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+Project Gutenberg's L'alcòva d'acciaio, by Filippo Tommaso Marinetti
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: L'alcòva d'acciaio
+ Romanzo vissuto
+
+Author: Filippo Tommaso Marinetti
+
+Release Date: June 4, 2009 [EBook #29035]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'ALCÒVA D'ACCIAIO ***
+
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+
+Produced by Carlo Traverso, Emanuela Piasentini and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+ L'ALCÒVA D'ACCIAIO
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+ F. T. MARINETTI
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+ L'ALCÒVA
+ D'ACCIAIO
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+ ROMANZO VISSUTO
+
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+
+ NONO MIGLIAIO
+
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+
+ CASA EDITRICE VITAGLIANO--MILANO
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+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
+
+ I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati.
+
+ Copyright by C. E. Vitagliano Aprile 1921
+ 15-4-1921-5
+
+
+ Tip.-Lit. A GORLINI--Milano.
+
+
+
+
+I.
+
+L'OFFENSIVA DELL'AMORE
+
+
+La sera del primo giugno 1918 nella baracca dei bombardieri piantata
+spavaldamente a sghimbescio sopra una cresta montana di Val d'Astico, si
+mangiava e beveva allegramente. Le lunghe lunghe forchette rosse del
+tramonto s'intrecciavano con le nostre, arrotolando gli spaghetti
+sanguigni e fumanti. Una ventina di ufficiali, tenenti, capitani,
+colonnello Squilloni giocondo e pettoruto a capo-tavola. Fame da
+bombardieri dopo una giornata di lavoro duro. Silenzio religioso di
+bocche che masticano preghiere succolente. Teste chine sui piatti. Ma i
+più giovani non amano le pause, e vogliono ridere, agire. Sanno la mia
+fantasia feconda in beffe e mi eccitano con occhiate. C'è troppo
+silenzio a tavola, e il buon dottore è troppo gravemente assorto nel
+rito della pasta asciutta.
+
+Con quattro bocconi io placo il mio stomaco poi mi alzo e brandendo una
+forchettata di spaghetti, dico ad alta voce:
+
+--Per non impantanare la nostra sensibilità, spostamento di due posti a
+destra, march!
+
+Poi tirando su alla meglio piatti, bicchiere, pane, coltello, spingo
+brutalmente il mio compagno di destra, che a malincuore cede, tira su
+tutto anche lui e spinge a destra. I giovani, pronti, eseguiscono
+l'esercizio, ma il dottore sbuffa, brontola, grida. Lo sollevano di
+peso. Il piatto di maccheroni gli si rovescia sulla giubba. Crollo di
+bicchieri Inondazione di vino. Risate, urli, schiamazzo. Tutti spingono
+il dottore, lo pigiano come l'uva. Schizzano le sue urla.
+
+Dominando il tumulto, io comando:
+
+--Spostamento riuscito! Tutti seduti! Ma guai, guai a chi lascia ancora
+impantanare la propria sensibilità!... E tu, caro dottore, non
+dimenticare che la più alta e preziosa delle virtù è l'elasticità. Come
+potresti, senza elasticità, curare un bubbone, un callo, una sifilide,
+una otite, o il rammollimento di certi superiori? Con elasticità,
+abbiamo abbandonato il Carso dopo Caporetto, abbiamo riso mentre il
+cuore piangeva nella ritirata. Come potremmo, senza elasticità,
+schiacciare il passatismo austro-ungarico, rinnovare integralmente
+l'Italia dopo la vittoria? T'impongo, caro dottore, d'interrompere con
+elasticità futurista la tua spanciata passatista!
+
+Tutti ridono. Il dottore mi guarda spaventato. Minacciandolo
+burlescamente, impongo:
+
+--Per non impantanare la nostra sensibilità, piatti e bicchieri nelle
+mani! Giro totale della tavola, in corteo!
+
+Il frastuono diventa infernale. Urti, scossoni, «Basta!» «Finiamola!»
+pugni, capitomboli, «Accidenti!». Vortice rullio e beccheggio. Ma i
+giovani sono tenaci e con forza imprimono alla ressa un giro tumultuoso
+intorno alla tavola. Piace molto al colonnello il gioco bizzarro.
+Soltanto il dottore non si diverte. Dov'è, il dottore? Dov'è? Tutti lo
+cercano. E' fuggito sulla terrazza col suo piatto di pasta asciutta.
+
+Fuori, fuori all'assalto! e si finisce il pranzo alla rinfusa, sbandati,
+con grande scrosciar di risate nella risata fulva del Tramonto, tutto
+nuvole di cristallo incandescente, bottiglie spumeggianti d'oro, cirri
+di porcellana viola affastellati, luminoso banchetto aereo sospeso a
+picco sulla pianura veneta crepuscolare.
+
+I miei amici cantavano intorno al dottore l'inno della burla futurista:
+
+ _Irò irò irò pic pic
+ Irò irò irò pac pac
+ Maa--gaa--laa
+ Maa--gaa--laa
+ RANRAN ZAAAF_
+
+Uccidevano così le nostalgie.
+
+Alla vigilia di una grande offensiva nemica i combattenti italiani
+dovevano spesso subire una ben più pericolosa offensiva; l'offensiva dei
+Ricordi Amorosi. La sentivamo accanirsi sopra di noi e in noi, nel
+nostro cuore e sulle labbra--quella sera fra gli agili ventagli di
+piume rosate del cielo e i fiumi interni del nostro sangue felice. Ero
+seduto col colonnello Squilloni, il capitano Melodia, il tenente Bosca e
+il mio attendente Ghiandusso, sull'orlo a picco della alta montagna
+scoscesa.
+
+Muti in ascolto sorseggiavamo la sera dolce fresca mordente come certe
+bevande arabe impreziosite e profumate di spezie e di fiori. Guardavamo
+le città dell'immensa pianura veneta. Sentivamo laggiù Milano. A
+quell'ora la ribollente città lombarda, dopo il lavoro curvo accanito,
+accendeva tutti i suoi lumi azzurri guardando e bevendo con tutte le sue
+finestre l'ossessionante linea curva del Fronte.
+
+Le sue 800.000 anime buttavano via sul selciato i corpi affranti gretti
+e rapaci per salire in alto e vedere, vedere. Su, su, a grandi grappoli
+colorati, salivano le anime come palloncini sfuggiti alle mani dei
+bimbi. Finalmente potevano immaginare, forse vedere ciò che i fratelli,
+i padri, gli sposi, gli amanti facevano, combattevano, soffrivano
+laggiù.
+
+Io parlavo a Zazà, la mia cagnetta di guerra, fulva grassotta agile e
+intelligentissima bastarda, nata sul Piave da una foxterrier purissima e
+da un cane randagio. Una di quelle lunghe tenerissime conversazioni
+astratte, piene di una filosofia indulgente tra due animali di sesso
+diverso uno dei quali dimentica volentieri il suo genio per essere
+semplicemente un cane. Mi sentivo cane per la mia fedeltà generosamente
+data, prodigata, al nome radioso dell'Italia che dal Cengio vedevamo in
+tutta la sua bella nudità dormente coricata fra i mari il cui respiro
+salato ci veniva a quando a quando sulle labbra colla brezza.
+
+I miei amici sgranavano confidenze a mezza voce e ricordi amorosi. Io
+pensavo al mio probabile passaggio nelle automitragliatrici blindate e
+sognavo una bella velocissima blindata per inseguire gli austriaci che
+dovevano fra poco sferrare la loro grande offensiva. Il mio ottimismo
+era più che mai convinto della vittoria finale. L'idea della morte non
+preoccupava nessuno.
+
+Il capitano Melodia, viso asciutto e tagliente, occhi furbi, languidi di
+ricco signore romano, ufficiale di cavalleria, volontariamente passato
+nei bombardieri per amore del pericolo e per onorare il padre senatore.
+Anima vivacissima piena di allegre pazzie e di buffonate temerarie. Era
+celebre per le sue bizzarrie e avventure originali. Afflitto da una
+blenorragia doveva, prima della guerra entrare all'ospedale o fare
+istruzione ai suoi soldati. Preferì fare istruzione in Piazza d'armi e
+comandare il suo squadrone stando seduto in carrozzino con a fianco
+l'attendente. Brandiva la frusta con la mano destra per dare i comandi
+mentre guidava il suo cavallo con le briglie nella sinistra. Un'altra
+volta mandato in servizio di pubblica sicurezza in un villaggio di
+Romagna si fece passare per principe del sangue, ingravidò la figlia
+del sindaco e passò in rivista, il giorno dello Statuto, pompieri,
+società operaie e carabinieri. Ebbe due mesi di fortezza.
+
+Ora Melodia, sentendo parlare di morte, interviene dominando la
+conversazione:
+
+--In guerra, non ebbi mai la paura di morire. Son sicuro che non l'avrò
+neanche nella prossima battaglia. Però, la conosco... La provai lontano
+dal fronte, in condizioni veramente eccezionali. Ero all'ospedale di
+Torino, un anno fa, per la mia ferita. Già guarito con una voglia pazza
+di divertirmi e l'impossibilità assoluta di uscire dall'ospedale.
+Divieti e sentinelle feroci. Pensai per tre giorni al mezzo di fuggire.
+Al quarto una idea di genio: mi introduco nella camera mortuaria. I
+piantoni discutono intorno al cadavere enorme di un Alpino che non si
+poteva fare entrare in una cassa troppo corta. Aiuto anch'io. Tentiamo
+vanamente. La cassa troppo corta è messa da parte e i piantoni se ne
+vanno. Intanto io complotto con un mio amico e decido. La notte stessa
+rientro nella camera mortuaria e mi sdraio nella cassa da morto troppo
+corta, ma sufficiente per me. Mentre io bestemmio sotto per il rumore,
+l'amico mi inchioda sopra il coperchio alla meglio, per modo che una
+lunga fessura mi permetta di respirare. All'alba avvenne ciò che avevo
+preveduto. I portatori macchinalmente mi sollevarono, mi buttarono con
+brutalità sul carro. Questo sgangheratissimo e trascinato da due rozze
+entrò due o tre volte nelle rotaie del tram con degli scossoni da
+staccarmi le budella. Ad un tratto sento trombettare un automobile con
+ferocia ingiuriante. Cosa fa il mio cocchiere? Certo dorme. Perchè non
+si scansa? C'erano anche due autocarri che mi correvano addosso
+addosso... e urlai urlai dal terrore! Sentivo veramente sentivo il
+glaciale e lacerante terrore di morire.
+
+Il racconto vissuto del capitano Melodia fu acclamato.
+
+Tutti lo sapevano capace di quello e d'altro. Ma le risate morivano
+sotto le ampie troppo soavi carezze della notte che dopo l'offensiva dei
+ricordi amorosi e delle nuvole carnali sferrava una delirante offensiva
+di stelle negatrici d'ogni eroismo terrestre. Stelle, stelle, stelle,
+che beffeggiavano con lunghi trilli bianchi la compattezza delle
+montagne e lo sforzo entusiasta delle cime, e la statura atletica del
+nostro bel colonnello Squilloni ritto davanti a noi.
+
+Squilloni è un simpaticissimo quarantenne, fiorentino pieno d'ingegno.
+Maffia del suo capello alpino un po' piccolo sul viso giocondo fiero.
+Occhi celesti di sbarazzino senza ironia. Gesti violenti che contrastano
+col sorriso offerto per piacere a tutti. Comandante energico ma paterno
+dei bombardieri che lo adorano.
+
+Conosciutissimo nei caffè di Vicenza, di Thiene, di Schio dove passa e
+ripassa muscoloso pettoruto col suo giardino multicolore di
+decorazioni, raccogliendo sorrisi speciali di cocottes e
+contraccambiandoli con risatine subito ricomposte nella fierezza
+militare.
+
+Bell'uomo che avrebbe tutte le fortune con donne della buona società;
+forse disilluso, ora amante amato di tutte le prostitute.
+
+Per loro canta accompagnandosi sulla chitarra, seccato se qualcuno canta
+insieme con lui. Magnifico ufficiale, quattro volte medagliato, ottimo
+organizzatore di batterie, goliardico e carnascialesco re dei bordelli.
+
+Squilloni si volta e parla con voce importante all'Italia, alle città
+della pianura, a noi: «Le stelle non mi piacciono e neanche le nuvole
+rosee che paiono, a voialtri poeti, seni e cosce di donne. Domani si va
+tutti, figliuoli, a fare un bagno di carne da Madama Rosa».
+
+Il giorno dopo tutti nell'autocarro della spesa, per Campiello e Mosson
+fino a Thiene, sbattuti dalle risate trionfali del Colonnello Squilloni
+che ci conduceva verso ciò che chiama l'unico paradiso!
+
+Sforzo del motore nelle salite vruu truu vruu truu. Poi respirazione
+dilatata in discesa vraaaa svaaaa err tling tlaang.
+
+Polverone. Odore di morte a Campiello. Vi sono trincee colme di cadaveri
+della prima offensiva austriaca. Qui la nostra difesa fu accanita.
+
+A un chilometro dalla casa ospitale, una automobile militare ci
+sorpassa, filando a tutta velocità forse collo stesso obbietivo. La sua
+sirena si sforza di imitare il raglio d'un asino in amore.
+
+ iii ooo iii ooooo
+
+Noi sorpassiamo dei piccoli plotoni di scozzesi in gonnella, rudi gambe
+e polpacci abbronzati e bitorzoluti. Marciano a passo ritmato più rapido
+del passo militare alla conquista dei piaceri facili. A frotte veloci
+meno ordinate, ufficiali e soldati grigioverdi.
+
+Stop. Entriamo nella graziosa villetta. Per ufficiali. Fumo, fumo, fumo.
+Non si respira, tenenti e capitani in grigio verde tozzi rudi, sporchi
+polverosissimi, frustino o bastoncino in mano, tintinnio di speroni, nei
+corridoi da transatlantico.
+
+Le dame sembrano tutte bellissime, delicatissime, troppo fragili. Strane
+statuette di cristallo, fra i voluminosi rullanti e beccheggianti maschi
+di guerra in foia.
+
+Il colonnello Squilloni è festeggiatissimo.
+
+--Lei... ho già avuto il piacere di conoscerla. Mi ricordo, nel bordello
+di Cervignano, offensiva di Maggio.
+
+--Signor colonnello, si ricorda di Madama Rosa a Cormons? Mi disse:
+Salutami tanto il caro Squilloni!...
+
+Interviene un capitano inglese ubriaco:
+
+--Moi aussi, monsieur le colonnel, je vous ai connu au bordel de Verona.
+
+Squilloni rideva godeva da studente o marinaio l'allegria del bordello,
+scalo di tutti i cuori naviganti in guerra. Comprensione e cordialità
+assoluta di popoli e sessi alleati.
+
+Prima saletta: Porta aperta con tenda sulla campagna torrenzialmente
+inondata di stelle che aspetta gli areoplani. Nel centro la lampada con
+tendina blu scura proietta un tondo cerchio di luce studiosa e
+scientifica sul tavolo. Luce d'intenso lavoro spirituale. Luce per
+progetti d'ingegneria. Sembra un laboratorio preparato per una veglia
+saggia e feconda. Quale incubo feroce ha scatenato tanti sessi vocianti
+in questo asilo del pensiero? Tin tin toc ploc di piedi sulla scala di
+legno. Un grosso tenente di fanteria con ampio ondeggiamento del corpo
+imbottito e armato spinge su come un pastore la donna scelta pecora
+fronzoluta mezzo nuda che sembra adornarsi salendo delle foglie verdi e
+dei papaveri della tappezzeria. Una magrissima biondina che tutti
+chiamano non si sa perchè _pantera_, gira coraggiosamente col suo
+fragile corpo minuto fra le gomitate i fianchi rocciosi e le dure
+pistole degli ufficiali. Tutti guardano in alto verso il corridoio dove
+le porte si richiudono ogni tanto su dei chiarori di camere chirurgiche
+per rapide operazioni. Meccanizzazione dell'amore. Sento la casa vibrare
+di un meccanico ininterrotto stantuffare d'istinti rudi denudati di ogni
+civiltà. Instancabili donne-motori.
+
+Uragano di rumori, voci, luci.
+
+Urari-ciacipiera-teloo... Io sono ancora vergine questa sera... Non ci
+credo... Andiamo a godere biondino... Dove è andato il pancione?...
+
+Viva il nostro colonnello Squilloni! Urla risate applausi, tutti si
+precipitano verso il divano dove il capitano Melodia che ha indossato
+una vestaglia gialla finge di sedurre il tenente Bosca e lo tiene fra le
+braccia. Comincia poi il giuoco tradizionale di spingere a viva forza e
+trasportare in camera un amico che non si decide, mentre altri catturano
+una ragazza. I due pigiati a spintoni e a pedate sono insaccati nella
+porta semi aperta.
+
+--Via, via, presto, forza, dentro! Ti abbiamo scelto la bimba, eccola
+pronta!
+
+Una milanese pallida, carina, con i capelli corti, neri, ricci e
+cocciuti pettinati all'indietro, mi bacia. La seguo. Camera
+piccolissima, letto grande, coperta rossiccia gibbosa, bitorzoluta,
+tutta sporca di piedi eroici per continuare e imitare forse le Doline
+del Carso perdute. Ma si ripigliano, si ripiglieranno con la sana
+virilità della razza che sa prendere bene e tenere sotto le donne e le
+montagne sue. Plafone ingenuo e primitivo. Odore acuto di Contessa
+azzurra.
+
+--Come ti chiami?
+
+--Maria.
+
+--Di che parte d'Italia?
+
+--Sono Milanese.
+
+--Anch'io.
+
+--Vieni sarai contento.
+
+E mi abbraccia col   tin tin   glin glin   di troppi braccialetti.
+
+Quando ritorno in sala un mio amico dice a Maria che sono Marinetti.
+Maria pianta il nuovo cliente viene da me, mi dà un bacio e dice:
+
+--Se avessi saputo che tu eri il celebre futurista ti avrei dato dei
+baci più raffinati.
+
+--Perchè?
+
+--Perchè ho letto tutti i tuoi libri. Ero abbonata anche a Lacerba.
+
+Esco. Giù, fuori della porta, vedo tre soldati che parlano a una
+prostituta alla finestra. Si tengono per mano come collegiali, scherzano
+indecisi, ansiosi. La prostituta è scesa anch'essa. Si avvicina ai
+soldati. Dà in fretta 5 lire a ognuno di loro poi ripassando di corsa
+vicino a me seguita dai soldati mi dice:
+
+--Mi facevano pietà.
+
+Mi dirigo verso l'autocarro dicendo a Squilloni:
+
+--Bordello! Ultimo rifugio del cuore!
+
+--Certamente, risponde Squilloni, il bordello è la soluzione sintetica
+di tutti i problemi dell'Amore. Credo che avrete finalmente sconfitto
+tutte le offensive delle nostalgie sentimentali.
+
+--No, non ho pensato all'amore. Ho ideato invece l'architettura del mio
+nuovo libro che sarà meraviglioso, siatene sicuro.
+
+Voglio che questo libro danzi, danzi, danzi vivo e palpitante con ritmo
+giocondo fra le mani del lettore. Voglio che la sua danza pazza d'amore
+e di sconfinato eroismo trasformi le mani del lettore in quelle
+agilissime del giocoliere. Scatterà anch'egli fuor dalla poltrona e
+ritto si sforzerà di aumentare la sua statura sulla punta dei piedi
+ballerinamente nell'ebbrezza ascensionale che lo spingerà a gareggiare
+in temerario equilibrismo col ritmo selvaggio del mio libro. Sarà ebbro
+di guardarlo in alto quasi in bilico sull'improvviso zampillo di gioia
+che gli schizzerà dal cuore. A braccia aperte aspetterà che ricada che
+ricada finalmente.
+
+Ma intendiamoci parlo del lettore geniale, amico d'ogni coraggio
+spirituale! Con ferocia brutale il mio libro piomberà sul naso del
+passatista imbelle acidulo e occhialuto che trema sotto i suoi vetri
+come un microbo sotto il microscopio. Si staccherà da lui per
+rimbalzargli addosso furente e per schiaffeggiarlo.
+
+Ma con quanta grazia ridente e primaverile si spalancherà sotto gli
+occhi vivaci del lettore geniale per profumarne l'anima! Vedo allora gli
+orli bianchi delle mie pagine fremere ammorbidendosi e iridandosi con
+gli amoerri beati, la metallicità persuasiva e gli invitanti riflessi
+rosei-azzurri del mare che scivola, scivola, scivola verso la forza
+tonda e rossa del sole al tramonto. Ecco il mio libro segue i consigli
+del mare e veleggia bianco per seguire il sole che scivola esso pure
+gonfiandosi d'orgoglio e di morte giù dal suo morbido letto di tenerezza
+crepuscolare.
+
+Stracciatelo, bruciatelo pure questo libro mio. Rinascerà perfetto. Se
+un giorno sarà stanco come credo delle stanze chiuse e meticolose fugga,
+fugga le inevitabili biblioteche e si slanci aprendo le pagine come ali
+in cielo. Subito immensificato dal suo ardore si tramuterà in un
+areoplano simile a quello ricco di raggi che si libra e ronza con
+garriti e applausi sulla mia testa mentre entro nel forte Corbin di Val
+D'Astico.
+
+ * * * * *
+
+Oggi 11 giugno 1918.
+
+Sono un tenente dei bombardieri che ha fatto il suo dovere. Ma non mi
+sento degno di te, libro mio preferito. Mentre il mio cuore batte sicuro
+il mio passo non lo sa cadenzare con eguale sicurezza. Ho il passo
+indeciso, malfermo ondeggiante, ferito, che ripete sulla terra le
+punture dilanianti d'una piaga infame e assillante aperta nel mio
+fianco. Piaga di Caporetto, piaga enorme che sento vivere soffrire,
+imputridire e che presto bisogna, ad ogni costo bisogna colmare, colmare
+con un nuovo ultravermiglio generosissimo sangue a fiotti bollenti, a
+torrenti nel suo centro e sugli orli il cui viola sinistro ricorda le
+botti sventrate dai fuggiaschi ubriachi, le schifose avvinazzate bombe
+incendiarie su Cervignano e il putrido violaceo fuggente tramonto del 27
+ottobre. Guarire, guarire quella piaga! La guariremo. Già domino il mio
+passo e lo cadenzo. La grande battaglia è prossima e tutto nel mio corpo
+s'avventa verso quell'ora decisiva dalla quale nascerà il nuovo passo
+Italiano, quello d'avant'ieri sul Carso, passo elastico, martellante,
+padrone delle nobili elegantemente femminili strade italiane.
+
+Mi siedo alla mensa dei gloriosi Gialli del Podgora, 11 fanteria,
+brigata Casale, nel Forte Corbin. Pranzo giocondo, chiassoso. Circa 30
+ufficiali pigiatissimi che divorando rossa pasta asciutta parlano
+golosamente della prossima inevitabile offensiva austriaca. I gialli del
+Podgora hanno ornato di fiori gialli la sala. Volete che io parli di
+voi, cari Gialli, della vostra gloria passata e della prossima, sicura?
+
+Volentieri! Mi abbandono. So che saprete dare col vostro slancio al
+giallo della smisurata bile italiana lo scoppiarne fragore purpureo
+della vittoria definitiva!
+
+Si brinda alla gloria di Boccioni, di Sant'Elia e degli altri futuristi,
+primi fra tutti gl'interventisti italiani.
+
+Declamo parole in libertà che varcano tonando le porte della sala aperte
+sulla terrazza e si tuffano nell'ampio respiro freschissimo dell'Astico.
+I rumorismi della battaglia Bulgara cantata da me svegliano certo le
+batterie austriache di Tonezza e gli applausi che li salutano completano
+la polifonia di echi delle montagne e l'infinita orchestra volubile dei
+contro-echi. Usciamo sulla terrazza del forte che sbarra a picco la
+valle profonda di oltre 1.000 metri. Poi su su per una scala di ferro
+fra i calcinacci e i rottami delle cupole d'acciaio già disalveolate
+perchè il forte è già in parte smantellato.
+
+La tenerezza carnale rosea del crepuscolo inonda la vallata, spalma di
+olii dorati le groppe dure, le gravidanze grottesche, i gomiti ostili,
+le ondate ribelli e i rigonfiamenti pietrificati delle montagne.
+
+I nostri 75 campagna rispondono rabbiosamente ai forti austriaci di
+Tonezza...
+
+L'altissima terrazza sembra una passerella di corrazzata che navighi
+nelle acque seriche, viola azzurre dorate del crepuscolo, entrando in un
+golfo di sogno fra monti sereni che sognano.
+
+Ecco un nostro 149 del Cengio colpisce un baraccamento austriaco sulla
+groppa del Cimone. Vi scoppia un'incendio. Lentezza molle disinteressata
+del suo fumo che sale scapigliandosi e tentacolando con grazia una prima
+stella.
+
+Braaaaaa... di echi come frane di ghiaia. Un lontano soavissimo ronzio
+di aeroplano bevuto dagli ultimi rossori del Tramonto. Cip cip cip
+d'uccelli negli alberi rabbrividenti. Pi, pi... pi... di pulcini e
+galline sotto la porta del forte.
+
+Il maggiore Sannia m'invita a seguirlo nei sotterranei del forte.
+
+Lunghi corridoi di carcere. Scale a chiocciola fra feritoie di vento
+azzurro. I nostri passi echeggiano. Pedali d'organo che prolungano
+cannonate lontane. Una camerata buia con strani movimenti d'alghe
+marine. Sono soldati che dormono. Altra camerata con respirazioni e
+puzzi folti, aspri, stipati, selvaggi, ammoniacali. Finalmente un
+moccolo sospeso lingueggia giallastro e ci guida verso dei pacchi
+enormi di sonno e di odore di stiva.
+
+--Su, alzati! dice il maggiore scuotendo uno dei dormienti.
+
+E' un disertore austriaco. Indovino i piccoli occhi celesti nel viso
+biondiccio. Breve interrogatorio. Appartiene alle truppe d'assalto,
+parla Italiano, si dice slovacco. Ha lavorato in Italia in una fabbrica
+di birra.
+
+--Perchè hai disertato?
+
+--Perchè il mio tenente mi ha schiaffeggiato ieri. Ogni sera di
+pattuglia. Sono stanco.
+
+--L'offensiva austriaca è sicura, non è vero?
+
+--Sì--e anche la data fissata--il 15 giugno alle 2 e mezza dall'Astico
+al mare, ma l'attacco importante sarà nel centro.
+
+--Ti hanno dato da mangiare e da bere?
+
+--Sì.
+
+Rimontiamo. Sulla terrazza sotto i trilli gioiosi delle prime stelle fra
+gli immensi ventagli freschi dell'Astico sicuro ritmato come il sangue
+d'un uomo forte, il maggiore Sannia dice:
+
+--Dato lo stato dei due eserciti è ormai sicuro che il primo dei due che
+oserà un'offensiva generale e non la vincerà sarà perduto per sempre...
+Quanto diversi, i nostri disertori! Noi abbiamo avuto nella brigata solo
+3 soldati fucilati per diserzione. Uno appena uscito dalla linea fu
+subito inseguito da una pattuglia ordinata da me e fucilato a tre passi
+dai reticolati austriaci. Gli trovai addosso una lettera che spiegava
+la sua diserzione veramente strana dato il suo ottimo stato di servizio.
+Scriveva alla moglie: «Non mi farò ammazzare dal dispiacere. Domani mi
+darò prigioniero agli austriaci. Conserverò così la pellaccia per il
+dopo-guerra quando verrò a spaccarti il cuore per pagare il tuo
+tradimento...» Il secondo disertore fu preso dai carabinieri mentre
+abbandonava la linea. Disse: «Non vado via per paura. Me ne frego degli
+austriaci. Voglio andare a Trapani a uccidere mio padre che ogni notte
+va a letto colla mia fidanzata.»
+
+E il maggiore concluse: «Con simili disertori si deve assolutamente
+vincere la guerra.»
+
+
+
+
+II.
+
+LA DAMA AL BALCONE E LE SERENATE MASSACRATE
+
+
+Il 14 Giugno tutto è pronto. La nostra linea aspetta l'urto con
+sicurezza. Si parla di nuove batterie austriache non ancora individuate.
+I pessimisti insistono sulla pericolosa propaganda disfattista che
+Milano e Torino particolarmente inoculano colla posta ai soldati in
+linea. Io ho trattenuto tutta la posta delle batterie nella baracca del
+Gruppo. Credo preferibile distribuire un rancio accurato invece di
+troppi sentimentalismi postali alla vigilia di una battaglia decisiva.
+Tutto lo schieramento di batterie che dal forte Corbin lungo Val
+D'Astico gira la cima Ardé e seguendo la cresta di Sculazzon in Val
+D'Assa raggiunge gli Inglesi a Cesuna, con le sue 200 bombarde, e le
+mitragliatrici e i fucili della brigata Casale, è pronto all'urto che si
+prevede furibondo, decisivo.
+
+Abbiamo bene pranzato nella baracca di legno e lamiera del Gruppo
+bombardieri, che appoggia le spalle a dei roccioni grigio ferro in forma
+di piccole torri. Fumiamo serenamente sull'orlo della Vallatella Silà
+verdissima bacinella quieta, colma di silenzio alpino, sospesa da un
+lato alle creste del Cengio e dall'altro alla strada che va al forte
+Corbin. Dolcezza languida, mansueta della sera madreperlacea che cede
+docilmente all'ombra salente delle valli profonde. Un frastuono ci
+scuote.
+
+Allegria degli echi turbati da una singolare mandolinata. Sono i miei
+bombardamenti che vogliono invitare gli austriaci alla prossima danza.
+Eccoli sotto di noi. I due primi grattano disperatamente due mandolini,
+due altri li seguono battendo a gomitate e a calci delle latte di
+benzina. Dietro viene sculettando e sgambettando il violoncellista. Ha
+per violoncello un lungo attaccapanni di ferro. L'orchestra si ferma per
+fare agli ufficiali una serenata, sotto la gesticolazione frenetica del
+più fantastico direttore d'orchestra.
+
+Porta in testa una gamella obliqua, sulle 33, a guisa di berretto
+inglese. Si è legato sul culo le falde rialzate del cappotto per imitare
+l'antica foggia militare italiana. Buffonescamente insulta i suonatori
+cadenzando la melopea con lazzi e pernacchi fragorosi. La tempesta di
+rumori e di grida sveglia gli accampamenti nella Vallatella Silà.
+
+Applausi. Applausi e ironie volubili degli echi freschi ventilati da
+morbidi rombi lontani.
+
+L'orchestra si ferma davanti al Comando del Gruppo. Il capitano mi prega
+di parlare. Si affollano bombardieri, artiglieri e suonatori.
+
+--Cari bombardieri, cari artiglieri e fanti d'Italia, grazie di tutto
+cuore per la serenata a noi e per i meravigliosi pernacchi scagliati
+contro gli austriaci! La vostra fragorosa allegria dimostra al cielo,
+al sole che tramonta e alle stelle, che sapete spavaldamente
+infischiarvi di tutti i pericoli! Voi avrete appreso dalle molte
+informazioni che se non è certa è probabile la grande battaglia questa
+notte alle due e mezza. Io personalmente ci credo. Ad ogni modo ciò non
+vi preoccupa, come vedo, non può preoccupare nessuno poichè altre
+informazioni e queste certissime mi hanno convinto come hanno convinto
+tutti i capi che l'intera linea italiana dall'Astico al mare è pronta,
+assolutamente pronta non soltanto a resistere a qualsiasi offensiva
+austriaca, ma anche a rintuzzarla vittoriosamente. Ricordatevi:
+qualsiasi offensiva, anche strapotente, sarà massacrata. Cadorna non era
+un generale incapace. Ebbe soltanto il torto di non dimettersi, quando
+si sentì stanco e logorato. Fu lui che scelse la linea del Piave, ed è
+una linea forte. Ora è di acciaio. Resisterà. La lotta sarà aspra, e vi
+saranno momenti gravi, forse delle oscillazioni. In quei momenti,
+pensate che quella pianura veneta, laggiù, è il letto della nostra sposa
+unica e divina: l'Italia... il letto delle vostre spose che adorate...
+Voi, ritti in piedi, custodite la porta, e la scala che gli austriaci
+vorrebbero assalire! Pensate che cedendo il passo un solo istante voi
+permettereste vergognosamente a quelle canaglie di entrare in casa
+vostra, piombare nel vostro letto e possedere le vostre donne. Meglio
+morire! Sono certo che nessuno di voi vorrà essere un vile idiota e
+becco contento. Ed ora andate a dormire, sarete svegliati a tempo
+opportuno!
+
+Giudicai opportuno di svestirmi per riposarmi meglio.
+
+In branda a 6 centimetri dal tenente Bosca. Abbiamo fra di noi come
+orinali un bossolo da 75 ed una scatola da conserva. Ogni 5 minuti
+(verifico l'orologio alla mano) la notte silenziosa succhia una nostra
+granata da 149 uuuussss uuufff. Mi addormento.
+
+Alle 2 e mezza siamo svegliati dal bombardamento.
+
+--Bosca, ci siamo.
+
+Mentre ci vestiamo sentiamo crescere, addensarsi e centuplicarsi i
+sibili delle granate austriache che fanno, passando sui roccioni e sul
+tetto di lamiera, l'illusione d'un'enorme corrente d'acqua col loro
+rumore di seta lacerata. Passano a un metro o due dalla lamiera che
+vibra e vanno a scoppiare in val Silà.
+
+Bombardamento feroce, pieno, continuo. Abbondanza di munizioni. Gli
+austriaci credono siano annidate molte batterie in Val Silà.
+
+Siamo tutti in piedi col respiratore inglese bene saldato al viso. Fuori
+buio. Un vago sentore d'alba verso il Cimone. La vallatella è piena di
+fragori violenti, irritatissimi, fra le vendette gli squarciamenti e le
+minacce urlanti degli echi. Controllo tutto, chiamo gli uomini. Sul
+tetto di lamiera scorre dilatato il fiume dei sibili. Ho l'impressione
+di essere immerso in quel fiume che cresce. La baracca sembra
+abbracciata da un'inondazione di sibili. Verifico il respiratore di ogni
+bombardiere. I gas lagrimogeni cominciano ad agire sui nostri occhi.
+Bizzarrissima sensazione di piangere senza dolore. Albeggia.
+
+Tutte le nostre batterie rispondono con un fuoco precipitato. Le vampe
+continue e fitte vestono il Cengio d'un convulso drappeggio di fuoco.
+Val Silà è piena di fumi bianchi, grigio-perla che si sfilacciano forati
+dalle vampe delle nostre batterie.
+
+Ecco una sorpresa che ci lascia presto indifferenti: un nuovo tipo di
+granate austriache che scoppiando lanciano in alto lunghissimi vermi
+ondulosi e perpendicolari alti 50 e talvolta 100 metri.
+
+Strani vermi di fumo anellato che talvolta non riescono a rizzarsi e
+allora si sviluppano orizzontalmente scrosciando e borbottando nella
+vegetazione. Sono granate segnali che servono ad indicare agli
+osservatori austriaci un punto di caduta invisibile nelle vallate
+profonde. Le batterie austriache di Campolongo, Luserna, Tonezza,
+sembrano avere una questione personale con Val Silà. Concentramento di
+fuoco contro di noi. I telefoni non rispondono più.
+
+Il mio attendente Ghiandusso viene con una catinella piena d'acqua
+seguito dalla mia cagnetta Zazà. Ghiandusso le impone i soliti esercizi
+ed eccola seduta sul culo, schiena ritta con un giornale piegato in
+bocca.
+
+Senza togliermi il respiratore, faccio la mia toilette a dorso nudo
+nell'acqua diaccia. Non posso lavarmi il viso, e parto col capitano per
+raggiungere i miei amici in batteria a Sculazzon. Il monte Priaforà
+fiata vampe. Fiati di fuoco tra le labbra nere, occhiate di fuoco sotto
+le palpebre nere, stilettate di fuoco dalla pancia nera del monte. BRAA
+bububu BRAA vuvuvu delle valli. La strada che ci conduce a Forte Corbin
+è tempestata dalle granate. Nel forte trovo il capitano Melodia, magro,
+onduloso, allegro e pronto alla beffa. Scendiamo con lui in un
+sotterraneo che dà al camminamento Cima Ardè.
+
+Il mio capitano si è munito di due lampadine elettriche. Dopo avere
+seguito per 10 minuti un tortuoso camminamento sotto il cielo sibilante
+e lampeggiatissimo giungiamo ad un vero pozzo di miniera. Curvi ci
+inoculiamo in una galleria tutta stillante su un terreno sempre più
+sdrucciolevole. Il pozzo scende nella spina dorsale di un costone
+fortificato. Riconosco ormai il cammino che ci deve condurre alla famosa
+Dama al Balcone. Infatti dieci passi dopo sbocchiamo nel fulgore
+sfarzoso di centomila feste da ballo riunite. Sono i centomilioni di
+candele del massimo proiettore che sorveglia le posizioni Austriache in
+Val D'Astico. Pausa abbacinante. Poi sentiamo la danza furibonda e il
+ta-ta-ta-ta-tà capriccioso, spietato, ironico e femminile della
+mitragliatrice Saint-Etienne che, sei metri a destra, sputa come una
+Andalusa fuoco di passione e garofani rossi dal suo balcone mascherato
+di fogliami. E' lei la leggendaria Dama al Balcone della brigata Casale.
+
+Una Saint-Etienne prodigiosa. Si ricorre a lei per la difesa dei punti
+pericolosi. Non si inceppa mai se è servita e accarezzata dal suo amico
+mitragliere Buco, un pugliese magrolino, olivastro, dagli occhietti
+furbi tutti a lampi che si mescolano ai lampi d'una risata bianca
+continua. Meccanico provetto. Non ha mai bisogno di smontare la sua
+amante per pulirne il cuore. La domina impugnandone la groppa flessuosa,
+la pizzica, la solletica. E la Dama elegante in nero si curva giù sugli
+abissi dove fervono le serenate austriache e sputa, sputa i suoi
+innumerevoli fiori veementi che uccidono i romantici e audaci suoi
+serenatori.
+
+Buco mi saluta offrendo la sua risata allegra allo splendore elettrico
+bianco azzurrino del proiettore. Siamo glorificati, divinizzati dalla
+versicolore splendida pazzia delle farfalle che si slanciano ebbre d'oro
+nel gran fascio di luce, cozzano ruzzolano, piroettano contro il grande
+occhio vetrato divenuto ormai accecante.
+
+La rabbia delle cannonate in rissa con tutti gli echi mugolanti accresce
+la fantasia e il mistero di questa notte ultra-romantica innamorata di
+morte e d'ilarità crudele. Tragicamente come uno spettro dalla tonda
+pancia di metallo in fusione, il proiettore che funziona a distanza esce
+dalla sua caverna e s'avanza sul binario Decauville fin sull'orlo della
+roccia a picco, poi retrocede senza rumore e si cela nel buio.
+
+Dal fondo della caverna i foto-elettrici regolano, sulla sfera girevole
+di un apparecchio i movimenti di spostamento e di accensione. Ma le
+rotaie sotto il proiettore brillano e si torcono come serpenti
+fosforescenti e il mio sogno ultra acceso vede realmente camminare un
+formidabile spettro dalla pancia vetrata tutto convulso nello sforzo di
+liberarsi dalle farfalle in foia. Si avvicina austero e minaccioso alla
+troppo civetta Dama mitragliatrice che schiamazza, sbraita sempre più
+contro i suoi corteggiatori della valle.
+
+La bella Dama d'acciaio respira golosamente l'eccitante miscela degli
+odori notturni: vaniglia, violette, acacie e menta selvaggia, tutti
+pepati dall'odore aspro dominatore della balistite.
+
+Sembra ballare pazza di gioia la sua strana danza a schiena curva.
+Fumano i suoi capelli sciolti. Il mitragliere le stringe i fianchi e
+l'ombra ingigantita della coppia bizzarra danza proiettata a cento metri
+davanti a noi sul tondo, enorme cerchio di luce che il fascio luminoso
+del proiettore stampa sulla nebbia. Vicino, sotto, sopra, intorno, altre
+ombre strabilianti: le nostre. Labirintica prospettiva fra gli specchi
+irreali numerosissimi di questa festa da ballo.
+
+Buco mi dice: «Come è bella la mia dama! Elegantissima! Come balla bene!
+E' un po' capricciosa e suscettibile, ma non con me. Con me è buona! Mi
+è stata sempre fedele, mi preferisce a tutti! Mi dà tutto il suo spirito
+e il suo ingegno... Gode, veramente gode quando io la olio di baci... ha
+un odio speciale per quella stupida, pettegola che vorrebbe tenerle
+testa là davanti a noi!».
+
+Sentiamo infatti le numerose pallottole della mitragliatrice austriaca
+frugare brutalmente a 2 metri sopra le nostre teste nella vegetazione
+buia.
+
+La Dama al Balcone la deride, la insulta a perdifiato: «Idiooota
+ta-ta-ta-ta-ta-ta-   Idiooota ta-ta-ta-ta-ta.»
+
+Rispondono tutti gli echi del muraglione di faccia, ma una gran nebbia
+ci vieta di vedere malgrado gli sforzi insolenti del proiettore la
+strada austriaca da dove scendono gli assalitori. Gli echi irritati o
+sedotti ridono essi pure, conquistati dalla festa da ballo,
+moltiplicando i loro lunghi
+
+ gia-a-a-a-a-a gia-a-a-a-a-a gia-a-a-a-a-a
+
+Sembrano frane di ghiaia o meglio grida di popolo sfamato sotto
+l'opulenza esplodente di questi palazzi rocciosi. Le stelle altissime
+palpitano come segnali luminosi di una lontanissima battaglia di
+pianeti.
+
+No! no! sono le sonagliere di molleggianti equipaggi invitati celesti!
+Mille, mille bocche ridenti di dame lontanissime affacciate allo Zenit.
+Si sbracciano, si sbracciano per gettare nella grande festa da ballo
+perle, perle ossessionanti e tali da mutare presto la danza in una rissa
+di folgori avvinghiate, che si contendano delle campane montane. Ma le
+stelle purtroppo sono già ridiventate ciò che sono in realtà: i rubini
+che ornano i volanti dinamici delle gonne alle divine ballerine che non
+balleranno purtroppo mai con noi! Saluto Buco, e passo sotto una vôlta
+fronzuta. Urto nelle spalle di un enorme bombardiere.
+
+Siamo in una delle piazzole della batteria di Melodia. Fooc!
+srrrrrrrrrrrr. Seguiamo in alto l'ascensione di una bomba da 58. Eccola
+già in discesa mugolando giù giù nella vallata SCRABRAAANG. Si riprende
+il camminamento.
+
+
+
+
+III.
+
+LA BATTAGLIA CHIMICA E GLI ALONI AZZURRI
+
+
+Nei prati alti che strapiombano sulla confluenza dell'Astico e
+dell'Assa, la battaglia si spalanca davanti a noi con un milione di
+vampe febbrili e dei vasti roteanti volumi d'aria che ci squassano fra
+la vegetazione torturata e singhiozzante.
+
+A destra scoppia nel folto fogliame nero
+
+ SGRAGRANG-GRAANG
+
+una Spraangranata. Il graticcio di verdura che ricopre il camminamento
+diventa per me un pergolato satanico dai grappoli furibondi. La terra
+sembra sventrata dagli atletici colpi di reni delle nostre bombarde.
+Invisibili sotto di noi slanciano a gara con brutalità ubriaca i loro
+bottiglioni di sciampagna esplosiva in alto, in alto e li guardano
+ammirati la bocca al cielo, senza curarsi degli immensi tondi maestosi
+rimbombi che quell'alcool massacrante produce a 600 metri sotto di loro.
+Ci sdraiamo per riprendere fiato su un declivio mentre la luce torbida
+dell'alba sbianca la curva dei fumi e svela sui fianchi prativi di
+Campolongo in faccia a noi i villaggi di Rotzo e di Albaredo. Piccole
+mandre di casette bianche dal tetto rosso, umili, timide, infantili,
+estatiche, beate.
+
+Le nostre batterie da 149 tirano accanitamente con sempre nuove rotaie
+buttate sulla valle contro la Croce di Alenburg. La Croce appare
+incensata da fumi bianchi, neri; blocchi, cerchi, ovi, losanghe, pacchi
+di fumo che spacchettano delle stelle violente d'argento votivo.
+
+Più giù 3 case di Rotzo godono d'essere spaccate. Si fumano
+spensieratamente da sè come pacifiche sigarette. Invitano, implorano o
+sfidano le granate nostre che le sfondano con voluttà crudelissima. Il
+villaggio di Rotzo ha delle linee semplici, caste, sante come dipinto da
+Giotto sotto gli elastici ondulanti arabeschi e guinzagli che gli
+scaglia forse il genio dinamico plastico di Boccioni. I volumi mostruosi
+e lenti dei fumi sono assaliti dalle pressioni d'aria formidabile,
+giganteschi boa di forze torride che li arruffano, impacchettano,
+globalmente. Salgono i fumi, ma sono ricacciati giù, scopati dalle
+ventate furenti e rinascono più tenere, più tranquille, più attente, più
+sottomesse le sette casette di Rotzo. La luce che cresce dà ai tetti il
+colore del sangue. Sono forse segnate per il macello quelle strane
+pecorelle? Il campanile è da tempo decapitato. Penso al tragico fermento
+molecolare di quelle fragili mura che presentono l'urto acuto di
+diabolico pesce d'acciaio che li sfascerà. Sembrano anche bianche polpe
+di cadaveri in fondo al mare grigio verde fumoso di quest'alba
+sottomarina fra gli assalti voraci degli innumerevoli squali esplosivi.
+
+Valli, valloni, valloncelli, burroni, vallette, conche e torrentelli si
+sono svegliati, gemono, singhiozzano e strillano a perdifiato. Poi una
+collera li invade e scoppiano ovunque moltiplicando i loro grugniti,
+rutti, sputacchi, vomiti lugubri. Le valli ampie sono sdegnose nelle
+loro digestioni sonore e senza fretta ingoiano i pesanti fragori per
+rivomitarli masticatissimi tra i denti stridenti dei loro echi che
+brillano e tintinnano di passione.
+
+Sentiamo sotto i piedi risuonare i polmoni, le budella e fino in fondo
+lo sfintere della montagna dove si sono infilati, asserragliati e
+stipati infiniti rumori. Alle nostre spalle frana una valanga di echi
+appassionatissimi. Li distinguo tutti: ovoidali, sferici, serpentini,
+piramidali, cubici, stracciati, tutti accalcati nella furia goliardica
+di partecipare alla battaglia. Risse, corse, fughe, salti, capitomboli e
+coiti forsennati di rumori.
+
+Ormai gli echi si sono fatti esperti, attentissimi, tutti al loro posto
+come vedette.
+
+SPRANG-SPRANG di cannonata e BRAAAA BRAAAA di echi. Vi sono in alto
+loggioni di Echi affollatissimi che fischiano. Sono molto più numerosi
+delle cannonate. Ogni cannonata è aspettata da 10, 20, 30 echi pronti a
+schiacciarne il fragore sbranarlo, lacerarlo, liquefarlo, spremerlo,
+allungarlo, spezzettarlo per poi riscagliare tutto con schizzi, sputi,
+scherzi, rabbuffi e risate, risaaaate, risaaaate infiniiiiiiiiite.
+
+Sento lontanissimo dietro di me rumoreggiare dei colossi che certo
+buffonescamente calpestano la lamiera del mare Adriatico. Certo le
+platee della pianura veneta applaudono e ridono. Nel cielo, migliaia di
+rumori ginnasti dondolano sui trapezi del vento, giuocano e ridono.
+
+Noi non possiamo ridere, colla faccia presa dal respiratore inglese, che
+ci dà, colle sue tubature, dei profili di originalissimi palombari
+immersi in un mare di gas asfissianti e lagrimogeni. Ecco la terribile
+iprite!
+
+Gli ufficiali verificano il respiratore inglese sul viso dei soldati.
+Hanno tutti il naso prolungato mostruosamente dalla tubatura di caucciù
+che scende nella gialla musetta. Alcuni sembrano formichieri, altri
+fanno oscillare dei misteriosi cordoni naso-ombelicali. Una luce di rogo
+crepita improvvisamente dietro di noi: sono strani viluppi neri di
+resina e catrame che cuociono e fumano sospesi su cavalletti come porci
+impalati, spandendo un acre odore-vapore anti-ipritico.
+
+La trincea sembra un laboratorio chimico pieno di scienziati impazziti.
+Impazziti forse dalle continue nuove miscele sempre più pericolose
+azzannanti e massacranti che la valle smisurato lambicco fornisce a noi
+pronti ma un po' ansanti nel risolvere i problemi di questa così lirica
+e pur scientifica battaglia chimica: acetilene, solfuro di carbonio,
+acido solforoso, cloropicrina.
+
+ TUM-TUM BROONG
+
+d'un nostro 75 da campagna.
+
+Rispondono gli echi
+
+ BRAA
+
+ bu-bu-bu-bu-bu-bu
+ vu-vu-vu-vu-vu-vu-vu.
+
+Entrano in scena i grossissimi calibri. Sulle bottiglie, i bottiglioni
+di esplosivo inebriante crollano ormai i barili giganti. E la frenetica
+gioventù baldanzosa dei gas a lungo compressi si scatena nella domenica
+di tutte le libertà omicide. I barili non bastano. Bisogna sventrarsi,
+pensano i cannoni, e gettare a manate e a palate sulle montagne in giro
+le nostre lunghissime budella di bronzo. Inghirlandiamone anche le cime
+che ora tintinnano sotto i primi buffetti dorati del lontanissimo
+faticoso sole nascente. I rumori salgono, salgono, come spiraliche
+budella nere a strangolar le cime perchè se mai vi fosse un nostalgico
+pastore a sognare, possa pensare d'essere immerso a capofitto colle
+punte dei monti nel più spaventoso inferno di tutte le religioni.
+
+Prendiamo il camminamento e poi la trincea della brigata Casale. Si
+scende dietro le spalle dei fucilieri che scattano, sparando
+pim-pam-pam-pam.
+
+Un gruppo di mitragliatrici innaffia giù con un ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta che
+non cessa, un burrone a 300 metri sotto di noi granulato di piccole
+forme che salgono. I nastri delle cartucce corrono su a tuffarsi nella
+macchina sussultante come frettolose di trovarvi il varco e per la canna
+precipitare con gioia contro i corpi vivi che appetiscono.
+
+Sulle bocche delle mitragliatrici si aprono e chiudono fulmineamente
+orchidee e giaggioli scarlatti, argentei e dorati. Flora tropicale dalla
+telegrafica fecondità.
+
+Valle Ghelpa mette 200 metri di vuoto tra noi e la trincea austriaca di
+Cima Tre Pezzi incoronata di fumi neri zaffiro, smeraldo e celeste
+verdolino delicatissimo. Svolazza via un fumo elegantissimo a mille
+pieghe come una veste di Poirée. Sentiamo che la battaglia infuria a
+destra dove si dice gli inglesi abbiano ceduto. Siamo a Sculazzon fra le
+mie bombarde con l'amico Mattoli.
+
+Si tira verso destra in un punto della valle ormai trasformato in un
+vulcano. Il ritmo della fucileria opprime il cuore. Corre voce nella
+lunga trincea della brigata Casale che gli austriaci hanno conquistato
+900 yards agli inglesi con un principio di accerchiamento che avrebbe
+per obiettivo il Cengio. Tutto il blocco di montagne che s'incunea fra
+l'Astico e l'Assa è in pericolo. Passano uomini e uomini con cassette di
+munizioni. Hanno spostato le mitragliatrici verso la destra. I telefoni
+però funzionano. Ordine di cessare il fuoco delle bombarde. Ma una lieve
+angoscia ci punge nello straripamento dei fumi che ormai hanno invaso
+tutto il paesaggio oscurandolo. Siamo ripiombati in una specie di notte
+caotica fra gli altissimi scossoni dell'aria dove viaggiano come su
+mille binari paralleli i proiettili dei grossi calibri. Impera ora il
+280. Interviene tirannicamente il 305 di tratto in tratto. Questo che
+scoppia è certo un veliero carico di esplosivi spinto in questo mare di
+fumi per colmare, incagliandosi, lo stretto che separa gli Austriaci e
+gli Inglesi.
+
+Oh con quale fierezza italiana io ammiro i buoni fanti della brigata
+Casale che sparano nella trincea! In uno squarcio di luce ancor torbida
+una allucinazione o una realtà stranissima assale i miei occhi. Ogni
+soldato che spara sussultando al suo parapetto ha uno strano alone
+azzurro-rosso intorno a sè. Sembra un molle globo di nebbia, una ruota
+di fumo azzurrino. Ne noto tre, quattro, venti, cento. Mi alzo e
+nell'angosciosa precipitante frenesia della fucileria seguo la trincea.
+Certo ogni combattente appare ai miei occhi come un nucleo opaco o
+meglio come il mozzo di quella misteriosa ruota di diafano azzurro.
+Intuisco così la presenza della vita vissuta che avviluppa ogni
+combattente nel momento della battaglia.
+
+Sono grovigli di giorni passati, di gioie godute, di dolori sofferti che
+affettuosamente si arrotondano sull'uomo nel giuoco supremo; quando le
+forze ostili lo assaltano da ogni parte. Ogni ruota azzurra è diversa
+dall'altra, non so se per l'età, le condizioni di vita, o la coscienza.
+Malgrado le ondate sbattenti dei fragori e degli echi polifonici io odo
+quelle ruote azzurre veramente vive chiamare, gridare, implorare. Voci
+di donne in lagrime, gridio di bambini al sole e la madre impietrita che
+singhiozza, e il viso del padre che si scolora leggendo il giornale, e
+la bocca soavissima fresca che mostra le sue perle più ricca di ogni
+ricchezza.
+
+Ecco sfioro la schiena d'un forte soldato dal viso cotto dal sole: sono
+nel suo alone azzurro e tremo come chi entra nella casa dove è morto
+qualcuno fra pianti disperati. Il soldato che m'è vicino e che spara,
+spara, affrettando i colpi è forse un marinaio. Chi pensa più alle
+fischianti pallottole che cinguettano sul capo coi primi passeri
+indifferenti? Sono preso dalla gioia di scoprire una nuova legge. Ben
+lontano dai Bergson seduti nelle cretine poltrone universitarie trovo
+nel momento più pericoloso d'una battaglia la soluzione di molti
+problemi che i filosofi non potranno mai scoprire nei libri, poichè la
+vita non si svela che alla vita. Il segreto amplesso del passato e del
+futuro nella stessa coscienza si rivela a coloro che tutto il passato
+hanno vissuto, sudato, pianto, baciato, morso e masticato e che vogliono
+fra le carezze o le gomitate della morte vivere, baciare, masticare e
+soffrire il loro futuro.
+
+I fanti della brigata Casale mi appaiono come astri nella loro atmosfera
+gassosa di luce azzurra. Atmosfere ruotanti che si sfrangiano simili a
+ruote dentate della gran macchina della battaglia. Il mistero mi
+avvince, la divinazione mi incoraggia. Ogni ruota è formata, tessuta di
+innumerevoli piccole ruote. Più queste piccole ruote snelle e
+combacianti sono numerose, più l'alone o ruota globale chiude fortemente
+il nucleo che è più compatto. Quando è facile decifrare e contare le
+ruote secondarie che girano sul combattente, questo ha un nucleo più
+fragile e più scoperto; e la massa di sensibilità vissute, ondeggiando
+elasticamente e agganciandosi ad altri aloni, lo protegge poco o
+affatto.
+
+Potenza della nostra razza meravigliosa e della sua sensualità dentata,
+polputa e coperta di bocche come una piovra! In quelle ruote azzurre vi
+sono tutte le forze affettive dei congiunti, amici, parenti, figli,
+madri, amanti e bambini che unite alle forze dei dolori e piaceri
+passati corazzano i combattenti. Avevo già ammirato la bella qualità
+d'uomini che distingue la brigata Casale, uomini forti, agili,
+scattanti, con muscoli visibili, denti e capelli ben piantati. Li ho
+sentiti i migliori della razza eletta perciò capaci di amare, più amati,
+più ricordati, più istintivi. Amici del sole e del mare, sanno agire
+bene senza pensare, hanno quasi tutti oggi un forte alone azzurro
+d'affetto e di coraggio protettore; vincono, vinceranno, hanno già
+vinto, ne sono sicuri.
+
+Infatti mentre cresce dovunque la spavalderia gesticolante del sole
+scopando via con le sue lunghe scope d'acciaio e d'oro flessibilissime
+le immani matasse di fumi, nebbie, fragori, rumori, io constato che fra
+questi combattenti dagli aloni azzurri vi sono pochi morti, molti
+feriti, ma questi raggianti e sicuri d'una prossima più forte salute
+domani.
+
+Tre ore dopo rientravo al Gruppo. Riordinamento delle linee telefoniche
+rotte. I guardafili corrono sulla strada. Uno porta l'apparecchio
+telefonico, l'altro rotoli di filo. Incontro dei porta-ordini in
+biciclette veloci che ondeggiano su e giù nei vasti buchi scavati dalle
+granate. Il fuoco austriaco rallenta sempre più. Giungono le ultime
+granate colleriche disperate. Trovo al Gruppo bombardieri le prime
+notizie e le voci che corrono false, vere, imprecise. Molti feriti,
+pochi morti. I nostri muli massacrati. I nostri fanti contrattaccano con
+gli Inglesi a Cesuna per riprendere i 300 yards perduti. Una baracca
+nostra vuota in fiamme. Il bombardamento austriaco si accanisce ancora
+su Campiello. Gli Austriaci hanno preso cima Ekerle agli Inglesi. Molti
+colpi sono caduti su Piovene e su Schio. L'offensiva austriaca è
+generale dal Val D'Astico fino al mare; con fluttuazioni la linea nostra
+resiste poderosamente. Sento nell'aria la sicurezza della vittoria.
+
+Alle 10 il bombardamento che è cominciato alle due e mezza di notte è
+completamente cessato. Val Silà riprende la sua fresca anima alpina,
+bacinella di silenzio puerile, tenero, nostalgico. Ma l'invade un nuovo
+frastuono veramente inaspettato. E' il corteo orchestrale di ieri sera
+che gira spaccando i timpani colla virulenza delle latte percosse, i
+lazzi, i pernacchi. Hanno aggiunto due chitarre e un clarinetto. Il
+direttore impazzisce gesticolando di gioia; sembra guidare
+buffonescamente l'anima ancor commossa della Patria alla fiera finale
+dove saranno macellate e mangiate dai panciuti e ghiotti cannoni le
+mandre austriache.
+
+Mi addormento in baracca affranto, soddisfatto. Sonno pesantissimo.
+
+A mezzo giorno due nostre cannonate mi svegliano dandomi l'illusione di
+Ghiandusso battente alla mia porta. Grido nel sonno «Ava-a-anti». Ho
+preso due cannonate per un innocuo bussare alla porta, tanto il mio
+sonno fu profondo.
+
+Tre giorni dopo il generale Monesi in automobile si ferma davanti alle
+baracche del Gruppo. Entra, allegro. Eccellenti notizie. Con La
+sicurezza di un generale vittorioso, dopo avermi detto di avere
+assistito alla serata futurista di Brescia mi parla del piano fallito
+degli Austriaci che speravano di tagliarci fuori facendo cadere tutto il
+massiccio nostro (Forte Corbin, Cima Arde, Cesuna) giungendo al Cengio e
+poi al Pao con un aggiramento. Le nostre posizioni perdute del Tonale
+sono riconquistate. Asiago, il Grappa sono fermi. Abbiamo perduto una
+parte del Montello sul quale pesa lo sforzo principale degli Austriaci,
+che sono però contenuti.
+
+Il generale Monesi parte sotto una pioggia dirotta, mentre si straccia
+il nebbione agitato e dilaniato dal vento che sale da Val D'Astico
+inesauribile caldaia di nebbie. I nostri 75 campagna non tacciono mai e
+i loro proiettili hanno dei rumori di siluri sull'acqua.
+
+ Ptoo!... fisssss
+ Pto! Pto! Pto! fiiiiii
+ Ptoo! Ptoo! Ptoo! fiiiii
+
+Il 19 giugno all'alba vedo venirmi incontro Zazà allegra e civettante
+con in bocca un foglio di carta, seguita dal suo nuovo corteggiatore
+Ligò cagnolino buffo incrocio di barboncino e di buldog bastardo.
+Agilissimo con mosse di cavallino, fulvo come Zazà ma frenetico di
+mosse, musino delicato con una strana punta rosea-nerastra, occhi
+acquosi-grigi, grazioso, intelligente, vivace, non più giovanissimo. E'
+sempre in foia. Assale amorosamente Zazà e le strappa il foglio di
+carta. Io prendo a volo il foglio e leggo: «Bollettino Diaz--9011
+prigionieri austriaci e circa 300 mitragliatrici austriache catturate.
+Le nostre truppe stanno riconquistando il Montello e ricacciando gli
+austriaci nel Piave».
+
+Il 21 giugno sera sorveglio e dirigo un lavoro di mine per piantare una
+nuova baracca. Tre bombardieri intorno al pistoletto conficcato in una
+piega della roccia. La mazza bene impugnata da braccia rudi gira sulla
+mia testa scintillando ogni volta rosea in alto negli ultimi raggi
+obliqui del sole. Il secondo bombardiere ogni tanto spinge il
+raschietto nel buco per togliere la polvere. Con cura introduco la
+sabulite, capsula e miccia. Tutti via a 50 metri di distanza. Il
+bombardiere dà fuoco e fugge
+
+ Tum Tum PRAANG
+
+Poi i tonfi toonfi dei blocchi ricadenti. Zazà abbaia e corre mentre un
+porta-ordini in bicicletta arriva trafelato. Il capitano legge e mi
+comunica l'ordine di partire per Scandiano e raggiungere le squadriglie
+di Auto-Mitragliatrici blindate alle quali sono assegnato.
+
+
+
+
+IV.
+
+UNA DONNA-PREMIO
+
+
+Il 22 giugno, partendo da Val Silà a piedi seguito dal mio attendente
+Ghiandusso, che chiacchiera volubilmente, sento subito rinascere nelle
+mie gambe l'inebriante elasticissimo passo del Carso. La strada scende
+fra i grossi calibri Inglesi che gli artiglieri alti, biondi, casco
+coloniale e braccia nude ripuliscono cantando. Quelle voci aspre un po'
+velate di marinai d'oltre Manica contrastano con le morbide ondate
+profumate del vento estivo che ci viene un po' stanco dall'immensa
+pianura veneta giù sotto il Cengio.
+
+La mia cagnetta Zazà sculetta, abbaia e m'invita a correre. Corro con
+lei fuori dalla strada. La montagna è tutta riplasmata dal
+bombardamento. Mi fermo e bevo la visione calda e nutriente della Patria
+coricata immensamente che sembra sollevare con ritmo felice l'ampio
+petto della pianura tatuato di strade e villoso d'alberi che il sole
+imbrillanta di un sudore dorato. La città e i villaggi sono i suoi
+amuleti.
+
+Oggi è il 22 giugno; 22 doppio di 11, mio numero preferito, numero
+fortunoso che mi lega alle forze favorevoli e all'Italia.
+
+A Campiello fra tre buche profonde di 305, trovo il mio carrozzino con
+mulo e bagagli. Tutti su con Zazà abbaiante. Ghiandusso dice:
+
+--Guardi quella granata da 280. Non è scoppiata. Dorme nel suo buco come
+un porcellino. Mi sembra di andare alla fiera.
+
+La strada già rovente è piena di soldati inglesi che corteggiano con
+omaggi incerti le belle popolane italiane. Ghiandusso sentenzia:
+
+--La guerra è stata fatta per _mescià le rasse_!
+
+Giungo a S. Orso, Comando della decima armata. Io provo sempre uno
+schifo istintivo nell'entrare nei comandi. Quasi sempre deprimentissimi
+ambienti dove regnano due generi di imboscati odiosi: _gli sgobboni
+arrivisti_, pavoni e tacchini di Stato Maggiore che antepongono sempre
+la loro carriera alla Patria e i _fiacconi rammolliti_ che pensano
+unicamente a migliorare la mensa e allo champagne. Ho inoltre un
+profondo orrore per i generali che hanno quasi sempre delle civetterie
+ridicole di vecchie mantenute. Ma Caviglia fa eccezione e il suo
+ambiente è quasi degno di lui.
+
+Mi riceve affettuosamente e subito mi descrive sul plastico la battaglia
+del Montello, precisandomi tutti gli errori e tutte le correzioni già
+suggerite e in parte compiute con successo. Con la sua sorprendente
+calma ultra-piemontese, alto, freddo, pochi gesti, assoluto equilibrio
+fisiologico, armato d'un buon senso spoglio di frasi, egli parla del
+maneggio delle fanterie che non fu lodevole. Disapprova i due attacchi
+sui fianchi del Montello che furono come era prevedibile massacrati
+dalle artiglierie nemiche. Bisognava invece sferrare un attacco unico
+centrale, con 4 reggimenti, dopo avere simulato con un violento
+bombardamento le due azioni ai fianchi.
+
+Caviglia dice:
+
+--Badoglio ha creato un meraviglioso schieramento di artiglierie...
+Quando Badoglio ha il tempo di riflettere è un generale capace e
+potente. Ad ogni modo è il nostro miglior generale.
+
+Caviglia parla poi del Duca D'Aosta che era a Fogliano quando gli
+austriaci irruppero sulla nostra riva. Fu più volte invitato a
+ritirarsi, rispose sempre «No, rimango!» Il duca è un uomo coraggioso,
+freddo, e di gran buon senso. Quando gli sottopongono dei piani militari
+li esamina bene poi dice spesso: «Non vanno, portatemene degli altri».
+Riesamina, accetta o rifiuta senza boria, nè presunzione. Ha un ottimo
+capo di Stato Maggiore: Fabbri. Dall'Astico al mare il morale delle
+nostre truppe è semplicemente meraviglioso.
+
+--Ho visto i rincalzi assalire gli autocarri partenti per la linea con
+gioia trionfale. La popolazione del Piave è pure calma, sicura. Durante
+la battaglia del Montello ho visto i contadini arare la terra, e i
+bambini in piedi attenti intorno ai 75 campagna controbattuti.
+
+Parto da S. Orso con la convinzione che Caviglia è veramente il capo
+predestinato a stringere nel suo congegno volitivo, intuitivo e decisivo
+tutte le probabilità favorevoli e sfavorevoli, tutti i calcoli, tutte le
+forze degli uomini, della pioggia, del sole, e del terreno come
+altrettanti fili convergenti a quella meravigliosa tavola di commutatori
+elettrici che ha nel cervello. Bisogna che ad ogni costo Caviglia abbia
+il comando supremo della prossima immancabile battaglia finale.
+
+Schio è tutta sonante di canti al sole, quando vi entro sul mio
+carrozzino. Non riconosco quasi più la cittadina che sonnecchiava
+quest'inverno sotto le alte batterie austriache sdegnose. Oggi è
+veramente fiera d'aver subito i coiti furenti dei 305. Sulla piazza,
+incontro la fanfara dei primi bersaglieri che tornano dal Piave.
+
+Esplosione lirica del pomeriggio infocato. Passo aggressivo, fucili e
+tascapani fioriti, tutte le trombe al cielo spinte su dalle rudi facce
+di cuoio lucenti di sudore. Sopra, squilla il sole come la più bella
+tromba bersagliera lanciata in alto nel ritmo danzante della marcia.
+
+Vorrei proseguire, ma non posso, tanto la massa irruente di quelle forze
+guerresche mi s'avventa con prepotenza sul viso, preme su di noi come un
+Simun di gioia selvaggia. Gridano capriolando davanti ai bersaglieri i
+monelli in delirio. Le porte delle case, le finestre, i balconi spremono
+grappoli di donne e bambini scroscianti applausi, fiori sui cani
+abbaianti. Zazà si slancia, ma la ripiglio a volo, e tenendola fra le
+gambe guido a destra il mio mulo che dà calci con un'imprevedibile anima
+poetica.
+
+Mi viene incontro a ondate sbatacchianti, l'anima italiana
+tempestosissima, irta di belle pazzie, scamiciatissima. Dei bersaglieri
+riposano la bocca e se l'asciugano mentre gli altri a gote gonfie
+sembrano dilatare le case con globi violenti di suoni scagliati al
+cielo. E gli occhi ridono, e tutti ridono. Dietro le prime trombe
+marziali e cadenzate, saltellano si sganasciano e si divertono altre
+trombe mattacchione.
+
+Abbiamo vinto, tutto è permesso. Vi sono molte donne a guardarci.
+Spandono buon odore i bei seni accaldati sotto i capelli pesanti. «Un
+bacio, via, bella mora, non fa male! Che belle chiappe... Evviva la
+fila, signor tenente... Vieni giù biondina! Viva i bombardieri!... Viva
+i bersaglieri!... Viva la fila dei bersaglieri che resiste a tutti i
+colpi!»
+
+Un bersagliere colossale sembra quasi ingoiare la sua tromba, poi si
+curva fingendo di cadere a destra, a sinistra buffamente. Ogni tanto uno
+sgambetto all'amico davanti, una gomitata a sinistra e colla mano destra
+rema rema accarezzando le facce delle donne. Quella curva lo magnetizza:
+un pizzicotto. Colla mano sinistra scuote in alto la tromba bavosa
+mentre la sua mano destra arrotondata sulla bocca prolunga il suono dei
+pernacchi tumultuosi e dei lunghi uuu... uu-uu-uu- uu-uu-uu prr prr prr
+prr oooooooo aaaaaa.
+
+Bacia tutte le donne per forza. Queste stizzite ridono, strillano,
+ruzzolano quasi sotto il peso brutale nello schiamazzo dei bambini e dei
+cani. Il sole volantista arroventato ritto nel polverone incandescente
+delle strade celesti, gonfia dall'alto dei gas di gioia insalamandoli
+nella strada come in un enorme pneumatico torrido.
+
+Il mio carrozzino segue la corrente di quella passione popolare ed ecco
+a 100 metri da una strada laterale sbocca un battaglione scozzese.
+
+Contrasto prodigioso. Passo lento in cadenza, saggio, ritmato, monotono
+col dolce ondeggiamento dei gonnellini quadrettati color pinete
+alpestri, giubba kakì, berretto in forma di barchetta rovesciata
+sull'orecchio, fasce a mezzo polpaccio fissate da nastro e fiocco rosso.
+Splendore dei cuoi e degli ottoni. Tutti calmi con l'azzurro mite degli
+occhi rapito ai cieli di Scozia, tutti obbedienti per sempre al peso del
+fucile e degli zaini eleganti. Accompagnano la marcia con una melopea
+che senza urto s'innalza, si spande
+
+ o-eee o-eee o-eee hurraaa!
+ o-eee o-eee o-eee hurraaa!
+
+I bersaglieri salutano con tutte le trombe alzate, pigiano donne e
+bambini sulla sinistra e offrono con un frastuono infernale la destra
+all'altra razza che passa.
+
+Lenta - grave - forte - solenne. - Uno - due - uno - due, con piccole
+risatine brevi negli occhi senza voltar la faccia, uno - due, uno -
+due, venuti da lontano e sicuri della strada futura marciano gli
+scozzesi. Quando il tenente dà l'ordine, allora soltanto i pifferi
+nordici spruzzano allegria, e le sacre zampogne incominciano a gonfiare
+pance e mammelle con gioia comandata fra le braccia degli antichi
+montanari gonnelluti che le portano maternamente--nazii iii ziii biii
+biuu.
+
+I bersaglieri suonano il _tippereri_ senza parole urrara pum - pumb
+papapapum - pumb    para pum pum-pumpum.
+
+Rispondono gli Scozzesi
+
+_Adioo miabeladioo._
+
+Passa il carreggio Inglese. Lussuoso scintillio di ottoni sui cavalli
+fortissimi. Zampe ingonnellate di lunghi peli. Il sole sembra ruzzolar
+giù magnetizzato sui finimenti ghiotti di scintille. In alto sui carri
+verde scuro pieni di cose ricche inutili i guidatori in kakì faccia
+rossa polverosa colla pipetta all'angolo della bocca.
+
+Dietro, vengono più grandi, terremotando, gli autocarri inglesi,
+scatoloni colossali o palchi automobili per assistere ai cortei.
+Smisuratamente sproporzionatamente. I volantisti, pipino in bocca,
+faccia rossa polverosissima sembrano arrampicarsi come topi sui volanti.
+
+Questo secondo autocarro è ancor più grande. L'ultimo gareggia con le
+case. E' forse una casa di Folkestone col suo giardinetto a guisa di
+strascico. Portano tutto con loro gli Inglesi. Ogni battaglione
+trascina una città di case dinamiche riboccanti di spettatori.
+
+Noi italiani combattiamo quasi nudi, ma ognuno ha purtroppo nel cuore un
+pensile giardino di donne-fiori i cui capelli pesantissimi ci incurvano
+in avanti sui golfi lunari del pericolo.
+
+L'indomani sera in treno per Verona leggo il trionfale comunicato di
+Diaz: «_Dal Montello al mare, il nemico sconfitto ed incalzato dalle
+nostre valorose truppe, ripassa in disordine il Piave_».
+
+Alla stazione di Verona quasi buia mugola asserragliato e ribollente uno
+dei reparti d'assalto che va a riposo. Odore acre e mordente di belve
+vittoriose. Ballano nelle corse e nei gesticolamenti i fiocchi dei fez
+neri tra il vociare turbinoso, le gomitate e gli spintoni. Gli arditi
+hanno occupato il caffè della stazione. Si intravede un rimescolio di
+braccia nude stantuffare e rubinettare fiaschi di vino e bicchieri di
+birra, fra una fantasmagorica agitazione di luci azzurre e di ombre
+caricaturali. Ogni discussione sembra una rissa. Tutti si pigiano. Fame
+e sete azzannante e arraffante nel buio. Grandinare di bottiglie,
+bicchieri. Bestemmie degli ufficiali presi nei vortici della folla
+grigia-nera che non cede, resiste alle lente sbuffanti locomotive in
+manovra coi meccanici che si sporgono gridando.
+
+Mi sento chiamare. E' il colonnello Trivulzio alto montanaro dal viso
+sessantenne alcoolizzato ma solidissimo, occhi giocondi vivacissimi,
+pipa in bocca. Ha lasciato il suo reggimento di fanteria per il comando
+di un reparto d'assalto. Fra le gomitate, gli urli dei suoi fez neri, mi
+racconta:
+
+--A Meolo, c'era da ridere. Una battaglia di clown e buffi napoletani.
+Vero bordello pieno di risse di avvinazzati. Ma quanto sangue e quanti
+morti! Però tutto era allegro. Non ho mai visto tanta confusione. Pensa,
+una nostra mitragliatrice tirava su una mitragliatrice austriaca che
+tirava su una nostra mitragliatrice! Una nel culo dell'altra. Tutte e 3
+sulla stessa riga. Non si capiva dove era la linea. La linea oscillava
+continuamente. Alberi spaccati, reticolati che non prevedevamo, tutti i
+fili telefonici rotti. Ad un tratto, io mi avanzo con una mitragliatrice
+in una boscaglia e sbocco in un prato. Ma, ta-ta-ta-ta-ta... due, tre
+mitragliatrici austriache! Ai! ai! indietro, indietro! sono troppi,
+siamo pochi!
+
+E il colonnello Trivulzio descrive con gesti comici questa subita
+ritirata buffissima di gente scottata.
+
+--Ci rannicchiamo dietro gli alberi, 50 metri indietro. Tre secondi.
+Altri fez neri ci arrivano alle spalle come scolari in baldoria. Subito
+tutti in piedi ci slanciamo nel prato. Che casino! Che casino! Ma vi era
+una sicurezza straordinaria! Avevamo la vittoria nelle ossa. Avanti,
+indietro, si perdeva, e riguadagnava. Si perdeva con strafottenza di
+ricconi alla tavola del giuoco. «Dobbiamo far saltare quei tre cannoni?»
+mi domanda un caporale. Tutti rispondono: «No, no, no, per carità!
+Glieli prenderemo, non facciamo saltare nulla. I cannoni sono nostri e
+torneremo fra mezz'ora a riprenderli.» Eravamo tutti tranquilli come
+Battisti! Trenta pariglie di cavalli nostri furono prese dagli austriaci
+e riprese da noi mezz'ora dopo.
+
+Attraverso la calca con Zazà nelle braccia e fuori per Verona buia.
+
+Qualche bettola, a ciglia semichiuse. La sbornia già spinge fuori i
+gruppi-viluppi, le coppie-canore e gli arditi pugni e pugnali pronti
+fieri, irritatissimi di non veder davanti a loro la città inginocchiata
+con tappeti di donne morbide sul selciato, lampade e giardiniere di
+donne ai balconi. Sotto un portone nero, una zuffa fra carabinieri e
+arditi. Intervengo poichè un enorme carabiniere ha avvinghiato e porta
+sotto il braccio poderoso un frenetico magro ardito che batte coi piedi
+l'aria con ritmo di telegrafia Morse.
+
+--Via, non si trattano così dei soldati vittoriosi.
+
+--Ma, signor tenente, mi ha sferrato un pugno nel naso. Guardi come
+sanguina.
+
+--Lo lasci andare, è ubriaco. Bisogna concedere una sbornia agli eroi.
+
+--Se lei me lo comanda, signor tenente, lo lascio andare.
+
+Ecco liberata la belva gloriosa nella città buia. Avrò delle noie, ma
+non importa.
+
+Giro tutta la notte cogli arditi aizzando e moltiplicando i canti,
+ebbro non di vino ma di quell'alcool trasfigurante che tutti i filosofi
+sognano di sciogliere e distruggere nei lambicchi meticolosi e freddi e
+che si chiama Patriottismo. In questo senso non diverrò mai un
+antialcoolico.
+
+All'alba nello scompartimento di seconda classe che mi porta a Modena
+trovo finalmente il Premio che mi offre la Patria.
+
+Un'italiana veramente bella. Bruna, delicata, morbida e flessuosa.
+Trentenne, con occhi capelli e denti eccezionali.--Ma adagio! Ve la
+descriverò a poco a poco. Freno tutti i miei slanci compreso quello del
+mio lirismo descrittivo. La contemplo sommerso nell'ammirazione.
+Ghiandusso la guarda estatico. Zazà le si accuccia vicino, quasi sulle
+gambe. Io attacco discorso. Pronto, incalzante, intuitivo. La sento
+entusiasta della vittoria. Parlo della battaglia. La bella signora
+ascolta, vive tutti i gesti. Si chiama Rosina Millari di Oderzo. Ricca
+profuga un po' sperduta, poichè non ama i parenti che la ospitano. Deve
+passare la giornata a Modena senza scopo per raggiungere la sera stessa
+una villa fuori di città. Invito la bella a colazione. Esita. Ma le
+forze mi sono favorevoli. Non si può veramente rifiutare nulla a un
+soldato vittorioso. Alla stazione di Modena non si può mangiare.
+L'affollamento dei soldati ci costringe a uscire al più presto coi
+bagagli suoi e miei, Ghiandusso-Zazà, tutta una famiglia improvvisata e
+poco dopo installata all'Albergo d'Italia.
+
+Ho l'anima di un soldato italiano. Sapete cosa significa avere 40 anni,
+del genio, molto fascino, una potente irradiazione di idee personali
+nuovissime e sane, regalate al mondo, dei poemi potenti creati, altri da
+scrivere, e nondimeno volontariamente e con entusiasmo giocare il tutto
+con disinvoltura per la propria terra e la propria razza in pericolo?
+
+Mi direte che un tenente di più al fronte è poca cosa. Ma questo tenente
+ha un nome luminoso, una parola eloquente, diventa perciò un esempio, un
+faro, un richiamo, una bandiera vivente di coraggio e fede per tutti
+coloro che credono in lui. Ecco ciò che sono. Un accumulatore di energia
+patriottica, utilissimo e assolutamente disinteressato. Militarizzare
+così il più ribelle dei temperamenti, disciplinando e strangolando il
+proprio orgoglio, sempre sull'attenti davanti a dei superiori che non lo
+sono. Ecco degli eroismi profondi e dolorosissimi che meritano, cari
+passatisti e care passatiste, dei premi da afferrare con mani rudi e
+pochi riguardi!
+
+Nella camera dell'Albergo d'Italia io entrai come si entra da un
+pasticcere quando si è stati privati di zucchero per molto tempo. Parlai
+d'amore con lirismo variopinto e modulatissimo offrendo tutti i
+trampolini vellutati alla dedizione della bella donna, ma in realtà io
+la conquistavo si può dire d'autorità.
+
+Non era una corvée che imponevo ai nervi della mia amica, li mandavo
+anzi in licenza sulle spiagge d'un gran mare di voluttà perchè vi
+guizzasse il suo spirito al quale io superiore cortese insegnavo a
+nuotare.
+
+La stanza era accesa dai riflessi delle mille bandiere che infuocavano
+le facciate delle case. Mobili giardini pensili. Rosso che sembra
+veramente ringiovanito. Il verde vile di Caporetto è diventato un verde
+Piave, un verde Mare Adriatico, diventerà un verde Isonzo. Il cielo
+incandescente sembra roteare come un viluppo gesticolante di bersaglieri
+scamiciati, feroci, urlanti, la bocca piena d'Italianità selvaggia e
+d'orgoglio, amore - vendetta - rapina - eroismo - maffia.
+
+Mi voltai per seguire la bella mia affaccendata nell'aprire i suoi
+bagagli. Un morso delicato nella nuca. Poi la svestii. Si lasciò fare
+languidamente, con tutte le moine che distinguono le amanti venete e il
+loro chiacchierio di uccellino che maledice la gabbia, implora la
+libertà e non conosce altro cielo che quello che brilla nell'acqua dello
+scodellino. La stordii di baci e di carezze infinite. La presi e ripresi
+con foga, con slancio, delirando. Poi mi fermai. Buttai sul divano
+l'anima che mi aveva servito fino allora e ne tirai fuori un'altra dalla
+profondità dei miei nervi.
+
+--Bisogna, pensai, che io valuti con precisione scientifica e occhi di
+buongustaio il premio offertomi dal destino.
+
+Imposi dolcemente silenzio a Rosina che si accaniva a dimostrarmi
+l'imbecillità paurosa di suo marito notaio, pedante germanofilo,
+disfattista, imboscato malgrado una buona salute e i suoi 25 anni, e le
+dissi:
+
+--Cara Rosina, sei troppo bella per coprirti con una camicia, toglitela.
+Voglio analizzare la tua bellezza con cura e prendere delle note.
+
+Salto dal letto prendo il mio libretto di note dispongo bene il corpo
+nudo e coricato di Rosina:
+
+--Chiudi gli occhi. Bene!... ora aprili!
+
+Occhi meravigliosi. La cornea lievemente azzurrina venulata agli angoli
+da piccolissime venette sanguigne, nuota in uno strano rosolio dorato.
+La pupilla è nera cerchiata d'oro scuro...
+
+Rosina è stupita, trattiene la sua allegria mi lancia un'occhiata
+brillante e maliziosa che si lega bene al sorriso. Ecco il sorriso
+sboccia, mobile losanga, e fiorisce tondo sui denti piccoli, freschi,
+bianchi, saporiti. Penso ad una giovanissima Madonna di Raffaello, ma
+più calda, passionale, dietro i cristalli di una _limousine_ veloce.
+
+Io amo i seni piccoli, vivaci, spiritosi. Questi di Rosina sono invece
+un po' grassi e lievemente materni. Ma la bella cupola militare del
+ventre è perfetta. Sotto l'ombelico una lievissima depressione
+perpendicolare discende, piccolo sentiero appena marcato e si perde
+nell'ombra triangolare fra le cosce. Ancora più ammirevoli. Hanno
+muscoli sodi, mascherati dalla più dolce carne. Bei cuscini soffici e
+nuovi con ricche molle di muscoli.
+
+Ma Rosina si annoia di tanta estetica scultoria. Nuovi baci, nuove
+carezze e nuova pausa con relativo chiacchierio sul marito che Rosina
+critica ora come un vizioso parassita amico delle prostitute.
+
+Il nostro dialogo è interrotto da un balzo di Zazà che vuole accucciarsi
+fra noi.
+
+La mia cagnetta di guerra non conosce le donne. Ha sempre vissuto in
+mezzo ai soldati ed è decisamente ostile ai dissolventi profumi carnali.
+Mi ammonisce abbaiando, richiamandomi all'antica castità. La caccio via,
+rimbalza su. La mando dall'attendente nel corridoio.
+
+Io sono ormai sufficientemente premiato. Ho centellinato e masticato
+deliziosamente tutte le ghiottonerie di quel letto imbandito come una
+tavola di re.
+
+Nell'annotare sul mio libriccino la mollezza soave delle due bende di
+capelli che coprono le piccole orecchie di Rosina ho sentito gonfiarsi
+nel mio cuore un oceano di pensieri e ormai il mio spirito vi veleggia
+sopra, con le sue vele date al tondo soffio delle purezze astratte.
+
+Dico a Rosina concludendo:
+
+--Non ti potrò mai dimenticare, poichè sei veramente la figlia del
+nostro Piave devoto e della vittoria!
+
+Poi soggiungo:
+
+--E anche la figlia della luna augurale!
+
+Così, sporgendomi al balconcino, salutai la luna che avevo maledetto il
+27 ottobre sul Carso, tutta gialla, allora, insozzata forse a dipingere
+bandiere austriache.
+
+Un'ora dopo ci accompagnava in carrozza rotolando in alto grassa, bianca
+e felice la luna enorme. Fresca campagna dilatata dalla gioia della
+vittoria. Passiamo sulla Secchia, rapita anch'essa di gioia lunare.
+
+--Non cercarmi, non scrivermi, ti scriverò io, mormora Rosina
+abbracciandomi. Mio marito è geloso, ti ucciderebbe!
+
+Sento che Rosina sta per trasformare suo marito imboscato in un ardito.
+
+--Non venirmi a cercare, ripete Rosina, verrò io a Milano da te.
+
+Non l'ascolto. Penso di dare al mio prossimo poema i ribollimenti e
+formicolii d'argento della Secchia che scorre dolcemente quasi nel mio
+cuore. Le vigne alte sospese a braccia spalancate, aggrappate ai gelsi
+mi danno colle loro grandi ombre nere animate dei consigli energetici.
+Il vecchio cocchiere porta ora in equilibrio sul cappello a cencio la
+pletorica luna piena. Vorrei affrettare il passo del cavallo. Sono
+stanco di voluttà. Le ruote della carrozza svegliano in me il ritmo
+pneumatico della mia futura blindata, nuova amante per le velocità della
+prossima vittoria.
+
+
+
+
+V.
+
+IL PAZZO
+
+
+Sono costretto di passare 2 giorni al deposito di Scandiano.
+
+Due giorni di burocrazia militare aereati dalla compagnia del futurista
+Virgilio Marchi, granatiere valoroso, ora invalido di guerra. E'
+riuscito a improvvisare qui una piccola esposizione di quadri futuristi.
+La visito per consolarmi dell'atmosfera imboscata discutendo
+sull'equilibrio delle dinamiche architetture ideate da Marchi.
+
+Spacco, sfondo e incendio la tediosa atmosfera di Scandiano con un
+discorso ai bombardieri e una susseguente discussione sul futurismo col
+generale Sacchero. Dormo male a Scandiano, assillatissimo dal desiderio
+di conoscere presto la bella blindata che mi aspetta, le sue forme
+snelle e il suo cuore carburante. Ma la mia propaganda futurista e
+quella degli amici Marchi e Francesco Flora sembrano aver già
+trasformato la piccola città ultra-passatista.
+
+Ne sboccia l'ormai immancabile prodigio. Cosa è questo gridio di folla?
+Usciamo dalla mensa. Sensazione di sommossa. Tutti corrono. Redarguisco
+due sergenti che fuggono davanti a un pericolo inspiegabile. Sassate
+fitte piovono su noi. Risacca di bambini e donne urlanti. Entriamo nella
+vasta piazza erbosa e vuota davanti al palazzo Estense.
+
+In fondo, vicino alla porta ducale, gesticola un pazzo. Nudo dalla testa
+calva congestionata ai ginocchi. Ha le fasce alle gambe e le scarpe. Il
+pazzo, curvo, cerca febbrilmente delle grosse pietre e le scaglia con
+forza contro la cancellata del palazzo, dove si agitano confusamente
+ufficiali e soldati.
+
+Divertente e tragico consiglio di guerra sotto il fuoco accelerato del
+pazzo. La sentinella ha dovuto spostarsi cercando di parare col fucile a
+baionetta inastata i colpi molto precisi. La folla ondeggia allo sbocco
+della via Cesare Battisti, con fughe repentine, quando il pazzo si
+avvicina preceduto dalle sue pietre.
+
+Appare veramente il dominatore di questa piazza lugubre, sonnolenta,
+austera, troppo saggiamente imboscata lontano dagli aeroplani e dal
+fronte. Nudità potente, forte torace, maestria di lanciatore di pietre.
+Il membro pendente fuor dalla nicchia dei peli neri beffeggia
+spavaldamente le morali freddolose, magnetizzando gli sguardi delle
+ragazze che strillano paura, orrore, curiosità dietro le grate vezzose
+delle dita sugli occhi.
+
+Ad un tratto il pazzo si curva, prende una manata di sterco e la mangia
+avidamente.
+
+Forse per insegnare gli indispensabili sacrifici dello stomaco a coloro
+che non si contentano di salvare la pelle ma la vogliono anche
+riccamente nutrire mentre i combattenti bevono e mangiano il ferocissimo
+fuoco solare delle battaglie.
+
+Il pazzo ha impugnato due grosse pietre e con esse si percuote
+atrocemente la fronte. Vendicatore selvaggio venuto dalle lontane
+caverne e dalla amicizia dei mammuth egli vuole dimostrare che nella
+media saggezza prudente non c'è virtù. L'ora è venuta di sfondare tutti
+gli scrigni compreso quello della fronte, liberandone le generose
+pazzie. Sputa ripetutamente il pazzo contro il palazzo ducale, sputa dal
+fondo della sua violenza barbarica sulla mezza civiltà cauta dei
+restauratori di palazzi antichi e di viltà moderne. E' un uomo
+preistorico che dà meglio di me una lezione di futurismo agli imboscati
+di Scandiano.
+
+Ecco però i passatisti alla riscossa. Sono numerosi. Li guida il tenente
+colonnello Tusini, piccola barba quadrata nerissima, quasi finta sul
+viso bruno, nervoso, collerico. Lo segue un siciliano nerboruto e bruno,
+il tenente Trafficante. Il pazzo indietreggia tirando sassi. E'
+accerchiato. Sente il muro dietro di sè. Ha un minuto di esitazione, che
+lo perde. Tutti si slanciano su lui, lo afferrano alla vita, lo
+rovesciano a terra, quasi soffocato. Mi precipito per soccorrerlo,
+mentre piovono sul suo capo calvo pugni violentissimi, accaniti,
+esasperati dalla paura.
+
+--Basta! basta! non massacratelo!
+
+Un caporale atletico, impazzito più del pazzo gli imbavaglia con una
+mano la bocca. Il pazzo tutto insanguinato torce spaventosamente gli
+occhi senza implorare pietà; mentre un soldato lo strozza quasi col
+braccio destro e dichiara solennemente:
+
+--E' così che si tengono i pazzi.
+
+Io gli grido:
+
+--Ma i saggi come voi fanno schifo!
+
+
+
+
+VI.
+
+UN'ESPOSIZIONE FUTURISTA NAVALE
+
+
+La caserma di S. Benigno a Genova ha tutti i difetti delle caserme, ma
+una qualità eccezionale che la rende forse unica al mondo ed è quella di
+cavalcare con la sua mole rossa il promontorio montagnoso del Faro.
+Domino così facendo colazione su una delle terrazze: a sinistra
+l'anfiteatro di Genova coi suoi vetri in fiamme, tetti d'ardesia
+verniciati di argento solare, e pensili giardini tropicali. Davanti, il
+colmo alto mare di cobalto; a destra, le criniere di fumo di
+Sampierdarena; e sotto, il porto formicolante irto e fumoso.
+
+Mi pare di essere sulla terrazza di un meraviglioso grattacielo
+italiano. Giù, giù, il porto lavora energicamente per la guerra
+mondiale. Grande bocca d'Italia aperta ai carboni che cortei di navi le
+portano sfuggendo ai sottomarini, microbi circolanti nelle vene-arterie
+del mare.
+
+Uno di questi cortei di navi si abbozza confusamente, sull'arco
+dell'orizzonte. I carboni ingoiati dai treni corrono facendo correre le
+forze che nutriranno il fronte congestionato di fuoco. Sotto di me, navi
+e treni mescolati.
+
+I treni s'intrufolano fra le navi. Simmetrie eleganti disinvolte di
+rotaie a fasci argentei. Le rotaie luccicano imperative come leggi
+davanti ai treni lentissimi asmatici, sotto fumi rivoluzionarii. Peso
+delle chiatte incastrate nell'acqua carbonosa. Sono scaricate da omini
+microscopici che portano velocemente sulla testa coffe di carbone
+correndo sull'oscillare elastico delle assi sospese. Andirivieni degli
+omini fra le chiatte e i cumuli di carbone alti e cosparsi di brilli.
+Brillano pure i torsi nudi sudati.
+
+In alto il sole comanda, dirige tutto, meccanico sanguigno dalle
+roteanti braccia d'oro dirigendo le antenne, le gru e gli elevatori
+elettrici che viaggiano su ponti di ferro pattinando oleosamente e
+portando a braccio teso mascelle metalliche ghiotte di carbone.
+
+Una dura volontà solidale di guerra fa gonfiare i bicipiti degli
+elevatori che girano orgogliosamente sui piedi uniti per farsi ammirare
+come buoni patrioti da tutte le case attentissime dell'anfiteatro-porto.
+
+Ribollimento frenetico d'oro solare fra le navi. Spirali, fantasie,
+ramificazioni dei fumi bianchi-grigi, perlacei che salutano i
+lontanissimi combattenti.
+
+Ma insiste la pressione dell'alto mare colmo di cobalto che vuole
+straripare sull'orlo della diga: cobalto freschissimo che schizza, balza
+dai moli al mio colletto di mitragliere S. Etienne, e si frange blu sui
+vetri dell'ultimo piano di S. Benigno. Questi vetri si offrono bersaglio
+ai cannoni di una possibile squadra nemica.
+
+S'avanza invece e si delinea in alto mare un corteo amico di navi
+variopinte.
+
+12. No! 22. Altre ancora si sbozzano. Sono 29.
+
+Il sole le vernicia. Balzano, lingueggiano, s'intrecciano le linee
+colorate dinamiche sui loro scafi alberi e ciminiere. Tutte camuffate.
+Poichè non possono entrare nel porto già pieno, esse si dispongono in
+lunga fila parallela alla diga. Lo spettacolo mi gonfia d'entusiasmo.
+Volo coi miei sguardi che si avventano gioiosi verso le navi. Grido ai
+miei amici mitraglieri tutti in piedi, tutti presi al collo dal blu
+inebriante dell'alto mare:
+
+--Ecco la prima grande esposizione futurista! Una sala alta 50 Km. dal
+pavimento di cobalto. Ventinove giganteschi quadri e complessi plastici
+colorati in movimento. Guardate! Quella linea rosea sulla prima nave a
+destra, quella linea slanciata che si arrotonda suggerisce l'idea di una
+poppa di nave mentre ne copre il ventre in realtà. La vera poppa essendo
+colorata in turchino, come vedete, vien presa a distanza per il turchino
+dell'alto mare... Sulla seconda nave l'angolo acuto nero quasi a fior
+d'acqua suggerisce l'idea di un basso bompresso di piccolo veliero.
+Queste navi furono camuffate dagli armatori inglesi sui disegni del
+pittore futurista inglese Newinson allievo e ammiratore di Balla e di
+Boccioni. Così il genio futurista italiano, imprimendo attraverso le
+sue esposizioni europee i suoi ritmi dinamici e le sue volanti
+colorazioni all'ingegno plastico inglese, può vincere la cubatura
+pesante tedesca e i suoi pericolosi sottomarini. Ogni nave così
+trasfigurata contiene 4 o 5 illusioni di mezze o piccole navi da
+trascurare o da sbagliare tirandoci sopra.
+
+I pittori futuristi nei quadri precedenti creavano compenetrazioni e
+simultaneità di linee e colori nel tempo e nello spazio. Volumi e colori
+dell'esterno-interno apparente-reale lontano-vicino, colore, peso,
+odore, rumore da suggerire a noi che li guardavamo.
+
+I pittori futuristi che dipinsero queste grandi navi o complessi
+plastici-naviganti vogliono anch'essi con le loro linee compenetrate e
+le loro simultaneità di colore e forma, suggerire ciò che non c'è,
+nascondere ciò che c'è, traendo in inganno e beffeggiando i sottomarini
+in agguato! Ah! ah! ridiamo, amici, ridiamo di gioia poichè tutti i
+simboli si armonizzano e si perfezionano. I sottomarini altro non sono
+che critici passatisti di questa grande esposizione futurista navigante.
+Critici pieni di bile compressa e d'invidia, che sognano di uccidere le
+lampeggianti sfolgoranti creazioni del genio novatore. Inutile spiegare!
+Il sole è il più sollecito e più eloquente dei conferenzieri e il più
+chiaro illustratore.
+
+La fila delle navi-quadri s'immobilizza, a 3 Km. da Sampierdarena, nel
+mare. Andiamo, amici, a visitare a nuoto la prima grande esposizione
+futurista!
+
+Mezz'ora dopo tutti in costume da bagno entravamo in mare allo
+stabilimento Colombo vera tonnara di donne e bambini. Cento salvagenti
+verdi, costumi neri, cuffie rosse. Vasto guizzare e anguillare di
+braccia e gambe. Grassi mappamondi rammolliti. Corrono bambini come
+piccole stelle di carne. Migliaia di scimmie scimmioni scimmiette. Donne
+e bambini aggrappati alla corda, sono violentemente strappati
+dall'ondata schiumante pigiati, spremuti come frutti banani pere o
+datteri sopra un unico gambo investito dal vento. L'ondata si precipita
+sui bagnanti come la voluttà si slancia sui nervi. Colle mani pesanti di
+schiuma, rotola, impasta, strizza, pesta, spalma questa pasta di
+femmine, d'imbelli e d'imboscati per insegnar loro un po' di guerra. Tra
+le potenti dita bianchissime del mare la pasta umana sprizza il suo
+lievito di paura.
+
+ iiiiiiiii ui ui
+ iii
+ iii
+ nitriti gridiii
+ guaiiiti.
+
+L'umanità subisce il coito delle forze. Ecco, donne e bambine si
+avanzano con paura-coraggio, frenetica allegria e isterico terrore
+contro l'urto dell'ondata... Voglio, non voglio, temo, ho paura
+scappiam, restiamo, pigliamola in faccia. Dio! i capelli!... Tutta
+bagnata!... Che freddo! l'acqua sulle gambe e sul ventre! Mi do a te, mi
+apro tutta a te, mare rude, potente invadente massiccio, mare
+sverginatore, uccidimi possiedimi mare guerra, eroismo massacro! Ho
+paura, mi fai male, sei troppo brutale, mi piaci, ti odio!...
+
+ Aiii Aiii Siii Siiii
+ Aaaaaaaaa iiiii
+
+Una mamma va incontro all'ondata portando fra le mani un grosso tondo
+bambino nudo. Sembra volerlo lanciare con un calcio di foot-ball contro
+l'irruente alta schiuma, che crolla
+
+ Taaaraagiiiiuuu
+ gggiiii uuuu
+ giaaaa.
+
+Disinvolta, quella mamma! Sembra snaturata. Eroica certo e il destino la
+ricompensa poichè il suo tondo marmocchio ruzzola nell'onda, capriola ed
+eccolo più sano di prima sulla sabbia. Vorrei l'Italia fosse così
+disinvolta nel lanciar la sua prole contro il nemico che schiuma di
+rabbia e d'odio eterno come il mare.
+
+--Amici! grido allora, usciamo da questa coloratissima tavolozza che ha
+per colori donne e bambini e ondate schiumose!
+
+A nuoto ci lanciamo nel ribollimento argenteo abbagliante verso il
+pavimento di cobalto della grande esposizione futurista da visitare.
+Lontano qua e là, a destra, teste nere d'altri visitatori. Barche
+nerissime irte di rematori e simili a pettini neri coi denti al cielo.
+Tentano di criticare, discutere nella pienezza geniale del mare che
+bolle sicuro di sè. Piove fuoco argenteo vivo di gioia artistica. Ogni
+onda ha una sua idea in cresta che fiammeggia. Per essere più degno e
+più intriso d'arte sublime mi arrampico su un trampolino e
+
+ Patapluum Plufff
+ giaaaa ggggggggg di schiuma
+
+Nuoto sott'acqua a occhi aperti, vedo in alto una volta incendiata.
+Scintille di rumori nelle orecchie blublublublu bloblo tlac tloc gott
+gluglu.
+
+Emergo. Luce anguillante di pittura futurista in ogni onda. Elastici
+tessuti di riflessi viola gialli, verdi, azzurri. Si prolungano così
+ramificandosi i sincronismi celesti dei raggi.
+
+Il mare è una tavolozza sovraccarica di colori. Pennello vivente, voglio
+nuotandovi dentro dipingere anch'io un quadro.
+
+Comincio col nuotare alla rana. Formo così un groviglio duro di linee.
+Poi a destra, nuoto alla marinara sul fianco come le donne formando una
+capigliatura di linee molli sfumate. Balzo a sinistra e nuoto _over_
+facendo ruotare il braccio sinistro col braccio destro teso in avanti.
+Dipingo nell'acqua una ruota. Mi slancio con un _braccetto_ vigoroso
+facendo ruotare alternativamente le due braccia, ma tenendo la testa
+fuor d'acqua.
+
+Nel mare si dipingono così due ruote davanti alla prima ruota. Tuffo la
+testa nell'acqua accelerando il doppio movimento alternato delle mie due
+braccia rotanti. Intuisco con gioia il liquido meccanismo di orologeria
+colorato che nasce da me.
+
+Vedo accendersi il rosso di quella nave camuffata come un incendio,
+torcersi quella spirale azzurra intorno alla ciminiera come una molla
+gigantesca sulla quale una nuvola elasticamente molleggia come un saluto
+di padre eroico al figlio combattente.
+
+Gioia di rinvigorire il corpo perfezionandone i tessuti, aguzzandone i
+muscoli, perchè scattino dalla schiena ai piedi come una codata di
+pesce! Gioia di acquistare la potenza guizzante d'un grande pesce-spada
+prima di partire per il fronte. Le bocche dei cannoni nemici amano
+simili pesci temerari. Mi succhio un dito. Sono fresco e saporito. Il
+pasto dei cannoni, porrebbe essere veramente succulento. Ma la fortuna
+sorride ai grandi pesci audaci che ora come me si nutrono lo stomaco del
+buon carbone tot igienico che le navi-quadri- futuristi spargono sul
+mare.
+
+A grandi bracciate, facciamo il giro solenne dei conoscitori di quadri.
+Intorno ad ogni nave camuffata coloratissima ride il pavimento liquido
+moltiplicando la bollente gioielleria dei riflessi. Chi può comperare
+pescecanescamente l'opera impagabile? Le navi a tinte rosee hanno
+intorno a loro mille riflessi di carne femminile come migliaia di donne
+bagnanti che applaudano. Le navi a tinte purpuree e gialle hanno intorno
+dei riflessi in forma di vetrate insanguinate e rotte e talvolta
+l'intera cattedrale di Reims sommersa. Il sole stanco di conferenze e
+proiezioni sulla lavagna del cielo abbandona la sala della grande
+esposizione. Occhiata d'oro vermiglio, fronte e calvizie di fuoco
+sereno!
+
+--Somiglia alla tua! mi grida un compagno, nuotando.
+
+Sulla calvizie del sole si posano con ali febbrili di farfalle, due
+idrovolanti.
+
+Torniamo con un ampio giro che ci conduce verso gli affastellamenti di
+tettoie e camini e la foresta di fumi Ansaldo. Nuotiamo come squali
+guidati dalle gigantesche carni sanguinolente che gli alti forni
+sembrano masticare. Magnetismo delle colate d'acciaio. Il ritmo delle
+presse e dei magli titanici cadenza le nostre bracciate, mentre la
+nostra bocca sputa schiuma bianca come i torni sputano limatura
+argentea.
+
+Entriamo sempre più nell'oceanica sinfonia dei rumori del ferro in rissa
+col ferro. Attacchi e contrattacchi, boxe. Fierezza dell'acciaio,
+Cocciutaggine di colossi in fusione. Nell'aggrovigliato paesaggio di
+rumori ormai quasi buio si accaniscono a quando a quando le immense
+fruste e i lazos delle fiamme rosse. Fiuto la presenza di mille cannoni
+antiaerei nuovi sui loro candelieri colla bocca al cielo pronta ai
+lunghi sputi precisissimi di fuoco zenitale.
+
+Sono nuovi pennelli ultra-dinamici di Balla per ridipingere le nuvole
+all'aurora. Fiuto le nuove Tanks già costruite con un volantista un
+cannoniere e un cannone da 37, serrate, armatissime, ultrasintetiche
+come libri futuristi.
+
+Vedo poi giganteggiare il cannonissimo 381 allungato che dovrà tirare da
+Venezia a Pola (130 Km.) simbolo perfetto del genio italiano a
+lunghissima portata.
+
+
+
+
+VII.
+
+LA 74
+
+
+Non conoscete la mia nuova amante? Ve la presenterò. Intendiamoci,
+quella preferita, che escluderà tutte le altre e sarà forse definitiva.
+
+Non ha un nome, ha un numero e ciò mi piace poichè ogni Rosina è sempre
+tradita dal ricordo di un'altra Rosina, ogni Maria dal ricordo di
+un'altra Maria. La mia nuova amante si chiama 74, 7 e 4 fanno 11, il mio
+numero augurale che mi segue dovunque e mi è più o meno sempre
+favorevole.
+
+La mia 74 ha una salute di ferro, anzi d'acciaio, una meravigliosa
+sensibilità, ma blindata. E' capace d'offendere e d'uccidere. Mentre è
+assai difficile ferirla mortalmente. La conobbi ieri nel cortile della
+caserma di S. Benigno. Mi aspettava in riga con le sue sette compagne
+che le rassomigliano come sorelle. Con delle differenze però importanti.
+Sono tutte donne autoblindate color verdone scurissimo, tutte armate.
+
+Ma la mia è la più agile di tutte, ha un cuore-motore più forte, e il
+fuoco delle sue ironie mitragliate non ha debolezze nè distrazioni. Fu
+la sorte a designarmi come compagno della bella 74. Subito le baciai i
+fianchi d'acciaio, la grande palpebra metallica e lei mi ringraziò con
+un mezzo giro della sua cupola ornata d'un fascione tricolore. Volli,
+allora, penetrare nella sua anima. Tutta affettuosa, la mia 74 mi aprì
+sportello destro e sportello di sinistra cosicchè occupando il
+seggiolino della sua volontà e impugnando il volante dei suoi segreti
+pensieri la slanciai fuori a bella velocità giù per la strada tortuosa
+che scende al porto di Genova. Sento la gioia gonfiare le arterie della
+mia 74 che mi porta cantando. Non ha una voce sola, ma un'orchestra di
+voci bene intonate. Ora godo il languido canto lamentoso del suo
+cuore-motore che fa da freno in discesa. La sua gioia cresce ed ecco
+flauti, clariiini, violiiini accompagnano il ritmo delle ruote.
+
+La mia 74 ha forse un difetto; i suoi fianchi sono troppo vasti per
+poter anguillare e correre senza urtare nelle strade ingombre di Genova.
+Debbo preoccuparmi anche del suo culo di acciaio veramente poderoso
+armato di una mitragliatrice a guisa di pungiglione. Con mano molle, ma
+pronta al volante consiglio i suoi fianchi di non agganciare a destra e
+a sinistra tram e carrozze.
+
+--Su presto! le grido, ti conduco a Rapallo, a salutare i miei cari e
+poveri amici mutilati. Vi sarà danza questa sera, belle donne e canti al
+chiaro di luna sul mare.
+
+Il cuore-motore della mia 74 precipita i suoi battiti e mi risponde come
+un cavallo con nitriiiti, nitriiiti, nitriiiti.
+
+La sua allegria si manifesta nel mostrarmi tutte le sue virtù. Ecco il
+ci-ci-cigolio di mille passeri giulivi nelle sue giunture-costole
+d'acciaio. Sarà bello amarla e stringerla con passione, o meglio viverle
+nel cuore quando si batte.
+
+Ma sono stanco di goderla dall'interno, voglio vedere le sue forme
+potenti correre fra le raggere tropicali di questo pomeriggio sulla
+strada di Varazze.
+
+Lascio il volante al mio volantista Menghini, che avrà pieni poteri in
+mia assenza sul cuore-motore della mia 74. Ho aperto lo sportello di
+sinistra. Seduto di fianco sul seggiolino colla schiena presa nella
+cinghia-spalliera ho le gambe penzoloni fuori a picco sul mare di
+schiaffi pugni bava e smeraldi vendicatori.
+
+Gioia disinvolta sfrenata di darmi così alla molleggiante velocità com'è
+una saltatrice sul cavallo nel circo dopo il bel cerchio di carta
+sfondato. Mi sento preso così a mezzo corpo dall'immensa rabbia amorosa
+dell'orizzonte marino. La mia gamba destra allungata verso l'invisibile
+acceleratore della velocità spirituale; la mia gamba sinistra piegata
+sul predellino fuori.
+
+Sotto di me, le volanti docce di schiume bianchissime e gazose ggggggg.
+Microscopico stabilimento di bagni che magnetizza i miei muscoli
+polverosi. Al sole obliquo una cuffia rosso carminio di bagnante. La
+vedo guizzare nel molle cristallo verde col roseo lampo dei polpacci.
+Snella agilissima, ma meno snella, meno agile della mia 74. La strada
+curva è girata, o meglio presa in giro dalla nostra fusione veloce
+tlantlantrintrrrrr trrrr. Polverone sferico, blocchi di caldo roteanti.
+Trombe d'aria sbatacchiate fra le facciate delle case sovraccariche di
+biancherie roventi alate. Ondeggiare frenetico della mia 74 fra le
+resistenze dei metalli. Anguillare sulle anguille affettuose delle
+rotaie.
+
+Incrociamo delle automobili festive, veri salami-proiettili. A Varazze,
+urrah! la mia 74 incontra le sue 7 sorelle e torniamo in squadriglia
+sferzati dai lunghi raggi del tramonto, in una gara pazza di velocità
+verso Genova e Rapallo.
+
+Ognuno dei miei 7 compagni auto-mitraglieri pretende che la sua amante
+blindata sia più veloce della mia. Le 8 donne d'acciaio lanciate
+gareggiano, gareggiano, gareggiano, precipitando il ritmo dei loro
+cuori-motori fra i mille ostacoli ganci ombre insidiose, riflessi lunghi
+e corti, rosse occhiate languide delle bettole e maledette lanterne dei
+passaggi a livello. Il mare si precipita contro le scogliere sotto la
+strada, infrangendo con fracasso ogni barriera. Folla urlante di
+onde-faccie schiumose di sudore rosso per vedere, per vedere la corsa
+delle blindate impazzite. Entrando in Genova la mia 74 è in testa. Ritmo
+perfetto, dominatore del cuore-motore obbedientissimo a me. Rallentiamo
+sotto la curiosità affannosa e ronzante delle lune elettriche. Ma fuori
+verso Nervi dove il mare sventaglia dolorosamente sulla ghiaia la tosse
+dei suoi risucchi malati, la gara riprende, le agili donne d'acciaio
+corrono cantando felici d'essere possedute da maschi e di possedere il
+lunghissimo tortuoso corpo della strada con lesbica virilità.
+
+La luna piena succosa che si sbuccia dalle nuvole sull'orizzonte marino
+è il nostro traguardo magnetico.
+
+Le sette blindate che mi seguono tentano ad ogni curva di sorpassarmi. I
+miei amici ignorano il segreto della mia superiorità. Ognuno maneggia
+sapientemente la propria amante, ma non ha raggiunto il grado di fusione
+perfetta che mi lega alla mia 74. Tutti i calcoli meccanici sono
+cancellati da questo slancio impetuoso che io imprimo ora con la mia
+volontà al cuore-motore. Correre, correre, correre, accelerando cento
+altri acceleratori sconosciuti e misteriosi che mi sono nati sotto i
+piedi, sotto le dita, sul volante e nella mia fronte. Non sento più la
+pressione invidiosa delle altre sette macchine dietro di me. Sono
+distanziate. Ecco gli esuberanti volumi di vegetazione di Camogli e in
+mezzo a loro in fondo alla strada che strapiomba sul mare la luna, la
+bella luna di carne tiepida e profumata da infilzare. Stop. Ho vinto la
+gara.
+
+
+
+
+VIII.
+
+GLI EQUIPAGGI DELLA LUNA SBARCANO A RAPALLO
+
+
+Possiamo ormai tutti in squadriglia languidamente rallentare nella
+grande magia dei profumi notturni, fra le diafane aeree mani lunari che
+viaggiano nella brezza e supplicano i giardini di bagnarsi nel mare.
+Quando entriamo nel giardino del Casino delle Delizie, la luna alta
+armata di tutti i suoi fascini si è già impadronita del golfo
+meraviglioso.
+
+Dall'alto cassero di madreperla la Luna ha calato la sua lunga scala
+nell'acqua intenerita. Subito ha messo in mare i suoi canotti bianchi
+costruiti con la polpa di favolose noci di cocco. Gli equipaggi della
+luna vengono a terra alzando in cadenza fuor dalle onde i lunghi remi
+d'argento, perchè ne grondino perle innamorate e sguardi spiralici di
+bionde bionde che quando dormono guardano ancora coi loro denti di
+perle. Clic cloc gott gott plic ploc sotto la prua. Languida sonnolenza
+di acque tessute di corpi in fuga, volubili, che si sciogliono sotto la
+carezza delle pale scivolanti.
+
+I rematori hanno il corpo nudo plasmato d'argento vivo, ma tornito,
+senza frange, intriso di luce intensa che non abbaglia, anzi seduce gli
+sguardi. I loro visi sono mandorle d'argento, e vi scorrono sopra gli
+smeraldi degli occhi che guardano e si celano sotto alghe verdi.
+
+Quando a braccia tese fanno leva sulle pale affondate, i rematori
+rovesciano le facce bianche sotto una doccia di latte immateriale.
+Bevono un sorso lungo poi rapidamente insieme si leccano le labbra colla
+lingua di rubino acceso, serpentello di fuoco sull'argento del viso.
+
+Un'immensa dolcezza preme sulla montagna boscosa che digradando scende
+sino agli ultimi coni circonflessi di verdura di Portofino, vasca
+d'angeli. «Venite giù, venite giù, Monti, rocce, terrazze e giardini;
+nell'acqua tenera abbandonatevi!»
+
+Nell'estasi dilagante, gli equipaggi della Luna intonano un canto grave,
+pieno di serena malinconia che sale sale sale allargandosi, si ferma
+lentamente, ricade estenuato. Ma con scatto improvviso, eccolo di nuovo
+in alto su quella nuvola di tiepida neve abbagliata. La voce trema in un
+do bianco prolungato con tale soavità da rapire nel sogno i giardini
+coricati sul mare e soffocare alla gola gli alberi svegliati in una
+straziante voluttà di piangere. I lunghi canotti della Luna hanno ora
+tutti i remi alzati, le pale grondanti di perle, ad aspettare che il
+canto solenne ricada finalmente giù dalle troppo fredde nuvole nel
+grembo carnale del golfo.
+
+Perversamente il Casino delle Delizie protende le terrazze a scaglioni,
+le balaustre curve appassionate, gli aloes infilzanti, le rose suicide
+alle ringhiere e le vetrate spalmate di stelle e levigate dai pianti del
+mare. Frusciaaare, schiumaaare, tubaaare delle onde colombe sulle tombe
+rapite ai cimiteri e come culle rimorchiaaate dai profumi del maaare.
+
+Il Casino delle Delizie offre una magica festa ai suoi invitati. Sotto
+le quercie e i pini ombrelliferi una orchestrina di nervi e fibre,
+tremolanti archetti di pudore, clarini di mandre sognate,
+tamburelli-cuori rapiti al petto delle bambine, chiama gli usignoli a
+spasso nei dintorni, perchè le armonie non siano troppo flebili.
+
+Ed ecco gli usignoli saltellare fuori dai piccoli tunnel fronzuti e
+inoculare l'adamantino sangue del loro canto nelle ramificate arterie
+del silenzio, sotto le palme che spandono l'anima sognante del Nilo.
+Giungono i primi invitati: ufficiali e soldati mutilati. Il loro
+incedere ha un ritmo sincopato sulla ghiaia scricchiolante dei viali.
+Scatti obliqui e cadenze rotte che scuotono l'estasi generale.
+
+Ma sono bene accolti, e piovono i gorgheggi e le fughe a ventaglio di
+perle sonore fra un diluvio di profumi.
+
+Le ombre della notte e le forze della dolcezza lunare non sdegnano, ma
+avviluppano con mille carezze e moine questi corpi umani preziosi che
+l'affamatissima battaglia ha rosicchiato.
+
+Alcuni si affacciano alle terrazze tonde, prue illusorie con alti
+pennoni e bandiere addormentate. Ben diverse da quelle che aizzavano
+come mantici il fuoco del sangue nelle risse per l'intervento.
+
+Altri vanno oscillando su passerelle che ricordano i transatlantici.
+Ogni mutilato insegue, sembra, col suo movimento troncato il membro
+rapito che certo non dorme in un cimitero del fronte ma vive,
+trasfigurato, la vita delle carni immateriali nella scìa della luna. O
+lassù, nell'elastico sorprendente tessuto delle nuvole.
+
+I mutilati sono ricevuti dalle Ombre e dai Profumi che stendono amache
+penose, divani spirituali, cuscini di sospiri.
+
+Noi soli siamo materiali e pesanti. I nostri applausi di uomini interi
+stonano coll'imprecisa vellutata cortesia degli usignuoli e delle onde
+che stendono gementi tappeti d'argento per gli equipaggi della Luna.
+
+Frusciaaare schiumaaare tubaaare di onde colombe sulle tombe rapite ai
+cimiteri e come culle rimorchiaaate dai profumi del maaare.
+
+L'orchestra di nervi e fibre patetiche annuncia l'arrivo scivolante
+delle dame. Previdente pensiero dei grandi sarti inspirati che hanno
+fasciato appena di stoffe leggerissime quei mobili corpi femminili,
+perchè l'aroma della voluttà si spanda in giro inebriando le nari
+veggenti dei ciechi di guerra.
+
+Gli usignoli supplicano le dame di danzare. Sono obbediti. E la musica
+tutta vortici e pennacchi vaporosi rapina i corpi delle donne. I ciechi
+le guardano a quando a quando poi godono la Luna. Allora le teste
+rovesciate all'indietro bevono il bianco fuoco d'amore coi loro tragici
+occhiali neri. Penso ai risucchi di piacere delle piccole rade buie
+incappucciate di verdura quando bevono la luna.
+
+Noi facciamo danzare le belle donne ma non le tratteniamo. Anzi
+imponiamo loro di trascurarci. Tutte a gara sviluppano il flirt
+semilascivo coi mutilati nelle penombre favorevoli, per le scale coperte
+e gli spiralici sentieri che sgusciano dall'ombra e s'affacciano sullo
+splendore del golfo lunare. Coppie strane dove un agile corpo di donna
+giovane è accarezzato un attimo, ma preferisce accarezzare un corpo
+maschio infranto che zoppica, ondeggia. Questi tende una mano sola, e
+non può tender la bocca per baciare.
+
+Il gesto della donna diventa materno per accarezzare un mento d'argento,
+che la luna subito con dolce meccanico furore salda alla carne. Ride il
+sangue del mutilato in questa bizzarra officina improvvisata di metalli
+innamorati e carni che sognano di metallizzarsi. Il torso di quel
+tenente bersagliere si rizza con forza nella pienezza della sua
+virilità.
+
+--Non ho più labbra, dice, ma il bacio non è indispensabile in amore!
+Parlo male ma so cantare, e anche danzare... Che importa se la mia
+spina dorsale avrà poi bisogno di tre giorni di ossigeno per rimettersi?
+Ora che gli equipaggi della Luna sono sbarcati bisogna che io balli per
+dimostrare che si può far all'amore in mille modi sconosciuti. Questi
+profumi deliranti urlano come l'odore della balistite che mi bruciava
+sul Carso... Urlano, urlano l'eroismo e l'amore!... Balliamo e cantiamo.
+Questa è una nuova trincea dove però la nemica non ci fa male anzi ci
+nutre tutti col suo piacere. Se continua, mi guarirà! Farà, farà anche
+rinascere le mie labbra! Balliamo cantiamo insieme!
+
+ _Ognun lo sa e ben ci conoscete
+ perchè l'allegria con noi portiam._
+ _Un cuore ardente e gioventù abbiam,
+ un cuore ardente e gioventù,
+ se pur con le stampelle camminiam._
+ _Chi siete?... Siamo la ganga
+ perchè amiam le bimbe, il vin
+ spumante e di Rapallo il mar!_
+
+I mutilati cantavano. Frusciaaare schiumaaare tubaaare delle onde
+colombe sulle tombe rapite ai cimiteri e rimorchiate dai profumi del
+mare.
+
+Tre mutilati danzavano, cercando di aggraziare i gesti nascondendo fra i
+capelli delle dame i visi spaccati o cotti dalle esplosioni. Due altri,
+in uniforme elegante e accurata, mutilati d'una gamba all'inguine si
+rizzavano e sulle stampelle tentavano di cadenzare uno strano ritmo di
+nave rullante. Un alpino mi domanda scusa di passarci davanti danzando,
+poichè ogni volta la sua manica vuota sfiora il viso della signora
+seduta accanto a me. Questa è una signora milanese: grandi occhi chiari
+di bambina e bocca carnosa sempre ridente sotto pesanti capelli biondi
+che le imperlano la fronte di sudore. E' buona, intelligente, piena
+d'imprecise indulgenze e facilità nei suoi flirt svariati. L'amai con
+passione 5 anni fa; poi la vita ci separò. Siamo molto amici. Le parlo
+da cuore a cuore e lei mi risponde con assoluta sincerità.
+
+--Io adoro la danza, ma non ho mai avuto tanto piacere come nel danzare
+con quel tenente bersagliere dalla mascella d'argento. Io non mi capisco
+troppo: sono una civetta, forse qualcosa di peggio... ma tu mi
+capisci... Era così felice di stringermi fra le braccia. Siamo stati
+anche giù nel buio sulla riva. Ha tentato di baciarmi il seno, ho
+lasciato fare... Quando si è così poco vestite come siamo noi, signore,
+oggi, è molto facile cadere... Deve essere tanto infelice poveretto!...
+
+ _... Da quando la guerra era scoppiata
+ Rapallo in silenzio qui dormiva,
+ ma tosto che la ganga è arrivata
+ il silenzio e la quiete qui spariva.
+ Chi siete?... Siamo la ganga
+ perchè amiamo i fiori, il cielo
+ azzurro e di Rapallo il mar._
+
+Sono diventato l'amico d'un capitano alpino mutilato della gamba e
+coscia destra chiacchierone e gioviale. Questa sera certamente ha
+dimenticato ciò che ha perduto.
+
+Gli dico che la mia bionda amica ha un capriccio per lui ed egli
+tendendomi il viso molto vicino mi sussurra con gioia visibile:
+
+--Me ne sono accorto... Mentre eravamo giù insieme vicino all'acqua
+seduti ho preso la sua mano e l'ho portata sulla mia coscia metallica.
+Veramente ho notato un piccolo movimento come di scottatura che la sua
+bella mano ha avuto nel toccarla. Questo m'è capitato altre volte.
+Inconvenienti del nostro mestiere. Ah! Ah!... Io rimedio subito portando
+la mano della donna un po' più su.
+
+E rideva, rideva, con gioia infantile senza rancore per la guerra poichè
+gli aveva concesso questa notte di delizie. Poi riprese a cantare:
+
+--Forza, orchestra!...
+
+ _Quando noi passiamo ci guardate
+ e dite che siam pazzi tutti noi
+ ma le pazzie nostre perdonate,
+ perchè siam pazzi sì, ma un poco eroi.
+ Chi siete?... Siam gli sciancati
+ Chi siete?... Siam gli avariati,
+ perchè abbiam fatto l'Italia,
+ col sangue nostro e la gioventù._
+
+La mia amica mi prende il braccio e mi sussurra:
+
+--Vieni, andiamo giù.
+
+--Farai soffrire il povero tenente.
+
+--Non preoccuparti; tornerò da lui dopo. Ora voglio stare con te. Tu non
+sei un mutilato, ma mi fa un po' paura vederti partire per il fronte.
+Non c'è più nulla fra di noi, ma io ti voglio sempre bene lo sai. E
+questa sera ho un desiderio pazzo, pazzo, pazzo che questa benedetta
+guerra finisca. Hai visto quei poveretti come sono conciati... Tu sai
+che sono una buona patriota, ma non capisco, non riesco ad ammettere,
+malgrado tutti i miei sforzi, la necessità di questa eterna, brutale
+carneficina.
+
+Io chiusi la bocca della mia amica con un lungo bacio. Tanto più utile
+che prevedevo il lungo suo discorso contro la guerra e preferivo
+ascoltare quello più eloquente e più patetico che la luna prodigava ai
+suoi equipaggi lussuosi d'argento vivo remanti nei gorghi di perle:
+
+--Abbandonati, anima,--cantava la Luna--sciogliti, dimentica, acquètati.
+Ho dei rosolii che dissolvono ogni collera, ogni ferocia; ho dei balsami
+che addormentano i rancori. Tutte le volte che ho voluto fermare la
+guerra m'è bastato colmare le trincee col latte benefico della mia luce
+e subito le sentinelle in vedetta hanno reclinato il capo invaso dal
+sonno e dal pessimismo tenerissimo, dimenticando le pattuglie nemiche in
+agguato. Le mitragliatrici avversarie non hanno avuto più per loro
+altro interesse che quello di un notturno apparecchio telegrafico o di
+cani abbaianti. Sono la dispensatrice del nichilismo perfetto, del
+dissolvimento totale e di tutti i soavi abbandoni alla deriva d'una
+qualche corrente molle di baci, alcool, pigrizie, o sogni. Io sola
+vincerò la guerra la notte in cui spegnerò con carezze troppo lente il
+sangue solare dell'uomo, costringendolo a disprezzare l'ultima attività
+aggressiva del coito per negare e sognare unicamente.
+
+--Hai sentito, cara Amica, le argomentazioni della luna in favore della
+pace universale, eterna? Sono subordinate come le tue argomentazioni
+alla distruzione della vita. Alle origini lontane dell'umanità noi
+vediamo popoli accaniti offrire agli Dei cadaveri sanguinanti. Poi un
+Dio ebraico affamato anch'esso di carne umana. La terra nel suo viluppo
+d'atmosfere contiene delle forze dominatrici, intricatissime e
+difficilmente decifrabili che noi definiamo con parole inefficaci quali:
+primavera, gioventù, eroismo, volontà ascensionale delle razze,
+rivoluzione, curiosità scientifica, slancio del progresso, civiltà,
+record. Tutte queste Forze indubbiamente telluriche adorano il sangue
+umano, cioè la lotta, il bisogno di distruggersi vicendevolmente
+simboleggiato dalle onde schiumose del mare. Queste Forze dominano la
+maggioranza più viva dell'immenso formicaio umano. Maggioranza d'istinti
+selvaggi e implacabili, tutti più o meno sanguinarii.
+
+La minoranza meno viva o stanca o vecchia o ferita ha creato le idee
+pure, i sentimenti puri, le vaste bontà, la soavissima pace, l'amore
+umano, ed altre astrazioni di dolcezza serena che varcando le montagne
+aspre dei desideri e le irte foreste delle ambizioni, dovrebbero
+finalmente pacificare tutte le razze imponendo loro un ritmo morbido
+come quello di questo golfo innamorato e fedele alla luna. La parte
+turbolenta e istintiva del formicaio umano è spesso affranta e disillusa
+del suo andare crudele e sanguinante. Si ferma ed ammira inebriata le
+soavi pigrizie affettuose che la minoranza saggia ha lanciato in cielo e
+che ormai navigano anch'esse imperiture sulla curva della Terra. Ma la
+sosta è breve, le Forze di voluttà aggressiva e di primavera crudele,
+incalzano di nuovo la maggioranza giovane e virile. Più furibondo che
+mai il ritmo di distruzione e di morte ricomincia, e se le contese
+piccole, minute non bastano, si afferrano a volo le vaste astrazioni di
+bontà e di pace per farne delle bandiere al nuovo massacro. Si scagliano
+le folle in guerra, massacrando gli uomini, per massacrare la guerra!
+Altri si slanciano su aeroplani a lungo perfezionati perchè possano
+varcare tutte le atmosfere e gareggiare con le stelle. Immagina, amica
+mia, qui in questo golfo quattro o cinque aviatori già pronti sui loro
+apparecchi dalle eliche rombanti per la grande gara. Immagina il loro
+dialogo.
+
+--Dobbiamo, dice l'uno, assolutamente a costo della vita salire a 20 km.
+di altezza, vincere o morire, amici!
+
+Poi a mezza voce al meccanico fedele:
+
+--Hai bucato il serbatoio dell'altro aeroplano?
+
+--Sì, risponde il meccanico con occhiata radiosa. Fra un'ora il vostro
+concorrente precipiterà in mare.
+
+--Grazie, son sicuro di vincere, gli altri non mi fanno paura.
+
+E così gli aeroplani della grande gara ultra-terrestre si slanciano nel
+cielo ove ecco appare il Rabbi di Galilea col viso più tragicamente
+pallido di quello crocifisso sul Golgota. Gli occhi al cielo
+disperatamente guardano con bontà infinita e tremendo dolore il Padre
+dei padri, riassunto di forze cosmiche che ha l'implacabile e muto X
+rosso sul viso di tenebra azzurrina. Il Rabbi piange e dice:
+
+--Padre, tu mi hai trasmesso il germe della divina bontà e dell'assoluto
+perdono e quello più prezioso ancora dello sconfinato amore, ma essi
+vogliono soltanto uccidersi o lacerarsi a lungo per meglio assaporare il
+sangue. E in nome della bontà ritornano al massacro--e non si riposano.
+La loro forza dà la morte. Il loro amore è sanguinante. Il bimbo
+nascituro insanguina la madre per scagliarsi verso la vita. La sua
+vergine sorella sarà domani insanguinata dal maschio che la primavera
+frusta con le sue belle flessuose verghe di profumi. Padre tu hai creato
+l'amore: e per l'amore si fanno guerra. Hai dato a loro il sogno della
+bontà, ma questa scoppia con straripamenti di lave guerriere come un
+vulcano. Se vuoi che l'amore eterno, puro, e la bontà serena e la pace
+di cuori intrecciati regnino finalmente, spacca, spacca la terra,
+distruggila senza pietà!
+
+E il Rabbi alto nel cielo piange, mostrando con le due mani aperte come
+fiammeggiano le ferite degli uomini. Ma la luna grida al Rabbi con un
+lungo stridente gocciolìo di cristalli:
+
+--No! no! Non spaccare la terra! E' mia! la cullerò, l'assopirò, la
+svenerò deliziosamente. Sarà pallida come me, finalmente pacificata in
+una vasta, continua voluttà carnale!
+
+Giù intanto sulla riva gli equipaggi della Luna si imbarcavano. I remi
+riprendevano il loro grave sonnolento fruscia-a-are, fruscia-a-a-are
+fruscia-a-a-a-are schiumare tubare nelle onde colombe sulle tombe rapite
+ai cimiteri e rimorchiate dai profumi del mare.
+
+Sparvero ad uno ad uno ritirando su, su fino al cassero della Luna tutte
+le scie d'argento, i canotti bianchi, e le vaste reti di profumi pieni
+di pesci d'oro guizzanti.
+
+La mia amica languiva al mio braccio, io avevo sonno; ma i mutilati
+riaccendevano con le stampelle alzate l'orchestrina di nervi e fibre che
+sull'alta terrazza miagolava, strillava, singhiozzava come mille gatti
+in groviglio d'amore.
+
+Il tenente bersagliere correva dimenandosi e cantando:
+
+--Un valzer pazzo, il più pazzo dei valzer, vogliamo! E' troppo lento,
+questo! Sfondiamo il pianoforte!
+
+Con un pugno rovesciò a terra il pianista e si mise a tempestare la
+tastiera con le mani e coi piedi. Sradicò con un calcio il pedale e si
+sforzava di scandire un valzer terrificante colpendo, di tanto in tanto
+i bemolli col suo mento d'argento. Gli ultimi saluti della Luna,
+ironici, mettevano fra lui e la tastiera una risata candida di fiume
+africano che cento elefanti bevessero con proboscidi d'argento russanti
+come canne d'organo.
+
+--Bisogna che la Primavera scoppi nel pianoforte. Mi sento nel sangue, e
+anche voi, cari mutilati, vi sentite nel sangue una Primavera diabolica,
+mille primavere equatoriali. L'Africa mi divampa nelle gote e arroventa
+il mio mento! Se non fosse d'argento sarebbe già liquefatto!
+
+I mutilati intorno danzavano tutti, tutti, alcuni sulle mani e sui piedi
+come orsi, altri sulle stampelle, altri in bilico su un piede. Altri si
+rincorrevano come belve nei cespugli.
+
+Fuori sulla terrazza, uno più ebbro degli altri, sull'altalena,
+abbracciato con una donna seminuda volava volava inargentandosi in alto
+di luna tra i fogliami. Certo un soprannaturale sciampagna li esaltava.
+Anche le donne erano impazzite. Una vergine bellissima si spalancò così
+a pochi metri di distanza, fra due rosai, al desiderio feroce d'un
+alpino, che, mutilato delle due braccia, realmente le mangiava di baci
+il viso, imprimendole il suo amore fra le poppe coi colpi reiterati del
+suo petto.
+
+Un'ora dopo sulla soglia del Casino paradisiaco io gridavo ai miei
+amici:
+
+--Male molto male! Siamo realmente avvelenati, avvelenati di chiaro di
+luna. Occorre immediatamente una sana furente bevanda di Velocità. Cento
+strade succhiate! Andiamo a Chiavari a tutta, tutta, tutta velocità.
+Sarà meglio di una corsa, un tuffo.
+
+--Ah! ah! gridano tutti, ci sono però i passaggi a livello, carri,
+carrette, cani e marmocchi.
+
+--Macchè! Tutto dorme ancora, scavalcheremo ogni ostacolo, saremo una
+ventata di ferro, proiettili, folgori, non lasceremo respirare il
+pericolo, strozzeremo la morte nel suo letto e capriolandole sopra le
+pizzicheremo i piedi senza morire!
+
+Tutti in macchina. La mia 74 in testa. Padroneggio elasticamente il
+volante. La mia 74 ne gode. Corre, corre con lunghi brividi. Ronza il
+carburatore felice. Le candele sono eccezionalmente pulite. Ritmo
+perfetto. Martelli deliranti di precisione gioiosa. Sento nel cambio di
+velocità gli ingranaggi amoreggiare come labbra. Unirsi. Volere.
+Scorrere. Scattare. Forza vellutata. Velluto in delirio. Dolce
+aggressività delle ruote. Pneumatici danzanti aerei. Gas addomesticati
+disciplinatissimi, pronti a tutto, perchè si corra, corra, corra, corra
+un correre di corrente modulatissima oliata ebra di correre, quasi
+liquida e pur metallica, leggera e non di meno prensile. Docile alla
+strada ma come un maschio che imponendo sembra subire il ritmo della
+femmina beata. E' beata di ricevermi la strada che si sbianca nei
+brividi delle prime luci spasimi sotto le ombre massicce delle montagne
+lungo l'ampio sussurrare del mare pieno di giochi di gatti bianchi che
+miagolando rincorrono a zampate, spruzzi di baffi rimbalzanti nel refe
+argenteo rapito alle vele della Luna. Correre, correre tuffandosi nella
+vegetazione nerissima.
+
+Trapaniamo forse la midolla nera della notte?
+
+Balza fuori la mia macchina. Oliatissima morbida mia carezza nel grembo
+di questa valle. La luce cresce come se colasse fuori dal mio motore
+cuore arroventato.
+
+Ecco un altro tuffo nella penultima galleria... Interminabile... Mi pare
+di essere nel collo ebro, premuto, scoppiante di una smisurata bottiglia
+d'alcool. Il mio motore tira bene, bene. Esce, esce, escirà, deve
+escire! Sto sturando la bottiglia della valle lunga e nera con la
+pressione dei miei pneumatici-pollici che non cedono. Il cavaturaccioli
+è fortissimo! Forza! forza! Viene. Forza! Ecco!
+
+Scatta in alto, il tappo rosso, Sole! Tutta la campagna colli, valli,
+mare spumeggia di luce bionda. Corriamo, scorriamo schiumeggiamo anche
+noi inaffiatissimi di rosso oro vaporante nel buon odore del caucciù che
+sa di pane caldo. Divino spettacolo allietatore. Il sole che fu un
+istante il tappo allegro ora diventa l'enorme faccia tonda e gonfia del
+bevitore. Faccia calda di metallo in fusione con sale, iodio, bromo,
+congestionata e gioviale.
+
+Il Sole ha un nuvolone nero fumante fra i denti e lascia cadere giù il
+mare come una colata verde schiumeggiante di bava. Forte riflusso delle
+sue risate fragorose fra i pomodori degli orti e nel sangue dei nostri
+cuori che vincono definitivamente in salute i pomi d'oro delle Esperidi
+idiotissime sconfitte.
+
+
+
+
+IX.
+
+IL DEPOSITO FA SCHIFO
+
+
+Genova è in festa per l'American-day. Suono di trombe, folla, folla,
+folla. Balconi riboccanti, vasta primavera dilagante di toilettes
+femminili, scugnizzaglia sospesa sui capitelli.
+
+S'avanzano gli inglesi. Elegantissimi. In testa un giovane tenente dandy
+con lo stick sotto il braccio. Furoreggia la banda Americana. Come un
+bambino gioca il capobanda issando in alto il lungo bastone d'argento.
+Più volte lo fa piroettare e intorno a sè lo mulina come per vestirsi di
+veloci ruote d'argento. Poi lo punta davanti imitando lo stantuffo. Il
+sole d'Italia squilla, scatta, rimbalza sulle trombe d'alluminio, si
+affanna a lucidare e abbellire quel popolo venuto attraverso l'oceano
+dal lontano pacifismo per fare anch'egli la guerra in nome della libertà
+minacciata. Il sole polemizza coi pacifisti anch'egli verniciando di
+giustizia vendicativa la primavera sanguigna dei Cow-boys.
+
+Passano fra le due ali di popolo pigiato, variopinto che schizza bambini
+tra le maglie dei carabinieri. La strada è vuota.
+
+Sono le Forze invisibili che la mantengono così vuota sotto la pioggia
+di fiori, fiori e cuori che cadono dai balconi.
+
+Le Forze impongono a tutti un'incosciente ammirazione per le virtù
+guerriere e per l'eroismo prossimo-sicuro di questi nuovi soldati
+aggiunti a tanti altri impiegati laggiù al nuovo mestiere indispensabile
+di cannoneggiare.
+
+Gli americani hanno l'aria di soldati improvvisati. Passo elastico dei
+pelli rosse. Questi lottarono nel Far-West per la loro libera razza
+perseguitata. Quelli imitano in Europa la spavalda e scattante agilità
+cauta, vellutata dei pellirosse fra le liane e nelle alte erbe.
+
+Seguiamo la sfilata degli americani ordinatissimi, visi radiosi.
+Zampilla dai loro passi un ritmo di Cake-walk. Poichè sono
+sensibilissimo e il mio cuore subisce i pizzicati della mia
+immaginazione visionaria, io vedo in sogno le grandi masse americane
+rimescolate da sentimenti europei nei vasi capaci delle ampie città
+lontane. Vedo le masse americane canalizzarsi verso i porti, riempire
+gli enormi trasporti e in questo Waterland che contiene 12.000 soldati,
+traversare le lunghe monotonie astratte meditanti dell'Atlantico, poi
+colare come un fiume nelle città italiane e su, su ramificarsi nei
+budelli delle trincee sotto crollanti soffitti di ferro nella battaglia
+delle nazioni.
+
+Ho un singhiozzo alla gola nel partecipare lucido e cosciente col mio
+corpo di soldato e il mio cervello faro onnipresente a questa fusione
+storica nel crogiuolo europeo.
+
+Nella arena vasta si svolgerà una finta battaglia. Al centro un
+cinematografista è seduto comodamente come un pascià vicino al suo
+apparecchio mentre tutti sono in piedi militarmente. Simbolo del falso
+genio-letterato tipo Romain-Rolland che guarda, controlla e merita una
+bomba d'areoplano. Un fotografo punta la sua macchina sotto la seta nera
+lucida come una groppa. Sembra un toro, corna puntate e zampe posteriori
+aperte. O semplicemente un dannoso o inutile critico di strategia
+militare.
+
+Una compagnia di allievi caporali italiani entra nell'arena.
+Allineamento perfetto. Geometria di linee. Tutti i torsi all'indietro
+come per tirare una fune. Tutti i torsi in avanti come per slanciarsi.
+Si vede il bianco dei polsini muoversi insieme, a distanza uguali, le
+braccia remare nell'aria con parallelismo stupendo.
+
+Dieee-tro-front! fulminei, senza oscillazione, torniti. Ripiegamenti sui
+tacchi a gradi, a gradi, che sembrano arpeggiati e modulati come una
+risacca dolce sulla ghiaia. Flessuosità del movimento che dà a tutta la
+compagnia una snellezza precisa di onda.
+
+Zazà, eroica e molto umana, abbaia d'entusiasmo per dimostrare che tutti
+gli esseri vivi amano i ritmi marziali.
+
+Una risacca d'applausi annuncia gli Americani. Entrano e si dispongono
+su tutto il diametro dell'arena. Si tolgono la giubba e incominciano una
+meravigliosa ginnastica con ondulazione di alte erbe sotto il vento e
+relativi morbidissimi solchi scavati che gradualmente si chiudono.
+
+L'entusiasmo è ancora ufficioso. Il sole esige uno spettacolo di lotta
+ed ecco pesanti e colossali i nostri artiglieri di montagna al tiro
+della fune cogli Americani. Primo strappo d'assaggio. Secondo più
+deciso. Al terzo gli artiglieri d'un colpo sradicano gli americani
+radicati patriotticamente nel terreno.
+
+Il prorompente grido di Viva l'Italia fa impazzire Zazà che abbaia alla
+feritoia della mia 74. La finta battaglia incomincia con cannoni da
+montagna, muli e compagnie di mitragliatrici ci chiudono la strada. Ma
+la squadriglia passa trionfante senza far male a nessuno sotto i grandi
+fragori, fragori, rrrombi, rrrombi, rrrombi delle finte cannonate dei
+forti genovesi.
+
+In alto, il Sole, gattaccio d'angora dal pelo d'oro, si lecca i baffi
+d'oro pregustando l'immancabile massacro di gran parte di quei giovani
+muscolosi e sani che sanno ormai anch'essi verniciare i propri istinti
+sanguinarii con nuovi ideali.
+
+ * * * * *
+
+Il 24 luglio la folla genovese si accalca sul piazzale di S. Benigno
+intorno alla nostra 8ª squadriglia di automitragliatrici blindate. Tutte
+infiorate. Ogni comandante di squadriglia è ritto in piedi a 3 metri di
+distanza dalla sua macchina. Sono stato incaricato dal colonnello di
+ringraziare con un discorso le signore genovesi che hanno organizzato la
+festa d'addio colmando di doni soldati e ufficiali partenti per il
+fronte. Meriggio infuocatissimo. Il porto di Genova è irto di raggi
+rimbalzanti poichè il sole infierisce sulle masse di carbone, pugnali
+brillanti.
+
+I ventagli blu dell'alto mare non rinfrescano i nostri visi di bragia.
+L'esposizione di quadri e complessi plastici futuristi è stata
+accatastata alla rinfusa nel porto, col groviglio delle sue fasce
+coloratissime.
+
+Flavia Steno parla in nome delle signore genovesi con sobria eloquenza,
+ma indugia troppo a descrivere le sofferenze eroiche e gli orrori della
+guerra che i miei soldati sono contenti di affrontare.
+
+Il sole di lava comunica per invisibili tubature col mio cuore, vasi
+comunicanti. Il mio entusiasmo sale per raggiungere il livello
+dell'entusiasmo solare ed insieme porta su la sintesi luminosa dei
+problemi da risolvere.
+
+Poichè le donne patriottiche d'Italia hanno il difetto di piagnucolare
+troppo, poichè le altre meno patriottiche si lamentano dei disagi
+imposti dalla guerra voglio parlare senza diplomazie alle donne
+Italiane, dimostrando che l'ambiente delle caserme e dei depositi è
+talmente asfissiante di cretinismo e vigliaccheria da mutare la trincea
+in paradiso.
+
+Parlo con tono rovente nel silenzio radioso mentre le campane antiche
+sgonnellano su e giù come donne ubriache sull'altalena.
+
+--Donne d'Italia, voi che sentite fervere nel sangue l'odio per il
+nemico ereditario da scopar via ad ogni costo, non compiangeteci. Noi,
+nuovi Italiani, ben più alti sereni eroici dei nostri avi, siamo
+allenatissimi alle sofferenze eroiche della guerra!... Dopo 20 giorni di
+vita rattrappita, grigia, strangolata e un po' pidocchiosa di caserma
+siamo felici di partire. Compiangiamo gli imboscati che amano il
+Deposito, poichè noi, nuovi Italiani, dopo 3 anni e mezzo di guerra
+siamo senza stanchezza e pieni di ottimismo fisiologico e morale. Il
+Deposito sappiatelo, il Deposito ci fa schifo schifo, schifo!
+
+Rumori, brusio, grande emozione nel gruppo degli ufficiali superiori.
+
+--E voi donne, così dette Italiane, che piagnucolate sulla mancanza
+dello zucchero, non vi siete mai domandato nella vostra sconfinata
+cretineria se avete nella zucca il sale sufficiente per vivere?
+Ricordatevi che noi continuiamo e vinceremo questa guerra difendendo e
+salvando così non soltanto la libertà di pensiero e lo spirito del
+mondo, ma anche ogni elasticità e lo chic, al quale tenete tanto, dei
+vostri vestiti e delle vostre case contro il peso professorale, la
+goffaggine, la balordaggine grottesca dei tedeschi!... Ma indovino in
+voi più ghiottoneria che amore d'eleganza, tanto più che scocca l'ora di
+colazione. Per ringraziarvi dei vostri fiori, o pseudo-italiane, vi
+porteremo tornando dopo la vittoria qualcosa che farà tacere finalmente
+i vostri pianti sulla mancanza di burro... Vi porteremo del buon grasso
+di cadavere austriaco, per le vostre tartine!... Arrivederci.
+
+Evidentemente un alto e glorioso destino era riservato alla nostra
+ottava squadriglia. Dopo la grande vittoria del Piave 15 giugno il
+Comando Supremo preparò con perizia e con metodo l'offensiva generale
+predisponendo particolarmente le truppe celeri che dovevano
+fulmineamente lanciarsi nella prima ferita grave del fronte nemico. Le
+blindate costituivano coi bersaglieri ciclisti e la cavalleria queste
+truppe celeri, ma le tradizioni militari davano d'altra parte una
+importanza enorme alla cavalleria e una importanza minima e discutibile
+alle blindate. Nei circoli militari si negava la resistenza della
+blindatura non soltanto alle scheggie di granata, ma anche al fuoco
+delle mitragliatrici. Una volta colpiti i pneumatici cosa poteva fare
+una autoblindata? Come utilizzarne la velocità in caso di strade rotte e
+di guadi?
+
+Tutte queste obbiezioni pesavano su noi, mentre le Forze predisponevano
+tutto in favore della nostra tipica e personale vittoria veloce. Infatti
+il 25 luglio giunge l'ordine di caricare su un treno tutta l'8.ª
+squadriglia. Risparmiamo così ogni sciupio alle nostre macchine che
+simili alle celeri Fiat dei grandi circuiti devono giungere vicino al
+campo di battaglia in assoluta efficenza. Portata a destinazione la 8ª
+squadriglia sarà immediatamente sottoposta a una prova di allenamento in
+una serie di brevi manovre con cavallerie e bersaglieri ciclisti.
+
+Il 26 luglio io monto col capitano Raby e coi tenenti Bosca,
+Paccagnella, sulla mia auto-blindata 74 caricata su vagone aperto nella
+stazione di S. Albania nel porto di Genova. Tutte le auto-blindate
+caricate sono infioratissime. Folle di donne bambine alle balaustre del
+passeggiatoio. Piovono fiori. Sventolio di bandiere. Squilli di trombe.
+Ma non è la solita partenza per il fronte. Ci sentiamo veramente l'anima
+di meccanici e volantisti intorno ai motori terrestri o aerei destinati
+a vincere un record pericoloso, decisivo. Quando però la locomotiva
+fischia e il lungo treno sovraccarico di macchine da guerra irte di
+mitragliatrici si mette in moto l'infantile, chiassosa, patetica
+sensibilità popolare della partenza per il fronte accende fulmineamente
+tutti. In equilibrio fra i 2 taglia-fili della mia 74 io divento in
+tutto simile ai miei soldati e lancio a gara manate di cuore alle
+ragazze che sbocciano fitte ai balconi.
+
+Prima fermata lunga a Sampierdarena, sull'alto viadotto ferroviario fra
+gli applausi delle finestre affollate e dei panni colorati sospesi alle
+corde. Tocco quasi con la punta delle dita la punta delle dita
+appassionate di due sorelline che mi mandano baci con nome e indirizzo.
+Sono brune. Capelli pesanti come i giardini liguri. Occhi che
+riassumono i languidi spasimi del Mediterraneo notturno. Labbra ardenti
+come le montagne di Sicilia coronate di boschi incendiati nei tramonti
+d'agosto. Denti bianchissimi e precisi come le casette strette tutte in
+fila bianca in fondo alle rade italiane quando si giunge sopra una nave
+veloce all'alba. Le due sorelle si chiamano Augusta e Vittoria. Mando
+loro i miei baci, ma vorrei berle poichè le sento fresche, colorate,
+ardenti e salate come due sorsi del mio Mediterraneo.
+
+La mia anima futurista attraverso mille balzi elastici ha raggiunto la
+sua più divertente e sana trasfigurazione. E' diventata l'anima d'una
+recluta di 20 anni.
+
+
+
+
+X.
+
+VITA DA COW-BOYS
+
+
+--Per Iddio! Aspettare ecco la vera angoscia di questa guerra! Aspettare
+gli ordini, aspettare le manovre, aspettare l'offensiva. Ora siamo a
+riposo in una brutta fattoria perduta nell'immensa pianura paludosa...
+Per quanto tempo? Aspettare non vuol dire riposarsi. Se fossi a Milano o
+a Roma farei almeno dell'utile propaganda. Qui non si fa nulla. Per
+fortuna il nostro cuoco è veramente meraviglioso!
+
+Parlo ai miei compagni dell'8ª squadriglia, tra monumentali paste
+asciutte sanguigne sotto la lampada fumosa assalita da tutte le farfalle
+di una afosa sera di agosto.
+
+--Io, dice il tenente Volpe, rimpiango la mia caccia e la mia pesca.
+
+Volpe è un ligure magro, asciutto, quarantenne, agente di cambio e
+viveur, furbissimo, pratico. Ma si sente che al denaro e alle donne
+preferisce in realtà il piacere originario della sua razza.
+
+--L'ultima mia pesca, che bellezza! Con tre amici in un guscio bene
+equilibrato. Al largo di Genova calma perfetta... Una luna enorme che
+sembrava una torta... Otto rematori con dei remi lunghi, lunghi.
+Acciughe, acciughe, acciughe; a manate, a palate. Tonnellate di
+acciughe. La barca era tutta piena di argento. Otto tonnellate, 9 mila
+lire! Affondavamo quasi sotto il peso. Il bordo sorpassava l'acqua di 10
+centimetri. Attenti! non imbarchiamo acqua per carità!... Ma a me piace
+anche la caccia. Andavo ogni anno sul valico del Turchino. Uccelli
+d'ogni specie. All'alba si vedevano venir su col vento di tramontana...
+Sono lenti, sembrano tirare il carretto per superare il valico.--Passano
+a un metro dalla testa.--Non bisogna tirare quando vengono su. E'
+questione di calma: tu li lasci passare, poi ti volti e pam, pam, una
+botta nel culo. Te li vedi venir giù, a due a due. Se tiri prima che
+siano passati, quelli che seguono scappano via.
+
+Il tenente Sacco ragazzone forte pieno di orgoglio infantile, figlio di
+papà. Viene dal corpo degli automobilisti. Vuol passare per un
+conoscitore di donne. Fiero di aver goduto qualche libertà e qualche
+cocotte. Attacca ironicamente il tenente Lattes israelita pallido,
+occhiali, poca salute, intelligente tipo di lavoratore, sensualissimo,
+goloso, furbo, mellifluo, un po' strisciante.
+
+--L'amico Lattes, dice Sacco, rimpiange il suo imboscamento di un anno
+al comando supremo.
+
+--Taci! tu hai fatto la guerra molto meno di me. Ti dai delle arie da
+viveur per due o tre prostitute dei Portici Po...
+
+--Io non sono stato giolittiano e neutralista come te, e leccapiedi di
+tutti i professori germanofili. Dove eri nelle giornate di maggio?
+
+--E tu, dove eri?
+
+--Io, risponde Sacco, era ancora un ragazzo, ma almeno mi divertivo con
+fior di mezzi.
+
+Risata generale. L'espressione _fior di mezzi_ suscita una ilarità
+irrefrenabile. Il tenente Paccagnella, effettivo, bel ragazzo snello,
+elegante, viene dal corpo dei mitraglieri, già ferito due volte. Un po'
+effeminato nelle mosse. Interrompe annunciando che fra due giorni
+cominceranno le manovre con la 1ª divisione di cavalleria e i
+bersaglieri ciclisti per prepararsi alla grande offensiva prossima.
+
+Il capitano Raby a capo-tavola ride ironicamente. Ventisei anni,
+grassoccio, tende alla pinguedine. Mangia poco ma ne soffre perchè
+ghiotto. Faccia quadrata, grassa, piccoli occhi; tipo di turco.
+
+Se avesse il fez! Pigro, molle, dorme molto, intelligentissimo, però.
+Nasconde evidentemente delle riserve di energia preziosa. Ha inventato
+un motore a scoppio senza cambio molto semplificato. Grande memoria, sa
+quasi tutto. Crede fermamente nella teosofia, vuole spiegare tutto colla
+gradazione teosofica delle vite. Ufficiale effettivo di cavalleria.
+Dice:
+
+--Io non credo assolutamente nella cavalleria come truppa celere, utile.
+Non credo nelle tanks data la canalizzazione del Veneto. Ho comandato
+per due anni le autoblindate, a Gorizia e durante la ritirata, e ci
+credo. Se potremo slanciarci avanti coi bersaglieri ciclisti faremo
+cose grandi. Tutto al più qualche plotone di cavalleria per collegamento
+fuori dalle strade. Possono evitare gli accerchiamenti.
+
+Il piccolo Bosca entra nella sala brandendo una bottiglia di moscato.
+
+--Altro che cavalleria! ci vogliono donne, donne per prepararci!
+
+E' dimagratissimo dagli innumerevoli infortunii sul lavoro erotico.
+Corpo esile fragilissimo, ma grande forza nervosa e volontà.
+Intelligente, pratico, attivo, coraggioso e assetato di cocotte.
+
+Il capitano annuncia:
+
+--Domani andremo alla messa di Bevadoro per valutare il bel sesso dei
+dintorni.
+
+Sigarette e sigari in bocca usciamo tutti nella calda notte d'estate che
+si sprofonda incalcolabilmente su l'incalcolabilmente vasta pianura.
+cra cra cra cra cra cra cra cra cra cra cra cra
+
+Polifonia oceanica di rumori, scatti, tonfi. Rane. Rospi. Officina
+filanda di scricchioliii organizzati cra cra cra cra cra cra cra cra cra
+cra cra cra.
+
+Tutti i rospi della terra lavorano al tornio 3 miliardi di granate nere
+per bombardare di nero tradimento-terrore-ironia la troppo bianca lirica
+spasimante luna fiduciosa che nasce a sinistra. Dietro di noi la
+fattoria massa nera calda fende col suo tetto-prua il dilagaaante fresco
+oceano lunare di rumori odori argentei fieri acri.
+
+Sssssssssssssssssiiiiilenzio lunare.
+
+La luna soffia a gote bianche piene nel suo megafono di raso bianco per
+imporre il ssssssssiiilenzio. Taaaaaci! Vieeeeeni! La notte è
+attentissima a tutti i rumori. Alziamo la testa e incensiamo colle
+nostre sigarette la via lattea.
+
+Via lattea, muta rivolta di caratteri tipografici. Polvere di rumori già
+uditi... pinpinpinpindipingere... punpunpunpungere. Punteggiatura. Ritmo
+di telegrafo Morse. Stelle parole telegrafate d'amore o di guerra:
+200.000 uomini di riserva!... Presto! ad ogni costo! chiudere il varco
+del fronte... e del cuore che muore!
+
+La notte è attentissima a tutti i rumori. Bau bau bau della passione
+folle asmatica. Chi è chi è che abbaia? Quel cane o il mio cuore? Irto
+erotismo che abbaia verso la vulva soave colma di latte tenerezza, la
+luna. Bau bau. Hoooo pau pau pauraaa di non averti sotto le labbraaaa in
+questa notte spaventosamente vuotata dalla tua assenzaa.
+
+L'abbaiare del cane sveglia in alto a sinistra la costellazione dello
+Scorpione, smisurato dinamismo inchiodato. Lo Scorpione spara le sue
+stelle di punta che sembrano rumori di guerra: pan! in alto. Ta-pum! più
+giù. Poi pan! Ta-pum! in fondo all'orizzonte.
+
+Ti ti ti ti ti ti ti ti ti d'insetti.
+
+I volumi degli alberi setacci di rumori si sfasciano sotto la pasta dei
+rumori. Catalogare tuttiiii rumori presto, presto impacchettarli e
+spedirli a volo ai lontaniiisssimi silenzi affamati di rumori.
+
+Il cielo nero è un orecchio infinito circonvoluto, circoncanalato,
+contatore di rumori. 3 miliardi, 6 miliardi, 9 miliardi di rumori!
+
+Le acque veggenti copiano, copiano, azzurri copialettere della notte
+attentissima.
+
+La costellazione dello Scorpione è una muta fucileria di stelle, sparate
+contro il lontano ma prossimo Sole. Ma se ne infiiiiischia laggiù la
+locomotiva di quel treno di guerra che corre stringendo nella sua pancia
+sotto le sue mani di grasso fumo il rovente Sole imbavagliato che urla
+lunghe griiiida rosse disperatissssssime e trionfali di
+fuuuuufufuoooocooo.
+
+ * * * * *
+
+La chiesa di Bevadoro puzza come una stalla ed è piena di contadine che
+hanno un odore forte, belle vesti a colori. Alcune zoccolanti. Altre
+fruscianti in calze di seta e scarpini.
+
+Siamo seduti sul primo banco. Don Luca, prete di Bevadoro, rude
+sessantenne, abbronzato, ha due piccoli ragazzini di otto anni che
+servono la messa. Sembrano ammaestrati. Don Luca fa un cenno e il primo
+ragazzino gli solleva la tonaca nera. Subito l'altro ragazzino tira
+fuori dalla tasca della sotto-tonaca un vasto fazzoletto giallo e lo
+pone nelle mani aperte del prete. Queste soffiano tre volte
+rumorosamente un gran naso rossastro poi si ricongiungono. Il fazzoletto
+ripreso automaticamente dalle mani alzate del secondo ragazzino sparisce
+nella tasca. Allora il primo ragazzino lascia ricadere la tonaca. Don
+Luca comincia:
+
+--Dunque oggi vi parlerò dell'Immacolata Concezione... Taci, Giuseppino,
+fa silenzio! (rivolgendosi a un moccioso). Come vi dissi nella predica
+precedente, i profeti avevano annunciato che una vergine di Galilea...
+Mariettin! sì, sì, te. E' una vergogna venire in chiesa così scollata
+per eccitare i soldati! (rivolgendosi a una ragazza che arrossisce, Don
+Luca scende fra i banchi e le tira l'orlo della camicietta). Sei una
+sgualdrina! Dunque i profeti avevano annunciato che una vergine di
+Galilea sarebbe stata scelta come sposa da Giuseppe il falegname, e
+divenuta madre pur rimanendo immacolata, avrebbe dato la luce al divino
+bambino Gesù. Ora è in Paradiso. Come la vostra vacca nella stalla è
+circondata da tante mosche, così la Beata Vergine è circondata da tanti
+angeli nel paradiso. Tantum eeergooo! Silenzio!... Quest'anno ha
+tempestato. Non verrò a raccogliere l'uva nelle case. Quelli che
+vogliono portarmela vengano coi canestri nella canonica.
+Sacrameeeentuuum!
+
+Don Luca fa poi un primo giro di questua tra i banchi della chiesa. Ma
+davanti al primo banco tira con ostentazione dal portamonete due soldi e
+li fa cadere rumorosamente nel piatto.
+
+Fuori, un vecchio contadino che ara un campo mi dice:
+
+--Eravamo 14 uomini in famiglia prima della guerra, e coltivavamo 83
+campi. Oggi tutti gli uomini in guerra e poche donne qui.
+
+Poi riprende a pungolare due vacche e 6 buoi aggiogati che tirano
+l'aratro.
+
+--Valaa Furboon. Haa le vacchee! Rombon canaiaa. Bigioo valaaa. Vaacheee
+vaacooon ve beee.
+
+Una contadinella quattordicenne ma già forte, muscolosa impugna le
+stanghe dell'aratro pesando sopra col busto in avanti. E' graziosa. Con
+civetteria mi guarda voltando la testa all'indietro. Mette in rilievo le
+natiche e mostra con scatti abili delle belle gambe nude e rudi cuoiate
+dal sole. Le domando perchè le due vacche sono aggiogate in testa. Mi
+risponde:
+
+--Per segnà la strada.
+
+Fffuuu fffuuu fffuuu fffuuu dei fiati bovini
+
+Tlin trac tin tin tliiiin di catene e gioghi.
+
+Sono coricato in un solco; intorno a me corrono, battagliano i tre cani
+della squadriglia: Zazà, Nick e Kim. Kim è un foxterrier bastardo con
+muso da levriero dolce, stupido incoscente, ragazzaccio. Vuole fare
+tutto, andare da per tutto, velocissimo ma senza coraggio. Nick puro
+Ruffterrier tipo di uomo sanguigno ambizioso e prepotente, avventuroso,
+rissoso, indipendente. Poche idee. Pochi odii violentissimi. E' un po'
+pazzo. Fa una maffia elegante di balzi arcuati, pomposi, inutili su
+delle alte erbe imaginarie. Morde tutto. Insegue anitre, oche, galline,
+mosche e farfalle. Si tuffa in tutte le pozzanghere; poi si ricorda ad
+un tratto di Zazà e le fa una corte spudorata, brutale. Zazà si dà delle
+arie di cacciatrice di topi. Scava buchi e fruga in fondo per cercarvi
+delle talpe, corre velocissima ma si stanca presto. Fa la cura delle
+erbe. Golosa, intelligentissima e artista.
+
+Quando scoppia una rissa tra il suo adoratore Nick e il grosso bracco
+della fattoria, Zazà si sdraia per assistere. Spesso abbaia per
+annunciare a Nick il bracco nemico e aizzarli.
+
+Kim ama anche lui Zazà, si slancia e la rovescia. Zazà rotola sotto, poi
+scatta e morde Kim che fugge, ritorna. Addosso a Zazà che rotola
+regolarmente. Nick disprezza Kim. Ma se il bracco assale Kim, Nick con
+spavalderia di uomo atletico, interviene feroce.
+
+Monotonia, monotonia del sole operaio che cuoce i germi delle viti,
+sguinzaglia i tafani sulle groppe dei buoi, accende pruriti nella carne
+di quella contadinella, arroventa il dinamismo giocondo dei tre cani e
+gonfia il mio petto d'un'ansia soffocante di amore e di guerra. Vita da
+cow-boy. La nostra fattoria di Barchessa immobile, sola come una nave
+sul mare infinito delle pianure. Tutto il giorno senza giubba, piedi
+nudi nei fossi pieni di lucci, anatre, oche. Lucertoliamo al sole.
+
+A schiena nuda sento ramificarsi sulla mia pelle il cervello di Fabre
+formicolante d'insetti attivissimi in guerra. Intorno, le pianure
+vastissime, aperte, senza alberi partono a grande velocità lontaaano
+verso le radici del Grappa che si copre talvolta di nuvole e ribolle di
+cannonate ovattate. Questo è certo un bombardamento più feroce di tutti
+i precedenti. Ogni sera il Grappa si incorona di vampe convulse.
+
+All'alba erro nell'immensa pianura semi-allagata.
+
+Nick, Kim, e Zazà mi accompagnano. Sono divertentissimi. Ma Nick sempre
+più innamorato di Zazà diventa insopportabile. Quel bellissimo cane
+tutto muscoli scattanti è, come tutti i cani di razza, un mediocre
+assalitore di femmine. Tenta, tenta, ritenta. Zazà si presta con mille
+grazie e abilità impudiche. Nick non riesce. Lingua fuori,
+esasperatissimo, continua anche lontano da Zazà il movimento convulso
+della schiena. Io lo sollevo ogni tanto per la piccola coda dura come
+per un manico e lo tuffo nei fossi per rinfrescarlo. C'è invece un altro
+pretendente di Zazà, sempre in agguato a 50, 100 metri in giro davanti
+una siepe o nell'erba. Piccolo cagnolino bastardissimo nero con enormi
+orecchie da vampiro. Ghiandusso che lo ha dichiarato austriaco lo
+rincorre a pietrate. L'odiato pretendente sparisce ma 5 minuti dopo
+eccolo a pochi metri incollato a Zazà. Tutti addosso. Guaiti,
+lacerazione, fuga.
+
+L'altro giorno avevo Zazà al guinzaglio. Sicuro, non sorvegliavo. Ad un
+tratto doppio peso al guinzaglio. E' lui, incollatissimo. Devo
+piantargli il piede sul muso per sturacciolar via la mia cagnetta.
+Evidentemente il piccolo bastardo è un amatore fulmineo.
+
+Mentre le mie scarpe ruminano, brucano e masticano l'erba rasa, penso
+che tutti gli erranti pastori e cow-boys delle pianure americane
+portano nel loro corpo rimpicciolito dall'opprimente avviluppante
+Infinito, una minuscola rosicchiante ossessione oscena o una miserabile
+rapacità finanziaria. Essi non godono come me la vasta fusione dell'idea
+di spazio e dell'idea di tempo fra il sciiivff sciaaff dei piedi nella
+terra molle e pantanosa. L'abitudine delle vaste respiranti, dilatate,
+pianure toglie loro ogni curiosità e ogni amore per i cieli, le nuvole,
+le stelle e le polifonie degli insetti. Io che noto tutto, valuto,
+catalogo ogni sensazione letterariamente, mi sento naufragare a poco a
+poco nell'incoscienza dei pastori erranti.
+
+ * * * * *
+
+Ma il capitano Raby mi sorprende in una di queste meditazioni e mi
+invita ad accompagnarlo a Padova, dove si reca a vedere un suo compagno
+morente all'ospedale. Ecco la divina velocità, maestra d'ogni energia e
+d'ogni lirismo, furente inaffiatoio di varietà sorprendenti. Mezz'ora
+dopo entriamo all'ospedale. Atmosfera tragica e storia ancor più tragica
+di questo giovanissimo ufficiale di cavalleria che prese la sifilide a
+Pinerolo, si curò col 606. Apparentemente guarito tornò a Pinerolo, vi
+prese una blenorragia.
+
+--E' entrato pochi giorni fa all'ospedale, mi dice il capitano Raby. Ha
+delle febbri misteriose, dimagra. Avant'ieri l'ho trovato con un braccio
+al collo. Mi raccontò che nell'agitare il termometro si era rovesciato
+completamente il pollice contro l'avambraccio.
+
+Entriamo nella sala. Il maggiore medico ci dice in fretta:
+
+--E' morto stanotte. Ha le ossa disfatte e disgregate dal 606.
+
+Ci avviciniamo al cadavere. Non si può resistere dal fetore. Dal naso
+esce una materia verdastra e delle grandi bolle che scoppiano emanando
+un odore di putrefazione avanzata. Il maggiore dice gravemente:
+
+--L'uomo ha trovato due sole medicine: il chinino per la malaria e il
+mercurio per la sifilide. Gli antichi greci, persiani, indiani, cinesi
+frizionavano il corpo sifilitico con una pomata mercurale. Abbiamo fatto
+pochi progressi. I giovani in genere non resistono al 606, le loro ossa
+sono troppo fragili, si sfasciano, vedete.
+
+ * * * * *
+
+26 agosto, sveglia dolorosa alle due del mattino.
+
+Incominceranno all'alba le grandi manovre tra il Bacchiglione e il
+Brenta per prepararci all'avanzata tra Piave e Tagliamento. Saremo coi
+bersaglieri ciclisti in testa al primo corpo d'armata d'assalto sotto il
+comando del generale Grazioli. Ore tre, in macchina. Lotta tra la luna
+quasi piena che investe gli alberi coricandone le ombre lunghissime e i
+fanali delle blindate. Queste squassano, sfasciano sventolano le loro
+ombre nerissime geometriche. La campagna si gonfia di pulsazioni
+scoppianti di motociclette. Freddo. L'interno delle auto-blindate che
+diventa un forno al sole è, questa notte, una gelatiera. Un side-car
+con fanale bianchissimo che ci sorpassa sembra un pezzo di vita intima
+invernale strappata a un castello da un vento pazzo. Fantastica fuga
+d'una poltrona con relativo sedentario, le gambe prese nella coperta,
+davanti al fuoco del camino.
+
+Le truppe si concentrano in un immenso prato di monte Galdella, orlato
+di squadroni di cavalleria. Si indovinano i cavalli sotto gli alberi.
+Fiati, fiati di fieno, sterco, piscio, acri ammoniacati mordenti.
+Agitazioni di groppe e code sventaglianti. Nel buio sfilano le colonne
+di cavalleria. Ci accodiamo alla terza. Il corpo d'armata d'assalto ha
+il compito di rastrellare il terreno conquistato da noi e stabilire le
+prime linee difensive.
+
+Corteo lentissimo. Davanti a noi i cavalleggeri al trotto si fermano e
+mandano pattuglie in avanscoperta. Ci fermiamo, poi lentamente avanti.
+Caldo nauseante di olio bruciato nella mia blindata chiusa. Il rumore
+del motore con nota d'organo ostinata mi dà sonno. Apro lo sportello per
+non dormire. Una strada di campagna ci beve nel folto dei suoi fogliami.
+Ingombro di batterie da montagna someggiate con muli. Un reparto
+d'assalto fez neri. Arditi che sembrano scolaretti in ricreazione.
+Scapigliamento disciplinato. Si addensano, precipitano la marcia. Passo
+più che bersaglieresco. Violenti, velocissimi con maffia gloriosa. Penso
+all'assurdità delle manovre, cretine in tempo di pace poichè comandate
+da ufficiali invecchiati in caserma e imbelli; cretine in tempo di
+guerra poichè gli ufficiali che le comandano sono quasi tutti feriti e
+perciò svogliati dall'assenza del personaggio più importante: il signor
+Pericolo.
+
+Siamo di punta coi bersaglieri ciclisti in contatto silenzioso col
+nemico. Un razzo enorme sfascia il suo fuoco nel cielo. Sono gli arditi
+che indicano al comando il punto estremo conquistato. Giunge a cavallo
+un maggiore affannato. Con voce rotta dall'emozione dice al generale:
+
+--Vi è un tiro di artiglieria infernale sulla nostra destra. Minaccia di
+accerchiamento. Bisogna ripiegare. Ritirata.
+
+Le sue parole spaventate (da chi?) e i suoi gesti tragici sono di una
+comicità sublime in questo silenzio quasi assoluto che trasuda il
+bisbiglio degli uccelli negli alberi soffocati dal caldo quasi torrido
+di questa aurora d'agosto. Penso che se i reparti d'assalto colla
+cavalleria e le blindate s'infischiassero eroicamente di questo tiro
+d'artiglieria infernale non ci sarebbe proprio bisogno di ritirarsi.
+Tutto dunque dipende dall'accoglienza che noi faremo al signor Pericolo.
+Le manovre servono soltanto a stabilire qualche servizio logistico e a
+distribuire medaglie!
+
+Ore tre del pomeriggio. Riprendo la manovra nella mia blindata
+tropicale. Innumerevoli errori. Il generale temeva quel punto fosse
+battuto dall'artiglieria. Non è così. Vi sono solo delle mitragliatrici.
+Due maggiori dichiarano che le mitragliatrici sono 12. Invece sono due.
+Constato una volta di più che la nostra razza è legata alla
+improvvisazione e alla realtà. Non crede negli esami preparatorii, non
+ama le finte, risolve tutto quando l'esame finale è decisivo.
+
+Vado avanti colla mia blindata e un plotone di cavalleggeri appiedati,
+baionetta inastata. Mi seguono curvi in fila, defilandosi dietro la mia
+blindata che rincula con la poppa armata di tre mitragliatrici. In fondo
+la strada è sbarrata da 2 mitragliatrici coperte di fogliame. Un giudice
+di campo mi dichiara che non posso fare nulla. Io punto colle due
+mitragliatrici le due avversarie.
+
+Un capitano dei bersaglieri ciclisti insorge.
+
+--Guardi che le mie due mitragliatrici sono puntate e la strada è
+sbarrata.
+
+Rispondo:
+
+--Le mie sono puntate e blindate. E' mezz'ora che io inseguo i suoi
+bersaglieri. Lei non ha avuto il tempo di fare lavori di sbarramento.
+Del resto mentre io la mitragliavo i miei uomini hanno tolto tutti gli
+sbarramenti.
+
+--Non è possibile.
+
+--Il giudice di campo deciderà.
+
+A 50 metri da noi, altro dialogo tra due reparti avversari.
+
+--Lei con le sue mitragliatrici è fuori uso.
+
+--Io considero prigioniera la sua sezione.
+
+--Se vuole, si accomodi, signor capitano!
+
+Mi consolo dell'ironia scoraggiante e del caldo tropicale con
+l'ammirare una giovine mugnaia in rosa ritta sulla chiusa d'un mulino
+con un orinale azzurro nella mano destra. Beve estatica il tapaplum
+tapaplum di 3 cavalieri che galoppano sotto il ta-ta-ta-ta di una
+mitragliatrice innocua, a salve.
+
+=Ssssssssssss= della limpida vasta gomma di acqua convessa
+dell'affioratore. Gonfia gelatina trasparente che contiene tutto il
+sapore dorato dell'agosto. Cristallo mobile che porta l'immagine precisa
+della mia blindata.
+
+=Rrrrrrr= d'areoplano in cielo. Un fascio di sole fuor delle nuvole
+investe una bandiera azzurra alla finestra d'un cascinale.
+
+Passa un cavaliere con una bandiera rossa e bianca nello stivalone.
+
+Davanti, il prato è una fusione di smeraldi. Quattro bambini pastori. Si
+chiamano forse Rosa Italia, Ninette France, Nik Wilson, John Bull.
+Sorvegliano 2 groppe enormi cubiche: un toro cieco che si chiama
+certamente Berlino, una vacca elegante magrissima che si chiama senza
+dubbio Vienna.
+
+Mascelle: bruuc bruuc bruucroff bruucroff.
+
+Fiati: fuu fuu.
+
+Code incensieri e code ventagli contro le mosche
+
+Turutuum turutuum di cannonate sul Grappa.
+
+Tuf tuf tuf tuf tuf della mia autoblindata.
+
+Tuf--tuff--tuff della lavandaia che sbatte e sciacqua quei panni forse
+bende insanguinate nel fosso d'oro blu.
+
+Blu blu blu blu blu di tacchine berlinesi e romantiche.
+
+Plaaff plaaff di sterco di vaaacca vaaacca.
+
+Valaaa bireee vekiii moreee.
+
+Bruuc bruucrof.
+
+=Zzzzzzz= di mosconi tedeschi che tornano =zzzzzz= insistono =zzzzz=
+pungono metodici, filosofici. I 4 bambini pastori giuocano colla palla
+di caucciù solare che rimbalza sul prato verde.
+
+John!... Wilson!... France!... Italiaaaa!...!
+
+ * * * * *
+
+Da tre giorni l'intiera 8ª squadriglia si esercita al tiro della
+mitragliatrice. Mentre crediamo poco nella collaborazione della
+cavalleria in caso di celere offensiva abbiamo grande fiducia nelle
+nostre auto-blindate. Si lavora energicamente sotto il sole tropicale
+che trasforma la mia 74 in una vera scatola di cottura.
+
+Ricordo di aver per il primo nella mia _Battaglia di Tripoli_ paragonato
+la mitragliatrice a una donna seducentissima perfida capricciosa e
+crudele con la sua lucente cintura di cartucce. Trovo ora che l'immagine
+è precisa specialmente se si tratta di caratterizzare queste nostre
+mitragliatrici S. Etienne vendute dalla Francia all'Italia, più parigine
+e più femminili di ogni altra mitragliatrice, più passionali e più
+perfide. La mitragliatrice S. Etienne è un'arma perfetta, ma esige cure
+tali da stancare qualsiasi amante devoto. Sarebbe docile e continua, se
+ben fissata sul candeliere in terra. Ma soffre di affacciarsi alle
+finestre troppo strette della blindata. Non ama gli scossoni polverosi
+della velocità, esige una oliatura leggerissima, dirò meglio una
+toilette da Istituto di bellezza. Altrimenti si inceppa, mastica le
+cartucce invece di spararle e si ingombra lo stomaco colla polvere.
+
+Brutto affare sentirsi accerchiati mentre la S. Etienne ha le bizze. Il
+mio sergente ha svestito interamente una delle due S. Etienne in cupola.
+L'aiuto, seconda cameriera affaccendata intorno al corpo della dama che
+andrà al ballo. Eccola rivestita. Spara; poi di nuovo si inceppa. Il mio
+sergente bestemmia:
+
+--Accidenti, ora fa la matta! Questa stupida non ama l'olio!
+
+Si soffoca nella mia blindata. Salto fuori per respirare pensando a
+un'altra donna che fa la matta nella sua ultima lettera. Si chiama
+Bianca, è bionda, fiorentina, sensuale, sta a Palermo, spera di
+incontrarmi a Napoli. L'ho amata, ma la sua natura bizzarra piena di
+svolte misteriose, sincerità e snobismi, calcoli e generosità assolute,
+mi esaspera specialmente ora in questo periodo della mia vita di guerra,
+inadatto alle complicazioni e ai diabolismi erotico-sentimentali. Sarei
+contento di non rivederla più. E' una mitragliatrice graziosa, precisa,
+ma turbolenta e piena d'inceppamenti. D'altra parte, come incontrarla
+ora? Mi scrive una lettera assurda ponendomi l'ultimatum. Vedersi a
+Napoli o non vedersi più!
+
+Il capitano Raby mi batte sulla spalla con queste parole inaspettate:
+
+--Non posso andare ora in licenza, se vuoi andarci tu, puoi partire fra
+due ore.
+
+Scatto di gioia e accetto. Questa gioia mi irrita. Sento che il fascino
+della mitragliatrice lontana mi domina, ma dico con tono strafottente:
+
+--Caro Raby, grazie. Parto perchè non temo le mitragliatrici.
+
+
+
+
+XI.
+
+LA MARCHESA CASATI E I BALLI FUTURISTI
+
+
+In treno riepilogo le cose da sbrigare nella mia licenza: gruppi di
+giovanissimi futuristi da visitare, propaganda da intensificare, prima
+rappresentazione dei balli futuristi di Depero ecc. ecc. Dominano nella
+mia fantasticheria sonnolenta le figure di due donne: Maria, amica
+affettuosa e intelligente purtroppo influenzata da un marito professore
+germanofilo. La vedrò a Roma. E Bianca che amo un poco, molto, non so,
+desidero, odio, strangolerei o trascurerei, vedremo.
+
+Mi ero proposto 4 anni fa di eliminare durante la guerra qualsiasi amore
+importante. Non tanto per gelosia, quanto per portare al fronte un'anima
+serena, spensierata e gogliardica. Vi sono riuscito a metà.
+
+Nel compartimento vi sono molte donne. Il mio istinto le valuta. Una è
+coricabilissima, l'altra è coricabile, la terza è traversabile quando si
+ha molto freddo e molta noia nei nervi.
+
+Davanti a me, la moglie un po' volgare, ma bella bionda, sensuale un po'
+cocottesca di un venditore di formaggi milanese. Seduto vicino, un
+tenente aviatore romano chiacchierone, gioviale, scherza invita tutti a
+dividere il suo cestino poi mangia parlando colla signora milanese:
+
+--Stamattina, ho volato su Peschiera. Fui attaccato da un cacciatore
+austriaco. Subito l'ho contrattaccato, ma non ho potuto sbatterlo giù.
+Aveva un motore più forte del mio. Nel cielo di Torbole me ne sono
+venuti due addosso, di cacciatori austriaci. Ho dovuto tagliar la corda.
+Mi avevano forato le due ali come due setacci. Alle sette ero sulla
+piazza di Peschiera. Vedevo gli uomini sulla piazza...
+
+--Oh! conosco bene Peschiera! risponde la signora milanese con una
+assoluta indifferenza per l'eroismo aviatorio. E' una bella cittadina...
+Non butti via quel cestino. Servono molto i cestini per spedir la roba.
+In tempo di guerra tutto è buono...
+
+La mia ironia assapora questo urto violento tra il cretinismo di una
+donna mediocre e la verbosità di un eroe nato per fare l'impiegato e
+proiettato in alto nelle battaglie aeree dalla guerra, questa miracolosa
+trasformatrice di valori umani.
+
+A Bologna cambio treno. Nello scompartimento altro paesaggio umano:
+
+Alla mia destra e davanti a me due commercianti ricchi fornitori di
+guerra.
+
+Fingendo di sonnecchiare li ascolto.
+
+Quello di faccia calvo, pancione dice:
+
+--Che sole, al lido d'Albaro! Ci si sta bene. Come a Napoli. Pesce
+fresco. Abbiamo passato io e mia moglie una giornata divina.
+
+La moglie che gli sta vicino, grassa impellicciata, quarantenne, vecchia
+luna, approva col vasto seno.
+
+--Se un affare mi va bene, mi prenderò in affitto una villa per
+l'inverno prossimo. Non capisco come si possa, quando si può, preferire
+di passare l'inverno nel fetido nebbione milanese. Ora c'è molto lavoro.
+Io quest'anno per il lavoro non ho fatto la campagna.
+
+Penso che per questi imboscati il fronte temibile è Milano con la nebbia
+per nemico.
+
+Senza rancore, continuo ad ascoltare.
+
+Il mio vicino di sinistra altro tipo di fornitore di guerra, trentenne,
+magro, racconta con solennità:
+
+--Siamo stati su, in montagna, sopra Pontedecimo. Una signorina
+americana colla sua brava licenza di carrozza pubblica ci ha portato
+dappertutto. Come guidava bene! Abbiamo scovato così su, su, in un
+piccolo villaggio del burro in quantità! Ne ho un pezzo nella valigia. A
+proposito, tu non sai che il bel Luigi è morto! Non si sa più nulla di
+lui. Abbiamo fatto tutto per sapere se era prigioniero. E' certamente
+morto. Se avesse voluto! Dopo la prima medaglia ha voluto partire
+ancora! Già non è stato mai un giovane capace e serio. Faceva il bel
+giovane. Eleganza e donne! Suo fratello sì, che ha guadagnato dei soldi!
+Sua sorella è stata veramente fortunata, ha sposato un milionario!
+
+Il primo fornitore risponde malinconicamente come parlando a se stesso:
+
+--Io ho 4 vagoni di caolino fermi a Modane. Dall'Inghilterra! Cosa vuoi,
+nella mia fabbrica di porcellana tutto carbone, esclusivamente carbone!
+Noi non abbiamo come voi aria compressa e ventilatori. Per raggiungere
+certe calorie tutto carbone. Senza di che si cuoce lì bene e male là.
+Colla porcellana è così!
+
+Il secondo fornitore:
+
+--E' un anno che io aspetto 80.000 lampadine elettriche dall'Olanda!...
+Sono 35 anni che lavoro con Bianchi. Ci si sta bene, un personale d'oro.
+
+Mi addormento mescolando nel mio sogno il personale d'oro veramente
+tutto d'oro massiccio fantasticamente aggredito da 80.000 lampadine
+elettriche che gli scoppiano sulla testa. Traverso in sogno la fabbrica
+di porcellana con le pazze calorie equatoriali. Valico montagne di burro
+e mi sveglio a Roma nell'oro ricco, rovente, dorato di un sole pacifista
+di burro sontuoso.
+
+Nella folla scorgo il poeta Mario Carli, capitano degli arditi ferito,
+ora direttore di _Roma Futurista_. Ecco Balla, veloce, paglietta con
+nastro a colori dinamici, cravatta di celluloide tricolore.
+
+Abbracci. Entusiasmo. Sopraggiunge un gruppo schiamazzante di
+giovanissimi futuristi quattordicenni tutti affannati dalla speranza di
+partire presto volontari, tutti irti d'odio contro le isradicabili spie,
+il governo languido ecc...
+
+All'Hotel Flora, una lettera di Bianca che mi aspetta a Napoli e una di
+Maria che mi aspetta a Firenze.
+
+La sera vado dalla Marchesa Casati che desidera essere accompagnata da
+me alla prima rappresentazione dei balli futuristi di Depero.
+
+La Marchesa Casati è uno dei nostri più originali prodotti nazionali.
+Questa milanese geniale ha saputo per due anni di seguito battere
+clamorosamente in eleganza eccentrica e in sbalorditiva creazione di
+bizzarrie e snobismi tutto ciò che di più originale, elegante,
+eccentrico snobistico conteneva Parigi.
+
+Essa rimane la prova vivente che l'Italia se vuole può domani vincere
+anche il primato della moda Parigina. La Marchesa Casati è inoltre
+appassionata conoscitrice d'arte futurista, la difende e l'impone nella
+società romana. Sono meriti importanti che io particolarmente apprezzavo
+mentre l'Italia si valorizzava integralmente al fronte.
+
+Suono al cancello della sua villa in via Piemonte. Il campanello fa
+subito accendere laggiù in fondo al giardino buio il lampadario della
+scala esterna. Paaak. Ripercussione magica in un ambiente predisposto
+agli stupori. La porta s'apre: servo negro bello in frak elegantissimo.
+Nell'atrio un odore chiesastico. Forse incenso? No. Piante marine.
+Profumo dolce, acre, selvatico che accentua la bianchezza carnale d'una
+statua mutilata nella penombra. Sono nella biblioteca a fondo oro
+vecchio: le lampade non rischiarano che i tappeti. Questi imbavagliano
+le voci del palazzo. Entra il servo negro. Mi tende un vassoio con due
+cok-tails. Se fossi vagneriano penserei ai due filtri d'Isotta. Prendo
+il mio, bevo: cok-tail eccellente, non troppo forte, fantasioso, tonico.
+
+Ho nel sangue un ritmo africano sincopato e la ribalta accecante d'un
+caffè concerto.
+
+Il negro scompare con l'altro cok-tail, secondo filtro per Lei!
+
+Pausa. L'atmosfera ha delle intenzioni speciali. La turbo camminando su
+e giù. I miei scarponi enormi con speroni sono felici di stonare fra le
+delicatezze sornione delle luci striscianti.
+
+Con un lampo-slancio entra Swift il levriere bianco che veloce si corica
+in tondo nella poltrona bianca, profonda. Ritmo freddo polare di calme
+astrazioni filosofiche. Swift sembra un cordame bianco per frenare le
+probabili vele di questa casa che naviga nel sogno.
+
+Swift sembra anche un salvagente bianco.
+
+Una larga cadenza musicale di profumi e fruscii annunzia il terzo ritmo:
+la bella Marchesa!
+
+Saggia pazzia danzante aerea. La sua mano stesa. La sua voce chiara.
+Giovialità. Allegrezza d'alba primaverile. La prima impressione di
+naturalezza infantile centuplica i valori estetici della figura alta,
+agile, tagliente e pur flessuosa, inguainata e pure libera nel mantello
+di Paquin crespo di Cina nero con bordo infiorato di oro vecchio.
+
+Non le vedo il viso poichè le lampade illuminano soltanto i tappeti.
+
+La Marchesa apre un poco il mantello per offrire alla luce i suoi
+pantaloni turchi Calot in broccato oro vecchio orlati di pizzi
+veneziani. Ripete più volte il gesto di tirar sul seno una fascia d'oro
+vecchio che conduce giù i miei sguardi agli scarpini turchi oro vecchio
+con fibbia nera e tacchi alti madreperlacei. Ma le due mani che portano
+e sembrano rincorrere ciascuna due perle enormi sfiorano la parete e
+fanno scaturire altre luci da altre lampade cosicchè appare la faccia
+pallida e felina, una faccia di tigre sbiancata da un chiaro di luna
+intrepido.
+
+Grandi occhi neri, lenti che fissano un punto poi un altro con le pause
+di un proiettore. Ricordo il proiettore italiano che dal monte Corada
+fissava dopo il lungo nostro bombardamento le trincee austriache del Kuk
+travolte, sfondate, impaurite nell'attesa del nostro assalto. Qui
+l'assalto è dato dai cavalloni convulsi rossi dei capelli che le
+incorniciano la faccia.
+
+Ma la Marchesa non vuole dar l'assalto a nessuno. Ride, scherza, parla
+d'arte e della rappresentazione dei balli futuristi che andremo a
+vedere. La voce fresca e senza trucchi musicali contrasta col dilagare a
+ruota, a spirali, a volute degli sguardi muti. Questi sono pure sguardi
+naturalissimi, non vogliono nulla, nè fingono nulla, ma le occhiaie
+vaste e fonde contengono una involontaria magia di cerchi azzurri che si
+svolgono all'infinito.
+
+Certamente quegli sguardi potrebbero essere fatali ad un inesperto
+navigatore di mari femminili. Essi sprofonderebbero intorno le pareti
+per creare la penombra verdastra carica d'insetti lussuriosi e veleni
+profumati delle foreste native. La marchesa è una milanese bella
+intelligente e immaginosa che ha saputo crearsi un'atmosfera
+equatoriale, selvaggia, dolce e truce tragicallegrissima. Sudan
+imbellettato in automobile.
+
+La bocca è bella, prominente, ma poco civile. Mascelle graziose ma
+forti, da belva onesta. Le dimostro che nessuna donna ha mai avuto una
+distanza così grande fra le nari apertissime, mobili e le labbra.
+Risponde con una risatina a scatti, assolutamente inadatta al senso
+delle parole:
+
+--Conoscete il mio pappagallo dell'equatore che si chiama Bra-cadabrà?
+
+Nell'angolo buio un arabesco bianco, giallo, verde appollaiato stride:
+
+--Bracadabrà, Bracadabrà, Bracadabrà.
+
+Il grido del pappagallo lega i colori delle sue penne al rosso dei
+capelli della marchesa al nero degli occhi e delle nari, al rosso sangue
+della bocca e alla cravatta di celluloide bianca, rossa, verde
+dell'amico Balla che entra cantando:
+
+--Bracadabrà, Bracadabrà.
+
+Prima d'uscire la marchesa s'infila al dito mignolo uno strano anello
+che bilancia sospeso a tre catenelle un microscopico incensiere con un
+granello d'incenso fumante. Traversiamo una sala popolata da tre
+assiemi plastici di Boccioni in rissa con dei dinamismi violacei di
+Russolo e dei cicloni gialli di Balla.
+
+Usciamo. L'automobile è veloce. Roma notturna: ruderi presi a rasoiate
+bianche dalle lampade elettriche.
+
+La sala del Teatro dei Piccoli contiene molte russe agitate, zazzere
+pittoriche, occhiali passatisti di professori, signore romane
+magnetizzate dai titoli e dal cosmopolitismo, futuristi impazienti,
+veleni critici in bottiglia con la relativa testa da morto sopra, tutto
+il neutralismo elegante che si infischia della guerra continuando a
+mendicare un sorriso e un invito dalla principessa tale, dalla duchessa
+tal altra. Balordaggine snobistica, falsa intellettualità, smorfie pro e
+contro il futurismo.
+
+Sono seduto fra la marchesa Casati e la principessa di Bassiano,
+americana gioviale semplice e intelligente.
+
+Il pittore Besnard, illustre passatista, contende alla marchesa Casati
+una parte della curiosità bisbigliante.
+
+Il quadro dei selvaggi enormi fantocci di legno a colori e forme
+sintetiche impone il silenzio. Aurora africana con balzi di colori. I
+mormorii di stupore fanno pensare alla musica degli insetti sulle paludi
+tropicali. Si soffoca dal caldo. Questo è accentuato da un'enorme
+selvaggia rossa che s'avanza sulla scena. Ha un petto-ventre quadrato
+che subitamente spalanca due sportelli e partorisce una piccola
+marionetta.
+
+I bambini nella sala schiamazzano dalla gioia. Interrogo i figli della
+signora Giordana. Rispondono con entusiasmo che quelle marionette sono
+le più belle, le più vere, le più vive. Ora danzano incalzate dalla
+musica futurista di Malipiero, stramba, rude, originalissima. Il conte
+di S. Martino che mi stringe la mano calorosamente dichiara ad alta
+voce:
+
+--Il vostro Depero ha molto ingegno. Non dimenticate, Marinetti, che io
+sono un futurista della prima ora, non rimorchiato. Ho assistito a tutte
+le vostre manifestazioni e ho sempre pensato che l'ingegno originale è
+tutto nel vostro gruppo futurista.
+
+
+
+
+XII.
+
+UNA FESTA NAPOLEONICA
+
+
+La sera dopo sono nel salotto di Donna Maria Mazzoleni. Ho una grande
+stima e una viva simpatia per questa signora italiana che sa
+mirabilmente vestire d'ogni grazia e d'ogni eleganza una vita energica
+attivissima integralmente consacrata al patriottismo concreto e alla
+pratica filantropia. Spirito largo senza pregiudizi e con spiccate
+tendenze futuriste, Donna Maria Mazzoleni ha saputo fare del suo salotto
+il ritrovo delle persone più significative e più originali della
+capitale: diplomatici, poeti, artisti, musicisti, inventori, principi
+indiani, celebrità del teatro, inaspettatissimi prodotti umani
+dell'estremo oriente, ufficiali eroici, vincitori di record mondiali e
+bellissime signore.
+
+Questa sera non vi trovo che Missiroli, il pallido esitante indeciso ma
+troppo intelligente farmacista d'ogni ideologia. Spirito tutto a trapani
+inutili, a spaghetti senza sugo, cuoco accuratissimo di insipide
+preziosissime salse spirituali. Una di quelle tipiche sibille a
+rovescio, come io chiamo, i numerosi culturali falsi profeti che
+sbagliando sempre nelle loro profezie diventano involontariamente degli
+ottimi indicatori del futuro. Basta credere esattamente al contrario di
+ciò che profetizzano: si coglie sempre nel segno.
+
+Con mosse untuose da prelato Missiroli cerca d'inocularmi un po' della
+sua ammirazione sconfinata per la Germania. Rifiuto brutalmente
+l'iniezione. Egli colla piacevolezza di un cataplasma mi dichiara:
+
+--Avete torto di parlar male di Benedetto Croce poichè egli è il padre
+di tutte le vostre libertà futuriste.
+
+Rispondo:
+
+--Ho sempre avuto una profonda pietà per Benedetto Croce, malinconico
+carabiniere che predica la libertà rivoluzionaria.
+
+Entrano la contessa e il conte Bosdari nostro ambasciatore ad Atene.
+Spingo a poco a poco la conversazione ad una precisa valutazione della
+Grecia.
+
+Bosdari dice:
+
+--Il popolo greco è un popolo antiguerresco. Voleva rimanere neutrale.
+E' stato strappato alla neutralità da Venizelos. Ora l'esercito greco
+organizzato per forza dai francesi non vuole assolutamente battersi.
+Venizelos non ha un vero seguito, nè un vero partito. Non vi sono
+nazionalisti, nè patrioti in Grecia. Venizelos ha perduto il contatto
+del suo popolo perchè ha fatto la rivoluzione con le forze degli
+alleati, cioè con forze forestiere. _L'entente devait le laisser pourrir
+dans sa neutralitè._ E' un popolo incurabilmente neutrale, pacifista,
+ma non germanofilo. Non ha mai creduto nella potenza della sua Regina
+tedesca. E' un'oca. I famosi schiaffi e la famosa pugnalata della Regina
+al Re sono fiabe. Per molto tempo Venizelos non è riuscito, neanche coi
+denari, a trovare 50 individui che gridassero: morte a Costantino! Ma i
+francesi hanno una grande influenza ad Atene, una vera prepotenza,
+spadroneggiano.
+
+Comprendo che Bosdari si è urtato profondamente con Venizelos. Bosdari
+ha un fondo d'incurabile germanofilia. Conclude:
+
+--Ho fatto capire a Venizelos che l'unica potenza la cui amicizia può
+permettere alla Grecia di non essere la misera vassalla dell'Inghilterra
+e della Francia è l'Italia.
+
+Donna Maria Mazzoleni che sa meglio di Madame di Sevigné dirigere il suo
+salotto intellettuale con varietà e contrasti interessanti mi prega di
+declamare le mie parole in libertà «_Treno di soldati turchi ammalati_».
+
+Rompo con forza decisiva l'atmosfera di finezze diplomatiche. Vivo
+successo di declamatore. La conversazione è orientata ormai sulle
+demolizioni utilissime compiute dal movimento futurista e sulla
+rivoluzione pittorica creata da noi in tutto il mondo col predominio
+lirico, plastico del genio nostro. Altri invitati sopravvenuti
+raccontano le leggendarie cazzottature del teatro Costanzi, le
+burrascose esposizioni futuriste a New York a S. Francisco. Un attaché a
+l'ambasciata Cinese spiega l'influenza decisiva del pittore Boccioni
+sull'arte dell'estremo oriente. Si parla molto di una grande festa che
+il conte Primoli darà domani nel suo palazzo napoleonico in onore dei
+mutilati.
+
+ * * * * *
+
+Vi partecipai colla marchesa Casati che mi presentò al famoso Loulou
+Primoli. Raffinatissimo, colto, intelligente, ma tragicamente passatista
+figlio di una Bonaparte, maestro d'ogni cortesia e d'ogni bizzarria
+erotico-sentimentale.
+
+Salgo colla Marchesa per una scaletta piena di fiori e di statuette di
+Napoleone. Il guardaportone, personaggio dell'impero, saluta tutti e
+lascia passare tutti.
+
+Siamo in casa del Passato. Passato vinto, indulgentissimo, disilluso e
+nostalgico. La scala sale girando con grazia e portando faticosamente la
+sua balaustra carica di stoffe rosso e oro. Infilata di camere
+rosso-oro. Vere cappelle asfissianti di fiori e di profumi artificiali.
+Fiori, fiori, falsi e naturali in scatole, scrigni, vasi e vassoi.
+Ritratti, ritrattini, ninnoli intimi preziosissimi, ricordi, album,
+fotografie d'ogni dimensione, autografi enormi come di giganti e flebili
+sbiadite calligrafie di regine morte. Tutte le cose sacre d'una vita
+sontuosa che preferisce il ricordo alla crudele realtà presente, tutto
+marcato dall'affetto e dal tempo messo in vetrina spudoratamente, con
+ostentazione quasi oscena. Ultima offensiva d'un passatismo disarmato
+che utilizza le sue fragili armi senza grazia alla rinfusa per fermare
+ad ogni costo il futurismo vittorioso e le sue velocità furenti. Questa
+sala contiene due pezzi di chiese distrutte, tre portantine pregne di
+profumi imperiali, due madonne di bronzo decapitate e una grande grata
+panciuta di vecchio legno dorato tolta dal coro di una chiesa di Siena.
+
+La portantina sussurra che le donne del tempo che fu sapevano meglio
+amare. Dalla grata panciuta cola come da una chiusa la cadenza morbida
+d'un canto chiesastico. Ma le due Madonne tendono sinistramente le mani
+vuote come per ridomandare ai rigattieri ebrei le loro teste
+probabilmente vendute a parte.
+
+L'odore di muffa aggredisce le nari. Polvere, polvere. Bricabrac di cose
+vecchie, morte affastellate. Sembra la vendita all'asta di una reggia
+che l'ultimo erede reale offre per necessità ad un popolo
+rivoluzionario. Questo però non compera, invade, devasta e brucia.
+Infatti le stoffe rosse danno l'illusione delle fiamme e i profumi densi
+si inacidiscono fino all'acredine dell'odore di bruciato e di sangue.
+
+Folla di signore. Dominano le cretine:
+
+--Oh ma chère, chère, chère madame, quelle joie de vous revoir!
+
+Tipica frenesia balorda e grottesca delle signore spalmate di falsa
+aristocrazia, orgogliose tacchinescamente di trovarsi in un salotto alla
+moda select unico. Tutte un po' seccate di trovarsi così numerose.
+Sarebbero raggianti di potere compiangere molte amiche assenti. Ma non
+avrebbero allora il piacere di vedere il loro privilegio notato da
+molte.
+
+La maschera di cera di Napoleone assiste impassibile a questa nuova
+ritirata di Waterloo.
+
+Tutto in vetrina, anche i gloriosi mutilati da festeggiare. Sono seduti
+immobili nelle poltrone rosso e oro del grande salone. Visi rudi cotti e
+riplasmati dalle carezze ferree corrosive delle rose granate. Visi
+scabri, tipici come il Carso. Pezzi di sole ancora fumanti e vibranti.
+Ora sono un po' pacificati, ma vi passa sopra il brivido di una
+irritazione. Perla il sudore su quella fronte. Sentono il peso
+insopportabile di quel lusso sfarzoso ammucchiato con boria. Nei loro
+occhi oscilla l'anima tra le preoccupazioni di denaro e il piacere
+inusitato dei ricchi omaggi mondani. Intorno accaparranti fastidiosi
+tutti i brusii mormorii delle donne che vorrebbero essere materne e
+invece urtano sbadatamente tutti gli spigoli doloranti di quelle
+sensibilità troncate.
+
+Silenzio! silenzio! Il celebre Battistini canterà una canzone
+napoletana.
+
+Vola con grazia lentamente poi si slancia patetica in alto la grande
+voce del cantante meraviglioso, un po' sciupata, ma piena ancora di
+magie. Si gonfia, si arrotonda, cerca di spalancare l'angoscia
+appassionata del golfo di Napoli, rompendo e travolgendo pareti, stoffe,
+soffitti di oro fuor dal bricabrac passatista, per toccare le vivide,
+fresche, elettriche stelle d'Italia che brillavano certo nella
+battaglia su quei soldati come su dinamo instancabili dalle scosse
+micidiali. Gli applausi e le approvazioni sventagliano mille idiozie ma
+hanno il rumore della risacca notturna sui Faraglioni tetri, eroici di
+Capri.
+
+Ora si aggira, in mezzo ai busti, statue, statuette, il Bonaparte
+padrone di casa e direttore di questo immane esibizionismo d'intimità
+napoleoniche. Cortesissimo, pieno di grazie delicate, ma tozzo, stanco,
+grosse spalle finite, tirate giù dall'enorme _tight_ verde-blu scuro e
+il cravattone quadrettato grigio-perla e blu.
+
+Loulou Primoli ringrazia i suoi invitati con molti sorrisi nella faccia
+rossa un po' cotta dai liquori, baffi grigi, gote gonfie, cascanti,
+occhi scuri sagaci d'antiquario.
+
+Esco colla Marchesa Casati, felice di rivedere all'aperto la mia amica
+futurista in un'altra serra calda che abbia per soffitto l'arco caldo
+azzurro del cielo romano.
+
+
+
+
+XIII.
+
+I VELENI DEL GOLFO
+
+
+Sono stanco di artifici e di snobismi esasperati. Bianca mi aspetta a
+Napoli!
+
+Il giorno dopo alle due del pomeriggio appena entrato nello
+scompartimento soffocante sono preso da un'ansia inaspettata. Il treno è
+zeppo. Quasi tutti napoletani. Sono forse le loro voci cadenzate che mi
+spremono i nervi mutando completamente la mia sensibilità. Il mio cuore
+raddoppia i suoi battiti. Vorrei aprire la mia giubba grigio-verde per
+respirare, respirare il grande alito passionale del golfo. Ma è ancor
+lontano, molto lontano. Perchè non parte il treno? Sono pigiato sul mio
+sedile, ma non sento più nulla, tutto assorto nella visione interiore
+bruciante di Bianca. Dunque l'amo pazzamente? Forse. Sono strabiliato
+dalle bizzarrie della mia anima che porta con se in guerra ridendo e
+combattendo spensieratamente un amore sepolto, ma vivo ora scattante.
+
+Il treno parte accelerando col suo ritmo il ritmo del mio cuore che
+s'avventa per frugare nei ricordi, precisare le sensazioni.
+Completamente isolato nel mio sogno, vedo Bianca, la sento!
+
+Bionda, bionda, gracile, flessuosa con quei suoi occhi pieni d'oro
+verde, bellissimi occhi che ridono e bruciano sotto la capigliatura di
+scintille e polvere d'oro. Chissà se mi sarà possibile vederla un po' a
+lungo a Napoli? Sua zia bisbetica e provinciale ha una franca antipatia
+per me. Ma Bianca saprà dovrà superare ogni difficoltà per vedermi!...
+
+La risento nelle mie braccia come la prima volta in casa mia nel mio
+appartamento di Chiatamone 5 anni fa. Aveva un vestito leggerissimo,
+sembrava nuda. Io l'ubriacavo di poesia. In un attimo i miei baci
+travolsero ogni sua volontà. Scapigliata, languida, eccitatissima!
+Invocava un pettine per ravviarsi i capelli. Ricordo ancora di aver
+chiamato la mia cameriera Giulia che offrendomi il pettine mi spaventò
+col suo viso inferocito dalla gelosia.
+
+Andammo a pranzare insieme. Pioveva. Bianca si abbandonava sul mio
+braccio felice della pioggia che ci isolava dal mondo. La marea d'una
+passione violenta mi portava sulle vette acute delle fantasie più
+suicide. Le dicevo:
+
+--La mia vita è lì sulla tua bocca... tutta la vita in un tuo bacio!
+
+Le proposi di partire per Sorrento. Non volle. Ma in carrozzella
+semi-aperta sentii che ogni sua difesa era vana. Tutte le forze della
+luce, dei profumi, dei suoni e dei rumori si coalizzano, impongono,
+esigono che ogni ritardo sia abolito. I baci nostri sono fitti,
+precipitati, affannosi. Sembrano incalzati dalla pioggia in una
+elettrica furia di vibrazioni. Scendiamo dalla carrozzella. Nel
+giardino le nudità pericolose troppo bianche delle statue sembrano
+uscite dal coito acre mordente schiaffeggiante di quel mare virile.
+
+Convinco Bianca che docile viene dove voglio. Ansando come un ladro la
+guido per la mano nel buio della scala, poi nel buio appartamento, piego
+il suo corpo che trema sul letto nel buio, svestendola febbrilmente con
+le mie mani convulse che si sbagliano, strappano, strappano le ultime
+barriere davanti alla piena irruente della mia passione.
+
+Bianca è quasi nuda. Non vuole la luce. Io esigo lo splendore illuminato
+di quel corpo ed eccolo finalmente tutto da baciare con mille elogi
+deliranti, carezze che frugano si arrampicano insistono divorano.
+Velocità d'incendio che nessuno potrà spegnere.
+
+--Stiamo al buio, te ne prego...
+
+Io rifaccio la luce. Ma lei implora:
+
+--No! No! che scandalo! che scandalo! Sei cattivo! Caro, caro, mi piaci
+tanto! Mi piace il tuo temperamento impetuoso, ma Dio mio! non ti calmi
+mai! Fermati con questo tuo dinamismo!
+
+Bianca ride.
+
+Io rispondo:
+
+--Dinamismo plastico!
+
+Ridiamo insieme. Risate che sfumano nelle strette feroci dove le nostre
+anime si spremono.
+
+--Ho paura, dice Bianca, penso che mi farai soffrire, terribilmente
+soffrire.
+
+Si rituffa nell'incosciente abbandono, soffocando le sue grida sotto le
+ondate pesanti del piacere. Poi un tremito convulso l'assale. Mi ricordo
+che questo tremito non cessava più. Mormorava e implorava:
+
+--Ho freddo, freddo, tanto freddo, riscaldami, amore!
+
+Io la riprendo. Eccola beata, rapita, bambina. La sua anima alla deriva
+nuota come in una scia di bollore lunare. Con precisione ricordo i suoi
+piccoli strilli di spavento-pudore mentre girava cercando le sue vesti
+nella camera, nuda, minacciata dalla luce che io accendevo e spegnevo.
+
+Mangiammo insieme delle frutta nella sala da pranzo, poi la ricondussi
+in carrozza alla casa della zia, senza pensare che non l'avrei riveduta
+per un anno. Che schianto! Per un anno la cercai senza ritrovarla,
+invocando il suo ritorno disperatamente. Il mistero di quella lontananza
+e di quel silenzio mi tormenta oggi più che mai.
+
+Bianca non seppe non volle spiegarmi nulla, quando la rividi, un anno
+dopo. Mi parlò di un fidanzato. Compresi che non poteva essere sincera.
+Certo avrebbe aperto tutto il suo cuore se avesse potuto. Mi disse:
+
+--Ho fretta questa sera. Domani mattina alle 10. Avremo tutta la
+giornata per noi.
+
+Bianca è un'amante strana. In fondo la credo una innamorata dell'amore.
+Sensuale e cerebrale. Odia le ore d'amore rubate in fretta alla vita. Le
+piace organizzare bene le voluttà. Ha un corpo ideale d'amante
+predisposto a tutte le raffinatezze del piacere. Non lo dimenticherò
+mai. Ho bisogno di lei. Che occhi mutevoli! Occhi di carnevale! Era
+felice di questa immagine e l'accoglieva aprendo la sua bocca ardente
+come per mangiarsela fra i dentini bianchi... Sento, sento che se avessi
+qui Bianca con le sue labbra che si liquefanno fra le mie la soavità del
+nostro bacio sarebbe tale da fermare di colpo questo treno.
+
+Dunque, sono innamorato come un pazzo di Bianca. Perchè, perchè non la
+prendo con me, strappandola alla sua vita ambigua di signorina che ha un
+amante, ne ebbe forse già due, sotto la sorveglianza balzana di parenti
+ostili, libera e prigioniera inesplicabilmente?
+
+Bianca è capricciosa. Ogni volta che io ebbi il dono del suo amore la
+trovai diversa. Ricordo il nostro quarto convegno a Palermo. Sembrava
+ridiventata pura come una vergine. Per un nulla le vampe al viso. Mille
+pudori e la lunga difesa di ogni angolo del suo corpo. Poi dopo il primo
+amplesso riapparve la fragorosa luce dei suoi occhi di carnevale che
+ridevano offrendo la bocca come un fiume di delizia nel paradiso, la sua
+bocca nuda, aperta e inquietante. Una strana sensualità quasi oscena nel
+sorriso di quel viso roseo, ardente fra i capelli biondi,
+sparpagliamento di scintille sul guanciale.
+
+Ricordo un'altra volta: Bianca benchè legata dalle abitudini signorili e
+sdegnose della sua vita semi-aristocratica, venne con me felice in un
+piccolo albergo da marinai piuttosto sporco. Unico albergo che non fosse
+pieno, in una città marittima. Era elegantissima, nasino al vento, quel
+nasino all'insù birichino e francese. Volle portare da sola la mia
+valigia fra i camerieri stupefatti, per dimostrarmi la forza dei suoi
+muscoli. Le dissi:
+
+--Questa stanza è brutta, ma vale cento paradisi.
+
+Mi rispose spensieratamente:
+
+--Somiglia a una camera d'albergo di Alessandria d'Egitto.
+
+Sapevo che Bianca aveva già molto viaggiato con sua zia in Oriente. Più
+volte mi aveva parlato di Costantinopoli. Nondimeno la sua allusione ad
+un albergo simile a quello che ci ospitava mi turbò, quasi mi fece male.
+
+Quel giorno a letto più nitidamente mi si conficcò nel mio spirito
+questa verità spaventosa! Bianca aveva due anime. Mi offriva la prima
+ingenua, fresca, fremente, pudica, tutta in lacrime e confusioni soavi;
+poi al secondo amplesso mi spalancava una seconda anima di lussuria
+gogliardica, ironica quasi clownesca, un'anima da caffè concerto di
+secondo ordine. Diceva con mille scatti buffi:
+
+--Mi piacciono, mi piacciono i tuoi baci sulla schiena, ma non li
+voglio... Per carità non toccarmi il puff... Il mio puff è scemo,
+resterà scemo, non capisce nulla... In quanto a lei, lei! Elle est très
+délurée... Lei è pazza, pazza da legare. Colpa tua! Ora è pazza!...
+Veramente pazza!
+
+Allora Bianca diventava frenetica, moltiplicava i suoi baci e le sue
+carezze rivelando di tanto in tanto una sapienza sensuale da cortigiana.
+Diceva con voce puerile:
+
+--Queste sono le rotelle del carrettino!
+
+Poi facendomi ammirare il suo ventre perfetto e, con un dito
+sull'ombelico, soggiungeva:
+
+--Questa è la piccola buca delle lettere tutte per me.
+
+Su quel vasto letto, in quella brutta camera d'albergo si esercitava la
+pressione del porto tutto catrame, fumo, carbone, antenne, sole
+accecante ruvidissimo nelle alberature, polvere salata, scricchiolio di
+ruote, carri, carrucole, peso dei cavalli monumentali e dei carriaggi
+sul selciato di bragia, treni di piombo ripiombanti sulle rotaie e odori
+furenti.
+
+Ero torturato, inquieto. Ma il mio petto si sfasciò dalla delizia quando
+Bianca mi ridonò la sua prima anima infantile, vergine, con queste
+parole:
+
+--Ed ora stiamo buoni. Voglio soltanto che tu mi mangi un po' la
+boccuccia.
+
+Nello scendere dal treno a Napoli io constatai che una lotta si era
+scatenata fra il mio cervello volitivo pieno di idee di guerra e di
+prossima offensiva e il mio cuore tremante, vinto, liquefatto,
+napoletano. Irritatissimo, sconvolto, con le lagrime in gola,
+traballavo nella carrozzella traballante pei vicoli notturni.
+
+Napoli nei primi anni di guerra, fu sempre sfacciatamente illuminata
+negozi e caffè. Ora imitava finalmente le altre città mascherandosi di
+azzurro per paura di un secondo bombardamento di aeroplani. Per
+difendersi e nascondersi i napoletani hanno riempito le strade di
+piccole lune graziose copiate sulla grande loro luna speciale.
+
+Piccole lune da strada! Piccole lune quasi tascabili! Questa arrotonda
+una fresca volta di grottazzurra di Capri. Vi tremano sotto liquide
+turchesi e gioielli d'acqua.
+
+In quest'altra piccola luna da strada scintilla il fondo abisso del mare
+con palombaro e lampadina elettrica fra guizzi fulminei di pesci. Ma la
+giocondità rossa bianca napoletana schizza fuori dalle botteghe radendo
+il selciato. Una giocondità tutta a risate represse, occhiate,
+sghignazzamenti, baci veloci, strette di mani incandescenti, gomitate
+d'oro, luci schiacciate, spremute fra i battenti delle porte sulle
+soglie nei buchi del marciapiede.
+
+L'allegria napoletana cede un poco, ma non troppo, alla severità della
+guerra. E' ottimista il vasto golfo carnale, indulgente e distratto. Sa
+che dopo i malefici iettatori aerei con relativo sterco esplodente
+ritornerà la pace pei soldati vittoriosi carichi di passione da spandere
+in canti larghi tali da colmare tutti i pozzi del terrore materno.
+
+Così io penso che nel mio cuore la guerra di ferro e fango saprà
+vincere la dolce e velenosa guerra dell'amore. Molleggia la mia anima in
+carrozzella per le strade spaccate forse dalla passione. Quanti buchi
+affettuosi! Il mio spirito virile somiglia al mio cocchiere che tira
+ferocemente, tira a strappi brutali il cavallo sfiancato fuor dai
+binari. Ma il cavallo sfiancato come il mio cuore va dove vuole, a
+destra, a sinistra, resistendo alla mano violentissima che lo strappa.
+Non m'ispira pietà quel cavallo, tanto è di caucciù indifferente sotto
+le frustate tremende in testa, atroci.
+
+Il selciato è più che napoletano, svaccato. Il cocchiere accanito
+sradica fuor dai binari il cavallo, sturacciolando la carrozzella che
+balza come un fa bemol fuori dalle righe musicali. Arpeggio violento
+strappato nelle corde tese delle strade notturne, molli di languore
+erotico, arpe coricate degli abbandoni carnali.
+
+Povera carrozzella dell'amore e del canto nostalgico che con schianti e
+singhiozzi si strappa dai binari ferrei della vita di guerra.
+
+Il cocchiere bestemmia:
+
+--Accidenti! Fetente!
+
+In realtà dove vanno a finire le ruote del mio cuore, lo sa il Padre
+Eterno!
+
+Ma i vicoli splendono sgargianti infischiandosi degli areoplani.
+All'imbocco di questo vicolo il viscido argento profuso dei pesci fuor
+dalle casseforti sfasciate del mare. Più su, tutti i fatti di sangue
+dei pomodori e dei cocomeri. Venti passi più innanzi crollati giù e
+dormenti tre rosei volumi di grassi bambini pneumatici da réclame. A
+destra in vetrina la morbida materna bontà cedevole delle mozzarelle
+troppo femminili che godono il proprio fresco immacolato candore.
+
+Bisogna bene passar la sera in un caffè concerto. Non potrò vedere
+Bianca prima di domani mattina. Nello schiamazzo luminoso della sala
+Umberto, canta una donna in gonnellino vermiglio, pallido visetto che
+suda sotto ciocche nerissime, pesanti. Occhiate di liquirizia. La
+canzone trascina voci e anime di spettatori.
+
+ Mamma dice
+ non devi morir
+ di malinconia;
+ c'è il biondino
+ che ti vuol bene.
+ Perchè aspettare?
+ sono sei mesi
+ che non scrive più
+ forse è morto.
+
+A tutte le frasi sagge e interessate della madre il ritornello risponde
+con un'ondata grave, triste, ostinata, religiosa:
+
+ Voglio il mio amore
+ che vive in trincea,
+ voglio il mio amore
+ che aspetta e spera.
+ Voglio il mio amore
+ che alla sua bella,
+ che alla sua bella
+ ritornerà.
+
+Sono preso anch'io dall'ondata e canto con tutto il pubblico come un
+canotto preso fra i ghiacci veloci di quelle buone bibite napoletane che
+la mia gola bocca bruciata, beve remando colla lingua. Dormo male con
+incubi e sobbalzi all'albergo S. Lucia. All'alba di nuovo in carrozza
+con un mio piano d'uomo geloso e sentimentale.
+
+Sei e mezza. Fa fresco. La mia carrozzella è ferma in agguato. Vedo la
+porta di Bianca senza pericolo d'essere veduto.
+
+Viene fuori la sferica mammelluta portinaia a vuotare le immondizie nel
+carretto dello spazzino.
+
+Bianca sta al pianterreno: a tre metri dalla sua finestra una cassetta
+postale. Due bambini corpicini sparpagliati, gambe nude, passano
+toccando tutto. Si fermano estatici dinanzi a un fanale dipinto di
+fresco, verde. Lo toccano. Il portinaio di Bianca viene fuori a sbattere
+il tappeto dell'entrata, scopa la soglia, lucida gli ottoni della porta.
+
+--Fra cinque minuti mi sporcherò, pensa l'ottone luccicando sotto le
+mani.
+
+Bianca è in letto, dietro quelle griglie. Respira. La mia forza preme.
+La sua tentacola nelle coltri del sonno. E' molto presto. Aspettiamo.
+
+Tre bambine povere vanno a scuola, in nero, un fiocco rosso sui capelli.
+Si fermano. Si raccontano.
+
+Una bambina dodicenne elegante in azzurro, bionda, precede a passi
+rapidi concisi di dovere--tac tac tac--la cameriera vecchia, rullante,
+sbrindellona, ciabatte.
+
+La bambina sbuffa:
+
+--Auf! che tartaruga, la Maria! lo dirò a mammà.
+
+Un bambino di 6 anni fa trascinare il peso delle sue gambe da una
+giovane cameriera bruna che corre per non perdere l'appuntamento
+coll'amante. Ogni tanto la cameriera si tira su la giarrettiera.
+
+E' ancora presto. Molto tempo da aspettare.
+
+Din din din campanello di chiesa. Rrrrrr di automobile catarroso in
+questa rimessa. Ne esce il meccanico, gabbano grasso, lurido, nerastro.
+Frescolino venato di tepori. Penso che quella cassetta postale comunica
+forse col letto di Bianca. Dal letto Bianca può impostare. Se da fuori
+io imposto una lettera, questa cadrà forse nel suo letto!...
+
+Cip cip cip di uccelli. Un raggio duro lungo di sole si slancia giù dal
+cornicione di una casa, picchia il selciato e lo apre: calce e oro
+accecante.
+
+La frusta del mio vetturino oscilla tra il mio naso e le griglie chiuse
+di Bianca che io fisso.
+
+Il cocchiere gira intorno alla carrozzella, calmando il cavallo
+impaziente coi suoi: eheee eheee.
+
+La targa di marmo che porta il nome della strada sembra chiudere colla
+forza di un suggello la via la casa e la vita-amore di Bianca.
+
+Penso che nella penombra calda sudata della sua camera da letto ora
+entra la cameriera col cioccolatte. Calore, sudore, odore vanigliato
+acidulo fra i seni di Bianca. Si sente la bocca arida, si ravvia i
+capelli, domanda:
+
+--La posta.
+
+--Grazie.
+
+Fuori strada in pendenza. Tutte le strade si inchinano sotto il peso del
+calore per versare gente giù nel Golfo. Strade che si tuffano nell'acqua
+fresca della sua voce che ricordo:
+
+--Sono piccini, piccini, piccini i miei seni.
+
+Il sole salta a piè pari giù dal cornicione con tutti i suoi pendagli e
+fiocchi di fuoco pesante. Piomba nella strada precisando
+burocraticamente le ombre.
+
+Due postini con nella mano alzata un grosso pacco di dolori piaceri
+angosce. Ciriguée-guée di cancello che s'apre. Peso del sole sulla
+strada. Peso delle lettere nelle mani dei postini. Cameriere e portinaie
+corrono intorno ai due postini abbeveratoi che tengono alte chiuse le
+mani-rubinetti. Tac tac tac pac pac pac di passi.
+
+Aspettiamo ancora, mentre il calore dilata sforza la strada. Attività
+delle mosche sulla groppa del cavallo, sventagliamento della coda
+autonoma.
+
+La vita ancora triste tentennante si rinfranca a poco a poco. La strada
+che era vuota, vergine, sola sonnolenta e floscia, aveva dimenticato i
+passi umani.
+
+Ora si svincola freme, scatta, si irrigidisce sotto le vite-passi che la
+pungono di volontà-speranza.
+
+In quella finestra aperta una cameriera scopa, scopa, scopa da circa
+un'ora. Gran Dio come hanno sporcato la casa: la risporcheranno.
+
+Un operaio porta un water-closet di porcellana al fianco. Una serva
+porta un pezzo di campagna verde sulla testa. Un altra ha fra le braccia
+un pezzo di battaglia sanguinosa e un pezzo di delitto rosso in una
+carta gialla. Un vecchio passa oscillando, calvo, sudato sotto un enorme
+vaso di palme, Oriente, viaggio.
+
+Ad un tratto il sole mi trapana il cranio con un consiglio!
+
+--Cosa fai, cretino? cosa aspetti? cosa sorvegli? Dà una mancia al
+portinaio e entra.
+
+Il consiglio è ascoltato.
+
+ * * * * *
+
+Alle 5 del pomeriggio io stringevo finalmente fra le braccia una
+prodigiosa felicità che mi riempiva la gola di dolci singhiozzi. Bianca
+era mia, mia, assolutamente mia come non era stata mai.
+
+Dopo due ore di amore forsennato, atroce, lacerante, disperato,
+scendiamo languidi stanchi felici nella strada affocata per portare le
+nostre anime al mare che ha i lenti balsami le filosofiche brezze
+persuasive i lunghi sorrisi d'oro ridente e prezioso. Ondeggiamo nella
+carrozzella a Mergellina. Sera calda, gonfia di tutti gli odori
+agrodolci leziosi delle alghe. L'aria ha una tenerezza di carne sana
+spalmata di salsedine. Il promontorio di Posillipo sembra oscillare
+sulle sue palafitte di riflessi. Bevo nella bocca molle viva
+instancabile di Bianca tutto l'ardore contenuto il languore mortale e
+gli abbandoni del golfo profumato che si sdraia nella notte
+smisuratamente affettuosa, dove i soffi del vento si sollevano come
+coltri sudate.
+
+Il mare azzurro tremante sospiroso, lecca la strada con mille appetiti
+minuti, mille fissità di luci, e mille luci scivolanti affaccendate.
+
+Al largo la lastra del Golfo sembra un viso di donna estenuato,
+pallidissimo che aspetta, invoca esige, esige, la delizia suprema.
+
+Sono esausto. Parlo a Bianca e il cuore mi crolla giù di rinuncia e
+sciolgo tutti i nodi della volontà, offro tutto me stesso alla vittoria
+dell'amore assoluto. Un demonio assurdo mi costringe ad avvilirmi,
+annientarmi. Forse ho troppo sofferto della pienezza esuberante di forze
+e della rigidità costrittrice. A Bianca regalo rutta la mia vita,
+l'amore l'amore!
+
+Sono sincero?
+
+Una voce interna urla: no! Ma è una voce che non riconosco, estranea,
+troppo simile a quella di quel venditore di cocomeri che vende nella
+ironia bianca dell'acetilene grandi cuori spaccati e freschi.
+Inesplicabilmente Bianca rifiuta con tono reciso. Sembra divenuta la mia
+stessa coscienza energica. Travasamento d'anime. Bianca è il futurista.
+Io sono il passatista sentimentale dai nervi lacerati che si aggrappa
+vuole la continuità, l'eternità, l'assoluto del cuore!
+
+Bianca dice:
+
+--Non ci vedremo forse mai più. Io sposerò lui. Vuoi sapere il suo nome?
+Si chiama Leone Paris, figlio dell'avvocato Paris. Trent'anni. E' stato
+il mio primo amante. Tu sei il secondo.
+
+--Perchè ti sei data a lui?
+
+--Era appena arrivato dal Benadir. Dopo molte imprese audaci. Non l'ho
+mai amato, ma è buono. Era ammalato. I medici non speravano di salvarlo.
+Sono stata per lui come una sorella. Per me ha voluto guarire. Si è
+curato con una energia straordinaria. Io seguivo ogni giorno questo suo
+sforzo verso la vita. Ogni giorno egli esigeva qualcosa di più da me...
+
+--Così senza amore sei stata sua?
+
+--Ho creduto che quell'affetto sarebbe diventato amore. Ciò non avvenne.
+
+--Ed ora?
+
+--Ora egli sa tutto, accetta tutto, sa di te senza sapere il tuo nome.
+Mi vuole sposare.
+
+--E tu?
+
+--Io sento che quello è il mio destino. Egli mi ama in modo assoluto.
+Quando gli ho detto che corsi il rischio di avere un bambino da te, mi
+disse: Perchè non l'hai voluto? Lo avrei fatto mio!...
+
+Bianca è una donna intelligente che ha il culto maniaco delle eleganze
+morali. Strano tipo di donna involontariamente futurista, essa
+perfeziona e conserva preziosamente il valore eccezionale, tipico della
+nostra avventura. Vuole che questa rimanga la meravigliosa avventura
+della sua vita. Io, invece, sono la preda dell'assurdo.
+
+Ho trovato in Bianca una bella amante ardente lirica,
+disinteressatissima, generosa e fugace e mi accanisco a volere
+trasformarla in una moglie!
+
+Con frasi rotte dai singhiozzi parlo, parlo, a Bianca per convincerla,
+strapparla alla sua decisione. Bianca rifiuta:
+
+--Mi vuoi tutta per te, per sempre. Pazzia! Te ne pentiresti. Non voglio
+sacrifizi!
+
+Io mi esalto all'idea magnetizzante di averla averla sempre, sempre,
+tutte le notti della mia vita e mi inebrio del pericolo che vedo
+nettamente in una sua possibile accettazione.
+
+Non sono sincero. Sono sull'orlo di una spaventosa sincerità.
+
+Bianca mi mormora commossa:
+
+--Credi, credi, ti pentiresti più tardi. Non voglio. Rifiuto. Il tuo
+temperamento ha un destino tumultuoso, violento irto di contrasti e di
+fragori che non amo. Tu sai che io sono stanca, stanca della vita.
+Voglio la calma, il riposo, tutto il riposo, tutto il riposo pei miei
+poveri nervi massacrati. Egli è buono, mi ama, mi accetta come sono.
+
+La voce di Bianca mi fa impazzire dando subitamente un sapore diabolico
+alla sua carne ricordata ai suoi baci alle sue carezze che mi stringono
+ancora spiralicamente. La guardo e il mio cuore si slancia assetato
+verso la sua dolcezza. Come vivrò senza la presenza di quel sorriso? Il
+velluto di quella pelle! Quelle tenere gote tessute di gioia solare! I
+suoi occhi, come dimenticarli? Sento, sento che quella piccola lingua
+scorrente sulle labbra arse può dare la felicità.
+
+Affannosa ascensione su, su, di angoscia in angoscia fino al delirante
+singhiozzo amaro, fino allo straripamento delle lagrime più dolci, nel
+lago altissimo di quell'amore in cui vorrei annegarmi, annegarmi
+annegarmi!
+
+Rompere, rompere ad ogni costo gli ultimi nodi della sua volontà! Mi
+umilierei, mi distruggerei con una gioia infinita. Ormai il mio cervello
+non sorveglia più il mio cuore. Ho perso ogni controllo. Sono un suicida
+ebbro di morire.
+
+Bianca rifiuta. Decisione irrevocabile. Il lunatico demonio che s'è
+impadronito delle nostre forze sentimentali vuole che Bianca rifiuti
+assurdamente un dono assoluto in nome di alcune vane suscettibilità e
+inutili fierezze, o semplicemente perchè la logica sia una volta di più
+bandita dagli affetti umani.
+
+A mezzanotte ci lasciammo con un lunghissimo tenerissimo bacio sulla
+soglia della casa della zia.
+
+All'alba riparto per Roma e Firenze.
+
+Mi addormentai. Risvegliandomi nella stazione di Roma vidi e sentii il
+mio cuore come un panno bagnato di lagrime torto fra le mani brutali da
+una lavandaia sudanese muscolosissima. Cuore gualcito, ma lavato,
+pulitissimo. Cuore fresco di bucato.
+
+
+
+
+XIV.
+
+UNA FESTA PETROLINIANA
+
+
+All'Hôtel Baglioni di Firenze trovo un telegramma di Maria che rimanda a
+più tardi il nostro incontro forse fra 15 giorni a Padova. Me ne
+rallegro e a zonzo cogli amici inasprisco la mia volontà di prossima
+offensiva al fronte nel tepore vile della città cosmopolita,
+antiguerresca.
+
+Però Firenze migliora. Gli alberghi di Lung'Arno trasformati in
+ospedale, sono ridiventati italiani. Da quegli eleganti piccoli giardini
+invernali la lingua italiana era quasi esclusa. Cubava, rotolava la
+goffaggine ia - ia - teutonica. Motoreggiavano tutte le =rrrrrr=
+snobistiche di Parigi Londra New York. Le bocche Americane mangiavano
+parole inglesi masticandole meccanicamente con mascelle quadrate
+d'acciaio. Steli pallidi di Misses piegavano bisbigliando parolette
+cretine sotto il vento della moda ammirativa, e la borghesia della città
+seguiva quel ritmo accentuando beceramente i toni e le forme. Oggi vedo
+ai balconi soleggiati degli alberghi i feriti italiani in camici bianchi
+e grigi che godono nell'aspettare il colpo di cannone meridiano della
+colazione, lontano dalle corvées.
+
+Tum Tum... Dilatazione lieta di questo rumore sfaccendato e in vacanza.
+Subito le campane sbrodolano il loro piombo fuso sull'Arno giallo
+sporco. L'Arno! lenta corrente di sudiciume dei secoli, patina liquida
+di tutte le facciate delle case scolorite come vecchi quadri male
+incorniciati in un cielo da museo.
+
+Inerzia. Atmosfera svogliata. La rompe un groviglio di miagolii di gatti
+che a gomitoli balzanti si precipitano fra le mie gambe.
+
+Solita caccia quotidiana intorno alle trattorie. La polizia sequestrò
+ieri venti grossi gatti già pelati e pronti per la padella. I
+neutralisti bestemmiano contro la guerra che costringe a mangiare in tal
+guisa. Io compiango con l'anima di Baudelaire i poveri gatti che soli
+sanno dinamizzare con risse e amori diabolici i pederastici chiari di
+luna dell'Arno. Le campane di Firenze hanno le monotonie e le insistenze
+balorde che caratterizzano lo stile di Benedetto Croce e di Romain
+Rolland. Scodellano in giro suoni, rumori, dondondondondon vecchie idee
+sciupate, nostalgie e latte e miele sentimentale sull'immane bricabrac
+di case, chiese polverose affastellate alla rinfusa e scopate tutte
+sull'altra riva dell'Arno perchè questa sia tutta pulita per i
+forestieri in estasi, ignoranti, ma compratori. In fondo, verso le
+Cascine, i camini delle officine fumano, fumano distrattamente con
+spiraliche sciarpe d'ozio oblioso infischiandosi, infischiandosi degli
+operai che chiamano e della guerra che esige munizioni.
+
+Ma alle due del pomeriggio seguo un fiume di folla che mi conduce al
+parco di Boboli.
+
+Grande festa patriottica. Nell'anfiteatro sulle gradinate a semicerchio
+Veneri, Apolli e urne bianchissime spiccano sulle alte muraglie verdi di
+bossi e lauri.
+
+Agitazione di ventagli, cappelli di paglia, vestiti bianchi e rosa,
+ombrellini verdi, viola, rossi, sotto il sole ardente impressionista.
+Una faccia spunta dietro la nicchia di una Venere cantando:
+
+ _Vorrei essere Tirteo..._
+
+E' quella Venere forse che canta con la mano sul sesso per accentuare il
+sentimento.
+
+Grande pastorale in costume con coro campestre.
+
+A sinistra nel folto del viale che sale verso il parco alto, molti
+carabinieri ritti come in agguato sembrano pronti ad acciuffare una
+massa rossa che canta nel verde, massa troppo rivoluzionaria di coristi
+camuffati da soldati francesi.
+
+Corteo simbolico. Una Italia in manto rosa con stella sulla testa.
+Scende cantando:
+
+ _Maggio sei bello, ma Firenze è assai più bella._
+
+Si slanciano giù furiosamente i teutoni, con pelli di tigre, elmetti
+alati, tridenti e lance:
+
+ _Siam i re dei barbari_
+
+In mezzo a loro Attila e la Germania in rosso sangue di bue col chiodo
+in testa.
+
+Risponde l'Italia cantando parole assurde sul tema:
+
+ _T'amo come il fulgor del creato_
+
+Duetto dell'Italia e della Germania.
+
+Vicino a me una bambina dice:
+
+--Guarda che occhiacci fa la Germania!
+
+Si avanza grottesca la Repubblica Francese con fantaccini in pantaloni
+rossi. Marsigliese.
+
+Segue l'Inghilterra con molti scozzesi. I gonnellini quadrettati
+divertono le donne che però preferiscono questa carica di bersaglieri
+piume al vento, e la sciabola sguainata del suo capitano. Questo, rosso
+apoplettico, ha un diverbio fiero con Attila quasi impaurito.
+
+Scoppia la battaglia. Pastori, pastorelle, soldati francesi inglesi,
+italiani inseguono verso l'alto parco i teutoni fugati in disordine. Ma
+un tripode stretto da fucili, baionette e tricolore fuma incenso e
+promette pace. Si svolge un corteo di vestali subito cancellato da un
+battaglione americano di cow-boys, e pellirosse marziali. Il popolino
+toscano non trattiene più la sua gratitudine per l'aiuto americano.
+
+Dopo il corteo delle città invase o irredente Udine, Trento, Trieste,
+la marcia dell'Aida accompagna l'entrata solenne su cavallo bianco della
+Pace con un ramo d'olivo in mano.
+
+Il pasticcio frenetico dei simboli e delle musiche d'ogni tempo e d'ogni
+popolo ingigantisce. L'agitazione delle bandiere e lo svolazzamento dei
+manti trasformati in scope veloci, mi dà la sensazione d'una tragicomica
+rivolta di palcoscenici napoletani o d'uno sciopero violento a mezza
+opera al Teatro San Carlo.
+
+Penso che quel grande futurista che si chiama Petrolini demolitore
+d'ogni romanticismo ha voluto prendere definitivamente a calci la storia
+e la vecchia retorica con una sintesi futurista di neutralismo
+fiorentino, + gentilezza floreale toscana + ossessione della pace +
+ammirazione servile pei forestieri ricchi, + amore estivo per la
+campagna + cretinismo congenito degli organizzatori di feste.
+
+Giungo a Milano a mezzanotte. Sciopero di carrozze. Sul piazzale, nella
+luce azzurra delle lampade velate crocchi di soldati e di prostitute
+vocianti affaccendate nei contratti erotici. Inquietudine delle notti di
+guerra in città, tempestate dai galoppi della lussuria e dell'alcool sui
+letti divorati e vomitati spensieratamente!...
+
+Consegno la mia valigia a uno strano facchino improvvisato. E' un
+gobbetto con ambiguità pederastiche e un'inesauribile chiacchera di
+beghina.
+
+Dice con smorfie e risucchi di saliva pieni di orrore e ripugnanza
+schifiltosa:
+
+--Dio mio, Dio mio, tutte quelle donnasse! quelle porcasse! Povera
+Milano! Stanno lì ogni sera... Tutta la notte a fare réclame coi
+soldati! E' una indecenza! Povera Milano non si riconosce più...! E i
+profughi, che disgrassia... Date indumenti, date indumenti! Lo so, lo
+so, sono povera gente. Ma, date indumenti, date indumenti! Sono restato
+a piedi io e senza scarpe!
+
+Il gobbetto che mi segue portando la valigia mi racconta che è figlio di
+un portinaio di Via Cerva. Per colpa dei profughi vive in un
+ripostiglio, quasi di mendicità; porta gli abiti del padrone di casa. Di
+notte fa il facchino. Certo ha due, tre altri mestieri meno
+confessabili. Ad un tratto si ferma con un bizzarrissimo lustrascarpe
+vestito da sportman stivaloni, berretto e cane lupo a guinzaglio. Il
+gobbetto mi spiega poi che quel lustrascarpe è spagnuolo e fa l'usuraio
+dei cantanti in Galleria. Originale flora mostruosa di questa tropicale
+fermentazione di guerra.
+
+A Milano, confido la mia sicurezza nella vittoria prossima, grandiosa,
+all'amico Notari, geniale patriota, instancabile, fattivo. Con lui
+assisto a una assemblea interventista. Piccolo teatro gremito. Sono sul
+palcoscenico. Il signor Del Crema, viso paonazzo grondante di sudore,
+spinge affannosamente alla ribalta la sua eloquenza e la sua pancia,
+botti spaccate che schizzano, tuonano, sputacchiano, inaffiano rosso. I
+suoi paroloni-piedoni pigiano l'uva dell'assemblea. Come, dove salvarsi?
+Vedo mani sul viso, parafanghi. Braccia alzate come parafulmini. Tutti i
+cappelli delle signore abbassati, paralumi. Beato chi aveva davanti un
+più alto spettatore, paravento. Una donna fuggì, gonna svolazzante,
+paracadute. Ma urtò contro un uomo pietrificato dal sonno, paracarro!
+
+Vorrei chiacchierare col pittore Rosai. Si è calato giù sotto la
+ribalta.
+
+Del Crema continua. Pancia, eloquenza non formano più che un unico
+pallone gonfio, gonfio, gonfio che sta per esplodere:
+
+--Violenza, violenza! violenza! Bisogna colpire, colpire, colpire!
+
+Invisibile, ma pronto Rosai colpisce l'ultima parola in pieno con un
+potente:
+
+ tum--tum
+
+della grancassa. Ilarità fragorosa. Grandine, valanga di risate. Del
+Crema sembra ferito in pieno nel tamburo della propria pancia.
+
+Io crollo a terra corpo e gambe in convulsione di allegria. Del Crema
+bestemmia, sbuffa, si arrabbia, non può ripigliare il suo discorso.
+
+Entra nella sala una folla di donne politiche. Acclamazione, vocio.
+Perchè mai son tutte brutte le donne che frequentano le assemblee? Tutte
+tragicamente incoricabili, tenaci consigliere di castità.
+
+La loro eloquenza ha lo sviluppo epidemico del colera e della peste.
+Una donna stridula impreca contro le signore disfattiste e germanofile
+ma è subito interrotta da un uragano di altre voci stridule e mani
+fragili unghiute. Cento colli allungati di galline per raggiungere una
+mano alta piena di grano:
+
+--Fuori i nomi! fuori i nomi! fuori i nomi!
+
+Pollaio esasperato dalla mancanza di galli... I galli imboscati non sono
+galli.
+
+Torno al fronte pensando senza rancore che gli imboscati sono utili non
+fosse altro per dar risalto alla bellezza dei combattenti.
+
+Nella tradotta m'addormentai al ritmo di questa canzone che dei fanti in
+un compartimento vicino trascinavano con voce di sonno alcoolizzato:
+
+ Non hai tu un deputato?
+ Un parente cornuto
+ che ti venga in aiuto?
+ Non hai tu un ministro
+ o qualche altro ruffiano
+ che ti stenda la mano,
+ per levarti dal freddo
+ dal rischio e dal gel?
+ Se tu sapessi
+ quanti imboscati
+ dormono laggiù
+ di certo la trincea
+ lasceresti
+ pel bosco anche tu!
+
+
+
+
+XV.
+
+CAVALLERIA MEDIOEVALE E BLINDATE FUTURISTE
+
+
+Il ritmo del treno non riesce a uguagliare in celerità il battito del
+desiderio che l'idea dell'offensiva suscita in me. Che cosa si aspetta?
+Sento il momento venuto. L'ora tipica, unica col suo nodo di forze
+favorevoli penderà fra poco sul nostro capo. Gli eserciti francesi e
+inglesi al comando di Foch attaccano violentemente la Germania che cede,
+poco, ma cede. Il morale delle nostre truppe è forte, sereno,
+consolidato dalla grande vittoria del 15 giugno e dall'enorme
+propaganda, metodica, accanita. Bisogna dunque sferrare l'offensiva
+finale.
+
+Non curandomi dei miei vicini di compartimento io mi tasto il petto, le
+cosce, le gambe come si palpa una granata prima di introdurla nel
+cannone. Mi sento bene. Non temo il lieve dolore al ginocchio sinistro
+che ogni autunno si ricorda di Plava.
+
+Ferito da una grossa scheggia all'inguine, caduto sotto il pietrame e i
+sacchi a terra della batteria sfasciata, mi rialzai con la faccia
+bruciata e calandomi i calzoni inzuppati di sangue ammirai lo
+straordinario viola della mia coscia e del mio ginocchio pesto. Ora
+sono risanati.
+
+Nella fattoria di Barchessa trovo i miei compagni a tavola sotto la
+lampada pacifica, che mangiano discutendo questioni di servizio e di
+faticosissime manovre con la cavalleria.
+
+A tavola con noi un simpatico ufficiale di cavalleria: Franci di
+Pietralunga, raffinato, coraggioso ma sempre velato da una melanconia
+inspiegabile.
+
+Io tento di concludere la discussione:
+
+--E' assurdo volere accordare il medio-evo della cavalleria col
+futurismo delle blindate! Salvo rari momenti la cavalleria è stata
+sempre fuori di posto in questa guerra. Assurdo l'impiego strategico per
+divisioni! Duemila cavalli offrono un bersaglio enorme. Se domani avremo
+da inseguire il nemico basterà un solo suo cannone ben puntato per
+fermare qualsiasi massa di cavalleria nostra. La cavalleria non può come
+la fanteria camminare ai fianchi della strada o nascondersi dietro gli
+argini o nei fossi. Un cavaliere è facilmente individualizzabile su una
+strada. Se poi il nemico è in rotta completa senza neppure un cannone
+per proteggere la sua fuga, si presenta il problema della velocità dei
+cavalli che naturalmente è mediocre a meno di ammazzarli la sera del
+primo inseguimento.
+
+--La cavalleria, interrompe Raby, è stata nei due primi anni di guerra
+un bosco elegante. Come cavalleria, bene inteso, poichè appiedata diede
+innumerevoli eroi a Monfalcone e sull'Isonzo nel corpo dei bombardieri
+e in quello dei mitraglieri.
+
+Franci scattò:
+
+--Dimenticate le nostre gloriose cariche suicide in retroguardia dopo
+Caporetto.
+
+--Le ho viste con questi occhi e non le dimentico, disse Raby. Ho visto
+eroismi sublimi, ma vani. Una sola delle mie blindate dal Tagliamento al
+Piave serviva più che 4 o 5 squadroni.
+
+--Credi, caro Franci, dico io, le macchine di guerra, cannoni a tiro
+rapido, mitragliatrici, areoplani e auto-blindate hanno reso assurdo il
+Don Chisciottismo della cavalleria. E' il passatismo che si difende. Non
+vuole morire, ma deve morire. Questa guerra ha esautorato il fucile,
+immaginiamoci se non esautora il cavallo. Il cavallo è un milionario,
+nato gran signore per non fare niente. L'altro giorno c'erano lì nei
+prati 250 cavalli. Bisognava vedere che bersaglio per l'artiglieria! Ora
+vedi, caro Franci, i comandi supremi della cavalleria italiana che erano
+tutti più o meno dei germanofili, sicuri che la loro cara Germania
+conservatrice e militarista avrebbe certamente vinto, sono oggi agitati,
+sbalorditi dalla piega degli avvenimenti. Vedendo crollare la Germania
+sognano archi di trionfo per il ritorno dell'esercito e vogliono ad ogni
+costo coprirsi di qualche prestigio.
+
+Non disprezzano più le macchine veloci. Molti sono felici di pedalare.
+Gli squadroni sono pieni di biciclette e motociclette. Gli speroni si
+impigliano nei raggi di bicicletta, poco importa. Ora vogliono
+arrampicarsi sulle nostre auto-blindate. Hanno incorporato nella
+divisione di cavalleria biciclette, motociclette e auto-blindate. Ci
+metterebbero sopra, se potessero, soltanto ufficiali di cavalleria.
+Lascerebbero volentieri i cavalli nei depositi purchè si dica che la
+divisione di cavalleria ha forzato, sfondato, inseguito, accerchiato il
+nemico. Dimenticano che ciò non è facile senza ruote, stantuffi,
+pneumatici e benzina. Mi dispiace, caro Franci, di dichiararti che il
+bel cavaliere elegante e romantico non ha più ragione d'essere fuori
+degli album delle signorine. Finite le lance con banderuola blu! Oggi ci
+vogliono le nostre mitraglianti auto-blindate in velocità. Se lo Stato
+Maggiore italiano avesse avuto al principio della guerra questo senso
+pratico di adattamento agli uomini e alle cose e si fosse liberato dal
+concetto teutonico stupidamente importato con relativa meccanizzazione
+di tutti gli organi, avremmo forse evitato Caporetto. Ne risultò una
+continua falsa valutazione della responsabilità e un assurdo
+particolarismo burocratico. Tutto si riduceva a queste frasi lanciate da
+comando a comando:
+
+«_Non mi faccia difficoltà--Si arrangi--Ricevuto l'ordine aspettare il
+contrordine--Dare assicurazione_».
+
+Nulla di più assurdo della concezione aprioristica professionale,
+tedesca, secondo la quale il nemico deve prendere una tale o tal'altra
+decisione solo perchè questa si presenta come la più logica. Questa
+concezione elimina l'enorme valore guerresco dello spirito creatore. In
+una razza come la nostra, carica d'individui geniali, ingabbiare così
+burocraticamente lo spirito improvvisatore è stato un delitto. Abbiamo
+inoltre disprezzato per molto tempo il fattore umano nelle truppe
+logorando così, avvilendo, e anemizzando i reparti. La Germania ci aveva
+regalato la stupida teoria delle formazioni ammassate che conducono ad
+attacchi frontali con forze sempre insufficenti, urti ripetuti
+digradanti per intensità e senza veri effetti.
+
+La battaglia moderna invece si riduce quasi sempre a una lotta sui
+fianchi. Vince colui che dispone di una riserva potente, pronta, non
+nelle lontane retrovie dietro il fronte, ma nelle retrovie immediate di
+una delle due ali. Questa riserva non deve esservi condotta nel momento
+grave della battaglia, ma molto tempo prima. Lo Stato Maggiore tedesco
+nella battaglia della Marna, settembre 1914, non ragionò così e fu
+sconfitto. Il centro del fronte ha pure bisogno di riserve, ma la massa
+delle riserve non deve mai essere disposta dietro il centro fintantochè
+esiste una possibilità di accerchiamento. In settembre-ottobre 1914 in
+Fiandra l'esercito tedesco tentò di avviluppare l'esercito francese.
+Questo comprendendo il pericolo allungò il suo fronte. L'esercito
+tedesco allungò ancora di più il suo, e la doppia corsa per avvilupparsi
+l'un l'altro il fianco finì al mare.
+
+Questi concetti in parte anteriori alla guerra hanno assunto un valore
+speciale data la possibilità attuale di velocizzare il trasporto di
+truppe, il vettovagliamento, e il munizionamento.
+
+Nella guerra futura però non si potranno equipaggiare milioni di uomini.
+Vi saranno piccoli eserciti di 100 mila uomini agguerriti e scelti, in
+azione dinamica davanti alla nazione che tutta lavorerà a produrre per
+loro.
+
+Questi piccoli eserciti saranno costituiti di truppe celeri e
+specialmente di artiglieria d'assalto cioè tanks terrestri e tanks
+anfibie che colla solita striscia scabra o ventre di bruco supereranno
+boschi, colline, fiumi sorprendendo il nemico. Vi saranno inoltre
+areoplani-fantasmi carichi di bombe e senza piloti, guidati a distanza
+da un areoplano pastore. Areoplani fantasmi senza piloti che
+scoppieranno con le loro bombe, diretti anche da terra con una tastiera
+elettrica. Avremo dei siluranti aerei. Avremo un giorno la guerra
+elettrica.
+
+Grideremo allora: «Finiamola coi vecchi esplosivi! Noi non sappiamo che
+fare, ormai, della ribellione dei gas imprigionati che sussultano
+rabbiosamente sotto i pesanti ginocchi dell'atmosfera!»
+
+Vedo in sogno, sul confine di due popoli avanzarsi, dalle due parti,
+rotolando sui binari le enormi macchine pneumatiche--elefanti d'acciaio
+irti di proboscidi scintillanti puntate sul nemico.
+
+Quei mostri bevitori d'aria sono guidati facilmente da macchinisti
+appollaiati su in alto, come _cornacs_, nelle loro cabine tutte a vetri.
+Le loro piccole figure sono arrotondate da una specie di scafandro che
+serve loro a fabbricare tutto l'ossigeno necessario per la respirazione.
+
+La potenzialità elettrica cosciente e raffinata di quegli uomini, sa
+utilizzare l'amicizia e la forza dei temporali, per vincere la
+stanchezza e il sonno.
+
+Ad un tratto il più agile dei due eserciti ha bruscamente rarefatta
+l'atmosfera del suo avversario mediante la violenta aspirazione delle
+sue mille macchine pneumatiche.
+
+Queste filano via, subito dopo, a destra e a sinistra, sui loro binari,
+per lasciar posto a delle locomotive armate di batterie elettriche.
+Eccole puntate come cannoni verso il confine. Degli uomini, ossia dei
+domatori di forze primordiali, regolano il tiro di quelle batterie che
+lanciano fra le dighe di un nuovo cielo irrespirabile e vuotato d'ogni
+materia, grandi grovigli di fulmini irritati.
+
+Li vedete voltolarsi nell'azzurro, codesti nodi convulsivi di serpenti
+tonanti? Strangolano gli innumerevoli fumaiuoli branditi delle città
+operaie; infrangono le mascelle aperte dei porti; schiaffeggiano le cime
+bianche delle montagne, e spazzano il mare color di bile, il mare
+urlante, che s'incava e si rizza follemente per atterrare le città
+marittime. Venti esplosioni elettriche nel cielo, smisurato tubo di
+vetro pneumaticamente vuoto, hanno riassunti gli spasimi coraggiosi di
+due popoli rivali, coll'ampiezza e lo splendore delle formidabili
+scariche elettriche interplanetari.--
+
+Il mio sogno di guerra suscitò un uragano di applausi. Intervenne
+pacatamente Raby:
+
+--Oggi la nostra cavalleria medioevale può avere un impiego tattico. Ad
+ogni corpo d'armata uno squadrone per il servizio di arginamento nelle
+retrovie e per impedire alla fanteria di cedere. La cavalleria può
+servire, data la forza di coesione disciplinata che la caratterizza.
+Credo anche a dei colpi di mano isolati con plotoni lanciati che
+appiedandosi combattono coi ciclisti. I plotoni di cavalleria sono
+adatti al collegamento dei corpi d'armata. Nella fitta rete stradale
+rotta da canali e fossi del Veneto una divisione di cavalleria in massa
+diventa un elegante suicidio.
+
+--D'altronde, concludo io, nulla di più assurdo che polemizzare contro
+la cavalleria oggi. E' tardi per perfezionare. L'offensiva è ormai cotta
+a puntino, bisogna servirla in tavola. Sono convinto che è imminente.
+
+--Macchè, macchè! gridano tutti, sei un illuso. Preparati a rimanere
+tutto l'inverno in questa palude.
+
+--Scommetto ciò che volete... scommetto con te Raby che il 27 ottobre
+prossimo, anniversario di Caporetto, noi sferreremo una offensiva
+generale, formidabile. Sarà decisiva e vittoriosa. In novembre la guerra
+è finita.
+
+Grida, fischi, schiamazzo.
+
+--Scommetto una succolenta cena con donne eleganti al Cova di Milano.
+
+--Accetto! risponde il capitano Raby, mi preparo alla tua bella cena con
+digiuno e castità.
+
+Volpe si avvicina e sotto voce:
+
+--Forse hai ragione. Mando subito un telegramma al mio agente di cambio
+a Genova. E' il momento di comprare.
+
+L'indomani sera ero invitato a pranzo dal generale Filippini comandante
+la prima divisione di cavalleria. Speravo di apprendere qualcosa di
+preciso, ma in realtà ero già convinto da una voce intima che non
+ammetteva discussione.
+
+A tavola sono seduto in faccia al generale Grazioli comandante il corpo
+d'armata d'assalto. Ha sul petto un giardino multicolore di medaglie.
+Alto, elegante, viso lungo intelligente addolcito come da una sensualità
+soddisfatta, bell'uomo quarantenne d'aspetto giovanile.
+
+Parlo a Grazioli degli arditi, esponendogli le loro inquietudini, la
+loro aspirazione sempre contrariata verso dei privilegi ai quali essi
+hanno diritto. Morale altissimo. Ma soffrono di non essere nettamente
+distinti dalla fanteria. Vogliono una disciplina elastica, un riposo
+assoluto quando sono nelle retrovie. Rifiutano le marce, le
+esercitazioni quotidiane e le corvées. Esigono di essere portati in
+autocarro sulla linea del fuoco. Concludo:
+
+--Sono dei cavalli da corsa, che non vogliono prepararsi alla corsa fra
+le stanghe di una carrozzella.
+
+Il generale Grazioli e il generale Filippini sorridono, e con tono
+militare mi espongono la loro volontà di disciplinare ad ogni costo gli
+arditi.
+
+--Pensate, mi dice Grazioli, 200 arditi di Reggio Emilia sbandati dopo
+Caporetto, venuti dagli ospedali hanno lanciato alcuni mesi fa delle
+bombe in una stazione e l'hanno saccheggiata. Sentendosi troppo pigiati
+sul treno che li portava si sono arrampicati sul tetto dei vagoni.
+Viaggiarono così 50 Km. Si dovette fermare il treno prima di un tunnel
+per non massacrarli. Io credo che gli arditi vanno trattati come
+fanteria scelta. Tanto più che molti degli arditi attuali non sono mai
+stati al fuoco! Disciplina, disciplina, questa è la migliore garanzia
+del loro massimo rendimento nella offensiva futura.
+
+--Quando, generale?
+
+--Diaz è tornato da Parigi, dice Grazioli, senza avere ottenuto i 300
+mila americani richiesti. Clemenceau Foch e Loyd George hanno risposto
+che per ora non era il caso d'impegnare nuove forze sul fronte italiano.
+Noi non abbiamo molti uomini, oggi. Il ministero d'altra parte esita a
+decretare l'operazione obbligatoria per gli erniosi, che ci darebbe
+cento mila uomini di più in un mese. La Francia à ottenuto così 350.000
+uomini!
+
+--Eppure, generale, questo è il momento di attaccare l'Austria.
+
+--Vede, risponde Grazioli, se si potesse essere sicuri che la guerra
+finisse prima dell'inverno, noi potremmo impegnare tutto il nostro
+esercito in una offensiva finale conservando come riserva la sola classe
+del '900. Cioè giuocare tutte le nostre carte. Ma se la guerra dovesse
+durare come è probabile, ancora un paio d'anni, la partita si
+convertirebbe in un fallimento.
+
+--Ma, generale, chi non risica, non rosica!
+
+Tornando alla fattoria di Barchessa, sono più che mai convinto che
+sferreranno la grande offensiva il 27 ottobre. Penso che dei generali di
+alto valore, come Grazioli, sono purtroppo isolati e resi insensibili da
+ciò che chiamo guerrismo o mestiere della guerra. Monotona abitudine del
+fronte da tenere senza colpi audaci, senza carte giuocate, nella
+speranza che la guerra finisca lentamente da sè. La guerra, invece, è
+l'unica cosa al mondo che non ammetta l'abitudine. Bisogna giocarla. Chi
+vince vince, chi perde perde, e buona notte, non ne parliamo più!
+
+
+
+
+XVI.
+
+LE VILLE NOSTALGICHE
+
+
+Sulla strada Ferrara - Padova le nostalgiche ville venete nascondono la
+faccia nel fresco dei loro parchi tenebrosi voltando la schiena
+impaurita alla furente trepidante azzannante velocità degli automobili
+di guerra.
+
+La villa De-Concilis ha tutte le eleganze settecentesche in questo
+atteggiamento tremante di bella coricata, un po' sotto la strada, con la
+faccia tuffata nella tenerezza avviluppante del suo giardino intenso,
+pieno di passioni verdi-rossastre violacee che l'autunno punge di
+acredini tragiche. Teme nella schiena il rombo precipitoso e i blocchi
+sconquassati del rumore e i rotolanti globi del polverone solare.
+
+Un brivido passa sull'acqua patetica delle vasche cosparsa di foglie che
+sembrano le bucce di molli cuori femminili trascinati via pei piccoli
+canali dalla corrente delle lagrime. Brividi, sospiri, febbrili contatti
+di foglie come di mani leggere in amore... Ma non è la solita brezza che
+anima il bosco sentimentale. L'atmosfera è turbata. Il silenzio non sa
+dove rifugiarsi poichè tremendi scossoni d'aria valangano giù dalla
+strada.
+
+Sono, per un giorno, ospite della marchesa De Concilis buona e
+indulgente amica della mia amica Maria Baldini. Questa abita con suo
+marito in una villa vicina e verrà fra poco.
+
+L'aspettiamo in giardino. La marchesa De Concilis elegantemente vestita
+di nero, seducente col suo languore carnoso e le sue curve delicate che
+non guastano la linea generale. Corto-vestita, nella sedia a dondolo,
+mostra per indolenza il polpaccio tornito che dalla caviglia affusolata
+e spiritosa sale sensualizzandosi con promesse-offerte di morbide-sode
+cosce affettuose. Intuisco e fiuto la forza sana del dorso quasi groppa
+di bella fattrice resistente.
+
+Il viso pallido, d'un pallore giovane ma intriso di piacere. Gli occhi
+neri un po' grossi di bel gatto angora che finge di sognare pur
+sorvegliando il canestro dei pesci. Deve essere ghiotta, tutta
+consacrata ai piaceri della tavola dopo una rinunzia semi-forzata quasi
+totale agli adulterii aspri turbolenti che bruciano. Il corpo
+s'appesantisce. Forse lo stomaco è un po' stanco d'avere goduto tanti
+pranzi saporosi.
+
+Ora, dopo la lauta colazione, la bellezza della marchesa è più languida.
+
+Il viso vorrebbe disfarsi nella pace buia fresca del sonno.
+
+Le guance di pesca succosa prendono nel sorriso accogliente ombre
+sfumate di placido ardore. Il sorriso si scioglie in tenerezza digestiva
+distrattamente erotica e materna. Ha il braccio sinistro abbandonato
+sui fianchi di sua figlia Gisella dodicenne, vivo ritratto suo più
+colorito, più ardente con languori irrequieti. Quella fresca miniatura
+lega la figura della marchesa al corpo del marchese De Concilis che
+continua virilmente le curve della moglie nelle sue guance un po' flosce
+di seduttore maturo sensuale pigro e raffinato. Il marchese musicista mi
+parla d'una sua opera inedita, che darebbe se fosse energico, se non ci
+fosse la guerra, e se il bosco non avesse tante ombre snervanti.
+
+Con le mani irrequiete la piccola Gisella abbottona e sbottona la
+fondina del mio revolver voltando i grandi occhi neri indagatori verso
+la strada ad ogni urlo di automobile che s'avvicina prima flautato
+quiii, quiii, quiiiiii implorante, esasperato demente... Eccolo. Eccolo.
+La macchina rapida invoca minaccia esige un varco, un varco ad ogni
+costo, presto; perchè il delirante spasimo della velocità guerresca non
+sia rallentato...
+
+Con arrogante slancio danze baldanze da spaccamonti viene una seconda
+automobile. Tremano le foglie. Rompe l'aria una terza macchina.
+Petulante schiamazzare di fischi. Passano così, incalzandosi
+infilzandosi forse laggiù, 6 automobili diaboliche spazzole sulla stoffa
+della polvere arroventata. Il parco assalito geme e Gisella trema:
+
+--Mi porti con lei in blindata. Sa, non ho paura.
+
+--Povera piccola, mormora sonnecchiando la mamma; non ha più i suoi
+amici per giuocare. Ormai è grandicella, disprezza le bambole e si fa
+far la corte dagli ufficiali... Ma è piena di saggezza. Fa da sè il suo
+letto ogni mattina. Sa, Signor Marinetti, non abbiamo più quella brava
+cameriera. Siamo privi d'ogni comodità: niente burro e niente
+zucchero...
+
+--Io non mi curo del burro, interrompe Gisella, nè dello zucchero!
+Voglio andare in blindata, alla battaglia, con Lei. Mi porti in
+blindata.
+
+Sento che la tragedia del burro e dello zucchero opprime l'anima
+zuccherina e burrosa di tante belle dame veneziane come la marchesa De
+Concilis costretta a consumare ora tutte le riserve d'adipe nutritissimo
+delle floride braccia mammelle e cosce.
+
+Il marchese si allontana con Gisella. Subito la Marchesa si sveglia per
+interrogarmi sulla nostra amica Maria che ritarda.
+
+--Strana, la vostra passione! Maria è intelligente, anzi geniale,
+adorabile. Ma quel suo neutralismo è assurdo. Non capisco come possiate
+andare d'accordo voi due...
+
+--Non è neutralista Maria!... Ma ama di contraddirmi, bizzarria e
+capricci... E' anche influenzata da quello stupido marito odioso pedante
+vero professore di tedesco.
+
+--Alle tre, mi mormora la marchesa, noi andiamo in automobile a Padova.
+Parte con me anche Gisella. Resterete solo con Maria tutto il
+pomeriggio. Sono o non sono una buona amica?
+
+--Una amica eccezionale, unica! Vorrei ricambiarvi il favore. Non avete
+bisogno d'un confidente segreto?
+
+--Oh no! sospira la marchesa abbandonandosi sulla sedia a dondolo. Per
+me, ogni poesia è finita.
+
+La sua anima è già ripresa dall'incubo doloroso: zucchero, burro, burro,
+zucchero!
+
+--Ecco Maria!
+
+Saluti, baci, abbracci, chiaccherio.
+
+--Ti lascio con Marinetti. Noi andiamo a Padova, torneremo presto.
+
+Rimango solo con la mia amica ansante, febbrile. Ha dovuto fare in
+fretta, inventare mille bugie per liberarsi dal pedantissimo e
+professorale marito e dai suoi lunghi piagnistei sulla guerra. Maria
+Baldini è un bel tipo di falsa magra milanese fine nervosa pungente e
+smorfiosa. Viso asciutto, occhi azzurri vivissimi. Ma i fianchi rivelano
+una mollezza passionale e la bocca una praticità volitiva.
+
+La villa è assolutamente deserta. Il giardiniere è in fondo al bosco.
+Nella camera da letto della marchesa, colla mia disinvoltura di guerra
+io abbraccio e svesto Maria.
+
+E' convulsa di desiderio, scossa da brividi felici, allegrissima, pur
+dichiarandomi insistentemente che è stanca di vivere.
+
+--Credimi, credimi, sono stanca, stanca! (poi tra due baci lunghi
+avviticchiati). Neanche il mio piccolo Adolfo adorato mi attacca alla
+vita!... Tu solo, tu solo dài un sapore alla vita! Ma la vita con mio
+marito è insopportabile. Figurati, è diventato ardente, ora! Che orrore!
+Una volta almeno passava le giornate al Pedrocchi coi suoi amici
+germanofili... Sai, tutti contro la guerra quei professori!... Anch'io
+sono contro la guerra. Se non ci fosse la guerra saresti sempre con me a
+Padova. Invece, ora mi devo sorbire mio marito! Gliene faccio di tutti i
+colori. Certamente il mio contegno deve esasperarlo. Scenate terribili.
+E' così pesante, minuzioso, meschino! Osservazioni miserabili su ogni
+cosa! E avaro, avaro, sino alla pazzia. Noi stiamo bene, lo sai. Ebbene,
+se la piglia colla guerra e mi rifiuta tutto. Bisogna che io gli dica:
+«Ma guarda il tuo vestito. Un professore non deve avere le scarpe rotte.
+Quando ti decidi a comprarne un paio? Risponde che costano caro. Poi fa
+le smorfie amorose. Dio, che schifo! Quando non posso proprio rifiutarmi
+gli dico: «Spicciati!» Oppure: «Dal momento che la cosa mi annoia voglio
+essere pagata per le mie prestazioni. Ti faccio un prezzo ridotto: 500
+lire».
+
+Maria ride, si agita, coricata sul letto, gesticola colle belle gambe
+nude tornite che lancia freneticamente da tutte le parti. E' un
+temperamento isterico di bambina viziata, tutta bizzarrie, capricci,
+scatti nervosi incomprensibili e assurdità assolutamente pazze. Mi dice:
+
+--Ti ho scritto ieri una lunga lettera, per finire tutto fra noi.
+
+--Perchè?... Non capisco.
+
+--Ho stracciato la lettera; non pensarci... Quando mio marito non sa
+cosa fare mi parla male del futurismo. Non sa nulla, ma ti odia. Crede
+che ci sia un semplice flirt fra di noi. Cioè, non vuole sapere. Ha il
+terrore di sapere. Scherza ironicamente su me e su te. Che pachiderma!
+Talvolta mi guarda negli occhi, paurosamente. Forse vede spuntare nel
+mio sguardo la possibilità d'una confessione e cambia discorso! Sa che
+sono capace di questi colpi di testa. L'altra mattina disapprovava la
+scelta del collegio per Adolfo. Lo trova costoso. In realtà è un
+collegio per bambini snob, con dei sistemi di educazione troppo chic, un
+collegio come direi puf puf... puf. Insisteva. Mi sono seccata, gli sono
+saltata addosso e craac colle due mani gli ho graffiato le guance. Tutto
+insanguinato! ah! ah! ah! Che ridere! Lui, il professore, così
+preoccupato della sua pelle. Subito panni freddi, compresse gelate!...
+Dopo le mie sfuriate però si calma, non mi secca più. E' un uomo lento,
+ha bisogno di essere trattato male... Anche tu hai bisogno di essere
+trattato male. Se ti dicessi per esempio che io desidero la sconfitta
+dell'Italia cosa mi faresti?
+
+Io la prendo, la stringo, la bacio, la stritolo. Implora pietà. Si
+abbandona all'amplesso e mi grida nello spasimo!
+
+--Caro! Caro! Sarò buona! Sarò docile! Farò tutto quello che vuoi! Ho
+scherzato. Penso tutto ciò che vuoi. Amore! Amore!.... Amore! Viva la
+Guerra! Viva la guerraaa! Viva la guerraaaa!...
+
+Quell'ora d'amore è stata così assorbente e intensa che non ci siamo
+accorti dell'uragano.
+
+Fuori con Maria Baldini godo il crepuscolo limpido gioioso sulla
+campagna fresca e soddisfatta. Ogni verde di pianta e d'erba ha il suo
+tono preciso. A sinistra le voluttà dilatate brillanti dei giardini
+sotto le manate di viola porpora e d'oro che l'autunno il vento e il
+sole al tramonto rimescolano buffamente. A destra il canale Battaglia
+con un ritmo lento d'acqua verde ammonisce ironicamente la veemenza
+delle automobili militari e degli autocarri che si incrociano sulla
+strada come vampe di grossi calibri. Con ritmo lento il canale Battaglia
+ci accompagna sino al ponte. Un carabiniere. Tre carabinieri. Altri
+carabinieri qua e là vigilano quella villa dove abita il generale Diaz.
+La placida Villa Bondi dell'Orologio, facciata a colonnine, architettura
+piena di grazia e moine, parco folto e invitante all'amore, contiene il
+pensiero ordinato della nostra guerra mentre il canale Battaglia ha il
+ritmo sicuro della Nazione e la strada scaglia automobili, autocarri e
+motociclette verso il ponte, sotto un Caproni maestoso inghirlandato dal
+volo capriccioso di tre caccia.
+
+Sento l'offensiva prossima. In Albania e in Macedonia gli Austriaci
+avevano 4 divisioni contro 2 e mezza dell'Intesa. Ora ne hanno 6 poichè
+ne hanno ritirato 2 dalla Romania. Non potendo facilmente fermarsi
+sulla linea di Nisch gli austriaci debbono formare una linea salda sul
+Danubio. Questa linea esige 20 divisioni per lo meno.
+
+Stanno racimolandone 6 in Ucraina e ne ritirano 8 dal fronte Italiano.
+Fra pochi giorni vi saranno dunque circa 50 divisioni Austriache contro
+le nostre 50 divisioni.
+
+
+
+
+XVII.
+
+DUELLO FRA CAVIGLIA E LA PIOGGIA
+
+
+--Su, Ghiandusso, non fare l'imbecille. Sei ubriaco da far schifo. Non
+ho bisogno di te in questo momento; farò io.
+
+Ghiandusso si allontana barcollando, col sergente Locatelli. Hanno
+bevuto in due un'intera bottiglia di grappa rubata alla padrona della
+fattoria. La certezza dell'offensiva, la speranza di rivedere la sua
+bella terra friulana hanno sconvolto dalla gioia Ghiandusso. Ho dovuto
+fare la mia cassetta da me ed ora sto disponendo con cura i petardi
+nell'interno della mia 74, illuminato di luce elettrica.
+
+Massimo ordine e massima comodità. Tutti i nastri di cartucce lucenti e
+precisi. Tutte le pistole di riserva per gli uomini e per me. Tutti i
+petardi. Passato il Piave, ci lanceremo alla punta estrema dell'esercito
+col pericolo di essere accerchiati e di cadere in imboscate. Se le
+mitragliatrici si incepperanno ce la caveremo coi petardi. Siano molti e
+tutti a posto. Ho concesso poco spazio al vestiario e alle vettovaglie.
+Non avremo tempo di cambiarci e le nostre bocche si arrangeranno alla
+meglio. Poche scatole di marmellata, ecco tutto. L'interno della mia
+blindata 74 mi appare lucente, ricco di riflessi dorati, modernissimo
+come l'interno d'una alcova per piaceri sani, giocondi e felici. Alcova
+d'acciaio per grandi amori futuristi.
+
+Alba augurale del 15 ottobre. Partiamo dalla fattoria Barchessa. La
+nostra colonna di blindate e autocarri si ferma a Dolo. Locatelli calmo
+dorme in fondo dietro di me. Ghiandusso chiacchiera come una grondaia.
+Il vino e i liquori gli fanno male. Ha un piccolo viso raggomitolato,
+verdastro e gli occhi tristi.
+
+Piove. Il cielo è una lugubre inondazione nella quale sembrano
+beccheggiare i barconi che passano alti sui vagoni interminabilmente. Un
+motociclista arriva con scoppi, balzi e scia schizzante. Si ferma per
+domandare la strada. Col suo gabbano grondante, sembra un palombaro.
+Dice:
+
+--A Milano i neutralisti e i preti hanno cercato di fare la rivoluzione
+con un allarme di campane in piena notte annunciando l'armistizio e la
+pace. Speravano di salvare l'Austria. Non la salveranno. Ora tutto è a
+posto. A Mestre ci sono 86 milioni di cartucce per fucili e
+mitragliatrici.
+
+Alle 5 del mattino sotto la pioggia torrenziale, alt a Sanbuchè. Secondo
+alt a Zero Bianco. Ripartiamo colla brigata Lupi di Toscana. Gli
+ufficiali raccontano: «Uno dei nostri soldati fu fatto prigioniero dagli
+austriaci. Cinque giorni dopo abbiamo visto arrivar giù sul Brenta una
+zattera con sopra un cadavere: era il prigioniero inchiodato.
+Inchiodato vivo, lo si capiva, poichè la faccia aveva le contrazioni
+tipiche degli annegati. Sul ventre una tela portava scritte queste
+parole: «_Vi rendiamo il vostro lupo_». E gli ufficiali concludono
+salutandoci: «Quelle vigliacche carogne la pagheranno!».
+
+E vanno coi loro fanti che ridono sotto la pioggia. Il nostro fante è
+affiatato colla pioggia, glorioso impasto di grigio-verde bagnato
+bestemmie cicche, peli di barba, pidocchi, capelli polverosi, sguardi di
+buon cane, risata furba, verruche, sudore, fango, l'innamorata e
+piccirilli, signor tenente, l'ultima m'è nata... tengo la fotografia...
+e la pagnotta.
+
+Filiamo avanti coi bersaglieri ciclisti. Sembrano scolari in vacanza,
+benchè pedalino in ordine perfetto. Correndo nella penombra dei villaggi
+chiudono fra due file di ruote veloci polli, anatre, oche. Il ciclista
+in testa le arrota, quello che segue si china e con la mano destra pesca
+la preda morta. Se il secondo non l'acchiappa, il terzo, il quarto,
+sempre con gesto distratto, ma rapidamente, la ghermisce e via, via
+così, con polli, anatre e oche che spariscono nel tascapane.
+
+Il 24 ottobre arriviamo a Paese. Villaggio banale con alto campanile,
+osservatorio incolume sulla strada, la piazza e le case imbottite e
+rigurgitanti di truppe. Colloco la mia branda in una stanzuccia che ha
+nel centro dell'impiantito un gran buco e ne salgono nitriti impazienti
+di cavalli, fiati caldi che aggravano la temperatura di densa angoscia.
+Piove. Atmosfera d'uragano prossimo, lontano, errante. I cani soffiano e
+s'agitano nervosamente nel sonno. Tutte le forze del cielo e della terra
+sono tese. Nuove forze si aggiungono a quelle già concentrate. Rrrrrr di
+autocarri innumerevoli. Tatatata di motociclette. Crrrrrr sssssss di
+carreggio e truppe in marcia. Questa è veramente una notte che cammina.
+
+La notte cammina con le sue migliaia, migliaia e migliaia di ruote,
+gomme, zoccoli, scarpe. La terra è pigiata, masticata dalle masse di
+volontà umane tutte personali, originalissime e pur guidate dai fili
+collegati alla centrale elettrica di un pensiero unico. Ho saputo che
+Caviglia ha il comando dell'8ª armata, forte imbrigliatore elettrico che
+guiderà gli italiani elettrizzati d'odio-vendetta-patriottismo al di là
+del Piave. Ho fiducia.
+
+Rrrrr, di autocarri. Tatatata di motociclette. Crrrr sss di carreggio e
+truppe in marcia.
+
+Si distingue ora fra questi rumori ormai diventati il tessuto stesso
+dell'atmosfera, un bombardamento continuo lontano. L'offensiva è già
+cominciata sul Grappa. Va bene, ma trova una resistenza strana. Tutti
+parlano dei segni evidenti di sfasciamento nell'interno dell'Austria, ma
+l'esercito è più che mai in piedi: costruzione antica, cementata da una
+disciplina feroce. Disciplina divinizzata. La disciplina per gli
+Austriaci è una religione. Ufficiali e comandi formano una casta sacra
+di sacerdoti della guerra. I soldati non si battono per l'Austria, ma
+per l'Imperatore capo dell'esercito, e si fanno ammazzare per la Dea
+Disciplina.
+
+All'alba il fragore del bombardamento lontano cresce. La battaglia sul
+Grappa infuria. Mi alzo e guardo il cielo come si squadra un manometro.
+Non piove ma ha piovuto e ripioverà. Le nuvole imperano, dispongono,
+minacciano. Il Piave è già pieno e quegli otri di pioggia sospesi sul
+destino dell'Italia diventano tragici. Il capitano Raby mi ordina di
+recarmi da Caviglia perchè io possa ottenere ciò che noi desideriamo
+ansiosamente: passare il Piave in testa alla cavalleria.
+
+Il capitano Raby è turbato. Stanotte al comando della divisione di
+cavalleria che ha per ufficio un autocarro fra le case bombardate Raby
+ha avuto come risposta alla sua domanda di ordini: «I ponti non portano
+che 30 quintali. Lei, capitano, tenga ferma la sua squadriglia, e
+m'incolonni il carreggio della divisione.»
+
+Strabiliante, imbecille, disonorante. Parto subito. Le strade ingombre
+mi ritardano. Giungo verso le 6 alla villetta del comando dell'8ª
+armata.
+
+Viavai di ufficiali, precisi, che in silenzio entrano, escono. Questo a
+cavallo. Quello in motocicletta. Altri in biciclette sguinzagliate a
+ventaglio. Pure a ventaglio si sentono partire le forze della volontà
+centrale per i fasci di fili telefonici meticolosamente sorvegliati e
+controllati dai guardafili che corrono per la campagna. Quando entro nel
+giardino della villa il cielo è tutto sgombro, limpido, fresco,
+propizio. Ma quella nuvolaglia, che copre il ribollimento di cannonate
+tuun tuun tuun tuun tuun sul Grappa a destra, non è fumo come speravo.
+Ecco si stacca dal Grappa, annerendosi, invadendo di nuovo il cielo con
+un programma di pioggia per questa notte. Ma c'è del vento nell'alto. Un
+vento patriottico che combatte le nuvole e forse le vincerà. Il cielo
+mutevole addensa le nuvole e poi le soffia via intenerendosi al tramonto
+sulla divina bellezza d'Italia in pericolo.
+
+Giunge un motociclista grondante, infangatissimo. Riconosco un amico,
+tenente di collegamento. Viene dal Grappa. Mi racconta la mischia
+vittoriosa, accanitissima in una nebbia fitta. Dice che il comandante
+del 9º reparto d'assalto, maggiore Messe, ha fatto cose fantastiche.
+
+--Una nebbia che forse non si è mai vista neanche a Londra. Brutta
+lotta, quasi nel buio. Giorno e notte... tatatatatata. Si sentivano le
+mitragliatrici da tutte le parti... Gli arditi gridavano: Messe! Messe!
+Messe! Di qua, signor maggiore! Fiamme nere, a me! Giù, giù, con le
+bombe! Poi, via! Al galoppo, nella nebbia... Mettete le maschere, le
+maschere! tutti, le maschere! No! no! Nooo! è nebbia. Ad un tratto la
+nebbia si squarcia. Presto qui, una mitragliatrice! Una
+mitrigliatriiiiice! E un ardito arriva portandola sulle spalle... Ecco
+ecco, signor maggiore! L'ardito ansimante si butta colla pancia nel
+fango, e sopra la sua schiena la macchina rabbiosa sobbalza sparando.
+Tttatatatata. Gira, gira, a ventaglio. Gli austriaci cadevano, ma che
+noia quella nebbia, e che paura di colpire i nostri! Ad un tratto il
+tenente De Giovanni, un colosso, appare su un cocuzzolo a destra. La
+nebbia era diminuita e si vedeva le pallottole delle mitragliatrici
+austriache che facevano la barba al cocuzzolo... Aaaaaaaa! Il tenente De
+Giovanni cade fulminato. Quattro arditi si slanciano per portarlo giù.
+Tre sono uccisi. Il terzo vicino a me sputa un _groomf!_ e cade. Tre li
+rimpiazzano. In quell'istante il reparto del maggiore Messe era come
+ingabbiato in un doppio fuoco di artiglieria. Fuoco di sbarramento sulle
+prime linee, fuoco di sbarramento dietro di noi. Accidenti! siamo
+ingabbiati. Tutti gridano: Messe! Messe! Messe! Il maggiore è
+dappertutto. Corre, si slancia, rianima, controlla ogni faccia nella
+nebbia fitta. Grida: qui, qui la mitragliatrice, non là! Non sparate lì,
+sono dei nostri! Sono dei nostri! Arruffio, confusione, velocità in
+tutti i sensi. Il reparto sembra diventato un corpo con mille braccia,
+mani, dita fra le matasse e i gomitoli di nebbia. Uomini ora appiattati,
+ora balzanti per riformar la linea, riconoscersi, strangolare i nuclei
+di nemici invadenti. Sopra di noi passavano dei veloci scenari di nebbia
+fittissima che svelavano nascondevano Grappa, Asolone, Col Moschin...
+
+«Cretino!... non sparare! sono i nostri...!» «Lo so» risponde un
+tenente, «Signor maggiore, guardi sulla quota 3.000. E' perduta»; poi
+grida «Aaaaiiii...» e cade con la coscia gonfiata come un pneumatico
+rosso da una palla esplosiva. Tatatatatata due arditi, la faccia nel
+fango, sussultano sotto due mitragliatrici ben puntate. Si sente, si
+capisce che gli austriaci sono lì che salgono. Ma non si vede a 20, a
+10, a 3 metri. «Accidenti, urla Messe! Non sono Austriaci, sono i
+nostri! Cessate il fuoco!... I petardi! i petardi! qua i petardi! Tutti
+curvi col petardo nel pugno! Senza copiglia! Tenetelo alto! Non
+inciampate! Venite con me! Avanti! Ecco, quelle ombre sono assolutamente
+austriaci! Aspettate a tirare! A 30 metri! Aspettate! Gggiù! Patatamm
+traaac paaam paaaam.
+
+«Messe non ha più petardi. Ora spara col moschetto. Un ardito vicino gli
+dà i caricatori notando i colpi precisi del maggiore: uno, due, tre
+quattro, cinque. Messe riceve, carica, spara, accoppa, puntando sul
+costone a 30 metri. Poi nebbia, nebbia, nebbia, geometria di forme nella
+nebbia. Non ci si vide più. Ma gli austriaci erano ributtati nella
+vallata».
+
+Il tenente di collegamento ha narrato con un entusiasmo affannato mentre
+aspetta l'ordine di entrare da Caviglia. Si forma un crocchio di
+ufficiali. Tutti parlano di sua santità il Piave che dirige la
+battaglia. Il fiume è il polso del nostro destino. Il cannoneggiamento
+sul Grappa è accanitissimo. Ma la sicurezza regna intorno all'anima
+potente, fredda di Caviglia che si sente lì nella camera vicina. Il
+generale mi accoglie col suo sorriso bonario e passeggiando ascolta la
+mia richiesta poi dice con calma: «E' naturale, le blindate in testa
+alla cavalleria, appena passato il Piave per l'inseguimento.
+Provvederò».
+
+Segue un silenzio, dopo di che Caviglia la cui statura sembra altissima
+dominatrice come le cime gelate radiose e serene soggiunge:
+
+--Tutti devono avere la mia sicurezza e il mio ottimismo. Il Piave non
+accenna a dimagrare. Mantiene da 24 ore la velocità di 2 metri e 50.
+Questo esclude passerelle e ponti... Ho consultato tutti i grafici del
+Piave, e mi sono detto: Da che mondo è mondo le piene del Piave in
+autunno non hanno mai durato più di 3 giorni. E' mai possibile che
+proprio oggi, quando si gioca tutto l'avvenire dell'Italia, il Piave
+faccia lo scherzo di ingrossare oltre misura? Sento che ciò non è
+possibile. Ne sono sicuro. Gli austriaci d'altra parte offrono una
+resistenza formidabile sul Grappa. Vuol dire che non hanno capito il mio
+piano. Più resistono sul Grappa e meglio li prenderò tutti in trappola!
+
+Fuori ritrovai il centro del cielo pulito benchè minacciato a destra
+dalla nuvolaglia.
+
+Cielo di carta patinata lievemente azzurrina con sfumature e velature
+dorate. Orgogliosamente vi si slancia una squadriglia di aeroplani
+italiani. Sembra un forte, intenso e fortunoso sette di quadri che
+elastico viaggi verso l'asse di cuori rosso del Sole al tramonto. Si
+gioca volubilmente così nel cielo fra le mani disinvolte del vento la
+suprema partita dell'Italia. Spumeggiano d'oro tre nuvoloni ritti,
+perpendicolari, bottiglie di cosmico sciampagna già sturate che non
+potranno innaffiare che la vittoria nostra. Nelle mani folleggianti del
+vento italiano l'areoplanico sette di quadri vibra nero veloce preciso,
+geometrico.
+
+Mangerà, deve mangiare il ricco asso di cuori. Sole al tramonto! Partita
+emozionante. Mille mille e mille facce al cielo. Altri areoplani
+Italiani fanno intorno ai giocatori maffie di valzer, moine e capriole,
+pattinano sul cielo levigatissimo, si preparano a beffeggiare, come
+usano, in tondo, la loro probabile vittima nemica.
+
+Nel raggiungere a tutta velocità la mia squadriglia penso che l'audace
+volontà di vincere è una forza che si proietta fuori dai muscoli con
+slanci e potenza enormi. Ogni soldato oggi è carico di questa volontà,
+cosicchè si proietteranno questa notte e domani fuor da due o
+trecentomila corpi umani, più di trecentomila volontà capaci di
+plasmare, scopare, trasformare nuvole fiumi e masse nemiche. Queste
+volontà per raggiungere il loro slancio massimo non devono essere troppo
+fiduciose nè spavalde. Occorre una preparazione sommaria, poichè le
+lunghe preparazioni meticolose diventano in certo modo una poltrona
+profonda offerta alla Fortuna. Poltrona che la Fortuna brutalmente
+rifiuta.
+
+Dopo pochi chilometri il cielo si è richiuso. Questa tragica realtà mi
+afferra alla gola. Penso alla calma meravigliosa di Caviglia e al suo
+piano che intuisco. Dopo aver gettato tutti i ponti, circa 70, lanciare
+22 divisioni contro Vittorio Veneto, aprendosi poi a ventaglio a destra
+per far cadere tutta la difesa austriaca del Piave, e a sinistra per
+accerchiare il Grappa. Piano degno d'un uomo di genio, assolutamente
+originale poichè esclude imprevedutamente il vecchio piano tanto
+discusso e quasi irrealizzabile di sfondare il Grappa per poi traversare
+il Piave. Caviglia pensò: nè a sinistra, nè a destra; ma al centro dopo
+aver fatto una forte azione dimostrativa sul Grappa.
+
+Il piano però esige la collaborazione del fiume, e purtroppo questo
+cielo nero è inesauribile. Sento la materia del mio cuore trasformarsi,
+metalizzarsi, in un ottimismo d'acciaio. Sopra vi oscilla la vecchia
+sensibilità lirica un po' femminile troppo vibrante. La riconosco con
+dispetto nel commuovermi quasi alle lagrime al pensiero della
+straordinaria vittoria che potrebbe sfuggirci, mentre guardo un
+fox-terrier devotamente affannato dietro al cavallo del suo padrone
+capitano.
+
+La mia squadriglia è ferma al bivio Povegliano-Nervesa. Al lume di una
+lanterna davanti ai soldati riuniti leggo l'ordine del giorno di
+Caviglia:
+
+«Ai comandanti di corpo d'armata, agli ufficiali, alle truppe tutte
+dell'armata, sento il dovere di chiedere di mantenere il loro animo
+all'altezza della situazione.
+
+«Tutto il popolo italiano guarda in questo momento a noi, cui sono
+affidate in quest'ora le sorti della Patria. La storia dell'Italia
+futura, forse per un secolo, dipenderà dalla fermezza e dal fervore di
+cui saranno capaci nelle prossime 24 ore gli animi nostri.
+
+«L'ora delle supreme decisioni si approssima. Se noi avremo saputo
+mantenerci all'altezza di quest'ora, la fortuna e la gloria d'Italia
+saranno assicurati.
+
+«E' necessario che stanotte tutti i ponti siano novamente gettati. E'
+necessario che il maggior numero possibile di unità passino sulla sponda
+sinistra del fiume. E' necessario infine che le truppe che si trovano
+oltre Piave, attacchino violentemente, tendano con ogni ardore al
+raggiungimento degli obbiettivi prefissi.
+
+«E' l'Italia che l'ordina. Noi dobbiamo ubbidire.»
+
+I soldati non applaudono. Rimangono seri, ma ansiosissimi. Che cosa si
+aspetta? Sappiamo che dovremo passare il Piave alle Grave di Papadopoli.
+Perchè dunque rimanere vicino a Nervesa? La pioggia è cessata. Il vento
+il divino vento favorevole sale con sbuffi impetuosi impacchettando le
+nuvole e cacciandole alla rinfusa verso il mare. Vento benedetto che noi
+salutiamo con baci e deliziosi tremiti nella gola!
+
+Pronto e sagace, il sole lancia raggi dovunque, moltiplicando gli
+specchi rossi dei vetri, rimbalzando biondo sui volumi della
+vegetazione, preoccupatissimo di rischiarare tutto, pulire e ripulire
+ogni cosa. Non si deve forse tutti marciare al più presto, con ordine
+aggressivo? Sole affaccendato che vuole liberare le ruote dei cannoni
+dal fango, oliare le mitragliatrici e i fucili, trasformarsi in benzina
+nei carburatori, cuori bollenti aggiunti agli altri bollentissimi.
+
+Più della metà dei ponti buttati questa notte resistono. Quelli delle
+Grave di Papadopoli cioè i nostri sono stati travolti. Ma questa sera
+saranno in piedi. Ce lo annunciano con occhi giocondi soddisfatti e
+fieri i pontieri che ritornano dal Piave. Pontieri colossi che i gabbani
+antipritici blu rendono quasi monumentali. Camminano oscillando, come
+marinai disabituati dalla terra ferma. Hanno sotto il braccio la
+pagnotta spaccata, masticano avidamente e gli occhi ridono con orgoglio
+ingenuo infantile. Tutti li circondano. Sembrano corridori dopo una gara
+difficile vinta. Passo pesante. Portano il peso dell'immane sforzo
+compiuto nel buio gelato crivellato dalle mitragliatrici, fra i lacci,
+le tenaglie della corrente lugubre che voleva scardinare, strappare,
+sbottigliare i pali, travolgere le botti.
+
+--Le barche, dice uno, ballavano come scodelle nelle mani di un ubriaco.
+Il Piave era ubriaco, pazzo, questa notte. Ma ora è vinto; cede. Abbiamo
+lavorato bene, questa notte. Tutto passa davanti a Nervesa. Al ponte
+della Priula, quelle carogne resistono.
+
+E i pontieri si allontanano trascinando i piedoni mostruosi.
+
+Il cannoneggiamento è un rombo continuo. E noi che facciamo? Con questa
+tortura lacerante dolce, amara, nella gola, ci sentiamo simili ai
+mendicanti invernali ai vetri di una ricca trattoria quando all'ora del
+pranzo fervono tintinnano le gioconde stoviglie e filano i piatti
+fumanti. Fossimo sulla tavola anche noi! Anche come cibi esplosivi fra
+le mani dell'ultimo cameriere! O in cucina nella vampa dei fornelli!
+S'avanza una prima colonna di prigionieri austriaci. Poi tre feriti
+nostri. Uno di loro, ardito, napoletano, fatto prigioniero riuscì a
+liberarsi. Racconta in napoletano la mischia clownesca, grottesca, a
+cazzotti, calci, lazzi, burle.
+
+--Sono passato sulla prima passerella. Poi fra le erbacce nel fango sono
+scivolato in un buco!... Bombe a mano da tutte le parti. Strisciavo. Ho
+perso il pugnale. In tre mi hanno preso alle spalle. Io gridavo:
+fetenti! fetenti! fetenti! Mentre mi portavano via. Attraverso la
+pioggia i proiettili dei nostri 75 fischiavano come i siluri nel golfo
+di Napoli: Ptoo! fiiiisc... Pto! Pto! Pto! fiiii. D'un colpo un mio
+compagno di Napoli ha tirato un petardo in mezzo a noi. Le carogne che
+mi tenevano sono morte, io ferito alla faccia. Non è grave. Mi sembrava
+di essere a Santa Lucia quando le femmine fanno le liti e ci sono li
+fuochi artificiali.
+
+I nostri Draken-ballon si sono spostati. Si annoiavano nella camera
+della Patria. Ora splendono e parlano in alto come enormi pappagalli
+gialli nel sole sulla finestra aperta del Piave.
+
+Piomba l'ordine di partire per le Grave di Papadopoli. In tre minuti
+tutto a posto, tutto in ordine. Sentiamo la gioia liquida circolare
+nelle vene.
+
+Ma la lentezza sulle strade ingombre di soldati in marcia ci esaspera.
+Stare al volante colla cura dovuta al motore e alla strada e sentire in
+sè mille anime sconosciute svincolarsi, premere fra le coste del petto
+per slanciarsi in avanti! Cala la notte sotto un cielo limpido, ma
+gelato. Ad ogni chilometro, alt, ingombro. Scendiamo e mentre le mani
+nostre tese sul fuoco si slegano, sentiamo premere sulle nostre schiene
+un alito misterioso e rovente, l'alito fortunoso della Patria che ci
+spinge con milioni di volontà italiane al di là del fiume. Sono volontà
+Italiane che da tutti i punti della penisola si slanciano affollandosi
+ed ora cantano, urlano nelle boscaglie fluviali. Sono anch'esse ansiose
+di varcare le acque. L'alito possente della Patria tessuto di milioni di
+anime lontane venute dalla Sardegna, dalla Sicilia, dall'Egitto,
+dall'Argentina, dal Brasile rinvigorisce ora le mitragliatrici che sul
+greto si moltiplicano intrecciando i loro brillanti arpeggi ta ta ta ta
+ta ta. Rimbalzante fluidissima scorrevolezza di centomila pianoforti
+sotto dita di pianisti, forse quei pianisti italiani cinquantenni che a
+Rio Janeiro o a Buenos-Aires suonano, suonano in concerti patriottici
+con passione e genio, facendo sparare mille armonie come noi spariamo
+contro la riva nemica (pianoforte da sfondare!) di questo Piave che si
+dà delle arie di Fiume Americano.
+
+Il comando della cavalleria ha deciso di non lasciarci in testa. Ce ne
+accorgiamo da molti ordini e contrordini. Si dice che i primi ponti sono
+deboli, non sopporteranno il peso delle blindate. Vado ad accertarmene
+col capitano Raby a piedi, curvi nell'intrico fangoso delle erbe.
+L'alba, pallida e fredda, si spacca qua e là in blocchi rosei d'aurora
+come colpita dal cannoneggiamento della 3ª armata che alla nostra destra
+incomincia a buttare i suoi ponti. Il fiume ha qui circa tre chilometri
+di larghezza. Noi dobbiamo seguire però un nastro tortuoso di strada per
+traversarlo. Circa 8 chilometri di ghiaia, guadi a fondo solido e ponti.
+Il Piave sembra qui un immenso estuario.
+
+Tenendoci curvi poichè il fogliame delle piante è su di noi falciato
+dalle pallottole, interroghiamo un sergente del genio che nell'acqua
+regola gli Issaa-ooh! Issaa-ooh! dei pontieri intorno alla capra.
+
+Tata tuum tata tuum di cannonate.
+
+Scraabraaaang di bombarde.
+
+Ta ta ta ta ta ta di mitragliatrici.
+
+Iauu iau iau di schegge lontane e di pallottole.
+
+Issaa-ooh! Issaa-ooh!
+
+Passa un farfallone d'acciaio da mezzo chilo a venti centimetri dal mio
+naso.
+
+Visitiamo, palpiamo il ponte che lega il primo guado colla prima isola
+boschiva e pantanosa. Sotto fruscia, stride incalza e galoppa l'acqua
+fulgente. I languidi ruscelli pacifici e melodici sono diventati corde
+metalliche violente per legare, strappare i piedi dei ponti.
+
+Issaa-ooh! Issaa-ooh! Ultime ostilità del fiume che vuole colle trecce
+tumultuose delle sue acque trattenere i passi audaci dell'Amante che
+scavalca il suo letto.
+
+Il sergente del genio intelligente, afferma che il ponte è solido. Una
+granata approva con scoppio brutale, schiamazzante.
+
+Il ponte scricchiola, geeeme piegando le sue tavole sotto il peso della
+mia 74. Siamo tutti appiedati, mentre il mio volantista guida con
+cautela.
+
+Ora grave. A destra a sinistra a cinquanta cento metri Biii... Graang!
+Biiiii Graang-graang! vvv. Ho avuto stanotte un presentimento di morte.
+
+Nel buio con calma ho regalata la mia vita di grande poeta a questa
+divina parola: Italia, che merita oggi la vita di mille mille poeti
+altissimi. Ora ricordo la formola di equitazione: per saltare un
+ostacolo a cavallo bisogna gettare il cuore al di là dell'ostacolo. D'un
+colpo, lancio il mio cuore sulla altra riva.
+
+Subito vedo in sogno la Fortuna inclinare sempre più il piano da Padova
+al Montello perchè le masse di forze italiane scorrano giù nel Piave e
+si rovescino sull'altra riva schiacciandola.
+
+Raby da due giorni liberato dal suo guscio molle di placidità orientale
+si è rivelato un comandante energico, espertissimo, tenace. Dopo ogni
+ponte, il guado è un problema da risolvere.
+
+Questi primi guadi del Piave sono facili e si corre poi, per dei tratti,
+con prudenza su un ponte, indi cento sforzi nell'acqua, poi di nuovo via
+correndo tutti intorno alla blindata giocondi come per un parto
+riuscito. Davanti a noi nelle isole tutte a ciuffi di piante fluviali si
+sparpaglia la fucileria. La retroguardia austriaca snidata come una
+abbondante selvaggina che non voglia abbandonare i suoi covi. Ecco la
+riva! L'altra riva del Piave tanto sognata, desiderata, invocata,
+abbracciata dalle nostre anime! Alla mia destra due trincee ci
+bersagliano. Voluit, voluit, di pallottole sul capo. Graang! Questa
+pallottola si è schiacciata sulla blindata. Primo collaudo. La
+blindatura Ansaldo tanto discussa resiste.
+
+A destra passano con noi i bersaglieri ciclisti del colonnello
+De-Ambrosis. Sparano con la bicicletta appoggiata al fianco e cantano:
+Addio mia bella addio... Nostalgia dinamica e marziale di quella,
+canzone trascinata ma che trascina, svolazzante e smarrita, ma
+imperiosa. Strana miscela di sentimentalismo e di audacia virile. Zaino
+di melanconia che il soldato meridionale porta con disinvoltura
+spensierata in marcia verso il pericolo ignoto. Il ricordo della donna
+pungola le nuove audacie.
+
+Cos'è questo vocio lamentoso che si trascina vicino alla trincea ora
+deserta?...
+
+Braccia alzate! Donne e bambini! Sono italiani di Campodolcino. Arruffio
+di gesti e camiciole femminili intorno ad una colonna di prigionieri.
+Sporchi, in brandelli, col berretto a tre bottoni. Questo porta lo
+stemma imperiale. Gioia acuta di calcare la trincea vuotata.
+
+Abbiamo passato il Piave. La prima blindata corre sulla strada di
+Campodolcino.
+
+Fo fo fo fo fo dei nostri 260 che passano nell'aria.
+
+A destra lontano, verso Vittorio Veneto infuria la battaglia. Giunge
+l'ordine di inseguire e travolgere la retroguardia che si sta
+trincerando a Bibano di Sotto. Alt, colazione sommaria. La terra già
+cotta dal sole è piena di cadaveri che puzzano.
+
+--Austria official, dice un prigioniero; Austria comanda, io non volere
+tirare.
+
+I suoi occhi implorano. Dividiamo un pollo con lui, e restiamo quasi
+senza, noi, poichè, bisogna farne parte a due macilenti borghesi
+italiani.
+
+--Avevo un fratello nelle munizioni a Milano; l'altro sul Piave
+nell'artiglieria da campagna. Uno fabbricava i proiettili, l'altro me li
+lanciava ed io li ricevevo!
+
+Sintesi della guerra sul Piave.
+
+Presto, in macchina, e avanti! Cimadolcino è tutta bombardata, deserta.
+Un plotone di cavalleria che l'attraversa con noi unisce i suoi nitriti
+e lo scalpitare degli zoccoli ai rombi dei motori e allo stridore delle
+blindature. Polifonia che fa vibrare le case in rovina tutte smobiliate,
+squartate, slabbrate, disossate. Gli austriaci hanno portato via tutte
+le travi. Fortunatamente i muli di queste salmerie di bersaglieri sono
+carichi di legna. Strappiamo qua e là dei cartelli: _Nach Fezzo, Nach
+Cimetta, Nach Codognè_. Il nostro entusiasmo pieno di scatti, si irrita
+di non essere ancora in testa a tutti. Sulla strada procediamo tra
+bersaglieri ciclisti che corrono corrono rischiando d'essere arrotati
+ogni momento. Abbiamo alla destra un battaglione di scozzesi con le
+cucine fumanti, a sinistra una batteria da 75 italiana. Accanitamente
+vogliamo sprizzar fuori dalla calca. Arruffio, gesticolazione, bestemmie
+di conducenti. Largo! Largo! Largo! Piega a destra, cretino! C'è posto,
+lasciami passare! Non si può! Voglio passare, per Dio! Ti sbatto nel
+fosso!
+
+Nitriti di cavalli, groppe che fumano sudatissime, ottoni brillanti
+delle bardature inglesi. Il sole fa divampare le facce che rosse si
+mescolano alle bandiere agitate dai borghesi. Due, tre bandiere, una
+folla di bandiere sventola su questa bassa terrazza. Le donne si piegano
+giù dai balconcini, visi convulsi in lagrime. Parlano, parlano,
+chiamano, consigliano. Fanno gesti convulsi verso quella linea di olmi
+in fondo a quel campo dove ecco pam, pam, pam scoppia la fucileria.
+
+Il capitano Raby bestemmia nella vetturetta:
+
+--Fuori, fuori di qui, per Dio! Non curarti dei parafanghi, spacca, e
+fuori!
+
+Sobbalzi, urtoni. Un mulo cade. Un ciclista nel fosso. Sfondiamo una
+cucina scozzese. Ne schizzan fuori brodo e vapore sulla groppa di un
+mulo che calcia. Gli scozzesi ridono, ma noi siamo liberi. A grande
+velocità, le blindate, a 300 metri l'una dall'altra. Tutto a posto,
+eccettuato un parafango rotto. Il mio motore va bene. Flauteggia:
+Tuuuvvv, Tuuuvvv, Tuuuvvv.
+
+Villaggi deserti. Abbandono. Desolazione. Gli Austriaci si sono
+squagliati. Sorpassiamo una pattuglia di cavalleria. Il tenente mi dice:
+
+--La linea Austriaca è al di là di Bibano di Sotto, 2 chilometri davanti
+a Sacile.
+
+A destra e a sinistra i campi hanno innumerevoli buchi; sembrano aver
+subito dal bombardamento nostro una preparazione ad una fitta
+piantagione d'alberi. I cadaveri qua e là dormono come strani
+giardinieri stanchi dall'eccessivo zappare. E' quasi buio sotto il cielo
+rannuvolato quando giungiamo alle prime case di Bibano di Sotto. Rovine.
+Silenzio assoluto. Malgrado gli ordini severi io ho tenuto sempre lo
+sportello sinistro della blindata aperto, la gamba penzoloni fuori,
+appoggiata sul predellino. Ho in mano il revolver, ma lo stringo
+macchinalmente tanto l'atmosfera di questo Piave vittoriosamente varcato
+è piena di fortuna strafottente.
+
+Perchè abbaia tanto la mia Zazà col muso fuori dal finestrino? E' una
+cagnetta intelligente, intuitiva, talvolta profetica. Le bestie sono
+spesso in contatto colle forze più di noi. Ma io non ascolto Zazà. Ho
+fame e so che a Bibano ci fermeremo per aspettare l'autocarro dei
+viveri.
+
+Ta ta ta ta ta ta. Scossa. Stupore. Siamo caduti in un agguato. Però,
+niente paura. Da due finestre della piazza vampano e sparano due
+mitragliatrici austriache. Non c'è tempo nè modo di rispondere
+efficacemente colle nostre mitragliatrici. Mentre il sergente Locatelli
+ne punta una in cupola, noi ci slanciamo fuori. Moschetti, pistole e
+tascapane pieno di petardi. «Lì! Lì! quella finestra a pian terreno!»
+urla Ghiandusso. Io la punto col moschetto e sparo. I miei amici fanno
+altrettanto. Cinque minuti di fucileria a 20 metri dalla finestra. Noi
+riparati dietro un enorme autocarro austriaco rovesciato. La finestra si
+spegne e tace. Ci precipitiamo dentro. Tre sloveni che alzano le braccia
+e 2 bosniaci feriti. Trasciniamo fuori il tutto e li consegnamo ai
+bersaglieri ciclisti che sopraggiungono. Alt. Riposo. Abbiamo un solo
+ferito. Autocarro dei viveri. Mangiamo.
+
+
+
+
+XVIII.
+
+LA VITTORIA
+
+
+--Chi vuol venire con me in esplorazione notturna?» domanda il capitano
+Raby.
+
+--Pronti! Seconda sezione!--rispondiamo io e il tenente Bosca.
+
+Il capitano sale nella blindata di Bosca e parte. Io perdo un minuto a
+bere un po' di caffè che mi versa il cuoco Caroli dall'alto
+dell'autocarro dei viveri. Poi in macchina. Il motore non prende. Parto
+con un piccolo ritardo. Ma ho lo stomaco a posto. Ho messo al volante
+Fatutto. Eccellente meccanico e volantista, ma cade dal sonno. Sono
+ormai tre notti che non si dorme. Corriamo. Comprendo che il pericolo
+questa notte è eccezionale, poichè di pattuglia ci si va a piedi e non a
+tutta velocità senza lumi sugli arabeschi di una strada sconosciuta.
+Questa è certamente la prima esplorazione di blindate in pattuglia
+notturna. Sbarro gli occhi sul nastro perlaceo della strada crepuscolare
+che l'ombra degli alberi sfrangia deforma e corrompe. Ad un tratto non
+vedo più la macchia nera della blindata che mi precede. Sono le nove. La
+strada gira ad arco. Il volantista non lo prevede, ed ecco a destra giù
+la mia macchina piega. Accidenti! Sempre più nel fosso giù, giù.
+Rovesciamo! Catastrofe! Griiing, Griiing, griiing craacraaac di rami.
+Plaaaf di fango.
+
+La mia 74 si è coricata nel fosso. Non è profondo per fortuna. Saremmo
+ridotti in marmellata! Benchè imbottite di cartucce, cassette,
+mitragliatrici e spigoli d'ogni genere, le blindate nel rovesciarsi
+salvano spesso ciò che contengono.
+
+Con voce fredda tagliente raccomando la calma perchè gli uomini uscendo
+salvino se si può l'ordine interno. Vana illusione. Tutti i nastri di
+cartucce, casse, cassette sono crollati. Una lacerazione non profonda
+sul cranio. Il mitragliere Salis ha la faccia insanguinata. Ferite non
+gravi. Ci penseremo dopo. Si tratta di rimettere sulle ruote la 74.
+Spero, spero, spero che il motore non abbia danni seri. Buio. Lancio un
+uomo sulla strada per avvertire la blindata di Bosca. Certo si sarà
+accorta di non essere più seguita e si ferma. I miei uomini intanto
+svegliano le poche case abitate di Bibano. Candele accese alle finestre.
+Le donne sono le più leste. Una contadina arriva correndo. Interroga,
+colla voce rotta d'angoscia. Ho acceso una torcia: la contadina è
+giovane, bella ma d'un pallore affamato. Le regalo una scatola di
+conserva.
+
+--Va subito a chiamare tuo padre, tuo fratello, tutti gli uomini. Ho
+bisogno di leve, rami di albero; niente zappe. Le abbiamo!
+
+Accendiamo altre torce senza curarci della fucileria austriaca che
+brontola sulla destra, molto lontano. Sono senza dubbio le retroguardie
+austriache che cedono alla terza armata sul Piave verso Fagarè. Tutti al
+lavoro. Bisogna scavare l'orlo della strada per sollevare la blindata su
+terreno piano. Zin-zin-zin di zappe febbrili accanite. In un'ora tutto
+deve essere finito. Menghini visita il motore e grida dalla gioia:
+
+--E' sano, è sano, è completamente sano!
+
+Arriva il capitano, bestemmia contro Fatutto che certo dormiva al
+volante. Poi distribuisce il lavoro zappando anche lui.
+
+Contadini e contadine con leve e rami d'alberi.
+
+Io riordino il materiale sparso. Sulla destra la fucileria austriaca
+rumoreggia. Spengiamo due torce. Si lavora quasi a lume di naso. Con le
+leve e colle binde la mia 74 si solleva lentamente. E' tutta fangosa, ma
+intatta. Mi ricordo finalmente della mia ferita. Fasciato, ho l'aria di
+avere una infiammazione ai denti. Non posso sopportare l'elmetto. Tutti
+dicono: Se tu avessi avuto l'elmetto sarebbe stato meglio.
+
+--Tutto a posto?
+
+--Tutto a posto.
+
+All'improvviso la blindata del tenente Cenami che mi segue a 100 metri
+di distanza s'incendia. Alt. Il suo motore è in fiamme. Subito, tutti
+allo spegnimento. Sbatacchiamento arruffio, di panni, braccia, coperte,
+mani che lavorano sul fuoco che guizza, si scatena, si rizza, agonizza,
+divampa, sparisce, torna, scoppia, lingueggia su tutti i punti.
+Soffocato non muore; rosso, viola, blu rinasce. Accidenti! non gettate
+terra sul motore! Iratissimo il capitano, perde la calma. L'attendente
+di Bosca un pugliese forte e audace che si chiama Siciliano e sembra un
+vero Arabo si è coricato sotto il motore. Il fuoco è domato.
+
+Sembra il destino di questa pattuglia di blindate di avanzare con
+fragori e incendi. Certo, gli austriaci ci hanno scorto. Rallentiamo.
+Devono essere molto vicino. Una luce. Si veglia in quella fattoria. Una
+contadina quarantenne gioviale dice:
+
+--Mezz'ora fa sono passati due battaglioni austriaci! La loro trincea è
+a 500 metri.
+
+Si spegne tutto, aspettando le altre blindate. Nel buio la donna parla:
+
+--Non ho nulla da darvi, cari figlioli di Dio. Niente vino, niente
+polenta. Hanno portato via tutto. Ieri qui, c'è stato una grande
+confusione. Due divisioni boeme si sono ammutinate. Lì fuori, andate a
+vedere, sotto gli alberi ci sono due boemi impiccati.
+
+Fuori, con un cerino acceso, scopriamo i due corpi sospesi. Tipico
+arricciamento delle braccia sotto la corda rallentata un poco. Uno ha la
+testa volta all'insù verso il fogliame e gli occhi aperti ma senza la
+solita ferocia spaventata. Sembrano guardare distrattamente degli
+uccelli. I due impiccati portano sul petto una tabella che denuncia in
+tedesco il loro tradimento. Rientriamo.
+
+--I germanici sono i più prepotenti, continua la donna nel buio. Quando
+un germanico dà un ceffone a un debole se questo lo riceve senza
+renderlo ne riceverà due, tre, quattro, senza fine. Se invece questo
+risponde con due ceffoni al primo, il germanico li piglia e se ne va. Il
+Germanico non rispetta che la forza violenta. Molti prigionieri nostri
+fuggivano dai germanici per farsi fare prigionieri dagli austriaci. Gli
+ungheresi sono però i più crudeli. In fondo, tutti predoni e briganti.
+Un esercito di ladri. Hanno portato via tutto, tutto!
+
+Quando ripartiamo fa ancora buio. Lentamente, cercando di diminuire il
+rumore dei motori. Ma gli austriaci vegliano e subito la fucileria
+scoppia. Siamo bersagliati da una casa, tutta vampe nelle sue finestre e
+nel folto del suo giardino. La mia blindata risponde per la prima colla
+mitragliatrice in cupola:
+
+--Con calma, adagio! Locatelli, punta bene una delle finestre.
+
+Ta ta ta ta ta ta     ta ta ta ta ta ta     ta ta ta ta ta.
+
+--Hanno un cannoncino! Punta bene, Locatelli! Guarda la strada. Fatutto!
+Come va il motore?
+
+--Bene, signor Tenente.
+
+A sessanta metri dalla casa. La blindata di Bosca, venti metri dietro la
+mia, spara anch'essa con due mitragliatrici. Ciò mi dispiace perchè
+siamo troppo vicini, e offriamo un grande bersaglio. Le nostre tre
+mitragliatrici funzionano puntate su 3 finestre diverse che agonizzano.
+Ammutolite.
+
+Gli austriaci sparano ancora dal folto del giardino.
+
+Raby grida:
+
+--Giù tutti! Cessate il fuoco! Coi moschetti! Prendi i petardi! Tutti
+insieme dentro il giardino!
+
+Mi slancio. Nello scavalcare il muricciolo sento bestemmiare Siciliano
+che tempesta col calcio del moschetto due austriaci in un boschetto. Si
+arrendono. Siciliano viene avanti spingendoli a pugni e a calci.
+
+--Ne ho acciuffati due. Gli altri si sono squagliati.
+
+Nella cucina bolle un infernale cazzottio fra le ombre nere e le
+boccacce rosse del focolare. Fragore di pentole. Una trentina di
+prigionieri con una mitragliatrice. Entrano nel giardino pattuglie
+d'arditi fez neri, scamiciati, con altri prigionieri.
+
+Incolonniamo le prede e le rimandiamo indietro. Intanto la fucileria si
+accende a ventaglio colle prime luci dell'alba che scioglie gli incubi
+dei prati.
+
+Partiamo veloci, lasciando sulla sinistra un battaglione di fanteria che
+conquista un grande prato in fondo al quale una cortina d'alberi sputa
+maledettamente pallottole. E' l'ala dell'esercito austriaco che si
+ripiega per difendere Vittorio Veneto. Accanita. Ora si aggiungono tre
+mitragliatrici che rallentano l'avanzata della nostra fanteria. Noi
+filiamo sulla strada, per girare al largo di questa estrema difesa, e
+giungere in Vittorio Veneto.
+
+Due ore dopo vi entriamo con venti autocarri rigurgitanti di arditi fez
+neri. Impetuoso scamiciamento, fucili branditi da braccia pazze, bocche
+squarciate dal canto, lazzi feroci di gioia barbarica nel polverone
+incandescente, fiocchi neri al vento, bandiere nere che spazzano gli
+alberi sotto il sole che pomposamente si spacca in cannonate
+arroventando l'aria. Beviamo nella corsa un simun africano saporito di
+allegria infantile. La polvere calda sulle labbra è lo zucchero della
+vittoria. Rimbalzano in aria i cuori nostri gareggiando in splendore,
+furore e rotondità trionfali con le nuvole tronfie e ricche d'oro che
+vorrebbero certo metallizzarsi per combattere anch'esse e schiacciare il
+nemico. Belle nuvole di Vittorio Veneto, gonfiate da tutti gli aliti
+italiani dove eravate, donde venute? Vi lodo di aver perduto nel vento
+le belle curve flessuose femminili per assumere soltanto le forme
+aggressive impennate e gli spigoli infilzanti!
+
+Questa nuvola a destra soffia getti di lava d'oro fra i suoi mille baffi
+accecanti, il suo irto pelame variegato e la sua coda altissima di tigre
+d'argento. Altre nuvole come spazzole di bragia rigovernano
+accanitamente quel nuvolone-cavallo dalle troppe zampe correnti come i
+primi cavalli dinamici dei pittori futuristi. Un'altra nuvoletta agile
+di nickel fila, fila verso il mare come una torpediniera grondante di
+liquido azzurro per raggiungere forse la squadra italiana. Sul mare,
+sul mare, certo, anche sul mare, ora l'Italia vince. Ma sulla testa
+un'altra bella nuvola di vittoria. Mi sporgo fuori dalla blindata per
+ammirarla. E' un cerchio, un grande cerchio d'oro massiccio dipinto di
+rozzi pomi vermigli. Degna corona del vincitore Caviglia che, scopati i
+vecchi piani strategici, seppe mediante le sue spie volanti in aeroplano
+sui notturni accampamenti, scoprire il punto debole del nemico e
+colpirlo nell'immenso scacchiere, mortalmente. L'esercito Austriaco
+ferito nella saldatura delle due sue armate del Grappa e del Piave, cade
+a pezzi. Pezzi potenti, armatissimi, ancora disciplinati, che cercano di
+sfuggire agli inevitabili accerchiamenti.
+
+Nella città di Vittorio Veneto c'è festa e battaglia. Canti di gioia,
+fucileria rabbiosa, facce in lagrime, pioggia di fiori, inseguimenti al
+galoppo nei giardini e su per le scale, pugilati e strangolamenti di
+difensori nei fossati. La città ci riceve a finestre spalancate. Quel
+balcone rigurgita di donne. Le grida prolungano le capigliature.
+Capriole di scugnizzi nel fango, fra le pazze motociclette che
+scimmiottano aizzano le mitragliatrici.
+
+Grondano le facce degli arditi che s'arrampicano sulle terrazze. E anche
+sui tegoli rossi dei tetti. Colle corde tirano su una mitragliatrice.
+Puntata. Contro quel quartiere laggiù dove i bosniaci resistono. Entro
+in una vasta piazza colla mia 74. Tutte le donne scarmigliate intorno
+alle ruote. «Accidenti alle donne! Via! Via! Sarete colpite!» Ma poco
+importa! Se ne infischia questa giovane che spara col moschetto da un
+portone contro il fondo del cortile.
+
+Spara, poi si slancia dentro. Tumulto grigio verde. Braccia nude e
+capelli al vento. La gioconda chiacchiera veneta pettegola colla mia
+mitragliatrice che bersaglia un caseggiato zeppo di bosniaci e
+prostitute austriache. Vittorio Veneto ne conteneva circa un migliaio,
+di quelle donne d'ogni classe camuffate da Crocerossine, felici di
+servire a tutti gli usi e istinti dell'esercito austriaco pur di
+mangiare, ciò che era diventato difficile in Austria. Avevano
+collaborato coi soldati nelle ciniche requisizioni ed erano odiatissime.
+
+«Quelle vacche, quelle vacche! bisogna massacrarle! Mi dia un fucile per
+carità, signor tenente, mi dia un fucile! Ci vado io e le sgozzo, le
+sgozzo!»
+
+--Perchè un borghese spari così sui soldati, bisogna che sia inferocito
+dalla vendetta! sentenzia Ghiandusso.
+
+Altre donne accorrono, mi baciano le mani, mi stringono i fianchi,
+tentano di portarmi via il revolver. Delle bionde sedicenni gracili e
+gentili sembrano forsennate.
+
+La Vendetta, Forza gigantesca irta di baionette, pugnali, spilloni,
+unghie di donne, rotola nell'aria tiepida profumata dei giardini.
+
+La Vendetta, Forza elementare cocciuta sintetica, nutrita da milioni di
+rancori covati. Il padre maltrattato e schiaffeggiato. La sorella
+incinta buttata giù dal letto per rubarne le lenzuola. Il vecchio
+beffeggiato. La vacca, l'unica vacca rimasta per il latte ai bambini,
+rubata. Il colonnello austriaco che baciò per forza mia sorella!
+Bisognava cedere e subire quel corpo schifoso perchè la mamma non
+morisse di fame. E i buoi, il rame, la biancheria, tutto rubato. I
+mobili, tutti portati via da quei ladri, ladri, ladri! La Vendetta
+rotola nel cielo con i volumi mostruosi di quelle nuvole irte di raggi
+acutissimi brucianti, che penetrano nelle ossa, facendone sprizzare
+lagrime di fuoco.
+
+Ricordo, ricordo che in me, nei miei soldati e in tutte le facce nere
+polverose degli arditi la Vendetta penetrava, imbeveva di sè ogni fibra,
+scatenava i muscoli, unghiava le labbra, gli occhi le orecchie.
+
+Vento caldo di ferocia era l'alito diabolico di questa divinità
+tremenda: la Vendetta! Vendicare un anno di soprusi, saccheggi,
+prepotenze e crudeltà! E quei famosi bollettini spavaldi e imbecilli
+dello Stato Maggiore germanico dopo Caporetto! Come dimenticarli?
+Sentivo, sentivo, in me gli insulti atroci alla mia razza bella,
+intelligente, lirica, geniale, pronta a tutte le generosità, bontà,
+cortesie, e così mal ripagata da quei bruti smargiassi! Bruciano,
+bruciano ancora le ingiurie di quella soldatesca ingorda e balorda. In
+nome di quale giustizia mille volte più che divina posso io dimenticare?
+Io non sono San Francesco. Sono un futurista italiano, più umano d'ogni
+essere umano, e civilizzatissimo. Ma la bestia immonda, merita la
+lezione, una spaventosa definitiva lezione. Nel cielo di Vittorio Veneto
+rotola la Vendetta coi suoi abbacinanti volumi di nuvole tonde irte di
+raggi acutissimi. Viaggia con lei un'altra Forza vestita di sciarpe
+eleganti di nuvole rosee che schioccano ed è la divina Allegria
+italianissima, con morbide frange di dolcezza. Questa spensierata
+vorrebbe avvolgere rinfrescare l'impetuoso corpo aereo tropicale della
+Vendetta. Con mille moine delle sue carezze e sorrisi, frange di piume
+volubili, la Forza dell'Allegria spruzza di rosa le ombrie tiepide dei
+giardini, risveglia i sapori delle frutta autunnali e cuoce i profumi
+dei nascituri fiori primaverili che le fanciulle porteranno nei capelli
+obliosi, coi fidanzati, quando la guerra sarà dimenticata e il nemico
+perdonato poichè vinto. Ma la Vendetta urge, preme dall'alto, urlando
+con le mille bocche delle donne:
+
+--Massacrarle, massacrarle bisogna! Quelle puttane!... Erano tutte
+d'accordo con loro! D'accordo con quelle canaglie! Volevano che
+andassimo a letto col colonnello! Dov'è il colonnello? dov'è il
+colonnello Sweiger? Se lo trovo, gli mangio il cuore! Sì, signor
+Tenente, glielo mangio io!
+
+Intanto si sentiva dovunque come la respirazione vasta di un mare, ed
+era la respirazione della Vittoria che invadeva le strade colmando ogni
+essere vivo, uomo, donna, fanciulli, altrettanti vasi capaci
+straripanti in lagrime e risate di gioia. Tutti vi si abbandonavano,
+tutti. Ma per brevi istanti, poichè la Forza della Vendetta ritorna,
+implacabile, affamata! La vedo, la sento piombare in un gorgo di donne
+con un grido, una parola. Il gorgo diventa frenetico. A calci a pugni le
+false crocerossine Austriache sono trascinate in mezzo alla piazza.
+
+Sinistro tafferuglio. Le donne vogliono strappare agli arditi la preda.
+Un colosso bosniaco crolla, la faccia revolverata: orrenda spugna rossa.
+
+La fucileria cede, cede alla periferia della città. I comandi prendono
+il sopravvento. Io libero i bosniaci prigionieri, faccio sgombrare la
+piazza e di nuovo in blindata per le strade della città. Continua nel
+mio cuore il tumulto d'una rissa dolorosa fra due mie anime.
+
+L'anima umana sensibile e visionaria che tutto comprende, prevede
+immagina, perdona, riassume in uno spasimo d'angoscia tutti i dolori dei
+vinti, discernendo fra le colpe dei capi e le brutalità meccaniche dei
+greggi, lotta ora furiosamente contro la seconda Anima selvaggia
+sanguigna, negra sorella della ferocia generale, e legata alla
+massacrante Vendetta aerea. Questa non è ancora sazia!
+
+Giù nel quartiere di Serravalle vociare e confusione. Gli arditi si
+precipitano in un portone. Li raggiungiamo troppo tardi.
+
+Quando entro tre bosniaci sono a terra sventrati. Non mi pento d'essere
+arrivato in ritardo poichè vedo nello loro tre mani destre tre enormi
+mazze ferrate.
+
+--Buon giorno, Marinetti, mi dice il colonnello Trivulzio, con la pipa
+in bocca. Non compiangete quelle belve e guardate!
+
+Lo seguo in un camerone dove contro il muro sono attaccate in
+bell'ordine migliaia e migliaia di mazze ferrate.
+
+--Vi sono altre tre camere piene come questa. Basta per ora. Usciamo!
+V'invito a colazione. Prenderemo il caffè in una strana famiglia mezzo
+austriaca, tutta smorfie e baci per noi. Divertentissimo. Venite.
+
+
+
+
+XIX.
+
+LA VILLA DEVASTATA
+
+
+A tavola i bollettini di guerra stupefacenti e i giornali colmi di
+vittorie passano di mano in mano sulla pasta asciutta. L'appetito lotta
+col cuore ebbro che sotto i tonfi delle notizie gioiose vorrebbe
+schizzare lagrime e singhiozzi felici. Cinquantamila prigionieri, 300
+cannoni. Il colonnello Trivulzio annunzia:
+
+--L'intero sistema difensivo del Grappa è caduto nelle nostre mani!
+
+Uragano d'applausi. Un bersagliere ciclista scaraventa dalla gioia tutta
+la sua pastasciutta fumante in faccia del suo compagno. Questo ridendo
+calmo sornione, ingolla due bicchieroni di vino, poi ne riempie un terzo
+e pluff! doccia di rosso il suo assalitore.
+
+--Io non mangio più, non ho più fame, dice Trivulzio; sono pieno come un
+otre di gioia pesante... Ho avuto le due gioie sognate! Prima: vendicare
+Caporetto. Seconda: finire malgrado la mia età la guerra, godendo la
+vittoria con l'animo d'un giovane! Andiamo a prendere il caffè al primo
+piano. Fra mezz'ora ordine di partenza.
+
+Tutti in fila entriamo dalla signora Lucatich. Un tenente, bersagliere
+ciclista, ha portato con sè un piatto di carne che divora camminando. La
+padrona di casa, donnone biondastro, dal corpo liquefatto, straripante,
+ossequia in buon italiano. Ci presenta sua figlia, magrolina, bionda,
+slavata. Parla anch'essa molto bene in italiano correggendo così il
+carattere tedesco dell'interno: quattro oleografie di Siglinde, Sigmund,
+Sigfrid e Drago, Ondine ecc., a tinte rosse, azzurre, verdi, violente,
+stonate, antipatiche.
+
+La signora Lucatich che versa in giro il caffè, ci minaccia colle
+sbrodolanti mammelle. Poi apre il pianoforte a coda. Subito un capitano
+dei bersaglieri s'impadronisce della tastiera come il canto si
+impadronisce della marina napoletana. Nerissima capigliatura impennata,
+pizzo nero, faccia di bersagliere di Lamarmora in una stampa del '48. Il
+capitano canta: Me ne vogl'ì in America...
+
+Il lamento nostalgico, patetico, lacerato della sua bella voce
+meridionale dilaga. Naufragano un istante le anime nostre irte e gli
+angoli duri dei nostri temperamenti.
+
+Nella melodia soave, ironica, carezzevole, la voce si sviluppa
+delicatamente sale e s'intenerisce morendo, poi con vellutate violenze
+si scaglia in ondate impetuose su, su fino a delle note fulve, calde,
+sorridenti. L'eleganza imperiosa e maschia della voce domina, determina
+e precisa la passione. L'immaginazione nostra evoca il golfo napoletano
+nella sua carnalità lunare che completando la facile melodia forma un
+alto elastico vivo capolavoro del genio italiano.
+
+Ma uno grida:
+
+--Basta col sentimento! Suonami una cosa allegrissima pazza.
+
+La signora Lucatich si avvicina al piano forte, vorrebbe consigliare. Il
+capitano scatena l'introduzione del Barbiere di Siviglia. Gioia
+generale. Io spacco una sedia, rovesciandomi indietro di scatto. Tutti
+in piedi, giro tondo intorno alla tavola. Pigliamo nel vortice la
+cameriera che abbracciata, palpata e rischizzante di braccia in braccia,
+mi mormora accennando alla padrona:
+
+--Se la intendeva cogli austriaci!
+
+Ma un accordo funereo e grave mi attira al pianoforte.
+
+--Che cosa suona, signorina?
+
+--Beethoven... Beethoven è più grande di Rossini.
+
+Un urlo selvaggio.
+
+--Ma cosa ne sa lei? Cosa ne sa lei? Rossini è smisurato! Abbasso
+Beethoven! Beethoven è morto quattro anni fa! Rinascerà se vorremo fra
+quindici giorni. Ora è ancora sepolto e Wagner pure con suo fratello Von
+Kluk, suo cugino Hindenburg e Ludendorf cretino quanto quel Sigfrid che
+è sulla parete. E lei, signorina, si convinca che l'Austria è morta e
+che non si festeggiano gli Italiani suonando Beethoven. Con tutto il
+rispetto che ho sempre dato al bel sesso, le dichiaro che lei è una
+cretina! Noi italiani di Vittorio Veneto possiamo finalmente
+strafotterci di Sigmund di Sigfrid e anche del Drago germanico! Così!
+
+Strappai quattro quadri e sfondandoli a pedate li infilai sulla testa a
+quattro amici. Poi tutti giù per la scala dirigendo l'orchestra e
+cantando il «buona sera... buona sera...» del Barbiere di Siviglia.
+
+L'ordine di partenza non venne. Il colonnello Trivulzio dovette sedare
+energicamente un principio di tumulto fra gli arditi che accalcati nelle
+strette gole di Serravalle erano impazienti di partire, battersi,
+inseguire. Gridavano al tradimento, si dichiaravano sacrificati ad altri
+reparti privilegiati.
+
+Rimasi solo coll'amico capitano Franci di Pietralunga, incontrato la
+mattina e di cui constatavo una volta di più lo strano mutismo e l'ancor
+più strana melanconia. Lo strinsi di domande:
+
+--Tu non sai, mi rispose dopo un po' d'esitazione; la mia vita
+passata... Dolley è partita; sparita non si sa dove!... Qui a un
+chilometro da Vittorio c'è la nostra villa... Vi abbiamo vissuto tre
+anni, felici, felici d'amore, come in paradiso. La villa deve essere
+tutta devastata. Vorrei andare a vederla; ma non solo. Sono troppo
+triste. Vuoi accompagnarmi? In mezz'ora andiamo e torniamo.
+
+La cosa non mi sorrideva, ma vidi due lagrime negli occhi di Franci e
+accettai.
+
+C'informiamo. Siamo in libertà sino alle nove di sera. Via, a passo
+rapido, quasi di corsa.
+
+--Questo sentiero è più breve, dice Franci. Quante volte l'ho percorso
+con lei... Ora è tutto allagato, ci infangheremo. Mi secca per te.
+
+--Non importa, avanti, presto!... Dimmi, Franci, raccontami, quando ti
+lasciò?
+
+--Dopo Caporetto è andata a Firenze. Mi ha scritto una lettera, l'ultima
+sua lettera, poi più nulla, nulla, nulla. Ho interrogato tutti i suoi
+parenti quando fui in licenza. Mi risposero vagamente che era partita
+per Londra. Ti ricordi l'ultima volta che sei venuto a trovarci? Avete
+parlato di Londra insieme tutto il tempo! Ecco la villa... Eccola!
+
+Attraversiamo dei vigneti sconvolti e pestati dalle cannonate. Tra gli
+alberi, la facciata della villetta elegante appare quasi intatta,
+bianca, colle sue finestre aperte che bevono golosamente i raggi obliqui
+scarlatti del sole. Il muro del giardino è qua o là affumicato da cucine
+di soldati scomparse.
+
+--Qui, mi hanno detto, sono stati accampati molto tempo i bosniaci.
+
+I due battenti del cancello, scardinati, crollati l'uno sull'altro,
+pendono obliqui in fuori. Entriamo da una breccia del muro. Penombra
+verde, appestata da un odore acido e dolciastro di sterco, piscio di
+cavalli, legno bruciato. Franci mi prende la mano e me la stringe forte.
+Lo guardo: ha gli occhi gonfi di lagrime, ma si irrigidisce. Buchi di
+cannonate, gomitoli di sterpi, liane, rovi. Rotaie profonde di
+autocarri, matasse di reticolato e immondizie. La villa è realmente
+quasi intatta. Ha una ferita leggera di granata. Ne palpo le schegge
+cadute a terra. Il muro ha resistito. La porta è ingombra di rottami.
+Saltiamo dentro dalla finestra.
+
+--Questa è la camera da letto, dice Franci, aggrappandosi a una
+poltrona.
+
+Io avanzo nella penombra esplorando. Nel centro, quelle canaglie di
+bosniaci hanno fatto un fuoco con tutti i libri della libreria. Odore di
+cuoio cotto e di cavolo marcio: nauseante.
+
+--Anche lì hanno acceso il fuoco, nel mezzo del tappeto persiano. Questa
+macchia sembra sangue, forse è vino. In cantina v'era molto champagne.
+L'impiantito è sfondato. Qui hanno vomitato sul letto! Porci! E' un vero
+lago di fango, vino. Dio che orrore! Una vera cloaca!... Strano! Hanno
+rispettato l'armonium!
+
+Mentre io esploro così ad alta voce questo luogo divenuto infame, Franci
+ha trovato in un armadio una piccola lampada a petrolio.
+
+--Bizzarrie dei saccheggi! Come diavolo non hanno scovato questa
+lampada! dice Franci e l'accende.
+
+Io apro l'armonium e appoggio le mani sulla tastiera provando il pedale.
+L'accordo funebre, tremante, lento, sfinito sale inondando il silenzio
+d'una amarezza disperata. Al terzo accordo mi fermo, poichè sento il mio
+amico singhiozzare dietro di me. Vado a sedermi vicino a lui e gli batto
+sulla spalla per confortarlo:
+
+--Su coraggio, devi dimenticare, vieni via è meglio per te.
+
+--Non posso dimenticarla, non posso. Vedi, malgrado il fetore, l'orrore
+di questa camera, io la sento qui, lì dietro. Dolley è nella villa!
+Verrà, verrà! Viene! Ecco il suo passo leggero, scivola con quelle
+piccole babbucce comprate insieme a Costantinopoli. Aveva una vestaglia
+di seta grigio-perla e le babbucce con tante perline... La sento. La
+vedo quasi. Se mi fermassi qui tutta la notte mi apparirebbe. Ne sono
+sicuro! Oh come piangerebbe a vedere tutti i suoi cari volumi bruciati!
+Lei così intelligente, fine! Ah! quei suoi profondi occhi! Talvolta...
+un po' pazzi! Avevano d'un tratto dei riflessi duri. Un attimo. Ma
+l'azzurro si bagnava subito e ridevano, ridevano. Eppure mi amava, mi
+amava! Ha fatto mille pazzie per venirmi a trovare al fronte. Che
+lacerazione, i nostri distacchi! Ed ora finito, finito, per sempre
+finito! Dov'è dove è andata! Dove? Dove? Dove? Almeno sapere! Sapere
+qualche cosa. Chi ama? Con chi è?
+
+La lampada si affievoliva, ma Franci non voleva alzarsi. Bruscamente
+preso dall'irruenza dei singhiozzi si mise a graffiarsi le mani con
+ferocia. La fatica di questi giorni di battaglia e il dolore scoppiato
+frustavano i nervi di quel povero corpo dilaniato. Non badai alle sue
+mani che annaspavano nell'aria. Afferrarono il tavolino che reggeva la
+lampada. Questa crollò, divampando. Il fuoco scivola col petrolio
+incendiando un ammasso di stracci. Il fuoco corre, si arrampica
+crepitando. Franci resta immobile, seduto. Io rimango pure immobile,
+seduto. Quando fu certo che il fuoco non si sarebbe più spento Franci mi
+disse:
+
+--Ora andiamo!
+
+Gli strinsi la mano e lo seguii dicendo:
+
+--Sono d'accordo coi bosniaci e con te.
+
+Annotta. Appena scavalcato il muricciolo vediamo un ufficiale a cavallo
+sul sentiero buio.
+
+--Lo conosci? mi dice Franci.
+
+--No. Ad ogni modo ci ha visti uscire dalla villa. Questo è seccante.
+
+Noi fermi sull'attenti. E' un generale. Dall'alto del suo cavallo ci
+interroga con furia brutale:
+
+--Cosa facevano là dentro? Perchè si sono allontanati dai loro reparti?
+Non è il momento di curiosare nelle ville! Ignorano certamente il loro
+dovere di ufficiali! Se tutti gli ufficiali fanno come loro si perdono
+le battaglie! Vadano! Vadano! Vadano per Dio! Vadano presto ai loro
+accampamenti!
+
+E il generale si allontanò dopo questa valanga di parole che non mi
+aveva concesso la minima risposta. Io rido fragorosamente. Franci
+irritato si meraviglia della serenità colla quale ho ascoltato
+quell'alto berretto insolente e maleducato.
+
+--Evidentemente, caro Franci, tu ignori la meravigliosa teoria del
+giaguaro inventata da me. Tutti l'applicano efficacemente. La mia teoria
+del giaguaro è ormai popolare. Ti potrà essere utile. Te la spiego in
+due parole. Ogni volta che ti capita addosso uno di codesti burbanzosi
+superiori nevrastenici e rabbiosi, guardati bene dall'ascoltare le
+insolenze, minacce e bestiali interrogazioni sue. Fermo sull'attenti,
+osserva scientificamente il suo grugno inferocito e cerca di catalogare
+la belva fra le belve più pericolose di un serraglio. Silenziosamente o
+rivolgi a te stesso un discorso di questo genere: Bene! bene! Una vera
+fortuna, potere ammirare da vicino e senza gabbia il celebre Giaguaro
+del Bengala! Ah! non sapevo, questo giaguaro divora dunque diciotto
+ufficiali al giorno e sessantacinque soldati. Si nutre così in tempo di
+guerra. Dorme poco. Tre ore gli bastano per digerire tanta carne umana.
+In tempo di pace, mangia a colazione i suoi tre figli, sua zia, e anche
+sua moglie. Ma questa è assolutamente indigesta! Non la mastica mai
+abbastanza, cosicchè le ossa non assimilate della moglie gli schizzano
+fuori dalla fronte. Vedo, vedo, ciò gli serve d'altronde a tener su il
+berretto. Caro Franci, se applicherai sistematicamente la mia teoria del
+giaguaro, non ti farai mai del cattivo sangue.
+
+Alle nove di sera si parte da Vittorio Veneto. Il comando non ha
+preveduto l'allagamento di una strada di campagna e c'incolonniamo,
+cavalleria e blindate, in un vero pantano. Nel buio ad un bivio, mi
+sento chiamare. Sporgendomi dalla mia blindata riconosco Franci a
+cavallo in testa al suo squadrone. Alto, elegante, muscoloso. Indovino
+più che vedo nel buio la sua faccia volta in alto che forse cerca fra le
+stelle quelle perdute per sempre.
+
+--Buona sera, Marinetti! La strada che prendiamo rasenta la villetta.
+
+Ci avviammo, ma dopo un chilometro eravamo impantanati fra filari di
+vigneti, rovine di case e campi allagati. Tutti i cavalieri appiedati,
+guidando per mano i cavalli che affondavano continuamente nella pece
+saponacea del terreno. Urti e scossoni infiniti, bestemmie, comandi non
+ascoltati, ingiurie, gomitate, calci di muli. Un cavallo s'impenna e
+resta preso colle zampe in un reticolato. Un mulo non si districa più
+dai filari. Un altro è crollato giù nel fosso profondo. Beve. Si gonfia
+d'acqua. Una corda! Occorrono delle corde per tirarlo fuori! Io supplico
+il capitano Raby di fermare la nostra squadriglia. Le ruote della mia
+blindata sono incastrate nella mota.
+
+Rrrrrr di motore, tin zin zan zang di casse di cotture.... «Accidenti,
+fetente, mascalzone! Metti una corda sotto la pancia al mulo! Chi è quel
+porco che ci ha cacciati in quest'inferno? Sarà una carogna
+imboscata!».
+
+Giù bestemmie nel flic-flac delle pozzanghere. Tutto si pigia, si urta,
+urla, capitombola e ingiuria nella notte buia che vuol perfezionare
+l'impantanamento con una sua pioggerella lenta lenta. S'inzuppa così di
+lagrime nere la villa piena di fascino tragico. Questo pantano forse non
+è che povera carne tumefatta intorno a quella ferita dolorante. Le
+blindate sono ferme, invischiate. A cento metri il lume di una fattoria.
+La svegliamo con grandi urli. Nell'impossibilità assoluta di ricevere e
+domandare ordini, il capitano decide di aspettare l'alba. I miei amici,
+temendo i pidocchi, dormono in blindata.
+
+Io sono affranto e sfidando gli insetti accetto una strana ospitalità
+nel granaio della fattoria trasformato in dormitorio. Sembra quasi la
+camera nuziale di un sultano. Diciannove materassi occupano tutto
+l'impiantito. Sui diciotto occupati, diciotto donne, d'ogni età e d'ogni
+calibro. Nella penombra le vocine giovanili mi invitano.
+
+--C'è un letto, uno solo, un materasso per lei, tenente! Siamo in
+diciotto donne; se non ha paura, venga pure!
+
+Mi coricai. Ricominciava l'impantanamento, ma questo allegrissimo.
+Nessuno poteva dormire. Troppe pulci. Chiamiamole pulci! Troppi aliti.
+Non tutti primaverili! E c'erano i buoni profumi della carne giovane, ma
+anche alcuni puzzi che mi pugnalavano le nari di tanto in tanto. Molta
+allegria e i rubinetti della chiacchiera veneta tutti aperti. Una mi
+raccontava naso a naso tutte le canagliate austriache senza dimenticarne
+una. Forse mi addormentai per mezz'ora, due o tre volte. Mi scoteva,
+dovevo ascoltarla. Alla mia destra c'era una bella ragazzotta alquanto
+polputa. Indago. Esploro, ride. Incomincia il gioco del solletico. Nel
+buio le donne anziane sbuffano, discutono, complottano contro di me; ma
+le giovani mi difendono. Se qualcuna si ribella, le altre in coro:
+«Lascialo fare, lascialo fare, siamo tutti italiani! Evviva l'Italia!».
+Ad un tratto tre moraliste si slanciano su di me e tra il serio e il
+buffo mi tirano per le gambe. Tentano d'imbavagliarmi con un cuscino.
+Sarei disposto a far la fine di Desdemona, ma puzza troppo il cuscino.
+Mi libero con un pugno che disgraziatamente finisce in un occhio a un
+marmocchio.
+
+Uhèèè! Uhèèè!
+
+
+
+
+XX.
+
+LE FORZE DELLA GIOIA, DELLA PIETÀ E DELLA VENDETTA
+
+
+Balzo in piedi, sveglio i compagni che dormono ognuno sul suo volante e
+subito con sforzo nel rombo bronchiale catarroso dei motori inferociti
+ci svincoliamo dal pantano. Via, via a grande velocità verso Polcenigo.
+La cavalleria non potrà così presto disimpegnarsi. Saremo soli, primi,
+anzi primissimi, nell'inseguimento dell'ala sinistra austriaca che si
+ripiega sul Tagliamento.
+
+Menghini è al volante: muscoloso, ventenne, veneto begli occhi scuri
+intelligenti, faccia entusiasta di bambinone innamorato della vita.
+Adora le donne e il vino senza cedere loro nulla d'importante. Scherza
+sempre ma ripiglia a volo la sua allegria e le sue burle spensierate per
+identificarsi col volante e col motore, fusione perfetta. Mi piace
+perchè armato d'istinti sicurissimi. Guida come si nuota, coi suoi nervi
+ramificati e vibranti su tutta la superficie della macchina. Sa che la
+corazza della ruota di destra passerà esattamente a due centimetri da
+quel carro.
+
+Menghini questa mattina è loquacissimo; la gioia della vittoria gonfia
+di calore inebriante il suo corpo giovanile. Lo ascolterei volentieri,
+ma temo gli straripamenti della sua immaginazione. Dobbiamo combattere
+ancora. Perciò calma e poche parole. Seduto alla sua sinistra, colla
+schiena presa nella cinghia-spalliera, mi sporgo di tanto in tanto dallo
+sportello di sinistra aperto per spiare l'alba che s'affretta.
+
+Si leva il vento, non piove più.
+
+Sprizzano qua e là le prime luci bianche quasi rosee, vorrebbero essere
+rosse, come le risatine frenate d'una educanda che indovina nel discorso
+severo della suora notturna l'immancabile annuncio del perdono e della
+dorata ricreazione ventosa. Vaste, morbide, fresche letizie di luci
+sugli orti e sui prati come guance d'angeli in Paradiso sognate dai
+dannati sotto i trapani dell'inferno.
+
+Tengo la gamba destra allungata sull'invisibile acceleratore delle
+velocità spirituali, la gamba sinistra fuori dallo sportello di
+sinistra, piegata sul predellino.
+
+I bersaglieri ciclisti del colonnello De Ambrosis ci raggiungono
+pedalando a destra e a sinistra.
+
+Il cielo lavato sembra abbia pareti di maiolica. Il vento con gomitate e
+rabbuffi spazza via all'orizzonte l'ultima nuvola rossa-nera-avvinazzata
+poi passando leviga la vallata davanti a noi, purissima conca di smalto
+verde. Vasca tiepida per raffinatissimi piaceri di carni ignude.
+
+Una voce di donna sale da un prato e dondola sopra di noi, morbida
+amaca. A sinistra rombi di cannonate lanciate a cavallo dei lontani
+monti trentini. A destra il profilo di una collina intrisa di sole
+s'immerletta di cavalleria.
+
+Lentezza ieratica, estetismo professorale, solennità assurda di quel
+corteo medioevale che sembra cerchi dei castelli antichi. Uno svolto
+della strada mi permette di riconoscere il primo squadrone che scende
+seguendo la cresta di una seconda collina, in un quadro di Carpaccio.
+Rasenteremo fra poco il primo plotone. Ecco Franci! O almeno mi pare.
+Sì, è lui! Profilo elegante di bel cavaliere sul suo alto, magro
+irlandese da guerra. Ha la testa piegata indietro. Guarda il cielo.
+Offre, forse, la faccia disperata a una possibile palla pacificatrice.
+Sparisce. Quel corteo medioevale di cavalieri persiste nella mia mente
+come un gran fregio scultoreo sul frontone di un tempio, s'impolvera
+come un quadro nella penombra di un museo poi crolla al rombo della mia
+macchina futurista.
+
+Ridono le cento e cento ruote veloci dei bersaglieri ciclisti. Grandi
+domeniche sportive delle democrazie, scodellate fuori dalla città in
+ciclismi violenti accaniti nutriti di polvere-sudore! Gioia popolare
+dell'aria aperta e dei polveroni solari fuori dalle città-prigioni-
+officine-caserme, lanciata ora verso litri di vino rosso da spaccare
+sulla testa del Cecchino bettoliere sotto pergole di granate esplodenti!
+
+Furia schiamazzante di contadini romagnoli in biciclette all'assalto del
+prete pidocchio nero insradicabile da sradicare dal materasso delle
+città! Le osterie che sventagliavano nei crepuscoli le canzoni
+lunghissime trascinate, ubriache e ubriacanti di malinconia, sono
+spente. Questa più grande, un tempo affollatissima, porta come insegna
+il motto _Invidia e crepa_. Ha perduto il ritmo ansante del gioco della
+morra.
+
+ Cinq du sett vott tri
+
+Ma si consola col: «Primo pezzo! fuoc!» della batteria che spara nel suo
+orto scaraventando a 6 mila metri zuffe di acciaio avvinazzato.
+
+Il polverone è un eccitante lirico. I rasoi del vento gelato mi fanno la
+barba. La mia blindata canta i record mondiali dei motori + il lavoro di
+mille operai + ingegneri e ufficiali improvvisatori geniali + Perrone
+Ansaldo e Fiat in lotta + la gloria di Nazzaro velocità onnipresente +
+superiorità del genio italiano + praticità italiana + futurismo
+italiano.
+
+--Ho verificato tutto, mi dice il sergente Locatelli dietro di me. Gli
+scaffali-nastri in ordine, sembrano una libreria. Nastri lucenti
+cassette di petardi tutto a posto. La cupola girevole funziona bene. Non
+un centimetro di spazio perduto. Il telo-tenda cinghiato nel fortino di
+poppa non ingombra.
+
+Voltato a metà, controllo nastri, serbatoio, caricatori, ogni cosa
+amata, ogni cosa preziosa con l'affetto che mi lega a questa stupenda e
+veloce alcova d'acciaio.
+
+--Guardi! mi dice Menghini.
+
+Attraverso l'occhio orizzontale della macchina sotto la palpebra
+metallica un po' alzata vedo sventolare sul cofano, a prua, il
+gagliardetto triangolare tricolore e il suo motto d'oro «_Vincere o
+morire_» scintillante nel primo raggio di sole. Zazà che dormiva in uno
+scaffale-nastri si sveglia.
+
+Sporgendomi dallo sportello di sinistra guardo dietro di me la sua
+piccola testa intelligente che abbaia bevendo il verde-roseo vento della
+corsa nell'aurora. Ghiandusso in piedi sul serbatoio di benzina ha
+cacciato la testa nella botola osservatorio della cupola e grida:
+
+--Come è bella l'Italia, signor tenente!
+
+--E' la prima volta che la vedi?
+
+--Sì, signor tenente.
+
+Valli, vallate, campi arati e praterie, tutto intorno a noi si imbeve di
+sole con una avidità verginale, s'imbeve d'un ardore italiano che certo
+sembra nuovo alla carne dell'uomo piena di tenebre schiave e alla fibra
+dei vegetali che non amano dare succhi allo straniero.
+
+--Ascolti il motore come va bene, dice Menghini.
+
+Rumore puro ritmato perfetto. E' quasi un canto. Languido, languido
+vellutato, un po' lamentoso per estrema dolcezza, quando il motore fa da
+freno in discesa. Ora si sale. Ne gioisce il motore e al suo rumore
+aggiunge flauti, clariiini, violiiini. Poi nitriiiti, nitriiiti di tutti
+i cavalli scalpitanti che contiene. L'armonia si completa col cigolio di
+tutte le costole d'acciaio. Vibrano, le giunture metalliche. Pare sul
+rrrrombo del motore il festante cicicicigolio di mille passeri giulivi
+che la blindatura imprigioni come una gabbia volante. Quei passeri
+d'acciaio vogliono gareggiare coi passeri sbarazzini che godono il verde
+della campagna intorno! Eppure ora non decifro più le origini di questo
+rumore confuso che certo ha per base il rumore del motore, tanto si è
+arricchito d'altri suoni ed è divenuto umano. Ampio rumore febbrile,
+dilagante, flebile e aspro che ora s'avventa, c'investe come una ondata.
+
+--Polcenigo! grida Ghiandusso... tutti i borghesi corrono nella
+campagna, verso di noi! Donne, bambini... Quante donne!
+
+Vivaaaa! Italiaaaaaa! Vivaaaaa!
+
+Aaaaaaa!
+
+Sento un tuffo di gioia brutale nel cuore che mi rimbalza in gola. Via,
+fèrmati, cuore mio, se non sei un cuore di donna! Il cuore sotto la
+morsa della volontà cede ma subito piange silenziosamente, quasi muore
+in un vasto lago di pianto.
+
+Come frenare questa gioia cara tiepida soave che mi punge gli occhi?
+Gioia intrisa di pietà e di angoscia!
+
+Vivaaaaaa! Italiaaaaa!
+
+--Attento, Menghini, sorveglia la strada, non arrotare i bambini, per
+carità!
+
+Ad ogni angolo di villaggio una folla colorata rorida di allegria
+solare. Braccia nude al cielo, fazzoletti al vento della corsa e fiori
+che sfiorano la blindata. Polcenigo, Castello d'Aviano e Villetta sono
+preziose miniature di villaggi disposti sopra una serie di colline
+verdi, basse, flessuose. La strada che li attraversa tutti va su e giù
+con grazia disinvolta, curve molli persuasive seguendo le ondulazioni
+musicali del paesaggio. La strada bianca ondeggia e freme come un
+immenso albero caduto sotto il peso dei suoi villaggi appollaiati a
+destra e a sinistra sui rami.
+
+Vivaaa! Italiaaaaaa!
+
+Siamo i primi italiani che liberano Villetta. La sorpresa è grande. La
+notizia rimbalza di casolare in casolare lontano lontano chilometri e
+chilometri collo scatto lungo infilzante dei primi raggi di questo sole.
+Corrono a perdifiato contadini e contadine. Mille grida tra i fienili e
+abbaiare di cani furenti come per una caccia. Corrono le vecchie. Quel
+mendicante con stampelle sembra un pellicano veloce. Pietà, pietà per
+quella vecchia trascinata a forza come un sacco dalla figlia
+scarmigliata che urla. Finestre sbatacchiate. Sono loro! Sono gli
+italiani! E giù per le scale. Ruzzoloni e ressa sulla soglia.
+
+Vivaaa! Italiaaa! Benedeeeetti!
+
+Dobbiamo rallentare. Tutta la popolazione è addosso. Passione passione
+che ci soffia sul viso come un forno acceso. Siepe di contadine, intrico
+di braccia alzate, mani striscianti sulla blindata e unghie che la
+graffiano con delirio affettuoso.
+
+Bevo questo entusiasmo tragico e selvaggio. Cuore mio, fèrmati, se non
+sei un cuore di donna!
+
+Io grido, forzando la voce per dominare il fragore:
+
+--Grazie, grazie! Viva l'Italia! Abbiamo fretta, lasciateci passare!
+
+Ma la messe gioconda di braccia e facce impetuose non cede,
+s'infittisce, vorrebbe fermarci, abbracciare, strangolare d'amore la
+blindata. I miei occhi pieni di lagrime che non riesco a domare ammirano
+per la prima volta il fantastico Giardino delle Gioie. Tutte le gioie
+della Terra e del Paradiso: Gioia di quella faccia di vecchio con le sue
+rughe finalmente distese, riposate stirate come dal massaggio di una
+contentezza assoluta. Gioia di quegli occhi verdi di bambina sedicenne
+che beve, beve colla bocca e sui denti brillanti la pioggia continua
+delle lagrime. Gioia della madre che mescola il suo pianto al pianto del
+suo pupo rosso. Anch'esso sgrana gli occhi davanti al dolce sovrumano,
+sognato nella culla della fame invernale. Gioia di quella faccia maschia
+che si apre ancora tutta tôrta, spremuta dalle mani dell'accanita nera
+Lavandaia! E i cani ispirati che si arrampicano a leccarmi le mani. Zazà
+si slancia con invidia e li morde. E quel vecchio dal viso come venuto
+di lontano, dissepolto. Mi guarda dal fondo nebbioso del suo anno di
+dolore che attendeva. Ha le spalle affrante cadute giù, le braccia
+aperte come le madonne, le mani morte sorto il peso della gioia di
+piombo!
+
+Cristo, Rabbi vestito di miracoli e di pazzia benefica, Tu che hai
+mutato in vino l'acqua delle giarre e moltiplicato i pani e i pesci nel
+convito dell'amico tuo, Cristo, Cristo, tu che hai bevuto a larghi sorsi
+la gratitudine delle folli guarite, guarda guarda il giardino stupendo
+delle Gioie sovrumane che abbiamo creato! Certo tu c'invidii, noi
+liberatori di città! Devi, devi invidiarci! Sento che devi invidiarci!
+
+Hai mai veduto simile fioritura di gioia?
+
+Non l'acqua, ma il fiele, il fango e la bile avevamo, e tutto mutiamo in
+roseti! Per noi, con noi, il Sole liquefa i suoi raggi in sovrabbondanti
+capigliature di liquido fuoco sulle campagne beate. Tonde reti di raggi.
+Guizzano, si slanciano, mille corridori felici: corrono, corrono
+incontro a noi, Erba felice che si mescola di gioia ai capelli ricciuti
+dei bimbi nei capitomboli d'oro. Capelli foglie mani palpebre di gioia!
+Agili arbusti vibranti come quella bambina pazza di gioia alla terrazza.
+E ciglia lunghe imbrillantate dalla linfa d'amore che sale dal centro
+della terra a dissetare le città arse dal Dolore:
+
+--Largo, largo, vi prego lasciateci passare, lasciateci passare, abbiamo
+fretta di prendere quelle canaglie!
+
+--Sì, sì signor tenente, ma vi potete fermare.
+
+Si sono trincerati sull'altra sponda del Cellina. Sono partiti di qui
+ieri sera... Sono sul Cellina, li ha visti mio marito.
+
+Menghini fa rombare il motore e si apre un varco. Via, via a tutta
+velocità fra le penne di gallo e le facce scintillanti di sudore dei
+bersaglieri ciclisti che ci hanno raggiunto. Rrrrombi, rrrombi
+burbanzosi dei motori fra il zin zin zin zin delle biciclette tascapani
+e baionette sbatacchiate.
+
+--Massacrateli, massacrateli tutti, grida una donna coi pugni tesi.
+
+--Vivaaaaaa Italiaaaa!
+
+Fuori dal paese sui globi rotolanti del polverone dorato una visione ci
+magnetizza. E' una chiesuola, un'umile chiesuola sopra un poggio che
+domina la strada, ma è bagnata d'una luce spiritica estatica, lunare e
+solare insieme, una luce d'eclisse o di terremoto. Realmente vediamo,
+vediamo realmente la chiesuola presentare le armi con tutte le croci e
+tutte le lapidi del suo piccolo cimitero arrampicate in fila lungo il
+muricciolo, metalli arruginiti e marmi antichi, così raggianti di gioia
+al sole da sembrare nuovi e un po' ebbri di sfarzosa novità!
+
+Aviano ci ha sentiti venire e prima ancora di scorgere laggiù il profilo
+del campanile e delle case sghimbesce vediamo la strada coprirsi del suo
+popolo accorrente.
+
+--Benedeeeetti! Benedeeeetti gl'Italiaaaani! gl'Italiaaaani!
+
+Entriamo nel paese in un frastuono assordante quasi sospesi sulle ondate
+del popolo. Il capitano Raby mi sorpassa facendosi largo colla sua
+vetturetta e col braccio alzato ordina di fermarci. Rifornirsi di
+benzina e ripulire i motori. Io scendo. Preso, trascinato via dalla
+folla agitata affannosa che non dà tregua, insiste, vuole, interroga,
+racconta, racconta, racconta. Le donne mi opprimono.
+
+--Hanno portato via tutto tutto, tutto! Le campane! anche i parafulmini!
+e dicevano: Abbiamo comprato tutto il Friuli e tutto il Veneto dai
+vostri Generali. Non vi lasceremo che gli occhi per piangere... Oh! gli
+ultimi 3 giorni, signor tenente, che strazio!... Gli ufficiali hanno
+ordinato ai soldati di portare via tutto. Requisizioni di giorno e di
+notte. Sì, anche la notte. Hanno puntato la baionetta sul cuore di mia
+mamma! Hanno preso tutto rame, bestiame, grano, urlavano: _O ghent o
+caput!_ o denaro o morte! _Muss, muss_ vuol dire: per forza! Noi li
+chiamiamo muss quelle canaglie... Se sapesse! un anno, un anno...
+Fingere ogni giorno, per non morire! Ma dentro c'era l'odio, quanto
+odio, signor tenente! Il prete è stato buono con noi. Aveva molto
+coraggio. Io gli dicevo in confessione: Sono colpevole di avere molto
+odiato. E lui: «Chi hai odiato?» Rispondevo: «Gli austriaci» «Oh allora»
+mi diceva don Luigi, «allora è inutile che continui la confessione, sei
+perdonata di tutti gli altri peccati...» Quelle canaglie volevano
+prendere le ragazze. Hanno tentato, i primi giorni. Un pomeriggio i
+prati tutti intorno erano pieni di urli di donne violentate!
+
+--Sì al sole, al sole, ho visto io, dice un vecchio balbettante.--Uno
+teneva le gambe aperte della ragazza e l'altro si metteva sopra. Ma mia
+figlia non l'hanno toccata. Ringrazio la Madonna. Gli ha strappato coi
+denti un baffo, a quel porco che l'abbracciava... Per un mese il
+colonnello mi ha rifiutato la sporca razione di grano e di pane nero!
+
+--Sono io, io che gli ho portato via il baffo coi denti! Erano tanto
+brutti, tutti. Colle lenzuola rubate facevano vestiti bianchi per
+ufficiali... Colle lenzuola di grossa tela ruvida facevano le scarpe!
+Sembravano Arlecchini! E le donne, le loro donne, li aiutavano nelle
+requisizioni. Tutte puttane con la fascia d'infermiera. Ce ne sono
+ancora tre!
+
+--No, sono sei, bisogna massacrarle! Le pianterò gli spilloni negli
+occhi. Dicono che sono triestine, ma sono slave o austriache, bestiacce!
+
+E' una forte friulana bruna che parla così, grandi occhi azzurri nel
+viso sensuale infuocato dall'ira. Mi tira per il braccio. Sono in un
+fiume di popolo esasperato, pieno di rancori che scoppiano in moralismi
+esagerati. Intuisco anche basse invidie camuffate di patriottismo e
+sento l'urgenza d'incivilire, frenare questa massa pericolosa.
+
+--Ecco la casa di una di quelle puttane!
+
+Mi volto di scatto e con un gesto rude impongo alla folla delle donne di
+fermarsi. Riesco a contenerle sulla soglia ed entro col tenente Cenami
+chiudendo dietro di me la porta.
+
+Al primo piano in un cucinone pulito troviamo una slava piangente
+impaurita che si precipita ai miei piedi. La rialzo e battendole sulla
+spalla dolcemente la tranquillizzo. Viso banale, pallidissimo, piccoli
+occhi celesti e capelli biondo sporco, tirati sulla nuca. E' di Lubiana.
+Ha una camicetta di velluto a righe gialle e nere, grembiule nero e
+gonna verde. Mi racconta in cattivo italiano che è stata dimenticata ad
+Aviano dal fidanzato ufficiale austriaco.
+
+Le domando che cosa succeda a Lubiana. Mi risponde che a Lubiana si
+odiano gli Ungheresi, ma non si amano neanche i Serbi.
+
+Nel cucinone entra un'altra donna che spiava dalla camera vicina. Si
+precipita anch'essa a baciarmi le mani, in ginocchio. E' una falsa
+magra, agile, audace, bocca carnosa, bellissimi denti, grandi occhi neri
+lucenti. Corpo senza pudore, sessualità insolente, il caratteristico
+marchio del bordello, malgrado l'accuratezza seria del vestito.
+
+--Io sono friulana, signor tenente, sono italiana. Nel paese dicono che
+sono slava, non è vero. Mio nonno era di Aviano. Ho ospitato questa
+povera diavola, per carità.
+
+--Non è vero, non è vero, urla la folla nella strada. Non ascolti,
+signor tenente. Sono puttane, tutte e due! Bisogna massacrarle,
+sventrarle!
+
+--Non credo che tu sia friulana. Tu sei senza dubbio o ungherese o
+austriaca. Parli troppo male l'italiano. Ad ogni modo niente paura, noi
+non siamo dei barbari come i tuoi fratelli.
+
+Esco sul balconcino e mi sporgo verso la folla che ormai è diventata
+enorme. Tutti urlano, gridano, agitano le braccia, tendono i pugni, si
+mordono le dita. Risento e rivedo nel cielo sfolgorante le tonde forme
+di nuvole d'oro massiccio irte di raggi della spaventosa Forza cosmica,
+la Vendetta.
+
+--No! no! italiani, non gridate morte! La morte ha già lavorato
+abbastanza! Gridate Vittoria! Non è degno di un popolo civile come il
+nostro, il massacrare delle donne!
+
+--Non sono donne; puttane, puttane, puttane! A morte! Morte! urla la
+folla.--Sono venute con gli austriaci a rubare tutto nelle case nostre.
+Facevano la spia! Spie! Ci hanno sputato sul viso, hanno sputato sul
+nome d'Italia!
+
+--Lo so, lo so. Sono convinto che sono delle luride prostitute. Siete
+italiani e perciò non potete mentire! Ma come italiani non saprete certo
+colpire dei vinti. Sono femmine cioè deboli e senza difesa! Noi
+ufficiali italiani, non rubiamo il mestiere agli austriaci. Queste due
+austriache scontano oggi le loro colpe nel vedere la nostra bandiera
+sventolare su Aviano e nell'apprendere da me, da questa bocca e da
+questi polmoni, l'irrimediabile sconfitta dell'Austria. L'esercito dei
+loro fratelli, padri, sposi o amanti è stato da noi sconfitto per
+sempre. Italiani! Noi ufficiali che abbiamo avuto l'onore di entrare per
+primi in Aviano, vi ordiniamo di non toccare un solo capello di queste
+due donne. Andate, e festeggiate con canti di gioia la liberazione di
+Aviano.
+
+Un urlo feroce salutò il mio discorso. Ma gli applausi scroscianti dei
+bersaglieri ciclisti e dei miei soldati si propagarono, e lentamente,
+con gesti minacciosi e borbottamenti, la folla si staccò ringhiando,
+dalla piccola casa mentre io consegnavo le due donne atterrite e
+spettrali a due bersaglieri ciclisti nerboruti.
+
+--Conducetele indietro con gli altri prigionieri austriaci. Se la folla
+le tocca, io vi denuncio al Tribunale di guerra. Capito?
+
+Quel salvataggio mi costò un cicchetto dal mio capitano che mi cercava.
+
+--Vieni con me.
+
+Partiamo in bicicletta. Il capitano mi annuncia che la 12ª squadriglia è
+stata massacrata a cannonate a 3 chilometri da qui, nella brughiera di
+Santa Foca. L'angoscia accelera la nostra corsa. Vasta pianura
+sconfinata, senza alberi. Desolatissimo paesaggio spagnuolo. Quando
+giungiamo a S. Foca non troviamo nessuno da soccorrere. I contadini
+stanno seppellendo i cadaveri in tre vaste fosse. I feriti sono già
+stati trasportati in autocarro. Oltrepassiamo un sipario di alberelli
+fronzuti e vediamo le tre blindate piegate sul fianco destro sull'orlo
+destro della strada, in fila, a 20 metri l'una dall'altra. Tutte e tre
+sventrate. La terza incendiata. Ha dei colori rossicci e canarino. Il
+cofano sembra masticato da mascelle titaniche. Fuma ancora. Odore di
+panno cotto nell'olio e di carne arrostita. Comprendiamo l'errore del
+comandante che in un terreno scoperto non ha distanziato le blindate in
+marcia offrendo così un facile bersaglio al fuoco d'infilata dei cannoni
+mascherati dal sipario d'alberi di Santa Foca.
+
+Nulla da fare. Uno sguardo affettuoso alle fosse, e raggiungiamo
+pedalando l'8ª squadriglia sull'ultimo tronco di strada che scende nella
+ghiaia del Cellina.
+
+Letto smisurato di fiume torrentizio con tre filoni d'acqua. Non siamo
+più in Italia, neanche in Spagna, forse in America. Desolazione,
+monotonia di linee tristi. Dune africane. Alla nostra destra gli alti
+pali telegrafici, soli segni di civiltà, misurano con precisione nel
+deserto del letto asciutto le distanze nebbiose. La loro geometria
+metallica da disegno d'ingegneria taglia le piumose sofficità delle
+lontananze grige, affamatissime di sprofondarsi ancor più lontano,
+calamitando i nostri pensieri e i nostri sguardi. Non scorgo nulla
+sull'altra riva.
+
+Sulla nostra appare l'automobile del Conte di Torino comandante della
+cavalleria. Snellezza elegante aristocratica. Dentoni gialli di vecchio
+cavallo di razza, sorriso ironico nelle gote di viveur.
+
+--E' impossibile, capitano. Vede? il mio autocarro arenato. Se non
+passano gli autocarri vuoti come vuol fare lei a passare con le
+blindate?
+
+Noi passeremo lo stesso, lo sento. Il Conte di Torino non ha la mia
+sensibilità divinatrice. Questa guerra cominciata col lento rosicchiare
+d'un terreno conquistato a palmo a palmo tenendo ogni metro con la
+lunghezza di un cadavere, deve finire per un prevedibile capriccio delle
+Forze in una velocità aggressiva di 10 giorni. Le Forze della Fortuna
+amano sorprendere, rovesciare tutte le previsioni, distruggendo ogni
+logica. Bisogna come me dare una fede ottimistica illimitata e un
+credito assoluto alla Fortuna. Questa vuole ad un tratto avere tutto
+l'infinito da respirare, per riempire tutto di prodigio.
+
+Davanti a questo guado che non può fermarci sento la Fortuna in alto
+respirare, respirare a pieni polmoni. Vuole la Fortuna divertirsi con
+una generosità di doni sempre più stupefacente.
+
+Se l'Italia si è insanguinata la bocca e i denti nell'addentare il
+Carso, dura pagnotta, ora riceverà nella bocca aperta tutti i pani
+enormi e bianchi e divini del suo sogno. Cuore mio, apriti, apriti per
+ricevere la smisurata gioia.
+
+Lo potrai?
+
+--Ci sono! ci sono! Trincerati sulla cresta! mi dice un tenente dei
+bersaglieri ciclisti che iniziano il passaggio del primo filone d'acqua.
+
+Molti bersaglieri muscolosamente portano in alto, sulla testa, la
+bicicletta. Alla nostra sinistra il ponte della ferrovia è spaccato in
+due pezzi crollati giù neri nel secondo filo d'acqua azzurro. Il primo
+guado è difficile. Ho l'acqua alla pancia mentre spingo il culo della
+mia blindata che si siede ogni tanto, ringhia con tutta la rabbia del
+motore, si disimpantana per sei metri, poi di nuovo si siede. Ma la
+liberiamo. Salto dentro e si corre per un chilometro serpeggiante di
+strada sabbiosa nel letto infinito del Cellina.
+
+Ogni blindata coi suoi uomini che la reggono nello sforzo, coll'acqua ai
+ginocchi o alla pancia, col viso grondante sudore e i piedi gelati. A
+destra e a sinistra due lunghi cortei di bersaglieri ciclisti in fila
+indiana. Strani arabeschi molli formati di innumerevoli ruote e arruffii
+di penne di gallo sul letto ghiaioso grigiastro del fiume. Quei due
+lunghi formicolii di bersaglieri evocano l'esercito di Napoleone sul
+letto gelato della Beresina nelle celebri stampe.
+
+Top, top, top, top. Il crik! No! no! la binda! Presto un pezzo di legno.
+Ora colla corda, un nodo forte. Issaaa oooh. Issaaa oooh! State dietro
+alla macchina. Forza alla corda! Tien fermo il legno sotto la binda!
+Imballa il motore, per Dio, imballa! Rrrr forza! Rrrrrrr Fooorza!
+Personalità del motore, umano, patriottico che vuole, vuole vincere la
+resistenza aggrapparsi, sollevarsi fuori dalle rotaie di fango
+saponaceo. Il motore suda sbuffa. Fumo acre del suo sudore. Rrrrr
+Rrrrrrr.
+
+Fra le gambe gelate il morbido serico sssss frusciare dell'acqua coi
+glugluglu got gatt glan.
+
+--Un badile! No! no! la pala! Togli le pietre dal parafango sotto la
+ruota! Rrrrr! Accidenti non vuol venire! Su forza, un gran sforzo
+insieme!
+
+Subitamente pam pam pam scoppia la fucileria sulla cresta a 300 metri. I
+primi bersaglieri sono già appiattati e sparano dietro le loro
+biciclette coricate mentre i due cortei d'altri elmetti piumati e
+biciclette continuano con calma a passare.
+
+--Forza, ragazzi! Forza che andiamo su a mitragliarli. Niente paura.
+Tirano male, troppo alto!
+
+Le trecce dell'acqua sembrano cavi metallici. Strappano le mie gambe
+gelate. Sento sulle ginocchia le zampine tremanti gelatissime della mia
+Zazà che ritta mi implora di prenderla in braccio. Me la metto come un
+pacco sotto il braccio sinistro meentre la mia blindata con un gran
+colpo di reni balza rrrrombando, rrrrombando fuori dall'acqua. Tutta
+fangosa; ma la cupola porta superbamente il fascione tricolore coi
+lunghi becchi irritati delle due mitragliatrici che si muovono a fiutare
+il nemico.
+
+--Tutti in macchina presto! e pronti a sparare!
+
+A 100 metri la mia prima mitragliatrice spara, screstando colle sue
+pallottole l'orlo della trincea in collina, tutta vampe, scoppi e
+pennacchietti di polvere e fumo. A destra al di là degli Austriaci un
+grande aaaaa! Sono i bersaglieri che li prendono alle spalle. Mi volto
+di scatto e fermo Locatelli che spara. Ta ta ta ta ta ta.--Feeerma!--Gli
+echi ampi e golosi del letto smisurato giocano a palla volubilmente col
+rumore della fucileria che ingoiano e sputano liquefacendo gli ultimi
+pim pam pam pac pam. Una colonna di prigionieri scende incontro a noi e
+ritraversa il fiume. La salutiamo in coro con un ilare: Austria caput,
+Austria caput! Poi ci slanciamo sulla strada. A una svolta da una parte
+e dall'altra della strada due grandi roghi di fieno incendiato con
+spirali altissime di scintille salgono su, su ad arrostire le nuvole
+rosse scorticate vive come agnelli, infilzate dai lunghissimi schidoni
+del zingaresco sole al tramonto.
+
+--Via, via Menghini, dentro, tra le fiamme!
+
+
+
+
+XXI.
+
+LAVAMI! LAVAMI, O AMORE!
+
+
+Entriamo in Maniago sotto un arco di fiamme. Tutte le facce ne sono
+riverberate.
+
+Vivaaaaa Italiaaaaaa!
+
+A Maniago passeremo la notte.
+
+Chiaccherio, saluti, abbracci, fiori. Tutte le famiglie vogliono
+ospitarci. Pranzeremo in casa del Sindaco. Poi finiremo la serata in
+un'altra famiglia piena di ragazze vispe e loquaci d'una giocondità
+affettuosa avviticchiante.
+
+Si mangia bene, dal Sindaco. Patriota intelligente, forte, solenne,
+sessantenne. Faccia italiana con baffoni grigi, occhi neri. La sua bella
+figliola agile moretta occhi furbi vivacissimi collaborò col padre
+sindaco, per difendere il popolo, nutrirlo, incoraggiarlo. Dirigeva La
+casa, turlupinando i comandi austriaci. Dopo pranzo si gioca a tombola.
+La figlia si chiama Assunta Siega Riz. Mi racconta colla melodiosa
+verbosità friulana le mille astuzie e gli sforzi muscolari per
+sotterrare, nascondere in campagna e nelle grotte ogni cosa preziosa. Ha
+salvato quasi tutto. Aiutava le famiglie amiche a murare le porte delle
+cantine e delle stalle e a rientrarvi ogni tanto per nutrire alla
+meglio asini e buoi. Acrobatismi pericolosi, prima colle gambe nude fino
+alla pancia, poi le spalle e finalmente la testa.
+
+Assunta Riz racconta:
+
+--Malgrado le requisizioni feroci, io ero stranamente contenta, in
+questi ultimi giorni. Vedevo gli ufficiali austriaci salire sul
+campanile e restarvi delle lunghe ore a spiare l'orizzonte. Quando il
+generale Boroevic partì fui sicura della vittoria. Ma l'anno passato
+dopo Caporetto, che orrore! I germanici imposero a tutti i bambini dai 6
+ai 10 anni di andare ogni giorno a fare la ginnastica in una palestra!
+Bella idea, una ginnastica obbligatoria per bambini affamati! Ma c'è di
+più. Tutte le donne furono costrette a cantare in una messa solenne in
+onore della imperatrice Zita! Volevano imporre ai preti di cantare una
+messa perchè Dio aveva liberato questa terra dagli italiani! I preti
+rifiutarono e furono tutti internati. Alcuni spogliati e denudati
+dovettero pulire le scarpe agli ufficiali! I bosniaci erano gli
+esecutori di queste canagliate. Poi vennero gli austriaci. Banda di
+ladri e di speculatori militarizzati. E che ubriaconi, tutti! Ho visto
+io sei soldati annegati nel vino di una cantina inondata. Sventravano le
+botti a baionettate. Facevano carezze ai bambini per strappare il
+segreto dei nascondigli. Ma i nostri bambini fuggivano gridando come
+gatti. Che differenza fra la ritirata di Caporetto e quella degli
+Austriaci! Gli Italiani se ne sono andati buttando via tutto come gran
+signori, mentre gli Austriaci hanno rubato tutto, partendo, come ladri
+e pezzenti!
+
+--Oh gli ufficiali si trattavano bene! I bosniaci, da veri bestioni,
+erano i più sacrificati e pativano la fame. Facevano una polenta coi
+bachi da seta. Un giorno divorarono tutte le candele di una chiesa!
+
+--Io ho fatto il mio dovere. Ho nascosto tutto ed ho aiutato tutti a
+nascondere. Il nostro buon parroco aveva dato un'eccellente parola
+d'ordine: _Obbedite, odiate, nascondete_. Potevano ben venire con le
+calamite a frugare per scoprire il rame sepolto! Che ridere alla messa
+cantata in onore di Re Carlo! Gli ufficiali avevano uniformi bianche
+fatte di lenzuola rubate. L'altare era ornato di frasche verdi. Verde
+pure la croce tutta costruita di frasche. In giro, le truppe vestite di
+bianco. Nel centro, intorno all'altare, le nostre coperte da letto
+rosse. Noi ridevamo, durante la messa, ci pareva di essere in un'immensa
+bandiera tricolore. Ad un tratto un rumore nell'aria: tre areoplani
+italiani tricolori! Che spettacolo. Gli ufficiali austriaci hanno una
+grande paura degli aeroplani nostri. Gridavano fuggendo: «Come! come!
+tutto organizzato! Questo è tradimento!»
+
+Mentre Assunta parla esaltandosi, le bottiglie sante dissepolte sparano
+e spumeggiano. Tutti bevono dimenticando gli austriaci. Un rettangolo
+sul muro meno polveroso ricorda un divano rubato. Io bevo poco.
+Ghiandusso oscilla beato. Devo quasi sostenerlo quando andiamo a finire
+la serata in casa della famiglia Martini.
+
+Tutta illuminata in fondo a quell'orto buio. Vi bollono le danze con
+grida, canti e bicchieri rotti. I miei compagni mi hanno preceduto con
+gli ufficiali bersaglieri. Tutta la casa è invasa dalla nostra forza
+vittoriosa. La razza ha urgente bisogno di riprendere contatto con la
+razza. Aderire, aderire l'uno all'altra. Il giardino è pieno di
+bisbigli. Amplessi nel buio. Ogni amplesso è un punto chirurgico dato
+con frenesia per saldare le labbra dell'immensa ferita. Ah! ah! Bisogna
+che presto questo punto della carne della Patria si ricongiunga con
+quest'altro punto corrispondente della stessa carne. Io balzo su una
+tavola perchè l'eloquenza illumini acceleri perfezioni la grande
+voluttà.
+
+--Quante belle donne in questa casa! quante belle Italiane! Siamo pazzi
+d'amore per voi! La nostra forza virile e i nostri baci sono tutti per
+voi! O bellezze italiane, labbra della ferita aperta che dobbiamo
+chiudere a forza di baci! La vecchia morale è morta! I preti hanno
+sempre torto poichè sono amici degli Austriaci! Il prete di Maniago è un
+buon italiano, lo so, egli vi perdonerà al confessionale. Ogni bacio che
+darete questa sera a un italiano vi procurerà un secolo di gioia, di
+più, in Paradiso! Amen.
+
+Intorno a me dieci tappi di bottiglie di vino spumante trattenuti coi
+pollici saltano salutando il mio «Amen» con un incrocio di getti rossi
+biondi.
+
+Innaffiano anche il soffitto docciando le capigliature delle ragazze che
+ridono pizzicate sprizzando fra le braccia grigio-verdi. Arterie e cuori
+che schizzano entusiasmo. Bottiglie vive, che gareggiano in scoppi di
+tappi scappanti. Il vino occhieggia con brilli strani nei bicchieri.
+
+Finalmente ecco la notte delle notti, la notte che mantiene tutte le
+promesse di mille giorni neri e non può finire, e continuerà in mille
+altre notti di gioia spensierata! Tutti i cataplasmi sono strappati dal
+petto. Abbasso la morale e il pudore! Le donne mature sono più allegre
+delle giovani. I vecchi fanno il girotondo intorno a un fiasco vuoto.
+Sopraggiunge il farmacista, un mattacchione dal naso adunco, che canta
+con voce tenorile. Ha in mano una bottiglia.
+
+--Non toccate, è veleno, tutto per me!
+
+E beve a garganella. La nonna panciona e mammelluta gioviale e molle di
+ricordi amorosi presiede alla distribuzione della gioia. In cantina, sì,
+in cantina esige che il suo seggiolone sia trasportato.
+
+A forza di braccia, si deve portare anche lei e introdurla in cantina
+per una breccia poichè la porta è ancora murata. La nonna ride con
+solennità. Le pare di essere un generale ferito che rimane sul campo di
+battaglia a comandare l'artiglieria delle bottiglie. Sessantenne e cogli
+occhi neri sempre un po' brilli. Alla sua età passare un anno intero
+asciutto! Finalmente! Il barcone troppo a lungo in secco potrà navigare
+in un oceano di ebrietà.
+
+Ora insediata nel suo seggiolone tiene le cosce larghe perchè la pancia
+non le mandi in bocca le mammelle. Queste non di meno formano una tavola
+orizzontale, e vien voglia di deporvi le bottiglie che ella aspetta con
+le mani aperte. Le palpa, le osserva. Questa è piena di fantasia,
+bottiglia generosa e senza perfidia. Quest'altra sbarazzina, ma
+affettuosa, è la bambina preferita. «Non lasciatele cascare, per
+carità». E le segue con sguardo materno quando spariscono portate a
+braccia su per la scala.
+
+Sopra, nel cucinone, il nonno, a capotavola fra un esercito di
+bicchieri. Penso a un ammiraglio sulla tolda. E' tutto rosso, e il vino
+già bevuto ride nei piccoli occhi tutti scintille come alle fessure di
+una botte. Ha bevuto, beve, vuol bere ancora, con l'ansia di chi non ha
+mai bevuto. La forza del vino sale, sale a dilatargli il petto come la
+sua prateria ripresa agli Austriaci. La forza del vino drappeggia di
+luce e popola rumorosamente nel suo cervello le lontane belle città
+italiane, piazze, fontane, caserme e trattorie che aveva ubriacato di
+mille pazzie quando era soldato, anche lui, a far la guerra. Poi con
+Garibaldi; e la camicia del condottiero gli sventola rossa nel sogno tra
+le vampe rosse del vino.
+
+--Mi sento, dice il nonno quasi ebbro, mi sento la Primavera e la
+Gioventù nelle vene. Sento mille servitori pronti ad aprire, aprire
+tutte le sale nella mia testa, nel mio ventre e tanti giardini
+profumati che scrollano via l'inverno e mutano mille vesti verdi e
+azzurre. Strani questi giardini! Provano e riprovano delle vesti di
+lusso di mille colori. Certo per una Domenica in Paradiso! Ma la
+Domenica è venuta, e sono in Paradiso! Debbo ballare, anch'io debbo
+ballare, ballare! Ma non si può ballare con una pancia come la mia.
+Questo anno di digiuno, non l'ha quasi intaccata! Quando vennero gli
+Austriaci, io dissi ai miei figlioli: «Ora ci sarà la fame. Ma niente
+paura! La nonna ed io abbiamo addosso delle abbondanti riserve di lardo.
+Non morremo nè dimagreremo. In quanto a voi, provvederò io e vi sfamerò
+colla mia carne, facendo il conte Ugolino a rovescio!»
+
+Ride il nonno annusando come un bracco il buon odore di fritto che cuoce
+nel camino accanto alla polenta che si muove gialla monumentale nel
+pentolone.
+
+--Sembra la pancia della comare Maria. Ora partorirà un nuovo figlio
+alla Patria! Un figlio di polenta! Sarà un imboscato!
+
+Intanto i soldati scuotono e pigiano la danza come l'uva. Ne sprizzi se
+Dio vuole altro vino!
+
+Le ragazze hanno consegnato le belle poppe ai soldati che le
+palleggiano, fra le braccia, ballando. Ormai si abbandonano nella danza
+con ritmo oblioso d'onde felici che ritornano e battono languidamente
+contro roccioni amici.
+
+Questi cominciano a subire il vino e si muovono con cautela per paura di
+ruzzolare. I meno brilli scompaiono nel corridoio. Andirivieni,
+miscele, bisticci, risate, risatine, risatone, pizzicati, trilli e
+capitomboli, sganasciamenti nel buio.
+
+Ressa, ressa, poichè si gioca a rimpiattino. «Nascondi tu che nascondo
+io!» «Non pizzicarmi così, mi fai male!» «Dammi la bocca!» «Scopri
+questo che ti svelerò il meglio!» «Ti dico di no, di no, ma il sì mi
+brilla negli occhi, lo vedi. Qui, qui è più buio».
+
+Un contadino, quarantenne, scherza, balla con Ghiandusso. Questo si
+libera ogni tanto dalla stretta e lo scaraventa a terra per celia. La
+moglie dell'uomo interviene. Ghiandusso abbraccia la moglie, poi le
+versa un bicchiere di vino nel seno.
+
+--Ma sì, ma sì! dice il marito: ti permetto di baciarla, non sono
+geloso. La gelosia non esiste fra Italiani! Avete capito?... La
+gelosiiia non esiste fra italiani! Mia moglie è tua, anzi nostra! Piace
+a lei, piace a me! Baciala. Sono forse becco, io? Macchè! Eravamo tutti
+becchi! Ora siamo tutti amanti fortunati! Balliamo tutti, stretti,
+stretti, stretti!
+
+Dietro ad ogni porta nella penombra, tumultuava l'amore. Così si
+ricongiungono con ardore bruciante sublime e divino le carni della
+Patria!
+
+Avevo ballato anch'io con una bella ragazza gracile, il cui pallore e
+gli occhi neri, grandi un po' febbrili sotto il peso della capigliatura
+castana, mi piacevano. La ritrovai nella baraonda verso l'una di notte.
+Mi stringe la mano dicendomi: «Vieni con me». La seguo nel corridoio su
+per una scaletta fino al terzo piano dentro la sua camera da letto.
+Ansante, ma con movimenti decisi, come seguendo una sua volontà
+irremovibile, chiude dietro di me la porta a chiave. Ci si vede poco.
+
+Intuisco e fiuto il letto fra le luci palpitanti del lumicino ad olio di
+una Madonna rosea-blu.
+
+--Mi chiamo Graziella, mi piaci, baciami. Baciami tanto, tanto, tanto!
+Ho sentito tanto parlare di te, sai! Da una mia amica che sta a Roma.
+Sei un grande poeta, un uomo celebre! Come farò io a piacerti?
+
+Poi buttandomi le braccia al collo mi strinse forte e subito il suo
+pianto si ruppe con singhiozzi laceranti, dolorosi, atroci che non
+finivano più.
+
+--Vieni! mi sussurrò, e mi guidò per la mano verso il letto, nel buio.
+
+--Sono pura, sai, pura, come la mamma mi ha fatta. Ma una di quelle
+canaglie...
+
+Non potè continuare tanto i singhiozzi la soffocavano:
+
+--Ma una di quelle canaglie ha tentato una notte di prendermi. Era
+alloggiato in casa! S'era nascosto nel vano della finestra. Entrai in
+camera senza accorgermi di nulla e mi svestii. Quando fui in camicia
+quel porco mi venne addosso. Non è riuscito a prendermi, no! Ma mi ha
+sporcata, sporcata, sporcata!... Io gli ho addentato la guancia! Allora
+si è fermato. Sanguinava. Bestemmiò in tedesco e mi diede un pugno
+tremendo, qui. Guarda!
+
+Graziella si scoprì il seno, singhiozzando.
+
+Io non vidi bene, ma sentii sotto le dita una tumefazione sul bel seno
+eretto morbido e ben tornito.
+
+--Vieni, amore! Sono tua! Lavami, lavami, con tutti i tuoi baci! Lavami
+tutta! Voglio che tu mi lavi tutta con la tua cara bocca italiana!
+
+Si svestì tutta, mi prese fra le braccia senza ritrosie.
+
+Non aveva nessuna gradazione nell'offerta della sua nudità. Una volontà
+cocciuta governava la sua passione d'amore purificatore.
+
+--Sono tutta per te! Se ti piace... Ho deciso così, in quella notte
+infame. Giurai alla Madonna che mi sarei data al primo Italiano
+vincitore che mi fosse piaciuto.
+
+Senza fine la baciai, la baciai, mentre Graziella implorava come in
+sogno con una voce monotona quasi meccanica piangendo felice.
+
+--Lavami, lavami, lavami, amore, lavami!
+
+La camera si gonfiò di delirio e di fantasia. Navigava in cielo, forse
+rapita dalla corrente della via Lattea. Notte illimitata, ebbra di
+sublime. Notte fuori dallo spazio e dal tempo.
+
+Il corpo di Graziella era morbido, elegante, snello, e rovente. Vibrava
+graziosamente sotto le carezze, moltiplicando i suoi profumi di terra
+felice d'essere riconquistata. Era veramente il dono della Vittoria.
+
+Non avevo amore per Graziella, ma una frenesia di spirito e di nervi
+travolgente, tenerissima.
+
+Mi accinsi alle più meravigliose voluttà con tutte le delicatezze e
+insieme uno strano impeto brutale e anche un allucinante slancio
+artistico fatto di preziosità stilistiche e di cadenze musicali.
+
+--Lavami, lavami, amore!
+
+Fui un fabbro impazzito e un maniaco cesellatore. Ero fuori d'ogni legge
+sociale umana o divina come un gallo contento con la gallina ideale del
+pollaio mio.
+
+
+
+
+XXII.
+
+FIUMI, CAMPANE, DONNE E MITRAGLIATRICI INNAMORATE
+
+
+--Ricordati, Ghiandusso, che l'interno della 74 deve essere pulito,
+scintillante, in ordine come il letto di una sposa.
+
+--Guardi, signor tenente, sembra proprio il letto d'una sposa... ma la
+sposa non c'è!
+
+--La sposa ci sarà, presto... E la vedrai dentro coricata, nuda, più
+bella di tutte le donne del mondo!
+
+Ghiandusso sorride senza comprendere la mia frase sibillina, poi con
+voce materna:
+
+--Per ora ho coricato dentro la Zazà che ha tanto freddo colla sua
+pancia grossa, grossa. Guardi come dorme sotto le coperte.
+
+Alle sette, partenza in un brusio di voci contradittorie. Si dice che
+gli Austriaci giunti la sera prima sul torrente Arzino hanno durante la
+notte precipitosamente fatto marcia indietro per trincerarsi sul Meduna.
+Sono dunque a pochi chilometri! Tanto meglio! Tanto meglio! Li
+mitraglieremo sul Meduna. I nostri motori gareggiano coi pedali sportivi
+dei bersaglieri ciclisti sulla strada bianca che attraversa la brughiera
+deserta. Il sole che sale dietro noi ci imbriglia coi suoi raggi rossi.
+Il capitano Raby, esperto comandante di blindate, ha dato ordine di
+mantenere le dovute distanze fra le blindate. In terreno scoperto
+bisogna evitare di offrire un grosso bersaglio ad un possibile agguato
+di artiglieria. Da conoscitore di forze, quale io sono, penso che spesso
+gravissimi pericoli s'imboscano nelle ore di più spensierata sicurezza.
+Faccio chiudere sportelli e feritoie malgrado il caldo crescente per
+abituare gli uomini a sopportarlo in un eventuale combattimento. Mi
+volto per controllare attentamente la disposizione degli uomini, delle
+munizioni, la scorrevolezza della cupola girante. Menghini, al volante,
+attira la mia attenzione attraverso l'occhio orizzontale della blindata
+sotto la palpebra metallica alzata.
+
+--Guardi, signor tenente, in fondo alla strada bianca, a un chilometro,
+il Meduna. C'è una folla. Donne, donne, una quantità di donne e bambini.
+Gli austriaci se la sono svignata.
+
+Vocio confuso che cresce, cresce, cresce. Laggiù una marea bianca,
+rosea, rossa di donne vocianti che si accalcano. A destra, a sinistra ne
+giungono altre. Sentiamo che a 20, 30 chilometri in giro i casolari si
+sono vuotati. Le grida diventano fragorose nello spiralico polverone
+aizzato dalle gonne che spazzano la strada e dalle braccia che agitano
+fogliami. Entusiasmo sanguigno, allegrissimo, esasperato che suona sul
+metallo della blindata, penetra come un vino gazoso dalle feritoie.
+Apro lo sportello e cogli uomini a terra, presi nella risacca impetuosa
+della folla, spingiamo la blindata nell'acqua diaccia che corre
+distratta.
+
+Vivaaaaaaa! Vivaaaaaaa! Vivaaaaaaaa!
+
+Il sole partecipa come un baldanzoso burbero benefico alla festa
+clamorosa. Con una folle raggera di frecce aguzze affilatissime il sole
+accende le mille vesti colorate e i visi di rosso sudore lucente delle
+friulane e il drappeggio azzurro delle gonne nel gorgogliare dell'acqua
+corrente. Le popolane si alzano le gonne e le agganciano alla cintura.
+Godono i polpacci agili nella gelateria dell'acqua che moltiplica i suoi
+ssssss gggggg got got glu glu glu glu flav got ssss gggg flic flacpluf
+pluf plaf imitando e riassumendo rumori, suoni di bottiglie, sorgenti,
+cascate, arpeggi, camini invernali e il bisbigliar degli innamorati
+sotto le frasche ventose. Il guado è meno praticabile dei precedenti. La
+mia 74 s'immerge, quasi naviga. Abbiamo fasciato il motore. Ma il sole
+propaga su di noi una così maestosa ascensione di raggi sulla nostra
+testa con un così trepidante ardore sulle spalle, che le forze sono
+centuplicate. Molte donne speravano di salvare le loro gonne di lusso e
+le hanno su, su arrotolate come sipari di teatrini burattinai sulle
+ginocchia e sulla pancia. Ammiro i muscoli tesi sotto la carne rosea
+delle forti cosce di quelle che tirano la corda. Altre sono proiettate
+in avanti con sforzo atletico tirando con noi i parafanghi. E le
+bambine fragili hanno l'acqua al petto. La corda danza ad ogni impeto
+del motore che rrrrrruggendo, rrrrrrrrruggendo vuole disincagliarsi.
+Zazà guaisce, abbaia nuotando come un bariletto nell'acqua gelata
+perfida e cattiva che tira a sinistra. I bersaglieri che guadano in fila
+a destra e a sinistra depongono le biciclette e corrono ad aiutarci.
+Gioia gogliardica nello sventolio delle penne di gallo sugli elmetti
+tintinnanti contro i fucili i tascapani, fra il chiaccherio affannoso e
+le risate dell'acqua più donna delle donne che beffeggia e spumeggia
+perle, gorgheggi, zampilli in bocca e fra i capelli sciolti sulle
+natiche fuggenti fra i pizzicotti bersagliereschi.
+
+--Tutti insieme, un ultimo sforzo! urlo io comandando la manovra con
+l'acqua alla pancia.
+
+--Issaaa-ooh! Issaaa-ooh! Menghini, imballa il motore! Imballa! Imballa,
+per Dio!
+
+Tre bambine capitombolano nell'acqua. La più piccola, dodicenne, scivola
+via travolta; ma un bersagliere si slancia e con una zampata la ripiglia
+e la solleva pel culo! E' fuori sul greto: piange, ride, tra le pedate
+delle donne e dei soldati che su, su tirano finalmente fuori la mia 74.
+Vivaaaa! Vivaaaa!
+
+Le rudi friulane ignorano la stanchezza; sono oramai centinaia,
+centinaia intorno alle blindate nere che guadano. Il sole, immaginoso
+pittore, si diverte a raddoppiare il rosso, il verde, il viola, lo
+scarlatto, il giallo canarino di quelle donne agili, rozze, quasi
+selvagge figlie del Meduna, sorelle di quelle acque selvagge e
+capricciose; ma felici di tradirle per salvare i forti motori metallici,
+aggressivi che le hanno innamorate. Strepitano di rabbia maschia i
+motori col tempestoso martellare degli stantuffi e gli scoppi dei
+brrronchi e il catarro prrrorompente in vapore, irritatissimi di dovere
+a delle donne e alle loro fragili liquide braccia, la liberazione.
+Comprendono a mala pena, i motori, che mitraglieri e bersaglieri non
+bastano; occorrono donne astute per vincere le astuzie femminili della
+ghiaia, maledetta donna femmina femminile che minaccia ogni slancio
+maschio rigido e veloce.
+
+Il sole ha genialmente composto il quadro. Sulla lunga fascia azzurra
+d'acqua che lo attraversa orizzontalmente sei blindate nere, ognuna con
+la sua ghirlanda convulsa di donne colorate. Tra blindata e blindata
+perpendicolarmente sei arabeschi lunghi di biciclette, penne di gallo e
+fucili arruffati simili a lunghi reticolati in moto. La simmetria è
+rotta, nell'alto del quadro a destra, dalla vetturetta del capitano
+Raby, strano canotto nell'acqua verde.
+
+A sinistra nel basso del quadro l'ultima blindata sembra un sottomarino
+emerso col suo chiosco-torretta. Vicino a questo un autocarro sembra un
+veliero capovolto.
+
+Il quadro è anche sonoro poichè ecco la sua polifonia tocca l'apice di
+tutti gli acuti in un Vivaaaaaaaaaaaaaa!
+
+ * * * * *
+
+Poi silenzio. Pochi minuti, le friulane, sedute sulla riva conquistata,
+si riposano contemplando. Appena la gioia pazza è sedata, di nuovo in
+macchina verso un suono strano gemente, umano e non umano, profondo e
+aereo, inesplicabile, venuto di lontano di sotto terra o dal cielo, il
+suono mi fruga nel petto, cerca, cerca, trova e mi pugnala il cuore di
+una dolcezza straziante acutissima... Sole! sole!
+
+Sole! Sole! Sole! che galoppi nell'incalcolabilmente vasto e desolato
+letto del Meduna, gridami, spiegami, quale nuova polpa di gioia hai
+preparato davanti a noi, dietro l'altissima muraglia fulgente del cielo
+tuo?
+
+Il mio motore si slancia. Sapere, sapere, vedere, conoscere. Abbiamo
+terrore di te, nuova Gioia! Vorremmo fuggirti, eppure già ti beviamo con
+le nostre orecchie assetate, liquida delizia sonora!
+
+--Oh! nulla, nulla, o almeno poca cosa! mormora il cuore. E' una piccola
+campana italiana che piange e ci saluta... umile dono della bella Italia
+liberata ai suoi liberatori!
+
+La vediamo. E' una piccola campana da campaniletto di cappella boschiva.
+La dondola fra le mani con fatica una esile vecchia tutta bianca,
+vestita di nero. La piccola campana è tutta sporca di terra poichè fu
+dissotterrata, un'ora fa, da quelle stesse mani rugose. Sembra un vaso
+di fiori capovolto, ma ne fioriscono, fioriscono, tante piccole rose di
+suoni, piccole rose di tenerezza, invisibili ma penetranti e che si
+spandono: profumo di suono dell'azzurro inebriato. Ansimando, la mia
+macchina si ferma davanti alla vecchia, senza che Menghini al volante lo
+abbia voluto. Motore magnetizzato! A destra e a sinistra si svegliano
+timidamente piangendo altre campane, soavi, languide tremanti e sfinite
+dalla dolcezza. Accorrono, s'affrettano. Laggiù sotto quei castagni, la
+sento venire! La vedo! Questa è più grande ed è infilata in un ramo che
+due donne vestite d'azzurro portano, incespicando nelle zolle.
+
+Din din daaan daaan din dan din dan. Intanto la vecchia dondola dondola
+la sua piccola campana. Ha un suono più limpido, più liquido,
+trasparente di cristallo e d'acqua.
+
+Forse il metallo non fa che continuare il flebile tinnire delle lagrime
+che beve. Piange la vecchia dondolando la sua campana. Quasi cade, per
+stanchezza, trascinata giù dal peso ondeggiante e i capelli bianchi le
+coprono il viso pacificato. Non ci guarda. China sorveglia meravigliata
+i bei suoni melodiosi che le gocciano dal cuore. E' lei, lei la prima,
+con la prima campana! Certo è fiera di sentire e vedere che tante tante
+compagne vengono da tutti i punti dell'orizzonte ruzzolando giù dalle
+colline e sgorgando dalle valli per suonare, e suonare, suonare senza
+fine e lagrimare, come le nuvole d'autunno che hanno troppo bevuto, come
+gli occhi che hanno troppo aspettato.
+
+Din dan, din dan dan dan din din.
+
+Tutte le campane sono ormai salvate. Questa più grande comincia con
+rintocchi lenti, quasi paurosi spandendo un tremolio sonoro; ma presto
+si fa animo. Dan! Certo quasi non crede alla realtà prodigiosa. E' stata
+nascosta un anno sotto terra in fondo all'orto del prete con tre botti
+di buon vino spumante da quella furbacchiona della perpetua. Le pioggie
+hanno fatto trasudare le botti e la campana si è consolata, così, nelle
+buie notti opache, sotto terra. Ora è un po' ebbra, le trema la voce.
+
+E' tutta abbagliata dal gran sole. Un'ora fa, un'ora fa con zappe e mani
+unghiute l'hanno dissepolta. Su, presto, ragazzi, forza! Tira su, tira,
+tira! E' fuori, santa Madonna! Prendi la corda! Giovannino, monta
+sull'albero! A quel ramo grosso! Presto, fa presto, vengono gli
+italiani! Sono al fiume. No, no eccoli, eccoli, vengono in automobile,
+senti il rumore della macchina! Attacca, attacca forte!
+
+Certo, si sentivano rombare i motori nostri e lo spavento di non essere
+in tempo affannava il ragazzino che con tutta la forza delle mani deboli
+stringeva i nodi. «Suona, suona, suona, per la Madonna!» gridavano sotto
+l'albero. E il ragazzino non riusciva, si disperava, quasi piangeva. Ma
+ad un tratto lanciandosi giù si appese colle mani al batacchio come un
+appiccato ed ora, su e giù, su e giù, buttando in alto le gambe; e le
+mani gli sanguinano lacerate, e finalmente suona, suona, suona.
+
+Dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan dan
+dan dan dan. Il parroco è sotto, pallido, con braccia cadute, le mani
+aperte la veste tutta infangata. Ci guarda con gli occhi fissi,
+inebetiti. Parroco sì, prete sì, ma Italiano. Un altro prete viene
+laggiù col pasto che crolla. Ogni tanto si ferma a riprendere fiato.
+Pietro, il suo campanaro trascina una grossa campana che tintinna sui
+ciottoli.
+
+Sono vecchissimi tutti e due. Le donne vorrebbero aiutarlo, ma si
+rifiuta il campanaro e tra la folla che si apre vuol trascinarla lui,
+portarla lui fin sotto le ruote della blindata. Nell'ultimo sforzo alza
+la testa, mi guarda trasognato, poi cade bocconi e il cuore gli si
+spezza in singhiozzi atroci.
+
+Dan dan dan dan dan dan dan.
+
+Allora il vecchio prete si fa largo e alzando la mano che trema dice:
+
+--Signor tenente, l'altra, la bella, la grande campana, non l'abbiamo
+potuta portare... Non è sotterrata, ma è così a fior di terra, davanti
+alla nostra chiesa. Su quella collina... vede? Non può vedere, ma la
+vedrà... Un anno fa il colonnello austriaco, quella canaglia, che Dio
+non gli perdoni, è venuto a prendermela coi soldati. Prima ho
+supplicato, poi ho detto a quelle anime dannate che non potevo, non
+potevo dargli la mia campana. Allora i soldati hanno sfondato la porta
+della chiesa e sono saliti sul campanile. Subito io chiamo tutti i
+contadini e le contadine, e tutti in ginocchio, e io gridavo; ho poca
+voce, signor tenente ma gridavo: «Se Dio c'è ancora sull'Italia, Dio non
+può permettere che la campana sia strappata! Non sarà, non sarà, non
+sarà strappata!» Urlavo, urlavo: «Non sarà, non sarà strappata!» Che
+brutto momento, signor tenente! I soldati ridevano e sghignazzavano
+dall'alto del campanile. Li vedo ancora che gridano in tedesco ai
+contadini di scansarsi. Tutti piangevano. Hanno rotto il muro, quelle
+canaglie, per staccarla. Poi giù, l'hanno buttata.... Che urlo e che
+fragore! La grande mia campana è caduta giù, ma era tanto pesante e
+c'era stata tanta pioggia, ed è entrata, entrata, dentro dentro nella
+terra. Non si vede quasi più. Ma ora viene il bello, signor tenente; e
+rido ora come allora non piangevo più. Gli austriaci coi buoi con le
+corde, con le leve, coi cavalli, cogli asini--ci avrebbero messo sotto
+anche tutti i porci delle famiglie loro che son porci--hanno tirato,
+tirato la mia campana per un giorno e una notte! Ma la mia campana non
+si è mossa più. Questa è l'altra, la più piccola. Gennaro falla sonare.
+Su, forza, ti aiuto io.
+
+Intanto un bambino s'avanza verso di noi tirando colle due corde sulle
+spalle e intorno alle braccia un asinello e una vacca magrissimi.
+Vissero un anno murate vive, quelle due bestie, in una specie di
+nicchia, nutrite da quel bambino che penetrava di tanto in tanto per un
+buco. Non stanno troppo male. Guardano attonite la campagna e soffiano.
+Mentre un contadino attacca al loro collo due campanacci pesanti. Vorrei
+implorare pietà per l'asinello che certo non reggerà allo sforzo. Ma chi
+mai può sentire la stanchezza, ora? E le due povere bestie vengono
+avanti suonando suonando:
+
+Dan - dan - dan - dan - dan - dan.
+
+La polifonia delle campane che si moltiplicano prodigiosamente cresce,
+si gonfia fondendo insieme tutte le stranezze e tutti i languori
+nostalgici di quei suoni patetici.
+
+Non sono più campane poichè sepolte, strappate dai loro campanili e
+vaganti nella campagna. Riscossa tragica della gioia generale. Esprimono
+col loro suono ogni brivido, ogni singhiozzo, ogni tormento, ogni
+angoscia tipica d'infiniti corpi umani contorti da spasimi diversi
+d'attesa, dolore, tortura disperazione speranza felicità.
+
+
+
+
+XXIII.
+
+MASSAGGIO DEL CORPO DIVINO DELL'ITALIA
+
+
+--In macchina, in macchina! grido ai miei soldati. Al volante, Menghini!
+
+Guardo energicamente negli occhi bagnati di lacrime dei miei soldati.
+Hanno capito. Hanno capito. Poi ammonisco rudemente il mio cuore: «Hai
+avuto ragione di piangere, cuore mio, ma ormai sei inzuppato di lagrime
+come un fazzoletto d'addio. Basta! Non piangere più! Oggi è giorno di
+guerra! Abbiamo vinto, bisogna stravincere! Hai abbastanza subìto
+l'incantesimo sonoro. Non sono campane! Strappate dai campanili,
+sotterrate con furia gelosa, esse rinascano mutate! Sono i bronzi
+melodiosi del genio Italiano che non poteva subire manipolazione
+straniera. Conservarono sotterra il timbro profondo e l'ampia virtù
+suggestiva. E' il genio della nostra razza che risuona ancora intorno a
+noi. E' la forza creatrice italiana colla sua commovente elasticità di
+balzi armoniosi, le sue arrampicanti fioriture di note che sanno l'ampio
+anfiteatro di echi carnali del golfo di Napoli, e le cadenze flessuose
+delle colline toscane, e i burroni muggenti d'organo dei valloni
+abruzzesi. Non piangere! Canta, o mio cuore! Canta, batti, romba
+rotolando tutte le erre d'una furente velocità.
+
+«Senza nostalgia, senza languori, senza abbandoni mistici, lontano dalle
+Madonne e dai campanili! Ricordati che nelle città, altre campane
+prostitute vorrebbero aizzare con falsi annunzi di pace prematura
+gl'interni salvatori dell'Austria passatista! Sia il tuo canto un
+martellare, preciso, rettilineo che scalando il cielo, su, su, colpisca
+le vetrate delle chiese perchè il cristallo infranto si sganasci
+anch'esso annunciando la nostra vittoria! Su, slanciati, mio cuore
+motore, su questa bella strada che taglia le più ricche, eleganti
+variopinte campagne della terra! Sono i capelli sparsi dell'Italia
+Divina! Noi ne conquistiamo il seno, le belle spalle, su su, verso le
+due braccia tornite, tanto tempo incatenate e la mano sinistra
+inanellata di mare: Trieste!... e la mano destra più rude e muscolosa:
+Trentino!»
+
+O Italia, o femmina bellissima viva - morta - rinata, saggia - pazza,
+cento volte ferita e pur tutta risanata, Italia dalle mille
+prostituzioni subìte e dalle mille verginità stuprate ma rifiorite con
+più fascino di verde pensoso e di ombrie pudiche. Sono io, io il
+futurista che primo ti libero il petto baciandolo col mio delirante
+amore!
+
+Cosmica fusione del mio corpo col tuo! Ti sento, ti sento, ti sento! Ti
+prrrrendo, ti prrrrrendo, ti prrrrrrrrendo! Sei grande, grande, lo so,
+e non ti posso tutta contemplare!
+
+Eppure, senza sognare senza perdere la ragione, t'immagino tutta, ti
+vedo! Questa rosea carta geografica, che ho fra le mani, vibra, vibra,
+mentre io corro nella mia blindata. Vibra l'elegante forma rosea sulla
+carta! Non è più carta, diventa carnosa! Freme, respira, palpita e
+spalanca sempre più le braccia nella crescente e trasfigurante velocità
+del mio motore in sogno! L'impeto virilissimo di questo mio motore che è
+insieme cuore, sesso, genio ispirato e volontà artistica, entra in te,
+con rude delizia per te, per me, lo sento! Sono lo strapotente
+genio--sesso futurista della razza tua, il tuo maschio prediletto che ti
+ridà penetrandoti la rifecondante vibrazione!
+
+Ah! se potessi avvilupparti tutta in un unico immenso bacio, sintesi
+ultima di tutti i baci che la tua bellezza florida ha suscitato nei
+padri, dei padri nostri e in quelli morti per te e nei 500 mila eroi
+dell'Isonzo, del Carso, del Piave.
+
+Non sono pazzo! Nè allucinato! Creo, creo il tuo fantasma, la tua statua
+che non è di bronzo, nè di terra, ma umana, viva, di carne. E' forse un
+pazzo, lo scultore geniale? Tale io sono, ispiratissimo, ma con lucido
+controllo tenace e sapienza di mezzi! Con questo bollore di sangue che
+ridipinse il mondo, con questa respirante carta geografica, e con una
+piccola lettera d'amore bagnata di sudore sotto la mia giubba, e forse
+di lagrime, poichè è la lettera di un'amante ideale, una italiana, che
+mi scrive il suo pazzo desiderio di cancellare Caporetto!... Con questo,
+con questo, io compio il miracolo!...
+
+Sì, sì, Italia! Ho sotto la giubba una lettera d'amore! E' lei che mi
+scrive! Una Italiana! Bellissima! Non la ricordi? E' tua figlia. Ti
+somiglia. I suoi capelli hanno la morbida serica fluidità dei tuoi
+boschi. Pensa al più sognante declivio della tua più languida collina e
+ti sarà facile immaginare quelle guance tenere sensuali calde di pesca e
+magnolia. Soltanto certe curve dei tuoi fiumi ricordano un poco l'invito
+sinuoso delle sue labbra! La sua voce evoca il canto delle onde notturne
+nello stretto di Messina udito da un areoplano volante a 1000 metri.
+Lenti archetti di dolore su violoncello d'oro giocondo. Glauche chitarre
+di roccia con lunghi accordi d'acque che s'infrangono. Arpe elastiche di
+vento con pizzicati di lampi allegrissimi. E piangenti clarini smarriti
+in meandri di pazzie colorate.
+
+Lei! Lei! Se cammina, ondeggia come un fumo lieve innamorato del cielo.
+
+E' tua figlia, o Italia! Le parole carezzevoli della letterina sua
+tremano sul mio petto, insorgono, susurrano, suonano. Sono le sue
+tenerezze che odo, ma anche le tue, le tue! Sei tu che rispondi ai miei
+baci, tu, Italia, che mi gridi con le sue parole: Amore, amore, amore!
+
+La mia passione parla così nella velocità amorosa della mia blindata 74
+che attraversa correndo i villaggi e le loro schiumanti ondate di grida,
+braccia, fiori, campane agitate.
+
+--Vivaaaaaaa! Vivaaaaaaa! Dan dan dan.
+
+Ti prendo, ti prendo, ti prendo, Italia! E sono geloso di te, geloso!
+Tutti ti amano, tutti ti amano, tutti ti vogliono! Io ti voglio per me!
+I miei soldati hanno strani visi pieghettati arsi da un forsennato
+desiderio di te! Sento l'acciaio di queste pareti bruciare di voluttà
+per te! L'occhio orizzontale di questa mia 74 d'acciaio già si muta nel
+delirio in una calda bocca dalle potenti labbra affamate di te! Stride e
+strilla tutta la mia blindata! Ha un tono quasi brutale! Non sa più
+contenere la sua follia per te!
+
+--Sono io, son io che ti bacio! urrrla la mia blindata 74--Sono io che
+ti bacio! Io sono la bocca d'acciaio veloce che scivola sulle morbide
+colline del tuo seno, sulle ben tornite montagne delle tue spalle,
+baciandoti tutta, avidamente, con lussuria! Sono io che ti bevo e mangio
+tutta di baci minutissimi rapidissimi, Italia mia, donna-terra saporita,
+madre-amante, sorella-figlia, maestra d'ogni progresso e perfezione,
+poliamorosa - incestuosa, santa - infernale - divina!
+
+In sogno ho ascoltato queste stridenti parole d'amore della mia
+blindata. Ma bruscamente morso dalla gelosia urlo:
+
+--Via! Basta! non facciamo scherzi! Non ti permetto queste libertà! E'
+mia, è mia, comprendi? E' tutta mia, l'Italia bella! E' da tempo, da
+tempo, da tempo che l'amo, d'un amore preciso - confuso, eterno -
+istantaneo! Profondo amore spiritualissimo, religioso! Un amore in
+ginocchio, prosternato e insieme un amore sensuale tutto morsi, baci
+graffi carezze rudi! Un amore che s'infittisce e s'insuccolenta,
+ghiotto, ghiotto nell'Italianissimo sugo d'un buon piatto di spaghetti
+alle vongole napoletano! Tu non sai cosa vuol dire assaporare con mille
+labbra l'Italia nel giallo risotto alla Milanese e nel polisaporico
+minestrone! Dopo lungo girovagare di lingua e di palato fra le plagiarie
+insipide culinarie estere, godere un piatto italiano! Ah, ah! Questo è
+un amore senza confine ed ha le smisurate minuziose e chilometriche
+voluttà del sole quando in Agosto possiede la Terra!...
+
+Ed anche la girante oleosa carezza d'un battello a vapore che beatamente
+prende in giro colla sua scia l'isola di Capri, mammella della Terra,
+emersa dalla tenerezza lunare come da una serica camicia ideale!
+
+Non bisticciamoci, mia cara 74! Non sei una bocca! Tu sei l'alcova
+d'acciaio veloce, creata per ricevere il corpo nudo della mia Italia
+nuda, che ora, con grazia, per i graziosissimi piedi trascino dentro,
+dentro, dentro di te! E' già dentro, e fra le mie braccia!
+
+I villaggi salutano il mio amore irruente, eloquente, e vittorioso.
+
+--Vivaaaa! Vivaaaa! l'Italiaaaa! Dan dan dan. Han ragione quei villaggi
+di acclamare, elogiare la mia amante divina! Tanto bella così, assopita!
+Ma un po' stanca per i troppi baci e le carezze accanite! Giovane,
+fresca, come prima della schiavitù. Languidamente ha concesso il suo
+corpo al massaggio sapiente della nostra offensiva. Abbiamo subito
+ottenuto la rimozione delle piccole rughe che deturpavano i suoi
+fianchi. Le nostre ruote ora premono come pollici veloci sulla sua pelle
+ancora un po' insensibilizzata da un anno di nefasta cocaina. Il
+massaggio fu in un primo tempo feroce. A cannonate, sì, a cannonate
+praticammo nella palpebra destra istriana il taglio d'una piega
+sovrabbondante di tessuto, poi ricucimmo i margini della ferita con
+punti fitti e sottilissimi di spie.
+
+L'Italia porterà gli occhiali affumicati per qualche anno, poi la
+cicatrice rossastra sopra e sotto la palpebra sparirà. Per affrettare,
+un colpo di pastello e di legislazione geniale. Intorno alla bocca che
+ha nome Piave vi fu gran fervore di lavoro. Con un bombardamento sul
+labbro superiore, Caviglia massaggiatore esperto, incise e asportò
+triangoli di tessuto carnoso nel punto di congiunzione tra il labbro e
+il naso: Vittorio Veneto. Questo massaggio non soltanto restaurò, ma
+abbellì. Fu così aumentata la potenza espressiva della bocca Piave.
+
+Tirammo a pulimento e riducemmo a forma rettilinea colline rincagnate.
+Colle mitragliatrici, fra poco, faremo abbondanti iniezioni per
+correggere le depressioni della linea frontale. Il piombo iniettato si
+trasformerà in tessuto connettivo. Livelleremo gli incavi e le
+depressioni morali del bel collo pieno di volontà. Tramuteremo il mento,
+un po' molle, in mento pronunciato, volitivo audace insieme e piacevole.
+Ora la squadra ci aiuta cannoneggiando incisioni nelle regioni capellute
+sopra gli orecchi - golfi Adriatici.
+
+Presto, presto, si spianino a cannonate le rughe frontali scavate dal
+dolore. Un colpo di lancetta qui, uno strofinamento di ruote là, e sarà
+compiuto il perfezionamento dei suoi connotati femminili. Voglio ridare
+al viso della mia Italia la tinta dei cieli di Sicilia. Già mi scivolano
+fra le mani gli aliti africani usi a fasciare i fianchi dell'Etna. Ho
+anche a mia disposizione questo morbido cielo, panno impregnato di
+soavità misteriose... Non sono forse io il padrone assoluto di questo
+universo diventato per me un prodigioso Istituto di bellezza? A 50 o 60
+chilometri sulla mia destra posso prendere il mare, morbidissima spugna
+azzurra inzuppata di lozioni orientali. Ecco col mare-spugna azzurro
+cancello le lividure e le arsure del viso dell'Italia che riprende la
+freschezza saporosa della gioventù. Poi l'accarezzo con questo cielo di
+panno imbevuto d'Oriente illanguidito. Il viso si assopisce.
+
+--Menghini, come va il motore?
+
+--Senta, signor tenente; canta come un flauto. Tuvvvvvvvv Tuvvvvvv
+vrrrrrr vrrrrrrr.
+
+Il motore aveva come me sete, sete, dopo tanta passione bruciante.
+
+Fiuto la maestosa, freschissima bevanda saporosa d'azzurro: il
+Tagliamento! Se il ponte del Torrente Arzino è ancora in piedi saremo
+presto al Tagliamento. Presto, giù per le discese a zig-zag e nelle
+grandi S temerarie della strada, correva la mia 74 girando intorno alle
+colline sempre più aspre e rocciose che prendevano arie di montagne
+imprevedute con roccioni strapiombanti, svolte, svolte, e svolte.
+
+Ad una spasmodica velocità, come il sangue corre nelle vene, correvamo
+nelle vene dell'Italia, su e giù per i suoi muscoli saldi. Era fuori di
+noi l'Italia, ed era anche nella blindata, addormentata fra le mie
+braccia, col suo placido respiro melodioso. Tuvvvvv Tuvvvv....
+
+
+
+
+XXIV.
+
+UN PARTO IN BLINDATA
+
+
+In volata coi bersaglieri ciclisti che corrono a destra e a sinistra
+delle blindate sentiamo tutti che s'avvicina per noi l'ora di un urto
+violentissimo col nemico. Sentiamo che sull'Arzino e sul Tagliamento gli
+Austriaci ci sbarreranno la strada di Stazione per la Carnia, tentando
+così di impedire la cattura d'un'armata di circa 50.000 uomini e
+relativo carreggio cavalli e bestiame in marcia da Gemona verso il
+corridoio di Chiusaforte e Tarvis.
+
+La partita è magnifica. Una frenetica passione sportiva ci invade. Il
+record da vincere è allettante. Siamo pronti a qualsiasi combattimento,
+ma preoccupati sopratutto di velocità. Evitare ad ogni costo qualsiasi
+fermata. I bersaglieri ciclisti vogliono quanto noi giungere ad ogni
+costo prima che i ponti siano fatti saltare. Non ci curiamo più delle
+spalancate acclamazioni di popolo accalcato nei villaggi.
+
+--Vivaaaaaaa! Dan dan dan.
+
+Abbiamo altro da fare che intenerirci. Il colonnello De Ambrosis che
+comanda l'intera colonna è in testa con la sua motocicletta, e dietro
+con noi i bersaglieri ciclisti tuffano in avanti sul manubrio le loro
+facce arroventate che brillano di sudore fra i globi rotolanti del
+polverone.
+
+Per la strada che su e giù serpeggia fra colline boscose, roccioni e
+montagne formiamo uno strano treno impazzito in fiamme, che disprezzò i
+binari e i tunnel per sfrenato amore d'ogni bella curva italiana.
+
+Siamo anche divenuti una fantastica macchina dell'anno 3000 composta
+d'un serpeggiante tubo mostruoso, forato da mille bocche fumanti e
+corrente sopra la sua infinita orologeria di ruote.
+
+--Il Tagliamento! Il Tagliamento! Il Tagliamento!
+
+Potente nome italiano ultra magnetico, tante volte bevuto in sogno dopo
+Caporetto. Ne vedo scintillare i nastri argentei nell'occhio orizzontale
+della blindata. Danzano quei nastri, diventano lettere d'argento
+svolazzanti, le lettere stesse di questa parola forte e sonora:
+Tagliamento.
+
+Ad uno svolto rallentante cento voci di donna:
+
+--Il ponte è rotto! il ponte è rotto! Gli Austriaci! Viva l'Italiaaa!
+
+Tre secondi dopo Dzing dzaang dzing, la mia blindata suona sotto le
+prime pallottole. Mi volto per verificare la chiusura delle feritoie. I
+miei mitraglieri puntano con due mitragliatrici in cupola. Do l'ordine a
+Menghini di mettere il motore in seconda e di avanzare lentamente.
+
+A destra e a sinistra i ciclisti sono tutti calati giù nei fossi, e
+riparandosi dietro le biciclette e i paracarri rispondono con una
+fucileria violenta alle mitragliatrici austriache. Siamo sulla curva
+della strada, fra le case di Flagonia spaziate sulla riva dell'Arzino.
+Il ponte è saltato. Ne vedo i due segmenti crollati giù nell'acqua
+fresca, argentea, azzurra, placida, che scorre col suo mormorio
+pacifico.
+
+gggggg ssssss gggggg.
+
+Breve pausa di silenzio. Feroci grandinano tempestano le mitragliatrici
+austriache. Due, quattro, sei. Sono almeno sei. Ci bersagliano
+dall'altra riva, che è montagnosa e ci domina.
+
+ta-ta-ta-tatatatata tatatatata
+
+giaaaaa giaaa giaaaa di echi
+
+pic pac pam pam paac
+
+giaaaa vuluit vrit vrit.
+
+Il colonnello De Ambrosis ritto accanto alla sua motocicletta; bell'uomo
+forte, muscoloso, testa rude, con una serra multicolore di medaglie sul
+petto, alza il braccio sventolando la mano.
+
+I suoi bersaglieri hanno capito. Agilmente si squagliano giù dalla
+strada per le scarpate cosicchè avanziamo soli noi sulla riva
+dell'Arzino. Autoblindate tutte chiuse ognuna con le due mitragliatrici
+che sputano fuoco rabbioso fuor dalla cupola fasciata di bianco, rosso,
+e verde.
+
+Siamo sei piccoli forti neri d'acciaio, con vibranti, rombanti bronchi
+metallici e catarro inesauribile. La mia 74 è giunta davanti al ponte
+crollato. Vedo a cento metri sulla destra e sulla sinistra del ponte
+ricomparire i bersaglieri ciclisti che guadano in ordine sparso
+l'Arzino. Ognuno corre colla sua bicicletta a mano, per dieci, venti
+metri, poi si appiatta dietro un masso, nell'acqua e fa fuoco.
+Stupidamente le mitragliatrici austriache non si curano di loro,
+accanendosi tutte contro di noi, con ruvidissimi sventagliamenti e
+feroci spazzolate di proiettili sulle nostre blindature che tintinnano.
+Miagolii delle giunture. Nitriti dei parafanghi colpiti.
+
+Infernale strimpellamento di note chiare, argentine. Questa, nota, però,
+sorda, si spacca. Ho la sensazione di essere in un enorme tamburo
+sudanese martellato da un magdi che chiami a raccolta cento tribù per
+una guerra sacra.
+
+Ghiandusso mi porge gli occhiali d'acciaio paraschegge. Ma io li do a
+Menghini. Preferisco comandare cogli occhi nudi fissi nel grande occhio
+orizzontale della blindata. Vedo e controllo tutto. La strada intorno
+schizza polvere sotto la grandinata di ferro che prende di mira la mia
+74.
+
+Mi sembra di essere l'impiantito di una platea durante un veglione. Ho
+come una pressione di acqua sul capo. Sono forse in fondo al mare,
+palombaro preso a codate da squali di bronzo? Però, dentro, tutto
+procede con ordine perfetto. La mia mitragliatrice di cupola spara
+rubinettando i suoi bossoli vuoti contro il mio gomito destro. I nastri
+si seguono filando nelle mani sollevate di Ghiandusso. Ad un tratto, una
+mitragliatrice s'inceppa. Ripiglia. Poi, secondo inceppamento. Le mie
+due mitragliatrici tacciono. Approfitto della sosta per salire in
+cupola. Caccio la testa nella botola-osservatorio.
+
+Dietro le case di Flagonia una folla di popolo segue coraggiosamente
+allo scoperto le sorti della lotta. Più lontano, sul bianco della
+strada, un galoppo di cavalli nel polverone dorato. E' la nostra
+batteria a cavallo che giunge.
+
+Danza di corpi grigio-verdi su groppe tumultuose, criniere al vento,
+scintillii e grondare di luce sulle ruote-raggiere. Con rapida manovra
+si ferma. Il primo cannone ha già puntato la sua volata lucente contro
+gli austriaci. Tutti gli uomini a terra dietro l'affusto.
+
+Sulle pariglie che ripartono il polverone s'innalza spiraleggiando, sino
+al sole che certamente comanda in persona la batteria. La sua tonda
+faccia di metallo in fusione tutta divorata dalla sua stessa bocca urla:
+
+--Fooc!
+
+Squarcia di vampa rossa-blu fra le case.
+
+Spraang spraaang di granate sulle creste verdi. Un secondo pezzo è
+puntato. Le mie due mitragliatrici riprendono il loro ritmo di
+laminatoio. Tatatatatatatatatata.
+
+--Fermate il fuoco!
+
+Mi volto e fermo i miei mitraglieri, mentre nell'occhio orizzontale
+della blindata vedo uno spettacolo inatteso: Bianche sbocciano 2, 3, 4,
+5, 6 bandiere nel verde dei boschi alti occupati dagli Austriaci. Il
+sole completa il tricolore. Mentre il nostro fuoco a malincuore rallenta
+e si spegne vedo fra i paracarri della strada sull'altra riva un tenente
+ungherese che s'avanza seguito da un trombettiere. Questo si ferma e
+voltato verso di noi, suona male tre lunghe note fesse. Dietro la tromba
+che scintilla un bandierone grottesco, lenzuolo bianco un po' sporco
+attaccato a un lungo ramo, è portato da un caporal maggiore mingherlino
+in uniforme verde, che regge male il peso.
+
+Noi ridiamo in blindata. Breve silenzio morbidamente spazzato dal
+fruscio delle acque. Ghiandusso grida:
+
+--Signor tenente, la Zazà partorisce!
+
+Emozione travolgente. Vocio e tumulto all'interno. Feritoie e sportello,
+tutto è aperto. Ed ecco fra le coperte, che Ghiandusso solleva
+maternamente, la mia piccola Zazà coricata sul dorso tutta tremante,
+cogli occhietti neri pieni di implorazioni, colla lingua fuori, palpita
+affannosamente. Tra le gambe aperte della povera bestia un grappoletto
+nero viscido si agita. Bosca che è entrato nella blindata vicino a me,
+dichiara con autorità:
+
+--Lasciami fare: io me ne intendo.
+
+Si rimbocca le maniche e lentamente, con maestria, afferra bene il
+grappolo vivo tirando fuori così a poco, a poco una piccola forma
+lurida, nera, molle, scivolosa di cagnolino che sembra fatto di
+liquerizia.
+
+--Già morto! dice Bosca.
+
+--E' naturale! sentenzia Ghiandusso. Un padre austriaco non può mettere
+al mondo che dei cadaveri!
+
+Poi accarezzando la testa dolorante della Zazà che trema a zampe aperte,
+come se volesse partorire ancora:
+
+--Imparerai, puttanella, a far l'amore col nemico!
+
+Fuori nella vampa del sole meridiano urla, schiamazza gesticola tutto il
+popolo di Flagonia. Tre donne mi si avventano contro:
+
+--Signor tenente, non creda a quelle canaglie!
+
+Intanto il tenente ungherese col trombettiere, il caporal maggiore e
+relativo bandierone di tela sporca, si sono arrampicati su per i rottami
+del ponte ed hanno raggiunto la nostra riva.
+
+Il colonnello De Ambrosis e il capitano Raby bendano il tenente
+parlamentare e lo fanno salire nella nostra vetturetta. Il capitano Raby
+che prende il volante mi dice:
+
+--E' un trucco! Pretendono che l'armistizio sia già firmato. Io non ci
+credo! Vogliono guadagnar tempo e sfuggirci dalle mani. D'altra parte,
+capirai, De Ambrosis vuole rispettare le norme internazionali. Vado col
+parlamentare al Comando.
+
+Mentre Raby fila in vetturetta, un borghese di Flagonia si precipita ai
+miei piedi:
+
+--Le do mille franchi, signor tenente, mille franchi, se mi lascia
+ammazzare quel porco!
+
+Io lo calmo con un gesto. Soldati, mitraglieri e bersaglieri si
+accalcano.
+
+Sull'altra riva s'avanza un corteo pomposo, formato da un maggiore dagli
+ussari ungheresi, tre trombettieri e tre ussari tutti a cavallo. Le tre
+trombe marzialmente alzate a bere il sole, stonano 6 note sbilenche
+derise dagli sghignazzamenti meridionali degli echi e dalle furbe
+risatine gazose dell'acqua dell'Arzino. Scoppia intorno a me una
+fucileria di pernacchi napoletani.
+
+Giunto in faccia a noi, sull'altra riva, il maggiore scende da cavallo,
+e inizia una serie di buffi equilibrismi giù per il segmento crollato
+del ponte, poi su, in bilico, lungo il parapetto dell'altro segmento.
+Appare sull'orlo della muratura. Si sforza di scavare col piede una base
+piana, poi rimane curvo protendendo la faccia magra, nervosa, verdastra,
+astuta, e appoggiandosi colle due mani sul bastone. Un vuoto di 20 metri
+lo separa da noi.
+
+Un bersagliere napoletano grida:
+
+--Bisogna buttarlo cape 'e sotto e piedi in cielo!
+
+Il maggiore con cattiva pronuncia francese dice:
+
+--Je suis herr major Paxis de Pakos... L'armistice a été déjà signé!
+J'ai reçu l'ordre par telephone.
+
+Menghini che ha un'irrefrenabile allegria infantile trasforma le parole
+_herr major_ in _armaiol_, e attacca il ritornello.
+
+--E' venuto l'armaiol, è venuto l'armaiol! Paxis de Pakos! Ah! Ah!
+Questo è infatti la pace delle pacche!
+
+Lo faccio tacere e rispondo all'ungherese:
+
+--Non crediamo ai vostri trucchi... Comprenez-vous l'Italien?
+L'armistice n'a pas encore été signé.
+
+--Je vous donne ma parole.
+
+--Vous n'avez jamais eu de parole! Ces drapeaux blancs sont un
+traquenard pour sauver le corps d'armée de Gemona. Mais nous vous
+prendrons tous comme dans une souricière.
+
+Sull'altra riva appare un automobile. Ne scende un ufficiale di stato
+maggiore austriaco con pentolino celeste, che si accinge alle ormai
+aspettatissime e divertenti discese e salite in equilibrio sui segmenti
+crollati del ponte. Questo secondo ufficiale è molto vecchio e un po'
+frollo. Incespica, ruzzola, si rialza, afferra le mosche per non cadere.
+Tutta la nostra riva crepita di risate e pernacchi.
+
+Il vecchio ufficiale ha il viso congestionato, ansa, s'aggrappa,
+bestemmia in tedesco, perde il pentolino che ruzzola celeste nell'acqua
+blu. L'ilarità raddoppia nelle gallerie e anche in piccionaia sui tetti
+delle case di Flagonia, dove donne e bambini applaudono e fischiano.
+Ogni atmosfera di guerra è scomparsa: siamo veramente in un circo
+equestre.
+
+Il maggiore Paxis de Pakos guarda anche lui i buffi esercizi del suo
+collega e quando questo si è rimesso sul capo il pentolino celeste
+grondante, frena a mala pena una risata.
+
+Tutti i soldati urlano: «Austria caput, Austria caput! Austria caput!»
+
+Il maggiore ungherese ne è convinto quanto noi, e il suo viso assume
+un'aria umile e melliflua nell'indicarmi con la mano una nostra
+motocicletta:
+
+--Zer gutt... Bonne, cette machine!
+
+--Tout ce que fait l'Italie, rispondo io con tutti i polmoni, est
+excellent! Nous autres Italiens nous faisons la guerre et les machines
+mieux que les autres! Aves-vous compris?
+
+La nostra irritazione sale, con la notte gelata, verso le prime stelle
+che ironiche deridono la leggendaria buona fede credenzona italiana.
+Bestemmiando, bersaglieri e mitraglieri accendono i fuochi sulle due
+rive, a destra e a sinistra degli ungheresi che accendono anch'essi dei
+fuocherelli timidi. Il freddo notturno aumenta. Un bersagliere, tendendo
+il pugno, grida:
+
+--Se, come è certo, si tratta di un semplice trucco, le sgozzo io quelle
+carogne!
+
+Ma il colonnello De Ambrosis ha dato ordini severissimi: Non saranno
+toccati ma fatti prigionieri, appena saremo convinti della loro
+malafede. Ormai la vittoria è certa, completa, assoluta. Concederemo
+loro al massimo un'abbondante dose di calci nel sedere.
+
+Nel cucinone di un casolare mi corico nel fieno fra Volpe e Lattes. Al
+centro un grande fuoco, con lingue smisurate e roteanti criniere di
+scintille. Lo circondano le corpulenze nere di bersaglieri e mitraglieri
+accoccolati, seduti o in piedi. Alcuni pietrificati dal sonno. Tortuosi
+sforzi di gambe gonfie di stanchezza che cercano di allungarsi.
+
+Un bersagliere dorme con la testa fra le braccia incrociate sulla
+spalliera della seggiola. Non si sveglia benchè il suo polpaccio-gambale
+fumi abbrustolito dalle fiamme e i suoi scarponi siano cotti.
+
+Facce di terracotta sull'ardore della vampa. Vetrificazione di occhi
+ebbri di fatica che si tuffano nell'al di là divino della pace prossima
+imminente. Facce rovesciate all'indietro come di nuotatori che facciano
+il morto nella corrente felice, sicura della vittoria.
+
+Bosca entra:
+
+--Bisogna assolutamente vegliare, Marinetti! Raccontaci una tua
+avventura originale, ma veramente originale!
+
+--Preferisco raccontarvi un'avventura del mio amico Fiordalisi. Un bel
+tipo, Fiordalisi! Sempre allegro. Sottotenente effettivo, venuto della
+bassa forza. Ha ricevuto al primo passaggio dell'Isonzo a Plava nel 1915
+una palla che gli ha attraversato il collo e spaccato la mascella. Ha
+sul labbro inferiore una grossa, tonda protuberanza che gli permette,
+dice lui, di baciar meglio le donne. In realtà le bacia con la sua
+ferita. Sensazione interessante per una donna patriota e sensuale.
+Quella bizzarra protuberanza gli serve a trasformare la sua bocca in
+una vera orchestra. Imita a meraviglia animali, insetti, fucileria,
+bombardamento. Un vero numero da caffè concerto e un ottimo declamatore
+di parole in libertà! Suo padre, colonnello dei carabinieri, si distinse
+nella lotta contro i briganti e specialmente contro Musolino. Forte
+razza avventurosa; ma il figlio supera il padre. Dai venti ai
+ventiquattro anni ha girato tutto il mondo con suo fratello, facendo
+mille mestieri; dal decoratore in cemento al dilettante questurino.
+Rimase mezzo morto per tre giorni a Odessa dopo una terribile
+bastonatura. E' un attaccabrighe simpaticissimo. Anche un magnifico
+narratore. Peccato che non sia qui: ve la racconterebbe stupendamente la
+sua buffa avventura in Russia! Dunque Fiordalisi era l'amante fortunato
+di una bella signora russa che lo riceveva ogni notte nella sua casa di
+campagna a parecchi chilometri dalla città. Una strana casa di campagna,
+enorme, con innumerevoli camere e corridoi pieni di mobili d'ogni specie
+e d'ogni stile senza ragione estetica, nè utilità apparente. Date le
+continue assenze del marito panciuto e ubriacone, Fiordalisi ci passava
+anche le giornate bighellonando e curiosando di camera in camera,
+perdendosi talvolta nel labirinto dei corridoi senza spiegarsi perchè i
+numerosi amici che venivano a trovare la signora si accalcassero sempre
+nella camera da letto, unica camera abitata e dotata di illuminazione.
+Una notte, poco prima dell'alba vocio e trambusto nel cortile:
+
+«--Mon mari!... Mon mari! grida la signora, cache-toi! vite!
+
+«Fiordalisi nudo non trova nella camera che una tenda troppo corta e si
+nasconde dietro di essa. Il marito entra sbuffando, spingendo avanti con
+passi rapidi il suo gran ventre, come una prua, apre un baule come per
+scegliere delle armi, discute violentemente colla moglie, la respinge
+con un pugno e si mette a frugare nella camera. Poi si ferma, sembra
+convinto, si sdraia in una poltrona e accende un sigaro. Fiordalisi
+sospeso sulla punta dei piedi per nascondersi meglio sotto la tenda
+troppo corta, era anche disposto a rimanere così tutta la notte.
+Disgraziatamente la donna sapendo l'amante in quella dura condizione e
+vedendo il marito sprofondato in poltrona, comincia a seccare
+quest'ultimo per indurlo a mettersi a letto. Il marito rifiuta, discute,
+poi d'un tratto insospettito ricomincia a frugare. Fiordalisi scoperto
+si slancia nel corridoio. Terribile inseguimento tragicomico e
+pericoloso per le stanze buie. Il marito era armato di una vecchia
+scimitarra che completava operettisticamente lo strano palamidone
+imbottito che gli serviva di giacca e cappotto. Ad ogni svolta
+Fiordalisi caccia contro la pancia dell'inseguitore un mobile preso a
+caso con relativi ninnoli, cristalli, vasi e vasetti crollanti. Corsa di
+ostacoli con frastuono infernale. Dietro al marito ansava la moglie
+scarmigliata, in camicia, con pianti, singhiozzi e braccia in
+convulsione. Fiordalisi, però, ricorda che quelle manifestazioni, pur
+nell'ansia della fuga gli apparivano strane, poco sincere, certo
+affettate. Ma la scimitarra minaccia ed egli fugge, fugge con salti
+acrobatici.
+
+«--Avevo, dice Fiordalisi, una stanza di vantaggio.
+
+«Stamattina, inseguendo gli austriaci, ho pensato che essi hanno una
+stanza di vantaggio e mi è venuta in mente l'avventura di Fiordalisi.
+Bisogna domani costringerli a saltare dalla finestra. Fece così
+Fiordalisi quando si vide perduto e cadde per fortuna su un pergolato.
+Era nudo, si scorticò tutto il corpo e rimase quasi infilzato. Ma dopo
+un attimo, alzò la testa e vide con sbalordimento alla finestra il
+marito, che guardandolo con faccia rasserenata e gioviale sentenziava:
+
+«--Ces amoureux sont de vrais sauvages! Pas civilisés du tout! De
+véritable cannibales. Si je continue a me souler chaque soir, ils
+finiront par me manger toute ma femme! Ah! ah!...
+
+«Fiordalisi si lasciò scivolar giù dal pergolato. Trovò in una stalla un
+palamidone del genere di quello del marito, imbottito e sudicio come
+quello, e se la svignò. Questa è una storia simbolica, amici. Accidenti
+ai ritardi! Appena il capitano tornerà, bisogna subito saltare addosso
+agli austriaci prima che se la svignino come Fiordalisi!»
+
+
+
+
+XXV.
+
+UN ESERCITO IN TRAPPOLA
+
+
+Il capitano Raby è tornato irritatissimo. Alla Divisione non si parla
+affatto di armistizio; ordine di continuare l'inseguimento senza tregua.
+Col tenente Bosca e il capitano, al lume delle torce nell'acqua
+gelatissima, cerchiamo un guado praticabile. Il letto dell'Arzino è
+pieno di bombe a mano, migliaia e migliaia buttate via dai reparti
+austriaci fuggenti. Prima di spingere le blindate nell'acqua bisogna
+fare una scarpata nella riva opposta che è scoscesa. Tutti all'opera con
+zappe e badili. Notte accanita, ma faticosissima al lume incerto delle
+torce, rallegrata soltanto da una gara esilarante di bestemmie
+formidabili contro la slealtà austriaca e la dabbenaggine italiana
+poichè di giorno si lavora meglio e si fa presto. Ai primissimi pallori
+del cielo siamo tutti tesi sulle corde. Sentiamo che laggiù un giorno
+eletto stira le lunghe braccia di luce, un giorno che incoronerà tutti
+gli eroismi. La corrente è forte, ma i motori moltiplicano i poderosi
+colpi di reni e le ruote non si incagliano. Tutto procede con precisione
+miracolosa. Nell'uscire dall'acqua sento piangere Zazà nella blindata,
+mi volto temendo che la povera bestiola si slanci fuori, inciampo e
+cado sul naso. La mia mano ha afferrato una strana forma morbida e
+villosa che stupisce il mio tatto. La stringo e rimettendomi in piedi la
+osservo.
+
+Il sole si spacca all'orizzonte come un uovo di prestigiatore giapponese
+e subito la brezza con dita agilissime ne fa scorrere fuori cento nastri
+di seta rosei - rossi - verdi - viola - argentei - bianchissimi che
+salgono verso lo zenit impadiglionando il paesaggio. La magia di
+quest'aurora mi preoccupa. Temo una allucinazione dei miei occhi che
+fissano attentamente la strana erba molliccia che ho fra le mani. Ha un
+colore quasi dorato. Non è un vegetale. E' una cosa umana, quasi viva.
+Orrore! Ho realmente dei capelli fra le mani. Una intera capigliatura di
+donna, strappata, certamente strappata! Questo è il cuoio capelluto, un
+po' di cuoio capelluto, insanguinato!
+
+--Amici! Amici! Guardate l'infamia commessa da quei bruti! Certo dei
+Croati! Nel fango della riva vi deve essere anche la testa della povera
+donna italiana che ha pagato così gli sputi e i morsi coi quali si sarà
+rifiutata alle voglie di uno di quei porci! Soldati! mitraglieri! e voi
+bersaglieri ciclisti! Sia bandita per oggi ancora ogni bontà umanitaria!
+Ogni capello strappato di questa donna italiana sia ferocemente pagato!
+pagato! Avanti! in macchina, contro le carogne!
+
+Cara! cara! cara! Questa dolce parola italiana mi sale naturalmente alle
+labbra nel bere il respiro amoroso della campagna riposseduta. Ebbrezza
+di godere sempre meglio il corpo dell'Italia, molleggiando sulle
+tarantelle gli strambotti i mottetti i crescendo e le cadenze ampie
+della mia blindata sempre più musicale. Godo la grande musica della
+velocità col suo intreccio armonioso di ritmi insolenti, dolci, caparbi
+cocciuti infantili casti e lussuriosi mentre assaporo con fame crescente
+la buona marmellata che estraggo dal barattolo colla punta del mio
+pugnale.
+
+Ad ogni svolto della strada ci assale un vocio di popolo festante.
+Questo però è più violento dei precedenti. Inneggia all'Italia
+strepitando, ma vi scorgo molte braccia tese col pugno chiuso verso
+quelle pattuglie austriache che laggiù sotto gli alberi bersagliano la
+mia blindatura d'una raffica tintinnante di pallottole. Entriamo nella
+vera rivolta della Carnia che già povera fu tutta derubata, spogliata,
+dissanguata dagli austriaci in ritirata. Mille sentimenti e sensazioni
+si incrociano contemporaneamente nella mia coscienza.
+
+Sono motivi spirituali e materiali che sorpassano nelle loro
+combinazioni ogni polifonia vagneriana, raggiungono un'eccezionale
+simultaneità futurista.
+
+Sento simultaneamente:
+
+1.--Gli arpeggi delle pallottole sulla blindatura sonante.
+
+2.--La gioia di assaporare una buona marmellata, pescandola col pugnale
+nel barattolo.
+
+3.--I singhiozzi repressi che mi strappa questa radiosa Italia
+calpestata.
+
+4.--La gioia della vittoria che dal mio cuore rimbalza negli occhi pieni
+di lagrime dei popolani che ci salutano al passaggio.
+
+5.--I tonfi d'amore fraterno che il loro vocio angosciato fa nel mio
+sangue.
+
+6.--L'odio-vendetta della mia mano sinistra che impugna il revolver.
+
+7.--La strada che i miei occhi d'automobilista studiano minutamente.
+
+8.--Tutti i rumori del motore che martella preciso, felice.
+
+9.--Il volante nelle mani di Menghini.
+
+10.--Il gelo delle mie gambe inzuppate dall'ultimo guado.
+
+11.--La febbre assolutamente sportiva di giungere prima degli altri
+italiani e prima che gli austriaci se la svignino. Record!
+
+A Trasadis riceviamo, Bosca ed io, l'ordine di lanciarci soli alla
+massima velocità verso Tolmezzo prima che il ponte sul Tagliamento sia
+fatto saltare. La piazza di Alesso è tutta ingombra di bersaglieri
+ciclisti. Sono uomini e biciclette tutti sdraiati a terra affranti,
+sfiniti dalla corsa sovramuscolare. Vorrei elogiare cantare i battiti
+burrascosi di quei cuori giovanili, l'ansare di quei polmoni, il respiro
+di quelle bocche bruciate e nutrite di polvere e il sudore grondante di
+quelle facce smaniose. Ci guardano con invidia, quasi con ira. Il
+colonnello De Ambrosis con lo sguardo malinconico, e la voce dura ci
+grida:
+
+--Una sezione di blindate, soltanto, a tutta velocità!
+
+Vedo molti bersaglieri ciclisti, mordersi a sangue le dita. Speravano di
+vincere la gara. Altri avranno la preda, magnifica. Alcuni si alzano. Un
+tenente bersagliere parla concitatamente a De Ambrosis. I suoi occhi
+implorano, e mentre con elastico colpo di reni la mia blindata riparte,
+vedo il tenente bersagliere slanciarsi fra le biciclette e urlare:
+
+--Primo plotone; con me, via!
+
+Tremenda festa di muscoli esasperati dalla gioia per l'ultimo sforzo
+degli sforzi al di là di ogni forza umana. Durante i primi minuti i
+bersaglieri ciclisti a destra e a sinistra tengono testa alla mia
+velocità. Ma la strada si precipita giù e la vediamo a 100 metri
+inerpicarsi polverosa nel sole. I ciclisti sono diventati proiettili.
+Debbono con lo slancio di una valanga acquistare nelle discese l'impeto
+per aggredire le salite. Piombano infatti giù quasi rischizzando poi
+scopati su da quella riserva di velocità. Tutti su... su... su... ci
+siamo! E le facce roventi dei bersaglieri si placano bevendo a larghi
+sorsi il vento inebriante della nuova discesa.
+
+Divina strada che scende con molle arabesco, si tuffa nel verde,
+inoculandosi!
+
+Siamo il sangue tonante rivoluzionario e sportivo d'Italia, che scorre
+scorre giù nelle intricatissime arterie della montagna Carnica!
+
+--Somplago! Somplago! grida Menghini. Conosco quel paese!
+
+Menghini è raggiante. Le sue mani al volante sono contratte
+dall'emozione.
+
+--Fa attenzione, Menghini! C'è benzina? Per carità, non possiamo più
+permetterci delle fermate. Via, via!
+
+Entriamo in Somplago come una pugnalata di velocità. Il paesello è come
+spento, chiuso inchiavardato dal terrore, e cacciato sotto delle coltri
+di pericolo e di morte. Presto, presto, correre, correre virare,
+scansare. Quel carretto abbandonato! Quel pietrone! Quel cumulo di
+ghiaia! Gli ostacoli sono innumerevoli. Agilità anguillesca della mia
+blindata 74 che sfiora tutto senza agganciare. Io prego, supplico,
+imploro il motore perchè collabori senza posa. Basterebbe un po' di
+grasso e un po' di polvere di più! Ma il motore è fedele, pronto,
+obbediente e la sua quarta velocità è veramente alata, aerea, come se il
+vento prestasse alle ruote infiniti trampolini imbottiti di nuvole. Le 4
+gomme sono sane, con gonfiezza utile, ma il loro ardore equatoriale s'è
+liberato qua e là della tela che a brandelli rumoreggia lugubremente
+contro i parafanghi. Rumore minaccioso poichè i brandelli delle gomme di
+dietro sbattono e sbandierano convulsivamente. La mia 74 sembra una
+donna che corra nella sua vestaglia svolazzante.
+
+Due uomini gesticolanti sulla strada a 100 metri, non si scansano.
+Rallentiamo.
+
+Sono due tenenti alpini, due di quei numerosi italiani sfuggiti alla
+cattura nella rotta di Caporetto e che vissero nelle caverne di queste
+montagne come belve e come briganti in guerriglia.
+
+--Presto! mi gridano. Il ponte è in piedi ma lo faranno saltare fra
+pochi minuti! E' già minato! A Tolmezzo ci sono due battaglioni
+austriaci che prendono il caffè.
+
+--Lo berremo noi! risponde Menghini. Qui sono in casa mia, conosco anche
+i ciottoli.
+
+Come un vincitore di circuiti, magistralmente Menghini prende le svolte
+pericolose senza rallentare. Le aggredisce con delle girate di volante
+audacissime, che si immensificano nel mio sogno come quelle dei
+volantisti celesti nel guidare i pianeti alle svolte immense e
+sfolgoranti della via Lattea. Non ha forse l'ampiezza maestosa della Via
+Lattea questo letto del Tagliamento che svolge davanti a noi i suoi
+meandri d'argento vivo, e le ramificazioni cerebrali dei suoi filoni
+azzurri-verdi? Correre, correre, correre! Gioia di correre come ragazzi
+su questo alto, spettacoloso balcone che la strada prolunga
+strapiombando a 50 m. d'altezza sul letto piatto immenso e le sue lunghe
+acque verdi coricate e i solchi caldi delle acque fuggite.
+
+Occhieggiano le acque sonnolente e camminano come in sogno placidamente,
+mentre l'ansia esaspera, accende morde le mie ruote assetate di
+polvere, morde morde di rabbia bruciante la gomma arroventata, stringe
+strozza la collera dei gas irti dal desiderio. La strada tortuosa
+dinoccolata, fa 2 o 3 moine coi suoi ventagli di polvere accecante e ci
+svela finalmente il ponte di Tolmezzo. Menghini urla, urla:
+
+--Il ponte è in piedi! Il ponte è in piedi! Il ponte è in piedi!
+
+Sembra quasi impazzito. Le sue mani scuotono rabbiosamente il volante
+come per sradicarlo. L'afferro per il braccio, rudemente:
+
+--Menghini! Menghini! Calmati! Non perdere la testa. Il momento è grave.
+Il ponte è minato. Bisogna traversarlo nel minor tempo possibile. Ti
+senti sicuro del motore?
+
+--Sì, signor tenente.
+
+Siamo a 100 metri dal ponte che slancia elegantemente le sue arcate
+attraverso il fiume. I miei occhi distinguono perfettamente dei grovigli
+di fili lungo il parapetto e delle botti legate sui capitelli dei
+piloni. Ma la grazia italiana di quegli archi, che non possono tradire
+noi italiani, mi riempie di ottimismo. Con un atto di fede potente
+entriamo sul ponte. Menghini dà tutta la benzina. Apro completamente
+l'occhio orizzontale di prua alzando la palpebra metallica. A destra,
+giù, nel letto del fiume, fra le erbacce, dei cappottoni grigi che
+fuggono.
+
+Il meriggio ci soffia in faccia un vento infuocato e insieme un urlio
+delirante. Sono i nostri soldati di Carnia scesi giù dal loro
+nascondiglio montano. Lunghe barbacce, vestiti a brandelli, ceffi di
+briganti. Quasi tutti armati. Mi fermo in mezzo a loro, a 50 metri al di
+là del ponte.
+
+--Viva l'Italia! Signor tenente, ci sono molti austriaci sotto quelle
+tettoie! Ma i due reggimenti e il comando debbono essere in Amaro a
+quest'ora. Se fa presto li raggiungerà sulla strada.
+
+Intanto il mio sergente fa funzionare una mitragliatrice di cupola
+contro le tettoie in fondo al prato a destra della strada. Gli austriaci
+rispondono con qualche fucilata poi si vedono fuggire verso il greto del
+fiume.
+
+--Signor tenente, veniamo con lei ad Amaro!
+
+--No, amici! Alcuni vadano alla caccia di quelle canaglie. Se si
+rivoltano io li mitraglio da qui. Voialtri, una ventina bastano, restate
+alla guardia del ponte.
+
+Tutta Tolmezzo si svegliava. Gridio confuso, infiniti richiami, porte
+sbattute. I balconi traboccano di donne e bambini. Sembra un popolo che
+si dissotterra. Prati e praterie trasudano popolo.
+
+Gli spavaldi e briganteschi soldati di Carnia improvvisano una violenta
+fucileria al cielo per festeggiarmi. Le donne accarezzano, abbracciano
+la mia 74. Sono accecate dalla gioia.
+
+--Viva il nostro liberatore! Viva il liberatore di Tolmezzo! Viva
+l'Italia! Veniamo con lei ad Amaro! Gli Austriaci sono partiti 2 ore fa!
+Hanno detto che si sarebbero trincerati ad Amaro!...
+
+A pochi metri scoppia un tumulto inesplicabile intorno a tre donne
+vestite di bianco.
+
+Crollano ai miei piedi abbracciandomi le ginocchia.
+
+--Signor tenente, ci salvi, ci salvi! Lei lo può dire, non siamo slave,
+non siamo austriache, siamo triestine! Quante sofferenze! Tutto un anno
+di torture!
+
+Non ho tempo da perdere. Salto in macchina e mi apro la strada con la
+mia blindata nella folla vorticosa.
+
+--Largo, largo, ci lascino passare!
+
+Una vecchia è caduta davanti a noi e Menghini deve con scatto pronto
+virare per non arrotarla. Poi via per la strada d'Amaro sotto le alte,
+voluminose forze concentrate del Monte Festa. A un chilometro piombiamo
+su una colonna di carreggio.
+
+--Giù Ghiandusso con me! Prendi due bombe e revolver. Tu, Locatelli,
+pronto alla mitragliatrice!
+
+Poi di corsa con Ghiandusso verso il sergente ungherese che segue
+l'ultimo carro.
+
+--Tutti giù! Arrendetevi! Volta i cavalli e indietro!
+
+Il sergente, esita un attimo poi cede. Tutti gli uomini del carreggio
+sono disarmati.
+
+--Indietro! grido. Via! Troverete a Tolmezzo la colonna di prigionieri.
+
+Faccio fiutare al sergente il mio revolver e la mia bomba a mano, poi
+salto in blindata. Ho il corpo quasi tutto fuori dallo sportello
+aperto, il revolver in pugno. La strada sale e scende. Le prime case di
+Amaro. Sorpresa: una mitragliatrice spara da un bosco alto sulla destra!
+Contro chi spara, quella mitragliatrice austriaca? Non è austriaca. Vedo
+correr giù gli ormai famigliari nostri nomadi di Carnia. Urlano:
+
+--Amaro è piena di austriaci, sono più di quattromila! Veniamo con voi!
+Abbiamo una mitragliatrice sulla montagna. Ora la portano giù!
+
+Sulla prima piazzetta la mia blindata si ferma presa da una folla
+irruente. Non si muove più, come una nave stretta dai ghiacci.
+L'immagine mi è suggerita dalle enormi masse di crisantemi che le donne
+portano fra le braccia. Bocche squarciate dalla ressa delle parole.
+Bocche che balbettano incretinite. Mani che graffiano macchinalmente le
+vesti, mani alzate di vecchi che mi benedicono. Torrente di folla
+gioiosa che si gonfia fra le casette fragili. Sembrano beccheggiare le
+casette tanto pesano a prua e a poppa i balconi sovraccarichi di edera
+umana.
+
+Verso il Sole, punto matematico del problema di guerra risolto, salgono
+le spirali delle respirazioni sibilanti e della polvere dorata. Salgono
+i coni dell'entusiasmo lanciati su steli invisibili dai nostri cuori
+fontanieri. Cozzano insieme le sfere volanti delle voci e i triangoli
+dei gridi fra le geometrie ubriache dei tetti che si sfasciano dalla
+gioia.
+
+Un uomo cinquantenne dal viso rossastro, baffuto mi abbraccia per forza
+spiaccicandomi sulla bocca un bacio che non riesco a scansare. Dice con
+voce rotta:
+
+--Ero alla finestra... quando ad un tratto ho visto arrivare la sua
+macchina sulla strada. Sono caduto in ginocchio, ho alzato le mani al
+cielo e ho gridato: L'Italia è qui! L'Italia è qui, Dio cane!
+
+Cammino a fianco della blindata che avanza lentamente verso la piazza
+principale. Ho il revolver nella mano sinistra; e la mano destra nel
+tascapane pieno di bombe.
+
+--Grazie, grazie, ma fate largo, largo!
+
+Le donne non ascoltano e rovesciano fasci e fasci di crisantemi sulle
+ruote, sul motore.
+
+--Basta! basta! Questi sono fiori di morte. Oggi è giorno di vita.
+Scansatevi, allontanatevi!
+
+Confusione indescrivibile, rimescolio di pentola bollente. A pugni apro
+un varco alla mia blindata che si ferma nella piazza centrale.
+
+--Là, a quel primo piano hanno preparato la mensa degli ufficiali, mi
+dice un borghese. Vi si affaccia un maggiore ungherese, strepitando giù
+ordini incomprensibili.
+
+--Locatelli, punta quella finestra, fuoco!
+
+Ta ta ta ta ta gring grang di vetri rotti crollanti.
+
+--Vieni con me, Ghiandusso! Guardami le spalle! E tu, Locatelli, fa
+fuoco contro quelle finestre.
+
+Mi slancio verso la porta dalla quale escono in tumulto molti ufficiali.
+
+--Giù le armi, arrendetevi!
+
+Il primo, un tenente, è agile, muscoloso, ma pallidissimo. Gli strappo
+la baionetta-pugnale dalla guaina che porta al fianco. Al secondo che si
+avanza minaccioso scarico un tremendo pugno nello stomaco. Lo prendo per
+il colletto colla mano sinistra, mentre la mia destra strappa la
+baionetta-pugnale che nel gesto dal basso in alto sfiora la sua bocca
+che trema. Potrebbero sgozzarci. Siamo 14 uomini con 6 mitragliatrici in
+mezzo a 4 mila nemici con circa 50 mitragliatrici. Ma le nostre
+Autoblindate terrorizzano. Portiamo sul viso la schiacciante spavalderia
+della vittoria e i nostri occhi sono degli invincibili proiettori di
+forze.
+
+Il mio compagno tenente Bosca con la sua blindata va in fondo al paese.
+Rimango solo fra il tumulto degli ufficiali che non vogliono lasciarsi
+disarmare. Il colonnello ungherese discute con un maggiore austriaco.
+Balzo fra di loro. Tolgo la baionetta-pugnale al maggiore e il revolver
+al colonnello. Rimangono impietriti.
+
+--Via le donne, per Dio!... Menghini, Locatelli, Ghiandusso, cosa fate?
+Basta coi fiori e con le donne!... Salis, gira intorno alla blindata,
+sorveglia le gomme, e scarta le donne!... Locatelli! Gira la torretta,
+punta le due mitragliatrici di cupola verso l'ingresso del paese!
+Ghiandusso, va su a quel primo piano, apri tutte le porte, fruga bene e
+caccia giù tutti gli ufficiali che troverai!
+
+Poi mi rivolgo ai soldati carnici.
+
+--Su, disarmate quegli uomini!... Le armi a destra! Gli uomini a
+sinistra!... Se quelle carogne si muovono, sparate!
+
+Il colonnello ungherese disarmato, si presenta a me, con solennità.
+Atletico, sessantenne, enormi baffi uncinanti.
+
+--Prego, signor tenente... dove è il vostro colonnello?
+
+--Qui sono io l'unico comandante italiano. Non fatemi perdere del tempo.
+Siete sconfitti. Arrendetevi senza tante chiacchere. Siamo seguiti da
+grandi forze che saranno qui fra pochi minuti. Altre blindate,
+cavalleria e bersaglieri ciclisti.
+
+--Prego, prego. Io credo che ora è firmato armistizio.
+
+--Non credo alle vostre parole. L'armistizio non è firmato. Ho l'ordine
+di farvi tutti prigionieri.
+
+Interviene il maggiore, grassoccio, gesti melliflui, fronte bassa, viso
+porcino.
+
+--Je vous prie, monsieur le lieutenent.
+
+--Ne m'embetez pas! Vous êtes des voleurs, des canailles, des cochons!
+Si je vous abandonnais à la population de Amaro, vous seriez tous
+égorgés! Vous leurs avez tout volé! Quand on n'a pas d'argent, on ne
+fait pas la guerre! Vous avez compris? Quand on n'a pas d'argent, on ne
+fait pas la guerre!
+
+Una donna mi tira per la giubba urlandomi freneticamente sulla mano che
+bacia:
+
+--Coppèli, Coppèli! Signor Tenente, mi lasci uccidere quella canaglia
+del colonnello! stupratore! Mia figlia, mia figlia!
+
+Io scarto la donna e col dito nel naso al colonnello:
+
+--Vous êtes un lâche, un bandit, vous aussi, monsieur le major! Vous ne
+savez que mentir et voler! Vos faux parlementaires nous ont couté 30
+bersaglieri! Vite, finissez! Tout le monde doit être désarmé, dans une
+demi-heure.
+
+Ma sento che nell'allontanarsi col maggiore il colonnello pronuncia la
+parola «téléphone».
+
+--Signor tenente, mi dice un borghese, ora il colonnello va su nella
+camera della gendarmeria a telefonare a Stazione per la Carnia. Là a
+quel primo piano.
+
+--Fatutto, prendi il moschetto, baionetta innestata. Sali e taglia il
+telefono!
+
+Fatutto sale per la scala di legno. Ma in alto vi sono degli ufficiali
+che discutono impedendogli di passare. In quattro balzi raggiungo
+Fatutto spingendo tutti dentro a pugni.
+
+Il colonnello col microfono all'orecchio mi volta la schiena seduto. Lo
+strappo indietro prendendolo alle spalle. Rompo il filo e consegno
+l'apparecchio al borghese che mi aveva seguito.
+
+--Te lo regalo, via! E voialtri, tutti, giù, fuori!
+
+In fondo alla camera vi sono due ungheresi sdraiati su due brande.
+
+--Anche voi, veri o finti malati, vi farete curare all'Ospedale di
+Tolmezzo!
+
+Quando ridiscendo giù, spingendo davanti a me gli ufficiali austriaci,
+la situazione in piazza è peggiorata. Arruffio di gesti e troppe voci
+tedesche altisonanti. Ghiandusso che avevo sguinzagliato nei vicoli mi
+dice:
+
+--Signor tenente, in fondo al vicolo, in un gran cortile, più di mille
+uomini prendono il rancio. Non vogliono lasciarsi disarmare.
+
+--Vedremo. Menghini, vieni avanti colla macchina. Locatelli, punta in
+fondo a quella via. Supplemento di fuoco. Tira in alto.
+
+Ta ta ta ta ta ta ta.
+
+--Basta! Basta! Voialtri continuate a disarmare, presto! Armi a destra,
+uomini a sinistra! Dell'ordine, per Dio, dell'orrrdine! Ghiandusso,
+prendi il tascapane coi petardi, e vieni.
+
+In fondo alla viuzza sporgendoci su un muricciolo basso, vedo a venti
+metri sotto, in un immenso cortile un migliaio di bosniaci. Confusione
+intorno alle marmitte. Grida di ufficiali, ordini incomprensibili.
+Alcuni caricano i fucili. Io grido con voce tonante:
+
+--Arrendetevi!
+
+Silenzio. Centinaia di facce attonite che mi guardano. Pochi alzano le
+braccia. Ghiandusso dietro di me scaraventa una bomba nel mezzo del
+cortile.
+
+Sgraa--graaang.
+
+Una ventina di feriti, nessun morto, tutte le braccia si sono alzate con
+un lungo ruggito di belva.
+
+--Aprite la porta, e fuori tutti!
+
+I soldati carnici accorrono per questo nuovo disarmo. Ma un colpo di
+revolver vicinissimo mi fa voltare.
+
+Ghiandusso ha sparato nella spalla del colonnello che non voleva mollare
+le briglie dei suoi due magnifici cavalli. Meravigliosa razza di quei
+due animali da guerra che scalpitano orgogliosamente cercando di
+strappare le briglie dalle mani di Ghiandusso.
+
+Davanti alle scuole, Bosca mi dice:
+
+--Non possiamo fermarci. Bisogna giungere al più presto a Stazione per
+la Carnia.
+
+Giungono a tutta velocità le due blindate di Volpe e Sacco. Da un prato
+basso salgono vociando uomini disarmati.
+
+--Praga! Praga! Boemia libera! Austria caput! Viva l'Italia!
+
+In segno di devozione si strappano dal berretto i due bottoni di metallo
+e lo stemma imperiale.
+
+Fuori di Amaro la strada corre dominando i prati e le boscaglie che
+costeggiano il torrente Fella. Siamo 4 blindate lanciate a tutta
+velocità. Ci raggiunge il capitano Raby che nella sua vetturetta
+scoperta e senza blindatura si mette alla testa della squadriglia.
+Appare spavaldamente intrepido e strafottente accanto al suo volantista.
+Tiene fra le mani, sulle ginocchia una gabbia di colombi viaggiatori.
+
+Davanti a noi, a un chilometro, il ponte di Stazione per la Carnia. E'
+certamente minato ma ce ne infischiamo. Dalle boscaglie dell'altra riva
+partono dei colpi di fucileria, sparsi, poi più fitti. Una, due
+mitragliatrici ci bersagliano. Entriamo sul ponte distanziandoci.
+Davanti alle case di Stazione per la Carnia sbuffano due locomotive. Si
+scorgono due treni interminabili, sovraccarichi. Tutto il bottino
+carnico di una armata di ladri. Una gioia acuta ci trafigge le carni, le
+lacera, quasi vorrebbe sventolare i brandelli della nostra carne
+patetica. Alt sul ponte. Puntiamo le nostre mitragliatrici giù contro le
+boscaglie che nascondono le mitragliatrici austriache.
+
+Ta ta ta ta ta   giaaaa  ta ta ta ta ta  giaaaa.
+
+Sono bosniaci cocciuti non ancora convinti dell'irrimediabile sconfitta.
+Spariamo avanzando lentamente. Ad un tratto le due locomotive si mettono
+in moto.
+
+Ta ta ta ta ta    giaaaaa
+
+giaaa giaaaa giaaaaa giaaaaaa
+
+Ridono gli echi della valle. Ridono, ridono al vedere i piccoli
+macchinisti neri precipitarsi giù dalle due locomotive e nascondersi
+sotto le ruote.
+
+Quando sbocchiamo fuori dal ponte fra le case di Stazione per la Carnia,
+il lato destro delle nostre blindate suona sotto una rude raffica di
+pallottole strimpellanti. E' una mitragliatrice austriaca vicinissima,
+nascosta fra le erbacce. Le nostre rispondono ferocemente tempestando il
+greto.
+
+ Ta ta ta ta ta    ta ta ta ta ta    ta ta ta ta ta
+ Giaaaa    giaaaaa    giaaaaaa
+
+Ridono, ridono, giocano, strillano e beffeggiano gli echi della valle in
+coro. Ridono di gioia sotto il sole, cerchio radioso che le nuvole
+bambine fanno correre a colpi di raggi nelle liete praterie azzurre del
+cielo.
+
+ Ta ta ta ta ta    ta ta ta ta ta    ta ta ta ta ta ta
+ Giaaa    giaaaaa    giaaaaaaaa
+
+Ridono gli echi della valle nel vederci tutti scendere dalla blindata e
+correre come ragazzi prendendo a calci, a pugni, a schiaffi i bosniaci,
+bestioni che non vogliono mollare le loro mitragliatrici. Si arrendono
+come cani ringhiosi o meglio come professori passatisti idioti che
+cedono a malincuore i vecchi dizionari della gloria austriaca tramontata
+sotto i nostri calci futuristi.
+
+Davanti a me sulla strada la vetturetta di Raby si ferma. Il capitano,
+dritto in piedi:
+
+--Arrendetevi!
+
+Si sente un vasto e profondo scalpiccio. La mia blindata corre per venti
+metri e posso contemplare la testa del grande Corpo d'Armata che
+s'avanza lentamente verso di noi.
+
+Precedono a piedi, funerei, i generali di brigata, i colonnelli e i
+maggiori. Unico spavaldo un colonnello grassoccio, mani sui fianchi,
+gomiti in fuori, testa alta. Ondeggia sopra, avviluppante, l'immenso
+puzzo nauseoso acido e dolciastro degli eserciti austriaci. Puzzo di
+fogna, stiva, iodio, sudiciume, orina fermentata, latrine, becchi, e
+serraglio. Raby in piedi grida:
+
+--Siete tutti prigionieri!
+
+Ma gli ufficiali austriaci e ungheresi discutono fra di loro
+animatamente. Corriamo col revolver in pugno.
+
+--Monsieur le capitaine, dice un generale alto, secco, magro, dal viso
+pallidissimo solcato da due lente lagrime. Nous avons le droit de passer
+et de continuer la route vers Chiusaforte. L'Armistice est signé.
+
+--L'armistice n'est pas signé! risponde Raby con voce dura. Rendez-vous
+avec toutes vos troupes! Vos deux trains ne partiront pas!
+
+--Pardon, monsieur le capitaine, il faut que je demande des ordres au
+commandant de notre corps d'armée.
+
+--Quelle chance! grida Raby. Nous ferons prisonnier aussi le Commandant
+de Corps d'Armée!
+
+Intanto la colonna giallo-verdastra puzzolente delle truppe austriache
+appoggiava sulla sinistra della strada per lasciar passare una
+automobile piena di ufficiali. Fra questi, il generale comandante del
+Corpo d'Armata, muscoloso e panciuto. La faccia tonda naturalmente
+olivastra era terrea, con una febbrilità di palpebre e d'occhi un po'
+smarriti che rivelavano il crollo di un'anima militare.
+
+--Ho l'ordine, signor generale, dice il capitano Raby, di fermare qui il
+vostro corpo d'armata. Siete tutti prigionieri. Quando avrò dato i miei
+ordini voi verrete con me in questa automobile al comando della prima
+Divisione di Cavalleria.
+
+Venivano intanto dalla strada di Chiusaforte, in bande fitte, i
+prigionieri italiani che si erano liberati quando l'annunzio del crollo
+del Grappa aveva segnato il primo sgretolarsi dell'impero. Uno di questi
+prigionieri più affranto degli altri oscilla tragicamente a tre passi da
+me poi si abbatte sul naso, svenuto dalla stanchezza e dalla fame.
+Menghini si slancia e inginocchiato scuote quel povero corpo svenuto
+urlando:
+
+--Guardate! Guardate come hanno conciato i nostri fratelli! Ecco! Ecco
+cosa hanno fatto della carne nostra!
+
+Si alza furente; poi come preso dal delirio, tendendo i pugni ai
+prigionieri austriaci si scaglia e percuote nella faccia un maggiore
+austriaco. Questo non comprende, bestemmia, vuole difendersi, ma
+Menghini lo atterra mordendogli le braccia. Il groviglio rotea, strilla,
+contro la blindata dove la mia Zazà abbaia impaurita. Sopraggiungono i
+primi bersaglieri ciclisti a tutta velocità agitando gli elmetti
+piumati.
+
+Scompiglio e marea fragorosa. Gli austriaci si sparpagliano. Zuffe,
+corpi che rotolano. Cacofonia di cento lingue diverse: italiana,
+tedesca, slovena, boema, russa, ungherese, ecc. Mi slancio col revolver
+in pugno fra quell'abbaiare di cani e riesco a fermare i nostri
+mitraglieri e bersaglieri inferociti.
+
+Un motociclista infila come un proiettile il ponte e si ferma in mezzo a
+noi gridando:
+
+--La _Viribus Unitis_ è saltata!
+
+Scoppio di urrà frenetici. Il mio cuore si rifiuta di accogliere questa
+gioia massacrante. Non è preparato a questo galoppo furente di notizie
+giganti. Faticosamente, dolorosamente, il mio cuore ingoia godendo ma
+sofffrendo come una gola lacerata. Sento gonfiarsi nel cielo un altro
+blocco di Felicità sovrumana. Blocco rotolante che precipita giù sui
+declivi delle nuvole per colpirmi in pieno petto. Ha un rumore battente
+come di mitragliatrice, ma allegro, allegro. Non è il ta ta ta ta
+micidiale, ma il top top top top delle grandi ispirate velocità. E' una
+seconda motocicletta. La guida un sergente bersagliere, che rallenta,
+agitando col braccio sinistro il suo fez rosso, gli occhi schizzati
+fuori dall'entusiasmo:
+
+--I nostri sono entrati a Trieste e a Trento!
+
+Un impeto selvaggio mi scuote. Mi slancio, lo afferro pel braccio, e lo
+tengo fermo. Si ribella, quasi cade. Cado quasi con lui e la sua
+motocicletta.
+
+--Se menti, ti brucio le cervella! gli urlo. Dimmi! Spiegami! Giurami!
+Che è vera, sicura, la notizia!
+
+--Lo giuro, me lo ha ripetuto tre volte il generale in persona!
+
+--Giura!
+
+--Giuro.
+
+--Su tua madre!
+
+--Su mia madre.
+
+--Aaaah! aaaaah!
+
+Mi comprimo colle due mani il cuore che si gonfia, si gonfia dilatando,
+spaccando, le sue pareti che sono ora quelle enormi montagne, mentre la
+mia bocca spalancata beve, con trionfale voluttà lo smisurato fetore dei
+prigionieri austriaci, tutta l'infinita anima fetente dell'impero nemico
+sconfitto.
+
+Ho uno strano viso feroce, violento, aggressivo ma i miei occhi sono
+pieni di lagrime di gioia. Le povere contadine sfinite di fame
+stanchezza che s'avanzano piegate sotto la gerla lungo il treno pieno
+del loro bestiame rubato, mi commuovono fino al singhiozzo e insieme
+arricchiscono le mie mani di artigli vendicativi. Vorrei baciare sul
+viso quelle povere vecchie italiane e poi stemperarmi sul pane le
+lagrime del generale austriaco vinto. Primitività stramba del mio
+temperamento vergine, selvaggio, schietto, elastico, pieno di barbarie
+crudele e di profonda umanità civilizzata. Temperamento che s'avventa,
+colpisce ma subito comprende perdona tutto, con alta bontà indulgente e
+serena.
+
+
+
+
+XXVI.
+
+PAGIOLIN, COLOMBO VIAGGIATORE
+
+
+Il disarmo incominciò. A sinistra si accatastavano i fucili, a destra le
+mitragliatrici. Nel centro i prigionieri austriaci abbrutiti, dondolanti
+nei loro cappottoni giallo-sporchi procedevano ordinandosi fra la
+spavalda e muscolosa giocondità dei bersaglieri ciclisti.
+
+I prigionieri istintivamente ricercavano la loro antica disciplina,
+aspettando i comandi dei loro ufficiali che vinti conservavano ancora
+tutta la loro autorità tanto era ferrea la compagine del potente
+esercito che avevamo sfasciato.
+
+Subito gli ufficiali austriaci trasmisero coi loro urli aspri di
+sciacalli l'ordine d'incanalarsi lungo le nostre automitragliatrici
+blindate e di infilare il ponte sul Fella per Amaro-Tolmezzo. Ma
+sopraggiungevano continuamente incontro a loro bersaglieri ciclisti a
+tutta velocità. Si vedevano girare laggiù sulla strada curva correndo
+verso di noi, e altri, altri ancora, lanciati come frecce alate di penne
+di gallo. La colonna dovette fermarsi. Un minuto di confusione: poi tre
+bersaglieri, abbandonando le biciclette, saltarono in sella su dei
+cavalli catturati, potenti bestie tutte ad archi di muscoli scattanti, e
+domandoli fra le forti ginocchia presero la testa e il comando della
+prima colonna marciante. Il primo, un siciliano dal viso rossastro
+polveroso di scugnizzo con occhiacci neri sotto il fez rosso moschetto
+ad armacollo. Sul suo grande cavallo bestemmiava: Accidenti! Cavallo
+irlandese e ungherese io non so! Ma i miei muscoli sono siciliani!
+
+Anche i nostri soldati nomadi di Carnia comandavano colonne di
+prigionieri. Erano laceri e sporchi, ma tutti montavano senza sella
+cavalli stupendi.
+
+Uno aveva una specie di turbante azzurro in testa e un grosso zaino da
+turista sulla schiena. Sembrava un generale turco. Sul fianco della
+strada le nostre blindate dominavano con le loro 18 mitragliatrici
+puntate tutta la divisione austriaca che si avanzava. Sss sss lento
+monotono stropiccìo di piedi stanchi. Zin zin tric gring zin di fucili
+che cadevano sulla catasta. «Fetente, vattenne, cammina! A cauci te
+faccio camminà, porcaccione!»
+
+Cinquanta metri più giù davanti al Municipio nelle due automobili del
+comandante del Corpo d'Armata austriaco e del suo Stato Maggiore, gli
+ufficiali prigionieri seduti immobili guardavano con occhi che certo non
+vedevano. Intorno, i miei mitraglieri con moschetto e baionetta
+innestata montavano la guardia con facce ingenue di bambini intorno ad
+una enorme torta natalizia.
+
+--Vuole che le faccia la barba? mi domanda un prigioniero in italiano,
+bruno, magrissimo e baffuto.
+
+--Sì, ma a tutta velocità!
+
+--Sarà servito. Sono napoletano, e primo parrucchiere. Sono anarchico,
+ma amo l'Italia.
+
+--Non tagliarmi la faccia, perchè sono più rivoluzionario di te!
+
+In un attimo, miracolosamente, la cassetta che egli portava sulle spalle
+partorì sapone, pennello, salviette e boccetta da profumo. Seduto su una
+mitragliatrice austriaca, constatai l'arte delicatissima di quella mano
+italiana.
+
+--Che «salone» originale! disse il barbiere; è decorato a destra e a
+sinistra con montagne azzurre e ha un _plafone_ che sembra il cielo di
+Napoli!
+
+Quando ebbe finito, lo salutai con queste parole:
+
+--Ora che da barbieri futuristi abbiamo rasoiate via la testa all'impero
+austro-ungarico, ti potrai permettere il lusso di fare la barba
+anarchicamente agli italiani.
+
+--Contropelo?
+
+--Sì, contropelo. Non dimenticare però di sciacquar loro il viso con
+l'acqua melodiosa del golfo di Napoli!
+
+Il capitano Raby, che distribuisce ordini a destra e a sinistra, mi
+chiama.
+
+--Marinetti! Marinetti! Siamo noi! Siamo noi che abbiamo catturato
+l'intero Corpo d'Armata! E' una gloria nostra! E' la gloria dell'ottava
+squadriglia! Vieni, vieni, ora mando il colombigramma al Comando
+Supremo!».
+
+Seguiamo per alcuni metri il binario lungo il treno. Cataste di cucine
+da campo, mitragliatrici, fucili, stracci, paglia, sterco, carogne di
+cavalli. Nel fetore qua e là come cani randagi, delle montanare con
+gerla, sacchi e lanterne. Sono venute qui a frotte per riprendere la
+loro roba. Sono paurose. Ma si fanno audaci. Il loro numero aumenta. I
+vagoni saccheggiati, sventrati, bollono confusamente perdendo le
+budella.
+
+Entro con Raby in un vicoletto. Fra due casupole troviamo la vetturetta.
+Sul sedile, una gabbia di legno bianco contiene i quattro colombi
+viaggiatori, che tubano.
+
+Il sole tiepido di questo pomeriggio alleggerito da una brezza indolente
+e soddisfatta inebria i quattro colombi. Due, candidi. Uno col collo
+sfumato azzurro-viola. Il quarto brizzolato. Ma tutti avevano il
+caratteristico soprabecco bianco imbottito dei colombi viaggiatori.
+
+_Vuruvuru curru guruu guruu guruu._
+
+Certo godevano i sottilissimi profumi muschiati e il gorgoglio di quel
+ruscello, ma non si illudevano. Sapevano certo di essere lontani dalla
+bella colombaia di Abano con le sue ampie scodelle piene di miglio e
+granoturco e i cestini per le covate, elegantemente sospesi e bene
+spaziati.
+
+Questa è una terra diversa, rude e selvaggia e rimbombante di fragori
+più forti che le tempeste del cielo. Alzarono tutti e quattro il becco
+guardandoci con gli occhietti umani cerchiati di rosa.
+
+--Raby, sono pronti! Guarda, hanno tutti capito! Vogliono tutti essere
+scelti. Quello lì si chiama Bianchetto. Quello Lulù. Ecco Pagiolin!
+Scegli Pagiolin! E' il più forte, il più intelligente.
+
+Pagiolin si lasciò prendere, felice, con un _vuruuuuu vuruuuuu vuruuuuu_
+melodiosissimo, di mano bagnata che freghi un giunco. Tre battevano la
+testa contro il legno della gabbia con furia invidiosa. Ma Pagiolin era
+veramente degno della nostra scelta.
+
+Coricato nella mano aperta di Raby, bianco, snello, vivacissimo,
+ringraziava coi dolci occhietti umani cerchiati di rosa e offriva con
+languore femminile quasi impudico le zampette rossicce semivestite di
+soffici calzoncini di piume.
+
+Un dischetto d'alluminio col numero 11 matricola e il numero 22
+colombaia brillava sulla zampetta sinistra. Lo presi nelle due mani
+anch'io, e una tenerezza acuta, dolce, amara, mi portava quasi le
+lacrime agli occhi nel sentire battere con ritmo rapido quel
+piccolissimo cuore di bell'uccello veneto già ebbro di portare per le
+vie del cielo la grande parola Vittoria.
+
+Raby scrisse su un foglietto:
+
+ «_Truppe celeri, Stazione per la Carnia, 8ª squadriglia
+ autoblindate hanno occupato stazione. Fermato e catturato due
+ treni, truppe e comando 34ª divisione austriaca.--Immenso
+ bottino e comandante Corpo d'Armata austriaco prigioniero._
+
+ Capitano Raby».
+
+Il capitano introdusse il piccolo foglio in un tubetto di mezzo
+centimetro di diametro, lo chiuse introdusse il tubetto in un altro
+munito di due branchette di alluminio. Pagiolin si lascia torcere le due
+branchette che ecco stringono la sua zampetta destra.
+
+--Guarda... mi dice Raby, i muscoli forti delle ali. Con qualsiasi
+vento, 60 chilometri all'ora! Il dischetto bilancia bene il peso del
+tubetto!
+
+Facciamo largo intorno a Raby che con forza slancia in alto il colombo.
+
+--Viva Pagioliiiin! Addio Pagioliiiin!
+
+Ma Pagiolin non s'innalza molto. Dà qualche colpo d'ala e si posa sopra
+un tetto. Bianco, saltella sulle tegole rosse girando la testa. Momento
+d'ansia, doloroso.
+
+--Cosa fai, Pagiolin? Cosa fai? Cosa fai?
+
+Accorrono i soldati con applausi, saluti consigli... Pagiolin leva il
+becco al cielo. Dieci secondi gli sono bastati a fiutare le correnti
+aeree. Con uno slancio improvviso si proietta in alto obliquamente.
+Sale, sale, sale, piccolissimo arruffio bianco, fiocco di neve
+nell'azzurro. Ora si libra a picco sul torrente Fella. Punta su Amaro,
+scompare.
+
+Ma un altro invisibile colombo viaggiatore che batteva le ali nella
+gabbia del mio torace l'ha seguito con eguale velocità. Ora vola con
+lui fra due grandi cirri bianchi accecanti. Pagiolin non ama le nuvole.
+Hanno un insidioso monotono odore d'acqua schiava. Tutte quelle gocce
+condensate lo bagnano pericolosamente. Teme di appesantire le proprie
+ali, e non ha sete. Le nuvole gli ricordano quella brutta macchina
+moto-aratrice che gli appesta spesso la colombaia di Abano coi suoi
+sbuffi di vapore acqueo...
+
+Senza contare i maledetti scherzi che fanno i raggi del sole nelle
+matasse delle nuvole! Sembrano forbicioni d'oro, brutti come quelli del
+giardiniere che tagliano i bei rami d'acacia fiorita sulla colombaia!
+Ogni volta che il giardiniere s'avvicinava con quel brutto ordigno la
+bella Vluruuum s'immalinconiva non tubava più. Pagiolin pensa a
+Vluruuum... Tra due ore! due ore e mezzo al massimo, quanti baci
+piccoli, piccoli, minuti, minuti e quanti smorfiosi strofinamenti di
+collo per togliersi l'un l'altro amorosamente gl'insettucci! E quante
+ciarle! Trionfo! Pagiolin potrà raccontare! Tutti gli amici della
+colombaia a becco aperto dimenticheranno le voluminooose, voluttuooose,
+vorticooose gare del loooro tubare. Anche i conigli, quei vili imboscati
+col loro culo a molla di lepri degenerate, abbasseranno le foglie
+candide dei loro orecchi tremando e ammirando.
+
+Ma Pagiolin accelerando i suoi colpi d'ala si tuffa nell'ultimo globo
+d'argento filigranato del cirro. Non finisce mai, per Dio!... Gioia!
+Gioia! Finalmente può patinare col petto sull'azzurro levigato,
+invitante. Più nulla intorno. Può respirare e godere. Pagiolin punta il
+suo volo contro il Sole, favoloso colombo di fuoco, dal becco aperto
+nell'arruffio splendido delle sue smisurate penne d'oro. Gli rammenta
+Krukrù, colombo dell'equatore che aveva pure le penne a spirali, ma
+bianche. Morì un anno fa in colombaia il povero amico! Pagiolin gli
+voleva bene e l'inverno molte volte aveva lisciato e riscaldato col
+becco le povere penne freddolose. Nella luce sembravano d'argento.
+
+Il Sole è però un colombo enorme le cui penne spiraliche d'oro
+potrebbero covare una montagna! Come risplendono, lunghe, lunghe!
+Bisogna salire, salire, salire ancora! Voglio vederle bene, vicino,
+vicino, sempre più vicino! Per sentire il loro rumore! Devono fare un
+delizioso rumore d'acqua nell'accarezzare quel nuvolone a destra. Oh!
+che brutto nuvolone! Sembra il fantoccio di stoppa di Peppino il figlio
+del giardiniere!
+
+Volerò ancor più su. Ma cosa hanno mai le mie ali? Rabbia! Ho troppo
+caldo sotto le ali. Sono tutto bagnato. Su, su con forza! Ecco! Ecco il
+suono che volevo udire! E' il sole che tuba. Che piacere sentirlo! Le
+sue lunghe penne spandono ora una dolcissima voluttà mescolata di rumori
+serici e liquidi che grondano l'uno sull'altro e si intrecciano con
+mille spasimi acuti.
+
+--Oh! me ne intendo, me ne intendo, grida Pagiolin; io che sono il
+miglior cantore della colombaia. Col mio canto ho innamorato di me la
+bella Vluruuum. Che ridere! Bianchetto e Lulù non sanno cantare come
+me... Lo ha detto la moglie del colonnello, quella bella signora vestita
+di colori rumori fruscianti. E' vestita anche lei di penne, ma morbide,
+morbide che il giardiniere chiama seta, velluto, pelliccia... Nel
+muoversi intorno alla colombaia la signora batteva le mani con gioia
+dicendo: «Pagiolin, Pagiolin, tu sei il primo cantore!» e mi regalò un
+miglio speciale! La sua veste di seta e velluto cantava come me e come
+il Sole. Il Sole però tuba più forte di noi!
+
+Nell'entusiasmo Pagiolin raddoppiò il battito già celere delle sue ali,
+entrando nella polifonia solare. Strimpellavano con gesti immensamente
+circolari i Venti sui mille raggi del Sole come su corde tese incendiate
+dal lirismo.
+
+Certo la vittoria aveva commosso il Sole! Il Sole, grande occhio attento
+di arpeggiatore seguiva sulle lunghe sue corde tese i galoppanti accordi
+i maliziosi pizzicati e le molli frange di vibrazioni sbocciate nel
+cielo. Il Sole si moltiplicava nell'ampio cielo orchestrale.
+Volubilmente si innalzavano delle nuvole, tortili come canne d'organo e
+mantici profondi nei quali il Sole comprimeva a forza di pedale i Venti
+globulosi. Questi diventavano soffii melodici e salivano salivano ad
+inaffiar di fantasia le infinite orecchie attente, invisibili, delle
+invisibili stelle. Il calore dei suoni era tale che le nuvolose canne
+d'organo s'incendiavano al passaggio d'ogni nota fondendosi qua e là
+per eccessiva ebrietà. Sopraggiunsero volando sciami di nuvolette rosse,
+snelle piene di trilli, rimbalzelli, giuochi, scherzi, schianti di
+cristalli coralli trallalera tralla la, come aeree serenate di chitarre,
+mandolini e spumanti bottiglie trallalera tralla là.
+
+Milioni di bottiglie del più spumante Asti sonoro schizzavano,
+decapitate ma allegrissime sulla tavola imbandita del cielo, fra le
+ondate orchestrali dei raggi, lunghi archetti d'oro che spremevano giù
+nelle profonde cavate il terrificante cuore dolcissimo di Dio.
+
+--Dio! Dio! Dio! Dio! gridava Pagiolin. Dio è luce! Dio è musica! Dio è
+profumo! Sono a mille metri a picco su quella vasta ferita terrestre.
+Cosa è mai? Cosa è mai? Certo le folgori hanno squarciato così la terra!
+I fulmini nemici del Sole! Ma il Sole oggi stravince. Sono l'amico del
+Sole! Ma più in alto del Sole c'è Dio, ed io voglio navigare nel suo
+respiro sublime!
+
+Con allegria pazza due volte, tre volte, quattro volte Pagiolin capriolò
+abbandonando le ali come un nuotatore nell'onda e nella schiuma del
+canto. Poi giù a capo fitto nel suono più denso. Le sue ali sfioravano
+le lunghe corde d'oro tese dai raggi solari. Ruzzolò giù. Era troppo
+ebbro e il sudore gli scorreva sugli attacchi delle ali.
+
+--Come mai ho dimenticato la mia santa missione? Mezz'ora perduta!
+Impenitente bambino che sono! Ma il tubetto è ben saldo e anche il
+dischetto. Giù! Giù! Bisogna scendere, scendere. Che fresco! Che
+fresco!
+
+Per alcuni minuti Pagiolin seguì una impetuosa corrente gelatissima, che
+con ritmo uguale lo trascinava. Ora rideva della sua paura di poc'anzi.
+Ad ali aperte filava con crescente velocità cercando a destra e a
+sinistra col becco la decifrabile varietà degli odori.
+
+--Questo è odor di menta selvaggia. Questo è il timo asprigno. Oh! che
+buon odore di resina. Saporito, questo viluppo di moscerini agonizzanti!
+Mangiamo. Bisogna pur rinfrancarsi lo stomaco, in viaggio.
+
+Ad un tratto la corrente gelata modificò il suo ritmo equilibrato! Ora
+tumultua, schizza, cicloneggia, spalanca dei buchi come botole
+traditrici. Pagiolin riprende a volare con tutta la forza delle sue ali.
+Sente una pressione contraria. Vento duro a scatti che lo soffoca. Deve
+più volte chiudere il becco. «Accidenti! Ho perduto quel branco volante
+di moscerini saporitissimi!».
+
+La corrente contraria che s'insinua nell'immensa corrente gelata che
+egli segue lo assale con tanti odori salati, diversi per forma e
+intensità. Ovuli giranti di odori amarissimi. Un odore oblungo e
+trasparente di iodio. Un gomitolo irto di ammoniaca. Un blocco massiccio
+di bromo. E miliardi di aghi di sale luccicante e buoni da ingoiare. La
+salubre spruzzaglia delle onde del mare, laggiù, alla foce del
+Tagliamento.
+
+Pagiolin non esita più. A destra, a destra, con raddoppiata frenesia di
+ali, vince rimbalzato, rimbalzante, vince travolto e resistente, la
+grande corrente gelata. Questa decresce sugli orli, cede, cede. Pagiolin
+è fuori. Schizzando via si slancia in una atmosfera quieta come una
+morbida amaca smisurata. L'aria è dolce come il respiro di Vluuruuum
+quando gli dorme vicino, col suo vuuruuuum, vuuruuum... Pagiolin vuole
+riguadagnare il tempo perduto. Egli sa che l'aria stagna queta e senza
+bizzarrie di correnti sopra i boschi, poichè i fogliami pompano i
+capricci dell'aria. Sente a destra l'odore acido bruciaticcio delle
+brughiere e piega a sinistra abbassandosi. Non vuole stancarsi a lottare
+con quelle insensate cavallerie di venti che devastano le brughiere.
+
+A sinistra giù giù, ecco dove bisogna volare! Su quei fogliami dove
+l'aria è immobile e più giù ancora su quegli orti dove l'aria è un letto
+di piume. Quel fresco odore di insalata e i filamenti di profumo di quel
+giardino pieno di rose, e quel rimescolio d'odori cotti che con rumore
+di stoviglie grasse sale da quel villaggio. Non è sgradevole quella
+acredine di fieno, anzi eccitante! Pagiolin la beve, a becco aperto, nel
+rasentare a precipitosa velocità i ciuffi d'erba che ornano un nero
+campanile. Fuori dalla gonna sventolante della prima campana calcia un
+tumulto di bronzo acciabattante, che spaventa Pagiolin. Spavento misto
+di curiosità. Ecco un altro campanile. Via, via, via, con folle
+entusiasmo Pagiolin lo aggredisce quasi si schiaccia sopra.
+Affascinante batacchio. Gamba perduta di danzatrice pazza. Battito
+diventato proiettile fuor dal cuore sonante.
+
+Pagiolin è troppo ebbro. S'irrita, smania di non poter riprendere la sua
+calma precisa di volatore lampo.
+
+--Mi hanno chiamato colombo-lampo! Sei un treno lampo, diceva la moglie
+del colonnello. Presto li rivedrò, i treni, e li sorpasserò!.
+
+Un'altra corrente pure gelata taglia purtroppo la strada a Pagiolin. Ma,
+furbo, sente che è meno alta della prima e su, su, Pagiolin la scavalca
+con disinvoltura per ripiombare due minuti dopo nella quiete solenne
+dell'atmosfera. In realtà è una quiete compressa tra pericolose
+agitazioni. Pagiolin ricorda, prevede, intuisce che altre correnti
+gelatissime lo aspettano. Non vuole perder tempo in continue scalate:
+decide di salire a duemila metri per poi dare la sua massima velocità
+senza scosse, deviazioni, nè saliscendi. Si sente bene. I muscoli delle
+sue ali hanno un ritmo forte, uguale, scattante e i suoi nervi
+ripercuotono fino all'orlo estremo delle penne la sua precisa volontà
+timoniera. Nel salire Pagiolin che non conosce indecisioni nota
+distrattamente che l'atmosfera si condensa invece di alleggerirsi. Una
+lieve nebbia senza importanza, pensa, sarà presto attraversata. Sale,
+sale per un quarto d'ora. La sua velocità è grande e il suo umore
+sereno, ma l'oscurarsi dell'aria lo incomincia a preoccupare. Dove mai
+è andato il sole? Ah! vedo, là a sinistra! Come è scialbo! Sembra quel
+focherello di legna verde che i soldati accendevano d'inverno a tre
+metri dalla colombaia, a forza di polmoni, soffiando lagrimando e
+bestemmiando.
+
+--Accidenti! grida Pagiolin, il Sole si è spento! Lo prevedevo. A furia
+di coprirmelo con tutta questa nebbiaccia l'hanno soffocato! Nebbiaccia
+infame!... Macchè nebbia! Sono in un nuvolone di pioggia!
+
+Pagiolin scivola giù dieci metri poi risale nel grigio e nel nero.
+Accelera i colpi d'ala. Ad un tratto sente sotto di sè un gorgo che lo
+pompa, e da destra a sinistra, sente cento mille mille mille zanne di
+pioggia e un mitragliamento di grandine. Pagiolin non perde la calma.
+Fiuta, e decide di salire ancora. Una battaglia ferocissima di vento lo
+fa traballare. Uno, due, tre capriole vertiginose, poi Pagiolin si tuffa
+nel vento più potente che ha vinto gli altri venti, imponendo il suo
+ritmo di smisurato serpente fluido fra cento serpentelli rischizzati via
+e sgominati.
+
+Non è il caso di lottare. Pagiolin si abbandona colle ali chiuse come un
+proiettile, in questo vento che irrigidisce la sua corrente.
+Profondissima volata di un cannone senza pareti che spara continuamente.
+
+Fu così che Pagiolin proiettile vivo fu lanciato in mezz'ora nel cielo
+di Venezia. Grigio, ombra carbonosa e spaccamenti sulfurei di cielo, e
+lunghissime colonne isteriche di fuoco che salgono, scendono solcano e
+subitamente crollano sull'invisibile calma del mare. Ad ogni minuto,
+Pagiolin che ha tenuto fino ad ora le ali chiuse, tenta gli spessori del
+vento con una cauta mossa dell'ala destra. A poco a poco, gli spessori
+rallentano la stretta. Si slabbrano davanti dei piccoli varchi di
+azzurro. Pagiolin vorrebbe raggiungere il sereno, ma teme di smarrirsi
+sul mare. E' tardi! E' tardi!
+
+A mille metri, in alto, davanti a sè, Pagiolin vede una macchia nera che
+gli viene incontro rapidamente. Ingigantisce, ingigantisce. Non è un
+nuvolone, non è uno spessore d'aria. Sembra quella strana costruzione di
+originalissima colombaia di tela su palafitte piena di uomini nudi che
+egli aveva ammirato in un'alba famosa sulla costa di Pola dove aveva
+viaggiato nascosto e talvolta al balcone della tasca d'una spia
+italiana! Ma come diavolo ora volava quella strana colombaia di tela?
+Pagiolin la osserva a cento metri su di sè. Non è una colombaia di tela!
+E' una di quelle gigantesche aquile di ferro e tela tante volte
+contemplate ad Abano quando si slanciavano in alto, portando uomini
+imbottiti di penne che poi lasciavano cadere degli sterchi neri
+scoppianti.
+
+Pagiolin ha molto meditato, e finalmente compreso la bontà di quelle
+aquile benigne che non uccidevano i colombi, ma uccidevano per amor di
+libertà aerea, quelle brutte gabbie d'uomini che sono le città.
+
+Ora egli sente che quest'aquila di ferro e tela che vola lassù ha forse
+bisogno di lui. Strani questi uccelli, pensa Pagiolin, hanno ali larghe
+dieci metri, ma non hanno il fiuto decifratore di odori contradditorii.
+Non possono distinguere l'odore che rivela la curva di una costa a
+duemila metri di distanza, dall'odore che indica lo spessore di un vento
+e tante altre cose che egli sa. La loro ampiezza d'ali esaspera la
+superbia dei venti che se le abbrancano, le squartano. Sono aquile
+bonaccione e i venti sono pessimi. Non possono quelle aquile di ferro e
+tela diventare come lui docili proiettili, schizzar fuori dalle mani dei
+venti se per caso distratti rallentano la stretta.
+
+Pagiolin accelerando convulsivamente il battito delle sue ali si slancia
+e sfiora con ghirlande di volo la grande aquila nera, che ora barcolla,
+mostruosamente fra gli spintoni e le zampate dei venti. Ha le due ali
+lacerate tutte a brandelli fumosi, come la baracca incendiata che bruciò
+tutta la notte vicino alla colombaia di Abano. L'aquila di ferro e tela
+arranca e si sforza di equilibrarsi con disperati colpi di reni. Sembra
+perduta. Gli uomini che porta sul dorso sono affaccendati
+nell'accarezzare il suo cuore di gas esplosivi. Cuore frenetico che a
+furia di battere ora s'infiamma di viola e blu. Cuore virulento che ha
+forato la carne e le ossa della schiena e schizza fuori, vampe e fruste
+di scintille.
+
+Come soccorrerla? Fra poco certamente il cuore appiccherà il fuoco alle
+ali.
+
+Pagiolin vola a destra, a sinistra, sotto, sopra pazzamente sfiorando
+gli uomini che lavorano, intrico nero di braccia sul dorso sobbalzante.
+«Mi vedranno! Finiranno col vedermi! Se la bufera non sbraitasse tanto
+forte, gemerei, griderei nelle orecchie di quegli uomini. Non mi
+sentono, ma mi vedranno! Gioia! gioia! gioia!!! Mi vedono, sento che mi
+vedono! Ora mi seguiranno. Io so il varco. Di quì, di quì, venite!».
+Pagiolin si precipita contento di sentire dietro di sè la grande aquila
+ferita col suo cuore in fiamme: «Viene, viene dietro di me! Ecco il
+varco, giù giù! Con me, a capofitto!» Fuori dalle tenaglie del vento e
+dal nebbione! Fumo grigio-perla, azzurro, azzurro, azzurro. A sinistra,
+l'immensa pelle fremente del mare in allegria dorata sotto le
+lunghissime dita del sole tramontante che gioviale si diverte a farle un
+innumerevole solletico.
+
+A destra, la generosità sparpagliata d'acque verdi azzurre che il Piave
+regala al mare. Giù, scendiamo. Pagiolin si volta di distanza in
+distanza per constatare che la grande aquila ormai equilibrata ha
+ripreso il battito regolare del suo cuore con le sue due ali eroiche,
+torce spente con lunghissime scie di fumo.
+
+Come un cane fedele guida un cieco, Pagiolin ha guidato l'aquila di
+ferro e tela accecata dalla bufera. Ora volano insieme a trecento metri
+sopra i lavori febbrili d'un ponte ferroviario sul Piave. Pagiolin vede
+le grandi gabbie di ferro che partoriranno i pilastri. S'accendono le
+lunghe lame azzurro-violette dei proiettori che tagliano geometricamente
+la notte. Sembrano raggi solari nelle vetrate di una cattedrale
+rovesciata.
+
+Pagiolin sa le insidie delle luci e crede soltanto agli odori. Vede le
+forme agili dei lavoratori bollire in oro caldo sui due bracci di ferro
+tesi del ponte rotto. Ma preferisce studiare gli odori di sterco e di
+legno bruciato che salgono da quel vasto braciere formato da mille
+fuochi, ognuno orlato di facce e mani di terracotta. Accampamento di
+prigionieri. L'aria s'imbruna rapidamente. Presto, presto, poichè la
+notte sarà molto gelata. Un altro accampamento, più fitto, di fuochi.
+Ogni metro un fuoco fra le rovine caricaturali delle case sventrate.
+Pagiolin ha capito. Piega a sinistra moltiplicando la sua attenzione
+perchè ogni battito delle sue ali sia efficace. E' gonfio di gioia.
+Porta l'annunzio della vittoria totale dell'Italia e insieme l'onore
+d'aver salvato una grande aquila di ferro e tela.
+
+Quei fuochi, quei piccoli fuochi, diversi da ogni altro fuoco! Pagiolin
+li riconosce. Sono le lanterne cieche dei carabinieri che vegliano al
+controllo di Abano. Secondo controllo. Altre lanterne cieche con piccoli
+annaffiatoi di luce gialla. Finalmente il Comando Supremo. L'immensa
+casa è illuminatissima. Trecento occhi di bragia. L'officina centrale
+della guerra lavora. Sembra a Pagiolin la colombaia incendiata che aveva
+abbandonata un anno prima a Udine, quando c'era tanta confusione di
+Comandi, e non c'era mezzo di fare un volo utile. Ora tutto procede
+bene. Una folata di odori fedeli affettuosi lo investe. Il suo odore,
+l'odore di Vluuruuum! Divina miscela di odori zuccherini, freschi-caldi,
+quasi una polvere di pelurie odorose e di sterchi cotti dal sole e
+volatilizzati. Una emozione spasmodica spreme il cuore di Pagiolin
+mentre spalanca il becco per bere a larghi sorsi i moscerini saporiti
+che salgono dalle gore predilette. Guarda, guarda e vede un'ombra nera
+muscolosa in una finestra accesa. La quadratura di spalle rudi e maschie
+del capo di tutti gli uomini che il giardiniere chiama: Badoglio.
+Pagiolin lo ammira chino su una grande carta rossa, blu, rosa,
+illuminata. Sopra quella carta misteriosa vi sono delle forme simili a
+quelle che fanno gli sterchi di Pagiolin cadendo sull'impiantito della
+colombaia, quando appollaiato in alto gode il tepido rosmarinato
+pomeriggio, liberandosi il ventre dal peso soverchio.
+
+Al di là del palazzo del Comando, Pagiolin per gioia e per dovere, fece
+strepitare le sue ali. Tutti dovevano vederlo, applaudirlo. E' lui! E'
+lui che porta l'annunzio celeste! E' lui il colombo fortunato fra tutti
+i colombi! Ha osato, lottato, conosciuto, vinto tutto. Sa tutto. Potrà
+raccontare tutto! E si precipita giù nel profumo dei profumi adorati
+della sua colombaia.
+
+Grande frullo frullo frullo d'ali. Rimescolio, balzi e traslochi di
+pennuti. Si sveglia la bella Vluuruuum e si slancia al cancelletto. Tra
+i fili metallici, i due beccucci innamorati si incontrano, si sfiorano,
+sfiorano, sfiorano, sfiorano. Pagiolin è un maschio fiero, quasi un
+veterano del cielo. Pochi baci gli bastano, e tendendo il becco tuba,
+tuba, tuba, tuba, con eloquenza morbida, gorgogliante, vellutata,
+rumorosa, ruvida, voluttuoosa, vorticoosa e insieme rorida di lagrimette
+eroiche felici.
+
+--O mia Vluuruuuum faremo all'amore stanotte. Prima ti debbo raccontare.
+In quanto a voialtri, ali rammollite, imboscati senza fiato nè fiuto nè
+frullo, finite il vostro strepito! Voglio il silenzio. Un silenzio
+assoluto. Ho visto, ho visto grandi cose. Ho visto i grandi italiani
+come gattacci imprigionare in una trappola di montagne mille le mille e
+mille e mille e cento volte mille brutti topacci austriaci che avevano
+rubato tutto il formaggio...
+
+Ma la stanchezza lo vinse. Quando, dieci minuti dopo, una mano venne ad
+accarezzarlo e tirandolo fuori dalla colombaia lo rivoltò, lo rovesciò
+per liberare la sua zampetta destra dal tubetto pieno di vittoria,
+Pagiolin sonnecchiava.
+
+Non fece all'amore quella notte, era troppo stanco; e la sua fedele
+Vluuruuuum si accontentò di vegliare il suo sonno quieto, ma di quando
+in quando scosso da un sogno convulso e angoscioso. Pagiolin sognava la
+tragedia della grande aquila di ferro e tela salvata dalla ferocia dei
+venti.
+
+
+
+
+XXVII.
+
+UN'ISOLA PROFUMATA NEL FIUME PUZZOLENTE.
+
+
+Il quattro novembre al tramonto, sulla strada di Chiusaforte, nella mia
+blindata ferma prua che divideva il nerastro filosofico puzzolente fiume
+di prigionieri austriaci.
+
+Vinto il nemico tanto giustamente odiato, mi sento vuoto vuoto e
+disoccupato e m'addormento sul volante, straricco di vittoria, fra
+un'immensa straccioneria di eserciti disfatti. Beato. Con lagrime
+dolcissime fra le ciglia. La mia fame sognò un'elegantissima tovaglia,
+infinita serica fuga di morbidi perlacei riflessi che fluttuavano. Ed
+era, uscito fuor dalla passione del tramonto e dai suoi laminatoi, il
+mare siciliano metallo lucidissimo che cullava elasticamente undici
+vulcani-isole dal fumo distratto. Sognavo.
+
+Presto dentro più presto più dentro un'acuta parola girante:
+Vittorrrria, mi trapanò il cranio e via pel cielo volando scavalcò il
+mare e rimbombò nei capaci polmoni ovoidali dello Stromboli Stromboli
+Stromboli. Sognavo.
+
+Una gioia bollente fece saltare il tappo di lava del secondo vulcano.
+Schizzò altissimo il suo getto di fuoco spumante. Il terzo vulcano
+sputò obliquamente sul mare cento luminarie di bragia a ventaglio, mille
+regate di diavoli, e ripescò tutte le sirene morte, galvanizzandole.
+Eccole, guizzano, occhieggiano, baciano, uccidono. Altalena di buio
+luce... buio... luce... Chi è che urrrla? Perchè piaaaaangi così?
+
+Vulcani alcoolizzati o gigantesche bottiglie di delirio?
+
+Il quarto vulcano sturato schizzò risate d'oro, smorfie di porpora e
+spiralici lunghissimi ironici smeraldi. Il quinto vulcano pareva una
+rosea spremuta di belle donne nude e di immense arance cigliate che
+guardavano. Sognavo.
+
+Tutti quei vulcani--isole--bottiglie--cuori spararono il loro fuoco
+d'allegria furente con ampio frastuono di tappi e rintocchi contro il
+sole pallido sordo astemio morente che annega.
+
+L'undecimo vulcano lanciò allora la sua colonna di fiamma a ventidue
+chilometri di altezza. Quando quando... quando vi giunse, piegò il suo
+pennacchio vermiglio e questo fece il giro della terra e lo seguivo in
+sogno mentre velava e svelava quelle tonde natiche veloci tatuate di
+continenti e mari.
+
+Mi sveglio di soprassalto.
+
+--Chi mi graffia il viso? Chi, chi?
+
+Ghiandusso che montava la guardia in torno alla mia blindata si
+avvicina:
+
+--Signor tenente, nessuno, nessuno. Lei ha fatto un brutto sogno.
+
+--Anzi un sogno bellissimo! Ma ad un tratto mi sono sentito graffiare il
+viso. Ho dormito molto?
+
+--Due ore, signor tenente, sono già passati diecimila prigionieri
+austriaci, tre brigate... La Zazà ha morsicato la gamba di un colonnello
+ungherese. Ora dorme dietro di lei. L'ho messa dentro perchè mordeva le
+gambe ai prigionieri. E' diventata un po' cattiva dopo il parto. Sa,
+signor tenente, come discutono fra di loro il cane tedesco e il cane
+italiano? Il cane italiano domanda: «Cosa hai in bocca?». Il cane
+tedesco: «Flaaaasc». Per pronunciare questa parola spalanca la bocca e
+lascia cadere la carne. Il cane italiano si precipita e abbranca la
+carne. Allora il cane tedesco: «Cosa hai in bocca?». Il cane italiano
+risponde coi denti stretti sulla carne che non molla: «Carrrrrrne!»
+
+--Non è così, Ghiandusso, credo che il cane italiano tenga i denti
+stretti per respirare il meno possibile il puzzo terribile del cane
+tedesco.
+
+Fuori: un tramonto di nuvole vermiglie lacerate come pezzi enormi e
+brandelli di carne macellata. A destra e a sinistra della mia blindata,
+che teneva il centro della strada, il fiume monotono, grigio,
+giallo-sporco e verde verminoso dei prigionieri spandeva un puzzo
+mordente esasperante fatto di mille puzzi diversi ugualmente nauseanti e
+insopportabili.
+
+Visi scialbi, gualciti, spremuti con piccoli occhi celesti smarriti.
+Facce gonfie come nutrite di fango con gote cascanti. Facce plasmate di
+bile. Baffi gialli che schizzano fuori dai visi scheletrici. Bestiame
+umano masticato dall'uragano. Occhi vitrei che fissano senza vedere.
+Lerciume ondeggiante di cappottoni curvi come verniciati di sterco e
+piscio. Sembra veramente un fantastico fiume di putredine, spessa quasi
+solida, oppresso da un affastellamento di stracci luridi, e
+misteriosamente spinto da un'invisibile corrente che lo conduce verso lo
+spiraglio-gorgo di una cloaca capace.
+
+Vi sarà poi in Italia una cloaca adatta a ricevere quel triste fiume? Il
+sole rosso lancia dalle brecce delle nuvole brandelli di carne su quel
+bollore di schiene.
+
+Per un istante mi sforzo di distinguere con nari eroiche gli odori.
+Cavolo fradicio, piaga putrefatta, alga morta, piedi sporchi, vello di
+montone, piscio di gatto, cancrena polmonare, muffa, sterco, orina,
+vecchie bende insanguinate, ghetto, stiva, caserma.
+
+Ma rissano fra di loro quei puzzi. Ora gli sterpi, i rovi e le baionette
+degli odori ammoniacali infilzano, lacerano, e squartano dei vasti
+flaccidi tondi puzzi zuccherini, simili a pance di carogne galleggianti.
+Sopra di loro grandinano lunghi odori proiettili che colpiscono
+direttamente lo stomaco e lo rovesciano. Poi domina una languida risacca
+di odori dolciastri che colmano ogni poro della pelle di nausea funerea
+e di morte. Ricordo involontariamente il puzzo tipico di
+cadavere-sterco-fango delle trincee della Vertoiba. Ma questo che ora
+mi invade è un ben più terribile puzzo impregnato di morte, ma vivo,
+attivo, insinuantissimo. Vuole dominare, inondare di se la profonda
+valle del Fella e soffocare le fresche respirazioni verdi, sane del
+Tagliamento.
+
+Povere valli prostituite! Tutte le innumerevoli bocche vegetali use a
+fiatare nel tramonto profumi di timo e menta selvaggia sono
+imbavagliate! Tutti i pini coi loro incensieri di resina naufragano
+asfissiati nella marea di torridi puzzi avviticchianti feroci, granulosi
+che agganciandosi e spumando salgono, salgono ad insozzare le cime!
+Queste esasperate dall'orrore sembrano centuplicare la loro splendida
+bellezza di smisurati corpi, vivi, nudi, rosati dal sole. Non ammettono,
+rifiutano il tragico fiume d'immondizie umane che assale i loro fianchi.
+Emergono cime nevose, tornite, gonfie di salute e desiderio come belle
+poppe di donna con in alto il bottone di rosa montana del capezzolo
+offerto ad un vento maschio selvaggio tutto muscoli in velocità.
+
+Ma questo non viene ancora.
+
+Agli innumerevoli puzzi catalogati si aggiunge quello irto d'aghi dei
+pidocchi. La pelle del cielo bianca si contrae schifiltosamente con un
+primo prurito di stelle.
+
+Potrò io difendermi nella mia blindata immersa come un'isola nel fiume
+di corpi e odori saturi di morte?
+
+Scivolando dentro per le feritoie, penetrano gli abiti. Il grigio-verde
+della mia giubba ne è già inzuppato. Salgono nelle mie nari ad
+avvelenarmi il sangue e ad offuscarmi il cervello: le belle parole della
+vittoria si smembrano in un'atmosfera cerebrale d'incubo. I miei
+pensieri hanno il viscido colore giallo sporco-nerastro di quei
+cappottoni curvi che passano, passano senza fine. Ventimila prigionieri
+sono già passati. Ne passeranno altri trentamila. Penso che lo smisurato
+cadavere dell'Austria spiaghi fuori dalla sua pancia sfondata un
+gigantesco e terrifico budellame che per la valle della Carnia inonderà
+la divina penisola nostra.
+
+Il mio cervello allucinato non riconosce più il bel sole italiano della
+vittoria, volante corridore nella ruota d'oro che formano le sue gambe
+accese moltiplicate dalla velocità!
+
+Vedo laggiù sul Tagliamento un sole straniero e odioso: brutta faccia
+tonda alcolizzata e smargiassa che nei dentoni d'oro falso prominenti, e
+i labbroni tabaccosi, si sforza di riassumere tutta l'insolenza
+l'infatuazione, la megalomania, l'impudenza sanguinaria e il guittismo
+balordo dell'impero austro-ungarico defunto.
+
+Quel sole ha posato le sue mani molli, effeminate, piene di anelli
+rubati, su quell'isoletta del Tagliamento. Strana isoletta camuffata.
+Con le lussureggianti ondulazioni della sua capigliatura di vigne
+arricciate, pettinate, impomatate disposte con troppa cura in piani
+successivi, come una parrucca dai mille brilli grigi-azzurri-argentei,
+e piccoli infiniti rubacuori. Quella isoletta riassume tutta la grazia
+vana e passatista di Vienna.
+
+Il mio spirito, affondando nelle allucinazioni fra le due colate di
+corpi e puzzi avvelenanti, teme la pazzia. Dove sono i Venti italiani e
+le loro furenti scope salutari? Un dolce fiato inodoro mi risponde.
+Sento che un Vento italiano si è insinuato nella valle. Ecco addenta il
+piedestallo di nuvole color sterco insanguinato del sole! Si slancia
+lassù, in quella pineta. Gli scatti e le cadenze flessuose del suo corpo
+che si scrolla nella sua giacca attillata di nuvolette rosa rivelano la
+sua nobile gioventù. Ora s'affretta a rimescolare quei fogliami. Li
+scuote brutalmente per liberarli, dai puzzi vischiosi e con un gesto
+vasto fa sbattere, sbattere tutte le finestre di Stazione per la Carnia.
+Poi parla, parla, ingiuria, fischia, sputa. Ritto in piedi, impreca
+contro il cielo e chiama alla riscossa tutti i Veneti fratelli.
+Meraviglioso Vento-oratore!
+
+--Dove siete, infingardi? Venite! Venite!
+
+Agitando il suo corpo che si frangia di rabbia e i suoi capelli
+tentacolari, il Vento parla con voce tonante alle lontane tribune delle
+prime stelle e si sgola per insolentire la pigrizia paurosa. Il Vento
+scande scande scande ogni sillaba con violenti colpi di pugno sui tetti
+delle case come su un pulpito. Ad un tratto si slancia contro il sole e
+lo rovescia giù dal suo trono di nuvole. A calci a pedate, correndo e
+remando nel cielo il Vento scopa, azzanna, impacchetta, ammucchia,
+scaccia, insacca, calpesta le matasse di odori in rissa che rischizzano,
+s'arrampicano, si rintanano nelle vallate e nei burroni. Intanto con un
+vasto muggito che cresce, cresce, cresce e scoppia accorrono giù dai
+monti e dalle fonde valli altri Venti alla riscossa.
+
+Questo sospira sospira sospira e fischia nella stretta di due roccioni
+per passare ad ogni costo. E' troppo voluminoso: porta addosso una
+girandola di enormi polmoni gonfi d'ira compressa. Si accanisce e
+fiiiiischia. Sospira sospira sospira poi con uno schiaaanto d'alberi e
+fogliame precipita inondando di sè a ventaglio tutta la vallata. Sotto,
+il tetro fiume di prigionieri increspa paurosamente la sua superficie di
+cappotti e berretti fuligginosi. Io rialzo la testa dal volante e fiato
+fiato finalmente. I Venti giungono in ritardo, ma la loro fretta è
+vertiginosa. Pulire, pulire, pulire tutto, scuotere, sconvolgere,
+disinfettare. Ma non basta. Occorre inebriare al più presto la vallata
+di mille profumi perchè la mia blindata 74 diventi un'isola profumata
+sul fiume lurido dei prigionieri.
+
+Un Vento gagliardo è lassù in cima alla montagna che chiama chiama con
+spiraliche sciarpe di mani altri Venti che lontano gonfiano a gara le
+loro pance, otri, e zampogna melodiose di tutti i profumi di rose,
+viole, acace, ginestre, gardenie, caprifoglio italiani, rapiti ai
+giardini pensili sul mare di Liguria.
+
+Altri insaccano i voluttuosi profumi di tiglio dei sobborghi di Milano.
+Dovunque ferve il lavoro. Via, non perdere tempo, gonfia quell'otre di
+tutti gli odori salati, salubri, verde-azzurri di questo piccolo golfo
+di Zoagli! Tu, riempi fino all'orlo, tieni ben chiuso, porta in alto e
+su a tutta velocità corri a profumare la Carnia appestata!
+
+Tre Venti smaniano, intanto, nello stretto di Messina. Sono forti e le
+loro invisibili propaggini muscolose sono capaci in pochi minuti di
+rianimare di fresco aereo velluto l'intera Sicilia carbonizzata
+dall'ardore d'agosto.
+
+Ora in fondo a questo corridoio marino, i tre Venti affondano le dita
+nel mare e tutte grondanti le fanno scorrere, scorrere, sui giardini di
+Messina e su quelli odorosissimi di Siracusa perchè siano impregnate del
+profumo lieve danzante punzecchiante dolcissimo dei limoni, degli aranci
+e dei mandarini. Quei tre Venti siciliani passano nelle alte vigne
+fronzolute di Capri inebriandosi di fantasia rossa, poi sul promontorio
+polposo di Posillipo per aggiungere negli otri, pance e zampogne loro,
+delle erranti svenevoli mandolinate. Via a galoppo, su, su, a 70 Km.
+all'ora, saltando a piè pari la schiena dell'Appennino, aromatizzandosi
+i piedi pattinatori sulle pinete resinose, s'avventano sopra il Veneto e
+piombano nella valle della Fella. Ma l'Italia è vasta e tutti i vegetali
+d'ogni provincia vicina e lontana debbono dare il loro contributo.
+
+Nell'oasi di Tripoli sonnolenta si alza con fatica un Simun assopito.
+Forte Vento africano non servo, ma innamorato dell'Italia. E' stanco di
+due lunghi viaggi nel deserto, ma una tromba bersaglieresca l'ha
+svegliato questa mattina. Sa, il Simun, che negli orti ombrosi e nei
+prati di orzo erba medica e lattuga, che egli ha sempre rispettato,
+dormono dei profumi biondi, pepati e zuccherini che l'Europa non ha. Sa
+il Simun che le ombrie sui pozzi orlati d'asinelli, hanno dei tiepidi
+profumi vanigliati che l'Europa non ha.
+
+Si scuote, e d'un balzo in piedi, vibrante burbero benefico invita
+piante erbe tronchi e fogliami, a spremersi d'ogni essenza. Tutta l'oasi
+è in tumulto. I cammelli rallentano il loro ruminare e il loro
+gorgogliare catarroso di grondaia, sussultano, tremano. Il cammelliere
+dritto alzando le braccia implora pace dal Vento che giocondamente
+gonfia il suo barracano come una vela, e in testa il burnus come il
+fiocco sul bompresso.
+
+Ma il Simun non è contento di questi casti profumi rapiti alla
+capigliatura dell'oasi. Non è forse l'imperatore assoluto dell'Africa?
+Con un salto di montagna terremotata, rosso irto accecante scavalca la
+grande Sirte e in Cirenaica lungamente strofina il suo corpo ossuto e
+scricchiolante d'ascaro immenso in altre oasi più fitte più umide più
+fertili. Il Nilo l'attira con la sua vasta coltura di profumi oliati e
+fermentati in verdi ombre sotto soffitti spessi di banani, e pieni di
+gaggie. Percorre tutto il Nilo riempiendo di profumi i tre mila otri
+che suonano fragorosamente sulle sue spalle scattanti. Entra nel lugubre
+caldo foltore d'oro torrido intrecciatissimo e compresso della sua
+Abissinia amata. Sono mesi e mesi che non piove, e la mirra balsamica
+suda fuor dalla corteccia un umore inebriante e languidissimo. Questo,
+questo ci vuole, pensa il Simun, perchè la prima notte dei vincitori
+Italiani in Carnia sia simile alle notti di Allah! Subito vuota alcuni
+otri di profumi mediocri e con fiati lunghi accarezzando per un'ora
+trecento mila arbusti di mirra balsamica accumula e costringe in mille
+trecce strette le ondulanti capigliature del profumo assolvente.
+
+Il Simun non è sazio ancora. Scavalca il mar Rosso e raggiunge un
+altipiano d'Asia dove brucano in pace cento mandre di cervi muschiati.
+Con boati di gioia sradicante il Simun li assale. Crollo schianto e
+sfasciamento di quei boschi di corna. Il Simun li caccia alla rinfusa in
+una valle, poi sopra, come in un tino coi vasti piedi chilometrici, li
+vendemmia.
+
+Dagli addomi schiacciati schizza lo strano burro rosso-bruno. Ride,
+ride, il Simun, nella carneficina poichè sa la potenza quasi
+indistruttibile di questo profumo divino. Un granello solo basterà a
+inebriare 2 milioni di metri cubi d'atmosfera notturna!
+
+Stracarico di profumi asiatici e africani, il Simun ritorna. In alto, in
+alto vola sopra il mare perchè i potenti spruzzatori salati dalle onde
+non deformino le essenze purissime che egli porta rinchiuse nei suoi
+polmoni, otri pance e zampogne. La sua velocità supera quella d'ogni
+altro Vento, tanto l'orgoglio d'essere il primo profumatore dell'Italia
+vittoriosa lo esalta.
+
+Nella mia blindata lo sento venire. Tutti i Venti italiani che hanno
+sparso già con armoniosa delicatezza centomila profumi italiani sui
+declivi e sui boschi e nei burroni e nelle viuzze dei villaggi e in ogni
+casa come un vaso, sanno che un prodigioso Vento sconosciuto sta per
+giungere con nuove ricchezze delizianti. Si aggirano i Venti italiani
+perfezionando la disposizione dei profumi, e quelli tondi come ovi, e
+quelli in forma di amaca e quelli che gemono di dolcezza come divani
+innamorati, e quelli che saltano come ginnasti su trapezi volanti, e le
+bisce i mazzi le capigliature i drappeggi di profumo.
+
+Due venti si sono inerpicati e sospesi alle costellazioni, e spalmano
+così di essenze l'intera volta stellare perchè il palazzo della notte
+sia tutto profumato e nel centro sia profumatissima la mia blindata:
+camera nuziale. I Venti italiani sono perplessi poichè il gran mago dei
+profumi tarda. Lui, lui solo potrà idealizzare con essenze speciali le
+acque del Fella che languide e melodiose si preparano a diventare il
+bagno della divina bella notturna. L'aria trema febbrile, sinuosa
+spasimante con lunghi bisbigli. I Venti sono ammutoliti immobili.
+Aspettano.
+
+Undici minuti d'attesa angosciosa... Poi un fragor di cannonate che
+schiantino schiantino cento città di bronzo cristallo e colonne di
+giada.
+
+Valanga giù dal cielo quasi a picco il Simun e riempie la valle della
+Fella d'un traballio innumerevole d'otri squassati - duri - molli -
+rigidi - negri - luminosi soffici dentati come crani di poeti cozzanti
+nelle ampie saccocce volanti di Dio.
+
+
+
+
+XXVIII.
+
+LA PIU' BELLA NOTTE D'AMORE
+
+
+Il Simun colmò la valle di profumi e volò via.
+
+Le acque del Fella si offuscarono un attimo, poi rischiarandosi come
+lunghe vasche tranquille cullarono di nuovo le stelle.
+
+Allora la mia voce rotta da singhiozzi cantò:
+
+--Vieeeeni! Vieeeeni! Italia mia! Vieeeeni Amooore! Italia, forma
+perfetta, ardore sovrumano, voluttà grazia, eleganza, poesia,
+incendiante passione, ventaglio piumato di sguardi e carezze, sintesi di
+tutti gli ideali arabeschi del canto, riassunto d'ogni dolcezza
+femminile, madre - sorella - amante - figlia, tenerezza sommergente,
+snello ottimismo audace, cascata di luce, rada beata sulle coste del
+Paradiso, ideale corpo plasmato di nuvole onde spume sogni, forza che si
+frange in soavità fragilità per rinascere più forte.
+
+Vieeeni, tutti i tuoi nervi tutti i tuoi muscoli pronti sotto la tua
+pelle bianca, rosea che odora di caprifoglio, ciclami, gaggie! Pelle
+divina dell'Italia lambita dai mari di seta e sospiri! Ramificazioni di
+vigne e di vene che sono bizzarre fontane di fantasia!
+
+Italia, sei la più bella! Tutti lo sanno, e ti invidiano. Molti ti
+odiano, ma tu non li temi e verrai lo sento in questa mia alcova
+d'acciaio profumata ma insidiata da una doppia corrente di luride forze
+nere, puzzolenti e bieche. Queste non potranno mai sommergere la mia
+isoletta, poichè è sradicata, galleggia, su tutte le navigazioni e tutte
+le velocità. Quando tu sarai qui dentro, nelle mie braccia, potrai
+abbandonare i tuoi capelli ai forti dinamici Venti italiani che te li
+profumeranno delicatamente. E tu godraai fra le mie braccia la mia
+passione fatta di mille passioni. Vieni!... Vieeeeni! Vieeeeni!
+
+La mia preghiera è esaudita. Mentre visito con lo sguardo zelante
+l'interno della piccola alcova d'acciaio sento la tiepida passione
+lattea del suo corpo. Ecco il suo profumo di caprifoglio, ciclami,
+gaggie! Ecco sulla feritoia aperta, la luna... Non è la luna! E' il suo
+ventre bianco, liscio di verginità incorruttibile, eppure così sensuale.
+
+--Vieeeeni! Vieeeeni! Amoooore! Scendi, entra!
+
+Così l'Italia, amore fatto di mille amori, entrò abbandonandosi con
+morbidi scatti fra le mie braccia. La prendo, la stringo e i miei baci
+affannosi la svestono per meglio goderla. Urlo di tutti i miei pori
+felici. Esitazione, terrore delle mie labbra che non possono, non
+potranno forse inebriare tutta, tutta la sua carne e raggiungere tutte
+le sue fibre e in fondo in fondo cogliere il fiore dello spasimo
+assoluto.
+
+Ma il mio cuore vampante centuplica battendo le sue furenti calorie per
+incendiare tutto in me, muscoli, vene, nervi, tendini, fibre, visceri,
+pensieri, sogni e meati capillari. Bruciare, bruciare, ardere,
+arroventarmi liquefarmi in un lago torrente mare Oceano di lava
+appassionata! Cingerla così del mio conflagrante amore liquefatto!
+
+Sì, sì, diventerò un oceano di lava, più vasto e più cocente degli
+oceani di fuoco rabbioso che l'Etna e il Vesuvio mal contengono sotto
+montagne pesanti! Il mio oceano d'amore fumante sarà libero, libero,
+libero! Ogni capriccio sarà concesso! Ogni sanguinaria carezza potrà
+sollazzarsi in libertà! Torrido, torrido per te o Italia! Ma
+quell'oceano di lava prodigiosamente sotto i ventagli della mia poesia
+si addolcirà trasformandosi in un purissimo mare ingenuo tutto imperlato
+di tenerezza e gratitudine lagrimanti.
+
+--Sei felice, sei felice?... Guarda, ho sospeso la tua veste di
+trasparenze fluviali sul rullo dei nastri di cartucce perchè veli di
+mansuetudine la volontà di luce tagliente della lampadina elettrica. La
+notte sarà fredda: ho posto nel cruscotto un elmetto austriaco pieno di
+bragia. L'ardore della bella vittoria tua riscalderà i tuoi piedini che
+gareggiando in corsa con le code delle comete si sono un poco gelati. Ho
+fatto puntare le due mitragliatrici della cupola contro le ultime stelle
+dell'ironia e del pessimismo. Ma sdraiati! Sdraiati! Sdraiati, e riposa
+in pace. Ho steso sotto i tuoi bei fianchi tre pellicce di generali
+austriaci. A destra e a sinistra potrai scegliere in quegli scaffali
+pieni di nastri di destini la più bella fra le molte collane e cinture
+di cartucce che nelle tue dita si trasformano in preziosi ori - argenti
+- smalti cesellati. Vengono dalla fabbrica francese di Saint-Etienne.
+Furono foggiati per adornare la morte dei tuoi nemici, ma le tue dita
+più sapienti delle onde dell'oceano Indiano riceselleranno quei nastri
+di cartucce trasformandoli in monili per la tua bellezza in amore... Ti
+piacciono, ti piacciono i miei baci, lo sento! Vieni! Vieni! Vieni!
+Entrami nel cuore, o Italia! Godi, godi, godi, amore mio. Sento l'anima
+tua più intima che dal fondo mi chiama, vuole tendermi le braccia, ma
+non può, è troppo giù giù, nello imperscrutabile mistero degli amori
+sovrumani. Dal fondo la tua anima implora una stretta, una piccola
+stretta delle mie mani! Mi tuffo, affondo nella tua carne per toccarle,
+toccarle quelle tue piccole mani bianche, tremanti! Ti tendo le mie!
+Sono vicine, vicine alle tue. Un torrente di baci ancora ancora! Perchè
+più non vi sia ostacolo al mio slancio. Ora quasi le tocco, le piccole
+mani della tua anima... le tocco... le ho toccate. Un attimo, ancora
+ancora! Un altra stretta... Felicità, felicità, felicità!... Ogni
+segreto rivelato. So finalmente perchè ti ho tanto amata! So perchè si
+può morire, e rimorire e rimorire cento, mille, un milione di volte per
+te!
+
+Ora dorme fra le mie braccia la bella innamorata col suo sorriso di
+rosa bianca che tremi estatica tra brezza e raggi all'alba nei giardini.
+Nel cruscotto sotto i suoi piedini bianchi, langue e agonizza la bragia
+rossa di crudeltà guerresca nell'elmetto austriaco.
+
+Sull'Italia e su me riposanti veglia la dura volontà futurista della
+lampadina elettrica. E' irritata di sentirsi avvolta nella veste di
+notturne trasparenze obliose.
+
+Fuori scorre il fiume monotono di bestiami sanguinari balordi e
+cocciuti, ormai vinti e domati con la loro anima puzzolente in
+dissoluzione. Anima che vorrebbe ancora ammorbare con lingue vendicative
+l'indulgente e generosa respirazione umana del nostro divino amore nella
+nostra alcova di acciaio. Ma quell'anima irta di mille tanfi bestiali
+non penetra più...
+
+In alto sui monti vegliano i Venti, i grandi Venti italiani strapotenti
+e profumanti distributori di Libertà spirituale, fantasie
+interplanetarie e assoluta bontà umana.
+
+
+
+
+XXIX.
+
+A MENSA COL VINTO FRA I ROTTAMI DELL'IMPERO AUSTRO-UNGARICO
+
+
+Don Jacopo, parroco di Resiutta, è un simpatico e fervido patriota
+italiano. E' stato felice di accogliere nella sua casa parrocchiale il
+comando dell'8. squadriglia cosicchè impiantiamo la mensa nel vasto
+cucinone affumicato le cui finestre sono aperte sulle strada di
+Chiusaforte gibbosamente ingombra dei rottami della ritirata austriaca.
+
+Volpe dopo aver spedito mediante un motociclista un ordine bancario da
+telegrafare in Borsa a Genova mi fa ammirare i magnifici porcelli e le
+oche catturate che si sbattono e rumoreggiano nella navicella di un
+draken-ballon austriaco custodito da Ghiandusso. Ha trovato anche farina
+e zucchero e molte casse di sigarette ungheresi.
+
+Ogni mio soldato ne fuma tre alla volta, tre piccole torce di gioia al
+balcone della bocca.
+
+Il prete, alto segaligno, faccia di montanaro ossuta, occhi celesti
+vivacissimi, forti mascelle da mangiatore e piede veloce, si affaccenda
+dalla cucina alla sua vigna che egli proclama la prima vigna d'Italia.
+Da Resiutta a Vienna non si trova più una vigna. E' indubbiamente una
+vigna straordinariamente fertile, piena di nascondigli, forse di
+sotterranei, poichè il prete ricompare ogni tanto con qualcosa di nuovo
+fra le braccia a maniche rimboccate: pentole, cassette, sacchi,
+sacchetti, salami, ecc. La sua serva Maria, grassa, quarantenne, dal
+viso roseo primaverile e dagli occhietti furbissimi neri un po' avari,
+brontola; ma ogni volta che nel cucinone entra un nerboruto bersagliere
+ciclista col ruvido viso patinato di polvere-sudore, quegli occhi
+brillano stranamente inumiditi. Non so se per insoddisfatta sensualità o
+per patriottismo commosso. Il mio ottimismo riassume tutto in questa
+frase:
+
+--Maria, sono belli i soldati d'Italia!
+
+Maria ride e corre su al piano superiore per la scala di legno, chiamata
+da una voce femminile piacevole malgrado il suo accento straniero.
+
+--Maria, Maria, preego preego un momento.
+
+Don Jacopo che entra mi spiega l'enigma:
+
+--Volevo precisamente parlarle, signor tenente, la prego anzi di fare le
+mie scuse al signor capitano comandante la squadriglia. Mi sono permesso
+di ricoverare al primo piano un colonnello austriaco ammalatissimo.
+Colonnello della Croce Rossa. Non è un combattente. Oh! una persona
+assolutamente compita, certo un brav'uomo. Deve avere 55 anni circa, ma
+ne dimostra 70, tanto è sfinito dalla stanchezza. Stanotte aveva 40
+gradi di febbre. Ora sta un po' meglio. Ha voluto confessarsi appena fu
+ricoverato. Ha con sè una bellissima signora che pare sia sua nipote.
+Pure della Croce Rossa.
+
+--Ah reverendo! Lei ha fatto molto bene. Approvo la sua opera di carità.
+Gli Austriaci sono stravinti. Non è più il caso di preoccuparci di
+spionaggio.
+
+--La signorina mi ha domandato, implorando, una tazza di caffè per il
+conte. Poichè è conte, il colonnello, e appartiene all'alta aristocrazia
+viennese.
+
+Io chiamo il mio attendente:
+
+--Ghiandusso, porterai tu stesso un buon caffè al colonnello austriaco.
+Fallo parlare, cerca di sapere esattamente chi è.
+
+Poi vado a raggiungere il capitano Raby sulla strada e lentamente
+trascinati dalla curiosità ci inoltriamo fra gli avanzi dell'esercito
+austriaco, come due compratori in uno smisurato negozio di antiquario.
+Non compreremo nulla. Tutto questo tragico bricabrac è stato già da noi
+pagato coi 500 mila morti eroici dell'Isonzo, del Grappa, del Piave.
+
+Davanti a noi sulla strada incassata tra le alte montagne e che corre
+col torrente Fella fino a Chiusaforte e a Tarvis, è tutto un tumulto
+pietrificato di carri sbilenchi, affusti di cannoni, cucine da campo,
+fucili, draken-ballon, carrette, mitragliatrici, ruote, carogne di
+cavalli, masse luride di cappotti infangati, stracci, stracci, stracci,
+vagoni rovesciati, auto-carri ruote all'aria e motore nel fosso,
+sterco. Immane lerciume che incensa l'azzurro con lugubri zaffate di
+puzzi di stiva grasso iodio sangue corrotto ammoniaca e pidocchi.
+
+Questi rottami dell'impero austro-ungarico sfasciato evocano in me
+l'immagine di un triste, polveroso, sconfinato magazzino di roba
+vecchia. Sembra anche un interminabile villaggio di cenciaiuoli.
+
+Ad uno svolto della strada un vagone appare goffamente impennato su tre
+carri sfasciati. Sembra volerli assalire e fecondare con un ultimo colpo
+di groppa taurina. Fetore rivoltante. Sotto imputridiscono tre carogne
+di buoi.
+
+Mentre ci scostiamo, un lungo disperatissimo niiiiiitrito lacera l'aria
+tiepida di questo pomeriggio autunnale che la corrente gelata del Fella
+invernalizza a quando a quando un poco.
+
+--Un cavallo agonizzante! dico a Raby.
+
+Il nitrito si rinnova più straziante e lugubre per modo che intorno a
+noi la vasta marea di questi enormi rottami di guerra ci appare ad un
+tratto come una spaventosa agonia di carovana assalita, accecata da una
+bufera satanica in fondo a una gola maledetta. Ci avviciniamo al punto
+da cui parte il nitrito. Eccolo. In fondo a quel fossato, in quel
+marciume verde d'acqua e fango un gran cavallo ungherese rovesciato
+allunga enormemente il collo sforzandosi di far leva per sollevarsi. Ma
+il sangue e la vita gli colano, e anche l'intestino, fuor dallo addome
+tagliato. Ha le 4 zampe impigliate fra le cinghie e le ruote di un
+cannone. Evidentemente degli austriaci affamati non hanno perso tempo ad
+accopparlo. Hanno strappato un pezzo di carne poi chiusi nell'incubo
+cieco e sordo della fuga-fame sono ripartiti senza ascoltare il nitrito
+disperato della bestia. Ma il cavallo con un lungo tremito febbrile
+riapre le froge arricciate e masticando il fango coi dentoni trascina
+trascina un nuovo niiiiitrito.
+
+Non resisto allo strazio, punto il mio revolver sulla tempia e con tre
+colpi pacifico la povera bestia, per sempre. In alto il sole sta per
+celarsi dietro le altissime montagne, ma prima allunga un suo
+meraviglioso sguardo biondo-azzurro-dorato sulla strada che si svolge
+interminabilmente ingombra di rottami guerreschi affastellati.
+
+Il sole, straricco antiquario, vuole prima di coricarsi rivalutare col
+suo sguardo minuzioso e penetrante di conoscitore tutti i frammenti d'un
+impero che la Morte gli regala e che ricatalogherà, coi tanti rottami di
+tanti imperi già immagazzinati.
+
+Alle sette il pranzo è pronto e la mensa sorride alla nostra fame di
+vincitori nel cucinone odoroso di maiale ben condito. La sera è fresca e
+si chiude volentieri le finestre contro la risacca sinistra di puzzi
+ammoniacali. Nel vapore stuzzicante di un monumentale minestrone io dico
+a Raby e a Volpe:
+
+--Si mangerà bene e si berrà meglio, ma mancano le donne ai vincitori! E
+dire che ce ne è una bellissima al primo piano. Io propongo che la
+generosità ultra-civile italianissima del nostro capitano inviti a
+tavola il conte Funk e la sua bella Rose Barn.
+
+Approvato con entusiasmo. Ma il colonnello che ora sta meglio, rifiuta
+commosso l'invito inaspettato. Teme di disturbare e manda a ringraziare.
+Ghiandusso torna su con ordini precisi poi ridiscende e dalla porta
+spalancata entra esitando con cento inchini il vecchio ufficiale dal
+viso pallidissimo ormai tutto naso per l'eccessiva magrezza, calvo, gli
+occhi grigi, acquosi e tremolanti. Un'indistruttibile aria signorile
+d'alto comando malgrado l'uniforme bigia sciupata, e la schiena curva.
+Ma dietro splende magnetico un affascinante sorriso femminile.
+
+Rose Barn è alta, snella, bruna, grandi occhi vivi, neri, lucentissimi
+che col tipico pallore verdino della pelle e l'elastica snodatura dei
+fianchi felini, rivelano quella razza interessante e tipica di ebree
+viennesi, crepitante perfida e seducente fusione dei sangui rumeni,
+boemi e austriaci.
+
+Bellezza meridionale sì, ma senza l'affettuosità mediterranea, con
+sensualità raffinate dal calcolo e lussuria prodigata fuori d'ogni legge
+di pudore, nel bisogno di domare prontamente i maschi e sfruttarli.
+Donna da prendere in velocità per gustarne i mille sapori in fretta
+prima di scoprire la inevitabile prostituta che è celata appena dalle
+moine infantili, e da una maschera di verginità.
+
+Raby, Volpe ed io guardiamo la donna valutandola e quasi pregustandola,
+mentre il conte Funk rinnova i suoi inchini, ossequi, esitazioni.
+
+--Preeego, signor capitano, non posso accettare. Non vorrei che lei
+avesse delle noie coi suoi superiori. Sono troppo gentili, loro. Non
+credevo ufficiali italiani così gentili e pieni di bontà.
+
+Il conte non vuole sedersi, si fa quasi spingere da Ghiandusso verso la
+sedia. Ma la sua bella amica ha già accettato e finiscono per sedersi
+tutti e due davanti a me, un po' distanti dalla tavola.
+
+--Merci, merci! dice Rose Barn; Monsieur le curé nous a déjà donné a
+manger. Nous accepterons seulement une tasse de café. Io parlo un po'
+italiano, male, molto male. Il conte parla bene come tutti gli alti
+ufficiali austriaci. Alla corte di Vienna si parlava molto l'italiano,
+specialmente ora con l'attuale imperatrice.
+
+--Si parlava e si odiava l'italiano, dico io.
+
+--Autrefois, monsieur le lieutenant! Oggi non si odia più. Tutto è
+finito per noi, dice Rose Barn.
+
+E il colonnello aggiunge:
+
+--Con loro, signori ufficiali, posso dire tutto. Io ho cominciato la
+guerra con grande entusiasmo. Comandavo uno squadrone di cavalleria al
+fronte russo, ma contro gli italiani non ho combattuto. Ho avuto per
+molto tempo il comando di una colonia agricola a Oppacchiasella. Conosco
+bene quei posti. Ho una proprietà vicino a Gorizia, venivo spesso in
+Italia. Non ho mai odiato gli italiani. La guerra è la guerra!
+
+Il capitano Raby, dopo aver assaporato l'ultima cucchiaiata del suo
+minestrone, dice con lentezza piemontese:
+
+--Non so se ci avete gratificato con molte cannonate sul Carso. Ad ogni
+modo io desidero ringraziarvi con un pezzo di maiale ben cucinato.
+
+--Grazie, grazie, dice il conte Funk, troppo gentili. Non sapevo, non
+sapevo, veramente, in Austria non si sa quanto gli ufficiali italiani
+siano cortesi, umani, buoni.
+
+--Non tutti, interrompe Rose Barn, non tutti... Ah! gli ufficiali dei
+bersaglieri ciclisti. Comme il sont durs, durs, durs!... Dieu! qu'ils
+sont durs!
+
+Pienamente rinfrancata e sicura ormai delle sue labbra sorridenti e
+delle sue occhiate precise, la bella ebrea viennese racconta come furono
+catturati nella confusione del disarmo a Stazione per la Carnia. Il
+conte Funk aveva molti bagagli, probabilmente molti anche lei. Sento in
+Rose Barn la donna sempre armata di eleganza e che ad ogni costo
+ricostruisce le sue armi di seduzione. Essa racconta che gli ufficiali
+bersaglieri brutalmente spinsero lei e il colonnello lontano dal carro
+dei bagagli ormai perduti per sempre. Rose Barn è stupita di non aver
+potuto sedurre coi suoi sguardi quei vincitori violenti.
+
+--J'ai embrassé plusieurs fois leurs mains comme une mendiante, comme
+une mendiante! Mais ils me criaient: Viaaaa! Va viaa! Va via! Comme ils
+sont durs! comme ils sont durs!
+
+Una nostra risata fragorosa accoglie questa descrizione dei forti,
+impetuosi soldati italiani colla loro pratica intelligenza decisa, rozza
+e senza smorfie.
+
+--Vedete, signor conte: questo contrasto tra i bersaglieri ciclisti che
+giustamente sbrigarono le cose con voi, e noi altri che a vittoria
+compiuta siamo lieti d'invitarvi a pranzo, è tipicamente unicamente
+italiano. La nostra razza è superiore a tutte le altre razze perchè sa
+capire, dosare tutto nel tempo e nello spazio. La razza tedesca, gonfia
+di prodotti inutilizzabili da spargere sul mondo e ubriacata da una
+spaventosa preparazione militare meticolosissima, ha con una assoluta
+mancanza d'elasticità spirituale dimenticato che la forza pur dominando
+nel mondo deve fare i conti sempre con lo spirito. Voi avete misurato a
+cifre le nostre forze, ignorando forse, per il cretinismo dei vostri
+informatori, che il popolo italiano ha una grande anima potentissima,
+geniale, ricca di tutte le possibilità improvvisatrici. Questa anima
+dormiva e voi che contavate solamente il numero dei nostri cannoni, ci
+avete in blocco disprezzati, considerati come quantità trascurabile.
+L'Italia, avete pensato, marcerà con noi, obbedendo a noi. Se non
+marcerà con noi resterà neutrale. Ma l'anima italiana che aveva contato
+e ricontato tutte le offese i soprusi e i disprezzi, pur avendo mille
+ragioni per non battersi (triplicismo, propaganda pacifista, assoluta
+impreparazione ecc.) è scattata nel momento più pericoloso, sicura
+d'improvvisare ciò che non aveva preparato, e d'imparare la guerra
+facendola e vincendola. Ciò che avete fatto nel Belgio, i vostri
+siluramenti di navi inermi, il pericolo dell'egemonia tedesca che non ha
+e non può avere nessuna ragione d'essere mai, il desiderio
+rivoluzionario di noi futuristi italiani che volevamo ripulire l'Italia
+di tutto ciò che vi è di vecchio e specialmente del papato, scopatura
+che non si poteva fare con un impero Austro-Ungarico in piedi ecc.
+ecc... Ecco infinite ragioni per le quali siamo entrati in guerra, ma
+certo in tutti gli Italiani, dal più umile fante al Comandante Supremo,
+c'era un'altra ragione potente!
+
+«Volevamo dare con una lezione violenta a voi cocciuti professori
+medioevali d'arte guerresca, un brillante spettacolo d'Italianità, che
+significa fulminea genialità improvvisatrice, eroismo senza educazione
+guerresca, massima elasticità nel passare dalla violenza utile ad una
+assoluta bontà coi vinti e i disarmati. Ricordatevi che in questa guerra
+ogni pattuglia italiana aveva almeno uno scopritore di terre, un
+meccanico inventore, un poeta e un padre affettuoso.
+
+«Volete conoscere il piano vittorioso del generale Caviglia? Eccolo:
+
+«Dopo un'intensissima azione dimostrativa sul Grappa, per attirarvi il
+nemico, sfondare con 21 divisioni, separando la massa austriaca del
+Trentino da quella del Piave, e, con azione avvolgente, provocare la
+caduta dell'intera fronte montana.
+
+«La più settentrionale delle armate austriache, la sesta, aveva per
+linea di rifornimento Vittorio-Conegliano-Sacile. Bisognava dunque
+conquistare Vittorio Veneto tagliando questa linea. Poi, puntare con
+azione avvolgente su Feltre, cioè sul tergo del Grappa, facendolo cadere
+per manovra.
+
+«Subito dopo, raggiungere la convalle bellunese, puntando per le vie del
+Cadore e dell'Agordino.
+
+«Gli ordini di concentramento di forze diramati il 25 settembre ebbero
+principio di esecuzione il 26.
+
+«Tra il 26 settembre e il 10 ottobre, 21 divisioni, 800 pezzi di medio e
+grosso calibro, 800 pezzi di piccolo calibro e 500 bombarde, si
+schierano sulla nuova fronte. Quattrocento pezzi tolti da altri settori
+sono trasportati sulla fronte del Grappa.
+
+«Intanto 20 equipaggi da ponte, 4500 metri di passerella tubolare, 4500
+metri di ponte, sono preparati. In complesso, contro le 63 divisioni e
+mezza austriache e i loro duemila pezzi, noi abbiamo schierato 54
+divisioni e 4750 pezzi.
+
+«Il nostro fuoco d'artiglieria s'iniziò fra Brenta e Piave alle ore tre
+del 24 ottobre. Alle ore 7 e 15 balzano le fanterie sul Grappa. Il 26
+ottobre la resistenza sul Grappa è più che mai accanita. Sette divisioni
+italiane contro nove nemiche.
+
+«La sera del 26, si gettano i ponti sul Piave. Sono travolti. Altri
+ponti sono gettati nella notte del 28.
+
+«La mattina del 28, il 17.º corpo comincia a passare a Salettuol e l'8ª
+armata comincia a passare fra Pederobba e Falzè.
+
+«Nelle prime ore del 29, l'ottavo corpo, sui ponti della Priula, passa e
+prende Susegana; il 17º corpo entra in Conegliano; una colonna di
+lancieri e di bersaglieri ciclisti entra in Vittorio Veneto. Il 30
+ottobre, crolla il Grappa.
+
+«La disfatta degli austriaci, iniziatasi il 28, resa inevitabile il 29,
+si conclude il 30 con la catastrofe.»
+
+--Vous avez raison! Vous avez raison! interrompe il colonnello agitando
+le mani timide e tremanti. J'ai toujours pensé que le peuple Italien est
+un grand peuple.
+
+--Et quels soldats magnifiques! aggiunge Rose Barn moltiplicando i suoi
+sguardi voluttuosi al capitano che la guarda con insistenza.
+
+Mentre fissa il capitano, Rose Barn distrattamente urta col piedino il
+mio piede sinistro. Il mio scarpone d'alpino non vieta il passaggio
+dell'elettrica vibrazione. Rose Barn mi piace molto. Sono abituato a non
+lasciarmi sfuggire questi eleganti animali femminili che prediligono gli
+assaltatori audaci, e pur partendo sempre con un programma astuto nel
+cervello, non si rifiutano certi amplessi spensierati volanti e
+disinteressati.
+
+Sarei contentissimo di passare una notte con Rose Barn, anche se la
+notte precedente fosse stata passata da lei con l'amico Raby. In guerra
+bisogna marciare e non marcire. Nondimeno più d'ogni desiderio carnale
+urge in me un imperioso orgoglio italiano che vuole manifestare
+nettamente la sua nativa squisitezza spirituale. Prendo dunque la
+parola, con tono energico e guardando negli occhi senza ironia il
+colonnello che ora sorbisce con delizia il nostro caffè:
+
+--Vede, signor colonnello, noi siamo qui vincitori e siamo anche i
+vostri padroni. Malgrado le finestre chiuse entra l'odore pestilenziale
+della vostra gigantesca disfatta. Io vi parlo con sincerità assoluta.
+Vedo che siete intelligente, preciserò il mio pensiero. La signorina
+Rose Barn seduta vicino a me non è certo vostra moglie. Credo sia la
+vostra amante. La chiamate vostra nipote, poco importa. Ad ogni modo è
+bellissima. Piace molto a me e piace ancor più al comandante l'ottava
+squadriglia che ha catturato tutto il vostro corpo d'armata. Ve lo
+ripeto. Mi piace molto.
+
+Il conte Funk, colonnello austriaco, mi guarda con occhi spaventati e un
+sorriso stiracchiato:
+
+--Vous voulez rire, vous voulez rire, monsieur le lieutenant!
+
+--No, no, signor colonnello, non rido. La signorina Rose Barn che è una
+involontaria affascinatrice, non certo per tradire voi, anzi per
+ottenervi maggiori gentilezze nostre, ci promette con gli occhi (e
+certo manterrebbe!) delle notti d'amore straordinarie.
+
+--Oh monsieur le lieutenant, vous voulez rire, vous voulez rire!
+
+--Non rido, insisto su queste notti d'amore, che io intuisco veramente
+degne di noi vincitori.
+
+Pausa avvocatesca. Poi un sorriso a Rose Barn che tiene gli occhi
+abbassati come una educanda felice e turbata:
+
+--Sarebbero notti degne di noi vincitori se.... se... se non fossimo
+degli Italiani. Degli ufficiali austriaci che fossero questa sera nelle
+nostre condizioni, non mancherebbero di costringere la bella preda
+femminile tipo Rose Barn anche a viva forza, a ingoiarsi una purga di
+baci bavosi di vecchi generali e giovani ufficiali. Ma noi che siamo
+Italiani, signor colonnello, vi offriamo da pranzo e dopo l'eccellente
+caffè che avete sorbito non vi togliamo la vostra meravigliosa donna. E'
+bellissima, ve lo ripeto, ma io ho goduto la notte passata nelle braccia
+di una donna divina, unica, che si chiama l'Italia!
+
+Poi rivolgendomi con sorriso ironico, mellifluo a Rose Barn:
+
+--I vostri baci che devono senza dubbio essere sapientissimi, mi
+sembrerebbero inevitabilmente insipidi quanto quelli di una prostituta.
+Voi, non lo siete. Coi vostri occhi pieni di capricci e fantasie dovete
+certamente desiderare un maschio come me, se non fosse altro insolito,
+che vi parla come mai certamente un maschio vi ha parlato. Ebbene, no!
+cara Rose Barn, io vincitore italiano non vi prenderò, pur potendovi
+prendere, pur sapendo che vi farei piacere. Prego anzi l'amico Raby di
+rinunciare anche lui alla bella notte sicura. E lei, caro colonnello,
+gradisca l'ospitalità di questa parrocchia italiana che le offre un
+prete poco austrofilo, e dorma questa notte in pace senza che la gelosia
+aumenti i gradi della sua febbre. Però io propongo ora una breve
+passeggiata per digerire il nostro pranzo. Vuole, signora, e lei,
+colonnello, venire con noi a fumare una buona sigaretta Macedonia? Prego
+anche lei! Sono migliori, sono migliori delle sigarette ungheresi. Così
+potremo fumando non asfissiarci nel passeggiare fra i rottami
+dell'impero austro-ungarico... ma dove sono i nostri cani! Nick, Kim,
+Zazà? Venite, esperti puzzicoltori! Tu Zazà in testa. Guidaci fra tanti
+affastellamenti di luridume insanguinato. Coi tuoi bau! bau! variati ci
+descriverai il tuo paesaggio d'odori.
+
+Correvano danzavano e capriolavano Nick e Kim intorno, sopra, sotto Zazà
+abbaiando. Gli echi della valle stretta moltiplicavano i
+
+ bu baa baubau baubaubau.
+
+--Vede, signora, i soliti puzzi monotoni di stiva, latrina, iodio,
+pidocchi
+
+baubaubaubaubauabaubaubaubau.
+
+Ora Zazà ha scoperto e ci spiega nel suo linguaggio che io comprendo i
+fetidissimi puzzi che sta decifrando col naso: =puzzo d'imperatore,
+puzzo di caserma, puzzo di prete sudicio, puzzo di carcere, puzzo di
+medioevo, puzzo di passatismo!=
+
+ * * * * *
+
+Ridevano le buone, umane, civili stelle italiane arricciando le
+schifiltose nari d'oro.
+
+COMANDO SUPREMO
+
+ 4 novembre, ore 12.
+
+ _La guerra contro l'Austria Ungheria che, sotto l'alta guida di S.
+ M. il Re Duce Supremo, l'Esercito italiano inferiore per numero e
+ per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e
+ tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, E'
+ VINTA._
+
+ _La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed
+ alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, tre britanniche,
+ due francesi, una czeco-slovacca ed un reggimento americano contro
+ 73 divisioni austro-ungariche, è finita._
+
+ _La fulminea arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su
+ Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del
+ Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della Settima Armata e
+ ad oriente da quelle della Prima, Sesta e Quarta, ha determinato
+ ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria._
+
+ _Dal Brenta al Torre, l'irresistibile slancio della Dodicesima,
+ dell'Ottava, della Decima Armata e delle divisioni di cavalleria,
+ ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente._
+
+ _Nella pianura S. A. R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla
+ testa della sua invitta Terza Armata, anelante di ritornare sulle
+ posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva
+ perdute._
+
+ _L'Esercito austro-ungarico è annientato: esso ha subìto perdite
+ gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e
+ nell'inseguimento: ha perdute quantità ingentissime di materiali di
+ ogni sorta e pressochè per intero i suoi magazzini e i depositi; ha
+ lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000 prigionieri con
+ interi stati maggiori e non meno di 5000 cannoni._
+
+ _I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo,
+ risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano
+ disceso con orgogliosa sicurezza._
+
+ Firmato: _DIAZ._
+
+ _Le automitragliatrici della colonna (VIII Squadriglia) catturato
+ un comandante di Corpo d'Armata, mitragliato e arrestato un treno
+ in movimento verso Pontebba, entrarono a Chiusaporte._
+
+(=Diario Ufficiale della nostra ultima offensiva=),
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE
+
+
+ _Pag._
+
+ I.--L'offensiva dell'amore 5
+
+ II.--La Dama al Balcone e le serenate massacrate 23
+
+ III.--La battaglia chimica e gli aloni azzurri 33
+
+ IV.--Una donna-premio 46
+
+ V.--Il pazzo 62
+
+ VI.--Un'esposizione futurista navale 66
+
+ VII.--La 74 76
+
+ VIII.--Gli equipaggi della Luna 81
+
+ IX.--Il Deposito fa schifo 98
+
+ X.--Vita da cow-boys 107
+
+ XI.--La marchesa Casati e i balli futuristi 126
+
+ XII.--Una festa napoleonica 136
+
+ XIII.--I veleni del Golfo 143
+
+ XIV.--Una festa petroliniana 162
+
+ XV.--Cavalleria medioevale e blindate futuriste 170
+
+ XVI.--Le ville nostalgiche 181
+
+ XVII.--Duello fra Caviglia e la pioggia 190
+
+ XVIII.--La Vittoria 212
+
+ XIX.--La villa devastata 225
+
+ XX.--Le Forze della gioia, della pietà e della vendetta 237
+
+ XXI.--Lavami, lavami, o amore 257
+
+ XXII.--Fiumi, campane, donne e mitragliatrici innamorate 268
+
+ XXIII.--Massaggio del corpo divino dell'Italia 279
+
+ XXIV.--Un parto in blindata 288
+
+ XXV.--Un esercito in trappola 302
+
+ XXVI.--Pagiolin, colombo viaggiatore 325
+
+ XXVII.--Un'isola profumata nel fiume puzzolente 346
+
+ XXVIII.--La più bella notte d'amore 359
+
+ XXIX.--A mensa col vinto fra i rottami dell'Impero Austroungarico 364
+
+
+
+
+Opere di F. T. MARINETTI
+
+ LA CONQUETE DES ÉTOILES, poème épique, 3.e édition.
+ Editions de la «Plume», Paris 3 fr. 50
+
+ DESTRUCTION, poèmes.
+ Léon Vanir, éditeur, Paris 3 fr. 50
+
+ LA MOMIE SANGLANTE, poème dramatique.
+ Edizioni del «Verde e Azzurro», Milano 2 fr. 50
+
+ D'ANNUNZIO INTIME, 4.e édition.
+ Edizioni del «Verde e Azzurro», Milano 2 fr. 50
+
+ LE ROI BOMBANCE, tragédie satirique, 3.e édition.
+ Editions du «Mercure de France», Paris 3 fr. 50
+
+ LA VILLE CHARNELLE, 4.e édition.
+ E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
+
+ LES DIEUX S'EN VONT, D'ANNUNZIO RESTE, 11.e édition.
+ E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
+
+ LE CONQUETE DES ÉTOILES, 4.e édition,
+ suivie des jugements de la presse internationale.
+ E. Sansot et C., édit., Paris 3 fr. 50
+
+ POUPÉES ÉLECTRIQUES, drame en trois acte
+ en prose, avec une préface sur le futurisme.
+ E. Sansot et C., édit., Paris 3 fr. 50
+
+ ENQUETE INTERNATIONALE SUR LE VERS LIBRE,
+ précédée du premier Manifeste futuriste, (8.e mille).
+ Édit., de «Poesia» 3 fr. 50
+
+ MAFARKA LE FUTURISTE, roman africain (21.e mille).
+ E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
+
+ MAFARKA IL FUTURISTA, romanzo, tradotto da
+ Decio Cinti (Processato e condannato. Due mesi
+ e mezzo di prigione all'autore).
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» _Sequestrato_
+
+ DISTRUZIONE, poema, tradotto in versi liberi
+ col _Primo processo di «Mafarka il Futurista»_
+ (Edizione di «Poesia») _Esaurito_
+
+ RE BALDORIA, traduzione del Roi Bombance
+ Editori Fratelli Treves, Milano
+
+ LE FUTURISME, Théories et Mouvement. 12.e mille
+ E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
+
+ LA BATAILLE DE TRIPOLI, récit futuriste de la
+ journée _du 26 ottobre 1911_.
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» 1 fr. 50
+
+ LA BATTAGLIA DI TRIPOLI, vissuta e cantata
+ da F. T. Marinetti.
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 2,--
+
+ LE MONOPLAN DU PAPE, roman prophétique en vers libres.
+ E. Sansot et C., éditeurs, Paris 3 fr. 50
+
+ ZANG-TUMB-TUMB. (Assedio di Adrianopoli)
+ Parole in libertà.
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 3,--
+
+ GUERRA, SOLA IGIENE DEL MONDO.
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 2,--
+
+ L'AEROPLANO DEL PAPA, romanzo profetico
+ in versi liberi, traduzione del _Monoplan
+ du Pape_. Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 3,50
+
+ EL FUTURISMO, traducciòn de German
+ Gomez de la Mata y N. Hernandez Luquero.
+ F. Sempere y C., editores, Valencia 4 _reales_
+
+ FUTURISME, traduction russe. Editions de
+ «Promèthée» Saint-Pétersbourg 1 r 25
+
+ NOI FUTURISTI. Edizioni Quintieri. Milano L. 2,--
+
+ MANIFESTI DEL FUTURISMO. 4 volumetti
+ dei _Breviari intellettuali_.
+ Istituto Editoriale Italiano. Milano L. 8,--
+
+ TEATRO SINTETICO FUTURISTA, in collaborazione
+ con B. Corra e E. Settimelli (2 vol.)
+ Istituto Editoriale Italiano L. 4,--
+
+ VERSI E PROSE DI S. MALLARMÉ, prima
+ traduzione italiana.
+ Istituto Editoriale Italiano, Milano L. 2,--
+
+ POESIE SCELTE. 2 vol. dei _Breviari Intellettuali_.
+ Istituto Editoriale Italiano L. 4,--
+
+ COME SI SEDUCONO LE DONNE.
+ Edizioni dell'«_Italia Futurista_» L. 3,--
+
+ L'ISOLA DEI BACI, in collaborazione con B. Corra.
+ Facchi, editore. Milano L. 3,--
+
+ DEMOCRAZIA FUTURISTA, Dinamismo politico.
+ Facchi, editore. Milano L. 5,--
+
+ 8 ANIME IN UNA BOMBA, romanzo esplosivo.
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 3,--
+
+ UN VENTRE DI DONNA, romanzo, in collaborazione
+ con la signora Robert.
+ Facchi Editore, Milano L. 4,--
+
+ DISTRUZIONE, traduzione in versi liberi
+ di Decio Cinti. Nuova edizione.
+ Casa Editrice Sonzogno, Milano L. 4,--
+
+ MAFARKA IL FUTURISTA. Nuova edizione.
+ Casa Editrice Sonzogno, Milano L. 6,50
+
+ LES MOTS EN LIBERTÉ FUTURISTES.
+ Edizioni Futuriste di «Poesia» L. 5,--
+
+ LUSSURIA--VELOCITA'. Casa Editrice
+ Modernissima. Milano L. 10,--
+
+ L'ALCOVA D'ACCIAIO. Romanzo vissuto.
+ Casa Editrice Vitagliano. Milano L. 8,--
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+
+L'ortografia e punteggiatura originarie sono state mantenute,
+eccetto per i cambiamenti di seguito elencati (il testo originale
+è sulla prima riga, il testo corretto su quella sottostante).
+
+Le incongruenze negli accenti delle parole "éditeurs, édition"
+nell'elenco delle opere in fondo al libro sono state corrette
+senza annotazione.
+
+
+ Copirygth by C. E. Vitaliano Aprile 1921
+ Copyright by C. E. Vitaliano Aprile 1921
+
+ il padre senatore. Anima vivacissma piena di allegre
+ il padre senatore. Anima vivacissima piena di allegre
+
+ e capitani in grigio verde tozzi rudi, sporchi polverosisimi,
+ e capitani in grigio verde tozzi rudi, sporchi polverosissimi,
+
+ dei bersaglieri che resiste a tutti i colpi!
+ dei bersaglieri che resiste a tutti i colpi!»
+
+ moltiplicando la bollente gioiellieria dei riflessi.
+ moltiplicando la bollente gioielleria dei riflessi.
+
+ della mia 74. Ho aperto la sportello di sinistra.
+ della mia 74. Ho aperto lo sportello di sinistra.
+
+ perchè abbiam fatto l'Italia.
+ perchè abbiam fatto l'Italia,
+
+ vergine di Galilea... Mariettin! si, si, te. E' una
+ vergine di Galilea... Mariettin! sì, sì, te. E' una
+
+ velocissimo ma senza coraggio. Nich puro Ruffterrier
+ velocissimo ma senza coraggio. Nick puro Ruffterrier
+
+ Nic disprezza Kim. Ma se il bracco assale
+ Nick disprezza Kim. Ma se il bracco assale
+
+ di monte Galdella, orlato di squadroni di cavallerio.
+ di monte Galdella, orlato di squadroni di cavalleria.
+
+ Sei e mezza. Fa fresco. La mia corrozzella è ferma
+ Sei e mezza. Fa fresco. La mia carrozzella è ferma
+
+ Ogni tanto la cameriera si tira su la giarriettiera.
+ Ogni tanto la cameriera si tira su la giarrettiera.
+
+ teneressimo bacio sulla soglia della casa della zia.
+ tenerissimo bacio sulla soglia della casa della zia.
+
+ tutte le =rrrrrr= snobistiche di Parigi Londra New-Yorck.
+ tutte le =rrrrrr= snobistiche di Parigi Londra New York.
+
+ nemico è in rotta completa senza neppure un cannome
+ nemico è in rotta completa senza neppure un cannone
+
+ sono oggi agitati, sbalorditi dalla piega degli avvementi.
+ sono oggi agitati, sbalorditi dalla piega degli avvenimenti.
+
+ diminuita e si vedeva le pallottole della mitragliatrici
+ diminuita e si vedeva le pallottole delle mitragliatrici
+
+ Mangerà, deve mangiare il ricco asse di cuori
+ Mangerà, deve mangiare il ricco asso di cuori.
+
+ il germannico li piglia e se ne va. Il Germanico non
+ il germanico li piglia e se ne va. Il Germanico non
+
+ mi dia un fucile! Ci vado io e le sgozzo, le sgozzo!
+ mi dia un fucile! Ci vado io e le sgozzo, le sgozzo!»
+
+ penetrava, imbeveva di se ogni fibra, scatenava
+ penetrava, imbeveva di sè ogni fibra, scatenava
+
+ è morta e che non si festeggiano gli Italilani suonando
+ è morta e che non si festeggiano gli Italiani suonando
+
+ tenente! Siamo in diociotto donne; se non ha paura,
+ tenente! Siamo in diciotto donne; se non ha paura,
+
+ ruota di destra passerà esattamente a due centrimetri
+ ruota di destra passerà esattamente a due centimetri
+
+ Si, è lui! Profilo elegante di bel cavaliere sul suo
+ Sì, è lui! Profilo elegante di bel cavaliere sul suo
+
+ lughissime trascinate, ubriache e ubriacanti di
+ lunghissime trascinate, ubriache e ubriacanti di
+
+ --Si, signor tenente.
+ --Sì, signor tenente.
+
+ trascapani e baionette sbatacchiate.
+ tascapani e baionette sbatacchiate.
+
+ --Benedeeeetti! Benedeeeeti gl'Italiaaaani! gl'Italiaaaani!
+ --Benedeeeetti! Benedeeeetti gl'Italiaaaani! gl'Italiaaaani!
+
+ aiutarlo, ma si rifuta il campanaro e tra la
+ aiutarlo, ma si rifiuta il campanaro e tra la
+
+ e la mano destra più rude e muscolosa: Trentino!
+ e la mano destra più rude e muscolosa: Trentino!»
+
+ un po' stanca per i troppi baci e le carrezze accanite!
+ un po' stanca per i troppi baci e le carezze accanite!
+
+ bastonatura. E' un accattabrighe simpaticissimo.
+ bastonatura. E' un attaccabrighe simpaticissimo.
+
+ se la svignino come Fiordalisi!
+ se la svignino come Fiordalisi!»
+
+ pronuncia la parola «télèphone».
+ pronuncia la parola «téléphone».
+
+ A cauci te faccio camminà, porcaccione!
+ A cauci te faccio camminà, porcaccione!»
+
+ E' una gloria nostra! E la gloria dell'ottava
+ E' una gloria nostra! E' la gloria dell'ottava
+
+ Bianchetto. Quello Lulu. Ecco Pagiolin! Scegli
+ Bianchetto. Quello Lulù. Ecco Pagiolin! Scegli
+
+ colpo d'ala e si posa sopra un letto. Bianco, saltella
+ colpo d'ala e si posa sopra un tetto. Bianco, saltella
+
+ bizzarrie di correnti sopro i boschi, poichè i fogliami
+ bizzarrie di correnti sopra i boschi, poichè i fogliami
+
+ me! Ecco il varco, giù giù! Con me, a capofitto!
+ me! Ecco il varco, giù giù! Con me, a capofitto!»
+
+ dei proiettori che tagliano geometricomente
+ dei proiettori che tagliano geometricamente
+
+ LA PIU BELLA NOTTE D'AMORE
+ LA PIU' BELLA NOTTE D'AMORE
+
+ La prendo, La stringo e i miei baci affannosi
+ La prendo, la stringo e i miei baci affannosi
+
+ ancora ancora! Un altra stretta.. Felicità,
+ ancora ancora! Un altra stretta... Felicità,
+
+ costo ricostruisce le sue armi di seduzione Essa
+ costo ricostruisce le sue armi di seduzione. Essa
+
+ sulla nuova fronte. Quattrocenti pezzi tolti da altri
+ sulla nuova fronte. Quattrocento pezzi tolti da altri
+
+ inevitabile il 29, si conclude il 30 con la catastrofe.
+ inevitabile il 29, si conclude il 30 con la catastrofe.»
+
+ ma dove sono i nostri cani! Nik, Kim, Zaza?
+ ma dove sono i nostri cani! Nick, Kim, Zazà?
+
+ POUPELES ÉLECTRIQUES, drame en
+ POUPÉES ÉLECTRIQUES, drame en
+
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+
+End of Project Gutenberg's L'alcòva d'acciaio, by Filippo Tommaso Marinetti
+
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+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
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+
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+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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+approach us with offers to donate.
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+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
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+works.
+
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+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
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