova riprodurre, dalla lettera accennata, il brano seguente:</p> + +<p>«L'unità è voto e palpito di tutta Italia. Una patria, una bandiera +nazionale, un solo patto, un seggio fra le Nazioni d'Europa, Roma +a metropoli: è questo il simbolo d'ogni italiano. Voi parlaste d'indipendenza. +L'Italia si scosse e vi diede 50.000 volontarî... Ma era +la metà del problema. Parlatele di libertà e d'unità: essa ve ne +darà 500.000... Ma voi non siete più vostro. Fatto, a Villafranca, +vassallo della Francia imperiale, v'è forza chiedere, per le vostre +risposte all'Italia, inspirazioni a Parigi. Sire! sire! in nome dell'onore, +in nome dell'orgoglio italiano, rompete l'esoso patto! Non temete che +la storia dica di voi: ei fece traffico del credulo entusiasmo degl'Italiani +per impinguare i proprî dominî?... I padri nostri assumevano +la dittatura per salvare la Patria dalla minaccia dello straniero. Abbiatela, +purchè siate liberatore. Dimenticate per poco il re, per non +essere che il primo cittadino, il primo apostolo armato della Nazione. +Siate grande come l'intento che vi ho posto davanti, sublime come +il dovere, audace come la fede. Vogliate e ditelo. Avrete tutti, e noi +primi con voi.»</p> + +<p>Ma fra tutti gli scritti pubblicati dal Mazzini con l'animo amareggiato +dalla triste pace di Villafranca, bellissimo per elevatezza di concetto, +per nobiltà di forma, per una ineffabile malinconia che vi spira +o quello <i>Ai giovani</i>, la cui lettura ai giovani d'Italia vivamente raccomandiamo, +chè fra l'immensa congerie dei libri pubblicati in quest'ultima +metà del secolo, raramente troveranno altre pagine capaci +come quelle di elevar l'animo a nobili sensi.</p> + +<p>Sulla fine di quell'anno il Mazzini tornò in Inghilterra, «ma non cessò +dal lavoro per le delusioni sofferte, inculcando con lettere ai patrioti +dell'interno e con pubblici scritti al Paese ed al re il dovere comune, +protestando contro la piega servile, che subordinava il diritto, +l'indipendenza e la dignità dell'Italia alla politica del secondo Impero, +e ponendo in rilievo le condizioni dell'opinione europea, favorevole +ad una condotta indipendente e civile da parte degli Italiani. +Voci al deserto! Pur nondimeno perseverava: e, ne' primi mesi del +1860, mentre, ripresa la pubblicazione del periodico <i>Pensiero e Azione</i>, +insisteva, scrivendo, sul da farsi, s'adoprava nello stesso tempo ad +apprestare elementi e mezzi di nuovi moti a primavera, dirigendo +le sue mire alla Sicilia... Al quale intento cooperarono, arditamente +attivi, Rosalino Pilo, Francesco Crispi<a name="FNanchor_19_19" id="FNanchor_19_19"></a><a href="#Footnote_19_19" class="fnanchor">[19]</a>, La Masa, Corao ed altri +<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +patrioti siciliani, devoti alla Patria, visitando segretamente, a rischio +del capo, la serva terra nativa, ordinandovi le prime bande, e dirigendo +il moto che determinò la spedizione di Marsala»<a name="FNanchor_20_20" id="FNanchor_20_20"></a><a href="#Footnote_20_20" class="fnanchor">[20]</a>.</p> + +<p>Il 5 maggio il Garibaldi, fin allora raggirato dalle arti della diplomazia +sarda<a name="FNanchor_21_21" id="FNanchor_21_21"></a><a href="#Footnote_21_21" class="fnanchor">[21]</a>, ruppe gl'indugî, salpando da Quarto con la prode +schiera dei Mille, e il 27 entrava trionfante in Palermo, nella nativa +città di Rosalino Pilo, sei giorni dopo che quell'eroe era caduto, colpito +in fronte da una palla borbonica.</p> + +<p>Appena fu liberata la Sicilia, il Mazzini, insieme col Bertani ed altri, +diè mano a preparare, secondo il suo antico concetto, mezzi e uomini +per una spedizione che, attraverso l'Umbria e lo Stato Romano, si +ricongiungesse al Garibaldi in Napoli; e fu tosto messa insieme una +brigata di duemila volontarî della quale ebbe il comando G. Nicotera. +Ma inaspettatamente dal Governo di Piemonte—che temeva dei volontarî +e che era geloso e sospettoso del prestigio acquistato dal Garibaldi<a name="FNanchor_22_22" id="FNanchor_22_22"></a><a href="#Footnote_22_22" class="fnanchor">[22]</a> +—venne ordine d'impedire alla brigata di Castelpucci l'invasione +dell'Umbria e dello Stato Pontificio. Il Nicotera, ad evitare +una guerra civile, ubbidì, pur fieramente protestando contro lo sleale +ed inatteso divieto e dichiarando—gli eventi non giustificarono la +promessa—che non avrebbe più combattuto sott'altra bandiera, all'infuori +di quella repubblicana.</p> + +<p>L'ingresso dell'eroico duce in Napoli persuadeva <i>finalmente</i> il Cavour +che l'unità d'Italia era ormai inevitabile, e che perciò la Monarchia +doveva fare qualche cosa per controbilanciare l'influenza di Garibaldi, +e <i>per riacquistare la forza morale necessaria a signoreggiare +la rivoluzione</i><a name="FNanchor_23_23" id="FNanchor_23_23"></a><a href="#Footnote_23_23" class="fnanchor">[23]</a>. Ed allora fu deliberata l'occupazione delle Marche +e dell'Umbria con l'esercito regio guidato dal Cialdini, e nello stesso +tempo vennero mandati a Napoli abili faccendieri i quali, impazienti +di ottenere la dedizione immediata di Napoli e temendo che ad ottenere +ciò fosse d'ostacolo la presenza del Mazzini, non rifuggirono dall'eccitare +contro di lui i bassi fondi della città, che gli gridarono morte +sotto le finestre del suo alloggio. Alla lettera del prodittatore Pallavicino—<i>cuore +generoso raggirato nel comune inganno</i>—che lo esortava +a partire da Napoli, facendo appello al suo patriotismo, egli, rifiutando, +rispose con l'anima piena d'amarezza:</p> + +<p>«Il più grande dei sacrificî ch'io potessi mai compiere, l'ho +compiuto quando, interrompendo per amore all'unità ed alla concordia +civile l'apostolato della mia fede, dichiarai ch'io accettava, non per +<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +riverenza a ministri o monarchici, ma alla maggioranza—illusa o +no poco monta—del popolo italiano, la monarchia, presto a cooperare +con essa, purchè fosse fondatrice dell'unità.»</p> + +<p>E nello scritto intitolato <i>Nè apostati nè ribelli</i>, non solo ribatte la +calunnia che i repubblicani abbiano cercato di attraversare i disegni +del Garibaldi, ma rivendica al partito d'insurrezione tutte le iniziative +d'unità nazionale.</p> + +<p>Consegnato a Vittorio Emanuele il regno delle Due Sicilie e ottenutone +in compenso la più nera ingratitudine<a name="FNanchor_24_24" id="FNanchor_24_24"></a><a href="#Footnote_24_24" class="fnanchor">[24]</a>, il Garibaldi salpò +povero e solo da Napoli per Caprera, dopo aver fissato col Mazzini di +fondare il giornale quotidiano l'<i>Italia del Popolo</i> e di promuovere una +sottoscrizione a favore di Venezia e di Roma.</p> + +<p>Ed anche il gran Genovese partì da Napoli <i>con l'anima in pianto</i>, +e riprese la via dell'esilio; ma, sempre tenace ne' suoi generosi propositi, +tutto si dette a ordinare il lavoro che doveva redimer Roma e +Venezia; ed a vantaggio delle due oppresse provincie usò d'ogni onesto +accorgimento, non escluso quello dell'azione parlamentare; tanto che +il Saffi ed altri di parte repubblicana, da lui non dissuasi, si risolsero +d'accettare il mandato di rappresentanti della Nazione in Parlamento +Egli però non ci volle entrare mai, sebbene per tre volte consecutive +eletto, sui primi del '66, dai cittadini di Messina con plauso e commozione +del non immemore popolo d'Italia. Il quale avvenimento giova +ricordare ad onore dell'eroica città, che protestava con quel nome contro +la subdola e servile politica d'allora, ed a severa rampogna verso +la maggioranza parlamentare, che per ben due volte annullò quella +elezione, invocando, senza rossore, la sentenza della Corte d'appello di +Genova del 20 ottobre 1858.</p> + +<p>Il programma del Mazzini per la redenzione del Veneto e dello Stato +Romano era riassunto in queste parole: <i>A Roma per la via di Venezia</i>; +chè egli per l'azione nelle provincie venete contro l'Austria +faceva molto assegnamento sull'Ungheria, sulla Polonia e sulle altre +popolazioni slave gementi tutte e frementi sotto il bastone austriaco<a name="FNanchor_25_25" id="FNanchor_25_25"></a><a href="#Footnote_25_25" class="fnanchor">[25]</a>. +E mentre con siffatto intendimento attendeva a preparare armi e +danaro, cercava anche di mantener <i>viva la protesta morale contro la +occupazione francese in Roma; nè solo in Italia, ma in Inghilterra +e nella Francia stessa. D'onde le</i> <b>Petizioni</b>—<i>proposte e +scritte da lui medesimo—al Parlamento Italiano, alla Camera +dei Comuni inglesi, e la</i> <b>Rimostranza</b> <i>a Luigi Napoleone</i><a name="FNanchor_26_26" id="FNanchor_26_26"></a><a href="#Footnote_26_26" class="fnanchor">[26]</a>.</p> + +<p>Il 28 giugno dell'anno 1862 giunse improvvisa la notizia da Palermo +che il Garibaldi, accompagnato dal figlio Menotti, dal Guastalla, Missori +ed altri, era colà sbarcato, accolto con grande onore e con grande esultanza +<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +del popolo e che, avendo fatto suo il grido uscito dalla folla +plaudente «<i>O Roma o morte</i>» preparava una spedizione contro lo Stato +Pontificio, fidando ancora nel tacito assenso del governo del re non +ostante il recentissimo tradimento di Sarnico<a name="FNanchor_27_27" id="FNanchor_27_27"></a><a href="#Footnote_27_27" class="fnanchor">[27]</a>.</p> + +<p>Appena ebbe di ciò avviso il Mazzini, benchè dissentisse dal Garibaldi +circa il programma militare, dichiarò che <i>non era più tempo di +discussioni, ma d'ajutare quel moto con tutte le forze</i>! E lasciata +Londra, s'avviò in Italia. Ma era appena giunto a Lugano, che ebbe +notizia del luttuoso e codardo fratricidio d'Aspromonte, e, pochi giorni +dopo, dell'efferato assassinio di Fantina<a name="FNanchor_28_28" id="FNanchor_28_28"></a><a href="#Footnote_28_28" class="fnanchor">[28]</a>.</p> + +<p>Era colmo e traboccava il vaso delle nequizie governative: con gente +capace di simili azioni nè accordo nè tolleranza potevano più a lungo +perdurare, e G. Mazzini nella sua lealtà denunciò a' governanti ed al +popolo la tregua fin allora subita con la seguente dichiarazione:</p> + +<p>«La palla di moschetto regio che feriva Garibaldi ha lacerato l'ultima +linea del patto che s'era stretto, or sono due anni, tra i repubblicani e +la monarchia... Noi ci separiamo oggi per sempre da una monarchia +che combatte in Sarnico per l'Austria, in Aspromonte pel papa».</p> + +<p>A questo breve ma triste periodo della nostra storia, pieno di forti +propositi, di generosi ardimenti da parte del popolo; di titubanze, di +raggiri, di colpe da parte del Governo, si riferiscono gli scritti compresi +nel presente volume: <i>Una dichiarazione</i>, <i>I Monarchici e noi</i>, +la <i>Lettera a Campanella</i> e l'altra agli <i>Editori del</i> <b>Dovere</b>.</p> + +<p>Quando poi il Governo firmò la indegna <i>Convenzione di settembre</i>, +con la quale rinunziava a Roma, il Mazzini protestò contro quell'atto +con diversi scritti: <i>La Convenzione</i>, <i>La Convenzione e Torino</i>, <i>Ai +giovani delle Romagne e delle Marche</i>, <i>Roma è dell'Italia</i>, <i>Ai miei +fratelli delle Romagne</i>, dal primo dei quali togliamo il brano seguente, +profezia di ciò che avvenne tre anni dopo alla gloriosa e sventurata +spedizione nell'Agro Romano:</p> + +<p>«La Convenzione, se il Governo mantiene i patti, decreta Roma abbandonata +fra due anni a una lotta feroce senza pro: l'Italia legata +ad assistervi immobile: Aspromonte in permanenza: decreta—se +il Governo non li mantiene—il disonore della Nazione; la guerra +della Francia per violazioni di trattati liberamente sanciti; l'incredulità +dell'Europa in ogni promessa dell'Italia.»</p> + +<p>Il Mazzini aveva sperato che i deputati dell'estrema sinistra, indignati +d'un atto che era <i>violazione della legge fondamentale e dell'onore +della Nazione, si sarebbero ritirati come Trasea da un Senato +irreparabilmente servile e corrotto</i>; ma fu disingannato; chè +anzi il loro capo, Francesco Crispi, improvvisamente convertito, inalberava, +in una lettera al Mazzini, una nuova bandiera col motto: <i>la +monarchia ci unisce, la repubblica ci divide</i>. Il Mazzini a sua volta +rispose con la stupenda lettera, inserita anche in questo volume, la +quale segna la completa rottura fra il partito mazziniano e la maggior +parte della sinistra parlamentare.</p> + +<p>«Nel 1866 la rottura dell'alleanza austro-prussiana e la guerra germanica +offersero alla nazione ed alla monarchia la grande, l'invocata +<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +opportunità per l'acquisto del Veneto.» Sotto diverso reggimento, fidandosi +nella iniziativa e nelle forze popolari, non trattenuta da tutela imperiale, +«l'Italia avrebbe potuto coronarsi di gloria, vincendo, con armi +sue, per terra e per mare, e integrando i suoi nazionali confini»<a name="FNanchor_29_29" id="FNanchor_29_29"></a><a href="#Footnote_29_29" class="fnanchor">[29]</a>.</p> + +<p>Pur troppo così non fu. L'esito di quella guerra, che ci diede per le +mani di Napoleone il Veneto, s'associa ai ricordi più tristi ed umilianti +per il paese: Lissa e Custoza segnano la condanna inesorabile +di chi non seppe meglio usare dell'italica forza e valore. La storia +dovrà ripetere la desolante esclamazione di Nino Bixio: <i>Quello che io +so è che noi siamo disonorati!</i></p> + +<p>Il Mazzini, che era venuto in Italia a spingere i suoi fra i volontarî +di Garibaldi e a prestare tutta l'opera sua per rinfocolare i santi +entusiasmi; dopo gli inesplicabili disastri, l'armistizio, l'ordine al Garibaldi +di ritirarsi dalle forti posizioni conquistate nel Trentino, nulla +più potendo, ritornava in Lugano. E quando ebbe notizia d'un'amnistia +a lui accordata, la rifiutò sdegnosamente dicendo <i>che non gli dava +il core di rivedere l'Italia il giorno stesso in cui essa accettava +tranquilla il disonore e la colpa.</i></p> + +<p>Ottenuto il Veneto nel modo inglorioso dianzi accennato, l'objetto del +pensiero nazionale si fissava nella liberazione di Roma; ma mentre da +un lato il <i>partito d'azione</i>, capitanato dal Mazzini e dal Garibaldi, si +rivolgeva al patriotismo delle popolazioni tuttora soggette al dominio +teocratico, dall'altro lato il partito del Governo, sempre soggetto alle +istruzioni dell'Eliseo, inculcava doversi rinunziare ad ogni tentativo +armato ed aspettare Roma dalla maturità dei tempi e dalla benevolenza +del Bonaparte<a name="FNanchor_30_30" id="FNanchor_30_30"></a><a href="#Footnote_30_30" class="fnanchor">[30]</a>.</p> + +<p>Non a questo fatalismo inerte si rassegnavano i conscienti palpiti popolari, +ed appena il Garibaldi ebbe pronunziato di nuovo il grido: <i>Andiamo +a Roma!</i> la gioventù italiana rispose balda e fidente: <i>Siamo +con voi!</i> E il Governo, coerente alla propria politica, ai patti che aveva +escogitato nella sua alta sapienza diplomatica, volontariamente si accinse +ad inseguire ed arrestare i giovani generosi, che accorrevano a far +sacrifizio della propria vita per la redenzione di Roma e ad assistere coll'arme +al piede, fida sentinella del Bonaparte, all'ecatombe di Mentana.</p> + +<p>Come risulta limpidamente dal proemio del Saffi<a name="FNanchor_31_31" id="FNanchor_31_31"></a><a href="#Footnote_31_31" class="fnanchor">[31]</a>, in quella sventurata +campagna del '67, i seguaci del Mazzini furono, per suo consiglio, +fra i primi a seguire il Garibaldi; e questo giova notarlo, perchè +lo stesso Garibaldi, ingannato da maligni insinuatori, credette allora e +per molto tempo appresso che dell'infelice esito di quella spedizione +fossero responsabili i mazziniani.</p> + +<p>Vero è che il Mazzini avrebbe voluto vedere il <i>popolo d'Italia</i> entrare +in Roma a riprendere e continuare le gloriose tradizioni del '49, +come dice anche in un suo scritto <i>Ai Romani</i><a name="FNanchor_32_32" id="FNanchor_32_32"></a><a href="#Footnote_32_32" class="fnanchor">[32]</a>, pubblicato fino +dal 1866; ma appunto per questo egli aveva bisogno di spingere ad arrolarsi +nell'esercito garibaldino gli uomini del suo partito, i quali, dopo la +vittoria, avrebbero potuto risollevare l'antica bandiera repubblicana<a name="FNanchor_33_33" id="FNanchor_33_33"></a><a href="#Footnote_33_33" class="fnanchor">[33]</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span></p> +<p>E a buona ragione premeva sventolare quella bandiera gloriosa, +perchè la monarchia s'era macchiata della maggior colpa, rinunziando +a Roma; ond'egli scriveva: «Ho esaurito con la monarchia +tutte le prove, tutte le concessioni, tutta l'obbedienza possibile. Dispero +d'essa, non dispero dell'Italia.» Pur ritenendo il momento +non propizio, la bandiera errata, secondò nondimeno con ogni forza a +sua disposizione la iniziativa del Garibaldi; la secondò pur prevedendone +l'esito, perchè in quella occasione, come in ogni altra, tutto +subordinò e sacrificò alla costituzione della patria unità.</p> + +<p>Ben pochi sono i nomi dei grandi pensatori ed apostoli la cui fede +seppe trionfare di una lunga vita nella quale costanti delusioni, persecuzioni +e calunnie non vennero temperate da periodi di soddisfazioni +e di successo. Fra quei pochissimi si scriverà il nome di G. Mazzini; +di lui che ebbe sempre la terra promessa, a cui avea condotto il popolo +italiano, dinanzi agli occhi, ed esule e ramingo ne fu sempre proscritto. +Irradiato da presciente fede, tetragono al dolore, il forte animo non +vacillò, nè per un istante cedette alle patrie vergogne o alla ingratitudine +ed alle false accuse che ebbe sempre in compenso della magnanima +sua opera; non vacillò nemmeno quando ai dolori morali, per la fiacchezza +del corpo logoro da tanti patimenti, s'aggiunsero quelli fisici, che +lo trassero dopo lunghe sofferenze, stoicamente sopportate, al sepolcro.</p> + +<p>D'ogni breve periodo di sollievo profittava per continuare il suo già +quarantenne apostolato, e così, per esempio, scriveva agli amici di +Bologna: «Miglioro. E in verità il nuovo guanto di sfida che il papato +e lo straniero, protettore del papato, ci mandano coi cadaveri +di Monti e Tognetti, l'ira italiana ed il terrore di scendere nel sepolcro +coll'imagine della mia patria disonorata, inchiodata nell'anima, +operano, credo, a guisa di tonici sul corpo infiacchito.»</p> + +<p>«Ma in quel tempo, narra il Saffi<a name="FNanchor_34_34" id="FNanchor_34_34"></a><a href="#Footnote_34_34" class="fnanchor">[34]</a>, i nuclei dell'alleanza repubblicana +stendevano, intrecciavano le loro fila di regione in regione, +avevano aderenti nella bassa ufficialità dell'esercito, patrocinatori +segreti nell'opposizione parlamentare; e i loro atti di propaganda +correvano per ogni terra d'Italia, erano diffusi nelle officine, penetravano +nelle caserme.»</p> + +<p>E il Governo impaurito di quella propaganda, ferocemente insaniva, +ordinando sequestri, sciogliendo associazioni e cacciando in prigione i +migliori patrioti; nè di ciò pago, faceva spargere calunnie di accoltellatori +assoldati dal partito mazziniano a dare di piglio negli averi e nel +sangue dei cittadini; e costringeva, d'accordo col Bonaparte, il Governo +federale a cacciare gli esuli raccolti nel Canton Ticino<a name="FNanchor_35_35" id="FNanchor_35_35"></a><a href="#Footnote_35_35" class="fnanchor">[35]</a>.</p> + +<p>Alla volgare calunnia rispose il Mazzini nobilmente, serenamente, +come chi si sente l'animo integro, con lo scritto <i>Ai nemici</i>, al quale +mandiamo il lettore<a name="FNanchor_36_36" id="FNanchor_36_36"></a><a href="#Footnote_36_36" class="fnanchor">[36]</a>.</p> + +<p>Furono quelli dal '67 al '70 tristissimi anni, chiamati con ragione +dal Garibaldi <i>tempi borgiani</i>, i quali forse soltanto nei presenti trovano +riscontro; per la qual cosa mai come allora suonò santa e potente +al cuore della patria la voce del Mazzini, quasi voce della Nemesi italiana, +che in mezzo alle corruzioni, alle viltà, agli arbitrî, allo sperpero +del pubblico denaro si levasse vendicatrice dell'onor nazionale<a name="FNanchor_37_37" id="FNanchor_37_37"></a><a href="#Footnote_37_37" class="fnanchor">[37]</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p> +<p>Nello scritto <i>L'iniziativa</i>, pubblicato nel maggio 1870<a name="FNanchor_38_38" id="FNanchor_38_38"></a><a href="#Footnote_38_38" class="fnanchor">[38]</a>, il Mazzini +riassume con un'abile sintesi le misere condizioni politiche, morali +ed economiche nelle quali dibattevasi la Patria per opera di un +Governo senza fede e senza ideali, e prova alla stregua dei fatti che +dal popolo solo può sorgere una vera iniziativa nazionale.</p> + +<p>«Fra quelle congiunture, fermo nell'idea che l'Italia dovesse procedere +e predisporre, anzichè seguire, le combinazioni del tempo, e +impaziente d'inalzare la bandiera, che sola poteva, per suo avviso, +rigenerarne la vita, cedette ad ingannevoli proposte d'azione in Sicilia; +e perchè il moto porgesse malleveria non dubbia di tendere, +non a separazione, ma ad unità, deliberò di recarsi a capitanarlo. Nè +valsero a rimuoverlo dal suo proposito gli avvertimenti degli amici, +convinti della vanità del tentativo. Mosse pertanto, nel luglio del 1870, +alla volta dell'Isola, com'uomo che si consacra all'ultimo sacrificio +per la sua fede. Ne seguì, come tutti sanno, la sua cattura sulla nave +che l'avea condotto nelle acque di Palermo e la reclusione a Gaeta»<a name="FNanchor_39_39" id="FNanchor_39_39"></a><a href="#Footnote_39_39" class="fnanchor">[39]</a>.</p> + +<p>Seppe in carcere della fucilazione del Barsanti e ne provò un profondo +dolore, una nuova scossa quel corpo affranto, il quale ormai reggeva +a tante lotte per la sola vigoria dello spirito, che ebbe in lui una +perenne giovinezza<a name="FNanchor_40_40" id="FNanchor_40_40"></a><a href="#Footnote_40_40" class="fnanchor">[40]</a>; e ne sono mirabile testimonianza gli ultimi +scritti dettati poco prima di morire<a name="FNanchor_41_41" id="FNanchor_41_41"></a><a href="#Footnote_41_41" class="fnanchor">[41]</a>.</p> + +<p>Seppe pure in carcere della presa di Roma; ma tale avvenimento +non poteva dargli allegrezza, chè nella Città Eterna, non il popolo entrava +altero e cosciente de' proprî destini, ad iniziarvi la terza civiltà; +ma la monarchia, quasi riluttante e supplichevole in atto, a continuarvi +la pedestre politica d'ipocrisie e di volgari espedienti<a name="FNanchor_42_42" id="FNanchor_42_42"></a><a href="#Footnote_42_42" class="fnanchor">[42]</a>; e nello scritto +<i>Ai miei fratelli repubblicani dopo la prigionia di Gaeta</i><a name="FNanchor_43_43" id="FNanchor_43_43"></a><a href="#Footnote_43_43" class="fnanchor">[43]</a> raccomandò +in Roma e per Roma l'apostolato dell'<i>Alleanza repubblicana</i>.</p> + +<p>Uscito di carcere per atto d'amnistia, correva a Staglieno a sfogare +la suprema angoscia dell'animo invitto sul sepolcro materno; quindi, +mesto e sdegnoso di dover la propria libertà ad un reale decreto, riprendeva +ancora una volta la triste via dell'esilio.</p> + +<p>«Cessato l'arringo dell'azione armata—continua il Saffi—dinanzi +all'unità <i>materialmente</i> compiuta, sentì più che mai profondo il +bisogno di volgere quell'avanzo di vita, che la natura fosse per concedergli, +all'arringo dell'azione pacifica, cercando preparare nella +mente e nella virtù della nuova generazione, l'unità morale della +patria risorta. Al quale effetto egli volse l'animo a due principali +intenti: l'ordinamento cioè delle società operaje d'Italia a nazionale +fratellanza, e la fondazione, nella capitale, d'un periodico: <i>La Roma +del Popolo</i>, inteso a riassumere, sotto forma d'apostolato civile, la +tradizione della scuola repubblicana unitaria, discesa dalla <i>Giovine +Italia</i>, interpretandone al Paese le dottrine religiose, politiche o +sociali»<a name="FNanchor_44_44" id="FNanchor_44_44"></a><a href="#Footnote_44_44" class="fnanchor">[44]</a>.</p> + +<p>Sono frequenti in quel tempo gli scritti di G. Mazzini che apparvero +<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +nella <i>Roma del Popolo</i>—come può vedersi in fine del presente volume—indirizzati +ad associazioni operaje, alle quali specialmente e +continuamente raccomanda di non separare la questione economica da +quella politica, e di stare in guardia contro esotiche dottrine tendenti +o ad abolire ogni legittimo principio d'autorità o a distruggere nella +patria, nella famiglia, nella proprietà individuale i cardini su cui si +svolge oggi ogni progresso di civile consorzio.</p> + +<p>«Nè mai forse come in quell'estremo periodo del viver suo—continua +il Saffi—la parola del Grande Italiano penetrò così addentro +nella mente, non che dei suoi discepoli, ma di coloro stessi tra i suoi +compagni di Patria, che avevano per lo innanzi ignorato o frainteso +i veri intendimenti delle sue dottrine.»</p> + +<p>Ed a queste dottrine facendo, com'era suo costume, seguire l'applicazione +pratica, fece sì che in Roma convenissero i rappresentanti dei +varî sodalizî operaî della Penisola a stringere un patto di fratellanza, +che doveva organizzare tutto <i>il ceto artigiano in un gran corpo od +ordine nazionale</i><a name="FNanchor_45_45" id="FNanchor_45_45"></a><a href="#Footnote_45_45" class="fnanchor">[45]</a>. In quel Congresso fu proclamato mezzo efficace +all'emancipazione economica delle classi operaje, la costituzione delle +cooperative di consumo e di produzione, le quali, da quel tempo in poi, +crebbero continuamente di numero e d'importanza, tanto nei piccoli +come nei vasti centri, avviamento lento ma sicuro verso quell'ultimo +assetto sociale da lui vagheggiato: <i>la riunione</i>, cioè, <i>del capitale e +del lavoro nelle stesse mani</i><a name="FNanchor_46_46" id="FNanchor_46_46"></a><a href="#Footnote_46_46" class="fnanchor">[46]</a>.</p> + +<p>Ma questa propaganda morale e sociale, a cui consacrò le rimanenti +forze dell'anima sua, gli fruttò, come di consueto, accuse, calunnie, +amarezze infinite, e, come di consueto, ei continuò impavido nella lotta: +e con lo scritto intitolato <i>Il Comune e l'Assemblea</i><a name="FNanchor_47_47" id="FNanchor_47_47"></a><a href="#Footnote_47_47" class="fnanchor">[47]</a> pubblicato il +3 maggio 1871 nella <i>Roma del Popolo</i>, egli respinse il consiglio di +coloro che lo esortavano a tacere di questione religiosa e sociale per +non suscitare discordie nel partito. Lo respinse perchè, oltre ad essere +il Mazzini sinceramente e profondamente convinto, giudicava che tacendo +o mentendo, non si ottengono mai unioni efficaci e durevoli<a name="FNanchor_48_48" id="FNanchor_48_48"></a><a href="#Footnote_48_48" class="fnanchor">[48]</a>.</p> + +<p>«Al cadere dell'anno 1870—scrive il Saffi<a name="FNanchor_49_49" id="FNanchor_49_49"></a><a href="#Footnote_49_49" class="fnanchor">[49]</a>—quasi presago della +sua fine, volle rivedere i suoi amici inglesi a Londra, serbando l'antica +consuetudine di celebrare con essi a domestico ritrovo l'ora del +passaggio dell'anno che muore all'anno che nasce. Mosse nel cuore +dell'inverno da Lugano, in compagnia del suo giovane amico Giuseppe +Nathan, passando il Gottardo, mal riparato dal freddo e dalla +neve; onde gli si aggravò la tosse, che da tempo lo affaticava. Fatta +breve dimora in Londra, si ricondusse nei primi giorni del '71 a +Pisa, per dar mano più da vicino alla collaborazione della <i>Roma del +Popolo</i>; poi di nuovo a Lugano nell'autunno di quell'anno, e vi si +trattenne fino al febbrajo. Ma in principio di quel mese, non curando +la rigida stagione, volle tornare a Pisa; e quel viaggio, molestato +com'era dalla bronchite, l'uccise.»</p> +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="CENNI_E_DOCUMENTI_INTORNO_ALLINSURREZIONE_LOMBARDA" id="CENNI_E_DOCUMENTI_INTORNO_ALLINSURREZIONE_LOMBARDA"></a>CENNI E DOCUMENTI<br /><br /> +<span class="big">INTORNO ALL'INSURREZIONE LOMBARDA</span><br /><br /> +<span class="small">E ALLA</span><br /><br /> +<span class="ss">GUERRA REGIA DEL 1848</span></h2> + +<p class="sig"><span class="smcap">dicembre</span> 1849.</p> + +<hr /> +<h1 class="ss">SCRITTI DI GIUSEPPE MAZZINI</h1> +<hr /> +<h3 class="break"><a name="I_TENDENZE_NAZIONALI_MOTIVI_DELLA_GUERRA_REGIA" id="I_TENDENZE_NAZIONALI_MOTIVI_DELLA_GUERRA_REGIA"></a>I.<br /><br /> +TENDENZE NAZIONALI—MOTIVI DELLA GUERRA REGIA<br /> +DOCUMENTI GOVERNATIVI</h3> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p> +<p>Il moto italiano assumeva più sempre di giorno in giorno il carattere +nazionale che ne costituisce l'intima vita. Il grido <i>Viva l'Italia</i> +suonava nell'estrema Sicilia; fremeva in ogni manifestazione di scontento +locale: conchiudeva, come il <i>delenda Carthago</i> di Catone, ogni +discorso politico. Altrove, le moltitudini s'agitavano, insofferenti di +miseria o d'ineguaglianza, in cerca d'un nuovo assetto di cose, sociale +o politico: in Italia, vanto unico e speranza potente di grandi cose +future, sorgevano o anelavano sorgere per una idea: cercavan la patria, +guardavano all'Alpi. La libertà, <i>fine</i> agli altri popoli, era <i>mezzo</i> +per noi. Non che gl'Italiani, com'altri s'illuse a crederlo o finse, fossero +noncuranti dei loro diritti o imbevuti di credenze monarchiche—tranne +in qualche angolo di Napoli o di Torino, non credo sia +popolo che per tradizioni, coscienza d'eguaglianza civile, colpe di +principi e istinti di missione futura, sia democratico, quindi repubblicano +più del popolo nostro—ma sentivano troppo altamente di +sè per non sapere che l'Italia fatta nazione sarebbe libera, e avrebbero +sagrificato per un tempo la libertà a qualunque, papa, principe +o peggio, avesse voluto guidarli e farli nazione. Ostacolo, non il più +potente, ma il più dichiarato e visibile, all'affratellamento di quanti +popolano questa sacra terra d'Italia, era l'Austria. E guerra all'Austria +invocavano innanzi tutto, e quel tanto di libertà ch'essi andavano +strappando ai loro padroni giovava quasi esclusivamente a far +più forte e unanime e solenne quel grido. Fin dall'aprile 1846, l'indirizzo +ai legati pontificî raccolti in Forlì, dopo aver compendiato le +giuste lagnanze delle provincie, conchiudeva che le questioni col malgoverno +locale erano, per gli uomini delle Romagne, secondarie, che +principale era la questione italiana, e che il più grave peccato della +corte papale era quello d'essere ligia dell'Austria. In Ancona, nell'agosto +1846, l'annunzio dell'amnistia pontificia raccoglieva le moltitudini +sotto le finestre dell'agente austriaco e la gioja si traduceva +naturalmente nel grido: <i>Via gli stranieri!</i> In Genova, quando nel +<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +novembre 1847 il re si recava a visitare quella città e quaranta mila +persone gli passavano, plaudenti ad una speranza, davanti, la bandiera +strappata nel 1746 da Genova insorta agli Austriaci s'inalzava, +tra quelle migliaja, programma eloquente dei loro voti. Così per ogni +dove e da tutti. Metternich intendeva le tendenze nazionali del moto: +<i>Sotto la bandiera delle riforme amministrative</i>—ei diceva al conte +Dietrichstein in un dispaccio del 2 agosto 1847—<i>i faziosi... cercano +consumare un'opera, che non potrebbe rimanersi circoscritta nei limiti +dello Stato della Chiesa, nè in quelli d'alcuno degli Stati che nel loro +insieme compongono la penisola italiana. Le sètte tendono a confondere +questi Stati in un solo corpo politico o per lo meno in una confederazione +di Stati posta sotto la condotta d'un potere centrale supremo</i>. Ed +era vero: se non che tutta Italia era sètta.</p> + +<p>Era un momento sublime: il fremito che annunziava il levarsi di +una nazione, il tocco dell'ora che dovea porre nel mondo di Dio una +nuova vita collettiva, un apostolato di ventisei milioni d'uomini, oggi +muti, che avrebbero parlato alle nazioni sorelle la parola di pace, di +fratellanza e di verità. Se nell'anima di quei che reggevano fosse +stata una sola favilla di vita italiana, avrebbero, commossi, dimenticato +dinastia, corona, potere, per farsi primi soldati della santa crociata, +e detto a sè stessi: <i>Più vale un'ora di comunione in un grande +pensiero con un popolo che risorge, che non la solitudine d'un trono +minacciato dagli uni e sprezzato dagli altri per tutta una esistenza</i>. +Ma per decreto di provvidenza che vuol sostituire l'èra dei popoli a +quella dei re, i principi non sono oggimai nè possono esser da tanto; +e si giovarono di quella generosa ma incauta tendenza all'oblio e al +sagrificio della libertà, al desiderio d'indipendenza che poc'anzi accennammo, +per tradir l'una e l'altra e ricacciarci, deludendo il più +bel voto di popolo che mai si fosse, dov'oggi siamo.</p> + +<p>Era sorta tra la fucilazione dei fratelli Bandiera e la morte di Gregorio +XVI, una gente, educata, comunque ciarlasse di cristianesimo +e di religione, metà dal materialismo scettico del secolo XVIII, e +metà dall'eclettismo francese, che sotto nome di <i>moderati</i>—come +se tra l'essere e il non essere, tra la nazione futura e i governi che +ne contendono lo sviluppo, potesse mai esistere via di mezzo—s'era +proposta a problema da sciogliere la conciliazione degli inconciliabili, +libertà e principato, nazionalità e smembramento, forza e direzione +mal certa. Nessuna sètta d'uomini potrebb'esser da tanto: essi +men ch'altri. Erano scrittori dotati d'ingegno, ma senza scintilla di +genio, forniti quanto basta d'erudizione italiana raccolta, senza scorta +vivificatrice di sintesi, nel gabinetto e fra i morti, ma senza intelletto +del lavoro unificatore sotterraneamente compito nei tre ultimi secoli, +senza coscienza di missione italiana, senza facoltà di comunione col +popolo ch'essi credevano corrotto ed era migliore di loro, e dal quale +li tenevano disgiunti abitudini di vita, diffidenze tradizionali e istinti +non cancellati d'aristocrazia letterata o patrizia. E per questa loro +segregazione morale e intellettuale dal popolo, unico elemento progressivo +ed arbitro oggimai della vita della nazione, erano diseredati +d'ogni scienza e d'ogni fede dell'avvenire. Il loro concetto storico errava, +con lievi rimutamenti, tra il guelfismo e il ghibellinismo; il +concetto politico, checchè facessero per ammantarlo di veste italiana, +non oltrepassava i termini della scuola che, discesa in Francia da +Montesquieu ai Mounier, ai Malouet, ai Lally Tollendal e siffatti dell'Assemblea +nazionale, s'ordinò a sistema tra gli uomini che diressero +l'opinione in Francia nei quindici anni che seguirono il ritorno di +Luigi XVIII: erano monarchici con una infusione di libertà, tanta +<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +e non più che facesse tollerabile la monarchia e, senza stendersi sino +alla moltitudine a suscitar l'idea di diritti che aborrivano e di doveri +che non sospettavano, attribuisse loro facoltà di stampare le +loro opinioni e un seggio in qualche consulta. In sostanza non avevano +credenza alcuna: la loro non era fede nel principio regio come +quando il dogma del diritto divino immedesimato in certe famiglie +o l'affetto cavalleresco posto in certe persone collocava il monarca +tra Dio e la donna del core—<i>mon Dieu, mon roi et ma dame</i>:—era +accettazione passiva, inerte, senza riverenza e senza amore, d'un +<i>fatto</i> ch'essi si trovavano innanzi e che non s'attentavano d'esaminare: +era codardia morale, paura del popolo al cui moto ascendente +disegnavano argine la monarchia, paura del contrasto inevitabile fra +i due elementi ch'essi non si sentivano capaci di reggere, paura che +l'Italia fosse impotente a rivendicarsi con forze popolari anche quella +meschina parte d'indipendenza dallo straniero ch'essi pure, teneri, per +unica dote, dell'onore italiano, volevano. Scrivevano con affettazione di +gravità, con piglio d'acuti e profondi discernitori, consigli ricopiati da +tempi di sviluppo normale, da uomini ravvolti in guerre parlamentarie +e cittadini di nazioni fatte, a un popolo che da un lato aveva +nulla, dall'altro avea vita, unità, indipendenza, libertà, tutto da conquistare: +il popolo rispondeva alle loro voci eunuche col ruggito e +col balzo del leone, cacciando i gesuiti, esigendo guardie civiche e +pubblicità di consulte, strappando costituzioni ai principi, quand'essi +raccomandavano silenzio, vie legali e assenza di dimostrazioni perchè +il core paterno dei padroni non s'addolorasse. S'intitolavano <i>pratici, +positivi</i>, e meritavano il nome d'arcadi della politica. Questi erano i +duci della fazione, nè ho bisogno di nominarli; ed oggi taluni fra +loro, per desiderio di potere o vanità ferita dalla solitudine che s'è +creata d'intorno ad essi, stanno a capo della reazione monarchica +contro ai popoli. Ma intorno ad essi, salito appena al papato Pio IX, +s'aggrupparono, tra per influenza della loro parola e del prestigio +esercitato dai primi atti di quel pontefice, tra per precipitoso sconforto +dei molti tentativi falliti e speranza d'agevolare all'Italia le vie +del meglio, molti giovani migliori d'assai di que' capi e che s'erano +pressochè tutti educati al culto dell'idea nazionale nelle nostre fratellanze, +anime candidissime e santamente devote alla patria, ma troppo +arrendevoli e non abbastanza temprate dalla natura o dai patimenti +alla severa energica fede nel vero immutabile, stanche anzi tempo +d'una lotta inevitabile, ma dolorosissima, o frantendenti il bisogno +che domina tutti noi d'una autorità in riverenza all'autorità ch'esisteva +e sembrava allora rifarsi. E più giù s'accalcava, lieta di presentire +menomati i sagrificî e gli ostacoli, la moltitudine degli adoratori del +calcolo, dei mediocri d'intelletto e di cuore, dei tiepidi respinti dal +vangelo ai quali il nostro grido di guerra turbava i sonni e il programma +dei <i>moderati</i> prometteva gli onori del patriotismo a patto +che scrivessero qualche articolo pacifico di gazzetta o armeggiassero +innocentemente col <i>Lloyd</i> sulle vie ferrate o supplicassero al principe +che si degnasse mostrarsi meno tiranno. E più giù ancora, peste di +ogni parte, brulicava, s'affaccendava la genìa dei raggiratori politici, +uomini di tutti mestieri, arpìe che insozzano ciò che toccano, ed +esperti in ogni paese a giurare, sgiurare, inalzare a cielo, calunniare, +ardire o strisciare a seconda del vento che spira e per qualunque +dia loro speranza d'agitazione senza gravi pericoli d'una microscopica +importanza o d'un impieguccio patente o segreto: razza +più rara, per favore di Dio, in Italia che non altrove; pur troppo più +numerosa, per forza d'educazione gesuitica, tirannesca, materialista, +<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +che non si vorrebbe in un popolo grande nel passato e chiamato a +esser grande nell'avvenire.</p> + +<p>Dai primi esciva una voce che ci diceva: «La nostra prima questione +è l'indipendenza, la prima nostra contesa è coll'Austria, potenza +gigantesca per elementi proprî e leghe coi governi d'Europa; +or voi non avete eserciti o li avete, se minacciate i vostri principi, +nemici a voi. Il popolo nostro è corrotto, ignorante, disavvezzo dall'armi, +indifferente, svogliato; e con un popolo siffatto non si fa +guerra di nazione nè repubblica fondata sulla virtù. Bisogna prima +educarlo a forti fatti e a morale di cittadini. Il progresso è lento e +va a gradi. Prima l'indipendenza, poi la libertà educatrice, costituzionale +monarchica, poi la repubblica. Le faccende dei popoli si governano +a opportunità; e chi vuol tutto ha nulla. Non v'ostinate a +ricopiare il passato e un passato di Francia. L'Italia deve aver moto +proprio e proprie norme a quel moto. I principi vostri non vi sono +avversi se non perchè li avete assaliti. Affratellatevi con essi; spronateli +a collegarsi in leghe commerciali, doganali, industriali; poi +verranno le militari, e avrete eserciti pronti e fedeli. E i governi +esteri comincieranno a conoscervi e l'Austria imparerà a temervi. +Forse conquisteremo pacificamente, e con sagrificî pecuniarî, l'indipendenza; +dove no, i nostri principi, riconciliati con noi, ce la daranno +coll'armi. Allora penseremo alla libertà.»</p> + +<p>I secondi—gl'illusi buoni—inneggiavano a Pio IX, anima d'onesto +curato e di pessimo principe, chiamandolo rigeneratore d'Italia, +d'Europa e del mondo: predicavano concordia, oblio del passato, +fratellanza universale tra principi e popoli, tra il lupo e l'agnello: +inalzavano commossi un cantico d'amore sopra una terra venduta, +tradita da principi e papi per cinque secoli e che beveva ancora +sangue di martiri trucidati pochi dì prima.</p> + +<p>Gli ultimi—i faccendieri—correvano, s'agitavano, si frammettevano, +commentavano il testo, ronzavano strane nuove d'intenzioni +regie, di promesse, d'accordi coll'estero, ripetevano parole non dette, +spacciavan medaglie: al popolo spargevano cose pazze dei principi: +a noi tendevano con mistero la mano, susurrando: <i>Lasciate fare; +ogni cosa a suo tempo; or bisogna giovarci degli uomini che tengono +cannoni ed eserciti, poi, li rovescieremo</i>. Io non ne ricordo un solo che +non m'abbia detto o scritto: <i>Io sono, in teoria, repubblicano come voi +siete</i>; e che intanto non calunniasse come meglio poteva la parte nostra +e le nostre intenzioni.</p> + +<p>Noi eravamo repubblicani per antica fede fondata su ciò che abbiam +detto più volte e che ridiremo; ma innanzi tutto, per ciò che +tocca l'Italia, perchè eravamo unitarî, perchè volevamo che la patria +nostra fosse nazione. La fede ci faceva pazienti: il trionfo del principio +nel quale eravamo e siamo credenti è sì certo, che l'affrettarsi +non monta. Per decreto di provvidenza, splendidissimo nella progressione +storica dell'umanità, l'Europa corre a democrazia: la forma logica +della democrazia è la repubblica: la repubblica è dunque nei +fati dell'avvenire. Ma la questione dell'indipendenza e della unificazione +nazionale voleva decisione immediata e pratica. Or come raggiungerla? +I principi non volevano: il papa nè voleva, nè poteva. Rimaneva +il popolo. E noi gridavamo come i nostri padri: <i>popolo! popolo!</i> +e accettavamo tutte le conseguenze e le forme logiche del +principio contenuto in quel grido.</p> + +<p>Non è vero che il progresso si <i>manifesti</i> per gradi; s'<i>opera</i> a gradi; +e in Italia il pensiero nazionale s'è elaborato nel silenzio di tre secoli +di servaggio comune e per quasi trent'anni d'apostolato assiduo +<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +coronato sovente dal martirio dei migliori fra noi. Preparato per lavoro +latente il terreno, un <i>principio</i> si rivela generalmente coll'insurrezione, +in un moto collettivo, spontaneo, anormale di moltitudini, +in una subitanea trasformazione dell'<i>autorità</i>: conquistato il principio, +la serie delle sue deduzioni ed applicazioni si svolve con moto +normale, lento, progressivo, continuo. Non è vero che libertà e indipendenza +possano disgiungersi o rivendicarsi ad una ad una: l'indipendenza, +che non è se non la libertà conquistata sullo straniero, +esige, a non riescire menzogna, l'opera collettiva d'uomini che abbiano +coscienza della propria dignità, potenza di sagrificio e virtù +d'entusiasmo che non appartengono se non a liberi cittadini; e nelle +rare contese d'indipendenza sostenute senza intervento apparente di +questione politica, i popoli desumevano la loro forza dalla unità nazionale +già conquistata. Non è vero che le virtù più severe repubblicane +si richiedano a fondare repubblica; idea siffatta non è se +non vecchio errore che ha falsato in quasi tutte le menti la teorica +governativa; le istituzioni politiche devono rappresentare l'elemento +<i>educatore</i> dello Stato, e perciò appunto si fondano le repubbliche +onde germoglino e s'educhino nel petto dei cittadini le virtù repubblicane +che l'educazione monarchica non può dare. Non è vero che +a ricuperare l'indipendenza basti una forza cieca di cannoni e d'eserciti: +alle battaglie della libertà nazionale si richiedono forze materiali +e una idea che presieda all'ordinamento loro e ne diriga le +mosse; la bandiera che s'inalza di mezzo ad esse dev'essere il simbolo +di quell'idea; e quella bandiera—i fatti lo hanno innegabilmente +provato—vale metà del successo. E del resto, il collegamento +franco, ardito, durevole, nella guerra d'indipendenza tra sei +principi, alcuni di razza austriaca, quasi tutti di razza straniera, tutti +gelosi e diffidenti l'uno dell'altro e tremanti, per misfatti commessi e +coscienza del crescente moto europeo, del popolo e senz'altro rifugio +contr'esso che l'Austria, è ben altra utopia che la nostra. Voi dunque +non potete sperare di fondar nazione se non con un <i>uomo</i> o con un +<i>principio</i>: avete l'uomo? avete fra i vostri principi il Napoleone della +libertà, l'eroe che sappia pensare e operare, amare sovra ogni altro +e combattere, l'erede del pensiero di Dante, il precursore del pensiero +del popolo? Fate ch'ei sorga e si sveli; e dove no, lasciateci +evocare il principio e non trascinate l'Italia dietro a illusioni pregne +di lagrime e sangue.</p> + +<p>Noi dicevamo queste cose—non pubblicamente, ma nei colloqui +privati e nelle corrispondenze—a uomini fidatissimi di quei primi. +Ai secondi, agli amici che ci abbandonavano, guardavamo mestamente +pensando: <i>Voi ci tornerete, consumata la prova; ma Dio non +voglia che riesca tale da sfrondarvi l'anima e la fede nei destini italiani!</i> +Dagli ultimi, dai faccendieri—ci ritraevamo per non insozzarci. +Amici o nemici, eravamo e volevamo serbarci nobilmente leali. Le nazioni—noi +lo dicemmo più volte—non si rigenerano colla menzogna.</p> + +<p>A quell'ultima nostra interrogazione, i <i>moderati</i> rispondevano additandoci +Carlo Alberto.</p> + +<p>Io non parlo del <i>re</i>: checchè tentino gli adulatori e i politici ipocriti +i quali fanno oggi dell'entusiasmo postumo per Carlo Alberto +un'arme d'opposizione al successo re regnante—checchè or senta il +popolo santamente illuso che simboleggia in quel nome il pensiero +della guerra per l'indipendenza—il giudizio dei posteri peserà severo +sulla memoria dell'uomo del 1821, del 1833 e della capitolazione +di Milano. Ma la natura, la tempra dell'individuo era tale da escludere +ogni speranza d'impresa unificatrice italiana. Mancavano a Carlo +<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +Alberto il genio, l'amore, la fede. Del primo, ch'è una intera vita logicamente, +risolutamente, fecondamente devota a una grande idea, la +carriera di Carlo Alberto non offre vestigio: il secondo gli era conteso +dalla continua diffidenza, educata anche dai ricordi d'un tristo +passato, degli uomini e delle cose; gli vietava l'ultima l'indole sua +incerta, tentennante, oscillante perennemente tra il bene e il male, +tra il fare e il non fare, tra l'osare e il ritrarsi. Un pensiero, non di +virtù, ma d'ambizione italiana, pur di quell'ambizione che può fruttare +ai popoli, gli aveva, balenando, solcato l'anima nella sua giovinezza; +ed ei s'era ritratto atterrito, e la memoria di quel lampo degli +anni primi gli si riaffacciava a ora a ora, lo tormentava insistente, +più come richiamo d'antica ferita che come elemento e incitamento +di vita. Tra il rischio di perdere, non riuscendo, la corona della piccola +monarchia e la paura della libertà che il popolo, dopo aver combattuto +per lui, avrebbe voluto rivendicarsi, ei procedeva con quel +fantasma sugli occhi quasi barcollando, senza energia per affrontare +quei pericoli, senza potere o voler intendere che ad essere re d'Italia +era mestieri dimenticare prima d'essere il re di Piemonte. Despota +per istinti radicatissimi, liberale per amor proprio e per presentimento +dell'avvenire, egli alternava fra le influenze gesuitiche e quelle +degli uomini del progresso. Uno squilibrio fatale tra il pensiero e +l'azione, tra il concetto e le facoltà di eseguirlo, trapelava in tutti i +suoi atti. I più, tra quei che lavoravano a prefiggerlo duce all'impresa, +lo confessavano tale. Taluni fra i suoi famigliari susurravano che +egli era minacciato d'insania. Era l'Amleto della monarchia.</p> + +<p>Con uomo siffatto, non poteva di certo compirsi l'impresa italiana.</p> + +<p>Metternich, ingegno non potente ma logico, aveva giudicato da +lungo lui e gli altri: però, nel dispaccio citato, ei diceva: <i>La monarchia +italiana non entra nei disegni dei faziosi.... una ragione pratica +deve stornarli dall'idea d'una Italia monarchica; il re possibile di +questa monarchia non esiste al di là nè al di qua delle Alpi. Essi camminano +verso la repubblica...</i>—</p> + +<p>I <i>moderati</i>, ingegni nè potenti nè logici, intendevano essi pure che, +s'anche avesse voluto, Carlo Alberto non avrebbe potuto e non era +da tanto, ma transigevano coll'intento, e all'<span class="smcap">Italia</span> invocata sostituivano +il concettino d'una <i>Italia del nord</i>. Era fra tutti concetti il pessimo +che mente umana potesse ideare.</p> + +<p>Il regno dell'Italia settentrionale sotto il re di Piemonte avrebbe +potuto essere un semplice <i>fatto</i> creato dalla vittoria, accettato dalla +riconoscenza, subìto dagli altri principi per impossibilità di distruggerlo; +ma gittato in via di programma anteriore ai primordî del fatto, +era il pomo della discordia, là dove la più alta concordia era necessaria. +Era un guanto di sfida cacciato, colla negazione dell'unità, agli +unitarî—un sopruso, sostituendo alla volontà nazionale la volontà +della parte monarchica, ai repubblicani—una ferita alla Lombardia +che volea confondersi nell'Italia, non sagrificare la propria individualità +a un'altra provincia italiana—una minaccia all'aristocrazia torinese +che paventava il contatto assorbente della democrazia milanese—un +ingrandimento sospetto alla Francia perchè dato a una +potenza monarchica avversa da lunghi anni alle tendenze e ai moti +francesi—un pretesto somministrato ai principi d'Italia per distaccarsi +dalla crociata verso la quale i popoli li spingevano—una semenza +di gelosia messa nel core del papa—un aggelamento d'entusiasmo +in tutti coloro che volevano bensì porre l'opera, e occorrendo, +la vita in una impresa nazionale, ma non in una speculazione +d'egoismo dinastico. Creava una serie di nuovi ostacoli, non ne rimoveva +<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +alcuno. Creava inoltre una serie di necessità logiche che +avrebbero signoreggiato la guerra. E la signoreggiarono e la spensero +nel danno e nella vergogna.</p> + +<p>Pur nondimeno, era tanta la sete di guerra all'Austria, che il malaugurato +programma, predicato in tutte guise lecito e illecite, fu accolto +senza esame dai più. Tutti speravano nella iniziativa regia. +Tutti spronavano Carlo Alberto e gli gridavano: <i>fate a ogni patto</i>.</p> + +<p>Carlo Alberto non avrebbe mai fatto, se l'insurrezione del popolo +milanese non veniva a porlo nel bivio di perdere la corona, di vedersi +una repubblica allato, o combattere.</p> + +<p>Il libro di Carlo Cattaneo<a name="FNanchor_50_50" id="FNanchor_50_50"></a><a href="#Footnote_50_50" class="fnanchor">[50]</a>, uomo che onora la parte nostra, mi +libera dall'obbligo d'additare le immediate ragioni della gloriosissima +insurrezione lombarda, estranea in tutto alle mene e alle fallite promesse +dei <i>moderati</i> che s'agitavano fra Torino e Milano. È libro che +per estrema importanza di fatti e considerazioni vuole esser letto da +tutti, che nessuno ha confutato e che nessuno confuterà. Ma in quel +libro, l'opinione or ora espressa è accennata, per mancanza di documenti, +soltanto di volo. «Pare certo che in un manifesto a tutte le +corti d'Europa il re attestasse che, invadendo il Lombardo-Veneto, +egli intendeva solo d'impedire che vi sorgesse una repubblica» (p. 96). +Ed ora i documenti governativi<a name="FNanchor_51_51" id="FNanchor_51_51"></a><a href="#Footnote_51_51" class="fnanchor">[51]</a> esibiti dal ministero al parlamento +inglese intorno agli affari d'Italia pongono il fatto oltre ogni dubbio e +rivelano come, ad onta di tutta la garrulità <i>moderata</i>, il governo piemontese +mirasse, prima dell'impresa e poi, alla questione politica ben più +che alla italiana. La guerra contro l'Austria era in sostanza e sempre +sarà, se diretta da capi monarchici, guerra contro l'italiana democrazia.</p> + +<p>L'insurrezione di Milano e Venezia sorse, invocata da tutti i buoni +d'Italia, dal fremito d'un popolo irritato d'una servitù imposta per +trentaquattro anni al Lombardo-Veneto da un governo straniero aborrito +e sprezzato. Fu, quanto al tempo, determinata dalle provocazioni +feroci degli Austriaci che desideravano spegnere una sommossa +nel sangue e non credevano in una rivoluzione. Fu agevolata dall'apostolato +e dall'influenza, meritamente conquistata fra il popolo, +d'un nucleo di giovani appartenenti quasi tutti alla classe media e +tutti repubblicani, da uno infuori, che allora nondimeno si dicea tale. +Fu decisa—e questo è vanto solenne, non abbastanza avvertito, +della gioventù lombarda—quando era già pubblicata in Milano la +abolizione della censura con altre concessioni: il Lombardo-Veneto +voleva, non miglioramenti, ma indipendenza. Cominciò non preveduta, +non voluta dagli uomini del municipio o altri che maneggiavano con +Carlo Alberto: la gioventù si battea da tre giorni; quando essi disperavano +della vittoria, deploravano si fossero abbandonate le vie +legali, parlavano a stampa dell'<i>improvvisa assenza dell'autorità politica</i>, +proponevano armistizî di quindici giorni. Seguì, sostenuta dal +valore d'uomini, popolani i più, che combattevano al grido di <i>Viva +la repubblica!</i><a name="FNanchor_52_52" id="FNanchor_52_52"></a><a href="#Footnote_52_52" class="fnanchor">[52]</a> e diretta da quattro uomini raccolti a consiglio di +<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +guerra e di parte repubblicana. Trionfò sola, costando al nemico +quattro mila morti fra i quali 395 cannonieri. Son fatti questi incontrovertibili +e conquistati oggimai alla storia.</p> + +<p>La battaglia del popolo cominciò il 18 marzo.</p> + +<p>Il governo piemontese era inquietissimo per le nuove venute di +Francia e per l'inusitato fermento che si manifestava crescente ogni +giorno nel popolo dello Stato. Del terrore nato per le cose francesi parlano +due dispacci, il primo spedito il 2 marzo a lord Palmerston da Abercromby +in Torino (p. 122), il secondo firmato de Saint-Marsan, parimenti +il 2 marzo, e comunicato a lord Palmerston dal conte Revel l'11 (p. 142). +Il fermento interno imponeva al re, il 4 marzo, la pubblicazione delle +basi dello Statuto e si sfogava in Genova, il 7, con una sommossa, nella +quale il popolo minacciava voler seguire l'esempio di Francia.</p> + +<p>La nuova dell'insurrezione lombarda si diffuse il 19 in Torino. L'entusiasmo +fu indescrivibile. Il consiglio dei ministri raccolto ordinò si +formasse un corpo d'osservazione sulla frontiera, centri Novara, Mortara, +Voghera. Le voci corse erano di moto apertamente repubblicano, +e un dispaccio del 20 spedito da Abercromby a lord Palmerston +da Torino (p. 174-75), accenna a siffatte voci siccome ad una delle +cagioni che determinavano le decisioni ministeriali. Intanto, si spediva +ordine che si vietasse il passo ai volontarî che da Genova e dal +Piemonte s'affrettavano a Milano; e fu vietato. Ottanta armati <i>lombardi</i> +furono disarmati sul lago Maggiore<a name="FNanchor_53_53" id="FNanchor_53_53"></a><a href="#Footnote_53_53" class="fnanchor">[53]</a>.</p> + +<p>Il 20, le nuove in Torino correvano incerte e lievemente sfavorevoli +all'insurrezione. Le porte, dicevasi, erano tenute tuttavia dagli +Austriaci, e il popolo andava perdendo terreno per difetto d'armi e +di munizioni. Durava il fermento in Torino. Un assembramento di +popolo chiedeva armi al ministero dell'interno ed era respinto. Il +conte Arese, giunto da Milano a chieder soccorsi all'insurrezione, non +riesciva a vedere il re; era freddamente accolto dai ministri, e ripartiva +lo stesso giorno, scorato, deluso. Vedi un dispaccio di Torino +spedito il 21 dall'Abercromby a Palmerston (p. 182-83).</p> + +<p>Il 21, le nuove correvano migliori. E dal conte Enrico Martini, +viaggiator faccendiere dei <i>moderati</i>, fu affacciata agli uomini del municipio +milanese e del consiglio di guerra la prima proposta d'ajuto +regio a patti di <i>dedizione assoluta</i> e della formazione d'un governo +provvisorio che ne stendesse profferta: vergogna eterna di cortigiani +che nati d'Italia trafficavano per una corona sul sangue dei generosi +ai quali era bello il morir per la patria, mentre il Martini diceva al +Cattaneo: <i>Sa ella che non accade tutti i giorni di poter prestare servigi +di questa fatta ad un re?</i><a name="FNanchor_54_54" id="FNanchor_54_54"></a><a href="#Footnote_54_54" class="fnanchor">[54]</a> Ad un re? L'ultimo degli operaî, +che lietamente combattevano tra le barricate per la bandiera d'Italia +e senza chiedersi a quali uomini gioverebbe poi la vittoria, valea più +assai innanzi a Dio e varrà innanzi all'Italia avvenire che non dieci re.</p> + +<p>Il 22, la vittoria coronava l'eroica lotta. Espugnata porta Tosa da +Luciano Manara, caduto più tardi martire della causa repubblicana +in Roma, occupata dagli insorti porta Ticinese, liberata dagli accorrenti +della campagna porta Comasina, separate e minacciate di distruzione +immediata le soldatesche nemiche, Radetzky, la sera, non +si ritraeva, fuggiva.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span></p> +<p>E allora—la sera del 23—certa la vittoria e quando l'isolamento +avrebbe inevitabilmente rapito Milano alla monarchia sarda per +darla all'Italia—mentre i volontarî di Genova o di Piemonte irrompevano +sulle terre lombarde e le popolazioni sdegnate dell'inerzia +regia minacciavano peggio all'interno—il re, che aveva, il 22, accertato, +per mezzo del suo ministro, il conte di Buol, ambasciatore +d'Austria in Torino, ch'ei <i>desiderava secondarlo in tutto ciò che potesse +confermare le relazioni di amicizia e di buon vicinato esistenti +fra i due Stati</i><a name="FNanchor_55_55" id="FNanchor_55_55"></a><a href="#Footnote_55_55" class="fnanchor">[55]</a>, firmò il manifesto di guerra.</p> + +<p>Le prime truppe piemontesi entrarono in Milano il 26 marzo.</p> + +<p>Il 23 marzo, alle undici della sera, il signor Abercromby in Torino +riceveva un dispaccio segnato L. N. Pareto; e vi si leggeva: «........ Il +signor Abercromby è informato come il sottosegnato dei gravi eventi +or ora occorsi in Lombardia: Milano in piena rivoluzione e bentosto +in potere degli abitanti che, col loro coraggio e la loro fermezza, +hanno saputo resistere alle truppe disciplinate di S. M. Imperiale, +l'insurrezione nelle campagne e città vicine, finalmente <i>tutto il paese +che costeggia le frontiere di S. M. Sarda in incendio</i>.—Questa situazione, +come il signor Abercromby può bene intendere, riagisce sulla +condizione degli spiriti nelle provincie appartenenti a S. M. il re di +Sardegna. La simpatia eccitata dalla difesa di Milano, lo spirito di +nazionalità, che, malgrado le artificiali limitazioni di diversi Stati, si +manifesta potentissima, ogni cosa concorre a mantenere nelle provincie +e nella capitale una tale agitazione <i>da far temere che da un +istante all'altro possa escirne una rivoluzione che porrebbe il trono in +grave pericolo, però che non può dissimularsi che dopo gli eventi di +Francia, il pericolo della proclamazione d'una repubblica in Lombardia +non possa essere vicino</i>: diffatti, sembra da ragguagli positivi, +che un certo numero di Svizzeri ha molto contribuito col suo intervento +alla riescita del sollevamento di Milano.—Se s'aggiungano +a questo i moti di Parma e di Modena, come pure quei del ducato +di Piacenza sul quale non può ricusarsi a S. M. il re di Sardegna +il diritto di vegliare come sopra un territorio che deve un giorno, +per diritto di reversibilità, spettargli; se s'aggiunga una grave e +seria irritazione eccitata in Piemonte e nella Liguria dalla conclusione +d'un trattato fra S. M. Imperiale ed i duchi di Parma e Piacenza, +e di Modena, trattato che sotto apparenza d'ajuti da prestarsi +a quei piccoli Stati li ha veramente assorbiti nella monarchia austriaca +spingendo le sue frontiere militari dal Po, dove dovrebbero +finire, sino al Mediterraneo e rompendo così l'equilibrio che esisteva +tra le diverse potenze d'Italia, è naturale il pensare che <i>la situazione +del Piemonte è tale che da un momento all'altro, all'annunzio che la repubblica +è stata proclamata in Lombardia, un simile moto scoppierebbe +pure negli Stati di S. M. Sarda</i> o che almeno un qualche grave +commovimento porrebbe a pericolo il trono di S. M.—In questo +stato di cose, il re... si crede costretto a prendere misure che <i>impediscano +al moto attuale di Lombardia di diventare moto repubblicano</i>, +ed evitino al Piemonte e al rimanente d'Italia le catastrofi che potrebbero +aver luogo se una tale forma di governo venisse ad essere +proclamata<a name="FNanchor_56_56" id="FNanchor_56_56"></a><a href="#Footnote_56_56" class="fnanchor">[56]</a>».</p> + +<p>L'Abercromby si recava, a mezzanotte, a visitare il conte Balbo e +<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +ne otteneva più minuti particolari: «Egli ed i suoi colleghi, giudicando +dalle varie relazioni officiali ad essi trasmesse dal direttore +di polizia <i>sul pericolo imminente d'una rivoluzione repubblicana in +paese, dove il governo differisse ancora di porgere ajuto ai Lombardi</i>, +e vedendo l'impossibilità di raffrenare più oltre il grande e generale +concitamento esistente negli Stati di S. M. Sarda, avevano +deciso ecc.<a name="FNanchor_57_57" id="FNanchor_57_57"></a><a href="#Footnote_57_57" class="fnanchor">[57]</a>».</p> + +<p>Il marchese di Normanby scriveva, il 28, da Parigi a lord Palmerston +ragguaglio d'un colloquio da lui tenuto col marchese di Brignole ambasciatore +sardo in Francia. Il Brignole gli ripeteva, fondandosi sopra +un dispaccio di Torino, le ragioni pur ora esposte; e insisteva sul +fatto «che Carlo Alberto aveva respinto con un rifiuto la prima deputazione +venutagli da Milano, quando la città era tuttavia in mano +agli Austriaci; aggiungendo che la seconda deputazione aveva dichiarato +al re che s'ei non s'affrettava a porgere ajuto, il grido <i>Repubblica</i> +sarebbe sorto» e che il re non aveva incominciato le ostilità se +non per <i>mantenere l'ordine</i> in un territorio lasciato per forza d'eventi +senza padrone<a name="FNanchor_58_58" id="FNanchor_58_58"></a><a href="#Footnote_58_58" class="fnanchor">[58]</a>.</p> + +<p>In altro dispaccio del 25 marzo l'Abercromby esponeva più diffusamente +a lord Palmerston la condizione delle cose in Piemonte al +tempo della decisione—le intenzioni pacifiche del gabinetto Balbo-Pareto—l'insurrezione +lombarda—l'immensa azione esercitata dal +popolo che minacciava rivolta in Piemonte e assalto agli Austriaci a +dispetto dell'autorità governativa—e l'imminente pericolo alla monarchia +di Savoja che avea forzato i ministri alle ostilità<a name="FNanchor_59_59" id="FNanchor_59_59"></a><a href="#Footnote_59_59" class="fnanchor">[59]</a>.</p> + +<p>E non basta. Nelle istruzioni che il ministro degli esteri mandava +da Torino al marchese Ricci, inviato sardo in Vienna, era detto: «.... <i>Era +da temersi che le numerose associazioni politiche esistenti in Lombardia +e la prossimità della Svizzera facessero proclamare un governo repubblicano. +Questa forma sarebbe stata fatale</i> alla nazione italiana, al nostro +governo, <i>all'augusta dinastia di Savoja</i>; era d'uopo adottare un +pronto a decisivo partito: il governo e il re non hanno esitato, e sono +profondamente convinti d'avere operato a prezzo dei pericoli ai quali +s'espongono, per la <i>salvezza degli altri Stati monarchici</i><a name="FNanchor_60_60" id="FNanchor_60_60"></a><a href="#Footnote_60_60" class="fnanchor">[60]</a>».</p> + +<p>E l'idea era così radicata in quegli animi, che il 30 aprile, quando +la guerra era inoltrata, nè v'era più bisogno di dissimulare, ma solamente +di vincere, il Pareto tornava a dichiarare all'Abercromby che +<i>se l'esercito piemontese avesse indugiato a valicare il Ticino, sarebbe +stato impossibile d'impedire che Genova si ribellasse e si separasse dai +dominî di S. M. Sarda</i><a name="FNanchor_61_61" id="FNanchor_61_61"></a><a href="#Footnote_61_61" class="fnanchor">[61]</a>.</p> + +<p>Con siffatti auspicî, con intenzioni siffatte, la monarchia di Piemonte +e i <i>moderati</i> movevano alla conquista dell'indipendenza. La nazione +ingannata plaudiva ad essi, a Carlo Alberto, al duca di Toscana, al re +di Napoli, al papa. Tanta piena d'amore inondava in que' rapidi beati +momenti l'anime degli Italiani, che avrebbero abbracciato, purchè avessero +una coccarda tricolore sul petto, i pessimi tra i loro nemici.</p> + + +<h3><a name="II_ESIGENZE_E_CONSEGUENZE_FUNESTE_DELLA_GUERRA_REGIA" id="II_ESIGENZE_E_CONSEGUENZE_FUNESTE_DELLA_GUERRA_REGIA"></a>II.<br /><br /> +ESIGENZE E CONSEGUENZE FUNESTE DELLA GUERRA REGIA.<br /> +I REPUBBLICANI</h3> + + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p> +<p>Nella genesi dei fatti, la logica è inesorabile; nè possono falsarla +utopie di <i>moderati</i> o calcoli di politici obliqui. Nella politica come in +ogni altra cosa, un <i>principio</i> trascina seco inevitabile un metodo, una +serie di conseguenze, una progressione d'applicazioni prevedibili da +qualunque ha senno. Ad ogni <i>teorica</i> corrisponde una <i>pratica</i>. E reciprocamente, +se il principio generatore d'un <i>fatto</i> è falsato, tradito +nelle applicazioni, quel fatto è irrevocabilmente condannato a sparire, +a perire senza sviluppo, programma inadempito, pagina isolata nella +tradizione d'un popolo, profetica d'avvenire ma sterile di conseguenze +immediate. Per aver posto in oblìo questo vero, il moto italiano del 1848 +dovea perire e perì.</p> + +<p>Il moto italiano era moto <i>nazionale</i> anzi tutto, moto di popolo che +tende a definire, a rappresentare, a costituire la propria vita <i>collettiva</i>, +dovea sostenersi e vincere con guerra di popolo, con guerra potente +di tutte le forze nazionali da un punto all'altro d'Italia. Quanto tendeva +a far convergere all'intento la più alta cifra possibile di quelle +forze, favoriva il moto: quanto tendeva a scemarla, doveva riescirgli +fatale.</p> + +<p>Il gretto pensiero dinastico contraddiceva al pensiero generatore +del moto. La guerra regia aveva diverso fine, quindi norme diverse +non corrispondenti al fine, che l'insurrezione s'era proposto. Dovea +spegnere la guerra nazionale, la guerra di popolo, e con essa il trionfo +dell'insurrezione.</p> + +<p>I poveri ingegni che, avversi alla parte nostra, pur sentendosi impotenti +a confutarci sul nostro terreno, hanno sistematicamente adottato +un travisamento perenne delle nostre idee e confondono repubblica +ed anarchia, pensiero sociale e comunismo, bisogno d'una fede concorde +attiva e negazione d'ogni credenza, hanno sovente mostrato di +intendere la guerra di popolo come guerra disordinata, scomposta, +d'elementi e di fazioni irregolari, senza concetto regolatore, senza +uniformità d'ordini e di materiali, finchè son giunti ad affermare che +noi vogliamo guerra senza cannoni e fucili: cose ridicole ma non +nostre; e i pochi fatti esciti, a guisa di prologo del dramma futuro, +dal principio repubblicano, l'hanno mostrato. I pochi uomini raccolti +in due città d'Italia intorno alla bandiera repubblicana hanno fatto +guerra più ostinata e più savia che non i molti legati a una bandiera +di monarchia.</p> + +<p>Per guerra di popolo noi intendiamo una guerra santificata da un +intento nazionale, nella quale si ponga in moto la massima cifra possibile +delle forze spettanti al paese, adoprandole a seconda della loro +natura e delle loro attitudini—nella quale gli elementi regolari e +gl'irregolari, distribuiti in terreno adatto alle fazioni degli uni e degli +<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +altri, avvicendino la loro azione—nella quale si dica al popolo: <i>la +causa che qui si combatte è la tua; tuo sarà il premio della vittoria: +tuoi devono essere gli sforzi per ottenerla</i>; e un <i>principio</i>, una grande +idea altamente bandita, e lealmente applicata da uomini puri, potenti +di genio ed amati, desti, solleciti, susciti a insolita vita, a furore, +tutte le facoltà di lotta e di sagrificio che sì facilmente si rivelano e +s'addormentano nel core delle moltitudini:—nella quale nè privilegio +di nascita o di favore, nè anzianità senza merito presieda alla formazione +dell'esercito, ma il diritto d'elezione possibilmente applicato, +l'insegnamento morale alternato col militare o i premî proposti dai +compagni, approvati dai capi e dati dalla nazione, facciano sentire al +soldato ch'ei non è macchina, ma parte di popolo e apostolo armato +d'una causa santa—nella quale non s'avvezzino gli animi a riporre +esclusivamente salute in un esercito, in un uomo, in una capitale, ma +s'educhino a creare centro di resistenza per ogni dove, a vedere tutta +intera la causa della patria dovunque un nucleo di prodi inalza una +bandiera di vittoria o di morte—nella quale, maturato e tenuto in +serbo un prudente disegno pel caso di gravi rovesci, le fazioni procedono +audaci, rapide, imprevedute, calcolate più che non s'usa sugli +elementi e sugli effetti morali, non inceppate da riguardi a diplomazie +o da vecchie tradizioni regolatrici di circostanze normali—nella +quale si guardi più ai popoli che ai governi, più ad allargare il cerchio +dell'insurrezione che a paventare i moti del nemico, e più a ferire +il nemico nel core che non a risparmiare un sagrificio al paese.</p> + +<p>E a questa guerra—sola capace di salvare l'indipendenza e fondar +nazione—la guerra regia doveva, per necessità ineluttabile di tradizioni +e d'intento, contrapporre le abitudini freddamente gerarchiche +dei soldati del privilegio—il mero calcolo degli elementi materiali +e la noncuranza d'ogni elemento morale, d'ogni entusiasmo, d'ogni +fede che trasmuta il milite in eroe di vittoria e martirio—il disprezzo +o il sospetto dei volontarî—l'importanza esclusiva data alla +capitale—l'esercito quale era ordinato dal despotismo, co' suoi molti +uffiziali tristissimi, co' suoi capi inetti pressochè tutti e taluni avversi +alla guerra e peggio—la diffidenza d'ogni azione, d'ogni concitamento +di popolo, che avrebbe sviluppato più sempre tendenze democratiche +e coscienza di diritti fatali al regnante—l'avversione a ogni +consigliere che potesse, per influenza popolare, impor patti o doveri—la +riverenza alla diplomazia straniera, ai patti, ai trattati, alle +pretese governative risalenti all'epoca infausta del 1815, e quando +anche inceppassero operazioni che avrebbero potuto riescir decisive—la +ripugnanza a soccorrere Venezia repubblicana—il rifiuto d'ogni +sussidio dal di fuori che potesse accrescere simpatie alla parte avversa +alla monarchia—la vecchia tattica e la paura d'ogni fazione +insolita, ardita—l'idea insistente, dominatrice, di salvarsi, in caso +di rovescio, il Piemonte ed il trono—e segnatamente un germe, +mortale all'entusiasmo, di divisione tra i combattenti per la stessa +causa, un meschino progetto d'egoismo <i>politico</i> sostituito alla grande +idea nazionale<a name="FNanchor_62_62" id="FNanchor_62_62"></a><a href="#Footnote_62_62" class="fnanchor">[62]</a>. Nè io parlo, come ognun vede, di tradimento; e +<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +s'anche io vi credessi, non consuonerebbe all'indole mia gittarne l'accusa +sopra una tomba. Accenno cagioni più che sufficienti di rovina +a una insurrezione di popolo; e ricordo agli Italiani che operarono +due volte in brevissimo giro di tempo e oprerebbero fatalmente una +terza e sempre ogni qual volta sorgesse una gente sì cieca e ostinata +da volere ritentare la prova.</p> + +<p>Operarono potenti fin dai primi giorni della guerra, sì che bisognava +esser ciechi a non discoprirle e insensati a non piangerne. E ciechi e +insensati eran fatti dall'egoismo, dallo spirito di parte, dalla servilità +cortigianesca, dalle tradizioni aristocratiche e dalla paura della repubblica, +gli uomini del governo provvisorio di Milano e i <i>moderati</i> +di Piemonte e di Lombardia. Ben lo videro i repubblicani; e l'averlo +detto, quantunque, come or ora vedremo, sommessamente, era colpa +da non perdonarsi. Quindi le accuse villane e le stolte minaccie e le +calunnie ch'essi allora sprezzarono e ch'oggi, compita la prova e +giacente, mercè gli accusatori, l'Italia, corre debito di confutare.</p> + +<p>Io scrivo cenni e non storia; però non m'assumo in queste pagine +di seguire attraverso gli errori governativi e le fazioni della guerra +regia l'influenza dissolvente, rovinosa di quelle cagioni. Ma il libro +di Cattaneo; i documenti contenuti in un opuscolo pubblicato nel 1848 +in Venezia da Mattia Montecchi, segretario del generale Ferrari, e in +uno scritto recente del generale Allemandi; la relazione degli ultimi +casi di Milano stesa da due membri del comitato di difesa; gli atti +officiali contenuti nel giornale <i>Il 22 marzo</i>, e le relazioni stesse dettate +a difesa dagli avversarî raffrontati colla ineluttabile ragione dei +<span class="smcap">fatti</span>; racchiudono tutta intera la dolorosissima storia—e a rischiararla +più sempre gioverà il rapido esame della campagna, scritta da +uno dei nostri uomini di guerra, Carlo Pisacane<a name="FNanchor_63_63" id="FNanchor_63_63"></a><a href="#Footnote_63_63" class="fnanchor">[63]</a>. A me importava +di chiarire le intenzioni e le necessità<a name="FNanchor_64_64" id="FNanchor_64_64"></a><a href="#Footnote_64_64" class="fnanchor">[64]</a> che spinsero Carlo Alberto +sulla terra lombarda; e importa or di chiarire qual via tenessero i +repubblicani fra quelle vicende: punti finora non trattati o sfiorati +appena.</p> + +<p>L'insurrezione lombarda era vittoriosa su tutti i punti quando le +truppe regie inoltrarono sul territorio; e si stendeva sino al Tirolo. +<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +I volontarî vi s'avviarono, dando la caccia al nemico. I passi che di +là conducono alle valli dell'Adda e dell'Oglio erano occupati dai nostri. +L'insurrezione del Veneto s'era compita con miracolosa rapidità e +poneva in mano dei montanari della Carnia e del Cadore i passi che +guidano dall'Austria in Italia. Nostre erano Palma ed Osopo. Il mare +e le Alpi, come scrive Cattaneo, erano chiusi al nemico. E lo erano +per sempre, se all'Alpi ed al mare, al Tirolo e a Venezia, non alle +fortezze e al Piemonte, avesse saputo o voluto, come a punti strategici +d'operazione, guardare la guerra regia.</p> + +<p>L'entusiasmo nelle popolazioni era grande, quanto lo sconforto nel +nemico. Una sottoscrizione aperta in Milano il 1º d'aprile per sovvenire +alle spese correnti governative aveva prodotto, il 3, la somma di +lire austriache 749 686; un imprestito di 24 milioni di lire proposto +dal governo provvisorio trovava, allora, presti ad offrirsi, e senz'utili, +i capitalisti<a name="FNanchor_65_65" id="FNanchor_65_65"></a><a href="#Footnote_65_65" class="fnanchor">[65]</a>. Gli uomini correvano a dare il nome ai <span class="smcap">corpi franchi</span> +o alle guardie nazionali; le donne gareggiavano, superavano quasi in +entusiasmo i giovani dell'altro sesso: preparavano cartuccie, sollecitavan +di casa in casa sovvenzioni al governo, soccorrevano negli ospedali +ai feriti<a name="FNanchor_66_66" id="FNanchor_66_66"></a><a href="#Footnote_66_66" class="fnanchor">[66]</a>. Gli Austriaci si ritraevano per ogni dove impauriti, +disordinati, tormentati dai volontarî, mancanti di viveri. I soldati italiani +disertavano le loro file: in Cremona, il reggimento Alberto, il +terzo battaglione Ceccopieri, e tre squadroni di lancieri, in Brescia +parte del Haugwitz<a name="FNanchor_67_67" id="FNanchor_67_67"></a><a href="#Footnote_67_67" class="fnanchor">[67]</a>, altri altrove. Una fregata austriaca stanziata +in Napoli<a name="FNanchor_68_68" id="FNanchor_68_68"></a><a href="#Footnote_68_68" class="fnanchor">[68]</a>, due brick da guerra che incrociavano nell'Adriatico<a name="FNanchor_69_69" id="FNanchor_69_69"></a><a href="#Footnote_69_69" class="fnanchor">[69]</a> +inalzavano bandiera italiana e si davano alla repubblica veneta. All'Austria +non rimanevano in Italia—ed è cifra desunta da relazioni +officiali—che 50 000 uomini<a name="FNanchor_70_70" id="FNanchor_70_70"></a><a href="#Footnote_70_70" class="fnanchor">[70]</a>, rotti, sconfortati, spossati.</p> + +<p>E fuori di Lombardia, per tutto dove suona lingua del <i>sì</i>, era fermento, +fremito di crociata. L'insurrezione di Milano avea suonato la +campana a stormo dell'insurrezione italiana. Alle prime nuove del +moto in Modena, s'affrettavano 2000 guardie civiche da Bologna, 1200 e +300 uomini della linea da Livorno, e guardie civiche e studenti armati +da Pisa, e civici e volontarî da Firenze<a name="FNanchor_71_71" id="FNanchor_71_71"></a><a href="#Footnote_71_71" class="fnanchor">[71]</a>; e pochi dì dopo, a evitare +l'estrema rovina<a name="FNanchor_72_72" id="FNanchor_72_72"></a><a href="#Footnote_72_72" class="fnanchor">[72]</a>, il gran duca era costrette egli pure a intimar +guerra all'Austriaco. In Roma, date alle fiamme dal popolo, dai +civici e dai carabinieri commisti le insegne dell'Austria, e sostituita +sulla residenza dell'ambasciata la leggenda: <span class="smcap">palazzo della dieta italiana</span><a name="FNanchor_73_73" id="FNanchor_73_73"></a><a href="#Footnote_73_73" class="fnanchor">[73]</a>, +s'adunavano, benedetti da sacerdoti, volontarî, s'aprivano +sottoscrizioni ad armarli e avviarli: il 24 marzo, molti avevano già +lasciato la città<a name="FNanchor_74_74" id="FNanchor_74_74"></a><a href="#Footnote_74_74" class="fnanchor">[74]</a>, e al finir del mese, 10 000 Romani e 7000 Toscani +<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +erano al Po, presti a varcarlo dalla parte di Lagoscuro<a name="FNanchor_75_75" id="FNanchor_75_75"></a><a href="#Footnote_75_75" class="fnanchor">[75]</a>. A Napoli, +arse parimente le insegne aborrite, erano già aperte il 26 marzo le +liste dei volontarî; era dall'universale concitamento forzato a cedere +il re<a name="FNanchor_76_76" id="FNanchor_76_76"></a><a href="#Footnote_76_76" class="fnanchor">[76]</a>. Di Genova e del Piemonte non parlo: i volontarî di Genova—e +lo ricordo con orgoglio, non di municipio, ma d'affetto per la +terra ove dorme mio padre e nacque mia madre—segnarono primi +in faccia al nemico comune il patto di fratellanza italiana cogli uomini +di Lombardia.</p> + +<p>E fuori d'Italia, la buona novella, diffusa colla rapidità del pensiero, +ringiovaniva gl'incanutiti nell'esilio, benediceva di nuova vita le anime +morenti nel dubbio, cancellava i lunghi dolori e i ricordi delle ripetute +delusioni e le antiveggenze che dovevano pur troppo verificarsi. +Un solo pensiero balenava dal guardo, dall'accento commosso, a noi +tutti: <span class="smcap">abbiamo una patria! abbiamo una patria! potremo operare per +essa</span>!—e traversavamo, accorrendo, colla fronte alta, insuperbendo +nell'anima d'orgoglio italiano, le terre che avevam corse raminghi e +sprezzati e sulle quali suonava allora un grido di sorpresa e di plauso +alla nostra Italia. Ah! Dio perdoni i calunniatori dell'anime nostre in +quei momenti di religione nazionale e d'amore. Essi, i <span class="smcap">moderati</span>, ricevevano +in Genova colle bajonette appuntate e facevano scortare disarmati +al campo, a guisa di malfattori, gli operaî italiani che da +Parigi e da Londra, capitanati dal generale Antonini, accorrevan a combattere +la battaglia dell'indipendenza. Ci accusavano di congiure. Noi +non congiuravamo che per dimenticare. Io rammento la parola: <i>Infelici! +non possono amare!</i> che santa Teresa proferiva pensando ai +dannati.</p> + +<p>Ma tutto quel fremito, tutto quell'entusiasmo che sommoveva a +grandi cose l'Italia, parlava di <span class="smcap">popolo</span> e non di <span class="smcap">principe</span>, di nazione e +non di misere speculazioni dinastiche. Urtarlo di fronte era cosa impossibile. +E comunque il Martini prima, il Passalacqua poi, avessero +profferto gli ajuti regî soltanto a patti di dedizione—comunque i +più tra gli uomini componenti il governo provvisorio di Milano fossero +proclivi e alcuni vincolati a quei patti—nessuno osò per allora +stipulare patentemente il prezzo dell'incerta vittoria. Il leone ruggiva +ancora: bisognava prima ammansarlo.</p> + +<p>In un indirizzo a Carlo Alberto, il governo provvisorio di Milano +aveva, fin dal 23 marzo, invocando gli ajuti, lasciato intravvedere al +re e alla diplomazia quali fossero le sue intenzioni<a name="FNanchor_77_77" id="FNanchor_77_77"></a><a href="#Footnote_77_77" class="fnanchor">[77]</a>. Ma le sue dichiarazioni +pubbliche posero un programma che differiva sino al +giorno della vittoria la decisione della questione politica e la fidava +per quel giorno al senno del popolo. <span class="smcap">Liberi tutti, parleranno tutti</span>.—A +CAUSA VINTA, LA NAZIONE DECIDERÀ—così nei proclami +del 29 marzo, dell'8 aprile ecc., e queste dichiarazioni fatte ai +Lombardi, ai Veneti, a Genova, al papa, erano pur fatte il 27 marzo +alla Francia: <span class="smcap">In siffatta condizione di cose, noi ci astenemmo da ogni +questione politica, noi abbiamo SOLENNEMENTE e RIPETUTAMENTE +dichiarato che, dopo la lotta, alla nazione spetterebbe decidere +intorno ai proprii destini</span> (Vedi <i>Documenti</i>, pag. 354).</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span></p> +<p>E Carlo Alberto annunziava, nel proclama del 23 marzo, che le armi +piemontesi <i>venivano a porgere nelle ulteriori prove ai popoli della Lombardia +e della Venezia quell'ajuto che il fratello aspetta dal fratello, +dall'amico l'amico</i>: annunziava poco dopo in Lodi, che le sue armi, +abbreviando la lotta, «ricondurrebbero fra i Lombardi quella sicurezza +che permetterebbe ad essi d'attendere con animo sereno e tranquillo +a riordinare il loro interno reggimento».</p> + +<p>Era partito onesto; e i repubblicani lo accettarono, e vi s'attennero +lealmente: traditi; poi, al solito, calunniati.</p> + +<p>Se di mezzo alle barricate del marzo fosse sorta, piantata dalla +mano del popolo, la bandiera repubblicana—se gli uomini che diressero +l'insurrezione, assumendosi una grande iniziativa rivoluzionaria, +si fossero collocati a interpreti del pensiero che fremeva nel +core delle moltitudini—l'indipendenza d'Italia era salva. Tutti sanno—e +noi meglio ch'altri sappiamo—come gli ajuti svizzeri negati dal +governo federale al RE fossero profferti dai cantoni all'insurrezione +<i>repubblicana</i>. Nè il governo francese, diffidentissimo allora delle intenzioni +di Carlo Alberto e incerto della sua via, avrebbe potuto sottrarsi +all'entusiasmo popolare e alla necessità della politica repubblicana. +E in Italia, non guardando pure a soccorsi stranieri, le forze +e l'ira unanime contro l'Austria eran tali da assicurare ai nostri, sotto +la guida d'uomini che sapessero e volessero, vittoria non difficile e +decisiva. Forse, il terrore di quel nome fatale e l'impossibilità d'avversare +all'impeto della crociata italiana avrebbero cacciato alcuni fra +i nostri prìncipi sulla via del dissenso e provocato allora le fughe +che vennero dopo. Nuova arra di salute per noi, dacchè non avremmo +avuto traditori nel campo. Ma fors'anche i tempi erano tuttavia immaturi +per l'unità repubblicana, tanto importante quanto l'indipendenza, +dacchè indipendenza senza unità non può stare, e l'arti o le +influenze straniere farebbero in pochi anni l'Italia divisa campo di +mortali guerre civili. Perchè l'<i>Italia del Popolo</i> avesse probabilità +consentita d'esistenza, <i>Roma</i> dovea mostrarsi degna d'esserne la metropoli.</p> + +<p>Comunque, la bandiera non era sorta: popolo e monarchia stavano +uniti a fronte dello straniero sulle terre lombarde; il popolo avea +accettato il programma di neutralità del governo provvisorio fra tutte +parti politiche, e i repubblicani decisero di rinunciare ad ogni iniziativa +politica, di aspettare pazienti che la volontà del popolo, vinta +la guerra, si palesasse, e di consacrare ogni loro sforzo alla conquista +dell'indipendenza.</p> + +<p>Ed anche questo ci fu turpemente conteso dagli uomini del provvisorio +e dai <span class="smcap">moderati</span>, faccendieri del pensiero dinastico.</p> + +<p>La vita errante, anzi che no tempestosa, che i credenti nella fede +repubblicana durano da parecchî anni, ci contende di poter documentare +con lettere, date, giornali, i fatti ai quali accenniamo. Ma io +affermo la verità d'ogni sillaba mia sull'onore. Gli accusatori vivono: +neghino se possono ed osano. Duolmi ch'io debba frammettere in questi +cenni il mio nome; ma dacchè fui scelto—meritamente o no poco +monta—da amici e nemici a rappresentare in parte il pensiero repubblicano, +debbo all'onore della bandiera ciò che per me non farei. +Trattai con silenzio sdegnoso, che volea dire <i>disprezzo</i>, le false accuse +di aver nociuto per ostinazione di fini politici all'esito della +guerra, che ci s'avventarono addosso da tutte parti, quand'io aveva +stanza in Milano. Avrebbero detto allora ch'io scendeva a discolpe +<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +per paura o desiderio di rimovere il turbine che s'addensava. Ma importa +oggi che gl'Italiani sappiano il vero intorno agli uomini che li +chiamano all'opra.</p> + +<p>I fatti son questi.</p> + +<p>Noi non avevamo fiducia che il governo provvisorio, giudicato collettivamente, +potesse mai riescire eguale all'impresa. Ma dacchè avevamo, +per amor di concordia, accettato il programma di neutralità +fra i due principî politici, non potevamo spingere uomini dichiaratamente +repubblicani al potere e cacciare il guanto ai sospetti e alle +irritazioni della parte avversa alla nostra. Però, gl'influenti fra noi +si strinsero intorno ai membri di quel governo, sperando da un lato +che i consigli giovassero, dall'altro che il paese vedendoci uniti non +rimetterebbe del suo entusiasmo—e finalmente, che il nostro frequente +contatto suggerirebbe, per pudore non foss'altro, a quegli uomini +di mantenersi sulla via solennemente adottata. Le prime mie +parole in Milano furono di conforto al governo; le seconde, chiestemi +da persona fautrice di monarchia, furono una preghiera a Brescia +perchè in certe sue vertenze con Milano sagrificasse ogni diritto +locale all'unione e al concentramento fatto allora indispensabile dalla +guerra.</p> + +<p>Noi non avevamo fiducia in Carlo Alberto o nei suoi consiglieri. Ma +Carlo Alberto <i>era</i> in Lombardia e capitanava l'impresa che più di +tutte ci stava a core! Noi non potevamo fare che il fatto non fosse; +bisognava dunque giovar quel fatto tanto che n'escisse l'intento. Dietro +al re stava un esercito italiano e prode; e dietro all'esercito un popolo, +il piemontese, di natura lenta forse ma virile e tenace, popolo +cancellato nella capitale da una guasta aristocrazia, ma vivo e vergine +nelle provincie e depositario di molta parte dei fati italiani. +Esercito e popolo ci eran fratelli; e il vociferare, come molti fecero, +di propaganda anti-piemontese da parte nostra era calunnia +pazza e ridicola. Bensì, perchè le varie famiglie italiane imparassero +a stimarsi, amarsi e confondersi fraternamente davvero sul campo—perchè +al popolo rimanesse colla coscienza di sagrificî compiuti, coscienza +de' proprî diritti—e da ultimo perchè diffidavamo dei capi +e antivedevamo, quand'altri urlava vittoria prima della battaglia, possibile, +probabile forse, una rotta—volevamo che il paese s'armasse +per potersi in ogni caso difendere: volevamo che a fianco delle forze +regolari alleate si mantenesse, si rinvigorisse, rappresentante armato +di questo popolo, l'elemento dei volontarî: volevamo che l'esercito +lombardo si formasse rapidamente, su buone norme e con buoni uffiziali.</p> + +<p>Il governo provvisorio voleva appunto il contrario.</p> + +<p>Ignari di guerra e d'altro; fermissimi in credere che l'esercito regio +bastasse a ogni cosa; vincolati, i più almeno, al patto della fusione +monarchica e pensando stoltamente ch'unica via per condurre il disegno +a buon porto fosse, che il re vincesse solo e il popolo fosse +ridotto a scegliere tra gli Austriaci e lui; poco leali e quindi poco +credenti nell'altrui lealtà, proclivi al raggiro politico perchè poveri di +concetto, d'amore e d'ingegno—gli influenti tra i membri posero ogni +studio nel preparare l'opinione alla monarchia piemontese e nel suscitare +nemici alla parte nostra: nessuno nelle cose della guerra, nessuno +nell'armare, nell'ordinare, nel mantenere infiammato e militante +il paese; i pochi buoni tra loro non partecipavano al disegno, partecipavano +al fare e al non fare per debolezza di tempra o per vincoli +d'amistà individuale.</p> + +<p>La condotta dei repubblicani fu semplice e chiara.</p> + +<p>Un'associazione democratica, pubblica e con basi di statuti comunicati +<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span> +al governo, fu impiantata dai giovani delle barricate nei giorni +che seguirono la vittoria del popolo, e prima ch'io giungessi in Milano: +avendo il governo annunziato<a name="FNanchor_78_78" id="FNanchor_78_78"></a><a href="#Footnote_78_78" class="fnanchor">[78]</a> ch'ei convocherebbe nel più +breve termine possibile una <i>rappresentanza nazionale, affinchè un voto +libero, che fosse la vera espressione del poter popolare</i>, potesse decidere +i futuri destini della patria, era naturale e giovevole che l'elemento +repubblicano manifestasse con un atto legale la propria esistenza. +Ma compito una volta questo dovere e adottata la linea di +condotta accennata più sopra, l'associazione, messa da banda ogni +questione politica, non s'occupò, nelle rare e pubbliche adunanze tenute, +che di proposte di guerra. Io non v'intervenni, prima del +12 maggio, che una volta sola per atto d'adesione a' miei fratelli di +fede e vi proposi che si spronasse e s'appoggiasse il governo.</p> + +<p>La <i>Voce del Popolo</i>, giornale diretto dai più influenti tra i repubblicani, +s'uniformava. Scriveva consigli eccellenti di guerra e finanze. +Cercava infonder vita di popolo nel governo. La questione politica +v'era toccata rare volte e di volo: la parola <i>repubblica</i> studiosamente +evitata<a name="FNanchor_79_79" id="FNanchor_79_79"></a><a href="#Footnote_79_79" class="fnanchor">[79]</a>.</p> + +<p>Se non che il governo era pur troppo, nato appena, incadaverito; +nè galvanismo di consigli repubblicani poteva infondergli vita.</p> + +<p>Il governo, stretto fin prima del nascere ad un patto di servitù, diffidava +di noi, diffidava del popolo, dei volontarî, di sè stesso e d'ogni +cosa, fuorchè del <i>magnanimo principe</i>. E il <i>magnanimo principe</i> campeggiava +nei proclami, nei discorsi, nei bollettini grandiloqui, sì che +ogni uomo s'avvezzasse a non vedere che in lui e nell'esercito che lo +seguiva l'àncora di salute. Magnificava, in quel primo periodo, ogni +scaramuccia che si combattesse intorno al Mincio fatale in battaglia +quasi napoleonica; e stando a' suoi computi, gli Austriaci avrebbero +dovuto essere, sul mezzo della campagna e quando appunto cominciavano +a farsi minacciosi davvero, spenti pressochè tutti.</p> + +<p>Il moto di tutta Italia verso i piani lombardi e le lagune della Venezia +riusciva pei politici della <i>fusione</i> tardo ed inutile. La vittoria +era certa, infallibile. I nostri consigli s'ascoltavano cortesemente, si +provocavan talora: non s'eseguivano mai. Il popolo s'addormentava +nella fiducia.</p> + +<p>E v'era peggio. Mentre da noi si diceva: <i>soccorrete ai volontarî; +animateli: cacciateli all'Alpi</i>, la perdita dei volontarî, repubblicani i +più, era giurata: giurata fin dagli ultimi giorni di marzo quando Teodoro +Lecchi fu assunto al comando del futuro esercito. Erano lasciati +senz'armi, senza vestiario, senza danaro; fortemente accusati ogni +qual volta la necessità li traeva a provvedersi da sè; sospinti al Tirolo, +ai passi dell'Alpi, poi impediti dal combattere, forzati ad abbandonare +quei luoghi e le insurrezioni nascenti: finalmente richiamati, feriti, +essi i vincitori delle cinque giornate, nel più vivo del core, e disciolti<a name="FNanchor_80_80" id="FNanchor_80_80"></a><a href="#Footnote_80_80" class="fnanchor">[80]</a>. +Mentre da noi s'insisteva sulla rapida formazione d'un +esercito lombardo e s'indicavan le norme; s'indugiava, s'inceppava +<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span> +l'armamento, si sbandavano le migliaja di soldati italiani che abbandonavano +il vessillo d'Austria, si commetteva l'istruzione degli accorrenti +a ufficiali piemontesi fuor di servigio, taluni cacciati per colpe +dai ranghi. Ricordo che alle mie richieste insistenti perchè a render +più sempre nazionale la guerra e a prefiggere al giovane esercito uomini +già esperti delle guerre d'insurrezione, si chiamassero i nostri +esuli ufficiali in Grecia, in Ispagna, ed altrove, m'ebbi risposta che +<i>non si sapeva ove fossero</i>. Non mi stancai, e ottenni, dacch'io lo sapeva, +facoltà di chiamarli e firma, a convalidare il mio invito, del segretario +Correnti. Ma quando giunsero, il ministro Collegno, allegando +mutate le circostanze, da pochi in fuori, li ricusò<a name="FNanchor_81_81" id="FNanchor_81_81"></a><a href="#Footnote_81_81" class="fnanchor">[81]</a>. E mentre da +noi s'offrivano, ad affratellare colla nostra guerra il libero pensiero +europeo e creare un senso d'emulazione nei nostri giovani, legioni +di volontarî francesi e svizzeri, giungevano divieti dal campo, e il +governo, obbedendo, rompeva le pratiche imprese in Berna e nel cantone +di Vaud. Ma—e non era Garibaldi, reduce da Montevideo, accolto +freddamente e con piglio quasi di scherno al campo monarchico, +e rimandato a Torino a vedere se e come il ministero di guerra potesse +giovarsi dell'opera sua?</p> + +<p>Intanto, mentre queste cose accadevano in Milano, la guerra regia, +rifiutate l'Alpi, si confinava oziosamente tra le fortezze. Intanto l'esercito +austriaco, raggranellato, riconfortato, vettovagliato, aspettava, +riceveva rinforzi. Il Tirolo era vietato a Carlo Alberto dalla diplomazia +del 1815: la difesa del Veneto vietata in parte da segrete mene +di governi stranieri e da speranze di lontani accordi coll'Austria, in +parte e più assai dall'aborrimento, rivelato senza pudore, al vessillo +repubblicano<a name="FNanchor_82_82" id="FNanchor_82_82"></a><a href="#Footnote_82_82" class="fnanchor">[82]</a>. I principi italiani coglievano, a ritrarsi o raffreddare +gli spiriti, pretesto dalle mire ambiziose che i fautori dell'<i>Italia del +nord</i> manifestavano imprudentemente, sconciamente, per ogni dove. +Pio IX vietava ai Romani passassero il Po. Il Cardinal Soglia corrispondeva +in cifra con Innspruck. Corboli-Bussi si recava al campo +del re esortatore di defezione<a name="FNanchor_83_83" id="FNanchor_83_83"></a><a href="#Footnote_83_83" class="fnanchor">[83]</a> e cospiratore. I fati d'Italia erano +segnati.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p> +<p>Sorgevano momenti ne' quali sembrava che il governo si destasse +al senso della condizione delle cose de' proprî doveri, e allora—come +chi per istinto sente dov'è l'energia—ricorreva ai repubblicani; +ma tradiva le sue promesse e ricadeva nel sonno il dì dopo. +Un messo segreto dal campo, una parola di faccendiere cortigiano, +bastavano a mutare le intenzioni. Il povero popolo, già avviluppato +in mille modi dai raggiratori, traeva forse da quel contatto inefficace +tra noi e il governo nuova illusione di securità. E citerò un +solo esempio.</p> + +<p>La nuova della caduta d'Udine avea colpito gli animi di terrore. +Fui chiamato a mezzanotte al governo, e trovai convocati parecchî +altri influenti repubblicani. Bisognava, dicevano i governanti, suscitare +il paese, avviarlo a sforzi tremendi, chiamarlo a salvarsi con forze +proprie—e chiedevano additassimo il come. Scrissi sopra un brano +di carta parecchie tra le cose ch'io credeva opportune a raggiunger +l'intento, ma dichiarando che riescirebbero inefficaci tutte se il governo +ne assumesse l'esecuzione. «Dio solo, dissi, può spegnere e +risuscitare. Il vostro governo è screditato, e meritatamente. Il vostro +governo ha oprato sinora a sopir l'entusiasmo, a creare colla menzogna +una fiducia fatale. E <i>voi</i> non potete sorgere a un tratto predicatori +di crociata e guerra di popolo senza diffondere nelle moltitudini il +grido funesto di <i>tradimento</i>. A cose nuove uomini nuovi. Io non vi +chiedo dimissioni che oggi parrebbero fuga. Scegliete tre uomini, +monarchici o repubblicani non monta, che sappiano e vogliano e +siano, se non amati, non disprezzati dal popolo. Commettete ad essi, +sotto pretesto delle soverchie vostre faccende o d'altro, ogni cura, ogni +autorità per le cose di guerra. Da essi emanino domani gli atti ch'io vi +propongo. Intorno ad essi noi tutti ci stringeremo e staremo mallevadori +del popolo». Tra le cose che si proponevano era la leva della totalità +delle cinque classi quando al governo pareva soverchia la leva +delle prime tre, e ne indugiava la convocazione al finire d'agosto, +<i>perchè i contadini potessero attendere pacificamente al ricolto</i>. E rispondevano +la bestemmia che i <i>contadini erano austriaci</i> d'animo e +di tendenze: i poveri contadini delle prime due classi tumultuavano +intanto contro i chirurghi che ne respingevano alcuni siccome inetti +al servizio. Io insisteva perchè almeno si rifacesse una chiamata ai +volontarî e mi poneva mallevadore, certo che l'esempio sarebbe seguito +in ogni città per la formazione d'una legione di mille volontarî +in Milano, purchè mi fosse concesso d'affiggere un invito e sottoscrivere +prima il mio nome. E partiva applaudito e con promessa +d'assenso.</p> + +<p>Due giorni dopo, l'assenso all'arruolamento dei volontarî era rivocato. +E quanto al comitato di guerra, fu trasformato in comitato di +difesa pel Veneto e subito dopo in commissione di soccorsi al Veneto +composta di membri del governo, e finalmente in nulla. Il segretario +faccendiere di Carlo Alberto, Castagneto, aveva detto: «Che al re +non piaceva di trovarsi un esercito di nemici alle spalle».</p> + +<p>D'esempî siffatti, io potrei citarne, se lo spazio concedesse, parecchî.</p> + +<p>Così si consumò il primo periodo della guerra. Nel secondo, il governo +mutò di tattica. I <i>moderati</i> cominciavano, credo, ad antiveder +la rovina; e a stabilire non foss'altro pel futuro incertissimo un <span class="smcap">precedente</span>, +diventavano frenetici di <span class="smcap">fusione</span> monarchica. Farneticavano +per le piazze promettendo a Milano che sarebbe capitale del nuovo +regno; infanatichivano, con ogni sorta di menzogne, le moltitudini +ignare contro ai repubblicani collegati coll'Austria e provocatori di +<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +leve<a name="FNanchor_84_84" id="FNanchor_84_84"></a><a href="#Footnote_84_84" class="fnanchor">[84]</a>: tormentavano il governo provvisorio, perchè non s'affrettava +abbastanza. E i membri del governo, creduli o increduli alle stolte +loro promesse, ridicevano, per mezzo dei loro agenti, al popolo—a +quel popolo ch'essi avevano fino a quel giorno intorpidito, addormentato +nella fiducia—che i pericoli diventavano gravi, che a difendere +il paese mancavano gli uomini, mancava il danaro, mancava +ogni cosa; ma che, al solo patto d'una prova di fiducia nel re, al +solo patto della <span class="smcap">fusione</span>, verrebbero milioni da Genova, migliaja d'armati +dal Piemonte, benedizioni dal cielo, e senza leve, senza gravi +sagrifici, la Lombardia vedrebbe compiuta l'impresa: coi repubblicani +ch'essi avevan fermo in animo di tradire mutavano l'amicizia +menzognera in freddezza, e affettavano sospetti di congiure che non +avevano. Congiure a che? Se rovesciando quel meschino fantasma +che s'intitolava governo, le sorti della guerra avessero potuto mutarsi, +i repubblicani l'avrebbero rovesciato in due ore.</p> + +<p>Sul cominciare di quel secondo periodo, quando la violazione del +programma governativo era già decisa, e mentre io era già assalito, +pel mio tacermi, di calunnie e minaccie da tutte parti, mi giunse inviato +dal campo, e messaggiero di strane proposte, un antico amico, +patriota caldo e leale. Parlava a nome del Castagneto già nominato, +segretario del re, e proponeva: <span class="smcap">Ch'io mi facessi patrocinatore della +fusione monarchica, m'adoprassi a trarre alla parte regia i republicani, +e m'avessi in ricambio influenza democratica quanta più volessi +negli articoli della costituzione che si darebbe; colloquio col +re</span> e non so che altro.</p> + +<p>Primo nostro intento e sospiro antico dell'anime nostre era—ed +è—l'<span class="smcap">indipendenza</span> dallo straniero: secondo, l'<span class="smcap">unità</span> della patria, +senza la quale l'indipendenza è menzogna: terzo, la <span class="smcap">repubblica</span>—e +intorno a questa, indifferenti a ciò che riguarda noi individui, e certi, +quanto al paese, dell'avvenire, noi non avevamo bisogno d'essere intolleranti. +A chi dunque m'avesse assicurato l'indipendenza, e agevolato +l'unità dell'Italia, io avrei sagrificato, non la fede, ch'era impossibile, +ma il lavoro attivo pel trionfo rapido della fede: a me la +solitudine e la facoltà, che nessuno avrebbe potuto mai tormi, di versare +in un libro, da stamparsi quando che fosse, quel tanto d'idee +ch'io credessi utili al mio paese, bastava, e per amor dell'indipendenza, +i repubblicani non avevano aspettato, a tacer di repubblica, +gli inviti d'un re. Ma la questione era allora tutta di guerra. E fatale +all'esito della guerra noi ritenevamo il concetto <i>federalistico</i>, troppo +ambizioso pei nostri principi e per la diplomazia, troppo poco per +le popolazioni d'Italia, dell'Italia del nord. L'entusiasmo popolare +era, mercè quel concetto, già spento; e i governi erano ostili e i +mezzi che il paese somministrava condannati all'inerzia e le probabilità +della guerra cresciute pur troppo a' danni nostri. A volgerlo in +favor nostro, a ricreare lo spirito che vince ogni ostacolo, era solo +<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +una via: far guerra, non di <span class="smcap">principi</span>, ma di <span class="smcap">nazione</span>. E per questo, +bisognava un <span class="smcap">uomo</span> che osasse e si vincolasse a non retrocedere per +egoismo e codardia nell'impresa. Voleva Carlo Alberto esser l'uomo? +Ei doveva dimenticare la povera sua corona sabauda e farsi davvero +<span class="smcap">spada d'Italia</span>: doveva, poichè i governi tutti gli eran nemici, rompere +dichiaratamente, irrevocabilmente, con essi e raccogliersi intorno, +congiunti, ravvivati in un grande pensiero, i buoni, quanti erano tra +l'Alpi e gli estremi confini della Sicilia, in Italia. Così avremmo saputo +ch'ei parlava o voleva operare da senno, e noi avremmo potuto +tentare ogni nostro modo per sommovere a pro del suo intento tutti +gli elementi rivoluzionarî italiani. Dove no, meglio era lasciarci in +pace. Noi potevamo e dovevamo sagrificare per un tempo alla salute +d'Italia anche la nostra bandiera; ma nè potevamo nè dovevamo sagrificarla—e +con essa quel tanto d'influenza sulle sorti del paese +che la nostra costanza in una fede ci dava—ad un re che non volendo +avventurar cosa alcuna del suo, nè affratellarsi col pensiero +italiano, nè cangiare in meglio le condizioni della guerra, avrebbe +potuto ritrarsi dall'arena a suo piacimento e dirci: <span class="smcap">Voi, credenti, accettavate +transigere</span>.</p> + +<p>Queste cose a un dipresso io risposi a quell'inviato. Richiesto del +come il re potesse farsi mallevadore delle sue intenzioni a pro della +unità del paese, risposi: <i>Firmando alcune linee, che le rivelino</i>; e richiesto +s'io scriverei quelle linee, presi la penna e le scrissi. Erano, +con mutazioni di forma ch'or non ricordo, le stesse ch'io, con intento, +inserii più dopo nel programma dell'<i>Italia del Popolo</i> pubblicato in +Milano; e le trascrivo:</p> + +<p><span class="smcap">Io sento maturi i tempi per l'unità della patria: intendo, o italiani +il fremito che affatica l'anime vostre. Su, sorgete! io precedo. +Ecco: io vi do, pegno della mia fede, spettacolo ignoto al mondo +d'un re sacerdote dell'epoca nuova, apostolo armato dell'idea-popolo, +edificatore del tempio della nazione. Io lacero nel nome di +Dio e dell'Italia i vecchi patti che vi tengono smembrati e grondano +del vostro sangue: io vi chiamo a rovesciare le barriere che +anch'oggi vi tengon divisi e ad accentrarvi in legione di fratelli +liberi emancipati intorno a me, vostro duce, pronto a cadere o vincer +con voi.</span></p> + +<p>L'amico partì. Pochi dì dopo mi fu fatto leggere un biglietto del +Castagneto, che diceva: <span class="smcap">Vedo pur troppo che da questo lato non +v'è da far nulla</span>. Quando mai può un'idea generosa, potente d'amore +e d'avvenire per una nazione, allignare nel cuore d'un re?</p> + +<p>Noi seguimmo a tacer di politica<a name="FNanchor_85_85" id="FNanchor_85_85"></a><a href="#Footnote_85_85" class="fnanchor">[85]</a> e a giovare come meglio potevamo, +d'opera e di consiglio, la guerra. Ma la guerra non era più +italiana, non era lombarda; era piemontese e d'una fazione. Ministero, +organizzazione, amministrazione, tutto era in mano d'uomini +devoti ad essa. Il governo non aveva missione da quella infuori di +ricevere i bollettini dal campo e magnificarli e preparare il funesto +decreto del 12 maggio.</p> + +<p>Ed escì. Il programma di neutralità fu violato, quando pei sinistri +eventi, che facevano presagire la catastrofe non lontana, importava +più che mai attenervisi, per non gittar nuovi semi di discordia nel +campo, per non togliere apertamente il suo carattere nazionale alla +<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +guerra, e per lasciar non foss'altro eredità d'un principio alla insurrezione +futura. Noi perorammo, scongiurammo il governo, ma inutilmente. +Volevan servire.</p> + +<p>E allora—allora soltanto—noi sentimmo necessità di protestare +in faccia all'Italia. Quei che erano a quei giorni in Milano sanno che +il farlo non era senza pericolo. E dovrebb'essere nuovo indizio a +tutti, avversi o propizî, che noi non avevamo lungamente taciuto +se non per amor di patria e per non rompere quella concordia, che, +anche apparente, poteva giovare alla guerra.</p> + +<p>Il dì seguente al decreto, pubblicammo il documento seguente:</p> + + +<p class="title"><span class="big">AL GOVERNO PROVVISORIO CENTRALE</span><br /> +DELLA LOMBARDIA.</p> + +<p class="date">«<span class="smcap">Signori</span>,</p> + +<p>«Quando, compiti i prodigi delle cinque giornate, sublimi di vittoria +e di fiducia nei risultati della vittoria, il popolo, solo sovrano +su questa terra redenta col suo sangue, v'accettò capi, esso vi commetteva +un doppio mandato: provvedere all'intera emancipazione +del paese; e preparargli un terreno libero sul quale l'espressione +del suo voto intorno ai futuri destini potesse sorgere spontanea, +illuminata dalla discussione fraterna, accettata da tutti i partiti, +solennemente legale, in faccia all'Europa, pura di basse speranze +e di bassi timori, degna dell'Italia e di noi.</p> + +<p>«E i popoli d'Italia, che tutti si sapevano fratelli a noi, tutti mandavano, +come concedevano le distanze e le circostanze particolari, +uomini loro a combattere la santa guerra, vi confermavano tacitamente +lo stesso mandato. Sentivano che qui, su questa terra lombarda +dove moto e trionfo erano cose di popolo, si agitavano le +sorti di tutta Italia: che qui in una importantissima parte d'Italia, +da parecchî milioni d'uomini generosi, doveva compiersi, con voto +libero e meditato, un esperimento forse decisivo sulle vere tendenze, +sugli istinti, sui desiderî che fermentano in core alle moltitudini, +e ne decideranno la nuova vita.</p> + +<p>«Voi intendeste allora, signori, quel mandato, o mostraste d'intenderlo. +E poichè non trovavate in voi potenza o diritto d'iniziativa, +dichiaraste solennemente più volte che l'iniziativa spettava tutta +intera al popolo, e che il popolo solo, emancipato il territorio e +finita la guerra, avrebbe discusso e deciso, raccolto in assemblea +costituente, intorno alle forme che dovrebbero reggerne la vita +politica.</p> + +<p>«E dichiarandolo, voi di certo non intendevate, cosa impossibile, +ingiusta, che un popolo intero si rimanesse muto, per un tempo +indefinito, sulle questioni più gravi e più vitali per lui: voi non +potevate ragionevolmente pretendere ch'ei combattesse senza sapere +il perchè; ch'ei conquistasse vittoria senza interrogarsi quali +sarebbero i frutti della vittoria, ch'ei si facesse soldato della libertà +cominciando dal rinnegarla e dal contendersi ogni diritto di +pacifica e fraterna parola.</p> + +<p>«Le opinioni a poco a poco si rivelarono. Era cosa buona, era la +educazione preparatoria, che voi non davate al popolo, offertagli +dai migliori fra' suoi fratelli perchè il giorno dell'assemblea avesse +il suo voto illuminato e pensato; era prova data all'attenta Europa +<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +che le popolazioni lombarde non s'erano mosse per solo e cieco +spirito di riazione, ma perchè sentono i tempi maturi per entrare +con coscienza di diritti e doveri nel grande consorzio delle nazioni. +Voi non dovevate atterrirvi, ma rallegrarvene; e solamente +avevate debito di usare di tutta la vostra influenza perchè il campo +fosse aperto a tutti egualmente, perchè la discussione si mantenesse +scevra di raggiri e d'intolleranze, nei termini d'una pacifica +e fraterna polemica.</p> + +<p>«Voi sapete, o signori, quale fra le diverse opinioni fosse prima +ad uscire da quei limiti consentiti di discussione. Voi sapete che +mentre la opinione alla quale si onorano di appartenere i segnati +qui sotto si manteneva tranquilla e pacata sull'arena della persuasione—mentre +insisteva essa sola sul terreno legale assicurato +da voi e v'appoggiava in ogni occasione e con ogni sforzo—mentre +esagerava, a proprio danno, la virtù di moderazione, altri più +impaziente, perchè men sicuro di giusti argomenti, infervorava +nella questione tanto da mutare quasi in lotta la discussione, in +minaccia la parola amica. A voi toccava, amati siccome eravate, +inframmettere una parola conciliatrice; e non lo faceste. Più dopo, +uomini d'alcune provincie, traviati a partiti illegali, pericolosi, tentarono +apertamente lo smembramento dell'unità collettiva dello +Stato, parlarono di dedizioni immediate senza il consenso dei loro +fratelli, aprirono il varco, violando la debita soggezione al vostro +governo centrale, all'anarchia del paese; iniziarono liste, le presentarono +rivestite del prestigio d'autorità secondarie a popolani illusi, +agli ignari abitatori delle campagne; raccolsero in un subito +firme, le raccolsero in più luoghi con arti subdole, con abuso di +nomi. Questi abusi, questi artificî vi furono noti, o signori! voi riceveste +lagnanze e prove; alcuni tra noi ricordano parole vostre +in proposito, e le ridiranno, s'altro non giova, alla storia. Era obbligo +vostro santissimo punire quei tentativi, illuminare colla vostra +parola pubblica le illuse popolazioni; ridire ad esse, ridire a +tutti il vostro programma e le ragioni che militavano a mantenerlo, +diffonderlo con tutti i mezzi che stavano in mano vostra per +ogni dove; invocare l'amore al paese e il senso diritto de' vostri +concittadini. Voi nol faceste, e mentre l'agitazione prodotta da +mene siffatte nel popolo inconscio domandava a sedarsi una vostra +parola, e molti fra gli onesti d'ogni partito vi traducevano questa +dimanda, voi ricusaste; voi vi ravvolgeste in un silenzio funestissimo, +inesplicabile; voi lasciaste procedere, immobili, quella condizione +di cose; ed oggi voi l'invocate, esagerandola, a scolparvi +della violazione al programma accettato dalla nazione; oggi, mentre +l'amore al paese e il senso diritto de' Lombardi cominciano a +diminuire, per opera propria, i pericoli—oggi che da talune delle +città traviate cominciano a giungervi, non provocate da voi, prove +di ritorno a più giusto sentire e proteste di adesione all'antico +programma—il vostro decreto del 12 lo sacrifica, sanziona quei +procedimenti funesti e chiama i cittadini non preparati a decidere +in un subito le sorti del paese con un metodo illegale, illiberale, +indecoroso, architettato al trionfo esclusivo d'un'opinione sull'altra.</p> + +<p>«Il metodo dei registri è illegale, perchè viola per autorità vostra +il programma ch'era condizione della vostra esistenza politica in +faccia al paese; perchè invola la più vitale, la più decisiva fra le +questioni all'<i>Assemblea costituente</i>.</p> + +<p>«Illiberale perchè sopprime la discussione, base indispensabile al +voto; cancella un diritto inalienabile del cittadino, e sostituisce all'espressione +<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +pubblica e motivata della coscienza del paese il mutismo +e la servilità dell'impero.</p> + +<p>«Indecoroso perchè affrettato; perchè tende a trasmutare ciò che +potrebbe esser prova d'affetto sentito e di maturato convincimento +in dedizione di codardi impauriti; perchè la guerra pendente e la +presenza d'un esercito che rappresenta una opinione rapisce alla +decisione ogni dignità; perchè in faccia all'Italia e all'Europa noi +appariremo a torto in sembianza d'uomini condotti da interessi immediati +e paure, e i generosi che ci sono fratelli e che ci salutarono, +combattendo, fratelli, appariranno a torto conquistatori.</p> + +<p>«Architettato al trionfo esclusivo d'un'opinione sull'altra, perchè +coglie a imporsi il momento in cui quell'opinione ha preparato in +tutti i modi e con tutti gli artificî il terreno; e perchè voi non vi +limitate neppure a chiedere al popolo se intende o no procedere +immediatamente a una decisione, ma escludete dai vostri registri +una delle soluzioni al problema, e ne sopprimete qualunque espressione.</p> + +<p>«Signori, voi avete violato il vostro mandato.</p> + +<p>«Noi crediamo debito nostro dolorosissimo il dirvelo: dolorosissimo +non per ciò che spetta alle future sorti d'Italia; le sorti d'Italia +stanno in più alta sfera che non è quella in che i governi +provvisorî s'aggirano; ma perchè noi v'abbiamo lungamente difesi +ed amati: e perchè, noi lo crediamo, il decreto del 12 maggio turberà +lungamente la pace della vostra coscienza.</p> + +<p>«Signori; le conseguenze immediate di quel decreto potrebbero +riescire sommamente pericolose alla pace domestica e alla libertà +del paese. Voi somministrate con esso un pretesto all'intervento +straniero che tutti lamenteremo. Voi, rompendo la vostra neutralità +per farvi a un tratto settatori d'un'opinione esclusiva, cacciate un +guanto di sfida imprudente alle opinioni sagrificate.</p> + +<p>«Dio ajuti l'Italia e rimova il pericolo, che voi le suscitate, degli +stranieri! Quanto a noi, amiamo la patria comune più che noi stessi. +Noi non raccoglieremo quel guanto. Noi non resisteremo pei nostri +diritti perchè la resistenza sarebbe cominciamento di guerra civile, +e la guerra civile, colpevole sempre, lo sarebbe doppiamente +oggi che lo straniero invade tuttora le nostre contrade. Ma i nostri +concittadini ci terranno, noi lo sappiamo, conto del sacrificio.</p> + +<p>«A noi basta per ora, o signori, protestare solennemente in faccia +all'Italia e all'Europa e a quiete della nostra coscienza. Il buon +senso della nazione e l'avvenire faranno il resto».</p> + +<p class="break">Così, la parte repubblicana, ingannata con false promesse, aggirata +per lunga pezza dal contegno gesuiticamente amichevole del governo +provvisorio, poi perseguitata d'accuse villane, di stolte minaccie e di +perfide insinuazioni diffuse tra il popolo, e tradita a un tratto nelle +sue più care speranze da un decreto che alla libera, solenne, pacifica +<i>discussione</i> d'una Costituente <i>dopo</i> la vittoria sostituiva una muta votazione +su registri e, pendente la spada di Damocle sulla testa ai +votanti, rispondeva parole di dignitosa e severa mestizia ai violatori +della pubblica fede, pur dichiarando di non volere, per amore di +quella concordia che essi soli avevano, tacendo, serbata sino al 12 +maggio, <i>raccogliere il guanto</i>—la plebe dei <i>moderati</i>, irritata, arse +in Genova quella protesta. Noi potevamo rispondere, in modo non +dissimile da Cremuzio Cordo: <i>ardete anche i buoni tutti d'Italia in +quel rogo, perch'essi sanno la verità che noi diciamo a memoria</i>.</p> + +<p>Pochi dì dopo, pubblicavamo il programma dell'<i>Italia del Popolo</i>. +<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +Ed anche allora, il nostro era linguaggio di conciliazione. «La nostra +è missione di pace. Fratelli tra fratelli, noi concediamo e rivendichiamo +il diritto di libera parola, senza la quale non è fratellanza +possibile. Chi vorrebbe, chi potrebbe contenderlo? Non è santo, +in Italia, il pensiero? Non prorompe dal conflitto delle opinioni la +verità? Ov'è chi già la possieda infallibile, intera? Ah, se i fratelli +potessero mai impor silenzio ai fratelli, se un diverso convincimento +intorno ai modi di far questa nostra patria una, libera, +grande, potesse mai farci nemici gli uni degli altri, i presentimenti +d'un'Italia futura sarebbero menzogna e ironia. Il problema +dei nostri fati è problema di educazione. Educhiamo. Noi rinunziammo, +da quando albeggiò sulla nostra terra la libertà di parola, +al lavoro segreto, alle vie, sante nel passato, d'insurrezione. Pieghiamo +noi tutti riverenti il capo davanti al giudizio sovrano, legalmente +manifestato, del popolo. Accettiamo i fatti che, consentiti +dal popolo, si producono successivi fra il presente e l'ideale che +splende, come una stella dell'anima, davanti a noi. Ma chi fra' +nostri oserebbe dirci: <i>rinnegate quell'ideale?</i> Lasciate, in nome di +Dio, in nome dell'inviolabilità del pensiero, che questa nostra bandiera, +bandiera, voi tutti lo dite, dei dì che verranno, sventoli sorretta +da mani pure, nella sfera dell'idea, quasi presagio aleggiante +intorno alla culla d'un popolo che sorge a nazione! Noi sappiamo +che dov'anche moveste in oggi per altre vie, voi verrete un giorno +a raccoglierla sui nostri sepolcri. Ma la raccoglierete illuminati, +mercè nostra, sul suo potente significato, sul valore delle sacre +parole <i>Dio e il popolo</i> che vi splendono sopra: la raccoglierete, +non per subito impulso di concitate passioni o di riazioni contro +le tirannidi spente, ma come legato de' nostri padri, purificato, discusso +dagli studî, e dalla meditata esperienza dei vostri fratelli. +E intanto noi ci abbracceremo sul terreno comune che le circostanze +c'insegnano: l'emancipazione della patria, l'indipendenza +dello straniero che la minaccia. Studieremo insieme i modi più +attivi, più efficaci di guerra contro l'Austriaco; susciteremo insieme +il nostro popolo all'opera; indicheremo ai governi la via da +tenersi per vincere; moveremo su quella con essi. Primo nostro +pensiero sarà la guerra; secondo, l'unità della patria; terzo, la +forma, l'istituzione che deve assicurarne la libertà e la missione. +Ora i nostri lettori sanno chi siamo e l'inspirazione che ci dirigerà +nel nostro lavoro. Spetta ad essi il giudizio: ai giovani, consacrati +dall'amore e dall'intelletto, sacerdoti del progresso italiano, l'ajutarci +fraternamente all'impresa. Noi seguiremo, avvenga che può, +come le leggi future e gli eventi concederanno. E s'anche, fraintesi +dagli uni, tiepidamente soccorsi dagli altri, cadessimo a mezzo +la via, noi diremo, sereni e assicurati dalla pura coscienza: perisca +il nostro nome; si sperda la memoria del molto affetto, dei molti +dolori patiti, e del poco che noi facemmo; ma rimanga, santo, immortale, +il pensiero, e Dio gli susciti migliori e più avventurosi +apostoli negli anni futuri».</p> + +<p>Siffatte erano le nostre parole. E nondimeno, noi fummo per ogni +dove accusati d'avere, sostituendo un'idea <i>politica</i> alla questione di +indipendenza, nociuto alla guerra e seminato dissidî tra le forze che +dovevano combatterla unite! E tanto fu diffusa e ripetuta la falsa +accusa, ch'oggi ancora serpeggia all'estero e in patria per opera di +uomini illusi o tristi. <i>I repubblicani dovevano combattere e discussero.</i> +La storia intanto dei fatti documentati dice e dirà: <i>che i repubblicani +furono i primi a combattere, gli ultimi a discutere</i>. Dirà che i repubblicani +<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +combattevano sulle barricate mentre i <i>moderati</i> congiuravano +con Torino—che repubblicani erano pressochè tutti coloro i quali, +inseguendo gli Austriaci fuor di Milano, o uscendo da Como, si spingevano +fino al Tirolo, mentre il governo provvisorio moveva i primi +passi a render possibile più tardi la dedizione—repubblicani i volontarî +che l'undici aprile s'impossessavano della polveriera di Peschiera—repubblicani +i più tra gli uomini che pugnarono per Treviso, +e sostennero per diciotto ore, il 23 maggio, in Vicenza l'urto di +diciottomila uomini e di quaranta cannoni—repubblicani gli studenti +che riuniti in corpo chiedevano, scongiuravano d'essere condotti +al nemico—repubblicani gli uomini che sul finire del maggio +formarono il così detto <i>battaglione lombardo</i>, e mossero a difesa del +Veneto abbandonato, tradito dalla guerra regia. Dirà che repubblicano +e fondatore della <i>Società democratica</i> era Giuseppe Sirtori, salito +più tardi a meritata fama di guerra in Venezia—repubblicano +il Maestri, membro del comitato di difesa negli ultimi giorni della +guerra—repubblicano, egli e chi lo seguiva, il Garibaldi che lasciò +ultimo senza codardie di patti o armistizî il suolo lombardo. E dirà +che di guerra furono tutte le proposte escite dalla fratellanza repubblicana; +per la guerra unicamente e contro l'inerzia del governo +tutte le agitazioni che dopo il 12 maggio si rivelarono in piazza San +Fedele. Il protagonista, dell'unica manifestazione che assumesse per +un istante colore politico—quella del 29 maggio—l'Urbino, era +giunto da poco di Francia, ignoto ai repubblicani, non veduto fuorchè +una sola volta da me.</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Il 29 maggio furono chiusi, esaurita la votazione, i registri. Come +se ad ogni trionfo dei <i>moderati</i> dovesse corrispondere una sciagura +nazionale, il fiore della gioventù toscana cadeva in quel giorno, sagrificato, +per inscienza di guerra o peggio<a name="FNanchor_86_86" id="FNanchor_86_86"></a><a href="#Footnote_86_86" class="fnanchor">[86]</a>, sui ridutti di Montanara +e di Curtatone.</p> + +<p>L'8 giugno fu pubblicata la cifra dei voti. Il 13, due giorni dopo +caduta Vicenza, una deputazione recava, duce il Casati, al campo del +re l'atto solenne della <i>fusione</i>. La vittoria era della fazione; l'intento +della guerra regia era finalmente raggiunto: <i>svanita per allora ogni +possibilità di repubblica e un</i> <span class="smcap">precedente</span>, come lo chiamano i diplomatici, +<i>conquistato alla dinastia di Savoja</i>. I regî a quel tempo diffidavano +già di vincere, e un <i>precedente</i>, un titolo da tenersi in serbo +a giovarsene nei futuri rivolgimenti e nei futuri congressi, era per +molti fra loro la somma speranza. Quindi la fusione affrettata, in +onta alle promesse e all'utile della causa, nella Lombardia; e peggio +nella santa eroica Venezia, dove il 6 agosto, <i>segnate già da due giorni +le basi della turpe cessione all'Austria</i>, giungevano a prender possesso, +<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span> +in nome di re Carlo Alberto, della città i due commissarî Colli e Cibrario. +Ah! duri l'esilio per noi, duri per voi, fratelli miei, l'oppressione, +anzi che debba un'altra volta vedersi profanato per siffatte +oscene miserie il grande concetto italiano e dato ai traffichi di un'ambizione +dinastica l'entusiasmo e il sangue dei prodi! Perchè, come +nelle lagrime si santifica la virtù, così nei patimenti inflitti dalla tirannide +si purificano le nazioni; ma per arti di menzogna e calcoli +d'egoismo non si sollevano popoli alla libertà: si sfibrano nell'inerzia +della diffidenza e si condannano a tale una lenta agonia d'ogni facoltà +potente e d'ogni palpito generoso da far lungamente piangere +le madri in terra e gli angioli in cielo.</p> + +<p>Ed era agonia!—noi più miseri di tutti gli altri che senza illusioni +interrogavamo i segni crescenti del male e numeravamo i battiti del +polso alla grande morente, nè potevamo sclamare: <i>la libertà d'Italia +perisce</i>, senza ch'altri ci gridasse terrificatori e alleati dell'Austria!</p> + +<p>Fin dall'aprile, per odio ai volontarî e obbedienza alla diplomazia, +l'impresa del Tirolo s'era abbandonata. Il Friuli era perduto e aperto +al nemico. E perduta era la provincia veneta, dove Padova, Vicenza, +Treviso, Rovigo, l'una dopo l'altra cadevano senza che un soldato del +re movesse a soccorrerle: ai regi importava, non di salvare il Veneto, +ma di strappare, col terrore della rovina e con false speranze di redenzione, +a Venezia il voto del 5 luglio. Promesse date a governi +stranieri contendevano ogni operazione—e poteva riescir decisiva—contro +Trieste. La flotta sarda, in virtù d'obblighi reiteratamente e +inesplicabilmente contratti, si rimaneva inattiva: l'11 giugno, ad +ajutare in Venezia i raggiratori della fusione, s'era annunciato che +in un coi Veneti i legni sardi avrebbero tentato una impresa; ma, +raggiunto l'intento, l'ordine di mossa si rivocava. Gli Austriaci, rinforzati +a lor senno, maturavano gli estremi disegni. Poco dopo il decreto +del 12 maggio, il re di Napoli aveva richiamato le sue truppe. +Le dichiarazioni del papa a Durando avevano reso pressochè inutili +gli ajuti romani. L'atto di fusione aveva, rivelando nuovi pericoli ai +governi italiani dall'ambizione della casa di Savoja, tolta ogni speranza +di cooperazione da parte loro; aveva, col fantasma <a name="dun" id="dun"></a> +<ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'd'un'">d'una</ins> costituente +sardo-lombarda, irritati più sempre i timori, gli odî e maneggi +segreti dell'aristocrazia torinese. Le tristi necessità, che accennammo +più sopra, della guerra regia avevano creato il vuoto e l'isolamento +intorno al campo di Carlo Alberto.</p> + +<p>E a isolarsi in Europa, a privarsi d'ogni speranza di soccorso dall'estero, +sommavano le necessità della regia diplomazia: tortuosa del +resto come fu sempre la politica di casa Savoja, e incerta e tentennante +come il pensiero del re.</p> + +<p>La storia diplomatica di quel periodo è tuttavia arcana e rimarrà +tale per qualche tempo. Vivono, e pressochè tutti in potere, gli uomini +che la maneggiarono; e importa ad essi sottrarne i documenti +alle povere aggirate popolazioni. Però, anche la collezione inglese, +citata più volte, è visibilmente manchevole nella parte che più rileva. +Ma le linee principali trapelano di sotto al velo e giova, a compimento +di questo lavoro, accennarle.</p> + +<p>La guerra fra i due principî era generale in Europa: l'entusiasmo +suscitato dai moti italiani, e segnatamente dall'insurrezione lombarda +e dai prodigi delle cinque giornate, era immenso; e l'Italia poteva, +sapendo e volendo, trarne quanta forza era necessaria a controbilanciare +ogni forza di riazione nemica. Ma per questo bisognava, checchè +temessero i meschini politici <i>moderati</i>, dar carattere apertamente, audacemente +nazionale, a quei moti, tanto da spaventare i nemici e offrire +<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +un elemento potente d'ajuto agli amici. Gli uni e gli altri presentivano +maturi i tempi, e cominciavano a credere che l'Italia sarebbe; +ma l'<i>Italia</i>, non il <i>regno del nord</i>. Ricordo le confortatrici parole a me +rivolte nelle sue stanze, due giorni prima ch'io rimpatriassi, da Lamartine +in presenza, fra gli altri, d'Alfred de Vigny e di quel Forbin +Janson ch'io doveva più tardi ritrovarmi davanti predicatore di restaurazione +papale e cospiratoruccio raggiratore in Roma. «L'ora ha +battuto per voi—diceva il ministro—ed io ne sono siffattamente +convinto, che le prime parole da me commesse al signor d'Harcourt pel +papa a cui l'ho spedito sono queste: <i>Santo padre, voi sapete che dovete +essere presidente della repubblica italiana</i>». Il d'Harcourt aveva ben +altro che dire al papa per conto della fazione che avvolgeva Lamartine +nelle sue spire mentr'ei s'illudeva di padroneggiarla. Nè io dava +importanza più che di sintomo alle parole di Lamartine, uomo d'impulsi +e di nobili istinti, ma fiacco di fede, senza energia di disegno +determinato, e senza conoscenza vera degli uomini e delle cose. +Bensì, egli era l'eco d'una tendenza prepotente, in quei momenti di +concitamento, sulle menti francesi; e una bandiera di nazione risorta, +un programma, se non risolutamente repubblicano, come quello almeno +della costituente italiana, avrebbe, in Francia, fatto forza ad ogni più +esitante governo. Da cose grandi nascono cose grandi. Il concetto +pigmeo dei <i>moderati</i> agghiacciò gli animi per ogni dove e comandò +politica diversa alla Francia. Il <span class="smcap">popolo italiano</span> era alleato più che +forte a salvare la repubblica da ogni pericolo di guerra straniera; un +regno del nord, in mano di principi mal fidi e avversi per lunga tradizione +ai repubblicani di Francia, aggiungeva un elemento pericoloso +alla lega dei re. La nazione da quel giorno ammutiva e lasciava libero +il suo governo di commettere i fati della repubblica all'ignoto +avvenire e non aver politica alcuna per l'estero. L'Inghilterra, comechè +l'idea d'una Italia possa ingelosirne il governo, non era tale +da contrastare a una solenne manifestazione nazionale: politica perpetua +inglese è quella di creare ostacoli al sorgere d'ogni fatto che +introduca un nuovo elemento nell'assetto europeo, e di riconoscere +prima quel fatto, sorto che sia e potentemente iniziato. E le due cagioni +che rendevano meno avversa l'Inghilterra alla formazione del +nuovo regno—l'impianto d'una barriera alla Francia conquistatrice +e la necessità creata all'Austria di cercare un compenso nelle provincie +turche e costituirsi ostacolo alle mire russe—militavano con +più vigore per l'ipotesi nazionale. L'Austria sentiva il nembo, e non intravvedeva +possibilità di difesa. <i>Se domani</i>—scriveva a Londra a lord +Palmerston il barone Hummelauer<a name="FNanchor_87_87" id="FNanchor_87_87"></a><a href="#Footnote_87_87" class="fnanchor">[87]</a>—<i>se domani i Francesi varcassero +l'Alpi e scendessero in Lombardia, noi non moveremmo a incontrarli. Noi +rimarremmo a principio nella posizione di Verona e sull'Adige; e se i +Francesi venissero in cerca di noi, noi retrocederemmo verso le nostre +Alpi e l'Isonzo; ma non accetteremmo battaglia. Noi non ci opporremo +all'ingresso e alla marcia dei Francesi in Italia. Quei che ve li avranno +chiamati potranno a lor posta sperimentare anche una volta la loro +dominazione. Nessuno verrà a cercarci dietro le nostre Alpi; e rimarremo +spettatori delle lotte che avranno sviluppo in Italia</i>.</p> + +<p>Io non dico che si dovesse o non si dovesse chiamare gli eserciti +francesi in Italia. Io credeva allora e scrissi più volte sull'<i>Italia del +Popolo</i>—comechè a noi repubblicani venisse dalla stessa gentaglia, +che ci chiamava alleati dell'Austria, gettata continuamente in viso +<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span> +l'accusa di volere far decidere le nostre liti dallo straniero—che noi +Italiani avevamo, purchè uniti e volenti, forze nostre a dovizia per +emanciparci: e lo credo anch'oggi. Ma dico che a sciogliere il nodo +bisognava o giovarsi degli ajuti stranieri o chiamar sul campo tutte +le forze vive della nazione; e dico che gli ajuti di Francia in quei +giorni erano, per chi li avesse voluti, certi, immancabili. I <i>moderati</i> +respinsero gli uni e non vollero, anzi addormentarono e soffocarono +l'altre. Era stoltezza e tradimento ad un tempo. A noi, che di certo +sentivamo italianamente quant'essi e volevamo liberarci con armi +nostre suscitando a crociata il paese, pareva utile e giusto che la fratellanza +dei popoli ricevesse pure consecrazione sui campi delle prime +nostre battaglie e s'accettasse con riconoscenza l'offerta d'una numerosa +legione di volontarî francesi, che avrebbe coi primi fatti bastato +a cimentar l'alleanza morale tra le due nazioni e a mostrar da +lungi come probabile l'ajuto governativo. Ma che sperare da uomini, +ai quali non era rossore il condannare—per terrore d'un rimprovero +da Pietroburgo—all'ozio increscioso d'una caserma in Milano Mickiewicz +e i suoi Polacchi sino al giorno in cui la determinazione di +sottrarli a Venezia, che per mio suggerimento li aveva accettati, fe' sì +che fossero chiamati al campo?</p> + +<p>Carlo Alberto e i suoi non volevano gli ajuti di Francia, non per +orgoglio nazionale nè per coscienza di secura vittoria, ma come non +volevano gli Svizzeri e i volontarî, per paura dell'idea, della bandiera +repubblicana. Un timido indirizzo fatto sul cominciar della guerra, e +senza chiedere ajuti, al governo di Francia, meritò rimproveri severi +dai regî al governo provvisorio. E le istruzioni date agli agenti sardi +imponevano di chiudere possibilmente ogni via all'intervento francese. +<i>L'esercito francese</i>—diceva orgogliosamente, il 12 maggio, Pareto +alla Camera torinese—<i>non entrerà se non chiamato da noi; e siccome +noi non lo chiameremo, non entrerà</i>. E si minacciava sul finir di +luglio resistenza aperta a ogni tentativo d'intervento che venisse di +Francia. A tenersi intanto diplomaticamente amico il governo francese +e a carpire promessa d'approvazione al <i>regno del nord</i> quando +sarebbe giunto il tempo di farlo accettare dalle potenze europee, i +<i>moderati</i> assumevano segretamente l'obbligo di cedere la Savoja. Di +questo ho certezza. E la Savoja era eliminata da una carta del futuro +regno fatta disegnare a quel tempo in Torino a norma segreta d'alcuni +fra gli agenti sardi, e un esemplare della quale sta in nostre +mani. Mercè quel pattuito mercato, Lamartine dimenticava le sue +prime aspirazioni repubblicane; e mentre il segretario degli esteri, +Bastide, dichiarava a me e a qualunque altro volesse udirlo che la +Francia era inesorabilmente ostile alle mire ambiziose di Carlo Alberto, +l'inviato francese in Torino, signor Bixio, perorava indefesso per +la fusione e mi spediva a Milano, per tentar di convincermi, il suo +segretario. Di siffatte vergogne diplomatiche e del continuo oblio del +principio scritto sulla sua bandiera, la Francia paga oggi il fio col +decadimento del suo nome all'estero e coll'anarchia che la rode.</p> + +<p>Dei maneggi politici che i faccendieri del re millantavano coll'Inghilterra, +i <i>documenti</i> non hanno indizio. Ma l'Austria, forse da principio, +sinceramente atterrita com'era dalle proprie condizioni interne +ed esterne, più dopo con intenzione visibile di guadagnar tempo, tentò +più volte il gabinetto inglese perchè si facesse mediatore e paciere +fra l'insurrezione e l'impero.</p> + +<p>Fin dal 5 aprile, Ficquelmont annunziava da Vienna al conte Dietrichstein, +ambasciatore austriaco in Londra, l'invio d'un commissario +imperiale in Italia incaricato di negoziare per una riconciliazione +<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +<i>sulle più larghe basi possibili</i><a name="FNanchor_88_88" id="FNanchor_88_88"></a><a href="#Footnote_88_88" class="fnanchor">[88]</a>, e pregava perchè lord Palmerston +appoggiasse le sue proposte. Non so se il commissario giungesse in +Italia o con chi favellasse; ma le <i>larghe basi</i> non eccedevano allora +i limiti dell'indipendenza amministrativa. Se non che da un +altro dispaccio spedito lo stesso giorno al Ficquelmont dal barone di +Brenner, incaricato d'Austria in Monaco<a name="FNanchor_89_89" id="FNanchor_89_89"></a><a href="#Footnote_89_89" class="fnanchor">[89]</a>, appare un primo indizio +o tentativo o desiderio di non foss'altro scambievoli cortesie fra i +due nemici per iniziativa di Torino: e merita attenzione. Era una comunicazione +scritta delle intenzioni di S. M. Sarda risguardanti le +relazioni pacifiche da mantenersi sul mare; ma i modi della comunicazione +e parecchî accessorî, e l'interpretazione data al buon ufficio +dall'Austria, moverebbero sospetto d'altro. Il marchese Pallavicini, incaricato +della comunicazione, s'indirizzava al Severine, ministro di +Russia in Monaco, perchè manifestasse come intermediario all'Austria +il desiderio della corte di Torino, e gli ottenesse un colloquio col +Brenner. L'abboccamento aveva luogo il 5—non già, come parea naturale, +nella residenza del Severine <i>dacchè non bisognava risvegliar +l'attenzione degli sfaccendati curiosi in Monaco</i>—ma in casa d'un +Voillier, consigliere della legazione di <span class="smcap">Russia</span>; e fu scelta come <i>il +luogo più adatto perchè situato in una parte più remota, poco osservata +della città</i>: il Pallavicini insisteva perchè non si ritardasse di un'ora. +La nota fu trasmessa da quest'ultimo al Brenner, coll'aggiunta da +leggersi nel dispaccio, «che con quella comunicazione il governo +sardo desiderava allontanare per quanto era in esso le conseguenze +<i>funeste</i> che il conflitto nel quale il Piemonte si trovava <i>sventuratamente</i> +impegnato coll'Austria, potrebbe avere per gli interessi del commercio +marittimo ne' due paesi»—forse con altre aggiunte da non +leggersi nel dispaccio: e la nota stessa consegnata dal Pallavicini, +mandata al Ficquelmont, e da lui, per copia, al Dietrichstein in Londra, +non è da trovarsi fra i <i>documenti</i>. Comunque, i due conversavano sulle +faccende correnti, e il Brenner nota che il marchese «non sembrava +affatto rassicurato sull'ultime conseguenze dell'impresa nella quale re +Carlo Alberto s'era indotto ad entrare», ma credendo che «in caso di +collisione fra i due eserciti il vantaggio rimarrebbe al maresciallo Radetzky, +ei pareva fondare le sue speranze sulle interne difficoltà dell'impero». +<i>Non ho creduto</i>—scrive il Brenner al suo padrone—<i>dovere +respingere una iniziativa che potrebbe forse, nelle intenzioni del governo +sardo, aver valore d'un primo tentativo per condurre un accordo col gabinetto +imperiale</i>. Il Pallavicini, pare, fu poi redarguito dal suo governo +per avere oltrepassato i termini del mandato. Tutto quel maneggio a +ogni modo ha sembianza di congiura più assai che non di franca e leale +comunicazione governativa. E se si raffronti colla dichiarazione, non +provocata, del Ficquelmont a lord Palmerston «che se l'Austria riescisse +a respingere i Piemontesi sul loro territorio.... <i>noi possiamo porgere +anticipatamente all'Inghilterra che noi non seguiremmo al di là delle +nostre provincie il successo ottenuto</i><a name="FNanchor_90_90" id="FNanchor_90_90"></a><a href="#Footnote_90_90" class="fnanchor">[90]</a>»—cresce il sospetto nell'animo. +Certezza siffatta data innanzi tratto a un fiacco nemico poteva +riescire—e riescì forse—fatale.</p> + +<p>D'allora in poi, le richieste di buoni uffici e i progetti di pace e le comunicazioni +austriache al gabinetto inglese spesseggiavano nei <i>Documenti</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p> +<p>Un primo progetto, steso da chi non si nomina nella collezione—e +credo sia Colloredo—fu discusso l'11 maggio nel consiglio dei +ministri in Vienna e mandato il 12 da Ponsonby a Palmerston. È +l'unico savio che potesse escire da Vienna; e cominciando dal confessare +la onnipotenza dell'idea nazionale in Italia<a name="FNanchor_91_91" id="FNanchor_91_91"></a><a href="#Footnote_91_91" class="fnanchor">[91]</a>, propone che, +accettata la mediazione dell'Inghilterra e del papa, e sancito un armistizio +in virtù del quale gli Austriaci terrebbero la linea dell'Adige, +si convochino i consigli comunali del Lombardo-Veneto e si +chieda se vogliano entrare nella confederazione italiana, della quale +l'Austria si farebbe promovitrice, sotto la sovranità di quest'ultima +con un arciduca a vicerè, rappresentanza nazionale, costituzione e +codice proprio—o se preferiscano indipendenza assoluta con compensi +finanziarî e commerciali da stabilirsi. Dichiarando prima il +grande principio della nazionalità italiana e ponendosi a un tratto +quasi fondatrice d'una confederazione italica a patto che questa dichiarasse +stretta e permanente neutralità europea, e l'Europa se ne +facesse, come per la Svizzera, mallevadrice, l'Austria serbava, secondo +l'estensore del progetto, una possibilità di successo nella votazione, +costituiva a ogni modo la propria influenza sulla confederazione, staccava +l'Italia dalla temuta influenza francese e la condannava alla debolezza +inerente ad ogni paese, per volontà di potenze, neutrale. Ed +era infatti sola via di salute e di nuova attitudine in Europa per +l'Austria, alla quale lo scrittore dimostrava sin d'allora l'impotenza +della vittoria con parole che meritano d'essere qui registrate, come +confessione preziosa strappata dall'ingegno e dall'esame dei fatti ad +uomo non nostro. «Vinceste anche—egli dice—che ne risulterebbe +per l'Austria? Il possedimento di provincie impoverite, che +per lunghi anni non darebbero le spese dell'occupazione militare +indispensabile per contenerle; l'indebolimento della monarchia in +tutte le questioni concernenti la Francia e la Russia, per la necessità +di mantenere un esercito di 100 000 uomini nel regno Lombardo-Veneto, +e guardare contro gli assalti dei nemici esterni ed interni +le provincie del Tirolo, del Litorale e della Carniola. E quindi, politicamente, +finanziariamente, militarmente, e sovra tutto moralmente, +diminuzione delle forze reali, intralcio d'interessi e lotta, +talora celata, talora aperta, ma incessante, contro una nazione di +più di 20 000 000 d'uomini riuniti dalla stessa lingua, dalla stessa +religione dalle stesse speranze».</p> + +<p>Il progetto, per ciò appunto ch'era l'unico ragionevole da proporsi, +non andò oltre la discussione. Altri, meno plausibili, furono successivamente +comunicati al gabinetto inglese dall'Austria, il 12 maggio, +il 23 maggio, il 9 giugno<a name="FNanchor_92_92" id="FNanchor_92_92"></a><a href="#Footnote_92_92" class="fnanchor">[92]</a>: tutti fondati sulla separazione del Lombardo +<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +e del Veneto: il primo da emanciparsi, or con un vicerè ereditario—e +proponevano il secondo fratello del duca di Modena—indipendente +dal governo viennese, pur sotto l'alta signoria dell'imperatore, +or con un luogotenente dell'imperatore e con un ministero +italiano, ma risiedente in Vienna—il secondo, dotato di più o meno +libere leggi, ma sempre provincia dell'Austria: la difesa del Tirolo +e la tutela delle comunicazioni tra Vienna e Trieste esigevano la +servitù di Venezia. L'emancipazione della Lombardia doveva intanto +comprarsi col tributo annuo di quattro milioni di fiorini all'impero, +col pagamento annuo d'una rendita di circa dieci milioni di fiorini, +trasportata sul monte Lombardo-Veneto, come parte nostra del debito +pubblico dell'impero, e coll'obbligo di combattere colle nostre truppe +le battaglie dell'Austria. Senza il Veneto e col nemico in Verona e +sulla linea dell'Adige, la Lombardia avrebbe, nel primo momento favorevole +ai re, trovato illusorî codesti patti. Pur non vedo che fossero +mai seriamente proposti; e diresti che tanta espansione d'intenzioni pacifiche +dall'Austria al ministero inglese non avesse intento, passati i +primi terrori, da quello in fuori di allettare, senza compromettersi con +comunicazioni dirette, il Piemonte. Soltanto il 13 giugno un armistizio +fu proposto da Wessemberg al conte Casati, con basi di pace risguardanti +il solo Lombardo; ma non tendeva che a dare un po' di +tempo ai rinforzi; e il 18 un dispaccio di Ponsomby avvertiva Palmerston +che Radetzky, al quale era stato commesso dal Wessemberg +non di <i>conchiudere</i> ma di <i>proporre</i> armistizio, dissentiva, ripromettendosi +meglio dall'armi<a name="FNanchor_93_93" id="FNanchor_93_93"></a><a href="#Footnote_93_93" class="fnanchor">[93]</a>.</p> + +<p>E a questo somma la storia, nota fin qui, della diplomazia di quel +tempo: volpina al solito per parte dell'Austria, nulla per parte del +Piemonte, se non in quanto appajono qua e là indizî d'un mistero +che forse il tempo sciorrà. Il solo incidente che conforti l'animo e +splenda, come gemma nel fango, di mezzo a questa abbietta prosa di +cancellerie, è il subito generoso commoversi della popolazione lombarda +ogni qual volta serpeggiavano rumori d'abbandono di Venezia e di +pace all'Adige. Balzava e ruggiva, come lione addormentato al quale +un ferro rovente marchi a un tratto la fronte. <i>Guerra per tutti, libertà +per tutti o per nessuno</i>, era in que' momenti il grido universale, +e proferito con tale energia da far retrocedere ogni governo provvisorio +o regio che avesse in animo di patteggiare. L'idea nazionale si +ridestava potente come ai primi giorni dell'insurrezione. Quei giornalisti +francesi che menarono, non ha molto, romore di parecchî fra +i dispacci citati, e rimproverarono i Lombardi perchè non afferrassero +allora l'áncora di salute d'una pace all'Adige, provarono a un tempo +la loro profonda ignoranza della politica austriaca e il silenzio d'ogni +senso generoso nell'anima loro. Quel rifiuto vale più assai per l'avvenire +del nostro popolo che non dieci regni costituzionali da fondarsi +a beneplacito dell'Austria tra l'Adige e il Po.</p> + +<p>Non so se la pace all'Adige entrasse mai positivamente nei disegni +del re o—dacchè, com'oggi in Torino son due governi, così erano +allora nel campo—d'altri per lui. Ma credo certo che quel fantasma, +evocato sin da principio astutamente dall'Austria, operasse quasi fascino +sull'animo suo, e contribuisse alle lentezze e al mal esito della +guerra. A qualunque guardi, con occhio quanto più vuolsi indulgente, +all'insieme e alle fazioni di quella malaugurata campagna—all'abbandono +deliberato d'ogni impresa in Tirolo e agli sbocchi dell'Alpi—al +<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +sagrificio del Veneto—alla decisione di non muover guerra a +Trieste e sul mare—alla negligenza d'ogni tentativo per sommover +l'Illirico e per collegare la causa d'Italia coll'altre cause nazionali +che s'agitavano nell'impero—all'inazione sistematica dell'esercito +prima della resa di Peschiera, unico trionfo dei regi, e dopo, fino a +quasi la metà del luglio—e ai modi più che cavallereschi e cortesi +usati in tutte occasioni coll'Austria—parrà non foss'altro probabile +che Carlo Alberto tendesse, anche inconscio, a serbarsi per ogni rovescio +aperto il rifugio d'un trattato che, senza infliggergli la vergogna d'abbandonare +un terreno già conquistato, gli avrebbe pur procacciato un +ingrandimento di territorio nella Lombardia. Tristissima e inevitabile +conseguenza anche questa d'una guerra d'indipendenza affidata ad un +re. Guerre siffatte, quando non trovino uomini apostolicamente credenti +a guidarle, vogliono almeno duci che abbiano tutto da conquistare +nella vittoria, tutto da perdere nella disfatta. Carlo Alberto non poteva +riuscire a vittoria assoluta senza giovarsi d'un elemento—l'elemento +popolare—che gli minacciava da lungi il trono; e cadendo, era certo, +come ho detto poc'anzi, di serbarsi la sua corona.</p> + +<p>Se non che per ridurre il popolo ad accettare una pace all'Adige +non era forse che un'unica via: porgli il pugnale del nemico alla +gola, conchiuderla coll'Austriaco alle porte di Milano. E giunto una +volta alle porte di Milano, l'Austriaco avrebbe, schernendo, lacerato +ogni patto segreto in viso al patteggiatore.</p> + +<p>Intanto, la guerra era irremissibilmente perduta; e il decreto della +fusione non fece che affrettar la catastrofe. Il popolo incominciò poco +dopo a destarsi dal sonno delle illusioni e a sentire l'inganno.</p> + +<p>Gli avevano detto che, segnato il contratto, Genova avrebbe dato +danaro, e il Piemonte soldati—e il governo invece andava or più +che mai stimolandolo a sagrificî, e assumendo per la prima volta linguaggio +inquieto. Gli avevano parlato di capitale, e di altro che il +Piemonte, commosso dall'atto fraterno, gli avrebbe consentito con +entusiasmo—e ascoltava invece discussioni esose d'ostilità e di mal +celata diffidenza nella Camera torinese. Gli avevano promesso che, +sicuri una volta del premio, Carlo Alberto e l'esercito avrebbero +operato prodigî—e Carlo Alberto e l'esercito si stavano, dopo +resa Peschiera, inerti, immobili sino al 13 luglio. E le moltitudini +cominciarono ad agitarsi, siccome persona inferma che si desta +in accesso di febbre, a tender l'orecchio sospettoso ai romori che +venivan dal campo, alle accuse che i chiaroveggenti movevano da +molto tempo al governo, al gemito dei traditi del Veneto, e all'<i>hurrah</i> +del croato che si spingeva a corsa non molestata fino ad Asola +e a Castel Goffredo. Quasi ogni sera, la piazza san Fedele, dov'era +il palazzo del governo, s'empieva di popolo chiedente nuove del +campo, e quasi ogni sera il Casati ripeteva dalle finestre le solite +frasi «non dubitassero: si vincerebbe: la prossima resa di Verona +ridarebbe le città cadute del Veneto: la bandiera tricolore sventolerebbe +presto sulle mura di Mantova per opera del magnanimo re e +del prode esercito piemontese». Poi, si schermivano dall'agitazione +crescente con decreti di leve, armamenti, ed imprestiti e con turpi +vessazioni di polizia: dannose queste e semenza d'irritazione; buoni +i primi, ma tardi, e mercè la pessima costituzione del ministero di +guerra, inefficaci: mancavano armi, ufficiali, uniformi, e i primi battaglioni +che s'affrettarono al campo sembravano, per difetto di tutto +quel materiale che costituisce ai proprî occhî e agli altrui il soldato, +un'accozzaglia di gente cacciata in guerra perchè il popolo non tumultuasse. +Il popolo che in quella nudità d'ogni forma guerresca, in +<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +quelle vesti e giberne di tela—coperti di tela si mandavano perfino i +destinati alle nevi del Tonale e dello Stelvio—ravvisava una dimostrazione +innegabile della inerzia colpevole di tre mesi, tumultuava più forte. +E allora, alle cento cagioni che avevano oprato a spegnere l'entusiasmo +e le forze popolari dell'insurrezione, s'aggiunge la diffidenza di tutto e +di tutti, e la parola <i>tradimento</i>, fatale a ogni impresa, serpeggiò tra le +moltitudini. A me fu più volte proposto, e da forze ordinate, di rovesciare +il governo e tentar con altri uomini qualche via di salute. Ed era +facile impresa; ma a qual pro? Un subito mutamento di governo in Milano +avrebbe acceso la guerra civile e messo una macchia, agli occhi dei +moltissimi illusi tuttavia nel resto d'Italia, sulla bandiera repubblicana +senza salvare il paese. La fusione pronunciata dava diritto al re di spedir +truppe a <i>protegger l'ordine</i> e il <i>suo governo</i>. Noi ci saremmo trovati +a fronte bajonette di fratelli. L'Austriaco, che s'addensava vigilante, +avrebbe profittato dello smembramento delle forze e delle nostre discordie. +E coll'oscillazione inevitabile delle provincie, sparivano, nei momenti +di maggior bisogno, danaro, credito, armi e materiale di azione +al governo che si sarebbe inalzato. Ricusai dunque sempre e impedii.</p> + +<p>Per noi i fati della guerra erano da lungo segnati. Sapevamo che +l'esercito regio sarebbe rotto e il paese lasciato indifeso; e stanno +nell'<i>Italia del Popolo</i> articoli che pronunziavano, senza grande sforzo +di genio, le cose che accaddero, nè potevano per forza umana impedirsi. +Bensì vagheggiavamo un'ultima speranza; ed era: che da Milano, +assalita dall'armi austriache, risorgesse per impeto di popolo +concitato la guerra lombarda. Milano era ed è città di prodigi. Gli +estremi pericoli, la disperazione d'ogni altro ajuto per la probabile +ritirata delle forze regie al di là delle proprio frontiere e il tuonare +del cannone austriaco alle porte, avrebbero forse rifatto gigante il +popolo delle barricate di marzo. Liberi d'ogni impaccio di governo +inetto che sarebbe stato, da taluno fra' suoi membri infuori, primo +alla fuga, liberi d'ogni terrore di tradimento, liberi sovra tutto della +taccia aborrita di suscitare colla nostra azione risse civili, i repubblicani, +che erano negli ultimi tempi risaliti in influenza tra le moltitudini, +avrebbero ordinato e condotto una tremenda battaglia di +popolo nella città. Per battaglia siffatta abbondavano l'armi, le munizioni +ed i viveri. E l'esercito austriaco avea nemiche alle spalle le +popolazioni, e forze nostre tenevano tutta l'alta Lombardia, l'eroica Brescia, +Bergamo, la Valtellina; e Venezia durava, e le Romagne fremevano, +emancipate d'ogni illusione principesca, sull'altra riva del Po. Una resistenza +ostinata in Milano poteva far riarder l'incendio. E a prepararla +si dirigevano tutti i nostri pensieri, e i legami che stendevamo per le +provincie, tra i corpi lombardi e noi, argomento di continue paure e +calunnie a chi s'ostinava a sconoscerci. Ma tutto questo disegno si fondava +sopra una condizione: <i>Che Milano fosse lasciata a sè stessa</i>. E +questa condizione ci fu anch'essa rapita. Il re che aveva perduto il +Lombardo-Veneto, dichiarò, fatalmente, che avrebbe difeso Milano.</p> + +<p>Lo stesso giorno in cui l'esercito piemontese, vittima dell'inscienza +dei capi e di peggio, dopo miracoli di valore inutilmente operati, duce +il Sonnaz, intorno al posto di Volta, entrava in una rotta che dal Mincio +non s'arrestava se non al Ticino, quel Fava, mezzo-letterato, mezzo-poliziotto, +che citammo più sopra in nota, urlava imperterrito per le vie +di Milano vittoria del re magnanimo e migliaja di prigionieri e trofeo +di non so quante bandiere; ond'io, ch'era informato del vero, ebbi a +inviare un amico agli uomini del governo, non più veduti da me dopo il +12 maggio, per supplicarli che non provocassero, ingannandolo sino agli +estremi, il popolo a ferocia di riazione; se non che erano ingannati, i +<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +più almeno, dall'ambasciata sarda. Le nuove funeste si diffusero nella +giornata; e il governo atterrito e fatto, allora per la prima volta, consapevole +della propria impotenza, ricordò a un tratto ch'erano in Milano +uomini i quali amavano davvero il paese, comechè repubblicani +e in sospetto, due mesi addietro, d'<i>alleati dell'Austria</i>.</p> + +<p>Il concentramento del potere per la difesa era necessità universalmente +sentita. Richiesti di nomi, indicammo Maestri, Restelli e Fanti: +repubblicano il primo d'antica data; non repubblicano fino allora il +secondo, e noto a noi per aver lavorato, ma per errore di buona +fede, alla fusione in Venezia: più soldato il terzo che uomo di concetto +politico: tanto a noi premeva esclusivamente la difesa della +città e nulla il trionfo della parte nostra. Erano onesti, vogliosi del +bene e capaci. Superata coll'insistenza l'opposizione del governo al +Fanti, al quale il generale Zucchi ricusava come a più fresco di +grado, ubbidienza, i tre si costituirono, il 28 luglio, comitato di difesa. +Il governo rimase inoperoso, nullo, nelle proprie sale.</p> + +<p>Di mezzo ad errori, conseguenze in parte quasi inevitabili della +condizione anomala creata dalla fusione—e il primo era quello di +non esser solo all'impresa ma d'aver frammisti nelle discussioni ministri +e generali del re—il comitato operò con attività singolare e +fece in tre giorni più assai che non avea fatto il governo in tre mesi. +I suoi provvedimenti stanno registrati nel libro di Cattaneo e in uno +scritto abbastanza noto steso da Maestri e Restelli<a name="FNanchor_94_94" id="FNanchor_94_94"></a><a href="#Footnote_94_94" class="fnanchor">[94]</a>; nè a me spetta, +in questi rapidi cenni, ridirli. Ma il popolo s'era ridesto a vita sublime; +correva minaccioso le vie esigendo che ricomparissero per +ogni dove le bandiere tricolori quasi disfida al vegnente nemico; apprestava +armi e difese: sentiva l'alito della <i>sua</i> battaglia e lo salutava +con una gioja santamente feroce. Milano in quei giorni era la +più eloquente risposta che dar si potesse a tutte stolide accuse, la +più irresistibile condanna della guerra regia e dei metodi tenuti dai +<i>moderati</i>. A noi balzava il core per lietezza insolita e risorgenti speranze. +Rinasceva col popolo la potenza d'amore e d'oblio che avea +santificato i primi giorni dell'insurrezione.</p> + +<p>Illusi e giovenilmente incauti dopo quasi vent'anni di delusioni e +d'esilio! Gl'Italiani avevano peccato contro l'eterno vero e contro la +unità nazionale; e noi dimenticavamo che a ogni colpa tien dietro +inevitabile l'espiazione.</p> + +<p>La notte dal 2 al 3 agosto, Fanti e Restelli si recavano a Lodi par +chiedere a Carlo Alberto quali fossero le sue intenzioni: nol videro, +ma ebbero dichiarazione dal generale Bava «che il re moverebbe a +difender Milano». Vidi Fanti al ritorno e presentii la rovina. Ei dovrebbe +or ricordarsi ch'io lo scongiurava di preparare i disegni della +difesa <i>come se l'esercito piemontese venisse per girsene</i>. Egli, militare—<i>i +fatti posteriori lo hanno pur troppo chiarito</i>—più ch'altro, e affascinato +dai quaranta mila difensori soldati, sorrideva del mio scetticismo.</p> + +<p>Il 3, comparve, munito di regio decreto che lo instituiva commissario +militare, un generale Olivieri, il quale con altri due, il marchese +Montezemolo e il marchese Strigelli, s'assumeva, in nome della fusione, +ogni potestà esecutiva. Io vidi i tre, intesi le loro parole alla +moltitudine raccolta sotto il palazzo, rividi Fanti, corsi le vie di Milano, +studiai gli aspetti e i discorsi; e disperai. Il popolo si credeva +salvo; era dunque irrevocabilmente perduto. Lasciai la città, Dio solo +sa con che core, e raggiunsi in Bergamo la colonna di Garibaldi.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span></p> +<p>Il dì dopo, Carlo Alberto entrava in Milano.</p> + +<p>Com'egli recasse la capitolazione con sè e nondimeno promettesse +difesa, e ordinasse incendî d'edificî che potevano giovare al nemico—come +il 4 ei giurasse per sè, pe' suoi figli, e pe' suoi soldati, a +una deputazione della guardia nazionale, e il 5, mentre tutta Milano +era un fremito di battaglia, egli e i suoi dichiarassero a un tratto la +capitolazione un <i>fatto compito</i>—come, all'udirlo, la popolazione ardesse +d'immenso furore; e le minaccie al re, le scene del palazzo +Greppi; le nuove promesse parlate e scritte di Carlo Alberto ch'egli, +commosso dall'unanime volere del popolo, combatterebbe fino alla +morte; e quasi a un tempo, la fuga segreta e codarda, con tali particolari +da infamare in perpetuo la monarchia—sono cose da vedersi +documentate nella relazione del comitato di difesa e nel tremendo +capitolo, intitolato <i>La consegna</i>, del libro di Cattaneo. Poco importa +appurare se il re tradisse o non tradisse, o da quando avesse data il +tradimento, suo o d'altri: poco importa la lapide d'infamia che la +storia potrebbe scrivere ad uno o ad altro individuo. Esce ben altro +da quei ricordi. E chi non legge in quelle pagine della passione d'un +popolo che fu grande, era grande e vuole esser grande, l'<span class="smcap">impotenza +assoluta della monarchia</span>, la morte di tutte illusioni dinastiche, aristocratiche +e <i>moderate</i>, non ha intelletto nè core, nè amor vero d'Italia, +nè speranza mai d'avvenire.</p> + +<p>Una piccola bandiera di compagnia, colle parole <span class="smcap">dio e il popolo</span>, +s'inalzava per alcune ore in Monza, di fronte a quell'immenso spettacolo +di monarchia fuggente e di popolo abbandonato, tra i prodi +che nella legione Garibaldi seguivano Giacomo Medici—ed io, trascelto +dall'affetto di quei giovani, la portava. Era la bandiera della +nuova vita sorgente tra le rovine d'un periodo storico; e sei mesi +dopo splendeva di bella luce, quasi programma dell'avvenire italiano +dall'alto del Campidoglio.</p> + +<p>Caduta Milano, era caduta la Lombardia. Frutto anch'esso delle +abitudini tradizionali monarchiche e dei canoni della guerra regia, +durava inviscerato negli animi—e, per prova più recente, tuttavia +dura—il pregiudizio che nei fatti della capitale concentra i fatti +dell'intero paese. La capitale è dovunque splende sorretta da cittadini +devoti alla libera vita o alla bella morte e più energicamente difesa, +la bandiera della nazione. Ma allora, questa verità non era sentita, +e d'altra parte, la provincia era tuttavia indebolita dalle fresche scissioni +della fusione, e gli uomini che avrebbero potuto perpetuare la +guerra nella parte montagnosa della Lombardia e guardare a Venezia +siccome a capitale dei paesi lombardo-veneti, Durando, Griffini ed +altri, erano generali del re, stretti ad un patto ignominioso di resa, +e, dati i luoghi forti in mano al nemico, maneggiarono in modo da +spegnere ogni possibilità di resistenza e condurre, taluni con fogli di +via segnati da penna austriaca, i volontarî del marzo in Piemonte. +Garibaldi solo resse quanto umanamente potevasi: poi cesse, ultimo +e senza transazione, alla piena.</p> + +<p>La meschina storia dei <i>moderati</i> sardo-lombardi non finì colla resa. +Come lombrico troncato in due, seguirono ad agitarsi impotenti e +senza speranza di vita: la coda—il governo provvisorio trasformato +in consulta—verso il Lombardo-Veneto; la testa, il gabinetto torinese +e gli uomini della confederazione principesca, verso il centro d'Italia, +dove il pensiero nazionale, cacciato dal nord, s'era ridotto e rinvigoriva. +Non potendo tentar di giovare, si diedero deliberatamente a +nuocere; non potendo <i>fare</i>, lavorarono a <i>disfare</i> l'altrui. Operarono +ed operano dissolvendo. Ma non entra nel mio disegno seguirne i +<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +raggiri e le mosse. L'azione funesta che taluni fra loro, riconciliati +apparentemente e pentiti, tentarono esercitare in Venezia—le mene +che, affascinando parecchî uomini nostri, contribuirono potentemente +al mal esito del tentativo che da Val d'Intelvi doveva riaccendere +l'insurrezione in tutta l'alta Lombardia—le menzognere speranze +che introdussero il dissolvimento nell'emigrazione lombarda—i progetti +d'invasione in Toscana—l'opposizione, coronata di successo +pur troppo, alla unificazione del centro—e da ultimo la rotta infamissima +di Novara—potrebbero formare, e formeranno forse un dì +o l'altro, una pagina addizionale a questi miei cenni, come i documenti, +che si preparano per la stampa nella Svizzera italiana, faranno +commento a più cose accennate qui appena di volo. Per ora basta così; +e l'animo affaticato di ravvolgersi per entro a codesto fango ha bisogno +di riconfortarsi levandosi a contemplar l'avvenire. Oggi ancora i superstiti +fra i <i>moderati</i>, smembrati in più frazioni a seconda dei concettucci +e delle ambizioncelle locali, lavorano fra le tenebre, gli uni a sedurre, +se valessero, la povera Lombardia a nuove illusioni, a nuove trame monarchico-piemontesi, +gli altri a suscitar congiure innocue in Toscana a +favore d'uomini che combattono in Piemonte le libere tendenze delle +popolazioni, altri ancora a giovarsi dell'aborrimento comune al governo +sacerdotale per proporre—vera profanazione del concetto escito +da Roma—uno smembramento alle provincie romane e—servendo, +forse inavvedutamente, alle mire dell'Austria—una <i>fusione</i> collo Stato +del duca di Modena! Ma siffatte mene, basta svelarle perchè non riescano—e +se gl'Italiani, dopo la guerra regia del 1848, dopo la rotta +di Novara, dopo la provata impotenza e peggio dei capi della fazione +da un lato—dopo i miracoli di valore e costanza popolare operati in +Roma e Venezia dall'altro—tentennassero ancora nella scelta fra le +due bandiere—sarebbero veramente indegni di libertà.</p> + +<p>No; gl'insegnamenti scritti negli ultimi due anni con lagrime di +madri e sangue di prodi non possono andar perduti. La prova è compita. +Gli uomini d'intelletto traviato o perverso, che hanno voluto +applicare alla nascente Italia una dottrina sperimentata venti o trenta +anni addietro e trovata inefficace anche in Francia, possono per breve +tempo ancora creare modificazioni ministeriali, ordire raggiri, sedurre, +ingannandoli, pochi uomini inesperti d'ogni politica o paurosi; ma +non terranno più mai, con qualunque nome s'ammantino, le redini +del moto italiano. Mancavano ad essi, fin da quando usurpavano la +direzione del moto, i diritti che danno all'altrui fiducia le forti radicate +credenze: si dichiaravano uomini d'<i>opportunità</i>, di transazioni a +tempo, di menzogne che diceano utili. Mancano oggi anche i pretesti che +potevano, anni sono, desumersi ai loro metodi dalle condizioni europee.</p> + +<p>Le condizioni europee sono da due anni visibilmente, innegabilmente +mutate. La questione ferveva un tempo fra il dispotismo e la +monarchia temperata; freme in oggi fra la monarchia e il principato. +Grido repubblicano sarà, da dove che sorga, il primo grido rivoluzionario. +Alla rivoluzione italiana, se intende a farsi forte d'alleanza col +moto europeo, è dunque forza d'essere repubblicana. Tutte le utopie +<i>moderate</i> non daranno un solo amico nè scemeranno un nemico alla +causa italiana.</p> + +<p>In Italia, caduto Pio IX, caduto Carlo Alberto, e dopo la parola +escita da Roma, non esiste più nè può esistere, giova ripeterlo, che +un solo partito: il <span class="smcap">partito nazionale</span>.</p> + +<p>E la fede politica di questo partito nazionale si compendia nei pochi +seguenti principî:</p> + +<p>L'Italia vuole esser <span class="smcap">nazione</span>: per sè e per altrui: per diritto e dovere; +<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span> +diritto di vita collettiva, d'educazione collettiva—dovere verso +l'umanità, nella quale essa ha una missione da compiere, verità da +promulgare, idee da diffondere.</p> + +<p>L'Italia vuole essere nazione una: una, non d'unità napoleonica, +non d'esagerato concentramento amministrativo che cancelli a beneficio +d'una metropoli e d'un governo la libertà delle membra; ma di +unità di patto, d'assemblea interprete del patto, di relazioni internazionali, +di eserciti, di codici, d'educazione, armonizzata coll'esistenza +di regioni circoscritte da caratteristiche locali e tradizionali e colla +vita di grandi e forti comuni, partecipanti quanto più è possibile coll'elezione +al potere e dotati di tutte le forze necessarie a raggiunger +l'intento dell'associazione e il cui difetto li rende oggidì impotenti o +necessariamente servi al governo centrale. L'autonomia degli Stati attuali +è un errore storico. Gli Stati non sorsero per vitalità propria e +spontanei, ma per arbitrio di signoria straniera e domestica. La confederazione +fra Stati siffatti spegnerebbe ogni potenza di missione italiana +in Europa, educherebbe gli animi a funeste rivalità, conforterebbe +ambizioni; e tra queste e le influenze inevitabili di governi stranieri +diversi si cancellerebbe presto o tardi la concordia e la libertà.</p> + +<p>L'Italia vuole essere nazione di liberi ed eguali: nazione di fratelli +associati a malleveria di progresso comune. Santo è per essa il pensiero: +santo il lavoro: santa la proprietà che il lavoro crea: santo e +misurato dai doveri compiuti il diritto al libero sviluppo dalle facoltà +e delle forze, del senno e del core.</p> + +<p>Il problema italiano, come quello dell'umanità, è problema d'educazione +morale. L'Italia vuole che tutti i suoi figli diventino progressivamente +migliori. Essa venera la virtù e il genio, non la ricchezza, +o la forza: vuole educatori e non padroni: il culto del vero, non +della menzogna o del caso. Essa <i>crede</i> in Dio e nel popolo: non nel +papa e nei re.</p> + +<p>E perchè popolo sia, è necessario che conquisti, coll'azione e col +sagrificio, coscienza de' suoi doveri e de' suoi diritti. La indipendenza, +cioè la distruzione degli ostacoli interni ed esterni che s'attraversano +all'ordinamento della vita nazionale, deve dunque raggiungersi, non solamente +pel popolo, ma dal popolo. Battaglia di tutti, vittoria per tutti.</p> + +<p>L'insurrezione è la battaglia per conquistare la rivoluzione, cioè la +nazione. L'insurrezione deve dunque essere <i>nazionale</i>: sorgere dappertutto +colla stessa bandiera, colla stessa fede, collo stesso intento. +Dovunque sorga, essa deve sorgere in nome di tutta Italia, nè arrestarsi +finchè non sia compita l'emancipazione di tutta Italia.</p> + +<p>L'insurrezione finisce quando la rivoluzione comincia. La prima è +guerra, la seconda manifestazione pacifica. L'insurrezione e la rivoluzione +devono dunque governarsi con leggi e norme diverse. A un potere +concentrato in pochi uomini scelti dal popolo insorto per opinione di +virtù, d'ingegno, di provata energia, spetta sciogliere il mandato dell'insurrezione +e vincer la lotta: al solo popolo, ai soli eletti da lui, +spetta il governo della rivoluzione. Tutto è provvisorio nel primo periodo: +affrancato il paese dal mare all'Alpi, la <span class="smcap">costituente nazionale</span> +raccolta in <span class="smcap">Roma</span>, metropoli e città sacra della nazione, dirà all'Italia +e all'Europa il pensiero del popolo. E Dio benedirà il suo lavoro.</p> + +<p>Al partito nazionale appartengono quanti accettano queste basi. Al +di fuori non sono nè possono essere che <i>fazioni</i>: brulicano senza vera +vita; possono guastare e corrompere, non creare.</p> + +<p>Creare. Creare <i>un</i> popolo! È tempo, o giovani, d'intendere quanto +grande e santa e religiosa sia l'opera che Dio v'affida. Nè può compiersi +per vie torte di raggiri cortigianeschi o menzogne di dottrine +<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span> +foggiate a tempo o patti disegnati a rompersi dai contraenti appena +s'affacci occasione propizia; ma soltanto per lungo esercizio e insegnamento +vivo alle moltitudini di virtù severe, per sudori d'anima e +sagrifizî di sangue, colla predicazione insistente della verità, coll'audacia +della fede, coll'entusiasmo solenne, perenne, irremovibile e più +forte d'ogni sventura, che alberga nel petto ad uomini ai quali unico +padrone è Dio, unico mezzo è il popolo, unica via è la linea diritta, +unico intento l'avvenire d'Italia. Siate tali e non temete d'ostacoli. Ma +cacciate i trafficatori di consulte o di portafogli dal tempio. Respingete +inesorabili i Machiavellucci d'anticamera, i diplomatici in aspettativa +che s'insinuano nelle vostre file a susurrarvi progetti di corti +amiche, di principi emancipatori; che possono essi darvi oggimai se +non illusioni ridicole e fomite a smembrare l'unità del partito nazionale +e germi di corruttela? Essi tennero or son due anni tutte le forze +e l'anima della nazione fra le loro mani, un re che i milioni salutavano +conquistatore d'indipendenza, un papa che i milioni veneravano +iniziatore di libertà—e v'hanno dato l'armistizio di Salasco e la disfatta +di Novara: rovina e vergogna: oggi, fantocci nelle mani d'altri cortigiani, +d'altri diplomatici più avveduti, per lunga pratica d'inganni e +tristizie, che non son essi, non possono nemmeno rievocar quei fantasmi, +e son ridotti a librarsi fra un duca di Modena e il principe +che firmò la pace coll'Austria. E s'avvicina tale un conflitto fra i due +principî in Europa, che farà di principini, cospiratori segreti monarchici +e concettucci di fusioni pigmee, quello che l'uragano fa delle +margheritine del prato.</p> + +<p>La <i>guerra regia</i> ha dato un grave insegnamento ai Lombardi, e +imposto un obbligo severo al Piemonte.</p> + +<p>I Lombardi sanno ora che il segreto dell'emancipazione è per essi +un <i>problema di direzione</i>. Se essi non avessero, per cieca devozione +a un'apparenza di forza, messo i traditori nel proprio campo—s'essi +avessero fidato più nell'Italia che non nel <i>re</i> di Piemonte—se avessero +conferito il mandato di guerra, anzichè a una congrega di cortigiani, +ad uomini come quelli che avean diretto l'insurrezione—vincevano. +Le giornate di marzo possono e devono rifarsi quando che +sia. Ricordino essi allora l'insegnamento.</p> + +<p>I Piemontesi hanno l'obbligo di provare all'Italia e all'Europa che +essi sono Italiani e non servi d'una famiglia di re, ch'essi mossero +alle battaglie nei piani lombardi, non come cieco stromento di voglie +ambiziose d'un uomo o di pochi raggiratori, ma come apostoli armati +del più bel concetto che Dio possa spirare nei petti umani: la creazione +d'un popolo, la libertà della patria. Hanno l'obbligo di provare +ch'essi non furono nè codardi nè ingannatori, ma ingannati essi pure +e vinti per colpe altrui. Hanno l'obbligo di lacerar quel trattato che +li accusa impotenti, di restituire all'esercito l'antica fama immeritamente +perduta, di cancellare nel sangue nemico la vergogna della +disfatta, e dire ai loro fratelli dubbiosi: <i>noi</i> siam la spada d'Italia. +Sia la loro bandiera quella di ventisei milioni di liberi: sia la loro +parola di riscossa: <span class="smcap">Roma</span> e <span class="smcap">Milano</span>, unità e indipendenza; sia il loro +esercito la prima legione dell'esercito nazionale. Ben altra gloria è +codesta che non quella d'essere frammento regio senza base e senza +avvenire, continuamente oscillante mercè regnatori deboli o tristi, fra +la minaccia dell'Austria e il giogo de' gesuiti.</p> + +<p>Compiano la Lombardia e il Piemonte il debito loro. Roma e l'Italia +non falliranno all'impresa.</p> + +<hr /> + +<h2 class="lighter"><a name="ATTI_DELLA_REPUBBLICA_ROMANA" id="ATTI_DELLA_REPUBBLICA_ROMANA"></a><span class="big g">ATTI</span><br /><br /> +DELLA REPUBBLICA ROMANA</h2> +<h3>I.</h3> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p> +<p>(La repubblica romana fu proclamata dall'Assemblea eletta dal +suffragio universale il 9 febbrajo 1849. Il 24, i membri detti della +Montagna nella Costituente Francese scrissero un indirizzo di congratulazione +fraterna e promessa d'ajuto alla Costituente romana. A +quell'indirizzo io, per mandato dell'Assemblea, risposi col seguente.)</p> + +<p class="date break"><span class="smcap">Cittadini</span>!</p> + +<p>Il vostro indirizzo ci è giunto in un momento solenne, alla vigilia +della battaglia<a name="FNanchor_95_95" id="FNanchor_95_95"></a><a href="#Footnote_95_95" class="fnanchor">[95]</a>. E noi v'attingeremo nuove forze, nuovi incoraggiamenti +per la santa lotta che sta per aprirsi. La Francia ha fatto +grandi cose nel mondo: voi avete patito, sperato, combattuto per la +umanità, e ogni voce che venga da voi ci impone doveri che, coll'ajuto +di Dio, noi sapremo compiere.</p> + +<p>Voi intendeste, cittadini, quanto ha di nobile, di grande, di provvidenziale +questa bandiera di rinnovamento ondeggiante sulla città +che racchiude il Campidoglio e il Vaticano: il Diritto eterno fatto +forte d'una nuova consecrazione: un terzo mondo sorgente, nel nome +di Dio e del Popolo, sulle rovine di due mondi spenti: un'Italia, che +sarà sorella alla Francia, rompente il coperchio della sua sepoltura per +chiedere, in nome d'una missione da compirsi, il diritto di cittadinanza +nella federazione dei popoli. Voi intendeste che i nostri cuori +sono puri d'odio e d'intolleranza, che noi stiamo compiendo un'opera +d'amore e di miglioramento umano; e che, rivendicando i nostri diritti +senza violar la credenza, separando, come noi lo abbiam fatto, +il papa dal principe, abbiamo assunto l'obbligo di non contaminare +quest'opera col contatto delle basse passioni e delle codarde vendette +che una stampa corrotta o ingannata s'ostina a rimproverarci. +Quest'obbligo, noi lo atterremo: parole come le vostre ci compensano +di molte calunnie, ci rassicurano contro molte insidie coperte. Noi +sappiamo che voi illuminerete i vostri concittadini sul carattere della +nostra rivoluzione, e che manterrete per noi quel diritto alla vita +nazionale che voi primi avete proclamato e conquistato.</p> + +<p>Non v'è che un sole in cielo per tutta la terra: non v'è che uno +scopo, una legge, una sola credenza, <i>associazione, progresso</i>, per tutti +quei che la popolano. Come voi, noi combattiamo pel mondo intero, +noi siamo tutti fratelli, noi rimarremo tali checchè si faccia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p> +<p>Fidate in noi: noi fidiamo in voi. Se mai nella crisi che stiamo per +attraversare, le forze ci mancassero, noi ricorderemo le vostre promesse; +vi grideremo: <i>Fratelli, l'ora è giunta, sorgete</i>, e vedremo i +vostri volontarî ad accorrere. Insieme combattemmo sotto l'Impero: +insieme combatteremo un'altra volta a pro di quanto v'ha di più +sacro per gli uomini: Dio, Patria, Libertà, Repubblica, Santa Alleanza +dei Popoli.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>(Il 29 marzo ebbe luogo l'elezione del Triumvirato, del quale io +feci parte e che pubblicò il seguente programma.)</p> + +<p class="date break"><span class="smcap">Cittadini</span>!</p> + +<p>Da cinque giorni noi siamo rivestiti d'un sacro mandato dall'Assemblea. +Abbiamo maturamente interrogato le condizioni del paese, +quelle della patria comune, l'Italia, i desiderî dei buoni, e la nostra +coscienza; ed è tempo che il popolo oda una voce da noi; è tempo che +per noi si dica con quali norme generali noi intendiamo soddisfare +al mandato.</p> + +<p>Provvedere alla salute della repubblica; tutelarla dai pericoli interni +ed esterni; rappresentarla degnamente nella guerra dell'indipendenza: +questo è il mandato affidatoci.</p> + +<p>E questo mandato significa per noi non solamente venerazione a +una forma, a un nome, ma al <i>principio</i> rappresentato da quel nome, +da quella forma governativa; e quel <i>principio</i> è per noi un principio +d'amore, di maggiore incivilimento, di progresso fraterno con tutti +e per tutti, di miglioramento morale, intellettuale, economico per +la universalità dei cittadini. La bandiera repubblicana inalzata in +Roma dai rappresentanti del popolo non esprime il trionfo d'una frazione +di cittadini sopra un'altra; esprime un trionfo comune, una +vittoria riportata da molti, consentita dalla immensa maggiorità, del +principio del bene su quello del male, del diritto comune sull'arbitrio +dei pochi, della santa eguaglianza che Dio decretava a tutte le +anime, sul privilegio e sul dispotismo. Noi non possiamo essere repubblicani +senza essere e dimostrarci migliori dei poteri rovesciati +per sempre.</p> + +<p>Libertà e Virtù, Repubblica e Fratellanza devono essere inseparabilmente +congiunte. E noi dobbiamo darne l'esempio all'Europa. La +repubblica in Roma è un programma italiano: una speranza, un avvenire +pei ventisei milioni d'uomini fratelli nostri. Si tratta di provare +all'Italia e all'Europa che il nostro grido <i>Dio e il Popolo</i> non è +una menzogna—che l'opera nostra è in sommo grado religiosa, educatrice, +morale—che false sono le accuse d'intolleranza, d'anarchia, +di sommovimento avventate alla santa bandiera, e che noi procediamo, +mercè il principio repubblicano, concordi come una famiglia di buoni, +sotto il guardo di Dio e dietro alle inspirazioni dei migliori per Genio +e Virtù, alla conquista dell'ordine vero, Legge e Forza associate.</p> + +<p>Così intendiamo il nostro mandato. Così speriamo che tutti i cittadini +lo intenderanno a poco a poco con noi. Noi non siamo governo +di un partito; ma governo della nazione. La nazione è repubblicana. +La nazione abbraccia quanti in oggi professano sinceri la fede +repubblicana, compiange ed educa quanti non ne intendono la santità; +schiaccia nella sua onnipotenza di sovranità quanti tentassero violarla +con ribellione aperta o mene segrete provocatrici di risse civili.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span></p> +<p>Nè intolleranza, nè debolezza. La repubblica è conciliatrice ed +energica. Il governo della repubblica è forte; quindi non teme; ha +missione di conservare intatti i diritti e libero il compimento dei doveri +d'ognuno: quindi non s'inebria di una vana e colpevole securità. +La nazione ha vinto; vinto per sempre. Il suo governo deve avere la +calma generosa e serena e non deve conoscere gli abusi della vittoria. +Inesorabile quanto al principio, tollerante e imparziale cogli individui: +nè codardo nè provocatore: tale dev'essere un governo per esser degno +dell'instituzione repubblicana.</p> + +<p>Economia negli impieghi; moralità nella scelta degli impiegati; +capacità, accertata dovunque si può per concorso, messa a capo di +ogni ufficio, nella sfera amministrativa.</p> + +<p>Ordine e severità di verificazione e censura nella sfera finanziaria, +limitazione di spese, guerra a ogni prodigalità, attribuzione d'ogni +denaro del paese all'utile del paese, esigenza inviolabile d'ogni sacrificio +ovunque le necessità del paese la impongano.</p> + +<p>Non guerra di classi, non ostilità alle ricchezze acquistate, non +violazioni improvvide o ingiuste di proprietà; ma tendenza continua +al miglioramento materiale dei meno favoriti dalla fortuna, e volontà +ferma di ristabilire il credito dello Stato, e freno a qualunque egoismo +colpevole di monopolio, d'artificio, o di resistenza passiva, dissolvente +o procacciante alterarlo.</p> + +<p>Poche e caute leggi; ma vigilanza decisa sull'esecuzione.</p> + +<p>Forza e disciplina d'esercito regolare sacro alla difesa del paese, +sacro alla guerra della nazione per l'indipendenza e per la libertà +dell'Italia.</p> + +<p>Sono queste le basi generali del nostro programma: programma +che riceverà da noi sviluppo più o meno rapido a seconda dei casi, +ma che, intenzionalmente, noi non violeremo giammai.</p> + +<p>Recenti nel potere, circondati d'abusi spettanti al governo caduto, +arrestati a ogni passo dagli effetti dell'inerzia e delle incertezze altrui, +noi abbiamo bisogno di tolleranza da tutti; bisogno sovra ogni +cosa che nessuno ci giudichi fuorchè sulle opere nostre. Amici a +quanti vogliono il bene della patria comune, puri di core se non +potenti di mente, collocati nelle circostanze più gravi che sieno mai +toccate ad un popolo e al suo governo, noi abbiamo bisogno del concorso +attivo di tutti, del lavoro concorde, pacifico, fraterno di tutti. +E speriamo d'averlo. Il paese non deve nè può retrocedere: non deve +nè vuole cadere nell'anarchia. Ci secondino i buoni; Dio, che ha decretato +Roma risorta e l'Italia nazione, ci seconderà.</p> + +<p class="date"> +<i>5 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Considerando che dovere e tutela di una bene ordinata repubblica +è il provvedere al progressivo miglioramento delle classi più disagiate;</p> + +<p>Considerando che tra i primi miglioramenti è quello di emancipare +molte famiglie dai danni di abitazioni troppo ristrette e insalubri;</p> + +<p>Considerando che mentre la repubblica studierà modo di destinare +locali, tanto in Roma, che nelle provincie, ad uso delle famiglie indigenti, +è opera intanto di moralità repubblicana cancellare le vestigia +dell'iniquità, consacrando a beneficenza quanto la passata tirannide +destinava a tormento, l'Assemblea Costituente, proponenti i +Triumviri, decreta:</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p> +<p>1.º L'edificio, che già serviva al Santo Ufficio, resta fin d'ora destinato +ad abitazione di famiglie o individui che vi saranno alloggiati +contro tenui pigioni mensili e posticipate.</p> + +<p>2.º È instituita una commissione, composta di tre rappresentanti del +popolo e due ingegneri civili, per provvedere sollecitamente alla esecuzione +del presente decreto:</p> + +<p class="ind"><i>a</i>) Ricevendo le instanze delle famiglie e degli individui di Roma, +che chiedessero alloggio nel suddetto locale, e secondando di preferenza +le domande di chi saprà comprovare maggiori bisogni.</p> + +<p class="ind"><i>b</i>) Facendo eseguire nel locale quei lavori d'innovazione, che +troverà necessarî per renderlo adatto alla nuova destinazione.</p> + +<p class="ind"><i>c</i>) Fissando mano mano a coloro, di cui saranno secondate le +instanze, i locali di abitazione, determinando la pigione che dovranno +pagare gli alloggiati, e mettendoli in fatti nel possesso del rispettivo +alloggio.</p> + +<p class="ind"><i>d</i>) Formulando un regolamento per l'interna disciplina del locale, +per la regolare gestione amministrativa, e per la conservazione +del medesimo.</p> + +<p>3.º Non potranno aver luogo in nessun tempo e in nessun modo i +subaffitti delle accennate abitazioni.</p> + +<p>4.º La commissione, incominciando dal giorno 9 corrente, siederà +nel locale suddetto per dare immediato adempimento al proprio +mandato.</p> + +<p class="date"> +<i>14 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>IV.</h3> + +<p>Considerando che a rendere più prezioso il lavoro agricolo, sollevare +una classe numerosa benemerita e mal retribuita, affezionarla +alla patria ed al buono ordinamento della grande riforma, promoverne +la moralità e il benessere materiale, migliorare in una parola ugualmente +il suolo e gli uomini colla emancipazione dell'uno e degli altri, +non v'è spediente più congruo e urgente di quello di ripartire una +grande porzione della vasta possidenza rustica, posta o da porsi sotto +amministrazione demaniale, dividendola in piccole porzioni enfiteutiche +da assegnarsi ciascuna, sotto un discreto censo annuo a favore +dello Stato, in ogni tempo redimibile, a una o a poche famiglie dei +più poveri coltivatori, con quelle regole e condizioni che si stabiliranno +per la più pronta, ed insieme più giusta e stabile esecuzione +d'un disegno così salutare, è decretato:</p> + +<p>Art. 1.º Una grande quantità de' beni rustici provenienti dalle corporazioni +religiose, o altre mani-morte di qualsivoglia specie, che in +tutto il territorio della repubblica sono o saranno posti sotto amministrazione +del Demanio, verranno nel più breve termine ripartiti in +tante porzioni sufficienti alla coltivazione di una o più famiglie del +popolo sfornite d'altri mezzi, che le riceveranno in enfiteusi libera e +perpetua col solo peso di un discreto canone verso l'amministrazione +suddetta, il quale sarà essenzialmente e in ogni tempo redimibile +dall'enfiteuta.</p> + +<p>Art. 2.º Un regolamento particolare specificherà distintamente il +modo di procedere all'attuazione di questa salutare provvidenza.</p> + +<p>Art. 3.º Sui fondi urbani altresì, della stessa provenienza e qualità, +verranno prese analoghe misure ad oggetto di rendere più comodo e +meno dispendioso l'alloggio del povero.</p> + +<p>Art. 4.º Rimangono ferme le disposizioni annunciate sulla congrua +<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +dotazione del culto, del ministero pastorale dei parrochi e degli stabilimenti +di pubblico interesse, sia coi beni in natura, sia col prodotto +delle corrisponsioni enfiteutiche, sia con altri mezzi del pubblico, +del provinciale e del municipale patrimonio.</p> + +<p>I ministri delle finanze e dell'interno sono incaricati, ciascuno rispettivamente, +della esecuzione della presente legge.</p> + +<p class="date"> +<i>15 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>V.</h3> + +<p>Considerando:</p> + +<p>Che intento continuo delle instituzioni repubblicane dev'essere un +miglioramento progressivo nelle condizioni economiche dei più;</p> + +<p>Che il prezzo alto del sale reca offesa all'agricoltura, alla pastorizia, +alla pesca, alla mezzana e piccola industria, ai commerci e alla +salute del povero;</p> + +<p>Che il modo attuale di percezione dell'imposta sul sale concentra +ingiustamente nelle mani di un solo affittuario tutti i beneficî che il +libero commercio di quella derrata procaccierebbe alla mezzana e +piccola industria;</p> + +<p>Che ogni affitto delle rendite pubbliche, costituendo uno Stato nello +Stato, equivale ad uno smembramento della sovranità, e accenna a +una incapacità del governo d'amministrare da per sè stesso gli interessi +sociali;</p> + +<p>Il Triumvirato decreta:</p> + +<p>Art. 1.º È abolito l'appalto dei sali noto col nome di Amministrazione +cointeressata.</p> + +<p>Art. 2.º La tassa sul sale di ogni genere è fissata ad un bajocco per +ogni libbra romana.</p> + +<p>Art. 3.º Il Triumvirato provvederà, all'uopo mediante requisizione +del materiale e delle scorte, ad assicurare che non venga interrotto +il servizio pubblico.</p> + +<p>Art. 4.º Il Triumvirato provvederà pure a che l'esazione del dazio +non sia d'impedimento alla libera produzione ed al libero commercio +del sale.</p> + +<p>Le ragioni dell'attuale amministrazione saranno prese in considerazione +pei compensi che fossero riconosciuti di diritto dietro regolare +e generale liquidazione, da operarsi da una commissione nominata +dai rappresentanti del popolo.</p> + +<p>Il presente decreto avrà esecuzione dopo 24 ore dalla sua pubblicazione +in ogni punto della repubblica.</p> + +<p>I ministri dell'interno e delle finanze sono incaricati, per ciò che +li riguarda, dell'esecuzione del presente decreto.</p> + +<p class="date"> +<i>15 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>VI.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani!</span> +</p> + +<p>Un intervento straniero minaccia il territorio della repubblica. Un +nucleo di soldati francesi s'è presentato davanti a Civitavecchia.</p> + +<p>Qualunque ne sia l'intenzione, la salvezza del principio liberamente +consentito dal popolo, il diritto delle nazioni, l'onore del nome romano, +comandano alla repubblica di resistere.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p> +<p>La repubblica resisterà. È necessario che il popolo provi alla +Francia e al mondo che non è popolo di fanciulli, ma popolo d'uomini +e d'uomini che un tempo diedero leggi e incivilimento all'Europa. +È necessario che nessuno possa dire: <i>i Romani vollero, ma non +seppero essere liberi</i>. È necessario che la nazione francese impari, +dalla nostra resistenza, dalle nostre dichiarazioni, dal nostro contegno, +la ferma nostra decisione di non soggiacere più mai al governo +aborrito che rovesciammo.</p> + +<p>Il popolo lo proverà. Chi pensa altrimenti disonora il popolo e tradisce +la patria.</p> + +<p>L'Assemblea è in permanenza. Il Triumvirato adempirà, checchè +avvenga, al proprio mandato.</p> + +<p>Ordine, calma solenne, energia concentrata. Il governo vigila inesorabile +su qualunque tentasse di travolgere il paese nell'anarchia o +d'operare a danno della repubblica.</p> + +<p>Cittadini, ordinatevi, stringetevi intorno a noi; Dio e il Popolo, la +legge e la forza trionferanno.</p> + +<p class="date"> +<i>25 aprile 1849.</i> +</p> + +<p class="break">(Stesi a un tempo la protesta che l'Assemblea costituente mandò +lo stesso giorno al generale Oudinot.)</p> + +<p class="break">L'Assemblea romana, commossa dalla minaccia d'invasione del +territorio della repubblica, conscia che questa invasione, non provocata +dalla condotta della repubblica verso l'estero, non preceduta da +comunicazione alcuna da parte del governo francese, eccitatrice di +anarchia in un paese che tranquillo e ordinato riposa nella coscienza +dei proprî diritti e nella concordia dei cittadini, viola a un tempo il +diritto delle genti, gli obblighi assunti dalla nazione francese nella +sua costituzione e i vincoli di fratellanza che dovrebbero naturalmente +annodare le due repubbliche, protesta in nome di Dio e del +Popolo contro l'inattesa invasione, dichiara il suo fermo proposito di +resistere e rende mallevadrice la Francia di tutte le conseguenze.</p> + + +<h3>VII.</h3> + +<p>Considerando che i voti religiosi non costituiscono se non una relazione +morale tra la coscienza e Dio;</p> + +<p>Considerando che la società civile non può, quanto a sè stessa, intervenire +coi suoi mezzi d'azione estrinseci e materiali nella sfera dei +doveri spirituali;</p> + +<p>Considerando che la vita e le facoltà dell'uomo appartengono di +diritto alla società e al paese in cui la provvidenza lo ha posto;</p> + +<p>Considerando che la società non può riconoscere promesse irrevocabili +che le involano e restringono in certi limiti la volontà e l'azione +dell'uomo;</p> + +<p>Il Triumvirato decreta:</p> + +<p>La società non riconosce perpetuità di voti particolari ai differenti +ordini religiosi così detti regolari.</p> + +<p>È in facoltà d'ogni individuo, facente parte di un ordine religioso +regolare qualunque, di sciogliersi da quelle regole all'osservanza delle +quali s'era obbligato con voto entrando in religione.</p> + +<p>Lo Stato protegge contro ogni opposizione o violenza le persone +che intendessero profittare del presente decreto.</p> + +<p>Lo Stato accoglierà con gratitudine tra le file delle sue milizie +<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span> +quei religiosi che vorranno colle armi difendere la patria, per la quale +finora hanno inalzato preghiere a Dio.</p> + +<p>Il presente decreto verrà letto da un commissario governativo a +tutti i religiosi riuniti in piena comunità nei rispettivi conventi.</p> + +<p class="date"> +<i>27 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>VIII.</h3> + +<p>(Il decreto del 15 aprile aveva promesso di ripartire gran parte +delle terre incolte appartenenti a corporazioni religiose od a mani-morte +e divenute, per decisione dell'Assemblea del 21 febbrajo, proprietà +della Repubblica. Il decreto seguente provvedeva alla esecuzione.)</p> + +<p class="break">Il Triumvirato decreta:</p> + +<p>Art. 1.º Ogni famiglia povera, composta almeno di tre individui, +avrà a coltivazione una quantità di terra capace del lavoro di un +pajo di buoi, corrispondente ad un buon rubbio romano, cioè due +quadrati censuarî, pari a metri quadrati ventimila.</p> + +<p>Art. 2.º I vigneti saranno dati a coltura all'individuo senza che sia +richiesta la famiglia, e verranno divisi in ragione della metà della +indicata misura.</p> + +<p class="date"> +<i>27 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>IX.</h3> + +<p>Credendo nelle generose virtù dei Romani come nel loro valore;</p> + +<p>Conscî che, sebbene deciso a difendere fino agli estremi contro +ogni invasione l'indipendenza della sua terra, il popolo di Roma non +rende mallevadore il popolo di Francia degli errori e delle colpe del +suo governo;</p> + +<p>Fidando illimitatamente nel popolo e nella santità del principio +repubblicano;</p> + +<p>Il Triumvirato decreta:</p> + +<p>Gli stranieri, e segnatamente i Francesi dimoranti pacificamente in +Roma, sono posti sotto la salvaguardia della nazione.</p> + +<p>Sarà considerato come reo di leso onore romano qualunque proponesse +far loro oltraggio o molestia.</p> + +<p>Il governo invigilerà a che nessun d'essi trasgredisca i doveri dell'ospitalità.</p> + +<p class="date"> +<i>28 aprile 1849.</i> +</p> + + +<h3>X.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani!</span> +</p> + +<p>Un corpo d'esercito napoletano, trapassate le frontiere, accenna +muovere alla volta di Roma.</p> + +<p>Suo intento è ristabilire il papa padrone assoluto nel temporale. +Sue armi sono la persecuzione, la ferocia, il saccheggio. S'asconde +tra le sue file il re, al quale l'Europa ha decretato il nome di Bombardatore +dei proprî sudditi. E gli stanno intorno i più inesorabili +fra i cospiratori di Gaeta.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p> +<p>Romani! Noi abbiamo vinto i primi assalitori; noi vinceremo i +secondi.</p> + +<p>Il sangue dei migliori tra i patrioti napoletani, il sangue dei nostri +fratelli della Sicilia, pesano sulla testa del re traditore. Dio, che accieca +i perversi, e dà forza ai difensori del diritto, vi sceglie, o Romani, +a vendicatori.</p> + +<p>Sia fatta la volontà della patria e di Dio!</p> + +<p>In nome dei diritti che spettano ad ogni paese, in nome dei doveri +che spettano a Roma verso l'Italia e l'Europa—in nome delle madri +italiane che hanno maledetto a quel re, e delle madri romane che +benediranno ai difensori dei loro figli—in nome della nostra libertà, +del nostro onore, della nostra coscienza—in nome di Dio e del Popolo—resisteremo. +Resisteremo, milizia e popolo, capitale e provincia. +Sia Roma inviolabile come l'eterna giustizia. Noi abbiamo +imparato che basta per vincere il non temer di morire. Viva la Repubblica!</p> + +<p class="date"> +<i>2 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XI.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Popoli della Repubblica!</span> +</p> + +<p>Le truppe napoletane hanno invaso il vostro terreno, e marciano +su Roma.</p> + +<p>Cominci la guerra del popolo.</p> + +<p>Roma farà il suo dovere. Le provincie facciano il loro.</p> + +<p>Il momento è giunto per uno sforzo supremo. Per quanti credono +nella dignità dell'anima loro immortale, nell'inviolabilità dei loro diritti, +nella santità dei giuramenti, nella giustizia della repubblica, nell'indipendenza +dei popoli, nell'onore italiano, è debito in oggi l'agire. +Per quanti hanno a cuore la propria libertà, le proprie case, la famiglia, +la donna dell'amor suo, la terra nativa, la vita, l'agire è necessità. +Vita, libertà, averi, diritti, ogni cosa, cittadini, v'è minacciata, +ogni cosa vi sarà tolta.</p> + +<p>Il re di Napoli inalza per noi la bandiera del dispotismo, della tirannide +illimitata. I primi suoi passi sono segnati di sangue.</p> + +<p>A caratteri di sangue sono scritte le liste di proscrizione.</p> + +<p>Voi avete per troppo lungo tempo parlato, mentre gli altri spiavano +e registravano. Non v'illudete. Oggi la scelta sia per voi tra il patibolo, +la miseria, l'esilio o il combattere e vincere. Popoli della repubblica, +ogni incertezza, ogni esitazione sarebbe viltà, e viltà senza +frutto.</p> + +<p>Sorgete dunque e operate; l'ora che decide è suonata. Schiavitù, +quale non l'aveste giammai, o libertà degna delle antiche glorie, lunga +securità, ammirazione di tutta l'Europa. Sorgete ed armatevi. Sia +guerra universale, inesorabile, rabbiosa, poich'essi la vogliono. E sarà +breve.</p> + +<p>Mentre Roma assalirà il nemico di fronte, recingetelo, molestatelo +ai fianchi, alle spalle.</p> + +<p>Roma sia il nucleo dell'esercito nazionale del quale voi formerete +le squadre.</p> + +<p>Resistete dovunque potete. Dovunque la difesa locale non è concessa, +i buoni escano in armi: ogni cinquanta uomini formino una +banda; ogni dieci una squadra nazionale; ogni uomo di non dubbia +fede, che raccoglie i dieci, i cinquanta, sia capo. La repubblica darà +<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +premio e riconoscenza. Ogni preside diriga i centri d'insurrezione, +inciti, ordini, rilasci brevetti di capibanda o di capisquadra. La repubblica +terrà conto dei nomi, e retribuirà in danari, terreni ed onori. +Il brevetto serva come foglio di via, che i comuni, soccorrendo, vidimeranno.</p> + +<p>E tutte le bande, tutte le squadre, tormentino, fuggendone l'urto, il +nemico; gli rapiscano i sonni, i viveri, gli sbandati, la fiducia; gli +stendano intorno una rete di ferro che si restringa, lo comprima ne' +suoi moti e lo spenga.</p> + +<p>L'insurrezione diventi per poco la vita normale, il palpito, il respiro +d'ogni patriota. I tiepidi siano puniti d'infamia, i traditori di +morte.</p> + +<p>Come fu grande in pace, sorga la repubblica terribile in guerra. +Impari l'Europa che vogliamo e possiamo vivere. Dio e il Popolo benedicano +l'armi nostre.</p> + +<p class="date"> +<i>3 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XII.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani!</span> +</p> + +<p>Disordini rari ma gravi, cominciamenti di devastazione, atti offensivi +alla proprietà, minacciano la calma maestosa, colla quale Roma +ha santificato la sua vittoria. Per l'onore di Roma, pel trionfo del +santo principio che noi difendiamo, bisogna che questi disordini +cessino.</p> + +<p>Ogni cosa dev'essere grande in Roma: l'energia del combattimento, +e il contegno del popolo dopo la vittoria.</p> + +<p>Le armi degli uomini che vivono, ricordevoli dei padri, fra queste +eterne memorie, non possono appuntarsi a petti inermi o proteggere +atti arbitrarî. Il riposo di Roma dev'essere come quello del leone: riposo +solenne com'è terribile il suo ruggito.</p> + +<p>Romani! I vostri Triumviri hanno preso solenne impegno di mostrare +all'Europa che voi siete migliori di quei che vi assalgono:—che +ogni accusa scagliatavi contro è calunnia:—che il principio repubblicano +ha qui spento quei semi d'anarchia fomentati dal governo +passato, e che il ripristinamento del passato potrebbe solo rieducare:—che +voi siete non solamente prodi, ma buoni:—che forza e legge +sono tra voi l'anima della repubblica.</p> + +<p>A questi patti i vostri Triumviri rimarranno orgogliosi alla vostra +testa; a questi patti combatteranno, occorrendo, tra le barricate cittadine +con voi. Rimangano inviolabili come l'amore che lega governo +e popolo, irrevocabili come il proposito comune a governo e popolo +di mantenere illesa e pura d'ogni benchè menoma macchia la bandiera +della repubblica.</p> + +<p>Le persone sono inviolabili. Il governo solo ha diritto e dovere di +punizione.</p> + +<p>Le proprietà sono inviolabili. Ogni pietra di Roma è sacra. Il governo +solo ha diritto e dovere di modificare l'inviolabilità delle proprietà +quando il bene del paese lo esiga.</p> + +<p>A nessuno è concesso procedere ad arresti o perquisizioni domiciliari +senza la direzione o assistenza d'un capo-posto militare.</p> + +<p>Gli stranieri sono specialmente protetti dalla repubblica. Tutti i +cittadini sono moralmente mallevadori della verità della protezione.</p> + +<p>La commissione militare instituita giudica rapidamente, come i casi +<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +eccezionali e la salute del popolo esigono, tutti i fatti di sedizione +di riazione, d'anarchia, di violazione di leggi.</p> + +<p>La guardia nazionale, come ha provato esser pronta a combattere +valorosamente per la salvezza della repubblica, proverà esser pronta +a mantenerne intatto, in faccia all'Europa, l'onore. Ad essa segnatamente +è fidata la custodia dell'ordine, e l'esecuzione delle norme qui +sopra esposte.</p> + +<p class="date"> +<i>4 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XIII.</h3> + +<p>Considerando che tra il popolo francese e Roma, non è, nè può essere +stato di guerra;</p> + +<p>Che Roma difende per diritto e dovere la propria inviolabilità; ma +deprecando, siccome colpa contro la comune credenza, ogni offesa fra +le due repubbliche;</p> + +<p>Che il popolo romano non rende mallevadore dei fatti d'un governo +ingannato i soldati che, combattendo, ubbidirono;</p> + +<p>Il Triumvirato decreta:</p> + +<p>Art. 1.º I Francesi, fatti prigionieri nella giornata del 30 aprile, sono +liberi, e verranno inviati al campo francese.</p> + +<p>Art. 2.º Il popolo romano saluterà di plauso e dimostrazione fraterna, +a mezzo giorno, i prodi soldati della repubblica sorella.</p> + +<p class="date"> +<i>7 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XIV.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Soldati della repubblica francese!</span> +</p> + +<p>Per la seconda volta voi siete spinti, come nemici, sotto le mura di +Roma, della città repubblicana che fu culla un tempo di libertà e di +valore nell'armi.</p> + +<p>È fratricidio quello che vi comandano i vostri capi.</p> + +<p>E quel fratricidio, se potesse mai consumarsi, sarebbe colpa mortale +alla libertà della Francia. I popoli sono mallevadori l'uno per +l'altro. La repubblica, spenta fra noi, porrebbe una macchia incancellabile +sulla vostra bandiera, rapirebbe alla Francia un alleato in +Europa, sarebbe un nuovo passo inoltrato sulla via della ristorazione +monarchica, verso la quale un governo ingannatore o ingannato spinge +la bella e grande vostra patria.</p> + +<p>Roma dunque combatterà come ha combattuto. Essa sa di combattere +per la sua libertà e per la vostra.</p> + +<p>Soldati della repubblica francese, mentre voi movete ad assalto +contro la nostra bandiera tricolore, i Russi, gli uomini del 1815, movono +contro l'Ungheria e sognano di Francia.</p> + +<p>Poche miglia da voi, un corpo napoletano, vinto pochi giorni addietro +da noi, tiene sollevata una bandiera di dispotismo e d'intolleranza. +Poche leghe da voi, sulla vostra sinistra, una città repubblicana, +Livorno, resiste, mentre noi vi parliamo, all'invasione austriaca. Là è +il vostro posto.</p> + +<p>Dite ai vostri capi d'attenervi ciò che vi dissero. Ricordate loro che +vi promisero, in Marsiglia e in Tolone, di farvi combattere contro i +Croati. Ricordate loro che il soldato francese porta sulla punta della +bajonetta l'onore e la libertà della Francia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span></p> +<p>Soldati francesi! Soldati della libertà! Non movete contro uomini +che vi sono fratelli. Le nostre battaglie sono le vostre. Possano le +due bandiere tricolori intrecciarsi e movere unite all'emancipazione +dei popoli e alla distruzione della tirannide! Dio, la Francia e l'Italia +benediranno all'armi vostre.</p> + +<p>Viva la repubblica francese! Viva la repubblica romana!</p> + +<p class="date"> +<i>10 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XV.</h3> + +<p class="title"><i>Lettera al signor Lesseps<br /> +inviato plenipotenziario della repubblica francese.</i></p> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>Voi ci chiedete alcune note sulle condizioni presenti della repubblica +romana. Le avrete da me, dettato con quella sincerità che fu, in +venti anni di vita politica, mia norma inviolabile. Noi non abbiamo +bisogno di nascondere o mascherar cosa alcuna. Fummo, in questi +ultimi tempi, segno di strane calunnie in Europa: ma noi dicemmo +sempre agli uomini che udivano le calunnie: <i>Venite e osservate</i>. Voi +siete ora, signore, fra noi; siete mandato a verificare la realtà delle +accuse: fatelo. La vostra missione può compirsi con libertà illimitata. +La salutammo noi tutti con gioja, perchè essa non può che giustificarci.</p> + +<p>La Francia non intende, senza dubbio, contenderci il diritto di governarci +come a noi piace, il diritto di trarre, per così dire, dalle viscere +del paese il pensiero regolatore della sua vita e porlo a base +delle nostre instituzioni. La Francia non può che dirci: «Riconoscendo +la vostra indipendenza, io debbo accertare ch'essa esce dal voto +libero e spontaneo della maggioranza. Collegata coi governi d'Europa +e desiderosa di pace, se fosse vero che una minoranza soggioga +tra voi le tendenze nazionali—se fosse vero che la forma +attuale del vostro governo non è se non il pensiero capriccioso +d'una fazione sostituito al pensiero comune, io non potrei vedere +con indifferenza la pace d'Europa messa continuamente a rischio +dalle passioni e dall'anarchia inseparabili ad ogni governo di +fazione».</p> + +<p>Noi concediamo questo diritto alla Francia, perchè crediamo alla +solidarietà delle nazioni pel bene. Ma affermiamo a un tempo che +se fu mai governo escito dal voto della maggioranza, quel governo è +il nostro.</p> + +<p>La repubblica s'impiantò fra noi per volontà d'un'Assemblea escita +dal suffragio universale; fu accettata con entusiasmo per ogni dove; +in nessun luogo fu combattuta. E notate, signore, che rare volte l'opposizione +fu così facile e poco pericolosa; direi anzi così provocata, +non dagli atti, ma dalle circostanze singolarmente sfavorevoli nelle +quali la repubblica si trovò collocata nei primi suoi giorni.</p> + +<p>Il paese esciva da una lunga anarchia di poteri inseparabile dall'interno +ordinamento del governo caduto. Le agitazioni inevitabili in +ogni grande trasformazione e a un tempo fomentate dalla crisi della +questione italiana e dagli sforzi di parte retrograda, lo avevano cacciato +in un eccitamento febbrile che apriva il campo ad ogni ardito +tentativo, ad ogni cosa che suscitasse interessi e passioni. Non avevamo +esercito, non forza capace di reprimere; e in conseguenza degli +<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +abusi anteriori, le nostre finanze erano impoverite, esaurite. La questione +religiosa, maneggiata da uomini capaci e interessati a trarne +tutto il partito possibile, era facile pretesto a torbidi con un popolo +dotato di splendidi istinti e di aspirazioni generose, ma intellettualmente +poco educato. E nondimeno, proclamato appena il principio repubblicano, +un primo fatto innegabile sottentrò a quelle condizioni +pericolose: l'ordine. La storia del governo papale offre sommosse +frequenti, periodiche: la storia della repubblica non ne ha una sola. +L'uccisione di Rossi, fatto deplorabile ma isolato, eccesso individuale +rifiutato, condannato universalmente, provocato forse da una condotta +imprudente, d'origine a ogni modo ignota, fu seguito dall'ordine più +mirabile<a name="FNanchor_96_96" id="FNanchor_96_96"></a><a href="#Footnote_96_96" class="fnanchor">[96]</a>.</p> + +<p>La crisi finanziaria intanto saliva. Raggiri colpevoli riuscirono a far +cadere di tanto il credito della carta della repubblica, da non potersi +scontare se non al 41 o al 42 per %. Il contegno dei governi d'Italia +e d'Europa si fece sempre più ostile. Difficoltà materiali e isolamento +politico non valsero a turbare la calma di questo popolo. Era in +esso una fede incrollabile nel futuro che doveva escire dal nuovo +principio.</p> + +<p>Ed oggi, di mezzo alla crisi, di fronte all'invasione francese, austriaca, +napoletana, il nostro credito si rafforza; la nostra carta non soggiace +che allo sconto del 12 per %; il nostro esercito ingrossa di giorno in +giorno; e le popolazioni s'apprestano a farci riserva. Voi vedete Roma, +signore, e sapete l'eroica lotta or sostenuta da Bologna. Io scrivo +solo, di notte, in seno a una città profondamente tranquilla. Le milizie +che custodivano Roma l'abbandonarono jersera per compire una +impresa; e innanzi all'arrivo d'altre milizie, che non ebbe luogo se +non a mezzanotte, le nostre porte, le nostre mura, le nostre barricate +erano, in conseguenza d'un semplice avviso trasmesso, guardate, senza +romore o millanteria, dal popolo in armi. Vive in core a questo popolo +una profonda determinazione: il decadimento della potestà temporale +attribuita al papa; l'odio del governo pretesco sotto qualunque +forma, anche temperatissima, esso tenti di riproporsi; l'odio, io dico, +non agli uomini, ma al governo. Verso gli individui il nostro popolo, +dall'impianto della repubblica fino ad oggi, s'è mostrato, la Dio mercè, +generoso; ma la sola idea del governo clericale del re pontefice lo fa +fremere. Combatterà energicamente ogni disegno di ristorazione: si +travolgerà nello scisma anzichè subirlo.</p> + +<p>In conseguenza d'oscure minaccie, ma segnatamente del difetto d'abitudini +politiche, un certo numero di elettori non avea contribuito +alla formazione dell'Assemblea. E quel fatto sembrava indebolire l'espressione +del voto generale. Un secondo fatto decisivo, vitale, rispose +poc'anzi ai dubbî possibili. Poco tempo innanzi alla costituzione del +Triumvirato, si rieleggevano i municipî. L'universalità degli elettori +si accostò all'urne. Dovunque e sempre l'elemento municipale rappresentò +l'elemento conservatore dello Stato. Taluni paventavano che tra +noi s'insinuasse in esso uno spirito di retrogressione. Or bene, sotto +il rugghio della tempesta, iniziato già l'intervento, mentre le apparenze +<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +accennavano a una vita di giorni per la repubblica, esciva dai +municipî l'adesione più spontanea, più unanime alla forma scelta. +Agli indirizzi dei Circoli e dei Comandi della guardia nazionale s'unirono +nella prima metà di questo mese i municipî tutti, da due o tre +infuori. Io ebbi l'onore di trasmettervene la lista, o signore.</p> + +<p>Essi dichiararono devozione esplicita alla repubblica e convincimento +che i due poteri sono incompatibili in un solo individuo. È +questo, concedetemi di ripeterlo, un fatto decisivo; una seconda +prova legale confermante la prima e fondamento irrecusabile al nostro +diritto.</p> + +<p>Quando le due questioni—repubblica e abolizione della potestà +temporale—furono poste all'Assemblea, alcuni fra i membri, più timidi +dei loro colleghi, stimarono che l'inaugurazione della forma repubblicana +fosse prematura e di fronte agli ordini attuali d'Europa +pericolosa: non un solo votò contro il decadimento del papa re, destra +e sinistra si confusero in un solo pensiero.</p> + +<p>A popolo siffatto oserebbe un governo libero comandare, senza delitto +e contradizione, il ritorno al passato? Quel ritorno, pensateci +bene, signore, equivarrebbe a un ripristinamento dell'antico disordine, +delle società segrete consacrate alla lotta, dell'anarchia nel core d'Italia, +della vendetta innestata in un popolo che oggi non chiede se +non d'obliare. Quel ritorno sarebbe una fiamma di guerra permanente +in Europa, un programma di partiti estremi sostituito al governo +repubblicano ordinato ch'oggi rappresentiamo. Può voler questo +la Francia? Lo può il suo governo? Lo può un nipote di Napoleone? +La persistenza in un disegno ostile di fronte alla doppia invasione +napoletana ed austriaca ricorderebbe lo smembramento della Polonia. +E pensate inoltre, signore, che disegno siffatto non potrebbe compirsi +fuorchè risollevando la bandiera che il popolo rovesciò sopra un +cumulo di cadaveri e sulle rovine delle nostre città.</p> + +<p>Riceverete fra poco, signore, una seconda mia lettera sulla questione...</p> + +<p class="date"> +<i>16 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XVI.</h3> + +<p>(Lettera che accompagnava il rifiuto delle tre proposte di Lesseps:</p> + +<p class="ind">I. <i>Gli Stati romani chiedono protezione fraterna dalla repubblica +francese:</i></p> + +<p class="ind">II. <i>Le popolazioni romane hanno diritto di pronunziarsi liberamente +sulla forma del loro governo:</i></p> + +<p class="ind">III. <i>Roma accoglierà l'esercito francese come esercito di fratelli, ecc.)</i></p> + +<p class="date break"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>Abbiamo l'onore di trasmettervi la decisione dell'Assemblea concernente +il progetto da voi comunicato alla sua commissione. L'Assemblea +non ha creduto di poter accettarlo. Essa c'incarica d'esprimervi +a un tempo le ragioni dell'unanime suo voto e il rincrescimento +ch'essa ne prova.</p> + +<p>Ed è pure con profonda mestizia, naturale a uomini che amano la +Francia e pongono tuttavia fede in essa, che noi compiamo con voi, +signore, la missione affidataci.</p> + +<p>Quando dopo la decisione della vostra Assemblea <i>che invitava il +governo a far sì, senza indugio, che la spedizione d'Italia non si sviasse +più oltre dal fine assegnatole</i>, noi sapemmo del vostro arrivo, ci balzò +<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +il core per gioja. Credemmo nella immediata riconciliazione, in un +solo principio proclamato da voi e da noi, tra due popoli, ai quali +tendenze naturalmente amichevoli, ricordi, interessi comuni e condizione +politica comandano stima e amore. Pensammo che, scelto a verificare +la condizione delle cose e colpito dall'accordo assoluto che +annoda in un solo pensiero quasi tutti gli elementi del nostro Stato, +voi avreste coi vostri ragguagli distrutto il solo ostacolo possibile ai +nostri voti, il solo dubbio che potesse ancora indugiare la Francia +nel compimento del nobile pensiero espresso dalla decisione della vostra +Assemblea.</p> + +<p>Concordia, pace interna, determinazione ponderata, entusiasmo, generosità +di condotta, voto spontaneo e formale dei municipî, della +guardia nazionale, delle truppe, del popolo, del governo e dell'Assemblea +sovrana in favore del sistema d'instituzioni esistente, tutto +questo v'è riuscito evidente; voi lo diceste, non ne dubitiamo, alla +Francia; e speravamo quindi a buon dritto che, parlando in nome +della Francia, voi avreste con noi proferite parole diverse da quelle +che formano il vostro progetto.</p> + +<p>L'Assemblea ha notato il modo col quale la parola <i>repubblica romana</i> +è studiosamente evitata nel primo vostro articolo; e ha indovinato +in quel silenzio una intenzione sfavorevole ad essa.</p> + +<p>Parve all'Assemblea che, dalla maggiore importanza in fuori data +dal vostro nome e dalla vostra autorità al progetto, non fosse quasi +in esso più che non in alcuni atti del generale prima della giornata +del 30 aprile. Accertata una volta in modo innegabile l'opinione del +popolo, perchè insistere ad affrontarla coll'occupazione di Roma? +Roma non ha bisogno di protezione: nessuno combatte nella sua +cerchia; e se un nemico si presentasse appiè delle mura, Roma saprebbe +resistergli con forze proprie. Roma può in oggi proteggersi +sulla frontiera toscana e in Bologna! L'Assemblea ha dunque intravveduto +egualmente nel vostro terzo articolo un pensiero politico, inaccettabile +da essa oggi, tanto più che il decreto dell'Assemblea francese +sembra risolutamente avverso a una occupazione non provocata, non +richiesta dalle circostanze.</p> + +<p>Noi non vi nasconderemo, signore, come la funesta coincidenza di +una relazione risguardante la cinta di difesa contribuisse alla decisione +dell'Assemblea. Un nucleo di soldati francesi varcava, in questo +stesso giorno e violando lo spirito della tregua, il Tevere presso a +San Paolo, stringendo sempre più in tal modo il cerchio delle operazioni +militari intorno alla capitale. E non è questo, signore, un atto +isolato. La diffidenza del popolo, già suscitata dal pensiero di veder +la propria città occupata da truppe straniere, s'è intanto accresciuta, +e sarebbe difficile, forse impossibile, una transazione su cose che l'Assemblea +considera da canto suo come pegno vitale d'indipendenza e +di dignità.</p> + +<p>Per queste e altre ragioni, il progetto fu, comunque a malincuore, +giudicato inammissibile dall'Assemblea. Noi avremo l'onore di trasmettervi +domani, signore, conformemente alle sue intenzioni, una +proposta inferiore di certo alle nostre giuste speranze, ma che +avrebbe non foss'altro il vantaggio d'allontanare ogni pericolo di collisione +tra due repubbliche fondate su diritti identici e congiunte da +simili aspirazioni.</p> + +<p>Accettate, signore, ecc.</p> + +<p class="date"> +<i>19 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XVII.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani</span>! +</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span></p> +<p>Parecchî fra voi, in un moto di zelo irriflessivo, promosso da sentori +di nuovi pericoli, hanno jeri posto mano, disegnando farne arnesi di +barricate, sopra alcuni confessionali appartenenti alle chiese.</p> + +<p>L'atto sarebbe grave e punibile, se noi non conoscessimo le vostre +intenzioni.</p> + +<p>Voi avete creduto, con quella dimostrazione, dar nuova testimonianza +che ogni cosa è oggimai possibile in Roma, fuorchè il ripristinamento +del governo sacerdotale caduto. Avete voluto esprimere il +pensiero che non è, nè può essere vera religione, dove non è patria +libera; e che oggi la causa della religione vera, la causa dell'anime +nostre libere, immortali, si concentra tutta sulle barricate cittadine.</p> + +<p>Ma i nemici della nostra santa repubblica vegliano in ogni parte +dell'Europa a interpretar male i vostri atti, e ad accusare il popolo +d'irreverenza e d'irreligione. Tradirebbe la patria chi fornisse motivo +a siffatte accuse.</p> + +<p>Romani! La città vostra è grande e inviolabile fra tutte le città +d'Europa, perchè fu culla e conservatrice di religione. Dio protegge +e proteggerà la repubblica, perchè il santo suo nome non è mai scompagnato +dalla parola popolo, e perchè da noi si combatte per la sua +legge d'amore e di libertà, mentre altrove si combatte per interessi +e ambizioni, che profanano e ruinano ogni credenza. In quelle chiese, +santuario della religione dei nostri padri, s'inalzeranno, mentre combatteremo, +preghiere al Dio dei redenti.</p> + +<p>Da quei confessionali, d'onde pur troppo uscirono talvolta, violazioni +del mandato di Cristo, insinuazioni di corruttela e di servitù, +esce pure, non lo dimenticate, la parola consolatrice alle vecchie madri +dei combattenti per la repubblica.</p> + +<p>Fratelli nostri nella causa benedetta da Dio e dal Popolo! I vostri +triumviri esigono da voi una prova di fiducia che risponda alle accuse, +conseguenza d'un atto imprudente. Riconsegnate voi stessi alle +chiese i confessionali che jeri toglieste. Le barricate cittadine avranno +difesa dai nostri petti<a name="FNanchor_97_97" id="FNanchor_97_97"></a><a href="#Footnote_97_97" class="fnanchor">[97]</a>.</p> + +<p class="date"> +<i>20 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XVIII.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Popoli della repubblica</span>! +</p> + +<p>L'austriaco inoltra—Bologna è caduta: caduta dopo otto giorni +sublimi di battaglia e di sagrificî: caduta com'altri trionfa. Sia l'ultimo +suo grido di guerra e vendetta per tutti noi: chi ha core italiano +lo raccolga come un santo legato. Roma vi chiede, cittadini, uno +sforzo supremo; e lo chiede certa d'ottenerlo, perchè il sangue versato +dai suoi nella giornata del 30 gliene concede il diritto.</p> + +<p>Colle adesioni al nostro programma, mandate quando cominciavano +i dì del pericolo, voi avete dato bella e solenne testimonianza di fede +<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +concorde all'Italia e all'Europa. Noi vi chiamiamo a un'altra testimonianza, +quella dei fatti. Sia pronto ogni uomo a segnare col proprio +sangue la fede. Sorga ogni città, ogni borgo, ogni luogo, vindice di +Bologna! Suoni ogni campana, il tocco dell'agonia che il popolo intima +all'invasore straniero! Accendete sui vostri monti, di giogo in giogo, +simbolo della fratellanza nell'ira, i fuochi che diedero, nel dicembre 1847, +il programma della nostra rivoluzione! Sventoli per ogni dove, sulle +torri, sui campanili, la rossa bandiera! Di terra in terra, di casolare +in casolare, corra un fremito di battaglia! Sappiano il nemico, l'Italia, +l'Europa, che qui, nel core della penisola, stanno tre milioni d'uomini +legati in sacramento di tremenda difesa, decisi irrevocabilmente a combattere +sin all'estremo, a sotterrarsi, anzichè cedere, sotto le rovine della +patria! E, viva Dio, nessuna potenza umana potrà vietarci di vincere. +Tre milioni di popolo sono onnipotenti quando dicono: <i>Noi vogliamo</i>.</p> + +<p>Italiani figli di Roma! Militi della repubblica! Questa è un'ora solenne +preparata da secoli; uno di quei momenti storici che decretano +la vita o la morte d'un popolo.</p> + +<p>Grandi e potenti per sempre o segnati per sempre del marchio di +servitù; riconosciuti liberi e fratelli dalle nazioni o condannati alla +nullità degli obbedienti al capriccio altrui: padroni di voi medesimi, +delle vostre case, dei vostri altari, delle vostre tombe, o cosa e ludibrio +d'ogni tiranno: raccomandati alla immortalità della gloria o della +vergogna: sarete ciò che vorrete. Il giudizio di Dio e dell'Umanità +pende dalla vostra scelta.</p> + +<p>Siate grandi. Decretate la vittoria. Il popolo la conquistava agli +Spagnuoli, ai Greci, agli Svizzeri: la conquisti all'Italia. I presidi, i +commissarî straordinari organizzino l'insurrezione: si colleghino di +provincia in provincia: traducano l'inspirazione di Roma: assumano +dagli estremi pericoli poteri eccezionali, rimedî estremi. Il capo che +cede, che s'allontana prima d'aver combattuto, che capitola, che tentenna, +sia reo dichiarato. La terra, che accoglie il nemico senza resistenza, +sia politicamente cancellata dal novero delle terre della repubblica. +Chi non combatte in un modo o nell'altro l'invasore straniero, +s'abbia l'infamia; chi, non fosse che per un istante, parteggia per esso, +perda la patria per sempre o la vita. Sia punito chi abbandona al +nemico materiali da guerra: punito chi non s'adopera a togliergli viveri, +alloggio, quiete: punito chi, potendo, non s'allontana dal terreno +ch'esso calpesta. Si stenda intorno all'esercito, che inalza bandiera +non nostra, un cerchio di fuoco o il deserto. La repubblica, mite e +generosa finora, sorga terribile nella minaccia.</p> + +<p>Roma starà.</p> + +<p class="date"> +<i>21 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XIX.</h3> + +<p class="title"> +<i>Al signor Lesseps.</i> +</p> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>Ebbi l'onore di trasmettervi, nella nota del 16, alcuni dati sull'accordo +unanime che accompagnò l'instaurazione della nostra repubblica. +Oggi, è necessario parlarvi della questione attuale com'è posta nel +fatto, se non nel diritto, tra il governo francese e il nostro. Vorrete, +speriamo, concederci il franco discorso richiesto egualmente dall'urgenza +della situazione e dalle simpatie internazionali che devono +animare tutte le relazioni tra la Francia e l'Italia. Tutta la nostra +<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +diplomazia sta nel vero; e nel carattere dato, o signore, alla vostra +missione abbiamo pegno che quanto diremo sarà interpretato nel +miglior modo possibile. Permettetemi di risalire per pochi istanti +alla sorgente della situazione attuale.</p> + +<p>Dopo conferenze e accordi ch'ebbero luogo, senza che il governo +della repubblica romana fosse chiamato a prendervi parte, fu, qualche +tempo addietro, deciso dalle potenze cattoliche europee: 1.º Che una +modificazione politica era necessaria nel governo e nelle instituzioni +dello Stato romano; 2.º che questa modificazione avrebbe a base il +ritorno di Pio IX, non solo come papa—a questo non porremmo +ostacolo alcuno—ma come principe e sovrano temporale; 3.º che se +per raggiungere intento siffatto, un intervento concertato fosse giudicato +indispensabile, l'intervento avrebbe luogo.</p> + +<p>Ci è caro ammettere che, mentre solo e unico fine d'alcuni tra i +contraenti era un sogno di ripristinamento generale, un ritorno assoluto +ai trattati del 1815, il governo francese non fosse trascinato a +quei patti se non in conseguenza d'informazioni erronee che gli dipingevano +lo Stato romano in preda all'anarchia e signoreggiato col +terrore da una minoranza audace.</p> + +<p>Sappiamo inoltre che, nella modificazione proposta, il governo francese +intendeva farsi rappresentante di una più o meno liberale influenza +opposta al programma dispotico dell'Austria e di Napoli. Pur +nondimeno, sotto forma tirannica o costituzionale, senza o con pegni +d'una libertà qualunque alle popolazioni romane, il pensiero predominante +su tutti i negoziati ai quali alludiamo, fu sempre un ritorno +verso il passato, una transazione tra il popolo romano e Pio IX, considerato +come sovrano temporale. Sotto l'inspirazione di quel pensiero +fu, sarebbe inutile dissimularlo, ideata, eseguita l'invasione francese. +Fu suo doppio intento cacciare, da un lato, la spada della Francia +sulla bilancia dei negoziati che dovevano iniziarsi in Roma e assicurare, +dall'altro, la popolazione romana contro ogni eccesso retrogrado, +ma ponendo pur sempre a condizione fondamentale la ricostituzione +d'una monarchia costituzionale in favore del papa. Intento siffatto è +provato per noi, non solamente da ragguagli esatti che abbiamo sui +negoziati anteriori, ma dai bandi del generale Oudinot, dalle formali +dichiarazioni d'inviati che vennero l'un dopo l'altro al Triumvirato, +dal silenzio ostinatamente serbato quando tentammo più volte trattare +la questione politica e cercammo ottenere una dichiarazione formale +del fatto accertato nella nostra nota del 16, <i>che cioè le instituzioni colle +quali oggi si regge il popolo romano sono libera e spontanea espressione +del voto inviolabile delle popolazioni legalmente interrogate</i>. E il +voto stesso dell'Assemblea francese convalida implicitamente il fatto +che noi affermiamo. Di fronte a condizione siffatta, di fronte alla minaccia +d'una transazione inaccettabile e di negoziati che non hanno +ragione alcuna nello stato delle nostre popolazioni, la parte che ci +spettava non era dubbia. Resistere; era per noi un dovere verso il +nostro paese, verso la Francia, verso l'Europa.</p> + +<p>Noi dovevamo, per adempiere a un mandato lealmente dato e lealmente +accettato, mantenere, per quanto era in noi, l'inviolabilità del +nostro paese, del suo territorio e delle sue instituzioni unanimemente +acclamate da tutti i poteri, da tutti gli elementi dello Stato.</p> + +<p>Dovevamo conquistare il tempo necessario per richiamarci dalla +Francia ingannata alla Francia meglio informata, ed evitare alla repubblica +sorella il rimorso d'essersi fatta, cedendo senza esami a +suggerimenti stranieri, complice d'una violenza che non ha paragone +se non nel primo smembramento della Polonia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span></p> +<p>E dovevamo all'Europa una testimonianza, quale almeno poteva +escire da noi, a pro del principio fondamentale d'ogni vita internazionale, +l'indipendenza di ciascun popolo in ciò che riguarda la sua interna +amministrazione. Resistendo con entusiasmo ai tentativi della +monarchia napoletana e dell'eterna nostra nemica l'Austria, resistendo +con profondo dolore alle armi francesi, noi andiamo alteri di poter +dire a noi stessi che abbiamo benemeritato non solamente di voi, ma +dei popoli europei.</p> + +<p>Voi sapete, signore, gli eventi che tennero dietro all'intervento francese. +Il nostro territorio fu invaso dalle truppe del re di Napoli; e +quattromila soldati spagnuoli salparono, probabilmente il 17, per assalire +le nostre coste. Gli Austriaci, superata la resistenza eroica di +Bologna, inoltrarono nella Romagna e minacciano Ancona. Noi abbiamo +respinto dal nostro territorio le forze del re di Napoli. Faremmo +lo stesso—è fede nostra—delle forze austriache, se il contegno +delle forze francesi non c'impedisse d'agire.</p> + +<p>Noi parliamo dolenti. Ma è necessario che la Francia sappia finalmente +le vere conseguenze della spedizione di Civitavecchia, ideata, +se stiamo a ciò che s'afferma, a proteggerci.</p> + +<p>Noi diciamo, signore, che fra tutti gli interventi promossi a danno +nostro, l'intervento francese è quello che ci riescì più fatale. Possiamo +batterci contro i soldati del re di Napoli e contro gli Austriaci: vorremmo +non batterci contro i Francesi. Noi siamo a riguardo loro in +condizioni non di <i>guerra</i>, ma di semplice <i>difesa</i>. Sarà tale il nostro +contegno ovunque ci troveremo innanzi la Francia. Ma quel contegno, +non giova dissimularlo, ha per noi tutti i danni d'una guerra +senza alcuno de' suoi vantaggi possibili.</p> + +<p>La spedizione francese ha reso indispensabile per noi un concentramento +di forze che lasciò la nostra frontiera aperta all'invasione +austriaca, e disarmate Bologna e le città della Romagna. Gli Austriaci +ne profittarono. Dopo otto giorni di lotta sostenuta eroicamente dalla +popolazione, fu forza a Bologna di cedere.</p> + +<p>Avevamo comprato in Francia armi per nostra difesa; queste +armi, 10 000 fucili almeno, furono sequestrate fra Civitavecchia e Marsiglia: +esse sono in mano vostra. Togliendoci quell'armi, ci avete +tolti 10 000 soldati, perchè ogni uomo armato sarebbe un soldato +contro gli Austriaci.</p> + +<p>Le vostre forze stanno sotto le nostre mura, a un tiro di fucile, disposte +come per un assedio. Esse rimangono ostinate, minacciose a +quel modo, senza fine dichiarato, senza programma, costringendoci a +mantenere la città in uno stato di difesa che aggrava le nostre finanze, +e togliendo alle nostre truppe ogni possibilità di movere a salvare +le nostre terre dall'occupazione e dalla devastazione austriaca. +Circolazione, approvvigionamenti, corrieri, ogni cosa è inceppata. Gli +animi concitati potrebbero, se il nostro popolo fosse men buono e meno +devoto, trascendere ad atti funesti. Quell'attitudine dei vostri soldati +non genera anarchia o riazione, perchè nè l'una cosa nè l'altra è possibile +in Roma; ma produce irritazione contro la Francia; ed è +grave sciagura per noi che ponevamo finora amore e speranza in essa.</p> + +<p>Noi siamo assediati, signore, assediati dalla Francia in nome d'una +missione di protezione, mentre, a distanza di poche leghe, il re di +Napoli trascina con sè i nostri ostaggi, mentre gli Austriaci scannano +i nostri fratelli.</p> + +<p>Voi avete, signore, presentato proposte. Quelle proposte furono dichiarate +inaccettabili dall'Assemblea, e sarebbe inutile per noi il discuterle. +Voi ne aggiungete oggi una. La Francia, voi dite, <i>proteggerà +contro ogni invasione straniera tutte le parti del territorio romano occupate +dalle sue truppe</i>. Or quella quarta proposta non muta menomamente +<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +le nostre condizioni. La parte di territorio occupato da voi +è già protetta, nel fatto, contro ogni altra invasione; ma se guardiamo +al presente, quella parte è di men che lieve importanza, e se guardiamo +al futuro, non abbiamo noi dunque modo di proteggere il nostro +suolo fuorchè abbandonandolo tutto a voi?</p> + +<p>Non è quello il nodo della questione: la questione sta tutta nell'occupazione +di Roma. Ed è condizione da voi posta a capo di tutte le +vostre proposte.</p> + +<p>Or noi abbiamo l'onore di dirvi, signore, che quella condizione è +impossibile: il popolo non vi consentirebbe giammai. Se l'occupazione +di Roma non ha per fine che di proteggerla, il popolo vi si mostrerà +riconoscente, ma vi dirà che, capace di proteggere Roma con forze +proprie, si terrebbe disonorato davanti a voi se dichiarasse sè stesso +impotente e indispensabile alla difesa l'ajuto d'alcuni reggimenti +francesi. Se l'occupazione di Roma ha invece, Dio nol voglia, un pensiero +politico, il popolo che ha liberamente scelto le proprie instituzioni, +non può rassegnarsi a subirla. Roma è la sua capitale, il suo +Palladio, la sua città sacra. Esso intende che, oltre il principio violato +e l'onore tradito, ogni occupazione trascinerebbe una guerra civile. E +ogni insistenza gli aumenta i sospetti e l'antiveggenza, ammesse una +volta che fossero le truppe straniere, di mutamenti inevitabili funesti +alla sua libertà, negli uomini e nelle instituzioni.</p> + +<p>Il popolo ha innanzi l'esempio di Civitavecchia; e sa che di mezzo +alle bajonette straniere, l'indipendenza dell'Assemblea e del governo +non sarebbe più che una vana parola.</p> + +<p>Su quel punto, signore, credetelo a noi, la sua volontà è irrevocabile. +Non soggiacerà se non dopo aver seminato de' suoi cadaveri le +barricate. Vogliono, possono i soldati di Francia trucidare un popolo +di fratelli che affermano voler proteggere, perch'esso rifiuta di cedere +all'armi loro la sua capitale?</p> + +<p>La Francia non ha, negli Stati romani, che tre parti da scegliere:</p> + +<p>Dichiararsi per noi, contro noi o neutrale.</p> + +<p>Dichiararsi per noi significa riconoscere formalmente la nostra repubblica +e combattere a fianco nostro, colle nostre truppe, gli Austriaci.</p> + +<p>Dichiararsi contro noi, cioè schiacciare senza cagione la libertà, la +vita nazionale d'un popolo d'amici e combattere a fianco degli Austriaci.</p> + +<p>La Francia non <i>può</i> far questo. Essa non <i>vuole</i> avventurarsi a una +guerra europea per difenderci come alleata. Rimanga dunque neutrale +nella lotta che noi sosterremo. Noi avevamo, poco tempo addietro, +ben altre speranze; oggi non le domandiamo che questo.</p> + +<p>L'occupazione di Civitavecchia è fatto compiuto; sia. La Francia +crede che, nella condizione di cose presenti, non le conviene di tenersi +lontana dal campo della battaglia, e pensa che, vincitori o vinti, +noi possiamo aver bisogno della sua protezione o della sua azione +moderatrice. Noi nol crediamo, ma non intendiamo di ribellarci per +questo contr'essa. Serbi dunque Civitavecchia. Estenda, se il numero +delle sue truppe lo esiga, i proprî accantonamenti ai luoghi salubri +che stanno sul raggio da Civitavecchia a Viterbo. E aspetti immobile +l'esito finale della nostra guerra. Noi offriremo ad essa tutte le +agevolezze possibili, tutte testimonianze di leale amicizia. I suoi ufficiali +entreranno in Roma visitatori; i suoi soldati avranno, occorrendo, +ajuto e conforti da noi, ma sia la sua neutralità sincera e +senza mistero; dichiarata in termini espliciti. Lasci a noi libertà di +giovarci senza tema di tutte quante le nostre forze. Ci renda l'armi +<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span> +da noi comprate. Non chiuda co' suoi legni i nostri porti agli uomini +che dall'altre parti d'Italia volessero accorrere a dividere i nostri pericoli. +S'allontani anzi tutto dalle nostre mura. Cessi anche l'apparenza +d'ostilità fra due popoli chiamati, noi non possiamo dubitarne, negli +anni avvenire a congiungersi in una stessa fede internazionale come +sono oggi congiunti nell'adozione d'una stessa forma governativa.</p> + +<p>Accettate, signore, ecc.</p> + +<p class="date"> +<i>25 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XX.</h3> + +<p>Considerando che debito di Roma, per la sua tradizione nel passato +e per la sua missione nell'avvenire, è ampliare possibilmente la propria +vita e la propria libertà a quanti soffrono, combattono e sperano +per la causa delle nazioni e dell'umanità;</p> + +<p>Considerando che per patimenti, energia di sacrificî e immortalità +di speranze, la Polonia è sorella all'Italia e sacra fra tutte le nazioni;</p> + +<p>Considerando che gli esuli polacchi rappresentano in oggi la Polonia +futura;</p> + +<p>Il Triumvirato decreta:</p> + +<p>1.º È formata sul territorio della repubblica una legione polacca, +che combatterà sotto i segni di Roma per l'indipendenza italiana.</p> + +<p>2.º La legione inalzerà il vessillo nazionale polacco colla sciarpa +tricolore italiana. Il comando si farà in lingua polacca. L'uniforme +dei legionari sarà di colore blu scuro, collare e mostre di rosso amaranto +e colle parti metalliche bianche.</p> + +<p>3.º La legione ascenderà a duemila uomini o più.</p> + +<p>Il governo della repubblica somministrerà, occorrendo, i mezzi pel +trasporto degli arrolati. Gli Slavi, che militassero sotto la repubblica, +saranno incorporati nella legione.</p> + +<p>4.º La legione elegge i proprî ufficiali. Il capo militare della legione +presenterà le nomine fatte. Il governo sceglie tra quelli. Il capo militare +non può essere che Polacco, scelto con suffragio universale +dai suoi.</p> + +<p>5.º Il soldo della legione sarà eguale a quello dell'esercito romano. +I feriti o mutilati difendendo la repubblica hanno tutti i diritti che +spettano ai feriti e mutilati cittadini dello Stato.</p> + +<p>6.º La legione si obbliga per un anno, prolungando a sua posta di +anno in anno sino a sei il suo esercizio militare.</p> + +<p>Dove la guerra dell'indipendenza polacca ricominciasse, e la legione +potesse consacrarsi utilmente alla salute della propria patria, sarà libera, +e potrà lasciare, annunziandolo prima al governo, il territorio +della repubblica.</p> + +<p class="date"> +<i>29 maggio 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXI.</h3> + +<p>(Risposta alla dichiarazione di Lesseps che il 29 maggio riproduceva +con lievi varianti le proposte accennate nel documento, n. XVI.)</p> + +<p class="date break"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>Ricevemmo la dichiarazione che indirizzaste a noi il 29 maggio. +Avendo l'Assemblea, alla quale copia della dichiarazione fu pure +<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +trasmessa, riconfermata l'autorità già accordataci per ogni negoziato, +è debito nostro rispondervi; e lo facciamo solleciti. Se indugiammo +a rispondere alla vostra nota del 26, vogliate considerare ch'essa non +conteneva proposte in nome della Francia, nè discuteva le nostre.</p> + +<p>Abbiamo esaminato accuratamente il vostro progetto; ed ecco quali +modificazioni vi proponiamo. Esse riguardano più assai la forma che +non la sostanza.</p> + +<p>Noi potremmo svolgere lungamente le cagioni dei mutamenti che +proponiamo; mutamenti, vogliate crederlo, signore, richiesti, non solamente +dal mandato trasmessoci dall'Assemblea, ma dal voto esplicito +del nostro popolo contro il quale nessuna convenzione sarebbe +possibile; ma il tempo stringe e ci è forza rinunziare ai particolari. +E preferiamo inoltre affidarci, per supplire a questa omissione, alla +vostra lealtà e al favore con cui sovente guardaste alla nostra causa +e a' suoi fati. La nostra, signore, non è nè può essere diplomazia; è +una chiamata di popolo a popolo, libera e cordiale, senza minaccia +come senza pensiero segreto. Più d'ogni altra nazione, la Francia è +capace d'ascoltarla e d'intenderla.</p> + +<p>La condizione anormale di cose esistente fra la repubblica francese +e noi riescirebbe, prolungandosi, segnatamente dopo la dichiarazione +della vostra Assemblea e le recenti manifestazioni del popolo francese +a nostro riguardo, inconcepibile. E la proposta che tende a far +sì che cessi v'è inviata da noi, signore, con tutta la potenza di convincimento +e di desiderio che vive in noi. Abbiatela sacra, però che +essa compendia la fede incrollabile ai fervidi desiderî d'un popolo, +piccolo per numero ma prode e leale, che ricorda i suoi padri e ciò +che compirono sulla terra e che, combattendo oggi per una causa +sacra, quella dell'indipendenza e della libertà, è irrevocabilmente deciso +a imitarli. Questo popolo, signore, ha diritto d'essere compreso +dalla Francia e di trovare in essa un appoggio, non una potenza +ostile; ha diritto di aver dalla Francia non <i>protezione</i>, ma fratellanza. +Ogni domanda di <i>protezione</i> proferita da esso sarebbe interpretata +dall'Europa come un grido di disperazione, come una dichiarazione +d'impotenza e lo farebbe indegno di quell'amistà della Francia sulla +quale ei facea calcolo prima dei fatti recenti. Quel grido di disperazione +non può suonargli sul labbro. Non esiste impotenza per un popolo +che sa morire; e mal s'addirebbe a generoso sentire da parte +d'una grande e altera nazione di sconoscere il nobile impulso che +muove il popolo di Roma.</p> + +<p>Bisogna, signore, che questa condizione di cose cessi. La fratellanza +non è oggi fra noi se non parola vuota di senso pratico: diventi +una realtà. Sia lecito ai nostri corrieri, alle nostre armi, alle nostre +truppe di circolare liberamente a nostra difesa su tutte quante le +nostre terre. Non sian i Romani condannati come oggi sono a guardare +con sospetto uomini ch'erano avvezzi a considerare siccome amici. +Ci sia schiusa la via di difenderci con tutti i nostri mezzi dagli Austriaci +che bombardano le nostre città. Non rimangano più dubbie le +buone e leali intenzioni della Francia. Non sia più possibile all'Europa +di dire ch'essa, la Francia, ci sottrae le difese per imporci poi +una protezione, mercè la quale si serberebbe inviolato da altri il nostro +territorio, ma colla perdita di quanto abbiamo più caro, del nostro +onore e della nostra libertà.</p> + +<p>Fate questo, signore. Svaniranno le difficoltà che or ci separano: +gli affetti, oggi illanguiditi, potranno rivivere; e la Francia riconquisterà +il diritto di consigliarci che l'attitudine ostile assunta le +toglie.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p> +<p>Gli accantonamenti che ci sembrano più opportuni per ora si stenderebbero +sulla linea da Frascati a Velletri.</p> + +<p>Accettate, signore, ecc.</p> + +<p class="date"> +<i>30 maggio 1849.</i> +</p> + +<p class="break">Ecco ora le proposte:</p> + +<p>I. I Romani, fidenti oggi come sempre nell'appoggio fraterno della +repubblica francese, reclamano la cessazione d'ogni ostilità reale o +apparente e lo stabilimento delle relazioni che devono esprimere quell'appoggio +fraterno.</p> + +<p>II. I Romani hanno pegno di libero esercizio dei loro diritti politici +nell'art. 5 della costituzione francese.</p> + +<p>III. L'esercito francese sarà considerato dai Romani come un esercito +amico e accolto siccome tale. In accordo col governo della repubblica +romana, esso stanzierà in accantonamenti convenevoli così +per la difesa del paese come per la salubrità. L'esercito francese rimarrà +estraneo all'amministrazione del paese.</p> + +<p>Roma è sacra pe' suoi amici come pe' suoi nemici. Essa non fa parte +degli accantonamenti scelti dalle truppe francesi. Il prode suo popolo +è la sua migliore difesa.</p> + +<p>IV. La repubblica francese difenderà da ogni invasione straniera il +territorio occupato dalle sue truppe.</p> + + +<h3>XXII.</h3> + +<p>(Accettata, con mutamenti di forma, la proposta contenuta nel documento +che precede dal plenipotenziario Lesseps, il generale Oudinot, +allegando istruzioni segrete, ricusò di ratificare gli accordi, +ruppe la tregua, intimò gli assalti, dichiarando che non assalirebbe +prima del lunedì; poi assalì nella notte dal sabato alla domenica.)</p> + +<p class="date break"> +<span class="smcap">Romani</span>! +</p> + +<p>Al delitto d'assalire con truppe repubblicane una repubblica amica, +il generale Oudinot aggiunge l'infamia del tradimento. Egli viola la +promessa scritta, ch'è in mano nostra, di <i>non assalire prima di lunedì</i>.</p> + +<p>Levatevi, Romani! Alle mura, alle porte, alle barricate! Proviamo +al nemico che neppure col tradimento si vince Roma.</p> + +<p>Sorga l'intera città nell'energia di un solo pensiero. Combatta ogni +uomo; abbia ogni uomo fede nella vittoria. Ricordatevi tutti dei vostri +padri e siate grandi.</p> + +<p>Trionfi il diritto e una eterna vergogna s'aggravi sull'alleato dell'Austria.</p> + +<p>Viva la repubblica!</p> + +<p class="date"> +<i>3 giugno 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXIII.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani</span>! +</p> + +<p>Voi avete oggi sostenuto l'onore di Roma, l'onore d'Italia. Per oltre +a quattordici ore avete combattuto come vecchî soldati. Sorpresi a +un tratto dal tradimento, dalla violazione d'una formale e segnata +promessa, voi avete conteso palmo a palmo il terreno, riconquistato +posizioni un istante perdute, respinto le più valorose truppe d'Europa +<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +e salutato d'un sorriso la morte. Dio vi benedica, custodi della gloria +dei vostri padri, come noi, alteri d'aver indovinato l'elemento di grandezza +ch'è in voi, vi benediciamo in nome d'Italia.</p> + +<p>Romani, questa giornata è giornata d'eroi, una pagina storica.</p> + +<p>Vi dicevamo jeri: <i>siate grandi</i>; oggi diciamo: <i>voi siete grandi</i>. Durate; +siate costanti. Al popolo di Roma possono dimandarsi miracoli. +E noi diciamo con piena fiducia ad esso, alle guardie nazionali, alla +gioventù di tutte le classi: Roma è inviolabile; custodite questa notte +le sue mura: esse racchiudono l'avvenire della nazione. Vigilate, +mentre quei che hanno combattuto quattordici ore riposano, alle porte, +alle barricate. L'angelo della patria vigila con voi, e l'angelo della +patria è l'angelo della nazione.</p> + +<p>Viva la repubblica!</p> + +<p class="date"> +<i>3 giugno 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXIV.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romane! Figlie del popolo!</span> +</p> + +<p>I vostri mariti, i vostri figli, i vostri fratelli combattono il nemico +della patria alle mura: voi avete diritto all'amore e alla protezione +del paese. Il nemico, che si ritrasse l'altro jeri atterrito davanti agli +uomini vostri, ha minacciato oggi colle bombe le vostre case. Voi siete +donne romane, non potete impaurirvi ad una minaccia impotente, +perchè le nostre truppe terranno il nemico lontano; combatteranno, +occorrendo, coi vostri cari alle barricate; ma Roma deve protezione +alle vecchie madri, ai fanciulli dei suoi difensori. Il Triumvirato decreta +in conseguenza:</p> + +<p>Che le famiglie popolane, le cui case fossero minacciate dalle bombe +o dal cannone, durante l'assedio a cominciar da domani, e occorrendo +anche prima, avranno alloggio per cura del governo in case, palazzi +o conventi fuori d'ogni pericolo:</p> + +<p>Che i rappresentanti del popolo in ogni rione riceveranno le domande, +ne verificheranno la giustizia, e rilasceranno una carta d'ammissione +ai locali, la lista dei quali verrà consegnata ad essi, colle +dovute istruzioni, dal ministero dell'interno.</p> + +<p>I Triumviri affidano alla virtù e al patriotismo delle popolane romane +la custodia vigilante e l'ordine necessario a preservare da ogni +guasto le abitazioni assegnate ad esse da Roma.</p> + +<p class="date"> +<i>5 giugno 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXV.</h3> + +<p>(Le linee seguenti rispondevano a un'ultima intimazione del generala +Oudinot, quando i Francesi erano già sul primo bastione a sinistra +della porta San Pancrazio.)</p> + +<p class="break">Abbiamo l'onore di rimettervi la risposta dell'Assemblea alla vostra +comunicazione del 12.</p> + +<p>Noi non tradiamo mai le nostre promesse. Abbiamo promesso difendere, +in esecuzione degli ordini dell'Assemblea e del popolo romano, +la bandiera della repubblica, l'onore del paese e la santità +della capitale del mondo cristiano, e manterremo la nostra promessa.</p> + +<p>Gradite, generale, l'assicurazione della nostra distinta considerazione.</p> + +<p class="date"> +<i>13 giugno 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXVI.</h3> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span></p> +<p>(Risposta a una lettera indirizzata dal signor de Corcelles, inviato +straordinario della repubblica francese, al signor de Gerando, cancelliere +dell'ambasciata francese in Roma. La lettera tentava scusare +la contraddizione patente fra gli accordi di Lesseps e l'assalto dato +a Roma dal generale Oudinot.)</p> + +<p class="date break"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>La lettera che il signor de Corcelles vi scrive con data del 13, e +che m'è da voi cortesemente comunicata, non invalida affatto, dovete +ammetterlo, la risposta data dall'Assemblea costituente romana alla +intimazione del generale Oudinot. Poco monta la data di uno o di +altro dispaccio francese; poco monta che il signor Lesseps fosse o +no richiamato al momento della firma apposta da lui alla convenzione +del 31 maggio.</p> + +<p>Una sola parola risponde a ogni cosa: <i>l'Assemblea ignorava; essa +non ebbe mai comunicazione officiale di quei dispacci</i>.</p> + +<p>La questione diplomatica è dunque, per noi, posta in questi termini:</p> + +<p>Il signor Lesseps era ministro plenipotenziario della Francia in +Roma. Egli era tale per noi il 31 maggio come prima d'allora. Nulla +ci aveva avvertiti d'una modificazione o d'un annullamento de' suoi +poteri. Trattavamo noi dunque con lui in piena buona fede come se +trattassimo colla Francia: e questa nostra buona fede ci valse, +nella notte dal 28 al 29 maggio, l'occupazione di Monte +Mario. Addentrati in una discussione assolutamente pacifica col signor +Lesseps, ansiosi d'evitare quanto avrebbe potuto trascinare gli +spiriti su direzione avversa ai nostri voti e non sapendo indurci a +credere che la missione protettrice della Francia comincerebbe coll'assedio +di Roma, guardavamo ogni incidenza senza commoverci. A +ogni movimento delle vostre truppe, a ogni operazione tendente a restringere +la cinta militare e a ravvicinarsi gradatamente a posizioni +che noi avremmo potuto difendere, il signor Lesseps s'affrettava a +dirci che i Francesi non operavano a quel modo se non per quetare +la concitazione febbrile delle truppe affaticate dalla lunga inerzia; +in nome dei due paesi, in nome dell'umanità, ei ci supplicava d'evitare +ogni conflitto, d'aver fede in lui, di non paventare conseguenza +alcuna da quei fatti anormali. E noi cedevamo volonterosi. Oggi, io +sono costretto, per quanto a me spetta, a pentirmi di quella arrendevolezza; +non già ch'io tema per Roma, ma perchè petti di prodi +difendono ciò che buone posizioni avrebbero potuto difendere. Il 31 +maggio, alle otto di sera, furono firmati gli accordi tra il signor Lesseps +e noi. Ei li portò seco al campo affermandoci ch'ei considerava +la firma del generale Oudinot come semplice formalità intorno alla +quale non poteva esistere dubbio. Eravamo tutti coll'animo lieto. Le +cose stavano per ripigliare, tra la Francia e noi, la loro naturale +tendenza.</p> + +<p>La notte, parmi, ci giunse il dispaccio del generale Oudinot contenente +rifiuto d'adesione agli accordi e l'affermazione che il signor +Lesseps, firmandoli, aveva oltrepassati i poteri affidatigli.</p> + +<p>Un secondo dispaccio, con data del 1.º giugno, a tre ore e mezzo +dopo mezzodì, e firmato dal generale, ci dichiarava «che i fatti avevano +giustificato la sua determinazione e che in due dispacci del +<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span> +ministro di guerra e degli affari esteri, in data 28 e 29 maggio, il +governo francese gli annunziava il termine della missione del signor +Lesseps.»</p> + +<p>Ventiquattro ore ci erano concesse per accettare l'<i>ultimatum</i> del +29 maggio.</p> + +<p>V'è noto come lo stesso giorno il signor Lesseps c'indirizzasse una +comunicazione nella quale è detto: «Mantengo l'accordo firmato jeri. +Parto per Parigi onde ottenergli ratifica. Quell'accordo fu conchiuso +in virtù d'istruzioni che mi davano facoltà di consacrarmi esclusivamente +ai negoziati e alle relazioni da stabilirsi colle autorità e +le popolazioni romane.»</p> + +<p>Lo stesso giorno, in ora più inoltrata, il generale Oudinot ci dichiarava +che ricomincerebbe le ostilità, ma che «su richiesta del +cancelliere dell'ambasciata francese... l'assalto sarebbe differito fino a +lunedì mattina, almeno».</p> + +<p>Fummo assaliti la domenica, e la conseguenza di questa violazione +di fede era per noi l'occupazione di Villa Panfili e la sorpresa operata +su due compagnie, la cui cifra entra senza dubbio nel <i>bollettino</i> +della giornata del 3. Quei duecento uomini, còlti nel sonno, sono ora, +insieme ai 24 prigionieri fatti nella giornata, in Bastia nella Corsica.</p> + +<p>Dopo ciò, che importa a noi, vogliate dirmelo, signore, il dispaccio +del 26 maggio citato la prima volta nella lettera del signor de Corcelles? +Che importano al governo romano i dispacci citati dal generale +Oudinot? Noi non vedemmo mai quei dispacci; ci è ignoto ciò +che contengono; nessuna comunicazione officiale c'informò della loro +esistenza. Da un lato abbiamo le informazioni del generale Oudinot; +dall'altro quelle del ministro plenipotenziario; le une contradicono le +altre. Esca la Francia da viluppo siffatto e salvi l'onore se può. Posta +fra un ministro plenipotenziario e il generale d'una divisione d'esercito, +la nostra Assemblea ha stimato di conformarsi alla tradizione +dei fatti stabiliti dal plenipotenziario. Io consento in ciò ch'essa fece +e vi ricordo, signore, che oggi soltanto, decimo giorno dell'assedio, +la presenza del signor de Corcelles nel campo, con attribuzioni di ministro +straordinario, ci è fatta indirettamente nota.</p> + +<p>Meditate, signore, le date delle note ufficiali, paragonatele colla +data dell'occupazione di Monte Mario o d'altre operazioni dell'esercito +francese; poi diteci se, esaminando freddamente la questione +diplomatica, l'Europa non dovrà dire: «Il governo francese non ha +voluto se non deludere il governo romano. Il generale Oudinot s'è +giovato della buona fede degli uomini che lo compongono per restringere +il cerchio dell'assedio, per occupare posizioni favorevoli, +per agevolarsi la possibilità d'impossessarsi della città. O il dispaccio +del 26 non esiste o non fu comunicato in tempo al signor +Lesseps.»</p> + +<p>Il dispaccio del 29 maggio era difatti noto nel campo francese nella +mattina del 1.º giugno; quello del 26 poteva dunque essere in mano +al generalo Oudinot fin dal 29 maggio. Se il generale non lo esibì +fin d'allora per sospendere negoziati e poteri del negoziatore, sorge +il pensiero ch'ei volesse trarre partito da quei negoziati, che inceppavano +la vigilanza e le forze del popolo romano, per impadronirsi a +poco a poco, senza incontrare resistenza, dalle posizioni migliori; +certo com'egli era di porre fine quando giovasse, rivelando il dispaccio +del 26, agli accordi e di rompere, pronta ogni cosa per assalire, +la tregua.</p> + +<p>Concedete, signore, ch'io vi dica colla libertà che si addice a un +uomo leale e d'indole non servile: la condotta del governo romano +non s'allontanò mai d'una linea, nelle trattative ch'ebbero luogo, dalle +<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +vie dell'onore. Il governo francese potrebbe difficilmente affermarlo di +sè. Ciò non tocca, la Dio mercè, menomamente la Francia; prode e generosa +nazione, essa è, come noi, vittima d'un basso indegno raggiro.</p> + +<p>Oggi, i vostri cannoni tuonano contro le nostre mura, le vostre +bombe scendono sulla città sacra; la Francia ebbe questa notte la +gloria d'uccidere una povera fanciulla del Trastevere che dormiva +a fianco della sorella.</p> + +<p>I nostri giovani ufficiali, i nostri militari improvvisati, i nostri popolani, +cadono sotto i vostri projettili gridando: <i>Viva la repubblica!</i> +I prodi soldati di Francia cadono, senza grido, senza mormorare accento, +come uomini disonorati. Io son certo che non havvi un solo +cuore tra voi che non dica internamente a sè stesso ciò che uno dei +vostri disertori ci diceva oggi: <i>Non so qual voce segreta ci dice che +combattiamo de' fratelli</i>.</p> + +<p>E perchè questo conflitto fraterno? Io nol so; voi nol sapete. La +Francia non ha qui bandiera; essa combatte uomini che l'amano e +che, pochi giorni addietro, fidavano in essa. Essa cerca l'incendio di +una città che non l'ha menomamente offesa, senza programma politico, +senza fine determinato, senza diritto da esercitare, senza dovere +da compiere. Essa gioca, per mezzo de' suoi generali, la partita dell'Austria +e senza il tristo coraggio di confessarlo. Essa trascina il +suo stendardo nel fango dei conciliaboli di Gaeta e retrocedendo +davanti a una schietta dichiarazione di ripristinamento sacerdotale. +Il signor de Corcelles non s'avventura più a parlare d'anarchia, di +fazioni; ma scrive, come chi è turbato nell'anima, queste parole, +senza senso: «La Francia ha per fine la libertà del capo riverito +della Chiesa, la libertà degli Stati romani e la pace del mondo!»</p> + +<p>Noi sappiamo almeno perchè combattiamo, e perchè lo sappiamo, +siam forti. Se la Francia rappresentasse qui tra noi un principio, una +di quelle idee che fanno grandi le nazioni e la fecero grande in passato, +il valore de' suoi figli non si romperebbe contro il petto dei +nostri giovani militi.</p> + +<p>È trista pagina davvero, signore, quella che sta ora scrivendosi dai +vostri generali nella storia di Francia; è un colpo mortale vibrato +al Papato che voi pretendete proteggere e che affogate nel sangue; +è un abisso incolmabile scavato fra due nazioni chiamate a movere +insieme pel bene di tutti e che si stendevano, vogliose d'intendersi, +la mano da secoli; è una violazione profonda della morale che dovrebbe +governare le relazioni tra popolo e popolo, della comune credenza +che dovrebbe guidarli, della santa causa della libertà che vive +in quella credenza, dell'avvenire non dell'Italia—i patimenti sono +per essa un battesimo di progresso—ma della Francia, che non può +serbarsi in prima fila tra le nazioni se non colle maschie virtù della +fede e dell'intelletto della libertà.</p> + +<p class="date"> +<i>15 giugno 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXVII.</h3> + +<p>(Dopo il decreto dell'Assemblea che ingiungeva cessasse la resistenza.)</p> + +<p class="date break"> +<span class="smcap">Romani</span>! +</p> + +<p>Il Triumvirato s'è volontariamente disciolto. L'Assemblea costituente +vi comunicherà i nomi dei nostri successori.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p> +<p>L'Assemblea, commossa, dopo il successo ottenuto jeri dal nemico, +dal desiderio di sottrarre Roma agli estremi pericoli, e d'impedire +che si mietessero senza frutto per la difesa altre vite preziose, decretava +la cessazione della resistenza. Gli uomini, che avevano retto +mentre durava la lotta, mal potevano seguire a reggere nei nuovi +tempi che si preparano. Il mandato ad essi affidato cessava di fatto, +ed essi si affrettarono a rassegnarlo nelle mani dell'Assemblea.</p> + +<p>Romani! Fratelli! Voi avete segnata una pagina che rimarrà nella +storia documento della potenza d'energia che dormiva in voi e dei +vostri fati futuri, che nessuna forza potrà rapirvi. Voi avete dato +battesimo di gloria e consacrazione di sangue generoso alla nuova +vita che albeggia all'Italia, vita collettiva, vita di popolo che vuole +essere e che sarà. Voi avete, raccolti sotto il vessillo repubblicano, +redento l'onore della patria comune contaminata altrove dagli atti +dei tristi, e scaduta per impotenza monarchica. I vostri Triumviri, +tornando semplici cittadini fra voi, traggono con sè conforto supremo +nella coscienza di pure intenzioni, e l'onore d'avere il loro nome associato +ai vostri fortissimi fatti.</p> + +<p>Una nube sorge oggi tra il vostro avvenire e voi. È nube d'un'ora. +Durate costanti nella coscienza del vostro diritto e nella fede per la +quale morirono apostoli armati, molti dei migliori fra voi. Dio, che +ha raccolto il loro sangue, sta mallevadore per voi. Dio vuole che +Roma sia libera e grande; e sarà. La vostra non è disfatta: è vittoria +dei martiri ai quali il sepolcro è scala di cielo. Quando il cielo splenderà +raggiante di resurrezione per voi; quando, tra brev'ora, il prezzo +del sacrificio, che incontraste lietamente per l'onore, vi sarà pagato; +possiate allora ricordarvi degli uomini che vissero per mesi della +vostra vita, soffrono oggi dei vostri dolori, e combatteranno, occorrendo, +domani, misti nei vostri ranghi, le nuove vostre battaglie. Viva +la repubblica romana!</p> + +<p class="date"> +<i>30 giugno 1849.</i> +</p> + + +<h3>XXVIII.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani</span>! +</p> + +<p>La forza brutale ha sottomesso la vostra città; ma non mutato o +scemato i vostri diritti. La repubblica romana vive eterna, inviolabile, +nel suffragio dei liberi che la proclamarono, nell'adesione spontanea +di tutti gli elementi dello Stato, nella fede dei popoli che hanno +ammirato la lunga nostra difesa, nel sangue dei martiri che caddero +sotto le nostra mura per essa. Tradiscano a posta loro gl'invasori le +loro solenni promesse. Dio non tradisce le sue. Durate costanti e fedeli +al voto dell'anima vostra nella prova alla quale Ei vuole che per +poco voi soggiaciate; e non diffidate dell'avvenire. Brevi sono i sogni +della violenza, e infallibile il trionfo d'un popolo che spera, combatte +e soffre per la Giustizia o per la santissima Libertà.</p> + +<p>Voi daste luminosa testimonianza di coraggio militare; sappiate +darla di coraggio civile.</p> + +<p>Per quanto avete di sacro, cittadini, serbatevi incontaminati di +stolte paure e di basso egoismo. Duri visibile agli occhî del mondo +la separazione tra voi e gl'invasori. Sia Roma il loro campo, non la +loro città. E segnate del nome di traditore di Roma chi trapassa, +transigendo colla propria coscienza, nel campo nemico. Le necessità +europee non consentono che <span class="smcap">Roma</span> sia conquista di Francesi o d'altri. +<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +Mantenete all'occupazione il suo carattere di conquista; isolate il +nemico; l'Europa leverà una voce potente per voi. E intanto nessuno +può contendervi la pacifica espressione del vostro voto. Organizzate +pubblicamente espressione siffatta. Dai municipî esca ripetuta con +fermezza tranquilla d'accento <i>la dichiarazione ch'essi aderiscono volontarî +alla forma repubblicana e all'abolizione del governo temporale +del Papa; e che riterranno illegale qualunque governo s'impianti senza +l'approvazione liberamente data dal popolo</i>; poi, occorrendo, si sciolgano. +Da ogni rione, da ogni città di provincia escano liste segnate +da migliaja di nomi che attestino la stessa fede e invochino lo stesso +diritto. Per le vie, nei teatri, in ogni luogo di convegno, sorga un +grido: <i>Fuori il governo dei preti! Libero voto!</i> e dopo quell'unico +grido, ritraetevi. All'inalzare dello stemma pontificio governativo, +quanti giurarono alla repubblica s'allontanino dai loro ufficî. Non si +imprigionano le migliaja; non si costringono gli uomini ad avvilirsi. +E voi v'avvilireste, o Romani, v'avvilireste per sempre, se dopo aver +gridato una volta all'Europa che volevate esser liberi e combattuto e +perduto i migliori fra i vostri per esser tali, assumeste condizione di +schiavi e pattuiste fin dal primo giorno colla disfatta.</p> + +<p>I vostri padri, o Romani, furon grandi, non tanto perchè sapevano +vincere, quanto perchè non disperavano nei rovesci.</p> + +<p>In nome di Dio e del Popolo, siate grandi come i vostri padri. Oggi, +come allora, e più che allora, avete un mondo, il mondo italiano, in +custodia.</p> + +<p>La vostra Assemblea non è spenta, è dispersa. I vostri Triumviri, +sospesa per forza di cose la loro pubblica azione, vegliano a scegliere, +a norma della vostra condotta, il momento opportuno per riconvocarla.</p> + +<p class="date"><i>5 luglio 1849.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + +<hr /> + +<h2 class="lighter"><a name="SCRITTI_SUL_MEDESIMO_PERIODO" id="SCRITTI_SUL_MEDESIMO_PERIODO"></a><span class="big">SCRITTI</span><br /><br /> +SUL MEDESIMO PERIODO</h2> + + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span></p> +<p>(Gli scritti che seguono sono, in certo modo, epilogo al dramma di +Roma, e conchiudono il periodo che abbraccia il 1848 e il 1849. Li +pubblicai dalla Svizzera.)</p> + + +<p class="title">LETTERA AL MINISTERO FRANCESE.<br /><br /> +<i>Ai signori Toqueville e Falloux, ministri di Francia.</i></p> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Signori</span>! +</p> + +<p>Se voi, ne' vostri discorsi del 6 e del 7 agosto, non aveste calunniato +che <i>me</i>, tacerei: non ho provato mai nella vita se non indifferenza +per la calunnia e supremo disprezzo pei calunniatori. Ma voi +faceste segno delle vostre calunnie una intera rivoluzione, santa nel +suo diritto, pura d'eccessi nel suo sviluppo: un intero popolo, buono, +valoroso e notabile per affetto all'ordine e abitudini di disciplina, tramandate +ad esso dagli antichi suoi padri. Uomini consacrati da lunghi +studî alla serena imparzialità filosofica, avete non per tanto, pe' vostri +fini, ripetuto impassibili all'Assemblea le volgari accuse d'<i>anarchia</i>, +di <i>terrore</i> e di <i>setta</i>, gittate per più mesi, pascolo a un pubblico +ignaro, da gazzettieri pagati perchè si spianasse la via all'iniqua impresa +contro la romana repubblica. Avete freddamente, col labbro +atteggiato al sorriso dell'ironia, avventato il fango della nazione su +quei che morirono per la patria nascente. Importa che, per onore +della razza umana, qualcuno protesti. Importa che non per voi nè +per una maggioranza parlamentaria diseredata, per opera d'egoismo +e paura, d'ogni senso morale, ma per quei che gemono tra voi, come +noi gemiamo, la libertà perduta, e per la Francia dei dì che verranno, +sorga una voce d'onesto a dirvi, o signori, che la vostra eloquenza +è mero artificio, la vostra fede una ipocrisia; che per tutta +quanta la serie delle vostre asserzioni voi non avete dato se non +menzogne alla Francia e all'Europa; che s'havvi nel mondo cosa più +vile del carnefice e dell'opera sua, è l'insulto al cadavere, la percossa +alla pallida faccia di Carlotta Corday. Io dunque scrivo e protesto in +nome di Roma. Io so d'uomini i quali dovrebbero, per onor della +Francia, assumersi la parte ch'oggi io m'assumo: sono gli impiegati +della vostra cancelleria in Roma<a name="FNanchor_98_98" id="FNanchor_98_98"></a><a href="#Footnote_98_98" class="fnanchor">[98]</a>, che arrossivano davanti a me +<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span> +degli atti del loro governo e plaudivano riconoscenti alle nostre cure +protettrici e alla condotta ammirabile del nostro popolo, ma paventavano +la perdita dell'ufficio. E so d'altri—ma questi son nostri,—ai +quali basterebbe l'animo per protestare, da Roma, e sfidando le +vendette sacerdotali, contro le vostre menzogne: ma la vostra antiveggente +amministrazione ha chiuso ad essi, sopprimendo ogni giornale, +dal vostro infuori, ogni via di pubblicità.</p> + + +<h3>I.</h3> + +<p>Non era più in Roma sovrano. Il papa s'era fatto disertore a Gaeta. +Una commissione governativa instituita da lui avea ricusato d'assumer +l'ufficio. Due deputazioni, inviate successivamente da Roma a supplicar +Pio IX, perchè tornasse, s'erano vedute respinte. E condizione siffatta +di cose trascinava inevitabili l'anarchia e la guerra civile. Urgeva +un rimedio.</p> + +<p>Il 9 febbrajo, a un'ora del mattino, si proclamavano il decadimento +del potere temporale del papa, e conseguenza logica, la repubblica. +Da chi? Dall'Assemblea costituente degli Stati romani. D'onde esciva +la Costituente? Dal voto universale. Ebbe luogo, non dirò terrore, +ma agitazione, influenza illegalmente esercitata nelle elezioni? No; +tutto si fece pacificamente, tranquillamente, senza corruttele e senza +minaccia. La minorità fu considerevole? Su <i>cento cinquantaquattro</i> +membri presenti, <i>undici</i>, per motivi d'opportunità, si dichiararono avversi +alla repubblica, soli <i>cinque</i> al decadimento. Quanti fra quei +ch'oggi voi chiamate sprezzando <i>stranieri</i>, quanti Italiani nati al di +là del confine romano, avevano seggio in quell'Assemblea? <i>Due</i> forse; +Garibaldi e il generale Ferrari; e Garibaldi era partito per Rieti. +Noi, Saliceti, Cernuschi, Cannonieri, Dall'Ongaro e io, fummo eletti +più tardi.</p> + +<p>E come accolsero le popolazioni il doppio decreto dell'Assemblea? +Insorse, per tutta quanta l'estensione del territorio romano, un solo +tentativo di resistenza, un solo indizio di parere discorde, una sola +voce che protestasse in favore della potestà decaduta? Non una. Alcuni +carabinieri, collocati sulla frontiera napoletana, si fecero disertori; +forse temevano, a torto, tristi conseguenze degli imprigionamenti +eseguiti sotto Gregorio. Ma fu fatto isolato. Città, campagne, +salutarono con gioja sentita l'èra repubblicana. I vecchî municipî, +eletti sotto il governo papale, mandarono la loro adesione come la +mandarono più dopo i nuovi eletti per voto universale l'undici marzo. +Rimaneva a Pio IX qualche individuo amico, non uno al governo +del papa.</p> + +<p>E dopo la giornata del 30, quando il governo repubblicano, imminente +la quadruplice invasione, e concentrate le truppe in Roma, non +serbava influenza se non morale sulla provincia—fra i terrori della +crisi finanziaria e gli sforzi dei pochi retrogradi—l'elemento conservatore +dello Stato rinnovò spontaneo l'adesione alla forma repubblicana. +Bologna, Ancona, Perugia, Civitavecchia, Ferrara, Ascoli, +Cesena, Fano, Faenza, Forlì, Foligno, Macerata, Narni, Pesaro, Orvieto, +Ravenna, Rieti, Viterbo, Spoleto, Urbino, Terni, duecento sessantatrè +municipî mandarono a Roma indirizzi, dichiarando in nome +dei popoli che l'abolizione del potere temporale e la repubblica erano +condizioni di vita allo Stato.</p> + +<p>L'Assemblea costituente, numerosa di 150 membri e se non per intelletto, +per core almeno, parte eletta della nazione, sedeva permanente, +fino al giorno in cui la forza brutale, violando doveri e promesse +<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span> +di Francia, veniva a discioglierla. Essa dettava o approvava +quanto fu fatto dal 9 febbrajo sino al 2 luglio.</p> + +<p>E chi governava in suo nome? furono elementi indigeni o forestieri?</p> + +<p>Prima un Comitato esecutivo: due romani, Armellini e Montecchi; +un napoletano, Saliceti; poi, il Triumvirato: proporzione identica di +elementi. Ma inferiormente al potere, quanti applicano e vivificano +il concetto primo, quanti amministrando, sciogliendo le questioni individuali, +operando ad ogni ora, esprimono e modificano il paese, furono +romani. Il presidente del Consiglio sotto il comitato esecutivo, +Muzzarelli;—il ministro di grazia e giustizia, Lazzarini;—quello +degli esteri, Rusconi;—i ministri dell'interno, Saffi e Mayr;—delle +finanze, Guiccioli e Manzoni;—dei lavori pubblici, Sterbini e Montecchi;—della +guerra, Campello e Calandrelli, appartenevano tutti +agli Stati romani. La sicurezza pubblica fu successivamente affidata +a Mariani, Meucci, Meloni, Galvagni, romani. Un romano, Sturbinetti, +tenne la pubblica istruzione; un romano, la direzione del debito +pubblico;—quella dei lavori statistici,—la presidenza della Corte +suprema,—il segretariato del governo,—la direzione degli ospedali,—la +zecca. A una commissione composta di sette membri, Sturbinetti, +Piacentini, Salvati, Meucci, Allocatelli, Spada, Castellani, romani +tutti, fu commessa la sovraintendenza sulle domande d'impieghi. Non un +preside, non un solo impiegato in provincia, che non fosse suddito +nato dello Stato. In tutta la serie degli impiegati superiori, io non +trovo dal primo all'ultimo giorno della repubblica che due soli stranieri, +Avezzana, ministro di guerra, e Brambilla, membro della commissione +di finanze; e romani erano i due colleghi di quest'ultimo, +Costabili e Valentini.</p> + +<p>E l'esercito?</p> + +<p>Il piccolo esercito repubblicano, concentrato ai tempi dell'assedio +in Roma contava: il primo reggimento di linea, colonnello de Pasqualis:—il +secondo, colonnello Caucci-Molara;—il terzo, colonnello +Marchetti, romani tutti ufficiali e soldati;—due reggimenti +leggieri, il primo comandato da Masi, lo stesso che il signor de Corcelles, +nel suo dispaccio del 12 giugno, tenta far credere forestiero; +il secondo condotto da Pasi; ed ambi romani.—la legione romana—i +bersaglieri comandati da Mellara, morto per molte ferite, romani—i +pochi reduci romani—il battaglione Bignami, romano—il reggimento +dell'Unione, romano—i carabinieri, romani—i dragoni, +romani—il Genio, romano—l'artiglieria, romana.</p> + +<p>E romani erano non solamente i capi nominati finora, ma i due +Galletti, Bartolucci, i colonnelli Pinna, Amedei, Berti Pichat, il generale +in capo Roselli, i capi dell'intendenza Gaggiotti e Salvati, i +principali impiegati nel ministero dell'armi.</p> + +<p>Quali dunque erano gli <i>stranieri</i>?</p> + +<p>Garibaldi e la sua legione: 800 uomini.</p> + +<p>Arcioni e la sua legione degli emigrati: 300 uomini.</p> + +<p>Manara—morto per la libertà—e i suoi bersaglieri lombardi, +500 uomini.</p> + +<p>I Polacchi: 200.</p> + +<p>La legione straniera: 100 uomini.</p> + +<p>Il pugno di prodi che, duce Medici, difese il Vascello.</p> + +<p>Otto, forse, uffiziali di stato maggiore.</p> + +<p>Duemila uomini al più; no, la cifra fu minore d'assai: il corpo d'Arcioni +racchiudeva un terzo almeno di elementi esciti dalla provincia +romana:—il nucleo di cavalleria appartenente alla legione Garibaldi +<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +e comandato dal bolognese Masina, morto sul campo, si componeva +pressochè tutto d'indigeni: l'infanteria Garibaldi spettava per +metà quasi al paese.</p> + +<p>Da 1400 a 1500 uomini; a questo si limita la cifra degli <i>stranieri</i> +accorsi alla difesa di Roma: da 1400 a 1500 uomini sopra un insieme +di 14 000; perchè—giova che l'Italia lo sappia—soli 14 000 uomini, +giovine esercito senza esperienza, senza tradizione, sorto per così +dire di mezzo alla pugna, tennero fronte per due mesi a 30 000 soldati +di Francia.</p> + +<p>Tutto ciò v'era noto; <i>poteva</i> almeno, dunque <i>doveva</i> esservi noto, o +signori; e nondimeno voi gittaste sfrontatamente all'Assemblea la cifra +di 20 000 <i>stranieri</i> siccome prova che quello da voi soffocato per poco +nel sangue non era il pensiero di Roma; e su quella parola, su +quella cifra inventata, s'aggomitola metà della vostra argomentazione! +<i>Stranieri!</i> Io chiedo perdono alla mia patria d'avere, insistendo sull'orme +vostre, innestato in queste pagine l'esosa parola. Come? <i>Stranieri</i> +in Roma i Lombardi, i Toscani, i nati d'Italia! E l'accusa move +da voi, da voi Francesi, da voi che a risollevare il vecchio trono papale, +v'appoggiate sulle bajonette austriache e spagnuole!</p> + +<p>La gioventù di tutte le nostre provincie mandava, un anno addietro, +i suoi migliori, come a convegno d'onore, sui campi lombardi; +ma io non ricordo che Radetzky li chiamasse mai, nei suoi proclami, +stranieri. La negazione assoluta della nazionalità italiana era serbata +al governo del nipote dell'uomo che proferiva a Sant'Elena quelle +parole: <i>per unità di letteratura, di costumi, di lingua, l'Italia è destinata +a formare una sola nazione</i>.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>L'accusa di violenza, di terrore eretto in sistema, gittata contro il +governo repubblicano, è accusa oggimai smentita solennemente dai +fatti della difesa. Non si comanda col terrore l'entusiasmo a tutto un +popolo armato<a name="FNanchor_99_99" id="FNanchor_99_99"></a><a href="#Footnote_99_99" class="fnanchor">[99]</a>; e voi siete, signori, nel bivio di calunniare il valore +dell'armi francesi o di confutarvi da per voi stessi—di dichiarare +che <i>pochi</i> faziosi, costretti a comprimere una popolazione di +160 000 anime, valsero per due mesi a combattere, a vincer sovente +l'esercito vostro, o di confessare, a salvarvi dalla taccia d'imbecillità +e codardia, che governo, popolo, guardia nazionale ed esercito, erano +in Roma affratellati in un solo pensiero di libertà e di guerra ai nemici +della repubblica. Pur giova parlarne, tanto almeno che voi non +possiate ripetere la stolta accusa senza ch'altri possa dirvi: la <i>vostra +menzogna è premeditata</i>.</p> + +<p>Lasciate da banda l'assassinio tante volte ipocritamente citato di +Rossi. La repubblica decretata il 9 febbrajo 1849 non deve scolparsi +d'un fatto accaduto il 16 novembre 1848, quando la parte principesca, +la parte dei <i>moderati</i> settatori di Carlo Alberto, teneva il campo e cacciava +o condannava ad assoluto silenzio gli uomini di fede repubblicana; +nè alcuno in Italia accusa le vostre rivoluzioni di procedere +dall'assassinio perchè il duca di Berry cadea di pugnale e cinque o +sei tentativi di regicidio si succedevano nel volger di due anni in +<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +Parigi. Attenetevi ai fatti generali che contrassegnano in ogni tempo +e in ogni luogo i sistemi che s'appoggiano sulla violenza. Potete, signori, +citare, pei cinque mesi a un dipresso di governo repubblicano, +<i>una sola</i> condanna a morte per cagione politica? <i>un solo</i> esilio intimato +per sospetto politico? <i>un solo</i> tribunale eccezionale instituito in +Roma per giudicare colpe politiche? <i>un solo</i> giornale sospeso per +ordine governativo? <i>un solo</i> decreto diretto a vincolare la libertà +della stampa anteriore all'assedio? Citate. Citate le leggi ordinatrici +del terrore: citate i bandi feroci; citate le vittime—o rassegnatevi +al marchio dei mentitori.</p> + +<p>«La bandiera repubblicana inalzata in Roma dai deputati del popolo»—noi +dicevamo in una delle nostre dichiarazioni—«non +rappresenta il trionfo d'una frazione di cittadini sopra un'altra: rappresenta +un trionfo comune, una vittoria riportata da molti, consentita +dalla immensa maggiorità del principio del bene su quello del +male, del diritto comune sull'arbitrio dei pochi, della santa eguaglianza +che Dio decretava a tutte l'anime sul privilegio e sul dispotismo. +Noi non possiamo essere repubblicani senza essere e dimostrarci +migliori dei poteri rovesciati... Noi non siamo governo d'un +partito, ma governo della nazione... Nè intolleranza, nè debolezza. La +repubblica è conciliatrice ed energica. <i>Il governo della repubblica è +forte; quindi non teme.</i>» In queste linee stava il programma repubblicano; +nè fu mai violato, siccome i vostri, o ministri di Francia, +dagli uomini che amministrarono tra noi la repubblica.</p> + +<p>Ed eravamo forti: forti dell'amore dei buoni—e i tristi fra noi +son pochissimi—forti del consenso dei cittadini ben altrimenti che +voi non siete, signori. Noi non avevamo per mantenerci bisogno di +porre lo stato d'assedio alla capitale: di sciogliere guardie nazionali; +di riempir le prigioni; di cacciarvi, misti agli altri, i rappresentanti +del popolo; di condannare a deportazione centinaja d'uomini di lavoro; +di ricingerci, a comprimer gli altri, di cannoni e soldati. La nostra +capitale era lieta, festosa sotto il peso dei sacrifici che ogni mutamento +di stato impone, tranquilla, serena, quando la presenza del +vostro esercito sotto le mura provocava alle audacie i malcontenti, +se malcontenti fossero mai stati in Roma. La nostra guardia nazionale +dava oltre a 7000 uomini al servizio attivo per entro la città e +sulle mura. Le nostre prigioni erano pressochè vuote d'accusati politici: +due o tre individui fondatamente sospetti di contatto col vostro +campo: due o tre cardinali côlti in delitto flagrante di cospirazione, +e un ufficiale, Zamboni, reo di diserzione, stavano soli sotto processo +quando il signor de Corcelles si recò a visitar le prigioni; i cinque +o sei detenuti, Freddi, Alai, e siffatti, da lui trovati in Castel Sant'Angiolo, +v'erano per ordine di Pio IX e per trame contro il <i>suo</i> governo. +Gli uomini più avversi alla repubblica, un Mamiani, un Pantaleoni, +passeggiavano liberi le vie di Roma: al popolo, che ne sospettava, +noi ricordavamo che la repubblica, migliore del principato, teneva inviolabili +le opinioni quando non si traducevano in fatti pericolosi; e +il popolo, generoso per indole e per coscienza di forza, intendeva e +rispettava; nè cominciarono per taluno fra quegli uomini i pericoli +se non quando noi non potevamo più interporre la nostra parola e lo +spettacolo della vostra forza brutale irritava a riazione la moltitudine. +Parecchî fra i nostri cannoni rimasero sovente, per impossibilità di +custodia a tutto quanto il cerchio della città, accessibili a ogni uomo +senza un solo soldato che li guardasse. E fu tal giorno—il 16 maggio +quando le nostre truppe mossero alla volta di Velletri contro l'esercito +del re di Napoli—in cui dalle cinque fino alla mezzanotte la +<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span> +città rimase sprovveduta d'ogni milizia e affidata al popolo unicamente. +La truppe francesi erano a poca distanza dalle nostre mura. Noi facemmo +ritrarre dalle porte del palazzo le poche guardie, richieste altrove. +L'amore del popolo ci custodiva. E nè allora nè mai—tra i +disagi d'una crisi finanziaria inevitabile, in mezzo a privazioni materiali +inseparabili dal semi-blocco che le vostre forze ci stendevano +intorno, sotto le vostre bombe come sotto l'influenza di corruttela +che i vostri agenti e quei di Gaeta s'affaccendavano a esercitare—non +un tentativo d'insurrezione fu operato da quei che il signor +Drouyn de Lhuys chiama sfrontatamente gli <i>onesti</i>, non una voce di +popolano sorse a dirci: <i>scendete</i>. Fazione! Terrore! Ah! se l'anima +vostra, ministri di Francia, serbasse un'ombra pur di pudore, voi, +guardandovi attorno o pensando alle paure e alle violenze tra le quali +vi reggete in Parigi, avreste fuggito studiosamente quelle parole per +temenza ch'altri vi leggesse la <i>vostra</i> condanna.</p> + +<p>E se l'Assemblea davanti alla quale parlaste non fosse irreparabilmente +guasta e inaccessibile ad ogni amore di verità—se invece di +trascinarsi servilmente sull'orme del potere qual ch'ei si sia, i membri +che sostengono col voto la vostra politica esterna, avessero, e sia +pure avverso al nostro, un sistema nella mente, un concetto di credenza +nel core—cento voci si sarebbero levate a tumulto in udirvi +e v'avrebbero gridato: «Tacete. Non disonorate le nostre tendenze +coll'aperta menzogna. Che! il vostro primo decreto in Roma instituisce +pei fatti politici tribunali militari, scioglie circoli, governo, assemblea—il +5 luglio vietate ogni anche pacifico assembramento, intimate castighi +<i>esemplari</i>, a proteggere le persone aventi relazioni amichevoli +colle vostre truppe—il 6, sciogliete la guardia civica—il 7, ordinate +il disarmamento totale dei cittadini—il 14, sopprimete tutti i +giornali—il 18, fulminate minaccie contro ogni radunanza d'oltre a +cinque persone;—tutti i vostri atti in mezzo a una popolazione che +ci affermate favorevole a voi, e che ci vengono officialmente nel vostro +giornale, son quelli appunto che noi, sulla vostra parola, credevamo +ordinatori di terrore in Roma sotto il governo repubblicano e +dei quali or non troviamo vestigio nella collezione de' suoi decreti; +e voi persistete imprudentemente a gittargli contro un'accusa che ricade +su voi, e a vantarvi restauratori della libertà nella pace e nell'ordine!»</p> + +<p>E quei fatti durano tuttavia; durano dopo due mesi dal vostro +trionfo. E le prigioni sono piene zeppe di uomini, i più, rei non +d'altro che d'avere obbedito a chi reggeva, segnati dal dito d'alcune +spie alle vendette sacerdotali. Oltre a cinquanta preti stanno in Castel +Sant'Angiolo, colpevoli d'avere prestato i loro servigi alle ambulanze +repubblicane. In Roma, condanne feroci, condanne di lavori forzosi a +vita, feriscono vilmente ufficiali <i>subalterni</i> di pubblica sicurezza<a name="FNanchor_100_100" id="FNanchor_100_100"></a><a href="#Footnote_100_100" class="fnanchor">[100]</a>. In +Terni, in Bologna, in Ancona, in Rimini, si fucilano giovani, perchè detentori +di un'arme. Non è forse oggi, nello stato romano, una famiglia su +cinque che non conti uno dei suoi membri fuggiasco o prigione. Gli +uomini della parte che intitolavasi <i>moderata</i>, gli uomini ai quali voi +affermate d'esservi diretti ponendo piede in Roma, sono, per opera +vostra, in esilio. Esuli sono Mamiani, Galeotti, il padre Ventura. Il +vostro è lavoro di distruzione: lavoro eguale a quello che la monarchia +compiva in Ispagna nel 1823. Aveste almeno il coraggio brutale +della monarchia! Ma, mandatarî infedeli d'una idea che non è la vostra, +<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span> +avversi nel segreto alla bandiera nel nome della quale pubblicamente +giurate, cospiratori anzichè ministri, voi siete condannati a +ravvolgervi ipocritamente, premeditatamente, nella menzogna.</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Menzogna nelle asserzioni fondamentali; menzogna nei particolari; +menzogna in voi, menzogna nei vostri agenti; menzogna, arrossisco in +dirlo per la Francia che avete cacciata sì in fondo, negli ultimi a +smarrire la tradizione dell'onore, nei capi del vostro esercito. Avete +vinto colla menzogna, e tentate giustificarvi colla menzogna. Mentiva +il generale Oudinot, quando egli, per illudere le popolazioni e +spianarsi, trafficando sul nostro amore per la Francia, la via di +Roma, serbava fino al 15 luglio intrecciate in Civitavecchia la bandiera +francese e la nostra bandiera tricolore ch'ei sapeva di dover +rovesciare. Mentiva impudentemente affermando in un suo proclama +che la maggior parte dell'esercito romano s'era affratellato +col francese, quando tutto lo stato maggiore diede, protestando, +la sua dimissione, quando soli 800 uomini—oggi anch'essi disciolti—accettarono +le condizioni di servizio proposte. Mentiva +vilmente quando, dopo avere solennemente promesso in iscritto di +non assalire la città prima del <i>lunedì</i><a name="FNanchor_101_101" id="FNanchor_101_101"></a><a href="#Footnote_101_101" class="fnanchor">[101]</a> 4 giugno, assalì nella notte +dal sabato alla domenica. Mentiva a noi, trascinato da una debolezza +colpevole, pur temperata dalla speranza di porre rimedio al male, +l'inviato Lesseps, quand'egli ci rassicurava con promesse continue +d'accordo e ci scongiurava a non attribuire importanza alle mosse +francesi dettate, com'ei diceva, unicamente dal bisogno di porgere +sfogo alla insofferenza di riposo nella soldatesca—e intanto, i vostri +si prevalevano bassamente della nostra buona fede a studiare non +molestati il terreno, a collocarsi, a fortificarsi, a occupare improvvisamente, +pendente un armistizio, il punto strategico di Monte Mario. +Mentiva il signor de Corcelles quando, contro la dichiarazione del +municipio romano, quella dei consoli esteri e la testimonianza di +tutta una città, affermava che Roma non era stata bombardata mai: +le bombe piovvero, per molte notti e segnatamente dal 23 al 24 e +dal 29 al 30, frequentissime e dannosissime, sul Corso, a piazza di +Spagna, al Babbuino, sul palazzo Colonna, sullo spedale di Santo +Spirito, su quello dei Pellegrini, per ogni dove. Mentite voi, signor +Tocqueville, quando, fidando nell'ignoranza della vostra maggiorità, +millantaste <i>fatto unico nella storia</i> la scelta del punto verso porta San +Pancrazio per assalire la città quasi a maggior salvezza della popolazione +e delle abitazioni. Roma, che presenta a porta San Paolo e +a porta San Giovanni un'aperta campagna, vede appunto a porta San +Pancrazio accumularsi popolo e case; porta San Pancrazio fu scelta +perchè si mantenessero con rischio minore le comunicazioni con Civitavecchia, +e perchè, mentre dagli altri punti era forza scendere a +una temuta battaglia di popolo e di barricate, da quella di San Pancrazio +il Gianicolo, signoreggiando Roma, offriva il destro di vincerla +con guerra, non d'uomini, ma di bombe e cannoni. Mentiste +tutti, o signori, da colui ch'è primo tra voi sino all'ultimo de' vostri +agenti, a noi, all'Assemblea, alla Francia e all'Europa, quando deste +<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span> +ripetutamente, dal primo giorno della nefanda impresa sino a jeri, +promesse di protezione, di fratellanza, di libertà che avevate fermo +in animo di tradire.</p> + + +<h3>IV.</h3> + +<p>Stretti in concerto con Gaeta, colla Spagna e coll'Austriaco, deliberati +di rovesciare ogni segno di libertà repubblicana in Roma, e +dopo avere lungamente cospirato tanto da illudervi a credere che la +riazione retrograda avrebbe tra noi secondato le vostre mire, voi +mendicaste i sussidî all'Assemblea, ingannandola—e risulta irrepugnabilmente +dalle discussioni posteriori—sull'intento della spedizione. +E ingannaste la commissione incaricata d'interrogarvi, i soldati +ai quali persuadeste in Tolone che li guidavate a battersi contro gli +Austriaci; gli abitanti di Civitavecchia fra i quali scendeste, come +ladro mascherato, con due proclami, uno dei quali distruggeva l'altro; +poi, quando la giornata del 30 commosse gli animi a sdegno, di bel +nuovo l'Assemblea, mandando Lesseps a eseguire il decreto del 7 e +scrivendo lo stesso giorno al generale Oudinot che tenesse fermo e +avrebbe rinforzi; poi il vostro inviato medesimo, dandogli istruzioni +che lo autorizzavano a fare secondo il concetto dell'Assemblea e ingiungendogli +nondimeno di mantenersi in accordo con Rayneval che +aveva istruzioni direttamente contrarie; poi noi; poi tutti—oggi +forse ingannate il Papa, al quale prometteste ridare, senza condizioni, +l'autorità e che ora, non sapendo come farvi perdonare dalla Francia +d'averla disonorata, vorreste ridurre a proconsole costituzionale dipendente +dalla vostra politica. Pur nondimeno non avete saputo architettare +così bene le vostre menzogne che non esca dalle vostre +stesse parole diritto perenne in noi di rivolta e condanna assoluta di +nullità per quanto avete operato, per quanto opererete, senza consultar +legalmente la volontà del popolo da voi manomesso.</p> + +<p>Il preambolo della vostra Costituzione, nell'art. 5, vi grida: <span class="smcap">La +Francia rispetta le nazionalità straniere.... Essa non impiega mai le +sue forze contro la libertà d'alcun popolo</span>. E strozzati da quell'articolo +che vorreste, ma non osate ancor lacerare, mancanti a un tempo +di coscienza della virtù e dell'energia della colpa, avete balbettato +parole che l'Europa ha raccolto e ch'oggi sono tortura all'anima +vostra.</p> + +<p>Odillon Barrot, l'uomo che aveva, il 31 gennajo 1848, affermato il diritto +assoluto d'ogni Stato italiano alla libertà e all'indipendenza<a name="FNanchor_102_102" id="FNanchor_102_102"></a><a href="#Footnote_102_102" class="fnanchor">[102]</a>—dichiarava +alla commissione dell'assemblea <i>che il pensiero del +governo non era di far concorrere la Francia alla distruzione della +repubblica in Roma... e ch'esso opererebbe libero d'ogni solidarietà con +altre potenze</i>. E quando il relatore della commissione riferiva il 16 +aprile all'Assemblea queste dichiarazioni, il presidente del Consiglio +diceva: <i>Io non rinnego una sola delle parole da me pronunziate davanti +alla commissione e riferite a quest'Assemblea</i>. E insisteva: <i>Noi +non andremo in Italia per imporre un governo, nè quello della repubblica, +nè altro... Noi non vogliamo usare delle forze della Francia per +difendere in Roma una o altra forma di governo: no! L'intento nostro +è quello d'essere presenti agli eventi che possono compiersi nel +doppio interesse della nostra influenza e della libertà che può correre +rischio</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p> +<p>La dichiarazione del corpo d'occupazione francese al preside di +Civitavecchia, in data del 24 aprile, affermava che il governo francese +<i>rispetterebbe il voto della maggiorità delle popolazioni romane... +e non imporrebbe mai ad esse forma alcuna di governo</i>.</p> + +<p>Il 26, il generale Oudinot ripeteva che <i>lo scopo dei Francesi non +era quello d'esercitare una influenza opprimente nè d'imporre ai Romani +un governo contrario al loro voto</i>.</p> + +<p>Il 7 maggio, il presidente del Consiglio dichiarava all'Assemblea +che <i>quei proclami, lavoro del ministro degli esteri, racchiudevano tutto +quanto il concetto della spedizione</i>.</p> + +<p><i>Noi non dovevamo marciar su Roma</i>—diceva il relatore della commissione—<i>che +per proteggerla contro un intervento straniero e contro +gli eccessi d'una controrivoluzione.... come protettori</i>—e citava l'espressione +usata dal presidente del Consiglio in seno alla commissione—<i>o +com'arbitri richiesti</i>.</p> + +<p><i>L'Assemblea non voleva</i>—ripeteva lo stesso giorno Odillon Barrot—<i>che +sotto la pressione diretta dell'Austria l'influenza contro-rivoluzionaria +conquistasse Roma</i>.</p> + +<p>E il ministro degli esteri confermava: <i>lo scopo della spedizione</i>—ei +diceva—<i>era quello d'assicurare alle popolazioni romane le condizioni +d'un buon governo, d'una buona libertà, condizioni che sarebbero +state compromesse dalla riazione o dall'intervento straniero</i>. E negava +che si fosse dato ordine al generale Oudinot d'assalire la repubblica +romana; negava che il generale avesse intimato al governo romano +d'abbandonare il potere.</p> + +<p>Allora interveniva il voto solenne dell'Assemblea: l'<span class="smcap">Assemblea nazionale +invita il governo a far senza indugio gli atti necessari perchè +la spedizione d'Italia non sia più oltre sviata dallo scopo assegnatole</span>.</p> + +<p>E d'allora in poi, ministri di Francia, ad ogni istante, attraverso i +passi che movevate verso il vostro intento segreto—nelle parole da +voi prescritte al vostro inviato, la cui scelta doveva essere all'Assemblea +prova delle vostre liberali intenzioni—in tutte le conferenze +con noi tenute dai vostri agenti—nei progetti d'accordo<a name="FNanchor_103_103" id="FNanchor_103_103"></a><a href="#Footnote_103_103" class="fnanchor">[103]</a> +architettati fra il signor Lesseps o il generale Oudinot, il 16 e il 18 +maggio—nel linguaggio del signor de Corcelles: <i>La Francia non +ha che uno scopo; la libertà del pontefice, la libertà degli Stati romani +e la pace del mondo</i> (lettera del 13 giugno)—sempre il vostro governo, +esplicitamente o implicitamente, accennò, come a sorgente +d'ogni diritto, alla volontà delle nostre popolazioni e promise il libero +voto.</p> + +<p>A voi solo, signor Falloux, spetta il tristissimo onore d'aver primo, +<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +nel vostro discorso del 7 agosto, dichiarato all'Europa che la Francia +avea fino a quel giorno mentito. La vittima era allora stesa a terra +e col pugnale alla gola.</p> + +<p>Pur le vostre tarde dichiarazioni del <i>vero</i> intento della spedizione, +non cancellano, signori, le ripetute promesse del vostro governo. Il +popolo di Roma ha diritto di gridarvi: <i>Attenetelo!</i> E noi che vi conosciamo +d'antico, noi consapevoli dei vostri disegni e della necessità +che si chiariscano interi perchè i buoni tuttora illusi v'abbandonino +e cerchino salute altrove, abbiamo debito di gridarvi e vi +grideremo, checchè facciate, ogni giorno: «Attenetele! quale pretesto +può rimanervi a non attenerle? Roma è libera in oggi d'ogni <i>straniero</i>, +d'ogni <i>fazioso</i>. Gli uni son morti sotto le palle delle vostre +carabine di Vincennes, sul campo: gli altri errano nell'esilio. Gli +<i>onesti</i> sono riconfortati, riordinati: essi sanno che tutti i gabinetti, +anche il gabinetto repubblicano di Francia, sono pronti a operare +in loro difesa, e il popolo sa quanti pericoli importi nell'avvenire +l'espressione del suo intimo voto. Osate or dunque, rifate la prova. +Date al popolo il suo libero voto. Ritraetevi: fate che l'armi dei +vostri alleati, compita in provincia la missione assegnatavi nella +capitale, si ritraggano anch'esse; e chiamate per mezzo d'un governo +provvisorio, i cittadini a dichiarare l'animo intorno al potere +temporale del papa e alle instituzioni che devono reggere la nazione. +Noi lontani, profughi per opera vostra, accettiamo l'esperimento. +Accettatelo voi pure—o, anche una volta, rassegnatevi al marchio +dei mentitori.»</p> + + +<h3>V.</h3> + +<p>Voi nol farete; non potete farlo: voi sapete che dall'esperimento +escirebbe oggi ancora la vostra condanna, e la rovina de' vostri disegni. +Tendenti a rovesciare la repubblica in Francia e vogliosi d'educare +i vostri soldati a far fuoco sulla sua bandiera, voi non potete +sottomettervi al rischio di vederla, per voto di popolo, rialzata fra +noi. Deboli sino alla viltà nella vostra diplomazia e nondimeno trafitti +di vergogna per la parte che recitate in Europa e inquieti sull'opinione +dei vostri concittadini, voi credeste conciliare paura, intento +e apparenza di forza, cacciandovi, a far prova di azione, sopra +una piccola nascente repubblica, ed oggi v'illudete a credere che alcuni +ordini del giorno datati da Roma accarezzino l'orgoglio e le +tendenze guerresche del vostro popolo. Il vostro presidente abbisogna +dei voti della parte cattolica; e voi tutti avete, pei vostri concetti, +bisogno che il principio dall'<i>autorità</i> per arbitrio di privilegio possa, +quando che sia, richiamarsi all'esempio d'una instituzione religiosa. +Però rimarrete. Rimarrete quanto potrete, sapendo che la forza straniera +può sola impedire una seconda rivoluzione. Rimarrete esosi agli +uni ed agli altri, trascinandovi di raggiro in raggiro, di protocollo in +protocollo, impotenti a reprimere la riazione pretesca da un lato o il +malcontento popolare dall'altro, peggiorando, non modificando la situazione, +intricando più sempre la questione diplomatica, lasciando +nei termini ove si sta la politica e suscitando la religiosa. L'Europa +saprà che voi siete non solamente tristi ma inetti, e che avete trascinato +il bel nome di Francia e l'onore dell'armi vostre nel fango +per fallire a un tempo al vostro programma pubblico ed al segreto, +per procacciarvi le maledizioni dei popoli senza ottenere riconciliazione +e fiducia dai loro oppressori.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p> +<p>Perchè il nome e l'onore di Francia <i>sono</i> nel fango; non solamente +per l'iniquo fatto, ma pel modo del fatto; non solamente per la violazione +sfacciata del programma di non intervento e d'indipendenza +internazionale scritto sulla bandiera della nazione e ripetuto da tutti +i ministri del suo governo—non solamente per la codarda oppressione +esercitata dall'armi francesi unite colle napoletane, colle +austriache, colle spagnuole, a danno d'uno Stato, pressochè inerme, +di popolazione grandemente inferiore al più piccolo dei quattro Stati +invadenti—non solamente per tutte le promesse di libertà, di pace, +d'ordine, ad una ad una tradite—ma pei menomi particolari dell'impresa. +Io non so d'alcun periodo nella storia moderna, tranne +forse quello dello smembramento della Polonia, nel quale in così +breve tempo si siano accumulate tante turpezze sul nome d'una nazione +che mormora la parola di libertà. Come se la coscienza della +colpa facesse smarrire a chi la commette ogni senso di dignità e la +corruttela dei promotori si trasfondesse fatalmente negli inferiori, +l'immoralità ha contrassegnato quasi ogni atto dal primo giorno dell'occupazione +fino al giorno in cui scrivo. E mentre un ministro scendeva +sì basso da inserire nella <i>copia</i><a name="FNanchor_104_104" id="FNanchor_104_104"></a><a href="#Footnote_104_104" class="fnanchor">[104]</a> delle istruzioni date al signor +Lesseps, comunicata recentemente al consiglio di Stato, un'espressione +che ne muta il senso, io vedeva e ordinava s'imprigionassero due uffiziali +venuti in qualità di parlamentari e i quali, abusando della nostra +generosa fiducia, staccavano i piani dei nostri lavori nella città; +mentre il generale Oudinot disarmava e costituiva prigionieri in Civitavecchia, +senza che alcuna ostilità avesse avuto luogo e quando +le due bandiere stavano congiunte per opera dei Francesi sull'albero +della libertà, i cacciatori Mellara, un uffiziale superiore francese s'avviliva +più tardi a strappare colle proprie mani, nella chiesa e in +mezzo alle esequie, la coccarda italiana di sul petto al cadavere del +loro colonnello. Ah! noi potremmo perdonarvi, ministri di Francia, il +male incalcolabile che non provocati ci avete fatto, i nostri dolori, i +nostri fratelli caduti o dispersi, l'indugio stesso recato alla nostra +futura emancipazione: ma una cosa non potremo mai perdonarvi: +l'avere per lunghi anni disonorato il nome della nazione, alla quale +tutti noi guardavamo come alla nazione emancipatrice: l'avere colla +menzogna, col materialismo delle promozioni e coll'esempio dei capi +corrotto i soldati di Francia a farsi carnefici dei loro fratelli in nome +del papa ch'essi disprezzano e a fianco dell'Austria che aborrono; +l'avere ridotto per essi a simbolo senza significato, a idolo materiale +da seguirsi ciecamente dovunque conduca, una bandiera che porta i +segni d'un'idea, d'una <i>fede</i>; l'aver seminato l'odio lento e difficile a +spegnersi tra due popoli che ogni cosa spingeva ad amarsi, tra i +figli di padri ch'ebbero insieme su tutti i campi d'Europa il sacramento +della gloria e dei patimenti; l'aver dato una mentita brutale +al santo presentimento della fratellanza dei popoli e dato ai nemici +del progresso e dell'umanità la gioja feroce di veder la Francia, +scesa alla parte di sgherro esecutore dei loro concetti, ferire la nazionalità +italiana di fronte e l'Ungheria a tergo per beneplacito dell'Austria +e dello Tsar.</p> + + +<h3>VI.</h3> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p> +<p>Uomini senza core e senza credenza, ultimi allievi d'una scuola che +incominciando dal predicare l'atea dottrina dell'arte per l'arte ha conchiuso +nella formula del <i>potere pel potere</i>, voi avete da molto smarrito +ogni intelletto di storia, ogni presentimento dell'avvenire. La +vostra mente è immiserita dall'egoismo e dal terrore d'un moto europeo +che nessuna potenza umana può arrestare, che consentito e diretto +potea svolgersi pacificamente e che la vostra colpevole resistenza muterà +forse pur troppo in elemento di guerra tremenda. Voi eravate +oggimai incapaci d'intender coll'anima la grandezza del risorgimento +italiano albeggiante da Roma, dalla Roma del Popolo. Ma quali erano +le vostre speranze quando decretaste la guerra fraterna? Spegnere, +ferendola al core, la rivoluzione nazionale? E non dovevate avvedervi +che ogni resistenza opposta all'armi vostre da Roma, e il solo +fatto del vostro movervi a lega con tre governi per comprimerne i +moti, avrebbero dato consecrazione incancellabile al dogma della nostra +unità e fatto religione di quella parola <span class="smcap">Roma</span> a tutta quanta +l'Italia? Rifare un trono al papa? Al <i>papa</i> colle <i>bajonette</i>? Al <i>papa</i> +un trono <i>costituzionale</i>? Ogni trono può rifarsi per un tempo colle +bajonette, non quello del capo dei <i>credenti</i>. E la più semplice logica +v'insegnava che il papa non <i>può</i> essere se non monarca assoluto. Due +mesi dal giorno in cui scrivo v'insegneranno che avete, in tutti i +sensi, fallito all'intento.</p> + +<p>Voi volevate, lo dite almeno, impedire che rinascessero negli Stati +romani gli antichi abusi; e gli antichi abusi rinasceranno inevitabili +l'un dopo l'altro, tanto più fieri quanto più cancellati per cinque mesi +dal governo repubblicano e minacciati nell'avvenire. Voi non potete +mutare le abitudini, le tendenze, i bisogni all'aristocrazia del clero; +non potete cancellare l'aborrimento che il popolo nutre per essa; +e non potete appoggiarvi sopra una parte <i>moderata</i>, intermedia, che +in Roma non esiste. Potrete dettare provvedimenti; ma l'inesecuzione +delle leggi fu sempre, è, e sarà la piaga mortale negli Stati romani. +E questa inesecuzione, dipendente dalla natura degli elementi che +costituiscono il potere escludente la severa responsabilità, crescerà +di tanto quanto più per opera vostra all'agitazione legale e pubblica +si sostituirà di bel nuovo la guerra extra-legale delle associazioni +segrete, e Dio nol voglia—alla condanna delle leggi il pugnale del +popolano irritato e disperato di giusta difesa. La miseria, la fatale +rovina delle finanze e l'anarchia, inseparabile dal disprezzo in che si +tengono i reggitori, aspreggieranno la contesa fra i diversi elementi +che compongon lo Stato. Intanto avete il vecchio governo ripristinato +senza condizioni; le commissioni per ispiare, retroagendo, i fatti politici; +e gli uomini, non di Pio IX, ma di papa Gregorio, padroni in +Roma e nella provincia.</p> + +<p>Voi volevate mantenere, accrescere l'influenza francese in Italia; +e l'avete perduta: perduta coi popoli, ai quali avete iniquamente e +ingratamente rapito libertà e indipendenza: perduta cogli oppressori +dei popoli per ciò appunto che li avete liberati, scendendo ad allearvi +con essi, dai timori che inspiravate: perduta coi satelliti del papato, +perchè la condizione vostra in faccia alla Francia vi costringe a nojarli +con suggerimenti di concessioni, ch'essi non ammettono nè possono +ammettere senza scavarsi, rinnegando il <i>principio</i> che li sostiene, +la sepoltura. L'influenza vostra in Italia consisteva nelle speranze che +i popoli s'ostinavano a nudrire sul conto vostro e nella spada di Damocle +<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +che tenevate sospesa sul capo dei principi. Or siete sprezzati +dagli uni, e aborriti come ingannatori perpetui dagli altri. Il nome +francese è segno di scherno da un punto all'altro d'Italia e lo sarà +finchè fatti decisivi, innegabili, non dicano al mondo che la Francia +è ridesta alla coscienza della propria missione.</p> + +<p>Voi volevate da ultimo riedificare trono e ridar lustro al papato: +e io vi dirò a che riescite. Voi avete suscitato la questione religiosa +e dato l'ultimo colpo a una instituzione cadente. Voi avete voluto salvare +il <i>re</i> e avete ucciso il <i>papa</i>, struggendone il prestigio morale +coll'ajuto dell'armi, avvilendolo davanti all'Italia, sola arbitra vera +della questione religiosa, coll'appoggio straniero, e cacciando fra lui +e le moltitudini un torrente di sangue. Il papato affoga in quel sangue. +Unico modo a salvarlo per un tempo ancora, unico modo per sottrarlo +alla pressione straniera che gli è rovina, era quello di strapparlo +dalla sfera delle influenze politiche alla più pura e indipendente +dell'anime. Voi avete or chiusa per sempre quell'ultima via di +salute. Il papato è spento; Roma e l'Italia non perdoneranno mai al +papa l'avere, come nel medio evo, invocato le bajonette straniere a +trafiggere petti italiani.</p> + +<p>Voi cominciate, signori, a intendere queste cose in oggi. Il vostro +gabinetto cela segreti di sconforto, d'illusioni sfumate, di politica +oscillante fra Parigi e Gaeta, che un prossimo avvenire rivelerà. Voi +sentite le vendette di Roma.</p> + +<p>La repubblica romana è caduta; ma il suo diritto vive immortale, +fantasma che sorgerà sovente a turbarvi i sogni. E sarà nostra cura +evocarlo. La questione politica è intatta. L'Assemblea costituente romana, +dichiarando ch'essa intendeva cedere unicamente alla forza, +senza accordi e transazioni colpevoli, vi rapiva ogni base d'azione +legale. Noi non abbiamo capitolato. Il diritto di Roma esiste potente +come al giorno in cui fu decretata la forma repubblicana. La disfatta +non ha potuto mutarlo. Il voto delle popolazioni legalmente e liberamente +espresso rimane condizione di vita normale, alla quale nessuno +può omai più sottrarsi.</p> + +<p>Voi non osaste negare quel diritto, mendicaste solamente pretesti +ad attenuarne o renderne dubbia l'espressione nel passato. E la disfatta +di quella che voi chiamate, imposturando, <i>fazione</i>, rimovendo, +anche nell'opinione di quei che vi prestano fede, ogni ostacolo alla +libertà delle popolazioni, ha reso il diritto del voto più sacro e più +urgente.</p> + +<p>Per noi, per quelli che con noi sentono, il diritto di Roma ha ben +altre radici e ben altre speranze che non le locali. Le radici del diritto +di Roma abbracciano nelle loro diramazioni tutta quanta l'Italia: +le speranze di Roma sono le speranze della nazione italiana, che nè +il vostro nè l'altrui divieto può far sì che non sorga.</p> + +<p>Dio decretava quel sorgere dal giorno in cui, superate ad una ad +una tutte le delusioni monarchiche, espiati col martirio gli errori di +leghe e federazioni che una bastarda dottrina cercava impiantare +fra noi, l'istinto italiano inalzò sull'antico Campidoglio la bandiera +unificatrice, e dichiarò che Dio e il Popolo sarebbero soli padroni +in Italia!</p> + +<p>Roma è il centro, il core d'Italia, il palladio della missione italiana.</p> + +<p>E la città che cova forse tra le sue mura il segreto della vita religiosa +avvenire, può sostenere pazientemente il breve indugio che +l'armi vostre hanno inaspettatamente frapposto allo svolgersi de' +suoi fati.</p> + + +<h3>VII.</h3> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p> +<p>Voi siete ministri di Francia, signori: io non sono che un esule. +Voi avete potenza, oro, eserciti e moltitudini d'uomini pendenti dal +vostro cenno; io non ho conforti se non in pochi affetti, e in quest'alito +d'aura che mi parla di patria dall'Alpi e che voi forse, inesorabili +nella persecuzione come chi teme, v'adoprerete a rapirmi. Pur +non vorrei mutar la mia sorte con voi. Io porto con me nell'esilio +la calma serena d'una pura coscienza. Posso levare tranquillo il mio +occhio sull'altrui volto senza temenza d'incontrar chi mi dica <i>Tu hai +deliberatamente mentito</i>. Ho combattuto e combatterò senza posa e +senza paura dovunque io mi sia, i tristi oppressori della mia patria: la +menzogna, qualunque sembianza essa vesta; e i poteri che, come il +vostro, s'appoggiano a mantenere o ricreare il regno del privilegio, +sulla corruttela, sulla forza cieca e sulla negazione del progresso nei +popoli: ma ho combattuto con armi leali; nè mai mi sono trascinato +nel fango della calunnia, o avvilito ad avventare la parola <i>assassino</i> +contro chi m'era ignoto ed era forse migliore di me.</p> + +<p>Dio salvi a voi, signori, il morir nell'esilio; perchè voi non avreste +a confortarvi coscienza siffatta.</p> + +<p class="date"> +<i>Settembre 1849.</i> +</p> + +<hr /> + +<h2 class="lighter"><a name="ROMA_E_IL_GOVERNO_DI_FRANCIA" id="ROMA_E_IL_GOVERNO_DI_FRANCIA"></a><span class="big g">ROMA</span><br /><br /> +E IL GOVERNO DI FRANCIA</h2> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span></p> +<p>La questione di Roma è stata nuovamente oggetto di lunga discussione +nell'Assemblea francese. Per tre sedute, la parte ch'oggi tiene il +potere ha esaurito quanto ha d'ingegno, di sofismi e d'ipocrisia per giustificare +la nefanda impresa e scolparsi davanti alla Francia e all'Europa. +Per tre sedute, gli uomini che stanno al governo o tendono ad +occuparlo—i <i>dottrinarî</i> e i <i>legittimisti</i>—hanno tentato, come la +moglie di Macbeth, ogni artificio per cancellare dalle loro mani la +macchia di sangue, dalla loro fronte la macchia di disonore, che la +guerra fratricida v'ha posto; e senza riescirvi. La serva maggiorità +lo sentiva, l'irritazione di chi intende il suo torto e trema d'udire la +verità fremeva nelle interruzioni e in ogni sillaba che veniva dalla +diritta. Ogni tattica di pudore fu dimenticata. S'udirono sdegni contro +chi gittava—ed era un illustre poeta—l'anatema alle ferocie di +Radetzky e d'Haynau; un lungo remore di biasimo accolse chi, parlando +di confisca e d'inquisizione, diceva: <i>è necessario che lo spirito +di vita dell'Evangelio penetri e rompa la lettera morta di tutte queste +instituzioni diventate barbare</i>; e l'oratore del cattolicismo balbettò parole +di scusa agli assassinî, che si consumano dall'Austria nell'Ungheria, +chiamandoli rappresaglie. Le menti erano travolte come da un +insistente rimorso. Lo spettro di Roma, come quello di Banquo, le +funestava. Come Garnier de l'Aube a Robespierre, gli <i>uomini</i> della +sinistra avrebbero potuto gridare ai falsi repubblicani: <i>Il sangue di +Roma v'affoga</i>.</p> + +<p>Noi pubblichiamo tradotta letteralmente dal <i>Monitore</i> l'intera discussione<a name="FNanchor_105_105" id="FNanchor_105_105"></a><a href="#Footnote_105_105" class="fnanchor">[105]</a> +e lo facciamo per due ragioni: perchè gl'Italiani v'imparino +come, smarrita la fede in un principio e sostituito alla religione +del vero il culto dell'egoismo, si cada in fondo d'ogni sozzura, +e perchè i nostri nemici vedano che, diversi da essi, noi non temiamo +pubblicità d'avverse dottrine. In Roma, quando reggevano i repubblicani, +la stampa era libera: oggi il silenzio assoluto v'è imposto alla +parte nostra. Una circolare del ministro Dufaure vieta con minaccie +severe l'introduzione in Francia dell'<i>Italia del Popolo</i>, e i suoi doganieri, +aggiungendo il furto al divieto illegale, confiscano copie avviate +agli Stati Uniti d'America; noi diciamo ai nostri: <i>Eccovi le argomentazioni +degli uomini che v'hanno tolto la libertà; leggete e sia +maturo il vostro giudizio</i>.</p> + +<p class="break">Non so s'io m'illuda; ma credo che per ciò che riguarda coraggio +di verità o schiettezza d'affermazioni, la questione fra noi e gli uomini +<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +del governo francese sia, per gli onesti d'Europa, decisa. Noi +possiamo peccare d'utopia, d'audacia, d'ogni cosa fuorchè di menzogna +o di gesuitismo; e gli uomini che hanno rovesciato la nostra repubblica +hanno tanto cumulo di menzogne, chiarite da tali prove documentate, +sulla loro coscienza, che nessuno oggimai può esiger da noi +nuove confutazioni di vecchie imposture ripetute sfacciatamente dai +ministri o dai loro seguaci nell'ultima discussione. Le nostre mani, le +mani di quei che ressero la repubblica in Roma, sono pure di colpe +e di sangue. La repubblica, proclamata per libero e universale suffragio +dai cittadini, riconfermata di mezzo ai pericoli dell'invasione +da pressochè tutti i municipî, si mantenne senza terrore di giudizî o +di proscrizioni, tollerante e leale al di dentro come prode e leale coi +nemici che l'assalirono dal di fuori: le proscrizioni non cominciarono +se non col trionfo dell'armi francesi. All'Assemblea francese, al popolo +di Roma furono fatte dal governo di Francia, dai suoi inviati, +dai capi dell'esercito, solenni promesse; e furono tutte tradite. La +condizione di Roma in oggi è pretta tirannide. Son fatti questi innegabilmente +provati dalle dichiarazioni del signor Lesseps, dagli atti +officiali della repubblica, da mille testimonianze onorevoli italiane e +straniere, dalle confessioni strappate di bocca a' nostri stessi nemici—e +conquistati d'ora innanzi alla storia.</p> + +<p>Io lascio dunque senza commento al giudizio di chi vorrà leggerlo +il discorso del signor Thuriot de la Rosière, e la lunga serie d'affermazioni +sfrontate colle quali intende a provare che in Roma, clero, +capitalisti, proprietarî di mobili ed immobili, artisti, stranieri, diplomatici, +guardia civica, truppe di linea, tutti insomma erano schiavi +ed avversi al Triumvirato: chi dunque, dal 30 aprile al 2 luglio, difese +Roma? Ei sa di storia contemporanea come d'antica e non merita +ch'altri spenda parole a combatterlo. E lascio le menzogne gittate qua +e là nel lungo intralciatissimo discorso del signor Odillon Barrot sulla +parte adempiuta dai Francesi in Roma—la protettrice clemenza +estesa dal governo di Francia ai nemici, anzi, come afferma il signor +Thuriot, a me stesso che scrivo—il vanto, a fronte di Cernuschi, +d'Achilli, dei preti che diedero le loro cure ai feriti, dell'esule napoletano +Caputo, del dottor Ripari e d'altri infiniti, d'avere posto divieto +a qualunque imprigionamento—le ampliazioni già ottenute dal +ministero all'amnistia pontificia, quando forse due giorni prima ch'ei +pronunziasse il discorso erano cacciati dal territorio romano anche i +cinque che nell'Assemblea votarono contro il decadimento, anche gli +uomini i quali, come il Calderari dei carabinieri, erano nella milizia +più invisi al popolo perchè sospetti di congiure retrograde—e siffatte. +La lista dei decreti pubblicati via via dal giornale officiale di +Roma è risposta che basta a tutte parole possibili sulla parte sostenuta +dalla Francia in Roma; alle falsità che riguardano la condizione +degli spiriti nello Stato risponde il fatto che, sperperata, imprigionata, +esiliata la parte più energica della popolazione, sciolto l'esercito, +disarmato il paese, non s'osa interrogare il voto dei cittadini, e son +necessarî a impedire l'insurrezione 6000 Spagnuoli, 20 000 Austriaci +e 40 000 Francesi.</p> + +<p class="break">Dalla discussione tenuta nell'Assemblea emergono irrevocabili parecchî +fatti che giova registrare a insegnamento e a conforto:</p> + +<p>Che la spedizione francese contro Roma fu ideata ed eseguita coll'intento +di restaurare senza limitazione alcuna di diritto la sovranità +temporale del papa: è confessione <i>oggi</i> di tutti, da Thiers a Odillon +Barrot;</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p> +<p>Che l'intento dei negoziati, o meglio—per dichiarazione esplicita +del signor O. Barrot a nome de' suoi colleghi e del presidente—delle +rispettose timide istanze del governo francese, è quello d'ottenere dal +papa concessione d'una consulta che voti l'imposta, consulta nominata +dai consigli municipali e risultante dal principio elettivo al terzo +grado;</p> + +<p>Che la lettera del presidente è nulla, capriccio d'inetto o, come direbbe +il signor Barrot, codarda millanteria;</p> + +<p>Che, quantunque—sono parole del signor Barrot—<i>la separazione +dei due poteri, temporale e spirituale, sia per tutta Europa necessaria +alla libertà di coscienza, alla vera e durevole libertà</i>, non può nè deve +ammettersi per Roma, e che tre milioni d'uomini italiani sono condannati +a starsi eccezione di servitù e negazione di progresso fra le +nazioni;</p> + +<p>Che il cattolicismo, per bocca del suo oratore, capo della setta in +Francia, ritiene irreconciliabile il papato e la libertà, e non può accettare +restrizione alcuna di consulta e voto d'imposta all'autorità del +governo pretesco;</p> + +<p>Che la politica del governo francese non posa oggimai più su principio +alcuno desunto dalla morale e non merita quindi più fede da +popoli o da governi.</p> + +<p>E per questo io dissi <i>a insegnamento e a conforto</i>: a insegnamento +perchè nessuno dimentichi, che, qualunque sia il nome scritto in +fronte ai decreti di Francia, gli uomini ch'oggi vi reggono, Barrot, +Tocqueville, Thiers, Dufaure e i simili ad essi, son gli uomini della +<i>monarchia</i>, i predicatori del sistema misto costituzionale:—a conforto, +perchè un governo senza principio, senza fede in una morale comune, +è condannato a travolgersi rapidamente di crisi in crisi, e +cadere.</p> + +<p class="break">Senza principio nè fede; ed è tempo, a fronte d'un popolo brutalmente +oppresso e d'un altro disonorato, di dirlo senza riguardi. Spettacolo +più schifoso di quello offerto in oggi dai falsi repubblicani che +maneggiano le cose francesi, non credo possa trovarsi nella storia +dell'ultimo mezzo secolo. Uomini che per quindici anni guerreggiarono +con tutt'armi contro l'elemento del clero; e che sostennero nei +loro libri e nelle loro assemblee come cardine dell'edifizio civile l'emancipazione +dalla potestà spirituale; che lavorarono instancabili, +quantunque ammantandosi d'ipocrisia, da Luigi XVIII fino al 1830, e +più dopo qualunque volta intravvedevano al termine della guerra un +portafoglio di ministero, a dissolvere, a cancellare ogni fede nell'altare +e nel trono; son oggi collegati coi dispersi superstiti del partito +che vinsero per vietare ai popoli di desumere le conseguenze della +vittoria. Eredi bastardi di Voltaire e di Volney, ultimo rampollo del +materialismo del XVIII secolo, e diseredati d'ogni concetto di <i>dovere</i> +e d'avvenire religioso dell'Umanità, sommavano pochi anni addietro +la loro dottrina internazionale nella esosa parola: <i>ciascuno per sè; il +sangue francese non deve scorrere che per la Francia</i>—la loro dottrina +di politica interna nella formula negativa: <i>la legge è atea</i>; oggi +federati, pur disprezzandoli in core, cogli ultimi fautori del <i>diritto +divino</i> che alla volta loro li sprezzano, inneggiano congiunti al papa +e imposturano parole di venerazione al cattolicismo, gli uni col piglio +ignaziano di Mefistofele, gli altri con amarezza d'intolleranza domenicana, +taluno per nullità d'ingegno servile a tutto ciò ch'è <i>fatto</i> o lo +sembra. Cospiratori, per impazienza di potere, com'oggi sappiamo +sotto Carlo X, taluni d'essi membri di società segrete repubblicane, +<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span> +pur protestando con calore, in pubblico, riverenza alla carta monarchico-costituzionale, +tremanti e adulatori davanti al popolo quando +sorge nell'onnipotenza rivoluzionaria, poi feudalmente insolenti quando +il leone s'acqueta, cospirano oggi contro l'instituzione repubblicana alla +quale tutti—anche il signor Montalembert—giurarono fede. Persecutori, +per irritazione di rimorso, dei loro antichi compagni; persecutori, +per terrore del vero, di quei che non mutarono mai credenza +o linguaggio; essi mutarono tante volte che non è sillaba nei +loro discorsi dell'oggi alla quale non potesse trovarsi confutazione in +quei d'un anno o di mesi addietro—e cito a pie' di pagina un esempio +per saggio<a name="FNanchor_106_106" id="FNanchor_106_106"></a><a href="#Footnote_106_106" class="fnanchor">[106]</a>.</p> + +<p>Son questi i nemici di Roma repubblicana. Ah! ben è vero: la +libertà, come disse un dei loro, non suscita più nel core degli uomini +in Francia quel culto di sagrificio serenamente incontrato, quel santo +giovanile entusiasmo puro di sdegni e vendette, nudrito di fiducia e +speranza, che fremeva anni sono sotto l'alito dell'amore. Ma chi n'è +in colpa? Non i rari fatti consumati dalle insurrezioni su taluno fra +gli oppressori, che noi deploriamo, ma che voi, veneratori di Carlotta +Corday, non avete diritto d'anatemizzare: a quei fatti noi possiamo +contrapporre carnificine regie recenti, e centinaja di vittime scannate +ad arbitrio. Non qualche assurdo esclusivo sistema di sovversione violenta, +mormorato da qualche individuo e rifiutato universalmente da +noi, che si sperderebbe nel soddisfacimento dei veri bisogni del popolo. +Se quel culto si contamina talora di meschine passioni—se +quell'entusiasmo sembra infiacchirsi nello sconforto—spetta a voi +tutti la colpa. Mallevadori delle tristi conseguenze che possono escire +da condizioni siffatte son gli uomini, che, da ormai vent'anni, hanno +fatto scuola della delusione; son gli uomini che, amati un giorno per +apostolato di libere dottrine dai giovani, li hanno freddamente traditi; +son gli uomini che avean detto al popolo: <i>la libertà è il diritto +d'ogni creatura umana al proprio sviluppo, il mezzo di miglioramento +progressivo alle moltitudini</i>, e dicono oggi cogli atti loro: la libertà +è l'aristocrazia dell'egoismo potente sostituita a quella del sangue: +la libertà è il monopolio e il privilegio dei forti capitali: la libertà +è la via schiusa agli uffici e al dominio per un piccolo numero d'ingegni +scettici e raggiratori. Non cercate altrove cagioni al dubbio e +alle diffidenze.</p> + +<p>Saggio della immoralità alla quale io accenno sono i discorsi ministeriali +sulla questione romana. Alla parte del diritto nessuno allude. +L'inviolabilità della vita d'un popolo, la missione repubblicana +scritta nello parole: <i>libertà, eguaglianza, fratellanza</i> della bandiera di +Francia, non entrano elementi del problema da sciogliersi. <i>Bisognava +davanti al fatto di Roma</i>, argomenta il presidente del Consiglio, <i>rimanersi +inerti, ed era disonore—riconoscer sorella la repubblica romana, +e correr pericolo di guerra europea—o intervenire a suo +danno, e questo scegliemmo. Se noi non facevamo, l'Austria faceva</i>. +Così, perchè il ferro dell'assassino minaccia un onesto e voi non avete +il coraggio d'interporvi a difenderlo, v'affrettate a vibrar primi il +colpo. Rallegratevi, o signori: il pugnale infitto nel core di Roma +<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span> +è vostro: ciò che palpita sotto le pieghe della bandiera tricolore di +Francia è una vittima, e voi potete ricevere le felicitazioni di Welden +e del re di Napoli: giungeste primi.</p> + +<p>E argomentazione siffatta riscote gli applausi della <i>diritta</i>. E quando +taluno rammenta i patti e le promesse dell'intervento, il ministro risponde +con piglio di Brenno: <span class="smcap">Guai a chi è vinto!</span> <i>A che parlate di +patti e promesse? La guerra li infranse.</i> La guerra! ma non fondaste +tutti i vostri discorsi anteriori sull'oppressione esercitata da una mano +di faziosi sulle popolazioni romane? non vi diceste liberatori? non +si facevano più sacre le vostre promesse quando appunto, cacciati +quei pochi, cominciava per voi possibilità di compirle?</p> + +<p class="break">La Francia ha fatto in Roma quello che l'Austria avrebbe potuto +fare: ha ristabilito il papa nella pienezza del suo potere temporale +assoluto; stolta e nulla è dunque la difesa che poggia sui pericoli +che noi correvamo dall'Austria. Ma erano pericoli insuperabili?</p> + +<p>Ho certezza morale—e non sarebbe difficile accumulare gli indizî—che +l'intervento fu concertato a Gaeta fra i quattro governi +invasori. Ma or non importa appurarlo. Che avremmo noi fatto se +all'Austria, e non alla Francia, fosse stato conferito l'incarico di +rovesciare la repubblica romana? Giova, per gl'Italiani, accennarlo.</p> + +<p>L'esercito romano sommava dai 14 ai 15 mila combattenti. La divisione +lombarda, forte d'8 000 uomini, era pronta all'imbarco alla nostra +volta: gli ostacoli veri, come ognun sa, non vennero che dai +legni da guerra francesi e dall'impossibilità, dove si fossero superati, +di scendere a Civitavecchia. Stava in Marsiglia un nucleo di legione +straniera assoldata da noi, forte d'800 volontarî, francesi i più. In +Marsiglia erano pure, comperati in Francia da noi, cinque o seimila +fucili che il governo francese trattenne. Altri 4000 erano giunti in +Civitavecchia, ed erano per Roma 4000 soldati. Altri ajuti s'aspettavano +dalla Corsica e dalla Svizzera. In sul finire d'aprile, le forze +repubblicane dovevano ascendere a 29 o 30 000 uomini.</p> + +<p>Gli Austriaci giunsero sotto le mura d'Ancona con soli 12 000 uomini, +e la lunga loro linea d'operazione rimase, per difetto di forze, sprovveduta, +indifesa. Disegno premeditato nostro era quello di fare una +dimostrazione a Tolentino, quindi movere con rapida marcia e rovesciando +ogni ostacolo per la via di Fano, e presentarsi riconcentrati +alle spalle del nemico nelle Romagne. Operazione siffatta, consumata +da un ventotto mila uomini, doveva infallantemente o cacciare gli +Austriaci a fuga precipitosa o distruggere intero quel corpo d'esercito.</p> + +<p>O gli Austriaci dunque—e questo è il vero—sentendosi ancora +deboli, ritardavano l'invasione, e ci davano campo di trovarci alla +metà del maggio largamente provveduti di materiale da guerra, e +forti d'un 45 000 uomini:—o invadevano, e la repubblica iniziava la +difesa del suo territorio con una prima e certa vittoria. Chi può calcolare +le conseguenze morali d'una vittoria sull'armi austriache, cacciata +come guanto di sfida tra popolazioni frementi di lungo odio +contro l'Austria, e facili all'entusiasmo, chiarite or prodi e vogliose +di battersi? A noi sorrideva nell'animo la speranza di stendere una +mano all'eroica Venezia e ricominciare, poi che la guerra regia s'era +spenta in Novara, in nome di Dio e del Popolo, la guerra sacra dell'indipendenza +italiana. Comunque, l'impresa fidata all'Austria, ricinta +di nemici com'era, e costretta a serbare la più gran parte delle sue +forze fra il Piemonte, la Toscana e la Lombardia, era più che dubbia +nell'esito; e il parlarne come d'impresa infallibile ad uomini che +<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +privi di tutte le forze accennate, e alle quali chiuse il varco Civitavecchia +francese, combatterono la giornata del 30 aprile, e costrinsero +in città non forte, trentamila Francesi a un mese d'assedio, aggiunge +il ridicolo alla coscienza della menzogna.</p> + +<p>Ma vi sono fronti, come dice Giorgio Sand, alle quali non è più +dato arrossire.</p> + +<p class="break">La questione, per ciò che spetta all'invasione, ai motivi e ai particolari +del fatto, è, ripetiamolo, questione oggimai decisa; e noi possiamo +da questo fango di menzogne, di contraddizioni e d'ipocrisie, +levarci a contemplarla in più alta sfera. Gl'inetti eredi della <i>dottrina</i> +si trascineranno come potranno di difficoltà in difficoltà, di vergogna +in vergogna, tentando sempre e inutilmente di transigere tra i due +principî rappresentati in Roma dal Papa e dal Popolo, finchè piaccia +alla Francia o all'Italia di tollerarli. Ma lo scioglimento della questione +non è nelle loro mani.</p> + +<p>Lo scioglimento della questione spetta all'umanità. <span class="smcap">Umanità</span> e <span class="smcap">Papato</span>: +son questi i due termini estremi d'una controversia, inerente +all'educazione progressiva e provvidenziale dello spirito umano, e che +s'agita apertamente in Europa da ormai quattro secoli. Chi muta quei +nomi in <i>Libertà</i> e <i>Autorità</i> fraintende ad arte, o per grettezza di +mente, i termini del problema, falsa gli elementi della decisione, e +assegna all'umanità un carattere d'<i>opposizione</i> che tende a negarne +la stessa essenza.</p> + +<p>Unico il signor Montalembert intravvide, nell'Assemblea di Francia, +l'altezza della contesa: sdegnò i particolari, e assalì di fronte, con +coraggio degno di miglior causa, la parte repubblicana: inferiore anch'egli +al soggetto, in virtù appunto dell'errore, ch'io noto. Pur tanto +giova trattar le questioni nella sfera dei principî, che dal suo discorso +scese più luce a rischiarare la vera condizione delle cose e degli +animi, che non da tutti i discorsi ministeriali dall'assedio di Roma +in poi. E noi rendiamo grazie, come Italiani e come repubblicani, al +Montalembert. Egli ci ha dato il programma della parte cattolica; e +questo programma è una solenne conferma delle nostre credenze. Le +transazioni ideate dagli uomini della <i>dottrina</i> son nulle, impossibili. +Il <i>sint ut sunt</i> è anch'oggi il simbolo del cattolicismo. La libertà è +inconciliabile col papato. L'autorità assoluta della chiesa cattolica +incarnata nel papa deve rimanersi qual era ai tempi di Gregorio XVI, +libera d'inspirarsi alla propria coscienza senza vincoli, senza patti, +senza istituzioni che possono menomarla. Così parla l'oratore della +parte cattolica; e perchè quant'ei parla sia il vero dell'avvenire come +è del presente, non gli manca che di cancellare una cosa sola: la +coscienza del genere umano.</p> + +<p>E la coscienza del genere umano, superiore al papa e a ben altro; +la coscienza del genere umano, che ha costituito per molti secoli, +col proprio consenso, la potenza e il diritto del papa; protesta in +oggi, in nome, non della Libertà ma dell'Autorità, contro l'instituzione +in nome della quale il signor Montalembert vorrebbe sopprimere il +libero sviluppo della vita romana.</p> + +<p>Noi non siamo continuatori di Voltaire e del secolo XVIII. Essi +distrussero, negarono; e perchè distrussero, noi cerchiamo fondare; +perchè negarono, noi affermiamo. L'umanità, oggi come sempre, è +profondamente, inevitabilmente religiosa; e perchè religiosa, move +guerra al papato, forma, fantasma di religione, non religione.</p> + +<p>L'accusa d'irreligione, di pura e semplice negazione d'<i>ogni</i> autorità +gittata alla democrazia, è indegna oggimai di chiunque guardi con +<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span> +occhio imparziale alle sue più pure e potenti manifestazioni. Noi +tutti combattiamo per conquistare al mondo un'autorità; noi tutti +invochiamo il termine d'un periodo di crisi nel quale dei due criterî +di verità, <i>coscienza dell'umanità e coscienza dell'individuo</i>, che la provvidenza +ci ha dati, ci rimane solo il secondo. Chiediamo un patto, +una fede comune, un interprete alla legge di Dio. Ma perchè questo +patto sia religioso ed abbia mallevadrici dell'osservanza l'anime nostre, +è necessario che la nostra coscienza lo accetti liberamente: +perchè quest'autorità possa dirigere la nostra vita, è necessario che +essa abbia fede in sè, che il mondo abbia fede in essa, che essa sia <i>verbo</i> +d'unità, di progresso continuo, di scoprimento incessante del vero<a name="FNanchor_107_107" id="FNanchor_107_107"></a><a href="#Footnote_107_107" class="fnanchor">[107]</a>. +E diciamo che non uno di questi essenziali caratteri fa sacro in oggi +e fecondo il papato. Il grido di libertà che s'inalza in mezzo ai popoli +è grido d'emancipazione da un'autorità incadaverita, inciampo +alla nuova. Ogni grande rivoluzione è segno di morte a un potere +esaurito, e iniziativa d'un altro che intenda la <i>vita</i> e ne consacri tutte +le manifestazioni a progresso coordinato e pacifico.</p> + +<p>Perchè nessuno, nell'assemblea di Francia, pose in questi termini +la questione al signor Montalembert? Perchè non una voce si levò a +gridargli: «Voi poggiate sul vuoto; voi discutete intorno a ciò ch'era +e non è. Il papato, signore, è morto; morto nel sangue: morto nel +fango: morto per aver tradito la propria missione di protezione del +debole contro il potente che opprime: morto per avere da oltre a tre +secoli e mezzo fornicato coi principi: morto per avere crocefisso una +seconda volta Gesù, in nome dell'egoismo, davanti all'aule di tutti +governi tristi, scettici o ipocriti: morto per aver proferito una parola +di fede senza credere in essa: morto per aver negato la libertà umana +e la dignità dell'anime nostre immortali: morto per aver condannato +la scienza in Galileo, la filosofia in Giordano Bruno, l'aspirazione religiosa +in Giovanni Huss e Girolamo di Praga, la vita politica coll'anatema +al diritto dei popoli; la vita civile col gesuitismo, coi terrori +dell'inquisizione, coll'esempio della corruttela; la vita della famiglia +colla confessione fatta spionaggio e colla divisione seminata +spesso tra padre e figlio, fratello e fratello, consorte e marito: morto +pei principî del trattato di Vestfalia: morto pei popoli, dal 1378, con +Gregorio XI, e col cominciar dello scisma: morto per l'Italia dal 1530, +quando Clemente VII e Carlo V, il Papato e l'Impero, segnarono un +patto nefando e trafissero la morente libertà italiana in Firenze, +come oggi i vostri tentarono trafiggere la libertà nascente d'Italia in +Roma: morto perchè il popolo è sorto; perchè Pio IX fugge; perchè +le moltitudini gli maledicono; perchè gli uomini che in nome di Voltaire +fecero guerra al prete per quindici anni, lo difendono in oggi +coll'ipocrisia; perchè voi, signore, ed i vostri, lo difendete coll'intolleranza +e colle armi, e dichiarate che il papato non può vivere allato +della libertà! Voi chiedete a Vittore Hugo, d'additarvi una idea che +abbia ottenuto un culto di diciotto secoli? È quella, signore, che voi +giudicate irreconciliabile col papato e che dura da quando il soffio +di Dio trasse dal nulla l'umanità; l'idea che ha sottratto al vostro +cattolicismo metà del mondo cristiano, l'idea che vi ha strappato Lamennais +e il fiore degli intelletti europei, l'idea di Gesù, la pura, la +bella, la santa libertà, che voi invocavate pochi anni addietro per la +Polonia, che l'Italia invoca oggi, sotto forma e mallevadoria di nazione +<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +per sè e che non può, quando voi non crediate parte di religione +il costituire un popolo-<i>paria</i> nel seno dell'umanità, esser buona +cosa per una contrada e triste per l'altra. Ah! è grave condanna al +papato, o signore, grave conferma alle nostre credenze questa contraddizione +che le vostre parole confessano tra l'eterno elemento d'ogni +vita umana e l'instituzione che dovrebbe, anzichè cancellarlo, benedirgli +e promoverlo.</p> + +<p class="break">È questa contraddizione somma per noi alla negazione, non solamente, +del diritto ingenito nelle popolazioni romane, ma della +<span class="smcap">Nazione</span>.</p> + +<p>Un anno addietro, i ministri di Francia salutavano come immancabile +e prospero evento lo sviluppo dell'italiana nazionalità. Lamartine +dichiarava <i>con certezza di non essere smentito mai dai fatti possibili, +che, con intervento di Francia o senza, l'Italia sarebbe libera</i>; l'Assemblea +costituente <i>invitava la potestà esecutiva a serbare norma alla sua +condotta il voto unanime dei rappresentanti; emancipazione d'Italia</i>. +Oggi adoratori dei fatto e della cieca forza che soggioga per un +giorno l'idea, rappresentanti e ministri dimenticano, cancellano la nazione +e trattano la questione siccome puramente locale. Or, la Nazione +e Roma sono una sola cosa per noi. Credono essi spento per +sempre il palpito di ventisei milioni d'uomini che hanno imparato a +insorgere, a vincere, a morire in nome dell'Italia futura? E se credono +nell'Italia futura, credono che la nazione possa vivere un giorno +libera e progressiva col dogma dell'autorità assolata impiantato nella +sua metropoli?</p> + +<p>L'Italia futura, la nazione una, è fatto inevitabile in un tempo che non +è lontano. Questa fede italiana annunziata, da Dante in poi, nella vita e +negli scritti dei nostri grandi del pensiero, trasmessa da generazione a +generazione dalle aspirazioni della nostra letteratura, trasmessa di padre +in figlio, negli ultimi trenta anni, in seno alle nostre fratellanze +segrete, e nudrita di sangue e di lagrime, noi non la sagrificheremo, +signori, ai vostri meschini concetti di transazione o perchè a voi +piaccia far poesia sulle rovine d'una instituzione che <i>fu</i> sublime, e +anteporre al futuro il passato. Papi, imperatori, oppressori domestici +e gelose potenze straniere hanno fatto a gara per sotterrar dal nascere +questa fede; e non valse. Il lento lavoro d'unificazione non s'arrestò +mai in Italia per gli ultimi tre secoli: se un papa volle, quando +il papato era già esoso alla miglior parte della nazione, che il suo +nome rimanesse ricordo d'affetto fidato al genio di Michelangelo e +alla tradizione italiana, gli fu forza cacciare il grido di <i>fuori i barbari!</i>—e +quando l'entusiasmo di tutta quella gioventù, che voi calunniate +come anarchica e demagogica, salutò d'un lungo grido d'illusi +applausi il papa in nome del quale gli stranieri stanno oggi in +Roma, quel papa avea proferito con amore la sacra parola <span class="smcap">Italia</span>; e +l'applauso gli fu sottratto, e il popolo si ritrasse fremendo da lui +quand'ei si rivelò avverso alla guerra d'emancipazione. Oggi quel lavoro +procede colle leggi del moto uniformemente accelerato; dalle +menti educate al pensiero è sceso al core d'Italia, alle moltitudini; +e voi presumereste arrestarlo? presumereste convincerci che noi +sacrificammo la nostra vita ad un sogno, ad una illusione colpevole, +perchè un vecchio senza genio, senz'amore, senza forti credenze, +senza il coraggio del martirio, e pochi uomini, corrotti, immorali, irreligiosi, +segnati a dito dal popolo, come Richelieu, col nome di +<i>triumviri rossi</i>, balbettano un anatema?</p> + +<p>Ed io—è l'unica volta ch'io parlo quasi con rimorso di me—io, +<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +signor Montalembert, che non ho mai firmato dichiarazioni o accettato +amnistie, perch'io non voleva porre una menzogna nella mia vita +e perch'<i>essi</i> hanno bisogno della nostra amnistia, non noi della loro,—io +che esule ormai da vent'anni ho dato tutte le gioje della vita, +e ciò che più monta, le gioje de' miei più cari al culto d'un'unica idea, +d'Italia iniziatrice, di patria libera ed una—io che v'ho amato leggendo +le vostre pagine premesse al <i>Pellegrino polacco</i>, e vi compiango +oggi persecutore dei miei fratelli e nemico al bene della mia nazione—io +dovrei cancellare la mia coscienza e calpestare questa mia fede +di venticinque anni, sostegno mio contro al dubbio e allo sconforto +attraverso delusioni e sciagure ch'io non vi desidero, perchè i corruttori +della Chiesa non possono conciliare i loro appetiti di dominio +principesco colla libertà dell'Italia e coi progressi del mondo? Ah! +ricordo una madre italiana che dolevasi di non avere due figli da +dare alla patria, e un'altra che a me, vacillante un momento per dolori +taciuti a tutti fuorchè ad essa, scriveva additando il versetto 12 +e seguenti al capo VI dell'epistola di Paolo agli Efesi. La prima di +quelle madri avea perduto il figlio, per opera dei vostri, sotto le mura +di Roma: alla seconda, due erano sottratti dall'esilio, e un terzo da +morte volontaria in una prigione. La voce di quelle due madri, signore, +confuta per me molti studiati discorsi. La religione del sacrificio +è ben altramente vera che non la religione sostenuta da voi +colle bajonette. Perisca dunque il papato, e viva l'Italia! Se la Chiesa, +disse il padre Ventura, non cammina coi popoli, i popoli cammineranno +senza la Chiesa, fuor della Chiesa, contro la Chiesa. Contro la +Chiesa! no: noi cammineremo dalla Chiesa del passato alla Chiesa +dell'avvenire, dalla Chiesa cadavere alla Chiesa di vita, alla Chiesa +dei liberi e degli eguali, dove regge chi più serve i fratelli, dove il +seggio della fede non si puntella colla violenza. V'è spazio che basta +per Chiesa siffatta fra il Vaticano e il Campidoglio.</p> + +<p>E questo grido dell'anima mia, questo convincimento che nulla può +svellere, è grido, o signore, è convincimento di tutta la gioventù italiana +che ha palpitato di sdegno leggendo il vostro discorso, che palpiterà +d'affetto leggendo il mio. Voi potreste spegnere il mio, non il +suo grido. Voi potete cancellar molte vite, ma non la vita. La Vita +d'una nazione è cosa di Dio. Tutti i vostri sforzi romperanno contro il +decreto della provvidenza. L'Italia sarà.</p> + +<p>E il giorno in cui l'Italia sarà, che avverrà del papato?</p> + +<p class="break">Anche cadendo, Roma ha reso servigio alla Francia. Essa ha creato +al governo ch'oggi l'opprime il più grave ostacolo che potesse mai +suscitarglisi: ha logorato la parte della <i>dottrina</i>; ha strappato il segreto +alla parte ch'oggi invade il potere: 1815 e <i>diritto divino</i>.</p> + +<p>La Francia provveda, e s'affretti. Due morti sono pei popoli: l'assassinio +per conquista e il suicidio del disonore. La Francia è minacciata +in oggi di questa seconda.</p> + +<p>E non di meno la Francia non deve, non può perire. Un popolo +che affida all'umanità l'ultima parola di un'epoca deve concorrere +alla rivelazione della prima d'un'altra. L'Europa ha bisogno della +Francia, del suo braccio e del suo consiglio. E l'avrà.</p> + +<p>Una voce di poeta che amammo giovani e che lamentavamo muta +da lungo tra le nostre file, la voce di Vittore Hugo, s'è riscossa al +grido di Roma, della città madre al genio e alla poesia. E in nome +di Roma, noi lo ringraziamo pel marchio stampato in fronte ai nostri +oppressori. Una voce d'amico, esule come noi siamo, ha scritto +belle e forti parole a scolpare la Francia, la vera Francia, del delitto +<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +commesso contro la nostra nascente nazionalità<a name="FNanchor_108_108" id="FNanchor_108_108"></a><a href="#Footnote_108_108" class="fnanchor">[108]</a>; e a lui con affetto +riconoscente diciamo: non temete, fratello; lasciate al vostro +esilio e al nostro cuore le discolpe della vera Francia. Le anime nostre +sono tranquille e serene come dopo una vittoria. Noi amiamo come +combattiamo, ora e sempre. E il nostro amore è il vostro amore, le +nostre battaglie sono le vostre battaglie. La falsa <i>parola d'ordine</i>, gettata +fra noi da uomini disertori dalla bella vostra bandiera, non dividerà +i soldati dello stesso campo. Noi gemiamo e speriamo per voi +come per noi. E quando voi ci vedete segregati in Roma, in Italia, +da uomini che parlano la lingua di Francia, ma non ne rappresentano +l'idea, la missione, dite: <i>essi vogliono serbarsi puri all'abbraccio +della Francia redenta</i>;—quando udite la nostra parola escire +concitata ed amara contro fatti ed uomini che disonorano la Francia, +dite: <i>essi s'irritano, come per la loro, per la nostra patria; ma +non dimenticano in cuore un solo dei fatti e degli uomini che la redimono</i>.</p> + +<p class="date"> +<i>28 ottobre 1849.</i> +</p> + +<hr /> + +<h2 class="lighter"><a name="A_LUIGI_NAPOLEONE" id="A_LUIGI_NAPOLEONE"></a><span class="big">A LUIGI NAPOLEONE</span><br /><br /> +PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE</h2> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p> +<div class="blockquot"><p>«Jusqu'à présent je ne suis qu'un simple +volontaire; mais... je me mettrai avec satisfaction +sous vos ordres si vous me jugez +utile à la <i>cause sacrée</i> que j'embrasse avec +ardeur, et à laquelle je rêve depuis dix ans—(Napoléon, +lettre au gén. Sercognani, Terni. +28 février, 1831.)</p> + +<p>«Moi aussi, banni de ma patrie, je gémis +souvent sur la loi d'exil qui frappe ma famille; +mais cependant lorsq'on voit qu'aujourd'hui, +<i>tout ce qui a l'âme noble est +chassé de la terre natale ou persécuté par +le pouvoir, alors on est fier d'être dans les +rangs des opprimés et des proscrits</i>.»—(Napoléon +Louis C. Bonaparte, adresse aux réfugiés +polonais, Arnenberg, 17 août 1833.)</p> + +<p>«Nos armes ont renversé à Rome cette +démagogie turbulente qui, dans toute la peninsule +italienne, avait compromis la cause +de la vraie liberté, et nos braves soldats ont +eu l'insigne honneur de remettre Pie IX sur +le trône de St-Pierre.»—(Message du président +de la République, 12 novembre 1850.)</p></div> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Signore</span>. +</p> + +<p>Quando vostro fratello scriveva da Terni le parole che stanno in +capo al mio scritto, voi eravate al suo fianco. La <i>causa sacra</i> per la +quale egli e voi eravate presti a combattere, era la stessa ch'oggi +chiamate <i>demagogia</i>. Il governo agli ordini del quale voi ambivate +sottomettervi era, come il nostro, governo d'insurrezione; decretava, +come il nostro, l'abolizione del potere temporale del papa. Non sorse +in voi un ricordo di quei giorni, mentre scrivevate le linee calunniatrici +di Roma nel vostro Messaggio? Non vedeste levarsi, come +un rimorso, la pallida faccia del fratello vostro tra voi e quella bandiera +di popolo sotto la quale voi militavate vent'anni addietro, semplice +volontario con lui, e alla quale oggi voi, presidente di Francia, +insultate? Io era allora prigione in una fortezza, in Savona, dove un +papa fu confinato da vostro zio: e giurava a me stesso che nè terrore +di persecuzione nè seduzione d'egoismo m'avrebbero sviato mai +d'un sol passo dalla bandiera che voi pure abbracciavate con ardore. +Ho speso intorno a quella promessa le forze, le gioje e le speranze +individuali della mia vita; ma posso guardare con occhio sicuro attraverso +quei vent'anni passati senza che un solo ricordo venga a cozzare +coll'oggi, senza che una sola imagine di congiunto o d'amico si +levi a dirmi: <i>tu hai falsato il giuramento dell'anima tua; tu hai travolto +nel fango e calpestato con orma violenta il Dio de' tuoi anni più puri!</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p> +<p>E quando nel 1833, sopra una terra repubblicana, confortavate +l'esilio col nobile orgoglio d'aver compagni i migliori di tutte contrade +perseguitati dai loro governi, voi stringevate una seconda volta +il patto di fratellanza cogli uomini ai quali oggi il vostro Messaggio +vorrebbe porre in fronte il marchio di demagoghi. Repubblicani erano +e chiamati demagoghi dai loro oppressori i cinquecento Polacchi ai +quali voi mandavate le amiche parole: repubblicani e ribelli al papa +gli esuli d'Italia ch'erravano tra le valli svizzere, adocchiati, com'oggi +dalle vostre, dalle spie di Luigi Filippo. Non ripensaste al vostro linguaggio +di diciassette anni addietro, mentre osavate chiamare <i>libertà +vera</i> quella di ch'oggi godono, mercè vostra, gli abitanti delle terre +romane? Non vi sentiste il rossore salire alla fronte mentre dicevate +<i>onore cospicuo</i> l'atto che condannò all'esilio migliaja d'uomini salutati +dal loro popolo liberatori? Io era, quando voi parlavate in Arnenberg, +tra quei proscritti nelle cui file eravate allora altero di connumerarvi; +ed anch'oggi son tale e perseguitato, come i miei fratelli +di Polonia e Germania, di note confidenziali dai vostri satelliti interpreti +del Messaggio. Ma posso levar serena la fronte davanti agli +uomini senza temere che un solo de' miei antichi compagni d'esilio +mi dica: <i>tu hai tradito il patto stretto nella sventura; tu hai aggiunto +il tuo al nome dei proscrittori</i>.</p> + +<p>In nome degli esuli di Roma e di tutta Italia, io vi ringrazio, signore, +delle parole scritte su noi nel vostro Messaggio. Per esse noi +sentiamo insuperbirci, conforto supremo, nell'anima la coscienza di +combattere per una causa che non ci costringe a contraddirci e a mentire. +La nostra parola d'oggi è quella dei primi giorni della nostra +carriera politica: voi date forzatamente una mentita a vent'anni della +vostra vita. Noi, militi della fede repubblicana, non invochiamo a +vincere se non il libero suffragio del popolo: voi, amministratore d'una +repubblica, mutilate il suffragio in patria, lo cancellate coll'armi al di +fuori. Noi a mantenere il nostro governo in Roma non avevamo bisogno +d'esilî, di proscrizioni, ma d'una bandiera e d'un grido al popolo, +perchè in nome di Dio la proteggesse siccome sua: voi a mantenere +in Roma il governo che affermate voluto dalla maggioranza, +dichiarate aver bisogno che si prolunghi il soggiorno dell'armi francesi; +a mantenerlo in Francia, avete bisogno di continue destituzioni, +di numerosi imprigionamenti, di sciogliere in cento località le milizie +cittadine, di perpetuare in più dipartimenti lo stato d'assedio, +d'introdurre limitazioni alla stampa, alle associazioni, alla universale +rappresentanza. Noi ristampiamo le sedute della vostra Assemblea, le +parole del vostro Messaggio: voi ponete per quanto è in voi divieto sulle +nostre difese; la vostra polizia contende la frontiera all'<i>Italia del popolo</i>; +la vostra Assemblea non osa leggere le nostre proteste. Noi +accusiamo: voi calunniate. Giudichino gli uomini onesti d'Europa da +qual parte stia il Vero e la coscienza del Dritto. Giudichino dove +stia la <i>fazione</i>.</p> + +<p class="break">Alle parole del vostro Messaggio, il <span class="smcap">Comitato nazionale italiano</span> +ha contrapposto la protesta che precede queste mie pagine<a name="FNanchor_109_109" id="FNanchor_109_109"></a><a href="#Footnote_109_109" class="fnanchor">[109]</a>. La vostra +maggioranza, signore, ha cercato soffocarla tacendone. Dai popoli +<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +ai quali voi tenete la spada di Brenno alla gola, essa non accetta +che <i>petizioni</i>. I selvaggi delle foreste d'America sospendevano +le torture per rispettare nel prigioniere il diritto di conchiudere il +suo inno di morte, e d'oltraggio ai tormentatori: i vostri non hanno +il coraggio di dire: <i>lasciamo passare il grido delle nostre vittime</i>. Essi +votano la rovina d'un popolo nel silenzio: <i>la mort sans phrases</i>.</p> + +<p>E nondimeno, voi non soffocherete quel grido, signore. Finchè rimarrà +un angolo dell'Europa capace di contenere una stamperia pubblica +o segreta—finchè vivrà un uomo, forte d'amore e di sdegno, +incapace di dimenticare, perchè caduta, la patria e incapace di tacere +la verità all'oppressore, perchè potente—quel grido sorgerà a turbare +i vostri sonni presidenziali. Quell'angolo di terreno esiste ancora, +signore; e quell'uomo anch'egli: io oggi, un altro qualunque de' +miei compagni domani. Io v'ho promesso che evocherei di tempo in +tempo lo spettro di Roma a ricordarvi, a ricordare alla Francia il +delitto che fu commesso e tuttavia dura—e manterrò la parola. I +nostri padri credevano che, ridesto al passo dell'assassino, l'assassinato +sporgesse fuor del terreno rigida e sanguinosa la mano per accusarlo +agli uomini e a Dio. Io sarò per voi, pei vostri, quella mano, +signore. Scriverò <span class="smcap">Roma</span> sulla punta delle mie cinque dita, e le solleverò +a dirvi: <i>voi avete sull'anima l'assassinio d'un popolo amico, d'un +popolo che amava la Francia, d'un popolo pel quale voi, convinto che +la sua causa era sacra, volevate combattere vent'anni addietro</i>.</p> + +<p>Ed è sacra, signore: sacra pei luoghi, che furono culla d'incivilimento +all'Europa; sacra per le memorie dell'antica libertà repubblicana +che costituiscono per noi tradizione di quello ch'è per altri popoli +recente e combattuta conquista: sacra pei caratteri del nostro +progresso che non escì mai dall'elemento monarchico o aristocratico, +ma sempre, per virtù provvidenziale, dall'iniziativa del popolo: sacra +per oltre a tre secoli di patimenti durati sotto occupatori stranieri e +papi corrotti e corrompitori e principi inetti o tiranni e caste sacerdotali +intolleranti, cupide, avverse a ogni libertà di pensiero, senza che +siasi spenta la potente scintilla di vita animatrice della nostra razza; +sacra per la lunga serie di martiri che in ogni angolo d'Italia hanno +segnato la fede col sangue: sacra per l'indomita, instancabile costanza +dei tentativi: sacra per la clemenza usata nella vittoria, per +l'assenza di dottrine ingiustamente sovvertitrici, per la concordia di +tutti i cittadini in un solo volere: sacra per Roma e per gli eroici +fatti di Milano, di Venezia, di Brescia, di Bologna e della Sicilia: +sacra per la Francia segnatamente, alla quale noi demmo largo tributo +del nostro sangue, e dalla quale avemmo sempre promesse, tradite +sempre e fatali; poi per opera vostra, signore, compenso quasi +alle migliaja di vite italiane spese per accrescere onore alla bandiera +di vostro zio, il sacrificio d'alcune migliaja di soldati francesi caduti +nell'impresa di spegnere il primo alito della nostra libertà nascente!</p> + +<p>Voi avete, signore, sacrificato quei soldati di Francia, falsato le vostre +promesse, tradito l'obbligo che v'imponeva la Costituzione, assalito +chi non v'offendeva, rovesciato un governo pacifico, messo la +bandiera francese allato di quella dell'Austria e dell'oppressore di +Napoli, ucciso il fiore dei nostri giovani ufficiali colle vostre palle +coniche, dato per bersaglio ai vostri cacciatori d'Africa le camiciuole +rosse ch'essi, i nostri, avevano valorosamente indossato quasi a dirvi: +<i>eccoci</i>, e condannato migliaja di famiglie alla miseria, alla persecuzione, +al lamento su' spenti e sugli esuli, per <i>rovesciare</i>—son parole +del vostro Messaggio—<i>quella irrequieta demagogia che in tutta la +penisola italiana</i> <span class="smcap">aveva</span> <i>posta a pericolo la causa della vera libertà</i>. +<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +Aveva! La causa della <i>vera libertà</i> è dunque salva oggi in Italia. Le +vostre armi rovesciarono il solo ostacolo che l'attraversava. E lasciando +da banda il dominio austriaco, dimenticando Napoli e la Sicilia, +le leggi organiche pubblicate o da pubblicarsi dal papa costituiscono +la libertà vera. La <i>repubblica</i> è per voi dunque sinonimo di +<i>demagogia</i>. E la storia dei tempi registrerà che un'Assemblea <i>repubblicana</i> +udiva con approvazione quelle vostre parole. Ma io non debbo +discuter con voi di repubblica o monarchia. Il buon senso ha insegnato +e insegnerà più sempre alla mia nazione che libertà non può +esistere per essa se non fondata sulla repubblica e che il grido di +Roma ha in sè l'avvenire italiano. Pur noi non imponemmo repubblica; +l'avemmo, lieti e plaudenti, dal popolo, da una Assemblea +Costituente. Libertà vera per noi fu allora ed è tuttavia quella ch'esce +ordinata dal libero suffragio della nazione. Perchè non la interrogate? +Una irrequieta audace <i>fazione</i> toglieva allora senno e libertà di giudizio +al popolo? Ma quella <i>fazione</i> oggi è spenta o lontana. Io vi scrivo +dall'esilio. L'esilio, la prigione o la sepoltura hanno tutti i miei compagni. +Perchè non restituite al popolo il libero voto? Perchè, dopo +diciotto mesi, siete costretto a conchiudere le vostre parole dichiarando +che <i>il soggiorno del vostro esercito è tuttavia necessario al mantenimento +dell'ordine in Roma</i>?</p> + +<p>Voi potete, signore, ravvolgervi a vostro senno di menzogna e sofismi: +potete trovare un'Assemblea <i>repubblicana</i> che applauda per +breve tempo alle vostre parole; ma il giudizio dell'Europa sta +irrevocabilmente per noi. Tra noi e voi la contesa è ridotta a termini +troppo semplici per ammetter dubbio. Il principio repubblicano +è sancito per noi dal decreto non revocato dalla nostra Assemblea: +vive nel dritto, legittimo per lo meno quanto il vostro governo; e +noi possiamo chiedere alla Francia e all'Europa di restituirci Roma +qual era prima del luglio 1849. E nondimeno stiam paghi a chiedervi—tanto +siam certi dell'animo delle moltitudini—di rifare onestamente +la prova. Noi siamo più assai potenti di voi, signore. A voi, +perchè trionfi la <i>libertà vera</i>, bisogna un esercito; a noi basta una +urna. Noi vi cacciamo a guanto di sfida ciò che gli agenti vostri promettevano +prima della vittoria: sgombrate e <span class="smcap">rendeteci il voto</span>; e voi +non osate raccoglier quel guanto!</p> + +<p class="break">Io ho già confutato vittoriosamente altrove l'obliqua accusa data +ai repubblicani d'Italia d'aver posto a pericolo, per soverchia esigenza, +non la libertà che i principi non pensavano a dare: ma la +causa dell'indipendenza che molti sognavano—e si pentono amaramente +del sogno—potersi dividere dalla causa della libertà. Cessato +il clamore d'una stampa comprata dai nostri padroni, i documenti +hanno provato che i repubblicani, convinti che nè da un papa, nè da +un principe, nè da un accordo fra i principi potea venir salute all'Italia, +cessero nondimeno al voto della maggioranza del paese che +inchinava all'esperimento; tacquero, non rinnegarono, le loro dottrine, +e s'astennero da ogni maneggio politico negli anni 1846 e 47:—che +nel 1848, insorta l'Italia a scacciar lo straniero, accettarono il programma +proposto dal principato «che, solamente finita la guerra, il +paese fosse chiamato a decretare i proprî fatti politici» e non s'occuparono +che di guerra:—che, violato dalla parte regia il programma, +essi protestarono virilmente, ma aborrirono dall'armi civili e non +tentarono resistenza:—che perduta per ignoranza, per rifiuto degli +ajuti popolari e per tradimento la guerra, rinnegata da principi e papa +la causa della nazione, essi raccolsero il vessillo abbandonato e lo +<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +inalzarono in nome di Dio e del Popolo sulle mura di Venezia e di +Roma a riconquistare, se non la vittoria, l'onore d'Italia contro gli +Austriaci e contro l'armi vostre, signore:—che riescirono a riconquistarlo. +Ma dacchè tra voi e me non può essere intelletto comune +di libertà, io non debbo dir qui quale concetto ne avessero i repubblicani, +ma solamente seguirvi sul vostro terreno, e ricordare alla +Francia qual sia la <i>libertà vera</i> per voi.</p> + +<p>Il 26 aprile 1849, la libertà che voi venivate a tutelare fra noi era, +signore, la libertà fondata sulla sovranità del paese.—<i>Il nostro scopo</i>—dichiarava +in un proclama dettato da voi il generale Oudinot—<i>non +è quello d'esercitare una influenza che opprima, nè</i> <span class="smcap">di imporvi un +governo che sarebbe opposto al vostro voto</span>... <i>Noi giustificheremo il +titolo di fratelli. Noi rispetteremo le vostre persone e i vostri beni... +noi ci porremo di concerto colle</i> <span class="smcap">autorità esistenti</span>, <i>perchè la nostra +occupazione non mova inciampo di sorta alcuna</i>.</p> + +<p>Il giorno in cui, caduta Roma, voi scrivevate la lettera a tutti nota +all'ufficiale Edgard Ney, la libertà che voi promettevate alle popolazioni +dello Stato romano non era più quella del voto; era la libertà +che scende come beneficio dall'autorità regia non contrastata, non limitata; +e consisteva in un governo fondato e avviato su norme liberali, +in una amministrazione laicale, in una legislazione desunta dal +codice Napoleone, in un'amnistia generale o quasi. Era programma +meschino, illegale, di conquistatore. E Roma, s'anche la parola vostra +avesse potuto ridursi in atto, avrebbe sprezzato dono e donatore ad +un tempo. Pure, la <i>vera</i> libertà di che oggi parlate è la libertà forse +del vostro secondo programma?</p> + +<p>Quando—e sia sollecito per l'onore della specie umana quel giorno—avremo +una politica religiosa e la parola del vero suonerà franca +e spontanea tra popoli e capi di popoli, gli uomini non vorranno credere +che da un preside di repubblica potesse escir mai linguaggio +così sfacciatamente menzognero come quello del Messaggio, e che +un'Assemblea d'eletti dal popolo di Francia l'ascoltasse paziente. Libertà, +in Roma, signore! Ma quale? libertà di stampa? d'associazione? +di parola? di voto? d'insegnamento? di persona? protetta da milizia +cittadina? da rappresentanze inamovibili fuorchè dal popolo? perchè +nol diceste? perchè non vel chiesero? Fu ignoranza, codardia, indifferenza? +Fu da parte vostra un insulto cacciato alla vittima?</p> + +<p>La libertà di Roma, signore—io ricapitolerò cose note per la +Francia che dimentica facilmente—la libertà di Roma è lo scioglimento +della guardia civica, mantenuto in onta al decreto del 6 luglio +che diceva nell'articolo secondo: <i>essa sarà</i> <span class="smcap">immediatamente</span> <i>riordinata +secondo le sue basi primitive</i>:—il divieto d'ogni circolo e d'ogni +associazione politica:—il sequestro delle armi che lascia l'onesto indifeso +dal ladro e dal masnadiere:—la soppressione di tutti i giornali +dai governativi in fuori:—la commissione instituita, in onta alle +vostre promesse, il 23 agosto 1849 per rintracciare e punire gli attentati +commessi contro la religione e i suoi ministri sotto il governo +della repubblica:—le vessazioni contro i forestieri, le denunzie di +locandieri, le condizioni al soggiorno in Roma riordinate dalla notificazione +del 31 agosto:—la disposizione del 3 settembre colla quale +ogni stamperia deve, sotto pena di gravi multe e di prigione, consegnare +al governo l'elenco preciso e progressivo de' suoi tipi e de' suoi +operaî:—la commissione di censura instituita per tutti gli impiegati +della repubblica, la destituzione pressochè generale e da settecento +famiglie cacciate nella miseria:—la dispersione dell'esercito +e l'esilio di quasi tutti gli uffiziali:—la sospensione di tutti i maestri +<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span> +d'ogni categoria pronunziata il 17 ottobre:—il richiamo degli +uffici di polizia e della sbirraglia di tutti gli uomini della reazione e +del fecciume dei sicarî di Gregorio XVI:—il ristabilimento dell'inquisizione +e del vicariato. La libertà di Roma è, signore, la carta +monetata ridotta del 35 per 100—la tassa di barriera ripristinata—le +multe di bollo portate al decuplo—la restituzione dei beni alle +mani morte—l'incarimento del sale—il rinnovamento della tassa +sul macinato—l'aumento del 15 per 100 sulle imposte—la miseria +visibilmente crescente in ogni angolo e in ogni ordine dello Stato. +La libertà di Roma è un'amnistia che esclude i membri del governo +provvisorio, il triumvirato, i componenti i ministeri, i rappresentanti +del popolo, i presidi delle provincie, i capi dei corpi militari, gli +amnistiati del 1848 colpevoli d'una parte qualunque alla rivoluzione +e ch'ebbe per conseguenza immediata una nuova emigrazione—un +<i>motu-proprio</i> che, cancellando quello del 1848, riordina il despotismo +temperato da una Consulta di Stato eletta dal papa su terne presentate +dai consigli provinciali senza intervento dei comuni, accresciuta +di membri nominati a capriccio da lui, e condannata al silenzio se +non quando al governo piace richiederla di <i>consiglio</i>—una instituzione +di consigli provinciali i cui membri sono scelti su terne dei +municipî dal papa purchè abbiano età di trent'anni, domicilio di +dieci anni nella provincia, beni del valore almeno di seimila scudi e +<i>condotta religiosa e politica riconosciuta buona</i>, e le riunioni dei quali +possono essere sospese o sciolte ad arbitrio governativo—poi, una +persecuzione d'ogni giorno, d'ogni ora: piene zeppe le carceri <i>nuove</i>, +quelle del Castello, del Santo Officio, della Galera di Termini, d'uomini +strappati per sospetto alle loro famiglie e lasciati a giacersi fra i +ladri e gli accoltellatori senza processo finchè piaccia al governo o +alla morte di liberarli; i non imprigionati, ma invisi per opinione repubblicana, +additati ai soprusi, agl'insulti alle ferite dei birri arbitri +oggimai dello Stato; e, conseguenza inevitabile di condizioni siffatte, +l'aumento dei delitti, le vie mal sicure, i paesetti di campagna invasi +e derubati da malfattori.</p> + +<p>Questa, signore, è la <i>libertà vera</i> di Roma, frutto delle vostre armi +e documentata dal Giornale Officiale del governo per voi restaurato. +Cancellate, in nome della Francia, la linea del Messaggio che chiama +l'invasione <i>fatto glorioso</i> e arrossite pel nome che il caso v'ha dato. +Il nipote di Napoleone può esser tiranno, ma don dovrebb'esserlo +bassamente. Uccidete, finchè l'altrui fiacchezza ve lo consente; ma +non sollevate il lenzuolo dei morti colle vostre mani a farvene manto +di gloria.</p> + +<p>Gloria! I pochi vostri adulatori possono, a mercare i guadagni del +favore d'un giorno, susurrarvi quella parola all'orecchio: ma essa +v'è contesa per sempre. Da quando i popoli si sono ridesti, gloria e +virtù sono sinonimi.</p> + +<p class="break">Principe Luigi Napoleone! un nome in oggi è piccola cosa. L'onda +collettiva delle moltitudini spinte a nuovi fati da Dio sommerge, salendo, +nomi e individui. E nondimeno, voi, giunto per meriti non +vostri al potere quando ancora l'onda non ha raggiunto il vertice +della piramide e i popoli cacciano, prima d'abbandonarlo per sempre, +un guardo di riverenza tradizionale al passato, la storia poneva innanzi +una bianca pagina, e voi potevate riempirla. Capo d'una forte e grande +nazione, erede d'un nome, ultimo potente in Europa, e ammaestrato +dalla sciagura, voi dovevate leggere nelle parole che vostro zio proferiva +morente in Sant'Elena, nel grido recente di Parigi e negli insegnamenti +<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +dell'esilio, la vostra missione. Voi potevate, compiendola, +confondere tra i posteri più remoti su quel nome che v'era trasmesso +l'aureola delle cento battaglie e la luce pura confortatrice della libertà: +Napoleone e Washington. Bastava per questo un affetto di +virtù, un pensiero di amore; e se l'amore e la virtù non allignavano +nell'anima vostra, bastava un savio calcolo dell'intelletto, un guardo +che s'addentrasse nel passato e spiasse il futuro. Voi non potevate, +quand'anche aveste sentito a fremervi dentro il suo genio, ricominciare +Napoleone: se l'èra dei popoli non fosse stata che sogno, egli +era tale da non morir che sul trono. Voi non potevate che trasformare +il concetto: ricordarvi che s'egli sorgeva per propria potenza, +e sugli ultimi stanchi giorni d'una repubblica, voi sorgevate per elezione +di popolo in una repubblica nascente e pregna di fati: ricordarvi +che se Napoleone aveva, conscio o inconscio, preparato colla +eguaglianza civile, coll'armi e colle leggi europee il terreno alla novella +unità, era—e i popoli ve ne avvertivano col sorgere spontaneo +per ogni dove—impresa compita: ricordarvi che avevate incontrato +e salutato fratelli nell'esilio Polacchi, Italiani, Alemanni rappresentanti +la stessa fede; e dire: io inizio, in nome del Popolo, l'epoca +nuova: porto, io proscritto di jeri, sul seggio di preside della repubblica, +il pensiero de' miei fratelli, e dichiaro: la <i>Francia non vuole +ch'esistano da oggi innanzi proscritti</i>. La vita è sacra: sacra nel pensiero, +sacra nei popoli. Si riveli, s'espanda, si dia forme proprie come +nella creazione di Dio. La spada della Francia conquistatrice giace +per sempre nella tomba di Napoleone; ma il popolo ha dato un'altra +spada alla Francia e questa spada proteggitrice si stenderà dovunque +sorga vita vera in un popolo, tra quella vita nascente e chi s'attentasse +di soffocarla.</p> + +<p>Non eravate da tanto. Impotente a ripetere la parte di Napoleone, +voi avete travestito i suoi concetti gigantescamente ambiziosi in sogni +d'un'ambizioncella tremante, pigmea: in disegni di rivoluzioni consolari +o imperiali ideate la sera, svanite al mattino davanti all'agitarsi +d'una commissione di permanenza o a un'aspra minacciosa parola di +un soldato geloso. Incapace di trasformarne il pensiero e senza idee +vostre, senza amore nell'anima, e buja d'intelletto dell'avvenire la +mente, voi, d'incertezza in incertezza, di codardia in codardia, siete +sceso a ricopiare la parte immorale, dissolvente, atea di Luigi Filippo. +Vi circondano, inspiratori, dominatori or l'uno or l'altro, gli uomini di +Luigi Filippo. Vi pende sul capo, inevitabile, fatale, la sentenza di +Luigi Filippo.</p> + +<p>Colla spedizione di Roma voi intendeste a propiziarvi a un tempo +la parte cattolica, l'esercito e l'Austria; la parte cattolica piegando +il ginocchio davanti al papa nel quale voi non credete: l'esercito accarezzandone +l'orgoglio e gli spiriti irrequieti: l'Austria alla quale la +paura v'ha fatto complice, ajutandola a soffocare nel centro d'Italia +l'elemento temuto e insegnando a tutte le popolazioni italiane ch'esse +non devono illudersi a sperare cosa alcuna da voi. Colle leggi repressive, +imitate da quelle dell'ultimo regno, intendeste a conciliarvi +gli abbienti tremanti del socialismo perchè lo giudicano nelle esagerazioni +che falsano quella santa tendenza. Col programma di neutralità +ch'oggi, prima di avere ritirate le vostre truppe da Roma, sostituite +al programma d'azione della Francia, voi sperate rendervi favorevoli +gli uomini della pace. Diseredato d'iniziativa, voi, ponendo in +luogo della politica dei <i>principî</i> che poggia sul Vero, sul giusto, sull'onore +e sull'elemento dotato di maggiore vitalità nel futuro, la trista, +meschina, impossibile politica degli <i>interessi</i> e di concessioni che cozzano +<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +l'una coll'altra, v'illudeste ad essere quel ch'oggi chiamano <i>uomo +di Stato</i>. Ma quel misto di scetticismo e d'orgoglio, d'analisi cadaverica +e d'ignoranza della vita che sorse con quel nome quando in +Europa mancarono le forti credenze e si ruppe ogni vincolo d'unità, +andò digradando da Machiavelli, storico e giudice, fino a Talleyrand, +copista meschino e briccone. Luigi Filippo è morto in esilio. Metternich +vive in esilio. Ora, <i>uomo di Stato</i> è colui che pensa e pratica +il bene. Proscritto anch'oggi, ei riescirà senza fallo domani.</p> + +<p>La parte cattolica vi sa ipocrita incredulo: ipocrita anch'essa e senza +fede, essa ha accettato, promettendo, l'ajuto vostro: ma i suoi odî +vanno oltre la tomba, le sue speranze stanno nei governi dispotici, ed +essa vi gitterà l'anatema il primo giorno in cui essa crederà non aver +bisogno di voi.</p> + +<p>L'esercito sa in oggi che voi lo spingeste all'assassinio di Roma +perchè non osavate combattere l'Austria invadente nè lasciarla sola; +e arrossirà della macchia di disonore che voi avete messa sulle sue +bandiere e della parte di gendarmeria pretesca alla quale voi lo condannate. +I soldati di Francia intenderanno che lo stendardo dato ad +essi dalla nazione è simbolo d'un <i>principio</i> o cencio senza senso e +valore—ch'essi tengono in deposito l'onor della Francia—che dovunque +il principio repubblicano, vita e speranza della Francia, è +violato per opera loro, essi tradiscono la nazione—che il giuramento +del milite nel XIX secolo non è giuramento di medio evo, giuramento +d'uomo servo a un signore, ma giuramento di libero a chi +rappresenta—e fino a quando la rappresenta—la missione della +sua patria.</p> + +<p>L'Austria sa il perchè scendeste in campo con essa, e non si giova, +sprezzando, di voi che per logorare ogni influenza morale francese in +Italia e togliere un alleato alla vostra illusa nazione.</p> + +<p>I proprietarî, i detentori della ricchezza di Francia, imparano rapidamente +le vere idee degli uomini che studiano i segni della inevitabile +trasformazione sociale e cercano le vie per le quali possa +pacificamente compirsi. Essi s'avvedranno che in questi uomini, oggi +ancora fraintesi, è riposta mallevadorìa più potente che non quella +delle vostre leggi repressive e seminatrici di guerra implacabile contro +gli agitatori violenti e i sofisti sovvertitori d'ogni ordine.</p> + +<p>Gli uomini della pace v'abbandoneranno come abbandonarono Luigi +Filippo, appena un nucleo d'arditi scenderà nelle vie delle città francesi +a provare che non v'è pace senza giustizia.</p> + +<p>Per tutti questi elementi voi non siete che una transizione ad altro. +Essi vi hanno conosciuto debole, e nessuno lega a quelli del debole +i proprî fati.</p> + +<p>E la Francia, la Francia-popolo, la vera Francia, che noi amiamo +e non confondiamo, signore, con voi e coi vostri, la Francia che geme +e freme sotto un obbrobrio non meritato, sentirà un dì o l'altro, ma +di certo entro un breve cerchio di tempo, il rimprovero che pesa sulla +sua fronte, e d'un de' suoi moti di lione lo scoterà via da sè. La +Francia intenderà che la noncuranza colla quale essa concede ai governi +che la dirigono di cancellare o falsare il principio europeo pel +quale essa ha sparso sudori e sangue, non è una stanchezza momentanea +dell'oggi, ma dura da lunghi anni e accumula sulla sua bandiera +diffidenze e reazioni ormai gravi; che vigilano nell'Europa dei +popoli, contro l'amore ch'essa inspirava, la rovina della libertà spagnuola +nel 1823, le promesse fallite all'Italia nel 1831, l'isolamento +colpevole del 1848, l'abbandono della Polonia, l'indifferenza davanti +all'invasione russa nell'Ungheria, lo scredito che sparge per ogni dove +<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +sull'idea repubblicana la repubblica-menzogna immedesimata con essa, +e il delitto di Roma; che la sua potenza d'iniziativa perisce; che a +farla rivivere è urgente ridestarsi; e si desterà.</p> + +<p>In quel giorno, signore, abbandonato, schernito, maledetto da quei +ch'oggi s'avviliscono più di menzogne e di lodi davanti a voi, andrete, +vittima espiatrice di Roma, a morire in esilio.</p> + +<p>Il culto dei nomi, esaurito nell'ultima formula, svanirà per la +Francia e per l'Europa. Il Popolo sarà papa in Roma, presidente in +Parigi.</p> + +<p class="break">Principe Luigi Napoleone! Il 14 gennajo 1848 io scrivevo al ministro +Guizot: «Voi siete travolto oggimai dagli eventi che non potete +più prevenire nè dirigere. Voi siete ancora molto potente, signor +ministro; ma noi saremo in ultimo più potenti di voi.» Il ministro +crollava, sorridendo, il capo. Ma dov'era egli in febbrajo?</p> + +<p class="date"> +<i>Dicembre 1850.</i> +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="A_DANIELE_MANIN" id="A_DANIELE_MANIN"></a><span class="small">1856.</span><br /><br /> +<span class="g">A DANIELE MANIN</span></h2> + +<h3>I.</h3> + + +<p>Quando voi, capo di repubblica nel 1848, e caro a noi tutti pei ricordi +della gran difesa e per dignità di condotta negli anni d'esilio, +gittaste, rompendo a un tratto il lungo silenzio, la bandiera—non +dirò della repubblica—ma della nazione, ai piedi d'un re, io vi compiansi +e mi dolsi per l'Italia, tacendo.</p> + +<p>Mi dolsi per l'Italia, che perdeva in voi un'altra gemma della sua +corona d'illustri, quando appunto la condizione delle cose additava +più urgente il bisogno d'averli tutti congiunti in un solo pensiero di +azione: compiansi voi, che, abbandonando la logica, piana, diritta via +dei principî per frammettervi agli uomini d'opportunità, e accettando +concessioni e transazioni colla coscienza, che illudono e indugiano da +otto anni l'Italia, smarrireste, per legge fatale, l'intelletto delle circostanze +europee, dimezzereste fra le ambagi d'una dubbia politica +le libere facoltà della mente, e scendereste, dal seggio d'apostolo della +causa patria, alla parte di strumento inconscio dei diplomatici, ingannatori +sempre, e dei faccendieri di corte: ma tacqui, sperando che +l'esame attento dei fatti vi ricondurrebbe sollecito a miglior partito, +e che dall'aver detto alla monarchia: <i>Fate, e saremo con voi</i>, trarreste +vigore novello per gridare al paese: <i>La nazione salvi la nazione: +noi abbiamo offerto alla monarchia di guidarci, e la monarchia, +paurosa e impotente, ricusa</i>.</p> + +<p>Più dopo, io vi vidi, in onta a fatti che dovevano togliervi ogni +speranza, persistere sulla torta via: parlare in nome dei repubblicani, +dai quali non avevate avuto mandato, e sopprimere la fede repubblicana: +parlare in nome d'un partito nazionale non fondato da voi +e i cui martiri muojono, da un quarto di secolo, col grido di <i>viva +l'Italia!</i> e sopprimere la coscienza e il diritto della nazione. Vi vidi +affaccendato a fondare, in onta della moralità, base necessaria d'ogni +progresso, la fusione, l'abdicazione di tutti i partiti in un solo, il peggiore, +sopra un equivoco, sulla parola <i>unificazione</i> sostituita alla parola +<i>unità</i>, senza avvedervi, senza leggere nella storia delle imprese +passate, che uomini i quali si collegano, pur movendo a diversi fini, +possono forse insorgere, ma a patto di uccidere, colle liti civili, l'insurrezione +il dì dopo. Vi vidi, a fronte di trattati che promettono all'Austria +l'interezza dei suoi possedimenti, ostinarvi a seguire inspirazioni +straniere; a fronte d'un <i>memorandum</i><a name="FNanchor_110_110" id="FNanchor_110_110"></a><a href="#Footnote_110_110" class="fnanchor">[110]</a> che insegna ai governi +<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +il come si possa con miglioramenti locali indugiare, se non vincere, +il proposito degli uomini che cercano la patria comune, dichiarare +che la monarchia piemontese moveva guidatrice all'impresa; poi, quasi +pentito, gridare al partito: <i>Agitate, agitatevi</i>, come se la parola di +O'Connel potesse adattarsi a terra non libera, sulla quale ogni agitazione +è delitto severamente punito; e, impaurito dei consiglieri, nuovamente +ritrarvi: spettacolo tristissimo a quanti più v'ammiravano e +a me primo. E nondimeno avrei, tanto mi pesa l'accarezzar con l'esempio +il mal abito delle polemiche, continuato a tacermi. Ma una +delle ultime vostre lettere avventa, sotto colore d'insegnamento morale, +tale un'accusa al partito, che il non respingerla parrebbe indifferenza +o consenso. Però vi scrivo.</p> + +<p>In quella lettera voi dichiarate che il partito non riescirà nell'impresa +patria, se prima non si separa solennemente dalla <i>teoria del +pugnale</i>.</p> + +<p>Quella lettera fu stampata all'estero: stampata nel <i>Times</i>, giornale +ch'oggi, iniziato al maneggio diplomatico, accenna alla necessità di +alcune riforme locali nel centro e nel mezzogiorno d'Italia, ma che +fu sempre ed è tuttavia avverso alla nostra causa nazionale, che predicò +in ogni tempo l'alleanza dell'Inghilterra coll'Austria, s'avventò +sistematicamente rabbioso contro ogni insurrezione italiana, calunniò +sfacciatamente gli uomini del partito, inveì feroce contro i nobili tentativi +dei popolani lombardi, e ci dichiarò a più riprese corrotti, inetti, +incapaci di libertà, accennando soltanto ultimamente, per suggerimento +dei suoi padroni, a un indizio di miglioramento innegabile nel +Piemonte; come se Roma, Milano, la vostra Venezia e dieci altri +punti in Italia, non ci avessero, nel 1848 e nel 1849, dichiarato agli +onesti di tutta Europa, razza non inferiore ad alcuna in attitudine a +governi liberi non guasti da licenza e anarchia.</p> + +<p>In giornale siffatto, voi, per senso di dignità personale e di rispetto +alla vostra nazione, non dovreste mai scrivere. Ma come non v'avvedeste +a ogni modo che, inserendovi quella lettera, voi, sottraendovi +ad ogni accusa e decretando a voi solo una patente di moralità, +prestavate al nemico un'arme potente contro il partito, contro il +paese?</p> + +<p>Quando il turpe maneggio governativo, al quale voi porgete oggi +inconscio l'autorità del vostro nome, avrà raggiunto il suo fine, o dispererà +di raggiungerlo—quando i padroni del <i>Times</i>, ch'oggi tentano +di sviarci, colle illusioni delle riforme locali, dall'unica meta, la +libera <span class="smcap">Unità Nazionale</span>, crederanno giunto il momento di por fine al +mal gioco e di mutare linguaggio—essi commenteranno la vostra +lettera, e ne dedurranno che noi abbiamo statuito, mezzo alla nostra +emancipazione, la <i>teoria del pugnale</i>; che il partito o frazione importante +del partito l'accettava, che voi, capo di repubblica un giorno +e nome autorevole, v'eravate sentito in obbligo di protestare contro +la <i>teoria</i>; ma che il partito—e questo lo dedurranno dal primo fatto +isolato d'ira o vendetta individuale che si commetterà in un angolo +della penisola—non avendo accettato il vostro consiglio, noi siamo +un popolo feroce, irreparabilmente guasto, e indegno delle simpatie +dell'Europa.</p> + +<p>E quasi a convalidare anzi tratto accusa siffatta e lasciar che altri +creda in una potenza segretamente ordinata a uccidere chi dissenta, +voi parlate a più riprese di <i>coraggio</i> che v'è necessario per dettar +quella lettera. Coraggio! Voi sapevate, scrivendo, che tuonando contro +il pugnale raccogliereste, senz'ombra di rischio da anima viva, lode +di moralissimo tra gli educatori d'Italia, da quanti, seduti all'ombra +<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +della loro bandiera patria e assicurati nell'esercizio dei loro diritti da +una ben ordinata giustizia nazionale, giudicano, freddamente severi, +i palpiti irregolari, convulsi, d'un popolo oppresso, ineducato, senza +speranza fuorchè in una lotta di sangue, senza tribunale che ristabilisca +equilibrio tra esso e chi lo perseguita.</p> + +<p>Da taluni mi fu detto che, denunziando la <i>teoria del pugnale</i>, voi +accennavate obliquamente, senza nominarmi, a me e agli uomini affratellati +con me in un pensiero d'azione. Non vi credo d'animo basso; +e respingo il sospetto. Pur, come mai gli affetti dovuti a chi combatte +da oltre 25 anni per la causa italiana non vi suggerirono che +altri potrebbe interpretare le vostre parole a quel modo? Come non +ricordaste che i governi e i giornali dei <i>moderati</i> piemontesi e lombardi, +e il <i>Times</i>, depositario dei vostri pensieri, tentarono a gara di +diffondere contro me la codarda accusa, dopo il 6 febbraio 1853? Come +non vi venne in mente che, inalzandovi contro la <i>teoria del pugnale</i>, +soccorrevate, scortesemente immemore, alle calunnie delle spie, +dei creduli e dei nemici senza coscienza, che m'apposero sentenze di +morte, tribunali segreti e tendenze a vendette illegali?</p> + +<p>E non di meno, non è in nome mio—a me oggimai poco importa +di ciò che l'opinione altrui, quando non mova da coloro che io amo +e che m'amano, sentenziò a mio danno o a mio pro—ma in nome +di tutto un partito, ch'io vi chiedo solennemente: quand'è che fu sancita +in Italia la <i>teorica del pugnale</i>? chi la stese? chi l'appoggia coi +fatti, o colla parola?</p> + +<p>Se per <i>teorica del pugnale</i> intendete il linguaggio di chi grida a +una gente schiava, senza patria, senza bandiera che ne ombreggi la +culla e la sepoltura: «Sorgete: morite o spegnete: voi non siete +uomini, ma arnesi adoprati a beneplacito dello straniero; non siete +popolo, ma razza diseredata di servi sprezzati quanto più guaîte; +non siete Italiani, ma Israeliti, Paria, Iloti d'Europa; non avete +nome, non battesimo di nazione, ma siete numero, vi rappresenta una +cifra, e Francesco I descriveva con essa sfrontatamente le migliori +anime nostre gementi, tormentate, schiacciate nelle segrete di Spielberg; +primo, unico vostro debito è farvi uomini, cittadini; ogni educazione +comincia da quello; nessun progresso può iniziarsi se non da +chi <i>è</i>: <i>sorgete</i> dunque e <i>siate</i>; sorgete tremendi a quanti v'attraversano, +in nome della forza brutale, le vie che la Provvidenza v'insegna: +sorgete sublimemente feroci. Se i vostri oppressori vi hanno +disarmato, create l'armi a combatterli: vi siano istrumenti di guerra +i ferri delle vostre croci, i chiodi delle vostre officine, i ciottoli +delle vostre vie, i pugnali che la lima può darvi. Conquistate colle +insidie, colle sorprese, l'armi colle quali lo straniero vi toglie onore, +sostanze, libertà, diritto e vita. Dalla daga dei Vespri, al sasso di +Balilla, al coltello di Palafox, benedetta sia nelle vostre mani ogni +cosa che può distruggere il nemico ed emanciparvi.»—Quel linguaggio +è il mio, e dovrebbe essere il vostro. L'arme che uccise Marinovich, +nel vostro arsenale, iniziò l'insurrezione della quale accettaste +la direzione in Venezia; e fu arme di guerra non regolare, come +quella che trafisse in Roma, tre mesi prima della Repubblica, il ministro +Rossi.</p> + +<p>Ma se per <i>teorica del pugnale</i> intendete il linguaggio di chi dicesse +ai nostri concittadini: «Perite, non iniziando l'insurrezione, ma pel +solo intento di ferire, e perchè non volete, non potete insorgere: +ferite nell'ombra: ferite isolatamente individui, la vita o la morte +dei quali non è nè salute nè ostacolo alla Patria; sostituite la vendetta, +che disonora, alla congiura che emancipa: fatevi tribunale, +<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +prima di essere cittadini, prima di poter concedere alla vittima pentimento +o discolpe:»—Chi tenne questo linguaggio? chi stese in +Italia l'atroce teorica? È debito vostro il dirlo o ritrattare l'accusa.</p> + +<p>Quel linguaggio fu susurrato segretamente una sola volta, nel 1849, +da qualche tristo, a pochi traviati in Ancona: e noi, repubblicani, rispondemmo +ponendo Ancona in istato d'assedio, e reprimendo con +vigore, mentre appunto le fazioni fremevano più che mai concitate +intorno a noi per l'invasione francese, quei fatti insensatamente feroci. +La repubblica uscì da Roma pura di terrore e vendette, senza +aver segnato, tra i pericoli dell'assedio, una sola condanna di morte.</p> + +<p>D'allora in poi, ravvolta nuovamente l'Italia nella tenebra della +servitù, pochi fatti isolati di ferimenti uscirono, risposta disperata a +lunghe inaudite persecuzioni, dall'inspirazione individuale, da furore +d'uomini ai quali le commissioni militari torturavano forse o fucilavano +un padre o un fratello. E a voi era lecito biasimarli, deplorarli +inutili, pericolosi, o indegni d'un partito che tende a creare un Popolo: +non addossarli all'intero partito, e additarli all'Europa come +applicazioni pratiche d'una <i>teorica</i> che non esiste. Errano tuttavia, tra' +vivi, uomini usciti imbecilli dalle prigioni di Modena per infusione +di belladonna ministrata nelle bevande a sconvolgere loro la mente +e farsi accusatori d'amici: un Cervieri, popolano lombardo.—e cito +un solo nome ad esempio—ebbe in Mantova venti colpi di bastone +al giorno, per una settimana: sul danaro che i congiunti mandavano +al colonnello Calvi, perch'ei prima di morire strangolato pagasse un +suo debito a un prigioniero, gli Austriaci, rifiutando pagare il debito, +ritennero le spese della fune e del boja: e se un figlio, un fratello +di Cervieri, di Calvi o di quegli infelici, avesse, fatto furente, dato +di piglio ad un'arme, e trafitto in piazza il primo tra i persecutori +in cui si fosse abbattuto, direste voi frutto di <i>teorica</i> quella uccisione?</p> + +<p>In questo—nell'insana, incessante, efferata persecuzione contro il +pensiero, contro i menomi atti sospetti, contro le sostanze, contro la +vita di quanti sono rei o creduti rei d'affetti al paese—nel bastone +fatto legge di mezza Italia—nell'insolenza perenne di padroni stranieri—nell'irritazione +febbrile generata dai <i>precetti</i> e da uno spionaggio +sfrontato—negli odî educati dalle denunzie pagate—nelle +prepotenze consumate sotto l'egida d'un governo aborrito come il +papale, da tirannucci subalterni, noti a ogni individuo delle nostre +non vaste città—nell'assenza d'ogni educazione popolare—nel +disprezzo forzato d'ogni instituzione esistente—nell'impossibilità di +trovar giustizia contro i sorprusi degli oppressori—nello spregio +della vita, conseguenza inevitabile d'ogni incertezza del domani—in +una condizione di cose, che non poggia se non sull'arbitrio del +potente—nella colpevole indifferenza dell'Europa governativa a +un pensiero di Patria comune, ad una immensa aspirazione nudrita +e inesorabilmente repressa da mezzo secolo—vive la <i>teorica del +pugnale</i>.</p> + +<p>Il partito, collettivamente, ha respinto sempre e respinge la tentazione +tremenda che i nostri padroni ci porgono: se pochi individui, +organi di non altro che della propria inspirazione, soccombono, è +<i>fatto</i> e conseguenza delle cagioni che accenno, e che non cesserà se +non col cessare di quelle. Bisognava dirlo. Bisognava ricordare all'Europa +come, sopra ogni punto d'Italia, il nostro popolo fu sublime—ogni +qual volta ebbe un lampo di viver libero—di perdono e di +oblio. Bisognava ricordarle, ciò che pur jeri un ministro inglese +dichiarava, contradicendosi, a proposito di Roma, davanti ai +<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +Comuni<a name="FNanchor_111_111" id="FNanchor_111_111"></a><a href="#Footnote_111_111" class="fnanchor">[111]</a> che le nostre città non furono mai sì bene governate e così +pure di delitti e violenze, come quando una bandiera di Patria sventolò +sulle loro torri. Bisognava ritessere il quadro delle nostre misere condizioni, +e gridare: <i>il governo austriaco, che s'ostina, contro il voto unanime +della popolazione, a conservare ciò che non è suo; il governo di +Francia, che tolse a Roma ogni via di miglioramento; il protestante +governo inglese che dichiarò nei suoi dispacci di volere il ritorno del +papa; i governi tutti d'Europa, che vietano all'Italia di essere nazione +stanno mallevadori davanti agli uomini e a Dio pei pugnali che lampeggiano, +tra l'ombra, sulle nostre terre. Essi cospirano tutti a contrastare +il nostro libero sviluppo, a mantenere sul nostro suolo una +grande Ingiustizia: incolpino sè stessi s'esce talora, di mezzo a una +gente schiava, ineducata, abbandonata da tutti, una protesta anormale, +violenta</i>.</p> + +<p>Era questa, parmi, la parte vostra. Gridare ad uomini che agonizzano +ingiustamente sotto il coltello del boja: «<i>non usate il coltello +che vi vien tra le mani</i>» è tutt'uno col gridare a chi muore in una +atmosfera appestata: <i>corra regolare il sangue nelle vostre vene; guarite</i>: +è lo stesso errore che quello dei valentuomini i quali aspettano +per iniziare l'instituzione repubblicana, che i nati e educati sotto il +dispotismo monarchico, abbiano virtù di repubblicani.</p> + +<p>La <i>teorica del pugnale</i> non ha mai esistito in Italia; il <i>fatto</i> del pugnale +sparirà quando l'Italia avrà vita propria, diritti riconosciuti e +giustizia.</p> + +<p>Oggi io non approvo, deploro, ma non mi dà il core di maledire. +Quando un uomo, Vandoni, accerchia d'artificî in Milano il suo vecchio +amico, per far ch'egli accetti da lui un biglietto dell'Imprestito +Nazionale, poi corre a denunciarlo alla polizia dello straniero—se +un popolano si leva il dì dopo e trafigge il Giuda a mezzo il giorno +sulla pubblica via—io non mi sento coraggio di gettar la pietra a quel +popolano, che s'assume di rappresentare la giustizia sociale aborrita +alla tirannide.</p> + +<p>Io aborro anche da una sola goccia di sangue, quando non richiesta +imperiosamente pel trionfo e per la consecrazione d'un santo principio. +Credo colpa la pena di morte applicata dalla Società che può +difendersi, e vagheggio, primo decreto della repubblica trionfante +l'abolizione del patibolo. Gemo sulle vendette individuali, anche se +contro gl'iniqui, anche se manchi, ove si compiono, ogni rappresentanza +di giustizia legale. Ricusai, affrontando la taccia di debole, di +apporre in Roma la mia firma a una condanna nel capo pronunziata +da un tribunale di guerra contro un soldato colpevole. Non temo +dunque dagli onesti, interpretazione sinistra alle mie parole, se aggiungo +che sono, nella vita e nella storia delle nazioni, momenti eccezionali +ai quali il giudicio normale umano non può adattarsi, e che +non ammettono inspirazioni fuorchè dalla coscienza e da Dio.</p> + +<p>Santa è nelle mani di Giuditta la spada che troncò la vita ad Oloferne; +santo il pugnale che Armodio incoronava di rose; santo il +pugnale di Bruto; santo lo stile del siciliano che iniziò i vespri; +santo il dardo di Tell. Quando, dove ogni giustizia è morta e un tiranno +nega e cancella col terrore la coscienza d'una nazione e Dio +che la volle libera, un uomo, puro d'odio e d'ogni bassa passione e +<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +per sola religione di Patria e dell'eterno diritto incarnato in lui, si +leva di faccia al tiranno e gli grida: <i>tu tormenti i milioni dei miei +fratelli: tu contendi loro ciò che Dio decretava per essi: tu spegni i +corpi e corrompi le anime: per te la mia patria agonizza ogni giorno, +in te fa capo tutto un edifizio di servitù, di disonore e di colpe: io rovescio +quell'edifizio, spegnendoti</i>—io riconosco, in quella manifestazione +di tremenda eguaglianza tra il padrone dei milioni e un solo +individuo, il dito di Dio. I più sentono in core come io sento: io +lo dico.</p> + +<p>Io dunque non gitterei, come voi, Manin, l'anatema su quei feritori: +non direi loro, con ingiustizia patente: <i>siete codardi</i>; non direi +al Partito, che non incuora quei fatti: <i>fallirete allo scopo se non fate +che cessino</i>—ma direi: «perchè ferite, o miseri? che sperate? se +mai l'uomo ha diritto sulla vita dell'uomo, io so che la spia, il +traditore, l'italiano, che accetta, per danaro, dall'oppressore straniero +la infame missione di torturare o consegnare al patibolo i +suoi fratelli intolleranti della servitù della Patria, son tristi e degni +di morte; ma importa spegnerli? e potete spegnerli tutti? E +potete esser giudici voi soli di ciò che s'agiti nella coscienza delle +vostre vittime? Sapete voi se non saranno pentiti e migliori domani? +e a ogni modo, volete esser tristi come essi sono? A vincere, +noi dobbiamo esser migliori; a meritar la vittoria, noi dobbiamo +cancellare dal nostro core ira, ferocia, vendetta. Noi siamo +gli apostoli della Patria futura: vogliamo fondar la Nazione. In +quella sacra idea, e nel dovere di far che trionfi, sta la sorgente +dei nostri diritti. Or potete fondar la Nazione, conquistar la Patria +a quel modo?</p> + +<p>«A voi è mestieri di spegnere, non pochi satelliti dei vostri tiranni, +ma la tirannide. E finchè vivrà—finchè avrete corruttori in +seggio, bajonette straniere e patiboli, avrete corrotti, schiavi traditori +per codardia, e tormentatori e carnefici; e ripulluleranno pur +sempre, perchè il vostro pugnale lampeggia raro ed incerto e la +bajonetta degli oppressori splende sugli occhî loro continua, inesorabile, +onnipotente. Concentrate adunque la vostra energia in un +pensiero d'insurrezione collettiva, che liberi a un tratto il vostro +suolo dalle cagioni che creano i vili ed i tristi. Volgete, intesi fra +voi, contro gl'invasori stranieri quei ferri, che oggi adoprate, assumendovi +una tremenda missione di giudici, senza esame e senza difesa, +contro uomini, che non sono se non arnesi della tirannide che +vi sta sopra. Liberi, non avrete da temere o da punire traditori o +giudici iniqui. Il diritto di conquistarvi una Patria è diritto che Dio +vi dà: quello che vi date da per voi contro gl'individui, agenti +ciechi del dispotismo, si libra tra la giustizia e il delitto.»</p> + +<p>Se non che, a me, quegli uomini concederebbero il diritto di tener +loro questo linguaggio, però che io grido <i>insorgete</i> e addito la via +unica, semplice, razionale, e m'adopro, per quanto io so, perchè possano +insorgere, e accetto e invoco la cooperazione fraterna di tutti, +e chiamo gl'Italiani ad unirsi tutti in opre concordi ed attive intorno +a un programma che nessuno, senza intolleranza o tradimento alla +Patria comune, può rifiutare: <span class="smcap">La nazione salvi la nazione: La nazione +decida, libera ed una, dei suoi destini</span>. Ma voi?</p> + +<p>Ponetevi la mano sul core, e rispondetemi: se un di quegli uomini +sui quali voi chiamate l'anatema, sorgesse a dirvi: «Voi ci avete, +Daniele Manin, predicato, con altri, l'odio alla dominazione straniera, +l'idea nazionale, l'aborrimento agl'Italiani che rinnegano +la nostra fede. Voi, con altri, avete messo nell'anima nostra la febbre +<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +di Patria. Perchè, cogli altri, non ci guidate alla conquista di +quell'ideale? Perchè ci lasciate soli? Perchè, invece di volgervi a +noi, fratelli vostri, vi volgete alla diplomazia, alle corti straniere, a +una monarchia che non vuole e non può salvarci? Noi siamo milioni; +v'abbiamo, nel 1848 e nel 1849, provato che siamo capaci di +emancipare il nostro terreno: siamo oggi più forti d'allora, e ve lo +provano i fatti stessi che biasimate: perchè non ci ajutate nell'opera +del riscatto comune che di certo preferiremmo? perchè voi +cogli altri, che salutammo, e siam pronti a salutare oggi ancora +nostri capi, non v'unite a chi lavora per noi? Voi non amate i nostri +pugnali, perchè non ci date fucili? Voi lo potete: voi e dieci +altri nomi cari a tutti, unendovi a dire, palesemente, arditamente: +<i>è giunta l'ora!</i> unendovi a chiedere ai facoltosi una parte del loro +oro per noi che poniamo il nostro sangue sulla bilancia, riescireste, +convincereste, indurreste a sacrificî quei che oggi, nell'anarchia +del partito, tentennano irresoluti. Perchè nol fate? Perchè ci +trascinate d'illusione in illusione, finchè scenda sull'anime nostre +la disperazione? volete che i potenti d'Europa scendano a scannarsi +per noi? volete che l'emancipazione d'Italia si compia con forze +straniere? No; venite apertamente, francamente con noi. Aggiungete +la vostra mente alle nostre braccia. Allora soltanto avrete +diritto di consigliarci.»—Che potreste voi rispondere a linguaggio +siffatto?</p> + +<p class="date"> +<i>Londra 8 giugno.</i> +</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Io non vi rimprovero i subiti amori per casa Savoja. Se a voi, fautore +di repubblica jeri, piace il giogo d'un re, sia: meglio è dirlo che +tacerlo. Se alle nobili tradizioni, repubblicane tutte, del nostro popolo, +voi anteponete le tradizioni d'una famiglia, la cui storia si libra +perennemente fra le invasioni di due potenze straniere—se alla libera, +logica ed una espressione della coscienza nazionale parvi preferibile +il complesso, artificiale viluppo, che chiamano monarchia costituzionale, +un popolo imperfettamente rappresentato, una aristocrazia +<i>creata</i>—dacchè aristocrazia propriamente detta non esiste in +Italia—a incepparne sistematicamente la volontà, un sovrano che +non governa, ma oscilla fatalmente fra i due—giudichi il paese il +vigore del vostro intelletto: voi avete il diritto di predicare il concetto +politico inglese, che volete trapiantare in Italia. Io non parteggio +per casa alcuna: la mia casa è il Paese: il mio amore è riposto nella +Patria comune; la mia fede vive negli sforzi, nel sangue, nella suprema +energia del suo Popolo; la mia nozione del dritto posa sulla +vita progressiva della nazione guidata dai migliori per senno e virtù; +ma non m'irrito se altri dissente, e non credo che la discussione +nuoccia alla mia fede repubblicana. Veglia, arbitro su tutti noi, il +Paese. Io fido in esso.</p> + +<p>Ciò che io vi rimprovero è il <i>modo</i> e il <i>tempo</i> di quel programma; è +il mutare in formula di agitazione politica, <i>prima</i> del moto, un concetto +che non può essere se non la <i>conclusione</i> del moto stesso; è +l'oblìo assoluto, fatale dell'altra, della prima metà del programma, +l'insurrezione; è l'irritare, l'allontanare più sempre dal terreno comune, +indicato ripetutamente da noi, la parte repubblicana, comandandole +dittatoriamente di gittare, ai piedi della frazione monarchica, la +propria bandiera; è il sedurre a speranze addormentatrici in disegni +<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +segreti del governo piemontese, la gioventù fremente delle nostre +terre, quando non esiste disegno alcuno, se non quello d'accattarsi +popolarità e prepararsi le vie per padroneggiare e sviare un moto +nazionale possibile; è il dire: <i>la rivoluzione è vicina</i>, come se l'Italia +dovesse riceverla compiuta da un motu-proprio di gabinetto, invece +di dire: <i>fate la rivoluzione e siate</i>; è il gridare: <i>Roma non mova</i>, invece +di gridare: <i>mova ogni angolo del paese</i>; è il dichiarare che +l'unificazione nazionale ha progredito d'un passo, perchè un ministro +di casa Savoja ha tentato insegnare ai nostri padroni come s'eviti +l'insurrezione unificatrice; è il travolgere—concedetemi l'acerba, ma +giusta parola—nel ridicolo voi stesso, e, se poteste, il Partito, proclamando +dall'esilio, e prima che un sol uomo sia desto a combatter +tra noi, <i>unificatore d'Italia</i> un re, che non tenta, nè vuole, nè può +unificare, i cui cortigiani rifiutano le vostre parole, e i cui ministri +perseguitano, imprigionano e trasportano in America quei che si adoprano +a mover guerra allo straniero, dismembratore della nostra +Patria.</p> + +<p>A chi giova la prematura, incauta proclamazione?</p> + +<p>Al monarca che oggi servite?</p> + +<p>No. La corona d'un popolo che sorge non s'ha in dono; si vince. +Volerla, prima di meritarla, è perderla. Se Carlo Alberto, invece d'attendarsi +nel quadrilatero, correva, per impedire i rinforzi, ai monti; +se, invece d'arrestarsi davanti ai pali della confederazione Germanica +accampava in Tirolo; se invece di volere che Venezia, la vostra Venezia, +Manin, scontasse la colpa della sua bandiera repubblicana, ei +s'affrettava a difenderla e a cingere i passi delle Alpi Friulane e Cadoriche; +s'ei non patteggiava col governo inglese la inviolabilità di +Trieste; se, invece di rifiutare gli ajuti d'un popolo prode e voglioso, +invece di sciogliere i volontarî, ei chiamava la libera guerra dei cittadini +a fiancheggiare la battaglia dell'armi regolari; s'ei voleva, insomma +o sapeva vincere, nessun partito valeva a contendergli la corona +d'Italia.</p> + +<p>La malaugurata fusione, affrettata appunto quando l'impresa volgeva +in peggio, perdè lui e il paese ad un tempo. Dite al vostro re d'assalire +e di vincere; quella è l'unica via per la quale ei possa sperare +di cingersi la corona che voi gli decretate, mentr'egli, in virtù dei +trattati, siede allato degli stranieri, occupatori di due terzi d'Italia.</p> + +<p>O giova al paese?</p> + +<p>Il paese, Manin, vive anch'oggi inerte, immemore dei suoi doveri, +tra il capestro e il bastone. Bisogna insegnargli la fede in sè, colla +fede in esso, l'unità dei voleri, colla concordia degli uomini, ch'egli +a torto o a ragione saluta suoi capi, l'energia delle decisioni, colla +insistenza d'una parola vera, ardita, immutabile. Bisogna additargli +uno scopo determinato, i mezzi logici che ad esso conducono, i doveri +che deve compire a raggiungerlo. Bisogna rapirgli inesorabilmente +tutte le illusioni che lo disviano, poi rialzarlo colla conoscenza +delle forze onnipotenti ch'esso possiede e dimentica. Bisogna, sopra +ogni cosa, dargli coscienza di sè, della propria dignità, del diritto +eterno che vive in esso, della tradizione de' suoi padri, dell'alta missione +alla quale è chiamato nell'avvenire. Voi gli dite: <i>Agita le tue +catene, e scegliti un re</i>.</p> + +<p>A fronte di quei che gli dicono: <i>Rompi le tue catene e sii re di te +stesso</i>, voi gli fate intravedere, nel nome di Vittorio Emanuele, un'arcana +potenza che deve emanciparlo ed unificarlo; gl'insegnate, con +un consiglio codardo, a disperare di vincere la gente straniera che +occupa la sua Roma; lo dichiarate, da un lato, colla negazione del +<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +dogma repubblicano, incapace di guidarsi da sè; dall'altro, avviato +già pienamente, mercè le cure del re piemontese e dei gabinetti stranieri, +alla meta. Così, o Manin, non si destano: s'addormentano i popoli. +L'Italia aspettava ben altro linguaggio da voi.</p> + +<p>È tempo di dire all'Italia, e senza riguardi, la verità. Gli uomini i +quali sagrificano, e ripetutamente, le loro convinzioni a un calcolo +d'opportunità momentanea—gli uomini che, a sciogliere il problema +italiano, guardano all'estero e non nelle viscere del paese—gli uomini +che, dopo aver maledetto alle delusioni del 1848, chiamano +l'Italia a rifar quella via di vergogna e sciagura—gli uomini che, +dopo aver veduto il popolo vincere su dieci punti d'Italia, e l'esercito +regolare, mal guidato e tradito, soccombere, insegnano al popolo +che non può vincere, se non mercè quell'esercito—gli uomini che +credono l'opera di alcune dichiarazioni sospette e d'alcune adulazioni +mentite, bastevole a conquistare ad un tempo esercito e governo che +lo dirige—gli uomini che susurrano possibile, prezzo d'apostasia, +<i>l'iniziativa</i> della monarchia piemontese—gli uomini che, dopo tanto +millantar di vulcani e ruine presso ad esplodere, non gridano unanimi al +paese: <i>vergognati e sorgi</i>—tradiscono, consci o inconsci, per difetto +di core o di senno, la causa della Nazione. Qualunque sia il nome +che portano, la nazione deve rifiutarne i consigli.</p> + +<p>Quell'esercito, pel quale voi siete presti a dimenticar la Nazione +intera, lo avremo: è esercito italiano, prode, memore, e sente con noi +l'aborrimento dello straniero; ma non lo avremo, fuorchè levandoci +e invocandone, armati, l'armi. Quel re, al quale in oggi piaggiate, come +piaggiaste, per poi maledirlo, al padre di lui, lo avrete—e piaccia +a Dio che non abbiate a pentirvene—purchè vogliate: è giovine, +coraggioso; l'onta di Novara e l'insulto austriaco devono da quando +a quando balenargli sugli occhî, ed è possibile ch'egli un giorno, commosso +a forti pensieri, cacci da sè i codardi uomini di gabinetto, +che lo circondano, e si faccia, di piemontese, italiano; ma non prima +che voi sorgiate, non prima che voi gli abbiate offerto, in azione, +un più potente alleato che non è la diplomazia, non prima che il +grido di un popolo sommosso gli abbia tuonato all'orecchio: <i>scendi o +inalzati con noi</i>. I re seguono talora, non iniziano mai. Chi tenta indugiar +la Nazione dietro al fantasma d'un'<i>iniziativa</i> monarchica, o +inganna, o ha smarrito il senno.</p> + +<p>Le tradizioni del governo piemontese son regie. La monarchia è +vincolata, da vecchî e nuovi trattati, alle altre monarchie, e alle norme +generali d'ordine e assetto territoriale europeo, prestabilite da lungo. +Può il governo piemontese rompere a un tratto, non provocato, non +costretto dalla prepotenza di fatti, spettanti ad un ordine nuovo, quei +vincoli e quei trattati? Tutta la politica degli uomini del gabinetto sardo +poggia sulla speranza di conquistarsi la simpatia e, occorrendo, l'appoggio +dei gabinetti inglese e francese; può il gabinetto sardo provocarsi +contro l'ira dei due alleati, i quali, col linguaggio officiale e segreto, +gl'intimano una politica di resistenza, e non altro? Ogni idea di +mutamenti territoriali fu solennemente, unanimemente respinta, nelle +Conferenze di Parigi: il diritto italiano vivente, fremente nei Lombardo-Veneti, +non ottenne dai plenipotenziarî sardi neanche una +sommessa, indiretta allusione: riconoscendo la legalità dello statu-quo, +essi s'accontentano d'accennare a una teorica possibile di non intervento, +che vietasse all'Austria d'allargarsi oltre agli attuali confini<a name="FNanchor_112_112" id="FNanchor_112_112"></a><a href="#Footnote_112_112" class="fnanchor">[112]</a>; +<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +e pretendereste che re Vittorio Emanuele scendesse un giorno subitamente +in campo, varcasse spontaneo il Ticino e la Magra, intimasse +ai re delle varie parti d'Italia di scendere; intimasse, affrontando +scomuniche e l'armi dell'Impero alleato, al Papa di rassegnare la +potestà temporale, e, fatto incitatore d'insurrezione, sovvertitore dell'equilibrio +territoriale e del diritto comune governativo europeo, +cacciasse il guanto a tutta quanta la lega dei re? Voi, re, nol fareste. +Io, re, scenderei dal trono, mi rifarei cittadino, e il dì dopo, +libero d'ogni vincolo coll'Europa monarchica, griderei a soldati e a +cittadini: seguitemi all'impresa. Sperate l'una o l'altra decisione da +re Vittorio Emanuele?</p> + +<p>Voi dunque, ai quali par fede che una nazione non possa farsi e +vivere senza re, non potete avere il re che chiedete, se non aprendogli +la via con una insurrezione di popolo. <span class="smcap">L'Insurrezione</span> è, per +voi come per noi, l'unica soluzione possibile del problema italiano. +Per voi, come per noi, l'<i>iniziativa</i> dell'impresa spetta al nostro popolo: +il <i>monarca unificatore</i> non può che <i>seguire</i>; l'esercito piemontese +non può che <i>rispondere</i> alla chiamata de' suoi fratelli. Perchè +dunque non vi unite con noi a procacciare, a promovere, a persuadere +l'insurrezione? Perchè, invece di decretare, voi esule, a una +terra schiava un re alleato in oggi degli alleati dell'Austria, non vi +adoprate con noi a scuotere i giacenti, a rinfrancare gl'incerti, a raccogliere +gli ajuti per chi vuol movere, a diffondere concordi la parola +che suscita, a cominciar contro l'Austria quella guerra, che può +sola presentare al re vostro opportunità di snudare la spada e rivelare +all'aperto le generose intenzioni, susurrate oggi misteriosamente +all'orecchio dei creduli, dai faccendieri di corte?</p> + +<p>Invertendo l'ordine logico dei fatti, che devono e possono costituire +lo sviluppo della nostra rigenerazione, voi, che pur vi dite <i>pratici e +positivi</i>, nuocete al popolo, smembrando il Partito Nazionale che deve +guidarlo, <i>disertando l'unico terreno comune, sul quale tutte le forze +potevano e possono tuttora raccogliersi</i>; nuocete al re, facendolo apparire +davanti all'Europa provocatore segreto d'agitazioni ostili ai +governi; aizzandogli contro le ammonizioni e le minaccie di quegli +stessi gabinetti che, disposti a salutare un fatto potente compiuto, +desiderano pur non di meno impedire che sorga, costringendolo, +quand'ei non abbia energia o ipocrisia sovrumana, a legarsi verso i +governi europei con nuove promesse di pace, d'ordine, d'immobilità, +se non forse di repressione. Siete a un tempo amici imprudenti, tiepidi +e malsicuri patrioti.</p> + +<p>Perchè dunque ostinarvi su quella via? Perchè, uomini che amano +anch'essi sinceramente il paese, non si stringono in un accordo comune +di pensieri e d'azioni onde persuadere all'Italia che il momento +per levarsi è venuto, e ajutarla ad afferrarlo con celerità di +mosse e imponenza di forze?</p> + +<p>S'arretrano essi forse impauriti davanti all'<i>esclusivismo</i> repubblicano?</p> + +<p>No: voi non proferirete quella parola, Manin; voi men ch'altri potreste +proferirla senza arrossire. La storia dei tentativi fatti da me, +perchè tutti ci unissimo sopra un terreno, che non è il <i>mio</i>, ad ajutare +le tendenze generose d'un popolo, che è migliore di noi letterati, +v'è nota. Ma, lasciando la banda gli sforzi inutili d'un individuo, +il grido unanime dei repubblicani d'Italia, convalidato da fatti innegabili, +sorgerebbe a smentire l'accusa.</p> + +<p><i>La Nazione salvi la Nazione: la Nazione, libera ed una, decida dei +suoi propri fati</i>—è programma esclusivo? Può intendersi, senza +<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +quella formola, l'esistenza d'un Partito Nazionale? Non possono, non +devono, all'ombra di quella bandiera, abbracciarsi quanti cercano la +Patria comune, a qualunque frazione appartengano? Non rimane l'avvenire +aperto a ciascuno?</p> + +<p>Noi, repubblicani oggi siccome jeri, non vogliamo imporre repubblica, +e confessiamo arbitro supremo il paese: voi, repubblicani jeri, +volete in oggi imporre la monarchia: chi è l'esclusivo tra noi?</p> + +<p class="date"> +<i>Giugno 30.</i> +</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>In una vostra lettera, s'io non erro, del 28 maggio, voi decretavate +Vittorio Emanuele re unificatore d'Italia.</p> + +<p>Nella vostra del 26 giugno, voi professate d'insegnare, per mezzo +della stampa inglese, agl'Italiani di Napoli, il modo d'ottenere che +Ferdinando ridiventi monarca costituzionale delle Due Sicilie. Se +migliaja, anzi milioni d'uomini, schiavi d'una tirannide illimitata, +possano quetamente intendersi a praticare universalmente un rimedio +più che difficile e rare volte tentato là dove vivono libertà e diritti +custoditi da corpi deliberanti—se, dove potesse raggiungersi armonia +di voleri siffattamente miracolosa, non valga meglio scendere in piazza +ed emanciparsi a un tratto dall'esoso governo—è questione che gli +uomini del regno sciorranno, se giunge ad essi il vostro consiglio. Io +scrivo a chiedervi, a chiedere agli amici vostri, come si concilii la +unità d'Italia sotto Vittorio Emanuele col ristabilimento d'una monarchia +costituzionale in Napoli. L'Italia ha lungamente deplorato, +Manin, il vostro silenzio; temo che voi dovrete deplorare tra non +molto l'ora, in cui i suggerimenti di falsi o d'incauti amici v'indussero +a romperlo.</p> + +<p>Che cosa è che volete? In chi credete? qual via pratica di risurrezione +additate voi all'Italia? Qual è il principio, il metodo che vi +guida? Ogni uomo che s'arroga il diritto di consigliare un Popolo, +ha debito di dirlo chiaro. Voi accarezzate il <i>linguaggio</i> reciso, laconico, +dittatoriale, dell'uomo che si sente capo, e domanda d'esser seguito; +non potreste avere aperto, logico, definito il <i>pensiero</i>? Volete +l'unità d'Italia sotto un solo monarca, o volete sette principi che, di +fronte a minaccie interne o straniere, giurino oggi e sgiurino domani +costituzioni? Volete un'insurrezione nazionale che ci conquisti +colla forza delle armi la <span class="smcap">Patria</span> comune, o volete riforme locali, +che ci diano una dose omeopatica di libertà, concessioni che ci +addormentino, amnistie che ci disonorino? Quando chiedete al Popolo +agitazione, intendete agitazione di petizioni, dimostrazioni pacifiche, +come quelle che precedettero nel 1848 le cinque giornate, e che +oggi sarebbero accolte dalla mitraglia, o le sommosse parziali, che +annunziano e talora affrettano l'insurrezione? Quando dite che la +rivoluzione è forse <i>vicina</i>, accennate a un levarsi di moltitudini o ad +una mossa spontanea del monarca unificatore? Quando scongiurate +che Roma non mova, insegnate codardia all'insurrezione o fidate in +arcani disegni dell'uomo del 2 dicembre?</p> + +<p>A voi, ai vostri, incombe rispondere; e nol farete. Nol farete, atteggiandovi +a sprezzatori di richieste che chiamerete imprudenti, a +diplomatici che non possono, senza grave danno, rivelare il loro segreto. +Ma il vero è che non <i>potete</i> rispondere. Voi non avete segreto; +non avete programma; non avete principio che vi guidi. Voi non vivete +di vita italiana, ma d'inspirazioni straniere. Voi cercate l'Italia, +<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +non nelle aspirazioni e nella potenza, provata pochi anni addietro, +delle sue moltitudini, ma nei suggerimenti, nelle instigazioni di gabinetti, +che ci hanno sempre traditi. Io ne conosco gli agenti, e potrei +nominarli.</p> + +<p>I governi europei tremano dell'Italia. Questa povera Italia, Cristo +delle nazioni pei patimenti, ha pure fidata a sè dalla Provvidenza la +parola della grande universale risurrezione; e lo sanno. Sanno che +il giorno in cui, inspirata da un momento di fede suprema, essa oserà +proferirla, la sepoltura, nella quale son posti a giacere i popoli, si +aprirà in un subito a dar varco alla nuova vita. Sanno che noi teniamo +in pugno la questione delle nazionalità, il nuovo assetto d'Europa. +Sanno che un grido potente di redenzione non può sorgere da +questa terra, che ha dato due volte la parola d'Unità alle razze europee, +senza suscitare <span class="smcap"> Ungheria, Polonia, Germania, Francia, Grecia</span>, +e <span class="smcap">Slavi</span> meridionali. E quando, frutto dei casi europei, delle nuove +delusioni, della rinfierita tirannide, ed opera del partito al quale io +mi onoro d'appartenere, sorse il fermento confessato dai <i>memorandum</i>, +dai discorsi ministeriali e dalla stampa europea, essi, i governi, s'affrettarono +impauriti a cercare, poichè non potevano spegnerlo, il +come sviarlo, e s'appigliarono al vecchio artificio del 1831 e del 1848, +dividere in due correnti la piena che minaccia sommergerli, smembrare +in due campi il campo della nazione, incitar gli uni, i più lenti, +sì che, non movendo mai, accennino pur sempre di movere, frenar +gli altri, i più fervidi, colle speranze di eventi prossimi e d'una unione +generale di forze, che non verrà mai, se non da un audace fatto +compiuto. A questo concetto, sorgente in oggi di quanto s'opra o si +mormora nelle sfere governative, era necessaria una bandiera, un'autorità +di nome italiano, noto e caro all'Italia, che impiantasse il dualismo +nelle nostre file: e scelsero voi. Voi siete, inconscio, il Gioberti +del 1856.</p> + +<p>Tornate a noi, Manin; tornate al campo della nazione; tornate agli +uomini che difendevano l'onore d'Italia in Roma, mentre voi lo difendevate +in Venezia; tornate al Popolo, al Popolo che combatte e +muore, al popolo che non tradisce, al Popolo delle cinque giornate, +al Popolo dei grandi fatti di Sicilia, di Bologna, di Brescia, della +città che v'ha dato vita. Siete in tempo. Lacerate tutte le vostre lettere, +e serbate unicamente il <span class="smcap">se no, no</span> della prima: un anno d'ambagi, +di codarde dubbiezze, e d'inadempite speranze, ha ormai cancellato +quel <i>se</i>. Vi rassegnaste a un'ultima prova; dichiaratela or +consumata, e venite a noi. Dite agli Italiani: <i>accoglietemi: io non ho +più fede che in voi</i>. V'accoglieranno plaudenti; e risponderanno, credete +a me, all'accordo unanime degli uomini di tutte le frazioni, con +fatti, che saranno ai bei fatti del 1848, ciò che l'incendio è alle annunziatrici +scintille.</p> + +<p>L'Italia versa oggi in uno di quei momenti supremi nei quali il +Partito deve decidere tra il fare ed <i>essere</i> domani, o soggiacere a un +decennio di schiavitù. Nella guerra delle nazioni oppresse, le circostanze +geografico-politiche, in consenso noto degli animi dall'Alpi al +mare, e l'opinione europea, hanno decretato che l'iniziativa spetta +all'Italia: bisogna accettarla, o abdicare e aspettar salute dalla lentissima, +incerta modificazione delle cose europee.</p> + +<p>Da un lato, le insurrezioni antivedute, prenunziate inevitabili dall'opinione, +sono appoggiate dall'opinione; la nostra proromperebbe +come incarnazione, rappresentanza materiale d'una idea, d'un principio, +che ha già ricevuto la cittadinanza europea. Le confessioni +della diplomazia, l'attenzione rivolta da tutti i governi alle cose nostre +<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +l'agitazione seminata dagli uomini della monarchia piemontese, le +previsioni della stampa di tutti i paesi, l'ordinamento spontaneo, o +provocato dagli uomini di parte nostra tra il popolo delle città +tutte quante, dentro e fuori d'Italia, hanno a gara preparato il terreno +a chi vorrà impossessarsene. Ogni <i>fatto</i>, splendido d'ardire e di +volontà, compito in nome della Nazione e delle Nazioni, apparirà +come segnale inaspettato, invocato dagli oppressi di tutti i paesi. +Dieci bandiere di popoli risponderanno, sorgendo a guerra, a quel +<i>fatto</i>.</p> + +<p>Dall'altro, non giova dissimularlo, l'opinione delusa rovescierebbe +su noi giudicio severo; il terreno conquistato dalle prove del 1848 e +del 1849 sarebbe perduto. Il core dell'Europa batteva, concitato di +speranza e di fede, per la Polonia molti anni dopo l'insurrezione del +1830; l'inerzia sistematicamente adottata, per calcoli d'opportunità +menzognere, dagli uomini di quella nazione nel 1848 e negli anni che +vennero dietro, ha spento quel palpito d'affetto; e l'opinione, ch'io +so mal fondata, pure universalmente diffusa, che la Polonia sia morta, +russa, impotente, fu una delle principali cagioni che trattennero il +popolo inglese dal comandare al proprio governo di mutare le tendenze +dell'ultima guerra. Lo stesso avverrebbe di noi, s'or tradissimo +le speranze vive per ogni dove. Abbiamo tanto snudato le nostre +piaghe all'Europa, abbiamo svelato con tanta insistenza la storia dei nostri +dolori e a un tempo stesso del nostro fremito e delle nostre minaccie, +che non dovremmo lagnarci fuorchè di noi, se l'Europa, stanca e +vedendoci pur sempre fallire al momento opportuno, gittasse su noi +la condanna: <i>sono millantatori codardi; meritano pietà, non favore +ed ajuto</i>.</p> + +<p>Bisogna fare, o scadere.</p> + +<p>E fare e riescire si può, se—lasciate da banda le vie oblique, rinunziando, +non a giovarsi della diplomazia, ma ad accettarne le inspirazioni, +rassegnando alla nazione emancipata i programmi dell'avvenire, +accettando, fin dove importa, la cooperazione d'ogni elemento, +ma non sottomettendo la propria azione ad alcuno—gli uomini che +amano il paese più che sè stessi, vogliano unirsi tutti ad azione incessante, +ardita, virile, nelle norme seguenti:</p> + +<p>Vogliamo una Patria, vogliamo la Nazione; vogliamo che una Italia +sia. Possiamo <i>accettare</i>, a giovarcene, non <i>chiedere</i>, riforme o miglioramenti +amministrativi e civili. Sappia l'Europa che venticinque milioni +d'uomini, figli d'una terra che ha dato all'Europa incivilimento +e unità morale, non chiedono elemosina di condizioni più miti, ma +chiedono d'essere ammessi, Nazione, tra le Nazioni.</p> + +<p>La libertà e l'unità d'Italia non possono conquistarsi che colle nostre +forze, col nostro sangue, colla battaglia di tutti per tutti. I nostri +più potenti alleati devono essere i popoli oppressi come noi +siamo. Li avremo a seconda dell'energia che riveleremo sorgendo. I +forti son certi di essere seguiti.</p> + +<p>Qualunque sia l'intenzione, qualunque il disegno della monarchia +piemontese, l'<i>iniziativa</i> del moto spetta necessariamente al popolo. +L'insurrezione popolare può sola preparare freno e rimedio ai disegni, +se tristi; sola porgere opportunità al loro sviluppo, se buoni.</p> + +<p>Qualunque sia quindi l'opinione in proposito di ogni italiano che +ami davvero l'Italia, egli deve rivolgere tutti i suoi sforzi a promovere +l'iniziativa insurrezionale.</p> + +<p>L'Italia è matura per sorgere e vincere, più assai che non era nel +1848, quando eravamo incerti del popolo, oggi deliberatamente nostro +in tutte provincie, in tutte città. Non bisogna consecrarsi a lavori +<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +già fatti. Non bisogna smarrir tempo e cure in vasti preordinati disegni, +scoperti, traditi sempre, prima di tradursi in fatti: bisogna +chiamare gli audaci all'azione aperta, coll'azione aperta:</p> + +<p>Spirar fiducia negli irresoluti, provando ad essi col fatto, che sorgere, +trascinarsi dietro le moltitudini e vincere, è cosa possibile; +provare, come il filosofo antico, la possibilità del moto, movendo:</p> + +<p>Diffondere per ogni dove il fermento, l'aspettazione, l'ansia del segnale; +e concentrare il lavoro pratico, definito, sopra un punto dato +d'onde abbia a sorgere quel segnale, è questo il segreto della vittoria +per noi.</p> + +<p>Ogni provincia, ogni città importante d'Italia può essere quel punto; +ogni provincia, ogni città d'Italia deve lavorare ed essere quel punto. +Ogni terra d'Italia ha in deposito il Diritto e il Dovere della Nazione; +ogni terra d'Italia può assumersi l'iniziativa del moto, e formare +l'antiguardo del grande esercito nazionale.</p> + +<p>La prima che sorge deve sorgere in nome di tutte: tutte devono +senza indugio seguirne il segnale:</p> + +<p><i>Fuori gli stranieri; giù le tirannidi quali esse siano: la Nazione è +una e sovrana; in essa sola vive eterno, incancellabile, il diritto di prescriver +forma ai proprî destini</i>: chi non accetta programma siffatto +non appartiene al Partito Nazionale; è uomo di setta o di fazione; +chi lo accetta, lo dica, lo diffonda a un nucleo d'uomini intorno a sè, +raccolga sollecito danaro e materiale da guerra quanto più può, e comunichi +direttamente, o attraverso il nucleo che gli è vicino, col centro +della sua provincia o città.</p> + +<p>Un Governo d'Insurrezione, uscito e approvato dall'insurrezione +stessa, ne regga le parti. Quei che scendono in campo ad appoggiare +il moto iniziato, siano accolti, quali essi siano, come alleati e fratelli, +non come padroni.</p> + +<p>Fatti e non parole; sagrifici e non frasi pompose di retori o discussioni +interminabili su programmi; cartuccie e non libri; ogni cosa +è concessa a un Popolo schiavo fuorchè il cader nel ridicolo; e noi, +schiavi di stranieri, di papi, di preti, di re, di gendarmi, di tutti e di +tutto, ciarlando sempre di sorgere, e non sorgendo mai, vi camminiamo +a passi veloci.</p> + +<p>Venite a noi, Manin; date il nome vostro a norme siffatte; la +Nazione dimenticherà le vostre lettere, per non ricordar che Venezia. +E se no, no. La Nazione, temo, dimenticherà che foste capo, +grande talora, d'un Popolo di prodi, per ricordarsi soltanto dell'uomo, +che, acclamato capo d'una Repubblica, sagrificava ripetutamente alla +monarchia il principio giurato, vietava alla futura Capitale d'Italia di +cacciar lo straniero, e decretava ad un tempo, il Borbone re costituzionale +di Napoli, e Vittorio Emanuele monarca unificatore d'Italia.</p> + +<p class="date"><i>2 luglio.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + + +<hr /> +<h2 class="lighter"><a name="A_GIORGIO_PALLAVICINO" id="A_GIORGIO_PALLAVICINO"></a>A GIORGIO PALLAVICINO</h2> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p> +<p class="date"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>Io onoro il vostro passato; non intendo il vostro presente. Ammiro +e ammirerò sempre in voi uno di quei nostri martiri che primi, mentre +la patria dormiva e l'idea Nazionale era sogno di pochi, rappresentaste +nobilmente allo Spielberg l'antica protesta del Diritto Italiano contro +la forza brutale; ma mi geme l'animo in vedervi, or che la Patria si +è desta, or che l'Idea Nazionale è fremito di tutto un popolo, trascinarvi +miseramente dietro a un fantasma di forza, rinegare, pur balbettandone +il nome, la coscienza della Nazione, e protestare, con una +ostinazione che non ha scusa, il Dritto Italiano a' piedi d'un re tentennante +che guarda altrove e di pochi ministri inetti, diseredati di +ogni grande concetto, che si giovano di voi a logorare d'illusione in +illusione la fede operosa di quei che vorrebbero far salva davvero +l'Italia.</p> + +<p>Ricordo gli anni nei quali noi, giovanotti allora, tendevamo, palpitanti +di riverenza e d'amore, l'orecchio a ogni voce che movea dal +luogo ove sorgevano le vostre prigioni, come s'essa dovesse recarci +un messaggio di fede. Lo Spielberg era per noi il Golgota dell'Italia +e voi eravate gli apostoli perseguitati, confessori d'una religione nazionale +nascente, destinata a ritemprare una gente caduta in fondo +per idolatria d'<i>interessi</i>, e risollevarla all'adorazione dei <i>principî</i>, del +Vero eterno, del Dritto immortale. Ah! dovea tanta espansione d'affetti, +tanto entusiasmo d'anime pure e fidenti, condurci a vedere il +nostro Pellico morire della morte dell'anima prima che di quella del +corpo, e a udir voi, Giorgio Pallavicino, gridare all'Italia l'atea parola: +<i>prostrati a un re, adora l'idolo dell'interesse dinastico, o rimanti +schiava!</i></p> + +<p>Io non so chi suoni quel <i>noi</i> frequente nelle vostre pagine del 15 +ottobre<a name="FNanchor_113_113" id="FNanchor_113_113"></a><a href="#Footnote_113_113" class="fnanchor">[113]</a>. Parlate, accettate, in nome degli uomini che si dicono di +parte regia? È il vostro <i>ultimatum</i> una risposta <i>collettiva</i> alle nostre +conciliatrici proposte? Sale dell'anonimo <i>ex-prigioniero di Stato</i>, al +quale io accennava pochi dì innanzi, fino all'aule nelle quali, in nome +d'Italia, si patteggia coll'impianto d'una dinastia straniera nel Sud? +Veggo, in cima allo scritto vostro, le parole: <i>Partito Nazionale Italiano</i>. +Quelle parole, usurpate a noi, come s'usurpa una parola d'ordine a +cacciare scompiglio in un campo, e poste oggi in capo a scritti, che +sembra abbiano assunto di travolgere nel ridicolo la causa italiana, +furono usate nel senso regio, prima che da altri, da Daniele Manin. +Assente egli al vostro dilemma? l'altero <i>se no no</i>, che suonava naturalmente: +<i>liberi con voi o senza voi</i>, si tramuterebbe oggi dunque nella +<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +formola servile: <i>liberi per opera vostra o schiavi</i>? Gioverebbe saperlo. +Gioverebbe sapere se, mentre gli stranieri s'agitano per noi col grido +l'<i>Italia per gl'Italiani</i>, gli uomini della Monarchia piemontese hanno +core di presentare ai loro fratelli il programma: <i>o nostri o dell'Austria</i>. +Se mai ciò fosse—se mai le imprudenti parole: <i>noi respingiamo la +bandiera neutra, giudicando la conciliazione impossibile</i>, fossero le parole, +non d'uno o di pochi individui, ma d'un intero Partito—quel +Partito diventerebbe immediatamente <i>setta, fazione</i>. Chiunque ha core +in Italia e senso di dignità si leverebbe per dirgli: «<i>O non sorgeremo +o sorgeremo per essere liberi e padroni di noi; possiamo donarci, +non soggiacere a condizioni prescritte</i>.» E a noi, uomini non di re +ma della Nazione, non rimarrebbe che spiegare esclusivamente la +vecchia nostra bandiera, e dirvi: <i>Noi accettiamo l'arbitrio del paese, +non quello d'una frazione: se respingete ogni conciliazione, se rovesciate +l'altare della sovranità nazionale, noi ci riconcentreremo alla +nostra fede individuale e grideremo Repubblica</i>.</p> + +<p>No; non è. Voi non siete interprete d'un partito. Le aspirazioni +degli uomini di parte monarchica non vanno tant'oltre. Essi non si +arretrerebbero di certo davanti a una violazione della libertà nazionale; +taluno fra i vostri lo diceva, ingenuamente immorale, poc'anzi: +«<i>vinciamo; poi imporremo</i>»<a name="FNanchor_114_114" id="FNanchor_114_114"></a><a href="#Footnote_114_114" class="fnanchor">[114]</a>. Ma non osano. Il pensiero della +unità nazionale è troppo grande per essi: sanno che la corona d'Italia +schiaccerebbe le auguste fronti dei nostri principi. Gli illusi patrioti +li tentarono tutti, ad uno ad uno, nell'ultimo mezzo secolo, respinti +da tutti; il più tristo rispose alla proposta col patibolo di Ciro Menotti: +il più debole, Carlo Alberto, colla diserzione al campo nemico. +Non si crea una nazione se non da chi l'ama: bisogna venerarne il +concetto, incarnarlo in sè, consecrargli la vita, fremere, vegliar le +notti, affrontar l'insulto, patire, fare per esso: i re non amano; hanno +talora un'ambizione volgare, un <i>interesse</i>—voi stesso lo dite—a +guida; e non possono levarsi all'ideale della creazione d'un Popolo. +Poveri d'intelletto, corrotti dai godimenti del presente, immiseriti +dall'adulazione servile che li circonda, non hanno nè possono avere +intuizione dell'avvenire. Legati da vincoli di trattati, di parentela, di +tradizioni dinastiche, tra la minaccia della diplomazia collettiva e +quella dei popoli, ai quali ogni passo salito rivela un nuovo orizzonte +di verità fatale alla monarchia, tremanti dell'una e degli altri, essi +non porranno mai a rischio la loro piccola corona dell'oggi per la +speranza di conquistarne una maggiore domani. E gli uomini di parte +monarchica conoscono i loro padroni, nè s'attentano, nei loro disegni, +di là dai confini voluti. Quei disegni non hanno varcato mai, non varcano +in oggi, una timida, lontana, incerta speranza di un limitato ingrandimento +territoriale, e non da conquistarsi coll'audace <i>iniziativa</i> +dell'armi, ma da procacciarsi, quando noi popolo sorgessimo, dalle +potenze occidentali, in ricompensa di pericoli più gravi rimossi, e +patteggiando con Murat, coll'uomo del 2 dicembre, con qualunque +possa ajutarli all'intento.</p> + +<p>La parola <i>Unità</i> è bandita, nei conciliaboli, come sovvertitrice dell'ordine +europeo, derisa come utopia ineseguibile d'uomini insani e +pericolosi. Lo avversarla è patto giurato di gabinetto, e prezzo d'una +promessa di protezione straniera all'inviolabilità dei dominî attuali. +Il grido che voi proponete apparirebbe suggerimento, provocazione +<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +piemontese ai gabinetti proteggitori: essi minaccerebbero ritrarsi; +però, i vostri, che non osano, nè sanno, nè possono combattere senza +quell'ajuto, rifiutano l'intento, l'<i>una</i> Italia che voi proponete. Essi—da +alcuni individui in fuori—parlano dell'<i>Alta Italia</i>, non d'altro. +E quel regno sognato non abbraccia neppure tutto il Lombardo-Veneto: +i loro progetti, se mai potessero verificarsi, sommano a sprecare +onore, sostanze, vite italiane, per fondar <i>quattro Italie</i>, una francese, +una austriaca, una papale, una sarda; e le quattro ne trascinano +inevitabilmente una quinta, la siciliana, dacchè l'Inghilterra non +consentirà mai la Sicilia a un prefetto di Francia. O voi ignorate +queste intenzioni e siete cieco, passeggiate coi bambini nel limbo: o +voi lo sapete—e allora, perchè illudete i vostri concittadini? perchè +li persuadete a sperare in intenzioni che il governo <i>liberatore</i> non +ha? perchè v'intitolate <i>Partito Nazionale</i>? perchè dite <i>noi</i>?</p> + +<p>Voi non lo ignorate. Voi sapete che l'Idea dell'Unità Italiana, senza +la quale la Patria è nome vuoto di senso, non entra nei disegni della +monarchia piemontese. Voi volete—sono vostre parole—<i>allettare, +sforzare all'uopo</i> il monarca. Possibile! È la causa d'Italia caduta +così in fondo, che noi dobbiamo, non accogliere, ma mendicare un +padrone? Che? far dipendere da un egoismo <i>allettato</i> la creazione di +un Popolo? <i>sforzare</i> un re ad esser grande? voi lo sforzerete a tradirci. +Il monarca allettato si ritrarrà davanti al primo ostacolo grave +che lo minaccerà sulla via; e quando noi vorremo costringerlo a +inoltrare, ci tradirà. Così fece Pio IX; così il re di Napoli; così, per +colpa propria o di chicchessia, la monarchia piemontese nel 1848. +Non ci costringete perdio, a rimescolar quella storia di vergogna e +di sangue.</p> + +<p>Se Dio potesse mai oggi mandare nel core d'un re il grande pensiero +di farsi liberatore e unificatore della propria Nazione—se il +POPOLO non fosse, per decreto di Provvidenza e logico sviluppo di +sintesi storica, l'unico re possibile dell'avvenire—quel re porrebbe +da un lato, disposto a perderla, la povera sua corona, e snudando la +spada e cacciandola attraverso la rete di vecchî iniqui trattati, che +gli contendono libertà d'opere, griderebbe ai milioni che lo circondano: +<i>ecco: io non sono monarca, ma primo soldato e primo cittadino d'Italia. +Noi dobbiamo cancellare insieme un'onta di secoli, insieme conquistare +il Diritto di reggerci liberi a unità di Nazione. Serratevi intorno a +me, però ch'io mi sento deciso a vincere o cadere con voi</i>. Quel re, +vincendo, non avrebbe forse il misero vanto di fondar dinastia; pur +di certo ei sarebbe, monarca, preside o dittatore, l'Eletto del Popolo. +Ma un re sforzato? un re allettato dall'offerta d'una più ricca corona?</p> + +<p>Da un re <i>sforzato</i> voi avreste, presto o tardi, il 15 maggio.</p> + +<p>Da un re <i>allettato</i> avreste promesse splendide in sulle prime; poi, +per forza di cose, titubanza, come di chi procede, non per impulso +proprio, ma per altrui—scelta di capi avversi o ineguali all'impresa, +comandati dalle tradizioni aristocratiche di ogni monarchia—limitazione +dei disegni di guerra fin dove imporrebbero le monarchie +sperate amiche o non nemiche—sospetto d'ogni elemento non interamente +dipendente dall'inspirazione monarchica—rifiuto di tutti gli +ajuti che tendono a dar, coll'azione, coscienza al popolo della propria +forza e dei proprî diritti—prostrazione d'ogni entusiasmo nelle moltitudini, +che sole assicurano vittoria ad ogni guerra nazionale—isolamento +dell'elemento regolare, inferiore per cifra al nemico—indietreggiamento +e tendenza ad accogliere patti disonorevoli e contrarî +al primo programma—malcontento del popolo rieccitato—inganni +a sopirlo—capitolazioni vergognose—e Novara.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span></p> +<p>È legge di cose, e voi non potete sfuggirla. Sforzando o allettando, +voi preparate al paese la terza rovina, la seconda Novara.</p> + +<p>Io vi predissi la prima; ed or vi predirei la seconda: ma non oserete. +Voi siete, o monarchici, diseredati d'iniziativa. <i>Nessuno agirà +primo in Italia se noi non agiamo.</i> E se, a Dio piacendo e all'Italia, +operiamo, respingeremo la vostra esclusiva, tirannica, intollerante +bandiera.</p> + +<p>La respingeremo, perchè prefiggere anzi tratto un capo a una Insurrezione +Nazionale, e darne le sorti al caso, è tutt'uno. I capi delle +insurrezioni escono dalle insurrezioni medesime; e allora soltanto +possono incarnarne in sè il concetto e l'audacia.</p> + +<p>La respingeremo, perchè prefiggere a una Insurrezione Nazionale +un re, è lo stesso che condannarla a tutte le tradizioni, necessità, +esitazioni, transazioni, inerenti a una guerra regia, fatali inevitabilmente +al successo. Dando la condotta d'una insurrezione al principio +monarchico, voi affidate lo sviluppo d'una <i>rivoluzione</i> al principio +dell'<i>ordine stabilito</i>: e quanto al re guidatore, voi lo ponete nel bivio +o di segnare egli stesso gli ultimi fati della dinastia, o di tradire. +Non è un solo tra voi che non abbia scritto o detto, l'avvenire dell'Italia +libera essere la Repubblica.</p> + +<p>La respingeremo, perchè da Vittorio Emanuele non abbiamo pegno +alcuno di genio, di devozione all'Italia, di audacia pari all'impresa, +di ferrea costanza e di preconcetto disegno. Sappiamo ch'egli trovò +lo Statuto legge del regno, che lo accettò, e che non potrebbe, se +anche ei volesse, ritorlo. Sappiamo che i ministri, nei quali ei fida, +rifiutano, come utopia non verificabile, l'Unità dell'Italia, ne perseguitano +i promotori, e accettano, taluni almeno, la vergognosa, funesta +influenza imperiale di Francia, al mezzodì dell'Italia.</p> + +<p>La respingeremo perchè tutti i <i>municipalismi</i>, che voi Pallavicino +enumerate nel vostro scritto presti a confondersi nella grande libera +espressione della Volontà Nazionale, riarderebbero, minacciosi, il +giorno in cui volessimo cancellarli sotto il dominio <i>imposto</i> d'un re, +domandato ad una o ad altra provincia.</p> + +<p>La respingeremo, perchè siamo Repubblicani, e se accettiamo, più +riverenti che voi non siete al paese, il voto della Nazione, quando +anche avverso alle nostre credenze, non vogliamo soggiacere all'arbitrio +d'una frazione impercettibile del Partito.</p> + +<p>E la respingeremo, perchè è parola—non di codardi: avete provato +che voi nol siete—ma codarda, il dire ad un popolo, che deve +e vuole farsi libero: <i>da un individuo pende la tua salute; devi acclamarlo +o non insorgere</i>. Un popolo, che accettasse questa <i>formola +salvatrice</i>, non merita d'essere libero, e nol sarà.</p> + +<p>A questo popolo, grande anche nella sventura—a questo popolo, +che gl'istinti europei additano come depositario dei fati delle nazioni +oppresse—è tempo, parmi, di tenere linguaggio diverso e più +degno. Questo popolo balzò gigante dal fango d'un doppio servaggio, +sei anni addietro, commosso da una parola di Nazione e di Libertà, +che noi gli avevamo proferita, santificata dal sangue dei nostri martiri. +Non chiese un re, ma una Patria; non mendicò, a patto di concessioni +servili, promessa di battaglioni ordinati, ma disse a sè stesso: +<i>sono italiani e li avrò</i>. Grande a un tratto per un senso di dovere +comune, per un lampo di fede che avea solcato subitamente la tenebra +in cui giacea, s'inebriò della vista d'una bandiera, sulla quale +non era scudo di Savoja, nè altro, fuorchè l'iride dei bei tre colori, +si levò a battaglia e vinse, e trascinò dietro a sè i battaglioni ordinati. +Poi, prevalsero funesti consigli. Voci d'uomini, taluni tristi, altri +<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +illusi, e inetti tutti, e incapaci d'intendere qual tesoro di forze si +chiuda in un popolo e in un <i>principio</i>, gli susurrarono di re, di <i>centomila +soldati</i>, di liberatori <i>allettati</i> o <i>sforzati</i>. E il moto diventò, di +nazionale, dinastico; e all'impeto d'amore sovrumano, che avea convertito +una gente schiava e divisa in un popolo di fratelli, sottentrò +la <i>diffidenza</i>; poi la <i>discordia</i> e lo sconforto e l'isolamento e l'inganno +e la rotta dei <i>battaglioni ordinati</i>; e la tenebra si raddensò +sull'Italia: e il popolo ridiscese nella sua prigione ad espiarvi la +colpa d'essersi lasciato sedurre ad abbandonare il <i>principio</i>, che gli +aveva dato forza e virtù. Allora, i delusi profughi giuravano, giuravano +a noi, ch'erano rinsaviti per sempre, che nessuna illusione, nessun +sofisma li avrebbe mai più sviati d'un passo dalla bandiera della +Nazione. Ora, immemori, incorreggibili, copisti meschini d'un passato +che dovrebbe farli arrossire, ridicono al popolo, ridesto al fremito e +conscio che l'espiazione è compita, gli errori, i sofismi e le codardie +d'otto anni addietro. Io ricordo ogni linea di quella tristissima storia, +e grido agli Italiani: «Badate! Guai se porgete orecchio a quei +detti! Ricordate il 15 maggio; ricordate Milano; ricordate Novara. +I consigli ch'oggi vi danno, sono gli stessi che v'hanno perduti pochi +anni addietro; gli uomini che osano darveli sono gli stessi che +vi travolsero allora. Non siate, per Dio, popolo di fanciulli! Quegli +uomini vi parlano di battaglioni che non hanno, di cannoni che non +s'allontaneranno d'un palmo dalle fortezze o dagli arsenali ove +giaciono, di re collegati con chi rifiuta l'Unità della vostra terra. +Di fantasma in fantasma, di sogno in sogno, servi ciechi e inconsapevoli +di un inganno tessuto a frenarvi, essi vi trascinano fin dove +comincia il disonore, ch'è la morte dei popoli. E se anche la monarchia, +ch'essi presumono imporvi, potesse mai—e nol può—scendere +sull'arena prima, essa si varrebbe del vostro moto per +ottenere, colla minaccia di peggio, una zona del vostro terreno, e +abbandonerebbe, voi tutti quanti non siete compresi in quella zona, +alle vendette d'un nemico irritato. Essi vi dicono, come a gente +spregevole che non può vivere senza padrone: <i>gridatevi un re o non +sorgete</i>; io vi dico: <i>sorgete liberi padroni di voi: darvi senza patti +è parte di schiavi</i>. Sorgete in nome dell'eterno Diritto: abbiate, incarnate +in voi, la coscienza di quel Diritto: senza quella, non isperate +d'essere liberi mai. Voi siete giganti di forza, purchè vogliate +esserlo di volontà. Ma se volete essere Nazione—se volete dai +popoli d'Europa che studiano i vostri moti, non pietà, ma onore +e ajuto fraterno, v'è d'uopo rompere oggimai quel cerchio di menzogne, +di piccoli calcoli, d'espedienti immorali o fallaci, che le piccole +menti, i <i>politici</i> della giornata, e le scimmie di Machiavelli, +v'hanno steso attorno; v'è d'uopo riconsacrarvi a dignità, a riverenza +pei santi nomi d'Italia e di Roma, colla memoria della grandezza +passata, colla fede nella grandezza avvenire; v'è d'uopo di +purificare la <span class="smcap">Bandiera Nazionale</span> di tutto questo fango d'anticamere +e cancellerie, che gli adoratori degli idoli v'hanno cacciato +sopra. Voi non dovete adorare altro Dio che Dio, e il Popolo +sulla terra. Posate, finchè non v'è dato di sorgere come leoni. Sorgete, +venuta l'ora, potenti e subiti come le nostre tempeste. Colpite +siccome fulmine. Decisi, volenti, avrete dalla Nazione i battaglioni +e i cannoni, che oggi mendichereste invano da un re.»</p> + +<p>A voi, Giorgio Pallavicino, ed ai vostri, io dirò: se invece d'ostinarvi +a fondare un Partito Nazionale senza la Nazione, e ad evangelizzare +una guerra regia senza re e senza esercito, dacchè l'insurrezione sola +può darveli, vi adopraste colla tacita opera concorde, colla parola, e +<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +col sacrificio di parte dei vostri mezzi, a spianare le vie difficili alla +Insurrezione—se, invece di gettare nel nostro campo una nuova +semenza di discordia e di riazione coll'intolleranza, abbracciaste con +noi la bandiera, non d'un governo locale, ma della Patria comune, e +ve ne faceste apostolo instancabile tra i vostri amici—se voi, Manin, +Cattaneo, Montanelli, Ulloa, Sirtori, Tommaseo, Garibaldi, e altri +uomini cari pel passato all'Italia, firmaste con noi, pegno d'unità di +voleri e di riverenza collettiva alla Sovranità del Popolo Italiano, una +chiamata simile a questa che io ho scritto qui sopra—voi sareste +di certo più giovevoli alla vostra Patria che non siete oggi, stampando +foglietti in nome d'un Partito invisibile, che manda il Papa a +Gerusalemme e commette la Dittatura a una <i>ipotesi</i> di liberatore. E +noi potremmo salutare i vostri anni cadenti colla stessa amorevole +riverenza, che avviava i nostri pensieri allo Spielberg, quando voi +eravate protesta vivente, fra i ceppi, per l'Italia contro le tirannidi +che l'opprimono, senz'altra fede che nel Dio di Giustizia e nella Nazione +predestinata a risorgere. Io, se mi è dato di vedere il giorno +di resurrezione, ricorderò al popolo quella protesta, perchè sperda fin +la memoria degli errori nei quali, per una funesta illusione, vi lasciaste +più dopo travolgere.</p> + +<p class="date"><i>Ottobre, 25.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span></p> + + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="RICORDI_SU_CARLO_PISACANE" id="RICORDI_SU_CARLO_PISACANE"></a>RICORDI SU CARLO PISACANE</h2> + +<p>Un giorno in Roma, nel 1849, mentr'io era ancora semplice rappresentante +del popolo e senza parte nella suprema direzione delle +cose, saliva a vedermi un giovane ufficiale napoletano. Era Carlo Pisacane. +Mi si presentava senza commendatizie; m'era ignoto di nome +e, bench'io ricordassi di averlo alla sfuggita veduto un anno prima +fra quel turbinìo d'esuli che la dedizione regia rovesciava da Milano +e da tutti i punti di Lombardia sul Canton Ticino, io non sapeva nè +gli studî teorici e pratici, nè la ferita di palla austriaca che lo aveva +tenuto per trenta giorni inchiodato in un letto, nè i principî politici +serbati inconcussi attraverso l'esilio e la povertà, nè altro di lui. Ma +bastò un'ora di colloquio perchè l'anime nostre s'affratellassero, e +perch'io indovinassi in lui il tipo di ciò che dovrebb'essere il militare +italiano, l'uomo nel quale la scienza, raccolta con lunghi studî +ed amore, non aveva addormentato, creando il pedante, la potenza di +intuizione e il genio, sì raro a trovarsi, dell'insurrezione. Da quel +giorno in poi fummo amici e concordi nell'opere a pro del Paese.</p> + +<p>La fronte e gli occhî di Carlo Pisacane parlavano a prima giunta +per lui; la fronte rivelava l'ingegno, gli occhî scintillavano di energia, +temperata di dolcezza e d'affetto. Traspariva dalla espressione del +volto, dai moti rapidi, non risentiti, dal gesto nè avventato nè incerto, +dall'insieme della persona, l'indole franca, leale, secura. Il sorriso +frequente, singolarmente sereno, tradiva una onesta coscienza di +sè e l'animo consapevole di una fede da non violarsi nè in vita nè +in morte.</p> + +<p>Era la <span class="smcap">Fede Italiana</span>: la fede nella Patria avvenire, nell'Unità repubblicana +d'Italia e nel Popolo per fondarla.</p> + +<p>Fede, io dico, e non opinione: l'<i>opinione</i> nazionale è oggi universale +in Italia: la <i>fede</i> rara tuttavia, fuorchè tra i popolani delle nostre +città, nei quali riposano le migliori speranze d'Italia. L'opinione +commossa dalle ingiustizie e dalle pazze ferocie che tuttodì si commettono +dai nostri padroni in Italia, dal desiderio di sicurezza personale +e di più largo sviluppo all'industria e ai guadagni, dalle condizioni +migliori in che versano le nazioni più libere, <i>crede</i> che una +Italia <i>dovrebbe</i> essere; la fede—convinta che noi tutti siam posti +quaggiù per compiere quando che sia un intento comune; che l'associazione +di tutte le nostre facoltà e forze per raggiungerlo è nostro +dovere; che il dito di Dio ha segnato nei caratteri geografici, nelle +lingue, nelle tradizioni delle diverse terre, la distinzione dei gruppi +nei quali deve partirsi l'associazione universale—<i>sa</i> che una Italia +<i>sarà</i>. L'opinione, vagante nella sfera del pensiero e presta a salutare +e seguir l'azione da dove che venga, non sente il bisogno d'iniziarla +e, rifuggendo dai pericoli che l'accompagnano, fa velo all'intelletto e +trasforma volentieri le difficoltà in impossibilità: la fede anela alla +azione, martirio o vittoria: sa che bisogna educare il Popolo a fare, +<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +e fare con esso. L'opinione diplomatizza, si prostra, sprezzando nel +suo segreto, a qualunque potere le faccia sperare un milionesimo di +libertà; insozzerebbe dello stemma turco la santa bandiera, se il sultano +s'arrendesse a dire: <i>innesterò sul mio dispotismo una frazioncella +di miglioramento</i>; la fede intende che non si rigenerano i Popoli +con la menzogna; intende che le Nazioni non siano se non hanno +coscienza del loro diritto, e chiama coll'esempio il Popolo a conquistarsi +patria ed emancipazione col proprio sacrificio e col proprio +sangue. L'opinione, piegando a seconda di tutti eventi, accoglie, come +grado a salire, le costituzioni strappate ai principi nel 1821; rinnega +la fratellanza Italiana coi Governi provvisorî del 1831; sostituisce +alla bandiera nazionale la bandiera bianca dei moti di Rimini nel +1843; fantastica le tre, le quattro, le cinque Italie, coi Balbo, Azeglio, +Durando; l'Italia del Nord con Gioberti, l'Italia Muratista, Papale, +Piemontese con Cavour e gli eunuchi politici che gli fan codazzo:—la +fede, logica, diritta, leale, non riconosce se non una Italia, una +Sovranità, quella della Nazione, una guerra di tutti, in nome del diritto +e dei principî che chiamano i Popoli ad esser padroni di sè, +per procacciare vittoria e vita normale a tutti. L'opinione cede cogli +anni, sfibrata dalle delusioni e dai patimenti inseparabili da ogni +grande impresa; la fede si ritempra nei santi dolori, e splende, come +il sole sulle nevi dell'Alpi, sulle fronti incanutite nell'apostolato e +nei tentativi d'azione. L'opinione sta alla fede politica, come la filosofia +alla religione. E religione, quali pur fossero le altre di lui credenze, +era l'amor patrio di Pisacane: occupava in esso tutte le facoltà +della vita, non illanguidiva per anni o per sventura, non s'addormentava +nello sconforto, egoismo ammantato d'orgoglio, che oggi +pur troppo sottrae tante anime, un dì generose, alla lotta. L'ultimo +giorno in cui ci abbracciammo, gli lampeggiava sul volto quel sorriso +di fede ignara del tempo, che mi strinse a lui nel primo nostro +colloquio a Roma. Gli uomini dei quali io parlo tradiscono ne' stanchi +lineamenti e ne' moti snervati il guasto che si è fatto, consumando +il bollore del sangue giovanile nell'anima loro; li diresti reliquie +galvanizzate di una vita spenta, fantasmi di un tempo che fu.</p> + +<p>Erano giorni quelli nei quali gli affetti sgorgavano singolarmente +rapidi e schietti fra i seguaci della bandiera. Non v'era <i>menzogna</i> tra +noi; il vero sfavillava, sereno e limpido, dal simbolo che aveva sostituito +Dio al papa, il Popolo all'aristocrazia di un clero incredulo, +inetto, corrotto; e nella luce di quel vero l'anime buone si ravvisavano, +imparavano a conoscersi ed amarsi più facilmente. Fra noi non +era <i>diplomazia</i>. Quando il nome d'Italia suonava sulle nostre labbra, +volea dire Italia davvero; non una Italia del Centro o del Nord. +Quando dicevamo <i>libertà</i>, intendevamo libertà vera e per tutti, non +una libertà di pochi, e salvi i <i>diritti</i> d'una dinastia e de' suoi faccendieri. +Roma era convegno d'uomini viventi la vita piena, attiva, volente, +che Dio ci assegnava creandoci, e che noi stessi dovevamo serbarci, +non di liberti, di servi emancipati, che ne affidano la tutela ad +un re e a un pugno di milizie assoldate da lui; tra i giorni sospettosi, +dubbiosi, trepidi, di Milano dopo l'ingresso di Carlo Alberto e i +giorni di Roma repubblicana, correva lo stesso divario che fra un'alba +dei cieli sereni d'Italia e le fredde nebbie di Londra. Luciano Manara +di monarchico si tramutava in repubblicano, e mi chiamava fratello; +uomini imbevuti fino allora delle calunnie che ci chiamavano +alleati dell'Austria, dopo un giorno trascorso in Roma, si ricredevano +e venivano, accolti con amore, a dichiararcelo lietamente. Da poche +vanità incorreggibili in fuori, vivevamo tutti nella patria e nell'avvenire, +<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +non nei proprî meschini rancori, nelle povere ambizioncelle di +un'ora, o nei gretti sistemi architettati nel gabinetto. Era vita collettiva +d'un Popolo trasformato dal subito apparirgli del vero tradotto +in fatti, e d'uomini scelti liberamente a capi, che avevano fiducia in +quel Popolo.</p> + +<p>C'intendemmo rapidamente con Pisacane, e mi occupai di metterlo +in luogo dov'ei potesse rivelare le potenti facoltà che gli fremevano +dentro, e giovare alla causa d'Italia.</p> + +<p>Gli uomini che circostanze straordinarie e necessità imprevedute avevano +chiamato al sommo delle cose, avevano potuto far poco per un +avvenire imminente: forse la coscienza d'un diritto moralmente innegabile +e la purezza delle intenzioni li allettavano a sperare che +non verrebbero assaliti mai. Il dicastero di guerra era singolarmente +negletto: non ordini, non armi, non allestimento di un esercito nazionale. +Io, Pisacane ed alcuni altri sentivamo il turbine che si addensava +tacitamente da lungi. Sapevamo che la bandiera repubblicana +non poteva sventolare dal Campidoglio senza diventare più o meno +rapidamente bandiera d'Italia: come potevano gli eterni nemici della +libertà delle Nazioni lasciarla in pace? E d'altra parte, a che la libertà +in Roma, se non significava libertà dell'Italia intera? Il turpe +spettacolo d'una forte provincia italiana, libera e in armi per dieci +anni, tra il gemito di venti milioni di fratelli e l'insulto dello straniero, +e nondimeno inerte e inutile, anzi dannosa per lunghe inadempite +speranze, all'Italia, era privilegio serbato ai monarchici di +Piemonte; i repubblicani da Roma guardavano alle Alpi. D'offesa o +difesa, a seconda dei casi, la guerra era dunque inevitabile a ogni +modo per noi. Il 19 marzo 1849 io proponeva all'Assemblea Romana +di costituire una Commissione di guerra, composta di cinque individui, +che si occupasse, dando conto ogni dieci giorni dei suoi lavori, +d'apprestare armi, armati, ordinamenti e studî guerreschi. Richiesto +di consiglio quanto a quei che dovessero comporla, indicai fra gli +altri Pisacane. Ed egli fu l'anima della Commissione e l'inspiratore +de' suoi lavori. Se le di lui cure attive non avessero apprestato i +materiali alla difesa, i generosi propositi di Roma sarebbero forse +stati strozzati in sul nascere.</p> + +<p>Il piccolo esercito romano era male ordinato: gli ufficî degli elementi +diversi che lo componevano erano mal definiti; le paghe non +erano eguali per tutti i corpi; non esisteva, se non di nome, stato-maggiore. +E questo piccolo esercito era disseminato in piccoli distaccamenti +attraverso lo Stato. Un lungo cordone, steso parallelamente +alla frontiera napoletana, ne assorbiva la maggior parte. L'idea di +proteggere uno Stato con una forza smembrata in piccoli nuclei posti +a difesa d'ogni punto esposto ad assalto era militarmente falsa. Gli +Stati si difendono non sul confine, bensì col concentramento delle +forze ordinate sui punti strategici interni. Ma il sistema contrario era +suggerito e appoggiato da tutte le paure locali: ogni paesetto della +frontiera fantasticava difesa, purchè avesse un gomitolo di milizia +regolare collocato sul proprio terreno: ed io solo ricordo la tempesta +di opposizioni, lagnanze e deputazioni provinciali, che mi fu forza +affrontare quand'io e i miei colleghi decretammo il riconcentramento +di tutte le truppe sui due campi di Bologna e di Terni. Quel riconcentramento, +avversato da presidi, deputati e cittadini delle terre +poste lungo il confine, sostenuto con ostinazione pari al convincimento +da Pisacane e da me, fu cagione che noi potessimo, al primo +apparire dei Francesi, raccogliere in Roma le forze.</p> + +<p>L'unità dell'esercito, l'abolizione in esso di ogni privilegio e disuguaglianza, +<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span> +il miglioramento degli elementi direttivi, il concentramento +su punti che gli assicurassero in un momento dato l'iniziativa, +furono opera in gran parte di Pisacane. E quei che sentono quanto +l'onore raccolto nel 1849 dalle armi italiane in Roma debba fruttare +nell'avvenire all'unità della patria comune, gli serberanno lunga ed +amorosa riconoscenza.</p> + +<p>Ricordo le ore notturne che passavamo sulla carta d'Italia, parlando +dell'ultimo fine che la Repubblica Romana doveva proporsi; +della guerra della nazione; dei modi coi quali avremmo potuto iniziarla; +dei disegni che avrebbero dovuto presiedere al vibrarsi dei +primi colpi. Parevami che in lui il concetto della guerra insurrezionale +vivesse limpido, logico, rapido più che in qualunque altro da +me interrogato; e gli studî da lui pubblicati intorno alla malaugurata +campagna del 1848 lo riveleranno a chi vorrà leggerli attentamente. +Ma quando, ad esplorare l'animo suo, io gli chiedeva <i>chi guiderebbe +militarmente</i>, ei m'additava, senza pensiero di sè, un suo +commilitone, allora colonnello, nel quale infatti ebbi campo a riconoscere +doti singolari, e concetto altamente strategico della guerra +nazionale, oscurato in oggi miseramente da progetti colpevoli di monarchismo +straniero. Pisacane aveva, come dissi più sopra, giusta coscienza +di sè, non ombra di ambizione o di vanità.</p> + +<p>Il 29 marzo 1849, dopo la rotta di Novara, fummo eletti triumviri, +io, Saffi e Armellini. Ci affrettammo a porre in atto le principali tra +le idee maturate coll'amico. Un decreto del 16 aprile dichiarava che +l'esercito romano raggiungerebbe la cifra di 45 000 uomini ed 80 cannoni, +più due batterie di montagna. Se ci fosse stato dato tempo sino +al finire di maggio, Carlo Pisacane sarebbe forse caduto, ma col sorriso +della vittoria sul volto, appiè dell'Alpi Lombarde, non a Padula +per mano di fratelli, e senza conforto di vicina speranza per la patria +giacente.</p> + +<p>Gli eterni nemici della Nazionalità Italiana sentivano intanto il +pericolo, e determinarono di prevenirlo. La morte della Repubblica +Romana fu decretata nei conciliaboli di Gaeta. Importava che il principio +repubblicano apparisse disonorato in Europa; e la Francia, allora +repubblicana di nome, fu scelta a vibrare il primo colpo. La +Francia accettò. Il 24 aprile fummo assaliti dalle armi francesi codardamente +e sotto colore di proteggerci contro l'invasione austriaca, +in Civitavecchia. La subita occupazione di Civitavecchia ci tolse 4000 +fucili, che avevamo comprato a denaro dal Governo di Francia, un +battaglione di bersaglieri, ingannato prima, poi disarmato, e tra sei +mila soldati lombardi che s'apprestavano a ricongiungersi sotto le +nostre aquile, e ai quali il naviglio francese vietava il mare. Nondimeno +l'onore della Nazione, la necessità di provare con fatti che il +Paese, fatto segno di sozze calunnie da tutta la diplomazia straniera, +voleva davvero ed unanime le libere instituzioni proclamate in febbrajo, +l'immensa forza che una splendida difesa in Roma doveva +procacciare alla futura Unità Nazionale, comandavano resistenza ad +ogni costo; e decidevamo resistere. Pisacane fu scelto a capo dello +stato maggiore; nessuno de' suoi colleghi certo mi smentirà, s'io +qui dico che, condannati pur troppo a pentirci di parecchie scelte +suggerite da circostanze insuperabili o dalla poca conoscenza degli +elementi individuali coi quali ci trovavamo per la prima volta a contatto, +sceglieremmo oggi di nuovo l'aulico, s'ei vivesse, a quello o a +più alto incarico, senza timore d'illuderci.</p> + +<p>Per me egli non era solamente il capo dello stato maggiore, esecutore +rapido e diligente delle intenzioni del generale in capo e +<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +delle nostre; era l'ufficiale nato per la guerra d'insurrezione, dotato +di quella potenza d'iniziativa che trova la vittoria dove il nemico, fidando +nella scienza tradizionale, non prevede l'assalto, ed al quale io +potevo affacciare i più arditi consigli, securo ch'ei non li avrebbe +respinti unicamente perchè in apparenza contrarî alle così dette regole +dell'arte bellica. E da lui solo ebbi approvazione ed appoggio—mentr'altri, +in nome di quelle regole, protestava—in due di quelle +determinazioni che sembrano gravi di pericoli agli ingegni timidi e +pedanteschi, e trascinano, se non riescono, biasimo universale sulla +testa di chi le prende. La prima fu quella di vuotar Roma d'ogni milizia +per inviarle tutte contro l'esercito Napoletano accampato in Velletri +e dintorni; la seconda, quella di convertire, verso la fine dell'assedio, +la difesa regolare in una giornata campale.</p> + +<p>I Francesi stavano, quando il nostro piccolo esercito mosse alla +volta di Velletri, appiè delle mura. V'era armistizio, ma a tempo indeterminato; +ed io sapeva che Oudinot era tale da romperlo e ordinare +l'assalto, qualunque volta ei vedesse l'occasione propizia a impadronirsi +di Roma. Togliendo a Roma ogni difesa di milizia regolare, +io avventurava dunque i fati della città; e ricordo ancora i giusti +terrori e i rimproveri di parecchî tra i membri dell'Assemblea, i quali, +vedendo reggimento dopo reggimento avviarsi fuori della cinta, correvano +sospettosi a chiedermi ragione degli ordini dati. Ma d'altro lato, i +Napoletani erano giunti senza ostacolo ad Albano e Velletri, e minacciavano +Roma; ed io sapeva che le istruzioni date al generale francese +gli commettevano di vietare l'ingresso in Roma ad ogni altro straniero. +L'assalire dei Napoletani trascinava quindi inevitabile la subita rottura +dell'incerta tregua; e, stretta fra due nemici operanti ad un tratto, +Roma era inevitabilmente perduta. Bisognava dunque scegliere tra un +<i>pericolo</i>, al quale potevamo in ogni modo opporre una difesa di popolo, +ed una <i>certezza</i> di rovina. Bisognava liberarsi per sempre dai Napoletani +per poter poi concentrare tutte le forze a sostenere l'urto dell'altro +nemico. E bisognava, ad <i>accertare</i> la rotta dei Napoletani, cacciar +loro addosso quante forze avevamo: il dimezzarle non avrebbe +raggiunto lo scopo, nè salvato Roma. Forte dell'approvazione di Pisacane, +m'avventurai. E il disegno riescì; riusciva ben altrimenti se +l'incauto ardire del corpo di battaglia, guidato dal generale Garibaldi, +non mutava in un assalto a Velletri le istruzioni date, che erano +quelle di raggiungere con una contromarcia Cisterna, e troncare le +comunicazioni e la via della fuga al nemico.</p> + +<p>Più dopo, quando i Francesi stavano per aprir la breccia, e le cose +alloramai disperate di Francia e l'inerte silenzio di tutta Italia non +lasciavano alcuna via di salute visibile, pensai si dovesse convertire +l'assedio in una battaglia. La disfatta avrebbe senz'altro accelerato il +cadere di Roma; ma una decisiva vittoria ci avrebbe ridato due +mesi forse di vita; e ad ogni modo il fatto splendido per sè e audacissimo, +in chi era ridotto agli estremi, avrebbe coronato Roma di +nuovo lustro, prezioso, come dissi e sentivo profondamente, per l'avvenire +davanti all'Italia. Apersi il mio pensiero a Pisacane ed ei lo +accolse lodandolo, e lo tradusse in un disegno pratico che gli dava, +s'altri non lo rimutava poco prima dell'esecuzione, tutte le possibili +probabilità di trionfo. Il disegno fu descritto da Pisacane medesimo +in una <i>Relazione storica</i>, ch'egli inserì, nel 1849, in un fascicolo dell'<i>Italia +del Popolo</i>, pubblicato in Losanna; e lo ricopio, perchè rivela +singolarmente, parmi, la tempra dell'ingegno militare di Pisacane.</p> + +<p>«I monti delle Cave della Creta sono risentite ondulazioni di terreno, +comprese fra la strada di Tiradiavoli, che parte da Porta San +<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +Pancrazio, costeggia Villa Pamfili e, svolgendo verso destra, conduce +al canale di Pio V, e l'altra che, movendo da Porta Cavalleggieri, +rasenta le mura Vaticane, passa per la Madonna del Riposo, +e curvandosi a sinistra, si unisce alla precedente.</p> + +<p>«Queste due strade formano quasi un triangolo mistilineo, la cui +base si estende lungo la cinta di Roma, compresa fra le due parti +nominate; e su questa base è un terreno intricato da casette e +giardini, facilissimo a difendersi palmo a palmo. Il rimanente del +terreno, compreso nell'area del triangolo, è sgombro affatto, e vantaggioso +a ogni truppa che marciasse all'assalto di Villa Pamfili.</p> + +<p>«L'esercito Romano fu diviso in 5 brigate.</p> + +<p>«La prima doveva uscire da Porta Cavalleggieri, prendere per +punto di direzione il Canale di Pio V, e portarsi a ridosso di Villa +Pamfili, cercando penetrarvi.</p> + +<p>«Tre brigate l'avrebbero seguita a giusta distanza; ma, giunte alla +svolta, propriamente all'altura dell'angolo di Villa Pamfili, dovevano +far alto e porsi per massa in battaglia, parallelamente e di fronte +alla strada dei Tiradiavoli, dalla quale erano separati dai monti +della Creta; quindi, cominciando il movimento dalla diritta, marciare +in iscaglioni per assalire la detta Villa, non dovendo percorrere +che uno spazio di circa 1200 metri. L'artiglieria doveva prendere +posizione sopra una delle più vantaggiose elevazioni; e la +quinta brigata, marciando lungo la base del triangolo, avrebbe occupato +tutte le casette e giardini sgombri affatto dal nemico, assicurando +la sinistra della linea. Guadagnata Villa Pamfili, era girata +la prima parallela, e per conseguenza tutti i lavori sarebbero +stati presi da rovescio, e con tale manovra si poteva anche accollare +al fiume il campo nemico.</p> + +<p>«La marcia doveva principiare due ore prima del giorno... Tutto +era pronto e non restava che spedire gli ordini.»</p> + +<p>Del come l'operazione fosse strozzata in sul nascere, non importa +qui favellare: chi vuole può rintracciarlo nel lavoro sopra citato, <i>Fascicolo +VI</i> dell'<i>Italia del Popolo</i>.</p> + +<p>Roma cadde; infamia eterna all'assalitore; ai Governi che, intitolandosi +pure Italiani, non protestarono allora, nè protestano oggi, +contro l'oltraggio straniero; e agli ipocriti per codardia, che inalzano +un guaito di servi contro chi tenta frapporsi tra l'oppressore e gli +oppressi, mentre taciono davanti all'assassinio, che ancor dura, d'un +popolo. Roselli, generale in capo dell'armi repubblicane e uomo +degno di tempi migliori, diede, protestando, la sua dimissione e quella +di pressochè tutti gli ufficiali del piccolo esercito; Pisacane la diede +con essi, e ripigliò le vie dell'esilio.</p> + +<p>Ci ricongiungemmo a Losanna dove io lo vedeva ogni giorno, sereno, +sorridente nella povertà, com'io l'aveva veduto in mezzo ai pericoli. +Fondai allora l'<i>Italia del Popolo</i>, raccolta periodica di scritti +politici; ed egli v'inserì uno scritto sulla <i>Guerra Italiana</i>; alcuni +<i>Pensieri</i>, notevolissimi, sulla <i>Scienza della guerra</i>; una eccellente <i>Relazione +storica delle operazioni militari eseguite dalla Repubblica Romana</i>; +una serie di <i>Osservazioni sulla Relazione scritta dal generale +Bava della Campagna di Lombardia</i>:—lavori che dovrebbero raccogliersi +in un volume<a name="FNanchor_115_115" id="FNanchor_115_115"></a><a href="#Footnote_115_115" class="fnanchor">[115]</a>. Poi, spronato dalla necessità d'una occupazione +utile, impossibile nella Svizzera, partì per Londra, dove visse +<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +otto mesi, ajutandosi di qualche lezione di lingua; quindi ripartì per +l'Italia, dove io lo rividi nel 1857.</p> + +<p>In questa sua vita errante, egli aveva un conforto. La maledizione +del <i>vae soli</i> non si adempiva per lui. Unico raggio ai giorni di chi +cerca patria e non l'ha, gli era compagno un amore nato fino dal +1830; infelice, pur costante per diciassette anni; ricambiato apertamente +e con rara e lieta fedeltà dopo quel tempo e sino agli ultimi +giorni. Dal 1847 in poi, la donna del suo core lo seguiva e gli accarezzava +della suprema carezza l'incerta vita. È storia d'amore questa +che rivelerebbe, s'io la raccontassi, come all'indomita energia, di ch'ei +fece prova, s'accoppiassero in Pisacane una potenza singolare d'affetto +e un sentire delicato, raro a trovarsi, e che onorerebbe ad un +tempo l'anima sua. Ma non mi sento il diritto di sollevar quel velo +che parmi debba quasi sempre lasciarsi sospeso tra i più e il santuario +delle vita individuale. Dirò soltanto che quell'amore, mercè le +nobili aspirazioni della donna, non infiacchì mai l'anima dell'amico, +non si trovò mai a contrasto coll'adempimento de' suoi doveri, e gli +accrebbe forza a lietamente compirli. Fu l'amore delle epoche di +credenza, l'amore che ritempra l'animo a grandi cose, e tradizionale, +più che altrove, in Italia, prima che noi ci facessimo, come nell'ultimo +mezzo secolo, imitatori servili—salve le eccezioni—delle idee +e delle foggie straniere.</p> + +<p>Da Genova, dov'ei rimase per due anni celatamente, poi tollerato, +ei mantenne corrispondenza con me; corrispondenza liberamente fraterna, +come dovrebbe correre fra uomini che sentono la propria dignità, +e onorano anzi tutto il Vero, ma intendono la suprema necessità +d'unità del Partito, e non si allontanano, per dissidî o vanità individuali, +dal terreno comune, conquistato coll'opera di tutti. E noi +dissentivamo su parecchî punti; sulle idee religiose, ch'ei non guardava—errore +comune ai più—se non attraverso le credenze consunte +e perciò tiranniche e corrotte dell'oggi; sul così detto <i>socialismo</i>, +che riducevasi a una mera questione di parole, dacchè i sistemi +esclusivi, assurdi, immorali delle sètte francesi erano ad uno ad uno +da lui respinti; e sulla vasta idea sociale, fatta oggimai inseparabile +in tutte le menti d'Europa dal moto politico, io andava forse più in +là di lui; sopra una o due cose delle minori, spettanti all'ordinamento +della futura milizia; e talora sul modo d'intendere l'obbligo che abbiamo +tutti di serbar fede al Vero<a name="FNanchor_116_116" id="FNanchor_116_116"></a><a href="#Footnote_116_116" class="fnanchor">[116]</a>.</p> + +<p>Ma il differire di tempo in tempo sui modi d'antiveder l'avvenire, +non ci toglieva d'esser intesi sulle condizioni presenti e sulla scelta +dei rimedî. Pisacane sapeva che tra le sue opinioni e le mie sarebbe +sempre giudice supremo l'arbitrio della Nazione, alla cui Sovranità +io avrei sempre piegato riverente il capo: io sapeva che ogni qualvolta +avessi potuto additargli una via di libertà o d'onore al Paese, +l'avrei trovato pronto a cacciarvisi. Però duravamo amici, benchè talora +<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +discordi. Se tutti sentissero a un modo come, sopra una terra +oppressa e disonorata, davanti all'insulto perenne di chi ci nega Patria, +libertà, dignità d'uomini e vita e bandiera ed ogni cosa ch'è +santa e cara, il richiamarsi a piccole gare e lagnanze individuali, per +giustificare l'isolamento e la inerzia, sia colpa a un tempo e meschinità, +noi saremmo compatti come Legione, e concordemente operosi +e potenti e liberi forse a quest'ora.</p> + +<p>Pisacane credeva, com'io credo, nel dovere e nella potenza educatrice +dell'Azione; credeva che dalle vittorie popolari del 1848-49 in +poi non fosse più concesso, senza sofisma o innata viltà, ciarlare dei +tempi immaturi, di popolo da educarsi. Quel popolo, ch'altri giudica +senza curar di conoscerlo, ei lo aveva studiato e lo studiava dappresso, +convivendo famigliarmente con esso e ajutandone l'ordinamento; +e lo sapeva capace d'emancipare la propria terra, se guidato +da capi che vogliano e sappiano. Credeva con me che una splendida +vittoria basterebbe a risuscitarlo da un capo all'altro d'Italia; e non +sentiva così bassamente della nostra terra da dichiararla diseredata +d'iniziativa, e commetterne i fati a una vittoria straniera: vergogna +senza nome, che alligna tuttavia in molto anime, e le accusa di servilità +e di mentito o tiepido amore alla Patria. Pisacane non dimenticava +che le insurrezioni d'Europa aveano, nel 1848, seguìto, non +preceduto l'insurrezione della Sicilia; avea veduto i vecchî soldati +Austriaci fuggire davanti ai giovani volontarî Lombardi, e le temute +insegne francesi dar volta davanti ai militi improvvisati della Repubblica +appiè delle mura di Roma. Ei raccoglieva insieme a me +dall'attenzione di tutta Europa, or volta su noi, dai vincoli che inanellano +tutte le cause nazionali, dai terrori, dalle cure gelose dei Governi +risolutamente avversi, e dalle speranze ipocritamente date dai +Governi codardamente ambiziosi, che qui, sul nostro terreno, premio +del martirio generosamente affrontato per lunghi anni dai nostri migliori, +sta oggimai la potenza iniziatrice delle battaglie nazionali. E +ripeteva spesso a ogni modo con me che, o le nostre moltitudini non +erano preparate alla lotta suprema, e bisognava educarle con forti +fatti, o lo erano, e bisognava guidarle. A questo dilemma non abbiamo +mai, nè egli nè io, trovato risposta chiara da quei che dissentono; +ben egli ed io abbiamo incontrato sovente diserzioni mute e +doloroso abbandono dove meno l'aspettavamo. Se non che vi sono +uomini ai quali è impossibile tradire il proprio dovere perchè altri +tradisce il suo: ed egli era tale. Però studiando, scrivendo, e vivendo +con povertà lieta su qualche lezione di matematica, fissava l'occhio +voglioso su qualunque angolo della Penisola rivelasse indizio di vita; +tendeva intento l'orecchio, presto a seguirla, ad ogni chiamata.</p> + +<p>E la chiamata venne da quella parte d'Italia dov'egli avea imparato +a patire, a fare, ad amare: venne dalle insanie feroci di un Governo +che un <i>conservatore</i> inglese definì <i>una negazione di Dio</i>; dalle torture +dei migliori del Regno; dal cupo malcontento di tutti; da una +serie di dimostrazioni, piccole in sè, pure indicanti una crescente tendenza +al fare: dal tremendo appello d'Agesilao Milano; dal linguaggio +dei <i>moderati</i> stessi, ai quali è da parecchî anni fatto famigliare +il mal vezzo di bandire all'Europa il fremito del Paese per ottenere +un brano di tiepida frase in un <i>memorandum</i> o in un discorso ministeriale, +a patto di frammettersi con ogni sorta d'ostacoli agli audaci +che s'affidano in quel fremito ed operano; venne dai nostri pure; or +dirò in quali termini.</p> + +<p>I nostri dissero: <i>venite e faremo</i>. Posero condizioni, alcune delle +quali ci parvero inattendibili; altre esigevano mezzi ch'io sperava raccogliere +<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span> +e non raccolsi. Ma, al di sopra di ogni particolare, stava avverato +per noi che i nostri—forti d'ardire, d'attività, d'elementi mal +collocati tra un Governo insospettito e potente e la genìa <i>moderata</i>, +avversa a ogni moto e ad ogni generoso concetto—avevano bisogno +d'una scintilla che suscitasse a fermento le vaste moltitudini; e ci +richiedevano d'applicarla, indicando il come. Esaminata la proposta, +Pisacane l'approvò, e me ne scrisse, sollecitandomi, s'io pure approvassi, +a recarmi ov'esso era. Esaminai, approvai: parvemi che le numerose +difficoltà potessero vincersi; e, traversando Parigi e Lione, +mi affrettai a recarmi in Genova.</p> + +<p>Nessuno s'aspetta ch'io dica i concerti presi, i provvedimenti, gli +ostacoli superati. Il fatto ha provato, credo, che anche sotto gli occhî +di un Governo ostile, <i>volendo</i> si può; e noi volevamo, e volevano davvero +gli uomini che ci secondavano. E quanto ai modi tenuti, ai preparativi +fatti, perchè una prima vittoria fosse veramente la scintilla +che dà moto all'incendio, è debito assoluto il silenzio. Ben devo alcune +parole all'energia singolare di Pisacane e alla condotta dei nostri +in Napoli. Delle accuse gittate contro a chi tenta da chi non fa, +dopo fallito un disegno, nè io devo occuparmi, nè Pisacane, s'ei vivesse, +si occuperebbe. Ma le accuse gittate alla spensierata, da chi +non sa, contro quei che non fecero, son poscia invocate dai nemici +come prova che il Paese, rimasto inerte, non vuole o non può, e giova +ribatterle e togliere ai raggiratori il pretesto di cui si valgono a infondere +lo scetticismo negli animi.</p> + +<p>La spedizione in Ponza doveva aver luogo il 10 giugno. Un incidente, +di quelli che niuno può prevedere o combattere, s'attraversò +e distrusse tutto il nostro lavoro lo stesso giorno in cui doveva tradursi +in atto. Avevamo intanto, poche ore prima, certi com'eravamo +di mantener la promessa, avvertito i nostri del Regno che il battello +partiva. Mancavano i mezzi per sollecite spiegazioni, e, più assai della +perdita del materiale ed altro, temevamo gli effetti morali della delusione +e i pericoli che il subito attivo prepararsi a seguire poteva +moltiplicare sugli amici di Napoli. Partiva a quella volta un legno a +vapore la stessa sera, e Pisacane determinò di portare egli stesso ai +nostri la spiegazione dell'indugio e d'accertarsi a un tempo della +realtà degli elementi sui quali si fondavano le nostre speranze. In due +ore ei decise; fece tutti i preparativi opportuni, abbracciò la donna +del suo cuore, che si mostrò in tutto degna di lui, e partì. Era determinazione +per lui più grave dell'altra; era l'esporsi a tortura e a +morte solitaria, senza difesa, non coll'armi in pugno e lottando. E +nondimeno, chi lo vide in quelle ore avrebbe detto ch'ei s'avviava a +diporto. Era tanta in lui la religione del Dovere, che la coscienza +di compirlo bastava a infiorargli la via.</p> + +<p>Partì, giunse, rimase tre giorni in Napoli e tornò dov'io era. Tornò +lieto, convinto, anelante azione, e come chi sente, toccando la propria +terra, raddoppiarsi in petto la vita. Gli balenava in volto una +fede presaga di vittoria. I nostri non lo avevano ingannato; non gli +avevano celato le gravi difficoltà che si attraversavano alla riscossa; +avevano ripetuto che un indugio le avrebbe spianate. Ma, al di là +delle objezioni pratiche, egli aveva veduto gli animi risoluti e vogliosi, +il terreno disposto, il fremito dei popolani; ei sentiva che uno +splendido fatto, un trionfo, sarebbero stati più assai potenti, che non +protratti e pericolosi preparativi; e mi scongiurò di rifar la tela pel +25, giorno di partenza del <i>Cagliari</i>. Fui convinto, e diedi opera ai +preparativi. Il tempo era breve, breve di tanto ch'io disperava quasi +di condurli a termine. Ma il fervore dei nostri compagni di lavoro +<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span> +era tale che si riescì. Il 25 ei partiva. Genova doveva seguire, farsi +padrona di sè e de' suoi materiali da guerra, consecrarsi ad afforzar +l'impresa in Napoli, operare come riserva e chiamare coll'esempio +alla crociata italiana il Nord e parte del Centro. Io rimasi a dirigere +il moto. Genova, che nessuno oggimai può rapire alla causa della +Nazione, avrebbe fatto e, al sorgere d'una generosa chiamata, checchè +provveda il governo, farà.</p> + +<p>Il tentativo riescì quale l'avevamo ideato. La nostra parte era fatta; +perchè Napoli non fece la sua?</p> + +<p>Io accennai altrove, e lo ridico oggi più esplicitamente, provocato +dalle menzogne degli avversi a noi, e dalle ingiuste accuse gittate +contro ai nostri da uomini buoni, ma precipitosi nei giudizî e incauti +nel proferirli; se Napoli non rispose, è dovuto alla frazione così detta +dei <i>moderati</i>.</p> + +<p>Gli uomini che oggi s'adoprano a smembrare il nostro campo e +impedire il moto, furono—prima del 1848, taluni anche dopo—cospiratori, +su tutti i punti d'Italia, con noi. E questo aver cospirato +con noi li addita tuttavia al Popolo come amatori caldi, attivi, volenti +d'Italia, e rende impossibile una mossa imminente, senza che +essi vengano a risaperlo. Il Popolo ricorda i loro lavori, gli imprigionamenti +patiti, le persecuzioni governative; ignora il loro mutamento, +e non sospetta la tattica perenne che essi adoperano in oggi.</p> + +<p>E questa tattica, identica negli uomini del Governo Piemontese e +nei <i>moderati</i> costituzionali delle altre parti d'Italia, ha invariabilmente +tre stadî: promettere, agitare, illudere a sperare in cose giuste—dissuadere, +ingigantire i pericoli e le triste conseguenze d'un moto +inopportuno, e diffondere sfiduciamenti e paure, quando altri s'appresta +a fare—affratellarsi, frammettersi apparentemente a chi fa, +quando il <i>fare</i> sembra inevitabile, a strozzare in sul nascere o sviare +lentamente il moto dalla via diritta. Tattica siffatta fu adoperata +con successo dai <i>moderati</i>, dal 1848 in poi, dieci volte su dieci punti +diversi; tanto che pare oggimai più idiota che credulo chi tuttavia +s'abbandona a quelle arti. E tattica siffatta fu adoperata in Napoli, +a tradire il concetto dei generosi.</p> + +<p>All'annunzio della discesa su Sapri, fu deciso dai nostri d'agire in +Napoli. Furono presi i concerti opportuni. Fu determinato il giorno. +I capi-popolo aderivano tutti. Il momento era solenne; e, dimenticate +tutte le gare, i nostri chiesero agli influenti fra i moderati cooperazione +ad un fatto già iniziato da Pisacane e da' suoi compagni. +<i>Gli influenti fra i</i> moderati <i>non solamente risposero con un rifiuto +alla generosa proposta, ma s'adoprarono a tutt'uomo a infiacchire, +sviare, dividere i capi-popolo; e vi riuscirono; venne allora proposta +una vasta manifestazione tra il pacifico e l'ostile, che suscitasse fermento +nelle moltitudini. I moderati aderirono e s'assunsero l'ordinamento +della dimostrazione; tradirono la promessa e non ne tentarono +il compimento; poi, quando giunse l'infausta nuova della rotta di Padula, +e indovinarono diffuso lo sconforto nei ranghi, si ritrassero subitamente</i>. +Più dopo s'avvilirono, protestando anonimi contro il fatto +di chi moriva per tutti.</p> + +<p>A queste mie affermazioni potrei dare appoggio di dichiarazioni +scritte; ma or non giova; e potrei dir nomi; ma finchè vive la tirannide, +non per essi, ma per la dignità dell'anime nostre, nol devo.</p> + +<p>Io non ho dunque accusa pei nostri, per gli uomini veduti da Pisacane, +se non quest'una, che in parte li onora: l'avere essi, uomini +di pure, generose intenzioni, sperato soverchiamente nelle altrui. E +lo dico, perchè alcune parole scritte da me nell'<i>Italia del Popolo</i> potrebbero +<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span> +essere interpretate a loro danno, e me ne dorrebbe. Sia +sprone ad essi, nella santa impresa iniziata col proprio sangue dall'amico, +il dolore profondo che la delusione deve aver confitto nell'anima +loro.</p> + +<p>Non mi tratterrò sugli ultimi fatti; mancano tuttavia i particolari: +nè io scrivo la vita di Carlo, ma soltanto alcuni ricordi del mio contatto +con lui. Altri potrà forse dire un giorno le sue sensazioni scendendo +sul suolo napoletano, i divisamenti che ne diressero i moti, +l'arti inique del Governo che, annunziando la discesa di una banda +di prigionieri rei di delitti comuni fuggiti da Ponza, gli sospinsero +contro le popolazioni ignare dei villaggi che ei traversava; i due +scontri, vittorioso l'uno, fatale l'altro, e le ultime sue parole. Io +imagino gli ultimi suoi pensieri; cadde mentr'ei credeva incamminarsi +a vittoria, cadde per mano di uomini che avrebbero dovuto secondarne +l'impresa e abbracciarlo fratello e iniziatore di vita italiana +ai giacenti; e nondimeno io sono certo che se egli avesse potuto, +cadendo, mandarci un ultimo grido, questo grido ci avrebbe detto: +<i>rifate, tentate, tentate sempre fino al giorno in cui vincerete</i>. Pisacane +non era simile ai tanti che, dopo aver cacciato il guanto al nemico, +si ritraggono per alcune disfatte, e dopo aver giurato che <i>ora e sempre</i> +consacrerebbero anima e vita a fondare una Patria, tramutano il +<i>sempre</i> in alcuni anni di sforzi, e tradiscono nell'inerte stanchezza +giuramento e Patria ad un tempo, perchè non riescono a creare in +quei pochi anni una Italia.</p> + +<p>Perdendo Pisacane noi abbiamo fatto una perdita grave: perdemmo +l'ufficiale che avrebbe un dì o l'altro guidati i nostri alle battaglie +del Popolo: perdemmo il cittadino al quale noi avremmo potuto fidare +quell'alto incarico, senz'ombra di timore che ei ne abusasse mai per +ambizione o voluttà di basso egoismo: perdemmo l'uomo che, fra +quanti io conobbi, identificava più in sè il pensiero e l'azione e le +doti generalmente disgiunte, scienza e spontaneità d'intuizione guerresca, +energia e riflessione pacata, calcolo ed entusiasmo. Guardava +dall'alto le cose, e nondimeno ne afferrava i menomi particolari. +Amava di amore intensamente devoto l'amica e la fanciulla che gli +era figlia, ma non sacrificava a quei santi affetti un solo de' suoi +doveri verso la Patria. Moveva ad una impresa che doveva costargli +la vita, e dava lo stesso giorno l'ultima lezione di matematica ad un +allievo.</p> + +<p>E morì. Noi possiamo seguire ad amarlo; ma che cosa è l'amore +a chi è morto alla terra, se scompagnato dalla religione del pensiero +che costituiva la miglior parte della sua vita quaggiù? Basta a compiere +il legato, ch'ei ci lasciava morendo, un tributo di lode, una +sottoscrizione per la fanciulla che non lo rivedrà mai più sulla +terra? Son essi, o Italiani, i vostri martiri, gladiatori al cui morire +applaudono gli spettatori del Circo, se muojono composti in atto virile +ed impavido? Non ha diritto la figlia di Pisacane di dirvi un +giorno, quand'essa invocherà la carezza paterna, e saprà il come e +perchè le fu tolta: <i>se mio padre scendeva, mercè i vostri ajuti, con +forze doppie sulla mia terra, forse ei sormontava gli ostacoli; e giungendo +ad uno dei centri ove vivono luce d'intelletto educato e fiamma +di libertà, trovava fratelli e vinceva?</i> Rimprovero amaro è cotesto, o +Italiani, perchè meritato; e viene a noi nel gemito non solamente +della povera Silvia, ma dei mille orfani dell'amore dei tanti, che da +oramai dieci anni morirono vittime della tirannide straniera e domestica, +protestando per noi tutti contr'essa. Perchè sono orfani su +questa terra che seppe sorgere e vincere nove anni addietro? Perchè +<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span> +si muore d'intorno a noi, quando si potrebbe vivere col serto del +trionfo sul capo? Perchè move il vento e bagna la pioggia le ossa +di Pisacane, come fossero ossa di masnadiere, quando sta a noi di +comporgli su terra libera una tomba sulla quale sventoli la sua bandiera? +E come provvediamo noi a ch'egli sia almeno l'ultimo martire +che cada nello sconforto e nel silenzio comune?</p> + +<p>Perchè noi siamo a tale, che non possiamo oggimai evitare il martirio +dei buoni se non coll'azione e colla vittoria. Un Paese sul +quale pesa l'oltraggio e il patir d'ogni genere, non può dare per cinquanta +anni al patibolo, o alla lenta morte delle carceri e dell'esilio, +il fiore dei suoi patrioti, e a un tratto adagiarsi nella propria tomba +ad aspettare muto ed inerte che gli squilli la tromba di risurrezione +dall'Oriente o dall'Occidente. Un Popolo non può ricordarsi che +pochi anni prima liberava con cinque giorni di lotta il proprio terreno, +e non cadeva se non per errori evitabili, e rassegnarsi immoto +al marchio della schiavitù, sol perchè a una genìa diplomatico-letterata, +sfibrata e codarda, piace di dirgli: <i>tu aspetterai salute da una +serie di memorandi o dall'ambizione d'un despota</i>. Un partito, al quale +la parola di tanti, che non hanno se non parole, tesse ogni giorno +la storia de' suoi dolori e delle sue vergogne, non può impedire che +i più bollenti fra i suoi non prorompano nel grido di Foscolo: <i>chè +non si tenta? Morremo, ma frutterà almeno il nostro sangue un vendicatore</i>; +non può impedire che gli uomini, non nati a gemere o a +servilmente tacere, tentino por fine al disonore o alla vita. Il sangue +di quegli uomini sta su voi tutti, o Italiani, che potete e non fate; +su voi che, caldi di amor patrio a parole, non v'affratellate in concordia +di lavori e di sacrificî con quei che s'adoprano a creare alle +moltitudini l'opportunità; su voi che, fatti pubblico ozioso di chi +move, condannate freddamente i tentativi <i>su piccola scala</i>, senza far +cosa alcuna che renda possibili i tentativi maggiori; su voi che profondete +in capricci e sollazzi di schiavi inviliti ed immemori, l'oro +che potrebbe procacciar salute al Paese: su voi che, teneri dei vostri +impieghi o dei vostri riposi, date apparenza di dottrina al vostro +egoismo e sviate, colle illusioni, colle torte teoriche di progresso pacifico, +e colle accuse ai migliori, la gioventù nostra dal diritto sentiero.</p> + +<p>E il sangue di Pisacane e d'Agesilao Milano, il sangue di quanti +morirono col nome di Patria sul labbro per suscitarvi ad opre virili, +da Milano e Pisacane risalendo fino ai Bandiera, grida a voi degnamente, +Italiani di Napoli: <i>sorgete e ribattete da uomini un'accusa che +serpeggia crescente per tutta Europa</i>. Siete voi, iniziatori un tempo +della lotta italiana, caduti per sempre? Non freme più vita sulle vostre +terre, fuorchè quella dei vostri vulcani? Da parecchi anni voi +diffondete attraverso l'Europa un lamento che riesce ignobile, se non +profetizza, dimostrandola legittima, l'insurrezione: voi snudate, popolo +Giobbe d'Italia, le vostre piaghe dinanzi a tutte le Nazioni, e non +temete ch'esso dicano: <i>un popolo che soffre ciò ch'essi soffrono è un +popolo degenerato; chi sopporta il bastone lo merita?</i></p> + +<p>Io ho, per amore del vero, scolpato i nostri, gli uomini che presero +concerti con noi, dell'accusa di codardia: i nostri, comunque numerosi, +son pur sempre minorità. Ma chi può scolpare un popolo intiero? +Il popolo Napoletano sopporta in oggi una di quelle tirannidi +che non solamente tormentano, ma disonorano. L'esercito Napoletano +serve ad un sistema che tramuta il soldato in birro e carnefice dei +proprî fratelli. Napoli ha, più che ogni altra parte d'Italia, propizia +al moto l'opinione europea: e nessun Governo, dall'Austriaco in fuori, +<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span> +oserebbe combattere con armi aperte l'insurrezione. E dall'Austria +l'assecura il resto d'Italia, presto a rispondere alla chiamata. Perchè +non sorse, quando intese l'annunzio della discesa di Pisacane? Manca +pur troppo finora ai nostri, non il coraggio, ma l'intelletto rapido, +audace, dell'insurrezione. Se ciò che noi predichiamo da ormai dieci +anni, <i>che al levarsi di una bandiera di libertà, supremo dovere, suprema +salute, è insorgere dove che sia</i>, si facesse, Pisacane sarebbe in oggi +capo della rivoluzione napoletana. Se una delle provincie collocate fra +il punto di sbarco e la Capitale avesse, al primo giungere della nuova, +romoreggiato armi e guerra, il concentramento di quei che oppressero +Pisacane non s'operava. Mancò il tempo perchè si ricevessero +istruzioni dal punto centrale? Che! non erano istruzioni viventi i generosi +che venivano a sacrificarsi per voi? Aspettate, per farvi liberi, +un cenno di Comitato?</p> + +<p>Giovani del Regno! voi potete compiere una grande missione: e +voi <i>dovete</i> compirla, dapprima, perchè in mano vostra sta la salute +d'Italia; poi—non v'incresca la franca fraterna parola—perchè v'è +mestieri redimervi dall'accusa che vi dice scaduti e indegni dei vostri +padri. Sorgete dunque e smentite l'accusa. Siano vostra parola d'ordine +al combattere i nomi di Milano e di Pisacane. La terra che produce +tali uomini non è fatta per rimanersi schiava, segno al disprezzo +dei padroni e al compianto dei Popoli.</p> + +<p class="date"><i>Febbrajo 1858.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="A_LUIGI_BONAPARTE117" id="A_LUIGI_BONAPARTE117"></a>A LUIGI BONAPARTE<a name="FNanchor_117_117" id="FNanchor_117_117"></a><a href="#Footnote_117_117" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top;">[117]</span></a></h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p class="date"><span class="smcap">Signore</span>,</p> + +<p>I tempi sovrastano minacciosi: la marea imperiale retrocede visibilmente. +Voi lo sentite. Tutti i provvedimenti da voi adottati in +Francia, dopo il 14 gennajo; le note e le intimazioni diplomatiche +che voi, dal dì fatale, spargeste al di fuori, rivelano le ansie del terrore. +Un senso d'intensa agonia—l'angoscia di Macbeth—vi rode +l'animo, trapela da ogni vostro atto o parola. Il presentimento che +<i>summa dies et ineluctabile fatum</i> pendon su voi, v'incalza insistente. +Il Signore di Glamis, il Signore di Cawdor e il re<a name="FNanchor_118_118" id="FNanchor_118_118"></a><a href="#Footnote_118_118" class="fnanchor">[118]</a>,—il Pretendente, +il Presidente e l'Usurpatore—son condannati. L'incanto è +sciolto. La coscienza dell'Umanità s'è riscossa, e guatandovi con +piglio severo, vi esamina, scruta i vostri atti, e vi chiede conto delle +vostre promesse. Da questo momento la vostra sorte è decisa. La +coscienza dell'umanità scorgerà in breve che voi non siete che una +menzogna vivente; una deforme ripetizione di un Passato spento da +lungo tempo e per sempre; una pallida ombra furtivamente emersa +dalla tomba di Sant'Elena, e non coronata dalla gloria immortale e +dalla solenne missione del potente ch'ivi riposa; una parodia di potere, +atta a negare, a dissolvere, a schiacciare per breve tempo, +inetta ad affermare, ad organizzare, a edificar cosa, in cui l'avvenire +possa adagiarsi. L'umanità chiede realità, non fantasmi; evoluzioni +del principio d'educazione, che Dio le assegna a legge di vita, non +fatti bastardi, arbitrarî, anormali, che han la vita d'un'ora. A tai fatti +essa guarda, sospesa per meraviglia, un istante; poi passa, intimando +alla importuna apparizione il ritorno nel nulla. E voi, signore, vi affrettate +a tal termine. Voi potete viver mesi, non anni.</p> + + +<p>Allorchè, illegalmente, occupaste il potere, voi prometteste, quasi +ad ammenda, di voler ridurre in pace la Francia—la Francia irrequieta, +perturbata e perturbatrice. È governo l'imprigionare, il deportare, +il soffocar la parola? È strumento di educazione il gendarme? +apostolo di moralità e di mutua fidanza la spia? Voi annunciaste +al rozzo paesano di Francia, che nuovi tempi albeggiavano, +col vostro impero, per lui; che le gravezze sotto cui geme, andrebbero +<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span> +l'una dopo l'altra cessando. Ne sparve sol una? Potete voi additare +un miglioramento qualsiasi della sua condizione, un solo elemento +d'imposte rimosso? Potete spiegar come avvenga che il paesano +oggidì si affratelli nella <i>Marianna</i>? Potete negare che lo storno dei +fondi—già consacrati all'industria agricola—nei canali della speculazione +aleatoria, aperti da voi, non abbia tolto al lavoratore di che +procacciare strumenti al lavoro e migliorare la terra? Voi seduceste +il traviato operajo, dichiarandovi l'<i>Empereur du peuple</i>, un Enrico IV +sotto forma diversa, inteso ad assicurargli lavoro perenne, alte mercedi, +e la <i>poule au pot</i>. Non è la <i>poule au pot</i> vivanda alquanto cara +oggi in Francia? Non costan più caro ancora gli affitti delle case, e +parecchî fra gli oggetti più necessarî alla vita? Apriste nuove strade; +tracciaste, per fini strategici e repressivi, nuove linee di comunicazione; +distruggeste e riedificaste. Ma la moltitudine delle classi operaje +appartiene forse tutta alla beneficata categoria dei muratori? +Potete voi, a schiuder sorgenti di lavoro e di guadagni al proletario, +metter sossopra indefinitamente Parigi, e le principali città di provincia? +Potranno questi transitorî espedienti far mai le veci della +produzione regolare, progressiva, normalmente richiesta? È forse la +domanda della produzione in condizioni soddisfacenti al presente? +Non sono tre quinti degli ebanisti, dei falegnami e degli operaî meccanici, +senza impiego in Parigi? Voi adombraste alla borghesia, facilmente +soggetta a paure e a lusinghe, sogni e speranze di raddoppiata +attività industriale, sorgenti feconde di nuovi profitti, <i>eldoradi</i> +di stimolata esportazione e di operosità internazionale. Che avvenne +di tutto ciò? La vitalità produttrice della Francia langue incagliata: +le commissioni pel commercio diminuiscono: i capitali si celano. Voi +avete, come il selvaggio, tagliato l'albero per coglierne le frutta; +avete, intemperantemente e con mezzi artificiali, eccitato speculazioni +sfrenate, immorali, che mentono larghe promesse solo a tradirle; avete, +millantando progetti giganteschi, attratto da ogni parte della Francia +a Parigi i risparmî de' piccoli capitalisti, deviandoli dalle fonti vere +e permanenti della prosperità nazionale:—l'agricoltura, l'industria e +il commercio. Questi risparmî furono ingojati e fatti sparire da qualche +dozzina di speculatori privilegiati, sommersi in un lusso sfrenato e +improduttivo, o copertamente trasferiti—potrei citar nomi della +vostra famiglia—a salvamento in paesi stranieri. La metà de' progetti +caddero, dimenticati, nel vuoto. Alcuni degli inventori viaggiano +ora, per prudente riguardo, <i>à l'étranger</i>. Voi avete dinanzi una borghesia +malcontenta; vi stringono le angustie dell'erario, stremato dei +mezzi ordinarî, per 500 000 000 di franchi sprecati, nelle città principali +di Francia, in pubblici lavori che non rendon profitto, pel <i>deficit</i> +di 300 000 000 nel vostro ultimo bilancio, con la <i>Ville de Paris</i> carica +di debiti, senz'altro rimedio da quello infuori di un nuovo prestito +di 160 000 000 da aprirsi, non in nome vostro, chè non riuscirebbe, +ma in nome del Consiglio di città; e, a pagarne l'usura, l'allargamento +delle barriere, quindi dell'odiato <i>octroi</i>, sino alla cinta delle +fortificazioni esterne. Il rimedio peserà gravissimo sulle classi operaje, +provocandovi contro la <i>banlieue</i>, prima devota. I vostri artificî +toccano il termine. D'ora innanzi, qualunque cosa facciate per ovviare +alle difficoltà finanziarie del vostro regime, sarà un passo di più +verso la fatale caduta. Viveste sin qui col prestigio del credito, ricorrendo +ad una serie indefinita di prestiti. Or dove sono le sicurtà del +credito avvenire? Roma e Napoleone saccheggiavano il mondo: voi +non potete saccheggiar che la Francia; ai loro eserciti era dato vivere +di conquista, ai vostri è vietato. Voi potete sognar conquiste; +<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span> +ardirle, arrischiarle, non mai. I dittatori romani, e vostro zio guidavano +di persona gli eserciti conquistatori: se in voi, quantunque vago +di mostre soldatesche e di uniformi dorate, sia capacità di condurre +pochi battaglioni in accordo di azione, m'è dubbio. Dichiaraste alla +Francia di combattere, solo per amore di lei, l'anarchia: dichiaraste +che la libertà—la vera, la sobria, l'ordinata libertà—troverebbe +sotto il regime dell'impero le più desiderabili e certe guarentigie; +che il bonapartismo era un'idea, una scorta al progresso, auspice un +potere forte ed accentrato; che una aristocrazia di capacità intellettuali, +devote al progresso—la sola aristocrazia veramente divina—promoverebbe, +voi patrocinante, la vita civile della Nazione.</p> + +<p>Potete voi mostrare un solo vestigio di libertà in un paese ora caduto, +vostra mercè, non dirò al di sotto dell'Inghilterra, ma al di +sotto del Belgio, della Svizzera, del Piemonte? in un paese nel quale +centinaja d'uomini stanno oggi rinchiusi nel castello d'If, per essere +deportati in Algeria o a Lambessa, senz'ombra di processo, senza +aver pur veduto faccia di magistrato? Potete voi additarci, nella vostra +Francia imperiale, un solo periodico, una sola rivista indipendente? +un solo corpo morale che abbia facoltà di manifestare il pensiero, i +voti, le aspirazioni del paese? un solo potere autorizzato ad iniziar +leggi? un sol uomo, che i suoi concittadini possano eleggere alle +vostre pseudo-assemblee, senza ch'ei s'obblighi prima, con giuramento, +a sostenere il vostro dispotico governo? Potete citare un sol +uomo d'intelletto, che avvalori, presente ai vostri consigli, il vostro +odioso sistema?—No: a voi non è dato trovare alcun ministro, alcun +fautore, fuori del circolo dei vostri complici immediati: da Thiers a +Guizot, da Cousin a Villemain, da Michelet a Giovanni Reynaud, la +Francia intellettuale rifugge dal vostro contatto corruttore. Sono +vostri uomini un Veuillot, l'avvocato della Saint-Barthélemy e della +Inquisizione; un Garnier di Cassagnac, il partigiano della schiavitù +dei negri, ed altri sì fatti. A rinvenire un uomo che fosse degno di +dare il nome allo scritto da voi indirizzato all'Inghilterra, vi fu forza +ricorrere a tale, che apostatò dal legittimismo e dalla repubblica<a name="FNanchor_119_119" id="FNanchor_119_119"></a><a href="#Footnote_119_119" class="fnanchor">[119]</a>. Vantaste, +or non è molto, in faccia all'Europa, che il cuore della Francia +era vostro; che lieta, felice, tranquilla, essa vi celebrava salvatore. +Passarono pochi mesi: uno scoppio fu udito nella <i>Rue Lepelletier</i>: e +con selvaggie, paurose ordinanze di repressione, con appelli, parte +minacciosi, parte supplichevoli, all'Europa, collo spartimento militare +del paese, con una spada al sommo del Ministero dell'interno, voi dichiarate +ora, dopo sette anni d'illimitata signoria—concentrato un +numeroso esercito, prive le schiere nazionali dei capi temuti—che +non potete vivere nè governare, se la Francia non sia convertita in +una vasta Bastiglia, l'Europa in una dipendenza della polizia imperiale. +Per quanto schiacciata, la Francia <i>non può</i> trasformarsi in una +Bastiglia; l'Europa <i>non vuole</i> ridursi per amor vostro a divenire ministra +della polizia de' vostri Côrsi. Rassegnatevi quindi al vostro +fato, e cadete.</p> + +<p>Il vostro impero tornò in menzogna; e le menzogne non durano. +Voi pervertiste la vita economica della Francia in una trista speculazione; +<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span> +la vita religiosa in ipocrisia cattolica; la vita politica in negazione +dispotica del diritto e della libertà; la vita sociale in bisogna +di gendarmi e di spie; la vita intellettuale in una lacuna. Il vostro, +o signore, non è governo:—governo è cosa sacra; significa rappresentanza, +perfezionamento dell'anima di un popolo libero, per mezzo +dei migliori e dei più capaci;—il vostro non è che il <i>fatto</i> insano, +momentaneo, sconsacrato, di un individuo, d'un pugno di avventurieri, +di pochi preti e d'un esercito di pretoriani, congiurati a soffocare +<i>pro tempore</i>, nel loro proprio paese, anima, virtù, intelletto. E +gli avventurieri assicurano già gli avanzi del loro bottino nei fondi +americani od inglesi; i preti vi sopraffanno, presti ad abbandonarvi +ove esitiate nel retrogrado corso; i pretoriani si affrettano alla prefettura, +cercando che dica di Parigi il telegrafo, prima di abbattere +il tumulto di Châlons<a name="FNanchor_120_120" id="FNanchor_120_120"></a><a href="#Footnote_120_120" class="fnanchor">[120]</a>. Tristi sintomi questi. Non sentite—sinistro +indizio d'imminente rovina—tremarvi sotto i piedi la terra?</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Sì; l'impero si è chiarito menzogna. Voi lo formaste, o signore, ad +imagine vostra. Nessun uomo in Europa, nell'ultimo mezzo secolo, da +Talleyrand in fuori, ha mentito al pari di voi: e <i>in ciò</i> sta il segreto +del vostro temporaneo potere. In questa nostra malferma e scettica +età, le menzogne sono agevolmente credute; senonchè non approdano.</p> + +<p>Voi, insieme con vostro fratello, chiamaste <i>causa sacra</i>, nel 1831<a name="FNanchor_121_121" id="FNanchor_121_121"></a><a href="#Footnote_121_121" class="fnanchor">[121]</a>, la +insurrezione delle popolazioni romane contro il papa; dal 49 in poi +voi infliggeste a quella causa l'insulto di <i>demagogica</i>.</p> + +<p>In Arenemberg, nel 1833<a name="FNanchor_122_122" id="FNanchor_122_122"></a><a href="#Footnote_122_122" class="fnanchor">[122]</a>, diceste che, essendo ogni nobile anima +cacciata in esilio dai Governi, o perseguitata, andavate superbo di +appartenere alla tribù dei proscritti. Voi avete organizzato dappoi +una universale, incessante persecuzione contr'essi.</p> + +<p>Nel 1836, allorchè, dopo l'attentato di Strasburgo, Luigi Filippo vi +bandì nell'America, vi dichiaraste conscio di esser <i>reo</i> verso lui, <i>profondamente +commosso</i> dalla sua <i>generosa clemenza</i>, e vincolato a non +più cospirargli contro<a name="FNanchor_123_123" id="FNanchor_123_123"></a><a href="#Footnote_123_123" class="fnanchor">[123]</a>. Due anni dopo cospiravate dalla Svizzera. +Quattro anni dopo approdaste a Boulogne.</p> + +<p>Nel 1848, vi affrettaste a Parigi, «per seguire la bandiera della +Repubblica, e darle prova di devozione»<a name="FNanchor_124_124" id="FNanchor_124_124"></a><a href="#Footnote_124_124" class="fnanchor">[124]</a>.</p> + +<p>In quello stesso anno scriveste<a name="FNanchor_125_125" id="FNanchor_125_125"></a><a href="#Footnote_125_125" class="fnanchor">[125]</a>:</p> + +<p>«In presenza della sovranità nazionale non posso nè voglio reclamare +cosa alcuna oltre i diritti di cittadino francese».</p> + +<p>Scriveste, come candidato alla presidenza in novembre<a name="FNanchor_126_126" id="FNanchor_126_126"></a><a href="#Footnote_126_126" class="fnanchor">[126]</a>: «Non +deve esistere ambiguità fra me e voi. Io non sono uomo ambizioso +che sogni impero... Educato in libere terre e ammaestrato dalla sventura, +rimarrò sempre fedele ai doveri che la volontà dell'Assemblea +e i vostri voti m'impongono. Ove io fossi eletto presidente, m'impegnerei +sull'onore a cedere, dopo quattro anni, a chi mi succedesse, +un potere fatto più forte e la libertà intatta».</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span></p> +<p>Scriveste come presidente in dicembre<a name="FNanchor_127_127" id="FNanchor_127_127"></a><a href="#Footnote_127_127" class="fnanchor">[127]</a>: «Il giuramento da +me prestato prescrive la mia futura condotta..... Riguarderò nemici +del paese tutti coloro che tentassero di mutare con mezzi illegali +ciò che l'intera Francia ha decretato». Prima che queste parole +fossero proferite, Cavaignac aveva divisato una spedizione a Roma, +solo a tutelare la sicurezza personale del Papa. Voi biasimaste la +proposta. «Non potrei—diceste—dare mai il mio voto ad una dimostrazione +militare, nociva agli stessi interessi che è intesa a proteggere»<a name="FNanchor_128_128" id="FNanchor_128_128"></a><a href="#Footnote_128_128" class="fnanchor">[128]</a>. +Quattro mesi dopo le vostre truppe sbarcavano a Civitavecchia.</p> + +<p>Dichiaraste nel 1849<a name="FNanchor_129_129" id="FNanchor_129_129"></a><a href="#Footnote_129_129" class="fnanchor">[129]</a>, in un proclama dettato al generale Oudinot, +che «non era vostro intento di esercitare su Roma una influenza +opprimente, nè d'imporle un governo contrario al volere del popolo». +Tre mesi appresso, Roma, il suo governo, la volontà del popolo, erano +inesorabilmente schiacciati. Indi a non molto, in agosto<a name="FNanchor_130_130" id="FNanchor_130_130"></a><a href="#Footnote_130_130" class="fnanchor">[130]</a>, prometteste +ottenerle «generale amnistia, amministrazione secolare, leggi +civili e liberale governo». Le vostre truppe sono ancora in Roma, e +nulla fu ottenuto, nè chiesto.</p> + +<p>Nel 1849 concludeste il vostro primo messaggio<a name="FNanchor_131_131" id="FNanchor_131_131"></a><a href="#Footnote_131_131" class="fnanchor">[131]</a>, dicendo: «Saprò +meritare la fiducia della Nazione, conservando la costituzione che ho +giurata».</p> + +<p>Nel 1850<a name="FNanchor_132_132" id="FNanchor_132_132"></a><a href="#Footnote_132_132" class="fnanchor">[132]</a>, proferiste solennemente questo parole: «Se nella costituzione +sono difetti e pericoli, è in potere di voi tutti il torli via. +Io solo, vincolato dal mio giuramento, mi sento in dovere di tenermi +strettamente nei limiti della medesima».</p> + +<p>Nel 1851, pochi giorni prima del <i>colpo di stato</i><a name="FNanchor_133_133" id="FNanchor_133_133"></a><a href="#Footnote_133_133" class="fnanchor">[133]</a>, voi diceste all'esercito: +«Non dimanderò altro da voi che i miei diritti riconosciuti +dalla costituzione».</p> + +<p>E il 2 dicembre stesso, pendente ancora il risultato finale del disegno +di usurpazione, proclamaste che: «Era vostro dovere il proteggere +la repubblica»<a name="FNanchor_134_134" id="FNanchor_134_134"></a><a href="#Footnote_134_134" class="fnanchor">[134]</a>.</p> + +<p>Indi sopravvennero la improvvisa violazione di ogni promessa giurata, +l'ambiziosa volontà di un solo sostituita alla volontà legalmente +espressa della nazione, il feroce appello alla forza brutale, gli ordini +inesorabili a Saint-Arnaud; l'Assemblea parte dispersa, parte imprigionata, +i generali arrestati; la <i>Francia cosacca</i> avventata contro la +<i>Francia repubblicana</i>; Parigi data in preda ad una soldatesca compra, +briaca, incitata, feroce; il fuoco di linea nei Boulevards contro +una popolazione inerme, inoffensiva, il macello regolarmente praticato +a mettere terrore negli animi dei futuri elettori; donne e fanciulli +massacrati nelle loro case, fucilati i prigionieri, 2652 vittime<a name="FNanchor_135_135" id="FNanchor_135_135"></a><a href="#Footnote_135_135" class="fnanchor">[135]</a>: +<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span> +88 rappresentanti del popolo proscritti, 100 000 uomini posti in prigione, +deportati, confinati, senza pur mostra di giudizio: infine il +trionfo, e il simulacro della elezione.</p> + +<p>E sopra un tale sistema di menzogne, sopra edificio sì fatto di fango +e di sangue, speraste inalzare una dinastia! Credeste che la idolatria +transitoria, prestata al successo da tutti i poteri che or sono, potesse +prevalere contro il marchio di Caino, che Dio e la eterna giustizia vi +stampavano in fronte!</p> + +<p>V'ha tal cosa, o signore, che sta sopra al successo: Dio;—tale +che è più forte del fatto: il Diritto;—tale che è più alto e più durevole +d'ogni idolatria: il Tempo. Potreste voi balzar di trono Iddio? Cancellare +il diritto? Abolire il tempo? Perchè, sin che splenda lume di +verità dall'alto alle menti, e la idea del diritto alberghi nel cuore +dell'uomo e tempo sia dato agli eventi, nè vero o falso imperatore, +nè zio privilegiato di genio, nè satanicamente astuto nipote, possono +nel secolo XIX sostituire il proprio egoismo allo inoltrarsi provvidenziale +dell'umanità; nè può un individuo, per quanto sostenuto da +bajonette e da preti, farsi innanzi e dire: «io sono la mente irresponsabile, +maggiore d'ogni esame, di 35 000 000 di uomini», senza +condannarsi a cadere, esempio agli oppressori, insegnamento profondo +agli oppressi. Dopo il passo del Rubicone è il vindice pugnale +di Bruto: dopo le Tuileries, Sant'Elena: e, nell'intervallo, una breve, +irrequieta, esosa vicenda di paure e di rimorsi: indi la storia, la coscienza +universale del genere umano, che infama in eterno il tiranno. +È legge; legge certa, ineluttabile. Voi avete trafficato sul vizio e +sulla debolezza; fatto assegnamento sul terrore e sulla codardia: misurato, +con l'occhio penetrante del gran Dissolvitore, la scorza delle +corruttele, in che il materialismo del primo impero, quindici anni di +gesuitica opposizione monarchica, l'egoismo posto sul trono durante +il regno di Luigi Filippo, e i sogni anarchici di un socialismo settario, +avvilupparono il core de' vostri concittadini, e diceste a voi +stesso: son miei. Dimenticaste che, sotto la melmosa superficie, rimaneva +non doma, non tocca, la nobile e solida madre-terra di Francia, +la terra che diè vita a Giovanna d'Arco, e agli uomini giganti della +Rivoluzione. Dimenticaste che l'Europa, anche l'Europa ufficiale, atea, +adoratrice del fatto, s'inchinerebbe a voi sol quanto fosse richiesto +dal progressivo pacifico incremento del fatto medesimo, mentre ora +la forza di questo, per minaccie e pericoli, visibilmente declina. E dimenticaste +che tra voi e l'Europa materialista stanno uomini che voi +non potete nè piegare nè frangere, la cui vita è incarnazione di un +principio, che agisce, da Maratona in poi, sulla razza europea, e i +quali riusciranno da ultimo più forti di voi perchè non ruppero mai +i loro giuramenti, e non combattono, come voi fate, per mire egoiste +e malvagie ambizioni. Noi, uomini del diritto e della libertà, conquistammo +l'Inquisizione e il grande Impero. Siatene certo, o signore, +noi vinceremo voi pure.</p> + +<p>Vi avremmo già vinto se stato non fosse per l'Inghilterra.</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Voi siete ingrato all'Inghilterra, o signore. Senza l'Inghilterra, senza +l'ajuto che, in un malaugurato momento, il Governo inglese vi porse, +non sareste più da gran tempo. Voi dovete all'Inghilterra quella +specie di adozione fra i poteri costituiti di Europa, che, solo, non +avreste mai conquistata. L'alleanza inglese ha tenuto in freno sin qui +l'Italia e la Francia. A voi piace oggi por ciò in oblìo. Alludete sovente +<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span> +ai vantaggi procacciati dall'alleanza agli Inglesi, e ne parlate +come di evento concepito e creato da voi. Ambo le asserzioni sono +false. E dacchè molti Inglesi sono proni a lasciarsi ancora ingannare +dall'audacia delle vostre parole, non sarà senza frutto ch'io qui, in +nome della verità, suggelli la mia doppia protesta contr'esse.</p> + +<p>L'alleanza anglo-francese non fu vostro concetto. Esso è concetto +della Francia e dell'Inghilterra: a voi fu forza obbedirvi. Le relazioni +amichevoli sorsero a grado a grado da naturale riazione contro +le lunghe, mortali, storiche lotte, che toccarono il colmo sotto il +primo impero; dal sentimento de' tristi effetti della contesa per ambedue +le nazioni; e dallo spirito che agita provvidenzialmente il core +della Umanità, sospingendola a universal fratellanza. Voi vi giovaste +di relazioni sì fatte pe' vostri ambiziosi disegni, pervertendole per un tempo. +Nel vostro segreto, l'Inghilterra v'è in odio. L'antagonismo alla sua grandezza +è tradizione di famiglia per voi. E il sentimento còrso della +<i>vendetta</i> cova profondo nella gretta anima vostra. E l'aver vissuto esule, +povero, negletto in Inghilterra, lo rese più acerbo. <i>Noi</i> apprendiamo +facilmente ad amare il rifugio della nostra vita raminga; ma le nature +sensuali ed egoiste non sentono nel beneficio che un peso importuno. Nel +1836, dichiaraste innanzi ai Pari che «<i>un principio, una causa, una sconfitta +si personificavano in voi: Waterloo, la sconfitta; voi inteso a vendicarla</i>». +Odio alla perfida Albione, fu la parola consegnata da voi alle +caserme dopo il <i>colpo di stato</i>: l'insolenza recente de' vostri colonnelli +non è che l'eco di quella. Guerra all'Inghilterra era allora, com'oggi, +il vostro sogno impotente, e ne farebbero, all'uopo, testimonianza le +carte geografiche, strategicamente punteggiate, nel vostro <i>cabinet de +travail</i>. Ma vi sentiste debole, isolato, biecamente guardato, però cedeste +alla necessità, seguendo le crescenti popolari tendenze, voi non +creaste l'alleanza: la firmaste con <i>restrizione mentale</i>.</p> + +<p>L'alleanza anglo-francese, ripeto, è pensiero delle due nazioni: nè +gl'Inglesi, ora troppo sovente ingiusti alla repubblica del 1848, dovrebbero +dimenticarlo. Il moto di febbrajo fu salutato con favore, non +certamente dall'Inghilterra officiale, ma dalla maggioranza del popolo +inglese. Nè mai fu saluto con tanta gioja e gratitudine accolto come +il saluto dell'Inghilterra dai repubblicani del 1848. La tradizione diplomatica +fra le due nazioni non fu un solo istante interrotta. Lord +Normanby—mantenuto officiosamente nella sua rappresentanza durante +il primo periodo—fu accreditato officialmente dall'Inghilterra, +appena l'Assemblea ebbe sanzionato la mutazione di Stato. +L'ambasciatore di Russia, Kisseleff, offerse, sino dai primi giorni, +patto di alleanza collo Tsar contro l'Inghilterra, chiamata da questi +la <i>comune nemica</i>, e la giovine Repubblica rifiutò l'offerta. Un noto +generale, Changarnier, ora in esilio, fece indi a poco proposta di +scendere a guisa di pirata in Inghilterra, minacciando distruzione a +Londra e ai depositi della ricchezza inglese. Dichiarava bastargli, ad +eseguire il disegno, un dato numero di soldati, di navi e di battelli +a vapore. La proposta fu sdegnosamente respinta, e il generale rimandato +al suo comando militare, da cui s'era, per quell'insano proposito, +improvvisamente allontanato. Mercè tali disposizioni, una qualsiasi +opportunità, un primo segno di buon volere del Governo inglese +avrebbe senz'altro dato nascimento ad un'alleanza assai più sincera, più +morale e feconda di quella alla quale l'Inghilterra fu indotta da voi.</p> + +<p>Voi vi cacciaste di mezzo fra i due popoli, e su ciò ch'era buono +e sacro innestaste disegni egoisti e ambiziosi. Di una solenne riconciliazione, +che, sotto il vessillo della libertà, sarebbe stata come benedizione +dall'alto sul genere umano, faceste un tristo e sterile connubio +<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span> +tra la libertà e la tirannide, tra la vita e la morte. L'Inghilterra +non fu per voi che strumento a brame dinastiche: l'alleanza +ponte fra voi e le Potenze diffidenti d'Europa.</p> + +<p>Le vostre prime pratiche furono volte alla Russia. Naturali tendenze, +logica di despota, e non so che ricordi delle conferenze del +Kremlino, vi spronavano a quella parte. La Russia non accolse le +offerte. Lo Tsar sentiva di non poter fare a fidanza colla vostra parola. +I vostri agenti, quasi a legittimarvi con nozze regali, avevano +tentato indarno tutte le corti germaniche, in cerca di una sposa per +voi. L'Europa dinastica v'era chiusa; la leva della rivoluzione vietata; +suicidio l'agitarla contro le Potenze. Però pensaste all'Inghilterra. +Vi occorreva tal cosa, che vi additasse ad un tratto partecipe +del sodalizio de' poteri legittimi; vi occorreva una conferenza diplomatica, +un trattato di pace, al quale apporre, insieme con essi, la vostra +firma. Strada alla pace era la guerra; e voi la provocaste. L'Inghilterra +v'entrò, renitente, al vostro fianco, ma con animo perfettamente +sincero, e mosse il primo passo con fermo proposito di trarne qualche +pratico e permanente effetto. Ma volendo voi evitare il risvegliarsi +delle nazionali insurrezioni, e fare, ad un tempo, le prime parti nella +guerra, sacrificaste per ciò la questione <i>strategica</i> al vostro intento +<i>politico</i>. A Riga e a Odessa preferiste la Crimea. Non era ivi pericolo +di un moto polacco: e le vostre forze di terra, in un assedio +lungamente protratto, doveano, per loro naturale superiorità, risplendere +su quelle dei vostri alleati. Oltrechè, concentrata la guerra ad +oppugnare un avamposto lungi dalle parti vitali dell'impero nemico, +v'era lasciata possibilità di negoziazioni amichevoli collo Tsar pel +futuro, ed argomento a dirgli quando che fosse: l'Inghilterra, posta +davvero alla prova, v'avrebbe colpito nel core: io vi salvai. Così, +mercè vostra, e per la condiscendenza colpevole del Governo britannico, +la guerra, traviata dal suo naturale indirizzo, si ridusse ad un +brillante duello <i>au prémier sang</i>, senz'altro risultamento, da quello +in fuori che voi avevate prefisso alla giostra. Quando, al chiudersi del +primo periodo, l'Inghilterra cominciò a intendere la necessità di una +lotta seria, e l'importanza europea della contesa, e lo Tsar consentì +a differire la esecuzione lungamente vagheggiata de' suoi disegni in +Oriente, voi vi affrettaste a soddisfarlo a qualunque patto, e senza +salde guarentigie per l'avvenire; e, come avevate trascinata la Gran +Bretagna, contro suo grado, all'esperimento dell'armi, così la forzaste +ad accettare, riluttante invano, l'inganno di una pace precaria. +Fu convocato a Parigi un congresso, il vostro fine raggiunto, la questione +d'Oriente prorogata, non sciolta: e la Polonia giace avvolta +tuttavia nel suo sudario; la Turchia si dissolve fra civili discordie, +conscia della propria impotenza; nè alcuna barriera fu inalzata a rattenere +la Russia da novelle invasioni. Lo Tsar ristaura rapidamente, +in silenzio, le forze militari dell'impero: la guerra balena da lontano: +ma il vostro nome apparve, fra nomi di sovrani da lungo tempo regnanti, +appiè di un Protocollo di Pace; e voi potreste, favorendovi +i casi, susurrare allo Tsar «Io vi salvai!» e combattere l'antica alleata +al suo fianco.</p> + +<p>I vantaggi dell'alleanza furono tutti côlti da voi, non uno dall'Inghilterra. +Avete, ricoverando il vostro usurpato dispotico potere sotto le +pieghe della sua libera nazionale bandiera, seminato diffidenza e rancore +contro di lei nel cuore delle oppresse nazioni. Le avete alienato +le simpatie delle razze Slave, Elleniche e Rumene della Turchia, abbandonate +al loro fato. Riusciste a distorre i suoi uomini di stato da +quella ch'esser dovrebbe loro politica nazionale—la libertà civile, +<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span> +religiosa e politica per tutta Europa. Or non dovreste esser pago? +Non dovreste prudentemente astenervi dal millantar pretese alla sua +gratitudine e alle sue simpatie?</p> + +<p>Sdegno discutere con voi intorno a ciò che esigete dall'Inghilterra +rispetto ai proscritti. Io sono esule e vostro nemico; nè mi abbasso +a ragionare su quanto io riguardo mio diritto e dovere, con un potere +tirannico. Potendo, lo abbatto. Le mie parole potrebbero essere +fraintese come volte a difendermi, ed io rifuggo dal possibile orrore. +Qualunque legge sia fatta a nostro riguardo, m'è eguale; giusta, l'accetto; +ingiusta, mi assumo di violarla, che che ne avvenga. Il nostro +è stato di guerra. Noi nol scegliemmo: ci fu e ci è tuttora imposto. +La tirannide ci ha tolto la patria; non vi è potere che ci protegga; +non sono per noi passaporti, non leggi alle quali appellarci, nè giustizia +sulla terra, se non quando possiamo imporla noi stessi. In +tutto il Continente, solo perchè repubblicani, o sostenitori della nostra +bandiera nazionale, noi siamo dichiarati <i>sospetti</i>, e come tali imprigionati, +confinati, privi di ogni possibilità di sicuro stato, perseguitati, +trattati come paria, cacciati come iloti. Accetto per la mia +parte le conseguenze della mia condizione, e non ho, io esule, da +render conto delle mie opinioni ad un uomo, ora imperatore e oppressore, +una volta esule anch'egli. Ma certo, ogni individuo nato in +quest'isola avrebbe diritto di rispondere alle vostre querele e alle +vostre pretese a un dipresso con queste parole:</p> + +<p>«Voi foste, o signore, esule in Inghilterra. Da questa terra cospiraste +senza tregua contro un re costituzionale, a cui avevate sull'onore +promesso di non cospirare mai più; ed operaste da ultimo +una discesa armata sulle coste di Francia. Noi non vi facemmo attenzione. +Perchè muteremmo noi le nostre leggi a sorvegliare e perseguitare +uomini che tentano alla lor volta di rovesciare il vostro +usurpato potere? Perchè dovremmo noi per amor vostro abbandonare +le tradizioni antiche di una libertà individuale che fu benedizione al +nostro paese, adottando misure che implicherebbero, se realmente +attuate, un intero sistema di spionaggio, atti di polizia segreta e interpretazioni +arbitrarie? Perchè abbandoneremmo il nostro chiaro, +preciso, onesto metodo di definizioni legali, per aver ricorso a quelle +formole indefinite di eccitazione e di instigazione, che nel vostro paese +promossero i <i>procès de tendance</i>, così sovente vituperati da voi mentre +eravate cospiratore non coronato? Perchè, insomma, dovremmo noi +in alcun modo proteggervi? E da che nasce che abbisognate di protezione? +Forse che la nostra Regina vi chiede soccorso contro insidiatori +ed assassinî? Voi eleggeste di porvi al di sopra e al di fuori +della legge: dovrà per ciò l'Inghilterra far leggi speciali a pro vostro? +Voi saliste al potere attraverso cadaveri: sta forse in noi lo +impedire che la memoria vivente delle vittime evochi vendicatori? +Voi spediste e spedite tuttora migliaja di uomini, non sottoposti a +giudizio, a languire e morire nei paduli di Cajenna; possiam noi cacciar +l'odio e gli effetti dell'odio dai petti dei loro amici e parenti? Eleggeste +sopprimere la libertà in ogni sua forma:—stampa, adunanze, +associazioni, parola: avete ermeticamente chiusa ogni uscita al potente +spiro di una nazione che ama eccezionalmente la vita esterna: +possiamo noi fare che la forza compressa non iscoppii per qualche +adito imprevisto, irregolare? Voi, repubblicano ancora, mandaste un +esercito a bombardare, far serva, uccidere, schiacciare Roma repubblicana: +quell'esercito d'ingiusti invasori è là tuttavia: possiamo noi +spegnere la vendetta di Roma? Dobbiamo noi convertire la nostra +libera isola in un uffizio di polizia, per sicurtà di quanti amano diventare +<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span> +tiranni? pel re di Napoli, pel Papa, per lo Tsar, per voi o +per Soulouque? Non balenan pugnali dove il voto può esprimere il +pensiero dell'uomo; non si avventano bombe a carrozze di presidenti +o di re, in America, nella Svizzera, in Inghilterra, nel Belgio, in Piemonte. +Non ci vengono richieste di leggi contro le cospirazioni da +quei paesi, ma solo da voi. Non è da ciò manifesto che «v'ha del +marcio nello Stato<a name="FNanchor_136_136" id="FNanchor_136_136"></a><a href="#Footnote_136_136" class="fnanchor">[136]</a>» di Francia? E dobbiamo noi gratificarvi di +privilegi a mantenere la «putredine?» I cospiratori, voi dite, vivono +in Inghilterra: d'Inghilterra giungono quelli che attentano alla +vostra vita. Chi li spinge qua, se non voi? In quale altra terra sarebbe +loro dato di vivere? Da quale altra movere a voi? Ogni anno, ogni +sei mesi, i vostri gendarmi ci apportano, sotto scorta, quanti sono +malcontenti, o tenuti per tali; possiamo noi addossarci l'incarico di +strettamente sorvegliarli in segreto, di circondare ciascun di loro di +gendarmi e di spie? Possiamo noi impedire che taluni, quali che siano +le loro intenzioni, non ritornino in Francia?</p> + +<p>«È forse da imputarsi a noi se Kelch e Deron—pure ammettendo +che quanto asserite nel vostro manifesto sia vero—ritrovan la via +di Parigi? Dovrem noi rispondere di Mazzini se di tanto in tanto +gli è a grado di traversare la vostra Francia, sebben guardata, spiata +e organizzata a guisa di un campo? Voi disponete ora di 3 milioni +di franchi—2 di più che non a' tempi di Luigi Filippo—apertamente +destinati allo spionaggio: noi non spendiamo un obolo per tale +ufficio. Or non potete difendervi da voi stesso, senza vessare, calunniare +e minacciare vicini pacifici, che non ci han nulla che fare?—Voi +citate apologie del tirannicidio, stampate in Inghilterra; e che +per ciò? Dovrem noi escludere dalle nostre scuole l'antica storia di +Roma e di Grecia? Abolire la traduzione del <i>Guglielmo Tell</i> di Schiller, +proibire, per decreto, la ristampa di Milton? La stampa è libera tra +noi: in Francia è schiava; voi imbrigliate ogni manifestazione del +pensiero ne' sudditi. Noi non vi chiediamo però di vietare l'apologia +del macello degli Ugonotti, nè la ristampa del legato di vostro zio a +Cantillon. Siatene certo, o signore, il tirannicidio non è conseguenza +di poche pagine di ragioni teoriche, ma dell'odioso fatto della tirannide. +Togliete questo di mezzo, e sarà rimosso il pericolo contro il +quale invano cercate soccorso da fuori. Voi non potete esigere da noi +che, mentre il <i>fatto</i> esiste, ci assumiamo di prevenire le conseguenze +fatali che possono derivarne.»</p> + +<p>Tale, o signore, è la risposta che l'Inghilterra ha virtualmente data, +e darà sempre, io spero, colla voce del suo popolo, alle vostre illiberali, +ingiuste richieste. Per queste richieste frattanto, e per le indirette +minaccie congiunte con esse, voi scendeste un grado più basso +nella vostra rovinosa carriera. Avete disperso il solo prestigio che +vi circondava tuttora, l'approvazione e l'amicizia di una libera gente. +Voi vi trovate ora, o signore, che che ne dica la diplomazia adulatrice +e bugiarda, <i>solo in Europa</i>.</p> + + +<h3>IV.</h3> + +<p>E l'Europa vi guarda, come Banquo guardava le fatidiche sorelle, +apparecchiata a chiedervi:—«<i>È vita in voi? o siete cosa ch'uom +possa interrogare</i>?»<a name="FNanchor_137_137" id="FNanchor_137_137"></a><a href="#Footnote_137_137" class="fnanchor">[137]</a></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span></p> +<p>Ed ogni interrogazione tornerà sinistra alla vostra artificiale, accattata +grandezza; voi sbigottiste le menti degli uomini colla improvvisa +audacia, coll'apparenza del compiuto successo. Cessato lo sbigottimento, +la vostra causa è perduta. Voi non potete sostenere +esame.</p> + +<p>L'Europa cercherà le origini del vostro potere, e troverà la risposta +nella pagina di storia che segue:</p> + + +<p class="title"><span class="big">REPUBBLICA FRANCESE.</span><br /> +<br /> +<span class="smcap">Decreto</span>. +</p> + +<p>L'Assemblea Nazionale, straordinariamente convocata alla <i>mairie</i> +del decimo circondario,</p> + +<p>Visto il sessantesimo ottavo articolo della Costituzione,</p> + +<p>Considerando che l'Assemblea è impedita dalla violenza di adempire +i suoi ufficî,</p> + +<p class="title"> +<span class="smcap">Decreta</span>: +</p> + +<p>Luigi Napoleone Bonaparte è destituito dalle funzioni di Presidente +della Repubblica.</p> + +<p>I cittadini sono tenuti a ricusargli obbedienza.</p> + +<div class="dots"> </div> + +<p>I giudici dell'Alta Corte di Giustizia sono chiamati immediatamente +a radunarsi e pronunciare giudizio sul Presidente e sui suoi +complici.</p> + +<p class="sig"><span style="margin-right: 6.5em">Firmato</span><br /> +<span class="smcap">duecentoventi membri dell'assemblea.</span> +</p> + +<p class="date"><i>Parigi, 2 dicembre 1851.</i></p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="title">ALTA CORTE DI GIUSTIZIA.</p> + +<p>In virtù dell'articolo sessantesimo ottavo della Costituzione, l'Alta +Corte di Giustizia dichiara:</p> + +<p>Luigi Napoleone Bonaparte è chiamato in giudizio come reo d'alto +tradimento,</p> + +<p>L'Alto Giurì Nazionale è chiamato a pronunziare speditamente +giudizio.</p> + +<ul class="giur"> +<li><span style="margin-left: 4em">Firmato</span></li> +<li><span class="smcap">Hardouin</span>—<i>Presidente</i></li> +<li><span class="smcap">Delapalme, Pataille, Moreau</span></li> +<li><span style="margin-left: 2.5em"><span class="smcap">Cauchy</span>—<i>Giudici.</i></span></li> +</ul> + +<p class="date"><i>Parigi, 2 dicembre 1851.</i></p> + +<hr class="minor" /> + +<p>L'Europa chiederà per quali mezzi manteneste il potere usurpato. +La risposta sarà: col terrore e colla corruzione, cancellando ad un +tratto ogni libertà di parola e d'azione, costituendo unica potenza +nello Stato l'esercito, cacciando dal paese, senza giudizio, tutti gli +<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span> +uomini d'influenza pericolosa per voi, seminando sistematicamente il +dissenso fra la borghesia e la <i>blouse</i>, spaventando la prima col fantasma +del <i>socialismo</i>, e corrompendo la seconda con egoismo e promesse +di felicità materiale.</p> + +<p>L'Europa vi chiederà conto delle vostre disposizioni e tendenze a +suo riguardo, e la risposta sarà: «Quell'uomo è l'assassino di Roma: +ei vi mantiene, senz'ombra di diritto, un esercito, quasi avamposto +ad incarnare un giorno disegni di ambiziose invasioni; ei cospira celatamente +a pro d'una insurrezione Muratiana in Napoli; s'intromette +senza tregua ad impedire il pacifico progresso della libertà nel Piemonte, +nel Belgio, nella Svizzera; e, impiantando lo Tsarismo nel +centro di Europa, prepara i germi di una immensa e pericolosa reazione +nel cuore dei popoli.»</p> + +<p>L'Europa investigherà la vostra condizione attuale e la risposta +sarà: «finanziariamente ei precipita a rovina; moralmente, agli ultimi +saturnali d'una condannata tirannide; politicamente, all'isolamento +assoluto, e alle pazze disperate imprese di chi è costretto a distruggere +ogni libertà intorno alla Francia, o a cadere.»</p> + +<p>Cadete, or dunque, e la giustizia si adempia! La Francia, che or +va ridestandosi, pronuncierà da qui a non molto il suo decreto, e +l'Europa lo approverà. Questo io vi dico, io, voce di Roma che assassinaste.</p> + +<p>I tempi sovrastano minacciosi: la marea imperiale retrocede visibilmente. +Voi lo sentite.</p> + +<p>Cesare—il quale, credendo che non vi fossero più Romani, avea +cancellato il nome della repubblica,—quando si avvide, al lampo di +una daga, che v'era ancora un Romano, si avvolse nel manto, piegò +la testa davanti ai fati, e morì in silenzio. Per l'onore del nome che +portate, fatevi imitatore di Cesare.</p> + +<p>Piegate il capo davanti «all'invisibile daga» della pubblica opinione, +colla quale la Francia ridesta e l'Europa condannano a rovina +il vostro usurpato potere, e morite, come Orsini moriva, con calma e +rassegnazione.</p> + +<p class="date"><i>Londra, aprile 1858.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + + +<hr style="width: 65%;" /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="AL_CONTE_DI_CAVOUR" id="AL_CONTE_DI_CAVOUR"></a>AL CONTE DI CAVOUR</h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p class="date"> +<span class="smcap">Signore</span>, +</p> + +<p>Io vi sapeva, da lungo, tenero della monarchia piemontese, più assai +che della Patria comune; adoratore materialista del <i>fatto</i>, più assai +che d'ogni santo eterno principio; uomo d'ingegno astuto più che potente, +fautore di partiti obliqui, e avverso, per indole di patriziato e +tendenze ingenite, alla libertà; non vi credeva calunniatore. Or voi +vi siete chiarito tale. Avete, nel vostro discorso del 16 aprile, calunniato +deliberatamente e per tristo fine, un intero Partito, devoto, per +confessione vostra, all'indipendenza e all'unità nazionale. A questo +partito, che conta fra' suoi da Jacopo Ruffini a Carlo Pisacane, centinaja +di martiri, davanti alla memoria dei quali voi dovreste prostrarvi:—a +questo Partito che salvò, senza un solo atto d'oppressione +o terrore, l'onore d'Italia in Roma e Venezia, quando la vostra +monarchia sotterrava nel fango in Novara la bandiera tradita poco +prima a Milano; a questo Partito—alla cui <i>straordinaria vitalità</i>, +confessata oggi da voi in onta ai vostri che lo dichiarano ad ogni +ora morto e sepolto, il Piemonte deve le libertà di che gode, e voi +dovete le occasioni di farvi patrocinatore ozioso, ingannevole d'Italia +nelle conferenze governative—voi avete avventato, in occasione solenne, +e da luogo ove ogni sillaba di ministro rivendica pubblicità +europea, una di quelle accuse che la credulità umana raccoglie e magnifica, +ad argomento di sospetto perenne e di persecuzione. Avete, +su gente contro la quale vi fanno potente prigioni, proscrizioni, birri, +e soldati, e alla quale i sequestri dei vostri agenti rapiscono ogni libertà +di difesa, cercato di stampare un marchio d'infamia. Avete, da +osceni libelli di poliziotti stranieri, dissotterrata a nostro danno l'accusa +della <i>teoria</i> del pugnale, ignota all'Italia. Avete, sapendo che la +menzogna poteva fruttarvi un aumento di voti, dichiarato alla Camera +che la legge liberticida proposta aveva per intento di proteggere i +giorni di Vittorio Emanuele, minacciati da noi. E questa accusa voi, +due volte mentendo, l'avete gittata contro noi per mero artificio politico, +ad allontanare possibilmente da voi la taccia di sommesso conceditore +all'impero di Francia. Perciò, s'io prima non vi amava, ora +vi sprezzo. Eravate fin ora solamente nemico: or siete bassamente, +indecorosamente nemico.</p> + +<p>Non per voi dunque, che accusate per tattica, ma pei molti creduli +che raccolgono senza esame le accuse, io mi giovo del vostro nome +per indirizzare ed altri, e sarà l'ultima volta, una franca dichiarazione +che ponga fine fra gli onesti—i tristi che vi fanno coda calunnieranno +per sempre—ai sospetti oltraggiosi e agli stolti terrori. +Se a voi, nemico accusatore, fosse sembrato, come a me sembra, obbligo +elementare di moralità e parte d'avversario generoso appurare, +<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span> +attraverso i miei scritti e le azioni mie, la mia fede l'avreste prima +d'ora raccolta dalla mia condotta in Roma e dalle lettere ch'io indirizzai +due anni addietro a Manin<a name="FNanchor_138_138" id="FNanchor_138_138"></a><a href="#Footnote_138_138" class="fnanchor">[138]</a>. Ma quanti serbano, avversi o +no, desiderio o pudore d'imparzialità a mio riguardo, devono, non foss'altro, +essersi a quest'ora avveduti che nè la natura, nè la fede, nè +l'alterezza dell'animo mi consentono di mascherar le opinioni. Ho taciuto +talora: non mai mentito: perchè mentirei e per chi? Per quel +tanto di vita <i>individuale</i> che m'avanza dalle sciagure e dagli anni, non +temo nè spero, se non da chi mi ama. E il trionfo della bandiera che io +seguo m'appare, in un tempo incerto, non lungo, infallibile; nè sento +quindi la tentazione d'agevolarlo coll'arti gesuitiche della menzogna.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Credo, nella sfera dei principî, ogni giudizio di morte—se applicato +dalla società o dall'individuo non monta—delitto; se n'avessi +potere, stimerei debito mio abolirne la facoltà. Non ch'io creda, come +altri, la vita sacra e inviolabile: la santità della vita non comincia coi +moti organici o coll'agitarsi d'una esistenza fisiologica che abbiamo +comune cogli animali; bensì coi doveri compiti, coll'intelletto della +missione della vita stessa; e finchè sarà santa la guerra per la libertà +della Patria, o la protezione armata del debole contro il tiranno potente +che lo calpesta, o la difesa a ogni patto del fratello su cui pende +il ferro dell'assassino, l'inviolabilità assoluta della vita è menzogna. +Ma noi tutti, società e individui, abbiamo, dalla missione della madre +fino a quella del legislatore, un primo e sommo dovere: <i>educare</i>, sviluppare +per quanto è in noi, tentarlo almeno, i germi di progresso +che Dio ha messo nel core di ogni uomo. E non s'educa spegnendo. +Inoltre, l'infallibilità non è retaggio di giudizî umani; e per uomini, +non ciarlatori di moralità, ma morali, il solo pensiero che un innocente +può essere quando che sia gettato al carnefice col marchio del +colpevole in fronte, dovrebbe bastare a rovesciare per sempre la feroce +instituzione del patibolo.</p> + +<p>Credo dunque l'abolizione della pena di morte dovere assoluto di +ogni popolo libero. E perchè io credo in questo dovere, quando in +Roma la Commissione militare m'affacciò, per ottenerne conferma, una +sentenza di morte contro un milite dichiarato reo di ladroneccio domestico, +respinsi il foglio e salvai la vita a quel misero. A voi, ministri +di monarchia, che attingete ai legislatori dei tempi dispotico-feudali, +o a De Maistre, teoriche crudeli di <i>espiazione</i> o di <i>vendetta +sociale</i>, firmare, fra un trionfo parlamentare e la cena, una condanna +nel capo, pare atto normale governativo; a me, repubblicano, pareva +ch'io non avrei mai più riposato sonni tranquilli, se avessi, mentre i +mezzi di difesa sociale abbondavano, rapito per sempre ad una famiglia +ogni speranza di gioja, a un mio simile la possibilità di ravvedersi +quaggiù.</p> + +<p>E quello ch'io credo della società, lo credo dell'individuo; tanto più +quanto più mancano all'intelletto solitario d'un uomo gli elementi che +la società possiede abbondanti per accertare i gradi di colpa di chi +è segno al giudizio, e l'efficacia del colpo che vuol vibrarsi. I due +primi, che nel 1848 annunziarono al popolo di Milano che il patto di +dedizione era firmato, che Carlo Alberto, mentre giurava di voler sotterrar +sè e i suoi figli sotto le rovine della città, apprestava celatamente +<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span> +la fuga, furono spenti da chi li giudicava agenti prezzolati +dell'Austria, ed erano patrioti ed avevano parlato il vero. I traviati +che nel 1849, instigati dall'ambizione delusa di un tristo, uccidevano in +Ancona gli uomini noti per appartenere alla parte dispotica, credevano +salvar la repubblica, e la minavano coll'anarchia, la deturpavano davanti +all'Europa, e schiudevano la via alle infinite calunnie che oggi +trovano, o signore, un'ultima eco sulle vostre labbra. I miseri che, +oppressi, angariati, irritati in mille modi dai satelliti del papato e +dallo straniero, e abbandonati, illusi, delusi perennemente dai vostri +fautori, sfogano l'ira trucidando birri e spie, non alleviano d'un atomo +i proprî mali, non giovano menomamente la causa della Nazione, alla +quale solo un ardito sforzo collettivo può dar salute. E gli sconsigliati +che dissanguavano, nel 1793, sistematicamente la Francia, ordinando, +suprema riazione delle loro stesse paure, il <i>terrore</i> contro i +sospetti, non impedivano, affrettavano la caduta della Repubblica; non +salvavano il paese dalla tirannide gloriosa di Napoleone, nè dalle due +monarchie Borboniche, nè dal volgare dispotismo dell'oggi; somministravano +bensì pretesto, vivo tuttavia contro l'avvenire repubblicano, +alle diffidenze borghesi e alle ripugnanze dei poveri ingannati coltivatori +del suolo francese. Però, io abomino egualmente—e non lo +tacqui mai scrivendo o parlando—il <i>terrore</i> eretto a sistema, ogni +<i>teoria</i> di pugnale, e i giudizî di morte, e l'idea, fondamento anche +oggi a tutte le vostre legislazioni, che a noi, società o individui non +monta, spetti mai un ministero di <i>vendetta, d'espiazione o castigo</i>. Noi +non abbiamo che un diritto di <i>difesa</i>, e il <i>dovere</i> di tentare la riforma, +il miglioramento, l'educazione del colpevole. Ogni sistema penale che +non mova da questo <i>principio</i> è reliquia di barbarie più o meno mascherata +e fatale.</p> + +<p>E queste credenze ch'io ho predicate sempre ad amici e nemici, e +mantenute in Roma tra i fautori nostri dei partiti estremi e gli uomini +che cospiravano, pur mandandomi dichiarazioni solenni che non +cospiravano, coll'invasore straniero, ed oggi siedono nella vostra Camera;—queste +credenze che movono in me da una fede religiosa +ignota a voi ed ai vostri, sono non solamente mie, ma di quei che +promossero con me la diffusione della <span class="smcap">Giovine Italia</span>, e promovono +oggi il Partito d'Azione. Veggo tra i vostri sostenitori e tra quei ch'or +gridano, commossi in visita, contro l'inventata <i>teoria del pugnale</i>, uomini +che s'avvolgevano faccendieri, prima del 1848, fra le mene della +Carboneria. E l'uso del pugnale vendicatore era sancito dai giuramenti +e da giudizî solenni nella Carboneria. Ma la <span class="smcap">Giovine Italia</span>, che +voi tentate infamare col nome di setta, e che prima osò piantare +apertamente, con libri e giornali, la bandiera dell'unità repubblicana +d'Italia in faccia a' suoi oppressori, bandiva il pugnale, e non condannava +lo spergiuro fuorchè all'abominio dei suoi fratelli. L'Associazione non +ebbe condanne mai, se non d'esclusione. Mutammo nome, non instituti +nè fede. A voi non riuscirebbe trovare una sola delle nostre pubblicazioni, +dal 1831 sino al mese in cui scrivo, contenenti dottrine dissimili +da questa mia. Ond'è che, quando non vi giovi, con credulità +d'idiota, accogliere siccome storia accuse come quella di Rodez<a name="FNanchor_139_139" id="FNanchor_139_139"></a><a href="#Footnote_139_139" class="fnanchor">[139]</a> +smentite da' tribunali, e le novelle delle quali s'ingemmano tratto +tratto le gazzette cattoliche, voi, deplorando che per noi si torcesse +nel 1849 la nostra dottrina alla santificazione del pugnale, avete detto, +sciente, il falso: siete peggio che stolido, o calunniatore.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span></p> +<p>Stolto e calunniatore foste di certo ad un tempo, quando, a carpire +un voto di concessione obbrobriosa, dichiaraste alla facile Camera +che si minacciava per noi la vita di Vittorio Emanuele. Se la vita di +Vittorio Emanuele fosse minacciata davvero, non la proteggerebbero +le vostre leggi. Ad uomini della tempra di <span class="smcap">Pianori</span>, di <span class="smcap">Milano</span>, di <span class="smcap">Orsini</span>, +poco importa di giudizî o giudici: uccidono, o muojono. Ma la +vita di Vittorio Emanuele è protetta, prima dallo Statuto, poi dalla +nessuna utilità del reato. Anche mutilata e spesso tradita da voi, la +libertà del Piemonte è tutela che basta ai giorni del re. Dove la verità +può farsi via nella parola; dove, anche a patto di sacrificî, l'esercizio +de' proprî doveri è possibile, il regicidio è delitto ed insania. +Ci credete scellerati ed insani? A che mai gioverebbe, ed a chi, la +morte di Vittorio Emanuele? Egli regna, ma non governa. L'indole +indifferente, non tirannica, può procacciargli biasimo forse da chi ricorda +quali solenni doveri ei potrebbe e non cura compiere; non odio +mai. Io lo credo—malgrado i difetti della sua natura—migliore dei +suoi Ministri. Per chi lo uccidesse, avremmo noi tutti il ribrezzo che +s'ha per l'assassino.</p> + +<p>Le nostre teoriche, bensì, le credenze che propugniamo, mal s'adattano +alle condizioni anormali nelle quali si producono fatti simili a +quei di Bruto, di Tell, di Pianori e d'Orsini. A che parlar di <i>doveri</i>, +quando la Libertà, senza la quale l'idea del <i>Dovere</i> non ha più base, +è cancellata dalla violenza, e tutte le vie a compierli sono chiuse? +A che ripetere oziosamente: <i>la vita è sacra</i>, dove la definizione della +<span class="smcap">Vita</span>, ch'è moto, sviluppo, progresso, è falsata, soppressa? A che contendere +all'individuo il diritto di rivendicare le condizioni prime di +ogni vita, per sè e pe' suoi fratelli, quando tribunali non sono: quando +ogni potenza collettiva è negata; quando è vietata ogni interpretazione +<i>sociale</i> della legge? Ciò che rende illegale, immorale, colpevole +nell'<i>individuo</i> il richiamarsi alle forze proprie per combattere +ciò ch'ei crede ingiustizia, è l'esistenza d'un terzo elemento, d'un +terzo potere, d'un arbitro tra l'ingiusto e lui: dove questo elemento +intermedio non esiste; dove la coscienza di tutti non ha più voce, +direte all'oppresso: <i>dacchè non esiste tribunale a cui tu possa richiamarti, +soggiaci; l'ingiusto ha vinto</i>?—La coscienza dell'individuo +che sente il proprio diritto, e trova in sè il coraggio per tentare di +riconquistarlo ad ogni patto, vi risponderà sempre, d'epoca in epoca: +<i>dacchè la società è impotente a tutelarsi e tutelarmi contro l'oppressore, +i suoi diritti, i diritti dell'umanità conculcata, vivono in me, e me li +assumo</i>.—O legge, o guerra; e vinca chi può. Dove ogni vincolo è +spezzato tra la legge e gli uomini d'uno Stato, ogni forza è santa +che s'adopera, per qualunque via, a riconnettere gli uni coll'altra. +Dove è rotto l'equilibrio fra la potenza d'un solo e la potenza di +tutti, ogni individuo ha diritto e missione di cancellare, potendo, la +cagione del vizio mortale, e ristabilir l'equilibrio. Davanti alla sovranità +collettiva il cittadino tratta riverente la propria causa; davanti +al tiranno sorge il tirannicida.</p> + +<p>È <i>fatto</i>, non teoria: legge di logica inesorabile, non sistema d'ingegni +irrequieti e sovvertitori. E se questa logica delle cose non balenasse +tratto tratto subita, onnipotente attraverso la tenebra che la +tirannide stende fra l'uomo e Dio, la tirannide, come gli ultimi imperatori +di Roma, farebbe sè stessa Dio. Il lampo del ferro tirannicida +rompe quella tenebra e rivela alle attonite, incodardite migliaja, +che il tiranno davanti a cui piegano non è Dio, ma un idolo di delitto +e menzogna. L'uomo che vibra quel ferro è una incarnata, tremenda +negazione della tirannide; ei dice, spegnendo e morendo all'umanità: +<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span> +«Quel violatore della vita universale pensava d'essere <i>superiore</i> +alla legge; ei non era che <i>fuor</i> della legge. Ei s'illudeva +a credere d'aver sotterrato giustizia e coscienza, perchè alcune migliaja +di pretoriani e molte di vili gli si assiepavano intorno, difensori +e schiavi: egli stimavasi forte perchè s'era ricinto di patiboli +e spie; io ho provato a lui e all'umanità che la punta di un +ferro di libero vale tutto quel corredo di forza, e basta a sperdere +i satelliti e ridestare a vita gli schiavi».</p> + +<p>E perchè questo è il senso segreto del tirannicidio, gli uomini, +come salutano il nembo purificatore d'un'atmosfera corrotta, salutano +e saluteranno il tirannicida—comunque accumuliate, voi, signore, +ed i vostri, sofismi a infamarlo e leggi a punirlo—siccome +il rivendicatore dell'eterno diritto; e ripeteranno pur sempre commossi +la vecchia canzone d'Armodio; e cercheranno tra gli antichi +marmi, a spiarle riverenti, le sembianze di Bruto; e scriveranno, +quasi mallevadori della giustizia del fatto, i loro nomi sui muri della +cappella di Guglielmo Tell; e tramanderanno, rispettando, ai posteri +i nomi di <span class="smcap">Milano</span> e d'<span class="smcap">Orsini</span>: tra le lettere che formano quei nomi s'affaccia +per essi la tentata vendetta di Napoli e Roma.</p> + +<p>La vita è sacra, voi dite. Ma la vita degli uomini che muojono di +languore nelle isole, convertite in ergastoli pei migliori, delle spiaggie +napoletane; la vita degli uomini che muojono di miasmi pestilenziali +a Cayenne, senza colpa, senza giudizio, senz'altra cagione che +il terrore sospettoso di un despota; la vita delle madri, delle sorelle +che muojono di dolore per quei miseri in Francia e in Italia, non è +sacra essa pure? E la vita d'un popolo—la coscienza dei suoi diritti, +delle sue speranze, del suo avvenire, della missione che gli è +data da compiere—non è sacra per voi? Voi avete per l'assassino +del viandante il carnefice; perchè serbate l'inviolabilità alla vita dell'assassino +d'una nazione? voi spegnereste, con qualunque arme vi +trovaste dinanzi, l'uomo che minacciasse rovina, tentando l'incendio +d'una polveriera, a mezza città; perchè non volete che altri spenga +l'uomo artefice di rovina continua a cento città; persecutore di milioni, +tiranno del corpo e dell'anima d'una gente intera? Sofisti ed +eterni contraddittori di voi medesimi! Voi vi assumete il sacerdozio +della santità della vita ogni qual volta vi sta davanti un reo coronato +e dimenticate che i vostri gendarmi, i vostri doganieri, hanno +da voi l'autorità di far fuoco sul masnadiere, sul contrabbandiere +che fugge.</p> + +<p>La vita è sacra! E la guerra? Non la intimate voi, quando l'onore +e l'utile del paese o della monarchia, alla quale servite, vi sembra +richiederlo? Non cacciaste due mila vite di soldati nostri a spegnersi +sui campi della Crimea in battaglie non nostre, sol perchè intravedeste +in quel sacrificio una probabilità d'accrescere in Europa lustro +alla monarchia piemontese? Non insegnano i vostri libri di guerra +l'arte delle sorprese? Non si addestrano i vostri bersaglieri a strisciarsi +rapidi, inosservati, tra le lunghe erbe dei prati, a meglio colpire +di palla il nemico? Non mirano sovente i vostri disegni a trascinare, +ingannandolo, il soldato che combattete, nelle imboscate? +Non v'impadronite delle batterie, piombando notturnamente e con +ogni artificio di silenzio sovr'esse, e trafiggendo con arme corta—la +baionetta—gli artiglieri sui loro cannoni? Non decreterebbe il +vostro Lamarmora una lode al soldato che, spegnendo all'impensata +una sentinella, gli avesse dato adito a impadronirsi di una fortezza +nemica? Noi bandiamo guerra prima, risponderete, assaliamo poi. Che! +fra il tiranno e l'oppresso non è guerra naturale, continua? Guerra +<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span> +bandita fin da quando il primo Martire di una Patria calpestata, del +Diritto violato, gettò il guanto dell'eterna sfida dal patibolo all'oppressore? +Noi bandimmo guerra all'invasore francese e all'austriaco +dalle barricate del 1848, dalla prima resistenza di Roma nel 1849. +Traditi o sopraffatti dal numero, i soldati della Nazione furono costretti +a ritirarsi. Ma l'occupazione del Lombardo-Veneto e della sacra +terra Romana dura tuttavia; e se v'è tra noi chi trovi in sè tanta +energia da sprezzare numero e certezza di morte, e continuar solo la +guerra nel modo più efficace a conquistare indipendenza e libera +vita al paese, Dio, che vede se il di lui animo è puro d'ogni bassa +passione, lo giudichi: io non mi sento da tanto; io so ch'ei salva, +spegnendo il tiranno, migliaja di vittime dalla prigione, dall'esilio, +dal palco; e so ch'ei rivendica a un popolo intero la vita, ben altramente +solenne, dell'anima, la Libertà, ch'è la vita di Dio. Voi coniate +nuove leggi e decreti e tribunali a proteggere i giorni del potente +che opprime; è parte vostra: ma non atteggiatevi a moralisti severi, +ad apostoli d'un <i>principio</i>. Finch'io vedrò le vostre leggi architettarsi +a proteggere la vita di un usurpatore, che rompeva, senza bandirla, +guerra al suo popolo e alle libertà dell'Europa, e invadeva su migliaia +di cadaveri il trono, non mai in benefizio del popolo trucidato:—finch'io +vi vedrò inerti e muti davanti ad ogni delitto coronato di +successo, e senza ardire che basti a dire una sola volta in nova anni +all'invasore di Roma: <i>in nome del diritto Italiano, ritratti da quella +terra che non è tua</i>—io vi crederò ipocriti, e nulla più.</p> + +<p>Ho accennato or ora all'<i>efficacia</i> del fatto, e all'assenza di ogni +basso affetto nell'animo di chi lo compie; e son gli estremi senza i +quali, anche per me, il tirannicidio è delitto o follia. È delitto, se +tentato per senso, non dirò di vendetta, ma d'espiazione: delitto, se +tentato dove altre vie sono aperte all'emancipazione: colpa e follia +se tentato contro chi non trascina la tirannide nel sepolcro con sè. +Bonaparte, esule una seconda volta, dovrebbe passeggiare impunemente +fra noi. La libertà, non di voto, ma anche sol di parola, dovrebbe +proteggere da tentativi siffatti, non dirò ogni monarchia costituzionale, +ma ogni temperata tirannide. E dove, per inettezza o +impotenza di popolo, è certo che al tiranno caduto +<a name="sottentrerebbe" id="sottentrerebbe"></a> +<ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'sottentrebbe'">sottentrerebbe</ins> un altro tiranno, a che pro l'ucciderlo? +Ma quando, per circostanze evidenti, +l'esistenza della tirannide è concentrata in quella d'un solo,—quando +quel solo è deliberatamente, pazzamente, ferocemente tiranno,—quando +il popolo che, dominato da un fascino di terrore, gli giace davanti, +ha provato aver nondimeno coscienza di libertà; chi, per puro amore +della Patria comune, rompe d'un colpo quel fascino, risparmiando al +paese una lunga vicenda di tentativi e di vittime, e alla crescente +generazione l'educazione corrompitrice del dispotismo, <i>combatte</i> e non +assassina. Voi potete, s'ei non riesce, oltraggiarlo; ma i posteri gli +porranno sul capo la corona del <span class="smcap">Martire</span>. S'ei riesce, lo saluterete, +voi pure, Liberatore ed Eroe.</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Liberatore ed eroe. Non siete voi gli uomini che chiamarono in +ogni tempo gloriose le insurrezioni trionfanti, e magnanimi i popoli +che le compievano, e che perseguitan oggi coi nomi di <i>demagoghi</i> e +<i>settarî</i> gli animosi che tentano rifarle e soccombono? Non diceva il +Gioberti, vostro, <i>belle, sublimi e portentose</i> le parole <span class="smcap">Dio e il Popolo</span> +che splendono sulla nostra bandiera? Non ci salutava egli, quando +eravamo potenti del favore di tutta la gioventù, <i>precursori della nuova +legge e primi apostoli del rinnovato Evangelo</i><a name="FNanchor_140_140" id="FNanchor_140_140"></a><a href="#Footnote_140_140" class="fnanchor">[140]</a>, per poi versare l'insulto +<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span> +sui nostri nomi, quando la gioventù, traviata da false lusinghe, +ci abbandonava? Non udii io, nel 1848, parecchî tra gli oratori a voi +propizî, ch'oggi dichiarano—perchè credono il principato rifatto +potente—essere la guerra regia unica speranza d'Italia, dichiarare +a me ed agli amici miei—perchè credevano, caduta Milano, condannato +ad impotenza il principato—che, pentiti dell'errore commesso, +fidavano esclusivamente alla guerra del popolo l'emancipazione +italiana? Non cospiravano meco dieci anni addietro, in nome +di una fede rigeneratrice, gli uomini che, nella vostra Camera, citano +Machiavelli a provare che la politica non conosce <i>principî</i>, ma solamente +calcoli d'utile a tempo, e che son buone le alleanze coi tristi +purchè potenti? Non recitano ogni giorno i gazzettieri di parte vostra +lodi al Bonaparte imperante in seggio, che abominavano quando +non era che pretendente? Non siete voi, signore, presto a cedere, con +vero tradimento al paese, il mezzogiorno d'Italia a Murat, purchè +l'impero v'assicuri compenso d'una zona di terreno al di là della +vostra frontiera? Partito d'<i>opportunisti</i>, voi non avete diritto d'invocar +<i>principî</i>. Adoratori del <i>fatto</i>, voi non potete assumere veste di sacerdoti +di <i>moralità</i>. La missione educatrice d'ogni Governo v'è ignota. +La vostra scienza vive sul <i>fenomeno</i>, sull'incidente dell'oggi; non +avete <i>ideale</i>. Le vostre alleanze non sono coi liberi, sono coi forti; +non posano che su nozioni d'un utile materiale immediato. Taluni +fra' vostri scrittori proponevano, prima del 1848, altri più recenti ripetono, +che si dovrebbe sottrarre il Lombardo-Veneto all'Austria, +dandole a compenso le terre Moldo-Valacche, come se quelle terre +non avessero gli stessi diritti che noi abbiamo. Materialisti col nome +di Dio sulle labbra, nemici in core e veneratori a parole del Papa, +tendenti per cupidigia d'ingrandimento a rompere i trattati del 1815, +sui quali v'appoggiate per contendere ai popoli il diritto d'insorgere, +voi siete gli eredi di quella politica europea, che iniziava in Navarino +lo smembramento dell'impero turco, e invadeva ultimamente, in +nome dell'integrità dell'impero stesso, la Grecia, perchè tentava riconquistarsi +provincie sue. Obbedito dunque alle intimazioni del Bonaparte; +ma non vi vantate di obbedire, proponendo leggi restrittive +della libertà, a un <i>senso morale</i> che tutta la vostra dottrina rifiuta: +non accusate noi di disegni tristi ed assurdi ad un tempo, dei quali +in cuor vostro non ci credete capaci.</p> + +<p>La moralità politica non vive oggi se non negli uomini di parte +nostra: in noi che diciamo ciò che pensiamo e pensiamo ciò che diciamo; +in noi che, fondando tutta la nostra scienza politica sopra una +fede di dovere e sulla nozione, come la mente e il core la inspirano, +del Diritto e del Giusto, possiamo rallentare a seconda dei casi l'opera +nostra, non disviarla mai, o mutarle natura; in noi che, credenti nell'unità +del <span class="smcap">Pensiero</span> e dell'<span class="smcap">Azione</span>, non accettiamo l'immorale dissenso +fra la <i>teorica</i> e la <i>pratica</i>, che campeggia ogni tanto nei discorsi dei +vostri; in noi che non diciamo: la <i>tirannide è delitto verso gli uomini +e Dio</i>, per poi stringere alleanze col tiranno, purchè forte d'eserciti +pretoriani; in noi che non mutammo coi tempi, ma cerchiamo, colla +parola e coi fatti, mutare progressivamente i tempi, a seconda dell'<i>ideale</i> +che abbiamo nell'anima; in noi che non siamo nè piemontesi +nè lombardi, nè siculi, nè vincolati ad una dinastia, nè patrocinatori +d'interessi o d'ambizioni locali, ma italiani, e legati ad una fede di +<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span> +unità nazionale da conquistarsi colle forze vive dell'intero popolo e +a pro del popolo intero; in noi che, vivendo poveramente, non aspirando +nè a conforti nè ad onori, non temendo nè sperando da chicchessia, +sprezzando noje, accuse e persecuzioni, non seguendo che un +intento attraverso la vita, abbiamo diritto di esser creduti, e—che +che facciate—siamo creduti. La <i>straordinaria vitalità</i> del partito +—che a voi, signore, piace di chiamare mazziniano, ed è il partito +repubblicano, il partito della <span class="smcap">Sovranità Nazionale</span>—è dovuta a questo +concetto di moralità che noi, da ormai trent'anni, rappresentiamo. +Voi potete, imposturando terrori che non sentite, affratellandovi la +<i>destra</i> della vostra Camera colla guerra alla nostra stampa, affratellandovi +la tiepida incerta <i>sinistra</i> con lo spauracchio d'un Ministero +deliberatamente retrogrado, carpir voti di fiducia e concessioni codarde; +ma non potete togliere a noi gli affetti della crescente generazione, +a me la coscienza di ottener fede quando io dico: spegnere +una vita—di contadino o di re poco monta—in virtù di teoriche +d'espiazione, di vendetta o gastigo, è delitto: <i>spegnere il tiranno, se +dalla sua morte dipenda l'emancipazione di un popolo, la salute dei +milioni, è fatto di guerra, e—se l'uccisore è puro d'altro pensiero e +pone la vita in ricambio—virtù. Qualunque diversa opinione mi si +apponga, è calunnia</i>.</p> + + +<h3>IV.</h3> + +<p>Ho detto che salutereste liberatore ed eroe l'uomo dal cui pugnale +escisse, come dal dardo di Tell, l'insurrezione trionfante d'un popolo. +E dico che salutereste glorioso fra tutti i popoli quel popolo che, +sprovveduto d'altre armi, trovasse modo d'emanciparsi dall'oppressore +straniero con soli pugnali. I vostri poeti inneggiarono in ogni tempo +ai pugnali che liberarono col <span class="smcap">Vespro</span> la Sicilia dagli invasori Francesi. +I vostri scrittori politici, Balbo fra gli altri, proposero venti +volte all'Italia l'esempio della Guerra d'Indipendenza spagnuola; e +fu, come la intimava il grido energico di Palafox, guerra a coltello. +Tra voi e me non corre differenza se non quest'una: ch'io dico: <i>santa +è ogni guerra contro lo straniero</i>, e onoro chi la tenta s'anche soccombe; +voi dite: <i>santa è ogni guerra che vince</i>, e insultate ai caduti. +Voi gittate l'oltraggio sugli arditi popolani Milanesi del 6 febbrajo: +li avreste detti magnanimi e salvatori del paese, se avessero vinto. +Voi di certo non credeste che un popolo servo dello straniero e capace +di liberarsi non debba farlo, sol perchè l'armi rimaste in sue +mani non raggiungono una data lunghezza; voi credete <i>morale</i> l'uso +d'un'arme da fuoco sparata di dietro da una barricata, o di una granata +avventata in una insurrezione nazionale da un tetto di casa, e +gridate <i>immorale</i> l'uso d'un pugnale brandito sul petto al soldato straniero +da chi avventura nel tentativo la vita. Voi non credete, in +guerra, colpa le sorprese o infamia le mire: voi non offrireste duello +al masnadiere che v'occupasse la casa, ma fareste arme d'ogni cosa +a liberarvene speditamente e col menomo vostro pericolo. A voi riesce +mal gradita l'insurrezione <i>iniziata</i> da popolani. Come piegare davanti +al prestigio monarchico moltitudini che hanno raggiunto coscienza +di emanciparsi da sè? Dietro a tentativi come quello del 6 febbrajo, +voi intravedete il fantasma, che vi turba i sonni, della sovranità popolare; +dietro a un <span class="smcap">Vespro</span>, la dittatura indipendente degli uomini +che lo diressero: quindi l'ire. Non millantate moralità. Se i popolani +d'Italia vibrassero i loro coltelli al grido di <i>Viva il re Sardo!</i> e +vincessero, voi li abbraccereste fratelli. E se vincessero anche senza +<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span> +quel grido, voi li abbraccereste il dì dopo, per cercare d'impossessarvene +e sviarne e tradirne i nobili istinti a benefizio d'un concettuccio +ambizioso della monarchia.</p> + +<p>Ma intorno al pugnale adoprato com'arme di guerra dal popolo, a +cacciar dalla terra, ch'è sua, il ladrone straniero, non occorre ch'io +spenda parole. Se gl'Italiani, determinati una volta a conquistarsi +libertà e patria coll'insurrezione, si ritraessero, per dubbiezze intorno +ai palmi e pollici delle loro armi, sarebbero, più che stolti, ridicoli. +Se la bestemmia d'un popolo tormentato potesse, concentrata miracolosamente +a veleno, spegnere in un subito e senza tempo a difesa +quanti violano le nostre Alpi per avidità di potenza e d'oro, quanti +contaminano di sozza tirannide e di pianti materni e di sangue di +onesti le contrade che Dio ci diede, la bestemmia sarebbe santificata +agli uomini e a Dio.</p> + + +<h3>V.</h3> + +<p>Ben giova ch'io noti come voi, dopo avere raccolto dai cadaveri di +<span class="smcap">Orsini</span> e di <span class="smcap">Pieri</span> argomento a un artificio oratorio contro me e contro +gli uomini del <span class="smcap">Partito d'Azione</span> Italiano, abbiate dalle sciagure, alle +quali i vostri volontariamente soggiacquero in Lombardia, tratto argomento, +confondendo uomini e date, a calunniare le intenzioni dei repubblicani +di Francia. Parlo del rifiuto dato alle domande d'ajuto contro +l'Austria, indirizzate dal vostro Governo al Governo francese; rifiuto dal +quale voi e il vostro collega Lamarmora avete desunto che: <i>le repubbliche +ebbero sempre una politica egoista</i>, e che voi dovete allearvi all'impero.</p> + +<p>Ogni membro della vostra Camera, che—pur corrivo ad accettare +come verità di fatto le vostre dichiarazioni—avesse semplicemente +serbato lume di logica, avrebbe potuto sorgere e dirvi: «La repubblica +francese ricusò combattere le vostre battaglie; non volle +scendere in campo <i>per</i> l'indipendenza italiana. Luigi Napoleone +scese in campo <i>contro</i> l'indipendenza italiana; distrusse le libere +instituzioni che s'erano impiantate sulla base del suffragio universale +in Roma; i suoi soldati mantengono tuttora negli Stati Romani +il dispotismo papale. Come potete biasimar la repubblica e +lodar l'impero? Tra chi non compie il proprio dovere e chi viola +patentemente il vostro diritto, perchè insultate al primo e adulate +al secondo?»</p> + +<p>Altri avrebbe potuto ridere della vostra scienza storica, e in risposta +al vostro: <i>mi si citi un sol fatto delle repubbliche di Grecia e di +Roma</i>—son le sole che ricordate—<i>per cui si possa dire che esse +portarono civiltà</i>, chiedervi dove sarebbe la civiltà d'Europa se i repubblicani +greci non avessero vinta la battaglia di Maratona e respinto +l'elemento orientale, negativo d'ogni progresso;—come si sarebbe +costituito un equilibrio qualunque di civiltà fra il mondo latino +e il germanico, senza l'opera livellatrice delle conquiste di Roma +repubblicana:—poi, se il programma delle nostre lotte contro il +dominatore teutonico non sia stato dato in Pontida dai repubblicani +lombardi:—se alle tendenze improntate dalle nostre repubbliche del +medio evo non si debba il senso d'eguaglianza civile che, tra le oppressioni +politiche d'ogni genere, ci colloca anch'oggi, in fatto di +convivenza sociale, innanzi a parecchie nazioni d'Europa;—se non +escissero dalle conquiste dei repubblicani veneti la civiltà delle +spiaggie illiriche e i vincoli che ad esse ci stringono; chi arrestasse +la fatale invasione del Maomettismo se non un figlio della repubblicana +Polonia, Sobieski; a chi, se non ai repubblicani francesi della +<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span> +fine dell'ultimo secolo sian dovuti i due terzi delle instituzioni di libertà +e d'eguaglianza civile esistenti oggi in Europa.</p> + +<p>Altri finalmente avrebbe potuto levarsi e dirvi: «La vostra affermazione, +signore, è la vostra condanna. Voi potete dimenticare, ma +noi non dimentichiamo, che voi, sostituendo al sacro pensiero nazionale +la gretta ambizione d'una dinastia; alla <span class="smcap">Italia Una</span> dall'Alpi +al mare, il meschino concettuccio d'una <i>Italia del Nord</i>; all'emancipazione +d'una razza intera, la tentata preponderanza di una frazione +di quella, perdeste la nostra causa ed isteriliste i frutti d'un +moto che aveva l'Europa con sè. In nome d'Italia, noi avevamo +costretto i nostri principi a lasciar scendere le loro milizie sul +campo delle sorti future della Nazione: parlando in nome del Piemonte, +voi porgeste al Papa, al re di Napoli, al duca di Toscana +l'ottimo fra i pretesti per retrocedere e ridiventare tiranni. La +Francia repubblicana era presta ad appoggiare colle armi il popolo +italiano; ma perchè una repubblica avrebbe dato il sangue de' suoi +per fortificare i dominî territoriali di un re poco amante di libertà, +odiatore di ogni instituzione repubblicana, non tenero della Francia, +e pericoloso ad essa il giorno in cui egli avesse voluto, ristabiliti +gli accordi coll'Austria, movere a' danni dell'imprudente soccorritrice? +Voi <i>non chiedeste mai</i> per l'Italia. E a chi chiedeva per la +monarchia di Piemonte non aveva la repubblica francese diritto di +rispondere queste parole:—ove si tratti di soccorrere l'Italia, +siam presti: possiamo anche combattere a fianco delle legioni piemontesi: +ma rompere guerra per sostener gl'interessi del re di +Sardegna, intrecciare la bandiera della Francia a quella di casa +Savoja, la repubblica non può farlo—?»</p> + +<p>Io vi dico invece: Signore, voi mentite alla storia; e parmi impossibile +che contro le asserzioni vostre e dei vostri nessun deputato si +sia richiamato ai documenti officiali.</p> + +<p>Io non sono tenero, da molti anni in qua, delle cose francesi. So +che la politica estera del Governo repubblicano di Francia nel 1848 +non fu, per difetto d'omogeneità tra i membri che lo componevano, +quale i tempi e la missione del <i>principio</i> repubblicano in Europa +chiedevano. Le tendenze rappresentate da Ledru-Rollin nel primo +Governo, poi nella Commissione esecutiva—tendenze che, per rispetto +non foss'altro all'esilio determinato per Ledru-Rollin da un +nobile tentativo a favore di Roma, voi, signore, non avreste dovuto +mai calunniare—non erano secondate abbastanza da' suoi colleghi. +Ma io affermo che la repubblica francese <i>voleva</i> ajutare coll'armi la +emancipazione d'Italia, e affermo che il Governo Sardo <i>non volle</i>. È +questione di fatto e non altro per me. Io credeva allora—e pubblicai +la mia opinione sull'<i>Italia del Popolo</i> in Milano—che l'Italia, +a patto di suscitare e porre in azione tutte le forze vive della nazione; +a patto di non fidare la direzione della guerra a chi per inettezza +o mal animo doveva fatalmente tradirla; a patto di combattere +le battaglie d'Italia in Tirolo, sull'Alpi venete, a Trieste, non intorno +alle quattro fortezze: a patto di combattere per l'unità, non +per l'ingrandimento della monarchia sarda, poteva emanciparsi da sè. +Lo credo tutt'ora. Ma voi, signore—e dicendo <i>voi</i> accenno al sistema +che rappresentate, al Governo in nome del quale gittate l'accusa +ai repubblicani di Francia—voi che, per terrore dell'elemento +popolare, rifiutaste gli ajuti che la nazione poteva darvi all'impresa, +voi che tradiste doppiamente il paese rifiutando quei che la Francia +v'offriva, non dovreste oggi tornare sopra un argomento intorno al +quale la menzogna sola può esservi puntello e difesa.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p> +<p>L'8 maggio, la Francia, per bocca di Lamartine, diceva: <i>Se nazionalità +conculcate, diritti calpestati, indipendenze legittime ed oppresse +sorgessero, si costituissero con forze proprie, entrassero nella famiglia +democratica dei popoli, e ci chiamassero a difesa dei loro diritti, ad +ajutare la fondazione d'instituzioni conformi alle nostre, la Francia è +pronta. La Francia repubblicana non è solamente la patria, ma il +soldato democratico dell'avvenire</i>.</p> + +<p>Il 22 maggio, la Commissione esecutiva, parlando della questione +italiana, ripeteva più esplicita:</p> + +<p><i>Se i popoli d'Italia fossero troppo deboli—se questa indipendenza, +questo diritto di rinascimento della nazionalità Italiana, che tutte le +pagine della storia attestano, fossero assaliti, la Francia è presta; +appiedi dell'Alpi, armata. Essa dichiara altamente ad amici e nemici, +che al primo segnale varcherà le Alpi e stenderà agli Italiani una +mano liberatrice. Fin dai primi giorni, noi abbiamo fatto comunicare +alle potenze italiane la ferma volontà d'intervenire alla prima chiamata +che ci si facesse; e conformemente a quella dichiarazione, abbiamo +riunito appiè dell'Alpi, dapprima un esercito di 30 mila uomini, poi +un altro che può, nello spazio di pochi giorni, sommare a 60 mila. +E v'è tuttavia. Noi abbiamo aspettato una chiamata dall'Italia, e sappiatelo, +malgrado il nostro rispetto per l'Assemblea Nazionale, se quel +grido avesse traversato l'Alpi, noi non avremmo aspettato, ma avremmo +creduto compiere anzi tratto la vostra volontà, movendo a soccorrere +l'Italia.</i></p> + +<p>La Commissione esecutiva parlava all'Assemblea Nazionale, e l'Assemblea +Nazionale rispondeva il 24 con un decreto, nel quale ingiungeva +alla Commissione di mantenere, a norma della sua condotta, il +voto unanime dell'Assemblea, l'emancipazione dell'Italia.</p> + +<p>Qual era intanto il vostro linguaggio?</p> + +<p>Io non noterò come il 13 marzo il vostro ambasciatore in Parigi +non avesse ancora col Governo della repubblica relazioni <i>officiali</i>. +Non dirò i rimproveri fatti al Governo provvisorio lombardo per un +timido indirizzo alla Francia. Non parlerò delle istruzioni date agli +agenti vostri perchè esagerassero in Parigi le diffidenze italiane, e +spegnessero, calunniando colla stampa, ogni simpatia coi Lombardi. +Ma il 6 aprile protestavate formalmente contro l'assembrarsi dall'esercito +alle Alpi.—«Non posso intendere»—scriveva il vostro ambasciatore +Brignole—«quali siano i motivi che hanno potuto spingere +a credere la sicurezza e la gloria della repubblica esigere +l'avvicinarsi dei suoi soldati alla frontiera delle Alpi. Non è quella +una frontiera amica?... Perchè parlare di guerra, d'entrare in campagna?... +L'agglomerazione di un corpo considerevole presso ai dominî +del re potrebbe suscitare inconvenienti gravissimi». Ed il 7 +aprile insisteva in nome vostro l'ambasciatore: «È necessario che +la Francia intenda ben questo: se mai l'esercito della repubblica +varcasse l'Alpi senz'essere chiamato... l'influenza della Francia e +delle idee francesi in Italia sarebbe per lungo tempo perduta. Non +si vuole l'appoggio militare della Francia, se non il giorno in cui +una strepitosa disfatta avrà provato che l'Italia sola è impotente +a cacciar l'Austria al di là dell'Alpi... Ove la Francia intervenga +prima dell'ora segnata dallo spavento pubblico, si griderà da un +punto all'altro d'Italia: <i>la Francia, della quale non avevamo bisogno, +viene unicamente per dare sfogo alle tendenze che l'animano e che +minacciano di trasarginare: essa non viene per conto nostro, ma +per proprio conto. Essa aveva detto, nel suo programma, che rinunziava +ad ogni conquista; e mentiva. Essa intende sostituirsi all'Austria...</i> +<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span> +E si desterà in tutti i cuori un odio implacabile, un odio +italiano...».</p> + +<p>E poco dopo l'ambasciatore diceva: «Io sono espressamente incaricato +dal mio Governo d'esprimervi il suo desiderio che le truppe +francesi siano tenute lontane dalla frontiera».</p> + +<p>Il 22 maggio, il ministro Parete gridava alla Camera Torinese: +«L'esercito Francese non entrerà se non chiamato da noi: e siccome +noi non lo chiameremo, non entrerà».</p> + +<p>E il 30 maggio, l'agente del Governo Provvisorio Lombardo, udendo +che un buon numero di <i>volontarî</i> francesi s'ordinava per movere alla +volta d'Italia e rassegnarsi al comando supremo—che era il vostro—della +vostra guerra, s'affrettava ad interporre proteste: «La formazione +di legioni di volontarî per la guerra lombarda potrebbe cagionare +disturbi.... Il Governo di Lombardia non vede con piacere +l'organizzazione di corpi ausiliarî siffatti»<a name="FNanchor_141_141" id="FNanchor_141_141"></a><a href="#Footnote_141_141" class="fnanchor">[141]</a>.</p> + +<p>Tale fu, fin verso il finire di luglio, il linguaggio tenuto al Governo +Francese dai vostri. Nè credo che, da quando il trattato di Vestfalia +inaugurò quel congegno di menzogne e d'inezie che nominano diplomazia, +si tenesse mai da un Governo linguaggio più imprudente e +più stolto. Alla Francia, della quale si pronunciava potersi un dì o +l'altro richiedere l'ajuto, il Governo Sardo diceva: «Non vi stimiamo +leali: diffidiamo altamente di voi. Non vogliamo gli ajuti che ci +profferite, oggi che le vostre armi congiunte alle nostre vincerebbero +senz'altro la guerra; ma, se un giorno cadremo, allora, cadendo, +vi chiameremo. Non potremo più allora secondarvi. I danni, +i pericoli della guerra saranno tutti vostri. Nondimeno, dopo avere +ricambiato le vostre offerte con orgoglio e disprezzo, v'invocheremo, +giacendo, a fare per noi, senza vostro pro, ciò che noi non potemmo; +e se non vorrete, vi accuseremo di tradimento al principio, aborrito +da noi, che rappresentate.» E all'Italia, pur predicando: <i>fate, +da voi, temete gli ajuti di Francia</i>, il Governo liberatore diceva: «tenete +le baionette di Francia in serbo pel giorno nel quale dovrete +invocarle nel terrore e nella vergogna della disfatta: rifiutatele oggi +che potete averle onorevolmente alleate; le accetterete quando +avrete perduto ogni diritto a moderarle e giovarvene senza pericolo. +Sdegnate, irritate col sospetto lo straniero che vi si offre fratello, +e che voi, forti e rispettati, potete contener nei limiti della +fratellanza; ma preparatevi fin d'ora a chiamarlo supplici, quando +nulla gl'impedirà d'esservi padrone; quando, trovandovi inermi ed +impotenti, ei potrà rivendicare, senza ostacolo da parte vostra, i +diritti del benefattore insolente, e sarà tanto più allettato ad esercitarli +quanto più ei ricorderà d'essere stato offeso da ingiusti sospetti +da voi.» Son queste le avvedutezze politiche della monarchia +piemontese.</p> + +<p>Dopo gl'infausti moti del giugno, la Repubblica perdeva intanto, +per terrore d'una anarchia che avrebbe potuto e non seppe padroneggiare, +coscienza di sè; si sviava affidandosi a una dittatura militare, +a tendenze illiberali di resistenza. Il 24, Cavaignac, uomo d'anguste +vedute, per difetto d'ingegno e per abitudini soldatesche, repubblicano +solamente di nome, assumeva il potere. Allora la Francia, che +<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span> +aveva sinceramente desiderato combattere con noi per lacerare gli +aborriti trattati di Vienna, cominciava a riconcentrarsi nell'egoismo +di paese, e desiderava astenersi da imprese più di <i>principio</i> che non +d'<i>interesse</i>. Pur, se voi volevate, cedeva: cedeva, vincolata dalle solenni +profferte anteriori e dall'ingenito orgoglio. Non volevate. Al vostro +Governo pareva meglio fin d'allora perder la guerra con un titolo +monarchico in portafoglio per le contingenze future, che non +vincerla con l'aiuto di soldati repubblicani e a rischio di risuscitare +nel nostro popolo le idee che gli avevano procacciato l'ardire della +vittoria sulle barricate. Quel titolo, quel documento, l'atto della fusione, +era fin dal 13 giugno nelle mani di Carlo Alberto. Che importava +dell'Italia al re e agli uomini della Monarchia? Non l'amavano +come l'amiamo noi; e non avevano genio nè audacia per tentare +di conquistarne il dominio.</p> + +<p>Il giugno e il luglio passarono fra positive sconfitte e bandi di vittorie +ideali, senza che si fiatasse sillaba d'intervento. Il ministro Pareto +parlava, se ben ricordo, sul finire del luglio, di resistere apertamente +ai Francesi, ove si attentassero di varcare le Alpi. Il 31 bensì, +sotto il fremito delle popolazioni, che incominciavano a indovinare la +disfatta e a sentirsi tradite, si mutava linguaggio, e si annunziava officialmente +ai Lombardi che il Ministero piemontese chiedeva formalmente +l'intervento di Francia. Non era vero. S'era, tra per deludere +il popolo e sviarlo dall'ordinarsi a difesa, tra per contrabilanciare +presso il Governo francese l'influenza dei lombardi Guerrieri, Trivulzi +e Mora, accorsi in Parigi a sollecitare ajuti, spedito da Torino +Alberto Ricci; ma non richiedeva, impediva; e ne abbiamo la prova +in un documento indirizzato in quel torno al Cavaignac da Felice +Foresti, Tommaso Gar, Aleardi, colonnello Frapolli, Giulio Carcano, +segretario del Governo provvisorio, ed altri. Anche su quegli estremi, +e benchè a malincuore, Cavaignac si dichiarava pronto a operare +purchè le domande lombarde venissero appoggiate dal Governo piemontese, +sulle cui terre bisognava por piede. Ma il 2 agosto, quando +gli Austriaci erano a qualche lega da Milano, il vostro ambasciatore +era muto: muto il 3, il 4, il 5 e il 6. Non fu che sul mattino del 7 +agosto, <i>due giorni dopo la dedizione di Milano</i>, quando non un solo +milite piemontese rimaneva sul territorio lombardo, che il Brignole +richiese intervento. Era derisione o stoltezza? E fu stoltezza o impudenza +di chi sa che la maggioranza della Camera accetta ciecamente +ogni affermazione ministeriale, quella che v'indusse a muovere +accuse ai repubblicani francesi? Le date v'uccidono, e lo sapevate. +Che importa il dispaccio spedito il 23 luglio dal marchese Brignole, +sul quale la vostra stampa ha menato tanto romore? Opporrete, voi +ministro, ai documenti ufficiali il ragguaglio essenzialmente incerto +d'una discussione <i>segreta</i> del Comitato degli affari esteri? E se anche +il ragguaglio fosse esattamente conforme al vero, come poteva +darvi diritto di assalire, per compiacere all'Impero, quei che, nel +vostro discorso del 16, voi chiamate <i>gli amici i più spinti della rivoluzione, +i Ledru-Rollin e i Bastide</i>? Il nome di Ledru-Rollin non +è nel dispaccio, e Bastide dichiara, a detta dell'ambasciatore, non curarsi +della Savoja o di Nizza; la Francia dovere, lietamente o no, +concedere ajuto, se chiesto. Ben risplende in quel dispaccio l'arte +solita di voi e dei vostri di attribuire senza cagione alcuna agli uomini +che vi sono avversi i disegni men buoni. Ricordo Balbo, che, +mentre io fondava la più unitaria di tutte le nostre associazioni politiche, +stampava che io voleva ricostituire le repubblichette del medio +evo. Così il vostro Brignole accusa il Bastide, perchè avverso a un +<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span> +ingrandimento territoriale di casa Savoja, di voler favorire <i>la divisione +dell'Alta Italia</i> in piccoli Stati. Al patrizio Brignole non si affacciava +la semplice idea che un repubblicano potesse vagheggiare +nell'animo <i>la Italia Una fatta repubblica</i>.</p> + +<p>Voi rifiutaste gli ajuti della Repubblica Francese, quand'essa li +offriva. Li invocaste, quando, disfatti, impotenti—e lo provò più +tardi Novara—a rifar la guerra, e mutato già, in Francia, l'andamento +delle cose, sapevate che avreste rifiuto: e lo accertaste più +sempre, aggiungendo alla domanda, per <i>tutelare le istituzioni contro +i pericoli di una propaganda politica</i><a name="FNanchor_142_142" id="FNanchor_142_142"></a><a href="#Footnote_142_142" class="fnanchor">[142]</a>, condizioni indecorose, inaccettabili +dalla Francia. Questo è ciò che la storia dirà. E dirà, come, +respinti anche i semplici <i>volontarî francesi</i>, disarmati siccome masnadieri +i militi della Legione Antonini appena scesero sul vostro suolo, +ricusaste pure il soccorso offertovi da un colonnello del Canton di +Vaud, di 2000 carabinieri svizzeri. Più assai che non gli Austriaci, il +vostro Governo temeva l'apparire in Italia di soldati repubblicani.</p> + +<p>Le linee dunque del vostro discorso del 16 aprile, nelle quali, senza +citar date, anzi travolgendole,—dacchè il nome di Ledru-Rollin come +membro del Governo indurrebbe a credere che la domanda di cooperazione +fosse anteriore all'agosto,—gittate l'oltraggio ai repubblicani, +sono a un tempo, o signore, una menzogna, una calunnia e un +indegno artificio, che i vostri Deputati, se curassero d'appurare la +storia dei tempi, avrebbero dovuto respingere. Il sangue d'un popolo +italiano, tradito nel 1848 dalla monarchia, vi comandava di non tornare +su quell'argomento. Bastavano per arra di servilità al nuovo +vostro alleato la Legge Deforesta, l'oscena caccia data agli esuli +italiani sul vostro terreno, e le persecuzioni alla libera stampa.</p> + + +<h3>VI.</h3> + +<p>Questa vostra nuova alleanza col Bonaparte, alla quale la vostra +stampa spianava da qualche tempo la via e che voi avete arditamente +confessata negli ultimi vostri discorsi alla Camera e più nei +vostri atti, dovrebbe, parmi, aprir gli occhî agli uomini che in buona +fede sognano tuttavia iniziatrice della emancipazione italiana la monarchia +del Piemonte. E dovrebbe aprirli sul valore del vostro senno +politico. Fra i Governi costituzionali e i dispotici, tra l'Inghilterra e +l'Impero, voi scegliete di stringervi alla tirannide dell'Impero, e vi +stringete ad essa quando appunto essa accenna a rovina.</p> + +<p>Non so se gli uomini ai quali alludo si avvedano che l'alleanza col +Bonaparte vale inevitabilmente da parte vostra: accettazione dell'assassinio +di Roma:—negazione d'ogni unità o unificazione italiana:—negazione +di libertà per qualunque parte d'Italia rovesciasse, sotto +i vostri auspicî, il suo governo:—patto nefando di promovere la +dedizione del sud a un prefetto dell'Impero, Murat, purchè il Bonaparte +cooperi a che i dominî del re vostro s'impinguino dei Ducati; +dico dei Ducati e non d'altro, perchè le segrete millanterie sul Lombardo-Veneto +non sono per voi che artificio di chi chiede il più per +ottenere il meno più agevolmente. Nessuno può ragionevolmente +supporre che il Bonaparte, senza altro sostegno oggimai che i pretoriani +e il clero cattolico, getti disfida mortale a quest'ultimo, assalendo +il papato: nessuno, ch'ei possa mai offendere irreconciliabilmente +<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span> +l'orgoglio francese, lasciando che un suo prefetto conceda a +Napoli libertà contese alla Francia: nessuno ch'ei, più corrivo di +Lamartine, v'ajuti a fondare nel nord dell'Italia un vasto e potente +Regno, minaccioso il dì dopo pei dominî ch'egli avrebbe impiantato +nel sud. Gli uomini che hanno votato con voi contro la offesa dignità +del paese, contro l'indipendenza dei giurati e della stampa, non per sola +paura, ma per conquistare alla causa italiana gli ajuti del Bonaparte, +hanno tradito, ad un'ora, Italia, logica e senno elementare politico.</p> + +<p>Bonaparte tende a impiantare, scimmiottando Napoleone su scala +pigmea, la dinastia di Murat in Napoli. Odiatore cupo dell'Inghilterra +d'antico, riconcitato ad odio novello dalla civile condotta del +popolo che ci porge asilo, e certo di averlo dichiaratamente avverso +ai suoi disegni sul mezzogiorno d'Italia, ei cerca prepararsi una +diversione contro l'Inghilterra, stringendo un patto segreto con la +Russia e suscitando guerra in Oriente; un'altra contro l'Austria, +spingendovi, quand'ei faccia, a dimostrazioni che ne tengano a freno +gli eserciti. Voi, noncurante d'onore o di patria comune, avete accettato, +in qualità di cooperatore, il disegno, perchè ei vi ha promesso +di ajutarvi ad ampliare di zona più o meno angusta i dominî di casa +Savoja. È questo il segreto della vostra politica d'oggi. Voi lo negherete, +come, giovandovi della dimissione di un vostro collega, negaste +la verità di un'altra mia accusa, proferita, non contro voi individualmente, +ma contro il vostro governo: io lo affermo. Gli uomini che +giudicheranno spassionatamente fra voi e me, sanno che i segreti di +Stato possono scoprirsi, non documentarsi, e studieranno le prove del +vero che io affermo nei menomi atti dello Tsar di Russia, di quello +di Francia e di voi.</p> + +<p>Ministro di re costituzionale e promotore, per debito al principio +che rappresentate, d'interessi dinastici, voi cercate le vostre alleanze +esclusivamente fra i despoti. Italiano, e millantatore di concetti emancipatori, +voi tradite deliberatamente l'Italia, ripetendo la parte di +Lodovico il Moro; chiamando la tirannide straniera al di qua dell'Alpi, +e dando assenso a un nuovo dominio e ad una potente influenza, +difficile a sradicarsi, dove un Governo aborrito da tutti e +logorato da lungo tempo nell'opinione sta per cadere. Uomo di Stato +e pensatore politico, voi create al Governo inglese la necessità di +accostarsi all'Austria e condannate all'isolamento il Piemonte, il +giorno, inevitabile e non lontano, in cui sotto il colpo ardito di un +vendicatore, o sotto l'ira oggi visibilmente ridesta della Francia, l'Impero +mal sorto cadrà. Inaugurereste, se mai poteste riuscire, la più +tremenda guerra civile che mai si sia veduta in Italia. Intanto voi +mutilate, per compiacere al despota straniero, le libertà dello Stato: +inacerbite, con la persecuzione sistematica ai suoi giornali, i giusti +rancori di Genova, e stampate sulla fronte all'unico popolo italiano, +che rappresenti in faccia all'Europa il germe del nostro avvenire, la +vergogna di un'alleanza con l'uomo che uccise la libertà della propria +patria, e fece mietere in Roma il fiore dei nostri giovani. Questi sono, +mercè la vostra politica, i risultati di dieci anni di libera vita pel +Piemonte, considerato come provincia e, un tempo, come speranza +d'Italia!</p> + + +<h3>VII.</h3> + +<p>Dieci anni di libera vita! Dieci anni di libera parola e di opere +libere, coi mezzi, colle forze di un popolo di quasi cinque milioni, +razza lenta forse, ma virile e tenace; con un esercito prode, e consacrato +<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span> +dalle prime battaglie per l'indipendenza della Nazione; con +un naviglio come il ligure; con la Lombardia e con la Svizzera sulle +frontiere; con l'amore, coi voti, col palpito di tutta Italia per voi; +con una posizione strategica che non concede intervento sul vostro +terreno senza guerra tra l'invasore e le potenze gelose d'equilibrio +europeo—e nulla, nulla fuorchè una politica di repressione al di +dentro e la vergogna d'una alleanza col parricida di Roma al di fuori! +Ah, se voi, ministri di casa Savoja, aveste avuto, non dico scintilla +di genio, ma scintilla d'affetto per questa nostra povera Italia, che +non avreste potuto fare! Basta per questo intendere che voi, rimasti +soli salvi tra le rovine del 1848, eravate chiamati a rappresentare la +fede, non di Carlo Alberto—la fede di Carlo Alberto suona ironia—ma +dell'Italia; che la fede dell'Italia, repubblicana o monarchica +poco monta, è fede, non di miglioramenti progressivi sotto i padroni +attuali, ma d'<i>Unità Nazionale</i>, di libertà, di vita propria per migliorare +da sè, non a beneplacito altrui: che <i>Unità</i> e <i>Libertà Nazionale</i> +non si fondano se non per insurrezione di popolo, per modo collettivo, +operoso degli elementi interni, col sangue e col sacrificio degli +abitatori del suolo; che legge suprema d'ogni Governo stabilito e di +ogni diplomazia, quantunque propizia, è piegare, più o meno rapidamente, +davanti al grande fatto d'un popolo che si leva potente e volente, +impedirgli di levarsi, finchè può e quanto può; che quindi la +vostra politica dovea fondare le sue speranza unicamente sul popolo +d'Italia, e sul levarsi simultaneo o speditamente successivo dei popoli +che hanno comuni con esso diritti, bisogni, speranze. Bastava intendere +che era vostra missione di rappresentare sopra tutto, nei menomi +vostri atti, in ogni vostra parola, la moralità della Nazione nascente, +vergine d'ogni fallo passato e d'ogni corruttela presente, fidanzata +unicamente ai principî che la devono reggere, tanto che Governi e +popoli sentissero che una nuova vita chiedeva ammissione fra le vite +nazionali d'Europa, che un nuovo elemento di progresso morale +chiedeva aggiungersi a quelli che già fermentano in seno all'Umanità. +Allora avreste assunto all'interno contegno tale, che, senza +metterci a pericolo fuorchè di qualche nota segreta, avrebbe fatto +dire a tutta Italia: il Piemonte non è uno Stato definito, limitato, vivente +di vita propria; è l'Italia in germe; è la vita Italiana, concentrata +a tempo a' piedi delle nostre Alpi: avreste mantenuto una politica +d'isolamento guardingo, altero, come di chi presente il futuro e si +tiene in serbo per esso, nè accetta contaminarlo di concessioni ad un +presente che sa condannato. Avreste detto a quanti esuli ha l'Italia: +qui è terra vostra; qui godrete, purchè v'informiate alle leggi, d'ogni +diritto di cittadino. Avreste, come si protestava ogni anno nella +Francia costituzionale in favore della Polonia, interposto ogni anno +protesta pacifica ma solenne contro l'occupazione straniera di Roma. +Avreste studiosamente evitato ogni contatto con l'Austria, evitato +ogni guerra, ogni lega, ogni protocollo, che dovesse trascinar seco la +necessità di porre il nome vostro accanto a quello dell'oppressore del +Lombardo-Veneto. Le vostre alleanze sarebbero state coi popoli liberi, +con la Svizzera, col Belgio, coll'America, coll'Inghilterra. L'opera +segreta dei vostri agenti avrebbe tentato ogni modo per gettare +semi di fratellanza futura, e cooperazione pel momento decisivo, +cogli Ungheresi, cogli Slavi del Sud, coi Rumeni, coi Greci, con quanti +popoli lavorano a svincolare la propria indipendenza nazionale dallo +strato sovrapposto d'oppressione straniera. Non avreste accettato di +proteggere coll'armi l'integrità impossibile e ingiusta d'un Impero +che è l'Austria d'Oriente. Non avreste temperato il vostro linguaggio +<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span> +nelle conferenze, quasi a insegnare ai Governi come possa evitarsi +la rivoluzione d'Italia, ma vi sareste limitato ad alzare la voce, in +suo nome, narrandone i guaî e accennando alla futura Nazione come +al solo inevitabile rimedio. Avreste in somma afferrato ogni opportunità, +non per mendicare miglioramenti che sapete di non ottenere, +ma per farvi rappresentante del <span class="smcap">Diritto Italiano</span>; per fare intendere a +tutti, amici e nemici, che voi potete obbedire alle circostanze, posar +sulle armi e durar pacifici per entro alle vostre frontiere, ma che +quelle armi sono italiane, e da consecrarsi, appena sorga un momento +propizio, all'Italia. E pel resto, avreste dovuto lasciare far noi; noi +che, certi una volta delle vostre intenzioni, avremmo studiato le vie +per non porvi a rischio prima del tempo; noi che vi abbiamo più +volte offerto, non di rinnegare la nostra fede repubblicana—questo +non potevate nè dovevate pretendere—ma d'affratellarci con voi +sotto bandiera comune, quella della <i>sovranità nazionale</i>. E a voi, +s'anche amavate più la casa di Savoja che non l'Italia, quella profferta +dovea sorridere. Voi non potete, senza stoltezza, credere in +una serie di principi: noi ci accostiamo rapidamente a tempi, nei +quali ogni monarchia sparirà. I vostri affetti devono concentrarsi +sul regnante d'oggi. Or la potenza che vi danno le forze che portate +sul campo, e l'abitudine inveterata nei popoli di essere e mostrarsi +grati anche a scapito della propria salute, v'assicuravano che, +serbando a quel re il vanto di aver contribuito con le armi a liberare +il paese, voi gli serbavate, se non la corona, la presidenza almeno +d'Italia.</p> + +<p>Diseredato egualmente di genio e d'amore, voi sceglieste altra via; +via funesta egualmente alla nazione e alla dinastia, e indecorosa per +voi. Maneggiarvi astuto fra la rivoluzione e i Governi, tanto da reprimere +o indugiare la prima, pur parendo promoverla, e accarezzare +i secondi finchè durano, pur preparandovi a giovarvi della loro +caduta: recitare agli uni la parte di futuro liberatore dalla tirannide, +agli altri quella di salvatore dall'anarchia e dalla temuta insurrezione +popolare: tenervi amica la Diplomazia, tanto da potere un giorno, +ove mai sorgesse il momento di mutare governativamente l'assetto +europeo, affacciarle la pergamena della fusione, e tenervi amici creduli +i popoli, tanto da poter dir loro quando il gemito dei patimenti +si tramuterà in fremito di battaglia—io era dei vostri: cospirare +con animo di non far mai, e affliggere di persecuzioni e calunnie +qualunque cospiri per fare: impedire le aspirazioni del partito nazionale +in Piemonte e confortarle al di fuori: tentare di mantenervi +accetto ad un tempo ai tristissimi Governi attuali e ai popoli: è +parte, non d'uomo di Stato che intravede l'avvenire e dirige verso +quello la vita del paese che regge, ma di politico della giornata, che +accetta il presente qual ch'ei si sia, e cerca soltanto apprestarsi a far +monopolio dell'avvenire ove, per fatto altrui, sorga propizio: e parte, +non d'un Richelieu—profanerei, citandoli, i nomi di Washington e +Bolivar—ma d'un ultimo allievo di Mazarino. Ed è la vostra. La +politica d'altalena, tradizionale nella casa Savoja, ha trovato in voi +l'ottimo degl'interpreti. Ma la dubbia, tentennante, immorale politica +dei vostri principi si librava nel passato tra Francia ed Austria, tra +Governi e Governi; poteva quindi, giovandosi or dell'uno or dell'altro, +carpire ad alleanze o disfatte una frazione di territorio ad arrotondarne +i regî dominî; voi siete collocato in oggi tra Governi destinati +a cadere e un popolo chiamato a sorgere e farsi Nazione. Il giorno +fatale vi troverà senza alleati, e travolgerà nell'onda popolare la vostra +politica e la dinastia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p> +<h3>VIII.</h3> + +<p>Non so se i vostri s'illudano, ma voi di certo non v'illudete. L'Italia, +checchè avvenga, non può farsi Piemonte. Il centro dell'organismo +nazionale non può trasferirsi all'estremità. Il core d'Italia è in Roma, +non in Torino. Un <i>monarca</i> piemontese non conquisterà Napoli mai: +Napoli si darà alla Nazione, non mai a un principe d'altra provincia +italiana. Il principio regio non può rovesciare il papato, e aggiungere +ai proprî i dominî del papa. Un ministro di re non potrà mai +lacerare i trattati, rompere i vincoli che lo legano all'equilibrio attuale +d'Europa, e invadere il terreno tenuto a conquista dall'Austria. +Voi, uomini della monarchia, non potete iniziare la lotta, non potete +fare l'Italia. Il popolo solo lo può. E chi non vede, o non confessa +il vero che io scrivo, è stolto, o cerca, ingannando i creduli, pretesti +alla propria inerzia. Io dunque non vi accuso perchè non vi cacciate +a imprese impossibili; non v'accuso perchè non liberate coll'armi il +paese. V'accuso perchè, pur sapendo di non potere e di non volere +fare l'Italia, andate millantando che la farete. V'accuso perchè +spargete per ogni dove voci di disegni che non avete in animo di +ridurre in atto, sviando così molti dal seguire partiti più logici e +generosi. V'accuso perchè, congiurando col tiranno di Francia, e cedendo +Napoli, per quanto è in voi, a un dominio straniero, persistete +ad ammantarvi della veste di emancipatore. Vi accuso perchè, fomentando +segretamente odî inutili all'Austria ed al papa, vi giovate dei +mezzi che il Piemonte vi dà a impedire di far noi, che soli vogliamo +davvero rovesciare l'una e l'altro. V'accuso d'aver fatto quanto era +in voi per travisare all'estero il nostro problema e persuadere col +vostro linguaggio segreto e pubblico che si tratta per noi di miglioramenti +amministrativi e d'ordini civili men rei, da introdursi nei +diversi Stati d'Italia, quando la prima, la vitale questione, l'<i>unum +necessarium</i> per noi, è l'essere Nazione <span class="smcap">Una</span> dall'<span class="smcap">Alpi</span> al <span class="smcap">Mare</span>. V'accuso +di combattere noi colle armi sleali della calunnia, mentre in +core siete convinto che noi possiamo essere ogni cosa fuorchè colpevoli; +che adoriamo una santa idea; che possiamo essere ostinati, +non ambiziosi; utopisti, non ingannatori; rivoluzionarî, non demagoghi +o sovvertitori pazzi e feroci.</p> + +<p>E v'accuso sopratutto di due gravissime colpe: d'avere impiantato +un dualismo fatale di Piemonte e d'Italia dov'era, prima del 1848, +concordia assoluta di voti e d'opere; e d'avere corrotto, per quanto +è in voi, l'educazione del nostro giovane popolo, sostituendo una +politica di artificî e menzogne alla severa, franca, leale politica di +chi vuole risorgere.</p> + +<p>Era vostra missione d'<i>italianizzare</i> il Piemonte e prepararlo a confondersi +nella patria comune, della quale esso avrebbe potuto essere +la prima provincia, come il re vostro avrebbe potuto esserne il primo +cittadino. Voi, guardando al Piemonte come a Stato destinato a vivere +di vita propria, lo avete educato a rinegare la madre comune; +a considerare una libertà, figlia del moto nazionale del 1848, siccome +conquista propria, a mutare i diritti di libera azione, che dovevano +essergli arma ad emancipare i venti milioni di fratelli schiavi, in +egoismo che calcola se il tentativo a pro dei fratelli non possa per +avventura fruttargli la perdita d'un godimento. Avete inaugurato la +politica dell'esempio, come se, a chi vive in ricchezza splendida, non +incombesse debito alcuno verso il congiunto che geme nella miseria, +fuorchè l'insegnargli il perchè della sua condizione diversa. Prima +<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span> +di voi, si cospirava per l'unità d'Italia, in Piemonte, nell'esercito e +nelle classi cittadinesche; una tradizione di martiri per la Nazione, +da <span class="smcap">Garelli</span> e <span class="smcap">Laneri</span> a <span class="smcap">Tola</span> e <span class="smcap">Gavotti</span>, da <span class="smcap">Santa Rosa</span> a <span class="smcap">Ruffini</span>, +s'inanellava colla lunga tradizione sulla quale poggia la <span class="smcap">Fede Italiana</span>: +oggi, si condannano tra voi alla galera uomini che, come Savi, promovono +colla penna la causa dell'unità, e si caccia raminga da Genova +la vedova di <span class="smcap">Pisacane</span>, senza che un deputato alla vostra Camera +levi una voce di generosa protesta.</p> + +<p>Era vostra missione promovere l'educazione <i>morale</i> d'un popolo +che s'affaccia, ingenuo, incauto, corrivo, benedetto oltre ogni altro +d'istinti buoni, ma facile a traviarsi, alla vita nuova. E voi gli avete +dato la scienza dei popoli incadaveriti, il machiavellismo dei secoli +nei quali la coscienza è muta, il culto degli interessi, l'adorazione +della forza e del delitto che riesce, l'artificio de' vecchi Stati, retti a +monarchia costituzionale, l'ipocrisia che travolse la Francia ove or +giace. Gli avete insegnato a mentire al proprio fine, ed allearsi con +chi ha il suo disprezzo, a diffidare di quei che lavorano per esso. Lo +avete sedotto a spendere sangue ed oro per mantenere l'integrità +d'un impero nel quale, come nell'impero d'Austria, le popolazioni +indigene s'agitano sotto l'arbitrio d'una minoranza conquistatrice, +diversa per razza, lingua, religione, abitudini. L'avete educato alla +tattica dei partiti scettici, che hanno per bandiera nome di uomini e +non principî: a decidere delle questioni politiche, non dalla nozione +del giusto e dell'ingiusto, ma dall'utile fugace di un giorno; a votare +in favore di leggi che credete triste, per evitare il possibile ritorno +di certi uomini al Ministero. Avete innestato sulla giovinezza di un +popolo, che non può meritare la cittadinanza dell'Europa futura se +non con una <i>fede</i> rappresentata in tutti i suoi atti, la <i>dottrina</i> materialistica +dell'<i>espediente</i>, l'egoismo della paura, l'ateismo del calcolo, +che uccide l'entusiasmo, solo operatore di grandi cose.</p> + +<p>E tutto questo a qual pro?</p> + +<p>Che otteneste voi, adulandone le tradizioni, dalla diplomazia? Avete +in dieci anni di <i>concessioni</i>, di guerra fatta, per accarezzare i Governi, +a noi, e di silenzio obbrobrioso sulla perenne occupazione di +Roma, conquistato un solo palmo di terra italiana a libere instituzioni? +strappato un solo miglioramento alle condizioni, non dirò politiche, +ma amministrative, degli altri Stati? rotto i ceppi a un solo +dei miseri che gemono nelle cento prigioni d'Italia? fortificato, ordinato, +armato, educato il partito? No. La vostra politica non ha fruttato—lo +confessate voi stesso nel vostro discorso del 16 aprile—<i>un +solo risultato materiale</i>:—non ha fruttato—questo possiamo +arditamente aggiungerlo noi—un solo grado di progresso <i>morale</i> +alla causa della nostra Nazione.</p> + +<p><i>S'è proclamato</i>, voi dite, <i>in faccia all'Europa che le condizioni +d'Italia abbisognano d'energici rimedî</i>. Signore! Il <i>proclama</i> che voi +attribuite alla politica del marchese d'Azeglio e alla vostra, s'è scritto +e si scrive, da oltre mezzo secolo, col sangue dei mille martiri, che +dai Napoletani del 1799, a <span class="smcap">Pisacane</span> ed <span class="smcap">Orsini</span>, spesero la vita combattendo, +o sul palco; e non uno è vostro: la spesero, i più, in nome +della <span class="smcap">Fede Repubblicana</span>, tutti in nome della grande Idea Nazionale. +Voi, spronato, costretto dal loro sagrificio a balbettare qualche timido, +incerto lagno sulle condizioni d'Italia, avete rimpicciolito il grido +potente, che viene dai loro sepolcri, a sommessa e codarda preghiera; +avete, all'immensa aspirazione nazionale, al sacro e veramente divino +<span class="smcap">Diritto</span> d'Italia, ch'essi rappresentarono in vita ed in morte, sostituito +l'immorale, disonorevole massima che anche dai nostri tiranni +<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span> +noi possiamo, quasi mendicata elemosina, ottener libertà. Se l'Europa +guarda su noi con affetto e speranza, è dovuto, non alla vostra incerta +politica, ma alle cinque giornate lombarde, al giuramento d'insorgere, +dato e attenuto dai Siciliani, alla difesa di Venezia, ai caduti +di Curtatone, alle prodezze di Bologna e d'Ancona, ai fatti di +Roma. Se l'Europa ci crede capaci di libertà vera e non violatrice +degli ordini eterni sociali, è dovuto a ciò che essa vide di noi, per +alcuni mesi, in Roma e Venezia. Se l'Europa conosce i nostri dolori, +le nostre guerre, e i nomi dei santi che consacrarono a vittoria la +nostra causa, è dovuto a noi, al nostro apostolato di venticinque anni, +alle continue nostre pubblicazioni. E s'essa porge attento l'orecchio +ad ogni suono che muova dal vostro Piemonte, è perchè, malgrado +vostro, il Piemonte è Italia: perch'essa crede, illusa, che compirete +il debito vostro, e moverete, un dì o l'altro, alla conquista, non d'una +povera zona dei Ducati o della Toscana, ma dell'Italia. Non v'illudete. +Il giorno in cui l'Europa avrà scoperto, come noi l'abbiamo da +un pezzo, il segreto della vostra politica, essa torcerà il guardo da +voi, e non ricorderà i vostri nomi se non per accusarvi con me d'aver +ritardato l'emancipazione d'Italia, troncando il Partito in due, e sviandolo +in direzioni diverse.</p> + +<p>L'unico vitale decisivo progresso compito negli ultimi dieci anni +in Italia, è quello delle classi operaje; è la diffusione della fede nazionale +fra i popolani delle nostre città; è il loro tacito ordinarsi +all'azione. E quel progresso non è vostro: vi cresce ostile. La tradizione +nazionale e gl'istinti repubblicani fremono in seno a quell'elemento, +ch'è arbitro, checchè facciate, dell'avvenire.</p> + + +<h3>IX.</h3> + +<p>Tra noi e voi, signore, corre un abisso. I nostri sono due programmi +radicalmente diversi. Perchè, come noi facciamo, nol dite? +Perchè persistere a ingannare l'Italia e l'Europa sul vostro intento?</p> + +<p>Noi rappresentiamo l'Italia: voi rappresentate la vecchia, cupida +e paurosa ambizione di Casa Savoja.</p> + +<p>Noi vogliamo anzitutto l'unità Nazionale: voi non cercate se non +un ingrandimento territoriale nel nord dell'Italia ai regî dominî; +voi avversate l'Unità, perchè disperate di conquistarla e di dominarla.</p> + +<p>Noi crediamo nell'iniziativa del popolo d'Italia: voi la temete, e vi +studiate di allontanarla. Voi sperate l'accrescimento sognato, dalla +diplomazia, dal favore dei Governi Europei. Ogni <i>iniziativa</i> v'è dunque +contesa, e voi non potete porgere alla Nazione <i>opportunità</i> per sorgere +e costituirsi.</p> + +<p>Noi vogliamo che il paese, sorto una volta che sia, scelga libero la +forma d'instituzioni che dovrà reggerlo: voi negate la sovranità nazionale, +e fate della monarchia una prepotente condizione d'ogni ajuto +all'impresa.</p> + +<p>Noi cerchiamo i nostri ajuti fra i popoli che hanno con noi comunione +d'intento, di dolori e di lotte: voi li cercate fra i nostri oppressori, +fra i poteri deliberatamente, necessariamente avversi alla nostra +Unità.</p> + +<p>Noi consacriamo tempo, mezzi, anima, vita, a persistere in una +guerra che, attraverso una serie inevitabile di sconfitte, educa il nostro +popolo a combattere, radica in Europa l'Idea che l'Italia vuole +davvero, e deve infallibilmente conchiudersi colla vittoria: voi consacrate +tempo, mezzi e politica, ad attraversarci la via, a perseguitarci +<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span> +dovunque potete scoprirci, a denunciarci alle polizie dei Governi +assoluti, a dissuggellare le nostre lettere, a cercar di sopprimere, legalmente +ed illegalmente, i nostri giornali.</p> + +<p>Noi adoriamo una fede: la <span class="smcap">Fede Nazionale</span>;—un principio: il +<span class="smcap">Principio</span> popolare repubblicano;—una politica: l'espressione ardita, +continua, colla parola e coi fatti, del <span class="smcap">Diritto</span> italiano: voi piegate il +ginocchio davanti alla forza, ai trattati del 1815, al dispotismo, a ogni +cosa che sia, purchè sorretta da <i>squadre grosse</i>. Non avete scorta di +moralità nè di fede.</p> + +<p>Noi vi accusiamo: voi ci calunniate.</p> + +<p>Tra voi e noi, signore, l'Italia giudicherà. Io penso talora che voi +avreste potuto, volendo, fare l'Italia, e che la politica del marchese +d'Azeglio e la vostra non sommeranno che a disfare il Piemonte.</p> + +<p class="date"><i>Giugno, 1858.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + + + +<hr style="width: 65%;" /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="A_VITTORIO_EMANUELE" id="A_VITTORIO_EMANUELE"></a>A VITTORIO EMANUELE</h2> + + +<p class="date"> +<span class="smcap">Sire</span>, +</p> + +<p>Potete, di mezzo al frastuono di lodi codarde e di adulazioni servili, +che i cupidi faccendieri, gli ambiziosi d'un giorno e i nati ad +essere cortigiani d'ogni potere v'inalzano intorno, discernere e intendere +la parola d'un uomo libero che nè teme nè spera da Voi, nè +ambisce fuorchè di vivere e di morire in pace colla propria coscienza? +Siete tale da porger l'orecchio, fra le premature adesioni +d'intere provincie e le note insidiosamente carezzevoli di tutta una +Diplomazia, alla voce solitaria d'un individuo, che non ha merito se +non quello d'amare d'immenso e disinteressato amore l'Italia, e dirvi: +—<i>da quella voce può forse venirmi il Vero?</i>—Allora, uditemi: però +che io, parlandovi, non posso dirvi che il vero, o ciò che l'intelletto +ed il core mi fanno credere vero. Repubblicano di fede, ogni errore +di re dovrebbe, s'io non guardassi che al mio Partito, sorridermi, +come elemento di condanna alla monarchia. Ma perchè io amo, più +del Partito, la Patria, e Voi potreste, volendo, efficacemente ajutarla +a sorgere e vincere, io vi scrivo. Vi scrivo da terra italiana, dove la +persecuzione d'un Governuccio, che ciarla di <i>libertà</i> e manomette +ducalmente gli esuli che gl'insegnarono quella parola, e il traviamento +d'un Popolo illuso e il freddo abbandono d'uomini, or potenti +e che mi furono amici, dovrebbero farmi credere morto ogni senso +di libera coscienza e di libero avvenire in Italia. Ma per entro le +viscere di questa terra popolata un tempo di Grandi d'anima, e dove +il guardo erra dal Sasso di Dante ai ricordi delle patrie difese erette +da Michelangiolo, scorre un fremito di vita potente, che tre secoli +di tirannide sacerdotale e straniera non hanno potuto spegnere, e +che aspetta l'ora di rivelarsi: vita concentrata, energica, collettiva di +Popolo che fu libero e repubblicano quando l'Europa giaceva nelle +tenebre del feudalismo; che irruppe tratto tratto in getti vulcanici +da Procida a Masaniello, dal moto genovese del 1746 alle Cinque +Giornate lombarde; e che sommergerà un giorno, nella pienezza della +sua onda, le povere, intisichite vite pigmee ch'oggi s'attentano di +scimmiarla. In nome di questa Vita—vita d'un Popolo che non è, +ma sarà, vita, non d'una o d'altra zona italiana, ma d'<span class="smcap">Italia</span>, che ha +centro in Roma e informa tutte le membra del Paese, da Trento a +Capo Passaro—io oggi vi parlo. Voi non la conoscete, Sire, questa +vita: se la conosceste, non avreste mendicato all'impresa ajuti stranieri. +I cortigiani, che vi ricingono il trono, ve la celano ad arte: +sanno che non potrebbero governarla. Gli ingegni mediocri, che vi +furono o sono ministri, e che studiano il segreto della terza Vita della +Nazione nelle pagine scritte da Machiavelli sul cadavere di lei, non +possono rivelarvela. La Diplomazia, che ha posto assedio intorno all'anima +vostra, la nega, perchè ne trema. Io la conosco, perchè, nato +<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span> +di popolo, la esplorai nell'amore, nel dolore, nel sacrificio di ogni +cosa più cara, e coll'anima pura d'ogni desiderio che riguardi me +stesso.</p> + +<p>Sire, Voi siete forte; forte, sol che Voi vogliate, di quella Vita; +forte di tutta la potenza invincibile ch'è in un Popolo di ventisei +milioni, concorde in un solo volere; forte più di qualunque altro +principe che or vive in Europa, dacchè nessuno ha in oggi tanto affetto +dalla propria Nazione, quanto Voi potreste suscitarne con una +sola parola: <span class="smcap">Unità</span>:—Voi non avete osato proferirla quella parola: +però non sapete ciò che può essere, ciò che può darvi l'Italia. La +forza latente che quella parola, risolutamente pronunziata, chiamerebbe +in azione, v'è ignota.</p> + +<p>L'Italia cerca Unità. Essa vuole costituirsi Nazione Una e Libera. +Dio decretava questa Unità quando ci chiudeva tra l'Alpi eterne e +l'eterno Mare. La storia scriveva Unità sulle mura di Roma; e il concetto +unitario ne usciva così potente, che, varcando i limiti della +Patria, unificava due volte l'Europa. Il lento lavoro dei secoli ha logorato +di tanto le differenze che invasioni, colonie e conquiste aveano +posto tra le famiglie seminate sulla nostra terra, che più d'ogni altro +forse il nostro Popolo rappresenta quasi universalmente, comechè +servo e smembrato, nelle usanze e nella convivenza sociale, il sentimento +della eguaglianza. L'Unità d'Italia fu l'ideale dei nostri Grandi, +da Dante a Machiavelli, da Machiavelli ad Alfieri. Nel nome della +Unità muoiono da mezzo secolo, col sorriso sul volto, sui patiboli o +coll'armi in pugno, da Messina a Venezia, da Mantova a Sapri, i +nostri migliori. Nel nome dell'Unità noi iniziammo e mantenemmo, +privi di mezzi e influenza, e perseguitati, e cento volte sconfitti, tale +una crescente agitazione in Italia, da far della Questione Italiana +una Questione Europea, e somministrare a Voi, Sire, ed ai vostri il +terreno ch'oggi vi frutta lodi e potenza. L'Unità è voto e palpito di +tutta Italia. Una Patria, una Bandiera Nazionale, un solo Patto, un +Seggio fra le Nazioni d'Europa, Roma a Metropoli: è questo il simbolo +d'ogni Italiano.</p> + +<p>Voi parlaste d'Indipendenza. L'Italia si scosse e vi diede 50 000 +volontarî. Ma era la metà del problema. Parlatele di Libertà e di +Unità: essa ve ne darà 500 000.</p> + +<p>Che cos'è l'indipendenza per Napoli, per la Sicilia, per la metà +delle provincie Romane? Oltre a dodici milioni d'Italiani gemono +sotto una tirannide domestica, eguale a quella esercitata sul Veneto +dallo straniero. Il birro e il prete contendono ad essi ogni sviluppo +di vita. Le galere, il bastone, il carnefice, sono sostegno ai Governi. +Che importa ai miseri Perugini, che importa ai tormentati di Napoli +e di Sicilia che la potenza dell'Austria non s'estenda oltre il Mincio? +E Venezia? E Roma? Dov'è, senza Roma, l'Italia? Là stanno, come +belva accasciata su cadavere di generoso, diecimila Francesi, stranieri +anch'essi; e la tirannide papale non vive che di quell'ajuto. Voi +v'alleaste con essi. La vostra Indipendenza non protegge il Santuario +d'Italia. Ah, Sire! Non rimproverate l'Italia per non avervi dato di +più: ammiratela per aver gettato a' vostri piedi, senz'ombra di patto, +50 000 vite di giovani, dietro un programma sì monco, sì meschino e +ingannevole, come quello che Voi le affacciaste.</p> + +<p>E badate. Malgrado le angustie e le contradizioni di quel programma, +tanta era la fiducia in Voi, Sire, tanto l'impeto del lungo dolore e +della lunga speranza, tanto il convincimento che il Piemonte non +avrebbe voluto, una volta sguainata la spada, rimanersi a mezzo la +via, che l'Italia era presta a ben altro. Se non che i vostri non vollero; +<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span> +tremavan del Popolo; paventavano in esso la coscienza, crescente +coll'azione, de'suoi diritti; in voi temevano che imparaste a +conoscerlo. Sapete Voi, Sire, con quanto artificio, con quanta insistenza +di predicazione codarda, s'ammorzò, per cinque mesi, ogni +passione generosa, ogni fiamma d'entusiasmo, ogni nobile impulso di +sacrificio in questo Popolo che si volea chiamare a rivivere? Come +s'insegnò, da quei che parlavano in nome vostro, unica virtù la disciplina, +l'inerzia, quasi le Nazioni s'educhino a forti fatti cogl'instituti +gesuitici? Come fummo sistematicamente calunniati presso le moltitudini, +noi che insegnavamo ad esse—in nome dell'Unità (Unità +inevitabilmente regia, se il re la facesse)—la virtù della lotta, del +sacrificio e del saper morire, pegno certo di vita? Come si profanò +di scherno, quando non di sospetti feroci, dalle gazzette patrocinanti +la vostra causa, l'ardita impresa degli uomini del febbrajo 1853, la +protesta di Bentivegna, la sepoltura deserta di Pisacane? Sapete come +fu dai vostri ricusata l'iniziativa che il popolo di Milano offriva di +assumersi poco prima della guerra, quando gli Austriaci erano tuttavia +pochi e potevano cogliersi alla sprovveduta? Sapete come +alla Sicilia, ordinata a insorgere e irrequieta per gl'indugî durante +la guerra, fu detto: <i>no; attendete il cenno</i>; e il cenno, per arcane +ragioni, non andò mai? L'insurrezione del Sud, fervente la +battaglia al Nord, fondava d'un getto l'unità del moto; fondava, in +vostro nome, l'Unità dell'Italia: e nessuno, tra i maneggiatori che vi +s'agitavano intorno, voleva o s'attentava di voler l'Unità. Intanto +questo povero Popolo s'addottrinava a non credere in sè, a perdere +ogni virtù iniziatrice, ad aspettar salute, non dal proprio furore, ma +solamente dai battaglioni ordinati, dalle artiglierie e dai Generali in +capo. E ne vedemmo gli effetti. Ma se, dall'inerzia di molti e dalle +titubanze di tutti, Voi desumeste, Sire, che questo Popolo non ha in +serbo altra vita da quella infuori che rivelava negli ultimi mesi, mostrereste +di non conoscerne la natura nè la storia, e d'aver dimenticato +i fatti d'undici e di dieci anni addietro. Le manifestazioni della +vita d'un popolo stanno in ragione dell'intento che gli si propone, e +dell'audacia dei capi che lo dirigono.</p> + +<p>Sire, non bisogna dimenticarlo: Voi non v'affratellaste col Popolo +d'Italia, nè lo chiamaste ad affratellarsi con Voi. Sedotto dalla trista +politica d'un ministro, che antepose l'arti di Lodovico il Moro alla +parte di rigeneratore, Voi rifiutaste il braccio del nostro Popolo, e +chiamaste, senza bisogno, in un'ora infausta, alleate ad una impresa +liberatrice l'armi d'un tiranno straniero; senza bisogno, dico, perchè +se voi dicevate ai Lombardo-Veneti d'insorgere subitamente, quando +l'Austria era, in Italia, debole e improvvida, e vi tenevate apparecchiato +a seguire, i Lombardo-Veneti riconquistavano senz'altro la +terra loro fra l'Alpi e il mare, e a Voi non rimaneva, per vincer la +guerra, che correre, sprezzando gli avanzi nemici appiattati nelle +fortezze, sui gioghi del Tirolo e dell'Alto Veneto. In quell'ora, della +quale Voi dovete ancora ammenda all'Italia, Voi perdeste i nove decimi +delle forze che il Paese era presto a darvi: perdeste gli uomini—e +son più molti che i faccendieri non curan di dirvi—i quali, +come noi, non adorano ciecamente l'idolo della forza, e non sagrificano +a una menzogna la loro coscienza; perdeste tutti coloro che, +davanti all'immenso apparato di guerra regolare, dissero a sè stessi: +<i>non hanno bisogno di noi</i>; perdeste il Popolo, che sentì la diffidenza +e pensò: <i>il re non ci vuole</i>; perdeste la consacrazione del santo entusiasmo, +dell'ire sante, delle sante audacie che creano la vittoria; +perdeste l'ajuto onnipotente della Rivoluzione, senza la quale non si +<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span> +fonda, in Italia, Unità. Però che, Sire, stringendo la malaugurata +alleanza, Voi rapivate alla Causa d'Italia, l'aureola di virtù che la +faceva cara agli uomini e a Dio, per affratellarla col vizio e coll'egoismo; +la facevate scendere dall'altezza di un <i>principio</i> al fango d'un +<i>interesse</i> e delle oblique ambizioni altrui; mettevate un'opera di libertà +sotto la tutela del dispotismo; toglievate ogni sanzione di moralità +all'impresa; stendevate la mano liberatrice alla contaminazione +del tocco d'un uomo la cui mano gronda del miglior sangue di Roma +e Parigi; e quanto a Voi, Sire, invece d'un alleato, vi davate un padrone.</p> + +<p>No, Sire; non rimproverate di freddezza l'Italia; non diffidate di +questa terra che, schiava e smembrata, ha saputo, colla costanza dei +tentativi e colla pertinacia de' suoi Martiri, farsi centro di tutte le +questioni d'Europa—che, ridesta per brev'ora, fu capace di sperperare +in Lombardia, in cinque giorni, un esercito di 75 000 uomini; +capace di resistere per due mesi, in Roma, con 14 000 uomini raccolti +sotto una bandiera di Popolo, a 30 000 e più Francesi; capace +di resistere, con armi di militi improvvisati, per diciotto mesi in Venezia, +ad Austriaci, fame e colèra; capace di combattere come combattè, +colle braccia dei popolani, a Brescia, a Bologna, a Palermo, a +Messina. Voi non l'avete voluta mai.</p> + +<p class="break">Sire, volete averla? Averla splendida davvero di entusiasmo, di +fede e d'azione? Averla con forze tali da far sì che ogni Diplomazia +s'arresti impaurita, ogni disegno d'avversi si sperda davanti a essa?</p> + +<p>Osate.</p> + +<p>La prudenza è la virtù dei tempi e delle condizioni normali. L'audacia +è il Genio dei forti, in circostanze difficili. I popoli la seguono +perchè vi scorgono indizio di chi non li tradirà nel pericolo. La fede +genera la fede. Maturi i tempi per una impresa, nella potenza della +<i>iniziativa</i> sta il segreto della vittoria. S'anche oggi seguiamo noi tutti, +ammaliati o tementi, le fortune di Francia e le sue volontà, è perchè, +mezzo secolo addietro, un potente—Danton—ne compendiò l'iniziativa +nella parola <i>audacia</i>; e una Assemblea si fece, davanti all'Europa +in armi, incarnazione di quella parola. Da quel giorno ha +data l'inviolabile Unità della Francia.</p> + +<p>Sire! L'Italia vi sa prode in campo, e presto, per l'onore, a far +getto della vostra vita. Sire, il giorno in cui sarete presto, per l'Unità +Nazionale, a far getto della vostra corona, Voi cingerete la Corona +d'Italia.</p> + +<p>L'Italia vi sa prode in campo. Ma, comunque virtù sì fatta sia rara +in un re, l'ultimo tra i vostri volontarî può farne mostra; e la vita +è per lui sacra d'affetti di madre, di sorella, d'amica, che son la corona +dell'anima sua. L'Italia ha bisogno or di sapervi prode nel consiglio; +potente di quella volontà che fa via di ogni ostacolo: forte +di quel coraggio morale che, intraveduto un dovere, un'alta impresa +da compiere, ne fa sua stella, e la segue intrepido, irremovibile sulla +via, senza arretrarsi davanti a lusinga o minaccia. Voi potete, io lo +credo, mostrarvi tale, e per questo vi scrivo: pur, finora, Sire, non vi +<i>siete</i> mostrato tale.</p> + +<p>Sire, Voi accettaste la pace di Villafranca e rifiutaste—però che +l'accettazione sottomessa all'arbitrio di Governi stranieri è rifiuto—il +voto d'alcuni milioni d'Italiani, che, credendo darsi all'Unità, si +davano a Voi.</p> + +<p>Il primo atto cacciava l'Italia a' piedi d'un <i>uomo</i> straniero: il secondo +cancella il Diritto Italiano a pro d'un <i>principio</i> straniero. E +l'<i>uomo</i> e il <i>principio</i> sono ambi incarnazioni del Dispotismo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span></p> +<p>Sire, troppi adulatori fanno a gara per isterilire i germi del bene +che possono essere in Voi, perch'io non vi dica la verità. L'accettazione +della pace di Villafranca sarebbe atto di codardo, se non fosse +vostro.</p> + +<p>La lode al padre, Sire, non può giungervi grave, quand'anche racchiuda +un rimprovero per Voi: avete tempo per darle solenne e gloriosa +risposta. Sire, vostro padre non avrebbe apposto il suo nome a +quel Patto. Il padre vostro mancò egli pure, nella sua combattuta ed +incerta vita, d'energia di proposito e di fede nel Popolo d'Italia. Ma +quando, dopo la battaglia di Novara, ei vide ch'altro non gli rimaneva +se non regnare vinto e sommosso, e segnar del suo nome patti +umilianti, gettò sdegnoso la corona da sè e s'incamminò volonteroso +sulle vie dell'esilio. Voi segnaste il patto umiliante, uscendo da tre, +da quattro vittorie. Segnaste un patto che tradiva Venezia, l'Italia, le +vostre promesse e gli uomini che, sulla fede di quelle, s'erano da +ogni parte d'Italia affrettati a combattere intorno a Voi: un patto che +v'era imposto dallo straniero; imposto da chi era sceso come vostro +alleato e si faceva a un tratto insolente padrone; imposto, senza pur +chiamarvi a discuterlo; imposto col tratto villano di chi vi tiene per +nullo e incapace di ribellarvi. E perchè l'Europa potesse fraintendervi +avido, più che d'onore, di preda, accettaste—offesa mortale +all'Italia ed a Voi—che la Lombardia vi fosse trasmessa come feudo +di seconda mano dal Signore straniero. Sire, un privato a' tempi nostri +non soffrirebbe l'oltraggio. Io non so di qual tempra s'informino +l'anime dei re; ma so che s'io fossi Voi non potrei dormire una notte, +senza che l'imagine della povera, santa, eroica, tradita Venezia, mi +apparisse, rimprovero tremendo, fra i sonni; nè potrei scorrere, il +giorno, coll'occhio le file de' miei e vedervi i volontarî di Perugia e +di Roma, senza che il rossore mi salisse su per le guancie.</p> + +<p>Dell'accettazione <i>condizionale</i>, data al voto delle provincie del +Centro, non parlo: è tristissima conseguenza del primo fatto. Voi non +siete più vostro. Fatto, a Villafranca, vassallo della Francia imperiale, +v'è forza chiedere, per le vostre risposte all'Italia, inspirazioni a Parigi.</p> + +<p>Sire, Sire! In nome dell'onore, in nome dell'orgoglio Italiano, rompete +l'esoso patto! Non temete che la Storia dica di Voi:—<i>ei fece +traffico del credulo entusiasmo degli Italiani per impinguare i proprî +dominî?</i>—</p> + +<p>Sire! io nol credo. Io vi credo—e lo scrissi anni addietro, quando +i vostri mi condannavano a morte, per aver tentato di promovere con +armi liguri il tentativo d'un prode amico nel Sud—migliore dei +vostri ministri e dei faccendieri politici che vi circondano. Credo che +viva in Voi una scintilla d'amore e d'orgoglio Italiano. Ma s'è vero—se +ciò ch'io sentii, leggendo alcune vostre recenti, semplici, spontanee +parole di risposta a non so quale adulatrice deputazione, non +è illusione di chi desidera—non avete energia che basti per vivere +di vita vostra? Sperdete, perdio, lungi da Voi quel brulichio di pigmei +consiglieri di codardia, come il leone sperde, scotendo i velli, gl'insetti +che gli si affollano intorno. Perchè assumeste, sul cominciar +della guerra, la Dittatura? Per accarezzare le voglie dispotiche dell'Alleato? +Per imporre silenzio, con abbiette persecuzioncelle, ad uomini +che, come me, osano dirvi la verità? I padri nostri assumevano +la Dittatura per salvar la Patria dalla minaccia dello straniero. Abbiatela, +purchè siate Liberatore. Ma cominciate dal liberar Voi medesimo +dagli uomini che tradirono il concetto Italiano nelle mani del +carnefice di Roma, e dalla turba impotente che incatena negli artificî +diplomatici il pensiero dell'anima vostra.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span></p> +<p>Sire! La guerra Italiana non è finita; non è se non cominciata. +Per Voi, le vittorie di Lombardia non debbono costituirne che la +prima campagna.</p> + +<p>A Voi spetta, per le date promesse, il far che riarda; all'Italia, il +sostenerla e compirla.</p> + +<p>Ma non è col guadagnar tempo che potete ottenere l'intento. I +dieci, i venti, i trenta mila uomini che potrete aggiungere al vostro +esercito, son nulla a petto di ciò che perdete, indugiando. L'Italia si +sfibra nello scetticismo e nello sconforto: l'entusiasmo si spegne: la +Diplomazia diffonde i germi del dissolvimento; le questioni si <i>localizzano</i>: +il moto perde il suo carattere nazionale.</p> + +<p>Voi avreste dovuto respingere sdegnosamente il patto di Villafranca: +avreste dovuto dire a Luigi Napoleone: <i>io non tradisco le mie promesse</i>; +e dire all'Italia: <i>l'alleato straniero ci abbandona; io continuo +solo la guerra, e chiedo al Paese la cifra d'uomini, sottratta da quell'abbandono, +all'esercito</i>.</p> + +<p>Voi nol faceste, ma siete in tempo. Affratellatevi al Popolo: affratellatevi, +senza tremarne, alla Rivoluzione. In essa troverete forza più +che sufficiente all'impresa. I centoventimila uomini di milizie regolari, +che il Piemonte e il Centro vi danno, sono nucleo che basta a +determinare l'insurrezione generale d'Italia; Voi trarrete altri centoventimila +uomini di milizie regolari, e tutto un Popolo in armi, +ad afforzare ed agevolare le operazioni dell'esercito, a fiancheggiarne +le mosse, a creare una perdita al nemico in ogni passo ch'ei mova; +a rapirgli in un subito forza e coraggio.</p> + +<p>Un esercito, e l'Insurrezione di tutto un Popolo: Voi potreste, Sire, +aver questo in brev'ora; ma per averlo, è necessaria una cosa:</p> + +<p>Osare.</p> + +<p>Dite a Luigi Napoleone: «Io diffidai dell'Italia; accettai una +pace non mia. Ma l'Italia non ha diffidato di me; ed io sento gli +obblighi che quella fiducia m'impone. Io ritratto l'accettazione. Farò, +libero d'ogni vincolo, ciò che Dio e la mia Patria m'inspireranno. A +Voi non chiedo se non una cosa: l'astenervi da ogni intervento +nelle cose nostre, e lasciar, come prometteste, l'Italia libera di +compiere coll'opera propria l'impresa che iniziaste con me. E a +quel patto, avrete me grato, l'Italia amica sempre alla Francia.»</p> + +<p>Dite ai Governi d'Europa: «Voi avete cancellato il vecchio Diritto +Europeo, i Trattati del 1815, in Polonia, nel Belgio, in Oriente, per +ogni dove. L'esperienza degli ultimi quarant'anni vi ha dimostrato—e +lo avete confessato più volte—che non v'è pace possibile in +Europa, se non accettando il principio che ogni Popolo assetti da +per sè le proprie faccende interne. Ci apprestiamo a farlo. In nome +del Diritto Italiano, io vi chiedo di lasciarci liberi e soli. Contro +l'Austria noi non chiediamo ajuto fuorchè alle nostre spade: fate +soltanto che nessuno l'ajuti: statevi custodi del campo: e rendete +tarda giustizia al Popolo dal quale vi venne gran parte dell'incivilimento +che allieta le vostre contrade.»</p> + +<p>Dite agli Italiani: «Voi mi salutaste primo soldato della vostra +Indipendenza, ed io non tradirò la missione che m'affidaste. Non +v'ha indipendenza per gli schiavi, nè forza possibile pei divisi: siate +dunque Popolo libero ed uno; chiuda la vittoria la lunga serie dei +vostri Martiri: dal 1848 voi provaste con fatti che i tempi sono +maturi per questo. Sorgete or dunque: sorgete tutti. Rovesciate le +barriere artificiali che vi disgiungono, com'io lacero ogni vecchio +patto avverso alla vostra Unità. Liberatevi da quanti v'opprimono, +e accentratevi dove vedrete, sotto la bandiera tricolore, splendere +<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span> +la spada ch'io snudo. Se Dio m'ajuta e voi compite il debito vostro, +io non la riporrò nella guaina che in Roma, dove i vostri rappresentanti +detteranno il Patto di amore pei ventisei milioni che popolano +la nostra Italia. Ma badate! Io vi chiedo, oltre quello che +io qui raccolgo d'intorno a me, duecentomila uomini in armi: vi +chiedo i mezzi necessarî a mantenerli in azione: vi chiedo illimitata +fiducia; vi chiedo, per vincere, di esser presti, com'io sono, +a morire. Schiavi o Grandi; non v'è via di mezzo per noi.»</p> + +<p>Sire, gl'Italiani <i>saranno</i> grandi il giorno in cui Voi proferirete parole +sì fatte: i Partiti saranno spenti fra noi. Due sole cose avranno +vita e nome in Italia: il Popolo e Voi.</p> + +<p>Sire! di che temete? Dell'Austria? Coll'Italia intera—però che il +linguaggio ch'io vi propongo vi dà Napoli e la Sicilia—schierata +sotto la vostra bandiera? Coll'Ungheria presta a insorgere ed affratellarsi?—Dell'Inghilterra? +L'Inghilterra è con Voi, purchè Voi non +siate con Luigi Napoleone.—Dell'alleato? L'alleato scese, collegandosi +con Voi, in Italia, per tentare di riacquistarsi, patrocinando una +nobil causa, un'aura popolare perduta: ei non può scendere oggi a +combatterla: non può dire alla Francia: <i>chiesi jeri l'oro e il sangue +de' tuoi figli contro l'Austria a pro dell'Italia: oggi li chiedo a pro +dell'Austria contro l'Italia</i>.—L'alleato affrettò la pace perch'ei si +sapeva minacciato ne' suoi dominî dall'invasione Germanica; e quella +invasione pende, minaccia perenne, sul di lui capo. Ei poteva jeri +fare, pe' suoi fini, la parte d'<i>emancipatore</i>; quella del <i>tiranno</i> gli è +oggimai, al di fuori dei confini Francesi, vietata dalla Prussia, dalla +Germania, dall'Inghilterra e dalle tendenze ch'or ricominciano in +Francia a manifestarsi.</p> + +<p>No; la prima guerra di Luigi Napoleone non sarà contro Voi, +Sire; sarà tra lui, l'Inghilterra e Germania.</p> + +<p>Ma, Sire; a che parlarvi di cose che vi sono, o dovrebbero esservi +note più assai che a me?—Io vi chiamo, in nome d'Italia, ad una +grande impresa: ad una di quelle imprese nelle quali il forte numera +gli amici, non i nemici. Vi chiamo all'alleanza con 26 milioni d'Italiani, +padroni, purchè uniti e guidati, dei proprî destini. Vi chiamo +a porvi a capo d'una Rivoluzione Nazionale, che troverà, s'altri mai +s'attentasse reprimerla, alleati nei Popoli quanti sono ai quali manca +una libera Patria. Vi chiamo a una Iniziativa che può diventare Iniziativa +Europea. Metà dell'Europa, Sire, trasalirà plaudente al sorger +d'Italia, come trasalì, plaudente ed ajutatrice, al sorgere degli Stati +Uniti, della Grecia, d'ogni guerra di Popolo che vuol farsi Nazione, +d'ogni grande fatto provvidenziale: l'altra metà si ritrarrà sospettosa, +ma trepida. La Diplomazia è come i fantasmi di mezzanotte: minacciosa, +gigante, agli occhî di chi paventa, si dissolve in nebbia sottile +davanti a chi le mova risolutamente incontro. Osate, Sire: allontanate +da Voi qualunque tema, o vi suggerisca temenza. Circondatevi +di pochi uomini la cui vita intera parli fermezza di principî, schietto +amore d'Italia e potenza di volontà. Date pegno al Popolo di libertà; +lasciate vita alla stampa, alle Associazioni pubbliche, alla pubblica +parola: stampa, associazioni, convegni pubblici, vi creeranno intorno +quel fermento, quell'entusiasmo, dal quale trarrete quante forze vorrete; +la libertà non ha pericoli se non per chi ha in animo di tradirla.</p> + +<p>Dimenticate per poco il re, per non essere che il primo cittadino, +il primo apostolo armato della Nazione. Siate grande come l'intento +che Dio vi ha posto davanti, sublime come il Dovere, audace come +la Fede. Vogliate e ditelo. Avrete tutti, e noi primi, con Voi. Movete +<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span> +innanzi, senza guardare a dritta o a manca, in nome dell'eterna Giustizia, +in nome dell'eterno Diritto, alla santa Crociata d'Italia. E vincerete +con essa.</p> + +<p>E allora, Sire, quando di mezzo al plauso d'Europa, all'ebbrezza +riconoscente dei vostri, e lieto della lietezza dei milioni, e beato +della coscienza d'aver compito un'opera degna di Dio, chiederete alla +Nazione quale posto ella assegni a chi pose vita e trono perch'essa +fosse Libera ed Una—sia che vogliate trapassare ad eterna fama +tra i posteri col nome di Preside a vita della Repubblica Italiana, sia +che il pensiero regio dinastico trovi pur luogo nell'anima vostra—Dio +e la Nazione vi benedicano!—Io, repubblicano, e presto a tornare +a morire in esilio per serbare intatta fino al sepolcro la fede +della mia giovinezza, esclamerò nondimeno coi miei fratelli di Patria:—Preside +o Re, Dio benedica a Voi, come alla Nazione per la quale +osaste e vinceste.</p> + +<p class="date"><i>Firenze, 20 settembre 1859.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span></p> + +<h2><a name="PREFAZIONE_DI_GIUSEPPE_MAZZINI" id="PREFAZIONE_DI_GIUSEPPE_MAZZINI"></a><span class="big lighter">PREFAZIONE DI GIUSEPPE MAZZINI</span><br /><br /> +<span class="lighter">ALL'EDIZIONE DI NAPOLI</span><br /><br /> +<span class="small">DELLE</span><br /><br /> +<span class="g"><i>PAROLE AI GIOVANI</i></span></h2> + + +<p>Io scrissi queste pagine, coll'anima in pianto, poco dopo la pace +di Villafranca. D'allora in poi, la Provvidenza che vuole l'Italia Nazione, +la costanza degli uomini del Partito d'Azione e la santa audacia +di Giuseppe Garibaldi, hanno affrancato le nostre terre meridionali: +l'armi capitanate dalla Monarchia Piemontese hanno vendicato Perugia. +Ma l'Italia non è. Venezia è schiava. Un Governo che trae le +sue inspirazioni dallo straniero ci contende Roma. Una terra Italiana +è oggi, per opera di quel Governo, terra Francese. I materialisti pagani +del XIX secolo, che sostituiscono il culto della <i>forza</i> e del <i>calcolo</i> +all'adorazione dell'eterno Vero e dell'eterna Giustizia, tengono +tuttora il campo, e imbastardiscono su torte vie, dietro tattiche immorali +indegne d'un Popolo che sorge, l'intelletto de' giovani. Vorrebbero +che questa Italia, iniziatrice perenne dell'Unità della Vita—questa +Italia che ebbe Roma antica e il Papato, e la cui tradizione +intellettuale si svolve da Gregorio VII a Dante, da Michelangiolo +a Napoleone—si componesse in sembianza di cortigiana, servilmente +adulatrice e ipocritamente idolatra. E non credo di dovere +mutar sillaba di questo libretto.</p> + +<p>Mi suonano, mentr'io scrivo, all'orecchio le grida di <i>morte!</i> che un +pugno d'uomini, comprati dalla gente che s'intitola <i>moderata</i>, o pazzamente +briachi, m'avventa contro. E penso alle calunnie che perseguitarono +l'amico mio Rosalino Pilo, sei mesi prima che ei morisse +per la libertà dalla Patria. Io lo rividi quand'egli esciva di carcere +dove l'avevano tratto gli uomini della monarchia, accusandolo fautore +dell'Austria. Sorrideva allora, come prima d'entrarvi, del sorriso mesto +e amorevole che erra sul labbro ai Martiri del Pensiero.</p> + +<p>Ciò ch'io scrissi è un riflesso di quel sorriso di fede, di dolore e +d'amore. Gli uomini d'oggi non possono intenderlo; ma i giovani di +domani lo intenderanno.</p> + +<p class="date"><i>Napoli, 12 ottobre 1860.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + +<hr style="width: 65%;" /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="AI_GIOVANI_DITALIA" id="AI_GIOVANI_DITALIA"></a>AI GIOVANI D'ITALIA</h2> + +<p class="sig">Predica verbum; insta opportune;<br /> +importune; argue, observa, impera.<br /> +<span style="margin-right: 1em"><span class="smcap">Paul.</span>, <i>ad Tim.</i></span></p> + +<h3>I.</h3> + +<p>Voi cercate la Patria. Un istinto che Dio ha infuso nel vostro core, +una voce che vi viene dalle sepolture dei vostri Grandi, un segno +che la potente natura d'Italia ha messo sulla vostra fronte e nel vostro +sguardo, vi dicono che siete fratelli, chiamati ad avere una sola +Bandiera, un solo Patto, un solo Tempio, dall'alto del quale splenda, +in caratteri visibili a tutte le genti, la Missione Italiana, la parte +che Dio commise, pel bene dell'<span class="smcap">Umanità</span>, alla nostra Nazione.</p> + +<p>E per questo ogni uomo tra voi pronunzia ardito o mormora sommesso +quel santo nome di Patria. Per questo i migliori fra voi muojono +da mezzo secolo, martiri d'una <span class="smcap">Idea</span>, sul patibolo, nelle segrete +o nella lenta agonia dell'esilio, col sorriso di chi intravede l'avvenire +sul volto, colla parola <span class="smcap">Italia</span> sul labbro. Per questo le vostre moltitudini +fremono di tempo in tempo d'un fremito che solleva il coperchio +della tomba dove i papi e i re le han poste a giacere, poi ricadono +spossate per ritentare dopo il silenzio d'un tempo.</p> + +<p>La Patria è il sogno, il palpito, il desiderio segreto d'ogni anima +che s'informa a vita sulle nostre terre. Come il bambino che s'agita +cercando fra i sonni il seno materno, come quei fiori che si volgono +nella notte nera verso la zona del Cielo dove apparirà sul mattino il +sole fiammante, voi, nei sonni irrequieti della servitù, nella tenebra +fredda e greve dell'isolamento, andate brancolando in cerca della +Madre comune che ha nome Patria, e interrogate ansiosi l'orizzonte +a scoprire da qual punto accenni sorgere il Sole della vostra Nazione.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Ma perchè cercate e non trovate la Patria? Perchè a voi soli il +lungo martirio non frutta vittoria? E perchè la pietra del sepolcro, +dove papi e re v'han messi a giacere, si leva soltanto di tempo in +tempo a metà per ricadere più pesante sulle vostre teste? Quale +strana fatalità s'aggrava su voi, poveri Israeliti delle Nazioni, perchè +Dio vi neghi la Patria concessa da secoli a popoli che oprarono e +patirono meno di voi?</p> + +<p>La vita di Dio freme in seno alla vostra terra più che altrove +potente. Imagini di bellezza e di forza s'avvicendano singolari su +<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span> +questo suolo, dove il sole accende vulcani e che gli uomini salutano +del nome di Giardino d'Europa. La natura sorride per voi d'un sorriso +di donna. I languenti per morbo vengono dalle brume settentrionali +a ribever la vita nell'aure balsamiche de' vostri prati, sotto +l'azzurro profondo de' vostri cieli.</p> + +<p>L'Alpi eterne vi guardano solenni dall'estremo della vostra contrada +come per dirvi: siate grandi! E appiè di quell'Alpi, i fiori più +belli che all'uomo sia dato vedere vi guardano, dovunque moviate, +coi loro occhi innocenti, come per dirvi: siate buoni! E tra quell'Alpi +e quei fiori errano, quasi murmure d'angeli, melodie che gli +uomini chiamano Musica, e sono un'eco della lingua che si parla in +cielo.</p> + +<p>Splendide come le stelle dei vostri sereni furono l'opere del Genio +tra voi: splendide di pensiero e d'azione, che voi soli sapeste congiungere +in bella armonia.</p> + +<p>L'Europa era—dalla vostra sorella, la Grecia, in fuori—semibarbara, +quando le vostre aquile passeggiarono di trionfo in trionfo +sovr'essa; e insegnaste ai popoli conquistati una sapienza di leggi +che dura tuttavia riverita, i conforti della vita civile, e quella tendenza +all'Unità che preparò un mondo a Gesù.</p> + +<p>L'Europa giaceva ravvolta fra le tenebre del servaggio feudale, +quando voi, sorti a seconda vita, affermaste nei vostri Comuni la +libertà repubblicana dell'uomo e del cittadino, e diffondeste alle più +lontane contrade i beneficî della civiltà, delle lettere e del commercio.</p> + +<p>I vostri sacerdoti dell'Arte pellegrinarono di terra in terra, disseminando +per ogni dove forme di bellezza immortale e insegnando +come si svolva dal simbolo l'ideale.</p> + +<p>E quando l'Europa ingrata vi pose in fondo, dividendosi le vostre +spoglie, il genio Italiano, prima di velarsi per un tempo, gettò dalla +sua croce, quasi pegno di ciò che un giorno potrebbe, un Nuovo +mondo all'Europa.</p> + +<p>Genio, forza, natura bella oltre ogni altra e feconda, concento d'aura +e ineffabile sorriso di cieli, Dio tutto vi diede. Perchè non vi diede +la Patria? Perchè, mentre ogni abitatore delle terre che inciviliste, +interrogato del chi ei si sia, risponde alteramente: <i>sono Francese, +sono Inglese, sono Spagnuolo</i>, voi non potete rispondere se non come +espressione di desiderio: <i>sono Italiano</i>?</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Perchè voi mancaste e mancate tuttora di <i>fede</i>: di fede in voi stessi, +nel vostro Diritto, e nella vita collettiva e nella missione della Nazione: +Dio visita in voi un'antica colpa dei Padri che finora non +cancellaste.</p> + +<p>I Padri vostri non ebbero <i>coscienza</i> di Patria. La vita fremente in +<i>ciascuno</i> d'essi era tanta, che essi si diedero ad adorarne la potenza incarnata +nell'individuo: dissero <i>io</i>, non <i>noi</i>. E disertarono l'altare del Dio +di tutti per farsi idolatri, gli uni della loro Città, gli altri della loro +Compagnia, altri dell'Arte che li inspirava, altri d'altro: dimentichi +tutti della Madre comune.</p> + +<p>E perchè ogni vita, comunque potente, incontra, se non si rinnovi +al latte della Madre comune che ha nome Patria, la debolezza tra +via, alla grandezza d'una città sorse contro nimica la grandezza d'un'altra, +alla forza d'una mano di prodi quella d'altra mano di prodi, e +all'ardito concetto dell'artefice l'impotenza dei mezzi a tradurlo in +<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span> +atto, i vostri padri, invece di stringersi a concordia e cercar l'incremento +della forza di ciascuno nella forza di tutti, pensarono di vincersi +gli uni cogli altri procacciandosi l'ajuto dello straniero.</p> + +<p>E gli uni chiamarono in ajuto d'oltr'alpe i figli della Germania ed +altri i Franchi ed altri gl'Ispani. E taluni, che si dissero Vicarî di +Dio sulla terra e furono veramente, negli ultimi seicento anni, Vicarî +del Genio del Male, fecero scienza di quel peccato, e divisarono +modo per cui due almeno di quei popoli stranieri si trovassero +sempre a fronte l'uno dell'altro sulla nostra terra, tanto che nessuno +potesse mai riunire in uno le membra sparte d'Italia, ed essi potessero +tiranneggiare securi sovra una parte o sull'altra.</p> + +<p>E per oltre a trecento anni, divisi in parti nomate di nomi non +nostri, i fratelli scannarono i fratelli con lancie e spade straniere. Dio +torse allora il suo sguardo da noi e decretò, espiazione al fratricidio, +una servitù d'oltre a trecento anni per tutti.</p> + +<p>Però che quelle genti straniere, stanche di combattersi, si partirono +le terre nostre come i crocefissori le vestimenta di Cristo, e s'assisero +dominatrici le une al mezzogiorno, l'altre al settentrione, ed altre sul +core d'Italia. E i primi che segnarono il patto nefando furono un +Imperatore di quella Casa maledetta in Europa che gli uomini chiamano +d'Austria, e uno di quei Vicarî del Genio del Male dei quali +fu detto poc'anzi. E lo segnarono sul cadavere d'una delle più generose +nostre città, che ultima aveva serbato in Italia la sacra scintilla +della libera vita.</p> + +<p>Ma quella città aveva, duecento ventotto anni innanzi, condannato +all'esilio e alle pene dei malfattori l'uomo il più potente che mai si +fosse in Italia per intelletto ed amore, il quale fu il primo Apostolo +dell'Unità della Patria e padre di quanti esularono più dopo per essa.</p> + +<p>Ora voi durate anch'oggi nella colpa dei padri; e immemori dei +trecento anni di guerra fraterna che inaffiarono il vostro terreno di +sangue, immemori dei trecento anni di muto e codardo servaggio +che li seguirono, immemori degli insegnamenti che vi diedero, da +quel primo Potente in poi, i vostri Grandi di mente e i martiri che +patirono per infondervi la coscienza della vostra forza, aspettate la +Patria, in sembianza di mendicanti, dal beneplacito dello straniero. +Però Dio vi contende la Patria, e vi condanna a trascinarvi di sogno +in sogno, di delusione in delusione, poveri Israeliti delle Nazioni, +finchè, rinsaviti, non sentiate la forza ch'è in voi, e non diciate, colla +fronte levata al cielo e colle destre impalmate sulle sepolture di quei +che morirono per insegnarvi a combattere e vincere: <i>col nostro sangue, +coll'armi nostre, o Signore: ecco, noi incrocicchiamo, fratelli e +pentiti, in nome del Dovere e del Diritto Italiano, le spade, perchè tu +benedica dall'alto le sante nostre battaglie</i>.</p> + + +<h3>IV.</h3> + +<p>Come sasso che, precipitato dall'alto, rotoli a valle, raccoglie scendendo +ogni mota e sozzura che incontra sulla sua via e giunge al +fondo doppio di lurida mole, così la colpa inespiata dei padri, trasmessa +in voi di generazione in generazione, si è ingigantita di corruttela +e s'è fatta delitto mortale.</p> + +<p>Però che i vostri padri non avevano, quando chiamavano gli stranieri, +coscienza di Patria comune: ma li chiamavano a sostenere cupidigie +di dominazioni e disegni torbidi di tirannide sui vicini. Voi +millantate intelletto ed amore di Patria, e chiamate, per codarda sfiducia +e temenza di sacrifici, gli uomini dell'altre terre a edificarvela.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span></p> +<p>Essi erano increduli e ignari; voi siete consapevoli profanatori.</p> + +<p>E i vostri padri, quando gli stranieri invocati calpestavano di soverchio +gl'improvvidi invocatori o insolentivano sui loro averi o sui +loro affetti, sentivano a rinsuperbirsi dentro l'orgoglio e le fiere passioni +degl'Italiani, e davano loro ricordi di sangue, pei quali suonano +tuttavia tremendi i nomi di Legnano, di Palermo, di Forlì. Ma voi +sceglieste in questi ultimi tempi, fra i potenti stranieri, a simbolo +delle vostre speranze di Patria, quello appunto dalle cui mani gronda +il sangue dei migliori tra i vostri giovani di dieci anni addietro, +spenti in Roma per l'armi sue, onde si riponesse in seggio quel Vicario +del Genio del Male, il cui nome suona negazione di Patria e +di Libertà.</p> + +<p>E lo circondaste dell'entusiasmo con cui i buoni salutano in terra +il Genio consecrato dalla Virtù; baciaste il lembo della sua veste +usurpata e intrisa di sangue di prodi e pianto di madri, e lo adoraste +siccome idolatri diseredati di Dio e d'ogni lume di Verità e di +Giustizia.</p> + +<p>Quel giorno, l'anime dei vostri martiri si velarono, per dolore e +vergogna, coll'ali; e le catene che ricingono i languenti nelle prigioni +per voi, solcarono di solco più grave le loro membra; e gli +angioli piansero in cielo; e i popoli in terra vi sospettarono indegni +per sempre d'assidervi, eguali, alla libera mensa delle Nazioni.</p> + +<p>Però che quell'uomo, mandato in terra sì come castigo alla Francia +e perchè i popoli si ravvedano d'ogni culto idolatra d'un nome nell'avvenire, +è il peggiore fra quanti tormentano in oggi l'Europa. Il +suo Genio è la conoscenza del male: la sua parola, menzogna: la +sua forza, tradimento e disprezzo d'ogni cosa nella quale gli uomini +ripongono fede ed amore. L'anima sua si libra, come pendolo nelle +mani di Satana, fra il Calcolo e la Voluttà. L'opere sue sono di volpe +e di jena.</p> + +<p>E la sua tomba non avrà nome, ma solo due date: 1849-1851.</p> + +<p>E le madri l'additeranno, passando, per lunghi anni ai loro bambini +come <i>la tomba dello Spergiuro</i>.</p> + +<p>E a voi che, dopo averlo maledetto in nome di Roma e di Parigi, +lo acclamaste, in nome dei suoi cannoni e dei suoi fucilieri d'Africa, +magnanimo e redentore, bisogneranno molte e molte opere sublimi +di grandezza e di sacrificio, perchè l'Angelo dell'Espiazione cancelli +dal libro della vostra vita quel ricordo di colpa e di disonore.</p> + + +<h3>V.</h3> + +<p>Non sia fraintesa, o fratelli, la mia parola da voi. Io so che da +quando l'Uomo che più amò sulla Terra protese di sulla croce le +braccia quasi a stringere in amplesso tutti i viventi e proferì la parola +ignota ai secoli che lo precedettero: <i>perchè tutti, o Padre, siam +uno in te</i>, Dio decretò che la voce <i>straniero</i>, come abitatore di terra +diversa, passerebbe dalla favella degli uomini, e solo straniero sarebbe +il malvagio.</p> + +<p>Ma se voi guarderete attenti per entro le pagine della storia, vedrete +che appunto in quel tempo cominciò a prepararsi visibile quel +moto delle razze umane che dovea conchiudersi col loro riparto ordinato +sulle varie terre d'Europa a seconda del disegno che il dito +di Dio scolpiva, fin da quando la sottrasse alle acque, sulla sua superficie.</p> + +<p>Allora, quasi sommossa dall'eco di quella grande parola, la terra +sobbollì d'un immenso fermento. E come due Mari che si contendessero +<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span> +il dominio dell'abisso, una metà del genere umano si rovesciò +sull'altra metà.</p> + +<p>E dall'estremo settentrione, dall'oriente, da tutti i punti, come sospinte +da non so quale tempesta divina, tribù d'uomini strane e fino +allora ignote apparvero ad una ad una, sospingendosi, accavallandosi +a guisa d'onde gigantesche l'una sull'altra, avviate da un'arcana potenza +alla volta della Città dai sette Colli, nella quale l'idea di Patria +s'era incarnata da secoli.</p> + +<p>E là s'urtavano, si mescevano, si confondevano, struggendo e struggendosi. +Era come un rotearsi d'elementi diversi per entro un caos +infinito; e gli uomini, impauriti, credevano imminente la fine del +Mondo, ma era invece la nascita d'un nuovo Mondo, che s'elaborava +in grembo a quel caos.</p> + +<p>E dopo cento anni e più di quel rimescolamento di genti senza +nome e senza missione visibile, come un tempo la piena dell'acqua +che ricopriva il globo si concentrava, retrocedendo, in laghi, fiumi ed +oceani, si videro emergere dal turbinìo delle moltitudini i Popoli, +collocati a seconda delle loro tendenze e del disegno di Dio dentro +a certi confini. E gli uni si chiamavano Ispani e gli altri Britanni ed +altri Franchi, altri, Germani, altri Polacchi, Moscoviti o con altri +nomi.</p> + +<p>E sulla fronte a ciascuno splendeva un segno di <i>missione speciale</i>: +un segno che sulla fronte al Britanno diceva: <i>Industria e Colonie</i>; +sulla fronte al Polacco: <i>Iniziazione Slava</i>; sulla fronte al Moscovita: +<i>Incivilimento dell'Asia</i>; sulla fronte al Germano: <i>Pensiero</i>; sulla +fronte al Franco: <i>Azione</i>; e così di Popolo in Popolo.</p> + +<p>E quel segno era la Patria: la Patria di ciascun Popolo; il battesimo, +il simbolo della sua vita inviolabile fra le Nazioni.</p> + +<p>E come, nella lingua che si parla in cielo e della quale noi adoriamo +un'eco sotto il nome di Musica, molte note formano l'accordo—come +di molte parole, ciascuna esprimente una idea, si compone +progressivamente la formula Religiosa che rappresenta d'epoca in +epoca il Verbo di Dio sulla Terra—così l'insieme di tutte quelle +missioni compite in bella e santa armonia pel bene comune rappresenterà +un giorno la Patria di <i>tutti</i>, la Patria delle Patrie, l'<span class="smcap">Umanità</span>.</p> + +<p>E solamente allora la parola <i>straniero</i> passerà dalla favella degli +uomini; e l'uomo saluterà l'uomo, da qualunque parte gli si moverà +incontro, col dolce nome di fratello.</p> + +<p>Così Dio v'insegna attraverso la Storia, ch'è l'incarnazione successiva +del suo disegno, che voi non conquisterete l'Umanità se non +quando ciascun Popolo avrà conquistata la Patria.</p> + +<p>Però che l'<i>individuo</i> non può sperare di tradurre in atto, da sè +solo e colle sue fiacche forze, il vasto concetto della fratellanza di +tutti; ma gli è necessario ajutarsi delle forze, del consiglio e dell'opera +di quanti hanno con lui comuni lingua, tendenze, tradizione, affetti e +agevolezza di consorzio civile.</p> + +<p>E chi volesse tentare senza quell'ajuto l'impresa, somiglierebbe +colui che volesse smovere l'inerzia d'un immenso ostacolo con una +leva senza punto d'appoggio. La Patria è il punto d'appoggio della +leva che si libra tra l'individuo e l'Umanità.</p> + + +<h3>VI.</h3> + +<p>La Patria è una Missione, un Dovere comune. Or come mai potete +sperare di conquistarvi la Patria, se chiamate altri a compiere quella +Missione, ad eseguir quel Dovere?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span></p> +<p>La Patria è quella linea del disegno di Dio che Egli commise a +voi perchè la svolgiate e la traduciate in fatti visibili. Come dunque +potete meritare la Patria, invocando altri a svolgere quella parte di +disegno per voi?</p> + +<p>La Patria è la vostra vita collettiva, la vita che annoda in una +tradizione di tendenze e d'affetti conformi tutte le generazioni che +sorsero, oprarono e passarono sul vostro suolo:—la vita che si solleva +in orgoglio nell'anima vostra davanti a un sasso staccato dal +Campidoglio o alla pietra di Portoria in Genova, con maggiore impeto +che non davanti alle piramidi Egizie o alla Colonna Vendôme in Parigi:—la +vita che, quando errate su terre poste al di là dell'Oceano, +v'annuvola l'occhio di lagrime se v'abbattete subitamente in una lapide +sulla quale sia scritto un nome italiano.</p> + +<p>Come mai potete illudervi a credere che la rivelazione di questa +vita possa compirsi per opera d'uomini, nei quali è muta la voce di +quella tradizione e di quei ricordi, e ai quali s'agita in seno il segreto +d'un'altra Patria?</p> + +<p>E la Patria è, prima d'ogni altra cosa, la <i>coscienza</i> della Patria.</p> + +<p>Però che il terreno sul quale movono i vostri passi, e i confini che +la Natura pose fra la vostra e le terre altrui, e la dolce favella che +vi suona per entro, non sono che la <i>forma</i> visibile della Patria; ma +se l'<i>anima</i> della Patria non palpita in quel santuario della vostra vita +che ha nome Coscienza, quella forma rimane simile a cadavere, senza +moto ed alito di creazione, e voi siete turba senza nome, non Nazione; +<i>gente</i>, non Popolo. La parola <i>Patria</i>, scritta dalla mano dello straniero +sulla vostra bandiera, è vuota di senso, com'era la parola <i>Libertà</i>, +che taluni fra i vostri padri scrivevano sulle porte delle prigioni.</p> + +<p>La Patria è la <i>fede</i> nella Patria. Quando ciascuno di voi avrà +quella fede, e sarà presto a suggellarla col proprio sangue, allora +solamente voi avrete la Patria, non prima.</p> + + +<h3>VII.</h3> + +<p>La Fede è Pensiero ed Azione. E lo sarà un giorno per tutti; ma +lo è fin d'oggi e segnatamente per voi.</p> + +<p>Io vi dissi che quando, come membra del grande essere collettivo +che chiamasi Umanità, i diversi Popoli emersero, ciascuno colla sua +missione speciale, dal caos di mille anni addietro, Dio pose un segno +sulla fronte al Germano che significa <i>Pensiero</i>, e sulla fronte al +Franco un altro che significa <i>Azione</i>. Or sulla vostra Ei pose un +doppio segno che significa Pensiero ed Azione congiunti.</p> + +<p>E quel doppio segno, ch'è la vostra missione ed il vostro battesimo +fra le Nazioni, era visibile sulla vostra fronte, mille anni innanzi che +gli altri Popoli fossero.</p> + +<p>Però che voi, soli fino ad oggi fra tutti, aveste da Dio privilegio +di morire e rivivere, come gli uomini favoleggiarono della Fenice. E +alla Grecia soltanto, sorella nata ad un tempo colla nostra Italia, fu +dato riaffacciarsi, nell'ultimo mezzo secolo, alla seconda vita, quando +appunto cominciava per l'Italia ad albeggiare la terza.</p> + +<p>Così, mentre il Germano move sulla terra col guardo perduto nell'abisso +dei cieli, e l'occhio del Franco si leva di rado in alto, ma +trascorre irrequieto e penetrante di cosa in cosa sulla superficie terrestre, +il Genio che ha in custodia i fati d'Italia trapassò sempre +rapido dall'Ideale al Reale, cercando d'antico come potessero ricongiungersi +terra e cielo.</p> + +<p>Per virtù di quella Unità che annoda il cielo infinito, patria del +<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span> +Pensiero, alla terra, patria dell'Azione, i padri dei vostri padri conquistarono +il mondo cognito allora; ogni loro Legione era una missione +armata; ogni vittoria era per essi decreto di Giove.</p> + +<p>E, innanzi ad essi, i padri degli avi, che stanziavano fra Tevere e +Po e si chiamavano Etruschi, edificavano le loro città giusta il concetto +che si erano formati del cielo: ed ogni loro atto era incarnazione +d'un pensiero di religione.</p> + +<p>E dopo d'essi venne una generazione d'uomini-capi—capi per +consenso e riverenza di popoli—i quali tentarono, per oltre a sei +secoli, la santa impresa di dar sulla terra trionfo alla Legge di Dio +sull'arbitrio degli uomini, al Pensiero ed alla Parola sulla forza cieca +e brutale; e stettero per tutta Europa, in nome dell'Amore e della +Giustizia, fra i Popoli e i padroni dei Popoli. E l'ultimo e il più +grande fra loro fu il figlio d'un falegname per nome Ildebrando, +frainteso anche oggi dai più. Poi, perchè il regno di Dio non può +scendere sulla terra se non per l'opera libera e pur concorde di <i>tutti</i>, +quegli uomini tradirono Popoli e Dio, e fornicando cogli oppressori +delle Nazioni, diventarono e sono veramente i Vicarî del Genio del +Male, da sterminarsi per sempre.</p> + +<p>I vostri filosofi, i vostri sacerdoti del pensiero e dell'arte, non sì +tosto avevano afferrato colla mente un concetto di Vero, che sentivano +prepotente il bisogno di ridurlo a fatto, e furono, dagli antichi +Pitagorici a Tomaso Campanella, da Dante Alighieri a Michelangiolo +e Machiavelli, ordinatori di consorzî segreti, legislatori di città o +predicatori d'instituti sociali. E si frammischiarono alle battaglie delle +loro città, congiurarono contro le tirannidi, affrontarono prigioni, +esilî, torture. Contemplarono e fecero.</p> + +<p>E mentre altrove gli uomini ch'ebbero nome di riformatori di +Religione assalivano gli oppressori dell'anima, rispettando gli oppressori +dei corpi, ed erano Titani d'audacia contro la menzogna violatrice +del Cielo, maledicendo aspramente ai figli del popolo che volevano +cancellarla di sulla Terra, tra voi intesero che Spirito e Corpo +si confondono nella Vita, ch'è una, e morirono sui roghi per aver +tentato che la Verità di Dio trionfasse in atti visibili nella fratellanza +civile. E cento anni addietro, le vostre donne in Firenze versavano +ancora fiori, il ventitrè maggio d'ogni anno, sul terreno dove +era morto tra le fiamme un santo frate che sollevava, or son tre secoli +e mezzo, la bandiera dell'emancipazione religiosa e della Repubblica.</p> + +<p>Or voi, abbandonando in questo la tradizione del vostro popolo, e +perduta dietro a insegnamenti stranieri la memoria della missione +d'Unità il cui compimento deve farvi Nazione, avete smembrato la +vostra vita; e i più tra voi amano la Patria col solo pensiero, commettendo +l'opere che devono fondarla all'usurpatore straniero e a +quel misto d'impotenza e d'inganno che chiamano Diplomazia.</p> + +<p>E la patria vi sfugge, e le speranze vi tornano di anno in anno in +delusioni amarissime e vergognose, però che le parole dei principi, +e sopratutto le promesse dello straniero, sono da tempo immemorabile +simili ai pomi dell'Asfaltide, belli all'occhio e cenere al dente; +e quando Dio disse all'uomo: <i>tu ti ciberai del sudore della tua fronte</i>, +Egli intese non solamente del pane del corpo, ma del pane dell'anima, +della Libertà e della Patria.</p> + + +<h3>VIII.</h3> + + +<p>Voi state sul limitare della terza vita d'Italia.</p> + +<p>La prima vita d'Italia si diffuse pel mondo come alito fecondatore, +<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span> +colla sola potenza dell'Azione: la seconda, colla sola potenza del +Pensiero e della Parola. Ed oggi la terza vita deve conquistare il mondo +a nuova universale concordia colla potenza del Pensiero e dell'Azione, +armonizzanti per opera dello Spirito di Giustizia e di Amore.</p> + +<p>Però, se nella prima vita vi bastò la spada, e nella seconda la parola +e l'esser presti a obbedire ad essa e morire per essa, voi non +potete ora varcare il limitare della terza vita, se non usando la spada +e testimoniando colla parola.</p> + +<p>Dovete essere savî e forti: apostoli e militi.</p> + +<p>Or la sapienza è il culto del Vero; e la forza è la fede nella potenza +del Vero.</p> + +<p>E perchè la sapienza scenda sul vostro intelletto e la fede benedica +l'anima vostra, è necessario che invochiate l'una e l'altra con +intenzioni sante e con un core puro d'ogni bassa passione.</p> + +<p>La Virtù è la sorella del Genio. E quando il culto idolatra dell'io +scaccia dall'anima la Virtù, che è lo spirito di sacrificio, l'anima rovina +in basso com'aquila a cui manchi l'ala, e il Genio s'arresta a +mezzo la via come stella cadente che illumina d'un solco di luce lo +spazio e subitamente sparisce.</p> + +<p>E però l'uomo il più potente per Genio nei nostri tempi mostrò al +mondo attonito due vite in una: la prima, quand'ei rappresentava +una Idea; vita di concetti giganteschi e miracoli di vittorie; la seconda, +quand'egli, inebriato d'egoismo e di spregio, non rappresentava +che sè stesso; vita di errori e disfatte. E dalle solitudini di +Sant'Elena lo spirito di quel Potente manda a chi sa intenderla una +voce che dice: <i>la corona delle vittorie immortali non posa se non sulla +tomba del forte, che, dimentico di sè stesso, combatte sino all'ultimo +giorno pel santo Vero e pel Diritto dei Popoli</i>.</p> + +<p>Santificate dunque col sacrificio e coll'intrepida adorazione del +Vero l'anime vostre, se volete vincere i molti nemici che s'attraversano +tra voi e la terza vita d'Italia: l'Angelo della Vittoria aborre +dal fango dell'egoismo e della menzogna. Portate la vostra credenza +alteramente sulla bandiera, come i guerrieri dei secoli addietro portavano +sullo scudo la loro insegna. Come il tuono tien dietro al +lampo, così segua rapido ogni vostro pensiero l'azione. Dio è grande +perchè pensa operando. Ingigantite nella fede: come il sonnambulo +passeggia sicuro sull'orlo del tetto perch'ei <i>crede</i> movere sulla carreggiata, +e s'ei si desta e misura l'abisso, impaurisce e precipita, così +voi, se potenti di fede, supererete ostacoli davanti ai quali, se trepidi +e tentennanti, cadrete. Non pensate a voi: vivete nel <i>fine</i>, nella +coscienza del Dovere, nel santo orgoglio del Diritto. E la costanza +coroni l'unità della vostra vita, come cupola il tempio. Siate uomini, +e Dio sarà Dio, cioè Padre e Proteggitore per voi.</p> + +<p>La vostra è la più grande fra tutte le missioni terrestri; siate +grandi com'essa. Voi siete chiamati a un'opera emulatrice delle opere +di Dio: la creazione d'un Popolo. E vi conviene accostarvi a Lui, +quanto può la creatura finita, purificandovi, consacrandovi. I giovani +guerrieri dei tempi di mezzo vegliavano la notte in armi, prostrati +sul nudo marmo, nel digiuno e nella preghiera, prima d'iniziarsi nella +cavalleria. Ed essi non giuravano che ad un signore, creatura mortale +com'essi: voi giurate a Dio, alla Patria, all'Umanità. E la loro +ricompensa per le belle imprese era la speranza che il loro nome +passasse, suono fugace, a pochi posteri nella canzone d'un trovatore; +ma voi aspetta la lunga benedizione delle generazioni che avranno +Patria da voi, e la vostra memoria, fatta tradizione d'onore, s'incarnerà +nella vita progressiva di tutta la vostra Nazione.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span></p> +<h3>IX.</h3> + +<p>Ed io raccolsi, o giovani d'Italia, questi ricordi dalle sepolture +degli uomini che morirono per voi, interrogate con fremito di riverenza +e con un amore per voi tutti che nulla può spegnere. Però +che, come pietre miliari che segnano la via al grande intento, o più +veramente come le stelle che c'insegnano, splendendo nei cieli mentre +la tenebra fascia la terra, la virtù della serena costanza nella sventura, +apparvero sempre di tempo in tempo, fra gli errori dei padri, +uomini puri d'ogni falsa scienza e d'ogni egoismo, i quali da Arnaldo +e Crescenzio fino a Bentivegna e Carlo Pisacane, raccolsero nelle +grandi anime loro la voce che la Patria manda invano da secoli a +voi, e mantennero incontaminata la tradizione del Genio Italiano: e, +con essi, i martiri del pensiero che soggiacquero, per calunnie, ingratitudine +e oblio, alle torture dell'anima, gravi quanto quelle del +corpo. E ogni qual volta il Popolo d'Italia, trasalendo sotto il suo +lenzuolo di morte, protestò, dalla Lega Lombarda e dai Vespri fino +alle Cinque Giornate, in nome della grandezza passata e della futura, +fu visitato dallo spirito che visse negli uomini dei quali io parlo.</p> + +<p>E i giovani d'Italia, che furono innanzi a voi, avevano, or corre +quasi un terzo di secolo, raccolto quei ricordi con me. E con me +avevano fatto giuramento solenne di non obliarli<a name="FNanchor_143_143" id="FNanchor_143_143"></a><a href="#Footnote_143_143" class="fnanchor">[143]</a>.</p> + +<p>Ma poi, simile a nembo di locuste su campo fecondo, s'addensò +sulla regione Subalpina una gente senza fede, senza tombe di martiri, +senza tradizione fuorchè di tempi nei quali il servaggio si era +abbarbicato alle menti, che fece suo studio e vanto deridere quei +santi ricordi e l'entusiasmo dei giovani e la solennità dei giuramenti +prestati. E si diffuse rapida su tutte le città d'Italia come lebbra su +forma umana o crittogama sulle piante.</p> + +<p>E fu veramente ed è tuttavia la crittogama o lebbra dell'anime.</p> + +<p>Gente di mezzo intelletto, di mezza scienza e di nessun core. E +gli uni si chiamarono <i>Dottrinarî</i>, ciò che significa uomini che millantano +dottrina e non l'hanno: gli altri, <i>moderati</i> o fautori del <i>giusto +mezzo</i>, cioè tentennanti sempre tra la virtù e il vizio, tra la verità e +la menzogna; ed altri, <i>pratici</i> e aborrenti dalle teorie, cioè corpi +senza anima e cadaveri galvanizzati; ed altri con altro nome. Ma +tutti si riconoscevano, siccome appartenenti alla stessa gente, dal +nome barbaro d'<i>opportunisti</i>, cioè diseredati d'iniziativa, eternamente +passivi e presti a fare solamente quand'altri ha fatto.</p> + +<p>E rinnegarono il culto puro di Dio per adorare idoli di loro fattura, +come gli Ebrei nel deserto.</p> + +<p>E gli uni si prostrarono davanti a un idolo che chiamarono Forza, +gli altri davanti a un altro che chiamarono <i>Tattica</i>, ed altri davanti +al pessimo fra tutti gl'idoli che ha nome <i>Lucro</i>.</p> + +<p>E i primi escirono, strisciando siccome vermi che pullulano dal +cadavere d'un Potente, dalla sepoltura di Napoleone; i secondi escirono +dalla sepoltura profanata d'un nostro Grande frainteso, che, +dopo aver patito tortura per la libertà della Patria, l'aveva veduta +morire, e assiso sul suo cadavere s'era fatto storico delle cagioni +della sua morte; gli altri escirono ed escono dal fango dove brulicano +gli insetti senza nome, la cui vita non guarda al di là dell'ora +che fugge.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span></p> +<p>E insegnarono che solo diritto è il <i>fatto</i>, e solo creatore del <i>fatto</i> +l'arsenale dove s'accumulano strumenti di guerra; e le idee essere +nulla, e i grossi battaglioni d'assoldati ogni cosa: dimenticando +come il Potente dalla doppia vita, ch'ebbe ad arsenale l'Europa e +ad esercito gli eserciti di tutte le genti d'Europa, giacesse cadavere +di prigioniero in Sant'Elena, per avere, com'ei ripeteva morente, +camminato a ritroso delle <i>idee</i> del secolo.</p> + +<p>Insegnarono, bestemmiando, che la virtù è nome vano, che la moralità +e la politica non sono sorelle, che il vero e l'errore sono +egualmente buoni, a seconda dei casi; e architettarono le teorie dei +<i>delitti utili</i> e della <i>menzogna opportuna</i>, ed altre siffatte, predicando +gli uomini doversi adattare ai tempi, come se i tempi creassero gli +uomini, e non questi i tempi.</p> + +<p>Insegnarono che i popoli possono redimersi gridando or <i>viva Cristo</i> +or <i>viva Barabba</i>, e che il bandir oggi l'infamia e il capestro a Giuda, +e inneggiarlo <i>magnanimo</i> e <i>augusto</i> domani, e pianger pianto di tenerezza +per papa o re, susurrando all'orecchio degli avversi: <i>lasciate fare; +forti, li rovescieremo;</i> e accarezzare un dì i Popoli, e l'altro, gli oppressori +dei Popoli, e prima la Polonia, poi il carnefice della Polonia, e +invocare la libera Inghilterra un giorno per maledirla <i>perfida Albione</i> +appena giovi ad accattare il favore della Francia, è scienza di Stato: +non avvedendosi che a quel modo si perde in ultimo l'ajuto di principi +e Popoli, come gente che; non avendo fede, non ne merita alcuna.</p> + +<p>Insegnarono che alcuni popoli avendo, quando l'Europa intera +era barbara o semibarbara, conquistato lentamente e faticosamente, +prima un grado di civiltà, poi un altro ed un altro, tutti i popoli, comunque +sorgenti a Nazione in seno ad una Europa incivilita, devono +salire quella scala da capo, come se l'esperienza degli uni non dovesse +fruttare agli altri, e le verità scoperte da un Popolo non fossero +scoperte per tutti, e il faro acceso da una mano provvida tra +le roccie marine non diffondesse lume e consiglio ad ogni navigatore +che navighi per quella via.</p> + +<p>Insegnarono che indipendenza può conquistarsi senza Unità e senza +vita di liberi, come se lo schiavo in casa potesse mai esser libero +dall'usurpazione altrui, come se l'animale aggiogato potesse accettare +un padrone e respinger l'altro, come se importasse combattere per +scegliere tra padrone e padrone.</p> + +<p>E insegnarono le tre Italie, le quattro Italie, le cinque Italie, e il +forte Regno del Nord, e la Confederazione con semi-libertà a Settentrione, +e tirannide a Mezzogiorno, e autocrazia al Centro—che +è il sacco del parricida—come se Dio avesse creato l'Italia a +spicchî; e dimentichi che anche quel Grande frainteso, invocato da +essi come maestro, additava, supremo rimedio a tutte le piaghe di +Italia, l'Unità Nazionale.</p> + +<p>E questa essi chiamarono scienza, ma io la chiamo impostura di +falsi profeti e rintonaco di sepolcri.</p> + +<p>E dacchè Cristo v'insegnava di scernere i veri e i falsi profeti dai +frutti dell'opere loro, voi dovete guardare ai fatti che quelle loro +dottrine hanno generato finora; e sono: la consegna di Milano, l'abbandono +di Roma e la pace di Villafranca.</p> + +<p>Ma poi che la costanza non è ancora virtù di popoli, e voi seduceva +il fascino della novità, e quelle dottrine blandivano nei più l'inconscia +tendenza ad accettare le vie che pajono più facili e richiedono +minore potenza di sacrificio, io vidi gemendo tutta una generazione +distaccarsi dalle tombe de' suoi martiri e plaudire insana ai falsi +profeti e seguirne le torte vie.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span></p> +<p>Allora ogni idea di rettitudine e di dignità d'anima fu smarrita, e +le menti s'abbujarono d'ogni sorta d'errori, tanto che s'udirono, senza +nota di pubblica infamia, fra gli adepti degli idolatri, scribi di diarî +e libercoli, taluni proporre che si comprasse indipendenza dall'Austria +a prezzo della libertà d'altri Popoli, forti di sacri diritti come noi +siamo; altri che si riscattasse Venezia a danaro; altri esultare ogni +giorno all'annunzio che si commetterebbero le sorti d'Italia a un +Convegno di despoti, ed altri prostituire l'umana parola fino a paragonare +alle creazioni di Michelangelo l'uomo per il cui cenno caddero +migliaja di libere vite in Roma e Parigi;—poi, quando un popolo +spense, in modo non giusto, <i>una</i> vita di tristo, diventarono a +un tratto ipocriti di virtù e di clemenza, dichiararono disonorata +l'Italia e lamentarono, come se il mondo andasse sossopra.</p> + +<p>E parve una danza di streghe dell'intelletto.</p> + +<p>E al soffio gelato di quelle codarde dottrine, io vidi inaridirsi l'entusiasmo, +incadaverire l'anime più generose, ed uomini, che avevano +insieme a me consacrato metà della vita a suscitare i giovani alla +vera fede, patteggiare, nell'altra metà, coi capi degli idolatri, ed erger +cattedra a distruggere l'opera propria; ond'io sentii nell'anima +solitaria quel dolore che labbro non può ridire.</p> + +<p>E pochi tra voi protestarono, sterilmente dignitosi, col silenzio, ma +i più cedettero, però che poche siano sulla nostra terra quelle anime +che ritraggono della natura degli angeli, e poche quelle che rivelano +natura pervertita di demoni, ma innumerevoli le anime dei fiacchi, +che seguono la corrente ovunque essa mova e alternano di continuo +fra il bene ed il male.</p> + +<p>Or io vi dico:</p> + +<p>In verità, in verità, così non si fonda Nazione; così si disfanno e +si disonorano i Popoli.</p> + +<p>Tornate ai consigli dei vostri Martiri. Prostratevi tre volte sulle +loro tombe e tre volte supplicate, commossi di pentimento, perch'essi +spirino in voi la forza della quale mancaste. Poi sorgete e, afferrato, +come Cristo, il flagello, cacciate inesorabili fino all'ultimo i trafficatori +di sofismi, di protocolli e d'<i>accoglienze</i> mutate in <i>accettazioni</i>, dal +Tempio contaminato della coscienza italiana. E dei libri, diarî e libercoli +di che essi appestarono la nostra contrada, fate cartuccie.</p> + +<p>Voi non avrete d'ora innanzi, se vorrete davvero redimervi, altra +via che la linea retta, altra scienza che la verità senza veli, altra +tattica che il coraggio e l'ardire, altro Dio che il Dio della Giustizia +e delle Battaglie.</p> + + +<h3>X.</h3> + +<p>Non vi sono cinque Italie, quattro Italie, tre Italie. Non vi è che +una <span class="smcap">Italia</span>. I tiranni stranieri e domestici l'hanno tenuta e la tengono +tuttavia serva e smembrata, perchè i tiranni non hanno patria; ma +qualunque tra voi intendesse a smembrarla redenta, o accettasse, +senza lotta di sangue, ch'altri la smembrasse, sarebbe reo di matricidio +e non meriterebbe perdono in terra nè in cielo.</p> + +<p>La Patria è una come la Vita. La Patria è la Vita del Popolo.</p> + +<p>Dio ve la diede; gli uomini non possono a modo loro rifarla. Gli +uomini possono, tiranneggiando, impedirle per breve tempo ancora +di sorgere; ma non possono far ch'essa sorga libera, oppur diversa +da quel ch'essa è.</p> + +<p>Dio che, creandola, sorrise sovr'essa, le assegnò per confine le due +più sublimi cose ch'ei ponesse in Europa, simboli dell'eterna Forza +<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span> +e dell'eterno Moto, l'Alpi ed il Mare. Sia tre volte maledetto da voi +e da quanti verranno dopo voi qualunque presumesse di segnarle +confini diversi.</p> + +<p>Dalla cerchia immensa dell'Alpi, simile alla colonna di vertebre +che costituisce l'unità della forma umana, scende una catena mirabile +di continue giogaje, che si stende sin dove il mare la bagna e +più oltre nella divelta Sicilia.</p> + +<p>E il mare la recinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non +la ricingono; quel mare che i padri dei padri chiamavano <i>Mare +nostro</i>.</p> + +<p>E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno +ad essa, in quel mare, Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori +isole, dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito +d'anime parlan d'Italia.</p> + +<p>Per entro a quei confini tutte le genti passeggiarono l'una dopo +l'altra conquistatrici e persecutrici feroci; e non valsero a spegnere +quel nome santo d'Italia, nè l'intima energia della razza che prima +la popolò; l'elemento Italico, più potente di tutte, logorò religioni, +favelle, tendenze dei conquistatori, e sovrappose ad esse l'impronta +della Vita Italiana.</p> + +<p>Per entro a quei confini tremende guerre fraterne insanguinarono +per secoli ogni palmo di terra. E mentre i pedanti scribi di diarî e +libercoli edificavano poc'anzi, su quelle guerre, sistemi a dichiarare +utopia l'unità della nostra vita, ecco i popoli sorgono e gridano: +<i>siamo fratelli</i>, e anelano confondersi in uno, e si danno, colla foga +imprudente del desiderio, ad un principe, solo perchè sperano ch'ei +si faccia simbolo vivente di quella Unità.</p> + +<p>In verità, colui che nega l'Unità della Patria non intende la Parola +di Dio, nè quella degli uomini.</p> + +<p>Voi dovete vivere e morire in quella Unità, però che in essa stanno +per voi la Forza e la Pace, il segreto della vostra missione e la potenza +per adempirla. Qualunque tra voi sorge a libertà, sappia ch'ei +sorge per tutti. Incarni ciascuno in sè i dolori, le speranze, le memorie, +il palpito d'avvenire di quanti respirano l'alito che si ricambia +dall'Alpi al Mare e dal Mare alle Alpi. Fra l'Alpi e il Mare non sono +che fratelli. E la maledizione di Caino aspetta qualunque dimentichi +che, mentre un solo dei suoi fratelli geme nell'abjezione della servitù +e non posa tranquillo e lieto d'amore sotto la sacra bandiera dei tre +colori, ei non può aver Patria, nè merita averla.</p> + + +<h3>XI.</h3> + +<p>Venite meco. Seguitemi dove comincia la vasta campagna che fu, +or son tredici secoli, il convegno delle razze umane, perch'io vi ricordi +dove batte il core d'Italia.</p> + +<p>Là scesero Goti, Ostrogoti, Eruli, Longobardi, ed altri infiniti, barbari +o quasi, a ricevere inconscî la consecrazione dell'Italica civiltà, +prima di riporsi in viaggio per le diverse contrade d'Europa; e la +polve che il viandante scote dai suoi calzari è polve di Popoli. Muta +è la vasta campagna, e sull'ampia solitudine erra un silenzio che +ingombra l'animo di tristezza, come a chi mova per camposanto. Ma +chi, nudrito di forti pensieri, purificato dalla sventura, s'arresta nella +solitudine a sera, poi che il sole ha mandato dalla lunga ondeggiante +curva dell'orizzonte l'ultimo raggio sovr'essa, sente sotto i suoi piedi +come un murmure indistinto di vita in fermento, come un brulichìo +di generazioni che aspettano il <i>fiat</i> d'una parola potente, per nascere +<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span> +e ripopolare quei luoghi che pajono fatti per un Concilio di Popoli. +Ed io intesi quel fremito e mi prostrai, però che mi pareva un suono +profetico dell'Avvenire.</p> + +<p>Là, per la via che ricorda il nome d'uno dei forti uccisori di Cesare, +e si stende fra tufi di vulcani spenti e reliquie d'Etruschi, tra +Monterosi e la Storta, presso al lago, è Bracciano.</p> + +<p>Sostate e spingete fin dove vale lo sguardo verso mezzogiorno, +piegando al Mediterraneo. Di mezzo all'immenso, vi sorgerà davanti +allo sguardo, come faro in oceano, un punto isolato, un segno di +lontana grandezza. Piegate il ginocchio e adorate: là batte il core +d'Italia: là posa, eternamente solenne, <span class="smcap">Roma</span>.</p> + +<p>E quel punto saliente è il Campidoglio del Mondo Cristiano. E a +pochi passi sta il Campidoglio del Mondo Pagano. E quei due Mondi +giacenti aspettano un terzo Mondo, più vasto e sublime dei due, che +s'elabora tra le potenti rovine.</p> + +<p>Ed è la Trinità della Storia, il cui Verbo è in Roma.</p> + +<p>E i tiranni o i falsi profeti possono indugiare l'incarnazione del +Verbo, ma nessuno può far che non sia.</p> + +<p>Però che molte città perirono sulla terra e tutte possono alla lor +volta perire; Roma, per disegno di Provvidenza indovinato dai popoli, +è <span class="smcap">Città Eterna</span>, come quella alla quale fu affidata la missione +di diffondere al mondo la parola d'Unità. E la sua vita si riproduce +ampliandosi.</p> + +<p>E come alla <span class="smcap">Roma dei Cesari</span>, che unificò coll'Azione gran parte +d'Europa, sottentrò la <span class="smcap">Roma dei Papi</span> che unificò col Pensiero l'Europa +e l'America, così la <span class="smcap">Roma del Popolo</span>, che sottentrerà all'altre due, +unificherà nella fede del Pensiero e dell'Azione congiunti l'Europa, +l'America e l'altre parti del mondo terrestre.</p> + +<p>E col patto della Nuova Fede raggiante un dì sulle genti dal Panteon +dell'Umanità, che s'inalzerà, dominatore sull'uno e sull'altro, tra il +Campidoglio ed il Vaticano, sparirà nell'armonia della vita il lungo +dissidio fra terra e cielo, corpo ed anima, materia e spirito, ragione +e fede.</p> + +<p>E queste cose avverranno quando voi intenderete che la Vita d'un +popolo è religione—quando, interrogando unicamente la vostra coscienza +e la tradizione, non dei sofisti, ma della vostra Nazione e +delle altre, vi costituirete sacerdoti, non del solo <i>Diritto</i>, ma del +Dovere, e senza transazioni codarde moverete guerra, non solamente +alla potenza civile della Menzogna, ma alla Menzogna stessa che +usurpa oggi in Roma il nome d'Autorità—quando raccoglierete il +grido profetico che Roma ridesta mandava, or son dieci anni, all'Italia, +e scriverete nel vostro core e sulla vostra bandiera: <i>noi non abbiamo +che un solo padrone nel cielo, ch'è Dio, e un solo interprete della sua +legge in terra, ch'è il Popolo</i>.</p> + +<p>Intanto Roma è la vostra Metropoli. Voi non potete aver Patria se +non in essa e con essa. Senza Roma non v'è Italia possibile. Là sta +il Santuario della Nazione. Come i Crociati movevano al grido di +<i>Gerusalemme!</i> voi dovete movere innanzi al grido di <i>Roma, Roma!</i> +nè aver pace o tregua, se non quando la bandiera d'Italia sventoli +nell'orgoglio della vittoria da ciascuno dei Sette Colli.</p> + +<p>E qualunque s'attentasse parlarvi d'una Italia senza Roma a centro, +o dettarvi leggi d'altrove, sarebbe simile a chi volesse ideare vita +senza core; e leggi e potenza sparirebbero, al primo soffio di tempesta, +dalle sue mani, come spariscono, cacciati non si sa dove dall'alito +più leggiero, quei filamenti ch'errano talvolta, senza base e +centro, per alcuni istanti nell'aria.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span></p> +<h3>XII.</h3> + +<p>La Patria è la Vita del Popolo: io dico vita del popolo e non +d'altrui. È necessario che quella vita si svolga liberamente e in tutte +le sue facoltà, senza vincoli che la incatenino, senza ostacoli di condizioni +che la isteriliscano e la condannino all'impotenza.</p> + +<p>Adorate dunque la Libertà. A che gioverebbe aver Patria se l'individuo +non dovesse trovare in essa e nella sua forza collettiva la +tutela della propria libera vita? Come potreste servire la Patria e +giovarle, se doveste vivere a beneplacito d'altri? È forse la prigione +Patria del prigioniero?</p> + +<p>Adorate la Libertà. Rivendicatela fin dal primo sorgere, e serbatela +gelosamente intatta, siccome pegno della vittoria, nelle battaglie +che dovete combattere per la Patria. Non vi fate mai d'altri. Abbiate +capi i migliori tra voi, padroni non mai. Però che voi non potete +darvi padroni, senza sagrificio del fine a cui tendete sorgendo. E +quando voi direte: <i>la patria dell'Italiano è tra l'Alpi e il Mare</i>, i +padroni vi diranno: <i>no; la Patria è tra il Mincio e il Conca</i>; quando +griderete: <i>a Roma! a Roma!</i> i padroni vi grideranno: <i>a Milano! o +a Torino!</i> E quando l'anima vostra fremerà guerra per tutti, i padroni +e i servi dei padroni, che sempre abbondano e sono gli adoratori +dell'Idolo <i>Lucro</i>, raccoglieranno Congressi di re stranieri per +decidere, a seconda dei loro fini, sulle cose vostre; e v'impediranno +la guerra.</p> + +<p>Quei che vi dicono: <i>voi dovete avere prima Indipendenza, poi Patria, +poi Libertà</i>, o sono stolti o pensano a tradirvi e a non darvi nè +Libertà, nè Patria, nè Indipendenza. Però che l'Indipendenza è l'emancipazione +dalla tirannide straniera, e la libertà è l'emancipazione +dalla tirannide domestica; or, finchè, domestica o straniera, voi avete +tirannide, come potete aver Patria? La Patria è la casa dell'Uomo, +non dello schiavo.</p> + +<p>E quei che vi persuadono, come mezzo d'ottener vittoria sollecita, +Dittatura di re e capi d'esercito, o sono stolti, o pensano, fin dal cominciar +dell'impresa, a tradirvi. Perchè, come può agevolarsi l'impresa +di tutti affidandola a un solo non sottoposto a sindacato d'alcuno? +I vostri padri creavano talora, nei sommi pericoli, Dittatori, +ma li sceglievano tra cittadini addetti al foro, all'armi o all'aratro; +e ponevano dietro ad essi il littore del Popolo colla scure in alto, e +presto a colpire s'ei tradiva o abbandonava, prima d'aver vinto, +impresa.</p> + +<p>La libertà vi viene da Dio; e voi non potete alienarla senza violarne +la Legge. Voi siete liberi perchè siete Uomini, e perchè dovete +conto alla Patria e a Dio dell'opere vostre. Voi dunque affermerete +la vostra Libertà, non, come i falsi profeti vi suggeriscono, in virtù +di qualche vecchia pergamena che ne faccia menzione—ciò che una +pergamena vi dà un'altra pergamena può torvelo—nè di concessioni +di principi, che una lunga storia di tradimenti v'insegna revocarsi +sempre il dì dopo, o l'altro,—ma in nome dell'irrevocabile +Diritto umano. E vi leverete col grido: <i>colla nostra Libertà per la +Patria</i>.</p> + +<p>E se, dimenticando la buona vecchia tradizione Italiana e la storia +degli ultimi cinquanta anni e le parole che Dio disse a Samuele +profeta, volete pur darvi un re, sia almeno quel re il figlio, l'eletto +della vostra Libertà e riceva, insieme al Patto che i vostri Delegati +liberamente raccolti scriveranno in Roma per la Nazione, la sua +<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span> +corona da voi, e il vostro linguaggio gl'insegni ad ogni ora ch'ei +l'ebbe da voi e che potete e vorrete ritoglierla ogniqualvolta ei falserà +quel Patto, o a voi piacerà governarvi in modo più affine al +Vero e più favorevole ai fati della Patria vostra.</p> + +<p>Gli antichi uomini dell'Arragona, quando l'Arragona era libera, +dicevano al Re ch'essi eleggevano: <i>noi che, singoli, vi siamo eguali, e +uniti possiamo più di voi, vi facciamo re nostro, a patto che voi manteniate +i nostri diritti e le nostre libertà. E se no</i>, <span class="smcap">no</span>.</p> + +<p>E voi all'uomo che s'assume d'esservi re dovreste dire: <i>a patto che +voi poniate, senza indugio, esercito, tesori, opera e vita a servizio di +tutta quanta l'Italia, e rompiate ogni vincolo che non sia col Popolo +d'Italia, e domandiate tre volte perdono a Dio e all'Italia d'aver lasciato +che si contaminasse la Patria dall'alleanza coll'uomo che versò, +in nome della tirannide, il sangue di Roma. E se no</i>, <span class="smcap">no</span>.</p> + +<p>Ma trascinandovi sommessi davanti a lui col turibolo dell'adulazione +servile e chiamandolo Grande, Salvatore e Generosissimo, +mentre non è secco ancora l'inchiostro che firmò la pace di Villafranca, +e benedicendogli mentr'ei vi riceve in dedizione feudale dal +tiranno straniero, e illudendovi a tradurre le <i>accoglienze</i> in <i>accettazioni</i>, +voi non fate se non disonorare voi stessi e lui, e insegnargli che siete +pur sempre schiavi, e incitarlo a tradire il debito suo.</p> + +<p>Però che da tempo immemorabile i violatori del Dovere e delle +promesse e dei diritti dei Popoli, escirono generati, più che da natura +perversa, dalla codarda idolatria e servile adorazione dei popoli +che tradivano la propria coscienza e la dignità dell'anima loro +immortale.</p> + + +<h3>XIII.</h3> + +<p>V'hanno detto che l'unico vostro grido deve essere in oggi: <i>fuori +lo straniero! viva l'Indipendenza!</i> Ma io vi dico che non otterrete +Patria se non quando il vostro grido sarà: <i>fuori la tirannide! viva +l'Unità Nazionale!</i> Quel grido di <i>fuori lo straniero</i> non è che un'eco +misera del grido <i>fuori il barbaro!</i> che nei secoli addietro ogni papa +o principe, a cui stava in animo d'occupare un qualche lembo della +vostra terra, mandava, sorridendo celatamente di scherno, ai poveri +popoli illusi. E fu trovato di sofisti idolatri, che intesero a sviarvi +dal vero sogno e serbarvi, allettandovi dietro a un fantasma d'emancipazione, +facile preda a ogni dominazione di principi e cortigiani.</p> + +<p>V'hanno detto che voi siete servi dell'Austria e che prima di provvedere +alle vostre sorti d'uomini e di cittadini, v'è d'uopo attendere +a liberarvene. Ma io vi dico, ed altri vi ha detto, che voi siete servi +dei vostri servi; servi del re che tiene le belle e forti regioni del +Mezzogiorno: servi del Vicario del Genio del Male: servi di meschine +trepide ambizioni dinastiche: servi di prelati, di cortigiani, faccendieri +e sofisti, che immiseriscono le vostro guerre, incatenano colle +vecchie tradizioni e colle gerarchie d'anticamera il genio dei vostri +militi, intorpidiscono le vostre facoltà e ammorzano il vostro entusiasmo +con polvere e fango di protocolli: servi di governucci diseredati +egualmente di pensiero e di azione, i quali regolano il vostro +moto nazionale colle forme d'una vecchia danza di corte, e, con un +popolo fremente innanzi, dissertano sull'<i>accogliere</i> o sull'<i>accettare</i>, e +sopra ogni sillaba venuta da Biarritz o da altro ricettacolo di Despota +traditore, come i Greci del Basso-Impero dissertavano, morente la +Patria, sulla luce che veniva o non veniva dall'ombelico.</p> + +<p>Emancipatevi, in nome della Libertà, da tutti costoro—da quei +<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span> +che mandano deputazioni a regnanti stranieri per chieder loro permesso +di vivere liberi—da quei che smembrano la Causa d'Italia, +restringendo ad una o ad altra zona della vostra terra i diritti trepidamente +enunziati—da quei che spendono la vostra polvere da cannone, +non contro il nemico, ma per celebrare i benefizî e le glorie +d'una <i>annessione</i> ch'è favola—da quei che vi dicono: <i>sperate nell'uomo +di Villafranca, nello Tsar, nel Convegno futuro dei Principi</i>, +invece di dirvi: <i>sperate in voi stessi, nelle vostre bajonette, nel diritto +Italiano e nel Dio di Giustizia</i>—da quei che dicono a chi parla +d'insorgere: <i>sostate sino al finir delle Conferenze in Zurigo o sino al +cominciare delle Conferenze in Bruxelles</i>—da quei che v'hanno detto: +<i>durate immobili</i>, mentre si vendeva a Venezia o si scannava in Perugia—da +quei che vi vietano, mentre ogni giorno che corre frutta proscrizione +ai nostri e ordinamento di forza al nemico, di varcar la Cattolica—da +quei che si dicono chiamati a governare una impresa di libertà, e, +perchè non s'impaurisca il dispotismo straniero, vi vietano libertà di +parola, di pubblici convegni, di stampa. Ruggite e sperdeteli. Non +avrete allora da temer l'Austria.</p> + +<p>Voi sperdeste l'Austria dieci anni addietro colla campana a stormo +e colle barricate d'una provincia, e non si rifece potente—lo diceste +tutti in quel tempo—se non per le colpe degli stessi sofisti e faccendieri +di corte che oggi rigovernano le cose vostre. Perchè non +la sperderebbero la campana a stormo e le barricate di tutta Italia?</p> + +<p>Non è la forza, prima nel Diritto e nei fermi propositi, poscia nel +numero? Or come dunque osano i sofisti dirvi che siete troppo deboli +per pensare ad altro che a cacciar l'Austria, e limitano intanto +il vostro numero e le vostre forze, confinandovi per entro al recinto +di poche provincie e contendendovi la vasta, la forte, l'onnipotente +Italia?</p> + +<p>Libertà! Libertà! Siate liberi come l'aria delle vostre Alpi: liberi +come le brezze dei vostri mari: liberi per seguir capi i quali osino e +sappian guidarvi: liberi per combattere: liberi per suscitare, coll'armi e +con tutti i mezzi che Dio vi ha profusi, l'Italia tutta ad insorgere: liberi +d'infervorarvi a vicenda coi convegni fraterni e di chiamare lo spirito +di Dio sulle turbe raccolte: liberi di vivere e morir per la patria, +non per un frammento di Regno o per una Italia a mosaico, col marchio +di servitù su Napoli, Palermo, Venezia e Roma.</p> + + +<h3>XIV.</h3> + +<p>D'onde vengono, ove vanno quegli uomini che hanno sembianza di +prodi, e nondimeno portano come un segno di sconfitta sulla pallida +fronte e movono verso il mar di Liguria, tristi come vittime consecrate? +Perchè trasaliscono muti alle parole <i>Eljen a' Magyar</i>, mormorate +sommessamente al loro orecchio, come da chi si sente involontariamente +colpevole?</p> + +<p>Sono figli della Drava e dei Carpati: Ungheresi ch'erano pochi mesi +addietro nelle file nemiche.</p> + +<p>Soldati e prodi, essi s'apprestavano al debito loro nella battaglia; +ma quando si videro a fronte la bella bandiera dai tre colori, e udirono +il grido <i>all'armi!</i> d'Italia, sentirono un brivido nell'ossa, come +s'essi movessero a guerra fraterna, e calarono l'armi e s'arresero.</p> + +<p>Ricordarono le libere pugne di dieci anni prima contro l'oppressore +della loro terra, e che in quel tempo anche in Italia si combatteva +quell'oppressore, ch'è oppressore di tutte le terre ove pone piede.</p> + +<p>Ricordarono le glorie dei padri combattenti la minaccia dell'invasore +<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span> +Ottomano, e Venezia che combatteva anch'essa le battaglie Cristiane +quando le combattevano i padri. Ricordarono i vestigi dell'antica +civiltà Italica diffusi per le loro terre, e i patti di fratellanza +stretti nell'esilio fra uomini immedesimati nelle comuni sventure e +nelle comuni speranze.</p> + +<p>E ciascuno di loro disse all'altro: <i>là, dove si combatte per l'emancipazione +d'un Popolo, è sacra l'emancipazione di tutti: ogni uomo +della libera Italia sarà un fratello per noi, e moveremo uniti in nome +della loro e della nostra Nazione</i>. E cessero l'armi per ripigliarle sotto +più giusta bandiera il dì dopo.</p> + +<p>Ed ora movono lentamente, tristamente, smarriti dell'anima, incerti +nella fede, verso quelle terre d'Austria dove sognavano di non tornare +che vincitori, a incontrarvi gli scherni e la persecuzione dell'oppressore.</p> + +<p>Però che dov'essi credevano trovare un popolo di fratelli, e combattere +uniti le battaglie della Patria, trovarono una gente aggirata +da idolatri e sofisti, combattente senza saperlo, per un frammento di +Regno, e reggitori di rivoluzioni tremanti davanti al cipiglio dello +straniero e ministri commessi di corte che dissero loro: <i>tornate; noi +v'abbiamo ottenuto</i> <span class="smcap">perdono</span> <i>dall'Austria</i>.</p> + +<p>Ed io mi sento il rossore su per le guancie, scrivendo; e voi tutti +dovreste arrossire, leggendo.</p> + +<p>Addio, poveri illusi figli della Drava e dei Carpati. Voi faceste atto +solenne di fede; e veniste fra noi per insegnarci come l'Austria sia +debole, e come quel fantasma di potenza, in nome del quale i traviatori +del nostro moto ci chiedono di rinunziare alla libertà, all'unità, +a tutto ch'è caro ad un popolo, sfumerà come neve tocca dal +sole, quando tra noi una bandiera di popolo porterà scritto: <i>per la +nostra libertà e per la vostra</i>. Ma gli uomini, ch'or reggono e traviano +il nostro moto, non possono intendere la santità della vostra fede e +non vogliono raccogliere l'insegnamento. Non ci maledite: gemete +per voi e per noi. Il Popolo d'Italia è ora cieco, non vile.</p> + +<p>Ma il Popolo d'Italia sorgerà, come Lazzaro, dal sepolcro d'inerzia +ove giace, dopo brevi giorni di sonno. E fin dalla prima ora del risorgere, +esso ricorderà il patto d'alleanza che voi gli offriste e i suoi +forti si trasmetteranno di fila in fila la parola della battaglia: Roma—Pesth.</p> + +<p>E a quel grido, da Pesth a Praga, da Praga a Zagreb, da Zagreb +a Lemberg, da Lemberg a Cattaro, sorgeranno nemici all'Austria e +diranno: <i>noi pure, noi pure!</i> E il nome del vecchio Impero sparirà +nella tempesta d'un giorno.</p> + + +<h3>XV.</h3> + +<p>Voi siete ventisei milioni d'uomini, circondati da una Europa di +Popoli oppressi, che, come voi, cercano la Patria e come voi provarono +d'esser potenti, desti una volta che siano, a rovesciare i loro +padroni. Non entrerà mai dunque in voi coscienza dalla vostra forza? +Non intenderete voi mai che il giorno in cui, invece di gemere e +supplicare, in nome dei vostri patimenti e di non so quali diritti locali, +una dramma di libertà, delibererete di sorgere e dire: <i>in nome +della natura umana e del Diritto Italiano, vogliamo Libertà e Patria +per noi e per quanti s'affratelleranno in armi con noi</i>, voi sarete iniziatori +della Guerra delle Nazioni, e tanto forti da far tremare sulle +loro sedi tutti i Potenti d'Europa?</p> + +<p>Voi potete, il giorno in cui due uomini sopra ogni cento fra voi +<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span> +vorranno star tre mesi sull'armi, due terzi all'aperto e l'altro terzo a +guardia delle barricate cittadine, appoggiare le vostre richieste o la +vostra chiamata all'Europa con un mezzo milione di combattenti. Non +intenderete voi mai che un mezzo milione d'uomini, levati in armi +per una idea santa di verità e di giustizia, può ciò che vuole? che +la vittoria è sua senza i danni inseparabili da ogni vittoria cercata +da forze minori? che le sorti d'Europa stanno raccolte per entro le +pieghe della sua bandiera?</p> + + +<h3>XVI.</h3> + +<p>Non dite: l'Europa è più vasta della nostra contrada e può mettere +in armi un maggior numero di combattenti, e li verserà contro noi. +Due milioni d'armati in nome della tirannide non prevalgono contro +un mezzo milione d'armati per la Libertà e per la Patria, accampati +su terra loro, tra le sepolture dei loro martiri e i grandi ricordi dei +loro padri. Ma in verità io vi dico che davanti allo spettacolo d'un +Popolo fatto Principio e procedente col ferro nella destra e il Vangelo +Eterno, <i>libertà, vita, progresso, associazione, fratellanza delle +Nazioni</i>, nella sinistra, i due milioni d'Europa non moveranno contro +voi, ma contro i despoti che s'attentassero d'assalirvi.</p> + +<p>Quando, undici anni addietro, la Francia si riscosse dal lungo +sonno in cui l'avean posta i padri dei sofisti idolatri ch'oggi pesano +sui vostri moti, una lunga tremenda corrente elettrica corse Francoforte, +Berlino, Pesth, Vienna, Milano, e pose a pericolo tutti i troni +d'Europa, perchè i Popoli, ricordando la Francia del 1789 e commossi +dalla potente parola che suonava attraverso la nuova riscossa, credettero +che un principio sorgesse e salutarono con impeto la vita che +doveva discenderne a tutti.</p> + +<p>E quel che la Francia, sorgendo, produsse allora, voi, come ogni +altro Popolo, potete, sorgendo, produrlo in oggi. Però che, non quel +che i Popoli <i>sono</i> per numero o concentramento di forze, ma quel +che i Popoli <i>fanno</i> è, per decreto di provvidenza, norma generatrice +agli eventi; e mentre la Monarchia di Spagna co' suoi vasti dominî +sui quali non era tramonto di sole, non lasciò segno nel mondo +fuorchè di roghi e d'ossa di vittime, i piccoli Comuni d'Italia diffusero +sull'Europa un solco immortale d'incivilimento e di libertà.</p> + +<p>Porgete attento l'orecchio, e ditemi se non udite un cupo rumore +che viene come di sotterra, un fremito come di marea che salga, +un'eco indistinta come di lavoro che scavi le fondamenta delle Potenze +terrestri.</p> + +<p>Guardate in volto ai padroni del mondo e ai servi dei padroni del +mondo, e ditemi se le pallide fronti e il guardo irrequieto dei primi +e l'affaccendarsi convulso di qua, di là, di su, di giù per le vie dell'inferno +che chiamano Diplomazia, non accennino a presentimento +di rovina, a terrore d'ineluttabili fati.</p> + +<p>Essi tremano nell'anima loro, come per freddo di morte imminente, +perchè sentono il fremito di quella terza vita d'Italia, ch'io v'annunziava +poc'anzi e che, quando si manifesti nel mondo, sperderà la +turba di Fantasmi e Menzogne colla quale essi sviano i Popoli dalla +vera via.</p> + +<p>E contemplate, studiando, l'Europa al lume, non delle lanterne cieche +degli angusti sistemi e delle false dottrine, ma della fiaccola ardente +della verità; poi ditemi, se nel culto invadente della materia, nello +scherno versato sulle vecchie credenze, nell'anelito a nuove tuttora +ignote, nel pazzo e breve affollarsi dei molti intorno ad ogni più +<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span> +strano concetto, nel silenzio paziente dei pochi, nel contrasto fra il +martirio degli uni e l'indifferenza degli altri, nelle filosofie congegnate +a mosaico, nell'inaspettato riapparire di vecchie Potenze che +il mondo credeva spente per sempre, nel disfacimento visibile d'antichi +Imperi che il mondo credeva immortali, nell'agitarsi sovra ogni +terra dei milioni che lavoravano finora muti, inconscî, pei pochi, e +nel dolore senza nome che invade l'anime giovani, e nelle gioje profetiche +che illuminano subitamente l'anime stanche, non ravvisiate i +segni della morte d'un Mondo e del faticoso accostarsi alla vita, d'un +altro.</p> + +<p>Io vi dico che, come quando morivano gli Dei Pagani e nasceva +Cristo, l'Europa è oggi assetata d'una nuova vita e d'un nuovo Cielo +e d'una nuova Terra; e ch'essa si verserà, come a santa Crociata, +sull'orme del primo Popolo dal quale escirà, sopportata da forti fatti, +una voce banditrice d'adorazione all'eterno Vero, all'eterna Giustizia, +e d'anatema alla Potenza che opprime e alla Menzogna che mentisce +o prostituisce la vita.</p> + +<p>Siate voi quella voce e quell'esempio vivente. Voi lo potete. E +l'Europa coronerà la vostra Patria d'una corona d'amore sulla quale +Dio scriverà: <i>guai a chi la tocca!</i></p> + +<p>Ma finchè l'Europa vi vedrà agitati pur trepidi sempre, frementi +pur prostrati davanti agli idoli, e apostoli o accettatori ipocriti di +menzogna e chiedenti a principi o a convegni di stranieri la terra +ch'è vostra, essa dirà: <i>non è un popolo che si desta, ma un infermo +che muta lato</i>; e i dubbî piccoli fatti, che si compiranno nella vostra +contrada, non saranno argomento se non di ciarle diplomatiche a +raggiratori, o di speculazioni devote all'idolo <i>Lucro</i> in quell'antro di +rapina che, con vocabolo gallico, chiamano Borsa.</p> + + +<h3>XVII.</h3> + +<p>Non dite: <i>il nostro Popolo non è maturo pei sacrifici e per l'entusiasmo +che si richiedono alla grande impresa</i>. Il Popolo è di chi merita +d'averlo con sè. E dopo i miracoli operati dal Popolo d'Italia +per solo istinto di Patria, nel 1848 per ogni dove, e nel 1849 in Roma +e Venezia, chi parla in siffatta guisa del Popolo d'Italia, in verità, è +reo di bestemmia.</p> + +<p>E allora, non era in esso, come or dissi, che istinto e non altro di +Patria. Però che, da poche anime buone in fuori che s'erano accostate +ad esso con amore, ma gli avevano, insieme a qualche parte di Vero, +insegnato la triste e inerte rassegnazione, nessuno avea cercato educarlo +e affratellarlo in comunione d'idee con chi gli sta sopra.</p> + +<p>Ma d'allora in poi, mentre voi guardate freddi dall'alto di un falso +sapere su ciò che chiamate tuttora, come se foste Pagani, il vulgo +profano, molte anime buone, alle quali la tradizione dell'Umanità collettiva +ha dato l'intuizione dell'avvenire, hanno stretto con amore le +mani incallite degli uomini del lavoro e hanno parlato ad essi come +fratelli, e gli uomini del lavoro le conoscono e le ricambiano d'amore +e possono sviarsi per breve tempo da esse, ma ogni qual volta le troveranno +sulla loro via, le seguiranno con profonda fiducia.</p> + +<p>E poi che nel popolo delle vostre città la coscienza s'è aggiunta +all'istinto di Patria, e Dio, che segnò le diverse epoche della Vita +coll'emancipazione degli <i>schiavi</i> dapprima, poi con quella dei <i>servi</i>, +vuole che sia battesimo dell'epoca nuova l'emancipazione dei poveri +<i>figli del lavoro</i>, io vi dico, non per vezzo d'adulazione alle moltitudini, +ma in puro spirito di verità, che oggi il popolo delle vostre +<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span> +città è migliore di voi, che il mondo chiama letterati e filosofi, e di +me che scrivo.</p> + +<p>Però che voi ed io possiamo avere <i>virtù</i>, ch'è lotta e fatica, laddove +nel Popolo, fanciullo dell'Umanità, vive e respira la spontaneità dell'<i>innocenza</i>, +ch'è la virtù inconscia; e mentre in voi ed in me alloggiano +forse orgoglio d'intelletto violato dalla tirannide e vaghezza di +fama, il Popolo more ignoto sulle barricate cittadine, senza onore di +tomba, senza orgoglio fuorchè della sua terra, senza speranza fuorchè +pei figli ch'ei confida commettere a fati men duri.</p> + +<p>E mentre voi ed io, guasti dai conforti dell'esistenza o da lunghi +studî su morte pagine, andiamo calcolando sulle maggiori o minori +probabilità di vittoria nelle battaglie pel Giusto e pel Vero, e tentennando +e indugiando finchè il nemico s'avveda del colpo che vorremmo +vibrargli, il Popolo, che non conosce libro fuorchè quello +della Vita e accoglie in sè più gran parte della tradizione italiana +che congiunge in uno il <i>pensiero</i> e l'<i>azione</i>, vibra il colpo subitamente +e coglie sprovveduto il nemico.</p> + +<p>E se il popolo delle vostre campagne è da meno, dipende da questo +che, abbandonato interamente da voi e lontano anche da quel riflesso +di pensiero che si diffonde più o meno a tutti dai grandi centri d'incivilimento, +esso soggiace nei suoi villaggi alle inspirazioni del birro +dei corpi e del birro dell'anime. E la vita misera oltre ogni dire lo +fa più cauto nel sacrificio, però che, se per tradimento o fiacchezza +di chi guida, il nemico ritorna potente là d'onde ei partì, non può +far sì che gli uomini delle città non abbiano bisogno di pane, tetto, +vestimenta e utensili, sorgenti perenni di lavoro, mentre struggendo, +nei primi furori della vendetta, le messi e involando i buoi che trascinan +l'aratro, il nemico isterilisce le sorgenti della vita all'uomo del +contado e condanna lui e la sua famigliuola a morire. Ma con pochi +decreti che gli promettano un miglioramento nelle sue tristissime +condizioni, e con una energia d'azione che gli provi la vostra irrevocabile +determinazione e la vostra forza, voi lo avrete pronto agli +ajuti anch'esso e devoto alla causa comune.</p> + +<p>Voi avete tutti un gran debito verso il Popolo, perchè il Popolo +ha bisogno che gli si assicuri, con più equa retribuzione al lavoro, il +pane del corpo, e, con una educazione nazionale, il pane dell'anima, +e voi gli avete finora mostrato, scritta in capo a un brano di carta, +una serie di diritti ch'ei non <i>può</i> esercitare, e di libertà delle quali +ei non <i>può</i> valersi: e gli avete chiesto di morire per quel brano di +carta.</p> + +<p>E il Popolo ha bisogno di amore, e voi gli date diffidenza ed orgoglio; +il Popolo ha bisogno d'azione, e voi gli date diplomazie e +andirivieni di legulei; il Popolo ha bisogno di verità e di programmi +semplici e chiari, e voi lo trascinate per ginepraî di transazioni e artificî +politici ch'ei non intende, e lo chiamate a cacciar lo straniero +dandogli lo straniero per alleato, a emanciparsi dal Vicario del Genio +del Male prostrandovi a un tempo davanti a lui come a sorgente di +verità spirituale, a liberarsi dalla tirannide vietandogli intanto convegni +pubblici, insegnamento di giornali, oratori cari ad esso e libertà +di parola. E gl'insegnate per anni ad agitarsi e fremere e prepararsi +all'azione per poi dirgli: <i>sta; noi non abbiamo bisogno di te, ma d'eserciti +ordinati di principi e despoti</i>. Poi vi lagnate d'esso e lo chiamate +stolto e codardo, se gli accade d'esitare nel dubbio e nello +sconforto il giorno in cui il tardo senso della sua onnipotenza vi +costringe a invocarlo.</p> + +<p>In verità voi raccogliete quello che seminaste colle vostre mani.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span></p> +<p>Ma parlate al Popolo di <i>libertà</i> e fate, non ch'ei la veda scritta su +brani di pergamena, ma la senta nella vita d'ogni giorno e d'ogni ora; +ditegli <i>amore</i>, e mescolatevi eguali ed amorevoli fra le sue turbe: +ditegli <i>fede</i>, e mostrategli che l'avete in esso: ditegli <i>progresso</i>, e +decretate, in nome e a spese della Nazione, l'educazione dei suoi +figli: ditegli <i>proprietà</i>, e fate che scenda ad esso la proprietà del +lavoro: ditegli <i>verità</i>, e non gli date mai ipocrisie, menzogne o reticenze +gesuitiche: ditegli <i>Patria</i>, e mostrategliela, non a spicchî e +frammenti, ma Una e vasta e potente: ditegli <i>azione</i>, e ponetevi a +guida delle sue moltitudini col sorriso della vittoria sul volto e presti +a combattere, per ottenerla, con esse: siategli apostoli, capi, fratelli; +e voi trarrete dal Popolo miracoli di virtù e di potenza a petto dei +quali i miracoli di dieci anni addietro saranno come deboli riflessi +di luce a fronte della luce viva e raggiante, come incerte promesse +a fronte delle opere che adempiono.</p> + + +<h3>XVIII.</h3> + +<p>Chi vinse, il 29 maggio 1176, contro Federico Barbarossa in Legnano, +la prima grande battaglia dell'indipendenza Italiana?—Il +Popolo.</p> + +<p>Chi sostenne per trent'anni l'urto di Federico II e del patriziato +ghibellino, e ne logorò le forze davanti a Milano, Brescia, Parma, +Piacenza, Bologna?—Il Popolo.</p> + +<p>Chi franse in Sicilia la tirannide di Carlo d'Angiò, e compì nel +marzo del 1282 i Vespri a danno dell'invasore Francese?—Il +Popolo.</p> + +<p>Chi fece libere, grandi e fiorenti le Repubbliche Toscane del XIV +secolo?—Il Popolo.</p> + +<p>Chi protestò in Napoli a mezzo del secolo XVII contro la tirannide +di Filippo IV di Spagna e del Duca d'Arcos?—Il Popolo.</p> + +<p>Chi vietò con resistenza instancabile che l'Inquisizione dominatrice +su tutta l'Europa s'impiantasse nelle Due Sicilie?—Il Popolo.</p> + +<p>Chi scacciò da Genova nel dicembre del 1746, di mezzo al sopore +di tutta l'Italia, un esercito Austriaco?—Il Popolo.</p> + +<p>Chi vinse le cinque memorande Giornate Lombarde nel 1848?—Il +Popolo.</p> + +<p>Chi difese due volte, nell'agosto del 1848 e nel maggio del 1849, +Bologna contro gli assalti dell'Austria?—Il Popolo.</p> + +<p>Chi salvò nel 1849, in Roma e Venezia, l'onore d'Italia prostrato +dalla monarchia colla consegna di Milano e colla rotta di Novara?—Il +Popolo.</p> + +<p>Il Popolo senza nome, combattente senza premio di fama; l'Eroe +collettivo, l'uomo-milione che non fallì mai alla chiamata ogni qual +volta gli vennero innanzi, in nome della santa Libertà, uomini che incarnarono +in sè l'<i>azione</i> e la <i>fede</i>.</p> + + +<h3>XIX.</h3> + +<p>Giovani Volontarî Italiani, benedette siano l'armi vostre! Benedette +le Madri che s'incinsero in voi! Benedette le fanciulle del vostro +amore, che compressero sotto un pensiero di patria i palpiti del core +per salutare d'un sorriso di conforto la vostra partenza!</p> + +<p>Però che in voi vivono le due virtù del Popolo, l'azione e la fede; +e, come il Popolo, abbracciaste il sacrificio siccome un fratello, senza +calcolo di premio o di rinomanza, fuorchè di tutti. Sante sono le vostre +<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span> +bajonette, perchè portano sulla punta una idea: l'Unità della +Patria; sante l'anime vostre, perchè portano in sè, come Dio in santuario, +il più puro fra tutti gli affetti, l'affetto alla libertà della +Patria.</p> + +<p>Fra voi splendono, come ricordi d'una gloria mietuta, come bandiera +d'onore di mezzo a un esercito, uomini che diedero combattendo, +da Roma e Venezia, il programma dell'Italia futura. E su voi +tutti splende la serena maestà dell'intrepido Capo, il cui nome è fascino +d'entusiasmo alla gioventù d'Italia e di terrore al nemico. Ma +sulla fronte a ciascuno di voi sta un segno che vi dice capaci d'emular +quei ricordi e d'esser degni del Capo. In voi respira, volente, +potente, la Patria. Il vostro campo è un Pontida Italiano. Voi siete +un Poema vivente, che ricongiunge la coscienza dell'oggi colla tradizione +di quasi sette secoli addietro.</p> + +<p>Ma perchè sostate, o giovani Volontarî, sulla bella via? Perchè, come +Poema troncato a mezzo dalla morte del Genio che lo dettava, l'impresa +che iniziaste giace, colpita di subita inerzia, a mezzo il suo +corso? È libera ed una l'Italia, o giovani? O segnaste voi pure, collo +straniero, i patti di Villafranca?</p> + +<p>Voi accorreste dove suonava il nome di Patria, col nome d'Italia +sul labbro, coi colori Italiani sul petto.</p> + +<p>Sono i limiti della Patria Sant'Arcangelo e il Mincio?</p> + +<p>Non è terra d'Italia quella che si stende a mezzogiorno e a settentrione +di quei confini?</p> + +<p>Ciascuno di voi portò seco un giuramento solenne: <i>dall'Alpi al Mare</i>. +Non è Venezia al di qua delle Alpi? Non bagna il nostro mare le +spiaggie frementi della Sicilia?</p> + +<p>E Roma? Roma dove vive l'unità della Patria? Roma che è core, +tempio, palladio della Nazione? La cancellate voi dalla Carta d'Italia? +O lo straniero che vi signoreggia è meno straniero perchè veste +una assisa francese tinta in rosso dal sangue dei vostri?</p> + +<p>A due passi dalle vostre vedette il bastone dei mercenarî Svizzeri +e dei birri papali scende sul dorso d'uomini che vi sono fratelli. Più +in là, in mezzo ai desolati dominî del Vicario del Genio del Male, +sorge un Castello che chiude da dieci anni centinaja d'uomini, che +vi prepararono, congiurando, combattendo, la via. Più in là stanno le +prigioni di Roma. E più in là, nelle atroci segrete napoletane, negli +scavi delle isole disseminate sui vostri confini meridionali, vivono, +d'una vita di chi domani morrà, apostoli della vostra Causa, volontarî +della stessa Bandiera, che vi precorsero nell'impresa. Volgete addietro +lo sguardo; là tra le lagune agonizza di lenta, tremenda agonia la +Roma dell'Adriatico, Venezia, che v'insegnò indipendenza fin da quando +gli uomini del Nord cominciarono a correre le vostre contrade; Venezia +che tenne ultima in alto, dieci anni addietro, il vessillo della +libertà e dell'onore d'Italia; Venezia alla quale venti volte giuraste +che i vostri fati non si scompagnerebbero mai da' suoi.</p> + +<p>Giuraste ad essa, alla Patria, a Dio; e nelle parole di quel giuramento +cingeste l'armi. Perchè sostate? Perchè tradite il debito cresciuto +in voi colla forza, e obbedite come se foste assoldati dalla tirannide +e non apostoli armati d'una Fede suprema, alla paura degli +inetti che travolgono la Patria appiè d'un Convegno di re stranieri?</p> + +<p>Il tempo rode le rivoluzioni dei Popoli: il tempo è lima che consuma +l'entusiasmo dell'anime. Non v'avvedete voi che sul tempo calcolano +i vostri padroni, perchè lo sconforto aggeli e isterilisca gli +elementi di forza che vi stanno innanzi? Non v'avvedete che ogni +mese, ogni giorno d'indugio scema d'un raggio la stella di vittoria +<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span> +che splendeva sulle vostre colonne armate e affascinava a seguirvi +le moltitudini?</p> + +<p>Giovani Volontarî, perchè sostate? Voi siete un Esercito Liberatore +o una Menzogna vivente: siete gli Araldi della Nazione o strumenti +miseri e inconscî d'una angusta ambizione di principe, d'un disegno +preordinato di dominazione straniera. Voi siete oggi custodi della vita +e della morte del vostro Popolo. Chi oserà sorgere fra gli inermi, se +voi, forti, armati, ordinati, non osate varcare una linea segnata dall'inchiostro +d'un commesso di diplomazia e d'un faccendiere di corte?</p> + +<p>Affrettatevi intorno ai Capi e dite loro: <i>è Capo chi guida: guidateci. +Noi ci sacrammo Cavalieri d'Italia, non di Toscana, Parma o Romagna. +I fati della Patria pendono dai suoi figli in armi, non dai protocolli +di Parigi o Zurigo. Ovunque gemono e fremono fratelli nostri, là +sta il campo delle nostre battaglie. Movete, o moviamo</i>.</p> + +<p>E siano benedette l'armi vostre, giovani Volontarî Italiani! Benedette +le madri che s'incinsero in voi! Benedette le fanciulle del vostro +amore, che compressero sotto un pensiero di Patria i palpiti del +core, per salutare d'un sorriso di conforto la vostra partenza!</p> + + +<h3>XX.</h3> + +<p>Il cielo era senza stelle, cupo, d'un colore di piombo. La notte, +scendendo, aveva disteso sull'azzurro profondo un velo denso e continuo, +come lenzuolo di morte presto a calare sopra un cadavere.</p> + +<p>Un soffio gelato passava di tempo in tempo senza rumore sulla vasta +campagna. Le lunghe e folte erbe piegavano, mute anch'esse, +sotto quel soffio. Io guardava; e mi venivano alla mente le pure splendide +imagini dell'anima vergine e le dolci speranze de' miei anni +giovanili, cadute ad una ad una sotto il soffio gelato delle delusioni +e dello sconforto.</p> + +<p>Era una tristezza nell'ora, nella terra e nel cielo e nell'immenso +silenzio, profonda, inconsolabile, muta. La vita pareva sospesa e senza +vigore per ridestarsi.</p> + +<p>E scese lento, invadente, su tutto quanto il mio essere, come veste +che s'adatti alle forme, un senso di stanchezza suprema, un queto +tedio della vita e d'ogni cosa terrena, un illanguidimento senza nome +e senza dolore, ma peggiore di tutti dolori: come una morte dell'anima.</p> + +<p>E pensai ai lunghi anni vissuti, senza gioja e senza carezza, nella +solitudine d'una idea, agli amici morti per la terra o morti per me, +alle illusioni sparite per sempre, all'ingratitudine degli uomini, alla +tomba di mia madre, alla quale io non avevo potuto accostarmi se +non celatamente, la notte, come uomo che tenti delitto; finch'io sentii +un bisogno di piangere, piangere, piangere, ma non poteva.</p> + +<p>E m'assisi sopra una pietra del cammino, colla testa fra le mani, +affranto nell'anima, e come chi tenta celare a sè stesso la via percorsa +e la via da percorrere.</p> + +<p>E mentr'io mi stava a quel modo, mi pareva di sentirmi la fronte +lambita tratto tratto come da un alito, e l'orecchio lambito da suoni +fiochi fiochi, come di voci lontane e che vengono di sotterra; e mi +pareva di conoscere quelle voci.</p> + +<p>E rizzandomi inquieto e guardando, mi sembrava che la campagna +fosse seminata tutta di piccole croci; e accanto a ciascuna di quelle +croci sorgeva biancastra una forma d'uomo e taluna di donna. Ed erano +volti, alcuni noti, altri no; ma tutti come di fratelli e sorelle dell'anima +mia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span></p> +<p>E gli uni avevano sulla fronte o sul petto segni sanguigni, rotondi, +come di ferita, altri come un nastro di sangue intorno al collo, altri +altro segno di morte violenta e súbita, e taluna di quelle forme non +aveva segno fuorchè d'un lento angoscioso dolore in ogni lineamento +del volto; ed erano le più tristi a vedersi.</p> + +<p>E tutte si guardavano mestamente quasi interrogandosi l'una coll'altra. +Poi da una di quelle forme mosse un suono di voce che disse: +<i>sempre immemori?</i></p> + +<p>Ed altre voci risposero con accento di profondo dolore: <i>sempre!</i></p> + +<p>E un suono di lungo gemito si diffuse per la vasta campagna. +Quelle anime, che avevano sorriso sul patibolo e fra le torture, gemevano +sull'oblio dei loro fratelli viventi.</p> + +<p>Allora si levò una voce e disse: Morimmo per la Verità o per l'Errore? +La volontà del nostro Padre ch'è nei cieli ci raccolse qui, perchè +da noi esca il segnale della terza Vita della Nazione, quando i +fratelli nostri avranno raccolto gl'insegnamenti che noi scrivemmo ad +essi col nostro sangue. E i mesi passano, e gli anni passano, e nuove +anime di martiri s'aggiungono ogni giorno alle nostre senza che l'ora +d'emancipazione sorga per noi.</p> + +<p>E un'altra voce disse, mentre il guardo accennava a molte di quelle +forme: che manca ad essi? noi cademmo vittime volontarie dello +straniero, per insegnar loro che chi vuole redimersi non deve sperare +salute fuorchè dalle proprie braccia e dalle armi proprie. Perchè +fidano anch'oggi a conciliaboli e decisioni di stranieri le proprie +sorti?</p> + +<p>E surse una terza voce: noi lasciammo le dolci sponde dell'Adriatico +e ci recammo, come il Padre c'inspirava, a morire sulle terre +dell'estrema Calabria, per insegnar loro che ogni uomo d'Italia è +mallevadore per tutti, e che ogni zona del nostro terreno è zona della +Patria comune. Perchè s'accampano oggi ciascuno sul lembo di terra +che ha conquistato, e tutti non curanti dei fratelli che soffrono a +pochi passi da loro?</p> + +<p>E una quarta voce s'alzò: E noi morimmo per insegnar loro che +la fede senza l'opere è un'inganno agli uomini e a Dio, e che <i>l'azione</i> +è il migliore ammaestramento che possa darsi ad un Popolo. Perchè +dunque lo spirito di vita si manifesta sulle migliaja, e i milioni rimangono +inerti contemplatori?</p> + +<p>E una quinta voce proferì sdegnosa: E noi affrontammo, deliberatamente +solenni, la morte e l'infamia dai più, per insegnar loro che, +fra la prepotenza della tirannide e la servitù incatenata dei molti, un +sol ferro può ristabilir l'eguaglianza, se scintilli fra le mani di chi +sprezzi davvero la vita e non conosca giudici fuorchè Dio e la propria +coscienza. Perchè dunque si querelano sempre fanciullescamente della +prepotenza d'un solo despota?</p> + +<p>E una sesta forma, femminile, che non aveva segno di morte violenta, +ma l'impronta d'un dolore di Niobe sullo scarno volto, fece +come chi vuol movere parola, ma non potè, e soltanto accennò, con +un guardo di rimprovero che pareva abbracciar terra e cielo, a quattro +o cinque forme di giovani che le stavano intorno.</p> + +<p>E dopo un silenzio, tutte quelle forme proruppero in un lamento: +Dov'è la Patria promessa ai nostri figli da coloro che ci videro morire +e giurarono vendicarci? Dov'è la tomba che dovea raccogliere +l'ossa nostre su terra libera e sotto la bella bandiera per la quale +ponemmo la vita? Perchè sfumarono le promesse dei vostri cari? A +che dirci grandi se il nostro esempio non è raccolto? A che la parola +d'amore gittata pomposamente alla nostra memoria, se il pensiero, il +<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span> +voto, il palpito dell'anima nostra è obliato, profanato, travolto? Morimmo +per la Verità o per l'Errore?</p> + +<p>E un tremito prese tutte quelle ombre. Ed io mi coprii per vergogna +e dolore la faccia.</p> + +<p>Quando riguardai, non vidi più cosa alcuna fuorchè il cielo senza +stelle e la vasta deserta campagna e le lunghe e folte erbe che piegavano +al soffio gelato. Ma spesso, tra i sogni, vedo tuttavia riaffacciarmisi +la dolente visione.</p> + + +<h3>XXI.</h3> + +<p>Dio dei Popoli oppressi! Dio dell'anime afflitte! Posa sui poveri +sviati figli d'Italia uno sguardo di clemenza e d'amore. Il solco segnato +da trecento anni di schiavitù e la lunga idolatra predicazione +dei falsi profeti che usurpano in terra il tuo santo nome non si cancella +in un giorno; e la loro mente è spesso ingombra d'errore. +Ma in fondo del loro core vive, come lampa velata, il culto del tuo +Vero, e della Patria alla quale tu li chiamasti: ed hanno molto patito +per essa.</p> + +<p>Tu, davanti al cui occhio l'Umanità intera appare come <a name="un_Essere" id="un_Essere"></a> +<ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'un'Essere'">un Essere</ins> +solo, volesti che il sacrificio d'un Giusto lavasse ogni fatalità di colpa +e d'errore da tutte l'anime de' suoi fratelli. Pesa nella tua mano il +sacrificio di tutti i Giusti che morirono per richiamarci a vita, e accoglilo +siccome espiazione dei nostri traviamenti. Scenda sui poveri +ingannati figli d'Italia il tuo Spirito di Verità! Manda, dove s'accolgono, +l'Angiolo dei forti pensieri, e fa ch'essi diventino degni dei loro +Martiri e non contristino l'anime sante coll'oblio o colla fiacchezza +delle opere!</p> + +<p>Per la parte che adempiemmo de' tuoi disegni nel passato—per +la parola d'Unità che due volte diemmo alla terra—per l'intelletto +della divina bellezza che i nostri profeti diffusero, inspirati da te, sulle +genti—pei Santi che vissero e morirono sul nostro suolo nella tua +fede—per la promessa che ci venne data da te, quando stendesti +più splendido che non altrove su noi l'arco dei cieli e il sorriso infinito +della tua Creazione—noi ti preghiamo, o Signore: levaci alla +terza Vita! Infondi nelle nostre madri l'adorazione della Patria e +l'amore all'anima, non alle sole membra, dei figli! Spira nei padri +i virili concetti e l'ardita virtù che sola può far nostra la nostra +terra! Benedici le spade dei nostri giovani, finch'essi possano scioglierti +dalla tua Roma un cantico degno di te, il cantico dell'Italia +redenta.</p> + +<p>E salvaci, oh salvaci dalla morte dell'anima! Sperdi da noi, checchè +avvenga nel tempo di prova che ancor ci avanza, l'ateismo della disperazione, +il soffio gelato del dubbio. Come il ferro s'affina sotto i +colpi che par minaccino di spezzarlo, così s'affinino i nostri cori sotto +il martello della sventura. Come il forte licore diffonde il suo profumo +all'intorno quand'è infranto il vaso che l'accoglieva, così si diffonda, +tra le ferite dell'ingratitudine, da noi sui nostri fratelli l'amore, +ch'è il profumo dell'anime.</p> + +<p>E quando nel freddo della solitudine, ch'è il peggiore dei mali, saranno +presso a spegnersi le sorgenti della tua vita, suscita, o Padre, +a ravvivarle, il pensiero dei morti che amammo e che ci amano. E +scenda a lambirci la fronte riarsa il bacio delle madri e delle sorelle +perdute, e c'insegni i segreti dell'immortalità, tanto che vivi e morti +siamo tutti uno in te nella fede e nella speranza.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span></p> +<h3>XXII.</h3> + +<p>E stetti sull'Alpi: sull'alto dei Monti che ti ricingono come diadema, +o mia Patria, là dov'è eterno il candor delle nevi, eterna la purezza +dell'aria, eterno il silenzio se non quando lo rompono lo scroscio della +valanga e l'invisibile scorrere, eterno anch'esso, dell'acque che di là +scendono a fecondare l'intera Europa; e l'uomo sente se stesso come +più presso a Dio.</p> + +<p>E le stelle si dileguavano ad una ad una come i fochi d'un campo +che si prepara sull'alba alla mossa. E l'alba incoronava l'estremo +orizzonte di una luce di vita nascente.</p> + +<p>Correva sul vasto ripiano un alito come di creazione, pregno di +freschezza e potenza di vita, che affondava sotto a' miei piedi la +nebbia delle falde, come un puro e forte pensiero affonda le misere +vanità, e le basse passioni tentatrici del core. Ed io sentiva l'anima +stanca ringiovanirsi a quel soffio.</p> + +<p>E pensai agli istinti profetici della vita immortale, che nè delusioni +nè lunghi inconfortati dolori avevano mai potuto spegnere in me, al +rinascere solenne di Roma dopo secoli di tenebra profonda e servaggio, +alla giovine libertà Ellenica risuscitata dai Klephti delle montagne, +quando il mondo la credeva spenta per sempre, al sorriso dei +morenti sul palco per l'Unità della Patria, al <i>tiremm innanz</i> del povero +Sciesa, quando, a due passi dal supplizio, gli offrivano vita, purchè +invocasse perdono, e ai pochi ma rari affetti seminati, come fiori +tra le nevi dell'Alpi, sul cammino della mesta mia vita, o all'anima +femminile che Dio mi mandava, com'Angelo de' miei giorni cadenti, +perch'io la amassi sovra ogni cosa terrena. E dissi a me stesso: <i>No, +la vita e il martirio non sono menzogna: l'amore consacra l'uno e +l'altro all'eternità. Il dolore è santo; la disperazione è codarda</i>.</p> + +<p>E il Sole sorgeva; simbolo, eternamente rinascente, di vita, grande, +maestoso, solenne: il Sole d'Italia sulle Alpi! Ed io affondava lo +sguardo fin dove poteva, giù dove si stende il sorriso interminabile +della bella mia Patria. E la luce si diffondeva come aureola promettitrice +sovr'essa colla rapidità del mio sguardo. E la mia anima, sorvolando +quel torrente di calore e di luce, nuotava con fede irresistibile +e nella speranza e nell'antico orgoglio del nome d'Italia.</p> + +<p>Tu sorgerai, o mia Patria! grande nel mondo come il sole sulle tue +Alpi: santa del tuo lungo Martirio: bella del duplice tuo Passato e +dell'infinito Avvenire. E il tuo sorgere sarà segnale al sorgere delle +Nazioni; e rinnovellerà, onnipotente contro ogni nemico, la faccia +dell'Europa. E questo avverrà, quando, cacciati gl'idolatri dal Tempio +e disperse le nebbie delle false dottrine che t'indugiano sulla via, i +tuoi figli non avranno altra via che la linea retta, altra scienza che +la verità senza veli, altra tattica che il coraggio e l'ardire, altro Dio +che il Dio della Giustizia e delle Battaglie.</p> + + +<h3>XXIII.</h3> + +<p>Ed io so che parecchî fra voi, incadaveriti in ogni libera facoltà +per troppo lungo soggiorno appiè dell'Idolo <i>Forza</i>, dell'Idolo <i>Tattica</i>, +dell'Idolo <i>Lucro</i>, s'irriteranno delle mie parole e diranno <i>raca!</i> al +fratello; e appiattati, siccome ladri in viottoli, in qualche angolo +oscuro dei loro diarî e libercoli, schizzeranno contro me fango, bava +e veleno. Ma essi non hanno potere sull'anima mia, nè contro le verità +<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span> +ch'io parlo ai giovani e ai figli del Popolo, e che i giovani e i +figli del Popolo ascolteranno quando che sia.</p> + +<p>Però che Dio mi diede, chiamandomi a vita quaggiù, una inesauribile +potenza d'amore ed una di spregio. E come Giovanni Huss di +sul rogo, vedendo un uom del contado affaccendarsi per aggiungere +legna a quella che già lo ardeva, esclamava: <i>o semplicità santa!</i> io +diffondo la prima sulla testa di quei che m'oltraggiano per errore di +mente debole: e la seconda, io la verso sulla testa degli idolatri che +calunniano per basso livore d'invidia o per secondi fini. Nè guardo o +curo più oltre.</p> + +<p>Ma il Vero ch'io parlo, come m'è inspirato dalla tradizione d'Italia +e dalla pura coscienza, è immortale; nè calunnia di codardi o malia +di false dottrine o bastardure di corti può soffocarlo se non per poco.</p> + +<p>E in nome di quel Vero oggi io grido:</p> + + +<h3>XXIV.</h3> + +<p>Giovani d'Italia, sorgete!</p> + +<p>Sorgete sui monti! Sorgete sul piano! Sorgete in ciascuna delle +vostre città! Sorgete tutti e per ogni dove! Non vedete che il sorgere +subito o universale è vittoria certa, senza i sacrificî della vittoria?</p> + +<p>Sorgete tutti e per tutti! Non siete voi tutti figli d'una stessa Italia, +in cerca d'una stessa Patria?</p> + +<p>Non dite, voi che avete terreno libero ed armi: <i>perchè non sorgono +come noi gli uomini delle altre provincie?</i> In verità, quella è parola +di Caino, e se voi poteste proferirla, meritereste di perdere la libertà +conquistata, e la perdereste.</p> + +<p>Non v'è che una Italia, e, su quella, non provincie, ma zone di +operazione e un esercito Italiano composto di quanti si concentrano +in armi intorno alla bandiera della Nazione. Voi siete quell'esercito +e dovete muovere senza riposo, ingrossando per via, alla conquista +di quelle zone.</p> + +<p>Non dite, voi che gemete tuttora nella servitù: <i>perchè non vengono a +scacciare i nostri tiranni gli uomini delle terre già libere?</i> Se voi sorgeste, +verrebbero, e scacciereste, uniti, più rapidamente i vostri padroni.</p> + +<p>Figli delle terre affrancate, non troverà la Patria fra voi un Cesare +della libertà che valichi il Rubicone? Figli delle terre schiave, non +troverà la Patria fra voi un solo Procida che osi chiamare gli oppressi +ai Vespri sugli oppressori?</p> + +<p>Sorgete, oh sorgete! Sorgete oggi: domani avrete più gravi ostacoli. +Perchè, se nei loro Conciliaboli i Principi potranno dire: <i>là vi è quiete</i>, +sanciranno coi loro patti la durata di quella quiete, e voi avrete nemici +tutti, mentr'oggi è in vostro potere dividerli.</p> + +<p>Sorgete oggi! Il tempo è tutto per voi. Oggi ancora le moltitudini +sperano e fremono: domani ricadranno incredule, sfibrate, pervertite +dall'arti assidue dei vostri nemici.</p> + +<p>Sorgete oggi! Un'ora di schiavitù rassegnatamente patita, quando +la vittoria è possibile, merita un secolo di tirannide e d'obbrobrio al +Popolo che la patisce. E chi può darvi condizioni migliori per vincere +di quelle d'oggi? Le migliaja dei vostri fratelli in armi, le forze +dei vostri padroni titubanti e smembrate, uno straniero spossato dalla +disfatta, l'altro dalla vittoria e impotente a mutar di campo e di +bandiera ad un tratto, e i consigli dell'Europa divisi, e le Nazioni +deste al vostro destarsi, non vi dicono che il momento è venuto?</p> + +<p>Uomini delle terre Napoletane! A che state? Sapete voi quale +nome serpe per voi tra i Popoli dell'Europa attonita della vostra immobilità? +<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span> +È il nome che l'uomo non ode senza ricorrere all'armi: il +nome che stampa sulla fronte a un Popolo il marchio del disonore. In +nome dell'onore d'Italia e del vostro, in nome del vostro passato, in +nome degli esempî di fortezza che vennero da voi primi a tutta la nostra +contrada, sorgete, e fondi il vostro sorgere la Patria d'un getto!</p> + +<p>Figli dell'Isola che disse undici anni addietro ai suoi tiranni: <i>noi +sorgeremo il tal giorno</i>, e attenne la sua parola, siete voi fatti simili +a fanciulli pendenti dal labbro del pedagogo? L'ora della vostra Libertà +non può venirvi per messaggio segreto di Firenze o Torino. +L'ora della vostra Libertà scoccherà il giorno in cui, in una delle +vostre città, cento generosi fra voi, congiunte le destre e l'armi, ripeteranno +la parola dei padri: <i>tradisce la Patria chi tarda. Morte +pria che servire!</i></p> + +<p>Tradisce la Patria chi tarda. Gittate, o giovani d'Italia, l'anatema +a chi vi parla d'indugio, e sorgete. A che ammirate l'impeto sublime +di Francia nel 1792 e i quattordici eserciti spinti alla sua frontiera? +La Francia non contava allora più milioni d'uomini che non son oggi +i milioni d'Italia. A che dir grandi i combattenti della Grecia risorta? +Non potete esser grandi com'essi? I Greci erano un milione +contro un nemico dieci volte più forte; ma s'armarono tutti, giurarono +di sotterrarsi sotto le ruine delle loro città, anzichè piegare +innanzi alla Mezza-luna, mantennero a Missolungi il loro giuramento, +e vinsero. Fate com'essi: vincerete com'essi.</p> + +<p>Su, sorgete! Non piegate alle lodi che vi vengono, per gl'indugi +accettati, da quelli ai quali giova che voi indugiate: in verità io vi +dico che quei lodatori sogghignano nel loro segreto, e vi scherniscono +creduli e puerilmente arrendevoli. I cinque mesi d'inerzia durata +dovrebbero pesarvi sulla fronte come cinque anni di vergogna +non meritata. L'insurrezione d'Italia è iniziata: diffondetela, allargatene +la base, afforzatela, per quanto vi è caro. Le insurrezioni che +s'arrestano muojono. A voi bisogna andar oltre, o perire.</p> + +<p>Sorgete, sorgete! Non corre sangue d'Italia nelle vostre vene? Fra +la minaccia del nemico e i cenni del Brenno alleato, non sentite +ribollirvi nel core vita e orgoglio di liberi? È terra nostra questa o +d'altrui? Feudo o proprietà di cittadini padroni di sè? A che l'armi, +su non le adoperate? A che il grido fremente di <i>Viva l'Italia</i>? Su +per Perugia! I protocolli non vi pagheranno il sangue che vi fu +versato. Su per Venezia! Dai conciliaboli regî non avrete che paci +di Campoformio o di Villafranca. Su per quanti gemono dall'Alpi al +Mare! Sorgete, come le tempeste dei vostri cieli, tremendi e rapidi! +Sorgete, come le fiamme dei vostri vulcani, irresistibili, ardenti! Fate +armi delle vostre ronche, delle vostre croci, d'ogni cosa che ha +ferro! Sfidate la morte, e la morte vi sfuggirà. Abbiate un momento +di vita volente, potente, Italiana davvero, come Iddio la creò; e la +Patria è vostra.</p> + +<p>E Dio benedica voi, le vostre spade, i vostri affetti e la vostra vita +terrena, e l'anime vostre e le maledizioni stesse escite talora dal +vostro labbro su me che scrivo col vivo sangue del core, e la cui +voce, tremante per febbre d'amore e di desiderio, voi spesso scambiaste +in voce d'agitatore volgare, irrequieto e importuno. Sperda +l'oblio ogni ricordo di me, purchè sventoli, fra un Popolo di liberi, +pura d'innesti, la bella, la santa, la cara Bandiera dai tre colori di +Italia, sulla terra ove dorme mia Madre.</p> + +<p class="date"> +<i>14 novembre 1859.</i> +</p> + + + +<hr style="width: 65%;" /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="NE_APOSTATI_NE_RIBELLI144" id="NE_APOSTATI_NE_RIBELLI144"></a>NÈ APOSTATI NÈ RIBELLI<a name="FNanchor_144_144" id="FNanchor_144_144"></a> +<a href="#Footnote_144_144" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[144]</span></a></h2> + + +<p>La diffidenza cieca, come la cieca fiducia, è morte alle grandi imprese. +I maneggiatori politici del moto Italiano peccano in oggi della +prima, e vi aggiungono l'ingratitudine; il Popolo d'Italia pecca della +seconda.</p> + +<p>Della necessità che il Popolo d'Italia non segua passivamente servile +l'inspirazione che scende dalle sfere governative, ma senta la +vita iniziatrice che ha in sè, e la svegli e provveda, più che non fa, +con le opere proprie alle proprie sorti, ho parlato sovente e riparlerò. +Parlo oggi per conto mio e de' miei amici repubblicani, della +diffidenza sistematica che perseguita di calunnie e di stolti sospetti +essi e me. Ne parlo, non perch'io creda debito nostro giustificarci o +difenderci con gli uomini che diffondono quelle calunnie o affettano +di nudrire quei sospetti: nei più tra essi calunnie e diffidenze non +sono sincere, ma solamente basso calcolo politico e codarda guerra +d'uomini meschini contro uomini che paventano, a torto, rivali possibili +sul campo dov'essi mietono; però non li stimo. Ne parlo pei +molti che credono senza appurare, o perdono così la speranza d'una +concordia che nell'intimo core desiderano; pei molti che, ineducati a +scegliere tra le cose messe loro innanzi, travedono pericoli ove non +sono, e credono, ingannati non colpevoli, salvare il Paese vigilando +sospettosi su noi ed allontanandoci da un campo che aprimmo noi +primi in Italia. Davanti al Popolo non v'è dignità offesa che comandi +il silenzio. Giovammo—e questo lo confessano gli stessi avversi—alla +Causa del suo avvenire. Vogliamo giovarle ancora, tentarlo almeno, +e per questo bisogna intenderci. Agli accusatori sistematici +vorrei ricordare soltanto che le ingiuste diffidenze generano ingiuste +ire, traviano l'opinione Europea su le cose nostre, scemano le forze +della Nazione, e cacciano i germi di quel sistema che contaminò, +sessantasette anni addietro, la Rivoluzione francese, e finì per affocarla +nel sangue.</p> + +<p>Da quali fatti movono i sospetti che oggi ancora si accumulano +contro i repubblicani? Per quanto io cerchi, non ne trovo uno solo +che non sia un'assurda calunnia smentita dieci volte da prove documentate.</p> + +<p>Ebbe luogo, in un sol punto d'Italia, un solo tentativo di sommossa +repubblicana? Fu trovata, fu letta, negli ultimi due anni, una sola +linea scritta pubblicamente o privatamente, dagli uomini che più o +meno rappresentano il principio del Partito, che accenni a Repubblica? +<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span> +Fu mai promossa da noi, dal primo svolgersi del moto d'Italia, +la questione di forma d'instituzioni politiche?</p> + +<p>No: e mi smentisca co' fatti chi può. Prima della pace di Villafranca, +parecchî tra noi protestarono contro il commettersi de' nostri +fati alle armi straniere e ad armi dispotiche: sapevamo d'antico che +nessuna Unità Nazionale s'era fondata a quel modo, e la subita pace, +e lo smembramento di Nizza e Savoja vennero poi a giustificare l'antiveggenza. +Dopo la pace di Villafranca, appena l'emancipazione Italiana +rimase opera di menti e braccia Italiane, anche quei che non +avevano fatto se non astenersi, senza badare alla bandiera che padroneggiava +il moto, s'affrettarono a unirsi. Il programma <i>monarchico</i> +di Garibaldi fu il loro. Le file di Garibaldi son piene di repubblicani. +Essi pugnano, vincono, muojono lietamente sotto di lui. Nè prima nè +dopo l'infausta pace escì dalle loro labbra altro grido che quello +dell'Unità; di quella Unità alla quale i loro tentativi, i loro scritti, +le loro associazioni, i loro martiri, avevano educato l'Italia. Ovunque +fu pericolo onorato da corrersi per promoverla, là furono. La sola +sfera nella quale i loro nomi non si trovano più che rari è quella +degli impieghi lucrosi. Sdegnati, calunniati, respinsero le calunnie +senza una parola che riconducesse l'antica questione sul campo. Perseguitati, +oggi sorrisero, e il dì dopo giovarono, come fu loro dato, +alla causa della Patria e dell'Unità. I più tra loro promossero, stimandola +giovevole, l'annessione combattuta delle provincie del Centro. +Taluni si tennero, in Toscana segnatamente, a contatto col Governo +per rassicurarlo e appoggiarne più validamente le mosse, quando +tendessero all'Unità. Io che scrivo dichiarai sull'onore e pubblicamente +che se mai nuovi smembramenti di terra Italiana, o il rifiuto +deliberato dell'Unità da parte dei reggitori ci riducesse, disperati da +altre vie, alla nostra vecchia bandiera, noi lo annunzieremmo anzi +tratto con la stampa agli avversi.</p> + +<p>Può un Partito dar pegni più solenni di questi? Può spingersi più +oltre, per amore della concordia, l'abnegazione? Può la riverenza +alla sovranità dell'opinione Nazionale esigere altro da noi?</p> + +<p>Il Popolo d'Italia, lasciato alle proprie aspirazioni, non traviato da +calunnie, risponderebbe: <i>non può</i>. I raggiratori che strisciano intorno +alla piramide del potere vorrebbero di più. Diseredati di fede e veneratori +materialisti dell'<i>opportunità</i> e della forza, essi vorrebbero +rapirci la nostra. Non basta ad essi che da noi si chini riverente il +capo alla sovranità dell'opinione dei più; vorrebbero che, dichiarando +di avere errato nel passato, noi ci dicessimo credenti nella +fede monarchica. Vorrebbero che non fossimo <i>accettatori</i>, ma <i>propugnatori</i> +della dottrina che in oggi domina. Non lo vogliamo, nè lo +possiamo. La nostra è fede; possiamo tacerla per un tempo, rinunziare +ad ogni tentativo d'attuarla; non rinnegarla e dirla falsa per +l'avvenire.</p> + +<p>Nè ribelli, nè apostati; in queste parole si compendia la nostra +condizione dell'oggi. Non possiamo andare d'una linea più in là. Essere +<i>cittadini</i> non significa per noi cessare d'esser uomini.</p> + +<p>Cittadini onesti e leali accettiamo, purchè guidi all'Unità della Patria, +la monarchia dal consenso dei più: non tentiamo di sostituire +alla sua bandiera la bandiera repubblicana. Che volete di più? Abolire +la coscienza? Siate allora inquisitori e tiranni: non vi fregiate +del santo nome di libertà.</p> + +<p>La libertà esige la coscienza della libertà. Volete servi, non liberi +alleati all'impresa? Raccoglierete una menzogna di libertà e nuova +servitù poco dopo. Preferireste averci cortigiani, ipocriti e gesuitanti, +<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span> +all'averci cooperatori leali e salvo il pudore dell'anima, salva la dignità +d'uomini in noi? Qual pegno avreste del nostro non tradirvi +domani?</p> + +<p>Movendo all'emancipazione delle Marche e dell'Umbria—emancipazione +che voi dichiaravate inopportuna e pericolosa cinque giorni +prima di compierla colle armi vostre—noi inalzavano la bandiera +dei tre colori d'Italia, senza lo stemma Sabaudo. Con qual diritto +avremmo noi, pochi iniziatori e semplici cittadini, detto alle popolazioni +alle quali imprendevamo di portar libertà: <i>noi vi ajutiamo a +patto di padroneggiarvi</i>? Non dovevamo aspettare che la volontà dei +nostri fratelli, come altrove, si dichiarasse?</p> + +<p>Non rimase la bandiera pura d'ogni stemma in Toscana, prima che +il voto popolare dell'annessione si rivelasse? Inalzarono altra bandiera +che l'Italiana gl'insorti della Sicilia, quando per sei settimane +Rosalino Pilo e i compagni di lui tennero vivo, aspettando Garibaldi, +il combattimento? Perchè voler noi, noi soli repubblicani, usurpatori +della Sovranità del Popolo? Non bastava a voi la promessa che +il nostro grido repubblicano avrebbe taciuto? che avremmo accettato +il vostro vessillo dal primo libero Municipio che l'avrebbe—e +non v'era dubbio—inalzato? Perchè pretendere che ci mostriamo +in sembianza d'iniziatori monarchici? Perchè l'Italia impari a rigenerarsi +convincendosi che non v'è partito entro i suoi confini capace +di non vendere o calpestare la propria fede, e nondimeno capace di +sacrificarne la realizzazione immediata all'opinione dei concittadini e +all'Unità della Patria?</p> + +<p>Scorrete le file dell'esercito di Garibaldi. Là, tra quei forti che numerano +i giorni con le battaglie, voi trovate il repubblicano a fianco +dell'uomo della monarchia. Nessuno diffida del compagno, nessuno +sospetta ch'egli covi un pensiero d'insidia nell'anima. Perchè non è +lo stesso nei ranghi della vita civile? Perchè non potremo parlare +di Patria e Unità, senza che voi diciate: <i>intendono parlare di Repubblica</i>?</p> + +<p>Nè apostati, nè ribelli. Noi, serbando fede al nostro ideale, ci serberemo +il diritto di non apporre il nome nostro in calce d'inni monarchici; +di non dire oggi ai nostri concittadini: <i>vogliamo che siate +Regî e non altro</i>; di esprimere pacificamente, conquistata l'Unità +della Patria, davanti al Paese le nostre credenze; d'astenerci dagli +ufficî che altri si contenderanno; di ripigliare taluni fra noi la via +dell'esilio. Oggi chiediamo di essere ammessi, senza calunnie, senza +sospetti villani, senza interpretazioni maligne date ad ogni nostra +parola, senza testimonianze d'ingratitudine—che a noi, securi nella +coscienza, importano poco, ma che disonorano la Patria nostra—a +lavorare noi pure per l'Unità, a combattere qualunque straniero o +italiano la avversi, lasciando al Popolo ogni decisione sulla forma +che deve incarnarla.</p> + +<p>Ma il diritto di lavorare per l'Unità importa diritto di consiglio; e +di questo intendiamo usare liberamente quant'altri, come uomini ai +quali l'Italia è patria, e che hanno operato costantemente a fondarla.</p> + +<p>Non vi è tra noi contesa sul fine dell'oggi; accettiamo tutti il voto +della maggioranza; la contesa è sui mezzi di raggiungere sollecitamente +l'Unità che tutti vogliamo. Su quel terreno comincia il dissenso. +Chi pretende impedirci di esprimerlo è intollerante, esclusivo, +settario: continua, con nomi diversi, il sistema dei padroni che i +nostri sforzi hanno rovesciato.</p> + +<p>Chiediamo libertà per dire, non che la Repubblica è il migliore +<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span> +de' Governi, ma che noi, 25 milioni d'Italiani, dobbiamo essere in casa +nostra padroni; che possiamo esser tali se tutti lo vogliamo; che la +nostra libertà sta sulla punta delle nostre bajonette e nella ferma +determinazione delle anime nostre, non nei consigli o nei cenni di +Francia o delle Aule diplomatiche; che volerla far dipendere dal beneplacito +di Luigi Napoleone, o d'altri che sia, è un prostituirla, un +immiserirla anzi tratto, un metterci a rischio di perderla nuovamente, +dichiarandocene immeritevoli.</p> + +<p>Chiediamo libertà per dire che, tra il programma di Cavour e +quello di Garibaldi, scegliamo il secondo: che senza Roma e Venezia +non v'è Italia; che, eccettuata la guerra del 1859, provocata +dall'Austria e sostenuta, a prezzo di Nizza e Savoja, dall'armi dell'Impero +francese, eccettuata l'invasione delle provincie Romane, provocata +da noi, dalla necessità che creammo noi, nessuna iniziativa +d'emancipazione Italiana appartiene al programma Cavour; che Roma +e Venezia rimarranno schiave dello straniero, se l'insurrezione e la +guerra dei volontarî non le conquistano a libertà.</p> + +<p>Chiediamo libertà per dire che non si fonda la Patria libera ed +una annettendo una od altra provincia al Piemonte; ma confondendo +Piemonte e tutte provincie dell'Italia in Roma, che n'è core e centro; +che l'annessione immediata delle provincie conquistate a libera vita, +ponendole sotto il dominio del programma di Cavour e sottraendole +a quello di Garibaldi, arresta il moto, toglie le forze del Paese dalle +mani di chi vuole usarne, per darle a chi vuol condannarle all'inerzia, +e cancella per un tempo l'idea dominatrice.</p> + +<p>Chiediamo questo e non altro. Confutateci, ma non calunniate. Non +ripetete sempre, stoltamente o di mala fede, che noi lavoriamo ora +per la Repubblica, quando taciamo di Repubblica da due anni. Non +v'ostinate a giudicarci senza leggerci. Non ripetete, servi ciechi di +ogni gazzetta ministeriale, affermazioni smentite cento volte dai fatti. +Non aizzate contro noi perfidamente con la menzogna le passioni di +un Popolo che deve a noi in gran parte quanto ei sente, quanto ha +conquistato della propria Unità. La menzogna è l'arte dei tristi codardi. +La credulità senza esame è abitudine d'idioti.</p> + + + +<hr style="width: 65%;" /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="DICHIARAZIONE" id="DICHIARAZIONE"></a>DICHIARAZIONE</h2> + + +<p>Quando, consumato l'atto antinazionale, che ha nome di <i>Pace di +Villafranca</i>, il Popolo d'Italia sottentrò—colle manifestazioni, colle +assemblee, coi plebisciti—iniziatore della Rivoluzione Nazionale, e +diede opera a fondare la Patria, sentimmo, noi repubblicani, l'obbligo +assoluto di contribuirvi con tutte le forze dell'animo e dell'azione. E +poi che la maggioranza del Popolo d'Italia, obbedendo alle circostanze +e al bisogno che tutti gli elementi si unissero al grande intento, +dichiarò che la via più facile a raggiungerlo era l'unificazione +monarchica, noi piegammo, dubbiosi dell'esito ma riverenti, la testa +alla volontà del Paese, e dicemmo: <i>tenteremo lealmente per la seconda +volta l'esperimento</i>. Colla mano sul core noi possiamo affermare che +attenemmo la nostra promessa.</p> + +<p>L'attenemmo, fra le amarezze d'una guerra continua di diffidenze, di +sospetti sleali, di basse e ingrate calunnie, respinti da ogni consiglio, +posposti agli uomini di parte retrograda, condannati come nemici, all'isolamento +nello Stato; guardati come strumenti da utilizzarsi per vincere, +da rompersi poi. L'attenemmo di fronte a gravi colpe; di fronte +a una politica pertinacemente servile allo straniero, di fronte al turpe +mercato della Savoja e di Nizza. L'attenemmo, spronando al voto unificatore +le popolazioni del Centro, preparando e rendendo necessaria +l'emancipazione delle Provincie romane, iniziando l'insurrezione della +Sicilia, sommovendo le terre meridionali, e ajutando efficacemente il +trionfo del plebiscito, che aggiunse dieci milioni d'uomini alla monarchia.</p> + +<p>Era il Dovere Nazionale; e a questo, a questo solo, sacrificammo +ogni cosa: aspirazioni, ideale, tradizioni del nostro passato, concetti +ben altrimenti vasti e gloriosi che non quei della monarchia reggitrice.</p> + +<p><i>Fare l'Italia</i>; a questo avremmo sacrificato la fama e l'onore. Amavamo, +amiamo la Patria, la Patria Una, fino al suicidio. Gli uomini che +avevano per trent'anni lavorato in nome di una bandiera repubblicana +diedero lietamente all'Europa, in nome d'Italia, lo spettacolo, nuovo +nella storia delle parti politiche, d'uomini che combattono a pro di +una bandiera avversa ad essi e persecutrice.</p> + +<p>Per quella via seminata di dolori e di sacrifici, non ci serbammo +che un solo diritto: combattere: agire a danno dell'invasore straniero: +agire senza interruzione, perchè l'Unità Nazionale si compia; +perchè la Patria, costituita e forte, esca rapidamente dai pericoli di +una condizione provvisoria e mal secura, che minaccia le conquiste +operate; perchè si cancelli dalla fronte di ventidue milioni di Italiani +la vergogna della servitù di Venezia e di Roma, la vergogna di +essere forti e non attentarsi di rivendicarle.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span></p> +<p>Era un solo diritto, ma su quello posava il patto.</p> + +<p>Per quello noi riducemmo fin d'allora tutto il nostro pensiero alla +breve formula: fare l'Italia Una <i>con la</i> monarchia, <i>senza</i> la monarchia, +<i>contro</i> la monarchia, se essa si ribellasse a quel fine.</p> + +<p>Per quello, io, presago nell'animo, dichiarai che, mentre il Governo +non avrebbe, operando a quel fine, cosa alcuna da temere da parte +nostra, noi ci terremmo liberi, ove esso lo abbandonasse, di seguire +le inspirazioni, quali si fossero, della coscienza, avvertendone prima +lealmente il Governo stesso.</p> + +<p>E sciolgo oggi, per ciò che riguarda individualmente me, la promessa.</p> + +<p>Quel diritto ci è tolto. Il Governo non opera a emancipare le terre +schiave e compire l'Unità Nazionale: vieta a noi, con energia di nemico, +il tentarlo. Ogni ragione del patto cessa dunque d'esistere. E +credo debito mio dichiararlo.</p> + +<p>Io mi sento, da oggi in poi, libero da ogni vincolo, fuorchè da quelli +che m'imporranno l'utile del Paese e la mia coscienza.</p> + +<p>Ciò poco monta all'Italia e al Governo. Gli anni, la salute malferma, +l'influenza degli ordinamenti, segreti un tempo, cessata naturalmente +per la semi-libertà del Paese, che può provvedere da sè ai proprî +fati, e altri uomini ben altramente potenti ch'io non sono, sorti nelle +file della Nazione, fanno di me un fiacco amico e un più fiacco nemico. +La mia dichiarazione non ha quindi altro fine che quello di +soddisfare all'anima mia. Sento il bisogno di portarla fino al sepolcro +incontaminata, e mi dorrebbe che altri potesse dirmi: <i>Vi credevamo +alleato, e nol siete</i>.</p> + +<p>Di fronte a un dualismo così chiaramente definito dal Potere attuale, +tra il tentativo dei nostri a danno dell'Austria, e la violenta +repressione governativa—tra gli uomini coperti di cicatrici colte +nelle battaglie dell'Unità Nazionale e gli uomini che li consegnano ai +birri e li accusano d'alto tradimento per aver voluto combattere lo +straniero e liberare i loro fratelli—tra le aspirazioni della parte +migliore del Paese e le fucilate date per unica risposta in Brescia—tra +il concetto emancipatore di Garibaldi e il Governo che lo nega, +e, non osando imprigionare Garibaldi, lo oltraggia—corre debito, +parmi, a ogni uomo che ami l'Italia di scegliere, e pubblicamente.</p> + +<p>Prego gli avversarî onesti di non fraintendermi. Non si tratta ora +per me di <i>repubblica</i> o <i>monarchia</i>; si tratta d'azione o d'inerzia, di +Unità o smembramento, d'avere lo straniero in casa, o di averlo fuori.</p> + +<p>Il nostro programma dell'oggi è tuttora quello del 1859. Si compendia +in due parole: <i>Venezia</i> e <i>Roma</i>: il braccio d'Italia, il core +d'Italia. Soltanto, allora speravamo ottenerle alleate colla monarchia; +oggi, esaurita quella speranza, diciamo che cercheremo d'averle soli, +por vie nostre, malgrado il Governo, e disposti a combatterlo, ov'esso +si ostini in attraversarci la via.</p> + +<p>Se gli uomini del Governo, non contenti dell'inadempimento del +Dovere, vorranno impedire a noi di compirlo, faremo di conquistare +in ogni modo la libertà: se violeranno il diritto delle Associazioni +pubbliche a pro di Roma e Venezia, torneremo a stringere le nostre +fratellanze segrete; cospireremo. Non rinnegammo il dovere Nazionale +davanti all'Austria, non lo rinnegheremo davanti a uomini che +han nome Rattazzi, Minghetti o Farini.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span></p> +<p>Vogliamo Roma e Venezia, perchè in Roma sta il segreto della +nostra Unità, in Venezia il disfacimento dell'Impero d'Austria, e la +nostra alleanza colle Nazioni sorelle, che assicureranno colla loro +esistenza la nostra frontiera dell'Alpi.</p> + +<p>Vogliamo Roma e Venezia, perchè in Roma soltanto possiamo +avere leggi nuove che ci bisognano, e non un vecchio Statuto <i>Piemontese</i>, +ma un Patto Nazionale; perchè in Venezia soltanto può cominciare +la missione internazionale d'Italia.</p> + +<p>Vogliamo <i>sollecitamente</i> Roma e Venezia, perchè l'interrompimento +del nostro moto Nazionale e la condizione provvisoria nella quale +versiamo, minacciano la nostra Unità; perchè l'Austria nel Veneto è +la congiura perenne dei principi spodestati, la minaccia perenne di +subita invasione nel core delle nostre terre; perchè la Francia in +Roma è la congiura perenne dei satelliti del Papa e del Borbone di +Napoli, la perpetuazione del brigantaggio nelle terre Meridionali; +perchè Luigi Napoleone, avverso deliberatamente alla nostra Unità, +cospira per trarre alimento dai crescenti malcontenti locali al suo +disegno federativo, e il tempo gli giova; perchè ventidue milioni di +uomini liberi non possono, senza incancellabile disonore, tollerare ciò +che susciterebbe a guerra immediata ogni altra Nazione Europea, che +lo straniero accampi tranquillo sul suolo che è loro; perchè ogni +uomo imprigionato nel Veneto, ogni uomo scannato dai masnadieri +Borbonici nel Napoletano, pesa come un delitto, e dovrebbe pesare +come un rimorso, sull'anima della Nazione; perchè, se gli uomini del +Governo sono incapaci di vergogna e rimorso, noi non lo siamo.</p> + +<p>Sperammo che il Governo avrebbe compito il debito suo e che noi +avremmo potuto seguirlo e ajutarlo.</p> + +<p>E gli dicemmo:</p> + +<p>Armate il Paese. Serbate com'è l'esercito a insegnamento, esempio +e nervo di guerra. Abolite, pel futuro, la coscrizione, e ordinate la +Nazione all'armi, giusta il metodo Svizzero. Avrete l'affetto del Popolo, +che non ama esser svelto, senza necessità, da' suoi, e avrete +presto, occorrendo, un milione di combattenti.</p> + +<p>Affratellate al moto Nazionale il Popolo, allargando il suffragio, facendolo +partecipe dell'armi cittadine, dei diritti politici, della vita d'Italia.</p> + +<p>Dichiarate che in Roma i delegati di tutto il Paese saranno chiamati +a definire, con un Patto Nazionale, le nuove aspirazioni italiane. +Fate che l'agitazione per Roma assuma aspetto Europeo. Indirizzate +ai Governi e ai Popoli un Manifesto, che chieda loro d'adoperarsi +perchè il principio del non intervento sia, non menzogna, ma <i>realtà</i>. +Chiedete a Garibaldi di recarsi, con tutti i poteri necessarî, nel Mezzogiorno, +commettendogli di spegnervi il brigantaggio, e di risuscitare +l'entusiasmo popolare, rendendo alla frontiera del Mincio i sessanta +mila soldati ch'oggi proteggono quelle provincie.</p> + +<p>Fondate concordia, non di <i>parole</i>, ma di <i>fatti</i>; giovandovi di quanti +uomini hanno patito e combattuto per l'Unità dell'Italia, incoraggiando +nelle Associazioni la pubblica normale espressione della volontà +popolare, chiamando voi stessi a battere più concitati il polso, +il core, ogni arteria della Nazione.</p> + +<p>E allora, intimate guerra all'Austria sul Veneto. Là sta la salute +d'Italia, l'iniziativa d'Italia. Là sta la guerra—battesimo pel Paese +e per voi, che non combatteste fin ora, se non a fianco e sotto gli +ordini dello straniero.</p> + +<p>Queste cose furono dette, ripetute pubblicamente, privatamente, a +ogni mutamento di Ministero, da Garibaldi, da me, da quanti amano +di vero e vivo amore l'Italia.</p> + +<p>Minacciava una sola di quelle proposte la monarchia? Circondata +dall'entusiasmo e dalla fiducia del Popolo, padrona per iniziativa +propria del solo campo sul quale noi possiamo esser potenti, la monarchia +assicurava, accettandole, la propria vita per mezzo secolo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p> +<p>Il Governo sprezzò i leali consigli. Mantenne il Popolo nella condizione +d'elemento sospetto, esiliandolo, dopo il plebiscito, dall'arena +politica: volle una Italia senza Patto Nazionale Italiano: mendicò per +Roma l'elemosina di concessioni, funeste e disonorevoli, dall'occupatore, +ed ebbe rifiuto: non osò levare una voce di generosa protesta +davanti all'Europa: negò Garibaldi alle unanimi domande del Mezzogiorno: +versò sino all'ultima stilla il calice delle amarezze sui Volontarî +e sugli Esuli di Venezia: avversò le manifestazioni popolari +per Roma: diede ostracismo nella pubblica vita a quanti non giurano +nell'inerzia e nell'alleanza imperiale: dichiarò non doversi avere +Roma senza il consenso di Luigi Napoleone: Venezia senza il permesso +dei Gabinetti d'Europa: negò Rivoluzione e Nazione; e—coll'esempio +di quattordici eserciti levati in un solo anno dalla +Francia repubblicana, coll'esempio dei 650 000 uomini levati in pochi +mesi da venti milioni di repubblicani d'America—non seppe in +quasi tre anni raccogliere se non 250 000 soldati; ed oggi, audace +soltanto contro i patrioti italiani, aizza l'esercito contro il popolo, +imprigiona gli uomini che liberarono il Mezzogiorno, perchè tentano +liberare le terre Venete; perseguita le Associazioni, e ammaestra +Garibaldi che suo posto è la solitudine di Caprera.</p> + +<p>Spetta al Paese di compiere il Dovere Nazionale che il Governo +diserta. E gli uomini del Partito d'azione non falliranno di certo al +debito loro.</p> + +<p>Voi avete, dicono, un Governo regolare; rispettatelo: non v'assumete +un diritto d'azione che impianterebbe un dualismo funesto.</p> + +<p>Noi non abbiamo Governo <i>nostro</i> in Roma e Venezia, ma oppressi +e stranieri oppressori. I nostri non scendevano l'Alpi per sommovere +Torino o Firenze: tentavano salirle per sommovere Trento e Venezia: +tendevano a continuare l'emancipazione della Nazione, a continuarla +a pro vostro: cercavano un'altra Marsala. Non impiantavano un dualismo: +movevano a distruggere quello che pur troppo esiste sulla +terra Italiana. Vittoriosi, essi v'avrebbero posto ai piedi il frutto della +vittoria: disfatti, voi li avreste sconfessati e perseguitati.</p> + +<p>Che se il rispetto al Governo regolare inchiude per voi l'obbligo +di sacrificare il Dovere Nazionale agli errori o alle colpe di chi sta +in alto, l'obbligo di rinnegare la solidarietà italiana, perchè chi sta in +alto la nega e dimentica—l'obbligo di lasciare la libertà dei fratelli +all'iniziativa di chi dichiara colla parola e coi fatti non potersi fare +iniziatore—l'obbligo di troncare a mezzo la Rivoluzione unificatrice, +perchè chi sta in alto si sente fiacco o codardo; se l'esistenza fra voi +d'un Governo qualunque, buono o tristo, attivo o inerte, negazione +o affermazione del fine Nazionale, importa per gl'Italiani obbedienza +passiva—rifatevi Austriaci. L'Austriaco era anch'esso Governo: +poteva da un dì all'altro—e molti diplomatici stranieri tentavano +persuadervelo—mutare sistema. D'onde nasceva per gl'Italiani il +<i>diritto</i> di ribellarsi? Dal Dovere Nazionale. Il Governo Austriaco, +come il Governo Borbonico in Napoli, lo negava. Il Paese sorgeva +ad affermarlo: il Governo Legale, in virtù di quella affermazione, era +in esso.</p> + +<p>Il <span class="smcap">Dovere Nazionale</span> è superiore a ogni formula governativa; esso +costituisce la norma, sulla quale è giudicata la legalità o l'illegalità +dei Governi.</p> + +<p>Una menzogna di Governo non è Governo. Governo è la Vita della +Nazione, interpretata, riassunta, diretta.</p> + +<p>La vita della Nazione è l'Unità. Il Paese l'ha definita coi Plebisciti. +Esiste un solo uomo in Italia dal quale possa affermarsi che i paesi +<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span> +del Centro e del Mezzogiorno s'aggiunsero al Piemonte per altro fine +che quello dell'Unità Nazionale?</p> + +<p>Conquisti il Governo risolutamente quell'Unità; noi saremo con +esso, lasciando al tempo e all'apostolato pacifico, ch'è diritto nostro +inviolabile, la soluzione delle altre questioni. Qualunque volta il Governo +tradisca il <i>fine</i> del Paese, il <i>Dovere</i> della Nazione, rivive in +ogni uomo il debito di compirlo. E faremo per quanto è in noi di +compirlo. Lo compiremo con nostre forze o costringeremo il Governo +a compirlo.</p> + +<p>È impossibile che la parte eletta del Paese, gli elementi nei quali +più freme lo spirito dell'azione, i giovani, gli studenti, i volontarî, i +figli del Popolo, si rassegnino lungamente a far del santo grido di +Roma e Venezia una meschina ironia, una parola di delusione mormorata +periodicamente su due sepolcri. È impossibile che i prodi di +Magenta, Solferino e Palestro, si rassegnino lungamente a far la +parte di protettori della frontiera per conto dell'Austria.</p> + +<p>È impossibile che la Nazione si rassegni lungamente a un Governo +i cui atti pajono calcolati a creare—e lo scrivo con profondo dolore—nell'Italia +nascente tutti i mali che contaminano le monarchie +morenti; antagonismo tra i popolani e le classi medie: antagonismo +tra l'esercito e il Paese: antagonismo tra i governanti e il Popolo +governato.</p> + +<p class="date"><i>30 maggio 1862.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + + +<hr style="width: 65%;" /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span></p> +<h2 class="lighter ss"><a name="IL_SOCIALISMO_E_LA_DEMOCRAZIA145" id="IL_SOCIALISMO_E_LA_DEMOCRAZIA145"></a>IL SOCIALISMO E LA DEMOCRAZIA +<a name="FNanchor_145_145" id="FNanchor_145_145"></a><a href="#Footnote_145_145" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[145]</span></a></h2> + + +<p>Esiste un malinteso fra gli uomini della Democrazia e i socialisti; +e questo malinteso produsse la scissura che rese possibile la dittatura +bonapartista, e tiene tuttora divisa, in Europa, la classe media +<a name="dalle" id="dalle"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'delle'">dalle</ins> +classi operaje. Questo malinteso consiste nell'aver confuso, sì +gli uni che gli altri, i <i>sistemi socialisti</i> col <i>pensiero sociale</i>, col <i>principio +d'associazione</i>.</p> + +<p>Gli uni credettero che il Socialismo consistesse in certe teorie assolute, +presentate da alcuni pensatori; e siccome quasi sempre queste +teorie movevano dal punto di vista governativo, e minacciavano colla +loro uniformità regolamentare di sopprimere ogni personalità umana, +quelli uni condannavano il socialismo in nome della libertà.</p> + +<p>Gli altri credettero che l'antagonismo della Democrazia verso i loro +sistemi provenisse dalla negazione del loro principio fondamentale, +e condannarono quindi la Democrazia, in nome dell'Associazione.</p> + +<p>Questo malinteso esiste tuttora per gli uomini esagerati, che sempre +si trovano in ogni partito; ma è però affatto mancante di base.</p> + +<p>Havvi un terreno comune abbastanza vasto, perchè vi possiamo +stare tutti uniti.</p> + +<p>Per noi non esiste rivoluzione, che sia puramente <i>politica</i>. Ogni +rivoluzione deve essere <i>sociale</i>, nel senso che sia suo scopo la realizzazione +di un progresso decisivo nelle condizioni morali, intellettuali +ed economiche della Società. E la necessità di questo triplice +progresso, essendo più urgente per le classi operaje, ad esse <i>anzitutto</i> +devono essere rivolti i beneficî della rivoluzione.</p> + +<p>E neppure può esservi una rivoluzione puramente <i>sociale</i>. La questione +<i>politica</i>, cioè a dire, l'organizzazione del potere, in un senso +favorevole al progresso morale, intellettuale ed economico del popolo, +e tale che renda impossibile l'antagonismo alla causa del progresso, +è una condizione necessaria alla rivoluzione sociale.</p> + +<p>È necessaria all'operajo la sua dignità di cittadino, ed una garanzia +per la stabilità delle sue conquiste nella via della libertà.</p> + +<p>La parola d'ordine dei nostri tempi è l'<i>Associazione</i>, che deve +estendersi a tutti.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span></p> +<p>Il diritto ai frutti del lavoro è lo scopo dell'avvenire; e noi dobbiamo +adoperarci a rendere vicina l'ora della sua realizzazione. La +riunione del capitale e dell'attività produttrice nelle stesse mani sarà +un vantaggio immenso, non solo per gli operaî ma per l'intera Società, +poichè aumenterà la solidarietà, la produzione ed il consumo.</p> + +<p>Le associazioni volontarie, moltiplicate indefinitamente, oltre al +riunire un capitale inalienabile, aumenteranno progressivamente e +faranno concorrere al lavoro, libero e collettivo, un numero di operaî +ogni giorno maggiore.</p> + +<p>Ciò è quanto io intendo esprimere colle due parole, egualmente +sacre, che non cesso di ripetere: LIBERTÀ—ASSOCIAZIONE. Forse +che ciò non basta a farci unire nel lavoro come fratelli? Un solo +passo nella realizzazione di questi due principî non ci schiuderebbe +egli un'ampia via per discutere tranquillamente le questioni secondarie?</p> + +<p>Ecco quanto, se lo potessi, ripeterei ogni giorno ai miei fratelli di +Spagna. Ecco quanto dovete ripeter loro in mio nome: Libertà per +tutti; progresso per tutti; associazione di tutti. Può egli esistere un +vero democratico, che non s'inchini, nel fondo del suo cuore, davanti +a questi tre termini eterni del problema della Umanità? La logica +inflessibile non esige forse il lavoro associato di tutti, per conquistare, +svolgere e consolidare il progresso e l'associazione?</p> + +<p>Per quanto si voglia impedirlo, noi corriamo ad una crisi europea, +simile a quella del 1848: sventurata la Spagna e sventurati noi tutti, +se le severe lezioni che allora e negli anni seguenti abbiamo ricevute, +non ci hanno insegnato ad unire le nostre forze per la prossima +lotta! I vostri padri vinsero i Mori, non già dividendosi e questionando +tra loro sull'importanza del Cristianesimo e dell'Indipendenza +nazionale; li vinsero, perseverando uniti in una lotta eroica di 800 +anni, e così ottennero finalmente il loro posto di popolo libero in +Europa!</p> + +<p>Riunitevi tutti adunque, o credenti nella Libertà e nell'Associazione, +contro i Mori moderni, contro i nemici di queste due grandi idee, e +sono certo che conquisterete il vostro posto fra gli Stati Uniti, liberi +ed associati, d'Europa.</p> + +<p class="sig"><span class="ldate"><i>1862.</i></span><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="LETTERE_DUN_ESULE" id="LETTERE_DUN_ESULE"></a>LETTERE D'UN ESULE</h2> + +<hr class="minor" /> +<h3>AGLI EDITORI DEL <i>DOVERE</i>.</h3> + +<p>.... Odo che soldati Italiani s'incamminano alla frontiera. Nel Bergamasco, +sui gioghi del Tonale e dello Stelvio, ai passi che guidano al +nostro Trentino, occupato anch'oggi dagli Austriaci, scintillano addensate +bajonette di bersaglieri, dei bersaglieri che pugnarono e vinsero—al +grido di <i>Viva Italia!</i>—le battaglie destinate ad affrancare +la Patria dall'Alpi all'Adriatico. Perchè questi moti? Hanno quei +che imperano sull'Italia sorgente sentito finalmente il debito loro? +Ha la guerra eroica che si combatte contro la prima potenza militare +d'Europa da giovani, in campo senza base, senza unità di disegno, +senz'ordini e quasi senz'armi, insegnato agli uomini della Monarchia +ciò che <i>può</i> chi <i>vuole</i> davvero, e additato ad essi, schiusa +senza gravi pericoli di disfatta, la via dell'onore e della salute d'Italia? +Hanno quelli uomini che ci susurrano da tre anni all'orecchio: <i>aspettate +sei mesi e vedrete</i>—scossi dal grido di quei combattenti, taluni dei quali +versarono sangue per la nostra libertà a fianco dei nostri bersaglieri, +e che suscitano oggi un entusiasmo promettitore in tutte le frazioni +del Partito Nazionale d'Italia—indovinato che il momento è sorto; +che, afferrandolo spontanei, possono forse ancora, riaffratellare le +moltitudini a una instituzione cadente, che la guerra all'Austria, la +guerra pei nostri fratelli Veneti, la guerra per le nostre Alpi, è oggi +facile, opportuna, invocata, e collocherebbe d'un balzo l'Italia a capo +della guerra delle Nazionalità conculcate? Dite, oh ditemi, saremo +redenti? Cancelleremo con battaglie nostre tre anni di meschine incertezze +e di concessioni alla Dea Paura? Saluteranno finalmente i +poveri Veneti, nei bersaglieri italiani, i loro liberatori?</p> + +<p>Il moto Polacco è moto iniziatore di quello d'una intera famiglia +Europea; i vostri uomini di governo lo sanno. Il moto Polacco +è, non solamente nazionale, ma Slavo. Un'anima sola, un solo +pensiero, inspirano il Governo segreto dell'Insurrezione Polacca e +la vasta Associazione <i>Terra e Libertà</i> Russa, Pietroburgo e Varsavia. +Costringendo i Polacchi all'azione quattro mesi prima del +tempo prefisso, scegliendo alla battaglia, ch'ei presentiva inevitabile, +il tempo e l'ora, lo Tsar ha potuto scindere la manifestazione +del disegno comune, non arrestare il lavoro che si stende +rapidamente. E quel lavoro non si limita alla Polonia insorta, alla +Russia cospiratrice: abbraccia i Polacchi della Posnania e della Galizia, +i Cecki di Boemia e Moravia, gli Slavi Meridionali della +Bosnia, dell'Erzegovina, del Montenegro, della Voyvodina serbo-austriaca, +della Serbia. E la Serbia, ordinata, armata, presta all'azione, +<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span> +avrebbe seguaci al suo moto quattro milioni di Bulgari. E il moto +degli Slavi del Sud trascinerebbe in Tessalia e in Epiro gli Elleni, +in Bessarabia e nel Banato i Rumani. E l'Ungheria, Magiara e Slava, +non aspetta a levarsi se non un assalto all'Austria, da dove che +venga, e l'insurrezione Serba alla propria frontiera. Sono due Imperi, +l'Austriaco e il Turco, minati per ogni dove, ribelli in ogni elemento +e pendenti da una <i>iniziativa</i> subita, ardita. Or questa iniziativa spetta +all'Italia; all'Italia forte di ventidue milioni d'abitanti e verso la +quale, per virtù dei fati che sono in essa, si rivolgono le speranze +di tutti i Popoli oppressi. Poche navi nell'Adriatico, centomila uomini +che movano di fianco al quadrilatero su Venezia, trentamila volontarî +cacciati all'Alpi, Garibaldi in lettiga, come il cieco Ziska nelle battaglie +degli Ussiti, tra essi, bastano a sommovere tutta quella moltitudine +d'elementi, bastano a trasformare la carta d'Europa. La Polonia +e l'Italia tengono i due poli d'un asse che si prolunga dal Baltico +fino all'Adriatico. E questa nostra Patria, alla quale per essere grande +fra tutte non manca se non coscienza delle proprie forze, può, volendo, +strozzare in sul nascere, com'Ercole in culla, il serpente del +dispotismo europeo. L'Austria lo sa: i vostri uomini di governo lo +sanno. L'Austria ha fatto prova di tolleranza verso i Polacchi in +Cracovia a impedire, a indugiare almeno il moto in Galizia, e a illuder +gli insorti tanto che non escisse da essi una chiamata all'Ungheria +e agli Slavi meridionali. I vostri uomini di governo hanno +cospirato, a modo loro, e cospirano col principe Michele e coi capi +del Montenegro; sanno da essi le condizioni alle quali accenno. +Perchè non coglierebbero l'opportunità cacciata loro innanzi dal +Partito d'Azione in Polonia? Perchè i battaglioni di fanteria e di +bersaglieri ch'essi mandano affrettatamente in Valtellina, a Vestone, +a Sarnico, altrove, non avrebbero incarico di piombare sopra un nemico +minacciato all'interno su tutta la linea, e d'inalzare la bandiera +dell'insurrezione Veneta, e di lavare a un tratto l'onta di Villafranca?</p> + +<p class="break">No; l'onta di Villafranca non sarà lavata, la Polonia non avrà gli +ajuti del Governo Italiano, i Veneti rimarranno per non so quanto +condannati a pascersi d'illusioni. I vostri giornali governativi rivelano +senza vestigio di rossore il segreto di quelle mosse. L'armi +italiane scintillano ai gioghi dell'Alpi per proteggerle contro noi, +contro tentativi possibili, a pro dei poveri Veneti, degli uomini che +liberarono il Mezzogiorno d'Italia. I vostri bersaglieri sono collocati +di fronte agli Austriaci per difenderli da ogni assalto italiano, come +i zuavi di Francia difendono in Roma il Papa. Dormite tranquilli, +Croati: i soldati d'Italia guardano i passi per voi. I sogni di gloria +degli uomini che li mandano non vanno al di là d'un secondo Aspromonte.</p> + +<p>Ma perchè? Perchè, tremanti d'ogni straniero, taciti davanti al +perenne insulto dell'occupazione di Roma, incapaci d'una deliberazione +ardita a pro di Venezia e servi anche oggi, quando un Popolo +di ventidue milioni è con essi, della timida, lenta, obliqua politica +piemontese, sorgono audaci e rapidi nei propositi contro ogni supposta +mossa di cittadini, e trovano coraggio d'azione ad ogni sospettare di +spia che accenni a generose aspirazioni negli Italiani? Perchè questi +uomini, che a fronte di due anni di guerra ordinata, alimentata da +Roma Papale, non osano dire agli invasori francesi: <i>sgombrate la +base d'operazione del brigantaggio</i>, diventano a un tratto energici per +proteggere l'usurpata frontiera dell'Austria? Perchè, se sospettano +<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span> +che i nostri fratelli dell'Alpi pensino a insorgere, si frappongono +in armi fra essi e noi, quasi a dir loro: <i>rimarrete soli e senza il menomo +ajuto dai vostri</i>? Vogliono Roma, o preferiscono che duri indefinitamente +un mortale pericolo all'Unità? Vogliono Venezia libera +o serva? Che importa ad essi s'altri si avventuri a tentare l'impresa +che è da tre anni debito loro? Qual rischio corrono? Non son certi +di cogliere per ora i frutti dell'altrui vittoria? Non hanno presta, nel +caso dell'altrui disfatta, la discolpa—e ne userebbero largamente—delle +persecuzioni sui vinti? Perchè, se intendono a fare l'Italia, non +salutano in core, non si tengono presti a seguire, dove il successo la +coroni, l'iniziativa di popolo, che sola può cominciare la lotta emancipatrice? +Che mai sperano, se non dall'azione? Non vedono essi +che nell'azione è oggi l'unico argomento potente a convalidare il +Diritto? Non vedono l'Europa intera agitarsi a pro della Causa rappresentata +dalle bande Polacche? Perchè antepongono il silenzio e +l'inerzia alla generosa protesta in nome della quale soltanto essi +potrebbero dire all'Europa: <i>o riconoscimento del Diritto Italiano o +rivoluzione</i>? Sono essi inetti o tradiscono? Vogliono l'Unità d'Italia, +che sola l'insurrezione può darci, o accarezzano tuttavia nel segreto +il pensiero di <i>confederazione</i>, che il loro Cavour accettava da Luigi +Napoleone in Plombières?</p> + +<p>Sono inetti e tradiscono. Tradiscono, non dirò del tradimento volgare +che inganna deliberatamente—perch'io non so le intenzioni e +quindi non le accuso—ma del tradimento perenne, ineluttabile, +egualmente funesto, di chi si assume un ufficio senza possedere uno +solo degli elementi necessarî a compirlo. Vorrebbero Roma, vorrebbero +Venezia—a chi non sorriderebbe l'acquisto della doppia gemma?—ma +le vorrebbero dall'Austria, dalla Francia, dalla Diplomazia, da +concessioni codarde e fatali al futuro, da mercati colpevoli verso +altri Popoli, da interventi disonorevoli, da ogni Potenza, da ogni raggiro, +fuorchè dall'Italia e dalla franca, leale, diretta, morale Politica, +che dice: <i>son mie; Dio le dava all'Italia: il Popolo Italiano compie i +voleri di Dio</i>. Hanno sognato d'avere Venezia allettando l'Austria a +impossessarsi delle terre Moldo-Valacche, coi capi delle quali ricambiavano +intanto proteste d'amicizia fraterna: sognano d'averla ajutando +un giorno l'Austria nella conquista dell'egemonia Germanica, +la Francia in quella delle provincie Renane; e, quanto a Roma, l'aspettano—Cavour +lo dichiarava, applaudito alla Camera—dalla +conversione del Papa e di tutto l'orbe cattolico. Erano pronti, per +avere tre anni addietro Venezia, ad abbandonare ai disegni napoleonici +il Centro; abbandonerebbero oggi, per aver Roma, il Mezzogiorno +d'Italia. Fiacchi sino al ridicolo, mandarono elucubrazioni +rettoriche al Papa, che l'alleato non consegnò. Condannati dall'assenza +d'ogni concetto a rinascenti contraddizioni, proclamarono la +vuota formula <i>libera Chiesa in libero Stato</i> con uno Statuto il cui primo +articolo dichiara il Cattolicesimo religione officiale della Nazione: +bandirono solennemente il Diritto del Paese a Roma, poi annunziarono +che s'asterrebbero da ogni pratica per tradurre il diritto in +fatto, e si tacquero. Da due anni il Papa ha praticamente dichiarato +guerra al Regno d'Italia; da due anni escono da Roma, fatta convegno +aperto di cospiratori protetti dalle bajonette francesi, bande +armate di masnadieri a infestare le provincie meridionali; ed essi si +limitano a una impotente difesa. Leggono nel preventivo Francese +del 1864 mantenuta la cifra che rappresenta le spese dell'occupazione, +e non trovano in sè coraggio che basti, non foss'altro, a protestare +pubblicamente davanti all'Europa e chiederle l'onesta applicazione +<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span> +del <i>non-intervento</i>; e—forti del favore dell'Inghilterra e dei Popoli +quanti sono—non hanno core, dacchè guerra non osano, di dire +almeno a tutti, Papa, Francia, Governi e Popoli: «Lo straniero occupa +ad arbitrio la nostra Metropoli e una zona di frontiera della +nostra terra; l'Europa è inerte; il Diritto è muto per noi; l'azione +legale ci è contesa: noi lascieremo aperta la via ai rimedî anormali. +Collocati fra l'usurpazione altrui e il diritto dei nostri, lascieremo +ai nostri libertà d'azione contro l'ingiustizia dalla quale nessuno +protegge l'Italia. Se alle invasioni delle masnade che vengono +da Roma i cittadini risponderanno invadendo essi pure, non ci opporremo; +se, a sottrarsi al continuo pericolo d'una irruzione dell'Austria, +tenteranno sommovere il Veneto e conquistarsi la frontiera +dell'Alpi, non ci opporremo; e nol potremmo senza pericolo. +Date giustizia all'Italia, o rassegnatevi ad avervi un foco perenne +di rivoluzione.» Quel linguaggio, appoggiato da quattrocento mila +bajonette, ci darebbe Venezia e Roma in tre mesi.</p> + +<p>Ma per tenere linguaggio sì fatto bisogna avere una <i>fede</i>, ed essi +non hanno che <i>opinioni</i> mutabili, tiepide, incerte; bisogna credere +nelle forze che sono in Italia, ed essi si credono deboli e s'affaccendano +a dirlo agli stessi loro soldati: bisogna credere nella potenza +del Diritto, ed essi non credono che nel raggiro, negli artificî della +diplomazia; bisogna avere la scienza, l'intuizione che crea l'avvenire, +ed essi non giurano se non nella scienza delle epoche morte; bisogna +intendersi colle Nazioni vogliose di sorgere, ed essi cospiravano con +Ottone e cospirano con Michele; bisogna osare, ed hanno paura; bisogna +amare ed essere amati, ed essi non sono amati e non amano; +bisogna fare una cosa sola del Governo e del Popolo, ed essi hanno +creato e mantengono un dualismo sistematico fra l'uno e l'altro; bisogna +desiderare, evocare, occorrendo, una iniziativa dalle viscere +del Paese e giovarsene come di punto d'appoggio alla leva, ed essi, +incapaci d'azione propria, aborrono, per timore del futuro, da ogni +iniziativa popolare, aborrono dalla possibilità che il Popolo acquisti +coscienza della propria forza, aborrono dal passato che grida loro: +<i>Marsala e Napoli</i>; aborrono dall'avvenire che direbbe loro: <i>Trento +o Treviso</i>: bisogna <i>fare</i>, promovere, inspirare, dirigere, progredire, ed +essi non sanno altro segreto che di <i>negare e reprimere</i>. Hanno raggiunto +l'ideale della repressione, quando, invece di velarsi il capo e +gemere come per lutto nazionale, mandavano, otto mesi addietro, un +brevetto di promozione all'uomo che versava, sulla via di Roma, il +sangue di Garibaldi; raggiungevano, pochi dì sono, l'ideale della +negazione, quando, per timore dell'Austria, negavano nome e qualità +d'Italiani ai romani e ai veneti. Perchè meravigliare se mandano +fanteria e bersaglieri contro ipotesi di tentativi emancipatori—se +dicono ai Croati: <i>dormite tranquilli; i soldati d'Italia guardano i +passi per voi?</i></p> + +<p><i>Negare e reprimere</i>: è la formula dei Governi che cadono. I Popoli +vogliono vivere, vivere della vita divina ch'è in essi e si chiama +Progresso: i Popoli che sorgono a vita nuova, segnatamente. Una +<i>nazionalità</i> è un <i>fine</i>, un ufficio, una missione, un Dovere collettivo +accennato da Dio: bisogna raggiungere quel <i>fine</i>, compiere quel Dovere: +ogni sosta sulla via segnata costa disonore, poi lagrime e sangue. +Il Popolo ha l'istinto di questo Vero. Dove si sente guidato innanzi, +dove trova sviluppo incessante, espansione di <i>vita</i> sulla via per la +quale è chiamato, dove scopre negli atti una virtù <i>iniziatrice</i>, il Popolo +saluta una Instituzione, un Governo. Si chiami Dittatura, Monarchia, +Impero o Papato, il Popolo segue e protegge: seguiva i Papi +<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span> +quand'essi promovevano, nei primi secoli, l'emancipazione degli schiavi, +insegnavano che la Morale era suprema su tutti, padroni e sudditi, e +opponevano la parola religiosa Dovere all'arbitrio, alle usurpazioni +dei re: seguiva Richelieu e Luigi XI, quando la loro tirannide combatteva +il feudalismo e mozzava nel capo la gerarchia dei baroni di +Francia: seguiva Napoleone, quand'ei, nella prima metà della sua +carriera, rappresentava colle bajonette una idea d'Eguaglianza, e lasciava +dietro ogni mossa un Codice, imperfetto ma contenente il riconoscimento +dei diritti civili negati dalla aristocrazia, da principi e +papi. Dove cessa l'<i>iniziativa</i> del Progresso da compiersi—dove +l'Instituzione non rappresenta più il moto, la vita—dove il Governo +assume per proprio simbolo il segno d'una quantità <i>negativa</i>, +per propria teorica una teorica di <i>repressione</i>, per proprio ufficio +quello di <i>conservare</i> e impedire—il Popolo intende che una sintesi +è consumata, che la vitalità d'un principio è esaurita, che una forma +è irreparabilmente logora, e si volge altrove.</p> + +<p>Allora comincia uno spettacolo che la Storia ci addita dieci volte +negli ultimi settanta anni. Da un lato, diffidenza e speranza; dall'altro +diffidenza e paura. Il Popolo pende, per un tempo, incerto, perchè +dubbioso dell'avvenire, ignaro di chi lo guidi, avverso timidamente +all'autorità che lo regge, sospettoso della futura. Quei che siedono al +governo interpretano quella incertezza come noncuranza, impotenza +o mancanza di coraggio, e s'illudono a persistere nel loro funesto +sistema: i corrotti nell'anima fiutano il guasto e s'affrettano a cogliere +i frutti dell'albero che domani forse rovinerà: i tiepidi, che son pur +sempre i più numerosi, si ravvolgono, come chi presente tempesta, +nel manto dell'io, s'astengono da ogni atto virile, da ogni affermazione +di vita, e prolungano le illusioni e la crisi alla quale, dichiarandosi, +imporrebbero fine rapidamente: i buoni, ma fiacchi, disperano: +i buoni arditi, credenti e non curanti di conseguenze per sè, +inalzano, incerti anch'essi da principio e arrendevoli ad ogni transazione +onorevole, la bandiera dell'avvenire. Contro questa minoranza +perturbatrice d'una illusione fatta abitudine, il Governo s'irrita, e +tende a sopprimerla quasi eresia violatrice del dogma. Incomincia +una guerra, sorda dapprima, di spionaggio, d'insidie, d'accuse calunniatrici, +di tentativi di corruzione che trionfano su taluni, falliscono +sugli altri, e li rendono più sempre convinti che l'Instituzione è guasta +e condannata a perire; poi, d'aperta crescente persecuzione: persecuzione +contro le facoltà più inviolabili, più indivisibili dall'umana +natura, l'associazione, l'espressione libera del pensiero. La resistenza +infierisce quella minoranza d'apostoli che, sgominata sopra un terreno, +si riordina sopra un altro, muta forme d'opposizione, mina segretamente +il punto che essa non può assalire di fronte, stanca con piccoli +ma continui assalti il nemico e lo trascina più in là ch'esso, per +tattica, non vorrebbe: di <i>conservatore</i> il Governo diventa finalmente +<i>retrogrado</i>. Il Popolo intanto studia tacito i segni e le vicende di +quella guerra, comincia a leggere sulla fronte di quei perseguitati il +proprio segreto, afferra nel martirio affrontato nobilmente da pochi +un pegno delle schiette sincere intenzioni di quei che piantano la +bandiera sulla loro tomba, e accenna ad affratellarsi. Di fronte al +primo pericolo i sostenitori dell'Instituzione minacciata si dividono in +due campi; nell'uno, gli <i>eclettici</i> del Partito, quanti in fondo cominciano +a dubitar del trionfo, tentano conciliazioni impossibili fra termini +che s'escludono, si studiano di sopprimere l'ostilità d'alcuni fra +gli elementi progressivi, aprendo loro un angusto varco al sacrario +dell'Autorità, offrono transazioni impotenti a fondar la concordia, +<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span> +dànno promesse di meglio che non possono mantenere: nell'altro, si +ristringono i cupidi d'autorità senza limiti, gl'intolleranti per natura +o educazione di corte, gli uomini che hanno il coraggio inferocito +della paura, i pochi ingegni logici che deducono imperturbabili tutte +le conseguenze del loro principio. Dal primo campo esce presto o +tardi, inevitabile conseguenza del difetto di forte convincimento, uno +spettacolo d'immoralità che sparge lo scredito sulla bandiera; dal +secondo esce una perenne minaccia di crisi violenta, che accende le +passioni dei combattenti e comincia a far sentire ai tiepidi i pericoli +d'una condizione precaria e anormale. Il malcontento s'allarga alla +base. Il Governo, pauroso e irritato dai nuovi pericoli, smarrisce anche +quella apparenza di calma e di coscienza di forza che accennava +ancora, nella mente del Popolo, a una Autorità esistente in esso, e +da quel giorno è perduto; da quel giorno comincia per esso uno +stadio fatale, sul quale anche una vittoria è rovina. Se il Potere s'afforza +d'armi e accarezza il <i>militarismo</i>, diffonde sdegni e sospetti +funesti negli ordini cittadineschi; se cerca appoggio in uno o altro +Governo straniero, offende l'orgoglio nazionale e si confessa separato +dalla vita della Nazione; se infierisce nella resistenza, è aborrito +come tirannico; se accenna a concedere, sprezzato siccome debole. +Un giorno, gli uomini del campo logico si avventurano a un tentativo +imprudente, a una tarda illegale manifestazione di forza; gli uomini +del campo eclettico si sperdono, come sempre usano, per vie diverse; +le frazioni nelle quali le vanità individuali aveano diviso, nella sfera +intellettuale, il campo d'azione, si raccolgono tutte di fronte all'assalto +nemico. L'Europa ascolta un rumore come di cosa che rovina. +È una Instituzione caduta, trapassata alla vita storica. Un'altra sorge +in sua vece. Il Popolo ripiglia, emancipato, la propria via verso +il <i>fine</i>.</p> + +<p>È questa una pagina di storia ripetuta sovente negli ultimi due +terzi di secolo in Francia, in Germania, nel Belgio, in Grecia, nella +Spagna.</p> + +<p>A quale linea della pagina siamo oggi in Italia?</p> + +<p class="date"><i>Aprile, 1863.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="I_MONARCHICI_E_NOI" id="I_MONARCHICI_E_NOI"></a>I MONARCHICI E NOI</h2> + + +<p>La guerra vigliacca e sleale, combattuta dagli uomini di parte monarchica +contro gli uomini di fede repubblicana, ci conforterebbe +sulla via, se guardassimo soltanto a noi e al trionfo della nostra +bandiera. Un Partito che spende metà della sua polemica a dichiararmi +morto per sempre e senz'ombra d'influenza in Italia, e l'altra +a provare ch'io minaccio di porre l'Italia a soqquadro, e chiamare il +Governo a vegliare e reprimere energicamente:—che, a farci avversi +i soldati italiani, ci accusa di chiamarli <i>sgherri</i>, e manda a un +tempo circolari segrete per impedire disegni nostri di <i>seduzione</i> +sull'esercito;—che consacra periodicamente dieci colonne delle sue +gazzette a dimostrare che noi aggiriamo Garibaldi e ne inspiriamo +le mosse, e dieci a dichiarare che Garibaldi non è con noi, che noi +ne usurpiamo il nome, ch'ei non divide alcuna delle nostre aspirazioni—si +condanna deliberatamente ad essere ridicolo. Un Partito—<i>partito +governativo</i>, e quindi potente d'influenza, di pubblicità, di +prestigio su quanti adorano il <i>fatto</i>—che non trova contro noi individui, +pochi, dicono, e di certo con pochi mezzi d'apostolato e +d'azione, altr'arme che la calunnia;—che ripete a ogni tanto, +contro ogni evidenza storica, che i repubblicani vogliono <i>sangue</i> e +<i>rapina</i>;—che non discute, ma insulta;—che non cita mai ciò che +si scrive da noi, ma insiste a confutare fatti e detti, provati non +nostri;—che ammette falsarî nelle sue file; conia in Torino una +circolare, v'appone il mio nome, la manda, perchè s'inserisca, a una +gazzetta austriaca, tradisce stolidamente, per gioja insana della propria +colpa, il segreto, annunziandola prima dell'inserzione, e la commenta +oltraggiosamente, quasi fosse documento storico, il giorno +dopo—è <i>partito</i> indegno del nome, e condannato a perire. Una Nazione +non può lungamente acquetarsi ad essere guidata da gente +immorale.</p> + +<p>Ma davanti a questo avvicendarsi di basse calunnie anonime e di +villanie; davanti a questa danza d'iloti briachi, che s'intitolano <i>moderati</i>, +è impossibile non sentirsi, anche sprezzando, rattristato nell'anima. +Quella stampa è pur sempre stampa italiana: italiani son gli +uomini che la insozzano di contumelie, italiani gl'insultati da essi. +Quelle tristi gazzette viaggiano all'estero, rappresentano agli occhî di +molti la politica, le tendenze del Regno, somministrano una base ai giudizî +stranieri su noi. «Che!»—dicono quegli uomini, i quali studiano +attenti, come oracoli del futuro, i nostri detti, i menomi fatti del nostro +sorgere—«volete essere rispettati, e non sapete rispettarvi fra voi? Vi +dichiarate capaci di libertà, e la violate, fin dai primi passi, coll'odio? +Volete giustizia, e vi presentate per meritarla colla veste dei calunniatori? +Invocate progresso, e l'espressione d'ogni opinione diversa +dalle vostre v'irrita sino al furore? Taluni fra i perseguitati +<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span> +d'intolleranza da voi ci son noti da lungo: possiamo dividere o non +dividere tutte le loro opinioni; ma li sappiamo onesti, profondamente +convinti e devoti—senza fini individuali—a una idea. +Confutateli, ma non li oltraggiate. L'inviolabilità del pensiero è +madre della Libertà; sua primogenita è la tolleranza reciproca.» +E cominciano a guardare, con un senso di suprema sfiducia, all'agitarsi +di un Popolo che chiede Unità di Nazione, e tinge a danno dei +proprî figli, la penna di fiele, e calunnia le intenzioni, e cancella—o +lo tenta—la sacra indipendenza delle diverse credenze.</p> + +<p>E tra noi? Ah! qual cumulo di rimorsi dovrebbe opprimere un +giorno—se i coniatori di circolari potessero esserne capaci mai—l'anima +di questi gazzettieri monarchici che diffondono l'immoralità +della menzogna e dell'odio; versano nel core dei giovani, in un Popolo +nascente alla Libertà, la diffidenza, lo scredito sul principale +stromento d'educazione, la Stampa; e irritano colla persecuzione e +coll'intolleranza le passioni vendicatrici e di ribellione contro l'ingiustizia, +dove non bisognerebbe che seminar l'amore e la riverenza alla +libera discussione! Pochi tra noi vi sanno inetti, più che settarî avveduti +e calcolatori; d'anima volgare e meschinamente invida, più +che profondamente malvagia; irritabili e collerici per natura di fiacchi; +adoratori ciechi, per difetto di fede, d'ogni fatto che appaja potente, +e servi ad ogni potere confortato di bajonette e d'erario. Sanno che +schiamazzaste, prima del 1859, maledizioni, poi adulazioni schifose al +Bonaparte; inni, finchè vinse, a Garibaldi, come anch'oggi al re-mito, +a Cavour, a Ricasoli, a Rattazzi, a Minghetti, a chi no? Schiamazzereste +a noi se vincessimo; però essi vi guardano sorridendo, e vi vedrebbero, +stringendosi nelle spalle, mutar linguaggio e mendicare interpretazioni +di progresso all'antico, il dì che fosse mutata l'instituzione. +Ma gli altri? I non educati dalle lunghe delusioni e dallo studio severo +delle umane cose a tollerare e compiangere? A giudizî ingiusti +non opporranno giudizî ingiusti, alle calunnie ribellione d'accuse appassionate +e violenti? V'odono a insinuare che uomini, la cui vita +intera fu culto quasi esclusivo dell'Unità Nazionale, sono oggi affratellati +con fautori di moti autonomisti locali o retrogradi: perchè non +crederanno voi, lodatori dello sgoverno che minaccia strapparci le +provincie meridionali, affiliati consapevoli al disegno di smembramento, +persistente nel Bonaparte? Vi vedono imprigionare uomini +che patirono per la patria, come Rosario Bagnasco, lunghi anni d'esilio +e, a cercar d'infamarli, confonderli coi <i>camorristi</i>: perchè non +infameranno voi come <i>pagnottanti</i> e venditori della vostra coscienza +agli agî o alla vanità del potere? Così voi alimentate, imprudenti, una +guerra ch'oggi è d'oltraggi, domani può essere di sangue; voi falsate +il senso morale della Nazione; convertite in fiaccola seminatrice d'incendî +la luce che dovrebbe escire, serena e fecondatrice, dall'esame +dei diversi concetti; insegnate ai giovani l'intolleranza, e radicate nei +cuori la funesta massima, che tutti i mezzi son buoni a spegnere gli +avversarî! Dio tolga che un giorno non abbiate a pentirvene!</p> + +<p>Or noi non v'abbiamo dato l'esempio. La nostra polemica contro +voi può essere acerba, sdegnata, sospettosa talora; non fu mai deliberatamente +calunniatrice. Noi non coniammo circolari, citiamo le vostre; +citiamo documenti firmati da ministri vostri, citiamo lettere di +Roverbella, ragguagli dati da agenti officiali stranieri, che vi provano +presti ad abbandonare chi si dà a voi, presti a transigere sull'onore +italiano collo straniero, presti a combattere, per ossequio a un despota +potente o avversione innata all'azione popolare, chi ha fatto, per +l'illusione di concordia, sacrificio d'ogni idea più cara, ma non può +<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span> +sacrificarvi l'Unità della Patria. Noi vi rimproveriamo gli impotenti +metodi di terrore spiegati nel Mezzodì dell'Italia; condanniamo le +fucilazioni lasciate ad arbitrio di militari, cacciati a un tratto in paesi +ove ignorano uomini e cose e devono commettere inevitabili errori, +non le inventiamo: voi avventate, insistenti, contro noi l'accusa di +sanguinarî, quando sapete che, da un unico vecchio e severamente +biasimato esempio francese infuori, voi non potete citare un solo atto +di feroce arbitrio, commesso da quei che reggono le repubbliche +Svizzere, o ressero le brevi repubbliche di Roma e Venezia. Voi accusate +sistematicamente le nostre intenzioni; noi registriamo fatti +continui di guerra all'Associazione e alla Stampa, <i>stati d'assedio</i>, imprigionamenti +di deputati, rifiuto di cittadinanza agl'italiani romani +e veneti, paci disonorevoli, alleanza servile con chi occupa a forza +quella che voi proclamaste a parole vostra Metropoli; Nizza, Savoja, +Aspromonte. Stringete in una tutte le nostre polemiche: esse sommano +a dirvi, che voi non adorate un principio, ma servite a una +precaria <i>opportunità</i>: che, per documenti firmati da voi, voi non foste +nè siete gli uomini dell'Unità Nazionale, ma sapete talora giovarvi, +fin dove non si frappone il divieto straniero, dell'opera di quei che +son tali: che non avete nè avrete mai virtù iniziatrice: che non siete +pianta indigena in Italia, ma innesto: che non amate il Popolo e ne +temete, e siete quindi e sarete trascinati fatalmente ad avversarne la +Libertà: che non avete nè tradizione, nè vita vera nell'oggi. Confutateci, +se potete; ci avrete vinti: perchè noi, dissimili dai vostri sostenitori, +non cerchiamo altro terreno che questo.</p> + +<p>Io conosco un Paese—ed è il solo—dove la Monarchia ha tuttora +radici inviscerate colle tendenze, colle idee, colla vita storica +della Nazione. È l'Inghilterra. Là, la Costituzione non escì improvvisata, +strappata dalla paura, in un angolo del paese; crebbe spontanea +per opera lenta di secoli, colla potenza collettiva, col naturale +sviluppo degli elementi innestati dalla conquista sugli elementi anteriori. +La Monarchia compì una missione, frapponendosi tra la tendenza +a smembrare, innata nel feudalismo, e le tendenze unificatrici: +diede il suo nome all'incremento progressivo delle forze nazionali. +Una aristocrazia, forte di possedimenti, d'una tradizione d'uomini +illustri, d'affetto orgoglioso all'indipendenza e alla grandezza del paese +e—nel passato—d'una costante iniziativa in tutte le instituzioni di +beneficenza, sta, con unità di concetto e di disciplina, tra la Monarchia +e l'elemento democratico, moderatrice. Questa aristocrazia, indispensabile +in ogni ordinamento di monarchia costituzionale, cede +oggi terreno all'elemento finanziario industriale e sparirà un giorno, e +con essa la Monarchia; ma or vive, rigogliosa tuttavia e venerata. La +Monarchia è in Inghilterra immedesimata ancora colla vita del Regno. +E perchè lo è e sa d'esserlo, non teme, non sospetta, non s'irrita, non +vive, come in Italia, di repressione. Là, le instituzioni che dichiarano libero +l'uomo non sono lettera morta: hanno mallevadori Governo e Popolo. +La facoltà d'associazione è, politicamente, illimitata: il diritto delle +pubbliche adunanze, protetto: l'espressione del pensiero, santa, inviolabile. +Uno scrittore pubblicò per due anni una Rivista mensile, intitolata: +<i>Repubblica</i>, senza che potesse sognarsi un sequestro. Altri perorano +contro l'instituzione monarchica, contro l'ordinamento attuale della proprietà, +contro il cristianesimo, con un uomo di polizia alla porta, incaricato +di tutelare, occorrendo, a pro dell'oratore, l'ordine nella sala.</p> + +<p>Un ministro, Lord Palmerston, propone, per compiacere a Luigi +Napoleone, alcune modificazioni al diritto di libertà illimitata, che +gli stranieri, gli esuli politici, possiedono in Inghilterra: 50 000 uomini +<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span> +si raccolgono a convegno pubblico in Hyde-Park, per protestare +contro le intenzioni ministeriali: il ministro ritira il dì dopo la proposta, +e torna alla vita privata. Un altro ministro, Lord John Russell, +rimproverato di trascurare le riforme elettorali credute necessarie, +rimprovera alla sua volta di freddezza il Paese: <i>perchè non agitate?</i> +ei dice; <i>perchè non provocate adunanze pubbliche, che esprimano la +volontà del Paese?</i> La Monarchia non ha vigore d'iniziativa; ma segue, +desidera, invoca l'iniziativa popolare. E per questo vive rispettata +dal Paese, e sicura: ciò che da noi si chiama <i>rivoluzione</i> è ignoto in +Inghilterra; ignoti sono i consorzî segreti, ignoti i tumulti di piazza: la +<i>piazza</i>, quando è unanime, ha dominio legale. Gli avversarî politici discutono +pacifici e rispettosi; nessuno sogna d'accusare il più accanito +nemico del Governo d'essere alleato segretamente con una o altra cospirazione +straniera, o con fazioni avverse all'Unità del Paese: nessuno +conia circolari a suo danno.—Ma voi? Voi, immemori dell'anno 1830 +e del 1848, immemori delle dieci rivoluzioni che punirono, nell'ultimo +terzo di secolo, i governi ostili alle libertà popolari, ricopiate servilmente +la politica dei <i>dottrinarî</i> francesi: tenete per nemico vostro +ogni uomo che invochi sviluppo progressivo di libertà, e lo trattate +siccome tale: avversate ogni manifestazione d'opinione pubblica: aborrite +e perseguitate, quando non v'obbedisce ciecamente, il pensiero: +ricusate voto e armi al Popolo per paura—ignota in Inghilterra—ch'esso +ne usi contro di voi: tremate dei volontarî, che vi diedero +mezza Italia, mentre l'Inghilterra addita con orgoglio centocinquantamila +volontarî armati dalla monarchia; vi circondate di forze artificiali: +restringete nel cerchio angusto d'un <i>partito</i> l'amministrazione del Paese: +avete sospetti quanti fanno prova d'ingegno e d'animo indipendente: +trascinate l'incerta esistenza nella sfera fattizia degli impiegati da voi, +tra i responsi, calcolati a non turbarvi i sonni, dei vostri prefetti, e +respingendo e cercando sopprimere ogni espressione della volontà del +Paese, ogni avvertimento che vi venga da esso. Voi non dirigete, non +governate: vi difendete. Accampate in Italia.</p> + +<p>A voi, come a noi—più che a noi, dacchè all'espressione del nostro +pensiero son posti limiti da non potersi facilmente varcare—sono +aperte le vie di pubblicità. Perchè, senza oltraggi e calunnie, dimenticando +gl'individui e non guardando che alle idee, non ne usate a +confutarci, a convincerci? I sequestri, gl'impedimenti alle riunioni, le +diffamazioni da trivio, possono darvi vittorie d'un giorno, vittorie di +Pirro, ma confermano nella mente degli assennati ciò ch'io vi dico +a ogni tanto: che siete e vi sentite deboli. Provateci che la monarchia +compie da lungo in Italia una missione storica unificatrice: +provateci che fu per secoli iniziatrice di progresso al Paese: provateci +che i grandi periodi della nostra vita e della nostra potenza non +furono di Popolo, ma ebbero moto e nome da Principi: provateci che +la Monarchia non s'insinuò in Italia sotto il patronato straniero, ma +vi crebbe spontanea per grandi servigi resi, per entusiasmo di popolo +riconoscente; provateci che non aprì mai gli sbocchi dell'Alpi +agli invasori stranieri, che non militò alternativamente per Francia, +Austria o Spagna sui campi d'Italia; provateci che la Lega Lombarda, +la difesa di Firenze, l'insurrezione di Masaniello, i Vespri di Sicilia, +la cacciata degli Austriaci da Genova, le giornate di Milano, di Palermo, +di Bologna, di Brescia, le nobili resistenze di Venezia e Roma, +furono capitanate da Principi; provateci che la cessione di Milano e +la pace di Villafranca non portano la firma d'un re. Avrete rivendicato +all'<i>instituzione</i> il potente sostegno d'una tradizione; avrete rovesciato +la metà dei nostri argomenti e distrutto la metà della nostra +<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span> +forza. Ponete il vostro nome e date virtù di decreto all'utopia, che +Giorgio Pallavicino ripete con gloriosa insistenza al deserto da ormai +tre anni: armate il Paese: date 400 000 soldati all'esercito e 50 000 +volontarî a Garibaldi; affidate, porgendo loro ajuti d'armi, danaro e +autorità, a commissioni locali composte d'uomini noti per energia e +devozione all'Unità Nazionale, la distruzione dei masnadieri meridionali: +date prova di fiducia al Popolo chiamandolo al voto: provocate +colle adunanze pubbliche, una espressione generale di volontà nel +Paese: riconfermate il Diritto Italiano, dichiarando cittadini eguali +e liberi quanti nascono e nacquero tra l'Alpi e il Mare: ripartite ai +Comuni, perchè li vendano o li affidino ad associazioni industriali e +agricole, i beni del clero; protestate prima solennemente, a Popoli e +Governi d'Europa, contro l'occupazione francese in Roma; poi intimate; +se per altra via non riuscite, lo sgombro: chiamate il Veneto a +insorgere, e appoggiatene l'insurrezione colle armi. Avrete confutato +l'altra metà dei nostri argomenti, e provato che è in voi un elemento +di vera vita, una potenza d'iniziativa, capace di guidar la Nazione.</p> + +<p>Fino a quel punto, tollerate ch'io vi dica: <i>Voi non avete in Italia +tradizione, nè virtù di vita nell'oggi</i>—e vendicatevi come potete, +coniando circolari, o tentando sotterrare coi sequestri la mia parola.</p> + +<p><span class="smcap">Venezia</span> e <span class="smcap">Roma</span>: voi non potete sotterrare le due città; non potete +cancellarne il nome dal core degl'Italiani. Quelle due parole vi +uccideranno. Di mese in mese, d'anno in anno, d'indugio in indugio, +di promessa in promessa, voi finirete per convincere i Veneti e i Romani +illusi, gl'Italiani tutti titubanti anch'oggi, tra la diffidenza crescente +e una incerta servile speranza, che non è in voi risolvere il +doppio problema. Quel giorno, cadrete.</p> + +<p>Noi siamo convinti, e però siete caduti per noi. Checchè scriviate +nei vostri diarî, checchè scriva un uomo<a name="FNanchor_146_146" id="FNanchor_146_146"></a><a href="#Footnote_146_146" class="fnanchor">[146]</a>, a cui la canizie e un +passato onorevole dovrebbero vietare d'affermare alla leggera sul +conto d'altrui, non è vero ch'io voglia la Repubblica <i>a qualunque +prezzo</i>. Io mi sento troppo certo dell'avvenire, per affrettarlo a prezzo +dell'Unità Nazionale e contro il volere riconosciuto del mio Paese. +Per tre anni, finchè l'immensa maggioranza del Paese si dichiarava +soddisfatta e fidava in voi, finchè era possibile illudersi a credere +che intendereste la missione, la forza e la via di salute che la Nazione +v'offriva; finchè l'esperimento potea dirsi non assolutamente +compiuto, io tacqui religiosamente d'ogni questione che non fosse di +<i>azione</i> per l'Unità della Patria: noi tutti, Partito d'Azione, ponemmo, +qualunque fosse la bandiera, in mano vostra mezzi, uomini, voto, imprese, +concessioni di tempo, consigli, quanto era in noi. Sacrificavamo, +non a voi, ma alla pronta liberazione di Roma e Venezia. Oggi—dopo +Aspromonte, dopo il rifiuto della cittadinanza Italiana ai Romani +e ai Veneti, dopo il voto che sancisce in ogni ministro il diritto +di sopprimere ad arbitrio la libera espressione del pensiero del +Popolo, e poi che tutti i vostri <i>uomini di stato</i>, esauriti a cerchio, +hanno rappresentato miseramente, l'un dopo l'altro, lo stesso sistema: +<i>impotenza</i> per la questione nazionale: <i>repressione</i> per ciò che concerne +la Libertà—s'illuda chi può. A me parrebbe d'essere, tacendo +il vero a' miei concittadini, stolto a un tempo e colpevole.</p> + +<p>La Nazione non avrà salute, Unità, Libertà, se non dal suo Popolo.</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="A_FEDERICO_CAMPANELLA147" id="A_FEDERICO_CAMPANELLA147"></a>A FEDERICO CAMPANELLA +<a name="FNanchor_147_147" id="FNanchor_147_147"></a><a href="#Footnote_147_147" class="fnanchor"> +<span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[147]</span></a></h2> + + +<p>Mi chiedi perchè taccio? Taccio perchè ho il dolore nell'anima e +il rossore sulla fronte per la mia Patria. Taccio perchè, tra la codarda +servilità degli uni e il difetto di spirito pratico e virtù di sacrificio +negli altri, temo oggimai che la parola non giovi. Taccio +perchè ogni qual volta mi sento spronato a prender la penna mi torna +alla mente il grido del povero Savonarola, quando ei, predicando a +un popolo inerte, indifferente, dileggiatore, prorompeva in parole +rotte da singhiozzi: «Signore, stendi, stendi dunque la tua mano, la +tua potenza! Io non posso più, non so più che mi dire, non mi +resta più altro che piangere.»</p> + +<p>Ricordi tu, vecchio e fedele amico, le visioni dell'Italia che splendevano +sull'anime nostre quando tentavamo, trenta anni addietro, la +spedizione di Savoja, e nei lunghi anni d'esilio che durammo insieme? +L'Italia sorgeva—poco importava il quando—in nome dell'eterno +Diritto, santificata dal martirio de' suoi migliori, a impadronirsi, +continuando il passato, dell'<i>iniziativa</i> che la Francia aveva dal +1814 perduta; ad assumere una missione di Verità e di Giustizia in +mezzo all'Europa incadaverita per opera del Papato e della Monarchia: +sorgeva, non riconoscendo padroni da Dio e dal Popolo infuori, +fidando in sè e nei Popoli che avrebbero—come fecero sempre a +chi seppe chiamarli—risposto al suo grido, con un doppio programma +di Nazionalità e di Libertà, suscitando a nuova rivelazione +la vita fremente nel profondo delle genti aggiogate sotto l'Austria, +smembrate fra esse e l'impero Turco, e dicendo ad esse: <i>per noi e +per voi</i>. Governavano il periodo della sua insurrezione pochi uomini +acclamati dal Popolo, mallevadori ad esso, fidenti in esso, senza vincoli +di passato avverso al sorgere collettivo, senza vincoli di presente +a corti, trattati o diplomazia, credenti, logici, arditi. E, compita la +lotta, un'Assemblea eletta da tutti, interrogava la vita, i bisogni, le +aspirazioni del nuovo Popolo e dettava da Roma, nuovo anch'esso, +discusso da tutti, eguali per tutti, il Patto della Nazione; promulgava +al mondo la morte del Papato e la libertà di coscienza; annunziava, +in una dichiarazione di Principî, la fede degl'Italiani nel secolo XIX; +armonizzava con una immensa libertà di Comune l'Unità morale e la +politica Nazionale; schiudeva con un semplice equo sistema di tributi, +cogli impulsi dati alla produzione, con ajuti alle Associazioni +operaje, la via del meglio alla classe più numerosa e più povera; +aboliva, proclamando libertà di commercio, dogane, monopolî, proibizioni; +aboliva, ordinando il paese intero all'armi, la coscrizione; +<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span> +aboliva, riordinando la legislazione penale sul concetto del miglioramento +individuale e della difesa collettiva, il palco e il carnefice; +inaugurava gratuito, universale, uniforme e desunto dall'idea religiosa +<span class="smcap">Progresso</span>, un sistema di Educazione Nazionale.</p> + +<p>Quel sogno è per ora sfumato. Era necessario, perch'esso potesse +trapassare nel dominio della realtà, che il nostro risorgere escisse +dall'iniziativa popolare: l'iniziativa fu regia e straniera. E da quel +fatto, colpa di tutti noi, le conseguenze dovevano sgorgare irrimediabili +per un tempo, fatali. Per legge storica, derivazione della legge +morale, ogni colpa deve espiarsi. La Francia espia da tredici anni, +colla negazione di gran parte delle sue conquiste politiche anteriori, +l'assassinio di Roma: noi espiamo la rassegnazione servile colla quale +aspettammo a emanciparci da un padrone straniero che un altro +scendesse, come nel medio evo, a combatterlo. La vita nuova della +Nazione, segnata d'un marchio d'impotenza, mancò di sviluppo e di +interprete: la monarchia non poteva dare che la propria, misera, locale, +legata al passato, e lo fece: s'aggiogò ad una ad una le provincie +italiane come se fossero territorio inerte, e diede a tutte come +Patto un patto che non rappresenta se non la vita del passato e di +una sola frazione d'Italia. Nel conflitto fra le due vite è il segreto +di tutte le nostre piaghe, di tutti i nostri dolori: nè cesserà se non +quando l'<i>iniziativa</i> trapasserà, come nelle nostre visioni, nel Popolo; +se non quando il compimento di un grande Dovere, raggiunto con +forze e battaglie proprie, avrà dato alla Nazione coscienza del proprio +<i>diritto</i> e vigore per esercitarlo. Quel giorno avremo la libertà. +Gli uomini, nostri un tempo, che oggi si affannano a conciliar le due +vite, tentano un problema insolubile, che li guiderà nuovamente a +noi o li travolgerà nell'apostasia. Gli uomini, nostri anche oggi ma +traviati, che s'illudono a credere che la Nazione possa conquistare +la vita nuova, prima di averla meritata col sagrificio, prima d'aver +cancellato quell'onta dell'intervento straniero, pretendono essi pure +l'impossibile. Non basta predicare al Paese il <i>diritto</i>: bisogna dargli +volontà e potenza di conseguirlo; migliorarlo, sollevarlo dall'elemento +di machiavellismo, di materialismo in cui vive; <i>moralizzarlo</i> coll'azione +a pro di quella parte di paese che ha diritto essa pure a +contribuire al patto d'Associazione e di Libertà, alla manifestazione +della Vita d'Italia, e che, occupata dallo straniero, nol può.</p> + +<p>Nè io dunque gemo o mi taccio perchè vedo tradite dagli inetti, +che usurpano il nome di governanti, le nostre speranze di libertà e +di interno progresso; accetto rassegnato il periodo d'espiazione. Ed +esortandovi a proseguire, come fate, nel vostro apostolato educatore, +perchè gl'Italiani intendano il significato e il valore delle libere instituzioni +promesse e non date, v'esorto pure a non irritarvi degli indugi +limitati che si frappongono. Ma v'è tal cosa che può perpetuar +quegl'indugi e uccidere una Nazione in sul nascere: il disonore del +pensare e sentir da codardi. Se una Nazione tollera ch'altri le pianti +sulla fronte quel marchio, è perduta. Or l'Italia versa in questo pericolo. +E per questo io gemo, per questo io mi sento talora spronato +a disperato silenzio.</p> + +<p>Io guardo a Venezia. Là, sta l'onore della Nazione, ed è confitto +sulla croce, ludibrio ai Popoli e insulto perenne a noi, dalla potenza +straniera che più d'ogni altra ha meritato, per tirannide, persecuzioni +e morte dei nostri, l'aborrimento d'Italia. Cento mila soldati +vegliano appiedi di quella croce: altri cento mila sono presti a raggiungerli.</p> + +<p>Al di qua della frontiera artificiale che la pace, comandata da un +<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span> +altro straniero alla monarchia, ci diede, io vedo un esercito regolare +sommante nelle dichiarazioni governative a 380 000 uomini: una leva +d'altri 50 000 che il Governo afferma poter chiamare immediatamente: +una cifra di 130 000 guardie nazionali mobilizzabili a termini +di una legge del 1861; e 30 000 volontarî che il Governo non può, +dopo l'impresa meridionale, dubitare di vedere raccolti, al primo +grido di guerra, intorno a Garibaldi. Sono 590 000 armati dei quali +può volendo, disporre l'Italia. Dietro a quelli stanno da ventun milioni +d'altri italiani, unanimi a desiderare l'emancipazione del Veneto +e presti agli ajuti quando piaccia al Governo di rimovere, col suo +cenno, dagli animi ogni dubbiezza sull'opportunità dell'impresa. Davanti +ad essi si stende, campo di guerra, un terreno <i>nostro</i>, sul quale +due milioni e mezzo di oppressi s'agitano irrequieti e più o meno +audacemente ci presterebbero ajuto, non foss'altro—e per chi dubita +di tutti e di tutto—d'informazioni, di mezzi e di quel fermento +che inceppa la libertà, tanto essenziale, di moti al nemico. Tra il Veneto, +il Trentino e l'Impero sta una serie di posizioni inaccessibili +alla cavalleria e all'artiglieria e che, occupate in parte dall'esercito, +in parte dall'insurrezione—facile a suscitarsi quando il Governo accenni +volerlo—troncano le comunicazioni fra il nemico e la sua +base di operazione. Al di là, popolazioni Serbe, Magiare, Romane, +Ceke, malcontente e ricordevoli del 1848. E, scendendo dall'Alpi di +fronte a Venezia lungo la costa orientale dell'Adriatico, una zona +di Popoli italiani e slavi, amici naturali i primi, vogliosi gli altri di +sbocchi indipendenti ai loro prodotti sul mare, avversi all'Austria e +presti a secondare l'azione di chi offra loro patti sinceri e utili di +alleanza. Diresti che Dio stesso, ordinando gli elementi a quel modo, +additi all'Italia dovere e vittoria ad un tempo.</p> + +<p>La monarchia sequestra, rivelando all'Austria il pericolo, l'armi +invocate dai Veneti. La stampa governativa insulta ai Veneti dichiarando +non esistere sul loro terreno elementi d'insurrezione.</p> + +<p>E l'esercito? I 380 000 soldati d'Italia? Leggono i loro ufficiali che +si torturano or nuovamente col bastone i fratelli dai quali li separa +un fiume? Hanno culto di patria e senso d'onore, o intendono confermare +per sempre coll'indifferente contegno la vergognosa pace di +Villafranca? Sanno che l'Europa, guardando ai fatti passati o al linguaggio +presente dei ministri d'Italia, ripete colla Francia ch'essi +sono incapaci di combattere e vincere soli? Non freme in essi l'orgoglio +del nome italiano? Non giurarono all'Unità? Non ebbero dai +loro capi un programma che diceva: <i>dall'Alpi all'Adriatico</i>? Non +hanno molti fra essi madri, padri, fratelli, sorelle sul Veneto? Non +ricordano, i nati lombardi, le sacre promesse del 1848 a Venezia? E +gli esciti dall'esercito dei volontarî, i compagni d'armi di Garibaldi, +i difensori di Venezia e di Roma, son essi fatti macchine senz'anima +e vita? Ha la nuova assisa soffocato ogni antico ricordo nel loro +cuore? Non è l'assisa d'Italia? Non è simbolo d'una forza che mancava +negli anni addietro, e che crea in chi la porta doveri proporzionati? +Perchè non esce da quell'esercito, nei modi che non toccano +la ribellione ma fanno palese il desiderio, una voce unanime che dica +al re loro: <i>Sire! non vogliate che una macchia contamini l'assisa Italiana! +Guidateci sul Veneto! Lasciateci provare all'Europa che sappiamo +combattere e vincere senza stranieri a fianco!</i></p> + +<p>Noi abbiamo lo straniero in casa: abbiamo incontrastabilmente le +forze per vincerlo. E il Paese tace. Il Paese si lagna dei mali, delle +incertezze che accompagnano inseparabili ogni condizione provvisoria +di cose: deplora il masnadierume: sa che l'assenza di frontiere secure +<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span> +e il soggiorno dello straniero tra noi confortano quanti nemici abbiamo +alle trame: mormora delle somme ingenti consecrate a un +esercito inutile; e nondimeno, tace. Il Paese sa che non è in Europa +una sola Nazione alla quale il soggiorno dello straniero armato per +entro i proprî confini non ponesse un grido d'insurrezione sul labbro: +sa che le Nazioni d'Europa stanno guardando ai primi passi dell'Italia +sulla nuova via, per decidere se devono cercare in essa l'alleanza +del forte o la soggezione del debole; e nondimeno tace e +non osa, non dirò insorgere, ma parlare unanime colla stampa, colle +petizioni, colle adunanze pubbliche, il proprio volere.</p> + +<p>Da forse quarantamila Veneti or sono esuli tra noi: hanno la +terra ove nacquero profanata dal bastone austriaco: ciascun d'essi +dovrebb'essere centro d'apostolato incessante a pro di Venezia, centro +d'ajuti raccolti a pro dell'impresa emancipatrice; e, da pochi infuori, +tacciono, obliano. I rappresentanti d'Italia, gli uomini del Mezzogiorno +segnatamente, giurarono all'Unità, come condizione dell'assenso +dato dalle loro provincie alla monarchia; e tacciono: udirono il ministro +a proferire le cifre d'armati accennate più sopra, e non una +rimostranza, non una mozione, non una voce sorse dal Parlamento +Italiano a dire: <i>siam forti: compiamo dunque il Dovere: al Veneto, +all'Alpi!</i> Gli agitatori, gli arditi della Sinistra consacrano l'audacia a +speculare su qualche rielezione, tacciono di Venezia. Gli uomini che +rubarono a noi, vivente Manin, il <i>se no, no,</i> e ci dissero: <i>dateci +tempo perchè la monarchia raccolga 200 000 soldati, e vedrete</i>, oggi, +davanti ai 380 000, tacciono e sostituiscono la formola: «aspettiamo +pazienti il <i>quando</i> ignoto indefinito di chi governa» alla formola +altera delle Cortes Aragonesi. Dimenticano che il servile silenzio +lascia crescere una taccia di viltà sulla loro monarchia, e che un +Popolo perdona ogni cosa a un Potere fuorchè d'essere codardo.</p> + +<p>Per questo io gemo temente dell'avvenire e chiedendo a me stesso: +<i>siam noi fatti per la libertà?</i> Eccoti uomini che si dicono convinti di +ciò ch'io non credo possibile, l'unione della monarchia collo sviluppo +delle libere istituzioni, coll'Unità nazionale, coll'indipendenza, coll'onore +d'Italia. Erranti o no, essi sono vincolati dal loro programma +a tentare di convertire in fatto quella possibilità, a esaurire tutte le +vie che potrebbero praticamente condurvi. Crederesti che s'affannassero +intorno alla monarchia a indicarle i desiderî del Paese, a esprimerle +liberamente i bisogni ai quali essa deve dare soddisfacimento, +a spronarla, nelle sue colpevoli e pericolose esitazioni, sulle vie dell'onore, +ad affratellarla colle aspirazioni dei più, a farla rispettata e +temuta in Europa? Non uno di questi uomini che, interrogato, non ti +dica: <i>non avremo pace, sicurezza o capacità di progresso senza Roma +e Venezia; non avremo Roma se non dopo Venezia</i>; e tacciono tutti. +Discutono intrepidi con Minghetti, Rattazzi o Ricasoli, giornalisti e +lontani dal potere; tacciono con essi se diventati ministri; l'Autorità +è sacra ai loro occhî: gli uomini che l'hanno <i>possono</i>, dunque sanno: +bisogna lasciarli fare. Perchè non dicono loro: <i>badate; noi ci assumemmo +di provare al Paese che la monarchia si concilierebbe coi diritti +e colle necessità dell'Italia; ma noi possiamo senza l'opera vostra</i>?—No; +tacciono tremanti, insolenti soltanto contro noi perchè non +partecipi del potere: passeggiano le vie della libertà colla catena del +servaggio al piede e sul collo; educano la giovine Nazione al progresso, +insegnandole che il segreto del progresso sta nell'arbitrio di +cinque o sei uomini scelti, non da essa, ma dal monarca: sopprimono, +col tacere sistematico, l'elemento vitale d'ogni Governo, che è +la trasmessione continua del pensiero dei governati a quei che governano: +<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span> +spingono, senza avvedersene, il Paese sulla via che dice: +<i>Rivoluzione</i>. Tal sia di loro. Ma gli uomini di parte nostra? Gli uomini +che gemono com'io gemo pel disonore della Nazione? Gli uomini +che, assumendo il nome di Partito d'Azione, dichiarano la trasformazione +di Popolo in Nazione non esser compita e doversi, se non +si vuol retrocedere, sollecitamente compire? Gli uni s'affannano a +costituire comitati elettorali, inefficaci dove prima non si muti la +legge in virtù della quale si compiono le elezioni: gli altri, smembrati +a tre centri di direzione e a due punti objettivi, consumano +forze che concentrate darebbero risultanze potenti e rapide. Taluni +spendono l'obolo che dovrebbe esser sacro alla liberazione del suolo +Italiano inalzando monumenti a Martiri i quali, se mai potessero +favellar dalla fossa, respingerebbero quelle testimonianze e direbbero: +<i>emancipate prima dallo straniero la Patria per la quale morimmo</i>. +Centinaja, migliaja d'uomini giovani versano danaro in celebrazioni +d'anniversarî gloriosi o pellegrinaggi al soggiorno di Garibaldi, +dimentichi che, se sta bene celebrare le antiche glorie, meglio +è l'imitarle; e che Garibaldi li amerebbe più assai se serbassero quel +danaro all'impresa patria, scrivendogli: <i>verremo a vedervi quando +sarem fatti degni di voi</i>. Che! Non avremmo noi mezzi sufficienti al +bisogno, non trascineremmo noi Paese e Governo, non vinceremmo, +forti di numero come siamo, la prova, se commossi davvero e tormentati +dal pensiero che ventidue milioni d'uomini non possono senza +infamia tollerare lo straniero in casa, e ricordevoli che nel massimo +concentramento di forze sotto un'unica direzione e sopra un dato +punto sta il segreto della vittoria, consacrassimo <i>tutti</i>, per mezz'anno, +attività e sacrifizio al <i>porro unum</i>, Venezia—se per mezz'anno <i>ciascuno</i> +s'assumesse di rappresentare nella propria sfera un grado d'apostolato, +una cifra di mezzi—se il pensiero di Venezia soffocasse per +un tempo ogni altro pensiero—se ogni scrittore ripetesse in cima +ai suoi scritti per l'Austria la parola di Catone sopra Cartagine—se +ogni adunanza a qualunque scopo raccolta s'iniziasse e si conchiudesse +col grido di <i>guerra all'Austria</i>—se ogni madre patriota mormorasse +<i>Venezia</i> a' suoi figli, ogni fanciulla buona alle amiche, ogni +volontario ai militi che gli furono fratelli sul campo, e tutti al Governo?</p> + +<p>Un Popolo può ciò che vuole. Ma un Popolo che, forte di mezzi, +sopporta d'anno in anno, immobile, muto, che lo straniero gli vieti +Unità, imprigioni, tormenti, bastoni i suoi fratelli, non merita libertà, +e non l'avrà.</p> + +<p>Ho detto <i>forte</i> e avrei potuto dire <i>onnipotente</i> di mezzi. Ricordi tu +Roma? Ricordi quella pagina storica del 1849, che tanti fra i nostri, +tanti fra i nati in Roma oggi dimenticano, ma che nessuno potrà +cancellare? Là—coll'Italia incodardita dalla catastrofe di Milano e +dalla rotta di Novara, con quattro Governi avversi, colla congiura +pretesca a fronte, abbandonati da tutti e ridotti alle forze d'una sola +città, con un erario vuotato dal Papa fuggiasco, con armi scarse e +mediocri—noi semplici cittadini, senza prestigio di passato, senza +credito fuorchè quello che la nostra condotta ci dava, governammo +amati, impedimmo senza terrore ogni tentativo avverso, trovammo +danaro bastante alla guerra e a nudrire i nostri quattordici mila +militi, volgemmo in fuga l'esercito del re di Napoli, combattemmo +lungamente l'Austriaco in Ancona, tenemmo fronte per due mesi ai +soldati francesi che sommarono, prima del finir dell'assedio, a trentamila +e più. Fu l'amore e la fiducia che ponemmo nel Popolo che +ci fruttarono amore e fiducia da esso? Fu il nostro non ispendere +<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span> +un obolo solo che non fosse direttamente utile alla difesa? Fu il sistema +di Governo fondato, non sul <i>reprimere</i>, ma sul <i>dirigere</i>? Fu il +fascino esercitato dalla bandiera? Lo diranno gl'Italiani della generazione +che sorge. Io so che se, invece d'una città, l'Italia d'oggi, +l'Italia dei ventidue milioni, avesse le sue forze concentrate in mano +d'uomini che avessero quella fede nel Popolo, quel sistema economico, +quel metodo di Governo, quella ferma, irrevocabile volontà di +seguire quel programma, avvenga che può, e quella bandiera, le +forze, nonchè dell'Austria, di tutta Europa non basterebbero a vietarle +Venezia e Roma. Il contrasto fra quei giorni e le vergognose condizioni +presenti m'addolora l'anima, m'avvelena i giorni cadenti e spiega +a te, amico, il silenzio per lungo tempo serbato.</p> + +<p>Ama il tuo</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + + + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="A_FRANCESCO_CRISPI148" id="A_FRANCESCO_CRISPI148"></a>A FRANCESCO CRISPI +<a name="FNanchor_148_148" id="FNanchor_148_148"></a><a href="#Footnote_148_148" class="fnanchor"> +<span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[148]</span></a></h2> + + +<p>Il 17 novembre, Voi, parlando alla Camera sulla Convenzione tra +Luigi Bonaparte e il Governo d'Italia, dichiaravate che Vittorio Emanuele +non <i>può</i> rovesciare il trono del Papa—che la Convenzione +monarchica rinunzia a Roma—ch'essa è quindi violazione aperta +dei Plebisciti, dai quali si poneva, condizione dell'annettersi alla +Monarchia di Savoja, l'Unità della Patria. Voi compivate in quel +giorno un dovere di cittadino.</p> + +<p>Ma il 18, irritato dall'accusa d'illogico—scagliatavi machiavellicamente +contro da chi violava, votando per la clausola ch'è suggello +alla Convenzione, ben altro che logica—Voi dichiaraste che la +vostra bandiera era: <i>Italia Una e Vittorio Emanuele</i>; e v'aggiungeste +che chi solleva un'altra bandiera non vuole l'Unità dell'Italia.</p> + +<p>Se a Voi giova, sul cader della vita, rinunziare a una bandiera per +acclamare ad un'altra, io non mi assumerò, per molte ragioni, di riconvertirvi. +Ma proferendo la seconda affermazione, Voi non solamente +contradicevate, cosa in oggi frequente, al vostro passato—non +solamente offendevate la maestà della vostra sorgente Nazione—ma +dimenticavate, ingiusto e ingrato ad un tempo, che tra gli uomini +morti e viventi, ai quali un giorno foste amico e collega di cospirazione, +i migliori furono e sono unitarî e repubblicani. Bastino, tra +gli estinti, Carlo Pisacane e Rosalino Pilo. Ma, tra i vivi, io la sollevo +questa bandiera diversa. E tra voi, quanti siete novellamente +convertiti e diplomatizzanti fra la coscienza e il linguaggio, chi osi +scrivere che io non adoro l'Unità della Patria, e non l'ho predicata +altamente fin da trentadue anni addietro, quando stranieri e italiani +la deridevano siccome utopia, e voi tutti balbettavate di costituzioni +regie e federazioni?</p> + +<p>Io la sollevo; e mi giovo della dolorosa opportunità che m'offriste +per ridirlo a tutti; non solamente perchè i principî l'additano unica +malleveria di vero e libero progresso—perchè intorno ad essa si +avvolgono i più splendidi ricordi del nostro passato, quando la vostra +non ha tradizioni di gloria in Italia, nè origine indipendente, nè +coscienza di moralità educatrice, nè intelletto della missione italiana—perchè +è sola logica deduzione delle credenze e delle negazioni +dei tempi, mentre la vostra vive d'una transazione artificiale tra elementi +inconciliabili, sempre provata menzognera in Europa, fuorchè +nel paese singolare ov'io scrivo, dagli ultimi sessant'anni—ma perchè +cerco, proscritto tuttavia e dannato nel capo dalla monarchia +vostra, l'Unità della Patria; perchè, mercè l'ingenito antagonismo dei +<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span> +vostri padroni ad ogni sviluppo di vita popolare, e le vostre tattiche +secondatrici, vedo rapidamente disfarsi quella unità di propositi e di +speranze che spinse per ogni dove, fuorchè in Lombardia, ventidue +milioni d'Italiani a congiungersi in uno; perchè, esaurita ogni via, +tentata ogni concessione possibile, soffocata lungamente nel silenzio +la fede dell'anima mia—tanto che nessuno potesse rimproverarmi +di sostituire l'arbitrio d'una ragione individuale fallibile all'opinione +dei più—ho raggiunto, costretto dai fatti, l'intimo convincimento +che noi non avremo mai, dall'azione spontanea della Monarchia, Venezia, +Roma e Unità. E mi stanno davanti, mentre io scrivo, i patti +della Convenzione che segna l'abbandono di Roma, e le parole del +vostro ministro che abbandonano Venezia:</p> + +<p>L'Italia avrà Venezia quando l'Austria, persuasa non da noi—noi +non siamo—ma dall'autore dei patti di Villafranca, ritirerà volontariamente +i soldati ch'oggi v'accampano:</p> + +<p>L'Italia avrà Roma quando il Papa, convinto ch'ei regna tiranno, +e fatto amico della libertà, inviterà egli stesso i nostri ad entrarvi:</p> + +<p>Così <i>unifica</i> la Monarchia.</p> + +<p>Di fronte a queste codarde e assurde dichiarazioni, proferite da +chi s'appoggia su 380 000 soldati, può averne in breve ora mezzo +milione, e rappresenta legalmente 22 milioni d'uomini che anelano +farsi Nazione, Voi avete evocato un momento dell'antico entusiasmo, +per gridare con volto agitato, con accento commosso, un saluto di +gladiatore morente alla Monarchia, e un anatema a quei tra i vostri +fratelli che hanno serbata intatta quella che fu vostra fede. Io non +meraviglio della vostra potenza di volontà; bensì vi compiango perchè +abbiate creduto doverla spiegare per una causa nella quale, se interrogate +l'intimo core, voi non credete.</p> + +<p>Conosco troppo il vostro passato e vi so d'ingegno troppo arguto, +per ammettere un solo istante che voi siate oggi monarchico di fede, +monarchico teoricamente, monarchico come lo erano settant'anni +addietro gli uomini della Vandea: s'io vi sapessi tale, pur combattendovi +per dovere, mi dorrei d'esservi costretto. Ogni fede suscita +in me, in questi tempi d'immorale e stolido scetticismo, rispetto. Ma +gli uomini della Vandea credevano nel <i>diritto divino</i>: Voi no:—giuravano +sui loro preti e ponevano la croce protettrice nella regia +bandiera: Voi fate guerra ai preti e vorreste vedere in due campi +separati, indipendenti l'uno dall'altro, la croce e la monarchia;—sorgevano +a combattere e morire pei discendenti di san Luigi, senza +badare a probabilità di successo, senza calcolo delle forze nemiche, +come si muore per una idea: Voi non morreste, nè altri in Italia, per +la sola Casa di Savoja, per la mistica trinità dell'elemento aristocratico, +del democratico e del monarchico. Voi siete, come oggi barbaramente +dicono, <i>opportunista</i>. Voi vedete oggi la monarchia forte, noi +deboli: un esercito, che Voi credete monarchico, e ch'io credo, come +tutti gli eserciti, semplicemente governativo; e un'Italia officiale, forte +d'una vasta rete d'impiegati, devoti per amore di lucro, ed una moltitudine +di seguaci ciechi, muti, servili, tra per abitudine d'obbedienza +passiva, tra per paura, se mai dicessero di non credere che altri farà, +d'essere chiamati a fare. Unitario sincero, ma educato a tendenze politiche +ch'io potrei chiamare <i>guicciardinesche</i>, Voi porgete omaggio +alla Forza o ad un sembiante di Forza. Voi trovate che la Monarchia +potrebbe agevolmente, <i>volendo</i>, fare l'Italia; e l'accettate, siccome +mezzo all'intento. Se domani ci vedeste forti, sareste nuovamente +con noi.</p> + +<p>Pur tuttavia l'<i>opportunismo</i> accenna inevitabilmente a limiti di tempo +<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span> +e di condizioni transitorie, che un <i>principio</i> non cura. L'<i>opportunismo</i> +genera un metodo proprio, diverso da quello che guida chi ha una +fede. E questo metodo logico dovrebbe insegnarvi linguaggio più temperato +e meno assoluto. La Monarchia potrebbe, non v'ha dubbio, +<i>volendo</i>, fare l'Italia. Ma se la Monarchia <i>non</i> volesse? Se, antivedendo +nella guerra all'Austria una serie di insurrezioni nazionali, come +quelle del 1848, e conseguenze probabilmente fatali all'interesse dinastico, +s'arretrasse deliberatamente dall'impresa Veneta? Se, impaurita +di quel potente nome di Roma, e presentendo a ogni modo +che, sciolta la questione Nazionale, gli Italiani verserebbero tutta la +piena della giovine vita sulla questione di Libertà, scegliesse di tenersi +lontana dal Campidoglio repubblicano e dalle mura segnate dai +ricordi del 1849? Se, intendendo che non possono tentarsi le due imprese, +senza suscitare l'entusiasmo e gli ajuti del Popolo a guerra +che gli darebbe coscienza di sè e delle proprie forze, paventasse le +esigenze inevitabili dell'avvenire e non vedesse rimedio al pericolo, +fuorchè nell'afforzarsi unicamente dell'alleanza col dispotismo straniero? +E se Luigi Napoleone, cupido di predominio sul Mediterraneo +e su noi, e aborrente quindi dalla nostra Unità, preparasse, di concerto +colla Monarchia—prezzo della protezione invocata—la triplice +divisione d'Italia, architettata da lui già prima del 1859? Io non +intendo di discutere con Voi la verità di queste ipotesi; dico che +nessun italiano ha, dopo i fatti degli ultimi tre anni, diritto di affermarle +impossibili e trascurarle: Voi, repubblicano un tempo, men +ch'altri. E dico che la loro possibilità avrebbe dovuto bastarvi per +adottare, anche non disertando il nuovo campo <i>opportunista</i> accettato, +altra tattica che non la seguita, per non gittare anatemi al rimedio +che potrebbe diventare necessario, e per non cacciare a' piedi del +trono l'assurda immorale promessa di rimanergli fedele <i>quand'anche.</i> +Ed è per dolore d'antico affetto, memore di ciò che faceste pel Paese, +ch'io parlo. S'io non guardassi che al trionfo della mia fede, m'appagherei +nel ricordar sorridendo, che i Monarchici del <i>quand'anche</i> +furono in tutti i tempi artefici di rovina alla monarchia.</p> + +<p>Parte vostra—e, parlando a Voi, parlo ai miei amici ed <i>ex amici</i> +della Sinistra—era quella di piantarvi, poichè così volevate, nella +Camera a guisa di scolte vigili e diffidenti; di piegare, poi che lo +credevate opportuno, la bandiera ch'ebbe i vostri giuramenti, ma tenendovi +su la mano, in atto di chi è deliberato a nuovamente spiegarla +s'altri non attiene le sue promesse; di giovarvi delle leggi esistenti +a sviluppo progressivo di quel tanto di diritto ch'esse affermano +e che i governanti tradiscono, ma senza teorizzare sovr'esse, accettandole +come modelli di perfezione; di buttare in viso ai ministri +diversi ogni violazione del loro Statuto, ma senza mai venerarlo Arca +di Libertà e affermare racchiuso in esso il germe di ogni progresso +futuro, quando il suo primo articolo inaugura, religione dei sudditi, +l'infallibile autorità di chi maledice al Progresso; di sollevare di +tempo in tempo, sugli occhî dei gaudenti del Governo e della sua +maggioranza, la santa bandiera che porta scritti con sangue di martiri +i nomi di Venezia e di Roma; di guardare più al Paese bisognoso +e capace di educazione, che non al recinto d'una Camera, dove l'educazione +è impossibile; di protestare colla parola e minacciar col silenzio; +di serbarvi compatti come un sol uomo; di parlar pochi, rare +volte e solenni: poi d'afferrare uniti una delle molte opportunità offertevi +dall'aperta violazione della legge fondamentale e dell'onore +della Nazione, per dire ai vostri concittadini: <i>Esaurimmo, e senza riescire, +ogni tentativo per giovarvi coll'armi legali</i>: e ritrarvi, come +<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span> +Trasea, da un Senato irreparabilmente servile e corrotto. Così governandovi, +voi non vi facevate di certo <i>possibili</i> a chi oggi governa, +ma educavate il Paese, gli additavate dove cercare un giorno gli uomini +suoi e salvavate la dignità dell'anima vostra.</p> + +<p>Seguiste altra via. Vi atteggiaste a convertiti adoratori della Monarchia, +prima che la Monarchia avesse compito il debito suo, e come +se alla Monarchia importassero alcuni adoratori di più. Miraste con +frequenti dichiarazioni a rassicurarla sul conto vostro, quando unica +via, se pur una n'esiste, di trascinarla a bene è il mostrarle pendente +la spada di Damocle. Non pagaste il debito vostro a Roma con una +solenne rimostranza collettiva, ch'io vi proponeva, che prometteste, +poi non osaste: non il debito vostro a Venezia quando, raggiunta la +cifra di 380 000 soldati, viva tuttavia l'insurrezione polacca, vivo il +conflitto Dano-Germanico, bisognava proporre apertamente al Gabinetto +e al Paese la guerra. Non escì da voi collettivamente un solo +atto d'energia nazionale. Ma sprecaste, smembraste la vostra forza e +la vostra importanza, cinguettando individui e inutilmente su tutte +minuzie, movendo interpellanze e dichiarandovi soddisfatti di spiegazioni +che nulla spiegavano, o di promesse che sapevate non doversi +attenere. Taluni fra voi cercarono, rosi da vanità di pigmei, di +isolarsi da tutti, ciarlando sofismi balzani, cozzanti, francesi. Taluni +si ritrassero con piglio nobilmente sdegnoso da un recinto che dissero +prostituito, poi vi rientrarono senza che cosa alcuna vi fosse +mutata. Erraste quasi tentone fra gli equivoci e il Vero, tra le formole +artificiali d'un costituzionalismo bastardo e gli eterni principî +d'una Rivoluzione Nazionale fermata a mezzo e che vuol compimento; +finchè, dopo leggi eccezionali, stati d'assedio, imprigionamenti di deputati, +scioglimenti arbitrarî d'associazioni, divieti frequenti d'adunanze +pubbliche, persecuzioni sistematiche e preventive della stampa, +violazioni giornaliere della libertà individuale—dopo un rifiuto di +leggi comuni ai Veneti e ai Romani—dopo Aspromonte—caldo +ancora il sangue dei cittadini trucidati in Torino—trovaste core, voi, +Mordini, di votare l'abbandono di Roma; il conte Ricciardi d'esclamare +comicamente: <i>Io sono repubblicano, ma amo la monarchia</i>: Voi +di provare che la Convenzione rompe il Plebiscito e condanna l'Italia +a rimanersi smembrata e acefala, e nondimeno conchiudere: <i>La Monarchia +ci unisce, la Repubblica ci divide</i>. Così passano le glorie della +Sinistra: i pochissimi che seppero rimanersi puri, mutano seggio o si +allontanano dal cadavere.</p> + +<p>Se non che l'origine prima dei traviamenti risale più in su, e doveva +generare fatalmente le conseguenze che vennero dopo.</p> + +<p>Il vizio della situazione dell'oggi ha origine—e l'Italia dovrebbe +ora avvedersene—dall'annessione, dal cieco entusiasmo degli uni e +dalla funesta debolezza degli altri, che falsarono, fin dal cominciamento +del nostro moto, la posizione del problema italiano. E voi tutti, +Dio vi perdoni, v'aveste parte.</p> + +<p>Statuita dallo straniero e accettata dalla Monarchia Sarda la pace +di Villafranca, l'iniziativa popolare protestò nobilmente nel Centro, e +poco dopo nel Mezzogiorno, contro i disegni federalisti del Bonaparte; +e decretò che l'Italia sarebbe. Allora due vie vi stavano innanzi. La +prima guidava a fondar la Nazione; la seconda all'ampliamento della +Monarchia Sarda, finchè tutto quanto il Paese si confondesse successivamente, +annettendosi ad essa.</p> + +<p>Annunziare come fine supremo e sorgente perenne di sovranità la +Nazione—sommergere tutti, nomi antecedenti e fini locali, nel grande +nome d'Italia—dichiarare la Vita Nuova che, preparata, fecondata +<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span> +d'antico, assumeva di recente sostanza e corpo—chiamare ogni terra +posta fra le Alpi e il Mare a <i>connettersi</i>, ad affratellarsi coll'altra, in +una Patria comune di liberi e di eguali—far escire da una Costituente +la formola di quella <i>nuova vita</i>, la legge del nuovo Patto, il +Patto della Nazione—poi, dacchè i tempi volgevano a Monarchia, +scrivere nell'ultimo articolo del Patto, che l'Italia si sceglieva un re, +e quel re aveva nome Vittorio Emanuele.</p> + +<p>O porre attività di vita, sovranità, diritto nel solo Piemonte; <i>annettere</i> +ad esso, quasi terreno dell'unione e successivamente, ogni +provincia Italiana; accettar quindi una tradizione locale, una Dinastia, +una Legge anteriore alla Vita della Nazione, una serie predeterminata +di vincoli diplomatici, un sistema, un metodo di governo prestabilito.</p> + +<p>Tra queste due vie sceglieste—voi tutti, politici <i>opportunisti</i>—quest'ultima. +Io perorai, scrivendo e parlando, a pro della prima; poi, +quando vidi prorompere irresistibile la piena, e il povero Popolo +d'Italia, travolto dietro agli uomini che avevano meritato negli anni +anteriori affetto e fiducia da esso, versarsi all'urne col Sì sul cappello, +e m'udii richiedere che cosa io preferissi tra la dedizione incondizionata +e il <i>separatismo</i>, mi strinsi nelle spalle, e—fidando nei fati +d'Italia, più potenti che non gli errori degli uomini—assentii e ajutai.</p> + +<p>Sceglieste la seconda: in quel giorno decretaste, per quanto era in +voi, l'abdicazione d'Italia; e poneste in seggio il sistema che or chiamate +<i>piemontesismo</i>. Poco importa che, stretti dal pudore, inseriste +non so quale menzione di Roma e dell'Unità nelle vostre formole. +Scrivendo sulla vostra bandiera e nei vostri proclami eguali ed indivisibili, +prima che l'Italia fosse compita, Vittorio Emanuele e la +Patria—come se questa non potesse vivere senza quello—porgeste +l'arme, che dovea trafiggervi, alla Monarchia. Oggi, la Monarchia risponde, +in virtù della dedizione, a chi le chiede Venezia: <i>quand'io +vorrò e coll'ajuto, da ripagarsi, dello straniero</i>. A chi le chiede Roma: +<i>com'io vorrò e coll'assenso del Papa</i>. Strozzati dall'<i>antecedente</i>, e senza +virtù che basti per chiedere perdono a Dio e all'Italia dell'equivoco +adottato quattro anni addietro, voi, pari a quei miseri che gridavano, +morendo per mano del carnefice regio: <i>viva il re</i>, gridate, pur protestando: +Unità—che v'è tolta—e Vittorio Emanuele—che vi +dice: <i>protestate, purchè serviate</i>; e servite. Se non che quei miseri +<i>credevano</i>, e la loro era sublime follia: chi non crede è sublime d'ipocrisia +o di paura.</p> + +<p>Or voi potete a vostra posta combattere il <i>piemontesismo</i>. Il <i>piemontesismo</i> +che è, non cosa d'individui o di terra, ma sistema e metodo +essenzialmente monarchico, ha data da quella deviazione e durerà—sia +Torino o Firenze l'alloggio—finchè, esaurite le conseguenze +dell'iniziativa del 1859, una nuova iniziativa di Popolo non +ricollochi sul vero terreno il problema e non ribattezzi il Paese alla +coscienza del proprio Diritto.</p> + +<p>L'Unità è suprema su tutte forme, monarchiche o repubblicane. Le +forme sono buone, in quanto armonizzano col fine e gli giovano; +tristi e da rompersi, nel caso contrario. Sovranità e vita sono nell'Italia +che vuole esser Nazione; gli individui—re, presidenti o consoli +poco monta—non sono che ministri scelti di quel concetto; fedeli +al mandato, sono servi lodati dalla Nazione; traditori o dimentichi, +meritano pena e che altri sottentri. L'Unità d'Italia è cosa di Dio; +parte del disegno provvidenziale che vuole il Progresso dell'umanità, +per mezzo di ciò che noi chiamiamo <i>Nazionalità</i>, ed è la <i>divisione +del lavoro tra i Popoli</i>: è scritta nella nostra configurazione geografica, +<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span> +nelle tendenze manifestate dalla Storia nostra, nella lingua che +noi tutti scriviamo, nell'indole e nelle attitudini di quanti abitano la +nostra terra: fu il Verbo dei più potenti fra i nostri intelletti, l'aspirazione +visibile, da Roma in poi, del nostro Popolo nelle sue grandi +e spontanee manifestazioni; la fede di centinaja, di migliaja di martiri, +taluni monarchici, repubblicani i più. Ciascuno di noi la presentiva, +per iniziativa regia o insurrezione di Popolo, presto o tardi inevitabile; +ciascuno di noi sa che, per qualunque via, a seconda degli +intelletti diversi, avremo Venezia e Roma. Chiunque, come Voi, presume +d'aggiogare il <i>fatto divino</i> a uno o ad altro individuo, la Vita +della Nazione alla povera esistenza d'un re, un <i>principio</i> eterno a una +<i>forma</i> fenomenale e mutabile, bestemmia e disonora la Patria; rinnega +Dio per farsi idolatra. Debito nostro e vostro è di conquistar +l'Unità, <i>con, senza o contro</i> la Monarchia. Al di fuori di questa formola, +adottata da noi anni sono, io non posso vedere che inetti o cortigiani +insanabili.</p> + +<p>Or Voi non siete nè l'uno nè l'altro: non siete che <i>opportunista</i>. Io +so che solo, tra le quattro pareti della vostra camera, e guardandovi +attorno a vedere che non vi siano onorevoli, Voi balbettate tre volte +ogni sera, quasi giaculatoria d'espiazione, la nostra formola. Ma oggi, +le circostanze non corrono favorevoli al recitarla in pubblico. La Monarchia +è tuttora forte; potrebbe, come dissi, <i>volendo</i>; noi forse, volendo, +non potremmo. Voi quindi, pubblicamente, siete monarchico. +Pur nondimeno, ha la vostra coscienza prefisso un limite alla Monarchia, +oltre il quale direte: <i>non vuole</i>? Potranno mai gli uomini, che +un tempo vi stimarono fratello, incontrarvi, riaffratellato dai fatti, +sulla loro via? Quante cessioni di terre italiane allo straniero esigerete +per romper guerra? Quanto aumentare di servilità alle inspirazioni +di Parigi? Quanti eserciti da farsi e disfarsi? Una legge +che dichiari non solamente stranieri, ma <i>sospetti</i>, in Italia, i Romani +e i Veneti? Otto, dieci violazioni dello Statuto? Tre, quattro +Aspromonti? Quante città devono veder sangue di cittadini illegalmente +versato dai gendarmi regî? Fin dove si estenderà la robusta +vostra pazienza? Vogliate dircelo. Perchè se mai il: <i>se no, no</i> di +Manin e dei Plebisciti dovesse ripetersi, eco sterile e perduta nell'aria, +per un tempo indeterminato e senza sapersi a che mira—se +il: <i>perdio... badate... protesto...</i> di Voi e dei miei ex amici, dovesse +conchiudersi sempre e checchè si faccia col grido di: <i>Viva, quand'anche, +la Monarchia</i>—io vi ricorderei un tipo lasciato ai posteri da +Carlo Porta. Parmi che, comunque privilegiati, gli elettori del Regno +mai possono aver decretato che i loro eletti debbano recitare nell'aula +parlamentare la parte di <i>Giovannin Bongée</i>.</p> + +<p>Tento sorridere, ma nol posso. L'anima mi s'abbevera di tristezza, +pensando al povero Popolo d'Italia, buono ma ineducato—d'onde +mai avrebbe esso potuto desumere educazione?—e, come tutti i +Popoli ineducati, facile ai traviamenti, ai subiti sconforti, al dubbio +su tutti e su tutto. Come insegniamo noi a questo Popolo—del quale +usiamo, a modo d'arme democratica, il nome, lasciandolo senza voto, +senz'armi, senza ajuti economici—la sua vita futura, la vita italiana, +la vita della fede, dell'amore, dell'entusiasmo, del culto morale ai +principî, al Giusto, al Vero, alla Libertà? Ove sono i suoi capi, gli +uomini ch'esso s'era avvezzo a considerare, non solamente come apostoli +d'insurrezione, ma come sacerdoti di rigenerazione morale, d'un +santo concetto di sacrificio e costanza? Per venti, per trent'anni predicarono +ad esso con noi che la salute d'Italia non scenderebbe nè +da principi nè da papi, ma dalle forze associate del Paese, dalla coscienza +<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span> +del Diritto, dalla religione del Dovere, dalla persistenza nell'Azione; +oggi predicano inerzia, sommessione, fiducia illimitata nel +principe, l'ateismo del <i>lasciar fare a chi spetta</i>.</p> + +<p>Predicarono non dovere un Popolo, che vuol farsi Nazione, sperare +dallo straniero; non dovere un popolo, che vuol farsi libero, affratellarsi +colla tirannide: oggi additano, perno di emancipazione nazionale +e di libertà, l'alleanza col monarca straniero che affogò nel sangue +la libertà della propria. Giurarono solenni e gl'insegnarono a giurare +all'instituzione repubblicana; oggi giurano acclamando all'instituzione +monarchica; promisero che l'Unità darebbe al popolo miglioramenti +economici, alleviamento alle piaghe che rodono i più; oggi +sanciscono col voto e colla presenza un sistema che, aprendo le vie +d'una male acquistata ricchezza ai pochissimi, aggrava di contribuzioni +i consumatori più poveri, colloca in mano a speculatori stranieri +le sorgenti del nostro sviluppo, inaugura la corruzione, coglie, +a superare le angustie presenti, il frutto troncando l'albero; pugnarono, +militi e veneratori di Garibaldi, per Venezia e Roma, dichiarando +che senz'esse l'Italia non è; oggi oziano soddisfatti, beati di +croci e pensioni, colonnelli e generali nell'esercito regio, senza una +parola, senza un palpito visibile per Roma e Venezia, imprendendo +a proteggere le frontiere dei dominî papali, proteggendo quelle dell'Austria, +imprigionando i giovani che, per recare ajuto ai loro fratelli, +tentano di violarle, non avendo più fede che l'obbedire e il +tacere: parlarono, scrissero d'un Patto nazionale, discusso, votato liberamente +da tutti, interprete del nuovo <i>fatto</i> italiano, suggello alla +volontà della Patria; oggi invocano sacro, inviolabile, per l'Italia venuta +dopo, un embrione di Statuto regio, dettato subitamente da un +calcolo d'egoismo e da paura, sedici anni addietro, ad un re, per 4 +milioni e mezzo d'Italiani del settentrione.</p> + +<p>Oh! qual criterio morale, qual senso di verità, quale idea di dovere +può formarsi, con siffatti esempî sugli occhî, questo Popolo infante? +Chi potrà impedire ch'esso non cada nell'indifferenza, nella pratica +dello scetticismo, in uno sconforto supremo d'uomini e cose? Chi salverà +l'anima dell'Italia nascente dai vizî di diffidenza, d'egoismo e di +ipocrisia che disonorano le Nazioni morenti?</p> + +<p>Ingannammo noi tutti questo Popolo d'Italia, che avevamo giurato +di redimere e far libero e grande: io, promettendo con voi, voi acquetandovi +a veder violate le promesse. Ma io prometteva, illuso sulla +generazione d'uomini cresciuta meco nel lavoro concorde delle sante +congiure; e quando mi vidi illuso, lo dissi: piegai la fronte non potendo +altro, davanti all'onda irruente, ma dichiarando ch'io m'inchinava +afflitto al voto dei più, non a Governo o a monarca veruno: +tentai giovare al Paese, senza riguardo a bandiera, ma sempre tenendo +aperta la via per la nostra: non acclamai, non giurai ad altra: +non proferii altro evviva, fuorchè quello dell'Italia Una, <i>con, senza +o contro</i>; ed oggi, esauriti visibilmente i due primi stadî, posso senza +contradizione risollevare l'antica bandiera e chiamare i giovani al +terzo. Voi, ex amici miei, persistete, strozzati dalle conseguenze di +una diserzione e contro l'evidenza, nel far durare, parlando o tacendo, +l'inganno.</p> + +<p>Questa religione dell'anima dell'Italia, questo problema morale, che +è supremo per me, questo vincolo di Dovere, che ci chiama tutti ad +essere Educatori dei primi passi della Nazione e sacerdoti dell'Avvenire, +furono e sono, pur troppo, dimenticati da voi. Davanti a una +santa missione, santa per la Patria nostra, santa per l'Europa che, +diseredata oggimai d'ogni fede pur non potendo vivere senza, ha diritto +<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span> +d'aspettarla da un Popolo dal quale ebbe due volte un vincolo +d'Unità; io vi vedo, attonito, circondarvi di formole artificiali, scimiottare +il vuoto frasario parlamentare d'uomini che hanno, da lungo, +patria, unità, potenza non minacciate; spendere, inascoltati e inesauditi +sempre, l'energia e l'ingegno in particolari, in minuzie, giovevoli +soltanto dove le basi d'ogni vivere sociale, Indipendenza e Libertà, +sono conquistate da secoli; armeggiare di tattiche intorno a fini secondarî, +come se non aveste lo straniero in casa, un padrone in Parigi, +la Menzogna incarnata nella nostra Metropoli. Lo sdegno e la +vergogna, che dovrebbero far correre il vostro sangue a concitamento +di febbre, non v'hanno fatto dimenticare una volta sola nei +vostri discorsi il titolo d'<i>onorevoli</i>, dato periodicamente ai colleghi +quand'anche non li crediate tali: non v'hanno strappato mai uno di +quei gridi d'angoscia e di minaccia, che violano il cerimoniale parlamentario, +ma sommovono e talora salvano una Nazione. Vergniaud, +Isnard e Danton sarebbero per voi violatori del <i>Regolamento</i>. L'anima +vostra, raffreddata subitamente dal contatto colla Monarchia, ha smesso +i bollori plebei d'anni sono, ha chiuso con sette chiavi le sacre audacie +delle antiche congiure, per assumere il gelato contegno dei +parlamentari inglesi. Ma i parlamentari inglesi non sono oggi chiamati +che a desumere lentamente, pacatamente, le conseguenze e le applicazioni +pratiche di principî radicati da molte generazioni nel +paese; e apparirebbero, credo, assai diversi, se avessero gli Austriaci +in Edimburgo, i Francesi in Liverpool, il Papa in Dublino. La questione +che v'è posta innanzi, è questione di vita o morte: è l'enigma +della Sfinge: bisogna trovarne la soluzione o perire; perire, non voi, +badate, chè non sarebbe gran fatto, ma l'Italia. Se voi l'amaste davvero, +non recitereste, siccome fate, copisti inopportuni, la <i>commedia +dei quindici anni</i>. Ricordereste che quella <i>commedia</i>, recitata allora +da liberali tattici che, credenti in ben altro, conchiudevano i loro discorsi, +come voi i vostri, col grido di <i>viva la Carta</i>, inoculò nell'anima +della Francia quel gesuitismo politico, quella ipocrisia negatrice dei +principî e del Vero che ha messo in trono la tirannide del Bonaparte.</p> + +<p>Il Vero! L'Italia nascente non chiede se non quello, non può vivere +senza quello. L'Italia nascente cerca in oggi il proprio <i>fine</i>, la +norma della propria vita nell'avvenire, un criterio morale, un metodo +di scelta fra il bene e il male, tra la verità e l'errore, senza il quale +non può esistere per essa responsabilità, quindi non Libertà. Secoli +di schiavitù, secoli di egoismo, unica base all'esistenza dello schiavo, +secoli di corruzione, lentamente e dottamente instillata da un cattolicismo +senza coscienza di missione, hanno guasto, pervertito, cancellato +quasi l'istinto delle grandi e sante cose, che Dio pose in essa. +E voi intendete a educarla, insegnandole che un principio, il principio +della sua vita, dipende da un <i>interesse</i>, l'interesse dinastico. +L'Italia nascente ha bisogno di fortificarsi acquistando conoscenza dei +proprî doveri, della propria forza, della virtù del sacrificio, della certezza +di trionfo che è nella logica: e voi le date una teorica d'interessi, +d'opportunità, di finzioni; un machiavellismo male inteso e rifatto +da allievi ai quali Machiavelli, redivivo, direbbe: <i>io aveva dinanzi +la sepoltura, voi, stolti, la culla d'un Popolo</i>. L'Italia nascente +ha bisogno d'uomini che incarnino in sè quel Vero nel quale essa +deve immedesimarsi; che lo predichino ad alta voce, lo rappresentino +negli atti, lo confessino, checchè avvenga, fino alla tomba: e voi +le date l'esempio d'uomini che dicono e disdicono, giurano e sgiurano, +troncano a spicchî la verità, protestano contro i suoi violatori, +e transigono a un'ora con essi. Così preparate al giogo del primo +<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span> +padrone straniero o domestico, che vorrà inforcarla di tirannide una +Italia fiacca, irresoluta, sfiduciata di sè stessa e d'altrui, senza stimolo +di onore e di gloria, senza religione di verità e senza coraggio di +tradurla in opera.</p> + +<p>Io non so se la Repubblica ci unirebbe—e dipenderebbe in parte +dai primi uomini chiamati a dirigerla—so che la monarchia, tale +quale oggi l'abbiamo, ci corrompe; e so che la corruzione è principio +di dissolvimento supremo.—So—e Voi che viaggiaste recentemente +nel Mezzogiorno lo sapete—che da tre anni al giorno in cui scrivo, +pel mal governo sociale, politico, economico, amministrativo, la causa +dell'Unità è andata perdendo terreno, e che le popolazioni minacciano +d'attribuirle i danni che derivano da chi non ne cura e v'antepone +l'interesse dinastico. E so che solo mezzo a salvarne l'idea e a +compirla praticamente, è separarla da chi, non intendendola o non +volendola, ne usurpa il nome;—additare, a raggiungerla, una nuova +via—insegnare al Paese che unico mezzo è oggimai la rivoluzione, +continuata dal Popolo—e gridare ai giovani, com'io grido: <i>conquistate +all'Italia Venezia affratellandovi ai Popoli che devono essi pure +farsi Nazioni, sorgendo per essi e per voi, assalendo l'Austria nell'interno +del Veneto e da ogni terra italiana; preparatevi a conquistare +all'Italia Roma; ma in nome del Diritto Nazionale, colla fronte levata, +per decretarvi, a beneficio di tutti i Popoli, la libertà di coscienza; conquistate +a voi tutti col voto e per vantaggio di quanti son nati fra le +Alpi e il Mare, il Patto Italiano, formola detta vita collettiva presente, +e sorgente della vita collettiva dell'avvenire. Fatelo a ogni patto, con +ogni mezzo, e rovesciando ogni ostacolo che s'attraversi. E se tra gli +ostacoli incontrate la Monarchia, in nome di Dio e dell'Italia, non v'arretrate +davanti al fantasma, e sorgete a Repubblica</i>.</p> + +<p>A Voi tocca di rivelarci, e senza indugio soverchio, una Monarchia +che faccia suoi i voti, i bisogni, l'onore del Paese—che invece di +rimandare a casa i soldati, li cacci sul Veneto—che non aspetti la +conversione del Papa per darci Roma—che fidi nel Popolo, e lo +chiami a parlare e ad agire—che non desuma le sue inspirazioni da +Parigi—che rispetti la libertà delle Associazioni, delle adunanze, +della Stampa, degli individui—che scelga i suoi ministri fra i migliori +della parte più progressiva—che chiami i delegati di tutto il +Paese a promulgare un Patto Nazionale. E la seguiremo noi tutti, +lasciando al tempo di maturare all'Italia ordini egualmente buoni e +più filosofici. Ma se nol potete, parlate più prudente o tacete. Altri +potrà ammirare sublime la vostra costanza intorno a una illusione +fondata sopra un equivoco. Io richiamerò alla vostra mente la vecchia +sentenza, che dal sublime al ridicolo non corre se non un passo.</p> + +<p>E parmi che Voi e i miei ex amici v'affrettiate a varcarlo.</p> + +<p class="date"><i>Dicembre 1864.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + + + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="MAZZINI_E_VITTORIO_EMANUELE" id="MAZZINI_E_VITTORIO_EMANUELE"></a>MAZZINI E VITTORIO EMANUELE</h2> + +<hr class="minor" /> + +<h3>A PROPOSITO DI UNA FRASE DI FRANCESCO CRISPI<a name="FNanchor_149_149" id="FNanchor_149_149"></a> +<a href="#Footnote_149_149" class="fnanchor"><span style="font-weight: 400; font-size: 80%; vertical-align: top">[149]</span></a></h3> + +<p class="title"><span class="smcap">Al Direttore del «Dovere</span>.»</p> + +<p>In una lettera del deputato Crispi, inserita nel <i>Diritto</i> del 6 giugno, +trovo le parole: «Mazzini, il quale ha solo l'arte di restare repubblicano +offrendo i suoi servigi ai principi.»</p> + +<p>Quelle parole sono indegne, ma non mi sorprendono. La caduta +dell'anime segue, come quella dei gravi, le leggi del moto accelerato. +Smarrita la fede che le guidava, precipitano, in balìa di subiti impulsi +e dell'ira, d'abisso in abisso.</p> + +<p>Nè mi curerei di rispondere a un oltraggio smentito da tutta una +leale impavida vita. Se non che il dubbio sul quale speculano quelle +parole, affacciato già da altri, può serpeggiar facilmente tra giovani +buoni ma proni a uno scetticismo che le fraintese dottrine di Machiavelli +hanno impiantato nell'anime. Scrivo dunque per essi quel +tanto ch'è necessario a provar loro come qualcuno almeno possa, in +un contatto regio, serbare inviolata, non dirò la fede, ma la dignità +della fede repubblicana.</p> + +<p>Nel novembre del 1863—mentr'io lavorava come meglio poteva +per l'unica impresa possibile allora, e di necessità suprema oggi come +allora—l'impresa Veneta—mi venne da persona che praticava col +re un messaggio la cui sostanza era questa: «il re non intendere questo +cospirare continuo e impiantare un dualismo tra il Governo e +il Partito d'Azione in cose nelle quali si era, in sostanza, d'accordo: +volere egli Venezia quanto me: aver egli fede nell'onesta lealtà del +mio procedere: perchè non si verrebbe a un patto per l'intento +comune?»</p> + +<p>Io sono repubblicano; ma ho sempre creduto e credo che sarebbe +colpa e follìa introdurre la questione repubblicana nell'impresa Veneta. +La questione Veneta è <i>Nazionale</i>, non politica: questione di +terra nostra da conquistarsi sullo straniero, sotto qualunque bandiera +rappresenti l'Italia nel momento in cui l'impresa si tenterà. La guerra +all'Austria ha bisogno di tutti gli elementi di forza esistenti nella +Nazione: dell'esercito, come dell'insurrezione e dei volontarî. Ajutare +rapidamente, potentemente, universalmente, senza suscitare questioni +generatrici di discordia, una iniziativa Veneta, perchè il Veneto emancipato +s'unisca all'Italia: è questo tutto il programma. Solamente, è +necessario vincere, e vincere in modo che dia all'Italia coscienza di +<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span> +sè. Quindi, indispensabili alcune condizioni all'impresa; non ajuti +stranieri che c'imporrebbero soggezione e patti funesti: iniziativa di +Popolo, per determinare il disegno pratico della guerra, e non lasciare +alla pedanteria dei generali governativi facoltà di concentrarla, +come nel 1848, per entro al Quadrilatero, dove saremmo forse battuti: +l'elemento importantissimo dei volontarî schierato intorno a Garibaldi. +Queste mie convinzioni erano tali da potersi esporre a popoli +e principi; e le esposi.</p> + +<p>Il 14 novembre io aveva ricevuto il messaggio: risposi il 15.</p> + +<p>Risposi non potere nè volere stringere patto alcuno. Ricordai: +«che più d'un anno addietro»—dopo Aspromonte—«io aveva +dichiarato pubblicamente ch'io ripigliava tutta la mia indipendenza +e non avrei più patti se non colle inspirazioni della mia coscienza +e delle circostanze» e dissi: «credere debito mio verso me stesso +e il Partito serbare inviolata quella mia indipendenza.» Dissi: +«ch'io non potevo avere fiducia nella fermezza delle deliberazioni +di chi seguiva le inspirazioni dell'Imperatore Francese e presentiva +che, dove le intenzioni di Luigi Napoleone diventassero favorevoli +all'Austria, un telegramma di Parigi agghiaccierebbe in un subito +le tendenze bellicose governative. Una politica Nazionale non poteva +soggiacere a variazioni sì fatte e a me conveniva quindi rimaner +libero da ogni vincolo o patto.</p> + +<p>«E d'altra parte, a che i patti? Era noto che io sentiva necessaria +l'Unità di tutte le forze nazionali all'impresa: noto ch'io non pensava +a inalzare la bandiera repubblicana sul Veneto: noto che noi +tacendo, per coscienza e dignità, di V. E., e limitandoci al grido di +<i>Guerra all'Austria, Ajuto ai nostri Fratelli</i>, avremmo lasciato il +programma ai Veneti, i quali, volendo l'esercito, avrebbero senz'altro +invocato la monarchia. Voleva il re, come noi, l'emancipazione +del Veneto? <i>Lasciasse fare e s'apprestasse a cogliere rapidamente +l'opportunità</i> che noi cercheremmo di suscitare. Il metodo naturalmente +indicato dalle circostanze era: <i>iniziativa insurrezionale nel +Veneto: risposta da nuclei di volontarî italiani e manifestazioni del +Paese; intervento governativo</i>. Mandasse il re pe' suoi agenti una +parola al Veneto che consonasse colle nostre: rallentasse verso noi +l'azione governativa: non cordoni ostili, non sequestri d'armi; mentre +dal nostro lato s'opererebbe con ogni prudenza possibile: provvedesse +all'esercito e segnatamente agli apprestamenti navali: bandisse +dall'animo ogni idea d'ajuto francese a noi o d'ajuto italiano +alla Francia, se mai la Francia movesse guerra sul Reno: lasciasse +Garibaldi capo libero indipendente dei volontarî, e intendesse che +mal si compie una impresa nazionale con un ministero screditato +nel paese e avverso deliberatamente a noi.»</p> + +<p>Nè scenderò in particolari del contatto che seguì: ripugna all'indole +mia di rivelare fuori del necessario, sensi e disegni altrui, poco +importa di chi. Affermo soltanto—e se v'è chi possa smentirmi, lo +faccia—che nessuna mia lettera ebbe una sola sillaba che sviasse +dal contenuto di quella del 15 novembre. Non proferii parola intorno +ai nostri elementi, ai lavori iniziati, alle nostre intenzioni. Spinsi l'indipendenza +sino a rispondere con un rifiuto esplicito all'incerta ipotetica +offerta d'ajuti pecuniarî all'intento; dissi che ajuti sì fatti costituirebbero +tra chi li darebbe e me un vincolo ch'io non voleva +accettare; e suggerii si volgessero a pro dei poveri Polacchi e Ungheresi.</p> + +<p>Il 25 gennajo 1864, nojato dei continui tentennamenti e volendo pur +essere leale, io dicevo: «che il linguaggio della Stampa Governativa, +<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span> +le circolari ministeriali pronunciavano un voltafaccia codardo, fatale +più assai alla monarchia che non alle nostre idee: che avremmo +tentato e ritentato; ma che, se fossimo impediti davvero, tutta la +mia attività si sarebbe inevitabilmente rivolta alla questione interna +e all'apostolato repubblicano.» E ripetevo che: «dare ai Veneti +una parola d'ordine a pro dell'azione—lasciare che nuclei di volontarî +movessero a soccorrerla quando s'iniziasse—non opporsi +a manifestazioni popolari invocatrici d'ajuto ai Veneti—dichiarare, +come fece Carlo Alberto nel 1848 ai Governi Europei, il governo +Italiano essere costretto a movere—era il da farsi.»</p> + +<p>Quando nell'aprile ebbi notizia del sequestro dei fucili in Brescia +e Milano, dichiarai «non voler essere <i>mistificato</i> da principi o da +chicchessia: si restituissero immediatamente l'armi, o si sostituisse +un numero eguale e, mallevadorìa del futuro, si togliesse all'ufficio +Spaventa: dove no, terrei per chiarite le intenzioni avverse, e porrei +fine ad ogni contatto.»</p> + +<p>Il 24 maggio finalmente io scrivevo: «È chiaro che non possiamo +intenderci... S'è cominciato per dichiarare che non poteva sollevarsi +<i>iniziativa</i> dal di fuori: risposi, dichiarando che si trattava di +iniziativa interna. Si disse allora che sarebbe stato necessario un +moto <i>anteriore</i> in Galizia: risposi—che, comunque m'increscesse +mutare a un tratto disegno e linguaggio coi nostri Alleati, mi vi +adoprerei. Oggi si vuole anche l'Ungheria. Domani si vorrà la +Boemia, l'Impero Austriaco assolutamente sfasciato prima d'assalirlo. +Intanto, l'anno venturo avremo la Polonia morta, la Galizia +impossibilitata ad agire, la questione Danese finita, l'Ungheria in +braccio al partito conciliatore<a name="FNanchor_150_150" id="FNanchor_150_150"></a><a href="#Footnote_150_150" class="fnanchor">[150]</a>. Questa non è politica italiana: è +politica di paura, politica indegna d'un popolo di 22 milioni e d'un +esercito di 300 000 uomini. È impossibile trattare di cose vitali, +senza un limite di tempo determinato. <i>Non deve farsi</i>, mi si dice, +<i>se non a tempo opportuno</i>. È appunto perch'io credo il momento +opportuno, che io cerco si colga. Bisognava dirmi per quali ragioni +non è opportuno; bisognava dirmi: <i>s'intende agire nel tal tempo e +non prima</i>. Il dirmi oggi che non possono darsi armi all'interno +per timore che agiscano, è un ricacciarmi nell'indefinito. Il dirmi +che <i>anche con una insurrezione interna s'impediranno gli ajuti</i>; è +un dirmi: <i>il Governo è deciso a far le parti dell'Austria</i>.</p> + +<p>«..... Rinunzio quindi a un contatto inutile... Rimango libero, sciolto +da ogni vincolo, fuorchè quello che ho colla mia coscienza, terreno +sul quale cittadini e re sono eguali.»</p> + +<p>Se linguaggio sì fatto valga <i>offrire servigi ad un re</i>, vedano gl'Italiani. +Nauseato oggimai delle pazze accuse che l'immoralità dei nemici +e degli ex amici m'avventa, io dichiaro esser questa l'ultima +volta ch'io scendo, di fronte alla causa d'un Popolo, a parlare di me +e a giustificare o spiegare la mia condotta.</p> + +<p class="date"><i>12 giugno.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="AI_ROMANI151" id="AI_ROMANI151"></a>AI ROMANI<a name="FNanchor_151_151" id="FNanchor_151_151"></a> +<a href="#Footnote_151_151" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[151]</span></a></h2> + + +<p class="date"> +<span class="smcap">Romani</span>, +</p> + +<p>Non so a che, nelle nuove circostanze, voi vi apprestiate; ma so a +che <i>dovreste</i> apprestarvi; e m'assumo di dirvelo: prima, per coscienza +d'Italiano e di cittadino di Roma, dacchè a voi piacque, in tempi +gloriosi alla vostra città, farmi tale: poi, perchè gli uomini di parte +monarchica imposturarono come mia una stolta lettera nella quale +v'è predicata pazienza e sono tacciati d'imprudenti i vostri bei fatti +del 1849. Taluni fra voi possono aver creduto nella verità di quell'impostura, +e m'importa sappiate che io, triumviro un giorno in +Roma, incanutito oggi nella chioma ma non nell'anima, serbo incontaminata +la Fede che noi annunziavamo allora uniti e volenti all'Italia +dal Campidoglio.</p> + +<p>Ignoro quale situazione impreveduta possano creare per voi le tattiche +oblique del Governo del Regno e le trame degli agenti francesi +con esso e col Papa; e spero che voi vi governerete in ogni modo +da forti, a seconda dei casi. Ma io vi parlo come se la Convenzione +Franco-Italiana dovesse essere unica norma alle vostre condizioni. +E di fronte a quella Convenzione, che comanda al Governo Italiano +di non promovere azione contro la potestà temporale del Papa, di +non tollerare ch'altri la promova dalle terre Italiane, e di serbare +capitale d'Italia Firenze, voi avete due solenni doveri da compiere: +il primo verso Roma e voi tutti, che portate sulla fronte quel santo +nome: il secondo verso l'Italia e l'Europa.</p> + +<p>Voi dovete <span class="smcap">agire</span>: levarvi contro la ciurmaglia accozzata dal rifiuto +dei paesi stranieri e sperderla. Una accusa serpeggia—perchè celarvelo?—a +vostro danno in Europa, e ha trovato sovente espressione +nelle gazzette inglesi e francesi. La singolare pazienza colla quale +voi avete, per diciassette lunghi anni, tollerato, senza una virile protesta, +gli invasori stranieri nelle vostre mura, fu guardata come sommessione +di Popolo che s'arretra davanti ai pericoli, e avvalorò la +menzogna che Roma fosse, nel 1849, difesa da uomini appartenenti ad +altre terre d'Italia. Io vi vidi in quel tempo, e però la dichiarai +sempre, e la dichiaro menzogna. Le influenze che v'inspirarono quell'attitudine +mi son note tutte, e non dimentico la singolare e difficile +posizione in cui vi mantenne, chiamando ad alleata la Francia, la +Monarchia Italiana. Ma se oggi, liberi da quell'equivoco, voi persisteste +in soggiacere a quelle influenze addormentatrici—se non v'affrettaste +a provare che, non la <i>forza</i> nemica, ma l'essere quella forza +della Nazione che l'Italia chiamava alleata, e che combatteva in Solferino +<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span> +e Magenta, fu ostacolo al vostro sorgere—voi confermate la +pazza accusa. Or voi non dovete—non dirò mostrarvi codardi—ma +poter essere sospettati di codardìa.</p> + +<p>Ma sorgendo, quale deve essere il vostro grido? Quale programma +dovete scegliere?</p> + +<p>La risposta fu già data, diciassette anni addietro, da voi: non dovete +<i>scegliere</i>; avete scelto.</p> + +<p>Il 9 febbrajo 1849, liberi e legalmente rappresentati, dichiaraste +unanimi, che il grido dal quale venne la grandezza dei vostri padri +era il vostro; che il programma di Roma all'Italia futura si compendiava +nella parola <span class="smcap">Repubblica</span>. E quel programma, accettato con +entusiasmo in quante terre dipendevano allora da Roma, fu segnato +ogni giorno, in due mesi di lotta, col sangue dei vostri migliori, in +Roma, in Bologna, in Ancona.</p> + +<p>Il 2 luglio, un ostacolo—la forza brutale—si frappose tra voi e +l'espressione della vostra volontà, del vostro Diritto. Quell'ostacolo +sparisce in oggi. La vostra volontà ricomincia a manifestarsi qual era. +L'eterno Diritto rivive. Voi siete, sorgendo, ciò che il 9 febbrajo eravate: +<span class="smcap">repubblicani e padroni di voi medesimi</span>.</p> + +<p>Il 3 luglio, un giorno dopo l'ingresso delle truppe francesi, il Popolo +di Roma levò una volta ancora la mano per affermare, di fronte +al nemico, la propria fede: la Costituzione Repubblicana fu solennemente +letta alla moltitudine dal Campidoglio. La bandiera straniera +s'abbassò, come velo, tra quella mano, che mostrava il Patto, e l'Italia. +Quel velo oggi si squarcia. La mano del Popolo di Roma riappare +levata in alto.</p> + +<p>È questo il solo programma che logica, onore, coscienza del passato +e dovere verso l'avvenire v'additino. Riaffermate, prima d'ogni altra +cosa, voi stessi, la vostra vita, la potenza che è in voi: farete poi ciò +che Dio e la coscienza del Dovere Nazionale vi inspireranno. Siate; +poi disporrete di voi.</p> + +<p>E allora—quando il vostro voto non sarà il muto, immediato, +cieco suffragio che inaugurò la tirannide di Bonaparte e consegnò +Nizza alla Francia—quando potrà escire solenne, pensato, forte +d'inspirazione collettiva, illuminato dal consiglio dei buoni e dalla libera +discussione sulle vostre condizioni e su quelle d'Italia—deciderete +se Roma debba darsi, come città secondaria, diseredata di +vita propria, a una monarchia condannata, provata impotente a ogni +forte fatto, che riceveva jeri, come elemosina dallo straniero, Venezia, +e che scriverebbe sul Campidoglio <i>Custoza e Lissa</i>:—o se la Tradizione, +gloriosa sopra ogni altra, del suo passato, e la missione ch'è +in essa e dalla quale escì due volte l'unificazione materiale e morale +del mondo, la chiamino a parte più degna e feconda pei giorni futuri +della Nazione.</p> + +<p>Intanto affermatevi; affermate Roma.—Chi vi dà consiglio diverso—chi +vi sprona ad aggiogarvi senza maturo, collettivo e libero esame +nel <i>fatto</i> esistente—disonora Roma senza giovare all'Italia.</p> + +<p>Non m'accusate di contradizione coi consigli che io diedi ad altri +in passato.</p> + +<p>Quand'io, nel 1859 e nel 1860, consigliai il Mezzogiorno d'Italia ad +<i>annettersi</i>, l'Unità materiale, avversata in tutti i disegni del Bonaparte, +non esisteva: l'Italia intera consentiva—non monta se a torto +o a ragione—nel concedere alla Monarchia il benefizio d'un esperimento +a pro della possibilità d'un accordo fra essa e il Paese: nè +le città alle quali io, riverente alla Sovranità popolare, parlava portavano +il grande nome di Roma.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span></p> +<p>E nondimeno io suggeriva, anteriori a ogni plebiscito, le Assemblee, +tanto che le annessioni si compissero a patti, e con certezza di libertà +vera e d'onore alla Nazione futura. Non m'ascoltarono—ed oggi si +pentono d'essersi dati alla cieca.</p> + +<p>Ma io parlo ora a voi, uomini di Roma, in condizioni radicalmente +mutate.</p> + +<p>L'Unità materiale d'Italia è ormai irrevocabilmente fondata; nè +le vostre decisioni o i vostri indugi possono farle correr pericolo. +Quel ch'oggi importa non è che voi siate d'Italia il tale o tal altro +giorno; importa che lo siate in modo degno di voi, e che promova +i fati d'Italia e l'Unità morale, mancante tuttora e inaccessibile alla +Monarchia.</p> + +<p>L'esperimento è compiuto. Una lunga serie di fatti incontrovertibili +ha provato, a quanti hanno senno e core, che la Monarchia non può +essere se non servile al di fuori, strumento di resistenza al di dentro. +L'Instituzione è moralmente condannata. Il Paese può trascinarsi per +un tempo ancora tra le esitazioni dell'<i>opportunismo</i>; non è più monarchico.</p> + +<p>E io parlo a voi, Romani di <span class="smcap">Roma</span>, eccezione fra quante città s'inalzano +sulle nostre terre. Roma non è <i>città</i>; Roma è una Idea. Roma +è il sepolcro di due grandi religioni, che furono vita al mondo nel +passato, e il Santuario d'una terza che albeggia e darà vita al mondo +nell'avvenire. Roma è la missione d'Italia fra le Nazioni: la Parola, +il Verbo del nostro Popolo: il Vangelo Eterno <i>d'unificazione</i> alle +genti. Posso io dirle di <i>annettersi</i>, appendice subalterna a Firenze? +Posso io suggerirle, senza delitto di profanazione, di consacrare del +suo prestigio una Instituzione incadaverita; di coprire coll'immensa +ombra della sua gloria le colpe, gli errori, la servilità allo straniero +d'una Monarchia, che non ebbe una protesta per voi nel 1849, +che non trovò una parola da proferirsi a pro vostro nei vostri diciassette +anni di servitù; che disse per bocca de' suoi ministri: <i>non andrò +in</i> <span class="smcap">Roma</span> <i>se non col</i> <span class="smcap">beneplacito</span> <i>della Francia e del</i> <span class="smcap">Papa</span>?</p> + +<p>No: Roma non deve annettersi a Firenze; dobbiamo noi tutti annetterci +a Roma. Ma per questo abbiamo bisogno che Roma risorga +quale era quando salvò l'onore d'Italia, perduto in Milano e Novara +dalla Monarchia: abbiamo bisogno ch'essa si levi dal suo sepolcro, +in nome, non del passato, ma della nuova vita dell'avvenire; abbiamo +bisogno ch'essa splenda, per breve tempo isolata, siccome faro di +Verità e di Progresso, alle incerte, desiose popolazioni d'Italia.</p> + +<p>L'Unità <i>materiale</i> d'Italia è pressochè fondata: oggi, è necessario +un simbolo che rappresenti l'Unità <i>morale</i>; e quell'Unità non può +venirci che dalla fede repubblicana. Ciò che abbiamo è forma senz'anima: +noi l'aspettiamo da Roma; ma Roma non può spirarla nell'inerte +forma, se non a patto di serbarsi pura dalle sozzure presenti. +Accettandole, Roma cade; e con essa cadono, per non so quanto, i +grandi fatti d'Italia in Europa.</p> + +<p>Addio—ora e sempre vostro</p> + +<p class="date"><i>5 dicembre 1866.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini.</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><span class="small">1869.</span><br /><br /> +<a name="AI_NEMICI" id="AI_NEMICI"></a>AI NEMICI<a name="FNanchor_152_152" id="FNanchor_152_152"></a> +<a href="#Footnote_152_152" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[152]</span></a> +</h2> + +<p>Scrivo a voi, non perchè io intenda—<a name="negrave" id="negrave"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'ne'">nè</ins> voi l'aspettate da me—difendermi +dalle vostre accuse o spiegare la mia condotta: le vostre +accuse mi onorano, e sulla mia condotta non vi riconosco diritto alcuno. +Scrivo per dirvi e dire al Paese, che quelle recenti accuse, +suggerite da voi alle vostre gazzette, vi chiariscono a un tempo immorali, +codardi e stolti: immorali, perchè voi le sapete false e nondimeno +le profferite; codardi, perchè, padroni d'ordini costituiti, di +vasti mezzi finanziarî, d'un esercito che dite vostro e d'una stampa +che è vostra, vi giovate a combatterci d'armi sleali, delatori segreti +e calunniatori, dichiarandovi così da voi stessi impotenti ad altro; +stolti, perchè vi illudete a credere che il Paese, ingannato da voi da +lunghi anni ogni giorno, accetti credulo le vostre accuse, e ritenga +me e gli amici miei uomini capaci di assoldare accoltellatori o fomentare +saccheggi e violazione di proprietà.</p> + +<p>Il Paese ricorda—da quando il Governo del padre del vostro re +spargeva in Genova, nel 1832, voce nelle caserme di veleni destinati +al presidio—che calunnie siffatte ricomparvero a ogni minaccia di +moto, a ogni paura che la coscienza dei vostri falli vi suscitò dentro; +chiarite poco dopo menzogne architettate ad aizzare i pregiudizî +d'una o d'altra classe di cittadini contro i vostri avversarî. Il Paese—e +per Paese non intendo le poche centinaja di raggiratori che +servono oggi, lucrando, voi, e servirebbero noi domani se potessimo +mai accettarli, ma i milioni di onesti cittadini che possono essere +talora traviati, non corrotti e calunniatori—conosce voi e comincia +a conoscere noi. Quei milioni hanno veduto voi escir dal potere impinguati +di facoltà, e noi quanti siamo escirne più poveri; hanno +udito di Manin maestro di scuola in esilio, del generale romano Roselli +traente per anni, con tacita dignità, esistenza di povero popolano +nella Liguria, della modesta vita di Carlo Cattaneo in Lugano, di +Gustavo Modena rassegnato a vendere paste e cacio in Bruxelles, dei +molti nostri periti nella miseria su terra straniera; e intendono che +se noi, come tutti, possiamo avere errori nell'intelletto, non abbiamo +basse avidità nè vizî da soddisfare a danno del paese o dell'altrui +proprietà; hanno veduto voi pazzamente feroci contro il masnadierume +nel Mezzogiorno e prodighi di domicilî coatti, di persecuzioni +arbitrarie, <i>di stati d'assedio</i> nel Centro, e di repressioni sanguinose +in Torino; noi, saliti al potere in Venezia e Roma, serbarci, di mezzo +<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span> +al concitamento d'una guerra contro stranieri e soldati della monarchia +napoletana, puri di proscrizioni e di intolleranza; e intendono, +che noi possiamo essere uomini d'arditi e tenaci propositi, non di +sangue e vendette, e che la <i>nostra</i> Repubblica non è nè può mai +essere la francese del 1793; hanno udito d'una gloriosa tradizione di +martiri repubblicani, morti tutti, dai grandi napoletani del 1799 sino +a Carlo Pisacane e Rosalino Pilo, sul palco o in battaglia, col sorriso +della coscienza incontaminata sul labbro e col raggio d'una speranza, +che il sangue loro frutterebbe al futuro della Patria, sulla fronte +serena; hanno udito del venerando e canuto Giuseppe Petroni—abbandonato +da voi perchè amico mio e repubblicano—e del suo duplice +e glorioso rifiuto, a me, che gli offrivo di agevolargli la fuga, +perchè ei non voleva abbandonare i compagni di prigionìa; e ai satelliti +del Papa, che gli offrono, dopo quindici anni di patimenti, libertà, +perchè l'offrono a patti codardi; e hanno oggimai conchiuso +che, mentre i men tristi fra voi sono uomini d'una <i>opinione</i> o d'un +<i>interesse</i> dinastico e incapaci di martirio o di sagrificio, noi siamo +uomini d'una <i>fede</i>, purificati da essa nell'anima e incapaci di delitti +ch'essa rifiuta. Molti fra gli Italiani si affacciano oltre l'Alpi alla +Svizzera repubblicana e vi trovano spettacolo di virtù semplici, di +perenne concordia civile e di proprietà largamente diffusa e inviolata; +viaggiano oltre il mare, agli Stati Uniti repubblicani, e vi trovano +vita rigogliosa e crescente, lavoro universale e onorato, educazione +pressochè universale, dignità di liberi in tutti, potenza, quando +occorre, di sagrificio in armi e denaro, quale nessuna delle vostre +monarchie può sognare; e si convincono che l'Instituzione Repubblicana +significa onnipotenza di legge, ufficî dati al merito e alla virtù, +eguaglianza d'anime promossa da eguaglianza d'educazione, governo +iniziatore di progresso, ricchezza fondata sul lavoro, libero e vigilante +consenso di cittadini in ogni cosa che li concerna, impossibilità +quindi di rivoluzioni violente; mentre, volgendo gli occhî alle monarchie, +vi trovano arbitrio, ufficî dati al privilegio d'oro o di nascita, +ineguaglianza, corruzione scendente dall'alto, lavoro inceppato a ogni +passo nella produzione e nella circolazione, ignoranza, accarezzata +siccome strumento di servitù, nelle moltitudini, assenza d'armi e di +voto nei più, e quindi rivoluzioni periodiche o frequenti tentativi +d'insurrezione, fatali alla pace, all'industria, ai commerci, ma inevitabili +dove diritti e doveri sono sistematicamente negati.</p> + +<p>E finalmente, alcune migliaja tra gli uomini ai quali mentite, hanno +letto ciò ch'io e parecchî dei miei amici repubblicani andiamo da +ormai trentacinque anni scrivendo, e v'hanno raccolto che noi abbiamo +sempre combattuto a viso aperto ogni terrore eretto a sistema, +ogni vendetta del passato, ogni atto che sommova una classe di cittadini +contro l'altra—che abbiamo virilmente respinto, affrontando +per amore del Vero, il biasimo e l'ira di taluni fra i nostri più stretti +amici, ogni sistema di comunismo, di spogliazione violenta, di violazione +di patti accettati dalla Nazione, o di diritti individuali legittimamente +acquistati—che abbiamo invariabilmente predicato ai nostri +concittadini: <i>voi non potete mutare in meglio le sorti del vostro +Paese, se non a patto d'essere migliori, più virtuosi e più giusti di quelli +che rovesciate</i>.</p> + +<p>Però, quando uno dei vostri ministri, al quale consiglierei d'imparare, +prima di governarlo, la lingua del suo Paese, deplora, sgrammaticando, +nel Parlamento «che uomini che ardiscono vituperare il +nome della libertà, vantandosene campioni, <i>possano dar luogo</i> a +iniqui tentativi, che se fossero stati seguiti dal premeditato effetto +<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span> +avrebbero avuto <i>conseguenze veramente da assassini</i>;» poi, parlando +d'armi scoperte, afferma: «è inutile dire che questi strumenti erano +<i>diretti contro galantuomini</i>;» e finalmente attribuisce agli arresti +virtù «d'aver <i>dimostrato</i> che la congiura era più che altro ordita +<i>contro</i> l'esercito,» il Paese ride del ministro, delle insensate affermazioni, +delle strane ipotesi e della patente contraddizione del congiurare +<i>contro</i> un esercito che, a detta vostra, ci adoperiamo con ogni +artificio a sedurre. Ma quando v'ode a infamare davanti all'Europa +la Sicilia, come capace di spedire, viaggiatori commessi a sgozzare, +duecento accoltellatori a una città del Settentrione italiano, e i repubblicani +della nostra tempra come capaci d'assoldarli, il Paese torce +nauseato il suo sguardo da voi, che non rifuggite, per combatterci, +dal calunniare la Patria vostra, e desume intanto, dalla scelta delle +vostre armi, che le altre vi sfuggono, che siete oggimai vittime votate +alla <i>Dea Paura</i>, che siete e vi sentite perduti. Noi, per provarvi +tristi, inetti e fatali all'Italia, non abbiamo bisogno d'arti siffatte.</p> + +<p>Io—dacchè l'insistenza vostra ad attribuirmi ogni cosa che vi +conturba mi riduce a parlar di me—vi sono e vi sarò, finch'io viva, +nemico irreconciliabile: voi avete crocefisso al cospetto delle Nazioni +l'onore della mia Patria e fatto, per quanto è in voi, retrocedere un +avvenire che Dio le assegnava, e che bastò a me intravedere, perchè +io gli consecrassi anima, vita e affetti, sentendomi largamente compensato +d'ogni possibile sacrificio. Ma nè l'immenso amore che io +porto all'Italia, nè lo sdegno profondo contro ognuno che la vituperi +e cerchi di corromperla e traviarla, m'hanno fatto mai adottare armi +sleali con voi, o scendere ad accuse ch'io non credessi fondate, o +rifiutarvi quella libertà d'esperimenti, che voi con ipocrite promesse +invocaste più volte negli anni addietro. Quando nel 1848 dichiaraste +solennemente che la monarchia scendeva in campo contro l'Austria +per compiere un dovere verso l'Italia e promettendo al paese di lasciarlo, +a guerra vinta, arbitro delle proprie sorti—quando nel 1859 +e nel 1866 diceste, per bocca dei vostri dittatori, a noi tutti: «la +monarchia ha esercito, forze da lungo ordinate e tesori; essa può +e vuole dare all'Italia ciò che cercate, Roma, l'Alpi, indipendenza +al di fuori, libertà vera al di dentro, con sacrificî minori e certezza +di successo che voi non avete»—io, incredulo a voi, ma riverente +al Paese che vi credeva, e tratto da un ingenito amor di giustizia +a concedervi modo di tentare l'adempimento delle vostre promesse, +tacqui di repubblica, ajutai come per me si poteva le vostre +guerre e le vostre annessioni nel Centro e nel Mezzodì, m'astenni da +ogni lavoro segreto e da ogni cosa che voi poteste chiamar congiura; +aspettai che il tempo chiarisse gl'intendimenti vostri, e vi promisi +che se mi sentissi mai costretto a rifarmi nemico e ripigliare l'antica +via, v'avvertirei. D'allora in poi, i fatti, fatti ripetuti, innegabili, +coordinati a sistema, provarono a quanti vogliono intendere, che le +promesse erano menzogne, che voi non sapevate, non potevate, non +volevate darci Roma, nè le nostre frontiere, nè indipendenza, nè libertà, +nè prosperità materiale, nè vita e dignità di Nazione. E, sul +finire del 1866, io risollevai pubblicamente, con un manifesto stampato, +quella bandiera repubblicana, che porta fra le sue pieghe i fati +d'Italia; e in nome dei credenti in essa vi dissi: <i>volete guerra? l'avrete</i>. +Chi è sleale tra noi? Noi, che aspettammo, pazienti, esaurite tutte +le possibili vie d'accordo nel presente; e soltanto quando fu compito +ogni esperimento e tradita ogni speranza, ci distaccammo apertamente +da voi, o voi che trafficaste del sangue dei nostri martiri dai quali +vi fu preparato il terreno, delle illusioni di tutto un popolo credulo +<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span> +nelle vostre promesse, e del nostro silenzio, per impiantarvi, potenti +e armati dominatori, sul collo d'Italia e dire ad essa: <i>non siamo tuoi, +ma d'una dinastia</i>—a noi: <i>siete assassini ed espilatori</i>?</p> + +<p>Reprimete, finchè avete modo, e tacete. Avete troppo mentito perchè +altri vi presti fede. La coscienza irritata del Popolo italiano vi +toglie oggimai il diritto della parola.</p> + +<p>Voi avete avuto incitamento ad essere grandi e virtuosi, ciò che nessuno +ebbe mai: un popolo forte, numeroso, capace d'ogni entusiasmo, +che v'era ciecamente devoto e vi offriva ogni cosa sua perchè lo guidaste +alla meta, e l'avete prostrato ai piedi dello straniero, privato d'armi +e di voto, coperto di disonore davanti all'Europa. Avevate il prestigio +d'un nome, Roma, sacro fra i popoli e pegno, pel ricordo storico di +due epoche di civiltà date al mondo, del loro rispetto e del loro +amore; e avete, pur giurando il contrario, annientato quel prestigio +abbandonando Roma al fantasma papale, e tollerato, tacendo, che un +ministro francese vi dicesse: <i>non l'avrete mai</i>. Avevate radicato financo +nelle moltitudini dal lungo nostro apostolato e da sagrificî di sangue +dei migliori fra noi, un culto all'Unità, che in una Nazione di venticinque +milioni costituisce potenza gigantesca, vincolo sicuro d'amore +e pegno di missione comune; e avete, sostando a mezzo e facendo, +a furia di sgoverno, parere amaro anche quel misero incominciamento, +ridato vita a uno spirito di federalismo che riescirebbe, se +mai durasse, fatale alla Patria. Avevate, insegnamento a fondar durevole +quell'Unità, una splendida tradizione storica che v'additava +due soli e inseparabili elementi della vita Italiana, la Nazione e il +Comune; e voi avete, col suffragio ristretto e colla tirannide governativa +di prefetti, viceprefetti, delegati e carabinieri, soffocata ogni +attività di Comuni e soffocato—negandogli un Patto e costringendolo +in uno Statuto anteriore al fatto dell'Unità e dettato, in un momento +di paura, dal re che tradì Milano—il pensiero della Nazione. +Avevate una terra che fu granajo e maestra d'industria e commerci +ai popoli e sarebbe, sotto un Governo Nazionale davvero, anello tra +l'Europa e l'Oriente e deposito centrale delle merci d'Europa verso +esso; avevate nei beni demaniali, nei possedimenti incamerati del +clero, nella Sicilia, in Sardegna, nel Mezzodì, nei sei milioni d'ettari +di terreno incolto, una immensa sorgente di ricchezza; e avete, con +un sistema di contribuzioni ostile alla produzione, inceppata l'agricoltura, +tormentato, insterilito il commercio coi dazî, colle dogane, col +monopolio, ucciso il credito con una economia d'espedienti e colle +condizioni provvisorie nelle quali v'ostinate a mantenere il paese; +avete sprecato quelle ricchezze nel vortice della speculazione straniera +e negli imprestiti rovinosi, che non sollevano, se non d'anno +in anno, il <i>presente e disseccano le sorgenti dell'avvenire</i>. Avevate una +linea, unica in Europa, di frontiere pressochè insuperabili, e l'avete +spezzata abbandonando allo straniero, che tiene già Roma, Nizza e +Savoja:—un Esercito di prodi, presto a tutelare quella frontiera, e +l'avete avvilito, ricevendo com'elemosina dalla Francia imperiale quelle +terre, che avreste potuto conquistarvi coll'opera sua, e tradito in tutte +le sue speranze a Villafranca, nel Trentino, a Lissa, a Custoza;—un +cominciamento della Nazione Armata nei volontarî che vi diedero +il Mezzogiorno d'Italia e potevano procacciarvi il favore e l'entusiasmo +di quanti popoli anelano a farsi Nazioni; e li avete spiati, ricinti +d'insidie, perseguitati;—Garibaldi, e l'avete ingannato, combattuto, +imprigionato, ferito. Onore, amore del paese, sicurezza, esercito, +Roma, tutto giace per voi a' piedi dello straniero, sol perchè, +sentendovi mal fermi sulla vostra terra, sperate d'averlo un giorno +<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span> +alleato contro di noi. Ricordo le parole d'un principe della vostra +dinastia, Vittorio Amedeo II, che, men servile degli altri, richiesto +da Luigi XIV di Verrua e della Cittadella di Torino, gli dichiarò +guerra esclamando: <i>Sono stato da lungo trattato come vassallo: ora +vogliono fare un paggio di me: è giunto il tempo di mostrar ciò ch'io +sono</i>. Ciò che voi siete, l'Italia lo sa. Voi avreste, come a Mentana, +comandato ai vostri d'assistere, spettatori inerti, all'invasione di +Luigi XIV e alla strage dei difensori italiani di Torino e Verrua.</p> + +<p>Ma, perchè a voi piace di travolgervi nel fango imperiale, dobbiamo +farlo noi? Perchè non vive nell'anima vostra scintilla d'amore +e d'orgoglio italiano, avete sperato che noi dovessimo spegnerla nella +nostra? Perchè voi potete contemplar sorridendo l'agonia dell'anima +della Patria, vi siete illusi a credere che noi ci rassegneremmo a non +tentare di farla rivivere?</p> + +<p>Pensate che tutti debbano tradire la fede nel Dovere, perchè voi +la tradite?</p> + +<p>Io non logorerei quest'ultimo minacciato avanzo di vita per una +semplice questione politica, per affrettare di pochi anni o di mesi +l'impianto dell'Instituzione Repubblicana; la Repubblica è, in Italia, +inevitabile tra non molto; e lascerei al tempo e ai vostri errori l'opera +loro a pro nostro. Ma se una questione di libertà o di finanza può +affidarsi al più o meno lento svolgersi delle idee progressive, una +questione d'onore non può. Il disonore è la cancrena delle Nazioni; +ne spegne, se non è combattuta a tempo, la vita. Un Popolo che si +rassegna, potendo altro, all'insulto straniero, che avendo in sè forze +per essere popolo libero e padrone dei proprî fati, si trascina in sembianza +di liberto fin dov'altri vuole e non oltre, è un popolo perduto: +abdica potenza e avvenire. Noi siamo oggi, mercè vostra, disonorati; +e ogni giorno che passa aggiunge alla coscienza del disonore uno +strato di corruzione ai molti, che quattro secoli di servaggio, l'educazione +gesuitica, le influenze straniere, il materialismo inseparabile +dalla servitù, il machiavellismo ch'è la politica dei popoli incadaveriti, +hanno messo intorno all'anima della Nazione. Ponendo la macchia +nera del disonore sulla giovine bandiera d'Italia, voi ci avete +intimata la necessità dell'Azione. S'altri, che più lo dovrebbe sentire, +nol sente, tal sia di lui. Noi lo sentiamo; ci apprestiamo quindi e ci +appresteremo, checchè facciate, all'Azione. Ci ordineremo a quel fine, +pubblicamente dove potremo, segretamente, dove le vostre leggi ci +costringeranno al segreto. Provvederemo ad armarci, non come bassamente +voi ci apponete, per accoltellare gli onesti, o conquistarci +l'altrui, ma per non darci, stolidamente inermi, il giorno in cui chiameremo +il popolo d'Italia a decidere tra voi e noi, ai vostri birri, ai +vostri carabinieri, a quei fra i vostri soldati che, durando nella servitù +e nell'inganno, non scenderanno nell'Azione con noi. E diremo e +ridiremo a stampa pubblica o clandestina, a seconda delle vostre persecuzioni, +le parole che l'amico mio Lamennais, santo dei nostri oggi +troppo dimenticato, diceva, prima di morire, al popolo: «Sappiate questo. +Quando l'eccesso del patire v'inspira la determinazione di ricuperare +i diritti dei quali i vostri oppressori v'hanno spogliati, essi vi +accusano perturbatori dell'ordine, e cercano infamarvi come ribelli. +Ribelli a chi? Non v'è ribellione possibile se non contro il vero sovrano, +contro il popolo: e come può il popolo esser ribelle al popolo? +Ribelli son quelli che creano a sè stessi, in suo danno, privilegi iniqui, +che coll'astuzia o colla forza riescono a imporgli la loro dominazione: +e quando il popolo rovescia quella dominazione, non turba l'ordine, +compie l'opera di Dio e la di Lui volontà sempre giusta.»</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span></p> +<p>È con voi il popolo? Avete, oltre le vaste forze ordinate e il prestigio, +potente sui più, della lunga esistenza, la maggioranza del +Paese, dei governati, a pro vostro? Perchè ci temete? Perchè ci +calunniate? Perchè v'arretrate irritati davanti all'apostolato delle +nostre idee? Dateci libero quell'apostolato: libera da sequestri la +stampa; libera, qualunque ne sia il programma politico, l'associazione; +libera da ogni arbitrio, da ogni imprigionamento di precauzione, +da ogni invasione di domicilio, da ogni violazione di corrispondenza, +la nostra vita individuale; date a me che scrivo facoltà di +viaggiar libero di città in città, raccogliere a convegno i vogliosi +d'udirmi e spiegar loro le nostre dottrine repubblicane. Noi vi promettiamo +solennemente di astenerci da ogni ordinamento segreto, da +ogni preparativo di quella che voi chiamate <i>ribellione</i>, e non sarebbe +se non un ridare al popolo, a compimento della nostra Rivoluzione +Nazionale, l'iniziativa interrotta, soppressa da voi. Perchè non osate +ciò che l'Inghilterra osa, l'ammissione dell'inviolabilità del Pensiero? +Perchè confischerete voi questo scritto? Perchè fate argomento di +delitto ai vostri soldati la lettura dei nostri giornali? Perchè chiedete +alla Svizzera di cacciarmi? V'ha mai richiesti la Svizzera di cacciare +un de' suoi per paura d'un apostolato monarchico?</p> + +<p>No: voi nol farete; non lo potreste, volendo. Voi non siete Governo +Nazionale. Non potete reggervi che colla forza. Fatelo, finchè la forza +vi vale. Ma non vi lagnate se noi, opponendo all'apostolato l'apostolato, +opporremo un giorno—in nome di Roma tradita, in nome +dell'onore italiano violato, in nome dell'incompiuta Unità, della nostra +Indipendenza gittata ai piedi dello straniero, del traffico delle nostre +terre, dell'avvilimento versato sul nostro esercito, della rovina finanziaria +del paese, della Vita Nazionale lasciata senza patto, senza +espressione legale da voi—la forza alla forza.</p> + +<p>Voi non siete Governo Nazionale in Italia; in questo sta la vostra +condanna, il segreto delle nostre attuali condizioni, il nostro eterno +diritto. La vita Italiana nacque e crebbe repubblicana, origine del +<span class="smcap">Comune</span>, fin da quando Roma non era; nacque e crebbe repubblicana +e creatrice dell'idea <span class="smcap">Unità</span> con Roma, anteriormente all'Impero; +rinacque e crebbe repubblicana nel medio evo colle nostre città rivelando +la <span class="smcap">Missione</span> dell'Italia in <span class="smcap">Europa</span> e diffondendo ai popoli vincoli +di morale unità, religione, arte, industria e commercio. Repubblicani +sono tutti i nostri grandi ricordi; repubblicani pressochè tutti +i nostri potenti di intelletto e di cuore: repubblicane le tendenze, le +abitudini del viver civile, le appena abbozzate instituzioni sociali. L'Italia +ebbe patrizî, non patriziato; condottieri, signori, mercanti, che +si inalzarono al di sopra dei cittadini coll'armi, coi tradimenti, colla +ricchezza: non una aristocrazia simile a quella dell'altre terre europee, +intesa, compatta, guidata da capi universalmente accettati, diretta +da un solo disegno politico. La monarchia si impiantò, nel decadimento +morale d'Italia, sotto gli auspicî e la protezione armata di invasori +stranieri: smembrò, non unì, soffocò l'intelletto della Nazione +sotto inspirazioni non italiane: fu serva, vassalla, scolta inoltrata di +Parigi, di Madrid, di Vienna: ingrandì tentennando fra le diverse +Potenze che scendevano a derubarci, trafficando codardamente sull'alterna +vicenda della guerra straniera, non richiamandosi mai all'intima +vita, alla forza latente della Nazione, e negandola per terrore. +E, noi tempi più vicini a noi, la dinastia che servite perseguitò gli +apostoli dell'Unità Nazionale e tentò spegnerne nel sangue la fede, +finchè impaurita, costretta dall'onda dei moti popolari, trapassò dalla +guerra all'inganno, e s'insignorì, promettendo, giurando e non attenendo +<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span> +mai, d'un terreno non suo, d'un lavoro iniziato e quasi compìto +da uomini repubblicani, per farne monopolio a pro dei proprî +meschini interessi. Oggi l'Italia è fatta, per essa, prefettura dell'Impero +di Francia. Io non vedo un uomo tra voi, che non attinga dalle +tradizioni straniere le idee, i modi di governo, i metodi amministrativi; +non ne ricordo un solo che abbia avuto, prima dei fatti compìti, +concetto d'Unità o fede nel popolo d'Italia o amore schietto e profondo +della missione ch'essa è chiamata a rappresentare nel mondo, +o senso di Dovere o, non fosse altro, orgoglio di Patria. La vostra +morale è quella d'un machiavellismo bastardo: la vostra economia è +scienza d'espedienti suggeriti o ricopiati da mezzi ingegni stranieri: +la vostra politica è politica di <i>resistenza</i>: la vostra religione è ateismo +mascherato d'ipocrisia.</p> + +<p>Però cadrete, cadrete rapidamente, e ve ne avvedete. Com'è vero +Dio, l'Italia sarà tra non molto repubblicana. E voi dovete il breve +periodo di misera affannata esistenza che vi avanza, non alle vostre +calunnie, ma alle nostre titubanze, alle passioncelle individuali, che +non sappiamo ancor soffocare nella santa coscienza del <i>fine</i>, ai sospetti, +alle mal ferme determinazioni, ai piccoli vizî di mente o di +anima, inerenti a schiavi, che ruppero jeri soltanto la loro catena.</p> + +<p>Queste cose ho voluto dirvi, interprete dei vostri fati, perchè sappiate +ciò ch'io penso e com'io disprezzi le vostre accuse. Avversai +deliberatamente coi migliori tra' miei amici l'immaturo tentativo ch'or +v'ha empito l'animo di terrori: ma non intendo che ciò mi valga di +difesa con voi. Se crederò di poter giovare quando che sia a rovesciarvi, +lo farò per debito d'Italiano e con lieta, serena coscienza.</p> + +<p>Addio.</p> + +<p class="date"><i>Maggio.</i></p> +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><span class="small"><i>1870.</i></span><br /><br /> +<a name="LINIZIATIVA" id="LINIZIATIVA"></a>L'INIZIATIVA<a name="FNanchor_153_153" id="FNanchor_153_153"></a> +<a href="#Footnote_153_153" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[153]</span></a> +</h2> + +<h3>I.</h3> + +<p>Il 16 maggio 1791, in Francia, nella discussione sulla facoltà di +rieleggere i deputati, Duport, uno dei migliori dell'Assemblea, dichiarava, +insistendo, che la <i>Rivoluzione era compita</i>. Quell'idea, adottata +per norma di legislazione dall'Assemblea, fu sorgente a quanto accadde +più dopo. Resistenza a quei che s'adopravano a <i>continuare</i> +l'opera <i>iniziata</i>, irritazione di questi, diffidenza reciproca, guerra di +parti e <i>terrore</i>, tutto giaceva latente in quella errata imprudente parola +e si svolse, per legge di logica, inevitabilmente. Una <i>idea</i> era a +capo d'eventi, che s'attribuirono e s'attribuiscono ancora dagli ingegni +educati nella scuola storica di Voltaire a piccole cagioni, a piccoli +errori commessi, a piccole gare tra individuo e individuo.</p> + +<p>Lo stesso errore si commette oggi e da più anni in Italia: genera +le conseguenze di resistenza, di diffidenza e di irritazione visibili ad +ogni uomo, e che s'attribuiscono dagli ingegni superficiali a mene +d'individui irrequieti, a piccoli errori d'uno o d'altro ministro: genererà +ben altro, se dura.</p> + +<p>L'Italia <span class="smcap">officiale</span>—Governo, Parlamento e Stampa governativa o +parlamentare—dichiara che la Rivoluzione Italiana è compita: noi, +viventi al di fuori di quella sfera, affermiamo il contrario. In questo +dissenso sta il secreto della crisi perenne, che affatica e minaccia di +perder l'Italia.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Quale è il carattere predominante nel moto d'Italia? Quale il <i>fine</i> +immediato al quale tende quel moto?</p> + +<p>Il carattere predominante nel nostro moto è anzi tutto di <i>nazionalità</i>. +L'Italia vuole Libertà, Eguaglianza, prosperità materiale; e sa +che saranno per essa conseguenze della Rivoluzione compita; ma non +è sorta per quello. L'Italia è sorta per essere <span class="smcap">Nazione</span>. Grande un +tempo e iniziatrice nel mondo per opera di Roma, grande e iniziatrice +più dopo per opera dell'ordinamento dato al Cristianesimo dal +Papato, grande e iniziatrice una terza volta per virtù di popolo e +delle sue città repubblicane, l'Italia, caduta da oltre tre secoli in impotenza +<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span> +e nullità civile e politica davanti a sè stessa e all'Europa, +serva spregiata di dominazioni o influenze Austriache, Francesi e Spagnuole, +ma memore e presaga, raccolse dalle aspirazioni de' suoi +Grandi di mente, dal martirio de' suoi Grandi d'azione, dal lento continuo +moto d'assimilazione de' suoi popoli e dalla necessità d'essere +forte, la sacra parola <span class="smcap">Unità</span>, e si riscosse con un pensiero di vita +collettiva nell'anima, col grido di <i>Nazione</i> sul labbro. Un nome, una +bandiera, una esistenza riconosciuta e onorata dai popoli, una parte +e non ultima nel lavoro europeo, una missione da compiere degna +delle compite: fu questo il voto Italiano. Per questo l'Italia acclamò, +illudendosi, a Pio IX: per questo essa gettò, ingannata, tutte le sue +forze a' piedi della Monarchia. Speranze, errori, esperimenti, inquietudini, +tentativi, aspirazioni, minaccie, tutto è, non giustificato, ma +spiegato dal predominio di quel pensiero.</p> + +<p>È la Rivoluzione Nazionale compita?</p> + +<p>Una Rivoluzione Nazionale non è compita se non quando, libero +da ogni straniero, il Paese ha indipendenza accertata da una linea di +frontiere, che comprendono e proteggono tutti gli elementi che tendono +a ordinarsi in unità di nazione:—se non quando sono +egualmente accertate e fatte norma di legge le tradizioni, la <i>fede</i> +comune e le tendenze, in virtù delle quali tutto il popolo compreso +per entro a quelle frontiere sente dovere, diritto e volontà di costituirsi +in <i>associazione</i> speciale e distinta dall'altre. Senza libere e secure +frontiere, senza Patto Nazionale, non esiste Nazione.</p> + +<p>Noi non abbiamo nè le une, nè l'altro.</p> + +<p>La Francia imperiale, già dominatrice dell'Alpi frapposte, occupa e +vieta all'Italia il suo centro Nazionale, <span class="smcap">Roma</span>. L'Austria ha il Trentino +e l'Istria. Da Nizza fino al Carnero, «che Italia chiude e i suoi +termini bagna,» la frontiera italiana è schiusa a Governi stranieri.</p> + +<p>E quanto all'interno, l'Italia presenta il fatto anormale, mostruoso, +unico nella Storia, d'un popolo che sorge muto, che vuole esser Nazione +e non dichiara l'insieme dei principî in virtù dei quali è chiamato +ad assumerne il nome; che intende a vivere di vita una e comune, +e non esprime, solennemente e universalmente interrogato, la +legge della propria vita; che mira a costituirsi, senza Autorità costituente. +La Monarchia alla quale dobbiamo la condizione delle nostre +frontiere, ha detto all'Italia: <i>La tua vita è la vita, come fu definita, +prima che tu fossi, da un principe di una tua estrema provincia</i>. Mercè +lo Statuto sardo del 1848, l'Italia è un'appendice del Piemonte: ventidue +milioni d'Italiani son dichiarati <i>clienti</i> di quattro.</p> + +<p>La Rivoluzione Nazionale non è compita: e gli uomini della Monarchia +che l'hanno, fermandola a mezzo, dichiarata tale, hanno sull'anima +i mali presenti e preparano, ostinandosi, ben altrimenti gravi +i futuri.</p> + +<p>Una rivoluzione fermata a mezzo è una somma di forze che, usate +come mezzo di propulsione, schiuderebbero, contro qualunque ostacolo, +innanzi la via, ma, concentrate e rivolte in sè stesse, determinano +esplosione e rovina: è una piena d'acque che, libero il corso, purificano +e fecondano; arrestate da ostacoli artificiali, ristagnano, avvelenano, +isteriliscono. Velato l'intento del moto nazionale, arrestate subitamente +le forze che tendevano a raggiungerlo, dileguata anche +quella menzogna di <i>iniziativa</i> che la Monarchia s'era assunta, e +vietata al Paese quella che s'assumerebbe, noi abbiamo oggi in Italia +un Governo senza concetto, senza missione, senza scopo, fuorchè +quello di prolungare la propria esistenza e resistere agli elementi +che lo minacciano:—un popolo deluso, diffidente, senza via, senza +<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span> +fine determinato, agitato dagli impulsi d'una vita crescente e condannato +all'inerzia:—forze impedite nella loro direzione naturale, che +si sfogano in moti irregolari, sconnessi, sterili:—nuclei politici senza +programma possibile, costretti quindi a concentrarsi intorno a bandiere +d'individui e diventare fazioni:—elementi di ricchezza e di +vita economica virtualmente potenti, ma inceppati nella loro azione +dalla certezza d'una crisi inevitabile, dal senso che tutto è <i>provvisorio</i> +all'intorno. In condizione siffatta, gli uomini possono mutare, le cose +non possono.</p> + +<p>L'immobilità non è vita: i popoli non furono creati per essa. Bisogna +che la Rivoluzione retroceda o si compia. Retrocedere è ipotesi +inammissibile: pochi in Italia lo desiderano e non oseranno tentarlo. +È forza dunque inoltrare. Ed è forza per questo suscitare una +<i>iniziativa</i> ch'oggi non è.</p> + +<p>Come? Dove? Quale è l'elemento dal quale può sperarla il Paese?</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Può il Paese sperare <i>iniziativa</i> dalla Monarchia?</p> + +<p>A questione siffatta, la Monarchia stessa risponde. La sosta fatale +della quale ho parlato finora è opera sua: sua, coi fatti, la dichiarazione +che la Rivoluzione è compita e che non si tratta oggimai se +non di miglioramenti e riforme. La Monarchia si giovò d'un interesse +straniero, che le dava alleato un esercito, per tradurre in realtà l'antico +disegno d'aggregare al Piemonte la Lombardia e far del piccolo +regno un Regno del Nord; s'impossessò poi, sottraendolo alla Rivoluzione, +di quanto l'<i>iniziativa popolare</i> conquistò o accennava a conquistare +nel Centro e nel Sud: si rifece immobile appena quella <i>iniziativa</i> +cessò; e, giovatasi della funesta interruzione per ordinarsi e +afforzarsi, impedì colle bajonette ogni recente tentativo di risuscitarla. +E non poteva, in virtù della propria natura, fare altrimenti.</p> + +<p>Può la Monarchia, che <i>diede</i> Nizza alla Francia imperiale, ritorgliela? +Può, dopo d'avere abbandonato il Trentino già invaso dalle +sue truppe e dai volontarî e segnata la pace che lo esclude dai termini +dell'Italia, assalir sola l'Austria e farne conquista? Può essa, +isolandosi da tutte le monarchie sorelle che additano trattati e comandano +pace, rivendicar coll'armi Trieste e l'Istria? Può sopratutto—dacchè +non è da sperarsi che il Papa rassegni volontario la potestà +temporale—rovesciare il Papato a dar Roma all'Italia? È tuttavia +fra noi chi affermi cose siffatte e presuma d'essere creduto +sincero?</p> + +<p>Può l'<i>iniziativa</i>, che deve compire il moto <i>nazionale d'Italia</i>, escire +dal Parlamento?</p> + +<p>S'io non pensassi, scrivendo, che al Paese, non dovrei, credo, spender +parola a rispondere. Le liste dei votanti nelle elezioni, la suprema +indifferenza colla quale il Paese guarda ai procedimenti parlamentari, +la disubbidienza sistematica, dove riesce possibile, alle leggi sancite +da esso, attestata dalle cifre degli arretrati nel pagamento delle tasse, +rispondono abbastanza per me. Il Paese non aspetta salute dal Parlamento, +non ha riverenza per esso, non crede rappresentati in esso +i suoi voti, le sue speranze, l'avvenire della Nazione.</p> + +<p>Ma sono nel Parlamento, e durano ostinati a rotolarvi il sasso di +Sisifo, uomini di mente e di cuore, che hanno giovato quand'erano +affratellati col popolo alla Patria, che potrebbero, riaffratellandosi +con esso, giovarle ancora e che, sotto il fascino di non so quale illusione, +consumano tempo, nome, influenza, potenza d'ingegno, capacità +<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span> +di forti generosi propositi e, quel che è peggio, parte di quella +virtù morale, che scende da una pura diritta ardita coscienza, in una +inefficace e talora ridicola guerricciola di pigmei, seminata di equivoci, +di transazioni, simulazioni e dissimulazioni, indegne d'essi e +della Causa alla quale un tempo giurarono. E ad essi ricordo che i +Parlamenti furono, sono e saranno sempre impotenti a varcare spontanei +il cerchio di Popilio che l'Instituzione, in nome della quale esistono +e agiscono, descrive intorno ad essi—che se talvolta lo +varcarono, non fu mai per inspirazione propria, ma per opera d'insurrezioni +consumate al di fuori e alle quali obbedirono—che tanto +può in essi l'influenza della prima origine, da aver fatto sì che anche +in quei pochi casi guastassero, se non rinnovati, il concetto che accettavan +dal popolo.</p> + +<p>Il Parlamento d'Italia è Parlamento monarchico. I suoi membri +giurano alla monarchia e accettano lo Statuto, che falsa il carattere +<i>nazionale</i> del moto italiano. Ove anche il giuramento non avesse—e +men dorrebbe—valore morale per essi, non possono dirlo, nè +possono in Parlamento operare a violarlo. Il Parlamento non può +avere in sè potenza maggiore d'<i>iniziativa</i> che non ne ha la monarchia, +dalla quale discende e dipende. La monarchia non può compire +la nostra Rivoluzione nazionale: non lo può quindi, per conseguenza +logica, il Parlamento.</p> + +<p>E il Parlamento lo sa: però ne tace e vorrebbe che il Paese la +credesse compita.</p> + +<p>Il Parlamento che siede, incurioso, svogliato o servile, in Firenze, +non è Parlamento nazionale; e lo diresti un'assemblea di provincia. +La <span class="smcap">Nazione</span> gli è ignota: ignoto quanto tocca l'unità, l'indipendenza, +l'onore, l'avvenire, la politica <i>nazionale</i>. L'Italia può essere condannata +ad abdicare, nella sua vita internazionale, l'inspirazione naturale +che la sprona verso gli Slavi e verso l'Oriente, e trascinata invece +in alleanze col dispotismo che la decretano impotente e le chiudono +l'avvenire: il suo Governo può trascurare, come non fossero, le sorgenti +principali della vita <i>nazionale</i> interna, ordinamento del Paese +a milizia, associazione operaja, incremento dell'agricoltura, miglioramento +delle condizioni produttive in Sardegna e in Sicilia; il Parlamento +è muto, senza pensiero che ad esso spetti occuparsi di cose +siffatte.</p> + +<p>Collo straniero in casa, colla sfida, la più insolente ch'io mi sappia +dal <i>guai ai vinti</i> di Brenno in poi, cacciata due volte da due ministri +di Francia a chi dichiarava pochi anni addietro Roma capitale +d'Italia, il Parlamento, che si dice italiano, tace sistematicamente di +Roma: non uno dei suoi membri s'attenta di proferire quel sacro +nome: non uno fra quei che avventurarono la vita al grido di <i>Roma +o Morte</i> osa—tanto è il senso d'abdicazione che spira in quell'aula +data all'equivoco—gettarlo, sanguinoso rimprovero, in viso agli uomini +del Governo e dir loro: <i>Se voi potete o volete vivere disonorati, noi +non possiamo nè vogliamo; e dacchè in questo recinto non può trovarsi +vie di salute, scendiamo a cercarla nel popolo</i>.</p> + +<p>Le Assemblee—bisogna ripeterlo, non all'armento che vota a seconda +del cenno governativo, ma ai pochi uomini ai quali io miro—operano +a desumere e applicare conseguenze del principio in +virtù del quale esistono, ma nè un passo più oltre, nè mai possono +fondare, per virtù propria, un principio nuovo. Dove, creata già la +<i>Nazione</i> e secura l'Indipendenza, non si tratti se non d'un semplice +sviluppo di libertà conquistata, e di <i>riforme</i> amministrative o economiche, +le Assemblee esistenti in nome di quella libertà giovano, e +<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span> +possono, come in Inghilterra, compire lentamente una importante +missione. Ma dove, come tra noi, si tratti di costituir la Nazione e—dacchè +il <i>principio</i> esistente non esce dalla tradizione del Paese, +è diseredato d'<i>iniziativa</i> e non porge via per raggiungere il <i>fine</i>—di +proclamarne un altro, le Assemblee raccolte in nome del primo e +condannato, non giovano. Unica Assemblea che valga è quella del +popolo in armi.</p> + +<p>Nessuno di noi s'arroga diritto d'imporre ad altrui la propria opinione; +ma ciascuno ha diritto di chiedere agli uomini che pretendono +rappresentare il Paese e possono giovargli o nuocergli a seconda +delle opere loro: <i>che cosa volete</i>? Il <i>fine</i> dichiarato additerà il <i>metodo</i>, +norma del giudizio da pronunziarsi sugli uomini. Senza dichiarazione +siffatta, amici e nemici errano nel bujo e combattono senza conoscersi. +L'anarchia morale, foriera dell'altra, invade il Paese.</p> + +<p>Credete l'Instituzione attuale capace, non dirò ora di dare libertà +vera, indipendenza dall'estero, educazione ed esempio di moralità, +prosperità e grandezza al Paese, ma di compiere senza lungo indugio +la Rivoluzione Nazionale, di darci Roma, il Trentino, Trieste, e un +Patto ch'esca dal voto e dalle aspirazioni di tutto il popolo?</p> + +<p>Se potete, colla mano sul core, affermare che lo credete, rimanete +ove siete, ma agite, conquistate, trascinate, guidate: incarnate in voi +il pensiero del Paese e decretate a un tempo la mossa dell'esercito, +la chiamata dei volontarî e la convocazione d'una Assemblea Costituente +in Roma. O diteci almeno <i>quando</i> lo farete. Il paese non può, +per quanta fiducia voi meritiate, commettere le sue sorti all'eloquenza +indefinita del vostro silenzio: il Paese non può accettare il pericolo +di perire nel disonore, nella corruzione, nella rovina economica, perchè +voi possiate incidere una inscrizione splendida d'Unità meditata e di +Patto postumo sulla sua tomba.</p> + +<p>Ma se non credete l'Instituzione capace di tanto, allora, al nome di +Dio, ponete giù la medaglia e la profanazione dell'anima: lasciate +quei banchi contaminati d'equivoci e d'ipocrisia, e scendete a rinverginarvi +nel popolo, dicendogli: <i>là non si compiono i tuoi fati: là +Nazione vive in te, che aneli al Vero e hai potenza: levati e capi e soldati, siam tuoi</i>. Distruggerete una illusione, che la vostra presenza +in quell'aula alimenta tuttavia in alcuni, e uno scetticismo sugli +uomini, che cresce fatale nei più.</p> + +<p>Darete al Paese un insegnamento morale, da voi finora a torto dimenticato. +Educherete i giovani, col senso dell'umana dignità, al +culto della coscienza; e sottraendovi alla parte di minatori segreti +per quella, più degna di voi, di leali guerrieri all'aperto, contribuirete +a liberare l'Italia dal pericolo d'un gesuitismo politico che, cospirando +in Francia col grido di <i>viva il re</i> alla caduta della monarchia, +sommò a tornare in nulla due Rivoluzioni e agevolare la via al +secondo Impero.</p> + + +<h3>IV.</h3> + +<p>Intanto, sciolta com'è <i>per noi</i> la questione, l'Italia, pel compimento +della propria Rivoluzione, che sola può rendere possibile una condizione +normale di cose, non può aspettarsi <i>iniziativa</i> dalla monarchia +e nol può dal Parlamento monarchico. Nol può che dal popolo. +Bisogna ch'essa tragga dalle proprie viscere la forza che manca altrove.</p> + +<p>Come può giungervi? E quali norme devono in questo supremo +sforzo guidarla?</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span></p> +<h3>V.</h3> + +<p>Dissi che l'iniziativa del moto, dal quale deve compiersi la Rivoluzione +Nazionale, spetta al Paese.</p> + +<p>E il Paese è maturo per essa.</p> + +<p>Il Paese è universalmente malcontento: lo è nella gioventù educata, +nelle classi operaje delle città, nella popolazione agricola, nella parte +migliore della magistratura, nei piccoli proprietarî, negli uomini di +commercio, nel popolo dell'esercito, nel clero cattolico. I giovani, da +pochi infuori indifferenti per abitudini indegnamente dissipate, o +guasti da non so quale pedantesco dottrinarismo di seconda mano, +sentono nell'anima un alito dell'orgoglio italiano e intendono che la +loro patria non sorge come dovrebbe. Gli operaî delle città—due +o tre eccettuate, nelle quali l'arti governative e gli ajuti d'alcuni +ricchi hanno sviato per poco le associazioni dal segno—amano il +Paese d'affetto tanto puro e devoto, da confortare di speranza l'anima +più solcata di delusioni e dolori che sia. Il macinato ha suscitato il +malcontento degli agricoltori; le tasse, gravissime, crescenti, molteplici +e un pessimo irritante metodo di percezione, lo alimentano nei +piccoli proprietarî. La democrazia dell'esercito, lasciando anche da +banda il pessimo trattamento e i soprusi dei capi, sente profonda—ed +è sua lode—la vergogna che da Novara a Villafranca, da Villafranca +a Custoza pesa sulla bandiera. Gli onesti fra i magistrati si +ribellano agli arbitrî governativi e alla corruzione sfrontatamente invaditrice +dell'alta sfera. Gli uomini di commercio aborrono dall'incertezza +del dì dopo, che falsa i loro calcoli e inceppa le loro operazioni: +essi intendono che, fino al giorno in cui il <i>fine</i> nazionale +raggiunto darà sicurezza di condizioni normali, la crisi sarà perenne. +E il clero, in parte retrogrado, è a ogni modo, nei migliori, avverso +a un sistema rappresentato da una gente che non ha religione e +l'affetta. Un senso crescente di sfiducia serpeggia tra gli impiegati e +spira visibile nei consigli di chi regge. Il tentativo di un'ora in Piacenza +ha suscitato a misure rivelatrici di profonda paura il Governo +e a moti imprudenti, isolati, non preparati—getti vulcanici che indicano +la condizione latente del terreno—cinque o sei località dello +Stato. Non v'è uomo in Italia che, temendo o invocando, non presenta +vicino, inevitabile, un mutamento di cose. E l'indifferenza stessa, +colpa apparente nei cittadini, all'esercizio dei loro diritti e alle frequenti +violazioni di quel tanto di libertà che le leggi concedono, accenna +al muto convincimento che ben altro si appresta.</p> + +<p>Son questi i sintomi che in ogni paese nel quale ebbe luogo una +grande rivoluzione, la prenunziarono.</p> + +<p>Perchè nondimeno il Paese dura inerte e incapace tuttora d'<i>iniziativa</i>?</p> + +<p>Il Paese non ha coscienza delle proprie forze.</p> + +<p>Il Paese vorrebbe cancellato il presente, ma sospetta, per preconcetti +errori, dell'avvenire.</p> + +<p>Quest'ultimo ostacolo esige un'opera di apostolato: il primo non si +vince che coll'azione.</p> + +<p>Pesano tuttavia sull'anima del Paese i ricordi e le abitudini d'oltre +a tre secoli di servitù pazientemente durata. Splendidi lampi d'audacia +e d'onnipotenza popolare hanno negli ultimi venticinque anni +solcato la tenebra addensata da quella servitù su noi tutti: ma furono +lampi, non fiamma perenne di faro, che sia guida ai fati della +Nazione. Suscitati dal prestigio d'un capo militare che <i>comandi</i> ad +<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span> +essi di vincere, i nostri giovani compiono miracoli di valore e vincono: +lasciati a sè stessi, tentennano incerti e ridiventano timidi calcolatori +d'ogni ostacolo positivo o possibile: giganti d'azione <i>seguendo</i>, +mancano tuttavia dell'istinto che addita il <i>momento</i> e del coraggio +che <i>inizia</i>. Capo ai Romani era Roma: Roma che <i>doveva</i> essere capo +del mondo. I duci dell'armi si succedevano, apparivano e passavano, +quasi viventi non di vita propria, ma della vita di Roma: ignoti ai +soldati, i dittatori erano rappresentanza a tempo della <i>Città</i> che aveva +detto ad essi: <i>guidate e vincete</i>; ma la loro potenza, la potenza invincibile +dei militi che li seguivano, derivava da una fede in una +potenza <i>collettiva</i> superiore a essi tutti, ma della quale ognun d'essi +si sentiva parte. La magnifica parola religiosa dell'evangelista Giovanni: +<i>perchè tutti siamo uno in noi, come tu, Padre, sei in me e io +sono in te</i> s'era fatta <i>realtà</i> nella Patria Romana. Ogni uomo credeva +nei fati di Roma: sentiva dentro sè una scintilla della grande +anima di Roma; Roma s'era incarnata in ciascuno dei suoi figli, e +ciascuno si sentiva forte della sua forza e mallevadore del suo avvenire. +Per questo Roma diede spettacolo unico ai secoli d'una città +conquistatrice del mondo. E questa fede, questa facoltà d'immedesimarsi +nella Patria, come in un pensiero vivente destinato a svolgersi +nell'indefinito dei tempi, questa potenza d'amore che abbracci +in uno, passato, presente e futuro d'Italia, questa coscienza d'esser +ministri a una Tradizione di grandezza iniziata da Dio e che <i>deve</i>, attraverso +ogni ostacolo, continuare nella vittoria—questa fede, un +raggio della quale fu dato, sullo spirare dell'ultimo secolo, alla Francia +repubblicana e bastò a farla più forte di tutta l'Europa congiurata +a' suoi danni, manca tuttavia agli Italiani. La coscienza della forza +<i>collettiva</i> ch'è in essi e la fiducia ch'esercita sulle moltitudini una +<i>idea</i> grande e vera, rappresentata in azione da un'ardita <i>iniziativa</i>—spente +in Italia, fin dal XVII secolo, dal materialismo che fa centro +dell'<i>io</i>—non sono finora rinate. Uomini che, guidati da un capo in +cui s'era incarnato un <i>momento</i> di quella coscienza e di quella fiducia, +videro dissolversi, senza combattere, tutto un esercito davanti +ad essi, s'arretrano incerti, fra calcoli che dicono <i>pratici</i>, e nei quali +non entra il <i>pensiero</i>, davanti a poche centinaja di birri o a poche +migliaja di soldati, nell'anima dei quali freme appunto quel <i>pensiero</i> +ch'essi, perchè sfugge ai <i>sensi</i>, trascurano. Altri—arrossisco <i>scrivendolo</i>—guardano +anch'oggi, lieti d'una speranza che disonora, alle +agitazioni e all'iniziativa possibile della Francia come ad áncora di +salute. Guardava la Francia del 1792—quando, come voi, non aveva +che venticinque milioni di popolo ed era minacciata da nemici interni +ed esterni—all'Italia?</p> + +<p>Non guardava; e fu grande e vinse per questo. Guardava in sè, +nella bandiera della Nazione; pensava al dovere di reggerla incontaminata +e di salvare, non foss'altro, l'onore. E il nostro onore, o +Italiani, è macchiato: macchiato di fresca macchia ad ogni ora. Finchè +Roma è in mano d'altrui, e soltanto perchè un imperatore straniero +ha detto: <i>voi non l'avrete</i>, ciascuno di noi dovrebbe non osare +di guardare in volto un cittadino di terra libera: quel cittadino non +può stimarci. Se gli uomini che hanno in Italia il <i>potere</i> non hanno +più anima per sentire questa tristissima verità, e possono discuter +tranquilli una economia d'alcune migliaja di lire o la scelta d'un +bibliotecario, tal sia di loro; ma la sentano i giovani e conquistino, +a purificarlo, quel <i>potere</i>, che dovrebb'essere una santa missione, ed +è oggi inutile impotente menzogna.</p> + +<p>L'Italia è forte: essa può provvedere libera e secura alla propria +<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span> +vita nazionale, senza calcolo d'interventi stranieri o di leghe monarchiche +avverse. Essa non dovrebbe, nel compimento del Dovere, arretrarsi +davanti ad alcuna minaccia: nessuno, a ogni modo, checchè +essa muti ne' suoi ordini interni, le farà guerra. L'Impero di Francia +è condannato e lo sa: gli è necessario concentrare le forze a prolungare +di qualche anno o di qualche mese una incerta combattuta +esistenza: l'<i>iniziativa</i> Italiana determinerebbe in Francia la crisi suprema. +L'Impero d'Austria si dibatte fra le esigenze minacciose delle +diverse <i>nazionalità</i> che lo compongono, e alle quali le concessioni forzate +all'Ungheria hanno dato, aggiunta al diritto, opportunità. L'Italia, è +d'uopo ripeterlo, ha due onnipotenti elementi di forza in pugno che +l'assicurano, non solamente d'una assoluta indipendenza ne' suoi +moti, ma del primato morale in Europa: l'Alleanza Slava e la questione +d'Oriente. Un Governo Nazionale Italiano stringerebbe in un +mese la prima, ajutando, attraverso l'Adriatico, gli Slavi meridionali +a costituirsi, liberi d'ogni giogo, da Cattaro e Zara ad Agram: e susciterebbe +la seconda, offrendosi amico, purchè si unissero in un disegno +di Confederazione, ai tre elementi, Ellenico, Slavo, Romano, +che dominano l'Impero Turco in Europa. Con armi siffatte, l'Italia +può, nei limiti del Diritto e del Giusto, osar ciò che vuole.</p> + +<p>E osare, in un paese dove le condizioni morali sono le accennate +poc'anzi, è virtù di supremo calcolo. Balilla, quando avventava il +sasso al soldato tedesco, Camillo Desmoulins, quando, in mezzo ad +una moltitudine inerme, gridava: <i>alla Bastiglia!</i>—i 250 insorti olandesi, +quando, muto, schiacciato il Paese, fuggiaschi essi medesimi e +sbattuti indietro dalla tempesta, s'impadronivano della piccola fortezza +di Brilla—erano, secondo ogni calcolo normale di guerra, +stolti; e nondimeno <i>iniziarono</i> l'emancipazione delle loro terre. Il +fanciullo genovese, gli altri citati e quanti iniziatori di grandi vittorie +potrei citare, non avevano numerato le armi, studiato le posizioni, +calcolato le forze nemiche; avevano tastato inconscî il polso al Paese, +avevano sentito nell'anima giunto il momento, e osarono.</p> + +<p>Oggi tra noi, popolo guasto pur troppo di materialismo, di scienza +machiavellica e di culto tributato alle apparenze della forza, è necessario +che il <i>fatto iniziatore</i> sorga di mezzo alle moltitudini d'una +importante città, e suoni vittoria. Ma ho fermo nell'animo che quando +quel primo fatto avrà luogo, sarà segnale a un ridestarsi italiano +che pochi, amici o nemici, sospettano.</p> + +<p>E a crear questo fatto basterebbe—anche di questo sono convinto—che +quanti si professano in una città seguaci della bandiera s'unissero +nella idea di crearlo; basterebbe che, deponendo ogni piccola +gara, ogni dissenso sul guidare o seguire, ogni cieca adorazione +o diffidenza di nomi, ogni pensiero di predicazione anticattolica, +d'apostolato scritto, fra classi che non possono leggere, di +riforme sociali impossibili coll'Instituzione che regge, d'ogni cosa che +smembra le forze e svia gli intelletti dall'unico segno, concentrassero +per brevi giorni tutte le potenze dell'anima intorno al disegno di riconquistar +coll'Azione <i>iniziativa</i> all'Italia; non avessero innanzi agli +occhî altra imagine che quella della Patria giacente nel disonore; +non sentissero che la vergogna del mai profferito dal Brenno moderno; +non avessero che un solo concetto, la necessità dell'<i>osare</i>; +non avessero che una parola sul labbro: <i>A Roma per la via che sola +vi mena</i>.</p> + +<p>A combattere intanto le stolte diffidenze, nudrite tuttavia da molti +sull'avvenire, giovi una dichiarazione, nella quale io credo potermi, +senza presumere, fare interprete del Partito. La stampa repubblicana +<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span> +fu finora troppo esclusivamente negativa, troppo paga a registrare le +colpe della Monarchia, troppo corriva ad accogliere come prova di +forza e d'estensione del Partito ogni manifestazione ch'abbia luogo +in Francia, in Ginevra o altrove, senza avvertire alle idee che vi si +esprimono. E quelle idee, profferite per avventatezza da uomini che +non sanno e credono audacia l'atteggiarsi a distruttori d'ogni cosa, +e da gente venduta celatamente ai Governi e addottrinata a spaventare +con esagerazioni la borghesia, sono con arte d'indegna calunnia +raccolte e additate ai poveri di spirito dalla stampa governativa come +idee del campo repubblicano e indizio dell'avvenire, se trionfasse.</p> + +<p>Per questo, e anzitutto per amore del Vero, è debito d'allontanare +ogni pericolo d'inconsulta imitazione fra noi; è tempo che la stampa +repubblicana assuma, più che oggi non ha, carattere severità, di sacerdozio +morale; è tempo ch'essa abbia, non solamente il coraggio +d'affrontare le ire e le persecuzioni monarchiche, ma quello assai più +difficile d'affrontare gli sdegni dei traviati fra i nostri, e la temuta +taccia di moderata dagli avventati che odiano e non sanno amare.</p> + +<p>Guerra al capitale, abolizione della proprietà, ostilità alla borghesia, +violazione d'obblighi assunti anteriormente dalla Nazione, crociata +contro i preti cattolici, terrore e vendetta, son grida insane, immorali, +di pochi selvaggi della politica, aborrite da quanti repubblicani +hanno senno e core: nessuno ha mai osato, nè oserà mai tentare di +tradurle in fatti; e chi lo tentasse, troverebbe in noi nemici più acerrimi +che non nei monarchici.</p> + +<p>I repubblicani sanno che il capitale rappresenta frutti accumulati +di lavoro; che la proprietà è il segno della missione trasformatrice +data all'uomo nel mondo materiale; che la borghesia scende dagli +artigiani dei nostri comuni repubblicani, emancipò l'Italia dai signori +feudali e arricchì il Paese e sè col lavoro; che, o non esiste Nazione, +o le generazioni sono solidali per gli obblighi legalmente assunti +sotto un diverso governo; che la coscienza è inviolabile e le credenze +religiose, se false o consunte, non possono combattersi se non con +tollerante e pacifico apostolato; che <i>terrorismo</i>, persecuzione e vendetta +sono armi di codardi o colpevoli, fatali a chi le adopra e da +lasciarsi ai governi fondati sull'arbitrio e sull'ingiustizia e cadenti.</p> + +<p>Il concetto della Repubblica tende a combattere, a scemare progressivamente +i <i>privilegi</i> politici o civili dati a una classe, il <i>monopolio</i>, +l'immobilizzazione dei capitali, il <i>concentramento</i> soverchio della +proprietà, l'ingiusto e fatale alla produzione accumularsi di tasse sulle +classi date all'industria, l'<i>immoralità</i> di speculazione, piaga crescente +e alimentata da una trista, corrotta politica governativa, l'<i>egoismo</i> +inevitabile d'una legislazione affidata alla nascita o al censo e sottratta +all'intervento delle classi che ad essa soggiacciono:—tende a +far sì che le classi s'affratellino in eguaglianza di doveri e diritti, di +protezione, di progresso, d'insegnamento:—che, per mezzo dell'<i>Associazione</i> +e d'ajuti dati dalle instituzioni, i capitali, che fanno possibile +il lavoro, si trovino nelle mani di chi deve compirlo:—che il +lavoro generi la Proprietà e la diffonda quindi al maggior numero +possibile di cittadini:—che <i>l'economia e l'aumento della produzione</i> +presiedano d'ora in poi al maneggio delle Finanze:—tende a sopprimere +<i>l'immobilità</i> in ogni Potere, a distribuire gli uffici a seconda +della capacità e della virtù, a dare coll'elezione coscienza a ogni cittadino +della missione ch'egli è chiamato a compire sulla terra ov'è +nato, a far mallevadori tutti delle opere loro, a conquistare—coll'onestà +delle convenzioni sulle terre, coll'interesse creato ai coltivatori +nel suolo che fecondano, colla moderazione delle tasse, con un +<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span> +sistema d'esazione sottratto agli arbitrî, coll'educazione data a tutte +le classi, colla moralità dell'amministrazione, col compimento della +Rivoluzione Nazionale—quel senso di securità pubblica, senza il +quale ogni progresso è inceppato o precario.</p> + +<p>Prima dell'azione o pendente l'azione, per un anno o per una settimana, +come i fati vorranno, urge che questo, ch'io rapidamente +accenno, sia soggetto d'ogni giorno alla nostra Stampa. I calunniatori +devono pagarsi da noi col disprezzo. Ma il popolo, al quale molti ricordi +della Repubblica francese suonano terrore e violenza, ha diritto +a sapere da noi quali intenzioni ci guidino, e bisogna insistervi.</p> + + +<h3>VI.</h3> + +<p>Ricapitolando il già detto:</p> + +<p>La Rivoluzione Italiana non è compita: la monarchia l'ha fermata +a mezzo!</p> + +<p>Bisogna compirla o perire: perire di lenta morte nella rovina economica, +o di violenta nell'anarchia: sperare che si stabiliscano, prima +d'averla compita, condizioni di normale securità pel Paese, è follìa +e i sintomi <i>crescenti</i> ogni giorno provano nella <i>realtà</i> ciò che la logica +insegna al <i>pensiero</i>.</p> + +<p>Roma; frontiere naturali; Patto Nazionale dettato da un'Assemblea +Costituente: sono le prime condizioni del compimento:</p> + +<p>Per uscire dall'inerzia e avviarsi al <i>fine</i>, è necessaria una <i>iniziativa</i>.</p> + +<p>L'<i>iniziativa</i> non può escire dalla monarchia: non può escire dal +Parlamento monarchico: non può dunque escir che dal <i>popolo</i>.</p> + +<p>Il Paese è maturo per accogliere e secondare il sorgere di questa +<i>iniziativa</i> popolare: il desiderio di un mutamento è universalmente +diffuso in esso.</p> + +<p>I due soli ostacoli che s'attraversino a quel desiderio, sono—incertezza +diffidente sull'avvenire, alimentata da una stampa calunniatrice—mancanza +di coscienza della propria forza.</p> + +<p>Bisogna vincere il primo ostacolo coll'apostolato, dichiarando ripetutamente +ciò che la Repubblica è e ciò ch'essa non è: separandosi +lealmente e coraggiosamente dagli amici che traviano, e respingendo +gli stolti concetti che sostituirebbero una tirannide all'altra.</p> + +<p>Il secondo ostacolo non può superarsi che coll'argomento col quale +il vecchio filosofo provava allo scettico l'esistenza del moto, coll'azione; +bisogna che una città provi, sorgendo e vincendo, al Paese +che <i>volendo si può</i>.</p> + +<p>L'<i>iniziativa</i> Italiana diventerebbe rapidamente, se diretta da uomini +che sapessero e osassero, iniziativa Europea.</p> + +<p>E scrivendo questa linea m'è impossibile non aggiungerne alcune +di sorpresa e lamento.</p> + +<p>L'orgoglio, quando si sperde intorno a misere ambizioncelle dell'<i>io</i> +e s'affatica a crear superiorità artificiali di ricchezza, di potenza o di +quella fama d'un giorno che Dante paragonava a un <i>color d'erba</i> che +<i>va e viene</i>, è colpa e meschina. Ma l'orgoglio raccolto intorno all'anima +dal ricordo dell'ultima parola dei martiri per una <i>idea</i>, dalla +voce profetica di tutta una tradizione religiosamente interrogata, da +una riverenza che adora ogni indizio di disegno provvidenziale, da un +immenso amore per la terra che vi fu culla, e ha le tombe dei vostri +più cari, da un senso di vita collettiva che abbraccia quanti vi +furono, sono e saranno più strettamente fratelli, dalla tacita eloquenza +d'una natura che si stende, privilegiata oltre ogni altra, intorno a noi +quasi mormorandoci: <i>siate grandi quant'io son bella</i>,—e versato sulla +<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span> +Patria, sulla Nazione nascente, sulla Bandiera, alla quale il mondo +guarda per vedere s'è bandiera di Popolo annunziatore o di gente +inutile, senza nome e senza missione—è cosa santa e pegno di grandezza +futura al Paese nel quale si mantiene perenne, coscienza e +fiamma alla vita. Sentono quest'orgoglio i nostri giovani, o l'hanno +sommerso nel disprezzo dell'<i>ideale</i>, al quale oggi li alletta un materialismo +che fu sempre conseguenza o preludio di servitù? A me +quest'orgoglio del nome italiano insuperbì nell'anima fin da quando, +nel silenzio comune e fra le mura d'una prigione, mi prostrai davanti +al pensiero d'una Italia repubblicana iniziatrice in Europa e giurai +fede alla sua bandiera. Come i figli della Polonia portavano con sè +nella proscrizione, quasi reliquia, una zolla della loro terra, portammo, +io e i miei amici, quel sacro pensiero con noi nell'esilio e lo serbammo +incontaminato per voi, o giovani, sperando che lo raccogliereste +in tempi migliori, quando vi sarebbe dato di tradurlo in fatto. +E oggi vi è dato. Oggi l'Europa è in tali condizioni, che a voi basta +il sorgere a compire, in nome d'un <i>principio</i> e affratellandovi arditamente +coi Popoli che v'aspettano, la vostra Rivoluzione Nazionale, +perchè la vostra Patria diventi iniziatrice d'un'Epoca e guidatrice +delle Nazioni sulla via del Progresso. Una dichiarazione di Principî, +dettata da Roma libera ai Popoli e appoggiata da due o tre atti ai +quali più volte accennai, darebbe all'Italia un Primato morale, che +da oltre a mezzo secolo è vacante in Europa.</p> + +<p>Se agli uomini che, invecchiati anzi tempo, si chiamano <i>pratici</i> +perchè hanno imparato a tacere, e <i>patrioti</i> perchè agli inevitabili errori +del povero Lanza antepongono le colpe subdole di Rattazzi, la +iniziativa italiana in Europa sembri folle utopia, poco monta. Ma i +giovani? I giovani delle Università e della classe educata alle lettere +e alle arti? I giovani che hanno in custodia nell'esercito la bandiera +della Nazione, e sanno di potere con un <i>fatto</i> collocarla all'antiguardo +d'Europa? I trentamila volontarî che dal Trentino all'estrema +Sicilia fecero battesimo del loro sangue all'Unità del Paese? I popolani +che, vergini d'anima e devoti per istinto non contaminato da +calcoli all'avvenire d'Italia, adorano la religione e la poesia dei grandi +ricordi? Son essi muti al pensiero della loro Patria fatta, da un atto +energico di volontà, prima tra le prime e centro di moto pel bene +alle Patrie sorelle? Sanno che dalla coscienza d'un alto <i>dovere</i>, d'una +solenne missione da compiersi move tutta una Educazione e che il +carattere d'una <i>iniziativa</i> determina tutta una lunga vita di Popolo? +Rammentano che, soltanto per quella coscienza, la vita di Roma fu +vita del mondo e che ciascuna delle nostre città repubblicane scrisse, +nel medio evo, una pagina di gloria e d'incivilimento nella storia +europea? Sentono in core l'immensa potenza che dovrebbe emergere +dalle cento città d'Italia unite ad un <i>fine</i>, e che il sorgere della Nazione +a guisa d'ancella sommessa, timida, incerta, tanto che il mondo +non si avveda neppur di quel sorgere, è—per essa—scadere? Se +gli Italiani possono guardare alle condizioni nelle quali versa oggi +l'Europa e non vedervi i segni di un'Epoca, che aspetta e accoglierebbe +con entusiasmo l'<i>iniziatore</i>, sono ciechi. E se lo vedono, ma +dicono a sè stessi: <i>altri può esserlo, noi non possiamo</i>—sono imbelli +e indegni davvero del nome che portano.</p> + +<p>No: gli Italiani non saranno nè ciechi nè imbelli. Ma ricordino che +dieci anni d'interruzione nel moto sono lungo periodo; che l'inerzia +genera l'inerzia; che la corruzione non combattuta ingigantisce rapidamente +e minaccia le sorgenti della vitalità; che le delusioni durate +per breve tempo irritano gli animi, durate a lungo li affogano +<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span> +nell'immoralità dello scetticismo; che gli uomini, anche maledicendo, +s'avvezzano a tollerare; che il disonore prolungato è la morte delle +Nazioni; che le popolazioni ineducate son facili ad accusare dei loro +mali, non l'interruzione della Rivoluzione, ma la Rivoluzione stessa; +che il <i>federalismo</i>, muto dieci anni addietro, accenna oggi a rivivere; +che gli indugi non fruttano ormai se non alle fazioni retrograde; e +quanto più si prolunga la resistenza a una crisi inevitabile, tanto più +la crisi riesce violenta e pregna di quei mali, ai quali sul cominciare +di questo scritto accennai.</p> + +<p>Comunque, quando l'<i>iniziativa</i> popolare s'assumerà il compimento +del moto Nazionale Italiano, importerà che si raggiunga il <i>fine</i> colla +maggiore rapidità e colla menoma violenza possibile. E le vie, se non +erro, son queste:</p> + +<p>Unità di bandiera. Isolare la questione di Roma; prefiggersi a programma +una battaglia col Papa-re: ricominciare imprese, generose +un tempo e feconde, impossibili attualmente e che non toccano se +non un termine del problema, è oggimai colpa più che follìa. L'emancipazione +di Roma—nè avrei mai creduto di doverlo ripetere—si +compie in Genova, Milano, Bologna, Torino, Firenze, Palermo e Napoli, +non altrove. L'Italia deve esser base secura d'operazione all'impresa. +Una frazione d'arditi non riescirebbe che a chiamare, prima +d'entrarvi, in Roma nuove forze francesi. A un fatto compito dalla +Nazione in armi, nessuno oserà mover guerra.</p> + +<p>Programma semplice, chiaro, puro da un lato di reticenze ed equivoci, +puro, dall'altro, d'ogni voce che accenni a sistemi non definiti +e molteplici, capaci quindi di false interpretazioni e di suscitare calunnie +e terrori. Le due parole aggiunte da molti in Francia alla parola +<i>repubblica</i>, inutili e senza valore pratico, hanno scisso il campo +e indugiato il lavoro d'emancipazione più ch'altri non pensa. Chi mai +può in oggi sognare d'una Repubblica fondata, come nell'antica Venezia, +sopra un patriziato che più non esiste? Chi può intendere l'Instituzione +repubblicana, se non come fatto anzi tutto sociale e mezzo +al rapido miglioramento delle misere condizioni economiche dei più +fra i produttori? Ma chi può, d'altra parte, esigere dichiarazioni solenni +di <i>socialismo</i>, prima d'aver detto a quale fra i tanti sistemi cozzanti +l'uno contro l'altro egli attribuisca quel nome? E a che varrebbe +l'accettazione di quella voce straniera, quando chi l'accetta la intende +probabilmente in modo diverso dal vostro? I soli pegni efficaci dell'avvenire +sociale invocato stanno nell'attiva predicazione delle idee +ragionevoli, desunte dal moto dell'Epoca e dai serî lavori di quanti +hanno cercato e cercano di definirlo: stanno nell'ordinarsi del Popolo +alla solenne espressione de' suoi più urgenti bisogni, nella scelta accurata +degli uomini chiamati a dirigere, nelle questioni proposte dagli +elettori ai membri dell'Assemblea, che dovrà dettare il Patto della +Nazione.</p> + +<p>Azione rapida e aperta di quanti credono necessario il compimento +dell'impresa nazionale, di quanti s'avvedono che il moto è veramente +di popolo destinato a vincere. Le incertezze, il tentennare, il fanciullesco +amor proprio di quei che indugiano a dar l'opera loro perchè +jeri non credevano venuto il momento, non impediscono lo svolgersi +dei fati, ma prolungano la crisi, irritano gli animi di quei che iniziano +e cacciano il germe di categorie funeste in futuro. La <i>legge dei +sospetti</i> in Francia ebbe origine dall'esistenza degli uomini <i>del dì +dopo</i>. Nei grandi rivolgimenti nazionali è concesso, se conseguenza +di convincimento, l'essere ostili, non l'esser tiepidi. Dove si tratta di +cose che involvono la salute del Paese, ogni uomo ha debito di combattere +<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span> +per impedire, o di secondare; e quando un fatto appare inevitabile, +unica via perchè assuma condizioni normali e s'inanelli alla +vita del Paese, è quella d'accentrarvisi intorno e giovarne il pronto +sviluppo: gli uomini o le classi, che per mal fondati sospetti o indegno +egoismo si ritraggono e lasciano un solo elemento a compirlo, +preparano gravi mali al Paese e a sè stessi.</p> + +<p>Scelta dei pochi—dacchè la Dittatura è, in una impresa di libertà, +illogica e pericolosa—chiamati a dirigere il moto fino al momento +in cui, raccolta la Costituente Nazionale, il Paese esca dalle condizioni +provvisorie e ripigli vita normale: da quella scelta e dai primi +atti di quel piccolo nucleo dipendono il carattere dell'<i>iniziativa</i> e +metà del successo. Di fede provata, d'immacolata onestà, d'intelletto +diritto e logico, di tranquilla pertinace energia, incapaci d'odio e di +spiriti di vendetta, quelli uomini devono <i>conoscere</i> le condizioni di +Europa e <i>sentire</i> la forza ch'è nell'Italia: devono esser capaci di +movere arditamente al <i>fine</i> senza guardare al di là del Paese; capaci +d'intendere che l'Europa governativa oserà s'essi titubano, rimarrà +inerte se si mostrano forti e decisi, capaci di sommovere i Popoli, se +i Governi s'atteggiassero a offesa o minaccia.</p> + +<p>Riunione di Commissioni numerose nelle diverse zone d'Italia chiamate +dai Municipî, dai Consigli locali e dai Delegati dell'Autorità +governativa, a dirigere inchieste sulle condizioni morali, civili, economiche +delle loro zone e preparare materiali ai lavori della futura +Assemblea. Commissioni siffatte gioveranno a rassicurare gli animi +sospettosi, a determinare il <i>fine</i> del moto Nazionale e a invigilare a +un tempo la condotta del Governo d'Insurrezione.</p> + +<p>Ma, e anzitutto, coscienza, negli <i>iniziatori</i>, dell'altezza e della santità +dell'Impresa. L'Italia e l'Europa devono avvedersi dal loro linguaggio +e dai loro primi atti che, sacerdoti del Dovere Nazionale, +essi sono <i>migliori</i> di quei ch'oggi lo violano o lo fraintendono: che +essi sono deliberati di vincere, ma non oltrepassando d'una linea la +condotta indispensabile alla vittoria: ch'essi combattono per l'onore +della Nazione e lo mantengono puro, incontaminato d'ogni macchia +d'odio, di vendetta, d'intolleranza: che vogliono fondare un Governo +morale e <i>sono</i> morali: che intendono a conquistare libertà di coscienza, +di parola, d'associazione, non per sè, ma per tutti: che intendono +a rivendicare le frontiere d'Italia, ma senza usurpar sulle +altrui: a riconquistar colla forza Roma, negata dalla forza alla Patria, +ma senza persecuzioni alle altrui credenze e lasciandone la vita +e la morte all'apostolato pacifico del pensiero: che amano quanti nascono +nella loro zona e si prefiggono di migliorare le condizioni dei +più, non di peggiorare quelle dei pochi: che, come aborrono dal monopolio +privilegiato d'una classe sulle altre, aborrono dall'antagonismo +tra classe e classe: che la loro è bandiera d'associazione, non di risse +civili: che sorgono a compire una Rivoluzione Nazionale interrotta, +non a ricominciarla o perpetuarla.</p> + +<p>A questi patti s'ha diritto di vincere: a questi patti si vince.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><span class="big"><a name="AI_MIEI_FRATELLI_REPUBBLICANI" id="AI_MIEI_FRATELLI_REPUBBLICANI"></a>AI MIEI FRATELLI REPUBBLICANI</span><br /><br /> +DOPO LA PRIGIONIA DI GAETA<a name="FNanchor_154_154" id="FNanchor_154_154"></a> +<a href="#Footnote_154_154" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[154]</span></a> +</h2> + +<p>Io devo, dopo oltre a due mesi di silenzio forzato, una parola sul +passato e sulle condizioni presenti al Partito: e questa parola deve +esser libera d'ogni riguardo fuorchè all'amor del vero.</p> + +<p>Il Partito ha, negli ultimi tempi, tradito il debito proprio, e con +esso i fati del Paese.</p> + +<p>Il dolore, ch'io sento profondo nello scrivere queste affermazioni, +deve essermi scusa all'acerba franchezza.</p> + +<p>Primo debito d'un Partito che professa una fede, dal cui trionfo +dipendono l'onore e la grandezza della Nazione, è quello di non illudere +sè stesso e altrui intorno alle proprie forze e alle proprie intenzioni. +Il Partito ha violato quest'obbligo: ed è quindi scaduto, nè può +risorgere se non facendone ammenda e accogliendo, senza ribellione +d'amor proprio da qualunque sia proferita, la verità.</p> + +<p>Dopo Mentana, dopo il rinnovamento della Convenzione, dopo fatti +governativi, turpi oltre ogni dire, di persecuzione e corruttela; dopo +avere da un lato calcolato il danno, che scendeva inesorabile dal sistema +regnante all'educazione morale e alle condizioni materiali del +Paese, ed esplorato dall'altro com'io potea le forze ordinate del Partito +e le tendenze generali delle popolazioni d'Italia, dissi agl'influenti +che rappresentavano nelle diverse zone i repubblicani, ch'io credeva +fosse giunto il momento di sostituire al periodo dell'apostolato un +periodo d'azione, e che, secondo un mio convincimento radicato in +me tuttavia, una forte e vittoriosa iniziativa sopra uno o due punti +strategicamente e moralmente importanti basterebbe a sfasciare una +Instituzione, che non aveva omai nè intelletto, nè ardire di fede in sè, +nè prestigio d'illusioni, nè fiducia de' suoi, nè compattezza d'esercito. +E dissi ad un tempo che l'azione, santa pel <i>fine</i> e provocata dalle +circostanze, diventerebbe nondimeno immorale, creando pericoli e +sacrificî senza speranza, se chi doveva iniziarla non si sentisse forte +di determinazione e moralmente convinto di poter vincere.</p> + +<p>Io chiedeva risposta sincera e che non soggiacesse menomamente +a influenza mia o d'altro individuo qualunque.</p> + +<p>Mi fu detto: <i>siamo concordi con voi: possiamo e vogliamo</i>. E mi +recai in Italia per ajutare i preparativi supremi e assumermi la parte +di pericolo che mi spettava.</p> + +<p>Allora cominciò un periodo d'esitazioni, di tentennamenti, di diffidenze +<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span> +reciproche, di paure e d'errori, ch'io non vorrei per tutte le +felicità terrestri ritraversare, e dal quale raccolsi che il Partito non +era maturo per forti fatti, nè educato finora alla coscienza della propria +missione e della propria potenza.</p> + +<p>Io non ridirò una storia che i più tra quelli pei quali scrivo conoscono, +ma ne accennerò i sommi capi.—Uomini tra i più prodi in +battaglie già iniziate affacciarono, troppo tardi e quando la parola +d'azione era già corsa nelle file, la necessità d'aspettare una opportunità +che creasse agitazione di piazza nel popolo; ed io pure preferiva +quel metodo, ma chiedeva al Partito di creare esso medesimo, +con radunanze per le tasse, per Roma o per altro, quell'agitazione: +ed essi volevano aspettarla impreveduta e di altrove. Le opportunità +inaspettate sorsero, sorsero due o tre volte; ma le città che dovevano +afferrarle rapide come il ciuffo della Fortuna, e lo avevano promesso, +mandavano allora a ottenere promesse di seguire, già più volte date, +dall'altre, e le opportunità passavano. Altri, scambiando il problema +d'insurrezione, che deve fondarsi su tendenze accertate nelle moltitudini, +in un problema di guerra, chiedevano materiale, ordini, capi, +disegni strategici senza fine.—Tutte le città si dichiaravano pronte, +anelanti a seguire, nessuna a iniziare: intere zone, che in altri tempi +sollevavano la bandiera, non sospettavano neanche che si potesse +dire ad esse: <i>due milioni d'uomini bastano sempre, se vogliono, ad +esser seguiti</i>: e la possibilità del moto si riduceva quindi a due o tre +luoghi determinati. E da quei luoghi, gli uni parlavano ad ogni tratto +di <i>fare</i> in qualunque modo, gli altri ricusavano tutti i modi proposti +senza determinarne migliori. Poi, conseguenza inevitabile, si separavano, +s'aspreggiavano, con diffidenza esagerata, gli uni cogli altri, +invece d'intendersi e discutere con amore. Ebbi promesse di fatti +complessivi importanti che sommarono in nulla o si ridussero a ebullizioni +di bande o sommosse disapprovate da me, che pur tradivano +l'elemento vulcanico latente, ma che invece somministravano argomento +d'inerzia a chi non sapeva osare. E gli uomini noti e consenzienti +con noi, in Parlamento e fuori, la cui azione insieme alla nostra +avrebbe assicurato il successo, rimanevano inerti per poi dirci: <i>vedete +che non potete riescire</i>. Finchè, disperato non del fare o non fare, ma +del disfarsi del partito nei continui annunzî di fatti che non si ottenevano, +m'avviai dove pure s'era solennemente promessa azione immediata, +e fui preso.</p> + +<p>E mentre ero in Gaeta si svolse più sempre la guerra che, sottraendoci +il solo temuto nemico, ci lasciava padroni dei nostri fati: +venne la settimana di tentennamenti, di ordini e contr'ordini governativi +nella mossa su Roma: venne la caduta di Luigi Napoleone e +la proclamazione della Repubblica; e nulla si fece, e la promessa +data pubblicamente dai patrioti genovesi alla Francia, che l'Italia, +s'essa sorgesse a Repubblica, la seguirebbe, si ridusse allo schierarsi +di un pugno di volontarî sotto la bandiera francese, come se la inspirazione +repubblicana dovesse, fatalmente, essere muta in Italia, o +l'ajuto d'una Nazione fatta anch'essa Repubblica non dovesse riescire +ben altrimenti efficace.</p> + +<p>È forza il dirlo: il popolo è in Italia maturo: gl'influenti chiamati +naturalmente a guidarlo, nol sono; mancarono e mancano, prodi +come pur sono in campo, del coraggio <i>morale</i>, che solo crea le Nazioni: +della fede che vien dall'amore; del culto al <i>principio</i>; dell'intuizione +che rivela la forza latente e presta a suscitarsi nel popolo. +Non è in essi finora virtù <i>iniziatrice</i>.</p> + +<p>Intanto la situazione è mutata.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span></p> +<p>La caduta dell'Impero e la presunzione mal fondata, pur troppo +che noi ne profitteremmo, ha spinto la monarchia verso Roma. Guasta, +sviata, profanata com'è, Roma, fatta città italiana, è oggi, in virtù +del passato e dell'avvenire, centro, perno, anima della Nazione. Nessuna +grande questione può oggimai sciogliersi senza prima accertare +quale sarà la condotta di Roma. E inoltre, l'iniziativa, abdicata dai +nostri, spetta oggi al Governo: a' suoi errori, alle sue transazioni col +Papato, al suo resistere agli istinti della Nazione. È d'uopo attenderne +le decisioni manifestate, e prendere norma dalla sua condotta. +Chiaritosi incapace di crearsi la propria opportunità per agire, il +Partito l'aspetterà inevitabilmente da essa.</p> + +<p>L'attività del Partito deve ora concentrarsi in gran parte su Roma, +a infondere in essa il Pensiero italiano ch'essa deve rappresentare +nel mondo; a richiamarla alle grandi sue tradizioni; a darle coscienza +di ciò che la Nazione aspetta da essa; a rendere impossibile ogni +vita del Papato fra le sue mura.</p> + +<p>Un'agitazione pubblica dovrebbe iniziarsi con adunanze tenute in +ogni città per sancire che da Roma deve escire, consecrazione della +nuova vita della Metropoli, per opera d'un'Assemblea Costituente convocata +dal suffragio universale, <span class="smcap">Il Patto Nazionale Italiano</span>.</p> + +<p>Ogni agitazione, che sorgesse tendente all'abolizione del Giuramento +o d'altra qualunque esclusiva guarentigia monarchica, dovrebbe +essere secondata.</p> + +<p>E mentre l'ajuto dato a tutte le agitazioni miranti a chiarire la +radicale opposizione esistente fra la monarchia e il progresso libero +della Nazione creerebbe presto o tardi l'opportunità all'Azione popolare, +unica via per la quale può risolversi il problema vitale, il lavoro +ordinato dei nostri dovrebbe rafforzarsi e preparare più sempre l'elemento +destinato ad afferrare quella opportunità inevitabile.</p> + +<p>L'<i>Alleanza Repubblicana</i> deve tendere a moltiplicare i suoi nuclei—ad +ajutare la stampa repubblicana e diffonderla nell'Esercito—ad +affratellarsi più sempre colle Associazioni Operaje—ad evangelizzare, +contro le calunnie e le stolte paure, ciò che la Repubblica è +e ciò che non è—a educare i suoi a rinnegare il pregiudizio monarchico, +che limita la possibilità di una iniziativa a tre o quattro città +principali, e peggio, all'azione d'uno o d'altro individuo qualunque ei +siasi—ad avvezzarli a sentire che se la disciplina è virtù essenziale +d'ogni ordinamento finchè l'opportunità non è sorta, l'osare è virtù +suprema di popolo quando è sorta, e mezzo sicuro di trascinare i +capi che tentennano soltanto perchè diffidano—e a dirigere, senza +inutili e funeste congiure, un assiduo apostolato di principî fra le +file dell'Esercito Nazionale, dove abbonda più che generalmente non +è creduto l'elemento italiano, ove aumentano ad ogni ora le cagioni +del malcontento, ed è vivamente sentito il disonore che paci vergognose +e guerre tradite hanno versato sulla bandiera.</p> + +<p>È questo il dovere dell'oggi: al resto provvederanno Dio, i fati +assegnati all'Italia e gli errori inevitabili della monarchia.</p> + +<p>Noi fummo inferiori ai nostri propositi e alle circostanze: ma questo +sentimento deve spronarci al meglio e a correggere i vizî che sono +in noi, non a prostrarci nel dubbio e in una inerzia colpevole. Vive in +voi pur sempre la forza, che non abbiam saputo dirigere al <i>fine</i>.</p> + +<p>Ma in questo nuovo periodo di lavoro, voi, è necessario ch'io lo +dica, non potete, fratelli miei, avermi oggimai compagno d'ogni ora, +corrispondente assiduo con ogni nucleo, consigliero in ogni piccola +difficoltà. Vostro e della Sacra Causa alla quale giurammo è questo +logoro avanzo di vita ch'io ho.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span></p> +<p>Voi mi conoscete abbastanza per sapere che l'opportunità, dove +sorga me vivo, non mi troverà lontano, e che voi non farete opera +decisiva e degna di voi, senza ch'io mi trovi con voi l'ora prima o +l'ora nella quale agirete. Ma sono inoltrato negli anni, infiacchito nella +salute e incerto, pur troppo, pei fatti e le delusioni dell'ultimo periodo, +dell'avvenire immediato. Sento il dovere di tentare di giovare +all'educazione di quei che di certo opereranno nel futuro, degli operaî +segnatamente, ch'io amo, e che hanno in sè gran parte dei fati italiani, +scrivendo per essi tutti pubblicamente e con qualche lavoro +politico-storico, impossibile finchè ogni minuto del mio tempo è assorbito +da una corrispondenza con quanti professano la mia fede +concernente i menomi particolari d'un ordinamento segreto, inutile +se non conduce all'azione, facile ormai se spirito d'azione è in voi.</p> + +<p>Norme, metodo, fine, tutto in questo ordinamento fu da lungo determinato.</p> + +<p>Voi non avete oggimai bisogno giornaliero di consigli, nei quali io +non potrei ripetervi se non cose dette e ridette. Nè avete bisogno da +me o da altri di sprone: se lo aveste, sareste indegni della Causa +che propugnate; sprone d'ogni ora deve esservi lo spettacolo della +vostra Patria com'è oggi, e la coscienza di ciò che un Governo nazionale +davvero potrebbe farla.</p> + +<p>Non v'aspettate dunque da me contatto regolare e moltiplicato: e +nessuno s'offenda del mio silenzio. Sento per me impossibile la continuazione +d'un lavoro, che non sarebbe se non ripetizione, probabilmente +sterile, del passato.</p> + +<p>Lavorate soli e tempratevi a forti <i>fatti</i> come siete oggi temprati a +nobili <i>desiderî</i>. Io saprò dei progressi che voi compirete, e voi udrete +di tempo in tempo la mia voce a dire a tutti quel tanto di vero essenziale +che mi parrà d'intravedere.</p> + +<p>Poi, se vorrete e vivrò, m'avrete compagno nell'<i>azione</i>. Prepararla +è còmpito vostro: còmpito mio è prepararmi a morire degnamente +con voi e per voi, quando sentirete di potermi dire, senza illudervi +e illudermi: <i>l'ora è suonata</i>.—Addio.</p> + +<p class="date"><i>5 novembre 1870.</i></p> +<p class="sig"><span style="margin-right: 6%">Vostro</span><br /> +<span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span></p> +<h2 class="lighter ss"><a name="LA_GUERRA_FRANCO-GERMANICA155" id="LA_GUERRA_FRANCO-GERMANICA155"></a>LA GUERRA FRANCO-GERMANICA<a name="FNanchor_155_155" id="FNanchor_155_155"></a> +<a href="#Footnote_155_155" class="fnanchor"><span style="font-family: serif; font-size: 60%; vertical-align: top">[155]</span></a></h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p>La guerra Franco-Germanica è una <i>espiazione</i> per la Francia e un +grave <i>insegnamento</i> per noi: è la prova, nella sfera dei <i>fatti</i>, d'una +verità che proferimmo noi primi e che, se riconosciuta e accettata, +modificherebbe il punto di mossa degli intelletti dati agli studî storici, +emanciperebbe gli animi da un errore che fu negli ultimi cento +anni fatale, e susciterebbe a nuova direzione di attività la coscienza +dei popoli.</p> + +<p>Nel tumultuoso affannarsi delle menti intorno alle vicende d'una +guerra non impreveduta, ma pregna d'impreveduti rapidi eventi, la +necessità di desumere imparzialmente dalla grave sciagura europea +le lezioni che covano in ogni grande sciagura e ne formano il +solo compenso, fu dimenticata. L'osservazione giornaliera fu inevitabilmente +superficiale e assunse colore di parte. Gli uni si fecero +esclusivamente francesi, gli altri esclusivamente germanici: taluni +parteggianti per la Germania fino a Sedan, cominciarono d'allora +in poi a parteggiare per la Francia, dimenticando che la guerra, provocata +da Luigi Napoleone, doveva, iniziata una volta, assumere carattere +di guerra tra due Nazioni e che ogni guerra ha per intento, +non il vincere, ma l'ottenere <i>condizioni</i> di pace che sopprimano la +necessità di combattere e vincere una seconda volta. Udimmo, da un +lato, citazioni di ricordi storici a provare le ripetute offese alla Germania +e le usurpazioni territoriali consumate o tentate in passato +dalla Francia, come se tutte quasi le Nazioni non fossero state nel +loro sviluppo egualmente colpevoli e la famiglia teutonica non possedesse +anch'oggi tutta una considerevole zona usurpata su popolazioni +slave, italiane, magiare;—dall'altro, parole stoltamente concitate +sulle bombe gittate in Parigi, come se i soldati di Francia non +avessero ventidue anni addietro bombardato Roma e non fossero +presti, ove la fortuna arridesse, a bombardare Berlino; parole anche +più stolte di Barbari e di <i>nuovi Unni</i> avventate ai Tedeschi per pochi +fatti isolati inevitabili in una guerra combattuta fra quasi due milioni +d'uomini in armi e quando le norme generali date dal comando +germanico furono innegabilmente norme di battaglia leale, generosa +talora. Ogni guerra è duello più o meno feroce. L'Europa deve rimproverare +sè medesima se invece d'affrettarsi, coll'abolizione delle +dinastie, la confederazione repubblicana dei popoli e una Instituzione +internazionale di Arbitri in tutte contese, a sopprimerne le cagioni, +è condannata a guaire inerte e impotente sui mali che ne derivano +e proferire insani aforismi sui beneficî d'una pace perpetua impossibile +<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span> +finchè i popoli non sono ordinati in assetto fondato sul Giusto +e sulle naturali tendenze. Ma fino a quel giorno, ciascuno dei combattenti +ha <i>dovere</i>, in nome della propria Nazione, di vincere; e se, +per riverenza a una cattedrale o a una galleria, l'esercito germanico +avesse rispettato Strasburgo e Parigi o ripassato, pago d'aver vinto +a Sedan, la frontiera, cinquecentomila tra vedove e madri in pianto +avrebbero avuto il diritto di dirgli: «Noi v'abbiamo dato la vita dei +mariti e dei figli, non perchè l'orgoglio germanico fosse accarezzato +dalla vittoria, ma perchè si conquistassero pegni di non dovere +ripetere sacrifizî siffatti nell'avvenire.»</p> + +<p>Altri, non sapendo darsi ragione dei subiti e continui rovesci toccati +all'armi, riputate invincibili, della Francia, travolsero il proprio +intelletto e l'altrui nel falso sistema storico che, nel secolo XVIII, +attribuiva, duce Voltaire, i grandi eventi alle piccole cause: idearono +tradimenti deliberati dove il tradimento non aveva scopo possibile e +avrebbe infamato senza pro il traditore: mutarono in colpe premeditate, +in disegni architettati da lungo, tra i nemici d'ogni libertà, +errori ch'escirono da una fiacchezza frutto delle condizioni generali +di Francia: spiegarono i più decisivi risultati della guerra con una +inferiorità, non esistente, nell'armi, con un menomo errore di tattica +di un generale, con un indugio di pochi giorni in una mossa strategica: +incolparono i capi della difesa di Parigi perchè non ruppero +con un vigoroso assalto la cinta d'assedio, quando oggi sappiamo che +ogni vigore di battaglia era impossibile cogli elementi dei quali la +difesa poteva disporre e di fronte all'assioma strategico che non si +vince un potente esercito ordinato ad assedio se non armonizzando +le mosse interne con quello di forze esterne sempre lontane, sempre +respinte e disfatte nei loro tentativi per avvicinarsi: pensarono che +<i>se</i> agli uomini preposti alla Difesa Nazionale si fossero sostituiti due +o tre agitatori violenti, la Francia avrebbe rinnovato i miracoli del +1792 e respinto da sè, come il vulcano fa della lava, l'invasore straniero: +dimenticarono che, maturo per forti fatti un paese, i capi non +mancano mai—che sola la <i>insurrezione nazionale</i> poteva salvare la +Francia—che in una guerra di nazione come quella della Spagna +nel 1808, della Grecia nel 1821, della Francia nel 1792, il tradimento +compito in un punto non soffoca il moto sugli altri—e che la rivoluzione +dell'ultimo secolo ebbe traditori, defezioni, ribellioni interne, +dissolvimento d'esercito, clero e patriziato nemici, città di frontiera +conquistate dallo straniero, e non cadde per forza altrui: morì suicida, +quand'era al sommo della vittoria.</p> + +<p>Alle due cagioni di errori accennate s'aggiunse, a mezzo alla guerra, +una terza e la più potente coi nostri: il fascino esercitato dalla parola +<i>Repubblica</i>. Da quando quella parola fu proferita come formula +di Governo in Parigi, i giudizî mutarono: la guerra diventò, per le +anime più santamente bollenti di culto all'<i>idea</i>, guerra non di nazioni +contendenti per sicurezza o incremento territoriale, ma di <i>principî</i>, +di libertà repubblicana contro la monarchia invaditrice. E d'allora +in poi si falsarono più sempre i giudizî sui fatti: ogni mossa +germanica innanzi parve delitto: ogni necessità inseparabile dalla +contesa, ferocia gratuita; ogni esigenza d'un popolo irritato o sospettoso +del futuro, vendetta regia. Il vecchio prestigio rivisse tacitamente +nei cuori: l'antica speranza che dalla terra accettata da tutti per +lunghi anni come iniziatrice di progresso all'Europa partisse finalmente +il segnale di rimettersi in via rialbeggiò nella mente dei migliori +tra i nostri giovani. La formazione del campo Italiano, che fu +poi l'esercito dei Vosgi, ebbe luogo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span></p> +<p>Gloria a quei giovani, a quei che diedero la vita e a quei che l'offrirono! +Speranza della nostra terra e della nostra fede, essi meritano da +noi tutti amore e riconoscenza. La più splendida pagina della guerra, +solenne di fratellanza e di solidarietà dei popoli nel futuro, fu scritta da +essi e segnata, come s'addice a uomini che sentono l'unità umana nell'accordo +tra il <i>pensiero</i> e l'<i>azione</i>, col sangue. E quella pagina, lezione +profonda alla Francia, dirà per quanto duri la storia: «<i>voi, quando +eravate ancora alteri d'una bandiera repubblicana, lasciaste ch'altri +vi trascinasse a sgozzare la nostra Repubblica in Roma; i repubblicani +d'Italia accorrono a morir per la vostra</i>.» È vendetta nobile +e repubblicana davvero; e Dio vi benedica, o giovani, per averla +compita. Non è colpa vostra se non poteste, facendo altro, porger più +valido ajuto alla fede nostra e alla Francia.</p> + +<p>Ma la condotta di quei prodi non deve traviare il nostro giudizio +dei fatti. La guerra Franco-Germanica non è guerra di <i>principî</i>. Posteriore +ad essa, la Repubblica non sorse in Francia voto spontaneo +e deliberato di popolo che si leva in nome dell'eterno Dovere ad affermare +la propria libertà ed il proprio diritto di non aver padrone +da Dio e dalla sua Legge Morale infuori: fu conseguenza di <i>fatto</i>, escita +dalla situazione, dalla codarda abdicazione di Luigi Napoleone e dall'assenza +d'ogni altro Governo: collocò, sorgendo, le sue speranze, non +nelle forze vive e nell'energia del paese, ma negli ajuti impossibili +delle potenze neutre; e a blandirle, ad addormentarne i timori, celò +quanto più potè il <i>principio</i> sotto l'intento della Difesa; scelse a +primo rappresentante inviato a <i>ogni</i> corte, poco monta se dispotica +o no, l'uomo della monarchia orleanista come Instituzione, del <i>napoleonismo</i> +come sistema; evitò di raccogliere un'Assemblea che, convocata +nei primi giorni del mutamento, avrebbe di certo inaugurato +una politica repubblicana e si astenne dal dire in un Manifesto ai +popoli dell'Europa: <i>la Repubblica, annullando il plebiscito che gettò la +Francia ai piedi d'un usurpatore, annulla tutti i plebisciti intermedi, +ripudia gli atti internazionali del periodo bonapartista, riannette la +propria tradizione politica col 1792 e col 1848, rinnega solennemente +ogni idea di conquista ed è presta, occorrendo e chiedendo reciprocità +d'obblighi, a combattere per l'unità territoriale Germanica contro ogni +straniero che tentasse impedirla</i>. Bismarck, uomo, come Cavour, di <i>tendenze</i> +e non di <i>principî</i>, veneratore come lui della Forza e dei <i>fatti</i>, +più avveduto di lui e consapevole della potenza che vive nella patria +Germanica più assai che Cavour non era di quella che freme latente +in Italia, non guerreggia contro la Repubblica nella quale ei crede +d'intravedere una sorgente di debolezza pel popolo rivale, ma contro +la Francia e per creare con nuovi acquisti una sorgente di perenne +influenza alla Prussia. La Germania combatte, su via non buona, per +la <i>nazionalità</i> minacciata in essa dal <i>cesarismo</i> ch'essa crede, esageratamente, +incarnato tuttora nel popolo Francese. E noi abbiamo debito +e diritto di dirle che, come noi Italiani c'illudemmo, essa s'illude, +e che la Prussia monarchica potrà darle la <i>forma</i> non l'<i>anima</i> dell'Unità, +il simbolo materiale, non la <i>vita</i> della Nazione: possiamo +dirle che il mancare di generosità nel vincere dimezza il merito e i +frutti della vittoria—che l'impadronirsi, senza libero voto dei cittadini, +d'una zona di territorio, perchè la Francia vincitrice avrebbe +<i>forse</i> fatto lo stesso, è tristo insegnamento di libertà al popolo che +compie quel fatto e somma a ripetere l'immorale consiglio dato a noi +talora dagli uomini del <i>terrore</i>: «siate intolleranti e feroci perchè i +nemici d'ogni libero progresso son tali»—che l'annettere oggi, +per via di conquista, quella zona alla Germania è un decretare inevitabile +<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span> +fra pochi anni una seconda guerra tra le due Nazioni e creare +anzi tratto, come fece l'Austria usurpando il Lombardo-Veneto, +una base e un potente ajuto al nemico che tra due popoli forti di +37 o 40 milioni d'uomini i metodi di guerra attuale non concedono +altra barriera che i petti dei combattenti, la scienza dei capi, i mezzi +finanziarî e l'ardire—che i Pirenei e le Alpi si valicano dagli eserciti +e le linee di monti, tremende all'invasore nell'interno delle +terre invase, non furono mai nè saranno, se collocare sulla frontiera, +ostacolo all'invasore; ma non possiamo, senza ingiustizia e follia, +parlar di crociata repubblicana contro una brutale tirannide e avventare +il nome di <i>barbaro</i> a chi, padrone d'imporre o di minacciare, +lascia compiersi libere<a name="FNanchor_156_156" id="FNanchor_156_156"></a><a href="#Footnote_156_156" class="fnanchor">[156]</a> le elezioni e raccogliersi un'Assemblea +che potrebbe, volendo, in nome della <a name="Repubblica" id="Repubblica"></a> +<ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Republica'">Repubblica</ins>, respingere le proposte +e romper guerra domani. La Repubblica è per noi cosa santa; +ma il nome solo non basta; e il <i>feticismo</i> non è Religione. Dal Governo, +con qualunque nome si chiami, il cui Delegato dichiara, quasi +parodia del <i>giammai</i> di Rouher: <i>abitanti di Nizza, voi appartenete +da oggi in poi alla Francia</i>, ed esilia, come <i>nemico dell'integrità +territoriale Francese</i>, un cittadino che scrive con tendenze italiane +un articolo di giornale, non escirà l'<i>iniziativa</i> della Repubblica universale. +Se pensassimo altrimenti, non detteremmo articoli per <i>La +Roma del Popolo</i>: saremmo noi pure in Francia.</p> + +<p>Ad annuvolare intanto più sempre le menti, taluni gemono terrori +sull'avvenire e intravedono nella sconfitta della Francia l'agonia della +razza Latina, nella vittoria Prussiana il cominciamento d'una nuova +èra di <i>militarismo</i>, nel destarsi dal <i>pensiero</i> all'<i>azione</i> della razza +Germanica una prepotente invasione di Teutoni; e dietro ad essi la +Russia, lo <span class="smcap">Tsar</span>: terrori vani e argomento di pregiudizî e di considerazioni +superficiali politiche. Quei profeti di sventura all'Europa +dimenticano che l'<i>espiazione</i> ritempra; che la Francia, rinsavita dall'errore +che una missione compita dia privilegio d'iniziativa perenne +nello svolgersi dei fati d'un mondo, risorgerà più pura e più forte +alla ricerca d'una nuova missione in un senso d'eguaglianza colle +Nazioni sorelle; che una razza non more perchè la fiaccola irradiatrice +delle vie del futuro trapassa d'epoca in epoca da uno ad altro +dei popoli che la compongono: dimenticano che la civiltà Latina +parve sparita, spenta per sempre nel V secolo e rivisse, col Papato, +coi Comuni, coll'Arte, coll'Industria, colle Colonie, più potente di +prima; che il principato, il materialismo e l'intervento cercato o servilmente +accettato dallo straniero, sotterrarono, nel XVII, l'anima delle +città italiane e che quelle anime spinte sotterra si confusero lentamente +in una ed emergono oggi dal loro sepolcro di trecento anni +chiamandosi <span class="smcap">Italia</span>; che Roma è il sacrario della razza Latina, che +da Roma escì due volte la <i>parola</i> unificatrice del mondo e che se +prima Roma non è sommersa nel Tevere, la missione Latina vivrà +eternamente trasformata e trasformatrice; dimenticano che un esercito +di cittadini non fonda <i>militarismo</i> durevole; che <i>tutti</i> i cittadini +entrano, in Germania, per tre anni nell'esercito attivo; che le questioni +di politica interna rivivranno tra essi, dopo la pace, tanto più +fervide quanto più quei cittadini soldati hanno conquistato col sacrifizio +e colla vittoria coscienza di diritto e potenza; che il tedesco è +popolo di pensatori e che il <i>pensiero</i> guida oggi inevitabilmente, dopo +<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span> +brevi traviamenti, a repubblica: dimenticano che lo Tsar è un fantasma +forte soltanto, come lo fu Luigi Napoleone, delle altrui paure +e dell'assenza d'una saggia e morale dottrina politica nei Gabinetti +Monarchici; che il primo popolo capace d'averla, limiterà l'azione +possibile della Russia all'Asia dove può esercitarsi benefica; che +la metà delle popolazioni Slave-Polacche, Ceke, Serbo-Illiriche, +aborre dallo Tsarismo; che il giorno in cui noi, invece di paventarle, +stringeremo alleanza con esse e aiuteremo il loro formarsi in Nazioni, +le conquisteremo alla Libertà: che in quella zona di popolazioni +Slave, stesa fra la Germania e la Russia e ostile per antiche e +recenti usurpazioni alla prima, vive la nostra difesa contro la sognata +invasione teutonica. L'asse del mondo Slavo è sulla Vistola e sul +Danubio, non sulla Newa.</p> + +<p>No; noi non temiamo per l'Europa o per noi le conseguenze della +guerra e della vittoria Germanica; temiamo, per lunga esperienza, lo +sconforto irragionevole che segue, ov'anche è meritata, una delusione. +I popoli, gl'Italiani segnatamente, si sono illusi, per abitudini non +vinte ancora, sulle condizioni e sulla forza attuale della Francia e illusi +sul valore e sulle conseguenze della parola <i>repubblica</i> proferita +in Parigi; la disfatta della Francia pare ad essi disfatta repubblicana +a pro del principio monarchico, disfatta della Potenza dalla quale a +torto speravano il cominciamento di un'èra. Scriviamo per combattere +questo sconforto. Se gli uomini di parte repubblicana avessero antiveduto +come noi—e per cagioni che nulla hanno di comune colla +questione che ci sta a cuore—la disfatta francese; se non avessero, +fraintendendo i termini della contesa, imprudentemente detto: <i>là si +combatte per la repubblica, là si vince per la monarchia</i>, noi, tra due +Nazioni che amiamo e stimiamo, preferiremmo anche oggi il silenzio. +Ma importa dire ai nostri e agli avversi, che quanto è accaduto <i>doveva</i> +accadere, che nulla è mutato nelle nostro speranze, come nei +nostri doveri, che le condizioni essenziali dell'Europa rimangono le +stesse di prima, che la monarchia non esce più forte dalla guerra +attuale, che dove la repubblica non è che di nome, nessun argomento +può desumersi a suo danno dalla sconfitta.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Dal cumulo delle affermazioni e delle opinioni proferite più o meno +avventatamente sulla guerra Franco-Germanica emergono alcuni fatti +innegabili, che giova registrare come base a un giusto giudizio e +norma a desumere rettamente le conseguenze della vittoria germanica.</p> + +<p>La guerra fu ideata, voluta, provocata senza cagione da Luigi Napoleone. +Determinata poco dopo la pace di Villafranca, decretata dopo +Sadowa, prenunziata dalla domanda d'una rettificazione di frontiere +che la seguì ed ebbe rifiuto, data da quel tempo pubblicamente come +parola d'ordine alle caserme, preceduta da ogni sorta di disegni e di +preparativi militari, diventò finalmente necessità per l'Impero. A cattivarsi +gli animi dei Francesi in qualunque impresa e per ogni sacrificio, +Luigi Napoleone piegò, senza intenzione reale di libertà, dalle +vie del terrore alle concessioni apparenti. E le concessioni, come ad +ogni Governo che piega dal proprio principio, gli nocquero. La Francia, +che aveva per lunghi anni tremato d'una potenza fondata su +dispotismo illimitato e davanti alla quale l'Europa monarchica s'era +tutta quanta servilmente curvata, sospettò vacillante nel padrone la +coscienza della propria forza e ne trasse animo ad agitarsi. L'agitazione +dei partiti, rifatta minacciosa davvero e ogni giorno crescente, +<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span> +collocò l'Impero davanti al bivio o di ceder più sempre e spegnersi +nella libertà rinascente o di rifarsi un prestigio in Francia e in Europa +adulando, colla conquista di terre vagheggiate d'antico, l'ambizione +della prima, cancellando con vittorie splendide, nelle tendenze +volgenti all'ostile della seconda, i ricordi della disfatta subìta, per +energia pertinace d'uomini repubblicani, nel Messico e vincolando a +sè nuovamente colla gloria e le promozioni l'Esercito vacillante. Un +milione d'uomini, tra morti, feriti e infermi, il commercio, l'industria, +l'agricoltura d'Europa gravemente offesi por un decennio, un capitale +incalcolabile per sempre perduto o sviato dalle sorgenti di produzione, +un patto d'odio e vendetta tra due Nazioni chiamate a un patto +di fratellanza e di progresso comune, tutto è opera di un calcolo di +egoismo nudrito nella mente d'un solo individuo forte d'un potere +usurpato col delitto e codardamente accettato. Non sappiamo—se i +popoli vogliono raccogliere l'insegnamento—di condanna più irrevocabilmente +severa contro il principio avverso a quello che noi propugniamo.</p> + +<p>Sconfitto dall'esercito Germanico il Francese che volle e non seppe +assalire, resosi prigione l'Imperatore e sorto in Parigi, nell'assenza +d'ogni potere, un Governo provvisorio che si disse timidamente repubblicano, +ma non fu in sostanza che Governo della Difesa, avremmo +noi tutti voluto che fosse cessata la guerra. La Germania nol volle +e, dobbiamo confessarlo, difficilmente il poteva. Retrocedere, dopo +Sedan, mantenendo, come taluni suggerirono, l'occupazione della zona +reclamata, era, di fronte agli eserciti che rimanevano, ai dipartimenti +meridionali che s'ostinavano a battaglia e a Parigi libera e padrona +di dirigere la resistenza, un perpetuare la guerra assumendone tutti +gli svantaggi: rivalicare la frontiera senz'altro col solo orgoglio della +vittoria, era, come abbiamo detto, un suscitare i giusti risentimenti +dell'intera Nazione e rinunziare all'intento d'ogni guerra ch'è d'aver +pegni per impedirne il rinnovamento. Il Governo della Difesa non +voleva e non doveva concedere il pegno <i>materiale</i> richiesto e non +poteva, provvisorio com'era e revocabile ad ogni istante, dar sicurezza +<i>morale</i>. L'esercito Germanico s'avviò a Parigi. I fatti che seguirono +diedero un altro grave insegnamento all'Europa, ed è che un +popolo è, in parte almeno e quando tollera lungamente, responsabile +dell'ingiusta immorale politica del suo Governo—che deve, per legge +di cose, soggiacere alle conseguenze—che non basta a evitarle la +caduta di quel Governo, quando è determinata, non da fede e sacrificio +spontaneo del popolo, ma da un errore o da un atto codardo di +quel Governo medesimo.</p> + +<p>E questi insegnamenti furono confermati dai casi della guerra, dalla +serie non interrotta di rovesci ai quali soggiacquero l'armi francesi; +rovesci cominciati fin dai primi giorni e inaspettati anche a quelli +che, come noi, antivedevano rovinoso per la Francia l'esito finale della +contesa.</p> + +<p>Quei rovesci furono dovuti a molte cagioni di natura apparentemente +diversa, ma tutte più o meno direttamente connesse colla prima +suprema cagione, il potere fidato a un sol uomo, e coll'altra dell'orgoglio +francese che presumeva di vincer tutti e sempre o a ogni modo. La +prima cagione era avversa naturalmente al progresso; la seconda fece +gli animi noncuranti d'esso; norma regolatrice in ogni guerra dev'essere +quella di stimare il nemico, e i Francesi lo disprezzavano e credevano +inutile ogni riforma.</p> + +<p>Una grande riforma s'era intanto compiuta nell'esercito nemico alla +Francia. Per impulso dato segnatamente dal principe Federico Carlo +<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span> +e seguito efficacemente da altri, la pedanteria militare prussiana aveva +fin dal 1861 ceduto il terreno a una scuola più libera, più emancipata +dal metodo servile che prescriveva il da farsi per ogni menoma contingenza +possibile, e lo riduceva, come il Talmud gli Israeliti, a ufficio +di macchina, costringendolo in ogni circostanza e per ogni atto a forme +e regole prestabilite. Le istruzioni tattiche Prussiane di quell'anno +iniziavano un nuovo periodo: affidavano gran parte dell'esecuzione di +principî irrevocabilmente accettati dalla scienza guerresca al giudizio +e all'inspirazione degli ufficiali: riconoscevano l'<i>individualità</i> e fondavano +quindi più grave e più vigile la <i>responsabilità</i>. È questo il segreto +di tutti gli ordini umani; e convalidato, quanto alla guerra, dal +frequente successo dei volontarî, prevarrà più sempre in futuro nella +difesa delle Nazioni. Soltanto, quel metodo esige più forti cure nella +scelta degli individui destinati a funzioni speciali, nella costituzione +dell'esercito, nel sistema delle promozioni, nell'istruzione sul maneggio +delle armi dato a chi deve combattere, nella formazione anzitutto +degli stati maggiori che dovrebbero accogliere gli ufficiali esperimentati +migliori dei corpi e non appagarsi d'un esame di scuola +politecnica o d'altra inefficace ad accettare le attitudini pratiche e di +applicazione. Base dell'esercito Germanico è, come dicemmo nel numero +antecedente, l'obbligo in ogni cittadino di ricevere una sufficiente +istruzione militare e d'esser presto ad accorrere. E per intelletto +dell'arte, studî d'ogni luogo sul quale accade o è probabile che +accada un conflitto, provate abitudini pratiche, conoscenza di lingue +e d'altro, lo stato maggiore è oggi in Prussia il migliore forse che +esista in Europa.</p> + +<p>In Francia, l'Impero, per le condizioni inerenti al sistema e appunto +per l'obbligo che ad esso correva di far dell'esercito un'arme, +non della Nazione ma d'un <i>partito</i> pericolante, ha diminuito nel <i>soldato</i>, +naturalmente prode, la coscienza e l'entusiasmo del <i>cittadino</i> e +allentato, dove quella coscienza è rimasta, il vincolo di fiducia tra +soldati e capi senza il quale le vittorie non sono possibili. Il sistema +del <i>cambio</i>, violazione dell'eguaglianza e della missione dei cittadini +incoraggiata dai bisogni crescenti delle finanze imperiali, s'era negli +ultimi anni aggravato di corruzione fatale alla forza delle file: la +somma versata come sostituzione al servizio era presa; il <i>cambio</i> non +curato, e le cifre pagate dal Ministero di Guerra rappresentavano un +vuoto considerevole nella cifra <i>reale</i> dei soldati. I capi erano scelti +a seconda, non del merito o della moralità, ma della loro devozione +vera o presunta al bonapartismo: i generali, segnatamente cercati +fra gli uomini delle guerre d'Algeria, guerre buone per avvezzare a +tendenze ferocemente dispotiche e ad allontanare l'animo dall'effetto +di patria, ma di natura diversa da quella delle grandi guerre regolari +europee. Accarezzati da chi dovea serbarsi ad ogni patto in essi un +ajuto contro il possibile insorgere del paese, quegli uomini intendevano +la carezza, sentivano il bisogno che il capo supremo aveva +d'essi e acquistavano impunemente abitudini e vizî di pretoriani: +nuotavano nel lusso e lo tolleravano negli ufficiali: la depredazione +s'era fatta, come nell'esercito Russo, tradizione in ogni ramo d'amministrazione +militare e, come per l'armi Russe in Crimea, doveva +produrre delusioni e disastri.</p> + +<p>Il soldato, acuto osservatore e facile al biasimo in Francia più che +altrove, indovinava e scemava di fiducia nei superiori e quindi di +spirito di disciplina. Fondato sulla corruzione, l'Impero periva per +essa. Le relazioni che giungevano a Luigi Napoleone sugli apprestamenti +di guerra e sulle condizioni dei corpi erano menzognere: il +<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span> +vero avrebbe svelato i guasti operati dalla cupidigia. Quelle che gli +dipingevano la Germania meridionale pronta a sollevarsi contro la +Prussia erano egualmente false: il danaro profuso a cospirare per +Francia tra i cattolici di quelle terre e che di fronte al senso della +patria germanica sarebbe pur sempre riuscito inefficace, aveva impinguato +le borse dei segreti incaricati di quel lavoro. E—copiatore +infedele dello zio—Luigi Napoleone non verificava, credeva: ingannatore, +ingannato. Quando, dopo il suo giungere al campo, gli rifulse +il vero, era tardi. Davanti a un esercito nemico mirabile per esattezza +armonica di tutti i rami d'amministrazione militare, per capacità in +ogni frazione di farsi, occorrendo, <i>unità</i> e operare da sè e nel quale +il soldato era fidente nei capi e che certo nulla gli mancherebbe, ei +si trovò, dopo d'avere dichiarato guerra e scelto il momento per assalire, +condannato alla difensiva, incapace di marciar su Magonza, +incapace d'operare da Strasburgo contro la Germania meridionale, +incapace di violare, avventurandosi per vincere allo sdegno dei neutri, +la frontiera Belgica e girare il nemico, incapace perfino di distruggere +i vicini centri nei quali si congiungono le vie ferrate germaniche. +Inerte, immobile, aspettò gli assalti e soggiacque. Il solo +valore tradizionale nei soldati francesi non bastò, nelle sfavorevoli condizioni +preparate dalla corruzione e dalla inettezza dei capi, a resistere. +L'<i>intelligenza</i>—ed è il terzo insegnamento che vorremmo vedere +raccolto dai nostri—vinse il cieco valore. L'unità, la fiducia reciproca, +l'armonia tra le diverse sezioni amministrative, l'esattezza nell'esecuzione +dei disegni, la giusta parte d'indipendenza lasciata agli +individui, la coscienza di combattere, non per un uomo o per un onore +militare scompagnato dall'idea d'una sacra missione, ma per la propria +Nazione, dimostrarono anche una volta come un esercito che +accoglie in sè ogni ordine di cittadini sia superiore ad ogni altro. Il +trionfo Germanico è il trionfo dell'ordinamento militare che ricordammo +nell'altro numero e dell'insegnamento obbligatorio nella +Nazione.</p> + +<p>Ma la Repubblica? Il Governo della Difesa?</p> + +<p>Sì: emancipata dall'Impero e anche dopo Sedan, la Francia poteva +salvarsi, risorgere: una Nazione lo può sempre se vuole, e un mezzo +milione di stranieri non basta per conquistare a patti disonorevoli +un popolo forte di 38 milioni di cittadini. Bisognava distaccarsi interamente, +apertamente, dalle tradizioni imperiali e dagli uomini della +monarchia—dichiarare ai popoli, nei termini che accennammo nell'altro +numero, la nuova politica e ottemperarvi gli atti—convocare +immediatamente, non fosse che di <i>notabili</i>, un'Assemblea che confermasse—e +sotto i primi impulsi l'avrebbe fatto—il Governo della +Difesa, poi rimanesse o meglio si disperdesse, in piccoli nuclei di +Commissarî ai Dipartimenti per suscitarvi e dirigervi l'entusiasmo—rinunziare +a vincere con mosse ed eserciti regolari e organizzare +guerra di popolo—abbandonare, occorrendo, Parigi, condannata ad +arrendersi presto o tardi e, se s'antivedeva che il suo arrendersi sarebbe +dissolvimento alla resistenza della Nazione, chiamare la Francia +non alla <i>leva in massa</i>, ma all'<i>insurrezione in massa</i>—ordinare i giovani, +non a versarli ineducati all'armi nelle sezioni dell'esercito regolare +dove non potevano recare se non germi d'ineguaglianza e +d'indisciplina, ma a collocarsi, liberi nelle loro inspirazioni e conoscitori +dei luoghi e confortati dal pensiero di difendere i proprî lari, +a guerreggiare nella loro zona, tanto che il nemico trovasse in ogni +via una barricata, in ogni inoltrarsi un pericolo, in ogni boscaglia un +agguato—mandare ai nuclei di partigiani uomini già esperti nelle +<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span> +cose di guerra come insegnamento elementare vivente—distribuire +largamente armi, munizioni, danaro all'insurrezione—costringere con +guerra siffatta il nemico a smembrarsi, a occupare una moltitudine +di punti, ad assottigliare la propria linea—e stabilire intanto, in +Bretagna, in Provenza o altrove, un punto di concentramento a tutti +gli elementi regolari per riordinarvi e rifornirvi, eliminando gli antichi +capi e scegliendo i nuovi tra gli ufficiali, un esercito pel momento +in cui il nemico stanco, sconfortato, rotto in frazioni, avviluppato +nelle spire dell'insurrezione, avrebbe prestato il fianco a una operazione +decisiva d'offesa.</p> + +<p>Questo ed altro poteva, doveva farsi. Il Governo della Difesa non +lo tentò: seguì un metodo diametralmente contrario. Un uomo solo, +Gambetta, parve volerlo tentare: ma fervido, energico nel linguaggio, +fallì all'impresa nei fatti e s'ostinò anch'egli nell'errore di volere +salvare la Francia colle mosse e cogli eserciti regolari.</p> + +<p>Fu colpa di quegli uomini o della Francia?</p> + +<p>Quanti, con grave torto e pericolo, accarezzano tuttavia negli animi +dei nostri giovani l'illusione che dalla Francia debba escire l'<i>iniziativa</i> +delle grandi cose, dei grandi moti che avviano innanzi l'Umanità, +persistono e persisteranno nell'attribuire la colpa a que' pochi individui. +Noi l'attribuiamo pensatamente alla Francia.</p> + +<p>E non deriviamo, tardi profeti, la nostra opinione dai fatti recenti, +bensì li spieghiamo con quella. Chi scrive affermò nel 1835 in una +Rivista Francese, quando tutti vaticinavano in Europa <i>iniziatrice</i> dell'èra +repubblicana la Francia e le idee repubblicane erano in Parigi +rappresentate dai migliori per intelletto e per cuore<a name="FNanchor_157_157" id="FNanchor_157_157"></a><a href="#Footnote_157_157" class="fnanchor">[157]</a>, che l'Europa +e la Francia s'illudevano—che mancava in Europa l'<i>iniziativa</i>,—che +ogni popolo poteva, credendo, sapendo, volendo, colmar quel voto, +ma che bisognava cominciasse dal convincersi che la virtù <i>iniziatrice</i> +non esiste più, monopolio perenne, in Francia o altrove—che +la Francia l'aveva, fin dal 1815, perduta—che la grande gigantesca +Rivoluzione del 1789 non era stata <i>iniziativa</i>, ma <i>sommario</i> e <i>conclusione</i> +d'un'epoca—che splendidi fatti e presentimenti del futuro +potevano rivelarsi in Francia, ma che per molti anni le solenni collettive +mosse della Nazione non segnerebbero nuovi gradi di progresso +all'Europa e si consumerebbero fatalmente per entro alla chiusa curva +di un circolo. Oltre a un terzo di secolo è trascorso d'allora in poi e +i fatti hanno confermato l'idea.</p> + +<p>Nessuno può—noi men ch'altri possiamo—dimenticare i grandi +servigi resi dalla Francia all'Europa, i grandi esempî di fortezza e +di volontà che abbondano nelle pagine della sua vita storica, lo splendido +tentativo, trionfante in parte, d'applicazione pratica del lavoro +intellettuale di due epoche, Politeismo e Cristianesimo, e la conquista +operata per noi tutti a prezzo di sangue dei <i>diritti</i> dell'<i>individualità</i>: +nessuno può sospettare che la Francia non risorga a nuova e potente +vita, anello indispensabile nella catena dei progressi da compiersi. +Ma nessuno, popolo o individuo, può sottrarsi, comunque sia grande, +alla Legge Morale che ha decretato s'<i>espii</i> presto o tardi ogni lunga +deviazione dalla missione assegnata, ogni violazione del <span class="smcap">Dovere</span>.</p> + +<p>Affascinata dall'orgoglio d'una lunga seria di trionfi coll'armi, +guasta dalle proprie tendenze dominatrici e dal plauso servile dei +popoli che la circondano, la Francia traviò dalla propria missione e +dall'intento nazionale che avea, sul finire dell'ultimo secolo, definito: +<i>evangelizzazione di Libertà, d'Eguaglianza e di Fratellanza fra i popoli</i>: +<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span> +sostituì la propria dominazione a quella dei tiranni che rovesciava; +commise i suoi fati all'eletto delle battaglie; conculcò per +accrescere potenza a sè stessa i diritti delle nazioni sorelle; sostituì +alla bandiera della rivoluzione una bandiera d'Esercito, all'adorazione +delle idee il culto degli interessi materiali, alla Fede in Dio la Fede +nella Forza: più dopo e inevitabilmente alla politica dei <i>principî</i>, alla +franca, aperta, leale dichiarazione delle proprie credenze, la politica +dell'<i>opportunità</i>, delle transazioni, il gesuitismo d'<i>opposizione</i> che +campeggiò nel regno dei due rami borbonici; rimpicciolì le sante +idee di rinnovamento sociale in una guerra d'egoismo di classi e nelle +angustie d'un problema <i>esclusivamente</i> economico; ringrettì nel 1848 +il vasto pensiero repubblicano in una tattica anormale di riconoscimento +dei <i>principî</i> e d'accettazione dei <i>fatti</i> che li negavano; suscitò, +promettendo ajuto, i popoli a moti e li abbandonò; incredula, +protesse il Papato; predicatrice di libertà, votò poi secondo Impero; +dichiarò d'esser unica tra le Nazioni a combattere per una <i>idea</i> e +volle, prezzo al combattere, danaro e terre non sue; ingelosì, Essa +rappresentante esagerata dell'Unità, del moto di unificazione germanica; +si disse avversa alla guerra e applaudì quando fu dichiarata; +invase il Messico, dimenticò la Polonia, trucidò, movendo repubblica +contro repubblica, Roma; e s'arrogò nondimeno, violando l'eterna +massima: <i>Dio solo è padrone; i popoli devono tutti essere, nell'eguaglianza +e nell'amore, interpreti della sua Legge</i>, diritto di perenne +primato fra le Nazioni. La Francia oggi espia queste colpe coll'impotenza, +colla mancanza degli spiriti del 1792, colle esitazioni dei suoi +capi, colla codarda condotta della sua Assemblea, coll'inerzia da noi +preveduta delle sue moltitudini.</p> + +<p>E l'espiazione è severa, severa oltre il giusto; e per questo, largamente +compita.</p> + +<p>Guidata da una cupida Monarchia, la Germania ha traviato alla +sua volta dai confini del retto che la riverenza al pensiero ingenita +in essa le insegnava di non varcare, e sostituito al diritto di proteggersi +un concetto di vendetta che semina i germi di nuove guerre. +Dio e i popoli lo allontanino. Possa la Francia risorgere all'influenza +che le spetta e vendicarsi delle ingiuste esigenze come i nostri vendicarono +con essa l'eccidio di Roma, ajutando a promovere il trionfo +d'una Unità Nazionale Germanica fondata sulla Libertà. Possa l'Italia, +oggi colpevole di parecchie delle colpe che travolsero in fondo la +Francia, affrettarsi a cancellarle, intendere la grande missione ch'essa +potrebbe, volendo, compiere a pro di tutti in Europa, raccogliere la +fiaccola di libertà popolare caduta dalle mani altrui e iniziare l'impresa +dalla quale soltanto può, col giusto riparto delle terre europee +fra le Nazioni e l'unità d'una fede morale comune a tutte, inaugurare +un'èra di pace e di armonia nel lavoro.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><a name="POLITICA_INTERNAZIONALE158" id="POLITICA_INTERNAZIONALE158"></a>POLITICA INTERNAZIONALE<a name="FNanchor_158_158" id="FNanchor_158_158"></a> +<a href="#Footnote_158_158" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[158]</span></a></h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p>Abbiamo, fin dalle prime pagine di questa pubblicazione, detto, e +insisteremo a ripetere, che la Legge Morale è il criterio sul quale +deve giudicarsi il valore degli atti sociali e politici che costituiscono +la vita delle Nazioni e delle diverse dottrine che s'assumono di dirigerle: +e lo spettacolo che abbiamo innanzi d'una grande Nazione +caduta in fondo per essersi sviata da quella Legge dovrebbe essere +oggi luminosa conferma al nostro principio. Ciò ch'è vero per tutte +le Nazioni, lo è doppiamente per le Nazioni che sorgono. Nella moralità +dei loro ordini sociali e delle norme che ne dirigono la condotta +politica sta non solamente il compimento del Dovere, ma il +pegno del loro avvenire. Come la vita del commercio ed ogni vasto +sviluppo economico posano sul credito, la vita complessiva d'un popolo +e l'incremento nazionale posano sulla fiducia che gli altri popoli +pongono in esso; e quella fiducia ha bisogno d'un programma +definito accettato e invariabilmente mantenuto nelle transazioni interne +e segnatamente internazionali del nuovo popolo. Dai mercati +economici alle alleanze politiche, tutto si schiude agevolmente a una +Nazione che vive d'una vita normale fondata sopra un principio morale +la cui sorgente è nota e le cui conseguenze sono logicamente e +praticamente dedotte negli atti: dove manca, dove non esiste norma +dall'arbitrio infuori degli individui e dei capi, i popoli guardano diffidenti, +sospettosi, gelosi. Un trionfo carpito al delitto o all'altrui codardìa +può affascinarli o impaurirli a concessioni e a riverenza apparente, +ma per breve tempo, e il primo indizio di decadimento o +fiacchezza li muterà. Par avere negato l'idea di Nazionalità, anima +dell'Epoca nuova e sostituito alla potenza d'un <i>principio</i> la propria, +genio, forza e prestigio del primo Napoleone sparirono davanti al subito +inaspettato fremito dell'Europa rifatta ostile non sì tosto parve +interrompersi per lui il corso delle vittorie. E la Francia dell'ultimo +Napoleone, orgogliosa pochi anni addietro della sommissione abjetta +di tutti i Governi Europei non trovò, nella prima ora di crisi, un solo +alleato. Gli stessi fati s'apprestano all'Inghilterra, s'essa persiste a +cancellare nella sua politica esterna quel culto al <i>principio</i> di Libertà +che la fece potente e inspira tuttavia la sua vita interna.</p> + +<p>Per noi—ed è la dottrina dei nostri Grandi da Dante in poi—ogni +<i>essere</i>, individuale o collettivo, ha un <i>fine</i>, e il <i>fine</i> ch'è parte del +Disegno divino regna sovrano: l'esistenza di quel <i>fine</i> genera il <i>dovere</i> +di raggiungerlo, di tentarlo almeno. La vita è una missione. Il compimento +<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span> +più o meno continuo, più o meno potente della missione costituisce +il merito e quindi il progresso della vita.</p> + +<p>L'Umanità ha un <i>fine</i>: scoperta <i>progressiva</i> della Legga Morale e incarnazione +di quella Legge nei <i>fatti</i>. Il mezzo, il metodo, per raggiungere +quel <i>fine</i>, è l'Associazione: l'associazione, progressiva anch'essa, delle +facoltà e delle forze umane, la comunione più e più vasta, più e più +intensa d'ogni vita coll'altre vite, l'<i>amore</i> trasfuso nella <i>realtà</i>. Quando +tutti i figli di Dio saranno liberi, eguali e affratellati in una fede comune +di pensieri e d'opere, e la coscienza della Legge splenderà in +ogni vita come splende il sole in ogni goccia di rugiada diffusa sui +fiori dei campi, il <i>fine</i> sarà raggiunto. L'Umanità trasformata ne intravederà +un altro.</p> + +<p>Le Nazioni sono gli individui dell'Umanità: tutte devono lavorare +alla conquista del <i>fine</i> comune: ciascuna a seconda della propria posizione +geografica, delle proprie singolari attitudini, dei mezzi che +sono ad essa naturalmente forniti. L'insieme di queste condizioni costituisce +per essa un <i>fine speciale</i> da raggiungersi sulla direzione del +<i>fine comune</i>.</p> + +<p>Dov'è <i>coscienza</i> del fine speciale e speciale attitudine ad accostarsi +attraverso quel fine al fine comune ch'è l'ideale dell'Umanità, ivi è +Nazione: dove non è, è gente, frazione di popolo destinato presto o +tardi a confondersi con un altro.</p> + +<p>Il <span class="smcap">Patto Nazionale</span>, ch'è battesimo e mallevadorìa di fraterno progresso +ad un popolo, riconosce, <i>nella Dichiarazione di principî</i> che +deve essere preambolo al Patto, il fine <i>comune</i> a tutti e addita nel +proprio insieme il fine <i>speciale</i>, la parte di lavoro che spetta, nel lavoro +generale, a quel popolo. Ogni qual volta un popolo rinnega il +fine comune o svia dal bene di tutti esclusivamente al proprio il +frutto dei progressi compiti verso il fine speciale, la Nazione retrocede. +Raggiunto il loro fine speciale, le Nazioni morivano un tempo +per lungo corso di secoli: oggi, la conoscenza del fine comune, della +vita <i>collettiva</i> allora ignota dell'Umanità e della legge di Progresso +che la governa, lo impedisce; ma la Nazione colpevole smarrisce per +un tempo ogni virtù <i>iniziatrice</i> e non si ritempra ad essa fuorchè +espiando.</p> + +<p>La dichiarazione del fine <i>speciale</i> costituisce il vincolo di libera +associazione nel quale i milioni appartenenti a un gruppo determinato +riconoscono di far parte d'una Nazione e ordinano il loro lavoro +interno: l'analogia dei fini <i>speciali</i> costituisce la baso di più perenni +e più intime relazioni tra popolo e popolo: la dichiarazione del fine +<i>comune</i> determina le <i>alleanze</i>.</p> + +<p>Santa è ogni guerra comandata dalla necessità d'un progresso vitale +verso il fine <i>comune</i> assolutamente vietato per ogni altra via o +contro chi contende ad un popolo libertà di compiere la propria missione: +ogni altra è delitto di fratricida; e le Nazioni affratellate nella +conoscenza accettata del fine <i>comune</i> dovrebbero collegarsi contr'essa. +Come i membri d'una famiglia, i popoli sono, a seconda dei loro +mezzi, solidali e chiamati a combattere il Male ovunque s'accampa, +e a promuovere il Bene ovunque può compiersi. Le Nazioni che rimangono +spettatrici inerti di guerre ingiuste e inspirate da egoismo +dinastico o nazionale, non avranno, il giorno in cui saranno alla volta +loro assalite, che spettatori.</p> + +<p>Son queste per noi le norme regolatrici d'ogni politica internazionale +e le abbiam fin d'ora affermate perchè giudicheremo a seconda +gli eventi europei: norme semplici e piane come tutte quelle che derivano +da un concetto morale; ma la loro prova sta nella Storia che, +<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span> +interrogata a dovere, dimostra ogni violazione di esse aver generato +conseguenze funeste ai violatori e ai popoli che, potendo, non impedirono. +La scienza del come dirigere le cose umane è più semplice +e men difficile ch'altri non pensa, se mova da pochi principî derivati +tutti da una idea di religione e di Dovere: non diventa complessa e +oscura e raddensata di semi-diritti storici cozzanti gli uni cogli altri +e sorgente inesauribile di piati e dissidî, se non quando, cancellata +ogni fede comune e illanguidito ogni senso collettivo di religione, la +vita politica delle Nazioni è data agli arbitrî d'un materialismo che +ha l'<i>io</i> per principio e la <i>forza</i>, il fatto transitorio, per prova. In quel materialismo +ebbe nascita la Diplomazia, scienza intricatissima e incerta di +transazioni fra i molteplici fatti, di concessioni disegnate per un tempo +alla menzogna e alla corruzione per un tempo dominatrici, e di formole +destinate a coprir le intenzioni: scienza funesta all'educazione +dei popoli e sterile sempre quanto ai fini da raggiungersi, che l'Instituzione +repubblicana abolirebbe, decretando pubblicità per le relazioni +tra popolo e popolo.</p> + +<p>Oggi e da tre secoli in poi non esiste principio comune nè quindi +norma determinata alle relazioni internazionali. Vivo e fecondo il concetto +Cristiano, una influenza direttrice morale si manifestava tratto +tratto modificando, per quanto era allora possibile, in un senso uniforme, +gli eventi creati dalle circostanze e dalle passioni. La predicazione +che aveva lentamente tramutato le tremende invasioni degli +uomini del nord in Italia e altrove in colonizzazioni territoriali e +aveva più dopo, promovendo a un tempo l'emancipazione dei servi +di gleba, gettato colle Crociate in nome dell'Europa un guanto di +sfida al fatalismo d'Oriente, proferiva di tempo in tempo, coi Concilî +e colle epistole pontificie, parole di pace, d'unità morale, di fede +comune. I tempi erano semi-barbari: il Feudalismo smembrava popoli +che tendevano a conglomerarsi, a unificarsi: il <i>dualismo</i>, impiantato +nel Cristianesimo stesso, tra il mondo delle anime e quello +dei corpi, erano cagioni insuperabili e perenni di discordie e di guerre: +pur nondimeno, una tendenza generale, frutto d'alcuni principî morali +davanti ai quali s'incurvavano tutte le fronti, signoreggiava talora +quella tempesta, accorciava le guerre o ne traeva un avviamento alla +caduta degli ordini feudali e all'avvicinarsi dei popoli. Ma, cominciato +nel XVI secolo il lento dissolversi del Cristianesimo, si schiuse +un vuoto, non colmato finora in Europa: vuoto d'una fede morale +comune, d'un patto solennemente o tacitamente riconosciuto, movendo +dal quale i popoli potessero intendersi e fidare l'uno nell'altro; e sull'orlo +di quel vuoto alternarono sistemi dettati da inspirazioni isolate +o da cupidigie dinastiche; sterili, inefficaci tutti. Taluni fra gli scrittori +accettati come maestri di diritto internazionale si richiamarono +all'antichità come se norme dettate per popoli politeisti potessero mai +dirigere le relazioni di popoli sui quali era passato l'alito del Cristianesimo: +poi venne, promossa dall'Inghilterra, la dottrina d'<i>equilibrio +europeo</i> che conchiuse in Vestfalia un patto d'eguaglianza fra due +credenze irreconciliabilmente nemiche e con altri trattati una sospensione +d'ostilità tra Francia, Austria e Spagna che doveva durare perpetua +e cessò con Luigi XIV: poi nuovi tentativi in Utrecht e altrove +che sfumarono davanti al lampo della spada di Federico II e +conchiusero col sorgere del militarismo Prussiano e coll'iniquo smembramento +della Polonia. L'<i>equilibrio</i> diede da circa settanta anni di +guerra all'Europa; la <i>ponderazione</i> si tradusse in un sistema d'armi +e d'armati sempre crescenti a impedire le guerre e nel <i>principio</i> che +decretò in Campoformio la vendita di Venezia a compenso degli ingrandimenti +<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span> +francesi sul Reno: <i>la conquista operata da una Potenza +deve controbilanciarsi</i> da conquiste dell'altre. Tutti quei sistemi, figli +del concetto materialista, erano condannati a perire nell'impotenza, +nell'anarchia, nel delitto. Mancava ad essi la sanzione di Dio.</p> + +<p>Oggi, quasi disperando di trovare rimedio ai conflitti, le Nazioni +inchinano, duce l'Inghilterra, alla teorica del <i>non intervento</i>; teorica +che non ha <i>principio</i> sul quale si fondi, ma è negazione di tutti i +principî conquistati fino a noi intellettualmente dall'Umanità: unità +di Dio e della Legge Morale, unità dell'umana famiglia, unità d'intento +assegnato a noi tutti, fratellanza e associazione dei popoli, dovere +di combattere il Male e di promovere il trionfo del Bene. Ateismo +trasportato nella vita internazionale o deificazione, se vuolsi, +dall'egoismo, quella teorica, la cui suprema formola fu data in Francia +da un uomo di stato monarchico colle parole: <i>chacun chez soi, chacun +pour soi</i>, tocca gli estremi dell'immoralità e dell'assurdo: se accettata +da tutti, sottrarrebbe una delle più potenti leve al Progresso +che la Storia ci addita compìto quasi sempre con atti d'intervento; +se praticata, com'è attualmente, dagli uni e non dagli altri, schiude +l'adito a chi vuol fare trionfare inique pretese e sa di non dover temere +che alcuno, in nome dell'eterna Giustizia, gli contenda la via. +La Nazione che s'assumesse di costituirla norma generalmente regolatrice +delle relazioni internazionali si condannerebbe a guerra perpetuamente +rinascente con quanti ricuserebbero d'accettarla: limitandosi +a proclamarla per sè, abdicherebbe la metà della propria vita, +perderebbe la stima e l'amore dei popoli e non si sottrarrebbe alla +necessità della guerra. Il grido di <i>pace a ogni patto</i> inalzato in Inghilterra +da tutta una scuola influente, alla quale erano capi Cobden +e Bright, confortò la Russia ad osare e determinò in gran parte la +guerra della Crimea.</p> + +<p>Il sangue di tutti i martiri, popoli o individui, che intervennero +santamente e santamente morirono a pro del Giusto e del Vero al +di là della loro terra nativa, solleva una eterna protesta contro questa +fredda, abjetta, codarda dottrina, che per noi credenti è bestemmia +contro il <span class="smcap">Dovere</span> e indizio innegabile dell'assenza e della necessità +d'una fede.</p> + +<p>Quanto alla vita internazionale dell'Italia d'oggi, non occorre spendervi +lunghe parole: non esiste. Gli uomini della monarchia non +hanno coscienza di missione Italiana nel mondo, nè concetto o disegno +politico da uno infuori: trascinare di giorno in giorno, attraverso +brevi espedienti e sempre seguendo chi sembra momentaneamente +potente, una incerta e fiacca esistenza. Le rare frasi, rubate a +un dispaccio russo o britannico e proferite con sussiego di chi ha una +dottrina, da chi regge per le faccende Estere, farebbero sorridere se +non facessero arrossire. Guerre e paci ci furono sempre dettate. +L'avvenire d'Italia e la moralità non ebbero parte nelle nostre alleanze. +Invocammo, sorgendo, dicendolo almeno, per la libertà, l'ajuto +d'un regnatore tiranno; sorgendo, dicendolo almeno, per l'unità della +Nazione, l'ajuto di chi la vietava col possesso iniquamente ottenuto +e serbato di Roma e ci richiedeva d'uno smembramento di terre nostre +che gli fu senza indugio concesso: ci collegammo colla Prussia +contro l'Austria: ci collegavamo pochi anni dopo colla Francia Imperiale +contro la Prussia e l'unificazione Germanica, se le precipiti +disfatte francesi e il nostro accennare, agitando, a fatti—altri ha +recentemente <i>scoperto</i> una potente agitazione della Sinistra—non +lo impedivano: ci collegheremo domani—e i gazzettieri di parte +monarchica, impauriti del trovarsi senza padrone, cominciano a preparare +<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span> +il terreno—nuovamente coll'Austria. La nostra Diplomazia +ha detto ai Greci, unita coi difensori del Turco: <i>non rivendicate le +vostre terre</i>: ha promesso, richiesta, all'Inghilterra di non mover piede +nella recente guerra senza avvertirla: ha corteggiato insistente il +proscrittore della Polonia. La Storia dovrà indicare i primi dodici +anni dell'Italia risorta, nella sua <i>vita</i> internazionale, con un segno di +negazione.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Noi non abbiamo oggi politica internazionale. Manca a chi regge +la fede in una norma morale e nel dovere della Nazione che il Governo +è chiamato a rappresentare. Questa assenza di fede, questo +oblio della missione Italiana nel mondo, ci condannano a vivere nel +<i>presente</i>, senza intelletto della nostra tradizione, senza concetto dell'<i>avvenire</i>, +prostrati davanti ai fatti e tremanti di essi. Gli organi governativi +scrivono articoli a provare che, caduta la potenza francese, +unica politica per noi è il non averne alcuna. Così, tra l'Italia sorta +a Nazione e il vecchio Ducato di Modena, di Toscana o di Parma non +corre divario: ambi deboli, passivi, senza scopo, senza nome tra i +popoli, senza voto efficace nel congresso delle Nazioni, senza potenza +iniziatrice di civiltà. Ora, un Popolo che non reca, sorgendo, un +nuovo elemento di progresso al lavoro comune, una pietra all'edifizio +lentamente inalzato dall'Umanità, non ha ragione di vita nè vita: +ricadrà inevitabilmente sotto il dominio diretto o indiretto del primo +potente che vorrà impadronirsene. Come in ogni consorzio, così nel +consorzio internazionale, chi non compie un ufficio, chi non produce, +perde il diritto di vivere.</p> + +<p>E nondimeno, se v'è popolo che abbia dalla posizione geografica, +dalle tradizioni, dalle naturali attitudini, dall'aspettazione vivissima +sui primi moti italiani oggi per le ripetute delusioni sopita, degli +altri popoli, un grande ufficio da compiere sulle vie dell'incivilimento +europeo, è certamente il nostro: se v'è momento in cui un popolo +possa, volendo, assumersi un'alta missione e creare a sè stesso un +vasto e fecondo avvenire, è questo in cui, smarrita nel moto ascendente +delle Nazioni ogni iniziativa, tutti invocano chi raccolga la lampada +della vita caduta visibilmente dalle altrui mani e la sollevi a conforto +e scorta delle genti travagliate dal dubbio e minacciate dalla +invadente tenebra dell'egoismo. Quei che ponevano pochi dì sono +la vita per impedir che cadesse, dovrebbero più che altri pensarci.</p> + +<p>L'Italia ha evidentemente dalla Storia, dalle condizioni dell'Europa, +dai caratteri del suo risorgere, una doppia missione: compiendola, +essa si porrebbe a capo d'un'Epoca.</p> + +<p>La prima—abolizione del Papato, conquista pel mondo dell'inviolabilità +della <i>coscienza</i> umana e sostituzione del dogma del <span class="smcap">Progresso</span> +a quello della <i>caduta</i> e della <i>redenzione</i> per <i>grazia</i>—è missione religiosa +della quale ora non intendiamo parlare e da maturarsi a ogni +modo, prima che i decreti d'un popolo di credenti non vengano a +compirla col pacifico apostolato. Ma la seconda—sviluppo del principio +di <span class="smcap">Nazionalità</span> come regolatore supremo delle relazioni internazionali +e pegno sicuro di pace nell'avvenire—è missione politica, +connessa intimamente coll'altra, perchè guida a un nuovo riparto +Europeo che fu sempre, in tutte le grandi Epoche storiche, preludio +a una trasformazione religiosa, e da compirsi coll'influenza morale, +appoggiata, occorrendo e sotto il momento propizio, dall'armi.</p> + +<p><i>Nazionalità</i> è infatti la parola vitale dell'Epoca che sta per sorgere. +<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span> +Le guerre combattute in Europa dagli ultimi anni del primo Impero +fino a noi originarono quasi tutte da quel principio: suscitate da popoli +rivolti a conquistarsi <i>nazionalità</i> o a proteggerla dagli assalti +altrui o promosse da monarchie tendenti a impadronirsi di moti <i>nazionali</i> +antiveduti inevitabili e sviarli dal segno. I popoli chiamati da +tendenze provvidenziali a conglomerarsi per vivere di vita normale e +compire liberamente e spontanei un ufficio in Europa sono oggi, i più, +smembrati, divisi, servi d'altrui, aggiogati a chi ha <i>fine</i> diverso, separati +per opera di violenza da rami della stessa famiglia, deboli quindi +e inceppati nei loro moti, nelle loro legittime aspirazioni. L'Europa +come escì dalle conquiste e dai trattati dinastici non è l'Europa +quale il dito di Dio segnava coi grandi fiumi e colle grandi linee di +montagne la divisione del lavoro alle generazioni de' suoi abitanti. E +finchè nol sia, la <i>pace</i> che tutti cerchiamo è sogno di menti illogiche +che imaginano potersi conquistare senza la Giustizia i suoi frutti. +Le <i>Nazioni</i> rappresentano le diverse facoltà umane chiamate a raggiungere +<i>associate</i>, non confuse e sommerse l'una nell'altra, il <i>fine</i> +comune e hanno eterno il diritto di vivere di vita propria: non si +associa chi non vive e non comincia dall'affermare la propria <i>individualità</i>. +I panteisti della politica che sconoscono quel diritto e paventano +nel principio di <i>nazionalità</i> un germe di gare e guerre continue, +dimenticano che le Nazioni non furono sinora libere mai nè +fondate sulla coscienza popolare, ma soggiacquero, nella loro vita +politica, al monopolio delle famiglie regie e delle avide loro ambizioni: +negano il disegno provvidenziale indicato dalle configurazioni +geografiche e rivelato dalla Storia; sopprimono i <i>mezzi</i> che fanno +possibile il raggiungersi dell'intento; e avvalorano, senza avvedersene, +il concetto di <i>monarchia universale</i> che accarezzò nel passato la mente +d'ogni regnatore potente e inondò l'Europa di sangue sparso senza +santità di sagrificio, nè frutto. Le <i>Nazioni</i> sono unico argine al dispotismo +d'un popolo, come la libertà degli <i>individui</i> al dispotismo di +un uomo.</p> + +<p>Il rimaneggiamento della carta d'Europa è nei fati dell'Epoca e si +compirà attraverso una serie di battaglie inevitabili. Ma la Nazione +che si farà, con saviezza d'intelletto ed energia di volontà, centro del +moto, accorcierà quella serie fatale e sarà per molti secoli <i>iniziatrice</i> +di progresso all'Umanità.</p> + +<p>Là, nel pensiero che agita in oggi prima d'ogni altro le menti europee, +sta la base della vera vita internazionale d'Italia. Da esso deve +inspirarsi nella scelta delle sue <i>alleanze</i>. Il suo luogo è a capo delle +Nazioni che sorgono, non alla coda delle Nazioni che da lungo sono +e accennano a declinare.</p> + +<p><span class="smcap">L'Italia</span> è un fatto nuovo, un Popolo nuovo, una <i>vita</i> che jeri non +era: non ha legami fuorchè i voluti dalla Legge Morale, sovrana su +tutte le Nazioni, giovani o antiche: non fa parte nei trattati dinastici +anteriori al suo nascere, nè è quindi vincolata da essi, quando non +consuonino colle norme del Giusto e dell'eterno Diritto. Dovrebbe +dirlo altamente e operare liberamente a seconda. La <i>tradizione</i> è santa +e dobbiamo rispettarla; ma, come in religione non è Tradizione quella +d'una sola chiesa o d'un'epoca sola, ma quella dell'Umanità che le +abbraccia, le domina e le spiega tutte, la tradizione politica non è +tutto il passato, è quella parte di passato soltanto che interpreta la +Legge Morale e segna la via che guida al Progresso: è la <i>tradizione</i> +nel Bene, non quella che si svia nel Male e che, accettata, tenderebbe +a perpetuarlo. E un Popolo che sorge a Nazione ha non solamente +il dovere di respingere da sè le colpe dei padri, ma una splendida +<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span> +opportunità per compirlo. Ogni nuova vita è pura. Dio non la dà +perchè s'insozzi del fango accumulato dalle vite corrotte anteriori.</p> + +<p>L'Italia, se intende ad essere grande, prospera e potente davvero, +deve incarnare in sè questo concetto del riparto d'Europa a seconda +delle tendenze naturali e della missione dei popoli. Essa deve piantare +risolutamente sulle sue frontiere una bandiera che dica ai popoli: +<span class="smcap">Libertà, Nazionalità</span>, e informare a quel <i>fine</i> ogni atto della sua +vita internazionale.</p> + +<p>È la nostra terza missione nel mondo. La Roma dei Cesari involò +alla Repubblica il concetto dell'Unità <i>politica</i>, e quanto e dove era +allora possibile, lo tradusse in fatto coll'armi delle Legioni: la Roma +dei Papi tentò il concetto dell'Unità <i>morale</i> e riescì in parte colla +<i>parola</i> de' suoi sacerdoti e de' suoi credenti; ma l'una e l'altra non +riconobbero—nè lo potevano allora—il moto collettivo provvidenziale +delle Nazioni, non videro nel mondo che la propria potenza, e +gli <i>individui</i> umani che dovevano subirla non ebbero intermediarî +cooperatori tra sè e il <i>fine</i> proposto e non trovarono quindi stromento +a raggiungerlo fuorchè quello dell'<i>autorità</i> assoluta dispotica sui corpi +e sull'anima. La Roma del Popolo, della Nazione Italiana, credente +nel Progresso, nella vita collettiva dell'Umanità e nella divisione del +lavoro tra le Nazioni, deve affratellarle all'impresa: guidatrice e soccorritrice.</p> + +<p>E alla doppia missione che diciamo prefissa all'Italia accennano le +necessità prime del nostro risorgere, che non potè iniziarsi se non +intimando guerra al Papato, custode della vecchia <i>autorità</i> illimitata, +e all'Impero d'Austria, negazione, potente oltre ogni altra in Europa, +della <i>nazionalità</i>; nè potrà compirsi se non procedendo innanzi e fino +alle ultime conseguenze su quella via. Ciò che per altri può essere +semplicemente dovere morale, è legge di vita per noi.</p> + +<p>Le migliori alleanze, anche per popoli già costituiti, viventi di vita +normale e senza missione speciale, son quelle che si stringono con +chi è abbastanza potente e abbastanza vicino per giovare all'intento, +ma non lo è tanto da potere, sotto pretesto di servizî resi o tentazione +d'operazioni miste e comuni, imporre la propria volontà e varcare +per egoismo d'ingrandimento i limiti apertamente stipulati nei +patti dell'alleanza; e di quali danni possa essere feconda la violazione +di questa norma ha fatto recente e dolorosissima prova l'Italia. Per +noi, popolo nuovo e che non può entrare degnamente e con securità +d'avvenire nella comunione delle Nazioni se non aggiungendo agli +elementi esistenti un nuovo e utile elemento di vita, le alleanze durevoli +non possono fondarsi che sulla conformità della fede politica +e dell'intento. I nostri alleati naturali sono tra i popoli che tendono +con diritto ad assodare la loro unità nazionale o a conquistarsela con +probabilità di successo. Le Nazioni costituite da lungo, e potenti per +tradizione, guarderanno per lungo tempo, con istinti di gelosia e di +sospetto, a una Nazione che sorge e il cui progresso le minaccia di +nuove influenze e di concorrenza economica. Tra i popoli nuovi soltanto +noi troveremmo amicizia sincera fondata sull'importanza della +nostra per essi, riconoscenza degli ajuti negati da altri e prestati da +noi, incremento ai nostri già avviati commerci, nuovi mercati crescenti +col crescere della vita suscitata in quelle terre risorte, giovamenti +d'ogni sorta senza pericoli.</p> + +<p>La politica internazionale d'Italia dovrebbe anzi tutto, e per acquistarsi +potenza agli ulteriori sviluppi, tendere a costituirsi anima e +centro d'una Lega degli Stati minori europei stretta a un patto comune +di difesa contro le possibili usurpazioni d'una o d'altra grande +<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span> +Potenza. La Spagna, il Portogallo, la Scandinavia, il Belgio, l'Olanda, +la Svizzera, la Grecia, i Principati Romano-danubiani costituirebbero +così coll'Italia una forza materiale di più che 64 milioni d'uomini +stretti a un patto d'indipendenza e di libertà al quale non sarebbe +difficile d'acquistare l'adesione dell'Inghilterra e che potrebbe efficacemente +resistere a ogni tentativo d'usurpazione meditato, com'è generalmente, +da una sola Potenza e guardato con diffidenza dall'altre.</p> + +<p>L'influenza morale dell'Italia s'eserciterebbe intanto, ingrandita da +questa Lega, nella direzione del futuro riordinamento europeo: <i>Unità +Nazionali frammezzate possibilmente di libere confederazioni</i> protette +nella loro indipendenza e barriera alle collisioni. La costituzione +definitiva della Penisola Iberica per mezzo dell'unione del Portogallo +e della Spagna, la trasformazione della Confederazione Elvetica in +confederazione delle Alpi coll'unione ad essa della Savoja e del Tirolo +tedesco, l'Unione Scandinava, la Confederazione repubblicana +dell'Olanda e del Belgio, sarebbero intento e tèma perenne di predicazione +gli agenti italiani.</p> + +<p>Ma il vero objettivo della vita internazionale d'Italia, la via più +diretta alla sua futura grandezza, sta più in alto, là dove s'agita in +oggi il più vitale problema europeo, nella fratellanza col vasto, potente +elemento chiamato a infondere nuovi spiriti nella comunione +delle Nazioni o a perturbarle, se lasciato da una improvvida diffidenza +a sviarsi, di lunghe guerre e di gravi pericoli: nell'alleanza colla +famiglia <span class="smcap">Slava</span>.</p> + +<p>I confini orientali d'Italia erano segnati fin da quando Dante scriveva</p> + + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<span class="i2">........ A Pola presso del Carnaro</span><br /> +<span class="i2">Ch'Italia chiude e i suoi termini bagna.</span><br /> +<span class="i12"><i>Inf.</i>, IX, 113.</span> +</div></div> + +<p>L'Istria è nostra. Ma da Fiume, lungo la sponda orientale dell'Adriatico, +fino al fiume Bojano sui confini dell'Albania, scende una +zona sulla quale, tra le reliquie delle nostre colonie, predomina l'elemento +slavo. E questa zona che sulla riva Adriatica abbraccia, oltrepassando +Cattaro, la Dalmazia e la regione Montenegrina, si stende, +sui due lati della catena del Balkan, verso oriente fino al Mar Nero, +risalendo nella direzione settentrionale attraverso il Danubio e la +Drava, all'Ungheria ch'essa invade aumentando d'anno in anno in +proporzione più rapida di quella dell'elemento magyaro.</p> + +<p>Tra questa zona, popolata d'un dodici milioni di slavi, e la zona +superiore e continua, slava anch'essa, che dalla Galizia s'espande +da un lato alla Moravia e alla Boemia, dall'altro alla Polonia per +raggiungere attraverso il Ducato di Posen e la Lituania il Mar Baltico, +s'interpongono, impedimento provvidenziale alla realizzazione +della sognata unità <i>panslavistica</i>, la Moldavia, la Valacchia, la Transilvania; +ma son terre Daco-Romane, legate a noi, da Trajano in poi, +per tradizioni storiche, affinità di lingua e affetti che non hanno bisogno, +ad assumere importanza, fuorchè d'essere da noi coltivati; e +mentre scemano il pericolo minacciato dallo Tsarismo, possono giovare +a noi come anello di congiungimento tra le due zone nelle nostre +relazioni colla famiglia slava. E questa sua seconda zona, popolata +di 18 a 20 milioni di slavi, sembra disegnata, anch'essa provvidenzialmente, +come barriera futura tra la Russia e la Germania del nord.</p> + +<p>Là, nell'alleanza colle popolazioni di queste due zone, stanno, lo +ripetiamo, la nostra missione, la nostra iniziativa in Europa, la nostra +futura potenza politica ed economica.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span></p> +<p>Dell'agitazione slava, del moto, crescente negli ultimi cinquanta +anni, che affatica le popolazioni delle due zone e le sospinge a costituirsi +Nazioni, dovremo parlare più volte e additare le immense +conseguenze del fatto di una vasta famiglia umana, muta finora e +senza vita propria costituita e ordinata, chiedente oggi, come la famiglia +teutonica sul perire del politeismo, diritto di <i>parola</i>, e di comunione +coll'altre famiglie europee. Ma possiamo intanto affermare +che per quanti hanno studiato con occhio attento e profondo quel +moto, il suo non lontano successo è certezza. Non si tratta più d'impedirlo +o dissimularlo, ma di dirigerlo al meglio e di trarne, allontanandone +i pericoli, le conseguenze più rapidamente favorevoli al +progresso europeo. Il moto delle razze slave che, salutato e ajutato +come fatto provvidenziale, deve ringiovanire di nuovi impulsi e d'elementi +d'attività la vita europea e preparare, ampliandolo, il campo +alla trasformazione religiosa e sociale fatta oggimai inevitabile, può, +se avversato, abbandonato o sviato, costare all'Europa vent'anni di +crisi tremenda e di sangue.</p> + +<p>E i pericoli sommano in uno: che il moto ascendente slavo del +mezzogiorno e del nord cerchi il proprio trionfo negli ajuti russi e +conceda allo Tsar la direzione delle proprie forze. Avremmo in quel +caso un gigantesco tentativo per far <i>cosacca</i> l'Europa, una lunga e +feroce battaglia a pro d'ogni autorità dispotica contro ogni libertà +conquistata, una nuova èra di militarismo, il principio di <i>nazionalità</i> +minacciato dal concetto d'una monarchia europea, Costantinopoli, +chiave del Mediterraneo, e gli sbocchi verso le vaste regioni asiatiche +in mano allo Tsar: invece di una confederazione slava fra i +tre gruppi, slavo-meridionale, boemo-moravo e polacco, amici a noi +e alla libertà, l'unità russo-panslavistica ostile: invece di 40 milioni +d'uomini liberi, ordinati dal Baltico all'Adriatico a barriera contro +il dispotismo russo, cento milioni di schiavi dipendenti da un'unica +e tirannica volontà.</p> + +<p>Il pericolo, checchè altri abbia scritto, non esisteva allo iniziarsi +dell'agitazione slava: fu creato dalla falsa immorale politica adottata +dalle monarchie. Il moto slavo sorse, come il nostro, spontaneo dagli +istinti e dal giusto orgoglio dei popoli, dai germi di futuro cacciati +nelle tradizioni storiche e nei canti popolari, dagli esempî d'altre +Nazioni, dal destarsi d'idee che volevano e non trovavano libero +sfogo, dalla coscienza svegliata al senso d'una missione da compiersi +scritta nel disegno divino che informò l'Europa a fati progressivi +comuni. Cagioni siffatte s'avvivano sempre a un alito di libertà e le +libere tendenze s'afforzavano naturalmente dagli ostacoli al moto +risiedenti tutti nella resistenza e nelle persecuzioni delle monarchie +alle quali gli agitatori slavi si trovavano e si trovano ancora aggiogati. +Ed è tanto vero che il concetto di federazione slava, pel quale +nel 1825 caddero martiri in Russia Pestel, Mouravieff, Bestoujeff e +altri ufficiali, assumeva bandiera repubblicana. Ma il rifiuto d'ogni +appoggio, la diffidenza di tutti governi e popoli, l'ostinazione dei +gabinetti inglesi e francesi a non vedere in una santa aspirazione di +popoli se non un maneggio segreto russo e a volerne impedire lo +sviluppo col sorreggere l'Impero Turco e l'Austriaco, ricacciarono in +parte gli Slavi, avversati, negletti, fraintesi e disperati d'ajuto, verso +chi insisteva a susurrare promesse d'eserciti e di guerre emancipatrici. +Non piegammo noi Italiani, bestemmianti pochi dì prima ai +Francesi in Roma e plaudenti ai ricordi d'Orsini, alle promesse e +alle offerte del Bonaparte?</p> + +<p>La via che additiamo all'Italia farebbe svanir quel pericolo. Freme +<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span> +intorno alle radici d'ogni moto nazionale un pensiero di libertà e quel +pensiero, ch'è anima in Polonia e altrove d'una poesia ignota all'Italia +e superiore a ogni poesia posteriore a Byron e Goethe, avrebbe, cancellando +ogni fiacchezza verso la Russia dello Tsar, potente e immediato +sviluppo il giorno in cui un forte popolo repubblicano stenderebbe +agli Slavi una mano fraterna. Chi scrive sa come gli uomini a +capo del moto slavo sorridessero alla speranza di quel giorno e si +affrettassero a dircelo quando, tra il 1860 e il 1861, il moto italiano +assumeva sembianza di moto popolare e Garibaldi, allora fidente nelle +forze vive della sua Nazione, guidava i nostri volontarî a scrivere +nelle terre meridionali una delle più belle pagine della nostra Storia. +La speranza cadde negli animi d'allora in poi. Il machiavellismo servile +e l'ignorante paura dei ministri della monarchia spensero l'entusiasmo +di quei popoli che avevano intraveduto nell'Italia la Nazione +<i>iniziatrice</i> e la videro inferiore a' suoi fati. Ma una parola di +fratellanza che accennasse a fatti virili e inaugurasse una politica +nuova fondata sul principio di <i>nazionalità</i> ridesterebbe in un subito +le sopite speranze e richiamerebbe gli Slavi dall'accettazione forzata +d'un ajuto che non amano e del quale paventano, a più largo e popolare +concetto. La politica sostenitrice dell'Impero Austriaco e del +Turco è, nelle sue conseguenze, politica russa e fomentatrice del panslavismo.</p> + +<p>L'Impero Turco e l'Austriaco sono irrevocabilmente condannati a +perire. La vita internazionale d'Italia deve tendere ad accelerarne la +morte. E l'elsa del ferro che deve ucciderli sta in mano agli Slavi.</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Le prime e più importanti conseguenze del moto slavo saranno il +disfacimento dell'Impero d'Austria e dell'Impero Turco in Europa. +Chi non antivede inevitabili quei due fatti e non sente la necessità +di promoverne lo sviluppo, tanto che giovi al progresso generale della +civiltà e all'avvenire d'Italia, non usurpi alla sua il nome di politica +internazionale: viva, come i ministri della monarchia, d'espedienti, +ottenga un giorno un apparente vantaggio scontandolo il dì dopo col +disonore e la soggezione del paese, passi senza norma e pegno securo +d'alleanza in alleanza per trovarle perdute tutte quando più +importerà di non essere soli, tremi davanti alla Francia, davanti alle +vittorie prussiane, davanti alle stolide minacce papali e condanni—finchè +il paese lo tollera—una Nazione di ventisei milioni d'uomini +e che fu due volte iniziatrice nel mondo a nullità assoluta in +Europa. Sgoverni e taccia. Senza norma morale, senza intelletto del +futuro, senza coscienza d'un <i>fine</i> determinato e un <i>metodo</i> costantemente +e arditamente seguìto a raggiungerlo, non esiste vita internazionale +possibile.</p> + +<p>Rotta appena a occidente dalla stretta zona che si stende da Vienna +a Innsprück, a oriente dalla Moldavia non germanica, e avversa essa +pure per le sue genti smembrate all'Austria, la circonferenza dell'Impero +Habsburghese è slava e da quella larga zona di circonferenza +partono raggi che solcano in ogni direzione l'interno. Cifra di +popolazione straniera alla razza che governa cedendo, e progresso +regolarmente crescente delle agitazioni nazionali condannano l'Impero +a dissolversi. Cominciato da noi, seguìto timidamente finora +dall'Ungheria, il moto disintegrante non può oggimai più arrestarsi.</p> + +<p>A mezzogiorno, le popolazioni slave predominano sulla Turchia. +L'Impero Turco è condannato a dissolversi, prima forse dell'Austriaco; +<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span> +ma la caduta dell'uno segnerà prossima quella dell'altro. Le +popolazioni che insorgeranno in Turchia per farsi Nazioni sono quasi +tutte ripartite fra i due Imperi e non possono agglomerarsi senza +emanciparsi dall'uno e dall'altro. L'Impero Austriaco è un'Amministrazione, +non uno Stato; ma l'Impero Turco in Europa è un accampamento +straniero isolato in terre non sue, senza comunione di fede, +di tradizioni, di tendenze, d'attività, senza agricoltura propria, senza +capacità d'amministrazione, invasa un tempo dai Greci, oggi dagli +Armeni disseminati sul Bosforo, ostili al Governo che servono: immobilizzata +dal <i>fatalismo</i> maomettano, la razza conquistatrice, ricinta, +affogata da popolazioni cristiane, avvivate dall'alito della libertà occidentale, +non ha dato da oltre a un secolo un'idea, un canto, una +scoperta industriale e conta meno di due milioni d'uomini circondati +da tredici o quattordici di razze europee, slave, elleniche, daco-romane, +assetate di vita, anelanti insurrezione. E a questa insurrezione +non manca per aver luogo a convertirsi rapidamente in vittoria se +non l'accordo fra quei tre elementi gelosi anch'oggi per vecchî ricordi +di guerre e oppressioni reciproche, l'uno dell'altro.</p> + +<p>Proporre e far prevalere le basi di questo accordo è missione italiana.</p> + +<p><i>Sorti in nome del Diritto Nazionale, noi crediamo nel vostro, e vi +profferiamo ajuto per conquistarlo. Ma la nostra missione ha per fine +l'assetto pacifico e permanente d'Europa. Noi non possiamo ammettere +che lo Tsarismo russo sottentri, minaccia perenne alla Libertà, ai +vostri padroni; e ogni vostro moto isolato, limitato a uno solo dei +vostri elementi inefficace a vincere, incapace s'anche vincesse di costituire +una forte barriera contro l'avidità dello Tsar, giova alle sue mire +d'ingrandimento. Unitevi: dimenticate gli antichi rancori: stringetevi +in una Confederazione e sia Costantinopoli la vostra Città Anfizionica, +la città dei vostri Poteri Centrali, aperta a tutti, serva a nessuno. Ci +avrete con voi.</i> È questo il linguaggio che dovrebbe tenere a quelle +popolazioni l'Italia. L'Italia repubblicana lo terrebbe. L'Italia monarchica +non lo terrà mai.</p> + +<p>E mentre consigli e profferte siffatte spianerebbero la via a una +soluzione della tormentosa questione d'Oriente favorevole al principio +di <i>nazionalità</i> e avversa un tempo all'ambizione russa, profferte simili +inoltrate alle popolazioni della Dalmazia, del Montenegro, della Croazia +e delle terre daco-romane, preparerebbero il disfacimento dell'Impero +d'Austria e compirebbero il concetto della nostra politica. Suonata +dai popoli sommossi l'ora suprema, la costa occidentale dell'Adriatico +diventerebbe la nostra base d'operazione per ajuti efficaci +ai nuovi alleati. Le nostre navi da guerra riscatterebbero l'onore violato +della bandiera conquistando agli slavi del Montenegro lo sbocco +del quale abbisognano, le Bocche di Cattaro, e agli slavi della Dalmazia +le città principali della costa Orientale. Lissa, chiamata giustamente +da altri la Malta dell'Adriatico e campo d'una nostra immeritata +disfatta che importa per l'onore del navilio di cancellare, +rimarrebbe stazione italiana.</p> + +<p>Il moto slavo-meridionale si diffonderà naturalmente, quando avrà +luogo, lungo i Carpati, attraverso la Galizia e il gruppo Boemo-Moravo, +alla Polonia, santa, martirizzata, immortale Nazione colla quale +noi abbiamo già, dal periodo delle Legioni di Dombrowski in poi, +vincoli di speciale affetto fraterno e patti di futura alleanza.</p> + +<p>Ajutatrice del sorgere degli slavi illirici e di quelli che costituiscono +gran parte della Turchia europea, l'Italia acquisterebbe, prima +fra tutte le Nazioni, diritto d'affetto, d'inspirazione, di stipulazioni +economiche coll'intera famiglia slava.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span></p> +<p>I vantaggi, all'Europa e all'Italia, del concetto politico al quale +rapidamente accenniamo e del quale la nostra Nazione potrebbe, volendo, +farsi iniziatrice, sono innegabili e di una importanza vitale.</p> + +<p>Al nord la Federazione slava, frapposta fra la Russia e la Germania +e alla quale, svelta dall'Impero d'Austria, potrebbe aggiungersi +l'Ungheria, sarebbe a un tempo tutela alla Germania contro il predominio +russo, tutela alla Francia e all'Italia contro il minacciato +predominio teutonico: alleata agli Slavi non amici della Germania, +l'Italia minaccierebbe, occorrendo, con essi l'invasore alle spalle.</p> + +<p>A mezzogiorno e a oriente, data per sempre Costantinopoli alla +Libertà occidentale e inalzata contro lo Tsarismo una barriera di +giovani popoli federati a difendere la propria indipendenza, la Russia +sarebbe consegnata ai suoi limiti naturali, la civiltà e la produzione +europea conquisterebbero un immenso e singolarmente fecondo terreno, +due delle tre grandi vie al mondo asiatico sarebbero schiuse +e normalmente assicurate al commercio d'Europa e segnatamente, +mercè la nostra iniziativa slavo-ellenica-daco-romana, a quello d'Italia.</p> + +<p>Abbiamo nominato il mondo asiatico. Ed è infatti verso quello, se +guardiamo nel futuro e oltre ai nostri confini, che convergono oggi +le grandi linee del moto europeo. Popolata un tempo dalle emigrazioni +asiatiche che ci recarono i primi germi di civiltà e le prime +tendenze nazionali, l'Europa tende oggi provvidenzialmente a riportare +all'Asia la civiltà sviluppata da quei germi sulle proprie terre +privilegiate. Figli delle razze vèdiche, noi, dopo un lungo e faticoso +pellegrinaggio, ci sentiamo quasi da mano ignota sospinti a cercar +nei luoghi che ci furono cuna un vasto campo alla nostra missione +morale trasformatrice dell'idea religiosa, un vasto terreno alla nostra +attività industriale e agricola trasformatrice del mondo esterno. L'Europa +preme sull'Asia e la invade nelle sue varie regioni colla conquista +inglese nell'India, col lento inoltrarsi della Russia al nord, colle +concessioni periodicamente strappate alla China, colle mosse americane +attraverso le Montagne Rocciose, colle colonizzazioni, col contrabbando. +Prima un tempo e più potente colonizzatrice nel mondo, +vorrà l'Italia rimanere ultima in questo splendido moto?</p> + +<p>Schiudere all'Italia, compiendo a un tempo la missione d'incivilimento +additata dai tempi, tutte le vie che conducono al mondo asiatico: +è questo il problema che la nostra politica internazionale deve +proporsi colla tenacità, della quale, da Pietro il Grande a noi, fa +prova la Russia per conquistarsi Costantinopoli. I mezzi stanno nell'alleanza +cogli Slavi meridionali e coll'elemento ellenico fin dove si +stende, nell'influenza italiana da aumentarsi sistematicamente in Suez +e in Alessandria e in una invasione colonizzatrice da compirsi, quando +che sia e data l'opportunità, nelle terre di Tunisi. Nel moto inevitabile +che chiama l'Europa a incivilire le regioni africane, come Marocco +spetta alla Penisola Iberica e l'Algeria alla Francia, Tunisi, +chiave del Mediterraneo centrale, connessa al sistema sardo-siculo e +lontana un venticinque leghe dalla Sicilia, spetta visibilmente all'Italia. +Tunisi, Tripoli e la Cirenaica formano parte, importantissima +per la contiguità coll'Egitto e per esso e la Siria coll'Asia, di quella +zona africana che appartiene veramente fino all'Atlante al sistema +europeo. E sulle cime dell'Atlante sventolò la bandiera di Roma +quando, rovesciata Cartagine, il Mediterraneo si chiamò Mare nostro. +Fummo padroni, fino al V secolo, di tutta quella regione. Oggi i Francesi +l'adocchiano e l'avranno tra non molto se noi non l'abbiamo.</p> + +<p>Sono i disegni, ai quali accenniamo e che andremo via via svolgendo, +utopie? Gli uomini della monarchia lo diranno e schernendo: +<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span> +sono uomini <i>pratici</i>. Ma la storia più <i>pratica</i> d'essi ha registrato e +dirà che, scherniti dagli uomini <i>pratici</i>, noi predicavamo trentanove +anni addietro l'Unità d'Italia ed è, materialmente almeno, quasi compita; +che, scherniti, annunziavamo fin da quel tempo l'Unità Germanica, +e si sta compiendo; scherniti, affermavamo perduta in Francia +ogni potenza d'<i>iniziativa</i> e i fatti d'oggi provano che soli avevamo +veduto il vero. I <i>pratici</i> dicevano nel 1848 impossibili le Cinque Giornate, +ed ebbero luogo: ci predicevano nel 1849 che non avremmo +potuto difendere Roma contro i Francesi due giorni, e la difendemmo +due mesi: dicevano ai Veneti che si affrettassero a calare la bandiera +repubblicana perchè senza l'ajuto dinastico sarebbero stati incapaci +di resistere all'Austria tre settimane, e Venezia si dava alla +monarchia, non riceveva ajuto alcuno da essa e nondimeno durava +diciotto mesi. I <i>pratici</i> non seppero finora che movere quando s'avvidero +che inoltravano davvero, sull'orme nostre, usurpare guastandoli +i nostri disegni, porsi indosso a tempo e insozzandolo di codardie, +imprevedute da tutti fuorchè da noi, il manto tessuto dalle nostre +mani. I <i>pratici</i> cedevano tremanti Nizza e Savoja a un uomo del quale +i poveri <i>utopisti</i> repubblicani del Messico iniziavano, resistendo trionfalmente, +la rovina. I <i>pratici</i> si vincolarono a rispettare il territorio +del Papa, diedero in pegno la scelta di Firenze a metropoli e s'arretrerebbero +anch'oggi davanti a Roma, se gli <i>utopisti</i> non minavano +il trono a Luigi Napoleone e la parola <i>repubblica</i> non si proferiva +dagli <i>utopisti</i> in Parigi. Meschina parodia dei <i>dottrinarî</i> francesi, i +<i>pratici moderati</i> non hanno dato un'idea, un precetto morale, un +giorno di vera vita all'Italia. Tra le angustie di un disavanzo che +promettono cancellar d'anno in anno e che ricompare d'anno in anno +ostinato, tra gli espedienti di nuove tasse aggiunte alle antiche non +pagate o incompiutamente pagate, tra disegni d'alleanze contraddittorie +colla Francia un giorno, colla Prussia un altro, coll'Austria un +terzo, i vinti di Lissa e Custoza trascinano un'esistenza che poggia +sul trionfo rimpicciolito d'alcune idee nostre, d'alcune formule usurpate +a noi, guaste da essi come le vivande imbandite da altri erano +guaste dalle Arpìe irruenti; ma pur potenti abbastanza per sedurre +gl'Italiani a rispetto. Governano alla giornata ajutandosi delle forze +passive che trovano, senza virtù per creare un solo nuovo elemento +o per infondere uno spirito di progresso negli esistenti. Irridono alle +idee perchè hanno l'<i>amaurosi</i> dell'anima e non possono intendere ciò +che non vedono.</p> + +<p>Le grandi idee, noi lo abbiamo detto più volte, fanno i grandi popoli. +E le idee non sono grandi pei popoli se non in quanto travalicano +i loro confini. Un popolo non è grande se non a patto di compire +una grande e santa missione nel mondo, come appunto l'importanza +e il valore d'un individuo si misurano da ciò ch'ei compie a pro della +società nella quale ei vive. L'ordinamento interno rappresenta la +somma dei mezzi e delle forze raccolte pel compimento dell'opera +assegnata al di fuori. Come la circolazione e lo scambio danno valore +alla produzione e l'avvivano, la vita internazionale dà valore e +moto alla vita interna d'un popolo. La vita <i>nazionale</i> è lo stromento; +la vita <i>internazionale</i> è il <i>fine</i>. La prima è opera d'uomini; la seconda +è prescritta e additata da Dio. La prosperità, la gloria, l'avvenire di +una Nazione sono in ragione del suo accostarsi al <i>fine</i> assegnato.</p> + + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="LE_CLASSI_ARTIGIANE159" id="LE_CLASSI_ARTIGIANE159"></a>LE CLASSI ARTIGIANE<a name="FNanchor_159_159" id="FNanchor_159_159"></a> +<a href="#Footnote_159_159" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[159]</span></a></h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p>Se noi fossimo, come taluni affettano di credere, partigiani irosi e +guidati esclusivamente dal desiderio di vincer comunque, avremmo +salutato il linguaggio della stampa monarchica intorno ai fatti di +Francia come potente indizio di fiacchezza sentita nella parte avversa. +Da quel linguaggio, come dalla proposta di leggi eccezionali per la +pubblica sicurezza—come dagli annunzî esagerati di nuove mene +repubblicane perchè qualche ufficiale legge la <span class="smcap">Roma del Popolo</span>—come +dalle spese di guerra, profuse non pel di fuori da dove nessuno +minaccia, ma per antivigenze interne—trapela il terrore dell'avvenire, +la coscienza dell'impossibilità di riconquistare il terreno perduto. +Servi di Francia e presti a trascinar la Nazione in una rovinosa +immorale alleanza quando speravano nelle vittorie del Bonaparte, ligi +alla Prussia poi che videro disfatto l'Impero e s'illudevano a credere +che l'armi di re Guglielmo avrebbero rifatto in Francia una monarchia, +gli uomini avversi al principio che sosteniamo s'irritano oggi +sino al furore contro gl'insorti a pro del Comune parigino: chiamano +<i>orda, bordaglia pazza di furore e di lucro</i> duecentomila elettori che +votano placidamente la scelta de' membri del municipio: <i>inorridiscono</i>, +essi che tacquero e tacciono sulle proscrizioni del Due dicembre, +sulle fucilazioni messicane, sopra ogni sangue versato da mano +regia, alle uccisioni—son due e conseguenza d'eccitamento parziale +riprovato da quei che reggono—commesse in Parigi; e diresti tornati +i giorni terribili del 1793. Come i tori, i gazzettieri della monarchia +insaniscono all'apparire di un cencio rosso.</p> + +<p>Ma il rimproverare, tra due espressioni di orrore pel sangue di due +individui, l'Assemblea di Versailles d'esitazione codarda perchè non +s'affretta ad affogare a Parigi nella guerra civile—il far arme d'un +conflitto suscitato da cagioni speciali in un luogo e d'alcuni fatti isolati +per eccitare a reazione di spavento quei che governano altrove—il +desumere, dalla parte qualunque che una Associazione può avere +in quel conflitto e in quei fatti, argomento a levare un grido di crociata +contro tutta una classe straniera in Italia a quell'Associazione—il +segnare una linea ostile di separazione tra le aspirazioni degli +<i>operaî</i> e i diritti degli <i>agiati</i><a name="FNanchor_160_160" id="FNanchor_160_160"></a><a href="#Footnote_160_160" class="fnanchor">[160]</a>—è tal cosa che dovrebbe rattristare +profondamente tutte le anime oneste e vogliose del bene in +<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span> +Italia. Che! Sono i protettori dell'<i>ordine</i> giunti a tale, da sostenerlo calunniando +deliberatamente tutta una classe di cittadini e seminando i +germi d'una guerra civile? E che sarebbe, se noi fossimo capaci di +raccogliere il guanto?</p> + +<p>Noi non possiamo essere sospetti di cieco favore pei fatti che vanno +svolgendosi fatalmente in Parigi. Non aspettiamo il pensiero iniziatore +della nuova Epoca dalla Francia: il materialismo, sceso come +sempre dalla sfera filosofica generalmente nelle anime, è—finchè +dura—ostacolo insuperabile a quel pensiero. Abbiamo giudicato con +dolore, ma severamente, le cagioni della guerra e dell'inferiorità rivelata +in essa dalla Francia. E l'idea che predomina sul moto attuale +è idea che, dove fosse universalmente accettata, condurrebbe rapidamente +a esagerazioni di spirito <i>federalista</i> fatale ad ogni unità morale, +a ogni missione collettiva, a ogni cosa che fa grande e giovevole all'Umanità +una Nazione. Ma il linguaggio di quei gazzettieri sui fatti +dell'oggi è nondimeno mera calunnia. Quel moto non ha rivelato finora +programmi o intenzioni che provochino le parole avventate contr'esso: +non sorgeva se l'Assemblea non manifestava—e senza coraggio di +tradurle in fatti—tendenze positivamente monarchiche: cesserebbe +anch'oggi se la scelta d'altri uomini agli ufficî, una esplicita dichiarazione +repubblicana e pochi atti, che fossero pegno di sincerità nel +volere e d'energia nell'osare, accertassero gli insorti che la Repubblica +non sarà tradita nelle mani del monarca caduto o d'un nuovo. +L'insurrezione parigina è protesta repubblicana—ed è questo, benchè +nol dicano, il segreto dell'ire dei gazzettieri monarchici—contro le +opere d'un'Assemblea colpevole d'aver sancito col voto lo smembramento +territoriale della Francia, colpevole di tendere a rapirle l'unico +compenso possibile in tanta sciagura, un Governo di popolo che assicuri +almeno internamente la Libertà. Ponendo i fati di Francia nelle +mani d'un uomo che rappresenta per l'indole delle teorie le idee essenziali +del Bonapartismo o per vincoli individuali le pretese degli +Orléans, affidando gli avanzi dell'esercito alla condotta dei generali +di Luigi Napoleone, evitando studiosamente la parola <i>repubblica</i> e +ricusando di raccogliersi in Parigi perchè città dichiaratamente repubblicana, +l'Assemblea decretò inevitabile la protesta. Forse, se invece +di pellegrinare in Francia e altrove o rimanere in un'Assemblea +della quale diffidano, gli uomini influenti per potenza d'intelletto e +fede repubblicana provata si fossero frammisti quasi inspiratori agli +ignoti del Comitato Centrale, quella protesta non si sviava e s'evitava +la guerra civile, triste sempre, tristissima di fronte all'invasore straniero.</p> + +<p>Questo per la Francia e per amor di giustizia. Ma per l'Italia? Per +l'Italia dove il moto ascendente della classe operaja si svolge mirabilmente, +inalterabilmente temperato e pacifico? Dove gli uomini del +Lavoro non hanno sparso altro sangue che il proprio a pro dell'Indipendenza +e della Unità della Patria? Dove i sistemi socialisti settarî +di Francia e d'altrove non hanno trovato seguaci visibili? Dove +l'Apostolato delle Associazioni move, in tutti i suoi atti, dalla santa +idea del Dovere e tace, forse soverchiamente, ma per amore all'Unità +incompiuta finora dell'Italia, del <i>diritto</i> che sorge dal dovere compiuto? +Dove le agitazioni, se agitazioni furono tra gli operaî, ebbero +sempre a motore il senso dell'onore italiano violato, della grandezza +della Patria tradita, non mai il miglioramento delle loro condizioni +economiche? A che il grido selvaggio d'allarme? A che l'insulto +non provocato? A che l'annunzio d'un grave imminente pericolo +gettato fra le classi <i>agiate</i> perch'esse s'ordinino a resistere e +<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span> +prevenire?<a name="FNanchor_161_161" id="FNanchor_161_161"></a><a href="#Footnote_161_161" class="fnanchor">[161]</a> È tristizia? È follia? o più verosimilmente calcolo nefando +d'uomini che, avversi tanto più ferocemente alla Repubblica +quanto più furono, pressochè tutti, repubblicani un tempo e li +irrita il rimorso d'aver ceduto a seduzioni volgari di potere o di +lucro, afferrano per combatterci e impaurire i creduli ogni arme +sleale? Questa nostra classe operaja delle città, che gli stranieri +ammirano superiore, se non per istruzione, per moralità di principî +e sobrietà di condotta, a quante altre popolazioni artigiane +ha l'Europa, può sprezzare, gazzettieri di parte monarchica, le vostre +calunnie: i suoi titoli stanno sui registri dei morti nelle patrie battaglie +dalle Cinque Giornate in poi: come i suoi padri che fecero +grande l'Italia, essa è repubblicana perchè tutti i forti nobili ricordi +della sua terra le parlano di repubblica e tutte le memorie di servitù, +disonore e persecuzione le parlano del reggimento che sottentrò; ma +non perch'essa veda nel mutamento esclusivamente un gradino al +proprio miglioramento materiale o perchè, ròsa da ingiuste e turpi +passioni d'invidia o vendetta, macchini guerra ad altre classi prima +d'esse emancipate e pur troppo sovente immemori del dovere e del +<i>fine</i> comune: non falsò il problema che involve l'avvenire d'Italia: +non traviò dietro a sistemi che mirano a traslocare colla violenza il +benessere da una ad un'altra zona sociale: non sostituì gli appetiti +materiali all'adorazione dello spirito, dell'umana dignità e del progresso +per tutti: non scisse, come in altri paesi, il campo dei credenti +nella nostra fede, separando la vita economica dalla vita politica, +dalle sante aspirazioni a una missione nazionale da compiersi +colle forze di tutti. E voi che avete rinnegato quella missione pel +fatto potente dell'oggi, sagrificando le convinzioni dell'intelletto a un +officio, a un titolo, a una pensione, voi che nel poco contatto avuto +per calcolo politico colle Associazioni operaje tentaste di persuaderle +in Torino, in Milano, in Napoli ad abbandonare ogni pensiero, ogni +dovere di cittadini per non occuparsi che delle proprie condizioni +materiali, spingendole così al vizio ch'oggi atteggiandovi a puritani +rimproverate, voi che, irritati dal generoso rifiuto delle più tra le +Associazioni, le denunziate all'Europa come fomite di perdizione e +chiamate gli <i>agiati</i> a premunirsi contro il pericolo, siete a un tempo +<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span> +calunniatori e—se noi fossimo capaci più d'ira che di disprezzo—imprudenti.</p> + +<p>Lasciamo i tristi gazzettieri all'oblìo. Ma tra gli uomini che s'intitolano, +non intendiamo il perchè, <i>moderati</i>, come se tra il bene e il +male del paese la parola <i>moderazione</i> potesse aver senso, al di sotto +delle poche centinaja di faccendieri raggiratori che invadono le altre +sfere, sono migliaja d'Italiani che amano come noi la patria, illusi di +buona fede sulle vie che guidano al suo incremento e non d'altro colpevoli +che di lasciarsi ciecamente ingannare, tra per soverchia arrendevolezza +d'animo, tra per ignoranza di noi e delle nostre idee, da +quei pochi raggiratori. Molti fra i nostri confondono queste due classi +d'uomini e hanno torto. I primi illudono, e con essi s'ha da fare assoluto +divorzio: i secondi non sono che illusi, e ci corre debito fraterno +d'insistere a illuminarli e richiamarli al severo esame dei fatti. +E a questi diciamo:</p> + +<p>Voi non avete in Italia minaccia di pericoli sociali, di guerre tra +classe e classe, di sconvolgimenti inspirati da ree passioni o da cupidigie +volgari. Gli artigiani delle nostre città, miseri e angustiati come +pur troppo sovente sono, non trascorrono a pensieri di violenza o +mutamenti ingiusti e arbitrarî per sottrarre la loro vecchiaja alle +crisi inevitabili d'una condizione che concede raramente la possibilità +di risparmî: costituiscono, per senno istintivo, pazienza e amore +intenso, disinteressato, di patria, una delle migliori speranze del nostro +avvenire; e spira in essi un alito di quella virtù cittadina che +animava le generazioni di popolani per le cui opere le antiche nostre +Repubbliche diedero spettacolo unico al mondo di prosperità e di +grandezza. Scendete tra essi: affratellatevi: interrogateli. Vissi, io +che scrivo, con essi, e li vidi—quando proscritto e dannato nel capo +dai governucci d'Italia, cercavo, volendo pure di tempo in tempo rivedere +la terra che mi diè vita, asilo nelle loro case—a piangere +sulle pagine di storia che registrano le nostre sciagure, a inorgoglirsi +d'orgoglio generoso su quelle che ricordano le nostre glorie passate. +Quando il primo incerto e debole soffio di libertà corse le nostre +contrade ed essi se ne giovarono a raccogliersi in associazioni, la +loro vita collettiva non varcò mai, ordinati i modi d'ajuto reciproco, +al di là d'una giusta speranza di lento e pacifico progresso economico +e d'un vivissimo desiderio d'una educazione che li rendesse capaci +di giovare più efficacemente all'inalzarsi dell'edifizio italiano, all'onore, +alla potenza, alla legittima influenza della bandiera italiana nel +mondo: Nizza, Lissa, Custoza irritano le anime loro più assai che lo +squilibrio frequente fra i salarî e le necessità della vita per sè e le +famiglie; la servile politica seguìta dai nostri ministri e le transazioni +col Papa che profanano Roma suscitano più fremito in essi che +non l'ingiusto riparto dei frutti d'una produzione senza essi impossibile. +E oggi, quando il numero cresciuto e l'ordinamento diffuso potrebbero, +colla coscienza d'una forza importante, destarli a disegni +più rapidi, a meno tolleranti esigenze, io non odo, nel mio contatto +con essi, una voce che accenni ai concetti, cagione in altre terre di +terrore alla classe abbiente, ma soltanto voci d'affetto all'Italia, di +dolore per quanto la offende e profferte di sacrificî e d'opere attive +a pro d'essa: fidano pel resto nella Patria rinata e nei beneficî inseparabili +della Libertà. No: com'è vero che crediamo in Dio e nell'anima +nostra immortale, voi non dovete, lo ripetiamo, paventare per +quanto concerne le eterne basi dell'ordine sociale dalle classi artigiane +d'Italia o da noi che da un terzo di secolo combattiamo, a viso +aperto e senza riguardo al possibile allontanarsi da noi d'uomini traviati +<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span> +di parte nostra, le intemperanze e gli errori dei sistemi <i>socialisti</i>, +come a viso aperto e senza riguardo allo stesso pericolo combattiamo +il <i>materialismo</i>.</p> + +<p>Rassicuratevi dunque; ma badate: le condizioni d'armonia, di concordia +civile, delle quali andiamo alteri e che darebbero al nostro +risorgere un carattere perduto in Francia e minacciato in Inghilterra, +non dureranno se non ad un patto: che siate antiveggenti, giusti, devoti +al progresso comune, come le classi operaje sono pazienti, tolleranti, +devote alla Patria più che ai loro vantaggi materiali. Ogni +diffidenza non meritata irrita chi ne è fatto segno: ogni accusa come +quelle che, vergognando per chi le scrisse, abbiamo citate, infonde +inconscia una amarezza nelle anime che può produrre gravi effetti +più tardi: ogni perenne oblìo dei <i>diritti</i> creati da sacrificî compiti +a una classe di fratelli, può suscitare in essa il pensiero di conquistarli +colla forza, cieca sempre e travalicante oltre il segno. Pensateci. +Al noncurante egoismo degli <i>agiati</i> di Francia, all'imprudenza +d'un sistema col quale i vincitori d'un giorno negarono al popolo che +aveva combattuto per essi il programma politico ed economico conquistato, +è dovuta gran parte dei traviamenti e delle esagerazioni che +lamentate e lamentiamo con voi: abbandonata e delusa, la classe artigiana +seguì per diverse vie quanti agitatori, repubblicani o dittatoriali, +furono ad essa più larghi di speranze e promesse. Gli operaî +italiani hanno da ormai cinquant'anni dato l'obolo e il sangue a +quanti nobili tentativi vi guidarono al possesso di quanti diritti di +elettorato, di stampa d'ufficî or voi possedete: non lo rammentano +adesso perchè vedono tuttora mutilata l'Unità della Patria e minacciata +l'Indipendenza: ma lo rammenteranno il giorno in cui l'una e +l'altra saranno fatte secure; e il <i>come</i>, con quale tendenze o fremere +di passioni, dipenderà, ricordatevene, dalla vostra condotta dell'oggi. +È il manifesto decadimento di tutte le instituzioni esistenti; il difetto +di virtù <i>iniziatrice</i> in tutti i Governi; l'incapacità loro di andare +oltre una stolta, infeconda dottrina di <i>resistenza</i>; il dualismo esistente +più o meno per ogni dove tra <i>governanti</i> e <i>governati</i>; l'assenza di +ogni credenza, d'ogni patto comune, norma agli atti della vita internazionale; +le aspirazioni, i tumulti frequenti in ogni angolo dell'Europa; +il sorgere di popoli a formare Nazioni nuove e il lento progressivo +smembrarsi di vecchî Stati; le guerre, le insurrezioni, le paci +brevi ed incerte; il bene e il male che si svolgono alterni davanti a +noi: tutto v'avverte che il problema è generalmente, non di lente e +graduali <i>riforme</i>, ma di Rivoluzione fondamentale; che, come andiamo +e andremo ripetendo ogni giorno, un'epoca di civiltà sta morendo, +una nuova deve ordinarsi sul suo sepolcro. Pretender di chiudere +il varco all'Avvenire è follìa: follìa il non curarlo e nascondere, +come lo struzzo, il capo dentro la sabbia per non vedere il nemico +che si avvicina. Tutti i problemi secondarî della vita stanno racchiusi +in quell'Avvenire e ne dipendono. E quasi tutte le convulsioni d'anarchia, +di risse civili, di rovina economica, che afflissero negli ultimi +cento anni i popoli d'Europa, derivarono, a chi ben guarda, dalla +improvvida noncuranza, dalla resistenza tentata, dalla ostinazione +delle classi già fornite d'educazione intellettuale e ricchezza a non +voler assumersi l'<i>iniziativa</i> degli inevitabili mutamenti e averla invece +lasciata ai casi fortuiti o agli istinti, buoni quasi sempre, ma +facili a traviarsi, delle moltitudini.</p> + +<p>E uno dei principali caratteri di quest'Epoca nuova che albeggia, +di questo moto europeo, è visibilmente la tendenza all'<i>associazione</i>, +all'associazione proposta al libero assenso dell'<i>individuo</i>, siccome <i>fine</i> +<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span> +d'ogni suo sforzo e missione della sua vita; e il principale nuovo +elemento, chiamato a tradurre in atto la nuova tendenza, è l'elemento +delle Classi operaje. Ogni epoca reca infatti con sè una definizione +della Vita; ed è in oggi la definizione, che sostituisce la legge del +<span class="smcap">Progresso</span> a quella della <i>caduta</i> e dell'<i>espiazione</i>:—un'idea del <i>fine</i> +da cercarsi, ed è l'idea dell'Associazione che sottentra all'attività +<i>individuale</i>:—un nuovo elemento, stromento aggiunto, per raggiungerlo, +agli altri; ed è, al di fuori dei popoli già costituiti, l'elemento +slavo; in seno a ogni popolo, l'elemento operajo.</p> + +<p>Il moto ascendente delle classi artigiane nelle città ha data oggimai +da un secolo; lento ma tenace nel suo progresso e procedente +di decennio in decennio colla legge del moto accelerato, e crescente +negli ultimi vent'anni, visibilmente per tutti, in intensità ed estensione +e acquistando via via ordinamento, potenza reale e coscienza +d'essa. Traviato sovente altrove e guasto, in parte mercè l'altrui resistenza, +da germi d'anarchia, è in Italia moto maestoso di fiume che +aumenta la propria piena senza minacciar di sommergere le terre +attraverso le quali scorre fecondatore. E dovrebbe far balzare l'anima +di gioja a quanti Italiani sanno amare e vedono, nell'inalzarsi di tutti +gli elementi che la compongono, l'inalzamento della Nazione e un +pegno della futura Unità. Non siamo noi, tutti quanti nascemmo e +nasciamo su questa diletta terra Italiana, fratelli e stretti ad un patto +e necessarî tutti al compimento dei fati della Nazione? Non è l'Unità +<i>morale</i> onnipotente mallevadrice dell'Unità <i>materiale</i>? E può l'unità +morale fondarsi e viver perenne sopra basi che non siano d'eguaglianza +e d'associazione?</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Noi intendiamo il dubbio e l'esitanza dei più davanti alla prima +proposta d'un mutamento, d'un grado di progresso da salirsi, quando +s'affaccia subita, proferita da poche voci, assoluta e minacciosa alle +basi dell'esistente assetto sociale e isolata da ogni tradizione.</p> + +<p>Ma quand'essa si presenta parte di tutto un moto d'emancipazione +collegato colla vita provvidenziale dell'Umanità e anello logicamente +aggiunto alla catena della Tradizione universale—quand'essa persiste +crescente per lunghi anni, attraverso ogni sorta di prove, e +conquista gradatamente a sè un maggior numero d'intelletti—quando +il suo <i>fine</i> è sulla via del fine generale assegnato all'Umanità e le +sue conseguenze non accennano a rovina di giusti interessi attuali e +di diritti legittimamente acquistati, pecca contro Dio e contro gli +uomini, tenta l'impossibile e provoca riazioni tremende chi ad essa +resiste.</p> + +<p>Debito d'ogni uomo che ama davvero il paese e intende la Legge +morale è ajutarla e dirigerla per le vie più pacifiche alla vittoria.</p> + +<p>L'emancipazione degli <i>schiavi</i> era una rivoluzione di <i>libertà</i> inevitabile +tra il conchiudersi del Politeismo e il trionfo del Cristianesimo. +L'emancipazione dei <i>servi</i> era una rivoluzione d'<i>eguaglianza</i> inevitabile +nell'epoca iniziata dai nostri Comuni. L'emancipazione degli +operaî è una rivoluzione che si compirà in nome del principio di +<i>associazione</i>, nell'epoca nostra. Essa darà, compiendosi, un nuovo +elemento di vita al progresso morale delle affiacchite generazioni, un +nuovo pegno di forza al nostro sviluppo politico, un nuovo impulso +alla produzione.</p> + +<p>Gli operaî hanno diritto meritato di sviluppo alle loro facoltà morali, +e devono averlo dall'amore e dal plauso di tutti i loro fratelli—diritto +<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span> +di sviluppo alle loro facoltà intellettuali, e devono averlo +dall'Educazione Nazionale obbligatoria per tutti e dall'insegnamento +di professione agevolato, accessibile a tutti—e dacchè quel doppio +sviluppo non può compirsi quando le necessità della vita fisica esigono +un lavoro di tutte le ore, diritto di miglioramento nelle loro +condizioni economiche; e devono averlo in parte dall'opera loro, in +parte dalla Nazione. Ma questa parte della Nazione non costerebbe +gravi sacrificî ad alcuno e accrescerebbe a benefizio di tutti le sorgenti +della produzione. Un sistema di tributi che lascierebbe inviolato +il necessario alla vita: un sistema di Banchi che fonderebbero il credito +<i>locale</i> e <i>speciale</i> tanto da concedere alla moralità e alla capacità +accertate delle Associazioni operaje quelle anticipazioni ch'oggi non +si concedono se non a firme note di negozianti; un sistema di colonizzazione +applicato ai quattro milioni, o poco meno, d'ettari di terreno +tuttora incolto in Italia; pochi ajuti e agevolmente dati al metodo +d'associazione destinato a riunire nelle stesse mani il <i>capitale</i> +e il <i>lavoro</i>; alcune instituzioni tendenti a costituire giusti giudizî +arbitrali tra gli operaî e gli attuali detentori di capitali, basterebbero +ad accertare pacifico trionfo al moto emancipatore, senza perturbazione +alcuna nelle condizioni economiche ch'oggi sono.</p> + +<p>Inseparabili da questi provvedimenti e dal moto emancipatore delle +classi industriali sono, noi lo sappiamo, altri mutamenti nelle condizioni +civili ed economiche necessarî ad assicurarne la durata e gli +effetti reali—una semplificazione delle forme giudiziarie, gravi +<i>egualmente</i> in oggi a chi ha molto e può superarne i danni, e a chi +ha poco e nol può—l'abolizione d'ogni <i>privilegio</i> dato ad alcune +categorie di creditori sui beni mobili ed immobili dei debitori—la +soppressione d'ogni cosa che inceppi la circolazione dell'elemento +territoriale—l'abolizione dei tributi indiretti e la successiva unificazione +di tutti in uno—un sistema finanziario fondato sull'<i>economia</i> +e sull'incremento delle sorgenti di <i>produzione</i>—ed altro. E +sappiamo pure che disposizioni siffatte non sono da sperarsi colla +Instituzione che regge, ed esigono l'ordinamento d'un Potere Legislativo +nel quale il Lavoro possa essere largamente rappresentato—d'un +Potere <i>esecutivo</i>, responsabile <i>tutto</i> e amovibile, richiamato all'ufficio +definito dal nome—d'una <i>amministrazione</i> lasciata il più +possibile all'elezione delle località—d'un sistema di difesa che sostituisca +all'Esercito permanente la Nazione armata—d'un concetto +di vita politica insomma che, considerando il Progresso come <i>fine</i> +alla Società, il <i>diritto</i> come emanazione del Dovere, l'Educazione +morale verso la coscienza del <i>fine</i> comune come base di Legislazione, +il Voto e l'Armi come segno di missione nei cittadini, inalzamento +dell'umana dignità e stadio iniziatore all'Educazione, faccia possibile +l'armonia fra Governo e Popolo, l'economia nelle spese, l'applicazione +dell'entrata al bene di tutti, l'aumento della produzione e del +consumo corrispondente. Ma non sono, per gli uomini di buona fede, +le questioni di forma governativa dipendenti dal <i>fine</i> che dobbiamo +raggiungere? E se essi dovessero, riesaminando, convincersi che il +problema delle classi artigiane, quale noi lo accennammo, <i>esige</i> una +soluzione, e che questa soluzione è nell'attuale sistema impossibile, +non dovrebbero cercarla altrove con noi?</p> + +<p>È tempo che i buoni s'adoprino a intendersi e a cancellare dall'animo +le ostili, sospettose, rissose abitudini di <i>partito</i>. Avversi e +irreconciliabili a quelle poche centinaja di tipi, che, nascenti dall'avidità +o dall'ambizione, fanno bottega del tempio, noi non guardiamo +ai dissenzienti sinceri come a nemici; combattiamo idee, non uomini; +<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span> +serbiamo l'anatema a quei che illudono, non agli illusi. In questa +nostra Italia nascente, sui primi passi della quale dovremmo noi tutti +vegliare con amore e trepidanza religiosa, ogni guerra di passioni, +ogni linguaggio che susciti a istinti di terrore, d'invidia, di riazione, +ci sembra colpa. Fummo e saremo, affermando, colla parola e quando +che sia col fatto, la nostra credenza, tolleranti d'ogni passato leale. +E perchè ci sentiamo tali, abbiamo diritto d'esser creduti quando +diciamo che scrivendo ai <i>moderati</i> d'oneste intenzioni, noi non pensiamo +che all'avvenire della madre comune e al male che può escire +dal loro improvvido attraversarsi a ciò che è disegno di provvidenza +più assai che d'uomini, dall'indifferenza stessa a un progresso che +deve compirsi, con essi o contr'essi.</p> + +<p>L'Italia, quale oggi l'abbiamo, senza patto, senza norma morale +che inspiri gli atti pubblici della sua vita, senza intelletto delle sue +grandi tradizioni, senza coscienza di missione nel mondo, senza definita +politica internazionale, trascinata da pochi uomini che si sottentrano +sempre gli stessi, cadendo e rizzandosi a vicenda per breve +tempo, entro un cerchio che ha scritto da un lato: <i>inferiorità fra le +Nazioni</i>, dall'altro: <i>resistenza</i> e <i>rovina</i>, non è l'Italia che essi vogliono, +che noi vogliamo. Ma limitandoci ora alla questione speciale +che ci occupa, credono essi che una rivoluzione nazionale possa +compirsi nell'angusta sfera <i>politica</i> e senza produrre gravi modificazioni +nella sfera della vita <i>sociale</i>? Credono che le classi diseredate +di diritti politici e socialmente inferiori possano affratellarsi durevolmente +con essa, possano eternamente rassegnarsi a dare per essa il +loro sangue e l'opera loro se non raccogliendone giovamento alle +loro misere condizioni? Intendono la voce del Fato che domina d'alto +la logica progressione storica seguìta sulla spirale del Progresso dal +moto emancipatore? Non sentono nell'anima ciò che spira di santamente +solenne nel lento sorgere del popolo tendente a formare nell'eguaglianza +e nell'amore l'unità della umana famiglia? E hanno +mai veduto nella Storia milioni d'uomini agitarsi lungamente in seno +a una Patria verso un giusto miglioramento e rimanere lungamente +inascoltati, senza travolgersi, dietro a suggerimenti pericolosi, nel +rancore, nella tendenza a ribellioni violente e nella esagerazione del +<i>fine</i> cercato?</p> + +<p>Gli uomini delle classi medie, gli <i>agiati</i>, pensino e provvedano. +Figli dei Comuni, ricordino che gli artigiani chiedono oggi emancipazione +dagli ordini che regolano il <i>salario</i>, ajuti all'<i>associazione</i> e +diritti di cittadini in nome della stessa legge di Progresso che li +spingeva, sei secoli addietro, a emanciparsi dagli ordini del signorilismo +feudale. Sciolgano il problema del Lavoro, se possono, colla +Instituzione attuale: se non possono, vengano a noi. Ma sopratutto +rinneghino ogni linguaggio simile a quello del gazzettiere imprudente +dal quale prendemmo le mosse. Ogni sillaba d'articoli siffatti è veleno +nelle vene del corpo sociale.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[321]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="IL_COMUNE_E_LASSEMBLEA162" id="IL_COMUNE_E_LASSEMBLEA162"></a>IL COMUNE E L'ASSEMBLEA<a name="FNanchor_162_162" id="FNanchor_162_162"></a> +<a href="#Footnote_162_162" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[162]</span></a></h2> + + +<h3>I.</h3> + +<p>L'orgia d'ira, di vendetta e di sangue della quale Parigi da molti +giorni dà spettacolo al mondo, c'inchioderebbe la disperazione nell'anima +se la nostra fosse <i>opinione</i>, non fede. Un popolo che si volge +briaco, furente in sè stesso coi denti e lacera le proprie membra +urlando vittoria, che danza una ridda infernale intorno alla fossa +scavata dalle sue mani, che uccide, tormenta, incendia, alterna delitti +senza una idea, senza scopo, senza speranza, col grido del pazzo +che pone fuoco alla propria pira e sotto gli occhî dell'invasore straniero +contro il quale non ha saputo combattere, ricorda alcune fra +le più orrende visioni dell'Inferno Dantesco. Il <i>terrore</i> e i patiboli +del 1793 avevano non foss'altro a scopo, nella realtà o nell'imaginazione, +la difesa dell'unità della Francia. Le proscrizioni romane, +da Mario e Silla al Triumvirato, sorgevano, non giustificate ma spiegate, +da una contesa di secoli tra una aristocrazia, che voleva perpetuarsi +quando i tempi e l'impotenza la dichiaravano decaduta, ed +una democrazia, che preparava mal diretta le vie alle dittature militari +e all'Impero, ma che generalmente tendeva ad allargare agli +Italiani la cittadinanza romana. Perchè scorre a torrenti il sangue +in Parigi? Perchè i combattenti delle due parti hanno pugnato o reprimono +con ferocia irochese, con insana sete di strage, propria di +belve e non d'uomini? Il Comune, sorto non per un <i>principio</i> di +Patria o d'Umanità, ma per un <i>interesse</i> parigino, scannava deliberatamente +gli <i>ostaggi</i> quando la loro morte non giovava menomamente +la sua causa e deliberatamente commetteva alle fiamme gli edifizî +e le glorie storiche della Città quando abbandonava via via le località +dove erano posti. L'Assemblea, eletta per decidere della guerra +e della pace e senza titolo in oggi d'esistenza legale, indice atroci +carneficine non di combattenti ma di prigionieri e irrita al sangue +con infami lodi e panegirici trionfali una soldatesca sfrenata che cerca +soffocare, trucidando fratelli, il senso di vergogna, vivo in essa, per +le disfatte patite nella guerra contro le milizie germaniche, quando +fin l'ombra del pericolo è svanita e gli uomini del Comune sono +spenti, imprigionati e fuggiaschi. Il sangue fu versato e si versa senza +intento fuorchè di vendetta contro i vincitori da un lato, di vendetta +contro i vinti dall'altro, per odio o crudele paura; basse passioni +colpevoli sempre e indegne d'ogni buona causa, infami quando ricordano +il delitto di Caino e infieriscono tra figli della stessa terra. La +<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[322]</a></span> +Francia intera assiste impassibile, senza aver tentato di trattenere +con un unanime grido di orrore gli uomini del Comune da fatti ai +quali negli ultimi giorni accennavano, senza coraggio di gridare +oggi al Dittatore dell'Assemblea il <span class="smcap">Surge Carnifex</span> di Mecenate ad +Augusto.</p> + +<p>Ma noi? L'Europa? L'Italia? Non abbiamo doveri? Ci adopriamo +a compirli? Davanti all'agonia convulsiva d'un popolo suicida, dobbiamo +abbandonarci a uno scettico sconforto ch'è codardia, o raccogliere, +a seconda delle nostre tendenze, un legato d'ira o d'insana +paura da quel letto di morte a rischio di preparare fra noi la ripetizione +degli orrori compiti altrove?</p> + +<p>Primo nostro dovere è quello di separarci apertamente, dichiaratamente, +dalle due parti e provvedere a che non si smarrisca in Italia +il senso <i>morale</i> perduto pur troppo in Francia. Guai a noi se non +sentiamo nell'anima che ogni nostro progresso futuro è a quel patto! +Guai se la santa battaglia tra il Bene e il Male, tra la Giustizia e +l'Arbitrio, tra la Verità e la Menzogna, combattuta nella piena luce +del cielo e sotto l'occhio di Dio in Europa, si converte in guerra +condotta nelle tenebre senza norma determinata, senza un faro che +guidi i combattenti, senz'altra inspirazione che d'impulsi d'un'ora e +delle misere passioni d'ogni individuo!</p> + +<p>Noi non alludiamo segnatamente ad alcuno, ma deploriamo un fatto +innegabile: il campo dell'opinione s'è generalmente diviso in due, +il campo di quei che più o meno apertamente parteggiano pel Comune +e il campo di quei che parteggiano più o meno esageratamente +per l'Assemblea: gli uni e gli altri tendenti a velare, tacere o magnificare +i fatti e ingigantirne o dissimularne i caratteri e le conseguenze +a seconda della parte adottata.</p> + +<p>Abbiamo udito da un lato attenuare la strage degli ostaggi come +di <i>provati</i> colpevoli di segreto contatto con Versailles e profanare a +proposito degli incendî i sacri nomi di Sagunto, di Saragozza, di Missolungi. +Gli ostaggi erano tali e non altro: non avevano subito processo +nè un solo interrogatorio. E quanto alle città nominate, combattevano +contro un invasore straniero e i prodi che avevano giurato +difenderle fino all'ultimo alito di vita si sotterrarono sotto le loro +rovine lasciandoci esempio che noi dovremmo, occorrendo, imitare: +gli uomini del Comune davano moto agli incendî partendo, e commettevano +a rovina la loro città e a morte cittadini abbandonati e +indifesi quand'essi speravano di salvarsi. Pugnarono da forti, chi il +nega? Ma il combatter da forti non merita il nome di eroismo: lo +merita il combattere santamente per una santa bandiera: dove no, +l'Italia conta difese di masnadieri che dovrebbero ottenere quel +nome. Oggi pur troppo le tendenze instillate dai sistemi materialisti +travolgono molti dei nostri giovani in una cieca adorazione del coraggio +fisico, del fatto <i>esterno</i>, senza nesso coll'origine e col <i>fine</i> cercato, +che minaccia di sostituire un nuovo <i>militarismo</i> all'antico.</p> + +<p>Abbiamo udito dall'altro lato acclamare all'Assemblea come a tutrice +dell'<i>ordine</i> e della <i>libertà</i>, e il nome incontaminato di Washington +dato, senza arrossire, a Thiers. L'Assemblea e Thiers passeranno, +checchè oggi si dica, ai posteri con una nota d'infamia. Firmarono +tremanti una pace vergognosa, che smembrava la loro Patria, con lo +straniero, quando dovevano mandare un grido solenne di resistenza +collettiva alla Francia e disperdersi poi nelle provincie per capitanarla: +non osarono recarsi in Parigi quando raccogliendosi intorno +la popolazione più ragionevole potevano tentare conciliazione e riuscire: +potevano, con una franca dichiarazione repubblicana richiesta +<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[323]</a></span> +dalla parte intelligente della nazione e con una legge di largo e libero +ordinamento municipale, sopprimere ogni ragione di contesa, e +nol vollero: spinsero contro gli insorti irritandoli col nome di <i>malfattori</i>, +e quasi a impedire ogni possibilità d'accordo, i generali del +Bonaparte: parlavano jeri d'abolire ogni legge di proscrizione, lasciando +col fatto la facoltà di proscrizione alla soldatesca, e preparano +oggi, pur sapendo di commettere a nuova guerra civile immediata o +in breve periodo di tempo il paese, la via del trono alla dinastia +Borbonica. Quei che inneggiano all'Assemblea o non guardano ai +fatti o sono corrotti com'essa.</p> + +<p>Noi dobbiamo, lo ripetiamo, separarci solennemente dagli uni e +dagli altri. Nè cogli uni nè cogli altri stanno la Giustizia e l'eterno +Diritto; e noi non dobbiamo avere altra norma ai nostri giudizî. Siamo +repubblicani; e siamo convinti che se v'è modo perchè la Francia +lentamente risorga, si rieduchi al culto del Vero e della Legge Morale +e si sottragga alla tristissima necessità di violenti rivoluzioni +periodiche e frequenti, sta nell'instituzione su giuste basi d'una repubblica. +La corruzione francese è frutto delle due monarchie borboniche +e dei due imperi: crescerebbe e diventerebbe cancrena durando +la monarchia; nè la Storia ci ricorda esempio di popoli rigenerati +pel ritorno di dinastie due volte cadute. L'argomento continuamente +ripetuto che per fondare repubblica si richiedono anzi tratto repubblicani +e virtù repubblicane, somma a dire che l'educazione repubblicana +deve darsi dalla monarchia o in altri termini che la fede in +un principio deve insegnarsi dal principio contrario. Le repubbliche +si fondano appunto per creare, coll'educazione repubblicana, repubblicani. +Esiste in Francia, sorgente di tutte le interne contese, un +profondo squilibrio tra le città che sono repubblicane e le campagne +che, ineducate e impaurite tuttora dai ricordi del <i>terrore</i> e delle carneficine +del 1793, nol sono. Una educazione nazionale uniforme<a name="FNanchor_163_163" id="FNanchor_163_163"></a><a href="#Footnote_163_163" class="fnanchor">[163]</a> +può sola vincere quello squilibrio; e quell'educazione non può darsi +se non dalla Repubblica. Le monarchie, minacciate, condannate a +vivere per un tempo soltanto e sapendolo, non possono dare ciò che +presentono dover presto o tardi convertirsi in arme nelle mani dei +suoi nemici. Ma perchè siamo repubblicani e ci assumiamo un'opera +d'apostolato con chi non è tale, dobbiamo sapere e dire apertamente +e senza riguardi tattici con amici o nemici, quale è, quale non è la +Repubblica da noi invocata. L'appagarsi del nudo nome e dichiararsi +campioni d'ogni uomo che scelga di proferirlo, è peggio che arrendevolezza +puerile, è tradimento d'un dovere verso chi dobbiamo cercare +di convincere: l'irritarsi della caduta di chi svisò il concetto +repubblicano o intese a proteggerlo con fatti immorali o feroci, soltanto +perchè chi determinò la caduta appartiene al campo nemico, è +peggio che inutile: è oblio d'ogni missione educatrice sagrificata a +un impulso d'odio che non dovrebbe allignare in noi. Poco importa +inveire contro lo strumento immediato della caduta—quello strumento +si romperà alla sua volta—ciò che importa è l'additare <i>perchè</i> +quel travisato concetto fosse dal nascere condannato, per mano +di chicchessia, a perire, e come non debba trarsene argomento alcuno +a danno del vero e giusto concetto e della forza contenuta in +esso per vincere. Ed è questo che la stampa repubblicana davvero +<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[324]</a></span> +dovrebbe fare. L'Instituzione che combattiamo non è oggimai +più forte, tra noi, in Francia e altrove, di forza vitale propria: la +sorreggono i nostri errori. Ogni incertezza lasciata dal nostro linguaggio +o dal nostro silenzio su ciò che dovrà sottentrare, ogni vecchia +paura rinvigorita da fatti come quei compiti a Parigi, ogni stolta minaccia +di vendetta avventata nell'ira e dimenticata il momento dopo, +è più potente puntello a un sistema cadente che non un esercito agitato +da vergogne subìte e dal senso dell'onor nazionale o una moltitudine +d'impiegati mal retribuiti, mal fidi e tentennanti fra le due +parti o l'illusione mantenuta fiaccamente da una opposizione che +accenna sempre a colpire, incapace di farlo, e alla quale il paese +guardava un tempo sperando, oggi guarda a deplorarne le condizioni.</p> + +<p>È tempo or più che mai pei repubblicani di mostrarsi <i>partito</i> e non +<i>fazione</i>: collettività d'uomini raccolti intorno ad un <i>principio</i>, non +nucleo d'individui collegati a tempo per l'<i>interesse</i> d'uno o di più. +E questo <i>principio</i>—concetto della Vita fondato sopra una Legge +di Progresso morale, intellettuale, economico, da svolgersi per mezzo +dell'associazione di tutti gli elementi che formano Nazione e tra un +popolo e l'altro—è sola sorgente d'<i>autorità</i> per noi, solo criterio +per giudicare dei programmi e degli atti che via via si succedono in +questo periodo di transizione: la forma repubblicana non è che un +mezzo—unico a senso nostro—per tradurre in rapida realtà l'<i>associazione</i> +alla quale accenniamo. Nei termini di questo <i>principio</i> sta +la nostra solidarietà con quanti si dicono repubblicani. Ogni tentativo +di rinnovamento politico e sociale che non muove da quel <i>principio</i> +o lo viola col predominio dato alla sovranità dell'<i>io</i>, o chiude il varco +all'<i>Associazione</i> smembrando l'unità della più alta forma d'Associazione, +la <span class="smcap">Patria</span>, o contamina la bandiera con atti d'ingiusta e non +necessaria violenza funesti al progresso <i>morale</i> del popolo, non è +nostro e lo respingiamo. La sua vittoria—se potesse averla—non +sarebbe vittoria nostra, nè c'inorgoglirebbe di forza o speranze. La +sua disfatta non è nostra disfatta, non c'infiacchisce per subiti irragionevoli +sconforti, non scema probabilità di successo alla nostra +fede.</p> + + +<h3>II.</h3> + +<p>Come hanno potuto aver luogo nel secolo XIX, in una città sede +d'incivilimento com'è Parigi, gli eccessi dai quali prendemmo le +mosse nel numero precedente? Perchè un popolo generalmente gentile, +lieto, affettuoso come il francese, ha smarrito a poco a poco +ogni senso morale? Come mai in una Nazione nella quale l'Unità e +l'orgoglio di Patria sembravano più che altrove incarnati in ogni cittadino, +assalitori e assaliti dimenticarono l'una e l'altro a un tratto, +gli uni proponendosi un programma di smembramento affermato in +ultimo con una insensata distinzione d'uomini e cose, gli altri combattendo +i nati com'essi di Francia con una indegna ferocia, con un +accanimento di selvaggi briachi, che aspettò, a rivelarsi, la vittoria +dello straniero pacatamente e vergognosamente subìta? Non dovrebbero +gli Italiani—invece di dividersi in fanciulli irritati che strepitano +vendetta per opinioni e fatti non loro e machiavellisti senza +cuore che non vedono nella rovina d'un popolo se non un'arme per +ferire ingiustamente gli avversi al loro sistema—meditare severamente +sulle cagioni dei tristi fatti e tentare di sviarle da noi? Non +sanno i nostri che in Francia il nemico più potente della Repubblica +è tuttora, nella popolazione rurale, il ricordo del settembre 1792 e +<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[325]</a></span> +dei patiboli del 1793—che l'uccisione degli ostaggi e gli incendî +hanno triplicato le probabilità d'un vicino successo alla monarchia—che +in Italia ogni imprudente avventata manifestazione di favore +ai colpevoli di quegli atti basta a suscitare nella classe media sospetti +e paure propizie al Governo? Non sanno gli avversi che le loro esagerazioni, +le loro condanne a una parte sola, i loro calcolati terrori +che qui s'imitino dai repubblicani e dalle classi inferiori eccessi ripugnanti +a tutte le tendenze italiane, irritano gli animi stanchi ormai +di calunnie, suscitano spiriti di riazione pericolosi e possono trascinare +le classi che hanno più ragione di lagnarsi del sistema attuale +a dire: <i>ci accusano ad ogni modo: facciamo</i>?</p> + +<p>Abbiamo detto e diremo senza ritegno e senza calcolo di conseguenze +immediate possibili ciò che ci sembra vero agli uni e agli +altri. Taluni dei nostri amici ci consigliano di tacere su certe questioni +e di modificare il nostro linguaggio sovr'altre: <i>correte rischio</i>, +dicono, <i>d'allontanare da voi giovani nemici accaniti del sistema che voi +combattete e che sarebbero forse primi, occorrendo, all'azione</i>. Non possiamo +accogliere quel consiglio. Se, perchè siamo repubblicani, dobbiamo +far nostra la massima: <i>la bandiera copre la merce</i>, e accettare +l'assurdo, retrogrado, politicamente immorale concetto di repubblica +trovato novellamente in Parigi e sul quale dovremo tornare, meglio +è gettare la penna e tacere. Se, perchè ad alcuni giovani piace di +rinnegare la tradizione intera dell'Umanità, di chiamare Scienza la +più o meno accurata descrizione dei fenomeni organici e la negazione +della causa di quei fenomeni, di dirsi atei e nemici d'<i>ogni</i> religione +soltanto perchè non credono nell'attuale, dobbiamo tacere di filosofia +religiosa e desumere la missione e i fati della nostra patria dal concorso +fortuito degli atomi o da un numero determinato di combinazioni +passive d'una data quantità di materia, meglio è lasciare che caso e +materia operino a senno loro e limitarci a registrare—e a rispettare—gli +eventi. Le idee sono per noi una cosa santa. Non possiamo +velarle o distribuirle a dosi omeopatiche per piacere ad altri e nella +speranza che una parte infinitesima sia inavvertitamente assorbita. +Le tattiche parlamentari non sono da noi, nè valgono a mutar gli +Stati e collocarli sotto l'egida d'un nuovo principio. Noi amiamo +sovra ogni altra cosa l'Italia; ma la vogliamo connessa colla vita e +col progresso dell'Umanità, faro tra i popoli di moralità e di virtù. +Vogliamo repubblica, ma pura d'errori, di menzogne e di colpe: a +che varrebbe l'averla, se dovesse nudrirsi delle passioni, delle ire, +dell'egoismo che combattiamo? Diversi dai sognatori che predicano +pace a ogni patto, anche di disonore per le nazioni, e non s'adoprano +a fondar la Giustizia unica base di pace perenne, noi crediamo, in +dati momenti, sacra la guerra; ma questa guerra deve combattersi +nei limiti della necessità, quando non è via, se non quella, al bene, +diretta da un principio religioso di Dovere, leale, solenne, coll'altare +della Clemenza eretto di fronte all'altare del Coraggio, non contaminata +di vendetta, di brutale ferocia, di sfrenato orgoglio dell'<i>io</i>: +se la nostra guerra diventasse quella delle soldatesche educate in +Africa alle stragi del 2 dicembre o la combattuta recentemente in +Parigi, non meriteremmo di vincere. Ignoriamo se dicendo questo noi +siamo <i>inferiori</i> o <i>superiori</i> alla situazione: sappiamo che la Repubblica +ha preso obbligo col mondo d'essere migliore dell'Instituzione +avversa e ci dorrebbe che i repubblicani lo dimenticassero.</p> + +<p>Il senso morale s'è smarrito in Francia sotto la lenta dissolvente +opera del materialismo sociale <i>pratico</i> sceso negli animi dal materialismo +filosofico. Non crediamo che, dalla China in poi dove la separazione +<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[326]</a></span> +della Morale da una credenza religiosa impietrì l'intelletto +e vieta da duemila anni ogni progresso, prova più solenne di questa +sia mai stata data a noi tutti delle fatali conseguenze che il materialismo +trascina dietro a sè quando invade, non come momentanea +protesta contro una fede spenta, ma come dottrina inviscerata nelle +abitudini, le membra d'una Nazione. Gli ingegni superficiali e irriverenti +alle severe lezioni dei grandi fatti e all'importanza delle questioni +che trattano possono sfogarsi in maledizioni impotenti a Thiers, +a un generale bonapartista, a una o ad altra congrega d'uomini, +come cagioni determinanti delle tristi cose che accadono. Ma dicano, +se possono, perchè dal 1815 in poi la Francia s'aggiri in un cerchio +fatale, senza escita, d'esperimento in esperimento, di delusione in +delusione: dicano perchè la parte repubblicana, potente di verità, di +giustizia, d'intelletto, d'energia e di favore—non fosse che per patimenti +durati e sete di mutamento di popolo—non possa finora +vincere, sorga, trionfi e invariabilmente ricada: dicano perchè poteri +invecchiati e consunti, perchè Instituzioni impotenti a inspirare +amore e incapaci d'ogni virtù iniziatrice durano tuttavia scimiottando +la vita e chiudono, fantasmi temuti, la via che guida al futuro. +Uomini come Thiers, Assemblee di gente mediocre come quella di +Versailles sono strumenti di cagioni, non cagioni. Davanti a un moto +repubblicano fondato sopra un concetto di Vero e sull'amore sincero +del Bene, sfumerebbero come sfumerebbe il Papato davanti a un popolo +forte non di semplici negazioni, ma d'una fede religiosa migliore.</p> + +<p>In Francia, il materialismo, insinuato prima dai tristi esempî di +corruzione dati dai principi e dalle corti monarchiche, suggerito dal +freddo incerto mentito deismo di Voltaire e d'altri fra i così detti +filosofi che volevano, in nome di non sappiamo quale aristocrazia +dell'intelletto, libertà assoluta per sè e un vincolo qualunque di religione +pel popolo, si rivelò apertamente sul finire del secolo XVIII +con Volney, Cabanis e più giù con d'Holbach, Lametrie, l'autore del +<i>Sistema della Natura</i>, e altri siffatti. Per questi atei, i più tra i quali—ed +era logica—furono poi, tra i <i>muti</i> del Senato conservatore o +altrove, servi sommessi di Napoleone, il <i>pensiero</i> non era che una +secrezione del cervello, definizione della <i>Vita</i> era la <i>ricerca del ben +essere</i>, la sovranità era <i>diritto</i> di <i>ciascun</i> individuo, vincolato soltanto +a non violare il diritto altrui. Là, nell'accettazione teorica o pratica, +conscia o inconscia, di quelle stolte esose dottrine, sta il germe della +rovina di Francia—e della nostra, se mai per la loro predicazione, +impresa da giovani inconsiderati, migliori per ventura del loro linguaggio, +prevalessero anche fra noi.</p> + +<p>Cancellata così ogni idea d'adorazione a un <i>ideale</i> superiore comune +di vita collettiva dell'Umanità, di <i>fine</i> assegnato all'esistenza +terrestre, di Dovere comandato a raggiungerlo, di sovranità di una +Legge Morale preordinata, non rimase a norma degli atti se non la +nuda idea del <i>diritto</i>, della sovranità <i>individuale</i>, idea senza base per +sè, inefficace in ogni modo a risolvere i grandi problemi che cominciavano +ad agitarsi nell'anime. Quell'idea non può—se pure—guidare +che alla <i>libertà</i>; e a risolvere quei problemi bisognava risolvere +prima quello dell'<i>associazione</i>. E le conseguenze alle quali +accenniamo, sono inevitabili, fatali. Noi sappiamo che, come s'incontrano +in oggi uomini credenti a un tempo nel dogma cristiano e nella +Legge del Progresso, molti fra gli attuali materialisti si professano +credenti nel Dovere, nella vita collettiva e progressiva dell'Umanità, +nell'Associazione, in ogni idea promulgata dal nostro campo; ma la +<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[327]</a></span> +patente contradizione non prova, se non che in molti uomini gl'impulsi +del cuore sono, per ventura, migliori delle loro facoltà intellettuali +e della loro potenza di logica. Nessuno può presumere d'<i>educare</i> +altri—e la questione è per tutti noi di trovare un principio d'Educazione—a +contradirsi ed essere illogici perennemente! nessuno +può dire ad un popolo: «tu crederai nella <i>caduta</i> e nella <i>redenzione</i> +e ad un tempo nel Progresso come in Legge data da Dio alla Vita»: +nessuno può dirgli: <i>tu crederai nel Dovere e nel Sacrificio, ma non +crederai in una Legge Morale prefissa da un Intelletto supremo su tutti, +nè in cosa alcuna fuorchè nella sovranità di ciascuno degli uomini +che s'agitano nel tuo seno</i>. Gli individui possono rinnegare per un +tempo la logica e spassionare l'orgoglio a parlare di quello che non +intendono: un popolo intero nol può. Togliete ad esso Dio, cielo, +ideale, immortalità di progresso, nozione d'una Legge Provvidenziale +prestabilita e il vincolo comune d'un <i>fine</i> assegnato; e lo vedrete +guardare esclusivamente a' suoi <i>interessi</i> materiali, combattere, ma +unicamente per essi, sperare per soddisfarli nella sola forza, soggiacere +volonteroso a ogni potente che prometta curarli, sostituire alla +sovranità dell'intelletto fecondato dall'amore quella dei proprî appetiti +e delle proprie passioni. In questa ineluttabile necessità sta, lo +ripetiamo, la sorgente di tutti gli errori, di tutte le colpe francesi.</p> + +<p>La falsa teoria della sovranità dell'<i>io</i>, la falsa dottrina che ogni +popolo, ogni individuo appartiene a sè stesso e non al <i>fine</i> che gli è +prescritto, che deve a ogni patto cercar di raggiungere e che solo +dà valore e consecrazione alla vita, trascinarono, nella Rivoluzione +Francese, non dirò Hebert, Chaumette e altri siffatti alle orgie di +terrore e di sangue che spaventarono e spaventano tuttora i popoli, +ma uomini come Brissot e Isnard alla negazione d'ogni Sovranità +Nazionale, al predominio delle più piccole località sull'insieme, al +federalismo logicamente spinto fino alla sovranità del campanile di +ogni comune che, ingiustamente attribuiti ad altri, costarono al paese +il miglior sangue della Gironda e, riprodotti in oggi dagli insorti di +Parigi, costano un nuovo grado di decadimento alla Francia. Poi sottentrò, +accolto da un popolo stanco di stragi cittadine e al quale il +terrore avea già insegnato a prostrarsi davanti alla vittoria e alla +Forza, Napoleone; e nel secondo periodo della sua dominazione, +quando il senso d'una missione perì in lui sotto l'orgoglio del Potere +e la tendenza a sprezzare i popoli che lo adulavano, egli scavò più +profondo il solco del materialismo pratico nell'anima della Francia, +rinnovando, per calcolo errato, una larva di potenza a un Cattolicesimo +incadaverito e nel quale ei non credeva: ponendo in luogo della +Nazione sè stesso e un esercito, creando in quell'esercito l'idolatria +della <i>bandiera</i> senza riguardo al <i>principio</i> che solo può santificarla, +e nella Nazione l'idolatria della Gloria e della Conquista senza riguardo +al <i>fine</i> pel quale è mietuta la prima, e alla missione d'incivilimento +che sola può far talvolta legittima la seconda; aborrendo, +perchè ne temeva, le <i>idee</i> e accarezzando soltanto una scienza collettrice +di fatti; avvezzando i Francesi a credere che quanto la Francia +voleva e poteva era <i>diritto</i>. Poi vennero le due Ristaurazioni Borboniche—il +materialismo superstizioso della prima combattuto dal +Voltairianismo borghese—il culto degli interessi materiali promosso +sistematicamente dalla seconda a sviare il popolo dal culto dei grandi +principî—la menzogna perenne degli uomini dell'Opposizione tendenti +come i nostri d'oggi a minare una Instituzione e nondimeno +giurandole fedeltà e acclamando al monarca pur congiurando contro +la monarchia—una politica internazionale destituita d'ogni principio +<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[328]</a></span> +e fondata sfacciatamente sull'egoismo—una corruzione nelle alte +sfere che coll'esempio e collo spettacolo dei conforti ottenuti allettava +il popolo all'imitazione. Sorgeva intanto dai tempi maturi, dalla +pessima distribuzione della ricchezza, dai bisogni e dall'intelletto più +sviluppato degli artigiani la così detta questione <i>sociale</i>; questione +santa e religiosa, per chi l'intende davvero, oltre ogni altra, dacchè +mira a fondare l'Economia sul dovere e sull'amore reciproco e ad +avvicinarci d'un grado all'<i>unità</i> umana ch'è nostro <i>fine</i>; ma che, +immiserita e sviata anch'essa dal materialismo dei capi-scuola, si concentrò +sull'unico problema dei godimenti fisici, propose come <i>fine</i> +ciò che non doveva essere se non <i>mezzo</i> al progresso intellettuale e +<i>morale</i>, scisse in due il campo repubblicano, allontanò più sempre +una moltitudine d'operaî dalle grandi idee e dai grandi doveri che +soli fanno o promovono un popolo, intiepidì in essi l'amore e il culto +della Patria fomentando l'odio tra chi aveva già raccolto i frutti del +lavoro e chi voleva raccoglierli e sostituendo all'ideale della Nazione +il Falanstero, il compartimento Icariano o l'Opificio ordinato in un +dato modo. Allora, mentre Saint-Simon e Fourier petizionavano per +danaro, a pro della trasformazione sociale, ad ogni Autorità o frazione +d'Autorità, e Proudhon aboliva Dio per sostituirgli logicamente la +Forza, s'insinuò negli animi l'immorale concetto che le questioni +politiche a nulla giovavano, che la questione economica era la sola +da contemplarsi, che da qualunque parte o in nome di qualunque +principio venisse tentativo o promessa di risolverla, doveva accettarsi. +E vedemmo da un lato insurrezioni senza programma determinato +attizzare tremenda la guerra civile e rovinare la Repubblica +del 1848 tiepida nella fede e inferiore al mandato, ma che avrebbe +avuto miglioramento dall'unione e dal tempo; dall'altro, gli artigiani +di Parigi a incrociare le braccia davanti all'usurpazione del secondo +impero per la incerta e triste speranza che da esso potesse scendere +il mutamento sociale invocato. Intanto, mentre l'esclusivo intento dei +vantaggi materiali da conquistarsi in ogni modo e per qualunque via +pervertiva il senso morale del popolo, l'Esercito, travolto dietro al +materialismo della <i>bandiera</i>, del <i>simbolo</i> sostituito all'<i>idea</i>, combatteva +con animo eguale contro la Repubblica Romana, contro lo Tsar, contro +il Messico, contro i proprî concittadini. Per l'Esercito, pel Popolo, +pe' suoi nemici la <i>vita</i>—sacra per noi nell'origine e nell'avvenire, +escita da Dio e destinata all'immortalità—ha perduto ogni santità; +quale santità può mai avere un frammento di materia animata da una +forza destinata a morire per sempre?</p> + +<p>Così è caduta la Francia. Così cadrà ogni popolo al quale il materialismo +insegni che <i>gioire</i> e <i>vincer</i> gli ostacoli ai godimenti son +norma alla vita. Così non cada, appena nata, l'Italia!</p> + +<p>La nostra bandiera, o giovani, è santa come se ci fosse affidata da +Dio pel compimento del suo disegno sull'Umanità, o non è che misera +insegna di risse civili e di passioni suscitate nell'anima nostra +dall'egoismo sotto qualunque nome si celi. Custoditela santamente, +come custodireste l'onore della madre vostra. Circondatela, incontaminati, +incontaminata, di forti e pure opere, di forti e puri pensieri, +tanto che il mondo vegga la virtù moralizzatrice ch'è in essa. Non +la macchiate d'un solo pensiero di vendetta, non l'appannate d'un +solo alito d'egoismo. Voi dovete esser migliori di quei che v'avversano +e, dove nol siate, credete a me e all'insegnamento dei fatti, non +vincerete. Non adorate la forza, il coraggio, l'orgoglio della vittoria +per ciò che hanno di splendido in sè: adorate l'idea, della quale forza, +coraggio, vittoria hanno ad essere strumenti e senza la quale la forza +<span class="pagenum"><a name="Page_329" id="Page_329">[329]</a></span> +si trasforma in violenza brutale, il coraggio è dote sterile d'organismo, +la vittoria è supremazia inefficace di fratelli sopra fratelli. Non +rievocate dagli esempî stranieri ricordi d'un terrore che ha infamato +la libertà, o nomi d'uomini che mutarono in concetto d'odio un +concetto d'amore e spianarono con quel mutamento le vie a nuove +tirannidi: la vostra storia vi porge ricordi e nomi migliori, e in verità +la memoria dell'ultimo fra gli artigiani che posero nel 1530, senza +ira e basse passioni, sostanza e vita per la libertà repubblicana di +Firenze, è miglior auspicio all'impresa futura che non i nomi di +Robespierre e Marat. Lasciate la Francia e le sue false dottrine: non +vedete a quali termini dottrine e uomini l'hanno ridotta? Inspiratevi +alle vostre tradizioni fecondate dalla grande tradizione dell'Umanità: +raccoglietene la perenne voce, riveritene le costanti idee trasformate +sempre, non mai cancellate. Voi non potete, in nome d'un istinto +passeggero di ribellione, rinnegare il Genio dell'Umanità e de' suoi +Grandi che vi grida di secolo in secolo, d'epoca in epoca, Dio, Legge, +Dovere, Patria, Amore, Progresso, Immortalità. Come gli uomini della +Compagnia della morte nelle battaglie lombarde, prostratevi all'eterno +Vero e sorgete per vincere.</p> + +<p>Ricordo una preghiera d'un poeta slavo-polacco che ama la patria +come pochi l'amano: «Noi non vi chiediamo, o Dio, la speranza; +essa scende, come pioggia di fiori, sulle nostre teste—non la +morte dei nostri oppressori: la loro fine è scritta sulla nuvola di +domani:—non di varcare la soglia della morte: è varcata, o Signore:—non +corredo d'armi potenti: le avremo dalla tempesta:—nè +ajuti: il campo dell'azione è aperto oggi davanti a noi. Ma +oggi, mentre è cominciato il vostro giudizio nei cieli sui duemila +anni vissuti dal Cristianesimo, concedeteci, o Signore, una volontà +pura, concedeteci una volontà santa.»</p> + +<p>Quando le vostre anime, o giovani, saranno capaci di proferire +unite quella preghiera, voi sarete ciò ch'oggi non siete, forti di virtù +iniziatrice e d'assenso di popolo; e l'Italia, come la invochiamo, sarà.</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Abbiamo francamente parlato ai nostri: era un dovere e, a rischio +di spiacere a molti che militano sotto la bandiera da noi venerata, +l'abbiamo compito. Ma se a questo punto tacessimo, se non accennassimo +ai colpevoli errori della classe d'uomini rappresentata in +Francia dall'Assemblea, ma esistente per ogni dove, avremmo rimorso. +Non riparliamo dell'animo di vendetta feroce spiegato da quella +classe: vendetta e ferocia tanto più ree quanto più sono adoprate da +chi è più forte e finora vinse, mentre furono negli altri inspirate da +una riazione non giustificabile, ma intelligibile. La questione vive più +in alto del triste presente. Cerchiamo rimedî al futuro. Tentiamo via +d'accertare come si possa provvedere a che i turpi fatti di jeri non +si rinnovino domani. Pensiamo all'Italia, dov'oggi i buoni istinti e +l'apostolato dei nostri allontanano il pericolo, ma dove le cagioni esistono +e, se durasse, la noncuranza o l'ostinata resistenza a bisogni +reali e a sacre aspirazioni lo produrranno.</p> + +<p>D'onde scese al popolo, alle classi artigiane, il materialismo? D'onde +vanne ad esso l'esempio del culto esclusivo dei beni terrestri, l'idolatria +degli <i>interessi</i> sostituita all'adorazione dei <i>principî</i>, delle sante +idee?</p> + +<p>Dall'incredulità e dai vizî delle corti, dalla corruzione e dalla condotta +dell'alto clero, dalle abitudini dei doviziosi, dal <i>fine</i> che s'è +<span class="pagenum"><a name="Page_330" id="Page_330">[330]</a></span> +visibilmente proposto quell'ordine d'uomini che hanno scelto per sè +stessi il nome collettivo di <i>borghesia</i> e che chiameremo <i>classe media</i>. +Questa classe, formata non solamente dei detentori di capitali e di +ogni altro elemento di produzione, ma di quanti per condizioni propizie +hanno potuto educar l'intelletto a una o ad altra funzione e +conquistare predominio negli ufficî, nell'insegnamento, nella stampa, +nelle imprese industriali, in tutto ciò che rappresenta officialmente o +quasi il paese, aveva innanzi la più bella, la più grande, la più santa +missione che potesse idearsi; stendere una mano fraterna alla classe +immediatamente inferiore e sollevarla al proprio livello; giovarsi dei +vasti mezzi posseduti da essa per educare gli ineducati, per aprire a +quei che trascinano l'esistenza nella povertà e nell'incertezza le vie +del libero lavoro e di vita più umana: schiudere insomma sulla terra +ai milioni di figli del popolo, ciò che il Cristianesimo schiuse ad +essi nel cielo, la Patria degli eguali e dei liberi. Non aveva la Religione +abolito, da diciotto secoli, la perpetuità delle classi anatemizzando +il dogma delle <i>due</i> nature e insegnando che <i>tutti gli uomini +sono figli di Dio</i>? Non vaticinava la Storia ai discendenti degli emancipati +di sette secoli addietro che, come anteriormente al tramutamento +dei <i>servi</i> in uomini dei Comuni gli <i>schiavi</i> s'erano mutati in +<i>servi</i>, verrebbe tempo nel quale gli <i>assalariati</i> si convertirebbero in +lavoranti <i>associati</i>? E non esciva da ogni tradizione politica severa e +perenne lezione che i gradi di Progresso assegnati all'Umanità si +compiono lentamente, pacificamente, per iniziativa di chi sta in alto +o colla violenza del turbine dalla ribellione di chi sta in basso?</p> + +<p>Le classi medie dimenticarono il loro Dovere e dimenticarono le +norme elementari d'ogni prudenza. Traviata da una falsa filosofia e +da una politica derivata da quella e che non potea varcare al di là +dei <i>diritti</i> dell'<i>io</i>, obliarono che ogni loro conquista s'era compiuta +coll'ajuto delle moltitudini chiamate, infiammate da promesse di miglioramenti +e di libertà. I <i>loro</i> diritti, diritti di stampa, di associazione, +d'ammessione agli ufficî, d'elettorato e d'eleggibilità, pei quali +il popolo, ineducato e costretto a un lavoro di tutte le ore per vivere, +non potea giovarsi, erano oggimai securi: a che combattere per gli +altrui? Senza concetto di Dovere, che non può derivare se non da +una Legge suprema, nè di <i>fine</i> comune, che non può derivare se non +da un disegno intelligente preordinato, nè di vita oltre questa, che il +freddo sterile Deismo adottato non racchiudeva, rimaneva il culto +degli agi, dei conforti, degli interessi, della materia; e vi si travolsero. +E allora si svolsero tutte le tristissime conseguenze dell'Egoismo, +gelosia di qualunque accennasse a intenzione di salire ov'esse +erano, sospetto d'ogni progresso di libertà nelle moltitudini come di +mezzo a tradurre in fatto quella intenzione, adesione non sentita, ma +calcolata, alla monarchia come a dottrina di privilegio che afforzerebbe +il loro, immobilizzazione della vita elettorale nel censo, favore +dato agli eserciti permanenti e riluttanza all'armamento della Nazione, +monopolio di legislazione e quindi i proprî interessi curati; traditi o +negletti quelli del popolo; concentramento amministrativo come barriera +contro il temuto futuro, stolto anti-scientifico terrore d'ogni disegno +di miglioramento economico nelle condizioni del popolo come +se non potesse compiersi che a danno loro e non dovesse invece accrescere +la produzione e la ricchezza comune; cento altri errori e +mali ch'or non giova numerare, ma sopra ogni cosa il problema vitale, +indispensabile, unico potremmo dire, dell'Educazione Nazionale, +falsato, immiserito a proporzioni d'una <i>istruzione</i> che, scompagnata +dall'educazione <i>morale</i> e <i>patria</i>, è un'arme a due tagli; e questa +<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[331]</a></span> +istruzione ineguale, anarchica, poca e inaccessibile a quanti poveri +combattenti per l'esistenza fisica non possono sottrarre il fanciullo +al lavoro o soggiacere a quelle, comunque menome, spose di vestiario +o d'altro che l'intervento alla scuola richiede. Da quel contegno delle +classi medie scende il contegno delle classi artigiane: dalla gelosia +e dal sospetto hanno imparato a sospettare e ad essere gelose dell'altrui +condizione, dal culto degli interessi materiali l'avidità, dalla +ingratitudine l'ira, dalla guerra la guerra.</p> + +<p>Oggi ancora e di fronte al pericolo ch'essa dichiara minaccioso, +imminente, la stampa monarchica, la stampa che si millanta dell'<i>ordine</i> +e parla in nome delle classi medie, versa in Italia su questo +popolo accusato, rimproverato, il più esoso materialismo da ogni suo +foglio. Per essa, il problema Italiano si risolve in una cifra di produzione, +se bene o male ripartita non monta: un lieve progresso nell'esportazione, +un arrivo di qualche nave di più in uno o in altro dei +nostri porti, un incerto aumento di ricavato da un tributo a danno +probabilmente della classe più misera, la suscitano ad inni d'entusiasmo +per le condizioni dell'oggi; diresti che l'Italia, convertita in +bottega, non dovesse più vivere se non di ciò che si misura e si pesa, +e che l'onore, la dignità, le idee, il progresso morale, la missione da +compirsi al di fuori pel bene altrui, fossero elementi estranei alla +costituzione e allo sviluppo della Nazione. Materialismo d'<i>interessi</i> +momentanei, senza norma alcuna di principio <i>morale</i> che guidi, nella +politica internazionale—materialismo d'<i>interessi</i> governativi di un +giorno, senza concetto che immedesimi popolo e capi in un <i>fine</i> comune—materialismo +nella questione del vincolo religioso, invocato +fin dove può giovare a sorreggere l'autorità politica, sprezzato e violato +ove accenna a limitarla o dirigerla, e tradotto nella vertenza col +Papa, in ipocrisia che cospira genuflettendosi—diffidenza del Pensiero +considerato pericoloso, d'ogni proposta innovatrice dichiarata +<i>utopia</i>, d'ogni incremento di libertà, d'ogni associazione che miri a +procacciarlo, d'ogni idea che schiuda o annunzii un nuovo orizzonte +allo spirito—è questo l'insegnamento che sgorga ogni giorno dalle +manifestazioni officiali o semi-officiali degli organi di ciò che <i>è</i>. La +<i>pratica</i>, che convalida pur troppo l'insegnamento, è nota all'Italia, e +noi non vogliamo insozzarne le nostre pagine.</p> + +<p>Logorata dal tempo e dal materialismo l'antica fede che prometteva +almeno le benedizioni del cielo ai condannati a patir sulla terra—senza +Educazione che guidi a fede più alta e più unificatrice dei +<i>doveri</i> e delle <i>speranze</i>—senza alcuna di quelle grandi idee che han +nome Patria, Onore, Gloria, Libertà, Indipendenza, Missione, e hanno +potere di creare la virtù del Sacrificio nel core delle moltitudini—come +mai le aspirazioni delle classi temute non si sarebbero concentrate +intorno alla conquista dei beni materiali negati? Perchè non +avrebbero dai godimenti delle classi socialmente superiori imparato +il desiderio di godere alla volta loro? E perchè, respinte nei loro più +temperati disegni e condannate—in un mondo pel quale il dito di +Dio ha stampato per ogni dove la parola <span class="smcap">progresso</span>—all'immobilità +delle loro attuali condizioni, non travierebbero dietro ai primi che, +rivelando ad esse la loro forza, le chiamano a conquistare colla violenza +e a danno altrui ciò che dovrebbero ottenere per altra via e +senza rovina di chi ha già, per lavoro compito nel passato, ottenuto? +Gli errori abbondano nelle loro file; ma dov'è il Potere, dov'è la +classe fornita di mezzi intellettuali o materiali che abbia educato quei +milioni d'uomini al Vero e li abbia poi condotti di grado in grado +alla <i>pratica</i> di quel Vero? Una colpevole tendenza all'ira contro gli +<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[332]</a></span> +abbienti, alla vendetta contro chi li offese e rise delle loro richieste, +affatica, irrita le anime loro; ma se <i>noi</i> possiamo biasimarli e li biasimiamo, +in nome di qual dritto le classi non curanti prima, feroci +contr'essi poi, esigerebbero da essi quelle virtù ch'esse non hanno? +Da oltre a quarant'anni, la questione della quale Parigi s'è fatta in +questi ultimi mesi tristissima interprete, s'agita esplicita, più e più +sempre minacciosa in Francia, in Inghilterra e in Germania, nelle +classi artigiane; e chi pensò seriamente a risolverla? Chi provvede +a schiuderle le vie del progresso pacifico? Le classi governative, i +posseditori, nei Parlamenti o fuori, degli ufficî e dei capitali, schernirono +la <i>parola</i> di quelle classi e ne soffocarono gli <i>atti</i> nel sangue. +Hanno convertito ciò che avrebbe dovuto essere opera concordemente +tentata in duello: hanno detto: <i>v'impediremo la via colla Forza</i>: le +conseguenze dovevano escire inevitabili. Non giova maledire: bisogna +mutar le premesse. E affrettarsi: per quanto è più sacro, affrettarsi.</p> + +<p>Professori, senatori, marchesi, gazzettieri e voi tutti che, atteggiandovi +a sussiego d'economisti, degnate annunziarci per via d'epistole +laudatorie reciproche che v'occupate di <i>salvare</i> la società minacciata, +perchè, invece di consigliare amorevolmente il malato e lenirne l'irritazione, +cominciate per oltraggiarlo? E perchè, usurpando la definizione +materialista e puramente negativa data da Bichat<a name="FNanchor_164_164" id="FNanchor_164_164"></a><a href="#Footnote_164_164" class="fnanchor">[164]</a> alla Vita, +non trovate dall'alto della vostra scienza altri rimedî da quelli infuori +che sommano nella parola <i>resistere</i>? Religione, voi dite; e lo +diciamo noi pure; ma quale? Noi la cerchiamo nel futuro e tale che +dall'alto dell'<i>eterna</i> rivelazione di Dio attraverso le nostre facoltà e +le tendenze della vita collettiva, stringa in armonia Terra e Cielo, +santifichi coll'adempimento del Dovere i <i>diritti</i>, e insegni all'uomo +che deve non <i>distruggere</i>, ma sviluppare e <i>perfezionare</i> gli elementi +dei quali si compone la Tradizione dell'Umanità: voi retrocedete a +brancolare tra le rovine del lontano passato e vi riannettete per tardo +calcolo di paura a una religione che insegnava rassegnazione al Male +quaggiù, diceva: <i>al cielo, al cielo!</i> perchè si sentiva incapace di trasformare +la terra, e scaglia oggi col <i>Sillabo</i> anatema al Moto. Altri +fra voi fantastica di un <i>Partito Conservativo</i> da fondarsi con tutte le +reliquie delle fazioni spente o morenti. Il Partito Conservativo esiste: +esiste da secoli: esiste nella coesione naturale di tutti gli <i>interessi</i> +nati dal tempo e dalla possessione: esiste forte d'ordini, di vasta +rete d'ufficî, di tesoro, d'esercito; e non ha potuto impedire alla marea +di salire. Sarà più forte se riuscirete a ingrossarlo d'alcuni retrogradi +che non seppero difendere, quando occorreva, i loro padroni? E +quanto a <i>reprimere</i>, sì, lo <i>potete</i>; lo potete per un po' di tempo ancora; +ma lo <i>dovete</i>? Vi basta l'animo di combattere senza rimorso +battaglie periodiche, di mantenere ordinata con sagrificî continui, +crescenti, la guerra civile nella vostra terra, d'insanguinarvi a ogni +tanto le mani nel sangue d'uomini che illusi, traviati, son pure vostri +fratelli? E a qual pro? Non riescirete lungamente, e dovete saperlo. +O siete ciechi di tanto da non vedere l'inesorabile progressione seguìta +in questa guerra tra chi chiede e chi nega? Paragonate le +eroiche sommosse del chiostro di Saint-Mery col moto del 1848 e le +ribellioni di Lione ai giorni di Luigi Filippo coll'ultima insurrezione +del Comune in Parigi. Le vostre sono vittorie di Pirro. Voi potete +spegner <i>nemici</i>; ma il Nemico è immortale. Il Nemico è un'<span class="smcap">idea</span>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[333]</a></span></p> +<p>Voi sollevate imprudentemente il grido selvaggio: <i>i barbari sono +alle porte della nostra città</i>. Quel grido non è vostro: non esce, la +Dio mercè, da concetto italiano. Voi lo usurpaste a Guizot. Ma ricordatevi +almeno che l'averlo proferito non salvò Guizot, nè la dinastia +ch'egli proteggeva, nè quell'<i>ordinamento della borghesia</i> ch'ei sognava +e che rovinò sotto la brutale violenza del Bonaparte. E ricordatevi +che i Barbari del V secolo vinsero. A respingerli, bisognava rifare i +decaduti, immemori, scettici, corrotti Romani.</p> + +<p>Questi che voi oggi chiamate Barbari rappresentano sviata, guasta, +sformata per colpa vostra in gran parte, una Idea: il salire inevitabile, +provvidenziale, degli uomini del Lavoro. Perchè lo dimenticate? +Voi balbettate a ogni ora la sacra parola <span class="smcap">Progresso</span>; ma cos'è questa +Legge divina che noi scrivemmo d'antico sulla nostra bandiera se +non l'avvicinarsi di passo in passo all'<i>unità</i> della famiglia di Dio? +Non è questo moto ascendente degli Operaî, nelle sue radici, una +fase, indicata dai tempi, di quel Progresso? Non dovreste benedirlo +come adempimento del disegno divino nel mondo? Voi siete studiosi +e forse dotti di Storia; ma non v'insegna la Storia che un'Epoca dell'Umanità +o una Nazione non sorge se non coll'affacciarsi d'un <i>nuovo</i> +elemento alla vita sociale? Perchè non sentite il bisogno e il dovere +d'ajutare a sorgere questo elemento? Perchè volete <i>conservare</i> l'inferiorità +di milioni d'uomini, figli come voi di Dio, nati con voi nella +stessa terra e chiamati allo stesso <i>fine? Noi abbiamo,</i> scriveva dì sono, +meravigliando dell'ingratitudine popolare, un gazzettiere dei vostri, +<i>fondato le Casse di Risparmio pei malcontenti</i>. È derisione? È follìa? +Casse di risparmio per chi si lagna di non poter risparmiare? Casse +di risparmio per risolvere un problema d'<i>eguaglianza</i>, di libertà non +mentita, d'associazione, d'unità morale da ordinarsi nello Stato? E +voi, professori, senatori e marchesi, che dichiarate, esagerando, urgente +il problema e gigantesco il pericolo, date e chiedete lodi e patenti +di <i>salvatori</i> al gazzettiere che intende a risolvere l'uno e scongiurar +l'altro con rimedî siffatti?</p> + +<p>Ciò che le Classi Operaje in Italia vogliono—ciò che noi pure, +credenti in Dio, nella santità della Famiglia, nella Proprietà individuale, +nella Patria, e avversi alle stolte teoriche del Comune di Parigi +e alle tendenze, come ci sono note, dell'<i>Internazionale</i>, vogliamo +per esse—è questo:</p> + +<p>In un Popolo che sorge a Unità di Nazione, Unità per la quale essi +hanno largamente versato il proprio sangue, gli Operaî vogliono sorgere +essi pure e aver parte di cittadini, d'uomini liberi su terra libera, +in quell'Unità, migliorando le loro condizioni morali, intellettuali +e—dacchè quel miglioramento esige tempo e mezzi ch'oggi +mancano ad essi—economiche:</p> + +<p>Vogliono una Educazione Nazionale, uno Stato che ad essi e a +<i>tutti</i> comunichi, come pegno d'eguaglianza morale e di progresso futuro, +il programma, la tradizione, i principî universalmente accettati +e il <i>fine</i> del paese in cui sono chiamati a vivere e ad agire—e che +agevoli l'insegnamento speciale necessario al genere di lavoro che +scelgono:</p> + +<p>Vogliono il <i>voto</i>, un ordinamento politico nel quale essi possano +per mezzo dei <i>loro</i> rappresentanti esprimere bisogni, tendenze, desiderî +oggi commessi a uomini d'altre classi e con interessi diversi:</p> + +<p>Vogliono un ordinamento di Milizia Nazionale che li chiami, occorrendo, +tutti a combattere per l'integrità, l'indipendenza, l'onore, +la missione della propria terra e che li ammaestri a compire questo +sacro dovere, ma senza pericoli per la libertà del paese e col +<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[334]</a></span> +menomo dispendio del tempo sottratto alla vita di famiglia e alla +produzione:</p> + +<p>Vogliono un ordinamento di libertà amministrativa che, senza nuocere +menomamente all'Unità morale e politica della Nazione, affidi +agli eletti dal voto universale del Comune la gestione degli interessi +economici e degli Ufficî del Comune medesimo, la tutela della sicurezza +pubblica locale, la scelta dei più tra gli ufficiali preposti all'esecuzione +delle leggi nazionali:</p> + +<p>Vogliono un sistema di tributi che, lasciando inviolabile da ogni diretta +o indiretta sottrazione il puro <i>necessario</i> alla vita, graviti equamente +su ciò che varca quel limite:</p> + +<p>E vogliono pacificamente, gradatamente, sostituire all'ordinamento +attuale del lavoro retribuito con <i>salario</i> dai detentori di capitali quello +del lavoro <i>associato</i>: unire, in altri termini, nelle mani d'associazioni +libere e volontarie, industriali e agricole, <i>capitale</i> e <i>lavoro</i>.</p> + +<p>Questo vogliono e avranno le Classi Operaje: sono aspirazioni fondate +sulla giustizia, additate dalla progressione storica della vita collettiva +dell'Umanità, attuabili senza spogliazioni o brutali violazioni +di diritti legittimamente acquistati, promettitrici d'incremento alla +produzione e di meno anarchico assetto alla vita economica, giovevoli +quindi a ogni classe di cittadini; e quando da quasi mezzo secolo +queste aspirazioni sprezzate, neglette, combattute, invigoriscono +tuttavia d'anno in anno e numerano oggi non migliaja, ma milioni +d'uomini affratellati in esse, i tempi sono evidentemente maturi perchè, +entro un tempo non remoto, trionfino.</p> + +<p>Soltanto—e parliamo non ai professori, senatori e marchesi inaccessibili +probabilmente ai nostri consigli, ma ai numerosi uomini delle +classi medie che non sono vincolati a sistemi o interessi privilegiati, +che possiedono perchè hanno lavorato e lavorano, che vorrebbero il +bene; ma, soverchiamente diffidenti d'ogni mutamento, paventano per +ogni dove guai che sta in essi d'evitare—soltanto, se quest'elemento +popolare chiamato irrevocabilmente a salire non troverà nei già saliti +fuorchè resistenze cieche, repressioni feroci e oltraggi dagli uni, +noncuranza, scherno, diffidenza e disamore dagli altri, evocherete i +pericoli che temete: quell'elemento inoltrerà non come fiume fecondatore, +ma come torrente che straripa, inonda e affoga: quel popolo +abbandonato, rejetto, accoglierà facilmente la parola d'ira e vendetta, +le idee puramente <i>negative</i> e sovvertitrici che abbondano oggi in Europa: +avrete imitazioni di Comuni parigini, <i>Internazionale</i> e flagello +periodico di guerra civile.</p> + +<p>Amare, concedere le prime richieste or ora accennate, giovare all'ultima, +affratellarvi, a temperarlo, col moto: questa è oggi la parte +vostra.</p> + +<p>Ma <i>potete</i>, nelle condizioni in cui siete, compirla? Potete collocarvi, +pacificatori efficaci, tra l'elemento temuto e chi è costretto a tentar +di reprimerlo, nè cura se andiate voi pure sommersi? È la prima +questione che ciascuno di voi dovrebbe, nella propria mente, risolvere. +Per noi, è da lunghi anni risolta.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[335]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="AGLI_OPERAI_ITALIANI165" id="AGLI_OPERAI_ITALIANI165"></a>AGLI OPERAI ITALIANI<a name="FNanchor_165_165" id="FNanchor_165_165"></a> +<a href="#Footnote_165_165" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[165]</span></a></h2> + + +<p>Molti fra voi m'amano e sanno ch'io v'amo. V'amo come s'ama una +speranza d'immortalità per la creatura più cara, perchè so che in +voi, uomini del Lavoro, vivono più che altrove i fati immortali d'Italia: +v'amo perchè le ingiuste privazioni sofferte da secoli non v'hanno +insegnato a odiare—perchè, soli forse in Europa, avete sentito che +non s'hanno diritti se non meritandoli, e vi siete raccolti intorno a +una bandiera che porta scritto <span class="smcap">Dovere</span>—perchè da quando una speranza +di risurrezione albeggiò per la patria vostra, voi compiste il +dovere, combattendo, patendo, morendo—perchè combattete, patite, +morite ignoti, senza orgoglio di fama tra i vivi, senza nome lasciato +ai posteri, nel silenzio e nella santità del martirio. E voi m'amate +perchè sapete che s'io non ho <i>potuto</i> fare, ho <i>desiderato</i> molto per +voi, senza mire individuali o sprone fuorchè quello del culto al Bene; +perchè sapete che s'io posso, come ogni uomo può, errare nell'intelletto, +non posso, per colpa di cuore o per amore di vittoria più rapida, +tentar d'ingannarvi; perchè sentite nell'anima ch'io amo oggi +il vostro avvenire, svanita per gli anni ogni speranza di salutarlo con +voi, com'io l'amava quando, fervido d'energia e di fiducia, io m'affacciava +alla vita politica; e l'amerò, morendo, com'oggi. Io da lungo +non vi scrivo direttamente, ma scrivendo intorno alle cose del paese, +non ho mai taciuto dell'elemento vostro, nè del mutamento delle vostre +condizioni come di cosa inseparabile da ogni possibile progresso Italiano. +Di voi non temevo e sapevo che, per apprestarvi a quel progresso, +non avevate bisogno di sprone. E s'oggi m'indirizzo a voi, lo +fo per avvertirvi d'un pericolo che vi minaccia e che sta in voi soli +d'allontanare.</p> + +<p>Di mezzo al moto normale degli uomini del Lavoro è sorta un'Associazione +che minaccia falsarlo nel <i>fine</i>, nei <i>mezzi</i> e nello spirito al +quale v'inspiraste finora e dal quale soltanto otterrete vittoria.</p> + +<p>Parlo dell'<i>Internazionale</i>.</p> + +<p>Quest'Associazione, fondata anni addietro in Londra e alla quale +io ricusai fin da principio la mia cooperazione, è diretta da un Consiglio, +anima del quale è Carlo Marx, tedesco, uomo d'ingegno acuto; +ma, come quello di Proudhon, dissolvente: di tempra dominatrice, +geloso dell'altrui influenza, senza forti credenze filosofiche o religiose +e, temo, con più elemento d'ira, s'anche giusta, che non d'amore nel +cuore. Il Consiglio, composto d'uomini appartenenti a paesi diversi e +nei quali sono diverse le condizioni del popolo, non può avere unità +di concetto positivo sui mali esistenti e sui rimedî possibili, ma deve +<span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[336]</a></span> +inevitabilmente conchiudere più che ad altro a semplici negazioni. +L'unico modo ragionevole d'ordinamento per le classi artigiane d'Europa +è quello che, riconoscendo sacre le Nazionalità e lasciando alle +diverse Associazioni nazionali il maneggio delle cose proprie, formerebbe +di <i>delegati</i> da esse muniti d'istruzioni un centro comune per +ciò che può mantenere fin dove giova l'armonia del moto verso il +<i>fine</i> generale. Un nucleo d'individui che s'assuma di governare direttamente +una vasta moltitudine d'uomini diversi per patria, tendenze, +condizioni politiche, interessi economici e mezzi d'azione, finirà sempre +per non operare o dovrà operare tirannicamente. Per questo io mi +ritrassi e si ritrasse poco dopo la Sezione operaja italiana appartenente +in Londra all'Alleanza Repubblicana.</p> + +<p>L'<i>Internazionale</i> esercitò predominio sul secondo periodo segnatamente +del recente moto parigino. Di questo, del programma da esso +adottato, degli atti che deturparono quel periodo, ho parlato altrove. +Il programma trovò inerte la Francia: per la prima volta Parigi +sorse e cadde isolata. E quanto al fascino ch'esercita su molti la potenza +della quale fece prova in Parigi l'Associazione, non cercherò, +come potrei, di scemarlo esaminando le circostanze singolari tanto +da non riprodursi probabilmente più mai, che posero armi, uomini, +mezzi e passioni di popolo offeso in mano ai capi. Mi sentirei reo di +pensare bassamente di voi s'io, esortandovi a star discosti da quell'Associazione, +vi parlassi d'altro che del <i>fine</i> a cui tende. Da quello +soltanto, non dalla cifra de' suoi affigliati, voi dovete giudicarla. +Come me voi sapete che ogni forza è incapace di durare se non s'appoggia +sul Vero e sul Giusto. L'<i>Internazionale</i> è condannata a smembrarsi; +e in Inghilterra, sede del Centro, lo smembramento è già cominciato.</p> + +<p>Accennando ai principî che dirigono l'Associazione non intendo di +dire che formino la fede di tutti i suoi membri. In un ordinamento +come quello che la costituisce non può esistere vera unità; e so di +Sezioni collocate in terre lontane dal Centro che ignorano completamente +le sue tendenze: sanno d'appartenere a un'Associazione europea +che ha per <i>fine</i> l'emancipazione delle classi operaje e null'altro. +Gli atti <i>officiali</i> del Centro furono sino ad oggi rari e mal +noti. Ma quei principî rivelati dapprima da oratori imprudenti nei +Congressi internazionali tenuti negli anni vicini a noi nella Svizzera +e nel Belgio, non furono smentiti dal Centro; ebbero di tempo in +tempo conferma da discorsi pubblici d'uomini del Consiglio in Londra +e l'ebbero più recentemente, dominando il Comune, in Parigi.</p> + +<p>I principî promossi dai capi e dagli influenti dell'<i>Internazionale</i> sono:</p> + +<p>Negazione di Dio—cioè dell'unica, ferma, eterna, incrollabile base +dei doveri vostri e dei vostri diritti, dei doveri altrui verso la vostra +classe, della certezza che siete chiamati a vincere e che vincerete. Cancellata +l'esistenza d'una prima Causa intelligente, è cancellata l'esistenza +d'una Legge Morale suprema su <i>tutti</i> gli uomini e costituente per <i>tutti</i> +un <i>obbligo</i>; è cancellata la possibilità d'una <i>legge</i> di Progresso, d'un disegno +<i>intelligente</i> regolatore della vita dell'Umanità: <i>progresso</i> e <i>moralità</i> +non sono più che <i>fatti</i> transitorî, senza sorgente fuorchè nelle tendenze; +negli impulsi dell'organismo di <i>ciascun</i> uomo, senza sanzione +fuorchè dall'arbitrio di ognuno, da <i>interessi</i> mutabili o dalla <i>forza</i>. Dio, il +<i>caso</i>, la <i>forza</i>, cieca, insuperabile, <i>delle cose</i>, sono infatti le sole tre +sorgenti imaginabili della Vita; ma, rinnegata la prima e accettata +l'una o l'altra delle ultime due, in nome di che v'assumerete il diritto +d'educazione? in nome di che condannerete l'uomo che s'allontana +per egoismo dalle vie del Bene? in nome di che protesterete +<span class="pagenum"><a name="Page_337" id="Page_337">[337]</a></span> +contro i vostri ingiusti padroni? in nome di che li combatterete? Da +dove dedurrete l'esistenza d'un <i>fine</i> comune a <i>tutti</i> che v'autorizzi a +dir loro: «siamo, <i>dobbiamo</i> essere tutti fratelli e associati a raggiungerlo?» +Invocherete l'<i>interesse</i> che vi sprona a conquistare? Ma +con qual diritto negherete agli altri l'<i>interesse</i> che li sprona a <i>conservare</i>? +In virtù di quale <i>principio</i>, di quale <i>dovere</i> chiamerete gli +avversi, i vostri, occorrendo, al Martirio? E perchè? I sacrificî, il +martirio non possono <i>creare immediato</i> il mutamento di condizioni +invocato. Voi combattete e chiamate altri a combattere pei vostri +figli, per quei che verranno: or chi v'assicura, se il mondo è governato +dal <i>caso</i> o da forze fisiche operanti senza scopo e d'incerta durata, +che esciranno dalle opere vostre e rimarranno stabilmente i +frutti sperati? Invocherete la Forza, che senza santificazione d'un +<i>fine</i> prescritto è <i>violenza</i>? Il numero che, se non è l'espressione, l'interprete +d'una Legge Morale, cede all'arbitrio d'un impulso, d'una +seduzione, d'un errore? Il senso d'un interesse <i>materiale</i> ch'io ho veduto +spingere il popolo un giorno a fondare Repubblica, un altro a +fondar l'Impero? E badate: la questione ridotta nei termini della pura +<i>forza</i> pende dubbiosa. I sostenitori dell'ordine attuale hanno ordinamento +vecchio di secoli, potente di disciplina e di mezzi che nessuna +società internazionale, combattuta d'ora in ora e costretta a operar +nel segreto, potrà raggiungere mai. Oggi, il vostro moto è santo +perchè s'appoggia appunto sulla Legge Morale negata, sulla progressione +storica rivelata dalla Tradizione dell'Umanità, sopra un concetto +d'educazione, d'associazione crescente, d'unità della famiglia umana, +prefisso da Dio alla Vita. Voi distaccate ogni giorno, in nome di +quella legge, di quel disegno divino, il cui compimento è quindi +presto o tardi <i>inevitabile</i>, uno o altro elemento dall'esercito dei <i>conservatori</i>, +dai difensori del vecchio mondo. La vostra è crociata. Convertitela +in ribellione, in minaccia d'<i>interessi</i> contro <i>interessi</i>: voi non +potrete più far calcolo che su forze <i>vostre</i>. Siete certi che bastino? +E ov'anche bastassero, non contaminereste la vostra vittoria di lunghe, +terribili battaglie civili e di sangue fraterno?</p> + +<p>Negazione della Patria, della Nazione—cioè del punto d'appoggio +alla leva colla quale potete operare a pro di voi medesimi e dell'Umanità; +ed è come se vi chiamassero al lavoro negandovi ogni divisione +del lavoro stesso o chiudendo davanti a voi le porte dell'opificio. +La Patria vi fu data da Dio, perchè in un gruppo di venticinque milioni +di fratelli affini più strettamente a voi per nome, lingua, fede, +aspirazioni comuni e lungo glorioso sviluppo di tradizioni e culto di +sepolture di cari spariti e ricordi solenni di martiri caduti per affermare +la Nazione, trovaste più facile e valido ajuto al compimento +d'una missione, alla parte di lavoro che la posizione geografica e le +attitudini speciali v'assegnano. Chi la sopprimesse, sopprimerebbe +tutta quanta l'immensa somma di forze creata dalla comunione dei +mezzi e delle attività di quei milioni e vi chiuderebbe ogni via all'incremento +e al Progresso. Alla Nazione l'<i>Internazionale</i> sostituisce +il Comune, il Comune indipendente, chiamato a governare da sè. Voi +esciste dal Comune, dicono: in esso s'educò la vostra vita; ed è vero, +ma retrocederete voi alla vita dell'infanzia, darete ad essa prevalenza +sulla vita virile, perchè prima d'essere uomini foste fanciulli? La +vita del Comune fu storicamente preceduta da quella di famiglia: +perchè non risalir fino a quella? Non leggete appunto nella progressione +ascendente seguìta ovunque dalla famiglia al Comune, dal Comune +alla Nazione, dalla Nazione isolata al concetto della Federazione +delle Nazioni, l'opera della Legge che vi chiama a stringervi +<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[338]</a></span> +più sempre in più vasta e intima Associazione? Se vi <i>sentite</i>, insistono, +stretti a fratellanza di Patria, anche col nostro ordinamento +rimarrete tali. No; non rimarrete. L'educazione morale eguale e le +leggi uniformi son necessarie a trasmettere di generazione in generazione +quel sacro accresciuto deposito di fratellanza in un <i>fine</i> concordemente +accettato: ed essi lasciano l'educazione e le leggi all'arbitrio +d'ogni Comune. Abbiate educazione e leggi affidate in quasi +novemila Comuni a influenze predominanti per un tempo negli uni +o negli altri d'uomini di progresso o retrogradi, d'unitarî o federalisti, +di credenti in Dio e nell'anima immortale o di materialisti o di +clericali cattolici; e avrete, dopo un terzo di Secolo, rinati tutti i piccoli +egoismi locali, financo il nome di Patria svanito e risorte le risse +civili del medio evo; e intanto, angustia di mezzi per ogni dove, +tronche le vie ai grandi sviluppi politici, intellettuali, economici, ridotta +la vita italiana a povera, gretta esistenza vegetativa. Il concetto +dell'<i>Internazionale</i> guida inevitabilmente all'anarchia e all'impotenza.</p> + +<p>Negazione d'ogni proprietà individuale—cioè d'ogni stimolo alla +produzione da quello della necessità di vivere in fuori. La proprietà, +quando è conseguenza del Lavoro, rappresenta l'attività del corpo, +dell'organismo, come il pensiero rappresenta quella dell'anima; è il +segno visibile della nostra parte nella trasformazione del mondo materiale, +come le nostre idee, i nostri diritti di libertà e d'inviolabilità +della coscienza sono il segno della nostra parte nella trasformazione +del mondo morale. Chi lavora e produce ha diritto sui frutti del proprio +lavoro; in questo risiede il diritto di proprietà. E se la maggiore +o minore attività nel lavoro è sorgente d'ineguaglianza, quell'ineguaglianza +materiale è pegno d'eguaglianza morale, conseguenza del +principio che ogni uomo deve essere retribuito a seconda dell'opera +sua: <i>avere quanto egli ha meritato</i>. Bisogna tendere all'impianto d'un +ordine di cose nel quale la proprietà non possa diventar monopolio +e non scenda in futuro se non dal lavoro, nel quale, quanto al presente, +le leggi tendano a scemare gradatamente il suo permanente concentramento +in poche mani e si giovino d'ogni giusto mezzo ad agevolarne la +trasmissione e il riparto. Ma l'abolizione della proprietà individuale e la +sostituzione della proprietà collettiva sopprimerebbero ogni sprone al +lavoro—sopprimerebbero ogni stimolo a dare, coi miglioramenti e col +pensiero dato ai prodotti futuri, il più alto valore possibile di produzione +alla proprietà—sopprimerebbero la libertà del lavoro negli +individui—e, attribuendo all'autorità di pochi rappresentanti lo Stato +o il Comune, accessibili all'egoismo, alla seduzione, a tendenze arbitrarie, +l'amministrazione d'ogni proprietà, ricondurrebbero sott'altro +nome tutti i cittadini al sistema del <i>salario</i>, al quale vorremmo che +a poco a poco sottentrasse l'<i>associazione</i>, e riaprirebbero le vie a tutti +quei mali ch'oggi provocano le vostre lagnanze contro i pochi detentori +di capitali. La proprietà collettiva rappresentò il primo stadio +della vita economica, quando l'umanità nell'infanzia non era peranco +escita dal sistema patriarcale delle famiglie. Oggi non dura che nei +Comuni di Russia, dove da alcuni anni i lavoratori, emancipati dalla +<i>servitù</i>, s'affrettano a procacciarsi proprietà individuale.</p> + +<p>Nè prolungherò questo ingrato esame. I pochi punti toccati devono, +parmi, bastarvi per giudicare se dall'<i>Internazionale</i> possa o no venirvi +salute.</p> + +<p>No; voi non lascerete, per proposte siffatte, la via calcata sinora, +e io potrò, sino all'ultimo giorno, movere su quella con voi. Se v'è +città fra le nostre nella quale l'<i>Internazionale</i> abbia trovato aderenti, +<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[339]</a></span> +è quella—non la nomino, ma v'è nota—dove l'elemento operajo +e più muto, più ritroso ad ogni vitalità di progresso.</p> + +<p>Quando, riandando la Storia, trovate idee che, sorte col primo noto +periodo della vita dell'Umanità, hanno vissuto con essa d'Epoca in +Epoca, trasformandosi sempre, ma rimanendo sempre e per ogni dove, +nella loro essenza, inseparabili dalla società e più forti d'ogni rivolgimento +distruggitore d'altre idee appartenenti a un solo Popolo o +a un'Epoca sola—e se, interrogando nei migliori momenti d'affetto, +di santo dolore, di devozione al Bene, la vostra coscienza, sentito +dentro un'eco a quelle idee che i secoli vi trasmettono—quelle idee +son vere e ingenite nell'Umanità della quale devono seguire il progresso: +voi potete e dovete modificarle, purificarle, migliorarne lo +svolgimento e l'applicazione; non abolirle. Dio, l'Immortalità della +Vita, la Patria, il Dovere, la Legge Morale che sola è sovrana, la +Famiglia, la Proprietà, la Libertà, l'Associazione sono tra quelle.</p> + +<p>Voi—perchè meritaste col sacrificio, perchè non cercaste di sostituire +alle altre la vostra classe, ma d'inalzarvi con tutti, perchè invocate +una diversa condizione economica, non per egoismo di godimenti +materiali, ma per potere migliorarvi moralmente e intellettualmente—avete +oggi diritto a una Patria di liberi e d'eguali nella quale +abbiate comune con tutti i vostri fratelli l'<i>educazione</i>, comune il <i>voto</i> +per contribuire all'avviamento progressivo del paese, comuni l'<i>armi</i> +per difenderne la grandezza e l'onore, esente da ogni tributo diretto +o indiretto il necessario alla vita, libertà di lavoro e ajuti ove manchi +a dove lo vietino gli anni o le malattie; poi favore e agevolezza di +<i>credito</i> nei vostri tentativi per sostituire a poco a poco al sistema +attuale del <i>salario</i> il sistema dell'<i>associazione</i> volontaria fondata sull'unione +del <i>lavoro</i> e del <i>capitale</i> nelle stesse mani. Non vi sviate da +quel programma: non v'allontanate da quei tra i vostri fratelli che +riconoscono questi vostri diritti e s'adoprano a spianare le vie a +instituzioni che possano riconoscerli e tutelarli. Chi vi chiama ad altro +non può giovarvi.</p> + +<p>Educatevi, istruitevi come meglio potete: non dividete mai i vostri +dai fati della vostra Patria, ma affratellatevi con ogni impresa che +miri a farla libera e grande: moltiplicate le vostre <i>associazioni</i> e +inanellate in esse, dovunque è possibile, l'operajo dell'<i>industria</i> con +quello del <i>suolo</i>, città e contado: adopratevi a creare più frequenti +le società cooperative di <i>consumo</i>. E fidate nell'avvenire.</p> + +<p>Ma unitevi compatti, serrati, ordinati a modo d'esercito. Oggi nol +siete. Le vostre società sono moralmente collegate dalle comuni tendenze; +ma nessuna ha mandato per parlare, se non nel proprio nome, +nessuna può far suonare davanti al paese la voce di tutta la Classe +artigiana a esprimerne bisogni e voti, nessuna può dire autorevolmente: +<i>questo vogliono, questo respingono gli operaî d'Italia</i>. Voi avete +unità di <i>fine</i>, non d'<i>azione</i> e di <i>metodo</i>. Senza un Patto di fratellanza, +senza un Centro direttivo, voi non potete acquistare nè infondere +in altri coscienza della forza ch'è in voi: non potete ordinare +e pubblicare una statistica dei mali che affliggono la vostra classe: +non potete dar vigore d'uniformità o di periodicità all'indicazione degli +opportuni rimedî.</p> + +<p>Queste cose io vi dissi pochi anni addietro; e voi le accoglieste +convinti. Un Patto fu steso e accettato dalla maggioranza delle società +in uno dei vostri Congressi. Ma per un errore commesso nella +formazione dell'Autorità direttiva, quel Patto rimase lettera morta, +inutile, dimenticato. Perchè non date opera a ravvivarlo, a ridare, +con più saggi provvedimenti, vigore a quel moto di concentramento +<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[340]</a></span> +oggi più che mai urgente? E perchè volete, voi, elemento nuovo che +sorge, nè può arrestarsi senza retrocedere, far vostra la colpa frequente +pur troppo in Italia del <i>dire</i> e <i>non fare</i>?</p> + +<p>Roma, la Città madre, è oggi nostra; ma nostra a mezzo, nostra +materialmente soltanto; e incombe a noi tutti di versare in essa +l'anima della Patria e da essa ricevere la consecrazione alla via che +dobbiamo correre perchè si compiano i vostri fati e una manifestazione +potente della Vita Italiana faccia santa e feconda l'unione. +Perchè non v'affrettate a raccogliervi in Roma a Congresso e attingervi +nuovo battesimo alla vostra Fratellanza? Forse, oltre all'immenso +vantaggio per voi, ricordereste coll'esempio e quasi <i>iniziatori</i> +all'Italia che da Roma deve escire un altro e più largo Patto, il +<span class="smcap">Patto Nazionale</span>, definizione della nostra vita avvenire, senza il quale +Roma e l'Italia son vuoti nomi.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_341" id="Page_341">[341]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><span class="big ss"><a name="IL_MOTO_DELLE_CLASSI_ARTIGIANE" id="IL_MOTO_DELLE_CLASSI_ARTIGIANE"></a>IL MOTO DELLE CLASSI ARTIGIANE</span><br /><br /> +E IL CONGRESSO<a name="FNanchor_166_166" id="FNanchor_166_166"></a> +<a href="#Footnote_166_166" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[166]</span></a>. +</h2> + +<p>Abbiamo combattuto e combatteremo i traviamenti e peggio della +<i>Internazionale</i> e de' suoi copisti in Italia; ma perchè, oltre all'amore +innato del Vero e del Bene, ci sprona il convincimento ch'essi falsano +il moto operajo e ne indugiano il giusto trionfo. Il moto ascendente +delle classi artigiane costituisce uno dei principali caratteri dell'Epoca +nuova che invochiamo e alla quale cerchiamo una <i>iniziativa</i> +in Italia perchè non è da trovarsi altrove. Noi non aspettammo per +dichiararlo le inattendibili promesse dei <i>socialisti</i> francesi o le selvaggie +ire odiatrici, e per questo impotenti al bene, dell'Associazione +che ha centro in Londra. Dal primo impianto della <i>Giovine Italia</i> fino +alle nostre ultime manifestazioni, la causa degli Operaî fu nostra e +la immedesimammo col moto nazionale italiano. Attraverso ormai +quaranta anni d'apostolato insistemmo a ripetere che una Rivoluzione +non è legittima ne può esser durevole se non congiunge la questione +sociale colla politica, se non trasforma sulla via del Progresso e nei +limiti del possibile l'ordinamento economico, se non migliora, senza +danno o ingiuria ad altrui, le condizioni del lavoro, dei <i>produttori</i>. +Proponemmo come mezzi transitorî l'educazione Nazionale uniforme; +instituzioni capaci di prevenire ogni esempio di corruzione che venga +dall'alto; un sistema economico fondato sul risparmio, sull'aumento +delle sorgenti di produzione, sull'appropriazione di parte del danaro +pubblico e dei beni da incamerarsi ai bisogni degli operaî industriali +e agricoli; un ordinamento di tributi che non graviti direttamente o +indirettamente sul <i>necessario</i> alla <i>vita</i>; imprese nazionali dirette a conquistare +alla produzione i quattro milioni d'ettari di terra italiana +oggi incolta, a creare colle colonizzazioni volontarie una nuova classe +di piccoli proprietarî e dare al paese le forze produttrici ch'oggi emigrano +in cerca di lavoro a lontani lidi stranieri; e additammo ultima +soluzione del problema da conquistarsi lentamente, progressivamente, +liberamente, la sostituzione del sistema d'<i>associazione</i> del <i>capitale</i> e +del <i>lavoro</i> e dell'equa partecipazione di tutti i produttori ai frutti del +lavoro, all'attuale sistema del <i>salario</i>. Ajutammo come era in noi—e +gli operaî, che non sono sofisti nè ingrati, non lo dimenticano—l'impianto +delle società di mutuo soccorso, preludio a quelle di cooperazione. +Tentammo di far intendere alla classi medie che il moto +operajo non era sommossa sterile e passeggiera, ma cominciamento +<span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[342]</a></span> +d'una Rivoluzione provvidenziale voluta dalla progressione storica +che governa la vita e l'educazione dell'Umanità—che <i>associazione</i> +era il termine elaborato dall'Epoca nuova e da aggiungersi, in tutte +le manifestazioni della vita, ai termini <i>libertà</i> ed <i>eguaglianza</i> già conquistati +dall'umano intelletto—che tra noi quel moto e quel termine +erano a un tempo, dacchè ogni Epoca chiama, sorgendo, ad attività +un nuovo elemento, pegno del nostro esser chiamati a farci Nazione +e d'un vincolo d'alleanza che si porrebbe presto o tardi fra le Nazioni +ordinate a vita di popolo—ma che quel moto salutato, ajutato +fraternamente dall'altre classi con atti d'apostolato simili ai nostri, +si serberebbe incontaminato d'errori funesti e di basse passioni e frutterebbe +a quanti ordini di cittadini vivono sulla nostra terra; combattuto +colla violenza, tormentato di diffidenze o abbandonato da una +colpevole noncuranza all'isolamento, si svierebbe facilmente a torti +pensieri e accoglierebbe, invece della nostra severa parola <span class="smcap">Dovere</span>, +le promettitrici parole dei primi demagoghi cupidi, anelanti vendetta +o vogliosi d'erigersi sui bisogni reali degli Operaî un seggio di dominazione.</p> + +<p>Non fummo ascoltati.</p> + +<p>I Governi senza missione che tennero dal 1815 in poi un potere +fondato sul privilegio durarono paghi a <i>vietare</i> e <i>reprimere</i>. Le classi +medie non guardarono al moto o guardarono con sospetto. Gli economisti +<i>officiali</i> seguirono a dire che la <i>libertà</i> finirebbe per sanare +ogni piaga, come se tra chi propone patti giusti o ingiusti di lavoro +e chi è costretto dal bisogno d'oggi o del dì dopo ad accettare potesse +mai esistere <i>libertà</i> di contratto. I cattolici additarono a chi soffriva +il cielo, come se non dovessimo meritarlo colle opere nostre qui +sulla terra e si trattasse unicamente del <i>nostro</i>, non dell'<i>altrui</i> soffrire. +Taluni fra i migliori s'illusero a potere risolvere un grande problema +sociale insegnando agli Operaî le grette egoistiche avvertenze di Franklin +sul modo di salvare di giorno in giorno pochi centesimi o fondando, +come se tutta una classe potesse salire ed emanciparsi colla +elemosina, qualche istituto di beneficenza.</p> + +<p>L'<i>Internazionale</i> è il frutto inevitabile della repressione governativa +e della noncuranza delle classi educate e più favorite dalla fortuna.</p> + +<p>La repressione brutale di pretese ch'erano da principio <a name="inin" id="inin"></a> +<ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'giuste in in'">giuste in</ins> +sè generò riazione e pretese ingiuste: l'uomo respinto violentemente +da un lato trabocca oltre ogni equilibrio dall'altro. La noncuranza +di chi avrebbe dovuto affratellarsi al moto e contribuire a dirigerlo +riconcentrò l'operajo in sè stesso, lo indusse a non far calcolo +che delle proprie forze, a numerarle, a trovarsi libero d'usarne, +il giorno in cui fossero predominanti, a danno degli indifferenti ai +suoi mali: chi viola o lascia che si violi il diritto altrui non può presumere +ch'altri protegga o rispetti il suo. Nessuno ha <i>diritti</i> se non +compie <i>doveri</i>.</p> + +<p>Oggi, la livida luce di lampo che solcò impreveduta l'orizzonte francese +in Parigi ha rotto i sonni delle classi medie e la stampa che le +rappresenta parla di gravi problemi che non possono più trascurarsi; +ma, e lo diciamo con dolore, quel ridestarsi assume sembianza, più +che d'amore, di paura; e la paura è pessima consigliera. Non parliamo +della feroce repressione consumata in parte, in parte minacciata +dagli uomini che usurpano un potere <i>costituente</i> in Versailles: essa +ha rinfiammato e rinfiammerà più sempre, se dura, le ire segrete e +l'anelito alla vedetta; non parliamo delle persecuzioni iniziate ad arbitrio +da altri Governi: per ciò appunto che non sanno se non <i>reprimere</i>, +<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[343]</a></span> +i Governi d'oggi sono irrevocabilmente condannati a perire. Ma +gli uomini, gli ordini intermedî di cittadini, compiono essi o s'apprestano +a compiere il debito loro?</p> + +<p>Il problema è grave, dicono, <i>perchè</i> è minaccioso; bisogna <i>studiarlo</i>: +intanto raccomandano vigilanza ai Governi, rassegnazione agli Artigiani. +Trascorsi pochi mesi, se nulla turberà l'apparente quiete, i +consiglieri s'illuderanno intorno al futuro e ricomincieranno, prevediamo, +a tacere.</p> + +<p>Il problema è non solamente grave, ma santo, e prima condizione +per meritar di risolverlo senza crisi violente è il <i>sentirlo</i> tale, e l'affacciarsi +ad esso non col senso di paura ch'esce dalla minaccia, ma +col palpito di speranza che vien dall'amore. Se volete governare e +dirigere al bene un popolo, amatelo. È santo per voi il nascere alla +famiglia <i>individuale</i> d'un pargolo e ne circondate la culla d'affetti, di +sorriso e di cure proteggitrici: non sarà santo il sorgere d'una classe +intera? non verserete su quel pargolo della famiglia <i>nazionale</i>, a proteggerne +ed ajutarne il progresso, parte della vostra forza? L'Angelo +della Patria siede alla culla di quel fanciullo collettivo che domanda +ammissione al consorzio civile e recherà alla Madre comune incremento +di vita e nuovo vigore di pensiero e d'azione. L'emancipazione +politica data ai quattro milioni d'operaî dell'industria manifatturiera +e ai nove milioni d'agricoltori li svierà, colla coscienza d'una nuova +e degna missione da compiere, da molte funeste abitudini, sopirà +ogni fiamma di discordia tra classe e classe, allontanerà ogni cagione +di subiti e pericolosi rivolgimenti e trarrà dal loro intelletto oggi +muto nuovo alimento al deposito collettivo d'inspirazioni e d'idee che +forma la tradizione italiana. L'Educazione e la loro partecipazione +progressiva a seconda delle opere nei prodotti del Lavoro, accresceranno +la quantità e la qualità della produzione, conquisteranno ad +essa il tempo oggi speso nell'invigilare, sopprimeranno la necessità +d'una moltitudine d'agenti improduttivi intermedî. E ogni passo dato +innanzi, sulla via dell'Eguaglianza e del Progresso, da quei milioni +è un passo verso quell'unità morale della Famiglia italiana e per +essa dell'Umanità, ch'è il nostro ideale e sorgente di tutti i nostri +doveri.</p> + +<p>Voi dovreste salutare con gioja di fratelli questo moto ascendente +delle Classi artigiane e vergognarvi d'aver aspettato che la paura vi +insegnasse a intenderne l'importanza.</p> + +<p>E il problema è studiato: studiato, da ormai mezzo secolo, quanto +basta perchè sian noti i vizî che affliggono le Classi artigiane e i +primi rimedî coi quali dovrebbe iniziarsi la loro emancipazione. Ma +quel lavoro che dovremo probabilmente ricapitolare un dì o l'altro +nella <i>Roma del Popolo</i> e ch'or voi vorreste, quando urge il <i>fare</i>, ricominciare, +ha un difetto: fu fatto, spesso sotto gli impulsi della paura, +quasi sempre con amore esclusivo d'uno o d'altro sistema preconcetto +e prendendo, come in altro scritto dicemmo, le mosse da un solo degli +elementi che costituiscono la vita dell'Umanità, da pensatori isolati, +da letterati di gabinetto, da uomini che—i più almeno—studiarono +il problema, non nelle officine e nelle abitazioni dove trascinano +la vita le famiglie degli artigiani, ma sui libri, statistiche e documenti +talora errati, quasi sempre incompiuti perchè compilati o da +autorità tendenti a celare il male o da individui tendenti ad esagerarlo. +La verificazione di quel lavoro non può farsi se non dagli Artigiani +medesimi.</p> + +<p>È necessario che gli Artigiani d'Italia dicano pacificamente, ma seriamente +e <i>officialmente</i>, ai loro fratelli di patria i loro bisogni e le +<span class="pagenum"><a name="Page_344" id="Page_344">[344]</a></span> +loro aspirazioni, ciò che patiscono, ciò che, nella loro opinione, porgerebbe +ai loro patimenti rimedio.</p> + +<p>E perchè la loro voce suoni <i>officialmente</i> al paese, è necessario che +esca, non da una o altra società capace di rappresentare soltanto +condizioni, interessi, opinioni locali, ma convalidata da un'Autorità +interprete riconosciuta dalla Classe artigiana intera e che compendii +legalmente in sè tutti i caratteri del suo moto collettivo ascendente. +L'esposizione escita da quell'Autorità centrale, sarà l'unica base che +possa per noi ragionevolmente idearsi agli studî ch'altri annunzia +voler imprendere.</p> + +<p>La costituzione di questa Rappresentanza centrale e l'impianto di +una pubblicazione periodica, organo collettivo della Classe artigiana +convalidato dalla Direzione centrale, devono essere appunto il <i>fine</i> +principale del Congresso operajo che si terrà, speriamo fra non molto, +in Roma.</p> + +<p>E questo Congresso porge, a quanti s'affratellano nell'animo al progresso +delle classi operaje e desiderano pel bene della Patria comune +che quel progresso si compia pacifico, sobrio nelle esigenze e fondato +sulla concordia di tutte le classi, una mirabile opportunità per +dare ai loro fratelli operaî un pegno delle loro intenzioni amorevoli +e al moto stesso un carattere normale alieno da ogni tristissima realtà +o apparenza di conflitto civile.</p> + +<p>L'invio dei delegati delle società dalle diverse parti d'Italia a Roma, +la retribuzione che dovrà stabilirsi per gli eletti a formare in Roma +la Commissione centrale, l'impianto della pubblicazione periodica che +dovrà esserne l'organo, costano, e gli artigiani son poveri. Le società +faranno, non ne dubitiamo, il debito loro; nondimeno ogni spesa +è vero sacrificio per esse; e ci sembra che toccherebbe a noi tutti +di provare, concorrendo, agli uomini del Lavoro, che nostro è il loro +problema, nostre sono le loro speranze, nostro è il loro avvenire.</p> + +<p>Noi proponiamo che s'apra una sottoscrizione per lo scopo accennato +di contribuire alle spese che il Congresso e i <i>fini</i> cercati da esso +vorranno. E proponendola e invitando i buoni a secondarla, crediamo +far cosa giusta e giovevole. È probabile che la proposta perirà sommersa +nell'inerzia comune. Pure, i tempi son tali da rompere quella +inerzia; e di fronte agli incitamenti che vengono dal di fuori, importa +davvero che in qualche modo, con qualche dimostrazione visibile, le +classi medie convincano gli artigiani che non sono, come altrove, +condannati alla solitudine e che il loro progresso è a cuore di quanti +hanno a cuore il progresso della Nazione.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[345]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><span class="big"><a name="ALLE_SOCIETAgrave_OPERAJE" id="ALLE_SOCIETAgrave_OPERAJE"></a>ALLE SOCIETÀ OPERAJE</span><br /><br /> +<span class="smcap"><i>L'AVVENIRE</i> <span class="small">di torino e</span> <i>L'UNIVERSALE</i> <span class="small">della spezia</span></span> +<a name="FNanchor_167_167" id="FNanchor_167_167"></a> +<a href="#Footnote_167_167" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[167]</span></a> +</h2> + +<p>Voi m'avete scelto a vostro rappresentante nel futuro Congresso +operajo. Non potevate farmi più alto onore e vi serberò riconoscenza +perenne; ma non posso accettare e devo accennarvene le ragioni.</p> + +<p>La prima è nelle mie condizioni fisiche. Infiacchito dagli anni e +malfermo nella salute, io mi sento oggimai assolutamente incapace +di lunghe discussioni pubbliche e non potrei compire debitamente la +parte che voi mi assegnate.</p> + +<p>La mia presenza nuocerebbe probabilmente al <i>fine</i> che vi proponete +e darebbe, nell'opinione di molti, al Congresso un carattere politico +che voi dovete e volete evitare. Voi non potete, operaî italiani, +rinnegare, come tentarono e tentano in altre terre, l'unità del problema +umano e separare dalla questione <i>nazionale</i> e di progresso politico +la questione economica: siete uomini e cittadini come operaî +e non può compirsi progresso per voi se prima non si compie nell'elemento +patrio in cui foste posti a vivere. Ma l'intento principale +del vostro Congresso è oggi quello di <i>costituirvi</i>, di raccogliervi tutti +quanti siete, smembrati tuttora in nuclei locali, sotto il Patto di fratellanza +e la Direzione centrale che deve farvi capaci d'esprimere +officialmente ed efficacemente al paese i vostri bisogni, i mali che vi +affliggono, i rimedî che intravedete possibili. E per questo, voi non +avete bisogno di me. Importa anzi tutto che la vostra voce a le vostre +deliberazioni escano spontanee e libere, per tutti quei che guardano +in voi, da ogni sospetto d'influenza straniera al <i>fine</i> che ora vi +proponete. Quando udrò determinato il tempo pel vostro convegno, +io vi porgerò pubblicamente quei pochi consigli che il mio cuore mi +suggerisce opportuni; ma il mio intervento personale darebbe pretesto +agli avversi a voi per accusarvi d'aver ceduto, in qualche vostra +determinazione, all'amore che, meritamente o immeritamente, avete +per me e per accusarmi, dacchè gli uomini di mala fede non credono +mai alla sincerità altrui, di tendere a mutare la vostra in una manifestazione +esclusivamente politica e favorevole alle credenze dell'anima +mia. Parmi debito d'evitarlo.</p> + +<p>E finalmente—perchè tacerei con voi di ciò che forse non è che +debolezza mia individuale?—quando nel 1849, dopo la santa e gloriosa +difesa, Roma fu occupata dalle armi di Francia, corsi e ricorsi +<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[346]</a></span> +solo, per una settimana ancora e pericolando, le vie della città misteriosa, +ch'io fin dai primi anni della mia gioventù adorai come cuore +e centro della Missione italiana e tempio d'una terza Epoca di vita +della patria nostra a pro dell'Europa e del mondo. E allora, tra i +ricordi dell'immenso passato e i presentimenti ostinati d'un immenso +avvenire, di fronte ai segni visibili d'un Papato che aveva spinto +contro Roma i soldati stranieri e d'una Monarchia che aveva contemplato +immobile l'agonia della Metropoli d'Italia, io giurai a me stesso +che non avrei più mai liberamente respirato quelle sacre auree se +una bandiera repubblicana non sventolasse dal Campidoglio e dal +Vaticano o io non potessi giovare a piantarvela. Lasciate che, in questo +periodo di giuramenti falsati per calcolo o leggierezza di scettici, +io, credente in Dio e nella coscienza immortale, serbi, canuto, il mio. +Mi sentirò più degno d'amarvi.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_347" id="Page_347">[347]</a></span></p> +<h2 class="lighter"><span class="big ss"><a name="AI_RAPPRESENTANTI_GLI_ARTIGIANI" id="AI_RAPPRESENTANTI_GLI_ARTIGIANI"></a>AI RAPPRESENTANTI GLI ARTIGIANI</span><br /><br /> +NEL CONGRESSO DI ROMA<a name="FNanchor_168_168" id="FNanchor_168_168"></a> +<a href="#Footnote_168_168" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[168]</span></a> +</h2> + + +<p class="date"> +<span class="smcap">Fratelli miei,</span> +</p> + +<p>Voi sarete, se odo il vero, tra breve raccolti in Roma. E io sciolgo +la mia promessa di darvi quei suggerimenti che mi sembrano più opportuni +al buon andamento del vostro Congresso. Non m'arrogo di +dirigervi o costituirmi interprete vostro; troppi uomini parlano oggi +in vostro nome e ripetono la frase imperiosa russa: «bisogna insegnare +all'operajo ciò ch'ei <i>deve</i> volere.» Ma mi pare di potervi dire +ciò che la parte buona e sinceramente italiana del paese aspetta +da voi.</p> + +<p>La prima cosa, in ogni impresa, da accertarsi è il <i>fine</i> a cui tende. +Il <i>metodo</i> da tenersi nello svolgersi dell'impresa medesima è suggerito +logicamente dal <i>fine</i>. Il successo dipende dal seguirlo tenacemente +e non disviarsene mai. Ogni deviazione è inutile dispendio di +forza e di vita.</p> + +<p>Qual è il <i>fine</i> a cui tende il vostro Congresso?</p> + +<p>È, se non erro, quello di costituire un Centro che, rispettando i +diritti e i doveri puramente <i>locali</i> delle società, possa legalmente rappresentare +doveri, diritti, tendenze, interessi comuni a tutta quanta +la Classe artigiana ed esprimere, convalidato dalla potenza del numero, +i mali che affliggono in Italia gli uomini del Lavoro, le cagioni +che, secondo voi, li producono, e i rimedî che, secondo voi, potrebbero +cancellarli.</p> + +<p>Un Patto di fratellanza fu stretto, tra le numerose società che +aderirono, nell'ultimo vostro Congresso tenuto in Napoli. Ma per errori +che or conoscete commessi nella costituzione appunto dell'Autorità +che doveva rappresentare quel Patto e desumerne le conseguenze, +rimase lettera morta.</p> + +<p>Si tratta per voi di ratificare nuovamente quel Patto e di costituire +a rappresentarlo un'Autorità che abbia condizioni di vera, forte e +perenne vita.</p> + +<p>Ed è la cosa più importante che possiate fare. Dal giorno in cui +l'avrete fatto, comincierà la vita collettiva degli operaî italiani; +avrete costituito lo strumento per progredire concordi; la questione +sociale, oggi lasciata all'arbitrio di ogni nucleo locale, potrà definirsi +davanti al paese, forte dei fatti raccolti da tutte le società e del consenso +indiretto di quasi dodici milioni tra operaî manifatturieri, dati +all'industria mineraria ed agricoltori; petizioni, reclami, statistiche +<span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[348]</a></span> +concernenti alcuni fra i mali immediati e dovuti al malvolere o all'arbitrio +degli uomini più che alla costituzione sociale, potranno escire +dal vostro Centro in nome non d'una, ma di tutte le società operaje +esistenti in Italia e saranno per questo ascoltate. E finalmente, potrete +allora stringere, nei modi e coi patti che vi parranno opportuni, +coi vostri fratelli dell'altre Nazioni, vincoli d'alleanza che tutti +intendiamo e vogliamo, ma dall'alto del concetto <i>nazionale</i> riconosciuto, +non sommergendovi, individui o piccoli nuclei, in vaste e male +ordinate società straniere che cominciano dal parlarvi di libertà per +conchiudere inevitabilmente nell'anarchia o nel dispotismo d'un Centro +o della città nella quale quel Centro è posto.</p> + +<p><span class="smcap">L'Associazione</span>, concetto fondamentale dell'epoca nuova, avrà ricevuto +dal vostro elemento la prima solenne consecrazione. E l'esempio +gioverà a tutto quanto il paese.</p> + +<p>Se questo è, com'io credo, il vostro <i>fine</i> principale nel riunirvi a +Congresso, il <i>metodo</i> da seguirsi nelle vostre deliberazioni è chiaro.</p> + +<p>Verificati attentamente i mandati, che devono esclusivamente esser +dati da società d'<i>operaî</i>, gittatevi risolutamente a quel <i>fine</i>, e non +tollerate che altri vi svii sollevando incidenti e affacciando proposte +e questioni estranee. Alcuni fra voi formulino un <i>ordine del giorno</i> +progressivo che escluda, finchè il <i>fine</i> non sia raggiunto, ogni discussione +intorno a dottrine religiose, politiche o sociali che un Congresso +oggi non può decidere se non con dichiarazioni avventate e ridicole +per impotenza. Raggiunto il <i>fine</i>, compìto l'ordinamento interno della +classe vostra, discuterete, se avrete tempo, ciò che vorrete. Dove no, +commetterete allo studio dell'autorità centrale le proposte che vi +parranno importanti. Ma non v'allontanate prima dal segno. Questa +vostra è manifestazione, oltre ogni altra anteriore, solenne. Il paese +guarda in voi trepido, attento, severo. Se troverà nel vostro, come in +altri congressi tenuti fuori d'Italia, sobbollìo, tempesta di pareri diversi, +d'avventatezze non frenate, di lunghe parole inutili su questioni +vitali e superficialmente trattate dall'ira non repressa di pochi, giudicherà +voi tutti inesperti e malavveduti e prematuro il sorgere del +vostro elemento.</p> + +<p>Due sole dichiarazioni mi sembrano, quasi preambolo all'ordinamento +e istruzione generale data all'Autorità che dovrete eleggere, +volute oggi dalle insolite circostanze nelle quali versa gran parte di +Europa.</p> + +<p>Non giova illudervi. Il paese che cominciava a guardar con favore +ai vostri progressi e a sottoporre a più attento esame ciò che da noi +o da altri si scrive per voi a pro del vostro giusto inevitabile sorgere, +è dagli ultimi eventi di Francia in poi sulla via di retrocedere, +impaurito e tendente ad appoggiare la stolta immorale teorica di <i>resistenza</i> +più o meno adottata a danno vostro da tutti i Governi. Una +selvaggia irruzione, non dirò di dottrine, ma d'arbitrarie irrazionali +negazioni di demagoghi russi, tedeschi, francesi, è venuta ad annunziare +che, per esser felice, l'Umanità deve vivere senza Dio, senza +Patria, senza proprietà individuale e, pei più logici e arditi, senza santità +<i>collettiva</i> di famiglia, all'ombra della casa municipale di ogni comune; +e quelle negazioni hanno trovato, tra per insana vaghezza di +novità, tra per il fascino esercitato dalla forza spiegata da quei settarî +in Parigi, un'eco in una minoranza dei nostri giovani. L'Umanità +guarda e passa; ma la tiepida, tentennante, tremante, credula generazione +borghese dei nostri giorni, impaurisce d'ogni fantasma. La +parte abbiente del paese, dal grande proprietario fino al piccolo commerciante +e al proprietario d'una bottega, comincia a sospettare che +<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[349]</a></span> +ogni moto operajo covi una minaccia ai capitali raccolti talora per +eredità, più spesso dal lavoro; e ha diritto d'essere rassicurata. Or +se voi foste credenti in quelle pretese dottrine, io deplorerei le tristissime +conseguenze che ne escirebbero infallibilmente per l'Italia +e per voi e cercherei di convincervi; non vi direi: <i>mentite per tattica +o per paura</i>. Ma so che quelle insensate teorie non sono vostre; e +però vi dico: importa al progresso del vostro moto ascendente e al +paese che lo dichiariate: importa sappiano tutti che voi vi separate +dagli uomini che le predicano; che in cima alla vostra fede sta la santa +parola <span class="smcap">Dovere</span>; che voi mirate a iniziare l'<i>avvenire</i>, non a sconvolgere +con violenza il <i>presente</i>; che non tendete a distribuzione di ricchezza +posta in mano d'altrui, a liquidazioni sociali, a confische di +proprietà, ma chiedete educazione per voi e pei vostri figli, intervento +pacifico di cittadini nelle faccende della Patria che amate, sacro e +inviolabile da ogni tributo il <i>necessario</i> alla vita, senza la quale nè +lavoro nè produzione sono possibili, e favore e ajuti dalla Nazione +alla lenta trasformazione dell'ordinamento attuale del lavoro nel più +giusto e utile a tutti ordinamento dell'<i>associazione</i> tra il capitale e +il lavoro, tanto che vi s'apra via per raccogliere voi medesimi un +capitale e mutarvi da <i>salariati</i> in lavoratori liberi, indipendenti dall'arbitrio +altrui.</p> + +<p>E una seconda dichiarazione, implicita già nel vostro patto di fratellanza, +dovrebbe, parmi, riaffermare che voi non separate il problema +<i>economico</i> dal problema <i>morale</i>, che vi sentite anzitutto uomini +e italiani e che, comunque chiamati dalle vostre circostanze a occuparvi +più specialmente d'un miglioramento di condizioni per la classe +vostra, non potete nè volete rimanere estranei e indifferenti a tutte +le grandi questioni che abbracciano l'universalità dei vostri fratelli +e il progresso collettivo d'Italia.</p> + +<p>Ma riconfermato il Patto di fratellanza e compite queste due dichiarazioni, +l'una delle quali vi separa dal male, l'altra inanella i +vostri ai fati d'Italia, l'ordinamento interno avrà, spero, tutte le +vostre cure.</p> + +<p>Quell'ordinamento è cosa vostra e farete pel meglio. Ma se mi concedeste +di sottomettervi anche su quello alcuni suggerimenti, vi direi:</p> + +<p>Costituite in Roma una Commissione direttiva centrale composta +di cinque operaî tra i migliori dei vostri: siate nella scelta indipendenti +da ogni considerazione che non sia di virtù morale e capacità.</p> + +<p>Determinate per essi uno stipendio mensile. Ogni opera vuole essere +retribuita. E ricordatevi che l'impianto della Commissione eletta +nel Congresso di Napoli fallì perchè appunto gli individui scelti in +punti diversi non trovarono modo di recarsi nella città dove dovevano +raccogliersi o speranza di trovarvi immediatamente lavoro. La +missione inoltre fidata ai cinque non potrà del resto conciliarsi colla +necessità di lavorare per vivere.</p> + +<p>Eleggete un Consiglio composto di trenta o più individui scelti fra +i delegati delle diverse località rappresentate nel Congresso e aderenti +al Patto, ai quali sia commesso l'ufficio d'invigilare, ciascuno +dalla città in cui vive, sugli atti della Commissione direttiva, e attribuite +un potere d'<i>iniziativa</i> per proposte da farsi ad essa, quando la +proposta sia inoltrata da un numero, che toccherà a voi di determinare, +di consiglieri. E statuite che in ogni deliberazione d'importanza +vitale per la classe operaja, la Commissione debba, convocandoli o +per corrispondenza, consigliarsi con essi. Sia inoltre nei consiglieri, +se unanimi o quasi, autorità di convocare le società a un congresso +<span class="pagenum"><a name="Page_350" id="Page_350">[350]</a></span> +speciale, se mai vedessero la Commissione deliberatamente sviarsi +dalla missione ad essa fidata.</p> + +<p>Statuite egualmente che la stessa facoltà <i>iniziatrice</i> risieda nelle +Società e che ogni proposta convalidata d'assenso da un numero di +esse che dovrete determinare, avrà necessariamente studio e risoluzione +dalla Commissione direttiva.</p> + +<p>E finalmente accertate se sia possibile coll'ajuto regolare e determinato +delle società e con quello che potrà venirvi d'altrove, l'impianto +d'una pubblicazione settimanale, diretta dalla Commissione, e +organo <i>officiale</i> dei lavori e dei voti della Classe operaja.</p> + +<p>Questo parmi in oggi il còmpito vostro. Il mio, se eleggete la Commissione, +sarà quello di deporre nelle sue mani il rendiconto delle +somme spese e quel tanto che avanzerà della sottoscrizione da me +iniziata per voi, e di porgere ad essa via via i suggerimenti che il +cuore e l'intelletto m'inspireranno.</p> + +<p>E sarò vostro, Operaî fratelli miei, finchè rimarrà in me un alito +della vita terrestre. V'amai fin dai primi passi ch'io mossi sulla via +che il dovere e gli istinti dell'anima mi fecero scegliere, perchè fin +d'allora intravidi i fati ai quali oggi vi sospinge la Legge provvidenziale +del Progresso e la splendida parte che avreste nel risorgimento +di questa sacra terra che Dio volle darci a Patria. V'amai +come s'ama chi <i>merita</i> amore, rispettandovi e non contaminando voi +e me con ipocrite adulazioni o accarezzando in voi illusioni condannate +anzi tratto perchè evocate da passioni latenti o da promesse che +si risolvono in sole parole. V'ho sempre detto ciò che credo esser vero.</p> + +<p>E voi mi avete ricambiato d'amore per questo: di quell'amore sincero, +puro, spontaneo che porge conforto, nelle più dure prove, alla +vita e non concede all'anima stanca di travolgersi nell'ira, nel dubbio +o nell'egoismo. Rimanga tra noi quel patto d'amore. E possa io, non +foss'altro, vedervi prima dell'ultima ora concordemente avviati al compimento +della vostra missione.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[351]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="QUESTIONE_SOCIALE169" id="QUESTIONE_SOCIALE169"></a>QUESTIONE SOCIALE<a name="FNanchor_169_169" id="FNanchor_169_169"></a> +<a href="#Footnote_169_169" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[169]</span></a></h2> + + +<p>Torniamo e torneremo sovente sulla questione sociale, perchè essa +è la più santa e a un tempo la più pericolosa del periodo in cui viviamo +e non vediamo finora che i più ne intendano i pericoli o la +santità. Abbiamo da un lato, diffusi su quasi tutta l'Europa, agitatori +volgari trascinati dalle misere condizioni in cui giaciono da secoli +gli uomini del Lavoro a concetti d'odio e vendetta, di sostituzione +d'una classe a un'altra, di disegni negativi d'ogni progressiva convivenza +sociale, ai quali non può riescire se non di nuocere e di fare +per lungo tempo indietreggiare la soluzione del problema: agitatori +di seconda mano i quali, incapaci nell'anima d'odio e di basso spirito +di vendetta, ma affascinati per mobilità di fantasia dall'<i>azione</i> +qualunque siasi, impazienti d'esame purchè le proposte suonino libertà +e ribellione, accolgono senza studio dei fatti le affermazioni +dei primi: uomini buoni, ma corrivi a credere ciecamente e tentennanti +ancora nella coscienza della propria forza, ai quali le false o +esagerate asserzioni dei primi e il rapido assenso dei secondi persuadono +che esiste al di fuori d'essi un'arcana gigantesca potenza +presta a far l'opera loro e salvarli dal dovere della lenta fatica e del +sacrificio. Abbiamo dall'altro individui collocati dal caso o dall'arbitrio +di pochi al sommo dell'edificio sociale e che dovrebbero appunto +per questo sentir più forte il dovere di <i>dirigere</i> le Nazioni sulle vie +del progresso, condannati dall'assenza d'una fede, dal vuoto di ogni +dottrina, dal presentimento d'ineluttabili fati a non conoscere via se +non quella della <i>resistenza</i> dove anche l'intravedono disperata, e a +vivere di giorno in giorno come possono e finchè possono: poi, materialisti +pratici, servi per interesse d'ogni potenza che può dare ricchezza +o dominazione, presti sempre ad accarezzare d'illusioni sulla +debolezza del moto temuto i padroni o a rafforzare la tendenza alla +repressione. E abbiamo tra i due una numerosa classe d'uomini tiepidamente +buoni, tormentati di paura, di scetticismo, di fiacchezza e +d'inerzia, che intravedono talora il dovere, ma non sanno evocare +in sè l'energia necessaria a compirlo, che presentono a ora a ora i +pericoli dell'indifferenza, ma s'arretrano davanti a quel lampo invece +d'inoltrare d'un passo e giovarsi dell'incerto bagliore a collocarsi risolutamente +sulla via diretta.</p> + +<p>Gli uomini della prima classe—lasciando da banda gli agitatori +volgari che saranno schiacciati qualunque volta s'attenteranno di +agire—rinsaviranno col tempo e le delusioni. È impossibile non si +avvedano presto o tardi che l'<i>azione</i> è colpa quando ha un intento +<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[352]</a></span> +non giusto, follìa quando la riuscita non è possibile—che se il problema +dell'emancipazione operaja è universale, le condizioni diverse +nei popoli fanno diversi i modi, che a <i>ciascun</i> popolo appartiene essenzialmente +il segreto della scelta di questi modi e che l'indipendenza +del concetto nazionale da una direzione straniera è la prima +forma della libertà collettiva e pegno a un tempo di quella coscienza +della propria forza, senza la quale non è dato ad alcuno di compier +doveri e di conquistare diritti—finalmente che non è potente ad +un <i>fine</i> se non l'<i>unità</i> di forze omogenee, e che l'illudersi a cercar +potenza per fare una Associazione cosmopolitica in seno alla quale +una sezione crede nella giustizia della proprietà <i>collettiva</i>, un'altra +in quella della proprietà <i>individuale</i>, una terza nell'onnipotenza dello +Stato, una quarta nell'abolizione degli Stati a pro d'una illimitata +autonomia di Comuni, una quinta nel predominio dello spirito e dell'ideale, +una sesta esclusivamente nella materia e negli atomi vaganti +in cerca d'un concorso fortuito, torna tutt'uno col cercar vittoria da +un esercito nel quale un battaglione mova di fronte mentre un altro +volga a diritta, un altro a sinistra e un quarto retroceda sotto capi +non intesi fra loro.</p> + +<p>La seconda classe d'uomini—lasciando da banda Governi che si +affaticano a vivere di <i>negazioni</i>—è composta d'incorreggibili. La +bassezza dell'animo li fa inaccessibili a ogni cosa che non sia la +prepotenza d'un <i>fatto</i>. Oggi, l'opera loro indugia il progresso, ma più +in virtù di vizî che sono in noi che non in virtù d'influenza reale +che sia in essi; e quando, curati quei vizî, il <i>fatto</i> nuovo s'affaccierà, +sfumeranno nel nulla o mendicheranno a noi, che non accetteremo, +il diritto di proferire le stesse menzogne a pro nostro.</p> + +<p>Ma la terza classe è ben altrimenti numerosa e importante, non +solamente per le condizioni di intelletto educato e di possedimenti +che la farebbero, se volesse, arbitra dello Stato, ma perchè in essa +sono latenti i germi del bene insteriliti negli altri. Tolta via una genìa +di speculatori e di banchieri insaziabili che contaminano le buone +vecchie abitudini del commercio e preparano crisi tremende ai popoli, +gli uomini delle classi medie furono e sono tuttora uomini di +lavoro e ne sanno il valore e la dignità. In un periodo nel quale, +sciolti per molte cagioni tutti i vincoli d'unità morale, di viva fede +e di culto a un <i>fine</i> comune, non rimane a norma di vita che l'<i>io</i>, +hanno ringrettito affetti e virtù ad affetti verso l'angusto cerchio +privato, a virtù domestiche e inoperose oltre il recinto della famiglia +e dei pochi amici, ma la facoltà d'intendere e d'operare il bene vive +in essi, più sviata e intorpidita che spenta. Da queste classi borghesi +che si affermarono coll'antica emancipazione dei nostri Comuni, escirono, +in tempi più recenti, forti fatti di lunga ostinata resistenza ai +dominatori stranieri e torme di giovani volontarî per le battaglie dell'Unità +nazionale e apostoli incontaminati del Vero e di questa stessa +emancipazione del popolo che noi predichiamo. Gli artigiani d'Italia +lo sanno e serbano, buoni come sono, animo grato ai fondatori degli +asili per l'infanzia, delle casse di risparmio, delle prime scuole popolari, +rimedî inefficaci ai loro mali, ma creduti allora i soli possibili +e occasione del ridestarsi del popolo alla coscienza di fati migliori. +Chi s'adopra fra noi a seminare astio fra classe e classe e +irritare il <i>povero popolo</i> contro chi s'emancipò primo o contro ai detentori, +quali essi siano, di capitali, fa opera trista che non giova +agli artigiani e suscita a sospetti di pericoli, che in realtà non esistono, +tutta una moltitudine di cittadini necessarî anche essi al progresso +della Nazione.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[353]</a></span></p> +<p>Non esistono per chi ama e intende se non due classi di cittadini, +i buoni e i tristi, gli amorevoli al bene altrui e capaci di sagrificio, +e gli egoisti, se borghesi o artigiani non monta, che non pensano se +non al proprio benessere. Se la tendenza a questo egoismo s'incontra +più frequente tra quei che possedono, la cagione sta nelle più numerose +tentazioni materiali che li accarezzano, nei Governi che, a +serbarli amici, circondano di monopolî e privilegi civili e politici la +loro ricchezza e in una dottrina economica buona a suo tempo, funesta +in oggi, che dei due elementi d'ogni progresso, Libertà e Associazione, +non conosce che il primo e che, travolta nel materialismo +del periodo in che nacque, sostituisce al problema <i>umano</i> un semplice +problema di <i>produzione</i>. Bisogna combattere l'infausta dottrina, +mutare i Governi fondati sul monopolio e sul privilegio, illuminare +quei molti, sviati dalla stampa semi-officiale, sulle condizioni reali +degli artigiani, sulla potenza del loro moto, sull'urgente da farsi. E +se anche il tentativo non riuscisse, bisogna farlo per dovere, per +testimonianza a tutti dell'animo nostro, per assicurarci nelle opere +future una pura coscienza. Cento, cinquanta, venti anime sottratte +per noi all'<i>errore</i> che minaccia di riescire fatale all'intorpidita società +d'oggi, sono premio che basta al tentativo sul quale insistiamo.</p> + +<p>L'<i>errore</i>, l'errore fondamentale che addormenta nella classe d'uomini +alla quale accenniamo la tendenza a esaminare seriamente il +problema e tentar di risolverlo concordemente con noi, è quello di +guardare al moto artigiano, non come a fatto provvidenziale e ineluttabile, +ma come a frutto di tempi politicamente agitati e fenomeno +che un migliore assetto governativo e alcuni lievi miglioramenti ai +mali più urgenti dileguerebbero.</p> + +<p>Quei che così pensano fraintendono interamente i caratteri del moto.</p> + +<p>Il moto è intimamente e indissolubilmente connesso colla questione +politica, nè raggiungerà il proprio fine se non sciolta quella. Nessuna +trasformazione sociale può compirsi senza l'impianto di instituzioni +politiche corrispondenti al <i>principio</i> che le dà vita e potenza: chi +tentasse operarla isolata susciterebbe una serie interminabile e inefficace +di tremende guerre civili. Nessuna rivoluzione politica può +d'altro lato farsi legittima e riescire a buon porto se non modifichi +gli ordini sociali e non inizii alla vita nazionale una classe d'uomini +fino a quel giorno diseredati: dove nol faccia, crea irrevocabile la +necessità d'una nuova rivoluzione dopo non lungo intervallo di tempo +e una sorgente di perenni contese civili in quell'intervallo. Ma la +questione sociale ha una vita propria, immanente, indipendente dall'altre +di tanto che, affacciata una volta, non può spegnersi per cosa +che altri faccia in manifestazioni diverse della vita della Nazione. +Tutte le libertà amministrative possibili, s'anche poteste—ciò che +non è—ottenerle cogli ordini attuali, non varrebbero a farla retrocedere: +il suffragio universale stesso—ed è, senza rivoluzione politica, +utopìa inverificabile—non basterebbe a sopirla e diverrebbe +un'arme in mano agli uomini che la promuovono. Soltanto, quell'arme +potrebbe sviarsi: diventare strumento di sanguinose guerre civili in +pugno al primo uomo dotato dell'energia audace di Spartaco o strumento +di tirannide contro tutti a pro del primo usurpatore capace, +come in Francia, di largamente promettere senza attenere. In Russia +il moto sociale s'agita più potente d'assai che non il politico. E il +programma, dal quale oggi accenna a retrocedere, dell'Internazionale +medesima è prova che se le grandi questioni politiche o di <i>principî</i> +non fossero, il moto <i>sociale</i> vivrebbe pur sempre; bensì di vita anormale, +costretto più sempre nei limiti della questione puramente materiale +<span class="pagenum"><a name="Page_354" id="Page_354">[354]</a></span> +e aperta quindi a tutti i suggerimenti delle passioni e degli +appetiti. La politica—come deve intendersi—è consecrazione, non +cagione, del moto ascendente operajo.</p> + +<p>Molti fra gli uomini ai quali s'indirizzano più specialmente le nostre +parole, credono in Dio o lo dicono. Hanno mai pensato—se quella +credenza è in essi, non puro suono di labbra, ma realtà profonda +nell'anima—alle conseguenze ch'essa trascina logicamente con sè? +Hanno pensato che, se Dio esiste, esiste necessariamente fra Dio e +la sua creazione un pensiero, un disegno provvidenziale? ch'esiste +per la vita dell'individuo e dell'Umanità un <i>fine</i>? ch'esiste per noi +tutti, individui e società, un sacro assoluto dovere di cooperare a +raggiungerlo? che un <i>fine</i>, qualunque sia, assegnato all'Umanità ha +essenzialmente bisogno, per essere raggiunto, di tutte le facoltà, di +tutte le forze collegate, esplicite o tuttavia latenti nell'Umanità stessa? +che conquistare gradatamente e costituire coll'Associazione l'<i>Unità +morale della famiglia umana</i> è indispensabile scala a quel fine? che +quindi la negazione progressiva di tutte le caste, di tutte le distinzioni +artificiali e—nei limiti del possibile—di tutte le ineguaglianze +tendenti a separare gli uomini e diminuirne l'associazione e +il lavoro concorde, è parte del disegno provvidenziale? In questa +serie di deduzioni innegabili, possiamo dirlo, da chi ammetta il <i>principio</i>, +vive la cagione del moto attuale, vive la sua legittimità, vive +la certezza della sua vittoria e dovrebbe vivere in noi tutti, cattolici +o protestanti, cristiani e non cristiani, quanti crediamo in Dio, quel +senso di riverenza e d'amore per le classi ch'oggi battono alle porte +del mondo civile da noi provato davanti a ogni vita nascente, alla +culla d'un individuo, d'un popolo, d'una razza. Dio dice a noi tutti: +<i>adorate e operate a pro d'esse</i>.</p> + +<p>Due sole cose potrebbero frammettere un dubbio tra la percezione +del Vero e l'<i>azione</i>. È quel grado di progresso da salirsi appartenente +all'epoca nostra? È la coscienza di questo progresso sufficientemente +desta e operosa nella classe che deve salirlo?</p> + +<p>Alla prima interrogazione risponde affermativamente il <i>passato</i>: +alla seconda, con eguale affermazione, il <i>presente</i>. Storia e fatti dell'oggi +convalidano la nostra fede e possono, comunque più imperfettamente, +guidare alla stessa persuasione quanti hanno la sventura +di non credere in Dio.</p> + +<p>Noi non possiamo intessere qui un corso di storia, ma diciamo che +chi vorrà interrogarla troverà additato come termine fondamentale e +fine immediato dell'Epoca l'emancipazione artigiana: troverà esaurita +la serie dei termini procedenti quest'uno e anteriormente conquistati +dall'intelletto del mondo civile. Attraverso le aristocrazie teocratiche +primitive, il dualismo di quelle e del principato, il dispotismo sottentrato +dell'Uno, le Repubbliche aristocratiche, le guerre e le conquiste +dell'elemento democratico in seno ad esse, l'Impero, poi il nuovo dualismo +tra esso e il Papato, il patriziato feudale, i Comuni, le Monarchie +cercanti in essi ajuto a sottomettere gli eredi dei guerrieri padroni +di feudi e, più giù fino a noi, le ribellioni popolari d'Europa e +la Rivoluzione del secolo scorso, le caste si logorarono a una a una, +il cerchio dell'associazione s'estese, l'unità della famiglia umana andò +successivamente ampliandosi. Gli uomini diseredati, per difetto di +nascita o forza, d'ogni convivenza passarono successivamente dalla +condizione di vittime consecrate se prigionieri in guerra o di <i>cose</i> in +mano dei loro padroni a quella di schiavi nudriti perchè lavorassero—da +quella alla condizione di servi della gleba o d'un uomo—poi +a quella d'agenti di produzione retribuita a salario determinato dalla +<span class="pagenum"><a name="Page_355" id="Page_355">[355]</a></span> +cieca legge dell'offerta e della richiesta e dall'arbitrio dei detentori +di strumenti del lavoro. Gli emancipati di quella classe d'uomini che +avevano, per virtù propria, affetto degli antichi padroni o caso, potuto +raccogliere una somma più o meno determinata di fattori della +produzione, si collocarono classe intermedia tra gli antichi padroni +ordinati a governo e i milioni mutati di <i>servi</i> in <i>artigiani</i> e furono +detti borghesi. La Rivoluzione francese del secolo scorso fu, nei risultati +<i>pratici</i>, rivoluzione borghese e dotò quell'elemento di privilegi +civili e politici d'ogni sorta. Se non che proclamando, come <i>principio</i>, +eguaglianza fra tutti i figli della Nazione, chiamando il popolo a meritare +colla difesa del territorio, suscitando colla predicazione della +Libertà e dei diritti spettanti a ogni uomo le facoltà fino allora latenti +d'entusiasmo e di dignità individuale, rivelò ai figli del Lavoro, +al quarto stato, com'oggi dicono, diritti, doveri e coscienza di forza +ad un tempo. E oggi si tratta per essi di tradurre in <i>fatto</i> un <i>principio</i> +teoricamente accettato. La progressione è visibilmente continua; +e addita maturi i tempi perchè il problema si sciolga.</p> + +<p>Il presente dichiara intanto ai meno veggenti l'irrefrenabile potenza +del moto. Il sorgere, l'agitarsi della classe artigiana in cerca d'un +migliore avvenire, è universale: non è terra in Europa che non ne +manifesti più o meno minacciose le aspirazioni. Gli Artigiani possono +in un luogo o in un altro traviare nel metodo, nella scelta dei mezzi; +ma il <i>fine</i> è unico e il senso di questa unità li chiama ad affratellarsi +di terra in terra gli uni cogli altri e il senso di questo affratellamento +compito o possibile crea in essi la sola cosa che ad essi mancasse, +coscienza di forza. In qualunque modo si giudichi, tremando +delle conseguenze o salutandole, come noi facciamo, indizio certo di +un'Era nuova, d'un nuovo stadio d'educazione salito dall'Umanità, cominciamo +a intender noi tutti che questo moto non è sommossa passeggiera, +ma avviamento a una grande rivoluzione, impulso provvidenziale +di non retrocedere più mai finchè non abbia raggiunto il <i>fine</i>.</p> + +<p>Si raggiungerà <i>con</i> voi o <i>contro</i> voi, uomini delle classi emancipate? +La scelta sta in mano vostra. Noi non possiamo che insistere +ad affacciarvi di tempo in tempo, per debito di coscienza, il problema. +Ma badate: è problema di sfinge: dovete risolverlo o correte +rischio d'essere divorati. Voi siete oggi nella posizione assunta dall'Europa +politica nella questione d'Oriente. Per terrore della Russia, +l'Europa s'ostina a puntellare artificialmente un Impero, il Turco, +condannato irrevocabilmente a perire e travolgere, disperato d'ogni +altro ajuto, le popolazioni indigene, alle quali è affidata l'esecuzione +della sentenza, in braccio allo Tsar; e voi, per terrore irragionevole +del moto artigiano, siete a pericolo di travolgerlo sotto l'influenza +d'agitatori che insegnano agli artigiani la necessità d'aborrirvi e +distruggervi. Ricordatevi che l'ostinazione delle monarchie a negare +il diritto repubblicano di Francia creò il Terrore e le carneficine del +1793. Siete oggi in tempo per promuovere pacifico e regolare il moto +con noi: domani forse, ve lo diciamo tristemente convinti, v'udrete +ripetere: <i>è tardi</i>.</p> + +<h3>II.</h3> + +<p>Per quali modi potrebbe verificarsi tra le classi operaje e le medie +la concordia invocata?</p> + +<p>Il modo decisamente migliore è uno; e tutti sanno qual sia per +noi. Ma anch'oggi e sotto l'impero delle instituzioni dominatrici, quella +concordia nel moto può iniziarsi e i modi son molti: primo fra tutti, +<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[356]</a></span> +senza il quale ogni suggerimento sarà inascoltato, è per le classi +medie quello sul quale andiamo insistendo: studiare, con vero amore +e intenzione deliberata di giovarlo, il moto operajo. Un miglioramento +<i>morale</i> in noi stessi è sempre a capo d'ogni grande mutamento, +d'ogni grande impresa.</p> + +<p>E questo miglioramento morale è urgente davvero. Oggi, la piaga +che più rode l'anime nostre è l'<i>indifferenza</i>. La schiavitù di tre secoli +ci ha rapita gran parte della coscienza di forze che pur sono in +noi per operare e riuscire. Il materialismo entrato in noi appunto +colla schiavitù ha, come sempre, scemato, limitando dentro un angusto +meschino orizzonte le conseguenze delle opere, quel senso dell'importanza, +della santità della vita ch'è la più forte sorgente delle +grandi cose. A che migliorare noi stessi se dobbiamo morire interi, +organismo e spirito che lo move, domani? A che affaticarci e affrontare +sacrificî, quando nessuna legge intelligente è mallevadrice dei +risultati, quando l'edifizio penosamente inalzato sarà forse rovesciato +dal primo soffio di vento, dal primo fatto che sorgerà impreveduto? +I <i>fini</i> eterni, le lente, potenti manifestazioni che inanellano l'una coll'altra +le generazioni e frutteranno ai pronipoti, trovano intorpidita +la mente e incerto, scettico il cuore. Un machiavellismo, ch'è la <i>pratica</i> +del materialismo, sceso dall'anima, potente di desiderî, ma disperata +di meglio, del povero Machiavelli e peggiorato dai fiacchi +arrendevoli successori, ha colpito di gelo le migliori facoltà nostre +insegnando che non s'hanno da affrontare e dominare le circostanze, +ma s'ha da cedere ad esse e veder di trarne il men tristo partito +possibile. Per tutte queste ragioni riunite, abbiamo a poco a poco +sostituito all'adorazione del Dovere l'idolatria dell'<i>opportunità</i>, all'Ideale +divino il piccolo calcolo delle conseguenze <i>immediate</i>, alle +norme d'una Legge suprema su tutta quanta l'Umanità, la breve signoria +del <i>fatto</i> compito, alla Verità che non muore la <i>realtà</i> transitoria +dell'oggi. Talora, gli istinti dell'anima immortale si ribellano +dentro noi: i bollori giovanili del sangue e un avanzo di umana dignità +mutata in orgoglio spronano a proteste virili; ma l'impulso non +dura e un nobile fatto è seguìto da lunghi intervalli di ignavia e di +inerzia. Splende in noi, ricordo della nostra missione, qualche solitario +lampo di virtù, ma la <i>costanza</i> in essa è sparita; e se il Bene +trapela agli occhî dell'intelletto, ci stringiamo sconfortati nelle spalle +dicendo: <i>non è da noi il raggiungerlo</i>: fidiamo al caso, a nuove incerte +circostanze, alla generazione che verrà dopo noi, l'impresa ch'è +nostra. I nostri studî si rivolgono tutti al passato, tanto ci sentiamo +incapaci di promuovere l'avvenire; e in quel passato non cerchiamo +incitamenti a <i>fare</i> e indizî del <i>come</i>, ma oblio delle cure presenti e +pascolo a una infeconda vanità di <i>sapere</i>, invece d'una attiva filosofia +della vita. Così, ringrettiti, insteriliti, diseredati d'<i>azione</i>, ci ravvolgiamo +in un manto di indifferenza che chiamiamo rassegnazione di +prudenti, ed è codardia morale. Se la miseria passa gemendo d'innanzi +all'uscio della nostra casa, la soccorriamo cristianamente, ma +senza pur sospettare che incombe a noi di prevenirne il ritorno, di +rintracciarne le ingiuste cagioni e di cancellarle. Se un popolo-martire, +dopo d'avere eroicamente combattuto per la propria <i>nazionalità</i>, +scende con dignità nella tomba—se una intera famiglia di popoli +muti finora e separati dal comune progresso europeo freme moto su +tutta una vasta zona e chiede ammessione al banchetto del mondo +civile—plaudiamo come spettatori a sublime spettacolo, ma senza +esigere che un mutamento nella nostra politica internazionale ajuti +il martire a risollevarsi o promuova quel moto ascendente d'una intera +<span class="pagenum"><a name="Page_357" id="Page_357">[357]</a></span> +razza. È stato necessario che, pari alla minaccia del festino di +Balthazar, il funesto bagliore degli incendî parigini illuminasse per +noi una protesta emancipatrice degli operaî, perchè—scossi non +dall'amore, ma dalla paura—volgessimo la nostra attenzione al problema +agitato visibilmente da mezzo secolo per chiedere, dopo pochi +momenti di studio, ai Governi di proteggerci contro i pericoli e risolvere +per noi la questione.</p> + +<p>I Governi d'oggi, guasti dal principio esaurito e condannato a sparire +onde tutti s'informano, sono impotenti a risolverlo; e le cieche +brutali resistenze, arma unica che essi sappiano e possano per un +tempo adoperare, accumuleranno su voi che invocate protezione da +essi odî e vendette che nessun pacifico apostolato da parte nostra +potrà scongiurare e scoppieranno un dì o l'altro tremendi. Voi soli, +uomini delle classi medie, potete allontanar quei pericoli. La causa +è vostra: dovete non delegarne gli obblighi ad altri, ma soddisfare +ad essi voi medesimi coll'amore, collo studio e con opere perseveranti.</p> + +<p>È tempo che, scotendo da sè una inerzia, che li fa parere d'essere +in parte complici di colpe non loro, gli uomini delle classi medie +tornino al vero concetto della vita data da Dio perchè si comunichi +ad altri e intendano ch'essi sono quaggiù depositarî d'una missione +da non violarsi impunemente nel presente e nell'avvenire. Giunti +prima a un grado di sviluppo intellettuale ed economico, essi devono +oggi ajutare chi rimase addietro a salire. Da diciotto secoli le loro +labbra mormorarono la santa parola di Gesù: <i>eguaglianza delle anime</i>; +è tempo che quella parola scenda dalle labbra nel cuore e lo fecondi +ad opere attive a pro dei loro fratelli. Essi li chiamano tali nel recinto +del Tempio, davanti a Dio; ma non deve essere la Terra tempio +di Dio? Non deve esserne Sacerdote tutta quanta l'Umanità? Non +sono gli eguali davanti a Dio chiamati ad esserlo davanti agli uomini? +Non dovrà mai aggiungersi a quella santa parola la più santa preghiera +colla quale Gesù invocava che «il Regno di Dio si trapiantasse +per opera nostra per quanto è possibile dal cielo, dove splende +come nostro Ideale, sulla terra ove deve incarnarsi in <i>realtà</i>?» Guardino +al levarsi di queste plebi, rejette jeri a condizione di casta inferiore, +anelanti oggi a penetrare nel recinto della Città, non come +a sommossa passeggera, ma come a marea suscitata dall'alito divino, +non con paura, ma colla riverenza amorevole colla quale si guarda a +un grande fatto provvidenziale. <i>La famiglia umana accenna a salir +d'un passo</i> sulla via che guida alla meta assegnata. È pensiero da far +balzare di gioja ogni uomo che è buono o intende a meritare quel +nome: e la gioja dovrebbe essere maggiore in chi è in alto e può +porgere una mano ajutatrice ai compagni di viaggio.</p> + +<p>Prima cosa da farsi è l'accertare quali siano i bisogni delle classi +artigiane, quali i loro patimenti e quali i rimedî che invocano. Bisogna +chiederlo ad esse, interrogarle dappresso, agevolarne l'espressione +collettiva e sincera. Centocinquanta società operaje—e il numero +andrà crescendo ogni giorno—hanno poche settimane addietro +costituito in Roma un Centro incaricato di parlar per esse, hanno +annunziato che tenterebbero l'impianto d'una pubblicazione settimanale +a quel fine: bisogna proseguire nell'opera iniziata da noi e promuovere +quell'intenzione sottoscrivendo. Taluni—sia lode ad essi—lo +han fatto: seguano molti l'esempio: l'utile del raccogliere documenti +necessarî a intendere e risolvere la questione s'accoppierà al +pegno di concordia e d'affetto dato così agli operaî. Il resto è da farsi +col contatto personale, scendendo nelle loro officine, affratellandosi +<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[358]</a></span> +con essi nelle radunanze commemoratrici delle loro società, conversando +fraternamente con quanti ricevono commissione individuale di +lavori, arrestandosi al solco del villico a interrogarlo sulle sue condizioni, +sulla famiglia, su ciò che più potrebbe giovargli. E questo +contatto amorevole frutterà a un tempo intenzione dei modi di fare +il bene e potenza di combattere il male, di confutare gli errori economici +suggeriti ad essi dai demagoghi per mestiere, di sperdere il +fascino di speranze destinate a tornare illusioni.</p> + +<p>Poi, l'Istruzione. I più tra gli artigiani la cercano avidamente e il +darla toccherebbe a chi l'ha. Un Governo repubblicano la darebbe +gratuita, obbligatoria, nazionale, a tutti i figli della Patria comune. +Ma intanto gli uomini delle classi abbienti possono, volendo, darne +gran parte. In ogni centro considerevole d'industria dovrebbe impiantarsi +una scuola per insegnare agli artigiani, disegno lineare, geometria, +elementi d'algebra, meccanica, chimica, applicazioni pratiche +della fisica ed altro. Ma ogni località anche di secondo o terzo ordine +può avere, mercè un piccolo sacrifizio d'oro e di tempo, riunioni +serali o pei giorni festivi nelle quali si partecipi agli operaî un insegnamento +morale, si narrino popolarmente le tradizioni dei nostri +Padri, si trasmettano nei loro punti salienti le vite dei nostri Grandi, +si comunichi la conoscenza geografica della nostra Terra congiunta +a considerazioni generali sulle condizioni delle varie contrade che la +costituiscono, dei varî rami dell'umana famiglia che vivono in essa. +E in ogni località dovrebbe formarsi per via di doni una piccola biblioteca +popolare circolante; e in ogni località agricola, dove pur +troppo non si sa leggere, un giovane dovrebbe raccogliere intorno a +sè i coltivatori e leggere per essi, spiegando ove occorra, un buon +libro. Quando pensiamo all'immenso bene che può derivare da un'ora +sottratta a sterili sollazzi, da poche lire sottratte a inutili spese, ci +sembra impossibile ch'altri non cerchi a sè stesso su questa via il +sereno soddisfacimento d'averlo operato e tentato. Chi scrive leggeva +poc'anzi in un giornale italiano, miste a un inno all'ebbrezza, dichiarazioni +frementi vendetta e retribuzioni di sangue per la fucilazione, +delitto ed errore ad un tempo, di tre fra i combattenti a pro del Comune +in Parigi; e pensava: anche l'ira è santa talora e nessuno può +osare di rimproverarne, per cagione siffatta, l'espressione. E nondimeno +non dobbiamo noi repubblicani raccogliere l'ultima parola di +Rossel, soffocare quell'ira e ricordare che non vinceremo se non a +patto d'esser migliori dei nostri nemici e non calcarne le orme colpevoli? +Se quei giovani buoni nel profondo dell'anima e repubblicani +spendessero l'ora devota ad alimentare un odio sterile, com'essi dicono, +fra le bottiglie, tra i loro fratelli popolani, nel modo or ora +accennato, non gioverebbero più assai alla causa che intendono di +promuovere? Non è più potente a pro d'un popolo abbandonato un +germe di comunione e d'amore che non cento grida di rabbiosa vendetta?</p> + + +<h3>III.</h3> + +<p>Abbiamo accennato agli ajuti da darsi dagli uomini delle classi +medie all'espressione officiale dei bisogni e dei voti degli operaî d'Italia +che la Commissione direttiva eletta nel Congresso di Roma sta +preparando, ed abbiamo accennato all'istruzione da diffondersi tra i +lavoranti dell'Industria e tra la considerevole popolazione agricola +anche più abbandonata finora. Ma le classi medie potrebbero anche +oggi, volendo, far ben altro. Una Associazione formata collo scopo di +<span class="pagenum"><a name="Page_359" id="Page_359">[359]</a></span> +raccogliere capitali destinati a promuovere gli esperimenti degli operaî, +somministrando, senza speculare, anticipazioni alle Società di cooperazione, +comprando a basso prezzo terre incolte o neglette ed offrendone, +a certi moderati patti per l'avvenire, la coltivazione e la +proprietà ad agricoltori valenti e capaci, associati, potrebbe, se le +prime prove riuscissero, produrre splendidi risultati. Se non che ora +intendiamo parlare soltanto di quelle manifestazioni che senza gravi +sacrificî o pericoli basterebbero a stringere, con immenso benefizio +del paese, concordia d'affetto fra le classi artigiane e le medie; e ne +accenneremo due o tre in via d'esempio.</p> + +<p>Mal si trattano i piati che sorgono frequenti fra i lavoranti o gl'intraprenditori +dagli stessi onde escirono le cagioni: il senso quasi +sempre esagerato dell'ingiustizia negli uni, della soverchia esigenza +negli altri, inacerbisce le contese e vieta ai contendenti l'imparzialità +necessaria agli accordi. L'instituzione, pendente questo inevitabile periodo +di transizione, di Consigli conciliativi, composti per metà di +padroni per metà di operaî, esciti tutti naturalmente dall'elezione e +presieduti, se vuolsi, da un individuo capace appartenente alla magistratura +ed eletto egli pure, riuscirebbe sommamente giovevole in +tutti i dissensi che sorgono frequenti fra i lavoranti e i capitalisti +che li impiegano. E la missione di Consigli siffatti potrebbe facilmente +estendersi a un diritto d'invigilamento sulla salubrità dei locali +e su quanto riguarda il lavoro in alcuni pericolosi rami dell'industria. +L'impianto di questi Consigli può soltanto e dovrebbe essere +provocato, offerto dalle classi medie.</p> + +<p>Un fatto di più grave importanza dovrebbe, per impulso degli elettori +che appartengono tutti alle classi medie, iniziarsi dai loro deputati:—fatto +che proverebbe officialmente il grado d'importanza raggiunto +dalla questione sociale e avvierebbe la stampa e l'opinione +pubblica su via migliore di quella dell'oggi. Un deputato, Agostino +Bertani, ha dato pochi dì sono indizio d'animo desto alla necessità +d'occuparsi della condizione dei lavoranti italiani proponendo un'inchiesta +sullo stato delle nostre classi agricole. Se non che un'inchiesta, +dov'anche fosse concessa, condotta da uomini parlamentari e colle +abitudini prevalenti, non darà mai—e una serie di fatti anteriori lo +prova—risultati pratici.</p> + +<p>L'inchiesta prima dovrebb'esser fatta dagli operaî, o lo sarà per le +società se, respingendo proposte d'isolamento o di metodi diversi che +ritarderebbero l'emancipazione invocata, si stringeranno intorno alla +Commissione direttiva eletta nel Congresso di Roma; poi tolta a base, +darebbe luogo a facile verificazione e ad esame del Parlamento. Ma +parecchie fra le piaghe che mantengono le tristi condizioni materiali +delle classi operaje sono note, accertate; e dovrebbero inspirare, a quanti +hanno in Parlamento potuto serbare intatto il senso del dovere verso +il Paese, una serie di risoluzioni che affacciassero all'Italia officiale il +problema sociale in modo più solenne ed urgente e additassero alcuni, +non foss'altro, dei primi rimedî. Convinti come essi sono, o dovrebbero +essere, che il problema economico è un problema di produzione—che +per produrre bisogna vivere—che quindi il <i>necessario</i> +alla vita è sacro e dovrebbe essere immune da ogni diretto o indiretto +prelevamento—le risoluzioni dovrebbero, precedute da un sommario +delle condizioni attuali e dei loro pericoli, chiedere un riordinamento +del sistema delle tasse diretto a lasciare intatto il necessario +e non operare se non dove comincia il <i>superfluo</i> alla vita. E convinti +come sono, o dovrebbero essere, che le grandi questioni sociali non +si sciolgono a spicchî, ma afferrandone l'insieme o porgendo soddisfacimento +<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[360]</a></span> +a tutte le loro più determinate e giuste esigenze, dovrebbero +toccare nella serie delle proposte il lato morale, intellettuale, +economico del problema, dalla necessità d'un radicale rimutamento +della legge elettorale e d'una educazione nazionale obbligatoria e +gratuita fino alla formazione d'un capitale destinato a mallevadoria +di certe operazioni prime delle associazioni artigiane industriali e alla +concessione di terre, proprietà dello Stato e dei Comuni, alle associazioni +agricole. Le proposte sarebbero senz'alcun dubbio sommariamente +respinte dall'Italia officiale; ma la questione rimarrebbe +posta nei suoi veri termini davanti al Paese; il pegno di concordia +che noi chiediamo per gli artigiani dalle classi medie sarebbe dato; +il popolo saprebbe a quali uomini ha diritto di rivolgersi pei miglioramenti +invocati e l'Italia non officiale, arbitra suprema un dì o +l'altro di tutti e di tutto, risolverebbe più assai rapidamente il problema.</p> + +<p>Il riordinamento del Lavoro sotto la legge dell'<i>associazione</i> sostituito +all'attuale del <i>salario</i>, sarà, noi crediamo, la base del mondo +economico futuro, e implica che un capitale indispensabile all'impianto +dei lavori e alle anticipazioni necessaria debba raccogliersi +nelle mani degli operaî associati. Questo avverrà per vie diverse, +delle quali dovremo a poco a poco parlare. E tra queste vie una che +per opera dei buoni delle classi medie potrebbe, in questo periodo +di transizione, condurre all'intento è quella d'ammettere i produttori +artigiani alla partecipazione negli utili dell'impresa.</p> + +<p>Esperimenti di questo genere furono, sin dal 1830, tentati e riuscirono; +provarono una verità economica troppo negletta, che per aumentare +la somma della produzione non basta d'aumentar la richiesta +o di trovare nuove sorgenti al lavoro, ma è necessario aumentare il +valore produttivo d'ogni individuo e che questa attività produttrice +aumenti in ragione diretta della parte che gli è concessa nei frutti +della produzione: il lavoro libero produce più del lavoro servile e +nelle condizioni attuali l'operajo che, senza interesse alcuno materiale +o morale nei risultati della produzione, non dà, generalmente parlando, +se non quel tanto di lavoro necessario a rivendicargli il salario +pattuito, ha dalla compartecipazione sprone a produrre maggiormente +e meglio. Una prova di ciò che affermiamo escì dall'Associazione +instituita nel 1830 in Parigi dal signor Leclaire nel suo stabilimento +per la pittura degli edifizî. D'un altro notabilissimo diede i più minuti +ragguagli il nostro collega Aurelio Saffi nel n. 35 della <i>Roma +del Popolo</i>, ed esortiamo a meditarlo chi l'avesse, trasvolando, negletto. +I particolari d'un terzo furono poche settimane addietro raccolti da +uno scrittore francese di merito, Eugenio Véron, e sommano a questo:</p> + +<p>«Il signor Briggs, ricco proprietario di miniere carbonifere in Inghilterra +e presidente d'una Lega tra i padroni formata per resistere alle +pretese dell'<i>Unione degli artigiani</i>, stanco dei dissensi continuamente +rinascenti nelle sue officine, prese nel 1864 altra via.</p> + +<p>«Egli divise la proprietà delle sue miniere di carbon fossile, valutate +a 2 250 000 franchi, in 9000 azioni di circa 250 franchi cadauna e +costituì una società in accomandita. Serbò 6000 azioni per sè ed offerse +agli operaî ed ai clienti delle miniere le altre 3000.</p> + +<p>«Trattavasi ora di persuadere gli operaî—cosa del resto che, pel +prezzo elevato, non riusciva facile—a far acquisto di queste azioni; +però a raggiungere l'intento non si vide mezzo migliore che associare +gli operai stessi ai beneficî delle miniere.</p> + +<p>«Il fondo sociale venne diviso in due parti: da una parte un capitale +fittizio rappresentante il lavoro degli operaî, dall'altra il danaro +<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[361]</a></span> +degli azionisti. I salarî quotidiani, mantenuti al corso ordinario, furono +assicurati agli operaî delle miniere quale interesse del primo di +questi due capitali; pel secondo, gli azionisti acquistarono diritto a +un interesse del 10 per cento. Si considerò poi il superfluo dei beneficî +come un utile comune a tutta la società, quindi da ripartirsi +proporzionatamente tra tutti i membri cooperatori.</p> + +<p>«Se, a cagion d'esempio, il beneficio annuale risulta del 14 per +cento del capitale in azioni, compete a questo capitale il 10 per cento +a titolo d'interesse e il 2 per cento a titolo di profitto;—il 2 per +cento restante poi viene assegnato agli operaî, quale parte dei beneficî, +e ripartito in proporzione dei salarî di ciascuno.</p> + +<p>«A incoraggiarli sul principio a rendersi possessori di azioni, fu +concesso agli operaî azionisti, in questo riparto di beneficî, il 10 per +cento sul totale annuo dei loro salarî, mentre che agli altri non toccò +se non il 5 per cento. Questo metodo di ripartizione fu modificato solo +nel 1867.</p> + +<p>«Il dividendo degli operaî azionisti fu eguale al <i>dodici per cento</i> +dei loro salarî, e all'<i>otto per cento</i> per gli altri.</p> + +<p>«Temendo come sempre, un'insidia, gli operaî titubarono sui primi +tempi ad approfittare dei vantaggi loro offerti; ma le loro diffidenze +caddero ben presto davanti alla realtà del dividendo.</p> + +<p>«Nel 1867 i beneficî netti furono di 510 425 fr., dei quali 200 000 +furono messi da parte onde assicurare agli operaî una ripartizione di +utili nell'eventualità di cattive annate.</p> + +<p>«Nella deposizione da essi fatta davanti la Commissione reale di +Londra, dalla quale noi togliamo questi dettagli, i signori Briggs dichiarano +che <i>giammai l'antico sistema avrebbe loro dato, nelle medesime +circostanze, simili benefizî</i>.</p> + +<p>«Ma ciò che è particolarmente da osservarsi si è che grazie a quest'organizzazione +essi non ebbero quasi a risentire gli effetti della +crisi toccata in seguito a quel ramo d'industria. Tutte le difficoltà +procedenti dall'antagonismo tra capitale e lavoro sparirono come per +incanto per dar luogo, da quell'epoca, all'accordo più perfetto.</p> + +<p>«I lavoranti stessi s'assumono spontanei la sorveglianza dei mille +dettagli che assicurano l'economia e il buon andamento di qualsiasi +industria.—Allorchè noi scorgiamo, dice uno d'essi, nelle gallerie +un chiodo dimenticato per terra, lo raccogliamo ripetendo il motto +passato in proverbio: <i>tanto di più di guadagnato per la fin d'anno</i>.</p> + +<p>«Un gran numero d'operaî, estranei sino allora ad ogni idea d'economia, +sono divenuti azionisti. Convien aggiungere che le maggiori +agevolezze sono accordate per facilitar loro la via al possesso di +questo titolo: ogni qual volta siano in grado di versare un acconto di +75 franchi viene loro anticipatamente assicurato il possesso d'un'azione.</p> + +<p>«Nel 1868 le azioni erano già a un premio di 112 franchi 50 cent. +Perciò a ciascuna emissione si ha cura di mettere in riserva per gli +operaî un dato numero di titoli ch'essi possono acquistare al di sotto +del corso.</p> + +<p>«L'esito di questa intrapresa era già assicurato sino dal 1866.»</p> + +<p>Perchè non troverebbero esempî siffatti imitatori in Italia?</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[362]</a></span></p> + +<h2 class="lighter ss"><a name="COSTITUENTE_E_PATTO_NAZIONALE170" id="COSTITUENTE_E_PATTO_NAZIONALE170"></a>COSTITUENTE E PATTO NAZIONALE<a name="FNanchor_170_170" id="FNanchor_170_170"></a> +<a href="#Footnote_170_170" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[170]</span></a></h2> + + +<p>Due morti hanno i popoli: l'<i>anarchia</i> e l'<i>indifferenza</i>. Conseguenza +l'una e l'altra del materialismo che sopprime ogni vincolo di fede +comune, conducono ambe infallibilmente alla negazione di ogni iniziativa +e alla schiavitù. Della prima e dei suoi risultati ci porge tale +esempio la Francia, che dovrebbe, se pensassero, far rinsavire quanti +imprudenti giovani s'affaticano oggi tra noi a risuscitare le vecchie +ammirazioni e le vecchie speranze che ci indugiarono mezzo secolo +sulla via. La seconda minaccia di soffocare, in Italia, sul nascere della +Nazione, ogni coscienza di missione nel mondo, ogni virtù d'idea collettiva, +ogni culto di tradizione d'avvenire e ridurci alla condizione +d'una gente che produce e consuma, e vive di vita puramente materiale, +senza individualità morale, senza <i>fine</i> comune da raggiungere, +senza comunione di vita operosa spirituale colle altre Nazioni di +Europa.</p> + +<p>Indifferenza negli elettori provata, generalmente parlando, dalla +cifra dei votanti nei collegi: indifferenza nei deputati provata ogni +giorno dalla difficoltà di raccogliere il numero voluto per le sedute, +dalla frequenza dei congedi chiesti e concessi, dall'affrettarsi dei +rappresentanti alle loro città sull'accostarsi dalla menoma solennità +che dia pretesto di vacanza prolungata sempre oltre i limiti voluti, +dai voti dati senza discussione o quasi intorno a questioni di grave +importanza: indifferenza negli uomini di governo che vivono d'espedienti, +senza disegno premeditato, senza tradizioni politiche, senza +quella tranquilla, tenace persistenza di concetti che dà in oggi lento +ma continuo progressivo incremento alla Russia e agli Stati Uniti, e +son paghi di superare le difficoltà della giornata senza guardare al +futuro: indifferenza nei governati che biasimano e non combattono, +presentano mali e non preparano i rimedî, pensano e non dichiarano +ad alta voce il pensiero, e sembra accettino, regnante un sistema di +semi-libertà, la vecchia formula dei tempi dispotici: <i>non tocca a noi</i>: +indifferenza nei capitalisti che hanno innanzi, in Sicilia, nel mezzogiorno +continentale, in Sardegna, nell'Agro Romano, nelle terre incolte +d'Italia, una serie di nobili imprese da compiersi con giovamento +proprio e del paese e le lasciano intentate o preda di speculatori stranieri. +I lagni contro l'esagerazione e il pessimo assetto dei tributi +prorompono da ogni lato e ad ogni ora; ma nessuno tenta contro un +intero sistema una di quelle potenti agitazioni che in Inghilterra sorgono +ordinate, pertinaci, sicure in ultima analisi di trionfo contro ogni +atto o progetto economico non consentito dall'opinione. Le ire contro +<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[363]</a></span> +le giornaliere violazioni delle libertà individuali, gli arbitrî degli impiegati +subalterni, la tristissima amministrazione delle leggi buone o +cattive esistenti sono, più che frequenti, continui e suonano minacciose; +ma da queste ire non è mai escito l'impianto d'una Associazione +che, fornita di mezzi, s'assuma di rivendicare l'esercizio del diritto +violato chiamando davanti ai tribunali i violatori, dall'addetto +alla questura fino al ministro. Gli assennati si stringono nelle spalle +come pensando: <i>non gioverebbe</i>; e i più frementi fra i giovani accennano +a un giorno nel quale s'avrà da rifare l'intero edifizio: perchè +affronterebbero noje e pericoli per correggere questo o quest'altro +particolare?</p> + +<p>Indifferenza alle cose dell'oggi e inerte presentimento d'inevitabili +mutamenti; è questa la condizione generale delle menti in Italia. Un +non so quale senso di <i>provvisorio</i> in tutto ciò che è, svoglia gli animi +dal <i>fare</i>. Diresti che il paese, visitato da una grande, recente delusione, +avesse smarrito la coscienza della propria forza e dei proprî +fati e aspettasse rassegnato dai casi un incerto futuro.</p> + +<p>Tristissima sempre, condizione siffatta di cose par quasi inesplicabile +in una gente che, come la nostra, sorgeva jeri appena a Nazione o che, +come la nostra, non visse mai nel passato di vita propria e spontanea +senza diffonderne il calore e la luce a tutta l'Europa: inesplicabile a chi +ricorda il levarsi ad impeto di marèa di questo nostro popolo, oggi intorpidito +di scetticismo, dapprima nel 1848, poi dal 1859 al 1861, quando +rifulse possibile la speranza d'unirsi in fratellanza d'azione, e i Mille iniziavano +un'epopea rotta a mezzo da un cenno di re. Non basta a darne +ragione il difetto d'educazione politica, nè il lungo servaggio, nè l'influenza +addormentatrice d'un pugno di raggiratori o d'inetti che riuscirono +a usurparsi i frutti delle opere altrui, e dai quali il paese, se si +svegliasse, si libererebbe in tre giorni. Un'altra più profonda cagione +signoreggia tutti i fatti secondarî e perpetua d'anno in anno, anche modificate, +le circostanze, la condizione di cose alla quale accenniamo.</p> + +<p>Abbiamo fin dal nostro programma indicato questa cagione; ma +dacchè stampa e partiti fanno a gara per obliarla, è pur forza a +noi di ripeterla e insistervi.</p> + +<p>L'Italia non è costituita. La Nazione esiste di nome soltanto, senza +espressione ordinata della propria vita. La leva che crea e mantiene +la virtù <i>iniziatrice</i> nei popoli non ha punto d'appoggio nel paese. Ogni +elemento è quindi <i>passivo</i>: soggiace: ripete fatalmente una serie d'atti +in una direzione circolare; non trova in sè potenza per progredire.</p> + +<p>Lasciamo da banda i vizî del nostro sorgere; l'azione straniera +accoppiata, con pensiero diverso, alla nostra, e le vergogne che ne +seguirono e pesano tuttora, a intorpidirla, sulla nostra coscienza di +popolo. Ma non è il carattere predominante del nostro moto radicalmente +falsato e in aperta, diretta contraddizione col metodo invariabilmente +additato dalla storia, dacchè storia fu, come condizione essenziale +d'ogni moto nazionale? Quando, dopo una impresa comune +contro chi le manteneva smembrate, popolazioni appartenenti alla +stessa zona geografica si levano coll'intento dichiarato di stringersi +a vincolo di <i>Nazione</i>, esse affermano col fatto la coscienza attinta +dall'identica origine, dalle tradizioni del passato, dalle conformi tendenze +d'un <i>fine</i> comune, d'una via comune da corrersi, d'un metodo +comune d'associazione da ordinarsi per tutte. Ma quella <i>coscienza</i> ha +bisogno d'essere definita. Ed è necessario definire pubblicamente, solennemente, +per tutti <i>quale</i> sia il <i>fine nazionale</i>, quale la migliore +forma di associazione che può, salvi i perenni diritti del Progresso, +guidare i cittadini della nuova Nazione a raggiungerlo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[364]</a></span></p> +<p>Bisogna, in altri termini, che la Nazione interroghi la propria vita +e le dia espressione di legge perchè sia norma alle opere nel paese +e base riconosciuta di contatto cogli altri popoli.</p> + +<p>Questa pubblica, solenne espressione è il <span class="smcap">Patto Nazionale</span>. Senza +esso non esiste Nazione.</p> + +<p>Quale autorità può dettarlo?</p> + +<p>Una sola: la Nazione medesima.</p> + +<p>È necessario a questo esame della propria vita comune e della propria +vocazione l'intervento di tutti gli elementi che compongono la +Nazione. L'esclusione di un solo elemento costituirebbe a suo danno +ingiustizia e tirannide.</p> + +<p>Il paese che intende a formar Nazione elegge con voto universale +i migliori tra i suoi a rappresentarlo e dettare il Patto, l'insieme dei +<i>principî</i> che ne costituiscono la vita comune e dei quali tutte le leggi +future dovranno essere progressivamente l'applicazione.</p> + +<p>Assemblea siffatta, che noi chiameremmo volontieri Concilio nazionale, +ha nome universalmente adottato di <span class="smcap">Costituente</span>.</p> + +<p>Senza <span class="smcap">Costituente</span> e <span class="smcap">Patto nazionale</span> non esiste Nazione fuorchè +di nome.</p> + +<p>L'Italia non ebbe la prima e non ha il secondo.</p> + +<p>Le popolazioni italiane, fatte libere per le armi altrui o per virtù +propria, furono interrogate se volessero unirsi o rimanersi divise, e +la risposta non poteva esser dubbia. Non fu chiesto ad esse in nome +di che, con quali principî, sotto quali forme d'associazione, con qual +fine. Alla Costituente fu sostituito un Parlamento di pochi privilegiati +per censo ed altro, continuazione di quello ch'era espressione +incompiuta delle provincie sabaude quando l'Italia non era. Al Patto +nazionale fu sostituito uno Statuto dato precipitosamente, per volontà +regia e per paura d'insurrezione, a quelle provincie, dodici anni prima +che l'Italia fosse. La Nazione non fu mai convocata a dichiarare la +propria fede, le proprie volontà, le proprie tendenze. I suoi deputati +giurano alla monarchia e al vecchio Statuto. L'Italia vive oggi come +nel 1848 di vita <i>piemontese</i>, se buona o cattiva, sviata, perpetuata o +migliorata non monta. La storia non offre un solo esempio d'una rivoluzione +nazionale compita, tradita a quel modo.</p> + +<p>E nondimeno, il principio d'una Costituente e d'un Patto fu affermato, +sin dal 1848, dagli istinti dei popoli sollevati e da solenni promesse +regie.</p> + +<p><span class="smcap">A guerra vinta, un'Assemblea italiana deciderà dei destini di +Italia.</span></p> + +<p>Il paese, comunque deluso, si rassegnò negli anni passati. Mancava +Roma all'edifizio; e un'antica profetica riverenza alla città dalla quale +si svolsero non solamente i fati storici italiani, ma quelli d'Europa, +persuadeva alle menti che di là soltanto potessero, come dal Sinai, +scendere le tavole della legge. Oggi, abbiamo Roma e invece di Costituente +e di Patto, i reggitori d'Italia vi agitano paurosi il problema +del come possa perpetuarvisi, a patto di concessioni avverse ai tempi, +il <i>dualismo</i> che fu l'anima e il tormento del medio evo.</p> + +<p>In questo, dica altri a suo senno, sta la cagione suprema delle condizioni +morali che lamentiamo e che minacciano di spegnere in culla +la nuova vita. Gli Italiani sentono, consci o inconsci, l'assurdo, diremmo +quasi, se la venerazione alla patria non lo vietasse, il ridicolo +d'una situazione che vorrebbe aggiungere alle Nazioni una Nazione +muta e senza espressione della propria vita. Un intenso senso potente +benchè mal definito dice ad essi che quanto è in oggi è fantasma, +e che i fantasmi non durano. Quindi il dubbio, l'irresolutezza +<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[365]</a></span> +sopra ogni cosa e l'inerzia: colpevoli senz'altro, ma intelligibili in +un popolo che esce da un sepolcro di trecento anni.</p> + +<p>Le idee, bisogna ripeterlo, governano il mondo. Manca all'Italia +una <i>iniziativa</i>, e questa iniziativa di moto e progresso non sorgerà +se non per la via che additiamo. Come in tutte le grandi questioni, +è necessario che nella questione <i>nazionale</i> s'accerti il punto d'onde +moviamo, il punto verso il quale moviamo, la via migliore per andare +da un punto all'altro. E questo non può farsi se non colla Costituente +e col Patto.</p> + +<p>Non è qui parte nostra dire come gli Italiani debbano e possano +tradurre in atto questi due termini del programma nazionale. Ma non +s'illudano a credere di conquistare incremento, progresso continuo +interno e vita fra le Nazioni d'Europa se non a patto di riescirvi. +Noi guardiamo commiserando in silenzio la ruota d'Issione intorno +alla quale sono legati i nostri amici parlamentari: i loro tentativi, le +loro evoluzioni per escire dal cerchio fatale riesciranno inutili finchè +la posizione del problema non sarà radicalmente mutata: come trarrebbero +essi dal concetto dell'Italia smembrata del 1848 inspirazioni e +iniziativa a dirigere innanzi l'Italia <i>una</i> del 1872? E commiserando +leggiamo programmi di vaste riforme economiche e di nuova vita +industriale italiana come quello di un uomo che stimiamo<a name="FNanchor_171_171" id="FNanchor_171_171"></a><a href="#Footnote_171_171" class="fnanchor">[171]</a> e che +da qualche anno rotola, nella Camera e fuori, il sasso di Sisifo delle +proposte tendenti a ricreare una condizione di progresso normale +materiale all'Italia. Le più tra quelle proposte son buone; ma <i>come</i> +attuarle? Può una Instituzione, la cui vita ha le sue radici nel passato +e in un determinato tradizionale ordinamento economico amministrativo, +mutare a un tratto e accogliere in sè un alito di libera +vita nazionale senza paventarne rovina?</p> + +<p>Poteva Turgot compire nella Francia della monarchia aristocratica +ciò che la rivoluzione compì in brevi giorni? Le grandi riforme esigono, +ad essere afferrate nel concetto e tradotte in realtà, un sovra +eccitamento nella vitalità popolare, un senso d'audace fiducia in sè +e nel futuro che sorge appunto dal fermento di tutte le forze condannate +a giacersi latenti in una condizione come la nostra. Suscitatele +e otterrete: non prima. Fate che la Nazione <i>viva</i>, e avrete da +quella vita trasfusa negli intelletti e nelle volontà miracoli di rinnovamento. +Non può darveli una Camera inceppata da un falso programma: +nol può un popolo intorpidito nello sconforto e nel dubbio.</p> + +<p>Il problema politico predomina su tutti gli altri. E il problema politico +non può risolversi se non come abbiamo accennato. Manca nel +caos che ci si stende d'intorno il <i>fiat</i> della Nazione. E quel <i>fiat</i> non +può essere proferito che da una <span class="smcap">Costituente</span>: non può incarnarsi che +in un <span class="smcap">Patto nazionale</span>. Tutto il resto è menzogna o, per ora, impossibilità.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[366]</a></span></p> + +<h2 class="lighter"><a name="LETTERA_AD_UN_AMICO172" id="LETTERA_AD_UN_AMICO172"></a>LETTERA AD UN AMICO<a name="FNanchor_172_172" id="FNanchor_172_172"></a> +<a href="#Footnote_172_172" class="fnanchor"><span style="font-size: 60%; vertical-align: top">[172]</span></a></h2> + + +<p class="date"> +<span class="smcap">Caro</span>.... +</p> + +<p>Prima di tutto, ringraziate quei che sono solleciti intorno alla mia +salute. Miglioro lentamente.</p> + +<p>Quanto alle questioni che importano, lo scrivere mi fatica, ma ecco +sommariamente ciò ch'io ne penso.</p> + +<p>Questione religiosa:</p> + +<p>Nessuno può vincolarsi a tacerne senza rinnegare le proprie convinzioni. +Nessuno può chiedere ad altri di tacerne senza intolleranza. +È materia d'apostolato che può tacere davanti all'<i>azione</i>, non prima. +Tutto sta nei modi, che possono correggersi. Non trattate col ridicolo +o come superstizione le nostre credenze: tratteremo filosoficamente, +deplorando, ma temperatamente, le vostre. Mostriamoci uniti +nel resto: nessuno dirà che l'unione è impossibile.</p> + +<p>Questione politica:</p> + +<p>Vogliamo un movimento nazionale repubblicano... per conto dell'Europa +e dell'Umanità. Non può esservi movimento sinceramente repubblicano +se non inchiude l'emancipazione della classe operaja, la giusta +partecipazione nei risultati della produzione tra i produttori, la +sostituzione graduata dell'<i>associazione</i> al <i>salariato</i>. Su questo dobbiamo +saperci o crederci d'accordo.</p> + +<p>Ma il punto d'appoggio alla leva in un moto che nello sviluppo <i>immediato</i> +deve pur essere nazionale, non può, non deve essere collocato +all'estero.</p> + +<p>Praticamente l'Internazionale è una <i>parola</i>, non altro; ed è la stessa +che avevamo proferita noi dicendo una Repubblica universale. Come +forza, l'Internazionale è nulla. Date le circostanze di Parigi altrove, +avremo l'insurrezione; ma le circostanze di Parigi non furono create +dall'Internazionale, nè lo saranno altrove. L'Internazionale non può +darci un esercito, nè un tesoro. Ci dà invece i terrori e la inimicizia +di tutta una classe media, tiepidamente buona in parte e che +è ad ogni modo un elemento vitale in Italia. Perchè dunque scegliere +quella bandiera? Perchè crearci nemici senza un'ombra d'utile? +E perchè accettare una bandiera che copre errori e immoralità innegabili? +Contentiamoci d'essere Partito repubblicano nazionale nel +punto di mossa, europeo nel fine.</p> + +<p>Questione Garibaldi:</p> + +<p>Da dove parte il dualismo?</p> + +<p>Io non ho mai assalito Garibaldi.</p> + +<p>Non ho risposto ai suoi assalti.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[367]</a></span></p> +<p>Anche oggi sono pronto di stringere qualunque patto con lui.</p> + +<p>Ma questo patto, questa concordia, non può aver luogo che con un +programma. E questo programma non può essere che il repubblicano.</p> + +<p>Garibaldi non lo ha mai apertamente dichiarato.</p> + +<p>Garibaldi non ha bisogno, se non vuole, di stringere la mano a me +o ad altri. Ma Garibaldi deve dire agli Italiani: «Tra venti giorni o +vent'anni, voi non avrete salute che dalla Repubblica.» Allora il paese +saprà che siamo uniti. Una occasione sorgerà. Prepariamoci a coglierla +con un lavoro pratico unito. Quanto al ripartirci con lui l'azione, pochi +giorni, sòrta la circostanza, basteranno.</p> + +<p>Ottenete questo da lui. Lasciate di dirvi affigliati dell'Internazionale. +Trattiamo con rispetto filosofico la questione religiosa. Il dissidio +sparirà in breve tempo.</p> + +<p>Scrivo faticosamente. Cercate intendermi e ridite ai vostri amici. +Abbiatemi vostro</p> + +<p class="sig"><span class="smcap">Giuseppe Mazzini</span>.</p> +<p class="date"><i>Lugano, 10 gennaio 1872.</i></p> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<p class="center">FINE.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> Così infatti avvenne. Vedi <i>Proemio</i> al vol. IX delle <i>Opere complete</i> +di G. Mazzini.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2"><span class="label">[2]</span></a> Vedi <span class="smcap">Mazzini</span>: <i>Sulla politica internazionale dell'Inghilterra al tempo +della guerra d'Oriente</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3"><span class="label">[3]</span></a> <span class="smcap">Mazzini</span>: <i>L'unica soluzione della guerra d'Oriente</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4"></a><a href="#FNanchor_4_4"><span class="label">[4]</span></a> <span class="smcap">Mazzini</span>: <i>Indirizzo all'esercito piemontese</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5"></a><a href="#FNanchor_5_5"><span class="label">[5]</span></a> Vedi il <span class="smcap">Saffi</span> nel <i>Proemio</i> al vol. IX, opera citata e la <i>Vita di G. Mazzini</i>, +dello stesso autore nel <i>Risorgimento Italiano</i>, pubblicato per cura di +L. Carpi.—Vedi pure <span class="smcap">Anelli</span>: <i>Storia d'Italia</i>, vol. III, cap. IV, pag. 131.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6"></a><a href="#FNanchor_6_6"><span class="label">[6]</span></a> Vedi il <span class="smcap">Saffi</span> nel <i>Proemio</i> citato.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7"></a><a href="#FNanchor_7_7"><span class="label">[7]</span></a> Vedi: <i>Vita di G. Mazzini</i> della signora <span class="smcap">J. W. Mario</span>, pag. 365.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_8_8" id="Footnote_8_8"></a><a href="#FNanchor_8_8"><span class="label">[8]</span></a> Vedi <span class="smcap">G. Pallavicino</span>: <i>Il Piemonte</i>, ecc., pag. 8 e 9; i discorsi pronunziati +da Nicotera e Zanardelli al Parlamento nella seduta del 21 +marzo 1866 e <span class="smcap">Anelli</span>: <i>Storia d'Italia</i>, vol. III, cap. IV, pag. 173.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_9_9" id="Footnote_9_9"></a><a href="#FNanchor_9_9"><span class="label">[9]</span></a> <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i> al vol. IX.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_10_10" id="Footnote_10_10"></a><a href="#FNanchor_10_10"><span class="label">[10]</span></a> <span class="smcap">J. W. Mario</span>, opera citata.—Luigi Settembrini scriveva dall'ergastolo +di Santo Stefano in data 20 marzo 1855: <i>Ad un'invasione straniera +che volesse metterci sul collo un Murat, io mi opporrei sino a pigliare le +armi pei Borboni</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_11_11" id="Footnote_11_11"></a><a href="#FNanchor_11_11"><span class="label">[11]</span></a> Vedi nel <i>Risorgimento Italiano: Giorgio Pallavicino</i>, biografia di +<span class="smcap">B. E. Maineri</span>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_12_12" id="Footnote_12_12"></a><a href="#FNanchor_12_12"><span class="label">[12]</span></a> Vedi in questo volume a pag. <a href="#Page_120">120</a> e seguenti e i <i>Ricordi su Carlo +Pisacane</i>, pag. <a href="#Page_140">140</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_13_13" id="Footnote_13_13"></a><a href="#FNanchor_13_13"><span class="label">[13]</span></a> In difesa della tentata sollevazione di Genova leggasi il discorso di +G. Nicotera pronunziato in Parlamento il 21 marzo 1866.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_14_14" id="Footnote_14_14"></a><a href="#FNanchor_14_14"><span class="label">[14]</span></a> Vedi il <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i> citato.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_15_15" id="Footnote_15_15"></a><a href="#FNanchor_15_15"><span class="label">[15]</span></a> <span class="smcap">J. W. Mario</span>, opera citata, pag. 382, e <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i> al vol. IX.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_16_16" id="Footnote_16_16"></a><a href="#FNanchor_16_16"><span class="label">[16]</span></a> Vedi nel vol. X delle <i>Opere complete: La Monarchia piemontese e +noi</i>, pag. 160.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_17_17" id="Footnote_17_17"></a><a href="#FNanchor_17_17"><span class="label">[17]</span></a> Vedi biografia del Mazzini nel <i>Risorgimento Italiano</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_18_18" id="Footnote_18_18"></a><a href="#FNanchor_18_18"><span class="label">[18]</span></a> <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i>, vol. IX opera citata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_19_19" id="Footnote_19_19"></a><a href="#FNanchor_19_19"><span class="label">[19]</span></a> Un Francesco Crispi alquanto diverso da quello che, chiamato al +governo del suo paese, ha rinnegato ogni insegnamento della fede che lo +spinse alla generosa e nobile iniziativa.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_20_20" id="Footnote_20_20"></a><a href="#FNanchor_20_20"><span class="label">[20]</span></a> Vedi <i>Risorgimento italiano</i>, opera citata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_21_21" id="Footnote_21_21"></a><a href="#FNanchor_21_21"><span class="label">[21]</span></a> Quel generoso moto di popolo che cercava la Patria—scrive il Saffi +nel suo <i>Proemio</i> al vol. X, opera citata—era colpevolmente osteggiato +dal Governo, e, peggio ancora, dalla fazione che ne aveva l'appoggio. E +i faccendieri del conte di Cavour tentarono fino all'ultim'ora ogni via +per distorre Garibaldi dal suo generoso proposito.—Leggasi pure Anelli, +opera citata, voi. IV, capo IV.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_22_22" id="Footnote_22_22"></a><a href="#FNanchor_22_22"><span class="label">[22]</span></a> Leggasi il discorso di G. Nicotera alla Camera nella seduta del 21 +marzo 1866.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_23_23" id="Footnote_23_23"></a><a href="#FNanchor_23_23"><span class="label">[23]</span></a> Vedi lettere del Cavour al Persano e al Villamarina, il <i>Proemio</i> al +vol. XI e il <i>Resoconto di Bertani e Garibaldi</i> quivi riportato. +</p><p> +Che il Governo sardo non avesse creduto fin allora all'unità d'Italia, +lo provano specialmente le pratiche fatte dal Cavour per indurre il Borbone +e il duca di Toscana a confederarsi col re di Piemonte, il rifiuto +della dittatura offerta dal Governo provvisorio della Toscana, e la vana +ingiunzione fatta a Garibaldi di non varcare lo Stretto, mentre veniva +chiesta con urtante insistenza l'annessione immediata della Sicilia. Vedi +a questo proposito il <i>Proemio</i> del Saffi al vol. XI, pag. 70.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_24_24" id="Footnote_24_24"></a><a href="#FNanchor_24_24"><span class="label">[24]</span></a> Vedi <span class="smcap">J. W. Mario</span>, opera citata, pag. 414. +</p><p> +Il Saffi nel <i>Proemio</i> al vol. XIII dice: «I ministri sardi scioglievano +l'esercito meridionale, disarmando come gladiatori ribelli i patrioti che +avevano gloriosamente combattuto le battaglie dell'unità nazionale.»—E +Giuseppe Sirtori esclamava dinanzi al Parlamento nella seduta del 23 +marzo 1861: «Noi fummo trattati non da amici, non da patrioti, ma da +nemici.» +</p><p> +Leggasi pure il discorso di F. Crispi alla Camera nel 10 giugno 1862 ed +il <i>Risorgimento Italiano</i> citato, vol. IV. pag. 34.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_25_25" id="Footnote_25_25"></a><a href="#FNanchor_25_25"><span class="label">[25]</span></a> Vedi <i>Nota</i> di G. Mazzini del 7 novembre 1861 ed altri scritti di quel +tempo pubblicati nel <i>Proemio</i> al vol. XIII. Vedi pure corrispondenza tra +il Mazzini e Kossuth intorno allo stato morale dell'Ungheria.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_26_26" id="Footnote_26_26"></a><a href="#FNanchor_26_26"><span class="label">[26]</span></a> Vedi nel <i>Risorgimento Italiano</i> citato, la biografia di G. Mazzini +scritta dal Saffi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_27_27" id="Footnote_27_27"></a><a href="#FNanchor_27_27"><span class="label">[27]</span></a> Il Garibaldi, connivente il Governo, aveva raccolto uomini ed armi +nel Trentino per muovere quindi alla liberazione del Veneto, quando improvvisamente, +e potrebbe dirsi proditoriamente, i suoi volontarî vennero +presi, disarmati e imprigionati, non senza spargimento di sangue.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_28_28" id="Footnote_28_28"></a><a href="#FNanchor_28_28"><span class="label">[28]</span></a> Leggasi in proposito uno scritto di E. Pantano, riportato in gran +parte dal Saffi nel suo <i>Proemio</i> al vol. XIII delle <i>Opere complete</i> di Giuseppe +Mazzini.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_29_29" id="Footnote_29_29"></a><a href="#FNanchor_29_29"><span class="label">[29]</span></a> <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Vita di G. Mazzini</i>, pubblicata nel <i>Risorgimento Italiano</i>, +opera citata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_30_30" id="Footnote_30_30"></a><a href="#FNanchor_30_30"><span class="label">[30]</span></a> Vedi proclami, indirizzi, ecc. del sedicente <i>Comitato Nazionale</i>, e +<span class="smcap">Saffi</span>, <i>Proemio</i> al vol. XV, pag. 26.—F. Crispi nella seduta del 9 dicembre +1867 asserì che coloro i quali volevano <i>Roma coi mezzi morali e col +consenso della Francia, mentivano, ingannando il Paese</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_31_31" id="Footnote_31_31"></a><a href="#FNanchor_31_31"><span class="label">[31]</span></a> Vedi vol. XV.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_32_32" id="Footnote_32_32"></a><a href="#FNanchor_32_32"><span class="label">[32]</span></a> Vedi a pag. <a href="#Page_263">263</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_33_33" id="Footnote_33_33"></a><a href="#FNanchor_33_33"><span class="label">[33]</span></a> Vedi <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i> al vol. XV. opera citata, pag. 70.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_34_34" id="Footnote_34_34"></a><a href="#FNanchor_34_34"><span class="label">[34]</span></a> Vedi <i>Proemio</i> al vol. XV, pag. 94.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_35_35" id="Footnote_35_35"></a><a href="#FNanchor_35_35"><span class="label">[35]</span></a> Vedi <span class="smcap">J. W. Mario</span>, opera citata, pag. 453-54; <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i> al volume +XV, pagine 95 e 96 e <i>Narrazione</i> di <span class="smcap">G. Castiglioni</span>, riportata ivi a +pag. 96.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_36_36" id="Footnote_36_36"></a><a href="#FNanchor_36_36"><span class="label">[36]</span></a> Vedi pag. <a href="#Page_266">266</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_37_37" id="Footnote_37_37"></a><a href="#FNanchor_37_37"><span class="label">[37]</span></a> Vedi a pag. <a href="#Page_273">273</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_38_38" id="Footnote_38_38"></a><a href="#FNanchor_38_38"><span class="label">[38]</span></a> Vedi il <span class="smcap">Saffi</span> nel <i>Proemio</i> al vol. XIV, pag. 196.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_39_39" id="Footnote_39_39"></a><a href="#FNanchor_39_39"><span class="label">[39]</span></a> Vedi <i>G. Mazzini</i>, del Saffi nel <i>Risorgimento Italiano</i>, pag. 115.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_40_40" id="Footnote_40_40"></a><a href="#FNanchor_40_40"><span class="label">[40]</span></a> Vedi il <span class="smcap">Saffi</span> nel <i>Proemio</i> al vol. XVI opera citata, pag. 76.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_41_41" id="Footnote_41_41"></a><a href="#FNanchor_41_41"><span class="label">[41]</span></a> Leggasi l'articolo critico: <i>La réforme intellectuelle et morale de +E. Renan</i>, scritta dal Mazzini quindici giorni prima di morire.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_42_42" id="Footnote_42_42"></a><a href="#FNanchor_42_42"><span class="label">[42]</span></a> Vedi a pag. <a href="#Page_286">286</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_43_43" id="Footnote_43_43"></a><a href="#FNanchor_43_43"><span class="label">[43]</span></a> Vedi nel <i>Proemio</i> al vol. XV, pag. 115 ed al vol. XVI, pag. 52 e seguenti, +nonchè il discorso di G. Bovio riportato ivi in appendice.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_44_44" id="Footnote_44_44"></a><a href="#FNanchor_44_44"><span class="label">[44]</span></a> Vedi nel <i>Risorgimento Italiano</i> citato, lo scritto del Saffi su Giuseppe +Mazzini.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_45_45" id="Footnote_45_45"></a><a href="#FNanchor_45_45"><span class="label">[45]</span></a> Vedi il <span class="smcap">Saffi</span>: <i>Proemio</i> al vol. XVI.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_46_46" id="Footnote_46_46"></a><a href="#FNanchor_46_46"><span class="label">[46]</span></a> Vedi in questo volume, pag. <a href="#Page_232">232</a>, lo scritto: <i>Il socialismo e la democrazia</i>, +brano d'una lettera diretta dal Mazzini a Ferdinando Garrido, celebre +scrittore spagnuolo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_47_47" id="Footnote_47_47"></a><a href="#FNanchor_47_47"><span class="label">[47]</span></a> Vedi pag. <a href="#Page_321">321</a>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_48_48" id="Footnote_48_48"></a><a href="#FNanchor_48_48"><span class="label">[48]</span></a> Vedi <span class="smcap">J. W. Mario</span>, opera citata, pag. 492.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_49_49" id="Footnote_49_49"></a><a href="#FNanchor_49_49"><span class="label">[49]</span></a> Vedi <i>Risorgimento Italiano</i>, opera citata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_50_50" id="Footnote_50_50"></a><a href="#FNanchor_50_50"><span class="label">[50]</span></a> <i>Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra</i>, memorie +di <span class="smcap">Carlo Cattaneo</span>, Lugano, 1849.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_51_51" id="Footnote_51_51"></a><a href="#FNanchor_51_51"><span class="label">[51]</span></a> <i>Correspondence respecting the affairs of Italy. Part II, from january +to june 1848</i>—presentata per comando di S. M. ad ambe le Camere il +31 luglio 1849.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_52_52" id="Footnote_52_52"></a><a href="#FNanchor_52_52"><span class="label">[52]</span></a> «Squadre di cittadini scorrono la città armati di fucili da caccia, carabine, +pistole e alabarde, portando bandiere tricolori con coccarde tricolori +al cappello, gridando: <i>Viva Pio nono! Viva l'Italia! Viva la repubblica!</i>»—<i>Dispaccio +del 18-22 marzo da Milano a lord Palmerston +del vice console Roberto Campbell.</i>—Quanto alla condizione dei combattenti, +vedi il <i>Registro mortuario delle barricate</i>, e <span class="smcap">Cattaneo</span>, pag. 309.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_53_53" id="Footnote_53_53"></a><a href="#FNanchor_53_53"><span class="label">[53]</span></a> Vedi un documento nel libro di Cattaneo a pag. 99.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_54_54" id="Footnote_54_54"></a><a href="#FNanchor_54_54"><span class="label">[54]</span></a> <span class="smcap">Cattaneo</span>, pag. 60.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_55_55" id="Footnote_55_55"></a><a href="#FNanchor_55_55"><span class="label">[55]</span></a> Ficquelmont a Dietrichstein, disp. del 5 aprile, pag. 325.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_56_56" id="Footnote_56_56"></a><a href="#FNanchor_56_56"><span class="label">[56]</span></a> <i>Corrispondenza</i>, ecc., pag. 185. Dispaccio del marchese Pareto all'onorevole +R. Abercromby.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_57_57" id="Footnote_57_57"></a><a href="#FNanchor_57_57"><span class="label">[57]</span></a> <i>Corrispondenza</i>, ecc., pag. 184. Abercromby a lord Palmerston.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_58_58" id="Footnote_58_58"></a><a href="#FNanchor_58_58"><span class="label">[58]</span></a> Idem, pag. 206-7. Normanby a Palmerston.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_59_59" id="Footnote_59_59"></a><a href="#FNanchor_59_59"><span class="label">[59]</span></a> Idem, pag. 207-8. Dispaccio del 25.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_60_60" id="Footnote_60_60"></a><a href="#FNanchor_60_60"><span class="label">[60]</span></a> Idem, pag. 292. Pareto a Ricci.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_61_61" id="Footnote_61_61"></a><a href="#FNanchor_61_61"><span class="label">[61]</span></a> Idem, pag. 408. Abercromby a Palmerston.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_62_62" id="Footnote_62_62"></a><a href="#FNanchor_62_62"><span class="label">[62]</span></a> I tristi effetti del concetto dinastico erano, col solito acume d'osservazione +inglese, indicati, sin dal 31 marzo, in un dispaccio inviato a lord +Palmerston da Roberto Campbell, vice-console in Milano: «Fino ad oggi, +milord, la massima unione ha prevalso fra tutte la classi; ma dacchè +il re di Sardegna è entrato in Lombardia, due partiti sono visibili; l'uno, +quello dell'alta aristocrazia, voglioso che la Lombardia e il Piemonte +si congiungano in uno sotto il re Carlo Alberto; l'altro, <i>la classe media, +nella quale io devo contrassegnare gli uomini di commercio ed i letterati, +insieme a tutta la gioventù promettente, parteggiante per una repubblica</i>.» +Vedi <i>Documenti governativi pel 1848</i>, pag. 294-95.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_63_63" id="Footnote_63_63"></a><a href="#FNanchor_63_63"><span class="label">[63]</span></a> <i>Qualche osservazione sulla relazione scritta dal general Bava della +campagna di Lombardia nel 1848.</i> È opuscolo prezioso di verità e gioverebbe +ristamparlo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_64_64" id="Footnote_64_64"></a><a href="#FNanchor_64_64"><span class="label">[64]</span></a> Ai passi estratti dai <i>documenti</i>, giova aggiungerne fra i molti altri due: +</p><p> +«Il governo aveva oramai esaurito i suoi mezzi per contrastare al frenetico +entusiasmo del popolo, e bisognava prestamente ottenere una soluzione +alla lotta lombarda... +</p><p> +«I ragguagli avuti stamane da Genova sono, che una dimostrazione +popolare per costringere il governatore della città a mandar soccorsi alla +Lombardia era stata sedata colla promessa di staccare parte della guarnigione +a quell'intento». Abercromby a Palmerston, Torino, 24 marzo, +pag. 205. +</p><p> +«La prolungazione della lotta in Milano aumentava la determinazione +del popolo e indeboliva i mezzi di resistenza del governo, finchè il pericolo +della monarchia sarda si fece tanto evidente ai ministri, ch'essi furono +costretti ad accedere.... +</p><p> +«L'attuale gabinetto sardo ha così dovuto adottare una linea politica... +lontana dai suoi desiderî». Abercromby a Palmerston, 23 marzo, +pag. 205.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_65_65" id="Footnote_65_65"></a><a href="#FNanchor_65_65"><span class="label">[65]</span></a> <i>Documenti</i>, Campbell a Palmerston: da Milano, 3 aprile, pag. 295.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_66_66" id="Footnote_66_66"></a><a href="#FNanchor_66_66"><span class="label">[66]</span></a> Idem, pag. 296.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_67_67" id="Footnote_67_67"></a><a href="#FNanchor_67_67"><span class="label">[67]</span></a> Idem, pag. 337; dispacci di Radetzky al governo imperiale.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_68_68" id="Footnote_68_68"></a><a href="#FNanchor_68_68"><span class="label">[68]</span></a> Idem, lord Napier a lord Palmerston, 27 marzo, da Napoli, pag. 283.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_69_69" id="Footnote_69_69"></a><a href="#FNanchor_69_69"><span class="label">[69]</span></a> Idem, console generale Dawking a Palmerston, da Venezia il 28 marzo, +pag. 286.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_70_70" id="Footnote_70_70"></a><a href="#FNanchor_70_70"><span class="label">[70]</span></a> Idem, Ponsonby a Palmerston, 10 aprile, da Vienna, pag. 388.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_71_71" id="Footnote_71_71"></a><a href="#FNanchor_71_71"><span class="label">[71]</span></a> Idem, Hamilton a Palmerston, 24 marzo, da Firenze, pag. 259.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_72_72" id="Footnote_72_72"></a><a href="#FNanchor_72_72"><span class="label">[72]</span></a> «Tutte queste cagioni mantengono nella capitale e nelle provincie +del gran ducato agitazione siffatta che può temersi da un momento all'altro +il più grave commovimento, se il governo non s'affretti a seguire +il voto generalmente espresso di vedere le nostre truppe e milizie partecipar +nella lotta».—Neri Corsini al barone Schnitzer Meeran, Firenze, 29 +marzo, pag. 314.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_73_73" id="Footnote_73_73"></a><a href="#FNanchor_73_73"><span class="label">[73]</span></a> Idem, W. Petre a sir G. Hamilton, 22 marzo, da Roma, pag. 261-2.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_74_74" id="Footnote_74_74"></a><a href="#FNanchor_74_74"><span class="label">[74]</span></a> Idem, Petre a Hamilton, 24 marzo, pag. 227</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_75_75" id="Footnote_75_75"></a><a href="#FNanchor_75_75"><span class="label">[75]</span></a> <i>Documenti</i>, Campbell a Palmerston, 31 marzo, da Milano, pag. 294-5.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_76_76" id="Footnote_76_76"></a><a href="#FNanchor_76_76"><span class="label">[76]</span></a> Idem, Napier a Palmerston, 27 e 28 marzo, da Napoli, pag. 281-5.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_77_77" id="Footnote_77_77"></a><a href="#FNanchor_77_77"><span class="label">[77]</span></a> «La maestà vostra... riceverà certamente il plauso e la riconoscenza +di questo popolo. <i>Noi vorremmo aggiungere di più</i>, ma la nostra condizione +di governo provvisorio non ci permette di precorrere i voti della +nazione <i>che certo sono tutti per un maggiore riavvicinamento alla causa +dell'unità italiana</i>».—Indirizzo del 23 marzo comunicato il 3 aprile a +lord Palmerston dal conte Revel, <i>Documenti</i>, pag. 264.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_78_78" id="Footnote_78_78"></a><a href="#FNanchor_78_78"><span class="label">[78]</span></a> Proclama dell'8 aprile.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_79_79" id="Footnote_79_79"></a><a href="#FNanchor_79_79"><span class="label">[79]</span></a> Il <i>Lombardo</i>, diretto da un Romani, estraneo, anzi, non so se a torto +o a ragione, sospetto ai repubblicani, mosse in un articolo guerra violenta +al governo, e fu brutalmente soppresso.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_80_80" id="Footnote_80_80"></a><a href="#FNanchor_80_80"><span class="label">[80]</span></a> Vedi il libro di Cattaneo, segnatamente ai cap. <span class="smcap">vii</span> e <span class="smcap">viii</span>;—<i>Relazione +della spedizione militare in Tirolo</i>, Italia, maggio 1848.—<i>I volontarî +in Lombardia e nel Tirolo</i>, del generale Allemandi, Berna, 1849,—e +i <i>Documenti</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_81_81" id="Footnote_81_81"></a><a href="#FNanchor_81_81"><span class="label">[81]</span></a> Il maggiore Enrico Cialdini disse al Collegno «ch'ei non voleva aver +viaggiato per nulla, e che prima di ripartir per la Spagna, sarebbe andato +sul Veneto a cercarsi, come milite, una ferita italiana». Andò e fu +ferito.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_82_82" id="Footnote_82_82"></a><a href="#FNanchor_82_82"><span class="label">[82]</span></a> Non entro nei particolari, e rimando al libro di Cattaneo, ai documenti +raccolti dal Montecchi e alla storia della campagna; ma parmi dover +citare un documento ignoto fin qui: +</p><p> +«Il sottoscritto... s'affretta a informare il signor Abercromby che l'ordine +è dato ai comandanti le navi dello Stato di lasciare liberamente +navigare i bastimenti mercantili naviganti sotto bandiera austriaca, che +verrebbe loro fatto d'incontrare. +</p><p> +«<i>I comandanti le navi della marina regia hanno pure ricevuto l'ordine +di non commettere atto alcuno d'ostilità contro le navi da guerra +austriache</i>, salvo il caso di provocazione.»—Torino, 29 marzo 1848.—Firmato: +<span class="smcap">L. N. Pareto</span>. <i>Documenti</i>, pag. 265.—Il dispaccio è confermato +da un altro del 9 aprile, e dalle istruzioni date dall'ammiragliato sardo, +<i>Documenti</i>, pag. 381.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_83_83" id="Footnote_83_83"></a><a href="#FNanchor_83_83"><span class="label">[83]</span></a> «Io sono informato da una sorgente nella quale io posso porre ogni +fede, che il papa ha mandato ordini positivi alle sue truppe di non attraversare +il Po. +</p><p> +«Monsignor Corboli-Bussi è passato per Firenze venendo da Roma, e +sono informato ch'egli ha dal papa la missione di raccomandare al re +di Sardegna di ritirarsi colle sue truppe dentro le proprie frontiere.» +<i>Documenti</i>, sir G. Hamilton a Palmerston, da Firenze il 14 aprile.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_84_84" id="Footnote_84_84"></a><a href="#FNanchor_84_84"><span class="label">[84]</span></a> Enrico Cernuschi fu minacciato, imprigionato: e così l'Agnelli, il +Terzaghi, Perego e non so quanti altri. Un Fava esercitava arti di spionaggio +degne dell'Austria intorno a Cattaneo e agli uomini che avevan +diretto le giornate di marzo. A me inscrizioni sui muri e lettere anonime +intimavano morte. Un Cerioli, non ricordo se prima o dopo il 12 maggio, +appiccò per le cantonate una tiritera, la cui conchiusione affermava «che +io aveva ricusato veder mia madre per diversità d'opinioni politiche». La +povera mia madre viaggiava appunto allora verso Milano per abbracciarmi +e benedire alle mie credenze. Non so d'un repubblicano che sia sceso sì +basso da calunniare la vita privata de' suoi avversarî politici.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_85_85" id="Footnote_85_85"></a><a href="#FNanchor_85_85"><span class="label">[85]</span></a> In tutta la serie del <i>Documenti</i> citati non un solo dei ragguagli spediti +frequentemente a lord Palmerston da Milano parla d'agitazione repubblicana.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_86_86" id="Footnote_86_86"></a><a href="#FNanchor_86_86"><span class="label">[86]</span></a> Erano, fra Toscani e Napoletani, 5000; e durarono combattendo con +miracoli di valore, una intera giornata contro 16 000 Austriaci. Il generale +Bava, informato, il 28, della mossa nemica, avvertì Laugier che comandava +quei nostri, promise soccorso, ed era a poche miglia dalla battaglia. Poi, +quando appunto un uffiziale toscano accorse a descrivere la condizione +degli assaliti, il re stimò prudente il rimanersi immobile a Volta.—V. la +relazione di Bava.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_87_87" id="Footnote_87_87"></a><a href="#FNanchor_87_87"><span class="label">[87]</span></a> <i>Documenti</i>, ecc. Lettera del 23 maggio, pag. 470.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_88_88" id="Footnote_88_88"></a><a href="#FNanchor_88_88"><span class="label">[88]</span></a> <i>Documenti</i>, pag. 321.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_89_89" id="Footnote_89_89"></a><a href="#FNanchor_89_89"><span class="label">[89]</span></a> Idem, pag. 396-8.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_90_90" id="Footnote_90_90"></a><a href="#FNanchor_90_90"><span class="label">[90]</span></a> <i>Documenti.</i> Ficquelmont a Dietrichstein il 5 aprile, comunicato il 13 +a Palmerston, pag. 321.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_91_91" id="Footnote_91_91"></a><a href="#FNanchor_91_91"><span class="label">[91]</span></a> «È certo che il germe lungamente sotterrato della nazionalità italiana, +risuscitato dagli sforzi della <i>Giovine Italia</i>, ajutato dagli scritti +di Gioberti, di Balbo e d'altri, secondato dal moto del secolo, avrebbe +rotto tutti gli ostacoli e avrebbe pur sempre prodotto gli avvenimenti che +oggi vediamo, perchè il grido universale di <i>Morte ai Tedeschi</i> non escì +primo dalla Lombardia e dal Veneto, ma dal fondo della Sicilia, dove +l'Austria non aveva esercitato mai influenza d'oppressione, e ha traversato +tutta la penisola per giungere sino al Tirolo italiano, che sembrava +sinceramente affezionato alla monarchia». Vedi <i>Documenti</i> (<i>Plan pour +la pacification de l'Italie</i>), pag. 444.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_92_92" id="Footnote_92_92"></a><a href="#FNanchor_92_92"><span class="label">[92]</span></a> <i>Documenti</i>, Ponsomby a Palmerston, pag. 453-4—Hummelauer a +Palmerston, pag. 470 e 477—Ponsomby a Palmerston; da Innspruk, pagina +589-90.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_93_93" id="Footnote_93_93"></a><a href="#FNanchor_93_93"><span class="label">[93]</span></a> <i>Documenti</i>, pag. 618.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_94_94" id="Footnote_94_94"></a><a href="#FNanchor_94_94"><span class="label">[94]</span></a> <i>Gli ultimi tristissimi fatti di Milano.</i></p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_95_95" id="Footnote_95_95"></a><a href="#FNanchor_95_95"><span class="label">[95]</span></a> Le ostilità rinnovate fra l'Austria e il Piemonte.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_96_96" id="Footnote_96_96"></a><a href="#FNanchor_96_96"><span class="label">[96]</span></a> L'uccisione di Rossi ebbe luogo il 15 novembre, negli ultimi tempi +del dominio papale, più di tre mesi innanzi all'impianto della repubblica. +Fu commesso tra grida acclamanti al ministero Mamiani e seguito da un +gabinetto ch'ei presiedeva. È debito di giustizia ricordare com'esso ripudiasse +ogni vizio d'origine da quel fatto. Mazzini era a quel tempo in +Isvizzera e non giunse in Roma che quattro mesi dopo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_97_97" id="Footnote_97_97"></a><a href="#FNanchor_97_97"><span class="label">[97]</span></a> Furono riconsegnati—<i>Monitore</i> del 20 maggio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_98_98" id="Footnote_98_98"></a><a href="#FNanchor_98_98"><span class="label">[98]</span></a> De-Gerando Leduc, Astier, ecc.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_99_99" id="Footnote_99_99"></a><a href="#FNanchor_99_99"><span class="label">[99]</span></a> La guardia nazionale contava 13 000 uomini in circa; e in virtù dell'organizzazione, +anteriore al governo repubblicano, ch'escludeva dal +servizio attivo la classe più povera, rappresentava in Roma la classe +media.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_100_100" id="Footnote_100_100"></a><a href="#FNanchor_100_100"><span class="label">[100]</span></a> Capanna, Petralia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_101_101" id="Footnote_101_101"></a><a href="#FNanchor_101_101"><span class="label">[101]</span></a> Lettera del 1 giugno al generale Roselli: «<i>Seulement.... je diffère +l'attaque de la place jusqu'à lundi matin au moins</i>.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_102_102" id="Footnote_102_102"></a><a href="#FNanchor_102_102"><span class="label">[102]</span></a> «Dopo il diritto assoluto per tutti gli Stati italiani di scegliere +quella forma di governo che giudicano conveniente in tutta la pienezza +della loro indipendenza e la dichiarazione formale della Francia ch'essa +intende mantenere quell'indipendenza, esiste un'altra questione... il bisogno +dell'indipendenza dell'Italia.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_103_103" id="Footnote_103_103"></a><a href="#FNanchor_103_103"><span class="label">[103]</span></a> «Al potere esecutivo attuale verrà sostituito un governo provvisorio, +composto di cittadini romani, e scelto dall'Assemblea nazionale romana, +fino al momento in cui <i>le popolazioni, chiamate a manifestare i loro voti, +avranno determinato la forma di governo che dovrà reggerle</i> e le condizioni +di sicurezza che dovranno darsi al cattolicesimo ed al papato.»—Art. +3 del progetto del 16 maggio. +</p><p> +«<i>Le popolazioni romane hanno il diritto di pronunziarsi liberamente +sulla forma del loro governo.</i>»—Art. 2 del progetto del 18 maggio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_104_104" id="Footnote_104_104"></a><a href="#FNanchor_104_104"><span class="label">[104]</span></a> «Tutto quello che prevenendo lo sviluppo dell'intervento esercitato +da altre potenze, animate da sentimenti meno moderati, lascierà spazio +maggiore alla nostra particolare influenza; <i>tutto quello che affretterà la +caduta d'un regime condannato a perire</i>, ecc.» La frase in corsivo fu +aggiunta nella copia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_105_105" id="Footnote_105_105"></a><a href="#FNanchor_105_105"><span class="label">[105]</span></a> Fu pubblicata nel numero 4 dell'<i>Italia del Popolo</i>, rivista ch'escì +nel 1849-50 in Losanna.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_106_106" id="Footnote_106_106"></a><a href="#FNanchor_106_106"><span class="label">[106]</span></a> <i>Dichiaro... ch'io non ho potuto approvar col mio voto una dimostrazione +militare</i> (la spedizione preparata dal gen. Cavaignac) <i>che mi sembrava +pericolosa anche pei sacri interessi che si volevano proteggere, e +per la pace d'Europa</i>—2 dicembre 1848. +</p> +<p class="sig"><span class="smcap">Luigi Napoleone Bonaparte</span>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_107_107" id="Footnote_107_107"></a><a href="#FNanchor_107_107"><span class="label">[107]</span></a> Autorità, da <i>auctor</i>, che produce, che accresce.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_108_108" id="Footnote_108_108"></a><a href="#FNanchor_108_108"><span class="label">[108]</span></a> Luigi Blanc.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_109_109" id="Footnote_109_109"></a><a href="#FNanchor_109_109"><span class="label">[109]</span></a> Questa protesta troverà luogo in un volume successivo, quando dovrò +parlare del Comitato nazionale italiano instituito nel 1850. Inserisco qui +la lettera a Luigi Napoleone perchè esaurisco gli scritti miei sulla questione +romana.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_110_110" id="Footnote_110_110"></a><a href="#FNanchor_110_110"><span class="label">[110]</span></a> Allude alla nota consegnata dai plenipotenziarî sardi Cavour e Villamarina, +ai ministri di Francia e d'Inghilterra, il 27 marzo 1856, in occasione +delle conferenze di Parigi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_111_111" id="Footnote_111_111"></a><a href="#FNanchor_111_111"><span class="label">[111]</span></a> Lord Palmerston, nella seduta del 6 maggio 1856, allorchè fu discussa +dai Comuni della Gran Bretagna la questione italiana, dopo il risultato +del Congresso di Parigi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_112_112" id="Footnote_112_112"></a><a href="#FNanchor_112_112"><span class="label">[112]</span></a> Vedi nota citata a pag. <a href="#Page_128">128</a>, e l'altra del 16 aprile 1856.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_113_113" id="Footnote_113_113"></a><a href="#FNanchor_113_113"><span class="label">[113]</span></a> Allude a uno scritto pubblicato il 15 ottobre 1856 da Giorgio Pallavicino +col titolo: <i>Non bandiera neutra</i> inteso a combattere il programma +di Mazzini e del vero Partito Nazionale. Vedi introduzione.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_114_114" id="Footnote_114_114"></a><a href="#FNanchor_114_114"><span class="label">[114]</span></a> <i>Espero</i> del 21.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_115_115" id="Footnote_115_115"></a><a href="#FNanchor_115_115"><span class="label">[115]</span></a> Furono raccolti in volume i <i>Saggi storici politici e militari</i> di Pisacane, +Milano 1860; ma non ancora gli Scritti a cui qui allude Mazzini.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_116_116" id="Footnote_116_116"></a><a href="#FNanchor_116_116"><span class="label">[116]</span></a> Cito un esempio. In un bel libro ch'ei scrisse col titolo di <i>Guerra +combattuta in Italia negli anni 1848-1849</i>, Pisacane giudica severamente +la condotta e il genio militare di Garibaldi. Prima di pubblicarlo, ei mi +mandò il manoscritto. Biasimai, come inopportuna e dannosa più che +giovevole, l'inserzione di quegli appunti, e notai qual divario corresse +tra il mentire e il tacere; reo sempre l'uno, onesto sovente e prudente +l'altro. Non assentì; l'amore al Vero era in lui più potente d'ogni altra +considerazione; la discussione fra noi fu animata abbastanza perchè ne +seguisse un lungo silenzio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_117_117" id="Footnote_117_117"></a><a href="#FNanchor_117_117"><span class="label">[117]</span></a> Il documento che segue, scritto da Mazzini in francese, e riprodotto +in inglese nel <i>Morning Advertiser</i>, fu tradotto in italiano da A. Saffi pel +giornale genovese <i>L'Italia del Popolo</i>, ed ivi fatto segno, come i tempi +portavano, a sequestro ed a processo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_118_118" id="Footnote_118_118"></a><a href="#FNanchor_118_118"><span class="label">[118]</span></a> Vedi il vaticinio delle streghe a Macbeth, nel dramma di Shakspeare.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_119_119" id="Footnote_119_119"></a><a href="#FNanchor_119_119"><span class="label">[119]</span></a> Il signor de la Guerronière, supposto scrittore dell'opuscolo indirizzato +all'Inghilterra dopo l'attentato Orsini, s'era rivolto nel 1848, disertando +dal campo legittimista, al Comitato esecutivo della Repubblica, +per essere autorizzato ad iniziare, insieme col signor Pelletan, un giornale +repubblicano semi-ufficiale.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_120_120" id="Footnote_120_120"></a><a href="#FNanchor_120_120"><span class="label">[120]</span></a> Allude alla esitanza degli ufficiali della guarnigione di Châlons, +chiamati a reprimere un moto repubblicano ivi scoppiato in quei giorni.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_121_121" id="Footnote_121_121"></a><a href="#FNanchor_121_121"><span class="label">[121]</span></a> Lettera al generale Sercognani, 28 febbrajo 1831.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_122_122" id="Footnote_122_122"></a><a href="#FNanchor_122_122"><span class="label">[122]</span></a> Indirizzo agli esuli polacchi, 12 agosto 1833.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_123_123" id="Footnote_123_123"></a><a href="#FNanchor_123_123"><span class="label">[123]</span></a> Processo di Strasburgo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_124_124" id="Footnote_124_124"></a><a href="#FNanchor_124_124"><span class="label">[124]</span></a> Lettera al Governo provvisorio, 28 febbrajo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_125_125" id="Footnote_125_125"></a><a href="#FNanchor_125_125"><span class="label">[125]</span></a> Lettera all'Assemblea Nazionale, 24 maggio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_126_126" id="Footnote_126_126"></a><a href="#FNanchor_126_126"><span class="label">[126]</span></a> Circolare agli elettori, 19 novembre.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_127_127" id="Footnote_127_127"></a><a href="#FNanchor_127_127"><span class="label">[127]</span></a> 24 dicembre.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_128_128" id="Footnote_128_128"></a><a href="#FNanchor_128_128"><span class="label">[128]</span></a> 2 dicembre 1848.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_129_129" id="Footnote_129_129"></a><a href="#FNanchor_129_129"><span class="label">[129]</span></a> Proclama del 26 aprile.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_130_130" id="Footnote_130_130"></a><a href="#FNanchor_130_130"><span class="label">[130]</span></a> Lettera a Edgardo Ney, 18 agosto 1849.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_131_131" id="Footnote_131_131"></a><a href="#FNanchor_131_131"><span class="label">[131]</span></a> 31 dicembre 1849.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_132_132" id="Footnote_132_132"></a><a href="#FNanchor_132_132"><span class="label">[132]</span></a> 12 novembre, Messaggio all'Assemblea.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_133_133" id="Footnote_133_133"></a><a href="#FNanchor_133_133"><span class="label">[133]</span></a> 9 novembre, agli uffiziali.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_134_134" id="Footnote_134_134"></a><a href="#FNanchor_134_134"><span class="label">[134]</span></a> Proclama 2 dicembre 1851.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_135_135" id="Footnote_135_135"></a><a href="#FNanchor_135_135"><span class="label">[135]</span></a> I numeri vennero accertati in una lista della <i>Préfecture de la Seine</i>. +Lo scrittore dell'opuscolo imperialista parlava di 150 vittime, scordando +che la prima lista data dal Governo di Luigi Napoleone ammontava a +191. Pochi giorni dopo, il <i>Moniteur</i> del 28 agosto ne numerava 383. Poi, +il signor Garnier de Cassagnac dichiarava che solo sui <i>boulevards</i> furono +uccisi 1200 individui. La fucilazione dei prigionieri si deduce dal rapporto +del generale Magnan, del 2 dicembre.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_136_136" id="Footnote_136_136"></a><a href="#FNanchor_136_136"><span class="label">[136]</span></a> <span class="smcap">Shakspeare</span>, <i>Amleto</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_137_137" id="Footnote_137_137"></a><a href="#FNanchor_137_137"><span class="label">[137]</span></a> <span class="smcap">Shakspeare</span>, <i>Macbeth</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_138_138" id="Footnote_138_138"></a><a href="#FNanchor_138_138"><span class="label">[138]</span></a> Vedi vol. IX delle Opere.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_139_139" id="Footnote_139_139"></a><a href="#FNanchor_139_139"><span class="label">[139]</span></a> Vedi vol. III delle Opere, pag. 35 e seg.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_140_140" id="Footnote_140_140"></a><a href="#FNanchor_140_140"><span class="label">[140]</span></a> Lettera ai Compilatori della <i>Giovine Italia</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_141_141" id="Footnote_141_141"></a><a href="#FNanchor_141_141"><span class="label">[141]</span></a> Per questo ed altri documenti in proposito, vedi la <i>Gazzetta officiale +Piemontese</i>, la collezione Parlamentare di Hansard in inglese, e il +<i>Recueil de traitès, conventions, etc., rédigé, sur les Collections authentiques</i>, +Murhard e Pinhas, vol. XII.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_142_142" id="Footnote_142_142"></a><a href="#FNanchor_142_142"><span class="label">[142]</span></a> Rendiconto del Ministero Sardo, 12 agosto.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_143_143" id="Footnote_143_143"></a><a href="#FNanchor_143_143"><span class="label">[143]</span></a> L'autore allude alla fondazione della <i>Giovine Italia</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_144_144" id="Footnote_144_144"></a><a href="#FNanchor_144_144"><span class="label">[144]</span></a> Dall'<i>Unità Italiana</i> del 29 settembre 1860.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_145_145" id="Footnote_145_145"></a><a href="#FNanchor_145_145"><span class="label">[145]</span></a> Il brano che segue, che noi qui inseriamo per la importanza che +serba anche dinanzi ai rapporti odierni fra il partito repubblicano e le +scuole socialiste, è tratto da una lettera di Mazzini a Ferdinando Garrido, +egregio patriota e scrittore spagnuolo, che avea pubblicato a que' +giorni un libro notevole sul moderno socialismo, e chiesto all'esule italiano +di esaminarlo e dirgliene il suo parere.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_146_146" id="Footnote_146_146"></a><a href="#FNanchor_146_146"><span class="label">[146]</span></a> Giorgio Pallavicino.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_147_147" id="Footnote_147_147"></a><a href="#FNanchor_147_147"><span class="label">[147]</span></a> Dal <i>Dovere</i> del 24 settembre 1864.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_148_148" id="Footnote_148_148"></a><a href="#FNanchor_148_148"><span class="label">[148]</span></a> Dal <i>Dovere</i>, 28 gennajo 1865.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_149_149" id="Footnote_149_149"></a><a href="#FNanchor_149_149"><span class="label">[149]</span></a> Dal <i>Dovere</i> del 17 giugno 1865.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_150_150" id="Footnote_150_150"></a><a href="#FNanchor_150_150"><span class="label">[150]</span></a> Tutte queste predizioni s'avverarono pur troppo; e io mi sento roventi +di rossore le guancie, ricordando il cumulo di circostanze propizie +che l'Italia lasciò sfuggire, e le promesse alla povera santa Polonia, che +l'Italia tradì. (Nota di G. Mazzini alla presente lettera, nel <i>Dovere</i> del 17 +giugno 1865.)</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_151_151" id="Footnote_151_151"></a><a href="#FNanchor_151_151"><span class="label">[151]</span></a> Dall'<i>Unità Italiana</i> del 16 dicembre 1866.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_152_152" id="Footnote_152_152"></a><a href="#FNanchor_152_152"><span class="label">[152]</span></a> Dall'<i>Unità Italiana</i> del 13 maggio 1869.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_153_153" id="Footnote_153_153"></a><a href="#FNanchor_153_153"><span class="label">[153]</span></a> Dall'<i>Unità Italiana</i> dell'11, 17, 29 maggio 1870.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_154_154" id="Footnote_154_154"></a><a href="#FNanchor_154_154"><span class="label">[154]</span></a> Inedita.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_155_155" id="Footnote_155_155"></a><a href="#FNanchor_155_155"><span class="label">[155]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, n. 2.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_156_156" id="Footnote_156_156"></a><a href="#FNanchor_156_156"><span class="label">[156]</span></a> Parecchî fra i dipartimenti occupati dalle forze germaniche hanno +dato la maggioranza dei voti ai candidati repubblicani.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_157_157" id="Footnote_157_157"></a><a href="#FNanchor_157_157"><span class="label">[157]</span></a> Armand Carrel, G. Cavaignac, Michel de Bourges, Trelat, Raspail, ecc.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_158_158" id="Footnote_158_158"></a><a href="#FNanchor_158_158"><span class="label">[158]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, n. 4, 5, 6.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_159_159" id="Footnote_159_159"></a><a href="#FNanchor_159_159"><span class="label">[159]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, numeri 7, 8.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_160_160" id="Footnote_160_160"></a><a href="#FNanchor_160_160"><span class="label">[160]</span></a> Alludiamo segnatamente a un articolo della <i>Perseveranza</i>, 26 marzo, +non per importanza da darsi agli scrittori di quella gazzetta, ma perchè +essi sono, nel difetto di meglio, accettati come espressione d'una setta +governativa lombarda.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_161_161" id="Footnote_161_161"></a><a href="#FNanchor_161_161"><span class="label">[161]</span></a> «Quella bordaglia che in Parigi, immemore d'ogni affetto di patria, +pazza di furore, avida di lucri, insofferente di freni, invidiosa, pervertita +dai vizî, dai bisogni e da un <i>sentimento crudele che il godere sia +il solo ed uguale diritto di tutti</i>... non è nella sola Parigi. +</p><p> +«L'Assy... è l'agente d'una setta che distende le sue fila per tutte le +società d'Europa, e che lega dentro di esse, più o meno, le <i>classi operaje</i> +delle principali città industriali al di là e <i>al di qua</i> dei monti. +</p><p> +«In queste classi non mancano, certo, gli animi onesti e puri, e <i>forse</i>, +in parecchie delle città italiane, questi abbondano ancora. Ma è certo +che nel seno del maggior numero cova un lievito d'odio, di rancore, +di sospetto, che niente è più adatto a calmare. La parte ch'esse prendono +nella produzione della ricchezza—parte certo grandissima—le +accieca sul valore e sul diritto proprio... Possiamo inorridire agli assassinî +dei quali ci arriva l'eco; ma in ognuna delle città d'Europa +vive pur troppo una perversa ed abjetta genìa, che sarebbe capace di +riprodurne lo spettacolo... E nelle <i>classi operaje che sono pure il fomite +di cotesto sobbollimento plebeo</i>, si raccolgono le menti più sveglie +ed istruite.» Art. citato, e conchiude: «quando l'idea del Governo si +abbassa e l'influenza delle classi <i>agiate</i> s'annulla, non mancano se non +le occasioni perchè l'infima feccia delle città salga a galla, come ora +fa in Parigi, con isgomento e nausea di tutti.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_162_162" id="Footnote_162_162"></a><a href="#FNanchor_162_162"><span class="label">[162]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, numeri 15, 17, 18—15, 21, 28 giugno 1871.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_163_163" id="Footnote_163_163"></a><a href="#FNanchor_163_163"><span class="label">[163]</span></a> Errore decisivo del sistema inaugurato dal Comune parigino era +appunto di <i>perpetuare</i>, affidando a <i>ciascun</i> comune la propria educazione, +lo squilibrio esistente.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_164_164" id="Footnote_164_164"></a><a href="#FNanchor_164_164"><span class="label">[164]</span></a> <i>La vita è l'assieme dei fenomeni che resistono alla morte.</i></p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_165_165" id="Footnote_165_165"></a><a href="#FNanchor_165_165"><span class="label">[165]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, n. 20—13 luglio 1871.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_166_166" id="Footnote_166_166"></a><a href="#FNanchor_166_166"><span class="label">[166]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, N. 28.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_167_167" id="Footnote_167_167"></a><a href="#FNanchor_167_167"><span class="label">[167]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, N. 32.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_168_168" id="Footnote_168_168"></a><a href="#FNanchor_168_168"><span class="label">[168]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, N. 33.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_169_169" id="Footnote_169_169"></a><a href="#FNanchor_169_169"><span class="label">[169]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, numeri 40, 41, 42.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_170_170" id="Footnote_170_170"></a><a href="#FNanchor_170_170"><span class="label">[170]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, N. 47.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_171_171" id="Footnote_171_171"></a><a href="#FNanchor_171_171"><span class="label">[171]</span></a> <span class="smcap">G. Semenza</span>, nel <i>Progresso</i> del 7 gennajo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_172_172" id="Footnote_172_172"></a><a href="#FNanchor_172_172"><span class="label">[172]</span></a> <i>La Roma del Popolo</i>, N. 48.</p></div> +</div> + +<p class="title"><span class="big">INDICE</span></p> + +<ul class="TOC"> +<li><span class="smcap">Prefazione</span><span class="tocright">Pag. <a href="#PREFAZIONE">5</a></span></li> +<li>Cenni e documenti intorno all'insurrezione lombarda e alla +guerra regia del 1848<span class="tocright">» <a href="#CENNI_E_DOCUMENTI_INTORNO_ALLINSURREZIONE_LOMBARDA">17</a></span> +<ul class="TOCin"> +<li>I.—Tendenze nazionali.—Motivi della guerra regia. +—Documenti governativi<span class="tocright">» <a href="#I_TENDENZE_NAZIONALI_MOTIVI_DELLA_GUERRA_REGIA">19</a></span></li> +<li>II.—Esigenze e conseguenze funeste della guerra regia. +—I repubblicani<span class="tocright">» <a href="#II_ESIGENZE_E_CONSEGUENZE_FUNESTE_DELLA_GUERRA_REGIA">29</a></span></li> +</ul></li> +<li>Atti della Repubblica romana<span class="tocright">» <a href="#ATTI_DELLA_REPUBBLICA_ROMANA">59</a></span></li> +<li>Scritti sul medesimo periodo.—Lettera al ministero francese<span class="tocright">» <a href="#SCRITTI_SUL_MEDESIMO_PERIODO">87</a></span></li> +<li>Roma e il governo di Francia<span class="tocright">» <a href="#ROMA_E_IL_GOVERNO_DI_FRANCIA">101</a></span></li> +<li>A Luigi Napoleone presidente della Repubblica francese<span class="tocright">» <a href="#A_LUIGI_NAPOLEONE">111</a></span></li> +<li>A Daniele Manin<span class="tocright">» <a href="#A_DANIELE_MANIN">120</a></span></li> +<li>A Giorgio Pallavicino<span class="tocright">» <a href="#A_GIORGIO_PALLAVICINO">134</a></span></li> +<li>Ricordi su Carlo Pisacane<span class="tocright">» <a href="#RICORDI_SU_CARLO_PISACANE">140</a></span></li> +<li>A Luigi Bonaparte<span class="tocright">» <a href="#A_LUIGI_BONAPARTE117">153</a></span></li> +<li>Al conte di Cavour<span class="tocright">» <a href="#AL_CONTE_DI_CAVOUR">165</a></span></li> +<li>A Vittorio Emanuele<span class="tocright">» <a href="#A_VITTORIO_EMANUELE">186</a></span></li> +<li>Prefazione di Giuseppe Mazzini all'edizione di Napoli delle +<i>Parole ai Giovani</i><span class="tocright">» <a href="#PREFAZIONE_DI_GIUSEPPE_MAZZINI">194</a></span></li> +<li>Ai giovani d'Italia<span class="tocright">» <a href="#AI_GIOVANI_DITALIA">195</a></span></li> +<li>Nè apostati nè ribelli<span class="tocright">» <a href="#NE_APOSTATI_NE_RIBELLI144">223</a></span></li> +<li>Dichiarazione<span class="tocright">» <a href="#DICHIARAZIONE">227</a></span></li> +<li>Il Socialismo e la Democrazia<span class="tocright">» <a href="#IL_SOCIALISMO_E_LA_DEMOCRAZIA145">232</a></span></li> +<li>Lettere d'un esule<span class="tocright">» <a href="#LETTERE_DUN_ESULE">234</a></span></li> +<li>I monarchici e noi<span class="tocright">» <a href="#I_MONARCHICI_E_NOI">240</a></span></li> +<li>A Federico Campanella<span class="tocright">» <a href="#A_FEDERICO_CAMPANELLA147">245</a></span></li> +<li>A Francesco Crispi<span class="tocright">» <a href="#A_FRANCESCO_CRISPI148">251</a></span></li> +<li>Mazzini e Vittorio Emanuele<span class="tocright">» <a href="#MAZZINI_E_VITTORIO_EMANUELE">260</a></span></li> +<li>Ai Romani<span class="tocright">» <a href="#AI_ROMANI151">263</a></span></li> +<li>Ai nemici<span class="tocright">» <a href="#AI_NEMICI">266</a></span></li> +<li>L'iniziativa<span class="tocright">» <a href="#LINIZIATIVA">273</a></span></li> +<li>Ai miei fratelli repubblicani dopo la prigionia di Gaeta<span class="tocright">» <a href="#AI_MIEI_FRATELLI_REPUBBLICANI">286</a></span></li> +<li>La guerra franco-germanica<span class="tocright">» <a href="#LA_GUERRA_FRANCO-GERMANICA155">290</a></span></li> +<li>Politica internazionale<span class="tocright">» <a href="#POLITICA_INTERNAZIONALE158">300</a></span></li> +<li>Le classi artigiane<span class="tocright">» <a href="#LE_CLASSI_ARTIGIANE159">313</a></span></li> +<li>Il Comune e l'Assemblea<span class="tocright">» <a href="#IL_COMUNE_E_LASSEMBLEA162">321</a></span></li> +<li>Agli operaj italiani<span class="tocright">» <a href="#AGLI_OPERAI_ITALIANI165">335</a></span></li> +<li>Il moto delle classi artigiane e il Congresso<span class="tocright">» <a href="#IL_MOTO_DELLE_CLASSI_ARTIGIANE">341</a></span></li> +<li>Alle società operaje, l'<i>Avvenire</i> di Torino e +l'<i>Universale</i> della Spezia<span class="tocright">» <a href="#ALLE_SOCIETAgrave_OPERAJE">345</a></span></li> +<li>Ai rappresentanti gli artigiani nel Congresso di Roma<span class="tocright">» <a href="#AI_RAPPRESENTANTI_GLI_ARTIGIANI">347</a></span></li> +<li>Questione sociale<span class="tocright">» <a href="#QUESTIONE_SOCIALE169">351</a></span></li> +<li>Costituente e Patto nazionale<span class="tocright">» <a href="#COSTITUENTE_E_PATTO_NAZIONALE170">362</a></span></li> +<li>Lettera ad un amico<span class="tocright">» <a href="#LETTERA_AD_UN_AMICO172">366</a></span></li> +</ul> + +<hr class="visibility: hidden" /> + +<div class="tnote"> +<h2>NOTA DEL TRASCRITTORE</h2> + +<p>L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute. Minimi +errori tipografici sono stati corretti senza annotazione. Sono inoltre +stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p> + +<ul> +<li>P. <a href="#dun">46</a> - aveva, col fantasma d'una [d'un] costituente</li> +<li>P. <a href="#sottentrerebbe">170</a> - al tiranno caduto sottentrerebbe [sottentrebbe] un altro</li> +<li>P. <a href="#un_Essere">219</a> - l'Umanità intera appare come un Essere [un'Essere]</li> +<li>P. <a href="#dalle">232</a> - la classe media dalle [delle] classi operaje.</li> +<li>P. <a href="#negrave">266</a> - nè [ne] voi l'aspettate da me</li> +<li>P. <a href="#Repubblica">293</a> - in nome della Repubblica [Republica],</li> +<li>P. <a href="#inin">342</a> - pretese ch'erano da principio giuste in [in in] sè</li> +</ul> + +</div> + + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of Project Gutenberg's Scritti di Giuseppe Mazzini, by Giuseppe Mazzini + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SCRITTI DI GIUSEPPE MAZZINI *** + +***** This file should be named 29325-h.htm or 29325-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/9/3/2/29325/ + +Produced by Claudio Paganelli, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/29325-h/images/dotleaders2.png b/29325-h/images/dotleaders2.png Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..ad3e307 --- /dev/null +++ b/29325-h/images/dotleaders2.png diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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