summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 02:40:21 -0700
committerRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 02:40:21 -0700
commit59080646b5304007a32adefba5b5778174a5eb2f (patch)
tree04b7ef0ad4c17fad2b4054e8a43f0b103ddba105
initial commit of ebook 28785HEADmain
-rw-r--r--.gitattributes3
-rw-r--r--28785-8.txt17488
-rw-r--r--28785-8.zipbin0 -> 303868 bytes
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
5 files changed, 17504 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..6833f05
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,3 @@
+* text=auto
+*.txt text
+*.md text
diff --git a/28785-8.txt b/28785-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..bcf5f5b
--- /dev/null
+++ b/28785-8.txt
@@ -0,0 +1,17488 @@
+The Project Gutenberg EBook of La baraonda, by Gerolamo Rovetta
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La baraonda
+
+Author: Gerolamo Rovetta
+
+Release Date: May 13, 2009 [EBook #28785]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA BARAONDA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+LA BARAONDA.
+
+
+
+
+
+ OPERE di GEROLAMO ROVETTA:
+
+
+ ROMANZI E RACCONTI.
+
+
+ _Mater Dolorosa_ (8ª. edizione). Milano, Chiesa e Guindani,
+ _I Barbarò, o le lacrime del prossimo_. (3.ª ediz.). Treves.
+ _Sott'acqua_ (3.ª edizione). Milano, Treves.
+ _Tiranni Minimi_ (4.ª edizione). Milano, Treves.
+ _Ninnoli_ (5.ª edizione). Milano, Chiesa e Guindani.
+ _Il Processo Montegù_ (3.ª ediz.). Milano, Chiesa e Guindani.
+ _Il Primo Amante_ (2.ª edizione). Milano, Treves.
+ Baby (4.ª edizione). Milano, Chiesa e Guindani.
+ _La Baraonda_. Milano, Treves.
+
+
+ TEATRO.
+
+ _Un volo dal Nido_, commedia. Verona, Münster.
+ _La moglie di Don Giovanni_, dramma. Verona, Münster.
+ _Collera cieca_, commedia. Verona, Münster.
+ _In sogno_, commedia in 4 atti. Verona, Münster.
+ _Gli uomini pratici_, commedia in 3 atti. Milano, Treves.
+ _Scellerata!_ commedia in un atto. Milano, Treves.
+ _La Contessa Maria_, dramma in 4 atti. Milano, C. Barbini.
+ _La Trilogia di Dorina_, comm. in 3 atti. Milano, Treves.
+ _I Barbarò_, commedia. Milano, Chiesa e Guindani.
+ _Marco Spada_, comm. in 4 atti. Milano, Chiesa e Guindani.
+ _Alla città di Roma_, comm. Milano, Chiesa e Guindani.
+ _La Cameriera Nova_, in dialetto venez. Chiesa e Guindani.
+ _I Disonesti_, dramma in 3 atti. Milano, Chiesa e Guindani.
+
+
+
+
+
+
+ GEROLAMO ROVETTA
+
+
+
+ La Baraonda
+
+
+
+ ROMANZO
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+ 1894.
+
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+
+ _Riservati tutti i diritti._
+
+
+
+
+ Tip. Fratelli Treves.
+
+
+
+
+
+PARTE PRIMA
+
+
+CANTASIRENA.
+
+
+
+
+I.
+
+
+Nora piombò nella saletta come un fulmine.
+
+--Ho fame! Ho fame!--Poi gridò, chiamando e voltandosi verso l'uscio
+della cucina:
+
+--Gioconda! Presto! La colazione!
+
+--La Gioconda,--rispose Evelina, senza alzare il capo nè la voce,--la
+Gioconda l'ho mandata adesso alla posta. Torna subito.--E continuò a
+scrivere, curva, tutta addosso alla tavola, colla faccia sulle
+cartelle.
+
+Nora, stizzita, si sbottonò d'un colpo, con una sola strappata, la
+giacchettina blu dagli occhielli un po' logori, poi brontolando,
+cominciò a camminare in su e in giù per la saletta.
+
+Quanto più la Gioconda tardava a venire, tanto più Nora diventava
+rabbiosa, e il suo viso così fresco e roseo, sotto il gran volume dei
+capelli biondi, il bel visino spirante una leggiadrìa tutta infantile e
+che risaltava piacevolmente per lo splendore magnifico della persona
+alta e rigogliosa, si alterava, appariva contraffatto.
+
+--Tu per altro, gioia! tu l'hai fatta colazione!
+
+Anche la voce, non era più la solita, dalle calde modulazioni; era
+divenuta disarmonica ed aspra.
+
+L'altra intanto, calma, indifferente, continuava a scrivere,
+rannicchiata, bassa, quasi col naso sulle cartelle.
+
+Evelina lavorava così le intere giornate, occupando sempre il suo
+solito cantuccio della tavola da pranzo dove nel gran disordine di
+quella gente si ammonticchiava in un batter d'occhio coi libri, coi
+giornali, colle lettere, tutta l'altra roba che entrava o aveva finito
+di girare per la casa.
+
+Sopra un fascio di bozze c'era ancora un piatto col bicchiere e col
+tovagliolo di Evelina: tutto sotto l'attenta e immobile sorveglianza di
+_Numa_, il gattone rosso. Ed era stata appunto la vista di quella roba,
+del piatto col bicchiere e col tovagliolo, la vera cagione della
+stizza, dell'ira crescente di Nora.
+
+E la Gioconda non si faceva vedere!
+
+--Tu fai il comodo tuo, senza darti pensiero di nessuno!... Quando sai
+che io devo tornare a casa dopo essermi spolmonata con tre ore di
+lezione, allora mandi fuori la Gioconda colle lettere!--e irritata
+anche perchè le sue parole non facevano nessun effetto, le buttò i
+guanti con violenza sul capo.
+
+_Numa_ sparì d'un tratto. Evelina asciugò la cartella che si era
+macchiata d'inchiostro, cercò una parola scartabellando un dizionario,
+e ricominciò a scrivere come prima.
+
+--La Gioconda deve essere qui subito!--disse poi, a mezza voce, come se
+parlasse fra sè.
+
+L'altra ricominciò a girare e a brontolare.
+
+--Che vita! Che vita! Che vita! Ma presto, per fortuna....--e questo lo
+mormorò più sottovoce--me ne andrò! me ne vado! subito! a qualunque
+costo!--E camminava un po' dondolandosi, affondando le mani nella
+giacchetta, con un'aria di rivolta e di sfida, stirandosi ritta colla
+vita e colle spalle, quasi offrendosi col seno sporgente: pareva
+volesse sfoggiare tutte le attrattive, tutte le seduzioni della sua
+bellezza.
+
+Sì, se ne sarebbe andata, e quel bel corpo doveva essere la sua
+potenza, la sua fortuna. Se quello che aveva in cuore le sarebbe
+riuscito, bene; diversamente avrebbe fatto la cantante, la mima....
+
+E Pietro Laner?
+
+Nora rispose a quel ricordo importuno con un'alzata di spalle.
+
+Il suo giovane fidanzato, il giovane povero, umile, le appariva in
+mezzo alla luce sfolgorante del nuovo sogno, ancora più misero, ancora
+più meschino.--E brutto. Perchè era anche brutto; colla barbetta rada,
+ispida, i capelli crespi e lunghi come la parruccaccia d'un negro, e
+gli occhialoni grossi, colle suste dietro le orecchie, come i
+tedeschi!--Non aveva più un soldo ed era anche brutto.--Bel guadagno a
+sposarlo!
+
+--Se gli aveva detto di sì, adesso gli direbbe di no!--E come prima,
+all'immagine del giovane, adesso, al rimordere leggero della coscienza
+rispose con un'alzata di spalle....--Duchessa!... Che sogno! Che
+sogno!... Ma sarebbe arrivata fin là?... Ebbene, se "fin là" proprio
+"fin là" non sarebbe arrivata, se non potesse giungere ad essere sua
+moglie--duchessa!--avrebbe accettato anche di diventare la sua amante.
+Essere una signora, "esser ricca", questo era il più importante--e
+questo era sicuro:--ed ecco la sua febbre, la sua gioia di quei giorni.
+Perchè in quei giorni Nora era contenta. Se si era arrabbiata, se si
+arrabbiava tanto contro Evelina, era per una collera tutta fisica, per
+il tormento acuto, irritante dello stomaco vuoto, che la rendeva
+nervosa. Finchè non si sfogava a mangiare aveva bisogno di sfogarsi a
+gridare, a strapazzare. Non c'era altri che Evelina e se la rifaceva
+con lei: e poi quando fu persuasa che Evelina non le badava nemmeno, se
+la prese colla credenza, aprendola e richiudendola con gran fracasso.
+
+--Niente! Niente! Niente!
+
+Si avvicinò alla tavola per cercare nei cassetti, ma Evelina si oppose:
+
+--Sta ferma; non posso scrivere.
+
+--Voglio mangiare!
+
+--Mangia una fetta di panettone.
+
+In quella casa, mancava qualche volta il pane; il panettone mai.
+
+--No, gioia! Voglio anch'io una costoletta!--E le indicava un ossicino
+sul piatto, dinanzi al quale _Numa_ era tornato a montare la guardia
+sospirando.
+
+In quel punto si udì camminare nell'anticamera.
+
+--Gioconda! Presto! La colazione!
+
+--Come? La signorina Nora?... E non è rimasta dalla signora
+Schönfeld?--esclamò la Gioconda ridendo col riso grasso della donna ben
+pasciuta.
+
+--Ma guarda che originale! Resta fuori ogni altro giorno o a colazione
+o a pranzo, sempre in aria con questa Schönfeld, e proprio oggi, signor
+no! Viene a casa a far colazione!--La Gioconda parlava lentamente,
+ascoltandosi e continuando a ridere per quello che diceva. Oh, in casa,
+avevano fatto un "repulisti" generale! Lei non aveva più un soldo!
+Prima di andare a far la spesa doveva aspettare il signor Direttore
+"col rinforzo!"
+
+--Oggi a credito non si compra; tutti brontolano e mi strapazzano.
+Vogliono essere pagati. E si capisce. È appena morto il giornale; i
+bottegai sono tutti diffidenti!...--E scoppiò a ridere più forte: il
+fatto della signorina, che con tanto appetito doveva digiunare, era
+molto comico!
+
+Nora aveva quasi le lacrime agli occhi.
+
+--Non dire sciocchezze, che non occorre aspettare lo zio Matteo! Tu sei
+una milionaria!...
+
+--Sicuro!--Il bel servone voleva negare sospirando, ma non riusciva a
+nascondere tutta la propria compiacenza.--Avevo quaranta o cinquanta
+lire e ho dovuto mandarle a mia sorella!
+
+Questo non era vero. Aveva il gruzzolo, nascosto nella calzetta. Nei
+giorni dell'abbondanza nessuno badava a spendere e spandere; soltanto
+la serva metteva da parte.
+
+--Ma lei, signorina? Delle sue lezioni?... Niente?--E la Gioconda
+soffiò sul palmo della mano per rendere la domanda più eloquente.
+
+--Ho dato tutto allo zio Matteo.
+
+--E io pure,--ripetè Evelina, prima di essere interrogata.
+
+Nora tornava a strillare, ma la Gioconda, vivamente, accennando verso
+l'anticamera, le fece segno di tacere.
+
+--Perchè? Chi c'è?--domandarono le due ragazze quasi insieme.
+
+--Un.... _tirolese_.
+
+_Tirolese_, era il soprannome che si dava in quella casa ai creditori
+in generale.
+
+Perchè?--Chi lo sa?--Nessuno forse, avrebbe saputo dirlo; ma tutti i
+creditori venivano chiamati a quel modo: _tirolesi_.
+
+--Chi è?--domandò Evelina più curiosa che inquieta.
+
+--È il fattorino della Faré, quel gran negozio di guanti e di
+cravatte!--esclamò la Gioconda coll'ammirazione che destava ancora,
+dopo tanto tempo, nella contadinotta della bergamasca il gran lusso di
+Milano.
+
+--Non gli hai detto che lo zio è fuori?
+
+--Sicuro, ma non importa. Ha ricevuto l'ordine di aspettarlo.
+
+--Ma io ho fame! Ho fame!--continuava a ripetere Nora. Importava tanto
+a lei dei _tirolesi_!
+
+--Venga con me. Caffè latte e panettone è una colazione da papa!--E
+sempre sorridente, movendosi indolente colla persona grassa e rotonda
+dappertutto, passò in cucina seguita da Nora. Anche _Numa_, saltò giù
+dalla tavola e le tenne dietro, silenziosamente, fregandosi contro le
+sue sottane e rigirando alta la coda con tutto uno stiramento
+sonnacchioso.
+
+Intanto Matteo Cantasirena, lo zio, come lo chiamavano Nora ed Evelina,
+_il signor direttore_, come lo chiamava la Gioconda, continuava a farsi
+aspettare. La sua gazzetta--_Il Rinnovatore_--era morta il giorno
+innanzi; ma non c'era da temere per Cantasirena: egli era più vivo che
+mai. Morto un giornale, ne faceva un altro, ed era allora che spiegava
+la maggiore attività, le più grandi risorse della sua fantasia e del
+suo spirito, ed era allora, sui giornali degli altri, che egli scriveva
+anche i suoi migliori articoli, per il bisogno stringente delle
+cinquanta lire, per far sapere, per far vedere e per ricordar bene, che
+Matteo Cantasirena era sempre quello di prima!
+
+Egli poteva vantare tutti i titoli. Professore, avvocato, cavaliere ed
+anche colonnello, perchè era stato qualche cosa di simile con
+Garibaldi, nelle sussistenze. Lui e l'Italia si erano fatti a vicenda
+ed erano cresciuti grandi insieme. Egli aveva tutto veduto, tutto
+provato, tutto goduto, tutto sofferto; aveva fatto di tutto ed anche
+del bene.--Oggi era pieno di danari, di gloria, di potenza; domani
+danari, autorità, amici e riputazione, tutto aveva perduto, tutto:
+tranne la salute!... Ma poi, con la salute sempre buona, ritornava da
+capo; e destreggiandosi ed imponendosi, commovendo gli uni e
+minacciando gli altri, ma non odiando mai nessuno, nemmeno chi gli
+aveva tirato l'ultimo calcio, e poter così approfittare di tutti
+quanti, a poco a poco ritornava a galla, sempre potente e sempre
+gaudente.... in barba.... ai _tirolesi_!
+
+La sua forza era la grande fede in sè stesso e nella minchioneria degli
+altri. Generoso, prodigo, anche nella disdetta, nelle angustie più
+terribili, ostentava una cert'aria olimpica di protezione; era il
+grande architetto, almeno uno dei grandi architetti, se non
+dell'universo, della patria.
+
+La folla che lo vedeva sempre in piedi anche dopo le cadute più
+rumorose, lo stimava un valore particolare; ed era indulgente e
+benevola con Matteo Cantasirena, il quale, in fondo, non era mai
+cattivo più del necessario, e gli manteneva la sua simpatia perchè in
+tutto ciò che di bene o di male si raccontava o s'inventava sul conto
+suo, c'era sempre la parte amena, la nota dell'uomo di spirito, che
+faceva ridere.
+
+E anche la sua figura era simpatica. Bell'uomo, alto, col cranio
+pelato, lucentissimo, col bel pancione delle persone importanti e la
+barba alla Mosè, si faceva subito notare in mezzo a tutti e prima di
+tutti, in un teatro, ad un banchetto, in mezzo alla folla, e così anche
+pei vantaggi della sua figura, finiva col rappresentare, dovunque si
+trovasse, una parte sempre spiccata. E Cantasirena, che sapeva anche
+questo, compiva l'opera della natura, con certi cappelloni a tuba dalle
+larghe tese che si faceva fare apposta e collo sparato ampio della
+camicia; i provinciali se lo indicavano l'un l'altro come una delle
+rarità di Milano, e la sua grossezza caratteristica aumentava la sua
+gloria.
+
+Nora ed Evelina egli le chiamava, colla solita teatralità espansiva,
+"le sue care figliuole." Ma questo non vuol dire che fossero sue figlie
+davvero, come non erano nemmeno sue nipoti, sebbene esse lo chiamassero
+zio.
+
+Era un modo appunto per chiamarsi, per farsi intendere. Ma poi, nel
+turbinìo rumoroso, assordante di quella casa e di quella vita così
+varia, così agitata e accidentata, fra un giorno di lusso e di
+abbondanza e un altro di ripieghi, fra l'andirivieni ai teatri, alle
+feste, alle inaugurazioni e alle commemorazioni, e le giornate del
+lavoro affrettato, disperato, affannoso, non c'era mai tempo di
+fermarsi per ricordare, per riflettere; e così il modo di chiamarsi
+diventava poi, in quella gran confusione, anche il modo di essere, e la
+metafora delle espansioni suppliva alla mancanza dei rapporti di
+famiglia, dei legami del sangue.
+
+E tutto ciò, naturalmente, ancora di più per Cantasirena che per Nora e
+per Evelina. La politica, il giornale, le banche, le ferrovie; e
+correre in cerca di quattrini; e una cambiale da rinnovare, un'altra da
+non pagare, e un'altra da scontare; e il ministero da sostenere e
+l'impresario da difendere e il discorso di un onorevole, e tutto ciò
+con un duello per aria, un protesto in casa, e i vizietti da
+soddisfare: ecco la sua vita, giorno per giorno.
+
+La casa, per Matteo Cantasirena, non era l'abitazione, ma uno dei suoi
+recapiti. Vi era sempre di passaggio, dentro e fuori, col cappello in
+testa, il bastone sotto il braccio, e la voce in aria: quando si
+fermava di più era qualche volta di notte, e qualche volta anche di
+giorno, colla Gioconda...
+
+Faceva colazione al caffè, mandava alla cuoca delle sporte di roba per
+il pranzo e poi non ci veniva nemmeno, senza avvertire, e nessuno lo
+aspettava.
+
+Ne' suoi bei momenti di gloria e di quattrini, aveva la casa piena di
+gente: commilitoni, genii, patriotti, tenori, deputati.... e sopratutto
+parenti: quando aveva quattrini gli capitavano parenti da tutte le
+quattro parti. Cantasirena li accoglieva sempre a braccia aperte e
+apriva loro anche la borsa. Si commoveva, pieno di contentezza nel
+rivederli, anche quando non li aveva mai visti; poi, quando tornavano i
+giorni della bancarotta e se ne andavano tutti com'erano venuti, Matteo
+Cantasirena, per il primo, non se ne ricordava più.
+
+Quelle due ragazze, Evelina e Nora, gli erano state portate in casa,
+piccine, bambine ancora; poi nessuno si era più ricordato di venirle a
+riprendere e così vi erano rimaste, erano cresciute ed erano diventate
+"le sue care figliuole"; e per questo lo chiamavano zio, e tutti le
+credevano due sorelle, mentre forse non erano nemmeno cugine.
+
+Eppure, preso alle strette, avrebbe potuto giurare che non erano
+proprio sue figlie?...--Aveva avuto moglie?
+
+Una vera moglie, legittima, forse no. Ma fra tutte quelle donne di ogni
+classe e di ogni razza colle quali era stato legato in quella sua lunga
+vita, cominciata quando ancora era quasi fanciullo, avrebbe potuto
+giurare che non ci fosse stata anche la madre di Nora e di Evelina?...
+Dell'una o dell'altra, almeno, se non di tutte due?
+
+Ma Cantasirena non ci pensava, e anche pensandoci, non se ne sarebbe
+ricordato. Forse non avrebbe saputo dire, con sicurezza, nemmeno
+dov'era nato. A Torino, quando aveva fondato la _Dogaressa_, pareva un
+veneto; poi, entrato con Vittorio Emanuele a Venezia, per fondarvi il
+_Bersagliere_, lo credevano un piemontese. Adesso, a Milano, si
+riscaldava contro l'invasione dei giornalisti esotici: dunque avrebbe
+dovuto essere milanese o almeno lombardo....
+
+E anche il suo nome?... Anche quel nome: _Cantasirena_? Era il suo vero
+nome?... O non era piuttosto l'antica firma, il pseudonimo del suo
+primo articolo, della sua prima battaglia, de' suoi primi successi, e
+che rimasto nella voga popolare, era poi rimasto anche a lui,
+definitivamente?...
+
+Chi lo sa!
+
+La sua vera vita era stata la vita pubblica; il suo passato, il passato
+storico della nuova Italia; e invece degli anni egli contava il numero
+dei ministeri!
+
+E adesso che aveva i cinquanta, e forse i sessanta, dopo tanto fare,
+disfare, rifare, dopo aver guadagnato e aver speso milioni, Matteo
+Cantasirena era ancora tal e quale, per tornar da capo: allo stesso
+punto come quando aveva cominciato: pieno di salute e di speranze.
+
+In quanto alla roba; quella sua "propriamente sua" avrebbe potuto
+portarla con sè, tutta in un baule. E forse, anche il baule, avrebbe
+dovuto farselo prestare dalla Gioconda.
+
+Evelina e Nora, fatte ormai a quella vita, prese nell'ingranaggio di
+quell'esistenza avventurosa e precipitosa, avevano finito col diventare
+due ruote del baraccone.
+
+Nora, che Matteo Cantasirena chiamava sempre "E-lè-oo-nò-ra"
+compiacendosi nel far risonare tutte le vocali del bel nome armonioso,
+era maestra di canto e di pianoforte. Aveva una voce bella, e sapeva
+leggere discretamente; ma non c'erano abilità straordinarie. Eppure lo
+zio era riuscito colle sue aderenze, colle sue influenze, a imporla, a
+farla accettare come maestra al Conservatorio; e dopo quella nomina
+ufficiale tutte le cantanti che passavano da Milano dovevano prendere
+alcune lezioni di perfezionamento da Eleonora. Era come una tassa che
+le colpiva, tutte indistintamente, e che variava a seconda dei quartali
+o del loro peculio. E quelle povere prime donne, per piacere a
+Cantasirena, per cattivarsene l'animo e per avere la sua protezione, si
+scalmanavano tutte in grandi ammirazioni, e si prendevano tutte di un
+grande amore per la cara Eleonora. La coprivano di carezze e di regali,
+la portavano in giro, in carrozza, come in trionfo, erano continue
+feste, continui inviti; e poi le lezioni, a costo di fare un debito, si
+pagavano al _papà_, sempre prima di andare in scena.
+
+Invece, alla buona Evelina, era affidata la compilazione del gran
+dizionario _Dei patriotti viventi_. Dei morti, Cantasirena se ne
+occupava soltanto quando si trattava della sottoscrizione per il
+monumento. Il dizionario usciva a puntate, durante i periodi più
+difficili, quando Cantasirena non aveva un giornale o il Ministero
+negava i fondi: perchè Cantasirena aveva cominciato con Cavour ad
+essere ministeriale, ed era sempre rimasto ministeriale, per quanto si
+fossero cambiati i ministri. Per la sua coscienza di pubblicista la
+_destra_ e la _sinistra_ non erano, non potevano essere altro che le
+due mani del medesimo corpo: la patria.... Si intende, la patria
+dell'ordine.
+
+E quando c'era una nuova puntata del _Dizionario dei patriotti viventi_
+da pubblicare, Cantasirena scriveva lettere, faceva visite, domandava
+schiarimenti, informazioni, notizie, sapeva destramente rievocare il
+passato, tanto per lusingare ambizioni, quanto per incutere timori; ma
+il patriotta vivente, tanto perchè Cantasirena parlasse come per farlo
+tacere, doveva sempre pagare. E se il Dizionario non poteva mancare ai
+patriotti, non c'era pericolo che i patriotti mancassero al Dizionario!
+
+Quando Matteo ebbe finito coi patriotti che avevano fatto l'Italia,
+cominciò con quelli che l'avevano servita e la servivano, coi patriotti
+che la illustravano, nelle arti, nelle scienze.... Adesso aveva
+cominciato una nuova, infinita categoria: i patriotti "della
+Beneficenza."
+
+Matteo cercava i nomi nelle guide, negli indicatori ufficiali, e poi
+Evelina era capace, all'occorrenza, di fare anche cinque o sei
+patriotti al giorno.
+
+È vero che anche Evelina aveva a sua volta chi l'aiutava: erano i
+giovani infelici che dopo essere stati lusingati da Nora, venivano
+piantati sul più bello. I disgraziati, pur di continuare a vederla, a
+respirare un po' della sua aria, e nella speranza fors'anche
+d'ingelosirla, si mettevano a far la corte ad Evelina, alla quale
+toccavano così, di seconda mano, gli abiti smessi di Nora e i suoi
+amanti abbandonati.
+
+Essa viveva di riverbero, colla luce di quell'altra, ma intanto viveva.
+
+Evelina era bruttarella davvero. Il corpicciuolo miserino, sformato:
+pochi capelli chiari chiari e lisci, i denti radi e un po' guasti: e
+tutto il viso d'una trasparenza giallognola, lustro di sudore, e col
+barbaglio delle lenti grosse traballanti sul nasino troppo piccolo.
+Eppure, così bruttina, aveva attrattive tutte sue. Più che farle danno,
+il confronto della bellezza florida, esuberante di Nora le tornava
+vantaggioso, inspirando per lei un senso di simpatia pietosa, gentile,
+e con quella sua aria di malatina rassegnata, si rendeva interessante.
+La sua voce di solito velata, nella lentezza dolce degli intimi
+colloqui aveva seduzioni tenere, occulte, e quando si levava il
+pince-nez, gli occhi bigi, un po' loschi e stanchi dietro le lenti, si
+ravvivavano di un lampo di luce, e avevano bagliori e carezze
+misteriose.
+
+Anche per Evelina, come per Nora, l'unico pensiero era di andarsene da
+quella casa e di "mettersi a posto".
+
+Nell'abbandono in cui erano sempre state lasciate, le due ragazze si
+erano abituate presto a pensare a sè, e a provvedere a sè, come i
+monelli delle piazze.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Nora non s'era neanche levata nè la giacchetta nè il cappello, una
+specie di berretto di lontra alla cosacca. Dopo fatta colazione avrebbe
+atteso un poco alla finestra per vedere se "i due" sarebbero passati di
+là, come avevano fatto il dì innanzi per aspettarla e per accompagnarla
+da lontano, fin dove andava a dar lezione....
+
+--E se non si facevano vedere?... Sapevano che quel giorno essa doveva
+andare dalla Schönfeld e forse ci sarebbero capitati, per farsi
+presentare.
+
+--E se non si facevano vedere nè in istrada, nè dalla Schönfeld?... Se
+non si facevano veder più?
+
+--Questo è impossibile!--rispose Nora a sè stessa, tuffando una gran
+fetta di panettone in una piccola tazza di caffè e latte.
+
+--Dirai al signor Laner--esclamò rivolgendosi alla Gioconda--che non
+venga a mezzogiorno, se mi vuol trovare. Venga dopo le quattro. A
+mezzogiorno ho una lezione.
+
+--Dalla signora Schönfeld?--domandò la cuoca, succhiando gli acini
+d'uva passa che andava scegliendo fra le briciole, sul piatto del
+panettone.
+
+Nora non rispose: non voleva rendere tanti conti.
+
+Aveva fissato colla Schönfeld, la sua grande confidente del momento,
+che in tutti quei giorni sarebbe andata da lei dalle dodici alle tre
+per ripassare la _Carmen_. Ma questo non era altro che un pretesto, un
+piano prestabilito.
+
+In uno di quei giorni ci doveva essere anche la visita dei due delle
+passeggiate, e allora, come per caso, sarebbe stata fatta la famosa
+presentazione.
+
+--Sì! Sì! spiegarsi! e venire al concreto.
+
+Nora, appena ebbe calmata a furia di panettone e di datteri quella sua
+fame di fanciulla sana e forte, ed ebbe bevuto in piedi, dal secchio di
+rame della cucina, una lunga sorsata d'acqua fresca, tornò di nuovo in
+saletta e andò a mettersi dietro la finestra, cantarellando.
+
+--In questa casa,--brontolò poi, dopo un momento, perchè sentiva di non
+aver mangiato abbastanza,--prima di tutti c'è madama Gioconda, poi
+_Numa_, poi te,--e indicava Evelina,--e finalmente io, per gli
+avanzi.... quando ne rimangono!
+
+Evelina, che non si era mai offesa sin allora, si sentì punta per
+quell'umiliante compagnia della serva e del gatto.
+
+--Già,--rispose, sempre continuando a scrivere, ma con un'ironia più
+acuta e penetrante per la sua lentezza placida.--Già; quando sarai nel
+palazzo Laner, il primo posto sarà sempre il tuo!
+
+--So anch'io, più di te, che cosa potrei aspettarmi anche con Pietro
+Laner! Per questo.... C'è tempo! Lascio fare allo zio Matteo!--E Nora
+tornò a ridere.--Ah! Ah! Ah! Lo zio!... Portentoso lo zio!... Intanto
+ha scoperto il decoro, la riputazione delicata delle sue care
+figliuole, per metter Pietro fuori della porta!
+
+Evelina aveva cessato di scrivere; stava attentissima, e la sua ansia,
+per quanto volesse dissimulare, era così viva, che non sarebbe certo
+sfuggita a Nora, se questa appena le avesse badato. Ma Nora era troppo
+intenta alla finestra.
+
+--Lo zio Matteo,--seguitò Evelina per farla parlare,--non ha avuto
+torto. Un giovane, in pensione nella stessa casa con due ragazze....
+Non era conveniente.
+
+L'altra si voltò per fissarla.
+
+--Cos'è successo? Mi diventi diplomatica! Sai anche tu perchè lo zio
+Matteo si era tirato in casa Pietro Laner! C'erano ventimila lire! E
+sai anche tu, meglio di me, perchè adesso, lo zio, colla scusa del
+decoro, lo ha mandato fuori dei piedi!
+
+--In ogni modo, ti sposi o no, le ventimila lire sono sue e gli si
+devono restituire!--borbottò Evelina con un accento strano, come di
+cupidigia. Poi soggiunse, guardandola bene, attentamente, quantunque
+Nora, sempre in piedi, alla finestra, le voltasse le spalle.--Ma e tu,
+non vuoi bene al signor Laner?
+
+--Questo non ti riguarda!
+
+Gli occhi di Nora si erano fatti più vivi, sfavillanti di contentezza e
+di trionfo, mentre cantarellava la Carmen con più espressione e si
+accompagnava suonando il tamburino colle dita sui vetri.
+
+ "L'amour est enfant de Bohème....
+ Il n'a jamais connu de toi...."
+
+Poi, a un tratto, cessò di cantare, corse allo specchio, si accomodò in
+un attimo il berrettino, premendolo, allargandolo colle due mani sulla
+massa confusa, attortigliata dei capelli; si aggiustò la cravatta di
+seta lilla, che rendeva più delicata la freschezza rosea del suo
+colorito, abbottonò la giacchetta, guardandosi, voltandosi e
+rivoltandosi, stirandola bene sulla pienezza precoce dell'anca, poi, in
+fretta, preso l'ombrellino e un rotolo di musica, si avviò per uscire.
+
+--E il signor Laner?--le gridò dietro Evelina.
+
+--L'ho detto alla Gioconda! Ritorni dopo le quattro!--E via di corsa
+come un lampo.
+
+Il _tirolese_ che aspettava in anticamera, non ebbe tempo di vederla,
+di salutarla, che già gli era sparita dinanzi, e la sentiva scendere le
+scale col fruscìo leggiero delle vesti e il battere risonante dei
+piedini veloci.
+
+Evelina, appena Nora se ne fu andata, posò la penna sul calamaio, si
+alzò, si avvicinò alla finestra mettendosi il _pince-nez_ e rimase a
+osservare, a spiare nella strada, studiando di tenersi ben nascosta
+dietro le tendine.
+
+In quel punto passava sotto la finestra, guardando in su, un signore
+tutt'altro che giovane, alto, secco, ma dall'aspetto, dalla figura
+molto aristocratica, dall'eleganza ricercata, coi baffi e i capelli di
+quella tinta un po' falsa dei vecchi biondi.
+
+Un omino piccoletto, segaligno, tutto contorto e sciatto nell'abito
+nero, coi baffi tinti e coi capelli quasi bianchi, lunghi e crespi di
+sotto alla tesa del vecchio cappello a tuba, gli camminava accanto,
+saltellando nel tenergli dietro, saltellando nel gestire, nel parlare,
+anche lui guardando in su, verso la finestra.
+
+Evelina continuava a spiare: la sua curiosità si faceva più viva, e gli
+occhi fissi, che diventavano acutissimi dietro il _pince-nez_,
+luccicavano di meraviglia beffarda.
+
+--Che cosa spera quella matta?--pensava fra sè.
+
+A un tratto, il signore alto, quello dall'aria nobile, ebbe come una
+scossa e toccò vivamente il braccio del compagno.
+
+Nora usciva allora di casa, attraversando la strada, seria seria,
+facendo uno studio per non voltarsi e per non far capire ai due che li
+aveva veduti, e passando via, quasi sorvolando, andò a mettersi dinanzi
+a loro, camminando agile, leggera, sullo stesso marciapiede.
+
+Evelina, sicura ormai che nessuno si sarebbe più voltato a guardare in
+su, aprì a mezzo la finestra, e cacciò fuori la testa, puntandosi sui
+piedi per vederci quanto più poteva lontano.
+
+Nora, coi due che le tenevano dietro, camminava sempre ritta, composta,
+senza mai voltarsi, col passo ritmico e sicuro, col rotolo della musica
+sotto il braccio, alzando un po' le vesti colle piccole mani
+inguantate, mostrando i piedini, che parevano lunghi tanto erano
+sottili, nella scarpettina elegante, scoprendo a quando a quando, fra
+il rapido volteggiare delle sottane bianche, il morbido assottigliarsi
+della gamba nella calzetta nera.
+
+Dava nell'occhio e tutti si voltavano a guardarla.
+
+Nora sentiva intorno a sè quel calore di ammirazione e di desideri: lo
+sentiva e lo godeva nel cuore e nel sangue.
+
+Camminava sempre diritta, sempre composta, senza mai voltarsi, ma il
+suo passo si faceva più ardito e la sua bellezza più rigogliosa....
+
+Evelina rimase alla finestra finchè potè seguirla coll'occhio; poi
+richiuse i vetri, e quietamente tornò a sedersi al solito posto.
+
+--Che cosa spera quella matta?...
+
+Ricominciò a scrivere, ma continuando a pensare a Nora e ai due che le
+tenevano dietro.
+
+--Che cosa spera quella matta?...
+
+A un tratto si riscosse, trasalì alzando il capo, e rimase assorta,
+colla penna fra le dita lunghe, d'un leggero colorino d'ambra.
+
+_Numa_, ch'era saltato di nuovo sulla tavola, accoccolatosi sopra un
+librone sgangherato, faceva, leccandosi con grazia, la toeletta delle
+zampe.
+
+Evelina gli teneva gli occhi fissi addosso, ma non lo vedeva. Vedeva
+invece il giovanotto lungo e magro, quello che portava gli occhiali
+colle suste: Pietro Laner.
+
+--Pietro Laner!... Scoperto il tradimento di Nora, che cosa avrebbe
+fatto?... Che colpo!... Sarebbe diventato pazzo di dolore, di
+collera.... Oh, ma non ci sono io?--pensava Evelina.--Col tempo,
+piangendo con lui, disperandosi con lui, non sarebbe riuscita a
+calmarlo, a confortarlo?...--E s'abbandonò riversa sulla poltrona,
+chiudendo gli occhi, sorridendo....
+
+Cominciava la sua estasi, il suo incanto: una casetta tranquilla,
+ordinata; il pranzo e la colazione sempre a quell'ora; un marito buono,
+economo; guadagnare abbastanza da poter vivere senza il tormento dei
+debiti; far tutto lei e far tutto a suo modo; preparare per suo marito
+piattini squisiti che avrebbero mangiato insieme: e i figliuoli, anzi
+uno solo, una bambina....--Le bambine sono più affettuose, più
+docili....
+
+--E il tenente Calafà?
+
+Si riscosse di nuovo, si rizzò, appoggiandosi coi gomiti sulla tavola,
+premendo il capo fra le mani.
+
+E il tenente Arturo Calafà? Il siciliano bruno, che era stato uno dei
+primi amori di Nora, e che adesso era diventato il suo?
+
+Quello "spencer" spelacchiato che portava Evelina, e che aveva avuto da
+Nora, Nora se l'era fatto fare appunto per mostrare il suo amore e il
+suo attaccamento al tenente Calafà e alla sua batteria. Ma poi il
+Calafà era partito; lo spencer aveva perduto il pelo, era arrivato
+Pietro Laner, e Nora, che a scrivere si seccava, aveva ceduto ad
+Evelina la corrispondenza e lo spencer.
+
+Però, anche Evelina non era molto soddisfatta del regalo. Pazienza per
+lo spencer; ma dal tenente Calafà cosa c'era da sperare?
+
+Essa gli aveva scritto una prima lettera assai patetica, a nome di
+Nora, pregandolo, supplicandolo di "non pensarci più."--"Lo zio Matteo
+ha scoperto tutto e ha imposto a Nora di troncare sul momento, ogni e
+qualsiasi relazione."
+
+Il Calafà, subito, aveva risposto furibondo, minacciando vendette,
+tragedie. Ed Evelina, al solito, per calmarlo, un'altra letterina, poi
+un'altra ancora, e così via via, tutte più tenere, più malinconiche, e
+con maggior numero di parole sottolineate:
+
+".... Rinnega la fede, lei, signor Arturo? Rinnega di credere, di
+sperare?... Rinnega la vita?... Ma lei, almeno, può vivere del _suo_
+dolore! La suprema, la beata gioia di amare e di _sentirsi_ amato, lei,
+signor Arturo, l'ha provata, l'ha goduta, sia pure per un giorno, sia
+pure per un'ora!...--Ma chi nella solitudine profonda del suo cuore
+ignorato, non ha memorie, non ha ricordi; chi sa, chi _sente_ che non
+potrà mai essere amato, mai, _mai_, perchè _sa_ di _non poter piacere_,
+di non poter interessare, perchè _sente_ di non essere mai stato
+nemmeno osservato, nemmeno _veduto_.... Oh, come vorrei, _come vorrei_,
+come invidio lo spasimo della sua anima, l'atroce e grande ricchezza
+sua, _sua_!"
+
+"Lei, signor Arturo, ha sentito il suo cuore vivo, vibrante, palpitare
+sotto una mano adorata! Ma.... e io? e io? _e io?!_--Ah, no! No! No!
+Dimentichi tutto!--Che cosa ho scritto?--Sono pazza! Mi deve giurare
+sul suo onore di gentiluomo, di distruggere, di abbruciare questa
+lettera, subito, _subito_.--Pietà di me!... Ah, Dio, Dio, Dio, _quanto_
+sono infelice!..."
+
+E allora, anche il Calafà aveva cominciato--sempre per lettera--a
+consolare dopo essere stato consolato; ed Evelina sognava, la notte, di
+essere a far la spesa nella piazza di una guarnigione, con dietro
+un'_ordinanza_ che le portava la sporta.
+
+--Ma e poi?...
+
+Il tenente Calafà, che non aveva avuto un soldo per la cauzione quando
+si trattava di Nora, come avrebbe potuto trovarne adesso per lei?...
+
+--E dunque?...
+
+Si udì a un tratto il campanello dell'anticamera: la Gioconda passò per
+andare ad aprire, poi ritornò subito, chiudendosi dietro l'uscio.
+
+--Un altro come sopra!--Vuol aspettare anche lui il signor direttore,
+_assolutissimamente_.
+
+--Chi è?
+
+--Un altro _tirolese_: questo è positivo!
+
+Gioconda tirò fuori la mano dalla saccoccia, nella quale andava
+frugando, e accomodati sul palmo due o tre chicchi di caffè tostato, se
+li fece saltare in bocca d'un colpo solo.
+
+--Quest'oggi dev'essere un'invasione!
+
+Si udì un'altra suonata di campanello.
+
+--Ecco!... L'ho detto!--esclamò ridendo fra lo scricchiolare dei denti,
+e andò un'altra volta ad aprire.
+
+--Sarà il signor Laner,--pensò Evelina.--Si lisciò in fretta colle due
+mani i capelli, si accomodò bene il _foulard_ sulle spalle, e tornò a
+scrivere, ma tenendosi su, ritta e piegando la testina verso la spalla
+che aveva un po' più tonda dell'altra, riuscendo a nascondere con una
+grazietta la sua imperfezione.
+
+Era proprio Pietro Laner. Lo sentì che parlava con un altro
+nell'anticamera.
+
+--Lo aspetteremo al varco, il signor Direttore! È una canaglia! Questo
+si chiama assassinare la gente!
+
+--Si calmi, signor Brunetti!--diceva Pietro Laner.
+
+--È una truffa! una vera truffa!
+
+--Si calmi: il signor direttore aggiusterà ogni cosa.
+
+--Oh! se non aggiusta lui.... lo aggiusto io!
+
+Ci fu un momento di silenzio, poi si udì ancora Pietro Laner che
+diceva, come per congedarsi:--Se permette, signor Brunetti, ho da
+parlare colle signorine....--E quasi subito, entrava nella saletta.
+
+--Chi è questo signor Brunetti?--domandò Evelina con voce assai
+commossa a Pietro Laner.
+
+--È il rappresentante della cartiera di Maslianico. Quello che forniva
+la carta per il _Rinnovatore_.
+
+Il giovanotto parlava colla voce rauca, imbronciato; gli occhi rossi e
+lividi infossati nella faccia smunta.
+
+Si avvicinò alla tavola, ancora col paltò indosso, sbottonato, il
+bavero ritto sul collo, e accarezzando _Numa_ che si allungava,
+distendendosi sotto lo striscio della mano leggera, soggiunse
+balbettando per la collera, per l'imbarazzo di ciò che voleva dire:
+
+--Ha ragione il signor Brunetti!... Si chiama proprio a....
+assassinare.
+
+--Anche lei?--esclamò Evelina, alzando gli occhi timorosi, che si
+facevano più grandi, più lucenti, mentre cercavano e fissavano, come
+per raccomandarsi, gli occhi del giovane.--Anche lei, signor Laner?
+
+--Ho da pagare la pigione e il conto del mese alla padrona. Ho da
+mangiare e non ho altro che dieci lire!
+
+E mostrò un biglietto sudicio, ripiegato, che ricacciò subito nel
+taschino del _gilet_.--Non posso più aspettare anche per Nora. Voglio
+sposarla e andarmene!
+
+--Andar via?... Via da Milano?--domandò Evelina, con un tremito negli
+occhi, nella voce piena di lacrime.
+
+--Voglio ritornare a Trento, a casa mia! a casa mia!--ripetè Laner
+battendo il pugno forte sulla tavola.
+
+_Numa_ sparì di colpo sotto il canapè, poi di nuovo saltò sopra una
+seggiola, in un angolo lontano, e là, al sicuro, ricominciò a leccarsi
+più forte e più in fretta.
+
+--E di me? Cosa sarà di me?--mormorò la povera ragazza, e sospirando,
+fatto un po' di posto sulla tavola, si preparò vicino, stendendolo
+adagio, colle due mani, il fascio delle bozze.--Mi vorrebbe aiutare,
+signor Pietro?
+
+--Come?... Nora?... Non c'è?... È fuori anche stamattina?--esclamò il
+Laner con un crescendo di stupore e di stizza ad ogni interrogazione.
+Egli sapeva bene che Evelina non avrebbe osato di tenerlo presso di sè,
+qualora Nora fosse stata in casa.
+
+--È andata dalla Schönfeld.
+
+--La Schönfeld! Ogni giorno la Schönfeld!--gridò l'altro sempre più
+stizzito.
+
+--Per amor di Dio!--supplicò Evelina, con un gesto verso
+l'anticamera.--Non si faccia sentire. Nora sarà di ritorno per le
+quattro: ritorni alle quattro.
+
+Pietro Laner prese una seggiola, ma prima di sedersi la sbattè, con un
+colpo forte, sul pavimento; poi, sempre con indosso il paltò, col
+bavero alzato sul collo, cominciò a leggere le bozze, borbottando, a
+correggerle con grossi segnacci, facendo scricchiolare la penna,
+spruzzando la carta d'inchiostro. Per qualche tempo nè l'uno nè l'altra
+non dissero una parola.
+
+--Io credo,--cominciò poi Evelina, lentamente, interrompendosi, perchè
+pareva più che mai intenta ed affrettata nello scrivere,--io credo che
+Nora alle tre avrà finito colla Schönfeld.... ma poi vanno tutt'e due o
+a fare un giro sui _bastioni_ in carrozza.... o a passeggiare ai
+Giardini. Perchè non....--e qui l'interruzione fu più lunga: Evelina
+scartabellò cercando una parola nel Dizionario.--Perchè non va ad
+aspettarla? E poi.... quando la vede uscire colla Schönfeld.... finga
+come di passare per caso.... Le saluta e ci va insieme.
+
+--Già! sicuro! posso fare così!--esclamò il buon ragazzo,
+rasserenandosi subito.
+
+--Lei sa dove abita la Schönfeld?
+
+--In piazza Cavour.
+
+--Al ventisette,--rispose Evelina. E poi riprese, dopo un'altra
+pausa.--Ma lei, non la conosce ancora la signora Schönfeld?
+
+--Mi farò presentare da Nora!--e sorrise--dalla mia sposa!
+
+Evelina alzò ancora gli occhi lucenti in viso al giovanotto, ma
+fissandolo questa volta con una grande espressione di tenerezza e
+d'inquietudine, come una mammina che tremi per il figliuolo troppo
+buono e troppo illuso.
+
+--Perchè mi guarda così?--domandò l'altro vivamente.
+
+--Io, signor Laner?--No, niente. Sono io tanto.... tanto infelice! Io
+che resterò qui sola, sempre sola.... Io che non ho nessuno....
+nessuno!
+
+Evelina sospirò e si asciugò le lacrime con una mano. Era commossa e
+piangeva, piangeva davvero; ma pure pensava, sotto quelle lacrime,
+pensava in fondo al cuor suo che Pietro Laner, aspettando Nora sulla
+porta della Schönfeld, avrebbe forse potuto vedere o scoprire qualche
+cosa di nuovo....
+
+A ogni modo lei, come lei, non gli aveva detto niente!
+
+
+
+
+III.
+
+
+--Ohè, ce n'è un altro: il tappezziere che aspetta sul
+portone!--avvertì la Gioconda cacciando dentro il capo nella saletta e
+ridendo.--Metto fuori la bandiera?
+
+Era questo un segnale convenuto: quando Cantasirena, ancora da lontano,
+vedeva la bandiera alla finestra, faceva di colpo un _dietro-front_.
+
+Ma Pietro Laner, al quale premeva come agli altri di non lasciar
+scappare il Direttore, si oppose risolutamente.
+
+--Ed io?...--esclamò con stizza tornando a tirar fuori e a mostrare fra
+le dita il famoso biglietto da dieci lire.--Ed io?... Come fo colla
+padrona di casa?
+
+Piuttosto gli sarebbe andato incontro, per avvertirlo di girare di
+bordo, e intanto lo avrebbe messo alle strette per il matrimonio, per
+riavere le sue ventimila lire.... e per le due o trecento che gli
+occorrevano al momento.
+
+--Se vuole, le ha!--pensava il giovanotto.--Se vuole, può _far saltar
+fuori_ le trecento e poi anche le ventimila!
+
+Era credenza generale che Matteo Cantasirena, per quanto fosse
+rovinato, avesse la bacchetta magica per far saltar fuori i quattrini.
+
+--Se vuole le ha!--ripeteva Pietro Laner fra sè. Ma lo turbava l'idea
+di trovarsi da solo a solo col Direttore. Costui avrebbe cominciato a
+gridare, a strapazzare, oppure a piangere, ed egli sentiva che avrebbe
+finito col lasciarsi abbindolare o col lasciarsi commuovere.
+
+In casa, alla presenza di Evelina, della Gioconda sarebbe stato più
+forte....
+
+--_Se vuole, le ha!_--pensava pure il signor Brunetti, che aspettava in
+anticamera, cominciando a sospettare di essere preso in giro.--Si
+raccontavano certe farsette inventate da Matteo Cantasirena per
+burlarsi dei creditori!
+
+--Ah! Ah! ma con lui non c'era da scherzare! Non voleva perderci dieci
+mila lire e far ridere la gente!--
+
+Quasi a confermare i suoi dubbi, anche il fattorino della Faré si era
+messo a brontolare: Aspetta, aspetta, accidenti! e mai non torna! Il
+portinaio mi ha assicurato che era in casa!
+
+L'altro lo guardò di traverso.
+
+--In casa?
+
+--Sissignore!
+
+--In casa?... Per Dio!...--E con impeto, dopo aver bussato forte
+all'uscio, si precipitò nella saletta:
+
+--C'è o non c'è?
+
+--Lo zio Matteo? Non è ancora tornato.
+
+--Il portinaio, invece, assicura che c'è.
+
+--No, non c'è!
+
+--Eppure, lo ha ripetuto, adesso, anche al fattorino della Faré!
+
+--Allora vuol dire che si sarà sbagliato,--rispondeva Evelina con
+calma.
+
+--Io mi sono sbagliato! Io sono stato un asino a fidarmi! Ad accettare
+la firma del Direttore!--continuava il Brunetti gridando.--Se io non
+facevo presto a pagare, avevo la cambiale protestata; ero compromesso,
+rovinato!... Sono cattive azioni!... È una vergogna! Ma questa volta o
+mi paga, o mi vendico!--e il pover'uomo, s'infuriava anche di più
+perchè lo lasciavano dire senza troppo inquietarsi.
+
+Infatti Evelina continuava a scrivere, Pietro Laner a correggere le
+bozze, e la Gioconda lo stava a guardare col faccione tondo, beatamente
+stupido.
+
+--Mi vendicherò! Sì! Voglio vendicarmi! È una vergogna! È un'indegnità!
+È un'infamia!--E la sua rabbia, la sua collera contro il Direttore era
+arrivata a un punto tale che già gli dava dell'imbroglione, del ladro,
+minacciandolo persino di farlo metter dentro, quando, a un tratto,
+spalancatosi l'uscio dell'anticamera, ecco Matteo Cantasirena, proprio
+lui, in persona, seguito dal fattorino della Faré, e da quell'altro--il
+tappezziere--che gli faceva la posta sul portone.
+
+--Ah, finalmente! Sono due ore che vi aspetto!--Gli occhi del signor
+Brunetti erano ancora stravolti dall'ira, ma il tono della voce era già
+cambiato.
+
+Matteo Cantasirena, acceso in volto, il cappello all'indietro, l'ampio
+soprabitone svolazzante, era tutto pieno di pacchi e pacchetti e
+cartocci di roba; e nella stessa mano che teneva la canna dal pomo
+d'argento, aveva un bel mazzo di fiori.
+
+Egli rimase muto un istante, guardandosi attorno come smarrito, come
+invocando un conforto, poi a un tratto esclamò con grande dolore e
+insieme con grande espansione:
+
+--Ah, Brunetti, Brunetti mio! Non sapete la disgrazia? Evelina,
+Evelina! Sai chi è morto?
+
+Tutti, meno Evelina, rimasero sorpresi, guardando il Direttore.
+
+Chi era morto?
+
+Il signor Brunetti, borbottò con un'alzata di spalle:--Altro che i
+morti! Con voi, sono i vivi da compiangere!
+
+Ma lì per lì, anche il signor Brunetti era rimasto interdetto e
+aspettava ansioso la gran notizia.
+
+--Adesso, all'ufficio del giornale, ho ricevuto il dispaccio da
+Roma!... Dal Presidente della Camera!...
+
+E Cantasirena dopo consegnato il bastone e i fiori alla Gioconda, colla
+mano rimasta libera cercava il dispaccio nelle tasche, senza mai
+riuscire a trovarlo.
+
+--È una perdita incalcolabile! Uno dei grandi lutti della patria!... Lo
+amavo come un fratello!... Lo veneravo come un secondo padre!
+
+--Eh! avanti!--borbottò di nuovo il signor Brunetti. Ma intanto, per
+via di quel dispaccio del Presidente della Camera, pensava che a Roma
+il Direttore, era sempre potente.
+
+--Fuori!
+
+Cantasirena aspettò: voleva prima raccogliere tutto il suo dolore,
+tutta la sua forza, poi:--È morto il capitano Fara-Bon,--tuonò col
+vocione rotondo, sonoro, e lanciò quel _Bon_ proprio come una
+cannonata!
+
+Pietro Laner, il Brunetti, il tappezziere, il fattorino si guardarono
+l'un l'altro sbalorditi.
+
+Il capitano Fara-Bon?... Chi era il capitano Fara-Bon?
+
+--Un magnanimo! Uno dei più gentili e forti patriotti d'Italia!
+Nell'epoca memoranda dei processi, siamo scappati insieme. Nel 66 è
+stato ferito in vece mia, per miracolo! D'ideali sinceramente
+repubblicani, accettò con lealtà la monarchia, e sdegnando l'inerzia
+passiva degli inoperosi, andò ad occupare un posto eminente al
+Ministero dei Lavori Pubblici. Era uno dei più illustri discepoli del
+massimo Paleocapa. Io conservo un suo progetto: La _Navigazione
+Cisalpina_!--Brunetti! Caro Brunetti! Ecco una grande idea!... Morto!
+Malattia di cuore!... Mah, il cuore, il cuore!... Non perdona ai
+generosi!
+
+Cantasirena non tuonava più, sospirava, gemeva, era commosso, aveva le
+lacrime agli occhi, e mentre tesseva gli elogi dell'anima grande del
+compianto Fara-Bon, si vuotava le tasche dei pacchi, dei pacchetti, dei
+cartocci di roba, e a mano a mano li ammucchiava nel grembiule che la
+Gioconda gli teneva spiegato davanti.
+
+Era una formetta di cacio, una scatoletta di presciutto, un mezzo
+pasticcio di Strasburgo, poi ancora dell'altra roba, avvolta nella
+bella carta rosa e gialla, coi nastrini azzurri.... _Numa_,
+riconoscente, passava, ripassava fra le gambe del Direttore,
+strisciando, sfiorandole colla schiena e rizzando la coda.
+
+Il capitano Fara-Bon era realmente esistito ed era morto in quei
+giorni; ma Cantasirena non aveva ricevuto il dispaccio al _Rinnovatore_
+e tanto meno gli era stato mandato dal Presidente della Camera. Quella
+mattina egli non s'era fatto vedere all'ufficio; non voleva cadere in
+mano ai nemici, ai "tirolesi". Taddeo, una specie di portiere e di
+fattorino, che con una gamba di legno arrivava sempre in ritardo e che
+egli perciò chiamava _Teddeum_, gli aveva portato le lettere, i
+giornali al Circolo dei Superstiti; e appunto colà gli era capitata
+sott'occhio la notizia nel dare un'occhiata al _Fracassa_.
+
+--Povero Fara-Bon! Un bell'originale!
+
+E si ricordò pure di un certo progetto del capitano, di una serie di
+articoli che gli aveva mandato sulle _Vie acquee dell'Italia
+Settentrionale_ e che non aveva mai potuto pubblicare per mancanza di
+spazio.
+
+La _Navigazione Cisalpina_! Perchè no?... Potrebbe essere una grande
+idea per far denari! Trovare un bel nome da mettere alla testa del
+Comitato.... e avanti!... Povero Fara-Bon!...
+
+Ma poi non ci pensò più. Aveva tanti fastidi, tante seccature; la
+macchina della tipografia sotto sequestro.... Quanta ingratitudine
+nella _Costituzionale_!
+
+Come fare?... Restar chiuso in casa?... Sì; non farsi vedere da nessuno
+e far rispondere ai seccatori:--Il Direttore è partito per
+Roma!--Intanto avrebbe mandato in giro _Teddeum_ con parecchie lettere
+dai patriotti viventi, dagli amici politici.... qualcheduno avrebbe
+risposto! E poi non ci doveva essere al "Manzoni" l'opera nuova di un
+nobile veronese?
+
+Si cacciò in un brum e andò a fare le sue provviste per la colazione e
+per il pranzo. Chi sa? Avrebbe potuto cavarsela bene!--E il suo viaggio
+a Roma?... Perchè non ci sarebbe andato davvero?... Sicuro! Domani!
+
+A poco a poco aveva cominciato a rianimarsi, aveva già ripreso un po'
+del suo buon umore, quando, fatalità, si accorse troppo tardi per poter
+tornare indietro, che i tirolesi invece di aspettarlo al _Rinnovatore_
+lo aspettavano a casa....
+
+La carrozza si era fermata proprio dinanzi alla porta e il tappezziere
+gli era corso incontro aiutandolo a smontare.
+
+--Grazie, caro Vergani! Sono tutto sconvolto! Ah, che disgrazia!--Su di
+corsa per le scale, e l'altro dietro. Ma di sopra non c'era
+quell'ignorante maleducato del Brunetti?... Quel seccatore indiscreto
+di Pietro Laner?...
+
+--Ah, che disgrazia! Ah, povero Fara-Bon!
+
+E dopo che la Gioconda, seguita da _Numa_, era tornata in cucina colle
+provviste, quando tutti stavano per riaversi dal primo sbalordimento di
+quella gran notizia, Matteo Cantasirena ebbe un impeto di collera
+contro Pietro Laner:
+
+--Vi trovo qui ancora, voi?... E vi ho proibito di venire dalle mie
+figliuole quando non sono in casa!
+
+Il giovanotto, in quel momento, e in presenza d'altre persone, non si
+aspettava il rimprovero; rimase un po' sconcertato.
+
+--Ma.... avevo da parlarle....
+
+--Ragione di più per venire all'ufficio.
+
+--Ma....
+
+--Basta così! Ormai ci siete: per questa volta passi! Vi serva di
+regola in avvenire!... E i fiori?... Gioconda!... Gioconda!... Voi,
+Pietro, che avete la passione dei fiori, fatene un bel mazzo per la mia
+Eleonora! Ahuf! Non ne posso più! È una giornata delle più tremende!...
+Ah, povero Fara-Bon! È un chiodo fisso qui,--e rivolgendosi al Brunetti
+si picchiava forte l'indice teso contro la fronte,--un chiodo qui! qui!
+qui!
+
+Poi, appena uscito il Laner in cerca dei fiori, andò a baciare Evelina,
+correndo coll'occhio sulle cartelle.
+
+--Il marchese Duranti? Niente Duranti! Sospeso! Teniamolo in sospeso!
+Gli ho scritto e non mi ha risposto: l'ho incontrato e ha finto di non
+vedermi! Ah, ah! Ma io gli domanderò alla prima occasione:--È diventato
+orbo lei, o è diventato asino?...--Ah, Brunetti, quanta ingratitudine!
+Tutta gente fatta da me, creata da me, che io ho messo all'onore del
+mondo! Mi credono un uomo finito, morto, perchè ho avuto le mie buone
+ragioni per far morire il _Rinnovatore_! Ma io sono ancora vivo! Ve ne
+accorgerete, signori! Alle otto e trenta,--guardò l'orologio,--parto
+per Roma.
+
+--Parte?... Per Roma?...--esclamò il Brunetti.
+
+--Se vi occorre qualche cosa, siamo a vostra disposizione!--rispose
+Matteo, socchiudendo gli occhi e inchinandosi leggermente, con un
+sorriso olimpico di protezione.
+
+--Parte per Roma?... E la cambiale?
+
+--Precedetemi nel mio studio. Faccio vedere qui al signor Vergani come
+mi ha servito colla camera da letto, e sono subito da voi.
+
+Ma nel voltarsi per chiamare il Vergani, che a quelle parole era
+rimasto attonito, si trovò faccia a faccia col fattorino della Faré.
+
+--Voi chi siete? Che volete? Cosa fate qui?
+
+Il pover'uomo, intimidito, gli presentò il conto nella busta gialla.
+
+--Trenta lire?... Ma questa signora Faré è sull'orlo del fallimento, se
+ha bisogno di trenta lire! Ma io devo pagarne trentamila, centomila
+delle lire, e ho diritto di non essere seccato, molestato per simili
+pezzenterie! Gioconda! Ma Gioconda!--gridò più forte,--perchè mi lasci
+venire fra i piedi tutta questa gentaglia? Passate al giornale! Andate
+dal Bizzarelli! Andate dal mio amministratore! Via!
+
+E il fattorino corse via davvero, senza farselo dire due volte.
+
+Cantasirena, sbuffando, teneva una mano sul pancione ansante, come per
+rimetterlo in calma, e coll'altra, preso un fazzoletto, si asciugava il
+sudore.
+
+--Seccatori insistenti! Morti di fame!--Poi avvicinandosi, ancora colla
+voce rotta, oppressa, chiamò il tappezziere:--Sono con lei.... signor
+Vergani....--ma quando fu sull'uscio si fermò d'un tratto per
+raccomandare al Brunetti di non andarsene.--Sentirete! Una grande
+idea!... Aspettatemi nello studio!
+
+--Non vado via, no!--rispose l'altro di malumore, quasi con minaccia.
+
+Ma oramai anche il Brunetti non era più quello di prima. Erano tutti
+più quieti, più calmi. Il bel faccione aperto, geniale, simpatico, la
+sicurezza di Cantasirena, la sua alterezza, le sue espansioni, le sue
+minacce, le sue collere, avevano ottenuto il solito effetto.
+
+Tutti credevano di trovarlo avvilito, disfatto, supplichevole, e invece
+non si era mostrato dolente altro che per la morte del capitano
+Fara-Bon; e un uomo che si dispera per un amico morto, non può essere
+lui stesso _in extremis_!--Ma che! Matteo Cantasirena era sempre vivo,
+sempre forte! Aveva troppo talento! Conosceva i segreti di troppa
+gente!
+
+E anche quei pacchi e pacchetti e cartocci di ghiottonerie,
+contribuivano pure a tranquillare gli animi, sebbene ognuno fosse
+sicuro che li aveva presi senza pagare. Tutta quella roba l'avrebbe
+mangiata il Direttore, ma faceva bene e riconfortava anche i suoi
+creditori.
+
+E poi, il viaggio a Roma?...
+
+Anche il tappezziere che gli aveva venduto il mobilio della camera da
+letto e aspettava da un anno senza aver visto il becco d'un quattrino,
+avrebbe aspettato, diamine! il suo ritorno da Roma. Anzi, si scusò per
+il tarlo che qua e là cominciava a farsi vedere.
+
+--Che vuole? Anche noi siamo i primi ad essere ingannati!--Gli promise
+che gli avrebbe mandato subito uno de' suoi migliori operai e che in un
+paio di giorni gli avrebbe rimesso tutto a nuovo.
+
+E Matteo Cantasirena, sorridente, bonario, godeva a perdersi in
+chiacchiere con quel brav'uomo e gli domandava il prezzo, l'ultimo
+prezzo di un salottino "completo" che voleva regalare a Eleonora per la
+sua festa.--Ma di colpo, si ricordò che aveva ancora da pagare il brum,
+e allora lasciò andar via il tappezziere per correre in cerca della
+Gioconda.
+
+La Gioconda era in cucina; aveva già assaggiato e riposto il pasticcio,
+e mangiava adagio una fetta di presciutto, colorita e sottile come una
+foglia di rosa. Appoggiata col dorso alla finestra, si godeva nel
+sentirsi scaldare a poco a poco dal sole tepido d'aprile e cogli occhi
+imbambolati guardava Pietro Laner.
+
+Com'era bravo nel preparare i mazzi di fiori! Ma il giovanotto pareva
+insensibile all'ammirazione della serva: era serio e triste.
+
+Oh, in quei fiori quante memorie delle sue Alpi, quanti ricordi della
+sua vita semplice e tranquilla!... Oh le larghe felci strane e selvagge
+e il capelvenere gentile! Quando era ragazzo, nella solennità del mese
+di Maria, aiutato dalla zia Angela e dalla zia Rosa egli adornava,
+copriva di felci e di capelvenere tutto il piccolo Santuario della
+Crodarossa!... Oh i bei ciclamini.... Come ne erano fiorite le
+stradicciuole ombrose e fresche di Selvapiana!...
+
+--Gioconda!... Paga il brum!
+
+La Gioconda lo guardò, rise, e gli rispose mangiando:
+
+--Aspettavo anch'io il suo ritorno, signor padrone, per andare a far la
+spesa.
+
+Matteo si fermò di colpo e la guardò maravigliato.
+
+--Possibile?...
+
+L'altra, senza esser vista dal Laner, che intento ai fiori le voltava
+le spalle, si soffiò adagio sul palmo della mano, come aveva fatto
+prima colla signorina Nora.
+
+--Voi, Pietro,--esclamò vivamente Cantasirena:--Datemi degli spiccioli,
+della moneta! Non ho avuto tempo di passare dal mio amministratore.
+
+Il povero giovane si sentì venire i sudori freddi. Lasciò il mazzo sul
+tavolo e gli corse vicino, balbettando colle labbra pallide, tremanti e
+colle lacrime nella gola:--Non ho più niente! Ho la padrona....
+l'affitto, tutto da pagare, e non ho più niente! Non ho più che
+questo!--E quasi a testimoniare le sue angustie, la sua miseria, si
+levò dal taschino il biglietto sudicio, ripiegato:--Non ho più altro
+che dieci lire!--Cantasirena glielo prese al volo, colle dita rapide
+come la linguetta del rospo.
+
+--Eh, credete che ce ne vogliano cento per pagare il brum?... Prendi,
+Gioconda; gli dai due lire colla mancia.
+
+E la Gioconda, intascate le dieci lire, se la svignò con insolita
+prestezza.
+
+--Voi,--disse Cantasirena a Pietro Laner,--aspettatemi pure. Vado un
+momento dal Brunetti; poi vi darò due righe per il Bizzarelli--fece per
+andarsene; l'altro l'afferrò per un braccio.
+
+--Che Bizzarelli! Che amministratore! Ma vuol darla ad intendere anche
+a me? Il povero Bizzarelli è un suo creditore come gli altri! Lei lo ha
+rovinato come gli altri!
+
+--Diventate matto?--esclamò Cantasirena. Così, all'improvviso, era
+rimasto spaventato dal pallore, dagli occhi torvi, dalla collera di
+Pietro Laner; ma riprese subito il sopravvento, e divincolandosi con
+forza, riuscì a sciogliersi dalla stretta e a buttare Pietro Laner due
+o tre passi lontano.
+
+--Osate mancarmi di rispetto?... Badate a voi! Sarà la mia Eleonora,
+lei stessa, che vi scaccerà da questa casa!... Malcreato!--e soffiando
+e sbuffando, maestoso nel suo sdegno, nel suo disprezzo, Matteo
+Cantasirena voltò le spalle al povero diavolo rimasto come annichilito,
+spaventato, andò nello studio a raggiungere il Brunetti, e gli comparve
+dinanzi sorridente e più espansivo che mai.
+
+--Caro amico, da un grande dolore, una grande idea!--e siccome l'altro,
+stizzito, voleva interromperlo, voleva dirgli prima il fatto suo,
+gl'impose di tacere scotendo le due mani aperte, con una gravità
+solenne e misteriosa.
+
+--Ssst! Da un gran dolore una grande idea! Voi lo meritate; mi siete
+sempre stato amico, ho sempre trovato in voi un gentiluomo, vi offro
+una fortuna. Nessuno potrà mai disconoscere due grandi qualità a Matteo
+Cantasirena: la memoria e il cuore. Così non avessi avuto cuore e
+ideali troppo alti!--Avrei dei milioni, invece di avere dei....
+nemici!--Ma basta! Avanti i giovani a disfare l'Italia che noi abbiamo
+fatta, con tanti sacrifici, guadagnando, per conto mio, che cosa?... un
+rimorso!--Il rimorso, se crepo domani, di lasciare le mie figliuole
+senza un soldo! Ho lavorato abbastanza per gli altri e quando
+l'ingratitudine del mio partito....
+
+--Finiamola--interruppe il Brunetti seccato, irritato.--Lei mi ha fatto
+una porcheria!
+
+E rotto il freno per la stessa violenza della parola bassa, triviale
+che gli era sfuggita, accendendosi in viso, ricordando a un tratto la
+ragione della sua collera e perciò a mano a mano infuriandosi sempre di
+più,--lei mi ha truffato,--gli gridò colla voce soffocata,
+strozzata,--mi ha truffato!... Ladro!
+
+Matteo Cantasirena alzò le braccia barcollando, come un uomo sul quale
+è stata tirata una schioppettata, e trascinandosi andò a cadere di peso
+sul seggiolone della scrivania soffiando, singhiozzando, gemendo, con
+un sordo mugolìo del pancione ansimante.
+
+--Anche voi!... Mi coprite di fango!... Anche voi!... L'amico!... La
+mia fede ultima.... superstite!--Guai ai vinti! Guai!--Poi, a un tratto
+si riscosse, si rianimò, come avesse preso una terribile risoluzione, e
+cominciò a cercare, a frugare nei cassetti....--So!... So!... So che
+cosa mi resta a fare!--Tutto è pronto!--e trovato un _revolver_ glielo
+mostrò.--Vedete? È un dono, una memoria di Nino Bixio! Povero Nino! Se
+avesse potuto immaginare che il suo Matteo, colui che lo ha sempre
+difeso strenuamente....--E a questo punto non potè più contenersi, e
+scoppiò in lacrime, in vere lacrime.
+
+Il Brunetti gli si avvicinò; credeva, non credeva, ma anche senza
+volerlo si sentiva commosso.
+
+--Coll'ammazzarsi non si pagano i debiti,--brontolò col suo modo
+burbero.
+
+--Ma in eredità a quelle due disgraziate lascierò un nome intemerato!
+
+--Sono spropositi; cogli spropositi non si paga nessuno!
+
+--Siete voi che non mi lasciate nè il modo nè il tempo di pagare! Io
+ero disposto a rendervi il cento per cento! Siete voi che mi avete
+ammazzato, con una parola! Ladro! Il colonnello Cantasirena!... ladro!
+
+E improvvisamente impugnò di nuovo il _revolver_: ma il Brunetti fu
+pronto e glielo strappò di mano.
+
+--È anche il suo modo di trattare che mi ha offeso, che mi ha fatto
+andare in bestia. Tante preghiere, tante promesse, tanti giuramenti per
+aver la firma, e dopo non farsi più vivo! Almeno avvertirmi che non
+poteva pagare!
+
+--Ho sempre sperato.... fino all'ultimo momento.
+
+--E se mi protestavano la cambiale?
+
+--Dopo il protesto ci sono ancora cinque giorni.
+
+--Grazie! Ma il discredito è la rovina per chi è nel commercio! Io ho
+bisogno di farmi una posizione! Ho una famiglia, dei figli....--e anche
+al povero signor Brunetti venivano le lacrime agli occhi.
+
+L'altro lo guardava attonito.
+
+--Ma l'avete pagata sì o no?
+
+--Sicuro, che l'ho pagata!
+
+--E allora di che cosa vi lamentate, santissimo Iddio!--esclamò
+Cantasirena con un'alzata di spalle.--Non correte più nessun pericolo!
+
+--Ma l'ho dovuta pagare io e toccava a lei!--replicò il Brunetti
+sbalordito dalla logica del Direttore.--Io ho dovuto correre come un
+matto per trovare le diecimila lire e farmi strozzare.
+
+--Tranne per il disturbo che vi siete preso, e del quale vi sono
+gratissimo, per tutto il resto voi non dovete perdere nemmeno un
+centesimo.--Io vi farò subito un nuovo effetto che voi potrete
+scontare.
+
+--Sicuro, se ci metterò la mia firma; come l'altro. E per essere da
+capo con lo spavento di un protesto! No, no; lei mi rilascierà una
+cambiale e la terrò io nel mio portafoglio: ma si ricordi, alla
+scadenza non voglio chiacchiere!
+
+--Come volete,--rispose Cantasirena, affermando anche col capo, con
+gentile accondiscendenza.--Del resto, caro Brunetti, credete ai vecchi!
+Il commercio, non è un giuoco d'azzardo: bisogna mantenersi calmi per
+essere avveduti. Voi siete troppo diffidente, e vi lasciate troppo
+impressionare. Ma pensate, benedett'uomo, quanti dolori, quante
+disgrazie vere ci piombano addosso tutti i giorni, senza andarne a
+pescare delle immaginarie e farci del cattivo sangue anche per quelle
+che ci potrebbero capitare! È il vostro difetto; è un difetto che vi fa
+danno, appunto per il credito del quale dite di aver bisogno. Vi vedono
+spaventato? Anche gli altri si spaventano. È naturale!--Poi, cambiando
+tono di voce e avanzandosi sul seggiolone gli domandò a
+bruciapelo:--Volete guadagnare centomila lire?
+
+--Io?
+
+--Sì, voi. E mettere il vostro nome in evidenza? E concorrere ad
+un'opera colossale, che formerà la ricchezza e sarà la gloria del
+paese?
+
+--Lei, tutti i giorni, ne inventa una nuova!--brontolò il Brunetti con un
+atto di stizza; ma invece di andarsene, sedette sopra uno sgabello che era
+accanto alla scrivania, vicino al Direttore. Questi, sdraiandosi,
+allungandosi nel seggiolone e con un colpo forte battendo il palmo delle
+mani grasse sui bracciuoli, ripetè ancora, socchiudendo gli occhi,
+sorridendo con un fare da milionario, da Rothschild:--Cento-mila-lire!
+
+--Tutti i giorni ne inventa una nuova!--tornò a ripetere il Brunetti a
+mezza voce, allungando il collo: non voleva credere, ma voleva sentire.
+
+Cantasirena si voltò, si rivoltò, rimanendo lungo sdraiato come fosse
+in letto, e guardò il Brunetti senza parlare; poi cominciò a fare i
+suoi sfoghi, le sue confidenze:
+
+--Il giornale, omai, era ridotto un semplice notiziario, una serie di
+dispacci. Non lo si faceva più col talento, ma coi denari: poteva avere
+ancora una grande diffusione, ma aveva perduta ogni influenza.--In
+politica?... Appassionarsi? Lottare? Combattere? Per chi?--Piccoli
+galantuomini, poveri d'ingegno, piccoli marioli privi d'audacia. Non un
+popolo di liberi, ma di liberti, sempre in cerca di un nuovo
+padrone.--E la rappresentanza nazionale? Non più un Desmoulins, appena
+qualche Mirabeau senza eloquenza!--E in arte? La macchinetta delle
+fotografie istantanee, sostituita ai voli, alle creazioni del
+genio!--Caro Brunetti, io mi ritiro dal giornalismo, dalla politica:
+sono vecchio e non ho più tempo da perdere. Voglio migliorare la mia
+condizione; lasciare uno stato alle mie figliuole, e il mio nome alla
+gratitudine di un popolo.
+
+Ci fu un momento di pausa, poi rizzandosi a un tratto più alto, più
+largo, più maestoso:
+
+--Volete stare con me? Da un grande dolore..., una grande idea. Il mio
+povero Fara-Bon è morto: dobbiamo essere noi, i raccoglitori e gli
+esecutori della sua grande eredità intellettuale?--E soggiunse
+sottovoce, parlando con una lentezza grave, mettendogli una mano sul
+braccio e stringendolo sempre più forte.
+
+--Dobbiamo essere noi?.... _Noi due soli_, i padroni del campo?
+
+Il Brunetti rimaneva muto; ma si vedeva la sua mano muoversi
+nervosamente nella tasca dei pantaloni.
+
+--Dunque?
+
+--Dunque, che cosa?
+
+--Sì o no?
+
+--Intanto.... io non so nemmeno di che si tratta!--rispose il Brunetti
+con un'alzata di spalle. Aveva paura di Matteo Cantasirena.... ma aveva
+anche paura di perdere una buona occasione....--E prima di tutto,
+intendiamoci bene,--esclamò con forza.--Io non anticipo un soldo!
+assolutamente! Non anticipo un soldo!
+
+Il Direttore sorrise crollando il capo, in atto di compatimento; poi,
+restando sempre sulla poltrona, si avvicinò quanto gli fu possibile,
+faccia a faccia al Brunetti, e cominciò con un grosso sospiro:
+
+--È destino comune degli uomini di genio, Aristide, l'Alighieri,
+Camoens, Fulton, Fara-Bon, che le loro grandi idealità, le loro grandi
+scoperte, le loro grandi invenzioni, debbano imporsi e trionfare
+soltanto dopo la loro morte!--E continuò a parlare, a parlare, a
+parlare sempre faccia a faccia col Brunetti, fissandolo negli occhi,
+magnetizzandolo, ipnotizzandolo collo sguardo vivo, acuto, sfavillante,
+accarezzandolo, lusingandolo colla blandizie del sorriso amabile,
+confidenziale, ammaliandolo quasi coll'incanto della voce morbida,
+insinuante, tentatrice.
+
+Cantasirena non aveva letta una sola parola, non aveva un dato
+qualunque che potesse riferirsi al grandioso progetto "colossale!" del
+compianto Fara-Bon; ma parlò, parlò, continuò a parlare con calore, con
+persuasione, con convinzione, con entusiasmo delle _vie acquee_ e delle
+nuove _correnti commerciali_; del Po messo in comunicazione col Lago
+Maggiore e col Lago di Garda; del Porto di Venezia che sarebbe
+diventato il primo del mondo, perchè sarebbe stato necessariamente il
+grande punto di congiunzione e di partenza fra la navigazione interna e
+la navigazione marittima, fra l'Oriente, il Quarnero, le Bocche di
+Cattaro e le tre grandi vie delle Alpi: il Brennero, il Gottardo, e il
+Cenisio.
+
+--E.... i milioni?--balbettò il signor Brunetti stordito, sbalordito.
+
+--Il concorso immancabile del Governo, delle Provincie, dei Comuni: poi
+una grande società per azioni, della quale io sarò l'anima, la mente, e
+voi il braccio.
+
+--E il progetto è in mano sua?... Lo ha lei?
+
+Matteo Cantasirena sorrise appena e battè le dita con lentezza solenne
+sopra uno dei cassetti del tavolo:--Qui.
+
+--Una cosa sola ci occorre per lanciare l'operazione: un uomo, un gran
+nome; un nome che s'imponga!... Una bestia magari, ma un nome di moda
+per metterlo alla testa del comitato.
+
+--Sicuro.... un gran nome!--ripetè attonito il Brunetti.--Ma come
+trovarlo?
+
+--Ci sarà.... C'è!--rispose Cantasirena, socchiudendo gli occhi e
+sdraiandosi nel seggiolone come Giove che si riposa sicuro, nella
+propria onnipotenza.
+
+--Chi?... Chi?
+
+Non lo poteva dire: era il suo segreto. Domani avrebbe potuto parlare.
+Oggi no: aveva data la sua parola. Solamente, senza tanti preamboli,
+gli occorrevano altre cinquecento lire. Aveva piccoli impegni
+fastidiosi, ai quali non poteva, non voleva mancare; voleva provvedere,
+in certo modo, a' suoi redattori che per la morte del giornale
+restavano in mezzo alla strada. Pietro Laner sopratutto, il Bardo
+Trentino! era solo a Milano e non poteva tornare presso la sua famiglia
+perchè l'Austria lo avrebbe arrestato e processato. E poi anche lui,
+insomma, non voleva aver l'aria di un morto di fame.
+
+Il Brunetti, sulle prime, si era messo a gridare, a protestare,
+arrabbiandosi, infuriandosi di nuovo. Lo aveva detto, dichiarato, non
+voleva più anticipare nemmeno un soldo! No! No! Assolutamente, no! E
+poi.... non aveva vergogna a confessarlo: lo avesse anche voluto, non
+avrebbe potuto! Era alla fine del mese, aveva troppi impegni ed era
+diventato matto anche per trovare le altre diecimila lire.
+
+No! No! Era impossibile, impossibilissimo!--Quel giorno, in cassa, non
+aveva nemmeno cento lire!--Era proprio vero! Poteva giurarlo! Lo
+giurava sulla testa delle sue creature!--Ma a poco a poco, l'altro
+continuava a parlare, a pregare, a tentare, e il povero signor Brunetti
+aveva finito col cedere, prima trecento, poi quattrocento, poi tutte le
+cinquecento.
+
+--In fine, cos'erano cinquecento lire, in confronto di tutte le altre
+che gli doveva il Direttore? E poi, adesso, non si trattava del
+giornale,--il pozzo di San Patrizio!...--Era una grande
+speculazione!... Erano milioni che sarebbero stati messi in giro!
+Ma.... c'era un altro ma. Cinquecento lire subito, sul momento, il
+signor Brunetti non le aveva davvero. Però gliele avrebbe procurate
+dall'oggi al domani: senza fallo.
+
+--Senza fallo!--ripetè il Direttore, con una serietà grave,
+minacciosa.--Si ricordi bene di non promettere e poi farmi aspettare
+secondo il solito.
+
+L'altro tornò ad assicurare, a protestare continuando a ripetere: Senza
+fallo! Senza fallo; farò tutto il possibile. Senza fallo!
+
+--Bravo. Siamo intesi!--e il Direttore, che pareva stanco e un po'
+seccato, gli diede la mano per congedarlo, col solito fare di benevola
+degnazione.
+
+Era diventato lui adesso, Matteo Cantasirena, il creditore del signor
+Brunetti!
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Pietro Laner, riavutosi dal primo sbalordimento, se n'era andato
+gridando, sbattendo gli usci e senza voler rispondere alla Gioconda e
+nemmeno all'Evelina, che gli erano corse dietro fin sulle scale.
+
+--Non avrebbe più rimesso i piedi nè lì, nè in ufficio.--Canaglia!
+Canaglia!
+
+Era furibondo per l'insulto, e più ancora per la minchionatura.
+
+--Di volo, zaff!... e le dieci lire erano sparite!... E Nora?--E rifece
+il verso del Direttore con stizza:--E-le-oo-nòò-ra?--La mia cara
+figliuola!--Come l'altra, la gobbina!--Che figliuola! Che figliuole!
+Chissà dove è andato a pescarle, per viverci alle spalle, per
+sfruttarle, come ha sfruttato gli amici, l'Italia, il mondo
+intero!--Quel pancione Dulcamara è la gran piovra di Vittor Hugo!--
+
+Pure il nome di Nora, evocatore dell'immagine adorata, dissipava le ire
+e gli suscitava in cuore, a poco a poco, mille inquietudini.
+
+--Se Nora non era sua figlia, era tenuta come tale; era nelle mani di
+quel cannibale, vero mangiatore d'uomini!--Ebbene, egli avrebbe parlato
+a Nora, a tu per tu.--Subito!--Dov'era? Dove poteva trovarla? Evelina
+gli aveva detto, dalla Schönfeld.--Sì, sì, dalla Schönfeld!
+
+L'aspetterò in istrada, e _aut aut_: poche parole!
+
+Ma pensando, ripensando le "poche parole" che dovevano fare impressione
+sull'animo dell'innamorata, tornava ad infervorarsi, a camminare in
+fretta, a gestire. La gente per la strada si voltava a guardarlo.
+
+--Senti, Nora, Norina mia: quella canaglia, dopo avermi rubato tutto,
+ha avuto il coraggio d'insultarmi: io ho pensato a te; per questo non
+l'ho strozzato! Però in casa vostra, non ci metto più i piedi; mai
+più.--Tu mi vuoi bene?--Sì?--e allora, oggi stesso, stassera, si prende
+il volo. Ti porto a casa mia, dalle zie; fino al giorno del nostro
+matrimonio. Domattina si arriva a Trento, poi una vettura e in poche
+ore saremo a Crodarossa....
+
+Ma.... i danari? La pigione? I danari per pagare la padrona di casa? I
+danari per il viaggio?...
+
+Si fermò di colpo, su due piedi. Oh, quella faccia della sua padrona di
+casa!--Finchè non ho da pagarla, non mi fo più vedere!... E per
+pagarla, dove li trovo?
+
+Pietro Laner si cacciò le mani nelle tasche del paltò, e riprese a
+camminare, ma assai più lentamente.
+
+La padrona, vedendo che l'ospite trentino non si faceva vivo per il
+conto, glielo aveva fatto trovare in camera, sotto il calamaio. Lui,
+s'intende! aveva finto di non vederlo. Ma la sera lo trovò sul tavolino
+accanto al letto, spiegato sotto il candeliere; e il secondo giorno
+disteso, diritto, sulla padellina di cristallo, appoggiato alla
+candela. E d'ora in ora, quella faccia della padrona, già così larga di
+sorrisi e di cerimonie, non esprimeva più altro che un gran punto
+interrogativo:--Mi paga?...
+
+--Come fare? Tornare dal Direttore? Sottomettersi? Pregare, cercare
+colle buone di ottenere un piccolo acconto?...
+
+--Se Nora volesse?... Se volesse parlarne allo zio Matteo! Ma bisognava
+vederla subito. Invece di aspettarla giù, dinanzi alla porta, sarebbe
+salito a cercarla dalla signora Schönfeld: l'avrebbe fatta chiamar
+fuori.--Ho da parlarti: di gran premura!
+
+--Che male c'è? Non dev'essere mia moglie? Non è omai saputo da
+tutti?... Da tutti no.... Le zie?
+
+La zia Angelica e la zia Rosina non ne sapevano niente. Esse credevano
+che il loro Pierino a Milano, non fosse intento altro che a guadagnar
+denari e a diventare un grand'uomo!
+
+Che direbbero, che farebbero la zia Angelica e la zia Rosa, quando
+fosse capitato a Crodarossa senza le ventimila lire, senza un soldo....
+e invece colla sposa?... Una signorina in cappellino e che non sapeva
+far altro che suonare e cantare?... Dio! Dio!... Ma come non ci aveva
+mai pensato? E Nora? Se anche Nora dicesse di no?
+
+Al dubbio solo, all'idea di poter perdere Nora, gli si empirono gli
+occhi di lacrime e il cuore di disperazione. Si sarebbe ammazzato!
+
+E la padrona?... Dio! Dio! Dove aveva avuto la testa fino allora?
+
+Era la prima volta dal suo arrivo a Milano, che Pietro Laner cominciava
+a vederci chiaro d'intorno a sè, davanti a sè.
+
+--Dio! Dio!... Come mai si era ridotto a quel punto? Non lo sapeva, non
+se n'era accorto. Era stato uno stordimento, una vertigine di tutte le
+ore, di tutte le vicende incalzanti che non gli lasciavano tempo di
+pensare, di riflettere.
+
+Come aveva fatto a innamorarsi di Nora? A impegnarsi senza scrivere
+alle zie? Perchè, come, quando aveva cominciato a lasciarsi ingannare,
+truffare, rovinare, da quel Mosè imbroglione?... Non aveva nemmeno
+cento lire per pagar la padrona!... Non aveva nemmeno un soldo per far
+colazione!... E la collera delle zie? E se Nora non voleva? E se Matteo
+Cantasirena non lo pagava?... Ma era stato pazzo? Era stato ubriaco?
+Dio! Dio! Dio!--Maria Vergine!--Ma che cosa aveva fatto di male perchè
+gli capitassero addosso tutte le disgrazie, tutte le maledizioni?...
+
+Che cosa aveva fatto?
+
+La risposta la sentì sorgere nell'animo angosciato e farsi strada nella
+mente sconvolta, come un lontano chiarore, un barlume di speranza. Era
+una risposta sola a tante domande, una risposta che per le sue nuove
+idee poteva sembrare ridicola, assurda, indegna della sua ragione,
+indegna del suo ingegno, ma alla quale consentivano tutti i suoi
+sentimenti e tutti i suoi ricordi intimi, profondi, nascosti e alla
+quale la disperazione stessa di quel momento, dava uno slancio più vivo
+di fede.
+
+--Dal giorno in cui sono venuto a Milano, non sono più stato a Messa,
+non sono più entrato in una chiesa!... Ecco perchè mi sono tirato
+addosso l'ira di Dio!...
+
+Gli sembrò, sperò, che entrando appena in una chiesa, sarebbe stato
+come ribenedetto, che tutto sarebbe tornato ad andar bene come prima.
+
+C'era appunto, a due passi, la chiesa di San Francesco. Sbirciò di qua,
+di là, se per caso qualche suo conoscente, qualche suo collega
+giornalista non lo vedesse; nessuno!
+
+Entrò presto, ma rimase diritto in piedi, vicino alla porta, subito
+intimidito da quei due o tre divoti che si erano voltati a guardarlo.
+
+Poi, sempre diritto in piedi, rigirando il cappello fra le dita,
+cominciò a raccogliersi e a pregare, ma senza muovere nemmeno le
+labbra.
+
+La chiesa era scura, quasi deserta; ma il biascicare sonnolento di quei
+due o tre bacchettoni dalla faccia gialla, gli dava fastidio, gli
+toglieva il fervore.
+
+Quando aveva pregato intensamente, aveva sempre ottenuto qualche
+cosa!... e cercò colla memoria tutte le "grazie" ottenute in sua vita,
+per poter ravvivare la propria fede; e tornò a pregare. Le sue
+preghiere, naturalmente, non erano _avemarie_, non erano _pater
+noster_; diceva al suo Signore Iddio, datemi questo, datemi
+quest'altro.
+
+Ma perchè il sagrestano continuava a osservarlo.... a fissarlo?
+
+Non riusciva a chiedere intensamente, fermamente ciò che desiderava.
+Non era fede vera la sua; era una concessione a sè stesso, a un
+pregiudizio.
+
+Però, anche da ragazzo, quando non andava a messa la domenica, gli
+capitava sempre, nella settimana, qualche disgrazia. E tornava a
+pregare, ma per poterci credere, assicurava sè stesso, che il suo Dio
+non era a confondersi col Dio falso dei preti, nè col Cristo di legno o
+di cera delle donnicciuole. Era più grande e più in alto; era
+l'equilibrio dell'Universo, era la forza occulta che cominciava là dove
+finiva la scienza, e che però nemmeno la scienza poteva negare in modo
+assoluto.... E poi, a questo Domineddio portentoso che reggeva
+l'infinito, Pietro Laner non gli aveva da chiedere che le grazie più
+discrete, più modeste: trovare i soldi per pagare il conto della
+padrona, sposare la Nora, ottenere il perdono dalle zie. Il solo
+miracolo, veramente grande che domandava, era di riavere le ventimila
+lire prestate a Matteo Cantasirena.
+
+Ma perchè quello zoticone del sagrestano si voltava sempre dalla sua
+parte?... Lo conosceva forse?
+
+Non poteva raccogliersi! Non poteva pregare con fervore!--Questo voleva
+dire che non avrebbe ottenuto niente; che era proprio spacciato!--Dio!
+Dio! Perdere Nora! Non aver più un soldo! Finire in un ospedale!...
+
+In fondo alla chiesa luccicava un piccolo altare: una Madonna, in una
+gran custodia di vetro, con un abito di raso giallo tempestato di
+gemme. Tutti i ceri del piccolo altare erano accesi: le colonne, le
+pareti, erano coperte di voti, di cuori d'argento, di grucce, di gambe
+e di braccia di legno....
+
+--Là devo andare a pregare se voglio ottenere qualche cosa,--pensò
+Pietro Laner,--e se il sagrestano mi vede, questa sarà la penitenza per
+meritare la grazia!
+
+Si avvicinò piano piano alla Madonna dei miracoli: le ombre della
+navata, l'oscurità dietro le colonne, erano piene di misteri,
+d'inquietudini. Quella chiesa semivuota, si popolava a poco a poco, per
+la forza della sua immaginazione, di tutta la folla dei rispetti umani.
+Erano i suoi colleghi più beffardi, più scettici, più spregiudicati!...
+Era Nora che lo aveva veduto entrare da lontano in San Francesco, e gli
+aveva tenuto dietro! Era Matteo Cantasirena, che rideva così
+rumorosamente da farsi sentire per tutta Milano!
+
+Il timore, l'oppressione, diventavano orgasmo: pure bisognava
+inginocchiarsi.... pregare, prosternato, dinanzi a quell'altare....
+S'inginocchiò infatti.... ma provò un senso, un'impressione strana....
+Sentiva dei passi dietro a sè che si avvicinavano.... poi una mano gli
+batteva sulla spalla!... Si alzò di colpo.... non c'era nessuno.
+
+Soltanto una vecchierella, collo scialletto paonazzo del "Luogo Pio",
+borbottava il rosario fissando la Madonna cogli occhi malati....
+
+Eppure il pensiero di essere visto da quella vecchia ad inginocchiarsi
+una seconda volta fu più forte di lui in quel momento. Era il timore
+dei pregiudizi del mondo che la vinceva su tutti gli altri timori, ed
+egli uscì dalla chiesa, sbirciando di qua, di là, più pauroso ancora di
+quando vi era entrato.
+
+E così anche quel suo ultimo barlume di speranza, riposto in
+Domineddio, nella Madonna, era svanito.
+
+
+
+
+V
+
+
+Pietro Laner era nato nel Trentino, a Crodarossa. Un paesuccio
+raggruppato attorno al campanile nuovo; poche casette che spiccavano in
+alto, scintillanti al sole, in mezzo alla montagna tutta verde fino
+alla cresta bigia; poche casette bianche e quiete sotto i tetti neri,
+colle piccole finestre, come occhietti ridenti, piene di fiori.
+
+Pierino aveva appena cinque o sei anni, quando gli morirono, a pochi
+mesi di distanza, prima la mamma, e poi il babbo. Allora fu raccolto in
+casa degli zii: lo zio prete, don Giacomo, e le sue sorelle, la signora
+Angelica, e la signora Rosina. E tutti, il buon prete che aveva sempre
+voluto bene al suo povero fratello, e le due zitellone che erano sempre
+state in pace colla povera cognata si affezionarono subito a Pierino e
+lo tennero in conto di un figliuolo.... proprio mandato dal Signore.
+
+Fissarono insieme e si divisero d'accordo i vari obblighi per allevarlo
+e per educarlo. Don Giacomo gl'inspirava il santo timor di Dio, gli
+spiegava la dottrinetta, gl'insegnava a leggere e scrivere e gli faceva
+fare delle buone camminate, arrampicandosi su per i monti.
+
+Le zie gl'insegnavano a star pulito, a risparmiare i _kreuzer_ che gli
+altri gli regalavano, a fare la somma e la moltiplica, e quando era
+necessario, la zia Angelica e la zia Rosina, sempre serie, sempre
+composte, trovavano la forza unite insieme, anche per metterlo in
+castigo.
+
+Da suo padre, Pierino non aveva ereditato nemmeno un soldo. Il
+pover'uomo possedeva un paio di campicelli ch'egli stesso coltivava,
+tralasciando nei giorni della semina e del raccolto dal fare il
+mestiere di sarto che gli dava da vivere. Ma prima, la lunga malattia
+della moglie, poi altre disgrazie, i due campicelli che a vederli
+dall'alto, in mezzo al verde dei prati, sembravano piccoli come i
+tappeti da camera, rimasero alla sua morte, sepolti sotto i debiti che
+don Giacomo per altro si affrettò a pagare.
+
+Don Giacomo era ricco, s'intende per quei paesi, e non era diventato
+ricco per merito suo, ma per la stretta economia, per le privazioni
+stesse a cui si assoggettavano quotidianamente le sue sorelle che
+adoravano _Domine_.... in avarizia! Esse risparmiavano su tutto, e ogni
+giorno di più, perchè ogni giorno erano sempre più rattristate e
+spaventate dallo spettacolo della miseria altrui.
+
+"Quando in una casa manca il necessario, comincia a mancare anche il
+timor di Dio!" E per questa massima che concordava colla sola,
+coll'unica passione di quelle due esistenze, esse finivano col
+diventare sempre più avare anche per salvarsi l'anima; e incrudelivano
+sopra di sè, più ancora che sugli altri, per accumulare sul
+patrimonietto comune, sul benefizio della Canonica e persino sul vino
+della Santa Messa, e qualche volta sospirando e gemendo dinanzi al
+giocondo appetito del buon pretone sano e forte.
+
+Quando presero in casa Pierino, quando ebbero da pagare i debiti del
+fratello, si trattava dell'onore della famiglia e non fiatarono, ma
+risparmiarono le uova dell'insalata e andarono a dormire senza lume per
+poter ricavare, col tempo, da una parte quello che era andato
+dall'altra. Buone donne del resto, pie, laboriose, niente affatto
+pettegole, e indulgenti; caritatevoli di consigli quando ne erano
+richieste, e di orazioni anche non richieste. C'era chi stava male? chi
+era minacciato da una disgrazia? Pregavano per quegli infelici mattina
+e sera, e colle loro divozioni fioccavano indulgenze su tutti i poveri
+morti del paese.
+
+Don Giacomo soffriva per l'avarizia delle sorelle, ma timido, come
+tutti i Laner, non aveva trovato mai tanto coraggio da opporsi, da far
+valere, occorrendo, i propri diritti. Esse non alzavano mai la voce;
+erano sempre rispettose per l'abito, per il ministero, per la santità
+del fratello. Ma don Giacomo non osava contrariarle anche per non
+addolorarle; e tranne qualche predica, in generale, sul brutto peccato
+dell'avarizia, e sui doveri verso il nostro prossimo, non osava andar
+più in là. Piuttosto si adattava a commettere in casa dei piccoli
+furterelli; e nascosta la roba sotto la tonaca, la portava,
+raccomandando di non dir niente, a' suoi vecchietti, a' suoi ammalati.
+E gridava lui per il primo, contro i gatti, quando mancava la carne,
+contro i topi quando invece era un pezzo di lardo; contro il nibbio o
+la poana quando spariva un piccioncello o un pollastrino. Ma le due
+sorelle, appena successa la sparizione, stavano sempre più in guardia,
+con tanto d'occhi, e per un pezzo don Giacomo non si arrischiava....
+non toccava più niente. E allora si sfogava dando tutto il suo tempo,
+tutta la sua persona, tutto il conforto del suo gran cuore, a' suoi
+poveretti. Andava lui a piedi per poter prestare agli altri, che ne
+aveano più bisogno, il suo cavalluccio magro, sfiancato. Quando era
+chiamato presso un ammalato, non lo abbandonava più; restava lì a
+fargli da infermiere: e una volta fece anche da contadino. Un povero
+diavolo si era rotta una gamba, scivolando giù da una roccia. Era
+d'agosto, il tempo della mietitura, e a Crodarossa, in quei giorni, non
+abbondano le braccia. Don Giacomo conforta il povero diavolo, poi si fa
+dare il suo grembiule bianco, lungo fino ai piedi, il suo cappellaccio
+di paglia, e passa così tutta una settimana, dalla mattina alla sera, e
+facendosi aiutare anche da Pierino, falciando il fieno, segando il
+grano, legando, ravviando, abbarcando i covoni.
+
+E quel povero prete, così timido colle sorelle, così umile con tutti,
+aveva finito col dare anche la vita per i suoi parrocchiani, dopo aver
+compiuto atti inauditi di coraggio, di vero eroismo.
+
+Una notte, improvvisamente, dopo un violento uragano, il fiume aveva
+rotto e tutto il paese era rimasto allagato.
+
+--L'acqua! L'acqua! L'acqua!--Erano urli di spavento, di morte. Don
+Giacomo, sebbene ormai quasi vecchio, si cacciò dov'era maggiore il
+pericolo e il bisogno, coi più giovani, coi più forti, coi più
+temerari, consigliando, confortando, trasportando a braccia o sulle
+spalle i vecchi e gl'infermi. Si buscò la febbre, scoppiò la polmonite
+e morì in pochi giorni. E prima di morire divise il suo patrimonietto
+in tre parti uguali, fra le sorelle, Pierino, e i poveri del paese. In
+quell'istante supremo aveva trovato anche quell'altro coraggio che in
+vita gli era sempre mancato; quello di affrontare l'avarizia muta della
+signora Angelica e della signora Rosina, che inginocchiate a pie' del
+letto singhiozzavano sulle avemarie del Rosario, mentre le campane
+suonavano i rintocchi mesti dell'_Angelus_, mentre da tutta la casa, da
+tutta la strada piena di gente, saliva al suo cuore, ultimo saluto di
+pace e di speranza, il lamentìo sommesso dei _Pater_ e delle _Ave_.
+
+--È un santo!--sospiravano la signora Angelica e la signora Rosa, con
+un'istintiva scrollatina di testa.-Ha voluto morire da santo, come da
+santo ha sempre vissuto!--E quando sospiravano, e quando scrollavano il
+capo, le due vecchiette lo facevano tutte e due nello stesso tempo,
+colla stessa espressione addolorata negli occhi gonfi di lacrime, nella
+voce fievole, nella compunzione devota dei gesti.
+
+La signora Angelica e la signora Rosa si rassomigliavano fin da
+piccine, ma a poco a poco, a forza di vivere unite insieme, erano
+arrivate al punto da essere scambiate l'una per l'altra: tanto più che
+anche da vecchie, come da ragazze, continuavano a vestire perfettamente
+allo stesso modo. Avevano la medesima sottana di lanetta scura, il
+medesimo scialletto nero, e sul capo, uso cuffia, il fazzoletto pur
+nero di maglia grossa, che annodato, stretto sotto il mento, lasciava
+appena sbucare la loro faccetta tonda, col naso grosso, lungo, rosolato
+dal sole.
+
+Composte e silenziose, attraversavano la piazza; insieme si alzavano in
+piedi ai punti prescritti della messa, insieme si sedevano dopo il
+vangelo, si prosternavano insieme, fino a terra, al mistico irraggiare
+dell'ostensorio; poi le due figurette nere, piccoline, secche secche e
+diritte, si vedevano comparire sempre mute, sempre appaiate sull'alto
+della viottola del Santuario di Crodarossa, la loro passeggiata
+favorita. E in casa, appena una delle sorelle entrava in una stanza, o
+andava nell'orto o nel pollaio, l'altra subito le teneva dietro
+trotterellando. Dormivano nella stessa camera, si alzavano alla stessa
+ora; alla stessa finestra prendevano l'aria e il raffreddore, e non
+avevano avuto, non avevano altro, fra grandi e piccoli, fra tutte e
+due, che un solo peccato da confessare: l'avarizia.
+
+Morto Don Giacomo, si attaccarono più strettamente al nipotino.
+Germinava in fondo al loro cuore e sotto tutte le orazioni, le
+divozioni che facevano, una lontanissima speranza, intima, segreta, che
+si erano confidato l'una all'altra cogli occhi.... Soltanto cogli
+occhi.--Pierino! Per via di Pierino, avrebbero un giorno, chissà!
+potuto riavere la Canonica e il Benefizio. Oh, la Canonica! Il bel
+cortile!... il ricco pollaio; l'orto e il vigneto della Canonica!
+
+Dopo la morte di don Giacomo avevano dovuto andarsene, abbandonare
+tutto quanto. Che gran dolore! Che rivoluzione, che sconvolgimento, in
+tutta la loro esistenza!... Nel cielo buio, dopo l'uragano, dopo il
+terremoto, non era apparso, di lontano, che un solo, un piccolo raggio
+di speranza: Pierino!--Il buon Pierino, innocente come l'acqua, un vero
+San Luigi! Pierino avrebbe potuto farsi prete e forse diventare il
+successore del successore, già vecchio, di don Giacomo, e allora,
+chissà!, fosse almeno per morirvi, avrebbero potuto ritornare in quella
+loro casa così comoda, così nota, così intimamente legata alla loro
+vita, al loro essere.
+
+La signora Angelica e la signora Rosina che in gioventù non erano mai
+state innamorate, nè avevano mai provato, certamente, qualche cosa di
+simile, si può dire che cominciarono allora a far all'amore, colla
+Canonica, col vigneto, col pero alto e frondoso che dominava dal mezzo
+tutti gli alberi dell'orto, e al quale, quando erano giovani, un giorno
+che facevano le mattone, avevano dato anche un nome strano: il
+_Gigantesso_!
+
+Costrette ad abbandonare la casa, non avevano potuto abbandonare il
+luogo. Avevano preso un quartierino accanto alla Canonica, perchè le
+finestre davano appunto sull'orto. E lì, a una di quelle finestre, le
+due vecchierelle rimanevano ore e ore, fisse, mute, guardandosi negli
+occhi e scrollando il capo.
+
+Quando il nuovo ortolano,--se avessero potuto odiare qualcheduno,
+quello, proprio, lo avrebbero odiato,--vi faceva qualche cambiamento,
+era per esse una rabbia, un affanno; se atterrava un albero, era un
+dolore. E nei mesi di quel primo inverno,--l'inverno lungo e bigio
+delle montagne, colla neve che continua a cader sulla neve,
+tacitamente,--quando tutto l'orto era rimasto sepolto, e la vigna e
+anche il pero maestoso non sembrò più altro che uno strano e immenso
+colosso bianco, le due vecchierelle, dietro le finestre, tappate colla
+cimasa, rimanevano tutto il giorno a guardare, a spiare, a sospirare.
+
+--Gesù Maria Joseph!--gemeva la signora Angelica.
+
+--Gesù Maria!--rispondeva la signora Rosina, congiungendo le palme.
+
+--Che inverno! che _siberico_! Povera vigna! Povero _Gigantesso_!
+
+--Jesus Maria Joseph!
+
+--Jesus Maria!
+
+Ma poi, quando a poco a poco la neve alta si abbassava, si dileguava, e
+cadeva a fiocchi, a pezzi, dagli alberi scossi dal vento, dalle frondi
+dondolanti, quel verde che ritornava a sbucare, ad apparire, a
+distendersi, a scoprir cose note e care, consolava, riscaldava,
+rinverdiva anche quella certa speranza, lontana lontana....
+
+--Fra dodici.... fra quindici anni.... Pierino potrebbe esser
+parroco....
+
+--Fra dodici, fra quindici anni....
+
+--Ma non bisogna mai far calcoli sulla morte di nessuno!
+
+E la signora Angelica si faceva il segno della santa croce.
+
+--Che Dio accordi a tutti una lunga vita!--rispondeva la signora
+Rosina, segnandosi pure alla sua volta, lentamente.
+
+Erano sincere in questo loro sentimento di carità; e ne furono premiate
+perchè non dovettero aspettare per tanti anni un po' di consolazione.
+
+Don Giuseppe, il nuovo parroco, non riusciva a farsi voler bene a
+Crodarossa. Il povero don Giacomo vi era ancora troppo ricordato,
+troppo esaltato e rimpianto. Quello era un sant'uomo!
+
+Don Giuseppe non era cattivo; ma di tutt'altra pasta. Amava molto i
+proprii comodi, la propria salute.... insomma, invece di essere un
+mezzo santo come don Giacomo, era un mezzo filosofo della vita. Di più,
+era intinto dello stesso peccato della signora Angelica e della signora
+Rosina, sebbene non fino a quel punto; perchè se don Giuseppe era avaro
+cogli altri, non lo era poi con sè stesso.
+
+Per cattivarsi gli animi, per rendersi popolare, pensò allora di
+stringere amicizia colle due vecchie sorelle, che per virtù del povero
+don Giacomo godevano la stima e la venerazione di tutto il paese.
+
+--Aveva sentito dire che Pierino aveva la vocazione? voleva farsi
+prete?... Bravo! Bravo! Il nipote di don Giacomo! Oh, quando sarebbe
+stato il momento avrebbe parlato lui alla _Curia_, per averlo per
+coadiutore!... Poi, già, sarebbe stato di diritto suo successore....
+Sicuramente! Bravo! Bravo!...
+
+E dopo qualche visita del parroco alle vecchie, dopo il regalo d'un
+cesto d'uva e d'un piatto di pere, la signora Angelica e la signora
+Rosa per restituire le garbatezze, per ringraziare, ripresero la via
+della Canonica e dell'orto; un altro giorno fecero una visitina anche
+al pollaio.... Poi nell'orto, invitate da don Giuseppe, cominciarono ad
+andarci spesso, per recitare il rosario, per leggere il _Manuale di
+Filotea_ all'ombra antica e fidata del _Gigantesso_....
+
+--Oh, anche don Giuseppe era un degno sacerdote! E anche l'ortolano era
+un galantuomo! E come lavorava di lena!
+
+Le due sorelle insegnarono al parroco e all'ortolano a conservare la
+carne secca e l'uva intatta per tutto l'inverno.... a risparmiar sulla
+semina.... a risparmiar sulle spese. In quel frattempo, si ammalò la
+serva di don Giuseppe, e se ne andò al suo paese a rinfrancarsi, ma poi
+non tornò più a Crodarossa, nè don Giuseppe si prese altre donne. La
+signora Angelica e la signora Rosina omai facevano tutto loro alla
+Canonica, come prima, quando c'era il povero don Giacomo, e alla casa
+nuova, non ci andavano più altro che la sera, per dormire.
+
+E intanto le lezioni a Pierino, sospese per la morte dello zio don
+Giacomo, furono riprese da don Giuseppe, il quale, e non più le zie,
+gl'insegnava poi anche l'aritmetica.
+
+Pierino, cresciuto in quell'ambiente, fra chiesa, sacristia e canonica,
+si figurava quando fosse un uomo di fare il prete per diventar vescovo,
+come gli altri ragazzi della sua età pensano di andar soldati, per
+diventar generali.
+
+Ma nel cuore del giovinetto mancava il sentimento vero, profondo, della
+fede. La grande maestà di Dio non gl'incuteva alcun timore; gl'incuteva
+più timore don Giuseppe, forse perchè don Giuseppe aveva sempre la voce
+in aria e quella del Signore non l'aveva mai sentita.
+
+Era sempre in chiesa o in sacristia: era sempre in cotta a fare il
+chierico durante tutte le funzioni; ma quando serviva messa,
+all'Elevazione, scampanellava troppo forte e troppo a lungo; in
+processione, dava colpi al turibolo da buttar all'aria cenere e brace.
+Durante la predica portava in equilibrio cataste alte di seggiole che
+sbatacchiava poi dinanzi ai divoti; pigliava quattrini e parlava forte,
+affaccendato col sagrestano. E i tridui, collo sparo dei mortaretti, e
+la Settimana Santa, col fracasso dei mattutini, e il mese di Maria coi
+fiori e i canti al Santuario di Crodarossa, erano le sue feste, i suoi
+divertimenti ai quali pensava e si preparava con gioia da un anno
+all'altro.
+
+Don Giuseppe, che aveva notato tutto ciò, cominciava ad essere inquieto
+a proposito della vocazione di Pierino; ma amante della santa pace,
+teneva i dubbi e le osservazioni per sè.
+
+--È un buon ragazzo,--pensava,--ma forse è troppo vivo. Quando gli
+parlo, sta attento, con rispetto, con sommissione.... ma non mi
+ascolta. Se gli dò una sgridata, diventa pallido, tremante, ma poi
+torna da capo. Forse ha preso troppa confidenza colla Chiesa, coi
+Misteri, col Signore....
+
+E per lavarsene le mani dichiarò alle signore Laner che era giunto il
+momento di mandare il nipote in Seminario, a Trento.
+
+Ma Pierino, entrato in Seminario, invece di trovarsi sulla via che
+avrebbe dovuto condurlo direttamente in paradiso, si trovò più che mai
+su quella dell'inferno.
+
+Il rumore del mondo arrivava appena, coll'ultima onda risonante, fin
+lassù a Crodarossa, e si perdeva dileguandosi nella foresta immensa,
+tra le fenditure profonde delle rocce inabitate.
+
+A Crodarossa la vita serena o buia la faceva il cielo così vicino,
+appena diviso da un ultimo strato di verde, da un'ultima cresta di
+pietra.
+
+Lavorare per mangiare; mangiare e vivere per salvarsi l'anima: non si
+faceva altro, non si pensava ad altro a Crodarossa.
+
+Ma il mondo che non era arrivato fin lassù, fra la sconfinata libertà
+delle vette alpine, era penetrato attraverso le grosse e tetre muraglie
+del Seminario; e subito Pierino si era incontrato in tre cose, nuove
+affatto per lui, e proibite per tutti in quel luogo. La
+patria--Garibaldi--e le belle ragazze.
+
+Un altro giovane seminarista triestino, un piccolo chiericuzzo dagli
+occhi strambi, dalla faccia lentigginosa e che i parenti volevano far
+prete per forza, si era legato di grande intrinsichezza col piccolo
+montanarino--tutti italiani, per Dio!--e gli aveva confidato che voleva
+scappare a Venezia e che voleva fare il bersagliere, altro che il
+prete!
+
+Pierino spalancava gli occhi maravigliando. E l'altro gli parlò della
+patria, dell'Italia, e gli mostrò un ritratto di Garibaldi che teneva
+nascosto sul petto, sotto la camiciola, insieme a quello della
+Doralice, la rotonda bambinaia di sua cognata.
+
+La patria!... Garibaldi!... e la Doralice! Tutto ciò aveva acceso, come
+fiamma che divampi all'improvviso, la mente e il sangue del nonzoletto
+di Crodarossa, che nascosto negli anditi bui della camerata, si metteva
+a gridare, a bassa voce, con l'amico di Trieste, "Viva l'Italia!" senza
+però far seguire, il "per Dio!" che aggiungeva quell'altro, come
+protesta e come rinforzo. E il berrettino di Garibaldi, e il viso tondo
+della Doralice, la barba bionda dell'eroe e gli occhi della ragazza gli
+erano fissi nella mente giorno e notte e si confondevano in un
+desiderio smanioso, indistinto; in un primo amore arcano, irrequieto
+per la patria, per l'Italia che egli si raffigurava come una donna
+giovane e bella, colla faccia della bambinaia. Il seminarista, il
+chierichetto dagli occhi strambi e dalla faccia lentigginosa pareva si
+godesse a stuzzicarlo, ad accenderlo sempre di più in quei pensieri, in
+quei misteri, e gli ripeteva di nascosto anche i versi del Berchet:
+
+ "Maledetta chi d'italo amplesso
+ Il tedesco soldato beò!"
+
+_Amplesso?... Beò?..._--Cosa volevano dire queste nuove parole?... E
+"la vergin ne' gaudi cercata" e "la sposa dell'uomo stranier" era la
+Doralice coi capelli disciolti, seminuda, stretta fra le braccia di un
+soldataccio ispido e nero, coi baffi impeciati....
+
+"Maledetta! Maledetta!..." _Amplesso?... beò?..._ Cosa volevano dire?
+
+Anche questo lo spiegò il seminarista, cogli occhietti che luccicavano
+fra le grinze della pelle e il ghignetto da scimmia sulle labbra
+sottili e mobili. Pierino, mentre ascoltava, era diventato pallido,
+rosso; poi era rimasto a bocca aperta, con un sorriso stupido. Non
+aveva capito bene, non aveva capito tutto, ma non osò domandare di più.
+Dopo, dopo, che continuo lavorìo della mente per indovinare!... Era il
+mondo che lo aveva preso colle sue passioni, colle sue seduzioni, colle
+sue cattiverie; era la donna che si rivelava a mano a mano,
+incessantemente. E il giovinetto nell'accensione bramosa, domandava
+alla discreta nudità delle statue e dei dipinti dell'altare le ultime
+rivelazioni del mistero della forma, domandava, cercava di scoprire nei
+versi del Berchet, come nelle storie bibliche di Rachele e di Giuditta,
+nelle lodi e nelle invocazioni appassionate alla Vergine, come nelle
+estasi delle Sante, la rivelazione ultima del mistero dell'amore.
+
+No! No! Non voleva più farsi prete!... Non voleva più diventar vescovo:
+voleva invece prender moglie, e presto, e liberar l'Italia. L'Italia
+bionda e grassa, l'Italia bionda e bella, come la bambinaia del suo
+amico triestino.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+Il piccolo Laner, appena tornato per le vacanze a Crodarossa, e non
+osando parlare, scrisse alle zie una lunga lettera pregandole,
+scongiurandole "di non voler la sua morte." Cioè, di non costringerlo a
+ritornare in Seminario. Non sentiva più la vocazione; sarebbe stato
+infelice tutta la vita; piuttosto si sarebbe lasciato morir di fame!
+
+Ma poi, appena ebbe scritta e affidata la lettera all'ortolano per la
+consegna, ebbe paura di aver arrischiato troppo, di non aver riflesso
+abbastanza; e però, aspettando gli effetti della lettera, più che per
+il timore di dover finir prete, stava colla tremarella per il brutto
+temporale che lo minacciava.
+
+--Che strappazzata!... Che fulmini!... Quell'altro di Trieste era stato
+imprudente, era diventato matto consigliandogli quella lettera!--E
+Pierino avrebbe quasi voluto svignarsela "in Italia" non per paura
+dell'Austria, ma di don Giuseppe. Finì invece col correre in camera
+sua, e col buttarsi mezzo svestito sul letto, per fare impressione
+nell'animo delle zie, lasciando credere che fosse ammalato.
+
+Intanto la signora Angelica e la signora Rosina erano rimaste assai
+maravigliate e molto inquiete, soltanto al vedere la lettera,--che
+tenevano in mano, appena con due dita, e non osavano aprire.
+
+--Cosa sia?
+
+--Cosa sarà?
+
+--Bisogna leggere....
+
+--_Vedemo._
+
+Dopo letto, erano rimaste senza fiato, come fulminate. Lentamente,
+colla mano tremula, si levarono gli occhiali che tutte due si erano
+inforcati sul naso per aiutarsi a leggere, una parola l'una, una parola
+l'altra, e rimasero mute a guardarsi, a fissarsi lungamente....
+
+--Gesù Maria Joseph!
+
+--Gesù Maria!
+
+--Che disgrazia!
+
+--Che _ribalton_!
+
+Istintivamente si fecero il segno della croce, poi a un tratto, colte
+all'improvviso dal medesimo pensiero, corsero affannate, coi passettini
+corti, leggeri, fin sull'uscio della camera di Pierino e rimasero in
+ascolto.
+
+Pierino, che le aveva sentite venire, cominciò a rivoltarsi sul letto,
+a gemere flebilmente. Allora, più spaventate, fecero per aprir l'uscio,
+e trovato chiuso, cominciarono a bussare, a battere disperatamente.
+
+--Apri, Pierino!
+
+--Apri!
+
+Pierino corse appena a girar la chiave, e si buttò di nuovo sul letto
+piangendo, smaniando, tirando calci all'aria.
+
+La signora Angelica e la signora Rosa gli furono attorno per calmarlo,
+per soccorrerlo.--Era la prova! La tentazione!... Era il diavolo!...--E
+nella severità silenziosa della loro faccia addolorata, appariva
+un'espressione insolita di inquietudine, di diffidenza, quasi temessero
+scorgere, a un tratto, fra i capelli neri e crespi del nipotino, due
+cornetti nascenti.
+
+Gli fecero bere della camomilla, così bollente che gli bruciò il
+gorgozzule; poi lo obbligarono ad alzarsi, a lavarsi la faccia, a
+rimettersi la giacca, e lo condussero dinanzi a don Giuseppe: lo doveva
+benedire subito coll'acqua santa, per mettere in fuga satanasso!
+
+Don Giuseppe era già preparato a quella fine, o quasi. Tuttavia, per
+scrupolo di coscienza, gridò, strepitò, e agguantando il povero
+ragazzo, e tirandolo per la cuticagna lo cacciò al buio, sotto chiave,
+nello stanzino dell'aceto.
+
+--Speriamo un buon effetto,--disse poi calmandosi e voltandosi per
+confortare la signora Angelica e la signora Rosina, rimaste pallide,
+tremanti, a quella scena, gli occhi pieni di lacrime.--Speriamo che il
+Signore, coll'aiuto della Beata Vergine Maria, gli ritorni la sua
+grazia speciale. In ogni modo, teniamo sempre presente questa massima
+di ogni buon cristiano, insegnata anche da san Bonaventura: quello che
+fa lui è sempre ben fatto, e non casca foglia che Dio non voglia!
+
+E tornò a raccomandare e a predicare il savio precetto, alcuni giorni
+dopo, vedendo che la casa seguitava ad essere sossopra per
+l'ostinazione di Pierino, il quale, fatto ormai il primo passo, e visto
+che non lo avevano accoppato, teneva duro, ostinato come un vero
+montanaro.
+
+Alla Canonica non c'era più pace; e non c'erano più ore, nè per il
+desinare, nè per la cena. La signora Angelica e la signora Rosa che, di
+solito, preparavano il pranzettino particolare di don Giuseppe, con
+tanta premurosa diligenza, pareva non sapessero far più niente di bene;
+e a forza di soffrire e di piangere si erano ammalate tutt'e due.
+Avevano la flussione e la faccia bendata colla pappa di lino.
+
+Don Giuseppe, se prima aveva taciuto per il quieto vivere, adesso, per
+la medesima ragione, spiattellò chiaro e tondo alle signore Laner tutti
+i dubbi, tutte le inquietudini che aveva già da tanto tempo, prima
+ancora che Pierino fosse stato mandato in Seminario. E concluse al
+solito: "Tutto per il meglio!"
+
+--Diciamolo francamente, con quella sincerità che è obbligo di ogni
+buon cristiano: abbiamo preso un gambero a proposito della vocazione di
+Pierino; ed io più grosso di tutti! Ma se noi su questa terra siamo
+poveri ciechi,--_Non unicuique datum est habere sapientiam_,--il
+Signore, di lassù, tutto vede e a tutto provvede. Lui medesimo, per i
+suoi fini, che sarebbe un peccato di presunzione soltanto il voler
+lontanamente indagare, fa una scelta ristrettissima di tutte quelle
+persone che destina al suo servizio, e che siamo poi noi altri preti,
+sempre indegnamente, s'intende. Orbene; quando ha fatto una scelta,
+poniamo, sopra di quel dato individuo, Lui stesso,--nostro
+Signore--cosa fa?... Manda subito lo Spirito Santo, e quello non c'è
+pericolo, non sbaglia mai, a toccargli il cuore colla grazia divina,
+che è quanto dire, colla vocazione. E sarebbe bella, sarebbe grossa,
+volersi mettere davanti, al posto della medesima volontà di Dio, per
+scegliere e destinare in vece sua, chi lo deve servire! Anche noi, per
+esempio, i nostri uomini, i nostri contadini li vogliamo prendere
+secondo le nostre idee, secondo il nostro gusto!... Sicuro che il
+sacerdozio è lo stato di perfezione; ma per questo, appunto, non può
+essere di tutti quanti; ed è nostro Signore, per il primo, a non
+volere, per tutte quelle leggi superiori, umane e anche divine, del
+consorzio, della famiglia, della discendenza.... _Mundus est et mundus
+esse debet_. Pierino, si vede, è stato destinato, deve avviarsi per
+questa strada, e del resto, anche per l'anima, sempre meglio essere un
+buon marito, un buon padre cristiano, cattolico, come tutti i Laner,
+piuttosto di fare il prete per forza che è quanto dire, essere un
+cattivo prete!--
+
+Le due vecchie si sforzavano di trattenere i singhiozzi: don Giuseppe
+prese una mano alla signora Angelica, un'altra alla signora Rosina, e
+stringendo, accarezzando quelle due mani secche secche fra le sue
+manone grosse e calde, dalle dita pelose, volle istruirle, con gran
+dolcezza, ma insieme con gran fermezza, anche a proposito di un altro,
+di un ultimo caso di coscienza, a loro particolare.
+
+--Da brave! Da brave! Coraggio e mettiamo in pace il nostro cuore. E
+sopratutto, per qualunque tribolazione, non dobbiamo mai dimenticare
+l'adempimento scrupoloso di tutti i nostri doveri. Il Signore Iddio lo
+si serve in ogni modo, specialmente colle buone opere, e in ogni stato.
+Ma bisogna però aver l'animo tranquillo, e sopportare tutte le
+afflizioni che il cielo ci manda, con quella serenità dello spirito,
+che ci permette appunto di attendere colla solita cura alla nostra
+casa, ai nostri interessi, al nostro prossimo, e al disimpegno assiduo,
+diligente, di tutte quelle varie incombenze per le quali siamo stati
+allevati e destinati.... Destinati per volere di chi?... Sempre _di
+quel di lassù_!--
+
+Povera signora Angelica! Povera signora Rosina!... Dopo quella predica
+si sforzarono ogni giorno più per mostrarsi tranquille, rassegnate; per
+attendere come prima, con ogni cura, alla Canonica, al pollaio, al
+desinaretto di don Giuseppe, ma era rimasta loro una grande amarezza in
+fondo al cuore, un continuo rodimento.
+
+Aveva ragione don Giuseppe: meglio un buon padre di famiglia che un
+cattivo prete!... Pure, si erano tanto abituate all'idea di poter
+rivedere un giorno don Giacomo, il loro povero fratello, in don
+Pierino! C'era forse in fondo al cuore, anche quell'altra ragione del
+benefizio; non della Canonica e dell'orto perchè, ormai, quel regno lo
+avevano riacquistato: avevano combinato con don Giuseppe una specie di
+affittanza ed erano tornate loro ad essere le padrone....
+
+Perchè quell'amarezza dunque, perchè quel rodimento?... Perchè da tutto
+il discorso di don Giuseppe, era sorta e rimasta fissa nel loro
+pensiero un'immagine nuova, viva; alla quale il prete non aveva nemmeno
+accennato: la moglie di Pierino.
+
+Un'altra donna, un'estranea in quella casa, nella loro casa, sempre con
+loro, in mezzo a loro, e come loro padrona di tutto! La moglie di
+Pierino! Un'altra signora Laner! La nuova signora Laner!
+
+Quella loro grande amarezza, quel loro continuo rodimento era un senso
+strano di gelosia: gelosia di Pierino, dell'orto, della Canonica, della
+roba; persino di don Giuseppe: insomma gelosia di tutto ciò che aveva
+appartenuto, che apparteneva a loro due soltanto e che sarebbe stato
+anche di quell'altra, della terza padrona che doveva capitare!
+
+E tornavano la mattina, la sera, a fermarsi alla loro finestra....
+vedevano quell'altra passeggiare nell'orto, raccogliere la frutta, le
+pere del _Gigantesso_.... comandare, ordinare chissà quali cambiamenti!
+
+Sospiravano, si guardavano, si capivano; ma adesso colle occhiate
+lunghe e mute, invece di consolarsi si affliggevano di più.
+
+--È tanto giovane Pierino....
+
+--Forse, prima, avremo tempo di morire....
+
+Ma l'idea di morire a tempo per non veder quell'altra capitare in casa,
+se era balenata prima nel loro animo come un sollievo, aveva finito poi
+col destare nel loro cuore nuove inquietudini e nuovi tormenti. Morire
+prima di aver educata "quell'altra" all'economia, al risparmio!...
+Morire prima di averle insegnato l'ordine della casa, l'andamento della
+piccola amministrazione, il modo di mantenere il pollaio con poca
+spesa, di conservare le frutta e l'uva intatta, per tutto l'inverno?
+
+E le due vecchie, spaventate che la moglie di Pierino non avesse tutta
+l'economia indispensabile a una famiglia per assicurare il necessario e
+mantenere il timor di Dio, raddoppiavano di avarizia, risparmiavano
+anche quella poca fettina di lesso in due, per poter rimediare fin
+d'allora, per preparare un po' di largo, caso mai "quell'altra", venuto
+il suo momento, non avesse giudizio abbastanza.
+
+Finite le vacanze, Pierino doveva assolutamente ritornare a Trento, per
+proseguire gli studi; non più in Seminario, s'intende, ma alle scuole
+pubbliche. Le signore Laner avrebbero certo preferito che il nipote
+rimanesse in paese per badare all'orto, ai campicelli e per fare un
+mestiere qualunque, come suo padre. Ma don Giuseppe aprì loro gli occhi
+anche su questo punto.
+
+"Pierino era di un'indole troppo irrequieta e vivace; aveva del
+talento, ed era stato allevato troppo bene, perchè omai potesse ancora
+adattarsi a fare il sarto o il calzolaio, e a lavorare la campagna. A
+Crodarossa avrebbe finito col diventare un fannullone, un vizioso.
+Invece, facendolo studiare, si poteva forse cavarne qualche cosa!...
+Avrebbe potuto avviarsi nella carriera dell'insegnamento, oppure
+ottenere un posto, per esempio, nelle ferrovie, dove si va avanti, e
+quando si è vecchi si gode la pensione. Pietro non era un milionario,
+ma il capitaletto che gli aveva lasciato lo zio "quell'eccellente don
+Giacomo (e sempre a questo punto anche il prete alzava gli occhi al
+cielo e sospirava) gli poteva servire per i primi bisogni e, al caso,
+per una cauzione in una Banca."
+
+Le Banche?... La signora Angelica, e la signora Rosa, non sapevano
+nemmeno che cosa fossero le Banche, le azioni, le carte, i valori
+pubblici in genere. Non si fidavano altro che della _Cassa di
+risparmio_; e i denari di Pierino erano messi appunto sopra un libretto
+già intestato al suo nome. _Pochetti ma tocchetti_: era tutta la loro
+esperienza e la loro furberia.
+
+Intanto don Giuseppe, prima ancora che il ragazzo partisse per Trento,
+aveva procurato di metterlo a dozzina presso certi suoi parenti ai
+quali avrebbe pur dato l'incarico formale di sorvegliare il piccolo
+Laner "buono come il pane, ma troppo vivo."
+
+Così Pierino l'aveva spuntata; non sarebbe più tornato in Seminario!...
+Ma pure, quando venne il momento di partire, si allontanò da Crodarossa
+col cuore oppresso e assai più triste di quanto non lo fosse la prima
+volta, allorchè era partito saltando, arrampicandosi sull'imperiale,
+accanto al conduttore della diligenza.
+
+I baci delle zie erano stati adesso più caldi, per le gran lacrime
+versate; anche don Giuseppe aveva saputo trovare certi consigli, certe
+parole buone che lo avevano intenerito. Pierino, ormai, aveva già
+provato a rimanere un anno lontano, senza più vedere quelle sue
+montagne verdi dalla cresta bigia, quel suo pezzo di cielo attraversato
+lentamente dall'ala pesante dei corvi. Aveva cominciato a soffrire i
+primi dolori, a combattere le sue piccole battaglie e per tutto ciò,
+quel lungo anno che ricominciava, l'ignoto di quel lungo anno che
+doveva ancora passare prima di ritrovarsi in faccia a quei monti, prima
+di rivedere la casettina bianca e quieta, lo sgomentava, lo
+immalinconiva fino alle lacrime.
+
+Ma partito cogli occhi rossi e a capo basso, gli scolari delle Tecniche
+lo videro arrivare col cappello sulle ventitrè e il sigaro in bocca: un
+pezzo di Virginia che gli metteva il mal di stomaco. Pietro Laner aveva
+vergogna di aver portato la sottana nera; coll'aria da bravo e col
+sigaro, sperava tener nascosta a tutti la macchia dell'esser stato per
+un anno in Seminario. Invece i suoi compagni lo vennero presto a
+sapere, ne fecero un baccano indiavolato, e d'allora in poi, per
+burlarlo o per attaccar briga, lo chiamavano sempre prete-spretato,
+baciapile, _papalino_! Pietro montava in furia, correvano pugni, si
+rodeva; ma poi, per lavarsi di quell'onta di essere stato fra i preti,
+per riavere la stima de' suoi condiscepoli, si sforzava persino a tirar
+giù certe bestemmie grosse come una casa, e che gli lasciavano poi, in
+fondo al cuore, un senso misterioso di rimorso e di timore.
+
+E anche Pietro, come i suoi compagni, non andava più alla messa la
+festa, e gridava, ne diceva di tutti i colori contro i preti e contro i
+bacchettoni; ma poi, quando fu vicina l'epoca degli esperimenti del
+trimestre, ebbe paura, e tornò ad ascoltare la messa, in una vecchia
+chiesetta, fuori di mano, dove era sicuro di non essere veduto dai
+compagni.
+
+L'esperimento andò a vele gonfie e le classificazioni furono tali,
+specialmente per la Composizione e per la Storia, da provare a don
+Giuseppe che non aveva preso un altro gambero, come quello della
+vocazione, anche a proposito del talento.
+
+Pierino montò in superbia per le lodi dei professori e per una certa
+gloriola che si era procurata anche fra gli scolari con una sua ballata
+in versi: _Napoleone a Sant'Elena_. Pensò di essere un genio e credette
+di non aver più bisogno di nessuno, nemmeno di quella povera Madonnina
+quasi ignorata nella viuzza remota; e ricominciava anche di tanto in
+tanto a tirar giù qualche moccoletto, quando gli accadde uno di quegli
+avvenimenti che lasciano nell'anima un'impressione così profonda che
+non si cancella interamente per tutta la vita.
+
+Nella stessa casa dove Pietro stava a dozzina, c'era una botteguccia
+d'un libraio con cartoleria. Pietro, che aveva la passione delle penne,
+della carta, aveva preso l'abitudine di entrare sempre nella
+botteguccia, quando andava o tornava dalla scuola. Faceva le sue
+spesucce, guardava le stampe, le fotografie, i libri illustrati, e un
+giorno appunto gli capitò sottocchio un libro, un libro nuovo, che lo
+colpì stranamente e che non osò nemmeno toccare per timore di essere
+veduto dal libraio.
+
+Sulla copertina chiusa (bisognava tagliarla per leggere il volume) era
+disegnata, a colori, una donnina molto poco in camicia, colle calzette
+azzurre e gli stivalini neri, seduta sulle ginocchia di un brutto
+scimmiotto in _frak_ e cravatta bianca. Il libro era intitolato: _Le
+notti di Giuliana_, e sotto, fra parentesi, era stampato in caratteri
+grossi _libro segreto_.
+
+Pierino continuava a guardare il libro, continuava a fissarlo con una
+stupidità animalesca negli occhi immobili, col sangue che gli accendeva
+le guance. Lo voleva quel libro: costava un fiorino, ma egli, soltanto
+per poterlo leggere, avrebbe dato tutti i suoi quattrini. Ma come
+domandarlo al libraio? Il vecchio cerbero colla papalina bisunta gli
+avrebbe ficcati gli occhi addosso; quegli occhi spelati, così vivi e
+acuti dietro le lenti! Eppure voleva averlo; voleva leggerlo. La sua
+curiosità era così eccitata, il suo desiderio così cocente, da
+diventare un orgasmo, una vera ossessione. Gli scolari delle Tecniche
+ne sapevano e gliene avevano insegnate più assai dell'amico
+seminarista; ma più egli ne imparava, più ne sapeva, e più cresceva la
+sua curiosità.
+
+Timido per indole, timidissimo per lo stesso desiderio che lo
+accendeva, non osava domandare, non osava spiegarsi coi compagni.
+Quelli si mettevano subito a ridere, a urlare, a chiamarlo don Piero o
+san Luigi Gonzaga.--E aveva sentito parlare di cene, di certe orgie di
+ricconi, di vecchi milionari....--Cos'erano? Cosa facevano?... Certo
+doveva essere tutto raccontato, tutto descritto in quel "libro segreto"
+_Le notti di Giuliana_.
+
+Ci pensò tutto il giorno a scuola, a casa, con una smania che si faceva
+sempre più bramosa, più fissa, che gli era montata al cervello, che lo
+riscaldava, lo esaltava come i fumi del vino.
+
+La mattina dopo capitò in bottega dal libraio più presto del solito:
+voleva comperare una grammatica francese; quell'altra l'aveva smarrita,
+o gli era stata rubata: insomma non la trovava più!
+
+La grammatica francese costava appunto un fiorino come _Le notti di
+Giuliana_. Con quella spesa non gli restavano più che altri tre fiorini
+e mezzo, e gli dovevano bastare fino alle vacanze:--Poco male; le zie
+lo avevano abituato all'economia!
+
+Avuta la grammatica, indugiò come al solito nella bottega; e intanto
+che fingeva di ammirare le fotografie di _Meran_ e di _Gries_ lasciò lì
+la grammatica, sul banco ingombro di quaderni, di scatole, di volumi
+nuovi e vecchi; la lasciò lì, come per caso, vicino alla catasta degli
+altri libri. E continuò per un bel pezzo a guardare, a far passare le
+fotografie di _Meran_ e di _Gries_.
+
+Il libraio, intento a disporre le novità nella mostra, gli domandò d'un
+tratto senza voltarsi:
+
+--Non va a scuola, stamattina?
+
+--Che ora è?
+
+--Son le nove. Sonano adesso!
+
+--Le nove?!--esclamò Pierino, come spaventato a quell'annunzio.--Allora
+scappo!--e corse via in fretta e in furia, cacciandosi in tasca il
+_Libro segreto_ invece della grammatica.
+
+--In fine che male c'è?... Tanto l'uno che l'altro costano un fiorino;
+dunque l'ho comperato!--Era suo, finalmente! E adesso che smania di
+esser solo, di rompere la copertina chiusa, di vedere, di leggere!
+
+Sentiva quel libro pesargli nella saccoccia; gli metteva addosso un
+calore che gli saliva alla faccia; negli orecchi aveva uno scampanellìo
+cupo, come se avesse preso il chinino.
+
+Aspettò, quieto, che fosse cominciata la lezione, poi, appena gli parve
+giunto il momento opportuno, alzò la mano, e avuto il cenno affermativo
+del professore, se ne andò difilato a rinchiudersi nel solito buco
+affocato, in fondo al corridoio, dove gli scolari passavano le ore a
+imparare a fumare. Il sole di giugno batteva colà tutto il giorno e le
+mosche entravano dai vetri rotti della finestrina a mezzaluna,
+scendevano colle striscie di luce e i pulviscoli dorati dalle fessure
+del piccolo tetto di legno sporgente, sbucavano di sotto, correvano
+sulla faccia, punzecchiavano grosse, moleste, insistenti.
+
+Pietro Laner stracciò colle dita tremanti la copertina e le pagine del
+libro, e subito cercò, cercò avidamente, in ogni pagina.... Niente!
+Tutta la grande attrattiva era nella copertina; il resto, una raccolta
+di novellette insipide, tradotte dal francese.
+
+Possibile?!... Pierino continuò a stracciare le pagine, a cercare, a
+cercare rapidamente nell'una e nell'altra, indietro, avanti, senza
+accorgersi intanto che il tempo passava.
+
+A un tratto un pugno forte, poi un altro, scossero l'usciolo sconnesso
+e mezzo sgangherato.
+
+--Aprite, Laner!
+
+Era la voce del bidello.
+
+Il libro sparì di colpo, precipitò nel vuoto, con un rumor cupo, sempre
+più basso.
+
+--Aprite, Laner!--E il bidello tirò un altro pugno ancora più forte
+contro l'uscio.
+
+Pierino aprì, mostrandosi pallido, confuso, al bidello che lo afferrò
+subito per un orecchio, come don Giuseppe lo agguantava per la
+cuticagna.
+
+--È un'ora che siete qui! Vi ho veduto entrare!
+
+--Non è vero.... potrei giurare....--ma un'altra tirata di orecchie e
+un forte scossone gl'impedì di farsi spergiuro.
+
+Il bidello aveva sentito il tonfo del libro, e aveva immaginato press'a
+poco di che cosa si trattava.
+
+Il direttore ed uno de' professori, passavano in quel punto lungo il
+corridoio: subito ci fu tra loro e il bidello un breve conciliabolo:
+poi fecero, su due piedi, una specie di processo, con interrogatori e
+minacce al povero Pierino, che rispondeva livido, tremante, senza
+fiato.
+
+--Cosa facevate?
+
+--Fu.... fumavo....
+
+--Cos'è che avete buttato via, quando han picchiato all'uscio?
+
+--La.... la pipa.
+
+E non vi fu verso di cavargli altro di bocca: a testa bassa, continuava
+a rispondere--"Fu.... fumavo--"La.... la pipa."
+
+Per punizione fu messo in gattabuia invece di lasciarlo andare a casa a
+desinare. E Pierino, in quelle ore, soffrì quello che non aveva mai
+sofferto in vita sua!
+
+Il suo sgomento, il suo tormento, era che cercassero, che scoprissero
+_Le notti di Giuliana_. Ma allora sarebbe passato per ladro col
+libraio, coi professori, coi suoi compagni e coi parenti di don
+Giuseppe... con tutti quanti! Il cambio colla grammatica l'avrebbero
+creduta una storiella!
+
+Ladro! Ladro! Ladro!--e immaginava quella parola "Ladro!" "Pierino
+ladro!" quando fosse arrivata lassù a Crodarossa!... Che vergogna! Che
+vergogna! Ma piuttosto la morte, mille volte la morte!
+
+E in quello sgomento, in quel terrore Pierino cominciò a pregare il suo
+povero babbo, il suo povero zio ch'erano in paradiso, che gli volevano
+bene, e che sapevano che non era un ladro. Poi pregò la Madonna
+miracolosa del Santuario di Crodarossa, che aveva fatto tanto male a
+dimenticare, poi l'altra, quella di Trento, della piccola chiesetta
+lontana, solitaria, e che aveva fatto molto male a trascurare, e pregò,
+pregò ginocchioni, piangendo, balbettando, dandosi pugni contro il
+petto che gli doleva per l'affanno e per la fame. Col fervore della
+preghiera, colla sincerità del pentimento, faceva le promesse più
+solenni. Oh, se i suoi poveri morti, se la Madonna, quella di
+Crodarossa e quella di Trento, gli facevano quella grazia; se il libro
+non era scoperto; se lui non veniva accusato di aver rubato, di essere
+un ladro, oh, allora, prometteva di mutar vita, di non dire mai
+più--mai più--la più piccola bestemmia, di andare in chiesa tutti i
+giorni, di andare a messa tutte le domeniche, tutte le feste, e di
+dirlo anche, di farsi vedere, senza stupidi riguardi, da tutti i suoi
+compagni!...
+
+La cosa finì con una gran lavata di capo del direttore, e dei parenti,
+sul brutto vizio di fumare, e non se ne parlò più. Ma da quel giorno
+Pierino pregava, pregava tutte le sere, tutte le mattine; pregava per
+ottenere il miracolo che le zie gli mandassero un po' di soldi e per
+ottenere la grazia di passar bene gli esami.
+
+E ancora dopo molti anni da quel giorno della grazia ricevuta per il
+Libro segreto, quando Pietro Laner mandò i suoi tre primi sonetti e il
+suo primo articolo di critica intitolato Berchet e Mameli
+"_All'illustre cavalier Matteo Cantasirena, direttore del_ Rinnovatore
+_e dell'_Emporio Letterario", prima di portare il manoscritto alla
+posta, se lo portò in chiesa, nascosto sotto il gilet. In quel momento
+e con tutto il male che aveva detto dei Gesuiti e del Papa nel suo
+primo articolo, Pietro Laner non poteva certo umiliarsi a credere nelle
+"grazie" e nei "miracoli" di Domineddio; ma credeva, e ne aveva paura,
+in quella stranissima combinazione, che quando non andava in chiesa non
+gli riusciva niente di bene.
+
+E per Pietro Laner sarebbe stata una disgrazia se quell'articolo, se
+quei sonetti, non avessero fatto buona impressione al cavalier
+Cantasirena. Guai per lui se non fossero stati accettati e pubblicati
+nell'_Emporio Letterario_! La sua più grande, la sua più bella speranza
+sarebbe andata svanita! Era da quei tre sonetti e da quell'articolo che
+poteva dipendere tutto il suo avvenire, tutta la sua felicità e forse
+tutta la sua gloria!
+
+Pietro Laner aveva finito con onore anche L'Istituto Tecnico, aveva
+passato i vent'anni, ma ancora non aveva scelta la sua carriera: era
+incerto, non sapeva quale avrebbe potuto essere per lui la migliore.
+Continuava a ripetere ogni momento che avrebbe fatto volentieri il
+professore; che avrebbe fatto volentieri l'impiegato con un buon posto,
+che avrebbe fatto volentieri anche il ragioniere, ma intanto continuava
+volentieri a far niente!
+
+E la signora Angelica e la signora Rosina, che non avevano nessuna
+fretta di vederlo partire da Crodarossa, di vederlo toccare il suo
+libretto della Cassa di Risparmio, si ostinavano ogni giorno più nel
+loro mutismo, per non essere obbligate a far domande, a spingere il
+nipote a prendere una risoluzione, come avrebbero dovuto fare, ma come
+non avevano voglia di fare.
+
+Soltanto don Giuseppe predicava in italiano e in latino che quello
+stato di ozio, di dissipazione, non doveva durare _sine fine dicentes_.
+Ma don Giuseppe e Pietro Laner erano venuti poi a rottura a proposito
+della "triplice alleanza" e del "potere temporale". Don Giuseppe aveva
+alzata la voce, e gli aveva imposto di tacere, mentre la signora
+Angelica e la signora Rosina, sbalordite, sbigottite, correvano intorno
+affannate a chiudere tutte le porte, tutte le finestre, perchè
+l'ortolano, perchè la gente di fuori, non avesse a sentire e a
+rimanerne scandalizzata.
+
+La brutta scena era rimasta impressa nell'animo di Pierino: lo rodeva
+il dispetto, la stizza di essersi lasciato intimidire e di non aver
+avuto il coraggio di rispondere per le rime quando don Giuseppe aveva
+alzata la voce.
+
+--L'ora è sonata! Bisogna passare il Rubicone! Non voglio ammuffire fra
+le sottane! Viva l'Italia! Viva la libertà! Abbasso i preti!--e per
+mostrare anche a don Giuseppe che omai voleva impipparsene di tutti
+quanti, gli passava vicino col suo bravo cappello col garofano rosso e
+il mucchietto d'_edelweiss_ infilato di dietro, sulle ventitrè, e si
+faceva sentire a fischiettare l'_Oi Carolì_, e il _Morettina tu mi
+lasci_.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Fu appunto in quei giorni, quando Pierino era più che mai infervorato
+nel desiderio della ribellione, che gli capitò a Crodarossa uno dei
+primi numeri dell'_Emporio Letterario_: dono settimanale agli abbonati
+del _Rinnovatore_, speditogli da Milano da un suo amico, già suo
+compagno di scuola, che faceva il commesso dai Bocconi per passatempo,
+e di professione il poeta e scrittore di commedie per il "Teatro
+Milanese".
+
+L'_Emporio Letterario_ aveva pubblicato appunto in quel numero una sua
+poesia: "Il nostro fiumicel...." ispirata al _Guado_ dello Stecchetti.
+
+Fu una rivelazione per Pietro Laner. Ecco la sua carriera: fare il
+poeta, il letterato, il giornalista!
+
+In due o tre anni poteva essere "arrivato", avere il ritratto
+pubblicato nell'_Emporio Letterario_ e farlo capitare a
+Crodarossa.--Poeta!... Giornalista!--Propugnare l'italianità di Trento
+e di Trieste, e a Roma Giordano Bruno, per fare crepar di rabbia don
+Giuseppe. E poi vivere a Milano, la prima città d'Italia, dove tutti i
+letterati fanno furori e tutti i giornalisti quattrini! E poi avere la
+propria indipendenza. Oggi lavorare dieci ore e domani andar a spasso
+tutto il giorno. E la libertà? Poter gridare _Viva l'Italiaa!_ a
+squarciagola, magari in piazza del Duomo!... E poi, finalmente, andare
+al veglione.
+
+Si mise subito all'opera. Pensò, ripensò; cambiò più volte il posto
+dove mettere il tavolino:--sotto alla finestra, il troppo sole gli
+confondeva le idee; dove c'era troppo scuro, non gli volevano venire.
+Finalmente, cambiando ogni giorno la qualità delle penne e il colore
+della carta, scrivendo poco, cancellando molto, condusse a termine tre
+sonetti--_L'invito_--_L'incanto_--_L'inganno_--e l'articolo critico
+sulle poesie del Berchet e del Mameli, e spedì il tutto sotto fascia
+raccomandato, unitamente a una lettera autobiografica di otto pagine
+nella quale si presentava, si raccomandava, si sfogava col Direttore
+dell'_Emporio Letterario_.
+
+Matteo Cantasirena aveva scritto nell'articolo programma che
+l'_Emporio_ era fatto sopratutto pei giovani e doveva essere scritto
+dai giovani.
+
+E Pietro Laner gli dichiarava nella sua lettera:
+
+Primo: "che era giovane.
+
+Secondo: "che era Trentino.
+
+Terzo: "che domandava il suo giudizio su quei tre sonetti e su
+quell'articolo, che aveva buttati giù, per un esperimento, in poche
+ore.
+
+Quarto: "che il suo sogno era di venire a Milano e che sarebbe
+orgoglioso e fiero se potesse entrare come collaboratore in uno dei
+suoi giornali.
+
+Quinto: "che pur di veder pubblicati i tre sonetti e l'articolo, li
+mandava gratis; e che se prima di accettarlo come collaboratore fisso,
+il signor Direttore voleva sottoporlo a un periodo di prova, era
+disposto anche a venire a Milano a proprie spese. Sapeva benissimo che
+tutte le carriere costano, nei primordi, fatiche e quattrini. Ma per la
+fatica era giovane, e si sentiva forte; per il resto aveva un capitale
+suo di ventimila lire; e poteva anche sacrificarne cinque o seicento,
+pur di far carriera nel giornalismo."
+
+E qui cominciava a raccontare, in lungo ed in largo, tutta la storia
+della sua famiglia, della sua gioventù sacrificata, delle sue
+aspirazioni, del suo amore per l'Italia, del suo odio per il papato,
+del bene che gli volevano le zie, e dei dispiaceri avuti con don
+Giuseppe.
+
+La risposta si fece attendere; arrivò quando il Laner non l'aspettava
+già più e in un momento in cui il giovanotto non ci pensava nemmeno. Ma
+appena la vide, la indovinò, ancora fra le mani del postino, tutto il
+sangue gli salì al cervello con un gorgoglìo tumultuante.
+
+--Non c'era dubbio. Veniva da Milano. E c'era stampato in un angolo
+della busta: _Emporio Letterario_!
+
+Il bigliettino era brevissimo, ma ogni periodo fu come una scossa
+elettrica per il buon Laner.
+
+
+ "_Caro Pietro:_
+
+"Amo i giovani, perchè non ho più fede altro che nei giovani.
+
+"All'affarismo che monta, al realismo che dilaga, unico baluardo i
+giovani che hanno il disinteresse dell'idea e il culto dell'ideale.
+
+"Voi avete ingegno e avete cuore: i vostri versi e il vostro articolo
+ne sono il documento. Bravissimo!
+
+"Ho un grande progetto e una grande proposta.
+
+"Venite subito a Milano. Scrivere non è prudente e non è utile. È la
+parola, fecondatrice del pensiero, nel dibattito delle grandi idee.
+
+"Come stanno le nostre Alpi?--L'eco italico risponde vindice alla
+nordica bestemmia, col verso magnanimo e magnifico del mio povero
+Prati?--Salutatemele. E al Caffaro e a Bezzecca, alle Sante Termopili
+della terza Roma, l'evviva, l'excelsior del vecchio colonnello
+garibaldino!
+
+ _Vostro per la vita_
+
+ MATTEO CANTASIRENA.
+
+"P.S. Portatemi dei sigari di Virginia.--Sceltissimi.--Intendiamoci:
+per commissione."
+
+
+Pietro Laner, tre giorni dopo ricevuta la lettera di Matteo
+Cantasirena, pigliava di botto una di quelle risoluzioni così
+coraggiose, così ardite, alle quali non arrivano, certe volte, altro
+che i timidi. Disse in casa che andava a Roveredo e scappò a Milano. E
+da Roveredo scrisse alle zie che "ormai il dado era tratto: che aveva
+passato il Rubicone. Era un pezzo che ci pensava, che aveva deciso, ma
+non aveva mai voluto parlarne per non amareggiarle; e non aveva voluto
+vederle, consolarle prima di partire per non perdere quella forza,
+quella calma d'animo, della quale aveva tanto bisogno. Del resto, non
+era che la prova di un paio di mesi. Dopo, sarebbe tornato in ogni modo
+a Crodarossa. O per fermarsi per sempre, per seppellirsi lontano dal
+mondo se la prova gli andava fallita; o per rivederle, per salutarle,
+se gli era andata bene, e ricevere allora quella benedizione che adesso
+pregava, supplicava, gli volessero mandare anche da lontano, col loro
+perdono."
+
+La signora Angelica e la signora Rosina capitarono dinanzi a don
+Giuseppe esterrefatte; senza nemmeno aver la forza di piangere.
+Piansero dopo, un po' tutti i giorni; quando don Giuseppe le ebbe un
+po' confortate e rassicurate.--Tutto per il meglio: Ricordiamoci sempre
+di questa massima salutare: tutto per il meglio!--Poi il prete
+continuava, più lentamente, più a bassa voce, con mistero, quasi avesse
+paura che l'aria portasse in giro le sue parole:--Quando Pierino avrà
+imparato a proprie spese a mettere giudizio, ritornerà a Crodarossa più
+quieto, più umile, e sarà meno pericoloso per sè e per gli altri. Con
+certi discorsi, con certe imprudenze, non si scherza! Poteva farci
+capitare addosso dei guai seri. Tutto per il meglio, e ringraziare Quel
+di lassù!
+
+
+Matteo Cantasirena, in quei giorni, era tutto occupato e tutto
+infervorato nella gran lotta per le elezioni amministrative e non si
+ricordava più di niente: nè di Pietro Laner, nè delle lettere, nè del
+"grande progetto" che aveva da comunicargli.
+
+Quando Pietro Laner gli capitò dinanzi col viso sparuto, annerito dal
+carbone della _terza classe_, col lungo ciuffo della parruccaccia
+arruffata, lo prese lì per lì, invece del giovane trentino, per uno dei
+soliti "tirolesi".
+
+--Passate dal Bizzarelli!--grugnì dispettosamente, continuando a
+scrivere più in fretta.
+
+--Sono Pietro Laner!--balbettò l'altro porgendo, per farsi conoscere e
+per raccomandarsi, il grosso pacco dei Virginia, che gli era costato al
+passaggio del confine, mille ansie e mille pene.
+
+--Ho detto di passare dal Bizzarelli!--gridò ancora più inferocito
+Cantasirena, alzando la grossa testa, dal barbone imponente.--Non ho
+tempo da perdere. Ho le elezioni da fare. Prima gl'interessi di Milano
+e dopo i miei privati. Ho sempre fatto così!
+
+Al povero ragazzo tremavano le gambe.
+
+--Mi ha scritto lei di venire subito a Milano. Sono Pietro Laner, di
+Crodarossa.... e questi sono i sigari di Virginia, proprio scelti uno a
+uno.
+
+I sigari furono un lampo per Matteo Cantasirena: il lampo che rischiarò
+le ventimila lire. Si allungò, si sdraiò sulla poltrona, e sorridendo,
+accarezzandosi la barba, arricciolandone la punta colla mano bianca, un
+po' tremula, continuò a guardare il giovanotto, fissando gli occhietti
+piccoli, scrutatori.
+
+--Pietro Laner!--replicò, facendo risonare il nome e l'accento.--Il
+Bardo Trentino!--e continuando a sorridere, con un lampo di malizietta
+benevola, cordiale, gli stese, gli offrì la mano, ma senza troppo
+allungare il braccio che teneva appoggiato sul seggiolone.
+
+--Ho letto i vostri articoli e i vostri versi.
+
+--E così? Le sono piaciuti?... Mi dica proprio la verità! Senza far
+complimenti!--esclamò il Laner che voleva mostrarsi indifferente, ma
+che aveva le labbra pallide per la commozione.
+
+L'altro non rispose; diventò serio, grave, abbassando le palpebre,
+soffiando, stirandosi sulla poltrona. Poi riaprì gli occhi e tornò a
+guardare il giovanotto con un cenno incoraggiante.
+
+Pietro Laner arrossì di gioia: quell'altro aveva voluto scherzare: gli
+articoli e i sonetti gli erano piaciuti davvero.
+
+--Dirò a voi,--ripigliò poi Cantasirena con un lungo sospiro che si
+riferiva ai dolci ricordi, alle care amicizie del tempo andato,--dirò a
+voi quello che dicevo sempre al povero Praga, al Camerana, al
+Betteloni, al Boito, quando venivano a pranzo a casa mia, con quel
+testardo del Rovani, e mi obbligavano per forza, mi chiudevano in
+camera per farmi sentire i loro versi. Voi non eravate ancora nato,
+caro Laner!... Bei tempi!...--Ricordatevi, predicavo loro, a tutti quei
+matti, che la poesia è la musica,--musica italiana, s'intende!--del
+pensiero: verso e pensiero, pensiero e rima, tutto deve essere
+armonioso, tutto deve esser limpido, come le "chiare, fresche e dolci
+acque" di messer Francesco!--E predicherò a voi, nel momento presente:
+Se volete aver salute, guardatevi dal "simbolismo".
+
+--Io?--esclamò Pietro Laner, sprezzante, sdegnoso,--non so nemmeno che
+cosa sia!--E fiero, reso ardimentoso da questo fatto per il quale si
+sentiva più innanzi nella stima e più legato al Direttore, gli tornò a
+presentare il pacco di sigari, cominciando a narrare la lunga iliade di
+patimenti e di timori, sofferta per quel pacco, alla stazione di Ala.
+
+Ma intanto che il giovanotto continuava a raccontare le sue storie, il
+Direttore, distratto, pensava ad altre cose. Gli fece mettere i sigari
+sul caminetto, senza nemmeno ringraziarlo; poi raccogliendo sulla
+scrivania i fogli dell'articolo che aveva scritto, chiamò forte:
+_Taddeum!_
+
+Si udì il rumore sordo della gamba di legno sull'impiantito; il
+tintinnare delle medaglie che penzolavano sul petto di Taddeo, insieme
+alla pipa, e subito il vecchio soldato si presentò sull'uscio diritto,
+in posizione, salutando colla mano al berretto da Garibaldino.
+
+--Comandi, Colonnello?...
+
+Le medaglie, la gamba di legno, il berretto, il colonnello fecero un
+effetto magico, di maraviglia, di rispetto, di commozione sull'animo
+del giovane trentino, ancora oppresso dalla soggezione di don Giuseppe
+e ancora fresco dalle ansie del confine, per via dei sigari di
+contrabbando. Gli parve a un tratto di sentir echeggiare nello studiolo
+ammuffito le note calde e libere, proibite a Crodarossa, dell'inno di
+Garibaldi: "I martiri nostri son tutti risorti!" e improvvisamente, con
+un trasporto sincero di amore e di entusiasmo, gridò forte: Viva
+l'Italia, per Dio!
+
+--Evviva!--rispose il solo Taddeo, che tornò poi a domandare, sempre in
+posizione:
+
+--Comandi, Colonnello?
+
+Matteo Cantasirena gli consegnò l'articolo da portare in stamperia, poi
+quando Taddeo fu sull'uscio lo fermò con un cenno, e rivolgendosi al
+Laner gli domandò se aveva già fatto colazione.
+
+--No....
+
+--Allora la farete con me. Va bene?
+
+--Grazie,--rispose Pietro arrossendo dal piacere.
+
+--Tornate a prendermi qui all'ufficio; a mezzogiorno. Oggi poi
+pranzerete a casa mia. Voglio presentarvi alle mie figliuole, che hanno
+letto i vostri versi.
+
+--Grazie....--disse ancora Pierino, arrossendo questa volta per il
+piacere, per i versi, e per le figliuole che li avevano letti.
+
+--Dove siete alloggiato?
+
+--In nessun posto, ancora. Appena arrivato, sono venuto qui
+direttamente.
+
+--Per oggi potete scendere al _Roma_ o all'_Europa_.
+
+E dato ordine a Taddeo, sempre fermo sull'uscio, di prendere un brum e
+di condurre il signor Laner all'_hôtel_, si rizzò di colpo, si buttò
+addosso allo scrittoio e ricominciò a scrivere in fretta, in furia,
+facendo scricchiolar forte la penna.
+
+Pietro Laner voleva ringraziarlo, voleva stringergli la mano,
+salutarlo, ma l'altro, intento a scrivere, non lo guardò nemmeno.
+
+--Il signor Direttore è stato il suo colonnello?--domandò il Laner
+ancora tutto pieno di ammirazione, a Taddeo, appena furono sulle scale.
+
+--Nossignore,--rispose l'altro.--Il mio colonnello era il signor
+Chiassi, che è morto a Bezzecca.
+
+--E anche lei è stato ferito a Bezzecca?
+
+--Sissignore.
+
+--Allora gli avranno data la pensione?
+
+--Quella della medaglia: novanta lire all'anno.
+
+--Ma....--Pietro esitava,--per.... la gamba?
+
+--Niente. Me l'hanno tagliata due anni dopo: quando mi si è riaperta la
+ferita. Ho mandato le carte al Ministero, ma non sono mai arrivate!
+
+Pietro Laner si sentì raffreddare tutti gli entusiasmi. Era in Italia o
+era ancora.... di là?--Ma poi, il ricordo dell'invito a colazione e a
+pranzo, avuto dal Direttore dell'_Emporio Letterario_, e il pensiero
+delle figliuole, che avevano letti i suoi versi, tornarono subito a
+farlo diventare di buon umore.
+
+Il Direttore lo condusse a colazione al _Cova_, nel gran salone. Matteo
+Cantasirena si avanzava pettoruto, maestoso, battendosi dei colpettini
+leggeri sulla schiena, col bastone dal pomo d'argento. E Pierino
+dietro, si sforzava per stargli alle falde del soprabitone, per far
+vedere ch'era in compagnia del Direttore. Confuso, intimidito da quel
+lusso, da quell'andirivieni, da quel mormorìo composto, garbato, così
+nuovo e imponente per il contadinotto di Crodarossa, non sapeva più
+camminare, non sapeva più muoversi, urtava nella gente, nei camerieri.
+E quando vide il signor Direttore sedersi a un tavolino, dove tutti si
+erano alzati per fargli posto, complimentandolo e festeggiandolo,
+Pierino rimase in piedi, a bocca aperta, rigirando fra le mani il
+cappello a cencio alla tirolese, sorridendo e facendo saluti a tutti
+quei signori, che non lo guardavano nemmeno.
+
+--Fatevi portare una sedia e sedetevi,--gli disse poi Cantasirena,
+quando sembrò ricordarsi del suo invitato e di presentarlo.--Il signor
+Pietro Laner; un giovane trentino, scrittore di gran talento.
+
+Ma anche la presentazione, anche il gran talento, non fecero effetto.
+Lì, tutta quella gente, era di gran talento. Un'occhiatina di traverso,
+e poi il nuovo venuto rimase sepolto nell'oblìo.
+
+Erano infervorati nelle elezioni. Si arrabbiavano, si invelenivano,
+ridevano, gridavano gli uni contro gli altri, senza intendersi; tutto
+per le elezioni. Soltanto quando parlava Matteo Cantasirena si
+chetavano, tacevano: lo ascoltavano con interesse, con piacere,
+sorridendo. Matteo Cantasirena parlava poco a colazione, perchè
+mangiava molto; ma quel poco era prezioso. Erano notizie, informazioni
+particolari, comunicate sommessamente, confidenzialmente. Erano
+risposte pronte, salate; arguzie felici, dette sempre in tono grave,
+colla faccia seria e che sollevavano un coro di risate e di
+approvazioni. Oppure, finalmente, era un'aspra invettiva lanciata
+contro la _Costituzionale_ e gli _inamovibili_ che rovinavano il
+partito e il paese. Fra la comitiva, che rimaneva impressionata, c'era
+allora un momento di silenzio profondo. Matteo Cantasirena sospirava:
+come un oracolo socchiudeva gli occhi e poi tornava a mangiare.
+
+Pietro Laner, un po' impacciato col suo "osso buco alla gramolata" che
+rivoltava sul piatto senza lasciarsi tagliare, schizzando la salsa
+sulla tovaglia, rideva anche lui, quando ridevano gli altri. Ma il suo
+riso era una smorfia stentata, che invece di metterlo di buon umore gli
+faceva sentire più grande e più profondo il suo isolamento, il suo
+avvilimento; e lì, in quel bel caffè, in mezzo alla folla, sentì di
+esser solo, sentì di non esser "più niente" e dinanzi a quell'"osso
+buco alla gramolata" che non voleva lasciarsi tagliare, lo assalì
+profonda, amara, la nostalgia delle sue montagne.
+
+Pure, avrebbe voluto vincersi, avrebbe voluto parlare, dir qualche
+cosa. E stava attento, ansioso, se gli veniva il destro di poter
+entrare in qualche discorso. La colazione era alla fine, l'"osso buco"
+era sparito, quando Pierino vide il Direttore cercare attentamente un
+buon sigaro nella scatoletta del cameriere. Allora forzò la voce, che
+gli era diventata fioca nella strozza, e ricordò i _Virginia_
+sceltissimi, che gli aveva portati da Trento.
+
+--Sicuro,--esclamò Cantasirena,--il bravo Laner mi ha portato dei
+_Virginia_ austriaci che devono essere eccellenti.
+
+Gli amici del Direttore si voltarono per guardare il bravo Laner dei
+_Virginia_, che diventava interessante.
+
+Oh, finalmente!--pensò Pierino, e col suo frasario mezzo veneto,
+cominciò a raccontare tutte le angosce del dover nascondere il pacco
+alla dogana.
+
+--Ma dovevate pagare il dazio,--esclamò seccato il Direttore, che
+sdraiato, sonnecchiando, guardava il fumo dell'_Avana_, che bruciava
+lentamente alla candela.--Dovevate pagare il dazio; era più semplice!
+
+Gli altri tutti del tavolino, tornarono a voltar le spalle al Laner.
+
+--Già.... sicuramente....--rispose Pietro, e non aprì più bocca. Quella
+colazione era durata due ore, ed era stata un supplizio di due ore. Ma
+per fortuna, appena fuori del caffè, Cantasirena, che se n'era andato
+col suo trentino prima di tutti, per via del giornale, fu subito
+un'altra cosa. Diventò più affabile, più espansivo. Prese a braccetto
+l'egregio Laner, e fermandosi ogni tratto per dar maggior peso al
+discorso, cominciò a fargli delle confidenze, a dirgli cose che non
+aveva mai voluto dire a nessuno al mondo.
+
+--Capite, giovane amico, queste elezioni le ho tutte io sulle spalle; e
+quando saremo in novembre, o in gennaio, ed avremo poi le elezioni
+politiche.... Non ne parliamo! Il Governo è inabile; la
+_Costituzionale_ è un museo di antichità mal conservate; il paese
+comincia ad aprire gli occhi.... e io comincio a sentirmi stanco. L'ho
+detto anche l'altro giorno, a Monza.
+
+Pierino si sentiva consolare da quel braccio che stringeva il suo, da
+quella voce affascinante, da quell'intimità affettuosa,
+amichevole:--Ah!... tornava a non esser più solo, tornava ad essere
+ancora qualche cosa!
+
+A un tratto Matteo Cantasirena, che dopo aver parlato di Monza era
+rimasto come preoccupato e compreso dalla solenne gravità del colloquio
+avuto, si fermò su due piedi e fissando il Laner proprio in faccia,
+tanto da farlo arrossire, gli disse a bruciapelo:--Volete dunque che
+lavoriamo insieme?
+
+--Magari!--Pietro cercò una parola più bella, più forte, più viva, ma
+non ne trovò altre e dovette ripetere:--Magari!... Magari!...
+
+--Allora prendete voi la direzione dell'_Emporio Letterario_. E poi,
+chissà.... mi siete simpatico: un giorno sarò forse disposto a cedervi
+anche la proprietà del giornale. Come stanno le zie? Vi siete lasciati
+in pace?
+
+A questa domanda inaspettata tutta l'animazione e la gioia di Pierino
+svanirono d'un tratto; e a voce più sommessa, con qualche reticenza,
+raccontò al Direttore in che modo era partito da Crodarossa e come
+aveva lasciato le zie.
+
+--Ho detto che andavo a Trento e da Trento ho scritto che venivo a
+Milano. Riceveranno soltanto stasera la mia lettera. Ma ad ogni modo,
+adesso sono qui e non mi muovo, per tutto l'oro del mondo.
+
+Matteo Cantasirena dopo averlo ascoltato crollando il capo, gli parlò
+da padre.
+
+--Scrivete subito subito, anche da Milano, a quelle brave signore. E
+ricordatevi: sopratutto bisogna essere sempre in pace e d'accordo colle
+zie! Oh i vecchi--sospirò--sono la benedizione dei giovani! E seguitò a
+parlare degli ideali, della poesia, della famiglia, degli affetti
+domestici, i soli veri, i soli legittimi e duraturi.... Pierino intanto
+abbassava il capo, perchè il Direttore non gli vedesse gli occhi pieni
+di lacrime.
+
+Ma allora, per scuotere la malinconia, Cantasirena cambiò tono di voce,
+e tornò a parlar d'affari.
+
+L'_Emporio Letterario_ aveva avuto un'espansione incredibile,
+inaspettata. Gli aveva presa la mano, assorbiva troppo della sua
+attività; e d'altra parte, c'era il giornale politico: la
+responsabilità sua verso il partito--e indirettamente verso il
+Governo--che esigeva e voleva tutte le sue cure.
+
+--Io sono solo al _Rinnovatore_: devo rivedere tutto io; non posso
+fidarmi di nessuno. Buona gente, bravi ragazzi; ma senza iniziativa,
+senza colpo d'occhio--e aggiunse ridendo argutamente, in un modo che
+poteva parere un complimento per l'egregio Laner--e senza
+grammatica!... E poi non ho tempo da perdere: ho da pensare alla dote
+delle mie figliuole. Vedrete la prima, Eleonora (e cantò quasi le
+sillabe: E-le-oo-nò-ra!). Vedrete che splendore!...
+
+Giunti sulla porta del giornale, il Direttore si fermò ancora a
+parlare, a parlare; poi diede all'amico Pietro l'indirizzo di casa sua
+avvertendolo che si metteva in tavola alle sette "preciso" e che per
+quel giorno venisse pure senza l'abito nero, perchè le sue figliuole
+erano state avvertite, e non si trattava che di un piccolo pranzo di
+famiglia: come a Crodarossa, ma senza don Giuseppe!--Poi, nel
+congedarsi sulla porta, coll'ultimo saluto della mano, gli ripetè
+ancora, colla malizietta bonaria del critico verso un autore che gli è
+simpatico:--E sopratutto.... guardiamoci dal _simbolismo_!
+
+.... E dopo?... Dal suo arrivo a Milano? Dalla sua visita al
+Direttore?... Da quel pranzettino così squisito e così intimamente
+cordiale?... Con Eleonora che gli aveva cantato la _Carmen_ e con
+Evelina che gli aveva recitato l'_invito_, L'_incanto_, L'_inganno_?...
+Dopo, dopo come gli era successo di fare il capitombolo?
+
+
+Pietro Laner, riandando confusamente, come in sogno, tutto il suo
+passato, era arrivato al numero 27 di _piazza Cavour_, la casa della
+Schönfeld. Egli, certo, non avrebbe saputo rispondere a tutte queste
+domande. In quel momento non vedeva più che Nora, la sua Nori! Si era
+placata anche la fame. Le zie in collera, la faccia padrona, il
+Direttore che a furia di parole, di parole gli aveva fatte sparire le
+ventimila lire per far risorgere l'Emporio colle grandi illustrazioni
+del _Figaro_, per tirare innanzi il _Rinnovatore_ fino alle elezioni
+politiche del novembre, nelle quali avrebbe preso un nuovo, uno
+straordinario impulso da Roma, tutto svaniva, lontano lontano, come i
+lampi d'un temporale che si dilegua.
+
+Non vedeva più che Nora, la sua Nori; Nora che lo amava e che lo
+avrebbe salvato.
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+--La signora Schönfeld, dove sta?--domandò Pietro Laner alla portinaia
+del numero 27.
+
+--Scala grande, terzo piano, l'uscio a sinistra.
+
+Il giovanotto salì lentamente, cacciando fuori il capo, per guardare
+nel vano il giro ampio della ringhiera e ripetendo fra sè: terzo piano,
+scala grande, l'uscio a sinistra. Quando fu su, l'uscio lo trovò
+subito. C'era nel mezzo, in alto, un biglietto di visita:--Edita
+Schönfeld--e sul nome una corona di contessa. Pietro Laner vide subito
+anche il bottone lucente del campanello, ma non lo toccò. Prima si
+spolverò le scarpe col fazzoletto, si abbottonò il paltò, si aggiustò
+la cravatta, tirò fuori i guanti, si levò gli occhiali per ripulirli,
+poi tornò a rimirare il bottone del campanello.... ma invece di
+toccarlo, sospirò.
+
+--Se l'andare lui dalla Schönfeld a cercar di Nora, non fosse stato
+assolutamente "come si deve?" Se poi Nora si fosse arrabbiata?--E
+rimaneva irresoluto dinanzi all'uscio, quando l'uscio, a un tratto, si
+spalancò: era la cameriera, una bella ragazza, che aveva aperto ad un
+garzone di caffettiere, il quale passò via portando sulle spalle un
+gran cesto vuoto.
+
+--Cerca della signora Schönfeld?--domandò la bella ragazza a Pietro
+Laner.
+
+--Vorrei sapere.... avrei da dire una parola, per parte di suo zio,
+alla signorina Nora. È venuta oggi? è qui la signorina Nora?
+
+--Sissignore; cioè credo: adesso andrò a vedere.--E la cameriera aprì
+l'uscio del salotto, ch'era in faccia a quello dell'anticamera, e lo
+richiuse in fretta, appena entrata.
+
+Fu un attimo, ma in quell'attimo Pietro aveva veduto come in
+un'apparizione, la Schönfeld e la Nora che sedevano sdraiate, quasi
+abbracciate sul canapè. Aveva veduto il salotto pieno di fiori, i
+tavolini pieni di dolci, di bottiglie: aveva veduto due signori che
+scherzavano galantemente, e in quell'attimo aveva pur sentita anche la
+voce di quello dei due più vicino a Nora, e che le offriva un
+bicchierino di rosolio: una vocetta alta e tremula...:--Non mi dica di
+no, signorina Eleonora!... Non mi dica di no!...--poi l'uscio si era
+richiuso: tutto era sparito.
+
+Ci fu subito nel salottino un gran silenzio, che durò qualche minuto.
+Di là, certo, confabulavano a voce bassa. Poi tornò la cameriera, ma da
+un'altra parte. La bella ragazza non aveva più la faccia sorridente:
+era sossopra, aveva il broncio; dovevano averla strapazzata.
+
+--Venga di qua,--disse sgarbatamente al giovanotto facendolo entrare in
+una camera piena di vestiti, di sottane sulle seggiole, sul divano; e
+in mezzo, sotto il baldacchino, un gran lettone di mogano, colla
+coperta di lana azzurra, damascata.
+
+--Viene subito!--e la cameriera, piantò il giovanotto e se ne andò
+sbattendo le portine coi vetri a smeriglio.
+
+--Per Dio!--mormorò Pietro Laner, sbuffando, battendo i piedi
+furioso.--A noi due! Adesso a noi due, signorina Eleonora!
+
+Nora non si fece aspettare: piombò in camera rossa, furente.
+
+--Cosa c'è? Cosa vuoi? Cos'è successo?--domandò colla voce bassa, rotta
+dalla collera.
+
+Pietro Laner le afferrò un braccio e se la tirò vicino, addosso, per
+fissarla bene in faccia.
+
+--Chi sono quei due? Chi sono quei due? Chi sono quei due?
+
+La gelosia, la collera, la passione, il dolore, rendevano terribile
+quel povero diavolo, solitamente così innocuo, così timido.
+
+La fanciulla, di primo colpo, ne rimase un po' impressionata; ma poi
+riprese subito tutta la sua franchezza, tutta la sua audacia.
+
+--Sono amici di Edita; e non seccarmi; e non venire in casa degli altri
+a far scene, che non voglio rendermi ridicola! Non sei in montagna qui,
+non sei in mezzo ai bifolchi, in mezzo a' tuoi villani!... Sei a
+Milano, fra persone come si deve!--Poi, liberatosi il braccio ch'era
+diventato bianco, violetto ai polsi, fra le mani del Laner, gli disse
+di andar via subito: di andarla ad aspettare ai Giardini dinanzi al
+Museo.
+
+La collera dell'amata, indizio sicuro della sua innocenza,
+quell'appuntamento ai Giardini che provava l'amore e l'arrendevolezza
+di Nora, calmarono subito il giovane. E col tono sommesso di chi vuol
+scusarsi, le raccontò che c'era stata una gran lite fra lui e il
+Direttore e che si erano guastati per sempre.
+
+--Ero venuto anche per questo; per dirti che in casa tua non ci metto
+più i piedi.
+
+--Lo zio è di primo impeto,--rispose la ragazza un'alzata di
+spalle;--ma poi gli passa presto.
+
+--Ma non passa a me, se non mi paga! Se non mi rende quello che mi
+deve!... Non è per me che voglio la roba mia, quanto per te!... E poi
+le zie non ti conoscono. Non possono sapere che tu sei.... tutt'altra
+cosa.
+
+Come faccio a dir loro "non ho più le ventimila lire e ho preso
+moglie?" Preso moglie?... E chi hai preso?--La nipote di quella
+canaglia che mi ha truffato!
+
+Gli occhi di Nora si fecero torvi. In mezzo alla fronte rosea da
+bambina, alla fronte tersa e lucente, si scavò una piccola ruga
+sinistra, bianca, sottile come una cicatrice.
+
+Pietro capì subito: si era lasciato trasportare e l'aveva offesa. La
+ragazza, lei, poteva dire tutto il male possibile dello zio Matteo; ma
+gli altri, Pietro Laner, no. Questi, come per scusarsi, raccontò
+allora, ma più pacato, contenendosi, anche la scena di quella
+mattina.--Di volo: zaff!--e le ultime dieci lire erano sparite. Non
+aveva più niente; non aveva.... ancora fatto colazione.
+
+--Va bene, va bene;--rispose Nora sempre seccata, sempre
+imbronciata.--Aspettami ai Giardini, vicino al Museo. Omai bisogna
+spiegarsi.--E borbottò ancora nell'andarsene stizzosamente:--Tant'è,
+oggi o domani, bisogna spiegarsi!
+
+--Spiegarsi?--pensava Pietro, girando attorno al gran fontanone
+asciutto dinanzi al Museo, e voltandosi ogni tratto sperando di veder
+la Nora entrare dai cancelli che apparivano tra i rami degli abeti, in
+fondo al prato verdissimo.
+
+--Avrà voluto dire: bisogna spiegarsi collo zio Matteo.--Ma Pietro non
+era tranquillo. Si sentiva fiacco. Si sentiva addosso una irritabilità
+dolorosa. Anche quel sole pallido, bigio, tristo era snervante.
+
+--Ma chi erano quei due? Amici di Edita! Oh, quella Schönfeld!... come
+l'avrebbe mandata al diavolo!
+
+Tornò a voltarsi: essa non veniva ancora. I lunghi rami degli abeti e
+delle magnolie e il prato verde formavano come un quadretto attorno ai
+cancelli di ferro; ma il quadretto era vuoto: Nora non si vedeva.
+
+Era stanco, sfinito, eppure avrebbe adoperata la poca forza che gli
+rimaneva per strozzar qualcuno. Come erano uggiosi quei giardini! Tutto
+vi era falso, artificiale; quella fontana senz'acqua, quei fiori troppo
+rossi, quegli alberi e quei prati troppo verdi; persino quei bambini
+infagottati, che parevano pupattole!--Si voltò ancora....
+
+--Ah, finalmente!...
+
+In mezzo al quadretto dai rami frondosi, in fondo al prato verdissimo,
+c'era la bella figuretta blù, colla cravatta lilla e il berrettino di
+lontra.--Era lei!--Tutto il giardino sembrò ravvivarsi.
+
+Pietro andò ad aspettarla nel piccolo viale dopo il Museo, ma quando
+Nora lo raggiunse, sempre diritta, col suo passo ritmico e sicuro,
+Pietro non si ricordò di levarsi il cappello, sconvenienza che dava
+tanto ai nervi a Nora.
+
+I due giovani camminarono l'uno a fianco dell'altra, silenziosamente.
+Il Laner voleva mostrarsi offeso, e Nora pensava come doveva
+incominciare.
+
+--Chi erano quei due?--domandò Pietro pel primo, colla voce cupa e
+affondando il muso nel bavero alzato del paltò.
+
+--Amici di Edita.
+
+--Va bene; ma chi sono?
+
+--Uno, il banchiere Kloss; l'altro.... il duca di Casalbara.
+
+Al Laner, subito, montò il sangue alla testa. Il Casalbara, quel
+decrepito damerino, gli era indifferente, ma il Kloss?... Il Kloss era
+un vizioso, un dissoluto! Un vecchiaccio sudicio, osceno! Era una
+vergogna, un'onta per una ragazza, soltanto l'averlo vicino. E smaniava
+geloso, furibondo, perchè il Kloss, certamente doveva aver messo gli
+occhi addosso a Nora. Perchè certo era per lei, per Nora, che andava
+dalla Schönfeld!
+
+Il Kloss! E non aveva avuto tempo, in quell'attimo, di riconoscerlo nel
+salotto!... Meglio così. Se l'avesse visto con Nora.... Il Kloss vicino
+a Nora!... Per Dio! Avrebbe commesso uno sproposito!
+
+Nora, impassibile, camminava sempre diritta, affondando le mani nelle
+tasche della giacchettina aperta, colla sua aria di sicurezza e di
+sfida. Soltanto, con indifferente naturalezza, guardava di qua e di là,
+per vedere se la gente, quei pochi che passeggiavano e quegli altri
+seduti sulle panchine, notavano, osservavano le smanie di quel pazzo.
+
+Pietro si sforzava di parlare a bassa voce: ma tutti dovevano
+indovinare quel furore, dalla faccia stravolta, dal gestire concitato.
+
+--Almeno.... faccia il piacere.... si ricordi.... siamo in mezzo alla
+gente!--E Nora, con la voce armoniosa dal timbro infantile, non gli
+disse altro. Il giovane la guardò, colpito da tanta freddezza, e le
+disse con più calma, col tono risoluto di chi s'impone e ha diritto
+d'imporsi:
+
+--Ti proibisco, intendi bene, ti proibisco d'ora in poi, di mettere i
+piedi in casa della Schönfeld. E se io vengo a sapere che il Kloss si è
+trovato ancora con te o che ti ha ancora parlato,--anche una volta
+sola,--quel giorno, ricordatelo bene, tu vai per la tua strada, ed io
+per la mia.
+
+--Pur troppo,--rispose la fanciulla con un sospiro ostentato,--pur
+troppo!... È quello che bisogna fare.
+
+La sua voce non ebbe un tremito, il suo volto rimase fresco e roseo.
+
+--Come? Spiégati!... "Quello che bisogna fare?..." Perchè subito ti
+arrabbi con me?...Sei in collera?--domandò il giovanotto andandole così
+vicino, per vederla negli occhi, da sfiorarle, da toccarle il braccio
+col suo braccio. E poi soggiunse con passione:--Parlo così per tuo
+bene: perchè ti voglio bene e quel Kloss è capace di tutto!
+
+Nora non rispose: continuò a camminare, sempre diritta, dimenandosi
+elegantemente colla bella persona.
+
+--Nora!... Nora!...--esclamò il povero ragazzo, con un'espressione
+appassionata, disperata, in cui c'era tutta l'anima sua, tutta la vita
+sua.
+
+L'altra si fermò di colpo. Poi cominciò a parlare concitata,
+agitatissima. Che quelli che passavano, o stavano seduti sulle
+panchine, la guardassero pure: non le importava più niente. Le
+importava di spiegarsi, di dir tutto, di finirla una buona volta!
+
+--Guarda come son conciata!--e sollevando un po' la veste, mostrò la
+scarpettina elegante, aggiustata con una pezzetta sul fianco.--Ho le
+scarpe rotte: e queste sono le migliori. Guarda,--e gli mostrò gli
+occhielli logori e la fodera rappezzata della giacchetta,--e non ne ho
+un'altra. E nella mia camera manco di tutto; e anch'io stamattina non
+ho fatto colazione: un po' di caffè col latte. E tutti i giorni il
+tormento dei debiti; la paura di qualche scenata. E credi che io voglia
+adattarmi a far sempre questa vita impossibile, da cani?... Ah no!
+Piuttosto vado in America a cantar nei caffè!
+
+--Certo,--esclamò il Laner, trionfante. Non gli aveva fatto impressione
+la tirata dell'America: era una delle solite frasi, tanto per dire. Ma
+era contento della collera di Nora, del suo sdegno che credeva tutto
+rivolto ormai contro lo zio Matteo, e la vita "da cani" che lo zio
+Matteo le faceva condurre.
+
+--Certo! Hai ragione! Mille ragioni: bisogna finirla!
+
+La ragazza capì subito lo sbaglio.
+
+Come?... Crederesti che io voglia finire da una parte, per
+ricominciarla dall'altra?... Piantare lo zio Matteo, aver dei
+dispiaceri, sembrare un'ingrata, perchè? Per andare con un altro a fare
+la stessa vita? Anzi peggio, perchè potrebbe capitare anche la miseria
+dei bambini da allevare, da curare, da mantenere, per crepar d'inedia
+tutti insieme!--No, caro mio, no!--Io sono una ragazza onesta e
+preferisco dirtelo prima; finchè c'è tempo, per tutti e due. Io non mi
+sento nata per i sacrifici, per gli eroismi, per stentare la vita tutti
+i giorni; ma almeno, sono sincera, e ho il coraggio di dirlo prima,
+francamente. Ti sembrerò cattiva, senza cuore, leggera, quello che
+vuoi. Ma preferisco dirlo oggi, finchè tutti e due siamo liberi e
+possiamo rimanere buoni amici, piuttosto che commettere, dopo, uno
+sproposito, fare un colpo di testa, piantarci allora, un bel giorno,
+quando fossi tua moglie, e non ci potessi più resistere.
+
+--Dio! Dio! Dio! Ma era vero?--Pietro Laner la guardò.
+
+Nora, accesa, rossa in viso, aveva le narici e le labbra frementi, il
+petto ansante e in mezzo alla fronte la piccola ruga sinistra, bianca e
+sottile come una cicatrice.
+
+--Dio! Dio! Dio! Ma era vero? Era Nora, la Nori che parlava così? Tutto
+era finito? E nel suo cuore, nella sua mente, quella parola "finito!
+finito!" pareva ripetersi, diffondersi; pareva prorompere,
+ripercuotersi nel vuoto:--Finito! Finito! Tutto era finito!... Dio!
+Dio! Dio!--Non aveva più forza, non aveva più voce. Soltanto quella
+parola, e l'idea tetra, accasciante, spaventosa.--Finito! Tutto era
+finito!...--Una solitudine immensa, desolata. Più ancora del dolore,
+della disperazione, era un senso cupo, profondo di sgomento. Morire!
+Morire! Oh la consolazione di poter morire, di sprofondarsi lì, sotto
+terra; di non vedere, non sentire, non soffrire più niente!
+
+Il povero ragazzo, curvo, colla faccia dentro il bavero alzato del
+paltò, tremava tutto convulsamente; quando voleva parlare le parole
+rimanevano rotte dal batter dei denti. La guardò ancora, ancora....
+colla vista oscurata dagli occhiali pieni di lacrime.
+
+--Ma pure era lei.... Era Nora.... Nori, che camminava diritta, colla
+persona alta, bella, che pareva come illuminata dallo splendore dei
+capelli biondi. Era Nora, col passo ritmico e sicuro, risonante
+nell'ombra quieta del viale, sotto i tigli, Nora, Nori che camminava
+diritta, sempre diritta per la sua via, come il destino.
+
+Pietro Laner, così misero, così infelice, si sentì vicino, accanto a
+Nora, ancor più oscuro, più umile; e timidamente, ma con tutto il
+fervore di quella grande angoscia, la pregò, la supplicò. Era la sua
+divinità che pregava; era la sua Madonna sfolgorante; e le domandava la
+grazia della vita.
+
+--Ritorna buona!... Ritorna buona!... Ritorna la Nori, la mia Nori--e
+aggiunse per smuovere la sua ragione, dopo aver tentato di toccarle il
+cuore.--Lavorerò giorno e notte. E poi devo avere le ventimila lire.
+
+--Ci vuol altro che le ventimila lire!--rispose Nora sorridendo
+sdegnosa, con un'alzata di spalle.--Lavorare?... Tu poi, che non hai il
+talento del mestiere, le risorse che può avere lo zio Matteo. Ci vuol
+altro!
+
+A questo punto fu tutta una sollevazione, una ribellione nell'animo di
+Pietro. Egli sentì l'offesa ancora più forte del dolore.
+
+--Ah no! Questo no! Non ho il talento di essere una canaglia come tuo
+zio! Di essere un truffatore, un ladro, come tuo zio! E nemmeno di
+essere "onesto" a modo tuo. Di quella onestà che tu vanti. Di quella
+onestà che è una vergogna, una menzogna, un'infamia. Ah, l'ho capito il
+tuo giuoco "onesto!" ho tutto indovinato.--Innamorato sì, lo sono
+stato, ma imbecille no; imbecille mai!... Il tuo gioco e la tua onestà,
+è visibile, è chiara, è sconcia! Ti eri messa d'accordo con tuo zio per
+ingannarmi, e poi adesso mi pianti per i milioni del Kloss! Eccola la
+verità! Ecco la tua onestà!... Per essere falsa, come tu sei stata
+falsa con me, per trattar così bassamente dopo avermi tanto ingannato,
+devi essere diventata, o stai per diventare, l'amante del Kloss! Sì!
+L'amante del....
+
+--Signor Laner!--intimò Nora con voce sommessa, ma così vibrata, da
+fermarlo sull'attimo.--Signor Laner!--Era livida, contraffatta: lo
+fissò cogli occhi torvi, saettanti la collera, il disprezzo, l'odio: lo
+vide diventar pallido, esitare.... Lo fissò ancora, poi con un'alzata
+di spalle, con un ultimo atto di disprezzo,--buon giorno!--borbottò
+seccamente, beffardamente e se ne andò piantandolo solo.
+
+Pietro rimase immobile, muto. Lungo il viale di tigli sentì dileguarsi
+il fruscìo delle vesti, il rumor dei passi ritmici, sicuri. Si guardò
+attorno come per cercarla.... Era solo. Non si mosse, non fece un
+passo: rimase così, immobile e muto, senza una parola, senza una
+lacrima.
+
+
+Matteo Cantasirena declamava, lamentando le lunghe assenze di Nora.
+
+--Oh, si figuri!--esclamava la Gioconda.--Comincia troppo presto a
+predicare! Non sono ancora le due; fino alle cinque, verso l'ora di
+pranzo, la signorina Nora non si lascia più vedere!
+
+Ma il Cantasirena continuava lo stesso. Costretto a restare in casa
+perchè gli era morto il _Rinnovatore_, e per paura dei "tirolesi", si
+sfogava a predicare l'ordine, la morale e gli ideali. Colla veste da
+camera color marrone, strascinando i lunghi cordoni rossi, passava dal
+salotto alla cucina, e dalla cucina allo studio, sempre colla voce in
+aria, declamando. Con Evelina, che continuava a scrivere il suo
+Dizionario, si sfogava contro l'ingratitudine dei "patriotti viventi" e
+ripeteva, forse per la ventesima volta: "Quell'asino del marchese
+Duranti, in sospeso!... Ha sempre amoreggiato coll'Austria!...--Ma
+procura di mettere un po' d'ordine su questa tavola. I piatti colle
+bozze di stampa, il gatto colle mie note!" "_Ft!... Marche!_..." e Numa
+spariva sotto il canapè, dopo aver ricevuto una staffilata forte, sulla
+groppa, colla nappa e il cordone della veste da camera.
+
+In cucina, il Direttore guardava nelle pentole, nelle casseruole; e con
+un braccio attorno alla vita della Gioconda, e stringendo colla sua
+affettuosità paterna il bel servone contro il petto, assaggiavano
+insieme, sulla stessa forchetta, un pezzetto di stufato, o sorbivano il
+consommé un po' per uno, nel mestolino. E negli intervalli egli
+continuava a predicare contro "E-le-oo-nò-ra".
+
+--Questo andare in giro tutto il santissimo giorno, senza che io sappia
+dov'è, dove va, cosa fa, non è bello, non è decoroso, non è morale! La
+gente fa presto a sparlare, e l'onore di una ragazza è subito
+compromesso. Se quel tanghero del signor Laner non sa imporsi, non sa
+mettere un po' d'ordine, ci penserò io. Vita nuova!
+
+E diceva alla Gioconda che Eleonora non lo faceva presagir bene, perchè
+mancava di idealità.--Senza ideale,--e intanto continuava a stringere
+la serva,--l'arte diventa una fotografia, la famiglia, un albergo.
+
+Poi, frugacchiando nello studio, gli tornava a ronzare nel cervello
+quella certa idea che sarebbe stata davvero colossale.--La Navigazione
+Cisalpina!--Perchè no?... Perchè no? Trovare un bel nome, che faccia
+effetto, da mettere alla testa del Comitato. Trovare un argomento, una
+ragione forte, incalzante per aver l'appoggio e anche i denari dal
+governo....--una grande campagna elettorale per esempio, fatta nel nome
+della "Navigazione Cisalpina" e con tutto l'esercito degli
+interessati....
+
+Ma il Comitato, il bel nome, il governo, la "Navigazione" gli facevano
+risovvenire del più importante: delle cinquecento lire che gli doveva
+mandare il Brunetti; e allora andava sull'uscio dello studio e si
+metteva a gridare:
+
+--Ma _Taddeum_! Quella tartaruga di _Taddeum_ è tornato sì o no?
+
+Era la seconda volta che lo aveva mandato dal signor Brunetti. La
+prima, con una lettera in cui gli diceva che gli mandasse, intanto,
+anche solo quattrocento lire; poi un bigliettino:--Che si mettesse in
+quattro, che si facesse in pezzi, ma almeno trecento, gli occorrevano
+sul momento."
+
+La Gioconda rispondeva che Taddeo non si era visto: il Direttore
+pestava i piedi, sbatteva gli usci, e tornava a domandare di Eleonora e
+tornava a predicare sulla condotta impossibile di quella ragazza senza
+testa e senza cuore. E sempre ripeteva con forza: "senza cuore per
+nessuno!"
+
+Finì col sedersi vicino a Evelina, dopo aver cacciato _Numa_ fuori del
+salotto, buttandogli dietro un vecchio ombrellino rotto.--_Ft!
+Marche!_... Quella bestiaccia infingarda e golosa non la poteva
+soffrire!
+
+--Il marchese Duranti lo farò io!... E comincerò da suo padre, che ha
+firmato il famoso manifesto a Francesco Giuseppe!--Poi, siccome aveva
+volontà di sottoporre Evelina ad uno de' suoi soliti interrogatorii, di
+quando non aveva altro da fare, prese via la penna dalle dita umide
+della ragazza e abbassò il coperchio a molla del calamaio.
+
+--Lascia un po' stare tutta quella gente! Una massa d'ingrati! Non val
+la pena di metterli in luce. Piuttosto bisognerà dire alla signora
+Eleonora, che invece di star fuori tutto il giorno, aiuti a mettere un
+po' d'ordine in questo salotto: faccia qualche cosa anche lei, che
+lavoriamo tutti!--Poi le domandò piano, rabbonito:
+
+--Credi che Eleonora si trovi col Laner?
+
+Evelina si tolse il _pince-nez_ per riposare gli occhi, e fissò lo zio
+Matteo, sorridendo.
+
+--Trovarsi col Laner?--Il Laner è in gran ribasso.
+
+--Oh!... Questo mi fa piacere!--Cantasirena si tirò colla seggiola
+ancor più dappresso ad Evelina.--Ce n'è un altro?
+
+--Forse.
+
+--Chi? Chi?...
+
+La ragazza lanciò un'occhiata verso l'uscio della cucina: la Gioconda
+poteva sentire.
+
+Matteo si alzò maestosamente, e allacciandosi i cordoni della
+vestaglia, col bel fiocco in mezzo al pancione, andò fin sull'uscio
+della cucina.
+
+--Gioconda! Non è tornato Taddeum?
+
+--Nossignore.
+
+--Quel Brunetti è un inconcludente. Un vero pasticcione. "Senza fallo!
+Senza fallo!" e manca sempre ai propri impegni. Gente screditata! Non
+trovano la miseria di cinquecento lire!
+
+Finito di brontolare, chiuse l'uscio della cucina, chiuse pure quello
+del salotto, e tornò a sedersi accanto all'Evelina, battendole colla
+mano sulle ginocchia puntute e sottili come quelle di un ragazzetto.
+
+--Chi è? Chi è?...
+
+--Ce ne son due.
+
+--Due?
+
+--Ma non so qual è dei due quello che faccia davvero, o che sia il
+preferito.
+
+--E.... chi sono? Chi sono?
+
+--Il duca di Casalbara e il banchiere Kloss.
+
+I due nomi fecero una grande impressione: lo zio Matteo li ripetè quasi
+macchinalmente, scandendo le sillabe.
+
+--Il duca, il senatore Giovanni di Casalbara? Il banchiere, il
+commendatore Francesco Kloss?...--Si alzò, accarezzò, prendendole fra
+le sue mani, le guance in sudore di Evelina, e la baciò sui capelli
+fini e radi, con tutto un mugolìo di tenerezza.
+
+--Fanciulla mia cara! Raccontami tutto; tutto quanto, tutto quello che
+sai!
+
+Evelina non aveva molto da raccontare, perchè poco ne sapeva, e anche a
+quel poco, era arrivata per induzione. La Nora era sospettosa, e stava
+in guardia. Temeva forse che le volesse fare la spia con Pietro Laner!
+
+Matteo Cantasirena la interruppe:--Dunque? Dunque? Cos'hai potuto
+sapere?
+
+Evelina raccontò che le erano venuti i primi sospetti, per il gran
+cambiamento di Nora verso Pietro Laner: le era diventato uggioso,
+antipatico....
+
+--Ha ragione. Mi sono ingannato anch'io sul conto di quello spiantato!
+
+--Sono stata attenta, e ho notato i due che passavano, ripassavano....
+e quell'altra, che correva alla finestra e poi si vestiva in fretta,
+scappava giù, in istrada.... e i due dietro, a braccetto.
+
+--A braccetto?... Insieme?
+
+--Insieme.
+
+--Lettere?... Hai visto lettere?
+
+--No.
+
+--Ma si trovano? Si parlano?
+
+--Credo.... dalla Schönfeld.
+
+--Dalla Schönfeld?... Siamo a cavallo.
+
+Certo, Matteo Cantasirena aveva subito pensato che quei due non avevano
+messi gli occhi addosso alla "sua figliuola" con le più sante
+intenzioni, ma non dubitava punto, ad onta delle precedenti invettive,
+della testolina quadra, e dello spirito accorto di Nora. E intanto
+c'era questo di guadagnato: il matrimonio con quel pezzente, taccagno,
+del Laner andava in fumo.
+
+Per guidare, e al caso far nascere gli eventi, c'era lui, lo zio
+Matteo, che sarebbe stato ad occhi aperti. "Era una vera passione,
+irresistibile?" E allora colle figliuole, col sangue di Matteo
+Cantasirena non si scherza!--Era una semplice _flirtation_?--Il
+Dizionario dei "Patriotti viventi" sarebbe stato messo a disposizione
+del Casalbara e del Kloss... tedesco questi, ma non monta: patriotta
+della finanza, della fratellanza fra i due popoli e poi, come
+banchiere, patriotta.... internazionale!
+
+--Ma che!--esclamò ad un tratto il Direttore, alzandosi e parlando
+forte, benchè parlasse soltanto a sè stesso.--Ecco il nome, il bel nome
+che può produrre un effetto magico!
+
+In quel punto tornò Taddeo colla risposta del Brunetti. "Fino alle
+cinque era impossibile, e anche alle cinque non era sicuro."
+
+Il Direttore corse nello studio e scrisse in fretta un terzo
+bigliettino.
+
+"Finalmente, impegnando la vostra parola d'onore per il più scrupoloso
+silenzio, posso mettervi a parte del segreto. Vi piacerebbe il nome del
+senatore Giovanni di Casalbara? Oppure quello del commendatore, del
+banchiere Francesco Kloss?--Non dite una parola. Pensate che la più
+piccola imprudenza, può mandar tutto a monte. Vostro
+
+ "CANTASIRENA."
+
+"P.S. Consegnate, sul momento, almeno duecento cinquanta lire. Non
+dovevate promettere "senza fallo." In tal caso io avrei già provveduto
+diversamente. Ora è troppo tardi. Col Casalbara e col Kloss devo
+trovarmi oggi stesso alle quattro e mezzo. Salute."
+
+
+--A gran carriera, dal signor Brunetti!--disse a Taddeo consegnandogli
+la lettera:--prendi un brum: ti darò da pagarlo al ritorno.
+
+"_Il duca Giovanni di Casalbara, senatore del regno!_" E già,
+Cantasirena, vedeva quel nome, quei titoli in alto, sul grande
+manifesto del Comitato; e già mentalmente, cominciava l'articolo: "Il
+duca Giovanni di Casalbara, uno dei nomi più fulgidi e intemerati di
+quel patriottico patriziato lombardo che alleato col popolo ha iniziato
+le rivoluzioni, ha fatto l'Italia!" E al Governo e al Prefetto avrebbe
+potuto far notare che la villa di Casalbara era a cavallo tra Primarole
+e Castellanzo, i due collegi del Bonforti rompiscatole radicale, e del
+Ghirlanda, rompiscatole socialista....
+
+--E se invece era Francesco Kloss?... Bel nome anche quello del
+Kloss!--Il commendatore Francesco Kloss.... "Una delle personalità più
+spiccate, più reputate di quella onnipotente finanza tedesca, che
+contribuì quanto la politica di Bismark alla solidità granitica
+dell'Europa Centrale...."
+
+Ma il Kloss gli accomodava molto meno del duca di Casalbara, anzi,
+ripensandoci, non gli accomodava affatto.
+
+Il Kloss era un tedesco: una zucca dura e una volpe fina. Era un uomo
+capace di spendere centomila lire per cavarsi un capriccio.... che però
+ne valesse almeno duecentomila. Invece, il duca di Casalbara, era di
+tutt'altra pasta; era pasta assai più maneggevole. Vecchio, della
+vecchia razza, avrebbe sposato anche la figlia del portinaio, quando si
+fosse trattato di compiere un dovere.
+
+Quel Kloss! Quel _filone_ di Kloss, gli veniva a rompere le tasche.
+Cosa voleva fare? Cosa ci entrava lui? Maledetti i tedeschi!
+L'invasione tedesca era più terribile adesso che prima del 59!
+
+--Li abbiamo cacciati dalla porta con tanti sacrifici e ci sono entrati
+dalla finestra, sempre per fare i loro interessi in casa
+nostra!--Maledetti i tedeschi!
+
+Intanto udì un fruscìo e il battere dei piedini nell'anticamera. Spiò
+dall'uscio: era Nora.
+
+Aspettò un momento, tornò ad allacciarsi i cordoni della veste, e poi
+entrò nella saletta, tranquillamente.
+
+Evelina era andata alla finestra per prendere un po' d'aria e per
+vedere se "quell'altra" era tornata sola. Nora veniva allora
+direttamente dai Giardini, dopo la scena con Pietro Laner: era ancora
+sossopra, imbronciata, nervosa. Non voleva parlar con nessuno. Si
+cacciò, rannicchiandosi, in un cantuccio del canapè.
+
+Era il rimorso? Era un sentimento di compassione, di pietà?... Passato
+il primo impeto dell'ira aveva sempre dinanzi agli occhi quella faccia
+livida, contraffatta, straziata dal dolore. Che cosa avrebbe fatto?...
+Piantato da lei? Senza più un soldo? Spogliato di tutto?... Oh, lo zio
+Matteo aveva agito molto male con Pietro Laner!
+
+--Sei stata dalla Schönfeld?--le domandò dopo un momento Cantasirena.
+
+--Sì.--E la fanciulla seccata, imbronciata, non volendo più parlar con
+nessuno, si ritirò, si rannicchiò ancora di più nel suo cantuccio.
+
+--Hai visto Pietro Laner?
+
+Nora rispose con un'alzata di spalle, e perchè capissero di lasciarla
+in pace, prese dispettosamente un libro ch'era lì vicino e finse di
+leggere.
+
+--Hai visto Pietro Laner?--tornò a domandare lo zio Matteo.
+
+--No....--Sì.
+
+--No, sì,--esclamò Cantasirena ridendo.--Ce n'è per tutti i gusti!
+
+Evelina se ne andò passo passo: voleva lasciar solo lo zio con
+"quell'altra".
+
+Mentre Evelina usciva, entrava Numa chetamente. Vedendo Cantasirena il
+gatto si fermò, non si arrischiò di venire avanti. Rimase sotto la
+seggiola attento, cogli occhi fissi che luccicavano.
+
+--Io ti dirò una cosa sola,--disse Matteo Cantasirena, mettendo in
+ordine lentamente le carte, i libri sparsi sulla tavola.--Nelle cose
+serie della vita ricordati che hai uno zio, che diventa un padre.....
+un padre amoroso. Quando hai bisogno di aiuto, di difesa, di consiglio,
+eccomi qui, pronto, a braccia aperte. Tra i miei molti errori,--e
+sospirò--ho avuto in abbondanza tutti quelli del cuore: è per questo
+che non ho fatto fortuna; nel qual caso, sarei forse amato di più.
+Ricordati: quando si ha una famiglia non si è mai soli nel mondo.
+L'ideale della famiglia, dopo quello della patria, è il più alto, il
+più puro. E quando non c'è ideale.... non c'è idealità. È inutile
+dedicarsi all'arte, nemmeno all'arte gentile, appassionata del canto!
+
+Matteo continuò a sospirare e a metter ordine nella roba del salotto.
+_Numa_ si era arrischiato di venir fuori, dall'ombra. Accosciato,
+diritto, in mezzo alla stanza, guardava il padrone e aspettava sempre
+il momento di fare un salto, movendo, strisciando la coda per terra,
+come una biscia.
+
+A un tratto si fermò un brum, sotto la finestra.
+
+--Taddeo! _Taddeum_ che ritorna!
+
+Se quell'imbroglione del Brunetti gli aveva mancato ancora di parola,
+era la volta che si disgustava davvero!...
+
+Tutti erano un po' in ansia: Evelina tornò nel salotto; la Gioconda
+corse ad aprire.
+
+--E così? Ha risposto?--domandò il Direttore, aspettando Taddeo
+sull'uscio.
+
+--Sissignore!--Anche il vecchio soldato era allegro: pareva si
+avanzasse ballando sulla gamba di legno, al suono delle medaglie.
+
+--Qua, vediamo!--Il Direttore gli strappò la busta di mano. C'erano le
+duecentocinquanta lire.
+
+--Oh, alleluia!--esclamò la Gioconda avvicinandosi colle mani sui
+fianchi, e aspettando la sua parte.
+
+--Mi darai le venti lire per il dentista!--esclamò subito anche
+Evelina. Essa, quando c'eran denari, ne domandava sempre, per il
+dentista, il dottore, la farmacia Zambelletti.
+
+--Uno alla volta! Uno alla volta! Mi raccomando! Il Direttore consegnò
+subito cinquanta lire alla Gioconda.--Va bene? Va bene così?
+
+La serva, senza rispondere, se ne andò via, contando i biglietti.
+
+--Ecco le lire venti per il dentista.
+
+--E tu?--domandò a Taddeo, vedendolo immobile, che lo guardava e
+sorrideva.--Ah, per il brum!
+
+--Per il brum.... e se potesse.... sono ancora in arretrato....
+
+--Tutti, figliuolo mio, siamo in arretrato, cominciando dal Governo!
+Per oggi ti darò venticinque lire, e paga la carrozza.
+
+--Grazie, colonnello!--esclamò Taddeo, e presi i denari se ne andò in
+fretta accompagnato dal tuc-tuc della gamba di legno, che batteva
+sull'impiantito. Anche Evelina, avute le venti lire, era sparita.
+
+Nel salotto erano rimasti soli Matteo Cantasirena e Nora. Questa si
+alzò lentamente e gli andò vicino, sempre seria, sempre imbronciata.
+
+--Anche tu?... Che cosa ti occorre?--le domandò lo zio sorridendo con
+affabilità paterna.
+
+_Numa_, fatto sicuro da quel ritorno di quiete, di pace, saltò sul
+canapè e andò ad acchiocciolarsi nel cantuccio lasciato caldo da Nora.
+
+--Tu non hai bisogno del dentista!... Per i guanti?... Per qualche
+nastrino?
+
+--No; per Pietro Laner,--rispose Nora seccamente.--Manda subito un po'
+di quel danaro al signor Laner. Taddeo lo troverà ai Giardini o a casa
+sua; se no, vada a cercarlo. Non ha da mangiare.
+
+--Che?... Se stamattina mi ha date dieci lire?
+
+--Non ha da mangiare. Erano le ultime.
+
+--Le ultime? davvero?...--esclamò Matteo colpito sinceramente.--Quando
+uno confessa di aver dieci lire, vuol dire che ne ha, almeno,
+cinquanta! Quel Laner è sempre stato un uomo inverosimile, fantastico!
+
+Tornò a chiamare Taddeo e gli diede cinquanta lire in una busta, per
+Pietro Laner.
+
+--Sarà ai Giardini o a casa sua. Prendi un brum e gira finchè lo hai
+trovato.
+
+--Va bene? Va bene così?...--tornò a domandare a Nora, quando furono
+soli di nuovo. Poi contò i denari che gli eran rimasti.
+
+--Appena cento lire!--Sospirò, soffiò.--Sempre così! Non so mai
+misurare il cuore secondo le forze!
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Il duca Giovanni di Casalbara e il commendator Francesco Kloss erano
+intimi fra di loro, per via delle comuni intraprese donnesche. Si erano
+conosciuti in casa di Madame Dupont, una vecchia parigina--forse--tutta
+riccioletti che tingevano come il carbone, e molto servizievole. Ma
+soltanto per le persone serie, ragguardevoli. Diceva ridendo, che molte
+volte avrebbe potuto mettersi a fare anche lei il discorso della
+Corona. "Signori Senatori: Signori Deputati...."
+
+Il Casalbara e il Kloss si erano conosciuti lì; poi si erano
+apprezzati, scoprendosi per i due amanti della stessa donnina che
+costava un occhio al Casalbara e la rinnovazione di qualche
+cambialetta, quando c'era anche la firma solvibile della sarta o della
+modista, al banchiere Kloss. Da quel giorno, furono in lega. Sempre
+insieme, indivisibili, simpatici l'uno all'altro per i loro vizi,
+deridendosi reciprocamente per quel poco che ciascuno aveva di buono.
+
+Il Kloss disprezzava il Casalbara per il fondo dolce, un po'
+sentimentale del suo carattere e l'orgoglioso rispetto e la venerazione
+quasi religiosa per il proprio nome. Il Casalbara compativa il Kloss
+per le sue idee moderne, per la sua grande, maravigliosa attività, per
+la sua febbre di lavoro, di guadagno. Erano tutti e due troppo diversi
+per intendersi: diversi di nascita, di temperamento e di fortuna.
+
+La fortuna del Kloss era stato suo padre, che aveva saputo fallire a
+tempo e bene, mentre il suo socio si era impiccato fra i cortinaggi
+della camera da letto. La fortuna del Casalbara era stato il fratello
+Eriprando, morto a Josephstadt.
+
+Il Casalbara era ancora giovanissimo, quando una notte, suo fratello fu
+arrestato, condotto a Mantova e di là seppellito nella fortezza
+austriaca.
+
+I due fratelli erano orfani, e Giovanni rimaneva solo. Fu condotto a
+Torino da una zia, la marchesa di Castelletto-Rugarole, e a Torino, fra
+le signore della Corte e del bel mondo, fra emigrati, patriotti, uomini
+politici e giornalisti, si cominciò quasi a dimenticare il martire che
+languiva lontano, fra gli stenti e le sevizie del carcere, per
+compiangere il bel giovinettino biondo e sottile che passeggiava sotto
+i portici di Po, sempre vestito a lutto, sempre raccolto in una
+mestizia grave.
+
+E quando giunse la notizia che il duca Eriprando era morto laggiù di
+patimenti e di crepacuore, si fece una grande dimostrazione sotto le
+finestre di Giovanni, il quale dovette uscire a ringraziare la folla
+plaudente. Da quel giorno, il solo, il vero martire fu lui, e dal
+proprio martirio ebbe, in quel periodo di baldorie nazionali, tutte le
+soddisfazioni, tutti i vantaggi, anche quello di un forte compenso per
+i beni del fratello stati incamerati dall'Austria, e la concessione di
+una lotteria che, affidata a mani esperte, gli fruttò un milioncino
+netto, senza che lui nemmeno se ne fosse accorto.
+
+Ma se gli altri avevano dimenticato il fratello per lui, Giovanni,
+però, se ne ricordava sempre. Quella memoria era la sua religione, il
+suo culto, la grandezza più fulgida della sua razza, che discendeva
+dalle Crociate. Ed egli sentiva tutta l'alterezza di essere l'ultimo
+rampollo di quella casa, e tutta la grave responsabilità che
+gl'incombeva per essere il fratello di suo fratello. Soltanto la sua
+mente ristretta, i suoi gusti, il suo genere di vita non gli
+concedevano e non lo mettevano nemmeno in grado di poter compiere nulla
+di straordinario, di elevato. Ed egli si accontentava di andare a poco
+a poco in malora, pur di mantenere il lusso, il fasto della sua casa,
+come l'aureola, il tabernacolo degno di quella tradizione antichissima
+e di quella gloria recente. Il duca di Casalbara ravvolgeva la propria
+persona di un riserbo dignitoso che non gli permetteva di portare in
+pubblico i suoi vizietti: il martire superstite del martire di
+Josephstadt, non poteva farsi vedere colle clienti di Madame Dupont: le
+salutava in teatro con un sorrisetto e le mandava innanzi nel
+gabinettino del _restaurant_, dove egli entrava poi, grave e serio, per
+diventare subito, appena chiuso l'uscio, tenerissimo, tutto sorrisetti,
+languori, moine.
+
+Era perciò che le trattative di quei convegni venivano iniziate e
+condotte a termine dal Kloss. Finchè c'era da mostrarsi, era sempre il
+Kloss che andava avanti: quando c'era da pagare andava avanti il
+Casalbara. Non che al Kloss spiacesse di spendere per taccagneria;
+soltanto per il suo amor proprio di banchiere ci teneva a far sempre un
+buon affare, anche quando si trattava di godere e di divertirsi.
+
+Quell'omiciattolo dalle gambette storte, saltellante e sghignazzante,
+che ficcava gli occhietti vivi addosso a tutte le donne,
+arricciolandosi beffardamente i baffi duri colle dita pelose, nella
+magrezza robusta de' suoi sessant'anni, era impetuoso e violento come
+un frenetico. E mentre il Casalbara finiva coll'innamorarsi
+sentimentalmente di tutte quelle ragazze e finiva col pagarle care per
+la compiacenza di credersi corrisposto, l'altro s'imponeva minacciando,
+le intimoriva, le maltrattava, riusciva a destare dei brividi di
+ribrezzo dove non c'era più da vincere alcun pudore.... e non pagava.
+
+La sua parola aveva valore, ma soltanto cogli uomini. In affari era
+inappuntabile: colle donne diventava una canaglia senza scrupoli. Per
+lui, le donne in generale, che non scontano, non hanno facoltà
+giuridiche, non erano, al pari dei cavalli e dei cani, altro che
+animali graziosi e docili allevati per il piacere dell'uomo.
+
+Prometteva per arrivare a' suoi fini e poi, senza scrupoli,
+sghignazzando, mancava di parola. Ingannava, commetteva bricconate, e
+se ne gloriava, nel suo linguaggio mezzo meneghino e mezzo teutono. E
+anche negli affari e alla sua banca, colle belle donnette, "coi pei
+tonnett" ne faceva di tutti i colori.
+
+Un giorno, un suo impiegato dei più vecchi, un vedovo, solo con una
+figliuola, per una triste necessità, non sa più render conto d'una
+certa somma. Il Kloss lo scaccia e lo denunzierà al procuratore del re.
+La figlia sorprende il disgraziato col revolver in mano. In quella
+pazzia del dolore, corre dal Kloss: lo supplica, lo scongiura, si butta
+in ginocchio.... Il Kloss ha una sola parola, tronca, rauca; una
+promessa che diventa una minaccia:
+
+--Sì, subito, o il padre in galera!--E fu un impeto bestiale, un
+assassinio, lì sul piccolo canapè dello studio, turandole la bocca,
+soffocandola colla manaccia sudicia d'inchiostro, perchè l'usciere nel
+corridoio non dovesse udire i gemiti, i singulti, la voce tremante,
+spirante, che implorava pietà.
+
+La sera, nella cameretta del terzo piano, la fanciulla pallida,
+disfatta, seduta al povero desco, non toccava cibo, ma colle labbra
+riarse e i tremiti della febbre, cercava ancora di confortare, di
+consolare il babbo.
+
+--Il signor.... Kloss aveva promesso....
+
+In quel punto arriva un signore con due guardie. La denuncia era stata
+fatta un'ora dopo la promessa del perdono.
+
+Quando il poveruomo uscì dalla porta, fra le guardie, trovò sulle
+pietre del marciapiede una massa di vesti e di carni in una pozza di
+sangue: sua figlia si era buttata dalla finestra.
+
+
+
+Era stato Francesco Kloss a scoprire la Nora.
+
+Un giorno, sull'imbrunire, egli passava dalla via di Santa Margherita
+coll'involtino dalla carta rosa, di prosciutto di San Daniele e di
+mortadella, ch'era stato a prendersi apposta per il pranzetto, quando
+addocchiò quello "_splentore di pionta_" che entrava nel negozio di
+musica del Ricordi.
+
+"Oilà! _Mi, stupito, alt_!"--e si fermò a guardare attraverso i
+cristalli delle vetrine.
+
+Nora, infatti, uscì poco dopo, col rotolo di musica sotto il braccio,
+le mani nella tasca della giacchettina blù, lanciando un'occhiata
+fredda ma scrutatrice sul Kloss, che--essa se n'era accorta--fingeva di
+guardare nella mostra per aspettarla.
+
+Nora non lo conosceva, ma quel brutto omino, col vestito nero
+trasandato, infarinato di forfora, non dinotava certo di essere un gran
+che: e Nora continuò col passo rapido e sicuro per la sua strada, senza
+più badargli, nè pensare a lui.
+
+Ma il Kloss era rimasto colpito, come gli accadeva di rado: col suo
+involtino di prosciutto di San Daniele che ballonzolava, tenuto col
+mignolo pel nastrino, continuò a seguirla passo passo.... fino a casa.
+
+La sera stessa egli ne parlò a Madame Dupont in grande segretezza,
+dandole il nome della via, il numero della porta e i connotati:
+
+--"_Pussè crante che mì: i spal te matrona: un vitin te popola_,
+capelli _pionti_ e un _ginger straortinarî! E.... cito col vecc._"
+
+Il Kloss, che non nascondeva i suoi sessant'anni, dava del vecchio al
+Casalbara che voleva nascondere i suoi sessantacinque.
+
+--_A so temp ghe tirò mi tutt' coss!_
+
+Due giorni dopo Madame Dupont gli mandava la risposta in un bigliettino
+che lo fece starnutire tanto era impregnato di muschio.
+
+"Carissimo Commendatore--(Madame Dupont teneva molto ai titoli)--Non
+c'è niente da fare." E gli scriveva che c'era il fidanzato, che la
+ragazza era di buona famiglia, figlia, nipote o parente, nientemeno,
+del famoso cavalier Cantasirena, e che andava tutte le sere all'opera
+al _Manzoni_ con una cantante ungherese, certa Edita Schönfeld, che si
+faceva passare per contessa. E ripeteva, ancora, prima di finire:
+"niente da fare, onesta a tutta prova."
+
+--Per onesta, _poco mal_--borbottò il Kloss fra sè,--per _fitanzato,
+poco mal_.... ma Cantasirena!... _Molto mal_!
+
+Tedesco, finanziere, affarista, Francesco Kloss vedeva i giornalisti e
+il giornalismo come il fumo negli occhi.
+
+Ma Nora gli aveva fatto colpo.
+
+--_La g'ha cuel bel farin te me n'inpipp!_...
+
+Procurò di conoscere la Schönfeld per avere altre informazioni, e
+queste furono assai meno scoraggianti. Nora non era sorvegliata: Matteo
+Cantasirena non se ne curava: non era innamorata del suo fidanzato.
+Essa era una ragazza positiva e ambiziosa: il suo sogno sarebbe stato
+di spendere, di sfoggiare, di far la gran signora!
+
+Francesco Kloss, arricciandosi i baffi, pensava che il sogno era bello,
+ma costava caro.
+
+--_El vecc! el vecc!_... Mio _pon_ amico Casalbara!--esclamò con un
+ghignetto.--Il Casalbara, al solito, avrebbe filato il perfetto
+amore.... avrebbe creduto di essere corrisposto.... e una volta che il
+Casalbara fosse diventato il _cerente responsabile, pensassi_ mi _per
+aferla in te le man!_"
+
+Quella sera all'Eden, mentre il duca batteva graziosamente le punta
+delle dita inguantate ad una canzonettista dell'_Orpheum_, il Kloss lo
+fermò a mezzo del suo entusiasmo, e gli parlò della _splentita_ popola
+che aveva visto uscire dal negozio Ricordi: ne parlò più tardi a cena,
+ne parlò il giorno dopo, e quando lo vide un po' riscaldato, lo
+condusse al _Manzoni_ e gli fece vedere la _bella popola_ nel palchetto
+della Schönfeld.
+
+--"Maravigliosa",--esclamò il Casalbara, dandosi un colpetto di mano ai
+ricciolini biondi, alzandosi in piedi per farsi vedere, e fissando Nora
+col canocchiale.
+
+--_Una fera primizia da imperator!_
+
+Nora, dopo aver guardato il Kloss (omai sapeva chi era), fermò lo
+sguardo sul Casalbara, tutto ingommato, tutto attillato, tutto legato
+nell'abito nero e nel _gilet_ bianco a cuore. L'occhio profondo di Nora
+si fissò lungamente sul biondo senatore, ed ebbe una carezza così
+calda, così penetrante che gli fece sentire un dolorino acuto sotto il
+ginocchio, fasciato di lana.
+
+--Maravigliosa,--ripetè il Casalbara con due o tre altri colpetti della
+mano ai ricciolini gialli; poi odorò il mazzo di violette che aveva
+all'occhiello, si grattò leggermente il ginocchio colla punta delle
+dita e tornò a fissarla coll'occhialetto.
+
+--Vi guarda,--gli disse Kloss.
+
+--Saprà che sono il duca di Casalbara.--E cominciò a filare con Nora e
+Nora con lui, mentre Francesco Kloss stava attento a tutti e due
+ripulendosi le unghie nere collo stecchino da denti, che, dopo pranzo,
+portava sempre con sè, per quell'uso, nel taschino del panciotto.
+
+Finita l'opera, aspettarono la Schönfeld e Nora sotto l'atrio del
+teatro.
+
+Passandogli vicina, così alta, così bella, così bionda, Nora non guardò
+il Casalbara, ma arrossì abbassando un po' il capo.
+
+--_Una fera primizia da imperator!_--ripetè il Kloss, dandogli un altro
+colpo nel gomito.
+
+Il giorno dopo cominciarono a passare sotto le finestre, il Casalbara
+ancora più roseo, più biondo, colle scarpettine dal tacco alto che
+scricchiolavano.
+
+Nora era alla finestra. La sera tornarono al _Manzoni_: Nora era in
+teatro, e all'uscita arrossì ancora di più, ma questa volta, prima di
+abbassare il capo, guardò il duca alla sfuggita.
+
+Il Casalbara era rimasto palpitante, tremolante: il suo cuore tornava a
+battere forte come i primi anni, a Torino, quando il martire
+giovinetto, biondo ed esile, passeggiava melanconicamente sotto i
+portici di Po.
+
+Quella ragazza così fiorente e bianca e rosea nel candor verginale,
+quella bellissima fanciulla bionda che lo guardava arrossendo,
+timidamente, e che timidamente arrossendo, pareva innamorarsi, gli
+recava tra mezzo i brividi occulti della passione, gli incanti più
+dolci e più soavi.... come un vago risveglio, un rifiorir gentile, come
+l'aura tepida, olezzante che annunzia il ritorno di una nuova
+primavera.
+
+Il Casalbara perdeva il giudizio e il riserbo. E quel primo giorno che
+si trovò colla Nora in casa della Schönfeld, quando sopravvenne Pietro
+Laner a guastare la festa, egli ebbe un impeto di furietta gelosa; la
+gelosia astiosa, rabbiosa, tormentosa dei vecchi contro un amante
+giovane.
+
+--Se non fate presto--brontolò il Kloss, vedendolo imbronciato, coi
+baffi irti, i ricciolini scomposti, e la pelle diventata grinzosa e
+livida sotto la pomata,--se non fate presto, quel montanaro dalle
+spalle _quatre_ ve la porta _fia_!
+
+--È il mio martirio!... la mia tortura!--esclamò il Casalbara,
+dolorando e colla voce stridula.--"Ma santo Iddio, come si fa quando
+per disgrazia è una ragazza onesta!... È la prima volta che.... mi
+capita!... Proprio quella lì!... Col mio nome.... nella mia
+condizione.... non posso farla duchessa!...
+
+--"Io le _mettessi_ in ordine una _palazzetta_ magnifica. Io le
+_comperassi_ una _vittoria_. Io _avessi_ la più bella donna di tutta
+Italia!"--E aggiunse con malizia che le giovanette inesperte
+s'innamorano facilmente dell'eleganza, della dolcezza, dei _pei
+parolett_, dei _pei regalitt_, degli uomini maturi, stagionati, ma
+bisogna approfittarne finchè sono.... _in tell'error_.
+
+--Ma.... il padre.... suo zio, quello che è?...
+
+--_Poco mal:_ la _patrona_ è la _racazza_! Contenta lei, tutti
+contenti. Io _parlassi_ con lei, _diretto_, domani, subito.
+
+Il giorno dopo, ritornarono dalla Schönfeld, e, naturalmente, si
+trovarono con Nora: essa portava le violette regalatele dal Casalbara
+il giorno innanzi.
+
+Il Kloss cominciò a ridere, a scherzare colla Schönfeld, un donnone
+rumoroso e traballante, dal petto enorme. La Schönfeld era piena di
+debiti, e contava un poco sul Kloss e molto sul Casalbara per poterli
+pagare; contava moltissimo anche sulle raccomandazioni del cavalier
+Cantasirena, per essere scritturata da un impresario dell'America.
+
+Il Kloss continuò per un pezzo a perseguitare la Schönfeld, a correrle
+dietro per le stanze, a volerla abbracciare; e intanto Nora e il
+Casalbara, tutti e due vicini, tutti e due quieti dietro le tende della
+finestra, continuavano a parlarsi....
+
+--Lanciata la vostra _brafa dichiarazion_?--gli domandò il Kloss,
+appena furono soli in via Manzoni.
+
+--Capisco che ci tiene, capisco che è innamorata.... ma santo Iddio,
+non posso dirle: vi amo, siate la mia amante, e non voglio nemmeno
+dirle: vi amo, siate mia moglie.
+
+--Oh questo no!--esclamò l'altro vivamente.--Non farete _de sti
+racazzat_!--Questo non lo voleva nemmeno il Kloss. Amante del vecchio
+Casalbara l'avrebbe tenuta nelle mani colle buone o colle cattive,
+duchessa di Casalbara _afrebbe_ finito a far la _stupita_ con qualche
+ufficialetto di _cafalleria_!
+
+E gli fece capire che bisognava agire e parlare nello stesso tempo.
+Dopo, quando fosse diventata la sua amante, non poteva più pretendere
+di diventare sua moglie.
+
+Agire e parlare nello stesso tempo!... Il Casalbara era un po'
+perplesso e inquieto per molte ragioni. E anche per i rimorsi della
+coscienza. Non dormiva più, faceva cattive digestioni: poi finì col
+consolarsi pensando che anche Nora doveva ben immaginare che lui non
+avrebbe potuto mai sposarla, nemmeno per sogno!... Eppure essa portava
+sempre i suoi fiori.... e gli stringeva le mani in un certo modo.... lo
+guardava, lo guardava....
+
+Un giorno, con fermezza e con lealtà, in un momento che il Kloss non
+poteva sentire, dichiarò alla signorina Nora che lui non avrebbe preso
+mai moglie.... e Nora lo guardò sorridendo, arrossendo dal piacere, e
+gli fece confermare quella promessa con un giuramento. La signorina
+aveva dunque capito che non avrebbe potuto essere altro che l'amica....
+più cara, del duca di Casalbara, e che questi, non prendendo moglie,
+non le avrebbe mai dato una rivale.
+
+Bisognava risolversi. La bellezza di Nora era montata anche a lui dal
+cuore al cervello.
+
+Il Kloss, quantunque testa dura, aveva l'immaginazione fervida per
+certi intrighi. Fu lui a ideare e a preparare il colpo: la trappola per
+Nora.
+
+Il Casalbara aveva parlato alle signore di un suo _Pleyel_ famoso: per
+farlo vedere, per farlo provare, il Casalbara le avrebbe invitate a
+colazione col Kloss.... ma poi, all'ultimo momento avrebbe mandato un
+contro invito, a tutti, tranne a Nora. Era stato fissato che le
+signore, per dar meno nell'occhio, dovevano recarsi sole
+all'appuntamento.... una alla volta.
+
+Il Kloss capiva che il tranello era ingenuo, ma d'altra parte, era
+persuaso che anche Nora aveva una voglia matta di lasciarsi prendere
+nella rete; e il Casalbara.... il Casalbara, ormai, non capiva più
+niente!
+
+Il colpo riuscì com'era stato ideato.
+
+--L'Edita? Non c'è l'Edita?...--domandò Nora appena entrata nel
+quartierino particolare del Casalbara, e fermandosi di colpo sull'uscio
+del salotto, tutta rossa per la corsa, per il timore che l'avessero
+veduta, per la confusione di trovarsi lì. Pareva esitante, dubbiosa....
+pareva volesse scappar via.
+
+--La sua Edita verrà subito, a momenti!...--balbettò il Casalbara anche
+lui un po' confusetto e colla vocetta tremula. Fece un po' di violenza
+per tirar Nora fino in mezzo al salotto prendendola per la mano e
+baciandogliela sul guanto nero, nuovo, inchinandosi colla più squisita
+galanteria.
+
+Nora, mentre aveva sotto gli occhi i ricciolini biondastri del
+Casalbara attraversati dalla riga larga, rossiccia, che dal mezzo della
+fronte scendeva giù giù, fino alla nuca lunga, pelata, si sentì urtare
+da un odore troppo acuto di essenze e di pomate.
+
+Ritirò la mano istintivamente....
+
+--Ma il servitore?--domandò,--il servitore che era qui.... adesso?
+
+Il Casalbara sorrise, guardandola. Il vecchio servitore, muto, rigido,
+era sparito silenziosamente come un'ombra, dopo aver abbassata la
+grossa portiera di _gobelin_, e chiuso l'uscio imbottito, foderato di
+panno.
+
+--Siamo soli.... stella--e il Casalbara sibilò la esse tanto era
+riscaldato,--stella divina!... Mi lasci dire questa parola, non si può
+trovarne un'altra per lei!... È la prima volta che il caso.... la
+fortuna.... siamo un momentino soli.
+
+--Ma, l'Edita.... perchè si fa aspettare?
+
+--Verrà subito.... anche troppo presto,--e il Casalbara sospirò.--Ha
+paura a restar sola.... un momentino.... con me?--E tornò a prenderle,
+a stringerle la manina piccola; ma l'altra si liberò vivamente, si
+schermì, corse via dal Casalbara, per guardarsi attorno, per veder
+tutto, con una viva curiosità, un'ammirazione stupefatta e sorridente,
+proprio da bambina.
+
+--Dio, com'è bello qui!... Com'è tutto bello!--E saltellante, corse di
+qua, di là, ad ammirare i fiori splendidi, magnifici di cui il
+Casalbara, apposta per lei, aveva riempito il salotto. Ammirò i
+gingilli, i bronzi, i quadri, persino i tappeti, i mobili, e sedutasi
+in una grande poltrona, si godeva ridendo, a ballarci su.--Com'è
+bello!... E come si sta bene!... Tutto bello!
+
+--E tutto suo!... Me compreso!--E il Casalbara, vestito di un colorino
+violetto, il viola che sta bene ai biondi, dalla giacca stretta ai
+solini della camicia un po' scollata, pareva offrirsi anche lui, come
+un bel fiore.
+
+Nora sorrise a quell'offerta, ma in un modo che non voleva mica dir di
+no. Poi si alzò di nuovo all'improvviso e guardò nell'altra camera dove
+la luce era più raccolta, più discreta; dove le tende, le tappezzerie
+erano chiare chiare, e dove sopra una consolle bianca dorata,
+luccicavano nel buio un gran vassoio d'argento colmo di tartine e il
+cristallo dei bicchieri.
+
+--E di là?... Cosa c'è?...--domandò Nora che si avvicinava, in punta di
+piedi, per guardare appunto nell'altra stanza.
+
+Il Casalbara la fermò, prendendole questa volta tutte due le mani, e
+facendo più forza.
+
+--Prima.... prima ci leveremo i bei guantini.... il bel cappellino....
+
+--Perchè?--domandò Nora vivamente.
+
+--Perchè? Vuol far _dejeuner_ coi guantini e il cappellino?..."
+
+--Ma l'Edita?... Non è ancora venuta?...
+
+--Se non è venuta, verrà.--E il Casalbara le slacciò i bottoncini, le
+accarezzò le braccia nel levarle i guanti, baciandole la mano ogni
+volta, l'aiutò a togliersi il cappellino, e mentre tutti e due
+scioglievano il nastro, il Casalbara colle dita grinzose sfiorò il
+mento della fanciulla. D'un tratto apparì la massa dei capelli biondi,
+scompigliata, luminosa.
+
+--Dio che splendore!--mormorò il duca;--pare sia entrato il sole qui
+dentro!--Ma in quel punto ebbe come un piccolo sobbalzo: la trafittura
+del ginocchio reumatizzato era stata così acuta, che credette quasi di
+cadere.
+
+Il Casalbara diventò serio a un tratto, impensierito.... ammirò ancora
+la gran massa viva dei capelli, ma l'iperbole era stentata.
+
+--E l'Edita?... Perchè aspetta tanto a venire?... E il signor Kloss?...
+anche il signor Kloss non si vede?
+
+--Verrà.... Verranno subito.... il mio orologio corre.... un
+pochino!--Poi, volendo dissimulare l'oppressione, la stizza per quel
+dolore sempre più acuto che sentiva al ginocchio, fece un po' il
+geloso.
+
+--Le preme tanto.... del Kloss?
+
+--Dio! Dio! Così brutto, così goffo, con quelle gambette storte e le
+unghie nere!--esclamò Nora ridendo, saltellando, tornando tutta
+allegra.
+
+--Certo.... non può dirsi un Adone!--esclamò l'altro, soddisfatto,
+pavoneggiandosi nella persona alta e ancora elegante.--Venga qui....
+folletto, follettino!... Non può stare un po' fermo il follettino?...--E il
+Casalbara che voleva star comodo, per il suo ginocchio, prese Nora per una
+mano, poi la spinse un po' col braccio, leggermente, attorno alla vita, la
+fece sedere sul canapè e anche lui le si sedette accanto, vicinissimo.--Si
+direbbe proprio che ha paura.... a restar sola.... un momentino, con me....
+che si secca....
+
+--Oh.... seccarmi.... seccarmi no!--esclamò la fanciulla diventata
+seria, diventata timida. E dopo aver guardato il Casalbara arrossendo,
+abbassò il capo.
+
+--Dunque.... paura di me?...--insistè il duca lusingato nella sua
+fatuità, nella sua leggerezza. E quantunque fosse sempre costretto a
+tenere la gamba distesa e quieta, strinse la bella fanciulla
+all'improvviso e un po' troppo forte, col braccio che le teneva dietro
+la vita.
+
+Nora si alzò di colpo, liberandosi nervosamente e allontanandosi.
+
+--Ma l'Edita?... Non viene?...--Adesso l'inquietudine appariva più
+forte, più viva.--Se non viene l'Edita, vado via!
+
+--Signorina Nora, crede alla mia parola?... Crede alla parola di un
+gentiluomo?--domandò il Casalbara dignitosamente, ma senza alzarsi in
+piedi per via della gamba.
+
+--Oh sì!--rispose Nora guardandolo con un'espressione ingenuamente
+incantevole, tanto era piena di fiducia e di ammirazione.--Sì! Sì! A
+lei sì!...
+
+Il duca tornò a farsela seder vicino.
+
+--È il primo momento che mi trovo solo.... che posso esprimerle tutto
+quel sentimento di.... di ammirazione.... di affezione che sento per
+lei.... E lei.... mi dica almeno una parolina sola di.... di
+incoraggiamento perchè anch'io....--e il Casalbara era sincero--non so
+più se sono un povero pazzo o.... o l'uomo più fortunato di questa
+terra!... Mi dica se la sua.... bontà per me posso attribuirla a un
+sentimento non di.... amore.... ma di _be.... bee_....--e il Casalbara
+sospirò quel _beenevolenza_ con una vocina così sottile e tremula che
+pareva il belato di una pecora.
+
+--Perchè non viene l'Edita?...
+
+Nora, questa volta, nel ripetere la domanda era distratta, pareva come
+presa da un orgasmo, da una perplessità inquieta, nervosa. Aveva un
+fremito forte nella voce alterata, e guardò il duca arrossendo,
+abbassando il capo più timida, fatta vergognosa, ma pure con
+un'espressione di tenerezza, di abbandono che traspariva anche da
+quell'angoscia, da quel turbamento da cui pareva presa.
+
+--Dunque?--insistè il Casalbara, che osservava tutto e credeva di
+capire.--Dunque?...--E le strinse ancora la vita, ma con più garbo.
+
+La fanciulla tornò a guardarlo, ad abbassare il capo; ma questa volta
+non si mosse, non scappò via.
+
+--Dunque?... Sarò discreto.... discretissimo per oggi. Le assicuro, le
+do la mia parola d'onore.... non vorrò sapere.... di più.... Non le
+domanderò nient'altro.
+
+Nora aveva la testina bassa, chinata sul piccolo ventaglietto
+giapponese che apriva e richiudeva con un tremito nervoso delle dita.
+
+--Proprio?--domandò essa colla voce appena intelligibile, fra il
+respiro forte, anelante, senza osar di muoversi, senza osar di
+guardarlo.--Proprio?
+
+--Lo giuro!--tornò a ripetere il Casalbara con forza, con sincerità e
+internamente con un senso di sollievo. Dalle prime trafitture dei
+reumatismi aveva temuto, aveva capito che quel giorno avrebbe avuti
+tutti i suoi sessantacinque anni.... non uno di meno.
+
+--Mi dica questo soltanto, signorina Eleonora.... Mi dica se si è
+accorta che io.... se si è accorta del sentimento vivissimo,
+inestinguibile che io provo.... che ho provato per lei fino dal primo
+giorno, dalla prima sera che l'ho veduta.... che mi è apparsa
+sfolgorante, come una regina, al _Manzoni_. Se n'è accorta?... Se n'è
+accorta?--Le si tirava così vicino che Nora ne sentiva la gravezza
+dell'alito, mista a un odor di menta.
+
+--Se n'è accorta?... Mi dica per oggi soltanto questo.... e per oggi
+basta. Lo giuro, parola d'onore: e io non manco mai alla mia parola. Se
+n'è accorta?
+
+Nora abbassò il capo di più; strinse, aprì il ventaglio più
+nervosamente, ne lacerò la carta colle unghiette e bisbigliò
+un--Sì--appena appena, come un soffio spirante.
+
+--Grazie!--rispose l'altro con un sospiro: e non osò nemmeno toccarla.
+Fece capire alla fanciulla che aveva data la sua parola e che la sua
+parola era sacra. Ma in quel punto, a un tratto gli parve di vedere la
+faccia del Kloss, di udirne la sghignazzata alta, rumorosa. Doveva
+abbracciarla almeno? Baciarla?... Ma e poi?... Quella testina
+capricciosa si era montata--non domandava più nemmeno dell'Edita.... E
+poi?... Se lo assolveva dalla parola data?...--E il Casalbara non
+vedeva nemmeno quella maraviglia di capelli, di bellezza, di
+giovinezza.... vedeva soltanto il grugno da satiro del Kloss e ne udiva
+la sghignazzata beffarda.
+
+Pure, bisognava fare qualche cosa. La ragazza era sempre lì vicina....
+coi capelli gli sfiorava le spalle, il mento. Si decise, si alzò, e si
+allontanò di colpo, dissimulando l'impaccio che gli dava il dolor del
+ginocchio.
+
+--Lei, è una bambina cara, cara, cara.... lei non capisce ancora
+niente, niente.... ma quando capirà.... allora saprà misurare l'immenso
+sacrificio che io le faccio in questo giorno, saprà valutare quanto
+costa la parola di un gentiluomo, e mi compenserà colla sua stima e...
+con un po' di bene.... Me lo promette?
+
+Ma la fanciulla, invece di ammirarlo, sorrideva coi grandi occhi
+lucenti, tentatori. Era in mezzo al canapè, sdraiata, colla testa
+appoggiata alle due mani congiunte dietro, contro la spalliera, e i
+piedini irrequieti che uscivano incrociati sotto il vestito blù. Si
+vedeva anche un po' di calzetta nera, dove la gamba era più sottile.
+
+Bisognava fare qualche cosa... o farle fare qualche cosa!
+
+Il Casalbara aprì, cercò un dolce in una bomboniera di cristallo.
+
+In quell'attimo, non vista da lui, il volto di Nora diventò serissimo
+guardando l'orologio grande del caminetto; ma quando il Casalbara le si
+avvicinò col piccolo dolce fra le dita, essa sorrideva come prima.
+
+--Questo sarà il premio.... per un'altra grazia che mi deve concedere
+la mia regina.
+
+Nora sporse le labbra appena, senza muoversi di più. Il Casalbara le
+mise in bocca il confettino delicatamente. Nora lo sorbì con delizia,
+sempre guardando il duca, sempre sorridendo cogli occhi vivi e umidi.
+
+L'altro le indicò il pianoforte:
+
+--Per me solo, tutto per me solo: l'_Ideale_ del Tosti!
+
+--Come vuole--rispose Nora sempre sorridente, e gli porse le due mani
+perchè la tirasse su.
+
+Il Casalbara gliele prese fino al braccio.--Uno.... due.... tre!--e
+appena Nora, fu su, in piedi, la strinse con un braccio attorno alla
+vita, e la condusse, mentre l'altra si faceva un po' trascinare, verso
+il pianoforte.
+
+--Tutto per me.... solo per me.
+
+E quando la fanciulla seduta al pianoforte, cantando e accompagnandosi,
+cominciò colla voce calda di contralto: "_Caro ideal.... torna a
+sorridermi ancora...._" il Casalbara in estasi, gongolante, cominciò a
+cantare anche lui, colla vocetta tremula da pecora:
+
+--"_Ca-a-a-ro ideal.... Caa-a-ro ideal...._"--mentre col palmo della
+mano si faceva un po' di massaggio al ginocchio reumatizzato.
+
+Era bella, Nora! Che splendore di ragazza! La voce era penetrata
+persino nelle ossa al Casalbara. Standole di dietro, mentre essa era
+seduta sullo sgabello, e si chinava accompagnandosi, egli le vedeva il
+collo morbido, fin giù, dove comincia la curva delle spalle. E la gran
+massa dei capelli biondi, e la nuca candida col nimbo dorato dei
+riccioletti nascenti, e il seno rigoglioso e forte che si alzava, col
+vibrare della nota appassionata; e quell'odore di giovane, e
+quell'odore acuto di bionda, tutto lo accendeva.... anche il ricordo,
+l'immagine, la gelosia astiosa, tormentosa, contro quel mascalzone,
+quel montanaro dalle spalle quadre che la voleva sposare per forza. La
+vocetta del Casalbara, nel cantare il "_Ca-a-ro idea-al_" tremava
+sempre di più, stonava maledettamente. Ci fu un punto in cui lo prese
+come una vertigine improvvisa e non sentì più nemmeno i reumi.
+
+--Sarà quel che sarà,--pensò, risoluto ormai al gran colpo. Ma tremava
+tutto nell'orgasmo di quell'eccitamento improvviso, che gli era montato
+alla testa come un bicchier di Sciampagna.--Sarà quel che sarà, e
+chiuse il pianoforte.
+
+--Perchè?--domandò Nora meravigliata, alzandosi.--Cosa succede?
+
+--Andiamo.... di là. Non vuol mangiare una tartina, con un ditino di
+Xerez?
+
+--Ma l'Edita?... Il Kloss?... Dunque non vengono?--esclamò Nora,
+guardandolo, fissandolo.
+
+--Sì.... non so.... sono anch'io.... stupito.... L'avranno magari anche
+fatto apposta....
+
+Nora diventò triste, abbassò il capo. Ormai si era compromessa....
+l'avevano compromessa.
+
+--Venga di là.... un ditino di Xerez.... e c'è anche un piccolo
+ricordo.... per lei.
+
+Nora, muta, triste aveva abbassato il capo, presa da una grande
+confusione, da un grande avvilimento. Il Casalbara, sempre tenendola
+abbracciata alla vita la condusse nella stanza più raccolta, più
+discreta. Era tutta chiusa dalle tende, e fra le tende, i cortinaggi,
+le trine, a poco a poco, in fondo, dov'era quasi buio, appariva
+l'alcova.
+
+--Qui.... cerchi qui....--le disse il Casalbara avvicinandosi al
+piccolo tavolino, dinanzi a un gran sofà basso, tutto circondato da
+cuscini ammonticchiati.--Sieda qui con me e cerchi in questo cassetto;
+poi prenderà una gocciola di Xerez, poi scapperà via!
+
+Nora si lasciò condurre quasi macchinalmente. Il duca la fece sedere
+con lui, e mentre allungava la gamba, che gli tornava a dolere, aprì il
+cassettino e la forzò a mettere la mano dentro, sopra un astuccio di
+velluto.
+
+Nora lo lasciava fare e non parlava.
+
+--Cos'è?... Vediamo cos'è?...
+
+Dall'astuccio il Casalbara levò un filo di perle con un piccolo
+fermaglio di brillanti.
+
+--Oh le perle!... Le perle!... Dobbiamo provare se le perle stanno bene
+alla mia regina?... alla mia _bee_--e tornò a belare, colla vocetta da
+pecora, "mia _bee-ella_ regina!"
+
+Le passò il vezzo attorno al collo, accarezzandole il mento colla mano.
+
+Nora abbassò il capo: ma il duca nel chiudere il fermaglio,
+coll'orgasmo delle dita tremanti, le chiuse insieme, le strappò qualche
+capello. Nora fece una piccola mossa.--"Ahi!..."
+
+--Oh! cara, cara, cara.... Ho fatto male alla regina mia cara, cara,
+cara!--e la baciò lì, fra i riccioli della nuca, vicino al fermaglio di
+brillanti.
+
+--Cara, cara, cara....--e tornò a baciarla.
+
+Nora, sempre a capo chino non si muoveva. Perchè non si moveva? Il
+Casalbara tenendola stretta, abbracciandola più forte, le alzò il capo
+per guardarla. Essa piangeva, piangeva silenziosamente, lacrime grosse,
+goccioloni, che le eran caduti sulle mani, sul vestito.
+
+--Oh, bimba mia! Povera bimba mia!--esclamò il Casalbara esaltato,
+commosso.--Cosa c'è da piangere?... Perchè?... Ma perchè?--E con un
+trasporto sincero di tenerezza, e col trasporto smanioso della
+passione, la baciò sui capelli, sugli occhi, sulla bocca, mentre
+continuava a domandarle:--Perchè? ma perchè, santo Iddio?... Perchè?
+
+Nora, vivamente, gli allontanò la faccia colla mano, graffiandolo, e
+scoppiò in singhiozzi.
+
+--Perchè? Perchè? Perchè non volete essere la mia regina?
+
+Allora Nora si sfogò, balbettando, singhiozzando, ora nascondendosi il
+viso per la vergogna, ora torcendosi le mani per il dolore, per la
+disperazione.
+
+Aveva capito tutto; la colazione coll'Edita, col Kloss, era stata un
+pretesto: una cosa combinata. Lui agiva così perchè non la stimava: sì,
+non la stimava; e aveva ragione di non stimarla: sì, con lui era stata
+troppo leggera, senza testa, aveva dimenticato tutto. Ma egli si era
+mostrato così buono, così nobile, così rispettoso.... Doveva capire che
+lei era una testa esaltata, malata; doveva compatirla, ma non trattarla
+così! E presa da un impeto di furore, si tolse convulsamente il vezzo
+di perle, strappandosi ancora qualche capello, e lo ricacciò nel
+cassetto.
+
+--Doveva capirmi e compatirmi; non insultarmi così! No! No! No! Così
+no! Così no!
+
+Il Casalbara, sempre più sbalordito, quasi quasi piangeva anche lui....
+
+Nora parlò della sua famiglia. Oh! nella sua famiglia essa era odiata
+da tutti; parlò della vita agitata, angosciata ch'era costretta a
+condurre; dell'abbandono e insieme della tirannia che doveva
+sopportare. Era stata lì lì per ricordare anche quel matrimonio che le
+si voleva imporre, ma ne ricacciò il pensiero, e soffocò il rimorso
+improvviso suscitatole dalla faccia pallida, straziata di Pietro Laner.
+Aggiunse soltanto ch'era sempre stata infelice, e che aveva sperato in
+un'amicizia, in un affetto sincero, leale. Aveva sperato, sognato, di
+essere creduta sincera.... di essere creduta una ragazza onesta; sì,
+onesta! anche se gli voleva bene, perchè infine lei era libera, padrona
+del suo cuore e di sè stessa, e non doveva render conto di niente a
+nessuno, a nessuno!... Aveva sognato, sperato di essere creduta quello
+che era: una ragazza pronta anche a rovinarsi per una passione, ma
+disinteressata!
+
+Il Casalbara gemeva, sospirava, implorava pietà.
+
+--Le domando perdono in ginocchio! Le domando perdono in
+ginocchio!--continuava a ripetere, a balbettare; e una volta fuori di
+sè, aveva anche fatto per inginocchiarsi davvero, ma poi, aveva
+ritirato subito la gamba.--Non sono stato capito: non sono stato capace
+di spiegarmi. Dicendovi se volevate essere la mia regina, volevo dire
+che io sarei stato pronto per voi a qualunque sacrificio;
+"_bee-ato_"--e il Casalbara tornava a belare--"_bee-ato_" felice di
+qualunque sacrificio! La mia regina non ha che a impormi la sua
+volontà; tutto, tutto per lei.... e io non le domando altro che di
+lasciarsi adorare.... adorare in ginocchio....
+
+Ma in questo punto il Casalbara tese l'orecchio, perchè gli sembrò udir
+chiamare dall'altra stanza, e Nora si spaventò subito, prima ancora che
+avesse potuto avere il tempo di accorgersene, di sentire, di capir
+niente.
+
+--Dio! Lo zio Matteo!
+
+--Che! Che!--esclamò il Casalbara sorridendo, sicuro; e chiuso l'uscio
+anche di quella camera e abbassata la portiera entrò nel salotto. Vide
+in fondo, dall'altra parte, il servitore pallido, sconvolto....
+
+--Che c'è?
+
+--Il padre.... il padre di quella signorina!...
+
+--Imbecille! Perchè non lo hai cacciato fuori?
+
+--Ho fatto di tutto!... Strepita!... urla!... Fa il diavolo a quattro!
+La gente può sentire....--Il vecchio si curvò, tese l'orecchio.--Sente,
+signor duca?
+
+Dal di fuori, in fondo all'anticamera, si sentivano colpi che
+rimbombavano sull'uscio chiuso, e una voce che gridava:
+
+--Domando del signor duca di Casalbara! Voglio vedere il signor duca di
+Casalbara!
+
+Il Casalbara prese in fretta il cappellino e i guanti di Nora e si
+avvicinò all'uscio della camera da letto, dicendo piano alla ragazza:
+
+--Prenda il cappellino, i guanti. Vada a nascondersi nell'alcova.
+Dietro c'è un piccolo gabinetto di toelette, vi si chiuda dentro. Poi,
+voltandosi al servitore gli accennò di far entrare quell'altro.
+
+Mentre il servitore andava ad aprire, il duca si aggiustò i riccioli
+sulla fronte, i baffi, la cravatta, tranquillamente.
+
+Il direttore entrò, piombò nel salotto, gli occhi fuori della testa, il
+cappello in una mano, il bastone col pomo d'argento nell'altra, il
+pancione ansante e tuonò:
+
+--Sono Matteo Cantasirena!
+
+Rispose calmo il Casalbara:
+
+--Mi dica in che cosa posso servirla. Non ho mai avuto il bene di
+conoscerla.
+
+--Suo fratello Eriprando, il martire di Josephstadt, quello avrebbe
+riconosciuto Matteo Cantasirena!
+
+--Questa è una ragione di più per dirmi in che cosa posso servirla.
+
+Matteo Cantasirena indicò il domestico, poi, appena quello fu uscito,
+andò quasi addosso al Casalbara, squadrandolo dalla testa ai piedi con
+un'occhiata terribile:
+
+--Lei conosce mia figlia?... Eleonora?
+
+--Cioè, io ho avuto l'onore di conoscere dalla contessa Edita
+Schönfeld, una signorina di questo nome: Ma.... non era sua figlia, mi
+pare; era soltanto sua nipote.
+
+--Signor duca! Sappia che le mie nipoti diventano mie figlie quando
+hanno bisogno di un padre!...
+
+--Io ho conosciuto appena la signorina Eleonora, e.... non capisco. Che
+cosa vuol dire?
+
+Matteo Cantasirena si rizzò ancora più terribile: anche il lungo
+barbone si agitava, fremeva.
+
+--A Matteo Cantasirena non si risponde in questo modo.
+
+--In casa mia rispondo come più mi pare e piace: se non le accomoda è
+padrone di andarsene.
+
+--Andarmene? Io?...
+
+Il Casalbara sentiva che tutto quello sdegno, quella collera non erano
+sinceri. Perchè veniva lì a fargli quella scenata?... Per quale
+interesse? Per che scopo? _Quanto_ voleva? In ogni modo Nora era libera
+di sè, padrona di sè: nè lui, nè lei, non avevano da render conto a
+nessuno delle loro azioni.
+
+Per tutto ciò, quando Cantasirena tuonò per la seconda volta:
+Andarmene?... Io?...--il Casalbara gli rispose con maggior alterezza:
+
+--Sissignore; e sul momento.
+
+--....Prima vendicherò il mio sangue! L'ammazzerò!--E Matteo levò in
+alto i pugni formidabili e pareva volesse scagliarsi sul Casalbara
+fermo, sdegnoso, quando a un tratto, improvvisamente, con un grido,
+Nora si precipitò nel salotto: e si buttò fra le braccia dello zio
+Matteo supplicandolo, piangendo, accusando sè stessa, difendendo il
+Casalbara.
+
+--Signorina....--balbettò il duca maravigliato, sorpreso.
+
+Ormai Cantasirena non smaniava più. La vista di Nora lo aveva come
+annichilito, fulminato. Col fazzoletto bianco si asciugò le lacrime, il
+sudor della fronte, la vergogna, l'onta.
+
+--Disgraziata!--balbettò, e non potè dir altro.
+
+Anche il Casalbara era rimasto colpito stranamente. Non sapeva più cosa
+dire, cosa pensare; era rimasto confuso, colla testa bassa. Matteo
+Cantasirena che minacciava lo faceva ridere; Cantasirena che piangeva
+lo rendeva perplesso.
+
+--Signorina....--balbettò,--io....
+
+--Ma disgraziata!--esclamò ancora Cantasirena fra le lacrime,--se hai
+dimenticato l'onore di questo povero vecchio.... come hai potuto
+dimenticare Pietro Laner? Quell'uomo ti ammazzerà.
+
+Sulla fronte di Nora apparve la piccola ruga sottile e bianca. Perchè
+parlavano allora di Pietro Laner? Pure riuscì a vincersi e rispose con
+calma:
+
+--Non lo amo.... non l'ho mai amato.
+
+--Signorina Nora....--tornò a balbettare il Casalbara avvicinandosi....
+Ma non sapeva.... e non avrebbe potuto dir altro. Tutto era andato a
+finire in un modo così strano, così diverso da ogni previsione! Cosa
+poteva dire? Cosa poteva promettere?...
+
+Matteo Cantasirena vinse la commozione e prendendo Nora per un braccio
+e scotendola forte:
+
+--Il cappellino, i guanti,--le disse brutalmente. Poi, mentre Nora
+calma, tranquilla, andava a prendere la sua roba, tornò a rivolgersi al
+duca, ma questa volta con una freddezza dignitosa.
+
+--Io le accordo tre giorni di tempo, per interrogare il suo cuore e la
+sua coscienza. Pietro Laner, che appartiene ad una delle famiglie più
+ragguardevoli del Trentino, uno dei più indefessi cooperatori del
+movimento irredentista, al presente ignora tutto quanto è successo: se
+si tratterà di salvare l'onore di... colei, ignorerà tutto, sempre. In
+caso diverso, se una macchia dovrà offuscare il nome di una
+Cantasirena, della fidanzata di Pietro Laner, allo spirare del terzo
+giorno,--e Matteo guardò l'orologio,--sono le undici--allo scoccare
+delle undici precise del terzo giorno, io e Pietro Laner le manderemo i
+nostri rappresentanti. Ai miei ho già provveduto prima di venir qui.
+Uno sarà il mio compagno d'armi, il generale Clemente Della Torre,
+l'altro il deputato Argenti.
+
+Nora, intanto, si era messo il cappellino, i guanti, ed era pronta per
+uscire.
+
+--Venite!--mormorò fremente di collera lo zio Matteo.--Datemi il
+braccio!--e aggiunse a mezza voce:--Svergognata!
+
+Il Casalbara fece un altro passo, come per avvicinarsi: poi si fermò.
+
+--Signorina Eleonora, io...--e non disse più niente. Che poteva
+offrire? Che poteva promettere?
+
+Ma Nora prima di dare il braccio allo zio Matteo ebbe un istante di
+perplessità, di timidezza, poi risoluta, stese la mano al Casalbara e
+gliela strinse forte.
+
+La fanciulla voleva dire in quel momento, con quella stretta di mano,
+che era fiera di avergli sacrificato tutto, il suo onore, il suo
+avvenire, la sua pace, forse la sua vita.
+
+--Signorina Nora,--balbettò il Casalbara,--anch'io....--ma non aggiunse
+altro. Passò innanzi e sollevò la portiera.... Poi, quando Nora e lo
+zio Matteo furono usciti, la lasciò ricadere, e restò lì, confuso,
+sbigottito....
+
+
+
+X.
+
+Il Casalbara andò subito in cerca del suo amico Kloss, alla banca Kloss
+e C.º, per confidarsi e per consigliarsi con lui.
+
+Francesco Kloss ascoltò il duca attentamente, attorcigliandosi i baffi.
+Poi, d'un tratto, saltò su dalla seggiola, sghignazzando.
+
+--_Staterata! Robb de Statera!_
+
+La _Stadera_ era un vecchio teatro di Milano, dove si rappresentavano i
+drammi più impressionanti, a gran colpi di scena.
+
+--_Robb de Statera!_ Tutti d'accordo; e _la racazza, pussè anca mò!_
+
+Francesco Kloss, subito, alle prime parole, aveva aperti gli occhi, e
+Nora, diventata troppo pericolosa, aveva perdute tutte le attrattive.
+Anche i _capelli pionti marafigliosi_, erano rimasti offuscati dal
+barbone minaccioso di Matteo Cantasirena. No, no, no!... Alla larga!
+Non era una _racazza_, era un trabocchetto! Quella scena di seduzione,
+di collera e di lacrime, col sopraggiungere improvviso del padre
+nobile, gli ridestava più forti i primi sospetti e i primi timori.
+Quando non si fosse trattato altro che di denari, il Casalbara avrebbe
+pagato e basta; ma la furbona tirava il gran colpo; voleva farsi
+sposare, e quella volpe vecchia del Cantasirena teneva dalla sua! No!
+No! No! In tutti i pasticci che ne potevano nascere, anche lui correva
+il rischio di aver noie, seccature, di aver contro i giornali, di esser
+portato in piazza!
+
+--A quella _racazza_ non pensiamoci più: _ghe n'è pussée te cent mila a
+Milan, ti pei tosanett!_
+
+Ma il Casalbara, povero vecchio, era preso. Quelle parole del Kloss lo
+ferivano nel cuore e nella vanità.
+
+--Bene! Bene!--esclamò interrompendolo, infastidito.--Adesso non è il
+momento di parlare della signorina Eleonora! La signorina Eleonora non
+c'entra affatto nel consiglio che io sono venuto a domandarvi! Io sono
+stato provocato dal padre. La mia quistione l'ho col padre.
+
+--Che _patre_!--borbottò il Kloss con un'alzata di spalle.
+
+--Collo zio!
+
+--Che zio!
+
+--Ebbene con.... quello che è! Con Matteo Cantasirena.
+
+--_Sto scîor_,--osservò il Kloss col suo ghignetto,--è un _pirpone
+colossal!_--e si fregò le mani allegramente. Secondo il Kloss, coi
+birboni, in generale, era un _pellissimo trattar_, perchè colla
+prudenza e coi _tenari_ si poteva accomodare ogni cosa.
+
+L'altro si mostrava sempre più perplesso e meditabondo.
+
+--Intanto.... in questi tre giorni, che cosa devo fare?
+
+--Mi _stassi cito: mi stassi queto._
+
+--E se mi manda a sfidare anche il.... quel Laner? Appartiene ad una
+ragguardevole famiglia del Trentino!
+
+--_Raccuardevole strazzon!_--rispose il Kloss con un'alzata di spalle.
+
+Per lui, il Casalbara non aveva nessun obbligo perchè, scientemente,
+non aveva offeso nessuno; ma messo al punto di doversi battere o di
+dover sposare la signorina Cantasirena, piuttosto _pattersi tieci
+folte!_
+
+--Naturalmente!--Di ciò era convinto anche il duca.--Ma se Cantasirena
+fa nascere uno scandalo?
+
+--Con Matteo Cantasirena, _cuistion te tanee: me ne incaricassi mi.
+Colla racazza, cuistion te tanee: mi incaricassi la signora Schönfeld._
+
+Il Kloss non voleva più trovarsi con Nora. Aveva paura di essere
+travolto da un momento di vertigine, e finire poscia in quelle medesime
+reti, che lo zio e la nipote avevano teso, d'accordo, per _cuel vecc...
+straortinarî!_
+
+Il Casalbara era preso. Se ne andò scrollando il capo. Avrebbe pensato,
+avrebbe meditato; si sarebbero trovati insieme più tardi per parlarne
+ancora; ma intanto provava un senso di sollievo ad essere solo, a non
+udire più la sghignazzata plebea, oscena, che offendeva l'immagine
+purissima della fanciulla bionda; la fanciulla che arrossiva tremante,
+cogli occhi pieni di lacrime, quando lui la baciava appena sui capelli,
+e che si ribellava fiera e sdegnosa, offesa nella sua delicatezza e nel
+suo amore, quando le regalava un vezzo di perle.
+
+E forse.... non la vedrebbe più!... Le scenate del Cantasirena, le
+violenze di quel montanaro odioso, sarebbero tante e tante che quella
+povera creatura così sola finirebbe col cedere, col sacrificarsi.
+
+E sospirava pensando a Nora e immaginando che anche Nora avrebbe forse
+sospirato e pianto pensando a lui.
+
+Quel tedesco era un barbaro, un brutale!... Non conosceva le donne; non
+era mai stato amato!... Nora, era troppo semplice, troppo ingenua, e si
+era mostrata troppo disinteressata, per non essere sincera.
+
+Non vederla più! Non averla più lì, sola sola, nel suo salotto; così
+vivace e così bella quando era allegra; così cara, ingenua e
+appassionata quando abbassava il capo vergognosa, quando i suoi occhi
+diventavano mesti, timorosi, pieni di lacrime.
+
+Non vederla più! Chissà in che stato l'avrebbe ridotta quel tanghero
+villano!... Le avrebbe fatto fare anche la serva....
+
+La serva, alla sua regina!
+
+Non aveva in mente altro che Nora: non poteva vincersi; non poteva
+stordirsi. Vedeva il bel corpo palpitante, quando vibravano le note
+calde del contralto; era tormentato da quell'odore di giovane, da
+quell'odore di bionda. Perchè era stato così goffo?... Così
+discreto?... Non era lì, sola con lui?... E così sola con lui non ci
+sarebbe tornata più! Si sarebbe trovata sola, tutta sola, con quel
+trentino che le stava dietro, che la voleva, che non avrebbe avuto
+tanti rispetti, nè tanti riguardi.... nè....--una voce astiosa, in
+fondo al cuore, soggiungeva.... nè tanti reumi!
+
+--Portarsela via?... Andar a passare l'inverno a Nizza, a Mentone?...
+Anche più lontano: in Ispagna, a Madera, dove nessuno lo avrebbe
+conosciuto!... Essere adorato, accarezzato, da quella creatura
+splendida!... Quanto rumore avrebbe sollevato Eleonora nel bel mondo, e
+lui quanta invidia!
+
+In fondo, anche il Kloss doveva crepare d'invidia. E il Casalbara
+sorrideva trionfante nella propria fatuità; ma poi tornava serio: e se
+dopo averla compromessa.... avesse dovuto finire a sposarla?... Avrebbe
+potuto abbandonare Milano.... andarsi a nascondere a Casalbara.... o
+nel suo palazzo a Bergamo.... accontentare il ragionier Vigliani....
+fare un po' di economia.... e invece di essere solo con un servo,
+avrebbe avuto un angelo che gli avrebbe prodigate carezze e cure....
+
+--E il nome?... Il nome dei Casalbara?
+
+Così, fra le irritanti cupidige della passione senile, fra la gelosia
+dolorosa, gli stimoli della vanità, i timori, i pregiudizi
+aristocratici, e un sentimento nobile di dignità, e un impulso sincero
+del cuore, il povero duca passava ore agitatissime. Quella sera, per
+non doversi trovare col Kloss, che, certo, avrebbe sparlato di Nora,
+andò a far visite; e poi a letto presto. Si sentiva stanco, pieno di
+acciacchi.
+
+Dormì pochissimo, sempre tormentato da Nora, dai soliti pensieri, dalle
+solite incertezze; e la mattina si alzò mezzo malato. Aveva
+palpitazioni terribili. Oh! non poteva scherzare col suo mal di cuore!
+Il medico gli aveva prescritto la tranquillità, il buon umore.... Anche
+per la salute doveva prendere una risoluzione e subito.
+
+--Partire con lei o partir solo, ma mettersi in calma: colla salute non
+si scherza!
+
+Mentre stava preparandosi la solita polverina digestiva e rinfrescante,
+gli giunse una lettera di Nora.
+
+
+
+"Mi preme parlarle. Andrò dall'Edita, oggi, prima di mezzogiorno,
+appena potrò fuggire da questa gente. ELEONORA."
+
+
+
+Il Casalbara versò la polverina nell'ostia bagnata, distesa sul palmo
+della mano. Ne fece un batufoletto, l'ingoiò, bevette un sorso d'acqua,
+e pensò con un sospiro di tenerezza e di compiacimento:--Povera
+ragazza!... È proprio innamorata!
+
+Guardandosi nello specchio, mentre finiva la sua toeletta ed era ancora
+fresco di colori, di pomate, ed olezzante di profumi, egli capiva
+benissimo che il duca di Casalbara poteva, doveva scaldar la testa di
+una ragazzina poetica, un po' romantica, dal gusto molto fine e
+delicato, più assai di un rozzo contadinaccio!... E intanto che
+ammorbidiva col _cold cream_ la pelle floscia, grinzosa delle sue mani,
+intanto che tagliava, limava, brillantava le unghie piatte e
+giallognole, egli vedeva riflettersi in tutti gli specchi il viso e la
+figura di Nora; di Nora bionda e buona come un angelo, viva e ridente
+come un folletto, di Nora, che si era appena destata con lui, appena
+alzata con lui....
+
+--Che regina!... E che bel sole!... Che primavera!...
+
+--Mah!...--Il Casalbara sospirava. Il nome, la patria, imponevano
+penosi sacrifici. Non fosse stato il duca di Casalbara, oh, come
+avrebbe mandato al diavolo tutti i pregiudizi.... e tutti i Kloss!...
+Se la sarebbe sposata allegramente e sarebbero andati tutti e due, soli
+a godersela, a vivere in pace, lontano.... in un bel paese, al caldo!
+
+Intanto "quella stella" gli aveva scritto! L'avrebbe riveduta,
+sarebbero stati ancora insieme, forse soli!... Ma a questo punto anche
+la prudenza astuta del vecchio faceva capolino:--E il primo
+passo--pensava--lo ha fatto lei! La prima mossa è partita da lei! Con
+questa lettera, nasca quel che sa nascere, io mi salvo e sono a posto!
+Lei mi scrive, io sono un gentiluomo e devo rispondere. Lei mi chiama,
+io sono un gentiluomo e devo correre.
+
+--Povera figliuola!... Se lui non fosse stato il Casalbara e Nora non
+avesse avuto quella specie di padre o di zio, nessuno avrebbe avuto da
+ridire anche se l'avesse sposata. Era una ragazza come tante altre!
+Anzi meglio di tante altre, perchè Nora era una ragazza onestissima....
+e questo tutti lo ammettevano; persino il Kloss!... Oh! ma il signor
+Kloss, quel rospo, quel teutono, non era in buona fede!
+
+--Vorrei vederlo al mio posto....--pensava il duca tutto ringalluzzito
+e gongolante.--Se soltanto Eleonora gli avesse permesso di toccarle la
+punta di un ditino! E i tre giorni?... Il duello con Matteo
+Cantasirena?
+
+Il Casalbara continuò a sorridere.
+
+--Se dovrò battermi col vecchio, lo risparmierò. Al caso, mi lascierò
+anche ferire.... leggermente.
+
+Si sentiva bene. Era cessato il mal di cuore: era una bella giornata;
+erano scomparsi anche i reumi, e mentre Andrea, il vecchio servitore,
+ammesso ai segreti de' suoi amori e de' suoi cosmetici, gli cingeva
+attorno alla vita la fascia a maglia, con gli ossicini di balena, il
+Casalbara, tutto rapito coi pensieri dietro alla bella fanciulla,
+canticchiava "_il caro ideal_."
+
+ "Io ti seguii com'iride di pace
+ Lungo le vie del Cielo...."
+
+--Stringi, Andrea!
+
+Andrea tirò forte, tutta la cinghia: il pero epatico sparì di colpo, ma
+anche "l'_Ideale_" restò interrotto. Il Casalbara, diventato violetto,
+soffocava.... Era stata l'impressione del primo momento; poi ricominciò
+a respirare e ripigliò il canto, sebbene colla voce più tremula e più
+sottile:
+
+ "Torna, caro ideal, torna un istante
+ A sorridermi ancora...."
+
+Quando il Casalbara andò dalla Schönfeld, anche questa era appena
+alzata: fu ricevuto nella camera da letto, dove la cantante stava
+pettinandosi. E lì, subito, cameriera e padrona, cominciarono a
+gridare, a strapazzarlo.
+
+--Cos'ha fatto a quella povera signorina!--strillò la cameriera.
+
+--_Vous êtes un mauvais sujet!_--esclamò a sua volta la Schönfeld mezzo
+in collera, mezzo ridendo.
+
+Era seduta dinanzi allo specchio, e nel voltarsi sullo sgabello, per
+dargli la mano, mostrò dall'accappatoio lasciato aperto, il seno
+enorme, e le spalle grosse, rigonfie.
+
+--_Vous êtes un mauvais sujet!_
+
+--Se non ho potuto invitarvi a colazione, v'inviterò a pranzo.--E il
+Casalbara l'adocchiava galantemente, ma soltanto per farle piacere.
+
+--Che colazione!...
+
+--_Jamais! Jamais! Vous êtes un mauvais sujet!_
+
+--Perchè santo Iddio? Perchè?--E il Casalbara continuava a fare
+l'ingenuo, il modesto.
+
+--Lei può vantarsi d'averla stregata, quella povera ragazza.
+
+--_Vous l'avez ensorcelée!_
+
+--Niente affatto, parola d'onore!
+
+Ma la cameriera continuava a minacciarlo col pettine, e la padrona
+colle occhiatacce.
+
+--_Vous êtes un malin!_--esclamò in fine la Schönfeld, alzandosi di
+colpo.--Andate ad aspettarmi nel salotto. Vi devo parlare.
+
+--Perchè mandarmi via?--E il Casalbara continuava ad adocchiare il
+contessone tremolante sotto l'accappatoio.--Perchè non posso star qui?
+
+--_C'est joli ça!_ Perchè mi devo vestire.
+
+--Allora non mi muovo!--E il duca sedette sopra una poltroncina bassa,
+vicino allo specchio, mentre padrona e cameriera gridavano più forte,
+prendendolo una da una parte, l'altra dall'altra, per tirarlo su, per
+spingerlo fuori.
+
+Il buon vecchio resisteva; non voleva.
+
+--Lasciatemi qui!... Terrò aperto un occhio solo!
+
+--Vergognoso!... Se lo sapesse la povera signorina Nora!--strillava la
+cameriera.
+
+--Non deve saper niente! Non le diremo niente!
+
+--_Caaro da Dio!_--strillava anche la padrona,--credete che io mi
+accontenterei di dividere? _Pas du tout, mon cher! Allons! Allons!_
+
+E siccome l'altro, spinto fin sull'uscio, voleva ancora fermarsi, la
+Schönfeld, coll'accappatoio tutto aperto, svolazzante, prese il piumino
+della cipria e passandolo sul naso e sulla faccia del Casalbara, lo
+fece scappare nel salotto. Ma lo raggiunse quasi subito; appena ebbe
+infilata una vestaglia rossa, mentre stava ancora allacciandola e
+abbottonandola:
+
+--Bel mobile! come dite voialtri in Italia. _Une demoiselle_ di
+buonissima famiglia! _Presque un enfant!_ Voi l'avete innamorata! _Vous
+l'avez grisée!_--E la Schönfeld, tenendosi in piedi, col Casalbara,
+vicino alla finestra, gli cominciò a parlare molto seriamente, molto
+gravemente.
+
+Non pareva più il solito donnone rumoroso e incoraggiante; pareva una
+brava signora piena di cuore e di saggezza; addolorata per lo stato in
+cui si trovava la sua cara amica Eleonora, addolorata, impressionata e
+spaventata per la grande responsabilità che pesava sul duca di
+Casalbara, e per tutto ciò che poteva andare a succedere.... di molto
+brutto!
+
+--_Pardon_.... responsabilità....--cominciò quell'altro; ma la
+Schönfeld non lo lasciò continuare. Parlava soltanto lei, con gran
+foga, con molti gesti, corrugando la fronte minacciosa come una
+profetessa di sciagure.
+
+Il suo caro amico, _monsieur le duc_, si era terribilmente compromesso!
+_Même pour le monde, dans le grand monde, qu'est-ce qu'on en dirait?_
+Sarebbero tutti furenti contro di lui!
+
+--Ma.... _pardon!_--ripigliò il Casalbara, quando alla fine potè
+parlare.--Perchè devono essere furenti contro di me? Non si tratta
+altro che di un sentimento di.... simpatia.... reciproca e
+innocentissima!
+
+--_Caaro da Dio_, quell'innocente!--esclamò la Schönfeld scrollando il
+capo con gran forza.--_Ne plaisantons pas, je vous en prie, mon cher._
+I fatti, non li potete negare: e io vi parlo francamente, da buona
+amica. Voi, nel caso vostro, avete una sola scusa: l'amore,
+_l'aveuglement de la passion. La pauvre petite a perdu la tête et vous
+aussi! Vous vous êtes grisés ensemble!_ anche voi non misurando, non
+pensando alle conseguenze e perciò tacitamente predisposto a
+sopportarne poi tutto il peso!
+
+--Io?--esclamò il Casalbara, scosso, inquietissimo.
+
+--_Certainement, mon cher!_ E se voi non aveste per vostra scusa
+l'amore e la passione, allora voi sareste un _vilain, un gros
+scélérat_. Bel merito farle perdere la testa.... e rovinarla!--_Presque
+un enfant!_ Bella bravura! Alla vostra età! Colle vostre arti
+sopraffine, colla vostra pratica di gran _viveur!_ Sfido io che ci
+doveva cascare la _pauvre petite!_ Il duca di Casalbara! Una bella
+persona; l'eleganza più raffinata; _toujours sur quatre épingles!_ E
+poi un eroe; e anche questo serve a montar la testa a _une blonde
+enfant pleine de poésie!_ Bella bravura! Bel vanto, ingannarla, sedurla
+e poi piantarla, come dite voi altri _en Italie._
+
+--Parola d'onore,--protestò il Casalbara vivamente.--Io non l'ho
+sedotta, non l'ho ingannata.... e perciò non posso averla.... piantata.
+
+--Piantata ancora.... no! E voglio sperare, non succederà mai; e più
+per il vostro onore, che per l'onore della mia amica Eleonora. Ma per
+il resto.... _caaro da Dio_, cosa volete di più? _Lorsque vous avez
+contremandé votre invitation,_ io lo confesso, avevo creduto.... tutto
+il contrario. È un uomo di testa, è un vero gentiluomo, pensavo fra me
+e me; ha capito che l'amoretto va troppo per le lunghe e ha pensato di
+troncarlo di colpo. Invece, grazie tante! _C'était toute une machine
+pour attraper la pauvre petite. Caaro da Dio! Ne plaisantons pas!_ Per
+qualunque altra persona tutto ciò potrebbe costituire anche una
+bricconata in danno di madamigella Nora, ma per il duca di Casalbara
+non può essere altro che _une bêtise...._ e chi rompe paga! _On n'est
+plus Bajard lorsqu'on a des taches!_
+
+--_Bêtise.... Bêtise!_ grazie del complimento!--borbottò il Casalbara
+stizzito.--Io non ho mai commesso _bêtises_ e ho sempre pensato molto
+prima di... agire!
+
+La Schönfeld sospirò; levò gli occhi al cielo.--_Mon Dieu! Mon
+Dieu!_--Poi gli prese una mano, l'affondò premendola sul petto
+abbondantissimo ma cedevole, e cominciò a guardarlo, a fissarlo, finchè
+gli occhi si inumidirono, si gonfiarono di lacrime.
+
+La contessa era commossa.
+
+Avrebbe dovuto capir subito che la sua amica Eleonora prendeva quella
+corte troppo sul serio; avrebbe dovuto aprirle gli occhi e chiudere la
+porta a _monsieur le duc,_ senza tanti complimenti. Ormai era troppo
+tardi e la Schönfeld tornò a sospirare:--_Pauvre petite!_ era in uno
+stato da far pietà!... E più la tormentavano, e più si esaltava e più
+si ostinava in quella passione!
+
+--Lei.... l'ha veduta?--domandò il Casalbara colla voce fievole.
+
+--Ieri sera, tardi: piangeva, si disperava, voleva fuggire, correre a
+casa vostra! Voleva che io venissi a cercarvi, a chiamarvi! Era in uno
+stato da far pietà; ed era ancora più bella, ancora più _ravissante_.
+Io ho potuto vederla di nascosto, perchè l'hanno a morte contro di me.
+L'ho veduta in camera sua.... Nel suo lettino, _la pauvre petite! Oh,
+je vous assure, mon ami, qu'elle était ravissante! Seulement de la
+voir, avec cette toison de cheveux blonds tous decoiffés, et toute rose
+par les sanglots et par la fièvre de son amour, je vous assure que tout
+le monde aurait compris votre bêtise et la fureur de Peter Laner. Parce
+qu'il l'aime, le malheureux garçon! Il l'aime avec toute l'ardeur d'un
+jeune italien_.
+
+--Il Laner?
+
+--Oh, il signor Laner le perdonerebbe certamente, se la _pauvre petite_
+avesse due dita di testa e il coraggio di abbandonarvi.
+
+--Era lì?... Era in casa quel.... Laner?--domandò il Casalbara subito
+insospettito e irritato.
+
+--_Certainement; mais pas avec la petite._ Era col cavalier
+Cantasirena. Eleonora non avea voluto vederlo, quantunque, anche per
+ciò, il cavaliere le avesse fatto una scenata terribile.
+
+--Ma infine, chi è questo cavalier Cantasirena?--strillò il Casalbara
+colla vocetta aspra.--È suo padre? È suo zio? È il suo tutore? Cos'è?
+
+--_Son oncle, je crois, par son père:_--e soggiunse pianino,
+parlandogli all'orecchio:--_et je crois son père.... par sa mère!_ Che
+sia poi il suo tutore, questo è sicurissimo.
+
+--Che confusioni.... che pasticci!
+
+--Oh, del resto è una famiglia distintissima. I Cantasirena sono
+nobili.
+
+--Nobili? Nobili triestini?--domandò il Casalbara, che pur sorridendo
+ironicamente, prestava molta attenzione a queste notizie.
+
+--Il cavalier Matteo è nato, credo, a Trieste, oppure a Venezia; ma
+anticamente la sua famiglia doveva essere della Dalmazia o della
+Rumenia.
+
+--Già.... già....--osservò il Casalbara, interessandosi seriamente alla
+nobiltà della signorina Eleonora.--Ci sono infatti i Cantacuzeno.... i
+Cantasemir....
+
+--_Et alors, très bien!..._ Anche i Cantasirena! Il cavalier Matteo ha
+sempre avuta una grande importanza nel mondo politico. I suoi amici
+sono tutti ministri, deputati, generali. Anche lui è stato colonnello
+sotto il vostro Garibaldi. Capirete, anche per la sua condizione, sente
+l'onore della famiglia in un modo straordinario. In questi giorni è
+esaltato! Pare diventato matto! Strepita vuole ammazzarvi, e che se non
+vi ammazzerà vi farà un processo.
+
+--Oh, poi.... staremo a vedere!--esclamò il Casalbara, stizzito e
+offeso per quella parola plebea.--Non c'è niente da far processo.
+
+--_La pauvre petite est très jeune, vous savez;_ è minorenne.
+
+--Che importa, se è minorenne? So quello che mi dico,--e anche il
+Casalbara alzava la voce.--Non c'è niente da far processi!
+
+--_Ne plaisantons pas, mon cher!_ Dovete sapere che Eleonora stessa
+_effrayée_,--sono riuscita a stento a levarla mezzo morta _toute pleine
+des meurtrissures_ dalle mani di _monsieur_ Cantasirena--Eleonora
+stessa ha confessato tutto "tutto quanto!"
+
+--Confessato?... Che cosa?
+
+--Fino all'ultimo! Ed è inutile che vi mettiate a fare con me il
+gentiluomo misterioso!... La mia cara amica Eleonora, mi ha confessato
+tutto quanto! Voi...--La signora Schönfeld s'interruppe, si raddrizzò
+tragica, solenne; poi ripigliò colla voce più bassa, ma col gesto,
+coll'accento severo, inesorabile del giudice:--Voi avete abusato
+dell'innocenza, della inesperienza, del cuore, della passione....--Poi,
+d'un tratto, cambiando tono:--_Caaro da Dio_!--esclamò con tutto lo
+scoppio della sua natura rumorosa:--_Vous êtes un monstre d'iniquité!_
+
+--Ha confessato?... Lei?...--Il Casalbara era rimasto stupefatto.
+
+--Sì.
+
+--A chi?
+
+--A suo padre, cioè a suo zio! E poi anche a me.
+
+--Anche a voi?
+
+--Sì! _Vous êtes un monstre d'iniquité!_--Ma per quanto sdegnata, per
+quanto in collera, per quanto furente, dagli occhi, da tutta la faccia
+della Schönfeld, sprizzava la malizia, la furberia, l'ammirazione. E il
+Casalbara che negava, assicurava, protestava che non era vero, pure non
+sapeva dire di no con abbastanza forza, con abbastanza energia:
+intimamente si sentiva lusingato da quel _monstre d'iniquité!_
+
+--Mi ha detto anche,--soggiunse la contessa ammiccando l'occhio, e come
+a conferma del "tutto quanto"--di avervi scritto.... che vi sareste
+trovati qui, da me.
+
+--Sì.... è vero,--confermò il Casalbara.
+
+La Schönfeld tornò a gemere, a sospirare. "_La pauvre petite_, mi ha
+tanto pregato, tanto supplicato! Non ho avuto cuore di resistere: le
+lacrime mi fanno male.... E poi.... già è inutile.... Eleonora può far
+di me tutto ciò che vuole! _Je l'aime! Je suis éprise d'elle.... Quelle
+beauté mon Dieu! Il faudrait l'avoir vue hier au soir dans son petit
+lit, toute blanche, toute rose, toute blonde...._"
+
+In quel punto la portina si aprì pian piano.... i due si voltarono.
+Eleonora entrò nel salotto.... Ma appena veduto il Casalbara, per la
+commozione, per la confusione stessa della gioia e della verecondia, si
+buttò con tutto l'impeto fra le braccia della Schönfeld, nascondendo la
+faccia, timida, pudibonda, contro la faccia dell'amica. Non voleva che
+_lui_ vedesse come l'aveva fatta diventar rossa!...
+
+Anche il Casalbara si trovò impacciato; e lì per lì, riuscì appena a
+balbettare qualche parola, salutandola.
+
+--_Mon cher amour! Mon petit bijou; tu te portes bien, n'est-ce
+pas?_--E la Schönfeld, dopo averla baciata, ribaciata con gran
+trasporto, la condusse ancor più vicino alla finestra, per vederla
+bene.--_Oh, les beaux yeux qui ont pleuré tant de larmes!_--e tornò a
+baciarla anche sugli occhi--_Mon ange adoré!..._
+
+Era proprio stata l'apparizione di un angelo!... Com'era entrata? Aveva
+suonato il campanello?... Sì?... Non avevano sentito niente!... Ma
+erano tanto infervorati nei loro discorsi!... Poi, il contessone fu
+magnifico nella sua franchezza, nella sua lealtà. "Perchè _ménager_
+delle scuse, dei pretesti? Lo aveva promesso a Eleonora: voleva
+lasciarli soli. Era cosa troppo naturale! Capiva anche lei, dopo tutto
+quello che era successo avevano bisogno di parlarsi, di consigliarsi,
+di intendersi. Ma con altrettanta franchezza dichiarò a _monsieur le
+duc_ che da quel giorno, e finchè la sua posizione _vis_ _á vis_ della
+signorina Eleonora, non fosse diventata chiara e regolare, la porta
+della contessa Schönfeld sarebbe stata sempre chiusa per lui." Ciò
+detto se ne andò, col passo maestoso e collo strascico della vestaglia
+rossa che spazzava la polvere. Se ne andò.... ma solo nella stanza
+attigua, dove la sentivano camminare, vestirsi, frugacchiare, parlare
+ad alta voce colla cameriera.
+
+Nora si tirò in fondo, proprio in un canto, dentro il vano della
+finestra, e chiamò lì con un invito degli occhi e con un cenno del capo
+anche il Casalbara: lo fissò colle pupille lucenti, e gli parlò, vicino
+vicino, a voce sommessa, perchè la Schönfeld, caso mai ascoltasse
+dietro l'uscio, non potesse sentir niente.
+
+.... Finalmente!... Era lui!... lo rivedeva.... Era lì.... Gli poteva
+parlare! Oh, quanto aveva sofferto!... Com'era stata cattiva quella
+gente! Adesso voleva una sola promessa, un giuramento da lui.... Doveva
+partire quel giorno stesso!... Andar via, molto lontano, senza dir
+dove.... lo avrebbe detto soltanto a lei! Lo zio era fuori di sè!...
+Voleva ammazzarlo!
+
+Il Casalbara, guardandola, sorrise intenerito, ma sicuro di sè; e Nora,
+in un impeto, coll'abbandono naturale in chi ama e ritrova l'amor suo,
+dopo aver tanto temuto per lui, dopo aver tanto sofferto, gli gettò le
+braccia attorno al collo, e così, tenendo la testina reclinata sul
+petto del Casalbara, in un atteggiamento dolcissimo di riposo e di
+pace, parlando e sorridendo mentre dagli occhi socchiusi scorrevano
+tacite, scorrevano calde le lacrime; parlando, bisbigliando appena
+colla voce bassa, sommessa, leggera come un lamento e come una carezza,
+continuava a pregarlo, a supplicarlo di partire, subito subito, senza
+dir dove, a nessuno, proprio a nessuno.... soltanto a lei.... a lei
+sola, a lei sì.... a lei tutto!
+
+Oh, finalmente respirava! Tornava a vivere!... Non gli dava più del
+_lei_ nè del _voi_, gli dava del _tu_. Lo chiamava Giovanni, arrossendo
+ancora nel vincere la propria timidezza. Ma voleva chiamarlo Giovanni,
+semplicemente, perchè aveva diritto, come aveva diritto a quell'ora
+d'incanto, di beatitudine. Oh! l'aveva guadagnata!... L'aveva
+meritata!... E si stringeva più appassionatamente al collo di lui; si
+abbandonava tutta sul suo petto, amorosa, desiderosa, e col piedino
+inquieto, fremente, premeva il piede del Casalbara, che avendolo
+rattrappito nella scarpetta attillatissima che gli faceva male, cercava
+di sfuggire, di sottrarsi adagio, delicatamente a quella pressione.
+
+--Rispondimi.... rispondimi.... Dimmi di sì!... Prometti, giura....
+Andrai via?
+
+--Stella.... Stella cara! Come potrei prometterti una.... viltà?
+
+--E allora?...--esclamò la fanciulla alzando il capo, fissandolo
+spaurita, ma sempre tenendosi colle braccia strette al suo collo.
+
+--Vedremo, cara.... penseremo insieme!... Ma tu non tremare così....
+non aver paura per me.... Rassicurati.... credimi.... non hai nulla a
+temere.
+
+Anche il Casalbara parlava assai sommessamente, colla voce rotta,
+velata. Quella fanciulla così buona, che non vedeva altri che lui, che
+non pensava che a lui, alla sua vita, alla sua sicurezza, lo commoveva
+profondamente.
+
+--Va via! Va via! Sono troppo inquieta! Sono troppo spaventata per
+te!--e gli disse ancora:--Va via,--con un'espressione, una
+supplicazione così tenera e dolce come lo sfiorare di un bacio. Poi
+tornò ad appoggiare la testina, a riposarsi affranta dal dolore e
+dall'amore sul petto del Casalbara.
+
+Il duca la guardò, si chinò, la guardò più vicino.... e la baciò sulla
+guancia accesa, bagnata di lacrime. La baciò lentamente,
+leggerissimamente, trattenendo il respiro, come se baciasse una cosa
+santa. E non c'era la passione, non c'era la sensualità in quel bacio,
+ma tutta la gratitudine più viva che gli traboccava dall'anima: un
+senso di rispetto, di adorazione umile, religiosa.
+
+--Ti hanno spaventata, povera bambina mia?
+
+La fanciulla rispose con un fremito, ma non si mosse. Rimase lì,
+quieta, con gli occhi socchiusi come a godere l'estasi di
+quell'istante.
+
+--Ti hanno fatta soffrire.... bambina mia cara?
+
+--Sono cattivi.... tanto tanto cattivi....
+
+--Chi lo è stato di più?... quel.... Laner?
+
+--No!--esclamò la fanciulla con un'altra voce, rizzandosi a un tratto e
+allontanandosi.--Lo zio Matteo!
+
+Il Casalbara si avvicinò lui, di nuovo. Nora, che era subito riuscita a
+vincere quel sentimento strano, improvviso, istintivo di dispetto, di
+rivolta, tornava a guardarlo buona, timida, amorosa.... Il Casalbara,
+con un braccio cingendole la vita, la portò di nuovo nel cantuccio
+della finestra, dietro le tende, accarezzandole delicatamente la
+testina bionda, appoggiandola, premendola delicatamente sul proprio
+petto.
+
+--Cosa ti ha fatto lo zio Matteo?... Ti ha sgridata?
+
+--Mi ha battuta.
+
+--Batterti?... Ha osato batterti?--esclamò il Casalbara, tremante di
+collera.--Ah! ma per Dio!... questo no! no! Non succederà mai più!...
+Guai! Ci sono io!... Guai!
+
+--Era come pazzo, voleva strozzarmi. A fatica mi hanno strappata dalle
+sue mani; mi hanno portata via. Guarda!--E diventando rossa, di fuoco,
+per la nuova prova d'amore, di tutto il suo amore che gli voleva
+dare,--il sacrificio più grande e più caro della amante all'amato, il
+sacrificio, l'oblio del proprio pudore,--sciolse di colpo il nodo della
+cravatta lilla, slacciò nervosamente, precipitosamente i bottoni del
+vestito, della camicetta, e sul collo, fin giù sulla spalla, gli mostrò
+un livido e una piccola graffiatura.
+
+--Povera.... povera bambina mia....--balbettò il Casalbara, e mentre
+appassionatamente la baciava lì su quel livido, su quella graffiatura,
+piangeva, piangeva commosso, intenerito.
+
+--_Où diable as tu fourré l'eau de Cologne, ma bête?_--strillò a un
+tratto, nell'altra stanza la contessa Schönfeld.
+
+Nora trasalì, respinse il Casalbara, si abbottonò in fretta la
+camicetta, il vestito, e rifece il nodo alla cravatta.
+
+--È stata anche colpa mia....--mormorò abbassando il capo ancor più
+timida, più titubante.--Perchè mi lasciassero in pace.... perchè non mi
+tormentassero più coi loro progetti, colle loro idee di matrimonio....
+per farla finita una buona volta e per essere assolutamente libera,
+padrona di me, ho.... ho confessato.... ho esagerato....
+
+Non potè finire: si nascose il viso colle mani: aveva troppa vergogna!
+
+L'altro sorrise a quella bimba, scrollando il capo: adesso capiva il
+"_tutto quanto_" della signora Schönfeld! Ed era un'altra prova del
+come era amato, del come Eleonora aveva perduta la testa, si era
+esaltata per lui! E anche il Casalbara, si esaltava a sua volta, era
+fuori di sè.
+
+--Non piangere più! Non piangere più! Nessuno avrà più il diritto di
+tiranneggiarti, d'imporsi. Devono rispettarti tutti.... come una
+regina: la mia regina!--E balbettando, esitando, tremando, le
+domandò:--Al.... al caso.... sa.... saresti di.... disposta.... anche
+a.... a.... ad abbandonare Milano? A venire con me? A Casalbara.... poi
+qualche mese d'inverno a.... Bergamo?
+
+--Con te?... Subito. Dove vuoi, quando vuoi. Subito!
+
+--No! No! Subito no!--esclamò l'altro spaventato per quello che aveva
+detto, per essere andato tanto innanzi senza accorgersene.--Bisognerà....
+aspettare qualche mese e intanto.... non una parola a nessuno.... soltanto,
+se sarà assolutamente necessario, a tuo zio, ma colla sua parola d'onore di
+non dir verbo, di non fiatare con anima viva. Si saprà poi.... a suo tempo
+quando tutto sarà.... sarà già stato combinato e celebrato.... fra di
+noi.... a Casalbara....
+
+Nora finse allora di comprendere che si trattava del matrimonio.
+
+--Tua moglie?--rispose vivamente, ma risolutamente, diventando grave,
+serissima.--Questo mai!
+
+--Perchè?... Non vuoi?...--domandò il duca maravigliato.
+
+--No, non voglio: tua moglie mai!
+
+E Nora, fissa, risoluta, più che mai ostinata, non rispondeva altro che
+"no, perchè di no, tua moglie no, assolutamente no" a tutte le domande,
+a tutte le interrogazioni del Casalbara. Ma si capiva bene che non
+voleva essere sua moglie perchè non voleva che lui gli facesse quel
+sacrificio, che abbassasse il suo nome fino a lei, perchè non lo voleva
+legare, sacrificare, perchè non gli voleva pesare nella vita. Voleva
+essere amata, soltanto amata, senza mai un rimpianto, senza mai un
+pentimento, senza mai costargli il più piccolo dolore, il più piccolo
+rammarico.
+
+E il Casalbara, sempre tutto sossopra, con la testa, col cuore, col
+sangue in fiamme, il Casalbara che non capiva più niente, nè quello che
+diceva, nè quello che faceva, nè quello che voleva, nè quello che
+prometteva, implorava lui stesso perchè Eleonora non fosse così fiera,
+così ingiusta, così ostinata, così crudele, perchè cedesse alle sue
+brame, perchè lo rendesse felice, orgoglioso, accettando di essere sua
+moglie.... lei che si era mostrata degna di diventare una regina, di
+essere innalzata sopra un trono sfolgorante, lei che era una stella, la
+sua stella del paradiso....
+
+Tremava, ansimava, sudava, tossiva. Tutti e due, sempre nel cantuccio
+della finestra, dietro le tende, tutti e due abbracciati, continuavano
+sempre a parlare, tutti e due piano, sommessamente. Lei continuò a dire
+di no, "no, soltanto no, tua moglie no." E il Casalbara a scongiurare,
+a protestare che era lui immeritevole di un tanto tesoro, di un tanto
+sacrificio; del sacrificio immenso che essa gli faceva della sua
+giovinezza, del dono splendido della sua bellezza divina.... a lui
+povero vecchio.... Era la prima volta che la commozione e la
+gratitudine gli strappava quella confessione "a lui, povero vecchio"
+che sarebbe stato degno appena appena di adorarla in ginocchio. Era
+lei, la fanciulla grande, generosa, sublime che recava, su quei suoi
+ultimi anni, tanta ricchezza, tanta benedizione di amore, un così vivo
+raggio di felicità e di vita.
+
+E mentre la fanciulla, abbracciata, baciata, supplicata, s'irrigidiva
+nel suo "no, no" e scrollava il capo tristamente, melanconicamente,
+come se da quella domanda, da quell'offerta di matrimonio fosse stata
+strappata al suo sogno, a' suoi incanti, mentre il Casalbara continuava
+a pregarla, a scongiurarla, ad implorarla, la contessa Schönfeld,
+nell'altra stanza, faceva tremare i vetri coi passi pesanti e
+strapazzava la cameriera:
+
+--_Le diable m'emporte, caara da Dio_, ma tu faresti perdere la
+pazienza anche a un santo! Dove hai ficcato lo spazzolino dei denti e
+l'acqua del dottor Pierre?...
+
+
+
+
+XI.
+
+
+Matteo Cantasirena aspettava il ritorno di Nora, seduto nel seggiolone
+del suo studio. In quel momento non fantasticava progetti, non ruminava
+articoli: l'occhio fisso, l'orecchio attentissimo, aspettava ansioso di
+udire i passettini rapidi, risonanti sulla scala. Ma d'un tratto, si
+accorse dallo sbattere degli usci, dal gridare, che Nora era già
+tornata a casa, senza che l'avesse sentita venire.
+
+--Nora! Eleonora!--e si precipitò nella camera della ragazza.--E
+così?... Dunque?...
+
+--Adesso.... un momento!...--Chinata sulla catinella, Nora si lavava
+diguazzando, spandendo l'acqua tutt'intorno. Si lavava la faccia, le
+mani.... Forse i baci, le lacrime del Casalbara?
+
+--Ah!... Che delizia!--e respirava forte, ridendo di piacere, mentre si
+asciugava il collo e il viso morbido e fresco.
+
+--Dunque?... E così?--ripetè Matteo. E diventava sempre più ansioso.
+
+Nora, mentre infilava il corsè, guardò lo zio con un'occhiata
+espressiva, accennando di sì. Poi si voltò verso lo specchio per
+ravviarsi i capelli.
+
+Matteo, rassicurato, riprese colla calma l'aria sua dignitosa. Guardò
+nel corridoio se Evelina stesse a spiare, chiuse l'uscio, si sdraiò
+nella poltrona più comoda, e colla mano indicò a Nora di sedersi sopra
+un'altra piccola poltroncina accanto alla finestra.
+
+--Sentiamo.
+
+Nora gli disse in due parole della domanda formale di matrimonio e come
+lei avesse finito per accettare.
+
+--Ci sono per altro, due condizioni.
+
+--Quali?
+
+--Fin dopo il matrimonio, che si farà a Casalbara, il segreto
+dev'essere assoluto, generale.
+
+--Poi?
+
+--Poi, quasi tutto l'anno rinchiusa a Casalbara, e i tre mesi d'inverno
+passarli a Bergamo!
+
+--In quanto al segreto,--ripigliò Cantasirena, dopo qualche istante di
+meditazione,--noi potremo anche, mettiamo, non parlarne. Ma gli altri?
+I giornali? Si tratta del più fausto avvenimento domestico di due
+famiglie insigni nel patriottismo italiano! Io stesso, come potrei
+tacere, per esempio, col ministro dell'interno, col presidente della
+Camera.... e con Ernesto Rossi che ti ha tenuta a cresima? In quanto
+poi al vivere a Casalbara e a Bergamo, ciò dipenderà.... da te!
+
+Che cosa aveva Nora? A che pensava? Certo, non a quanto lo zio Matteo
+le andava dicendo. Seduta presso la finestra, si sventolava adagio
+adagio. Le gambe incrociate, strette nel vestito, diritte, distese,
+certe volte avevano tremiti: le punte dei piedini si movevano
+irrequiete. A che pensava?... Guardava, fissava l'ultima striscia
+luminosa del cielo, che appariva appena sulle case alte.... A che
+pensava? Era assorta, intenta, era diventata pallida: pallida e triste.
+Erano i nervi, eccitati dalle commozioni di quei giorni? Era la
+stanchezza, la fatica fisica, morale che aveva dovuto sostenere e che
+si faceva sentire allora, in quel primo momento di riposo? Oppure,
+adesso che era tutto finito, che aveva raggiunta la sua mira, che il
+sogno si era avverato, adesso che l'ambizione era soddisfatta, sentiva
+forse, per la prima volta, che non era soddisfatto il suo cuore? Era il
+rimpianto occulto, profondo, per la grande rinunzia dell'amore?... Era
+il rimorso?...
+
+Matteo continuava ad osservarla.
+
+--Sei un po' nervosa?... Sei nervosa; si capisce. Mah!... Sono i
+momenti più solenni della vita.
+
+Si alzò e la baciò sui capelli.
+
+--Figliuola mia; bisogna battere il ferro finch'è caldo! Domani andremo
+insieme a casa del tuo Giovanni, a fargli una bella improvvisata.
+Voglio essere il primo a dimenticare.... Giovedì poi, lo inviteremo a
+pranzo. E che pranzettino! Colla mia brava Gioconda faremo miracoli!
+Intanto, subito, gli potresti scrivere due righe, per avvertirlo che io
+già so tutto e che vi ho perdonato. Giovanni è un gentiluomo, e
+manterrà la sua parola. Ma è amico del Kloss, e noi dobbiamo diffidare
+del Kloss!... Oh! quei boemi! Nemici sempre dell'Italia.
+
+La ragazza continuava a tacere e a guardar per aria: ma batteva i
+piedini e si sventolava più forte. Soltanto quando lo zio Matteo si
+avviò per andare a chiamare la "cara Evelina" e la "brava Gioconda" per
+metterle a parte di quella gran notizia, Nora si alzò e gli andò
+incontro, fermandolo sull'uscio, fissandolo.
+
+--E Pietro Laner?
+
+Cantasirena divenne rosso dalla collera.
+
+--Non parliamo di quell'ingrato! Non avvelenare la mia prima ora di
+felicità!
+
+E siccome Nora non si mostrava scossa da quel furore, corse di là a
+prendere una lettera.
+
+--Leggi!...
+
+Quella lettera non era scritta dal Laner, ma dal suo avvocato. Era
+l'intimazione per il pagamento delle ventimila lire ed il resto, entro
+otto giorni.
+
+--Ben venga la guerra!--gridava Matteo Cantasirena.--Non ho mai
+indietreggiato di fronte al nemico. Faremo causa!
+
+--No, il signor Laner deve essere pagato.
+
+Lo zio Matteo si lasciò cadere sulla poltrona gemendo.
+
+--Come si fa? Milano è diventato irriconoscibile! Tutti spiantati,
+diffidenti!
+
+--Parlerò io.
+
+--Col Laner?
+
+--No, con.... quell'altro.
+
+--Con Giovanni?
+
+--Sì. Gli confesserò io stessa questo debito e dovrà pagarlo!--esclamò
+Nora collo sprezzo sdegnoso, astioso di tutte le donne, nobili e
+plebee, per il danaro di colui che le compera, sia marito, sia amante.
+
+--Per amor di Dio! Non seccare Giovanni con queste miserie! Tutto a suo
+tempo! E poi, ricordati: tu non gli devi mai parlare del Laner; mai!
+L'amore dei vecchi, cioè.... dei mariti, è sospettosissimo,
+gelosissimo!
+
+--Tanto più se è geloso. Pagherà tanto più in fretta, trattandosi
+appunto del signor Laner.
+
+--Ma la mia, e anche la tua dignità?...
+
+--Ha dato le ventimila lire per il giornale quando.... quando c'erano
+in casa.... altri progetti.
+
+Matteo Cantasirena guardò Nora maravigliato:
+
+--Brava!... Bravissima. E poi è la verità! E ricordati: non si può
+inventar niente che sia più vero della verità! Il Casalbara dovrà
+apprezzare moltissimo questo tuo sentimento di delicatezza.
+Benissimo!... Ma non è una confidenza che tu possa fare al tuo Giovanni
+nè oggi, nè domani.... Bisogna ottenere da quel.... Laner la dilazione
+di un mese. Fra un mesetto, anche il mio amico Fara-Bon, anche _La
+Navigazione Cisalpina_, avranno fatto, mercè questo nostro matrimonio,
+un passo gigantesco!... Allora anche per le ventimila lire, ci penso
+io!... Stasera parlerò col Prefetto. È indecoroso, che ancora non si
+sia pensato a un ricordo marmoreo per il Paleocapa milanese!
+
+Ma a questo punto, s'interruppe, battendosi la fronte:
+
+--Ecco un'idea!... Il duca Giovanni di Casalbara, senatore del Regno,
+firmerà per il primo.... E a Pietro Laner, ci penso io!... Abbaia....
+ma non morde. Se potessi averlo sottomano....
+
+Cantasirena tornò a rannuvolarsi; tornò meditabondo: raccomandò a
+Eleonora di scrivere subito "al suo Giovanni" e passò nello studio
+lentamente, a capo chino, strascicando, al solito, i cordoni della
+vestaglia.
+
+Era un affar serio col Laner! Quel trentino era diventato un tirolese
+senza creanza!...
+
+E pensava come pigliarlo.--Scrivergli?... Che cosa?... Dove?...
+
+Ma era una buona giornata, ed ebbe un nuovo lampo di genio:--Evelina!
+
+E corse sull'uscio a chiamarla.
+
+--In quali rapporti sei con Pietro Laner?
+
+Evelina fissò lo zio attentamente.
+
+--Non so.... Come prima.
+
+--Non ti ha più scritto? Non ha più cercato di vederti?
+
+--No.
+
+--Bell'asino!--Ma subito Cantasirena tornò a calmarsi, e prese la mano
+di Evelina, stringendola con effusione.--Tu devi aiutarmi; devi farmi
+trovare col Laner! Gli scrivi di venire. Gli devi parlare, per cosa che
+ti preme, anzi che gli deve premere assai. Venga alle dieci: fino a
+mezzogiorno sei sola.
+
+Evelina continuava a fissare lo zio Matteo attentamente, ma non
+arrivava a capir bene.
+
+Quell'altro sorrideva, ma non voleva spiegarsi di più, e cambiò
+discorso.
+
+--Saprai che il Casalbara si è deciso. Mi ha scritto, domandando la
+mano di Eleonora, e giovedì l'avremo qui a pranzo.
+
+--Il Casalbara? la sposa davvero?... È sicuro?...--ed Evelina si rizzò
+più gobba, fissò lo zio Matteo cogli occhi più loschi, mentre una vampa
+rossiccia, biliosa, le accendeva la faccia gialla.
+
+La ragazza era invidiosa; bisognava calmarla.
+
+--Povera Nora!...--sospirò lo zio Matteo.--La sposa.... ma.... a qual
+prezzo!... Un marito vecchio, gelosissimo. Io poi, non mi stupirei, se
+Nora, adesso che l'ha spuntata col Casalbara, cominciasse a sentire un
+po' di bruciore per l'irredento menestrello.
+
+--Capacissima!--ed Evelina diventò ancora più rossa.
+
+Cantasirena notò il livore, l'invidia e una punta ancora più feroce di
+gelosia.
+
+--Bisognerebbe sapere,--soggiunse poi,--dove quel Laner è andato a
+ficcarsi.
+
+--È correttore di bozze alla _Gazzetta Lombarda_.
+
+--Come lo hai saputo?
+
+--Da Taddeo. Quando lo hai mandato a cercare ai Giardini, coi cinquanta
+franchi, Taddeo lo ha trovato in uno stato da far compassione: non lo
+ha voluto lasciare; aveva paura a lasciarlo solo! Più tardi hanno
+incontrato Paolo Jona; allora il signor Laner è rimasto con lui e
+Taddeo è tornato a casa.
+
+Al nome di Paolo Jona, il direttore della _Durlindana_, giornale
+umoristico illustrato, la faccia di Matteo Cantasirena si oscurò. Era
+l'unico giornale che gli incutesse un serio timore fra quanti lo
+attaccavano sempre, a sangue.
+
+A Giulio Cesare faceva paura la gente cupa, taciturna: a Matteo
+Cantasirena faceva paura la gente che sapeva ridere. Alla polemica,
+all'attacco violento di un giornale serio, rispondeva, o se ne
+infischiava: la caricatura, a volte profondamente atroce, che faceva
+rider tutti per una settimana, gli rompeva le scatole.
+
+--Paolo Jona,--borbottò.--Buffoni del giornalismo!... È stato Paolo
+Jona a farlo entrare alla _Gazzetta Lombarda_?
+
+--Sì; ma soltanto tre giorni fa.
+
+--E questo come lo hai saputo?
+
+--Da Taddeo.
+
+--Ma con quel _Taddeum_ non fai altro che parlare di Pietro Laner?
+
+Da gialla, da rossa, Evelina diventò verde per la rabbia, e non disse
+più una parola. Dopo un momento, stirò lo scialletto sulla spalla
+gobba, e uscì tranquillamente, come un'ombra, colla testina storta e
+gli occhi più loschi.
+
+Matteo Cantasirena passeggiava in su e in giù sbuffando, borbottando
+contro la _Durlindana_, contro quello "sparafucile delle plebi" di
+Paolo Jona....
+
+Ma però--pensava--anche Paolo Jona dovrà andar adagio.... col duca
+Giovanni di Casalbara: coi morti non si scherza.
+
+Coi morti; perchè il Casalbara era un vivo che rappresentava un morto
+glorioso; era il tabernacolo delle sante memorie.... E il Casalbara
+sposava Eleonora!
+
+Era vero? Il Casalbara diventava suo nipote! Che nipote? Diventava suo
+figlio!... Era vero; proprio vero!
+
+Era stato tutto così improvviso, così strano, così incredibile!
+Cominciava soltanto allora a capire, a persuadersi, a sentire tutta la
+gioia di quella gran fortuna. Si fregava le mani, rideva.
+
+Che angelo, quella sua Eleonora cara!
+
+Non più nemici! Non più inquietudini, e la "Cisalpina" a gonfie vele,
+col nome del Casalbara sui grandi manifesti! Quel casato glorioso
+avrebbe sollevato l'entusiasmo.... e le azioni! Non era vero che la
+nota del patriottismo fosse spenta! L'Italia non era mai stata ingrata
+co' suoi martiri, co' suoi fattori.... Era la gran madre comune, era la
+patria!
+
+E Matteo Cantasirena s'inteneriva, mormorando:
+
+--Oh la patria! La patria! Una gran bella cosa la patria!...
+
+Ma un nuovo pensiero lo turbò:
+
+--Basta che il Kloss,--sempre l'Austria!--non ci si metta di mezzo!
+Guai perder tempo!
+
+Corse fuori, raccomandò a Nora, traverso all'uscio, perchè si era
+chiusa in camera, di scrivere subito a Giovanni, e si precipitò in
+cucina, abbracciando commosso la Gioconda, con effusione paterna,
+mentre Numa, ancora spaurito per le burrasche di que' giorni, scappava
+ad appiattarsi nella buca nera sotto i fornelli.
+
+--Anche tu, finalmente, la mia brava Gioconda, avrai il giusto premio
+del tuo disinteresse!--E dopo averle data quella gran notizia del
+matrimonio di Nora, cominciò subito a concertare il pranzettino pel
+giovedì.--Un pranzettino.... proprio coi fiocchi! Un poema! Un vero
+poema.... paradisiaco!--e gli occhi del direttore s'incontravano in
+quelli della cuoca, e sfavillavano insieme per la lussuria della gola.
+
+Poi uscì di casa: andò a passeggiare per Milano. Voleva far vedere a
+quei pezzenti della _Costituzionale_, che lui era sempre vivo! Vivo più
+che mai!... Era gongolante, raggiante.... Avrebbe fondato subito un
+altro giornale "Il _Fara-Bon_!"
+
+E i _tirolesi_?... Ma che! Lo zio, più che lo zio, il suocero, più che
+il suocero, il padre del duca di Casalbara, non aveva paura dei
+_tirolesi_! Quando ne incontrava qualcuno, era lui il primo a fermarsi
+sorridente.--Carissimo!--e profondeva le strette di mano.
+
+L'altro, sebbene titubante, stava per battere la solita solfa, ma
+Cantasirena gli chiudeva la bocca.
+
+--Non amareggiate il mio primo istante di benessere, di
+felicità!...--E, raccomandando il segreto, perchè prima, per un
+doveroso riguardo, la gran notizia doveva essere partecipata a Roma,
+annunziava il matrimonio della sua cara Eleonora.
+
+--A Milano, siete il solo a saperlo. Ma è giusto che io faccia
+un'eccezione per voi! Matteo Cantasirena non è un ingrato!
+
+E ricevute le congratulazioni, e ricambiati i complimenti, egli
+indugiava ancora, stava lì fermo, su due piedi, lisciandosi il bel
+barbone striato d'argento, pompeggiandosi, continuando a parlare, a
+parlare, a descrivere, socchiudendo gli occhi, maestoso, le ricchezze,
+gli splendori della villa, ma che villa!... della reggia di Casalbara;
+e a raccontare, a ricordare sospirando, soffiando, la ferocia della
+repressione austriaca, e gli orrori di Josephstadt.
+
+Anche quei _tirolesi_, in fondo, erano buonissima gente. La Gioconda li
+calunniava!... Oh, assai migliori degli uomini del suo partito!...
+
+Con la notizia ufficiale del matrimonio di Nora, tornò dal Brunetti a
+farsi dare dell'altro denaro, e riuscì a cavare un'ultima goccia di
+sangue al suo ex amministratore, il povero Bizzarelli. Poi, tornando a
+passeggiare, entrò dal Ferrario a ordinare dei fiori per la sua
+Eleonora; dal Testa a comandare una sporta di roba e di bottiglie. Si
+sentiva appetito, ma era ancora troppo presto. Prese un brum, andò a
+fare un girettino sui bastioni, ma in carrozza cambiò idea, e invece
+che a casa, andò a pranzare al _Cova_ passando prima dalla pasticceria,
+dove in un orecchio, annunziò la fausta novella anche alla signorina
+Annetta, che stava al banco.
+
+Più tardi, pausando, attraversò la Galleria per andare al Manzoni.
+
+Voleva vedere il prefetto: _Fabio Cunctator_!
+
+Bisognava muoversi per le elezioni del novembre! Le istruzioni del
+Governo erano manifeste. Combattere a tutta oltranza nel collegio di
+Primarole il Bonforti, nel collegio di Castellanzo il Ghirlanda!
+
+--Questo prefetto.... un'incapacità assoluta! Crede che l'"abilità"
+consista nel non far niente. È un funzionario gretto, un burocratico
+senza slancio!
+
+Quando Matteo entrò al Manzoni, il dirigente che lo vide passare,
+voleva scansarlo; ma l'altro gli corse dietro. Si conoscevano da tanti
+anni: in varie occasioni si era prestato cortesemente. Matteo
+Cantasirena dimenticava qualche volta i nemici: gli amici mai. Sua
+figlia era sposa.
+
+--Ma.... silenzio con tutti. Mi date la vostra parola d'onore? Sposa il
+duca di Casalbara.
+
+E cercava nelle tasche la lettera della domanda ufficiale....
+
+Il prefetto lo accolse freddamente, con un cenno del capo, senza dargli
+la mano, che teneva fra i bottoni del soprabito, e continuò a star
+attento al dramma: si rappresentava il _Nerone_.
+
+Cantasirena si avanzò in punta di piedi, per non disturbarlo.... gli si
+sedette accanto.... Il prefetto rimase impassibile. Solo dopo qualche
+tempo, coll'accento marcato, meridionale, osservò che la ragazza che
+faceva da Egloge era abbastanza bravina.
+
+Cantasirena guardò anche lui col cannocchiale.
+
+--Sì, bravina,--rispose,--specialmente le gambe.
+
+L'altro non sorrise; continuò a stare attento.
+
+Recitavano male.
+
+--Ah, povero Nerone!--esclamò di nuovo Cantasirena;--assassinato dai
+comici dopo esserlo stato dai pretoriani!... I pretoriani, sempre
+infidi, allora come adesso!
+
+Questa volta anche il prefetto sorrise e assentì col capo.
+
+--Senza contare che adesso abbiamo i pretoriani.... rompiscatole, come
+quel Bonforti! Quel Ghirlanda!
+
+--Sicuramente!--e il prefetto sospirò.
+
+Sospirò anche Matteo Cantasirena con tutto il fiato del suo pancione.
+Poi si alzò, restò ritto in mezzo al palco, guardando il teatro,
+guardando la scena, e finito l'atto sedette egli pure al parapetto.
+
+--Non c'è che un mezzo,--disse poi sommessamente, e avvicinando il bel
+faccione tentatore, mentre il prefetto rimaneva rigido al suo
+posto--non c'è che un mezzo per vincere a Primarole e a Castellanzo.
+
+--Per me.... io me ne lavo le mani; e l'ho scritto anche a Roma. Dov'è
+impossibile vincere, la lotta è inutile e pericolosa. Primarole e
+Castellanzo sono due rocche inespugnabili.
+
+--Inespugnabili col fuoco.... Ma coll'acqua?--E Matteo sorrise,
+socchiuse gli occhi, tornò a sorridere. Era un sorriso di adulazione,
+di protezione, di finezza, d'ironia....
+
+L'altro, che non capiva, stava sempre sulle sue, e sempre più in
+sospetto.
+
+D'un tratto, Matteo si alzò, tornò a sedersi accanto al prefetto,
+nell'ombra, e gli disse cambiando tono, risolutamente:
+
+--Commendatore: verrò a trovarla domani: dobbiamo discorrere a lungo.
+Si tratta di un progetto colossale, che indipendentemente dalle
+elezioni, da ogni idea politica, può essere di una straordinaria
+importanza per l'avvenire economico del paese. Noi non abbiamo bisogno
+del Governo. L'idea è grandiosa: pareva un'utopia al Paleocapa, e il
+Fara-Bon ha saputo renderla attuabile. Il Comitato è pressochè
+costituito. Metteremo alla testa il duca di Casalbara.
+
+--Benissimo!--esclamò il prefetto, con un'affermazione che pareva anche
+un saluto, per quel nome,--Casalbara.
+
+Matteo soffiò più forte, e ripetè con maggiore solennità:
+
+--Noi non vogliamo niente dal Governo; il solo appoggio morale; e in
+ricambio--questo lo prometto io, Matteo Cantasirena, privatamente--il
+Bonforti e il Ghirlanda saranno battuti. Il sottosuolo politico-elettorale
+di que' due collegi rimarrà sconvolto dai nuovi interessi e dai nuovi
+interessati alla _Navigazione Cisalpina_.
+
+Il prefetto era tornato rigido, serio, impassibile.
+
+--Il duca di Casalbara è con noi; e la villa di Casalbara è vicina a
+Primarole, vicina a Castellanzo.
+
+--Ma come potete assicurare che.... il Casalbara sia con voi?
+
+--Sposa la mia figliuola, Eleonora!--esclamò Matteo Cantasirena,
+sorridendo, senza dare nessuna importanza a quella notizia.--Non volevo
+parteciparle questo matrimonio perchè ancora vogliamo tenerlo segreto;
+ma, sono sicuro, mi userà la cortesia di non parlarne!...
+
+.... Quando Matteo Cantasirena fu per andarsene, il prefetto lo
+accompagnò fin sull'uscio del palchetto:
+
+--Dunque, domani, vi aspetto alla prefettura, dopo le due?
+
+--Farò di tutto per non mancare. Al caso, manderò un bigliettino;--e
+Matteo soggiunse, sorridendo maliziosamente:--Vado a portare i vostri
+saluti a Egloge!
+
+Poi se ne andò, dondolando, sul palcoscenico per vedere Egloge da
+vicino.
+
+La notizia della risurrezione di Matteo Cantasirena, del matrimonio, si
+era sparsa per tutto il teatro. Nerone gli corse incontro, con Egloge,
+circondato dai romani.
+
+--Sono cinque sere che recito al Manzoni e lei ancora non si è lasciato
+vedere! Non è il modo di trattare cogli amici. No!... Mi lasci parlare
+perchè io--basta.... io.... sarò un cane....--e Nerone rideva lui per
+il primo della enormità che diceva--ma qui, qui--e si batteva sul
+cuore--ce n'è! ce n'è!--E mi deve fare un favore grande: mi deve
+sentire in questa scenettina che faccio adesso con Atte....
+
+--Se proprio.... è per farvi piacere....
+
+Matteo Cantasirena sbadigliò. Si avviò lentamente, più faticosamente
+lungo il corridoio; entrò in un palchetto che l'amministratore stesso
+della compagnia era corso innanzi a fargli aprire. Si ammirò nello
+specchio; si fece portare un cannocchiale, cercò, guardò Egloge fra le
+quinte.... si sdraiò al parapetto, sorrise a Nerone che appena entrato
+in iscena lo aveva cercato coll'occhio.... poi chinò sul petto il
+grosso testone e, taffete, si addormentò.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+Pietro Laner era infelicissimo. Sconvolto, straziato dal dolore,
+dall'amore, dalla collera, aveva impeti di passione e di gelosia
+terribili;... eppure sperava, sperava sempre. Ed era quel barlume di
+speranza che lo teneva ancora a Milano.... forse era soltanto
+quell'ultima illusione del cuore che gl'impediva di diventar pazzo,
+pazzo davvero, e di commettere un delitto contro sè stesso o contro
+quella svergognata, infame, che si vendeva a un vecchio!
+
+Ma la svergognata, l'infame era Nora; Nora che gli aveva promesso,
+giurato tutto l'amore colla sua bella voce armoniosa, cogli occhi
+appassionati e teneri:
+
+"....Ti amo! ti amo! ti amerò eternamente!..."
+
+Era credibile che Nora potesse tutto dimenticare? Dimenticare col
+cuore, coll'anima.... dimenticare coi sensi?
+
+No, non era credibile; era impossibile. Era uno stordimento
+dell'orgoglio, della vanità, dell'ambizione, dei danari!... Era
+quell'essere ignobile del direttore che l'aveva abbindolata, raggirata;
+era un'illusa o una sedotta, ma pure era Nora, la sua Nora, e non
+avrebbe potuto dimenticare....
+
+"....Ti amo! ti amo! ti amerò eternamente!"
+
+Ma Dio, Dio santo, non avesse cuore, era pur fatta di carne e di
+sangue!... Doveva sentire la diversità del suo amore, dall'amore d'un
+vecchio, la diversità de' suoi baci dai baci di un vecchio! Ma non
+avrebbe mai, mai, un fremito di ribrezzo, un impeto di rivolta, un
+pentimento, un rimorso?...
+
+E Pietro Laner tornava a sperare. Aspettava una lettera di Nora, a
+tutte le ore del giorno. A casa, spiava, tremava quando arrivava il
+postino. Alla _Gazzetta Lombarda_ aspettava sempre il cupo _tuc-tuc_
+della gamba di Taddeo, che arrivasse con un biglietto. A condurlo
+dall'avvocato, a spingerlo a fare quell'intimazione delle ventimila
+lire, era stato Paolo Jona. Il Laner aveva accettato il consiglio
+perchè era l'unica via, anche indiretta, anche odiosa, per
+riavvicinarsi a quella gente.... a Nora. Avrebbero dovuto rispondere, e
+lui, finalmente, avrebbe saputo qualche cosa: questo soltanto gli
+premeva.
+
+Se Nora gli avesse scritto, gli avesse detto una parola, egli le
+avrebbe subito perdonato. Perdonato?... L'avrebbe amata ancora di più!
+Sarebbe stato più umile.
+
+E soltanto per Nora, per farle migliore impressione, caso mai
+rincontrasse, le aveva sacrificato anche quegli occhialacci colle
+suste, che le erano tanto antipatici.... E faceva la posta alla
+Gioconda.
+
+Per ciò, quando gli giunse la lettera di Evelina, il povero ragazzo,
+che non era ancora diventato matto pel dolore, quasi lo diventava per
+la gioia. Certo, Evelina gli aveva scritto per incarico di Nora; di
+Nora pentita, ma che non voleva essere la prima a cedere....
+
+Le ventimila lire, il direttore, la citazione, non gli passarono
+nemmeno per il capo!
+
+Nora! Nora! Era stata Nora! Evelina era d'accordo con Nora!
+
+Aveva ricevuto la lettera prima di sera, tornando a casa dalla
+_Gazzetta Lombarda_: e doveva aspettare fino alle dieci della mattina
+dopo!
+
+"Quante ore!... Quante ore!... Come far passare tante ore?..."
+
+In mezzo a quel primo impeto di gioia, sentì nell'animo rinato anche un
+trasporto più vivo di fede; e insieme con tutte le nuove speranze,
+ritornarono a galla i pregiudizi paurosi. Corse a ringraziare la
+Madonna, "la sua" Madonnina buona di San Francesco!... Ma nell'uscir di
+chiesa si turbò, per aver incontrato un frate: gli avrebbe portata la
+jettatura!
+
+Che notte eterna, affannata, angosciata!... Sempre dinanzi la Nora e il
+Casalbara,--come una volta, nelle notti dell'adolescenza, sempre la
+Doralice e il croato. Ma adesso, per di più, che strazio, che furore di
+gelosia, che delirio!...
+
+Voleva alzarsi tardi perchè giungessero più presto le dieci; ma poi,
+appena l'alba, saltò giù dal letto, uscì: aveva bisogno di camminare.
+
+Nora, sarebbe venuta lei ad aprire?... O egli l'avrebbe trovata lì,
+nella saletta, con Evelina?... Sarebbe rimasta in camera sua ad
+aspettarlo?...--Ma che importava dove, quando?...--C'era! Ci sarebbe
+stata! L'avrebbe riveduta!...--E l'immagine di Nora riempiva tutta
+quella contrada dalla quale non era più passato, altro che di notte;
+tutta quella casa, che non aveva più riveduta, altro che di notte,
+quando stava lì, per ore e ore, pauroso di essere scoperto, come un
+ladro in agguato; stava lì per ore e ore, a girare, a guardare, a
+spiare.... e ad almanaccare, a fantasticare, a sospettare le cose più
+strane, più terribili.
+
+Sperava di veder Nora alla finestra; o che le finestre fossero
+socchiuse, come quando la ragazza era in collera e lo aspettava
+nascosta dietro le persiane, per vederlo senza lasciarsi scorgere.
+Invece la finestra era spalancata, il piccolo tappetino del letto
+buttato sul davanzale....
+
+La Gioconda faceva la camera?... Nora era uscita?
+
+Il Laner si fermò di colpo: non aveva più una goccia di sangue.
+
+--Oh, il signor Pietro!--esclamò la Gioconda, che spazzava
+l'anticamera. Era quello il giorno del gran pranzo al duca di
+Casalbara, e tutta la casa, per ordine del direttore, doveva essere in
+ordine e lucente come uno specchio.
+
+--Il signor Pietro!...--E la Gioconda continuava a fissarlo, col
+faccione attonito.--Ma sa che lei è diventato brutto?... Brutto da far
+spavento?
+
+--C'è la signora Evelina?...--balbettò l'altro, che non riusciva a
+vincersi.
+
+--È di là!... In saletta! E non c'è che lei in casa. La signorina Nora
+è fuori; il signor direttore è fuori!
+
+E mentre il Laner, colle lacrime alla gola, si avviava per entrare
+nella saletta, la Gioconda lo seguì con una lunga occhiata
+canterellando: "Ah, l'amore, l'amore è un dardo!"--e ricominciò a
+scopare.
+
+--Oh, il signor Laner!--esclamò Evelina alzandosi allegra e sorridente,
+per corrergli incontro e stringergli la mano. Ma poi, guardandolo,
+anche Evelina rimase colpita.
+
+--Come sta, signor Laner?
+
+--Bene!--rispose Pietro arrossendo, perchè la ragazza si era levato il
+_pince-nez_ per fissarlo faccia a faccia.--Bene!...--e abbassò il capo,
+si chinò, accarezzando _Numa_ che gli era capitato, sfregandosi, fra le
+gambe.
+
+Evelina era vestita di nero, con un _foulard_ celestino sulle spalle;
+il vestito e il colore che le stavano meglio. Tornò subito a sedersi e
+a scartabellare il dizionario.
+
+--Sto facendo il conte Bobboli.
+
+--Il conte Bobboli beì?--domandò distrattamente Pietro Laner,
+guardandosi attorno in quel salotto che gli pareva mutato, diverso. Era
+già pentito; aveva rabbia di esserci tornato.
+
+--Sì, il conte Bobboli e Pio Calca. Lo zio Matteo, credo, li vuol
+cucinare per le prossime elezioni, per contrapporli al Bonforti a
+Primarole e al Ghirlanda a Castellanzo!--soggiunse sorridendo Evelina,
+col disprezzo che le veniva dal suo mestiere di fabbricar grandi uomini
+a un tanto la riga.
+
+Ma l'altro, ascoltava senza capir niente: Evelina ricominciò a
+scrivere.
+
+--Dunque?--domandò il Laner colla voce grossa, soffocata.--Dunque?... è
+proprio vero?
+
+--Sì,--rispose la ragazza più col capo che colla voce, lentamente. Poi
+soggiunse:--Quella lì, non ha mai saputo cosa voglia dire amare....
+essere amati!... Oh, non aver cuore.... è una gran fortuna!
+
+Pietro Laner si buttò sopra una seggiola, nascose il capo fra le
+braccia incrociate sulla tavola, e scoppiò in lacrime.
+
+Evelina si alzò, gli andò vicino, per confortarlo, per consolarlo,
+accarezzandogli i capelli colle dita leggere, col fiato caldo.
+
+--No! No! signor Pietro!... Non pianga così!... Mi fa troppo male!...
+Pensi.... lei non è mai stato apprezzato! Non è mai stato capito!... È
+un grande dolore, sì, è vero; ma se invece fosse poi stato infelice
+tutta la vita?... Lei è giovane; potrà ancora dimenticare, amare
+ancora; essere tanto tanto amato, lei così buono, colla sua nobile
+intelligenza; lei che merita tutto: amore, adorazione, tutto, tutto!
+Signor Pietro, la supplico, non faccia così!... Mi guardi!... Abbia un
+po' di compassione anche per me!
+
+Evelina gli alzava il viso con le due mani, perchè la vedesse in
+faccia, perchè vedesse anche le sue lacrime, poi ricominciava sempre
+più vicina, sempre più a ridosso:
+
+--E io allora, signor Pietro?... Io che non ho una speranza al mondo?
+Io che non ho nessuno, che non avrò mai un'anima che mi voglia bene?
+Nora mi odia, lo zio Matteo mi tiene qui soltanto perchè gli sono
+utile.... Che cosa sarà di me?...--E la ragazza pure singhiozzava
+mormorando:--Morire.... morire.... finirla.... morire!
+
+Pietro si asciugò gli occhi, fece forza per vincersi, per non dar
+troppa pena alla buona Evelina.
+
+--No.... no. Lei troverà sempre chi le vorrà bene.... perchè lei ha
+molto cuore!
+
+Si guardarono, s'impietosirono l'uno per l'altra e sospirarono insieme.
+Poi il Laner, con una matita, distrattamente, cominciò a disegnare
+figure e geroglifici sur un vecchio libro.
+
+Evelina, in piedi, accanto a lui, gli aveva preso l'altra mano e gliela
+stringeva, con affetto, per confortarlo.
+
+Dopo un istante si guardarono di nuovo: la stretta di mano fu assai più
+forte, più lunga, e seguitarono a sospirare e a tacere.
+
+Nel salotto non si udiva che il russare di _Numa_ sul canapé, e dalla
+cucina il rumor sordo dei colpi della Gioconda che batteva le
+costolette.
+
+--Che cosa sarà di me?--tornò a gemere la fanciulla sospirando.--Cosa
+farò?... Dove andrò?
+
+--Perchè?--domandò l'altro, tornando a sentir più vivo il suo dolore e
+soltanto tutto il suo dolore, dopo quel primo abbattimento, dopo quello
+sfogo di lacrime.
+
+Lì, sulla tavola da pranzo, dove andava sempre a finire tutta la roba,
+c'era un ritratto di Nora: una _prova_, mandata dal fotografo.
+
+--Perchè?--ripetè il giovane fissando il ritratto.
+
+--Perchè.... io.... resterò sola,--rispose Evelina,--quando Nora si
+mariterà.... Resterò sola.... e sarà presto.
+
+--Allora, lei, perchè m'ha scritto? Perchè m'ha fatto venir
+qui?--proruppe il Laner brutalmente.
+
+Evelina lo fissò smarrita, poi balbettò, chinando il capo:
+
+--Se ho fatto male, mi perdoni!... Che cosa le ho scritto? Non so: non
+ricordo più. Avevo bisogno di aiuto, di conforto.... Credevo,
+speravo.... che anche lei desiderasse il conforto di una parola
+amica....
+
+--Io?... Perchè?... Confortarmi?... Io?...--gridava Pietro,
+accendendosi, fuori di sè.--Confortarmi?... Se tutti si congratulano
+della mia fortuna! Sì! Per essermi salvato a tempo!... Anche Paolo Jona
+me lo diceva: Sei stato fortunato: devi ringraziar Dio!... Oh, se lo
+ringrazio Dio!... Ti ringrazio! ti ringrazio! ti ringrazio!--E il
+giovane levava diritto verso il cielo il pugno chiuso. La voce rotta da
+un tremito convulso, il viso contraffatto, sconvolto, livido, gli occhi
+torvi, stralunati, ansava, smaniava, pestava i piedi, barcollava come
+un ubriaco.
+
+--Signor Laner! Signor Laner!--balbettava Evelina spaventata.
+
+--Le fo paura? Ha paura?... Perchè mi ha fatto venir qui, lei?
+Risponda!--E il giovane, fissandola, le si avvicinò, mentre l'altra
+premeva già la mano sulla maniglia dell'uscio per essere più pronta ad
+aprire e a scappare.--Perchè? Deve esserci il suo perchè, se mi ha
+fatto venir qui! Io sono caduto nel laccio anche stavolta!... Sono
+corso qui, come una bestia, senza capir niente, ma adesso voglio
+saperlo! Voglio saperlo!--E perduto affatto il lume degli occhi afferrò
+Evelina per il braccio, e la buttò in mezzo alla saletta,
+minacciandola.--Perchè mi ha scritto di venire? Perchè mi ha fatto
+venire?.... Voglio saperlo!
+
+--Gioconda! Gioconda!--strillò Evelina tutta tremante.
+
+Ma invece della Gioconda, si presentò di colpo Matteo Cantasirena.
+
+--Voi qui? In casa mia? Che volete?
+
+L'esaltazione del Laner era arrivata a un punto tale che più nulla
+poteva frenarlo.
+
+--Da lei, intanto, voglio essere pagato!... Cogli altri la
+discorreremo!
+
+--Egregiamente!--rispose il direttore, con solenne sicurezza.--Preme a
+me, più che a voi di finirla; finiamola! Venite di là!
+
+E si avviò maestoso, mentre l'altro lo seguiva a testa bassa, cogli
+occhi stravolti.
+
+Entrato nello studio, Cantasirena andò a sedersi alla scrivania, cercò
+un foglio e lo distese sulla cartella, domandando al Laner che gli
+stava dinanzi immobile, muto:
+
+--Quanti ne abbiamo oggi del mese?
+
+--Non so,--rispose l'altro colla voce alterata.
+
+Il direttore cercò la data sopra un giornale, poi cominciò a scrivere,
+e continuò a scrivere sereno, sorridente.
+
+Pietro Laner era sempre in piedi, dinanzi alla scrivania. Dacchè era
+entrato nello studio col direttore, gli era cominciato un ronzio nelle
+orecchie, insieme a un rumor sordo, cupo, che diventava sempre più
+forte. Colla mano si premeva la fronte, si premeva gli occhi: vedeva
+guizzi, scintille di fuoco.
+
+--A voi!--gli disse il direttore quando ebbe finito di scrivere,
+piegando il foglio, mettendolo in una busta.--Dal momento che invece di
+fare una quistione di cuore, voi non fate che una quistione misera
+d'interesse, tutto resta definito in piena regola.
+
+Matteo Cantasirena dichiarava in quella lettera di avere ricevuto da
+Pietro Laner di Crodarossa lire ventimila, e si obbligava di
+restituirle entro un mese, cogli interessi al sei per cento.
+
+--A voi.
+
+E il direttore gli porse il foglio; l'altro non si mosse.
+
+--Se invece del sei per cento, volete il sette, siamo ai vostri ordini.
+
+--Nora.... E Nora....--balbettò il Laner: gli tremavano le braccia;
+tutta la persona era scossa da un sussulto violento; poi a un tratto
+barcollò, annaspò colle mani, e stramazzò di colpo, per terra.
+
+--Evelina! Gioconda!--gridò Cantasirena spaventato e
+commosso.--Evelina! Gioconda!...
+
+Le due donne si precipitarono nello studio.
+
+--Dio! Dio!
+
+--Cos'è successo?
+
+--Il povero Pietro,--balbettò Matteo ansando, sudando, cercando di
+sollevarlo e di tenerlo fermo.--Ha le convulsioni! Diventa matto!
+Aiutami, Gioconda!... Evelina! Prendi dell'acqua! Dell'aceto! Una di
+quelle bottiglie di cognac che ho mandato dal Cova per il pranzo!
+
+Evelina corse a prendere la roba: Matteo e la Gioconda portarono Pietro
+sul canapé.
+
+--Tienlo forte, Gioconda!
+
+Il Laner diede ancora due o tre scossoni violenti, un gran sobbalzo....
+poi rimase fermo, disteso, irrigidito, il viso contraffatto da una
+smorfia dolorosa, le labbra stirate, la schiuma alla bocca.
+
+--Pietro! Pietro! Signor Pietro!
+
+Evelina lo chiamava per nome, colla voce più tenera, più affettuosa, lo
+spruzzava delicatamente, gli bagnava leggermente coll'aceto la fronte e
+le nari.
+
+Invece Matteo Cantasirena, rimesso dal primo spavento, cominciava a
+brontolare.
+
+--Anche questa mi capita, anche le convulsioni!... Anche il Laner che
+mi diventa matto in casa.... Ma Gioconda!... Ma Evelina?... Come si fa?
+E col Casalbara che viene a pranzo! E tutto ancora da preparare!
+
+La Gioconda gli rispose stizzita:
+
+--Bisogna fargli bere qualche cosa di spiritoso.
+
+--Il cognac! Il cognac!--Cantasirena sturò la bottiglia del cognac.
+
+--Pietro! Signor Pietro!--Evelina lo alzò un pochino, lo tenne su
+diritto col capo, esortandolo carezzevole, mentre la Gioconda gli fece
+ingoiare due o tre bicchierini di cognac, quasi di seguito: il Laner
+dolorava, sbatteva i denti.
+
+Matteo ricominciò a camminare in su e in giù, brontolando e se la prese
+anche con _Numa_. Una volta che gli capitò tra i piedi, gli tirò un
+calcio terribile: il gatto rotolò con un miagolio sordo e sparì.
+
+--La finisca! Vergogna!--gridò la Gioconda, strapazzandolo.--Mandi
+invece a prendere un brum, e faccia presto.
+
+Il direttore uscì, chetamente, senza più fiatare.
+
+Evelina sciolse al Laner il nodo della cravatta; la Gioconda gli
+sbottonò la sottoveste.
+
+--Appena si può farlo scendere, lo si pone in carrozza, e il signor
+direttore col portinaio lo conducono a casa.
+
+--Andrò io, invece del portinaio,--soggiunse Evelina.
+
+Pietro aprì gli occhi, ma non capiva più niente, non sapeva più niente,
+non aveva forza di camminare, di muoversi.
+
+Una carrozza, dopo qualche momento, si fermò dinanzi alla porta.
+
+--Ecco il brum!...--esclamò Matteo entrando nello studio.
+
+--Vengo io pure con te, ad accompagnare il signor Laner,--gli disse
+Evelina con voce grave, ma sicura.
+
+Tutti e tre alzarono Pietro, lo tennero in piedi, lo trascinarono
+adagio adagio.... Matteo Cantasirena e la Gioconda lo portarono fuori
+sulla scala, lo portarono giù, quasi di peso, tenendolo sollevato per
+le braccia. Evelina andava innanzi ad aprire gli usci: aprì anche lo
+sportello del brum.... poi, infine, montò anch'essa in carrozza, e si
+sedette in faccia a Pietro Laner, prendendogli le mani, accarezzandole,
+stringendole forte, per fargli coraggio.
+
+
+
+
+XIII.
+
+
+Il Casalbara arrivò in punto all'ora del pranzo. Nora lo aspettava alla
+finestra, e quando vide il magnifico equipaggio, arrossì di piacere e
+di orgoglio. Sarebbero stati suoi quei cavalli, quella carrozza, quei
+servi in livrea!... E corse lei ad aprire al duca: lei sola!
+
+Appena il Casalbara fu entrato, stretto nel lungo soprabito, tutto
+profumato, lucente e biondo, l'uscio fu richiuso pianino
+pianino....--per non farsi sentire di là!--dicevano gli occhi
+maliziosetti della fanciulla. La piccola anticamera era buia, e mentre
+il Casalbara stringeva la mano a Nora, essa gli porse i capelli a
+baciare, poi si alzò in punta di piedi e gli offrì la bocca.
+
+--Stella!
+
+--Cattivo!... così tardi!
+
+Il duca sorrise di piacere e di orgoglio: ormai tutte le malinconie
+erano scomparse. Si sentiva sicuro di sè; era fiero e incantato della
+sua conquista. Con Francesco Kloss non si vedevano più. Il Casalbara
+gli aveva dichiarato, con un tono altero che non ammetteva replica:
+
+--Professo la maggiore stima, il maggior rispetto alla signorina
+Eleonora. Vi proibisco di parlarne leggermente.
+
+E il Kloss gli aveva voltato le spalle.
+
+--_Afessi mai prefetuto un così pel.... minestron!_
+
+.... Nella piccola anticamera buia avevano durato un pezzo le parolette
+dolci e le moine.
+
+--Basta! Adesso basta!--disse Nora a un tratto vivamente, sciogliendosi
+dal Casalbara.
+
+Poi subito si calmò, tornò sorridente.
+
+--Lo zio Matteo ha sentito la carrozza: guai, farlo aspettare a pranzo!
+
+E allegra, saltellante, prendendo il duca a braccetto, lo condusse nel
+salottino.
+
+--Eccolo! Eccolo, zio Matteo!
+
+Il Cantasirena, sorrise paternamente, ma assai dignitosamente al "caro
+Giovanni", e mentre gli stringeva la mano, baciò Nora sulla fronte con
+una cert'aria che pareva dicesse: vi abbraccio idealmente tutti e due.
+Poi sospirò.
+
+--Questo bel fiore,--e con due dita sotto il mento di Nora, le alzò il
+visino,--vi compenserà, caro Giovanni, se la mia casa è troppo modesta.
+
+Il Casalbara ringraziò cortesemente, inchinandosi.
+
+--Avrei voluto presentarvi anche l'altra mia cara figliuola, Evelina,
+la buona Evelina. Ma è fuori di Milano, presso una sua amica ammalata.
+
+Il duca rispose con un complimento; Nora, invece, si oscurò in viso.
+
+Evelina era rimasta presso il Laner per assisterlo, per vegliarlo. Ma
+il direttore aveva proibito a tutti di far parola con Nora di quanto
+era successo, fino al giorno dopo. Conosceva e temeva l'umorino
+bizzarro della ragazza. Avrebbe potuto seccare, far perder tempo,
+mentre tutti erano occupatissimi per il gran pranzo. E lo zio Matteo
+aveva detto a Nora che "quel trentino" dopo aver fatto un casa del
+diavolo, se n'era andato colla sua brava ricevuta! In quanto a Evelina,
+si sa, non voleva mostrarsi perchè crepava dall'invidia.
+
+Nora aveva creduto tutto.... anche lei, per non guastar la festa. Pure
+non poteva reprimere il sospetto; e certe volte, col sospetto, un
+impeto di collera.
+
+--Adesso, caro Giovanni, prima di metterci a tavola, berremo l'amaro
+"Etneo". È un regalo del Florio, il buon Florio. Florio e Rubattino!...
+
+Nora portò innanzi al Casalbara, un piccolo tavolinetto intarsiato,
+colla bottiglia dell'amaro, coi bicchierini di cristallo, e cominciò a
+versare. Cantasirena, intanto parlava, raccontava del suo caro amico
+Florio che aveva conosciuto nel sessanta, e di Garibaldi che chiamava
+soltanto "il Generale", e finalmente del vino di Marsala....
+
+Nel salotto tutto era nuovo, o rimesso a nuovo, ma il salotto non era
+poi altro che lo studio del direttore, col pianoforte al posto del
+tavolo da scrivere: il pianoforte aperto, colla musica dell'_Ideale_
+spiegata sul leggìo. C'era un profluvio di fiori maravigliosi; le
+pareti erano coperte di stoffe antiche e di trofei d'armi; e dapertutto
+ritratti; grande abbondanza di ritratti. Ritratti di personaggi
+importanti, ritratti di bellezze femminili; queste, per lo più, erano
+le scolare della ragazza. Il vecchio sofà rimaneva coperto da un
+magnifico tappeto, ma ancora col cartellino del prezzo.... per una
+dimenticanza del signor Vergani, che aveva prestato tutta quella roba.
+E vicino al sofà, un'ampia sottocoppa piena, colma di biglietti di
+visita; tutti, almeno quelli sparsi sulla superfice, degli uomini più
+illustri: ministri, altezze, grandi scrittori.
+
+--Un altro bicchierino?...--domandò Cantasirena.
+
+--Eccellente, ma basta così!--E il Casalbara si asciugò i baffi
+premendovi sopra il fazzoletto con garbo, per non portar via, colle
+gocce del liquore, anche il color biondo, dorato.
+
+Nora, che aveva voluto bere anch'essa due dita di amaro, scrollava il
+capo, pestava i piedini, faceva le smorfiette più adorabili, tanto che
+lo zio Matteo, incantato della grazia, della bellezza della sua "cara
+Eleoonòra" le prese la testina bionda, la baciò, la premette dolcemente
+sul petto, dallo sparato ampio, candidissimo.... e fissò il Casalbara
+cogli occhi umidi. Poi, vincendo la paterna commozione:--Andiamo,
+figliuoli miei,--disse prendendo Nora sotto braccio da una parte e il
+Casalbara dall'altra,--andiamo.... a mangiare la pappa!
+
+Anche nella saletta da pranzo, via i libroni, gli scartafacci dei
+_Patriotti viventi_, spirava un'aria ammodo, con un odorino di tartuffi
+delizioso; la tavola, piuttosto piccola, scintillava di cristalli e di
+argenterie in mezzo alla luce raccolta.... Tutta roba quella, mandata
+dal _Cova_; il garzone che l'aveva portata, aspettava in cucina, dando
+intanto una mano a preparare i piatti.
+
+Il Casalbara, appena a tavola, si sentì subito bene, subito a posto.
+Nora era incantevole, coll'abitino rosa di _foulard_, un po' scollato;
+Matteo Cantasirena era un bel mangiatore e un bel parlatore; il pranzo
+eccellente, e la Gioconda, che serviva in tavola, metteva appetito
+anche lei col faccione rotondo e le braccia sode.
+
+Cantasirena parlava di Mazzini, di Cattaneo, di Tito Speri.... A ognuno
+di quei nomi il Casalbara si tirava su impettito, e salutava con un
+cenno del capo, coll'aria di essere quasi della famiglia; e anche Nora
+diventava seria, attenta. Poi, Cantasirena, divagando, entrò a parlare
+di politica; e allora il Casalbara cominciò a distrarsi e cominciò a
+cercare col piede sotto la tavola.... Ma quando lo cercava lui, il
+piedino di Nora gli sfuggiva di sotto e gli occhi della fanciulla
+sorridevano birichini;... quando, invece, egli stava fermo, il caro
+piedino veniva subito tentatore, istigatore, a premere il suo
+lungamente e allora gli occhi dell'amata gli sorridevano languidi.
+
+"Stella!... Stella!... Che stella!..."
+
+--Voi, a Casalbara,--gli domandò d'un tratto il Cantasirena,--cosa ne
+pensate del Bonforti e del Ghirlanda?
+
+--Io?... Non ci penso affatto!
+
+La risposta ottenne una risatina allegra della ragazza. Sorrise anche
+il direttore, ma scrollando il capo melanconicamente.
+
+--Vi piace questo _Chateau-Laros_, caro Giovanni? È del settanta. Epoca
+memorabile!... Il settanta!... Anche allora la politica a _coeur
+léger_, ricordatelo, è stata quella che ha perduto l'Impero! Mah!... E
+qui, da noi?... Non vedo uscita!... Di questo passo, andiamo incontro
+allegramente al nostro Sedan.... Alla bancarotta del senso morale! Che
+cosa rappresentano il Bonforti e il Ghirlanda alla Camera?... Lo
+scandalo: nient'altro. Lo scandalo eretto a sistema, lo scandalo che
+getta il discredito sul governo, sul parlamento, sul paese, e che
+scalza, pensateci, caro Giovanni, che scalza....--Cantasirena col petto
+di una pernice _à la belle vue_, tenuto in alto, infilato sulla
+forchetta, abbassò il capo, abbassò la voce--....che scalza le
+istituzioni!--Ciò detto sospirò, soffiò, si pose in bocca
+religiosamente il petto di pernice e lo mangiò, masticando adagio,
+socchiudendo le palpebre, col godimento delicato, squisito di un
+conoscitore coscienzioso.
+
+Invece il duca, a quelle parole, si era sentito urtato, turbato nella
+dolce tranquillità del suo benessere.
+
+Era il giornalista, che saltava fuori a un tratto nello zio Matteo; e
+il duca diventava inquieto; diffidente, temeva di esser seccato, tirato
+in ballo in mezzo ai pettegolezzi della politica.
+
+--Scusatemi, caro voi,--rispose con un tremito nella vocetta fessa, che
+indicava la stizza,--io non mi occupo di quello che succede e a
+Primarole, a Castellanzo!... La mia parte l'ho fatta quando la politica
+era.... un sentimento!... A Casalbara non vedo nessuno, voglio vivere
+in pace!
+
+Ma a questo punto egli sentì il piedino di Nora che premeva il suo
+forte forte.... Nora lo guardava amorosissima, e gli diceva cogli occhi
+e col sorriso della bocca umida e rossa "Sì.... Sì.... Sì.... a
+Casalbara vivremo in pace, noi due soli, sempre soli...."
+
+Tutte le inquietudini svanirono alle promesse di quel sorriso
+inebriante.
+
+Sposava il suo angelo, la sua regina, non sposava lo zio barbone! E
+cogli zigomi accesi dal _Chateau-Laros_, i baffi irti, che per il
+troppo caldo perdevano l'arricciatura, e la testa in fiamme, il duca
+accennava di sì alla sua volta: "Sì.... sì.... sì...." fissando Nora,
+divorandola con un ardimento insolito negli occhietti lustri,
+luccicanti fra le rughettine fonde.
+
+"Stella!... Stella!... Che stella!..."
+
+Sentì un tocco leggerissimo come una carezza, un soffio che gli
+sfiorava il braccio: il Casalbara si voltò; era Gioconda, la Gioconda
+dal faccione tondo e placido, che gli presentava il gelato all'arancio.
+
+--Avete ragione, caro Giovanni,--riprese Matteo Cantasirena diventando
+tenero egli pure, mentre seguiva con uno sguardo desideroso il gelato
+all'arancio e la Gioconda.--Avete ragione!... Niso più non sacrifica ai
+mani d'Eurialo.... "e tutte cose involve l'oblio nella sua notte"....
+anche le sante memorie!... Che cos'è oggi la vita politica in
+Italia?... Corruzione e affarismo!... Io per me sono stanco, sfiduciato
+e riverisco tutti quanti! Eppure.... faccio dispetto a me stesso,--e
+diede un colpo secco sul piatto, rompendo il gelato col cucchiaio.--Un
+uomo non può chiamarsi impunemente Matteo Cantasirena, come non può
+chiamarsi Casalbara, il....--stava per dire il _senatore_, ma gli
+sembrò che l'alta carica stonasse in quel pranzo di fidanzati,--come
+non può chiamarsi impunemente Giovanni di Casalbara! Anche abbandonando
+la politica.... dovremo svolgere la nostra attività in un altro campo
+più elevato. Ricominciare a combattere, a "cospirare" se occorre, per
+un'idea grandiosa!... Un'opera colossale!... Degna dei più grandi nomi
+di questo secolo, che ci ha dato un Lesseps.... un Sommeiller.... e
+ultimamente un Fara-Bon!
+
+"Ahi! Ahi!" Il duca era di nuovo inquieto, ma il piedino, il caro
+piedino, tornò a premere il suo, e il duca si trovò sul piatto una
+mandorla verde ch'era stata sbucciata e spellata dalle ditine rosee,
+trasparenti della fanciulla.
+
+"Stella! Stella! Che stella!"
+
+La Gioconda aprì l'uscio senza far rumore:
+
+--Il caffè è pronto nel salottino.
+
+Nora si alzò per la prima, leggera, graziosa, e corse incontro al
+Casalbara, che dopo essere stato tanto tempo seduto, faceva i primi
+passi stentatamente, colle gambe larghe, aggranchite.
+
+La ragazza rideva, prendendolo a braccetto e tirandoselo dietro.
+
+--Faccia presto! andiamo! Faccia presto!
+
+Furono i primi a entrare nel salotto: Nora, appena l'uscio si richiuse,
+stampò un grosso bacio, in fretta, sulla guancia del Casalbara, poi
+tutta rossa, scappò a mettere lo zucchero nelle tazzine del caffè.
+
+Il duca, tremante, balbettante, le corse dietro: "Stella!... Stella!...
+Regina!" ma sentendo i passoni gravi dello zio Matteo, si avvicinò
+subito al pianoforte, esclamando, colla voce stonata per l'orgasmo, per
+l'eccitazione: "Oh, l'_Ideale!_ Ca.... aro ideal!... Proviamo un
+pochetto d'_ideale!_"
+
+--Dopo il caffè, figliuoli miei! Dopo il caffè!
+
+Bevendo il caffè e sorseggiando il cognac, Matteo diventò espansivo.
+Rosso, lucente, sventolandosi la faccia, e il collo grosso, di toro,
+col fazzoletto bianco, dimenticò la guerra atroce, le ingiustizie,
+l'ingratitudine della gente del suo partito.
+
+--Le sue figliuole!... La famiglia!... Quanto tesoro di affetti, di
+conforto!... E quanta fortezza d'animo nelle più fiere batoste!...
+Erano una razza gagliarda i Cantasirena!... Tutto per la patria! Da
+secoli!... Da padre in figlio! Per ciò gli splendori, le ricchezze
+erano state sacrificate, ma gli era rimasto inesauribile il patrimonio
+del cuore!--E negli occhi di Cantasirena scintillavano le lacrime; il
+suo intenerimento era sincero.--Le figliuole! Ecco la nuova e cara
+ricchezza! Così.... soavi! Evelina, buonissima anche Evelina, ma il suo
+amore, la sua debolezza, lo confessava.... eccola lì!.... Era
+"Eleoonòra!"
+
+Poi domandò al Casalbara come trovava il caffè.
+
+--Buono, non è vero? Eccellente? Il caffè della Gioconda è famoso!--E
+toccò alla Gioconda la sua parte di elogi.
+
+--Fedele a tutta prova! Di una nettezza, di una pulizia straordinaria!
+E.... artista. Ha la passione, il genio della sua arte. E anche lei,
+piena, esuberante di cuore!
+
+_Numa_ più grosso, più gonfio, più obeso, guardava assonnito il sofà,
+ma non si arrischiava di fare il salto per via del tappeto nuovo.
+Cantasirena lo acciuffò di colpo, pel collo, presentandolo al
+Casalbara.
+
+--E questo è _Numa!_ Il nostro _Numa!_... Guardatelo bene, caro
+Giovanni: costui non è una bestia: è un pensatore!
+
+_Numa_, insensibile ai complimenti, dopo essere stato un pezzo colle
+zampe tese, tentava liberarsi dando scossoni, facendo giravolte.
+
+--È un'intelligenza fenomenale!... È un cuore!... Se appena ho un
+dispiacere, il povero _Numa_ capisce tutto, diventa subito malinconico,
+non mangia più....
+
+E Matteo, commosso, fece per accarezzarlo, ma il gatto, pronto, gli
+graffiò una mano e riuscì a svignarsela.
+
+Succiando il sangue, Cantasirena passò allora a fare gli elogi di
+Taddeo.
+
+--Un eroe.... superstite.... incosciente!
+
+Mandò Eleonora a cercarlo in cucina, e quando Taddeo entrò nel salotto,
+gli fece bere un bicchierino di cognac.
+
+--Grazie, colonnello!
+
+--E poi?...
+
+--Viva l'Italia, colonnello!
+
+--Bravo.
+
+Anche il Casalbara, rimasto colpito dalle medaglie, dalla gamba di
+legno, gli stese la mano.
+
+Mentre se ne andava, mentre il "tuc-tuc" risonava allontanandosi nel
+corridoio, Matteo prese il duca a braccetto, e gli disse piano, con una
+lacrima che gli gocciolava perdendosi nel barbone. "Mi ha salvato la
+vita, al Volturno!" E allora confidò pure, al caro Giovanni, qual'era
+la più grande consolazione di tutta la sua vita: "Essere amato.... Sì!
+Questo sì! Era adorato nella sua famiglia!"
+
+Anche il Casalbara si sentiva leggermente intenerito, Un'intima
+dolcezza, il benessere, il blando calore, lo invitavano alle
+confidenze, alle espansioni, e già cominciava anche il duca a parlare
+della sua famiglia, de' suoi ricordi.... quando, a un tratto, gli corse
+l'occhio sopra una macchia di vino, caduta proprio in mezzo allo
+sparato bianco dello zio Matteo. Quella macchia gli fermò le parole in
+bocca e arrestò il corso di tutta la sua commozione.
+
+--Vedete?--Cantasirena gli voleva mostrare adesso le rarità del
+salottino.--Vedete? questa è una zagaglia sudanese; un dono del mio
+amico, il compianto Romolo Gessi.... Questo è uno scudo abissino;
+questa la mia carabina del '59!
+
+Poi gli fece vedere i ritratti:
+
+--La Patti!--e lesse la dedica:--"All'illustre amico Matteo
+Cantasirena, Adelina Patti riconoscente."--E socchiuse gli occhi,
+sorrise, sospirò, come dinanzi alla pernice _à la belle vue_. Pareva
+che avesse mangiato un pezzettino anche della Patti.--Sarah Bernhardt:
+"_A mon ami Cantasirena._"--Lo zio Matteo battè sulla spalla al "caro
+Giovanni."--Un po' _faisandée_... ma....--E tornò a sorridere, a
+socchiudere gli occhi, a soffiare.
+
+--E questo è l'unico ritratto che si conservi di Rosolino Pilo.
+
+Nora seguiva pure quella specie di _via crucis_, sorrideva ancora al
+Casalbara, ma la sua vivacità era sparita. Si sentiva oppressa, le
+fiamme alla faccia, alla testa. Avrebbe avuto bisogno di respirare, di
+uscire all'aria, di camminare, di arrabbiarsi con qualcuno. D'un tratto
+l'aveva presa il suo cattivo umore, con un orgasmo, un'irritazione, una
+noia nervosa.
+
+E lo zio Matteo continuava a girare, tenendosi il "caro Giovanni"
+stretto sotto il braccio.
+
+--Adesso ti farò vedere--passava dal _voi_ al _tu_ colla distrazione
+affettuosa di un vecchio verso un giovanotto--adesso ti farò vedere il
+ritratto di un.... magnanimo. Uno dei più gentili e forti patriotti
+d'Italia, il capitano Fara-Bon!--e lo fermò dinanzi a una vecchia
+fotografia stinta, sbiadita: un signore con una gran barba, e in testa
+un berrettone di pelo.
+
+--Chi è?--domandò il Casalbara.
+
+--Il capitano Fara-Bon: il Paleocapa milanese, morto, pare una
+fatalità, lo stesso giorno in cui è morto il _Rinnovatore_. Adesso si
+stanno raccogliendo le sottoscrizioni per un ricordo marmoreo.--E
+Matteo Cantasirena sospirò profondamente, dolorosamente.
+
+--Si è segnalato, nel '49, alla difesa di Venezia; l'Austria lo ha
+processato, condannato, poi graziato all'ultimo momento. Deve aver
+conosciuto il nostro.... fratello.... Eriprando.
+
+A questo nome seguì un lungo silenzio.
+
+--Sediamoci!--disse poi Matteo Cantasirena, con un altro sospiro.--Il
+progetto del compianto Fara-Bon, la _Navigazione Cisalpina_, sarà
+annoverato fra le grandi audacie del secolo!
+
+Il duca sedette sul canapè e Nora sedette essa pure vicino, dopo
+avergli acceso uno sigaro di avana. Matteo si adagiò comodamente nella
+poltrona di faccia, e cominciò a parlare del risorgimento economico
+d'Italia, della sua indipendenza commerciale, dei nuovi, dei veri
+patriotti.... i patriotti dell'abnegazione, che lontani dalla politica,
+scevri di ogni vanità personale, preparavano la sua ricchezza, la sua
+grandezza avvenire.
+
+E parlò delle _vie acquee_, dell'Italia settentrionale, della difesa
+del paese; parlò di Primarole e di Castellanzo, che dovevano essere il
+centro dei primi studi, del primo movimento della grande impresa; di
+Pio Calca e del conte Bobboli, che si dovevano portare nelle prossime
+elezioni contro il Bonforti rettorico e il Ghirlanda paradossale.
+
+Pio Calca, sostenuto dai preti, avrebbe speso per l'ambizione, nel suo
+caso innocentissima, di essere deputato, un po' dei milioni della
+mamma, e in quanto al conte Bobboli, a quel trafficatore d'ebano
+scioano, una volta tirato in ballo, avrebbe dovuto sacrificare,
+occorrendo, alla propria fama, e quindi al trionfo della grande idea,
+anche gli ultimi _medjidié_ d'Ismail pascià!
+
+Il duca di Casalbara, sdraiato sul canapè, con Nora accanto, stretta al
+suo braccio, subiva quella voce lenta, insinuante, come un ronzìo
+misterioso, senza avere la lena di rispondere, di muoversi....
+Attraverso alla seta morbida, sentiva il calore, lo forme del corpo di
+Nora; ne sentiva il profumo vago dei capelli, e ne sentiva l'odore...
+quell'odore acuto di ragazza bionda. Sarebbe stato lì, senza muoversi,
+tutta la vita. Soltanto la macchia di vino sulla camicia bianca dello
+zio Matteo, lo offendeva colla sua volgarità: era una stonatura.... una
+stonatura che insensibilmente, di minuto in minuto, rendeva stonato e
+volgare tutto il salotto, collo scudo abissino e la zagaglia sudanese,
+e l'eleganza ardita della signorina, e i modi e il languido
+abbandono....
+
+--Sua moglie?... Sua moglie?... Era fissato! Non c'era più verso di
+tornare indietro!
+
+E Nora?...
+
+Nora, colle guance accese e l'occhio fisso, a che cosa pensava?
+
+Essa guardava quell'uomo che le stava vicino, assonnito, col respiro
+greve, l'occhio imbambolato.... il sigaro spento fra le labbra....
+
+--.... E tutti i giorni, tutte le sere sarebbe stato così? Sempre con
+quell'uomo?... di quell'uomo?
+
+Provava un senso di ripugnanza, di ribrezzo.... eppure non poteva fare
+a meno di guardarlo, era costretta a guardarlo!
+
+Pietro Laner era quasi bello in suo confronto. Com'era diverso
+nell'amore, nell'ardore!... E com'erano diversi i baci della sua bocca
+fresca e sana!--E Nora aveva bisogno di stordirsi, di eccitarsi,
+pensando al lusso, allo sfarzo, alla ricchezza, ai divertimenti.
+
+--No! No! Mai così!... Subito, dopo pranzo, a teatro, poi alle feste,
+ai balli!... Mai così!
+
+Cantasirena continuava a parlare, a parlare, a parlare, contento di sè,
+innamorato di tutti, soddisfatto di tutto. Egli non si era accorto
+della piccola ruga che appariva sulla fronte nitida, fulgente di Nora,
+e che diventava profonda, sinistra;... non si era accorto nemmeno della
+macchia rossa di vino che aveva in mezzo allo sparato, sulla camicia
+bianca; quella macchia rossa che il Casalbara, nel suo torpore
+sonnolento, vedeva farsi sempre più grande, fastidiosa, opprimente, e
+che, adesso, gli ricordava i giornali, i debiti, le gesta dello zio
+Matteo, che gli faceva sentire, persino in quel benessere, nella quiete
+raccolta del salotto, così vicino a Nora, così riscaldato, così
+inebriato da Nora, la sghignazzata plebea, cinica, brutale del Kloss!
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+Pietro Laner era stato colpito da congestione cerebrale, e per i primi
+giorni, specialmente, il suo stato fu gravissimo. Evelina non
+abbandonava quasi mai la camera del malato: silenziosa, premurosa,
+infaticabile, era la maraviglia della padrona di casa e del dottor
+Foresti, un medico giovanissimo, al quale non pareva vero di aver per
+le mani un malato giornalista. E che giornalista!...
+
+--Un altro mio figliuolo di elezione e di adozione!--Queste erano le
+precise parole con le quali Matteo Cantasirena aveva raccomandato il
+suo "redattore capo" alla padrona e al dottorino, trovato per caso alla
+farmacia più vicina, dove avevano mandato in fretta e furia.
+
+--Uno spirito eletto!... Una tempra adamantina!... Mi raccomando: non
+manchi di nulla!--e soffiando, pausando, lisciandosi il barbone,
+conchiuse maestosamente:--In ogni modo sto garante io!
+
+Il dottore, visto il caso grave, avrebbe voluto si scrivesse subito
+alla famiglia, ma Cantasirena si oppose, arrabbiandosi.
+
+--Il cuore! il cuore!... Non c'è cuore in una simile proposta! La sua
+famiglia?... Due zie.... superstiti!--e sospirò profondamente, come se
+avesse visto morire tutti gli altri,--due vecchie signore, che vivono
+in pace, ritirate nella loro villa di Crodarossa!... Spaventarle con
+una simile cannonata!... E inutilmente, perchè lei m'insegna, caro
+dottore, che i giovani superano sempre, o quasi, simili assalti.
+Ghiaccio! Ghiaccio! Ghiaccio a profusione! Giorno e notte, sempre
+ghiaccio!--E Cantasirena si dilungò nella diagnosi e nella cura, mentre
+il dottor Foresti approvava col capo.
+
+Il giorno dopo, Matteo capitò che non c'era il dottore; fece una gran
+predica a Evelina per indurla a tornare a casa; fece un po' di corte
+alla padrona, le consegnò il denaro che si era fatto dare alla
+_Gazzetta Lombarda_ per il Laner, poi se ne andò, dicendo di tornare di
+lì a mezz'ora, e non si lasciò più vedere. Mandava invece Taddeo, tutti
+i giorni, a prender notizie; mandava dei pezzi di rosbiffe, del
+panettone per sua nipote, e fiori e complimenti per l'amabile
+padroncina.
+
+Ormai aveva capito tutto. Sua nipote era innamorata e predicare agli
+innamorati è come predicare ai sordi: lui non aveva tempo da perdere.
+Il matrimonio di Eleonora, la _Navigazione Cisalpina_, le elezioni di
+Primarole e di Castellanzo, il nuovo giornale Le _Risorse Italiche_ da
+fondare--un giornale giovane, fatto dai giovani e per i giovani--non
+gli lasciavano tregua. Era continuamente in faccende, era continuamente
+sossopra: ora in visita dal prefetto, dal sindaco, ora a spasso col
+Casalbara, ora alla caccia del Brunetti, che doveva essere il direttore
+amministrativo della "Cisalpina" ed ora in lunghi conciliaboli con chi
+ne sarebbe stato il tecnico, l'architetto Carlo Fontanella, un vanitoso
+sfrenato, che era già passato, a quarant'anni. dai moderati ai
+radicali, dai radicali ai socialisti, e che adesso, pur di farsi
+innanzi ad ogni costo, tornava indietro, schierandosi fra i
+_legalitari_.
+
+Nondimeno, ogni volta che Taddeo, fedele alla consegna, portava al
+colonnello le notizie del Laner che erano di giorno in giorno sempre
+migliori, Cantasirena, dopo averci pensato, per raccapezzarsi, aveva
+una grande esclamazione di contentezza.
+
+--Oggi!... Senza fallo!... Vado a vederlo!... L'avevo detto, io, a
+quella bestia di dottore!... Ghiaccio! Ghiaccio! Ghiaccio in
+abbondanza, e lasciar operare la natura! E voglio farmi sentire anche
+da quella testarda di mia nipote!... Eleonora ha ragione!... È una
+sconvenienza inconcepibile!... Però ha torto di arrabbiarsi con me!...
+Non posso mandarle i carabinieri! Oggi! Oggi!... Ricordarmelo,
+Gioconda: passare dal Laner!
+
+Ma per quanto Matteo si sfogasse a dar della bestia al dottor Foresti,
+per quanto Nora fosse furente contro Evelina per quel suo cacciarsi
+attorno al Laner, non era men vero che il dottore e la ragazza erano
+stati la provvidenza, la salvezza del povero giovane.
+
+Tutt'e due, il dottore da una parte del lettino, Evelina dall'altra,
+rimanevano immobili, assorti, per ore e ore, vigilando il malato,
+notando ogni suo movimento, studiandone il respiro.... Pure, la loro
+ansietà così premurosa, gli occhi fissi, intenti in quella faccia
+accesa, contraffatta, affondata nel cuscino, sotto la grossa vescica di
+ghiaccio, esprimevano tutte le preoccupazioni, le inquietudini di chi
+lotta per un interesse proprio, contro un caso gravissimo, non mai la
+tenerezza di chi ama, nè il dolore di chi soffre vedendo soffrire.
+L'una e l'altro, pallidi, cupi, pareva avessero impegnata una seria
+partita attorno a quel letto, attorno a quell'ammalato, una grossa
+partita, dalla quale poteva dipendere tutta la loro fortuna e il loro
+avvenire.
+
+La padrona si faceva vedere raramente: appena alzata, all'alba, per
+dare il cambio all'Evelina, che aveva dormito sul canapè, e che usciva
+soltanto allora per lavarsi, per respirare un po' d'aria alla finestra.
+
+Il dottore, che non aveva molte visite, veniva subito la mattina,
+veniva ancora di giorno, tornava la sera, e faceva sempre le stesse
+interrogazioni all'Evelina, brevemente, colla voce grave, sommessa,
+senza mai rispondere alle domande che la ragazza gli faceva a sua
+volta, pur sommessamente, ma con grande ansietà.
+
+--E così?... Lo trova meglio, signor dottore?... È sicuro adesso che
+guarirà?
+
+Il dottore, aiutato da Evelina, alzava il Laner a sedere sul letto, lo
+visitava lungamente, minutamente, poi, sempre coll'aiuto della ragazza,
+che nel frattempo aveva voltato e ribattuto il cuscino, lo riadagiava
+lentamente, e lentamente gli riponeva sul capo la vescica del ghiaccio,
+floscia e tremolante.
+
+--E oggi?... lo ha trovato meglio?
+
+Il dottore continuava a guardar l'ammalato, a fissarlo, a studiarlo,
+sempre coll'occhio fermo, le ciglia aggrottate, la faccia immobile.
+
+Pietro, dopo alcuni giorni di pericolo, poi di sosta, cominciava
+davvero a migliorare. Aveva passato tutto quel tempo in un assopimento
+affannoso, pesante, turbato dai sogni più strani, dalle visioni più
+fantastiche, spaventose.... Quando si svegliò la prima volta, era
+ancora quasi notte: si svegliò con un senso di affanno, di sgomento.
+Dov'era.... Dov'era?... Dove lo avevano sepolto? Che disgrazia gli era
+capitata?... Era caduto?... Era stato ferito?...--Credette ancora di
+sognare.--Dio! Dio!... Un altro sogno angoscioso, spaventoso!...--Fece
+uno sforzo per destarsi, e sentì il bruciore acuto dei vescicanti. Dio!
+Dio!... Era desto! Ricominciava a vivere un'altra volta!... Ma
+dov'era?... Dov'era?...--Si sforzò per muovere il capo, per vedere:
+sentì uno spossamento profondo.
+
+La cameretta, ancora colle finestre chiuse, era appena rischiarata da
+un chiaror rossastro, basso, lontano.... era il lumino da notte per
+terra, in un angolo. Da prima non riconobbe la sua camera. Tutto era in
+disordine; avevano cambiato di posto il cumò, il sofà, il tavolo. Il
+letto non era più vicino alla parete, ma in mezzo alla stanza....
+dappertutto roba ammucchiata, vestiti, coperte.... Sul cumò, sul
+tavolo, un'infinità di boccettine, vasetti, scatolette....--Dio! Dio!
+Era all'ospedale?...--Spalancò le palpebre umide, pesanti. Vicino al
+sofà si moveva una figura confusa, strana.... una donna.... Si
+allacciava la sottana.... guardava l'orologio.... versava del liquido
+in un cucchiaio....
+
+Pietro, colle palpebre socchiuse, rimase immobile, ma attentissimo. La
+donna, a piedi scalzi, lentamente, si avvicinò come un fantasma, nel
+silenzio cupo, fra gli sprazzi e le ombre sinistre del lumicino
+crepitante.... Si fermò accanto al letto.... si chinò, lo guardò....
+cogli occhi loschi, lividi.... gli avvicinò il cucchiaio alla bocca....
+Pietro, istintivamente aprì le labbra, ingoiò la bevanda. L'altra,
+l'affannosa apparizione, rimase immobile a guardarlo, a fissarlo
+acutamente, poi avvicinò la faccia ancora di più.... Una faccia smunta,
+emaciata, sudicia per la veglia e pel sudore, colle ciocche dei capelli
+corti, irti, abbaruffati sulla fronte....
+
+Pietro, oppresso, impaurito, chiuse del tutto gli occhi, ma subito li
+riaperse, attratto dal suo stesso sgomento.... e allora, sotto l'abito
+di quella donna che si era aperto alquanto, vide il candore delicato di
+un piccolo seno di fanciulla..., improvviso, strano contrasto colla
+bruttezza della faccia orrenda, del corpiciattolo esile, gobbo.... Era
+gobba!... Dio! Dio! Era Evelina!...
+
+Pietro richiuse gli occhi con un nuovo senso di terrore, di scoramento,
+e li riaprì soltanto quando sentì che l'altra si scostava, si
+allontanava. Allora senza muoversi, senza voltare il capo affondato nei
+guanciali, rimase immobile a guardarla....
+
+Evelina! Ma lui, lui, dov'era? E che faceva lì Evelina? A poco a poco
+riconobbe la camera;... era proprio la sua camera!... C'erano ancora
+sul cassettone, in mezzo alle boccettine, ai vasetti, alle ampolle le
+due melagrane che gli avevano mandate la zia Angelica e la zia Rosa,
+coll'ultima cesta della biancheria.
+
+Allora capì tutto, senza però ricordarsi bene. Capì di essere stato
+ammalato, sentì per lo spossamento doloroso, per la gravezza del capo,
+di esserlo ancora. Ma Evelina?... Perchè era lì?...
+
+Tornò a guardarla: adesso gli voltava le spalle, aveva finito di
+assettare, di accomodare il sofà; aveva tirato su, contro la parete, i
+grandi cuscini su cui aveva dormito la notte, e preso il guanciale
+bianco al quale il chiaror vagolante dava una tinta fosca, lugubre, lo
+nascondeva dietro lo scialle che aveva servito da coperta. Poi Evelina
+si voltò, sedette sul sofà, si chinò, tutta gobba, per mettersi le
+scarpe.... e dal vestito aperto, dalla camicia scollata, cadente,
+riapparì il bel seno piccolo, ma fermo, eretto. Anche quell'ombra
+tormentosa, la gobba, la faccia, il seno, tutta la visione, riusciva
+opprimente per il povero malato: lo angustiava, lo esaltava, lo
+affannava.
+
+Poco dopo entrò un'altra donna nella cameretta: vi fu un bisbigliare
+sommesso.... Evelina uscì quietamente e l'altra adagio andò ad aprir la
+finestra. Era la padrona: ma in mezzo alla luce bigia, all'umidore
+scialbo che entrava nella stanza, come i mobili, le tende, le pareti,
+la padrona, tutto tutto, appariva volgare, uggioso, triste!
+
+Pietro si volse con un moto rapido, per scansar quella luce, e sentì le
+fitte, l'indolimento per tutto il corpo, e fu così, con un acuto senso
+di dolore, che egli capì che tornava a vivere, che cominciava a
+guarire, che era salvo.
+
+--Dio.... Dio.... giacchè era andato di là.... perchè non vi era
+rimasto?
+
+La padrona, ch'era uscita, ritornò con una piccola tazza fumante.
+L'ammalato sentì un profumo delicato, e una delizia nuova, ristoratrice
+lo involse tutto. Guardò la padrona, come per ringraziarla, poi fissò
+la tazza cogli occhi bramosi.
+
+--Come si sente, signor Laner?
+
+--Grazie.... ho fame.
+
+Il malato, lentamente, tirò fuori la mano scarna, di cera, l'alzò
+tremante.... ma subito la lasciò cadere sulla rimboccatura delle
+lenzuola.
+
+--Buon segno, se ha fame! E si consoli che l'ha scampata bella e ha
+fatto presto!--Poi la padrona avvicinandosi al tavolino per deporre la
+tazza, soggiunse, sicura di fargli piacere:--Vado a chiamare la signora
+Evelina.
+
+--No! No!--rispose Pietro colla voce fioca.
+
+--È sempre lei che le dà il brodo e le medicine. Se non la chiamassi
+potrebbe aversene a male.
+
+--No! No!--ripetè il Laner agitando il capo sul guanciale, e fece per
+tirarsi su a sedere, ma lo assalì vivissimo il bruciore dei vescicanti
+in tutto il corpo rotto, e mormorò ricadendo disteso:--Non posso....
+Non posso....
+
+--Vuol far troppo il bravo, lei!...--E la padrona mentre gli faceva
+sorbire il brodo, tenendogli un po' la testa sollevata, e soffiando sul
+cucchiaio pieno, si sfogò in grandi elogi pel dottor Foresti, per la
+forza, il coraggio della signora Evelina e specialmente sul cavalier
+Cantasirena, un cavaliere vero, pieno di talento, pieno di cuore, di
+nobiltà e compitissimo sempre, colle signore!...
+
+--Quanto tempo.... sarà?--domandò Pietro, riadagiando sul guanciale la
+testa intronata, col viso più acceso, tutto in sudore.
+
+--Quasi due settimane!--e la padrona gli contò come avesse avuto il
+primo attacco e le varie fasi della malattia e ricominciò cogli elogi
+alla signora Evelina, che non aveva mai abbandonato il suo letto,
+sempre lì, giorno e notte!
+
+--Non so nemmeno come abbia potuto resistere!... Ringrazi la
+Provvidenza, signor Laner!... Le ha dato una sorella nella signora
+Evelina: una vera sorella!
+
+La parola "sorella" fece bene al Laner: mise come un po' d'ordine in
+quella sua confusione, in quel suo turbamento di ogni idea, di ogni
+ricordo: lo tranquillò, lo consolò.
+
+--Sì!... Sì!... la signorina è buona!... tanto buona! Una sorella!...
+una vera sorella! Non potrò mai ringraziarla abbastanza....--e si
+commosse, s'intenerì profondamente: sentì attorno agli occhi e sulle
+guance riarse, scorrere calde le lacrime.
+
+E non si commosse soltanto per Evelina, ma pur anche vedendo la
+padrona, che si moveva adagio per la stanza, in punta di piedi, facendo
+qua e là un po' di pulizia. Oh, come aveva bisogno di riattaccarsi a
+tutte quelle persone che lo circondavano, come aveva bisogno che quelle
+cure, quell'affetto non gli mancassero mai!
+
+--Signora....
+
+--Comandi!--esclamò la padrona voltandosi di botto, collo strofinaccio
+in una mano e nell'altra la lucernetta che stava spolverando.--Comandi?
+
+--Anche lei è stata.... tanto buona con me!--e aggiunse subito col
+timore che avesse a scemare quel premuroso interessamento della
+padrona:--Scriverò alla _Gazzetta Lombarda_.... per avere del denaro.
+
+--Ma neanche per idea!--esclamò la padrona quasi offendendosi.--Il
+cavaliere Cantasirena ha già dato quanto basta: vedrà la nota. Lei non
+pensi che a guarire; è questo che preme!
+
+Pietro continuò a guardar la padrona: sentiva che quella donna doveva
+aver molto cuore, anche per la delicatezza con la quale metteva in fila
+i boccettini e le scatolette sul cumò e spolverava il tavolo.
+
+Dalla finestra socchiusa entrava colla luce più chiara, più viva, il
+rumore confuso delle carrozze, della gente, delle campane lontane.
+
+--Che giorno è oggi, signora padrona?
+
+--Oggi?... Venerdì.
+
+--Venerdì?...--La tenera letizia del Laner scomparve d'un tratto; egli
+ricadde in uno scoramento, in uno sgomento pauroso:
+
+Venerdì! Ricominciava a vivere di venerdì!... E Nora?... Nora?... E le
+ventimila lire?... E le zie?... Se le zie, senza lettere, inquiete,
+spaventate, correvano a Milano, e lo trovavano ridotto a quel punto....
+e senza più un soldo?
+
+"Dio! Dio! Dio!" e Pietro alzò gli occhi all'immagine della Madonna,
+che aveva accanto al letto, e le si raccomandò con tutta l'angoscia,
+con tutto il fervore dell'anima.
+
+--Signora....
+
+--Comandi?
+
+--Non sono venute lettere da casa mia?
+
+--Tutto quanto è arrivato per lei, è stato consegnato alla signora
+Evelina. Eccola!--esclamò la padrona con gioia.--Allegri, signorina!...
+Il nostro ammalato non si accontenta più del brodo! Non è vero, signor
+Laner?
+
+Evelina entrò in camera, bene assettata, ben pettinata, il fazzolettino
+azzurro sulle spalle e la testolina dolcemente inclinata da una parte.
+Si avvicinò al letto premurosa, ma senza fare il minimo rumore, e
+subito, delicatamente, accomodò i cuscini sotto la testa del malato,
+rimboccò le lenzuola, stirò con garbo la coperta.
+
+--Si sente benino? Lo so. Me lo aveva detto il dottore. Ha dormito
+tranquillamente, come un bambino, tutta notte. Ma la prego, tanto
+tanto, ancora non deve parlare; non deve stancarsi.
+
+La voce, gli sguardi della fanciulla avevano una seduzione dolce,
+soave, ma senza timidezza, senza turbamenti. Era proprio la tenerezza
+sicura, onesta di una sorella.
+
+--Grazie....--mormorò Pietro con voce rotta: e fece per darle la mano.
+Evelina gliela prese, ma stringendola appena, la ripose con affettuosa
+sollecitudine sotto le coperte, che gli assettò di nuovo, gli serrò
+bene attorno al collo e sotto le spalle.
+
+La padrona, nel frattempo, se n'era andata collo strofinaccio sotto il
+braccio e portando con una mano la tazzetta vuota del brodo, coll'altra
+il lumicino da notte ancora acceso.
+
+Il Laner fissò Evelina con un'intensità che rivelava tutti i suoi
+timori.
+
+--E le zie?--domandò con un tremito.
+
+--Hanno scritto quasi ogni giorno; anche ieri sera--rispose Evelina
+cercando la lettera nella saccoccia del vestito.--Cioè.... chi ha
+scritto è don Giuseppe. La signora Angelica e la signora Rosa
+aggiungono sempre i loro saluti.
+
+E appoggiandosi alla sponda del letto, sempre sorridendo, spiegò subito
+le cose. Essa, consigliata anche dal dottor Foresti, aveva scritto a
+Crodarossa alle signore Laner avvertendole che il signor Pietro era
+indisposto, ma che il dottore assicurava che non c'era da prendersi
+nessuna pena: il male, un male alla testa, una febbre reumatica, era
+cosa seccante, che richiedeva cure e riguardi, ma affatto passeggera,
+affatto senza pericoli. Aveva aggiunto che il signor Pietro era
+assistito come fosse in famiglia, e che del resto lei stessa avrebbe
+mandato tutti i giorni le notizie; e in prova di quella corrispondenza,
+Evelina mostrò le lettere delle zie, colle raccomandazioni e i
+ringraziamenti di don Giuseppe e sotto ad ogni lettera la calligrafia
+grossa, stentata delle due vecchiette: "La zia Angelica ti manda i suoi
+saluti e le sue benedizioni.--La zia Rosa invia pure benedizioni e
+saluti...."
+
+Dopo aver letto ad alta voce tutti quei bigliettini, la ragazza li
+ripiegò con cura e li mise nel cassetto della piccola scrivania. Pietro
+la guardava e piangeva silenziosamente.
+
+--No! No!... Non deve commuoversi così!... Le fa male!...--e gli
+asciugò gli occhi col suo fazzoletto.
+
+--Non so cos'è.... I nervi.... è una convulsione....--balbettò il Laner
+vergognoso della propria debolezza.
+
+Aveva un'altra domanda che gli pesava sul cuore.... ma non osava, e
+intanto ne faceva molte altre che si avvicinavano a quella.
+
+--E.... il direttore?...
+
+--So che sta bene. L'altro giorno mi ha scritto. Per le ventimila lire
+è tutto a posto e lei ci può contare quando vuole. Sono alla cassa di
+risparmio, sopra un libretto col suo nome.
+
+--Dio! Dio! Fosse vero!...--balbettò il malato,--più per le zie, sa,
+che per me!
+
+Era proprio vero: Nora aveva confidato al Casalbara delle ventimila
+lire prestate dal Laner, e il duca, dopo parecchi giorni, era riuscito
+a procurarle, e d'accordo con Nora, erano state messe sopra un libretto
+nominale, intestato al Laner. Ma di tutto ciò, Pietro non ne seppe
+niente, mai, nemmeno da Evelina. Era il giornale le _Risorse Italiche_,
+gli affari della _Navigazione_ che avevano rimesso in fondi lo zio
+Matteo!
+
+--E....
+
+Il nome di Nora che gli riempiva tutta l'anima, tutto il sangue, gli
+era corso alle labbra, ma lo ricacciò indietro arrossendo.
+
+--E lei, non ha avuto dispiaceri per cagion mia?... Per essere rimasta
+qui.... a curarmi.... a salvarmi?
+
+--A me che importa?... Dicano, facciano quello che vogliono!... Io sono
+padrona delle mie azioni; non devo renderne conto a nessuno. Il
+mondo....--ed Evelina s'interruppe con un sospiro profondo,--oh, il
+mondo non si occupa di me! Chi si occupa di me?... Sono troppo
+brutta.--Ma a questo punto la tristezza, l'amarezza sembrò vinta dalla
+bontà del cuore.--E c'è il suo bene anche ad essere brutta!--ripigliò
+con un sorriso.--Almeno sono libera, e se sono stata qui, con lei,
+nessuno ci ha trovato a ridire, nè la padrona, nè il dottore!...
+Soltanto chi mi odia.... approfitta di tutte le occasioni, anche di
+questa, per farmi del male.
+
+Non c'era più bisogno di profferire il nome di Nora e però il poveretto
+ebbe più coraggio di domandare di lei.
+
+--E.... è già successo?--Anche la parola matrimonio non gli voleva
+uscire dalla gola.
+
+--No. Non ancora.
+
+--E.... è sempre.... sicuro? È fissato?
+
+--Sì, alla fine del mese.
+
+Evelina vide l'occhio del Laner girare per la stanza. Capì che cercava
+qualche indizio, una data, per sapere quanto mancasse ancora a quel
+giorno.
+
+--Fra tre settimane,--soggiunse pianino, con un filo di voce, ma con
+un'intonazione ben chiara, penetrante.
+
+Pietro rimase immobile, ma la sua faccia affondata nel guanciale
+diventò più bianca, più contratta: gli occhi ebbero un tremolìo
+lucente.... poi si voltò di colpo e scoppiò in singhiozzi.
+
+--Ah! Signor Iddio! Signor Iddio!... Signor Pietro, si faccia
+forte,--gemeva a sua volta Evelina, anch'essa colla voce rotta dal
+pianto, e cercava di farlo voltare, come prima, di calmarlo, di tenerlo
+quieto, ben coperto sotto le lenzuola.--Non faccia così!... Pensi che
+ancora non è guarito!... Pensi alle zie che lo vogliono tanto bene! Lo
+faccia un pochino anche por me!... Lei vuol tornare a star male!...
+Peggio di prima!...
+
+E siccome il Laner era sempre voltato colla faccia, e continuava a
+singhiozzare, la ragazza si era chinata sul letto, e gli parlava vicino
+vicino, nei capelli. Il malato ne sentiva l'alito caldo, e il piccolo
+seno che si appoggiava, che premeva la sua spalla.
+
+Dopo, durante tutto quel giorno, Evelina dimostrò una timidezza
+pudibonda, una selvatichezza quasi sospettosa. Non si appoggiava, non
+si chinava più sul letto, non assettava, non gli accomodava più le
+coperto.... Quando il Laner la chiamava, essa trasaliva, e si
+avvicinava appena di qualche passo, arrossendo, ma tenendosi sempre
+discosta, silenziosa....
+
+Pietro, che si era addormentato verso l'imbrunire, si svegliò molto
+tardi. C'era il dottore, ritto in piedi, accanto al letto, c'era la
+padrona che gli faceva lume, ma Evelina non c'era più. Era tornata a
+casa sua. Ormai il malato non aveva più bisogno di un'assistenza
+continua: la padrona, che dormiva lì vicino, sarebbe accorsa, qualora
+avesse chiamato o l'avesse sentito inquieto.
+
+Pietro dormì benissimo, placidamente tutta la notte. La mattina, appena
+svegliato, cercò subito cogli occhi Evelina, ma non c'era, non era
+ancora venuta.
+
+Entrò invece la padrona ad aprir la finestra, a portargli il brodo col
+pane affettato; ma la padrona lo infastidiva col suo continuo girare,
+col suo continuo parlare. Eppoi non aveva il garbo di Evelina. Dopo
+averlo aiutato a mettersi a sedere sul letto, lo piantava li, solo,
+senza nemmeno accomodargli i guanciali, senza ricacciargli sotto, per
+bene, le coltri.
+
+--No, no. Non aveva garbo, nè cuore. Mostrava un po' di premura per
+interesse, nient'altro!
+
+Pietro continuò ad aspettare la ragazza tutto il giorno: la ragazza non
+si lasciò vedere. Ma la sera, seppe poi da Taddeo, venuto, al solito,
+per le notizie, che Evelina aveva avuto una gran lite col colonnello.
+
+--E anche.... colla signora.... Eleonora?
+
+--La signorina Nora era fuori. Sta fuori tutto il giorno colla contessa
+Schönfeld, per le spese del matrimonio: vestiti, cappellini,
+biancheria....
+
+Il povero Laner, quella sera, stentò assai a pigliare sonno. Pensava,
+sospirando, alla buona ragazza che soffriva tanto per lui, che aveva
+tanti dispiaceri per lui. E il direttore? Che canaglia! E se anche le
+ventimila lire fossero una delle solite promesse? E le zie?... E
+Nora?... Nora?... E i vestiti, i cappellini.... la biancheria di
+Nora?... E Nora e il Casalbara, e Nora del Casalbara, era tutto un
+tormento, un orgasmo, un eccitamento affannoso.
+
+E anche il giorno dopo.... tutto il giorno solo! La padrona, che veniva
+a intromettersi, a chiacchierare finchè c'era il dottore; e poi solo,
+sempre solo, senza poter leggere nemmeno i giornali, senza poter
+scrivere nemmeno una parola alle zie, a nessuno. Voleva far dire a
+Evelina da Taddeo, che non lo abbandonasse, che non lo dimenticasse, ma
+anche Taddeo, tanto aspettato desiderato, non fu visto comparire.
+
+--Ah, mio Dio!--sospirava il povero Laner quella sera, col dottor
+Foresti, senza sapere quanto fosse profonda la filosofia della sua
+noia,--ah, mio Dio!... pensare che la vita è così corta, e i giorni
+sono tanto lunghi!
+
+--Domani le permetterò di alzarsi da mezzogiorno fin verso le quattro.
+Mangerà una buona zuppa la mattina, e sul tardi un'ala di pollo e le
+permetterò pure di bere due dita di vino, del barbera vecchio, o meglio
+ancora del bordò.
+
+Infatti, il giorno dopo, quando venne il dottore, Pietro Laner era
+presso la finestra, sdraiato in un vecchio seggiolone, imbacuccato in
+uno scialle, colle gambe avvolte nelle coperte.
+
+Il dottor Foresti lo trovò bene: notò che ogni giorno faceva passi da
+gigante, e, dopo essersi congratulato, gli portò i saluti del cavalier
+Cantasirena, incontrato allora sul Corso.
+
+--Mi ha detto che oggi o stasera, verrà certo a vederla. Occorre che
+lei faccia presto a guarire. Deve essere il suo _alter ego_, il suo
+segretario particolare.
+
+Il Laner volse al dottore lo sguardo incerto, smarrito:
+
+--No, no; appena in gambe.... torno a Crodarossa!
+
+--Ma come? In questo momento?
+
+Pietro tornò a fissare il dottore: non capiva bene.
+
+--Tutte le cantonate sono tappezzate di manifesti della _Navigazione
+Cisalpina!_ Si tratta, pare, di un'impresa di molti milioni. Lei saprà
+di che si tratta. Mi dica, mi spieghi; cos'è?
+
+Pietro scosse la testa; non ne sapeva nulla, e tornò a borbottare:
+
+--Appena è possibile, vado a Crodarossa!
+
+E anche dopo, rimasto solo, continuava a scuotere la testa, a dir di
+no, di no, fra sè e sè.
+
+Andarsene, fuggire, fuggire da Milano, fuggire da Nora, fuggire da quel
+desiderio che lo accendeva, fuggire da quella gelosia che lo divorava!
+
+E sospirava Crodarossa. E il paesello gli appariva ancora più
+tranquillo, più chiaro, più ridente colla chiesa bianca, circondata dal
+piccolo cimitero, sulla collinetta alta, in mezzo al sole.
+
+Là erano sepolti il suo povero babbo e il suo povero zio. Vedeva la
+fossa del babbo colla croce arrugginita, la tomba dello zio colle
+lettere dell'iscrizione ancora rilucenti. E ricordava le feste, i
+tridui, le campane, i mortaretti, e gli pareva che appena fosse
+tornato, appena si fosse rifugiato lassù, vi avrebbe ritrovato la pace
+di un tempo; senza pensare che quella pace tanto rimpianta, allora era
+lui che l'aveva dentro di sè, era lui, allora, che la portava nel
+cuore.
+
+Sì, sì!... Le zie! Vivere unito sempre alle sue buone vecchiette....
+Confidar tutto a don Giuseppe!... Farsi perdonare.... farsi
+assolvere.... e ricominciare una nuova vita, in pace con tutti, anche
+con Dio! E in fondo al cuore si acquetava anche il pregiudizio pauroso
+del venerdì. Avrebbe cominciato allora veramente a rivivere, a rivivere
+la vita dello spirito, la vita della grazia, la vita nuova!
+
+Oh, come sospirava quel giorno! E vedendo il suo letto candido si sentì
+attratto anche da quel rifugio, da quella promessa di riposo, di oblìo.
+
+Vi si trascinò solo; e la padrona, quando capitò col pollo e il bordò
+del _Cova_ portato da Taddeo, lo trovò già in letto.
+
+Il Laner mangiò, divorò tutto in furia, e quando ebbe bevuto le "due
+dita" di vino eccellente sentendosi rianimare ne domandò ancora:
+
+--È così piccolo il bicchiere.... un bicchierino da rosolio....
+
+La padrona si lasciò commuovere: versò un altro dito di vino, poi se ne
+andò, portando via la bottiglia.
+
+Ma il cibo, il bordò, gli diedero un orgasmo affannoso, un caldo
+insopportabile.... Si soffocava.... Che afa! voleva far temporale!
+
+--Oh Nora! Che infame! Che infame! Darsi, vendersi a un vecchio!
+
+Quell'ora vicina al crepuscolo era più fosca e buia por il cielo
+annuvolato.
+
+--Che caldo! Dio! Che noia! Sempre solo, senza poter leggere, senza
+poter scrivere....
+
+A un tratto, sentì un passo, un fruscìo nell'altra camera, poi la voce
+di Evelina.
+
+--Si può?
+
+--Venga! Venga!--esclamò il Laner tutto consolato.--Finalmente,
+signorina! Credevo mi avesse dimenticato, che non venisse più, nemmeno
+per farsi ringraziare!
+
+E Pietro, le pupille lucenti, le prese tutt'e due le mani e gliele
+strinse con un'effusione tenerissima, appassionata.
+
+--Perchè?... Perchè sparire così? L'ho tanto aspettata, l'ho tanto
+desiderata in questi giorni!
+
+--Lei non aveva più bisogno di me,--rispose la ragazza scrollando
+mestamente la testina inclinata e ben pettinata. Aveva il viso meno
+pallido, meno patito per il riposo di quei giorni.
+
+--Ho sempre bisogno di lei; di lei così buona!
+
+E il poeta dell'_Invito_, dell'_Incanto_, dell'_Inganno_, soggiunse con
+tenerezza maggiore:--così _sororalmente buona!_
+
+Evelina, sempre a capo basso, faceva rigirare il _pince-nez_,
+torcendone il cordoncino colle dita nervose.
+
+--Adesso sono sola, sempre sola,--disse poi arrossendo un poco,--e in
+casa ho tanto da fare. Poi, ancora, il dizionario!
+
+Ci fu un momento di silenzio. Pietro pensava dolorosamente a quel
+"sola--sempre sola!" Voleva dire che Nora era sempre con quell'altro!
+
+Evelina continuava a far girare e rigirare il _pince-nez_, torcendone
+il cordoncino e a volte sogguardando il Laner con una timida carezza
+negli occhi languidi.
+
+--Perchè non verrebbe qui da me, col lavoro?--domandò poi il Laner.--Io
+potrei aiutarla a correggere le bozze.
+
+--Sì, sì; questo sì!--esclamò la ragazza vivamente, avvicinandosi al
+letto.
+
+Pietro la guardò, l'osservò bene: aveva indosso la vecchia giacchettina
+blù di Nora!
+
+Oh, quante memorie dolci, care, suscitava nel cuore dell'abbandonato,
+quella povera giacchettina logora! Come stava bene a Nora, quando
+camminava diritta col suo passo leggero, ardito, le mani affondate
+nelle tasche e tutto il bel corpo si disegnava alto e florido! Quante,
+quante volte aveva baciato Nora su quella giacchetta!... Per Nora era
+un po' corta, stretta; per Evelina, pareva quasi un paltò!
+
+Povera Evelina!...
+
+Ma pur compassionandola per il contrasto dal quale rimaneva offuscata,
+ricordò istintivamente che anche il povero corpicino non era così
+misero come pareva.
+
+--Allora, a domani, se appena mi sarà possibile!
+
+Ed Evelina, forse mortificata o impermalita per quel lungo silenzio, si
+preparava ad andarsene.
+
+--Va via?... Così presto?--esclamò Pietro con uno smarrimento quasi
+pauroso, fissando sempre la giacchettina blù, che gli appariva in mezzo
+alla camera buia, come il fantasma di Nora.
+
+--Si fa tardi,--osservò Evelina, con un sospiro, avvicinandosi alla
+finestra.--Si fa tardi; e poi minaccia un temporale.
+
+--La supplico tanto, signorina! Non mi lasci solo. Ha poco, sa, da
+portar pazienza per me. Ha pochi giorni ancora da sopportarmi. Vado! Me
+ne vado! Torno a casa mia! Appena posso muovermi, vado via subito,
+subito, subito!
+
+E nella voce, nell'accento, nell'angoscia del Laner vi era tutto il
+rimpianto, tutto lo strazio del suo grande amore, del suo immenso
+amore.
+
+Evelina non rispose. Dov'era?... Non si vedeva più.
+
+Era sparita?
+
+Non si vedeva nell'oscurità che il chiaror cupo, rossastro della
+finestra, e il bianco del letto.
+
+--Dov'è signorina? Venga qui! Signora Evelina!--ripetè Pietro dopo un
+istante, più vivamente.--Cosa fa? Ma dov'è? Venga qui!
+
+Poi, alzandosi un po', vide che la ragazza si era buttata nel
+seggiolone presso la finestra: aveva il capo basso, il viso nascosto
+nelle mani.... piangeva.
+
+--Piange!--esclamò il Laner, rizzandosi di colpo sul letto.--Piange?
+Venga qui! Ma venga qui! Perchè piange?
+
+L'altra non rispose, non si mosse, scoppiò a piangere più forte,
+dirottamente.
+
+--Venga qui! Voglio che venga qui!--gridava il Laner fuori di sè.
+
+Evelina, sempre piangendo, singhiozzando, si alzò lentamente, si
+avvicinò, attratta contro il voler suo dal fascino, dalla voce
+imperiosa del giovane. Quando fu in mezzo alla stanza, un lampo la
+rischiarò all'improvviso: aveva la faccia nascosta nelle mani, tutto il
+corpo sussultava convulsamente, rotto dai singhiozzi.
+
+--Venga qui!
+
+E il Laner, sporgendosi dal letto, quasi a cadere, scivolando, riuscì
+ad afferrarle un braccio, l'attirò a sè. Evelina non voleva; voleva
+opporsi, liberarsi.
+
+--No, no, signor Pietro!
+
+Poi barcollò e gli cadde addosso.
+
+--Perchè piange così? Perchè piange così?--continuava a domandarle il
+Laner teneramente, affettuosamente, accarezzandole i capelli,
+baciandole le mani, e baciando ancora, farneticando dietro a
+"quell'altra", la giacchettina blù.
+
+Evelina, a sua volta, non poteva più frenarsi. In un trasporto di
+tenerezza, di singulti, di lacrime lo scongiurò di salvarla, prima di
+partire, prima di abbandonarla per sempre; salvarla per carità! o lei
+faceva uno sproposito, si buttava dalla finestra!
+
+.... Parlasse, quella sera stessa, parlasse alla sua padrona così
+buona, perchè la prendesse con sè. Nora la odiava, la detestava, le
+aveva messo contro lo zio Matteo, l'aveva fatta strapazzare,
+maltrattare. E quando Nora fosse maritata, non voleva, non poteva
+restare in casa lei sola, in mezzo alla tresca vergognosa dello zio
+colla Gioconda, con quella servaccia che tutti i giorni diventava più
+sfacciata, più cattiva, più insolente!
+
+--Lo prometto, lo prometto! Stasera stessa parlerò. La padrona la terrà
+certo con sè. Ma non pianga così. Si calmi! Potrà combinare, fissare di
+restar qui. La padrona sarà contentissima. Fra poco.... resta libera la
+mia stanza....
+
+--Sì! sì!--esclamò Evelina tremante, vibrante, trasfigurata, con
+un'altra voce, con un'altra espressione.--Sì! sì!... Sempre! Quando
+lei, Pietro, non ci sarà più, almeno vivere qui, morir qui, sempre,
+sempre!
+
+Ma poi, come tornando in sè, spaventata e vergognosa di ciò che aveva
+detto, del segreto, del "segreto suo" che le stava per sfuggire, si
+ritrasse allontanandosi. Il Laner, più pronto, le prese la giacchetta.
+Evelina fece uno sforzo per divincolarsi, e la giacchetta, dagli
+occhielli logori, si sbottonò d'un colpo: sotto, non aveva che la
+camiciuola di mussola leggera, scollata. In quel buio, apparì il bianco
+del collo, il bianco del seno. Pietro commosso, acceso, esaltato,
+sporgendosi con un piede giù dal letto, cingendole con un braccio la
+vita esile, strinse Evelina fortemente, appassionatamente.... La
+faccia, la barba lunga, ispida, toccò, il collo, il seno ignudo....
+Sussultando, arrossendo, Evelina gittò un grido, un riso folle di
+piacere. Si buttò sul letto di colpo, serrandosi con uno spasimo
+convulso addosso a Pietro. Lo avvinghiò col corpo magro, serpentino; lo
+baciò come una pazza sugli occhi, sulla bocca, sul petto, soffocandolo
+col fiato caldo, mormorando parole rotte dai singulti, dai tremiti:
+
+--Prendimi, prendimi, prendimi!
+
+Cercò, trovò la mano madida del convalescente, la strinse, l'accarezzò,
+si accarezzò tutta con essa ridendo, rabbrividendo, tenendola amorosa,
+premendola forte sul piccolo seno balzante, anelante....
+
+--Prendimi, prendimi!... Sono sola! Sono libera di me! Sono padrona di
+me! Voglio esser tua! Lo voglio io! Fammi morire.... morire tua....
+Voglio.... voglio.... tua....
+
+La finestra si spalancò per un colpo furioso di vento: nella contrada,
+lontano, sbattevano, echeggiando le imposte: un lampo, un fragor lungo,
+uno scoppio, un tuono terribile, e subito la pioggia cadde a dirotto,
+scrosciante.
+
+
+
+
+XV.
+
+
+Ecco il grande manifesto che tappezzava le vie di Milano.
+
+LA NAVIGAZIONE CISALPINA.
+
+Cittadini!
+
+_L'Italia che ha dato al mondo latino i superbi acquedotti, che ha
+congiunto Roma al Tirreno, che ha scavato fra le pianure dell'estrema
+Europa il_ Vallo di Trajano; _l'Italia che ha dato alla civiltà moderna
+la diga di Malamocco, che ha prosciugati i suoi laghi, fecondate le sue
+maremme; l'Italia dalle grande conquiste dell'intelligenza, del lavoro,
+del raccoglimento e della pace; l'Italia nostra sta per conseguire una
+nuova vittoria, per assurgere a nuove grandezze._
+
+_A Parigi, alla Francia, giustamente orgogliose di un Ferdinando di
+Lesseps, Milano, Venezia, l'Italia, contrappongono, parimenti
+orgogliose, un nome, un uomo, non meno insigne e benemerito nella sua
+modestia operosa:_ Il capitano Fara-Bon. _Un nome, un uomo sorto da
+quel popolo che ha dato con Giuseppe Garibaldi il genio eroico
+dell'azione, con Cavour e con Mazzini il genio "come la luce provvida"
+del_ pensiero.
+
+_Il secolo XIX riassumerà la sintesi della gloria di Suez e del Panama,
+con una gloria italica:_
+
+
+ _La Navigazione Cisalpina._
+
+_È questo il Sodalizio fecondo e ardimentoso che intende affratellare
+il Genio, la Scienza, il Capitale; affratellarli in un fascio di
+energie e di risorse nuove, rinnovellate._
+
+_La Navigazione Cisalpina ha per iscopo:_
+
+a) _Mettere in comunicazione il_ Po _col_ Lago di Garda.
+
+b) _Unire_ Torino _a_ Pavia _rendendo navigabile l'Eridano antico, tra
+le due insigni città._
+
+c) _Imprimere nuova vita al porto di_ Venezia, _punto di fusione, fra
+la navigazione interna, la Cisalpina, e quella esterna, dei mari._
+
+
+ Italiani!
+
+_Al problema sociale che ogni giorno incombe più grave e più doloroso,
+per il disagio economico derivante dallo scemare delle industrie, dal
+languire dei commerci, alle innumeri e minacciose falangi dei
+disoccupati invocanti_ lavoro e pane, _la_ Navigazione Cisalpina _offre
+la soluzione pronta, efficace. Sarà la risposta illuminata, umanitaria,
+delle classi dirigenti, a chi soffre non solo, ma altresì agli
+agitatori, ai banditori delle teorie fallaci, delle esotiche idee,
+perturbatrici di ogni ordine sociale._
+
+
+ Italiani!
+
+_Ieri ancora, alla Camera, uno dei più autorevoli patriotti denunciava
+le necessità urgenti della scarsa Difesa Nazionale._
+
+La Navigazione Cisalpina, _determinando le nostre_ _linee di difesa, di
+operazione, d'arroccamento, dotando le nuove vie acquee di potenti
+mezzi di trasporto indispensabili ai grandi movimenti strategici, sarà
+fonte di economia in tempo di pace, di augurati trionfi in tempo di
+guerra. Così_
+
+ _La Navigazione Cisalpina._
+
+_assicurerà profetica l'Augusta Parola che dai sette colli della Terza
+Roma, proclamava intangibile l'Italia degli Italiani, l'Italia di Dante
+e di Galileo._
+
+ La _Navigazione Cisalpina_, Società Anonima Cooperativa
+ a Capitale illimitato.
+
+ _Per la sottoscrizione delle azioni_ (Lire 2000 cadauna,
+ in una sola rata) rivolgersi tutti i giorni,
+ tranne i festivi, alla sede del Comitato promotore,
+ Via Manzoni, n. 90, piano nobile, nelle ore d'ufficio.
+
+ _Il Comitato promotore:_
+
+
+ _Presidente,_ il marchese FERDINANDO FRATTA,
+ Principe di ROCCA TOLOMEI.
+
+ _Vicepresidente,_ il conte cav. ASCANIO BOBBOLI.
+
+ _Direttore tecnico_
+
+ Il cav. uff. ing. arch.
+ CARLO FONTANELLA
+
+ _Direttore amministrativo_
+ Il cav. ENRICO BRUNETTI
+
+ _Segretario generale_
+ MATTEO CANTASIRENA.
+
+ _Membri del Comitato_
+
+ Dott. cav. PIO CALCA, Possidente; avv. comm. PASQUALE TODDO-BERTÙ,
+ Deputato; barone comm. VINCENZO LO FORTE DI SANTA TRINITA,
+ Deputato; PIETRO LANER, Possidente-Pubblicista; AMBROGIO VERGANI,
+ Industriale; CAMILLO BERETTA, Banchiere; marchese comm. GIAN
+ FRANCO DURANTI, Possidente; SERAFINO CARLI, Possidente; FRANCESCO
+ PALAZZOLI, Costruttore; NAPOLEONE SALVALAJ, Pubblicista; cav.
+ MARCO SALÒ, Imprenditore; GIOVANNI BIZZARELLI, Ragioniere; BLASE E
+ PAOLY (Losanna), Agenti di Pubblicità.
+
+
+Questo grande _manifesto_, la prima emanazione del nuovo Comitato, per
+poco non fu causa che mandasse a monte l'impresa.
+
+Ma come?... Era forse il manifesto che avevano tanto discusso e
+finalmente approvato tutti insieme, nella sala del ristorante
+Canetta?... Tutti insieme, meno il Toddo-Bertù e il Santa Trinita, ai
+quali Cantasirena aveva scritto, poi telegrafato a Roma per avere
+l'adesione e la firma. Ma come? Erano stati burlati, mistificati,
+ingannati! E ognuno dei soscrittori si sentiva compromesso, e
+minacciava, voleva dare assolutamente le proprie dimissioni.
+
+Il marchese Tolomei protestava indignato. Aveva finito coll'accettare
+la presidenza del Comitato soltanto dopo aver avuto l'assicurazione
+formale che il duca di Casalbara aveva a sua volta accettato di esserne
+il presidente onorario!... Quel Cantasirena era dunque un uomo di
+malafede, un mistificatore!
+
+Il conte Bobboli, il Fontanella, il Brunetti, erano non meno furibondi
+per il carattere anonimo e cooperativo che il segretario generale, di
+motuproprio, aveva impresso alla società. E Pio Calca?... Pio Calca
+avrebbe certo avuto dispiaceri per l'ultimo inciso, per quel Roma
+_intangibile_. Figurarsi i suoi parenti, e sua madre....--_soa
+mader!_--Quel Cantasirena era un matto! Un imbroglione!--E Pio Calca,
+piccolino, biondino, con una vocetta stridente da musico in
+convulsione, gesticolava scalmanato, spiritato, gridava coll'uno,
+coll'altro per giustificarsi, per difendersi.
+
+--È un'indelicatezza! Una sconvenienza! Doveva aver riguardo per _mia
+mader_, che ha già preso cinque azioni, per me.... e anche, in certo
+modo, per _i mee pajsan!_ Chi ha un gran patrimonio, come il nostro,
+quasi tutto in terreni, Domeneddio deve tenerlo in piedi, al suo
+posto.... anche per _i pajsan!_ E poi di noi due la più ricca è sempre
+_mia mader_ e sarebbe una vera pazzia il mettersi in urto per
+sciocchezze inconcludenti come il credere sì o no in Domeneddio, o il
+voler restare a Roma più o meno!...
+
+E anche Pio Calca, arrabbiatissimo, avrebbe voluto dare le dimissioni
+da membro del Comitato. _Avrebbe voluto,_ perchè se aveva paura per
+_soa mader,_ per la parentela, per _i pajsan_.... era inquieto anche
+per via di Matteo Cantasirena, il quale con Pio Calca alzava subito la
+voce e minacciava di portare la quistione sul terreno personale.
+
+--Per me, tanto, mi batterei anche dieci volte! Ma non posso farlo per
+le idee di _mia mader!_ Impossibile!... Sarebbe capacissima di lasciare
+tutto il suo alla chiesa o all'ospitale!
+
+In quanto al Cantasirena, egli se ne infischiava allegramente delle
+proteste e delle minacce. Ormai li aveva nelle mani, presidenza e
+membri del Comitato, prefetto e governo, e anche i piccoli pesciolini,
+come il Vergani, il Beretta, il Palazzoli, il Bizzarelli che si erano
+lasciati indurre a metter la firma, per correr dietro ai propri denari,
+e adesso per paura di perderne degli altri, gli obbedivano ciecamente e
+ciecamente votavano per lui.
+
+Matteo Cantasirena nella costituzione del Comitato promotore aveva
+avuto la mano abbastanza felice. Trovato irremovibile il Casalbara, che
+alle sue continue insistenze perchè accettasse la presidenza onoraria,
+aveva risposto, seccato, con uno di quei--no--che non ammettono
+replica, era riuscito a trappolare il Tolomei, che se non era simpatico
+e popolare come il Casalbara, era altrettanto influente e risonante di
+titoli. Era, nientemeno, che il capo del partito radicale a Castellanzo
+e a Primarole: una reliquia autentica dell'aristocrazia in malora, che
+si era buttato rabbiosamente fra le braccia dei democratici, perchè la
+gente del suo mondo gli avea voltato le spalle, omai ristucca di aprir
+la borsa.
+
+--Bisogna cominciare sul momento l'azione e l'attacco,--aveva detto al
+prefetto Matteo Cantasirena.--Bisogna cominciare gli studi, i lavori
+per la "Cisalpina" molto prima che la lotta elettorale abbia preso il
+campo, e bisogna mirare dove l'avversario è più forte. Il marchese
+Tolomei è il grande elettore del Bonforti e del Ghirlanda?... Ebbene,
+per disorientare, sgominare l'inimico, è alla merlata rocca tolomea,
+che bisogna tirare il primo colpo!
+
+--Sicuramente!--aveva risposto il Prefetto,--il poter conquistare il
+Tolomei farebbe buona impressione al Governo.
+
+Il viso tondo, scialbo, dalle fedine rossicce, dell'alto funzionario
+rimaneva sempre impassibile, impenetrabile. Soltanto quando profferiva
+quella parola--Governo,--nell'occhio cerulo, improvvisamente
+immalinconito, errava, spirava l'amarezza triste dei rassegnati.
+
+--Capisce, commendatore? Sono già d'accordo col Fontanella: si compera
+il palazzo Tolomei a Primarole.... una topaia, mezzo disabitata.
+Pagandola bene, specialmente pagandola subito, facciamo entrare il
+Tolomei nel Comitato, lo facciamo presidente, e il palazzo Tolomei,
+restaurato alla bell'e meglio, diventa la sede della Direzione generale
+degli studi per la _Navigazione Cisalpina_, dalla quale si stende una
+gran rete d'interessi e di interessati, su tutta la zona dei due
+collegi. Anche su di ciò siamo d'accordo io e il Fontanella. Gli studi
+devono procedere febbrilmente, colla maggiore alacrità e senza
+risparmio. Il risparmio, nel movimento delle grandi imprese, è sempre
+stato la tomba del capitale! Un corpo di venti ingegneri!... Cinquanta
+assistenti!... Tutta gente del luogo, il Tolomei alla presidenza.... e
+abbiamo vinto!
+
+--Sicuramente.--E il Prefetto, lì per lì, promise i fondi per un
+giornaletto elettorale "_Le Risorse Italiche._"
+
+Il Tolomei non aveva accettato che ad una condizione: che il Comitato
+non avesse colore politico.... e per esser tranquillo e convinto di
+ciò, bastava notare e far notare com'era composto. Il marchese Tolomei,
+radicale, e Pio Calca, clerico-moderato: il Salvalaj, socialista, e
+Marco Salò, protezionista; Pietro Laner, trentino, scrittore di prima
+forza, poeta di prim'ordine, irredento sfegatato, e il marchese
+Duranti, un ex devoto dell'Austria. E siccome appunto il Tolomei
+brontolava per l'inclusione del Duranti, Matteo Cantasirena gli faceva
+capire che aveva torto.
+
+--Caro Tolomei: gli uomini sono mutati e anche il valore delle parole.
+Austriacante non ha più lo stesso odioso significato. In mezzo alla
+confusione dei partiti nuovi, della gente nuova, delle nuove scuole,
+delle nuove teorie e delle nuove follie, austriacante, ha, direi,
+alcunchè dell'austero, dell'antico, dell'aristocratico, del
+finanziariamente solido....
+
+--Ma.... il Casalbara? C'è o non c'è? Se c'è lui, ci sto anch'io, se
+no, no!
+
+--Giovanni?... Mio nipote?... Più che nipote, figlio direi quasi di
+elezione e di affetto?... Eccolo qui.--E gli fece vedere la prima
+minuta del manifesto, col duca di Casalbara presidente onorario.
+
+Allora il Tolomei accettò la presidenza effettiva, e accettò anche una
+forte anticipazione sul palazzo di Primarole.... e però quando il nome
+del Casalbara non apparì sul manifesto, il Tolomei non potè più
+ritirarsi.
+
+Così il conte Bobboli: costui non pensava che a godersi in pace i suoi
+milioni, e sopratutto a vivere all'ombra, quietamente, schivando ogni
+rumore, dando sempre ragione a tutti quanti, per la tema di poter
+essere tirato in ballo anche nella più piccola quistione.
+
+Ma ecco, un bel giorno, legge sulle _Risorse Italiche_ la gran notizia
+che gli elettori di Primarole, "gli elettori della libertà
+nell'ordine", lo vogliono portare contro il Bonforti, "un rumoroso
+atleta dello scandalo, un furibondo iconoclasta di ogni più pura
+immagine del patriottismo nazionale."
+
+Fu una mazzata sul capo. Il Bobboli traballò, gli sembrò che il terreno
+gli mancasse a un tratto sotto i piedi, e scrisse subito al giornale
+che non voleva saperne di deputazione, che era malandato in salute, che
+partiva subito per Parigi! Ma in risposta gli capitò una lettera
+misteriosa di Matteo Cantasirena colla quale lo pregava di passare in
+giornata al "_Le Risorse Italiche_" per il decoro, l'interesse morale
+del partito, riverberantesi sulle istituzioni.
+
+Il conte Bobboli si precipitò all'ufficio del giornale, tutto rosso,
+sconvolto, sossopra: sossopra anche il parrucchino di solito così
+leccato e lucente.
+
+Il direttore lo accolse con gran sussiego:
+
+--Scusi, caro conte, il disturbo; ma è certo che il suo rifiuto
+inaspettato, inesplicabile....
+
+--È inesplicabile, inaspettata l'offerta!... Io non ho mai domandato
+altro che di restar tranquillo.
+
+--Tranquillo lei? L'uomo dalle grandi imprese, dai grandi affari, dalla
+vita avventurosa, regale, anzi diremo, vice-regale?--E Matteo
+Cantasirena sorrise, socchiuse gli occhi.--Non sarà; ma è pur certo che
+il rifiuto sembrerà strano; avrà quasi l'apparenza di una ritirata,
+susciterà commenti, indiscrezioni.--E Matteo Cantasirena tornò a
+socchiudere gli occhi, ma soffiando e sospirando.--Io dovrò difenderla,
+indirettamente, dovendo difendere l'uomo scelto dal nostro partito, il
+gentiluomo beneviso in alto luogo; e, prima di impegnarmi in una lotta
+fierissima, _usque ad finem_, mi necessita la piena conoscenza dei
+fatti.--E qui, Cantasirena con un'aria da giudice istruttore gl'indicò
+la seggiola di faccia, dall'altra parte della scrivania:
+
+--S'accomodi.
+
+Da rosso, il povero Bobboli era diventato pallidissimo.
+
+--No.... no.... Non voglio lotte, non voglio polemiche! Io non accetto
+la deputazione perchè la politica non è affar mio, perchè non so
+nemmeno parlare....
+
+--Il deputato che ci occorre oggi è il _rara avis_: è quello appunto
+che sappia tacere.
+
+--Ma che io.... non sia più padrone della mia libertà?
+
+--Nessuno può vantarsi libero in un paese sinceramente libero. Guardate
+l'America!
+
+Vi fu un lungo silenzio.
+
+--"_Calomniez_"--riprese poi Cantasirena,--"_il en restera toujours
+quelque chose!_"--E avvicinando il faccione sfrontato e scrutatore alla
+faccia allibita del candidato di Primarole, domandò colla voce cupa,
+penetrante:--Lei conosce bene la leggenda egiziana, che corre per il
+mondo?
+
+--Chi può far ta.... tacere le canaglie?--balbettò l'altro senza fiato.
+
+Matteo Cantasirena lo fissò, continuò a fissarlo. Con una mano si
+accarezzava la barba lunga, fluente: coll'altra, tesa sulla scrivania,
+suonava il tamburino colle dita, sempre più forte, con un'irritazione,
+una minaccia crescente.... E intanto lo fissava, continuava a fissarlo.
+
+Il povero Bobboli-beì in quell'occhio acuto, luccicante, in quel viso
+severo, minaccioso, vide riapparire, ritornare a galla, tutto il suo
+passato.... Il traffico dei neri..., il commercio delle bianche.... le
+cambiali.... la rovina d'Ismail pascià. Allora, sentendosi perduto,
+perdette la testa; ebbe paura dei morti, paura dei vivi, paura, più di
+tutti, di Matteo Cantasirena, e per ciò gli si abbandonò nelle mani
+senza nemmeno venire a patti.
+
+Invece, per risolvere la madre di Pio Calca a permettere al figliuolo
+di portarsi deputato e ad inscriversi fra i promotori della
+"Cisalpina", furono messi in moto tutti i preti dei due collegi, con
+monsignor Meneguzzi alla testa. L'architetto Fontanella avrebbe
+comperato, per conto della Società, certi fondi della fabbriceria di
+Castellanzo, che non rendevano un soldo, e provveduto al restauro,
+colla fondazione di una messa, per i lavoranti e gli operai, di una
+certa chiesa detta di San Vicenzino.... grave oggetto di scandalo per
+tutti i devoti.
+
+Figuriamoci! L'aveva presa in affitto un prete spretato, fattosi
+pastore protestante, e vi teneva le sue adunanze, le sue conferenze per
+la propaganda evangelica!
+
+E così era cominciata la lotta elettorale e così cominciava a
+diffondersi, a prender piede e a prender corpo la _Navigazione
+Cisalpina_ e si raccoglieva attorno a Matteo Cantasirena tutta una
+schiera, tutto un esercito, tutta una popolazione d'interessati.
+
+Oltre al Tolomei, al Bobboli, a Pio Calca, oltre al marchese
+Duranti--che dopo aver rinnegato Cantasirena quando ormai lo credeva
+liquidato e morto, adesso, per riamicarselo, comperava le azioni della
+"Cisalpina"--oltre al Brunetti, al Vergani, al Bizzarelli, si mettevano
+in moto, si agitavano tutti i parenti e i dipendenti di costoro. E i
+radicali che lavoravano per il Tolomei, e i clericali che lavoravano
+per Pio Calca, e gli avversari del Bonforti, che volevano ad ogni costo
+il conte Bobboli!... Poi i venti ingegneri, poi i cinquanta assistenti,
+poi tutti gli altri che avevano da guadagnare, da lavorare, da sperare
+nella "Cisalpina" e anch'essi, alla lor volta, colle loro famiglie, i
+loro amici, le loro aderenze. E da una parte il prefetto e gli agenti
+del Governo, e dall'altra i sindaci, i comitati, le associazioni....
+Più aumentava la folla, più s'ingrossavano gl'interessi, le speranze
+crescevano, si accendevano le passioni, gli odî, le guerre, le
+cupidige. E in mezzo a quella turba, a quella folla, l'architetto
+Fontanella, intrigante, strisciante, petulante; e sopra la folla, sopra
+tutto, Matteo Cantasirena, sempre olimpico, maestoso, sereno, sempre
+convinto nella giustizia della lotta elettorale, nella bontà
+dell'impresa, nel genio di Fara-Bon, che ritornava a fare, che
+continuava a fare ciò che aveva sempre fatto e disfatto: raccogliere
+quattrini a palate per buttarli a cappellate!
+
+Il direttore, abbandonato l'antico quartiere, aveva preso in affitto
+tutto un villino in via Ricasoli. Nel pianterreno, aveva messo gli
+uffici delle _Risorse Italiche_; al piano nobile il suo appartamento,
+colla Gioconda innalzata al grado di governante, e Taddeo, press'a
+poco, a quello di maggiordomo. Di sopra, lo studio dell'architetto
+Fontanella, la cameretta di Pietro Laner, e il quartierino di Evelina,
+che viveva tutta sola, affatto ritirata, con una servetta più gialla,
+più brutta, più gobba di lei.
+
+Evelina avea voluto così, e ormai era Evelina la coccola, il cuore, il
+grande amore dello zio Matteo. Eleonora, quell'egoista superbiosa, non
+si poteva più nemmeno nominare, o lo zio Matteo--non più zio per
+lei!--strepitava, montava in furia. La cagione di un così gran
+mutamento era stata la condotta di Nora, la quale s'era rifiutata di
+seguire i consigli, le esortazioni dello zio, non avea voluto prestarsi
+per indurre quel vecchio testardo di Giovanni, pieno zeppo di
+pregiudizi di casta, di albagia, ad accettare, nientemeno, che la
+presidenza onoraria della _Navigazione Cisalpina!_ E non solo questo,
+ma pareva di più, che "quella bisbetica indomabile" cercasse di scavare
+l'abisso fra lo zio, non più zio, e il suo biondo senatore! Così, un
+duca di Casalbara, faceva in certo qual modo il paio con un Marco Salò
+di Trieste, l'unico dei firmatari del comitato promotore che dopo
+ricevuto il manifesto s'era incaponito a voler dare e mantenere le
+proprie dimissioni!
+
+E anche alle nozze celebrate a Casalbara in forma privatissima, Matteo
+Cantasirena aveva avuto un contegno rigido e severo. Un solo momento di
+commozione alla partenza, nell'abbracciare quel povero Giovanni! Ma per
+lady Macbeth, niente! Era felicissimo di non rivederla più per un bel
+pezzo! Andasse pure a Nizza, a Parigi, a Londra.... e a Bergamo! Tanto
+meglio! Lui aveva fatto il suo dovere di padre, l'aveva messa a
+posto.... e adesso basta! Quando i suoi affari gliene avessero lasciato
+il tempo si sarebbe dedicato a quell'altra, alla buona, alla cara
+Evelina!--Oh, Evelina!--Era Evelina la sua figliuola vera, l'unica, la
+soave Cordelia dello zio Matteo! La bontà la rendeva piacente, la
+rendeva perfino bella!...--Quel Laner! Un melenso, un ignorante!
+Trascurava tanto tesoro di tenerezza, di poesia, di vera poesia,--altro
+che i suoi versi!--Mah! I contadini, i villani, misurano tutto a palmo!
+Ciò che ad essi fa colpo non è la qualità, è la quantità! Quell'altra,
+era più grande, più grossa, e gli aveva fatto più colpo!
+
+Lo zio Matteo, in conclusione, avrebbe voluto che il Laner sposasse
+Evelina, non tanto per Evelina, quanto per le ventimila lire del
+libretto della Cassa di Risparmio.
+
+Come tutti i prodighi, egli aveva l'avarizia, la smania di quei denari
+che non poteva toccare e buttar via colle sue mani. La somma sborsata
+dal Casalbara per pagare il Laner, la considerava sua, per la ragione
+che era suo il debito; e impiegata al tre per cento, per la gretteria
+sospettosa della signora duchessa, era, per lo zio Matteo, un capitale
+suo, sciupato!
+
+--Quell'irredento chitarrista, è stato lui, colla sua cocciutaggine,
+colla sua classica inabilità, che ha ammazzato l'_Emporio
+Letterario!_... Tocca a lui a pagar le spese!... Tocca al direttore
+"responsabile" dell'_Emporio_, non a quello del _Rinnovatore!_
+
+Soltanto la speranza di far sposare Evelina al Laner, lo aveva calmato,
+rabbonito. Le ventimila lire sarebbero state la dote della sua cara
+Evelina, e per quella figliuola era sempre pronto a sacrificarsi.
+
+E di nuovo si era tirato in casa Pietro Laner, creandolo suo
+"segretario di gabinetto", mandandolo di qua, di là, facendolo lavorare
+per il nuovo giornale, per il comitato, per le elezioni, strapazzandolo
+come un cane per vendicarsi di Nora; quell'ingrata, che non gli
+scriveva, che non faceva un passo, che non gli domandava perdono....
+
+--Dopo che mi deve la sua fortuna, la sua _posizione_, una delle
+"_prime posizioni_" di Milano!
+
+Pietro Laner, quando lesse il suo nome sul manifesto della "Cisalpina"
+si sentì stringere il cuore, prevedendo nuovi guai. Era il primo giorno
+che usciva di casa per rinfrancarsi un po' sulle gambe. Si sentiva
+indebolito, fiacco, era malinconico e triste; e leggendo quel
+manifesto, vedendo il suo nome e col fantasma di Evelina sempre fisso
+in mente, tornò a pensare con un brivido di terrore superstizioso che
+aveva proprio ricominciato a vivere di venerdì!
+
+Ah, come avrebbe voluto ritornare a Crodarossa!... Ma non osava più
+parlarne: Evelina scoppiava subito in lacrime.
+
+--Sola?... sola?... sola?... Lasciarmi sola nel mio stato d'angoscia,
+orribile, tremendo?... No, no, Pietro, non lasciarmi sola! Se in un
+impeto di smarrimento, di disperazione perdo la testa, Dio, Dio, per
+te.... che rimorso!
+
+E intanto, anche a Crodarossa, cominciavano a inquietarsi, a
+spaventarsi.
+
+Evelina non mandava più lettere; e Pietro, preso dall'inerzia,
+dall'abbattimento, lasciava passare i giorni ripetendo sempre a sè
+stesso: Scriverò domani, scriverò domani!
+
+La signora Angelica e la signora Rosina stavano ancora nel lungo riposo
+del dopo pranzo alla finestra della loro cameretta, ma non sospiravano
+più guardando l'orto, guardando il "Gigantesso" e pensando a
+quell'altra, alla nuova padrona. Si guardavano mute nei poveri occhi
+pieni di lacrime e sospiravano, sospiravano pensando a Pierino.
+
+Un giorno--era tornato l'ortolano dalla posta ancora senza lettere--non
+si sentirono più la forza di resistere ed ebbero invece, tutt'e due,
+nello stesso tempo, lo stesso pensiero:
+
+--_Andemo a Milan?_
+
+--_Andemo._
+
+Trotterellando, corsero a confidare la loro risoluzione, il loro colpo
+di testa a Don Giuseppe, che rimase attonito, a bocca aperta, un po'
+perplesso e impensierito per quella partenza.
+
+--Certo, certissimo, un'inspirazione del loro buon cuore, non può
+essere che un'inspirazione di Quel di lassù. Intanto, in quanto a me,
+per tirare innanzi in questi giorni.... Dio vede e Dio provvede!
+
+E Don Giuseppe,--erano in cucina,--sospirò guardando malinconico i
+fornelli.
+
+Ma la signora Angelica e la signora Rosa si affrettarono a
+tranquillarlo. Per una settimana avevano date tutte le istruzioni e
+anche le provviste occorrenti alla Nunziatina, la figlia dell'ortolano.
+Prima di partire avrebbero preparato il _golasch_ colle patate per due
+giorni; per altri due giorni, pollo e patate a lesso; per i giorni di
+magro il merluzzo, le uova, e insalata di patate. Avrebbero consegnato
+alla Nunziatina il quantitativo occorrente di burro, di caffè; poi
+sarebbero tornate, giusto in punto, per il giorno della lavandaia, e
+Don Giuseppe non si sarebbe nemmeno accorto della loro assenza.
+
+E così, piene di borse, di fagotti, con un'oca "bella grassa" e un
+sacchetto di noci, le due vecchierelle, sempre collo scialletto nero e
+col fazzoletto di maglia grossa annodato sotto il mento, capitarono a
+Milano, tenendosi vicine vicine, per non perdersi in quel _diavolesso_,
+in tutta quella gran _confusion!_
+
+Ma, subito, si rincorarono alla vista di Pierino che le accolse
+festoso, giubilante, e che esse--Dio sia lodato!--ritrovavano, dopo
+tante angosce, perfettamente rimesso in salute; soltanto con un
+colorito un po' più pallido, "_più civil!_" Poi tornarono a
+confondersi, a smarrirsi alla vista del "signor commendatore _direttor_
+Cantasirena" e alle sue espansioni rumorose, assordanti. Ma di nuovo si
+rinfrancarono, si consolarono con Evelina, così modesta, insinuante,
+economa, tutta di casa, e così piena di attenzioni e di premure.
+
+La signora Angelica e la signora Rosa, piombate da Crodarossa a Milano,
+spinte dal presentimento, dal dubbio di una disgrazia, vi ritrovavano
+invece il loro Pierino rimesso in gamba, colle ventimila lire ancora
+intatte, e "vicinissimo a farsi uno stato magnifico, sotto la
+protezione del signor commendatore _direttor_." E trovarono pure il
+buon tempo, l'allegria, quegli svaghi che in tutta la loro vita non
+avevano mai avuto, non avevano mai sognato.
+
+Pierino sentiva ormai che della sua grande felicità d'un tempo non
+aveva più altro che quelle due vecchierelle, e si mostrava assai più
+affettuoso e amoroso. Matteo Cantasirena faceva loro, col vocione
+rimbombante, elogi e complimenti straordinari, ch'esse, magari, non
+capivano bene, ma che cercavano poi di spiegarsi l'una all'altra quando
+erano sole, e le teneva allegre, le rendeva arzille, coi pranzi
+squisiti e coi vini prelibati. Evelina le portava in giro per tutte le
+chiese, pregava con esse, con esse faceva tutte le sue divozioni,
+baciava tutte le reliquie. Poi le conduceva a passeggiare sotto la
+Galleria, o lungo il Corso a vedere i negozi. La signora Angelica e la
+signora Rosina erano ancora intontite, spaurite, in mezzo al trepestìo
+della folla. Si tenevano per la sottana, ma abituandosi a mano a mano,
+cominciavano ad ammirare, ad estasiarsi. Il Duomo esse non lo vedevano
+nemmeno: era troppo grande, troppo immenso pei loro piccoli occhi
+esterrefatti, ma rimanevano immobili, attonite dinanzi ai Bocconi, si
+dilettavano, si godevano, si maravigliavano dinanzi alle trottole, ai
+topolini, ai pulcinella dei rivenditori ambulanti. E strabiliavano,
+trasecolate, per i prezzi enormi, "esageratissimi" di tutta quella
+roba, e poi sospiravano, si guardavano mute, titubanti per via d'un
+panettone che il loro cuore voleva portare a Don Giuseppe, ma la cui
+spesa era l'unico tormento, l'unico affanno di quei giorni felici.
+
+Pietro continuava a trovarsi colle zie, sempre insieme alle zie. Pure,
+a un tratto, sebbene le due vecchiette, sballottate in quello
+stordimento, non se ne fossero accorte, egli era diventato taciturno,
+cupo. Fissava spesso Evelina con una domanda ansiosa negli occhi, e la
+ragazza gli rispondeva con un brivido, impallidendo.
+
+Alcuni giorni, appunto, dopo l'arrivo delle zie da Crodarossa, si erano
+ripetuti più gravi i primi sintomi; e una domenica, tornati insieme
+dalla messa, mentre la signora Angelica e la signora Rosa
+trotterellavano innanzi, passando per le prime nel salotto, Evelina,
+fermato il Laner sull'uscio, gli aveva bisbigliato in fretta, tutta
+tremante:
+
+--Ho paura.... ho paura.
+
+--Paura di che?--aveva risposto l'altro pur con un tremito.
+
+--Se fosse vero! Ah, se fosse vero! Un veleno, subito, fulminante! La
+morte!... La morte!
+
+Ma la signora Angelica e la signora Rosa non sapevano leggere sotto la
+maschera del sorriso forzato. Esse credevano a tutti, credevano a
+tutto, sempre confuse, commosse per la grande, immeritata bontà di cui
+si vedevano circondate. E furono esse medesime che indussero Pierino ad
+accettare "subito subitissimo" le offerte di "quel grand'uomo, del
+signor commendatore _direttor_." Cioè, tornare a star in casa con lui,
+e assumere "per intanto" il posto, importantissimo, di suo primo
+consiglier particolare!
+
+E le signore Laner, così festeggiate, accarezzate, naturalmente, invece
+di una settimana, si fermarono a Milano più di un mese. Sempre
+spaurite, stupefatte, sempre senza parole, non sapevano resistere alle
+preghiere di Pietro, agli abbracci di Evelina, alle intimazioni
+amabilmente imperative di Matteo Cantasirena, il quale le vedeva
+soltanto a pranzo, ma le incantava, le affascinava, le istupidiva per
+tutto il giorno.
+
+--_Bisogna partir_....
+
+--_Dovemo proprio partir_....
+
+E intanto i giorni passavano, ed erano sempre a Milano, e appena appena
+osavano guardarsi, mute, sbigottite con lunghi sospiri, all'idea della
+collera "giustissima" di Don Giuseppe, rimasto solo, abbandonato a
+Crodarossa, colla Nunziatina, _bona de gnente_, oppure pensando alla
+lavandaia, alla biancheria, alle mele cotogne "_de cernir_" e alla
+canonica, tutta quanta in _rivoluzion!_
+
+--_Bisogna partir_....
+
+--_Dovemo proprio partir_....
+
+E si decisero a partire, veramente, ma quando gli altri non pensavano
+più a trattenerle.
+
+Pietro aveva promesso, subito, di accompagnarle fino a Crodarossa; poi,
+dopo, per via di quell'altra che faceva il muso, che si sentiva male,
+soltanto fino a Verona. Ma all'ultimo, Evelina, sempre in sospetto,
+sempre col timore che egli volesse scappare, gli tolse d'un colpo ogni
+lena e ogni forza di muoversi:
+
+--Dio, Dio!... È sicuro! Il dottor Foresti se n'è accorto.... Ha capito
+tutto! È sicuro!
+
+Pietro lasciò che la zia Angelica e la zia Rosina partissero sole. E
+alla stazione, salutandole, dimenticava quasi di abbracciarle. Era
+troppo sconvolto, troppo spaventato....
+
+Che viaggio lungo, uggioso per le signore Laner, e come arrivarono
+tristi e malinconiche alla canonica! Osarono appena presentare a Don
+Giuseppe "coi saluti particolari del signor commendatore _direttor_" il
+bel panettone che Evelina aveva finito col regalar loro, per levarle
+dai triboli.
+
+Don Giuseppe le aveva ricevute senza guardarle in faccia, con un muso
+"tremendo". Egli parlava soltanto colla Nunziatina; dava i suoi ordini,
+faceva tutte le sue raccomandazioni soltanto alla Nunziatina.
+
+E la loro cameretta?--Cos'era successo?--Anche la cameretta non
+sembrava più quella di prima. Era diventata squallida, oscura....
+
+Oh, quel gran silenzio che le circondava, come pareva cupo, come pareva
+vuoto!
+
+--E l'Evelina?... Che angelo!
+
+--Un vero angelo!
+
+Così mormoravano, tra di loro, nello svestirsi per andare a letto, col
+pensiero e col cuore sempre a Milano.
+
+--E Pierino?... Poveretto, alla _stazion_, per lo sforzo del trattener
+le lacrime, era tutto pallido, smorto....
+
+--Smorto cadaverico, poveretto.
+
+S'inginocchiarono, bisbigliarono le preghiere, intonandole più alto la
+signora Angelica, rispondendo a voce più sommessa la signora Rosa.
+....Poi, dopo, a tutte due, nel coricarsi, sfuggì il medesimo sospiro.
+
+--E il signor commendatore _direttor_?... Che belle maniere.... e che
+bella testa!
+
+--Una vera testa da san Gerolamo!
+
+--E che mani bianche, delicate....
+
+--E la voce?
+
+--_El parla cussì ben_ come uno che canta!
+
+E le vecchierelle, rannicchiate sotto le coperte, sospirarono ancora,
+sospirarono più volte, prima di addormentarsi.
+
+Ma poi, passando i giorni coi giorni, sempre uguali, la gran città fu
+dimenticata a poco a poco, perdendosi, confondendosi lontano, nella
+memoria. E Don Giuseppe, l'economia, l'orto, la canonica avevano già
+ripreso il primo posto nella loro vita e nei loro pensieri, quando,
+d'un tratto, furono nuovamente sconvolte da un altro "_rebalton_", il
+più terribile di tutti!
+
+Era capitata una lettera del Laner, scritta collo stile di Evelina, ma
+questo le zie non potevano capire, nella quale Pietro confessava il suo
+"ardente amore" per la giovane alla quale esse avevano dimostrata tanta
+bontà e tanto affetto, "per la nipote del signor direttore", e finiva
+col chiedere il loro consenso al matrimonio, e la loro benedizione.
+
+--_Jesus Maria Joseph!_
+
+--_Jesus Maria!_
+
+E al solito, corsero smarrite, trafelate in cerca di Don Giuseppe.
+
+Il buon prete, che con sua grande soddisfazione aveva visto la canonica
+riprendere, finalmente, la vita placida, tranquilla d'un tempo, non
+aveva adesso altro che un timore: qualche trambusto, qualche nuovo
+guaio e dalla parte di Milano. Però, sentito il caso, si affrettò,
+tanto per fin di bene, quanto per il quieto vivere, a calmare e a
+confortare le signore Laner.
+
+--Tutto per il meglio, signora Angelica! Ma tutto per il meglio,
+signora Rosa! È sempre Quel di lassù che vede e provvede, e dobbiamo
+ringraziarlo come di un nuovo, segnalato favore. Pierino non è più solo
+a Milano, esposto a tutti i pericoli dell'anima, e diremo anche del
+corpo. Mi hanno ripetuto, tante volte, non è vero? che la ragazza, la
+sposa prescelta, è savia, modestissima, di ottimi principî?
+
+--Oh, per questo, una vera _perfezion!_ E anche economa.
+
+--Economicissima.... Tutta di casa.
+
+--E allora dunque?... Ma si potrebbe desiderare di più e di meglio, dal
+momento che è l'ispirazione, è la volontà diretta e medesima di nostro
+Signore? _Mundus est et mundus esse debet!_
+
+--Ma.... Pierino, non ha ancora uno stato sicuro.
+
+--Un _impianto_ stabile....
+
+--Quel signor commendatore, così potente, padrone dispotico di tutta
+Milano, penserà certo alla sua fortuna, al suo avvenire. Diamine!...
+Sposa una sua nipote!
+
+--Ma.... la salute.... È malatina, esilina....
+
+--Bruttina, anche, per dir la verità.
+
+--E questo forma il più grande elogio del loro nipote, che non si è
+innamorato della bellezza del corpo, che è la dote del diavolo, ma
+della bellezza dell'anima, che è il dono più prezioso di Quel di lassù,
+essendo come una parte della sua stessa essenza divina! Da brave,
+coraggio, e ringraziamo tutti insieme con umiltà, con gratitudine il
+nostro Signore, l'Altissimo onnipotente, che tutto vede e provvede. Ed
+io, che per l'appunto, come servo, e indegnissimo s'intende, lo
+rappresento ai suoi fedeli, mando in questo momento al nostro Pierino,
+a Milano, la sua santa e paterna benedizione.
+
+Il prete, diritto in piedi, si levò la berretta, e dopo aver fatto
+l'atto della benedizione, congiungendo le palme devotamente, intonò
+compunto, a bassa voce, le litanie:
+
+--_Kyrie eleison.... Christe eleison_....
+
+E le due vecchiette, inginocchiate a' suoi piedi, vicine vicine, come
+per dar più forza alla loro preghiera, come per unire in uno solo il
+loro fervore e il grande affetto per il loro Pierino, balbettavano
+colla voce fioca, tremante, rotta dalle lacrime:
+
+--_Ora pro nobis_....
+
+--_Ora pro nobis_....
+
+
+
+
+
+PARTE SECONDA
+
+
+LA BARAONDA.
+
+
+
+
+I.
+
+
+Due seccature, una leggera, l'altra assai grave e pericolosa, turbavano
+il buon umore e il successo del direttore delle _Risorse italiche_,
+segretario generale della _Cisalpina_. La seccatura piccola, un'inezia,
+ma insistente, irritante come la punzecchiatura di una mosca, era Paolo
+Jona colla sua _Durlindana_. Ormai la Navigazione e Matteo Cantasirena
+facevano le spese di tutto il giornale umoristico. Appena affisso il
+manifesto del Comitato, la _Durlindana_, subito, era uscita con una
+grande caricatura a colori: _Mosè salvato dalle acque_. E Mosè, si
+capisce, era Matteo Cantasirena, le _acque_ i debiti, le cambiali, i
+protesti; l'_Arca_, la _Cisalpina_, le _vele_ il giornale le _Risorse
+italiche_, gonfiate dal Prefetto, che soffiava fondi segreti.
+
+--Ragazzacci viziosi e sgrammaticati!--Matteo Cantasirena diventava
+furente, ma si arrabbiava fra sè, soltanto fra sè. Rispondere? Sfidare?
+Dar querela?... Avrebbe fatto ridere di più alle proprie spalle. Però,
+il vecchio giornalista fingeva, con sprezzante noncuranza, di non
+vedere, di non leggere mai la _Durlindana_, tanto "quel giornalaccio"
+era volgare, e senza spirito!
+
+Non così, per altro, egli avrebbe potuto comportarsi alla seccatura più
+grossa: la guerra che faceva alla _Cisalpina_ quel maledetto boemo
+"trasudante col sudiciume, i milioni e le canagliate!"
+
+--Col Kloss non si può scherzare!
+
+E si trattava appunto di Francesco Kloss, e l'odio, la guerra che gli
+faceva il Kloss, egli la metteva in conto di un altro regalo che gli
+venisse da Nora.
+
+Il Kloss, adescato e poi rimasto a bocca asciutta, non potendo
+vendicarsi contro "madama Du Barry" si sfogava contro la _Cisalpina_.
+
+--Beneficate!--brontolava lo zio Matteo.--Raccogliete le orfane dei
+vostri amici, e avrete in ricambio l'ingratitudine, sempre
+l'ingratitudine!
+
+Era vero che Francesco Kloss, abbandonando il solito riserbo, s'era
+buttato accanitamente contro la _Cisalpina_, e i giornali radicali,
+avversari dell'impresa, più che per altro, per ragioni politiche e per
+mire elettorali, si facevano forti de' suoi giudizi, della sua aperta
+ostilità. Uno, fra gli altri, aveva appena pubblicata l'intervista di
+un _reporter_ col commendatore Francesco Kloss a proposito delle
+"_manovre nautico elettorali_ di Primarole". E l'intervista era
+riuscita tanto più impressionante per il tono burlesco. Il Kloss non
+faceva altro che ridere e sghignazzare, assicurando, che per conto suo
+avrebbe sempre aspettato l'acqua della "Cisalpina.... per correre ad
+annegarsi!" E il _reporter_ riferiva il motto preciso, nel suo dialetto
+internazionale:
+
+"_Mi aspettassi cuell'acqua, per cour diretto a neccar!_"
+
+Ma nella guerra mossa dal tedesco alla nuova impresa non entrava
+affatto la "_macchina a tispiasé_" come egli chiamava la duchessa di
+Casalbara. Forse gli era rimasto per Nora un senso di dispetto, di
+antipatia unito alla diffidenza, ma ci voleva ben altro per muovere il
+Kloss, in pro o contro un'impresa, e per spingerlo a fare ciò da cui
+era sempre rifuggito quasi con terrore: parlare coi _giornalista_,
+trattare coi _giornalista_, concedere interviste ai _giornalista!_
+
+Per indurlo ad un passo così avventato era occorso tutto il suo odio di
+razza contro gli "_imbrojamestee_" degli affari, della speculazione. E
+più ancora: tutto il suo proprio, il suo vero, il suo solo interesse!
+
+Quella "carnevalata" della _Navigazione Cisalpina_ poteva di
+contraccolpo, suscitare diffidenze, timori nel pubblico per le grandi
+speculazioni della Borsa, per gli affari sul serio, insomma per gli
+affari della banca Kloss e C.
+
+--_Cunt i tannée del pubblich se scherza no!_--dichiarava il Kloss
+senza più ridere nè sghignazzare, perchè istintivamente, per abitudine,
+i denari del pubblico li considerava già suoi.
+
+Le _Risorse italiche_ non raccolsero il fiero attacco di
+quell'intervista. Soltanto il giorno dopo, recavano al posto d'onore
+"in corpo nove" un avviso interessante, ch'era anche una stoccata.
+
+"Il segretario generale della _Navigazione Cisalpina_, commendator
+Matteo Cantasirena, terrà domenica 1.º giugno, nella fausta occasione
+della Festa Nazionale una conferenza nel gran salone del "Palazzo dei
+Lavori" a Primarole, sul tema: "La Navigazione Cisalpina.--Il passato,
+il presente, l'avvenire."
+
+"L'onorevole conferenziere spiegherà il concetto creatore del compianto
+capitano Fara-Bon e illustrerà l'estrinsecazione pratica che di esso
+sta per assumersi il suo degno discepolo e continuatore, l'ingegnere
+cav. Carlo Fontanella, giovane ricco di censo, di mente, di cuore e di
+studi. Il Fontanella risolverà uno dei problemi più utili alla
+grandezza italiana, rispondendo colla vittoria dei risultati, alle
+guerre coperte e insidiose degli atrabiliari e dei settari i quali
+soffocano ogni sentimento di patria nei loro odî, nelle loro cupidige
+ascose e tenebrose.
+
+"L'illustre oratore, infaticabile segretario della _Cisalpina_, darà
+conto altresì delle numerose e preziosissime adesioni che continuamente
+pervengono al Comitato: ed inviterà gli intervenuti alla cerimonia di
+chiusura del concorso, per la scelta del bozzetto di un monumento al
+grande Ideatore."
+
+Una noticina in corpo sette, soggiungeva poi:
+
+"A proposito del concorso. Siamo in grado di prevedere che i suffragi
+del pubblico, come già quelli della competentissima e solerte
+commissione aggiudicatrice, si raccoglieranno indubbiamente sul
+bozzetto dello scultore Gesualdo Arcangeli: "Fara-Bon dinanzi a
+Malamocco." È questa un'opera d'arte nella quale l'alta e patriottica
+idealità del concetto si rivela nella severità classica della forma,
+scevra da ogni ibrida concessione alle volgarità del cosidetto verismo.
+Nè poteva essere altrimenti. Gesualdo Arcangeli è cittadino dell'eroica
+Brescia, è figlio di quel prode Agesilao, a noi più che compagno,
+fratello nelle lotte e nelle congiure, morto sulle barricate, colpito
+in fronte dal piombo di un caporale croato.... anzi _boemo_."
+
+Ma dalla freddezza colla quale erano stati accolti e riportati dagli
+altri giornali, anche dagli stessi giornali del partito, i "comunicati"
+riguardanti la conferenza di Primarole, il monumento e le nuove
+adesioni, Matteo Cantasirena, col suo fiuto finissimo, aveva subito
+capito di essere un po' in ribasso dopo la famosa intervista.
+
+Si trattava, per il pubblico, di metter mano alla borsa e facevano più
+colpo il gergo barbaro e lo scetticismo del banchiere, che dava
+l'allarme, di tutti i pistolotti e le evocazioni nazionali.... per
+cavargli quattrini.
+
+--Italia! Italia!--gemeva dolorosamente Cantasirena. Poi pensava al
+modo di difendersi e concludeva:--Bisogna neutralizzare il Kloss!
+
+Il direttore era solo nel suo studio, alle _Risorse italiche:_ uno
+studio artistico e patriottico: il busto del Fara-Bon, dal solito
+barbone e il berretto di pelo, e, in alto, in una gran cornice, una
+lettera autografa di Garibaldi.
+
+--Bisogna rendere l'Austria neutrale.... o meglio ancora, farsela
+alleata!...
+
+E pensava, continuava a pensare, accarezzandosi la barba,
+arricciolandone la punta, nervosamente.
+
+Aveva bisogno di denaro, di molto denaro. Aveva pagato i debiti
+vecchi.... ma cominciavano già ad invecchiare anche i debiti nuovi....
+
+--Il Brunetti, il Bizzarelli, il Palazzoli.... tutti spiantati!... Il
+Fontanella.... un pusillanime! Gli operai, i giornalieri, si sa, sono
+un branco di affamati! Ebbene, quando strepitano, quattro schioppettate
+in aria e si cacciano in prigione! E quel chierichetto ambizioso di Pio
+Calca? E quel trafficante di carne umana del Bobboli-beì? Vogliono
+esaminare i conti!... I conti! I conti!... Se abbiamo fatto l'Italia è
+perchè non abbiamo mai contato nè i nemici nè i denari! I conti!... Io
+non accumulo! Io non nascondo i milioni!... Non ci credono? Vengano a
+vedere!
+
+E il direttore sbuffò stizzito, con un'alzata di spalle. Se ne
+infischiava di quella gente! All'occorrenza il Fontanella, il Calca, il
+Bobboli, tutti quanti, avrebbero dovuto tirar fuori degli altri
+quattrini. Ma per la _Cisalpina_, per la riuscita della grande impresa,
+occorreva il capitale fluttuante, enorme, inestinguibile del pubblico,
+delle azioni.
+
+--Maledetto boemo!... Bisogna agguantarlo per il collo!... Per lo meno
+imporsi, spaventarlo!... Spaventarlo?... Sicuro, perchè no?
+
+Matteo, era seduto dinanzi alla scrivania; si allungò, si distese sulla
+poltrona.
+
+--Spaventarlo?... Tedesco, affarista, donnaiuolo.... non dovrebbe
+essere difficile!
+
+Rimase a lungo immobile, coll'occhio fisso ad un punto del soffitto:
+con una mano aveva afferrata tutta la barba, e si grattava il mento
+coll'indice... Poi gli sembrò... ebbe un lampo. Allora si scosse, si
+alzò come per seguire l'idea che gli era balenata...
+
+--Gli spezzati d'argento.... Gli incettatori... Gli avoltoi della
+Borsa... e delle borse! Benissimo!
+
+Si avvicinò all'uscio e chiamò a mezza voce:--Signor Perego!
+
+Un omino entrò quasi subito nello studio: piccolo, sudicio, sparuto,
+colle scarpe rotte e l'abito nero tutto liso; una faccia tra l'affamato
+e il delinquente. Egli si fermò dinanzi al direttore con un
+atteggiamento ch'era un mezz'inchino, e portandosi con un moto abituale
+della mano il grosso cordone del _pince-nez_ dietro l'orecchio.
+
+Il Perego poteva vantarsi di rappresentare tutta intera la redazione
+delle _Risorse italiche_. Il giornale "dei giovani e per i giovani"
+aveva infatti sempre piene di giovani le sale della direzione e le
+tasche del direttore. Ma a tutti quei giovani Matteo Cantasirena
+raccomandava di portar quattrini e abbonati: quando portavano
+articoli... questi finivano nel cestino.
+
+Mariano Perego era straordinario nella sua qualità di giornalista
+_utilité:_ aveva letto tutto, conosciuto tutti, ricordava tutto; era
+uno sgobbone portentoso, instancabile, un assimilatore dello stile di
+prima forza.
+
+E per questa sua abilità, i colleghi lo chiamavano il
+_falsificatore_..., ma non per questa soltanto. L'appellativo aveva un
+senso recondito, ingiurioso e perfido: si riferiva alla prima colpa del
+Perego, quella che lo aveva disonorato, rovinato.
+
+A diciott'anni, egli faceva ancora l'ultimo corso di liceo; pazzo per
+una donna, aveva falsificata la firma di un suo compagno di scuola,
+sotto una cambiale di cento lire: prima ancora della scadenza, il
+Perego si butta alle ginocchia dell'amico, gli confessa la colpa;
+l'amico perdona, paga, ritira la cambiale. Ma dopo, dopo forse una
+decina d'anni, mentre Mariano Perego, già molto innanzi nella carriera,
+nella fama, si trova impegnato in una fierissima polemica che
+appassiona tutta una città, che deve risolversi in un duello, in un
+seguito di duelli, ecco saltar fuori una prima voce, vaga, che ricorda
+quel fatto; poi, a mano a mano, la voce si fa più insistente, più
+precisa.... I padrini della parte avversaria esigono un giurì, il fatto
+delle cambiali è provato irrecusabilmente, e Mariano Perego, dichiarato
+indegno di battersi, infamato, deve abbandonare la sua città, il
+giornale fondato da lui, reso potente con tanti sforzi, con tanto
+ingegno, lo stesso partito politico al quale aveva dedicato la vita e
+pel quale sarebbe stato pronto a sacrificarla.... deve abbandonar
+tutto; ritrarsi, sparire!
+
+Tutti, contro di lui e con più furore quanto più egli era salito in
+alto; tutti contro di lui, senza tregua, senza misericordia e gli amici
+più dei nemici, tutti i protetti, i difesi, i beneficati.--Giù, giù la
+nuova canaglia, giù, nel fango!
+
+E Mariano Perego, il giornalista caduto, collo stesso fango di cui lo
+avevano coperto, s'era dato a sfogare i livori, gli odî, l'amarezza; e
+a quel fango aveva ricorso, anche per mangiare. Per mangiare soltanto,
+e male, e poco, perchè la gente rispettata e piena di onore, si valeva
+della sua miseria, della sua abiezione per sfruttare il suo talento, il
+suo lavoro e occorrendo la sua disonestà.
+
+Matteo Cantasirena, meno male!... Nei giorni di abbondanza lo pagava
+senza contare e senza farsi pregare; quando era ridotto al verde non lo
+pagava affatto, ma lo invitava a pranzo e lo trattava a bordò. Il
+Perego, sfamato, ringalluzzito, lo serviva... e lo ammirava per fargli
+piacere.
+
+--Pronto?--domandò il direttore fermandosi diritto in mezzo alla
+stanza.
+
+--Prontissimo!--rispose il Perego: seduto alla scrivania si era
+preparato dinanzi un monte di cartelle.
+
+--Si spara contro il Kloss?
+
+--Già,--rispose Cantasirena, tenendo sollevata, colle mani incrociate
+sulle reni, la gran coda del soprabitone, e tornando a girar su e giù,
+dimenandosi, pompeggiandosi maestosamente.--Già, quattro parole per
+quello zingaro... banchiere! L'intervista è stata brillante; faremo
+anche noi un articolo allegro.
+
+--Un po'... di _Durlindana_,--sogghignò il Perego che si godeva di
+tanto in tanto a ricordarla, appunto perchè quell'altro se ne rodeva.
+
+--Scriva, senza interrompere!
+
+Il Perego, si tirò il cordoncino del _pince-nez_ dietro l'orecchio, e
+tutto umile, senza più fiatare, col muso basso, pronto colla penna
+sulla carta, aspettò che l'altro incominciasse.
+
+--Scriva il titolo: _Imperial Regio radicale:_ e sotto, tra parentesi:
+_Spezzatino alla boema_.... E di seguito, senza mai fermarsi, Matteo
+Cantasirena dettò l'articolo, parlando prima lentamente, pausando, col
+gesto e l'enfasi di un predicatore, poi alzando la voce a mano a mano,
+accalorandosi, pestando i piedi, lanciando invettive e minacce: ansava,
+sudava, tremolava tutto... ma non si fermava mai.
+
+Mariano Perego lo seguiva a stento, colla penna che volava,
+scricchiolava sulla carta. Ad ogni periodo approvava col capo,
+mormorando "bene.... molto bene.... benissimo...." Infine scoppiò in un
+potente "_maraviglioso_" mentre, rizzandosi, arrovesciandosi sulla
+poltrona si fregava le mani con una stropicciata lunga, fragorosa,
+echeggiante.
+
+E il Perego era sincero nel suo godimento! Oh, il bel pancione
+formidabile e incrollabile, come lo vendicava di quella folla di
+galantuomini così spietata e inflessibile contro di lui debole, contro
+di lui solo e vinto!
+
+--Leggiamo tutto: da capo a fondo.
+
+Il Perego lesse l'articolo con arte, con enfasi, e Matteo Cantasirena,
+brandito un lungo tagliacarte ne seguiva la lettura accennando ai
+punti, alle pause, agli "a capo" come un direttore d'orchestra.
+
+L'articolo cominciava umoristicamente, domandando all'illustrissimo
+commendator Francesco Kloss, perchè aspettasse l'acqua della
+_Cisalpina_ per annegarsi non solo, ma ben anche per.... lavarsi!
+Tuttavia lo scherzo durava poco e Matteo Cantasirena con la foga del
+suo stile rimbombante, lanciava contro il Kloss un'accusa esplicita,
+gravissima: era lui "l'Imperial Regio radicale" il capitano segreto
+della _banda nera_, il comandante in capo degli incettatori, il
+generalissimo dei ribassisti!
+
+".... Chi è l'implacabile, il feroce nemico della _Navigazione
+Cisalpina?_ È il nemico più implacabile e più feroce di tutto il nostro
+credito, di tutti i nostri valori, è il contrabbandiere, il grande, il
+terribile incettatore del nostro oro, del nostro argento! È costui,
+l'omicciattolo saltellante e sghignazzante, lo speculatore tenebroso,
+che col suo gergo da barbaro e co' suoi giri e raggiri di avoltoio,
+diffonde il panico fra i nostri istituti di credito, fra le nostre case
+industriali, colla furia fatale di un'epidemia; è costui il grande, il
+benemerito finanziere esaltato, incensato, intervistato dai nostri
+avversari, dagli avversari della _Cisalpina_, dai denigratori del
+Fontanella, dagli amici, dai moretti, dai mediatori elettorali del
+Bonforti e del Ghirlanda!"
+
+E rapido, ma efficace, svelate le gesta dei ribassisti, degli
+aggiotatori, della _banda nera_, prometteva per il giorno dopo "di
+precisare le accuse con altri nomi, con altri fatti, colle cifre e
+colle date."
+
+--Badiamo!...--arrischiò il Perego, cogli occhi e il viso ancora
+sfavillanti, il Perego che pareva sprofondarsi dinanzi alla grandezza
+del direttore.--Badiamo agli estremi della diffamazione.
+
+--Ingiuria, ingiuria semplice, finchè prometto soltanto di precisare!
+
+Ma tuttavia Cantasirena cominciò a mostrarsi impressionato
+dell'avvertimento. Diventò serio, meditabondo, mormorando:--Sempre la
+museruola alla verità!--Sospirò, soffiò.--E poi--soggiunse dopo un
+momento,--e poi, caro Perego, io sono sempre stato generoso. Sopratutto
+sono sempre stato un uomo di cuore: è un difetto; ma non è alla mia età
+che si cambia natura! Seguiamo dunque la massima del Vangelo. Non
+domandiamo la morte del peccatore, ma che si converta e viva.... Anche
+lei, egregio amico, che cosa mi consiglierebbe di fare?
+
+Il Perego, con due dita, delicatamente, tirò il cordoncino
+sull'orecchio, mentre per capire, per indovinare qual'era il consiglio
+che l'altro desiderava, lo guardava fisso, colle pupille immobili,
+ingrandite dietro le lenti.
+
+--L'articolo, non uscirà che domani....--sbadigliò distrattamente
+Matteo Cantasirena.
+
+--Ah?... Domani?...--interrogò nuovamente il Perego che cominciava a
+capire.
+
+--Lei non conosce... non ha mai avuto nessun rapporto con
+quell'orso.... del nord?
+
+--Non conosco il Kloss, ma conosco il suo procuratore, il signor
+Galli,--esclamò il Perego, che ormai aveva capito tutto.
+
+--Se il Kloss promettesse soltanto di studiare a fondo la _Cisalpina_
+prima di combatterla... Per divertimento... io non ho mai fatto del
+male a nessuno!...--E Cantasirena si sdraiò sopra una piccola poltrona
+bassa, tornando a sbadigliare.
+
+Il Perego, sicuro adesso del fatto suo, prese i fogli dell'articolo,
+dopo averli numerati col lapis e si avviò per uscire.
+
+--Che uomo è questo signor Galli?--domandò Cantasirena, stirandosi,
+socchiudendo gli occhi.
+
+L'altro sorrise; aveva il tic della definizione.
+
+--È uno spostato del sentimento, è un romantico della riabilitazione,
+un precursore della giustizia sociale.
+
+Cantasirena aprì gli occhi. Voleva essere sicuro che il Perego si
+sarebbe condotto con prudenza.
+
+--Lei lo conosce bene, da molto tempo, questo signor Galli?
+
+--Eravamo nella stessa casa in pensione. Il Galli ha sposato la
+figliuola della nostra padrona che un altro dozzinante, un ufficiale di
+fanteria.... si era presa.... goduta... e piantata lì... lei e la
+camera.
+
+--E dopo, non l'ha più visto?
+
+--Tutte le domeniche al Trenk. Il signor Galli ci va colla sua signora,
+una bellezzina linfatica dalla quale è adorato, quantunque il signor
+Galli abbia il torto di essere vecchiotto e di chiamarsi Ambrogio. La
+colazione al Trenk è la gran festa di famiglia.
+
+--Ha figliuoli?
+
+--Uno solo, quello dell'esercito.
+
+--E un uomo così.... diremo.... umanitario, si è venduto al signor
+Kloss?--esclamò Matteo Cantasirena, parlando e sbadigliando insieme.
+
+--Venduto... no. È il procuratore della Banca Kloss e C., nient'altro.
+Del resto la questione del pane quotidiano... s'impone specialmente ai
+socialisti, caro direttore!...
+
+Poco dopo Mariano Perego si presentava al signor Galli, alla banca
+Kloss e C., coi capelli lisciati, incollati sulla fronte e la barba
+appena fatta.
+
+--Prima di dirle di che si tratta, le domando, in parola d'onore, il
+segreto più assoluto.
+
+E siccome il procuratore del Kloss era un pochetto sordo, il Perego
+alzava la voce, tirandosi su, in punta di piedi, per avvicinarsi al suo
+orecchio.
+
+Il Galli era un vecchio alto, forte, poderoso. Aveva la faccia tonda,
+completamente rasa. Una corona di capelli rossicci e crespi, gli
+circondava la testa calva.
+
+Egli pure si rizzò diritto, dopo essersi chinato per udire la domanda
+del Perego, e lo guardò fisso, quasi severamente, coll'occhio pacato,
+cerulo, austero, la cui vivezza pareva trasparire e diffondersi dietro
+una nube di malinconia.
+
+Il Perego schivò quello sguardo, tirandosi il cordoncino degli occhiali
+dietro l'orecchio.
+
+--Secondo il caso, posso promettere il segreto; sì e no,--riprese il
+signor Galli colla sua voce grave, penetrante.--Secondo il caso: se si
+tratta di me, di un affare mio, posso anche promettere; se si tratta
+della banca o del signor Kloss, no.--E a quel "no" il signor Galli si
+rizzò ancora di più, ancora più diritto.
+
+Il Perego invece, sembrò rimpicciolirsi, cercando l'articolo nella
+saccoccia.
+
+--Si tratta del signor Kloss. Legga. Sa che anch'io sono un galantuomo e
+che ho bisogno del pane che mangio. Davanti a lei mi sembra d'essere
+dinanzi a mio padre. Prenda!--e gli porse le bozze dell'articolo.--Nella
+mia condizione.... può sembrare una indelicatezza verso il
+giornale,--continuò il Perego tossendo per schiarirsi la voce.--Ma... ho
+tanti obblighi di gratitudine verso di lei! Mi sarebbe parso di mancare ad
+un dovere sacro, non affrettandomi ad avvertirla finchè, forse.... si
+potrebbe essere ancora in tempo. Lei mi ha fatto del bene; ripetutamente...
+Questa volta vengo a domandarle, invece, un consiglio... un suo parere. Si
+potrebbe far parlare al direttore da qualche persona influente... perchè
+l'articolo dovrebbe andare domani. In ogni modo lei apprezzerà la mia
+condotta perchè io la rispetto, la venero, perchè ho tutta la confidenza in
+lei.... perchè lei non vorrà farmi del male.... non....--A questo punto
+s'interruppe e tornò a cacciare il cordoncino degli occhiali dietro
+l'orecchio.
+
+Sotto la pupilla immobile, grave, severa del Galli, gli era mancata la
+voce; sulla fronte gli spuntavano, rilucevano spesse e minute le
+goccioline di sudore: quando l'altro, finalmente, gli levò gli occhi di
+dosso per mettersi a leggere l'articolo, respirò, riprese fiato.
+
+Il signor Galli, alla banca non era più il buon uomo del Trenk, uno dei
+più caldi fautori, senza esservi inscritto, della Lega per la pace, il
+buon signor Ambrogio, che aveva sempre un sigaro da offrire... e
+all'occorrenza anche un biglietto da dieci lire da prestare; che
+guardava la sua giovane mogliettina, tutta sfarzosa e fiera nel suo
+lusso della domenica, cogli occhi rilucenti di tenerezza, di
+ammirazione; che soffiava un'ora nella minestra del piccino per
+raffreddarla, sempre paziente, affettuoso anche quando il marmocchio
+strillava, s'impuntigliava, versava il vino sulla tovaglia.... No, non
+era più il signor Galli! E il Perego lo guardava con diffidenza, quasi
+con timore, scostandosi d'un passo.
+
+Il procuratore lesse tutto l'articolo, rimanendo sempre impassibile,
+poi rialzò il grosso testone fissando nuovamente il Perego, ma questa
+volta con un'occhiata sprezzante, sdegnosa.
+
+--Quanto vi ha ordinato di domandare il signor Cantasirena per
+sopprimere questa roba?--E abbassò il capo porgendo l'orecchio. Ma
+l'altro non si avvicinò.
+
+--Io sono un galantuomo!... Certe cose ripugnano a me come a lei!... Io
+ho agito a fin di bene!... Se il signor Cantasirena lo sapesse, sarei
+scacciato dal giornale!... So anch'io che Matteo Cantasirena non è come
+lei, come me, come noi!... È un prodigo incosciente! È un vanaglorioso!
+Lei non lo conosce!... Adesso che è in auge, che è pieno di quattrini,
+ci tiene di più a un suo articolo e al gusto di vendicarsi, che non a
+tutti i milioni della banca Kloss!
+
+Il Perego, agitato, gesticolava, diventava ora bianco, ora rosso, di
+tutti i colori; gli occhi guizzavano obliqui dietro le lenti, la voce
+gli usciva dalla gola stridula, stonata per lo sforzo di mantenerla
+alta e di nasconderne il tremito.
+
+--Se il signor Kloss crederà di prendere qualche provvedimento per
+questo articolo, scriverà direttamente al signor Cantasirena. Lei può
+andarsene.
+
+--Creda, signor Ambrogio....--tentava di ribattere il Perego,
+mettendosi una mano sul petto,--io sono un galantuomo....
+
+--Lei può andarsene!--intimò il Galli per la seconda volta.
+
+L'altro se ne andò infatti, e quando fu solo nel corridoio, scosse giù
+con un'alzata di spalle il peso della vergogna, l'avvilimento.
+
+--È la paura che ti fa così insolente!--mormorò, e si presentò a
+Cantasirena ridendo, con una delle sue lunghe e fragorose stropicciate
+di mano.
+
+--Tutto è a posto, signor direttore!... Prima di sera, scommetto che il
+commendator Kloss avrà comperato venti azioni della _Cisalpina!_
+
+--Piuttosto gliele regalo!--esclamò Cantasirena con alterezza e con
+sincerità.--Quell'affarista lurido, sarebbe capace di credere ad un
+ricatto!
+
+Prima di sera, com'era stato previsto, Taddeo, il buon _Taddeum_,
+luccicante nella nuova livrea, una specie di uniforme di sottufficiale
+garibaldino, presentò al colonnello una lettera urgentissima
+"particolare" col timbro della banca Kloss e C. Ma, nè di quella
+lettera, nè del seguito delle trattative, Mariano Perego non ebbe, e
+non dimandò nessuna notizia.
+
+L'accusa delle _Risorse italiche_ aveva colpito nel vivo?... Forse; ma
+di sicuro, e fino a che punto, nessuno lo poteva sapere, nemmeno il
+signor Galli: lo sapeva soltanto il commendator Kloss, il quale, come
+Cantasirena, non aveva bisogno di consiglieri.
+
+La lettera urgentissima "particolare" della banca Kloss fissava un
+ritrovo per quella stessa sera in una sala riservata del "Circolo
+Commerciale" fra il signor Galli e Matteo Cantasirena; e la mattina
+seguente vi fu un secondo, un ultimo convegno nello studio d'un noto
+agente di cambio, coll'intervento, sulla fine, del commendator Kloss in
+persona.
+
+Il Kloss, invece di riceverne, dettò condizioni, sempre col cappello in
+testa, sempre ghignando, gesticolando, saltellando qua e là, più
+arrogante, più impertinente e più villano del solito.
+
+Si lasciarono tutti e tre soddisfatti l'uno dell'altro.
+
+Il Kloss, ghignava, mordendosi i baffi tinti: "quel giornalista
+_imbrojamestee_" era un furbo soltanto.... per i minchioni!
+
+Il signor Galli, il buon ambrosiano, era stato conquistato dalla
+simpatia, dalla facondia, dallo sviscerato amor del prossimo, di Matteo
+Cantasirena.
+
+--No, non era un ricattatore!--e sospirò mestamente e pur mestamente
+sorrise al viso dolce e devoto della sua mogliettina, e alla testa
+bionda e ricciutella del bimbo che aveva sempre davanti agli occhi, e
+che, imponendosi al suo cuore, lo tenevano lì inchiodato al servizio
+del signor Kloss!
+
+Matteo Cantasirena era gongolante, e volle regalare a Evelina e a
+Pietro Laner, tutto il mobilio e le tappezzerie del salotto di
+ricevimento, per il loro quartierino di sposi:--Scegliete, ordinate
+tutta la roba di vostro gusto dal Vergani; e poi il conto, lo mandi a
+me.
+
+La Gioconda, anzi ormai la signora Gioconda, scelse anche lei un
+regalo: si era alla fine di maggio, ma volle ugualmente una pelliccia
+d'orsetto che avrebbe messa via per l'inverno: il metter via, la
+passione della serva, era rimasta pure la gran passione della
+governante.
+
+Matteo Cantasirena esultava ed era fiero, infatuato, convinto della
+parte che aveva sostenuta.
+
+--Ah! ah! Credevano che i suoi articoli si potessero
+comprare?--Cessassero gli attacchi ingiusti, sleali alla _Navigazione
+Cisalpina_.... e basta!
+
+Lo zio Matteo ne parlava, in segreto, anche col Laner.
+
+--A voi, caro Pietro, anzi a _te_, oramai posso dir tutto: tu ed
+Evelina siete i miei soli figliuoli: ricordatevelo per il giorno che mi
+chiuderete gli occhi: non vi dev'essere nessun altro.--A te, caro
+Pietro, posso dir tutto: passar vicino ai milioni, come ci sono passato
+io, oggi, e uscirne completamente _incolume_, è una grande
+soddisfazione!--Gli occhi di Matteo Cantasirena luccicavano, pieni di
+lacrime: si commoveva.
+
+--_Vade Retro Satana!_...
+
+E si confidava anche a _Numa_ accosciato vicino al fuoco e che lo
+fissava sospettoso, arricciando il muso e dirizzando il pelo.
+
+--Caro _Numa_ lo puoi dire alla nostra Gioconda!... Il padrone è stato
+un eroe del sacrificio!... e morte ai _tirolesi!_
+
+Quella vittoria, quell'intimo e sereno compiacimento gli recò, col buon
+umore, le più felici ispirazioni per la grande conferenza di Primarole.
+
+Di solito, la domenica dello Statuto piove sempre; quel giorno fece
+eccezione.
+
+--È il sole pronubo della _Cisalpina!_ Viva l'Italia!--esclamò il
+direttore, alla stazione, rivolto a Taddeo, che gli teneva dietro,
+traballando sulla gamba di legno, con tutte le decorazioni rilucenti e
+tintinnanti.
+
+--Viva l'Italia!
+
+--Evviva! colonnello.
+
+Era una mattina calda, azzurra, limpida. Matteo Cantasirena costretto a
+vivere nell'afa ammorbante della città, subito, appena in treno, appena
+fuori all'aperto, col venticello leggero che agitava, gonfiava,
+sbatteva allegramente le tendine del carrozzone, rotte dalle strisce
+vaganti e abbarbaglianti del sole, si sentì ristorato, sollevato, come
+purificato da un senso di benessere, di liberazione.
+
+--Ah!...--e respirò.
+
+Erano con lui nello stesso scompartimento, i giovani collaboratori
+delle _Risorse italiche:_ tutti mezzi parenti, amici, fautori di Pio
+Calca. Belle faccette fresche, fiere, dai baffettini nascenti, solo un
+po' martoriate e immalinconite dal solino enorme e rigido. C'era
+Evelina, modesta, aggraziata, più che seduta rannicchiata, nel suo
+posticino, con una positura d'indolenza languida, cascante, che
+dissimulava la spalla più grossa. Essa teneva sempre una delle sue
+manine inguantate sopra un ginocchio di Pietro Laner, come affermando,
+pur nella tenerezza dell'abbandono affettuoso, la sua proprietà; ma gli
+occhi, dietro le lenti, si fermavano or su questo or su quello dei
+giovani scrittori delle _Risorse italiche_ e fermandosi scintillavano:
+non per civetteria, bensì per calcolo. Due di quei giovani, dovevano
+essere i suoi testimoni alle nozze; lo aveva fissato lei, di suo capo.
+E uno doveva regalarle una valigia, con un completo _necessaire_ da
+viaggio: l'altro un _servizio_ per il caffè in argento: anche tutto ciò
+pensato e fissato da lei, in testa sua, senza dir niente a nessuno.
+
+Pietro Laner, coll'aria istupidita e trasognata, timido con
+Cantasirena, timido con Evelina, con tutti, fissava il numero del
+_carrozzone_, il 2113: e quel tredici, in fondo, lo turbava, lo
+inquietava per il viaggio....
+
+Ubbie?... No! No!...
+
+E il poeta scrollava il capo tristamente, e guardava Evelina.... e
+pensava al suo matrimonio e pensava a "quell'altra" e si sentiva
+solo.... infelicissimo e sospirava, sospirava con un tremito di
+sgomento.
+
+--No! No!... Non erano ubbie!... aveva incominciato a rivivere di
+venerdì!
+
+Primarole era ridente, colle case spesse e colorite, in mezzo alla
+pianura immensa, inondata, raggiante di sole! Vi era nell'aria una
+trasparenza cristallina. I vapori del fiume invisibile, si addensavano
+all'orizzonte in una striscia lattea, luminosa, tenuissima sotto il
+cielo azzurro, come un mare lontano.
+
+La borgata era piena di gente e di chiasso; le bandiere alle finestre,
+le viuzze adorne a festoni, un grande arco di alloro e di mortella,
+all'imboccatura della piazza.
+
+Matteo Cantasirena fece il suo ingresso trionfale, circondato da tutto
+lo stato maggiore del Comitato, al suono della banda che strombettava
+l'inno di Garibaldi e la marcia reale, e dando il braccio a Gesualdo
+Arcangeli vestito all'italiana: un cappellone a larga tesa sulle
+ventitrè, giacca di velluto e cravatta rossa.
+
+--L'arte! L'arte! Ecco la terza Italia! L'arte di Canova, Gesualdo mio,
+di Raffaello, non gli studi di osteologia e di veterinaria dei
+decadenti!
+
+Le bandiere, la musica, gli archi di trionfo, gli evviva, tutto merito
+particolare di Mariano Perego il quale era da due giorni sul posto, ma
+senza figurare, senza mettersi in mostra, senza farsi vedere....
+nemmeno dal piccolo Calca, nemmeno dall'ingegnere Fontanella, anch'essi
+in processione dietro Cantasirena, e assai irritati ed inquieti, perchè
+temevano una rivolta nelle squadre degli operai e dei braccianti.
+Questi infatti, occupati nei lavori di dissodamento e di sterro lungo
+il tracciato dei canali, erano tutti in fermento trovandosi in
+arretrato di paga, per colpa, appunto, di Matteo Cantasirena, che non
+aveva mandato i denari per "le settimane!"
+
+Tuttavia, lungo la strada, in mezzo alla gente, il Fontanella e il
+Calca riuscirono a contenersi, a dissimulare.... Si fermarono cogli
+altri, al caffè, a bere il vino bianco offerto da Gesualdo Arcangeli,
+già un po' brillo a quell'ora, in mezzo alla schiera fracassona de'
+suoi _puntatori_, de' suoi _formatori_, de' suoi _finitori_, coi grandi
+cappelloni come "il maestro" e che seguivano "il maestro" dapertutto,
+sempre in baldoria, mangiando e bevendo alle sue spalle.
+
+Col vino bianco si fecero evviva e brindisi al "prode Agesilao, alla
+_Cisalpina_" al genio di Fara Bon e il Fontanella rispose pure, con
+grande entusiasmo, a tutti gli evviva e a tutti i brindisi. Ma poi,
+appena giunti all'albergo del _Cannon d'oro_, appena gli fu possibile
+di chiudersi soli, lui e Pio Calca, in una stanza, col segretario
+generale, allora la scena cambiò di colpo.
+
+Matteo, lì per lì, tentò, se non di scongiurare, di allontanare la
+burrasca.
+
+--È il mio primo giorno di riposo.... di festa.... Lasciatemi godere
+un'ora, soltanto un'ora, della mia più che legittima compiacenza!...
+
+--Siamo minacciati da uno sciopero!--esclamò con voce sorda il
+Fontanella.
+
+Cantasirena, attonito, si volse verso Pio Calca.
+
+Rosso, di bragia, colle pupille fisse, sbarrate, il piccolo grand'uomo
+non lo guardò nemmeno. Girava impettito, attorno alla stanza,
+sventolandosi col fazzoletto, accomodandosi il solino molle di sudore.
+Sentiva crescere la propria importanza, quanto maggiore era
+l'abbattimento di quell'altro.
+
+--Minacciano fischiate!... legnate!...--E un risolino, un certo tono di
+superbietta, tradivano l'interna compiacenza.
+
+--Piuttosto di venire a Primarole a mani vuote, dovevate rimandar la
+festa!...--mormorò il Fontanella;--non vi ha detto niente il Brunetti?
+
+--Il Brunetti? Il Bizzarelli? Non sono più che gemiti in sembianze
+umane! Ma quel turco, bei?... Quel turco bei, perchè non si è fatto
+vivo?... È il vice presidente della _Cisalpina!_... Primarole non è il
+suo collegio?...
+
+--È ammalato!--borbottò il Fontanella con un'alzata di spalle.
+
+--Almeno lo dice--osservò il piccolo Calca maliziosamente.--Sarà una
+cura preventiva per i _soo danee!_
+
+--Io ho tentato, per quanto mi fu possibile, di scongiurare il
+pericolo,--seguitò il povero ingegnere.--Ho dato qualche acconto ai
+capi squadra....
+
+--Avete dato degli acconti?--interruppe giubilando Matteo Cantasirena,
+sempre pronto a riacquistare il buon umore.--Ma allora siamo salvi!...
+Lasciate fare a me!... Son qua io!--E propose di andare subito, tutti
+insieme, a parlare ai più turbolenti, ai più minacciosi, e di prendersi
+in compagnia anche l'Arcangeli.
+
+--L'Arcangeli no....--E il Fontanella fece notare che non era ben
+visto.
+
+--Si mormora in paese, per tutta la gonfiatura che ne avete fatto!
+
+--Si mormora?... Di che?
+
+--Ma.... le solite calunnie.... le solite chiacchiere. Dicono che i
+denari della sottoscrizione furono.... sono.... dileguati, e che si
+vorrebbe scegliere il bozzetto dell'Arcangeli, soltanto perchè
+costui.... si accontenta della gloria.
+
+Matteo Cantasirena, soffiò con un sorriso olimpico, di compatimento.
+
+--Chi lo dice?
+
+--Ma.... tutti!
+
+--Tutti.... è una metafora che vuol dire nessuno!
+
+In quel punto entrò Taddeo. Veniva ad avvertire il colonnello, che una
+commissione di lavoratori voleva essere introdotta e sul momento.
+
+Il Fontanella guardò Cantasirena impallidendo e bisbigliando:--Lo avevo
+preveduto!
+
+--Sono qua io! Niente paura!--E il direttore ordinò a Taddeo di
+chiamare quella brava gente.
+
+L'ingegnere e il segretario generale erano rimasti soli: Pio Calca si
+era dileguato lungo i corridoi dell'albergo.
+
+--Fino a lunedì penso io a farli aspettare. Lunedì, in un modo o
+nell'altro, bisognerà provvedere. Il conte Bobboli, il Duranti, il
+Berretta, il Palazzoli devono provvedere!
+
+Il Fontanella scrollava il capo sfiduciato, avvilito.
+
+--E quand'anche potessimo tirare innanzi un'altra settimana, due, tre,
+dove andremo a finire?... Le nostre azioni non circolano! Nel pubblico
+è entrata la sfiducia! Peggio ancora, si ride! È il Kloss che ci ha
+rovinati!
+
+--_Sursum corda_, caro ingegnere! Dal boemo non abbiamo più niente da
+temere: preso!
+
+Il Fontanella guardò stupito Cantasirena:
+
+--Preso..... come il Casalbara!--borbottò con una alzata di spalle. Era
+l'idea fissa dell'ingegnere. Senza il nome patriottico e popolare del
+Casalbara, senza il Casalbara senatore, col Tolomei invece, alla testa,
+il Tolomei antipatico, senza credito e senza influenze, la _Cisalpina_
+era spacciata.
+
+--Il Comitato attuale non è che provvisorio: per il consiglio
+d'amministrazione definitivo, avremo il Kloss e avremo il Casalbara: ve
+lo prometto.... perchè posso prometterlo!--dichiarò Matteo Cantasirena
+con gravità, con sicurezza.--Però intendiamoci bene, e fatelo capire ai
+"ragionieri" del Comitato: durante una guerra non si possono contare le
+cartucce: nella nostra campagna non si devono contare i denari.
+
+Si udirono le voci, il trepestio degli operai in commissione, e subito,
+il Fontanella, frenandosi, vincendosi ancora, andò loro incontro e
+presentò, con grandi espansioni, l'illustre conferenziere, il
+benemerito segretario generale.
+
+La povera gente che lavora è sempre di buona pasta e quando proprio non
+muore di fame, si lascia calmare e persuadere facilmente a parole, a
+promesse.
+
+Figurarsi Matteo Cantasirena! Abbracciò gli operai e chiamò la bluse il
+camice precursore della gran patria nuova, universale!
+
+--In un fascio le energie del pensiero e la santa virilità del braccio!
+Tutti siamo fratelli di lavoro.... stretti ad un patto! Tutti siamo
+fratelli di fede, la fede in Cristo, l'anarchico degli Evangeli, e in
+Garibaldi il redentore delle plebi! Tutti siamo lavoratori! Tutti
+operai! Operai del pensiero e operai dell'azione! Operai della penna e
+dell'aratro, sacro ai poeti e ai lari!--Taddeo porta da bere!--e
+correva sull'uscio a gridare:--Quattro! sei!... dieci bottiglie,--poi
+tornava in mezzo a tutta quella gente ansando, tornava daccapo cogli
+abbracci, ma faceva forza per calmarsi e prometteva, mettendosi la mano
+larga sul petto, e abbassando la voce con gravità profonda, solenne:
+
+--Lunedì, a mezzo giorno, sarete pagati, fino all'ultimo soldo! E alla
+mia parola dovete credere! Io non posso tradirvi! Io sono popolo come
+voi! Sono nato col popolo, ho combattuto col popolo, ho sofferto e
+lavoro per i diritti, per il trionfo del popolo!--Viva l'Italia!
+
+E al grido di "viva l'Italia" si vuotarono le bottiglie allegramente, e
+gridando sempre "viva l'Italia" anche la commissione degli operai e dei
+braccianti si unì ai membri presenti del Comitato, e colla banda in
+testa, si avviarono tutti insieme al gran "_Palazzo dei Lavori_" dove
+aveva luogo la conferenza.
+
+Matteo Cantasirena si godeva il suo quarto d'ora, il suo trionfo.
+Capiva, sentiva, di piacere come bell'uomo alle signore di Primarole,
+che gremivano le finestre imbandierate, alle belle ragazze e alle
+contadinotte ferme sulle porte e lungo la strada, e dondolandosi,
+lisciandosi la barba occhieggiava da tutte le parti. Si teneva Evelina
+sotto braccio, sfoggiava la sua tenerezza paterna e presentava agli
+"onorevoli e cari amici" il suo segretario particolare "lo sposo"
+Pietro Laner.... il quale, povero diavolo, era tormentato da una
+emicrania spaventosa.
+
+Anche Taddeo, che veniva in fine, era notato per la gamba di legno, le
+medaglie, il vestito mezzo da garibaldino, e destava molta simpatia.
+Quegli operai, quei contadini, gli facevano, press'a poco, le stesse
+domande che gli aveva fatte la prima volta Pietro Laner.
+
+--Il Cantasirena era il suo colonnello? Dov'era stato ferito? Aveva la
+pensione?
+
+E Taddeo zoppicando e traballando, rispondeva con quella grande
+semplicità che certe volte rende l'ignoranza sublime, ciò che in
+sostanza, gli aveva risposto, proprio in quei giorni, il
+Ministero:--Gli era stata amputata la gamba troppo tardi per aver
+diritto alla pensione!--E concludeva: Del resto, fin che posso
+lavorare, viva l'Italia!--Era lo stesso evviva di poco prima, gridato
+dal direttore a pieni polmoni. Ma Taddeo lo bisbigliava quasi a mezza
+voce, con un sorriso di malinconia e di amore: lo mormorava
+intimamente, soltanto per sè. E la mestizia di quel sorriso diventava
+più profonda, quando egli rispondeva che il suo colonnello era stato
+Giovanni Chiassi, morto a Bezzecca....
+
+Senonchè la precisione della verità, in quel momento, disturbava la
+folla nel suo entusiasmo. Essa aveva dinanzi a sè, magnifico e
+simpatico, Matteo Cantasirena, l'eroe di quel giorno, l'eroe della
+_Cisalpina_: e l'eroe vero e grande, che aveva lasciato la vita sul
+campo, e Taddeo, l'umile soldato che veramente aveva sparso il suo
+sangue per la patria, non servivano che a dar colore e risalto alla
+leggenda istrionica del colonnello vivo e sano.... il bel colonnello
+delle sussistenze!...
+
+
+
+
+II.
+
+
+Un'altra folla ben diversa di quella della strada che si godeva
+allegramente la festa, il sole e la musica, un'altra folla sospetta,
+infida, la folla di tutti gli interessati prò e contro la _Cisalpina_,
+rumoreggiava, brontolava nel vasto salone delle conferenze.
+
+Era quella una bella sala del seicento, ma rovinata dal tempo e
+dall'abbandono, cogli stucchi rotti a pezzi, e le fenditure larghe
+nelle pareti e nel soffitto. Ci sarebbe stato pericolo, per tutta
+quella folla stipata, se l'ingegnere Fontanella, non avesse fatto
+puntellare il pavimento. Dalle finestre aperte, senza vetri, entrava il
+sole vivo, dardeggiante e il frastuono della strada.
+
+Matteo Cantasirena, seduto accanto al Presidente, girava l'occhio su
+tutte quelle facce gravi, talune arcigne, gocciolanti di sudore,
+cercando istintivamente nella moltitudine che si mostrava piuttosto
+ostile, il volto amico sul quale fissarsi coll'occhio, mentre avrebbe
+fatto il suo discorso. Come tutti gli oratori, anche Matteo Cantasirena
+aveva sempre avuto bisogno, parlando in pubblico, della "persona
+bersaglio" alla quale unicamente rivolgersi, come ad una incarnazione
+della folla, per leggere su di essa l'effetto, la corresponsione,
+prevedere la noia, l'obiezione, intuire il momento opportuno per il
+fuoco d'artificio, o per far vibrare la corda patriottica.
+
+La prima fila delle sedie era occupata dai giovani collaboratori delle
+_Risorse Italiche_, venuti col direttore da Milano. Le testine ben
+pettinate e lucenti, i visetti seri e impassibili non esprimevano altro che
+la boria schifiltosa di non volersi confondere coi provinciali.... Vide il
+Brunetti, il Bizzarelli.... Dio, quei visi lunghi come la fame!... Non
+ricordavano altro che debiti, scadenze, querimonie!... Cantasirena soffiò
+stizzito e continuò a girare collo sguardo. Il Vergani pareva mezzo
+addormentato.... Il marchese Duranti, seduto di sbieco sdegnoso e
+arcigno.... Pietro Laner--cretino, imbecille!--sospirava.... D'un tratto
+Cantasirena s'incontrò negli occhiali luccicanti di Evelina, acquattata
+all'ombra, in mezzo ad un gruppo di signore: le autorità femminili di
+Primarole. Ma quegli occhiali si fissavano su di lui in un modo così
+insistente e curioso che gli scappò da ridere e voltò via la testa in
+fretta.
+
+Finalmente trovò la faccia colorita, dalla lunga barba a due punte, di
+Gesualdo Arcangeli, e su di esso il suo sguardo si fermò; si
+scambiarono un sorriso, un cenno quasi impercettibile col battere delle
+palpebre.
+
+--Siamo al completo--sussurrò Cantasirena al presidente.--Cominciamo.
+
+Il marchese Tolomei non era un oratore, quantunque, facendo l'uomo
+politico, fosse sempre in mezzo ai comizi e alle adunanze. Si alzò un
+po' pallido: le mani strette nei guanti neri, di rigore, tremavano
+leggermente nel raccogliere i fogli bianchi, sparsi sulla tavola
+grande, lunga, attorno alla bottiglia e al bicchier d'acqua.
+
+Il conferenziere, che si era alzato con lui, gli sorrise amabilmente
+per incoraggiarlo a parlare.... Il Tolomei alzò una mano, mosse le
+labbra.... ma in quel punto, da una delle finestre spalancate entrarono
+le grida, gli urli di una frotta di ragazzi scamiciati che tentavano
+arrampicarsi sulle inferriate di uno dei grandi finestroni.
+
+Gesualdo Arcangeli, ch'era seduto vicino, si volse, minacciando col
+pugno; si alzò:--lo stormo dei ragazzi sparì strillando e fischiando e
+il Tolomei cominciò:
+
+--Signori....
+
+Ma fu interrotto di nuovo. In fondo alla sala, succedeva un
+tafferuglio, venivano alle mani. Erano alcuni operai del Fontanella che
+volendo entrare ad ogni costo, urtavano, schiacciavano la gente. Tutti
+si volsero, si alzarono in piedi per vedere. Il presidente, coll'occhio
+incerto, smarrito, fisso alla porta, aspettò che la calma fosse
+ristabilita, poi ripigliò colla voce che nell'aspettare gli si era
+abbassata:
+
+--Signori....
+
+Questa volta il silenzio era generale, profondo.... ma il Tolomei
+s'interruppe lo stesso, poi si sforzò balbettando, confondendosi,
+impallidendo.
+
+--Signori.... È toccato a me.... a me che veramente.... è toccato
+l'alto onore, che è pure una grande compiacenza, di presentare a voi
+che.... di presentarvi.... io.... l'insigne banditore di un'impresa la
+quale.... Di presentarvi il commendatore Matteo Cantasirena.... il
+quale.... vi dirà come la _Cisalpina_, come la _Navigazione Cisalpina_
+intenda esplicare il programma.... il suo programma....
+
+Aveva perduto insieme la voce e la parola. Fece per sedersi, ma tutti
+intorno, gli bisbigliarono piano:--La lettera! La lettera!
+
+Era la lettera del vice presidente, del conte Bobboli, colla quale
+scusando la propria assenza perchè ammalato, inviava il suo saluto e la
+sua adesione al conferenziere.
+
+Il Tolomei si alzò di nuovo cercando in fretta la lettera sul tavolo,
+la cercò nelle tasche, credette di averla dimenticata. La trovò, la
+lesse, e dopo quella lettura, rinfrancato, disse forte, prima di
+tornare a sedersi:--Ed ora dò la parola al nostro onorevole
+conferenziere!
+
+Matteo Cantasirena sorrise, s'inchinò, aspettò. Nessuno applaudì. Egli
+si forbì la bocca, leggermente, col fazzoletto bianco, tornò a
+sorridere.--Silenzio.--Allora incominciò:
+
+"Cittadini, amici, cooperatori...."--e cercando, fissando coll'occhio
+Gesualdo Arcangeli che già esprimeva la sua ammirazione prima ancora
+che l'altro parlasse, continuò colla voce calda, forte, sicura:
+
+"Nelle febbrili preoccupazioni di questo periodo che rimarrà nella
+storia delle più audaci iniziative, io pensavo, titubante, peritoso,
+che grave, troppo grave era il compito impostomi dal vostro benemerito
+e solerte Comitato: di dover riassumere, cioè, dinanzi a voi, di
+tracciarvi qui, nella sintesi della parola, le linee generali
+dell'impresa, alla quale tutta l'Italia, tutta l'Europa, tutto il mondo
+civile consentono, e appassionandosi e interessandosi, tendono fissi
+l'occhio e la mente. Ma, ve lo confesso, senza temere l'appunto, senza
+peccare di immodestia, ormai, ogni mio timore è svanito.
+
+"Lo ha dissipato dall'animo mio il bel sole radiante che dissolve le
+nebbie sovra i pascoli opimi, cari ad Orazio, che circondano la vostra
+piccola, ma industre e gentile città; lo ha disperso la balsamica, la
+vivida aura che accarezza le messi biondeggianti nella vostra alma
+pianura, ed io mi sento ora fra voi, securo e sereno della mia parola e
+della nostra causa, securo come le annose, fatidiche querce della
+vostra immensa foresta, sereno come questo bel cielo italico, sul quale
+mi sembra scorgere, smagliante come un'aurora, propizia come l'iride,
+l'apoteosi dei nostri grandi, dei nostri martiri e giganteggiare
+titanica la figura severa, pensosa del capitano Fara-Bon!"
+
+Un'interruzione: e subito qua e là qualche applauso, grida di: Viva
+Fara-Bon! Viva la Cisalpina!
+
+Oh, Mariano Perego, in quei due giorni, a Primarole, aveva fatto
+miracoli!
+
+Sfogato nell'esordio l'impeto lirico, fatto sicuro, ormai padrone di
+sè, ma rivolgendosi sempre verso Gesualdo Arcangeli che con degli....
+sst.... formidabili imponeva il silenzio, Cantasirena, colla parola
+lenta, scolpita, dalle vocali aperte e sonore, entrò nell'argomento,
+diffondendosi nell'esposizione tecnica e finanziaria, parafrasando
+"buttando in moneta spicciola" come diceva il resocontista delle
+_Risorse Italiche_, il colossale, il grandioso progetto della
+_Navigazione Cisalpina_.
+
+Poi, a mano a mano tornò ad animarsi, a riscaldarsi:
+
+"Le vie acquee, voi me lo insegnate.... rappresentano la massima
+possibile economia in fatto di trasporto: or bene l'Italia che
+nell'alterna vicenda dei ministeri, va tentando.... va cercando....
+come Diogene cercava l'uomo e Talete la coscienza, le fonti meno
+accessibili delle economie e della produzione, a questa che ha
+sottomano, retaggio dei padri, retaggio di lavoro, di ricchezza e di
+gloria, non ha ancora pensato!
+
+"La rete.... la mirabile rete dei canali navigabili dell'Alta Italia, è
+un tesoro nostro, che noi puerilmente, spensieratamente, scioccamente,
+lasciamo negletto e infecondo. Abbiamo traforate le Alpi, gli
+Appennini! Dovunque abbiamo tracciata, aperta la via al "bello e
+orribile mostro" del poeta, abbiamo eretto, lanciato sul mare,
+formidabili e invincibili le rocche d'acciaio, ma ai placidi e securi
+canali scorrenti fra le ubertose pianure, agli umili, ma fidi e
+provvidi amici, non abbiamo ancora rivolta la mente, il cuore.... non
+abbiamo dedicato le scoperte e le vittorie, tutto il progresso
+dell'idrografia e dell'idrostatica compiuto da Euclide ad Archimede,
+dai vincitori del mare sulle dune olandesi, al genio allobrogo di un
+Paleocapa!
+
+"È tempo di riparare alla nostra indifferenza, alla noncuranza
+spensierata e dannosa, al vergognoso abbandono! La navigazione interna,
+esercitata coi metodi dei secoli passati, verrebbe irremissibilmente e
+interamente soffocata, spenta dalle ferrovie! Ma no: essa è Lazzaro
+dormiente nel sepolcro: lo spirito redentore della modernità la deve
+vivificare."
+
+La faccia di Gesualdo Arcangeli pareva distratta; l'occhio divagava;
+Cantasirena riprese con impeto:
+
+"_Post fata resurgo_! Il progetto che vi sta dinanzi ha in sè la forza
+ingenita, irresistibile, suggestionante della semplicità!
+
+--È vero!--bisbigliò lo scultore, rivolgendosi al suo drappello.
+
+"Raffiguratevi cogli occhi della mente, la ricca e florida vallata del
+Po, colla cerchia nevosa delle alpi insuperate, ad ovest, a nord, a
+ponente. Ricordate i tre sbocchi.... le tre brecce che attraverso
+quella cerchia di ghiaccio e di granito, congiungono il nostro suolo e
+i nostri mari all'Europa, al mondo centrale: sono il Cenisio, il
+Gottardo, il Brennero: or bene, tre grandi vie acquee naturali si
+stendono a' pie' di quegli sbocchi: il Po, il lago Maggiore, il lago di
+Garda. Rendere navigabile il nostro massimo fiume da Torino a Pavia,
+congiungerlo col Gottardo a mezzo del Verbano, col Brennero a mezzo del
+Benaco, ecco nella sintesi che qui mi è concessa dalla vostra
+indulgenza, ecco l'idea embrionale della _Navigazione Cisalpina!_"
+
+Gesualdo Arcangeli applaudì, solo, per qualche secondo, poi qualche
+altro.... Cantasirena sorseggiò un po' d'acqua, si asciugò il sudore,
+indi continuò:
+
+"Meno agevole mi sarebbe il riassumere qui, o signori, i vantaggi
+immediati, sicuri, della nostra iniziativa. Voi tutti già li vedete: il
+minor prezzo e la maggior facilità dei mezzi di trasporto; l'incremento
+maraviglioso di un'industria già esistente; il lavoro assicurato a
+migliaia di braccia, la diffusione di prodotti speciali in regioni ove
+ancora non sono apprezzati; una nuova, una forte corrente commerciale
+tra le province settentrionali e le regioni transalpine; l'impulso
+straordinario dato all'irrigazione e però all'agricoltura; la migliore
+difesa strategica alle varie plaghe, riassumendo: economia, ricchezza,
+potenza!
+
+"Ma per compiere questa trasformazione della carta idrografica
+dell'Alta Italia occorrono, voi mi direte, prodigi, secoli,
+milioni!--No!--Quanti tecnici...."
+
+A questo punto fu il piccolo Calca e i suoi amici, che imposero
+altezzosamente il silenzio: pareva che i "tecnici" fossero loro.
+
+"Quanti tecnici hanno esaminato, studiato, discusso in ogni sua parte,
+dirò in ogni sua latèbra il grande nostro progetto, hanno dovuto
+convincersi, si sono convinti, esser d'uopo, più che altro, di
+utilizzare i canali esistenti, di riattivare le condizioni di
+navigabilità per tratti più o meno brevi, ma non mai eccessivi, dei
+nostri fiumi; per altri tratti, è vero, scavare nuovi canali, ma in
+terreni piani e facili, _comprendere_, insomma, come poc'anzi avevo
+l'onore di dirvi, o signori, _comprendere_ lo spirito, la filosofia e
+la poesia ad un tempo di tutto quel mirabile lavoro iniziato e
+interrotto di secolo in secolo e che al secolo nostro spetta, come un
+dovere e come un orgoglio, di compiere.
+
+"Questo è il nostro programma di lavoro e di fede, questa è la visione
+che ha sorriso, fino agli ultimi istanti di sua vita, alla mente.... al
+genio.... al cuore del nostro povero e grande Fara-Bon!"
+
+Scoppiarono gli applausi; ma furono tosto soffocati dal rumore,
+dall'accalorarsi delle discussioni varie, assordanti. Gesualdo
+Arcangeli gesticolava come un ossesso; si capiva, doveva trovarsi in
+mezzo ad un gruppo di dissidenti, di oppositori. Le parole che si
+udivano qua e là, più forti, più ripetute, erano "quistioni
+finanziarie, esposizione superficiale, quistione principalissima,
+utopie, denari, milioni".
+
+Matteo Cantasirena ansava, si asciugava il cranio e la faccia col
+fazzoletto bianco, ma stava attentissimo a tutti quei discorsi, a tutte
+quelle voci.
+
+Gesualdo Arcangeli, come per attestare pubblicamente la sua adesione,
+si precipitò verso il palco stringendo la mano al conferenziere
+ripetutamente, ma pur costatando e riassumendo nella ingenuità del suo
+entusiasmo, le diffidenze, le titubanze, la freddezza dell'uditorio.
+
+--Cosa pretendono? Che la _Cisalpina_ avesse già reso milioni e che i
+membri del Comitato andassero in giro a distribuirli fra il
+pubblico?--Matteo Cantasirena sorrise, ma con una ruga amara all'angolo
+della bocca. L'occhio errava inquieto. Quando vide avvicinarsi il
+Fontanella si alzò di scatto, e gli andò incontro.
+
+--Così?...
+
+L'architetto gli sussurrò all'orecchio:
+
+--Un gran colpo o tutto è perduto!--Allora Cantasirena fece cenno al
+Tolomei di suonare forte il campanello, e di nuovo, dopo aver bevuto,
+si forbì le labbra col fazzoletto, disponendosi a parlare:
+
+Tutti si acquetarono, si voltarono, ripresero il loro posto.
+
+"I vostri applausi,--cominciò più grave e più solenne,--la spontanea
+corresponsione dei vostri animi, m'incoraggiano a mettervi a parte
+dell'estrinsecazione che il progetto va prendendo nel campo
+finanziario."
+
+Nella folla il silenzio diventò profondo: tutti erano attentissimi:
+questa volta, anche Pio Calca smise di sventolarsi, e i giovani
+collaboratori allungarono il collo nel solino lucido. Il Bizzarelli e
+il Brunetti si scambiarono una rapida occhiata; il Vergani sembrò
+destarsi, si rizzò sulla seggiola. Soltanto gli occhiali di Evelina
+erano sempre fissi sullo zio Matteo, in quel modo curioso che
+nell'ombra pareva un luccichìo e una risatina....
+
+"Signori!...--e l'oratore fece un moto istintivo come chi piglia a un
+tratto una risoluzione, superando scrupoli e rischi.--"Signori!...
+Posso annunziarvelo finalmente! Una delle personalità più spiccate, più
+influenti del ceto bancario, della vecchia aristocrazia della banca
+il.... il commendator Francesco Kloss ha intuito la sicurezza e la
+grandiosità dell'impresa che gli inspirava prima qualche dubbio,
+qualche diffidenza: diciamola pure la grande parola: qualche
+avversione.... Ebbene, signori, la _Navigazione Cisalpina_....--mai
+durante la conferenza la voce dell'oratore era stata così potente come
+in questo punto--la _Navigazione Cisalpina_.... oggi giorno, non ha
+alleato più convinto, apostolo più fervente del commendatore Francesco
+Kloss!--Questo fatto, questo nome, vi dicano, signori, quale e quanta
+accoglienza non potrà a meno di avere nel censo d'Italia e di fuori,
+sulle piazze, sul mercato dei due mondi l'appello che il comitato
+rivolge a voi pure per la costituzione del capitale sociale."
+
+Vi fu un movimento in tutta la folla, e quel mormorìo che precede, che
+precorre lo scoppio dell'entusiasmo: Matteo Cantasirena, maestoso,
+imperioso, imponente lo frenò, alzando, stendendo le mani: aveva
+dell'altro a dire:--Abbasso! Silenzio!...--e non si udì che il--sst--di
+Gesualdo Arcangeli allungarsi stizzoso e sibilante, come un razzo, su
+tutte le teste.
+
+"E poichè un'impresa che deve assurgere l'Italia a tanta grandezza, non
+può trarre i suoi auspici migliori che nelle memorie di coloro che
+l'Italia hanno creata e redenta, io mi auguro che la gran voce di
+questa prima assemblea popolare della _Navigazione Cisalpina_ acclami
+l'alto patrocinio di un uomo che quelle memorie in sè stesso, nel suo
+nome, incarna ed onora.
+
+"Io v'invito a preconizzare con unanime acclamazione, quale presidente
+del Consiglio d'Amministrazione della _Cisalpina_ il senatore Giovanni
+di Casalbara, della grande famiglia dei martiri! Il vostro plebiscito
+troverà la via del suo cuore, e la nostra impresa sarà benedetta dagli
+Iddii della patria!"
+
+Fu sul nome del Casalbara che si rovesciò tutto l'uragano
+dell'entusiasmo al quale il nome del Kloss aveva dato l'aire; il
+successo della conferenza fu così grande, così serio da permettere
+ormai anche a Mariano Perego di cominciare a mostrarsi e d'intervenire,
+la sera, al banchetto.
+
+In pochi giorni le azioni della _Cisalpina_ cominciarono ad essere
+cercate, specialmente a Primarole ed a Castellanzo, e molti piccoli
+possidenti del luogo, accecati dal balenìo ammaliante della
+speculazione, pur di diventare azionisti, davano anche i loro campi e i
+loro tuguri in ipoteca.
+
+
+
+
+III.
+
+
+Nora "voleva" essere felice. Voleva essere felice ad onta del marito
+vecchio, voleva esser felice sebbene Pietro Laner avesse sposato
+Evelina. Voleva esser felice perchè intimamente sentiva di non esser
+contenta, soddisfatta: e in fine, voleva esser felice per consolare sè
+stessa con quell'inganno e far soffrire, colla propria felicità, tutti
+i suoi nemici.
+
+E--chi lo avrebbe detto?--la più tormentosa nemica della duchessa di
+Casalbara--della sfolgorante duchessa che maravigliava perfino il mondo
+cosmopolita di Mentone e di Nizza colla propria avvenenza, colla
+propria eleganza,--quella cui essa pensava con maggiore accanimento,
+era la piccola gobba, la misera cenciosa, era la moglie di Pietro
+Laner!
+
+Era quella perfida, strisciante come una biscia che aveva raggirato,
+sedotto, chi sa con quali arti, con quali menzogne, con quali insidie
+Pietro Laner!... E non per altro che per rubarlo a lei; per farle
+rabbia, per trafiggerle il cuore con uno spillo.... come fanno cogli
+uccellini i ragazzacci tristi e cattivi!...--Trafiggerle il cuore?...
+Farle rabbia?... Rubarle quello zotico e ridicolo montanaro allampanato
+di Pietro Laner?--Che doveva importarne alla Casalbara?... alla
+duchessa?...
+
+Eppure era così.
+
+Quando Nora aveva saputo che il giovane trentino era gravemente
+ammalato per lei, perchè lei lo aveva abbandonato, piantato per
+sposarne un altro, Nora si era disperata, aveva pianto, aveva sofferto
+dolori e rimorsi.... Ma quei dolori, quei rimorsi le erano cari come
+una soddisfazione, come una seduzione nuova e strana: erano la
+idealità, la gioventù, l'amore di cui adesso sentiva la mancanza, la
+nostalgia nel torpore della beatitudine materiale creatale da quel
+mercato di sè stessa. Nelle lunghe ore in cui doveva sopportare le
+carezze caute e raffinate e sorridere alle tenere parolette vecchio
+fidanzato, essa correva colla mente, col sangue, col calore di tutta la
+sua giovinezza, ai baci folli e tempestosi, alle collere tremende, alle
+furibonde gelosie del giovane amante....
+
+Una sola di quelle furie, di quelle esplosioni avrebbe mandato a pezzi
+il vecchio duca, lo sposo ingommato e verniciato, che doveva frenare
+anche i palpiti del cuore, per consiglio del medico! E pur mostrandosi
+sottomessa e docile e amorosa in quella sua intimità legale, che pareva
+una tresca, sentiva ch'era per essa come una seconda vita l'agonia del
+giovane poeta che aveva avuto i suoi baci e che moriva per non averli
+più; era per essa una vita segreta, la vita dell'anima, del cuore, dei
+sensi che la consolava, la innalzava, la ricreava. Il Laner moriva per
+lei! Questa sarebbe stata la tragedia del suo matrimonio, questo il suo
+romanzo di duchessa, il lutto della sua anima. Un lutto sentimentale,
+ch'essa avrebbe portato con sè alle feste e ai teatri, come un vezzo di
+perle nere, come un mazzo di semprevivi. E Nora che volontariamente,
+per calcolo, aveva abbandonato il Laner, sentiva adesso il bisogno di
+ingannarsi, di persuadersi che il destino, Dio, la sventura li aveva
+disgiunti, che anch'essa era una vittima, che anch'essa aveva sempre
+amato e avrebbe amato sempre, ancora, non quell'uomo che la sposava e
+al quale non avrebbe immolato che il suo corpo freddo ed inerte, ma il
+giovane poeta, l'amante che moriva per lei e al quale offriva tutti i
+suoi trasporti, i suoi baci, tutta sè stessa....
+
+Invece Pietro Laner era stupidamente guarito e sposava Evelina!
+
+Il poeta, il "Bardo trentino" dello zio Matteo, sposava la gobba! Dopo
+i suoi baci, dopo aver sognata la sua bellezza, si accontentava dei
+baci della gobba!
+
+Nora voleva vendicarsi: doveva vendicarsi, ma sopratutto voleva essere
+felice e per questo aveva bisogno subito di un altro romanzo, di
+un'altra poesia, di un'altra illusione: innamorarsi di suo marito.
+
+Infatti, che cosa le mancava per essere felice e per essere ritenuta
+felice? Si credeva ricchissima, aveva un gran nome, era padrona della
+propria volontà, del proprio capriccio... Le mancava soltanto di amare
+suo marito: questo dipendeva da lei... e lo amò.
+
+Quante fanciulle non si erano innamorate di uomini non più giovani?...
+
+In fine chi le aveva imposto di sposare "il suo Giovanni?" Nessuno. Lo
+aveva scelto lei, lo aveva voluto lei. Inoltre l'ammanto della virtù le
+doveva star bene: era un nuovo lusso, una seconda aristocrazia, una
+gemma scintillante alla sua corona di duchessa "_Domus aurea!_" e
+un'altra salvaguardia alla pace, alla felicità, e un altro abisso
+scavato fra lei e "quella gente" colla quale sdegnava omai ogni
+contatto.
+
+E Nora riuscì a illudere sè stessa, a illudere gli altri, a dare
+l'apparenza della realtà a que' suoi affetti, a quelle sue chimere.
+
+Come era stata per il Casalbara la fidanzata docile, languida, amorosa,
+fu per il marito la moglie innamorata, appassionata, simulando ardori e
+slanci, ch'erano ispirati soltanto dalla rabbia della sua gelosia, dal
+suo odio contro il Laner e contro Evelina, e che facevano perdere al
+povero duca la poca salute e i pochi capelli.
+
+Alla mattina, quando il Casalbara entrava all'ora di colazione nel
+_restaurant_ dell'albergo, incespicando dietro la sposa bellissima,
+sfolgorante di gioventù, di salute, di vezzi, pur mostrandosene fiero e
+soddisfatto e vano, aveva nell'occhio attonito e spento una espressione
+strana d'inquietudine. Si mostrava beato, ma pareva anche impressionato
+della sua luna di miele. Era sempre attillato, leggiadretto e
+ricciutello; ma aveva le mani più tremolanti, le guance più flosce e
+violette, e sibilava "stella" colla voce fioca e affaticata mentre le
+presentava il _menu_.
+
+--Stella... a te.
+
+Era Nora che ordinava sempre, colla sua bella voce rotonda e flessuosa:
+si divertiva a leggere tutta la lista delle vivande, rideva nello
+scegliere.
+
+Ed era lieto anche il Casalbara: si godeva che il cameriere notasse le
+occhiate espressive, quasi rivelatrici della sua giovane sposa, si
+godeva quando Nora si faceva sentire, a mezza voce, a chiamarlo
+"Nannucci mio". Soltanto avrebbe voluto poter mangiare più adagio ed
+esser seduto più comodo.
+
+Tutti ormai a Nizza e a Mentone credevano "all'amore" all'innamoramento
+della "bella duchessa italiana" per suo marito. Il duca non era
+elegantissimo, simpaticissimo, non era un eroe, un gran signore?...
+L'essere, non vecchio, ma appartenere al bel tempo antico, era di moda:
+lo aveva messo di moda la "bella duchessa italiana" insieme ai larghi
+cappelloni di paglia nera colle margherite, insieme all'_Ideale_ del
+Tosti e alla virtù.
+
+Nora aveva raggiunto il suo scopo; tutti erano a' suoi piedi, tutti
+l'esaltavano. Il suo regno le dava tante compiacenze, tante
+soddisfazioni da farle dimenticare, da compensarla della gran rinunzia.
+
+Quel suo regno assoluto, quella vita principesca, quella gente
+squisita, eletta, le piacevano; le piacevano persino le ridicolaggini,
+i pregiudizi, le severe esclusioni, che confacevano al suo orgoglio, a'
+suoi gusti, al suo capriccio.
+
+E sarebbe stato così anche a Milano. A Milano, perchè Bergamo era stato
+messo da parte. Per quanto Nora fosse innamorata e adorasse suo marito,
+faceva sempre a suo modo: lei "voleva", lei comandava in tutto e per
+tutto. Voleva, comandava coi sorrisi, colle carezze, coi baci, ma il
+povero innamorato avrebbe tremato soltanto all'idea, non già di
+contrariare, ma di non poter subito indovinare i desideri della sua
+"stella".
+
+La duchessa Eleonora aveva già fissato, con parecchie signore di Milano
+ch'erano con lei all'_Hôtel Duval_, i _suoi_ giorni, in cui sarebbe
+restata in casa, dalle cinque alle sette, per le amiche, soltanto, e la
+_sua_ sera, per ricevere il piccolo mondo, ristrettissimo, riservato,
+eccelso.
+
+Il duca lasciava fare ed approvava sempre col capo tremolante: in quel
+suo dormiveglia si era convinto di aver sposata una Montmorency.... e
+la nipote dello zio Matteo faceva presto a convincersi di esserlo.
+
+Così Nora, che voleva essere felice, ritenuta felice, vi riusciva.
+
+Una volta sola, l'eco, il fantasma del passato capitò come una raffica
+improvvisa a intorbidare l'azzurro olimpico della sua nuova esistenza.
+
+Il _Duval_ a Nizza, era un piccolissimo _hôtel_, vicino alla spiaggia:
+il _sancta sanctorum_, il tabernacolo dei quattro quarti: al bisogno
+era l'albergo che dava o aggiungeva aristocrazia a' suoi ospiti. E però
+gli ospiti si conoscevano tutti, facevano vita in comune e, dal più al
+meno, erano sempre gli stessi.
+
+Pel duca di Casalbara aveva fissato il quartierino sul mare, lord
+Paget, un cugino del defunto ambasciatore, che il Casalbara aveva
+conosciuto a Roma.
+
+Un giorno, durante il pomeriggio, dopo il _lunch_, gli ospiti del Duval
+si erano riuniti nella sala "dei concerti" una galleria, a terreno, in
+vista del mare, dal quale era solo divisa da folti rosai.
+
+Erano nella sala, colla duchessa Eleonora, le sue nuove amiche di
+Milano. V'erano lord e lady Paget, c'era la vecchia marchesa
+Chevrillard di Parigi e la principessa Moncalvo di Palermo, poi qualche
+vecchio diplomatico e qualche giovane _sportsman_; al pianoforte, la
+contessina Percy di Westmorel, una miss che pareva un fiore di sambuco,
+lunga, sottile sottile, colla folta capigliatura biondastra, cantava,
+accompagnandosi da sola, l'_Ideale_ di Tosti.
+
+Nora, durante il canto, guardava, fissava cogli occhi pieni di ricordi
+e di sorrisi il duca Giovanni che le rispondeva pure sorridendo e
+facendo l'occhiolino, ma che intanto pareva curvarsi, torcersi sotto
+quei lunghi sguardi, e inavvertitamente, con una mano, si premeva le
+reni.
+
+Tutti parlavano pianino per un riguardo alla miss che cantava: quella
+gente, sempre così vicina alle stelle, si moveva senza far rumore, come
+avesse le ali; il bisbigliare sommesso pareva un soffio, uno stormir di
+fronde: i sorrisi erano brevi e muti, frenati dal sussiego. La vocetta
+stridula, stonata della miss, s'innalzava sola, libera nello spazio,
+accompagnata dal lento dondolìo delle teste che s'inchinavano,
+approvando, dal muover leggero dei ventagli, dal mormorare lontano
+delle onde rincorrentisi lungo la spiaggia.
+
+La miss, animandosi, cantava, stonava più forte, quando, a un tratto,
+ecco, come una maschera matta in un veglione, una signora grossa,
+gonfia, imbellettata precipitarsi prima fra le braccia del duca di
+Casalbara, poi fra quelle della duchessa, gridando e gesticolando,
+maravigliando e quasi spaventando tutta quella gente.
+
+--Ah _bijou! Mon bijou! Tu es encore plus belle!_ Il matrimonio ti ha
+fatto benone! _Ah, mon cher ami! Vous êtes toujours un gros scélérat_,
+un _miserabile_ come dite voi altri _en Italie!_ Non farmi più saper
+niente! Io l'ho saputo per miracolo dal mio _impresario_ di Milano!
+Sono qui di passaggio: vado a Montecarlo: _Je veux courir la
+chance_.--Volevo scriverti anche per farti dire _de ma part à ton père,
+à ton oncle je ne sais pas.... ce qu'il est enfin, qu'il s'est comporté
+avec moi comme un vieux filou_. Ha scritto che la _Schönfeld n'a pas le
+physique du rôle_ per la _Cavalleria Rusticana! Caaro da Dio! Mon cher
+ami Mascagni, au contraire_, mi ha abbracciata. Oh, ma anche tu canti
+sempre? Mi presenterai alle tue amiche e faremo della musica, della
+buona musica!
+
+Il duca e la duchessa di Casalbara chiusero le porte dell'_Hôtel Duval_
+alla signora Schönfeld, la quale se ne vendicò raccontando a tutta
+Nizza che quella superba, _c'était presque une fille, qui avait
+entortillé_ quel vecchio scimmiotto, _avec ses minauderies et ses sales
+complaisances_!
+
+Ma il mondo che circondava i Casalbara era troppo lontano dalla
+Schönfeld per potersene interessare: le chiacchiere del contessone non
+potevano far danno alla duchessa. Non era di "buon genere" sparlare di
+lei: credettero tutti invece alla Casalbara, quando essa raccontò che
+la contessa di Schönfeld apparteneva a una buonissima famiglia
+ungherese, ma che i rovesci di fortuna le avevano dato un po' alla
+testa, e ormai, pur troppo, non era più possibile riceverla.
+
+Pure quella leggera nube, subito svanita, fu il primo, il sinistro
+annunzio della burrasca.
+
+La felicità che Nora aveva desiderata, sognata, raggiunta, fosse la
+vera sì o no, ormai era la sola alla quale essa poteva aspirare.
+
+L'unico fascino del Casalbara, quello che proprio l'aveva vinta e
+conquistata non erano i milioni?...
+
+E Nora li voleva godere allegramente, pazzamente, e forse inconsapevole
+metteva un prezzo ad ogni sorriso, ad ogni offerta della propria
+bellezza, ad ogni sforzo per frenare le rivolte improvvise del suo
+pudore, le più ascose e invincibili riluttanze di tutto il suo essere.
+
+Aveva la smania, la febbre dello spendere, pareva la tormentasse il
+timore di non arrivare a tempo a spendere abbastanza. Collo spendere i
+denari del marito pareva quasi sfogarsi, vendicarsi, punirlo. E il
+farsi pagar cara era un compiacimento, un orgoglio di donna; una scusa
+per perdonare il contratto a sè stessa.... Spendeva in tutti i modi:
+erano _toilettes_ che ordinava a Milano, a Parigi: erano gioielli che
+si faceva venire da Confalonieri, da Musy, da Mortimer.... Erano le
+ordinazioni del nuovo, del magnifico appartamento nel grande palazzo di
+Milano, nella sua grande villa di Casalbara, palazzo e villa, noti e
+celebri anche fra gli ospiti dell'_Hôtel Duval_. Ordinava carrozze,
+voleva comperare cavalli.... Poi, tutte le mattine, dopo il lungo
+bagno, nel quale si tuffava avidamente, cupidamente, quasi ansiosa di
+purificarsi dei baci della notte, usciva, correva attorno per le
+splendide botteghe dell'_avenue de la Gare_ e della _place Massena_,
+seguita dal suo "Nannucci" ogni giorno più beatamente rintontito, e si
+sfogava a spendere, a spendere, a spendere, a comperar gioielli, trine,
+stoffe, ninnoli, pur di sciupare, di sprecare, di buttar via danaro,
+pur di sfogare nello spendere quella smania insoddisfatta, nervosa, che
+sentiva nel sangue.... nel sangue giovane, forte, sano, che certe
+volte, e ne era il castigo, si accendeva pur negli abbandoni, negli
+ardori simulati, con impeti improvvisi e terribili. Spendere, spendere,
+spendere! Era una furia, una manìa! Riempiva le casse, le stanze,
+l'albergo di roba inutile, che dimenticava o regalava poi alle
+cameriere: ma dopo quelle corse, quelle compere, dopo tutto quel matto
+sciupìo, quando si sedeva a colazione, era allegra, ridente, si sentiva
+bene e si sentiva appetito: si era sfogata, calmata.
+
+E per tutto ciò, conseguenza logica e ineluttabile, il giorno in cui la
+duchessa di Casalbara venne a scoprire la rovina finanziaria del
+marito, la moglie compiacente e innamorata sparì in lei, di colpo. Nora
+ebbe un impeto di collera furibonda, brutale, volgare; la collera della
+cortigiana che dopo di essersi venduta, si trova fra le mani un
+biglietto falso.
+
+Quel vecchio esoso, schifoso, l'aveva ingannata, assassinata! Le aveva
+rubata la sua giovinezza, la sua bellezza, la sua vita, il suo
+amore....
+
+.... Ma il povero Casalbara era vittima a sua volta del proprio
+inganno, della propria spensieratezza.
+
+Che le importava ciò?... L'essere imbecille non era una buona scusa.
+L'essere imbecille non lo giustificava d'aver sedotta e rovinata una
+povera ragazza!
+
+E pensare che essa a quel vecchio aveva sacrificato Pietro Laner!
+Pietro Laner che quasi era morto per lei!
+
+Il duca aveva tenute nascoste alla moglie, fin che gli era stato
+possibile, le gravi notizie che gli arrivavano da Milano. Per quanto
+inebetito, per quanto la simulazione di Nora fosse sapiente,
+inebriante, tuttavia, anche se egli non capiva, sentiva che era sempre
+la "nuova" duchessa Eleonora che amava il vecchio duca di Casalbara; e
+in ogni modo, fosse stato anche vero e sincero nella giovane donna quel
+raro caso d'innamoramento, non poteva tuttavia aver avuto per origine
+naturale ed onesta altro che la gratitudine, non poteva essere tenuto
+vivo altro che dai continui doni, dal continuo sfarzo, dai continui
+divertimenti.
+
+E adesso? Quando le avesse dovuto proporre e imporre una vita oscura,
+quasi borghese?
+
+Il povero Casalbara sospirava angosciato, soffriva, sentiva egli pure
+un senso di rimorso: aveva sacrificata, legata a lui vecchio, a lui
+povero, quella esistenza giovane, fiorente.... La sua spensieratezza
+doveva lasciar campo alla riflessione: quell'esame delle sue condizioni
+patrimoniali che non aveva mai fatto, avrebbe dovuto farlo prima del
+matrimonio per sapere che cosa egli offrisse a sua moglie, per non
+ingannarla, ingannando sè stesso.
+
+Ma Eleonora aveva detto di amarlo! L'incanto era stato irresistibile! E
+ormai.... ormai era sua moglie, sua per sempre, e ormai egli aveva
+bisogno di quella donna così bionda, così bella! Aveva bisogno di quel
+tepore fragrante, di quelle braccia, fra le quali finiva per
+addormentarsi, esausto e deliziato.
+
+Del resto essa era buona e gli voleva bene e poi era troppo altera e
+orgogliosa. Anche povera, relativamente sarebbe stata fiera di essere
+la duchessa di Casalbara. Bisognava risolversi, parlare, confessarle
+tutto.
+
+La prima notizia, inaspettata e che rendeva improvvisamente, grave la
+sua condizione finanziaria, era stata comunicata al Casalbara da una
+lettera del Kloss. Il Kloss lo avvertiva confidenzialmente, che alle
+relative scadenze, il duca avrebbe dovuto pagare tutte le sue cambiali,
+per un importo complessivo di novantasette mila lire. La crisi del
+mercato italiano lo obbligava a realizzare tutti gli effetti che aveva
+in portafoglio. E per sua norma gli trascriveva le varie date delle
+scadenze, tutte a breve distanza l'una dall'altra: la prima, di 15 mila
+lire, appunto fra una ventina di giorni.
+
+Francesco Kloss, prevedendo che _cuel vecc straortinari_ avrebbe finito
+col rovinarsi interamente per i capricci e il lusso di sua moglie, non
+voleva pagare le spese dell'altrui _balortaggine_.
+
+Il Casalbara ora rimasto indignato da quella lettera. Non rispose
+nemmeno al Kloss: pensò di scrivere invece al suo amministratore, il
+ragionier Vigliani, per quanto anche questo passo gli riuscisse penoso.
+
+Il denaro che il Casalbara aveva avuto a mano a mano dal Kloss nel
+lungo periodo della loro vita in comune, gli era sfumato di tasca
+stupidamente, senza che egli avesse pensato mai nella sua vanagloria,
+che un giorno o l'altro, l'amico.... avesse a mostrare le unghie del
+creditore, e pretendere il saldo di quella specie di conto corrente.
+
+Anche la cifra enorme delle varie sovvenzioni e degli interessi
+accumulati gli riesciva inaspettata, incomprensibile.
+
+Come?... Novantasette mila lire?!... Aveva speso novantasette mila
+lire?!...
+
+In che modo?
+
+Per il matrimonio, per Nora aveva ricorso alla sua amministrazione.
+
+Quell'ottimo Vigliani, sempre così affaccendato, che inventariava tutto
+il mondo e che aveva in mano i patrimoni di mezza Milano, sapeva de'
+suoi pasticci colla banca Kloss?... Ad ogni modo come seccava al duca
+di doverglielo confessare, lui, direttamente, dandogli l'incarico di
+provvedere e di regolare quelle scadenze!
+
+Ma pure, appena scritta e spedita la lettera, il Casalbara respirò: il
+Vigliani avrebbe certo provveduto. E per due giorni non ci pensò più,
+tornò a grogiolarsi beatamente nell'adorazione di sua moglie.... ma per
+due giorni soltanto. La risposta sollecita, troppo sollecita, immediata
+del ragioniere era ben diversa da quella che il duca s'immaginava, e lo
+aveva sconvolto, messo sossopra.
+
+Oh, quale doloroso e angoscioso risveglio da quel suo dolcissimo e
+incantevole assopimento!
+
+Il ragioniere parlava chiaro:
+
+"Era già edotto del fido che il signor duca aveva trovato alla banca
+Kloss, ma non se n'era occupato perchè "non era di sua spettanza il
+fare osservazioni". La risoluzione di ritirarsi a Bergamo e a
+Casalbara, già ventilata insieme, avrebbe riparato, come il signor duca
+sapeva, ai dissesti ben noti nel patrimonio, causati dalle crisi
+agrarie e da quel po' di eccedenze nelle spese, sempre da lui
+sommessamente deplorato, nel presentare gli annuali bilanci.
+
+"Anche poco tempo prima dell'avvenuto felicissimo matrimonio, aveva
+dovuto improvvisamente e perentoriamente, soddisfare una richiesta di
+_venti mila lire_. Per definire la "situazione" di fronte al credito
+della banca Kloss ed anche per chiudere, in omaggio al decoro e alla
+nobiltà della casa, una pendenza di quel genere, le economie, i
+progetti già maturati non erano più bastanti: oltre al palazzo di
+Milano, bisognava forse occuparsi della vendita, e rassegnarsi anche al
+sacrificio, per quanto doloroso, di Casalbara.
+
+"Era poi assolutamente indispensabile e urgentissimo che il signor
+duca, per tutte le pratiche necessarie, tornasse subito a Milano."
+
+Il Casalbara si tenne quella spina nel cuore per alcuni giorni;...
+lottava contro sè stesso, mercanteggiava quasi colla propria coscienza
+fra la necessità di partire, di tornar subito a Milano, e il desiderio,
+la bramosìa di prolungare ancora di un altro giorno, di un'altr'ora
+l'incanto, la voluttà di quella vita.
+
+Il Vigliani mandò un telegramma al signor duca, quasi ingiungendo il
+ritorno immediato.
+
+.... Bisognava parlare: ma ancora non ebbe il coraggio di parlar per il
+primo: fu Nora, essa stessa, che l'obbligò a spiegarsi.
+
+Una sera, ritiratisi gli altri ospiti dell'_Hôtel Duval_, il Casalbara
+si era recato, come al solito, ad aspettare la moglie sul terrazzo.
+Sempre, un po' prima di andare a dormire, Eleonora fumava lì, su quel
+terrazzo, la sua ultima sigaretta. Sdraiata mollemente, mollemente
+assorta e silenziosa, si godeva l'aria, il fresco, la notte, le stelle,
+seguendo col lento dondolìo della poltrona, il murmure quieto, lontano
+del mare.
+
+Quella sera, quando la vide apparire fra le ombre, fra la luce pallida
+del terrazzo, ondulando, tutta bionda, tutta bianca e vaporosa nella
+lunga vestaglia di crespo e di merletto, sentì corrersi un brivido per
+le vene, e avrebbe voluto morire. Bisognava parlare!
+
+Nora gli si avvicinò, sorridendo. Egli sentì il soffio, la vampa calda,
+si sentì avvolto nel suo odore di bionda e di _lilas de Perse_.
+
+--Stella....--balbettò.
+
+--Ah!... Che delizia! Che delizia!--Nora, con un lungo respiro stirò,
+alzò le braccia nude, rotonde, rosee, fuor della larga manica
+trasparente.... respirò ancora.... poi le lasciò cadere attorno al
+collo del marito riposandosi morbida, stanca sulle sue ginocchia.
+
+--Hai sonno.... cara?
+
+--Si sta bene, tanto bene qui.... così....--E accesa la sigaretta, lo
+baciò, ridendo, colla bocca piena di fumo.
+
+.... Dio, Dio! Bisognava parlare: il giorno dopo bisognava partire!
+
+--Che hai, Nannucci?...--essa gli domandò a un tratto, dopo di aver
+lanciato dal terrazzo la sigaretta spenta.
+
+--Stella! Stella!--bisbigliò il duca commosso e sospirò:--Perchè non
+posso darti la vita?...
+
+Nora sentì tutto il dolore, tutto lo strazio represso in quelle parole
+e ne rimase impressionata: si alzò in piedi rigida, appoggiandosi al
+parapetto del terrazzo.
+
+--Cosa c'è?--E lo guardò fissamente.
+
+Ma il Casalbara non sapeva risolversi, non poteva parlare. Temeva il
+suono stesso delle sue parole, della sua voce. Il silenzio di quella
+quiete serena, muta, calma e chiara si era fatto più profondo.... Anche
+il murmure lontano del mare era cessato.
+
+Pareva al Casalbara, che non soltanto gli occhi fissi, attenti sul viso
+pallido della moglie, ma che tutto d'intorno a lui, il cielo diffuso e
+limpido e il mare fermo e muto, aspettassero le sue parole, la sua
+confessione....
+
+Dio! Dio! Come mai era stato così spensierato? Così leggero? Così
+egoista?...
+
+--Che c'è?... Che c'è di nuovo?--ripetè Nora con un leggero tremito
+d'inquietudine e d'ira.
+
+--Ho.... avrei da chiederti un sacrificio. Bisognerebbe partire....
+presto.
+
+--Per San Moritz? Non è già fissato?...
+
+La buona stagione di Nizza, infatti, era finita da un pezzo, e i
+Casalbara avevano combinato con lord e lady Paget di passare l'estate,
+tutti insieme, in Engadina.
+
+--Ecco il sacrificio,--balbettò il Casalbara.--Bisognerebbe abbandonare
+la nostra prima idea.... e tornare a Milano.
+
+--A Milano?... Tornare a Milano? Adesso che non c'è più nessuno?
+
+Il duca tremò più forte: non ebbe il coraggio di dir tutto, subito, di
+affrontare di colpo lo scoppio di quella collera.
+
+--Per una decina di giorni, soltanto!... Forse anche meno. Il tempo
+necessario per riparare ad una cattiveria, un'azionaccia del Kloss. Hai
+proprio ragione, stella! Il Kloss è un furfante!... un fur....fante!--E
+gli scappò uno sternuto grosso, fragoroso. Era il solito di tutte le
+sere: era il segnale della ritirata. La brezzolina umida del terrazzo
+finiva sempre per infreddarlo.
+
+--Andiamo!--esclamò Nora dispettosamente. E senza aspettarlo, senza
+prendergli o dargli il braccio, si avviò sola, risoluta, imperiosa,
+verso la sua camera che splendeva illuminata, in mezzo al terrazzo.
+
+Il Casalbara le tenne dietro curvo, premendosi la mano sulle reni
+indolenzite, gemendo:
+
+--Ahi! Ahi!... Non mi sento bene stasera...; non mi sento bene.
+
+L'altra non gli badò nemmeno e mandò via subito la cameriera, senza
+svestirsi.
+
+--Di', su, sbrigati, che c'entra il Kloss?
+
+Il duca cominciò a raccontare delle cambiali, del ragioniere Vigliani,
+ma poi, per far più presto, le fece leggere le due lettere e l'ultimo
+telegramma.
+
+Nora, nel primo impeto, se la prese contro il Vigliani; doveva essere
+un imbecille, un impostore.... o un imbroglione; e siccome il duca
+voleva difenderlo, allora la tempesta si scatenò sul suo capo.
+
+Un'altra donna, pur nelle medesime condizioni di Nora, avrebbe
+sostenuto quel colpo con maggior calma, con maggior coraggio.... Non
+avrebbe potuto capire così subito tutta la gravità di quelle notizie.
+Ma per Nora invece, il caso era diverso: la rovina le si era affacciata
+in un attimo, chiara, lampante, orrenda: per la figliuola dello zio
+Matteo, quei debiti, quelle cambiali, quelle minacce, erano il suo
+passato che ricominciava, il suo passato di angosce, di stenti, di
+espedienti, di privazioni, di miseria--era quella vita maledetta che
+avea voluto troncare ad ogni costo, a costo di buttarsi fra le braccia
+di un vecchio.... e che invece doveva ancora ricominciare.... e insieme
+a quel vecchio!
+
+Nora tremava, piangeva, lo schianto del dolore confondendosi alla
+collera, all'ira.
+
+--Ma se il Vigliani è onesto,--balbettava,--allora sei tu che mi hai
+ingannata; sei tu che hai ingannata una povera ragazza!
+
+--Calmati! Non gridare! Non farti sentire!--pregava, supplicava
+stordito, spaventato il Casalbara, che pur temendo di sua moglie non
+avrebbe mai immaginato, quelle furie.--Calmati! Sei in preda
+all'esaltazione! Siamo ben lontani dalla miseria, dalla rovina. Si
+tratta di qualche piccola economia.... di qualche piccola privazione.
+
+Nora strillò più forte e continuò:
+
+--Vendere il palazzo di Milano! Vendere Casalbara!... Ridursi a vivere
+a Bergamo! Subito!... Adesso!... Subito! Dio! Dio! Dio! La disgrazia,
+la rovina e il ridicolo! Infelice e ridicola! Perchè tutti rideranno di
+me! Tutti! Tutti! Tutti!
+
+La fierezza del Casalbara si ridestò a queste parole e lentamente, ma
+con gravità, con forza, le disse:
+
+--Potrai essere infelice, questo sì: ma dipenderà da te, dal tuo cuore,
+dipenderà da ciò.... in cui tu avevi riposta la tua felicità. Ma
+ridicola no--ridicola mai! Anzi, sarai sempre più rispettata e
+ammirata, se saprai mantenerti nobile e dignitosa nella nostra
+disgrazia.
+
+Nora non gli rispose; non lo vedeva, non lo ascoltava, non lo sentiva
+nemmeno. Essa vedeva e sentiva le risa di Evelina, dello zio Matteo, la
+sghignazzata del Kloss! Tutti, tutti, tutti ridevano di lei, e le
+passavano tutti dinanzi in quel momento!
+
+Aveva voluto essere una signora, aveva abbandonato il Laner per essere
+una signora, e andava a finire esiliata a Bergamo, seppellita a
+Bergamo!... Vendere il palazzo di Milano! Vendere Casalbara!
+
+Il dolore, era ancora più forte della collera. A un tratto fu presa da
+un parossismo, da una convulsione terribile. Pestò i piedi, si stracciò
+le vesti, si strappò i capelli, si graffiò la faccia, rompendo,
+buttando all'aria tutto ciò che le capitava fra le mani, poi si lasciò
+cadere affranta, esausta attraverso il letto, gemendo ancora,
+torcendosi ancora, mordendo, nei sussulti dello spasimo, le coltri e i
+guanciali.
+
+Quando parve quietarsi, quando rimase immobile, distesa, supina
+attraverso il letto, il Casalbara, dopo averla guardata a lungo,
+inquieto, incerto, le si avvicinò:
+
+--Perdonami, Eleonora. Posso giurarlo sul mio onore: non ho voluto
+illuderti, ingannarti; io stesso mi ero ingannato, mi ero illuso.
+Perdonami, sono colpevole verso di te, per la mia spensieratezza! Io
+non ho mai badato agli affari.... a' miei interessi. Mi credevo sempre
+abbastanza ricco per non dovermi preoccupare dell'avvenire. È stato un
+errore, una colpa. Ti domando perdono--perdonami.... adesso la sconto
+amaramente. Ma se avessi potuto soltanto immaginare.... questo che oggi
+mi succede.... sul mio onore.... ti giuro.... ti avrei detto tutto,
+prima....
+
+Il povero vecchio si avvicinò di più.... Gli gocciolavano le lacrime
+dagli occhi gonfi.
+
+Nora era sempre buttata distesa attraverso il letto.
+
+--Ti avrei detto tutto.... a costo di dover rinunciare al mio
+paradiso.... di perdere l'amore della mia stella,--bisbigliò umilmente,
+quasi supplichevole, fissando il collo bianco e i capelli biondi.
+
+Nora non piangeva più, non gemeva più: non rispose, non si mosse.
+
+--La crisi è passata,--pensò il Casalbara, disposto a compatire, a
+perdonare, a dimenticare tutto quanto era successo, nell'egoismo intimo
+della sua passione, nel bisogno materiale di quella donna. E si
+consolò. Eleonora aveva gridato, si era sfogata.... ma infine si era
+calmata!... Era stata ingiusta; nell'impeto di quella collera era stata
+brutale, atroce.... villana. Da quella bocca incantevole, divina, erano
+uscite parole nuove, strane, parolacce volgari. Ma, ormai, si era
+sfogata.... si era calmata.... era lì, quieta, buttata sul loro
+letto.... Egli l'aveva ancora.... Che importava tutto il resto?... Essa
+gli era rimasta!... L'aveva ancora!...
+
+Prese lo scialletto di crespo, il fisciù di trine, la casacchina rosa
+da letto tutta morbida e fragrante, che Nora nel suo furore aveva
+buttato qua e là, li piegò, li ripiegò, lentamente, amorosamente, li
+collocò sul canapé. Cercò le piccole babbucce orientali e glie le posò
+vicino.... accese la fiamma a gas dinanzi al piccolo specchio dove Nora
+usava fare la sua toeletta della notte, le preparò il largo pettine e
+la spazzola d'avorio pei capelli. La guardò, la sogguardò furtivamente:
+era sempre quieta.... Ormai la tempesta era passata.... Gli era
+rimasta! L'aveva ancora!...
+
+Passò dall'altro lato del letto, ne distese, ne rimboccò le coltri
+dalla propria parte, si preparò l'acqua collo zucchero.... tornò in
+mezzo alla camera, vicino al sofà, cominciò a levarsi l'abito, il
+_gilet_.... e tornò a guardarla;... poi le si avvicinò piano, e
+prendendola delicatamente colle due mani sotto le ascelle per aiutarla
+a sollevarsi, le disse baciandole i capelli:
+
+--Alzati.... cara.... ti farà male, star così sdraiata.... Vieni a
+letto.
+
+Nora si rizzò, si voltò di colpo: la sua faccia per essere stata
+malamente compressa contro i cuscini, era attraversata da due solchi
+sanguigni. Essa lo guardò sfrontatamente, con un sogghigno ironico,
+beffardo, poi, a un tratto, senza dir parola, lo afferrò per un braccio
+e lo spinse, lo cacciò barcollante, incespicante sui tappeti, nel
+salottino attiguo alla stanza da letto; prese il suo abito, il suo
+_gilet_, glieli buttò dietro; e sbattè le portine, girò la chiave,
+sempre senza dire una parola, senza dir niente, muta.
+
+--Eleonora!... Eleonora!...--balbettò il Casalbara, tendendo le mani
+nell'oscurità....--Eleonora! Eleonora!
+
+Dai vetri opachi delle portine, passava appena il chiarore confuso
+dell'altra stanza.
+
+--Eleonora!... Eleonora!--e rimase colla fronte appoggiata ai vetri
+spiando ansioso, esasperato, tremante, l'ombra della moglie che
+scorgeva muoversi attorno al letto.
+
+--Eleonora!... Eleonora!--esclamava colla voce bassa, ma
+vibrata.--Perchè così?... Perchè hai fatto così?... Sei troppo
+cattiva!... Non ti credevo così!... Apri!... Apri!... Non facciamo
+scandali! Non facciamo scene!--E s'infuriava perchè non otteneva alcuna
+risposta, e scrollava forte le portine per riuscire ad aprirle.--Te lo
+comando! Apri! Sono tuo marito! Rispondi almeno!
+
+Lo stesso silenzio: Nora si moveva sempre vicino al letto.
+
+--Rispondi, Eleonora!
+
+Sentì soltanto il rumore così noto: il piccolo "crac" del busto che
+Nora slacciava d'un sol colpo. Sentì il lento scivolare della veste da
+camera sul tappeto, e il lungo fruscio delle batiste....
+
+Allora tornò a balbettare, a gemere, a supplicare, a domandar perdono,
+sempre colla fronte appoggiata ai vetri, guardando, guardando....
+
+Intravvide Nora che alzava le braccia.... che scioglieva, stendeva la
+lunga massa dei capelli e li avvolgeva nervosamente sul capo.
+
+--Perdonami! Eleonora!... Perdonami! Andrò io solo a Milano....
+Domani.... Tu resterai qui.... Andrai a San Moritz! Farai tutto ciò che
+vorrai! Aprimi! Stella! Stella! Non venderò il palazzo! Te lo giuro!
+Non venderò Casalbara! Perdonami! Perdonami! Gioia! Stella! Amore!
+Perdonami! Apri! Ho freddo qui! Non posso restar qui!... Sto male!...
+Mi ammalerò! Apri! Eleonora!
+
+Sentì lo scricchiolìo del letto.... sentì il fruscio di Nora che si
+stendeva, si rivoltava fra le coltri.
+
+--Almeno una parola!... Una parola! Non ti domando più che una
+parola.... sola....
+
+Di colpo si spense il lume: il Casalbara non vide, non udì più nulla.
+
+Allora, sempre colla fronte appoggiata ai vetri si mise a piangere,
+silenziosamente. A poco a poco il freddo gli penetrò nelle ossa.... e
+col freddo il timore di risvegliare Eleonora co' suoi singhiozzi.
+Allora il povero vecchio, trattenendo le lacrime, camminando in punta
+di piedi, a tentoni, andò a buttarsi e a piangere nella poltrona più
+lontana.
+
+
+
+
+IV.
+
+Il Casalbara, appena arrivato a Milano, dovette mettersi a letto. La
+scena colla moglie e il ritorno da Nizza fatto a precipizio, con un
+tempaccio del diavolo, lo avevano ridotto in uno stato compassionevole.
+Era orrendamente infreddato, alla testa, ai bronchi; aveva paura di
+morire, aveva paura di sua moglie e aveva paura di perderla: soffriva,
+soffriva e non capiva più niente.
+
+Nora, durante tutto il lunghissimo viaggio, non gli aveva mai rivolto
+la parola. Era rimasta sempre ferma al suo posto dall'altra parte del
+cupé, impenetrabile e muta, colla piccola riga bianca in mezzo alla
+fronte torva, aggrottata.
+
+Il povero vecchio, tremante di febbre, osava appena guardarla,
+furtivamente, cogli occhi rossi, gonfi, lacrimosi, e cercava di
+impietosirla, mormorando:
+
+--È finita!... È finita per me!
+
+L'altra rimaneva immobile, fissa e rigida al suo posto. Soltanto dopo
+Novara, mentre infuriava il temporale e la pioggia fitta sbatteva
+contro i vetri, essa gli aveva detto brevemente e seccamente:
+
+--Domani parlerò io col Vigliani.
+
+--Sì.... cara.... tutto.... tutto ciò che vuoi!--si era affrettato a
+rispondere il povero marito scosso e consolato dal suono di quella
+voce, sebbene aspra e imperiosa.
+
+Ma poi, vedendo che nemmeno la sommissione così pronta, così umile
+riusciva a placare Eleonora, tornò a gemere, a tossire, a sospirare, a
+mormorare tutto tremante e intirizzito:
+
+--È finita!... È finita per me!
+
+La duchessa, subito la mattina dopo, per far più presto, invece di
+mandare a chiamare il ragionier Vigliani, si recò lei stessa,
+direttamente al suo studio.
+
+Non erano ancora le dieci e nondimeno il piccolo stanzino angusto e
+polveroso che serviva di anticamera, era già pieno di gente che
+aspettava: un monsignore, due avvocati che discutevano fra di loro, e
+una grassa matrona, vestita di tutti i colori, coi baffetti neri e i
+riccioloni a rubacuori incollati sulle tempie.
+
+Nessuno si scosse all'entrare di Nora; erano abituati a ogni sorta di
+clienti.
+
+--Prego, faccia avvertire il ragionier Vigliani che c'è la duchessa di
+Casalbara,--disse Nora, a mezza voce, in fretta, allo scrivano, che
+faceva anche da portiere.
+
+Questi, un bel giovanotto ben pettinato e colla camicia scollata, non
+lasciò la signora duchessa ad aspettare in anticamera, ma la fece
+passare, andandole innanzi, e spalancando gli usci, nel salotto privato
+del ragioniere.
+
+--Il signor Vigliani ha gente, ma verrà subito,--e dopo di aver pregato
+la signora duchessa di avere la bontà di accomodarsi, se ne andò,
+camminando in punta di piedi.
+
+Nora, entrando nel salotto basso, tetro colle tappezzerie giallognole,
+trasudanti l'umidore, aveva sentito venirsi in faccia una zaffata di
+rinchiuso e di cavoli riscaldati: si guardò attorno: appeso in alto,
+alla parete di mezzo, il ragionier Vigliani collo spillone di
+brillanti, sorrideva dal suo grande ritratto ad olio, fra le oleografie
+di due sultane.
+
+Nora si seccava ad aspettare: ma non aspettò che pochi minuti.
+
+Il Vigliani entrò quasi subito, come una bomba, strisciando e
+ruzzolando, profondendosi in inchini, in complimenti, in esclamazioni
+superlative.
+
+Appena ripreso fiato, appena ebbe fatto sedere la signora duchessa, le
+domandò del signor duca, tenendosi ritto dinanzi a lei colle mani
+congiunte.
+
+--È rimasto a letto. Si è un po' infreddato nel viaggio.
+
+--Voglio sperare che sarà un'indisposizione leggerissima, affatto
+passeggera....--E il ragioniere sgranava gli occhi in segno del più
+vivo interessamento. Ma Nora tagliò corto colle chiacchiere.
+
+--Capirà benissimo perchè sono corsa da lei in questo modo. Non potevo
+aspettare, sono troppo inquieta, troppo spaventata. Voglio sapere
+subito come stanno le cose, voglio sapere tutta la verità. Mio marito
+mi ha fatto leggere la lettera del Kloss e la sua. E sono qui anche per
+incarico di mio marito, che non può muoversi.
+
+Il ragionier Vigliani, inquieto, cominciò a sospirare, alzando gli
+occhi al cielo, stringendosi nelle spalle, allungando le braccia.
+
+--Voglio saper tutto,--ripetè la duchessa.
+
+L'altro, ancora un po' sossopra, balbettò:
+
+--Allora mi farò coraggio... per ubbidirla,--e cogli occhi cercò il
+posto dove sedersi.
+
+Ma appena il Vigliani cominciò a parlare d'affari, diventò un
+altr'uomo; mutò voce, espressione; non era più confuso, non si sentiva
+più impacciato. Fece passare la duchessa sul canapè perchè stesse più
+comoda, e sedette a sua volta, si sdraiò sulla poltrona accanto,
+accavalciando le gambe l'una sull'altra. Parlò chiaro, esplicito, quasi
+duramente.
+
+--Bisogna vendere il palazzo di Milano, bisogna vendere la villa e i
+fondi di Casalbara. Bisogna ridursi a vivere a Bergamo.... con una
+quindicina di mille lire all'anno. E questo bisogna farlo subito.
+
+--Subito?
+
+--Tirando in lungo, perdendo una buona occasione non si salva più
+nulla!
+
+--Subito?... Subito?...--ripetè Nora, quasi con un gemito nella voce
+tremante.
+
+L'altro parlava sempre in fretta, guardando spesso l'orologio della
+caminiera, dimenando la gamba che aveva a cavallo sull'altra, e
+mostrando la calza bianca, grossa, sotto la scarpaccia inzaccherata.
+
+--Lei, povera signora duchessa, lei sconta adesso quella... quella
+diremo... ostinazione del signor duca di non avermi mai ascoltato,
+quando raccomandavo col dovuto rispetto, di limitare le spese secondo
+le rendite: Mah! siamo sempre andati avanti, in tutti questi anni, non
+per colpa mia, ci tengo a dichiararlo, come ai beati tempi dei
+Casalbara, signori e padroni di terra e castella, col diritto delle
+decime e di batter moneta!
+
+Nora, sempre dandogli ragione perchè non le conveniva di colpo
+disgustarlo, cominciò a fare qualche domanda circa le rendite, gli
+aggravi, il patrimonio.
+
+Il Vigliani l'interruppe, alzandosi d'un tratto.
+
+--Un momentino, scusi... permetta,--e uscì sempre strisciando, e
+ruzzolando, per ricomparire quasi subito con un fascio di carte, che
+spiegò dinanzi a Nora, dopo essersi inforcati gli occhiali sul naso.
+
+--Ecco qui, signora duchessa. Veda lei stessa il riassunto dei bilanci
+degli ultimi anni, che ho fatto estrarre appunto in questi giorni.
+
+Nora, seguiva il dito grosso, villoso, dalle unghie sudice e
+rosicchiate del ragioniere, che segnava le cifre; ma non riusciva ad
+afferrare, a sapere tutto ciò che avrebbe voluto.
+
+Il Vigliani, quando ebbe finito di mostrarle tutte quelle annotazioni e
+di farle osservare tutte le passività che gravavano sul patrimonio,
+concluse, mettendo le carte sul tavolo e posandovi sopra gli occhiali:
+
+--Come ho scritto al signor duca, e come ho già detto alla signora
+duchessa, non c'è altro da fare: vendere il palazzo di Milano e vendere
+la villa di Casalbara, per la quale, anzi, proprio in questi giorni, mi
+sarebbe capitata una buonissima occasione.
+
+Nora, pallidissima, si sentiva oppressa dal tono perentorio del
+ragioniere.
+
+--Non si potrebbe aspettare... almeno... almeno qualche mese?--balbettò
+colla voce soave, insinuante, piena di lacrime.--Se il Vigliani avesse
+voluto, avrebbe potuto salvarla,--pensava. E avvicinandosi vivamente al
+ragioniere, lo fissò coi bellissimi occhi, imploranti.
+
+--Impossibile, signora duchessa. Abbiamo le cambiali del Kloss. La
+prima, non ricordo bene la data, ma deve certo scadere fra pochissimi
+giorni. Per tale scadenza occorre la somma; questa al momento non si
+può trovare; ci penserò io.... come per le altre. Ma deve camminare di
+pari passo l'alienazione degli stabili.
+
+"Se il Vigliani avesse voluto, avrebbe potuto salvarla"--pensava Nora,
+e continuava a guardarlo, a fissarlo, a supplicarlo cogli occhi, senza
+parlare.
+
+--Le domanderei soltanto di aspettare qualche mese...--balbettò
+infine.--Lei così buono, che ha sempre avuto tanta affezione.... per
+noi.... Pensi al mio amor proprio: Ho tanti nemici! Riderebbero di
+me!... Invece, lasciando passare qualche mese, preparando la notizia a
+poco a poco, farebbe minor impressione. Lei è tanto buono; ha sempre
+avuto tanta affezione per mio marito; ne abbia un po' anche.... per me!
+
+E la duchessa gli si avvicinò ancora di più, col bel viso acceso, molle
+di lacrime.
+
+Quel vecchio ragioniere dai baffi e dalle fedine tinte, quel vecchio
+grasso, volgare e sudicio, gocciolante; un sudore untuoso, non le
+destava nè ribrezzo, nè repulsione. Era l'uomo che poteva conservarle,
+almeno per qualche tempo, il palazzo di Milano, la villa di Casalbara,
+la sua grandezza, il suo sfarzo!...
+
+Ma non aveva fortuna! Il Vigliani rimaneva affatto insensibile: meglio
+ancora, non vedeva niente, non capiva niente. Il Vigliani era un uomo
+d'affari, non aveva in mente altro che i debiti, le cambiali... e il
+poco tempo che aveva da perdere.
+
+Quando sospirò e guardò la duchessa con un certo intenerimento, fu
+soltanto per dirle:
+
+--Un buon cerusico dev'essere senza pietà. Se non ha mai voluto
+ascoltarmi suo marito, mi ascolti lei, che ha tanta intelligenza. Parlo
+per il bene di entrambi. Oggi, infine, non c'è da disperarsi. Se non il
+lusso, le rimane ancora una certa agiatezza, che moltissimi le
+invidierebbero. Domani, sarebbe certo una rovina estrema, irreparabile.
+
+Ma la signora duchessa continuava a tacere, a gemere, a guardarlo, a
+fissarlo... e non si moveva: allora egli lanciò un'ultima occhiata
+all'orologio e si fece coraggio, alzandosi di colpo.
+
+--Devo correre al tribunale, per un consiglio di famiglia.... Sono già
+in ritardo.--E facendole mille scuse, domandandole mille perdoni,
+accompagnando la signora duchessa fin sulla scala, tornò a profondersi
+in inchini, in proteste, in complimenti.
+
+Nora, quando uscì dalla casa del ragioniere, era furente.
+
+--Vuol costringerci a vendere, perchè avrà il suo interesse: È per il
+suo interesse che non vuol perdere le buone occasioni!
+
+E Nora, lì per lì, pensò di consigliare e di imporre a suo marito di
+affidarsi ad un altro amministratore.
+
+Quando rientrò nel suo palazzo, il maestoso portiere dalla lunga barba
+bianca, si era messo in gran livrea.
+
+Nora sospirò. Anche quel magnifico portiere avrebbe perduto! Eppure era
+stata una delle tante attrattive del duca di Casalbara, una delle
+attrattive che l'avevano indotta a sposarlo!
+
+Non era con quel palazzo dal grande giardino ch'essa aveva cominciato a
+fare all'amore? Col palazzo dall'antico cancello di ferro, dallo stemma
+dorato e la corona ducale e il magnifico portiere che pareva il re
+della contrada?
+
+Quante volte era passata di là!... Quante occhiate furtive dentro a
+quel portone, sotto l'atrio a colonne o nel cortile immenso! E quanti
+sorrisi di compiacenza, di orgoglio pensando: Sarò io la duchessa! Sarò
+io la padrona!
+
+Invece doveva venderlo! Non poteva goderlo, in pace, nemmeno per un
+giorno! E perchè? Perchè suo marito si era rovinato col giuoco, colle
+donne, col Kloss.
+
+Che trionfo per il Laner... e per quel mostro di Evelina!...
+
+Si fermò, ancora sospirando, sul ripiano del grande scalone di marmo,
+dal morbido tappeto, colle pareti a specchi, a stucchi dorati, coi
+fiori olezzanti nei vasi enormi!...
+
+Tutto le pareva ancor più bello, più ricco, più grande! Che dolore! Che
+dolore! E che desiderio, che brama di tutto conservare! Avrebbe dato
+una parte del suo sangue, della sua vita! Come si vendicava quel Kloss,
+per non aver essa mai voluto saperne delle sue licenze, delle sue
+confidenze, de' suoi abbracci!... E dire che essa lo aveva sempre
+creduto uno straccione in confronto del duca di Casalbara!...
+
+Invece.... tutto il contrario....
+
+Nora non sospirava più. Pensava, rifletteva, attraversando adagio
+adagio tutte le sale del vasto appartamento.
+
+Invece.... tutto il contrario....
+
+Se il Kloss non fosse stato in collera, avrebbe continuato a rinnovar
+le cambiali, non li avrebbe spinti a quel precipizio....
+
+Si avvicinò a una finestra: guardò il giardino, il cortile, il
+magnifico portiere che passeggiava sotto l'atrio, e tornò a sospirare.
+
+D'un tratto corrugò la fronte, un rossor vivo, un fuoco le salì alla
+faccia.
+
+--Si...! Si!--bisbigliò,--tutto per tutto. Bisogna tentare col Kloss!
+
+E corse subito nel suo gabinetto di toelette, passando dinanzi alla
+camera del duca, ma senza nemmeno fermarsi per salutarlo.
+
+Scrisse al Kloss, in fretta, su due piedi, col lapis, e appena gli ebbe
+mandato la lettera alla banca, si sentì più tranquilla, più sicura.
+
+Certo il Kloss, sarebbe corso da lei, subito!
+
+Infatti il bigliettino era pressante:
+
+"Ho gran bisogno di parlarle. Mio marito è a letto ammalato. Temo ne
+avrà per molti giorni. E proprio in questo momento in cui sono oppressa
+da mille imbrogli di affari e d'interessi, che non arrivo nemmeno a
+capire!
+
+"Del nostro ragioniere non ho certo a lodarmi.... e mi persuade fino a
+un certo punto! Sono sola, non so che cosa fare, nè a chi rivolgermi.
+Procuri di venir subito: sentirà, vedrà, mi potrà dare qualche
+consiglio. Sto in casa apposta ad aspettarla."
+
+Nora calcolò il tempo che poteva impiegare il servitore ad andare.... e
+il Kloss a venire.... e intanto si cambiò di vestito perchè colla corsa
+della mattina e col caldo si era tutta sciupata. Pensò, guardò, scelse
+e indossò una sua veste da camera leggerissima, morbida, tutta di
+crespo rosa e di merletti, e per aver più fresco, per riposarsi,
+allentò un poco i capelli, tanto che scrollando il capo con forza si
+sarebbero sciolti sulle spalle come un'onda d'oro.
+
+Francesco Kloss era alla banca: vista appena la lettera, a buon conto,
+fece dire al servitore che era fuori:--poi la lesse, la rilesse,
+accendendosi in volto, cogli occhietti torvi, da satiro, che
+luccicavano.... Intravvide il pericolo e fissò immediatamente il suo
+piano, facendo un saltetto e una sghignazzata, per scuotersi, per
+stordirsi.
+
+--_Mi andassi supito a Carlsbad tomani mattina: ma per cuella matama mi
+partissi stasera!_
+
+Pure bisognava rispondere. _"Cuella matama"_ al presente, era la
+duchessa di Casalbara, era la moglie di un suo amico, gli aveva
+scritto, stava a casa apposta ad aspettarlo e bisognava rispondere.
+
+Rilesse la lettera....--_sentirà, vedrà, mi potrà dare qualche
+consiglio....--Penissimo_!--In questo posso servirla!
+
+E fece chiamare il signor Galli.
+
+Il Kloss non aveva mai detto niente al suo procuratore delle cambiali
+del Casalbara. Erano piccoli affaretti del portafoglio particolare. E
+come al suo procuratore non ne aveva parlato prima, tanto meno ne parlò
+adesso!...
+
+Il Kloss pregò soltanto il Galli di volersi recare il giorno dopo, in
+vece sua, dalla duchessa di Casalbara: gli disse che la duchessa voleva
+essere consigliata, aiutata nella sua amministrazione, perchè aveva il
+marito ammalato ed era malcontenta del suo ragioniere, e concluse
+galantemente:
+
+--_Tranne tanee, tutt coss a sua tisposizion!_
+
+Rimasto solo, tornò a fregarsi le mani.
+
+--_Matama_ ha bisogno di un _racioniere? Penissimo! Le mandassi il
+mio!_--E scrisse subito alla signora duchessa--per non farla restare in
+casa inutilmente--una lettera molto gentile.
+
+"Essendo quel giorno occupatissimo per un'importante seduta alla banca
+e dovendo partire alle 5.50 per Carlsbad era spiacentissimo di non
+poterla vedere. Ma la mattina dopo sarebbe venuto da lei il suo
+procuratore generale, il signor Ambrogio Galli, coll'ordine espresso di
+mettersi in tutto e per tutto a sua disposizione. Il signor Galli era
+una persona molto seria, e di molto valore. La signora duchessa poteva
+fidarsene interamente. Avrebbe avuto tutti gli schiarimenti e tutti i
+consigli, e tutto l'aiuto che sarebbe stato del caso." Il Kloss la
+pregava di salutare, a suo nome, il caro amico Giovanni, che sperava di
+trovare al suo ritorno pienamente ristabilito, le riconfermava i sensi
+della sua profonda stima e devota amicizia, dichiarandosi sempre pronto
+"all'onore di servirla in tutto ciò che la signora duchessa potesse
+desiderare" e finiva col baciarle ossequiosamente la mano.
+
+Nora, leggendo quella lettera, impallidì, con un'espressione sinistra,
+iraconda.
+
+--Villano!...
+
+Ma poi si calmò.
+
+Le mandava il suo procuratore generale?... Con quali istruzioni?...
+Certo coll'ordine, almeno, di rinnovare le cambiali.
+
+"Avrebbe avuto tutti gli schiarimenti, tutti i consigli; tutti gli
+aiuti che sarebbero stati del caso...." Almeno le cambiali sarebbero
+state rinnovate!
+
+E Nora si sentì consolata, scacciò tutte le ansie con una alzata di
+spalle e per quel giorno non volle pensarci più.
+
+Ma bisognava avvertire anche Giovanni, di quella visita del signor
+Galli, procuratore del Kloss. Si recò direttamente nella camera del
+marito, senza nemmeno pensare al modo di spiegare e di fargli accettare
+quel fatto: era troppo sicura di sè!
+
+Il duca spasimava: in seguito alla reumatica e alla infreddatura
+intensa, contratta durante il viaggio, gli si era manifestata un'acuta
+nevralgia: il _chiodo solare_, come gli aveva detto la cameriera.
+
+La stanza era completamente buia. Nora, appena entrata, schiuse una
+delle imposte.
+
+Il Casalbara, sepolto sotto le coperte, volse il capo vivamente, con un
+gemito.
+
+--E così?--gli domandò Nora, restando sempre presso la finestra.--Vuoi
+che faccia chiamare il medico?
+
+--No.... no... grazie....--rispose l'altro colla voce fioca.
+
+Nora gli si avvicinò.
+
+Il Casalbara, steso sul letto, sotto le coperte pesanti, aveva la testa
+affondata nei cuscini e ravvolta in un _foulard_. Non lo si vedeva
+nemmeno.
+
+--Cara....--bisbigliò quando Nora si fermò in piedi accanto al letto; e
+i suoi poveri occhi gonfi, lacrimanti, pure nell'ombra, sotto le
+coperte, sotto il _foulard_ ebbero un raggio di tenerezza....
+un'espressione viva e dolente che domandava amore e pietà.
+
+--Vuoi mangiare qualche cosa?--gli domandò Nora, mettendogli la mano
+sulla fronte per sentire se scottasse.
+
+--No.... no.... grazie,--risposo prostrato con un senso di commozione.
+
+--Vuoi una tazza di tè?...
+
+--Grazie, cara.... adesso soffro troppo.... Grazie.... più tardi.
+
+Nora notò che al malato dava fastidio anche quella luce è andò a
+chiudere di nuovo la finestra; la camera rimase ancora tutta buia.
+
+--Sono stata dal ragioniere Vigliani,--disse poi colla voce sicura.--E
+mi sono convinta che ha il suo tornaconto nell'obbligarci a vendere.
+
+Dal letto rispose appena un gemito fievole.
+
+Vi fu qualche minuto di silenzio; poi Nora ripigliò sempre impassibile:
+
+--Più tardi, quando appunto ritornavo dal Vigliani, ho incontrato il
+Kloss, sul Corso, e mi ha detto di salutarti.
+
+Il letto scricchiolò. Il Casalbara, di colpo, si era alzato diritto a
+sedere.
+
+Nora, pur nel buio, ne vide l'immagine bianca.
+
+--Parte stasera per Carlsbad,--continuò.
+
+Il letto scricchiolò ancora; il Casalbara si era lasciato ricadere
+disteso.
+
+Nora gli andò vicino, gli tirò le coperte fin quasi sugli occhi, gli
+accomodò il _foulard_, poi ripigliò:
+
+--Gli ho detto che non mi fidavo molto del nostro ragioniere, che tu
+eri malato, che avrei avuto bisogno di qualcuno per aiutarmi, per
+vedere un po' come davvero stanno le cose. Il Kloss mi manderà domani
+mattina il suo procuratore, un bravissimo uomo, il signor Galli.
+
+Nora non poteva vedere le lacrime che cadevano silenziose dagli occhi
+del duca.
+
+Nella camera si soffocava: dopo un momento essa domandò:
+
+--Vuoi che socchiuda l'uscio per lasciar passare un po' d'aria?
+
+--No.
+
+--Vuoi del ghiaccio?
+
+--No.
+
+--Ti alzerai più tardi?
+
+--No.
+
+--Per l'ora del pranzo?
+
+Questa volta il malato non rispose nemmeno.
+
+--Allora, buona notte!--esclamò Nora, dopo un momento. E se ne andò.
+
+In fondo all'appartamento, dopo il suo spogliatoio, v'era un'altra
+piccola stanza da letto: Nora la fece preparare per sè.
+
+E intanto che ordinava, che faceva preparar la camera, Nora si godeva a
+visitare il lungo guardaroba dagli armadi solidi, pesanti, colmi delle
+telerie, delle fiandre antiche e preziosissime di casa Casalbara; si
+godeva a visitare i forzieri dell'argenteria, le grandi scansie a vetri
+delle porcellane e delle maioliche.
+
+--Certo.... le cambiali sarebbero state rinnovate!...
+
+Si godette a desinare sola soletta nel bel stanzone da pranzo, dalle
+finestre che davano nel giardino, tutte verdi per lo sfondo degli
+abeti.
+
+Dio! Era il primo giorno che non aveva l'oppressione di quell'uomo,
+delle solite moine, dei soliti discorsi!...
+
+Dopo pranzo andò a fare una buona scarrozzata.
+
+--In ogni modo, quando fosse stato il momento, si si sarebbe potuto
+vendere soltanto Casalbara!
+
+I bastioni erano deserti: tra le fila cupe degli ippocastani, le
+nottole e i grossi farfalloni danzavano attorno ai globi della luce
+elettrica.
+
+Ritornando, scendendo da Via Manin, Nora rivide la piccola stradetta
+dietro il Museo dove aveva avuto la gran scena col Laner.
+
+--Povero Pietro!...--e sospirò; sospirò con un'espressione di
+malinconia inconsapevole, ma tenera, soave....
+
+--Povero Laner!
+
+--Ah!... che piacere quell'aria fresca, frizzante! Era la prima volta
+che girava sola in carrozza, senza "quel peso!" Che piacere!
+
+D'un tratto, in via Santa Margherita, mentre Nora pensava ancora alla
+stradetta dietro il Museo, e alle furie dell'innamorato, ecco... ecco
+appunto Pietro Laner! Pietro Laner e l'Evelina!
+
+Evelina andava innanzi urtata dalla folla, più gobba, più goffa che
+mai! Pietro Laner le teneva dietro, a testa bassa....
+
+Quando Nora passò loro accanto colla carrozza, finse di non vederli; ma
+le attraversò il cuore un impeto di collera, un impeto strano di
+gelosia e di rimpianto!
+
+Adesso Nora lo sentiva, lo capiva: aveva avuto altre simpatie, oltre il
+tenente Calafà, ma il suo primo amore, il suo vero amore, era stato il
+Laner.
+
+E se il Vigliani la spuntava e le faceva vender tutto? Se il Kloss non
+avesse voluto rinnovare le cambiali?
+
+--A casa!--ordinò al cocchiere.
+
+Era stanca; aveva bisogno di riposare il corpo e la mente.
+
+Appena arrivata fece le scale di corsa, slacciandosi i nastri del
+cappellino per fare più presto a svestirsi: non vedeva l'ora di
+buttarsi in letto, di dormire.
+
+--Ah!... finalmente!
+
+Sull'uscio dello spogliatoio si fermò perplessa, inquieta. Non doveva
+passare da Giovanni? Era già arrabbiato.... Non lo avrebbe fatto
+arrabbiare un po' troppo, piantandolo solo a quel modo, senza neppure
+la buona notte? Ma cacciò via le inquietudini con un'alzata di spalle.
+
+--Potrò sempre calmarlo domani!--e chiuse l'uscio a chiave.
+
+--Ah! Un po' di riposo!... Un po' di libertà!
+
+E continuava a ridere, svestendosi in fretta, buttando di qua, di là,
+allegramente, i vestiti, le scarpette, le calze.... e ridendo saltò nel
+letto e continuò a ridere, con fremiti di piacere, allungandosi,
+rivoltandosi sotto le lenzuola leggere, freschissime.
+
+--Ah! Che gioia! Che gioia!... Che felicità!... Dopo tanto tempo era
+sola, era sola.... sola finalmente!
+
+
+
+
+V.
+
+
+Il giorno dopo, alle undici precise, il signor Ambrogio Galli si faceva
+annunziare alla duchessa di Casalbara. Il procuratore della banca Kloss
+aveva indossato il vestito nero e messo il cilindro nuovo, che portava
+soltanto la domenica, quando accompagnava la moglie a messa, a San
+Carlo, e a colazione al Trenk. Le mani gli penzolavano lungo i fianchi,
+strette, legate nei guanti color sangue.
+
+Molto volontieri avrebbe fatto a meno di quella visita! Per le sue idee
+di rivendicazione e di giustizia sociale, non voleva confessare di
+patire ancora certe debolezze, certe timidezze affatto borghesi. Si
+sentiva intimidito.... molto impacciato, propriamente e solamente
+perchè doveva presentarsi a una "duchessa".
+
+Lei, come lei, la signora duchessa, glielo avevano detto, era la
+figlia, la nipote, una parente qualunque di Matteo Cantasirena. Ma era
+diventata duchessa di Casalbara.... E il signor Galli ripeteva quel
+nome, come per abituarsi, allungando lo dita nei guanti color sangue:
+
+--Duchessa di Casalbara!... Mah! Gli uomini,--pensava,--restano sempre
+quello che sono; le donne, invece sono.... quello che diventano!
+
+Aveva anche sentito che la signora duchessa era bellissima....
+
+--Le avranno detto almeno che sono sordo? Saprà di parlar
+forte?--borbottava fra sè, con una certa stizza.
+
+Il signor Ambrogio era stato altre volte, per affari, in case
+aristocratiche, ma era entrato soltanto nello studio dell'amministrazione,
+aveva parlato soltanto con uomini.
+
+--Auff! Che seccatura!--E attraversando l'anticamera dietro il
+servitore che lo precedeva per annunziarlo, mandava a quel paese il
+signor Kloss e si pentiva di non essersi almeno informato di certe
+regole più elementari dell'etichetta.
+
+Aveva lasciato il cappello in anticamera. Aveva fatto male? Doveva
+tenersi i guanti? Come doveva chiamarla?... Signora duchessa?...
+Altezza?... Che altezza! Non ce n'erano più di altezze! Tutti eguali,
+tutti fratelli!... Ma tratteneva il respiro, attraversando quelle sale
+grandi, silenziose, cupe.... Era intimidito dal rumore delle sue scarpe
+grosse sui _parquets_.
+
+Quando si trovò dinanzi alla duchessa, s'inchinò profondamente, senza
+parlare, e quando essa gli offrì la mano, il signor Ambrogio, con un
+tremito stese la sua diritta, come se sfiorasse la piletta dell'acqua
+santa.
+
+Nora lo guardò e gli parlò sorridendo, con grande affabilità, come se
+lo conoscesse da un pezzo.
+
+--Il signor Kloss è stato molto buono con me, procurandomi il piacere
+di questa sua visita. Ma non vorrei avesse abusato della sua
+gentilezza.
+
+L'altro continuava a inchinarsi senza dire di no: cercando la parola e
+non trovandola.
+
+--In tal caso, le domando perdono per me e per il signor Kloss.
+
+La voce di Nora era alta e chiara; ma il Galli non intese queste ultime
+parole: non tanto perchè fosse sordo, quanto perchè era troppo confuso.
+
+S'inchinò un'altra volta, poi balbettò:
+
+--Sono a' suoi ordini, signora....--e non ebbe il fiato, il coraggio di
+aggiungere: duchessa.
+
+Nora sedette nella sua poltroncina presso la scrivania, in un angolo
+del salottino, sotto la finestra, e fece sedere il signor Ambrogio in
+un'altra poltrona dinanzi a lei.
+
+--Mio marito le fa tante scuse. Non può alzarsi. È stato ripreso da un
+accesso nevralgico: soffre assai e non può sopportare la luce.
+
+Il signor Galli, seduto, fece un altro inchino, sporgendo il capo.
+Questa volta Nora aveva parlato nervosamente, in fretta; egli non aveva
+proprio capito nulla.
+
+Nora aveva avuto quelle notizie dalla cameriera. Era stata fin
+sull'uscio della camera del duca, ma non era entrata: erano bastate
+quelle poche ore: sentiva per suo marito un senso quasi invincibile di
+repulsione.
+
+Intanto, essa aveva presa una sigaretta per sè e ne aveva offerta una
+al signor Galli, che, ringraziando, disse una delle poche bugie della
+sua vita:
+
+--Grazie, non fumo.
+
+In quel momento sarebbe stato troppo imbrogliato coi guanti, la
+sigaretta, il cerino.
+
+Nora, sempre sorridente e cacciando il fumo dalla bocca, movendo le
+labbra come se volesse dar dei baci, continuava a parlare, ma l'altro
+continuava a non capir bene.
+
+Allora si sentì ridicolo, ritrovò la propria fierezza, e, per mettersi
+al suo posto, per fissare nettamente che non era lì nè per fumar
+sigarette nè per far complimenti alle duchesse, ma soltanto quale un
+vecchio uomo d'affari, esclamò colla voce forte:
+
+--Non so se il signor Kloss ha avvertito la signora duchessa che io
+sono un po' sordo.
+
+Nora lo guardò co' suoi grand'occhi dolcissimi, dai quali spirava la
+più viva simpatia, mista alla maraviglia.
+
+--No.... davvero! E non ce n'era di bisogno dal momento.... dal momento
+che non me ne sono accorta!--E sorrise ancora: sorrise schiettamente,
+con una grazia, un incanto quasi infantile.
+
+Il signor Ambrogio era un uomo serio, semplice, buono; ma ci pativa
+d'essere sordo, e non potè a meno di sentirsi lusingato da quelle
+parole.
+
+--È proprio una vera signora!--pensò tra sè.
+
+Nora aveva tenuto fin allora sulle sue ginocchia un grosso fascio di
+carte: l'estratto, il riassunto dei bilanci fatti dal Vigliani:
+diventando seria, malinconica, sospirando, li porse al signor Galli.
+
+--Veda lei, mi dica lei cosa si deve fare: il signor Vigliani mi ha
+tanto spaventata,--e stendendogli con abbandono e con fiducia la manina
+rosea, trasparente, mormorò:--Mio marito è ammalato.... io non capisco
+niente....
+
+Il signor Galli prese le carte, cominciò a sfogliarle, a esaminarle; ma
+da quelle carte non poteva capirne un gran che e lo disse subito alla
+signora duchessa.
+
+Desiderava vedere tutti i bilanci per esteso; desiderava un
+abboccamento col ragionier Vigliani. Lo conosceva, era un galantuomo.
+Pregava soltanto la signora duchessa di avvertirlo con un biglietto,
+che la mattina dopo si sarebbe trovato al suo studio. Così, su due
+piedi, non poteva certo formarsi un giudizio, un criterio dello stato
+reale del patrimonio. Occorreva un po' di tempo, un po' di quiete.
+Bisognava esaminare le cause del dissesto.... e studiare i
+provvedimenti da consigliarsi..
+
+--Ecco, precisamente!--esclamò Nora trionfante.--È quello che dicevo
+anch'io al Vigliani, e che il Vigliani _non vuol capire_.--E Nora marcò
+molto le ultime parole.
+
+--Il ragionier Vigliani si sarà già formata la sua idea e potrà dare il
+suo parere in proposito,--rispose calmo il Galli, continuando a
+sfogliare le carte.
+
+Nora, lo fissava attentamente. Il procuratore non le aveva nemmeno
+portato i saluti del Kloss, non aveva fatto nessunissimo accenno che
+potesse riferirsi alle istruzioni ricevute.... Cominciava ad essere
+inquieta. Il Galli badava soltanto alle sue carte.... e troppo poco a
+lei. Non faceva nessun accenno, nessuna promessa....
+
+--Che cosa lo aveva mandato a fare il Kloss?
+
+La duchessa ebbe un lampo di collera, gittò la sigaretta, ma poi tornò
+a calmarsi, a sorridere, e allungando le braccia, congiungendo le mani
+sulle ginocchia, si chinò, si allungò, si avvicinò verso il signor
+Ambrogio.
+
+Questi sentì quella vampa calda, quel "_suo_" odor di bionda e di
+_lilas de Perse_, e abbassando gli occhi, le vide attorno al collo, fra
+i merletti della veste da camera che nel chinarsi le si apriva sul
+petto, una piccola catenella d'oro che si moveva, si alzava, scendeva,
+si sprofondava ad ogni respiro, ad ogni movimento.
+
+Nora gli si appressò ancora, per parlargli proprio vicino all'orecchio.
+
+Il signor Galli, che alla vista della catenella d'oro era fuggito via
+cogli occhi e aveva arrossito, parendogli quasi di aver commesso una
+colpa, accennò lentamente di no col grosso testone e la guardò, la
+fissò in volto attentamente, per capir meglio.
+
+--Il signor Kloss,--soggiunse Nora esitando.... arrossendo a sua
+volta....--il signor Kloss.... non le ha parlato.... particolarmente di
+mio marito?
+
+L'altro continuò a scrollare il capo, e la guardò più attentamente.
+
+--Sa, nevvero, di certi impegni urgenti.... per provvedere ai quali
+siamo tornati apposta da Nizza?
+
+--No.... niente, signora duchessa,---rispose il Galli, maravigliato.
+
+Nora si alzò in piedi, scattando, e il Galli lentamente, sempre
+guardandola maravigliato, si alzò in piedi egli pure.
+
+--Le cambiali?--gli disse Nora chiaramente, ma all'orecchio, per paura
+che di là la cameriera, il domestico potessero sentire.
+
+--No.... No.... Quali cambiali? Cambiali di chi?--balbettò il Galli
+stupito da quella domanda, da quella rivelazione, turbato dalla
+vicinanza di Nora, e dalla piccola catenella d'oro che gli era tornata
+sotto gli occhi.
+
+--Proprio niente.... non mi ha detto niente.
+
+Nora, colpita, atterrita, nell'ansia del momento e non volendo, non
+potendo gridare, gli mise la bocca quasi sull'orecchio.
+
+--Le cambiali? Le cambiali rilasciate da mio marito al signor Kloss?
+Quasi cento mila lire?...
+
+--Non so niente; non mi ha detto niente.
+
+--Niente?... Ma allora.... anche il signor Kloss mi ha ingannata! È per
+queste cambiali che il signor Vigliani mi costringe a vendere tutto....
+persino la casa.... persino la nostra casa!
+
+Il Galli abbassò il capo; gli passò nell'occhio mite e grave un'ombra
+di tristezza e sospirò.
+
+Il signor Kloss doveva averne fatta una delle sue!
+
+--Dio! Dio!--mormorò Nora, e si lasciò cadere piangendo sulla poltrona,
+nascondendo il viso, soffocando i singhiozzi.
+
+Il signor Ambrogio si avvicinò di un passo, poi si fermò esitante.
+Subito, vedendo piangere una donna, si sentì gli occhi riempiti di
+lacrime: ma rimase muto. Cosa poteva dire? Certo il signor Kloss ne
+aveva fatta una delle sue.
+
+--Si vendica! Si vendica!--balbettò Nora.
+
+Il Galli le si avvicinò di un altro passo. Il suo respiro si era fatto
+più affannoso e dinanzi a quel dolore, a quelle lacrime, restava a
+testa bassa, avvilito, quasi vergognoso. Era la vergogna del signor
+Kloss che sentiva pesare sopra di sè!
+
+Oh, lo conosceva bene il "principale" conosceva i suoi modi di
+comportarsi negli affari.... e conosceva le sue arti quando voleva
+liberarsi da qualche seccatura, o non correre il rischio di dover dire
+di sì!
+
+Nora si alzò per parlargli ancora, per parlargli più da vicino, per
+farsi udire. Ma prima gli prese la mano, gliela strinse lentamente, la
+tenne fra le sue.
+
+Il signor Galli aveva ancora i guanti, ma sentì il bruciore di quella
+bella e pallida mano, e un fremito intenso gli corse per tutto il
+corpo.
+
+Nora lo guardava.... lo guardava.... e la domanda errava ne' suoi
+grand'occhi mesti, ansiosi. Si alzò sulla punta dei piedi. Egli teneva
+sempre la testa bassa, ma un po' voltata, per non vederla, per non
+vedere la piccola catenella d'oro. Sentì chiara la voce:
+
+--Lei.... come procuratore, non può intanto aspettare per la prima
+cambiale, e per le altre scrivere al signor Kloss?
+
+Il Galli rispose di no; non poteva farlo.
+
+--Scrivere è affatto inutile,--continuò colla sua voce grave,
+lenta.--Io lo conosco. Se non mi ha dato nessun avviso in proposito,
+vuol dire che non c'è niente da sperare.
+
+Aveva detto.... sperare? Sì "sperare" ma senza accorgersene. E Nora
+invece se ne accorse e notò che il procuratore era commosso ed era
+sdegnato contro il signor Kloss.
+
+Allora non pianse più. Lo guardò fisso, ripetendogli con un accento che
+gli penetrava nel cuore e gli accendeva il sangue:
+
+--Si vendica!... Si vendica!...
+
+Il signor Galli, strappandosi i guanti convulsamente, invece di calmare
+la signora, si sentì spinto a scusare sè stesso, la sua condizione di
+procuratore del Kloss.
+
+".... Era impiegato in quella banca.... perchè non era solo, perchè
+aveva una famiglia da mantenere. Non si può sempre scegliere il proprio
+pane. Egli era povero, doveva servire.... e ubbidire!..."
+
+--Si vendica...!--esclamò Nora un'ultima volta, fissandolo.
+
+Al Galli montò il sangue alla testa. Quella poveretta non aveva nessuno
+che la consigliasse, che la difendesse dal Kloss: doveva difenderla
+lui. Commetteva forse un'indelicatezza, ma salvava una donna!
+
+Parlò:
+
+--Lei non deve scrivere al signor Kloss.... e nemmeno io. Ma forse
+potrebbe ottenere quanto desidera, facendo scrivere al signor Kloss, a
+Carlsbad, da suo padre, dal commendator Cantasirena.
+
+--Dallo zio Matteo?--esclamò Nora, chiamandolo così, nello stordimento
+dell'angoscia, come non lo aveva più chiamato dacchè era duchessa.
+
+--Sì, appunto.
+
+--Il signor commendatore, suo zio, ha una grande influenza,... può
+molto sul signor Kloss. Anche ultimamente lo ha costretto, quasi di
+sorpresa, ad entrare nel Comitato della _Cisalpina_. Il signor
+commendatore, suo zio, può esserle molto utile!
+
+--Rivolgermi a quella gente?... Implorare l'aiuto di quella gente per
+farmi rinnovare le cambiali?--esclamò Nora sdegnata, irritata anche
+contro il signor Ambrogio.--Ah, no!... questo non lo farò mai!--E gli
+occhi della giovane donna non erano più supplichevoli, il viso non era
+più mesto, angosciato, la voce non era più tenera, tremante. Ma nel
+Galli, era troppa la commozione, la confusione.... Anche quelle parole
+del gergo commerciale "_farmi rinnovare le cambiali_" che rivelavano la
+figliuola dello zio Matteo, avvezza ai _Tirolesi_, e che avrebbero
+dovuto togliere gran parte dell'incanto e della poesia alle lacrime
+della giovane signora, non fecero nessuna impressione, non furono
+notate dal signor Ambrogio.
+
+Egli capiva solo che il suo consiglio era spiaciuto, e se ne scusava:
+
+--Nel proporle di rivolgersi al signor commendatore.... non credevo di
+farle dispiacere. Certe volte bisogna saper vincere, dominare il
+risentimento.... anche un giusto amor proprio, quando.... la necessità
+è grave e non c'è altro scampo.
+
+--Capirà, per far fronte alla prima scadenza non avrei che da vendere
+qualche mio _bijou!_
+
+Il tono, questa volta, era stato troppo iracondo: anche il signor Galli
+si sentì ferito.
+
+--Tutti così! Tutti eguali!--pensò.--Sempre superbi! Sono rovinati, e
+ti buttano in faccia le loro ricchezze, il loro fasto!
+
+E, improvvisamente, per la prima volta dacchè era entrato in quel
+palazzo, per la prima volta dacchè si trovava dinanzi a Nora, si
+ricordò della moglie, e gli apparve quel suo visino pallido, di
+malatina delicata.
+
+Poveretta! Come era gracile, esile.... com'era goffina e misera! Come
+rimaneva offuscata, oscurata anche nel suo vestito della domenica, da
+quella bellezza sfolgorante e orgogliosa persino nel dolore!
+
+Il signor Ambrogio sentì come una stretta al cuore, un senso vivo,
+prorompente di pietà; era sua moglie, la sola donna ch'egli aveva il
+dovere di difendere, che doveva pensare a difendere!--E il signor Galli
+ridiventò il procuratore serio, grave, austero della banca Kloss. Le
+due donne, l'umile e la superba, gli stavano dinanzi; volle umiliare la
+superba.
+
+--Si regoli, signora duchessa: i gioielli, quando bisogna venderli
+scemano assai di valore.
+
+La duchessa, come non aveva voluto disgustare il Vigliani, non volle
+guastarsi nemmeno con quest'altro; chinò il capo abbattuta, sospirò,
+tornò a piangere.
+
+Il Galli, a quell'atto, si calmò subito: sentì, capì di essersi
+lasciato trasportare da un risentimento intimo, inesplicabile,
+ingiusto, e di nuovo cercò di calmare la signora, di consolarla:
+
+"Sarebbe andato quel giorno stesso dal Vigliani. Per parte sua non
+avrebbe risparmiato tempo, cure, indagini, per esserle utile. Quanto
+poteva fare, lo avrebbe fatto, con tutto il cuore!..."
+
+E il pover'uomo, nell'uscire dal palazzo, sospirò come Nora aveva
+sospirato il giorno innanzi, vedendo il magnifico portiere... La livrea
+gallonata non gli destò nessun impeto di rivolta: pensò invece a quella
+povera signora, abituata come una regina...., e adesso tanto
+disgraziata....
+
+E sospirò ancora, anche più tardi ripensando a lei, mentre lavorava
+solo, alla banca.
+
+
+Nora, appena uscito il procuratore del Kloss, era corsa nel gabinetto
+di toelette, al forzierino in cui teneva i suoi gioielli.
+
+--Sì! Sì! Avrebbe venduto qualche _bijou!_ Come mai non ci aveva
+pensato prima?--E rianimata, contenta della sua nuova idea, prese tutti
+gli astucci dei gioielli, e li distese aperti, sopra un piccolo
+tavolinetto. Ma quando li ebbe dinanzi, tornò seria, addolorata. Non le
+erano mai parsi tanto belli.
+
+Dio! Dio! Che dolore!... Anche i suoi gioielli le erano cari, cari,
+cari... come la sua casa, come tutto!
+
+Che strazio doversene dividere!
+
+Dio! Dio! Com'era infelice!
+
+Che cosa doveva fare? Che cosa poteva fare?--E pensando, pensando e
+sospirando alzò il capo, e si vide riflessa nel grande specchio che le
+stava dinanzi e che teneva tutta una parete, fino a terra.
+
+.... Tanti uomini che commettevano pazzie, che si rovinavano per
+donnacce.... per femmine fruste da caffè _chantant_, per certi _fondi
+di quinta!_...
+
+Dov'erano questi uomini?
+
+E tornando a fissare i gioielli scintillanti, si sentiva presa da una
+rabbia cieca, da un gran dolore, da una gran voglia di piangere... e
+pianse.
+
+Era sfortunata... troppo sfortunata!
+
+Per essa non era diventato matto altro che suo marito, e quando già era
+rovinato!
+
+Per gli altri era una donna.... indifferente.
+
+Anche Pietro Laner non aveva finito consolandosi... e sposando Evelina?
+
+--E il Kloss?... Non scappava a Carlsbad?!
+
+Era sfortunata!... Era troppo sfortunata! Troppo! Troppo! Proprio
+troppo!
+
+In quel punto sentì la cameriera che veniva a cercarla. Chiuse gli
+astucci e li cacciò nel forzierino.
+
+--Riceve, signora duchessa?--le domandò la cameriera.
+
+--Chi c'è?
+
+--Il commendator Cantasirena.
+
+--Lo zio Matteo!
+
+Nora, in quel minuto, dimenticò l'astio, il rancore, la gelosia,
+dimenticò Evelina, il Laner, non pensò più che alle sue perle, a' suoi
+brillanti e corse di slancio incontro allo zio Matteo, come alla sua
+unica speranza, alla sua unica salvezza!
+
+Vi fu un abbraccio, una scena commovente: lo zio Matteo, lui, nel
+rivederla soltanto, aveva dimenticato tutti i torti, tutta
+l'ingratitudine della sua figliuola, della sua prediletta figliuola.
+
+E glielo disse appena potè parlare.
+
+--Bisogna perdonarti tutto per la tua bellezza!... Ti sei fatta ancora
+più bella! Quel nostro Giovanni può vantarsi di essere il più fortunato
+dei mortali.
+
+Nora sospirò.
+
+--È geloso forse?--domandò Matteo Cantasirena aggrottando le ciglia.
+
+L'altra alzò le spalle.
+
+--E allora, cosa c'è?--Ho saputo soltanto un momento fa, da quella
+peste di Evelina, che eri tornata; iersera ti ha veduta in carrozza. Ho
+lasciato che si sfogasse contro di te, e sono corso qui per
+abbracciarti. Se il nostro Giovanni si comporta male, se sei infelice,
+se hai bisogno di me, ricordati che il cuore di tuo zio è sempre
+quello.... di tuo padre! Ma sai che è splendido questo tuo
+appartamento?--E si guardava attorno ammirando le sale e i
+mobili.--Splendido! regale!... Se hai dei dispiaceri parla con me.
+
+Nora vergognandosi di dover confessare i dissesti e i debiti, cominciò
+ad accusare il ragionier Vigliani di aver abusato della fiducia e della
+spensieratezza di suo marito.
+
+Matteo Cantasirena sentenziò gravemente:
+
+--Tutti così i ragionieri, gli amministratori! L'aritmetica è la
+scienza degli imbroglioni.--E andò alla finestra ad ammirare anche il
+giardino:
+
+--Stupendo!
+
+Ma ad un tratto, si oscurò, e mormorò con gran dolore:
+
+--Ah, povero _Numa!_
+
+Nel giardino aveva visto passare un gatto.
+
+--Il povero _Numa_, il mio fido e più sincero amico, è morto! Fu
+trovato morto, misteriosamente, nel sottoscala. Io credo lo abbia
+avvelenato Evelina coll'arsenico, per far dispetto alla Gioconda.
+Sai?... Non si parlano più: siamo giunti a questo estremo!
+
+Ma quando Nora gli disse che il ragionier Vigliani voleva quasi imporre
+di vendere il palazzo di Milano e la villa di Casalbara, Matteo
+Cantasirena dimenticò il povero _Numa_ e montò su tutte le furie: si
+era già abituato a quel bel palazzo, a tutto quel lusso della sua
+figliuola, come se fosse roba sua.
+
+--Niente! Niente! Non venderemo niente!... Il tuo palazzo di Milano?...
+dove il duca Eriprando cospirava nel 53 con Piolti De Bianchi? cogli
+Alamanni? La villa dei Casalbara?... Ma sono monumenti.... monumenti
+nazionali!...
+
+Poi, rivoltosi a Nora le domandò:
+
+--Dov'è questo Giovanni?
+
+--È a letto.... indisposto.
+
+--Indisposto?...--Lo zio Matteo guardò la nipote fissamente.
+
+--S'è infreddato nel viaggio.
+
+--Palpitazioni di cuore?
+
+--Non credo.
+
+--Allora, meno male. Abbiamo bisogno che il nostro Giovanni stia bene.
+Mettiamo pure che vi restino sole quindicimila lire di rendita, secondo
+dice quel Vigliani!... Ebbene, Giovanni potrà percepirne altre
+venticinquemila.... annue.... e in tutto faranno quaranta: indennizzi e
+rappresentanza per il Presidente del Consiglio d'amministrazione della
+_Cisalpina_, e poi in seguito.... il mio è tuo--tutto tuo.--Colla
+signora Laner, ho fatto punto, e basta! Abborro gli ingrati.... e amo
+la bella gente!--Matteo Cantasirena sorrise e non accarezzò più il
+mento alla "superba Eleonora" ma le baciò la mano colla galanteria del
+gran secolo.
+
+--Sarà una debolezza, ma sono artista anche nel cuore. Dammi un bacio,
+bella duchessa cara, e se puoi ottenere dal nostro Giovanni che accetti
+le mie proposte, siamo a cavallo. La _Cisalpina_ avrà il suo degno e
+legittimo rappresentante.
+
+Nora lo guardava coi grandi occhi azzurri, fissi, indagatori.
+
+Non era un'altra delle grandi idee e delle solite delusioni dello zio
+Cantasirena?... Pure, anche il signor Galli aveva parlato della
+_Cisalpina_... dell'influenza, del potere dello zio Matteo anche sul
+Kloss.
+
+L'altro lesse negli occhi e nella mente di Nora tutte le esitanze, i
+dubbi, i timori.
+
+--Eleonora mia: fra noi due, d'accordo, teniamo il mondo nel nostro
+pugno. Tu imponi a tuo marito di accettare la presidenza della
+_Cisalpina_. Alla vicepresidenza avremo l'attuale presidente
+provvisorio, il marchese Tolomei, o il conte Bobboli.... La compagnia è
+ottima. Abbiamo con noi il fior fiore di tutte le aristocrazie, del
+nome, del censo, dell'ingegno.... anche dell'arte. Lo scultore Gesualdo
+Arcangeli, un talento di prim'ordine. Vedrai il bronzo che mi ha
+regalato. Il povero _Numa!_ si muove.... miagola!... È un capolavoro! E
+con noi, nel Consiglio di amministrazione, abbiamo un altro amico di
+tuo marito: Francesco Kloss.
+
+Nora trasalì: era proprio vero! Allora si confidò collo zio e gli parlò
+delle cambiali.
+
+Matteo Cantasirena diventò serio, poi sorrise, la consolò. Per la prima
+scadenza delle quindicimila lire, momentaneamente, avrebbe provveduto
+lui: per le altre scadenze c'era tempo. Avrebbe pensato col Fontanella
+a qualche giro, a qualche operazione di mutuo.
+
+--Ma.... oggi stesso.... vorrei portare in Consiglio l'adesione di tuo
+marito. Sai che finora egli è sempre stato contrario.
+
+--Non importa, adesso accetterà,--rispose Nora risolutamente.
+
+--Sei sicura? Puoi garantire?
+
+--Sì.--L'occhio di Nora si fece torvo: la piccola ruga della fronte era
+più profonda.
+
+--Sì.
+
+.... Poco dopo, seguita dallo zio Matteo, essa entrava adagio nella
+camera del Casalbara: la camera era ancora tutta buia, come il giorno
+innanzi.
+
+Nora si avvicinò, sola, al letto del malato: Matteo Cantasirena si
+fermò, non visto, vicino all'uscio.
+
+Il Casalbara, lungo disteso nel letto, soffriva assai: aveva sulla
+fronte una pezzuola diaccia.
+
+Nora si chinò per guardarlo; colla testa bionda sfiorava quasi la
+faccia del marito.
+
+--Come stai, Nannucci?
+
+L'altro rispose con un tremito, quasi con un sibilo impercettibile:
+quelle parole buone, affettuose, gli empirono la gola, gli occhi, il
+cuore di lacrime:
+
+--Bene.... _adesso_,--bisbigliò.
+
+Dio! Dio!... Erano due giorni che soffriva, solo, abbandonato, in
+quella camera buia!... Come aveva sentito prepotente, ardente, il
+bisogno di sua moglie, di sua moglie buona, dolce, amorosa! Il bisogno
+di vederla, di udire la sua voce, il bisogno di vederla a muoversi, a
+scherzare, il bisogno di sentirla ridere, parlare. E dopo tanti sgarbi,
+tanti rimproveri, tanti insulti, come aveva bisogno di una _sua_ parola
+buona!....
+
+Oh, era disposto ad ogni sommissione, purchè gli perdonasse! Avrebbe
+accettato qualunque sacrificio!.... Vederla soltanto! Soltanto vederla!
+
+.... Avrebbe sopportato tutto ormai, avrebbe commesso qualunque viltà,
+purchè non lo lasciasse più solo!
+
+--Ti senti un pochino meglio?
+
+--Meglio.... _adesso_.--E sporse le labbra implorando: Essa gli sorrise
+e lo baciò.
+
+--Grazie.... grazie.... sono guarito _adesso_.
+
+--Resta quieto, tranquillo,--gli disse Nora sempre pianino; poi gli
+accomodò le coltri attorno al collo, la pezzuola diaccia in mezzo alla
+fronte.
+
+--Hai bisogno di star quieto, di riposare, di guarire.
+
+--Perdonato? Perdonato?
+
+--Sì: se sarai buono.
+
+--Sono ancora Nannucci?
+
+--Sì: se mi darai retta, sì. C'è stato il signor Galli.
+
+--Fa ciò che vuoi, tutto ciò che vuoi! Ti lascio padrona di tutto. E
+poi sono malato, soffro....--E si lasciò ricadere nel letto, affranto.
+
+--Il signor Galli mi pare un brav'uomo. Si è messo interamente a nostra
+disposizione. Oggi anderà dal ragionier Vigliani. Se non ci fossero....
+quelle cambiali, tutto si potrebbe accomodare.
+
+--Le cambiali!...--ripetè il malato con un lungo gemito.
+
+In quel punto, il Casalbara vide un'ombra muoversi presso l'uscio,
+avvicinarsi.
+
+--Chi è?--gridò scattando, spaventato.
+
+--È lo zio. Ha saputo che siamo tornati, e che tu stai poco bene:
+desiderava salutarti. Vuoi?--E Nora voltandosi, chiamò vicino Matteo
+colla mano.
+
+Il vecchio si tirò su a sedere sul letto e guardò con diffidenza
+Cantasirena che si avvicinava in punta di piedi, facendo scricchiolar
+l'impiantito.
+
+--Grazie!--gli disse appena il Casalbara colla voce secca, stizzosa: e
+chiuse gli occhi mostrando di soffrire: così l'altro avrebbe capito e
+se ne sarebbe andato.
+
+--Stai sotto....--e la moglie l'obbligò a riadagiarsi disteso,
+rimettendogli sulla fronte, dopo di averla immersa di nuovo nell'acqua
+diacciata, la pezzuola che gli era caduta nell'alzarsi.
+
+--Lo zio è buono, ci vuol bene: farà molto per noi.
+
+Il malato rispose un altro grazie, ma questa volta con un tono umile,
+di remissione.
+
+--Datevi la mano,--impose la duchessa sorridendo.--Fate la pace.
+
+Il Casalbara tirò fuori faticosamente, di sotto alle coltri, la mano
+stecchita...
+
+Lo zio Matteo gliela strinse con trasporto; e tornò a commuoversi anche
+per quest'altra riconciliazione. Poi bisbigliò:
+
+--Il nostro Giovanni pensi soltanto a guarire. Sono disturbi più
+seccanti che gravi. Vi manderò il mio dottore. È giovane, ma è un
+valore, universalmente riconosciuto. Il dottor Foresti. Il fratello di
+sua madre, era segretario di Daniele Manin. Tu non pensare altro che a
+guarire. Per tutto il resto--aggiunse parlandogli all'orecchio--per gli
+affari e anche per le cambiali, io, e quest'angelo che ti adora--e
+indicò la nipote--provvederemo: entreremo in porto vittoriosamente.
+
+--Anche per le cambiali?--balbettò il vecchio, girando l'occhio
+inquieto, incerto, ora su Nora, ora sul Cantasirena: e il respiro gli
+diventava più affannoso e le palpitazioni del cuore più frequenti.
+
+Matteo rimase in piedi da una parte del letto: Nora dall'altra, quasi
+inginocchiata, tutta appoggiata, buttata sulla sponda, e gli bisbigliò,
+coll'alito caldo:
+
+--Anche tu dovrai essere ragionevole.... buono....
+
+Il Casalbara ebbe un brivido, un fremito in tutto il corpo.
+
+Nell'oscurità si disegnava quasi fantasticamente la figura alta di
+Matteo Cantasirena; la testa calva e la lunga barba.... lo sparato
+bianco sotto il soprabito nero: e dall'altro lato la massa bionda
+odorosa dei cappelli di Nora, si confondeva dove l'ombra era più
+profonda, si moveva appena, lievemente.
+
+Matteo Cantasirena cominciò a parlare: anche parlando sommessamente, la
+voce era morbida, insinuante, penetrante.
+
+--Sua Eccellenza il ministro dei Lavori pubblici, ha promesso di fare
+in settembre una Visita a Primarole. Io spero che la mia Eleonora e il
+mio caro Giovanni saranno in quell'epoca a Casalbara per riceverlo.
+
+--No.... no.... lasciatemi in pace,--bisbigliò il malato; ma voltandosi
+col capo per fuggire da Cantasirena, incontrò lo sguardo tenero,
+affascinante, il sorriso di Nora, e rimase beato, incantato a
+guardarla.
+
+L'altro lo confortò: i suoi imbarazzi momentanei erano comuni pur
+troppo a tutte le più grandi, le più illustri famiglie italiane che non
+avevano capito e non si erano uniformate allo spirito dei tempi,
+all'evoluzione moderna. I feudi, le decime, i fidecomissi, tutta roba
+portata via, _scamottata_ con un pretesto o con un altro. Oramai i
+grandi nomi dovevano imporsi ai grandi affari. Fatta l'Italia bisognava
+renderla ricca, potente: dopo le sante battaglie della redenzione,
+della libertà, le lotte, le battaglie non meno gloriose per la
+prosperità, per la grandezza, per l'indipendenza economica della
+patria....
+
+Il povero duca scrollava il capo; diceva di no sempre, ostinatamente...
+ma a mano a mano più debolmente.
+
+--No.... No.... No.... voglio vivere in pace.... voglio vivere in
+pace.... no.... no....--Poi la sua voce si spense.... non disse più
+nulla: lasciò che Matteo Cantasirena parlasse, continuasse a
+parlare.... non lo vedeva.... non lo sentiva....
+
+Vedeva soltanto Nora così giovane, così bionda che gli sorrideva,
+vicino vicino, colla bocca umida e rossa, cogli occhi maliziosetti e
+tentatori.... Sentiva soltanto la mano di Nora, quella mano piccola e
+calda, penetrata furtivamente sotto le coltri.... la sentiva
+avvicinarsi, cercare la sua.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+Le _Risorse Italiche_ annunciando la visita di S. E. il Ministro dei
+Lavori Pubblici a Primarole e a Castellanzo avevano proclamato ai
+quattro venti che sarebbe stata la "festa del lavoro e della
+concordia".
+
+Invece pochissima concordia e molto malumore.
+
+Erano arrivati a Primarole collo stesso treno di S. E. anche i due
+deputati del luogo, l'onorevole Bonforti e l'onorevole Ghirlanda, e ciò
+aveva suscitato le ire dei moderati e dei clericali della _Cisalpina_:
+non tanto per il fatto in sè stesso, quanto per il contegno "servile"
+tenuto verso i due "onorevoli del radicalume", dai maggiorenti del
+Consiglio e dallo stesso ministro!
+
+Il Tolomei soltanto gongolava e si capisce. Il fatto, in certo qual
+modo, confondeva le tinte politiche della _Cisalpina_, veniva quasi a
+confermare che egli non aveva commessa una diserzione, un affare, e lo
+riabilitava agli occhi loschi della democrazia!... Ma quella banderuola
+del Fontanella?... Quel portentoso Dulcamara del Cantasirena? Quel
+Prefetto, e quell'Eccellenza "alla carlona" sempre a braccetto all'uno
+o all'altro dei due onorevoli della Montagna, sempre con loro al
+ricevimento alla stazione, al "vermut d'onore" offerto dal sindaco,
+all'inaugurazione del "_Falanstero Eleonora?_"
+
+E quel beì del conte Bobboli che per non farsi vedere, per non mettersi
+in mostra neppure questa volta, era scappato a Parigi.... a farsi
+rifare il parrucchino?...
+
+E Taddeo?... Borbottavano persino contro il povero Taddeo nominato a
+Primarole "sorvegliante generale", perchè durante la visita ai lavori
+della "diga massima" aveva sempre seguito il Bonforti e il Ghirlanda
+portando loro il soprabito, saltellando sul suo troncone, come una
+gazzera!
+
+Ma il povero Taddeo non aveva l'animo servile; aveva l'animo modesto.
+
+Egli aveva ottenuto quel posto fisso e sicuro di due lire al giorno col
+lume e l'alloggio, aveva raggiunto il suo sogno di vivere in campagna,
+in mezzo alla brava gente, alla buona gente, e credeva di dovere quella
+sua fortuna insperata e immeritata a tutti quanti, perchè tutti quanti
+gli volevano bene, e a tutti quanti egli voleva dimostrare a furia di
+attenzioni e di premure, la propria contentezza e la propria
+gratitudine.
+
+Pio Calca, sempre rosso scarlatto, era più stizzoso di tutti, anche per
+le ansie della futura elezione. Diventò poi furibondo quando udì il
+Ministro, dall'alto del primo "ponte di raccordo" encomiare il
+Ghirlanda e il Bonforti e additarli agli operai, ai braccianti, come "i
+loro strenui difensori, i loro veri e legittimi rappresentanti!"
+
+--Quel "geometra" diventa matto!
+
+E durante tutta la visita, su e giù lungo i canali, continuava a
+sfogarsi coi giovani collaboratori delle _Risorse Italiche_, vestiti di
+tutto punto coll'eleganza e l'etichetta prescritta da quella giornata
+di _sport_ politico e industriale; e quando il gruppo dei cappelli a
+cilindro, il Ministro, il Prefetto, il Sindaco, il Fontanella, Matteo
+Cantasirena, il Brunetti, si soffermò dinanzi al Municipio, anche Pio
+Calca fece un _alt_ col suo drappello, sempre però tenendosi in
+disparte, a dignitosa e significativa distanza. Passava dall'ira al
+disprezzo e con quel suo riso stridulo e stonato che pareva un
+singulto, faceva dello spirito alle spalle di "Sua Eccellenza il
+geometra" anche col marchese Duranti che lo ascoltava muto, ripulendosi
+la lente col fazzoletto candido di batista, dimenando la testa grave,
+pensierosa, dal gran ciuffo grigio, con un lieve e continuo dondolìo
+nel quale era congiunto al profondo disgusto per i tempi nuovi, un tic
+nervoso, sintomo foriero della paralisi.
+
+Ma la vittima prediletta del giovane aspirante alla deputazione, quello
+con cui egli si sfogava di più e più a lungo e più forte, era monsignor
+Meneguzzi, il "reverendo delle contesse".
+
+Monsignor Meneguzzi era un bel prete, pulito e roseo come una sposa,
+elegante, vestito mezzo di seta, col grosso cordone d'oro da cappellano
+della Croce Rossa, attorno al nicchio rotondo. Il Monsignore prendeva
+sul serio le minacce di Pio Calca, ne rimaneva impressionato,
+spaventato, e l'altro, contento dell'effetto, sgranava il bianco delle
+pupille, diventava un ossesso.
+
+--Questo è il gran giorno!... Duo schiaffi e li metto a posto!... Due
+schiaffi e li metto a posto! Mi lasci andare!...--e pestava i piedi.
+
+Il prete per frenarlo gli tirava il vestito:
+
+--Bravo! Bravo! Da bravo!... E la mamma? E la mamma, poveretta?...
+Giudizio per la mamma!...
+
+--Quattro schiaffi e li metto a posto!... Prima di sera!
+
+--Da bravo! Da bravo! Giudizio per la mamma! Farai a tempo debito le
+tue giuste rimostranze. Ne parleremo al Casalbara, alla signora
+duchessa, sempre così piena di buon senso e di criterio.
+
+Al nome della duchessa, Pio Calca si placava, e prendendo Monsignore a
+braccetto gli faceva le sue confidenze.
+
+--Ecco.... trattandosi della duchessa Eleonora--e lo cantava anche lui
+il bel nome, in voce di falsetto--rinuncerei volentieri.... anche alla
+Camera.
+
+Allora il Monsignore si spaventava per un altro verso:
+
+--Vergogna! Vergogna!... La moglie altrui!... Se lo sapesse la
+mamma!... E se lo sapesse il duca!...--e si affrettava a cambiar
+discorso.--Le tue giuste rimostranze.... le faremo al duca Giovanni! È
+il Presidente!... Ha una grande autorità nel Consiglio! È un
+grand'uomo!
+
+Certo se ci fosse stato il Casalbara, avrebbe saputo evitare, col suo
+tatto da gran signore, molte cagioni di malcontento. Ma il duca, per
+riguardo alla sua salute--deperiva di giorno in giorno--invece di
+affaticarsi troppo, recandosi a Primarole, aspettava il Ministro a
+Casalbara, dove vi sarebbe stato il grande banchetto in onore di Sua
+Eccellenza e della _Cisalpina_.
+
+Il duca aveva preso sul serio il suo posto di rappresentanza, di
+comparsa. Poco interessandosi, pochissimo comprendendo degli affari
+complicati e imbrogliati della _Cisalpina_, non mancava mai a una
+seduta, sonnecchiando intorpidito, mentre gli altri discutevano o
+gridavano; non mancava mai ad una visita ufficiale, ad un ricevimento,
+ad una inaugurazione.--Era stato costretto ad accettarne la presidenza;
+l'aveva accettata. Ad essa era unito un forte onorario: e un sentimento
+di onestà, di dovere, di fierezza gli imponeva di "guadagnarsi il suo
+pane".
+
+.... Di guadagnarsi il suo pane--facendo da richiamo, da zimbello per
+acchiappare i merli!... Facendo scrivere quel suo nome illustre,
+glorioso, intemerato, quale "etichetta" sulle azioni della
+_Cisalpina!_... Facendo il pagliaccio!... Facendo il buffone!
+
+Il cuore del povero vecchio era gonfio di amarezza: i suoi stessi
+pregiudizi di casta, di sangue, di orgoglio, rendevano più viva, più
+acuta la ferita.
+
+Che tramonto, che rovina per la sua casa, per il suo nome! Che offesa
+alla memoria pura e sacra del fratello! Eppure.... eppure anche il
+martirio, la lunga prigionia del fratello Eriprando lo aiutavano.... a
+guadagnarsi il suo pane!
+
+Ed era stata sua moglie a costringerlo.... ed era stato per Eleonora
+che aveva accettato!
+
+Sua moglie!... lo sentiva, finiva per ucciderlo a poco a poco,
+rendendolo prima imbecille. Sua moglie!... Così giovane, così fiorente,
+così forte!... Gli dava brividi di terrore.--Sprofondato nella sua
+poltrona, certe volte, la fissava torvo, la guatava cogli occhi pieni
+di rancori e di astio, eppure.... eppure non poteva vivere senza di
+lei, e dopo i dispetti, le collere, le rivolte, aveva sommissioni
+vergognose, e supplicava, implorava la sua "stella" piangendo come un
+fanciullo!...
+
+Era la duchessa, ormai, la padrona: essa sola si occupava degli affari,
+si occupava della casa, e indirettamente, secondo le istruzioni dello
+zio Matteo, si occupava anche della _Cisalpina_.
+
+La prodiga spensieratezza, l'indolenza, la sua stessa debolezza,
+inspiravano al Casalbara un sentimento di dignità e di nobiltà
+malintesa, gli facevano commettere quest'ultima follia.
+
+Sdegnoso, puntiglioso, ostinato nel "guadagnare il suo pane" lo era
+altrettanto nel non voler toccare, nè vedere i denari "dello
+stipendio". Li doveva riscuotere sua moglie.... come sua moglie
+soltanto doveva ricevere il ragionier Vigliani e il signor Galli. E
+sdegnoso, puntiglioso, ostinato, così facendo credeva anche di
+vendicarsi!
+
+La sua villa, la villa dei Casalbara, era simile alla maggior parte
+delle antiche ville un po' monotone di Lombardia. Sul dinanzi il
+terrazzo al quale si accedeva da un'ampia gradinata; tutto intorno un
+giardino dalle piccole aiuole fiorite, a disegni rari e simmetrici; poi
+un lungo viale di ippocastani, e, infine, attorno al torso mutilato di
+un Ercole gigantesco; una selvetta umida, cupa, triste, di mortella e
+di piante parassite.
+
+Il duca aspettava sul terrazzo l'arrivo di Sua Eccellenza.
+
+Era una giornata calda di settembre, e il sole dardeggiava; pure il
+duca tremava, curvo sotto l'ombrellino. Indossava un largo paltò
+chiaro, pesante, e aveva un grosso garofano all'occhiello.
+
+Nora gli era dinanzi sulla gradinata, per scorgere di lontano l'arrivo
+delle carrozze: sul terrazzo, più indietro del duca, più indietro dei
+domestici che avevano portato un gran vassoio di granite e di acque in
+ghiaccio, accanto alla porta, c'erano Evelina e Pietro Laner: Evelina
+infagottata in un magnifico abito della duchessa; Pietro Laner sempre
+più magro, a testa bassa, intimidito anche delle livree dei servitori.
+
+--Son qui! Arrivano adesso!--gridò Nora giuliva, scorgendo fra il
+polverio della strada tre landò scoperti, che si avvicinavano al
+trotto. Essa godeva febbrilmente di quelle feste che finivano sempre in
+un suo nuovo trionfo.
+
+Il duca scese, e quando le passò dinanzi, rabbioso e astioso vedendola
+così allegra e così bella, bisbigliò il solito ritornello:
+
+--Andiamo a guadagnare il nostro pane con Sua Eccellenza!
+
+Nora diventò rossa. I servitori potevano aver inteso, ed anche Evelina
+e quel _prete_ antipatico di Pietro Laner! Rimase un po' sconcertata,
+confusa, ma poi il suo ardire, il buon umore di quel giorno, ebbero il
+sopravvento, e volle prendersi a sua volta la rivincita: sapeva quanto
+suo marito tenesse alle forme, all'etichetta, ai ricevimenti ufficiali,
+e lei di colpo, appena cominciate le presentazioni, corse giù dalla
+gradinata, corse incontro al Ministro, che aveva già conosciuto a
+Milano, e ridendo se lo portò via, dicendogli che doveva essere stanco
+di ricevimenti, di discorsi, di presentazioni.... Se lo portò via,
+sotto braccio, avvolgendolo col suo profumo, abbagliandolo co' suoi
+capelli biondi, incantandolo col suo sorriso.
+
+--Brava! Bravissima!...--le diceva il ministro.
+
+Ma Nora non dimenticò, non volle dimenticare di essere la
+presidentessa:
+
+--Dunque.... Eccellenza?... Il Bonforti e il Ghirlanda sono presi
+finalmente.... nell'orbita ministeriale?...
+
+--Cioè, seguono la corrente.... delle acque della _Cisalpina_.
+
+Intervenne gonfio Cantasirena, socchiudendo gli occhi:
+
+--Alla Camera il Bonforti e il Ghirlanda sono ormai fra gli
+inamovibili: combatterli è inutile; ciò che è inutile è pericoloso.
+Conquistarli--e soffiò--_that is the question!_
+
+Nora, facendosi seguire dal Ministro, piantò lo zio Matteo e continuò a
+passeggiare nel giardino.
+
+Cantasirena raggiunse lentamente il suo caro Giovanni, che stava
+complimentando il Prefetto, il Sindaco di Primarole, i due segretari
+particolari di Sua Eccellenza, e monsignor Meneguzzi e Pio Calca e il
+marchese Duranti e il Fontanella.
+
+Gli altri invitati dovevano arrivare più tardi col tram.
+
+Matteo Cantasirena, a studiarlo bene, non pareva troppo soddisfatto e
+sicuro di sè. Le sue dita avevano un tremito nervoso mentre si lisciava
+la barba, mentre ne arricciolava la punta.
+
+Tirato a parte il duca gli domandò piano:
+
+--Il Kloss non è venuto?
+
+--Pare di no.
+
+--Non ha mandato il Galli? Non ha incaricato nessuno di rappresentarlo
+al banchetto?
+
+--Bisogna domandarlo a mia moglie--rispose acre il Casalbara, e gli
+voltò le spalle, mettendosi a discorrere col marchese Duranti.
+
+Matteo, istintivamente, guardò subito verso la sua cara figliuola: in
+mezzo al giardino, sotto il sole, la figura bianca, bionda,
+elegantissima, vaporosa, spiccava sfolgorando al fianco della piccola
+Eccellenza, tozza e volgare nell'abito nero.
+
+.... Non era il momento di domandarle del Kloss!...
+
+--Maledetto boemo!--borbottò fra sè il direttore. Poi, vedendosi vicino
+monsignor Meneguzzi e Pio Calca, si ricordò che bisognava placare il
+loro risentimento, e i loro timori; se li prese tutti e due sotto il
+braccio e cominciò a ridere per l'arrivo del Bonforti e del Ghirlanda a
+Primarole.
+
+Intanto la duchessa aveva colto due magnifiche viole del pensiero e le
+infilava colla prestezza graziosa delle manine pallide e ingemmate,
+all'occhiello di Sua Eccellenza.
+
+--Oh, signora duchessa! Amabilissima!...
+
+Il ministro, dopo tanti discorsi, tanta politica, tanto parlare e tanto
+caldo, respirava a larghi polmoni quell'aria libera.... e la bellezza,
+la fragrante giovinezza di Nora.
+
+Sorridendo essa infilò di nuovo la manina sotto il braccio del
+Ministro, per riaccompagnarlo verso la sua piccola corte: tutti,
+vedendo avvicinarsi Sua Eccellenza e la duchessa Eleonora, si disposero
+in fila per riceverli.
+
+--Oh! che peccato!--sospirò il ministro.
+
+Nora sorrise, fissandolo cogli occhi rilucenti:
+
+--Torni presto a Casalbara,... ma non il ministro.... _lei_.
+
+La povera Eccellenza, che in vita sua aveva molto lavorato e pochissimo
+avvicinato le belle signore, capì.... non capì.--Che cosa doveva
+capire?--Era appena un complimento? Era più di un complimento?... Il
+forte parlamentare perdette la prontezza della parola.
+
+--Amabilissima e.... Amabilissima!... Ma intanto.... perchè non vien
+lei.... a Roma?...
+
+Raggiunto il duca di Casalbara, il ministro, sempre dando il braccio
+alla duchessa Eleonora, e colla sua piccola corte raggruppata intorno,
+cominciò a lodare la prospettiva, il giardino, la bella vista, la
+splendida giornata.
+
+Poi, sempre colla duchessa, sempre parlando, ridendo piano colla
+duchessa, mentre il seguito gli faceva coda, ammirando il barocco della
+facciata, salì lentamente per visitare la villa. Sul terrazzo si fermò,
+prese una granita, e intanto la duchessa gli presentò Evelina. Non
+disse "la signora Laner"; disse soltanto coll'effusione un po' teatrale
+dello zio Matteo "la mia buona, la mia cara Evelina!"
+
+Pietro non lo presentò; anzi, quando tutti insieme se ne andarono dal
+terrazzo, Nora gli passò dinanzi senza nemmeno guardarlo, più alta, più
+diritta, più superba.
+
+Essa guidò gli ospiti, obbedendo a un cenno fattole dallo zio Matteo,
+in una sala terrena, dove c'era un magnifico ritratto di Eriprando di
+Casalbara, grande al naturale.
+
+Tutta la comitiva, ristorata dai rinfreschi, parlava, rideva,
+discorreva animatamente, ma quando si fermò, facendo circolo dinanzi al
+ritratto, il silenzio divenne generale, profondo, il raccoglimento
+religioso.
+
+--È un dono del Gran re!--tuonò la voce di Matteo Cantasirena, e
+ricordò, commosso, alcuni episodi del martire illustre.... "magnanimo".
+
+Evelina era rimasta fuori, sul terrazzo, vicino ai dolci e alle
+granite.
+
+Il _Dizionario dei patriotti viventi_ aveva sospeso le pubblicazioni:
+il conte Bobboli beì--patriotta dell'espansione coloniale--era stato
+l'ultimo dell'ultima puntata dell'ultima appendice. Dopo quel gran da
+fare, quel gran lavorare affrettato, angosciato nelle strette durissime
+del bisogno, Evelina riposava, si godeva la campagna, si godeva lo
+belle giornate, si godeva il far niente; sopratutto il far niente.
+
+Passava i giorni coi giorni, sdraiata sul terrazzo, sonnecchiando in
+mezzo alla quiete del gran sole. Dopo il frastuono assordante di
+Milano, dopo il via vai, il vociar confuso della folla, essa gustava
+l'armonia vaga, recondita di quella pace, di quella solitudine, di quel
+silenzio. Sorrideva al saltellar dei passeri sulla ghiaia del
+giardino.... fissava intenta il volo di due farfallette bianche,
+perdentesi nell'aria nitida, contro il cielo azzurro.
+
+La signora Laner pareva quasi una vecchia, nel magnifico abito
+regalatole da Nora, e che essa si era aggiustato e adattato da sè.
+
+Il suo viso era più giallognolo, più patito, quantunque non fosse mai
+stata ammalata. Anche la gravidanza che avea deciso il Laner e
+affrettate le nozze, era stata.... un falso allarme. Dopo successo il
+matrimonio, i sintomi non si erano più ripetuti. Evelina stessa dovette
+confessare al dottor Foresti che si era "forse" sbagliata. Sembrava più
+brutta e più gobba, perchè adesso non voleva più darsi la pena,
+l'incomodo, di tenersi su, di comparire; ormai era maritata, era "a
+posto".--A che scopo buttar via denari e seccarsi e stancarsi?
+
+Era così piacevole e dolce il non far niente, più niente!... Alzarsi
+tardi, passare le lunghe ore del giorno, le ore calde, sognando,
+dormicchiando.... e sorbire granite e rosicchiare confetti.
+
+Ne prese un altro, un _fondant_, e lo succiò lentamente, poi si tirò
+vicino il piccolo vassoio di cristallo e scelse le pasticche di menta
+peperita, i cioccolatini alla vaniglia, e se li chiuse nella borsetta
+che portava sempre appesa al braccio.
+
+Quella borsetta era un po' sdruscita.... e la signora Laner,
+guardandola, sospirava e pensava a quella di Nora, colla cerniera e la
+catenella d'oro.
+
+Sul terrazzo venne a sedersi anche Pietro Laner: era stralunato.
+
+Evelina lo guardò, continuando a scegliere i _gianduiotti_ nella carta
+d'argento, le grosse mandorle colorate e gli domandò:
+
+--Dove sono gli altri?
+
+--Nella sala del biliardo. _Lei_....--Pietro Laner sdegnava di dare a
+Nora il titolo di duchessa e arrossiva di chiamarla come una
+volta--_lei_ gioca al biliardo con Sua Eccellenza e con monsignor
+Meneguzzi.
+
+Il Laner soffriva: Evelina se ne accorse, ma non se ne accorò. Si
+sdraiò più comoda e facendo l'altalena colla poltrona a dondolo,
+socchiuse le palpebre, fissando una striscia di sole, animata, avvivata
+da una miriade di moscerini.
+
+--Non prendi una granita?... Sono di fragola, eccellenti.
+
+--No.
+
+Evelina tornò a guardare il marito.
+
+--_Quell'altra_, te ne ha fatto delle sue?
+
+Pietro non rispose, ma si fece più cupo.
+
+--Sai che non ti può vedere!... Perchè le vai sempre fra i piedi?
+
+--Domani torno a Milano--borbottò il Laner.--Son venuto soltanto per la
+visita del Ministro, non per.... gli altri. Domani ritorno a Milano.
+
+--Non c'è bisogno di scappare e non c'è bisogno di correrle dietro.
+
+Evelina disse tutto ciò pacatamente, continuando a dondolare,
+spingendosi piano colla punta dei piedi; disse tutto ciò pacatamente,
+senz'ira, senza dolore.
+
+La signora Laner non era gelosa. Essa non aveva mai avuto troppe
+pretensioni: non aveva aspirato ai grandi diritti dell'amore. Adesso
+non pensava più che a viver tranquilla, a viver bene, e a premunirsi
+per l'avvenire.
+
+Non c'erano che le ventimila lire.... e le zie di Crodarossa.
+
+Sopra lo zio Matteo svanivano le speranze. Prodigo con tutti gli altri,
+era taccagno con Evelina, perchè istigato contro di lei dalla Gioconda:
+era taccagno col Laner, perchè quel trentino gli era antipatico, perchè
+aveva ancora il rodimento delle famose ventimila lire, le sue ventimila
+lire.... cioè quelle del Casalbara.
+
+Evelina, fatti i suoi calcoli, e non volendo intaccare il capitaletto,
+aveva risolto, fra sè e sè, di ritirarsi a Crodarossa, e intanto, per
+rendere la cosa più facile aveva già scritto alle zie, senza dir nulla
+nemmeno a Pietro, domandando.... "se li volevano a Crodarossa per un
+mesetto."
+
+"Pietro sta poco bene: ha bisogno di respirare un po' d'aria buona, un
+po' d'aria nativa. Lo ha consigliato il nostro dottore, il dottor
+Foresti. Anch'io mi sento debolina e un po' malandata.... Oh, ma _per
+me_.... non avrei mai, _mai_, avuto l'animo bastante d'incomodare le
+mie zie, di essere di peso alle mie care zie!"
+
+Figurarsi le due vecchierelle!... Che "_rebalton_" e che
+"_rivoluzion!_" E figurarsi il "muso tremendo" di don Giuseppe!...
+
+Ma questa volta la zia Angelica e la zia Rosina non si lasciarono
+imporre.
+
+La sposa di Pierino, la "nuova padrona" che già era stata la loro
+angoscia, il loro tormento, quando era appena un'apprensione pel tempo
+avvenire, quando non era altro che un fantasma lontano, adesso, viva e
+non più sogno, ma realtà, adesso era un angelo, una "_vera perfezion_"
+era amata anch'essa come Pierino, cara come Pierino.
+
+Le due vecchiette vivevano, palpitavano soltanto per l'arrivo degli
+sposi!... Non pensavano più che agli sposi, non pensavano più nemmeno
+all'economia!... Minacciavano una carneficina nel pollaio, una "strage"
+di mele cotogne e in quanto a don Giuseppe.... Don Giuseppe, in questa
+circostanza si era messo dalla parte del torto _proprio da bon_.
+
+--_Se trata del nostro sangue_....
+
+--_Se trata delle nostre viscere_....
+
+E la signora Angelica e la signora Rosa finivano in coro, alzando le
+braccia al cielo:--_Jesus Maria!_
+
+Piantarono don Giuseppe, piantarono la Canonica, solo affaccendate,
+infervorate nel preparare l'alloggio.
+
+--Dove li metteremo?
+
+--In camera nostra, certo....
+
+--Certissimo!
+
+--_La xè la più bela_....
+
+--_La xè la più grande_....
+
+E contente, beate, senza un sospiro, avrebbero abbandonato anche quella
+cameretta: la cameretta fida e cara, il nido.... proprio il loro nido,
+colle finestre sull'orto e colla vista del "Gigantesso".
+
+Tutto, tutto doveva essere di Pierino, era di Pierino, era della sposa
+di Pierino, in quell'improvviso tumulto, in quella festa inaspettata e
+grande del loro cuore!
+
+Invece Evelina, poco prima dell'epoca fissata, cambiò di parere e
+scrisse un'altra lettera a Crodarossa.
+
+"Per il molto lavoro sopraggiunto al mio Pietro, il quale del resto
+trova un gran giovamento dalla sua cura idropatica, dovremo rimandare
+ad altra epoca il sogno.... il bel sogno di Crodarossa."
+
+"È un destino così!... Non posso esser felice, _pienamente_ felice,
+mai, _mai!_"
+
+Evelina aveva il suo tornaconto per restare a Milano.
+
+Nora, dopo fatta la pace collo zio Matteo, aveva voluto rivederla,
+aveva voluto far la pace anche con Evelina, ed Evelina era corsa subito
+"dalla duchessa".... e subito si era fermata "dalla duchessa" anche a
+pranzo.
+
+E da quel primo giorno in poi, Nora si era presa di un grande
+attaccamento per la signora Laner: dalla mattina, quando Nora era
+ancora a letto, poi quando si vestiva, poi a colazione, a pranzo, fino
+alla sera in teatro, la voleva sempre con sè.
+
+Evelina sottomessa, remissiva, zelante, sempre ai piedi "della
+duchessa", sempre in ammirazione "della duchessa." Nora, invece,
+secondo l'umore: o erano carezze o erano strapazzate, ma colle carezze
+e colle strapazzate, fioccavano regali, sempre regali.
+
+E la signora Laner, giudiziosamente, pure vagheggiando per l'avvenire
+la sua prima idea di andare a stabilirsi a Crodarossa, intanto, per il
+momento, si riempiva gli armadi, i cassettoni di roba.... e aveva
+licenziata la serva e chiusa la cucina.
+
+Sempre fuori, sempre colla duchessa, che cosa doveva farne?...
+
+Pietro, mangiava un boccone al giornale o in una qualche bettolaccia
+scovata da Mariano Perego. Sua moglie lo vedeva raramente anche prima
+di legarsi con Nora: adesso quasi mai.
+
+Nora.... non lo poteva soffrire.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+--È arrivato il tram?--domandò Evelina, continuando a far l'altalena
+colla poltrona a dondolo.
+
+--Già; dev'essere arrivato.... coi suonatori!--rispose ironicamente
+Pietro Laner.
+
+Entrava in quel punto, dal grande cancello della villa, una frotta di
+persone, tutte in abito nero, guidate da Gesualdo Arcangeli, con un
+cappellone bigio, a cilindro, straordinario, una cravatta bianca
+svolazzante e un nodoso bastone, che roteava, come il bastone di un
+capo tamburo.
+
+Erano gli altri convitati, quelli appunto che si aspettavano col tram.
+
+C'era pure il dottor Foresti; veniva solo, l'ultimo. Il dottor Foresti
+ormai era di casa: andava innanzi e indietro da Milano, per il duca,
+due o tre volte alla settimana.
+
+Evelina, appena lo vide, si alzò, gli andò incontro:
+
+Si era ricordato di prenderle il bicarbonato e l'elisir di china?
+
+Essa dava sempre al dottor Foresti qualche commissioncella per la
+farmacia Zambelletti. Era così gentile e buono il dottor Foresti!
+
+Evelina sospirava teneramente nel ringraziarlo.... e non lo rimborsava
+delle spese.
+
+Il Laner, che voleva scansare i nuovi arrivati, che voleva restar solo,
+se ne andò dal terrazzo; ma capitò peggio.
+
+Lungo il corridoio incontrò la signora duchessa che ritornava in
+giardino, ridendo e scherzando con monsignor Meneguzzi e con Pio Calca.
+
+Nora gli passò vicino. Il Laner, arrossendo, si fermò, s'inchinò.
+
+La duchessa, a testa alta, gli lanciò un'occhiata ironica, sprezzante e
+rispose a monsignor Meneguzzi che gli aveva domandato piano
+all'orecchio chi fosse il Laner:
+
+--È uno dei tanti mangiapani della _Cisalpina!_
+
+Pietro udì quelle parole: geloso di quei due, offeso da Nora, ebbe un
+impeto di collera.
+
+--Signora, scusi!... Signora!--e la raggiunse per dirle.... per dirle
+che?
+
+Niente. Non seppe dir più una parola e rimase confuso, intimidito
+quando si trovò dinanzi alla duchessa fiera, sdegnosa che lo fissava
+cogli occhi scintillanti, provocanti, sotto l'ombra cupa del largo
+cappello di paglia nera.
+
+--Che vuole, signor Laner?
+
+--Scusi.... duchessa,--balbettò--Volevo domandarle.... Parto domattina.
+Ha qualche ordine per Milano?
+
+--No! Nessun ordine!--E la Casalbara tirò diritto sotto braccio a Pio
+Calca. Il Laner sentì, quand'essa fu lontana, uno scoppio di risa,
+trillante, squillante:
+
+--Ride di me!... Ride di me!--mormorò il povero diavolo, e rimase
+avvilito, mortificato, irritato, ma contro la propria debolezza.
+
+--Domani.... Domani.... ritorno a Milano!
+
+Anche al banchetto, Pietro Laner ebbe uno degli ultimi posti: fra il
+maestro comunale di Casalbara e un assessore di Primarole. Eppure....
+eppure finì per essere contento di trovarsi così lontano, così in
+disparte, quasi inosservato: poteva guardar Nora, continuare a
+guardarla.
+
+L'ira, la collera erano svanite; non gli restava più che il suo amore
+pazzo, la sua gelosia furiosa.
+
+Nora! Nora! Com'era bella! Era diventata ancor più bella: tutto e tutti
+rimanevano offuscati, oscurati, rimpiccioliti dalla sua bellezza! Lo
+stesso ministro non era più niente: Sua Eccellenza lo capiva, lo
+sentiva, e appariva umile dinanzi alla Casalbara, e le sue parole, il
+suo gesto, il chinar del capo, esprimevano l'ammirazione e la spontanea
+sudditanza.
+
+Nora!... Oh, Nora, com'era bella, così animata, irrequieta, ridente!
+Pareva ancora più giovane e fresca, vicino a quel povero Ministro dal
+viso stanco, itterico, estenuato! Pareva ancora più bionda in mezzo
+alla luce allegra delle grandi lucerne, dei grandi lampadari,
+scintillante, riverberantesi a sprazzi, a guizzi, a raggi irridescenti
+sulle cristallerie, le argenterie della tavola.... E pareva ancora più
+bianca, più abbagliante fra tutte quelle barbe e quelle facce, fra
+tutti quegli abiti neri che la circondavano.
+
+Nora era scollata, ampiamente scollata: il seno, le spalle ignude,
+uscivano quasi roride, stillanti di gemme dalla spuma candida dei
+merletti vaporosi.--Era pur bella, così bionda, così bianca; era
+abbagliante.... e così audacemente scollata non appariva invereconda:
+le perle, i brillanti, le vecchie gemme dei Casalbara, l'avvolgevano
+come di un'aureola, di un ammanto che imponevano l'ammirazione e il
+rispetto.
+
+Pietro la guardava, continuava a guardarla....
+
+Lei sola parlava, lei sola rideva; la sua voce chiara, armoniosa, il
+suo riso leggero e garbato parevano avvivare e dirigere la compostezza
+e il romorìo quieto che dominano al cominciare di un pranzo.
+
+Pietro la guardava, continuava a guardarla....
+
+A un tratto l'occhio di Nora, quantunque essa parlasse pianino con Sua
+Eccellenza, girò più lontano attorno alla tavola e a un certo punto si
+fermò con un sorriso, un saluto impercettibile, carezzevole.
+
+Pietro, di volo, colse, seguì quell'occhiata e incontrò il bel viso da
+sposa di monsignor Meneguzzi che faceva a sua volta l'occhiolino alla
+duchessa, ma divotamente, compuntamente.
+
+--Anche col prete!...--borbottò il Laner, e geloso, sospettoso, girò
+coll'occhio attorno alla tavola....
+
+Tutti la guardavano, la fissavano, tutti! E Nora, sempre intenta,
+affabile, graziosa con Sua Eccellenza, aveva pure uno sguardo, un
+sorriso, una parolina, anche per tutti gli altri.
+
+--Come sa fingere!... Come è civetta! Civetta!--sospirava Pietro.--Ma
+com'era bianca, bionda, bella e come tutti la ammiravano, la
+divoravano!
+
+Pio Calca, fissandola, trasudava, gocciolava; il Fontanella restava a
+bocca aperta; il Brunetti strabiliato, stimava col Palazzoli il valor
+delle perle e dei brillanti; Gesualdo Arcangeli trinciava l'aria col
+pollice, come per segnare la perfezione delle linee, la magnificenza
+del busto;... il marchese Duranti, colla lente ficcata nell'occhio, la
+mirava cupido, rabbioso, e il dondolìo della testa si faceva più
+forte....
+
+Soltanto Evelina e il dottor Foresti non si occupavano punto di Nora;
+parlavano fra di loro; fra di loro si capivano. Forse avevano sbagliato
+a non unirsi; entrambi avrebbero fatto maggior fortuna.... Ma erano
+ancora in tempo per stringersi in lega, nell'interesse comune....
+
+Evelina intanto, scroccava al medico un piccolo consulto. Dopo pranzo
+si sentiva un po' gonfia, un po' oppressa. Una volta il bicarbonato le
+faceva tanto bene, adesso.... più niente! E fissando il dottore, con
+una grande e misteriosa tenerezza negli occhi, bisbigliava:
+
+--Di me.... non vogliono saperne.... nemmeno i rimedi!
+
+--Proveremo con una presina di magnesia e di bismuto--le suggeriva il
+dottore, con un'inflessione di voce insinuante.
+
+Pietro Laner guardava Nora, continuava a guardarla....
+
+E dire che era lui, lui che avrebbe dovuto sposarla! Era stato amato da
+quella donna! Cento volte essa gli aveva ripetuto: Ti amo, ti amo, ti
+amo!... E l'aveva baciata mille volte su quei capelli biondi, su quegli
+occhi perfidi, infami!... L'aveva divorata, divorata di baci, quella
+bocca ironica, sprezzante!
+
+Ma era vero? Era possibile?... Non era un sogno?... La signora
+Casalbara, la duchessa, era Nora?...--Era stata Nora!--Adesso no, no,
+non lo era più, ma era stata Nora, la sua Nora, Nori!
+
+Dio! Dio! Come si era trasformata, come aveva saputo trasformarsi, come
+era diventata "duchessa!" Era nata, per essere così.... per diventare
+così!
+
+E il povero diavolo, il povero montanaro, il povero poeta di
+Crodarossa, capiva che era stato matto nelle sue speranze, ridicolo
+nelle sue pretese, ingiusto nelle sue collere!... La guardava, la
+guardava sempre, ma l'occhio suo diventava più mite, più tenero;
+svampava, svaniva la sua collera e sentiva come un sollievo, una
+contentezza nel poterla difendere, nel poterla giustificare dal
+profondo dell'animo, dal profondo del cuore, e concedere così al suo
+orgoglio, alla sua dignità, di amarla ancora, di amarla sempre.
+
+--Mia moglie?...
+
+Era un sogno, una pazzia; e il pazzo, il povero pazzo era lui, lui
+solo!
+
+La guardava, la guardava, la guardava.... continuava a guardarla!...
+
+Nora ammirava, con Sua Eccellenza, il trionfo di rose e d'orchidee nel
+mezzo della tavola. Poi, sorridendo, rimproverò il ministro di non aver
+più i suoi fiori all'occhiello.... i fiori ch'essa aveva colti per lui,
+con lui, nel giardino.
+
+Sua Eccellenza, che ormai aveva cominciato a prender fuoco, si
+schermiva, si difendeva brillantemente.... La duchessa prese due rose
+dal trionfo.... una l'offri al ministro, l'altra la tenne per sè, la
+ripose in seno, chinandosi, guardandosi mentre l'occultava sotto ai
+merletti, coll'agile sfiorar delle dita.
+
+Guardava anche Sua Eccellenza, lì, dov'era nascosta la rosa e disse
+piano alla duchessa qualche parola che la fece arrossire nel sorridere.
+
+Pietro Laner, sussultando, lasciò cader la forchetta, voltò la testa,
+ma s'incontrò negli occhi del Casalbara. Il duca lo guardava serio,
+attento.... eppure da quegli occhi stanchi, gravi, spirava come un
+senso di mestizia, di pietà.
+
+In quel punto si udì un gran vociare, un tramestìo di sedie, poi il
+formidabile: Sst!--Silenzio!--di Gesualdo Arcangeli.
+
+Cominciavano i brindisi; si alzava Matteo Cantasirena.
+
+--Vecchio rivoluzionario impenitente....--e il Cantasirena si rivolse
+sorridendo verso Sua Eccellenza--metterò un po' di rivoluzione anche
+nella.... prammatica e il primo brindisi anzichè all'ospite illustre che
+ci ha onorati di una sua visita.... lo rivolgerò all'ospite--parimenti
+illustre--che ci ha accolti con tanta spontanea cortesia.
+
+Il duca ebbe un brivido.--Oh, com'era amaro il pane che doveva
+guadagnarsi a quel modo!
+
+--E non a te solo Giovanni mio,--tonò con nuovo impeto la voce di
+Matteo.--A te e ad Eriprando di Casalbara è rivolto il caldo saluto del
+mio cuore. La patria memore, riconoscente, scriverà sulla stessa
+pagina, nel libro d'oro della sua gloria e dei grandi sacrifici, il
+nome dell'eroe prigioniero di Josephstadt, e il nome dell'audace, del
+coraggioso presidente della _Navigazione Cisalpina!_
+
+Tutti sorsero in piedi, fra lo sbatacchiare delle sedie, applaudendo,
+gridando evviva.
+
+Il duca Giovanni, alzò il bicchiere colla mano tremante.... ringraziò
+con un sorriso che gli errava amaro, straziato fra i baffi irti,
+ringraziò inchinandosi col capo Sua Eccellenza, ringraziò a destra a
+sinistra della tavola, poi si lasciò ricadere, come accasciato sulla
+sedia.
+
+--Fa troppo caldo qui.... si soffoca....--mormorò al suo vicino, per
+scusare quell'abbattimento.
+
+Il Casalbara lanciò un'occhiata torva alla moglie e un'altra occhiata
+torva, con un lampo di ira e d'odio a Cantasirena....
+
+--Sempre.... sempre mio fratello!... Buffoni!... Canaglie!...
+Lasciassero in pace.... rispettassero almeno la memoria di mio
+fratello!...
+
+In quel calore, in quel frastuono, in quel vociare allegro, cordiale,
+espansivo dell'ora dei brindisi, in quello splendor della mensa, aveva
+fissa dinanzi agli occhi, come una apparizione, come una ammonizione
+biblica, la figura austera, ascetica del martire, rinchiuso nella
+segreta fredda e buia.
+
+Il vicino lo toccò nel gomito: Sua Eccellenza si alzava in piedi,
+rivolgendosi al duca, col bicchiere in mano.
+
+Il Casalbara si scosse, si rizzò sulla sedia, rigido, attento.
+
+Sua Eccellenza si raccolse un istante, poi cominciò:
+
+--Oggi, a Primarole, l'animo nostro si è dischiuso alle più forti, alle
+più audaci, alle più ineffabili gioie del lavoro: stasera un
+graditissimo, eletto invito, ne raccoglie qui dove la mente di
+Eriprando di Casalbara....--Il duca trasalì. Anche lui! Ancora quel
+nome! Sempre suo fratello!--ma rispose con un saluto, al saluto del
+ministro, che continuò--qui ne raccoglie dove la mente di Eriprando di
+Casalbara intuì la redenzione d'Italia, e il suo cuore palpitò di
+speranza e tutto l'essere suo nobilissimo, ritemprandosi,
+idealizzandosi nell'austera poesia del sacrificio, parve prepararsi al
+supremo olocausto della vita. Degno custode della grandezza antica,
+degno custode e continuatore della gloria fraterna, Giovanni di
+Casalbara onora il tempio delle memorie coi suffragi dell'intelligenza,
+del sapere, dell'operosità.... e qui, degna ricompensa, lo allieta la
+grazia, la bellezza della sua fida ed eletta compagna! A lei, alla
+donna, ispiratrice eterna del genio e dell'amore, ispiratrice eterna
+del sacrificio e delle energie, a lei, al fiore più smagliante, al più
+fulgido astro dell'itala cortesia, permettetemi che io levi, salutando,
+augurando, il mio limpido e colmo bicchiere: limpido come l'amor di
+patria, colmo come il nostro cuore è colmo di gratitudine, è
+traboccante.... spumeggiante di ammirazione!
+
+--Viva! Viva! Alla duchessa!
+
+--Alla salute della duchessa!--gridarono entusiasticamente tutti i
+convitati, soffocando persino la voce di Gesualdo Arcangeli che urlava
+come un indemoniato:
+
+--Alla bionda regina di tutte le bellezze--per Dio!
+
+E nella foga, nell'impeto, toccando il bicchiere con quello di Pio
+Calca, gli rovesciò addosso tutto lo sciampagna.
+
+Il Casalbara guardava qua e là smarrito, come trasognato: era stanco,
+affranto dalla fatica, oppresso da quel calore, stordito da quel
+frastuono. Il poco vino bevuto gli aveva fatto male: era un'impressione
+cupa, profonda di abbattimento, di scoramento.... era un'ossessione
+terribile.
+
+Suo fratello!... Sempre suo fratello!... Suo fratello che usciva dalla
+segreta cupa e buia, suo fratello che si precipitava in mezzo a quel
+baccanale, in mezzo a quei trafficanti del suo nome, del suo martirio,
+della sua patria!... Suo fratello che cercava lui solo, che vedeva lui
+solo, che gli si fermava dinanzi, che lo schiaffeggiava!
+
+.... Silenzio! Silenzio!... Sst!
+
+E il silenzio si fece profondo: toccava a lui a parlare, toccava a lui
+a rispondere.
+
+Il duca girò attorno l'occhio smarrito. Tutte quelle facce rosse,
+accese, lo fissavano mute, ansiose, aspettando: toccava a lui a
+parlare, toccava a lui a rispondere.
+
+Si rivolse al ministro....--Cosa doveva dire?... cosa doveva dire?...
+Le parole gli sfuggivano, gli sfuggivan tutte, tutte, tutte!--Dio! Dio!
+Dio!... E bisognava rispondere, bisognava parlare!
+
+--Eccellenza.... Amici....--borbottò.
+
+Dio, Dio, che vuoto nella sua testa e che silenzio in quella sala!...
+Cercò la parola, la parola che gli mancava, che gli sfuggiva sempre....
+la cercò in quei visi.... Sua moglie lo incitò a parlare con un moto
+impercettibile di dispetto e di collera.... Cantasirena con un atto di
+maraviglia,--glielo aveva detto, bastava ringraziare,--e suo fratello
+là, in fondo, che gli gridava:--Parla, parla, parla, fantoccio,
+buffone, guadagna il tuo pane!
+
+--Eccellenza.... Amici.... Io vi ringrazio.... confuso da tanta
+bontà.... Io vi ringrazio commosso.... da.... da....--sentì un ronzìo
+nelle orecchie, tutte quelle facce gli giravano davanti.... gli si
+annebbiò la vista....--Da tanta bontà....--balbettò ancora, poi si
+lasciò cadere sulla seggiola e scoppiò in lacrime.
+
+Rispose uno scroscio lungo di applausi, un'acclamazione prorompente,
+interminabile.
+
+Tutti erano commossi, entusiasmati, esaltati. Matteo Cantasirena,
+soffiando, col pancione pieno, mugolando, versava lacrime e sciampagna:
+
+--È il battesimo!... La purificazione!... Le tue lacrime, Giovanni mio,
+sono la purificazione della patria!--e brandendo il bicchiere come
+fosse una spada, una bandiera, alzandosi maestoso, solenne, imponente,
+"Viva l'Italia!" tuonò.
+
+Ci fu un secondo scrosciar d'applausi, e tutte le voci, tutte le grida
+si confusero in un solo clamore tumultuoso, rimbombante, echeggiante
+fuor della sala, nel silenzio della notte, nei viali deserti:--Viva
+l'Italia!
+
+Taddeo, che prendeva il fresco in giardino, si avvicinò alla finestra,
+guardò nella sala e gridò lui pure commosso:--Viva l'Italia!--ma
+nessuno l'udi.
+
+
+Lo strepito, il baccano, durarono un bel pezzo. Quando il duca, per
+consiglio del dottor Foresti, fu accompagnato nelle sue stanze, quando
+Sua Eccellenza dovette andarsene in fretta e in furia col Prefetto, con
+Matteo Cantasirena, coi due segretari, perchè il treno partiva, gli
+altri commensali passarono dall'entusiasmo per Sua Eccellenza e per
+l'Italia, a quello più allegro, per l'amabile, per la splendida, per la
+divina padrona di casa!
+
+Pietro Laner era il solo che mancava.--Dov'era andato?...
+
+Tutti vollero toccare il bicchiere colla duchessa Eleonora, ed essa
+aveva per tutti una grazia che pareva un invito, un sorriso che pareva
+una promessa.
+
+--Verrò un giorno a visitare il vostro studio io sola....
+coll'Evelina!--diceva piano all'Arcangeli; e a Pio Calca domandava il
+ritratto, stringendogli la mano furtivamente.
+
+Con monsignor Meneguzzi faceva un po' la gelosa: era gelosa delle altre
+signore che lo volevano tutto--tutto per loro!--E gli aveva preso
+l'anello da Monsignore, colla grossa amatista, lo ammirava, se l'era
+messo in dito, fingeva d'esserselo dimenticato e continuava a
+tenerselo.
+
+Ma Pietro Laner?... Dov'era andato?
+
+Nora soffocava; e venivano ancora a versarle dello sciampagna; tutti
+volevano toccare il suo bicchiere. Si sentiva in fiamme, irrequieta,
+palpitante, vibrante....
+
+Ma Pietro Laner, dov'era andato?... Era partito forse?... No, no!...
+
+--Salgo un momento!...--disse a un tratto Eleonora rivolta a Pio Calca,
+a monsignor Meneguzzi, a Gesualdo Arcangeli, al Fontanella, al
+Palazzoli, a tutta quella folla d'uomini che le si stringeva d'attorno,
+avida, bramosa, riscaldata dalle sue spalle nude, dalla sua bocca
+ridente, dalle sue trecce bionde, quasi disfatte pel loro peso e che le
+ricadevano sulle spalle con una mollezza tentatrice.--Salgo un
+momento!... Vado a vedere mio marito!... Poi torno!... torno
+presto!...--e sparì.
+
+Vuotarono dell'altro sciampagna aspettandola.... ma la duchessa
+tardava, tardava a comparire, a ritornare....
+
+Cos'era successo?
+
+Giravano qua e là, dentro e fuori, aspettandola ansiosi.... e giravano
+soli, sperando d'incontrarla sola.
+
+Gesualdo Arcangeli stringeva i pugni; voleva spiegarsi, voleva
+sfogarsi.
+
+--Vi amo, duchessa e.... vi amo!--per Dio!
+
+Monsignor Meneguzzi, diventato serio, sgridava e s'imponeva a Pio Calca
+per farlo tacere e per mandarlo a letto.
+
+Pio Calca, brillo davvero, tutto rosso, tutto lustro, tutto molle,
+voleva la duchessa, chiamava la duchessa, colla voce stridula, rotta,
+straziata dalle risa convulse che finivano in pianto.
+
+--Che ambizione!... Che deputazione!... Che doveri del partito!...
+Lei!... Lei!... Ma dov'è andata quella... quella donna!...
+
+--Vergogna! Vergogna!--bisbigliava il monsignore con forza, sul viso di
+Pio Calca, per farlo tacere.--Vergogna!--La moglie altrui!... Dirò
+tutto alla mamma!
+
+--E anch'io dirò--_a mia mader_--dov'è l'anello.... il sacro anello....
+del prelato!...--e cogli occhi inumiditi e lustri, coll'aria svenevole,
+e ingarbugliando, strascicando le parole, continuava a ripetere, serio,
+ostinato:
+
+--E sia pure la moglie altrui!... Io voglio.... la moglie altrui!
+
+Ma nel mentre tutti gli altri aspettavano la duchessa e la cercavano
+nelle sale, o sul terrazzo, o in giardino, Evelina si era spinta più
+lontano, non per cercarla, ma per accertarsi che c'era. E senza farsi
+scorgere s'innoltrò lungo il viale cupo, finchè intravide di lontano
+nel piccolo boschetto, l'abito bianco di Nora.... E anche Pietro era
+là....
+
+Allora, chetamente, essa ritornò in giardino, salì sul terrazzo e a
+quanti le domandavano della duchessa Eleonora rispondeva d'averla
+lasciata di sopra col dottor Foresti, presso il duca un po' indisposto.
+
+E girando le sale, fece intanto le sue piccole provviste di sigarette
+per sè, e anche di sigari per suo marito. Si riempì la borsetta di
+dolci.... Poi vedendo sulla scrivania di Nora una boccettina di
+_Lavender salts_ col turacciolo d'argento, la prese per sè: soffriva
+tanto l'emicrania!...
+
+Portò tutta quella roba in camera sua, poi ridiscese a insaccarne
+dell'altra.
+
+A Nora, il caldo, le grida, lo sciampagna avevano dato alla testa: le
+era balenata l'idea, come un lampo, che Pietro doveva essere in
+giardino ad aspettarla, e uscì di colpo.
+
+Lo cercò.... lo vide infatti, lo raggiunse di corsa, e infilò il
+braccio sotto il suo, tirandoselo dietro.
+
+--Vieni! Vieni! Vieni!
+
+L'altro non capiva niente; la seguiva, si lasciava condurre, attonito,
+sbalordito.
+
+--Vieni! Vieni! Vieni con me! Vieni con me!
+
+E quando furono innanzi un buon tratto, nascosti, celati nel bosco,
+essa si fermò, lo guardò.... lo guardò.... Improvvisamente si tolse la
+rosa appassita nel calore, nell'odore del suo seno palpitante....
+gliela schiacciò sulla bocca.... poi gli buttò le braccia al collo
+stringendolo, baciandolo, nervosamente, furiosamente.
+
+--I tuoi baci!... Ancora i tuoi baci!... Tutti i tuoi baci!... Fammi
+rivivere! Rivivere!... Rivivere!
+
+Pietro Laner era rimasto spaventato. Invece di rispondere a quei baci
+cercava di calmarla, di quietarla.
+
+--Signora duchessa!--Ma.... non si faccia sentire!... Non parli così
+forte, per amor del cielo!
+
+Essa si scostò di colpo, lo guardò seria, accigliata:
+
+--Giurami che non partirai!
+
+--Ma....
+
+--Giurami che non partirai!... Devi restar qui: devi restar con me,
+sempre con me!
+
+--Ma....
+
+--Giurami che non partirai: lo voglio!--E fu lei a scuotere il Laner
+per le braccia. Le sue unghie gli penetravano nelle carni.--Hai capito
+che lo voglio?--Giura.
+
+--No.... Non partirò....--balbettò l'altro che pareva tramortito.
+
+--Come sei buono! Oh, sei sempre stato buono! Sei buono sempre,
+sempre.... tu sei buono sempre,--e Nora presa da un nuovo impeto di
+tenerezza tornò ad abbracciarlo, a baciarlo, a farsi baciare.--Anche i
+tuoi baci sono buoni,--i _tuoi_ baci _sì_, sono buoni! Ho la smania, la
+febbre dei tuoi baci! Dammene tanti, tanti, tanti.... tutti.... Sono
+golosa de' tuoi baci....
+
+Ma Pietro, sempre più inquieto, la baciava soltanto per calmarla,
+spingendo gli sguardi attraverso gli alberi, nel buio profondo di
+quella notte dal cielo nero senza stelle.
+
+--La bocca tua.... ancora la tua bocca....
+
+Pietro sentiva che Nora perdeva le forze....--Era esaltata?
+Impazziva?--Temeva che da un momento all'altro si buttasse per
+terra.... gridasse.... Tremante, spaventato, continuava a cercare, a
+tentare di quietarla, di calmarla....
+
+--Ma duchessa?... Ma signora duchessa!...
+
+--Nora! Nora! Hai capito?...--gli gridò Nora più forte, sulla faccia.
+
+--Parli piano! Più sotto voce, per amor del cielo!
+
+--Nora! Nora! Chiamami Nora, perchè.... perchè.... non voglio essere
+che Nora, voglio tornare la.... la Nora.... la Nori!... Sì! Sì!--e
+accesa in viso, cogli occhi stralunati, ridendo con un riso strano,
+convulso, e puntandosi l'indice alla fronte, ripeteva colla voce
+rauca:--Perchè io.... perchè io sono Nora! La tua Nori.... la Nori dei
+tuoi baci, dei nostri baci.... Dammene ancora.... ancora....
+ancora....--Poi scoppiò in un'altra risata strana, squillante.
+
+--Per Dio!--esclamò il Laner, scotendola forte, battendo i piedi per
+imporsi, per richiamarla in sè.--Cosa fai! Pensa a ciò che fai!... È
+pieno di gente....
+
+--Ti amo, Pietro!... Ti amo, Pietro!
+
+--Dio! Dio!--gemeva il Laner fuori di sè, e per farla tacere le
+chiudeva la bocca colla mano, ma Nora gliela baciava con tanti piccoli
+baci furiosi, bramosi, rapidamente, continuamente.
+
+D'un tratto, si fermò, si curvò, tese l'orecchio....
+
+--Senti,--mormorò sotto voce.--Senti, senti, senti....--e tenendosi con
+un braccio al collo del Laner, coll'altro proteso, indicò la villa.
+
+--Qualcuno?!--domandò Pietro dando un balzo.
+
+--Senti.... Senti....
+
+Era il pianoforte, era Pio Calca, sorvegliato da monsignor Meneguzzi il
+quale, a sua volta, teneva sempre nascosta la mano senza l'anello, era
+Pio Calca che suonava il duetto del _Faust:_
+
+ ".... Dammi ancor... dammi ancor... contemplar il tuo viso..."
+
+Nora si abbandonò, si lasciò cadere sopra un tronco di colonna
+rovesciata, presso l'Ercole immenso, biancheggiante nel buio come un
+fantasma, e scoppiò in lacrime e continuò a piangere, a piangere....
+commovendosi a quella musica lontana, triste e così soave, così piena
+di mistero, di amore, di dolore.
+
+--Siediti qui.... siediti vicino a me....
+
+L'altro le sedette accanto. La vedeva più tranquilla, cominciava ad
+essere più sicuro, senza paura.
+
+--Perdonami, Pietro,--gli bisbigliò continuando ad accarezzarlo, a coprirlo
+di baci e di lacrime, più calma, ma ancor più appassionata.--Perdonami,
+Pietro, io sono stata cattiva con te. Ma ero cattiva perchè ero gelosa. Ti
+odiavo.... perchè ti amavo. Non sono felice, sai. No, l'ho in me la mia
+infelicità.... è un ardore.... un ribrezzo.... una noia.... una collera....
+una febbre!... Sono malata! Mi sento malata!... tanto malata!... Amami
+molto, Pietro!... Molto, molto, molto!--Fammi guarire.... guarire!--E
+ritornava ad esaltarsi, ritornava a fremere, a perdere le forze, a
+balbettare, battendo, ribattendo voluttuosamente, convulsamente la
+erre--_guarrire.... guarrire.... guarrire...._--Dammi i tuoi baci, ancora i
+tuoi baci, i nostri baci, tutti, tutti, tutti....
+
+E Pietro che aveva trovato la sua Nora, Pietro che finalmente aveva la
+sua Nora, la baciava sulla bocca, sui capelli, sugli occhi, sulle
+spalle, come un pazzo. Anche Pietro, adesso, pregava, supplicava,
+implorava, delirava, anche Pietro adesso voleva tutti i suoi baci,
+tutti i baci, voleva vivere, rivivere, morire con lei!
+
+E quei due, nella notte cupa, profonda, ai piedi dell'Ercole
+biancheggiante come un fantasma,--non sapevano più altro, non sentivano
+più altro che i baci, i loro baci e il loro amore.
+
+Non sentivano nemmeno la banda di Primarole che dopo aver accompagnato
+Sua Eccellenza alla stazione, era ritornata alla villa, per fare una
+serenata al duca di Casalbara e intonava maestosamente sotto le suo
+finestre:
+
+ Fratelli d'Italia
+ L'Italia s'è desta....
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+La mattina dopo, Pietro Laner, cercando di rimanere nascosto il più
+possibile perchè nessuno della villa lo potesse scorgere, passeggiava
+lungo il viale degli ippocastani.
+
+Nora gli aveva detto:
+
+--Aspettami in fondo al giardino, vicino al piccolo cancello, verso le
+dieci: usciremo insieme. Faremo una delle _nostre_ passeggiate.--Ti
+ricordi?
+
+Pietro aspettava Nora, ma era inquieto. Le dieci erano suonate da un
+pezzo e Nora non compariva.
+
+Quanto era accaduto la sera innanzi, adesso lo turbava, lo angustiava.
+
+--Il ritorno all'amore, l'abbandono di Nora,--pensava in cuor suo,--non
+è stato naturale. Certo era in preda ad uno stordimento, ad una
+esaltazione strana....
+
+Poi, crescendo la sua inquietudine, il suo orgasmo, perchè il tempo
+passava, passava, e l'altra non compariva, ebbe un impeto di collera,
+di sdegno, contro sè stesso; non voleva più fingere, cercare le parole
+per nascondere, per attenuare ipocritamente la verità.
+
+--Nora era ubriaca, ubriaca di grida, di chiasso, di caldo.... e di
+sciampagna!--Ubriaca! Volle dirla tutta, volle ripeterla, chiara, la
+brutta parola: era ubriaca!
+
+Ma ciò non acquietava i suoi timori, non scemava i suoi rimorsi.
+
+Travolta nel baccano, stordita da tanta gente, costretta a parlare con
+tutti, a ricambiare tutti i saluti, gli evviva, i brindisi, d'un tratto
+le era pigliato il capogiro, ed egli aveva approfittato, abusato, di
+quel momento, dell'abbandono di Nora, della sua confessione!
+
+Le dieci erano suonate da un pezzo e Nora non compariva....
+
+--Era malata?
+
+E se Nora, risvegliandosi.... ricordandosi.... scomparsa l'esaltazione,
+la demenza, provasse orrore di ciò ch'era successo?
+
+E non veniva!... Perchè non correva a rassicurarlo, a consolarlo?
+
+Se fosse ammalata? Se fosse sdegnata? Se avesse vergogna di sè stessa,
+se lo odiasse?
+
+E Pietro non vedeva più il bel viso irradiato dall'amore, ma
+contraffatto dall'ira. Non più la Nori, ma la Casalbara, la duchessa,
+così in alto, in tutta la pompa, il fulgore di una bellezza maestosa,
+regale..., tutta cosparsa, circonfusa di gemme.... Ed egli se ne era
+impossessato, aveva abusato di lei come un miserabile, come un
+ladro....
+
+--Sì! era stato lui il demente!... Era stato lui l'ubriaco!
+
+E Nora non veniva! Non si vedeva ancora! Oh, se lo avesse amato
+davvero, se lo amasse, sarebbe corsa! Sarebbe lì!...
+
+In quel punto, voltandosi quasi furtivamente, spaurito, verso la villa,
+vide la bella figura bianca, sotto un ombrellino rosso che scendeva
+lentamente dal terrazzo: Era lei!...
+
+E appena Pietro la vide, ancora da lontano, svanirono, come per
+incanto, tutte le inquietudini, tutti i timori, i dubbi pazzi,
+fantastici! Vedendola appena, ancora da lontano, vedendola avvicinarsi
+diritta, tutta bianca sotto l'ombrellino rosso, col passo ritmico e
+sicuro, mollemente, elegantemente ondulando, svanivano le cupe immagini
+e lo invadeva tutto, e gli saliva dal cuore al cervello, gli saliva
+giubilante, festante, l'amore!
+
+Lentamente, cercando sempre di nascondersi perchè nessuno della villa
+lo potesse scorgere, le andò incontro.
+
+Essa gli accennò graziosamente del capo, e gli sorrise: quando gli fu
+dinanzi, ferma, sempre diritta, gli sorrise nello stendergli la piccola
+mano, senza guanto, profumata e fresca come un fiore, come molti fiori:
+e la manina non tremava, stringeva forte.... Nora non arrossiva:
+continuava a sorridere fissandolo, fissandolo bene negli occhi,
+arditamente.
+
+Fu Pietro Laner, invece, che arrossì, sotto quello sguardo lucente,
+fisso, evocatore.... e abbassò il capo.
+
+Quando tornò a guardarla, essa lo fissava ancora: non gli disse niente:
+gli mandò un bacio, stringendo e allungando le labbra.
+
+Pietro lo sentì, con un brivido di piacere.
+
+--Oh, Nori....--e disse tutto non dicendo altro che questo:--Oh, Nori.
+
+--Ti ho fatto aspettare, non è vero?--gli domandò la duchessa colla
+bella voce limpida e scolpita.--Ti ho fatto aspettare! Ma se tu sapessi
+quell'uomo! Dio, com'è noioso! noioso! noioso! Sono passata un momento,
+a vedere come stava. Sai che ieri sera si è sentito malissimo? Tutta
+notte le palpitazioni di cuore! Quando poi è ammalato e ha paura,
+diventa ancora più noioso.... e più insistente. Voleva alzarsi per
+scendere con me in giardino! Figurati! Ho fatto due occhi al dottor
+Foresti! Lo terrà in letto fino all'ora di pranzo!--Stamattina!
+Pensa!... Aveva scelto bene la mattina per seccarmi!
+
+E Nora sorrise ancora, ma adesso cogli occhi sfavillanti, colle nari
+dilatate, colla bocca rossa e umida, sulla quale pareva fremere il
+desiderio, dalla quale pareva prorompere la gioventù, la salute,
+l'amore.
+
+--Appena ho potuto--esclamò con un'alzata di spalle--ho piantato quel
+noioso col dottor Foresti e con Evelina!
+
+Pietro, a quel nome "Evelina" buttato lì così, distrattamente, si
+turbò: quel ridere di Nora gli sembrò sguaiato.
+
+Intanto erano giunti presso il cancello: ma lo trovarono chiuso.
+
+Nora, subito, si arrabbiò e pestò i piedini con furia:
+
+--È un gran stupido quel giardiniere! Stupido! Stupido!
+
+Passò dal viale in mezzo al giardino, guardò verso la villa, se c'era
+qualcuno--Nessuno!--Allora, circondando la bocca colle piccole mani
+cave, trasparenti al sole e scintillanti di gemme, cominciò a gridare
+forte:
+
+--Oouh! Oouh!....
+
+Il giardiniere sbucò da una siepe: vide la duchessa: capì, si battè col
+pugno sul capo e cominciò a correre verso il cancello, cercandosi la
+chiave nelle saccocce.
+
+Nora tornò nel viale, e passando dinanzi alla selvetta e intravedendo
+l'Ercole tra il folto dei rami, lo indicò a Pietro, stringendogli,
+pungendogli il braccio con un pizzico acuto delle unghie:
+
+--Di'?... Quel signore?... Parlerà?...
+
+Ma subito corrugò le ciglia, diventò rossa di collera, cambiò faccia,
+voltandosi a strapazzare il giardiniere che sopraggiungeva in quel
+punto ansante, trafelato e apriva il cancello.
+
+--Ve l'ho detto cento volte! Voglio sempre trovar aperto la mattina!
+Pare impossibile! Tutti poltroni!
+
+Il Laner supplicava Nora cogli occhi perchè si frenasse, perchè
+smettesse di gridare: ma Nora non gli badava.
+
+--Bere! Mangiare! E basta!--Non si pensa ad altro.
+
+Pietro, uscito dal cancello, andò innanzi, solo, di qualche passo.
+
+--Anche quell'uomo lì--disse Nora raggiuntolo--è un protetto del signor
+Matteo!
+
+Nora gli passò dinanzi e Pietro le tenne dietro: attraversarono i
+campi, per raggiungere un'altra stradetta solitaria, ombrosa, chiusa
+fra due rive strette di ontani.
+
+Le erbe alte, la fioritura gialla, aurata, le macchie cupe, nereggianti
+dei gelsi, l'azzurro carico del cielo, l'orizzonte vasto, piano,
+uguale, infinito, e l'accension della luce in quella giornata limpida,
+sotto il sole scottante, davano alla pianura lombarda, così monotona e
+triste, i colori intensi, le tinte fantastiche, strane, evanescenti dei
+paesaggi orientali.
+
+Nora, invece di parlar d'amore, cominciò a parlare d'affari; ma
+quietamente, senza più arrabbiarsi.
+
+--Sai?... Io posso dire che non mi appartengo più: sono agli ordini del
+signor Matteo e della _Cisalpina_.--E per il signor Matteo sono stata
+costretta fino ad oggi a godermi quell'uomo, quel vecchio uggioso,
+odioso, pesante... a fingere ancora....--Ma adesso non ne posso più e
+basta! L'ho dichiarato anche al dottor Foresti.--Ci pensi anche lui:
+basta!
+
+Tacquero; Pietro, riconoscente, si voltò a guardarla. Ma Nora non gli
+badava: non pensava a Pietro: era tutta intenta, assorta nel pensiero
+dello zio Matteo, degli affari.
+
+--Il signor Cantasirena ci ha trovato, ci ha anticipato dei danari: e
+per questo si è imposto.--Sai che il Kloss, almeno pare, torna da capo
+a far la guerra alla _Cisalpina_?
+
+--No--non so niente.
+
+Pietro Laner, non faceva mai altro nel "Consiglio" che votare come
+voleva il direttore: il suo posto di "segretario particolare" si
+riduceva a copiare delle lettere e a far il correttore di bozze alle
+_Risorse Italiche_.... l'unico posto, oltre a quello di Mariano Perego,
+che avrebbe dovuto essere retribuito.
+
+--Sai,--continuava Nora con certe risatine caustiche e ciniche, in cui
+si rivelava ancora la figliuola dello zio Matteo in guerra coi
+_Tirolesi_ e la maestra di canto e di pianoforte, la maestra della
+Schönfeld alla caccia di lezioni.... e di mariti.....--Sai, gli affari
+della Cisalpina, adesso che hanno fatto venire un'Eccellenza, andranno
+a rotta di collo!--Non si dice che i ministri del regno d'Italia sieno
+tutti iettatori?... È vero?--Tu che ci credi in queste cose, devi
+saperlo!--Ma ci vuol altro che un'Eccellenza "per sbaragliare il
+boemo!"
+
+Pietro seguiva Nora ascoltandola silenzioso, tagliando coi colpi del
+suo bastoncino le erbe più alte, facendo scoccare dal gambo le
+margherite e i garofani selvatici.
+
+Oh, anche adesso aveva ritrovata, _sentiva_, la Nora d'un tempo.... ma
+non la sua Nori buona.... la Nora scettica, aspra, cattiva!
+
+Essa si animava soltanto quando parlava del Kloss! La sua voce allora
+diventava più calda; essa mostrava quasi del timore e insieme
+dell'ammirazione per il Kloss.
+
+--Quello sì, è scaltro, furbo, abile! Sa frenarsi, fingere, piegarsi a
+tempo quando potrebbe essere battuto.... e intanto premunirsi per
+parare i colpi avvenire.... e prepararsi alla _revanche!_--Il Kloss!...
+Il Kloss è un uomo di talento!... Un uomo forte!... È un vero
+milionario!--Quello sì!--e Nora sospirò.
+
+Che voleva dire quel sospiro, quel rimpianto?
+
+Pietro si sentiva stringere il cuore, sentiva svanire la sua gioia.
+Seguiva Nora, sempre silenzioso, a testa bassa, tagliando, spezzando
+d'un colpo, col bastoncino, le erbe, i fiori e i ramoscelli più alti.
+
+Quando ebbero raggiunto la piccola stradetta fra le due rive spesse di
+ontani, Nora si fermò un momento per respirare, all'ombra: poi
+ripresero il cammino.... l'uno a fianco dell'altro.
+
+Anche Nora, adesso, taceva; era diventata pensierosa. Riandava il suo
+passato! Come era stata ingannata! Come si era ingannata!... E come
+aveva agito male con Pietro, col povero Pietro, in quel suo orgasmo, in
+quel suo impeto, in quella sua smania di ricchezza, di grandezza, di
+fasto!... Povero Pietro!--E Nora pensava a quell'altra passeggiata....
+all'ultima passeggiata che avevano fatto insieme a Milano.... ai
+giardini.... dietro il Museo.... e rivedeva il viso pallido, straziato
+dall'angoscia.... sentiva quella voce rotta dall'amore, dal dolore e
+dalle lacrime.
+
+--Povero Pietro!
+
+Si voltò, guardò in fondo alla piccola stradetta, guardò innanzi....
+non c'era nessuno.
+
+--Povero Pietro!--gli si appoggiò al braccio amorosamente, si alzò in
+punta di piedi e lo baciò.
+
+Pietro, sussultando, strinse Nora, tutta Nora, fra le braccia con un
+impeto di passione.
+
+Essa, spaurita, si staccò da lui, divincolandosi.
+
+Si voltò ancora a guardare in fondo della stradetta.--Non c'era
+nessuno! Allora tornò ad infilare la manina piccola, dalle unghiette
+che punzecchiavano sempre, sotto il braccio di Pietro, e di nuovo si
+appoggiò a lui con tutto l'abbandono.
+
+--Hai scritto a Milano che resti qui?
+
+--Non è possibile, cara: mi aspettano al giornale.
+
+--Al giornale ne prenderanno un altro: fa un po' il piacere!--e
+fermandosi, fissando il Laner duramente gli disse:
+
+--Voglio così! Ricordati!
+
+Poi si placò, tornò a camminare:
+
+--Fa un po' il piacere! Ti ha sfruttato abbastanza quel signor
+Cantasirena. Finisce col farti fare il correttore del suo giornale dopo
+aver cominciato col rubarti....--sì, sì, è tempo di dir le cose come
+sono....--col rubarti ventimila lire!
+
+--No. Me le ha restituite.
+
+--Lui?... Io!...--Nora si fermò, non aggiunse altro.
+
+Ma Pietro capì, in quell'attimo, che le sue ventimila lire erano state
+pagate dal Casalbara.... dal duca.... dal marito!
+
+Nora, vedendo Pietro così accigliato, torvo, credeva non sapesse come
+cavarsela, come scrivere al direttore che non tornava a Milano.
+
+--Non far tanti complimenti, che non li merita. Telegrafa al giornale
+che resti a Casalbara perchè ci resta tua moglie.
+
+--Appunto,--rispose Pietro, sempre a testa bassa:--anche per....--e
+fece uno sforzo per poter dire "mia moglie"... anche per mia moglie....
+devo partire.
+
+--Questo poi no!--E subito apparì e disparve, fu un attimo, la piccola
+ruga in mezzo alla fronte. Ma Nora tornò subito a placarsi ed esclamò
+con un'alzata di spalle:
+
+--Tutte ragioni e parole inutili! Io non ti lascio partire; non voglio!
+Al resto pensaci tu!--E cambiò discorso ridendo, cantando, deliziandosi
+in quella dolce frescura, sotto l'ombra quieta e solitaria, fermandosi
+qua e là per raccogliere i piccoli fiorellini fra l'erba umida,
+rigogliosa della riva, inginocchiandosi sulla sponda, sorretta, tenuta
+da Pietro, per bere nel cavo della mano, come da una conchiglia rosea,
+l'acqua chiara, limpida, gorgogliante del rigagnolo. Poi, ad un tratto,
+esclamò con un piccolo grido di gioia:
+
+--Eccola! Eccola!--La madonnina!... Sapevo che c'era!
+
+E corse via dal Laner: corse a sedersi sotto una piccola cappelletta,
+diroccata, che al di là della riva, un po' innanzi nel prato, rimaneva
+nascosta dalla siepe alta. Quella cappelletta era chiamata dai
+contadini la Madonna del Sole.
+
+--Non la vedevo più!... Credevo di essermi sbagliata!--e si chiamò il
+Laner vicino, mentre gli faceva posto, restringendosi, allungandosi
+nelle sottane rumorose e fragranti di mussolina bianca e di seta.
+
+--Vieni qui!
+
+Nora si era seduta sul piccolo inginocchiatoio di pietra voltando le
+spalle all'altare.
+
+--Vieni qui!--E stese le mani, prendendo le mani di Pietro,
+intrecciando le dita, facendo forza per attirarlo a sè, dimenandosi
+mollemente:
+
+--Vieni qui!
+
+Pietro, fissando l'immagine stinta, scrostata dell'altare, esitava....
+Era rispetto?... Era timore?
+
+--Vieni qui!... uomo superstizioso!...--E Nora sorrise, poi diventò più
+tenera e i suoi occhi si fecero di una vivezza languida,
+esclamando:--Uomo mio.... mio.... mio! Vieni qui! Essa lo attirò con
+più forza: Pietro le cadde dinanzi in ginocchio.
+
+"Ti amo..." balbettò, guardandola, ammirandola, adorandola.
+
+--Mio! Mio! Mio!--e Nora lo baciò nei capelli. Poi gli alzò il capo:
+voleva vederlo; gli parlò sulla bocca, sugli occhi, stringendolo,
+accarezzandolo sempre.
+
+--Sai, quando ho cominciato a volerti bene? L'ultimo giorno, quando
+siamo andati in collera, dopo che mi hai fatto quella scena tremenda ai
+_Giardini_. Dio! quante me n'hai dette! Come ho sentito che mi avresti
+ammazzata!... E come ho sentito tutto il tuo amore! Non ti avevo mai
+veduto piangere; tutta notte non ho veduto che le tue lacrime, la tua
+faccia pallida, addolorata, furibonda! Tutta notte non ho veduto che
+te, non ho pensato che a te!... E ti ho desiderato.... lì.... con me.
+Era la prima volta; ho cominciato allora. Tu mi vuoi bene, oggi, come
+quel giorno?... Io di più, molto di più, di più, di più, di più!... Ma
+ho cominciato allora! Ed oggi sono tua, pensa, tutta tua,--tutto ciò
+che vuoi!--E soltanto tua!...--Capisci cosa voglio dire?--Ho cominciato
+quel giorno, quella notte, e poi sempre, sempre.... e durante tutto il
+tempo, prima di maritarmi, che noia certe volte, e che dispetto! Che
+rabbia! E quando ti sei ammalato?... Dio, come ti volevo bene! E dopo,
+quando sei guarito ed hai sposato Evelina, come ti ho odiato! Ma lei,
+sempre più di te! È stato allora, per avere la mia rivincita, per
+vendicarmi, che ho finto, persino con me stessa, d'innamorarmi di mio
+marito. Pensa!... Ero matta! Era un farmi venir voglia di te.... ancora
+di più! Poi quando ti ho rivisto la prima sera, appena ritornata a
+Milano, in via Santa Margherita, ho subito capito che non eri
+felice.... e ne fui tanto, tanto contenta! Poi ho voluto avere
+Evelina.... per tenerla lontana da te.... e per esser io vicina a
+te.... ma tutto ciò senza pensarci, senza un calcolo prestabilito....
+_per forza!_... come sapevo che _per forza_ doveva finir così.... E
+mentre ti facevo tutti quegli sgarbi, ero sincera.... Era vero che ti
+odiavo! Ti odiavo, ti odiavo, perchè capivo che.... _per forza_....
+sarebbe finita così.... così. Dammi un bacio!
+
+Quando ritornarono alla villa, fecero tutta la strada assai lentamente:
+Nora sempre al braccio di Pietro, gaia, giuliva, saltellante....
+
+Pietro, invece, agitato, inquieto.
+
+E quando di nuovo, furono dinanzi al piccolo cancello, Nora,
+staccandosi da Pietro per entrare, stringendo, allungando le labbra,
+gli mandò ancora un ultimo bacio.
+
+--_Mio_, ricordati!--mormorò. E passò innanzi.
+
+--Entrerò dall'altra parte, perchè non ci vedano insieme,--le disse il
+Laner.
+
+--Che importa?... Devono abituarsi!--esclamò Nora, e appena dentro, si
+appoggiò di nuovo al braccio del Laner, avanzandosi diritta, sicura,
+mollemente ondulando in quell'ombra calda, odorosa del viale.
+
+Pietro era inquietissimo.
+
+--È un capriccio!--bisbigliava.
+
+--Che importa?... Devono abituarsi!
+
+--Lei! Evelina!...--esclamò Pietro ad un tratto, vedendo sua moglie
+sbucare nel viale e correre in fretta verso di loro.--Evelina!--E di
+colpo, si allontanò da Nora.
+
+La duchessa continuò a camminare tranquillamente, sempre ondulando, e
+facendo roteare l'ombrellino rosso, che teneva aperto, appoggiato sulla
+spalla.
+
+Evelina non badò punto a suo marito: si fermò, parlò in fretta con
+Nora:
+
+--È arrivato un dispaccio per te, d'urgenza. Tu non c'eri, e lo
+portavano al duca: ma io non ho voluto. Ti ho aspettato apposta per
+consegnartelo subito.
+
+--Hai fatto benissimo.
+
+E Nora, lentamente aprì il dispaccio, e lesse a mezza voce:
+
+"_Attenzione posta: impedire Giovanni lettura giornale Italia,
+assolutamente!--Matteo._"
+
+Nora, non capiva: fissò Pietro Laner, interrogandolo cogli occhi
+stupiti.
+
+Ma Pietro ne capiva ancor meno; non era stato attento alla lettura del
+dispaccio: aveva un solo pensiero, un solo spavento:
+
+--Se mia moglie mi guarda in faccia, tutto è perduto!
+
+Ma Evelina non gli badava.
+
+--È chiarissimo!--esclamò.--Nell'_Italia_ ci sarà qualche articolo
+contro la _Cisalpina_ che il duca non deve vedere.
+
+--Certo!...--esclamò Nora a sua volta.--È così.
+
+Allora la signora Laner si rivolse a suo marito:
+
+--La posta arriva a momenti: corri a ritirare tutti i giornali: fa
+presto.
+
+Pietro Laner sparì come un lampo.
+
+--Dio, vi ringrazio! Dio, vi ringrazio!--balbettava correndo.
+
+Era affannato da una paura strana, sciocca, irragionevole, quasi
+fantastica. Aveva paura delle imprudenze di Nora, di tutto ciò che
+Evelina avrebbe fatto per vendicarsi, della collera terribile del duca.
+Ma quando, coll'immaginazione, si trovò faccia a faccia dinanzi al
+duca, allora si fermò, si calmò, scemarono le ansie e i rimorsi.
+
+--Oh, infine!... Dente per dente, signor duca! Nora era la mia
+fidanzata! Era la mia sposa! È stato lei a volermela portar via!... A
+noi due se vuole: e quando vuole!
+
+Pietro sorrise fieramente: con un colpo della mano si aggiustò il
+cappello a cencio, poi non pensò più altro che a Nora e alla gioia
+d'averla, ed entrò nell'ufficio della posta, zufolando.
+
+Nell'_Italia_, come la signora Laner aveva preveduto, c'era appunto un
+fierissimo articolo contro tutta la _Cisalpina_, i suoi amministratori,
+i suoi fautori: contro il Ministro dei Lavori pubblici "che si era
+recato a Primarole come Arrigo IV a Canossa, umile e _colla testa nel
+sacco_, a placare, a propiziarsi i pontefici massimi dell'estrema
+sinistra: contro gli onorevoli Bonforti e Ghirlanda, che messi
+puerilmente in apprensione da certe inabili manovre elettorali,
+venivano a patti e firmavano compromessi PERSINO con un signor Matteo
+Cantasirena!" Ma l'attacco più fiero, più sanguinoso era diretto,
+quantunque l'_Italia_ non lo nominasse, contro il duca di Casalbara:
+
+"Una vecchia insegna ritinta: una delle più goffe cariatidi del
+patriottismo d'occasione, di parata, di mestiere! Un martire
+sfruttatore del martirio altrui! Un eroe da _restaurant_, da camere
+ammobiliate, che a furia di alterigia e di prosopopea era riuscito a
+conservare durante una lunga vita, tutta spesa fra i bagordi e le
+ba....gorde, una popolarità presa a nolo durante le baldorie del
+cinquantanove e del sessanta, e che adesso ancora gli riusciva di
+sfruttare, al tanto per cento, nelle carnevalate della _Cisalpina_."
+
+--È il Kloss!--mormorò Evelina, appena ebbe finito di leggere
+l'articolo.
+
+--È il Kloss! È il Kloss!--rispose Nora furente, rossa di collera.
+
+Tutt'e due avevano scoperto il boemo nell'ispiratore dell'articolo,
+dalla violenza brutale dell'attacco e più ancora da quella parola
+_carnevalata_.
+
+Ma l'_Italia_ non fu altro che un preludio, una prima squilla: ogni
+giorno capitava un dispaccio: sopprimete il _Mattino_: sopprimete il
+_Radicale_: sopprimete la _Gazzetta Lombarda_: sopprimete il
+_Moderatore_: sopprimete la _Durlindana_.
+
+Matteo Cantasirena aveva paura che il Casalbara, leggendo qualcuno di
+quegli articoli, infuriandosi, perdesse la testa.... e mandasse le sue
+dimissioni da presidente della _Cisalpina_, e perciò telegrafava,
+continuava a telegrafare: gli avrebbe soppressa anche l'aria.
+
+E tutto questo da fare, tutta questa nuova e penosa sorveglianza, era
+affidata alla signora Laner.
+
+Nora non voleva saperne: prima si era sdegnata contro quegli articoli,
+poi aveva detestato ancor di più suo marito che andava perdendo persino
+il prestigio, l'aureola del grand'uomo, che l'aveva ingannata anche in
+questo, e se ne vendicava col Laner.
+
+Oh, Pietro! Pietro! Com'era stata ingiusta, pazza, quando lo aveva
+abbandonato!
+
+Era sempre con Pietro, tutto il giorno: o fuori con lui a
+passeggiare.... fino alla Madonna del Sole.... o anche più in là.
+
+Evelina, perciò, doveva pensar lei, a sopprimere i giornali, a
+rispondere alle lettere, ai telegrammi. Doveva pensar lei alla casa e
+al duca; Nora le aveva affidate tutte le chiavi, e perchè le avesse
+sempre pronte con sè, le aveva regalato anche la sua magnifica
+borsetta, quella colla cerniera e la catenella d'oro.... e le aveva
+regalato anche la cintura d'argento russo da tenerla appesa.... e anche
+della tela, molta tela in pezza, la magnifica tela di casa Casalbara,
+che Evelina aveva già fatto portare a Milano dal cavallante.
+
+Ma anche Evelina non sapeva più come fare, cosa fare: il duca, per
+quanto malandato di salute e di spirito, cominciava ad arrabbiarsi per
+le continue assenze di Nora, a meravigliarsi di non ricevere più i suoi
+giornali, e diventava sempre più diffidente, più sospettoso, più
+inquieto.
+
+Giunse finalmente in aiuto il dottore Foresti: era stato a Milano, avea
+avuto un lungo colloquio con Matteo Cantasirena, e siccome si trattava
+adesso di dover sopprimere al duca anche le visite, non lasciandogli
+veder nessuno, non lasciandolo parlar con nessuno per un paio di
+settimane, il dottore aveva pensato di approfittarne per intraprendere
+una cura seria, un regime severo, di assoluta quiete, di assoluto
+riposo che riteneva necessario perchè il signor duca potesse rimettersi
+benino.
+
+E non c'era tempo da perdere!
+
+Subito, appena arrivato, il dottore Foresti, scambiate quattro parole
+colla signora Laner, entrò con lei dal malato.
+
+Invece di trovarlo in letto, lo trovarono in piedi.
+
+--Oggi mi sento benino, caro dottore!...--e gli stese la mano
+sorridendo.
+
+Ma il dottore lo guardò in un modo così serio che gli troncò a mezzo
+quel sorriso.
+
+--Glielo dirò io.... come sta!--esclamò gravemente. Lo fece sedere,
+distendere sulla poltrona, gli sbottonò la giacchetta da camera; gli
+ascoltò il cuore a lungo, mentre lo faceva respirare; gli picchiò colle
+nocche di qui.... di lì.... tornò ad ascoltarlo, a fargli emettere un
+sospiro lungo.... lungo.... più lungo.
+
+L'occhio del duca, in tutte quelle operazioni, era fisso sulla faccia
+impassibile del dottore: e gli domandava ansioso, colla voce debole:
+
+--E così, dottore?... Dunque?... Dunque?...
+
+Il dottore continuava a non rispondere, ad ascoltare, a picchiare.
+Evelina chiudeva le gelosie, abbassava i trasparenti della finestra.
+
+--Dunque, dottore?... Sto peggio?
+
+Finita quella visita, il duca si sentiva peggio realmente.... peggio
+degli altri giorni; si sentiva freddo.
+
+--Ho un po' di febbre, dottore?
+
+Il dottore gli abbottonò la sottoveste: gli annodò la cravatta; Evelina
+portò un cuscino morbido di piuma che gli accomodò dietro le spalle, e
+una coperta nella quale gli avvolse le gambe.
+
+--Dunque sto male?--balbettò il Casalbara atterrito, senza
+fiato.--Risponda.... mi dica la verità.
+
+--Come gli altri giorni. Ma bisogna star meglio, bisogna star bene,
+completamente.
+
+L'occhiata che il duca rivolse al dottore fu lunga, ansiosa,
+angosciosa.
+
+--Come sto?
+
+Il dottore si sedette vicino al duca, mentre Evelina gli aggiustava un
+altro guancialino sotto il capo, e gli metteva le mani, diventate
+fredde, sotto la coperta.
+
+--Caro signor duca, bisogna pensare seriamente alla sua salute. No,
+no!--e gli sorrise affabilmente.--Non c'è da spaventarsi. Non c'è
+niente di assolutamente grave: ma il male non bisogna lasciarlo
+invecchiare: tanto più avuto riguardo allo stato cardiaco, alle
+palpitazioni intermittenti. Tutto l'organismo è scosso, infiacchito. La
+perturbazione è generale. Oggi, ripeto, siamo ben lontani da qualunque
+pericolo, ma è tempo di cominciare seriamente a curarsi.... per guarire
+davvero, e star bene davvero. Il più leggero strapazzo, un po' di
+freddo, un colpo d'aria, un colpo di sole, qualunque fatica, qualunque
+occupazione, scrivere, leggere, parlare, determinano subito l'accesso
+nevralgico, i disordini gastrici, le palpitazioni. Anche il senso
+acutissimo di fotofobia, del quale ella si è lagnato con me, parecchie
+volte, è determinato da una leggera alterazione del globo oculare....
+che non dev'essere trascurata.
+
+E il dottor Foresti continuò ancora per un pezzo, poi si avvicinò
+sorridendo al duca, gli prese la mano, e tenendola stretta fra le sue,
+gli disse, incoraggiandolo con molta effusione, quasi con tenerezza:
+
+--Da bravo: per un paio di settimane lei farà a mio modo: resterà
+tranquillo in camera sua, alzandosi tardi, andando a dormir presto. Le
+proibisco di occuparsi di affari, di ricevere visite inutili, di
+stancarsi in nessun modo, e per il momento,--il dottor Foresti sorrise
+con malizia,--per il momento ritorneremo scapoli.... schivando le
+occasioni.... anzi diremo meglio le tentazioni!
+
+Il dottore tornò a sorridere: sorrise anche Evelina: ma il duca
+bisbigliò con tristezza:
+
+--Sono sempre solo.... Non vede?... Ormai.... sono sempre solo!--E
+sospirò.
+
+Il dottor Foresti gli scrisse un paio di ricette, e gli proibì
+assolutamente, severamente, di leggere e di scrivere.
+
+--Ripiglieremo il chinino e il salicilato jodico.... e ogni
+ventiquattro ore, finchè il senso di fotofobia non sia totalmente
+scomparso, faremo qualche istillazione di un collirio di atropina. E se
+assolutamente le occorresse di scrivere, potrà dettare alla signora
+duchessa.... o alla nostra buona signora Laner.--Evelina chinava il
+capo arrossendo soavemente a quelle parole "la nostra buona signora e
+cara signora Laner"--che le potrà anche leggere qualche libro....
+qualche giornale.... ma non molto, perchè la mente, lo spirito, come il
+corpo, non devono essere turbati, affaticati.--E il dottor Foresti
+concluse:--Per un paio di settimane faccia così, a mio modo: si metta
+nelle mani mie e della signora Evelina, e per l'inverno, al quale
+andiamo incontro, io le assicuro, senz'essere Mefistofele, ch'ella sarà
+ritornato sano, robusto e..... giovane, come Faust!
+
+Il Casalbara, inquieto, intimorito, si abbandonò come un fanciullo che
+non sa vivere e come un vecchio che non sa morire, si abbandonò
+interamente nelle mani del dottor Foresti, che adesso veniva a
+Casalbara quasi ogni giorno, e della signora Laner che riceveva tutte
+le lettere, tutti i giornali, che vedeva tutto, che sapeva tutto, che
+si rendeva necessaria al duca Giovanni, com'era diventata necessaria a
+Nora.... e che continuava a metter via e a mandar roba a Milano.
+
+--Almeno lei,--diceva il Casalbara alla signora Laner,--almeno lei non
+mi abbandoni!... Lei è buona!... A lei non fanno ribrezzo i poveri
+vecchi.... i poveri ammalati!...
+
+Ed Evelina come sapeva consolarlo, colla sua voce velata, lenta,
+dolcissima!
+
+--Tutti, sa, le vogliono bene!... _Tutti!_ E la duchessa Eleonora ha un
+vero culto per lei, un culto di gratitudine, di devozione, di
+ammirazione.... di amore. Ma in questi giorni, poveretta, deve
+occuparsi di tutto.... e poi....--sorrideva anch'essa, ma con malizia
+più graziosa ed affettuosa,--anche il dottor Foresti ha un po' di colpa
+in questo abbandono....
+
+Il duca scrollava il capo: sua moglie non veniva più nemmeno a
+vederlo.... Più, nemmeno il bacio del buon giorno, della buona
+notte....
+
+La quiete, il riposo assoluto, la cura del dottor Foresti gli fecero
+bene davvero, e se gli occhi gli bruciavano ancora, e non poteva
+soffrire la luce, specialmente dopo le istillazioni del collirio di
+atropina, la sua mente diventava più lucida.... e non vedendo quasi più
+la moglie, tornava a sentire la nostalgia della sua bellezza, della sua
+giovinezza, della sua voce, del suo profumo!...
+
+--Vederla!... Almeno vederla!... Almeno fosse rimasta lì con lui,
+qualche mezz'ora, per lasciarsi vedere.... soltanto vedere.
+
+Ma Nora lo sfuggiva ogni giorno più: gli era diventato insopportabile,
+odioso; persino odioso. Le ingiurie dell'_Italia_, essa le aveva
+impresse nella mente, le bisbigliava fra sè, contro di lui.
+
+--Era tutta una falsità quell'uomo: il suo eroismo, come la sua
+ricchezza: era un vecchio spiantato e un vecchio ridicolo! Come l'aveva
+ingannata!...
+
+Pietro! Oh, Pietro! Pietro! Dio come lo amava!...
+
+Perdevano la testa tutti e due: Nora non aveva più alcun ritegno.
+
+--Suo marito? Che le importava di suo marito? Sapesse tutto: scoprisse
+tutto, peggio per lui! Non l'aveva ingannata, tradita, rovinata? Suo
+marito adesso era il solo colpevole anche in faccia ai diritti del suo
+cuore. Non era stata lei ad abbandonare il Laner; era stato il
+"vecchio" che l'aveva sedotta, che l'aveva portata via al suo Pietro!
+
+La brava gente, i contadini, cominciavano a mormorare.... e a ridere.
+La selvetta dell'Ercole, la Madonna del Sole, l'albergo della _Corona
+bianca_, a Castellanzo, dove la duchessa e il Laner si recavano spesso
+a colazione, eccitavano la fantasia di tutti i novellieri rustici e
+sboccati del paese.
+
+E Pietro?... Pietro amava.
+
+Era imprudente, pazzo, colpevole: amava.
+
+Il passato, come l'avvenire non esistevano per lui: viveva soltanto per
+il presente. Nora, i suoi baci, il suo amore, la sua bellezza....
+
+E dopo? Al dopo non pensava: amava troppo per poterci pensare!
+
+E in quella sua felicità immensa e orgogliosa dell'amore e del
+possesso, si sentiva buono, si sentiva forte, si sentiva generoso: era
+lui che doveva perdonare a tutta quella gente.... e perdonava.
+
+Ma sfuggiva Evelina. Perchè? Non per il rimorso,--anche lei aveva
+troppo a farsi perdonare--ma perchè essa lo turbava, non si lasciava
+capire.
+
+Era buona, sincera, o falsa?
+
+Perchè taceva? Perchè tollerava? Perchè non era più gelosa, invidiosa?
+Perchè aveva tante premure per il duca? Perchè era tanto servile con
+Nora? Perchè restava lì, perchè sopportava tutto, perchè si faceva
+mantenere?...
+
+Pietro, lui, alcune volte, aveva pure il coraggio di cercare, di
+fissare l'occhio di sua moglie, ma quell'occhio gli sfuggiva!
+Perchè?... Perchè sua moglie restava lì.... a farsi mantenere da
+Eleonora?... E lui pure, perchè restava lì, a farsi mantenere dal
+duca?...
+
+Pietro aveva paura di Nora quando il suo viso si alterava e appariva
+contraffatto.... aveva paura di quella piccola ruga fonda e cattiva.
+Ecco il perchè.
+
+Matteo Cantasirena continuava intanto a tempestare Evelina e il dottor
+Foresti di lettere e di telegrammi; la preoccupazione più grave, più
+angosciosa del Segretario Generale era sempre la stessa: era che il
+Presidente scoprisse la "gazzarra indecente" che dilagava contro di
+lui, contro la _Cisalpina_. Ove appena il duca, il senatore Giovanni di
+Casalbara, avesse letto uno di quegli articoli, avesse intravisto in
+qual "baratro di imbrogli e di immondezze" veniva trascinato il suo
+nome, avrebbe certo trovato la forza di sconfessarli tutti, di
+rinnegarli tutti, di dimettersi senz'altro e la ribellione del duca
+avrebbe segnato il principio della fine.
+
+Un giorno, finalmente, Matteo capitò egli stesso a Casalbara,
+accigliato, imbronciato, ma parlò soltanto con Nora, chiuso in camera
+con lei, in gran segreto.
+
+--È venuto il giorno che non doveva venir mai se il mondo non fosse
+tutto una genìa volgare.... plebea d'ingrati, di traditori! Quel
+melenso del Vergani! Quell'asino del Bizzarelli!... Persino
+quell'eterno spiantato rompiscatole del Brunetti!... Tutta gente creata
+da me! messa al mondo da me! sfamata da me! Tutta gente che io stesso
+ho voluto nel Comitato! E adesso mi si rivoltan contro! Egoisti!...
+Pezzenti!... Traditori!
+
+Nora fissava lo zio Matteo, attonita.
+
+--Ma io?... Cosa c'entro io?...
+
+--Quando scadevano le cambiali del Kloss, come le hai pagate?... Coi
+denari miei, procurati da me. Io, io ti ho dato in varie riprese
+centosettantamila lire! Venticinquemila stipendio di tuo marito: siamo
+in regola--quarantamila seconda ipoteca sul palazzo di Milano e sui
+fondi di Casalbara--siamo in regola. Il rimanente, centocinque mila
+lire, bisogna che tu me le procuri fra una settimana, più presto che
+puoi: per l'assemblea degli azionisti. È imminente!
+
+--Io?... Come?--esclamò Nora colpita.
+
+--Colla guerra che ci fa il Kloss, quel boemo nefando, non è più
+possibile far ballar delle cifre dinanzi agli azionisti. Urge
+provvedere, riparare, rifondere Bisogna tener in piedi la baracca
+oppure è un precipizio generale.
+
+--E io devo trovare centocinquemila lire? Ma dove? Ma come? Devo
+trovarle in una settimana?
+
+--Più presto, più presto che puoi!--replicò aspro Matteo.
+
+Ma come fo? Come fo?... Come posso fare?--balbettava Nora tremante,
+convulsa.--Come posso fare?...
+
+Matteo Cantasirena si strinse nello spalle, soffiò: poi di colpo pestò
+un piede per terra furiosamente.
+
+--Per Dio!... Pensaci! Io ci ho pensato per la mia parte! Il Fontanella
+ha pensato per la sua. E anche tu devi pagare i tuoi debiti! E presto!
+Io devo ritornare sul momento a Primarole, smascherare, oppormi,
+sbaragliare quegli ingrati, quelle canaglie, quei sicari della
+_Cisalpina_, sicari prezzolati, raggirati, ipnotizzati dal Kloss, da
+quel boemo.... purulento! Tu cerca, vendi, trova: è l'ora di metter
+giudizio, di finirla colle.... _menestrellate_, e di pagare i debiti!
+
+Nora afferrò lo zio Matteo per un braccio, fissandolo.
+
+L'altro rispose un po' scosso da quello sguardo:
+
+--Lo sapevi.... ti avevo detto che era stato il giro di uno dei
+capitali fluttuanti.... della _Cisalpina_.
+
+Nora continuò a stringergli il braccio e a fissarlo; poi gli bisbigliò
+sul viso, sordamente, cogli occhi torti, la bocca torta, le ciglia
+aggrottate:
+
+--Per farmi fare a tuo modo mi hai assicurato che bastava pagare gli
+interessi....
+
+--Lo credevo.... lo speravo!
+
+--Per indurmi a fare a tuo modo,--continuava l'altra diventando livida,
+ancor più contraffatta, più minacciosa,--per trascinarmi nelle tue
+mene, per poter sfruttare mio marito, il suo nome, il suo titolo, il
+suo onore, perchè io ti servissi ciecamente, stupidamente, anima e
+corpo, mi hai sempre ingannata! Hai mentito con me. Sei stato falso,
+ipocrita, bugiardo, e credi ora di venir qui ad importi, a spaventarmi,
+quasi ad aggredirmi in casa mia? Ti ho mai cercato io?... Sei stato tu
+a venirmi fra i piedi, a offrirmi i tuoi servizi, i tuoi denari, le tue
+fanfaronate!... Ad avvilirmi, a violentarmi nella mia anima, nel mio
+cuore, nelle mie rivolte!--E Nora, spinto lontano lo zio Matteo,
+camminò su e giù per la stanza furibonda, fremente di collera, poi a un
+tratto sembrò calmarsi:--Ti devo centocinquemila lire? Sta bene: quando
+le avrò, te le darò; cosa c'entro io colla _Cisalpina?_
+
+Matteo levò le braccia al cielo.... barcollò.... poi si buttò sopra un
+canapè dimenandosi, torcendosi, gemendo:
+
+--La mia figliuola!... Anche la mia figliuola!... Il mio unico
+affetto.... superstite!... La rovina è completa...; povero il mio
+Fara-Bon.... hai fatto bene a morire.... Crolla la _Cisalpina!_ Crolla
+la famiglia! Crolla la patria! Anche il fallimento.... l'ultimo
+fallimento!... Il fallimento del cuore!...--E scoppiò in lacrime
+continuando a dimenarsi, a rivoltarsi, mugolando sopra i cuscini del
+canapè.
+
+Nora non lo guardò nemmeno; gli rispose brutalmente:
+
+--Se non potevi.... non dovevi darmelo quel denaro.
+
+--Ma, spensierata figliuola, tu ti sei pure compromessa in questa....
+operazione! E come mi sono compromesso io e quel buon Fontanella!... Tu
+pure.... hai firmato.... ha firmato tuo marito....
+
+Nora impallidì nuovamente, nuovamente aggrottò le ciglia e si avvicinò
+allo zio Matteo, domandandogli con un fremito crescente nella voce:
+
+--Che cosa mi hai fatto firmare? Che cosa mi hai fatto fare?... Che
+cosa hai pensato, inventato.... per rovinarmi?
+
+Cantasirena rimaneva accasciato, affranto:
+
+--Non avvilirmi tu pure!... Non imperversare contro di me! Pensa al mio
+passato, splendido, glorioso, alla mia vita di sacrifici, di lavoro....
+a quello che ho fatto per tutti, anche per te, e risparmiami l'ultimo
+colpo.... non abbeverare di fiele l'agonia delle mie più belle
+speranze! Se ho errato.... eccolo il solo, il grande, l'eterno
+colpevole!...--e si picchiò sul cuore. Poi soggiunse sommessamente,
+quasi umilmente, continuando a modulare la voce fra i sospiri e i
+gemiti:--Non ti ricordi, figliuola mia, quella nostra....
+combinazione.... di Camposelice?
+
+Nora si ricordava quel nome, si ricordava che lo zio Matteo aveva fatto
+firmare delle carte a lei e a suo marito, ma non si ricordava altro.
+
+--Che cosa mi hai fatto firmare?... Che cosa?
+
+Cantasirena cercò di calmarla,
+
+--Forse.... basterebbe poter avere le centocinquemila lire.... solo per
+pochi giorni. Se la _Cisalpina_ riesce a vincere il panico, un panico
+artificiale, se riesce a superare la crisi, allora, non dubitare,
+Eleonora mia, con un nuovo spostamento di capitali, si potrà
+riattivarne la.... circolazione! Ma in questi giorni terribili con quel
+branco famelico di cani, aizzati dal Kloss, col Vergani, col
+Bizzarelli, con quell'ingrato del Brunetti.... morto di fame in
+sempiterno, siamo giunti.... al _redde rationem_....--E Matteo sospirò,
+tornò a singhiozzare:--Siamo sotto la minaccia del fallimento, della
+bancarotta, dei processi! Dei processi.... con tutte le loro odiose
+conseguenze!
+
+--Che cosa mi hai fatto fare? Che cos'è l'imbroglio di Camposelice?
+
+Era questo che premeva a Nora di sapere, questo soltanto.
+
+Matteo Cantasirena allora le spiegò diffusamente, con ogni particolare
+quella _semplice_ e _transitoria_ operazione _di spostamento_.
+
+Per l'urgente necessità di avere il Casalbara alla presidenza, per
+rimediare ad altri pasticci sociali.... e personali, Matteo
+Cantasirena, che credeva davvero la _Cisalpina_ una maravigliosa
+fabbrica di milioni e immaginava quasi in buona fede di esserne il
+proprietario, aveva indotto il Fontanella ad intestare "per il momento"
+alla duchessa di Casalbara i vastissimi latifondi di Camposelice nel
+Cremonese, e appena le terre figurarono quale proprietà dei Casalbara,
+Cantasirena si procurò, su quei beni, a nome della duchessa, un
+prestito d'oltre trecentomila lire e divise la somma con Nora e col
+Fontanella, attendendo il momento di rimettere a suo posto il
+capitale.... fluttuante coi primi lucri della _Cisalpina_. Ma adesso la
+minacciata sospensione dei lavori, la probabile liquidazione della
+Società, la presentazione dei bilanci indetta per l'assemblea, erano la
+rivelazione di ogni cosa, la rovina, il disonore, lo scandalo.... il
+processo.
+
+--Sicuro, un processo,--concluse Matteo mestamente,--un processo con
+tutta la sua volgare teatralità! Al giorno d'oggi, figliuola mia, in
+che mai si può sperare? Smarrito ogni grande, ogni alto ideale, non c'è
+più rispetto, non c'è più gratitudine per nessuno!
+
+A questo punto ebbe un nuovo impeto di sdegno e balzando in piedi,
+pestando i piedi esclamò:--No per Dio! Non valeva la pena di far
+l'Italia, quando chi l'ha fatta deve fallire!
+
+Nora non gli badava più: aveva capito questo: che si era compromessa,
+che le centocinquemila lire occorrevano assolutamente, subito, o
+anch'essa sarebbe stata travolta negli scandali, nei disastri della
+_Cisalpina_, e questa volta rovinata interamente, irreparabilmente,
+rumorosamente.
+
+Bisognava trovare le centocinquemila lire: a questo pensava Nora, a
+nient'altro.
+
+--Come trovarle?... Dove trovarle?... E subito!... E subito!
+
+Era presso alla finestra: Pietro nel giardino, si aggirava inquieto:
+aveva visto il direttore imbronciato e temeva che avesse tutto
+scoperto, temeva che il loro amore e le loro imprudenze fossero la
+causa di quella collera, l'argomento di quel colloquio che non finiva
+mai.
+
+--Come trovarle?... Dove trovarle?
+
+E la vista del Laner accresceva l'orgasmo, la smania di Nora, la sua
+smania di correre subito a Milano, di trovarle subito, e tornare a
+Casalbara ancora con Pietro.... più felice dopo quei due o tre giorni
+di ansietà, di angosce, nei quali non lo voleva vicino, perchè le
+sarebbe stato d'impaccio.... Oppure, appena trovate le centocinquemila
+lire, telegrafare a Pietro, farlo venire a Milano, rimanere con lui,
+loro due soli, tutta una settimana, giorno e notte!--Ma adesso, no, non
+bisognava dirgli nulla!--E per non vederlo, per dimenticarlo, si
+allontanò dalla finestra.--Dopo, dopo, di nuovo, tutta per lui: ma
+adesso non bisognava pensarci: adesso bisognava trovare i danari.
+
+--Come?... Come trovarli? Come farò?
+
+E rimase a lungo immobile, diritta, sola in mezzo alla stanza.
+
+Lo zio Matteo se n'era andato chetamente.
+
+Rimase assorta, intenta, a pensare, a pensare.... colle ciglia
+aggrottate, colla riga bianca in mezzo alla fronte, sempre più
+profonda, sinistra.
+
+--Come trovarli? Come farò?
+
+A un tratto ebbe un lampo di gioia negli occhi, nel viso: era la
+decisione.
+
+--Sì! Il signor Galli!---mormorò.
+
+E lei stessa corse a telegrafargli alla stazione:
+
+"Arrivo stasera Milano. Venga subito.
+
+"ELEONORA CASALBARA."
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Il signor Ambrogio Galli, appena ricevuto il dispaccio della duchessa,
+consultò in fretta l'orario.
+
+Sarebbe arrivata alle dieci e mezzo!
+
+E un quarto d'ora prima egli era già alla stazione ad aspettarla, messo
+in tutto punto, col cappello a cilindro, l'abito nero, i guanti color
+sangue.
+
+--Povera signora! Così dolce, così affabile... e tanto disgraziata!...
+
+Nora, nei varî colloqui che in quel frattempo aveva avuto per affari
+col signor Galli, era riuscita ad inspirargli un senso vivo di simpatia
+e di pietà. E però, il grave procuratore si mostrava sempre per lei
+premurosissimo, pieno di rispetto, di riverenza, di devozione.
+
+--Povera signora!... ancora così giovane... così dolce, affabile e
+tanto disgraziata!--E il buon signor Ambrogio sospirava anche alla
+stazione, mentre aspettava la signora duchessa; e pensava, con un certo
+orgasmo, che se le avesse telegrafato soltanto il giorno dopo, egli
+sarebbe stato a Torino per la Banca, non avrebbe avuto il dispaccio, e
+la signora duchessa arrivando e non vedendolo e non ricevendo nessun
+avviso.... chissà che cosa avrebbe pensato!
+
+Il signor Galli, l'avventore domenicale del Trenk, il grave procuratore
+della banca Kloss, subiva fortemente il fascino della "gran signora" il
+fascino di quel lusso elegante, squisito, il fascino di quella
+bellezza, che per un senso intimo, arcano di pudore, egli non aveva mai
+osato di constatare seco stesso, limitandosi a dire:--Dolce, affabile,
+buona..., ma non mai bella: dicendolo avrebbe arrossito.
+
+Il fascino, l'incanto di Nora per il signor Galli, per il socialista
+umanitario, non poteva essere, non era altro che pietà. Egli lo pensava
+in buona fede e ne era in buona fede convinto. La signora duchessa non
+era stranamente bella e stranamente bionda.--No!--Per lui, non era
+altro che una vittima!
+
+--Così buona... e tanto disgraziata!--
+
+Era una vittima! Una povera vittima. Anche nel dissesto del duca di
+Casalbara, la vittima, la sola vittima era la povera signora
+duchessa... così dolce, così affabile... e tanto disgraziata! La povera
+signora duchessa avrebbe dovuto imporsi privazioni, sacrifici, per i
+vizi--il giuoco, le donne--per la spensierata e pazza prodigalità di
+quel vecchio balordo, che l'aveva sedotta, ingannata.
+
+--Io non sapevo niente... niente... niente...--aveva detto Nora,
+vivamente arrossendo, al signor Ambrogio, il quale le aveva creduto,
+arrossendo a sua volta, e compassionandola, col respiro oppresso,
+affannoso.
+
+E come essa era la vittima di suo marito, lo era pure di tutti gli
+altri. Il signor Galli aveva dimenticato affatto "la figliuola dello
+zio Matteo", la signorina Cantasirena. Per lui non c'era più che la
+signora duchessa, la buona signora duchessa, raggirata da quel vecchio
+imbroglione! E, Dio, Dio, che pietà, che orrore!... Era pure la
+vittima.... la vittima designata, predestinata, del signor Kloss!
+
+Questo, il Galli, lo pensava con un brivido: un brivido che gli correva
+per tutto il corpo, che gli saliva, con un'onda di sangue, dal gran
+cuore al grosso testone.
+
+Il signor Kloss non voleva soltanto vendicarsi della signora duchessa:
+il vecchio satiro le aveva ficcato gli occhi addosso: voleva
+rovinarla.... per poi raggiungere il suo fine!
+
+Quando il Kloss era ritornato da Carlsbad, aveva fatto varie domande al
+signor Galli, relativamente agli affari del suo amico Casalbara; e
+sdraiato sul sofà--dimenando le gambette arcuate, sghignazzando, rosso
+in viso, con gli occhietti lustri--veniva allora dall'aver fatto
+colazione,--parlò, lanciò qualche frizzo anche a proposito di _cuella
+matama_.... di quella _pionta marafigliosa_ ma _pericolosa_. Poi
+rivoltandosi sul sofà, arricciolandosi i baffetti duri colle dita
+pelose, fece certe domande strane intorno alla signora duchessa che al
+grave e serio procuratore parvero irriverenti, sfrontate.... oscene.
+
+--È vero che si è ingrassata?... È una donna che può ingrassare senza
+danno!--_Pussée ghe n'è, mei anca mò!... Che spall! E che fitin!_--E il
+signor Kloss si stringeva colle due mani la vita.--_E che
+gamb!_...--Poi, balzando dal canapè e saltellando e fregandosi le mani
+come per scuotersi di dosso la lussuria, aveva esclamato
+sogghignando:--_È una pellissima catta, ma prima de aferla in te le
+man, mi voléssi per prutenza tajagh i ong!_
+
+E l'onesto, il buono e semplice signor Ambrogio, era rimasto
+stranamente impressionato da quei discorsi.
+
+Correvano, fra gli impiegati della banca Kloss, aneddoti, racconti
+misteriosi, inverosimili, perfino leggende fantastiche e terribili,
+sulle arti, le manovre, il potere irresistibile, diabolico, del
+banchiere milionario quando si trattava di raggiungere il suo fine, di
+arrivare ad "_afere in te le man_" _le pussee pelle racazze, i pussee
+pei tonnell de Milan!_
+
+E i più pettegoli e chiacchieroni di quegli impiegati esageravano sul
+conto del principale: quando il signor Kloss voleva una donna,
+qualunque fosse, ci riusciva, a costo di commettere un delitto, o di
+spendere un milione.
+
+E il signor Galli aveva pur sentito a raccontare, sebbene alterata
+nella sua tragica fine, la storia di quella povera ragazza che _subito
+dopo_, pazza d'orrore, si era buttata dalla finestra.
+
+Sano, forte, operoso, il signor Galli era sempre stato casto, com'era
+sempre stato onesto. I vizi del signor Kloss e della gente come il
+signor Kloss, erano per lui un mistero.... un mistero attorno al quale
+indagava adesso per la prima volta, inorridendo, rabbrividendo.
+
+--Che cosa aveva fatto a quella povera ragazza perchè, _subito dopo_,
+pazza d'orrore si buttasse dalla finestra?...--E inorridendo,
+rabbrividendo, correva col pensiero alla signora duchessa, la nuova
+vittima designata, e questo pensiero era per lui un'oppressione, un
+orgasmo, un'ossessione.... Vedeva gli occhi languidi e dolci della
+giovane signora, atterriti e pieni di lacrime... udiva quella sua voce
+così armoniosa e tenera nella preghiera e soave nel lamento.... la
+udiva rotta, soffocata dalla sghignazzata triviale, dalla parola turpe,
+oscena, prepotente del Kloss.
+
+Il treno preso da Nora era un diretto e arrivava allora, in orario.
+
+Il signor Galli, dietro il cancello, si alzò sulla punta dei piedi, per
+scoprire la signora duchessa tra la folla dei viaggiatori. La folla
+ingrossò in un attimo.... poi in un attimo diradò: il signor Ambrogio
+tornò ad alzarsi sulla punta dei piedi, ad allungare il collo.
+
+--Non c'è?... Non è arrivata?
+
+Ad un tratto chinò gli occhi.
+
+Non l'aveva altro che intravista: non aveva veduto che i capelli biondi
+sotto un gran velo grigio, e il luccichio dei grossi brillanti alle
+orecchie: nient'altro.
+
+--Eccola!--aveva detto tra sè.
+
+Nora si avanzò lentamente, diritta, sicura: appena vide il signor
+Ambrogio gli sorrise, ma poi diventò triste.
+
+Il signor Galli corse a toglierle di mano la piccola borsa.
+
+--Sola? signora duchessa?
+
+--Ho telegrafato a Teodoro,--era il portiere.---Sua moglie, la
+Vittorina, mi farà da cameriera. E poi bisognerà bene che mi abitui
+anche a farne senza.
+
+Il signor Ambrogio aveva indovinato quello che Nora aveva detto, senza
+aver inteso bene.
+
+--Cos'era accaduto di nuovo?... Ah, povera signora! Nora entrò in un
+brum, con un piccolo salto leggero, grazioso, mentre il fruscìo delle
+vesti, delle sottane di seta, pareva uno stormir di fronde e un batter
+d'ali: in fretta si restrinse nel posto, guardando il signor Galli,
+aspettando che salisse. Ma il signor Galli, non pareva risolversi.
+
+--Venga dunque.... faccia presto!
+
+--Io potrei... andare a piedi.
+
+--Ma che! Faccia presto.
+
+Il signor Ambrogio salì battendo col cilindro nella carrozza, poi si
+curvò, si abbassò, entrò, respirando con fatica, colle mani che gli
+tremavano leggermente.
+
+Il brum era già tutto pieno del profumo di Nora, del suo odore di
+bionda e di _lilas de Perse_.
+
+Il signor Ambrogio non le era mai stato tanto vicino... Si ritirava, si
+restringeva intimidito, non gli riusciva di parlare.
+
+Subito, appena passata la barriera, essa cominciò a raccontargli,
+rapidamente, concitatamente, a voce alta per essere intesa dal signor
+Galli che era sordo, in mezzo al frastuono della vettura, ciò che le
+succedeva.
+
+Matteo Cantasirena l'aveva ingannata, le aveva fatto firmare delle
+carte ch'essa non sapeva nemmeno cosa volessero dire, e adesso doveva
+pagare subito, sul momento, centocinquemila lire o era rovinata,
+disonorata.
+
+Suo marito non sapeva niente, e poi non poteva far niente e poi era
+ammalato.--La rovina!... Ma pazienza ancora la rovina!... Era lo
+scandalo!... Il disonore!...
+
+--Quanto?--gli domandò il signor Galli che non aveva inteso bene la
+cifra.
+
+--Centocinquemila lire!--gli ripetè Nora, avvicinandosi, sfiorandogli
+l'orecchio, nel trabalzo del brum, colle sue labbra, col soffio
+dell'alito caldo.
+
+--Centocinque.... mila!...--balbettò l'altro, colla voce grossa,
+soffocata.
+
+--La _Cisalpina_ è sul punto di fallire; non so in che modo, non ho
+capito nemmeno come tutto ciò sia avvenuto, ma certo per la guerra
+atroce che le ha fatto il Kloss!... E se non mi riesce di pagare
+subito, se non trovo la somma occorrente, sarò travolta anch'io in quel
+disastro, in quegli scandali!...--E avvicinandosi ancora, voltandosi,
+per fissare proprio negli occhi del signor Galli que' suoi grandi occhi
+atterriti e imploranti pietà, che luccicavano nel buio della carrozza
+più dei suoi grossi brillanti, mormorò:
+
+--È il Kloss! Ancora lui!... Si vendica! Si vendica!...--e scoppiò in
+lacrime.
+
+--Coraggio, signora....--balbettò il signor Galli, il cui respiro si
+fece più affannoso, e il tremito delle mani più forte.--Si calmi, buona
+signora....
+
+Quando il brum si fermò dinanzi al gran portone del palazzo, il signor
+Ambrogio, impacciato, non riusciva ad aprire lo sportello; corse il
+portiere, e Nora si slanciò per la prima; l'altro le tenne dietro a
+capo basso.
+
+Nora si fermò nel piccolo salotto vicino allo spogliatoio: mandò via
+subito la Vittorina, poi prese la mano del Galli, gliela strinse con un
+atto di supplicazione intensa. Il Galli ebbe un brivido.
+
+--No.... signora...--temette che in quell'ansia, volesse appressare la
+sua mano alle labbra.
+
+--Signor Galli! Signor Galli!... Non ho più che lei.... Non ho più che
+lei!... La mia speranza!... Il mio conforto! Il mio amico! Tutto....
+Tutto!--E tornò a piangere.
+
+--Signora.... signora duchessa....--pregava a sua volta il poveruomo,
+ansante, palpitante... e a lui pure, fra le gocce di sudore scorrevano
+alcune lacrime sul grosso faccione smorto, sbigottito.
+
+--Coraggio.... coraggio....--ma non sapeva dir altro, oppresso dal
+dolore di Nora, istupidito da quella cifra enorme.
+
+--Centocinquemila lire!... Centocinquemila lire!
+
+L'altra ripeteva:
+
+--La mia speranza.... la mia sola speranza.... tutto tutto....
+
+--Domani,--balbettò il procuratore,--domani mattina dovrei andare a
+Torino....
+
+--No! No!--e Nora ebbe un grido, un impeto di terrore, afferrandogli
+ancora le mani, appressandosi a lui vivamente, guardandolo, fissandolo
+supplichevole, disperata.--No! No! No!
+
+--Partirò domani sera!... Partirò domani sera!--si affrettò a
+soggiungere il signor Galli....--Ma intanto, quali sarebbero le sue
+idee?... Quali pratiche sarebbero da... da tentare?... Centocinquemila
+lire!... Che cosa pensa di fare?
+
+--Dica lei: tutto! tutto!
+
+--Vorrei.... le darei.... l'anima!... Glielo giuro!... Ma io sono....
+un pover'uomo! Un povero impiegato.
+
+--Dica lei: tutto! tutto!--ripeteva Nora col più tenero abbandono, col
+calore di una fede illimitata, assoluta nella voce soave,
+nell'espressione infantile, nel bel viso addolorato e molle di pianto.
+
+--Vuole.... che domattina presto faccia una corsa a Primarole?
+
+--A far che?
+
+--Per vedere il signor Cantasirena!... Sentire, parlare un po' con lui!
+
+Nora si strinse nelle spalle, sospirò: e persuase il signor Galli che
+sarebbe stato tempo perso. Al Cantasirena occorreva la somma subito,
+sul momento. Che lei avesse ragione o torto, che lei fosse stata
+ingannata, raggirata non voleva dir nulla: aveva firmato, ed ora era
+compromessa: se voleva salvarsi, doveva pagare.
+
+--Vendere.... non si potrà far altro.
+
+--Sì! sì! Vendere!... Ma subito! Si troverà subito?
+
+Nora, così dicendo, stava levandosi il cappellino: alcune ciocche
+sottili, dei fili d'oro rimanevano attaccati: alzò le braccia,
+sbrogliandoli.... mosse, snodò, rialzò la gran massa bionda scomposta,
+arruffata nel viaggio.
+
+Il signor Galli abbassò il capo vivamente. Nella penombra del
+salotto--c'era una sola lucerna sotto una gran ventola rossa e
+nera--era stato colpito da tutto quel color biondo e da un'ondata
+calda, odorosa.
+
+Nora, lentamente, cominciò a sbottonarsi l'ulster, poi si tolse dal
+collo il fazzoletto bianco di _foulard_.--Il signor Galli non la
+guardava.... ma si sentiva agitato, inquieto.
+
+Essa gli tornò vicino: lo fissò, si alzò in punta di piedi per
+parlargli all'orecchio:
+
+--Come ci riesce quell'uomo!...
+
+--Chi?
+
+--Il Kloss!...
+
+--Riesce.... a cosa?---balbettò il Galli colla voce alterata.
+
+--Che cosa importa al Kloss della _Cisalpina_, del signor Cantasirena,
+di mio marito!... È per me.
+
+Al signor Galli uscì dalla gola un suono inarticolato: una parola
+strozzata che parve un singulto. Lo aveva già pensato, lo pensava
+anch'egli con una certezza tormentosa. Era per lei! Era per lei! Era
+lei che egli voleva!
+
+--Signora duchessa.... signora duchessa.... si guardi da quell'uomo,--e
+soggiunse, giungendo le mani,--se ne guardi per carità! Per carità! Per
+amor di Dio!
+
+Nora indovinò; indovinò, lesse nell'occhio cerulo e buono l'ingenuo
+terrore, l'orrore, le ansie più profonde, più nascoste, tutto il
+turbamento di quell'anima, di quell'uomo.
+
+--Sì! Sì!--bisbigliò torcendosi le mani nervosamente, con un atto che
+esprimeva lo spasimo, lo strazio più atroce, il ribrezzo, e insieme una
+desolata attitudine di vinta:--Sì! Sì! Il Kloss! Non lo fa soltanto per
+vendicarsi degli altri!... Non lo fa contro gli altri! È per me! È per
+me!
+
+Il signor Galli trasalì: alzò i pugni chiusi con un atto terribile di
+minaccia.
+
+Nora ebbe un nuovo scoppio di lacrime: ma questa volta non erano più le
+lacrime, non era il dolore della bambina. Era la disperazione della
+donna.
+
+--Oh, lei! lei!--esclamò, nascondendosi gli occhi, il viso colle mani,
+con un senso di orrore.--Lei! lei! Lo avrà aiutato anche lei,
+quell'uomo!...
+
+--Io?!--urlò il signor Ambrogio, ansante, con uno schianto, e ancora
+coi pugni chiusi, formidabili, e si rizzò più alto, più pallido, più
+terribile.--Io?!...
+
+Nora, spaventata, chinò il capo, si scostò istintivamente.
+
+--Senza nessuna sua colpa! Senza saperlo!... Lo ha aiutato quell'uomo
+quando mi ha dato il consiglio.... mi ha spinta.... a rivolgermi.... a
+ricorrere a.... al Cantasirena. Perchè non mi ha consigliato ciò che
+veramente avrei dovuto fare? Che mi avrebbe salvata? Salvata! Perchè
+non mi ha consigliata, non mi ha costretta ad accettare le proposte del
+signor Vigliani, i consigli del Vigliani? Se me lo avesse detto lei,
+oh, da lei avrei tutto accettato! Tutto, tutto!--E sarei salva!
+
+--Ha ragione! Ha ragione!... La signora duchessa ha ragione!... Sono
+stato io.... io.... io! Ha ragione, ha ragione!...--e il pover'uomo,
+tremante, sconvolto, si umiliava dinanzi a Nora, implorava il suo
+perdono.--È vero! È vero!... È mia la colpa! Tutta mia!
+
+Nora lo tranquillò. Lo consolò. Fu lei che gli domandò scusa,
+cercandogli, stringendogli, accarezzandogli le mani.
+
+Era una parola sfuggita in un momento di pazzia; il signor Galli aveva
+fatto tutto a fin di bene.
+
+--Basta che mi perdoni, e non mi lasci sola.... non mi abbandoni!...
+Sola, che cosa potrei fare? Allora sì, dovrebbe avere un rimorso, un
+gran rimorso.... se mi lasciasse sola!
+
+--No!... No!... Mai!
+
+Il signor Galli accasciato, affranto, si era seduto. Nora si era
+appoggiata alla sua poltrona: essa aspettava, aspettava che parlasse,
+che le rispondesse, che le dicesse che cosa doveva fare;.... aspettava.
+
+Il signor Galli si asciugò gli occhi col palmo della mano, si raccolse,
+si sforzò, finchè l'uomo serio, grave, riprese il sopravvento.
+
+--Dall'oggi al domani, pensare a poter vendere il palazzo, la villa, è
+impossibile. Bisogna cercare di ripigliare le pratiche già iniziate dal
+signor Vigliani.... oppure intavolarne di nuove, ma ci vuol tempo.
+
+La guardò, la fissò gravemente.... poi, con tristezza, fissò le
+buccole.
+
+--I miei brillanti!--esclamò Nora, alzando vivamente le due mani alle
+orecchie come per difendere quelle gemme. Ma poi, subito, gli rispose
+docile, rassegnata:--Tutto, tutto ciò che vuole!--E gli disse che aveva
+portato apposta con sè da Casalbara tutti i suoi gioielli e che c'era
+anche l'argenteria.
+
+--Pur troppo, come le ho detto altre volte, il vendere gli oggetti
+preziosi, è sempre un cattivo affare; ma, ora, in questo momento, non
+abbiamo da scegliere: se il ricavo non sarà sufficiente, per quindici,
+per ventimila lire potrà bastare forse anche la mia garanzia....
+
+E il signor Ambrogio non parlò più che di affari. La mattina dopo
+sarebbe andato da un suo amico, un orefice, il Gatti, un galantuomo, un
+uomo segreto; si sarebbe consigliato con lui: intanto la signora
+duchessa doveva farsi coraggio, tranquillarsi.... procurar di dormire.
+
+--Verrà presto domattina?
+
+--Subito, appena avrò parlato coll'orefice.
+
+Nora lo accompagnò lei stessa fino all'anticamera, rischiarata soltanto
+da una lucerna fioca, bassa.
+
+Anche lì, diritta, in piedi, appoggiata all'uscio, prima di lasciarlo
+aprire dal Galli, gli prese la mano, gliela strinse dolcemente,
+dolcemente premendola sul suo petto tepido, sotto la camicetta di
+battista. Ne' suoi occhi, fissando tacita il signor Galli, passò ancora
+un lampo: era il pensiero, lo sgomento del Kloss: ma poi tornò a
+sorridere con tutto l'abbandono, con tutta la fede, con tutta la
+sicurezza.
+
+--Ha una figliuola da salvare....
+
+L'altro la fissò immalinconito, scrollando il capo.... Non aveva
+inteso.
+
+Nora girò attorno gli occhi inquieta, sospettosa: lì, nell'anticamera,
+non poteva parlare tanto forte come nel salotto. Il signor Ambrogio
+abbassò il capo, essa si alzò ancora in punta di piedi, e gli ripetè
+nell'orecchio, proprio nell'orecchio, colle parole lunghe, chiare,
+avvolte nel caldo profumo del suo alito:
+
+--Ha una figliuola _sua_, da salvare.... Mi salverà?... Mi salverà?
+
+Il Galli si scostò rabbrividendo; egli pure in quell'attimo aveva
+intravveduto il Kloss, gli occhi del Kloss, il ghigno del Kloss.
+
+E siccome Nora lo interrogava colle pupille ansiose, egli balbettò:
+
+--A servir le canaglie.... le canaglie.... si può prestar la mano alle
+più turpi canagliate.... alle più turpi canagliate.... Signora!...
+Signora!... quanto mi sento colpevole verso di lei! Colpevole!...
+
+Se ne andò. Fece la strada più solitaria e più lunga per tornar a casa.
+La notte era nuvolosa, soffiava un ventaccio umido, freddo; ma il
+signor Galli camminava a testa scoperta.... sempre col cappello in
+mano.
+
+--Che hai? Ti senti male?--gli domandò sua moglie quando lo vide
+comparire pallido, stravolto.
+
+Essa lo aspettava sempre alzata, nella prima cameretta, dopo la piccola
+cucina; aspettava il marito lì, tutte le sere, lavorando vicino al
+letto dove dormiva lei sola, col suo bambino.
+
+--Ti senti male?--gli domandò ancora, a voce più alta, perchè l'altro
+l'aveva guardata e aveva aperta la bocca senza rispondere: non aveva
+capito.
+
+E rimase muto, immobile, ritto in piedi, finchè la moglie adagio gli
+ebbe accesa la candela.
+
+Prese il lume, lo guardò aspettando che fosse bene acceso, poi
+bisbigliò:
+
+--A servir le canaglie si può prestar la mano alle più turpi
+canagliate....--E rimase lì, ancora immobile, a guardare la fiamma
+della candela che diventava più chiara, più viva.
+
+La signora Galli amava suo marito di un affetto che era adorazione,
+devozione; il suo rispetto era profondo, com'era profonda e nobile la
+sua riconoscenza: quell'uomo che l'aveva sposata colpevole, che aveva
+dato un nome al suo bambino, quell'uomo giusto, onesto, grande,
+generoso, era per lei come un Dio impeccabile. E per questo senso di
+rispetto, la signora Galli era timida con suo marito. Quella sera non
+era punto tranquilla dopo la risposta avuta, ma non osò ripetere la
+domanda. Soltanto, quando vide che egli stava per allontanarsi, gli
+porse la fronte, per ricevere il solito bacio che le dava tutte le sere
+colla buona notte.
+
+Il signor Galli non avvertì quell'atto, non udì la voce affettuosa, il
+saluto della moglie.... si avviò nella sua stanza, sempre assorto,
+fissando la fiamma del lume.
+
+Quando passò dinanzi al letto, il bimbo addormentato si agitò, si
+voltò, stese le piccole braccia; anche nel sonno il bambino era
+abituato a ricevere quel grosso bacio paterno pieno d'amore, ch'era una
+protezione e una benedizione.
+
+Il signor Galli entrò in camera sua.... ma non si ricordò del bambino.
+
+Corse in fretta la mamma a baciarlo e ricoprirlo, poi ansiosa rimase in
+ascolto vicino all'uscio: suo marito non si moveva, non si svestiva
+ancora: essa non udì che un sospiro lungo, profondo.
+
+Il signor Galli.... pensava alla duchessa. Pensava quanto era stato
+imprudente, colpevole verso di lei.... pensava rabbrividendo che forse
+era stato lui a darla nelle mani del Kloss!...
+
+--Questo mai! Questo mai!... Non sarà mai!
+
+Tutta notte fu un orgasmo, un'oppressione.
+
+Non gli era più possibile immaginare la duchessa sola. E la vedeva
+viva, scolpita.... come gli era apparsa alla stazione.... poi quando si
+era levato il cappellino.... poi il _foulard_.... e poi diritta,
+appoggiata all'uscio, disfatta dal dolore, dalle lacrime, dalla
+stanchezza.... E vedeva il Kloss, nel suo studio, buttato sul suo sofà
+che ghignava.
+
+La mattina si alzò prestissimo; attraversò l'altra camera in punta di
+piedi.... si fermò un istante, ascoltò il respiro di sua moglie, e
+quello del bambino. Uscì senza svegliarli, e andò difilato al caffè
+Carini, dove il signor Gatti si recava sempre la mattina presto, prima
+di aprir bottega, a bere il caffè.
+
+Era troppo presto; dovette aspettare più di un'ora: ma poi l'orefice
+venne. Il Galli gli lasciò prendere il suo caffè, poi gli raccomandò il
+segreto e gli disse di che cosa si trattava.
+
+Conclusero che l'orefice sarebbe andato dalla duchessa di Casalbara
+quella mattina stessa, prima di mezzogiorno.
+
+Il signor Galli gli fece un biglietto di presentazione, tirò in lungo
+un'oretta, poi si recò ad avvertire la duchessa. Era presto, forse; se
+dormiva ancora sarebbe ritornato.
+
+La Vittorina gli disse che la signora duchessa era ancora a letto, ma
+che aveva dato ordine di farlo passare.
+
+Il signor Ambrogio si sentì serrar la gola: seguì la Vittorina
+inciampando nei tappeti. Quando fu nello spogliatoio e vide ancora
+buttati sulle seggiole i vestiti, la camicetta che Nora indossava la
+sera innanzi, si fermò risoluto.
+
+--Tornerò,--disse alla Vittorina.
+
+--Venga, venga, signor Galli!
+
+Era la duchessa che lo chiamava.
+
+Ma il signor Galli non si mosse.
+
+La Vittorina teneva aperto l'uscio e sorrideva....
+
+--Venga! Venga, signor Galli!
+
+Egli entrò, ma rimase immobile, vicino all'uscio che la Vittorina
+andandosene aveva richiuso. Non poteva fare un passo: quella cameretta
+piccola, elegante, calda come una serra, era troppo piena di lei, del
+suo tepore odorante, della sua bellezza, della sua giovinezza, dei suoi
+capelli biondi. Egli non poteva muoversi; osava appena respirare....
+l'aria stessa era così piena di lei.... era lei.... respirava lei in
+quella camera.... Lei che egli sentiva, ma non vedeva.... Vedeva,
+invece, le piccole babbucce vicino al letto, basso come un divano;...
+sulla poltroncina accanto una camicia bianca, ancora ripiegata, lieve
+come un soffio di trine, con un nastro rosa nel mezzo. E trasalì: la
+faccia odiosa del Kloss, il ghigno del Kloss, il Kloss sudicio,
+sfacciato, prepotente, gli apparve, saltellante, sghignazzante, come un
+padrone, in quella cameretta tepida, odorosa.
+
+--Venga!... Venga!...
+
+Nora ritta, seduta sul letto, gli stendeva la mano.
+
+Il signor Ambrogio non vide che una massa di capelli biondi, il
+casacchino rosa.... e chinò gli occhi.... Vide la piccola mano tesa
+verso di lui.... la toccò.... e subito si ritrasse.
+
+--È forse un po' indisposta la signora.... duchessa?
+
+--No.... ma sono stanca.... stanca.... tanto stanca....--
+
+Si allungò, si distese nel letto con un sospiro, un fremito di delizia.
+Poi di nuovo, d'un tratto si rizzò a sedere, mentre l'onda dei capelli
+che le cadevano sulla fronte, sulle spalle, andava, veniva, si agitava
+fantasticamente sull'origliere, sul guanciale bianco, sul casacchino
+rosa....
+
+A capo chino, cogli occhi bassi, fuggenti, il signor Ambrogio vedeva
+sempre tutto quel biondo, come vedeva sempre il Kloss.
+
+--E il suo amico?...
+
+Il signor Galli scosse il testone intronato per indicare che non aveva
+capito.
+
+--Venga più vicino!--e lo chiamò anche colla mano, mentre con
+quell'atto rapido, il braccio nudo appari nelle maniche ampie,
+trasparenti.
+
+Il signor Galli fece un altro passo.
+
+--Venga più vicino,--gli ripetè Nora colla bella voce chiara, alta.
+Poi, quando l'altro le fu accanto, essa, appoggiandosi colle due mani
+sul letto, si rizzò sorridendo, e colla testa facendogli segno di
+abbassarsi, gli disse all'orecchio:
+
+--Di là, c'è la Vittorina: non posso gridare tanto forte: non voglio
+farmi sentire!
+
+Il signor Galli rispose che aveva capito; che aveva ragione.
+
+--Ha parlato col suo amico? l'orefice?
+
+--Sì, signora.... duchessa. Sarà qui prima del mezzogiorno.
+
+--Va bene: allora per il mezzogiorno sarò alzata.
+
+Il signor Galli sorrise: era contento che si alzasse.... mille
+inquietudini strane, intime, mille agitazioni dei nervi, del sangue, si
+acquetavano a quell'idea: erano svanite: essa si alzava!... Nessun
+altro l'avrebbe veduta lì.... così bionda nella casacca rosa, lì nel
+suo letto! Si alzava!... E la sua contentezza si faceva più viva e
+rideva.
+
+Allora le raccontò minutamente dove era andato a cercare l'orefice,
+tutti i discorsi che avevano fatto, e la promessa avuta, del massimo
+segreto.
+
+--Non dubiti, signora duchessa. Ha da fare con un galantuomo.... come
+me.
+
+--Oh lei!... lei!...--gli disse Nora tornando a rizzarsi sulle due
+mani....--Lei è più di un galantuomo,--e gli fece cenno di
+abbassarsi.--Lei è il babbo!
+
+Il signor Galli sentì le labbra che si chiudevano e si schiudevano così
+dolcemente nel dire "babbo." ....--È il babbo buono che mi salva!
+
+Poi, a un tratto, si voltò: prese dal piccolo panchettino, accanto al
+letto, vari astucci e li distese sulla coperta ricamata: in quell'atto
+le spalle scomparvero sotto la massa bionda.
+
+--Guardi un po': basteranno?
+
+Glieli mostrò tutti, sospirando: si provò un'ultima volta le sue perle,
+scotendo fortemente il capo nell'annodarle, per allontanare i capelli.
+
+--Basteranno?
+
+In quel punto entrò la Vittorina con un dispaccio.
+
+--Dio!... Dio! Dio!... Cosa sarà?
+
+Nora, si allontanò i capelli dalla fronte per poter leggere: la
+Vittorina, prima di uscire, schiuse un po' la finestra.
+
+--Dio, Dio, cosa sarà?
+
+Era un dispaccio di Matteo Cantasirena da Primarole. "Disordini
+gravissimi. Urge assolutamente. Regolati."
+
+--Dio! Dio! Basteranno?...--domandò Nora agitatissima, angosciata.... e
+sempre ritta coi pugni affondati nelle coltri, fissò sul signor Galli
+que' suoi occhi interrogatori e supplichevoli, nei quali luccicavano le
+lacrime.
+
+Il signor Galli tremò: ebbe paura di quelle lacrime in quel momento:
+paura di sè stesso se l'avesse vista piangere in quel momento.
+
+--Non pianga!--le disse con un tono di comando, risoluto, aspro.--Se
+non basteranno.... provvederemo.... procurerò io.... come le ho detto
+ieri sera.... purchè,--anch'io è un debito che dovrò fare--purchè ella
+mi autorizzi a vendere, e a tutti quei provvedimenti che crederò
+necessari.
+
+--Tutto, tutto! Non sono la sua figliuola?... la figliuola sua?...
+
+--Allora.... tornerò dopo che sarà venuto il Gatti: adesso vado, devo
+andare. Mi lasci andare!
+
+--Non va a Torino, nevvero?--E Nora, con un piccolo grido, si rizzò di
+più sul letto, spaventata. Il Signor Galli rivide ancora gli occhi
+supplichevoli, atterriti, luccicanti di lacrime, che non voleva più
+vedere.... che non doveva più vedere.
+
+--No.... non andrò a Torino altro che stasera.... dopo.... quando
+avremo accomodato tutto, e lei sarà più tranquilla.
+
+--Dove va? Dove va? Dove deve andare? Queste parole eran dette in un
+tono così sommesso che il signor Galli non le poteva capire, ma le
+indovinava dal moto delle labbra.
+
+--Devo andare... alla banca.
+
+Nora ebbe un lampo: tremò. Se il Galli parlava col Kloss, tutto era
+perduto!... Ma non avrebbe parlato!...
+
+--Alla banca!--esclamò, con un fremito, con un brivido di orrore, e
+ancora chiamò il signor Galli vicino, più vicino....
+
+Egli si chinò, diventando pallido.
+
+Mentre Nora gli parlava all'orecchio, e gli parlava del Kloss "di
+quell'uomo" e lo supplicava di non dir niente "a quell'uomo" per
+carità! per carità! di non dirgli ch'essa era tornata da Casalbara, che
+era a Milano, sola, le si era aperto il casacchino rosa, le si era
+aperta la camicia bianca di battista, ed era riapparsa a un tratto la
+piccola catenella d'oro che si moveva, si abbassava, si rialzava....
+
+--Il Kloss certo, vorrebbe venire da me! Vorrebbe parlarmi!
+
+--No!...--Il Galli trasalì. Quel--no--era stato un grido rauco, un urlo
+represso, soffocato, di orrore, di terrore.
+
+--Vorrebbe vedermi, ad ogni costo.
+
+--No: non lo riceva! Mai! Mai!
+
+Nora guardò il signor Galli.... Sorrise--aveva capito.
+
+--Non devo riceverlo il Kloss?...--Era la bimba ingenua che
+scherzava.... ma Dio! Dio! perchè scherzava con quel nome?
+
+--No... non si fidi!
+
+Essa si riadagiò, si distese nel letto, mollemente.
+
+--Nè il Kloss, nè nessuno?
+
+--Nessuno! Nessuno!
+
+--Soltanto l'orefice?
+
+--Sì, soltanto il Gatti. Non si dimentichi il nome! Gatti.... Giuseppe
+Gatti. E poi deve presentarsi con un mio biglietto.
+
+Nora sorrise ancora, e, come per tranquillarlo, per accontentarlo, per
+consolarlo, gli disse forte, stringendogli la mano... scherzando nel
+tenergli stretta la mano, dimenandogli il braccio:
+
+--Ebbene... lo dica lei stesso alla Vittorina e a Teodoro di non
+lasciar passare nessuno... soltanto il signor Gatti... un signore che
+verrà con un suo biglietto.
+
+--Sì!... Sì!...
+
+--Glielo spieghi bene.... Soltanto un signore che verrà con un suo
+biglietto, verso il mezzogiorno.
+
+--Sì... Sì....
+
+--E lei?... Quando?...
+
+--Verso le due....
+
+--Non può prima?... No?... No?
+
+Il signor Galli entrò alla banca pallido, sconvolto.
+
+
+--_Come? Niente partisse per Turin, stamattina?_
+
+--Parto alle quattro,--gli rispose il procuratore, sgarbatamente,
+voltandogli le spalle.
+
+--_E la liquitazion cont l'Insubria?_
+
+--Vado adesso.--E presa la busta grossa di pelle, vi mise dentro molte
+carte e il libro dei chéques.
+
+--_Cuanti tisortini a Primarol! Carnefalata finisce a legnat!_
+
+--Come lo sa, lei?--gli domandò il signor Galli, voltandosi di colpo,
+fissandolo.
+
+--Un dispaccio dell'_Italia_. Chiamato rinforzo truppa--disordini
+gravi, feriti.
+
+Il signor Galli cercò subito il giornale, lesse il dispaccio
+ansiosamente, febbrilmente.--Bisognava provvedere subito! subito!
+subito!
+
+Il Kloss, si fregò le mani, con un saltetto.
+
+--_Grande carnefalata stà per finir_....--Poi si avvicinò al signor
+Ambrogio e tirandogli un bottone dell'abito gli disse con una cert'aria
+di mistero:
+
+--_G'hoo i mè itei, i mè progett, i mè reson. Quand mi volessi una
+cosa, mi arrivassi sempre al mio scopo. Occi o toman_ verrà certo a
+Milano, _cuella matama_ in cerca _te tanée_. _Se la scrive a lei de
+folerti parlar_, lei, signor Galli, _lavarsene i man: risponder
+niente_--_non farsi fetere_. _Ma supito afertime mì.... e cito con
+tutti!_ _G'hoo i mè itei, i me progett, i mè reson_.--E sghignazzando e
+scherzando, concluse che alla _pellissima catta_, appunto in quei
+giorni, aveva finito di tagliar le unghie.
+
+Il signor Galli lo guardò stranamente e se ne andò senza salutarlo.
+
+--E il danaro?--pensava, continuava a pensare lungo la strada, poi alla
+banca, facendo delle somme che non gli riuscivano mai,--e il denaro
+dev'essere soltanto di pochi, deve essere di costoro! E deve servire a
+simili canagliate! Che canaglia!... Che sfacciato!... Che canaglia!...
+Ma che cosa pensa di me?... Che cosa crede di me? Crede di avermi
+comperato? Crede che io sia il suo mezzano?... Buffone! Io sono un
+galantuomo e un uomo libero.... padrone di me, del fatto mio, della mia
+volontà.... della mia firma! Appena torno da Torino, le mie dimissioni!
+Un tozzo di pane, per me, lo troverò dapertutto.--E in quel momento,
+non si ricordò della moglie nè del bambino. Pensava invece al signor
+Gatti.
+
+--È un galantuomo; ma si sa.... i gioielli, a venderli, perdono assai
+del loro valore.... povera signora!--E sospirò profondamente.
+
+Il signor Galli, che conosceva tante miserie umane, il cui animo
+generoso, onesto, nobile, era rimasto contristato e atterrito da tante
+miserie umane, sospirava allora per quella povera signora, così buona,
+così affabile e tanto disgraziata, la quale doveva rinunciare ai suoi
+brillanti, alle sue perle, alle perle che essa si annodava con tanto
+amore e con tanta grazia, scotendo la testa, per allontanare i capelli
+biondi....
+
+E il Kloss la voleva! Il Kloss! Il Kloss! Il Kloss!
+
+Che ingiustizia, che iniquità!--Il denaro in mano a pochi, in mano alle
+canaglie!
+
+Non sapeva più quello che si facesse. Era un'aberrazione che diventava
+una demenza; un'aberrazione del sangue che gli accendeva la fantasia.
+Doveva salvarla! Doveva salvare quella donna che lui stesso aveva
+consigliata male, che lui stesso aveva messo nelle mani di quel
+satiro!... Di quel satiro che rubava i danari per rubare le donne! Come
+le leggi erano assurde, inique! Come la giustizia era falsa, come era
+tempo di rifarlo il mondo, tutto il mondo!
+
+Era contento il signor Kloss! Ghignava! Credeva già di essere riuscito!
+
+Che infame!... Che ingiustizia! Tutto per il danaro! La gioventù di
+quella donna, il suo cuore, il suo ribrezzo.... tutto per il danaro,
+per un pugno di danaro....
+
+Che ingiustizia! Che grande ingiustizia!
+
+Crede di aver vinto! Di averla nelle mani!... Come l'altra! la
+poveretta, che _dopo_, per la vergogna, per il ribrezzo, per l'orrore,
+per lo schifo.... si è buttata dalla finestra!
+
+E rivedeva Nora.... i capelli biondi.... la casacca rosa.... la piccola
+catenella d'oro nascosta sotto la battista.... Sentiva quel profumo....
+rivedeva quelle vesti sparse sulle sedie dello spogliatoio.
+
+E l'avrebbe lasciata a quell'uomo, abbandonata a quell'uomo.... come
+l'altra.... che si era buttata dalla finestra?
+
+Ma che cosa aveva fatto.... che cosa aveva fatto quell'uomo, quel
+mostro a quella povera ragazza per spingerla così alla disperazione....
+a voler morire subito dopo?... A buttarsi dalla finestra?
+
+Nora lo aspettava nel salottino della sera innanzi; appena lo vide
+entrare gli corse incontro disperata.
+
+--L'orefice, per un affare così, sul momento, non può dare più di
+venticinque o trentamila lire!... E da Primarole m'hanno telegrafato
+ancora; vogliono tutto per domani!
+
+Il signor Galli barcollò, non disse una parola.
+
+Nora si nascose il viso fra le palme con un atto di orrore, poi gli
+domandò, pallida, risoluta:
+
+--Il Kloss.... è qui?
+
+--Sì.
+
+--Gli dica di venir subito. Bisogna che gli parli. È l'amico di mio
+marito, mi salverà.
+
+--No, no! Lei non vedrà quell'uomo!...
+
+--Vuole che io sia trascinata in mezzo agli scandali? In un processo?
+
+--No.... Lei non lo vedrà, non gli parlerà.
+
+--Devo farlo!... Devo farlo!... Non è più possibile lottare.... Non è
+più possibile.
+
+Il signor Galli la fissò, le labbra mute, contratte, il volto livido,
+di un pallor tragico.
+
+--Le ho detto.... signora.... Io posso....
+
+Non parlò, non potè più parlare;... prese il libro dei _chéques_ dalla
+busta e ne firmò due in fretta, poi li consegnò alla duchessa.
+
+--Sono all'ordine del signor Cantasirena. Domani, quando vuole, può
+mandare alla Banca Insubria a riscuotere la somma.
+
+Nora prese i due _chéques_ con un tremito e li guardò cogli occhi
+maravigliati, nei quali brillava un lampo di avidità.
+
+--Come?...--domandò con voce secca, disarmonica.... non più con la voce
+di prima, dalle calde modulazioni.--È certo?... Non mi faran poi....
+nessuna difficoltà? Ha detto.... alla Banca Insubria, non è vero?
+
+Il signor Galli ripeteva di sì, col capo. Ma l'agitazione, l'orgasmo,
+la demenza del pover uomo si erano dissipate a un tratto, scorgendo il
+lampo di quegli occhi astuti, notando il fremito ansioso di quella voce
+fredda, roca, quasi aspra.
+
+--L'ho consigliata male,--balbettò nel bisogno immediato, supremo di
+trovare a sè stesso una scusa per ciò che aveva fatto.--Ero in dovere
+di rimediare....
+
+E quando Nora, comprendendo, volle essere di nuovo dolce, tenera,
+allettatrice, non parve a lui che una commediante, falsa, tutta
+falsa!...--Una commediante!
+
+Il signor Galli se ne andò in fretta. Voleva esser solo, solo, solo!
+
+E quando fu solo, a poco a poco la verità penetrò nella sua mente, nel
+suo sangue, nella sua coscienza.
+
+--Che cosa aveva fatto?...
+
+Non pensò più che doveva recarsi a Torino, che doveva
+partire....--Continuò a camminare, a camminare....
+
+La sera di ottobre calava fredda.... livida, tetra.... Il signor Galli
+continuava a camminare, a camminare nello squallore delle vie deserte,
+lungo il Naviglio.... Il Naviglio nero, sotto la luce smorta, dei primi
+lampioni...; a poco a poco egli era ritornato in sè.... La verità
+incalzante era con lui, correva con lui, fuggiva con lui.... la verità
+tremenda, eterna, che ingrandiva ad ogni passo, che non lo avrebbe
+lasciato mai più:
+
+--Ladro!... Ladro!... Sono un ladro!
+
+
+
+
+X.
+
+
+Francesco Kloss aveva prese le sue misure di precauzione, si era armato
+fino ai denti e ormai non aveva più paura di Matteo Cantasirena. Se
+questi avesse ricominciato a rompergli le scatole colle _Risorse
+Italiche_ egli lo avrebbe fatto subito tacere, minacciando di rivelare
+le _latrerie_, le _pirpanterie_ del Segretario generale della
+_Cisalpina_.
+
+--_Alla larca.... e cito!_
+
+Del resto, il Kloss non era uomo da perder tempo nè spender quattrini
+per vendicarsi; tirato in ballo nella conferenza, aveva fatto il morto;
+costretto a entrare nella _Cisalpina_ ne aveva approfittato per fare il
+suo interesse. Corrompendo il Vergani, il Bizzarelli, il Brunetti,
+stanchi di farsi trappolare e rovinare da Matteo Cantasirena, era
+riuscito ad aver tanto in mano contro di lui da intimidirlo, ed
+occorrendo da poterglisi imporre. Ormai il suo piano era stabilito:
+costringere la _Cisalpina_ a liquidare, e raccogliere quanto in essa,
+nel concetto fondamentale, svisato, alterato e reso fanfaronescamente
+ridicolo, poteva esserci ancora di serio e di utile.
+
+Ecco quali erano le idee, i progetti, le ragioni di Francesco Kloss,
+per mandare all'aria la _carnefalata_.
+
+--_I mee itei, i mee procett, i mee rason_.... erano di ammazzare la
+_Cisalpina_ e sfruttarne il cadavere.
+
+Il Kloss stava appunto organizzando un formidabile consorzio fra alcuni
+banchieri della Svizzera tedesca, già in stretti rapporti con lui; allo
+scopo di iniziare, valendosi in parte degli studi e delle idee della
+_Navigazione Cisalpina_, un nuovo sistema di trasporti nell'Alta
+Italia, meno caro delle strade ferrate e in concorrenza coi tram a
+vapore. Si trattava, cioè, di una fitta rete di piccole tramvie
+elettriche lungo gli stradali provinciali e comunali, ed il progetto si
+andava delineando, senza le ciarlatanerie del _crante parpone crante
+pirpone_, ma chiaro, sicuro, un vero affare maneggiato, _manipolato_
+dal Kloss e da gente del suo valore.
+
+Provocare una diserzione, una defezione quasi generale nel campo della
+_Cisalpina_ era stata cosa semplicissima. Il Vergani era stato adescato
+coll'offerta del completo addobbo delle carrozze elettriche, il
+Bizzarelli e il Brunetti conquisi dall'appalto degli stampati e
+dall'affidamento della pubblicità su tutta la linea: il Tolomei, che
+vedeva sfumare l'ultima rata di pagamento pel suo palazzo, non aveva
+esitato di cedere al Kloss il credito e le armi, tanto più che il
+Bonforti e il Ghirlanda, colpiti atrocemente dall'_Italia_, tartassati
+spietatamente dalla _Durlindana_, avevano smentita ogni politica
+alleanza con Cantasirena, ogni ingerenza nella _Cisalpina_.... e ciò
+quasi nello stesso tempo in cui Pio Calca ritirava la sua candidatura a
+Castellanzo. La rinunzia gli era stata imposta da _soa mader_, senza
+nemmeno volergliene dir le ragioni. Le ragioni essa le aveva confidate
+a monsignor Meneguzzi, monsignor Meneguzzi aveva approvato.... e basta.
+
+E il Kloss, colle sue manovre, approfittava di tutto ciò per cospirare
+e intrigare ai danni della _Cisalpina_, finchè, con un tiro abilissimo,
+di rimbalzo, riuscì a colpirla nel cuore.
+
+Moltissimi fra i poveri illusi che avevano impegnati, ipotecati i loro
+poderi, la loro terra, per diventare azionisti della _Cisalpina_,
+tentavano ad ogni costo di vendere quei titoli, quella carta, che li
+aveva rovinati; e allora fu il Kloss che fece l'incetta delle azioni,
+fu il Kloss che comperò quelle piccole proprietà--di sottomano
+s'intende--e furono i suoi agenti segreti che da quel giorno negarono
+recisamente alla _Cisalpina_ di scavare un braccio di terra, di
+atterrare un pezzo di muro, di smuovere un mattone, neppure per tutto
+l'oro del mondo.
+
+Facoltà di espropriazione forzata per la _Cisalpina_ ancora non c'era:
+tutto il famoso progetto tecnico del Fontanella era incagliato,
+rovinava: e la maggioranza dei consiglieri, anche di quei consiglieri
+che non erano guidati dal Kloss nè da altri interessi, nè da mire
+particolari, stanchi, irritati, intimoriti, chiedevano, volevano,
+imponevano la fine dei lavori, una liquidazione immediata e
+possibilmente onorevole.
+
+Matteo Cantasirena e il Fontanella, col solo rinforzo di Gesualdo
+Arcangeli--che mentre aspettava e sperava ancora di poter fare il
+monumento a Fara-Bon, faceva intanto (un soggetto meraviglioso per
+Dio!) il busto alla duchessa,--resistevano, tentavano di opporsi
+disperatamente, volevano che si continuasse ad ogni costo, perchè la
+"crisi" era artificiosa, perchè era una viltà il cedere di fronte a
+quei nemici, perchè v'era tutto l'interesse materiale a continuare,
+perchè la vittoria sarebbe stata certa, il risultato splendido, perchè
+il resistere era un dovere imposto dalla carità di patria, dal
+sentimento dell'umanità.
+
+Liquidazione o fallimento, per Matteo Cantasirena e per il Fontanella
+erano tutt'uno: erano la rivelazione delle magagne e degli errori
+commessi in comune e da soli, erano la rivelazione di tutti i brogli e
+di tutti gli imbrogli da soli e in comune perpetrati, erano lo
+scandalo, erano la condanna. E Matteo Cantasirena aveva talvolta la
+visione netta e spaventosa della catastrofe incombente, ma a chi mai
+far capo per scongiurarla?...
+
+
+Mariano Perego, da sei o sette giorni a Primarole, "respirava odore di
+polvere" e se non fosse stato l'irresistibile simpatia per
+quell'"inconscio vendicatore della perfidia ipocrita e assassina e
+della gretteria sociale" sarebbe rimasto a godersi, con una fregataccia
+di mani, quel nuovo capitombolo di tanti "bei galantuomini, pieni di
+onore!"
+
+Il Perego colla faccia ancor più trista e sparuta per la barba da fare,
+ancor più sudicio e straccione per quei sei o sette giorni di campagna,
+scrollava il capo e mormorava tra sè:--La catastrofe, lo sfacelo è
+imminente, inevitabile!--E si portava il cordoncino del _pince-nez_
+dietro l'orecchio con un moto più nervoso del solito.
+
+La defezione del Bizzarelli, del Brunetti, del Vergani, che
+costituivano un tempo la vecchia guardia del direttore, era stata
+impudente, sfacciata: prova certa che per lui, non c'erano più
+speranze.
+
+Il conte Bobboli beì, da Parigi, dove stava per sposare una ballerina
+di quarant'anni, aveva mandate le proprie dimissioni, esplicite, da
+vice presidente della _Cisalpina_ e da candidato al collegio di
+Primarole: prova certa che Matteo Cantasirena non incuteva più nessun
+timore....
+
+Che cosa poteva fare Mariano Perego?... Nulla! Egli stesso lo capiva,
+ne conveniva, con un'alzata di spalle. L'incarico che gli era stato
+affidato dal direttore e dal Fontanella era troppo difficile e
+pericoloso, superiore anche alla leggendaria abilità d'intrigo del
+giornalista tollerato.
+
+La _Cisalpina_ andava sfasciandosi, e il colpo di grazia, dopo i colpi
+mortali del Kloss, le veniva dato da quella gente appunto, cui i sommi
+reggitori, ingolfati nei loro propri interessi, nei loro pasticci, non
+avevano mai pensato, o avevano pensato troppo poco e male.
+
+Era la massa, cioè, degli operai, raccolti, arruolati, nei ceti più
+turbolenti ed infidi d'ogni paese, veri soldati di ventura e di
+sventura, rotti ai lavori più duri e più pericolosi, irritati dalle
+lunghe attese della paga, dai ripetuti inganni, dalle eterne cabale,
+dalla minacciata sospensione dei lavori; furibondi specialmente contro
+Matteo Cantasirena che li aveva per tanto tempo ubriacati di promesse e
+di declamazioni, contro il Fontanella, che mancava loro di parola,
+contro tutto il Consiglio d'amministrazione, che li lasciava senza
+lavoro.... Furibondi persino contro quel mite e buon Taddeo, che per
+ironia, per ischerno, chiamavano:--il gamba di legno--il
+Garibaldi--perchè nelle sue nuove funzioni di sorvegliante, portava lo
+zelo, l'instancabile attività del galantuomo, colla rigida
+inflessibilità del soldato, e perchè, "mangiando di quel pane", non
+voleva unirsi a dir male nè del colonnello, nè del Fontanella, nè di
+alcuno della _Cisalpina_.
+
+Quando Matteo Cantasirena arrivò col primo treno, c'era ad aspettarlo
+soltanto il Perego. Questi non lo salutò nemmeno, non gli disse una
+parola e, cattivo segno, continuò a succiare il cordoncino unto degli
+occhiali.
+
+--Cosa c'è di nuovo?--domandò Cantasirena, colpito. Il non vedersi
+accolto coll'espansione così necessaria alla sua indole, lo
+sconcertava.--Cosa c'è?
+
+Mariano Perego tirò diritto senza rispondergli, continuando a succiare
+il cordoncino.
+
+Matteo Cantasirena ansava.
+
+--In questo momento in cui ho bisogno di tutto il mio coraggio, del
+coraggio di tutti i miei amici, non bisogna avvilirmi. Bisogna darmi la
+fede, la serenità.
+
+--Altro che serenità!--rispose il Perego.--Son fulmini e saette!
+
+Infilarono una stradicciuola umida e deserta, fra alte muraglie di orti
+e di giardini: volevano recarsi al "Palazzo dei Lavori" senza
+attraversare il paese.
+
+--Altro che montare la dimostrazione perchè la _Cisalpina_ continui i
+lavori! Sarà grazia di Dio se riusciremo a sventare la ribellione, la
+rivoluzione.... e a salvar la pelle! Sì, la pelle!--E lo dico io, che
+me ne intendo.--Il "quarto d'ora" è lo spirito del tempo: lei ha
+abusato del "quarto d'ora".
+
+Mariano Perego, impettito, trovata la definizione, trovò anche il
+cordoncino da ricacciare dietro l'orecchio.
+
+--Avremo la rivoluzione, una vera rivoluzione, una rivoluzione contro
+di lei, contro il Fontanella.... e magari anche contro il Kloss.... la
+rivoluzione di chi non ne ha, contro chi non gliene vuol dare, la
+rivoluzione dell'appetito. E se gli operai non riusciranno a mangiare,
+se non riusciranno ad avere il loro danaro, riusciranno a rompere la
+testa a qualcuno.... e lei guardi, per suo conto, di non esporre la
+sua.
+
+--Siete sempre eccessivo!--borbottò il direttore che voleva
+riacquistare la propria autorità.
+
+--Eccessivo?... No. L'avverto di stare in guardia. Rompere "qualche
+testa grossa", fare a pezzi gli _sciacalli_ della _Cisalpina_, gli
+sfruttatori, i camorristi, i ladri della _Cisalpina_, ecco le loro
+espressioni!... Non invento: riferisco. Basta mettere i piedi in
+un'osteria.... e non si sente altro. Anche il Fontanella si comporta
+male: è un ingegnere, ma, non ha che chiacchiere: avrebbe dovuto fare
+l'avvocato. Non si va a far l'elegante, col sigaro d'avana in bocca,
+fra la gente che non sa come dar pane ai figliuoli, da tre settimane! È
+corsa voce della riunione di stamattina alla sede e forse....
+
+Il Perego si fermò.
+
+--Forse.... che cosa?...--domandò Cantasirena, prendendolo sotto
+braccio.
+
+--Forse è per oggi....
+
+--Per oggi?--e lo fissò interrogandolo coll'occhio inquieto.
+
+--Fermatevi! fermatevi a Primarole tutta la giornata e me ne saprete
+dire la fine!
+
+Erano giunti dinanzi al "Palazzo dei Lavori" e da una rapida occhiata,
+Matteo Cantasirena capì che le apprensioni dell'"egregio Perego" non
+erano nè infondate, nè esagerate.
+
+Nella via, sulla porta, sotto l'atrio, crocchi di operai, colla pipa in
+bocca, l'aria ironica di sfida, le facce nere arse dal sole, burbanzose
+e minacciose: gruppi di braccianti più laceri, più estenuati; qua e là
+qualche donna, qualche ragazza, dall'occhio sfrontato.
+
+In disparte, un gruppo di operai, più seri, più alti, più nerboruti,
+colle facce tonde, coi capelli e colle barbe biondastre: i tedeschi e
+gli svizzeri, che confabulavano fra di loro, sommessamente, in un gergo
+incomprensibile.
+
+Cantasirena volle fare i soliti saluti colla mano, da buon camerata, ma
+non gli rispose che qualche ghigno. Allora riprese la sua maestosa
+imponenza: si fermò apposta sul portone a discorrere col Perego, che
+pareva impicciolirsi, e si ficcava il cordoncino dietro l'orecchio
+nervosamente, poi entrò nel palazzo.
+
+Si sentivano grida di minaccia, di beffa, gli improperi più strani, nei
+diversi dialetti:
+
+--_Bagolon del luster!_
+
+--_Vajana!_
+
+--_Camorrista!_
+
+--_Andâe là, pendin da forca!_
+
+A un tratto un sibilo acuto lacerò l'aria, echeggiò sotto l'atrio, e
+subito, irrompente, tutta una salva di sibili, di fischi.
+
+--Il Fontanella!...--mormorava Matteo Cantasirena, salendo pallido su
+per la scala.--Avete ragione, amico mio,--il Fontanella, li ha
+disgustati, irritati, esasperati!
+
+Sopra la cassapanca, unico mobile della vecchia anticamera aperta ai
+quattro venti, senza vetri alle finestre, vide dei soprabiti, dei
+cappelli. Erano le otto, e già nella sala della direzione v'era gente.
+
+--Son venuti presto.... per congiurare, contro di me, prima della
+seduta!--bisbigliò Cantasirena, e invece di entrar subito in sala, andò
+in cerca di Taddeo, per informarsi degli intervenuti. _Taddeum_ non
+c'era. Non c'era mai! Era proprio venuto a Primarole per godersi le
+vacanze, la campagna, gli ozî beati! E Matteo non ritrovò più nemmeno
+Mariano Perego: questi, invece di aspettarlo, era ridisceso, era
+sguisciato fuori, aveva attraversato i crocchi senza farsi notare, era
+scomparso. Gli pareva giunto il momento di valersi di una vecchia
+amicizia di polizia, rinnovata in quei giorni a Primarole.... per caso.
+
+Cantasirena rimase un momento sull'uscio prima di entrare: avvicinò
+l'orecchio alla fessura, ma non si capiva niente di quello che
+dicevano. Si rizzò, si abbottonò il soprabito, si lisciò il barbone, ed
+entrò. Vide subito, seduti in crocchio che discorrevano fra di loro, il
+Vergani, il Bizzarelli, il Brunetti.
+
+I tre lo salutarono, ma egli li guardò e non rispose; vide il marchese
+Tolomei, chino sopra un monte di registri, che andava sfogliando
+febbrilmente, e Cantasirena questa volta fu il primo a salutare colla
+mano, con ostentazione.
+
+Poi andò diritto dal Fontanella; lo trasse in disparte, presso la
+finestra, e gli parlò sottovoce.
+
+--Andiamo male. Dei consiglieri, i nemici, i rompiscatole sono qui
+tutti.
+
+--È certo che verrà deliberata la sospensione dei lavori e la
+convocazione dell'assemblea nei dieci giorni. Avete provvisto per le
+centocinquemila lire?
+
+--Ci sono.... Ma vorrei fare un dispaccio....--rispose Matteo.
+
+E fu allora che scrisse il dispaccio per la duchessa, colla notizia dei
+disordini a Primarole, e di nuovo chiese di Taddeo per mandarlo al
+telegrafo.
+
+--Taddeo è fuori; verrà a momenti; passa le notti al deposito degli
+esplosivi: c'è tutto da temere, e occorre gente fidata, di coraggio.
+
+--E l'Arcangeli?...--domandò Cantasirena al Fontanella.
+
+--Non mancherà di certo. Il Laner piuttosto?...
+
+--Doveva esser qui. Non è qui?
+
+--No. Ma voi, di dove venite?
+
+--Sono stato a tentare l'ultimo colpo col Bonforti e col Ghirlanda.
+
+--E così?
+
+--Pilato.... e Longino! L'uno se n'è lavato le mani; l'altro mi ha
+abbeverato di fiele!--Sospirò, poi s'irritò, pestò i piedi, e si
+rivolse arrogantemente al Tolomei:
+
+--Siamo in numero!--Avanti chi tocca e incominciamo!
+
+--La convocazione è per le nove,--rispose secco il Tolomei, e continuò
+a scartabellare i registri e a prendere appunti.
+
+Un gruppo di consiglieri della _Cisalpina_ comparve poco dopo,
+fermandosi sull'uscio, discutendo animatamente. Ma il gruppo, d'un
+tratto, fu sbaragliato, attraversato da Gesualdo Arcangeli; lo scultore
+entrò nella sala, col cappello in testa, la cravatta rossa, burbanzoso,
+minaccioso come se volesse fare a' pugni con tutto il mondo. Si avviò
+difilato verso il Cantasirena e il Fontanella, gridando con enfasi,
+stringendo loro le mani con gran forza:
+
+--Pronti!... Pronto al comando!... E sempre amici!--in vita e in
+morte--per Dio!
+
+Peccato!... Gridava per quattro, ma non poteva votare che per uno!
+
+--E il Laner?--domandò l'Arcangeli, guardandosi attorno, arricciandosi
+i baffi, dimenandosi sui fianchi,--il nostro Pietro, Pietro il Grande,
+non c'è?
+
+--Se non è venuto a quest'ora.... avrà avuto paura!...-bisbigliò il
+Fontanella.--Un altro voto di meno!
+
+Matteo Cantasirena, sempre più agitato, nervoso, alzò la voce:
+
+--Dirò, col mio compianto amico.... il Belisario di Sebenico: "Agli
+alti monti la neve, alle anime generose la gelida sconoscenza!"--Fece
+alcuni passi infuriato, poi tornò vicino al Fontanella e all'Arcangeli,
+borbottando:--Anche quel falso trentino che mi diventa un....
+_tirolese!_ Quel giullare!--E ritornò ad alzare la voce, lanciando
+occhiatacce furibonde al gruppo del Vergani, del Bizzarelli, del
+Brunetti.--Tutti così! Tutti ingrati, gli ex morti di fame!... Un
+branco d'ingrati, tutta la gente messa al mondo da me!... Creata da
+me!...
+
+Il Brunetti si alzò di colpo, rivoltandosi:
+
+--Oh, è ora di finirla!... La finisca di fare.... il Domeneddio!
+Sissignore! Morti di fame, perchè la nostra parte.... l'ha mangiata
+lei!
+
+Il Bizzarelli, il Vergani, gli altri, lo tiravano per la giacchetta:
+volevano farlo sedere, volevano farlo star zitto, ma non c'era verso.
+
+--Lasciatemi parlare!--gridava il Brunetti più forte, più rosso, più in
+furia.--Lasciatemi parlare! Sono mesi e mesi che ingoio, che soffoco, che
+mi strozzo!--Sissignore!--Morti di fame, perchè abbiamo sempre avuto la
+debolezza di credere alle sue chiacchiere, a' suoi giuramenti, alle sue
+preghiere, alle sue lacrime! Morti di fame!--Sissignore!--Perchè non le
+abbiamo mai fatto scontare tutte le sue.... porcherie!
+
+Matteo Cantasirena, che a questa sfuriata era rimasto turbato,
+interdetto, appena riprese fiato si rivolse al marchese Tolomei, ch'era
+salito al banco della presidenza e scampanellava per imporre il
+silenzio.
+
+--Con questo tono.... con questa forma.... con questo linguaggio....
+ogni discussione è impossibile: io rinuncio alla parola!
+
+--Porcherie! Porcherie!--strillava il Brunetti,--e la colpa è sua se
+non posso usare un termine più pulito!
+
+--Finiamola!--esclamò Matteo Cantasirena, pallido, smorto. Ma poi,
+subito, riprese il sopravvento, rivolgendosi ancora al Tolomei:--In
+questo luogo è soltanto all'autorità del nostro egregio Presidente che
+io posso.... che io devo rivolgermi.... per farmi rispettare!--e
+sedette maestoso, sdegnoso, voltando le spalle "a quel malcreato".
+
+--La prego, signor Brunetti,--gridò a sua volta il Tolomei,--faccia
+silenzio!... Le sue ragioni..... i suoi risentimenti....--ma non gli
+venne la frase e finì, pestando un piede sotto il tavolo, e
+scampanellando furiosamente.--Avrà tempo di sfogarsi fuori di qui!
+
+--Ssst! Silenzio!--sibilò, urlò l'Arcangeli.--Silenzio! Per Iddio!
+
+Il Brunetti circondato, tirato giù dai suoi amici, fu costretto a
+sedere e a tacere.
+
+Il presidente, dopo un'ultima suonata di campanello, dichiarò aperta la
+seduta. L'ordine del giorno recava per primo:
+
+"_Discussione del bilancio consuntivo da presentarsi all'Assemblea dei
+soci azionisti_."
+
+--Domando la parola per una semplice dichiarazione,--esclamò Matteo
+Cantasirena, alzandosi in piedi ancora pallidissimo e colla voce
+alterata.
+
+Egli non poteva restare sotto il peso di quella sfuriata del Brunetti,
+nè voleva lasciare i suoi colleghi del consiglio; sotto un'impressione
+per lui tanto sfavorevole. Bisognava distrarla, commuoverla, tutta
+quella gente!...
+
+--Prima d'incominciare una discussione che sarà eccezionalmente
+appassionata e accalorata, trovandosi in giuoco non solo gli interessi
+più vitali di una grande impresa, ma la vitalità stessa di una grande
+idea, consentitemi, signori, colleghi.... amici.... consentite al
+grande colpevole.... ed al grande espiatore, una breve dichiarazione.
+Non voglio difendermi: voglio accusarmi. Vi dichiaro di accettare
+preventivamente la piena responsabilità di tutti gli errori....--e
+soggiunse sorridendo,--e degli errori di tutti!
+
+Sorrise a questo punto anche il Fontanella, sorrise qualche altro;
+l'Arcangeli applaudì: Matteo Cantasirena era a posto.
+
+--Sì: devono ricadere sul mio capo tutti gli errori della _Cisalpina!_
+Sì: ho grandemente errato e non aggiungo, perchè non voglio
+giustificarmi, ho grandemente amato!--Signori, colleghi: la discussione
+odierna dev'essere accanita, spietata come una requisitoria: dev'essere
+esauriente come un giudizio.... inappellabile. Non vi domando nessuna
+indulgenza, nessun riguardo, nessun rispetto per me, per i miei
+precedenti, per il mio passato, per i sacrifici compiuti: il _noli me
+tangere_ è indegno di un vecchio soldato.--Chi sta dinanzi a voi è un
+colpevole? Condannatelo!--Soltanto ricordo questo: di tutto il
+programma della _Cisalpina_, uscito più dal cuore entusiasta che dalla
+ragione moderatrice, ricordo questo:--una promessa:--_lavoro e pane_
+per i nostri operai. E se il vostro cuore è chiuso ad ogni mia
+preghiera, dirò alla vostra ragione: Signori; è la prudenza che
+v'impone di non dimenticare la sacra promessa: _lavoro e pane_. Non vi
+domando altro, non vi domando niente, non voglio pietà per me: nè
+pietà, nè indulgenza.... nè giustizia! Imponetemi qualunque sacrificio;
+imponetemi di dimettermi, io vi risponderò con una parola che risuonò
+generosa.... magnanima per tutto il mondo, nel giorno, non lontano, di
+un'altra sconfitta--una sconfitta--ricordatelo--che fu più feconda e
+più gloriosa di una vittoria: _Obbedisco!_
+
+E Matteo Cantasirena si lasciò cadere sopra la sedia, colla voce rotta
+da un singhiozzo.
+
+Giù, nel piazzale, lungo le vie, cresceva intanto la folla e cresceva
+il fermento.
+
+Era corsa una parola d'ordine la sera innanzi, fra gli operai, per
+raccogliersi tutti lì sotto le finestre della Direzione? Per suonar la
+monfrina, finchè i Consiglieri--i _margniffoni_, le _vajane_,--come li
+chiamavano, tenevan seduta?... Nessuno, nemmeno Mariano Perego avrebbe
+potuto assicurarlo.
+
+Dalla folla si levava di tanto in tanto, qua e là, un fischio,
+un'urlata, una bestemmia diretta al finestrone della gran sala delle
+sedute. Quando la parolaccia risuonava più esotica, più strana, più
+lurida, in quella confusione di dialetti, scoppiavano applausi
+frenetici. Poi c'era chi imponeva silenzio: volevano sentire che cosa
+dicevano di sopra _le canaje_, _i lustrissimi_, ma non potevano sentir
+niente; soltanto udirono la voce stentorea di Matteo, quando gridava:
+Pane e lavoro!
+
+--_Coppett!_--rispose uno della folla.
+
+Poi un altro:
+
+--_Va in malora!_
+
+Un consigliere in ritardo, attraversò la piazza per recarsi alla
+seduta: i sibili isolati diventarono una salva scrosciante di
+fischi.... e con quella musica fu accompagnato e scappò dentro nel gran
+portone del palazzo.
+
+Ma a poco a poco cessarono le sghignazzate, i motteggi, le beffe; la
+chiassata diventava una sollevazione.
+
+Tutta quella gente, misera e lacera a un modo, e che serbava nondimeno
+le caratteristiche delle varie regioni, nell'aspetto e nel linguaggio,
+univa la voce in un sol rombo cupo, di livori e di ire.
+
+Le donne e i ragazzi dei braccianti, dalle facce grinzose e sfinite, su
+cui la fatica lasciava un'impronta di patimenti, quasi di sevizie,
+stavan seduti per terra, lungo le muraglie, accosciati al sole,
+incitavano e aizzavano gli altri colle celie pungenti, colle risate
+amare.
+
+Qua e là, qualche vecchio operaio, colla bluse stracciata, dalla quale
+appariva il petto villoso, squamoso, ischeletrito, qualche vecchio
+operaio, dal viso estenuato, solcato di rughe nere, profonde, cogli
+occhi riarsi, collo sguardo truce, sinistro, girava muto, tra la folla,
+come l'incarnazione, il simbolo di quell'odio represso, compresso,
+accumulato, che stava per prorompere.
+
+D'un tratto, in mezzo al piazzale, fu un sospingersi, un urtarsi.
+
+--Che c'è?... Chi è?...
+
+--Ah, finalmente! Uno che parla! C'è uno che prende la direzione! È il
+Carotti! Bravo! È il torinese!
+
+Un giovane operaio, colla giacca e il viso puliti, i baffetti neri
+arricciolati, e l'occhio mobile, chiaro, fu portato quasi di peso,
+sopra una panca d'osteria.
+
+--Evviva Carotti!
+
+"Operai," cominciò l'oratore, "compagni! Siete voi organizzati,
+coscienti, avete un programma d'azione, come l'esercito dei proletari
+del Belgio, della Germania?"
+
+--_Va lavora!_
+
+Non era giornata buona per i rétori, nemmeno per i rétori in bluse.
+
+--Fuori la paga! Vogliamo i nostri danari, il nostro sangue, o fuoco
+alla trappola!--gridò una voce.
+
+--O la paga, o sulla forca le _vajane!_
+
+--Sulla forca!--risposero cento voci.
+
+--Sulla forca!--rispose tutta la folla.
+
+Gli operai tedeschi, erano rimasti sempre in disparte, sempre in gruppo
+fra di loro, in un canto della piazza, sotto il portico della casa
+comunale.
+
+All'improvviso, di colpo, uno di quei tedeschi, un gigante biondo e
+roseo, colla faccia tonda, ancora infantile, si staccò dai compagni,
+attraversò la piazza, spingendosi, facendosi largo tra la folla, colle
+gomitate, afferrò l'oratore per il petto, lo tirò giù dalla panca e
+scuotendolo forte, spingendolo, gli gridò sul viso, in cattivo
+italiano:
+
+--Su, con noi, su da quei signori.... In commissione.... Su.... a finir
+l'affare!
+
+--Bene! Bravo! Su! Su! Da quei ladri! Da quei _sgonfioni!_
+
+Ma nel mentre i più rumorosi, i più sfegatati, fanno ressa attorno al
+Carotti e all'operaio tedesco, e discutono gesticolando per formare la
+commissione, dall'estremità del piazzale si odono urli, grida, strilli
+di donne spaventate: è un tafferuglio di chi viene a contesa, è un
+fuggi fuggi, un rimescolamento, un sommovimento di tutta quella massa
+eccitata, vogliosa, smaniosa, impaziente di menar le mani.
+
+A un tratto, in mezzo alla folla spiccano i pennacchi rossi dei
+carabinieri: sono otto: otto bei giovanotti, cortesi, ma risoluti. Un
+signore col soprabito impolverato e gli occhiali azzurri, si è fatto
+avanti e parla forte, reciso: ordina ai carabinieri che sgombrino la
+piazza: dietro a lui, due o tre figure tarchiate, dalla faccia
+assonnacchiata, dall'aria intorpidita che si svegliano d'improvviso, si
+fanno violenti, si cacciano nel più fitto della calca, respingono
+ciecamente, confusamente, uomini, donne, quanti si paran loro dinanzi,
+senza parlare, senza guardare in faccia a nessuno.
+
+--I carabinieri! Le guardie!
+
+--Quello è il delegato!
+
+--È venuto da Castellanzo!
+
+--C'è stata la spia!
+
+--Sulla forca la spia!
+
+--A noi! A noi!
+
+E dalla folla che si agita, che ribolle, che rumoreggia, ma che rimane
+compatta, che non indietreggia d'un passo, scoppia un'urlata, un'urlata
+sola, lunga, echeggiante, rimbombante, tremenda:
+
+--Morte ai ladri! Viva la rivoluzione sociale!
+
+Il delegato è diventato un po' pallido; stringe le labbra, si fa largo
+vivamente, fa un cenno quasi impercettibile e scopre la sciarpa. Uno
+dei questurini in borghese, trae di tasca la tromba ravvolta in un
+fazzoletto di colore, la svolge, l'appressa alle labbra.... echeggia
+uno squillo, ma in quell'attimo un pugno formidabile,--chi è
+stato?--non si sa! non s'è visto!--lo coglie sul capo, gli sforma il
+pioppino, glielo caccia giù fin sugli occhi.... La tromba gli cade di
+mano, egli cerca di difendersi. Allora è una pioggia improvvisa di
+pugni, una rissa accanita, furiosa, rabbiosa in mezzo alla calca:
+luccicano, sinistre, le canne brevi delle rivoltelle, si ode uno sparo:
+i più lontani, in fondo al piazzale, scappano, fuggono urlando,
+imprecando: invece lì nel mezzo si combatte corpo a corpo: è una lotta
+selvaggia! Tutt'intorno le grida si levano assordanti:--Morte alla
+spia! Chi ha chiamato la forza? Chi ha avvertito il delegato? Morte
+alla spia!--_Canaja! Farfo! Giuda!_ sulla forca!.... sulla forca!...--E
+nel mezzo la lotta continua disperata, corpo a corpo, come un vortice,
+un gorgo rammulinante. Non si vogliono cedere gli arrestati. Si vuol
+impedire alle guardie, ai carabinieri di ammanettarli, di trascinarli
+in prigione. Si vuol strapparli, liberarli a viva forza.
+
+--Fratelli! Vendichiamoci! Morte alla spia!--grida il Carotti preso,
+agguantato in mezzo ai carabinieri.
+
+Un altro sparo, e un operaio getta un urlo, si preme la mano sulla
+fronte.... ne gocciola il sangue.... annaspa colle mani gemendo,
+ridendo con un ghigno sinistro.
+
+--Il _Francia!_ Il _Francia!_ Hanno ammazzato il _Francia!_--Un altro
+urlo, un urlo di terrore, d'imprecazione, di morte, erompe dalla folla
+che si precipita contro il "Palazzo dei lavori". I carabinieri, le
+guardie, il delegato, hanno appena il tempo di occupare il portone, per
+resistere alla furia del popolo. Un carabiniere è colpito nel capo da
+una sassata.... impallidisce, barcolla.... ma si rimette in fila, fermo
+al suo posto, colla faccia insanguinata, colla rivoltella in pugno,
+puntata contro la folla. Il delegato si è fatto livido, ha perduto gli
+occhiali. Agguanta un ragazzotto pel petto, lo squassa furioso, lo
+scaglia addosso agli altri e grida con voce rauca:
+
+--Indietro, o si fa fuoco!
+
+I più vicini, i più esposti indietreggiano atterriti.
+
+In quell'attimo ad uno degli sbocchi del piazzale ecco Taddeo: Taddeo,
+ritto in piedi sopra un'alta carrettella, immobile, attonito, dinanzi a
+quel tumulto. Aveva passata la notte di guardia alle polveri.... Vede i
+carabinieri, le rivoltelle puntate:
+
+--Siete tutti ubriachi!--grida.--Siete tutti pazzi!... Volete farvi
+ammazzare!
+
+--_Il Garibaldi! Il gamba di legno!_--gridano gli operai, indicandosi
+l'un l'altro il sorvegliante.
+
+--Viene da Castellanzo!
+
+--È stato _il Garibaldi, il gamba di legno_ a chiamare il delegato, la
+forza!
+
+Una parola sola, una parola sinistra serpeggia, corre, divampa fra
+quella moltitudine assetata di sangue, esaltata, esasperata contro i
+padroni, contro i ladri.
+
+--La spia! La spia! La spia! Vendichiamo il _Francia!_
+
+È un istante, la furia di un istante: la folla si precipita, Taddeo è
+afferrato da cento mani, rovesciato, atterrato: la gamba di legno
+rimane ritta, alta fra il turbinio, il rimescolamento, precipitoso
+delle teste, delle braccia, dei corpi.... poi scompare.
+
+--Che succede laggiù?--domanda una delle guardie.
+
+--Si picchiano tra di loro.
+
+--Si ammazzassero tutti!--esclama il delegato.
+
+
+Su nella gran sala del Consiglio, Matteo Cantasirena trionfava. Egli
+solo non aveva paura, perchè si sentiva innocente: erano il Tolomei; il
+Duranti, erano il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani, erano coloro che
+volevano imporre la ingiusta, la iniqua, la sciagurata sospensione dei
+lavori, i soli, i veri responsabili di quegli eccessi, di quei
+disordini.
+
+Erano essi, gli affamatori, i mancatori di parola, i traditori del
+popolo!
+
+--Sopra di voi, soltanto sopra di voi ricada la responsabilità di
+questa triste giornata!
+
+Nessuno gli rispondeva: tutti uniti in fondo della sala, tremavano di
+veder la folla da un momento all'altro invader le scale, sfondare le
+porte, precipitare su di loro.
+
+--Bisogna cedere,--bisbigliò il Fontanella pallido, livido, più degli
+altri.
+
+--Cedere, per Dio!--ripetè Gesualdo Arcangeli, cogli occhi spiritati,
+ma senza voce.
+
+Matteo Cantasirena trionfava, si eccitava nel suo stesso trionfo. Oh,
+lui non aveva paura del popolo, era sempre stato col popolo, aveva
+sempre combattuto per i diritti del popolo!
+
+Salì al banco della presidenza, maestoso, solenne.
+
+--Signori! Io non mi nascondo, io non diserto nel momento del pericolo.
+Dimentico le offese, le ingratitudini: vecchio soldato, rimango al mio
+posto!
+
+Giù nella piazza, si udì un nuovo colpo di rivoltella, nuove grida di
+spavento, di minaccia, di morte.
+
+--Cosa volete fare? Cosa si dove fare?--domandò a Cantasirena il
+Tolomei stravolto.
+
+--Parli, parli lei a quella marmaglia, presto!... Cerchi di
+calmarla!--si raccomandò il Brunetti.
+
+--Avete decretato la sospensione dei lavori: bisogna ritornare sulla
+vostra deliberazione.
+
+E Cantasirena corse al grande finestrone di mezzo, lo spalancò e gridò
+alla folla colla sua voce tonante:
+
+--Pane e lavoro, domandate? Lo avrete. Proseguiranno i lavori:
+domattina avrete il saldo delle paghe! Io stesso, Matteo Cantasirena,
+ve ne sto garante. A domani! Viva l'Italia!
+
+--La fame! La fame! Viva la fame!--rispose la moltitudine indignata.
+
+--Ascoltatemi! Bravi operai! Ascoltate la parola di un amico.... di un
+fratello! Domani riceverete il saldo della paga! Anch'io sono un
+lavoratore come voi! La parola di un lavoratore è.... intemerata! Date
+la vostra fede a chi vi ha dato il cuore, la vita!... Rientrate nella
+calma!... Rientrate nella pace delle vostre case! Domani riceverete il
+saldo, e un'anticipazione sui lavori futuri. Chi ha combattuto, soldato
+del popolo, chi ha dato il sangue per la libertà, non è bugiardo col
+popolo!--Viva l'Italia!
+
+--Viva la fame!...--ripetè l'urlo selvaggio, sarcastico, furibondo
+della folla. Fu una grandinata di sassi. I vetri caddero infranti, e un
+troncone, un mozziccone di legno piombò nella sala.
+
+Cantasirena chiuse in fretta le griglie.
+
+--Sono imbestialiti,--borbottò. Ma subito il suo occhio si fermò su
+quel pezzo di bastone lanciato su dalla piazza.... Dal grosso manico
+rotondo pendevano brandelli di panno.... pezzi di cinghia.... Lo
+raccolse.... si sentì la mano bagnata.... guardò.... era intrisa di
+sangue.... Trasalì, ebbe un tremito, gittò lontano il troncone, poi
+rimase immobile, sbigottito.... inorridito.... Era il mozziccone....
+era la gamba di legno di Taddeo!
+
+
+
+
+XI.
+
+
+--A Casalbara! A Casalbara! Domani tutti a Casalbara!
+
+Questa era stata la parola d'ordine dei dimostranti di Primarole. E
+l'indomani mattina albeggiava appena e già i carabinieri e le guardie
+in borghese comparivano qua e là nel piazzale, dinanzi alla villa del
+duca.
+
+Piovigginava; tutta la borgata, dai tetti neri, uniformi, pareva più
+bassa, in quello squallore dilagante dell'ottobre bigio, nebbioso.
+
+La villa sola, con tutte le finestre chiuse, s'innalzava più tetra, fra
+le macchie cupe degli abeti e le macchie giallognole degli ippocastani:
+l'acqua cadeva dalle gronde, crepitava sul selciato con un mormorio
+monotono, lugubre.
+
+Qualche notizia dei fatti di Primarole era arrivata confusamente anche
+alla villa. Pietro Laner ne era rimasto colpito, ne era agitatissimo.
+Non aveva potuto dormire e si alzava allora col rimorso, il dolore di
+non essere stato il giorno innanzi a Primarole, alla seduta del
+Consiglio.... Ma non aveva potuto muoversi da Casalbara, tenuto lì,
+sorvegliato da Evelina, la quale aveva ripreso, a un tratto, tutti i
+suoi diritti.
+
+Pietro Laner, inebriato, esaltato dall'amore di Nora, era ritornato
+poeta; quando Matteo Cantasirena gli ebbe accennato ai pericoli della
+_Cisalpina_, per le mene dei soliti nemici, e gli ebbe confidato che
+Eleonora non era corsa a Milano per la prova di certe _toilettes_, come
+gli aveva dato ad intendere, ma bensì a raccogliere armi e vettovaglie
+per la grande battaglia, Pietro Laner, il poeta dell'_Invito_,
+dell'_Incanto_, dell'_Inganno_, aveva avuto un impeto di entusiasmo e
+di gioia. Egli si sarebbe redento salvando quel nome e quella casa!
+Sarebbe corso a Primarole, avrebbe parlato e votato in favore della
+_Cisalpina:_ avrebbe dato tutto sè stesso, la vita, e tutto quanto
+possedeva. Sì! anche il suo capitaletto, ancora le ventimila lire che
+gli bruciavano come un'onta!
+
+Ruy Blas avrebbe salvato la regina.... ed il re!
+
+Ma quest'impeto di poesia, d'amore e di sacrificio, non era punto
+condiviso dalla signora Laner. Evelina, anzi, stimava giunto il momento
+di aprir gli occhi, d'imporsi al marito, di ritornarsene a Crodarossa.
+Avrebbe scritto alle zie che la visita rimandata nell'estate, essi la
+facevano adesso, nell'autunno. Ci sarebbe stato un po' di fresco
+lassù..., ma poco male.
+
+--Va tutto in rovina!... Bisogna scappare, salvarsi, e salvar la mia
+roba!...--mormorava la signora Laner fra sè.
+
+Pietro, a Casalbara, aveva una camera accanto a quella di sua moglie.
+Anche il giorno innanzi si era alzato prestissimo, per recarsi a
+Primarole e concertarsi col Fontanella e coll'Arcangeli, prima della
+seduta del Consiglio. Anche il giorno innanzi si era vestito piano,
+ancora col lume.... e già stava per andarsene, quando l'uscio si aprì
+lentamente e Pietro Laner si trovò dinanzi Evelina, in camicia, con un
+sottanino legato ai fianchi; Evelina, col viso torvo, sudicio, lustro
+di sudore e i pochi capelli irti, arruffati:
+
+--Dove vai?--essa gli domandò.
+
+--A Primarole.... Per la seduta del Consiglio....
+
+--A Primarole non si va!...--esclamò la signora Laner avvicinandosi,
+fissando Pietro cogli occhi biechi, guerci, che nella penombra
+apparivano più incavati. A Primarole oggi non si va!
+
+--Perchè?--ripetè Pietro, rimettendosi dallo sbigottimento che lo aveva
+colto al primo istante.--Non hai sentito le raccomandazioni che mi ha
+fatto tuo zio?
+
+--Resterai qui!--esclamò più forte Evelina, imponendosi.
+
+--Perchè?... Ma perchè?--replicò Pietro a sua volta ribellandosi.
+
+--Perchè io non ti permetterò di rovinare tua moglie per la tua amante!
+
+--Evelina!--gridò il Laner, alzando la voce e nell'impeto, furibondo,
+alzando anche il pugno chiuso.
+
+--Sì, la tua amante!--replicò Evelina, rimanendo ferma, imperterrita,
+sotto quel pugno minaccioso.--Ah! Perchè tu eri accecato, come un
+matto, e non avevi nessun riguardo, nessun rispetto, nessun freno,
+credevi che io non avessi occhi per vedere? Ho sempre visto tutto, fin
+dal primo giorno, fin dalla prima sera, dopo il pranzo del ministro,
+quando "quell'altra" era ubriaca!...--ed Evelina ebbe un sogghigno di
+sprezzo, di sfida,--Ho sempre visto tutto!
+
+Pietro Laner aggrottò le ciglia.
+
+--E allora perchè hai aspettato tanto?... Perchè aspetti adesso a
+parlare?
+
+--Perchè.... se ho sopportato tutto.... tutto il resto.... non voglio
+che oggi tu rovini tua moglie per la tua amante. Questo no, questo non
+lo voglio!
+
+Pietro ebbe un impeto di collera, si ribellò. Quella donna, mezzo in
+camicia, che gli appariva come un fantasma fra le ombre della camera e
+la scarsa luce rosseggiante della candela, era una ladra. Sì! Essa gli
+aveva rubato il cuore, la felicità, la libertà! E sempre, sempre così!
+Sempre fra le ombre e la penombra, misteriosamente, perfidamente,
+sempre così, come un fantasma!... E adesso voleva rubarle anche il suo
+amore! Ah no! Era finita! Adesso si sentiva forte, perchè si sentiva
+amato!...
+
+Afferrandola per un braccio, le disse sotto voce, con ira:
+
+--Spieghiamoci! È l'ora di spiegarsi!... Ma senza gridare, parlando
+piano fra di noi! Nessuno deve sentirci: perchè nessuno deve sapere chi
+sei!... E anche tu cerca d'indovinare.... tutto ciò che io non voglio
+dire: che non voglio dire per vergogna di te e di me! Ti basti sapere
+che io, adesso, ti conosco, che adesso leggo in fondo all'anima tua, in
+fondo alla tua cattiveria, alla tua ipocrisia, alla tua avarizia, alla
+tua avidità! Ti basti sapere che oggi io so valutare ogni atto della
+tua vita, ogni tua parola, ogni tua perfidia. Ho capito, so, perchè hai
+voluto sposarmi, come sei riuscita a sposarmi. Ho scoperto finalmente
+la cagione vera, unica, sola, per la quale tu hai chiuso gli occhi,
+fino ad oggi. Ho capito tutto! So tutto! Ed oggi sono io, io solo, che
+ha il diritto di imporsi e di alzare la voce, e tu, questo lo sai! Sono
+io, io solo, che avrebbe il diritto di vendicarsi, e anche questo tu lo
+sai. Ma io non voglio scene, non voglio scandali. Vado a Primarole,
+subito, perchè sono consigliere d'amministrazione, perchè devo andare,
+perchè mi accomoda di andare. E tu ritorna nella tua camera! Ci siamo
+spiegati per la prima volta: prega il tuo Dio che sia l'ultima. Va via!
+
+La signora Laner non si mosse, rimase impassibile: continuò a
+sogghignare colle labbra stirate, pallide, sottili, mostrando i denti
+guasti: un sogghigno, un morso di vipera.
+
+--Sono prudente anch'io,--bisbigliò,--e anch'io parlerò sottovoce. Da
+quindici giorni, tutte le lettere che pervengono al duca passano per le
+mie mani; ve ne sono parecchie di anonime: parlano delle vostre
+passeggiate alla _Madonna del Sole_, delle vostre.... conversazioni
+nella selvetta dell'Ercole.... delle vostre colazioni alla _Corona
+Bianca!_ Le ho tutte, dalla prima all'ultima: tu vai a Primarole, butta
+all'inferno anche quel poco nostro danaro per la tua amante, colla
+scusa della _Cisalpina_, va, rovina tua moglie e io consegno quelle
+lettere al duca. E bada, il duca non è tale da scherzare, trattandosi
+del suo onore.
+
+Così la signora Laner si era imposta a suo marito: e tanto più era
+riuscita, in quanto il Casalbara cominciava a sospettare la verità.
+
+Il duca sospettava del signor Laner, del dottor Foresti, di Nora:
+sopratutto di Nora. Quella gente lo ingannava; lo tradiva, perchè?...
+
+Qual era il loro scopo? Il loro interesse? Perchè si erano messi in
+lega, tutti in lega, contro di lui?...
+
+La quiete, il lungo riposo, il vivere separato dalla moglie, gli
+avevano giovato, anche alla sua intelligenza. L'assopimento non era più
+continuo: la sua mente si risvegliava tratto tratto colla visione
+lucida della realtà, e allora, vigilante, sospettoso, osservava tutto,
+spiava tutti, attentamente, acutamente, finchè l'inquietudine stessa,
+l'angoscia di quei dubbî, di quei sospetti, l'ansia dolorosa dello
+spirito affaticato nella continua tensione, lo prostravano, lo
+accasciavano.... e allora, come prima, le idee, i pensieri, i desideri,
+la mente tornavano a confondersi, ad annebbiarsi.... a svanire....
+
+--Perchè si erano messi in lega, tutti in lega, contro di lui?...
+
+Nè il dottor Foresti, nè la signora Laner non si erano accorti subito
+che il duca cominciava a capire, cominciava a sospettare. Quel vecchio
+bamboccio mezzo addormentato, istupidito e inebetito dalla moglie
+giovane, non incuteva loro nè rispetto, nè compassione: fra loro due,
+quando rimanevano soli col duca, ne ridevano sommessamente: erano
+appena mezze parolette, mezze frasi buttate alla sfuggita.... ma che
+non sfuggivano al duca, attentissimo, inquietissimo.
+
+--Perchè si erano messi in lega, tutti in lega, contro di lui?...
+
+Il Casalbara, ormai, aveva chiaro anche il sospetto: il collirio di
+atropina che gli faceva bruciar gli occhi per un paio d'ore, il regime
+rigoroso di vita che gli era imposto dal dottor Foresti, la continua
+sorveglianza e la segregazione assoluta, celavano ben altro scopo, ben
+altro fine!... No!... non era la sua salute che premeva a quella
+gente.... a quella signora Laner così assidua, premurosa, così
+melliflua.... e così beffarda.... a quel dottor Foresti, così
+ossequioso, umile, servile.... e così falso.... No! Non era la sua
+salute, no, no, no!
+
+E non volle più saperne delle istillazioni, non volle più prendere
+medicine.
+
+Il dottor Foresti era inquieto. Non aveva ecceduto nell'ubbidire agli
+ordini di Matteo Cantasirena?.... Nel prevenire i desideri della
+duchessa?
+
+--Attenti, signora Laner,--aveva detto il Foresti.--Il duca sospetta
+qualche cosa.
+
+Gli occhi di Evelina guizzarono dietro il barbaglio delle lenti grosse,
+traballanti. Si avvicinava il giorno di scappare a Crodarossa!
+
+Il Casalbara era già stato sul punto di smascherare il dottore, di
+smascherare la signora Laner, di costringere sua moglie a
+confessare;... ma la fatica stessa di dover fare e sostenere una scena
+così dolorosa, il timore delle conseguenze di uno scandalo, e lo
+sgomento di restare ancora più solo, ancora più abbandonato, di essere
+ancora più odiato, lo avevano reso esitante, lo avevano trattenuto....
+lo avevano indotto a calmarsi, a sperare.
+
+E poi, se si ingannava?
+
+No.... No.... Non si ingannava. Si erano messi in lega, tutti in lega,
+contro di lui!
+
+--Bisognava smascherarli tutti, smascherare sua moglie!...
+Quell'infame!...
+
+Ma la verità voleva scoprirla lui solo, da solo!
+
+L'onore della casa, il nome sacro dei Casalbara, il nome di suo
+fratello, dovevano rimanere puri, intemerati!
+
+Sua moglie aveva un amante?...
+
+No. Non era possibile. Era troppo fredda, non aveva cuore.
+
+E poi era sempre lì.... a Casalbara.... e lì a Casalbara non c'era
+nessuno.--Quel Laner?... Il primo amore.... forse la compassione.... la
+pietà?...
+
+No: questo dubbio era assurdo: era una pazzia. La moglie stessa del
+Laner non era della lega, non era in lega contro di lui?
+
+Perchè dunque lo tradivano?
+
+Forse un raggiro della vecchia canaglia?... Di Matteo Cantasirena?
+
+Quel dottor Foresti, quella signora Laner erano sue creature....--E
+anche sua moglie, era una creatura del Cantasirena.... Ma adesso che
+aveva tutto ottenuto.... tutto quello che voleva.... Eleonora, la
+regina, la sua stella non si faceva più vedere.... nemmeno vedere!...
+Eleonora così buona.... quando voleva esser buona.... Eleonora tanto
+bella.... tanto bella!
+
+.... E non pensava più che alla moglie, si addormentava nel pensiero
+della moglie, dimenticava Matteo Cantasirena e la _Cisalpina_,
+svanivano i timori, svanivano i sospetti.... e tornava a credere nel
+dottor Foresti, e tornava a pregare, a supplicare, a scongiurare la
+signora Laner di non abbandonarlo:
+
+--Oh, lei.... lei è buona!... A lei non fanno ribrezzo i poveri vecchi,
+i poveri ammalati!
+
+.... Nora rimase tre giorni senza mostrarsi: il Casalbara ebbe un
+impeto di collera, di sdegno: essa avrebbe dovuto avere qualche
+riguardo, almeno per la gente. Mandò a farla chiamare: ma era appunto
+il giorno in cui la duchessa si trovava a Milano, occupata col Galli
+per le centocinquemila lire.
+
+--A Milano?... Senza nemmeno avvisarmi?
+
+--È andata a Milano per parlare col ragioniere Vigliani, e per provarsi
+dei vestiti--si era affrettata a rispondere Evelina.--Ha detto che
+tornava stasera, e se i vestiti non erano pronti, domattina. Voleva
+salutarla, ma il signor duca dormiva....
+
+--Non dormo sempre.... dormo meno di quanto si crede....--borbottò il
+Casalbara.
+
+Tuttavia il duca finse di non arrabbiarsi per quella partenza
+improvvisa. Gli era balenata un'idea per scoprire la verità. La
+lontananza di Eleonora lo rendeva più forte, più sicuro di sè. Anche il
+dottor Foresti era a Milano: meglio: minor sorveglianza, nessun
+pericolo di destare sospetti.
+
+La sua grande idea per scoprire la verità era ingenuamente semplice. Di
+notte, quando tutti sarebbero stati addormentati, egli, chiuso nella
+camera di sua moglie, avrebbe cercato, rovistato, frugato in tutti i
+suoi cassetti. Se aveva un amante, se lo tradiva, egli avrebbe trovato
+una lettera, un indizio, e allora.... allora sarebbe partito anche lui
+per Milano!
+
+Nel cuore della notte, quando tutti dormivano, il Casalbara entrò
+infatti adagio, in punta di piedi, furtivamente, nella camera della
+moglie.
+
+Aveva pensato, rimuginato a lungo quel suo piano, colla meticolosità
+dei vecchi e dei malati: aveva portato con sè tutte le sue chiavi e il
+suo grosso coltello di carrozza. Fece scattare subito tutte quelle
+deboli e piccole serrature.... frugò, cercò, ma non trovò niente....
+niente.... altro che la grazia, la bellezza, il profumo di sua moglie,
+dovunque, in tutti quegli oggetti.... Niente, niente, niente!... Povera
+Eleonora!... L'aveva calunniata.... Se avesse avuto un amante, egli
+avrebbe trovato certo una lettera, un fiore, un ricordo, un indizio!
+Invece, nulla!... E cacciava la faccia in quei cassetti aperti,
+respirando quel profumo, deliziandosi....
+
+--Eleonora! Eleonora!... Dio!... Dio!... Purchè ritornasse buona, come
+le avrebbe data tutta la vita.... Tutta la vita.... per una notte
+soltanto.... una notte di Nizza!...
+
+Vedeva la moglie in quella stanza.... la sentiva. Respirava dappertutto
+il suo odore di bionda e di _lilas de Perse_....
+
+Si avvicinò al letto; al letto apparecchiato per la notte. Guardò,
+baciò, respirò quelle trine, quei veli di batista e di _surah_....
+baciò i guanciali.... baciò tutto il letto.... e lì sul letto di sua
+moglie, cercando, aspirando il profumo di sua moglie, si assopì....
+finì per addormentarsi....
+
+Dormì così fino alla mattina, e fu destato di soprassalto da un clamore
+assordante di voci, di grida, di urli, di fischi. Spaventato, scese dal
+letto.
+
+Dalle gelosie chiuse entrava un filo di luce....
+
+Non era nella sua camera.... Dov'era?...
+
+Allora si ricordò. Era nella camera di sua moglie. La camera di sua
+moglie era in faccia al piazzale.
+
+Ma perchè quegli urli, quei fischi, tutto quello schiamazzo?... A
+tentoni si avvicinò alla finestra, l'aprì.... Tutta la piazza era piena
+di gente tumultuante.... era piena di ombrelli.... pioveva a
+dirotto.... c'erano guardie e carabinieri!...
+
+A un tratto udì una voce forte, stentorea:
+
+--"Morte al Casalbara! Morte ai ladri della _Cisalpina!_"
+
+Tutto il sangue gli salì alla testa con un sussulto Spaventoso.
+
+--Mentitore!--gridò. Ma il grido debole, rimase soffocato nella
+strozza: nessuno aveva visto il duca alla finestra; nessuno aveva udito
+il suo grido.
+
+In quel punto, due, tre, dieci, venti contadini, una frotta di
+contadini, scavalcato il muro di cinta, attraversarono di corsa il
+giardino, sotto la pioggia fitta, diguazzando nell'acqua,
+precipitandosi verso la casa.
+
+Un carabiniere, alcuni questurini in borghese si staccarono dagli altri
+che eran di guardia al cancello, e si avventarono loro incontro per
+arrestarli.
+
+--Dove andate?... In dietro! In dietro! In dietro!
+
+--Dal duca! Dal duca! Vogliamo intenderci col duca! Vogliamo i nostri
+denari!
+
+I carabinieri, le guardie si oppongono; la colluttazione, corpo a
+corpo, sotto il diluvio, si fa violenta, accanita. In quel punto, dalla
+gradinata si precipita Pietro Laner, in aiuto dei carabinieri, delle
+guardie, scongiurando quella gente a calmarsi, a scegliere una
+commissione di due, di tre per parlare al signor duca.... Lui stesso li
+avrebbe introdotti.
+
+--Non abbiamo bisogno di voi!
+
+--Non vogliamo saperne di voi!
+
+--Va dalla duchessa!
+
+--Chi siete voi? Ah! l'amante della duchessa!
+
+--Va alla _Madonna del Sole!_ Alla selva dell'Ercole! Arrivederci alla
+_Corona Bianca!_
+
+--Va via! Va via! Mantenuto! Lascia fare!
+
+--Noi, si lavora, noi! Mantenuto!
+
+Pietro Laner indietreggia: una parola ancora più turpe, oscena, solleva
+i fischi, gli urli di tutta quella gentaglia furibonda.
+
+--Vada via lei!... Vada via!--gli bisbigliano le guardie, i
+carabinieri,--o noi non si risponde più di niente.
+
+Pietro Laner indietreggia ancora livido, allibito, fradicio.... sale la
+gradinata.... nuovi improperi, urli, fischi, sassate.... Non ode più
+nulla, gli si annebbiano gli occhi.... barcollando entra in casa, si
+trova dinanzi allo spettro del duca e fugge.... fugge ancor più
+spaventato, come impazzito.
+
+Il duca di Casalbara solo, senza cappello in testa, si affaccia
+sull'alto del terrazzo.
+
+--Il duca! Il duca!--grida la folla e tutti lo circondano
+tumultuosamente.
+
+--Vogliamo i nostri denari!
+
+--I ladri della _Cisalpina_ ci hanno rubato le nostre paghe!
+
+--Il nostro sangue!
+
+--Vogliamo giustizia!
+
+--Sì!... Sì!... Sì!...--risponde il duca balbettando; cogli occhi
+sbarrati, fissi nel vuoto.--Sì!... Sì!... Sì!... Giustizia fino
+all'ultimo!... Giustizia per tutti!... Giustizia fino all'ultimo....
+Lei!... Lei!...
+
+L'occhio è sempre fisso nel vuoto, le labbra tremanti, livide, gonfie,
+le vene delle tempie turgide, pulsanti.
+
+--Giustizia!... Giustizia fino all'ultimo.... Lei!... Lei!... A Milano!
+
+Il pretore, corso lì colle guardie, e il delegato colgono a volo quella
+parola: Milano.
+
+Pensano di allontanarlo, di allontanare il pericolo e così ottenere la
+calma.
+
+--Il signor duca parte subito per Milano! Per parlare col prefetto! Per
+far arrestare i ladri.... Per rendervi giustizia!
+
+--Sì!... Sì!... Giustizia!... Giustizia fino all'ultimo!
+
+--Adesso! Subito!...
+
+--C'è la corsa!
+
+--Bisogna aspettar la corsa!...
+
+--Giustizia!... Giustizia!... Giustizia per tutti!... Giustizia fino
+all'ultimo!--e il duca borbotta ancora fra sè:--Ammazzarla....
+Ammazzarla.... Lei!
+
+La gente, sotto gli ombrelli, non si muove dal piazzale, ma non è più
+minacciosa.
+
+--Povero vecchio! Non sapeva niente! Era ingannato! Era tradito come
+noi!... Il Casalbara! Il duca!... È sempre stato buono! I Casalbara
+sono sempre stati la provvidenza del paese!
+
+E quando il duca attraversò la folla per recarsi alla stazione, scoppiò
+un urrà d'applausi:
+
+--Viva il Casalbara!
+
+--Viva il Presidente della _Cisalpina_!
+
+E gridando: Viva il Presidente! Viva il Casalbara! e agitando,
+squassando gli ombrelli lo accompagnano alla stazione.
+
+Il duca, di tutta la scena, non ha impresso che quella parola: "ladro"
+confusa col nome dei Casalbara, e la rivelazione dell'infamia di sua
+moglie nelle urlate della folla, contro il Laner, contro "l'amante
+della duchessa!"
+
+Coloro che lo hanno accompagnato in vagone, un suo fattore ed un suo
+vecchio fittabile, lo spingono al finestrino per ringraziare la folla,
+che continua ad applaudire, a gridare evviva, ad agitare i fazzoletti e
+gli ombrelli.
+
+--Giustizia!... Giustizia fino all'ultimo! Giustizia per
+tutti!--risponde il Casalbara e torna a sedere, a balbettare col
+tremito delle labbra violacee: Giustizia.... Giustizia.... Milano....
+Giustizia....--e poi più rauco, più sottovoce, sussultando:--Lei....
+Ammazzarla.... Lei!
+
+Giunto a Milano, alla stazione, si sente quasi mancare: beve, ingoia un
+bicchierino o due di cognac... Non vuol essere più accompagnato da
+nessuno, assolutamente.
+
+--Sto bene!.... Mi sento bene!...
+
+Gli altri lo lasciano andare in brum, ma poi gli tengono dietro, pure
+in carrozza.
+
+Quando il brum si ferma dinanzi al palazzo, il portiere accorre.... lo
+aiuta a scendere.
+
+--Lei?... Lei?...--borbottò il Casalbara.
+
+--La signora duchessa?... È in casa, Eccellenza; è in casa.
+
+--È col signor Cantasirena,--gli dice la Vittorina sopraggiungendo. E
+lo aiuta a salir le scale.
+
+Il duca, arrivato nell'anticamera, impone alla Vittorina di fermarsi.
+Si avanza solo, barcollando. A brevi passi precipitosi, appoggiandosi
+ai mobili, arriva al salottino di sua moglie.
+
+Nora, vedendolo, getta un grido. Il duca si appoggia allo stipite
+dell'uscio, la fissa.... la fissa in un modo terribile.... vuol
+parlare.... imprecare.... alza la mano come per maledirla, per
+colpirla, ma la parola gli resta soffocata, strozzata.... non gli esce
+dalla bocca che un rantolo.... Si piega su sè stesso, fa per
+abbrancarsi alla tenda della portiera e stramazza, rotolando sul
+tappeto, ai piedi di Nora.
+
+--Dio! Dio! Dio!...
+
+--Giovanni!... Giovanni mio!...--balbetta pallido, allibito Matteo
+Cantasirena. E lo solleva a stento, lo porta, trascinandolo, sul
+canapè.
+
+Nora, rimane immobile, muta.
+
+Il Casalbara aveva gli occhi sempre aperti, fissi, sbarrati: dal naso,
+dalla fronte gli gocciolava il sangue: il respiro rantoloso gli portava
+un gorgoglio di schiuma bianca, sulla bocca storta, contratta.
+
+
+
+XII.
+
+
+I disordini di Primarole e di Casalbara! Anche a Milano non si parlava
+d'altro.
+
+Due morti! Parecchi feriti!... Il duca Giovanni, il presidente della
+_Cisalpina_, il solo gentiluomo fra tanti imbroglioni, preso a sassate,
+scampato a stento dalla marmaglia furibonda!
+
+--Ecco le colpevoli catastrofi che preparano, che affrettano la
+rivoluzione sociale!...
+
+--E chi meno ne ha colpa, paga per tutti!
+
+--Quel povero Tolomei? La _Cisalpina_ gli ha dato il tracollo! Il
+Bizzarelli, il Vergani, il Palazzoli, il Brunetti?... Tutti
+galantuomini, gente di lavoro, padri di famiglia, buttati sul
+lastrico!... Anche il conte Bobboli, tirato dentro pei capelli,
+intimidito, ricattato, come forse il Duranti! Anche il Beretta, persino
+donna Alessandrina, la madre di Pio Calca!... Tutti senza un soldo!
+
+--È un _crac_ terribile, che rovina mezza Milano.
+
+Ma poi la gente seria cominciava a infastidirsi:--Peggio per loro! Per
+l'ingordigia di far milioni in un anno, per l'ambizione, per la smania
+del ciondolo di deputato, non dovevano fidarsi di una canaglia come il
+Cantasirena, di un ambizioso imbroglione come il Fontanella!
+
+E i giudizi a mano a mano mutavano, e cominciavano le insinuazioni e le
+accuse.
+
+--Quanto al Tolomei,--sussurravano i meglio informati,--è sempre stato
+uno spiantato. Vive di questo: si guadagna la vita a furia di andare in
+malora!
+
+--Tutti gli altri? Il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani? Creature del
+Cantasirena e del Fontanella! Fantocci, teste di legno; tutta gente che
+casca in piedi!
+
+--Quel beì del conte Bobboli? Ne ha sempre fatte di tutti i colori....
+dal bianco d'avorio al nero d'ebano!
+
+--Chi però ci lascia la pelle sono i pesciolini minuti; quei poveracci
+di campagna, adescati, ingannati, sfruttati colle azioni e cogli
+appalti! Questi sono da compiangere! Questi gridano vendetta!
+
+--Ci vuole un esempio! Un esempio di "alta moralità".
+
+--Ma il Fontanella, il Cantasirena, si cacciano in prigione sì o no?
+
+--Bisogna purificare l'ambiente!
+
+--E riguardi per nessuno!... Tutto il Consiglio d'amministrazione sotto
+processo!... E anche il presidente! Anche il Casalbara!... Peggio per
+lui se è un imbecille; non doveva ficcarsi negli affari!
+
+--E poi, anche il Casalbara, non si pappava venticinquemila lire di
+stipendio?
+
+--Dicono cinquantamila, senza le rappresentanze e il resto!
+
+--Sotto processo anche il Casalbara!
+
+--È ora di finirla coi riguardi, coi privilegi! Ci vuole un esempio!
+
+--Bisogna purificare l'ambiente!
+
+--Ma il governo che fa?
+
+--Il Governo manda i suoi ministri a Primarole!
+
+--La colpa è del prefetto!... Un camaleonte!... Un pusillanime!... E
+anche il Bonforti e il Ghirlanda, i radicaloni, i socialisti che
+sostengono la _Cisalpina_ per paura di perdere il collegio!... È una
+vergogna, uno scandalo!
+
+Intanto un'altra voce cominciava a diffondersi, una voce che si voleva
+soffocare, ma che a mano a mano correva più insistente, più
+impressionante.
+
+Il signor Galli, il procuratore della banca Kloss era scappato in
+America! No, era scappato in Grecia! Era scappato con duecentomila
+lire!
+
+Il Kloss protestava che non era vero niente, il suo procuratore era a
+_Turin_.
+
+--_In tucc ciaccer_!
+
+Ma non credevano più nemmeno al Kloss.--Il Galli era proprio scappato:
+l'ammanco era di mezzo milione!--Aveva messo in pratica il socialismo
+per proprio conto, quello lì!
+
+--Ma se pareva un galantuomo? Aveva giuocato in Borsa?... No! _Cherchez
+la femme_! Una donna? Il Galli? Un uomo tutta famiglia! Un uomo serio,
+posato?
+
+--Invece aveva una relazione segreta, con una delle signore più
+eleganti dell'alta società alla quale pagava conti per molte migliaia
+di lire!...--Ma no, non era una signora!... Era una ballerina! Erano
+scappati insieme!...
+
+--_In tucc ciaccer_!--continuava a ripetere il Kloss. Ma un giorno, in
+un _braccio morto_ della Vettabia, nelle acque limacciose, sporche,
+nere, inquinate dalle vicine tintorie, fu pescato un cadavere gonfio,
+sfigurato. Era il procuratore della Banca Kloss; era il signor Galli.
+
+--Altro che scappare con una ballerina! Si è buttato nel _Naviglio_, si
+è annegato!
+
+--Ma la ragione del suicidio?
+
+--La _Cisalpina_!
+
+--Era stato tirato dentro nella _Cisalpina_! Aveva conosciuto Matteo
+Cantasirena dal duca di Casalbara! Si era lasciato suggestionare!
+
+E quel suicidio del Galli, riverberava una luce ancor più sinistra
+sulla _Cisalpina_, sui misteri della _Cisalpina_, sulle influenze
+losche, tenebrose di quella vasta associazione di malfattori che si
+chiamava la _Cisalpina_, e tutti protestavano che volevano la luce, la
+luce, che bisognava rischiarare, purificare l'ambiente!
+
+Anche i giornali gridavano alto, su tutti i toni:
+
+--Si determinassero nettamente le responsabilità!
+
+--Si facesse un'inchiesta severa, esauriente!
+
+Ognuno però voleva che si cominciasse in casa del vicino....
+
+Matteo Cantasirena, il Fontanella, tutto il Consiglio
+d'amministrazione, non dovevano essere i capri espiatori di nessun
+interesse privato, di nessuna camorra.
+
+--Il pubblico ha diritto di sapere di che genere furono le
+compromissioni del Bonforti e del Ghirlanda!--gridavano gli
+uni.--L'inchiesta non deve arrestarsi alla soglia dei palazzi
+prefettizi!--gridavano altri.
+
+E altri ancora:
+
+--E neppure deve arrestarsi dinanzi alla sagrestia e alla Curia! Fuori
+tutti i pasticci della fabbricceria di Castellanzo col Fontanella! Alla
+gogna anche i preti e i monsignori della _Cisalpina_!
+
+Il fermento era straordinario: la moralità politica, la moralità
+sociale volevano un esempio, imponevano la luce: la luce piena, intera,
+senza privilegi, senza immunità, la luce su tutto, la luce su tutti!
+
+E un raggio appunto di questa luce tanto desiderata, di questa luce
+tanto invocata avrebbe potuto diffondersi.... per mezzo del Kloss, del
+commendator Francesco Kloss, il quale, rovistando nella scrivania del
+suo procuratore, aveva trovato il famoso dispaccio spedito al Galli
+dalla duchessa:
+
+"Arrivo stasera Milano. Venga subito.
+
+"ELEONORA CASALBARA"
+
+E mentre faceva questa scoperta, il Kloss veniva pure informato dalla
+Banca Insubria dei due _chéques_ per centocinquemila lire, intestati a
+Matteo Cantasirena, e firmati dal Galli.
+
+--_La pionta pericolosa_!... Il trabocchetto!--esclamò il Kloss.
+
+Infatti fra la data degli _chéques_, e la data del dispaccio, la
+distanza era appena di ventiquattr'ore.... Ed erano quei giorni appunto
+in cui il signor Galli doveva recarsi a Torino, i giorni della sua
+scomparsa, del suicidio!
+
+--_La pionta_!... Il trabocchetto!
+
+Il Kloss abile e scaltro, che conosceva la abilità e la scaltrezza
+della duchessa, aveva intuito facilmente il dramma accaduto fra lei e
+il suo procuratore: _lacrime, setuzion...._ e poi, passata la cotta, il
+rimorso, il suicidio!... _Robb de Statera_!... ma anche _de procurator
+del re!_
+
+E, facendo subito la sua brava denuncia, forse sarebbe riuscito a
+salvare ancora, tutte o in parte, le sue centocinquemila lire.
+
+_--Adacio!... Adacio!_
+
+Il Kloss voleva pensarci e riflettere seriamente prima di muovere un
+passo.
+
+--Un _process_?... Un processo di quel genere, a Matteo Cantasirena,
+alla duchessa di Casalbara?... Al Casalbara?... Un processo da mettere
+sossopra tutto il mondo? E poi, come sarebbe andato a finire? Se
+venivano in ballo.... i suoi primi affari.... a Praga?...
+
+Un _process_, è sempre una disgrazia anche per chi lo fa.
+
+--_Mi avessi per massima ceneral_--diceva il Kloss--_in casa, pussée
+mei i later, della ciustizia!_
+
+Ma anche il perderci centocinquemila lire non era nelle sue massime,
+nelle sue idee, nemmeno nelle sue forze! Bisognava trovare il modo di
+impattarsi.... ma _cito cito_, queto queto, senza far _bortel_!
+
+Intimare a Matteo Cantasirena di restituire la somma?... Era un
+pretendere l'inverosimile. Imporne la restituzione alla duchessa?... Al
+_vecc_? Erano tutti spiantati.
+
+Invece, questo era da fare: La _Cisalpina_ dichiarata in
+liquidazione.... ed essere nominato lui, il liquidatore con pieni
+poteri. C'era da riguadagnarle più volte le centocinquemila lire: prima
+nella liquidazione stessa: poi nell'impresa dei tram elettrici.... Aver
+nelle mani il segretario generale, voleva dire aver nelle mani anche il
+Fontanella e gli altri....
+
+--Ecco l'affare!... ed ecco _l'ultimatum! Liquitazione_ della
+_Cisalpina: liquitatore mi_, coi pieni _poter_!
+
+E per mia parte, cito, silenzio! E non si parla più _de process_!
+
+I processi fanno paura a tutti e ai _galantom_--concludeva il Kloss
+alludendo a sè stesso--_pussée anca mò!_
+
+E per intendersi?
+
+Doveva scrivere a Cantasirena di venire nel suo studio?... Mandare a
+chiamare quel Mariano Perego?... Fissare un appuntamento?...
+
+Tutto ciò gli seccava.... In quei giorni avrebbe dato nell'occhio; e
+poi.... tirarsi fra i piedi i _giornalista_.... Niente!
+
+Gli balenò un'idea: un fiotto di sangue gli montò alla testa, gli fece
+luccicare gli occhietti e arrossir la pelle sotto i baffi tinti e duri.
+Saltò di colpo dal canapè sul quale si era buttato.
+
+_--Cuella matama! La matama! Lei stessa!_
+
+Adesso non era più il caso di scappare, di fare il _casto Ciuseppe_:
+adesso la _catta l'aveva in te le man_, colle unghie ben tagliate! Più
+nessun pericolo per i tanee!
+
+--Con quel famoso dispaccio, _semm nun che comanta_!
+
+Andò dalla duchessa subito, sul momento.
+
+--_La c'è_?--domandò al portiere senza tante cerimonie.
+
+Il portiere gli rispose di sì, che la signora duchessa era in casa, ma
+che, stante la malattia del signor duca, assolutamente non riceveva
+nessuno.
+
+--Va _supito_ ad _afertirla_ che _sont chi mi_!
+
+Il portiere chiamò la Vittorina per far annunziare alla signora
+duchessa, che c'era il commendator Kloss, il quale aveva premura di
+parlarle.
+
+Nora era in camera di suo marito. Essa non lo abbandonava più, non lo
+lasciava mai, nè giorno, nè notte: nessuno doveva entrare in quella
+camera, tranne il dottor Foresti.
+
+Il Casalbara aveva riacquistata l'intelligenza, ma non la parola, non
+la forza; però il dottor Foresti aveva detto alla duchessa che avrebbe
+potuto riaversi da un momento all'altro.... Ed era quindi Nora stessa,
+lei sola, che gli voleva fare da infermiera, adattando le sue manine
+pallide, profumate ai servizi più umili, sempre attenta, premurosa,
+affettuosa, sempre carezzevole, colla sua voce limpida e fresca.
+
+Ma il Casalbara, nel letto, seduto, curvo, appoggiato a un monte di
+cuscini, non pareva commuoversi a tanta devozione, a tante
+amorevolezze. Egli fissava sulla moglie i grandi occhi sbarrati,
+iniettati di sangue, con una espressione strana, intensa di collera, di
+odio. Le vene turgide, pulsanti delle tempie, il viso rosso, gonfio, le
+labbra violacee, tremanti, il respiro affannoso, corto, esprimevano lo
+sforzo di una parola che egli voleva dire, ma che non gli riusciva
+dire, che rimaneva soffocata, strozzata in un rantolo....
+
+Quando la Vittorina, alla quale era stato proibito come agli altri, di
+entrare nella camera del signor duca, chiamò fuori la duchessa per
+dirle della visita del commendator Kloss, Nora trasalì vivamente.
+
+Il Kloss veniva a parlarle del signor Galli!... Era quello che essa
+presagiva, che paventava fin dal primo giorno del suicidio. Pure riuscì
+a vincersi. Ordinò alla Vittorina di far entrare il commendator Kloss
+nel salotto. Poi si avvicinò, si curvò per dire al marito:
+
+--Vengo subito....--e uscì chiudendo bene l'uscio della camera,
+chiudendo bene anche gli usci delle altre stanze che mettevano nel
+salotto.
+
+L'occhio del Casalbara seguì la moglie fisso, sbarrato.... le vene
+delle tempie gli pulsavano più turgide, violette, e la parola
+inarticolata, strozzata, il rantolo era più affannoso, più forte.
+
+Nora si presentò al Kloss diritta, sicura, ringraziandolo con un mesto
+sorriso, mentre si asciugava gli occhi, mentre si accomodava la massa
+dei capelli che le cadevano da tutte le parti.
+
+Finse di credere che il Kloss fosse lì per informarsi di suo marito e
+gli stese la mano, con un'aria intima, in cui la cordialità,
+l'effusione e il dolore, conservavano tutta l'alterezza, tutta la
+dignità signorile.
+
+--Grazie, di essere venuto. Giovanni la vedrà certo volentieri. Vuol
+passare?--E accennò verso la camera del marito.
+
+--Niente! Niente!--rispose il Kloss colla voce sgangherata e facendo un
+saltetto nell'inchinarsi.--_Mi venissi_ forse importuno dalla signora
+duchessa, per un semplice schiarimento.
+
+Vedendola, dopo tanto tempo, vedendola ancora più bella, più fresca,
+più rosea e così bionda nel disordine della toelette, nel morbido
+languore delle lacrime, gli occhietti del Kloss scintillarono umidi,
+torvi. Ma si scosse con un altro inchino, un altro saltetto, e si
+sforzò per contenersi.... e per parlare bene l'italiano, volendo dare
+maggiore gravità, maggior imponenza al discorso.
+
+--Lei sa, _vera_, del Galli?... Del suicidio?
+
+Nora si era preparata a quella parola, pure non potè vincere un
+tremito, e fece un atto colla faccia impallidita per dir di no: ma le
+mancò il fiato, non potè parlare.
+
+--Sicuro: _cherchez la femme!... diseven intorno_.--E il Kloss fissò
+Nora, torcendosi, mordendosi i baffi duri finchè la costrinse a
+impallidire nuovamente, a chinare il capo, a tremare.
+
+--_Diseven_, che aveva preso il volo con una ballerina. Invece niente
+del tutto: si tratta d'un suicidio avvenuto.... _per compinazion_ il
+giorno dopo il suo arrivo a Milano. Le fa impressione, _vera_?
+
+--Infatti....--bisbigliò Nora, la quale perdeva la forza, il coraggio,
+e vacillando si lasciava cadere sul canapè.
+
+--_Anche a mi! Restassi_ di colpo.... _spalortito_!--e il Kloss, senza
+far complimenti, sedette pure sul canapè, vicino a Nora, sdraiandosi,
+dimenando le gambette arcuate; poi tornò più grave, per dar più forza,
+più importanza al discorso, per spaventar la duchessa ancora di
+più.--Io avessi _supito_ pensato a lei!
+
+--A me?.... A me?... Perchè a me?...--balbettò Nora, sforzandosi, ma
+diventando sempre più pallida, più tremante.
+
+--Per poter _afere_.... qualche _dilucitazion_. Lei _savarà_ che io....
+cercando _fra i cart_, fra le carte del Galli, ho trovato questo
+dispaccio.... _soo de lee_...., della signora duchessa.
+
+E il Kloss, che non portava guanti, ficcò le dita pelose nel taschino
+del panciotto e ne tirò fuori il dispaccio di Nora, che spiegò e lesse
+lentamente:
+
+ "Arrivo stasera Milano. Venga subito.
+
+ "ELEONORA CASALBARA."
+
+Il Kloss la guardò, la fissò, poi d'un tratto diventò risoluto,
+violento, villano:
+
+--Lei sa tutto del _suicidi_!
+
+--Ma io non so niente! Non so niente! Le giuro che non so niente!... Io
+gli ho telegrafato perchè gli volevo parlare dei miei soliti affari....
+
+--Nossignora--e il Kloss alzò la voce--lei voleva dei _tanee_!
+
+--Ma io non so niente!... Io non capisco niente!... Io volevo parlare
+al signor Galli, è vero.... gli ho parlato.... degli affari di.... di
+Giovanni.--E smarrita, tramortita, colla voce rotta, congiunse le mani
+supplichevole; pareva volesse inginocchiarsi dinanzi al Kloss.
+
+--No, signora!... Lei _foleva_ centocinquemila _lir_!
+
+L'ardire, l'audacia, la sfrontatezza solite in Nora, questa volta, a
+questo colpo, le mancarono d'un tratto: si sentì serrare il cuore, la
+gola, si sentì agghiacciata dallo spavento, sussultò con un singhiozzo,
+uno schianto convulso.... e abbassò il capo. I capelli le si snodarono;
+una treccia grossa le scese sulle spalle.
+
+Il Kloss ebbe un lampo negli occhi, un impeto, ma si contenne.
+
+Gli affari innanzi tutto.
+
+--Io _desiderassi_.... io _volessi_ assolutamente che lei facesse uno
+sforzo per _ricortarsi_ bene _de tut coss_.... di tutto quanto.... Il
+suo dispaccio coincide con un'altra circostanza.... molto
+aggravante.... con due _chéques_ del complessivo importo, appunto, di
+centocinquemila lire, firmati dal Galli, come mio procuratore, a favore
+del signor Matteo Cantasirena. E io, mi _quartassi pen_, non devo
+nientissimo a _quel scior_!... Come spiega lei la coincidenza del suo
+dispaccio coi due _chéques_? E suo _patre_, suo zio, quel _scior_, o
+chi per esso, all'_Insubria_ hanno riscosse le mie centocinquemila
+lire....
+
+Il Kloss balzò in piedi di colpo.
+
+--Basta colle lacrime! Basta _tremar_--esclamò afferrandole un braccio,
+scotendola.--_Se rispond_! Si risponde!
+
+--No! No! No!--esclamò Nora spaventata, arretrandosi, protendendo le
+braccia.--No! No! No!
+
+Si vedeva arrestata; trascinata dinanzi al cadavere del signor
+Galli.... vedeva la grossa testa gonfia, livida....
+
+--Perdono! Pietà! Compassione!...--E singhiozzando, tremando, non ebbe
+più coraggio di mentire, non ebbe più coraggio di negare; continuava a
+implorare pietà, a implorare perdono.
+
+Il Kloss, la guardava sempre con un barbaglio umido negli occhi torvi;
+poi, incollerito, battè un piede per terra perchè l'altra smettesse di
+piangere, lo ascoltasse; e da padrone, duramente, aspramente, impose le
+sue condizioni, che furono ascoltate con terrore, con spavento.... che
+furono tutte accettate, sommessamente, umilmente, con dei "sì" appena
+intelligibili, bisbigliati con voce fievole, tra i brividi, i tremiti,
+i singhiozzi soffocati.
+
+Gli affari, innanzi tutto: La _liquitazion_ immediata della
+_Cisalpina_: lui, Francesco Kloss, nominato _liquitator_, con pieni
+poteri. Nora stessa doveva parlarne con suo _patre_, con suo zio, con
+quel _scior_--avvertirlo di tutto, perchè il Kloss voleva averlo il
+meno possibile tra i piedi.
+
+E brevemente, sopra un foglietto di carta, scrisse ciò che lei stessa
+doveva far sapere immediatamente a Cantasirena. Sarebbe tornato la sera
+per la risposta.
+
+--Ecco: _patta pacatt_, pari e patta, e cito. _Mi perdessi_, io ci
+perdo centocinquemila lire, ma _cuel scior_ Cantasirena--concluse il
+Kloss, diventando galante--se non va in _calera_, deve _rincraziarla_
+lei!
+
+E con un saltetto, si buttò sul canapè, tirandosi vicino a Nora,
+sdraiandosi.
+
+Nora si ritrasse ancora spaventata.... Ma poi, subito, fu lei che si
+avvicinò, lo guardò come ringraziandolo.... lo guardò con un sorriso
+che appariva ancora timido, spaurito fra le lacrime.... Tornò a
+guardarlo tremando, chinando gli occhi, chinando il capo....
+arrossendo.
+
+Il Kloss dimenando le gambette, si sdraiò di più, più vicino. Poi, con
+una sghignazzata, e per farle capir subito che con lui bisognava metter
+da parte le arie di duchessa e le smorfie ingenue, le domandò:
+
+--E _cussì_?... Abbiamo notizie della Schönfeld?... _Del noster bel_
+contessone?
+
+....Il Casalbara, seduto sul letto, curvo, appoggiato a un monte di
+cuscini, teneva gli occhi sempre fissi, sbarrati sull'uscio dal quale
+era uscita sua moglie.... gli occhi iniettati di sangue, pieni di odio.
+
+
+
+XIII.
+
+
+Quando Francesco Kloss, entrò alla sua Banca, tornò a rifare tutti i
+calcoli attentamente, diligentemente. Centocinquemila lire erano bene
+spese, al patto di _afere in te le man la liquitazione_ della
+_Cisalpina_.
+
+Un affar d'oro!
+
+Tuttavia, gli affari davano al Kloss le ansie, le inquietudini
+dell'artista che cerca la perfezione nell'opera propria.
+
+Centocinquemila lire erano bene spese!... Ma poterle risparmiare
+sarebbe stato _mei anca mò_!
+
+E pensava.... pensava.... arricciandosi i baffi, sogghignando.
+
+Obbligare Matteo Cantasirena a riconoscere questo suo debito.... per
+tutti i casi?... Obbligarlo ad una restituzione, anche rateale, in un
+tempo indeterminato?
+
+Chissà!... Ma poi gli balenò un'altra buona idea, un'idea migliore.
+
+--Sicuro: questo.... è più che giusto.
+
+E scrisse egli stesso alla vedova del signor Galli, perchè venisse
+subito alla Banca.
+
+Fece dei conti rapidamente, sopra un fogliettino di carta volante: fra
+stipendio e partecipazione agli utili, il signor Galli avrebbe avuto un
+credito di cinque o seimila lire. Più, alla Banca era depositata una
+polizza di assicurazione fatta dal Galli, intestata alla moglie per
+ventimila lire. Venticinquemila lire dunque il Kloss le poteva
+risparmiare.
+
+Quando entrò la signora Galli, egli non si alzò, non la salutò, non la
+guardò nemmeno. In poche parole le disse di che si trattava. Suo marito
+si era suicidato dopo aver truffata la banca di centocinquemila lire.
+Per salvare il buon nome del signor Galli egli era disposto a
+dichiarare che aveva trovato tutto in perfetta regola, e anche a
+spiegare e a giustificare il suicidio nel modo il più attendibile: ma
+ben inteso, la signora Galli doveva concorrere.... a riparare al
+danno.... rinunciando a qualunque credito del marito "per stipendi,
+eccettera" e anche all'assicurazione.
+
+La povera donna era entrata nel gabinetto del Kloss senza poter
+parlare, colle lacrime che le gocciolavano dagli occhi; accennò di sì,
+lentamente, e se ne andò, sempre piangendo, sempre senza poter
+proferire una parola.
+
+Il Kloss, mentre essa usciva, alzò il capo e le tenne dietro collo
+sguardo.
+
+--_Quel vecc era molto tenero coi pei tonnett_! Anche _cuella_ lì, era
+riuscita a farsi _sposar cont un fioeu_ d'un _alter_!...
+
+Dopo pranzo, subito, Francesco Kloss tornò dalla duchessa, per avere la
+risposta, e ritirare l'obbligazione in piena regola di Matteo
+Cantasirena.
+
+Fece molto tardi dalla duchessa, e giunse tardissimo al _Cova_, a
+prendere il caffè e latte, nel solito crocchio d'amici: tutta gente
+dell'alta finanza, ricchi industriali, deputati. E portò in quel
+crocchio due notizie: la notizia della liquidazione della _Cisalpina_,
+e quella del povero Casalbara sempre più aggravato.
+
+I _tispiasè_ della _Cisalpina_, le esagerazioni, le calunnie avevano
+peggiorato precipitosamente il suo mal di cuore. E parlò della
+duchessa, della assistenza che prestava al marito, dello sue cure, con
+un entusiasmo, un calore affatto insolito.
+
+--_È una tonna marafigliosa!... marafigliosa de coragg_!
+
+Poi annunciò che il giorno dopo avrebbe pubblicata una dichiarazione
+nell'_Italia_, una dichiarazione esplicita, che avrebbe tagliate le
+gambe ad una infinità di dicerie.
+
+--Anche i _tisortini di Primarol_? Tutte mene dei _socialista_! È ormai
+tempo di finirla _coi ciacer_!
+
+Gli altri del crocchio, gli amici, lo guardavano stupiti.
+
+--Come?... se aveva sempre gridato contro quella carnovalata?
+
+Il Kloss cominciava a contradirsi.
+
+--L'_attuazion_ era sbagliata; ma l'idea fondamentale del _Fara-pon_
+era eccellente. Perchè tante spese, perchè ricorrere alla
+_navigazion_... quando si può servirsi benissimo dell'elettricità?...
+La _Cisalpina_ aveva fatto _i robb tropp all'incrande_: i suoi
+amministratori _mi li contannassi_ per spensieratezza, per
+inesperienza, ma per _latreria_ questo poi no! Erano tutte
+esagerazioni, calunnie, le quali non facevano altro che scuotere la
+fiducia nei nostri affari.... nel nostro credito. Quel Matteo
+Cantasirena è un _mecalomane_, questo si può dirlo impunemente. _L'è_
+el padre eterno di _badalucch_! _Cuel_ Fontanella, _l'è_ un
+progressista poeta.... che fa ai _pugn cont_ l'aritmetica: ma gli
+architetti, _i ingegnee_ sono tutti eguali! Una disgrazia.... a chi la
+capita! Un _Cuarantott_! Ma nel comitato c'era di _fior de personn_.
+_Cuel_ Brunetti, il Vergani, il Bizzarelli?... _Cuel tetescon_ del
+Duranti?... E del presidente, del Casalbara?... Parlemen no!... Il
+povero vecchio ci lascia la pelle!... Un uomo _straortinari_!... Un
+patriotta dei più _penemeriti_!
+
+Gli altri s'interessavano: il Casalbara era sempre stato un gentiluomo
+perfetto, una bravissima persona: certo anche in quella guerra contro
+la _Cisalpina_ c'erano state grandi esagerazioni.
+
+--Rivalità d'interessi! Però un uomo che può vantare il passato del
+duca di Casalbara, deve imporre un certo rispetto, una certa
+discrezione nei giudizi.
+
+Il giorno dopo comparve nell'_Italia_ la lettera del Kloss, colla quale
+"per debito di coscienza e di lealtà" egli dichiarava esplicitamente e
+formalmente che tutte le dicerie messe in giro circa il suicidio del
+suo egregio e compianto procuratore signor Ambrogio Galli erano affatto
+destituite di qualsiasi fondamento. La probità dell'estinto era
+superiore ad ogni sospetto. Il suicidio si doveva attribuire ad una
+malattia di fegato che già affliggeva il signor Galli da molti anni,
+con forti assalti di nevrosi ipocondriaca, malattia che il signor
+Galli, pur troppo, aveva saputo essere ormai incurabile".
+
+E in un'altra parte del giornale, v'era poi la notizia dello stato
+gravissimo del duca Giovanni di Casalbara, senatore del regno, col
+seguente commento: "I gravi fatti di Primarole e di Castellanzo hanno
+certo influito sulla salute, già da tempo assai cagionevole,
+dell'illustre patriotta. Rimane però la speranza, che l'assistenza
+esemplare, le cure affettuose, assidue della duchessa di Casalbara,
+ammirabile di coraggio, di devozione, di abnegazione, abbiano a
+conservare un'esistenza tanto cara e preziosa alla patria."
+
+La sera stessa, le _Risorse Italiche_ riportarono la dichiarazione del
+Kloss.
+
+E in prima pagina avevano due colonne coi particolari della malattia
+del senatore Giovanni di Casalbara, "unito al nostro direttore da
+affetti e da legami più che filiali". E già si ricordava la sua vita,
+cominciando dall'arresto del fratello Eriprando, poi le sofferenze, il
+martirio, l'esilio, i grandi sacrifici, poi l'operosità pel bene del
+paese, poi come egli pure fosse stato con altri attratto dalla sublime
+utopia del Fara-Bon, e come la sconfitta e gli attacchi avessero
+colpito il suo cuore generoso, magnanimo. "Angelo caro e salutare del
+conforto, veglia al letto dell'illustre infermo la giovane sposa, fra
+le gentildonne italiane, esempio purissimo di amore, di virtù, di
+sacrificio."
+
+Tutti gli altri giornali, i giornali amici del Bonforti, i giornali
+amici del Ghirlanda, i giornali ispirati dal Governo e i giornali
+ispirati da Pio Calca e da monsignor Meneguzzi, tutti quanti, si
+affrettarono a pubblicare la dichiarazione dell'onorevole commendator
+Francesco Kloss, relativa all'avvenuto suicidio del suo procuratore,
+l'integerrimo signor Galli, affetto da incurabile malattia di fegato, e
+tutti pubblicarono pure, ogni giorno, il bollettino firmato dal dottor
+Foresti, sulla malattia dell'illustre patriotta, Giovanni di Casalbara,
+senatore del regno.
+
+Le notizie del duca si facevano a mano a mano più gravi, e a mano mano
+veniva maggiormente ammirata la nobilissima signora duchessa,
+instancabile nelle cure, nell'affetto, nella devozione.
+
+--_L'è una tonna motèl_!--esclamava il Kloss ogni giorno più incantato
+ed entusiasmato.
+
+Sebbene i brogli e i pasticci della _Cisalpina_ fossero imputabili
+soltanto a Matteo Cantasirena e al Fontanella e questi due soltanto ne
+avrebbero dovuto rispondere, non erano però essi soli i più atterriti
+dall'idea di uno scandalo, di un processo. Dal più al meno lo temevano
+tutti, anche le vittime; i danneggiati, gli sfruttati, come gli
+sfruttatori.
+
+Aveva ragione Francesco Kloss:
+
+--Era ormai tempo di finirla colle chiacchiere, colle esagerazioni!
+
+I due deputati di estrema sinistra che avevano fornicato col segretario
+generale della _Cisalpina_ per assicurarsi il collegio, la triade del
+Bizzarelli, del Vergani, del Brunetti sbrogliatasi di sotterfugio per
+passare agli ordini e alle imprese del Kloss, quel conte Bobboli-beì
+sempre in ansie per le sue campagne africane, il Tolomei che in molte
+distrette di denaro aveva scritto e invocato egli pure, e il Duranti
+sempre pauroso di veder rievocare insidiosamente la devozione di suo
+padre, i servigi di suo padre a casa d'Austria.... chi mai avrebbe
+desiderato che si rimestasse nelle acque limacciose della
+_Navigazione_? Nessuno dei consiglieri e nessuno forse degli azionisti,
+di quelli almeno che avrebbero potuto farsi valere, esigere davvero la
+luce.
+
+Monsignor Meneguzzi, per esempio, avrebbe dovuto, anche a nome della
+moralità, a nome del partito cattolico, spiegare la sua energia, la sua
+influenza. Ma ahimè! Anche il Monsignore delle contesse, aveva avuto il
+torto di scrivere troppi bigliettini.... alla duchessa della
+_Navigazione_! Attaccati, quei radicali sarebbero stati capaci di
+tutto. Che cosa avrebbe detto l'Arcivescovo se fosse venuta alla luce
+quella letterina.... in cui il prelato inviava alla bella signora una
+preziosissima reliquia di santa Isabella, sorella del re di
+Francia--anche i santi di Monsignor Meneguzzi erano tutti
+aristocratici--pregandola di accettarla come sua memoria in cambio di
+quell'anello, che per lui sarebbe stato un gaudio dello spirito il
+poterle offrire, il poterle lasciare.... infilato nella manina candida
+e pura come un pensiero di San Luigi, ma che era costretto a domandarle
+di ritorno per i commenti di Pio Calca, un ragazzaccio pettegolo e
+sciocco? Che cosa avrebbe detto l'Arcivescovo?
+
+Era meglio invece adoperare anche l'influenza dell'Arcivescovo, perchè
+quelle chiacchiere, quei pasticci, quegli scandali fossero messi in
+tacere.
+
+Era ormai tempo di finirla con tante esagerazioni, con tante
+calunnie!... Ne andava di mezzo il credito del paese, la sincerità, la
+moralità degli affari. Negli affari non si vive di brutture, di
+denunce, di diffamazioni! Bisogna lavorare, e, quando si è sbagliato,
+riparare. Quelli che si accanivano a sparlare della _Cisalpina_, erano
+i soliti impotenti, astiosi, che volevano pescare nel torbido. Anche i
+disordini di Primarole e di Castellanzo erano stati istigati,
+fomentati.... dai socialisti tedeschi!
+
+E le vittime? Le solite glorificazioni postume dei facinorosi, che
+suscitano torbidi e rivoluzioni. Quel _Francia_ intanto,--si era saputo
+poi,--era un anarchico in relazione cogli autori degli ultimi
+attentati! E quel sorvegliante?... Quello che chiamavano il _Teddeum_?
+Una specie di aguzzino, che violentava le donne e bastonava i ragazzi,
+un lupo.... che le pecore avevano fatto benissimo a sbranare!
+
+La vittima vera, la sola vittima, la vittima grande era il povero duca
+di Casalbara! E crebbe a dismisura l'interessamento per lui, e attorno
+all'illustre infermo fu uno scoppio, un clamore, un'esplosione di
+patriottismo! E come il vero martire, il duca Eriprando era stato
+dimenticato quando il duca Giovanni cominciava a vivere, così il
+martire generoso e intemerato veniva dimenticato allora, confuso allora
+col duca Giovanni, col senatore Giovanni di Casalbara che moriva: la
+gente non ricordava più bene quale dei due fratelli fosse stato
+prigione a Josephstadt: ma certo, se c'era stato il duca Eriprando,
+c'era stato anche il duca Giovanni.
+
+Matteo Cantasirena era un solo gemito: tutto un mugolio di gemiti. Il
+dolore gli sprofondava gli occhi nel faccione abbattuto: sudava,
+ansava. Ma poi:--_Sursum corda_!--esclamava.--In alto il core! E
+coll'orgoglio di essere uscito _incolume_ (senza un soldo!) dagli
+affari come dalla politica!--In alto il core!--Il mio concorso al
+mausoleo di Giovanni di Casalbara, sarà tributo di operosità, di
+lavoro! Percosso, ma non sfiduciato.... Ricominciamo! Nel lavoro il
+conforto per la perdita del congiunto, del fratello, del figlio, del
+compagno di congiura, di carcere, di lotta! Nel lavoro l'oblio delle
+molteplici ingratitudini!... E poichè Evelina, quella tirolese, è
+scomparsa nell'ora dei sacrifici, sarà in un cuore.... superstite, che
+io cercherò la mia ora quotidiana di sosta, di tregua. Buona, squisita
+Gioconda! Un essere inferiore.... per i pregiudizi sociali; non per
+me!... E di nuovo, subito, al _Dizionario dei patriotti viventi_! Una
+nuova serie.... magnanima.... I patriotti dell'impopolarità.... E di
+nuovo alla mia grande idea.... una rivoluzione nel giornalismo.... un
+giornale.... colossale.... Il _Giornale club_.... ogni abbonato....
+azionista, comproprietario.... Grandi sale di ricevimento, di lettura,
+di giuoco.... di scherma.... prestiti ai soci.... banca di sconto....
+
+Il dottor Foresti, le ciglia aggrottate, la faccia marmorea, immobile,
+scrollava il capo e sospirava, quando gli domandavano del suo illustre
+ammalato: ormai non c'era più speranza; l'occhio del duca non era più
+fisso, sbarrato sulla moglie;... il rantolo solo era più grave, più
+affannoso. La duchessa Eleonora non lo abbandonava un momento: quando
+usciva da quella camera buia e afosa, rimaneva lì nella prima stanza o
+nel salotto vicino.
+
+Era gelosa di tutti gli altri: la giovane sposa innamorata, di Nizza,
+non si smentiva in quel momento: era attaccata a quelle ultime ore
+della cara esistenza, con ansia cupida, golosa.
+
+E nella poesia della giovane donna, così innamorata, sempre innamorata
+del vecchio e grande patriotta, al punto di voler essere la sua sola
+infermiera, al punto di voler raccogliere lei sola, tutti lei, gli
+ultimi palpiti di quel gran cuore; veniva affatto dimenticata la
+signorina Cantasirena, la maestrina di canto e di pianoforte, l'amica
+della Schönfeld.... venivano dimenticate le avventure campestri di
+Casalbara.
+
+E anche lei forse, Eleonora, aveva tutto dimenticato: adesso godeva,
+viveva solo di quel compianto, di quelle lodi, di quell'ammirazione.
+
+Lord e lady Paget erano appunto venuti da Nizza per vederla: da Roma,
+dal Senato, dalla Camera, dal Quirinale eran giunti telegrammi
+chiedendo notizie del marito, con auguri e voti e conforti....
+
+Monsignor Meneguzzi aveva indotto donna Alessandrina, l'austera madre
+di Pio Calca, a farle visita, e dietro a lei tutto lo stuolo delle sue
+contesse.
+
+Donna Alessandrina, aveva trovato la duchessa Eleonora veramente
+sublime di virtù e di coraggio, e l'additava come esempio alle
+gentildonne cristiane: e la duchessa di Casalbara diventava sempre più
+di moda a Milano per il suo dolore di moglie, come era stata di moda a
+Nizza per il suo amore di sposa.
+
+Della _Cisalpina_, nessuno più parlava: non era di "buon gusto", non
+era patriottico il parlarne.
+
+Francesco Kloss si recava sempre più tardi al Cova, la sera, a bere il
+suo caffè e latte.--Anche il Kloss faceva un po' di assistenza al
+Casalbara e un po' di compagnia alla duchessa.
+
+_--La fera tonna motèl.... con tutt i perfezion!..._
+
+E quando i suoi amici, gente d'affari, gli domandavano conto della
+liquidazione della _Cisalpina_, dichiarava che procedeva penissimo.
+
+C'erano delle irregolarità: ma come aveva sempre detto, erano più da
+attribuirsi a _balortaccine_ che a _mala fed_. E soggiungeva che se
+qualche pasticcio c'era, si doveva attribuirlo al segretario
+particolare del Cantasirena:
+
+--_Un tristo soccett_.... un certo Laner del _Tirol_, ma lui come i
+_feri pirpanti_, prima ancora del temporal, aveva preso il volo.... con
+_fentimila lir!_
+
+E mentre parlava del Laner, la rabbia, il veleno, la bile gli
+schizzavano dagli occhi astiosi, gelosi.
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+La signora Angelica e la signora Rosa non erano più sole a Crodarossa.
+Quando attraversavano la piazza, e in chiesa, all'ora della messa, e
+quando scendevano dopo la solita passeggiata dall'alto della viottola
+del Santuario, c'era sempre con loro un'altra donnetta, pure piccolina,
+secca secca e nera, e inoltre un po' curva, un po' gobba. Era la terza
+signora Laner, era la signora Evelina.
+
+Ed Evelina, come la sola maritata, in segno di considerazione e di
+rispetto era sempre tenuta in mezzo dalle altre due.
+
+Il sogno di Evelina era raggiunto!
+
+Essa aveva ormai la sua casetta tranquilla, ordinata, il pranzo e la
+colazione sempre sicuri e sempre a quell'ora, senza le ansie del
+lavoro, senza il tormento dei debiti.
+
+Evelina era capitata improvvisamente a Crodarossa; non aveva avuto il
+tempo di avvertire le zie. Era scappata da Casalbara in una
+carrettella, col Laner che le teneva dietro, docile, muto, istupidito.
+
+Erano arrivati di mattina, verso le undici, un'ora prima del desinare,
+ma Evelina aveva frenata la commozione, la maraviglia, lo
+sconvolgimento delle sue care zie, per non recare alcun trambusto.
+
+--Ci fermeremo un po' di giorni, e vi conterò tutto più tardi!--E
+subito le aiutò e aiutò la Nunziatina a preparare il pranzo.
+
+Don Giuseppe, di ritorno dalla chiesa col suo solito appetito, non ebbe
+tempo di turbarsi, vedendosi dinnanzi inaspettatamente "i milanesi"
+perchè la minestra era in tavola.
+
+--Ha preparato tutto, ha fatto tutto la nostra Evelina!
+
+--Tutto quanto! Tutto quanto!--esclamavano la signora Angelica e la
+signora Rosa, un po' inquiete, un po' intimorite, indicando a Don
+Giuseppe, per far entrare subito Evelina nelle sue buone grazie, la
+zuppiera odorosa, fumante.
+
+Il prete, che da lontano avrebbe fatto tutto il possibile per impedire
+e scongiurare quello scombussolamento, preso di colpo, e alla vista
+improvvisa di quel suo ragazzo diventato un uomo, ebbe uno slancio del
+cuore e lo abbracciò strettamente, con trasporto, con commozione.
+
+La signora Angelica e la signora Rosa si guardarono mute, mentre
+scioglievano il tovagliolo, e gli occhi delle due vecchiette si
+gonfiarono di lacrime, certo le lacrime più dolci della loro vita.
+
+Evelina baciò la mano a Don Giuseppe, devotamente, poi sedettero a
+tavola, e si fecero il segno della croce. Evelina, che stava attenta a
+tutto, si segnò subito, insieme agli altri.
+
+--Faremo il possibile per non dar disturbo in questi pochi
+giorni,--disse poi, dopo che ebbero mangiato in silenzio la minestra.
+
+--Sicuro....--esclamò Don Giuseppe, il quale, calmata l'emozione del
+primo momento, si sentiva impacciato da quella tavola più grande, da
+quel numero maggiore di persone, dalla necessità di dover parlare con
+Evelina che non aveva mai visto.--Sicuro, diremo.... diremo che la
+stagione è poco propizia e quando comincerà la neve.... a Crodarossa
+non vedremo più che gli orsi.
+
+--Oh, allora saremo a Milano!--esclamò Evelina, guardando le zie con
+un'occhiata affettuosa, carezzevole, guardando Don Giuseppe con una
+timidezza quasi soave.--Soltanto, per adesso, Pietro è un po' stanco,
+dopo tanto lavoro, dopo tante scosse.
+
+Pietro, sempre a capo basso, pallido, ebbe un tremito.
+
+Anche alle zie e a Don Giuseppe era trapelato qualche cosa delle
+vicende della _Cisalpina_, ma nessuno fiatò per un riguardo alla nipote
+del signor _commendatore direttor_ "che doveva aver fatto una quantità
+di spropositi, poveretto!"
+
+Don Giuseppe sospirò gravemente. Poi guardò Pierino.
+
+--In fatti.... la cera.... per dir la verità, non è troppo bella!
+
+--Ha bisogno soltanto di rimettersi con un po' di giorni di riposo. Del
+resto, fortunatamente, la condizione affatto subalterna di mio marito,
+lo salva da qualunque responsabilità morale e materiale.
+
+--E allora ringraziamo di cuore Quel di lassù perchè.... diremo.... in
+questo caso.... si tratta di una vera provvidenza!--E Don Giuseppe alzò
+le mani e tirò il fiato.
+
+La signora Angelica e la signora Rosina tornarono a guardarsi mute, a
+tranquillarsi vicendevolmente e a comunicarsi la loro contentezza anche
+sotto questo rapporto.
+
+Don Giuseppe, quel giorno, aveva molto da fare per le istruzioni
+religiose; ma quando arrivò la sera, la cena era pronta e Don Giuseppe
+ebbe una sorpresa: un piatto di patate alla _béchamelle_.
+
+--Eccellenti! squisitissime!--E guardò Evelina perchè la bella
+improvvisata doveva venire da quella parte.
+
+Infatti Evelina sorrideva, arrossiva, chinava il capo, e la signora
+Angelica e la signora Rosa si scambiavano una rapida occhiata,
+trionfando.
+
+--Diremo: è una vera perfezione!--Don Giuseppe ne prese una seconda
+volta.--Io ho mangiato le patate in cento mila modi, ma così buone,
+mai!--E domandò se quella salsa, quel condimento, aveva un nome
+speciale.
+
+--Si chiamano patate alla _béchamelle_.
+
+Don Giuseppe si fece ripetere il nome per impararlo bene, poi stimolato
+dagli sguardi giubilanti della signora Angelica e della signora Rosina
+che gli spingevano il piatto dinanzi, ne prese una terza porzione
+esclamando:
+
+--E allora ringraziamo Quel di lassù che ci ha dato anche diremo.... la
+_béchamelle!_
+
+Evelina spiegò com'era fatto quel condimento: un po' di farina bianca,
+un po' di burro, un po' di latte, un po' di formaggio, un torlo d'ovo,
+e il tutto ben sbattuto e fatto cuocere lentamente.--Io ho sempre avuto
+una gran passione per far da cucina. Il pranzo a Pietro lo facevo
+sempre io: intanto si è sicuri di due cose: di ciò che si mangia e
+della pulizia.
+
+--Benissimo,--approvò Don Giuseppe.
+
+Allora Evelina, modesta, senza darsi alcuna importanza, e mentre Pietro
+si era ritirato nell'angolo più buio della camera a fumare la pipa,
+raccontò gli altri piatti che sapeva fare, e come si poteva risparmiare
+su questo e risparmiare su quello e risparmiare su tutto.
+
+--Benissimo!--esclamò Don Giuseppe approvando pienamente. Poi si voltò
+verso la signora Angelica e la signora Rosa.
+
+--E così, i nostri sposi, abbiamo pensato ad alloggiarli bene?
+
+--Nella nostra camera: è la più grande. Ed è già tutto a posto.
+
+--Tutto quanto!
+
+--Come?... Così presto?...--esclamò Don Giuseppe, fingendosi
+maravigliato per compiacere e fare un po' di complimenti anche alle
+signore Laner.
+
+--La nostra sposa è tanto svelta!
+
+--Abbiamo lavorato tutti di lena! E anche la Nunziatina, che brava, che
+buona ragazza!
+
+--Buonissima!--soggiunsero le signore Laner, ed Evelina concluse che
+voleva già bene alla Nunziatina e che le sembrava di essere sempre
+stata a Crodarossa.
+
+--E allora,--esclamò Don Giuseppe,--niente di meglio! Dove si sta bene,
+si rimane!
+
+Ormai Don Giuseppe si era abituato a quella stanza più viva, più
+animata per il numero maggiore di persone. Ormai tutto era a posto:
+ormai lo scombussolamento sarebbe avvenuto quando "i milanesi" fossero
+tornati via!
+
+E velina accennò brevemente, parlando a voce più bassa, per non essere
+udita da Pietro, ai fatti di Primarole e di Casalbara, giustificando lo
+zio Matteo, giustificando il signor duca Giovanni, sempre ammalato e
+tanto vecchio, poveretto, e attribuendo il male di tutto quanto, alla
+mancanza di fede, di religione, di moralità nei costumi, nelle
+famiglie, all'abuso di libertà, alla gente cattiva, alle _sette_ degli
+eretici. In quanto a lei non faceva altro che pregare il Signore e la
+beata Vergine perchè tutto andasse a finir bene, e lo sperava. In ogni
+modo, anche per certe sue viste di prudenza, aveva fatto la risoluzione
+di ritirarsi, per un po' di giorni, a Crodarossa:--Perchè Pietro,--e
+abbassava di più la voce, e indicava nel cantuccio buio, dove non si
+vedeva altro che il luccicore, la bragia rossa della pipa,--perchè
+Pietro, così di buon cuore, trovandosi in mezzo alla burrasca, avrebbe
+finito, magari, a correre anche lui qualche pericolo.... per voler
+salvare gli altri!...
+
+--Bravo! Lei ha fatto benissimo!--esclamò Don Giuseppe approvando anche
+col capo, mentre la signora Angelica e la signora Rosa guardavano
+Evelina cogli occhi colmi di ammirazione e di gratitudine.
+
+--Che angelo!
+
+--Un vero angelo!
+
+Il giorno dopo, finita la messa, vedendo la moglie del sagrestano colla
+faccia bendata, perchè spasimava del mal di denti, Evelina la fece
+venir a casa e la guarì con una goccia di laudano. Tutti in paese,
+quando passava la sposa dei Laner, si fermavano per conoscerla, per
+salutarla.... ed Evelina, subito, seppe farsi amare da tutti. Insegnò a
+fare le patate alla _béchamelle_ alla moglie del giudice di pace, alla
+moglie dell'ufficiale di posta e alla sorella del dottore: in pochi
+giorni la signora Angelica e la signora Rosina furono completamente
+oscurate dalla autorità della signora Laner. Non c'era più che la
+signora Laner per tutta Crodarossa, non c'era più che la signora Laner
+per la Nunziatina, per la lavandaia, per l'ortolano, per Don Giuseppe.
+
+Ma le zie non ne erano gelose; anzi, si sottomettevano anch'esse alla
+superiorità di Evelina, senza più far niente, senza più toccar niente,
+se prima non avevano sentita Evelina: Evelina così brava, Evelina così
+svelta, Evelina così economa!... Un gran portento di economia!
+
+La seguivano ad ogni passo, trotterellando, facevano tutto sotto la sua
+direzione e i suoi ordini, in casa, nella canonica, in cucina,
+nell'orto. Evelina era piena di garbo, Evelina era piena di testa,
+Evelina era piena _de cuor!_
+
+Tutto questo, le due vecchiette lo pensavano, lo esprimevano col viso,
+cogli occhi, coi gesti.... non colle parole perchè non parlavano più.
+
+Non avendo più da dare i loro ordini, le loro disposizioni alla
+Nunziatina, alla lavandaia, all'ortolano, non parlavano più.
+
+Dicevano soltanto: _Jesus Maria! Jesus Maria Joseph!_ quando si
+trattava di ammirare qualche nuovo portento di Evelina. E soltanto la
+sera, mentre si spogliavano, nella loro nuova cameretta, un buco, una
+topaia, sopra lo stanzone delle frutta, tutto pieno dell'odore delle
+mele cotogne e delle cipolle e che aveva luce da un abbaino sul tetto,
+si scambiavano le loro apprensioni, riguardo alla salute di Pierino.
+
+--Povero _Pierin!_ Invece di rimettersi diventa pallido, diventa magro,
+_scarmo_ tutti i giorni di più!
+
+--Non mangia, non dorme, povero _Pierin!_
+
+Ma poi si consolarono perchè Evelina continuava a ripetere che la causa
+dell'abbattimento, del malessere di Pietro, era soltanto la stanchezza
+per il troppo lavoro; un po' di anemia, di esaurimento nervoso, dopo
+tante inquietudini, tante agitazioni....
+
+Soltanto a Don Giuseppe, Evelina aveva detta tutta la verità, aveva
+confidato tutto, aveva raccontato di quella cattiva donna che lo aveva
+sedotto, ammaliato, colle arti del demonio, e come Pietro fosse ridotto
+in uno stato così misero, appunto perchè era sempre sotto l'influenza
+di quella passione funesta. E Don Giuseppe, degno in tutto della sua
+santa missione di protettore, di salvatore, di consolatore delle anime,
+Don Giuseppe doveva toccare il cuore di Pietro, ottenere il suo
+pentimento, il suo ravvedimento.
+
+--Certo, sicuramente, per quanto servo indegnissimo di nostro
+Signore,--e il prete si levava la berretta,-è il mio dovere. Procurerò,
+per quanto sarà nelle mie forze, e per quanto la testa di Pierino sia
+sempre stata una testa sbagliata, esaltata, ribelle a qualunque savio
+suggerimento, procurerò insomma, di fargli aprir gli occhi.... dinanzi
+al precipizio!
+
+Don Giuseppe sospirava; era un compito difficile!... Vi erano impegnate
+la sua coscienza e la sua sacra missione, ma.... era un compito
+scabrosissimo!... E intanto che domandava e aspettava l'ispirazione di
+Quel di lassù "che tutto vede e provvede" lasciava passare il tempo
+senza aver mai il coraggio e la lena di prender Pietro da parte e di
+affrontare l'argomento così delicato.
+
+Ma un giorno, dopo pranzo, mentre recitava il breviario, Pietro, come
+un pazzo, si precipitò di colpo in camera sua, si precipitò a' suoi
+piedi.
+
+Pietro Laner anche così solo, così lontano, chiuso fra le sue montagne,
+aveva sempre nelle orecchie gli urli della folla di Casalbara, aveva
+sempre dinanzi agli occhi la faccia livida, contraffatta del duca, le
+pupille fisse, terribili, le labbra gonfie, livide, tremanti di quel
+vecchio che lo aveva maledetto ingiuriandolo:
+
+--Vigliacco!
+
+E Pietro Laner sentiva vivo, atroce, quel vigliacco, lo sentiva nel
+sangue, nel cuore, nella sua coscienza, in ogni ricordo di Nora, in
+ogni ricordo della sua vita, e lo sentiva sempre più atroce, più
+rovente.
+
+Era vero: era stato un vigliacco! Era un vigliacco!
+
+Perchè non aveva avuto il coraggio di lanciarsi contro quella folla, di
+farsi uccidere?
+
+Vigliacco!... Vigliacco!...
+
+Perchè era fuggito dinanzi a quel vecchio?... Perchè non aveva avuto
+cuore di fissarlo in volto, e di sbattergli in faccia la verità?...
+
+Perchè non gli aveva detto: Sei stato tu a sedurre la mia amante, la
+mia sposa, a spezzare il mio cuore, a spezzare la mia vita?... Sei
+stato tu il traditore, il seduttore.... il vigliacco!
+
+Ma allora perchè era lì in casa sua, era lì con Evelina, con sua
+moglie, a dormire, a mangiare? Era vero dunque! L'urlo della folla era
+il grido segreto, invano soffocato, l'urlo della folla era il grido
+della sua coscienza! Egli era dunque un mantenuto?... Un mantenuto!...
+Perciò era fuggito dinanzi a quel vecchio!
+
+Non c'era più redenzione, non c'era più riabilitazione, non c'era più
+salute per lui.
+
+Ma Dio, Dio, il Dio vero, il Dio giusto, il Dio onnipotente, perdonava!
+Ma la Vergine mistica della sua fede, la madre dei peccatori e degli
+afflitti, perdonava. E lì, a Crodarossa, c'era la _sua_, proprio la
+_sua_ Madonna, la sua Madonnina buona, benedetta, santa, quella che
+aveva ascoltata la sua prima preghiera.... quella che aveva ascoltato
+il suo primo pentimento!... Ma per ottenere quel perdono, per ottenere
+quella pace, egli doveva avere orrore delle sue colpe.... Nora non
+doveva più esistere per lui.... Era la dannazione, l'inferno, era il
+peccato!... E come poteva invocare, e ottenere il perdono e
+riacquistare la pace quando sulle sue labbra che bisbigliavano le
+parole del pentimento, fremeva ancora il desiderio dei baci, quando
+aveva Nora nel cuore, la sentiva nel sangue, quando la chiamava, quando
+l'invocava, quando la voleva sempre?
+
+.... Poi, aveva saputo che il duca stava male, che il duca era
+agonizzante, morente....
+
+--Dio! Dio! Il duca moriva, moriva!--E un nuovo senso di terrore gli
+faceva dimenticare tutto il resto, gli faceva dimenticare anche Nora!
+
+Era lui che aveva spezzato il cuore al Casalbara, era lui che lo
+uccideva. E nella superstizione paurosa, pensava che la sua pace in
+terra e il perdono di Dio, non dipendevano più che dalla vita del
+Casalbara. Quel vecchio era diventato il suo rimorso, la sua coscienza,
+la sua salute, la sua speranza....
+
+Guai! guai quando il Casalbara fosse morto! aveva paura del Casalbara
+morto, aveva paura di quell'uomo diventato spirito, diventato spettro!
+
+E siccome ogni giorno, ogni giorno, quel vecchio si avvicinava alla
+morte, così ogni giorno cresceva il suo terrore, la sua disperazione,
+la sua pazzia. Perchè Pietro era diventato pazzo, era pazzo: vedeva lo
+spirito di quel vecchio lottare, dibattersi, per isciogliersi da ogni
+legame.... vedeva quell'uomo diventato spirito, diventato spettro,
+inseguirlo cogli occhi sbarrati, fissi, terribili....
+
+.... La notizia della morte del Casalbara era giunta quel giorno da
+Milano, con tutta la roba di Evelina, e Pietro Laner era corso a
+buttarsi ai piedi di Don Giuseppe.
+
+Il buon prete lo abbracciò, lo baciò. Lo fece sedere vicino a sè,
+prendendogli le mani, stringendogliele, accarezzandole, cercando di
+calmarlo, di consolarlo; poi quando vide diminuito il tremito, lo
+sgomento del poveretto, cominciò ad ammonirlo, ma sempre dolcemente,
+affettuosamente.
+
+--_In primis venerare Deum_. Questo è il fondamento di tutto quanto: e
+venerandolo, naturalmente, dobbiamo sempre ricordare, a sua gloria e a
+nostro conforto, che la sua misericordia è infinita. Basta che la
+promessa di emendarsi e l'orrore pei nostri falli siano sinceri.--E
+ricordati che dobbiamo essere di parola, dobbiamo essere di parola
+anche col nostro Signore, l'Altissimo!--e il prete si levò la
+berretta--anzi, diremo con Lui, tanto più!
+
+Don Giuseppe tornò a baciare Pietro sui capelli, e a sorridere
+accarezzandolo.
+
+--Ti dico questo, perchè molti i quali si guarderebbero bene dal mancar
+di parola in un affare qualunque, con quel di lassù non hanno tanti
+scrupoli e vengono meno allegramente e quasi, direi, quotidianamente,
+al proprio impegno!
+
+Oh, le umili, le semplici parole! Pietro le aveva sentite ripetere
+tante volte! Erano le stesse: erano i primi ammonimenti, i primi
+ammaestramenti: Pietro ascoltandole, ritornava Pierino. Quelle semplici
+e umili parole sentite nella sua fanciullezza, gli ridavano la pace,
+erano per lui come un'aura fresca, balsamica, purificatrice. Spariva il
+poeta dell'_Invito_, dell'_Incanto_, dell'_Inganno _, il direttore
+dell'_Emporio Letterario_, il collaboratore della _Gazzetta Lombarda_ e
+delle _Risorse Italiche_, il fidanzato di Nora e l'amante della
+duchessa di Casalbara.... Ritornava Pierino, Pierino credente, Pierino
+innocente, "il Pierino" dei mortaretti, e dei mattutini, il Pierino del
+mese di Maria al Santuario di Crodarossa!...
+
+--È vero dunque?...--balbettò.--La misericordia di Dio è infinita?...
+Anche per me.... per essere perdonato da Dio.... da tutti, basta un
+vero.... un sincero.... un profondo pentimento?
+
+--Il pentimento congiunto alle buone opere e all'adempimento scrupoloso
+di tutti quanti i nostri doveri: doveri verso il nostro Signore
+l'Altissimo, doveri verso il prossimo, doveri sacrosanti verso la
+nostra famiglia. In famiglia, per esempio, e questo è il caso tuo,
+dobbiamo comportarci in modo di non arrecare tribolazioni, ma di
+riuscire invece di aiuto, di conforto. Per questo appunto, diremo,
+anche nell'esame delle nostre colpe, e in tutti gli atti del nostro
+pentimento, bisogna procurare di non far scontare agli altri della
+famiglia i nostri trascorsi, i nostri traviamenti, insomma, i nostri
+peccati. E questo, ripeto, sarebbe precisissimamente anche il tuo caso.
+Le zie, due vere mamme per te, sono vecchie, ormai, poverette; sono,
+diremo.... più di là che di qua! E tu hai l'obbligo di essere loro di
+allegrezza in questi ultimi anni e non di afflizione. Tua moglie....
+
+Pierino ebbe un tremito, ma Don Giuseppe non se ne avvide e continuò:
+
+--Tua moglie verso la quale hai commesso.... diremo.... come si
+dice.... insomma i peccati più grossi, bisogna compensarla,
+coll'affetto, coi bei modi.... e anche con un po' di buon umore! I
+musi, le stranezze, le sgarberie, le lune non hanno niente a che fare
+col pentimento e col proposito di ravvedersi. Quasi, diremo,
+lascierebbero il sospetto, che invece del rimorso delle nostre colpe,
+sia quasi, viceversa, rimasto dentro di noi.... come un rimasuglio....
+di quelle bruttezze!
+
+E Don Giuseppe corrugò la fronte, arrossì di collera, di sdegno:
+
+--Tutta roba del diavolo! Ricordati bene! che conduce alla perdizione
+della salute dell'anima e della salute del corpo. Tutta roba del
+diavolo, che conduce direttamente all'inferno nell'altra vita e poi
+anche in questa medesimamente. Cos'ha lasciato scritto Sant'Agostino?
+_Felicitas perfecta est usus virtutis!_
+
+--Sì! sì! sì!--balbettò Pietro,--come rifugiandosi in quelle parole, in
+quei conforti, in quelle esortazioni "di una volta" per il bisogno di
+ritornare "come una volta" innocente e felice.--Sì! sì! sì!--E si
+lasciò cadere in ginocchio ai piedi del prete.
+
+Voleva confessarsi, come allora, quand'era fanciullo. Dopo la
+confessione egli si sentiva allegro, contento, col cuore in pace, col
+cuore in festa: scappava dal confessionale e correva a far le capriole
+nel prato verde: correva ad arrampicarsi nel bosco, sugli abeti, come
+uno scoiattolo.
+
+Don Giuseppe lo sollevò, lo fece sedere.
+
+--Questo è un buon impeto del cuore! Una santa ispirazione! Bravo!
+
+Pietro rimaneva a testa bassa, curvo, rimpicciolito, umiliato nel suo
+pentimento, dinanzi a quell'uomo che gli rappresentava il perdono.
+
+--Bravo: ma per degnamente ricevere il sacramento della penitenza,
+bisogna impetrare i lumi onde conoscere, la contrizione onde detestare,
+l'umiltà onde confessare sinceramente i propri peccati, ed una volontà
+risoluta di farne la debita penitenza. Devi raccoglierti, meditare,
+fare l'esame della tua coscienza.
+
+Il prete guardò Pierino con dolcezza, sorridendo:
+
+--Ti aiuterò, se vuoi, a fare questo esame: e ti dirò io quale è stato
+il tuo peccato, diremo, fondamentale; la vera origine di tutto quanto:
+è stato la mancanza _di sincerità_. Perchè non basta il non dir bugie,
+dobbiamo essere sinceri anche con noi stessi. Tu, vedi,--continuò Don
+Giuseppe a mano a mano infervorandosi,--hai commesso il peccato
+grandissimo di mancare di sincerità verso gli altri e verso te stesso,
+quando sei scappato in quel modo da Crodarossa per andare a Milano....
+diremo.... a divertirti! Tu non potevi confessare alla tua famiglia,
+non potevi confessare a te stesso, che volevi andare a godere il mondo,
+e farne di tutti i colori, perchè ti sentivi attratto dalle seduzioni
+del peccato, dal vizio, da tutte, diremo, le attrattive e da tutti gli
+ammenicoli della carne e del demonio! Niente affatto! E allora hai
+mentito cogli altri, hai mentito con te stesso.... e sei andato a
+inventare, che cosa?... a inventar la _patria!_
+
+Il prete sospirò, poi sorrise con una certa ironia bonaria, ripetendo
+quella parola:--_la patria!_--Si grattò in testa, con un dito, e gli
+rimase la berretta un po' di traverso.
+
+--La patria!... Per me, povero prete, la _patria_ è lassù: e tutto
+questo mondo non è, diremo.... che la strada per poter arrivare lassù.
+Ma la patria, anche per voi altri, non dovrebbe essere un paese dove
+tutti vanno d'accordo, dove tutti si vogliono bene.... e specialmente,
+dove nessuno muore di fame?... La patria, insomma, di Gesù Cristo,
+nostro Signore, il quale precisamente essendo come Figliuolo di Dio la
+vera luce di tutto quanto, ha scoperto anche la patria universale,
+l'eguaglianza, il socialismo.... e ne ha parlato nel suo Vangelo,
+duemila anni prima, giusto in punto, che ne facessero la scoperta.... i
+moderni talentoni!... Quel santo uomo del tuo buon zio Don Giacomo, che
+ha amato la patria veramente da buon cristiano, l'ha servita, per
+esempio tutta la vita, Le ha dato tutto il suo.... ed è anche morto,
+diremo, per la patria. E tu invece?... Tu per la patria sei scappato a
+Milano a fare un mucchio di spropositi e di peccati! È vero o non è
+vero?
+
+Pietro Laner abbassò la testa e sospirò.
+
+Vi fu un lungo silenzio, poi Don Giuseppe gli domandò sottovoce,
+dolcemente:
+
+--Dobbiamo cominciare?...
+
+Pietro si appressò di più sulla seggiola, tanto quasi da posar la testa
+sul petto del prete: Don Giuseppe lo benedì: si levò la berretta che
+tenne fra le due mani congiunte sulle ginocchia, socchiuse gli occhi e
+ascoltò.
+
+Quella confessione fu generale, piena, intera. Pietro aveva la febbre,
+le smania di accusarsi; sperava accusandosi, di riaffermarsi nella sua
+fede, di ottenere il perdono, l'oblìo, la pace, la serenità....
+
+.... Invece quando uscì dalla canonica, sebbene Don Giuseppe lo avesse
+assolto e baciato in fronte, con un atto mistico di redenzione, il suo
+spirito non era libero, non era tranquillo.... il suo cuore non era
+contento....
+
+Era rimasto come prima, infelice.... grandemente infelice!
+
+Andò nella sua camera, vi si rinchiuse, solo. Era la cameretta delle
+zie, e anche Pietro sedette alla finestra come le due vecchierelle,
+guardando nell'orto, guardando il "Gigantesso"....
+
+--Dio.... Dio.... come era infelice! Quanto si sentiva infelice!... Ma
+sarebbe stato sempre, sempre infelice così?
+
+A Crodarossa cominciava l'inverno.... era il primo giorno d'inverno,
+l'inverno lungo e bigio della montagna.
+
+Pietro Laner sentiva la neve nelle ossa.... nel cervello....
+
+--Dio! Dio! Com'era infelice!... Com'era profondamente infelice!... Ma
+sarebbe stato sempre, sempre infelice così?
+
+Le prime falde di neve calavano, volavano qua e là, portate dal vento
+come piume di cigno.... Poi si fecero più minute.... più spesse....
+
+--Dio! Dio!... Ma sarebbe stato sempre, sempre infelice?...
+
+A mano a mano era tutto un turbinìo confuso, violento, di falde di neve
+sotto il cielo bigio.... A mano a mano sparivano l'orto, il
+"Gigantesso" le montagne sotto quella neve, dietro tutta quella neve,
+quella bufera di neve. Una fila di corvi attraversò pesantemente la
+caligine bianca, incalzante, rammulinante, muta.... fu l'ultimo segno
+di vita. Poi tutta neve.... tutta neve.... Era sparito il cielo.... era
+sparita la terra. Anche il cupo rintocco di una campana era rimasto
+soffocato, sepolto sotto la neve.
+
+Pietro intirizzito, attonito, guardava, guardava.... cercava.... Non
+vide più niente, non udì più niente! Soltanto la neve.... quel turbinìo
+di neve, la neve melanconica, triste, silenziosa.... la neve squallida,
+la neve penetrante col freddo della morte!...
+
+Trasalì, con un brivido.
+
+Non c'era più niente, più niente!
+
+Non c'era più mondo, non c'era più Dio.... Non c'era più Nora!... Oh,
+Nora! Nora! Nora!... Non c'era più!...
+
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of La baraonda, by Gerolamo Rovetta
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA BARAONDA ***
+
+***** This file should be named 28785-8.txt or 28785-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ https://www.gutenberg.org/2/8/7/8/28785/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+https://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
diff --git a/28785-8.zip b/28785-8.zip
new file mode 100644
index 0000000..6d078d2
--- /dev/null
+++ b/28785-8.zip
Binary files differ
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..20154c4
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #28785 (https://www.gutenberg.org/ebooks/28785)