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diff --git a/28785-8.txt b/28785-8.txt new file mode 100644 index 0000000..bcf5f5b --- /dev/null +++ b/28785-8.txt @@ -0,0 +1,17488 @@ +The Project Gutenberg EBook of La baraonda, by Gerolamo Rovetta + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La baraonda + +Author: Gerolamo Rovetta + +Release Date: May 13, 2009 [EBook #28785] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA BARAONDA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + + + + +LA BARAONDA. + + + + + + OPERE di GEROLAMO ROVETTA: + + + ROMANZI E RACCONTI. + + + _Mater Dolorosa_ (8ª. edizione). Milano, Chiesa e Guindani, + _I Barbarò, o le lacrime del prossimo_. (3.ª ediz.). Treves. + _Sott'acqua_ (3.ª edizione). Milano, Treves. + _Tiranni Minimi_ (4.ª edizione). Milano, Treves. + _Ninnoli_ (5.ª edizione). Milano, Chiesa e Guindani. + _Il Processo Montegù_ (3.ª ediz.). Milano, Chiesa e Guindani. + _Il Primo Amante_ (2.ª edizione). Milano, Treves. + Baby (4.ª edizione). Milano, Chiesa e Guindani. + _La Baraonda_. Milano, Treves. + + + TEATRO. + + _Un volo dal Nido_, commedia. Verona, Münster. + _La moglie di Don Giovanni_, dramma. Verona, Münster. + _Collera cieca_, commedia. Verona, Münster. + _In sogno_, commedia in 4 atti. Verona, Münster. + _Gli uomini pratici_, commedia in 3 atti. Milano, Treves. + _Scellerata!_ commedia in un atto. Milano, Treves. + _La Contessa Maria_, dramma in 4 atti. Milano, C. Barbini. + _La Trilogia di Dorina_, comm. in 3 atti. Milano, Treves. + _I Barbarò_, commedia. Milano, Chiesa e Guindani. + _Marco Spada_, comm. in 4 atti. Milano, Chiesa e Guindani. + _Alla città di Roma_, comm. Milano, Chiesa e Guindani. + _La Cameriera Nova_, in dialetto venez. Chiesa e Guindani. + _I Disonesti_, dramma in 3 atti. Milano, Chiesa e Guindani. + + + + + + + GEROLAMO ROVETTA + + + + La Baraonda + + + + ROMANZO + + + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + 1894. + + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + + _Riservati tutti i diritti._ + + + + + Tip. Fratelli Treves. + + + + + +PARTE PRIMA + + +CANTASIRENA. + + + + +I. + + +Nora piombò nella saletta come un fulmine. + +--Ho fame! Ho fame!--Poi gridò, chiamando e voltandosi verso l'uscio +della cucina: + +--Gioconda! Presto! La colazione! + +--La Gioconda,--rispose Evelina, senza alzare il capo nè la voce,--la +Gioconda l'ho mandata adesso alla posta. Torna subito.--E continuò a +scrivere, curva, tutta addosso alla tavola, colla faccia sulle +cartelle. + +Nora, stizzita, si sbottonò d'un colpo, con una sola strappata, la +giacchettina blu dagli occhielli un po' logori, poi brontolando, +cominciò a camminare in su e in giù per la saletta. + +Quanto più la Gioconda tardava a venire, tanto più Nora diventava +rabbiosa, e il suo viso così fresco e roseo, sotto il gran volume dei +capelli biondi, il bel visino spirante una leggiadrìa tutta infantile e +che risaltava piacevolmente per lo splendore magnifico della persona +alta e rigogliosa, si alterava, appariva contraffatto. + +--Tu per altro, gioia! tu l'hai fatta colazione! + +Anche la voce, non era più la solita, dalle calde modulazioni; era +divenuta disarmonica ed aspra. + +L'altra intanto, calma, indifferente, continuava a scrivere, +rannicchiata, bassa, quasi col naso sulle cartelle. + +Evelina lavorava così le intere giornate, occupando sempre il suo +solito cantuccio della tavola da pranzo dove nel gran disordine di +quella gente si ammonticchiava in un batter d'occhio coi libri, coi +giornali, colle lettere, tutta l'altra roba che entrava o aveva finito +di girare per la casa. + +Sopra un fascio di bozze c'era ancora un piatto col bicchiere e col +tovagliolo di Evelina: tutto sotto l'attenta e immobile sorveglianza di +_Numa_, il gattone rosso. Ed era stata appunto la vista di quella roba, +del piatto col bicchiere e col tovagliolo, la vera cagione della +stizza, dell'ira crescente di Nora. + +E la Gioconda non si faceva vedere! + +--Tu fai il comodo tuo, senza darti pensiero di nessuno!... Quando sai +che io devo tornare a casa dopo essermi spolmonata con tre ore di +lezione, allora mandi fuori la Gioconda colle lettere!--e irritata +anche perchè le sue parole non facevano nessun effetto, le buttò i +guanti con violenza sul capo. + +_Numa_ sparì d'un tratto. Evelina asciugò la cartella che si era +macchiata d'inchiostro, cercò una parola scartabellando un dizionario, +e ricominciò a scrivere come prima. + +--La Gioconda deve essere qui subito!--disse poi, a mezza voce, come se +parlasse fra sè. + +L'altra ricominciò a girare e a brontolare. + +--Che vita! Che vita! Che vita! Ma presto, per fortuna....--e questo lo +mormorò più sottovoce--me ne andrò! me ne vado! subito! a qualunque +costo!--E camminava un po' dondolandosi, affondando le mani nella +giacchetta, con un'aria di rivolta e di sfida, stirandosi ritta colla +vita e colle spalle, quasi offrendosi col seno sporgente: pareva +volesse sfoggiare tutte le attrattive, tutte le seduzioni della sua +bellezza. + +Sì, se ne sarebbe andata, e quel bel corpo doveva essere la sua +potenza, la sua fortuna. Se quello che aveva in cuore le sarebbe +riuscito, bene; diversamente avrebbe fatto la cantante, la mima.... + +E Pietro Laner? + +Nora rispose a quel ricordo importuno con un'alzata di spalle. + +Il suo giovane fidanzato, il giovane povero, umile, le appariva in +mezzo alla luce sfolgorante del nuovo sogno, ancora più misero, ancora +più meschino.--E brutto. Perchè era anche brutto; colla barbetta rada, +ispida, i capelli crespi e lunghi come la parruccaccia d'un negro, e +gli occhialoni grossi, colle suste dietro le orecchie, come i +tedeschi!--Non aveva più un soldo ed era anche brutto.--Bel guadagno a +sposarlo! + +--Se gli aveva detto di sì, adesso gli direbbe di no!--E come prima, +all'immagine del giovane, adesso, al rimordere leggero della coscienza +rispose con un'alzata di spalle....--Duchessa!... Che sogno! Che +sogno!... Ma sarebbe arrivata fin là?... Ebbene, se "fin là" proprio +"fin là" non sarebbe arrivata, se non potesse giungere ad essere sua +moglie--duchessa!--avrebbe accettato anche di diventare la sua amante. +Essere una signora, "esser ricca", questo era il più importante--e +questo era sicuro:--ed ecco la sua febbre, la sua gioia di quei giorni. +Perchè in quei giorni Nora era contenta. Se si era arrabbiata, se si +arrabbiava tanto contro Evelina, era per una collera tutta fisica, per +il tormento acuto, irritante dello stomaco vuoto, che la rendeva +nervosa. Finchè non si sfogava a mangiare aveva bisogno di sfogarsi a +gridare, a strapazzare. Non c'era altri che Evelina e se la rifaceva +con lei: e poi quando fu persuasa che Evelina non le badava nemmeno, se +la prese colla credenza, aprendola e richiudendola con gran fracasso. + +--Niente! Niente! Niente! + +Si avvicinò alla tavola per cercare nei cassetti, ma Evelina si oppose: + +--Sta ferma; non posso scrivere. + +--Voglio mangiare! + +--Mangia una fetta di panettone. + +In quella casa, mancava qualche volta il pane; il panettone mai. + +--No, gioia! Voglio anch'io una costoletta!--E le indicava un ossicino +sul piatto, dinanzi al quale _Numa_ era tornato a montare la guardia +sospirando. + +In quel punto si udì camminare nell'anticamera. + +--Gioconda! Presto! La colazione! + +--Come? La signorina Nora?... E non è rimasta dalla signora +Schönfeld?--esclamò la Gioconda ridendo col riso grasso della donna ben +pasciuta. + +--Ma guarda che originale! Resta fuori ogni altro giorno o a colazione +o a pranzo, sempre in aria con questa Schönfeld, e proprio oggi, signor +no! Viene a casa a far colazione!--La Gioconda parlava lentamente, +ascoltandosi e continuando a ridere per quello che diceva. Oh, in casa, +avevano fatto un "repulisti" generale! Lei non aveva più un soldo! +Prima di andare a far la spesa doveva aspettare il signor Direttore +"col rinforzo!" + +--Oggi a credito non si compra; tutti brontolano e mi strapazzano. +Vogliono essere pagati. E si capisce. È appena morto il giornale; i +bottegai sono tutti diffidenti!...--E scoppiò a ridere più forte: il +fatto della signorina, che con tanto appetito doveva digiunare, era +molto comico! + +Nora aveva quasi le lacrime agli occhi. + +--Non dire sciocchezze, che non occorre aspettare lo zio Matteo! Tu sei +una milionaria!... + +--Sicuro!--Il bel servone voleva negare sospirando, ma non riusciva a +nascondere tutta la propria compiacenza.--Avevo quaranta o cinquanta +lire e ho dovuto mandarle a mia sorella! + +Questo non era vero. Aveva il gruzzolo, nascosto nella calzetta. Nei +giorni dell'abbondanza nessuno badava a spendere e spandere; soltanto +la serva metteva da parte. + +--Ma lei, signorina? Delle sue lezioni?... Niente?--E la Gioconda +soffiò sul palmo della mano per rendere la domanda più eloquente. + +--Ho dato tutto allo zio Matteo. + +--E io pure,--ripetè Evelina, prima di essere interrogata. + +Nora tornava a strillare, ma la Gioconda, vivamente, accennando verso +l'anticamera, le fece segno di tacere. + +--Perchè? Chi c'è?--domandarono le due ragazze quasi insieme. + +--Un.... _tirolese_. + +_Tirolese_, era il soprannome che si dava in quella casa ai creditori +in generale. + +Perchè?--Chi lo sa?--Nessuno forse, avrebbe saputo dirlo; ma tutti i +creditori venivano chiamati a quel modo: _tirolesi_. + +--Chi è?--domandò Evelina più curiosa che inquieta. + +--È il fattorino della Faré, quel gran negozio di guanti e di +cravatte!--esclamò la Gioconda coll'ammirazione che destava ancora, +dopo tanto tempo, nella contadinotta della bergamasca il gran lusso di +Milano. + +--Non gli hai detto che lo zio è fuori? + +--Sicuro, ma non importa. Ha ricevuto l'ordine di aspettarlo. + +--Ma io ho fame! Ho fame!--continuava a ripetere Nora. Importava tanto +a lei dei _tirolesi_! + +--Venga con me. Caffè latte e panettone è una colazione da papa!--E +sempre sorridente, movendosi indolente colla persona grassa e rotonda +dappertutto, passò in cucina seguita da Nora. Anche _Numa_, saltò giù +dalla tavola e le tenne dietro, silenziosamente, fregandosi contro le +sue sottane e rigirando alta la coda con tutto uno stiramento +sonnacchioso. + +Intanto Matteo Cantasirena, lo zio, come lo chiamavano Nora ed Evelina, +_il signor direttore_, come lo chiamava la Gioconda, continuava a farsi +aspettare. La sua gazzetta--_Il Rinnovatore_--era morta il giorno +innanzi; ma non c'era da temere per Cantasirena: egli era più vivo che +mai. Morto un giornale, ne faceva un altro, ed era allora che spiegava +la maggiore attività, le più grandi risorse della sua fantasia e del +suo spirito, ed era allora, sui giornali degli altri, che egli scriveva +anche i suoi migliori articoli, per il bisogno stringente delle +cinquanta lire, per far sapere, per far vedere e per ricordar bene, che +Matteo Cantasirena era sempre quello di prima! + +Egli poteva vantare tutti i titoli. Professore, avvocato, cavaliere ed +anche colonnello, perchè era stato qualche cosa di simile con +Garibaldi, nelle sussistenze. Lui e l'Italia si erano fatti a vicenda +ed erano cresciuti grandi insieme. Egli aveva tutto veduto, tutto +provato, tutto goduto, tutto sofferto; aveva fatto di tutto ed anche +del bene.--Oggi era pieno di danari, di gloria, di potenza; domani +danari, autorità, amici e riputazione, tutto aveva perduto, tutto: +tranne la salute!... Ma poi, con la salute sempre buona, ritornava da +capo; e destreggiandosi ed imponendosi, commovendo gli uni e +minacciando gli altri, ma non odiando mai nessuno, nemmeno chi gli +aveva tirato l'ultimo calcio, e poter così approfittare di tutti +quanti, a poco a poco ritornava a galla, sempre potente e sempre +gaudente.... in barba.... ai _tirolesi_! + +La sua forza era la grande fede in sè stesso e nella minchioneria degli +altri. Generoso, prodigo, anche nella disdetta, nelle angustie più +terribili, ostentava una cert'aria olimpica di protezione; era il +grande architetto, almeno uno dei grandi architetti, se non +dell'universo, della patria. + +La folla che lo vedeva sempre in piedi anche dopo le cadute più +rumorose, lo stimava un valore particolare; ed era indulgente e +benevola con Matteo Cantasirena, il quale, in fondo, non era mai +cattivo più del necessario, e gli manteneva la sua simpatia perchè in +tutto ciò che di bene o di male si raccontava o s'inventava sul conto +suo, c'era sempre la parte amena, la nota dell'uomo di spirito, che +faceva ridere. + +E anche la sua figura era simpatica. Bell'uomo, alto, col cranio +pelato, lucentissimo, col bel pancione delle persone importanti e la +barba alla Mosè, si faceva subito notare in mezzo a tutti e prima di +tutti, in un teatro, ad un banchetto, in mezzo alla folla, e così anche +pei vantaggi della sua figura, finiva col rappresentare, dovunque si +trovasse, una parte sempre spiccata. E Cantasirena, che sapeva anche +questo, compiva l'opera della natura, con certi cappelloni a tuba dalle +larghe tese che si faceva fare apposta e collo sparato ampio della +camicia; i provinciali se lo indicavano l'un l'altro come una delle +rarità di Milano, e la sua grossezza caratteristica aumentava la sua +gloria. + +Nora ed Evelina egli le chiamava, colla solita teatralità espansiva, +"le sue care figliuole." Ma questo non vuol dire che fossero sue figlie +davvero, come non erano nemmeno sue nipoti, sebbene esse lo chiamassero +zio. + +Era un modo appunto per chiamarsi, per farsi intendere. Ma poi, nel +turbinìo rumoroso, assordante di quella casa e di quella vita così +varia, così agitata e accidentata, fra un giorno di lusso e di +abbondanza e un altro di ripieghi, fra l'andirivieni ai teatri, alle +feste, alle inaugurazioni e alle commemorazioni, e le giornate del +lavoro affrettato, disperato, affannoso, non c'era mai tempo di +fermarsi per ricordare, per riflettere; e così il modo di chiamarsi +diventava poi, in quella gran confusione, anche il modo di essere, e la +metafora delle espansioni suppliva alla mancanza dei rapporti di +famiglia, dei legami del sangue. + +E tutto ciò, naturalmente, ancora di più per Cantasirena che per Nora e +per Evelina. La politica, il giornale, le banche, le ferrovie; e +correre in cerca di quattrini; e una cambiale da rinnovare, un'altra da +non pagare, e un'altra da scontare; e il ministero da sostenere e +l'impresario da difendere e il discorso di un onorevole, e tutto ciò +con un duello per aria, un protesto in casa, e i vizietti da +soddisfare: ecco la sua vita, giorno per giorno. + +La casa, per Matteo Cantasirena, non era l'abitazione, ma uno dei suoi +recapiti. Vi era sempre di passaggio, dentro e fuori, col cappello in +testa, il bastone sotto il braccio, e la voce in aria: quando si +fermava di più era qualche volta di notte, e qualche volta anche di +giorno, colla Gioconda... + +Faceva colazione al caffè, mandava alla cuoca delle sporte di roba per +il pranzo e poi non ci veniva nemmeno, senza avvertire, e nessuno lo +aspettava. + +Ne' suoi bei momenti di gloria e di quattrini, aveva la casa piena di +gente: commilitoni, genii, patriotti, tenori, deputati.... e sopratutto +parenti: quando aveva quattrini gli capitavano parenti da tutte le +quattro parti. Cantasirena li accoglieva sempre a braccia aperte e +apriva loro anche la borsa. Si commoveva, pieno di contentezza nel +rivederli, anche quando non li aveva mai visti; poi, quando tornavano i +giorni della bancarotta e se ne andavano tutti com'erano venuti, Matteo +Cantasirena, per il primo, non se ne ricordava più. + +Quelle due ragazze, Evelina e Nora, gli erano state portate in casa, +piccine, bambine ancora; poi nessuno si era più ricordato di venirle a +riprendere e così vi erano rimaste, erano cresciute ed erano diventate +"le sue care figliuole"; e per questo lo chiamavano zio, e tutti le +credevano due sorelle, mentre forse non erano nemmeno cugine. + +Eppure, preso alle strette, avrebbe potuto giurare che non erano +proprio sue figlie?...--Aveva avuto moglie? + +Una vera moglie, legittima, forse no. Ma fra tutte quelle donne di ogni +classe e di ogni razza colle quali era stato legato in quella sua lunga +vita, cominciata quando ancora era quasi fanciullo, avrebbe potuto +giurare che non ci fosse stata anche la madre di Nora e di Evelina?... +Dell'una o dell'altra, almeno, se non di tutte due? + +Ma Cantasirena non ci pensava, e anche pensandoci, non se ne sarebbe +ricordato. Forse non avrebbe saputo dire, con sicurezza, nemmeno +dov'era nato. A Torino, quando aveva fondato la _Dogaressa_, pareva un +veneto; poi, entrato con Vittorio Emanuele a Venezia, per fondarvi il +_Bersagliere_, lo credevano un piemontese. Adesso, a Milano, si +riscaldava contro l'invasione dei giornalisti esotici: dunque avrebbe +dovuto essere milanese o almeno lombardo.... + +E anche il suo nome?... Anche quel nome: _Cantasirena_? Era il suo vero +nome?... O non era piuttosto l'antica firma, il pseudonimo del suo +primo articolo, della sua prima battaglia, de' suoi primi successi, e +che rimasto nella voga popolare, era poi rimasto anche a lui, +definitivamente?... + +Chi lo sa! + +La sua vera vita era stata la vita pubblica; il suo passato, il passato +storico della nuova Italia; e invece degli anni egli contava il numero +dei ministeri! + +E adesso che aveva i cinquanta, e forse i sessanta, dopo tanto fare, +disfare, rifare, dopo aver guadagnato e aver speso milioni, Matteo +Cantasirena era ancora tal e quale, per tornar da capo: allo stesso +punto come quando aveva cominciato: pieno di salute e di speranze. + +In quanto alla roba; quella sua "propriamente sua" avrebbe potuto +portarla con sè, tutta in un baule. E forse, anche il baule, avrebbe +dovuto farselo prestare dalla Gioconda. + +Evelina e Nora, fatte ormai a quella vita, prese nell'ingranaggio di +quell'esistenza avventurosa e precipitosa, avevano finito col diventare +due ruote del baraccone. + +Nora, che Matteo Cantasirena chiamava sempre "E-lè-oo-nò-ra" +compiacendosi nel far risonare tutte le vocali del bel nome armonioso, +era maestra di canto e di pianoforte. Aveva una voce bella, e sapeva +leggere discretamente; ma non c'erano abilità straordinarie. Eppure lo +zio era riuscito colle sue aderenze, colle sue influenze, a imporla, a +farla accettare come maestra al Conservatorio; e dopo quella nomina +ufficiale tutte le cantanti che passavano da Milano dovevano prendere +alcune lezioni di perfezionamento da Eleonora. Era come una tassa che +le colpiva, tutte indistintamente, e che variava a seconda dei quartali +o del loro peculio. E quelle povere prime donne, per piacere a +Cantasirena, per cattivarsene l'animo e per avere la sua protezione, si +scalmanavano tutte in grandi ammirazioni, e si prendevano tutte di un +grande amore per la cara Eleonora. La coprivano di carezze e di regali, +la portavano in giro, in carrozza, come in trionfo, erano continue +feste, continui inviti; e poi le lezioni, a costo di fare un debito, si +pagavano al _papà_, sempre prima di andare in scena. + +Invece, alla buona Evelina, era affidata la compilazione del gran +dizionario _Dei patriotti viventi_. Dei morti, Cantasirena se ne +occupava soltanto quando si trattava della sottoscrizione per il +monumento. Il dizionario usciva a puntate, durante i periodi più +difficili, quando Cantasirena non aveva un giornale o il Ministero +negava i fondi: perchè Cantasirena aveva cominciato con Cavour ad +essere ministeriale, ed era sempre rimasto ministeriale, per quanto si +fossero cambiati i ministri. Per la sua coscienza di pubblicista la +_destra_ e la _sinistra_ non erano, non potevano essere altro che le +due mani del medesimo corpo: la patria.... Si intende, la patria +dell'ordine. + +E quando c'era una nuova puntata del _Dizionario dei patriotti viventi_ +da pubblicare, Cantasirena scriveva lettere, faceva visite, domandava +schiarimenti, informazioni, notizie, sapeva destramente rievocare il +passato, tanto per lusingare ambizioni, quanto per incutere timori; ma +il patriotta vivente, tanto perchè Cantasirena parlasse come per farlo +tacere, doveva sempre pagare. E se il Dizionario non poteva mancare ai +patriotti, non c'era pericolo che i patriotti mancassero al Dizionario! + +Quando Matteo ebbe finito coi patriotti che avevano fatto l'Italia, +cominciò con quelli che l'avevano servita e la servivano, coi patriotti +che la illustravano, nelle arti, nelle scienze.... Adesso aveva +cominciato una nuova, infinita categoria: i patriotti "della +Beneficenza." + +Matteo cercava i nomi nelle guide, negli indicatori ufficiali, e poi +Evelina era capace, all'occorrenza, di fare anche cinque o sei +patriotti al giorno. + +È vero che anche Evelina aveva a sua volta chi l'aiutava: erano i +giovani infelici che dopo essere stati lusingati da Nora, venivano +piantati sul più bello. I disgraziati, pur di continuare a vederla, a +respirare un po' della sua aria, e nella speranza fors'anche +d'ingelosirla, si mettevano a far la corte ad Evelina, alla quale +toccavano così, di seconda mano, gli abiti smessi di Nora e i suoi +amanti abbandonati. + +Essa viveva di riverbero, colla luce di quell'altra, ma intanto viveva. + +Evelina era bruttarella davvero. Il corpicciuolo miserino, sformato: +pochi capelli chiari chiari e lisci, i denti radi e un po' guasti: e +tutto il viso d'una trasparenza giallognola, lustro di sudore, e col +barbaglio delle lenti grosse traballanti sul nasino troppo piccolo. +Eppure, così bruttina, aveva attrattive tutte sue. Più che farle danno, +il confronto della bellezza florida, esuberante di Nora le tornava +vantaggioso, inspirando per lei un senso di simpatia pietosa, gentile, +e con quella sua aria di malatina rassegnata, si rendeva interessante. +La sua voce di solito velata, nella lentezza dolce degli intimi +colloqui aveva seduzioni tenere, occulte, e quando si levava il +pince-nez, gli occhi bigi, un po' loschi e stanchi dietro le lenti, si +ravvivavano di un lampo di luce, e avevano bagliori e carezze +misteriose. + +Anche per Evelina, come per Nora, l'unico pensiero era di andarsene da +quella casa e di "mettersi a posto". + +Nell'abbandono in cui erano sempre state lasciate, le due ragazze si +erano abituate presto a pensare a sè, e a provvedere a sè, come i +monelli delle piazze. + + + + +II. + + +Nora non s'era neanche levata nè la giacchetta nè il cappello, una +specie di berretto di lontra alla cosacca. Dopo fatta colazione avrebbe +atteso un poco alla finestra per vedere se "i due" sarebbero passati di +là, come avevano fatto il dì innanzi per aspettarla e per accompagnarla +da lontano, fin dove andava a dar lezione.... + +--E se non si facevano vedere?... Sapevano che quel giorno essa doveva +andare dalla Schönfeld e forse ci sarebbero capitati, per farsi +presentare. + +--E se non si facevano vedere nè in istrada, nè dalla Schönfeld?... Se +non si facevano veder più? + +--Questo è impossibile!--rispose Nora a sè stessa, tuffando una gran +fetta di panettone in una piccola tazza di caffè e latte. + +--Dirai al signor Laner--esclamò rivolgendosi alla Gioconda--che non +venga a mezzogiorno, se mi vuol trovare. Venga dopo le quattro. A +mezzogiorno ho una lezione. + +--Dalla signora Schönfeld?--domandò la cuoca, succhiando gli acini +d'uva passa che andava scegliendo fra le briciole, sul piatto del +panettone. + +Nora non rispose: non voleva rendere tanti conti. + +Aveva fissato colla Schönfeld, la sua grande confidente del momento, +che in tutti quei giorni sarebbe andata da lei dalle dodici alle tre +per ripassare la _Carmen_. Ma questo non era altro che un pretesto, un +piano prestabilito. + +In uno di quei giorni ci doveva essere anche la visita dei due delle +passeggiate, e allora, come per caso, sarebbe stata fatta la famosa +presentazione. + +--Sì! Sì! spiegarsi! e venire al concreto. + +Nora, appena ebbe calmata a furia di panettone e di datteri quella sua +fame di fanciulla sana e forte, ed ebbe bevuto in piedi, dal secchio di +rame della cucina, una lunga sorsata d'acqua fresca, tornò di nuovo in +saletta e andò a mettersi dietro la finestra, cantarellando. + +--In questa casa,--brontolò poi, dopo un momento, perchè sentiva di non +aver mangiato abbastanza,--prima di tutti c'è madama Gioconda, poi +_Numa_, poi te,--e indicava Evelina,--e finalmente io, per gli +avanzi.... quando ne rimangono! + +Evelina, che non si era mai offesa sin allora, si sentì punta per +quell'umiliante compagnia della serva e del gatto. + +--Già,--rispose, sempre continuando a scrivere, ma con un'ironia più +acuta e penetrante per la sua lentezza placida.--Già; quando sarai nel +palazzo Laner, il primo posto sarà sempre il tuo! + +--So anch'io, più di te, che cosa potrei aspettarmi anche con Pietro +Laner! Per questo.... C'è tempo! Lascio fare allo zio Matteo!--E Nora +tornò a ridere.--Ah! Ah! Ah! Lo zio!... Portentoso lo zio!... Intanto +ha scoperto il decoro, la riputazione delicata delle sue care +figliuole, per metter Pietro fuori della porta! + +Evelina aveva cessato di scrivere; stava attentissima, e la sua ansia, +per quanto volesse dissimulare, era così viva, che non sarebbe certo +sfuggita a Nora, se questa appena le avesse badato. Ma Nora era troppo +intenta alla finestra. + +--Lo zio Matteo,--seguitò Evelina per farla parlare,--non ha avuto +torto. Un giovane, in pensione nella stessa casa con due ragazze.... +Non era conveniente. + +L'altra si voltò per fissarla. + +--Cos'è successo? Mi diventi diplomatica! Sai anche tu perchè lo zio +Matteo si era tirato in casa Pietro Laner! C'erano ventimila lire! E +sai anche tu, meglio di me, perchè adesso, lo zio, colla scusa del +decoro, lo ha mandato fuori dei piedi! + +--In ogni modo, ti sposi o no, le ventimila lire sono sue e gli si +devono restituire!--borbottò Evelina con un accento strano, come di +cupidigia. Poi soggiunse, guardandola bene, attentamente, quantunque +Nora, sempre in piedi, alla finestra, le voltasse le spalle.--Ma e tu, +non vuoi bene al signor Laner? + +--Questo non ti riguarda! + +Gli occhi di Nora si erano fatti più vivi, sfavillanti di contentezza e +di trionfo, mentre cantarellava la Carmen con più espressione e si +accompagnava suonando il tamburino colle dita sui vetri. + + "L'amour est enfant de Bohème.... + Il n'a jamais connu de toi...." + +Poi, a un tratto, cessò di cantare, corse allo specchio, si accomodò in +un attimo il berrettino, premendolo, allargandolo colle due mani sulla +massa confusa, attortigliata dei capelli; si aggiustò la cravatta di +seta lilla, che rendeva più delicata la freschezza rosea del suo +colorito, abbottonò la giacchetta, guardandosi, voltandosi e +rivoltandosi, stirandola bene sulla pienezza precoce dell'anca, poi, in +fretta, preso l'ombrellino e un rotolo di musica, si avviò per uscire. + +--E il signor Laner?--le gridò dietro Evelina. + +--L'ho detto alla Gioconda! Ritorni dopo le quattro!--E via di corsa +come un lampo. + +Il _tirolese_ che aspettava in anticamera, non ebbe tempo di vederla, +di salutarla, che già gli era sparita dinanzi, e la sentiva scendere le +scale col fruscìo leggiero delle vesti e il battere risonante dei +piedini veloci. + +Evelina, appena Nora se ne fu andata, posò la penna sul calamaio, si +alzò, si avvicinò alla finestra mettendosi il _pince-nez_ e rimase a +osservare, a spiare nella strada, studiando di tenersi ben nascosta +dietro le tendine. + +In quel punto passava sotto la finestra, guardando in su, un signore +tutt'altro che giovane, alto, secco, ma dall'aspetto, dalla figura +molto aristocratica, dall'eleganza ricercata, coi baffi e i capelli di +quella tinta un po' falsa dei vecchi biondi. + +Un omino piccoletto, segaligno, tutto contorto e sciatto nell'abito +nero, coi baffi tinti e coi capelli quasi bianchi, lunghi e crespi di +sotto alla tesa del vecchio cappello a tuba, gli camminava accanto, +saltellando nel tenergli dietro, saltellando nel gestire, nel parlare, +anche lui guardando in su, verso la finestra. + +Evelina continuava a spiare: la sua curiosità si faceva più viva, e gli +occhi fissi, che diventavano acutissimi dietro il _pince-nez_, +luccicavano di meraviglia beffarda. + +--Che cosa spera quella matta?--pensava fra sè. + +A un tratto, il signore alto, quello dall'aria nobile, ebbe come una +scossa e toccò vivamente il braccio del compagno. + +Nora usciva allora di casa, attraversando la strada, seria seria, +facendo uno studio per non voltarsi e per non far capire ai due che li +aveva veduti, e passando via, quasi sorvolando, andò a mettersi dinanzi +a loro, camminando agile, leggera, sullo stesso marciapiede. + +Evelina, sicura ormai che nessuno si sarebbe più voltato a guardare in +su, aprì a mezzo la finestra, e cacciò fuori la testa, puntandosi sui +piedi per vederci quanto più poteva lontano. + +Nora, coi due che le tenevano dietro, camminava sempre ritta, composta, +senza mai voltarsi, col passo ritmico e sicuro, col rotolo della musica +sotto il braccio, alzando un po' le vesti colle piccole mani +inguantate, mostrando i piedini, che parevano lunghi tanto erano +sottili, nella scarpettina elegante, scoprendo a quando a quando, fra +il rapido volteggiare delle sottane bianche, il morbido assottigliarsi +della gamba nella calzetta nera. + +Dava nell'occhio e tutti si voltavano a guardarla. + +Nora sentiva intorno a sè quel calore di ammirazione e di desideri: lo +sentiva e lo godeva nel cuore e nel sangue. + +Camminava sempre diritta, sempre composta, senza mai voltarsi, ma il +suo passo si faceva più ardito e la sua bellezza più rigogliosa.... + +Evelina rimase alla finestra finchè potè seguirla coll'occhio; poi +richiuse i vetri, e quietamente tornò a sedersi al solito posto. + +--Che cosa spera quella matta?... + +Ricominciò a scrivere, ma continuando a pensare a Nora e ai due che le +tenevano dietro. + +--Che cosa spera quella matta?... + +A un tratto si riscosse, trasalì alzando il capo, e rimase assorta, +colla penna fra le dita lunghe, d'un leggero colorino d'ambra. + +_Numa_, ch'era saltato di nuovo sulla tavola, accoccolatosi sopra un +librone sgangherato, faceva, leccandosi con grazia, la toeletta delle +zampe. + +Evelina gli teneva gli occhi fissi addosso, ma non lo vedeva. Vedeva +invece il giovanotto lungo e magro, quello che portava gli occhiali +colle suste: Pietro Laner. + +--Pietro Laner!... Scoperto il tradimento di Nora, che cosa avrebbe +fatto?... Che colpo!... Sarebbe diventato pazzo di dolore, di +collera.... Oh, ma non ci sono io?--pensava Evelina.--Col tempo, +piangendo con lui, disperandosi con lui, non sarebbe riuscita a +calmarlo, a confortarlo?...--E s'abbandonò riversa sulla poltrona, +chiudendo gli occhi, sorridendo.... + +Cominciava la sua estasi, il suo incanto: una casetta tranquilla, +ordinata; il pranzo e la colazione sempre a quell'ora; un marito buono, +economo; guadagnare abbastanza da poter vivere senza il tormento dei +debiti; far tutto lei e far tutto a suo modo; preparare per suo marito +piattini squisiti che avrebbero mangiato insieme: e i figliuoli, anzi +uno solo, una bambina....--Le bambine sono più affettuose, più +docili.... + +--E il tenente Calafà? + +Si riscosse di nuovo, si rizzò, appoggiandosi coi gomiti sulla tavola, +premendo il capo fra le mani. + +E il tenente Arturo Calafà? Il siciliano bruno, che era stato uno dei +primi amori di Nora, e che adesso era diventato il suo? + +Quello "spencer" spelacchiato che portava Evelina, e che aveva avuto da +Nora, Nora se l'era fatto fare appunto per mostrare il suo amore e il +suo attaccamento al tenente Calafà e alla sua batteria. Ma poi il +Calafà era partito; lo spencer aveva perduto il pelo, era arrivato +Pietro Laner, e Nora, che a scrivere si seccava, aveva ceduto ad +Evelina la corrispondenza e lo spencer. + +Però, anche Evelina non era molto soddisfatta del regalo. Pazienza per +lo spencer; ma dal tenente Calafà cosa c'era da sperare? + +Essa gli aveva scritto una prima lettera assai patetica, a nome di +Nora, pregandolo, supplicandolo di "non pensarci più."--"Lo zio Matteo +ha scoperto tutto e ha imposto a Nora di troncare sul momento, ogni e +qualsiasi relazione." + +Il Calafà, subito, aveva risposto furibondo, minacciando vendette, +tragedie. Ed Evelina, al solito, per calmarlo, un'altra letterina, poi +un'altra ancora, e così via via, tutte più tenere, più malinconiche, e +con maggior numero di parole sottolineate: + +".... Rinnega la fede, lei, signor Arturo? Rinnega di credere, di +sperare?... Rinnega la vita?... Ma lei, almeno, può vivere del _suo_ +dolore! La suprema, la beata gioia di amare e di _sentirsi_ amato, lei, +signor Arturo, l'ha provata, l'ha goduta, sia pure per un giorno, sia +pure per un'ora!...--Ma chi nella solitudine profonda del suo cuore +ignorato, non ha memorie, non ha ricordi; chi sa, chi _sente_ che non +potrà mai essere amato, mai, _mai_, perchè _sa_ di _non poter piacere_, +di non poter interessare, perchè _sente_ di non essere mai stato +nemmeno osservato, nemmeno _veduto_.... Oh, come vorrei, _come vorrei_, +come invidio lo spasimo della sua anima, l'atroce e grande ricchezza +sua, _sua_!" + +"Lei, signor Arturo, ha sentito il suo cuore vivo, vibrante, palpitare +sotto una mano adorata! Ma.... e io? e io? _e io?!_--Ah, no! No! No! +Dimentichi tutto!--Che cosa ho scritto?--Sono pazza! Mi deve giurare +sul suo onore di gentiluomo, di distruggere, di abbruciare questa +lettera, subito, _subito_.--Pietà di me!... Ah, Dio, Dio, Dio, _quanto_ +sono infelice!..." + +E allora, anche il Calafà aveva cominciato--sempre per lettera--a +consolare dopo essere stato consolato; ed Evelina sognava, la notte, di +essere a far la spesa nella piazza di una guarnigione, con dietro +un'_ordinanza_ che le portava la sporta. + +--Ma e poi?... + +Il tenente Calafà, che non aveva avuto un soldo per la cauzione quando +si trattava di Nora, come avrebbe potuto trovarne adesso per lei?... + +--E dunque?... + +Si udì a un tratto il campanello dell'anticamera: la Gioconda passò per +andare ad aprire, poi ritornò subito, chiudendosi dietro l'uscio. + +--Un altro come sopra!--Vuol aspettare anche lui il signor direttore, +_assolutissimamente_. + +--Chi è? + +--Un altro _tirolese_: questo è positivo! + +Gioconda tirò fuori la mano dalla saccoccia, nella quale andava +frugando, e accomodati sul palmo due o tre chicchi di caffè tostato, se +li fece saltare in bocca d'un colpo solo. + +--Quest'oggi dev'essere un'invasione! + +Si udì un'altra suonata di campanello. + +--Ecco!... L'ho detto!--esclamò ridendo fra lo scricchiolare dei denti, +e andò un'altra volta ad aprire. + +--Sarà il signor Laner,--pensò Evelina.--Si lisciò in fretta colle due +mani i capelli, si accomodò bene il _foulard_ sulle spalle, e tornò a +scrivere, ma tenendosi su, ritta e piegando la testina verso la spalla +che aveva un po' più tonda dell'altra, riuscendo a nascondere con una +grazietta la sua imperfezione. + +Era proprio Pietro Laner. Lo sentì che parlava con un altro +nell'anticamera. + +--Lo aspetteremo al varco, il signor Direttore! È una canaglia! Questo +si chiama assassinare la gente! + +--Si calmi, signor Brunetti!--diceva Pietro Laner. + +--È una truffa! una vera truffa! + +--Si calmi: il signor direttore aggiusterà ogni cosa. + +--Oh! se non aggiusta lui.... lo aggiusto io! + +Ci fu un momento di silenzio, poi si udì ancora Pietro Laner che +diceva, come per congedarsi:--Se permette, signor Brunetti, ho da +parlare colle signorine....--E quasi subito, entrava nella saletta. + +--Chi è questo signor Brunetti?--domandò Evelina con voce assai +commossa a Pietro Laner. + +--È il rappresentante della cartiera di Maslianico. Quello che forniva +la carta per il _Rinnovatore_. + +Il giovanotto parlava colla voce rauca, imbronciato; gli occhi rossi e +lividi infossati nella faccia smunta. + +Si avvicinò alla tavola, ancora col paltò indosso, sbottonato, il +bavero ritto sul collo, e accarezzando _Numa_ che si allungava, +distendendosi sotto lo striscio della mano leggera, soggiunse +balbettando per la collera, per l'imbarazzo di ciò che voleva dire: + +--Ha ragione il signor Brunetti!... Si chiama proprio a.... +assassinare. + +--Anche lei?--esclamò Evelina, alzando gli occhi timorosi, che si +facevano più grandi, più lucenti, mentre cercavano e fissavano, come +per raccomandarsi, gli occhi del giovane.--Anche lei, signor Laner? + +--Ho da pagare la pigione e il conto del mese alla padrona. Ho da +mangiare e non ho altro che dieci lire! + +E mostrò un biglietto sudicio, ripiegato, che ricacciò subito nel +taschino del _gilet_.--Non posso più aspettare anche per Nora. Voglio +sposarla e andarmene! + +--Andar via?... Via da Milano?--domandò Evelina, con un tremito negli +occhi, nella voce piena di lacrime. + +--Voglio ritornare a Trento, a casa mia! a casa mia!--ripetè Laner +battendo il pugno forte sulla tavola. + +_Numa_ sparì di colpo sotto il canapè, poi di nuovo saltò sopra una +seggiola, in un angolo lontano, e là, al sicuro, ricominciò a leccarsi +più forte e più in fretta. + +--E di me? Cosa sarà di me?--mormorò la povera ragazza, e sospirando, +fatto un po' di posto sulla tavola, si preparò vicino, stendendolo +adagio, colle due mani, il fascio delle bozze.--Mi vorrebbe aiutare, +signor Pietro? + +--Come?... Nora?... Non c'è?... È fuori anche stamattina?--esclamò il +Laner con un crescendo di stupore e di stizza ad ogni interrogazione. +Egli sapeva bene che Evelina non avrebbe osato di tenerlo presso di sè, +qualora Nora fosse stata in casa. + +--È andata dalla Schönfeld. + +--La Schönfeld! Ogni giorno la Schönfeld!--gridò l'altro sempre più +stizzito. + +--Per amor di Dio!--supplicò Evelina, con un gesto verso +l'anticamera.--Non si faccia sentire. Nora sarà di ritorno per le +quattro: ritorni alle quattro. + +Pietro Laner prese una seggiola, ma prima di sedersi la sbattè, con un +colpo forte, sul pavimento; poi, sempre con indosso il paltò, col +bavero alzato sul collo, cominciò a leggere le bozze, borbottando, a +correggerle con grossi segnacci, facendo scricchiolare la penna, +spruzzando la carta d'inchiostro. Per qualche tempo nè l'uno nè l'altra +non dissero una parola. + +--Io credo,--cominciò poi Evelina, lentamente, interrompendosi, perchè +pareva più che mai intenta ed affrettata nello scrivere,--io credo che +Nora alle tre avrà finito colla Schönfeld.... ma poi vanno tutt'e due o +a fare un giro sui _bastioni_ in carrozza.... o a passeggiare ai +Giardini. Perchè non....--e qui l'interruzione fu più lunga: Evelina +scartabellò cercando una parola nel Dizionario.--Perchè non va ad +aspettarla? E poi.... quando la vede uscire colla Schönfeld.... finga +come di passare per caso.... Le saluta e ci va insieme. + +--Già! sicuro! posso fare così!--esclamò il buon ragazzo, +rasserenandosi subito. + +--Lei sa dove abita la Schönfeld? + +--In piazza Cavour. + +--Al ventisette,--rispose Evelina. E poi riprese, dopo un'altra +pausa.--Ma lei, non la conosce ancora la signora Schönfeld? + +--Mi farò presentare da Nora!--e sorrise--dalla mia sposa! + +Evelina alzò ancora gli occhi lucenti in viso al giovanotto, ma +fissandolo questa volta con una grande espressione di tenerezza e +d'inquietudine, come una mammina che tremi per il figliuolo troppo +buono e troppo illuso. + +--Perchè mi guarda così?--domandò l'altro vivamente. + +--Io, signor Laner?--No, niente. Sono io tanto.... tanto infelice! Io +che resterò qui sola, sempre sola.... Io che non ho nessuno.... +nessuno! + +Evelina sospirò e si asciugò le lacrime con una mano. Era commossa e +piangeva, piangeva davvero; ma pure pensava, sotto quelle lacrime, +pensava in fondo al cuor suo che Pietro Laner, aspettando Nora sulla +porta della Schönfeld, avrebbe forse potuto vedere o scoprire qualche +cosa di nuovo.... + +A ogni modo lei, come lei, non gli aveva detto niente! + + + + +III. + + +--Ohè, ce n'è un altro: il tappezziere che aspetta sul +portone!--avvertì la Gioconda cacciando dentro il capo nella saletta e +ridendo.--Metto fuori la bandiera? + +Era questo un segnale convenuto: quando Cantasirena, ancora da lontano, +vedeva la bandiera alla finestra, faceva di colpo un _dietro-front_. + +Ma Pietro Laner, al quale premeva come agli altri di non lasciar +scappare il Direttore, si oppose risolutamente. + +--Ed io?...--esclamò con stizza tornando a tirar fuori e a mostrare fra +le dita il famoso biglietto da dieci lire.--Ed io?... Come fo colla +padrona di casa? + +Piuttosto gli sarebbe andato incontro, per avvertirlo di girare di +bordo, e intanto lo avrebbe messo alle strette per il matrimonio, per +riavere le sue ventimila lire.... e per le due o trecento che gli +occorrevano al momento. + +--Se vuole, le ha!--pensava il giovanotto.--Se vuole, può _far saltar +fuori_ le trecento e poi anche le ventimila! + +Era credenza generale che Matteo Cantasirena, per quanto fosse +rovinato, avesse la bacchetta magica per far saltar fuori i quattrini. + +--Se vuole le ha!--ripeteva Pietro Laner fra sè. Ma lo turbava l'idea +di trovarsi da solo a solo col Direttore. Costui avrebbe cominciato a +gridare, a strapazzare, oppure a piangere, ed egli sentiva che avrebbe +finito col lasciarsi abbindolare o col lasciarsi commuovere. + +In casa, alla presenza di Evelina, della Gioconda sarebbe stato più +forte.... + +--_Se vuole, le ha!_--pensava pure il signor Brunetti, che aspettava in +anticamera, cominciando a sospettare di essere preso in giro.--Si +raccontavano certe farsette inventate da Matteo Cantasirena per +burlarsi dei creditori! + +--Ah! Ah! ma con lui non c'era da scherzare! Non voleva perderci dieci +mila lire e far ridere la gente!-- + +Quasi a confermare i suoi dubbi, anche il fattorino della Faré si era +messo a brontolare: Aspetta, aspetta, accidenti! e mai non torna! Il +portinaio mi ha assicurato che era in casa! + +L'altro lo guardò di traverso. + +--In casa? + +--Sissignore! + +--In casa?... Per Dio!...--E con impeto, dopo aver bussato forte +all'uscio, si precipitò nella saletta: + +--C'è o non c'è? + +--Lo zio Matteo? Non è ancora tornato. + +--Il portinaio, invece, assicura che c'è. + +--No, non c'è! + +--Eppure, lo ha ripetuto, adesso, anche al fattorino della Faré! + +--Allora vuol dire che si sarà sbagliato,--rispondeva Evelina con +calma. + +--Io mi sono sbagliato! Io sono stato un asino a fidarmi! Ad accettare +la firma del Direttore!--continuava il Brunetti gridando.--Se io non +facevo presto a pagare, avevo la cambiale protestata; ero compromesso, +rovinato!... Sono cattive azioni!... È una vergogna! Ma questa volta o +mi paga, o mi vendico!--e il pover'uomo, s'infuriava anche di più +perchè lo lasciavano dire senza troppo inquietarsi. + +Infatti Evelina continuava a scrivere, Pietro Laner a correggere le +bozze, e la Gioconda lo stava a guardare col faccione tondo, beatamente +stupido. + +--Mi vendicherò! Sì! Voglio vendicarmi! È una vergogna! È un'indegnità! +È un'infamia!--E la sua rabbia, la sua collera contro il Direttore era +arrivata a un punto tale che già gli dava dell'imbroglione, del ladro, +minacciandolo persino di farlo metter dentro, quando, a un tratto, +spalancatosi l'uscio dell'anticamera, ecco Matteo Cantasirena, proprio +lui, in persona, seguito dal fattorino della Faré, e da quell'altro--il +tappezziere--che gli faceva la posta sul portone. + +--Ah, finalmente! Sono due ore che vi aspetto!--Gli occhi del signor +Brunetti erano ancora stravolti dall'ira, ma il tono della voce era già +cambiato. + +Matteo Cantasirena, acceso in volto, il cappello all'indietro, l'ampio +soprabitone svolazzante, era tutto pieno di pacchi e pacchetti e +cartocci di roba; e nella stessa mano che teneva la canna dal pomo +d'argento, aveva un bel mazzo di fiori. + +Egli rimase muto un istante, guardandosi attorno come smarrito, come +invocando un conforto, poi a un tratto esclamò con grande dolore e +insieme con grande espansione: + +--Ah, Brunetti, Brunetti mio! Non sapete la disgrazia? Evelina, +Evelina! Sai chi è morto? + +Tutti, meno Evelina, rimasero sorpresi, guardando il Direttore. + +Chi era morto? + +Il signor Brunetti, borbottò con un'alzata di spalle:--Altro che i +morti! Con voi, sono i vivi da compiangere! + +Ma lì per lì, anche il signor Brunetti era rimasto interdetto e +aspettava ansioso la gran notizia. + +--Adesso, all'ufficio del giornale, ho ricevuto il dispaccio da +Roma!... Dal Presidente della Camera!... + +E Cantasirena dopo consegnato il bastone e i fiori alla Gioconda, colla +mano rimasta libera cercava il dispaccio nelle tasche, senza mai +riuscire a trovarlo. + +--È una perdita incalcolabile! Uno dei grandi lutti della patria!... Lo +amavo come un fratello!... Lo veneravo come un secondo padre! + +--Eh! avanti!--borbottò di nuovo il signor Brunetti. Ma intanto, per +via di quel dispaccio del Presidente della Camera, pensava che a Roma +il Direttore, era sempre potente. + +--Fuori! + +Cantasirena aspettò: voleva prima raccogliere tutto il suo dolore, +tutta la sua forza, poi:--È morto il capitano Fara-Bon,--tuonò col +vocione rotondo, sonoro, e lanciò quel _Bon_ proprio come una +cannonata! + +Pietro Laner, il Brunetti, il tappezziere, il fattorino si guardarono +l'un l'altro sbalorditi. + +Il capitano Fara-Bon?... Chi era il capitano Fara-Bon? + +--Un magnanimo! Uno dei più gentili e forti patriotti d'Italia! +Nell'epoca memoranda dei processi, siamo scappati insieme. Nel 66 è +stato ferito in vece mia, per miracolo! D'ideali sinceramente +repubblicani, accettò con lealtà la monarchia, e sdegnando l'inerzia +passiva degli inoperosi, andò ad occupare un posto eminente al +Ministero dei Lavori Pubblici. Era uno dei più illustri discepoli del +massimo Paleocapa. Io conservo un suo progetto: La _Navigazione +Cisalpina_!--Brunetti! Caro Brunetti! Ecco una grande idea!... Morto! +Malattia di cuore!... Mah, il cuore, il cuore!... Non perdona ai +generosi! + +Cantasirena non tuonava più, sospirava, gemeva, era commosso, aveva le +lacrime agli occhi, e mentre tesseva gli elogi dell'anima grande del +compianto Fara-Bon, si vuotava le tasche dei pacchi, dei pacchetti, dei +cartocci di roba, e a mano a mano li ammucchiava nel grembiule che la +Gioconda gli teneva spiegato davanti. + +Era una formetta di cacio, una scatoletta di presciutto, un mezzo +pasticcio di Strasburgo, poi ancora dell'altra roba, avvolta nella +bella carta rosa e gialla, coi nastrini azzurri.... _Numa_, +riconoscente, passava, ripassava fra le gambe del Direttore, +strisciando, sfiorandole colla schiena e rizzando la coda. + +Il capitano Fara-Bon era realmente esistito ed era morto in quei +giorni; ma Cantasirena non aveva ricevuto il dispaccio al _Rinnovatore_ +e tanto meno gli era stato mandato dal Presidente della Camera. Quella +mattina egli non s'era fatto vedere all'ufficio; non voleva cadere in +mano ai nemici, ai "tirolesi". Taddeo, una specie di portiere e di +fattorino, che con una gamba di legno arrivava sempre in ritardo e che +egli perciò chiamava _Teddeum_, gli aveva portato le lettere, i +giornali al Circolo dei Superstiti; e appunto colà gli era capitata +sott'occhio la notizia nel dare un'occhiata al _Fracassa_. + +--Povero Fara-Bon! Un bell'originale! + +E si ricordò pure di un certo progetto del capitano, di una serie di +articoli che gli aveva mandato sulle _Vie acquee dell'Italia +Settentrionale_ e che non aveva mai potuto pubblicare per mancanza di +spazio. + +La _Navigazione Cisalpina_! Perchè no?... Potrebbe essere una grande +idea per far denari! Trovare un bel nome da mettere alla testa del +Comitato.... e avanti!... Povero Fara-Bon!... + +Ma poi non ci pensò più. Aveva tanti fastidi, tante seccature; la +macchina della tipografia sotto sequestro.... Quanta ingratitudine +nella _Costituzionale_! + +Come fare?... Restar chiuso in casa?... Sì; non farsi vedere da nessuno +e far rispondere ai seccatori:--Il Direttore è partito per +Roma!--Intanto avrebbe mandato in giro _Teddeum_ con parecchie lettere +dai patriotti viventi, dagli amici politici.... qualcheduno avrebbe +risposto! E poi non ci doveva essere al "Manzoni" l'opera nuova di un +nobile veronese? + +Si cacciò in un brum e andò a fare le sue provviste per la colazione e +per il pranzo. Chi sa? Avrebbe potuto cavarsela bene!--E il suo viaggio +a Roma?... Perchè non ci sarebbe andato davvero?... Sicuro! Domani! + +A poco a poco aveva cominciato a rianimarsi, aveva già ripreso un po' +del suo buon umore, quando, fatalità, si accorse troppo tardi per poter +tornare indietro, che i tirolesi invece di aspettarlo al _Rinnovatore_ +lo aspettavano a casa.... + +La carrozza si era fermata proprio dinanzi alla porta e il tappezziere +gli era corso incontro aiutandolo a smontare. + +--Grazie, caro Vergani! Sono tutto sconvolto! Ah, che disgrazia!--Su di +corsa per le scale, e l'altro dietro. Ma di sopra non c'era +quell'ignorante maleducato del Brunetti?... Quel seccatore indiscreto +di Pietro Laner?... + +--Ah, che disgrazia! Ah, povero Fara-Bon! + +E dopo che la Gioconda, seguita da _Numa_, era tornata in cucina colle +provviste, quando tutti stavano per riaversi dal primo sbalordimento di +quella gran notizia, Matteo Cantasirena ebbe un impeto di collera +contro Pietro Laner: + +--Vi trovo qui ancora, voi?... E vi ho proibito di venire dalle mie +figliuole quando non sono in casa! + +Il giovanotto, in quel momento, e in presenza d'altre persone, non si +aspettava il rimprovero; rimase un po' sconcertato. + +--Ma.... avevo da parlarle.... + +--Ragione di più per venire all'ufficio. + +--Ma.... + +--Basta così! Ormai ci siete: per questa volta passi! Vi serva di +regola in avvenire!... E i fiori?... Gioconda!... Gioconda!... Voi, +Pietro, che avete la passione dei fiori, fatene un bel mazzo per la mia +Eleonora! Ahuf! Non ne posso più! È una giornata delle più tremende!... +Ah, povero Fara-Bon! È un chiodo fisso qui,--e rivolgendosi al Brunetti +si picchiava forte l'indice teso contro la fronte,--un chiodo qui! qui! +qui! + +Poi, appena uscito il Laner in cerca dei fiori, andò a baciare Evelina, +correndo coll'occhio sulle cartelle. + +--Il marchese Duranti? Niente Duranti! Sospeso! Teniamolo in sospeso! +Gli ho scritto e non mi ha risposto: l'ho incontrato e ha finto di non +vedermi! Ah, ah! Ma io gli domanderò alla prima occasione:--È diventato +orbo lei, o è diventato asino?...--Ah, Brunetti, quanta ingratitudine! +Tutta gente fatta da me, creata da me, che io ho messo all'onore del +mondo! Mi credono un uomo finito, morto, perchè ho avuto le mie buone +ragioni per far morire il _Rinnovatore_! Ma io sono ancora vivo! Ve ne +accorgerete, signori! Alle otto e trenta,--guardò l'orologio,--parto +per Roma. + +--Parte?... Per Roma?...--esclamò il Brunetti. + +--Se vi occorre qualche cosa, siamo a vostra disposizione!--rispose +Matteo, socchiudendo gli occhi e inchinandosi leggermente, con un +sorriso olimpico di protezione. + +--Parte per Roma?... E la cambiale? + +--Precedetemi nel mio studio. Faccio vedere qui al signor Vergani come +mi ha servito colla camera da letto, e sono subito da voi. + +Ma nel voltarsi per chiamare il Vergani, che a quelle parole era +rimasto attonito, si trovò faccia a faccia col fattorino della Faré. + +--Voi chi siete? Che volete? Cosa fate qui? + +Il pover'uomo, intimidito, gli presentò il conto nella busta gialla. + +--Trenta lire?... Ma questa signora Faré è sull'orlo del fallimento, se +ha bisogno di trenta lire! Ma io devo pagarne trentamila, centomila +delle lire, e ho diritto di non essere seccato, molestato per simili +pezzenterie! Gioconda! Ma Gioconda!--gridò più forte,--perchè mi lasci +venire fra i piedi tutta questa gentaglia? Passate al giornale! Andate +dal Bizzarelli! Andate dal mio amministratore! Via! + +E il fattorino corse via davvero, senza farselo dire due volte. + +Cantasirena, sbuffando, teneva una mano sul pancione ansante, come per +rimetterlo in calma, e coll'altra, preso un fazzoletto, si asciugava il +sudore. + +--Seccatori insistenti! Morti di fame!--Poi avvicinandosi, ancora colla +voce rotta, oppressa, chiamò il tappezziere:--Sono con lei.... signor +Vergani....--ma quando fu sull'uscio si fermò d'un tratto per +raccomandare al Brunetti di non andarsene.--Sentirete! Una grande +idea!... Aspettatemi nello studio! + +--Non vado via, no!--rispose l'altro di malumore, quasi con minaccia. + +Ma oramai anche il Brunetti non era più quello di prima. Erano tutti +più quieti, più calmi. Il bel faccione aperto, geniale, simpatico, la +sicurezza di Cantasirena, la sua alterezza, le sue espansioni, le sue +minacce, le sue collere, avevano ottenuto il solito effetto. + +Tutti credevano di trovarlo avvilito, disfatto, supplichevole, e invece +non si era mostrato dolente altro che per la morte del capitano +Fara-Bon; e un uomo che si dispera per un amico morto, non può essere +lui stesso _in extremis_!--Ma che! Matteo Cantasirena era sempre vivo, +sempre forte! Aveva troppo talento! Conosceva i segreti di troppa +gente! + +E anche quei pacchi e pacchetti e cartocci di ghiottonerie, +contribuivano pure a tranquillare gli animi, sebbene ognuno fosse +sicuro che li aveva presi senza pagare. Tutta quella roba l'avrebbe +mangiata il Direttore, ma faceva bene e riconfortava anche i suoi +creditori. + +E poi, il viaggio a Roma?... + +Anche il tappezziere che gli aveva venduto il mobilio della camera da +letto e aspettava da un anno senza aver visto il becco d'un quattrino, +avrebbe aspettato, diamine! il suo ritorno da Roma. Anzi, si scusò per +il tarlo che qua e là cominciava a farsi vedere. + +--Che vuole? Anche noi siamo i primi ad essere ingannati!--Gli promise +che gli avrebbe mandato subito uno de' suoi migliori operai e che in un +paio di giorni gli avrebbe rimesso tutto a nuovo. + +E Matteo Cantasirena, sorridente, bonario, godeva a perdersi in +chiacchiere con quel brav'uomo e gli domandava il prezzo, l'ultimo +prezzo di un salottino "completo" che voleva regalare a Eleonora per la +sua festa.--Ma di colpo, si ricordò che aveva ancora da pagare il brum, +e allora lasciò andar via il tappezziere per correre in cerca della +Gioconda. + +La Gioconda era in cucina; aveva già assaggiato e riposto il pasticcio, +e mangiava adagio una fetta di presciutto, colorita e sottile come una +foglia di rosa. Appoggiata col dorso alla finestra, si godeva nel +sentirsi scaldare a poco a poco dal sole tepido d'aprile e cogli occhi +imbambolati guardava Pietro Laner. + +Com'era bravo nel preparare i mazzi di fiori! Ma il giovanotto pareva +insensibile all'ammirazione della serva: era serio e triste. + +Oh, in quei fiori quante memorie delle sue Alpi, quanti ricordi della +sua vita semplice e tranquilla!... Oh le larghe felci strane e selvagge +e il capelvenere gentile! Quando era ragazzo, nella solennità del mese +di Maria, aiutato dalla zia Angela e dalla zia Rosa egli adornava, +copriva di felci e di capelvenere tutto il piccolo Santuario della +Crodarossa!... Oh i bei ciclamini.... Come ne erano fiorite le +stradicciuole ombrose e fresche di Selvapiana!... + +--Gioconda!... Paga il brum! + +La Gioconda lo guardò, rise, e gli rispose mangiando: + +--Aspettavo anch'io il suo ritorno, signor padrone, per andare a far la +spesa. + +Matteo si fermò di colpo e la guardò maravigliato. + +--Possibile?... + +L'altra, senza esser vista dal Laner, che intento ai fiori le voltava +le spalle, si soffiò adagio sul palmo della mano, come aveva fatto +prima colla signorina Nora. + +--Voi, Pietro,--esclamò vivamente Cantasirena:--Datemi degli spiccioli, +della moneta! Non ho avuto tempo di passare dal mio amministratore. + +Il povero giovane si sentì venire i sudori freddi. Lasciò il mazzo sul +tavolo e gli corse vicino, balbettando colle labbra pallide, tremanti e +colle lacrime nella gola:--Non ho più niente! Ho la padrona.... +l'affitto, tutto da pagare, e non ho più niente! Non ho più che +questo!--E quasi a testimoniare le sue angustie, la sua miseria, si +levò dal taschino il biglietto sudicio, ripiegato:--Non ho più altro +che dieci lire!--Cantasirena glielo prese al volo, colle dita rapide +come la linguetta del rospo. + +--Eh, credete che ce ne vogliano cento per pagare il brum?... Prendi, +Gioconda; gli dai due lire colla mancia. + +E la Gioconda, intascate le dieci lire, se la svignò con insolita +prestezza. + +--Voi,--disse Cantasirena a Pietro Laner,--aspettatemi pure. Vado un +momento dal Brunetti; poi vi darò due righe per il Bizzarelli--fece per +andarsene; l'altro l'afferrò per un braccio. + +--Che Bizzarelli! Che amministratore! Ma vuol darla ad intendere anche +a me? Il povero Bizzarelli è un suo creditore come gli altri! Lei lo ha +rovinato come gli altri! + +--Diventate matto?--esclamò Cantasirena. Così, all'improvviso, era +rimasto spaventato dal pallore, dagli occhi torvi, dalla collera di +Pietro Laner; ma riprese subito il sopravvento, e divincolandosi con +forza, riuscì a sciogliersi dalla stretta e a buttare Pietro Laner due +o tre passi lontano. + +--Osate mancarmi di rispetto?... Badate a voi! Sarà la mia Eleonora, +lei stessa, che vi scaccerà da questa casa!... Malcreato!--e soffiando +e sbuffando, maestoso nel suo sdegno, nel suo disprezzo, Matteo +Cantasirena voltò le spalle al povero diavolo rimasto come annichilito, +spaventato, andò nello studio a raggiungere il Brunetti, e gli comparve +dinanzi sorridente e più espansivo che mai. + +--Caro amico, da un grande dolore, una grande idea!--e siccome l'altro, +stizzito, voleva interromperlo, voleva dirgli prima il fatto suo, +gl'impose di tacere scotendo le due mani aperte, con una gravità +solenne e misteriosa. + +--Ssst! Da un gran dolore una grande idea! Voi lo meritate; mi siete +sempre stato amico, ho sempre trovato in voi un gentiluomo, vi offro +una fortuna. Nessuno potrà mai disconoscere due grandi qualità a Matteo +Cantasirena: la memoria e il cuore. Così non avessi avuto cuore e +ideali troppo alti!--Avrei dei milioni, invece di avere dei.... +nemici!--Ma basta! Avanti i giovani a disfare l'Italia che noi abbiamo +fatta, con tanti sacrifici, guadagnando, per conto mio, che cosa?... un +rimorso!--Il rimorso, se crepo domani, di lasciare le mie figliuole +senza un soldo! Ho lavorato abbastanza per gli altri e quando +l'ingratitudine del mio partito.... + +--Finiamola--interruppe il Brunetti seccato, irritato.--Lei mi ha fatto +una porcheria! + +E rotto il freno per la stessa violenza della parola bassa, triviale +che gli era sfuggita, accendendosi in viso, ricordando a un tratto la +ragione della sua collera e perciò a mano a mano infuriandosi sempre di +più,--lei mi ha truffato,--gli gridò colla voce soffocata, +strozzata,--mi ha truffato!... Ladro! + +Matteo Cantasirena alzò le braccia barcollando, come un uomo sul quale +è stata tirata una schioppettata, e trascinandosi andò a cadere di peso +sul seggiolone della scrivania soffiando, singhiozzando, gemendo, con +un sordo mugolìo del pancione ansimante. + +--Anche voi!... Mi coprite di fango!... Anche voi!... L'amico!... La +mia fede ultima.... superstite!--Guai ai vinti! Guai!--Poi, a un tratto +si riscosse, si rianimò, come avesse preso una terribile risoluzione, e +cominciò a cercare, a frugare nei cassetti....--So!... So!... So che +cosa mi resta a fare!--Tutto è pronto!--e trovato un _revolver_ glielo +mostrò.--Vedete? È un dono, una memoria di Nino Bixio! Povero Nino! Se +avesse potuto immaginare che il suo Matteo, colui che lo ha sempre +difeso strenuamente....--E a questo punto non potè più contenersi, e +scoppiò in lacrime, in vere lacrime. + +Il Brunetti gli si avvicinò; credeva, non credeva, ma anche senza +volerlo si sentiva commosso. + +--Coll'ammazzarsi non si pagano i debiti,--brontolò col suo modo +burbero. + +--Ma in eredità a quelle due disgraziate lascierò un nome intemerato! + +--Sono spropositi; cogli spropositi non si paga nessuno! + +--Siete voi che non mi lasciate nè il modo nè il tempo di pagare! Io +ero disposto a rendervi il cento per cento! Siete voi che mi avete +ammazzato, con una parola! Ladro! Il colonnello Cantasirena!... ladro! + +E improvvisamente impugnò di nuovo il _revolver_: ma il Brunetti fu +pronto e glielo strappò di mano. + +--È anche il suo modo di trattare che mi ha offeso, che mi ha fatto +andare in bestia. Tante preghiere, tante promesse, tanti giuramenti per +aver la firma, e dopo non farsi più vivo! Almeno avvertirmi che non +poteva pagare! + +--Ho sempre sperato.... fino all'ultimo momento. + +--E se mi protestavano la cambiale? + +--Dopo il protesto ci sono ancora cinque giorni. + +--Grazie! Ma il discredito è la rovina per chi è nel commercio! Io ho +bisogno di farmi una posizione! Ho una famiglia, dei figli....--e anche +al povero signor Brunetti venivano le lacrime agli occhi. + +L'altro lo guardava attonito. + +--Ma l'avete pagata sì o no? + +--Sicuro, che l'ho pagata! + +--E allora di che cosa vi lamentate, santissimo Iddio!--esclamò +Cantasirena con un'alzata di spalle.--Non correte più nessun pericolo! + +--Ma l'ho dovuta pagare io e toccava a lei!--replicò il Brunetti +sbalordito dalla logica del Direttore.--Io ho dovuto correre come un +matto per trovare le diecimila lire e farmi strozzare. + +--Tranne per il disturbo che vi siete preso, e del quale vi sono +gratissimo, per tutto il resto voi non dovete perdere nemmeno un +centesimo.--Io vi farò subito un nuovo effetto che voi potrete +scontare. + +--Sicuro, se ci metterò la mia firma; come l'altro. E per essere da +capo con lo spavento di un protesto! No, no; lei mi rilascierà una +cambiale e la terrò io nel mio portafoglio: ma si ricordi, alla +scadenza non voglio chiacchiere! + +--Come volete,--rispose Cantasirena, affermando anche col capo, con +gentile accondiscendenza.--Del resto, caro Brunetti, credete ai vecchi! +Il commercio, non è un giuoco d'azzardo: bisogna mantenersi calmi per +essere avveduti. Voi siete troppo diffidente, e vi lasciate troppo +impressionare. Ma pensate, benedett'uomo, quanti dolori, quante +disgrazie vere ci piombano addosso tutti i giorni, senza andarne a +pescare delle immaginarie e farci del cattivo sangue anche per quelle +che ci potrebbero capitare! È il vostro difetto; è un difetto che vi fa +danno, appunto per il credito del quale dite di aver bisogno. Vi vedono +spaventato? Anche gli altri si spaventano. È naturale!--Poi, cambiando +tono di voce e avanzandosi sul seggiolone gli domandò a +bruciapelo:--Volete guadagnare centomila lire? + +--Io? + +--Sì, voi. E mettere il vostro nome in evidenza? E concorrere ad +un'opera colossale, che formerà la ricchezza e sarà la gloria del +paese? + +--Lei, tutti i giorni, ne inventa una nuova!--brontolò il Brunetti con un +atto di stizza; ma invece di andarsene, sedette sopra uno sgabello che era +accanto alla scrivania, vicino al Direttore. Questi, sdraiandosi, +allungandosi nel seggiolone e con un colpo forte battendo il palmo delle +mani grasse sui bracciuoli, ripetè ancora, socchiudendo gli occhi, +sorridendo con un fare da milionario, da Rothschild:--Cento-mila-lire! + +--Tutti i giorni ne inventa una nuova!--tornò a ripetere il Brunetti a +mezza voce, allungando il collo: non voleva credere, ma voleva sentire. + +Cantasirena si voltò, si rivoltò, rimanendo lungo sdraiato come fosse +in letto, e guardò il Brunetti senza parlare; poi cominciò a fare i +suoi sfoghi, le sue confidenze: + +--Il giornale, omai, era ridotto un semplice notiziario, una serie di +dispacci. Non lo si faceva più col talento, ma coi denari: poteva avere +ancora una grande diffusione, ma aveva perduta ogni influenza.--In +politica?... Appassionarsi? Lottare? Combattere? Per chi?--Piccoli +galantuomini, poveri d'ingegno, piccoli marioli privi d'audacia. Non un +popolo di liberi, ma di liberti, sempre in cerca di un nuovo +padrone.--E la rappresentanza nazionale? Non più un Desmoulins, appena +qualche Mirabeau senza eloquenza!--E in arte? La macchinetta delle +fotografie istantanee, sostituita ai voli, alle creazioni del +genio!--Caro Brunetti, io mi ritiro dal giornalismo, dalla politica: +sono vecchio e non ho più tempo da perdere. Voglio migliorare la mia +condizione; lasciare uno stato alle mie figliuole, e il mio nome alla +gratitudine di un popolo. + +Ci fu un momento di pausa, poi rizzandosi a un tratto più alto, più +largo, più maestoso: + +--Volete stare con me? Da un grande dolore..., una grande idea. Il mio +povero Fara-Bon è morto: dobbiamo essere noi, i raccoglitori e gli +esecutori della sua grande eredità intellettuale?--E soggiunse +sottovoce, parlando con una lentezza grave, mettendogli una mano sul +braccio e stringendolo sempre più forte. + +--Dobbiamo essere noi?.... _Noi due soli_, i padroni del campo? + +Il Brunetti rimaneva muto; ma si vedeva la sua mano muoversi +nervosamente nella tasca dei pantaloni. + +--Dunque? + +--Dunque, che cosa? + +--Sì o no? + +--Intanto.... io non so nemmeno di che si tratta!--rispose il Brunetti +con un'alzata di spalle. Aveva paura di Matteo Cantasirena.... ma aveva +anche paura di perdere una buona occasione....--E prima di tutto, +intendiamoci bene,--esclamò con forza.--Io non anticipo un soldo! +assolutamente! Non anticipo un soldo! + +Il Direttore sorrise crollando il capo, in atto di compatimento; poi, +restando sempre sulla poltrona, si avvicinò quanto gli fu possibile, +faccia a faccia al Brunetti, e cominciò con un grosso sospiro: + +--È destino comune degli uomini di genio, Aristide, l'Alighieri, +Camoens, Fulton, Fara-Bon, che le loro grandi idealità, le loro grandi +scoperte, le loro grandi invenzioni, debbano imporsi e trionfare +soltanto dopo la loro morte!--E continuò a parlare, a parlare, a +parlare sempre faccia a faccia col Brunetti, fissandolo negli occhi, +magnetizzandolo, ipnotizzandolo collo sguardo vivo, acuto, sfavillante, +accarezzandolo, lusingandolo colla blandizie del sorriso amabile, +confidenziale, ammaliandolo quasi coll'incanto della voce morbida, +insinuante, tentatrice. + +Cantasirena non aveva letta una sola parola, non aveva un dato +qualunque che potesse riferirsi al grandioso progetto "colossale!" del +compianto Fara-Bon; ma parlò, parlò, continuò a parlare con calore, con +persuasione, con convinzione, con entusiasmo delle _vie acquee_ e delle +nuove _correnti commerciali_; del Po messo in comunicazione col Lago +Maggiore e col Lago di Garda; del Porto di Venezia che sarebbe +diventato il primo del mondo, perchè sarebbe stato necessariamente il +grande punto di congiunzione e di partenza fra la navigazione interna e +la navigazione marittima, fra l'Oriente, il Quarnero, le Bocche di +Cattaro e le tre grandi vie delle Alpi: il Brennero, il Gottardo, e il +Cenisio. + +--E.... i milioni?--balbettò il signor Brunetti stordito, sbalordito. + +--Il concorso immancabile del Governo, delle Provincie, dei Comuni: poi +una grande società per azioni, della quale io sarò l'anima, la mente, e +voi il braccio. + +--E il progetto è in mano sua?... Lo ha lei? + +Matteo Cantasirena sorrise appena e battè le dita con lentezza solenne +sopra uno dei cassetti del tavolo:--Qui. + +--Una cosa sola ci occorre per lanciare l'operazione: un uomo, un gran +nome; un nome che s'imponga!... Una bestia magari, ma un nome di moda +per metterlo alla testa del comitato. + +--Sicuro.... un gran nome!--ripetè attonito il Brunetti.--Ma come +trovarlo? + +--Ci sarà.... C'è!--rispose Cantasirena, socchiudendo gli occhi e +sdraiandosi nel seggiolone come Giove che si riposa sicuro, nella +propria onnipotenza. + +--Chi?... Chi? + +Non lo poteva dire: era il suo segreto. Domani avrebbe potuto parlare. +Oggi no: aveva data la sua parola. Solamente, senza tanti preamboli, +gli occorrevano altre cinquecento lire. Aveva piccoli impegni +fastidiosi, ai quali non poteva, non voleva mancare; voleva provvedere, +in certo modo, a' suoi redattori che per la morte del giornale +restavano in mezzo alla strada. Pietro Laner sopratutto, il Bardo +Trentino! era solo a Milano e non poteva tornare presso la sua famiglia +perchè l'Austria lo avrebbe arrestato e processato. E poi anche lui, +insomma, non voleva aver l'aria di un morto di fame. + +Il Brunetti, sulle prime, si era messo a gridare, a protestare, +arrabbiandosi, infuriandosi di nuovo. Lo aveva detto, dichiarato, non +voleva più anticipare nemmeno un soldo! No! No! Assolutamente, no! E +poi.... non aveva vergogna a confessarlo: lo avesse anche voluto, non +avrebbe potuto! Era alla fine del mese, aveva troppi impegni ed era +diventato matto anche per trovare le altre diecimila lire. + +No! No! Era impossibile, impossibilissimo!--Quel giorno, in cassa, non +aveva nemmeno cento lire!--Era proprio vero! Poteva giurarlo! Lo +giurava sulla testa delle sue creature!--Ma a poco a poco, l'altro +continuava a parlare, a pregare, a tentare, e il povero signor Brunetti +aveva finito col cedere, prima trecento, poi quattrocento, poi tutte le +cinquecento. + +--In fine, cos'erano cinquecento lire, in confronto di tutte le altre +che gli doveva il Direttore? E poi, adesso, non si trattava del +giornale,--il pozzo di San Patrizio!...--Era una grande +speculazione!... Erano milioni che sarebbero stati messi in giro! +Ma.... c'era un altro ma. Cinquecento lire subito, sul momento, il +signor Brunetti non le aveva davvero. Però gliele avrebbe procurate +dall'oggi al domani: senza fallo. + +--Senza fallo!--ripetè il Direttore, con una serietà grave, +minacciosa.--Si ricordi bene di non promettere e poi farmi aspettare +secondo il solito. + +L'altro tornò ad assicurare, a protestare continuando a ripetere: Senza +fallo! Senza fallo; farò tutto il possibile. Senza fallo! + +--Bravo. Siamo intesi!--e il Direttore, che pareva stanco e un po' +seccato, gli diede la mano per congedarlo, col solito fare di benevola +degnazione. + +Era diventato lui adesso, Matteo Cantasirena, il creditore del signor +Brunetti! + + + + +IV. + + +Pietro Laner, riavutosi dal primo sbalordimento, se n'era andato +gridando, sbattendo gli usci e senza voler rispondere alla Gioconda e +nemmeno all'Evelina, che gli erano corse dietro fin sulle scale. + +--Non avrebbe più rimesso i piedi nè lì, nè in ufficio.--Canaglia! +Canaglia! + +Era furibondo per l'insulto, e più ancora per la minchionatura. + +--Di volo, zaff!... e le dieci lire erano sparite!... E Nora?--E rifece +il verso del Direttore con stizza:--E-le-oo-nòò-ra?--La mia cara +figliuola!--Come l'altra, la gobbina!--Che figliuola! Che figliuole! +Chissà dove è andato a pescarle, per viverci alle spalle, per +sfruttarle, come ha sfruttato gli amici, l'Italia, il mondo +intero!--Quel pancione Dulcamara è la gran piovra di Vittor Hugo!-- + +Pure il nome di Nora, evocatore dell'immagine adorata, dissipava le ire +e gli suscitava in cuore, a poco a poco, mille inquietudini. + +--Se Nora non era sua figlia, era tenuta come tale; era nelle mani di +quel cannibale, vero mangiatore d'uomini!--Ebbene, egli avrebbe parlato +a Nora, a tu per tu.--Subito!--Dov'era? Dove poteva trovarla? Evelina +gli aveva detto, dalla Schönfeld.--Sì, sì, dalla Schönfeld! + +L'aspetterò in istrada, e _aut aut_: poche parole! + +Ma pensando, ripensando le "poche parole" che dovevano fare impressione +sull'animo dell'innamorata, tornava ad infervorarsi, a camminare in +fretta, a gestire. La gente per la strada si voltava a guardarlo. + +--Senti, Nora, Norina mia: quella canaglia, dopo avermi rubato tutto, +ha avuto il coraggio d'insultarmi: io ho pensato a te; per questo non +l'ho strozzato! Però in casa vostra, non ci metto più i piedi; mai +più.--Tu mi vuoi bene?--Sì?--e allora, oggi stesso, stassera, si prende +il volo. Ti porto a casa mia, dalle zie; fino al giorno del nostro +matrimonio. Domattina si arriva a Trento, poi una vettura e in poche +ore saremo a Crodarossa.... + +Ma.... i danari? La pigione? I danari per pagare la padrona di casa? I +danari per il viaggio?... + +Si fermò di colpo, su due piedi. Oh, quella faccia della sua padrona di +casa!--Finchè non ho da pagarla, non mi fo più vedere!... E per +pagarla, dove li trovo? + +Pietro Laner si cacciò le mani nelle tasche del paltò, e riprese a +camminare, ma assai più lentamente. + +La padrona, vedendo che l'ospite trentino non si faceva vivo per il +conto, glielo aveva fatto trovare in camera, sotto il calamaio. Lui, +s'intende! aveva finto di non vederlo. Ma la sera lo trovò sul tavolino +accanto al letto, spiegato sotto il candeliere; e il secondo giorno +disteso, diritto, sulla padellina di cristallo, appoggiato alla +candela. E d'ora in ora, quella faccia della padrona, già così larga di +sorrisi e di cerimonie, non esprimeva più altro che un gran punto +interrogativo:--Mi paga?... + +--Come fare? Tornare dal Direttore? Sottomettersi? Pregare, cercare +colle buone di ottenere un piccolo acconto?... + +--Se Nora volesse?... Se volesse parlarne allo zio Matteo! Ma bisognava +vederla subito. Invece di aspettarla giù, dinanzi alla porta, sarebbe +salito a cercarla dalla signora Schönfeld: l'avrebbe fatta chiamar +fuori.--Ho da parlarti: di gran premura! + +--Che male c'è? Non dev'essere mia moglie? Non è omai saputo da +tutti?... Da tutti no.... Le zie? + +La zia Angelica e la zia Rosina non ne sapevano niente. Esse credevano +che il loro Pierino a Milano, non fosse intento altro che a guadagnar +denari e a diventare un grand'uomo! + +Che direbbero, che farebbero la zia Angelica e la zia Rosa, quando +fosse capitato a Crodarossa senza le ventimila lire, senza un soldo.... +e invece colla sposa?... Una signorina in cappellino e che non sapeva +far altro che suonare e cantare?... Dio! Dio!... Ma come non ci aveva +mai pensato? E Nora? Se anche Nora dicesse di no? + +Al dubbio solo, all'idea di poter perdere Nora, gli si empirono gli +occhi di lacrime e il cuore di disperazione. Si sarebbe ammazzato! + +E la padrona?... Dio! Dio! Dove aveva avuto la testa fino allora? + +Era la prima volta dal suo arrivo a Milano, che Pietro Laner cominciava +a vederci chiaro d'intorno a sè, davanti a sè. + +--Dio! Dio!... Come mai si era ridotto a quel punto? Non lo sapeva, non +se n'era accorto. Era stato uno stordimento, una vertigine di tutte le +ore, di tutte le vicende incalzanti che non gli lasciavano tempo di +pensare, di riflettere. + +Come aveva fatto a innamorarsi di Nora? A impegnarsi senza scrivere +alle zie? Perchè, come, quando aveva cominciato a lasciarsi ingannare, +truffare, rovinare, da quel Mosè imbroglione?... Non aveva nemmeno +cento lire per pagar la padrona!... Non aveva nemmeno un soldo per far +colazione!... E la collera delle zie? E se Nora non voleva? E se Matteo +Cantasirena non lo pagava?... Ma era stato pazzo? Era stato ubriaco? +Dio! Dio! Dio!--Maria Vergine!--Ma che cosa aveva fatto di male perchè +gli capitassero addosso tutte le disgrazie, tutte le maledizioni?... + +Che cosa aveva fatto? + +La risposta la sentì sorgere nell'animo angosciato e farsi strada nella +mente sconvolta, come un lontano chiarore, un barlume di speranza. Era +una risposta sola a tante domande, una risposta che per le sue nuove +idee poteva sembrare ridicola, assurda, indegna della sua ragione, +indegna del suo ingegno, ma alla quale consentivano tutti i suoi +sentimenti e tutti i suoi ricordi intimi, profondi, nascosti e alla +quale la disperazione stessa di quel momento, dava uno slancio più vivo +di fede. + +--Dal giorno in cui sono venuto a Milano, non sono più stato a Messa, +non sono più entrato in una chiesa!... Ecco perchè mi sono tirato +addosso l'ira di Dio!... + +Gli sembrò, sperò, che entrando appena in una chiesa, sarebbe stato +come ribenedetto, che tutto sarebbe tornato ad andar bene come prima. + +C'era appunto, a due passi, la chiesa di San Francesco. Sbirciò di qua, +di là, se per caso qualche suo conoscente, qualche suo collega +giornalista non lo vedesse; nessuno! + +Entrò presto, ma rimase diritto in piedi, vicino alla porta, subito +intimidito da quei due o tre divoti che si erano voltati a guardarlo. + +Poi, sempre diritto in piedi, rigirando il cappello fra le dita, +cominciò a raccogliersi e a pregare, ma senza muovere nemmeno le +labbra. + +La chiesa era scura, quasi deserta; ma il biascicare sonnolento di quei +due o tre bacchettoni dalla faccia gialla, gli dava fastidio, gli +toglieva il fervore. + +Quando aveva pregato intensamente, aveva sempre ottenuto qualche +cosa!... e cercò colla memoria tutte le "grazie" ottenute in sua vita, +per poter ravvivare la propria fede; e tornò a pregare. Le sue +preghiere, naturalmente, non erano _avemarie_, non erano _pater +noster_; diceva al suo Signore Iddio, datemi questo, datemi +quest'altro. + +Ma perchè il sagrestano continuava a osservarlo.... a fissarlo? + +Non riusciva a chiedere intensamente, fermamente ciò che desiderava. +Non era fede vera la sua; era una concessione a sè stesso, a un +pregiudizio. + +Però, anche da ragazzo, quando non andava a messa la domenica, gli +capitava sempre, nella settimana, qualche disgrazia. E tornava a +pregare, ma per poterci credere, assicurava sè stesso, che il suo Dio +non era a confondersi col Dio falso dei preti, nè col Cristo di legno o +di cera delle donnicciuole. Era più grande e più in alto; era +l'equilibrio dell'Universo, era la forza occulta che cominciava là dove +finiva la scienza, e che però nemmeno la scienza poteva negare in modo +assoluto.... E poi, a questo Domineddio portentoso che reggeva +l'infinito, Pietro Laner non gli aveva da chiedere che le grazie più +discrete, più modeste: trovare i soldi per pagare il conto della +padrona, sposare la Nora, ottenere il perdono dalle zie. Il solo +miracolo, veramente grande che domandava, era di riavere le ventimila +lire prestate a Matteo Cantasirena. + +Ma perchè quello zoticone del sagrestano si voltava sempre dalla sua +parte?... Lo conosceva forse? + +Non poteva raccogliersi! Non poteva pregare con fervore!--Questo voleva +dire che non avrebbe ottenuto niente; che era proprio spacciato!--Dio! +Dio! Perdere Nora! Non aver più un soldo! Finire in un ospedale!... + +In fondo alla chiesa luccicava un piccolo altare: una Madonna, in una +gran custodia di vetro, con un abito di raso giallo tempestato di +gemme. Tutti i ceri del piccolo altare erano accesi: le colonne, le +pareti, erano coperte di voti, di cuori d'argento, di grucce, di gambe +e di braccia di legno.... + +--Là devo andare a pregare se voglio ottenere qualche cosa,--pensò +Pietro Laner,--e se il sagrestano mi vede, questa sarà la penitenza per +meritare la grazia! + +Si avvicinò piano piano alla Madonna dei miracoli: le ombre della +navata, l'oscurità dietro le colonne, erano piene di misteri, +d'inquietudini. Quella chiesa semivuota, si popolava a poco a poco, per +la forza della sua immaginazione, di tutta la folla dei rispetti umani. +Erano i suoi colleghi più beffardi, più scettici, più spregiudicati!... +Era Nora che lo aveva veduto entrare da lontano in San Francesco, e gli +aveva tenuto dietro! Era Matteo Cantasirena, che rideva così +rumorosamente da farsi sentire per tutta Milano! + +Il timore, l'oppressione, diventavano orgasmo: pure bisognava +inginocchiarsi.... pregare, prosternato, dinanzi a quell'altare.... +S'inginocchiò infatti.... ma provò un senso, un'impressione strana.... +Sentiva dei passi dietro a sè che si avvicinavano.... poi una mano gli +batteva sulla spalla!... Si alzò di colpo.... non c'era nessuno. + +Soltanto una vecchierella, collo scialletto paonazzo del "Luogo Pio", +borbottava il rosario fissando la Madonna cogli occhi malati.... + +Eppure il pensiero di essere visto da quella vecchia ad inginocchiarsi +una seconda volta fu più forte di lui in quel momento. Era il timore +dei pregiudizi del mondo che la vinceva su tutti gli altri timori, ed +egli uscì dalla chiesa, sbirciando di qua, di là, più pauroso ancora di +quando vi era entrato. + +E così anche quel suo ultimo barlume di speranza, riposto in +Domineddio, nella Madonna, era svanito. + + + + +V + + +Pietro Laner era nato nel Trentino, a Crodarossa. Un paesuccio +raggruppato attorno al campanile nuovo; poche casette che spiccavano in +alto, scintillanti al sole, in mezzo alla montagna tutta verde fino +alla cresta bigia; poche casette bianche e quiete sotto i tetti neri, +colle piccole finestre, come occhietti ridenti, piene di fiori. + +Pierino aveva appena cinque o sei anni, quando gli morirono, a pochi +mesi di distanza, prima la mamma, e poi il babbo. Allora fu raccolto in +casa degli zii: lo zio prete, don Giacomo, e le sue sorelle, la signora +Angelica, e la signora Rosina. E tutti, il buon prete che aveva sempre +voluto bene al suo povero fratello, e le due zitellone che erano sempre +state in pace colla povera cognata si affezionarono subito a Pierino e +lo tennero in conto di un figliuolo.... proprio mandato dal Signore. + +Fissarono insieme e si divisero d'accordo i vari obblighi per allevarlo +e per educarlo. Don Giacomo gl'inspirava il santo timor di Dio, gli +spiegava la dottrinetta, gl'insegnava a leggere e scrivere e gli faceva +fare delle buone camminate, arrampicandosi su per i monti. + +Le zie gl'insegnavano a star pulito, a risparmiare i _kreuzer_ che gli +altri gli regalavano, a fare la somma e la moltiplica, e quando era +necessario, la zia Angelica e la zia Rosina, sempre serie, sempre +composte, trovavano la forza unite insieme, anche per metterlo in +castigo. + +Da suo padre, Pierino non aveva ereditato nemmeno un soldo. Il +pover'uomo possedeva un paio di campicelli ch'egli stesso coltivava, +tralasciando nei giorni della semina e del raccolto dal fare il +mestiere di sarto che gli dava da vivere. Ma prima, la lunga malattia +della moglie, poi altre disgrazie, i due campicelli che a vederli +dall'alto, in mezzo al verde dei prati, sembravano piccoli come i +tappeti da camera, rimasero alla sua morte, sepolti sotto i debiti che +don Giacomo per altro si affrettò a pagare. + +Don Giacomo era ricco, s'intende per quei paesi, e non era diventato +ricco per merito suo, ma per la stretta economia, per le privazioni +stesse a cui si assoggettavano quotidianamente le sue sorelle che +adoravano _Domine_.... in avarizia! Esse risparmiavano su tutto, e ogni +giorno di più, perchè ogni giorno erano sempre più rattristate e +spaventate dallo spettacolo della miseria altrui. + +"Quando in una casa manca il necessario, comincia a mancare anche il +timor di Dio!" E per questa massima che concordava colla sola, +coll'unica passione di quelle due esistenze, esse finivano col +diventare sempre più avare anche per salvarsi l'anima; e incrudelivano +sopra di sè, più ancora che sugli altri, per accumulare sul +patrimonietto comune, sul benefizio della Canonica e persino sul vino +della Santa Messa, e qualche volta sospirando e gemendo dinanzi al +giocondo appetito del buon pretone sano e forte. + +Quando presero in casa Pierino, quando ebbero da pagare i debiti del +fratello, si trattava dell'onore della famiglia e non fiatarono, ma +risparmiarono le uova dell'insalata e andarono a dormire senza lume per +poter ricavare, col tempo, da una parte quello che era andato +dall'altra. Buone donne del resto, pie, laboriose, niente affatto +pettegole, e indulgenti; caritatevoli di consigli quando ne erano +richieste, e di orazioni anche non richieste. C'era chi stava male? chi +era minacciato da una disgrazia? Pregavano per quegli infelici mattina +e sera, e colle loro divozioni fioccavano indulgenze su tutti i poveri +morti del paese. + +Don Giacomo soffriva per l'avarizia delle sorelle, ma timido, come +tutti i Laner, non aveva trovato mai tanto coraggio da opporsi, da far +valere, occorrendo, i propri diritti. Esse non alzavano mai la voce; +erano sempre rispettose per l'abito, per il ministero, per la santità +del fratello. Ma don Giacomo non osava contrariarle anche per non +addolorarle; e tranne qualche predica, in generale, sul brutto peccato +dell'avarizia, e sui doveri verso il nostro prossimo, non osava andar +più in là. Piuttosto si adattava a commettere in casa dei piccoli +furterelli; e nascosta la roba sotto la tonaca, la portava, +raccomandando di non dir niente, a' suoi vecchietti, a' suoi ammalati. +E gridava lui per il primo, contro i gatti, quando mancava la carne, +contro i topi quando invece era un pezzo di lardo; contro il nibbio o +la poana quando spariva un piccioncello o un pollastrino. Ma le due +sorelle, appena successa la sparizione, stavano sempre più in guardia, +con tanto d'occhi, e per un pezzo don Giacomo non si arrischiava.... +non toccava più niente. E allora si sfogava dando tutto il suo tempo, +tutta la sua persona, tutto il conforto del suo gran cuore, a' suoi +poveretti. Andava lui a piedi per poter prestare agli altri, che ne +aveano più bisogno, il suo cavalluccio magro, sfiancato. Quando era +chiamato presso un ammalato, non lo abbandonava più; restava lì a +fargli da infermiere: e una volta fece anche da contadino. Un povero +diavolo si era rotta una gamba, scivolando giù da una roccia. Era +d'agosto, il tempo della mietitura, e a Crodarossa, in quei giorni, non +abbondano le braccia. Don Giacomo conforta il povero diavolo, poi si fa +dare il suo grembiule bianco, lungo fino ai piedi, il suo cappellaccio +di paglia, e passa così tutta una settimana, dalla mattina alla sera, e +facendosi aiutare anche da Pierino, falciando il fieno, segando il +grano, legando, ravviando, abbarcando i covoni. + +E quel povero prete, così timido colle sorelle, così umile con tutti, +aveva finito col dare anche la vita per i suoi parrocchiani, dopo aver +compiuto atti inauditi di coraggio, di vero eroismo. + +Una notte, improvvisamente, dopo un violento uragano, il fiume aveva +rotto e tutto il paese era rimasto allagato. + +--L'acqua! L'acqua! L'acqua!--Erano urli di spavento, di morte. Don +Giacomo, sebbene ormai quasi vecchio, si cacciò dov'era maggiore il +pericolo e il bisogno, coi più giovani, coi più forti, coi più +temerari, consigliando, confortando, trasportando a braccia o sulle +spalle i vecchi e gl'infermi. Si buscò la febbre, scoppiò la polmonite +e morì in pochi giorni. E prima di morire divise il suo patrimonietto +in tre parti uguali, fra le sorelle, Pierino, e i poveri del paese. In +quell'istante supremo aveva trovato anche quell'altro coraggio che in +vita gli era sempre mancato; quello di affrontare l'avarizia muta della +signora Angelica e della signora Rosina, che inginocchiate a pie' del +letto singhiozzavano sulle avemarie del Rosario, mentre le campane +suonavano i rintocchi mesti dell'_Angelus_, mentre da tutta la casa, da +tutta la strada piena di gente, saliva al suo cuore, ultimo saluto di +pace e di speranza, il lamentìo sommesso dei _Pater_ e delle _Ave_. + +--È un santo!--sospiravano la signora Angelica e la signora Rosa, con +un'istintiva scrollatina di testa.-Ha voluto morire da santo, come da +santo ha sempre vissuto!--E quando sospiravano, e quando scrollavano il +capo, le due vecchiette lo facevano tutte e due nello stesso tempo, +colla stessa espressione addolorata negli occhi gonfi di lacrime, nella +voce fievole, nella compunzione devota dei gesti. + +La signora Angelica e la signora Rosa si rassomigliavano fin da +piccine, ma a poco a poco, a forza di vivere unite insieme, erano +arrivate al punto da essere scambiate l'una per l'altra: tanto più che +anche da vecchie, come da ragazze, continuavano a vestire perfettamente +allo stesso modo. Avevano la medesima sottana di lanetta scura, il +medesimo scialletto nero, e sul capo, uso cuffia, il fazzoletto pur +nero di maglia grossa, che annodato, stretto sotto il mento, lasciava +appena sbucare la loro faccetta tonda, col naso grosso, lungo, rosolato +dal sole. + +Composte e silenziose, attraversavano la piazza; insieme si alzavano in +piedi ai punti prescritti della messa, insieme si sedevano dopo il +vangelo, si prosternavano insieme, fino a terra, al mistico irraggiare +dell'ostensorio; poi le due figurette nere, piccoline, secche secche e +diritte, si vedevano comparire sempre mute, sempre appaiate sull'alto +della viottola del Santuario di Crodarossa, la loro passeggiata +favorita. E in casa, appena una delle sorelle entrava in una stanza, o +andava nell'orto o nel pollaio, l'altra subito le teneva dietro +trotterellando. Dormivano nella stessa camera, si alzavano alla stessa +ora; alla stessa finestra prendevano l'aria e il raffreddore, e non +avevano avuto, non avevano altro, fra grandi e piccoli, fra tutte e +due, che un solo peccato da confessare: l'avarizia. + +Morto Don Giacomo, si attaccarono più strettamente al nipotino. +Germinava in fondo al loro cuore e sotto tutte le orazioni, le +divozioni che facevano, una lontanissima speranza, intima, segreta, che +si erano confidato l'una all'altra cogli occhi.... Soltanto cogli +occhi.--Pierino! Per via di Pierino, avrebbero un giorno, chissà! +potuto riavere la Canonica e il Benefizio. Oh, la Canonica! Il bel +cortile!... il ricco pollaio; l'orto e il vigneto della Canonica! + +Dopo la morte di don Giacomo avevano dovuto andarsene, abbandonare +tutto quanto. Che gran dolore! Che rivoluzione, che sconvolgimento, in +tutta la loro esistenza!... Nel cielo buio, dopo l'uragano, dopo il +terremoto, non era apparso, di lontano, che un solo, un piccolo raggio +di speranza: Pierino!--Il buon Pierino, innocente come l'acqua, un vero +San Luigi! Pierino avrebbe potuto farsi prete e forse diventare il +successore del successore, già vecchio, di don Giacomo, e allora, +chissà!, fosse almeno per morirvi, avrebbero potuto ritornare in quella +loro casa così comoda, così nota, così intimamente legata alla loro +vita, al loro essere. + +La signora Angelica e la signora Rosina che in gioventù non erano mai +state innamorate, nè avevano mai provato, certamente, qualche cosa di +simile, si può dire che cominciarono allora a far all'amore, colla +Canonica, col vigneto, col pero alto e frondoso che dominava dal mezzo +tutti gli alberi dell'orto, e al quale, quando erano giovani, un giorno +che facevano le mattone, avevano dato anche un nome strano: il +_Gigantesso_! + +Costrette ad abbandonare la casa, non avevano potuto abbandonare il +luogo. Avevano preso un quartierino accanto alla Canonica, perchè le +finestre davano appunto sull'orto. E lì, a una di quelle finestre, le +due vecchierelle rimanevano ore e ore, fisse, mute, guardandosi negli +occhi e scrollando il capo. + +Quando il nuovo ortolano,--se avessero potuto odiare qualcheduno, +quello, proprio, lo avrebbero odiato,--vi faceva qualche cambiamento, +era per esse una rabbia, un affanno; se atterrava un albero, era un +dolore. E nei mesi di quel primo inverno,--l'inverno lungo e bigio +delle montagne, colla neve che continua a cader sulla neve, +tacitamente,--quando tutto l'orto era rimasto sepolto, e la vigna e +anche il pero maestoso non sembrò più altro che uno strano e immenso +colosso bianco, le due vecchierelle, dietro le finestre, tappate colla +cimasa, rimanevano tutto il giorno a guardare, a spiare, a sospirare. + +--Gesù Maria Joseph!--gemeva la signora Angelica. + +--Gesù Maria!--rispondeva la signora Rosina, congiungendo le palme. + +--Che inverno! che _siberico_! Povera vigna! Povero _Gigantesso_! + +--Jesus Maria Joseph! + +--Jesus Maria! + +Ma poi, quando a poco a poco la neve alta si abbassava, si dileguava, e +cadeva a fiocchi, a pezzi, dagli alberi scossi dal vento, dalle frondi +dondolanti, quel verde che ritornava a sbucare, ad apparire, a +distendersi, a scoprir cose note e care, consolava, riscaldava, +rinverdiva anche quella certa speranza, lontana lontana.... + +--Fra dodici.... fra quindici anni.... Pierino potrebbe esser +parroco.... + +--Fra dodici, fra quindici anni.... + +--Ma non bisogna mai far calcoli sulla morte di nessuno! + +E la signora Angelica si faceva il segno della santa croce. + +--Che Dio accordi a tutti una lunga vita!--rispondeva la signora +Rosina, segnandosi pure alla sua volta, lentamente. + +Erano sincere in questo loro sentimento di carità; e ne furono premiate +perchè non dovettero aspettare per tanti anni un po' di consolazione. + +Don Giuseppe, il nuovo parroco, non riusciva a farsi voler bene a +Crodarossa. Il povero don Giacomo vi era ancora troppo ricordato, +troppo esaltato e rimpianto. Quello era un sant'uomo! + +Don Giuseppe non era cattivo; ma di tutt'altra pasta. Amava molto i +proprii comodi, la propria salute.... insomma, invece di essere un +mezzo santo come don Giacomo, era un mezzo filosofo della vita. Di più, +era intinto dello stesso peccato della signora Angelica e della signora +Rosina, sebbene non fino a quel punto; perchè se don Giuseppe era avaro +cogli altri, non lo era poi con sè stesso. + +Per cattivarsi gli animi, per rendersi popolare, pensò allora di +stringere amicizia colle due vecchie sorelle, che per virtù del povero +don Giacomo godevano la stima e la venerazione di tutto il paese. + +--Aveva sentito dire che Pierino aveva la vocazione? voleva farsi +prete?... Bravo! Bravo! Il nipote di don Giacomo! Oh, quando sarebbe +stato il momento avrebbe parlato lui alla _Curia_, per averlo per +coadiutore!... Poi, già, sarebbe stato di diritto suo successore.... +Sicuramente! Bravo! Bravo!... + +E dopo qualche visita del parroco alle vecchie, dopo il regalo d'un +cesto d'uva e d'un piatto di pere, la signora Angelica e la signora +Rosa per restituire le garbatezze, per ringraziare, ripresero la via +della Canonica e dell'orto; un altro giorno fecero una visitina anche +al pollaio.... Poi nell'orto, invitate da don Giuseppe, cominciarono ad +andarci spesso, per recitare il rosario, per leggere il _Manuale di +Filotea_ all'ombra antica e fidata del _Gigantesso_.... + +--Oh, anche don Giuseppe era un degno sacerdote! E anche l'ortolano era +un galantuomo! E come lavorava di lena! + +Le due sorelle insegnarono al parroco e all'ortolano a conservare la +carne secca e l'uva intatta per tutto l'inverno.... a risparmiar sulla +semina.... a risparmiar sulle spese. In quel frattempo, si ammalò la +serva di don Giuseppe, e se ne andò al suo paese a rinfrancarsi, ma poi +non tornò più a Crodarossa, nè don Giuseppe si prese altre donne. La +signora Angelica e la signora Rosina omai facevano tutto loro alla +Canonica, come prima, quando c'era il povero don Giacomo, e alla casa +nuova, non ci andavano più altro che la sera, per dormire. + +E intanto le lezioni a Pierino, sospese per la morte dello zio don +Giacomo, furono riprese da don Giuseppe, il quale, e non più le zie, +gl'insegnava poi anche l'aritmetica. + +Pierino, cresciuto in quell'ambiente, fra chiesa, sacristia e canonica, +si figurava quando fosse un uomo di fare il prete per diventar vescovo, +come gli altri ragazzi della sua età pensano di andar soldati, per +diventar generali. + +Ma nel cuore del giovinetto mancava il sentimento vero, profondo, della +fede. La grande maestà di Dio non gl'incuteva alcun timore; gl'incuteva +più timore don Giuseppe, forse perchè don Giuseppe aveva sempre la voce +in aria e quella del Signore non l'aveva mai sentita. + +Era sempre in chiesa o in sacristia: era sempre in cotta a fare il +chierico durante tutte le funzioni; ma quando serviva messa, +all'Elevazione, scampanellava troppo forte e troppo a lungo; in +processione, dava colpi al turibolo da buttar all'aria cenere e brace. +Durante la predica portava in equilibrio cataste alte di seggiole che +sbatacchiava poi dinanzi ai divoti; pigliava quattrini e parlava forte, +affaccendato col sagrestano. E i tridui, collo sparo dei mortaretti, e +la Settimana Santa, col fracasso dei mattutini, e il mese di Maria coi +fiori e i canti al Santuario di Crodarossa, erano le sue feste, i suoi +divertimenti ai quali pensava e si preparava con gioia da un anno +all'altro. + +Don Giuseppe, che aveva notato tutto ciò, cominciava ad essere inquieto +a proposito della vocazione di Pierino; ma amante della santa pace, +teneva i dubbi e le osservazioni per sè. + +--È un buon ragazzo,--pensava,--ma forse è troppo vivo. Quando gli +parlo, sta attento, con rispetto, con sommissione.... ma non mi +ascolta. Se gli dò una sgridata, diventa pallido, tremante, ma poi +torna da capo. Forse ha preso troppa confidenza colla Chiesa, coi +Misteri, col Signore.... + +E per lavarsene le mani dichiarò alle signore Laner che era giunto il +momento di mandare il nipote in Seminario, a Trento. + +Ma Pierino, entrato in Seminario, invece di trovarsi sulla via che +avrebbe dovuto condurlo direttamente in paradiso, si trovò più che mai +su quella dell'inferno. + +Il rumore del mondo arrivava appena, coll'ultima onda risonante, fin +lassù a Crodarossa, e si perdeva dileguandosi nella foresta immensa, +tra le fenditure profonde delle rocce inabitate. + +A Crodarossa la vita serena o buia la faceva il cielo così vicino, +appena diviso da un ultimo strato di verde, da un'ultima cresta di +pietra. + +Lavorare per mangiare; mangiare e vivere per salvarsi l'anima: non si +faceva altro, non si pensava ad altro a Crodarossa. + +Ma il mondo che non era arrivato fin lassù, fra la sconfinata libertà +delle vette alpine, era penetrato attraverso le grosse e tetre muraglie +del Seminario; e subito Pierino si era incontrato in tre cose, nuove +affatto per lui, e proibite per tutti in quel luogo. La +patria--Garibaldi--e le belle ragazze. + +Un altro giovane seminarista triestino, un piccolo chiericuzzo dagli +occhi strambi, dalla faccia lentigginosa e che i parenti volevano far +prete per forza, si era legato di grande intrinsichezza col piccolo +montanarino--tutti italiani, per Dio!--e gli aveva confidato che voleva +scappare a Venezia e che voleva fare il bersagliere, altro che il +prete! + +Pierino spalancava gli occhi maravigliando. E l'altro gli parlò della +patria, dell'Italia, e gli mostrò un ritratto di Garibaldi che teneva +nascosto sul petto, sotto la camiciola, insieme a quello della +Doralice, la rotonda bambinaia di sua cognata. + +La patria!... Garibaldi!... e la Doralice! Tutto ciò aveva acceso, come +fiamma che divampi all'improvviso, la mente e il sangue del nonzoletto +di Crodarossa, che nascosto negli anditi bui della camerata, si metteva +a gridare, a bassa voce, con l'amico di Trieste, "Viva l'Italia!" senza +però far seguire, il "per Dio!" che aggiungeva quell'altro, come +protesta e come rinforzo. E il berrettino di Garibaldi, e il viso tondo +della Doralice, la barba bionda dell'eroe e gli occhi della ragazza gli +erano fissi nella mente giorno e notte e si confondevano in un +desiderio smanioso, indistinto; in un primo amore arcano, irrequieto +per la patria, per l'Italia che egli si raffigurava come una donna +giovane e bella, colla faccia della bambinaia. Il seminarista, il +chierichetto dagli occhi strambi e dalla faccia lentigginosa pareva si +godesse a stuzzicarlo, ad accenderlo sempre di più in quei pensieri, in +quei misteri, e gli ripeteva di nascosto anche i versi del Berchet: + + "Maledetta chi d'italo amplesso + Il tedesco soldato beò!" + +_Amplesso?... Beò?..._--Cosa volevano dire queste nuove parole?... E +"la vergin ne' gaudi cercata" e "la sposa dell'uomo stranier" era la +Doralice coi capelli disciolti, seminuda, stretta fra le braccia di un +soldataccio ispido e nero, coi baffi impeciati.... + +"Maledetta! Maledetta!..." _Amplesso?... beò?..._ Cosa volevano dire? + +Anche questo lo spiegò il seminarista, cogli occhietti che luccicavano +fra le grinze della pelle e il ghignetto da scimmia sulle labbra +sottili e mobili. Pierino, mentre ascoltava, era diventato pallido, +rosso; poi era rimasto a bocca aperta, con un sorriso stupido. Non +aveva capito bene, non aveva capito tutto, ma non osò domandare di più. +Dopo, dopo, che continuo lavorìo della mente per indovinare!... Era il +mondo che lo aveva preso colle sue passioni, colle sue seduzioni, colle +sue cattiverie; era la donna che si rivelava a mano a mano, +incessantemente. E il giovinetto nell'accensione bramosa, domandava +alla discreta nudità delle statue e dei dipinti dell'altare le ultime +rivelazioni del mistero della forma, domandava, cercava di scoprire nei +versi del Berchet, come nelle storie bibliche di Rachele e di Giuditta, +nelle lodi e nelle invocazioni appassionate alla Vergine, come nelle +estasi delle Sante, la rivelazione ultima del mistero dell'amore. + +No! No! Non voleva più farsi prete!... Non voleva più diventar vescovo: +voleva invece prender moglie, e presto, e liberar l'Italia. L'Italia +bionda e grassa, l'Italia bionda e bella, come la bambinaia del suo +amico triestino. + + + + +VI. + + +Il piccolo Laner, appena tornato per le vacanze a Crodarossa, e non +osando parlare, scrisse alle zie una lunga lettera pregandole, +scongiurandole "di non voler la sua morte." Cioè, di non costringerlo a +ritornare in Seminario. Non sentiva più la vocazione; sarebbe stato +infelice tutta la vita; piuttosto si sarebbe lasciato morir di fame! + +Ma poi, appena ebbe scritta e affidata la lettera all'ortolano per la +consegna, ebbe paura di aver arrischiato troppo, di non aver riflesso +abbastanza; e però, aspettando gli effetti della lettera, più che per +il timore di dover finir prete, stava colla tremarella per il brutto +temporale che lo minacciava. + +--Che strappazzata!... Che fulmini!... Quell'altro di Trieste era stato +imprudente, era diventato matto consigliandogli quella lettera!--E +Pierino avrebbe quasi voluto svignarsela "in Italia" non per paura +dell'Austria, ma di don Giuseppe. Finì invece col correre in camera +sua, e col buttarsi mezzo svestito sul letto, per fare impressione +nell'animo delle zie, lasciando credere che fosse ammalato. + +Intanto la signora Angelica e la signora Rosina erano rimaste assai +maravigliate e molto inquiete, soltanto al vedere la lettera,--che +tenevano in mano, appena con due dita, e non osavano aprire. + +--Cosa sia? + +--Cosa sarà? + +--Bisogna leggere.... + +--_Vedemo._ + +Dopo letto, erano rimaste senza fiato, come fulminate. Lentamente, +colla mano tremula, si levarono gli occhiali che tutte due si erano +inforcati sul naso per aiutarsi a leggere, una parola l'una, una parola +l'altra, e rimasero mute a guardarsi, a fissarsi lungamente.... + +--Gesù Maria Joseph! + +--Gesù Maria! + +--Che disgrazia! + +--Che _ribalton_! + +Istintivamente si fecero il segno della croce, poi a un tratto, colte +all'improvviso dal medesimo pensiero, corsero affannate, coi passettini +corti, leggeri, fin sull'uscio della camera di Pierino e rimasero in +ascolto. + +Pierino, che le aveva sentite venire, cominciò a rivoltarsi sul letto, +a gemere flebilmente. Allora, più spaventate, fecero per aprir l'uscio, +e trovato chiuso, cominciarono a bussare, a battere disperatamente. + +--Apri, Pierino! + +--Apri! + +Pierino corse appena a girar la chiave, e si buttò di nuovo sul letto +piangendo, smaniando, tirando calci all'aria. + +La signora Angelica e la signora Rosa gli furono attorno per calmarlo, +per soccorrerlo.--Era la prova! La tentazione!... Era il diavolo!...--E +nella severità silenziosa della loro faccia addolorata, appariva +un'espressione insolita di inquietudine, di diffidenza, quasi temessero +scorgere, a un tratto, fra i capelli neri e crespi del nipotino, due +cornetti nascenti. + +Gli fecero bere della camomilla, così bollente che gli bruciò il +gorgozzule; poi lo obbligarono ad alzarsi, a lavarsi la faccia, a +rimettersi la giacca, e lo condussero dinanzi a don Giuseppe: lo doveva +benedire subito coll'acqua santa, per mettere in fuga satanasso! + +Don Giuseppe era già preparato a quella fine, o quasi. Tuttavia, per +scrupolo di coscienza, gridò, strepitò, e agguantando il povero +ragazzo, e tirandolo per la cuticagna lo cacciò al buio, sotto chiave, +nello stanzino dell'aceto. + +--Speriamo un buon effetto,--disse poi calmandosi e voltandosi per +confortare la signora Angelica e la signora Rosina, rimaste pallide, +tremanti, a quella scena, gli occhi pieni di lacrime.--Speriamo che il +Signore, coll'aiuto della Beata Vergine Maria, gli ritorni la sua +grazia speciale. In ogni modo, teniamo sempre presente questa massima +di ogni buon cristiano, insegnata anche da san Bonaventura: quello che +fa lui è sempre ben fatto, e non casca foglia che Dio non voglia! + +E tornò a raccomandare e a predicare il savio precetto, alcuni giorni +dopo, vedendo che la casa seguitava ad essere sossopra per +l'ostinazione di Pierino, il quale, fatto ormai il primo passo, e visto +che non lo avevano accoppato, teneva duro, ostinato come un vero +montanaro. + +Alla Canonica non c'era più pace; e non c'erano più ore, nè per il +desinare, nè per la cena. La signora Angelica e la signora Rosa che, di +solito, preparavano il pranzettino particolare di don Giuseppe, con +tanta premurosa diligenza, pareva non sapessero far più niente di bene; +e a forza di soffrire e di piangere si erano ammalate tutt'e due. +Avevano la flussione e la faccia bendata colla pappa di lino. + +Don Giuseppe, se prima aveva taciuto per il quieto vivere, adesso, per +la medesima ragione, spiattellò chiaro e tondo alle signore Laner tutti +i dubbi, tutte le inquietudini che aveva già da tanto tempo, prima +ancora che Pierino fosse stato mandato in Seminario. E concluse al +solito: "Tutto per il meglio!" + +--Diciamolo francamente, con quella sincerità che è obbligo di ogni +buon cristiano: abbiamo preso un gambero a proposito della vocazione di +Pierino; ed io più grosso di tutti! Ma se noi su questa terra siamo +poveri ciechi,--_Non unicuique datum est habere sapientiam_,--il +Signore, di lassù, tutto vede e a tutto provvede. Lui medesimo, per i +suoi fini, che sarebbe un peccato di presunzione soltanto il voler +lontanamente indagare, fa una scelta ristrettissima di tutte quelle +persone che destina al suo servizio, e che siamo poi noi altri preti, +sempre indegnamente, s'intende. Orbene; quando ha fatto una scelta, +poniamo, sopra di quel dato individuo, Lui stesso,--nostro +Signore--cosa fa?... Manda subito lo Spirito Santo, e quello non c'è +pericolo, non sbaglia mai, a toccargli il cuore colla grazia divina, +che è quanto dire, colla vocazione. E sarebbe bella, sarebbe grossa, +volersi mettere davanti, al posto della medesima volontà di Dio, per +scegliere e destinare in vece sua, chi lo deve servire! Anche noi, per +esempio, i nostri uomini, i nostri contadini li vogliamo prendere +secondo le nostre idee, secondo il nostro gusto!... Sicuro che il +sacerdozio è lo stato di perfezione; ma per questo, appunto, non può +essere di tutti quanti; ed è nostro Signore, per il primo, a non +volere, per tutte quelle leggi superiori, umane e anche divine, del +consorzio, della famiglia, della discendenza.... _Mundus est et mundus +esse debet_. Pierino, si vede, è stato destinato, deve avviarsi per +questa strada, e del resto, anche per l'anima, sempre meglio essere un +buon marito, un buon padre cristiano, cattolico, come tutti i Laner, +piuttosto di fare il prete per forza che è quanto dire, essere un +cattivo prete!-- + +Le due vecchie si sforzavano di trattenere i singhiozzi: don Giuseppe +prese una mano alla signora Angelica, un'altra alla signora Rosina, e +stringendo, accarezzando quelle due mani secche secche fra le sue +manone grosse e calde, dalle dita pelose, volle istruirle, con gran +dolcezza, ma insieme con gran fermezza, anche a proposito di un altro, +di un ultimo caso di coscienza, a loro particolare. + +--Da brave! Da brave! Coraggio e mettiamo in pace il nostro cuore. E +sopratutto, per qualunque tribolazione, non dobbiamo mai dimenticare +l'adempimento scrupoloso di tutti i nostri doveri. Il Signore Iddio lo +si serve in ogni modo, specialmente colle buone opere, e in ogni stato. +Ma bisogna però aver l'animo tranquillo, e sopportare tutte le +afflizioni che il cielo ci manda, con quella serenità dello spirito, +che ci permette appunto di attendere colla solita cura alla nostra +casa, ai nostri interessi, al nostro prossimo, e al disimpegno assiduo, +diligente, di tutte quelle varie incombenze per le quali siamo stati +allevati e destinati.... Destinati per volere di chi?... Sempre _di +quel di lassù_!-- + +Povera signora Angelica! Povera signora Rosina!... Dopo quella predica +si sforzarono ogni giorno più per mostrarsi tranquille, rassegnate; per +attendere come prima, con ogni cura, alla Canonica, al pollaio, al +desinaretto di don Giuseppe, ma era rimasta loro una grande amarezza in +fondo al cuore, un continuo rodimento. + +Aveva ragione don Giuseppe: meglio un buon padre di famiglia che un +cattivo prete!... Pure, si erano tanto abituate all'idea di poter +rivedere un giorno don Giacomo, il loro povero fratello, in don +Pierino! C'era forse in fondo al cuore, anche quell'altra ragione del +benefizio; non della Canonica e dell'orto perchè, ormai, quel regno lo +avevano riacquistato: avevano combinato con don Giuseppe una specie di +affittanza ed erano tornate loro ad essere le padrone.... + +Perchè quell'amarezza dunque, perchè quel rodimento?... Perchè da tutto +il discorso di don Giuseppe, era sorta e rimasta fissa nel loro +pensiero un'immagine nuova, viva; alla quale il prete non aveva nemmeno +accennato: la moglie di Pierino. + +Un'altra donna, un'estranea in quella casa, nella loro casa, sempre con +loro, in mezzo a loro, e come loro padrona di tutto! La moglie di +Pierino! Un'altra signora Laner! La nuova signora Laner! + +Quella loro grande amarezza, quel loro continuo rodimento era un senso +strano di gelosia: gelosia di Pierino, dell'orto, della Canonica, della +roba; persino di don Giuseppe: insomma gelosia di tutto ciò che aveva +appartenuto, che apparteneva a loro due soltanto e che sarebbe stato +anche di quell'altra, della terza padrona che doveva capitare! + +E tornavano la mattina, la sera, a fermarsi alla loro finestra.... +vedevano quell'altra passeggiare nell'orto, raccogliere la frutta, le +pere del _Gigantesso_.... comandare, ordinare chissà quali cambiamenti! + +Sospiravano, si guardavano, si capivano; ma adesso colle occhiate +lunghe e mute, invece di consolarsi si affliggevano di più. + +--È tanto giovane Pierino.... + +--Forse, prima, avremo tempo di morire.... + +Ma l'idea di morire a tempo per non veder quell'altra capitare in casa, +se era balenata prima nel loro animo come un sollievo, aveva finito poi +col destare nel loro cuore nuove inquietudini e nuovi tormenti. Morire +prima di aver educata "quell'altra" all'economia, al risparmio!... +Morire prima di averle insegnato l'ordine della casa, l'andamento della +piccola amministrazione, il modo di mantenere il pollaio con poca +spesa, di conservare le frutta e l'uva intatta, per tutto l'inverno? + +E le due vecchie, spaventate che la moglie di Pierino non avesse tutta +l'economia indispensabile a una famiglia per assicurare il necessario e +mantenere il timor di Dio, raddoppiavano di avarizia, risparmiavano +anche quella poca fettina di lesso in due, per poter rimediare fin +d'allora, per preparare un po' di largo, caso mai "quell'altra", venuto +il suo momento, non avesse giudizio abbastanza. + +Finite le vacanze, Pierino doveva assolutamente ritornare a Trento, per +proseguire gli studi; non più in Seminario, s'intende, ma alle scuole +pubbliche. Le signore Laner avrebbero certo preferito che il nipote +rimanesse in paese per badare all'orto, ai campicelli e per fare un +mestiere qualunque, come suo padre. Ma don Giuseppe aprì loro gli occhi +anche su questo punto. + +"Pierino era di un'indole troppo irrequieta e vivace; aveva del +talento, ed era stato allevato troppo bene, perchè omai potesse ancora +adattarsi a fare il sarto o il calzolaio, e a lavorare la campagna. A +Crodarossa avrebbe finito col diventare un fannullone, un vizioso. +Invece, facendolo studiare, si poteva forse cavarne qualche cosa!... +Avrebbe potuto avviarsi nella carriera dell'insegnamento, oppure +ottenere un posto, per esempio, nelle ferrovie, dove si va avanti, e +quando si è vecchi si gode la pensione. Pietro non era un milionario, +ma il capitaletto che gli aveva lasciato lo zio "quell'eccellente don +Giacomo (e sempre a questo punto anche il prete alzava gli occhi al +cielo e sospirava) gli poteva servire per i primi bisogni e, al caso, +per una cauzione in una Banca." + +Le Banche?... La signora Angelica, e la signora Rosa, non sapevano +nemmeno che cosa fossero le Banche, le azioni, le carte, i valori +pubblici in genere. Non si fidavano altro che della _Cassa di +risparmio_; e i denari di Pierino erano messi appunto sopra un libretto +già intestato al suo nome. _Pochetti ma tocchetti_: era tutta la loro +esperienza e la loro furberia. + +Intanto don Giuseppe, prima ancora che il ragazzo partisse per Trento, +aveva procurato di metterlo a dozzina presso certi suoi parenti ai +quali avrebbe pur dato l'incarico formale di sorvegliare il piccolo +Laner "buono come il pane, ma troppo vivo." + +Così Pierino l'aveva spuntata; non sarebbe più tornato in Seminario!... +Ma pure, quando venne il momento di partire, si allontanò da Crodarossa +col cuore oppresso e assai più triste di quanto non lo fosse la prima +volta, allorchè era partito saltando, arrampicandosi sull'imperiale, +accanto al conduttore della diligenza. + +I baci delle zie erano stati adesso più caldi, per le gran lacrime +versate; anche don Giuseppe aveva saputo trovare certi consigli, certe +parole buone che lo avevano intenerito. Pierino, ormai, aveva già +provato a rimanere un anno lontano, senza più vedere quelle sue +montagne verdi dalla cresta bigia, quel suo pezzo di cielo attraversato +lentamente dall'ala pesante dei corvi. Aveva cominciato a soffrire i +primi dolori, a combattere le sue piccole battaglie e per tutto ciò, +quel lungo anno che ricominciava, l'ignoto di quel lungo anno che +doveva ancora passare prima di ritrovarsi in faccia a quei monti, prima +di rivedere la casettina bianca e quieta, lo sgomentava, lo +immalinconiva fino alle lacrime. + +Ma partito cogli occhi rossi e a capo basso, gli scolari delle Tecniche +lo videro arrivare col cappello sulle ventitrè e il sigaro in bocca: un +pezzo di Virginia che gli metteva il mal di stomaco. Pietro Laner aveva +vergogna di aver portato la sottana nera; coll'aria da bravo e col +sigaro, sperava tener nascosta a tutti la macchia dell'esser stato per +un anno in Seminario. Invece i suoi compagni lo vennero presto a +sapere, ne fecero un baccano indiavolato, e d'allora in poi, per +burlarlo o per attaccar briga, lo chiamavano sempre prete-spretato, +baciapile, _papalino_! Pietro montava in furia, correvano pugni, si +rodeva; ma poi, per lavarsi di quell'onta di essere stato fra i preti, +per riavere la stima de' suoi condiscepoli, si sforzava persino a tirar +giù certe bestemmie grosse come una casa, e che gli lasciavano poi, in +fondo al cuore, un senso misterioso di rimorso e di timore. + +E anche Pietro, come i suoi compagni, non andava più alla messa la +festa, e gridava, ne diceva di tutti i colori contro i preti e contro i +bacchettoni; ma poi, quando fu vicina l'epoca degli esperimenti del +trimestre, ebbe paura, e tornò ad ascoltare la messa, in una vecchia +chiesetta, fuori di mano, dove era sicuro di non essere veduto dai +compagni. + +L'esperimento andò a vele gonfie e le classificazioni furono tali, +specialmente per la Composizione e per la Storia, da provare a don +Giuseppe che non aveva preso un altro gambero, come quello della +vocazione, anche a proposito del talento. + +Pierino montò in superbia per le lodi dei professori e per una certa +gloriola che si era procurata anche fra gli scolari con una sua ballata +in versi: _Napoleone a Sant'Elena_. Pensò di essere un genio e credette +di non aver più bisogno di nessuno, nemmeno di quella povera Madonnina +quasi ignorata nella viuzza remota; e ricominciava anche di tanto in +tanto a tirar giù qualche moccoletto, quando gli accadde uno di quegli +avvenimenti che lasciano nell'anima un'impressione così profonda che +non si cancella interamente per tutta la vita. + +Nella stessa casa dove Pietro stava a dozzina, c'era una botteguccia +d'un libraio con cartoleria. Pietro, che aveva la passione delle penne, +della carta, aveva preso l'abitudine di entrare sempre nella +botteguccia, quando andava o tornava dalla scuola. Faceva le sue +spesucce, guardava le stampe, le fotografie, i libri illustrati, e un +giorno appunto gli capitò sottocchio un libro, un libro nuovo, che lo +colpì stranamente e che non osò nemmeno toccare per timore di essere +veduto dal libraio. + +Sulla copertina chiusa (bisognava tagliarla per leggere il volume) era +disegnata, a colori, una donnina molto poco in camicia, colle calzette +azzurre e gli stivalini neri, seduta sulle ginocchia di un brutto +scimmiotto in _frak_ e cravatta bianca. Il libro era intitolato: _Le +notti di Giuliana_, e sotto, fra parentesi, era stampato in caratteri +grossi _libro segreto_. + +Pierino continuava a guardare il libro, continuava a fissarlo con una +stupidità animalesca negli occhi immobili, col sangue che gli accendeva +le guance. Lo voleva quel libro: costava un fiorino, ma egli, soltanto +per poterlo leggere, avrebbe dato tutti i suoi quattrini. Ma come +domandarlo al libraio? Il vecchio cerbero colla papalina bisunta gli +avrebbe ficcati gli occhi addosso; quegli occhi spelati, così vivi e +acuti dietro le lenti! Eppure voleva averlo; voleva leggerlo. La sua +curiosità era così eccitata, il suo desiderio così cocente, da +diventare un orgasmo, una vera ossessione. Gli scolari delle Tecniche +ne sapevano e gliene avevano insegnate più assai dell'amico +seminarista; ma più egli ne imparava, più ne sapeva, e più cresceva la +sua curiosità. + +Timido per indole, timidissimo per lo stesso desiderio che lo +accendeva, non osava domandare, non osava spiegarsi coi compagni. +Quelli si mettevano subito a ridere, a urlare, a chiamarlo don Piero o +san Luigi Gonzaga.--E aveva sentito parlare di cene, di certe orgie di +ricconi, di vecchi milionari....--Cos'erano? Cosa facevano?... Certo +doveva essere tutto raccontato, tutto descritto in quel "libro segreto" +_Le notti di Giuliana_. + +Ci pensò tutto il giorno a scuola, a casa, con una smania che si faceva +sempre più bramosa, più fissa, che gli era montata al cervello, che lo +riscaldava, lo esaltava come i fumi del vino. + +La mattina dopo capitò in bottega dal libraio più presto del solito: +voleva comperare una grammatica francese; quell'altra l'aveva smarrita, +o gli era stata rubata: insomma non la trovava più! + +La grammatica francese costava appunto un fiorino come _Le notti di +Giuliana_. Con quella spesa non gli restavano più che altri tre fiorini +e mezzo, e gli dovevano bastare fino alle vacanze:--Poco male; le zie +lo avevano abituato all'economia! + +Avuta la grammatica, indugiò come al solito nella bottega; e intanto +che fingeva di ammirare le fotografie di _Meran_ e di _Gries_ lasciò lì +la grammatica, sul banco ingombro di quaderni, di scatole, di volumi +nuovi e vecchi; la lasciò lì, come per caso, vicino alla catasta degli +altri libri. E continuò per un bel pezzo a guardare, a far passare le +fotografie di _Meran_ e di _Gries_. + +Il libraio, intento a disporre le novità nella mostra, gli domandò d'un +tratto senza voltarsi: + +--Non va a scuola, stamattina? + +--Che ora è? + +--Son le nove. Sonano adesso! + +--Le nove?!--esclamò Pierino, come spaventato a quell'annunzio.--Allora +scappo!--e corse via in fretta e in furia, cacciandosi in tasca il +_Libro segreto_ invece della grammatica. + +--In fine che male c'è?... Tanto l'uno che l'altro costano un fiorino; +dunque l'ho comperato!--Era suo, finalmente! E adesso che smania di +esser solo, di rompere la copertina chiusa, di vedere, di leggere! + +Sentiva quel libro pesargli nella saccoccia; gli metteva addosso un +calore che gli saliva alla faccia; negli orecchi aveva uno scampanellìo +cupo, come se avesse preso il chinino. + +Aspettò, quieto, che fosse cominciata la lezione, poi, appena gli parve +giunto il momento opportuno, alzò la mano, e avuto il cenno affermativo +del professore, se ne andò difilato a rinchiudersi nel solito buco +affocato, in fondo al corridoio, dove gli scolari passavano le ore a +imparare a fumare. Il sole di giugno batteva colà tutto il giorno e le +mosche entravano dai vetri rotti della finestrina a mezzaluna, +scendevano colle striscie di luce e i pulviscoli dorati dalle fessure +del piccolo tetto di legno sporgente, sbucavano di sotto, correvano +sulla faccia, punzecchiavano grosse, moleste, insistenti. + +Pietro Laner stracciò colle dita tremanti la copertina e le pagine del +libro, e subito cercò, cercò avidamente, in ogni pagina.... Niente! +Tutta la grande attrattiva era nella copertina; il resto, una raccolta +di novellette insipide, tradotte dal francese. + +Possibile?!... Pierino continuò a stracciare le pagine, a cercare, a +cercare rapidamente nell'una e nell'altra, indietro, avanti, senza +accorgersi intanto che il tempo passava. + +A un tratto un pugno forte, poi un altro, scossero l'usciolo sconnesso +e mezzo sgangherato. + +--Aprite, Laner! + +Era la voce del bidello. + +Il libro sparì di colpo, precipitò nel vuoto, con un rumor cupo, sempre +più basso. + +--Aprite, Laner!--E il bidello tirò un altro pugno ancora più forte +contro l'uscio. + +Pierino aprì, mostrandosi pallido, confuso, al bidello che lo afferrò +subito per un orecchio, come don Giuseppe lo agguantava per la +cuticagna. + +--È un'ora che siete qui! Vi ho veduto entrare! + +--Non è vero.... potrei giurare....--ma un'altra tirata di orecchie e +un forte scossone gl'impedì di farsi spergiuro. + +Il bidello aveva sentito il tonfo del libro, e aveva immaginato press'a +poco di che cosa si trattava. + +Il direttore ed uno de' professori, passavano in quel punto lungo il +corridoio: subito ci fu tra loro e il bidello un breve conciliabolo: +poi fecero, su due piedi, una specie di processo, con interrogatori e +minacce al povero Pierino, che rispondeva livido, tremante, senza +fiato. + +--Cosa facevate? + +--Fu.... fumavo.... + +--Cos'è che avete buttato via, quando han picchiato all'uscio? + +--La.... la pipa. + +E non vi fu verso di cavargli altro di bocca: a testa bassa, continuava +a rispondere--"Fu.... fumavo--"La.... la pipa." + +Per punizione fu messo in gattabuia invece di lasciarlo andare a casa a +desinare. E Pierino, in quelle ore, soffrì quello che non aveva mai +sofferto in vita sua! + +Il suo sgomento, il suo tormento, era che cercassero, che scoprissero +_Le notti di Giuliana_. Ma allora sarebbe passato per ladro col +libraio, coi professori, coi suoi compagni e coi parenti di don +Giuseppe... con tutti quanti! Il cambio colla grammatica l'avrebbero +creduta una storiella! + +Ladro! Ladro! Ladro!--e immaginava quella parola "Ladro!" "Pierino +ladro!" quando fosse arrivata lassù a Crodarossa!... Che vergogna! Che +vergogna! Ma piuttosto la morte, mille volte la morte! + +E in quello sgomento, in quel terrore Pierino cominciò a pregare il suo +povero babbo, il suo povero zio ch'erano in paradiso, che gli volevano +bene, e che sapevano che non era un ladro. Poi pregò la Madonna +miracolosa del Santuario di Crodarossa, che aveva fatto tanto male a +dimenticare, poi l'altra, quella di Trento, della piccola chiesetta +lontana, solitaria, e che aveva fatto molto male a trascurare, e pregò, +pregò ginocchioni, piangendo, balbettando, dandosi pugni contro il +petto che gli doleva per l'affanno e per la fame. Col fervore della +preghiera, colla sincerità del pentimento, faceva le promesse più +solenni. Oh, se i suoi poveri morti, se la Madonna, quella di +Crodarossa e quella di Trento, gli facevano quella grazia; se il libro +non era scoperto; se lui non veniva accusato di aver rubato, di essere +un ladro, oh, allora, prometteva di mutar vita, di non dire mai +più--mai più--la più piccola bestemmia, di andare in chiesa tutti i +giorni, di andare a messa tutte le domeniche, tutte le feste, e di +dirlo anche, di farsi vedere, senza stupidi riguardi, da tutti i suoi +compagni!... + +La cosa finì con una gran lavata di capo del direttore, e dei parenti, +sul brutto vizio di fumare, e non se ne parlò più. Ma da quel giorno +Pierino pregava, pregava tutte le sere, tutte le mattine; pregava per +ottenere il miracolo che le zie gli mandassero un po' di soldi e per +ottenere la grazia di passar bene gli esami. + +E ancora dopo molti anni da quel giorno della grazia ricevuta per il +Libro segreto, quando Pietro Laner mandò i suoi tre primi sonetti e il +suo primo articolo di critica intitolato Berchet e Mameli +"_All'illustre cavalier Matteo Cantasirena, direttore del_ Rinnovatore +_e dell'_Emporio Letterario", prima di portare il manoscritto alla +posta, se lo portò in chiesa, nascosto sotto il gilet. In quel momento +e con tutto il male che aveva detto dei Gesuiti e del Papa nel suo +primo articolo, Pietro Laner non poteva certo umiliarsi a credere nelle +"grazie" e nei "miracoli" di Domineddio; ma credeva, e ne aveva paura, +in quella stranissima combinazione, che quando non andava in chiesa non +gli riusciva niente di bene. + +E per Pietro Laner sarebbe stata una disgrazia se quell'articolo, se +quei sonetti, non avessero fatto buona impressione al cavalier +Cantasirena. Guai per lui se non fossero stati accettati e pubblicati +nell'_Emporio Letterario_! La sua più grande, la sua più bella speranza +sarebbe andata svanita! Era da quei tre sonetti e da quell'articolo che +poteva dipendere tutto il suo avvenire, tutta la sua felicità e forse +tutta la sua gloria! + +Pietro Laner aveva finito con onore anche L'Istituto Tecnico, aveva +passato i vent'anni, ma ancora non aveva scelta la sua carriera: era +incerto, non sapeva quale avrebbe potuto essere per lui la migliore. +Continuava a ripetere ogni momento che avrebbe fatto volentieri il +professore; che avrebbe fatto volentieri l'impiegato con un buon posto, +che avrebbe fatto volentieri anche il ragioniere, ma intanto continuava +volentieri a far niente! + +E la signora Angelica e la signora Rosina, che non avevano nessuna +fretta di vederlo partire da Crodarossa, di vederlo toccare il suo +libretto della Cassa di Risparmio, si ostinavano ogni giorno più nel +loro mutismo, per non essere obbligate a far domande, a spingere il +nipote a prendere una risoluzione, come avrebbero dovuto fare, ma come +non avevano voglia di fare. + +Soltanto don Giuseppe predicava in italiano e in latino che quello +stato di ozio, di dissipazione, non doveva durare _sine fine dicentes_. +Ma don Giuseppe e Pietro Laner erano venuti poi a rottura a proposito +della "triplice alleanza" e del "potere temporale". Don Giuseppe aveva +alzata la voce, e gli aveva imposto di tacere, mentre la signora +Angelica e la signora Rosina, sbalordite, sbigottite, correvano intorno +affannate a chiudere tutte le porte, tutte le finestre, perchè +l'ortolano, perchè la gente di fuori, non avesse a sentire e a +rimanerne scandalizzata. + +La brutta scena era rimasta impressa nell'animo di Pierino: lo rodeva +il dispetto, la stizza di essersi lasciato intimidire e di non aver +avuto il coraggio di rispondere per le rime quando don Giuseppe aveva +alzata la voce. + +--L'ora è sonata! Bisogna passare il Rubicone! Non voglio ammuffire fra +le sottane! Viva l'Italia! Viva la libertà! Abbasso i preti!--e per +mostrare anche a don Giuseppe che omai voleva impipparsene di tutti +quanti, gli passava vicino col suo bravo cappello col garofano rosso e +il mucchietto d'_edelweiss_ infilato di dietro, sulle ventitrè, e si +faceva sentire a fischiettare l'_Oi Carolì_, e il _Morettina tu mi +lasci_. + + + + +VII. + + +Fu appunto in quei giorni, quando Pierino era più che mai infervorato +nel desiderio della ribellione, che gli capitò a Crodarossa uno dei +primi numeri dell'_Emporio Letterario_: dono settimanale agli abbonati +del _Rinnovatore_, speditogli da Milano da un suo amico, già suo +compagno di scuola, che faceva il commesso dai Bocconi per passatempo, +e di professione il poeta e scrittore di commedie per il "Teatro +Milanese". + +L'_Emporio Letterario_ aveva pubblicato appunto in quel numero una sua +poesia: "Il nostro fiumicel...." ispirata al _Guado_ dello Stecchetti. + +Fu una rivelazione per Pietro Laner. Ecco la sua carriera: fare il +poeta, il letterato, il giornalista! + +In due o tre anni poteva essere "arrivato", avere il ritratto +pubblicato nell'_Emporio Letterario_ e farlo capitare a +Crodarossa.--Poeta!... Giornalista!--Propugnare l'italianità di Trento +e di Trieste, e a Roma Giordano Bruno, per fare crepar di rabbia don +Giuseppe. E poi vivere a Milano, la prima città d'Italia, dove tutti i +letterati fanno furori e tutti i giornalisti quattrini! E poi avere la +propria indipendenza. Oggi lavorare dieci ore e domani andar a spasso +tutto il giorno. E la libertà? Poter gridare _Viva l'Italiaa!_ a +squarciagola, magari in piazza del Duomo!... E poi, finalmente, andare +al veglione. + +Si mise subito all'opera. Pensò, ripensò; cambiò più volte il posto +dove mettere il tavolino:--sotto alla finestra, il troppo sole gli +confondeva le idee; dove c'era troppo scuro, non gli volevano venire. +Finalmente, cambiando ogni giorno la qualità delle penne e il colore +della carta, scrivendo poco, cancellando molto, condusse a termine tre +sonetti--_L'invito_--_L'incanto_--_L'inganno_--e l'articolo critico +sulle poesie del Berchet e del Mameli, e spedì il tutto sotto fascia +raccomandato, unitamente a una lettera autobiografica di otto pagine +nella quale si presentava, si raccomandava, si sfogava col Direttore +dell'_Emporio Letterario_. + +Matteo Cantasirena aveva scritto nell'articolo programma che +l'_Emporio_ era fatto sopratutto pei giovani e doveva essere scritto +dai giovani. + +E Pietro Laner gli dichiarava nella sua lettera: + +Primo: "che era giovane. + +Secondo: "che era Trentino. + +Terzo: "che domandava il suo giudizio su quei tre sonetti e su +quell'articolo, che aveva buttati giù, per un esperimento, in poche +ore. + +Quarto: "che il suo sogno era di venire a Milano e che sarebbe +orgoglioso e fiero se potesse entrare come collaboratore in uno dei +suoi giornali. + +Quinto: "che pur di veder pubblicati i tre sonetti e l'articolo, li +mandava gratis; e che se prima di accettarlo come collaboratore fisso, +il signor Direttore voleva sottoporlo a un periodo di prova, era +disposto anche a venire a Milano a proprie spese. Sapeva benissimo che +tutte le carriere costano, nei primordi, fatiche e quattrini. Ma per la +fatica era giovane, e si sentiva forte; per il resto aveva un capitale +suo di ventimila lire; e poteva anche sacrificarne cinque o seicento, +pur di far carriera nel giornalismo." + +E qui cominciava a raccontare, in lungo ed in largo, tutta la storia +della sua famiglia, della sua gioventù sacrificata, delle sue +aspirazioni, del suo amore per l'Italia, del suo odio per il papato, +del bene che gli volevano le zie, e dei dispiaceri avuti con don +Giuseppe. + +La risposta si fece attendere; arrivò quando il Laner non l'aspettava +già più e in un momento in cui il giovanotto non ci pensava nemmeno. Ma +appena la vide, la indovinò, ancora fra le mani del postino, tutto il +sangue gli salì al cervello con un gorgoglìo tumultuante. + +--Non c'era dubbio. Veniva da Milano. E c'era stampato in un angolo +della busta: _Emporio Letterario_! + +Il bigliettino era brevissimo, ma ogni periodo fu come una scossa +elettrica per il buon Laner. + + + "_Caro Pietro:_ + +"Amo i giovani, perchè non ho più fede altro che nei giovani. + +"All'affarismo che monta, al realismo che dilaga, unico baluardo i +giovani che hanno il disinteresse dell'idea e il culto dell'ideale. + +"Voi avete ingegno e avete cuore: i vostri versi e il vostro articolo +ne sono il documento. Bravissimo! + +"Ho un grande progetto e una grande proposta. + +"Venite subito a Milano. Scrivere non è prudente e non è utile. È la +parola, fecondatrice del pensiero, nel dibattito delle grandi idee. + +"Come stanno le nostre Alpi?--L'eco italico risponde vindice alla +nordica bestemmia, col verso magnanimo e magnifico del mio povero +Prati?--Salutatemele. E al Caffaro e a Bezzecca, alle Sante Termopili +della terza Roma, l'evviva, l'excelsior del vecchio colonnello +garibaldino! + + _Vostro per la vita_ + + MATTEO CANTASIRENA. + +"P.S. Portatemi dei sigari di Virginia.--Sceltissimi.--Intendiamoci: +per commissione." + + +Pietro Laner, tre giorni dopo ricevuta la lettera di Matteo +Cantasirena, pigliava di botto una di quelle risoluzioni così +coraggiose, così ardite, alle quali non arrivano, certe volte, altro +che i timidi. Disse in casa che andava a Roveredo e scappò a Milano. E +da Roveredo scrisse alle zie che "ormai il dado era tratto: che aveva +passato il Rubicone. Era un pezzo che ci pensava, che aveva deciso, ma +non aveva mai voluto parlarne per non amareggiarle; e non aveva voluto +vederle, consolarle prima di partire per non perdere quella forza, +quella calma d'animo, della quale aveva tanto bisogno. Del resto, non +era che la prova di un paio di mesi. Dopo, sarebbe tornato in ogni modo +a Crodarossa. O per fermarsi per sempre, per seppellirsi lontano dal +mondo se la prova gli andava fallita; o per rivederle, per salutarle, +se gli era andata bene, e ricevere allora quella benedizione che adesso +pregava, supplicava, gli volessero mandare anche da lontano, col loro +perdono." + +La signora Angelica e la signora Rosina capitarono dinanzi a don +Giuseppe esterrefatte; senza nemmeno aver la forza di piangere. +Piansero dopo, un po' tutti i giorni; quando don Giuseppe le ebbe un +po' confortate e rassicurate.--Tutto per il meglio: Ricordiamoci sempre +di questa massima salutare: tutto per il meglio!--Poi il prete +continuava, più lentamente, più a bassa voce, con mistero, quasi avesse +paura che l'aria portasse in giro le sue parole:--Quando Pierino avrà +imparato a proprie spese a mettere giudizio, ritornerà a Crodarossa più +quieto, più umile, e sarà meno pericoloso per sè e per gli altri. Con +certi discorsi, con certe imprudenze, non si scherza! Poteva farci +capitare addosso dei guai seri. Tutto per il meglio, e ringraziare Quel +di lassù! + + +Matteo Cantasirena, in quei giorni, era tutto occupato e tutto +infervorato nella gran lotta per le elezioni amministrative e non si +ricordava più di niente: nè di Pietro Laner, nè delle lettere, nè del +"grande progetto" che aveva da comunicargli. + +Quando Pietro Laner gli capitò dinanzi col viso sparuto, annerito dal +carbone della _terza classe_, col lungo ciuffo della parruccaccia +arruffata, lo prese lì per lì, invece del giovane trentino, per uno dei +soliti "tirolesi". + +--Passate dal Bizzarelli!--grugnì dispettosamente, continuando a +scrivere più in fretta. + +--Sono Pietro Laner!--balbettò l'altro porgendo, per farsi conoscere e +per raccomandarsi, il grosso pacco dei Virginia, che gli era costato al +passaggio del confine, mille ansie e mille pene. + +--Ho detto di passare dal Bizzarelli!--gridò ancora più inferocito +Cantasirena, alzando la grossa testa, dal barbone imponente.--Non ho +tempo da perdere. Ho le elezioni da fare. Prima gl'interessi di Milano +e dopo i miei privati. Ho sempre fatto così! + +Al povero ragazzo tremavano le gambe. + +--Mi ha scritto lei di venire subito a Milano. Sono Pietro Laner, di +Crodarossa.... e questi sono i sigari di Virginia, proprio scelti uno a +uno. + +I sigari furono un lampo per Matteo Cantasirena: il lampo che rischiarò +le ventimila lire. Si allungò, si sdraiò sulla poltrona, e sorridendo, +accarezzandosi la barba, arricciolandone la punta colla mano bianca, un +po' tremula, continuò a guardare il giovanotto, fissando gli occhietti +piccoli, scrutatori. + +--Pietro Laner!--replicò, facendo risonare il nome e l'accento.--Il +Bardo Trentino!--e continuando a sorridere, con un lampo di malizietta +benevola, cordiale, gli stese, gli offrì la mano, ma senza troppo +allungare il braccio che teneva appoggiato sul seggiolone. + +--Ho letto i vostri articoli e i vostri versi. + +--E così? Le sono piaciuti?... Mi dica proprio la verità! Senza far +complimenti!--esclamò il Laner che voleva mostrarsi indifferente, ma +che aveva le labbra pallide per la commozione. + +L'altro non rispose; diventò serio, grave, abbassando le palpebre, +soffiando, stirandosi sulla poltrona. Poi riaprì gli occhi e tornò a +guardare il giovanotto con un cenno incoraggiante. + +Pietro Laner arrossì di gioia: quell'altro aveva voluto scherzare: gli +articoli e i sonetti gli erano piaciuti davvero. + +--Dirò a voi,--ripigliò poi Cantasirena con un lungo sospiro che si +riferiva ai dolci ricordi, alle care amicizie del tempo andato,--dirò a +voi quello che dicevo sempre al povero Praga, al Camerana, al +Betteloni, al Boito, quando venivano a pranzo a casa mia, con quel +testardo del Rovani, e mi obbligavano per forza, mi chiudevano in +camera per farmi sentire i loro versi. Voi non eravate ancora nato, +caro Laner!... Bei tempi!...--Ricordatevi, predicavo loro, a tutti quei +matti, che la poesia è la musica,--musica italiana, s'intende!--del +pensiero: verso e pensiero, pensiero e rima, tutto deve essere +armonioso, tutto deve esser limpido, come le "chiare, fresche e dolci +acque" di messer Francesco!--E predicherò a voi, nel momento presente: +Se volete aver salute, guardatevi dal "simbolismo". + +--Io?--esclamò Pietro Laner, sprezzante, sdegnoso,--non so nemmeno che +cosa sia!--E fiero, reso ardimentoso da questo fatto per il quale si +sentiva più innanzi nella stima e più legato al Direttore, gli tornò a +presentare il pacco di sigari, cominciando a narrare la lunga iliade di +patimenti e di timori, sofferta per quel pacco, alla stazione di Ala. + +Ma intanto che il giovanotto continuava a raccontare le sue storie, il +Direttore, distratto, pensava ad altre cose. Gli fece mettere i sigari +sul caminetto, senza nemmeno ringraziarlo; poi raccogliendo sulla +scrivania i fogli dell'articolo che aveva scritto, chiamò forte: +_Taddeum!_ + +Si udì il rumore sordo della gamba di legno sull'impiantito; il +tintinnare delle medaglie che penzolavano sul petto di Taddeo, insieme +alla pipa, e subito il vecchio soldato si presentò sull'uscio diritto, +in posizione, salutando colla mano al berretto da Garibaldino. + +--Comandi, Colonnello?... + +Le medaglie, la gamba di legno, il berretto, il colonnello fecero un +effetto magico, di maraviglia, di rispetto, di commozione sull'animo +del giovane trentino, ancora oppresso dalla soggezione di don Giuseppe +e ancora fresco dalle ansie del confine, per via dei sigari di +contrabbando. Gli parve a un tratto di sentir echeggiare nello studiolo +ammuffito le note calde e libere, proibite a Crodarossa, dell'inno di +Garibaldi: "I martiri nostri son tutti risorti!" e improvvisamente, con +un trasporto sincero di amore e di entusiasmo, gridò forte: Viva +l'Italia, per Dio! + +--Evviva!--rispose il solo Taddeo, che tornò poi a domandare, sempre in +posizione: + +--Comandi, Colonnello? + +Matteo Cantasirena gli consegnò l'articolo da portare in stamperia, poi +quando Taddeo fu sull'uscio lo fermò con un cenno, e rivolgendosi al +Laner gli domandò se aveva già fatto colazione. + +--No.... + +--Allora la farete con me. Va bene? + +--Grazie,--rispose Pietro arrossendo dal piacere. + +--Tornate a prendermi qui all'ufficio; a mezzogiorno. Oggi poi +pranzerete a casa mia. Voglio presentarvi alle mie figliuole, che hanno +letto i vostri versi. + +--Grazie....--disse ancora Pierino, arrossendo questa volta per il +piacere, per i versi, e per le figliuole che li avevano letti. + +--Dove siete alloggiato? + +--In nessun posto, ancora. Appena arrivato, sono venuto qui +direttamente. + +--Per oggi potete scendere al _Roma_ o all'_Europa_. + +E dato ordine a Taddeo, sempre fermo sull'uscio, di prendere un brum e +di condurre il signor Laner all'_hôtel_, si rizzò di colpo, si buttò +addosso allo scrittoio e ricominciò a scrivere in fretta, in furia, +facendo scricchiolar forte la penna. + +Pietro Laner voleva ringraziarlo, voleva stringergli la mano, +salutarlo, ma l'altro, intento a scrivere, non lo guardò nemmeno. + +--Il signor Direttore è stato il suo colonnello?--domandò il Laner +ancora tutto pieno di ammirazione, a Taddeo, appena furono sulle scale. + +--Nossignore,--rispose l'altro.--Il mio colonnello era il signor +Chiassi, che è morto a Bezzecca. + +--E anche lei è stato ferito a Bezzecca? + +--Sissignore. + +--Allora gli avranno data la pensione? + +--Quella della medaglia: novanta lire all'anno. + +--Ma....--Pietro esitava,--per.... la gamba? + +--Niente. Me l'hanno tagliata due anni dopo: quando mi si è riaperta la +ferita. Ho mandato le carte al Ministero, ma non sono mai arrivate! + +Pietro Laner si sentì raffreddare tutti gli entusiasmi. Era in Italia o +era ancora.... di là?--Ma poi, il ricordo dell'invito a colazione e a +pranzo, avuto dal Direttore dell'_Emporio Letterario_, e il pensiero +delle figliuole, che avevano letti i suoi versi, tornarono subito a +farlo diventare di buon umore. + +Il Direttore lo condusse a colazione al _Cova_, nel gran salone. Matteo +Cantasirena si avanzava pettoruto, maestoso, battendosi dei colpettini +leggeri sulla schiena, col bastone dal pomo d'argento. E Pierino +dietro, si sforzava per stargli alle falde del soprabitone, per far +vedere ch'era in compagnia del Direttore. Confuso, intimidito da quel +lusso, da quell'andirivieni, da quel mormorìo composto, garbato, così +nuovo e imponente per il contadinotto di Crodarossa, non sapeva più +camminare, non sapeva più muoversi, urtava nella gente, nei camerieri. +E quando vide il signor Direttore sedersi a un tavolino, dove tutti si +erano alzati per fargli posto, complimentandolo e festeggiandolo, +Pierino rimase in piedi, a bocca aperta, rigirando fra le mani il +cappello a cencio alla tirolese, sorridendo e facendo saluti a tutti +quei signori, che non lo guardavano nemmeno. + +--Fatevi portare una sedia e sedetevi,--gli disse poi Cantasirena, +quando sembrò ricordarsi del suo invitato e di presentarlo.--Il signor +Pietro Laner; un giovane trentino, scrittore di gran talento. + +Ma anche la presentazione, anche il gran talento, non fecero effetto. +Lì, tutta quella gente, era di gran talento. Un'occhiatina di traverso, +e poi il nuovo venuto rimase sepolto nell'oblìo. + +Erano infervorati nelle elezioni. Si arrabbiavano, si invelenivano, +ridevano, gridavano gli uni contro gli altri, senza intendersi; tutto +per le elezioni. Soltanto quando parlava Matteo Cantasirena si +chetavano, tacevano: lo ascoltavano con interesse, con piacere, +sorridendo. Matteo Cantasirena parlava poco a colazione, perchè +mangiava molto; ma quel poco era prezioso. Erano notizie, informazioni +particolari, comunicate sommessamente, confidenzialmente. Erano +risposte pronte, salate; arguzie felici, dette sempre in tono grave, +colla faccia seria e che sollevavano un coro di risate e di +approvazioni. Oppure, finalmente, era un'aspra invettiva lanciata +contro la _Costituzionale_ e gli _inamovibili_ che rovinavano il +partito e il paese. Fra la comitiva, che rimaneva impressionata, c'era +allora un momento di silenzio profondo. Matteo Cantasirena sospirava: +come un oracolo socchiudeva gli occhi e poi tornava a mangiare. + +Pietro Laner, un po' impacciato col suo "osso buco alla gramolata" che +rivoltava sul piatto senza lasciarsi tagliare, schizzando la salsa +sulla tovaglia, rideva anche lui, quando ridevano gli altri. Ma il suo +riso era una smorfia stentata, che invece di metterlo di buon umore gli +faceva sentire più grande e più profondo il suo isolamento, il suo +avvilimento; e lì, in quel bel caffè, in mezzo alla folla, sentì di +esser solo, sentì di non esser "più niente" e dinanzi a quell'"osso +buco alla gramolata" che non voleva lasciarsi tagliare, lo assalì +profonda, amara, la nostalgia delle sue montagne. + +Pure, avrebbe voluto vincersi, avrebbe voluto parlare, dir qualche +cosa. E stava attento, ansioso, se gli veniva il destro di poter +entrare in qualche discorso. La colazione era alla fine, l'"osso buco" +era sparito, quando Pierino vide il Direttore cercare attentamente un +buon sigaro nella scatoletta del cameriere. Allora forzò la voce, che +gli era diventata fioca nella strozza, e ricordò i _Virginia_ +sceltissimi, che gli aveva portati da Trento. + +--Sicuro,--esclamò Cantasirena,--il bravo Laner mi ha portato dei +_Virginia_ austriaci che devono essere eccellenti. + +Gli amici del Direttore si voltarono per guardare il bravo Laner dei +_Virginia_, che diventava interessante. + +Oh, finalmente!--pensò Pierino, e col suo frasario mezzo veneto, +cominciò a raccontare tutte le angosce del dover nascondere il pacco +alla dogana. + +--Ma dovevate pagare il dazio,--esclamò seccato il Direttore, che +sdraiato, sonnecchiando, guardava il fumo dell'_Avana_, che bruciava +lentamente alla candela.--Dovevate pagare il dazio; era più semplice! + +Gli altri tutti del tavolino, tornarono a voltar le spalle al Laner. + +--Già.... sicuramente....--rispose Pietro, e non aprì più bocca. Quella +colazione era durata due ore, ed era stata un supplizio di due ore. Ma +per fortuna, appena fuori del caffè, Cantasirena, che se n'era andato +col suo trentino prima di tutti, per via del giornale, fu subito +un'altra cosa. Diventò più affabile, più espansivo. Prese a braccetto +l'egregio Laner, e fermandosi ogni tratto per dar maggior peso al +discorso, cominciò a fargli delle confidenze, a dirgli cose che non +aveva mai voluto dire a nessuno al mondo. + +--Capite, giovane amico, queste elezioni le ho tutte io sulle spalle; e +quando saremo in novembre, o in gennaio, ed avremo poi le elezioni +politiche.... Non ne parliamo! Il Governo è inabile; la +_Costituzionale_ è un museo di antichità mal conservate; il paese +comincia ad aprire gli occhi.... e io comincio a sentirmi stanco. L'ho +detto anche l'altro giorno, a Monza. + +Pierino si sentiva consolare da quel braccio che stringeva il suo, da +quella voce affascinante, da quell'intimità affettuosa, +amichevole:--Ah!... tornava a non esser più solo, tornava ad essere +ancora qualche cosa! + +A un tratto Matteo Cantasirena, che dopo aver parlato di Monza era +rimasto come preoccupato e compreso dalla solenne gravità del colloquio +avuto, si fermò su due piedi e fissando il Laner proprio in faccia, +tanto da farlo arrossire, gli disse a bruciapelo:--Volete dunque che +lavoriamo insieme? + +--Magari!--Pietro cercò una parola più bella, più forte, più viva, ma +non ne trovò altre e dovette ripetere:--Magari!... Magari!... + +--Allora prendete voi la direzione dell'_Emporio Letterario_. E poi, +chissà.... mi siete simpatico: un giorno sarò forse disposto a cedervi +anche la proprietà del giornale. Come stanno le zie? Vi siete lasciati +in pace? + +A questa domanda inaspettata tutta l'animazione e la gioia di Pierino +svanirono d'un tratto; e a voce più sommessa, con qualche reticenza, +raccontò al Direttore in che modo era partito da Crodarossa e come +aveva lasciato le zie. + +--Ho detto che andavo a Trento e da Trento ho scritto che venivo a +Milano. Riceveranno soltanto stasera la mia lettera. Ma ad ogni modo, +adesso sono qui e non mi muovo, per tutto l'oro del mondo. + +Matteo Cantasirena dopo averlo ascoltato crollando il capo, gli parlò +da padre. + +--Scrivete subito subito, anche da Milano, a quelle brave signore. E +ricordatevi: sopratutto bisogna essere sempre in pace e d'accordo colle +zie! Oh i vecchi--sospirò--sono la benedizione dei giovani! E seguitò a +parlare degli ideali, della poesia, della famiglia, degli affetti +domestici, i soli veri, i soli legittimi e duraturi.... Pierino intanto +abbassava il capo, perchè il Direttore non gli vedesse gli occhi pieni +di lacrime. + +Ma allora, per scuotere la malinconia, Cantasirena cambiò tono di voce, +e tornò a parlar d'affari. + +L'_Emporio Letterario_ aveva avuto un'espansione incredibile, +inaspettata. Gli aveva presa la mano, assorbiva troppo della sua +attività; e d'altra parte, c'era il giornale politico: la +responsabilità sua verso il partito--e indirettamente verso il +Governo--che esigeva e voleva tutte le sue cure. + +--Io sono solo al _Rinnovatore_: devo rivedere tutto io; non posso +fidarmi di nessuno. Buona gente, bravi ragazzi; ma senza iniziativa, +senza colpo d'occhio--e aggiunse ridendo argutamente, in un modo che +poteva parere un complimento per l'egregio Laner--e senza +grammatica!... E poi non ho tempo da perdere: ho da pensare alla dote +delle mie figliuole. Vedrete la prima, Eleonora (e cantò quasi le +sillabe: E-le-oo-nò-ra!). Vedrete che splendore!... + +Giunti sulla porta del giornale, il Direttore si fermò ancora a +parlare, a parlare; poi diede all'amico Pietro l'indirizzo di casa sua +avvertendolo che si metteva in tavola alle sette "preciso" e che per +quel giorno venisse pure senza l'abito nero, perchè le sue figliuole +erano state avvertite, e non si trattava che di un piccolo pranzo di +famiglia: come a Crodarossa, ma senza don Giuseppe!--Poi, nel +congedarsi sulla porta, coll'ultimo saluto della mano, gli ripetè +ancora, colla malizietta bonaria del critico verso un autore che gli è +simpatico:--E sopratutto.... guardiamoci dal _simbolismo_! + +.... E dopo?... Dal suo arrivo a Milano? Dalla sua visita al +Direttore?... Da quel pranzettino così squisito e così intimamente +cordiale?... Con Eleonora che gli aveva cantato la _Carmen_ e con +Evelina che gli aveva recitato l'_invito_, L'_incanto_, L'_inganno_?... +Dopo, dopo come gli era successo di fare il capitombolo? + + +Pietro Laner, riandando confusamente, come in sogno, tutto il suo +passato, era arrivato al numero 27 di _piazza Cavour_, la casa della +Schönfeld. Egli, certo, non avrebbe saputo rispondere a tutte queste +domande. In quel momento non vedeva più che Nora, la sua Nori! Si era +placata anche la fame. Le zie in collera, la faccia padrona, il +Direttore che a furia di parole, di parole gli aveva fatte sparire le +ventimila lire per far risorgere l'Emporio colle grandi illustrazioni +del _Figaro_, per tirare innanzi il _Rinnovatore_ fino alle elezioni +politiche del novembre, nelle quali avrebbe preso un nuovo, uno +straordinario impulso da Roma, tutto svaniva, lontano lontano, come i +lampi d'un temporale che si dilegua. + +Non vedeva più che Nora, la sua Nori; Nora che lo amava e che lo +avrebbe salvato. + + + + +VIII. + + +--La signora Schönfeld, dove sta?--domandò Pietro Laner alla portinaia +del numero 27. + +--Scala grande, terzo piano, l'uscio a sinistra. + +Il giovanotto salì lentamente, cacciando fuori il capo, per guardare +nel vano il giro ampio della ringhiera e ripetendo fra sè: terzo piano, +scala grande, l'uscio a sinistra. Quando fu su, l'uscio lo trovò +subito. C'era nel mezzo, in alto, un biglietto di visita:--Edita +Schönfeld--e sul nome una corona di contessa. Pietro Laner vide subito +anche il bottone lucente del campanello, ma non lo toccò. Prima si +spolverò le scarpe col fazzoletto, si abbottonò il paltò, si aggiustò +la cravatta, tirò fuori i guanti, si levò gli occhiali per ripulirli, +poi tornò a rimirare il bottone del campanello.... ma invece di +toccarlo, sospirò. + +--Se l'andare lui dalla Schönfeld a cercar di Nora, non fosse stato +assolutamente "come si deve?" Se poi Nora si fosse arrabbiata?--E +rimaneva irresoluto dinanzi all'uscio, quando l'uscio, a un tratto, si +spalancò: era la cameriera, una bella ragazza, che aveva aperto ad un +garzone di caffettiere, il quale passò via portando sulle spalle un +gran cesto vuoto. + +--Cerca della signora Schönfeld?--domandò la bella ragazza a Pietro +Laner. + +--Vorrei sapere.... avrei da dire una parola, per parte di suo zio, +alla signorina Nora. È venuta oggi? è qui la signorina Nora? + +--Sissignore; cioè credo: adesso andrò a vedere.--E la cameriera aprì +l'uscio del salotto, ch'era in faccia a quello dell'anticamera, e lo +richiuse in fretta, appena entrata. + +Fu un attimo, ma in quell'attimo Pietro aveva veduto come in +un'apparizione, la Schönfeld e la Nora che sedevano sdraiate, quasi +abbracciate sul canapè. Aveva veduto il salotto pieno di fiori, i +tavolini pieni di dolci, di bottiglie: aveva veduto due signori che +scherzavano galantemente, e in quell'attimo aveva pur sentita anche la +voce di quello dei due più vicino a Nora, e che le offriva un +bicchierino di rosolio: una vocetta alta e tremula...:--Non mi dica di +no, signorina Eleonora!... Non mi dica di no!...--poi l'uscio si era +richiuso: tutto era sparito. + +Ci fu subito nel salottino un gran silenzio, che durò qualche minuto. +Di là, certo, confabulavano a voce bassa. Poi tornò la cameriera, ma da +un'altra parte. La bella ragazza non aveva più la faccia sorridente: +era sossopra, aveva il broncio; dovevano averla strapazzata. + +--Venga di qua,--disse sgarbatamente al giovanotto facendolo entrare in +una camera piena di vestiti, di sottane sulle seggiole, sul divano; e +in mezzo, sotto il baldacchino, un gran lettone di mogano, colla +coperta di lana azzurra, damascata. + +--Viene subito!--e la cameriera, piantò il giovanotto e se ne andò +sbattendo le portine coi vetri a smeriglio. + +--Per Dio!--mormorò Pietro Laner, sbuffando, battendo i piedi +furioso.--A noi due! Adesso a noi due, signorina Eleonora! + +Nora non si fece aspettare: piombò in camera rossa, furente. + +--Cosa c'è? Cosa vuoi? Cos'è successo?--domandò colla voce bassa, rotta +dalla collera. + +Pietro Laner le afferrò un braccio e se la tirò vicino, addosso, per +fissarla bene in faccia. + +--Chi sono quei due? Chi sono quei due? Chi sono quei due? + +La gelosia, la collera, la passione, il dolore, rendevano terribile +quel povero diavolo, solitamente così innocuo, così timido. + +La fanciulla, di primo colpo, ne rimase un po' impressionata; ma poi +riprese subito tutta la sua franchezza, tutta la sua audacia. + +--Sono amici di Edita; e non seccarmi; e non venire in casa degli altri +a far scene, che non voglio rendermi ridicola! Non sei in montagna qui, +non sei in mezzo ai bifolchi, in mezzo a' tuoi villani!... Sei a +Milano, fra persone come si deve!--Poi, liberatosi il braccio ch'era +diventato bianco, violetto ai polsi, fra le mani del Laner, gli disse +di andar via subito: di andarla ad aspettare ai Giardini dinanzi al +Museo. + +La collera dell'amata, indizio sicuro della sua innocenza, +quell'appuntamento ai Giardini che provava l'amore e l'arrendevolezza +di Nora, calmarono subito il giovane. E col tono sommesso di chi vuol +scusarsi, le raccontò che c'era stata una gran lite fra lui e il +Direttore e che si erano guastati per sempre. + +--Ero venuto anche per questo; per dirti che in casa tua non ci metto +più i piedi. + +--Lo zio è di primo impeto,--rispose la ragazza un'alzata di +spalle;--ma poi gli passa presto. + +--Ma non passa a me, se non mi paga! Se non mi rende quello che mi +deve!... Non è per me che voglio la roba mia, quanto per te!... E poi +le zie non ti conoscono. Non possono sapere che tu sei.... tutt'altra +cosa. + +Come faccio a dir loro "non ho più le ventimila lire e ho preso +moglie?" Preso moglie?... E chi hai preso?--La nipote di quella +canaglia che mi ha truffato! + +Gli occhi di Nora si fecero torvi. In mezzo alla fronte rosea da +bambina, alla fronte tersa e lucente, si scavò una piccola ruga +sinistra, bianca, sottile come una cicatrice. + +Pietro capì subito: si era lasciato trasportare e l'aveva offesa. La +ragazza, lei, poteva dire tutto il male possibile dello zio Matteo; ma +gli altri, Pietro Laner, no. Questi, come per scusarsi, raccontò +allora, ma più pacato, contenendosi, anche la scena di quella +mattina.--Di volo: zaff!--e le ultime dieci lire erano sparite. Non +aveva più niente; non aveva.... ancora fatto colazione. + +--Va bene, va bene;--rispose Nora sempre seccata, sempre +imbronciata.--Aspettami ai Giardini, vicino al Museo. Omai bisogna +spiegarsi.--E borbottò ancora nell'andarsene stizzosamente:--Tant'è, +oggi o domani, bisogna spiegarsi! + +--Spiegarsi?--pensava Pietro, girando attorno al gran fontanone +asciutto dinanzi al Museo, e voltandosi ogni tratto sperando di veder +la Nora entrare dai cancelli che apparivano tra i rami degli abeti, in +fondo al prato verdissimo. + +--Avrà voluto dire: bisogna spiegarsi collo zio Matteo.--Ma Pietro non +era tranquillo. Si sentiva fiacco. Si sentiva addosso una irritabilità +dolorosa. Anche quel sole pallido, bigio, tristo era snervante. + +--Ma chi erano quei due? Amici di Edita! Oh, quella Schönfeld!... come +l'avrebbe mandata al diavolo! + +Tornò a voltarsi: essa non veniva ancora. I lunghi rami degli abeti e +delle magnolie e il prato verde formavano come un quadretto attorno ai +cancelli di ferro; ma il quadretto era vuoto: Nora non si vedeva. + +Era stanco, sfinito, eppure avrebbe adoperata la poca forza che gli +rimaneva per strozzar qualcuno. Come erano uggiosi quei giardini! Tutto +vi era falso, artificiale; quella fontana senz'acqua, quei fiori troppo +rossi, quegli alberi e quei prati troppo verdi; persino quei bambini +infagottati, che parevano pupattole!--Si voltò ancora.... + +--Ah, finalmente!... + +In mezzo al quadretto dai rami frondosi, in fondo al prato verdissimo, +c'era la bella figuretta blù, colla cravatta lilla e il berrettino di +lontra.--Era lei!--Tutto il giardino sembrò ravvivarsi. + +Pietro andò ad aspettarla nel piccolo viale dopo il Museo, ma quando +Nora lo raggiunse, sempre diritta, col suo passo ritmico e sicuro, +Pietro non si ricordò di levarsi il cappello, sconvenienza che dava +tanto ai nervi a Nora. + +I due giovani camminarono l'uno a fianco dell'altra, silenziosamente. +Il Laner voleva mostrarsi offeso, e Nora pensava come doveva +incominciare. + +--Chi erano quei due?--domandò Pietro pel primo, colla voce cupa e +affondando il muso nel bavero alzato del paltò. + +--Amici di Edita. + +--Va bene; ma chi sono? + +--Uno, il banchiere Kloss; l'altro.... il duca di Casalbara. + +Al Laner, subito, montò il sangue alla testa. Il Casalbara, quel +decrepito damerino, gli era indifferente, ma il Kloss?... Il Kloss era +un vizioso, un dissoluto! Un vecchiaccio sudicio, osceno! Era una +vergogna, un'onta per una ragazza, soltanto l'averlo vicino. E smaniava +geloso, furibondo, perchè il Kloss, certamente doveva aver messo gli +occhi addosso a Nora. Perchè certo era per lei, per Nora, che andava +dalla Schönfeld! + +Il Kloss! E non aveva avuto tempo, in quell'attimo, di riconoscerlo nel +salotto!... Meglio così. Se l'avesse visto con Nora.... Il Kloss vicino +a Nora!... Per Dio! Avrebbe commesso uno sproposito! + +Nora, impassibile, camminava sempre diritta, affondando le mani nelle +tasche della giacchettina aperta, colla sua aria di sicurezza e di +sfida. Soltanto, con indifferente naturalezza, guardava di qua e di là, +per vedere se la gente, quei pochi che passeggiavano e quegli altri +seduti sulle panchine, notavano, osservavano le smanie di quel pazzo. + +Pietro si sforzava di parlare a bassa voce: ma tutti dovevano +indovinare quel furore, dalla faccia stravolta, dal gestire concitato. + +--Almeno.... faccia il piacere.... si ricordi.... siamo in mezzo alla +gente!--E Nora, con la voce armoniosa dal timbro infantile, non gli +disse altro. Il giovane la guardò, colpito da tanta freddezza, e le +disse con più calma, col tono risoluto di chi s'impone e ha diritto +d'imporsi: + +--Ti proibisco, intendi bene, ti proibisco d'ora in poi, di mettere i +piedi in casa della Schönfeld. E se io vengo a sapere che il Kloss si è +trovato ancora con te o che ti ha ancora parlato,--anche una volta +sola,--quel giorno, ricordatelo bene, tu vai per la tua strada, ed io +per la mia. + +--Pur troppo,--rispose la fanciulla con un sospiro ostentato,--pur +troppo!... È quello che bisogna fare. + +La sua voce non ebbe un tremito, il suo volto rimase fresco e roseo. + +--Come? Spiégati!... "Quello che bisogna fare?..." Perchè subito ti +arrabbi con me?...Sei in collera?--domandò il giovanotto andandole così +vicino, per vederla negli occhi, da sfiorarle, da toccarle il braccio +col suo braccio. E poi soggiunse con passione:--Parlo così per tuo +bene: perchè ti voglio bene e quel Kloss è capace di tutto! + +Nora non rispose: continuò a camminare, sempre diritta, dimenandosi +elegantemente colla bella persona. + +--Nora!... Nora!...--esclamò il povero ragazzo, con un'espressione +appassionata, disperata, in cui c'era tutta l'anima sua, tutta la vita +sua. + +L'altra si fermò di colpo. Poi cominciò a parlare concitata, +agitatissima. Che quelli che passavano, o stavano seduti sulle +panchine, la guardassero pure: non le importava più niente. Le +importava di spiegarsi, di dir tutto, di finirla una buona volta! + +--Guarda come son conciata!--e sollevando un po' la veste, mostrò la +scarpettina elegante, aggiustata con una pezzetta sul fianco.--Ho le +scarpe rotte: e queste sono le migliori. Guarda,--e gli mostrò gli +occhielli logori e la fodera rappezzata della giacchetta,--e non ne ho +un'altra. E nella mia camera manco di tutto; e anch'io stamattina non +ho fatto colazione: un po' di caffè col latte. E tutti i giorni il +tormento dei debiti; la paura di qualche scenata. E credi che io voglia +adattarmi a far sempre questa vita impossibile, da cani?... Ah no! +Piuttosto vado in America a cantar nei caffè! + +--Certo,--esclamò il Laner, trionfante. Non gli aveva fatto impressione +la tirata dell'America: era una delle solite frasi, tanto per dire. Ma +era contento della collera di Nora, del suo sdegno che credeva tutto +rivolto ormai contro lo zio Matteo, e la vita "da cani" che lo zio +Matteo le faceva condurre. + +--Certo! Hai ragione! Mille ragioni: bisogna finirla! + +La ragazza capì subito lo sbaglio. + +Come?... Crederesti che io voglia finire da una parte, per +ricominciarla dall'altra?... Piantare lo zio Matteo, aver dei +dispiaceri, sembrare un'ingrata, perchè? Per andare con un altro a fare +la stessa vita? Anzi peggio, perchè potrebbe capitare anche la miseria +dei bambini da allevare, da curare, da mantenere, per crepar d'inedia +tutti insieme!--No, caro mio, no!--Io sono una ragazza onesta e +preferisco dirtelo prima; finchè c'è tempo, per tutti e due. Io non mi +sento nata per i sacrifici, per gli eroismi, per stentare la vita tutti +i giorni; ma almeno, sono sincera, e ho il coraggio di dirlo prima, +francamente. Ti sembrerò cattiva, senza cuore, leggera, quello che +vuoi. Ma preferisco dirlo oggi, finchè tutti e due siamo liberi e +possiamo rimanere buoni amici, piuttosto che commettere, dopo, uno +sproposito, fare un colpo di testa, piantarci allora, un bel giorno, +quando fossi tua moglie, e non ci potessi più resistere. + +--Dio! Dio! Dio! Ma era vero?--Pietro Laner la guardò. + +Nora, accesa, rossa in viso, aveva le narici e le labbra frementi, il +petto ansante e in mezzo alla fronte la piccola ruga sinistra, bianca e +sottile come una cicatrice. + +--Dio! Dio! Dio! Ma era vero? Era Nora, la Nori che parlava così? Tutto +era finito? E nel suo cuore, nella sua mente, quella parola "finito! +finito!" pareva ripetersi, diffondersi; pareva prorompere, +ripercuotersi nel vuoto:--Finito! Finito! Tutto era finito!... Dio! +Dio! Dio!--Non aveva più forza, non aveva più voce. Soltanto quella +parola, e l'idea tetra, accasciante, spaventosa.--Finito! Tutto era +finito!...--Una solitudine immensa, desolata. Più ancora del dolore, +della disperazione, era un senso cupo, profondo di sgomento. Morire! +Morire! Oh la consolazione di poter morire, di sprofondarsi lì, sotto +terra; di non vedere, non sentire, non soffrire più niente! + +Il povero ragazzo, curvo, colla faccia dentro il bavero alzato del +paltò, tremava tutto convulsamente; quando voleva parlare le parole +rimanevano rotte dal batter dei denti. La guardò ancora, ancora.... +colla vista oscurata dagli occhiali pieni di lacrime. + +--Ma pure era lei.... Era Nora.... Nori, che camminava diritta, colla +persona alta, bella, che pareva come illuminata dallo splendore dei +capelli biondi. Era Nora, col passo ritmico e sicuro, risonante +nell'ombra quieta del viale, sotto i tigli, Nora, Nori che camminava +diritta, sempre diritta per la sua via, come il destino. + +Pietro Laner, così misero, così infelice, si sentì vicino, accanto a +Nora, ancor più oscuro, più umile; e timidamente, ma con tutto il +fervore di quella grande angoscia, la pregò, la supplicò. Era la sua +divinità che pregava; era la sua Madonna sfolgorante; e le domandava la +grazia della vita. + +--Ritorna buona!... Ritorna buona!... Ritorna la Nori, la mia Nori--e +aggiunse per smuovere la sua ragione, dopo aver tentato di toccarle il +cuore.--Lavorerò giorno e notte. E poi devo avere le ventimila lire. + +--Ci vuol altro che le ventimila lire!--rispose Nora sorridendo +sdegnosa, con un'alzata di spalle.--Lavorare?... Tu poi, che non hai il +talento del mestiere, le risorse che può avere lo zio Matteo. Ci vuol +altro! + +A questo punto fu tutta una sollevazione, una ribellione nell'animo di +Pietro. Egli sentì l'offesa ancora più forte del dolore. + +--Ah no! Questo no! Non ho il talento di essere una canaglia come tuo +zio! Di essere un truffatore, un ladro, come tuo zio! E nemmeno di +essere "onesto" a modo tuo. Di quella onestà che tu vanti. Di quella +onestà che è una vergogna, una menzogna, un'infamia. Ah, l'ho capito il +tuo giuoco "onesto!" ho tutto indovinato.--Innamorato sì, lo sono +stato, ma imbecille no; imbecille mai!... Il tuo gioco e la tua onestà, +è visibile, è chiara, è sconcia! Ti eri messa d'accordo con tuo zio per +ingannarmi, e poi adesso mi pianti per i milioni del Kloss! Eccola la +verità! Ecco la tua onestà!... Per essere falsa, come tu sei stata +falsa con me, per trattar così bassamente dopo avermi tanto ingannato, +devi essere diventata, o stai per diventare, l'amante del Kloss! Sì! +L'amante del.... + +--Signor Laner!--intimò Nora con voce sommessa, ma così vibrata, da +fermarlo sull'attimo.--Signor Laner!--Era livida, contraffatta: lo +fissò cogli occhi torvi, saettanti la collera, il disprezzo, l'odio: lo +vide diventar pallido, esitare.... Lo fissò ancora, poi con un'alzata +di spalle, con un ultimo atto di disprezzo,--buon giorno!--borbottò +seccamente, beffardamente e se ne andò piantandolo solo. + +Pietro rimase immobile, muto. Lungo il viale di tigli sentì dileguarsi +il fruscìo delle vesti, il rumor dei passi ritmici, sicuri. Si guardò +attorno come per cercarla.... Era solo. Non si mosse, non fece un +passo: rimase così, immobile e muto, senza una parola, senza una +lacrima. + + +Matteo Cantasirena declamava, lamentando le lunghe assenze di Nora. + +--Oh, si figuri!--esclamava la Gioconda.--Comincia troppo presto a +predicare! Non sono ancora le due; fino alle cinque, verso l'ora di +pranzo, la signorina Nora non si lascia più vedere! + +Ma il Cantasirena continuava lo stesso. Costretto a restare in casa +perchè gli era morto il _Rinnovatore_, e per paura dei "tirolesi", si +sfogava a predicare l'ordine, la morale e gli ideali. Colla veste da +camera color marrone, strascinando i lunghi cordoni rossi, passava dal +salotto alla cucina, e dalla cucina allo studio, sempre colla voce in +aria, declamando. Con Evelina, che continuava a scrivere il suo +Dizionario, si sfogava contro l'ingratitudine dei "patriotti viventi" e +ripeteva, forse per la ventesima volta: "Quell'asino del marchese +Duranti, in sospeso!... Ha sempre amoreggiato coll'Austria!...--Ma +procura di mettere un po' d'ordine su questa tavola. I piatti colle +bozze di stampa, il gatto colle mie note!" "_Ft!... Marche!_..." e Numa +spariva sotto il canapè, dopo aver ricevuto una staffilata forte, sulla +groppa, colla nappa e il cordone della veste da camera. + +In cucina, il Direttore guardava nelle pentole, nelle casseruole; e con +un braccio attorno alla vita della Gioconda, e stringendo colla sua +affettuosità paterna il bel servone contro il petto, assaggiavano +insieme, sulla stessa forchetta, un pezzetto di stufato, o sorbivano il +consommé un po' per uno, nel mestolino. E negli intervalli egli +continuava a predicare contro "E-le-oo-nò-ra". + +--Questo andare in giro tutto il santissimo giorno, senza che io sappia +dov'è, dove va, cosa fa, non è bello, non è decoroso, non è morale! La +gente fa presto a sparlare, e l'onore di una ragazza è subito +compromesso. Se quel tanghero del signor Laner non sa imporsi, non sa +mettere un po' d'ordine, ci penserò io. Vita nuova! + +E diceva alla Gioconda che Eleonora non lo faceva presagir bene, perchè +mancava di idealità.--Senza ideale,--e intanto continuava a stringere +la serva,--l'arte diventa una fotografia, la famiglia, un albergo. + +Poi, frugacchiando nello studio, gli tornava a ronzare nel cervello +quella certa idea che sarebbe stata davvero colossale.--La Navigazione +Cisalpina!--Perchè no?... Perchè no? Trovare un bel nome, che faccia +effetto, da mettere alla testa del Comitato. Trovare un argomento, una +ragione forte, incalzante per aver l'appoggio e anche i denari dal +governo....--una grande campagna elettorale per esempio, fatta nel nome +della "Navigazione Cisalpina" e con tutto l'esercito degli +interessati.... + +Ma il Comitato, il bel nome, il governo, la "Navigazione" gli facevano +risovvenire del più importante: delle cinquecento lire che gli doveva +mandare il Brunetti; e allora andava sull'uscio dello studio e si +metteva a gridare: + +--Ma _Taddeum_! Quella tartaruga di _Taddeum_ è tornato sì o no? + +Era la seconda volta che lo aveva mandato dal signor Brunetti. La +prima, con una lettera in cui gli diceva che gli mandasse, intanto, +anche solo quattrocento lire; poi un bigliettino:--Che si mettesse in +quattro, che si facesse in pezzi, ma almeno trecento, gli occorrevano +sul momento." + +La Gioconda rispondeva che Taddeo non si era visto: il Direttore +pestava i piedi, sbatteva gli usci, e tornava a domandare di Eleonora e +tornava a predicare sulla condotta impossibile di quella ragazza senza +testa e senza cuore. E sempre ripeteva con forza: "senza cuore per +nessuno!" + +Finì col sedersi vicino a Evelina, dopo aver cacciato _Numa_ fuori del +salotto, buttandogli dietro un vecchio ombrellino rotto.--_Ft! +Marche!_... Quella bestiaccia infingarda e golosa non la poteva +soffrire! + +--Il marchese Duranti lo farò io!... E comincerò da suo padre, che ha +firmato il famoso manifesto a Francesco Giuseppe!--Poi, siccome aveva +volontà di sottoporre Evelina ad uno de' suoi soliti interrogatorii, di +quando non aveva altro da fare, prese via la penna dalle dita umide +della ragazza e abbassò il coperchio a molla del calamaio. + +--Lascia un po' stare tutta quella gente! Una massa d'ingrati! Non val +la pena di metterli in luce. Piuttosto bisognerà dire alla signora +Eleonora, che invece di star fuori tutto il giorno, aiuti a mettere un +po' d'ordine in questo salotto: faccia qualche cosa anche lei, che +lavoriamo tutti!--Poi le domandò piano, rabbonito: + +--Credi che Eleonora si trovi col Laner? + +Evelina si tolse il _pince-nez_ per riposare gli occhi, e fissò lo zio +Matteo, sorridendo. + +--Trovarsi col Laner?--Il Laner è in gran ribasso. + +--Oh!... Questo mi fa piacere!--Cantasirena si tirò colla seggiola +ancor più dappresso ad Evelina.--Ce n'è un altro? + +--Forse. + +--Chi? Chi?... + +La ragazza lanciò un'occhiata verso l'uscio della cucina: la Gioconda +poteva sentire. + +Matteo si alzò maestosamente, e allacciandosi i cordoni della +vestaglia, col bel fiocco in mezzo al pancione, andò fin sull'uscio +della cucina. + +--Gioconda! Non è tornato Taddeum? + +--Nossignore. + +--Quel Brunetti è un inconcludente. Un vero pasticcione. "Senza fallo! +Senza fallo!" e manca sempre ai propri impegni. Gente screditata! Non +trovano la miseria di cinquecento lire! + +Finito di brontolare, chiuse l'uscio della cucina, chiuse pure quello +del salotto, e tornò a sedersi accanto all'Evelina, battendole colla +mano sulle ginocchia puntute e sottili come quelle di un ragazzetto. + +--Chi è? Chi è?... + +--Ce ne son due. + +--Due? + +--Ma non so qual è dei due quello che faccia davvero, o che sia il +preferito. + +--E.... chi sono? Chi sono? + +--Il duca di Casalbara e il banchiere Kloss. + +I due nomi fecero una grande impressione: lo zio Matteo li ripetè quasi +macchinalmente, scandendo le sillabe. + +--Il duca, il senatore Giovanni di Casalbara? Il banchiere, il +commendatore Francesco Kloss?...--Si alzò, accarezzò, prendendole fra +le sue mani, le guance in sudore di Evelina, e la baciò sui capelli +fini e radi, con tutto un mugolìo di tenerezza. + +--Fanciulla mia cara! Raccontami tutto; tutto quanto, tutto quello che +sai! + +Evelina non aveva molto da raccontare, perchè poco ne sapeva, e anche a +quel poco, era arrivata per induzione. La Nora era sospettosa, e stava +in guardia. Temeva forse che le volesse fare la spia con Pietro Laner! + +Matteo Cantasirena la interruppe:--Dunque? Dunque? Cos'hai potuto +sapere? + +Evelina raccontò che le erano venuti i primi sospetti, per il gran +cambiamento di Nora verso Pietro Laner: le era diventato uggioso, +antipatico.... + +--Ha ragione. Mi sono ingannato anch'io sul conto di quello spiantato! + +--Sono stata attenta, e ho notato i due che passavano, ripassavano.... +e quell'altra, che correva alla finestra e poi si vestiva in fretta, +scappava giù, in istrada.... e i due dietro, a braccetto. + +--A braccetto?... Insieme? + +--Insieme. + +--Lettere?... Hai visto lettere? + +--No. + +--Ma si trovano? Si parlano? + +--Credo.... dalla Schönfeld. + +--Dalla Schönfeld?... Siamo a cavallo. + +Certo, Matteo Cantasirena aveva subito pensato che quei due non avevano +messi gli occhi addosso alla "sua figliuola" con le più sante +intenzioni, ma non dubitava punto, ad onta delle precedenti invettive, +della testolina quadra, e dello spirito accorto di Nora. E intanto +c'era questo di guadagnato: il matrimonio con quel pezzente, taccagno, +del Laner andava in fumo. + +Per guidare, e al caso far nascere gli eventi, c'era lui, lo zio +Matteo, che sarebbe stato ad occhi aperti. "Era una vera passione, +irresistibile?" E allora colle figliuole, col sangue di Matteo +Cantasirena non si scherza!--Era una semplice _flirtation_?--Il +Dizionario dei "Patriotti viventi" sarebbe stato messo a disposizione +del Casalbara e del Kloss... tedesco questi, ma non monta: patriotta +della finanza, della fratellanza fra i due popoli e poi, come +banchiere, patriotta.... internazionale! + +--Ma che!--esclamò ad un tratto il Direttore, alzandosi e parlando +forte, benchè parlasse soltanto a sè stesso.--Ecco il nome, il bel nome +che può produrre un effetto magico! + +In quel punto tornò Taddeo colla risposta del Brunetti. "Fino alle +cinque era impossibile, e anche alle cinque non era sicuro." + +Il Direttore corse nello studio e scrisse in fretta un terzo +bigliettino. + +"Finalmente, impegnando la vostra parola d'onore per il più scrupoloso +silenzio, posso mettervi a parte del segreto. Vi piacerebbe il nome del +senatore Giovanni di Casalbara? Oppure quello del commendatore, del +banchiere Francesco Kloss?--Non dite una parola. Pensate che la più +piccola imprudenza, può mandar tutto a monte. Vostro + + "CANTASIRENA." + +"P.S. Consegnate, sul momento, almeno duecento cinquanta lire. Non +dovevate promettere "senza fallo." In tal caso io avrei già provveduto +diversamente. Ora è troppo tardi. Col Casalbara e col Kloss devo +trovarmi oggi stesso alle quattro e mezzo. Salute." + + +--A gran carriera, dal signor Brunetti!--disse a Taddeo consegnandogli +la lettera:--prendi un brum: ti darò da pagarlo al ritorno. + +"_Il duca Giovanni di Casalbara, senatore del regno!_" E già, +Cantasirena, vedeva quel nome, quei titoli in alto, sul grande +manifesto del Comitato; e già mentalmente, cominciava l'articolo: "Il +duca Giovanni di Casalbara, uno dei nomi più fulgidi e intemerati di +quel patriottico patriziato lombardo che alleato col popolo ha iniziato +le rivoluzioni, ha fatto l'Italia!" E al Governo e al Prefetto avrebbe +potuto far notare che la villa di Casalbara era a cavallo tra Primarole +e Castellanzo, i due collegi del Bonforti rompiscatole radicale, e del +Ghirlanda, rompiscatole socialista.... + +--E se invece era Francesco Kloss?... Bel nome anche quello del +Kloss!--Il commendatore Francesco Kloss.... "Una delle personalità più +spiccate, più reputate di quella onnipotente finanza tedesca, che +contribuì quanto la politica di Bismark alla solidità granitica +dell'Europa Centrale...." + +Ma il Kloss gli accomodava molto meno del duca di Casalbara, anzi, +ripensandoci, non gli accomodava affatto. + +Il Kloss era un tedesco: una zucca dura e una volpe fina. Era un uomo +capace di spendere centomila lire per cavarsi un capriccio.... che però +ne valesse almeno duecentomila. Invece, il duca di Casalbara, era di +tutt'altra pasta; era pasta assai più maneggevole. Vecchio, della +vecchia razza, avrebbe sposato anche la figlia del portinaio, quando si +fosse trattato di compiere un dovere. + +Quel Kloss! Quel _filone_ di Kloss, gli veniva a rompere le tasche. +Cosa voleva fare? Cosa ci entrava lui? Maledetti i tedeschi! +L'invasione tedesca era più terribile adesso che prima del 59! + +--Li abbiamo cacciati dalla porta con tanti sacrifici e ci sono entrati +dalla finestra, sempre per fare i loro interessi in casa +nostra!--Maledetti i tedeschi! + +Intanto udì un fruscìo e il battere dei piedini nell'anticamera. Spiò +dall'uscio: era Nora. + +Aspettò un momento, tornò ad allacciarsi i cordoni della veste, e poi +entrò nella saletta, tranquillamente. + +Evelina era andata alla finestra per prendere un po' d'aria e per +vedere se "quell'altra" era tornata sola. Nora veniva allora +direttamente dai Giardini, dopo la scena con Pietro Laner: era ancora +sossopra, imbronciata, nervosa. Non voleva parlar con nessuno. Si +cacciò, rannicchiandosi, in un cantuccio del canapè. + +Era il rimorso? Era un sentimento di compassione, di pietà?... Passato +il primo impeto dell'ira aveva sempre dinanzi agli occhi quella faccia +livida, contraffatta, straziata dal dolore. Che cosa avrebbe fatto?... +Piantato da lei? Senza più un soldo? Spogliato di tutto?... Oh, lo zio +Matteo aveva agito molto male con Pietro Laner! + +--Sei stata dalla Schönfeld?--le domandò dopo un momento Cantasirena. + +--Sì.--E la fanciulla seccata, imbronciata, non volendo più parlar con +nessuno, si ritirò, si rannicchiò ancora di più nel suo cantuccio. + +--Hai visto Pietro Laner? + +Nora rispose con un'alzata di spalle, e perchè capissero di lasciarla +in pace, prese dispettosamente un libro ch'era lì vicino e finse di +leggere. + +--Hai visto Pietro Laner?--tornò a domandare lo zio Matteo. + +--No....--Sì. + +--No, sì,--esclamò Cantasirena ridendo.--Ce n'è per tutti i gusti! + +Evelina se ne andò passo passo: voleva lasciar solo lo zio con +"quell'altra". + +Mentre Evelina usciva, entrava Numa chetamente. Vedendo Cantasirena il +gatto si fermò, non si arrischiò di venire avanti. Rimase sotto la +seggiola attento, cogli occhi fissi che luccicavano. + +--Io ti dirò una cosa sola,--disse Matteo Cantasirena, mettendo in +ordine lentamente le carte, i libri sparsi sulla tavola.--Nelle cose +serie della vita ricordati che hai uno zio, che diventa un padre..... +un padre amoroso. Quando hai bisogno di aiuto, di difesa, di consiglio, +eccomi qui, pronto, a braccia aperte. Tra i miei molti errori,--e +sospirò--ho avuto in abbondanza tutti quelli del cuore: è per questo +che non ho fatto fortuna; nel qual caso, sarei forse amato di più. +Ricordati: quando si ha una famiglia non si è mai soli nel mondo. +L'ideale della famiglia, dopo quello della patria, è il più alto, il +più puro. E quando non c'è ideale.... non c'è idealità. È inutile +dedicarsi all'arte, nemmeno all'arte gentile, appassionata del canto! + +Matteo continuò a sospirare e a metter ordine nella roba del salotto. +_Numa_ si era arrischiato di venir fuori, dall'ombra. Accosciato, +diritto, in mezzo alla stanza, guardava il padrone e aspettava sempre +il momento di fare un salto, movendo, strisciando la coda per terra, +come una biscia. + +A un tratto si fermò un brum, sotto la finestra. + +--Taddeo! _Taddeum_ che ritorna! + +Se quell'imbroglione del Brunetti gli aveva mancato ancora di parola, +era la volta che si disgustava davvero!... + +Tutti erano un po' in ansia: Evelina tornò nel salotto; la Gioconda +corse ad aprire. + +--E così? Ha risposto?--domandò il Direttore, aspettando Taddeo +sull'uscio. + +--Sissignore!--Anche il vecchio soldato era allegro: pareva si +avanzasse ballando sulla gamba di legno, al suono delle medaglie. + +--Qua, vediamo!--Il Direttore gli strappò la busta di mano. C'erano le +duecentocinquanta lire. + +--Oh, alleluia!--esclamò la Gioconda avvicinandosi colle mani sui +fianchi, e aspettando la sua parte. + +--Mi darai le venti lire per il dentista!--esclamò subito anche +Evelina. Essa, quando c'eran denari, ne domandava sempre, per il +dentista, il dottore, la farmacia Zambelletti. + +--Uno alla volta! Uno alla volta! Mi raccomando! Il Direttore consegnò +subito cinquanta lire alla Gioconda.--Va bene? Va bene così? + +La serva, senza rispondere, se ne andò via, contando i biglietti. + +--Ecco le lire venti per il dentista. + +--E tu?--domandò a Taddeo, vedendolo immobile, che lo guardava e +sorrideva.--Ah, per il brum! + +--Per il brum.... e se potesse.... sono ancora in arretrato.... + +--Tutti, figliuolo mio, siamo in arretrato, cominciando dal Governo! +Per oggi ti darò venticinque lire, e paga la carrozza. + +--Grazie, colonnello!--esclamò Taddeo, e presi i denari se ne andò in +fretta accompagnato dal tuc-tuc della gamba di legno, che batteva +sull'impiantito. Anche Evelina, avute le venti lire, era sparita. + +Nel salotto erano rimasti soli Matteo Cantasirena e Nora. Questa si +alzò lentamente e gli andò vicino, sempre seria, sempre imbronciata. + +--Anche tu?... Che cosa ti occorre?--le domandò lo zio sorridendo con +affabilità paterna. + +_Numa_, fatto sicuro da quel ritorno di quiete, di pace, saltò sul +canapè e andò ad acchiocciolarsi nel cantuccio lasciato caldo da Nora. + +--Tu non hai bisogno del dentista!... Per i guanti?... Per qualche +nastrino? + +--No; per Pietro Laner,--rispose Nora seccamente.--Manda subito un po' +di quel danaro al signor Laner. Taddeo lo troverà ai Giardini o a casa +sua; se no, vada a cercarlo. Non ha da mangiare. + +--Che?... Se stamattina mi ha date dieci lire? + +--Non ha da mangiare. Erano le ultime. + +--Le ultime? davvero?...--esclamò Matteo colpito sinceramente.--Quando +uno confessa di aver dieci lire, vuol dire che ne ha, almeno, +cinquanta! Quel Laner è sempre stato un uomo inverosimile, fantastico! + +Tornò a chiamare Taddeo e gli diede cinquanta lire in una busta, per +Pietro Laner. + +--Sarà ai Giardini o a casa sua. Prendi un brum e gira finchè lo hai +trovato. + +--Va bene? Va bene così?...--tornò a domandare a Nora, quando furono +soli di nuovo. Poi contò i denari che gli eran rimasti. + +--Appena cento lire!--Sospirò, soffiò.--Sempre così! Non so mai +misurare il cuore secondo le forze! + + + + +IX. + + +Il duca Giovanni di Casalbara e il commendator Francesco Kloss erano +intimi fra di loro, per via delle comuni intraprese donnesche. Si erano +conosciuti in casa di Madame Dupont, una vecchia parigina--forse--tutta +riccioletti che tingevano come il carbone, e molto servizievole. Ma +soltanto per le persone serie, ragguardevoli. Diceva ridendo, che molte +volte avrebbe potuto mettersi a fare anche lei il discorso della +Corona. "Signori Senatori: Signori Deputati...." + +Il Casalbara e il Kloss si erano conosciuti lì; poi si erano +apprezzati, scoprendosi per i due amanti della stessa donnina che +costava un occhio al Casalbara e la rinnovazione di qualche +cambialetta, quando c'era anche la firma solvibile della sarta o della +modista, al banchiere Kloss. Da quel giorno, furono in lega. Sempre +insieme, indivisibili, simpatici l'uno all'altro per i loro vizi, +deridendosi reciprocamente per quel poco che ciascuno aveva di buono. + +Il Kloss disprezzava il Casalbara per il fondo dolce, un po' +sentimentale del suo carattere e l'orgoglioso rispetto e la venerazione +quasi religiosa per il proprio nome. Il Casalbara compativa il Kloss +per le sue idee moderne, per la sua grande, maravigliosa attività, per +la sua febbre di lavoro, di guadagno. Erano tutti e due troppo diversi +per intendersi: diversi di nascita, di temperamento e di fortuna. + +La fortuna del Kloss era stato suo padre, che aveva saputo fallire a +tempo e bene, mentre il suo socio si era impiccato fra i cortinaggi +della camera da letto. La fortuna del Casalbara era stato il fratello +Eriprando, morto a Josephstadt. + +Il Casalbara era ancora giovanissimo, quando una notte, suo fratello fu +arrestato, condotto a Mantova e di là seppellito nella fortezza +austriaca. + +I due fratelli erano orfani, e Giovanni rimaneva solo. Fu condotto a +Torino da una zia, la marchesa di Castelletto-Rugarole, e a Torino, fra +le signore della Corte e del bel mondo, fra emigrati, patriotti, uomini +politici e giornalisti, si cominciò quasi a dimenticare il martire che +languiva lontano, fra gli stenti e le sevizie del carcere, per +compiangere il bel giovinettino biondo e sottile che passeggiava sotto +i portici di Po, sempre vestito a lutto, sempre raccolto in una +mestizia grave. + +E quando giunse la notizia che il duca Eriprando era morto laggiù di +patimenti e di crepacuore, si fece una grande dimostrazione sotto le +finestre di Giovanni, il quale dovette uscire a ringraziare la folla +plaudente. Da quel giorno, il solo, il vero martire fu lui, e dal +proprio martirio ebbe, in quel periodo di baldorie nazionali, tutte le +soddisfazioni, tutti i vantaggi, anche quello di un forte compenso per +i beni del fratello stati incamerati dall'Austria, e la concessione di +una lotteria che, affidata a mani esperte, gli fruttò un milioncino +netto, senza che lui nemmeno se ne fosse accorto. + +Ma se gli altri avevano dimenticato il fratello per lui, Giovanni, +però, se ne ricordava sempre. Quella memoria era la sua religione, il +suo culto, la grandezza più fulgida della sua razza, che discendeva +dalle Crociate. Ed egli sentiva tutta l'alterezza di essere l'ultimo +rampollo di quella casa, e tutta la grave responsabilità che +gl'incombeva per essere il fratello di suo fratello. Soltanto la sua +mente ristretta, i suoi gusti, il suo genere di vita non gli +concedevano e non lo mettevano nemmeno in grado di poter compiere nulla +di straordinario, di elevato. Ed egli si accontentava di andare a poco +a poco in malora, pur di mantenere il lusso, il fasto della sua casa, +come l'aureola, il tabernacolo degno di quella tradizione antichissima +e di quella gloria recente. Il duca di Casalbara ravvolgeva la propria +persona di un riserbo dignitoso che non gli permetteva di portare in +pubblico i suoi vizietti: il martire superstite del martire di +Josephstadt, non poteva farsi vedere colle clienti di Madame Dupont: le +salutava in teatro con un sorrisetto e le mandava innanzi nel +gabinettino del _restaurant_, dove egli entrava poi, grave e serio, per +diventare subito, appena chiuso l'uscio, tenerissimo, tutto sorrisetti, +languori, moine. + +Era perciò che le trattative di quei convegni venivano iniziate e +condotte a termine dal Kloss. Finchè c'era da mostrarsi, era sempre il +Kloss che andava avanti: quando c'era da pagare andava avanti il +Casalbara. Non che al Kloss spiacesse di spendere per taccagneria; +soltanto per il suo amor proprio di banchiere ci teneva a far sempre un +buon affare, anche quando si trattava di godere e di divertirsi. + +Quell'omiciattolo dalle gambette storte, saltellante e sghignazzante, +che ficcava gli occhietti vivi addosso a tutte le donne, +arricciolandosi beffardamente i baffi duri colle dita pelose, nella +magrezza robusta de' suoi sessant'anni, era impetuoso e violento come +un frenetico. E mentre il Casalbara finiva coll'innamorarsi +sentimentalmente di tutte quelle ragazze e finiva col pagarle care per +la compiacenza di credersi corrisposto, l'altro s'imponeva minacciando, +le intimoriva, le maltrattava, riusciva a destare dei brividi di +ribrezzo dove non c'era più da vincere alcun pudore.... e non pagava. + +La sua parola aveva valore, ma soltanto cogli uomini. In affari era +inappuntabile: colle donne diventava una canaglia senza scrupoli. Per +lui, le donne in generale, che non scontano, non hanno facoltà +giuridiche, non erano, al pari dei cavalli e dei cani, altro che +animali graziosi e docili allevati per il piacere dell'uomo. + +Prometteva per arrivare a' suoi fini e poi, senza scrupoli, +sghignazzando, mancava di parola. Ingannava, commetteva bricconate, e +se ne gloriava, nel suo linguaggio mezzo meneghino e mezzo teutono. E +anche negli affari e alla sua banca, colle belle donnette, "coi pei +tonnett" ne faceva di tutti i colori. + +Un giorno, un suo impiegato dei più vecchi, un vedovo, solo con una +figliuola, per una triste necessità, non sa più render conto d'una +certa somma. Il Kloss lo scaccia e lo denunzierà al procuratore del re. +La figlia sorprende il disgraziato col revolver in mano. In quella +pazzia del dolore, corre dal Kloss: lo supplica, lo scongiura, si butta +in ginocchio.... Il Kloss ha una sola parola, tronca, rauca; una +promessa che diventa una minaccia: + +--Sì, subito, o il padre in galera!--E fu un impeto bestiale, un +assassinio, lì sul piccolo canapè dello studio, turandole la bocca, +soffocandola colla manaccia sudicia d'inchiostro, perchè l'usciere nel +corridoio non dovesse udire i gemiti, i singulti, la voce tremante, +spirante, che implorava pietà. + +La sera, nella cameretta del terzo piano, la fanciulla pallida, +disfatta, seduta al povero desco, non toccava cibo, ma colle labbra +riarse e i tremiti della febbre, cercava ancora di confortare, di +consolare il babbo. + +--Il signor.... Kloss aveva promesso.... + +In quel punto arriva un signore con due guardie. La denuncia era stata +fatta un'ora dopo la promessa del perdono. + +Quando il poveruomo uscì dalla porta, fra le guardie, trovò sulle +pietre del marciapiede una massa di vesti e di carni in una pozza di +sangue: sua figlia si era buttata dalla finestra. + + + +Era stato Francesco Kloss a scoprire la Nora. + +Un giorno, sull'imbrunire, egli passava dalla via di Santa Margherita +coll'involtino dalla carta rosa, di prosciutto di San Daniele e di +mortadella, ch'era stato a prendersi apposta per il pranzetto, quando +addocchiò quello "_splentore di pionta_" che entrava nel negozio di +musica del Ricordi. + +"Oilà! _Mi, stupito, alt_!"--e si fermò a guardare attraverso i +cristalli delle vetrine. + +Nora, infatti, uscì poco dopo, col rotolo di musica sotto il braccio, +le mani nella tasca della giacchettina blù, lanciando un'occhiata +fredda ma scrutatrice sul Kloss, che--essa se n'era accorta--fingeva di +guardare nella mostra per aspettarla. + +Nora non lo conosceva, ma quel brutto omino, col vestito nero +trasandato, infarinato di forfora, non dinotava certo di essere un gran +che: e Nora continuò col passo rapido e sicuro per la sua strada, senza +più badargli, nè pensare a lui. + +Ma il Kloss era rimasto colpito, come gli accadeva di rado: col suo +involtino di prosciutto di San Daniele che ballonzolava, tenuto col +mignolo pel nastrino, continuò a seguirla passo passo.... fino a casa. + +La sera stessa egli ne parlò a Madame Dupont in grande segretezza, +dandole il nome della via, il numero della porta e i connotati: + +--"_Pussè crante che mì: i spal te matrona: un vitin te popola_, +capelli _pionti_ e un _ginger straortinarî! E.... cito col vecc._" + +Il Kloss, che non nascondeva i suoi sessant'anni, dava del vecchio al +Casalbara che voleva nascondere i suoi sessantacinque. + +--_A so temp ghe tirò mi tutt' coss!_ + +Due giorni dopo Madame Dupont gli mandava la risposta in un bigliettino +che lo fece starnutire tanto era impregnato di muschio. + +"Carissimo Commendatore--(Madame Dupont teneva molto ai titoli)--Non +c'è niente da fare." E gli scriveva che c'era il fidanzato, che la +ragazza era di buona famiglia, figlia, nipote o parente, nientemeno, +del famoso cavalier Cantasirena, e che andava tutte le sere all'opera +al _Manzoni_ con una cantante ungherese, certa Edita Schönfeld, che si +faceva passare per contessa. E ripeteva, ancora, prima di finire: +"niente da fare, onesta a tutta prova." + +--Per onesta, _poco mal_--borbottò il Kloss fra sè,--per _fitanzato, +poco mal_.... ma Cantasirena!... _Molto mal_! + +Tedesco, finanziere, affarista, Francesco Kloss vedeva i giornalisti e +il giornalismo come il fumo negli occhi. + +Ma Nora gli aveva fatto colpo. + +--_La g'ha cuel bel farin te me n'inpipp!_... + +Procurò di conoscere la Schönfeld per avere altre informazioni, e +queste furono assai meno scoraggianti. Nora non era sorvegliata: Matteo +Cantasirena non se ne curava: non era innamorata del suo fidanzato. +Essa era una ragazza positiva e ambiziosa: il suo sogno sarebbe stato +di spendere, di sfoggiare, di far la gran signora! + +Francesco Kloss, arricciandosi i baffi, pensava che il sogno era bello, +ma costava caro. + +--_El vecc! el vecc!_... Mio _pon_ amico Casalbara!--esclamò con un +ghignetto.--Il Casalbara, al solito, avrebbe filato il perfetto +amore.... avrebbe creduto di essere corrisposto.... e una volta che il +Casalbara fosse diventato il _cerente responsabile, pensassi_ mi _per +aferla in te le man!_" + +Quella sera all'Eden, mentre il duca batteva graziosamente le punta +delle dita inguantate ad una canzonettista dell'_Orpheum_, il Kloss lo +fermò a mezzo del suo entusiasmo, e gli parlò della _splentita_ popola +che aveva visto uscire dal negozio Ricordi: ne parlò più tardi a cena, +ne parlò il giorno dopo, e quando lo vide un po' riscaldato, lo +condusse al _Manzoni_ e gli fece vedere la _bella popola_ nel palchetto +della Schönfeld. + +--"Maravigliosa",--esclamò il Casalbara, dandosi un colpetto di mano ai +ricciolini biondi, alzandosi in piedi per farsi vedere, e fissando Nora +col canocchiale. + +--_Una fera primizia da imperator!_ + +Nora, dopo aver guardato il Kloss (omai sapeva chi era), fermò lo +sguardo sul Casalbara, tutto ingommato, tutto attillato, tutto legato +nell'abito nero e nel _gilet_ bianco a cuore. L'occhio profondo di Nora +si fissò lungamente sul biondo senatore, ed ebbe una carezza così +calda, così penetrante che gli fece sentire un dolorino acuto sotto il +ginocchio, fasciato di lana. + +--Maravigliosa,--ripetè il Casalbara con due o tre altri colpetti della +mano ai ricciolini gialli; poi odorò il mazzo di violette che aveva +all'occhiello, si grattò leggermente il ginocchio colla punta delle +dita e tornò a fissarla coll'occhialetto. + +--Vi guarda,--gli disse Kloss. + +--Saprà che sono il duca di Casalbara.--E cominciò a filare con Nora e +Nora con lui, mentre Francesco Kloss stava attento a tutti e due +ripulendosi le unghie nere collo stecchino da denti, che, dopo pranzo, +portava sempre con sè, per quell'uso, nel taschino del panciotto. + +Finita l'opera, aspettarono la Schönfeld e Nora sotto l'atrio del +teatro. + +Passandogli vicina, così alta, così bella, così bionda, Nora non guardò +il Casalbara, ma arrossì abbassando un po' il capo. + +--_Una fera primizia da imperator!_--ripetè il Kloss, dandogli un altro +colpo nel gomito. + +Il giorno dopo cominciarono a passare sotto le finestre, il Casalbara +ancora più roseo, più biondo, colle scarpettine dal tacco alto che +scricchiolavano. + +Nora era alla finestra. La sera tornarono al _Manzoni_: Nora era in +teatro, e all'uscita arrossì ancora di più, ma questa volta, prima di +abbassare il capo, guardò il duca alla sfuggita. + +Il Casalbara era rimasto palpitante, tremolante: il suo cuore tornava a +battere forte come i primi anni, a Torino, quando il martire +giovinetto, biondo ed esile, passeggiava melanconicamente sotto i +portici di Po. + +Quella ragazza così fiorente e bianca e rosea nel candor verginale, +quella bellissima fanciulla bionda che lo guardava arrossendo, +timidamente, e che timidamente arrossendo, pareva innamorarsi, gli +recava tra mezzo i brividi occulti della passione, gli incanti più +dolci e più soavi.... come un vago risveglio, un rifiorir gentile, come +l'aura tepida, olezzante che annunzia il ritorno di una nuova +primavera. + +Il Casalbara perdeva il giudizio e il riserbo. E quel primo giorno che +si trovò colla Nora in casa della Schönfeld, quando sopravvenne Pietro +Laner a guastare la festa, egli ebbe un impeto di furietta gelosa; la +gelosia astiosa, rabbiosa, tormentosa dei vecchi contro un amante +giovane. + +--Se non fate presto--brontolò il Kloss, vedendolo imbronciato, coi +baffi irti, i ricciolini scomposti, e la pelle diventata grinzosa e +livida sotto la pomata,--se non fate presto, quel montanaro dalle +spalle _quatre_ ve la porta _fia_! + +--È il mio martirio!... la mia tortura!--esclamò il Casalbara, +dolorando e colla voce stridula.--"Ma santo Iddio, come si fa quando +per disgrazia è una ragazza onesta!... È la prima volta che.... mi +capita!... Proprio quella lì!... Col mio nome.... nella mia +condizione.... non posso farla duchessa!... + +--"Io le _mettessi_ in ordine una _palazzetta_ magnifica. Io le +_comperassi_ una _vittoria_. Io _avessi_ la più bella donna di tutta +Italia!"--E aggiunse con malizia che le giovanette inesperte +s'innamorano facilmente dell'eleganza, della dolcezza, dei _pei +parolett_, dei _pei regalitt_, degli uomini maturi, stagionati, ma +bisogna approfittarne finchè sono.... _in tell'error_. + +--Ma.... il padre.... suo zio, quello che è?... + +--_Poco mal:_ la _patrona_ è la _racazza_! Contenta lei, tutti +contenti. Io _parlassi_ con lei, _diretto_, domani, subito. + +Il giorno dopo, ritornarono dalla Schönfeld, e, naturalmente, si +trovarono con Nora: essa portava le violette regalatele dal Casalbara +il giorno innanzi. + +Il Kloss cominciò a ridere, a scherzare colla Schönfeld, un donnone +rumoroso e traballante, dal petto enorme. La Schönfeld era piena di +debiti, e contava un poco sul Kloss e molto sul Casalbara per poterli +pagare; contava moltissimo anche sulle raccomandazioni del cavalier +Cantasirena, per essere scritturata da un impresario dell'America. + +Il Kloss continuò per un pezzo a perseguitare la Schönfeld, a correrle +dietro per le stanze, a volerla abbracciare; e intanto Nora e il +Casalbara, tutti e due vicini, tutti e due quieti dietro le tende della +finestra, continuavano a parlarsi.... + +--Lanciata la vostra _brafa dichiarazion_?--gli domandò il Kloss, +appena furono soli in via Manzoni. + +--Capisco che ci tiene, capisco che è innamorata.... ma santo Iddio, +non posso dirle: vi amo, siate la mia amante, e non voglio nemmeno +dirle: vi amo, siate mia moglie. + +--Oh questo no!--esclamò l'altro vivamente.--Non farete _de sti +racazzat_!--Questo non lo voleva nemmeno il Kloss. Amante del vecchio +Casalbara l'avrebbe tenuta nelle mani colle buone o colle cattive, +duchessa di Casalbara _afrebbe_ finito a far la _stupita_ con qualche +ufficialetto di _cafalleria_! + +E gli fece capire che bisognava agire e parlare nello stesso tempo. +Dopo, quando fosse diventata la sua amante, non poteva più pretendere +di diventare sua moglie. + +Agire e parlare nello stesso tempo!... Il Casalbara era un po' +perplesso e inquieto per molte ragioni. E anche per i rimorsi della +coscienza. Non dormiva più, faceva cattive digestioni: poi finì col +consolarsi pensando che anche Nora doveva ben immaginare che lui non +avrebbe potuto mai sposarla, nemmeno per sogno!... Eppure essa portava +sempre i suoi fiori.... e gli stringeva le mani in un certo modo.... lo +guardava, lo guardava.... + +Un giorno, con fermezza e con lealtà, in un momento che il Kloss non +poteva sentire, dichiarò alla signorina Nora che lui non avrebbe preso +mai moglie.... e Nora lo guardò sorridendo, arrossendo dal piacere, e +gli fece confermare quella promessa con un giuramento. La signorina +aveva dunque capito che non avrebbe potuto essere altro che l'amica.... +più cara, del duca di Casalbara, e che questi, non prendendo moglie, +non le avrebbe mai dato una rivale. + +Bisognava risolversi. La bellezza di Nora era montata anche a lui dal +cuore al cervello. + +Il Kloss, quantunque testa dura, aveva l'immaginazione fervida per +certi intrighi. Fu lui a ideare e a preparare il colpo: la trappola per +Nora. + +Il Casalbara aveva parlato alle signore di un suo _Pleyel_ famoso: per +farlo vedere, per farlo provare, il Casalbara le avrebbe invitate a +colazione col Kloss.... ma poi, all'ultimo momento avrebbe mandato un +contro invito, a tutti, tranne a Nora. Era stato fissato che le +signore, per dar meno nell'occhio, dovevano recarsi sole +all'appuntamento.... una alla volta. + +Il Kloss capiva che il tranello era ingenuo, ma d'altra parte, era +persuaso che anche Nora aveva una voglia matta di lasciarsi prendere +nella rete; e il Casalbara.... il Casalbara, ormai, non capiva più +niente! + +Il colpo riuscì com'era stato ideato. + +--L'Edita? Non c'è l'Edita?...--domandò Nora appena entrata nel +quartierino particolare del Casalbara, e fermandosi di colpo sull'uscio +del salotto, tutta rossa per la corsa, per il timore che l'avessero +veduta, per la confusione di trovarsi lì. Pareva esitante, dubbiosa.... +pareva volesse scappar via. + +--La sua Edita verrà subito, a momenti!...--balbettò il Casalbara anche +lui un po' confusetto e colla vocetta tremula. Fece un po' di violenza +per tirar Nora fino in mezzo al salotto prendendola per la mano e +baciandogliela sul guanto nero, nuovo, inchinandosi colla più squisita +galanteria. + +Nora, mentre aveva sotto gli occhi i ricciolini biondastri del +Casalbara attraversati dalla riga larga, rossiccia, che dal mezzo della +fronte scendeva giù giù, fino alla nuca lunga, pelata, si sentì urtare +da un odore troppo acuto di essenze e di pomate. + +Ritirò la mano istintivamente.... + +--Ma il servitore?--domandò,--il servitore che era qui.... adesso? + +Il Casalbara sorrise, guardandola. Il vecchio servitore, muto, rigido, +era sparito silenziosamente come un'ombra, dopo aver abbassata la +grossa portiera di _gobelin_, e chiuso l'uscio imbottito, foderato di +panno. + +--Siamo soli.... stella--e il Casalbara sibilò la esse tanto era +riscaldato,--stella divina!... Mi lasci dire questa parola, non si può +trovarne un'altra per lei!... È la prima volta che il caso.... la +fortuna.... siamo un momentino soli. + +--Ma, l'Edita.... perchè si fa aspettare? + +--Verrà subito.... anche troppo presto,--e il Casalbara sospirò.--Ha +paura a restar sola.... un momentino.... con me?--E tornò a prenderle, +a stringerle la manina piccola; ma l'altra si liberò vivamente, si +schermì, corse via dal Casalbara, per guardarsi attorno, per veder +tutto, con una viva curiosità, un'ammirazione stupefatta e sorridente, +proprio da bambina. + +--Dio, com'è bello qui!... Com'è tutto bello!--E saltellante, corse di +qua, di là, ad ammirare i fiori splendidi, magnifici di cui il +Casalbara, apposta per lei, aveva riempito il salotto. Ammirò i +gingilli, i bronzi, i quadri, persino i tappeti, i mobili, e sedutasi +in una grande poltrona, si godeva ridendo, a ballarci su.--Com'è +bello!... E come si sta bene!... Tutto bello! + +--E tutto suo!... Me compreso!--E il Casalbara, vestito di un colorino +violetto, il viola che sta bene ai biondi, dalla giacca stretta ai +solini della camicia un po' scollata, pareva offrirsi anche lui, come +un bel fiore. + +Nora sorrise a quell'offerta, ma in un modo che non voleva mica dir di +no. Poi si alzò di nuovo all'improvviso e guardò nell'altra camera dove +la luce era più raccolta, più discreta; dove le tende, le tappezzerie +erano chiare chiare, e dove sopra una consolle bianca dorata, +luccicavano nel buio un gran vassoio d'argento colmo di tartine e il +cristallo dei bicchieri. + +--E di là?... Cosa c'è?...--domandò Nora che si avvicinava, in punta di +piedi, per guardare appunto nell'altra stanza. + +Il Casalbara la fermò, prendendole questa volta tutte due le mani, e +facendo più forza. + +--Prima.... prima ci leveremo i bei guantini.... il bel cappellino.... + +--Perchè?--domandò Nora vivamente. + +--Perchè? Vuol far _dejeuner_ coi guantini e il cappellino?..." + +--Ma l'Edita?... Non è ancora venuta?... + +--Se non è venuta, verrà.--E il Casalbara le slacciò i bottoncini, le +accarezzò le braccia nel levarle i guanti, baciandole la mano ogni +volta, l'aiutò a togliersi il cappellino, e mentre tutti e due +scioglievano il nastro, il Casalbara colle dita grinzose sfiorò il +mento della fanciulla. D'un tratto apparì la massa dei capelli biondi, +scompigliata, luminosa. + +--Dio che splendore!--mormorò il duca;--pare sia entrato il sole qui +dentro!--Ma in quel punto ebbe come un piccolo sobbalzo: la trafittura +del ginocchio reumatizzato era stata così acuta, che credette quasi di +cadere. + +Il Casalbara diventò serio a un tratto, impensierito.... ammirò ancora +la gran massa viva dei capelli, ma l'iperbole era stentata. + +--E l'Edita?... Perchè aspetta tanto a venire?... E il signor Kloss?... +anche il signor Kloss non si vede? + +--Verrà.... Verranno subito.... il mio orologio corre.... un +pochino!--Poi, volendo dissimulare l'oppressione, la stizza per quel +dolore sempre più acuto che sentiva al ginocchio, fece un po' il +geloso. + +--Le preme tanto.... del Kloss? + +--Dio! Dio! Così brutto, così goffo, con quelle gambette storte e le +unghie nere!--esclamò Nora ridendo, saltellando, tornando tutta +allegra. + +--Certo.... non può dirsi un Adone!--esclamò l'altro, soddisfatto, +pavoneggiandosi nella persona alta e ancora elegante.--Venga qui.... +folletto, follettino!... Non può stare un po' fermo il follettino?...--E il +Casalbara che voleva star comodo, per il suo ginocchio, prese Nora per una +mano, poi la spinse un po' col braccio, leggermente, attorno alla vita, la +fece sedere sul canapè e anche lui le si sedette accanto, vicinissimo.--Si +direbbe proprio che ha paura.... a restar sola.... un momentino, con me.... +che si secca.... + +--Oh.... seccarmi.... seccarmi no!--esclamò la fanciulla diventata +seria, diventata timida. E dopo aver guardato il Casalbara arrossendo, +abbassò il capo. + +--Dunque.... paura di me?...--insistè il duca lusingato nella sua +fatuità, nella sua leggerezza. E quantunque fosse sempre costretto a +tenere la gamba distesa e quieta, strinse la bella fanciulla +all'improvviso e un po' troppo forte, col braccio che le teneva dietro +la vita. + +Nora si alzò di colpo, liberandosi nervosamente e allontanandosi. + +--Ma l'Edita?... Non viene?...--Adesso l'inquietudine appariva più +forte, più viva.--Se non viene l'Edita, vado via! + +--Signorina Nora, crede alla mia parola?... Crede alla parola di un +gentiluomo?--domandò il Casalbara dignitosamente, ma senza alzarsi in +piedi per via della gamba. + +--Oh sì!--rispose Nora guardandolo con un'espressione ingenuamente +incantevole, tanto era piena di fiducia e di ammirazione.--Sì! Sì! A +lei sì!... + +Il duca tornò a farsela seder vicino. + +--È il primo momento che mi trovo solo.... che posso esprimerle tutto +quel sentimento di.... di ammirazione.... di affezione che sento per +lei.... E lei.... mi dica almeno una parolina sola di.... di +incoraggiamento perchè anch'io....--e il Casalbara era sincero--non so +più se sono un povero pazzo o.... o l'uomo più fortunato di questa +terra!... Mi dica se la sua.... bontà per me posso attribuirla a un +sentimento non di.... amore.... ma di _be.... bee_....--e il Casalbara +sospirò quel _beenevolenza_ con una vocina così sottile e tremula che +pareva il belato di una pecora. + +--Perchè non viene l'Edita?... + +Nora, questa volta, nel ripetere la domanda era distratta, pareva come +presa da un orgasmo, da una perplessità inquieta, nervosa. Aveva un +fremito forte nella voce alterata, e guardò il duca arrossendo, +abbassando il capo più timida, fatta vergognosa, ma pure con +un'espressione di tenerezza, di abbandono che traspariva anche da +quell'angoscia, da quel turbamento da cui pareva presa. + +--Dunque?--insistè il Casalbara, che osservava tutto e credeva di +capire.--Dunque?...--E le strinse ancora la vita, ma con più garbo. + +La fanciulla tornò a guardarlo, ad abbassare il capo; ma questa volta +non si mosse, non scappò via. + +--Dunque?... Sarò discreto.... discretissimo per oggi. Le assicuro, le +do la mia parola d'onore.... non vorrò sapere.... di più.... Non le +domanderò nient'altro. + +Nora aveva la testina bassa, chinata sul piccolo ventaglietto +giapponese che apriva e richiudeva con un tremito nervoso delle dita. + +--Proprio?--domandò essa colla voce appena intelligibile, fra il +respiro forte, anelante, senza osar di muoversi, senza osar di +guardarlo.--Proprio? + +--Lo giuro!--tornò a ripetere il Casalbara con forza, con sincerità e +internamente con un senso di sollievo. Dalle prime trafitture dei +reumatismi aveva temuto, aveva capito che quel giorno avrebbe avuti +tutti i suoi sessantacinque anni.... non uno di meno. + +--Mi dica questo soltanto, signorina Eleonora.... Mi dica se si è +accorta che io.... se si è accorta del sentimento vivissimo, +inestinguibile che io provo.... che ho provato per lei fino dal primo +giorno, dalla prima sera che l'ho veduta.... che mi è apparsa +sfolgorante, come una regina, al _Manzoni_. Se n'è accorta?... Se n'è +accorta?--Le si tirava così vicino che Nora ne sentiva la gravezza +dell'alito, mista a un odor di menta. + +--Se n'è accorta?... Mi dica per oggi soltanto questo.... e per oggi +basta. Lo giuro, parola d'onore: e io non manco mai alla mia parola. Se +n'è accorta? + +Nora abbassò il capo di più; strinse, aprì il ventaglio più +nervosamente, ne lacerò la carta colle unghiette e bisbigliò +un--Sì--appena appena, come un soffio spirante. + +--Grazie!--rispose l'altro con un sospiro: e non osò nemmeno toccarla. +Fece capire alla fanciulla che aveva data la sua parola e che la sua +parola era sacra. Ma in quel punto, a un tratto gli parve di vedere la +faccia del Kloss, di udirne la sghignazzata alta, rumorosa. Doveva +abbracciarla almeno? Baciarla?... Ma e poi?... Quella testina +capricciosa si era montata--non domandava più nemmeno dell'Edita.... E +poi?... Se lo assolveva dalla parola data?...--E il Casalbara non +vedeva nemmeno quella maraviglia di capelli, di bellezza, di +giovinezza.... vedeva soltanto il grugno da satiro del Kloss e ne udiva +la sghignazzata beffarda. + +Pure, bisognava fare qualche cosa. La ragazza era sempre lì vicina.... +coi capelli gli sfiorava le spalle, il mento. Si decise, si alzò, e si +allontanò di colpo, dissimulando l'impaccio che gli dava il dolor del +ginocchio. + +--Lei, è una bambina cara, cara, cara.... lei non capisce ancora +niente, niente.... ma quando capirà.... allora saprà misurare l'immenso +sacrificio che io le faccio in questo giorno, saprà valutare quanto +costa la parola di un gentiluomo, e mi compenserà colla sua stima e... +con un po' di bene.... Me lo promette? + +Ma la fanciulla, invece di ammirarlo, sorrideva coi grandi occhi +lucenti, tentatori. Era in mezzo al canapè, sdraiata, colla testa +appoggiata alle due mani congiunte dietro, contro la spalliera, e i +piedini irrequieti che uscivano incrociati sotto il vestito blù. Si +vedeva anche un po' di calzetta nera, dove la gamba era più sottile. + +Bisognava fare qualche cosa... o farle fare qualche cosa! + +Il Casalbara aprì, cercò un dolce in una bomboniera di cristallo. + +In quell'attimo, non vista da lui, il volto di Nora diventò serissimo +guardando l'orologio grande del caminetto; ma quando il Casalbara le si +avvicinò col piccolo dolce fra le dita, essa sorrideva come prima. + +--Questo sarà il premio.... per un'altra grazia che mi deve concedere +la mia regina. + +Nora sporse le labbra appena, senza muoversi di più. Il Casalbara le +mise in bocca il confettino delicatamente. Nora lo sorbì con delizia, +sempre guardando il duca, sempre sorridendo cogli occhi vivi e umidi. + +L'altro le indicò il pianoforte: + +--Per me solo, tutto per me solo: l'_Ideale_ del Tosti! + +--Come vuole--rispose Nora sempre sorridente, e gli porse le due mani +perchè la tirasse su. + +Il Casalbara gliele prese fino al braccio.--Uno.... due.... tre!--e +appena Nora, fu su, in piedi, la strinse con un braccio attorno alla +vita, e la condusse, mentre l'altra si faceva un po' trascinare, verso +il pianoforte. + +--Tutto per me.... solo per me. + +E quando la fanciulla seduta al pianoforte, cantando e accompagnandosi, +cominciò colla voce calda di contralto: "_Caro ideal.... torna a +sorridermi ancora...._" il Casalbara in estasi, gongolante, cominciò a +cantare anche lui, colla vocetta tremula da pecora: + +--"_Ca-a-a-ro ideal.... Caa-a-ro ideal...._"--mentre col palmo della +mano si faceva un po' di massaggio al ginocchio reumatizzato. + +Era bella, Nora! Che splendore di ragazza! La voce era penetrata +persino nelle ossa al Casalbara. Standole di dietro, mentre essa era +seduta sullo sgabello, e si chinava accompagnandosi, egli le vedeva il +collo morbido, fin giù, dove comincia la curva delle spalle. E la gran +massa dei capelli biondi, e la nuca candida col nimbo dorato dei +riccioletti nascenti, e il seno rigoglioso e forte che si alzava, col +vibrare della nota appassionata; e quell'odore di giovane, e +quell'odore acuto di bionda, tutto lo accendeva.... anche il ricordo, +l'immagine, la gelosia astiosa, tormentosa, contro quel mascalzone, +quel montanaro dalle spalle quadre che la voleva sposare per forza. La +vocetta del Casalbara, nel cantare il "_Ca-a-ro idea-al_" tremava +sempre di più, stonava maledettamente. Ci fu un punto in cui lo prese +come una vertigine improvvisa e non sentì più nemmeno i reumi. + +--Sarà quel che sarà,--pensò, risoluto ormai al gran colpo. Ma tremava +tutto nell'orgasmo di quell'eccitamento improvviso, che gli era montato +alla testa come un bicchier di Sciampagna.--Sarà quel che sarà, e +chiuse il pianoforte. + +--Perchè?--domandò Nora meravigliata, alzandosi.--Cosa succede? + +--Andiamo.... di là. Non vuol mangiare una tartina, con un ditino di +Xerez? + +--Ma l'Edita?... Il Kloss?... Dunque non vengono?--esclamò Nora, +guardandolo, fissandolo. + +--Sì.... non so.... sono anch'io.... stupito.... L'avranno magari anche +fatto apposta.... + +Nora diventò triste, abbassò il capo. Ormai si era compromessa.... +l'avevano compromessa. + +--Venga di là.... un ditino di Xerez.... e c'è anche un piccolo +ricordo.... per lei. + +Nora, muta, triste aveva abbassato il capo, presa da una grande +confusione, da un grande avvilimento. Il Casalbara, sempre tenendola +abbracciata alla vita la condusse nella stanza più raccolta, più +discreta. Era tutta chiusa dalle tende, e fra le tende, i cortinaggi, +le trine, a poco a poco, in fondo, dov'era quasi buio, appariva +l'alcova. + +--Qui.... cerchi qui....--le disse il Casalbara avvicinandosi al +piccolo tavolino, dinanzi a un gran sofà basso, tutto circondato da +cuscini ammonticchiati.--Sieda qui con me e cerchi in questo cassetto; +poi prenderà una gocciola di Xerez, poi scapperà via! + +Nora si lasciò condurre quasi macchinalmente. Il duca la fece sedere +con lui, e mentre allungava la gamba, che gli tornava a dolere, aprì il +cassettino e la forzò a mettere la mano dentro, sopra un astuccio di +velluto. + +Nora lo lasciava fare e non parlava. + +--Cos'è?... Vediamo cos'è?... + +Dall'astuccio il Casalbara levò un filo di perle con un piccolo +fermaglio di brillanti. + +--Oh le perle!... Le perle!... Dobbiamo provare se le perle stanno bene +alla mia regina?... alla mia _bee_--e tornò a belare, colla vocetta da +pecora, "mia _bee-ella_ regina!" + +Le passò il vezzo attorno al collo, accarezzandole il mento colla mano. + +Nora abbassò il capo: ma il duca nel chiudere il fermaglio, +coll'orgasmo delle dita tremanti, le chiuse insieme, le strappò qualche +capello. Nora fece una piccola mossa.--"Ahi!..." + +--Oh! cara, cara, cara.... Ho fatto male alla regina mia cara, cara, +cara!--e la baciò lì, fra i riccioli della nuca, vicino al fermaglio di +brillanti. + +--Cara, cara, cara....--e tornò a baciarla. + +Nora, sempre a capo chino non si muoveva. Perchè non si moveva? Il +Casalbara tenendola stretta, abbracciandola più forte, le alzò il capo +per guardarla. Essa piangeva, piangeva silenziosamente, lacrime grosse, +goccioloni, che le eran caduti sulle mani, sul vestito. + +--Oh, bimba mia! Povera bimba mia!--esclamò il Casalbara esaltato, +commosso.--Cosa c'è da piangere?... Perchè?... Ma perchè?--E con un +trasporto sincero di tenerezza, e col trasporto smanioso della +passione, la baciò sui capelli, sugli occhi, sulla bocca, mentre +continuava a domandarle:--Perchè? ma perchè, santo Iddio?... Perchè? + +Nora, vivamente, gli allontanò la faccia colla mano, graffiandolo, e +scoppiò in singhiozzi. + +--Perchè? Perchè? Perchè non volete essere la mia regina? + +Allora Nora si sfogò, balbettando, singhiozzando, ora nascondendosi il +viso per la vergogna, ora torcendosi le mani per il dolore, per la +disperazione. + +Aveva capito tutto; la colazione coll'Edita, col Kloss, era stata un +pretesto: una cosa combinata. Lui agiva così perchè non la stimava: sì, +non la stimava; e aveva ragione di non stimarla: sì, con lui era stata +troppo leggera, senza testa, aveva dimenticato tutto. Ma egli si era +mostrato così buono, così nobile, così rispettoso.... Doveva capire che +lei era una testa esaltata, malata; doveva compatirla, ma non trattarla +così! E presa da un impeto di furore, si tolse convulsamente il vezzo +di perle, strappandosi ancora qualche capello, e lo ricacciò nel +cassetto. + +--Doveva capirmi e compatirmi; non insultarmi così! No! No! No! Così +no! Così no! + +Il Casalbara, sempre più sbalordito, quasi quasi piangeva anche lui.... + +Nora parlò della sua famiglia. Oh! nella sua famiglia essa era odiata +da tutti; parlò della vita agitata, angosciata ch'era costretta a +condurre; dell'abbandono e insieme della tirannia che doveva +sopportare. Era stata lì lì per ricordare anche quel matrimonio che le +si voleva imporre, ma ne ricacciò il pensiero, e soffocò il rimorso +improvviso suscitatole dalla faccia pallida, straziata di Pietro Laner. +Aggiunse soltanto ch'era sempre stata infelice, e che aveva sperato in +un'amicizia, in un affetto sincero, leale. Aveva sperato, sognato, di +essere creduta sincera.... di essere creduta una ragazza onesta; sì, +onesta! anche se gli voleva bene, perchè infine lei era libera, padrona +del suo cuore e di sè stessa, e non doveva render conto di niente a +nessuno, a nessuno!... Aveva sognato, sperato di essere creduta quello +che era: una ragazza pronta anche a rovinarsi per una passione, ma +disinteressata! + +Il Casalbara gemeva, sospirava, implorava pietà. + +--Le domando perdono in ginocchio! Le domando perdono in +ginocchio!--continuava a ripetere, a balbettare; e una volta fuori di +sè, aveva anche fatto per inginocchiarsi davvero, ma poi, aveva +ritirato subito la gamba.--Non sono stato capito: non sono stato capace +di spiegarmi. Dicendovi se volevate essere la mia regina, volevo dire +che io sarei stato pronto per voi a qualunque sacrificio; +"_bee-ato_"--e il Casalbara tornava a belare--"_bee-ato_" felice di +qualunque sacrificio! La mia regina non ha che a impormi la sua +volontà; tutto, tutto per lei.... e io non le domando altro che di +lasciarsi adorare.... adorare in ginocchio.... + +Ma in questo punto il Casalbara tese l'orecchio, perchè gli sembrò udir +chiamare dall'altra stanza, e Nora si spaventò subito, prima ancora che +avesse potuto avere il tempo di accorgersene, di sentire, di capir +niente. + +--Dio! Lo zio Matteo! + +--Che! Che!--esclamò il Casalbara sorridendo, sicuro; e chiuso l'uscio +anche di quella camera e abbassata la portiera entrò nel salotto. Vide +in fondo, dall'altra parte, il servitore pallido, sconvolto.... + +--Che c'è? + +--Il padre.... il padre di quella signorina!... + +--Imbecille! Perchè non lo hai cacciato fuori? + +--Ho fatto di tutto!... Strepita!... urla!... Fa il diavolo a quattro! +La gente può sentire....--Il vecchio si curvò, tese l'orecchio.--Sente, +signor duca? + +Dal di fuori, in fondo all'anticamera, si sentivano colpi che +rimbombavano sull'uscio chiuso, e una voce che gridava: + +--Domando del signor duca di Casalbara! Voglio vedere il signor duca di +Casalbara! + +Il Casalbara prese in fretta il cappellino e i guanti di Nora e si +avvicinò all'uscio della camera da letto, dicendo piano alla ragazza: + +--Prenda il cappellino, i guanti. Vada a nascondersi nell'alcova. +Dietro c'è un piccolo gabinetto di toelette, vi si chiuda dentro. Poi, +voltandosi al servitore gli accennò di far entrare quell'altro. + +Mentre il servitore andava ad aprire, il duca si aggiustò i riccioli +sulla fronte, i baffi, la cravatta, tranquillamente. + +Il direttore entrò, piombò nel salotto, gli occhi fuori della testa, il +cappello in una mano, il bastone col pomo d'argento nell'altra, il +pancione ansante e tuonò: + +--Sono Matteo Cantasirena! + +Rispose calmo il Casalbara: + +--Mi dica in che cosa posso servirla. Non ho mai avuto il bene di +conoscerla. + +--Suo fratello Eriprando, il martire di Josephstadt, quello avrebbe +riconosciuto Matteo Cantasirena! + +--Questa è una ragione di più per dirmi in che cosa posso servirla. + +Matteo Cantasirena indicò il domestico, poi, appena quello fu uscito, +andò quasi addosso al Casalbara, squadrandolo dalla testa ai piedi con +un'occhiata terribile: + +--Lei conosce mia figlia?... Eleonora? + +--Cioè, io ho avuto l'onore di conoscere dalla contessa Edita +Schönfeld, una signorina di questo nome: Ma.... non era sua figlia, mi +pare; era soltanto sua nipote. + +--Signor duca! Sappia che le mie nipoti diventano mie figlie quando +hanno bisogno di un padre!... + +--Io ho conosciuto appena la signorina Eleonora, e.... non capisco. Che +cosa vuol dire? + +Matteo Cantasirena si rizzò ancora più terribile: anche il lungo +barbone si agitava, fremeva. + +--A Matteo Cantasirena non si risponde in questo modo. + +--In casa mia rispondo come più mi pare e piace: se non le accomoda è +padrone di andarsene. + +--Andarmene? Io?... + +Il Casalbara sentiva che tutto quello sdegno, quella collera non erano +sinceri. Perchè veniva lì a fargli quella scenata?... Per quale +interesse? Per che scopo? _Quanto_ voleva? In ogni modo Nora era libera +di sè, padrona di sè: nè lui, nè lei, non avevano da render conto a +nessuno delle loro azioni. + +Per tutto ciò, quando Cantasirena tuonò per la seconda volta: +Andarmene?... Io?...--il Casalbara gli rispose con maggior alterezza: + +--Sissignore; e sul momento. + +--....Prima vendicherò il mio sangue! L'ammazzerò!--E Matteo levò in +alto i pugni formidabili e pareva volesse scagliarsi sul Casalbara +fermo, sdegnoso, quando a un tratto, improvvisamente, con un grido, +Nora si precipitò nel salotto: e si buttò fra le braccia dello zio +Matteo supplicandolo, piangendo, accusando sè stessa, difendendo il +Casalbara. + +--Signorina....--balbettò il duca maravigliato, sorpreso. + +Ormai Cantasirena non smaniava più. La vista di Nora lo aveva come +annichilito, fulminato. Col fazzoletto bianco si asciugò le lacrime, il +sudor della fronte, la vergogna, l'onta. + +--Disgraziata!--balbettò, e non potè dir altro. + +Anche il Casalbara era rimasto colpito stranamente. Non sapeva più cosa +dire, cosa pensare; era rimasto confuso, colla testa bassa. Matteo +Cantasirena che minacciava lo faceva ridere; Cantasirena che piangeva +lo rendeva perplesso. + +--Signorina....--balbettò,--io.... + +--Ma disgraziata!--esclamò ancora Cantasirena fra le lacrime,--se hai +dimenticato l'onore di questo povero vecchio.... come hai potuto +dimenticare Pietro Laner? Quell'uomo ti ammazzerà. + +Sulla fronte di Nora apparve la piccola ruga sottile e bianca. Perchè +parlavano allora di Pietro Laner? Pure riuscì a vincersi e rispose con +calma: + +--Non lo amo.... non l'ho mai amato. + +--Signorina Nora....--tornò a balbettare il Casalbara avvicinandosi.... +Ma non sapeva.... e non avrebbe potuto dir altro. Tutto era andato a +finire in un modo così strano, così diverso da ogni previsione! Cosa +poteva dire? Cosa poteva promettere?... + +Matteo Cantasirena vinse la commozione e prendendo Nora per un braccio +e scotendola forte: + +--Il cappellino, i guanti,--le disse brutalmente. Poi, mentre Nora +calma, tranquilla, andava a prendere la sua roba, tornò a rivolgersi al +duca, ma questa volta con una freddezza dignitosa. + +--Io le accordo tre giorni di tempo, per interrogare il suo cuore e la +sua coscienza. Pietro Laner, che appartiene ad una delle famiglie più +ragguardevoli del Trentino, uno dei più indefessi cooperatori del +movimento irredentista, al presente ignora tutto quanto è successo: se +si tratterà di salvare l'onore di... colei, ignorerà tutto, sempre. In +caso diverso, se una macchia dovrà offuscare il nome di una +Cantasirena, della fidanzata di Pietro Laner, allo spirare del terzo +giorno,--e Matteo guardò l'orologio,--sono le undici--allo scoccare +delle undici precise del terzo giorno, io e Pietro Laner le manderemo i +nostri rappresentanti. Ai miei ho già provveduto prima di venir qui. +Uno sarà il mio compagno d'armi, il generale Clemente Della Torre, +l'altro il deputato Argenti. + +Nora, intanto, si era messo il cappellino, i guanti, ed era pronta per +uscire. + +--Venite!--mormorò fremente di collera lo zio Matteo.--Datemi il +braccio!--e aggiunse a mezza voce:--Svergognata! + +Il Casalbara fece un altro passo, come per avvicinarsi: poi si fermò. + +--Signorina Eleonora, io...--e non disse più niente. Che poteva +offrire? Che poteva promettere? + +Ma Nora prima di dare il braccio allo zio Matteo ebbe un istante di +perplessità, di timidezza, poi risoluta, stese la mano al Casalbara e +gliela strinse forte. + +La fanciulla voleva dire in quel momento, con quella stretta di mano, +che era fiera di avergli sacrificato tutto, il suo onore, il suo +avvenire, la sua pace, forse la sua vita. + +--Signorina Nora,--balbettò il Casalbara,--anch'io....--ma non aggiunse +altro. Passò innanzi e sollevò la portiera.... Poi, quando Nora e lo +zio Matteo furono usciti, la lasciò ricadere, e restò lì, confuso, +sbigottito.... + + + +X. + +Il Casalbara andò subito in cerca del suo amico Kloss, alla banca Kloss +e C.º, per confidarsi e per consigliarsi con lui. + +Francesco Kloss ascoltò il duca attentamente, attorcigliandosi i baffi. +Poi, d'un tratto, saltò su dalla seggiola, sghignazzando. + +--_Staterata! Robb de Statera!_ + +La _Stadera_ era un vecchio teatro di Milano, dove si rappresentavano i +drammi più impressionanti, a gran colpi di scena. + +--_Robb de Statera!_ Tutti d'accordo; e _la racazza, pussè anca mò!_ + +Francesco Kloss, subito, alle prime parole, aveva aperti gli occhi, e +Nora, diventata troppo pericolosa, aveva perdute tutte le attrattive. +Anche i _capelli pionti marafigliosi_, erano rimasti offuscati dal +barbone minaccioso di Matteo Cantasirena. No, no, no!... Alla larga! +Non era una _racazza_, era un trabocchetto! Quella scena di seduzione, +di collera e di lacrime, col sopraggiungere improvviso del padre +nobile, gli ridestava più forti i primi sospetti e i primi timori. +Quando non si fosse trattato altro che di denari, il Casalbara avrebbe +pagato e basta; ma la furbona tirava il gran colpo; voleva farsi +sposare, e quella volpe vecchia del Cantasirena teneva dalla sua! No! +No! No! In tutti i pasticci che ne potevano nascere, anche lui correva +il rischio di aver noie, seccature, di aver contro i giornali, di esser +portato in piazza! + +--A quella _racazza_ non pensiamoci più: _ghe n'è pussée te cent mila a +Milan, ti pei tosanett!_ + +Ma il Casalbara, povero vecchio, era preso. Quelle parole del Kloss lo +ferivano nel cuore e nella vanità. + +--Bene! Bene!--esclamò interrompendolo, infastidito.--Adesso non è il +momento di parlare della signorina Eleonora! La signorina Eleonora non +c'entra affatto nel consiglio che io sono venuto a domandarvi! Io sono +stato provocato dal padre. La mia quistione l'ho col padre. + +--Che _patre_!--borbottò il Kloss con un'alzata di spalle. + +--Collo zio! + +--Che zio! + +--Ebbene con.... quello che è! Con Matteo Cantasirena. + +--_Sto scîor_,--osservò il Kloss col suo ghignetto,--è un _pirpone +colossal!_--e si fregò le mani allegramente. Secondo il Kloss, coi +birboni, in generale, era un _pellissimo trattar_, perchè colla +prudenza e coi _tenari_ si poteva accomodare ogni cosa. + +L'altro si mostrava sempre più perplesso e meditabondo. + +--Intanto.... in questi tre giorni, che cosa devo fare? + +--Mi _stassi cito: mi stassi queto._ + +--E se mi manda a sfidare anche il.... quel Laner? Appartiene ad una +ragguardevole famiglia del Trentino! + +--_Raccuardevole strazzon!_--rispose il Kloss con un'alzata di spalle. + +Per lui, il Casalbara non aveva nessun obbligo perchè, scientemente, +non aveva offeso nessuno; ma messo al punto di doversi battere o di +dover sposare la signorina Cantasirena, piuttosto _pattersi tieci +folte!_ + +--Naturalmente!--Di ciò era convinto anche il duca.--Ma se Cantasirena +fa nascere uno scandalo? + +--Con Matteo Cantasirena, _cuistion te tanee: me ne incaricassi mi. +Colla racazza, cuistion te tanee: mi incaricassi la signora Schönfeld._ + +Il Kloss non voleva più trovarsi con Nora. Aveva paura di essere +travolto da un momento di vertigine, e finire poscia in quelle medesime +reti, che lo zio e la nipote avevano teso, d'accordo, per _cuel vecc... +straortinarî!_ + +Il Casalbara era preso. Se ne andò scrollando il capo. Avrebbe pensato, +avrebbe meditato; si sarebbero trovati insieme più tardi per parlarne +ancora; ma intanto provava un senso di sollievo ad essere solo, a non +udire più la sghignazzata plebea, oscena, che offendeva l'immagine +purissima della fanciulla bionda; la fanciulla che arrossiva tremante, +cogli occhi pieni di lacrime, quando lui la baciava appena sui capelli, +e che si ribellava fiera e sdegnosa, offesa nella sua delicatezza e nel +suo amore, quando le regalava un vezzo di perle. + +E forse.... non la vedrebbe più!... Le scenate del Cantasirena, le +violenze di quel montanaro odioso, sarebbero tante e tante che quella +povera creatura così sola finirebbe col cedere, col sacrificarsi. + +E sospirava pensando a Nora e immaginando che anche Nora avrebbe forse +sospirato e pianto pensando a lui. + +Quel tedesco era un barbaro, un brutale!... Non conosceva le donne; non +era mai stato amato!... Nora, era troppo semplice, troppo ingenua, e si +era mostrata troppo disinteressata, per non essere sincera. + +Non vederla più! Non averla più lì, sola sola, nel suo salotto; così +vivace e così bella quando era allegra; così cara, ingenua e +appassionata quando abbassava il capo vergognosa, quando i suoi occhi +diventavano mesti, timorosi, pieni di lacrime. + +Non vederla più! Chissà in che stato l'avrebbe ridotta quel tanghero +villano!... Le avrebbe fatto fare anche la serva.... + +La serva, alla sua regina! + +Non aveva in mente altro che Nora: non poteva vincersi; non poteva +stordirsi. Vedeva il bel corpo palpitante, quando vibravano le note +calde del contralto; era tormentato da quell'odore di giovane, da +quell'odore di bionda. Perchè era stato così goffo?... Così +discreto?... Non era lì, sola con lui?... E così sola con lui non ci +sarebbe tornata più! Si sarebbe trovata sola, tutta sola, con quel +trentino che le stava dietro, che la voleva, che non avrebbe avuto +tanti rispetti, nè tanti riguardi.... nè....--una voce astiosa, in +fondo al cuore, soggiungeva.... nè tanti reumi! + +--Portarsela via?... Andar a passare l'inverno a Nizza, a Mentone?... +Anche più lontano: in Ispagna, a Madera, dove nessuno lo avrebbe +conosciuto!... Essere adorato, accarezzato, da quella creatura +splendida!... Quanto rumore avrebbe sollevato Eleonora nel bel mondo, e +lui quanta invidia! + +In fondo, anche il Kloss doveva crepare d'invidia. E il Casalbara +sorrideva trionfante nella propria fatuità; ma poi tornava serio: e se +dopo averla compromessa.... avesse dovuto finire a sposarla?... Avrebbe +potuto abbandonare Milano.... andarsi a nascondere a Casalbara.... o +nel suo palazzo a Bergamo.... accontentare il ragionier Vigliani.... +fare un po' di economia.... e invece di essere solo con un servo, +avrebbe avuto un angelo che gli avrebbe prodigate carezze e cure.... + +--E il nome?... Il nome dei Casalbara? + +Così, fra le irritanti cupidige della passione senile, fra la gelosia +dolorosa, gli stimoli della vanità, i timori, i pregiudizi +aristocratici, e un sentimento nobile di dignità, e un impulso sincero +del cuore, il povero duca passava ore agitatissime. Quella sera, per +non doversi trovare col Kloss, che, certo, avrebbe sparlato di Nora, +andò a far visite; e poi a letto presto. Si sentiva stanco, pieno di +acciacchi. + +Dormì pochissimo, sempre tormentato da Nora, dai soliti pensieri, dalle +solite incertezze; e la mattina si alzò mezzo malato. Aveva +palpitazioni terribili. Oh! non poteva scherzare col suo mal di cuore! +Il medico gli aveva prescritto la tranquillità, il buon umore.... Anche +per la salute doveva prendere una risoluzione e subito. + +--Partire con lei o partir solo, ma mettersi in calma: colla salute non +si scherza! + +Mentre stava preparandosi la solita polverina digestiva e rinfrescante, +gli giunse una lettera di Nora. + + + +"Mi preme parlarle. Andrò dall'Edita, oggi, prima di mezzogiorno, +appena potrò fuggire da questa gente. ELEONORA." + + + +Il Casalbara versò la polverina nell'ostia bagnata, distesa sul palmo +della mano. Ne fece un batufoletto, l'ingoiò, bevette un sorso d'acqua, +e pensò con un sospiro di tenerezza e di compiacimento:--Povera +ragazza!... È proprio innamorata! + +Guardandosi nello specchio, mentre finiva la sua toeletta ed era ancora +fresco di colori, di pomate, ed olezzante di profumi, egli capiva +benissimo che il duca di Casalbara poteva, doveva scaldar la testa di +una ragazzina poetica, un po' romantica, dal gusto molto fine e +delicato, più assai di un rozzo contadinaccio!... E intanto che +ammorbidiva col _cold cream_ la pelle floscia, grinzosa delle sue mani, +intanto che tagliava, limava, brillantava le unghie piatte e +giallognole, egli vedeva riflettersi in tutti gli specchi il viso e la +figura di Nora; di Nora bionda e buona come un angelo, viva e ridente +come un folletto, di Nora, che si era appena destata con lui, appena +alzata con lui.... + +--Che regina!... E che bel sole!... Che primavera!... + +--Mah!...--Il Casalbara sospirava. Il nome, la patria, imponevano +penosi sacrifici. Non fosse stato il duca di Casalbara, oh, come +avrebbe mandato al diavolo tutti i pregiudizi.... e tutti i Kloss!... +Se la sarebbe sposata allegramente e sarebbero andati tutti e due, soli +a godersela, a vivere in pace, lontano.... in un bel paese, al caldo! + +Intanto "quella stella" gli aveva scritto! L'avrebbe riveduta, +sarebbero stati ancora insieme, forse soli!... Ma a questo punto anche +la prudenza astuta del vecchio faceva capolino:--E il primo +passo--pensava--lo ha fatto lei! La prima mossa è partita da lei! Con +questa lettera, nasca quel che sa nascere, io mi salvo e sono a posto! +Lei mi scrive, io sono un gentiluomo e devo rispondere. Lei mi chiama, +io sono un gentiluomo e devo correre. + +--Povera figliuola!... Se lui non fosse stato il Casalbara e Nora non +avesse avuto quella specie di padre o di zio, nessuno avrebbe avuto da +ridire anche se l'avesse sposata. Era una ragazza come tante altre! +Anzi meglio di tante altre, perchè Nora era una ragazza onestissima.... +e questo tutti lo ammettevano; persino il Kloss!... Oh! ma il signor +Kloss, quel rospo, quel teutono, non era in buona fede! + +--Vorrei vederlo al mio posto....--pensava il duca tutto ringalluzzito +e gongolante.--Se soltanto Eleonora gli avesse permesso di toccarle la +punta di un ditino! E i tre giorni?... Il duello con Matteo +Cantasirena? + +Il Casalbara continuò a sorridere. + +--Se dovrò battermi col vecchio, lo risparmierò. Al caso, mi lascierò +anche ferire.... leggermente. + +Si sentiva bene. Era cessato il mal di cuore: era una bella giornata; +erano scomparsi anche i reumi, e mentre Andrea, il vecchio servitore, +ammesso ai segreti de' suoi amori e de' suoi cosmetici, gli cingeva +attorno alla vita la fascia a maglia, con gli ossicini di balena, il +Casalbara, tutto rapito coi pensieri dietro alla bella fanciulla, +canticchiava "_il caro ideal_." + + "Io ti seguii com'iride di pace + Lungo le vie del Cielo...." + +--Stringi, Andrea! + +Andrea tirò forte, tutta la cinghia: il pero epatico sparì di colpo, ma +anche "l'_Ideale_" restò interrotto. Il Casalbara, diventato violetto, +soffocava.... Era stata l'impressione del primo momento; poi ricominciò +a respirare e ripigliò il canto, sebbene colla voce più tremula e più +sottile: + + "Torna, caro ideal, torna un istante + A sorridermi ancora...." + +Quando il Casalbara andò dalla Schönfeld, anche questa era appena +alzata: fu ricevuto nella camera da letto, dove la cantante stava +pettinandosi. E lì, subito, cameriera e padrona, cominciarono a +gridare, a strapazzarlo. + +--Cos'ha fatto a quella povera signorina!--strillò la cameriera. + +--_Vous êtes un mauvais sujet!_--esclamò a sua volta la Schönfeld mezzo +in collera, mezzo ridendo. + +Era seduta dinanzi allo specchio, e nel voltarsi sullo sgabello, per +dargli la mano, mostrò dall'accappatoio lasciato aperto, il seno +enorme, e le spalle grosse, rigonfie. + +--_Vous êtes un mauvais sujet!_ + +--Se non ho potuto invitarvi a colazione, v'inviterò a pranzo.--E il +Casalbara l'adocchiava galantemente, ma soltanto per farle piacere. + +--Che colazione!... + +--_Jamais! Jamais! Vous êtes un mauvais sujet!_ + +--Perchè santo Iddio? Perchè?--E il Casalbara continuava a fare +l'ingenuo, il modesto. + +--Lei può vantarsi d'averla stregata, quella povera ragazza. + +--_Vous l'avez ensorcelée!_ + +--Niente affatto, parola d'onore! + +Ma la cameriera continuava a minacciarlo col pettine, e la padrona +colle occhiatacce. + +--_Vous êtes un malin!_--esclamò in fine la Schönfeld, alzandosi di +colpo.--Andate ad aspettarmi nel salotto. Vi devo parlare. + +--Perchè mandarmi via?--E il Casalbara continuava ad adocchiare il +contessone tremolante sotto l'accappatoio.--Perchè non posso star qui? + +--_C'est joli ça!_ Perchè mi devo vestire. + +--Allora non mi muovo!--E il duca sedette sopra una poltroncina bassa, +vicino allo specchio, mentre padrona e cameriera gridavano più forte, +prendendolo una da una parte, l'altra dall'altra, per tirarlo su, per +spingerlo fuori. + +Il buon vecchio resisteva; non voleva. + +--Lasciatemi qui!... Terrò aperto un occhio solo! + +--Vergognoso!... Se lo sapesse la povera signorina Nora!--strillava la +cameriera. + +--Non deve saper niente! Non le diremo niente! + +--_Caaro da Dio!_--strillava anche la padrona,--credete che io mi +accontenterei di dividere? _Pas du tout, mon cher! Allons! Allons!_ + +E siccome l'altro, spinto fin sull'uscio, voleva ancora fermarsi, la +Schönfeld, coll'accappatoio tutto aperto, svolazzante, prese il piumino +della cipria e passandolo sul naso e sulla faccia del Casalbara, lo +fece scappare nel salotto. Ma lo raggiunse quasi subito; appena ebbe +infilata una vestaglia rossa, mentre stava ancora allacciandola e +abbottonandola: + +--Bel mobile! come dite voialtri in Italia. _Une demoiselle_ di +buonissima famiglia! _Presque un enfant!_ Voi l'avete innamorata! _Vous +l'avez grisée!_--E la Schönfeld, tenendosi in piedi, col Casalbara, +vicino alla finestra, gli cominciò a parlare molto seriamente, molto +gravemente. + +Non pareva più il solito donnone rumoroso e incoraggiante; pareva una +brava signora piena di cuore e di saggezza; addolorata per lo stato in +cui si trovava la sua cara amica Eleonora, addolorata, impressionata e +spaventata per la grande responsabilità che pesava sul duca di +Casalbara, e per tutto ciò che poteva andare a succedere.... di molto +brutto! + +--_Pardon_.... responsabilità....--cominciò quell'altro; ma la +Schönfeld non lo lasciò continuare. Parlava soltanto lei, con gran +foga, con molti gesti, corrugando la fronte minacciosa come una +profetessa di sciagure. + +Il suo caro amico, _monsieur le duc_, si era terribilmente compromesso! +_Même pour le monde, dans le grand monde, qu'est-ce qu'on en dirait?_ +Sarebbero tutti furenti contro di lui! + +--Ma.... _pardon!_--ripigliò il Casalbara, quando alla fine potè +parlare.--Perchè devono essere furenti contro di me? Non si tratta +altro che di un sentimento di.... simpatia.... reciproca e +innocentissima! + +--_Caaro da Dio_, quell'innocente!--esclamò la Schönfeld scrollando il +capo con gran forza.--_Ne plaisantons pas, je vous en prie, mon cher._ +I fatti, non li potete negare: e io vi parlo francamente, da buona +amica. Voi, nel caso vostro, avete una sola scusa: l'amore, +_l'aveuglement de la passion. La pauvre petite a perdu la tête et vous +aussi! Vous vous êtes grisés ensemble!_ anche voi non misurando, non +pensando alle conseguenze e perciò tacitamente predisposto a +sopportarne poi tutto il peso! + +--Io?--esclamò il Casalbara, scosso, inquietissimo. + +--_Certainement, mon cher!_ E se voi non aveste per vostra scusa +l'amore e la passione, allora voi sareste un _vilain, un gros +scélérat_. Bel merito farle perdere la testa.... e rovinarla!--_Presque +un enfant!_ Bella bravura! Alla vostra età! Colle vostre arti +sopraffine, colla vostra pratica di gran _viveur!_ Sfido io che ci +doveva cascare la _pauvre petite!_ Il duca di Casalbara! Una bella +persona; l'eleganza più raffinata; _toujours sur quatre épingles!_ E +poi un eroe; e anche questo serve a montar la testa a _une blonde +enfant pleine de poésie!_ Bella bravura! Bel vanto, ingannarla, sedurla +e poi piantarla, come dite voi altri _en Italie._ + +--Parola d'onore,--protestò il Casalbara vivamente.--Io non l'ho +sedotta, non l'ho ingannata.... e perciò non posso averla.... piantata. + +--Piantata ancora.... no! E voglio sperare, non succederà mai; e più +per il vostro onore, che per l'onore della mia amica Eleonora. Ma per +il resto.... _caaro da Dio_, cosa volete di più? _Lorsque vous avez +contremandé votre invitation,_ io lo confesso, avevo creduto.... tutto +il contrario. È un uomo di testa, è un vero gentiluomo, pensavo fra me +e me; ha capito che l'amoretto va troppo per le lunghe e ha pensato di +troncarlo di colpo. Invece, grazie tante! _C'était toute une machine +pour attraper la pauvre petite. Caaro da Dio! Ne plaisantons pas!_ Per +qualunque altra persona tutto ciò potrebbe costituire anche una +bricconata in danno di madamigella Nora, ma per il duca di Casalbara +non può essere altro che _une bêtise...._ e chi rompe paga! _On n'est +plus Bajard lorsqu'on a des taches!_ + +--_Bêtise.... Bêtise!_ grazie del complimento!--borbottò il Casalbara +stizzito.--Io non ho mai commesso _bêtises_ e ho sempre pensato molto +prima di... agire! + +La Schönfeld sospirò; levò gli occhi al cielo.--_Mon Dieu! Mon +Dieu!_--Poi gli prese una mano, l'affondò premendola sul petto +abbondantissimo ma cedevole, e cominciò a guardarlo, a fissarlo, finchè +gli occhi si inumidirono, si gonfiarono di lacrime. + +La contessa era commossa. + +Avrebbe dovuto capir subito che la sua amica Eleonora prendeva quella +corte troppo sul serio; avrebbe dovuto aprirle gli occhi e chiudere la +porta a _monsieur le duc,_ senza tanti complimenti. Ormai era troppo +tardi e la Schönfeld tornò a sospirare:--_Pauvre petite!_ era in uno +stato da far pietà!... E più la tormentavano, e più si esaltava e più +si ostinava in quella passione! + +--Lei.... l'ha veduta?--domandò il Casalbara colla voce fievole. + +--Ieri sera, tardi: piangeva, si disperava, voleva fuggire, correre a +casa vostra! Voleva che io venissi a cercarvi, a chiamarvi! Era in uno +stato da far pietà; ed era ancora più bella, ancora più _ravissante_. +Io ho potuto vederla di nascosto, perchè l'hanno a morte contro di me. +L'ho veduta in camera sua.... Nel suo lettino, _la pauvre petite! Oh, +je vous assure, mon ami, qu'elle était ravissante! Seulement de la +voir, avec cette toison de cheveux blonds tous decoiffés, et toute rose +par les sanglots et par la fièvre de son amour, je vous assure que tout +le monde aurait compris votre bêtise et la fureur de Peter Laner. Parce +qu'il l'aime, le malheureux garçon! Il l'aime avec toute l'ardeur d'un +jeune italien_. + +--Il Laner? + +--Oh, il signor Laner le perdonerebbe certamente, se la _pauvre petite_ +avesse due dita di testa e il coraggio di abbandonarvi. + +--Era lì?... Era in casa quel.... Laner?--domandò il Casalbara subito +insospettito e irritato. + +--_Certainement; mais pas avec la petite._ Era col cavalier +Cantasirena. Eleonora non avea voluto vederlo, quantunque, anche per +ciò, il cavaliere le avesse fatto una scenata terribile. + +--Ma infine, chi è questo cavalier Cantasirena?--strillò il Casalbara +colla vocetta aspra.--È suo padre? È suo zio? È il suo tutore? Cos'è? + +--_Son oncle, je crois, par son père:_--e soggiunse pianino, +parlandogli all'orecchio:--_et je crois son père.... par sa mère!_ Che +sia poi il suo tutore, questo è sicurissimo. + +--Che confusioni.... che pasticci! + +--Oh, del resto è una famiglia distintissima. I Cantasirena sono +nobili. + +--Nobili? Nobili triestini?--domandò il Casalbara, che pur sorridendo +ironicamente, prestava molta attenzione a queste notizie. + +--Il cavalier Matteo è nato, credo, a Trieste, oppure a Venezia; ma +anticamente la sua famiglia doveva essere della Dalmazia o della +Rumenia. + +--Già.... già....--osservò il Casalbara, interessandosi seriamente alla +nobiltà della signorina Eleonora.--Ci sono infatti i Cantacuzeno.... i +Cantasemir.... + +--_Et alors, très bien!..._ Anche i Cantasirena! Il cavalier Matteo ha +sempre avuta una grande importanza nel mondo politico. I suoi amici +sono tutti ministri, deputati, generali. Anche lui è stato colonnello +sotto il vostro Garibaldi. Capirete, anche per la sua condizione, sente +l'onore della famiglia in un modo straordinario. In questi giorni è +esaltato! Pare diventato matto! Strepita vuole ammazzarvi, e che se non +vi ammazzerà vi farà un processo. + +--Oh, poi.... staremo a vedere!--esclamò il Casalbara, stizzito e +offeso per quella parola plebea.--Non c'è niente da far processo. + +--_La pauvre petite est très jeune, vous savez;_ è minorenne. + +--Che importa, se è minorenne? So quello che mi dico,--e anche il +Casalbara alzava la voce.--Non c'è niente da far processi! + +--_Ne plaisantons pas, mon cher!_ Dovete sapere che Eleonora stessa +_effrayée_,--sono riuscita a stento a levarla mezzo morta _toute pleine +des meurtrissures_ dalle mani di _monsieur_ Cantasirena--Eleonora +stessa ha confessato tutto "tutto quanto!" + +--Confessato?... Che cosa? + +--Fino all'ultimo! Ed è inutile che vi mettiate a fare con me il +gentiluomo misterioso!... La mia cara amica Eleonora, mi ha confessato +tutto quanto! Voi...--La signora Schönfeld s'interruppe, si raddrizzò +tragica, solenne; poi ripigliò colla voce più bassa, ma col gesto, +coll'accento severo, inesorabile del giudice:--Voi avete abusato +dell'innocenza, della inesperienza, del cuore, della passione....--Poi, +d'un tratto, cambiando tono:--_Caaro da Dio_!--esclamò con tutto lo +scoppio della sua natura rumorosa:--_Vous êtes un monstre d'iniquité!_ + +--Ha confessato?... Lei?...--Il Casalbara era rimasto stupefatto. + +--Sì. + +--A chi? + +--A suo padre, cioè a suo zio! E poi anche a me. + +--Anche a voi? + +--Sì! _Vous êtes un monstre d'iniquité!_--Ma per quanto sdegnata, per +quanto in collera, per quanto furente, dagli occhi, da tutta la faccia +della Schönfeld, sprizzava la malizia, la furberia, l'ammirazione. E il +Casalbara che negava, assicurava, protestava che non era vero, pure non +sapeva dire di no con abbastanza forza, con abbastanza energia: +intimamente si sentiva lusingato da quel _monstre d'iniquité!_ + +--Mi ha detto anche,--soggiunse la contessa ammiccando l'occhio, e come +a conferma del "tutto quanto"--di avervi scritto.... che vi sareste +trovati qui, da me. + +--Sì.... è vero,--confermò il Casalbara. + +La Schönfeld tornò a gemere, a sospirare. "_La pauvre petite_, mi ha +tanto pregato, tanto supplicato! Non ho avuto cuore di resistere: le +lacrime mi fanno male.... E poi.... già è inutile.... Eleonora può far +di me tutto ciò che vuole! _Je l'aime! Je suis éprise d'elle.... Quelle +beauté mon Dieu! Il faudrait l'avoir vue hier au soir dans son petit +lit, toute blanche, toute rose, toute blonde...._" + +In quel punto la portina si aprì pian piano.... i due si voltarono. +Eleonora entrò nel salotto.... Ma appena veduto il Casalbara, per la +commozione, per la confusione stessa della gioia e della verecondia, si +buttò con tutto l'impeto fra le braccia della Schönfeld, nascondendo la +faccia, timida, pudibonda, contro la faccia dell'amica. Non voleva che +_lui_ vedesse come l'aveva fatta diventar rossa!... + +Anche il Casalbara si trovò impacciato; e lì per lì, riuscì appena a +balbettare qualche parola, salutandola. + +--_Mon cher amour! Mon petit bijou; tu te portes bien, n'est-ce +pas?_--E la Schönfeld, dopo averla baciata, ribaciata con gran +trasporto, la condusse ancor più vicino alla finestra, per vederla +bene.--_Oh, les beaux yeux qui ont pleuré tant de larmes!_--e tornò a +baciarla anche sugli occhi--_Mon ange adoré!..._ + +Era proprio stata l'apparizione di un angelo!... Com'era entrata? Aveva +suonato il campanello?... Sì?... Non avevano sentito niente!... Ma +erano tanto infervorati nei loro discorsi!... Poi, il contessone fu +magnifico nella sua franchezza, nella sua lealtà. "Perchè _ménager_ +delle scuse, dei pretesti? Lo aveva promesso a Eleonora: voleva +lasciarli soli. Era cosa troppo naturale! Capiva anche lei, dopo tutto +quello che era successo avevano bisogno di parlarsi, di consigliarsi, +di intendersi. Ma con altrettanta franchezza dichiarò a _monsieur le +duc_ che da quel giorno, e finchè la sua posizione _vis_ _á vis_ della +signorina Eleonora, non fosse diventata chiara e regolare, la porta +della contessa Schönfeld sarebbe stata sempre chiusa per lui." Ciò +detto se ne andò, col passo maestoso e collo strascico della vestaglia +rossa che spazzava la polvere. Se ne andò.... ma solo nella stanza +attigua, dove la sentivano camminare, vestirsi, frugacchiare, parlare +ad alta voce colla cameriera. + +Nora si tirò in fondo, proprio in un canto, dentro il vano della +finestra, e chiamò lì con un invito degli occhi e con un cenno del capo +anche il Casalbara: lo fissò colle pupille lucenti, e gli parlò, vicino +vicino, a voce sommessa, perchè la Schönfeld, caso mai ascoltasse +dietro l'uscio, non potesse sentir niente. + +.... Finalmente!... Era lui!... lo rivedeva.... Era lì.... Gli poteva +parlare! Oh, quanto aveva sofferto!... Com'era stata cattiva quella +gente! Adesso voleva una sola promessa, un giuramento da lui.... Doveva +partire quel giorno stesso!... Andar via, molto lontano, senza dir +dove.... lo avrebbe detto soltanto a lei! Lo zio era fuori di sè!... +Voleva ammazzarlo! + +Il Casalbara, guardandola, sorrise intenerito, ma sicuro di sè; e Nora, +in un impeto, coll'abbandono naturale in chi ama e ritrova l'amor suo, +dopo aver tanto temuto per lui, dopo aver tanto sofferto, gli gettò le +braccia attorno al collo, e così, tenendo la testina reclinata sul +petto del Casalbara, in un atteggiamento dolcissimo di riposo e di +pace, parlando e sorridendo mentre dagli occhi socchiusi scorrevano +tacite, scorrevano calde le lacrime; parlando, bisbigliando appena +colla voce bassa, sommessa, leggera come un lamento e come una carezza, +continuava a pregarlo, a supplicarlo di partire, subito subito, senza +dir dove, a nessuno, proprio a nessuno.... soltanto a lei.... a lei +sola, a lei sì.... a lei tutto! + +Oh, finalmente respirava! Tornava a vivere!... Non gli dava più del +_lei_ nè del _voi_, gli dava del _tu_. Lo chiamava Giovanni, arrossendo +ancora nel vincere la propria timidezza. Ma voleva chiamarlo Giovanni, +semplicemente, perchè aveva diritto, come aveva diritto a quell'ora +d'incanto, di beatitudine. Oh! l'aveva guadagnata!... L'aveva +meritata!... E si stringeva più appassionatamente al collo di lui; si +abbandonava tutta sul suo petto, amorosa, desiderosa, e col piedino +inquieto, fremente, premeva il piede del Casalbara, che avendolo +rattrappito nella scarpetta attillatissima che gli faceva male, cercava +di sfuggire, di sottrarsi adagio, delicatamente a quella pressione. + +--Rispondimi.... rispondimi.... Dimmi di sì!... Prometti, giura.... +Andrai via? + +--Stella.... Stella cara! Come potrei prometterti una.... viltà? + +--E allora?...--esclamò la fanciulla alzando il capo, fissandolo +spaurita, ma sempre tenendosi colle braccia strette al suo collo. + +--Vedremo, cara.... penseremo insieme!... Ma tu non tremare così.... +non aver paura per me.... Rassicurati.... credimi.... non hai nulla a +temere. + +Anche il Casalbara parlava assai sommessamente, colla voce rotta, +velata. Quella fanciulla così buona, che non vedeva altri che lui, che +non pensava che a lui, alla sua vita, alla sua sicurezza, lo commoveva +profondamente. + +--Va via! Va via! Sono troppo inquieta! Sono troppo spaventata per +te!--e gli disse ancora:--Va via,--con un'espressione, una +supplicazione così tenera e dolce come lo sfiorare di un bacio. Poi +tornò ad appoggiare la testina, a riposarsi affranta dal dolore e +dall'amore sul petto del Casalbara. + +Il duca la guardò, si chinò, la guardò più vicino.... e la baciò sulla +guancia accesa, bagnata di lacrime. La baciò lentamente, +leggerissimamente, trattenendo il respiro, come se baciasse una cosa +santa. E non c'era la passione, non c'era la sensualità in quel bacio, +ma tutta la gratitudine più viva che gli traboccava dall'anima: un +senso di rispetto, di adorazione umile, religiosa. + +--Ti hanno spaventata, povera bambina mia? + +La fanciulla rispose con un fremito, ma non si mosse. Rimase lì, +quieta, con gli occhi socchiusi come a godere l'estasi di +quell'istante. + +--Ti hanno fatta soffrire.... bambina mia cara? + +--Sono cattivi.... tanto tanto cattivi.... + +--Chi lo è stato di più?... quel.... Laner? + +--No!--esclamò la fanciulla con un'altra voce, rizzandosi a un tratto e +allontanandosi.--Lo zio Matteo! + +Il Casalbara si avvicinò lui, di nuovo. Nora, che era subito riuscita a +vincere quel sentimento strano, improvviso, istintivo di dispetto, di +rivolta, tornava a guardarlo buona, timida, amorosa.... Il Casalbara, +con un braccio cingendole la vita, la portò di nuovo nel cantuccio +della finestra, dietro le tende, accarezzandole delicatamente la +testina bionda, appoggiandola, premendola delicatamente sul proprio +petto. + +--Cosa ti ha fatto lo zio Matteo?... Ti ha sgridata? + +--Mi ha battuta. + +--Batterti?... Ha osato batterti?--esclamò il Casalbara, tremante di +collera.--Ah! ma per Dio!... questo no! no! Non succederà mai più!... +Guai! Ci sono io!... Guai! + +--Era come pazzo, voleva strozzarmi. A fatica mi hanno strappata dalle +sue mani; mi hanno portata via. Guarda!--E diventando rossa, di fuoco, +per la nuova prova d'amore, di tutto il suo amore che gli voleva +dare,--il sacrificio più grande e più caro della amante all'amato, il +sacrificio, l'oblio del proprio pudore,--sciolse di colpo il nodo della +cravatta lilla, slacciò nervosamente, precipitosamente i bottoni del +vestito, della camicetta, e sul collo, fin giù sulla spalla, gli mostrò +un livido e una piccola graffiatura. + +--Povera.... povera bambina mia....--balbettò il Casalbara, e mentre +appassionatamente la baciava lì su quel livido, su quella graffiatura, +piangeva, piangeva commosso, intenerito. + +--_Où diable as tu fourré l'eau de Cologne, ma bête?_--strillò a un +tratto, nell'altra stanza la contessa Schönfeld. + +Nora trasalì, respinse il Casalbara, si abbottonò in fretta la +camicetta, il vestito, e rifece il nodo alla cravatta. + +--È stata anche colpa mia....--mormorò abbassando il capo ancor più +timida, più titubante.--Perchè mi lasciassero in pace.... perchè non mi +tormentassero più coi loro progetti, colle loro idee di matrimonio.... +per farla finita una buona volta e per essere assolutamente libera, +padrona di me, ho.... ho confessato.... ho esagerato.... + +Non potè finire: si nascose il viso colle mani: aveva troppa vergogna! + +L'altro sorrise a quella bimba, scrollando il capo: adesso capiva il +"_tutto quanto_" della signora Schönfeld! Ed era un'altra prova del +come era amato, del come Eleonora aveva perduta la testa, si era +esaltata per lui! E anche il Casalbara, si esaltava a sua volta, era +fuori di sè. + +--Non piangere più! Non piangere più! Nessuno avrà più il diritto di +tiranneggiarti, d'imporsi. Devono rispettarti tutti.... come una +regina: la mia regina!--E balbettando, esitando, tremando, le +domandò:--Al.... al caso.... sa.... saresti di.... disposta.... anche +a.... a.... ad abbandonare Milano? A venire con me? A Casalbara.... poi +qualche mese d'inverno a.... Bergamo? + +--Con te?... Subito. Dove vuoi, quando vuoi. Subito! + +--No! No! Subito no!--esclamò l'altro spaventato per quello che aveva +detto, per essere andato tanto innanzi senza accorgersene.--Bisognerà.... +aspettare qualche mese e intanto.... non una parola a nessuno.... soltanto, +se sarà assolutamente necessario, a tuo zio, ma colla sua parola d'onore di +non dir verbo, di non fiatare con anima viva. Si saprà poi.... a suo tempo +quando tutto sarà.... sarà già stato combinato e celebrato.... fra di +noi.... a Casalbara.... + +Nora finse allora di comprendere che si trattava del matrimonio. + +--Tua moglie?--rispose vivamente, ma risolutamente, diventando grave, +serissima.--Questo mai! + +--Perchè?... Non vuoi?...--domandò il duca maravigliato. + +--No, non voglio: tua moglie mai! + +E Nora, fissa, risoluta, più che mai ostinata, non rispondeva altro che +"no, perchè di no, tua moglie no, assolutamente no" a tutte le domande, +a tutte le interrogazioni del Casalbara. Ma si capiva bene che non +voleva essere sua moglie perchè non voleva che lui gli facesse quel +sacrificio, che abbassasse il suo nome fino a lei, perchè non lo voleva +legare, sacrificare, perchè non gli voleva pesare nella vita. Voleva +essere amata, soltanto amata, senza mai un rimpianto, senza mai un +pentimento, senza mai costargli il più piccolo dolore, il più piccolo +rammarico. + +E il Casalbara, sempre tutto sossopra, con la testa, col cuore, col +sangue in fiamme, il Casalbara che non capiva più niente, nè quello che +diceva, nè quello che faceva, nè quello che voleva, nè quello che +prometteva, implorava lui stesso perchè Eleonora non fosse così fiera, +così ingiusta, così ostinata, così crudele, perchè cedesse alle sue +brame, perchè lo rendesse felice, orgoglioso, accettando di essere sua +moglie.... lei che si era mostrata degna di diventare una regina, di +essere innalzata sopra un trono sfolgorante, lei che era una stella, la +sua stella del paradiso.... + +Tremava, ansimava, sudava, tossiva. Tutti e due, sempre nel cantuccio +della finestra, dietro le tende, tutti e due abbracciati, continuavano +sempre a parlare, tutti e due piano, sommessamente. Lei continuò a dire +di no, "no, soltanto no, tua moglie no." E il Casalbara a scongiurare, +a protestare che era lui immeritevole di un tanto tesoro, di un tanto +sacrificio; del sacrificio immenso che essa gli faceva della sua +giovinezza, del dono splendido della sua bellezza divina.... a lui +povero vecchio.... Era la prima volta che la commozione e la +gratitudine gli strappava quella confessione "a lui, povero vecchio" +che sarebbe stato degno appena appena di adorarla in ginocchio. Era +lei, la fanciulla grande, generosa, sublime che recava, su quei suoi +ultimi anni, tanta ricchezza, tanta benedizione di amore, un così vivo +raggio di felicità e di vita. + +E mentre la fanciulla, abbracciata, baciata, supplicata, s'irrigidiva +nel suo "no, no" e scrollava il capo tristamente, melanconicamente, +come se da quella domanda, da quell'offerta di matrimonio fosse stata +strappata al suo sogno, a' suoi incanti, mentre il Casalbara continuava +a pregarla, a scongiurarla, ad implorarla, la contessa Schönfeld, +nell'altra stanza, faceva tremare i vetri coi passi pesanti e +strapazzava la cameriera: + +--_Le diable m'emporte, caara da Dio_, ma tu faresti perdere la +pazienza anche a un santo! Dove hai ficcato lo spazzolino dei denti e +l'acqua del dottor Pierre?... + + + + +XI. + + +Matteo Cantasirena aspettava il ritorno di Nora, seduto nel seggiolone +del suo studio. In quel momento non fantasticava progetti, non ruminava +articoli: l'occhio fisso, l'orecchio attentissimo, aspettava ansioso di +udire i passettini rapidi, risonanti sulla scala. Ma d'un tratto, si +accorse dallo sbattere degli usci, dal gridare, che Nora era già +tornata a casa, senza che l'avesse sentita venire. + +--Nora! Eleonora!--e si precipitò nella camera della ragazza.--E +così?... Dunque?... + +--Adesso.... un momento!...--Chinata sulla catinella, Nora si lavava +diguazzando, spandendo l'acqua tutt'intorno. Si lavava la faccia, le +mani.... Forse i baci, le lacrime del Casalbara? + +--Ah!... Che delizia!--e respirava forte, ridendo di piacere, mentre si +asciugava il collo e il viso morbido e fresco. + +--Dunque?... E così?--ripetè Matteo. E diventava sempre più ansioso. + +Nora, mentre infilava il corsè, guardò lo zio con un'occhiata +espressiva, accennando di sì. Poi si voltò verso lo specchio per +ravviarsi i capelli. + +Matteo, rassicurato, riprese colla calma l'aria sua dignitosa. Guardò +nel corridoio se Evelina stesse a spiare, chiuse l'uscio, si sdraiò +nella poltrona più comoda, e colla mano indicò a Nora di sedersi sopra +un'altra piccola poltroncina accanto alla finestra. + +--Sentiamo. + +Nora gli disse in due parole della domanda formale di matrimonio e come +lei avesse finito per accettare. + +--Ci sono per altro, due condizioni. + +--Quali? + +--Fin dopo il matrimonio, che si farà a Casalbara, il segreto +dev'essere assoluto, generale. + +--Poi? + +--Poi, quasi tutto l'anno rinchiusa a Casalbara, e i tre mesi d'inverno +passarli a Bergamo! + +--In quanto al segreto,--ripigliò Cantasirena, dopo qualche istante di +meditazione,--noi potremo anche, mettiamo, non parlarne. Ma gli altri? +I giornali? Si tratta del più fausto avvenimento domestico di due +famiglie insigni nel patriottismo italiano! Io stesso, come potrei +tacere, per esempio, col ministro dell'interno, col presidente della +Camera.... e con Ernesto Rossi che ti ha tenuta a cresima? In quanto +poi al vivere a Casalbara e a Bergamo, ciò dipenderà.... da te! + +Che cosa aveva Nora? A che pensava? Certo, non a quanto lo zio Matteo +le andava dicendo. Seduta presso la finestra, si sventolava adagio +adagio. Le gambe incrociate, strette nel vestito, diritte, distese, +certe volte avevano tremiti: le punte dei piedini si movevano +irrequiete. A che pensava?... Guardava, fissava l'ultima striscia +luminosa del cielo, che appariva appena sulle case alte.... A che +pensava? Era assorta, intenta, era diventata pallida: pallida e triste. +Erano i nervi, eccitati dalle commozioni di quei giorni? Era la +stanchezza, la fatica fisica, morale che aveva dovuto sostenere e che +si faceva sentire allora, in quel primo momento di riposo? Oppure, +adesso che era tutto finito, che aveva raggiunta la sua mira, che il +sogno si era avverato, adesso che l'ambizione era soddisfatta, sentiva +forse, per la prima volta, che non era soddisfatto il suo cuore? Era il +rimpianto occulto, profondo, per la grande rinunzia dell'amore?... Era +il rimorso?... + +Matteo continuava ad osservarla. + +--Sei un po' nervosa?... Sei nervosa; si capisce. Mah!... Sono i +momenti più solenni della vita. + +Si alzò e la baciò sui capelli. + +--Figliuola mia; bisogna battere il ferro finch'è caldo! Domani andremo +insieme a casa del tuo Giovanni, a fargli una bella improvvisata. +Voglio essere il primo a dimenticare.... Giovedì poi, lo inviteremo a +pranzo. E che pranzettino! Colla mia brava Gioconda faremo miracoli! +Intanto, subito, gli potresti scrivere due righe, per avvertirlo che io +già so tutto e che vi ho perdonato. Giovanni è un gentiluomo, e +manterrà la sua parola. Ma è amico del Kloss, e noi dobbiamo diffidare +del Kloss!... Oh! quei boemi! Nemici sempre dell'Italia. + +La ragazza continuava a tacere e a guardar per aria: ma batteva i +piedini e si sventolava più forte. Soltanto quando lo zio Matteo si +avviò per andare a chiamare la "cara Evelina" e la "brava Gioconda" per +metterle a parte di quella gran notizia, Nora si alzò e gli andò +incontro, fermandolo sull'uscio, fissandolo. + +--E Pietro Laner? + +Cantasirena divenne rosso dalla collera. + +--Non parliamo di quell'ingrato! Non avvelenare la mia prima ora di +felicità! + +E siccome Nora non si mostrava scossa da quel furore, corse di là a +prendere una lettera. + +--Leggi!... + +Quella lettera non era scritta dal Laner, ma dal suo avvocato. Era +l'intimazione per il pagamento delle ventimila lire ed il resto, entro +otto giorni. + +--Ben venga la guerra!--gridava Matteo Cantasirena.--Non ho mai +indietreggiato di fronte al nemico. Faremo causa! + +--No, il signor Laner deve essere pagato. + +Lo zio Matteo si lasciò cadere sulla poltrona gemendo. + +--Come si fa? Milano è diventato irriconoscibile! Tutti spiantati, +diffidenti! + +--Parlerò io. + +--Col Laner? + +--No, con.... quell'altro. + +--Con Giovanni? + +--Sì. Gli confesserò io stessa questo debito e dovrà pagarlo!--esclamò +Nora collo sprezzo sdegnoso, astioso di tutte le donne, nobili e +plebee, per il danaro di colui che le compera, sia marito, sia amante. + +--Per amor di Dio! Non seccare Giovanni con queste miserie! Tutto a suo +tempo! E poi, ricordati: tu non gli devi mai parlare del Laner; mai! +L'amore dei vecchi, cioè.... dei mariti, è sospettosissimo, +gelosissimo! + +--Tanto più se è geloso. Pagherà tanto più in fretta, trattandosi +appunto del signor Laner. + +--Ma la mia, e anche la tua dignità?... + +--Ha dato le ventimila lire per il giornale quando.... quando c'erano +in casa.... altri progetti. + +Matteo Cantasirena guardò Nora maravigliato: + +--Brava!... Bravissima. E poi è la verità! E ricordati: non si può +inventar niente che sia più vero della verità! Il Casalbara dovrà +apprezzare moltissimo questo tuo sentimento di delicatezza. +Benissimo!... Ma non è una confidenza che tu possa fare al tuo Giovanni +nè oggi, nè domani.... Bisogna ottenere da quel.... Laner la dilazione +di un mese. Fra un mesetto, anche il mio amico Fara-Bon, anche _La +Navigazione Cisalpina_, avranno fatto, mercè questo nostro matrimonio, +un passo gigantesco!... Allora anche per le ventimila lire, ci penso +io!... Stasera parlerò col Prefetto. È indecoroso, che ancora non si +sia pensato a un ricordo marmoreo per il Paleocapa milanese! + +Ma a questo punto, s'interruppe, battendosi la fronte: + +--Ecco un'idea!... Il duca Giovanni di Casalbara, senatore del Regno, +firmerà per il primo.... E a Pietro Laner, ci penso io!... Abbaia.... +ma non morde. Se potessi averlo sottomano.... + +Cantasirena tornò a rannuvolarsi; tornò meditabondo: raccomandò a +Eleonora di scrivere subito "al suo Giovanni" e passò nello studio +lentamente, a capo chino, strascicando, al solito, i cordoni della +vestaglia. + +Era un affar serio col Laner! Quel trentino era diventato un tirolese +senza creanza!... + +E pensava come pigliarlo.--Scrivergli?... Che cosa?... Dove?... + +Ma era una buona giornata, ed ebbe un nuovo lampo di genio:--Evelina! + +E corse sull'uscio a chiamarla. + +--In quali rapporti sei con Pietro Laner? + +Evelina fissò lo zio attentamente. + +--Non so.... Come prima. + +--Non ti ha più scritto? Non ha più cercato di vederti? + +--No. + +--Bell'asino!--Ma subito Cantasirena tornò a calmarsi, e prese la mano +di Evelina, stringendola con effusione.--Tu devi aiutarmi; devi farmi +trovare col Laner! Gli scrivi di venire. Gli devi parlare, per cosa che +ti preme, anzi che gli deve premere assai. Venga alle dieci: fino a +mezzogiorno sei sola. + +Evelina continuava a fissare lo zio Matteo attentamente, ma non +arrivava a capir bene. + +Quell'altro sorrideva, ma non voleva spiegarsi di più, e cambiò +discorso. + +--Saprai che il Casalbara si è deciso. Mi ha scritto, domandando la +mano di Eleonora, e giovedì l'avremo qui a pranzo. + +--Il Casalbara? la sposa davvero?... È sicuro?...--ed Evelina si rizzò +più gobba, fissò lo zio Matteo cogli occhi più loschi, mentre una vampa +rossiccia, biliosa, le accendeva la faccia gialla. + +La ragazza era invidiosa; bisognava calmarla. + +--Povera Nora!...--sospirò lo zio Matteo.--La sposa.... ma.... a qual +prezzo!... Un marito vecchio, gelosissimo. Io poi, non mi stupirei, se +Nora, adesso che l'ha spuntata col Casalbara, cominciasse a sentire un +po' di bruciore per l'irredento menestrello. + +--Capacissima!--ed Evelina diventò ancora più rossa. + +Cantasirena notò il livore, l'invidia e una punta ancora più feroce di +gelosia. + +--Bisognerebbe sapere,--soggiunse poi,--dove quel Laner è andato a +ficcarsi. + +--È correttore di bozze alla _Gazzetta Lombarda_. + +--Come lo hai saputo? + +--Da Taddeo. Quando lo hai mandato a cercare ai Giardini, coi cinquanta +franchi, Taddeo lo ha trovato in uno stato da far compassione: non lo +ha voluto lasciare; aveva paura a lasciarlo solo! Più tardi hanno +incontrato Paolo Jona; allora il signor Laner è rimasto con lui e +Taddeo è tornato a casa. + +Al nome di Paolo Jona, il direttore della _Durlindana_, giornale +umoristico illustrato, la faccia di Matteo Cantasirena si oscurò. Era +l'unico giornale che gli incutesse un serio timore fra quanti lo +attaccavano sempre, a sangue. + +A Giulio Cesare faceva paura la gente cupa, taciturna: a Matteo +Cantasirena faceva paura la gente che sapeva ridere. Alla polemica, +all'attacco violento di un giornale serio, rispondeva, o se ne +infischiava: la caricatura, a volte profondamente atroce, che faceva +rider tutti per una settimana, gli rompeva le scatole. + +--Paolo Jona,--borbottò.--Buffoni del giornalismo!... È stato Paolo +Jona a farlo entrare alla _Gazzetta Lombarda_? + +--Sì; ma soltanto tre giorni fa. + +--E questo come lo hai saputo? + +--Da Taddeo. + +--Ma con quel _Taddeum_ non fai altro che parlare di Pietro Laner? + +Da gialla, da rossa, Evelina diventò verde per la rabbia, e non disse +più una parola. Dopo un momento, stirò lo scialletto sulla spalla +gobba, e uscì tranquillamente, come un'ombra, colla testina storta e +gli occhi più loschi. + +Matteo Cantasirena passeggiava in su e in giù sbuffando, borbottando +contro la _Durlindana_, contro quello "sparafucile delle plebi" di +Paolo Jona.... + +Ma però--pensava--anche Paolo Jona dovrà andar adagio.... col duca +Giovanni di Casalbara: coi morti non si scherza. + +Coi morti; perchè il Casalbara era un vivo che rappresentava un morto +glorioso; era il tabernacolo delle sante memorie.... E il Casalbara +sposava Eleonora! + +Era vero? Il Casalbara diventava suo nipote! Che nipote? Diventava suo +figlio!... Era vero; proprio vero! + +Era stato tutto così improvviso, così strano, così incredibile! +Cominciava soltanto allora a capire, a persuadersi, a sentire tutta la +gioia di quella gran fortuna. Si fregava le mani, rideva. + +Che angelo, quella sua Eleonora cara! + +Non più nemici! Non più inquietudini, e la "Cisalpina" a gonfie vele, +col nome del Casalbara sui grandi manifesti! Quel casato glorioso +avrebbe sollevato l'entusiasmo.... e le azioni! Non era vero che la +nota del patriottismo fosse spenta! L'Italia non era mai stata ingrata +co' suoi martiri, co' suoi fattori.... Era la gran madre comune, era la +patria! + +E Matteo Cantasirena s'inteneriva, mormorando: + +--Oh la patria! La patria! Una gran bella cosa la patria!... + +Ma un nuovo pensiero lo turbò: + +--Basta che il Kloss,--sempre l'Austria!--non ci si metta di mezzo! +Guai perder tempo! + +Corse fuori, raccomandò a Nora, traverso all'uscio, perchè si era +chiusa in camera, di scrivere subito a Giovanni, e si precipitò in +cucina, abbracciando commosso la Gioconda, con effusione paterna, +mentre Numa, ancora spaurito per le burrasche di que' giorni, scappava +ad appiattarsi nella buca nera sotto i fornelli. + +--Anche tu, finalmente, la mia brava Gioconda, avrai il giusto premio +del tuo disinteresse!--E dopo averle data quella gran notizia del +matrimonio di Nora, cominciò subito a concertare il pranzettino pel +giovedì.--Un pranzettino.... proprio coi fiocchi! Un poema! Un vero +poema.... paradisiaco!--e gli occhi del direttore s'incontravano in +quelli della cuoca, e sfavillavano insieme per la lussuria della gola. + +Poi uscì di casa: andò a passeggiare per Milano. Voleva far vedere a +quei pezzenti della _Costituzionale_, che lui era sempre vivo! Vivo più +che mai!... Era gongolante, raggiante.... Avrebbe fondato subito un +altro giornale "Il _Fara-Bon_!" + +E i _tirolesi_?... Ma che! Lo zio, più che lo zio, il suocero, più che +il suocero, il padre del duca di Casalbara, non aveva paura dei +_tirolesi_! Quando ne incontrava qualcuno, era lui il primo a fermarsi +sorridente.--Carissimo!--e profondeva le strette di mano. + +L'altro, sebbene titubante, stava per battere la solita solfa, ma +Cantasirena gli chiudeva la bocca. + +--Non amareggiate il mio primo istante di benessere, di +felicità!...--E, raccomandando il segreto, perchè prima, per un +doveroso riguardo, la gran notizia doveva essere partecipata a Roma, +annunziava il matrimonio della sua cara Eleonora. + +--A Milano, siete il solo a saperlo. Ma è giusto che io faccia +un'eccezione per voi! Matteo Cantasirena non è un ingrato! + +E ricevute le congratulazioni, e ricambiati i complimenti, egli +indugiava ancora, stava lì fermo, su due piedi, lisciandosi il bel +barbone striato d'argento, pompeggiandosi, continuando a parlare, a +parlare, a descrivere, socchiudendo gli occhi, maestoso, le ricchezze, +gli splendori della villa, ma che villa!... della reggia di Casalbara; +e a raccontare, a ricordare sospirando, soffiando, la ferocia della +repressione austriaca, e gli orrori di Josephstadt. + +Anche quei _tirolesi_, in fondo, erano buonissima gente. La Gioconda li +calunniava!... Oh, assai migliori degli uomini del suo partito!... + +Con la notizia ufficiale del matrimonio di Nora, tornò dal Brunetti a +farsi dare dell'altro denaro, e riuscì a cavare un'ultima goccia di +sangue al suo ex amministratore, il povero Bizzarelli. Poi, tornando a +passeggiare, entrò dal Ferrario a ordinare dei fiori per la sua +Eleonora; dal Testa a comandare una sporta di roba e di bottiglie. Si +sentiva appetito, ma era ancora troppo presto. Prese un brum, andò a +fare un girettino sui bastioni, ma in carrozza cambiò idea, e invece +che a casa, andò a pranzare al _Cova_ passando prima dalla pasticceria, +dove in un orecchio, annunziò la fausta novella anche alla signorina +Annetta, che stava al banco. + +Più tardi, pausando, attraversò la Galleria per andare al Manzoni. + +Voleva vedere il prefetto: _Fabio Cunctator_! + +Bisognava muoversi per le elezioni del novembre! Le istruzioni del +Governo erano manifeste. Combattere a tutta oltranza nel collegio di +Primarole il Bonforti, nel collegio di Castellanzo il Ghirlanda! + +--Questo prefetto.... un'incapacità assoluta! Crede che l'"abilità" +consista nel non far niente. È un funzionario gretto, un burocratico +senza slancio! + +Quando Matteo entrò al Manzoni, il dirigente che lo vide passare, +voleva scansarlo; ma l'altro gli corse dietro. Si conoscevano da tanti +anni: in varie occasioni si era prestato cortesemente. Matteo +Cantasirena dimenticava qualche volta i nemici: gli amici mai. Sua +figlia era sposa. + +--Ma.... silenzio con tutti. Mi date la vostra parola d'onore? Sposa il +duca di Casalbara. + +E cercava nelle tasche la lettera della domanda ufficiale.... + +Il prefetto lo accolse freddamente, con un cenno del capo, senza dargli +la mano, che teneva fra i bottoni del soprabito, e continuò a star +attento al dramma: si rappresentava il _Nerone_. + +Cantasirena si avanzò in punta di piedi, per non disturbarlo.... gli si +sedette accanto.... Il prefetto rimase impassibile. Solo dopo qualche +tempo, coll'accento marcato, meridionale, osservò che la ragazza che +faceva da Egloge era abbastanza bravina. + +Cantasirena guardò anche lui col cannocchiale. + +--Sì, bravina,--rispose,--specialmente le gambe. + +L'altro non sorrise; continuò a stare attento. + +Recitavano male. + +--Ah, povero Nerone!--esclamò di nuovo Cantasirena;--assassinato dai +comici dopo esserlo stato dai pretoriani!... I pretoriani, sempre +infidi, allora come adesso! + +Questa volta anche il prefetto sorrise e assentì col capo. + +--Senza contare che adesso abbiamo i pretoriani.... rompiscatole, come +quel Bonforti! Quel Ghirlanda! + +--Sicuramente!--e il prefetto sospirò. + +Sospirò anche Matteo Cantasirena con tutto il fiato del suo pancione. +Poi si alzò, restò ritto in mezzo al palco, guardando il teatro, +guardando la scena, e finito l'atto sedette egli pure al parapetto. + +--Non c'è che un mezzo,--disse poi sommessamente, e avvicinando il bel +faccione tentatore, mentre il prefetto rimaneva rigido al suo +posto--non c'è che un mezzo per vincere a Primarole e a Castellanzo. + +--Per me.... io me ne lavo le mani; e l'ho scritto anche a Roma. Dov'è +impossibile vincere, la lotta è inutile e pericolosa. Primarole e +Castellanzo sono due rocche inespugnabili. + +--Inespugnabili col fuoco.... Ma coll'acqua?--E Matteo sorrise, +socchiuse gli occhi, tornò a sorridere. Era un sorriso di adulazione, +di protezione, di finezza, d'ironia.... + +L'altro, che non capiva, stava sempre sulle sue, e sempre più in +sospetto. + +D'un tratto, Matteo si alzò, tornò a sedersi accanto al prefetto, +nell'ombra, e gli disse cambiando tono, risolutamente: + +--Commendatore: verrò a trovarla domani: dobbiamo discorrere a lungo. +Si tratta di un progetto colossale, che indipendentemente dalle +elezioni, da ogni idea politica, può essere di una straordinaria +importanza per l'avvenire economico del paese. Noi non abbiamo bisogno +del Governo. L'idea è grandiosa: pareva un'utopia al Paleocapa, e il +Fara-Bon ha saputo renderla attuabile. Il Comitato è pressochè +costituito. Metteremo alla testa il duca di Casalbara. + +--Benissimo!--esclamò il prefetto, con un'affermazione che pareva anche +un saluto, per quel nome,--Casalbara. + +Matteo soffiò più forte, e ripetè con maggiore solennità: + +--Noi non vogliamo niente dal Governo; il solo appoggio morale; e in +ricambio--questo lo prometto io, Matteo Cantasirena, privatamente--il +Bonforti e il Ghirlanda saranno battuti. Il sottosuolo politico-elettorale +di que' due collegi rimarrà sconvolto dai nuovi interessi e dai nuovi +interessati alla _Navigazione Cisalpina_. + +Il prefetto era tornato rigido, serio, impassibile. + +--Il duca di Casalbara è con noi; e la villa di Casalbara è vicina a +Primarole, vicina a Castellanzo. + +--Ma come potete assicurare che.... il Casalbara sia con voi? + +--Sposa la mia figliuola, Eleonora!--esclamò Matteo Cantasirena, +sorridendo, senza dare nessuna importanza a quella notizia.--Non volevo +parteciparle questo matrimonio perchè ancora vogliamo tenerlo segreto; +ma, sono sicuro, mi userà la cortesia di non parlarne!... + +.... Quando Matteo Cantasirena fu per andarsene, il prefetto lo +accompagnò fin sull'uscio del palchetto: + +--Dunque, domani, vi aspetto alla prefettura, dopo le due? + +--Farò di tutto per non mancare. Al caso, manderò un bigliettino;--e +Matteo soggiunse, sorridendo maliziosamente:--Vado a portare i vostri +saluti a Egloge! + +Poi se ne andò, dondolando, sul palcoscenico per vedere Egloge da +vicino. + +La notizia della risurrezione di Matteo Cantasirena, del matrimonio, si +era sparsa per tutto il teatro. Nerone gli corse incontro, con Egloge, +circondato dai romani. + +--Sono cinque sere che recito al Manzoni e lei ancora non si è lasciato +vedere! Non è il modo di trattare cogli amici. No!... Mi lasci parlare +perchè io--basta.... io.... sarò un cane....--e Nerone rideva lui per +il primo della enormità che diceva--ma qui, qui--e si batteva sul +cuore--ce n'è! ce n'è!--E mi deve fare un favore grande: mi deve +sentire in questa scenettina che faccio adesso con Atte.... + +--Se proprio.... è per farvi piacere.... + +Matteo Cantasirena sbadigliò. Si avviò lentamente, più faticosamente +lungo il corridoio; entrò in un palchetto che l'amministratore stesso +della compagnia era corso innanzi a fargli aprire. Si ammirò nello +specchio; si fece portare un cannocchiale, cercò, guardò Egloge fra le +quinte.... si sdraiò al parapetto, sorrise a Nerone che appena entrato +in iscena lo aveva cercato coll'occhio.... poi chinò sul petto il +grosso testone e, taffete, si addormentò. + + + + +XII. + + +Pietro Laner era infelicissimo. Sconvolto, straziato dal dolore, +dall'amore, dalla collera, aveva impeti di passione e di gelosia +terribili;... eppure sperava, sperava sempre. Ed era quel barlume di +speranza che lo teneva ancora a Milano.... forse era soltanto +quell'ultima illusione del cuore che gl'impediva di diventar pazzo, +pazzo davvero, e di commettere un delitto contro sè stesso o contro +quella svergognata, infame, che si vendeva a un vecchio! + +Ma la svergognata, l'infame era Nora; Nora che gli aveva promesso, +giurato tutto l'amore colla sua bella voce armoniosa, cogli occhi +appassionati e teneri: + +"....Ti amo! ti amo! ti amerò eternamente!..." + +Era credibile che Nora potesse tutto dimenticare? Dimenticare col +cuore, coll'anima.... dimenticare coi sensi? + +No, non era credibile; era impossibile. Era uno stordimento +dell'orgoglio, della vanità, dell'ambizione, dei danari!... Era +quell'essere ignobile del direttore che l'aveva abbindolata, raggirata; +era un'illusa o una sedotta, ma pure era Nora, la sua Nora, e non +avrebbe potuto dimenticare.... + +"....Ti amo! ti amo! ti amerò eternamente!" + +Ma Dio, Dio santo, non avesse cuore, era pur fatta di carne e di +sangue!... Doveva sentire la diversità del suo amore, dall'amore d'un +vecchio, la diversità de' suoi baci dai baci di un vecchio! Ma non +avrebbe mai, mai, un fremito di ribrezzo, un impeto di rivolta, un +pentimento, un rimorso?... + +E Pietro Laner tornava a sperare. Aspettava una lettera di Nora, a +tutte le ore del giorno. A casa, spiava, tremava quando arrivava il +postino. Alla _Gazzetta Lombarda_ aspettava sempre il cupo _tuc-tuc_ +della gamba di Taddeo, che arrivasse con un biglietto. A condurlo +dall'avvocato, a spingerlo a fare quell'intimazione delle ventimila +lire, era stato Paolo Jona. Il Laner aveva accettato il consiglio +perchè era l'unica via, anche indiretta, anche odiosa, per +riavvicinarsi a quella gente.... a Nora. Avrebbero dovuto rispondere, e +lui, finalmente, avrebbe saputo qualche cosa: questo soltanto gli +premeva. + +Se Nora gli avesse scritto, gli avesse detto una parola, egli le +avrebbe subito perdonato. Perdonato?... L'avrebbe amata ancora di più! +Sarebbe stato più umile. + +E soltanto per Nora, per farle migliore impressione, caso mai +rincontrasse, le aveva sacrificato anche quegli occhialacci colle +suste, che le erano tanto antipatici.... E faceva la posta alla +Gioconda. + +Per ciò, quando gli giunse la lettera di Evelina, il povero ragazzo, +che non era ancora diventato matto pel dolore, quasi lo diventava per +la gioia. Certo, Evelina gli aveva scritto per incarico di Nora; di +Nora pentita, ma che non voleva essere la prima a cedere.... + +Le ventimila lire, il direttore, la citazione, non gli passarono +nemmeno per il capo! + +Nora! Nora! Era stata Nora! Evelina era d'accordo con Nora! + +Aveva ricevuto la lettera prima di sera, tornando a casa dalla +_Gazzetta Lombarda_: e doveva aspettare fino alle dieci della mattina +dopo! + +"Quante ore!... Quante ore!... Come far passare tante ore?..." + +In mezzo a quel primo impeto di gioia, sentì nell'animo rinato anche un +trasporto più vivo di fede; e insieme con tutte le nuove speranze, +ritornarono a galla i pregiudizi paurosi. Corse a ringraziare la +Madonna, "la sua" Madonnina buona di San Francesco!... Ma nell'uscir di +chiesa si turbò, per aver incontrato un frate: gli avrebbe portata la +jettatura! + +Che notte eterna, affannata, angosciata!... Sempre dinanzi la Nora e il +Casalbara,--come una volta, nelle notti dell'adolescenza, sempre la +Doralice e il croato. Ma adesso, per di più, che strazio, che furore di +gelosia, che delirio!... + +Voleva alzarsi tardi perchè giungessero più presto le dieci; ma poi, +appena l'alba, saltò giù dal letto, uscì: aveva bisogno di camminare. + +Nora, sarebbe venuta lei ad aprire?... O egli l'avrebbe trovata lì, +nella saletta, con Evelina?... Sarebbe rimasta in camera sua ad +aspettarlo?...--Ma che importava dove, quando?...--C'era! Ci sarebbe +stata! L'avrebbe riveduta!...--E l'immagine di Nora riempiva tutta +quella contrada dalla quale non era più passato, altro che di notte; +tutta quella casa, che non aveva più riveduta, altro che di notte, +quando stava lì, per ore e ore, pauroso di essere scoperto, come un +ladro in agguato; stava lì per ore e ore, a girare, a guardare, a +spiare.... e ad almanaccare, a fantasticare, a sospettare le cose più +strane, più terribili. + +Sperava di veder Nora alla finestra; o che le finestre fossero +socchiuse, come quando la ragazza era in collera e lo aspettava +nascosta dietro le persiane, per vederlo senza lasciarsi scorgere. +Invece la finestra era spalancata, il piccolo tappetino del letto +buttato sul davanzale.... + +La Gioconda faceva la camera?... Nora era uscita? + +Il Laner si fermò di colpo: non aveva più una goccia di sangue. + +--Oh, il signor Pietro!--esclamò la Gioconda, che spazzava +l'anticamera. Era quello il giorno del gran pranzo al duca di +Casalbara, e tutta la casa, per ordine del direttore, doveva essere in +ordine e lucente come uno specchio. + +--Il signor Pietro!...--E la Gioconda continuava a fissarlo, col +faccione attonito.--Ma sa che lei è diventato brutto?... Brutto da far +spavento? + +--C'è la signora Evelina?...--balbettò l'altro, che non riusciva a +vincersi. + +--È di là!... In saletta! E non c'è che lei in casa. La signorina Nora +è fuori; il signor direttore è fuori! + +E mentre il Laner, colle lacrime alla gola, si avviava per entrare +nella saletta, la Gioconda lo seguì con una lunga occhiata +canterellando: "Ah, l'amore, l'amore è un dardo!"--e ricominciò a +scopare. + +--Oh, il signor Laner!--esclamò Evelina alzandosi allegra e sorridente, +per corrergli incontro e stringergli la mano. Ma poi, guardandolo, +anche Evelina rimase colpita. + +--Come sta, signor Laner? + +--Bene!--rispose Pietro arrossendo, perchè la ragazza si era levato il +_pince-nez_ per fissarlo faccia a faccia.--Bene!...--e abbassò il capo, +si chinò, accarezzando _Numa_ che gli era capitato, sfregandosi, fra le +gambe. + +Evelina era vestita di nero, con un _foulard_ celestino sulle spalle; +il vestito e il colore che le stavano meglio. Tornò subito a sedersi e +a scartabellare il dizionario. + +--Sto facendo il conte Bobboli. + +--Il conte Bobboli beì?--domandò distrattamente Pietro Laner, +guardandosi attorno in quel salotto che gli pareva mutato, diverso. Era +già pentito; aveva rabbia di esserci tornato. + +--Sì, il conte Bobboli e Pio Calca. Lo zio Matteo, credo, li vuol +cucinare per le prossime elezioni, per contrapporli al Bonforti a +Primarole e al Ghirlanda a Castellanzo!--soggiunse sorridendo Evelina, +col disprezzo che le veniva dal suo mestiere di fabbricar grandi uomini +a un tanto la riga. + +Ma l'altro, ascoltava senza capir niente: Evelina ricominciò a +scrivere. + +--Dunque?--domandò il Laner colla voce grossa, soffocata.--Dunque?... è +proprio vero? + +--Sì,--rispose la ragazza più col capo che colla voce, lentamente. Poi +soggiunse:--Quella lì, non ha mai saputo cosa voglia dire amare.... +essere amati!... Oh, non aver cuore.... è una gran fortuna! + +Pietro Laner si buttò sopra una seggiola, nascose il capo fra le +braccia incrociate sulla tavola, e scoppiò in lacrime. + +Evelina si alzò, gli andò vicino, per confortarlo, per consolarlo, +accarezzandogli i capelli colle dita leggere, col fiato caldo. + +--No! No! signor Pietro!... Non pianga così!... Mi fa troppo male!... +Pensi.... lei non è mai stato apprezzato! Non è mai stato capito!... È +un grande dolore, sì, è vero; ma se invece fosse poi stato infelice +tutta la vita?... Lei è giovane; potrà ancora dimenticare, amare +ancora; essere tanto tanto amato, lei così buono, colla sua nobile +intelligenza; lei che merita tutto: amore, adorazione, tutto, tutto! +Signor Pietro, la supplico, non faccia così!... Mi guardi!... Abbia un +po' di compassione anche per me! + +Evelina gli alzava il viso con le due mani, perchè la vedesse in +faccia, perchè vedesse anche le sue lacrime, poi ricominciava sempre +più vicina, sempre più a ridosso: + +--E io allora, signor Pietro?... Io che non ho una speranza al mondo? +Io che non ho nessuno, che non avrò mai un'anima che mi voglia bene? +Nora mi odia, lo zio Matteo mi tiene qui soltanto perchè gli sono +utile.... Che cosa sarà di me?...--E la ragazza pure singhiozzava +mormorando:--Morire.... morire.... finirla.... morire! + +Pietro si asciugò gli occhi, fece forza per vincersi, per non dar +troppa pena alla buona Evelina. + +--No.... no. Lei troverà sempre chi le vorrà bene.... perchè lei ha +molto cuore! + +Si guardarono, s'impietosirono l'uno per l'altra e sospirarono insieme. +Poi il Laner, con una matita, distrattamente, cominciò a disegnare +figure e geroglifici sur un vecchio libro. + +Evelina, in piedi, accanto a lui, gli aveva preso l'altra mano e gliela +stringeva, con affetto, per confortarlo. + +Dopo un istante si guardarono di nuovo: la stretta di mano fu assai più +forte, più lunga, e seguitarono a sospirare e a tacere. + +Nel salotto non si udiva che il russare di _Numa_ sul canapé, e dalla +cucina il rumor sordo dei colpi della Gioconda che batteva le +costolette. + +--Che cosa sarà di me?--tornò a gemere la fanciulla sospirando.--Cosa +farò?... Dove andrò? + +--Perchè?--domandò l'altro, tornando a sentir più vivo il suo dolore e +soltanto tutto il suo dolore, dopo quel primo abbattimento, dopo quello +sfogo di lacrime. + +Lì, sulla tavola da pranzo, dove andava sempre a finire tutta la roba, +c'era un ritratto di Nora: una _prova_, mandata dal fotografo. + +--Perchè?--ripetè il giovane fissando il ritratto. + +--Perchè.... io.... resterò sola,--rispose Evelina,--quando Nora si +mariterà.... Resterò sola.... e sarà presto. + +--Allora, lei, perchè m'ha scritto? Perchè m'ha fatto venir +qui?--proruppe il Laner brutalmente. + +Evelina lo fissò smarrita, poi balbettò, chinando il capo: + +--Se ho fatto male, mi perdoni!... Che cosa le ho scritto? Non so: non +ricordo più. Avevo bisogno di aiuto, di conforto.... Credevo, +speravo.... che anche lei desiderasse il conforto di una parola +amica.... + +--Io?... Perchè?... Confortarmi?... Io?...--gridava Pietro, +accendendosi, fuori di sè.--Confortarmi?... Se tutti si congratulano +della mia fortuna! Sì! Per essermi salvato a tempo!... Anche Paolo Jona +me lo diceva: Sei stato fortunato: devi ringraziar Dio!... Oh, se lo +ringrazio Dio!... Ti ringrazio! ti ringrazio! ti ringrazio!--E il +giovane levava diritto verso il cielo il pugno chiuso. La voce rotta da +un tremito convulso, il viso contraffatto, sconvolto, livido, gli occhi +torvi, stralunati, ansava, smaniava, pestava i piedi, barcollava come +un ubriaco. + +--Signor Laner! Signor Laner!--balbettava Evelina spaventata. + +--Le fo paura? Ha paura?... Perchè mi ha fatto venir qui, lei? +Risponda!--E il giovane, fissandola, le si avvicinò, mentre l'altra +premeva già la mano sulla maniglia dell'uscio per essere più pronta ad +aprire e a scappare.--Perchè? Deve esserci il suo perchè, se mi ha +fatto venir qui! Io sono caduto nel laccio anche stavolta!... Sono +corso qui, come una bestia, senza capir niente, ma adesso voglio +saperlo! Voglio saperlo!--E perduto affatto il lume degli occhi afferrò +Evelina per il braccio, e la buttò in mezzo alla saletta, +minacciandola.--Perchè mi ha scritto di venire? Perchè mi ha fatto +venire?.... Voglio saperlo! + +--Gioconda! Gioconda!--strillò Evelina tutta tremante. + +Ma invece della Gioconda, si presentò di colpo Matteo Cantasirena. + +--Voi qui? In casa mia? Che volete? + +L'esaltazione del Laner era arrivata a un punto tale che più nulla +poteva frenarlo. + +--Da lei, intanto, voglio essere pagato!... Cogli altri la +discorreremo! + +--Egregiamente!--rispose il direttore, con solenne sicurezza.--Preme a +me, più che a voi di finirla; finiamola! Venite di là! + +E si avviò maestoso, mentre l'altro lo seguiva a testa bassa, cogli +occhi stravolti. + +Entrato nello studio, Cantasirena andò a sedersi alla scrivania, cercò +un foglio e lo distese sulla cartella, domandando al Laner che gli +stava dinanzi immobile, muto: + +--Quanti ne abbiamo oggi del mese? + +--Non so,--rispose l'altro colla voce alterata. + +Il direttore cercò la data sopra un giornale, poi cominciò a scrivere, +e continuò a scrivere sereno, sorridente. + +Pietro Laner era sempre in piedi, dinanzi alla scrivania. Dacchè era +entrato nello studio col direttore, gli era cominciato un ronzio nelle +orecchie, insieme a un rumor sordo, cupo, che diventava sempre più +forte. Colla mano si premeva la fronte, si premeva gli occhi: vedeva +guizzi, scintille di fuoco. + +--A voi!--gli disse il direttore quando ebbe finito di scrivere, +piegando il foglio, mettendolo in una busta.--Dal momento che invece di +fare una quistione di cuore, voi non fate che una quistione misera +d'interesse, tutto resta definito in piena regola. + +Matteo Cantasirena dichiarava in quella lettera di avere ricevuto da +Pietro Laner di Crodarossa lire ventimila, e si obbligava di +restituirle entro un mese, cogli interessi al sei per cento. + +--A voi. + +E il direttore gli porse il foglio; l'altro non si mosse. + +--Se invece del sei per cento, volete il sette, siamo ai vostri ordini. + +--Nora.... E Nora....--balbettò il Laner: gli tremavano le braccia; +tutta la persona era scossa da un sussulto violento; poi a un tratto +barcollò, annaspò colle mani, e stramazzò di colpo, per terra. + +--Evelina! Gioconda!--gridò Cantasirena spaventato e +commosso.--Evelina! Gioconda!... + +Le due donne si precipitarono nello studio. + +--Dio! Dio! + +--Cos'è successo? + +--Il povero Pietro,--balbettò Matteo ansando, sudando, cercando di +sollevarlo e di tenerlo fermo.--Ha le convulsioni! Diventa matto! +Aiutami, Gioconda!... Evelina! Prendi dell'acqua! Dell'aceto! Una di +quelle bottiglie di cognac che ho mandato dal Cova per il pranzo! + +Evelina corse a prendere la roba: Matteo e la Gioconda portarono Pietro +sul canapé. + +--Tienlo forte, Gioconda! + +Il Laner diede ancora due o tre scossoni violenti, un gran sobbalzo.... +poi rimase fermo, disteso, irrigidito, il viso contraffatto da una +smorfia dolorosa, le labbra stirate, la schiuma alla bocca. + +--Pietro! Pietro! Signor Pietro! + +Evelina lo chiamava per nome, colla voce più tenera, più affettuosa, lo +spruzzava delicatamente, gli bagnava leggermente coll'aceto la fronte e +le nari. + +Invece Matteo Cantasirena, rimesso dal primo spavento, cominciava a +brontolare. + +--Anche questa mi capita, anche le convulsioni!... Anche il Laner che +mi diventa matto in casa.... Ma Gioconda!... Ma Evelina?... Come si fa? +E col Casalbara che viene a pranzo! E tutto ancora da preparare! + +La Gioconda gli rispose stizzita: + +--Bisogna fargli bere qualche cosa di spiritoso. + +--Il cognac! Il cognac!--Cantasirena sturò la bottiglia del cognac. + +--Pietro! Signor Pietro!--Evelina lo alzò un pochino, lo tenne su +diritto col capo, esortandolo carezzevole, mentre la Gioconda gli fece +ingoiare due o tre bicchierini di cognac, quasi di seguito: il Laner +dolorava, sbatteva i denti. + +Matteo ricominciò a camminare in su e in giù, brontolando e se la prese +anche con _Numa_. Una volta che gli capitò tra i piedi, gli tirò un +calcio terribile: il gatto rotolò con un miagolio sordo e sparì. + +--La finisca! Vergogna!--gridò la Gioconda, strapazzandolo.--Mandi +invece a prendere un brum, e faccia presto. + +Il direttore uscì, chetamente, senza più fiatare. + +Evelina sciolse al Laner il nodo della cravatta; la Gioconda gli +sbottonò la sottoveste. + +--Appena si può farlo scendere, lo si pone in carrozza, e il signor +direttore col portinaio lo conducono a casa. + +--Andrò io, invece del portinaio,--soggiunse Evelina. + +Pietro aprì gli occhi, ma non capiva più niente, non sapeva più niente, +non aveva forza di camminare, di muoversi. + +Una carrozza, dopo qualche momento, si fermò dinanzi alla porta. + +--Ecco il brum!...--esclamò Matteo entrando nello studio. + +--Vengo io pure con te, ad accompagnare il signor Laner,--gli disse +Evelina con voce grave, ma sicura. + +Tutti e tre alzarono Pietro, lo tennero in piedi, lo trascinarono +adagio adagio.... Matteo Cantasirena e la Gioconda lo portarono fuori +sulla scala, lo portarono giù, quasi di peso, tenendolo sollevato per +le braccia. Evelina andava innanzi ad aprire gli usci: aprì anche lo +sportello del brum.... poi, infine, montò anch'essa in carrozza, e si +sedette in faccia a Pietro Laner, prendendogli le mani, accarezzandole, +stringendole forte, per fargli coraggio. + + + + +XIII. + + +Il Casalbara arrivò in punto all'ora del pranzo. Nora lo aspettava alla +finestra, e quando vide il magnifico equipaggio, arrossì di piacere e +di orgoglio. Sarebbero stati suoi quei cavalli, quella carrozza, quei +servi in livrea!... E corse lei ad aprire al duca: lei sola! + +Appena il Casalbara fu entrato, stretto nel lungo soprabito, tutto +profumato, lucente e biondo, l'uscio fu richiuso pianino +pianino....--per non farsi sentire di là!--dicevano gli occhi +maliziosetti della fanciulla. La piccola anticamera era buia, e mentre +il Casalbara stringeva la mano a Nora, essa gli porse i capelli a +baciare, poi si alzò in punta di piedi e gli offrì la bocca. + +--Stella! + +--Cattivo!... così tardi! + +Il duca sorrise di piacere e di orgoglio: ormai tutte le malinconie +erano scomparse. Si sentiva sicuro di sè; era fiero e incantato della +sua conquista. Con Francesco Kloss non si vedevano più. Il Casalbara +gli aveva dichiarato, con un tono altero che non ammetteva replica: + +--Professo la maggiore stima, il maggior rispetto alla signorina +Eleonora. Vi proibisco di parlarne leggermente. + +E il Kloss gli aveva voltato le spalle. + +--_Afessi mai prefetuto un così pel.... minestron!_ + +.... Nella piccola anticamera buia avevano durato un pezzo le parolette +dolci e le moine. + +--Basta! Adesso basta!--disse Nora a un tratto vivamente, sciogliendosi +dal Casalbara. + +Poi subito si calmò, tornò sorridente. + +--Lo zio Matteo ha sentito la carrozza: guai, farlo aspettare a pranzo! + +E allegra, saltellante, prendendo il duca a braccetto, lo condusse nel +salottino. + +--Eccolo! Eccolo, zio Matteo! + +Il Cantasirena, sorrise paternamente, ma assai dignitosamente al "caro +Giovanni", e mentre gli stringeva la mano, baciò Nora sulla fronte con +una cert'aria che pareva dicesse: vi abbraccio idealmente tutti e due. +Poi sospirò. + +--Questo bel fiore,--e con due dita sotto il mento di Nora, le alzò il +visino,--vi compenserà, caro Giovanni, se la mia casa è troppo modesta. + +Il Casalbara ringraziò cortesemente, inchinandosi. + +--Avrei voluto presentarvi anche l'altra mia cara figliuola, Evelina, +la buona Evelina. Ma è fuori di Milano, presso una sua amica ammalata. + +Il duca rispose con un complimento; Nora, invece, si oscurò in viso. + +Evelina era rimasta presso il Laner per assisterlo, per vegliarlo. Ma +il direttore aveva proibito a tutti di far parola con Nora di quanto +era successo, fino al giorno dopo. Conosceva e temeva l'umorino +bizzarro della ragazza. Avrebbe potuto seccare, far perder tempo, +mentre tutti erano occupatissimi per il gran pranzo. E lo zio Matteo +aveva detto a Nora che "quel trentino" dopo aver fatto un casa del +diavolo, se n'era andato colla sua brava ricevuta! In quanto a Evelina, +si sa, non voleva mostrarsi perchè crepava dall'invidia. + +Nora aveva creduto tutto.... anche lei, per non guastar la festa. Pure +non poteva reprimere il sospetto; e certe volte, col sospetto, un +impeto di collera. + +--Adesso, caro Giovanni, prima di metterci a tavola, berremo l'amaro +"Etneo". È un regalo del Florio, il buon Florio. Florio e Rubattino!... + +Nora portò innanzi al Casalbara, un piccolo tavolinetto intarsiato, +colla bottiglia dell'amaro, coi bicchierini di cristallo, e cominciò a +versare. Cantasirena, intanto parlava, raccontava del suo caro amico +Florio che aveva conosciuto nel sessanta, e di Garibaldi che chiamava +soltanto "il Generale", e finalmente del vino di Marsala.... + +Nel salotto tutto era nuovo, o rimesso a nuovo, ma il salotto non era +poi altro che lo studio del direttore, col pianoforte al posto del +tavolo da scrivere: il pianoforte aperto, colla musica dell'_Ideale_ +spiegata sul leggìo. C'era un profluvio di fiori maravigliosi; le +pareti erano coperte di stoffe antiche e di trofei d'armi; e dapertutto +ritratti; grande abbondanza di ritratti. Ritratti di personaggi +importanti, ritratti di bellezze femminili; queste, per lo più, erano +le scolare della ragazza. Il vecchio sofà rimaneva coperto da un +magnifico tappeto, ma ancora col cartellino del prezzo.... per una +dimenticanza del signor Vergani, che aveva prestato tutta quella roba. +E vicino al sofà, un'ampia sottocoppa piena, colma di biglietti di +visita; tutti, almeno quelli sparsi sulla superfice, degli uomini più +illustri: ministri, altezze, grandi scrittori. + +--Un altro bicchierino?...--domandò Cantasirena. + +--Eccellente, ma basta così!--E il Casalbara si asciugò i baffi +premendovi sopra il fazzoletto con garbo, per non portar via, colle +gocce del liquore, anche il color biondo, dorato. + +Nora, che aveva voluto bere anch'essa due dita di amaro, scrollava il +capo, pestava i piedini, faceva le smorfiette più adorabili, tanto che +lo zio Matteo, incantato della grazia, della bellezza della sua "cara +Eleoonòra" le prese la testina bionda, la baciò, la premette dolcemente +sul petto, dallo sparato ampio, candidissimo.... e fissò il Casalbara +cogli occhi umidi. Poi, vincendo la paterna commozione:--Andiamo, +figliuoli miei,--disse prendendo Nora sotto braccio da una parte e il +Casalbara dall'altra,--andiamo.... a mangiare la pappa! + +Anche nella saletta da pranzo, via i libroni, gli scartafacci dei +_Patriotti viventi_, spirava un'aria ammodo, con un odorino di tartuffi +delizioso; la tavola, piuttosto piccola, scintillava di cristalli e di +argenterie in mezzo alla luce raccolta.... Tutta roba quella, mandata +dal _Cova_; il garzone che l'aveva portata, aspettava in cucina, dando +intanto una mano a preparare i piatti. + +Il Casalbara, appena a tavola, si sentì subito bene, subito a posto. +Nora era incantevole, coll'abitino rosa di _foulard_, un po' scollato; +Matteo Cantasirena era un bel mangiatore e un bel parlatore; il pranzo +eccellente, e la Gioconda, che serviva in tavola, metteva appetito +anche lei col faccione rotondo e le braccia sode. + +Cantasirena parlava di Mazzini, di Cattaneo, di Tito Speri.... A ognuno +di quei nomi il Casalbara si tirava su impettito, e salutava con un +cenno del capo, coll'aria di essere quasi della famiglia; e anche Nora +diventava seria, attenta. Poi, Cantasirena, divagando, entrò a parlare +di politica; e allora il Casalbara cominciò a distrarsi e cominciò a +cercare col piede sotto la tavola.... Ma quando lo cercava lui, il +piedino di Nora gli sfuggiva di sotto e gli occhi della fanciulla +sorridevano birichini;... quando, invece, egli stava fermo, il caro +piedino veniva subito tentatore, istigatore, a premere il suo +lungamente e allora gli occhi dell'amata gli sorridevano languidi. + +"Stella!... Stella!... Che stella!..." + +--Voi, a Casalbara,--gli domandò d'un tratto il Cantasirena,--cosa ne +pensate del Bonforti e del Ghirlanda? + +--Io?... Non ci penso affatto! + +La risposta ottenne una risatina allegra della ragazza. Sorrise anche +il direttore, ma scrollando il capo melanconicamente. + +--Vi piace questo _Chateau-Laros_, caro Giovanni? È del settanta. Epoca +memorabile!... Il settanta!... Anche allora la politica a _coeur +léger_, ricordatelo, è stata quella che ha perduto l'Impero! Mah!... E +qui, da noi?... Non vedo uscita!... Di questo passo, andiamo incontro +allegramente al nostro Sedan.... Alla bancarotta del senso morale! Che +cosa rappresentano il Bonforti e il Ghirlanda alla Camera?... Lo +scandalo: nient'altro. Lo scandalo eretto a sistema, lo scandalo che +getta il discredito sul governo, sul parlamento, sul paese, e che +scalza, pensateci, caro Giovanni, che scalza....--Cantasirena col petto +di una pernice _à la belle vue_, tenuto in alto, infilato sulla +forchetta, abbassò il capo, abbassò la voce--....che scalza le +istituzioni!--Ciò detto sospirò, soffiò, si pose in bocca +religiosamente il petto di pernice e lo mangiò, masticando adagio, +socchiudendo le palpebre, col godimento delicato, squisito di un +conoscitore coscienzioso. + +Invece il duca, a quelle parole, si era sentito urtato, turbato nella +dolce tranquillità del suo benessere. + +Era il giornalista, che saltava fuori a un tratto nello zio Matteo; e +il duca diventava inquieto; diffidente, temeva di esser seccato, tirato +in ballo in mezzo ai pettegolezzi della politica. + +--Scusatemi, caro voi,--rispose con un tremito nella vocetta fessa, che +indicava la stizza,--io non mi occupo di quello che succede e a +Primarole, a Castellanzo!... La mia parte l'ho fatta quando la politica +era.... un sentimento!... A Casalbara non vedo nessuno, voglio vivere +in pace! + +Ma a questo punto egli sentì il piedino di Nora che premeva il suo +forte forte.... Nora lo guardava amorosissima, e gli diceva cogli occhi +e col sorriso della bocca umida e rossa "Sì.... Sì.... Sì.... a +Casalbara vivremo in pace, noi due soli, sempre soli...." + +Tutte le inquietudini svanirono alle promesse di quel sorriso +inebriante. + +Sposava il suo angelo, la sua regina, non sposava lo zio barbone! E +cogli zigomi accesi dal _Chateau-Laros_, i baffi irti, che per il +troppo caldo perdevano l'arricciatura, e la testa in fiamme, il duca +accennava di sì alla sua volta: "Sì.... sì.... sì...." fissando Nora, +divorandola con un ardimento insolito negli occhietti lustri, +luccicanti fra le rughettine fonde. + +"Stella!... Stella!... Che stella!..." + +Sentì un tocco leggerissimo come una carezza, un soffio che gli +sfiorava il braccio: il Casalbara si voltò; era Gioconda, la Gioconda +dal faccione tondo e placido, che gli presentava il gelato all'arancio. + +--Avete ragione, caro Giovanni,--riprese Matteo Cantasirena diventando +tenero egli pure, mentre seguiva con uno sguardo desideroso il gelato +all'arancio e la Gioconda.--Avete ragione!... Niso più non sacrifica ai +mani d'Eurialo.... "e tutte cose involve l'oblio nella sua notte".... +anche le sante memorie!... Che cos'è oggi la vita politica in +Italia?... Corruzione e affarismo!... Io per me sono stanco, sfiduciato +e riverisco tutti quanti! Eppure.... faccio dispetto a me stesso,--e +diede un colpo secco sul piatto, rompendo il gelato col cucchiaio.--Un +uomo non può chiamarsi impunemente Matteo Cantasirena, come non può +chiamarsi Casalbara, il....--stava per dire il _senatore_, ma gli +sembrò che l'alta carica stonasse in quel pranzo di fidanzati,--come +non può chiamarsi impunemente Giovanni di Casalbara! Anche abbandonando +la politica.... dovremo svolgere la nostra attività in un altro campo +più elevato. Ricominciare a combattere, a "cospirare" se occorre, per +un'idea grandiosa!... Un'opera colossale!... Degna dei più grandi nomi +di questo secolo, che ci ha dato un Lesseps.... un Sommeiller.... e +ultimamente un Fara-Bon! + +"Ahi! Ahi!" Il duca era di nuovo inquieto, ma il piedino, il caro +piedino, tornò a premere il suo, e il duca si trovò sul piatto una +mandorla verde ch'era stata sbucciata e spellata dalle ditine rosee, +trasparenti della fanciulla. + +"Stella! Stella! Che stella!" + +La Gioconda aprì l'uscio senza far rumore: + +--Il caffè è pronto nel salottino. + +Nora si alzò per la prima, leggera, graziosa, e corse incontro al +Casalbara, che dopo essere stato tanto tempo seduto, faceva i primi +passi stentatamente, colle gambe larghe, aggranchite. + +La ragazza rideva, prendendolo a braccetto e tirandoselo dietro. + +--Faccia presto! andiamo! Faccia presto! + +Furono i primi a entrare nel salotto: Nora, appena l'uscio si richiuse, +stampò un grosso bacio, in fretta, sulla guancia del Casalbara, poi +tutta rossa, scappò a mettere lo zucchero nelle tazzine del caffè. + +Il duca, tremante, balbettante, le corse dietro: "Stella!... Stella!... +Regina!" ma sentendo i passoni gravi dello zio Matteo, si avvicinò +subito al pianoforte, esclamando, colla voce stonata per l'orgasmo, per +l'eccitazione: "Oh, l'_Ideale!_ Ca.... aro ideal!... Proviamo un +pochetto d'_ideale!_" + +--Dopo il caffè, figliuoli miei! Dopo il caffè! + +Bevendo il caffè e sorseggiando il cognac, Matteo diventò espansivo. +Rosso, lucente, sventolandosi la faccia, e il collo grosso, di toro, +col fazzoletto bianco, dimenticò la guerra atroce, le ingiustizie, +l'ingratitudine della gente del suo partito. + +--Le sue figliuole!... La famiglia!... Quanto tesoro di affetti, di +conforto!... E quanta fortezza d'animo nelle più fiere batoste!... +Erano una razza gagliarda i Cantasirena!... Tutto per la patria! Da +secoli!... Da padre in figlio! Per ciò gli splendori, le ricchezze +erano state sacrificate, ma gli era rimasto inesauribile il patrimonio +del cuore!--E negli occhi di Cantasirena scintillavano le lacrime; il +suo intenerimento era sincero.--Le figliuole! Ecco la nuova e cara +ricchezza! Così.... soavi! Evelina, buonissima anche Evelina, ma il suo +amore, la sua debolezza, lo confessava.... eccola lì!.... Era +"Eleoonòra!" + +Poi domandò al Casalbara come trovava il caffè. + +--Buono, non è vero? Eccellente? Il caffè della Gioconda è famoso!--E +toccò alla Gioconda la sua parte di elogi. + +--Fedele a tutta prova! Di una nettezza, di una pulizia straordinaria! +E.... artista. Ha la passione, il genio della sua arte. E anche lei, +piena, esuberante di cuore! + +_Numa_ più grosso, più gonfio, più obeso, guardava assonnito il sofà, +ma non si arrischiava di fare il salto per via del tappeto nuovo. +Cantasirena lo acciuffò di colpo, pel collo, presentandolo al +Casalbara. + +--E questo è _Numa!_ Il nostro _Numa!_... Guardatelo bene, caro +Giovanni: costui non è una bestia: è un pensatore! + +_Numa_, insensibile ai complimenti, dopo essere stato un pezzo colle +zampe tese, tentava liberarsi dando scossoni, facendo giravolte. + +--È un'intelligenza fenomenale!... È un cuore!... Se appena ho un +dispiacere, il povero _Numa_ capisce tutto, diventa subito malinconico, +non mangia più.... + +E Matteo, commosso, fece per accarezzarlo, ma il gatto, pronto, gli +graffiò una mano e riuscì a svignarsela. + +Succiando il sangue, Cantasirena passò allora a fare gli elogi di +Taddeo. + +--Un eroe.... superstite.... incosciente! + +Mandò Eleonora a cercarlo in cucina, e quando Taddeo entrò nel salotto, +gli fece bere un bicchierino di cognac. + +--Grazie, colonnello! + +--E poi?... + +--Viva l'Italia, colonnello! + +--Bravo. + +Anche il Casalbara, rimasto colpito dalle medaglie, dalla gamba di +legno, gli stese la mano. + +Mentre se ne andava, mentre il "tuc-tuc" risonava allontanandosi nel +corridoio, Matteo prese il duca a braccetto, e gli disse piano, con una +lacrima che gli gocciolava perdendosi nel barbone. "Mi ha salvato la +vita, al Volturno!" E allora confidò pure, al caro Giovanni, qual'era +la più grande consolazione di tutta la sua vita: "Essere amato.... Sì! +Questo sì! Era adorato nella sua famiglia!" + +Anche il Casalbara si sentiva leggermente intenerito, Un'intima +dolcezza, il benessere, il blando calore, lo invitavano alle +confidenze, alle espansioni, e già cominciava anche il duca a parlare +della sua famiglia, de' suoi ricordi.... quando, a un tratto, gli corse +l'occhio sopra una macchia di vino, caduta proprio in mezzo allo +sparato bianco dello zio Matteo. Quella macchia gli fermò le parole in +bocca e arrestò il corso di tutta la sua commozione. + +--Vedete?--Cantasirena gli voleva mostrare adesso le rarità del +salottino.--Vedete? questa è una zagaglia sudanese; un dono del mio +amico, il compianto Romolo Gessi.... Questo è uno scudo abissino; +questa la mia carabina del '59! + +Poi gli fece vedere i ritratti: + +--La Patti!--e lesse la dedica:--"All'illustre amico Matteo +Cantasirena, Adelina Patti riconoscente."--E socchiuse gli occhi, +sorrise, sospirò, come dinanzi alla pernice _à la belle vue_. Pareva +che avesse mangiato un pezzettino anche della Patti.--Sarah Bernhardt: +"_A mon ami Cantasirena._"--Lo zio Matteo battè sulla spalla al "caro +Giovanni."--Un po' _faisandée_... ma....--E tornò a sorridere, a +socchiudere gli occhi, a soffiare. + +--E questo è l'unico ritratto che si conservi di Rosolino Pilo. + +Nora seguiva pure quella specie di _via crucis_, sorrideva ancora al +Casalbara, ma la sua vivacità era sparita. Si sentiva oppressa, le +fiamme alla faccia, alla testa. Avrebbe avuto bisogno di respirare, di +uscire all'aria, di camminare, di arrabbiarsi con qualcuno. D'un tratto +l'aveva presa il suo cattivo umore, con un orgasmo, un'irritazione, una +noia nervosa. + +E lo zio Matteo continuava a girare, tenendosi il "caro Giovanni" +stretto sotto il braccio. + +--Adesso ti farò vedere--passava dal _voi_ al _tu_ colla distrazione +affettuosa di un vecchio verso un giovanotto--adesso ti farò vedere il +ritratto di un.... magnanimo. Uno dei più gentili e forti patriotti +d'Italia, il capitano Fara-Bon!--e lo fermò dinanzi a una vecchia +fotografia stinta, sbiadita: un signore con una gran barba, e in testa +un berrettone di pelo. + +--Chi è?--domandò il Casalbara. + +--Il capitano Fara-Bon: il Paleocapa milanese, morto, pare una +fatalità, lo stesso giorno in cui è morto il _Rinnovatore_. Adesso si +stanno raccogliendo le sottoscrizioni per un ricordo marmoreo.--E +Matteo Cantasirena sospirò profondamente, dolorosamente. + +--Si è segnalato, nel '49, alla difesa di Venezia; l'Austria lo ha +processato, condannato, poi graziato all'ultimo momento. Deve aver +conosciuto il nostro.... fratello.... Eriprando. + +A questo nome seguì un lungo silenzio. + +--Sediamoci!--disse poi Matteo Cantasirena, con un altro sospiro.--Il +progetto del compianto Fara-Bon, la _Navigazione Cisalpina_, sarà +annoverato fra le grandi audacie del secolo! + +Il duca sedette sul canapè e Nora sedette essa pure vicino, dopo +avergli acceso uno sigaro di avana. Matteo si adagiò comodamente nella +poltrona di faccia, e cominciò a parlare del risorgimento economico +d'Italia, della sua indipendenza commerciale, dei nuovi, dei veri +patriotti.... i patriotti dell'abnegazione, che lontani dalla politica, +scevri di ogni vanità personale, preparavano la sua ricchezza, la sua +grandezza avvenire. + +E parlò delle _vie acquee_, dell'Italia settentrionale, della difesa +del paese; parlò di Primarole e di Castellanzo, che dovevano essere il +centro dei primi studi, del primo movimento della grande impresa; di +Pio Calca e del conte Bobboli, che si dovevano portare nelle prossime +elezioni contro il Bonforti rettorico e il Ghirlanda paradossale. + +Pio Calca, sostenuto dai preti, avrebbe speso per l'ambizione, nel suo +caso innocentissima, di essere deputato, un po' dei milioni della +mamma, e in quanto al conte Bobboli, a quel trafficatore d'ebano +scioano, una volta tirato in ballo, avrebbe dovuto sacrificare, +occorrendo, alla propria fama, e quindi al trionfo della grande idea, +anche gli ultimi _medjidié_ d'Ismail pascià! + +Il duca di Casalbara, sdraiato sul canapè, con Nora accanto, stretta al +suo braccio, subiva quella voce lenta, insinuante, come un ronzìo +misterioso, senza avere la lena di rispondere, di muoversi.... +Attraverso alla seta morbida, sentiva il calore, lo forme del corpo di +Nora; ne sentiva il profumo vago dei capelli, e ne sentiva l'odore... +quell'odore acuto di ragazza bionda. Sarebbe stato lì, senza muoversi, +tutta la vita. Soltanto la macchia di vino sulla camicia bianca dello +zio Matteo, lo offendeva colla sua volgarità: era una stonatura.... una +stonatura che insensibilmente, di minuto in minuto, rendeva stonato e +volgare tutto il salotto, collo scudo abissino e la zagaglia sudanese, +e l'eleganza ardita della signorina, e i modi e il languido +abbandono.... + +--Sua moglie?... Sua moglie?... Era fissato! Non c'era più verso di +tornare indietro! + +E Nora?... + +Nora, colle guance accese e l'occhio fisso, a che cosa pensava? + +Essa guardava quell'uomo che le stava vicino, assonnito, col respiro +greve, l'occhio imbambolato.... il sigaro spento fra le labbra.... + +--.... E tutti i giorni, tutte le sere sarebbe stato così? Sempre con +quell'uomo?... di quell'uomo? + +Provava un senso di ripugnanza, di ribrezzo.... eppure non poteva fare +a meno di guardarlo, era costretta a guardarlo! + +Pietro Laner era quasi bello in suo confronto. Com'era diverso +nell'amore, nell'ardore!... E com'erano diversi i baci della sua bocca +fresca e sana!--E Nora aveva bisogno di stordirsi, di eccitarsi, +pensando al lusso, allo sfarzo, alla ricchezza, ai divertimenti. + +--No! No! Mai così!... Subito, dopo pranzo, a teatro, poi alle feste, +ai balli!... Mai così! + +Cantasirena continuava a parlare, a parlare, a parlare, contento di sè, +innamorato di tutti, soddisfatto di tutto. Egli non si era accorto +della piccola ruga che appariva sulla fronte nitida, fulgente di Nora, +e che diventava profonda, sinistra;... non si era accorto nemmeno della +macchia rossa di vino che aveva in mezzo allo sparato, sulla camicia +bianca; quella macchia rossa che il Casalbara, nel suo torpore +sonnolento, vedeva farsi sempre più grande, fastidiosa, opprimente, e +che, adesso, gli ricordava i giornali, i debiti, le gesta dello zio +Matteo, che gli faceva sentire, persino in quel benessere, nella quiete +raccolta del salotto, così vicino a Nora, così riscaldato, così +inebriato da Nora, la sghignazzata plebea, cinica, brutale del Kloss! + + + + +XIV. + + +Pietro Laner era stato colpito da congestione cerebrale, e per i primi +giorni, specialmente, il suo stato fu gravissimo. Evelina non +abbandonava quasi mai la camera del malato: silenziosa, premurosa, +infaticabile, era la maraviglia della padrona di casa e del dottor +Foresti, un medico giovanissimo, al quale non pareva vero di aver per +le mani un malato giornalista. E che giornalista!... + +--Un altro mio figliuolo di elezione e di adozione!--Queste erano le +precise parole con le quali Matteo Cantasirena aveva raccomandato il +suo "redattore capo" alla padrona e al dottorino, trovato per caso alla +farmacia più vicina, dove avevano mandato in fretta e furia. + +--Uno spirito eletto!... Una tempra adamantina!... Mi raccomando: non +manchi di nulla!--e soffiando, pausando, lisciandosi il barbone, +conchiuse maestosamente:--In ogni modo sto garante io! + +Il dottore, visto il caso grave, avrebbe voluto si scrivesse subito +alla famiglia, ma Cantasirena si oppose, arrabbiandosi. + +--Il cuore! il cuore!... Non c'è cuore in una simile proposta! La sua +famiglia?... Due zie.... superstiti!--e sospirò profondamente, come se +avesse visto morire tutti gli altri,--due vecchie signore, che vivono +in pace, ritirate nella loro villa di Crodarossa!... Spaventarle con +una simile cannonata!... E inutilmente, perchè lei m'insegna, caro +dottore, che i giovani superano sempre, o quasi, simili assalti. +Ghiaccio! Ghiaccio! Ghiaccio a profusione! Giorno e notte, sempre +ghiaccio!--E Cantasirena si dilungò nella diagnosi e nella cura, mentre +il dottor Foresti approvava col capo. + +Il giorno dopo, Matteo capitò che non c'era il dottore; fece una gran +predica a Evelina per indurla a tornare a casa; fece un po' di corte +alla padrona, le consegnò il denaro che si era fatto dare alla +_Gazzetta Lombarda_ per il Laner, poi se ne andò, dicendo di tornare di +lì a mezz'ora, e non si lasciò più vedere. Mandava invece Taddeo, tutti +i giorni, a prender notizie; mandava dei pezzi di rosbiffe, del +panettone per sua nipote, e fiori e complimenti per l'amabile +padroncina. + +Ormai aveva capito tutto. Sua nipote era innamorata e predicare agli +innamorati è come predicare ai sordi: lui non aveva tempo da perdere. +Il matrimonio di Eleonora, la _Navigazione Cisalpina_, le elezioni di +Primarole e di Castellanzo, il nuovo giornale Le _Risorse Italiche_ da +fondare--un giornale giovane, fatto dai giovani e per i giovani--non +gli lasciavano tregua. Era continuamente in faccende, era continuamente +sossopra: ora in visita dal prefetto, dal sindaco, ora a spasso col +Casalbara, ora alla caccia del Brunetti, che doveva essere il direttore +amministrativo della "Cisalpina" ed ora in lunghi conciliaboli con chi +ne sarebbe stato il tecnico, l'architetto Carlo Fontanella, un vanitoso +sfrenato, che era già passato, a quarant'anni. dai moderati ai +radicali, dai radicali ai socialisti, e che adesso, pur di farsi +innanzi ad ogni costo, tornava indietro, schierandosi fra i +_legalitari_. + +Nondimeno, ogni volta che Taddeo, fedele alla consegna, portava al +colonnello le notizie del Laner che erano di giorno in giorno sempre +migliori, Cantasirena, dopo averci pensato, per raccapezzarsi, aveva +una grande esclamazione di contentezza. + +--Oggi!... Senza fallo!... Vado a vederlo!... L'avevo detto, io, a +quella bestia di dottore!... Ghiaccio! Ghiaccio! Ghiaccio in +abbondanza, e lasciar operare la natura! E voglio farmi sentire anche +da quella testarda di mia nipote!... Eleonora ha ragione!... È una +sconvenienza inconcepibile!... Però ha torto di arrabbiarsi con me!... +Non posso mandarle i carabinieri! Oggi! Oggi!... Ricordarmelo, +Gioconda: passare dal Laner! + +Ma per quanto Matteo si sfogasse a dar della bestia al dottor Foresti, +per quanto Nora fosse furente contro Evelina per quel suo cacciarsi +attorno al Laner, non era men vero che il dottore e la ragazza erano +stati la provvidenza, la salvezza del povero giovane. + +Tutt'e due, il dottore da una parte del lettino, Evelina dall'altra, +rimanevano immobili, assorti, per ore e ore, vigilando il malato, +notando ogni suo movimento, studiandone il respiro.... Pure, la loro +ansietà così premurosa, gli occhi fissi, intenti in quella faccia +accesa, contraffatta, affondata nel cuscino, sotto la grossa vescica di +ghiaccio, esprimevano tutte le preoccupazioni, le inquietudini di chi +lotta per un interesse proprio, contro un caso gravissimo, non mai la +tenerezza di chi ama, nè il dolore di chi soffre vedendo soffrire. +L'una e l'altro, pallidi, cupi, pareva avessero impegnata una seria +partita attorno a quel letto, attorno a quell'ammalato, una grossa +partita, dalla quale poteva dipendere tutta la loro fortuna e il loro +avvenire. + +La padrona si faceva vedere raramente: appena alzata, all'alba, per +dare il cambio all'Evelina, che aveva dormito sul canapè, e che usciva +soltanto allora per lavarsi, per respirare un po' d'aria alla finestra. + +Il dottore, che non aveva molte visite, veniva subito la mattina, +veniva ancora di giorno, tornava la sera, e faceva sempre le stesse +interrogazioni all'Evelina, brevemente, colla voce grave, sommessa, +senza mai rispondere alle domande che la ragazza gli faceva a sua +volta, pur sommessamente, ma con grande ansietà. + +--E così?... Lo trova meglio, signor dottore?... È sicuro adesso che +guarirà? + +Il dottore, aiutato da Evelina, alzava il Laner a sedere sul letto, lo +visitava lungamente, minutamente, poi, sempre coll'aiuto della ragazza, +che nel frattempo aveva voltato e ribattuto il cuscino, lo riadagiava +lentamente, e lentamente gli riponeva sul capo la vescica del ghiaccio, +floscia e tremolante. + +--E oggi?... lo ha trovato meglio? + +Il dottore continuava a guardar l'ammalato, a fissarlo, a studiarlo, +sempre coll'occhio fermo, le ciglia aggrottate, la faccia immobile. + +Pietro, dopo alcuni giorni di pericolo, poi di sosta, cominciava +davvero a migliorare. Aveva passato tutto quel tempo in un assopimento +affannoso, pesante, turbato dai sogni più strani, dalle visioni più +fantastiche, spaventose.... Quando si svegliò la prima volta, era +ancora quasi notte: si svegliò con un senso di affanno, di sgomento. +Dov'era.... Dov'era?... Dove lo avevano sepolto? Che disgrazia gli era +capitata?... Era caduto?... Era stato ferito?...--Credette ancora di +sognare.--Dio! Dio!... Un altro sogno angoscioso, spaventoso!...--Fece +uno sforzo per destarsi, e sentì il bruciore acuto dei vescicanti. Dio! +Dio!... Era desto! Ricominciava a vivere un'altra volta!... Ma +dov'era?... Dov'era?...--Si sforzò per muovere il capo, per vedere: +sentì uno spossamento profondo. + +La cameretta, ancora colle finestre chiuse, era appena rischiarata da +un chiaror rossastro, basso, lontano.... era il lumino da notte per +terra, in un angolo. Da prima non riconobbe la sua camera. Tutto era in +disordine; avevano cambiato di posto il cumò, il sofà, il tavolo. Il +letto non era più vicino alla parete, ma in mezzo alla stanza.... +dappertutto roba ammucchiata, vestiti, coperte.... Sul cumò, sul +tavolo, un'infinità di boccettine, vasetti, scatolette....--Dio! Dio! +Era all'ospedale?...--Spalancò le palpebre umide, pesanti. Vicino al +sofà si moveva una figura confusa, strana.... una donna.... Si +allacciava la sottana.... guardava l'orologio.... versava del liquido +in un cucchiaio.... + +Pietro, colle palpebre socchiuse, rimase immobile, ma attentissimo. La +donna, a piedi scalzi, lentamente, si avvicinò come un fantasma, nel +silenzio cupo, fra gli sprazzi e le ombre sinistre del lumicino +crepitante.... Si fermò accanto al letto.... si chinò, lo guardò.... +cogli occhi loschi, lividi.... gli avvicinò il cucchiaio alla bocca.... +Pietro, istintivamente aprì le labbra, ingoiò la bevanda. L'altra, +l'affannosa apparizione, rimase immobile a guardarlo, a fissarlo +acutamente, poi avvicinò la faccia ancora di più.... Una faccia smunta, +emaciata, sudicia per la veglia e pel sudore, colle ciocche dei capelli +corti, irti, abbaruffati sulla fronte.... + +Pietro, oppresso, impaurito, chiuse del tutto gli occhi, ma subito li +riaperse, attratto dal suo stesso sgomento.... e allora, sotto l'abito +di quella donna che si era aperto alquanto, vide il candore delicato di +un piccolo seno di fanciulla..., improvviso, strano contrasto colla +bruttezza della faccia orrenda, del corpiciattolo esile, gobbo.... Era +gobba!... Dio! Dio! Era Evelina!... + +Pietro richiuse gli occhi con un nuovo senso di terrore, di scoramento, +e li riaprì soltanto quando sentì che l'altra si scostava, si +allontanava. Allora senza muoversi, senza voltare il capo affondato nei +guanciali, rimase immobile a guardarla.... + +Evelina! Ma lui, lui, dov'era? E che faceva lì Evelina? A poco a poco +riconobbe la camera;... era proprio la sua camera!... C'erano ancora +sul cassettone, in mezzo alle boccettine, ai vasetti, alle ampolle le +due melagrane che gli avevano mandate la zia Angelica e la zia Rosa, +coll'ultima cesta della biancheria. + +Allora capì tutto, senza però ricordarsi bene. Capì di essere stato +ammalato, sentì per lo spossamento doloroso, per la gravezza del capo, +di esserlo ancora. Ma Evelina?... Perchè era lì?... + +Tornò a guardarla: adesso gli voltava le spalle, aveva finito di +assettare, di accomodare il sofà; aveva tirato su, contro la parete, i +grandi cuscini su cui aveva dormito la notte, e preso il guanciale +bianco al quale il chiaror vagolante dava una tinta fosca, lugubre, lo +nascondeva dietro lo scialle che aveva servito da coperta. Poi Evelina +si voltò, sedette sul sofà, si chinò, tutta gobba, per mettersi le +scarpe.... e dal vestito aperto, dalla camicia scollata, cadente, +riapparì il bel seno piccolo, ma fermo, eretto. Anche quell'ombra +tormentosa, la gobba, la faccia, il seno, tutta la visione, riusciva +opprimente per il povero malato: lo angustiava, lo esaltava, lo +affannava. + +Poco dopo entrò un'altra donna nella cameretta: vi fu un bisbigliare +sommesso.... Evelina uscì quietamente e l'altra adagio andò ad aprir la +finestra. Era la padrona: ma in mezzo alla luce bigia, all'umidore +scialbo che entrava nella stanza, come i mobili, le tende, le pareti, +la padrona, tutto tutto, appariva volgare, uggioso, triste! + +Pietro si volse con un moto rapido, per scansar quella luce, e sentì le +fitte, l'indolimento per tutto il corpo, e fu così, con un acuto senso +di dolore, che egli capì che tornava a vivere, che cominciava a +guarire, che era salvo. + +--Dio.... Dio.... giacchè era andato di là.... perchè non vi era +rimasto? + +La padrona, ch'era uscita, ritornò con una piccola tazza fumante. +L'ammalato sentì un profumo delicato, e una delizia nuova, ristoratrice +lo involse tutto. Guardò la padrona, come per ringraziarla, poi fissò +la tazza cogli occhi bramosi. + +--Come si sente, signor Laner? + +--Grazie.... ho fame. + +Il malato, lentamente, tirò fuori la mano scarna, di cera, l'alzò +tremante.... ma subito la lasciò cadere sulla rimboccatura delle +lenzuola. + +--Buon segno, se ha fame! E si consoli che l'ha scampata bella e ha +fatto presto!--Poi la padrona avvicinandosi al tavolino per deporre la +tazza, soggiunse, sicura di fargli piacere:--Vado a chiamare la signora +Evelina. + +--No! No!--rispose Pietro colla voce fioca. + +--È sempre lei che le dà il brodo e le medicine. Se non la chiamassi +potrebbe aversene a male. + +--No! No!--ripetè il Laner agitando il capo sul guanciale, e fece per +tirarsi su a sedere, ma lo assalì vivissimo il bruciore dei vescicanti +in tutto il corpo rotto, e mormorò ricadendo disteso:--Non posso.... +Non posso.... + +--Vuol far troppo il bravo, lei!...--E la padrona mentre gli faceva +sorbire il brodo, tenendogli un po' la testa sollevata, e soffiando sul +cucchiaio pieno, si sfogò in grandi elogi pel dottor Foresti, per la +forza, il coraggio della signora Evelina e specialmente sul cavalier +Cantasirena, un cavaliere vero, pieno di talento, pieno di cuore, di +nobiltà e compitissimo sempre, colle signore!... + +--Quanto tempo.... sarà?--domandò Pietro, riadagiando sul guanciale la +testa intronata, col viso più acceso, tutto in sudore. + +--Quasi due settimane!--e la padrona gli contò come avesse avuto il +primo attacco e le varie fasi della malattia e ricominciò cogli elogi +alla signora Evelina, che non aveva mai abbandonato il suo letto, +sempre lì, giorno e notte! + +--Non so nemmeno come abbia potuto resistere!... Ringrazi la +Provvidenza, signor Laner!... Le ha dato una sorella nella signora +Evelina: una vera sorella! + +La parola "sorella" fece bene al Laner: mise come un po' d'ordine in +quella sua confusione, in quel suo turbamento di ogni idea, di ogni +ricordo: lo tranquillò, lo consolò. + +--Sì!... Sì!... la signorina è buona!... tanto buona! Una sorella!... +una vera sorella! Non potrò mai ringraziarla abbastanza....--e si +commosse, s'intenerì profondamente: sentì attorno agli occhi e sulle +guance riarse, scorrere calde le lacrime. + +E non si commosse soltanto per Evelina, ma pur anche vedendo la +padrona, che si moveva adagio per la stanza, in punta di piedi, facendo +qua e là un po' di pulizia. Oh, come aveva bisogno di riattaccarsi a +tutte quelle persone che lo circondavano, come aveva bisogno che quelle +cure, quell'affetto non gli mancassero mai! + +--Signora.... + +--Comandi!--esclamò la padrona voltandosi di botto, collo strofinaccio +in una mano e nell'altra la lucernetta che stava spolverando.--Comandi? + +--Anche lei è stata.... tanto buona con me!--e aggiunse subito col +timore che avesse a scemare quel premuroso interessamento della +padrona:--Scriverò alla _Gazzetta Lombarda_.... per avere del denaro. + +--Ma neanche per idea!--esclamò la padrona quasi offendendosi.--Il +cavaliere Cantasirena ha già dato quanto basta: vedrà la nota. Lei non +pensi che a guarire; è questo che preme! + +Pietro continuò a guardar la padrona: sentiva che quella donna doveva +aver molto cuore, anche per la delicatezza con la quale metteva in fila +i boccettini e le scatolette sul cumò e spolverava il tavolo. + +Dalla finestra socchiusa entrava colla luce più chiara, più viva, il +rumore confuso delle carrozze, della gente, delle campane lontane. + +--Che giorno è oggi, signora padrona? + +--Oggi?... Venerdì. + +--Venerdì?...--La tenera letizia del Laner scomparve d'un tratto; egli +ricadde in uno scoramento, in uno sgomento pauroso: + +Venerdì! Ricominciava a vivere di venerdì!... E Nora?... Nora?... E le +ventimila lire?... E le zie?... Se le zie, senza lettere, inquiete, +spaventate, correvano a Milano, e lo trovavano ridotto a quel punto.... +e senza più un soldo? + +"Dio! Dio! Dio!" e Pietro alzò gli occhi all'immagine della Madonna, +che aveva accanto al letto, e le si raccomandò con tutta l'angoscia, +con tutto il fervore dell'anima. + +--Signora.... + +--Comandi? + +--Non sono venute lettere da casa mia? + +--Tutto quanto è arrivato per lei, è stato consegnato alla signora +Evelina. Eccola!--esclamò la padrona con gioia.--Allegri, signorina!... +Il nostro ammalato non si accontenta più del brodo! Non è vero, signor +Laner? + +Evelina entrò in camera, bene assettata, ben pettinata, il fazzolettino +azzurro sulle spalle e la testolina dolcemente inclinata da una parte. +Si avvicinò al letto premurosa, ma senza fare il minimo rumore, e +subito, delicatamente, accomodò i cuscini sotto la testa del malato, +rimboccò le lenzuola, stirò con garbo la coperta. + +--Si sente benino? Lo so. Me lo aveva detto il dottore. Ha dormito +tranquillamente, come un bambino, tutta notte. Ma la prego, tanto +tanto, ancora non deve parlare; non deve stancarsi. + +La voce, gli sguardi della fanciulla avevano una seduzione dolce, +soave, ma senza timidezza, senza turbamenti. Era proprio la tenerezza +sicura, onesta di una sorella. + +--Grazie....--mormorò Pietro con voce rotta: e fece per darle la mano. +Evelina gliela prese, ma stringendola appena, la ripose con affettuosa +sollecitudine sotto le coperte, che gli assettò di nuovo, gli serrò +bene attorno al collo e sotto le spalle. + +La padrona, nel frattempo, se n'era andata collo strofinaccio sotto il +braccio e portando con una mano la tazzetta vuota del brodo, coll'altra +il lumicino da notte ancora acceso. + +Il Laner fissò Evelina con un'intensità che rivelava tutti i suoi +timori. + +--E le zie?--domandò con un tremito. + +--Hanno scritto quasi ogni giorno; anche ieri sera--rispose Evelina +cercando la lettera nella saccoccia del vestito.--Cioè.... chi ha +scritto è don Giuseppe. La signora Angelica e la signora Rosa +aggiungono sempre i loro saluti. + +E appoggiandosi alla sponda del letto, sempre sorridendo, spiegò subito +le cose. Essa, consigliata anche dal dottor Foresti, aveva scritto a +Crodarossa alle signore Laner avvertendole che il signor Pietro era +indisposto, ma che il dottore assicurava che non c'era da prendersi +nessuna pena: il male, un male alla testa, una febbre reumatica, era +cosa seccante, che richiedeva cure e riguardi, ma affatto passeggera, +affatto senza pericoli. Aveva aggiunto che il signor Pietro era +assistito come fosse in famiglia, e che del resto lei stessa avrebbe +mandato tutti i giorni le notizie; e in prova di quella corrispondenza, +Evelina mostrò le lettere delle zie, colle raccomandazioni e i +ringraziamenti di don Giuseppe e sotto ad ogni lettera la calligrafia +grossa, stentata delle due vecchiette: "La zia Angelica ti manda i suoi +saluti e le sue benedizioni.--La zia Rosa invia pure benedizioni e +saluti...." + +Dopo aver letto ad alta voce tutti quei bigliettini, la ragazza li +ripiegò con cura e li mise nel cassetto della piccola scrivania. Pietro +la guardava e piangeva silenziosamente. + +--No! No!... Non deve commuoversi così!... Le fa male!...--e gli +asciugò gli occhi col suo fazzoletto. + +--Non so cos'è.... I nervi.... è una convulsione....--balbettò il Laner +vergognoso della propria debolezza. + +Aveva un'altra domanda che gli pesava sul cuore.... ma non osava, e +intanto ne faceva molte altre che si avvicinavano a quella. + +--E.... il direttore?... + +--So che sta bene. L'altro giorno mi ha scritto. Per le ventimila lire +è tutto a posto e lei ci può contare quando vuole. Sono alla cassa di +risparmio, sopra un libretto col suo nome. + +--Dio! Dio! Fosse vero!...--balbettò il malato,--più per le zie, sa, +che per me! + +Era proprio vero: Nora aveva confidato al Casalbara delle ventimila +lire prestate dal Laner, e il duca, dopo parecchi giorni, era riuscito +a procurarle, e d'accordo con Nora, erano state messe sopra un libretto +nominale, intestato al Laner. Ma di tutto ciò, Pietro non ne seppe +niente, mai, nemmeno da Evelina. Era il giornale le _Risorse Italiche_, +gli affari della _Navigazione_ che avevano rimesso in fondi lo zio +Matteo! + +--E.... + +Il nome di Nora che gli riempiva tutta l'anima, tutto il sangue, gli +era corso alle labbra, ma lo ricacciò indietro arrossendo. + +--E lei, non ha avuto dispiaceri per cagion mia?... Per essere rimasta +qui.... a curarmi.... a salvarmi? + +--A me che importa?... Dicano, facciano quello che vogliono!... Io sono +padrona delle mie azioni; non devo renderne conto a nessuno. Il +mondo....--ed Evelina s'interruppe con un sospiro profondo,--oh, il +mondo non si occupa di me! Chi si occupa di me?... Sono troppo +brutta.--Ma a questo punto la tristezza, l'amarezza sembrò vinta dalla +bontà del cuore.--E c'è il suo bene anche ad essere brutta!--ripigliò +con un sorriso.--Almeno sono libera, e se sono stata qui, con lei, +nessuno ci ha trovato a ridire, nè la padrona, nè il dottore!... +Soltanto chi mi odia.... approfitta di tutte le occasioni, anche di +questa, per farmi del male. + +Non c'era più bisogno di profferire il nome di Nora e però il poveretto +ebbe più coraggio di domandare di lei. + +--E.... è già successo?--Anche la parola matrimonio non gli voleva +uscire dalla gola. + +--No. Non ancora. + +--E.... è sempre.... sicuro? È fissato? + +--Sì, alla fine del mese. + +Evelina vide l'occhio del Laner girare per la stanza. Capì che cercava +qualche indizio, una data, per sapere quanto mancasse ancora a quel +giorno. + +--Fra tre settimane,--soggiunse pianino, con un filo di voce, ma con +un'intonazione ben chiara, penetrante. + +Pietro rimase immobile, ma la sua faccia affondata nel guanciale +diventò più bianca, più contratta: gli occhi ebbero un tremolìo +lucente.... poi si voltò di colpo e scoppiò in singhiozzi. + +--Ah! Signor Iddio! Signor Iddio!... Signor Pietro, si faccia +forte,--gemeva a sua volta Evelina, anch'essa colla voce rotta dal +pianto, e cercava di farlo voltare, come prima, di calmarlo, di tenerlo +quieto, ben coperto sotto le lenzuola.--Non faccia così!... Pensi che +ancora non è guarito!... Pensi alle zie che lo vogliono tanto bene! Lo +faccia un pochino anche por me!... Lei vuol tornare a star male!... +Peggio di prima!... + +E siccome il Laner era sempre voltato colla faccia, e continuava a +singhiozzare, la ragazza si era chinata sul letto, e gli parlava vicino +vicino, nei capelli. Il malato ne sentiva l'alito caldo, e il piccolo +seno che si appoggiava, che premeva la sua spalla. + +Dopo, durante tutto quel giorno, Evelina dimostrò una timidezza +pudibonda, una selvatichezza quasi sospettosa. Non si appoggiava, non +si chinava più sul letto, non assettava, non gli accomodava più le +coperto.... Quando il Laner la chiamava, essa trasaliva, e si +avvicinava appena di qualche passo, arrossendo, ma tenendosi sempre +discosta, silenziosa.... + +Pietro, che si era addormentato verso l'imbrunire, si svegliò molto +tardi. C'era il dottore, ritto in piedi, accanto al letto, c'era la +padrona che gli faceva lume, ma Evelina non c'era più. Era tornata a +casa sua. Ormai il malato non aveva più bisogno di un'assistenza +continua: la padrona, che dormiva lì vicino, sarebbe accorsa, qualora +avesse chiamato o l'avesse sentito inquieto. + +Pietro dormì benissimo, placidamente tutta la notte. La mattina, appena +svegliato, cercò subito cogli occhi Evelina, ma non c'era, non era +ancora venuta. + +Entrò invece la padrona ad aprir la finestra, a portargli il brodo col +pane affettato; ma la padrona lo infastidiva col suo continuo girare, +col suo continuo parlare. Eppoi non aveva il garbo di Evelina. Dopo +averlo aiutato a mettersi a sedere sul letto, lo piantava li, solo, +senza nemmeno accomodargli i guanciali, senza ricacciargli sotto, per +bene, le coltri. + +--No, no. Non aveva garbo, nè cuore. Mostrava un po' di premura per +interesse, nient'altro! + +Pietro continuò ad aspettare la ragazza tutto il giorno: la ragazza non +si lasciò vedere. Ma la sera, seppe poi da Taddeo, venuto, al solito, +per le notizie, che Evelina aveva avuto una gran lite col colonnello. + +--E anche.... colla signora.... Eleonora? + +--La signorina Nora era fuori. Sta fuori tutto il giorno colla contessa +Schönfeld, per le spese del matrimonio: vestiti, cappellini, +biancheria.... + +Il povero Laner, quella sera, stentò assai a pigliare sonno. Pensava, +sospirando, alla buona ragazza che soffriva tanto per lui, che aveva +tanti dispiaceri per lui. E il direttore? Che canaglia! E se anche le +ventimila lire fossero una delle solite promesse? E le zie?... E +Nora?... Nora?... E i vestiti, i cappellini.... la biancheria di +Nora?... E Nora e il Casalbara, e Nora del Casalbara, era tutto un +tormento, un orgasmo, un eccitamento affannoso. + +E anche il giorno dopo.... tutto il giorno solo! La padrona, che veniva +a intromettersi, a chiacchierare finchè c'era il dottore; e poi solo, +sempre solo, senza poter leggere nemmeno i giornali, senza poter +scrivere nemmeno una parola alle zie, a nessuno. Voleva far dire a +Evelina da Taddeo, che non lo abbandonasse, che non lo dimenticasse, ma +anche Taddeo, tanto aspettato desiderato, non fu visto comparire. + +--Ah, mio Dio!--sospirava il povero Laner quella sera, col dottor +Foresti, senza sapere quanto fosse profonda la filosofia della sua +noia,--ah, mio Dio!... pensare che la vita è così corta, e i giorni +sono tanto lunghi! + +--Domani le permetterò di alzarsi da mezzogiorno fin verso le quattro. +Mangerà una buona zuppa la mattina, e sul tardi un'ala di pollo e le +permetterò pure di bere due dita di vino, del barbera vecchio, o meglio +ancora del bordò. + +Infatti, il giorno dopo, quando venne il dottore, Pietro Laner era +presso la finestra, sdraiato in un vecchio seggiolone, imbacuccato in +uno scialle, colle gambe avvolte nelle coperte. + +Il dottor Foresti lo trovò bene: notò che ogni giorno faceva passi da +gigante, e, dopo essersi congratulato, gli portò i saluti del cavalier +Cantasirena, incontrato allora sul Corso. + +--Mi ha detto che oggi o stasera, verrà certo a vederla. Occorre che +lei faccia presto a guarire. Deve essere il suo _alter ego_, il suo +segretario particolare. + +Il Laner volse al dottore lo sguardo incerto, smarrito: + +--No, no; appena in gambe.... torno a Crodarossa! + +--Ma come? In questo momento? + +Pietro tornò a fissare il dottore: non capiva bene. + +--Tutte le cantonate sono tappezzate di manifesti della _Navigazione +Cisalpina!_ Si tratta, pare, di un'impresa di molti milioni. Lei saprà +di che si tratta. Mi dica, mi spieghi; cos'è? + +Pietro scosse la testa; non ne sapeva nulla, e tornò a borbottare: + +--Appena è possibile, vado a Crodarossa! + +E anche dopo, rimasto solo, continuava a scuotere la testa, a dir di +no, di no, fra sè e sè. + +Andarsene, fuggire, fuggire da Milano, fuggire da Nora, fuggire da quel +desiderio che lo accendeva, fuggire da quella gelosia che lo divorava! + +E sospirava Crodarossa. E il paesello gli appariva ancora più +tranquillo, più chiaro, più ridente colla chiesa bianca, circondata dal +piccolo cimitero, sulla collinetta alta, in mezzo al sole. + +Là erano sepolti il suo povero babbo e il suo povero zio. Vedeva la +fossa del babbo colla croce arrugginita, la tomba dello zio colle +lettere dell'iscrizione ancora rilucenti. E ricordava le feste, i +tridui, le campane, i mortaretti, e gli pareva che appena fosse +tornato, appena si fosse rifugiato lassù, vi avrebbe ritrovato la pace +di un tempo; senza pensare che quella pace tanto rimpianta, allora era +lui che l'aveva dentro di sè, era lui, allora, che la portava nel +cuore. + +Sì, sì!... Le zie! Vivere unito sempre alle sue buone vecchiette.... +Confidar tutto a don Giuseppe!... Farsi perdonare.... farsi +assolvere.... e ricominciare una nuova vita, in pace con tutti, anche +con Dio! E in fondo al cuore si acquetava anche il pregiudizio pauroso +del venerdì. Avrebbe cominciato allora veramente a rivivere, a rivivere +la vita dello spirito, la vita della grazia, la vita nuova! + +Oh, come sospirava quel giorno! E vedendo il suo letto candido si sentì +attratto anche da quel rifugio, da quella promessa di riposo, di oblìo. + +Vi si trascinò solo; e la padrona, quando capitò col pollo e il bordò +del _Cova_ portato da Taddeo, lo trovò già in letto. + +Il Laner mangiò, divorò tutto in furia, e quando ebbe bevuto le "due +dita" di vino eccellente sentendosi rianimare ne domandò ancora: + +--È così piccolo il bicchiere.... un bicchierino da rosolio.... + +La padrona si lasciò commuovere: versò un altro dito di vino, poi se ne +andò, portando via la bottiglia. + +Ma il cibo, il bordò, gli diedero un orgasmo affannoso, un caldo +insopportabile.... Si soffocava.... Che afa! voleva far temporale! + +--Oh Nora! Che infame! Che infame! Darsi, vendersi a un vecchio! + +Quell'ora vicina al crepuscolo era più fosca e buia por il cielo +annuvolato. + +--Che caldo! Dio! Che noia! Sempre solo, senza poter leggere, senza +poter scrivere.... + +A un tratto, sentì un passo, un fruscìo nell'altra camera, poi la voce +di Evelina. + +--Si può? + +--Venga! Venga!--esclamò il Laner tutto consolato.--Finalmente, +signorina! Credevo mi avesse dimenticato, che non venisse più, nemmeno +per farsi ringraziare! + +E Pietro, le pupille lucenti, le prese tutt'e due le mani e gliele +strinse con un'effusione tenerissima, appassionata. + +--Perchè?... Perchè sparire così? L'ho tanto aspettata, l'ho tanto +desiderata in questi giorni! + +--Lei non aveva più bisogno di me,--rispose la ragazza scrollando +mestamente la testina inclinata e ben pettinata. Aveva il viso meno +pallido, meno patito per il riposo di quei giorni. + +--Ho sempre bisogno di lei; di lei così buona! + +E il poeta dell'_Invito_, dell'_Incanto_, dell'_Inganno_, soggiunse con +tenerezza maggiore:--così _sororalmente buona!_ + +Evelina, sempre a capo basso, faceva rigirare il _pince-nez_, +torcendone il cordoncino colle dita nervose. + +--Adesso sono sola, sempre sola,--disse poi arrossendo un poco,--e in +casa ho tanto da fare. Poi, ancora, il dizionario! + +Ci fu un momento di silenzio. Pietro pensava dolorosamente a quel +"sola--sempre sola!" Voleva dire che Nora era sempre con quell'altro! + +Evelina continuava a far girare e rigirare il _pince-nez_, torcendone +il cordoncino e a volte sogguardando il Laner con una timida carezza +negli occhi languidi. + +--Perchè non verrebbe qui da me, col lavoro?--domandò poi il Laner.--Io +potrei aiutarla a correggere le bozze. + +--Sì, sì; questo sì!--esclamò la ragazza vivamente, avvicinandosi al +letto. + +Pietro la guardò, l'osservò bene: aveva indosso la vecchia giacchettina +blù di Nora! + +Oh, quante memorie dolci, care, suscitava nel cuore dell'abbandonato, +quella povera giacchettina logora! Come stava bene a Nora, quando +camminava diritta col suo passo leggero, ardito, le mani affondate +nelle tasche e tutto il bel corpo si disegnava alto e florido! Quante, +quante volte aveva baciato Nora su quella giacchetta!... Per Nora era +un po' corta, stretta; per Evelina, pareva quasi un paltò! + +Povera Evelina!... + +Ma pur compassionandola per il contrasto dal quale rimaneva offuscata, +ricordò istintivamente che anche il povero corpicino non era così +misero come pareva. + +--Allora, a domani, se appena mi sarà possibile! + +Ed Evelina, forse mortificata o impermalita per quel lungo silenzio, si +preparava ad andarsene. + +--Va via?... Così presto?--esclamò Pietro con uno smarrimento quasi +pauroso, fissando sempre la giacchettina blù, che gli appariva in mezzo +alla camera buia, come il fantasma di Nora. + +--Si fa tardi,--osservò Evelina, con un sospiro, avvicinandosi alla +finestra.--Si fa tardi; e poi minaccia un temporale. + +--La supplico tanto, signorina! Non mi lasci solo. Ha poco, sa, da +portar pazienza per me. Ha pochi giorni ancora da sopportarmi. Vado! Me +ne vado! Torno a casa mia! Appena posso muovermi, vado via subito, +subito, subito! + +E nella voce, nell'accento, nell'angoscia del Laner vi era tutto il +rimpianto, tutto lo strazio del suo grande amore, del suo immenso +amore. + +Evelina non rispose. Dov'era?... Non si vedeva più. + +Era sparita? + +Non si vedeva nell'oscurità che il chiaror cupo, rossastro della +finestra, e il bianco del letto. + +--Dov'è signorina? Venga qui! Signora Evelina!--ripetè Pietro dopo un +istante, più vivamente.--Cosa fa? Ma dov'è? Venga qui! + +Poi, alzandosi un po', vide che la ragazza si era buttata nel +seggiolone presso la finestra: aveva il capo basso, il viso nascosto +nelle mani.... piangeva. + +--Piange!--esclamò il Laner, rizzandosi di colpo sul letto.--Piange? +Venga qui! Ma venga qui! Perchè piange? + +L'altra non rispose, non si mosse, scoppiò a piangere più forte, +dirottamente. + +--Venga qui! Voglio che venga qui!--gridava il Laner fuori di sè. + +Evelina, sempre piangendo, singhiozzando, si alzò lentamente, si +avvicinò, attratta contro il voler suo dal fascino, dalla voce +imperiosa del giovane. Quando fu in mezzo alla stanza, un lampo la +rischiarò all'improvviso: aveva la faccia nascosta nelle mani, tutto il +corpo sussultava convulsamente, rotto dai singhiozzi. + +--Venga qui! + +E il Laner, sporgendosi dal letto, quasi a cadere, scivolando, riuscì +ad afferrarle un braccio, l'attirò a sè. Evelina non voleva; voleva +opporsi, liberarsi. + +--No, no, signor Pietro! + +Poi barcollò e gli cadde addosso. + +--Perchè piange così? Perchè piange così?--continuava a domandarle il +Laner teneramente, affettuosamente, accarezzandole i capelli, +baciandole le mani, e baciando ancora, farneticando dietro a +"quell'altra", la giacchettina blù. + +Evelina, a sua volta, non poteva più frenarsi. In un trasporto di +tenerezza, di singulti, di lacrime lo scongiurò di salvarla, prima di +partire, prima di abbandonarla per sempre; salvarla per carità! o lei +faceva uno sproposito, si buttava dalla finestra! + +.... Parlasse, quella sera stessa, parlasse alla sua padrona così +buona, perchè la prendesse con sè. Nora la odiava, la detestava, le +aveva messo contro lo zio Matteo, l'aveva fatta strapazzare, +maltrattare. E quando Nora fosse maritata, non voleva, non poteva +restare in casa lei sola, in mezzo alla tresca vergognosa dello zio +colla Gioconda, con quella servaccia che tutti i giorni diventava più +sfacciata, più cattiva, più insolente! + +--Lo prometto, lo prometto! Stasera stessa parlerò. La padrona la terrà +certo con sè. Ma non pianga così. Si calmi! Potrà combinare, fissare di +restar qui. La padrona sarà contentissima. Fra poco.... resta libera la +mia stanza.... + +--Sì! sì!--esclamò Evelina tremante, vibrante, trasfigurata, con +un'altra voce, con un'altra espressione.--Sì! sì!... Sempre! Quando +lei, Pietro, non ci sarà più, almeno vivere qui, morir qui, sempre, +sempre! + +Ma poi, come tornando in sè, spaventata e vergognosa di ciò che aveva +detto, del segreto, del "segreto suo" che le stava per sfuggire, si +ritrasse allontanandosi. Il Laner, più pronto, le prese la giacchetta. +Evelina fece uno sforzo per divincolarsi, e la giacchetta, dagli +occhielli logori, si sbottonò d'un colpo: sotto, non aveva che la +camiciuola di mussola leggera, scollata. In quel buio, apparì il bianco +del collo, il bianco del seno. Pietro commosso, acceso, esaltato, +sporgendosi con un piede giù dal letto, cingendole con un braccio la +vita esile, strinse Evelina fortemente, appassionatamente.... La +faccia, la barba lunga, ispida, toccò, il collo, il seno ignudo.... +Sussultando, arrossendo, Evelina gittò un grido, un riso folle di +piacere. Si buttò sul letto di colpo, serrandosi con uno spasimo +convulso addosso a Pietro. Lo avvinghiò col corpo magro, serpentino; lo +baciò come una pazza sugli occhi, sulla bocca, sul petto, soffocandolo +col fiato caldo, mormorando parole rotte dai singulti, dai tremiti: + +--Prendimi, prendimi, prendimi! + +Cercò, trovò la mano madida del convalescente, la strinse, l'accarezzò, +si accarezzò tutta con essa ridendo, rabbrividendo, tenendola amorosa, +premendola forte sul piccolo seno balzante, anelante.... + +--Prendimi, prendimi!... Sono sola! Sono libera di me! Sono padrona di +me! Voglio esser tua! Lo voglio io! Fammi morire.... morire tua.... +Voglio.... voglio.... tua.... + +La finestra si spalancò per un colpo furioso di vento: nella contrada, +lontano, sbattevano, echeggiando le imposte: un lampo, un fragor lungo, +uno scoppio, un tuono terribile, e subito la pioggia cadde a dirotto, +scrosciante. + + + + +XV. + + +Ecco il grande manifesto che tappezzava le vie di Milano. + +LA NAVIGAZIONE CISALPINA. + +Cittadini! + +_L'Italia che ha dato al mondo latino i superbi acquedotti, che ha +congiunto Roma al Tirreno, che ha scavato fra le pianure dell'estrema +Europa il_ Vallo di Trajano; _l'Italia che ha dato alla civiltà moderna +la diga di Malamocco, che ha prosciugati i suoi laghi, fecondate le sue +maremme; l'Italia dalle grande conquiste dell'intelligenza, del lavoro, +del raccoglimento e della pace; l'Italia nostra sta per conseguire una +nuova vittoria, per assurgere a nuove grandezze._ + +_A Parigi, alla Francia, giustamente orgogliose di un Ferdinando di +Lesseps, Milano, Venezia, l'Italia, contrappongono, parimenti +orgogliose, un nome, un uomo, non meno insigne e benemerito nella sua +modestia operosa:_ Il capitano Fara-Bon. _Un nome, un uomo sorto da +quel popolo che ha dato con Giuseppe Garibaldi il genio eroico +dell'azione, con Cavour e con Mazzini il genio "come la luce provvida" +del_ pensiero. + +_Il secolo XIX riassumerà la sintesi della gloria di Suez e del Panama, +con una gloria italica:_ + + + _La Navigazione Cisalpina._ + +_È questo il Sodalizio fecondo e ardimentoso che intende affratellare +il Genio, la Scienza, il Capitale; affratellarli in un fascio di +energie e di risorse nuove, rinnovellate._ + +_La Navigazione Cisalpina ha per iscopo:_ + +a) _Mettere in comunicazione il_ Po _col_ Lago di Garda. + +b) _Unire_ Torino _a_ Pavia _rendendo navigabile l'Eridano antico, tra +le due insigni città._ + +c) _Imprimere nuova vita al porto di_ Venezia, _punto di fusione, fra +la navigazione interna, la Cisalpina, e quella esterna, dei mari._ + + + Italiani! + +_Al problema sociale che ogni giorno incombe più grave e più doloroso, +per il disagio economico derivante dallo scemare delle industrie, dal +languire dei commerci, alle innumeri e minacciose falangi dei +disoccupati invocanti_ lavoro e pane, _la_ Navigazione Cisalpina _offre +la soluzione pronta, efficace. Sarà la risposta illuminata, umanitaria, +delle classi dirigenti, a chi soffre non solo, ma altresì agli +agitatori, ai banditori delle teorie fallaci, delle esotiche idee, +perturbatrici di ogni ordine sociale._ + + + Italiani! + +_Ieri ancora, alla Camera, uno dei più autorevoli patriotti denunciava +le necessità urgenti della scarsa Difesa Nazionale._ + +La Navigazione Cisalpina, _determinando le nostre_ _linee di difesa, di +operazione, d'arroccamento, dotando le nuove vie acquee di potenti +mezzi di trasporto indispensabili ai grandi movimenti strategici, sarà +fonte di economia in tempo di pace, di augurati trionfi in tempo di +guerra. Così_ + + _La Navigazione Cisalpina._ + +_assicurerà profetica l'Augusta Parola che dai sette colli della Terza +Roma, proclamava intangibile l'Italia degli Italiani, l'Italia di Dante +e di Galileo._ + + La _Navigazione Cisalpina_, Società Anonima Cooperativa + a Capitale illimitato. + + _Per la sottoscrizione delle azioni_ (Lire 2000 cadauna, + in una sola rata) rivolgersi tutti i giorni, + tranne i festivi, alla sede del Comitato promotore, + Via Manzoni, n. 90, piano nobile, nelle ore d'ufficio. + + _Il Comitato promotore:_ + + + _Presidente,_ il marchese FERDINANDO FRATTA, + Principe di ROCCA TOLOMEI. + + _Vicepresidente,_ il conte cav. ASCANIO BOBBOLI. + + _Direttore tecnico_ + + Il cav. uff. ing. arch. + CARLO FONTANELLA + + _Direttore amministrativo_ + Il cav. ENRICO BRUNETTI + + _Segretario generale_ + MATTEO CANTASIRENA. + + _Membri del Comitato_ + + Dott. cav. PIO CALCA, Possidente; avv. comm. PASQUALE TODDO-BERTÙ, + Deputato; barone comm. VINCENZO LO FORTE DI SANTA TRINITA, + Deputato; PIETRO LANER, Possidente-Pubblicista; AMBROGIO VERGANI, + Industriale; CAMILLO BERETTA, Banchiere; marchese comm. GIAN + FRANCO DURANTI, Possidente; SERAFINO CARLI, Possidente; FRANCESCO + PALAZZOLI, Costruttore; NAPOLEONE SALVALAJ, Pubblicista; cav. + MARCO SALÒ, Imprenditore; GIOVANNI BIZZARELLI, Ragioniere; BLASE E + PAOLY (Losanna), Agenti di Pubblicità. + + +Questo grande _manifesto_, la prima emanazione del nuovo Comitato, per +poco non fu causa che mandasse a monte l'impresa. + +Ma come?... Era forse il manifesto che avevano tanto discusso e +finalmente approvato tutti insieme, nella sala del ristorante +Canetta?... Tutti insieme, meno il Toddo-Bertù e il Santa Trinita, ai +quali Cantasirena aveva scritto, poi telegrafato a Roma per avere +l'adesione e la firma. Ma come? Erano stati burlati, mistificati, +ingannati! E ognuno dei soscrittori si sentiva compromesso, e +minacciava, voleva dare assolutamente le proprie dimissioni. + +Il marchese Tolomei protestava indignato. Aveva finito coll'accettare +la presidenza del Comitato soltanto dopo aver avuto l'assicurazione +formale che il duca di Casalbara aveva a sua volta accettato di esserne +il presidente onorario!... Quel Cantasirena era dunque un uomo di +malafede, un mistificatore! + +Il conte Bobboli, il Fontanella, il Brunetti, erano non meno furibondi +per il carattere anonimo e cooperativo che il segretario generale, di +motuproprio, aveva impresso alla società. E Pio Calca?... Pio Calca +avrebbe certo avuto dispiaceri per l'ultimo inciso, per quel Roma +_intangibile_. Figurarsi i suoi parenti, e sua madre....--_soa +mader!_--Quel Cantasirena era un matto! Un imbroglione!--E Pio Calca, +piccolino, biondino, con una vocetta stridente da musico in +convulsione, gesticolava scalmanato, spiritato, gridava coll'uno, +coll'altro per giustificarsi, per difendersi. + +--È un'indelicatezza! Una sconvenienza! Doveva aver riguardo per _mia +mader_, che ha già preso cinque azioni, per me.... e anche, in certo +modo, per _i mee pajsan!_ Chi ha un gran patrimonio, come il nostro, +quasi tutto in terreni, Domeneddio deve tenerlo in piedi, al suo +posto.... anche per _i pajsan!_ E poi di noi due la più ricca è sempre +_mia mader_ e sarebbe una vera pazzia il mettersi in urto per +sciocchezze inconcludenti come il credere sì o no in Domeneddio, o il +voler restare a Roma più o meno!... + +E anche Pio Calca, arrabbiatissimo, avrebbe voluto dare le dimissioni +da membro del Comitato. _Avrebbe voluto,_ perchè se aveva paura per +_soa mader,_ per la parentela, per _i pajsan_.... era inquieto anche +per via di Matteo Cantasirena, il quale con Pio Calca alzava subito la +voce e minacciava di portare la quistione sul terreno personale. + +--Per me, tanto, mi batterei anche dieci volte! Ma non posso farlo per +le idee di _mia mader!_ Impossibile!... Sarebbe capacissima di lasciare +tutto il suo alla chiesa o all'ospitale! + +In quanto al Cantasirena, egli se ne infischiava allegramente delle +proteste e delle minacce. Ormai li aveva nelle mani, presidenza e +membri del Comitato, prefetto e governo, e anche i piccoli pesciolini, +come il Vergani, il Beretta, il Palazzoli, il Bizzarelli che si erano +lasciati indurre a metter la firma, per correr dietro ai propri denari, +e adesso per paura di perderne degli altri, gli obbedivano ciecamente e +ciecamente votavano per lui. + +Matteo Cantasirena nella costituzione del Comitato promotore aveva +avuto la mano abbastanza felice. Trovato irremovibile il Casalbara, che +alle sue continue insistenze perchè accettasse la presidenza onoraria, +aveva risposto, seccato, con uno di quei--no--che non ammettono +replica, era riuscito a trappolare il Tolomei, che se non era simpatico +e popolare come il Casalbara, era altrettanto influente e risonante di +titoli. Era, nientemeno, che il capo del partito radicale a Castellanzo +e a Primarole: una reliquia autentica dell'aristocrazia in malora, che +si era buttato rabbiosamente fra le braccia dei democratici, perchè la +gente del suo mondo gli avea voltato le spalle, omai ristucca di aprir +la borsa. + +--Bisogna cominciare sul momento l'azione e l'attacco,--aveva detto al +prefetto Matteo Cantasirena.--Bisogna cominciare gli studi, i lavori +per la "Cisalpina" molto prima che la lotta elettorale abbia preso il +campo, e bisogna mirare dove l'avversario è più forte. Il marchese +Tolomei è il grande elettore del Bonforti e del Ghirlanda?... Ebbene, +per disorientare, sgominare l'inimico, è alla merlata rocca tolomea, +che bisogna tirare il primo colpo! + +--Sicuramente!--aveva risposto il Prefetto,--il poter conquistare il +Tolomei farebbe buona impressione al Governo. + +Il viso tondo, scialbo, dalle fedine rossicce, dell'alto funzionario +rimaneva sempre impassibile, impenetrabile. Soltanto quando profferiva +quella parola--Governo,--nell'occhio cerulo, improvvisamente +immalinconito, errava, spirava l'amarezza triste dei rassegnati. + +--Capisce, commendatore? Sono già d'accordo col Fontanella: si compera +il palazzo Tolomei a Primarole.... una topaia, mezzo disabitata. +Pagandola bene, specialmente pagandola subito, facciamo entrare il +Tolomei nel Comitato, lo facciamo presidente, e il palazzo Tolomei, +restaurato alla bell'e meglio, diventa la sede della Direzione generale +degli studi per la _Navigazione Cisalpina_, dalla quale si stende una +gran rete d'interessi e di interessati, su tutta la zona dei due +collegi. Anche su di ciò siamo d'accordo io e il Fontanella. Gli studi +devono procedere febbrilmente, colla maggiore alacrità e senza +risparmio. Il risparmio, nel movimento delle grandi imprese, è sempre +stato la tomba del capitale! Un corpo di venti ingegneri!... Cinquanta +assistenti!... Tutta gente del luogo, il Tolomei alla presidenza.... e +abbiamo vinto! + +--Sicuramente.--E il Prefetto, lì per lì, promise i fondi per un +giornaletto elettorale "_Le Risorse Italiche._" + +Il Tolomei non aveva accettato che ad una condizione: che il Comitato +non avesse colore politico.... e per esser tranquillo e convinto di +ciò, bastava notare e far notare com'era composto. Il marchese Tolomei, +radicale, e Pio Calca, clerico-moderato: il Salvalaj, socialista, e +Marco Salò, protezionista; Pietro Laner, trentino, scrittore di prima +forza, poeta di prim'ordine, irredento sfegatato, e il marchese +Duranti, un ex devoto dell'Austria. E siccome appunto il Tolomei +brontolava per l'inclusione del Duranti, Matteo Cantasirena gli faceva +capire che aveva torto. + +--Caro Tolomei: gli uomini sono mutati e anche il valore delle parole. +Austriacante non ha più lo stesso odioso significato. In mezzo alla +confusione dei partiti nuovi, della gente nuova, delle nuove scuole, +delle nuove teorie e delle nuove follie, austriacante, ha, direi, +alcunchè dell'austero, dell'antico, dell'aristocratico, del +finanziariamente solido.... + +--Ma.... il Casalbara? C'è o non c'è? Se c'è lui, ci sto anch'io, se +no, no! + +--Giovanni?... Mio nipote?... Più che nipote, figlio direi quasi di +elezione e di affetto?... Eccolo qui.--E gli fece vedere la prima +minuta del manifesto, col duca di Casalbara presidente onorario. + +Allora il Tolomei accettò la presidenza effettiva, e accettò anche una +forte anticipazione sul palazzo di Primarole.... e però quando il nome +del Casalbara non apparì sul manifesto, il Tolomei non potè più +ritirarsi. + +Così il conte Bobboli: costui non pensava che a godersi in pace i suoi +milioni, e sopratutto a vivere all'ombra, quietamente, schivando ogni +rumore, dando sempre ragione a tutti quanti, per la tema di poter +essere tirato in ballo anche nella più piccola quistione. + +Ma ecco, un bel giorno, legge sulle _Risorse Italiche_ la gran notizia +che gli elettori di Primarole, "gli elettori della libertà +nell'ordine", lo vogliono portare contro il Bonforti, "un rumoroso +atleta dello scandalo, un furibondo iconoclasta di ogni più pura +immagine del patriottismo nazionale." + +Fu una mazzata sul capo. Il Bobboli traballò, gli sembrò che il terreno +gli mancasse a un tratto sotto i piedi, e scrisse subito al giornale +che non voleva saperne di deputazione, che era malandato in salute, che +partiva subito per Parigi! Ma in risposta gli capitò una lettera +misteriosa di Matteo Cantasirena colla quale lo pregava di passare in +giornata al "_Le Risorse Italiche_" per il decoro, l'interesse morale +del partito, riverberantesi sulle istituzioni. + +Il conte Bobboli si precipitò all'ufficio del giornale, tutto rosso, +sconvolto, sossopra: sossopra anche il parrucchino di solito così +leccato e lucente. + +Il direttore lo accolse con gran sussiego: + +--Scusi, caro conte, il disturbo; ma è certo che il suo rifiuto +inaspettato, inesplicabile.... + +--È inesplicabile, inaspettata l'offerta!... Io non ho mai domandato +altro che di restar tranquillo. + +--Tranquillo lei? L'uomo dalle grandi imprese, dai grandi affari, dalla +vita avventurosa, regale, anzi diremo, vice-regale?--E Matteo +Cantasirena sorrise, socchiuse gli occhi.--Non sarà; ma è pur certo che +il rifiuto sembrerà strano; avrà quasi l'apparenza di una ritirata, +susciterà commenti, indiscrezioni.--E Matteo Cantasirena tornò a +socchiudere gli occhi, ma soffiando e sospirando.--Io dovrò difenderla, +indirettamente, dovendo difendere l'uomo scelto dal nostro partito, il +gentiluomo beneviso in alto luogo; e, prima di impegnarmi in una lotta +fierissima, _usque ad finem_, mi necessita la piena conoscenza dei +fatti.--E qui, Cantasirena con un'aria da giudice istruttore gl'indicò +la seggiola di faccia, dall'altra parte della scrivania: + +--S'accomodi. + +Da rosso, il povero Bobboli era diventato pallidissimo. + +--No.... no.... Non voglio lotte, non voglio polemiche! Io non accetto +la deputazione perchè la politica non è affar mio, perchè non so +nemmeno parlare.... + +--Il deputato che ci occorre oggi è il _rara avis_: è quello appunto +che sappia tacere. + +--Ma che io.... non sia più padrone della mia libertà? + +--Nessuno può vantarsi libero in un paese sinceramente libero. Guardate +l'America! + +Vi fu un lungo silenzio. + +--"_Calomniez_"--riprese poi Cantasirena,--"_il en restera toujours +quelque chose!_"--E avvicinando il faccione sfrontato e scrutatore alla +faccia allibita del candidato di Primarole, domandò colla voce cupa, +penetrante:--Lei conosce bene la leggenda egiziana, che corre per il +mondo? + +--Chi può far ta.... tacere le canaglie?--balbettò l'altro senza fiato. + +Matteo Cantasirena lo fissò, continuò a fissarlo. Con una mano si +accarezzava la barba lunga, fluente: coll'altra, tesa sulla scrivania, +suonava il tamburino colle dita, sempre più forte, con un'irritazione, +una minaccia crescente.... E intanto lo fissava, continuava a fissarlo. + +Il povero Bobboli-beì in quell'occhio acuto, luccicante, in quel viso +severo, minaccioso, vide riapparire, ritornare a galla, tutto il suo +passato.... Il traffico dei neri..., il commercio delle bianche.... le +cambiali.... la rovina d'Ismail pascià. Allora, sentendosi perduto, +perdette la testa; ebbe paura dei morti, paura dei vivi, paura, più di +tutti, di Matteo Cantasirena, e per ciò gli si abbandonò nelle mani +senza nemmeno venire a patti. + +Invece, per risolvere la madre di Pio Calca a permettere al figliuolo +di portarsi deputato e ad inscriversi fra i promotori della +"Cisalpina", furono messi in moto tutti i preti dei due collegi, con +monsignor Meneguzzi alla testa. L'architetto Fontanella avrebbe +comperato, per conto della Società, certi fondi della fabbriceria di +Castellanzo, che non rendevano un soldo, e provveduto al restauro, +colla fondazione di una messa, per i lavoranti e gli operai, di una +certa chiesa detta di San Vicenzino.... grave oggetto di scandalo per +tutti i devoti. + +Figuriamoci! L'aveva presa in affitto un prete spretato, fattosi +pastore protestante, e vi teneva le sue adunanze, le sue conferenze per +la propaganda evangelica! + +E così era cominciata la lotta elettorale e così cominciava a +diffondersi, a prender piede e a prender corpo la _Navigazione +Cisalpina_ e si raccoglieva attorno a Matteo Cantasirena tutta una +schiera, tutto un esercito, tutta una popolazione d'interessati. + +Oltre al Tolomei, al Bobboli, a Pio Calca, oltre al marchese +Duranti--che dopo aver rinnegato Cantasirena quando ormai lo credeva +liquidato e morto, adesso, per riamicarselo, comperava le azioni della +"Cisalpina"--oltre al Brunetti, al Vergani, al Bizzarelli, si mettevano +in moto, si agitavano tutti i parenti e i dipendenti di costoro. E i +radicali che lavoravano per il Tolomei, e i clericali che lavoravano +per Pio Calca, e gli avversari del Bonforti, che volevano ad ogni costo +il conte Bobboli!... Poi i venti ingegneri, poi i cinquanta assistenti, +poi tutti gli altri che avevano da guadagnare, da lavorare, da sperare +nella "Cisalpina" e anch'essi, alla lor volta, colle loro famiglie, i +loro amici, le loro aderenze. E da una parte il prefetto e gli agenti +del Governo, e dall'altra i sindaci, i comitati, le associazioni.... +Più aumentava la folla, più s'ingrossavano gl'interessi, le speranze +crescevano, si accendevano le passioni, gli odî, le guerre, le +cupidige. E in mezzo a quella turba, a quella folla, l'architetto +Fontanella, intrigante, strisciante, petulante; e sopra la folla, sopra +tutto, Matteo Cantasirena, sempre olimpico, maestoso, sereno, sempre +convinto nella giustizia della lotta elettorale, nella bontà +dell'impresa, nel genio di Fara-Bon, che ritornava a fare, che +continuava a fare ciò che aveva sempre fatto e disfatto: raccogliere +quattrini a palate per buttarli a cappellate! + +Il direttore, abbandonato l'antico quartiere, aveva preso in affitto +tutto un villino in via Ricasoli. Nel pianterreno, aveva messo gli +uffici delle _Risorse Italiche_; al piano nobile il suo appartamento, +colla Gioconda innalzata al grado di governante, e Taddeo, press'a +poco, a quello di maggiordomo. Di sopra, lo studio dell'architetto +Fontanella, la cameretta di Pietro Laner, e il quartierino di Evelina, +che viveva tutta sola, affatto ritirata, con una servetta più gialla, +più brutta, più gobba di lei. + +Evelina avea voluto così, e ormai era Evelina la coccola, il cuore, il +grande amore dello zio Matteo. Eleonora, quell'egoista superbiosa, non +si poteva più nemmeno nominare, o lo zio Matteo--non più zio per +lei!--strepitava, montava in furia. La cagione di un così gran +mutamento era stata la condotta di Nora, la quale s'era rifiutata di +seguire i consigli, le esortazioni dello zio, non avea voluto prestarsi +per indurre quel vecchio testardo di Giovanni, pieno zeppo di +pregiudizi di casta, di albagia, ad accettare, nientemeno, che la +presidenza onoraria della _Navigazione Cisalpina!_ E non solo questo, +ma pareva di più, che "quella bisbetica indomabile" cercasse di scavare +l'abisso fra lo zio, non più zio, e il suo biondo senatore! Così, un +duca di Casalbara, faceva in certo qual modo il paio con un Marco Salò +di Trieste, l'unico dei firmatari del comitato promotore che dopo +ricevuto il manifesto s'era incaponito a voler dare e mantenere le +proprie dimissioni! + +E anche alle nozze celebrate a Casalbara in forma privatissima, Matteo +Cantasirena aveva avuto un contegno rigido e severo. Un solo momento di +commozione alla partenza, nell'abbracciare quel povero Giovanni! Ma per +lady Macbeth, niente! Era felicissimo di non rivederla più per un bel +pezzo! Andasse pure a Nizza, a Parigi, a Londra.... e a Bergamo! Tanto +meglio! Lui aveva fatto il suo dovere di padre, l'aveva messa a +posto.... e adesso basta! Quando i suoi affari gliene avessero lasciato +il tempo si sarebbe dedicato a quell'altra, alla buona, alla cara +Evelina!--Oh, Evelina!--Era Evelina la sua figliuola vera, l'unica, la +soave Cordelia dello zio Matteo! La bontà la rendeva piacente, la +rendeva perfino bella!...--Quel Laner! Un melenso, un ignorante! +Trascurava tanto tesoro di tenerezza, di poesia, di vera poesia,--altro +che i suoi versi!--Mah! I contadini, i villani, misurano tutto a palmo! +Ciò che ad essi fa colpo non è la qualità, è la quantità! Quell'altra, +era più grande, più grossa, e gli aveva fatto più colpo! + +Lo zio Matteo, in conclusione, avrebbe voluto che il Laner sposasse +Evelina, non tanto per Evelina, quanto per le ventimila lire del +libretto della Cassa di Risparmio. + +Come tutti i prodighi, egli aveva l'avarizia, la smania di quei denari +che non poteva toccare e buttar via colle sue mani. La somma sborsata +dal Casalbara per pagare il Laner, la considerava sua, per la ragione +che era suo il debito; e impiegata al tre per cento, per la gretteria +sospettosa della signora duchessa, era, per lo zio Matteo, un capitale +suo, sciupato! + +--Quell'irredento chitarrista, è stato lui, colla sua cocciutaggine, +colla sua classica inabilità, che ha ammazzato l'_Emporio +Letterario!_... Tocca a lui a pagar le spese!... Tocca al direttore +"responsabile" dell'_Emporio_, non a quello del _Rinnovatore!_ + +Soltanto la speranza di far sposare Evelina al Laner, lo aveva calmato, +rabbonito. Le ventimila lire sarebbero state la dote della sua cara +Evelina, e per quella figliuola era sempre pronto a sacrificarsi. + +E di nuovo si era tirato in casa Pietro Laner, creandolo suo +"segretario di gabinetto", mandandolo di qua, di là, facendolo lavorare +per il nuovo giornale, per il comitato, per le elezioni, strapazzandolo +come un cane per vendicarsi di Nora; quell'ingrata, che non gli +scriveva, che non faceva un passo, che non gli domandava perdono.... + +--Dopo che mi deve la sua fortuna, la sua _posizione_, una delle +"_prime posizioni_" di Milano! + +Pietro Laner, quando lesse il suo nome sul manifesto della "Cisalpina" +si sentì stringere il cuore, prevedendo nuovi guai. Era il primo giorno +che usciva di casa per rinfrancarsi un po' sulle gambe. Si sentiva +indebolito, fiacco, era malinconico e triste; e leggendo quel +manifesto, vedendo il suo nome e col fantasma di Evelina sempre fisso +in mente, tornò a pensare con un brivido di terrore superstizioso che +aveva proprio ricominciato a vivere di venerdì! + +Ah, come avrebbe voluto ritornare a Crodarossa!... Ma non osava più +parlarne: Evelina scoppiava subito in lacrime. + +--Sola?... sola?... sola?... Lasciarmi sola nel mio stato d'angoscia, +orribile, tremendo?... No, no, Pietro, non lasciarmi sola! Se in un +impeto di smarrimento, di disperazione perdo la testa, Dio, Dio, per +te.... che rimorso! + +E intanto, anche a Crodarossa, cominciavano a inquietarsi, a +spaventarsi. + +Evelina non mandava più lettere; e Pietro, preso dall'inerzia, +dall'abbattimento, lasciava passare i giorni ripetendo sempre a sè +stesso: Scriverò domani, scriverò domani! + +La signora Angelica e la signora Rosina stavano ancora nel lungo riposo +del dopo pranzo alla finestra della loro cameretta, ma non sospiravano +più guardando l'orto, guardando il "Gigantesso" e pensando a +quell'altra, alla nuova padrona. Si guardavano mute nei poveri occhi +pieni di lacrime e sospiravano, sospiravano pensando a Pierino. + +Un giorno--era tornato l'ortolano dalla posta ancora senza lettere--non +si sentirono più la forza di resistere ed ebbero invece, tutt'e due, +nello stesso tempo, lo stesso pensiero: + +--_Andemo a Milan?_ + +--_Andemo._ + +Trotterellando, corsero a confidare la loro risoluzione, il loro colpo +di testa a Don Giuseppe, che rimase attonito, a bocca aperta, un po' +perplesso e impensierito per quella partenza. + +--Certo, certissimo, un'inspirazione del loro buon cuore, non può +essere che un'inspirazione di Quel di lassù. Intanto, in quanto a me, +per tirare innanzi in questi giorni.... Dio vede e Dio provvede! + +E Don Giuseppe,--erano in cucina,--sospirò guardando malinconico i +fornelli. + +Ma la signora Angelica e la signora Rosa si affrettarono a +tranquillarlo. Per una settimana avevano date tutte le istruzioni e +anche le provviste occorrenti alla Nunziatina, la figlia dell'ortolano. +Prima di partire avrebbero preparato il _golasch_ colle patate per due +giorni; per altri due giorni, pollo e patate a lesso; per i giorni di +magro il merluzzo, le uova, e insalata di patate. Avrebbero consegnato +alla Nunziatina il quantitativo occorrente di burro, di caffè; poi +sarebbero tornate, giusto in punto, per il giorno della lavandaia, e +Don Giuseppe non si sarebbe nemmeno accorto della loro assenza. + +E così, piene di borse, di fagotti, con un'oca "bella grassa" e un +sacchetto di noci, le due vecchierelle, sempre collo scialletto nero e +col fazzoletto di maglia grossa annodato sotto il mento, capitarono a +Milano, tenendosi vicine vicine, per non perdersi in quel _diavolesso_, +in tutta quella gran _confusion!_ + +Ma, subito, si rincorarono alla vista di Pierino che le accolse +festoso, giubilante, e che esse--Dio sia lodato!--ritrovavano, dopo +tante angosce, perfettamente rimesso in salute; soltanto con un +colorito un po' più pallido, "_più civil!_" Poi tornarono a +confondersi, a smarrirsi alla vista del "signor commendatore _direttor_ +Cantasirena" e alle sue espansioni rumorose, assordanti. Ma di nuovo si +rinfrancarono, si consolarono con Evelina, così modesta, insinuante, +economa, tutta di casa, e così piena di attenzioni e di premure. + +La signora Angelica e la signora Rosa, piombate da Crodarossa a Milano, +spinte dal presentimento, dal dubbio di una disgrazia, vi ritrovavano +invece il loro Pierino rimesso in gamba, colle ventimila lire ancora +intatte, e "vicinissimo a farsi uno stato magnifico, sotto la +protezione del signor commendatore _direttor_." E trovarono pure il +buon tempo, l'allegria, quegli svaghi che in tutta la loro vita non +avevano mai avuto, non avevano mai sognato. + +Pierino sentiva ormai che della sua grande felicità d'un tempo non +aveva più altro che quelle due vecchierelle, e si mostrava assai più +affettuoso e amoroso. Matteo Cantasirena faceva loro, col vocione +rimbombante, elogi e complimenti straordinari, ch'esse, magari, non +capivano bene, ma che cercavano poi di spiegarsi l'una all'altra quando +erano sole, e le teneva allegre, le rendeva arzille, coi pranzi +squisiti e coi vini prelibati. Evelina le portava in giro per tutte le +chiese, pregava con esse, con esse faceva tutte le sue divozioni, +baciava tutte le reliquie. Poi le conduceva a passeggiare sotto la +Galleria, o lungo il Corso a vedere i negozi. La signora Angelica e la +signora Rosina erano ancora intontite, spaurite, in mezzo al trepestìo +della folla. Si tenevano per la sottana, ma abituandosi a mano a mano, +cominciavano ad ammirare, ad estasiarsi. Il Duomo esse non lo vedevano +nemmeno: era troppo grande, troppo immenso pei loro piccoli occhi +esterrefatti, ma rimanevano immobili, attonite dinanzi ai Bocconi, si +dilettavano, si godevano, si maravigliavano dinanzi alle trottole, ai +topolini, ai pulcinella dei rivenditori ambulanti. E strabiliavano, +trasecolate, per i prezzi enormi, "esageratissimi" di tutta quella +roba, e poi sospiravano, si guardavano mute, titubanti per via d'un +panettone che il loro cuore voleva portare a Don Giuseppe, ma la cui +spesa era l'unico tormento, l'unico affanno di quei giorni felici. + +Pietro continuava a trovarsi colle zie, sempre insieme alle zie. Pure, +a un tratto, sebbene le due vecchiette, sballottate in quello +stordimento, non se ne fossero accorte, egli era diventato taciturno, +cupo. Fissava spesso Evelina con una domanda ansiosa negli occhi, e la +ragazza gli rispondeva con un brivido, impallidendo. + +Alcuni giorni, appunto, dopo l'arrivo delle zie da Crodarossa, si erano +ripetuti più gravi i primi sintomi; e una domenica, tornati insieme +dalla messa, mentre la signora Angelica e la signora Rosa +trotterellavano innanzi, passando per le prime nel salotto, Evelina, +fermato il Laner sull'uscio, gli aveva bisbigliato in fretta, tutta +tremante: + +--Ho paura.... ho paura. + +--Paura di che?--aveva risposto l'altro pur con un tremito. + +--Se fosse vero! Ah, se fosse vero! Un veleno, subito, fulminante! La +morte!... La morte! + +Ma la signora Angelica e la signora Rosa non sapevano leggere sotto la +maschera del sorriso forzato. Esse credevano a tutti, credevano a +tutto, sempre confuse, commosse per la grande, immeritata bontà di cui +si vedevano circondate. E furono esse medesime che indussero Pierino ad +accettare "subito subitissimo" le offerte di "quel grand'uomo, del +signor commendatore _direttor_." Cioè, tornare a star in casa con lui, +e assumere "per intanto" il posto, importantissimo, di suo primo +consiglier particolare! + +E le signore Laner, così festeggiate, accarezzate, naturalmente, invece +di una settimana, si fermarono a Milano più di un mese. Sempre +spaurite, stupefatte, sempre senza parole, non sapevano resistere alle +preghiere di Pietro, agli abbracci di Evelina, alle intimazioni +amabilmente imperative di Matteo Cantasirena, il quale le vedeva +soltanto a pranzo, ma le incantava, le affascinava, le istupidiva per +tutto il giorno. + +--_Bisogna partir_.... + +--_Dovemo proprio partir_.... + +E intanto i giorni passavano, ed erano sempre a Milano, e appena appena +osavano guardarsi, mute, sbigottite con lunghi sospiri, all'idea della +collera "giustissima" di Don Giuseppe, rimasto solo, abbandonato a +Crodarossa, colla Nunziatina, _bona de gnente_, oppure pensando alla +lavandaia, alla biancheria, alle mele cotogne "_de cernir_" e alla +canonica, tutta quanta in _rivoluzion!_ + +--_Bisogna partir_.... + +--_Dovemo proprio partir_.... + +E si decisero a partire, veramente, ma quando gli altri non pensavano +più a trattenerle. + +Pietro aveva promesso, subito, di accompagnarle fino a Crodarossa; poi, +dopo, per via di quell'altra che faceva il muso, che si sentiva male, +soltanto fino a Verona. Ma all'ultimo, Evelina, sempre in sospetto, +sempre col timore che egli volesse scappare, gli tolse d'un colpo ogni +lena e ogni forza di muoversi: + +--Dio, Dio!... È sicuro! Il dottor Foresti se n'è accorto.... Ha capito +tutto! È sicuro! + +Pietro lasciò che la zia Angelica e la zia Rosina partissero sole. E +alla stazione, salutandole, dimenticava quasi di abbracciarle. Era +troppo sconvolto, troppo spaventato.... + +Che viaggio lungo, uggioso per le signore Laner, e come arrivarono +tristi e malinconiche alla canonica! Osarono appena presentare a Don +Giuseppe "coi saluti particolari del signor commendatore _direttor_" il +bel panettone che Evelina aveva finito col regalar loro, per levarle +dai triboli. + +Don Giuseppe le aveva ricevute senza guardarle in faccia, con un muso +"tremendo". Egli parlava soltanto colla Nunziatina; dava i suoi ordini, +faceva tutte le sue raccomandazioni soltanto alla Nunziatina. + +E la loro cameretta?--Cos'era successo?--Anche la cameretta non +sembrava più quella di prima. Era diventata squallida, oscura.... + +Oh, quel gran silenzio che le circondava, come pareva cupo, come pareva +vuoto! + +--E l'Evelina?... Che angelo! + +--Un vero angelo! + +Così mormoravano, tra di loro, nello svestirsi per andare a letto, col +pensiero e col cuore sempre a Milano. + +--E Pierino?... Poveretto, alla _stazion_, per lo sforzo del trattener +le lacrime, era tutto pallido, smorto.... + +--Smorto cadaverico, poveretto. + +S'inginocchiarono, bisbigliarono le preghiere, intonandole più alto la +signora Angelica, rispondendo a voce più sommessa la signora Rosa. +....Poi, dopo, a tutte due, nel coricarsi, sfuggì il medesimo sospiro. + +--E il signor commendatore _direttor_?... Che belle maniere.... e che +bella testa! + +--Una vera testa da san Gerolamo! + +--E che mani bianche, delicate.... + +--E la voce? + +--_El parla cussì ben_ come uno che canta! + +E le vecchierelle, rannicchiate sotto le coperte, sospirarono ancora, +sospirarono più volte, prima di addormentarsi. + +Ma poi, passando i giorni coi giorni, sempre uguali, la gran città fu +dimenticata a poco a poco, perdendosi, confondendosi lontano, nella +memoria. E Don Giuseppe, l'economia, l'orto, la canonica avevano già +ripreso il primo posto nella loro vita e nei loro pensieri, quando, +d'un tratto, furono nuovamente sconvolte da un altro "_rebalton_", il +più terribile di tutti! + +Era capitata una lettera del Laner, scritta collo stile di Evelina, ma +questo le zie non potevano capire, nella quale Pietro confessava il suo +"ardente amore" per la giovane alla quale esse avevano dimostrata tanta +bontà e tanto affetto, "per la nipote del signor direttore", e finiva +col chiedere il loro consenso al matrimonio, e la loro benedizione. + +--_Jesus Maria Joseph!_ + +--_Jesus Maria!_ + +E al solito, corsero smarrite, trafelate in cerca di Don Giuseppe. + +Il buon prete, che con sua grande soddisfazione aveva visto la canonica +riprendere, finalmente, la vita placida, tranquilla d'un tempo, non +aveva adesso altro che un timore: qualche trambusto, qualche nuovo +guaio e dalla parte di Milano. Però, sentito il caso, si affrettò, +tanto per fin di bene, quanto per il quieto vivere, a calmare e a +confortare le signore Laner. + +--Tutto per il meglio, signora Angelica! Ma tutto per il meglio, +signora Rosa! È sempre Quel di lassù che vede e provvede, e dobbiamo +ringraziarlo come di un nuovo, segnalato favore. Pierino non è più solo +a Milano, esposto a tutti i pericoli dell'anima, e diremo anche del +corpo. Mi hanno ripetuto, tante volte, non è vero? che la ragazza, la +sposa prescelta, è savia, modestissima, di ottimi principî? + +--Oh, per questo, una vera _perfezion!_ E anche economa. + +--Economicissima.... Tutta di casa. + +--E allora dunque?... Ma si potrebbe desiderare di più e di meglio, dal +momento che è l'ispirazione, è la volontà diretta e medesima di nostro +Signore? _Mundus est et mundus esse debet!_ + +--Ma.... Pierino, non ha ancora uno stato sicuro. + +--Un _impianto_ stabile.... + +--Quel signor commendatore, così potente, padrone dispotico di tutta +Milano, penserà certo alla sua fortuna, al suo avvenire. Diamine!... +Sposa una sua nipote! + +--Ma.... la salute.... È malatina, esilina.... + +--Bruttina, anche, per dir la verità. + +--E questo forma il più grande elogio del loro nipote, che non si è +innamorato della bellezza del corpo, che è la dote del diavolo, ma +della bellezza dell'anima, che è il dono più prezioso di Quel di lassù, +essendo come una parte della sua stessa essenza divina! Da brave, +coraggio, e ringraziamo tutti insieme con umiltà, con gratitudine il +nostro Signore, l'Altissimo onnipotente, che tutto vede e provvede. Ed +io, che per l'appunto, come servo, e indegnissimo s'intende, lo +rappresento ai suoi fedeli, mando in questo momento al nostro Pierino, +a Milano, la sua santa e paterna benedizione. + +Il prete, diritto in piedi, si levò la berretta, e dopo aver fatto +l'atto della benedizione, congiungendo le palme devotamente, intonò +compunto, a bassa voce, le litanie: + +--_Kyrie eleison.... Christe eleison_.... + +E le due vecchiette, inginocchiate a' suoi piedi, vicine vicine, come +per dar più forza alla loro preghiera, come per unire in uno solo il +loro fervore e il grande affetto per il loro Pierino, balbettavano +colla voce fioca, tremante, rotta dalle lacrime: + +--_Ora pro nobis_.... + +--_Ora pro nobis_.... + + + + + +PARTE SECONDA + + +LA BARAONDA. + + + + +I. + + +Due seccature, una leggera, l'altra assai grave e pericolosa, turbavano +il buon umore e il successo del direttore delle _Risorse italiche_, +segretario generale della _Cisalpina_. La seccatura piccola, un'inezia, +ma insistente, irritante come la punzecchiatura di una mosca, era Paolo +Jona colla sua _Durlindana_. Ormai la Navigazione e Matteo Cantasirena +facevano le spese di tutto il giornale umoristico. Appena affisso il +manifesto del Comitato, la _Durlindana_, subito, era uscita con una +grande caricatura a colori: _Mosè salvato dalle acque_. E Mosè, si +capisce, era Matteo Cantasirena, le _acque_ i debiti, le cambiali, i +protesti; l'_Arca_, la _Cisalpina_, le _vele_ il giornale le _Risorse +italiche_, gonfiate dal Prefetto, che soffiava fondi segreti. + +--Ragazzacci viziosi e sgrammaticati!--Matteo Cantasirena diventava +furente, ma si arrabbiava fra sè, soltanto fra sè. Rispondere? Sfidare? +Dar querela?... Avrebbe fatto ridere di più alle proprie spalle. Però, +il vecchio giornalista fingeva, con sprezzante noncuranza, di non +vedere, di non leggere mai la _Durlindana_, tanto "quel giornalaccio" +era volgare, e senza spirito! + +Non così, per altro, egli avrebbe potuto comportarsi alla seccatura più +grossa: la guerra che faceva alla _Cisalpina_ quel maledetto boemo +"trasudante col sudiciume, i milioni e le canagliate!" + +--Col Kloss non si può scherzare! + +E si trattava appunto di Francesco Kloss, e l'odio, la guerra che gli +faceva il Kloss, egli la metteva in conto di un altro regalo che gli +venisse da Nora. + +Il Kloss, adescato e poi rimasto a bocca asciutta, non potendo +vendicarsi contro "madama Du Barry" si sfogava contro la _Cisalpina_. + +--Beneficate!--brontolava lo zio Matteo.--Raccogliete le orfane dei +vostri amici, e avrete in ricambio l'ingratitudine, sempre +l'ingratitudine! + +Era vero che Francesco Kloss, abbandonando il solito riserbo, s'era +buttato accanitamente contro la _Cisalpina_, e i giornali radicali, +avversari dell'impresa, più che per altro, per ragioni politiche e per +mire elettorali, si facevano forti de' suoi giudizi, della sua aperta +ostilità. Uno, fra gli altri, aveva appena pubblicata l'intervista di +un _reporter_ col commendatore Francesco Kloss a proposito delle +"_manovre nautico elettorali_ di Primarole". E l'intervista era +riuscita tanto più impressionante per il tono burlesco. Il Kloss non +faceva altro che ridere e sghignazzare, assicurando, che per conto suo +avrebbe sempre aspettato l'acqua della "Cisalpina.... per correre ad +annegarsi!" E il _reporter_ riferiva il motto preciso, nel suo dialetto +internazionale: + +"_Mi aspettassi cuell'acqua, per cour diretto a neccar!_" + +Ma nella guerra mossa dal tedesco alla nuova impresa non entrava +affatto la "_macchina a tispiasé_" come egli chiamava la duchessa di +Casalbara. Forse gli era rimasto per Nora un senso di dispetto, di +antipatia unito alla diffidenza, ma ci voleva ben altro per muovere il +Kloss, in pro o contro un'impresa, e per spingerlo a fare ciò da cui +era sempre rifuggito quasi con terrore: parlare coi _giornalista_, +trattare coi _giornalista_, concedere interviste ai _giornalista!_ + +Per indurlo ad un passo così avventato era occorso tutto il suo odio di +razza contro gli "_imbrojamestee_" degli affari, della speculazione. E +più ancora: tutto il suo proprio, il suo vero, il suo solo interesse! + +Quella "carnevalata" della _Navigazione Cisalpina_ poteva di +contraccolpo, suscitare diffidenze, timori nel pubblico per le grandi +speculazioni della Borsa, per gli affari sul serio, insomma per gli +affari della banca Kloss e C. + +--_Cunt i tannée del pubblich se scherza no!_--dichiarava il Kloss +senza più ridere nè sghignazzare, perchè istintivamente, per abitudine, +i denari del pubblico li considerava già suoi. + +Le _Risorse italiche_ non raccolsero il fiero attacco di +quell'intervista. Soltanto il giorno dopo, recavano al posto d'onore +"in corpo nove" un avviso interessante, ch'era anche una stoccata. + +"Il segretario generale della _Navigazione Cisalpina_, commendator +Matteo Cantasirena, terrà domenica 1.º giugno, nella fausta occasione +della Festa Nazionale una conferenza nel gran salone del "Palazzo dei +Lavori" a Primarole, sul tema: "La Navigazione Cisalpina.--Il passato, +il presente, l'avvenire." + +"L'onorevole conferenziere spiegherà il concetto creatore del compianto +capitano Fara-Bon e illustrerà l'estrinsecazione pratica che di esso +sta per assumersi il suo degno discepolo e continuatore, l'ingegnere +cav. Carlo Fontanella, giovane ricco di censo, di mente, di cuore e di +studi. Il Fontanella risolverà uno dei problemi più utili alla +grandezza italiana, rispondendo colla vittoria dei risultati, alle +guerre coperte e insidiose degli atrabiliari e dei settari i quali +soffocano ogni sentimento di patria nei loro odî, nelle loro cupidige +ascose e tenebrose. + +"L'illustre oratore, infaticabile segretario della _Cisalpina_, darà +conto altresì delle numerose e preziosissime adesioni che continuamente +pervengono al Comitato: ed inviterà gli intervenuti alla cerimonia di +chiusura del concorso, per la scelta del bozzetto di un monumento al +grande Ideatore." + +Una noticina in corpo sette, soggiungeva poi: + +"A proposito del concorso. Siamo in grado di prevedere che i suffragi +del pubblico, come già quelli della competentissima e solerte +commissione aggiudicatrice, si raccoglieranno indubbiamente sul +bozzetto dello scultore Gesualdo Arcangeli: "Fara-Bon dinanzi a +Malamocco." È questa un'opera d'arte nella quale l'alta e patriottica +idealità del concetto si rivela nella severità classica della forma, +scevra da ogni ibrida concessione alle volgarità del cosidetto verismo. +Nè poteva essere altrimenti. Gesualdo Arcangeli è cittadino dell'eroica +Brescia, è figlio di quel prode Agesilao, a noi più che compagno, +fratello nelle lotte e nelle congiure, morto sulle barricate, colpito +in fronte dal piombo di un caporale croato.... anzi _boemo_." + +Ma dalla freddezza colla quale erano stati accolti e riportati dagli +altri giornali, anche dagli stessi giornali del partito, i "comunicati" +riguardanti la conferenza di Primarole, il monumento e le nuove +adesioni, Matteo Cantasirena, col suo fiuto finissimo, aveva subito +capito di essere un po' in ribasso dopo la famosa intervista. + +Si trattava, per il pubblico, di metter mano alla borsa e facevano più +colpo il gergo barbaro e lo scetticismo del banchiere, che dava +l'allarme, di tutti i pistolotti e le evocazioni nazionali.... per +cavargli quattrini. + +--Italia! Italia!--gemeva dolorosamente Cantasirena. Poi pensava al +modo di difendersi e concludeva:--Bisogna neutralizzare il Kloss! + +Il direttore era solo nel suo studio, alle _Risorse italiche:_ uno +studio artistico e patriottico: il busto del Fara-Bon, dal solito +barbone e il berretto di pelo, e, in alto, in una gran cornice, una +lettera autografa di Garibaldi. + +--Bisogna rendere l'Austria neutrale.... o meglio ancora, farsela +alleata!... + +E pensava, continuava a pensare, accarezzandosi la barba, +arricciolandone la punta, nervosamente. + +Aveva bisogno di denaro, di molto denaro. Aveva pagato i debiti +vecchi.... ma cominciavano già ad invecchiare anche i debiti nuovi.... + +--Il Brunetti, il Bizzarelli, il Palazzoli.... tutti spiantati!... Il +Fontanella.... un pusillanime! Gli operai, i giornalieri, si sa, sono +un branco di affamati! Ebbene, quando strepitano, quattro schioppettate +in aria e si cacciano in prigione! E quel chierichetto ambizioso di Pio +Calca? E quel trafficante di carne umana del Bobboli-beì? Vogliono +esaminare i conti!... I conti! I conti!... Se abbiamo fatto l'Italia è +perchè non abbiamo mai contato nè i nemici nè i denari! I conti!... Io +non accumulo! Io non nascondo i milioni!... Non ci credono? Vengano a +vedere! + +E il direttore sbuffò stizzito, con un'alzata di spalle. Se ne +infischiava di quella gente! All'occorrenza il Fontanella, il Calca, il +Bobboli, tutti quanti, avrebbero dovuto tirar fuori degli altri +quattrini. Ma per la _Cisalpina_, per la riuscita della grande impresa, +occorreva il capitale fluttuante, enorme, inestinguibile del pubblico, +delle azioni. + +--Maledetto boemo!... Bisogna agguantarlo per il collo!... Per lo meno +imporsi, spaventarlo!... Spaventarlo?... Sicuro, perchè no? + +Matteo, era seduto dinanzi alla scrivania; si allungò, si distese sulla +poltrona. + +--Spaventarlo?... Tedesco, affarista, donnaiuolo.... non dovrebbe +essere difficile! + +Rimase a lungo immobile, coll'occhio fisso ad un punto del soffitto: +con una mano aveva afferrata tutta la barba, e si grattava il mento +coll'indice... Poi gli sembrò... ebbe un lampo. Allora si scosse, si +alzò come per seguire l'idea che gli era balenata... + +--Gli spezzati d'argento.... Gli incettatori... Gli avoltoi della +Borsa... e delle borse! Benissimo! + +Si avvicinò all'uscio e chiamò a mezza voce:--Signor Perego! + +Un omino entrò quasi subito nello studio: piccolo, sudicio, sparuto, +colle scarpe rotte e l'abito nero tutto liso; una faccia tra l'affamato +e il delinquente. Egli si fermò dinanzi al direttore con un +atteggiamento ch'era un mezz'inchino, e portandosi con un moto abituale +della mano il grosso cordone del _pince-nez_ dietro l'orecchio. + +Il Perego poteva vantarsi di rappresentare tutta intera la redazione +delle _Risorse italiche_. Il giornale "dei giovani e per i giovani" +aveva infatti sempre piene di giovani le sale della direzione e le +tasche del direttore. Ma a tutti quei giovani Matteo Cantasirena +raccomandava di portar quattrini e abbonati: quando portavano +articoli... questi finivano nel cestino. + +Mariano Perego era straordinario nella sua qualità di giornalista +_utilité:_ aveva letto tutto, conosciuto tutti, ricordava tutto; era +uno sgobbone portentoso, instancabile, un assimilatore dello stile di +prima forza. + +E per questa sua abilità, i colleghi lo chiamavano il +_falsificatore_..., ma non per questa soltanto. L'appellativo aveva un +senso recondito, ingiurioso e perfido: si riferiva alla prima colpa del +Perego, quella che lo aveva disonorato, rovinato. + +A diciott'anni, egli faceva ancora l'ultimo corso di liceo; pazzo per +una donna, aveva falsificata la firma di un suo compagno di scuola, +sotto una cambiale di cento lire: prima ancora della scadenza, il +Perego si butta alle ginocchia dell'amico, gli confessa la colpa; +l'amico perdona, paga, ritira la cambiale. Ma dopo, dopo forse una +decina d'anni, mentre Mariano Perego, già molto innanzi nella carriera, +nella fama, si trova impegnato in una fierissima polemica che +appassiona tutta una città, che deve risolversi in un duello, in un +seguito di duelli, ecco saltar fuori una prima voce, vaga, che ricorda +quel fatto; poi, a mano a mano, la voce si fa più insistente, più +precisa.... I padrini della parte avversaria esigono un giurì, il fatto +delle cambiali è provato irrecusabilmente, e Mariano Perego, dichiarato +indegno di battersi, infamato, deve abbandonare la sua città, il +giornale fondato da lui, reso potente con tanti sforzi, con tanto +ingegno, lo stesso partito politico al quale aveva dedicato la vita e +pel quale sarebbe stato pronto a sacrificarla.... deve abbandonar +tutto; ritrarsi, sparire! + +Tutti, contro di lui e con più furore quanto più egli era salito in +alto; tutti contro di lui, senza tregua, senza misericordia e gli amici +più dei nemici, tutti i protetti, i difesi, i beneficati.--Giù, giù la +nuova canaglia, giù, nel fango! + +E Mariano Perego, il giornalista caduto, collo stesso fango di cui lo +avevano coperto, s'era dato a sfogare i livori, gli odî, l'amarezza; e +a quel fango aveva ricorso, anche per mangiare. Per mangiare soltanto, +e male, e poco, perchè la gente rispettata e piena di onore, si valeva +della sua miseria, della sua abiezione per sfruttare il suo talento, il +suo lavoro e occorrendo la sua disonestà. + +Matteo Cantasirena, meno male!... Nei giorni di abbondanza lo pagava +senza contare e senza farsi pregare; quando era ridotto al verde non lo +pagava affatto, ma lo invitava a pranzo e lo trattava a bordò. Il +Perego, sfamato, ringalluzzito, lo serviva... e lo ammirava per fargli +piacere. + +--Pronto?--domandò il direttore fermandosi diritto in mezzo alla +stanza. + +--Prontissimo!--rispose il Perego: seduto alla scrivania si era +preparato dinanzi un monte di cartelle. + +--Si spara contro il Kloss? + +--Già,--rispose Cantasirena, tenendo sollevata, colle mani incrociate +sulle reni, la gran coda del soprabitone, e tornando a girar su e giù, +dimenandosi, pompeggiandosi maestosamente.--Già, quattro parole per +quello zingaro... banchiere! L'intervista è stata brillante; faremo +anche noi un articolo allegro. + +--Un po'... di _Durlindana_,--sogghignò il Perego che si godeva di +tanto in tanto a ricordarla, appunto perchè quell'altro se ne rodeva. + +--Scriva, senza interrompere! + +Il Perego, si tirò il cordoncino del _pince-nez_ dietro l'orecchio, e +tutto umile, senza più fiatare, col muso basso, pronto colla penna +sulla carta, aspettò che l'altro incominciasse. + +--Scriva il titolo: _Imperial Regio radicale:_ e sotto, tra parentesi: +_Spezzatino alla boema_.... E di seguito, senza mai fermarsi, Matteo +Cantasirena dettò l'articolo, parlando prima lentamente, pausando, col +gesto e l'enfasi di un predicatore, poi alzando la voce a mano a mano, +accalorandosi, pestando i piedi, lanciando invettive e minacce: ansava, +sudava, tremolava tutto... ma non si fermava mai. + +Mariano Perego lo seguiva a stento, colla penna che volava, +scricchiolava sulla carta. Ad ogni periodo approvava col capo, +mormorando "bene.... molto bene.... benissimo...." Infine scoppiò in un +potente "_maraviglioso_" mentre, rizzandosi, arrovesciandosi sulla +poltrona si fregava le mani con una stropicciata lunga, fragorosa, +echeggiante. + +E il Perego era sincero nel suo godimento! Oh, il bel pancione +formidabile e incrollabile, come lo vendicava di quella folla di +galantuomini così spietata e inflessibile contro di lui debole, contro +di lui solo e vinto! + +--Leggiamo tutto: da capo a fondo. + +Il Perego lesse l'articolo con arte, con enfasi, e Matteo Cantasirena, +brandito un lungo tagliacarte ne seguiva la lettura accennando ai +punti, alle pause, agli "a capo" come un direttore d'orchestra. + +L'articolo cominciava umoristicamente, domandando all'illustrissimo +commendator Francesco Kloss, perchè aspettasse l'acqua della +_Cisalpina_ per annegarsi non solo, ma ben anche per.... lavarsi! +Tuttavia lo scherzo durava poco e Matteo Cantasirena con la foga del +suo stile rimbombante, lanciava contro il Kloss un'accusa esplicita, +gravissima: era lui "l'Imperial Regio radicale" il capitano segreto +della _banda nera_, il comandante in capo degli incettatori, il +generalissimo dei ribassisti! + +".... Chi è l'implacabile, il feroce nemico della _Navigazione +Cisalpina?_ È il nemico più implacabile e più feroce di tutto il nostro +credito, di tutti i nostri valori, è il contrabbandiere, il grande, il +terribile incettatore del nostro oro, del nostro argento! È costui, +l'omicciattolo saltellante e sghignazzante, lo speculatore tenebroso, +che col suo gergo da barbaro e co' suoi giri e raggiri di avoltoio, +diffonde il panico fra i nostri istituti di credito, fra le nostre case +industriali, colla furia fatale di un'epidemia; è costui il grande, il +benemerito finanziere esaltato, incensato, intervistato dai nostri +avversari, dagli avversari della _Cisalpina_, dai denigratori del +Fontanella, dagli amici, dai moretti, dai mediatori elettorali del +Bonforti e del Ghirlanda!" + +E rapido, ma efficace, svelate le gesta dei ribassisti, degli +aggiotatori, della _banda nera_, prometteva per il giorno dopo "di +precisare le accuse con altri nomi, con altri fatti, colle cifre e +colle date." + +--Badiamo!...--arrischiò il Perego, cogli occhi e il viso ancora +sfavillanti, il Perego che pareva sprofondarsi dinanzi alla grandezza +del direttore.--Badiamo agli estremi della diffamazione. + +--Ingiuria, ingiuria semplice, finchè prometto soltanto di precisare! + +Ma tuttavia Cantasirena cominciò a mostrarsi impressionato +dell'avvertimento. Diventò serio, meditabondo, mormorando:--Sempre la +museruola alla verità!--Sospirò, soffiò.--E poi--soggiunse dopo un +momento,--e poi, caro Perego, io sono sempre stato generoso. Sopratutto +sono sempre stato un uomo di cuore: è un difetto; ma non è alla mia età +che si cambia natura! Seguiamo dunque la massima del Vangelo. Non +domandiamo la morte del peccatore, ma che si converta e viva.... Anche +lei, egregio amico, che cosa mi consiglierebbe di fare? + +Il Perego, con due dita, delicatamente, tirò il cordoncino +sull'orecchio, mentre per capire, per indovinare qual'era il consiglio +che l'altro desiderava, lo guardava fisso, colle pupille immobili, +ingrandite dietro le lenti. + +--L'articolo, non uscirà che domani....--sbadigliò distrattamente +Matteo Cantasirena. + +--Ah?... Domani?...--interrogò nuovamente il Perego che cominciava a +capire. + +--Lei non conosce... non ha mai avuto nessun rapporto con +quell'orso.... del nord? + +--Non conosco il Kloss, ma conosco il suo procuratore, il signor +Galli,--esclamò il Perego, che ormai aveva capito tutto. + +--Se il Kloss promettesse soltanto di studiare a fondo la _Cisalpina_ +prima di combatterla... Per divertimento... io non ho mai fatto del +male a nessuno!...--E Cantasirena si sdraiò sopra una piccola poltrona +bassa, tornando a sbadigliare. + +Il Perego, sicuro adesso del fatto suo, prese i fogli dell'articolo, +dopo averli numerati col lapis e si avviò per uscire. + +--Che uomo è questo signor Galli?--domandò Cantasirena, stirandosi, +socchiudendo gli occhi. + +L'altro sorrise; aveva il tic della definizione. + +--È uno spostato del sentimento, è un romantico della riabilitazione, +un precursore della giustizia sociale. + +Cantasirena aprì gli occhi. Voleva essere sicuro che il Perego si +sarebbe condotto con prudenza. + +--Lei lo conosce bene, da molto tempo, questo signor Galli? + +--Eravamo nella stessa casa in pensione. Il Galli ha sposato la +figliuola della nostra padrona che un altro dozzinante, un ufficiale di +fanteria.... si era presa.... goduta... e piantata lì... lei e la +camera. + +--E dopo, non l'ha più visto? + +--Tutte le domeniche al Trenk. Il signor Galli ci va colla sua signora, +una bellezzina linfatica dalla quale è adorato, quantunque il signor +Galli abbia il torto di essere vecchiotto e di chiamarsi Ambrogio. La +colazione al Trenk è la gran festa di famiglia. + +--Ha figliuoli? + +--Uno solo, quello dell'esercito. + +--E un uomo così.... diremo.... umanitario, si è venduto al signor +Kloss?--esclamò Matteo Cantasirena, parlando e sbadigliando insieme. + +--Venduto... no. È il procuratore della Banca Kloss e C., nient'altro. +Del resto la questione del pane quotidiano... s'impone specialmente ai +socialisti, caro direttore!... + +Poco dopo Mariano Perego si presentava al signor Galli, alla banca +Kloss e C., coi capelli lisciati, incollati sulla fronte e la barba +appena fatta. + +--Prima di dirle di che si tratta, le domando, in parola d'onore, il +segreto più assoluto. + +E siccome il procuratore del Kloss era un pochetto sordo, il Perego +alzava la voce, tirandosi su, in punta di piedi, per avvicinarsi al suo +orecchio. + +Il Galli era un vecchio alto, forte, poderoso. Aveva la faccia tonda, +completamente rasa. Una corona di capelli rossicci e crespi, gli +circondava la testa calva. + +Egli pure si rizzò diritto, dopo essersi chinato per udire la domanda +del Perego, e lo guardò fisso, quasi severamente, coll'occhio pacato, +cerulo, austero, la cui vivezza pareva trasparire e diffondersi dietro +una nube di malinconia. + +Il Perego schivò quello sguardo, tirandosi il cordoncino degli occhiali +dietro l'orecchio. + +--Secondo il caso, posso promettere il segreto; sì e no,--riprese il +signor Galli colla sua voce grave, penetrante.--Secondo il caso: se si +tratta di me, di un affare mio, posso anche promettere; se si tratta +della banca o del signor Kloss, no.--E a quel "no" il signor Galli si +rizzò ancora di più, ancora più diritto. + +Il Perego invece, sembrò rimpicciolirsi, cercando l'articolo nella +saccoccia. + +--Si tratta del signor Kloss. Legga. Sa che anch'io sono un galantuomo e +che ho bisogno del pane che mangio. Davanti a lei mi sembra d'essere +dinanzi a mio padre. Prenda!--e gli porse le bozze dell'articolo.--Nella +mia condizione.... può sembrare una indelicatezza verso il +giornale,--continuò il Perego tossendo per schiarirsi la voce.--Ma... ho +tanti obblighi di gratitudine verso di lei! Mi sarebbe parso di mancare ad +un dovere sacro, non affrettandomi ad avvertirla finchè, forse.... si +potrebbe essere ancora in tempo. Lei mi ha fatto del bene; ripetutamente... +Questa volta vengo a domandarle, invece, un consiglio... un suo parere. Si +potrebbe far parlare al direttore da qualche persona influente... perchè +l'articolo dovrebbe andare domani. In ogni modo lei apprezzerà la mia +condotta perchè io la rispetto, la venero, perchè ho tutta la confidenza in +lei.... perchè lei non vorrà farmi del male.... non....--A questo punto +s'interruppe e tornò a cacciare il cordoncino degli occhiali dietro +l'orecchio. + +Sotto la pupilla immobile, grave, severa del Galli, gli era mancata la +voce; sulla fronte gli spuntavano, rilucevano spesse e minute le +goccioline di sudore: quando l'altro, finalmente, gli levò gli occhi di +dosso per mettersi a leggere l'articolo, respirò, riprese fiato. + +Il signor Galli, alla banca non era più il buon uomo del Trenk, uno dei +più caldi fautori, senza esservi inscritto, della Lega per la pace, il +buon signor Ambrogio, che aveva sempre un sigaro da offrire... e +all'occorrenza anche un biglietto da dieci lire da prestare; che +guardava la sua giovane mogliettina, tutta sfarzosa e fiera nel suo +lusso della domenica, cogli occhi rilucenti di tenerezza, di +ammirazione; che soffiava un'ora nella minestra del piccino per +raffreddarla, sempre paziente, affettuoso anche quando il marmocchio +strillava, s'impuntigliava, versava il vino sulla tovaglia.... No, non +era più il signor Galli! E il Perego lo guardava con diffidenza, quasi +con timore, scostandosi d'un passo. + +Il procuratore lesse tutto l'articolo, rimanendo sempre impassibile, +poi rialzò il grosso testone fissando nuovamente il Perego, ma questa +volta con un'occhiata sprezzante, sdegnosa. + +--Quanto vi ha ordinato di domandare il signor Cantasirena per +sopprimere questa roba?--E abbassò il capo porgendo l'orecchio. Ma +l'altro non si avvicinò. + +--Io sono un galantuomo!... Certe cose ripugnano a me come a lei!... Io +ho agito a fin di bene!... Se il signor Cantasirena lo sapesse, sarei +scacciato dal giornale!... So anch'io che Matteo Cantasirena non è come +lei, come me, come noi!... È un prodigo incosciente! È un vanaglorioso! +Lei non lo conosce!... Adesso che è in auge, che è pieno di quattrini, +ci tiene di più a un suo articolo e al gusto di vendicarsi, che non a +tutti i milioni della banca Kloss! + +Il Perego, agitato, gesticolava, diventava ora bianco, ora rosso, di +tutti i colori; gli occhi guizzavano obliqui dietro le lenti, la voce +gli usciva dalla gola stridula, stonata per lo sforzo di mantenerla +alta e di nasconderne il tremito. + +--Se il signor Kloss crederà di prendere qualche provvedimento per +questo articolo, scriverà direttamente al signor Cantasirena. Lei può +andarsene. + +--Creda, signor Ambrogio....--tentava di ribattere il Perego, +mettendosi una mano sul petto,--io sono un galantuomo.... + +--Lei può andarsene!--intimò il Galli per la seconda volta. + +L'altro se ne andò infatti, e quando fu solo nel corridoio, scosse giù +con un'alzata di spalle il peso della vergogna, l'avvilimento. + +--È la paura che ti fa così insolente!--mormorò, e si presentò a +Cantasirena ridendo, con una delle sue lunghe e fragorose stropicciate +di mano. + +--Tutto è a posto, signor direttore!... Prima di sera, scommetto che il +commendator Kloss avrà comperato venti azioni della _Cisalpina!_ + +--Piuttosto gliele regalo!--esclamò Cantasirena con alterezza e con +sincerità.--Quell'affarista lurido, sarebbe capace di credere ad un +ricatto! + +Prima di sera, com'era stato previsto, Taddeo, il buon _Taddeum_, +luccicante nella nuova livrea, una specie di uniforme di sottufficiale +garibaldino, presentò al colonnello una lettera urgentissima +"particolare" col timbro della banca Kloss e C. Ma, nè di quella +lettera, nè del seguito delle trattative, Mariano Perego non ebbe, e +non dimandò nessuna notizia. + +L'accusa delle _Risorse italiche_ aveva colpito nel vivo?... Forse; ma +di sicuro, e fino a che punto, nessuno lo poteva sapere, nemmeno il +signor Galli: lo sapeva soltanto il commendator Kloss, il quale, come +Cantasirena, non aveva bisogno di consiglieri. + +La lettera urgentissima "particolare" della banca Kloss fissava un +ritrovo per quella stessa sera in una sala riservata del "Circolo +Commerciale" fra il signor Galli e Matteo Cantasirena; e la mattina +seguente vi fu un secondo, un ultimo convegno nello studio d'un noto +agente di cambio, coll'intervento, sulla fine, del commendator Kloss in +persona. + +Il Kloss, invece di riceverne, dettò condizioni, sempre col cappello in +testa, sempre ghignando, gesticolando, saltellando qua e là, più +arrogante, più impertinente e più villano del solito. + +Si lasciarono tutti e tre soddisfatti l'uno dell'altro. + +Il Kloss, ghignava, mordendosi i baffi tinti: "quel giornalista +_imbrojamestee_" era un furbo soltanto.... per i minchioni! + +Il signor Galli, il buon ambrosiano, era stato conquistato dalla +simpatia, dalla facondia, dallo sviscerato amor del prossimo, di Matteo +Cantasirena. + +--No, non era un ricattatore!--e sospirò mestamente e pur mestamente +sorrise al viso dolce e devoto della sua mogliettina, e alla testa +bionda e ricciutella del bimbo che aveva sempre davanti agli occhi, e +che, imponendosi al suo cuore, lo tenevano lì inchiodato al servizio +del signor Kloss! + +Matteo Cantasirena era gongolante, e volle regalare a Evelina e a +Pietro Laner, tutto il mobilio e le tappezzerie del salotto di +ricevimento, per il loro quartierino di sposi:--Scegliete, ordinate +tutta la roba di vostro gusto dal Vergani; e poi il conto, lo mandi a +me. + +La Gioconda, anzi ormai la signora Gioconda, scelse anche lei un +regalo: si era alla fine di maggio, ma volle ugualmente una pelliccia +d'orsetto che avrebbe messa via per l'inverno: il metter via, la +passione della serva, era rimasta pure la gran passione della +governante. + +Matteo Cantasirena esultava ed era fiero, infatuato, convinto della +parte che aveva sostenuta. + +--Ah! ah! Credevano che i suoi articoli si potessero +comprare?--Cessassero gli attacchi ingiusti, sleali alla _Navigazione +Cisalpina_.... e basta! + +Lo zio Matteo ne parlava, in segreto, anche col Laner. + +--A voi, caro Pietro, anzi a _te_, oramai posso dir tutto: tu ed +Evelina siete i miei soli figliuoli: ricordatevelo per il giorno che mi +chiuderete gli occhi: non vi dev'essere nessun altro.--A te, caro +Pietro, posso dir tutto: passar vicino ai milioni, come ci sono passato +io, oggi, e uscirne completamente _incolume_, è una grande +soddisfazione!--Gli occhi di Matteo Cantasirena luccicavano, pieni di +lacrime: si commoveva. + +--_Vade Retro Satana!_... + +E si confidava anche a _Numa_ accosciato vicino al fuoco e che lo +fissava sospettoso, arricciando il muso e dirizzando il pelo. + +--Caro _Numa_ lo puoi dire alla nostra Gioconda!... Il padrone è stato +un eroe del sacrificio!... e morte ai _tirolesi!_ + +Quella vittoria, quell'intimo e sereno compiacimento gli recò, col buon +umore, le più felici ispirazioni per la grande conferenza di Primarole. + +Di solito, la domenica dello Statuto piove sempre; quel giorno fece +eccezione. + +--È il sole pronubo della _Cisalpina!_ Viva l'Italia!--esclamò il +direttore, alla stazione, rivolto a Taddeo, che gli teneva dietro, +traballando sulla gamba di legno, con tutte le decorazioni rilucenti e +tintinnanti. + +--Viva l'Italia! + +--Evviva! colonnello. + +Era una mattina calda, azzurra, limpida. Matteo Cantasirena costretto a +vivere nell'afa ammorbante della città, subito, appena in treno, appena +fuori all'aperto, col venticello leggero che agitava, gonfiava, +sbatteva allegramente le tendine del carrozzone, rotte dalle strisce +vaganti e abbarbaglianti del sole, si sentì ristorato, sollevato, come +purificato da un senso di benessere, di liberazione. + +--Ah!...--e respirò. + +Erano con lui nello stesso scompartimento, i giovani collaboratori +delle _Risorse italiche:_ tutti mezzi parenti, amici, fautori di Pio +Calca. Belle faccette fresche, fiere, dai baffettini nascenti, solo un +po' martoriate e immalinconite dal solino enorme e rigido. C'era +Evelina, modesta, aggraziata, più che seduta rannicchiata, nel suo +posticino, con una positura d'indolenza languida, cascante, che +dissimulava la spalla più grossa. Essa teneva sempre una delle sue +manine inguantate sopra un ginocchio di Pietro Laner, come affermando, +pur nella tenerezza dell'abbandono affettuoso, la sua proprietà; ma gli +occhi, dietro le lenti, si fermavano or su questo or su quello dei +giovani scrittori delle _Risorse italiche_ e fermandosi scintillavano: +non per civetteria, bensì per calcolo. Due di quei giovani, dovevano +essere i suoi testimoni alle nozze; lo aveva fissato lei, di suo capo. +E uno doveva regalarle una valigia, con un completo _necessaire_ da +viaggio: l'altro un _servizio_ per il caffè in argento: anche tutto ciò +pensato e fissato da lei, in testa sua, senza dir niente a nessuno. + +Pietro Laner, coll'aria istupidita e trasognata, timido con +Cantasirena, timido con Evelina, con tutti, fissava il numero del +_carrozzone_, il 2113: e quel tredici, in fondo, lo turbava, lo +inquietava per il viaggio.... + +Ubbie?... No! No!... + +E il poeta scrollava il capo tristamente, e guardava Evelina.... e +pensava al suo matrimonio e pensava a "quell'altra" e si sentiva +solo.... infelicissimo e sospirava, sospirava con un tremito di +sgomento. + +--No! No!... Non erano ubbie!... aveva incominciato a rivivere di +venerdì! + +Primarole era ridente, colle case spesse e colorite, in mezzo alla +pianura immensa, inondata, raggiante di sole! Vi era nell'aria una +trasparenza cristallina. I vapori del fiume invisibile, si addensavano +all'orizzonte in una striscia lattea, luminosa, tenuissima sotto il +cielo azzurro, come un mare lontano. + +La borgata era piena di gente e di chiasso; le bandiere alle finestre, +le viuzze adorne a festoni, un grande arco di alloro e di mortella, +all'imboccatura della piazza. + +Matteo Cantasirena fece il suo ingresso trionfale, circondato da tutto +lo stato maggiore del Comitato, al suono della banda che strombettava +l'inno di Garibaldi e la marcia reale, e dando il braccio a Gesualdo +Arcangeli vestito all'italiana: un cappellone a larga tesa sulle +ventitrè, giacca di velluto e cravatta rossa. + +--L'arte! L'arte! Ecco la terza Italia! L'arte di Canova, Gesualdo mio, +di Raffaello, non gli studi di osteologia e di veterinaria dei +decadenti! + +Le bandiere, la musica, gli archi di trionfo, gli evviva, tutto merito +particolare di Mariano Perego il quale era da due giorni sul posto, ma +senza figurare, senza mettersi in mostra, senza farsi vedere.... +nemmeno dal piccolo Calca, nemmeno dall'ingegnere Fontanella, anch'essi +in processione dietro Cantasirena, e assai irritati ed inquieti, perchè +temevano una rivolta nelle squadre degli operai e dei braccianti. +Questi infatti, occupati nei lavori di dissodamento e di sterro lungo +il tracciato dei canali, erano tutti in fermento trovandosi in +arretrato di paga, per colpa, appunto, di Matteo Cantasirena, che non +aveva mandato i denari per "le settimane!" + +Tuttavia, lungo la strada, in mezzo alla gente, il Fontanella e il +Calca riuscirono a contenersi, a dissimulare.... Si fermarono cogli +altri, al caffè, a bere il vino bianco offerto da Gesualdo Arcangeli, +già un po' brillo a quell'ora, in mezzo alla schiera fracassona de' +suoi _puntatori_, de' suoi _formatori_, de' suoi _finitori_, coi grandi +cappelloni come "il maestro" e che seguivano "il maestro" dapertutto, +sempre in baldoria, mangiando e bevendo alle sue spalle. + +Col vino bianco si fecero evviva e brindisi al "prode Agesilao, alla +_Cisalpina_" al genio di Fara Bon e il Fontanella rispose pure, con +grande entusiasmo, a tutti gli evviva e a tutti i brindisi. Ma poi, +appena giunti all'albergo del _Cannon d'oro_, appena gli fu possibile +di chiudersi soli, lui e Pio Calca, in una stanza, col segretario +generale, allora la scena cambiò di colpo. + +Matteo, lì per lì, tentò, se non di scongiurare, di allontanare la +burrasca. + +--È il mio primo giorno di riposo.... di festa.... Lasciatemi godere +un'ora, soltanto un'ora, della mia più che legittima compiacenza!... + +--Siamo minacciati da uno sciopero!--esclamò con voce sorda il +Fontanella. + +Cantasirena, attonito, si volse verso Pio Calca. + +Rosso, di bragia, colle pupille fisse, sbarrate, il piccolo grand'uomo +non lo guardò nemmeno. Girava impettito, attorno alla stanza, +sventolandosi col fazzoletto, accomodandosi il solino molle di sudore. +Sentiva crescere la propria importanza, quanto maggiore era +l'abbattimento di quell'altro. + +--Minacciano fischiate!... legnate!...--E un risolino, un certo tono di +superbietta, tradivano l'interna compiacenza. + +--Piuttosto di venire a Primarole a mani vuote, dovevate rimandar la +festa!...--mormorò il Fontanella;--non vi ha detto niente il Brunetti? + +--Il Brunetti? Il Bizzarelli? Non sono più che gemiti in sembianze +umane! Ma quel turco, bei?... Quel turco bei, perchè non si è fatto +vivo?... È il vice presidente della _Cisalpina!_... Primarole non è il +suo collegio?... + +--È ammalato!--borbottò il Fontanella con un'alzata di spalle. + +--Almeno lo dice--osservò il piccolo Calca maliziosamente.--Sarà una +cura preventiva per i _soo danee!_ + +--Io ho tentato, per quanto mi fu possibile, di scongiurare il +pericolo,--seguitò il povero ingegnere.--Ho dato qualche acconto ai +capi squadra.... + +--Avete dato degli acconti?--interruppe giubilando Matteo Cantasirena, +sempre pronto a riacquistare il buon umore.--Ma allora siamo salvi!... +Lasciate fare a me!... Son qua io!--E propose di andare subito, tutti +insieme, a parlare ai più turbolenti, ai più minacciosi, e di prendersi +in compagnia anche l'Arcangeli. + +--L'Arcangeli no....--E il Fontanella fece notare che non era ben +visto. + +--Si mormora in paese, per tutta la gonfiatura che ne avete fatto! + +--Si mormora?... Di che? + +--Ma.... le solite calunnie.... le solite chiacchiere. Dicono che i +denari della sottoscrizione furono.... sono.... dileguati, e che si +vorrebbe scegliere il bozzetto dell'Arcangeli, soltanto perchè +costui.... si accontenta della gloria. + +Matteo Cantasirena, soffiò con un sorriso olimpico, di compatimento. + +--Chi lo dice? + +--Ma.... tutti! + +--Tutti.... è una metafora che vuol dire nessuno! + +In quel punto entrò Taddeo. Veniva ad avvertire il colonnello, che una +commissione di lavoratori voleva essere introdotta e sul momento. + +Il Fontanella guardò Cantasirena impallidendo e bisbigliando:--Lo avevo +preveduto! + +--Sono qua io! Niente paura!--E il direttore ordinò a Taddeo di +chiamare quella brava gente. + +L'ingegnere e il segretario generale erano rimasti soli: Pio Calca si +era dileguato lungo i corridoi dell'albergo. + +--Fino a lunedì penso io a farli aspettare. Lunedì, in un modo o +nell'altro, bisognerà provvedere. Il conte Bobboli, il Duranti, il +Berretta, il Palazzoli devono provvedere! + +Il Fontanella scrollava il capo sfiduciato, avvilito. + +--E quand'anche potessimo tirare innanzi un'altra settimana, due, tre, +dove andremo a finire?... Le nostre azioni non circolano! Nel pubblico +è entrata la sfiducia! Peggio ancora, si ride! È il Kloss che ci ha +rovinati! + +--_Sursum corda_, caro ingegnere! Dal boemo non abbiamo più niente da +temere: preso! + +Il Fontanella guardò stupito Cantasirena: + +--Preso..... come il Casalbara!--borbottò con una alzata di spalle. Era +l'idea fissa dell'ingegnere. Senza il nome patriottico e popolare del +Casalbara, senza il Casalbara senatore, col Tolomei invece, alla testa, +il Tolomei antipatico, senza credito e senza influenze, la _Cisalpina_ +era spacciata. + +--Il Comitato attuale non è che provvisorio: per il consiglio +d'amministrazione definitivo, avremo il Kloss e avremo il Casalbara: ve +lo prometto.... perchè posso prometterlo!--dichiarò Matteo Cantasirena +con gravità, con sicurezza.--Però intendiamoci bene, e fatelo capire ai +"ragionieri" del Comitato: durante una guerra non si possono contare le +cartucce: nella nostra campagna non si devono contare i denari. + +Si udirono le voci, il trepestio degli operai in commissione, e subito, +il Fontanella, frenandosi, vincendosi ancora, andò loro incontro e +presentò, con grandi espansioni, l'illustre conferenziere, il +benemerito segretario generale. + +La povera gente che lavora è sempre di buona pasta e quando proprio non +muore di fame, si lascia calmare e persuadere facilmente a parole, a +promesse. + +Figurarsi Matteo Cantasirena! Abbracciò gli operai e chiamò la bluse il +camice precursore della gran patria nuova, universale! + +--In un fascio le energie del pensiero e la santa virilità del braccio! +Tutti siamo fratelli di lavoro.... stretti ad un patto! Tutti siamo +fratelli di fede, la fede in Cristo, l'anarchico degli Evangeli, e in +Garibaldi il redentore delle plebi! Tutti siamo lavoratori! Tutti +operai! Operai del pensiero e operai dell'azione! Operai della penna e +dell'aratro, sacro ai poeti e ai lari!--Taddeo porta da bere!--e +correva sull'uscio a gridare:--Quattro! sei!... dieci bottiglie,--poi +tornava in mezzo a tutta quella gente ansando, tornava daccapo cogli +abbracci, ma faceva forza per calmarsi e prometteva, mettendosi la mano +larga sul petto, e abbassando la voce con gravità profonda, solenne: + +--Lunedì, a mezzo giorno, sarete pagati, fino all'ultimo soldo! E alla +mia parola dovete credere! Io non posso tradirvi! Io sono popolo come +voi! Sono nato col popolo, ho combattuto col popolo, ho sofferto e +lavoro per i diritti, per il trionfo del popolo!--Viva l'Italia! + +E al grido di "viva l'Italia" si vuotarono le bottiglie allegramente, e +gridando sempre "viva l'Italia" anche la commissione degli operai e dei +braccianti si unì ai membri presenti del Comitato, e colla banda in +testa, si avviarono tutti insieme al gran "_Palazzo dei Lavori_" dove +aveva luogo la conferenza. + +Matteo Cantasirena si godeva il suo quarto d'ora, il suo trionfo. +Capiva, sentiva, di piacere come bell'uomo alle signore di Primarole, +che gremivano le finestre imbandierate, alle belle ragazze e alle +contadinotte ferme sulle porte e lungo la strada, e dondolandosi, +lisciandosi la barba occhieggiava da tutte le parti. Si teneva Evelina +sotto braccio, sfoggiava la sua tenerezza paterna e presentava agli +"onorevoli e cari amici" il suo segretario particolare "lo sposo" +Pietro Laner.... il quale, povero diavolo, era tormentato da una +emicrania spaventosa. + +Anche Taddeo, che veniva in fine, era notato per la gamba di legno, le +medaglie, il vestito mezzo da garibaldino, e destava molta simpatia. +Quegli operai, quei contadini, gli facevano, press'a poco, le stesse +domande che gli aveva fatte la prima volta Pietro Laner. + +--Il Cantasirena era il suo colonnello? Dov'era stato ferito? Aveva la +pensione? + +E Taddeo zoppicando e traballando, rispondeva con quella grande +semplicità che certe volte rende l'ignoranza sublime, ciò che in +sostanza, gli aveva risposto, proprio in quei giorni, il +Ministero:--Gli era stata amputata la gamba troppo tardi per aver +diritto alla pensione!--E concludeva: Del resto, fin che posso +lavorare, viva l'Italia!--Era lo stesso evviva di poco prima, gridato +dal direttore a pieni polmoni. Ma Taddeo lo bisbigliava quasi a mezza +voce, con un sorriso di malinconia e di amore: lo mormorava +intimamente, soltanto per sè. E la mestizia di quel sorriso diventava +più profonda, quando egli rispondeva che il suo colonnello era stato +Giovanni Chiassi, morto a Bezzecca.... + +Senonchè la precisione della verità, in quel momento, disturbava la +folla nel suo entusiasmo. Essa aveva dinanzi a sè, magnifico e +simpatico, Matteo Cantasirena, l'eroe di quel giorno, l'eroe della +_Cisalpina_: e l'eroe vero e grande, che aveva lasciato la vita sul +campo, e Taddeo, l'umile soldato che veramente aveva sparso il suo +sangue per la patria, non servivano che a dar colore e risalto alla +leggenda istrionica del colonnello vivo e sano.... il bel colonnello +delle sussistenze!... + + + + +II. + + +Un'altra folla ben diversa di quella della strada che si godeva +allegramente la festa, il sole e la musica, un'altra folla sospetta, +infida, la folla di tutti gli interessati prò e contro la _Cisalpina_, +rumoreggiava, brontolava nel vasto salone delle conferenze. + +Era quella una bella sala del seicento, ma rovinata dal tempo e +dall'abbandono, cogli stucchi rotti a pezzi, e le fenditure larghe +nelle pareti e nel soffitto. Ci sarebbe stato pericolo, per tutta +quella folla stipata, se l'ingegnere Fontanella, non avesse fatto +puntellare il pavimento. Dalle finestre aperte, senza vetri, entrava il +sole vivo, dardeggiante e il frastuono della strada. + +Matteo Cantasirena, seduto accanto al Presidente, girava l'occhio su +tutte quelle facce gravi, talune arcigne, gocciolanti di sudore, +cercando istintivamente nella moltitudine che si mostrava piuttosto +ostile, il volto amico sul quale fissarsi coll'occhio, mentre avrebbe +fatto il suo discorso. Come tutti gli oratori, anche Matteo Cantasirena +aveva sempre avuto bisogno, parlando in pubblico, della "persona +bersaglio" alla quale unicamente rivolgersi, come ad una incarnazione +della folla, per leggere su di essa l'effetto, la corresponsione, +prevedere la noia, l'obiezione, intuire il momento opportuno per il +fuoco d'artificio, o per far vibrare la corda patriottica. + +La prima fila delle sedie era occupata dai giovani collaboratori delle +_Risorse Italiche_, venuti col direttore da Milano. Le testine ben +pettinate e lucenti, i visetti seri e impassibili non esprimevano altro che +la boria schifiltosa di non volersi confondere coi provinciali.... Vide il +Brunetti, il Bizzarelli.... Dio, quei visi lunghi come la fame!... Non +ricordavano altro che debiti, scadenze, querimonie!... Cantasirena soffiò +stizzito e continuò a girare collo sguardo. Il Vergani pareva mezzo +addormentato.... Il marchese Duranti, seduto di sbieco sdegnoso e +arcigno.... Pietro Laner--cretino, imbecille!--sospirava.... D'un tratto +Cantasirena s'incontrò negli occhiali luccicanti di Evelina, acquattata +all'ombra, in mezzo ad un gruppo di signore: le autorità femminili di +Primarole. Ma quegli occhiali si fissavano su di lui in un modo così +insistente e curioso che gli scappò da ridere e voltò via la testa in +fretta. + +Finalmente trovò la faccia colorita, dalla lunga barba a due punte, di +Gesualdo Arcangeli, e su di esso il suo sguardo si fermò; si +scambiarono un sorriso, un cenno quasi impercettibile col battere delle +palpebre. + +--Siamo al completo--sussurrò Cantasirena al presidente.--Cominciamo. + +Il marchese Tolomei non era un oratore, quantunque, facendo l'uomo +politico, fosse sempre in mezzo ai comizi e alle adunanze. Si alzò un +po' pallido: le mani strette nei guanti neri, di rigore, tremavano +leggermente nel raccogliere i fogli bianchi, sparsi sulla tavola +grande, lunga, attorno alla bottiglia e al bicchier d'acqua. + +Il conferenziere, che si era alzato con lui, gli sorrise amabilmente +per incoraggiarlo a parlare.... Il Tolomei alzò una mano, mosse le +labbra.... ma in quel punto, da una delle finestre spalancate entrarono +le grida, gli urli di una frotta di ragazzi scamiciati che tentavano +arrampicarsi sulle inferriate di uno dei grandi finestroni. + +Gesualdo Arcangeli, ch'era seduto vicino, si volse, minacciando col +pugno; si alzò:--lo stormo dei ragazzi sparì strillando e fischiando e +il Tolomei cominciò: + +--Signori.... + +Ma fu interrotto di nuovo. In fondo alla sala, succedeva un +tafferuglio, venivano alle mani. Erano alcuni operai del Fontanella che +volendo entrare ad ogni costo, urtavano, schiacciavano la gente. Tutti +si volsero, si alzarono in piedi per vedere. Il presidente, coll'occhio +incerto, smarrito, fisso alla porta, aspettò che la calma fosse +ristabilita, poi ripigliò colla voce che nell'aspettare gli si era +abbassata: + +--Signori.... + +Questa volta il silenzio era generale, profondo.... ma il Tolomei +s'interruppe lo stesso, poi si sforzò balbettando, confondendosi, +impallidendo. + +--Signori.... È toccato a me.... a me che veramente.... è toccato +l'alto onore, che è pure una grande compiacenza, di presentare a voi +che.... di presentarvi.... io.... l'insigne banditore di un'impresa la +quale.... Di presentarvi il commendatore Matteo Cantasirena.... il +quale.... vi dirà come la _Cisalpina_, come la _Navigazione Cisalpina_ +intenda esplicare il programma.... il suo programma.... + +Aveva perduto insieme la voce e la parola. Fece per sedersi, ma tutti +intorno, gli bisbigliarono piano:--La lettera! La lettera! + +Era la lettera del vice presidente, del conte Bobboli, colla quale +scusando la propria assenza perchè ammalato, inviava il suo saluto e la +sua adesione al conferenziere. + +Il Tolomei si alzò di nuovo cercando in fretta la lettera sul tavolo, +la cercò nelle tasche, credette di averla dimenticata. La trovò, la +lesse, e dopo quella lettura, rinfrancato, disse forte, prima di +tornare a sedersi:--Ed ora dò la parola al nostro onorevole +conferenziere! + +Matteo Cantasirena sorrise, s'inchinò, aspettò. Nessuno applaudì. Egli +si forbì la bocca, leggermente, col fazzoletto bianco, tornò a +sorridere.--Silenzio.--Allora incominciò: + +"Cittadini, amici, cooperatori...."--e cercando, fissando coll'occhio +Gesualdo Arcangeli che già esprimeva la sua ammirazione prima ancora +che l'altro parlasse, continuò colla voce calda, forte, sicura: + +"Nelle febbrili preoccupazioni di questo periodo che rimarrà nella +storia delle più audaci iniziative, io pensavo, titubante, peritoso, +che grave, troppo grave era il compito impostomi dal vostro benemerito +e solerte Comitato: di dover riassumere, cioè, dinanzi a voi, di +tracciarvi qui, nella sintesi della parola, le linee generali +dell'impresa, alla quale tutta l'Italia, tutta l'Europa, tutto il mondo +civile consentono, e appassionandosi e interessandosi, tendono fissi +l'occhio e la mente. Ma, ve lo confesso, senza temere l'appunto, senza +peccare di immodestia, ormai, ogni mio timore è svanito. + +"Lo ha dissipato dall'animo mio il bel sole radiante che dissolve le +nebbie sovra i pascoli opimi, cari ad Orazio, che circondano la vostra +piccola, ma industre e gentile città; lo ha disperso la balsamica, la +vivida aura che accarezza le messi biondeggianti nella vostra alma +pianura, ed io mi sento ora fra voi, securo e sereno della mia parola e +della nostra causa, securo come le annose, fatidiche querce della +vostra immensa foresta, sereno come questo bel cielo italico, sul quale +mi sembra scorgere, smagliante come un'aurora, propizia come l'iride, +l'apoteosi dei nostri grandi, dei nostri martiri e giganteggiare +titanica la figura severa, pensosa del capitano Fara-Bon!" + +Un'interruzione: e subito qua e là qualche applauso, grida di: Viva +Fara-Bon! Viva la Cisalpina! + +Oh, Mariano Perego, in quei due giorni, a Primarole, aveva fatto +miracoli! + +Sfogato nell'esordio l'impeto lirico, fatto sicuro, ormai padrone di +sè, ma rivolgendosi sempre verso Gesualdo Arcangeli che con degli.... +sst.... formidabili imponeva il silenzio, Cantasirena, colla parola +lenta, scolpita, dalle vocali aperte e sonore, entrò nell'argomento, +diffondendosi nell'esposizione tecnica e finanziaria, parafrasando +"buttando in moneta spicciola" come diceva il resocontista delle +_Risorse Italiche_, il colossale, il grandioso progetto della +_Navigazione Cisalpina_. + +Poi, a mano a mano tornò ad animarsi, a riscaldarsi: + +"Le vie acquee, voi me lo insegnate.... rappresentano la massima +possibile economia in fatto di trasporto: or bene l'Italia che +nell'alterna vicenda dei ministeri, va tentando.... va cercando.... +come Diogene cercava l'uomo e Talete la coscienza, le fonti meno +accessibili delle economie e della produzione, a questa che ha +sottomano, retaggio dei padri, retaggio di lavoro, di ricchezza e di +gloria, non ha ancora pensato! + +"La rete.... la mirabile rete dei canali navigabili dell'Alta Italia, è +un tesoro nostro, che noi puerilmente, spensieratamente, scioccamente, +lasciamo negletto e infecondo. Abbiamo traforate le Alpi, gli +Appennini! Dovunque abbiamo tracciata, aperta la via al "bello e +orribile mostro" del poeta, abbiamo eretto, lanciato sul mare, +formidabili e invincibili le rocche d'acciaio, ma ai placidi e securi +canali scorrenti fra le ubertose pianure, agli umili, ma fidi e +provvidi amici, non abbiamo ancora rivolta la mente, il cuore.... non +abbiamo dedicato le scoperte e le vittorie, tutto il progresso +dell'idrografia e dell'idrostatica compiuto da Euclide ad Archimede, +dai vincitori del mare sulle dune olandesi, al genio allobrogo di un +Paleocapa! + +"È tempo di riparare alla nostra indifferenza, alla noncuranza +spensierata e dannosa, al vergognoso abbandono! La navigazione interna, +esercitata coi metodi dei secoli passati, verrebbe irremissibilmente e +interamente soffocata, spenta dalle ferrovie! Ma no: essa è Lazzaro +dormiente nel sepolcro: lo spirito redentore della modernità la deve +vivificare." + +La faccia di Gesualdo Arcangeli pareva distratta; l'occhio divagava; +Cantasirena riprese con impeto: + +"_Post fata resurgo_! Il progetto che vi sta dinanzi ha in sè la forza +ingenita, irresistibile, suggestionante della semplicità! + +--È vero!--bisbigliò lo scultore, rivolgendosi al suo drappello. + +"Raffiguratevi cogli occhi della mente, la ricca e florida vallata del +Po, colla cerchia nevosa delle alpi insuperate, ad ovest, a nord, a +ponente. Ricordate i tre sbocchi.... le tre brecce che attraverso +quella cerchia di ghiaccio e di granito, congiungono il nostro suolo e +i nostri mari all'Europa, al mondo centrale: sono il Cenisio, il +Gottardo, il Brennero: or bene, tre grandi vie acquee naturali si +stendono a' pie' di quegli sbocchi: il Po, il lago Maggiore, il lago di +Garda. Rendere navigabile il nostro massimo fiume da Torino a Pavia, +congiungerlo col Gottardo a mezzo del Verbano, col Brennero a mezzo del +Benaco, ecco nella sintesi che qui mi è concessa dalla vostra +indulgenza, ecco l'idea embrionale della _Navigazione Cisalpina!_" + +Gesualdo Arcangeli applaudì, solo, per qualche secondo, poi qualche +altro.... Cantasirena sorseggiò un po' d'acqua, si asciugò il sudore, +indi continuò: + +"Meno agevole mi sarebbe il riassumere qui, o signori, i vantaggi +immediati, sicuri, della nostra iniziativa. Voi tutti già li vedete: il +minor prezzo e la maggior facilità dei mezzi di trasporto; l'incremento +maraviglioso di un'industria già esistente; il lavoro assicurato a +migliaia di braccia, la diffusione di prodotti speciali in regioni ove +ancora non sono apprezzati; una nuova, una forte corrente commerciale +tra le province settentrionali e le regioni transalpine; l'impulso +straordinario dato all'irrigazione e però all'agricoltura; la migliore +difesa strategica alle varie plaghe, riassumendo: economia, ricchezza, +potenza! + +"Ma per compiere questa trasformazione della carta idrografica +dell'Alta Italia occorrono, voi mi direte, prodigi, secoli, +milioni!--No!--Quanti tecnici...." + +A questo punto fu il piccolo Calca e i suoi amici, che imposero +altezzosamente il silenzio: pareva che i "tecnici" fossero loro. + +"Quanti tecnici hanno esaminato, studiato, discusso in ogni sua parte, +dirò in ogni sua latèbra il grande nostro progetto, hanno dovuto +convincersi, si sono convinti, esser d'uopo, più che altro, di +utilizzare i canali esistenti, di riattivare le condizioni di +navigabilità per tratti più o meno brevi, ma non mai eccessivi, dei +nostri fiumi; per altri tratti, è vero, scavare nuovi canali, ma in +terreni piani e facili, _comprendere_, insomma, come poc'anzi avevo +l'onore di dirvi, o signori, _comprendere_ lo spirito, la filosofia e +la poesia ad un tempo di tutto quel mirabile lavoro iniziato e +interrotto di secolo in secolo e che al secolo nostro spetta, come un +dovere e come un orgoglio, di compiere. + +"Questo è il nostro programma di lavoro e di fede, questa è la visione +che ha sorriso, fino agli ultimi istanti di sua vita, alla mente.... al +genio.... al cuore del nostro povero e grande Fara-Bon!" + +Scoppiarono gli applausi; ma furono tosto soffocati dal rumore, +dall'accalorarsi delle discussioni varie, assordanti. Gesualdo +Arcangeli gesticolava come un ossesso; si capiva, doveva trovarsi in +mezzo ad un gruppo di dissidenti, di oppositori. Le parole che si +udivano qua e là, più forti, più ripetute, erano "quistioni +finanziarie, esposizione superficiale, quistione principalissima, +utopie, denari, milioni". + +Matteo Cantasirena ansava, si asciugava il cranio e la faccia col +fazzoletto bianco, ma stava attentissimo a tutti quei discorsi, a tutte +quelle voci. + +Gesualdo Arcangeli, come per attestare pubblicamente la sua adesione, +si precipitò verso il palco stringendo la mano al conferenziere +ripetutamente, ma pur costatando e riassumendo nella ingenuità del suo +entusiasmo, le diffidenze, le titubanze, la freddezza dell'uditorio. + +--Cosa pretendono? Che la _Cisalpina_ avesse già reso milioni e che i +membri del Comitato andassero in giro a distribuirli fra il +pubblico?--Matteo Cantasirena sorrise, ma con una ruga amara all'angolo +della bocca. L'occhio errava inquieto. Quando vide avvicinarsi il +Fontanella si alzò di scatto, e gli andò incontro. + +--Così?... + +L'architetto gli sussurrò all'orecchio: + +--Un gran colpo o tutto è perduto!--Allora Cantasirena fece cenno al +Tolomei di suonare forte il campanello, e di nuovo, dopo aver bevuto, +si forbì le labbra col fazzoletto, disponendosi a parlare: + +Tutti si acquetarono, si voltarono, ripresero il loro posto. + +"I vostri applausi,--cominciò più grave e più solenne,--la spontanea +corresponsione dei vostri animi, m'incoraggiano a mettervi a parte +dell'estrinsecazione che il progetto va prendendo nel campo +finanziario." + +Nella folla il silenzio diventò profondo: tutti erano attentissimi: +questa volta, anche Pio Calca smise di sventolarsi, e i giovani +collaboratori allungarono il collo nel solino lucido. Il Bizzarelli e +il Brunetti si scambiarono una rapida occhiata; il Vergani sembrò +destarsi, si rizzò sulla seggiola. Soltanto gli occhiali di Evelina +erano sempre fissi sullo zio Matteo, in quel modo curioso che +nell'ombra pareva un luccichìo e una risatina.... + +"Signori!...--e l'oratore fece un moto istintivo come chi piglia a un +tratto una risoluzione, superando scrupoli e rischi.--"Signori!... +Posso annunziarvelo finalmente! Una delle personalità più spiccate, più +influenti del ceto bancario, della vecchia aristocrazia della banca +il.... il commendator Francesco Kloss ha intuito la sicurezza e la +grandiosità dell'impresa che gli inspirava prima qualche dubbio, +qualche diffidenza: diciamola pure la grande parola: qualche +avversione.... Ebbene, signori, la _Navigazione Cisalpina_....--mai +durante la conferenza la voce dell'oratore era stata così potente come +in questo punto--la _Navigazione Cisalpina_.... oggi giorno, non ha +alleato più convinto, apostolo più fervente del commendatore Francesco +Kloss!--Questo fatto, questo nome, vi dicano, signori, quale e quanta +accoglienza non potrà a meno di avere nel censo d'Italia e di fuori, +sulle piazze, sul mercato dei due mondi l'appello che il comitato +rivolge a voi pure per la costituzione del capitale sociale." + +Vi fu un movimento in tutta la folla, e quel mormorìo che precede, che +precorre lo scoppio dell'entusiasmo: Matteo Cantasirena, maestoso, +imperioso, imponente lo frenò, alzando, stendendo le mani: aveva +dell'altro a dire:--Abbasso! Silenzio!...--e non si udì che il--sst--di +Gesualdo Arcangeli allungarsi stizzoso e sibilante, come un razzo, su +tutte le teste. + +"E poichè un'impresa che deve assurgere l'Italia a tanta grandezza, non +può trarre i suoi auspici migliori che nelle memorie di coloro che +l'Italia hanno creata e redenta, io mi auguro che la gran voce di +questa prima assemblea popolare della _Navigazione Cisalpina_ acclami +l'alto patrocinio di un uomo che quelle memorie in sè stesso, nel suo +nome, incarna ed onora. + +"Io v'invito a preconizzare con unanime acclamazione, quale presidente +del Consiglio d'Amministrazione della _Cisalpina_ il senatore Giovanni +di Casalbara, della grande famiglia dei martiri! Il vostro plebiscito +troverà la via del suo cuore, e la nostra impresa sarà benedetta dagli +Iddii della patria!" + +Fu sul nome del Casalbara che si rovesciò tutto l'uragano +dell'entusiasmo al quale il nome del Kloss aveva dato l'aire; il +successo della conferenza fu così grande, così serio da permettere +ormai anche a Mariano Perego di cominciare a mostrarsi e d'intervenire, +la sera, al banchetto. + +In pochi giorni le azioni della _Cisalpina_ cominciarono ad essere +cercate, specialmente a Primarole ed a Castellanzo, e molti piccoli +possidenti del luogo, accecati dal balenìo ammaliante della +speculazione, pur di diventare azionisti, davano anche i loro campi e i +loro tuguri in ipoteca. + + + + +III. + + +Nora "voleva" essere felice. Voleva essere felice ad onta del marito +vecchio, voleva esser felice sebbene Pietro Laner avesse sposato +Evelina. Voleva esser felice perchè intimamente sentiva di non esser +contenta, soddisfatta: e in fine, voleva esser felice per consolare sè +stessa con quell'inganno e far soffrire, colla propria felicità, tutti +i suoi nemici. + +E--chi lo avrebbe detto?--la più tormentosa nemica della duchessa di +Casalbara--della sfolgorante duchessa che maravigliava perfino il mondo +cosmopolita di Mentone e di Nizza colla propria avvenenza, colla +propria eleganza,--quella cui essa pensava con maggiore accanimento, +era la piccola gobba, la misera cenciosa, era la moglie di Pietro +Laner! + +Era quella perfida, strisciante come una biscia che aveva raggirato, +sedotto, chi sa con quali arti, con quali menzogne, con quali insidie +Pietro Laner!... E non per altro che per rubarlo a lei; per farle +rabbia, per trafiggerle il cuore con uno spillo.... come fanno cogli +uccellini i ragazzacci tristi e cattivi!...--Trafiggerle il cuore?... +Farle rabbia?... Rubarle quello zotico e ridicolo montanaro allampanato +di Pietro Laner?--Che doveva importarne alla Casalbara?... alla +duchessa?... + +Eppure era così. + +Quando Nora aveva saputo che il giovane trentino era gravemente +ammalato per lei, perchè lei lo aveva abbandonato, piantato per +sposarne un altro, Nora si era disperata, aveva pianto, aveva sofferto +dolori e rimorsi.... Ma quei dolori, quei rimorsi le erano cari come +una soddisfazione, come una seduzione nuova e strana: erano la +idealità, la gioventù, l'amore di cui adesso sentiva la mancanza, la +nostalgia nel torpore della beatitudine materiale creatale da quel +mercato di sè stessa. Nelle lunghe ore in cui doveva sopportare le +carezze caute e raffinate e sorridere alle tenere parolette vecchio +fidanzato, essa correva colla mente, col sangue, col calore di tutta la +sua giovinezza, ai baci folli e tempestosi, alle collere tremende, alle +furibonde gelosie del giovane amante.... + +Una sola di quelle furie, di quelle esplosioni avrebbe mandato a pezzi +il vecchio duca, lo sposo ingommato e verniciato, che doveva frenare +anche i palpiti del cuore, per consiglio del medico! E pur mostrandosi +sottomessa e docile e amorosa in quella sua intimità legale, che pareva +una tresca, sentiva ch'era per essa come una seconda vita l'agonia del +giovane poeta che aveva avuto i suoi baci e che moriva per non averli +più; era per essa una vita segreta, la vita dell'anima, del cuore, dei +sensi che la consolava, la innalzava, la ricreava. Il Laner moriva per +lei! Questa sarebbe stata la tragedia del suo matrimonio, questo il suo +romanzo di duchessa, il lutto della sua anima. Un lutto sentimentale, +ch'essa avrebbe portato con sè alle feste e ai teatri, come un vezzo di +perle nere, come un mazzo di semprevivi. E Nora che volontariamente, +per calcolo, aveva abbandonato il Laner, sentiva adesso il bisogno di +ingannarsi, di persuadersi che il destino, Dio, la sventura li aveva +disgiunti, che anch'essa era una vittima, che anch'essa aveva sempre +amato e avrebbe amato sempre, ancora, non quell'uomo che la sposava e +al quale non avrebbe immolato che il suo corpo freddo ed inerte, ma il +giovane poeta, l'amante che moriva per lei e al quale offriva tutti i +suoi trasporti, i suoi baci, tutta sè stessa.... + +Invece Pietro Laner era stupidamente guarito e sposava Evelina! + +Il poeta, il "Bardo trentino" dello zio Matteo, sposava la gobba! Dopo +i suoi baci, dopo aver sognata la sua bellezza, si accontentava dei +baci della gobba! + +Nora voleva vendicarsi: doveva vendicarsi, ma sopratutto voleva essere +felice e per questo aveva bisogno subito di un altro romanzo, di +un'altra poesia, di un'altra illusione: innamorarsi di suo marito. + +Infatti, che cosa le mancava per essere felice e per essere ritenuta +felice? Si credeva ricchissima, aveva un gran nome, era padrona della +propria volontà, del proprio capriccio... Le mancava soltanto di amare +suo marito: questo dipendeva da lei... e lo amò. + +Quante fanciulle non si erano innamorate di uomini non più giovani?... + +In fine chi le aveva imposto di sposare "il suo Giovanni?" Nessuno. Lo +aveva scelto lei, lo aveva voluto lei. Inoltre l'ammanto della virtù le +doveva star bene: era un nuovo lusso, una seconda aristocrazia, una +gemma scintillante alla sua corona di duchessa "_Domus aurea!_" e +un'altra salvaguardia alla pace, alla felicità, e un altro abisso +scavato fra lei e "quella gente" colla quale sdegnava omai ogni +contatto. + +E Nora riuscì a illudere sè stessa, a illudere gli altri, a dare +l'apparenza della realtà a que' suoi affetti, a quelle sue chimere. + +Come era stata per il Casalbara la fidanzata docile, languida, amorosa, +fu per il marito la moglie innamorata, appassionata, simulando ardori e +slanci, ch'erano ispirati soltanto dalla rabbia della sua gelosia, dal +suo odio contro il Laner e contro Evelina, e che facevano perdere al +povero duca la poca salute e i pochi capelli. + +Alla mattina, quando il Casalbara entrava all'ora di colazione nel +_restaurant_ dell'albergo, incespicando dietro la sposa bellissima, +sfolgorante di gioventù, di salute, di vezzi, pur mostrandosene fiero e +soddisfatto e vano, aveva nell'occhio attonito e spento una espressione +strana d'inquietudine. Si mostrava beato, ma pareva anche impressionato +della sua luna di miele. Era sempre attillato, leggiadretto e +ricciutello; ma aveva le mani più tremolanti, le guance più flosce e +violette, e sibilava "stella" colla voce fioca e affaticata mentre le +presentava il _menu_. + +--Stella... a te. + +Era Nora che ordinava sempre, colla sua bella voce rotonda e flessuosa: +si divertiva a leggere tutta la lista delle vivande, rideva nello +scegliere. + +Ed era lieto anche il Casalbara: si godeva che il cameriere notasse le +occhiate espressive, quasi rivelatrici della sua giovane sposa, si +godeva quando Nora si faceva sentire, a mezza voce, a chiamarlo +"Nannucci mio". Soltanto avrebbe voluto poter mangiare più adagio ed +esser seduto più comodo. + +Tutti ormai a Nizza e a Mentone credevano "all'amore" all'innamoramento +della "bella duchessa italiana" per suo marito. Il duca non era +elegantissimo, simpaticissimo, non era un eroe, un gran signore?... +L'essere, non vecchio, ma appartenere al bel tempo antico, era di moda: +lo aveva messo di moda la "bella duchessa italiana" insieme ai larghi +cappelloni di paglia nera colle margherite, insieme all'_Ideale_ del +Tosti e alla virtù. + +Nora aveva raggiunto il suo scopo; tutti erano a' suoi piedi, tutti +l'esaltavano. Il suo regno le dava tante compiacenze, tante +soddisfazioni da farle dimenticare, da compensarla della gran rinunzia. + +Quel suo regno assoluto, quella vita principesca, quella gente +squisita, eletta, le piacevano; le piacevano persino le ridicolaggini, +i pregiudizi, le severe esclusioni, che confacevano al suo orgoglio, a' +suoi gusti, al suo capriccio. + +E sarebbe stato così anche a Milano. A Milano, perchè Bergamo era stato +messo da parte. Per quanto Nora fosse innamorata e adorasse suo marito, +faceva sempre a suo modo: lei "voleva", lei comandava in tutto e per +tutto. Voleva, comandava coi sorrisi, colle carezze, coi baci, ma il +povero innamorato avrebbe tremato soltanto all'idea, non già di +contrariare, ma di non poter subito indovinare i desideri della sua +"stella". + +La duchessa Eleonora aveva già fissato, con parecchie signore di Milano +ch'erano con lei all'_Hôtel Duval_, i _suoi_ giorni, in cui sarebbe +restata in casa, dalle cinque alle sette, per le amiche, soltanto, e la +_sua_ sera, per ricevere il piccolo mondo, ristrettissimo, riservato, +eccelso. + +Il duca lasciava fare ed approvava sempre col capo tremolante: in quel +suo dormiveglia si era convinto di aver sposata una Montmorency.... e +la nipote dello zio Matteo faceva presto a convincersi di esserlo. + +Così Nora, che voleva essere felice, ritenuta felice, vi riusciva. + +Una volta sola, l'eco, il fantasma del passato capitò come una raffica +improvvisa a intorbidare l'azzurro olimpico della sua nuova esistenza. + +Il _Duval_ a Nizza, era un piccolissimo _hôtel_, vicino alla spiaggia: +il _sancta sanctorum_, il tabernacolo dei quattro quarti: al bisogno +era l'albergo che dava o aggiungeva aristocrazia a' suoi ospiti. E però +gli ospiti si conoscevano tutti, facevano vita in comune e, dal più al +meno, erano sempre gli stessi. + +Pel duca di Casalbara aveva fissato il quartierino sul mare, lord +Paget, un cugino del defunto ambasciatore, che il Casalbara aveva +conosciuto a Roma. + +Un giorno, durante il pomeriggio, dopo il _lunch_, gli ospiti del Duval +si erano riuniti nella sala "dei concerti" una galleria, a terreno, in +vista del mare, dal quale era solo divisa da folti rosai. + +Erano nella sala, colla duchessa Eleonora, le sue nuove amiche di +Milano. V'erano lord e lady Paget, c'era la vecchia marchesa +Chevrillard di Parigi e la principessa Moncalvo di Palermo, poi qualche +vecchio diplomatico e qualche giovane _sportsman_; al pianoforte, la +contessina Percy di Westmorel, una miss che pareva un fiore di sambuco, +lunga, sottile sottile, colla folta capigliatura biondastra, cantava, +accompagnandosi da sola, l'_Ideale_ di Tosti. + +Nora, durante il canto, guardava, fissava cogli occhi pieni di ricordi +e di sorrisi il duca Giovanni che le rispondeva pure sorridendo e +facendo l'occhiolino, ma che intanto pareva curvarsi, torcersi sotto +quei lunghi sguardi, e inavvertitamente, con una mano, si premeva le +reni. + +Tutti parlavano pianino per un riguardo alla miss che cantava: quella +gente, sempre così vicina alle stelle, si moveva senza far rumore, come +avesse le ali; il bisbigliare sommesso pareva un soffio, uno stormir di +fronde: i sorrisi erano brevi e muti, frenati dal sussiego. La vocetta +stridula, stonata della miss, s'innalzava sola, libera nello spazio, +accompagnata dal lento dondolìo delle teste che s'inchinavano, +approvando, dal muover leggero dei ventagli, dal mormorare lontano +delle onde rincorrentisi lungo la spiaggia. + +La miss, animandosi, cantava, stonava più forte, quando, a un tratto, +ecco, come una maschera matta in un veglione, una signora grossa, +gonfia, imbellettata precipitarsi prima fra le braccia del duca di +Casalbara, poi fra quelle della duchessa, gridando e gesticolando, +maravigliando e quasi spaventando tutta quella gente. + +--Ah _bijou! Mon bijou! Tu es encore plus belle!_ Il matrimonio ti ha +fatto benone! _Ah, mon cher ami! Vous êtes toujours un gros scélérat_, +un _miserabile_ come dite voi altri _en Italie!_ Non farmi più saper +niente! Io l'ho saputo per miracolo dal mio _impresario_ di Milano! +Sono qui di passaggio: vado a Montecarlo: _Je veux courir la +chance_.--Volevo scriverti anche per farti dire _de ma part à ton père, +à ton oncle je ne sais pas.... ce qu'il est enfin, qu'il s'est comporté +avec moi comme un vieux filou_. Ha scritto che la _Schönfeld n'a pas le +physique du rôle_ per la _Cavalleria Rusticana! Caaro da Dio! Mon cher +ami Mascagni, au contraire_, mi ha abbracciata. Oh, ma anche tu canti +sempre? Mi presenterai alle tue amiche e faremo della musica, della +buona musica! + +Il duca e la duchessa di Casalbara chiusero le porte dell'_Hôtel Duval_ +alla signora Schönfeld, la quale se ne vendicò raccontando a tutta +Nizza che quella superba, _c'était presque une fille, qui avait +entortillé_ quel vecchio scimmiotto, _avec ses minauderies et ses sales +complaisances_! + +Ma il mondo che circondava i Casalbara era troppo lontano dalla +Schönfeld per potersene interessare: le chiacchiere del contessone non +potevano far danno alla duchessa. Non era di "buon genere" sparlare di +lei: credettero tutti invece alla Casalbara, quando essa raccontò che +la contessa di Schönfeld apparteneva a una buonissima famiglia +ungherese, ma che i rovesci di fortuna le avevano dato un po' alla +testa, e ormai, pur troppo, non era più possibile riceverla. + +Pure quella leggera nube, subito svanita, fu il primo, il sinistro +annunzio della burrasca. + +La felicità che Nora aveva desiderata, sognata, raggiunta, fosse la +vera sì o no, ormai era la sola alla quale essa poteva aspirare. + +L'unico fascino del Casalbara, quello che proprio l'aveva vinta e +conquistata non erano i milioni?... + +E Nora li voleva godere allegramente, pazzamente, e forse inconsapevole +metteva un prezzo ad ogni sorriso, ad ogni offerta della propria +bellezza, ad ogni sforzo per frenare le rivolte improvvise del suo +pudore, le più ascose e invincibili riluttanze di tutto il suo essere. + +Aveva la smania, la febbre dello spendere, pareva la tormentasse il +timore di non arrivare a tempo a spendere abbastanza. Collo spendere i +denari del marito pareva quasi sfogarsi, vendicarsi, punirlo. E il +farsi pagar cara era un compiacimento, un orgoglio di donna; una scusa +per perdonare il contratto a sè stessa.... Spendeva in tutti i modi: +erano _toilettes_ che ordinava a Milano, a Parigi: erano gioielli che +si faceva venire da Confalonieri, da Musy, da Mortimer.... Erano le +ordinazioni del nuovo, del magnifico appartamento nel grande palazzo di +Milano, nella sua grande villa di Casalbara, palazzo e villa, noti e +celebri anche fra gli ospiti dell'_Hôtel Duval_. Ordinava carrozze, +voleva comperare cavalli.... Poi, tutte le mattine, dopo il lungo +bagno, nel quale si tuffava avidamente, cupidamente, quasi ansiosa di +purificarsi dei baci della notte, usciva, correva attorno per le +splendide botteghe dell'_avenue de la Gare_ e della _place Massena_, +seguita dal suo "Nannucci" ogni giorno più beatamente rintontito, e si +sfogava a spendere, a spendere, a spendere, a comperar gioielli, trine, +stoffe, ninnoli, pur di sciupare, di sprecare, di buttar via danaro, +pur di sfogare nello spendere quella smania insoddisfatta, nervosa, che +sentiva nel sangue.... nel sangue giovane, forte, sano, che certe +volte, e ne era il castigo, si accendeva pur negli abbandoni, negli +ardori simulati, con impeti improvvisi e terribili. Spendere, spendere, +spendere! Era una furia, una manìa! Riempiva le casse, le stanze, +l'albergo di roba inutile, che dimenticava o regalava poi alle +cameriere: ma dopo quelle corse, quelle compere, dopo tutto quel matto +sciupìo, quando si sedeva a colazione, era allegra, ridente, si sentiva +bene e si sentiva appetito: si era sfogata, calmata. + +E per tutto ciò, conseguenza logica e ineluttabile, il giorno in cui la +duchessa di Casalbara venne a scoprire la rovina finanziaria del +marito, la moglie compiacente e innamorata sparì in lei, di colpo. Nora +ebbe un impeto di collera furibonda, brutale, volgare; la collera della +cortigiana che dopo di essersi venduta, si trova fra le mani un +biglietto falso. + +Quel vecchio esoso, schifoso, l'aveva ingannata, assassinata! Le aveva +rubata la sua giovinezza, la sua bellezza, la sua vita, il suo +amore.... + +.... Ma il povero Casalbara era vittima a sua volta del proprio +inganno, della propria spensieratezza. + +Che le importava ciò?... L'essere imbecille non era una buona scusa. +L'essere imbecille non lo giustificava d'aver sedotta e rovinata una +povera ragazza! + +E pensare che essa a quel vecchio aveva sacrificato Pietro Laner! +Pietro Laner che quasi era morto per lei! + +Il duca aveva tenute nascoste alla moglie, fin che gli era stato +possibile, le gravi notizie che gli arrivavano da Milano. Per quanto +inebetito, per quanto la simulazione di Nora fosse sapiente, +inebriante, tuttavia, anche se egli non capiva, sentiva che era sempre +la "nuova" duchessa Eleonora che amava il vecchio duca di Casalbara; e +in ogni modo, fosse stato anche vero e sincero nella giovane donna quel +raro caso d'innamoramento, non poteva tuttavia aver avuto per origine +naturale ed onesta altro che la gratitudine, non poteva essere tenuto +vivo altro che dai continui doni, dal continuo sfarzo, dai continui +divertimenti. + +E adesso? Quando le avesse dovuto proporre e imporre una vita oscura, +quasi borghese? + +Il povero Casalbara sospirava angosciato, soffriva, sentiva egli pure +un senso di rimorso: aveva sacrificata, legata a lui vecchio, a lui +povero, quella esistenza giovane, fiorente.... La sua spensieratezza +doveva lasciar campo alla riflessione: quell'esame delle sue condizioni +patrimoniali che non aveva mai fatto, avrebbe dovuto farlo prima del +matrimonio per sapere che cosa egli offrisse a sua moglie, per non +ingannarla, ingannando sè stesso. + +Ma Eleonora aveva detto di amarlo! L'incanto era stato irresistibile! E +ormai.... ormai era sua moglie, sua per sempre, e ormai egli aveva +bisogno di quella donna così bionda, così bella! Aveva bisogno di quel +tepore fragrante, di quelle braccia, fra le quali finiva per +addormentarsi, esausto e deliziato. + +Del resto essa era buona e gli voleva bene e poi era troppo altera e +orgogliosa. Anche povera, relativamente sarebbe stata fiera di essere +la duchessa di Casalbara. Bisognava risolversi, parlare, confessarle +tutto. + +La prima notizia, inaspettata e che rendeva improvvisamente, grave la +sua condizione finanziaria, era stata comunicata al Casalbara da una +lettera del Kloss. Il Kloss lo avvertiva confidenzialmente, che alle +relative scadenze, il duca avrebbe dovuto pagare tutte le sue cambiali, +per un importo complessivo di novantasette mila lire. La crisi del +mercato italiano lo obbligava a realizzare tutti gli effetti che aveva +in portafoglio. E per sua norma gli trascriveva le varie date delle +scadenze, tutte a breve distanza l'una dall'altra: la prima, di 15 mila +lire, appunto fra una ventina di giorni. + +Francesco Kloss, prevedendo che _cuel vecc straortinari_ avrebbe finito +col rovinarsi interamente per i capricci e il lusso di sua moglie, non +voleva pagare le spese dell'altrui _balortaggine_. + +Il Casalbara ora rimasto indignato da quella lettera. Non rispose +nemmeno al Kloss: pensò di scrivere invece al suo amministratore, il +ragionier Vigliani, per quanto anche questo passo gli riuscisse penoso. + +Il denaro che il Casalbara aveva avuto a mano a mano dal Kloss nel +lungo periodo della loro vita in comune, gli era sfumato di tasca +stupidamente, senza che egli avesse pensato mai nella sua vanagloria, +che un giorno o l'altro, l'amico.... avesse a mostrare le unghie del +creditore, e pretendere il saldo di quella specie di conto corrente. + +Anche la cifra enorme delle varie sovvenzioni e degli interessi +accumulati gli riesciva inaspettata, incomprensibile. + +Come?... Novantasette mila lire?!... Aveva speso novantasette mila +lire?!... + +In che modo? + +Per il matrimonio, per Nora aveva ricorso alla sua amministrazione. + +Quell'ottimo Vigliani, sempre così affaccendato, che inventariava tutto +il mondo e che aveva in mano i patrimoni di mezza Milano, sapeva de' +suoi pasticci colla banca Kloss?... Ad ogni modo come seccava al duca +di doverglielo confessare, lui, direttamente, dandogli l'incarico di +provvedere e di regolare quelle scadenze! + +Ma pure, appena scritta e spedita la lettera, il Casalbara respirò: il +Vigliani avrebbe certo provveduto. E per due giorni non ci pensò più, +tornò a grogiolarsi beatamente nell'adorazione di sua moglie.... ma per +due giorni soltanto. La risposta sollecita, troppo sollecita, immediata +del ragioniere era ben diversa da quella che il duca s'immaginava, e lo +aveva sconvolto, messo sossopra. + +Oh, quale doloroso e angoscioso risveglio da quel suo dolcissimo e +incantevole assopimento! + +Il ragioniere parlava chiaro: + +"Era già edotto del fido che il signor duca aveva trovato alla banca +Kloss, ma non se n'era occupato perchè "non era di sua spettanza il +fare osservazioni". La risoluzione di ritirarsi a Bergamo e a +Casalbara, già ventilata insieme, avrebbe riparato, come il signor duca +sapeva, ai dissesti ben noti nel patrimonio, causati dalle crisi +agrarie e da quel po' di eccedenze nelle spese, sempre da lui +sommessamente deplorato, nel presentare gli annuali bilanci. + +"Anche poco tempo prima dell'avvenuto felicissimo matrimonio, aveva +dovuto improvvisamente e perentoriamente, soddisfare una richiesta di +_venti mila lire_. Per definire la "situazione" di fronte al credito +della banca Kloss ed anche per chiudere, in omaggio al decoro e alla +nobiltà della casa, una pendenza di quel genere, le economie, i +progetti già maturati non erano più bastanti: oltre al palazzo di +Milano, bisognava forse occuparsi della vendita, e rassegnarsi anche al +sacrificio, per quanto doloroso, di Casalbara. + +"Era poi assolutamente indispensabile e urgentissimo che il signor +duca, per tutte le pratiche necessarie, tornasse subito a Milano." + +Il Casalbara si tenne quella spina nel cuore per alcuni giorni;... +lottava contro sè stesso, mercanteggiava quasi colla propria coscienza +fra la necessità di partire, di tornar subito a Milano, e il desiderio, +la bramosìa di prolungare ancora di un altro giorno, di un'altr'ora +l'incanto, la voluttà di quella vita. + +Il Vigliani mandò un telegramma al signor duca, quasi ingiungendo il +ritorno immediato. + +.... Bisognava parlare: ma ancora non ebbe il coraggio di parlar per il +primo: fu Nora, essa stessa, che l'obbligò a spiegarsi. + +Una sera, ritiratisi gli altri ospiti dell'_Hôtel Duval_, il Casalbara +si era recato, come al solito, ad aspettare la moglie sul terrazzo. +Sempre, un po' prima di andare a dormire, Eleonora fumava lì, su quel +terrazzo, la sua ultima sigaretta. Sdraiata mollemente, mollemente +assorta e silenziosa, si godeva l'aria, il fresco, la notte, le stelle, +seguendo col lento dondolìo della poltrona, il murmure quieto, lontano +del mare. + +Quella sera, quando la vide apparire fra le ombre, fra la luce pallida +del terrazzo, ondulando, tutta bionda, tutta bianca e vaporosa nella +lunga vestaglia di crespo e di merletto, sentì corrersi un brivido per +le vene, e avrebbe voluto morire. Bisognava parlare! + +Nora gli si avvicinò, sorridendo. Egli sentì il soffio, la vampa calda, +si sentì avvolto nel suo odore di bionda e di _lilas de Perse_. + +--Stella....--balbettò. + +--Ah!... Che delizia! Che delizia!--Nora, con un lungo respiro stirò, +alzò le braccia nude, rotonde, rosee, fuor della larga manica +trasparente.... respirò ancora.... poi le lasciò cadere attorno al +collo del marito riposandosi morbida, stanca sulle sue ginocchia. + +--Hai sonno.... cara? + +--Si sta bene, tanto bene qui.... così....--E accesa la sigaretta, lo +baciò, ridendo, colla bocca piena di fumo. + +.... Dio, Dio! Bisognava parlare: il giorno dopo bisognava partire! + +--Che hai, Nannucci?...--essa gli domandò a un tratto, dopo di aver +lanciato dal terrazzo la sigaretta spenta. + +--Stella! Stella!--bisbigliò il duca commosso e sospirò:--Perchè non +posso darti la vita?... + +Nora sentì tutto il dolore, tutto lo strazio represso in quelle parole +e ne rimase impressionata: si alzò in piedi rigida, appoggiandosi al +parapetto del terrazzo. + +--Cosa c'è?--E lo guardò fissamente. + +Ma il Casalbara non sapeva risolversi, non poteva parlare. Temeva il +suono stesso delle sue parole, della sua voce. Il silenzio di quella +quiete serena, muta, calma e chiara si era fatto più profondo.... Anche +il murmure lontano del mare era cessato. + +Pareva al Casalbara, che non soltanto gli occhi fissi, attenti sul viso +pallido della moglie, ma che tutto d'intorno a lui, il cielo diffuso e +limpido e il mare fermo e muto, aspettassero le sue parole, la sua +confessione.... + +Dio! Dio! Come mai era stato così spensierato? Così leggero? Così +egoista?... + +--Che c'è?... Che c'è di nuovo?--ripetè Nora con un leggero tremito +d'inquietudine e d'ira. + +--Ho.... avrei da chiederti un sacrificio. Bisognerebbe partire.... +presto. + +--Per San Moritz? Non è già fissato?... + +La buona stagione di Nizza, infatti, era finita da un pezzo, e i +Casalbara avevano combinato con lord e lady Paget di passare l'estate, +tutti insieme, in Engadina. + +--Ecco il sacrificio,--balbettò il Casalbara.--Bisognerebbe abbandonare +la nostra prima idea.... e tornare a Milano. + +--A Milano?... Tornare a Milano? Adesso che non c'è più nessuno? + +Il duca tremò più forte: non ebbe il coraggio di dir tutto, subito, di +affrontare di colpo lo scoppio di quella collera. + +--Per una decina di giorni, soltanto!... Forse anche meno. Il tempo +necessario per riparare ad una cattiveria, un'azionaccia del Kloss. Hai +proprio ragione, stella! Il Kloss è un furfante!... un fur....fante!--E +gli scappò uno sternuto grosso, fragoroso. Era il solito di tutte le +sere: era il segnale della ritirata. La brezzolina umida del terrazzo +finiva sempre per infreddarlo. + +--Andiamo!--esclamò Nora dispettosamente. E senza aspettarlo, senza +prendergli o dargli il braccio, si avviò sola, risoluta, imperiosa, +verso la sua camera che splendeva illuminata, in mezzo al terrazzo. + +Il Casalbara le tenne dietro curvo, premendosi la mano sulle reni +indolenzite, gemendo: + +--Ahi! Ahi!... Non mi sento bene stasera...; non mi sento bene. + +L'altra non gli badò nemmeno e mandò via subito la cameriera, senza +svestirsi. + +--Di', su, sbrigati, che c'entra il Kloss? + +Il duca cominciò a raccontare delle cambiali, del ragioniere Vigliani, +ma poi, per far più presto, le fece leggere le due lettere e l'ultimo +telegramma. + +Nora, nel primo impeto, se la prese contro il Vigliani; doveva essere +un imbecille, un impostore.... o un imbroglione; e siccome il duca +voleva difenderlo, allora la tempesta si scatenò sul suo capo. + +Un'altra donna, pur nelle medesime condizioni di Nora, avrebbe +sostenuto quel colpo con maggior calma, con maggior coraggio.... Non +avrebbe potuto capire così subito tutta la gravità di quelle notizie. +Ma per Nora invece, il caso era diverso: la rovina le si era affacciata +in un attimo, chiara, lampante, orrenda: per la figliuola dello zio +Matteo, quei debiti, quelle cambiali, quelle minacce, erano il suo +passato che ricominciava, il suo passato di angosce, di stenti, di +espedienti, di privazioni, di miseria--era quella vita maledetta che +avea voluto troncare ad ogni costo, a costo di buttarsi fra le braccia +di un vecchio.... e che invece doveva ancora ricominciare.... e insieme +a quel vecchio! + +Nora tremava, piangeva, lo schianto del dolore confondendosi alla +collera, all'ira. + +--Ma se il Vigliani è onesto,--balbettava,--allora sei tu che mi hai +ingannata; sei tu che hai ingannata una povera ragazza! + +--Calmati! Non gridare! Non farti sentire!--pregava, supplicava +stordito, spaventato il Casalbara, che pur temendo di sua moglie non +avrebbe mai immaginato, quelle furie.--Calmati! Sei in preda +all'esaltazione! Siamo ben lontani dalla miseria, dalla rovina. Si +tratta di qualche piccola economia.... di qualche piccola privazione. + +Nora strillò più forte e continuò: + +--Vendere il palazzo di Milano! Vendere Casalbara!... Ridursi a vivere +a Bergamo! Subito!... Adesso!... Subito! Dio! Dio! Dio! La disgrazia, +la rovina e il ridicolo! Infelice e ridicola! Perchè tutti rideranno di +me! Tutti! Tutti! Tutti! + +La fierezza del Casalbara si ridestò a queste parole e lentamente, ma +con gravità, con forza, le disse: + +--Potrai essere infelice, questo sì: ma dipenderà da te, dal tuo cuore, +dipenderà da ciò.... in cui tu avevi riposta la tua felicità. Ma +ridicola no--ridicola mai! Anzi, sarai sempre più rispettata e +ammirata, se saprai mantenerti nobile e dignitosa nella nostra +disgrazia. + +Nora non gli rispose; non lo vedeva, non lo ascoltava, non lo sentiva +nemmeno. Essa vedeva e sentiva le risa di Evelina, dello zio Matteo, la +sghignazzata del Kloss! Tutti, tutti, tutti ridevano di lei, e le +passavano tutti dinanzi in quel momento! + +Aveva voluto essere una signora, aveva abbandonato il Laner per essere +una signora, e andava a finire esiliata a Bergamo, seppellita a +Bergamo!... Vendere il palazzo di Milano! Vendere Casalbara! + +Il dolore, era ancora più forte della collera. A un tratto fu presa da +un parossismo, da una convulsione terribile. Pestò i piedi, si stracciò +le vesti, si strappò i capelli, si graffiò la faccia, rompendo, +buttando all'aria tutto ciò che le capitava fra le mani, poi si lasciò +cadere affranta, esausta attraverso il letto, gemendo ancora, +torcendosi ancora, mordendo, nei sussulti dello spasimo, le coltri e i +guanciali. + +Quando parve quietarsi, quando rimase immobile, distesa, supina +attraverso il letto, il Casalbara, dopo averla guardata a lungo, +inquieto, incerto, le si avvicinò: + +--Perdonami, Eleonora. Posso giurarlo sul mio onore: non ho voluto +illuderti, ingannarti; io stesso mi ero ingannato, mi ero illuso. +Perdonami, sono colpevole verso di te, per la mia spensieratezza! Io +non ho mai badato agli affari.... a' miei interessi. Mi credevo sempre +abbastanza ricco per non dovermi preoccupare dell'avvenire. È stato un +errore, una colpa. Ti domando perdono--perdonami.... adesso la sconto +amaramente. Ma se avessi potuto soltanto immaginare.... questo che oggi +mi succede.... sul mio onore.... ti giuro.... ti avrei detto tutto, +prima.... + +Il povero vecchio si avvicinò di più.... Gli gocciolavano le lacrime +dagli occhi gonfi. + +Nora era sempre buttata distesa attraverso il letto. + +--Ti avrei detto tutto.... a costo di dover rinunciare al mio +paradiso.... di perdere l'amore della mia stella,--bisbigliò umilmente, +quasi supplichevole, fissando il collo bianco e i capelli biondi. + +Nora non piangeva più, non gemeva più: non rispose, non si mosse. + +--La crisi è passata,--pensò il Casalbara, disposto a compatire, a +perdonare, a dimenticare tutto quanto era successo, nell'egoismo intimo +della sua passione, nel bisogno materiale di quella donna. E si +consolò. Eleonora aveva gridato, si era sfogata.... ma infine si era +calmata!... Era stata ingiusta; nell'impeto di quella collera era stata +brutale, atroce.... villana. Da quella bocca incantevole, divina, erano +uscite parole nuove, strane, parolacce volgari. Ma, ormai, si era +sfogata.... si era calmata.... era lì, quieta, buttata sul loro +letto.... Egli l'aveva ancora.... Che importava tutto il resto?... Essa +gli era rimasta!... L'aveva ancora!... + +Prese lo scialletto di crespo, il fisciù di trine, la casacchina rosa +da letto tutta morbida e fragrante, che Nora nel suo furore aveva +buttato qua e là, li piegò, li ripiegò, lentamente, amorosamente, li +collocò sul canapé. Cercò le piccole babbucce orientali e glie le posò +vicino.... accese la fiamma a gas dinanzi al piccolo specchio dove Nora +usava fare la sua toeletta della notte, le preparò il largo pettine e +la spazzola d'avorio pei capelli. La guardò, la sogguardò furtivamente: +era sempre quieta.... Ormai la tempesta era passata.... Gli era +rimasta! L'aveva ancora!... + +Passò dall'altro lato del letto, ne distese, ne rimboccò le coltri +dalla propria parte, si preparò l'acqua collo zucchero.... tornò in +mezzo alla camera, vicino al sofà, cominciò a levarsi l'abito, il +_gilet_.... e tornò a guardarla;... poi le si avvicinò piano, e +prendendola delicatamente colle due mani sotto le ascelle per aiutarla +a sollevarsi, le disse baciandole i capelli: + +--Alzati.... cara.... ti farà male, star così sdraiata.... Vieni a +letto. + +Nora si rizzò, si voltò di colpo: la sua faccia per essere stata +malamente compressa contro i cuscini, era attraversata da due solchi +sanguigni. Essa lo guardò sfrontatamente, con un sogghigno ironico, +beffardo, poi, a un tratto, senza dir parola, lo afferrò per un braccio +e lo spinse, lo cacciò barcollante, incespicante sui tappeti, nel +salottino attiguo alla stanza da letto; prese il suo abito, il suo +_gilet_, glieli buttò dietro; e sbattè le portine, girò la chiave, +sempre senza dire una parola, senza dir niente, muta. + +--Eleonora!... Eleonora!...--balbettò il Casalbara, tendendo le mani +nell'oscurità....--Eleonora! Eleonora! + +Dai vetri opachi delle portine, passava appena il chiarore confuso +dell'altra stanza. + +--Eleonora!... Eleonora!--e rimase colla fronte appoggiata ai vetri +spiando ansioso, esasperato, tremante, l'ombra della moglie che +scorgeva muoversi attorno al letto. + +--Eleonora!... Eleonora!--esclamava colla voce bassa, ma +vibrata.--Perchè così?... Perchè hai fatto così?... Sei troppo +cattiva!... Non ti credevo così!... Apri!... Apri!... Non facciamo +scandali! Non facciamo scene!--E s'infuriava perchè non otteneva alcuna +risposta, e scrollava forte le portine per riuscire ad aprirle.--Te lo +comando! Apri! Sono tuo marito! Rispondi almeno! + +Lo stesso silenzio: Nora si moveva sempre vicino al letto. + +--Rispondi, Eleonora! + +Sentì soltanto il rumore così noto: il piccolo "crac" del busto che +Nora slacciava d'un sol colpo. Sentì il lento scivolare della veste da +camera sul tappeto, e il lungo fruscio delle batiste.... + +Allora tornò a balbettare, a gemere, a supplicare, a domandar perdono, +sempre colla fronte appoggiata ai vetri, guardando, guardando.... + +Intravvide Nora che alzava le braccia.... che scioglieva, stendeva la +lunga massa dei capelli e li avvolgeva nervosamente sul capo. + +--Perdonami! Eleonora!... Perdonami! Andrò io solo a Milano.... +Domani.... Tu resterai qui.... Andrai a San Moritz! Farai tutto ciò che +vorrai! Aprimi! Stella! Stella! Non venderò il palazzo! Te lo giuro! +Non venderò Casalbara! Perdonami! Perdonami! Gioia! Stella! Amore! +Perdonami! Apri! Ho freddo qui! Non posso restar qui!... Sto male!... +Mi ammalerò! Apri! Eleonora! + +Sentì lo scricchiolìo del letto.... sentì il fruscio di Nora che si +stendeva, si rivoltava fra le coltri. + +--Almeno una parola!... Una parola! Non ti domando più che una +parola.... sola.... + +Di colpo si spense il lume: il Casalbara non vide, non udì più nulla. + +Allora, sempre colla fronte appoggiata ai vetri si mise a piangere, +silenziosamente. A poco a poco il freddo gli penetrò nelle ossa.... e +col freddo il timore di risvegliare Eleonora co' suoi singhiozzi. +Allora il povero vecchio, trattenendo le lacrime, camminando in punta +di piedi, a tentoni, andò a buttarsi e a piangere nella poltrona più +lontana. + + + + +IV. + +Il Casalbara, appena arrivato a Milano, dovette mettersi a letto. La +scena colla moglie e il ritorno da Nizza fatto a precipizio, con un +tempaccio del diavolo, lo avevano ridotto in uno stato compassionevole. +Era orrendamente infreddato, alla testa, ai bronchi; aveva paura di +morire, aveva paura di sua moglie e aveva paura di perderla: soffriva, +soffriva e non capiva più niente. + +Nora, durante tutto il lunghissimo viaggio, non gli aveva mai rivolto +la parola. Era rimasta sempre ferma al suo posto dall'altra parte del +cupé, impenetrabile e muta, colla piccola riga bianca in mezzo alla +fronte torva, aggrottata. + +Il povero vecchio, tremante di febbre, osava appena guardarla, +furtivamente, cogli occhi rossi, gonfi, lacrimosi, e cercava di +impietosirla, mormorando: + +--È finita!... È finita per me! + +L'altra rimaneva immobile, fissa e rigida al suo posto. Soltanto dopo +Novara, mentre infuriava il temporale e la pioggia fitta sbatteva +contro i vetri, essa gli aveva detto brevemente e seccamente: + +--Domani parlerò io col Vigliani. + +--Sì.... cara.... tutto.... tutto ciò che vuoi!--si era affrettato a +rispondere il povero marito scosso e consolato dal suono di quella +voce, sebbene aspra e imperiosa. + +Ma poi, vedendo che nemmeno la sommissione così pronta, così umile +riusciva a placare Eleonora, tornò a gemere, a tossire, a sospirare, a +mormorare tutto tremante e intirizzito: + +--È finita!... È finita per me! + +La duchessa, subito la mattina dopo, per far più presto, invece di +mandare a chiamare il ragionier Vigliani, si recò lei stessa, +direttamente al suo studio. + +Non erano ancora le dieci e nondimeno il piccolo stanzino angusto e +polveroso che serviva di anticamera, era già pieno di gente che +aspettava: un monsignore, due avvocati che discutevano fra di loro, e +una grassa matrona, vestita di tutti i colori, coi baffetti neri e i +riccioloni a rubacuori incollati sulle tempie. + +Nessuno si scosse all'entrare di Nora; erano abituati a ogni sorta di +clienti. + +--Prego, faccia avvertire il ragionier Vigliani che c'è la duchessa di +Casalbara,--disse Nora, a mezza voce, in fretta, allo scrivano, che +faceva anche da portiere. + +Questi, un bel giovanotto ben pettinato e colla camicia scollata, non +lasciò la signora duchessa ad aspettare in anticamera, ma la fece +passare, andandole innanzi, e spalancando gli usci, nel salotto privato +del ragioniere. + +--Il signor Vigliani ha gente, ma verrà subito,--e dopo di aver pregato +la signora duchessa di avere la bontà di accomodarsi, se ne andò, +camminando in punta di piedi. + +Nora, entrando nel salotto basso, tetro colle tappezzerie giallognole, +trasudanti l'umidore, aveva sentito venirsi in faccia una zaffata di +rinchiuso e di cavoli riscaldati: si guardò attorno: appeso in alto, +alla parete di mezzo, il ragionier Vigliani collo spillone di +brillanti, sorrideva dal suo grande ritratto ad olio, fra le oleografie +di due sultane. + +Nora si seccava ad aspettare: ma non aspettò che pochi minuti. + +Il Vigliani entrò quasi subito, come una bomba, strisciando e +ruzzolando, profondendosi in inchini, in complimenti, in esclamazioni +superlative. + +Appena ripreso fiato, appena ebbe fatto sedere la signora duchessa, le +domandò del signor duca, tenendosi ritto dinanzi a lei colle mani +congiunte. + +--È rimasto a letto. Si è un po' infreddato nel viaggio. + +--Voglio sperare che sarà un'indisposizione leggerissima, affatto +passeggera....--E il ragioniere sgranava gli occhi in segno del più +vivo interessamento. Ma Nora tagliò corto colle chiacchiere. + +--Capirà benissimo perchè sono corsa da lei in questo modo. Non potevo +aspettare, sono troppo inquieta, troppo spaventata. Voglio sapere +subito come stanno le cose, voglio sapere tutta la verità. Mio marito +mi ha fatto leggere la lettera del Kloss e la sua. E sono qui anche per +incarico di mio marito, che non può muoversi. + +Il ragionier Vigliani, inquieto, cominciò a sospirare, alzando gli +occhi al cielo, stringendosi nelle spalle, allungando le braccia. + +--Voglio saper tutto,--ripetè la duchessa. + +L'altro, ancora un po' sossopra, balbettò: + +--Allora mi farò coraggio... per ubbidirla,--e cogli occhi cercò il +posto dove sedersi. + +Ma appena il Vigliani cominciò a parlare d'affari, diventò un +altr'uomo; mutò voce, espressione; non era più confuso, non si sentiva +più impacciato. Fece passare la duchessa sul canapè perchè stesse più +comoda, e sedette a sua volta, si sdraiò sulla poltrona accanto, +accavalciando le gambe l'una sull'altra. Parlò chiaro, esplicito, quasi +duramente. + +--Bisogna vendere il palazzo di Milano, bisogna vendere la villa e i +fondi di Casalbara. Bisogna ridursi a vivere a Bergamo.... con una +quindicina di mille lire all'anno. E questo bisogna farlo subito. + +--Subito? + +--Tirando in lungo, perdendo una buona occasione non si salva più +nulla! + +--Subito?... Subito?...--ripetè Nora, quasi con un gemito nella voce +tremante. + +L'altro parlava sempre in fretta, guardando spesso l'orologio della +caminiera, dimenando la gamba che aveva a cavallo sull'altra, e +mostrando la calza bianca, grossa, sotto la scarpaccia inzaccherata. + +--Lei, povera signora duchessa, lei sconta adesso quella... quella +diremo... ostinazione del signor duca di non avermi mai ascoltato, +quando raccomandavo col dovuto rispetto, di limitare le spese secondo +le rendite: Mah! siamo sempre andati avanti, in tutti questi anni, non +per colpa mia, ci tengo a dichiararlo, come ai beati tempi dei +Casalbara, signori e padroni di terra e castella, col diritto delle +decime e di batter moneta! + +Nora, sempre dandogli ragione perchè non le conveniva di colpo +disgustarlo, cominciò a fare qualche domanda circa le rendite, gli +aggravi, il patrimonio. + +Il Vigliani l'interruppe, alzandosi d'un tratto. + +--Un momentino, scusi... permetta,--e uscì sempre strisciando, e +ruzzolando, per ricomparire quasi subito con un fascio di carte, che +spiegò dinanzi a Nora, dopo essersi inforcati gli occhiali sul naso. + +--Ecco qui, signora duchessa. Veda lei stessa il riassunto dei bilanci +degli ultimi anni, che ho fatto estrarre appunto in questi giorni. + +Nora, seguiva il dito grosso, villoso, dalle unghie sudice e +rosicchiate del ragioniere, che segnava le cifre; ma non riusciva ad +afferrare, a sapere tutto ciò che avrebbe voluto. + +Il Vigliani, quando ebbe finito di mostrarle tutte quelle annotazioni e +di farle osservare tutte le passività che gravavano sul patrimonio, +concluse, mettendo le carte sul tavolo e posandovi sopra gli occhiali: + +--Come ho scritto al signor duca, e come ho già detto alla signora +duchessa, non c'è altro da fare: vendere il palazzo di Milano e vendere +la villa di Casalbara, per la quale, anzi, proprio in questi giorni, mi +sarebbe capitata una buonissima occasione. + +Nora, pallidissima, si sentiva oppressa dal tono perentorio del +ragioniere. + +--Non si potrebbe aspettare... almeno... almeno qualche mese?--balbettò +colla voce soave, insinuante, piena di lacrime.--Se il Vigliani avesse +voluto, avrebbe potuto salvarla,--pensava. E avvicinandosi vivamente al +ragioniere, lo fissò coi bellissimi occhi, imploranti. + +--Impossibile, signora duchessa. Abbiamo le cambiali del Kloss. La +prima, non ricordo bene la data, ma deve certo scadere fra pochissimi +giorni. Per tale scadenza occorre la somma; questa al momento non si +può trovare; ci penserò io.... come per le altre. Ma deve camminare di +pari passo l'alienazione degli stabili. + +"Se il Vigliani avesse voluto, avrebbe potuto salvarla"--pensava Nora, +e continuava a guardarlo, a fissarlo, a supplicarlo cogli occhi, senza +parlare. + +--Le domanderei soltanto di aspettare qualche mese...--balbettò +infine.--Lei così buono, che ha sempre avuto tanta affezione.... per +noi.... Pensi al mio amor proprio: Ho tanti nemici! Riderebbero di +me!... Invece, lasciando passare qualche mese, preparando la notizia a +poco a poco, farebbe minor impressione. Lei è tanto buono; ha sempre +avuto tanta affezione per mio marito; ne abbia un po' anche.... per me! + +E la duchessa gli si avvicinò ancora di più, col bel viso acceso, molle +di lacrime. + +Quel vecchio ragioniere dai baffi e dalle fedine tinte, quel vecchio +grasso, volgare e sudicio, gocciolante; un sudore untuoso, non le +destava nè ribrezzo, nè repulsione. Era l'uomo che poteva conservarle, +almeno per qualche tempo, il palazzo di Milano, la villa di Casalbara, +la sua grandezza, il suo sfarzo!... + +Ma non aveva fortuna! Il Vigliani rimaneva affatto insensibile: meglio +ancora, non vedeva niente, non capiva niente. Il Vigliani era un uomo +d'affari, non aveva in mente altro che i debiti, le cambiali... e il +poco tempo che aveva da perdere. + +Quando sospirò e guardò la duchessa con un certo intenerimento, fu +soltanto per dirle: + +--Un buon cerusico dev'essere senza pietà. Se non ha mai voluto +ascoltarmi suo marito, mi ascolti lei, che ha tanta intelligenza. Parlo +per il bene di entrambi. Oggi, infine, non c'è da disperarsi. Se non il +lusso, le rimane ancora una certa agiatezza, che moltissimi le +invidierebbero. Domani, sarebbe certo una rovina estrema, irreparabile. + +Ma la signora duchessa continuava a tacere, a gemere, a guardarlo, a +fissarlo... e non si moveva: allora egli lanciò un'ultima occhiata +all'orologio e si fece coraggio, alzandosi di colpo. + +--Devo correre al tribunale, per un consiglio di famiglia.... Sono già +in ritardo.--E facendole mille scuse, domandandole mille perdoni, +accompagnando la signora duchessa fin sulla scala, tornò a profondersi +in inchini, in proteste, in complimenti. + +Nora, quando uscì dalla casa del ragioniere, era furente. + +--Vuol costringerci a vendere, perchè avrà il suo interesse: È per il +suo interesse che non vuol perdere le buone occasioni! + +E Nora, lì per lì, pensò di consigliare e di imporre a suo marito di +affidarsi ad un altro amministratore. + +Quando rientrò nel suo palazzo, il maestoso portiere dalla lunga barba +bianca, si era messo in gran livrea. + +Nora sospirò. Anche quel magnifico portiere avrebbe perduto! Eppure era +stata una delle tante attrattive del duca di Casalbara, una delle +attrattive che l'avevano indotta a sposarlo! + +Non era con quel palazzo dal grande giardino ch'essa aveva cominciato a +fare all'amore? Col palazzo dall'antico cancello di ferro, dallo stemma +dorato e la corona ducale e il magnifico portiere che pareva il re +della contrada? + +Quante volte era passata di là!... Quante occhiate furtive dentro a +quel portone, sotto l'atrio a colonne o nel cortile immenso! E quanti +sorrisi di compiacenza, di orgoglio pensando: Sarò io la duchessa! Sarò +io la padrona! + +Invece doveva venderlo! Non poteva goderlo, in pace, nemmeno per un +giorno! E perchè? Perchè suo marito si era rovinato col giuoco, colle +donne, col Kloss. + +Che trionfo per il Laner... e per quel mostro di Evelina!... + +Si fermò, ancora sospirando, sul ripiano del grande scalone di marmo, +dal morbido tappeto, colle pareti a specchi, a stucchi dorati, coi +fiori olezzanti nei vasi enormi!... + +Tutto le pareva ancor più bello, più ricco, più grande! Che dolore! Che +dolore! E che desiderio, che brama di tutto conservare! Avrebbe dato +una parte del suo sangue, della sua vita! Come si vendicava quel Kloss, +per non aver essa mai voluto saperne delle sue licenze, delle sue +confidenze, de' suoi abbracci!... E dire che essa lo aveva sempre +creduto uno straccione in confronto del duca di Casalbara!... + +Invece.... tutto il contrario.... + +Nora non sospirava più. Pensava, rifletteva, attraversando adagio +adagio tutte le sale del vasto appartamento. + +Invece.... tutto il contrario.... + +Se il Kloss non fosse stato in collera, avrebbe continuato a rinnovar +le cambiali, non li avrebbe spinti a quel precipizio.... + +Si avvicinò a una finestra: guardò il giardino, il cortile, il +magnifico portiere che passeggiava sotto l'atrio, e tornò a sospirare. + +D'un tratto corrugò la fronte, un rossor vivo, un fuoco le salì alla +faccia. + +--Si...! Si!--bisbigliò,--tutto per tutto. Bisogna tentare col Kloss! + +E corse subito nel suo gabinetto di toelette, passando dinanzi alla +camera del duca, ma senza nemmeno fermarsi per salutarlo. + +Scrisse al Kloss, in fretta, su due piedi, col lapis, e appena gli ebbe +mandato la lettera alla banca, si sentì più tranquilla, più sicura. + +Certo il Kloss, sarebbe corso da lei, subito! + +Infatti il bigliettino era pressante: + +"Ho gran bisogno di parlarle. Mio marito è a letto ammalato. Temo ne +avrà per molti giorni. E proprio in questo momento in cui sono oppressa +da mille imbrogli di affari e d'interessi, che non arrivo nemmeno a +capire! + +"Del nostro ragioniere non ho certo a lodarmi.... e mi persuade fino a +un certo punto! Sono sola, non so che cosa fare, nè a chi rivolgermi. +Procuri di venir subito: sentirà, vedrà, mi potrà dare qualche +consiglio. Sto in casa apposta ad aspettarla." + +Nora calcolò il tempo che poteva impiegare il servitore ad andare.... e +il Kloss a venire.... e intanto si cambiò di vestito perchè colla corsa +della mattina e col caldo si era tutta sciupata. Pensò, guardò, scelse +e indossò una sua veste da camera leggerissima, morbida, tutta di +crespo rosa e di merletti, e per aver più fresco, per riposarsi, +allentò un poco i capelli, tanto che scrollando il capo con forza si +sarebbero sciolti sulle spalle come un'onda d'oro. + +Francesco Kloss era alla banca: vista appena la lettera, a buon conto, +fece dire al servitore che era fuori:--poi la lesse, la rilesse, +accendendosi in volto, cogli occhietti torvi, da satiro, che +luccicavano.... Intravvide il pericolo e fissò immediatamente il suo +piano, facendo un saltetto e una sghignazzata, per scuotersi, per +stordirsi. + +--_Mi andassi supito a Carlsbad tomani mattina: ma per cuella matama mi +partissi stasera!_ + +Pure bisognava rispondere. _"Cuella matama"_ al presente, era la +duchessa di Casalbara, era la moglie di un suo amico, gli aveva +scritto, stava a casa apposta ad aspettarlo e bisognava rispondere. + +Rilesse la lettera....--_sentirà, vedrà, mi potrà dare qualche +consiglio....--Penissimo_!--In questo posso servirla! + +E fece chiamare il signor Galli. + +Il Kloss non aveva mai detto niente al suo procuratore delle cambiali +del Casalbara. Erano piccoli affaretti del portafoglio particolare. E +come al suo procuratore non ne aveva parlato prima, tanto meno ne parlò +adesso!... + +Il Kloss pregò soltanto il Galli di volersi recare il giorno dopo, in +vece sua, dalla duchessa di Casalbara: gli disse che la duchessa voleva +essere consigliata, aiutata nella sua amministrazione, perchè aveva il +marito ammalato ed era malcontenta del suo ragioniere, e concluse +galantemente: + +--_Tranne tanee, tutt coss a sua tisposizion!_ + +Rimasto solo, tornò a fregarsi le mani. + +--_Matama_ ha bisogno di un _racioniere? Penissimo! Le mandassi il +mio!_--E scrisse subito alla signora duchessa--per non farla restare in +casa inutilmente--una lettera molto gentile. + +"Essendo quel giorno occupatissimo per un'importante seduta alla banca +e dovendo partire alle 5.50 per Carlsbad era spiacentissimo di non +poterla vedere. Ma la mattina dopo sarebbe venuto da lei il suo +procuratore generale, il signor Ambrogio Galli, coll'ordine espresso di +mettersi in tutto e per tutto a sua disposizione. Il signor Galli era +una persona molto seria, e di molto valore. La signora duchessa poteva +fidarsene interamente. Avrebbe avuto tutti gli schiarimenti e tutti i +consigli, e tutto l'aiuto che sarebbe stato del caso." Il Kloss la +pregava di salutare, a suo nome, il caro amico Giovanni, che sperava di +trovare al suo ritorno pienamente ristabilito, le riconfermava i sensi +della sua profonda stima e devota amicizia, dichiarandosi sempre pronto +"all'onore di servirla in tutto ciò che la signora duchessa potesse +desiderare" e finiva col baciarle ossequiosamente la mano. + +Nora, leggendo quella lettera, impallidì, con un'espressione sinistra, +iraconda. + +--Villano!... + +Ma poi si calmò. + +Le mandava il suo procuratore generale?... Con quali istruzioni?... +Certo coll'ordine, almeno, di rinnovare le cambiali. + +"Avrebbe avuto tutti gli schiarimenti, tutti i consigli; tutti gli +aiuti che sarebbero stati del caso...." Almeno le cambiali sarebbero +state rinnovate! + +E Nora si sentì consolata, scacciò tutte le ansie con una alzata di +spalle e per quel giorno non volle pensarci più. + +Ma bisognava avvertire anche Giovanni, di quella visita del signor +Galli, procuratore del Kloss. Si recò direttamente nella camera del +marito, senza nemmeno pensare al modo di spiegare e di fargli accettare +quel fatto: era troppo sicura di sè! + +Il duca spasimava: in seguito alla reumatica e alla infreddatura +intensa, contratta durante il viaggio, gli si era manifestata un'acuta +nevralgia: il _chiodo solare_, come gli aveva detto la cameriera. + +La stanza era completamente buia. Nora, appena entrata, schiuse una +delle imposte. + +Il Casalbara, sepolto sotto le coperte, volse il capo vivamente, con un +gemito. + +--E così?--gli domandò Nora, restando sempre presso la finestra.--Vuoi +che faccia chiamare il medico? + +--No.... no... grazie....--rispose l'altro colla voce fioca. + +Nora gli si avvicinò. + +Il Casalbara, steso sul letto, sotto le coperte pesanti, aveva la testa +affondata nei cuscini e ravvolta in un _foulard_. Non lo si vedeva +nemmeno. + +--Cara....--bisbigliò quando Nora si fermò in piedi accanto al letto; e +i suoi poveri occhi gonfi, lacrimanti, pure nell'ombra, sotto le +coperte, sotto il _foulard_ ebbero un raggio di tenerezza.... +un'espressione viva e dolente che domandava amore e pietà. + +--Vuoi mangiare qualche cosa?--gli domandò Nora, mettendogli la mano +sulla fronte per sentire se scottasse. + +--No.... no.... grazie,--risposo prostrato con un senso di commozione. + +--Vuoi una tazza di tè?... + +--Grazie, cara.... adesso soffro troppo.... Grazie.... più tardi. + +Nora notò che al malato dava fastidio anche quella luce è andò a +chiudere di nuovo la finestra; la camera rimase ancora tutta buia. + +--Sono stata dal ragioniere Vigliani,--disse poi colla voce sicura.--E +mi sono convinta che ha il suo tornaconto nell'obbligarci a vendere. + +Dal letto rispose appena un gemito fievole. + +Vi fu qualche minuto di silenzio; poi Nora ripigliò sempre impassibile: + +--Più tardi, quando appunto ritornavo dal Vigliani, ho incontrato il +Kloss, sul Corso, e mi ha detto di salutarti. + +Il letto scricchiolò. Il Casalbara, di colpo, si era alzato diritto a +sedere. + +Nora, pur nel buio, ne vide l'immagine bianca. + +--Parte stasera per Carlsbad,--continuò. + +Il letto scricchiolò ancora; il Casalbara si era lasciato ricadere +disteso. + +Nora gli andò vicino, gli tirò le coperte fin quasi sugli occhi, gli +accomodò il _foulard_, poi ripigliò: + +--Gli ho detto che non mi fidavo molto del nostro ragioniere, che tu +eri malato, che avrei avuto bisogno di qualcuno per aiutarmi, per +vedere un po' come davvero stanno le cose. Il Kloss mi manderà domani +mattina il suo procuratore, un bravissimo uomo, il signor Galli. + +Nora non poteva vedere le lacrime che cadevano silenziose dagli occhi +del duca. + +Nella camera si soffocava: dopo un momento essa domandò: + +--Vuoi che socchiuda l'uscio per lasciar passare un po' d'aria? + +--No. + +--Vuoi del ghiaccio? + +--No. + +--Ti alzerai più tardi? + +--No. + +--Per l'ora del pranzo? + +Questa volta il malato non rispose nemmeno. + +--Allora, buona notte!--esclamò Nora, dopo un momento. E se ne andò. + +In fondo all'appartamento, dopo il suo spogliatoio, v'era un'altra +piccola stanza da letto: Nora la fece preparare per sè. + +E intanto che ordinava, che faceva preparar la camera, Nora si godeva a +visitare il lungo guardaroba dagli armadi solidi, pesanti, colmi delle +telerie, delle fiandre antiche e preziosissime di casa Casalbara; si +godeva a visitare i forzieri dell'argenteria, le grandi scansie a vetri +delle porcellane e delle maioliche. + +--Certo.... le cambiali sarebbero state rinnovate!... + +Si godette a desinare sola soletta nel bel stanzone da pranzo, dalle +finestre che davano nel giardino, tutte verdi per lo sfondo degli +abeti. + +Dio! Era il primo giorno che non aveva l'oppressione di quell'uomo, +delle solite moine, dei soliti discorsi!... + +Dopo pranzo andò a fare una buona scarrozzata. + +--In ogni modo, quando fosse stato il momento, si si sarebbe potuto +vendere soltanto Casalbara! + +I bastioni erano deserti: tra le fila cupe degli ippocastani, le +nottole e i grossi farfalloni danzavano attorno ai globi della luce +elettrica. + +Ritornando, scendendo da Via Manin, Nora rivide la piccola stradetta +dietro il Museo dove aveva avuto la gran scena col Laner. + +--Povero Pietro!...--e sospirò; sospirò con un'espressione di +malinconia inconsapevole, ma tenera, soave.... + +--Povero Laner! + +--Ah!... che piacere quell'aria fresca, frizzante! Era la prima volta +che girava sola in carrozza, senza "quel peso!" Che piacere! + +D'un tratto, in via Santa Margherita, mentre Nora pensava ancora alla +stradetta dietro il Museo, e alle furie dell'innamorato, ecco... ecco +appunto Pietro Laner! Pietro Laner e l'Evelina! + +Evelina andava innanzi urtata dalla folla, più gobba, più goffa che +mai! Pietro Laner le teneva dietro, a testa bassa.... + +Quando Nora passò loro accanto colla carrozza, finse di non vederli; ma +le attraversò il cuore un impeto di collera, un impeto strano di +gelosia e di rimpianto! + +Adesso Nora lo sentiva, lo capiva: aveva avuto altre simpatie, oltre il +tenente Calafà, ma il suo primo amore, il suo vero amore, era stato il +Laner. + +E se il Vigliani la spuntava e le faceva vender tutto? Se il Kloss non +avesse voluto rinnovare le cambiali? + +--A casa!--ordinò al cocchiere. + +Era stanca; aveva bisogno di riposare il corpo e la mente. + +Appena arrivata fece le scale di corsa, slacciandosi i nastri del +cappellino per fare più presto a svestirsi: non vedeva l'ora di +buttarsi in letto, di dormire. + +--Ah!... finalmente! + +Sull'uscio dello spogliatoio si fermò perplessa, inquieta. Non doveva +passare da Giovanni? Era già arrabbiato.... Non lo avrebbe fatto +arrabbiare un po' troppo, piantandolo solo a quel modo, senza neppure +la buona notte? Ma cacciò via le inquietudini con un'alzata di spalle. + +--Potrò sempre calmarlo domani!--e chiuse l'uscio a chiave. + +--Ah! Un po' di riposo!... Un po' di libertà! + +E continuava a ridere, svestendosi in fretta, buttando di qua, di là, +allegramente, i vestiti, le scarpette, le calze.... e ridendo saltò nel +letto e continuò a ridere, con fremiti di piacere, allungandosi, +rivoltandosi sotto le lenzuola leggere, freschissime. + +--Ah! Che gioia! Che gioia!... Che felicità!... Dopo tanto tempo era +sola, era sola.... sola finalmente! + + + + +V. + + +Il giorno dopo, alle undici precise, il signor Ambrogio Galli si faceva +annunziare alla duchessa di Casalbara. Il procuratore della banca Kloss +aveva indossato il vestito nero e messo il cilindro nuovo, che portava +soltanto la domenica, quando accompagnava la moglie a messa, a San +Carlo, e a colazione al Trenk. Le mani gli penzolavano lungo i fianchi, +strette, legate nei guanti color sangue. + +Molto volontieri avrebbe fatto a meno di quella visita! Per le sue idee +di rivendicazione e di giustizia sociale, non voleva confessare di +patire ancora certe debolezze, certe timidezze affatto borghesi. Si +sentiva intimidito.... molto impacciato, propriamente e solamente +perchè doveva presentarsi a una "duchessa". + +Lei, come lei, la signora duchessa, glielo avevano detto, era la +figlia, la nipote, una parente qualunque di Matteo Cantasirena. Ma era +diventata duchessa di Casalbara.... E il signor Galli ripeteva quel +nome, come per abituarsi, allungando lo dita nei guanti color sangue: + +--Duchessa di Casalbara!... Mah! Gli uomini,--pensava,--restano sempre +quello che sono; le donne, invece sono.... quello che diventano! + +Aveva anche sentito che la signora duchessa era bellissima.... + +--Le avranno detto almeno che sono sordo? Saprà di parlar +forte?--borbottava fra sè, con una certa stizza. + +Il signor Ambrogio era stato altre volte, per affari, in case +aristocratiche, ma era entrato soltanto nello studio dell'amministrazione, +aveva parlato soltanto con uomini. + +--Auff! Che seccatura!--E attraversando l'anticamera dietro il +servitore che lo precedeva per annunziarlo, mandava a quel paese il +signor Kloss e si pentiva di non essersi almeno informato di certe +regole più elementari dell'etichetta. + +Aveva lasciato il cappello in anticamera. Aveva fatto male? Doveva +tenersi i guanti? Come doveva chiamarla?... Signora duchessa?... +Altezza?... Che altezza! Non ce n'erano più di altezze! Tutti eguali, +tutti fratelli!... Ma tratteneva il respiro, attraversando quelle sale +grandi, silenziose, cupe.... Era intimidito dal rumore delle sue scarpe +grosse sui _parquets_. + +Quando si trovò dinanzi alla duchessa, s'inchinò profondamente, senza +parlare, e quando essa gli offrì la mano, il signor Ambrogio, con un +tremito stese la sua diritta, come se sfiorasse la piletta dell'acqua +santa. + +Nora lo guardò e gli parlò sorridendo, con grande affabilità, come se +lo conoscesse da un pezzo. + +--Il signor Kloss è stato molto buono con me, procurandomi il piacere +di questa sua visita. Ma non vorrei avesse abusato della sua +gentilezza. + +L'altro continuava a inchinarsi senza dire di no: cercando la parola e +non trovandola. + +--In tal caso, le domando perdono per me e per il signor Kloss. + +La voce di Nora era alta e chiara; ma il Galli non intese queste ultime +parole: non tanto perchè fosse sordo, quanto perchè era troppo confuso. + +S'inchinò un'altra volta, poi balbettò: + +--Sono a' suoi ordini, signora....--e non ebbe il fiato, il coraggio di +aggiungere: duchessa. + +Nora sedette nella sua poltroncina presso la scrivania, in un angolo +del salottino, sotto la finestra, e fece sedere il signor Ambrogio in +un'altra poltrona dinanzi a lei. + +--Mio marito le fa tante scuse. Non può alzarsi. È stato ripreso da un +accesso nevralgico: soffre assai e non può sopportare la luce. + +Il signor Galli, seduto, fece un altro inchino, sporgendo il capo. +Questa volta Nora aveva parlato nervosamente, in fretta; egli non aveva +proprio capito nulla. + +Nora aveva avuto quelle notizie dalla cameriera. Era stata fin +sull'uscio della camera del duca, ma non era entrata: erano bastate +quelle poche ore: sentiva per suo marito un senso quasi invincibile di +repulsione. + +Intanto, essa aveva presa una sigaretta per sè e ne aveva offerta una +al signor Galli, che, ringraziando, disse una delle poche bugie della +sua vita: + +--Grazie, non fumo. + +In quel momento sarebbe stato troppo imbrogliato coi guanti, la +sigaretta, il cerino. + +Nora, sempre sorridente e cacciando il fumo dalla bocca, movendo le +labbra come se volesse dar dei baci, continuava a parlare, ma l'altro +continuava a non capir bene. + +Allora si sentì ridicolo, ritrovò la propria fierezza, e, per mettersi +al suo posto, per fissare nettamente che non era lì nè per fumar +sigarette nè per far complimenti alle duchesse, ma soltanto quale un +vecchio uomo d'affari, esclamò colla voce forte: + +--Non so se il signor Kloss ha avvertito la signora duchessa che io +sono un po' sordo. + +Nora lo guardò co' suoi grand'occhi dolcissimi, dai quali spirava la +più viva simpatia, mista alla maraviglia. + +--No.... davvero! E non ce n'era di bisogno dal momento.... dal momento +che non me ne sono accorta!--E sorrise ancora: sorrise schiettamente, +con una grazia, un incanto quasi infantile. + +Il signor Ambrogio era un uomo serio, semplice, buono; ma ci pativa +d'essere sordo, e non potè a meno di sentirsi lusingato da quelle +parole. + +--È proprio una vera signora!--pensò tra sè. + +Nora aveva tenuto fin allora sulle sue ginocchia un grosso fascio di +carte: l'estratto, il riassunto dei bilanci fatti dal Vigliani: +diventando seria, malinconica, sospirando, li porse al signor Galli. + +--Veda lei, mi dica lei cosa si deve fare: il signor Vigliani mi ha +tanto spaventata,--e stendendogli con abbandono e con fiducia la manina +rosea, trasparente, mormorò:--Mio marito è ammalato.... io non capisco +niente.... + +Il signor Galli prese le carte, cominciò a sfogliarle, a esaminarle; ma +da quelle carte non poteva capirne un gran che e lo disse subito alla +signora duchessa. + +Desiderava vedere tutti i bilanci per esteso; desiderava un +abboccamento col ragionier Vigliani. Lo conosceva, era un galantuomo. +Pregava soltanto la signora duchessa di avvertirlo con un biglietto, +che la mattina dopo si sarebbe trovato al suo studio. Così, su due +piedi, non poteva certo formarsi un giudizio, un criterio dello stato +reale del patrimonio. Occorreva un po' di tempo, un po' di quiete. +Bisognava esaminare le cause del dissesto.... e studiare i +provvedimenti da consigliarsi.. + +--Ecco, precisamente!--esclamò Nora trionfante.--È quello che dicevo +anch'io al Vigliani, e che il Vigliani _non vuol capire_.--E Nora marcò +molto le ultime parole. + +--Il ragionier Vigliani si sarà già formata la sua idea e potrà dare il +suo parere in proposito,--rispose calmo il Galli, continuando a +sfogliare le carte. + +Nora, lo fissava attentamente. Il procuratore non le aveva nemmeno +portato i saluti del Kloss, non aveva fatto nessunissimo accenno che +potesse riferirsi alle istruzioni ricevute.... Cominciava ad essere +inquieta. Il Galli badava soltanto alle sue carte.... e troppo poco a +lei. Non faceva nessun accenno, nessuna promessa.... + +--Che cosa lo aveva mandato a fare il Kloss? + +La duchessa ebbe un lampo di collera, gittò la sigaretta, ma poi tornò +a calmarsi, a sorridere, e allungando le braccia, congiungendo le mani +sulle ginocchia, si chinò, si allungò, si avvicinò verso il signor +Ambrogio. + +Questi sentì quella vampa calda, quel "_suo_" odor di bionda e di +_lilas de Perse_, e abbassando gli occhi, le vide attorno al collo, fra +i merletti della veste da camera che nel chinarsi le si apriva sul +petto, una piccola catenella d'oro che si moveva, si alzava, scendeva, +si sprofondava ad ogni respiro, ad ogni movimento. + +Nora gli si appressò ancora, per parlargli proprio vicino all'orecchio. + +Il signor Galli, che alla vista della catenella d'oro era fuggito via +cogli occhi e aveva arrossito, parendogli quasi di aver commesso una +colpa, accennò lentamente di no col grosso testone e la guardò, la +fissò in volto attentamente, per capir meglio. + +--Il signor Kloss,--soggiunse Nora esitando.... arrossendo a sua +volta....--il signor Kloss.... non le ha parlato.... particolarmente di +mio marito? + +L'altro continuò a scrollare il capo, e la guardò più attentamente. + +--Sa, nevvero, di certi impegni urgenti.... per provvedere ai quali +siamo tornati apposta da Nizza? + +--No.... niente, signora duchessa,---rispose il Galli, maravigliato. + +Nora si alzò in piedi, scattando, e il Galli lentamente, sempre +guardandola maravigliato, si alzò in piedi egli pure. + +--Le cambiali?--gli disse Nora chiaramente, ma all'orecchio, per paura +che di là la cameriera, il domestico potessero sentire. + +--No.... No.... Quali cambiali? Cambiali di chi?--balbettò il Galli +stupito da quella domanda, da quella rivelazione, turbato dalla +vicinanza di Nora, e dalla piccola catenella d'oro che gli era tornata +sotto gli occhi. + +--Proprio niente.... non mi ha detto niente. + +Nora, colpita, atterrita, nell'ansia del momento e non volendo, non +potendo gridare, gli mise la bocca quasi sull'orecchio. + +--Le cambiali? Le cambiali rilasciate da mio marito al signor Kloss? +Quasi cento mila lire?... + +--Non so niente; non mi ha detto niente. + +--Niente?... Ma allora.... anche il signor Kloss mi ha ingannata! È per +queste cambiali che il signor Vigliani mi costringe a vendere tutto.... +persino la casa.... persino la nostra casa! + +Il Galli abbassò il capo; gli passò nell'occhio mite e grave un'ombra +di tristezza e sospirò. + +Il signor Kloss doveva averne fatta una delle sue! + +--Dio! Dio!--mormorò Nora, e si lasciò cadere piangendo sulla poltrona, +nascondendo il viso, soffocando i singhiozzi. + +Il signor Ambrogio si avvicinò di un passo, poi si fermò esitante. +Subito, vedendo piangere una donna, si sentì gli occhi riempiti di +lacrime: ma rimase muto. Cosa poteva dire? Certo il signor Kloss ne +aveva fatta una delle sue. + +--Si vendica! Si vendica!--balbettò Nora. + +Il Galli le si avvicinò di un altro passo. Il suo respiro si era fatto +più affannoso e dinanzi a quel dolore, a quelle lacrime, restava a +testa bassa, avvilito, quasi vergognoso. Era la vergogna del signor +Kloss che sentiva pesare sopra di sè! + +Oh, lo conosceva bene il "principale" conosceva i suoi modi di +comportarsi negli affari.... e conosceva le sue arti quando voleva +liberarsi da qualche seccatura, o non correre il rischio di dover dire +di sì! + +Nora si alzò per parlargli ancora, per parlargli più da vicino, per +farsi udire. Ma prima gli prese la mano, gliela strinse lentamente, la +tenne fra le sue. + +Il signor Galli aveva ancora i guanti, ma sentì il bruciore di quella +bella e pallida mano, e un fremito intenso gli corse per tutto il +corpo. + +Nora lo guardava.... lo guardava.... e la domanda errava ne' suoi +grand'occhi mesti, ansiosi. Si alzò sulla punta dei piedi. Egli teneva +sempre la testa bassa, ma un po' voltata, per non vederla, per non +vedere la piccola catenella d'oro. Sentì chiara la voce: + +--Lei.... come procuratore, non può intanto aspettare per la prima +cambiale, e per le altre scrivere al signor Kloss? + +Il Galli rispose di no; non poteva farlo. + +--Scrivere è affatto inutile,--continuò colla sua voce grave, +lenta.--Io lo conosco. Se non mi ha dato nessun avviso in proposito, +vuol dire che non c'è niente da sperare. + +Aveva detto.... sperare? Sì "sperare" ma senza accorgersene. E Nora +invece se ne accorse e notò che il procuratore era commosso ed era +sdegnato contro il signor Kloss. + +Allora non pianse più. Lo guardò fisso, ripetendogli con un accento che +gli penetrava nel cuore e gli accendeva il sangue: + +--Si vendica!... Si vendica!... + +Il signor Galli, strappandosi i guanti convulsamente, invece di calmare +la signora, si sentì spinto a scusare sè stesso, la sua condizione di +procuratore del Kloss. + +".... Era impiegato in quella banca.... perchè non era solo, perchè +aveva una famiglia da mantenere. Non si può sempre scegliere il proprio +pane. Egli era povero, doveva servire.... e ubbidire!..." + +--Si vendica...!--esclamò Nora un'ultima volta, fissandolo. + +Al Galli montò il sangue alla testa. Quella poveretta non aveva nessuno +che la consigliasse, che la difendesse dal Kloss: doveva difenderla +lui. Commetteva forse un'indelicatezza, ma salvava una donna! + +Parlò: + +--Lei non deve scrivere al signor Kloss.... e nemmeno io. Ma forse +potrebbe ottenere quanto desidera, facendo scrivere al signor Kloss, a +Carlsbad, da suo padre, dal commendator Cantasirena. + +--Dallo zio Matteo?--esclamò Nora, chiamandolo così, nello stordimento +dell'angoscia, come non lo aveva più chiamato dacchè era duchessa. + +--Sì, appunto. + +--Il signor commendatore, suo zio, ha una grande influenza,... può +molto sul signor Kloss. Anche ultimamente lo ha costretto, quasi di +sorpresa, ad entrare nel Comitato della _Cisalpina_. Il signor +commendatore, suo zio, può esserle molto utile! + +--Rivolgermi a quella gente?... Implorare l'aiuto di quella gente per +farmi rinnovare le cambiali?--esclamò Nora sdegnata, irritata anche +contro il signor Ambrogio.--Ah, no!... questo non lo farò mai!--E gli +occhi della giovane donna non erano più supplichevoli, il viso non era +più mesto, angosciato, la voce non era più tenera, tremante. Ma nel +Galli, era troppa la commozione, la confusione.... Anche quelle parole +del gergo commerciale "_farmi rinnovare le cambiali_" che rivelavano la +figliuola dello zio Matteo, avvezza ai _Tirolesi_, e che avrebbero +dovuto togliere gran parte dell'incanto e della poesia alle lacrime +della giovane signora, non fecero nessuna impressione, non furono +notate dal signor Ambrogio. + +Egli capiva solo che il suo consiglio era spiaciuto, e se ne scusava: + +--Nel proporle di rivolgersi al signor commendatore.... non credevo di +farle dispiacere. Certe volte bisogna saper vincere, dominare il +risentimento.... anche un giusto amor proprio, quando.... la necessità +è grave e non c'è altro scampo. + +--Capirà, per far fronte alla prima scadenza non avrei che da vendere +qualche mio _bijou!_ + +Il tono, questa volta, era stato troppo iracondo: anche il signor Galli +si sentì ferito. + +--Tutti così! Tutti eguali!--pensò.--Sempre superbi! Sono rovinati, e +ti buttano in faccia le loro ricchezze, il loro fasto! + +E, improvvisamente, per la prima volta dacchè era entrato in quel +palazzo, per la prima volta dacchè si trovava dinanzi a Nora, si +ricordò della moglie, e gli apparve quel suo visino pallido, di +malatina delicata. + +Poveretta! Come era gracile, esile.... com'era goffina e misera! Come +rimaneva offuscata, oscurata anche nel suo vestito della domenica, da +quella bellezza sfolgorante e orgogliosa persino nel dolore! + +Il signor Ambrogio sentì come una stretta al cuore, un senso vivo, +prorompente di pietà; era sua moglie, la sola donna ch'egli aveva il +dovere di difendere, che doveva pensare a difendere!--E il signor Galli +ridiventò il procuratore serio, grave, austero della banca Kloss. Le +due donne, l'umile e la superba, gli stavano dinanzi; volle umiliare la +superba. + +--Si regoli, signora duchessa: i gioielli, quando bisogna venderli +scemano assai di valore. + +La duchessa, come non aveva voluto disgustare il Vigliani, non volle +guastarsi nemmeno con quest'altro; chinò il capo abbattuta, sospirò, +tornò a piangere. + +Il Galli, a quell'atto, si calmò subito: sentì, capì di essersi +lasciato trasportare da un risentimento intimo, inesplicabile, +ingiusto, e di nuovo cercò di calmare la signora, di consolarla: + +"Sarebbe andato quel giorno stesso dal Vigliani. Per parte sua non +avrebbe risparmiato tempo, cure, indagini, per esserle utile. Quanto +poteva fare, lo avrebbe fatto, con tutto il cuore!..." + +E il pover'uomo, nell'uscire dal palazzo, sospirò come Nora aveva +sospirato il giorno innanzi, vedendo il magnifico portiere... La livrea +gallonata non gli destò nessun impeto di rivolta: pensò invece a quella +povera signora, abituata come una regina...., e adesso tanto +disgraziata.... + +E sospirò ancora, anche più tardi ripensando a lei, mentre lavorava +solo, alla banca. + + +Nora, appena uscito il procuratore del Kloss, era corsa nel gabinetto +di toelette, al forzierino in cui teneva i suoi gioielli. + +--Sì! Sì! Avrebbe venduto qualche _bijou!_ Come mai non ci aveva +pensato prima?--E rianimata, contenta della sua nuova idea, prese tutti +gli astucci dei gioielli, e li distese aperti, sopra un piccolo +tavolinetto. Ma quando li ebbe dinanzi, tornò seria, addolorata. Non le +erano mai parsi tanto belli. + +Dio! Dio! Che dolore!... Anche i suoi gioielli le erano cari, cari, +cari... come la sua casa, come tutto! + +Che strazio doversene dividere! + +Dio! Dio! Com'era infelice! + +Che cosa doveva fare? Che cosa poteva fare?--E pensando, pensando e +sospirando alzò il capo, e si vide riflessa nel grande specchio che le +stava dinanzi e che teneva tutta una parete, fino a terra. + +.... Tanti uomini che commettevano pazzie, che si rovinavano per +donnacce.... per femmine fruste da caffè _chantant_, per certi _fondi +di quinta!_... + +Dov'erano questi uomini? + +E tornando a fissare i gioielli scintillanti, si sentiva presa da una +rabbia cieca, da un gran dolore, da una gran voglia di piangere... e +pianse. + +Era sfortunata... troppo sfortunata! + +Per essa non era diventato matto altro che suo marito, e quando già era +rovinato! + +Per gli altri era una donna.... indifferente. + +Anche Pietro Laner non aveva finito consolandosi... e sposando Evelina? + +--E il Kloss?... Non scappava a Carlsbad?! + +Era sfortunata!... Era troppo sfortunata! Troppo! Troppo! Proprio +troppo! + +In quel punto sentì la cameriera che veniva a cercarla. Chiuse gli +astucci e li cacciò nel forzierino. + +--Riceve, signora duchessa?--le domandò la cameriera. + +--Chi c'è? + +--Il commendator Cantasirena. + +--Lo zio Matteo! + +Nora, in quel minuto, dimenticò l'astio, il rancore, la gelosia, +dimenticò Evelina, il Laner, non pensò più che alle sue perle, a' suoi +brillanti e corse di slancio incontro allo zio Matteo, come alla sua +unica speranza, alla sua unica salvezza! + +Vi fu un abbraccio, una scena commovente: lo zio Matteo, lui, nel +rivederla soltanto, aveva dimenticato tutti i torti, tutta +l'ingratitudine della sua figliuola, della sua prediletta figliuola. + +E glielo disse appena potè parlare. + +--Bisogna perdonarti tutto per la tua bellezza!... Ti sei fatta ancora +più bella! Quel nostro Giovanni può vantarsi di essere il più fortunato +dei mortali. + +Nora sospirò. + +--È geloso forse?--domandò Matteo Cantasirena aggrottando le ciglia. + +L'altra alzò le spalle. + +--E allora, cosa c'è?--Ho saputo soltanto un momento fa, da quella +peste di Evelina, che eri tornata; iersera ti ha veduta in carrozza. Ho +lasciato che si sfogasse contro di te, e sono corso qui per +abbracciarti. Se il nostro Giovanni si comporta male, se sei infelice, +se hai bisogno di me, ricordati che il cuore di tuo zio è sempre +quello.... di tuo padre! Ma sai che è splendido questo tuo +appartamento?--E si guardava attorno ammirando le sale e i +mobili.--Splendido! regale!... Se hai dei dispiaceri parla con me. + +Nora vergognandosi di dover confessare i dissesti e i debiti, cominciò +ad accusare il ragionier Vigliani di aver abusato della fiducia e della +spensieratezza di suo marito. + +Matteo Cantasirena sentenziò gravemente: + +--Tutti così i ragionieri, gli amministratori! L'aritmetica è la +scienza degli imbroglioni.--E andò alla finestra ad ammirare anche il +giardino: + +--Stupendo! + +Ma ad un tratto, si oscurò, e mormorò con gran dolore: + +--Ah, povero _Numa!_ + +Nel giardino aveva visto passare un gatto. + +--Il povero _Numa_, il mio fido e più sincero amico, è morto! Fu +trovato morto, misteriosamente, nel sottoscala. Io credo lo abbia +avvelenato Evelina coll'arsenico, per far dispetto alla Gioconda. +Sai?... Non si parlano più: siamo giunti a questo estremo! + +Ma quando Nora gli disse che il ragionier Vigliani voleva quasi imporre +di vendere il palazzo di Milano e la villa di Casalbara, Matteo +Cantasirena dimenticò il povero _Numa_ e montò su tutte le furie: si +era già abituato a quel bel palazzo, a tutto quel lusso della sua +figliuola, come se fosse roba sua. + +--Niente! Niente! Non venderemo niente!... Il tuo palazzo di Milano?... +dove il duca Eriprando cospirava nel 53 con Piolti De Bianchi? cogli +Alamanni? La villa dei Casalbara?... Ma sono monumenti.... monumenti +nazionali!... + +Poi, rivoltosi a Nora le domandò: + +--Dov'è questo Giovanni? + +--È a letto.... indisposto. + +--Indisposto?...--Lo zio Matteo guardò la nipote fissamente. + +--S'è infreddato nel viaggio. + +--Palpitazioni di cuore? + +--Non credo. + +--Allora, meno male. Abbiamo bisogno che il nostro Giovanni stia bene. +Mettiamo pure che vi restino sole quindicimila lire di rendita, secondo +dice quel Vigliani!... Ebbene, Giovanni potrà percepirne altre +venticinquemila.... annue.... e in tutto faranno quaranta: indennizzi e +rappresentanza per il Presidente del Consiglio d'amministrazione della +_Cisalpina_, e poi in seguito.... il mio è tuo--tutto tuo.--Colla +signora Laner, ho fatto punto, e basta! Abborro gli ingrati.... e amo +la bella gente!--Matteo Cantasirena sorrise e non accarezzò più il +mento alla "superba Eleonora" ma le baciò la mano colla galanteria del +gran secolo. + +--Sarà una debolezza, ma sono artista anche nel cuore. Dammi un bacio, +bella duchessa cara, e se puoi ottenere dal nostro Giovanni che accetti +le mie proposte, siamo a cavallo. La _Cisalpina_ avrà il suo degno e +legittimo rappresentante. + +Nora lo guardava coi grandi occhi azzurri, fissi, indagatori. + +Non era un'altra delle grandi idee e delle solite delusioni dello zio +Cantasirena?... Pure, anche il signor Galli aveva parlato della +_Cisalpina_... dell'influenza, del potere dello zio Matteo anche sul +Kloss. + +L'altro lesse negli occhi e nella mente di Nora tutte le esitanze, i +dubbi, i timori. + +--Eleonora mia: fra noi due, d'accordo, teniamo il mondo nel nostro +pugno. Tu imponi a tuo marito di accettare la presidenza della +_Cisalpina_. Alla vicepresidenza avremo l'attuale presidente +provvisorio, il marchese Tolomei, o il conte Bobboli.... La compagnia è +ottima. Abbiamo con noi il fior fiore di tutte le aristocrazie, del +nome, del censo, dell'ingegno.... anche dell'arte. Lo scultore Gesualdo +Arcangeli, un talento di prim'ordine. Vedrai il bronzo che mi ha +regalato. Il povero _Numa!_ si muove.... miagola!... È un capolavoro! E +con noi, nel Consiglio di amministrazione, abbiamo un altro amico di +tuo marito: Francesco Kloss. + +Nora trasalì: era proprio vero! Allora si confidò collo zio e gli parlò +delle cambiali. + +Matteo Cantasirena diventò serio, poi sorrise, la consolò. Per la prima +scadenza delle quindicimila lire, momentaneamente, avrebbe provveduto +lui: per le altre scadenze c'era tempo. Avrebbe pensato col Fontanella +a qualche giro, a qualche operazione di mutuo. + +--Ma.... oggi stesso.... vorrei portare in Consiglio l'adesione di tuo +marito. Sai che finora egli è sempre stato contrario. + +--Non importa, adesso accetterà,--rispose Nora risolutamente. + +--Sei sicura? Puoi garantire? + +--Sì.--L'occhio di Nora si fece torvo: la piccola ruga della fronte era +più profonda. + +--Sì. + +.... Poco dopo, seguita dallo zio Matteo, essa entrava adagio nella +camera del Casalbara: la camera era ancora tutta buia, come il giorno +innanzi. + +Nora si avvicinò, sola, al letto del malato: Matteo Cantasirena si +fermò, non visto, vicino all'uscio. + +Il Casalbara, lungo disteso nel letto, soffriva assai: aveva sulla +fronte una pezzuola diaccia. + +Nora si chinò per guardarlo; colla testa bionda sfiorava quasi la +faccia del marito. + +--Come stai, Nannucci? + +L'altro rispose con un tremito, quasi con un sibilo impercettibile: +quelle parole buone, affettuose, gli empirono la gola, gli occhi, il +cuore di lacrime: + +--Bene.... _adesso_,--bisbigliò. + +Dio! Dio!... Erano due giorni che soffriva, solo, abbandonato, in +quella camera buia!... Come aveva sentito prepotente, ardente, il +bisogno di sua moglie, di sua moglie buona, dolce, amorosa! Il bisogno +di vederla, di udire la sua voce, il bisogno di vederla a muoversi, a +scherzare, il bisogno di sentirla ridere, parlare. E dopo tanti sgarbi, +tanti rimproveri, tanti insulti, come aveva bisogno di una _sua_ parola +buona!.... + +Oh, era disposto ad ogni sommissione, purchè gli perdonasse! Avrebbe +accettato qualunque sacrificio!.... Vederla soltanto! Soltanto vederla! + +.... Avrebbe sopportato tutto ormai, avrebbe commesso qualunque viltà, +purchè non lo lasciasse più solo! + +--Ti senti un pochino meglio? + +--Meglio.... _adesso_.--E sporse le labbra implorando: Essa gli sorrise +e lo baciò. + +--Grazie.... grazie.... sono guarito _adesso_. + +--Resta quieto, tranquillo,--gli disse Nora sempre pianino; poi gli +accomodò le coltri attorno al collo, la pezzuola diaccia in mezzo alla +fronte. + +--Hai bisogno di star quieto, di riposare, di guarire. + +--Perdonato? Perdonato? + +--Sì: se sarai buono. + +--Sono ancora Nannucci? + +--Sì: se mi darai retta, sì. C'è stato il signor Galli. + +--Fa ciò che vuoi, tutto ciò che vuoi! Ti lascio padrona di tutto. E +poi sono malato, soffro....--E si lasciò ricadere nel letto, affranto. + +--Il signor Galli mi pare un brav'uomo. Si è messo interamente a nostra +disposizione. Oggi anderà dal ragionier Vigliani. Se non ci fossero.... +quelle cambiali, tutto si potrebbe accomodare. + +--Le cambiali!...--ripetè il malato con un lungo gemito. + +In quel punto, il Casalbara vide un'ombra muoversi presso l'uscio, +avvicinarsi. + +--Chi è?--gridò scattando, spaventato. + +--È lo zio. Ha saputo che siamo tornati, e che tu stai poco bene: +desiderava salutarti. Vuoi?--E Nora voltandosi, chiamò vicino Matteo +colla mano. + +Il vecchio si tirò su a sedere sul letto e guardò con diffidenza +Cantasirena che si avvicinava in punta di piedi, facendo scricchiolar +l'impiantito. + +--Grazie!--gli disse appena il Casalbara colla voce secca, stizzosa: e +chiuse gli occhi mostrando di soffrire: così l'altro avrebbe capito e +se ne sarebbe andato. + +--Stai sotto....--e la moglie l'obbligò a riadagiarsi disteso, +rimettendogli sulla fronte, dopo di averla immersa di nuovo nell'acqua +diacciata, la pezzuola che gli era caduta nell'alzarsi. + +--Lo zio è buono, ci vuol bene: farà molto per noi. + +Il malato rispose un altro grazie, ma questa volta con un tono umile, +di remissione. + +--Datevi la mano,--impose la duchessa sorridendo.--Fate la pace. + +Il Casalbara tirò fuori faticosamente, di sotto alle coltri, la mano +stecchita... + +Lo zio Matteo gliela strinse con trasporto; e tornò a commuoversi anche +per quest'altra riconciliazione. Poi bisbigliò: + +--Il nostro Giovanni pensi soltanto a guarire. Sono disturbi più +seccanti che gravi. Vi manderò il mio dottore. È giovane, ma è un +valore, universalmente riconosciuto. Il dottor Foresti. Il fratello di +sua madre, era segretario di Daniele Manin. Tu non pensare altro che a +guarire. Per tutto il resto--aggiunse parlandogli all'orecchio--per gli +affari e anche per le cambiali, io, e quest'angelo che ti adora--e +indicò la nipote--provvederemo: entreremo in porto vittoriosamente. + +--Anche per le cambiali?--balbettò il vecchio, girando l'occhio +inquieto, incerto, ora su Nora, ora sul Cantasirena: e il respiro gli +diventava più affannoso e le palpitazioni del cuore più frequenti. + +Matteo rimase in piedi da una parte del letto: Nora dall'altra, quasi +inginocchiata, tutta appoggiata, buttata sulla sponda, e gli bisbigliò, +coll'alito caldo: + +--Anche tu dovrai essere ragionevole.... buono.... + +Il Casalbara ebbe un brivido, un fremito in tutto il corpo. + +Nell'oscurità si disegnava quasi fantasticamente la figura alta di +Matteo Cantasirena; la testa calva e la lunga barba.... lo sparato +bianco sotto il soprabito nero: e dall'altro lato la massa bionda +odorosa dei cappelli di Nora, si confondeva dove l'ombra era più +profonda, si moveva appena, lievemente. + +Matteo Cantasirena cominciò a parlare: anche parlando sommessamente, la +voce era morbida, insinuante, penetrante. + +--Sua Eccellenza il ministro dei Lavori pubblici, ha promesso di fare +in settembre una Visita a Primarole. Io spero che la mia Eleonora e il +mio caro Giovanni saranno in quell'epoca a Casalbara per riceverlo. + +--No.... no.... lasciatemi in pace,--bisbigliò il malato; ma voltandosi +col capo per fuggire da Cantasirena, incontrò lo sguardo tenero, +affascinante, il sorriso di Nora, e rimase beato, incantato a +guardarla. + +L'altro lo confortò: i suoi imbarazzi momentanei erano comuni pur +troppo a tutte le più grandi, le più illustri famiglie italiane che non +avevano capito e non si erano uniformate allo spirito dei tempi, +all'evoluzione moderna. I feudi, le decime, i fidecomissi, tutta roba +portata via, _scamottata_ con un pretesto o con un altro. Oramai i +grandi nomi dovevano imporsi ai grandi affari. Fatta l'Italia bisognava +renderla ricca, potente: dopo le sante battaglie della redenzione, +della libertà, le lotte, le battaglie non meno gloriose per la +prosperità, per la grandezza, per l'indipendenza economica della +patria.... + +Il povero duca scrollava il capo; diceva di no sempre, ostinatamente... +ma a mano a mano più debolmente. + +--No.... No.... No.... voglio vivere in pace.... voglio vivere in +pace.... no.... no....--Poi la sua voce si spense.... non disse più +nulla: lasciò che Matteo Cantasirena parlasse, continuasse a +parlare.... non lo vedeva.... non lo sentiva.... + +Vedeva soltanto Nora così giovane, così bionda che gli sorrideva, +vicino vicino, colla bocca umida e rossa, cogli occhi maliziosetti e +tentatori.... Sentiva soltanto la mano di Nora, quella mano piccola e +calda, penetrata furtivamente sotto le coltri.... la sentiva +avvicinarsi, cercare la sua. + + + + +VI. + + +Le _Risorse Italiche_ annunciando la visita di S. E. il Ministro dei +Lavori Pubblici a Primarole e a Castellanzo avevano proclamato ai +quattro venti che sarebbe stata la "festa del lavoro e della +concordia". + +Invece pochissima concordia e molto malumore. + +Erano arrivati a Primarole collo stesso treno di S. E. anche i due +deputati del luogo, l'onorevole Bonforti e l'onorevole Ghirlanda, e ciò +aveva suscitato le ire dei moderati e dei clericali della _Cisalpina_: +non tanto per il fatto in sè stesso, quanto per il contegno "servile" +tenuto verso i due "onorevoli del radicalume", dai maggiorenti del +Consiglio e dallo stesso ministro! + +Il Tolomei soltanto gongolava e si capisce. Il fatto, in certo qual +modo, confondeva le tinte politiche della _Cisalpina_, veniva quasi a +confermare che egli non aveva commessa una diserzione, un affare, e lo +riabilitava agli occhi loschi della democrazia!... Ma quella banderuola +del Fontanella?... Quel portentoso Dulcamara del Cantasirena? Quel +Prefetto, e quell'Eccellenza "alla carlona" sempre a braccetto all'uno +o all'altro dei due onorevoli della Montagna, sempre con loro al +ricevimento alla stazione, al "vermut d'onore" offerto dal sindaco, +all'inaugurazione del "_Falanstero Eleonora?_" + +E quel beì del conte Bobboli che per non farsi vedere, per non mettersi +in mostra neppure questa volta, era scappato a Parigi.... a farsi +rifare il parrucchino?... + +E Taddeo?... Borbottavano persino contro il povero Taddeo nominato a +Primarole "sorvegliante generale", perchè durante la visita ai lavori +della "diga massima" aveva sempre seguito il Bonforti e il Ghirlanda +portando loro il soprabito, saltellando sul suo troncone, come una +gazzera! + +Ma il povero Taddeo non aveva l'animo servile; aveva l'animo modesto. + +Egli aveva ottenuto quel posto fisso e sicuro di due lire al giorno col +lume e l'alloggio, aveva raggiunto il suo sogno di vivere in campagna, +in mezzo alla brava gente, alla buona gente, e credeva di dovere quella +sua fortuna insperata e immeritata a tutti quanti, perchè tutti quanti +gli volevano bene, e a tutti quanti egli voleva dimostrare a furia di +attenzioni e di premure, la propria contentezza e la propria +gratitudine. + +Pio Calca, sempre rosso scarlatto, era più stizzoso di tutti, anche per +le ansie della futura elezione. Diventò poi furibondo quando udì il +Ministro, dall'alto del primo "ponte di raccordo" encomiare il +Ghirlanda e il Bonforti e additarli agli operai, ai braccianti, come "i +loro strenui difensori, i loro veri e legittimi rappresentanti!" + +--Quel "geometra" diventa matto! + +E durante tutta la visita, su e giù lungo i canali, continuava a +sfogarsi coi giovani collaboratori delle _Risorse Italiche_, vestiti di +tutto punto coll'eleganza e l'etichetta prescritta da quella giornata +di _sport_ politico e industriale; e quando il gruppo dei cappelli a +cilindro, il Ministro, il Prefetto, il Sindaco, il Fontanella, Matteo +Cantasirena, il Brunetti, si soffermò dinanzi al Municipio, anche Pio +Calca fece un _alt_ col suo drappello, sempre però tenendosi in +disparte, a dignitosa e significativa distanza. Passava dall'ira al +disprezzo e con quel suo riso stridulo e stonato che pareva un +singulto, faceva dello spirito alle spalle di "Sua Eccellenza il +geometra" anche col marchese Duranti che lo ascoltava muto, ripulendosi +la lente col fazzoletto candido di batista, dimenando la testa grave, +pensierosa, dal gran ciuffo grigio, con un lieve e continuo dondolìo +nel quale era congiunto al profondo disgusto per i tempi nuovi, un tic +nervoso, sintomo foriero della paralisi. + +Ma la vittima prediletta del giovane aspirante alla deputazione, quello +con cui egli si sfogava di più e più a lungo e più forte, era monsignor +Meneguzzi, il "reverendo delle contesse". + +Monsignor Meneguzzi era un bel prete, pulito e roseo come una sposa, +elegante, vestito mezzo di seta, col grosso cordone d'oro da cappellano +della Croce Rossa, attorno al nicchio rotondo. Il Monsignore prendeva +sul serio le minacce di Pio Calca, ne rimaneva impressionato, +spaventato, e l'altro, contento dell'effetto, sgranava il bianco delle +pupille, diventava un ossesso. + +--Questo è il gran giorno!... Duo schiaffi e li metto a posto!... Due +schiaffi e li metto a posto! Mi lasci andare!...--e pestava i piedi. + +Il prete per frenarlo gli tirava il vestito: + +--Bravo! Bravo! Da bravo!... E la mamma? E la mamma, poveretta?... +Giudizio per la mamma!... + +--Quattro schiaffi e li metto a posto!... Prima di sera! + +--Da bravo! Da bravo! Giudizio per la mamma! Farai a tempo debito le +tue giuste rimostranze. Ne parleremo al Casalbara, alla signora +duchessa, sempre così piena di buon senso e di criterio. + +Al nome della duchessa, Pio Calca si placava, e prendendo Monsignore a +braccetto gli faceva le sue confidenze. + +--Ecco.... trattandosi della duchessa Eleonora--e lo cantava anche lui +il bel nome, in voce di falsetto--rinuncerei volentieri.... anche alla +Camera. + +Allora il Monsignore si spaventava per un altro verso: + +--Vergogna! Vergogna!... La moglie altrui!... Se lo sapesse la +mamma!... E se lo sapesse il duca!...--e si affrettava a cambiar +discorso.--Le tue giuste rimostranze.... le faremo al duca Giovanni! È +il Presidente!... Ha una grande autorità nel Consiglio! È un +grand'uomo! + +Certo se ci fosse stato il Casalbara, avrebbe saputo evitare, col suo +tatto da gran signore, molte cagioni di malcontento. Ma il duca, per +riguardo alla sua salute--deperiva di giorno in giorno--invece di +affaticarsi troppo, recandosi a Primarole, aspettava il Ministro a +Casalbara, dove vi sarebbe stato il grande banchetto in onore di Sua +Eccellenza e della _Cisalpina_. + +Il duca aveva preso sul serio il suo posto di rappresentanza, di +comparsa. Poco interessandosi, pochissimo comprendendo degli affari +complicati e imbrogliati della _Cisalpina_, non mancava mai a una +seduta, sonnecchiando intorpidito, mentre gli altri discutevano o +gridavano; non mancava mai ad una visita ufficiale, ad un ricevimento, +ad una inaugurazione.--Era stato costretto ad accettarne la presidenza; +l'aveva accettata. Ad essa era unito un forte onorario: e un sentimento +di onestà, di dovere, di fierezza gli imponeva di "guadagnarsi il suo +pane". + +.... Di guadagnarsi il suo pane--facendo da richiamo, da zimbello per +acchiappare i merli!... Facendo scrivere quel suo nome illustre, +glorioso, intemerato, quale "etichetta" sulle azioni della +_Cisalpina!_... Facendo il pagliaccio!... Facendo il buffone! + +Il cuore del povero vecchio era gonfio di amarezza: i suoi stessi +pregiudizi di casta, di sangue, di orgoglio, rendevano più viva, più +acuta la ferita. + +Che tramonto, che rovina per la sua casa, per il suo nome! Che offesa +alla memoria pura e sacra del fratello! Eppure.... eppure anche il +martirio, la lunga prigionia del fratello Eriprando lo aiutavano.... a +guadagnarsi il suo pane! + +Ed era stata sua moglie a costringerlo.... ed era stato per Eleonora +che aveva accettato! + +Sua moglie!... lo sentiva, finiva per ucciderlo a poco a poco, +rendendolo prima imbecille. Sua moglie!... Così giovane, così fiorente, +così forte!... Gli dava brividi di terrore.--Sprofondato nella sua +poltrona, certe volte, la fissava torvo, la guatava cogli occhi pieni +di rancori e di astio, eppure.... eppure non poteva vivere senza di +lei, e dopo i dispetti, le collere, le rivolte, aveva sommissioni +vergognose, e supplicava, implorava la sua "stella" piangendo come un +fanciullo!... + +Era la duchessa, ormai, la padrona: essa sola si occupava degli affari, +si occupava della casa, e indirettamente, secondo le istruzioni dello +zio Matteo, si occupava anche della _Cisalpina_. + +La prodiga spensieratezza, l'indolenza, la sua stessa debolezza, +inspiravano al Casalbara un sentimento di dignità e di nobiltà +malintesa, gli facevano commettere quest'ultima follia. + +Sdegnoso, puntiglioso, ostinato nel "guadagnare il suo pane" lo era +altrettanto nel non voler toccare, nè vedere i denari "dello +stipendio". Li doveva riscuotere sua moglie.... come sua moglie +soltanto doveva ricevere il ragionier Vigliani e il signor Galli. E +sdegnoso, puntiglioso, ostinato, così facendo credeva anche di +vendicarsi! + +La sua villa, la villa dei Casalbara, era simile alla maggior parte +delle antiche ville un po' monotone di Lombardia. Sul dinanzi il +terrazzo al quale si accedeva da un'ampia gradinata; tutto intorno un +giardino dalle piccole aiuole fiorite, a disegni rari e simmetrici; poi +un lungo viale di ippocastani, e, infine, attorno al torso mutilato di +un Ercole gigantesco; una selvetta umida, cupa, triste, di mortella e +di piante parassite. + +Il duca aspettava sul terrazzo l'arrivo di Sua Eccellenza. + +Era una giornata calda di settembre, e il sole dardeggiava; pure il +duca tremava, curvo sotto l'ombrellino. Indossava un largo paltò +chiaro, pesante, e aveva un grosso garofano all'occhiello. + +Nora gli era dinanzi sulla gradinata, per scorgere di lontano l'arrivo +delle carrozze: sul terrazzo, più indietro del duca, più indietro dei +domestici che avevano portato un gran vassoio di granite e di acque in +ghiaccio, accanto alla porta, c'erano Evelina e Pietro Laner: Evelina +infagottata in un magnifico abito della duchessa; Pietro Laner sempre +più magro, a testa bassa, intimidito anche delle livree dei servitori. + +--Son qui! Arrivano adesso!--gridò Nora giuliva, scorgendo fra il +polverio della strada tre landò scoperti, che si avvicinavano al +trotto. Essa godeva febbrilmente di quelle feste che finivano sempre in +un suo nuovo trionfo. + +Il duca scese, e quando le passò dinanzi, rabbioso e astioso vedendola +così allegra e così bella, bisbigliò il solito ritornello: + +--Andiamo a guadagnare il nostro pane con Sua Eccellenza! + +Nora diventò rossa. I servitori potevano aver inteso, ed anche Evelina +e quel _prete_ antipatico di Pietro Laner! Rimase un po' sconcertata, +confusa, ma poi il suo ardire, il buon umore di quel giorno, ebbero il +sopravvento, e volle prendersi a sua volta la rivincita: sapeva quanto +suo marito tenesse alle forme, all'etichetta, ai ricevimenti ufficiali, +e lei di colpo, appena cominciate le presentazioni, corse giù dalla +gradinata, corse incontro al Ministro, che aveva già conosciuto a +Milano, e ridendo se lo portò via, dicendogli che doveva essere stanco +di ricevimenti, di discorsi, di presentazioni.... Se lo portò via, +sotto braccio, avvolgendolo col suo profumo, abbagliandolo co' suoi +capelli biondi, incantandolo col suo sorriso. + +--Brava! Bravissima!...--le diceva il ministro. + +Ma Nora non dimenticò, non volle dimenticare di essere la +presidentessa: + +--Dunque.... Eccellenza?... Il Bonforti e il Ghirlanda sono presi +finalmente.... nell'orbita ministeriale?... + +--Cioè, seguono la corrente.... delle acque della _Cisalpina_. + +Intervenne gonfio Cantasirena, socchiudendo gli occhi: + +--Alla Camera il Bonforti e il Ghirlanda sono ormai fra gli +inamovibili: combatterli è inutile; ciò che è inutile è pericoloso. +Conquistarli--e soffiò--_that is the question!_ + +Nora, facendosi seguire dal Ministro, piantò lo zio Matteo e continuò a +passeggiare nel giardino. + +Cantasirena raggiunse lentamente il suo caro Giovanni, che stava +complimentando il Prefetto, il Sindaco di Primarole, i due segretari +particolari di Sua Eccellenza, e monsignor Meneguzzi e Pio Calca e il +marchese Duranti e il Fontanella. + +Gli altri invitati dovevano arrivare più tardi col tram. + +Matteo Cantasirena, a studiarlo bene, non pareva troppo soddisfatto e +sicuro di sè. Le sue dita avevano un tremito nervoso mentre si lisciava +la barba, mentre ne arricciolava la punta. + +Tirato a parte il duca gli domandò piano: + +--Il Kloss non è venuto? + +--Pare di no. + +--Non ha mandato il Galli? Non ha incaricato nessuno di rappresentarlo +al banchetto? + +--Bisogna domandarlo a mia moglie--rispose acre il Casalbara, e gli +voltò le spalle, mettendosi a discorrere col marchese Duranti. + +Matteo, istintivamente, guardò subito verso la sua cara figliuola: in +mezzo al giardino, sotto il sole, la figura bianca, bionda, +elegantissima, vaporosa, spiccava sfolgorando al fianco della piccola +Eccellenza, tozza e volgare nell'abito nero. + +.... Non era il momento di domandarle del Kloss!... + +--Maledetto boemo!--borbottò fra sè il direttore. Poi, vedendosi vicino +monsignor Meneguzzi e Pio Calca, si ricordò che bisognava placare il +loro risentimento, e i loro timori; se li prese tutti e due sotto il +braccio e cominciò a ridere per l'arrivo del Bonforti e del Ghirlanda a +Primarole. + +Intanto la duchessa aveva colto due magnifiche viole del pensiero e le +infilava colla prestezza graziosa delle manine pallide e ingemmate, +all'occhiello di Sua Eccellenza. + +--Oh, signora duchessa! Amabilissima!... + +Il ministro, dopo tanti discorsi, tanta politica, tanto parlare e tanto +caldo, respirava a larghi polmoni quell'aria libera.... e la bellezza, +la fragrante giovinezza di Nora. + +Sorridendo essa infilò di nuovo la manina sotto il braccio del +Ministro, per riaccompagnarlo verso la sua piccola corte: tutti, +vedendo avvicinarsi Sua Eccellenza e la duchessa Eleonora, si disposero +in fila per riceverli. + +--Oh! che peccato!--sospirò il ministro. + +Nora sorrise, fissandolo cogli occhi rilucenti: + +--Torni presto a Casalbara,... ma non il ministro.... _lei_. + +La povera Eccellenza, che in vita sua aveva molto lavorato e pochissimo +avvicinato le belle signore, capì.... non capì.--Che cosa doveva +capire?--Era appena un complimento? Era più di un complimento?... Il +forte parlamentare perdette la prontezza della parola. + +--Amabilissima e.... Amabilissima!... Ma intanto.... perchè non vien +lei.... a Roma?... + +Raggiunto il duca di Casalbara, il ministro, sempre dando il braccio +alla duchessa Eleonora, e colla sua piccola corte raggruppata intorno, +cominciò a lodare la prospettiva, il giardino, la bella vista, la +splendida giornata. + +Poi, sempre colla duchessa, sempre parlando, ridendo piano colla +duchessa, mentre il seguito gli faceva coda, ammirando il barocco della +facciata, salì lentamente per visitare la villa. Sul terrazzo si fermò, +prese una granita, e intanto la duchessa gli presentò Evelina. Non +disse "la signora Laner"; disse soltanto coll'effusione un po' teatrale +dello zio Matteo "la mia buona, la mia cara Evelina!" + +Pietro non lo presentò; anzi, quando tutti insieme se ne andarono dal +terrazzo, Nora gli passò dinanzi senza nemmeno guardarlo, più alta, più +diritta, più superba. + +Essa guidò gli ospiti, obbedendo a un cenno fattole dallo zio Matteo, +in una sala terrena, dove c'era un magnifico ritratto di Eriprando di +Casalbara, grande al naturale. + +Tutta la comitiva, ristorata dai rinfreschi, parlava, rideva, +discorreva animatamente, ma quando si fermò, facendo circolo dinanzi al +ritratto, il silenzio divenne generale, profondo, il raccoglimento +religioso. + +--È un dono del Gran re!--tuonò la voce di Matteo Cantasirena, e +ricordò, commosso, alcuni episodi del martire illustre.... "magnanimo". + +Evelina era rimasta fuori, sul terrazzo, vicino ai dolci e alle +granite. + +Il _Dizionario dei patriotti viventi_ aveva sospeso le pubblicazioni: +il conte Bobboli beì--patriotta dell'espansione coloniale--era stato +l'ultimo dell'ultima puntata dell'ultima appendice. Dopo quel gran da +fare, quel gran lavorare affrettato, angosciato nelle strette durissime +del bisogno, Evelina riposava, si godeva la campagna, si godeva lo +belle giornate, si godeva il far niente; sopratutto il far niente. + +Passava i giorni coi giorni, sdraiata sul terrazzo, sonnecchiando in +mezzo alla quiete del gran sole. Dopo il frastuono assordante di +Milano, dopo il via vai, il vociar confuso della folla, essa gustava +l'armonia vaga, recondita di quella pace, di quella solitudine, di quel +silenzio. Sorrideva al saltellar dei passeri sulla ghiaia del +giardino.... fissava intenta il volo di due farfallette bianche, +perdentesi nell'aria nitida, contro il cielo azzurro. + +La signora Laner pareva quasi una vecchia, nel magnifico abito +regalatole da Nora, e che essa si era aggiustato e adattato da sè. + +Il suo viso era più giallognolo, più patito, quantunque non fosse mai +stata ammalata. Anche la gravidanza che avea deciso il Laner e +affrettate le nozze, era stata.... un falso allarme. Dopo successo il +matrimonio, i sintomi non si erano più ripetuti. Evelina stessa dovette +confessare al dottor Foresti che si era "forse" sbagliata. Sembrava più +brutta e più gobba, perchè adesso non voleva più darsi la pena, +l'incomodo, di tenersi su, di comparire; ormai era maritata, era "a +posto".--A che scopo buttar via denari e seccarsi e stancarsi? + +Era così piacevole e dolce il non far niente, più niente!... Alzarsi +tardi, passare le lunghe ore del giorno, le ore calde, sognando, +dormicchiando.... e sorbire granite e rosicchiare confetti. + +Ne prese un altro, un _fondant_, e lo succiò lentamente, poi si tirò +vicino il piccolo vassoio di cristallo e scelse le pasticche di menta +peperita, i cioccolatini alla vaniglia, e se li chiuse nella borsetta +che portava sempre appesa al braccio. + +Quella borsetta era un po' sdruscita.... e la signora Laner, +guardandola, sospirava e pensava a quella di Nora, colla cerniera e la +catenella d'oro. + +Sul terrazzo venne a sedersi anche Pietro Laner: era stralunato. + +Evelina lo guardò, continuando a scegliere i _gianduiotti_ nella carta +d'argento, le grosse mandorle colorate e gli domandò: + +--Dove sono gli altri? + +--Nella sala del biliardo. _Lei_....--Pietro Laner sdegnava di dare a +Nora il titolo di duchessa e arrossiva di chiamarla come una +volta--_lei_ gioca al biliardo con Sua Eccellenza e con monsignor +Meneguzzi. + +Il Laner soffriva: Evelina se ne accorse, ma non se ne accorò. Si +sdraiò più comoda e facendo l'altalena colla poltrona a dondolo, +socchiuse le palpebre, fissando una striscia di sole, animata, avvivata +da una miriade di moscerini. + +--Non prendi una granita?... Sono di fragola, eccellenti. + +--No. + +Evelina tornò a guardare il marito. + +--_Quell'altra_, te ne ha fatto delle sue? + +Pietro non rispose, ma si fece più cupo. + +--Sai che non ti può vedere!... Perchè le vai sempre fra i piedi? + +--Domani torno a Milano--borbottò il Laner.--Son venuto soltanto per la +visita del Ministro, non per.... gli altri. Domani ritorno a Milano. + +--Non c'è bisogno di scappare e non c'è bisogno di correrle dietro. + +Evelina disse tutto ciò pacatamente, continuando a dondolare, +spingendosi piano colla punta dei piedi; disse tutto ciò pacatamente, +senz'ira, senza dolore. + +La signora Laner non era gelosa. Essa non aveva mai avuto troppe +pretensioni: non aveva aspirato ai grandi diritti dell'amore. Adesso +non pensava più che a viver tranquilla, a viver bene, e a premunirsi +per l'avvenire. + +Non c'erano che le ventimila lire.... e le zie di Crodarossa. + +Sopra lo zio Matteo svanivano le speranze. Prodigo con tutti gli altri, +era taccagno con Evelina, perchè istigato contro di lei dalla Gioconda: +era taccagno col Laner, perchè quel trentino gli era antipatico, perchè +aveva ancora il rodimento delle famose ventimila lire, le sue ventimila +lire.... cioè quelle del Casalbara. + +Evelina, fatti i suoi calcoli, e non volendo intaccare il capitaletto, +aveva risolto, fra sè e sè, di ritirarsi a Crodarossa, e intanto, per +rendere la cosa più facile aveva già scritto alle zie, senza dir nulla +nemmeno a Pietro, domandando.... "se li volevano a Crodarossa per un +mesetto." + +"Pietro sta poco bene: ha bisogno di respirare un po' d'aria buona, un +po' d'aria nativa. Lo ha consigliato il nostro dottore, il dottor +Foresti. Anch'io mi sento debolina e un po' malandata.... Oh, ma _per +me_.... non avrei mai, _mai_, avuto l'animo bastante d'incomodare le +mie zie, di essere di peso alle mie care zie!" + +Figurarsi le due vecchierelle!... Che "_rebalton_" e che +"_rivoluzion!_" E figurarsi il "muso tremendo" di don Giuseppe!... + +Ma questa volta la zia Angelica e la zia Rosina non si lasciarono +imporre. + +La sposa di Pierino, la "nuova padrona" che già era stata la loro +angoscia, il loro tormento, quando era appena un'apprensione pel tempo +avvenire, quando non era altro che un fantasma lontano, adesso, viva e +non più sogno, ma realtà, adesso era un angelo, una "_vera perfezion_" +era amata anch'essa come Pierino, cara come Pierino. + +Le due vecchiette vivevano, palpitavano soltanto per l'arrivo degli +sposi!... Non pensavano più che agli sposi, non pensavano più nemmeno +all'economia!... Minacciavano una carneficina nel pollaio, una "strage" +di mele cotogne e in quanto a don Giuseppe.... Don Giuseppe, in questa +circostanza si era messo dalla parte del torto _proprio da bon_. + +--_Se trata del nostro sangue_.... + +--_Se trata delle nostre viscere_.... + +E la signora Angelica e la signora Rosa finivano in coro, alzando le +braccia al cielo:--_Jesus Maria!_ + +Piantarono don Giuseppe, piantarono la Canonica, solo affaccendate, +infervorate nel preparare l'alloggio. + +--Dove li metteremo? + +--In camera nostra, certo.... + +--Certissimo! + +--_La xè la più bela_.... + +--_La xè la più grande_.... + +E contente, beate, senza un sospiro, avrebbero abbandonato anche quella +cameretta: la cameretta fida e cara, il nido.... proprio il loro nido, +colle finestre sull'orto e colla vista del "Gigantesso". + +Tutto, tutto doveva essere di Pierino, era di Pierino, era della sposa +di Pierino, in quell'improvviso tumulto, in quella festa inaspettata e +grande del loro cuore! + +Invece Evelina, poco prima dell'epoca fissata, cambiò di parere e +scrisse un'altra lettera a Crodarossa. + +"Per il molto lavoro sopraggiunto al mio Pietro, il quale del resto +trova un gran giovamento dalla sua cura idropatica, dovremo rimandare +ad altra epoca il sogno.... il bel sogno di Crodarossa." + +"È un destino così!... Non posso esser felice, _pienamente_ felice, +mai, _mai!_" + +Evelina aveva il suo tornaconto per restare a Milano. + +Nora, dopo fatta la pace collo zio Matteo, aveva voluto rivederla, +aveva voluto far la pace anche con Evelina, ed Evelina era corsa subito +"dalla duchessa".... e subito si era fermata "dalla duchessa" anche a +pranzo. + +E da quel primo giorno in poi, Nora si era presa di un grande +attaccamento per la signora Laner: dalla mattina, quando Nora era +ancora a letto, poi quando si vestiva, poi a colazione, a pranzo, fino +alla sera in teatro, la voleva sempre con sè. + +Evelina sottomessa, remissiva, zelante, sempre ai piedi "della +duchessa", sempre in ammirazione "della duchessa." Nora, invece, +secondo l'umore: o erano carezze o erano strapazzate, ma colle carezze +e colle strapazzate, fioccavano regali, sempre regali. + +E la signora Laner, giudiziosamente, pure vagheggiando per l'avvenire +la sua prima idea di andare a stabilirsi a Crodarossa, intanto, per il +momento, si riempiva gli armadi, i cassettoni di roba.... e aveva +licenziata la serva e chiusa la cucina. + +Sempre fuori, sempre colla duchessa, che cosa doveva farne?... + +Pietro, mangiava un boccone al giornale o in una qualche bettolaccia +scovata da Mariano Perego. Sua moglie lo vedeva raramente anche prima +di legarsi con Nora: adesso quasi mai. + +Nora.... non lo poteva soffrire. + + + + +VII. + + +--È arrivato il tram?--domandò Evelina, continuando a far l'altalena +colla poltrona a dondolo. + +--Già; dev'essere arrivato.... coi suonatori!--rispose ironicamente +Pietro Laner. + +Entrava in quel punto, dal grande cancello della villa, una frotta di +persone, tutte in abito nero, guidate da Gesualdo Arcangeli, con un +cappellone bigio, a cilindro, straordinario, una cravatta bianca +svolazzante e un nodoso bastone, che roteava, come il bastone di un +capo tamburo. + +Erano gli altri convitati, quelli appunto che si aspettavano col tram. + +C'era pure il dottor Foresti; veniva solo, l'ultimo. Il dottor Foresti +ormai era di casa: andava innanzi e indietro da Milano, per il duca, +due o tre volte alla settimana. + +Evelina, appena lo vide, si alzò, gli andò incontro: + +Si era ricordato di prenderle il bicarbonato e l'elisir di china? + +Essa dava sempre al dottor Foresti qualche commissioncella per la +farmacia Zambelletti. Era così gentile e buono il dottor Foresti! + +Evelina sospirava teneramente nel ringraziarlo.... e non lo rimborsava +delle spese. + +Il Laner, che voleva scansare i nuovi arrivati, che voleva restar solo, +se ne andò dal terrazzo; ma capitò peggio. + +Lungo il corridoio incontrò la signora duchessa che ritornava in +giardino, ridendo e scherzando con monsignor Meneguzzi e con Pio Calca. + +Nora gli passò vicino. Il Laner, arrossendo, si fermò, s'inchinò. + +La duchessa, a testa alta, gli lanciò un'occhiata ironica, sprezzante e +rispose a monsignor Meneguzzi che gli aveva domandato piano +all'orecchio chi fosse il Laner: + +--È uno dei tanti mangiapani della _Cisalpina!_ + +Pietro udì quelle parole: geloso di quei due, offeso da Nora, ebbe un +impeto di collera. + +--Signora, scusi!... Signora!--e la raggiunse per dirle.... per dirle +che? + +Niente. Non seppe dir più una parola e rimase confuso, intimidito +quando si trovò dinanzi alla duchessa fiera, sdegnosa che lo fissava +cogli occhi scintillanti, provocanti, sotto l'ombra cupa del largo +cappello di paglia nera. + +--Che vuole, signor Laner? + +--Scusi.... duchessa,--balbettò--Volevo domandarle.... Parto domattina. +Ha qualche ordine per Milano? + +--No! Nessun ordine!--E la Casalbara tirò diritto sotto braccio a Pio +Calca. Il Laner sentì, quand'essa fu lontana, uno scoppio di risa, +trillante, squillante: + +--Ride di me!... Ride di me!--mormorò il povero diavolo, e rimase +avvilito, mortificato, irritato, ma contro la propria debolezza. + +--Domani.... Domani.... ritorno a Milano! + +Anche al banchetto, Pietro Laner ebbe uno degli ultimi posti: fra il +maestro comunale di Casalbara e un assessore di Primarole. Eppure.... +eppure finì per essere contento di trovarsi così lontano, così in +disparte, quasi inosservato: poteva guardar Nora, continuare a +guardarla. + +L'ira, la collera erano svanite; non gli restava più che il suo amore +pazzo, la sua gelosia furiosa. + +Nora! Nora! Com'era bella! Era diventata ancor più bella: tutto e tutti +rimanevano offuscati, oscurati, rimpiccioliti dalla sua bellezza! Lo +stesso ministro non era più niente: Sua Eccellenza lo capiva, lo +sentiva, e appariva umile dinanzi alla Casalbara, e le sue parole, il +suo gesto, il chinar del capo, esprimevano l'ammirazione e la spontanea +sudditanza. + +Nora!... Oh, Nora, com'era bella, così animata, irrequieta, ridente! +Pareva ancora più giovane e fresca, vicino a quel povero Ministro dal +viso stanco, itterico, estenuato! Pareva ancora più bionda in mezzo +alla luce allegra delle grandi lucerne, dei grandi lampadari, +scintillante, riverberantesi a sprazzi, a guizzi, a raggi irridescenti +sulle cristallerie, le argenterie della tavola.... E pareva ancora più +bianca, più abbagliante fra tutte quelle barbe e quelle facce, fra +tutti quegli abiti neri che la circondavano. + +Nora era scollata, ampiamente scollata: il seno, le spalle ignude, +uscivano quasi roride, stillanti di gemme dalla spuma candida dei +merletti vaporosi.--Era pur bella, così bionda, così bianca; era +abbagliante.... e così audacemente scollata non appariva invereconda: +le perle, i brillanti, le vecchie gemme dei Casalbara, l'avvolgevano +come di un'aureola, di un ammanto che imponevano l'ammirazione e il +rispetto. + +Pietro la guardava, continuava a guardarla.... + +Lei sola parlava, lei sola rideva; la sua voce chiara, armoniosa, il +suo riso leggero e garbato parevano avvivare e dirigere la compostezza +e il romorìo quieto che dominano al cominciare di un pranzo. + +Pietro la guardava, continuava a guardarla.... + +A un tratto l'occhio di Nora, quantunque essa parlasse pianino con Sua +Eccellenza, girò più lontano attorno alla tavola e a un certo punto si +fermò con un sorriso, un saluto impercettibile, carezzevole. + +Pietro, di volo, colse, seguì quell'occhiata e incontrò il bel viso da +sposa di monsignor Meneguzzi che faceva a sua volta l'occhiolino alla +duchessa, ma divotamente, compuntamente. + +--Anche col prete!...--borbottò il Laner, e geloso, sospettoso, girò +coll'occhio attorno alla tavola.... + +Tutti la guardavano, la fissavano, tutti! E Nora, sempre intenta, +affabile, graziosa con Sua Eccellenza, aveva pure uno sguardo, un +sorriso, una parolina, anche per tutti gli altri. + +--Come sa fingere!... Come è civetta! Civetta!--sospirava Pietro.--Ma +com'era bianca, bionda, bella e come tutti la ammiravano, la +divoravano! + +Pio Calca, fissandola, trasudava, gocciolava; il Fontanella restava a +bocca aperta; il Brunetti strabiliato, stimava col Palazzoli il valor +delle perle e dei brillanti; Gesualdo Arcangeli trinciava l'aria col +pollice, come per segnare la perfezione delle linee, la magnificenza +del busto;... il marchese Duranti, colla lente ficcata nell'occhio, la +mirava cupido, rabbioso, e il dondolìo della testa si faceva più +forte.... + +Soltanto Evelina e il dottor Foresti non si occupavano punto di Nora; +parlavano fra di loro; fra di loro si capivano. Forse avevano sbagliato +a non unirsi; entrambi avrebbero fatto maggior fortuna.... Ma erano +ancora in tempo per stringersi in lega, nell'interesse comune.... + +Evelina intanto, scroccava al medico un piccolo consulto. Dopo pranzo +si sentiva un po' gonfia, un po' oppressa. Una volta il bicarbonato le +faceva tanto bene, adesso.... più niente! E fissando il dottore, con +una grande e misteriosa tenerezza negli occhi, bisbigliava: + +--Di me.... non vogliono saperne.... nemmeno i rimedi! + +--Proveremo con una presina di magnesia e di bismuto--le suggeriva il +dottore, con un'inflessione di voce insinuante. + +Pietro Laner guardava Nora, continuava a guardarla.... + +E dire che era lui, lui che avrebbe dovuto sposarla! Era stato amato da +quella donna! Cento volte essa gli aveva ripetuto: Ti amo, ti amo, ti +amo!... E l'aveva baciata mille volte su quei capelli biondi, su quegli +occhi perfidi, infami!... L'aveva divorata, divorata di baci, quella +bocca ironica, sprezzante! + +Ma era vero? Era possibile?... Non era un sogno?... La signora +Casalbara, la duchessa, era Nora?...--Era stata Nora!--Adesso no, no, +non lo era più, ma era stata Nora, la sua Nora, Nori! + +Dio! Dio! Come si era trasformata, come aveva saputo trasformarsi, come +era diventata "duchessa!" Era nata, per essere così.... per diventare +così! + +E il povero diavolo, il povero montanaro, il povero poeta di +Crodarossa, capiva che era stato matto nelle sue speranze, ridicolo +nelle sue pretese, ingiusto nelle sue collere!... La guardava, la +guardava sempre, ma l'occhio suo diventava più mite, più tenero; +svampava, svaniva la sua collera e sentiva come un sollievo, una +contentezza nel poterla difendere, nel poterla giustificare dal +profondo dell'animo, dal profondo del cuore, e concedere così al suo +orgoglio, alla sua dignità, di amarla ancora, di amarla sempre. + +--Mia moglie?... + +Era un sogno, una pazzia; e il pazzo, il povero pazzo era lui, lui +solo! + +La guardava, la guardava, la guardava.... continuava a guardarla!... + +Nora ammirava, con Sua Eccellenza, il trionfo di rose e d'orchidee nel +mezzo della tavola. Poi, sorridendo, rimproverò il ministro di non aver +più i suoi fiori all'occhiello.... i fiori ch'essa aveva colti per lui, +con lui, nel giardino. + +Sua Eccellenza, che ormai aveva cominciato a prender fuoco, si +schermiva, si difendeva brillantemente.... La duchessa prese due rose +dal trionfo.... una l'offri al ministro, l'altra la tenne per sè, la +ripose in seno, chinandosi, guardandosi mentre l'occultava sotto ai +merletti, coll'agile sfiorar delle dita. + +Guardava anche Sua Eccellenza, lì, dov'era nascosta la rosa e disse +piano alla duchessa qualche parola che la fece arrossire nel sorridere. + +Pietro Laner, sussultando, lasciò cader la forchetta, voltò la testa, +ma s'incontrò negli occhi del Casalbara. Il duca lo guardava serio, +attento.... eppure da quegli occhi stanchi, gravi, spirava come un +senso di mestizia, di pietà. + +In quel punto si udì un gran vociare, un tramestìo di sedie, poi il +formidabile: Sst!--Silenzio!--di Gesualdo Arcangeli. + +Cominciavano i brindisi; si alzava Matteo Cantasirena. + +--Vecchio rivoluzionario impenitente....--e il Cantasirena si rivolse +sorridendo verso Sua Eccellenza--metterò un po' di rivoluzione anche +nella.... prammatica e il primo brindisi anzichè all'ospite illustre che +ci ha onorati di una sua visita.... lo rivolgerò all'ospite--parimenti +illustre--che ci ha accolti con tanta spontanea cortesia. + +Il duca ebbe un brivido.--Oh, com'era amaro il pane che doveva +guadagnarsi a quel modo! + +--E non a te solo Giovanni mio,--tonò con nuovo impeto la voce di +Matteo.--A te e ad Eriprando di Casalbara è rivolto il caldo saluto del +mio cuore. La patria memore, riconoscente, scriverà sulla stessa +pagina, nel libro d'oro della sua gloria e dei grandi sacrifici, il +nome dell'eroe prigioniero di Josephstadt, e il nome dell'audace, del +coraggioso presidente della _Navigazione Cisalpina!_ + +Tutti sorsero in piedi, fra lo sbatacchiare delle sedie, applaudendo, +gridando evviva. + +Il duca Giovanni, alzò il bicchiere colla mano tremante.... ringraziò +con un sorriso che gli errava amaro, straziato fra i baffi irti, +ringraziò inchinandosi col capo Sua Eccellenza, ringraziò a destra a +sinistra della tavola, poi si lasciò ricadere, come accasciato sulla +sedia. + +--Fa troppo caldo qui.... si soffoca....--mormorò al suo vicino, per +scusare quell'abbattimento. + +Il Casalbara lanciò un'occhiata torva alla moglie e un'altra occhiata +torva, con un lampo di ira e d'odio a Cantasirena.... + +--Sempre.... sempre mio fratello!... Buffoni!... Canaglie!... +Lasciassero in pace.... rispettassero almeno la memoria di mio +fratello!... + +In quel calore, in quel frastuono, in quel vociare allegro, cordiale, +espansivo dell'ora dei brindisi, in quello splendor della mensa, aveva +fissa dinanzi agli occhi, come una apparizione, come una ammonizione +biblica, la figura austera, ascetica del martire, rinchiuso nella +segreta fredda e buia. + +Il vicino lo toccò nel gomito: Sua Eccellenza si alzava in piedi, +rivolgendosi al duca, col bicchiere in mano. + +Il Casalbara si scosse, si rizzò sulla sedia, rigido, attento. + +Sua Eccellenza si raccolse un istante, poi cominciò: + +--Oggi, a Primarole, l'animo nostro si è dischiuso alle più forti, alle +più audaci, alle più ineffabili gioie del lavoro: stasera un +graditissimo, eletto invito, ne raccoglie qui dove la mente di +Eriprando di Casalbara....--Il duca trasalì. Anche lui! Ancora quel +nome! Sempre suo fratello!--ma rispose con un saluto, al saluto del +ministro, che continuò--qui ne raccoglie dove la mente di Eriprando di +Casalbara intuì la redenzione d'Italia, e il suo cuore palpitò di +speranza e tutto l'essere suo nobilissimo, ritemprandosi, +idealizzandosi nell'austera poesia del sacrificio, parve prepararsi al +supremo olocausto della vita. Degno custode della grandezza antica, +degno custode e continuatore della gloria fraterna, Giovanni di +Casalbara onora il tempio delle memorie coi suffragi dell'intelligenza, +del sapere, dell'operosità.... e qui, degna ricompensa, lo allieta la +grazia, la bellezza della sua fida ed eletta compagna! A lei, alla +donna, ispiratrice eterna del genio e dell'amore, ispiratrice eterna +del sacrificio e delle energie, a lei, al fiore più smagliante, al più +fulgido astro dell'itala cortesia, permettetemi che io levi, salutando, +augurando, il mio limpido e colmo bicchiere: limpido come l'amor di +patria, colmo come il nostro cuore è colmo di gratitudine, è +traboccante.... spumeggiante di ammirazione! + +--Viva! Viva! Alla duchessa! + +--Alla salute della duchessa!--gridarono entusiasticamente tutti i +convitati, soffocando persino la voce di Gesualdo Arcangeli che urlava +come un indemoniato: + +--Alla bionda regina di tutte le bellezze--per Dio! + +E nella foga, nell'impeto, toccando il bicchiere con quello di Pio +Calca, gli rovesciò addosso tutto lo sciampagna. + +Il Casalbara guardava qua e là smarrito, come trasognato: era stanco, +affranto dalla fatica, oppresso da quel calore, stordito da quel +frastuono. Il poco vino bevuto gli aveva fatto male: era un'impressione +cupa, profonda di abbattimento, di scoramento.... era un'ossessione +terribile. + +Suo fratello!... Sempre suo fratello!... Suo fratello che usciva dalla +segreta cupa e buia, suo fratello che si precipitava in mezzo a quel +baccanale, in mezzo a quei trafficanti del suo nome, del suo martirio, +della sua patria!... Suo fratello che cercava lui solo, che vedeva lui +solo, che gli si fermava dinanzi, che lo schiaffeggiava! + +.... Silenzio! Silenzio!... Sst! + +E il silenzio si fece profondo: toccava a lui a parlare, toccava a lui +a rispondere. + +Il duca girò attorno l'occhio smarrito. Tutte quelle facce rosse, +accese, lo fissavano mute, ansiose, aspettando: toccava a lui a +parlare, toccava a lui a rispondere. + +Si rivolse al ministro....--Cosa doveva dire?... cosa doveva dire?... +Le parole gli sfuggivano, gli sfuggivan tutte, tutte, tutte!--Dio! Dio! +Dio!... E bisognava rispondere, bisognava parlare! + +--Eccellenza.... Amici....--borbottò. + +Dio, Dio, che vuoto nella sua testa e che silenzio in quella sala!... +Cercò la parola, la parola che gli mancava, che gli sfuggiva sempre.... +la cercò in quei visi.... Sua moglie lo incitò a parlare con un moto +impercettibile di dispetto e di collera.... Cantasirena con un atto di +maraviglia,--glielo aveva detto, bastava ringraziare,--e suo fratello +là, in fondo, che gli gridava:--Parla, parla, parla, fantoccio, +buffone, guadagna il tuo pane! + +--Eccellenza.... Amici.... Io vi ringrazio.... confuso da tanta +bontà.... Io vi ringrazio commosso.... da.... da....--sentì un ronzìo +nelle orecchie, tutte quelle facce gli giravano davanti.... gli si +annebbiò la vista....--Da tanta bontà....--balbettò ancora, poi si +lasciò cadere sulla seggiola e scoppiò in lacrime. + +Rispose uno scroscio lungo di applausi, un'acclamazione prorompente, +interminabile. + +Tutti erano commossi, entusiasmati, esaltati. Matteo Cantasirena, +soffiando, col pancione pieno, mugolando, versava lacrime e sciampagna: + +--È il battesimo!... La purificazione!... Le tue lacrime, Giovanni mio, +sono la purificazione della patria!--e brandendo il bicchiere come +fosse una spada, una bandiera, alzandosi maestoso, solenne, imponente, +"Viva l'Italia!" tuonò. + +Ci fu un secondo scrosciar d'applausi, e tutte le voci, tutte le grida +si confusero in un solo clamore tumultuoso, rimbombante, echeggiante +fuor della sala, nel silenzio della notte, nei viali deserti:--Viva +l'Italia! + +Taddeo, che prendeva il fresco in giardino, si avvicinò alla finestra, +guardò nella sala e gridò lui pure commosso:--Viva l'Italia!--ma +nessuno l'udi. + + +Lo strepito, il baccano, durarono un bel pezzo. Quando il duca, per +consiglio del dottor Foresti, fu accompagnato nelle sue stanze, quando +Sua Eccellenza dovette andarsene in fretta e in furia col Prefetto, con +Matteo Cantasirena, coi due segretari, perchè il treno partiva, gli +altri commensali passarono dall'entusiasmo per Sua Eccellenza e per +l'Italia, a quello più allegro, per l'amabile, per la splendida, per la +divina padrona di casa! + +Pietro Laner era il solo che mancava.--Dov'era andato?... + +Tutti vollero toccare il bicchiere colla duchessa Eleonora, ed essa +aveva per tutti una grazia che pareva un invito, un sorriso che pareva +una promessa. + +--Verrò un giorno a visitare il vostro studio io sola.... +coll'Evelina!--diceva piano all'Arcangeli; e a Pio Calca domandava il +ritratto, stringendogli la mano furtivamente. + +Con monsignor Meneguzzi faceva un po' la gelosa: era gelosa delle altre +signore che lo volevano tutto--tutto per loro!--E gli aveva preso +l'anello da Monsignore, colla grossa amatista, lo ammirava, se l'era +messo in dito, fingeva d'esserselo dimenticato e continuava a +tenerselo. + +Ma Pietro Laner?... Dov'era andato? + +Nora soffocava; e venivano ancora a versarle dello sciampagna; tutti +volevano toccare il suo bicchiere. Si sentiva in fiamme, irrequieta, +palpitante, vibrante.... + +Ma Pietro Laner, dov'era andato?... Era partito forse?... No, no!... + +--Salgo un momento!...--disse a un tratto Eleonora rivolta a Pio Calca, +a monsignor Meneguzzi, a Gesualdo Arcangeli, al Fontanella, al +Palazzoli, a tutta quella folla d'uomini che le si stringeva d'attorno, +avida, bramosa, riscaldata dalle sue spalle nude, dalla sua bocca +ridente, dalle sue trecce bionde, quasi disfatte pel loro peso e che le +ricadevano sulle spalle con una mollezza tentatrice.--Salgo un +momento!... Vado a vedere mio marito!... Poi torno!... torno +presto!...--e sparì. + +Vuotarono dell'altro sciampagna aspettandola.... ma la duchessa +tardava, tardava a comparire, a ritornare.... + +Cos'era successo? + +Giravano qua e là, dentro e fuori, aspettandola ansiosi.... e giravano +soli, sperando d'incontrarla sola. + +Gesualdo Arcangeli stringeva i pugni; voleva spiegarsi, voleva +sfogarsi. + +--Vi amo, duchessa e.... vi amo!--per Dio! + +Monsignor Meneguzzi, diventato serio, sgridava e s'imponeva a Pio Calca +per farlo tacere e per mandarlo a letto. + +Pio Calca, brillo davvero, tutto rosso, tutto lustro, tutto molle, +voleva la duchessa, chiamava la duchessa, colla voce stridula, rotta, +straziata dalle risa convulse che finivano in pianto. + +--Che ambizione!... Che deputazione!... Che doveri del partito!... +Lei!... Lei!... Ma dov'è andata quella... quella donna!... + +--Vergogna! Vergogna!--bisbigliava il monsignore con forza, sul viso di +Pio Calca, per farlo tacere.--Vergogna!--La moglie altrui!... Dirò +tutto alla mamma! + +--E anch'io dirò--_a mia mader_--dov'è l'anello.... il sacro anello.... +del prelato!...--e cogli occhi inumiditi e lustri, coll'aria svenevole, +e ingarbugliando, strascicando le parole, continuava a ripetere, serio, +ostinato: + +--E sia pure la moglie altrui!... Io voglio.... la moglie altrui! + +Ma nel mentre tutti gli altri aspettavano la duchessa e la cercavano +nelle sale, o sul terrazzo, o in giardino, Evelina si era spinta più +lontano, non per cercarla, ma per accertarsi che c'era. E senza farsi +scorgere s'innoltrò lungo il viale cupo, finchè intravide di lontano +nel piccolo boschetto, l'abito bianco di Nora.... E anche Pietro era +là.... + +Allora, chetamente, essa ritornò in giardino, salì sul terrazzo e a +quanti le domandavano della duchessa Eleonora rispondeva d'averla +lasciata di sopra col dottor Foresti, presso il duca un po' indisposto. + +E girando le sale, fece intanto le sue piccole provviste di sigarette +per sè, e anche di sigari per suo marito. Si riempì la borsetta di +dolci.... Poi vedendo sulla scrivania di Nora una boccettina di +_Lavender salts_ col turacciolo d'argento, la prese per sè: soffriva +tanto l'emicrania!... + +Portò tutta quella roba in camera sua, poi ridiscese a insaccarne +dell'altra. + +A Nora, il caldo, le grida, lo sciampagna avevano dato alla testa: le +era balenata l'idea, come un lampo, che Pietro doveva essere in +giardino ad aspettarla, e uscì di colpo. + +Lo cercò.... lo vide infatti, lo raggiunse di corsa, e infilò il +braccio sotto il suo, tirandoselo dietro. + +--Vieni! Vieni! Vieni! + +L'altro non capiva niente; la seguiva, si lasciava condurre, attonito, +sbalordito. + +--Vieni! Vieni! Vieni con me! Vieni con me! + +E quando furono innanzi un buon tratto, nascosti, celati nel bosco, +essa si fermò, lo guardò.... lo guardò.... Improvvisamente si tolse la +rosa appassita nel calore, nell'odore del suo seno palpitante.... +gliela schiacciò sulla bocca.... poi gli buttò le braccia al collo +stringendolo, baciandolo, nervosamente, furiosamente. + +--I tuoi baci!... Ancora i tuoi baci!... Tutti i tuoi baci!... Fammi +rivivere! Rivivere!... Rivivere! + +Pietro Laner era rimasto spaventato. Invece di rispondere a quei baci +cercava di calmarla, di quietarla. + +--Signora duchessa!--Ma.... non si faccia sentire!... Non parli così +forte, per amor del cielo! + +Essa si scostò di colpo, lo guardò seria, accigliata: + +--Giurami che non partirai! + +--Ma.... + +--Giurami che non partirai!... Devi restar qui: devi restar con me, +sempre con me! + +--Ma.... + +--Giurami che non partirai: lo voglio!--E fu lei a scuotere il Laner +per le braccia. Le sue unghie gli penetravano nelle carni.--Hai capito +che lo voglio?--Giura. + +--No.... Non partirò....--balbettò l'altro che pareva tramortito. + +--Come sei buono! Oh, sei sempre stato buono! Sei buono sempre, +sempre.... tu sei buono sempre,--e Nora presa da un nuovo impeto di +tenerezza tornò ad abbracciarlo, a baciarlo, a farsi baciare.--Anche i +tuoi baci sono buoni,--i _tuoi_ baci _sì_, sono buoni! Ho la smania, la +febbre dei tuoi baci! Dammene tanti, tanti, tanti.... tutti.... Sono +golosa de' tuoi baci.... + +Ma Pietro, sempre più inquieto, la baciava soltanto per calmarla, +spingendo gli sguardi attraverso gli alberi, nel buio profondo di +quella notte dal cielo nero senza stelle. + +--La bocca tua.... ancora la tua bocca.... + +Pietro sentiva che Nora perdeva le forze....--Era esaltata? +Impazziva?--Temeva che da un momento all'altro si buttasse per +terra.... gridasse.... Tremante, spaventato, continuava a cercare, a +tentare di quietarla, di calmarla.... + +--Ma duchessa?... Ma signora duchessa!... + +--Nora! Nora! Hai capito?...--gli gridò Nora più forte, sulla faccia. + +--Parli piano! Più sotto voce, per amor del cielo! + +--Nora! Nora! Chiamami Nora, perchè.... perchè.... non voglio essere +che Nora, voglio tornare la.... la Nora.... la Nori!... Sì! Sì!--e +accesa in viso, cogli occhi stralunati, ridendo con un riso strano, +convulso, e puntandosi l'indice alla fronte, ripeteva colla voce +rauca:--Perchè io.... perchè io sono Nora! La tua Nori.... la Nori dei +tuoi baci, dei nostri baci.... Dammene ancora.... ancora.... +ancora....--Poi scoppiò in un'altra risata strana, squillante. + +--Per Dio!--esclamò il Laner, scotendola forte, battendo i piedi per +imporsi, per richiamarla in sè.--Cosa fai! Pensa a ciò che fai!... È +pieno di gente.... + +--Ti amo, Pietro!... Ti amo, Pietro! + +--Dio! Dio!--gemeva il Laner fuori di sè, e per farla tacere le +chiudeva la bocca colla mano, ma Nora gliela baciava con tanti piccoli +baci furiosi, bramosi, rapidamente, continuamente. + +D'un tratto, si fermò, si curvò, tese l'orecchio.... + +--Senti,--mormorò sotto voce.--Senti, senti, senti....--e tenendosi con +un braccio al collo del Laner, coll'altro proteso, indicò la villa. + +--Qualcuno?!--domandò Pietro dando un balzo. + +--Senti.... Senti.... + +Era il pianoforte, era Pio Calca, sorvegliato da monsignor Meneguzzi il +quale, a sua volta, teneva sempre nascosta la mano senza l'anello, era +Pio Calca che suonava il duetto del _Faust:_ + + ".... Dammi ancor... dammi ancor... contemplar il tuo viso..." + +Nora si abbandonò, si lasciò cadere sopra un tronco di colonna +rovesciata, presso l'Ercole immenso, biancheggiante nel buio come un +fantasma, e scoppiò in lacrime e continuò a piangere, a piangere.... +commovendosi a quella musica lontana, triste e così soave, così piena +di mistero, di amore, di dolore. + +--Siediti qui.... siediti vicino a me.... + +L'altro le sedette accanto. La vedeva più tranquilla, cominciava ad +essere più sicuro, senza paura. + +--Perdonami, Pietro,--gli bisbigliò continuando ad accarezzarlo, a coprirlo +di baci e di lacrime, più calma, ma ancor più appassionata.--Perdonami, +Pietro, io sono stata cattiva con te. Ma ero cattiva perchè ero gelosa. Ti +odiavo.... perchè ti amavo. Non sono felice, sai. No, l'ho in me la mia +infelicità.... è un ardore.... un ribrezzo.... una noia.... una collera.... +una febbre!... Sono malata! Mi sento malata!... tanto malata!... Amami +molto, Pietro!... Molto, molto, molto!--Fammi guarire.... guarire!--E +ritornava ad esaltarsi, ritornava a fremere, a perdere le forze, a +balbettare, battendo, ribattendo voluttuosamente, convulsamente la +erre--_guarrire.... guarrire.... guarrire...._--Dammi i tuoi baci, ancora i +tuoi baci, i nostri baci, tutti, tutti, tutti.... + +E Pietro che aveva trovato la sua Nora, Pietro che finalmente aveva la +sua Nora, la baciava sulla bocca, sui capelli, sugli occhi, sulle +spalle, come un pazzo. Anche Pietro, adesso, pregava, supplicava, +implorava, delirava, anche Pietro adesso voleva tutti i suoi baci, +tutti i baci, voleva vivere, rivivere, morire con lei! + +E quei due, nella notte cupa, profonda, ai piedi dell'Ercole +biancheggiante come un fantasma,--non sapevano più altro, non sentivano +più altro che i baci, i loro baci e il loro amore. + +Non sentivano nemmeno la banda di Primarole che dopo aver accompagnato +Sua Eccellenza alla stazione, era ritornata alla villa, per fare una +serenata al duca di Casalbara e intonava maestosamente sotto le suo +finestre: + + Fratelli d'Italia + L'Italia s'è desta.... + + + + +VIII. + + +La mattina dopo, Pietro Laner, cercando di rimanere nascosto il più +possibile perchè nessuno della villa lo potesse scorgere, passeggiava +lungo il viale degli ippocastani. + +Nora gli aveva detto: + +--Aspettami in fondo al giardino, vicino al piccolo cancello, verso le +dieci: usciremo insieme. Faremo una delle _nostre_ passeggiate.--Ti +ricordi? + +Pietro aspettava Nora, ma era inquieto. Le dieci erano suonate da un +pezzo e Nora non compariva. + +Quanto era accaduto la sera innanzi, adesso lo turbava, lo angustiava. + +--Il ritorno all'amore, l'abbandono di Nora,--pensava in cuor suo,--non +è stato naturale. Certo era in preda ad uno stordimento, ad una +esaltazione strana.... + +Poi, crescendo la sua inquietudine, il suo orgasmo, perchè il tempo +passava, passava, e l'altra non compariva, ebbe un impeto di collera, +di sdegno, contro sè stesso; non voleva più fingere, cercare le parole +per nascondere, per attenuare ipocritamente la verità. + +--Nora era ubriaca, ubriaca di grida, di chiasso, di caldo.... e di +sciampagna!--Ubriaca! Volle dirla tutta, volle ripeterla, chiara, la +brutta parola: era ubriaca! + +Ma ciò non acquietava i suoi timori, non scemava i suoi rimorsi. + +Travolta nel baccano, stordita da tanta gente, costretta a parlare con +tutti, a ricambiare tutti i saluti, gli evviva, i brindisi, d'un tratto +le era pigliato il capogiro, ed egli aveva approfittato, abusato, di +quel momento, dell'abbandono di Nora, della sua confessione! + +Le dieci erano suonate da un pezzo e Nora non compariva.... + +--Era malata? + +E se Nora, risvegliandosi.... ricordandosi.... scomparsa l'esaltazione, +la demenza, provasse orrore di ciò ch'era successo? + +E non veniva!... Perchè non correva a rassicurarlo, a consolarlo? + +Se fosse ammalata? Se fosse sdegnata? Se avesse vergogna di sè stessa, +se lo odiasse? + +E Pietro non vedeva più il bel viso irradiato dall'amore, ma +contraffatto dall'ira. Non più la Nori, ma la Casalbara, la duchessa, +così in alto, in tutta la pompa, il fulgore di una bellezza maestosa, +regale..., tutta cosparsa, circonfusa di gemme.... Ed egli se ne era +impossessato, aveva abusato di lei come un miserabile, come un +ladro.... + +--Sì! era stato lui il demente!... Era stato lui l'ubriaco! + +E Nora non veniva! Non si vedeva ancora! Oh, se lo avesse amato +davvero, se lo amasse, sarebbe corsa! Sarebbe lì!... + +In quel punto, voltandosi quasi furtivamente, spaurito, verso la villa, +vide la bella figura bianca, sotto un ombrellino rosso che scendeva +lentamente dal terrazzo: Era lei!... + +E appena Pietro la vide, ancora da lontano, svanirono, come per +incanto, tutte le inquietudini, tutti i timori, i dubbi pazzi, +fantastici! Vedendola appena, ancora da lontano, vedendola avvicinarsi +diritta, tutta bianca sotto l'ombrellino rosso, col passo ritmico e +sicuro, mollemente, elegantemente ondulando, svanivano le cupe immagini +e lo invadeva tutto, e gli saliva dal cuore al cervello, gli saliva +giubilante, festante, l'amore! + +Lentamente, cercando sempre di nascondersi perchè nessuno della villa +lo potesse scorgere, le andò incontro. + +Essa gli accennò graziosamente del capo, e gli sorrise: quando gli fu +dinanzi, ferma, sempre diritta, gli sorrise nello stendergli la piccola +mano, senza guanto, profumata e fresca come un fiore, come molti fiori: +e la manina non tremava, stringeva forte.... Nora non arrossiva: +continuava a sorridere fissandolo, fissandolo bene negli occhi, +arditamente. + +Fu Pietro Laner, invece, che arrossì, sotto quello sguardo lucente, +fisso, evocatore.... e abbassò il capo. + +Quando tornò a guardarla, essa lo fissava ancora: non gli disse niente: +gli mandò un bacio, stringendo e allungando le labbra. + +Pietro lo sentì, con un brivido di piacere. + +--Oh, Nori....--e disse tutto non dicendo altro che questo:--Oh, Nori. + +--Ti ho fatto aspettare, non è vero?--gli domandò la duchessa colla +bella voce limpida e scolpita.--Ti ho fatto aspettare! Ma se tu sapessi +quell'uomo! Dio, com'è noioso! noioso! noioso! Sono passata un momento, +a vedere come stava. Sai che ieri sera si è sentito malissimo? Tutta +notte le palpitazioni di cuore! Quando poi è ammalato e ha paura, +diventa ancora più noioso.... e più insistente. Voleva alzarsi per +scendere con me in giardino! Figurati! Ho fatto due occhi al dottor +Foresti! Lo terrà in letto fino all'ora di pranzo!--Stamattina! +Pensa!... Aveva scelto bene la mattina per seccarmi! + +E Nora sorrise ancora, ma adesso cogli occhi sfavillanti, colle nari +dilatate, colla bocca rossa e umida, sulla quale pareva fremere il +desiderio, dalla quale pareva prorompere la gioventù, la salute, +l'amore. + +--Appena ho potuto--esclamò con un'alzata di spalle--ho piantato quel +noioso col dottor Foresti e con Evelina! + +Pietro, a quel nome "Evelina" buttato lì così, distrattamente, si +turbò: quel ridere di Nora gli sembrò sguaiato. + +Intanto erano giunti presso il cancello: ma lo trovarono chiuso. + +Nora, subito, si arrabbiò e pestò i piedini con furia: + +--È un gran stupido quel giardiniere! Stupido! Stupido! + +Passò dal viale in mezzo al giardino, guardò verso la villa, se c'era +qualcuno--Nessuno!--Allora, circondando la bocca colle piccole mani +cave, trasparenti al sole e scintillanti di gemme, cominciò a gridare +forte: + +--Oouh! Oouh!.... + +Il giardiniere sbucò da una siepe: vide la duchessa: capì, si battè col +pugno sul capo e cominciò a correre verso il cancello, cercandosi la +chiave nelle saccocce. + +Nora tornò nel viale, e passando dinanzi alla selvetta e intravedendo +l'Ercole tra il folto dei rami, lo indicò a Pietro, stringendogli, +pungendogli il braccio con un pizzico acuto delle unghie: + +--Di'?... Quel signore?... Parlerà?... + +Ma subito corrugò le ciglia, diventò rossa di collera, cambiò faccia, +voltandosi a strapazzare il giardiniere che sopraggiungeva in quel +punto ansante, trafelato e apriva il cancello. + +--Ve l'ho detto cento volte! Voglio sempre trovar aperto la mattina! +Pare impossibile! Tutti poltroni! + +Il Laner supplicava Nora cogli occhi perchè si frenasse, perchè +smettesse di gridare: ma Nora non gli badava. + +--Bere! Mangiare! E basta!--Non si pensa ad altro. + +Pietro, uscito dal cancello, andò innanzi, solo, di qualche passo. + +--Anche quell'uomo lì--disse Nora raggiuntolo--è un protetto del signor +Matteo! + +Nora gli passò dinanzi e Pietro le tenne dietro: attraversarono i +campi, per raggiungere un'altra stradetta solitaria, ombrosa, chiusa +fra due rive strette di ontani. + +Le erbe alte, la fioritura gialla, aurata, le macchie cupe, nereggianti +dei gelsi, l'azzurro carico del cielo, l'orizzonte vasto, piano, +uguale, infinito, e l'accension della luce in quella giornata limpida, +sotto il sole scottante, davano alla pianura lombarda, così monotona e +triste, i colori intensi, le tinte fantastiche, strane, evanescenti dei +paesaggi orientali. + +Nora, invece di parlar d'amore, cominciò a parlare d'affari; ma +quietamente, senza più arrabbiarsi. + +--Sai?... Io posso dire che non mi appartengo più: sono agli ordini del +signor Matteo e della _Cisalpina_.--E per il signor Matteo sono stata +costretta fino ad oggi a godermi quell'uomo, quel vecchio uggioso, +odioso, pesante... a fingere ancora....--Ma adesso non ne posso più e +basta! L'ho dichiarato anche al dottor Foresti.--Ci pensi anche lui: +basta! + +Tacquero; Pietro, riconoscente, si voltò a guardarla. Ma Nora non gli +badava: non pensava a Pietro: era tutta intenta, assorta nel pensiero +dello zio Matteo, degli affari. + +--Il signor Cantasirena ci ha trovato, ci ha anticipato dei danari: e +per questo si è imposto.--Sai che il Kloss, almeno pare, torna da capo +a far la guerra alla _Cisalpina_? + +--No--non so niente. + +Pietro Laner, non faceva mai altro nel "Consiglio" che votare come +voleva il direttore: il suo posto di "segretario particolare" si +riduceva a copiare delle lettere e a far il correttore di bozze alle +_Risorse Italiche_.... l'unico posto, oltre a quello di Mariano Perego, +che avrebbe dovuto essere retribuito. + +--Sai,--continuava Nora con certe risatine caustiche e ciniche, in cui +si rivelava ancora la figliuola dello zio Matteo in guerra coi +_Tirolesi_ e la maestra di canto e di pianoforte, la maestra della +Schönfeld alla caccia di lezioni.... e di mariti.....--Sai, gli affari +della Cisalpina, adesso che hanno fatto venire un'Eccellenza, andranno +a rotta di collo!--Non si dice che i ministri del regno d'Italia sieno +tutti iettatori?... È vero?--Tu che ci credi in queste cose, devi +saperlo!--Ma ci vuol altro che un'Eccellenza "per sbaragliare il +boemo!" + +Pietro seguiva Nora ascoltandola silenzioso, tagliando coi colpi del +suo bastoncino le erbe più alte, facendo scoccare dal gambo le +margherite e i garofani selvatici. + +Oh, anche adesso aveva ritrovata, _sentiva_, la Nora d'un tempo.... ma +non la sua Nori buona.... la Nora scettica, aspra, cattiva! + +Essa si animava soltanto quando parlava del Kloss! La sua voce allora +diventava più calda; essa mostrava quasi del timore e insieme +dell'ammirazione per il Kloss. + +--Quello sì, è scaltro, furbo, abile! Sa frenarsi, fingere, piegarsi a +tempo quando potrebbe essere battuto.... e intanto premunirsi per +parare i colpi avvenire.... e prepararsi alla _revanche!_--Il Kloss!... +Il Kloss è un uomo di talento!... Un uomo forte!... È un vero +milionario!--Quello sì!--e Nora sospirò. + +Che voleva dire quel sospiro, quel rimpianto? + +Pietro si sentiva stringere il cuore, sentiva svanire la sua gioia. +Seguiva Nora, sempre silenzioso, a testa bassa, tagliando, spezzando +d'un colpo, col bastoncino, le erbe, i fiori e i ramoscelli più alti. + +Quando ebbero raggiunto la piccola stradetta fra le due rive spesse di +ontani, Nora si fermò un momento per respirare, all'ombra: poi +ripresero il cammino.... l'uno a fianco dell'altro. + +Anche Nora, adesso, taceva; era diventata pensierosa. Riandava il suo +passato! Come era stata ingannata! Come si era ingannata!... E come +aveva agito male con Pietro, col povero Pietro, in quel suo orgasmo, in +quel suo impeto, in quella sua smania di ricchezza, di grandezza, di +fasto!... Povero Pietro!--E Nora pensava a quell'altra passeggiata.... +all'ultima passeggiata che avevano fatto insieme a Milano.... ai +giardini.... dietro il Museo.... e rivedeva il viso pallido, straziato +dall'angoscia.... sentiva quella voce rotta dall'amore, dal dolore e +dalle lacrime. + +--Povero Pietro! + +Si voltò, guardò in fondo alla piccola stradetta, guardò innanzi.... +non c'era nessuno. + +--Povero Pietro!--gli si appoggiò al braccio amorosamente, si alzò in +punta di piedi e lo baciò. + +Pietro, sussultando, strinse Nora, tutta Nora, fra le braccia con un +impeto di passione. + +Essa, spaurita, si staccò da lui, divincolandosi. + +Si voltò ancora a guardare in fondo della stradetta.--Non c'era +nessuno! Allora tornò ad infilare la manina piccola, dalle unghiette +che punzecchiavano sempre, sotto il braccio di Pietro, e di nuovo si +appoggiò a lui con tutto l'abbandono. + +--Hai scritto a Milano che resti qui? + +--Non è possibile, cara: mi aspettano al giornale. + +--Al giornale ne prenderanno un altro: fa un po' il piacere!--e +fermandosi, fissando il Laner duramente gli disse: + +--Voglio così! Ricordati! + +Poi si placò, tornò a camminare: + +--Fa un po' il piacere! Ti ha sfruttato abbastanza quel signor +Cantasirena. Finisce col farti fare il correttore del suo giornale dopo +aver cominciato col rubarti....--sì, sì, è tempo di dir le cose come +sono....--col rubarti ventimila lire! + +--No. Me le ha restituite. + +--Lui?... Io!...--Nora si fermò, non aggiunse altro. + +Ma Pietro capì, in quell'attimo, che le sue ventimila lire erano state +pagate dal Casalbara.... dal duca.... dal marito! + +Nora, vedendo Pietro così accigliato, torvo, credeva non sapesse come +cavarsela, come scrivere al direttore che non tornava a Milano. + +--Non far tanti complimenti, che non li merita. Telegrafa al giornale +che resti a Casalbara perchè ci resta tua moglie. + +--Appunto,--rispose Pietro, sempre a testa bassa:--anche per....--e +fece uno sforzo per poter dire "mia moglie"... anche per mia moglie.... +devo partire. + +--Questo poi no!--E subito apparì e disparve, fu un attimo, la piccola +ruga in mezzo alla fronte. Ma Nora tornò subito a placarsi ed esclamò +con un'alzata di spalle: + +--Tutte ragioni e parole inutili! Io non ti lascio partire; non voglio! +Al resto pensaci tu!--E cambiò discorso ridendo, cantando, deliziandosi +in quella dolce frescura, sotto l'ombra quieta e solitaria, fermandosi +qua e là per raccogliere i piccoli fiorellini fra l'erba umida, +rigogliosa della riva, inginocchiandosi sulla sponda, sorretta, tenuta +da Pietro, per bere nel cavo della mano, come da una conchiglia rosea, +l'acqua chiara, limpida, gorgogliante del rigagnolo. Poi, ad un tratto, +esclamò con un piccolo grido di gioia: + +--Eccola! Eccola!--La madonnina!... Sapevo che c'era! + +E corse via dal Laner: corse a sedersi sotto una piccola cappelletta, +diroccata, che al di là della riva, un po' innanzi nel prato, rimaneva +nascosta dalla siepe alta. Quella cappelletta era chiamata dai +contadini la Madonna del Sole. + +--Non la vedevo più!... Credevo di essermi sbagliata!--e si chiamò il +Laner vicino, mentre gli faceva posto, restringendosi, allungandosi +nelle sottane rumorose e fragranti di mussolina bianca e di seta. + +--Vieni qui! + +Nora si era seduta sul piccolo inginocchiatoio di pietra voltando le +spalle all'altare. + +--Vieni qui!--E stese le mani, prendendo le mani di Pietro, +intrecciando le dita, facendo forza per attirarlo a sè, dimenandosi +mollemente: + +--Vieni qui! + +Pietro, fissando l'immagine stinta, scrostata dell'altare, esitava.... +Era rispetto?... Era timore? + +--Vieni qui!... uomo superstizioso!...--E Nora sorrise, poi diventò più +tenera e i suoi occhi si fecero di una vivezza languida, +esclamando:--Uomo mio.... mio.... mio! Vieni qui! Essa lo attirò con +più forza: Pietro le cadde dinanzi in ginocchio. + +"Ti amo..." balbettò, guardandola, ammirandola, adorandola. + +--Mio! Mio! Mio!--e Nora lo baciò nei capelli. Poi gli alzò il capo: +voleva vederlo; gli parlò sulla bocca, sugli occhi, stringendolo, +accarezzandolo sempre. + +--Sai, quando ho cominciato a volerti bene? L'ultimo giorno, quando +siamo andati in collera, dopo che mi hai fatto quella scena tremenda ai +_Giardini_. Dio! quante me n'hai dette! Come ho sentito che mi avresti +ammazzata!... E come ho sentito tutto il tuo amore! Non ti avevo mai +veduto piangere; tutta notte non ho veduto che le tue lacrime, la tua +faccia pallida, addolorata, furibonda! Tutta notte non ho veduto che +te, non ho pensato che a te!... E ti ho desiderato.... lì.... con me. +Era la prima volta; ho cominciato allora. Tu mi vuoi bene, oggi, come +quel giorno?... Io di più, molto di più, di più, di più, di più!... Ma +ho cominciato allora! Ed oggi sono tua, pensa, tutta tua,--tutto ciò +che vuoi!--E soltanto tua!...--Capisci cosa voglio dire?--Ho cominciato +quel giorno, quella notte, e poi sempre, sempre.... e durante tutto il +tempo, prima di maritarmi, che noia certe volte, e che dispetto! Che +rabbia! E quando ti sei ammalato?... Dio, come ti volevo bene! E dopo, +quando sei guarito ed hai sposato Evelina, come ti ho odiato! Ma lei, +sempre più di te! È stato allora, per avere la mia rivincita, per +vendicarmi, che ho finto, persino con me stessa, d'innamorarmi di mio +marito. Pensa!... Ero matta! Era un farmi venir voglia di te.... ancora +di più! Poi quando ti ho rivisto la prima sera, appena ritornata a +Milano, in via Santa Margherita, ho subito capito che non eri +felice.... e ne fui tanto, tanto contenta! Poi ho voluto avere +Evelina.... per tenerla lontana da te.... e per esser io vicina a +te.... ma tutto ciò senza pensarci, senza un calcolo prestabilito.... +_per forza!_... come sapevo che _per forza_ doveva finir così.... E +mentre ti facevo tutti quegli sgarbi, ero sincera.... Era vero che ti +odiavo! Ti odiavo, ti odiavo, perchè capivo che.... _per forza_.... +sarebbe finita così.... così. Dammi un bacio! + +Quando ritornarono alla villa, fecero tutta la strada assai lentamente: +Nora sempre al braccio di Pietro, gaia, giuliva, saltellante.... + +Pietro, invece, agitato, inquieto. + +E quando di nuovo, furono dinanzi al piccolo cancello, Nora, +staccandosi da Pietro per entrare, stringendo, allungando le labbra, +gli mandò ancora un ultimo bacio. + +--_Mio_, ricordati!--mormorò. E passò innanzi. + +--Entrerò dall'altra parte, perchè non ci vedano insieme,--le disse il +Laner. + +--Che importa?... Devono abituarsi!--esclamò Nora, e appena dentro, si +appoggiò di nuovo al braccio del Laner, avanzandosi diritta, sicura, +mollemente ondulando in quell'ombra calda, odorosa del viale. + +Pietro era inquietissimo. + +--È un capriccio!--bisbigliava. + +--Che importa?... Devono abituarsi! + +--Lei! Evelina!...--esclamò Pietro ad un tratto, vedendo sua moglie +sbucare nel viale e correre in fretta verso di loro.--Evelina!--E di +colpo, si allontanò da Nora. + +La duchessa continuò a camminare tranquillamente, sempre ondulando, e +facendo roteare l'ombrellino rosso, che teneva aperto, appoggiato sulla +spalla. + +Evelina non badò punto a suo marito: si fermò, parlò in fretta con +Nora: + +--È arrivato un dispaccio per te, d'urgenza. Tu non c'eri, e lo +portavano al duca: ma io non ho voluto. Ti ho aspettato apposta per +consegnartelo subito. + +--Hai fatto benissimo. + +E Nora, lentamente aprì il dispaccio, e lesse a mezza voce: + +"_Attenzione posta: impedire Giovanni lettura giornale Italia, +assolutamente!--Matteo._" + +Nora, non capiva: fissò Pietro Laner, interrogandolo cogli occhi +stupiti. + +Ma Pietro ne capiva ancor meno; non era stato attento alla lettura del +dispaccio: aveva un solo pensiero, un solo spavento: + +--Se mia moglie mi guarda in faccia, tutto è perduto! + +Ma Evelina non gli badava. + +--È chiarissimo!--esclamò.--Nell'_Italia_ ci sarà qualche articolo +contro la _Cisalpina_ che il duca non deve vedere. + +--Certo!...--esclamò Nora a sua volta.--È così. + +Allora la signora Laner si rivolse a suo marito: + +--La posta arriva a momenti: corri a ritirare tutti i giornali: fa +presto. + +Pietro Laner sparì come un lampo. + +--Dio, vi ringrazio! Dio, vi ringrazio!--balbettava correndo. + +Era affannato da una paura strana, sciocca, irragionevole, quasi +fantastica. Aveva paura delle imprudenze di Nora, di tutto ciò che +Evelina avrebbe fatto per vendicarsi, della collera terribile del duca. +Ma quando, coll'immaginazione, si trovò faccia a faccia dinanzi al +duca, allora si fermò, si calmò, scemarono le ansie e i rimorsi. + +--Oh, infine!... Dente per dente, signor duca! Nora era la mia +fidanzata! Era la mia sposa! È stato lei a volermela portar via!... A +noi due se vuole: e quando vuole! + +Pietro sorrise fieramente: con un colpo della mano si aggiustò il +cappello a cencio, poi non pensò più altro che a Nora e alla gioia +d'averla, ed entrò nell'ufficio della posta, zufolando. + +Nell'_Italia_, come la signora Laner aveva preveduto, c'era appunto un +fierissimo articolo contro tutta la _Cisalpina_, i suoi amministratori, +i suoi fautori: contro il Ministro dei Lavori pubblici "che si era +recato a Primarole come Arrigo IV a Canossa, umile e _colla testa nel +sacco_, a placare, a propiziarsi i pontefici massimi dell'estrema +sinistra: contro gli onorevoli Bonforti e Ghirlanda, che messi +puerilmente in apprensione da certe inabili manovre elettorali, +venivano a patti e firmavano compromessi PERSINO con un signor Matteo +Cantasirena!" Ma l'attacco più fiero, più sanguinoso era diretto, +quantunque l'_Italia_ non lo nominasse, contro il duca di Casalbara: + +"Una vecchia insegna ritinta: una delle più goffe cariatidi del +patriottismo d'occasione, di parata, di mestiere! Un martire +sfruttatore del martirio altrui! Un eroe da _restaurant_, da camere +ammobiliate, che a furia di alterigia e di prosopopea era riuscito a +conservare durante una lunga vita, tutta spesa fra i bagordi e le +ba....gorde, una popolarità presa a nolo durante le baldorie del +cinquantanove e del sessanta, e che adesso ancora gli riusciva di +sfruttare, al tanto per cento, nelle carnevalate della _Cisalpina_." + +--È il Kloss!--mormorò Evelina, appena ebbe finito di leggere +l'articolo. + +--È il Kloss! È il Kloss!--rispose Nora furente, rossa di collera. + +Tutt'e due avevano scoperto il boemo nell'ispiratore dell'articolo, +dalla violenza brutale dell'attacco e più ancora da quella parola +_carnevalata_. + +Ma l'_Italia_ non fu altro che un preludio, una prima squilla: ogni +giorno capitava un dispaccio: sopprimete il _Mattino_: sopprimete il +_Radicale_: sopprimete la _Gazzetta Lombarda_: sopprimete il +_Moderatore_: sopprimete la _Durlindana_. + +Matteo Cantasirena aveva paura che il Casalbara, leggendo qualcuno di +quegli articoli, infuriandosi, perdesse la testa.... e mandasse le sue +dimissioni da presidente della _Cisalpina_, e perciò telegrafava, +continuava a telegrafare: gli avrebbe soppressa anche l'aria. + +E tutto questo da fare, tutta questa nuova e penosa sorveglianza, era +affidata alla signora Laner. + +Nora non voleva saperne: prima si era sdegnata contro quegli articoli, +poi aveva detestato ancor di più suo marito che andava perdendo persino +il prestigio, l'aureola del grand'uomo, che l'aveva ingannata anche in +questo, e se ne vendicava col Laner. + +Oh, Pietro! Pietro! Com'era stata ingiusta, pazza, quando lo aveva +abbandonato! + +Era sempre con Pietro, tutto il giorno: o fuori con lui a +passeggiare.... fino alla Madonna del Sole.... o anche più in là. + +Evelina, perciò, doveva pensar lei, a sopprimere i giornali, a +rispondere alle lettere, ai telegrammi. Doveva pensar lei alla casa e +al duca; Nora le aveva affidate tutte le chiavi, e perchè le avesse +sempre pronte con sè, le aveva regalato anche la sua magnifica +borsetta, quella colla cerniera e la catenella d'oro.... e le aveva +regalato anche la cintura d'argento russo da tenerla appesa.... e anche +della tela, molta tela in pezza, la magnifica tela di casa Casalbara, +che Evelina aveva già fatto portare a Milano dal cavallante. + +Ma anche Evelina non sapeva più come fare, cosa fare: il duca, per +quanto malandato di salute e di spirito, cominciava ad arrabbiarsi per +le continue assenze di Nora, a meravigliarsi di non ricevere più i suoi +giornali, e diventava sempre più diffidente, più sospettoso, più +inquieto. + +Giunse finalmente in aiuto il dottore Foresti: era stato a Milano, avea +avuto un lungo colloquio con Matteo Cantasirena, e siccome si trattava +adesso di dover sopprimere al duca anche le visite, non lasciandogli +veder nessuno, non lasciandolo parlar con nessuno per un paio di +settimane, il dottore aveva pensato di approfittarne per intraprendere +una cura seria, un regime severo, di assoluta quiete, di assoluto +riposo che riteneva necessario perchè il signor duca potesse rimettersi +benino. + +E non c'era tempo da perdere! + +Subito, appena arrivato, il dottore Foresti, scambiate quattro parole +colla signora Laner, entrò con lei dal malato. + +Invece di trovarlo in letto, lo trovarono in piedi. + +--Oggi mi sento benino, caro dottore!...--e gli stese la mano +sorridendo. + +Ma il dottore lo guardò in un modo così serio che gli troncò a mezzo +quel sorriso. + +--Glielo dirò io.... come sta!--esclamò gravemente. Lo fece sedere, +distendere sulla poltrona, gli sbottonò la giacchetta da camera; gli +ascoltò il cuore a lungo, mentre lo faceva respirare; gli picchiò colle +nocche di qui.... di lì.... tornò ad ascoltarlo, a fargli emettere un +sospiro lungo.... lungo.... più lungo. + +L'occhio del duca, in tutte quelle operazioni, era fisso sulla faccia +impassibile del dottore: e gli domandava ansioso, colla voce debole: + +--E così, dottore?... Dunque?... Dunque?... + +Il dottore continuava a non rispondere, ad ascoltare, a picchiare. +Evelina chiudeva le gelosie, abbassava i trasparenti della finestra. + +--Dunque, dottore?... Sto peggio? + +Finita quella visita, il duca si sentiva peggio realmente.... peggio +degli altri giorni; si sentiva freddo. + +--Ho un po' di febbre, dottore? + +Il dottore gli abbottonò la sottoveste: gli annodò la cravatta; Evelina +portò un cuscino morbido di piuma che gli accomodò dietro le spalle, e +una coperta nella quale gli avvolse le gambe. + +--Dunque sto male?--balbettò il Casalbara atterrito, senza +fiato.--Risponda.... mi dica la verità. + +--Come gli altri giorni. Ma bisogna star meglio, bisogna star bene, +completamente. + +L'occhiata che il duca rivolse al dottore fu lunga, ansiosa, +angosciosa. + +--Come sto? + +Il dottore si sedette vicino al duca, mentre Evelina gli aggiustava un +altro guancialino sotto il capo, e gli metteva le mani, diventate +fredde, sotto la coperta. + +--Caro signor duca, bisogna pensare seriamente alla sua salute. No, +no!--e gli sorrise affabilmente.--Non c'è da spaventarsi. Non c'è +niente di assolutamente grave: ma il male non bisogna lasciarlo +invecchiare: tanto più avuto riguardo allo stato cardiaco, alle +palpitazioni intermittenti. Tutto l'organismo è scosso, infiacchito. La +perturbazione è generale. Oggi, ripeto, siamo ben lontani da qualunque +pericolo, ma è tempo di cominciare seriamente a curarsi.... per guarire +davvero, e star bene davvero. Il più leggero strapazzo, un po' di +freddo, un colpo d'aria, un colpo di sole, qualunque fatica, qualunque +occupazione, scrivere, leggere, parlare, determinano subito l'accesso +nevralgico, i disordini gastrici, le palpitazioni. Anche il senso +acutissimo di fotofobia, del quale ella si è lagnato con me, parecchie +volte, è determinato da una leggera alterazione del globo oculare.... +che non dev'essere trascurata. + +E il dottor Foresti continuò ancora per un pezzo, poi si avvicinò +sorridendo al duca, gli prese la mano, e tenendola stretta fra le sue, +gli disse, incoraggiandolo con molta effusione, quasi con tenerezza: + +--Da bravo: per un paio di settimane lei farà a mio modo: resterà +tranquillo in camera sua, alzandosi tardi, andando a dormir presto. Le +proibisco di occuparsi di affari, di ricevere visite inutili, di +stancarsi in nessun modo, e per il momento,--il dottor Foresti sorrise +con malizia,--per il momento ritorneremo scapoli.... schivando le +occasioni.... anzi diremo meglio le tentazioni! + +Il dottore tornò a sorridere: sorrise anche Evelina: ma il duca +bisbigliò con tristezza: + +--Sono sempre solo.... Non vede?... Ormai.... sono sempre solo!--E +sospirò. + +Il dottor Foresti gli scrisse un paio di ricette, e gli proibì +assolutamente, severamente, di leggere e di scrivere. + +--Ripiglieremo il chinino e il salicilato jodico.... e ogni +ventiquattro ore, finchè il senso di fotofobia non sia totalmente +scomparso, faremo qualche istillazione di un collirio di atropina. E se +assolutamente le occorresse di scrivere, potrà dettare alla signora +duchessa.... o alla nostra buona signora Laner.--Evelina chinava il +capo arrossendo soavemente a quelle parole "la nostra buona signora e +cara signora Laner"--che le potrà anche leggere qualche libro.... +qualche giornale.... ma non molto, perchè la mente, lo spirito, come il +corpo, non devono essere turbati, affaticati.--E il dottor Foresti +concluse:--Per un paio di settimane faccia così, a mio modo: si metta +nelle mani mie e della signora Evelina, e per l'inverno, al quale +andiamo incontro, io le assicuro, senz'essere Mefistofele, ch'ella sarà +ritornato sano, robusto e..... giovane, come Faust! + +Il Casalbara, inquieto, intimorito, si abbandonò come un fanciullo che +non sa vivere e come un vecchio che non sa morire, si abbandonò +interamente nelle mani del dottor Foresti, che adesso veniva a +Casalbara quasi ogni giorno, e della signora Laner che riceveva tutte +le lettere, tutti i giornali, che vedeva tutto, che sapeva tutto, che +si rendeva necessaria al duca Giovanni, com'era diventata necessaria a +Nora.... e che continuava a metter via e a mandar roba a Milano. + +--Almeno lei,--diceva il Casalbara alla signora Laner,--almeno lei non +mi abbandoni!... Lei è buona!... A lei non fanno ribrezzo i poveri +vecchi.... i poveri ammalati!... + +Ed Evelina come sapeva consolarlo, colla sua voce velata, lenta, +dolcissima! + +--Tutti, sa, le vogliono bene!... _Tutti!_ E la duchessa Eleonora ha un +vero culto per lei, un culto di gratitudine, di devozione, di +ammirazione.... di amore. Ma in questi giorni, poveretta, deve +occuparsi di tutto.... e poi....--sorrideva anch'essa, ma con malizia +più graziosa ed affettuosa,--anche il dottor Foresti ha un po' di colpa +in questo abbandono.... + +Il duca scrollava il capo: sua moglie non veniva più nemmeno a +vederlo.... Più, nemmeno il bacio del buon giorno, della buona +notte.... + +La quiete, il riposo assoluto, la cura del dottor Foresti gli fecero +bene davvero, e se gli occhi gli bruciavano ancora, e non poteva +soffrire la luce, specialmente dopo le istillazioni del collirio di +atropina, la sua mente diventava più lucida.... e non vedendo quasi più +la moglie, tornava a sentire la nostalgia della sua bellezza, della sua +giovinezza, della sua voce, del suo profumo!... + +--Vederla!... Almeno vederla!... Almeno fosse rimasta lì con lui, +qualche mezz'ora, per lasciarsi vedere.... soltanto vedere. + +Ma Nora lo sfuggiva ogni giorno più: gli era diventato insopportabile, +odioso; persino odioso. Le ingiurie dell'_Italia_, essa le aveva +impresse nella mente, le bisbigliava fra sè, contro di lui. + +--Era tutta una falsità quell'uomo: il suo eroismo, come la sua +ricchezza: era un vecchio spiantato e un vecchio ridicolo! Come l'aveva +ingannata!... + +Pietro! Oh, Pietro! Pietro! Dio come lo amava!... + +Perdevano la testa tutti e due: Nora non aveva più alcun ritegno. + +--Suo marito? Che le importava di suo marito? Sapesse tutto: scoprisse +tutto, peggio per lui! Non l'aveva ingannata, tradita, rovinata? Suo +marito adesso era il solo colpevole anche in faccia ai diritti del suo +cuore. Non era stata lei ad abbandonare il Laner; era stato il +"vecchio" che l'aveva sedotta, che l'aveva portata via al suo Pietro! + +La brava gente, i contadini, cominciavano a mormorare.... e a ridere. +La selvetta dell'Ercole, la Madonna del Sole, l'albergo della _Corona +bianca_, a Castellanzo, dove la duchessa e il Laner si recavano spesso +a colazione, eccitavano la fantasia di tutti i novellieri rustici e +sboccati del paese. + +E Pietro?... Pietro amava. + +Era imprudente, pazzo, colpevole: amava. + +Il passato, come l'avvenire non esistevano per lui: viveva soltanto per +il presente. Nora, i suoi baci, il suo amore, la sua bellezza.... + +E dopo? Al dopo non pensava: amava troppo per poterci pensare! + +E in quella sua felicità immensa e orgogliosa dell'amore e del +possesso, si sentiva buono, si sentiva forte, si sentiva generoso: era +lui che doveva perdonare a tutta quella gente.... e perdonava. + +Ma sfuggiva Evelina. Perchè? Non per il rimorso,--anche lei aveva +troppo a farsi perdonare--ma perchè essa lo turbava, non si lasciava +capire. + +Era buona, sincera, o falsa? + +Perchè taceva? Perchè tollerava? Perchè non era più gelosa, invidiosa? +Perchè aveva tante premure per il duca? Perchè era tanto servile con +Nora? Perchè restava lì, perchè sopportava tutto, perchè si faceva +mantenere?... + +Pietro, lui, alcune volte, aveva pure il coraggio di cercare, di +fissare l'occhio di sua moglie, ma quell'occhio gli sfuggiva! +Perchè?... Perchè sua moglie restava lì.... a farsi mantenere da +Eleonora?... E lui pure, perchè restava lì, a farsi mantenere dal +duca?... + +Pietro aveva paura di Nora quando il suo viso si alterava e appariva +contraffatto.... aveva paura di quella piccola ruga fonda e cattiva. +Ecco il perchè. + +Matteo Cantasirena continuava intanto a tempestare Evelina e il dottor +Foresti di lettere e di telegrammi; la preoccupazione più grave, più +angosciosa del Segretario Generale era sempre la stessa: era che il +Presidente scoprisse la "gazzarra indecente" che dilagava contro di +lui, contro la _Cisalpina_. Ove appena il duca, il senatore Giovanni di +Casalbara, avesse letto uno di quegli articoli, avesse intravisto in +qual "baratro di imbrogli e di immondezze" veniva trascinato il suo +nome, avrebbe certo trovato la forza di sconfessarli tutti, di +rinnegarli tutti, di dimettersi senz'altro e la ribellione del duca +avrebbe segnato il principio della fine. + +Un giorno, finalmente, Matteo capitò egli stesso a Casalbara, +accigliato, imbronciato, ma parlò soltanto con Nora, chiuso in camera +con lei, in gran segreto. + +--È venuto il giorno che non doveva venir mai se il mondo non fosse +tutto una genìa volgare.... plebea d'ingrati, di traditori! Quel +melenso del Vergani! Quell'asino del Bizzarelli!... Persino +quell'eterno spiantato rompiscatole del Brunetti!... Tutta gente creata +da me! messa al mondo da me! sfamata da me! Tutta gente che io stesso +ho voluto nel Comitato! E adesso mi si rivoltan contro! Egoisti!... +Pezzenti!... Traditori! + +Nora fissava lo zio Matteo, attonita. + +--Ma io?... Cosa c'entro io?... + +--Quando scadevano le cambiali del Kloss, come le hai pagate?... Coi +denari miei, procurati da me. Io, io ti ho dato in varie riprese +centosettantamila lire! Venticinquemila stipendio di tuo marito: siamo +in regola--quarantamila seconda ipoteca sul palazzo di Milano e sui +fondi di Casalbara--siamo in regola. Il rimanente, centocinque mila +lire, bisogna che tu me le procuri fra una settimana, più presto che +puoi: per l'assemblea degli azionisti. È imminente! + +--Io?... Come?--esclamò Nora colpita. + +--Colla guerra che ci fa il Kloss, quel boemo nefando, non è più +possibile far ballar delle cifre dinanzi agli azionisti. Urge +provvedere, riparare, rifondere Bisogna tener in piedi la baracca +oppure è un precipizio generale. + +--E io devo trovare centocinquemila lire? Ma dove? Ma come? Devo +trovarle in una settimana? + +--Più presto, più presto che puoi!--replicò aspro Matteo. + +Ma come fo? Come fo?... Come posso fare?--balbettava Nora tremante, +convulsa.--Come posso fare?... + +Matteo Cantasirena si strinse nello spalle, soffiò: poi di colpo pestò +un piede per terra furiosamente. + +--Per Dio!... Pensaci! Io ci ho pensato per la mia parte! Il Fontanella +ha pensato per la sua. E anche tu devi pagare i tuoi debiti! E presto! +Io devo ritornare sul momento a Primarole, smascherare, oppormi, +sbaragliare quegli ingrati, quelle canaglie, quei sicari della +_Cisalpina_, sicari prezzolati, raggirati, ipnotizzati dal Kloss, da +quel boemo.... purulento! Tu cerca, vendi, trova: è l'ora di metter +giudizio, di finirla colle.... _menestrellate_, e di pagare i debiti! + +Nora afferrò lo zio Matteo per un braccio, fissandolo. + +L'altro rispose un po' scosso da quello sguardo: + +--Lo sapevi.... ti avevo detto che era stato il giro di uno dei +capitali fluttuanti.... della _Cisalpina_. + +Nora continuò a stringergli il braccio e a fissarlo; poi gli bisbigliò +sul viso, sordamente, cogli occhi torti, la bocca torta, le ciglia +aggrottate: + +--Per farmi fare a tuo modo mi hai assicurato che bastava pagare gli +interessi.... + +--Lo credevo.... lo speravo! + +--Per indurmi a fare a tuo modo,--continuava l'altra diventando livida, +ancor più contraffatta, più minacciosa,--per trascinarmi nelle tue +mene, per poter sfruttare mio marito, il suo nome, il suo titolo, il +suo onore, perchè io ti servissi ciecamente, stupidamente, anima e +corpo, mi hai sempre ingannata! Hai mentito con me. Sei stato falso, +ipocrita, bugiardo, e credi ora di venir qui ad importi, a spaventarmi, +quasi ad aggredirmi in casa mia? Ti ho mai cercato io?... Sei stato tu +a venirmi fra i piedi, a offrirmi i tuoi servizi, i tuoi denari, le tue +fanfaronate!... Ad avvilirmi, a violentarmi nella mia anima, nel mio +cuore, nelle mie rivolte!--E Nora, spinto lontano lo zio Matteo, +camminò su e giù per la stanza furibonda, fremente di collera, poi a un +tratto sembrò calmarsi:--Ti devo centocinquemila lire? Sta bene: quando +le avrò, te le darò; cosa c'entro io colla _Cisalpina?_ + +Matteo levò le braccia al cielo.... barcollò.... poi si buttò sopra un +canapè dimenandosi, torcendosi, gemendo: + +--La mia figliuola!... Anche la mia figliuola!... Il mio unico +affetto.... superstite!... La rovina è completa...; povero il mio +Fara-Bon.... hai fatto bene a morire.... Crolla la _Cisalpina!_ Crolla +la famiglia! Crolla la patria! Anche il fallimento.... l'ultimo +fallimento!... Il fallimento del cuore!...--E scoppiò in lacrime +continuando a dimenarsi, a rivoltarsi, mugolando sopra i cuscini del +canapè. + +Nora non lo guardò nemmeno; gli rispose brutalmente: + +--Se non potevi.... non dovevi darmelo quel denaro. + +--Ma, spensierata figliuola, tu ti sei pure compromessa in questa.... +operazione! E come mi sono compromesso io e quel buon Fontanella!... Tu +pure.... hai firmato.... ha firmato tuo marito.... + +Nora impallidì nuovamente, nuovamente aggrottò le ciglia e si avvicinò +allo zio Matteo, domandandogli con un fremito crescente nella voce: + +--Che cosa mi hai fatto firmare? Che cosa mi hai fatto fare?... Che +cosa hai pensato, inventato.... per rovinarmi? + +Cantasirena rimaneva accasciato, affranto: + +--Non avvilirmi tu pure!... Non imperversare contro di me! Pensa al mio +passato, splendido, glorioso, alla mia vita di sacrifici, di lavoro.... +a quello che ho fatto per tutti, anche per te, e risparmiami l'ultimo +colpo.... non abbeverare di fiele l'agonia delle mie più belle +speranze! Se ho errato.... eccolo il solo, il grande, l'eterno +colpevole!...--e si picchiò sul cuore. Poi soggiunse sommessamente, +quasi umilmente, continuando a modulare la voce fra i sospiri e i +gemiti:--Non ti ricordi, figliuola mia, quella nostra.... +combinazione.... di Camposelice? + +Nora si ricordava quel nome, si ricordava che lo zio Matteo aveva fatto +firmare delle carte a lei e a suo marito, ma non si ricordava altro. + +--Che cosa mi hai fatto firmare?... Che cosa? + +Cantasirena cercò di calmarla, + +--Forse.... basterebbe poter avere le centocinquemila lire.... solo per +pochi giorni. Se la _Cisalpina_ riesce a vincere il panico, un panico +artificiale, se riesce a superare la crisi, allora, non dubitare, +Eleonora mia, con un nuovo spostamento di capitali, si potrà +riattivarne la.... circolazione! Ma in questi giorni terribili con quel +branco famelico di cani, aizzati dal Kloss, col Vergani, col +Bizzarelli, con quell'ingrato del Brunetti.... morto di fame in +sempiterno, siamo giunti.... al _redde rationem_....--E Matteo sospirò, +tornò a singhiozzare:--Siamo sotto la minaccia del fallimento, della +bancarotta, dei processi! Dei processi.... con tutte le loro odiose +conseguenze! + +--Che cosa mi hai fatto fare? Che cos'è l'imbroglio di Camposelice? + +Era questo che premeva a Nora di sapere, questo soltanto. + +Matteo Cantasirena allora le spiegò diffusamente, con ogni particolare +quella _semplice_ e _transitoria_ operazione _di spostamento_. + +Per l'urgente necessità di avere il Casalbara alla presidenza, per +rimediare ad altri pasticci sociali.... e personali, Matteo +Cantasirena, che credeva davvero la _Cisalpina_ una maravigliosa +fabbrica di milioni e immaginava quasi in buona fede di esserne il +proprietario, aveva indotto il Fontanella ad intestare "per il momento" +alla duchessa di Casalbara i vastissimi latifondi di Camposelice nel +Cremonese, e appena le terre figurarono quale proprietà dei Casalbara, +Cantasirena si procurò, su quei beni, a nome della duchessa, un +prestito d'oltre trecentomila lire e divise la somma con Nora e col +Fontanella, attendendo il momento di rimettere a suo posto il +capitale.... fluttuante coi primi lucri della _Cisalpina_. Ma adesso la +minacciata sospensione dei lavori, la probabile liquidazione della +Società, la presentazione dei bilanci indetta per l'assemblea, erano la +rivelazione di ogni cosa, la rovina, il disonore, lo scandalo.... il +processo. + +--Sicuro, un processo,--concluse Matteo mestamente,--un processo con +tutta la sua volgare teatralità! Al giorno d'oggi, figliuola mia, in +che mai si può sperare? Smarrito ogni grande, ogni alto ideale, non c'è +più rispetto, non c'è più gratitudine per nessuno! + +A questo punto ebbe un nuovo impeto di sdegno e balzando in piedi, +pestando i piedi esclamò:--No per Dio! Non valeva la pena di far +l'Italia, quando chi l'ha fatta deve fallire! + +Nora non gli badava più: aveva capito questo: che si era compromessa, +che le centocinquemila lire occorrevano assolutamente, subito, o +anch'essa sarebbe stata travolta negli scandali, nei disastri della +_Cisalpina_, e questa volta rovinata interamente, irreparabilmente, +rumorosamente. + +Bisognava trovare le centocinquemila lire: a questo pensava Nora, a +nient'altro. + +--Come trovarle?... Dove trovarle?... E subito!... E subito! + +Era presso alla finestra: Pietro nel giardino, si aggirava inquieto: +aveva visto il direttore imbronciato e temeva che avesse tutto +scoperto, temeva che il loro amore e le loro imprudenze fossero la +causa di quella collera, l'argomento di quel colloquio che non finiva +mai. + +--Come trovarle?... Dove trovarle? + +E la vista del Laner accresceva l'orgasmo, la smania di Nora, la sua +smania di correre subito a Milano, di trovarle subito, e tornare a +Casalbara ancora con Pietro.... più felice dopo quei due o tre giorni +di ansietà, di angosce, nei quali non lo voleva vicino, perchè le +sarebbe stato d'impaccio.... Oppure, appena trovate le centocinquemila +lire, telegrafare a Pietro, farlo venire a Milano, rimanere con lui, +loro due soli, tutta una settimana, giorno e notte!--Ma adesso, no, non +bisognava dirgli nulla!--E per non vederlo, per dimenticarlo, si +allontanò dalla finestra.--Dopo, dopo, di nuovo, tutta per lui: ma +adesso non bisognava pensarci: adesso bisognava trovare i danari. + +--Come?... Come trovarli? Come farò? + +E rimase a lungo immobile, diritta, sola in mezzo alla stanza. + +Lo zio Matteo se n'era andato chetamente. + +Rimase assorta, intenta, a pensare, a pensare.... colle ciglia +aggrottate, colla riga bianca in mezzo alla fronte, sempre più +profonda, sinistra. + +--Come trovarli? Come farò? + +A un tratto ebbe un lampo di gioia negli occhi, nel viso: era la +decisione. + +--Sì! Il signor Galli!---mormorò. + +E lei stessa corse a telegrafargli alla stazione: + +"Arrivo stasera Milano. Venga subito. + +"ELEONORA CASALBARA." + + + + +IX. + + +Il signor Ambrogio Galli, appena ricevuto il dispaccio della duchessa, +consultò in fretta l'orario. + +Sarebbe arrivata alle dieci e mezzo! + +E un quarto d'ora prima egli era già alla stazione ad aspettarla, messo +in tutto punto, col cappello a cilindro, l'abito nero, i guanti color +sangue. + +--Povera signora! Così dolce, così affabile... e tanto disgraziata!... + +Nora, nei varî colloqui che in quel frattempo aveva avuto per affari +col signor Galli, era riuscita ad inspirargli un senso vivo di simpatia +e di pietà. E però, il grave procuratore si mostrava sempre per lei +premurosissimo, pieno di rispetto, di riverenza, di devozione. + +--Povera signora!... ancora così giovane... così dolce, affabile e +tanto disgraziata!--E il buon signor Ambrogio sospirava anche alla +stazione, mentre aspettava la signora duchessa; e pensava, con un certo +orgasmo, che se le avesse telegrafato soltanto il giorno dopo, egli +sarebbe stato a Torino per la Banca, non avrebbe avuto il dispaccio, e +la signora duchessa arrivando e non vedendolo e non ricevendo nessun +avviso.... chissà che cosa avrebbe pensato! + +Il signor Galli, l'avventore domenicale del Trenk, il grave procuratore +della banca Kloss, subiva fortemente il fascino della "gran signora" il +fascino di quel lusso elegante, squisito, il fascino di quella +bellezza, che per un senso intimo, arcano di pudore, egli non aveva mai +osato di constatare seco stesso, limitandosi a dire:--Dolce, affabile, +buona..., ma non mai bella: dicendolo avrebbe arrossito. + +Il fascino, l'incanto di Nora per il signor Galli, per il socialista +umanitario, non poteva essere, non era altro che pietà. Egli lo pensava +in buona fede e ne era in buona fede convinto. La signora duchessa non +era stranamente bella e stranamente bionda.--No!--Per lui, non era +altro che una vittima! + +--Così buona... e tanto disgraziata!-- + +Era una vittima! Una povera vittima. Anche nel dissesto del duca di +Casalbara, la vittima, la sola vittima era la povera signora +duchessa... così dolce, così affabile... e tanto disgraziata! La povera +signora duchessa avrebbe dovuto imporsi privazioni, sacrifici, per i +vizi--il giuoco, le donne--per la spensierata e pazza prodigalità di +quel vecchio balordo, che l'aveva sedotta, ingannata. + +--Io non sapevo niente... niente... niente...--aveva detto Nora, +vivamente arrossendo, al signor Ambrogio, il quale le aveva creduto, +arrossendo a sua volta, e compassionandola, col respiro oppresso, +affannoso. + +E come essa era la vittima di suo marito, lo era pure di tutti gli +altri. Il signor Galli aveva dimenticato affatto "la figliuola dello +zio Matteo", la signorina Cantasirena. Per lui non c'era più che la +signora duchessa, la buona signora duchessa, raggirata da quel vecchio +imbroglione! E, Dio, Dio, che pietà, che orrore!... Era pure la +vittima.... la vittima designata, predestinata, del signor Kloss! + +Questo, il Galli, lo pensava con un brivido: un brivido che gli correva +per tutto il corpo, che gli saliva, con un'onda di sangue, dal gran +cuore al grosso testone. + +Il signor Kloss non voleva soltanto vendicarsi della signora duchessa: +il vecchio satiro le aveva ficcato gli occhi addosso: voleva +rovinarla.... per poi raggiungere il suo fine! + +Quando il Kloss era ritornato da Carlsbad, aveva fatto varie domande al +signor Galli, relativamente agli affari del suo amico Casalbara; e +sdraiato sul sofà--dimenando le gambette arcuate, sghignazzando, rosso +in viso, con gli occhietti lustri--veniva allora dall'aver fatto +colazione,--parlò, lanciò qualche frizzo anche a proposito di _cuella +matama_.... di quella _pionta marafigliosa_ ma _pericolosa_. Poi +rivoltandosi sul sofà, arricciolandosi i baffetti duri colle dita +pelose, fece certe domande strane intorno alla signora duchessa che al +grave e serio procuratore parvero irriverenti, sfrontate.... oscene. + +--È vero che si è ingrassata?... È una donna che può ingrassare senza +danno!--_Pussée ghe n'è, mei anca mò!... Che spall! E che fitin!_--E il +signor Kloss si stringeva colle due mani la vita.--_E che +gamb!_...--Poi, balzando dal canapè e saltellando e fregandosi le mani +come per scuotersi di dosso la lussuria, aveva esclamato +sogghignando:--_È una pellissima catta, ma prima de aferla in te le +man, mi voléssi per prutenza tajagh i ong!_ + +E l'onesto, il buono e semplice signor Ambrogio, era rimasto +stranamente impressionato da quei discorsi. + +Correvano, fra gli impiegati della banca Kloss, aneddoti, racconti +misteriosi, inverosimili, perfino leggende fantastiche e terribili, +sulle arti, le manovre, il potere irresistibile, diabolico, del +banchiere milionario quando si trattava di raggiungere il suo fine, di +arrivare ad "_afere in te le man_" _le pussee pelle racazze, i pussee +pei tonnell de Milan!_ + +E i più pettegoli e chiacchieroni di quegli impiegati esageravano sul +conto del principale: quando il signor Kloss voleva una donna, +qualunque fosse, ci riusciva, a costo di commettere un delitto, o di +spendere un milione. + +E il signor Galli aveva pur sentito a raccontare, sebbene alterata +nella sua tragica fine, la storia di quella povera ragazza che _subito +dopo_, pazza d'orrore, si era buttata dalla finestra. + +Sano, forte, operoso, il signor Galli era sempre stato casto, com'era +sempre stato onesto. I vizi del signor Kloss e della gente come il +signor Kloss, erano per lui un mistero.... un mistero attorno al quale +indagava adesso per la prima volta, inorridendo, rabbrividendo. + +--Che cosa aveva fatto a quella povera ragazza perchè, _subito dopo_, +pazza d'orrore si buttasse dalla finestra?...--E inorridendo, +rabbrividendo, correva col pensiero alla signora duchessa, la nuova +vittima designata, e questo pensiero era per lui un'oppressione, un +orgasmo, un'ossessione.... Vedeva gli occhi languidi e dolci della +giovane signora, atterriti e pieni di lacrime... udiva quella sua voce +così armoniosa e tenera nella preghiera e soave nel lamento.... la +udiva rotta, soffocata dalla sghignazzata triviale, dalla parola turpe, +oscena, prepotente del Kloss. + +Il treno preso da Nora era un diretto e arrivava allora, in orario. + +Il signor Galli, dietro il cancello, si alzò sulla punta dei piedi, per +scoprire la signora duchessa tra la folla dei viaggiatori. La folla +ingrossò in un attimo.... poi in un attimo diradò: il signor Ambrogio +tornò ad alzarsi sulla punta dei piedi, ad allungare il collo. + +--Non c'è?... Non è arrivata? + +Ad un tratto chinò gli occhi. + +Non l'aveva altro che intravista: non aveva veduto che i capelli biondi +sotto un gran velo grigio, e il luccichio dei grossi brillanti alle +orecchie: nient'altro. + +--Eccola!--aveva detto tra sè. + +Nora si avanzò lentamente, diritta, sicura: appena vide il signor +Ambrogio gli sorrise, ma poi diventò triste. + +Il signor Galli corse a toglierle di mano la piccola borsa. + +--Sola? signora duchessa? + +--Ho telegrafato a Teodoro,--era il portiere.---Sua moglie, la +Vittorina, mi farà da cameriera. E poi bisognerà bene che mi abitui +anche a farne senza. + +Il signor Ambrogio aveva indovinato quello che Nora aveva detto, senza +aver inteso bene. + +--Cos'era accaduto di nuovo?... Ah, povera signora! Nora entrò in un +brum, con un piccolo salto leggero, grazioso, mentre il fruscìo delle +vesti, delle sottane di seta, pareva uno stormir di fronde e un batter +d'ali: in fretta si restrinse nel posto, guardando il signor Galli, +aspettando che salisse. Ma il signor Galli, non pareva risolversi. + +--Venga dunque.... faccia presto! + +--Io potrei... andare a piedi. + +--Ma che! Faccia presto. + +Il signor Ambrogio salì battendo col cilindro nella carrozza, poi si +curvò, si abbassò, entrò, respirando con fatica, colle mani che gli +tremavano leggermente. + +Il brum era già tutto pieno del profumo di Nora, del suo odore di +bionda e di _lilas de Perse_. + +Il signor Ambrogio non le era mai stato tanto vicino... Si ritirava, si +restringeva intimidito, non gli riusciva di parlare. + +Subito, appena passata la barriera, essa cominciò a raccontargli, +rapidamente, concitatamente, a voce alta per essere intesa dal signor +Galli che era sordo, in mezzo al frastuono della vettura, ciò che le +succedeva. + +Matteo Cantasirena l'aveva ingannata, le aveva fatto firmare delle +carte ch'essa non sapeva nemmeno cosa volessero dire, e adesso doveva +pagare subito, sul momento, centocinquemila lire o era rovinata, +disonorata. + +Suo marito non sapeva niente, e poi non poteva far niente e poi era +ammalato.--La rovina!... Ma pazienza ancora la rovina!... Era lo +scandalo!... Il disonore!... + +--Quanto?--gli domandò il signor Galli che non aveva inteso bene la +cifra. + +--Centocinquemila lire!--gli ripetè Nora, avvicinandosi, sfiorandogli +l'orecchio, nel trabalzo del brum, colle sue labbra, col soffio +dell'alito caldo. + +--Centocinque.... mila!...--balbettò l'altro, colla voce grossa, +soffocata. + +--La _Cisalpina_ è sul punto di fallire; non so in che modo, non ho +capito nemmeno come tutto ciò sia avvenuto, ma certo per la guerra +atroce che le ha fatto il Kloss!... E se non mi riesce di pagare +subito, se non trovo la somma occorrente, sarò travolta anch'io in quel +disastro, in quegli scandali!...--E avvicinandosi ancora, voltandosi, +per fissare proprio negli occhi del signor Galli que' suoi grandi occhi +atterriti e imploranti pietà, che luccicavano nel buio della carrozza +più dei suoi grossi brillanti, mormorò: + +--È il Kloss! Ancora lui!... Si vendica! Si vendica!...--e scoppiò in +lacrime. + +--Coraggio, signora....--balbettò il signor Galli, il cui respiro si +fece più affannoso, e il tremito delle mani più forte.--Si calmi, buona +signora.... + +Quando il brum si fermò dinanzi al gran portone del palazzo, il signor +Ambrogio, impacciato, non riusciva ad aprire lo sportello; corse il +portiere, e Nora si slanciò per la prima; l'altro le tenne dietro a +capo basso. + +Nora si fermò nel piccolo salotto vicino allo spogliatoio: mandò via +subito la Vittorina, poi prese la mano del Galli, gliela strinse con un +atto di supplicazione intensa. Il Galli ebbe un brivido. + +--No.... signora...--temette che in quell'ansia, volesse appressare la +sua mano alle labbra. + +--Signor Galli! Signor Galli!... Non ho più che lei.... Non ho più che +lei!... La mia speranza!... Il mio conforto! Il mio amico! Tutto.... +Tutto!--E tornò a piangere. + +--Signora.... signora duchessa....--pregava a sua volta il poveruomo, +ansante, palpitante... e a lui pure, fra le gocce di sudore scorrevano +alcune lacrime sul grosso faccione smorto, sbigottito. + +--Coraggio.... coraggio....--ma non sapeva dir altro, oppresso dal +dolore di Nora, istupidito da quella cifra enorme. + +--Centocinquemila lire!... Centocinquemila lire! + +L'altra ripeteva: + +--La mia speranza.... la mia sola speranza.... tutto tutto.... + +--Domani,--balbettò il procuratore,--domani mattina dovrei andare a +Torino.... + +--No! No!--e Nora ebbe un grido, un impeto di terrore, afferrandogli +ancora le mani, appressandosi a lui vivamente, guardandolo, fissandolo +supplichevole, disperata.--No! No! No! + +--Partirò domani sera!... Partirò domani sera!--si affrettò a +soggiungere il signor Galli....--Ma intanto, quali sarebbero le sue +idee?... Quali pratiche sarebbero da... da tentare?... Centocinquemila +lire!... Che cosa pensa di fare? + +--Dica lei: tutto! tutto! + +--Vorrei.... le darei.... l'anima!... Glielo giuro!... Ma io sono.... +un pover'uomo! Un povero impiegato. + +--Dica lei: tutto! tutto!--ripeteva Nora col più tenero abbandono, col +calore di una fede illimitata, assoluta nella voce soave, +nell'espressione infantile, nel bel viso addolorato e molle di pianto. + +--Vuole.... che domattina presto faccia una corsa a Primarole? + +--A far che? + +--Per vedere il signor Cantasirena!... Sentire, parlare un po' con lui! + +Nora si strinse nelle spalle, sospirò: e persuase il signor Galli che +sarebbe stato tempo perso. Al Cantasirena occorreva la somma subito, +sul momento. Che lei avesse ragione o torto, che lei fosse stata +ingannata, raggirata non voleva dir nulla: aveva firmato, ed ora era +compromessa: se voleva salvarsi, doveva pagare. + +--Vendere.... non si potrà far altro. + +--Sì! sì! Vendere!... Ma subito! Si troverà subito? + +Nora, così dicendo, stava levandosi il cappellino: alcune ciocche +sottili, dei fili d'oro rimanevano attaccati: alzò le braccia, +sbrogliandoli.... mosse, snodò, rialzò la gran massa bionda scomposta, +arruffata nel viaggio. + +Il signor Galli abbassò il capo vivamente. Nella penombra del +salotto--c'era una sola lucerna sotto una gran ventola rossa e +nera--era stato colpito da tutto quel color biondo e da un'ondata +calda, odorosa. + +Nora, lentamente, cominciò a sbottonarsi l'ulster, poi si tolse dal +collo il fazzoletto bianco di _foulard_.--Il signor Galli non la +guardava.... ma si sentiva agitato, inquieto. + +Essa gli tornò vicino: lo fissò, si alzò in punta di piedi per +parlargli all'orecchio: + +--Come ci riesce quell'uomo!... + +--Chi? + +--Il Kloss!... + +--Riesce.... a cosa?---balbettò il Galli colla voce alterata. + +--Che cosa importa al Kloss della _Cisalpina_, del signor Cantasirena, +di mio marito!... È per me. + +Al signor Galli uscì dalla gola un suono inarticolato: una parola +strozzata che parve un singulto. Lo aveva già pensato, lo pensava +anch'egli con una certezza tormentosa. Era per lei! Era per lei! Era +lei che egli voleva! + +--Signora duchessa.... signora duchessa.... si guardi da quell'uomo,--e +soggiunse, giungendo le mani,--se ne guardi per carità! Per carità! Per +amor di Dio! + +Nora indovinò; indovinò, lesse nell'occhio cerulo e buono l'ingenuo +terrore, l'orrore, le ansie più profonde, più nascoste, tutto il +turbamento di quell'anima, di quell'uomo. + +--Sì! Sì!--bisbigliò torcendosi le mani nervosamente, con un atto che +esprimeva lo spasimo, lo strazio più atroce, il ribrezzo, e insieme una +desolata attitudine di vinta:--Sì! Sì! Il Kloss! Non lo fa soltanto per +vendicarsi degli altri!... Non lo fa contro gli altri! È per me! È per +me! + +Il signor Galli trasalì: alzò i pugni chiusi con un atto terribile di +minaccia. + +Nora ebbe un nuovo scoppio di lacrime: ma questa volta non erano più le +lacrime, non era il dolore della bambina. Era la disperazione della +donna. + +--Oh, lei! lei!--esclamò, nascondendosi gli occhi, il viso colle mani, +con un senso di orrore.--Lei! lei! Lo avrà aiutato anche lei, +quell'uomo!... + +--Io?!--urlò il signor Ambrogio, ansante, con uno schianto, e ancora +coi pugni chiusi, formidabili, e si rizzò più alto, più pallido, più +terribile.--Io?!... + +Nora, spaventata, chinò il capo, si scostò istintivamente. + +--Senza nessuna sua colpa! Senza saperlo!... Lo ha aiutato quell'uomo +quando mi ha dato il consiglio.... mi ha spinta.... a rivolgermi.... a +ricorrere a.... al Cantasirena. Perchè non mi ha consigliato ciò che +veramente avrei dovuto fare? Che mi avrebbe salvata? Salvata! Perchè +non mi ha consigliata, non mi ha costretta ad accettare le proposte del +signor Vigliani, i consigli del Vigliani? Se me lo avesse detto lei, +oh, da lei avrei tutto accettato! Tutto, tutto!--E sarei salva! + +--Ha ragione! Ha ragione!... La signora duchessa ha ragione!... Sono +stato io.... io.... io! Ha ragione, ha ragione!...--e il pover'uomo, +tremante, sconvolto, si umiliava dinanzi a Nora, implorava il suo +perdono.--È vero! È vero!... È mia la colpa! Tutta mia! + +Nora lo tranquillò. Lo consolò. Fu lei che gli domandò scusa, +cercandogli, stringendogli, accarezzandogli le mani. + +Era una parola sfuggita in un momento di pazzia; il signor Galli aveva +fatto tutto a fin di bene. + +--Basta che mi perdoni, e non mi lasci sola.... non mi abbandoni!... +Sola, che cosa potrei fare? Allora sì, dovrebbe avere un rimorso, un +gran rimorso.... se mi lasciasse sola! + +--No!... No!... Mai! + +Il signor Galli accasciato, affranto, si era seduto. Nora si era +appoggiata alla sua poltrona: essa aspettava, aspettava che parlasse, +che le rispondesse, che le dicesse che cosa doveva fare;.... aspettava. + +Il signor Galli si asciugò gli occhi col palmo della mano, si raccolse, +si sforzò, finchè l'uomo serio, grave, riprese il sopravvento. + +--Dall'oggi al domani, pensare a poter vendere il palazzo, la villa, è +impossibile. Bisogna cercare di ripigliare le pratiche già iniziate dal +signor Vigliani.... oppure intavolarne di nuove, ma ci vuol tempo. + +La guardò, la fissò gravemente.... poi, con tristezza, fissò le +buccole. + +--I miei brillanti!--esclamò Nora, alzando vivamente le due mani alle +orecchie come per difendere quelle gemme. Ma poi, subito, gli rispose +docile, rassegnata:--Tutto, tutto ciò che vuole!--E gli disse che aveva +portato apposta con sè da Casalbara tutti i suoi gioielli e che c'era +anche l'argenteria. + +--Pur troppo, come le ho detto altre volte, il vendere gli oggetti +preziosi, è sempre un cattivo affare; ma, ora, in questo momento, non +abbiamo da scegliere: se il ricavo non sarà sufficiente, per quindici, +per ventimila lire potrà bastare forse anche la mia garanzia.... + +E il signor Ambrogio non parlò più che di affari. La mattina dopo +sarebbe andato da un suo amico, un orefice, il Gatti, un galantuomo, un +uomo segreto; si sarebbe consigliato con lui: intanto la signora +duchessa doveva farsi coraggio, tranquillarsi.... procurar di dormire. + +--Verrà presto domattina? + +--Subito, appena avrò parlato coll'orefice. + +Nora lo accompagnò lei stessa fino all'anticamera, rischiarata soltanto +da una lucerna fioca, bassa. + +Anche lì, diritta, in piedi, appoggiata all'uscio, prima di lasciarlo +aprire dal Galli, gli prese la mano, gliela strinse dolcemente, +dolcemente premendola sul suo petto tepido, sotto la camicetta di +battista. Ne' suoi occhi, fissando tacita il signor Galli, passò ancora +un lampo: era il pensiero, lo sgomento del Kloss: ma poi tornò a +sorridere con tutto l'abbandono, con tutta la fede, con tutta la +sicurezza. + +--Ha una figliuola da salvare.... + +L'altro la fissò immalinconito, scrollando il capo.... Non aveva +inteso. + +Nora girò attorno gli occhi inquieta, sospettosa: lì, nell'anticamera, +non poteva parlare tanto forte come nel salotto. Il signor Ambrogio +abbassò il capo, essa si alzò ancora in punta di piedi, e gli ripetè +nell'orecchio, proprio nell'orecchio, colle parole lunghe, chiare, +avvolte nel caldo profumo del suo alito: + +--Ha una figliuola _sua_, da salvare.... Mi salverà?... Mi salverà? + +Il Galli si scostò rabbrividendo; egli pure in quell'attimo aveva +intravveduto il Kloss, gli occhi del Kloss, il ghigno del Kloss. + +E siccome Nora lo interrogava colle pupille ansiose, egli balbettò: + +--A servir le canaglie.... le canaglie.... si può prestar la mano alle +più turpi canagliate.... alle più turpi canagliate.... Signora!... +Signora!... quanto mi sento colpevole verso di lei! Colpevole!... + +Se ne andò. Fece la strada più solitaria e più lunga per tornar a casa. +La notte era nuvolosa, soffiava un ventaccio umido, freddo; ma il +signor Galli camminava a testa scoperta.... sempre col cappello in +mano. + +--Che hai? Ti senti male?--gli domandò sua moglie quando lo vide +comparire pallido, stravolto. + +Essa lo aspettava sempre alzata, nella prima cameretta, dopo la piccola +cucina; aspettava il marito lì, tutte le sere, lavorando vicino al +letto dove dormiva lei sola, col suo bambino. + +--Ti senti male?--gli domandò ancora, a voce più alta, perchè l'altro +l'aveva guardata e aveva aperta la bocca senza rispondere: non aveva +capito. + +E rimase muto, immobile, ritto in piedi, finchè la moglie adagio gli +ebbe accesa la candela. + +Prese il lume, lo guardò aspettando che fosse bene acceso, poi +bisbigliò: + +--A servir le canaglie si può prestar la mano alle più turpi +canagliate....--E rimase lì, ancora immobile, a guardare la fiamma +della candela che diventava più chiara, più viva. + +La signora Galli amava suo marito di un affetto che era adorazione, +devozione; il suo rispetto era profondo, com'era profonda e nobile la +sua riconoscenza: quell'uomo che l'aveva sposata colpevole, che aveva +dato un nome al suo bambino, quell'uomo giusto, onesto, grande, +generoso, era per lei come un Dio impeccabile. E per questo senso di +rispetto, la signora Galli era timida con suo marito. Quella sera non +era punto tranquilla dopo la risposta avuta, ma non osò ripetere la +domanda. Soltanto, quando vide che egli stava per allontanarsi, gli +porse la fronte, per ricevere il solito bacio che le dava tutte le sere +colla buona notte. + +Il signor Galli non avvertì quell'atto, non udì la voce affettuosa, il +saluto della moglie.... si avviò nella sua stanza, sempre assorto, +fissando la fiamma del lume. + +Quando passò dinanzi al letto, il bimbo addormentato si agitò, si +voltò, stese le piccole braccia; anche nel sonno il bambino era +abituato a ricevere quel grosso bacio paterno pieno d'amore, ch'era una +protezione e una benedizione. + +Il signor Galli entrò in camera sua.... ma non si ricordò del bambino. + +Corse in fretta la mamma a baciarlo e ricoprirlo, poi ansiosa rimase in +ascolto vicino all'uscio: suo marito non si moveva, non si svestiva +ancora: essa non udì che un sospiro lungo, profondo. + +Il signor Galli.... pensava alla duchessa. Pensava quanto era stato +imprudente, colpevole verso di lei.... pensava rabbrividendo che forse +era stato lui a darla nelle mani del Kloss!... + +--Questo mai! Questo mai!... Non sarà mai! + +Tutta notte fu un orgasmo, un'oppressione. + +Non gli era più possibile immaginare la duchessa sola. E la vedeva +viva, scolpita.... come gli era apparsa alla stazione.... poi quando si +era levato il cappellino.... poi il _foulard_.... e poi diritta, +appoggiata all'uscio, disfatta dal dolore, dalle lacrime, dalla +stanchezza.... E vedeva il Kloss, nel suo studio, buttato sul suo sofà +che ghignava. + +La mattina si alzò prestissimo; attraversò l'altra camera in punta di +piedi.... si fermò un istante, ascoltò il respiro di sua moglie, e +quello del bambino. Uscì senza svegliarli, e andò difilato al caffè +Carini, dove il signor Gatti si recava sempre la mattina presto, prima +di aprir bottega, a bere il caffè. + +Era troppo presto; dovette aspettare più di un'ora: ma poi l'orefice +venne. Il Galli gli lasciò prendere il suo caffè, poi gli raccomandò il +segreto e gli disse di che cosa si trattava. + +Conclusero che l'orefice sarebbe andato dalla duchessa di Casalbara +quella mattina stessa, prima di mezzogiorno. + +Il signor Galli gli fece un biglietto di presentazione, tirò in lungo +un'oretta, poi si recò ad avvertire la duchessa. Era presto, forse; se +dormiva ancora sarebbe ritornato. + +La Vittorina gli disse che la signora duchessa era ancora a letto, ma +che aveva dato ordine di farlo passare. + +Il signor Ambrogio si sentì serrar la gola: seguì la Vittorina +inciampando nei tappeti. Quando fu nello spogliatoio e vide ancora +buttati sulle seggiole i vestiti, la camicetta che Nora indossava la +sera innanzi, si fermò risoluto. + +--Tornerò,--disse alla Vittorina. + +--Venga, venga, signor Galli! + +Era la duchessa che lo chiamava. + +Ma il signor Galli non si mosse. + +La Vittorina teneva aperto l'uscio e sorrideva.... + +--Venga! Venga, signor Galli! + +Egli entrò, ma rimase immobile, vicino all'uscio che la Vittorina +andandosene aveva richiuso. Non poteva fare un passo: quella cameretta +piccola, elegante, calda come una serra, era troppo piena di lei, del +suo tepore odorante, della sua bellezza, della sua giovinezza, dei suoi +capelli biondi. Egli non poteva muoversi; osava appena respirare.... +l'aria stessa era così piena di lei.... era lei.... respirava lei in +quella camera.... Lei che egli sentiva, ma non vedeva.... Vedeva, +invece, le piccole babbucce vicino al letto, basso come un divano;... +sulla poltroncina accanto una camicia bianca, ancora ripiegata, lieve +come un soffio di trine, con un nastro rosa nel mezzo. E trasalì: la +faccia odiosa del Kloss, il ghigno del Kloss, il Kloss sudicio, +sfacciato, prepotente, gli apparve, saltellante, sghignazzante, come un +padrone, in quella cameretta tepida, odorosa. + +--Venga!... Venga!... + +Nora ritta, seduta sul letto, gli stendeva la mano. + +Il signor Ambrogio non vide che una massa di capelli biondi, il +casacchino rosa.... e chinò gli occhi.... Vide la piccola mano tesa +verso di lui.... la toccò.... e subito si ritrasse. + +--È forse un po' indisposta la signora.... duchessa? + +--No.... ma sono stanca.... stanca.... tanto stanca....-- + +Si allungò, si distese nel letto con un sospiro, un fremito di delizia. +Poi di nuovo, d'un tratto si rizzò a sedere, mentre l'onda dei capelli +che le cadevano sulla fronte, sulle spalle, andava, veniva, si agitava +fantasticamente sull'origliere, sul guanciale bianco, sul casacchino +rosa.... + +A capo chino, cogli occhi bassi, fuggenti, il signor Ambrogio vedeva +sempre tutto quel biondo, come vedeva sempre il Kloss. + +--E il suo amico?... + +Il signor Galli scosse il testone intronato per indicare che non aveva +capito. + +--Venga più vicino!--e lo chiamò anche colla mano, mentre con +quell'atto rapido, il braccio nudo appari nelle maniche ampie, +trasparenti. + +Il signor Galli fece un altro passo. + +--Venga più vicino,--gli ripetè Nora colla bella voce chiara, alta. +Poi, quando l'altro le fu accanto, essa, appoggiandosi colle due mani +sul letto, si rizzò sorridendo, e colla testa facendogli segno di +abbassarsi, gli disse all'orecchio: + +--Di là, c'è la Vittorina: non posso gridare tanto forte: non voglio +farmi sentire! + +Il signor Galli rispose che aveva capito; che aveva ragione. + +--Ha parlato col suo amico? l'orefice? + +--Sì, signora.... duchessa. Sarà qui prima del mezzogiorno. + +--Va bene: allora per il mezzogiorno sarò alzata. + +Il signor Galli sorrise: era contento che si alzasse.... mille +inquietudini strane, intime, mille agitazioni dei nervi, del sangue, si +acquetavano a quell'idea: erano svanite: essa si alzava!... Nessun +altro l'avrebbe veduta lì.... così bionda nella casacca rosa, lì nel +suo letto! Si alzava!... E la sua contentezza si faceva più viva e +rideva. + +Allora le raccontò minutamente dove era andato a cercare l'orefice, +tutti i discorsi che avevano fatto, e la promessa avuta, del massimo +segreto. + +--Non dubiti, signora duchessa. Ha da fare con un galantuomo.... come +me. + +--Oh lei!... lei!...--gli disse Nora tornando a rizzarsi sulle due +mani....--Lei è più di un galantuomo,--e gli fece cenno di +abbassarsi.--Lei è il babbo! + +Il signor Galli sentì le labbra che si chiudevano e si schiudevano così +dolcemente nel dire "babbo." ....--È il babbo buono che mi salva! + +Poi, a un tratto, si voltò: prese dal piccolo panchettino, accanto al +letto, vari astucci e li distese sulla coperta ricamata: in quell'atto +le spalle scomparvero sotto la massa bionda. + +--Guardi un po': basteranno? + +Glieli mostrò tutti, sospirando: si provò un'ultima volta le sue perle, +scotendo fortemente il capo nell'annodarle, per allontanare i capelli. + +--Basteranno? + +In quel punto entrò la Vittorina con un dispaccio. + +--Dio!... Dio! Dio!... Cosa sarà? + +Nora, si allontanò i capelli dalla fronte per poter leggere: la +Vittorina, prima di uscire, schiuse un po' la finestra. + +--Dio, Dio, cosa sarà? + +Era un dispaccio di Matteo Cantasirena da Primarole. "Disordini +gravissimi. Urge assolutamente. Regolati." + +--Dio! Dio! Basteranno?...--domandò Nora agitatissima, angosciata.... e +sempre ritta coi pugni affondati nelle coltri, fissò sul signor Galli +que' suoi occhi interrogatori e supplichevoli, nei quali luccicavano le +lacrime. + +Il signor Galli tremò: ebbe paura di quelle lacrime in quel momento: +paura di sè stesso se l'avesse vista piangere in quel momento. + +--Non pianga!--le disse con un tono di comando, risoluto, aspro.--Se +non basteranno.... provvederemo.... procurerò io.... come le ho detto +ieri sera.... purchè,--anch'io è un debito che dovrò fare--purchè ella +mi autorizzi a vendere, e a tutti quei provvedimenti che crederò +necessari. + +--Tutto, tutto! Non sono la sua figliuola?... la figliuola sua?... + +--Allora.... tornerò dopo che sarà venuto il Gatti: adesso vado, devo +andare. Mi lasci andare! + +--Non va a Torino, nevvero?--E Nora, con un piccolo grido, si rizzò di +più sul letto, spaventata. Il Signor Galli rivide ancora gli occhi +supplichevoli, atterriti, luccicanti di lacrime, che non voleva più +vedere.... che non doveva più vedere. + +--No.... non andrò a Torino altro che stasera.... dopo.... quando +avremo accomodato tutto, e lei sarà più tranquilla. + +--Dove va? Dove va? Dove deve andare? Queste parole eran dette in un +tono così sommesso che il signor Galli non le poteva capire, ma le +indovinava dal moto delle labbra. + +--Devo andare... alla banca. + +Nora ebbe un lampo: tremò. Se il Galli parlava col Kloss, tutto era +perduto!... Ma non avrebbe parlato!... + +--Alla banca!--esclamò, con un fremito, con un brivido di orrore, e +ancora chiamò il signor Galli vicino, più vicino.... + +Egli si chinò, diventando pallido. + +Mentre Nora gli parlava all'orecchio, e gli parlava del Kloss "di +quell'uomo" e lo supplicava di non dir niente "a quell'uomo" per +carità! per carità! di non dirgli ch'essa era tornata da Casalbara, che +era a Milano, sola, le si era aperto il casacchino rosa, le si era +aperta la camicia bianca di battista, ed era riapparsa a un tratto la +piccola catenella d'oro che si moveva, si abbassava, si rialzava.... + +--Il Kloss certo, vorrebbe venire da me! Vorrebbe parlarmi! + +--No!...--Il Galli trasalì. Quel--no--era stato un grido rauco, un urlo +represso, soffocato, di orrore, di terrore. + +--Vorrebbe vedermi, ad ogni costo. + +--No: non lo riceva! Mai! Mai! + +Nora guardò il signor Galli.... Sorrise--aveva capito. + +--Non devo riceverlo il Kloss?...--Era la bimba ingenua che +scherzava.... ma Dio! Dio! perchè scherzava con quel nome? + +--No... non si fidi! + +Essa si riadagiò, si distese nel letto, mollemente. + +--Nè il Kloss, nè nessuno? + +--Nessuno! Nessuno! + +--Soltanto l'orefice? + +--Sì, soltanto il Gatti. Non si dimentichi il nome! Gatti.... Giuseppe +Gatti. E poi deve presentarsi con un mio biglietto. + +Nora sorrise ancora, e, come per tranquillarlo, per accontentarlo, per +consolarlo, gli disse forte, stringendogli la mano... scherzando nel +tenergli stretta la mano, dimenandogli il braccio: + +--Ebbene... lo dica lei stesso alla Vittorina e a Teodoro di non +lasciar passare nessuno... soltanto il signor Gatti... un signore che +verrà con un suo biglietto. + +--Sì!... Sì!... + +--Glielo spieghi bene.... Soltanto un signore che verrà con un suo +biglietto, verso il mezzogiorno. + +--Sì... Sì.... + +--E lei?... Quando?... + +--Verso le due.... + +--Non può prima?... No?... No? + +Il signor Galli entrò alla banca pallido, sconvolto. + + +--_Come? Niente partisse per Turin, stamattina?_ + +--Parto alle quattro,--gli rispose il procuratore, sgarbatamente, +voltandogli le spalle. + +--_E la liquitazion cont l'Insubria?_ + +--Vado adesso.--E presa la busta grossa di pelle, vi mise dentro molte +carte e il libro dei chéques. + +--_Cuanti tisortini a Primarol! Carnefalata finisce a legnat!_ + +--Come lo sa, lei?--gli domandò il signor Galli, voltandosi di colpo, +fissandolo. + +--Un dispaccio dell'_Italia_. Chiamato rinforzo truppa--disordini +gravi, feriti. + +Il signor Galli cercò subito il giornale, lesse il dispaccio +ansiosamente, febbrilmente.--Bisognava provvedere subito! subito! +subito! + +Il Kloss, si fregò le mani, con un saltetto. + +--_Grande carnefalata stà per finir_....--Poi si avvicinò al signor +Ambrogio e tirandogli un bottone dell'abito gli disse con una cert'aria +di mistero: + +--_G'hoo i mè itei, i mè progett, i mè reson. Quand mi volessi una +cosa, mi arrivassi sempre al mio scopo. Occi o toman_ verrà certo a +Milano, _cuella matama_ in cerca _te tanée_. _Se la scrive a lei de +folerti parlar_, lei, signor Galli, _lavarsene i man: risponder +niente_--_non farsi fetere_. _Ma supito afertime mì.... e cito con +tutti!_ _G'hoo i mè itei, i me progett, i mè reson_.--E sghignazzando e +scherzando, concluse che alla _pellissima catta_, appunto in quei +giorni, aveva finito di tagliar le unghie. + +Il signor Galli lo guardò stranamente e se ne andò senza salutarlo. + +--E il danaro?--pensava, continuava a pensare lungo la strada, poi alla +banca, facendo delle somme che non gli riuscivano mai,--e il denaro +dev'essere soltanto di pochi, deve essere di costoro! E deve servire a +simili canagliate! Che canaglia!... Che sfacciato!... Che canaglia!... +Ma che cosa pensa di me?... Che cosa crede di me? Crede di avermi +comperato? Crede che io sia il suo mezzano?... Buffone! Io sono un +galantuomo e un uomo libero.... padrone di me, del fatto mio, della mia +volontà.... della mia firma! Appena torno da Torino, le mie dimissioni! +Un tozzo di pane, per me, lo troverò dapertutto.--E in quel momento, +non si ricordò della moglie nè del bambino. Pensava invece al signor +Gatti. + +--È un galantuomo; ma si sa.... i gioielli, a venderli, perdono assai +del loro valore.... povera signora!--E sospirò profondamente. + +Il signor Galli, che conosceva tante miserie umane, il cui animo +generoso, onesto, nobile, era rimasto contristato e atterrito da tante +miserie umane, sospirava allora per quella povera signora, così buona, +così affabile e tanto disgraziata, la quale doveva rinunciare ai suoi +brillanti, alle sue perle, alle perle che essa si annodava con tanto +amore e con tanta grazia, scotendo la testa, per allontanare i capelli +biondi.... + +E il Kloss la voleva! Il Kloss! Il Kloss! Il Kloss! + +Che ingiustizia, che iniquità!--Il denaro in mano a pochi, in mano alle +canaglie! + +Non sapeva più quello che si facesse. Era un'aberrazione che diventava +una demenza; un'aberrazione del sangue che gli accendeva la fantasia. +Doveva salvarla! Doveva salvare quella donna che lui stesso aveva +consigliata male, che lui stesso aveva messo nelle mani di quel +satiro!... Di quel satiro che rubava i danari per rubare le donne! Come +le leggi erano assurde, inique! Come la giustizia era falsa, come era +tempo di rifarlo il mondo, tutto il mondo! + +Era contento il signor Kloss! Ghignava! Credeva già di essere riuscito! + +Che infame!... Che ingiustizia! Tutto per il danaro! La gioventù di +quella donna, il suo cuore, il suo ribrezzo.... tutto per il danaro, +per un pugno di danaro.... + +Che ingiustizia! Che grande ingiustizia! + +Crede di aver vinto! Di averla nelle mani!... Come l'altra! la +poveretta, che _dopo_, per la vergogna, per il ribrezzo, per l'orrore, +per lo schifo.... si è buttata dalla finestra! + +E rivedeva Nora.... i capelli biondi.... la casacca rosa.... la piccola +catenella d'oro nascosta sotto la battista.... Sentiva quel profumo.... +rivedeva quelle vesti sparse sulle sedie dello spogliatoio. + +E l'avrebbe lasciata a quell'uomo, abbandonata a quell'uomo.... come +l'altra.... che si era buttata dalla finestra? + +Ma che cosa aveva fatto.... che cosa aveva fatto quell'uomo, quel +mostro a quella povera ragazza per spingerla così alla disperazione.... +a voler morire subito dopo?... A buttarsi dalla finestra? + +Nora lo aspettava nel salottino della sera innanzi; appena lo vide +entrare gli corse incontro disperata. + +--L'orefice, per un affare così, sul momento, non può dare più di +venticinque o trentamila lire!... E da Primarole m'hanno telegrafato +ancora; vogliono tutto per domani! + +Il signor Galli barcollò, non disse una parola. + +Nora si nascose il viso fra le palme con un atto di orrore, poi gli +domandò, pallida, risoluta: + +--Il Kloss.... è qui? + +--Sì. + +--Gli dica di venir subito. Bisogna che gli parli. È l'amico di mio +marito, mi salverà. + +--No, no! Lei non vedrà quell'uomo!... + +--Vuole che io sia trascinata in mezzo agli scandali? In un processo? + +--No.... Lei non lo vedrà, non gli parlerà. + +--Devo farlo!... Devo farlo!... Non è più possibile lottare.... Non è +più possibile. + +Il signor Galli la fissò, le labbra mute, contratte, il volto livido, +di un pallor tragico. + +--Le ho detto.... signora.... Io posso.... + +Non parlò, non potè più parlare;... prese il libro dei _chéques_ dalla +busta e ne firmò due in fretta, poi li consegnò alla duchessa. + +--Sono all'ordine del signor Cantasirena. Domani, quando vuole, può +mandare alla Banca Insubria a riscuotere la somma. + +Nora prese i due _chéques_ con un tremito e li guardò cogli occhi +maravigliati, nei quali brillava un lampo di avidità. + +--Come?...--domandò con voce secca, disarmonica.... non più con la voce +di prima, dalle calde modulazioni.--È certo?... Non mi faran poi.... +nessuna difficoltà? Ha detto.... alla Banca Insubria, non è vero? + +Il signor Galli ripeteva di sì, col capo. Ma l'agitazione, l'orgasmo, +la demenza del pover uomo si erano dissipate a un tratto, scorgendo il +lampo di quegli occhi astuti, notando il fremito ansioso di quella voce +fredda, roca, quasi aspra. + +--L'ho consigliata male,--balbettò nel bisogno immediato, supremo di +trovare a sè stesso una scusa per ciò che aveva fatto.--Ero in dovere +di rimediare.... + +E quando Nora, comprendendo, volle essere di nuovo dolce, tenera, +allettatrice, non parve a lui che una commediante, falsa, tutta +falsa!...--Una commediante! + +Il signor Galli se ne andò in fretta. Voleva esser solo, solo, solo! + +E quando fu solo, a poco a poco la verità penetrò nella sua mente, nel +suo sangue, nella sua coscienza. + +--Che cosa aveva fatto?... + +Non pensò più che doveva recarsi a Torino, che doveva +partire....--Continuò a camminare, a camminare.... + +La sera di ottobre calava fredda.... livida, tetra.... Il signor Galli +continuava a camminare, a camminare nello squallore delle vie deserte, +lungo il Naviglio.... Il Naviglio nero, sotto la luce smorta, dei primi +lampioni...; a poco a poco egli era ritornato in sè.... La verità +incalzante era con lui, correva con lui, fuggiva con lui.... la verità +tremenda, eterna, che ingrandiva ad ogni passo, che non lo avrebbe +lasciato mai più: + +--Ladro!... Ladro!... Sono un ladro! + + + + +X. + + +Francesco Kloss aveva prese le sue misure di precauzione, si era armato +fino ai denti e ormai non aveva più paura di Matteo Cantasirena. Se +questi avesse ricominciato a rompergli le scatole colle _Risorse +Italiche_ egli lo avrebbe fatto subito tacere, minacciando di rivelare +le _latrerie_, le _pirpanterie_ del Segretario generale della +_Cisalpina_. + +--_Alla larca.... e cito!_ + +Del resto, il Kloss non era uomo da perder tempo nè spender quattrini +per vendicarsi; tirato in ballo nella conferenza, aveva fatto il morto; +costretto a entrare nella _Cisalpina_ ne aveva approfittato per fare il +suo interesse. Corrompendo il Vergani, il Bizzarelli, il Brunetti, +stanchi di farsi trappolare e rovinare da Matteo Cantasirena, era +riuscito ad aver tanto in mano contro di lui da intimidirlo, ed +occorrendo da poterglisi imporre. Ormai il suo piano era stabilito: +costringere la _Cisalpina_ a liquidare, e raccogliere quanto in essa, +nel concetto fondamentale, svisato, alterato e reso fanfaronescamente +ridicolo, poteva esserci ancora di serio e di utile. + +Ecco quali erano le idee, i progetti, le ragioni di Francesco Kloss, +per mandare all'aria la _carnefalata_. + +--_I mee itei, i mee procett, i mee rason_.... erano di ammazzare la +_Cisalpina_ e sfruttarne il cadavere. + +Il Kloss stava appunto organizzando un formidabile consorzio fra alcuni +banchieri della Svizzera tedesca, già in stretti rapporti con lui; allo +scopo di iniziare, valendosi in parte degli studi e delle idee della +_Navigazione Cisalpina_, un nuovo sistema di trasporti nell'Alta +Italia, meno caro delle strade ferrate e in concorrenza coi tram a +vapore. Si trattava, cioè, di una fitta rete di piccole tramvie +elettriche lungo gli stradali provinciali e comunali, ed il progetto si +andava delineando, senza le ciarlatanerie del _crante parpone crante +pirpone_, ma chiaro, sicuro, un vero affare maneggiato, _manipolato_ +dal Kloss e da gente del suo valore. + +Provocare una diserzione, una defezione quasi generale nel campo della +_Cisalpina_ era stata cosa semplicissima. Il Vergani era stato adescato +coll'offerta del completo addobbo delle carrozze elettriche, il +Bizzarelli e il Brunetti conquisi dall'appalto degli stampati e +dall'affidamento della pubblicità su tutta la linea: il Tolomei, che +vedeva sfumare l'ultima rata di pagamento pel suo palazzo, non aveva +esitato di cedere al Kloss il credito e le armi, tanto più che il +Bonforti e il Ghirlanda, colpiti atrocemente dall'_Italia_, tartassati +spietatamente dalla _Durlindana_, avevano smentita ogni politica +alleanza con Cantasirena, ogni ingerenza nella _Cisalpina_.... e ciò +quasi nello stesso tempo in cui Pio Calca ritirava la sua candidatura a +Castellanzo. La rinunzia gli era stata imposta da _soa mader_, senza +nemmeno volergliene dir le ragioni. Le ragioni essa le aveva confidate +a monsignor Meneguzzi, monsignor Meneguzzi aveva approvato.... e basta. + +E il Kloss, colle sue manovre, approfittava di tutto ciò per cospirare +e intrigare ai danni della _Cisalpina_, finchè, con un tiro abilissimo, +di rimbalzo, riuscì a colpirla nel cuore. + +Moltissimi fra i poveri illusi che avevano impegnati, ipotecati i loro +poderi, la loro terra, per diventare azionisti della _Cisalpina_, +tentavano ad ogni costo di vendere quei titoli, quella carta, che li +aveva rovinati; e allora fu il Kloss che fece l'incetta delle azioni, +fu il Kloss che comperò quelle piccole proprietà--di sottomano +s'intende--e furono i suoi agenti segreti che da quel giorno negarono +recisamente alla _Cisalpina_ di scavare un braccio di terra, di +atterrare un pezzo di muro, di smuovere un mattone, neppure per tutto +l'oro del mondo. + +Facoltà di espropriazione forzata per la _Cisalpina_ ancora non c'era: +tutto il famoso progetto tecnico del Fontanella era incagliato, +rovinava: e la maggioranza dei consiglieri, anche di quei consiglieri +che non erano guidati dal Kloss nè da altri interessi, nè da mire +particolari, stanchi, irritati, intimoriti, chiedevano, volevano, +imponevano la fine dei lavori, una liquidazione immediata e +possibilmente onorevole. + +Matteo Cantasirena e il Fontanella, col solo rinforzo di Gesualdo +Arcangeli--che mentre aspettava e sperava ancora di poter fare il +monumento a Fara-Bon, faceva intanto (un soggetto meraviglioso per +Dio!) il busto alla duchessa,--resistevano, tentavano di opporsi +disperatamente, volevano che si continuasse ad ogni costo, perchè la +"crisi" era artificiosa, perchè era una viltà il cedere di fronte a +quei nemici, perchè v'era tutto l'interesse materiale a continuare, +perchè la vittoria sarebbe stata certa, il risultato splendido, perchè +il resistere era un dovere imposto dalla carità di patria, dal +sentimento dell'umanità. + +Liquidazione o fallimento, per Matteo Cantasirena e per il Fontanella +erano tutt'uno: erano la rivelazione delle magagne e degli errori +commessi in comune e da soli, erano la rivelazione di tutti i brogli e +di tutti gli imbrogli da soli e in comune perpetrati, erano lo +scandalo, erano la condanna. E Matteo Cantasirena aveva talvolta la +visione netta e spaventosa della catastrofe incombente, ma a chi mai +far capo per scongiurarla?... + + +Mariano Perego, da sei o sette giorni a Primarole, "respirava odore di +polvere" e se non fosse stato l'irresistibile simpatia per +quell'"inconscio vendicatore della perfidia ipocrita e assassina e +della gretteria sociale" sarebbe rimasto a godersi, con una fregataccia +di mani, quel nuovo capitombolo di tanti "bei galantuomini, pieni di +onore!" + +Il Perego colla faccia ancor più trista e sparuta per la barba da fare, +ancor più sudicio e straccione per quei sei o sette giorni di campagna, +scrollava il capo e mormorava tra sè:--La catastrofe, lo sfacelo è +imminente, inevitabile!--E si portava il cordoncino del _pince-nez_ +dietro l'orecchio con un moto più nervoso del solito. + +La defezione del Bizzarelli, del Brunetti, del Vergani, che +costituivano un tempo la vecchia guardia del direttore, era stata +impudente, sfacciata: prova certa che per lui, non c'erano più +speranze. + +Il conte Bobboli beì, da Parigi, dove stava per sposare una ballerina +di quarant'anni, aveva mandate le proprie dimissioni, esplicite, da +vice presidente della _Cisalpina_ e da candidato al collegio di +Primarole: prova certa che Matteo Cantasirena non incuteva più nessun +timore.... + +Che cosa poteva fare Mariano Perego?... Nulla! Egli stesso lo capiva, +ne conveniva, con un'alzata di spalle. L'incarico che gli era stato +affidato dal direttore e dal Fontanella era troppo difficile e +pericoloso, superiore anche alla leggendaria abilità d'intrigo del +giornalista tollerato. + +La _Cisalpina_ andava sfasciandosi, e il colpo di grazia, dopo i colpi +mortali del Kloss, le veniva dato da quella gente appunto, cui i sommi +reggitori, ingolfati nei loro propri interessi, nei loro pasticci, non +avevano mai pensato, o avevano pensato troppo poco e male. + +Era la massa, cioè, degli operai, raccolti, arruolati, nei ceti più +turbolenti ed infidi d'ogni paese, veri soldati di ventura e di +sventura, rotti ai lavori più duri e più pericolosi, irritati dalle +lunghe attese della paga, dai ripetuti inganni, dalle eterne cabale, +dalla minacciata sospensione dei lavori; furibondi specialmente contro +Matteo Cantasirena che li aveva per tanto tempo ubriacati di promesse e +di declamazioni, contro il Fontanella, che mancava loro di parola, +contro tutto il Consiglio d'amministrazione, che li lasciava senza +lavoro.... Furibondi persino contro quel mite e buon Taddeo, che per +ironia, per ischerno, chiamavano:--il gamba di legno--il +Garibaldi--perchè nelle sue nuove funzioni di sorvegliante, portava lo +zelo, l'instancabile attività del galantuomo, colla rigida +inflessibilità del soldato, e perchè, "mangiando di quel pane", non +voleva unirsi a dir male nè del colonnello, nè del Fontanella, nè di +alcuno della _Cisalpina_. + +Quando Matteo Cantasirena arrivò col primo treno, c'era ad aspettarlo +soltanto il Perego. Questi non lo salutò nemmeno, non gli disse una +parola e, cattivo segno, continuò a succiare il cordoncino unto degli +occhiali. + +--Cosa c'è di nuovo?--domandò Cantasirena, colpito. Il non vedersi +accolto coll'espansione così necessaria alla sua indole, lo +sconcertava.--Cosa c'è? + +Mariano Perego tirò diritto senza rispondergli, continuando a succiare +il cordoncino. + +Matteo Cantasirena ansava. + +--In questo momento in cui ho bisogno di tutto il mio coraggio, del +coraggio di tutti i miei amici, non bisogna avvilirmi. Bisogna darmi la +fede, la serenità. + +--Altro che serenità!--rispose il Perego.--Son fulmini e saette! + +Infilarono una stradicciuola umida e deserta, fra alte muraglie di orti +e di giardini: volevano recarsi al "Palazzo dei Lavori" senza +attraversare il paese. + +--Altro che montare la dimostrazione perchè la _Cisalpina_ continui i +lavori! Sarà grazia di Dio se riusciremo a sventare la ribellione, la +rivoluzione.... e a salvar la pelle! Sì, la pelle!--E lo dico io, che +me ne intendo.--Il "quarto d'ora" è lo spirito del tempo: lei ha +abusato del "quarto d'ora". + +Mariano Perego, impettito, trovata la definizione, trovò anche il +cordoncino da ricacciare dietro l'orecchio. + +--Avremo la rivoluzione, una vera rivoluzione, una rivoluzione contro +di lei, contro il Fontanella.... e magari anche contro il Kloss.... la +rivoluzione di chi non ne ha, contro chi non gliene vuol dare, la +rivoluzione dell'appetito. E se gli operai non riusciranno a mangiare, +se non riusciranno ad avere il loro danaro, riusciranno a rompere la +testa a qualcuno.... e lei guardi, per suo conto, di non esporre la +sua. + +--Siete sempre eccessivo!--borbottò il direttore che voleva +riacquistare la propria autorità. + +--Eccessivo?... No. L'avverto di stare in guardia. Rompere "qualche +testa grossa", fare a pezzi gli _sciacalli_ della _Cisalpina_, gli +sfruttatori, i camorristi, i ladri della _Cisalpina_, ecco le loro +espressioni!... Non invento: riferisco. Basta mettere i piedi in +un'osteria.... e non si sente altro. Anche il Fontanella si comporta +male: è un ingegnere, ma, non ha che chiacchiere: avrebbe dovuto fare +l'avvocato. Non si va a far l'elegante, col sigaro d'avana in bocca, +fra la gente che non sa come dar pane ai figliuoli, da tre settimane! È +corsa voce della riunione di stamattina alla sede e forse.... + +Il Perego si fermò. + +--Forse.... che cosa?...--domandò Cantasirena, prendendolo sotto +braccio. + +--Forse è per oggi.... + +--Per oggi?--e lo fissò interrogandolo coll'occhio inquieto. + +--Fermatevi! fermatevi a Primarole tutta la giornata e me ne saprete +dire la fine! + +Erano giunti dinanzi al "Palazzo dei Lavori" e da una rapida occhiata, +Matteo Cantasirena capì che le apprensioni dell'"egregio Perego" non +erano nè infondate, nè esagerate. + +Nella via, sulla porta, sotto l'atrio, crocchi di operai, colla pipa in +bocca, l'aria ironica di sfida, le facce nere arse dal sole, burbanzose +e minacciose: gruppi di braccianti più laceri, più estenuati; qua e là +qualche donna, qualche ragazza, dall'occhio sfrontato. + +In disparte, un gruppo di operai, più seri, più alti, più nerboruti, +colle facce tonde, coi capelli e colle barbe biondastre: i tedeschi e +gli svizzeri, che confabulavano fra di loro, sommessamente, in un gergo +incomprensibile. + +Cantasirena volle fare i soliti saluti colla mano, da buon camerata, ma +non gli rispose che qualche ghigno. Allora riprese la sua maestosa +imponenza: si fermò apposta sul portone a discorrere col Perego, che +pareva impicciolirsi, e si ficcava il cordoncino dietro l'orecchio +nervosamente, poi entrò nel palazzo. + +Si sentivano grida di minaccia, di beffa, gli improperi più strani, nei +diversi dialetti: + +--_Bagolon del luster!_ + +--_Vajana!_ + +--_Camorrista!_ + +--_Andâe là, pendin da forca!_ + +A un tratto un sibilo acuto lacerò l'aria, echeggiò sotto l'atrio, e +subito, irrompente, tutta una salva di sibili, di fischi. + +--Il Fontanella!...--mormorava Matteo Cantasirena, salendo pallido su +per la scala.--Avete ragione, amico mio,--il Fontanella, li ha +disgustati, irritati, esasperati! + +Sopra la cassapanca, unico mobile della vecchia anticamera aperta ai +quattro venti, senza vetri alle finestre, vide dei soprabiti, dei +cappelli. Erano le otto, e già nella sala della direzione v'era gente. + +--Son venuti presto.... per congiurare, contro di me, prima della +seduta!--bisbigliò Cantasirena, e invece di entrar subito in sala, andò +in cerca di Taddeo, per informarsi degli intervenuti. _Taddeum_ non +c'era. Non c'era mai! Era proprio venuto a Primarole per godersi le +vacanze, la campagna, gli ozî beati! E Matteo non ritrovò più nemmeno +Mariano Perego: questi, invece di aspettarlo, era ridisceso, era +sguisciato fuori, aveva attraversato i crocchi senza farsi notare, era +scomparso. Gli pareva giunto il momento di valersi di una vecchia +amicizia di polizia, rinnovata in quei giorni a Primarole.... per caso. + +Cantasirena rimase un momento sull'uscio prima di entrare: avvicinò +l'orecchio alla fessura, ma non si capiva niente di quello che +dicevano. Si rizzò, si abbottonò il soprabito, si lisciò il barbone, ed +entrò. Vide subito, seduti in crocchio che discorrevano fra di loro, il +Vergani, il Bizzarelli, il Brunetti. + +I tre lo salutarono, ma egli li guardò e non rispose; vide il marchese +Tolomei, chino sopra un monte di registri, che andava sfogliando +febbrilmente, e Cantasirena questa volta fu il primo a salutare colla +mano, con ostentazione. + +Poi andò diritto dal Fontanella; lo trasse in disparte, presso la +finestra, e gli parlò sottovoce. + +--Andiamo male. Dei consiglieri, i nemici, i rompiscatole sono qui +tutti. + +--È certo che verrà deliberata la sospensione dei lavori e la +convocazione dell'assemblea nei dieci giorni. Avete provvisto per le +centocinquemila lire? + +--Ci sono.... Ma vorrei fare un dispaccio....--rispose Matteo. + +E fu allora che scrisse il dispaccio per la duchessa, colla notizia dei +disordini a Primarole, e di nuovo chiese di Taddeo per mandarlo al +telegrafo. + +--Taddeo è fuori; verrà a momenti; passa le notti al deposito degli +esplosivi: c'è tutto da temere, e occorre gente fidata, di coraggio. + +--E l'Arcangeli?...--domandò Cantasirena al Fontanella. + +--Non mancherà di certo. Il Laner piuttosto?... + +--Doveva esser qui. Non è qui? + +--No. Ma voi, di dove venite? + +--Sono stato a tentare l'ultimo colpo col Bonforti e col Ghirlanda. + +--E così? + +--Pilato.... e Longino! L'uno se n'è lavato le mani; l'altro mi ha +abbeverato di fiele!--Sospirò, poi s'irritò, pestò i piedi, e si +rivolse arrogantemente al Tolomei: + +--Siamo in numero!--Avanti chi tocca e incominciamo! + +--La convocazione è per le nove,--rispose secco il Tolomei, e continuò +a scartabellare i registri e a prendere appunti. + +Un gruppo di consiglieri della _Cisalpina_ comparve poco dopo, +fermandosi sull'uscio, discutendo animatamente. Ma il gruppo, d'un +tratto, fu sbaragliato, attraversato da Gesualdo Arcangeli; lo scultore +entrò nella sala, col cappello in testa, la cravatta rossa, burbanzoso, +minaccioso come se volesse fare a' pugni con tutto il mondo. Si avviò +difilato verso il Cantasirena e il Fontanella, gridando con enfasi, +stringendo loro le mani con gran forza: + +--Pronti!... Pronto al comando!... E sempre amici!--in vita e in +morte--per Dio! + +Peccato!... Gridava per quattro, ma non poteva votare che per uno! + +--E il Laner?--domandò l'Arcangeli, guardandosi attorno, arricciandosi +i baffi, dimenandosi sui fianchi,--il nostro Pietro, Pietro il Grande, +non c'è? + +--Se non è venuto a quest'ora.... avrà avuto paura!...-bisbigliò il +Fontanella.--Un altro voto di meno! + +Matteo Cantasirena, sempre più agitato, nervoso, alzò la voce: + +--Dirò, col mio compianto amico.... il Belisario di Sebenico: "Agli +alti monti la neve, alle anime generose la gelida sconoscenza!"--Fece +alcuni passi infuriato, poi tornò vicino al Fontanella e all'Arcangeli, +borbottando:--Anche quel falso trentino che mi diventa un.... +_tirolese!_ Quel giullare!--E ritornò ad alzare la voce, lanciando +occhiatacce furibonde al gruppo del Vergani, del Bizzarelli, del +Brunetti.--Tutti così! Tutti ingrati, gli ex morti di fame!... Un +branco d'ingrati, tutta la gente messa al mondo da me!... Creata da +me!... + +Il Brunetti si alzò di colpo, rivoltandosi: + +--Oh, è ora di finirla!... La finisca di fare.... il Domeneddio! +Sissignore! Morti di fame, perchè la nostra parte.... l'ha mangiata +lei! + +Il Bizzarelli, il Vergani, gli altri, lo tiravano per la giacchetta: +volevano farlo sedere, volevano farlo star zitto, ma non c'era verso. + +--Lasciatemi parlare!--gridava il Brunetti più forte, più rosso, più in +furia.--Lasciatemi parlare! Sono mesi e mesi che ingoio, che soffoco, che +mi strozzo!--Sissignore!--Morti di fame, perchè abbiamo sempre avuto la +debolezza di credere alle sue chiacchiere, a' suoi giuramenti, alle sue +preghiere, alle sue lacrime! Morti di fame!--Sissignore!--Perchè non le +abbiamo mai fatto scontare tutte le sue.... porcherie! + +Matteo Cantasirena, che a questa sfuriata era rimasto turbato, +interdetto, appena riprese fiato si rivolse al marchese Tolomei, ch'era +salito al banco della presidenza e scampanellava per imporre il +silenzio. + +--Con questo tono.... con questa forma.... con questo linguaggio.... +ogni discussione è impossibile: io rinuncio alla parola! + +--Porcherie! Porcherie!--strillava il Brunetti,--e la colpa è sua se +non posso usare un termine più pulito! + +--Finiamola!--esclamò Matteo Cantasirena, pallido, smorto. Ma poi, +subito, riprese il sopravvento, rivolgendosi ancora al Tolomei:--In +questo luogo è soltanto all'autorità del nostro egregio Presidente che +io posso.... che io devo rivolgermi.... per farmi rispettare!--e +sedette maestoso, sdegnoso, voltando le spalle "a quel malcreato". + +--La prego, signor Brunetti,--gridò a sua volta il Tolomei,--faccia +silenzio!... Le sue ragioni..... i suoi risentimenti....--ma non gli +venne la frase e finì, pestando un piede sotto il tavolo, e +scampanellando furiosamente.--Avrà tempo di sfogarsi fuori di qui! + +--Ssst! Silenzio!--sibilò, urlò l'Arcangeli.--Silenzio! Per Iddio! + +Il Brunetti circondato, tirato giù dai suoi amici, fu costretto a +sedere e a tacere. + +Il presidente, dopo un'ultima suonata di campanello, dichiarò aperta la +seduta. L'ordine del giorno recava per primo: + +"_Discussione del bilancio consuntivo da presentarsi all'Assemblea dei +soci azionisti_." + +--Domando la parola per una semplice dichiarazione,--esclamò Matteo +Cantasirena, alzandosi in piedi ancora pallidissimo e colla voce +alterata. + +Egli non poteva restare sotto il peso di quella sfuriata del Brunetti, +nè voleva lasciare i suoi colleghi del consiglio; sotto un'impressione +per lui tanto sfavorevole. Bisognava distrarla, commuoverla, tutta +quella gente!... + +--Prima d'incominciare una discussione che sarà eccezionalmente +appassionata e accalorata, trovandosi in giuoco non solo gli interessi +più vitali di una grande impresa, ma la vitalità stessa di una grande +idea, consentitemi, signori, colleghi.... amici.... consentite al +grande colpevole.... ed al grande espiatore, una breve dichiarazione. +Non voglio difendermi: voglio accusarmi. Vi dichiaro di accettare +preventivamente la piena responsabilità di tutti gli errori....--e +soggiunse sorridendo,--e degli errori di tutti! + +Sorrise a questo punto anche il Fontanella, sorrise qualche altro; +l'Arcangeli applaudì: Matteo Cantasirena era a posto. + +--Sì: devono ricadere sul mio capo tutti gli errori della _Cisalpina!_ +Sì: ho grandemente errato e non aggiungo, perchè non voglio +giustificarmi, ho grandemente amato!--Signori, colleghi: la discussione +odierna dev'essere accanita, spietata come una requisitoria: dev'essere +esauriente come un giudizio.... inappellabile. Non vi domando nessuna +indulgenza, nessun riguardo, nessun rispetto per me, per i miei +precedenti, per il mio passato, per i sacrifici compiuti: il _noli me +tangere_ è indegno di un vecchio soldato.--Chi sta dinanzi a voi è un +colpevole? Condannatelo!--Soltanto ricordo questo: di tutto il +programma della _Cisalpina_, uscito più dal cuore entusiasta che dalla +ragione moderatrice, ricordo questo:--una promessa:--_lavoro e pane_ +per i nostri operai. E se il vostro cuore è chiuso ad ogni mia +preghiera, dirò alla vostra ragione: Signori; è la prudenza che +v'impone di non dimenticare la sacra promessa: _lavoro e pane_. Non vi +domando altro, non vi domando niente, non voglio pietà per me: nè +pietà, nè indulgenza.... nè giustizia! Imponetemi qualunque sacrificio; +imponetemi di dimettermi, io vi risponderò con una parola che risuonò +generosa.... magnanima per tutto il mondo, nel giorno, non lontano, di +un'altra sconfitta--una sconfitta--ricordatelo--che fu più feconda e +più gloriosa di una vittoria: _Obbedisco!_ + +E Matteo Cantasirena si lasciò cadere sopra la sedia, colla voce rotta +da un singhiozzo. + +Giù, nel piazzale, lungo le vie, cresceva intanto la folla e cresceva +il fermento. + +Era corsa una parola d'ordine la sera innanzi, fra gli operai, per +raccogliersi tutti lì sotto le finestre della Direzione? Per suonar la +monfrina, finchè i Consiglieri--i _margniffoni_, le _vajane_,--come li +chiamavano, tenevan seduta?... Nessuno, nemmeno Mariano Perego avrebbe +potuto assicurarlo. + +Dalla folla si levava di tanto in tanto, qua e là, un fischio, +un'urlata, una bestemmia diretta al finestrone della gran sala delle +sedute. Quando la parolaccia risuonava più esotica, più strana, più +lurida, in quella confusione di dialetti, scoppiavano applausi +frenetici. Poi c'era chi imponeva silenzio: volevano sentire che cosa +dicevano di sopra _le canaje_, _i lustrissimi_, ma non potevano sentir +niente; soltanto udirono la voce stentorea di Matteo, quando gridava: +Pane e lavoro! + +--_Coppett!_--rispose uno della folla. + +Poi un altro: + +--_Va in malora!_ + +Un consigliere in ritardo, attraversò la piazza per recarsi alla +seduta: i sibili isolati diventarono una salva scrosciante di +fischi.... e con quella musica fu accompagnato e scappò dentro nel gran +portone del palazzo. + +Ma a poco a poco cessarono le sghignazzate, i motteggi, le beffe; la +chiassata diventava una sollevazione. + +Tutta quella gente, misera e lacera a un modo, e che serbava nondimeno +le caratteristiche delle varie regioni, nell'aspetto e nel linguaggio, +univa la voce in un sol rombo cupo, di livori e di ire. + +Le donne e i ragazzi dei braccianti, dalle facce grinzose e sfinite, su +cui la fatica lasciava un'impronta di patimenti, quasi di sevizie, +stavan seduti per terra, lungo le muraglie, accosciati al sole, +incitavano e aizzavano gli altri colle celie pungenti, colle risate +amare. + +Qua e là, qualche vecchio operaio, colla bluse stracciata, dalla quale +appariva il petto villoso, squamoso, ischeletrito, qualche vecchio +operaio, dal viso estenuato, solcato di rughe nere, profonde, cogli +occhi riarsi, collo sguardo truce, sinistro, girava muto, tra la folla, +come l'incarnazione, il simbolo di quell'odio represso, compresso, +accumulato, che stava per prorompere. + +D'un tratto, in mezzo al piazzale, fu un sospingersi, un urtarsi. + +--Che c'è?... Chi è?... + +--Ah, finalmente! Uno che parla! C'è uno che prende la direzione! È il +Carotti! Bravo! È il torinese! + +Un giovane operaio, colla giacca e il viso puliti, i baffetti neri +arricciolati, e l'occhio mobile, chiaro, fu portato quasi di peso, +sopra una panca d'osteria. + +--Evviva Carotti! + +"Operai," cominciò l'oratore, "compagni! Siete voi organizzati, +coscienti, avete un programma d'azione, come l'esercito dei proletari +del Belgio, della Germania?" + +--_Va lavora!_ + +Non era giornata buona per i rétori, nemmeno per i rétori in bluse. + +--Fuori la paga! Vogliamo i nostri danari, il nostro sangue, o fuoco +alla trappola!--gridò una voce. + +--O la paga, o sulla forca le _vajane!_ + +--Sulla forca!--risposero cento voci. + +--Sulla forca!--rispose tutta la folla. + +Gli operai tedeschi, erano rimasti sempre in disparte, sempre in gruppo +fra di loro, in un canto della piazza, sotto il portico della casa +comunale. + +All'improvviso, di colpo, uno di quei tedeschi, un gigante biondo e +roseo, colla faccia tonda, ancora infantile, si staccò dai compagni, +attraversò la piazza, spingendosi, facendosi largo tra la folla, colle +gomitate, afferrò l'oratore per il petto, lo tirò giù dalla panca e +scuotendolo forte, spingendolo, gli gridò sul viso, in cattivo +italiano: + +--Su, con noi, su da quei signori.... In commissione.... Su.... a finir +l'affare! + +--Bene! Bravo! Su! Su! Da quei ladri! Da quei _sgonfioni!_ + +Ma nel mentre i più rumorosi, i più sfegatati, fanno ressa attorno al +Carotti e all'operaio tedesco, e discutono gesticolando per formare la +commissione, dall'estremità del piazzale si odono urli, grida, strilli +di donne spaventate: è un tafferuglio di chi viene a contesa, è un +fuggi fuggi, un rimescolamento, un sommovimento di tutta quella massa +eccitata, vogliosa, smaniosa, impaziente di menar le mani. + +A un tratto, in mezzo alla folla spiccano i pennacchi rossi dei +carabinieri: sono otto: otto bei giovanotti, cortesi, ma risoluti. Un +signore col soprabito impolverato e gli occhiali azzurri, si è fatto +avanti e parla forte, reciso: ordina ai carabinieri che sgombrino la +piazza: dietro a lui, due o tre figure tarchiate, dalla faccia +assonnacchiata, dall'aria intorpidita che si svegliano d'improvviso, si +fanno violenti, si cacciano nel più fitto della calca, respingono +ciecamente, confusamente, uomini, donne, quanti si paran loro dinanzi, +senza parlare, senza guardare in faccia a nessuno. + +--I carabinieri! Le guardie! + +--Quello è il delegato! + +--È venuto da Castellanzo! + +--C'è stata la spia! + +--Sulla forca la spia! + +--A noi! A noi! + +E dalla folla che si agita, che ribolle, che rumoreggia, ma che rimane +compatta, che non indietreggia d'un passo, scoppia un'urlata, un'urlata +sola, lunga, echeggiante, rimbombante, tremenda: + +--Morte ai ladri! Viva la rivoluzione sociale! + +Il delegato è diventato un po' pallido; stringe le labbra, si fa largo +vivamente, fa un cenno quasi impercettibile e scopre la sciarpa. Uno +dei questurini in borghese, trae di tasca la tromba ravvolta in un +fazzoletto di colore, la svolge, l'appressa alle labbra.... echeggia +uno squillo, ma in quell'attimo un pugno formidabile,--chi è +stato?--non si sa! non s'è visto!--lo coglie sul capo, gli sforma il +pioppino, glielo caccia giù fin sugli occhi.... La tromba gli cade di +mano, egli cerca di difendersi. Allora è una pioggia improvvisa di +pugni, una rissa accanita, furiosa, rabbiosa in mezzo alla calca: +luccicano, sinistre, le canne brevi delle rivoltelle, si ode uno sparo: +i più lontani, in fondo al piazzale, scappano, fuggono urlando, +imprecando: invece lì nel mezzo si combatte corpo a corpo: è una lotta +selvaggia! Tutt'intorno le grida si levano assordanti:--Morte alla +spia! Chi ha chiamato la forza? Chi ha avvertito il delegato? Morte +alla spia!--_Canaja! Farfo! Giuda!_ sulla forca!.... sulla forca!...--E +nel mezzo la lotta continua disperata, corpo a corpo, come un vortice, +un gorgo rammulinante. Non si vogliono cedere gli arrestati. Si vuol +impedire alle guardie, ai carabinieri di ammanettarli, di trascinarli +in prigione. Si vuol strapparli, liberarli a viva forza. + +--Fratelli! Vendichiamoci! Morte alla spia!--grida il Carotti preso, +agguantato in mezzo ai carabinieri. + +Un altro sparo, e un operaio getta un urlo, si preme la mano sulla +fronte.... ne gocciola il sangue.... annaspa colle mani gemendo, +ridendo con un ghigno sinistro. + +--Il _Francia!_ Il _Francia!_ Hanno ammazzato il _Francia!_--Un altro +urlo, un urlo di terrore, d'imprecazione, di morte, erompe dalla folla +che si precipita contro il "Palazzo dei lavori". I carabinieri, le +guardie, il delegato, hanno appena il tempo di occupare il portone, per +resistere alla furia del popolo. Un carabiniere è colpito nel capo da +una sassata.... impallidisce, barcolla.... ma si rimette in fila, fermo +al suo posto, colla faccia insanguinata, colla rivoltella in pugno, +puntata contro la folla. Il delegato si è fatto livido, ha perduto gli +occhiali. Agguanta un ragazzotto pel petto, lo squassa furioso, lo +scaglia addosso agli altri e grida con voce rauca: + +--Indietro, o si fa fuoco! + +I più vicini, i più esposti indietreggiano atterriti. + +In quell'attimo ad uno degli sbocchi del piazzale ecco Taddeo: Taddeo, +ritto in piedi sopra un'alta carrettella, immobile, attonito, dinanzi a +quel tumulto. Aveva passata la notte di guardia alle polveri.... Vede i +carabinieri, le rivoltelle puntate: + +--Siete tutti ubriachi!--grida.--Siete tutti pazzi!... Volete farvi +ammazzare! + +--_Il Garibaldi! Il gamba di legno!_--gridano gli operai, indicandosi +l'un l'altro il sorvegliante. + +--Viene da Castellanzo! + +--È stato _il Garibaldi, il gamba di legno_ a chiamare il delegato, la +forza! + +Una parola sola, una parola sinistra serpeggia, corre, divampa fra +quella moltitudine assetata di sangue, esaltata, esasperata contro i +padroni, contro i ladri. + +--La spia! La spia! La spia! Vendichiamo il _Francia!_ + +È un istante, la furia di un istante: la folla si precipita, Taddeo è +afferrato da cento mani, rovesciato, atterrato: la gamba di legno +rimane ritta, alta fra il turbinio, il rimescolamento, precipitoso +delle teste, delle braccia, dei corpi.... poi scompare. + +--Che succede laggiù?--domanda una delle guardie. + +--Si picchiano tra di loro. + +--Si ammazzassero tutti!--esclama il delegato. + + +Su nella gran sala del Consiglio, Matteo Cantasirena trionfava. Egli +solo non aveva paura, perchè si sentiva innocente: erano il Tolomei; il +Duranti, erano il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani, erano coloro che +volevano imporre la ingiusta, la iniqua, la sciagurata sospensione dei +lavori, i soli, i veri responsabili di quegli eccessi, di quei +disordini. + +Erano essi, gli affamatori, i mancatori di parola, i traditori del +popolo! + +--Sopra di voi, soltanto sopra di voi ricada la responsabilità di +questa triste giornata! + +Nessuno gli rispondeva: tutti uniti in fondo della sala, tremavano di +veder la folla da un momento all'altro invader le scale, sfondare le +porte, precipitare su di loro. + +--Bisogna cedere,--bisbigliò il Fontanella pallido, livido, più degli +altri. + +--Cedere, per Dio!--ripetè Gesualdo Arcangeli, cogli occhi spiritati, +ma senza voce. + +Matteo Cantasirena trionfava, si eccitava nel suo stesso trionfo. Oh, +lui non aveva paura del popolo, era sempre stato col popolo, aveva +sempre combattuto per i diritti del popolo! + +Salì al banco della presidenza, maestoso, solenne. + +--Signori! Io non mi nascondo, io non diserto nel momento del pericolo. +Dimentico le offese, le ingratitudini: vecchio soldato, rimango al mio +posto! + +Giù nella piazza, si udì un nuovo colpo di rivoltella, nuove grida di +spavento, di minaccia, di morte. + +--Cosa volete fare? Cosa si dove fare?--domandò a Cantasirena il +Tolomei stravolto. + +--Parli, parli lei a quella marmaglia, presto!... Cerchi di +calmarla!--si raccomandò il Brunetti. + +--Avete decretato la sospensione dei lavori: bisogna ritornare sulla +vostra deliberazione. + +E Cantasirena corse al grande finestrone di mezzo, lo spalancò e gridò +alla folla colla sua voce tonante: + +--Pane e lavoro, domandate? Lo avrete. Proseguiranno i lavori: +domattina avrete il saldo delle paghe! Io stesso, Matteo Cantasirena, +ve ne sto garante. A domani! Viva l'Italia! + +--La fame! La fame! Viva la fame!--rispose la moltitudine indignata. + +--Ascoltatemi! Bravi operai! Ascoltate la parola di un amico.... di un +fratello! Domani riceverete il saldo della paga! Anch'io sono un +lavoratore come voi! La parola di un lavoratore è.... intemerata! Date +la vostra fede a chi vi ha dato il cuore, la vita!... Rientrate nella +calma!... Rientrate nella pace delle vostre case! Domani riceverete il +saldo, e un'anticipazione sui lavori futuri. Chi ha combattuto, soldato +del popolo, chi ha dato il sangue per la libertà, non è bugiardo col +popolo!--Viva l'Italia! + +--Viva la fame!...--ripetè l'urlo selvaggio, sarcastico, furibondo +della folla. Fu una grandinata di sassi. I vetri caddero infranti, e un +troncone, un mozziccone di legno piombò nella sala. + +Cantasirena chiuse in fretta le griglie. + +--Sono imbestialiti,--borbottò. Ma subito il suo occhio si fermò su +quel pezzo di bastone lanciato su dalla piazza.... Dal grosso manico +rotondo pendevano brandelli di panno.... pezzi di cinghia.... Lo +raccolse.... si sentì la mano bagnata.... guardò.... era intrisa di +sangue.... Trasalì, ebbe un tremito, gittò lontano il troncone, poi +rimase immobile, sbigottito.... inorridito.... Era il mozziccone.... +era la gamba di legno di Taddeo! + + + + +XI. + + +--A Casalbara! A Casalbara! Domani tutti a Casalbara! + +Questa era stata la parola d'ordine dei dimostranti di Primarole. E +l'indomani mattina albeggiava appena e già i carabinieri e le guardie +in borghese comparivano qua e là nel piazzale, dinanzi alla villa del +duca. + +Piovigginava; tutta la borgata, dai tetti neri, uniformi, pareva più +bassa, in quello squallore dilagante dell'ottobre bigio, nebbioso. + +La villa sola, con tutte le finestre chiuse, s'innalzava più tetra, fra +le macchie cupe degli abeti e le macchie giallognole degli ippocastani: +l'acqua cadeva dalle gronde, crepitava sul selciato con un mormorio +monotono, lugubre. + +Qualche notizia dei fatti di Primarole era arrivata confusamente anche +alla villa. Pietro Laner ne era rimasto colpito, ne era agitatissimo. +Non aveva potuto dormire e si alzava allora col rimorso, il dolore di +non essere stato il giorno innanzi a Primarole, alla seduta del +Consiglio.... Ma non aveva potuto muoversi da Casalbara, tenuto lì, +sorvegliato da Evelina, la quale aveva ripreso, a un tratto, tutti i +suoi diritti. + +Pietro Laner, inebriato, esaltato dall'amore di Nora, era ritornato +poeta; quando Matteo Cantasirena gli ebbe accennato ai pericoli della +_Cisalpina_, per le mene dei soliti nemici, e gli ebbe confidato che +Eleonora non era corsa a Milano per la prova di certe _toilettes_, come +gli aveva dato ad intendere, ma bensì a raccogliere armi e vettovaglie +per la grande battaglia, Pietro Laner, il poeta dell'_Invito_, +dell'_Incanto_, dell'_Inganno_, aveva avuto un impeto di entusiasmo e +di gioia. Egli si sarebbe redento salvando quel nome e quella casa! +Sarebbe corso a Primarole, avrebbe parlato e votato in favore della +_Cisalpina:_ avrebbe dato tutto sè stesso, la vita, e tutto quanto +possedeva. Sì! anche il suo capitaletto, ancora le ventimila lire che +gli bruciavano come un'onta! + +Ruy Blas avrebbe salvato la regina.... ed il re! + +Ma quest'impeto di poesia, d'amore e di sacrificio, non era punto +condiviso dalla signora Laner. Evelina, anzi, stimava giunto il momento +di aprir gli occhi, d'imporsi al marito, di ritornarsene a Crodarossa. +Avrebbe scritto alle zie che la visita rimandata nell'estate, essi la +facevano adesso, nell'autunno. Ci sarebbe stato un po' di fresco +lassù..., ma poco male. + +--Va tutto in rovina!... Bisogna scappare, salvarsi, e salvar la mia +roba!...--mormorava la signora Laner fra sè. + +Pietro, a Casalbara, aveva una camera accanto a quella di sua moglie. +Anche il giorno innanzi si era alzato prestissimo, per recarsi a +Primarole e concertarsi col Fontanella e coll'Arcangeli, prima della +seduta del Consiglio. Anche il giorno innanzi si era vestito piano, +ancora col lume.... e già stava per andarsene, quando l'uscio si aprì +lentamente e Pietro Laner si trovò dinanzi Evelina, in camicia, con un +sottanino legato ai fianchi; Evelina, col viso torvo, sudicio, lustro +di sudore e i pochi capelli irti, arruffati: + +--Dove vai?--essa gli domandò. + +--A Primarole.... Per la seduta del Consiglio.... + +--A Primarole non si va!...--esclamò la signora Laner avvicinandosi, +fissando Pietro cogli occhi biechi, guerci, che nella penombra +apparivano più incavati. A Primarole oggi non si va! + +--Perchè?--ripetè Pietro, rimettendosi dallo sbigottimento che lo aveva +colto al primo istante.--Non hai sentito le raccomandazioni che mi ha +fatto tuo zio? + +--Resterai qui!--esclamò più forte Evelina, imponendosi. + +--Perchè?... Ma perchè?--replicò Pietro a sua volta ribellandosi. + +--Perchè io non ti permetterò di rovinare tua moglie per la tua amante! + +--Evelina!--gridò il Laner, alzando la voce e nell'impeto, furibondo, +alzando anche il pugno chiuso. + +--Sì, la tua amante!--replicò Evelina, rimanendo ferma, imperterrita, +sotto quel pugno minaccioso.--Ah! Perchè tu eri accecato, come un +matto, e non avevi nessun riguardo, nessun rispetto, nessun freno, +credevi che io non avessi occhi per vedere? Ho sempre visto tutto, fin +dal primo giorno, fin dalla prima sera, dopo il pranzo del ministro, +quando "quell'altra" era ubriaca!...--ed Evelina ebbe un sogghigno di +sprezzo, di sfida,--Ho sempre visto tutto! + +Pietro Laner aggrottò le ciglia. + +--E allora perchè hai aspettato tanto?... Perchè aspetti adesso a +parlare? + +--Perchè.... se ho sopportato tutto.... tutto il resto.... non voglio +che oggi tu rovini tua moglie per la tua amante. Questo no, questo non +lo voglio! + +Pietro ebbe un impeto di collera, si ribellò. Quella donna, mezzo in +camicia, che gli appariva come un fantasma fra le ombre della camera e +la scarsa luce rosseggiante della candela, era una ladra. Sì! Essa gli +aveva rubato il cuore, la felicità, la libertà! E sempre, sempre così! +Sempre fra le ombre e la penombra, misteriosamente, perfidamente, +sempre così, come un fantasma!... E adesso voleva rubarle anche il suo +amore! Ah no! Era finita! Adesso si sentiva forte, perchè si sentiva +amato!... + +Afferrandola per un braccio, le disse sotto voce, con ira: + +--Spieghiamoci! È l'ora di spiegarsi!... Ma senza gridare, parlando +piano fra di noi! Nessuno deve sentirci: perchè nessuno deve sapere chi +sei!... E anche tu cerca d'indovinare.... tutto ciò che io non voglio +dire: che non voglio dire per vergogna di te e di me! Ti basti sapere +che io, adesso, ti conosco, che adesso leggo in fondo all'anima tua, in +fondo alla tua cattiveria, alla tua ipocrisia, alla tua avarizia, alla +tua avidità! Ti basti sapere che oggi io so valutare ogni atto della +tua vita, ogni tua parola, ogni tua perfidia. Ho capito, so, perchè hai +voluto sposarmi, come sei riuscita a sposarmi. Ho scoperto finalmente +la cagione vera, unica, sola, per la quale tu hai chiuso gli occhi, +fino ad oggi. Ho capito tutto! So tutto! Ed oggi sono io, io solo, che +ha il diritto di imporsi e di alzare la voce, e tu, questo lo sai! Sono +io, io solo, che avrebbe il diritto di vendicarsi, e anche questo tu lo +sai. Ma io non voglio scene, non voglio scandali. Vado a Primarole, +subito, perchè sono consigliere d'amministrazione, perchè devo andare, +perchè mi accomoda di andare. E tu ritorna nella tua camera! Ci siamo +spiegati per la prima volta: prega il tuo Dio che sia l'ultima. Va via! + +La signora Laner non si mosse, rimase impassibile: continuò a +sogghignare colle labbra stirate, pallide, sottili, mostrando i denti +guasti: un sogghigno, un morso di vipera. + +--Sono prudente anch'io,--bisbigliò,--e anch'io parlerò sottovoce. Da +quindici giorni, tutte le lettere che pervengono al duca passano per le +mie mani; ve ne sono parecchie di anonime: parlano delle vostre +passeggiate alla _Madonna del Sole_, delle vostre.... conversazioni +nella selvetta dell'Ercole.... delle vostre colazioni alla _Corona +Bianca!_ Le ho tutte, dalla prima all'ultima: tu vai a Primarole, butta +all'inferno anche quel poco nostro danaro per la tua amante, colla +scusa della _Cisalpina_, va, rovina tua moglie e io consegno quelle +lettere al duca. E bada, il duca non è tale da scherzare, trattandosi +del suo onore. + +Così la signora Laner si era imposta a suo marito: e tanto più era +riuscita, in quanto il Casalbara cominciava a sospettare la verità. + +Il duca sospettava del signor Laner, del dottor Foresti, di Nora: +sopratutto di Nora. Quella gente lo ingannava; lo tradiva, perchè?... + +Qual era il loro scopo? Il loro interesse? Perchè si erano messi in +lega, tutti in lega, contro di lui?... + +La quiete, il lungo riposo, il vivere separato dalla moglie, gli +avevano giovato, anche alla sua intelligenza. L'assopimento non era più +continuo: la sua mente si risvegliava tratto tratto colla visione +lucida della realtà, e allora, vigilante, sospettoso, osservava tutto, +spiava tutti, attentamente, acutamente, finchè l'inquietudine stessa, +l'angoscia di quei dubbî, di quei sospetti, l'ansia dolorosa dello +spirito affaticato nella continua tensione, lo prostravano, lo +accasciavano.... e allora, come prima, le idee, i pensieri, i desideri, +la mente tornavano a confondersi, ad annebbiarsi.... a svanire.... + +--Perchè si erano messi in lega, tutti in lega, contro di lui?... + +Nè il dottor Foresti, nè la signora Laner non si erano accorti subito +che il duca cominciava a capire, cominciava a sospettare. Quel vecchio +bamboccio mezzo addormentato, istupidito e inebetito dalla moglie +giovane, non incuteva loro nè rispetto, nè compassione: fra loro due, +quando rimanevano soli col duca, ne ridevano sommessamente: erano +appena mezze parolette, mezze frasi buttate alla sfuggita.... ma che +non sfuggivano al duca, attentissimo, inquietissimo. + +--Perchè si erano messi in lega, tutti in lega, contro di lui?... + +Il Casalbara, ormai, aveva chiaro anche il sospetto: il collirio di +atropina che gli faceva bruciar gli occhi per un paio d'ore, il regime +rigoroso di vita che gli era imposto dal dottor Foresti, la continua +sorveglianza e la segregazione assoluta, celavano ben altro scopo, ben +altro fine!... No!... non era la sua salute che premeva a quella +gente.... a quella signora Laner così assidua, premurosa, così +melliflua.... e così beffarda.... a quel dottor Foresti, così +ossequioso, umile, servile.... e così falso.... No! Non era la sua +salute, no, no, no! + +E non volle più saperne delle istillazioni, non volle più prendere +medicine. + +Il dottor Foresti era inquieto. Non aveva ecceduto nell'ubbidire agli +ordini di Matteo Cantasirena?.... Nel prevenire i desideri della +duchessa? + +--Attenti, signora Laner,--aveva detto il Foresti.--Il duca sospetta +qualche cosa. + +Gli occhi di Evelina guizzarono dietro il barbaglio delle lenti grosse, +traballanti. Si avvicinava il giorno di scappare a Crodarossa! + +Il Casalbara era già stato sul punto di smascherare il dottore, di +smascherare la signora Laner, di costringere sua moglie a +confessare;... ma la fatica stessa di dover fare e sostenere una scena +così dolorosa, il timore delle conseguenze di uno scandalo, e lo +sgomento di restare ancora più solo, ancora più abbandonato, di essere +ancora più odiato, lo avevano reso esitante, lo avevano trattenuto.... +lo avevano indotto a calmarsi, a sperare. + +E poi, se si ingannava? + +No.... No.... Non si ingannava. Si erano messi in lega, tutti in lega, +contro di lui! + +--Bisognava smascherarli tutti, smascherare sua moglie!... +Quell'infame!... + +Ma la verità voleva scoprirla lui solo, da solo! + +L'onore della casa, il nome sacro dei Casalbara, il nome di suo +fratello, dovevano rimanere puri, intemerati! + +Sua moglie aveva un amante?... + +No. Non era possibile. Era troppo fredda, non aveva cuore. + +E poi era sempre lì.... a Casalbara.... e lì a Casalbara non c'era +nessuno.--Quel Laner?... Il primo amore.... forse la compassione.... la +pietà?... + +No: questo dubbio era assurdo: era una pazzia. La moglie stessa del +Laner non era della lega, non era in lega contro di lui? + +Perchè dunque lo tradivano? + +Forse un raggiro della vecchia canaglia?... Di Matteo Cantasirena? + +Quel dottor Foresti, quella signora Laner erano sue creature....--E +anche sua moglie, era una creatura del Cantasirena.... Ma adesso che +aveva tutto ottenuto.... tutto quello che voleva.... Eleonora, la +regina, la sua stella non si faceva più vedere.... nemmeno vedere!... +Eleonora così buona.... quando voleva esser buona.... Eleonora tanto +bella.... tanto bella! + +.... E non pensava più che alla moglie, si addormentava nel pensiero +della moglie, dimenticava Matteo Cantasirena e la _Cisalpina_, +svanivano i timori, svanivano i sospetti.... e tornava a credere nel +dottor Foresti, e tornava a pregare, a supplicare, a scongiurare la +signora Laner di non abbandonarlo: + +--Oh, lei.... lei è buona!... A lei non fanno ribrezzo i poveri vecchi, +i poveri ammalati! + +.... Nora rimase tre giorni senza mostrarsi: il Casalbara ebbe un +impeto di collera, di sdegno: essa avrebbe dovuto avere qualche +riguardo, almeno per la gente. Mandò a farla chiamare: ma era appunto +il giorno in cui la duchessa si trovava a Milano, occupata col Galli +per le centocinquemila lire. + +--A Milano?... Senza nemmeno avvisarmi? + +--È andata a Milano per parlare col ragioniere Vigliani, e per provarsi +dei vestiti--si era affrettata a rispondere Evelina.--Ha detto che +tornava stasera, e se i vestiti non erano pronti, domattina. Voleva +salutarla, ma il signor duca dormiva.... + +--Non dormo sempre.... dormo meno di quanto si crede....--borbottò il +Casalbara. + +Tuttavia il duca finse di non arrabbiarsi per quella partenza +improvvisa. Gli era balenata un'idea per scoprire la verità. La +lontananza di Eleonora lo rendeva più forte, più sicuro di sè. Anche il +dottor Foresti era a Milano: meglio: minor sorveglianza, nessun +pericolo di destare sospetti. + +La sua grande idea per scoprire la verità era ingenuamente semplice. Di +notte, quando tutti sarebbero stati addormentati, egli, chiuso nella +camera di sua moglie, avrebbe cercato, rovistato, frugato in tutti i +suoi cassetti. Se aveva un amante, se lo tradiva, egli avrebbe trovato +una lettera, un indizio, e allora.... allora sarebbe partito anche lui +per Milano! + +Nel cuore della notte, quando tutti dormivano, il Casalbara entrò +infatti adagio, in punta di piedi, furtivamente, nella camera della +moglie. + +Aveva pensato, rimuginato a lungo quel suo piano, colla meticolosità +dei vecchi e dei malati: aveva portato con sè tutte le sue chiavi e il +suo grosso coltello di carrozza. Fece scattare subito tutte quelle +deboli e piccole serrature.... frugò, cercò, ma non trovò niente.... +niente.... altro che la grazia, la bellezza, il profumo di sua moglie, +dovunque, in tutti quegli oggetti.... Niente, niente, niente!... Povera +Eleonora!... L'aveva calunniata.... Se avesse avuto un amante, egli +avrebbe trovato certo una lettera, un fiore, un ricordo, un indizio! +Invece, nulla!... E cacciava la faccia in quei cassetti aperti, +respirando quel profumo, deliziandosi.... + +--Eleonora! Eleonora!... Dio!... Dio!... Purchè ritornasse buona, come +le avrebbe data tutta la vita.... Tutta la vita.... per una notte +soltanto.... una notte di Nizza!... + +Vedeva la moglie in quella stanza.... la sentiva. Respirava dappertutto +il suo odore di bionda e di _lilas de Perse_.... + +Si avvicinò al letto; al letto apparecchiato per la notte. Guardò, +baciò, respirò quelle trine, quei veli di batista e di _surah_.... +baciò i guanciali.... baciò tutto il letto.... e lì sul letto di sua +moglie, cercando, aspirando il profumo di sua moglie, si assopì.... +finì per addormentarsi.... + +Dormì così fino alla mattina, e fu destato di soprassalto da un clamore +assordante di voci, di grida, di urli, di fischi. Spaventato, scese dal +letto. + +Dalle gelosie chiuse entrava un filo di luce.... + +Non era nella sua camera.... Dov'era?... + +Allora si ricordò. Era nella camera di sua moglie. La camera di sua +moglie era in faccia al piazzale. + +Ma perchè quegli urli, quei fischi, tutto quello schiamazzo?... A +tentoni si avvicinò alla finestra, l'aprì.... Tutta la piazza era piena +di gente tumultuante.... era piena di ombrelli.... pioveva a +dirotto.... c'erano guardie e carabinieri!... + +A un tratto udì una voce forte, stentorea: + +--"Morte al Casalbara! Morte ai ladri della _Cisalpina!_" + +Tutto il sangue gli salì alla testa con un sussulto Spaventoso. + +--Mentitore!--gridò. Ma il grido debole, rimase soffocato nella +strozza: nessuno aveva visto il duca alla finestra; nessuno aveva udito +il suo grido. + +In quel punto, due, tre, dieci, venti contadini, una frotta di +contadini, scavalcato il muro di cinta, attraversarono di corsa il +giardino, sotto la pioggia fitta, diguazzando nell'acqua, +precipitandosi verso la casa. + +Un carabiniere, alcuni questurini in borghese si staccarono dagli altri +che eran di guardia al cancello, e si avventarono loro incontro per +arrestarli. + +--Dove andate?... In dietro! In dietro! In dietro! + +--Dal duca! Dal duca! Vogliamo intenderci col duca! Vogliamo i nostri +denari! + +I carabinieri, le guardie si oppongono; la colluttazione, corpo a +corpo, sotto il diluvio, si fa violenta, accanita. In quel punto, dalla +gradinata si precipita Pietro Laner, in aiuto dei carabinieri, delle +guardie, scongiurando quella gente a calmarsi, a scegliere una +commissione di due, di tre per parlare al signor duca.... Lui stesso li +avrebbe introdotti. + +--Non abbiamo bisogno di voi! + +--Non vogliamo saperne di voi! + +--Va dalla duchessa! + +--Chi siete voi? Ah! l'amante della duchessa! + +--Va alla _Madonna del Sole!_ Alla selva dell'Ercole! Arrivederci alla +_Corona Bianca!_ + +--Va via! Va via! Mantenuto! Lascia fare! + +--Noi, si lavora, noi! Mantenuto! + +Pietro Laner indietreggia: una parola ancora più turpe, oscena, solleva +i fischi, gli urli di tutta quella gentaglia furibonda. + +--Vada via lei!... Vada via!--gli bisbigliano le guardie, i +carabinieri,--o noi non si risponde più di niente. + +Pietro Laner indietreggia ancora livido, allibito, fradicio.... sale la +gradinata.... nuovi improperi, urli, fischi, sassate.... Non ode più +nulla, gli si annebbiano gli occhi.... barcollando entra in casa, si +trova dinanzi allo spettro del duca e fugge.... fugge ancor più +spaventato, come impazzito. + +Il duca di Casalbara solo, senza cappello in testa, si affaccia +sull'alto del terrazzo. + +--Il duca! Il duca!--grida la folla e tutti lo circondano +tumultuosamente. + +--Vogliamo i nostri denari! + +--I ladri della _Cisalpina_ ci hanno rubato le nostre paghe! + +--Il nostro sangue! + +--Vogliamo giustizia! + +--Sì!... Sì!... Sì!...--risponde il duca balbettando; cogli occhi +sbarrati, fissi nel vuoto.--Sì!... Sì!... Sì!... Giustizia fino +all'ultimo!... Giustizia per tutti!... Giustizia fino all'ultimo.... +Lei!... Lei!... + +L'occhio è sempre fisso nel vuoto, le labbra tremanti, livide, gonfie, +le vene delle tempie turgide, pulsanti. + +--Giustizia!... Giustizia fino all'ultimo.... Lei!... Lei!... A Milano! + +Il pretore, corso lì colle guardie, e il delegato colgono a volo quella +parola: Milano. + +Pensano di allontanarlo, di allontanare il pericolo e così ottenere la +calma. + +--Il signor duca parte subito per Milano! Per parlare col prefetto! Per +far arrestare i ladri.... Per rendervi giustizia! + +--Sì!... Sì!... Giustizia!... Giustizia fino all'ultimo! + +--Adesso! Subito!... + +--C'è la corsa! + +--Bisogna aspettar la corsa!... + +--Giustizia!... Giustizia!... Giustizia per tutti!... Giustizia fino +all'ultimo!--e il duca borbotta ancora fra sè:--Ammazzarla.... +Ammazzarla.... Lei! + +La gente, sotto gli ombrelli, non si muove dal piazzale, ma non è più +minacciosa. + +--Povero vecchio! Non sapeva niente! Era ingannato! Era tradito come +noi!... Il Casalbara! Il duca!... È sempre stato buono! I Casalbara +sono sempre stati la provvidenza del paese! + +E quando il duca attraversò la folla per recarsi alla stazione, scoppiò +un urrà d'applausi: + +--Viva il Casalbara! + +--Viva il Presidente della _Cisalpina_! + +E gridando: Viva il Presidente! Viva il Casalbara! e agitando, +squassando gli ombrelli lo accompagnano alla stazione. + +Il duca, di tutta la scena, non ha impresso che quella parola: "ladro" +confusa col nome dei Casalbara, e la rivelazione dell'infamia di sua +moglie nelle urlate della folla, contro il Laner, contro "l'amante +della duchessa!" + +Coloro che lo hanno accompagnato in vagone, un suo fattore ed un suo +vecchio fittabile, lo spingono al finestrino per ringraziare la folla, +che continua ad applaudire, a gridare evviva, ad agitare i fazzoletti e +gli ombrelli. + +--Giustizia!... Giustizia fino all'ultimo! Giustizia per +tutti!--risponde il Casalbara e torna a sedere, a balbettare col +tremito delle labbra violacee: Giustizia.... Giustizia.... Milano.... +Giustizia....--e poi più rauco, più sottovoce, sussultando:--Lei.... +Ammazzarla.... Lei! + +Giunto a Milano, alla stazione, si sente quasi mancare: beve, ingoia un +bicchierino o due di cognac... Non vuol essere più accompagnato da +nessuno, assolutamente. + +--Sto bene!.... Mi sento bene!... + +Gli altri lo lasciano andare in brum, ma poi gli tengono dietro, pure +in carrozza. + +Quando il brum si ferma dinanzi al palazzo, il portiere accorre.... lo +aiuta a scendere. + +--Lei?... Lei?...--borbottò il Casalbara. + +--La signora duchessa?... È in casa, Eccellenza; è in casa. + +--È col signor Cantasirena,--gli dice la Vittorina sopraggiungendo. E +lo aiuta a salir le scale. + +Il duca, arrivato nell'anticamera, impone alla Vittorina di fermarsi. +Si avanza solo, barcollando. A brevi passi precipitosi, appoggiandosi +ai mobili, arriva al salottino di sua moglie. + +Nora, vedendolo, getta un grido. Il duca si appoggia allo stipite +dell'uscio, la fissa.... la fissa in un modo terribile.... vuol +parlare.... imprecare.... alza la mano come per maledirla, per +colpirla, ma la parola gli resta soffocata, strozzata.... non gli esce +dalla bocca che un rantolo.... Si piega su sè stesso, fa per +abbrancarsi alla tenda della portiera e stramazza, rotolando sul +tappeto, ai piedi di Nora. + +--Dio! Dio! Dio!... + +--Giovanni!... Giovanni mio!...--balbetta pallido, allibito Matteo +Cantasirena. E lo solleva a stento, lo porta, trascinandolo, sul +canapè. + +Nora, rimane immobile, muta. + +Il Casalbara aveva gli occhi sempre aperti, fissi, sbarrati: dal naso, +dalla fronte gli gocciolava il sangue: il respiro rantoloso gli portava +un gorgoglio di schiuma bianca, sulla bocca storta, contratta. + + + +XII. + + +I disordini di Primarole e di Casalbara! Anche a Milano non si parlava +d'altro. + +Due morti! Parecchi feriti!... Il duca Giovanni, il presidente della +_Cisalpina_, il solo gentiluomo fra tanti imbroglioni, preso a sassate, +scampato a stento dalla marmaglia furibonda! + +--Ecco le colpevoli catastrofi che preparano, che affrettano la +rivoluzione sociale!... + +--E chi meno ne ha colpa, paga per tutti! + +--Quel povero Tolomei? La _Cisalpina_ gli ha dato il tracollo! Il +Bizzarelli, il Vergani, il Palazzoli, il Brunetti?... Tutti +galantuomini, gente di lavoro, padri di famiglia, buttati sul +lastrico!... Anche il conte Bobboli, tirato dentro pei capelli, +intimidito, ricattato, come forse il Duranti! Anche il Beretta, persino +donna Alessandrina, la madre di Pio Calca!... Tutti senza un soldo! + +--È un _crac_ terribile, che rovina mezza Milano. + +Ma poi la gente seria cominciava a infastidirsi:--Peggio per loro! Per +l'ingordigia di far milioni in un anno, per l'ambizione, per la smania +del ciondolo di deputato, non dovevano fidarsi di una canaglia come il +Cantasirena, di un ambizioso imbroglione come il Fontanella! + +E i giudizi a mano a mano mutavano, e cominciavano le insinuazioni e le +accuse. + +--Quanto al Tolomei,--sussurravano i meglio informati,--è sempre stato +uno spiantato. Vive di questo: si guadagna la vita a furia di andare in +malora! + +--Tutti gli altri? Il Bizzarelli, il Brunetti, il Vergani? Creature del +Cantasirena e del Fontanella! Fantocci, teste di legno; tutta gente che +casca in piedi! + +--Quel beì del conte Bobboli? Ne ha sempre fatte di tutti i colori.... +dal bianco d'avorio al nero d'ebano! + +--Chi però ci lascia la pelle sono i pesciolini minuti; quei poveracci +di campagna, adescati, ingannati, sfruttati colle azioni e cogli +appalti! Questi sono da compiangere! Questi gridano vendetta! + +--Ci vuole un esempio! Un esempio di "alta moralità". + +--Ma il Fontanella, il Cantasirena, si cacciano in prigione sì o no? + +--Bisogna purificare l'ambiente! + +--E riguardi per nessuno!... Tutto il Consiglio d'amministrazione sotto +processo!... E anche il presidente! Anche il Casalbara!... Peggio per +lui se è un imbecille; non doveva ficcarsi negli affari! + +--E poi, anche il Casalbara, non si pappava venticinquemila lire di +stipendio? + +--Dicono cinquantamila, senza le rappresentanze e il resto! + +--Sotto processo anche il Casalbara! + +--È ora di finirla coi riguardi, coi privilegi! Ci vuole un esempio! + +--Bisogna purificare l'ambiente! + +--Ma il governo che fa? + +--Il Governo manda i suoi ministri a Primarole! + +--La colpa è del prefetto!... Un camaleonte!... Un pusillanime!... E +anche il Bonforti e il Ghirlanda, i radicaloni, i socialisti che +sostengono la _Cisalpina_ per paura di perdere il collegio!... È una +vergogna, uno scandalo! + +Intanto un'altra voce cominciava a diffondersi, una voce che si voleva +soffocare, ma che a mano a mano correva più insistente, più +impressionante. + +Il signor Galli, il procuratore della banca Kloss era scappato in +America! No, era scappato in Grecia! Era scappato con duecentomila +lire! + +Il Kloss protestava che non era vero niente, il suo procuratore era a +_Turin_. + +--_In tucc ciaccer_! + +Ma non credevano più nemmeno al Kloss.--Il Galli era proprio scappato: +l'ammanco era di mezzo milione!--Aveva messo in pratica il socialismo +per proprio conto, quello lì! + +--Ma se pareva un galantuomo? Aveva giuocato in Borsa?... No! _Cherchez +la femme_! Una donna? Il Galli? Un uomo tutta famiglia! Un uomo serio, +posato? + +--Invece aveva una relazione segreta, con una delle signore più +eleganti dell'alta società alla quale pagava conti per molte migliaia +di lire!...--Ma no, non era una signora!... Era una ballerina! Erano +scappati insieme!... + +--_In tucc ciaccer_!--continuava a ripetere il Kloss. Ma un giorno, in +un _braccio morto_ della Vettabia, nelle acque limacciose, sporche, +nere, inquinate dalle vicine tintorie, fu pescato un cadavere gonfio, +sfigurato. Era il procuratore della Banca Kloss; era il signor Galli. + +--Altro che scappare con una ballerina! Si è buttato nel _Naviglio_, si +è annegato! + +--Ma la ragione del suicidio? + +--La _Cisalpina_! + +--Era stato tirato dentro nella _Cisalpina_! Aveva conosciuto Matteo +Cantasirena dal duca di Casalbara! Si era lasciato suggestionare! + +E quel suicidio del Galli, riverberava una luce ancor più sinistra +sulla _Cisalpina_, sui misteri della _Cisalpina_, sulle influenze +losche, tenebrose di quella vasta associazione di malfattori che si +chiamava la _Cisalpina_, e tutti protestavano che volevano la luce, la +luce, che bisognava rischiarare, purificare l'ambiente! + +Anche i giornali gridavano alto, su tutti i toni: + +--Si determinassero nettamente le responsabilità! + +--Si facesse un'inchiesta severa, esauriente! + +Ognuno però voleva che si cominciasse in casa del vicino.... + +Matteo Cantasirena, il Fontanella, tutto il Consiglio +d'amministrazione, non dovevano essere i capri espiatori di nessun +interesse privato, di nessuna camorra. + +--Il pubblico ha diritto di sapere di che genere furono le +compromissioni del Bonforti e del Ghirlanda!--gridavano gli +uni.--L'inchiesta non deve arrestarsi alla soglia dei palazzi +prefettizi!--gridavano altri. + +E altri ancora: + +--E neppure deve arrestarsi dinanzi alla sagrestia e alla Curia! Fuori +tutti i pasticci della fabbricceria di Castellanzo col Fontanella! Alla +gogna anche i preti e i monsignori della _Cisalpina_! + +Il fermento era straordinario: la moralità politica, la moralità +sociale volevano un esempio, imponevano la luce: la luce piena, intera, +senza privilegi, senza immunità, la luce su tutto, la luce su tutti! + +E un raggio appunto di questa luce tanto desiderata, di questa luce +tanto invocata avrebbe potuto diffondersi.... per mezzo del Kloss, del +commendator Francesco Kloss, il quale, rovistando nella scrivania del +suo procuratore, aveva trovato il famoso dispaccio spedito al Galli +dalla duchessa: + +"Arrivo stasera Milano. Venga subito. + +"ELEONORA CASALBARA" + +E mentre faceva questa scoperta, il Kloss veniva pure informato dalla +Banca Insubria dei due _chéques_ per centocinquemila lire, intestati a +Matteo Cantasirena, e firmati dal Galli. + +--_La pionta pericolosa_!... Il trabocchetto!--esclamò il Kloss. + +Infatti fra la data degli _chéques_, e la data del dispaccio, la +distanza era appena di ventiquattr'ore.... Ed erano quei giorni appunto +in cui il signor Galli doveva recarsi a Torino, i giorni della sua +scomparsa, del suicidio! + +--_La pionta_!... Il trabocchetto! + +Il Kloss abile e scaltro, che conosceva la abilità e la scaltrezza +della duchessa, aveva intuito facilmente il dramma accaduto fra lei e +il suo procuratore: _lacrime, setuzion...._ e poi, passata la cotta, il +rimorso, il suicidio!... _Robb de Statera_!... ma anche _de procurator +del re!_ + +E, facendo subito la sua brava denuncia, forse sarebbe riuscito a +salvare ancora, tutte o in parte, le sue centocinquemila lire. + +_--Adacio!... Adacio!_ + +Il Kloss voleva pensarci e riflettere seriamente prima di muovere un +passo. + +--Un _process_?... Un processo di quel genere, a Matteo Cantasirena, +alla duchessa di Casalbara?... Al Casalbara?... Un processo da mettere +sossopra tutto il mondo? E poi, come sarebbe andato a finire? Se +venivano in ballo.... i suoi primi affari.... a Praga?... + +Un _process_, è sempre una disgrazia anche per chi lo fa. + +--_Mi avessi per massima ceneral_--diceva il Kloss--_in casa, pussée +mei i later, della ciustizia!_ + +Ma anche il perderci centocinquemila lire non era nelle sue massime, +nelle sue idee, nemmeno nelle sue forze! Bisognava trovare il modo di +impattarsi.... ma _cito cito_, queto queto, senza far _bortel_! + +Intimare a Matteo Cantasirena di restituire la somma?... Era un +pretendere l'inverosimile. Imporne la restituzione alla duchessa?... Al +_vecc_? Erano tutti spiantati. + +Invece, questo era da fare: La _Cisalpina_ dichiarata in +liquidazione.... ed essere nominato lui, il liquidatore con pieni +poteri. C'era da riguadagnarle più volte le centocinquemila lire: prima +nella liquidazione stessa: poi nell'impresa dei tram elettrici.... Aver +nelle mani il segretario generale, voleva dire aver nelle mani anche il +Fontanella e gli altri.... + +--Ecco l'affare!... ed ecco _l'ultimatum! Liquitazione_ della +_Cisalpina: liquitatore mi_, coi pieni _poter_! + +E per mia parte, cito, silenzio! E non si parla più _de process_! + +I processi fanno paura a tutti e ai _galantom_--concludeva il Kloss +alludendo a sè stesso--_pussée anca mò!_ + +E per intendersi? + +Doveva scrivere a Cantasirena di venire nel suo studio?... Mandare a +chiamare quel Mariano Perego?... Fissare un appuntamento?... + +Tutto ciò gli seccava.... In quei giorni avrebbe dato nell'occhio; e +poi.... tirarsi fra i piedi i _giornalista_.... Niente! + +Gli balenò un'idea: un fiotto di sangue gli montò alla testa, gli fece +luccicare gli occhietti e arrossir la pelle sotto i baffi tinti e duri. +Saltò di colpo dal canapè sul quale si era buttato. + +_--Cuella matama! La matama! Lei stessa!_ + +Adesso non era più il caso di scappare, di fare il _casto Ciuseppe_: +adesso la _catta l'aveva in te le man_, colle unghie ben tagliate! Più +nessun pericolo per i tanee! + +--Con quel famoso dispaccio, _semm nun che comanta_! + +Andò dalla duchessa subito, sul momento. + +--_La c'è_?--domandò al portiere senza tante cerimonie. + +Il portiere gli rispose di sì, che la signora duchessa era in casa, ma +che, stante la malattia del signor duca, assolutamente non riceveva +nessuno. + +--Va _supito_ ad _afertirla_ che _sont chi mi_! + +Il portiere chiamò la Vittorina per far annunziare alla signora +duchessa, che c'era il commendator Kloss, il quale aveva premura di +parlarle. + +Nora era in camera di suo marito. Essa non lo abbandonava più, non lo +lasciava mai, nè giorno, nè notte: nessuno doveva entrare in quella +camera, tranne il dottor Foresti. + +Il Casalbara aveva riacquistata l'intelligenza, ma non la parola, non +la forza; però il dottor Foresti aveva detto alla duchessa che avrebbe +potuto riaversi da un momento all'altro.... Ed era quindi Nora stessa, +lei sola, che gli voleva fare da infermiera, adattando le sue manine +pallide, profumate ai servizi più umili, sempre attenta, premurosa, +affettuosa, sempre carezzevole, colla sua voce limpida e fresca. + +Ma il Casalbara, nel letto, seduto, curvo, appoggiato a un monte di +cuscini, non pareva commuoversi a tanta devozione, a tante +amorevolezze. Egli fissava sulla moglie i grandi occhi sbarrati, +iniettati di sangue, con una espressione strana, intensa di collera, di +odio. Le vene turgide, pulsanti delle tempie, il viso rosso, gonfio, le +labbra violacee, tremanti, il respiro affannoso, corto, esprimevano lo +sforzo di una parola che egli voleva dire, ma che non gli riusciva +dire, che rimaneva soffocata, strozzata in un rantolo.... + +Quando la Vittorina, alla quale era stato proibito come agli altri, di +entrare nella camera del signor duca, chiamò fuori la duchessa per +dirle della visita del commendator Kloss, Nora trasalì vivamente. + +Il Kloss veniva a parlarle del signor Galli!... Era quello che essa +presagiva, che paventava fin dal primo giorno del suicidio. Pure riuscì +a vincersi. Ordinò alla Vittorina di far entrare il commendator Kloss +nel salotto. Poi si avvicinò, si curvò per dire al marito: + +--Vengo subito....--e uscì chiudendo bene l'uscio della camera, +chiudendo bene anche gli usci delle altre stanze che mettevano nel +salotto. + +L'occhio del Casalbara seguì la moglie fisso, sbarrato.... le vene +delle tempie gli pulsavano più turgide, violette, e la parola +inarticolata, strozzata, il rantolo era più affannoso, più forte. + +Nora si presentò al Kloss diritta, sicura, ringraziandolo con un mesto +sorriso, mentre si asciugava gli occhi, mentre si accomodava la massa +dei capelli che le cadevano da tutte le parti. + +Finse di credere che il Kloss fosse lì per informarsi di suo marito e +gli stese la mano, con un'aria intima, in cui la cordialità, +l'effusione e il dolore, conservavano tutta l'alterezza, tutta la +dignità signorile. + +--Grazie, di essere venuto. Giovanni la vedrà certo volentieri. Vuol +passare?--E accennò verso la camera del marito. + +--Niente! Niente!--rispose il Kloss colla voce sgangherata e facendo un +saltetto nell'inchinarsi.--_Mi venissi_ forse importuno dalla signora +duchessa, per un semplice schiarimento. + +Vedendola, dopo tanto tempo, vedendola ancora più bella, più fresca, +più rosea e così bionda nel disordine della toelette, nel morbido +languore delle lacrime, gli occhietti del Kloss scintillarono umidi, +torvi. Ma si scosse con un altro inchino, un altro saltetto, e si +sforzò per contenersi.... e per parlare bene l'italiano, volendo dare +maggiore gravità, maggior imponenza al discorso. + +--Lei sa, _vera_, del Galli?... Del suicidio? + +Nora si era preparata a quella parola, pure non potè vincere un +tremito, e fece un atto colla faccia impallidita per dir di no: ma le +mancò il fiato, non potè parlare. + +--Sicuro: _cherchez la femme!... diseven intorno_.--E il Kloss fissò +Nora, torcendosi, mordendosi i baffi duri finchè la costrinse a +impallidire nuovamente, a chinare il capo, a tremare. + +--_Diseven_, che aveva preso il volo con una ballerina. Invece niente +del tutto: si tratta d'un suicidio avvenuto.... _per compinazion_ il +giorno dopo il suo arrivo a Milano. Le fa impressione, _vera_? + +--Infatti....--bisbigliò Nora, la quale perdeva la forza, il coraggio, +e vacillando si lasciava cadere sul canapè. + +--_Anche a mi! Restassi_ di colpo.... _spalortito_!--e il Kloss, senza +far complimenti, sedette pure sul canapè, vicino a Nora, sdraiandosi, +dimenando le gambette arcuate; poi tornò più grave, per dar più forza, +più importanza al discorso, per spaventar la duchessa ancora di +più.--Io avessi _supito_ pensato a lei! + +--A me?.... A me?... Perchè a me?...--balbettò Nora, sforzandosi, ma +diventando sempre più pallida, più tremante. + +--Per poter _afere_.... qualche _dilucitazion_. Lei _savarà_ che io.... +cercando _fra i cart_, fra le carte del Galli, ho trovato questo +dispaccio.... _soo de lee_...., della signora duchessa. + +E il Kloss, che non portava guanti, ficcò le dita pelose nel taschino +del panciotto e ne tirò fuori il dispaccio di Nora, che spiegò e lesse +lentamente: + + "Arrivo stasera Milano. Venga subito. + + "ELEONORA CASALBARA." + +Il Kloss la guardò, la fissò, poi d'un tratto diventò risoluto, +violento, villano: + +--Lei sa tutto del _suicidi_! + +--Ma io non so niente! Non so niente! Le giuro che non so niente!... Io +gli ho telegrafato perchè gli volevo parlare dei miei soliti affari.... + +--Nossignora--e il Kloss alzò la voce--lei voleva dei _tanee_! + +--Ma io non so niente!... Io non capisco niente!... Io volevo parlare +al signor Galli, è vero.... gli ho parlato.... degli affari di.... di +Giovanni.--E smarrita, tramortita, colla voce rotta, congiunse le mani +supplichevole; pareva volesse inginocchiarsi dinanzi al Kloss. + +--No, signora!... Lei _foleva_ centocinquemila _lir_! + +L'ardire, l'audacia, la sfrontatezza solite in Nora, questa volta, a +questo colpo, le mancarono d'un tratto: si sentì serrare il cuore, la +gola, si sentì agghiacciata dallo spavento, sussultò con un singhiozzo, +uno schianto convulso.... e abbassò il capo. I capelli le si snodarono; +una treccia grossa le scese sulle spalle. + +Il Kloss ebbe un lampo negli occhi, un impeto, ma si contenne. + +Gli affari innanzi tutto. + +--Io _desiderassi_.... io _volessi_ assolutamente che lei facesse uno +sforzo per _ricortarsi_ bene _de tut coss_.... di tutto quanto.... Il +suo dispaccio coincide con un'altra circostanza.... molto +aggravante.... con due _chéques_ del complessivo importo, appunto, di +centocinquemila lire, firmati dal Galli, come mio procuratore, a favore +del signor Matteo Cantasirena. E io, mi _quartassi pen_, non devo +nientissimo a _quel scior_!... Come spiega lei la coincidenza del suo +dispaccio coi due _chéques_? E suo _patre_, suo zio, quel _scior_, o +chi per esso, all'_Insubria_ hanno riscosse le mie centocinquemila +lire.... + +Il Kloss balzò in piedi di colpo. + +--Basta colle lacrime! Basta _tremar_--esclamò afferrandole un braccio, +scotendola.--_Se rispond_! Si risponde! + +--No! No! No!--esclamò Nora spaventata, arretrandosi, protendendo le +braccia.--No! No! No! + +Si vedeva arrestata; trascinata dinanzi al cadavere del signor +Galli.... vedeva la grossa testa gonfia, livida.... + +--Perdono! Pietà! Compassione!...--E singhiozzando, tremando, non ebbe +più coraggio di mentire, non ebbe più coraggio di negare; continuava a +implorare pietà, a implorare perdono. + +Il Kloss, la guardava sempre con un barbaglio umido negli occhi torvi; +poi, incollerito, battè un piede per terra perchè l'altra smettesse di +piangere, lo ascoltasse; e da padrone, duramente, aspramente, impose le +sue condizioni, che furono ascoltate con terrore, con spavento.... che +furono tutte accettate, sommessamente, umilmente, con dei "sì" appena +intelligibili, bisbigliati con voce fievole, tra i brividi, i tremiti, +i singhiozzi soffocati. + +Gli affari, innanzi tutto: La _liquitazion_ immediata della +_Cisalpina_: lui, Francesco Kloss, nominato _liquitator_, con pieni +poteri. Nora stessa doveva parlarne con suo _patre_, con suo zio, con +quel _scior_--avvertirlo di tutto, perchè il Kloss voleva averlo il +meno possibile tra i piedi. + +E brevemente, sopra un foglietto di carta, scrisse ciò che lei stessa +doveva far sapere immediatamente a Cantasirena. Sarebbe tornato la sera +per la risposta. + +--Ecco: _patta pacatt_, pari e patta, e cito. _Mi perdessi_, io ci +perdo centocinquemila lire, ma _cuel scior_ Cantasirena--concluse il +Kloss, diventando galante--se non va in _calera_, deve _rincraziarla_ +lei! + +E con un saltetto, si buttò sul canapè, tirandosi vicino a Nora, +sdraiandosi. + +Nora si ritrasse ancora spaventata.... Ma poi, subito, fu lei che si +avvicinò, lo guardò come ringraziandolo.... lo guardò con un sorriso +che appariva ancora timido, spaurito fra le lacrime.... Tornò a +guardarlo tremando, chinando gli occhi, chinando il capo.... +arrossendo. + +Il Kloss dimenando le gambette, si sdraiò di più, più vicino. Poi, con +una sghignazzata, e per farle capir subito che con lui bisognava metter +da parte le arie di duchessa e le smorfie ingenue, le domandò: + +--E _cussì_?... Abbiamo notizie della Schönfeld?... _Del noster bel_ +contessone? + +....Il Casalbara, seduto sul letto, curvo, appoggiato a un monte di +cuscini, teneva gli occhi sempre fissi, sbarrati sull'uscio dal quale +era uscita sua moglie.... gli occhi iniettati di sangue, pieni di odio. + + + +XIII. + + +Quando Francesco Kloss, entrò alla sua Banca, tornò a rifare tutti i +calcoli attentamente, diligentemente. Centocinquemila lire erano bene +spese, al patto di _afere in te le man la liquitazione_ della +_Cisalpina_. + +Un affar d'oro! + +Tuttavia, gli affari davano al Kloss le ansie, le inquietudini +dell'artista che cerca la perfezione nell'opera propria. + +Centocinquemila lire erano bene spese!... Ma poterle risparmiare +sarebbe stato _mei anca mò_! + +E pensava.... pensava.... arricciandosi i baffi, sogghignando. + +Obbligare Matteo Cantasirena a riconoscere questo suo debito.... per +tutti i casi?... Obbligarlo ad una restituzione, anche rateale, in un +tempo indeterminato? + +Chissà!... Ma poi gli balenò un'altra buona idea, un'idea migliore. + +--Sicuro: questo.... è più che giusto. + +E scrisse egli stesso alla vedova del signor Galli, perchè venisse +subito alla Banca. + +Fece dei conti rapidamente, sopra un fogliettino di carta volante: fra +stipendio e partecipazione agli utili, il signor Galli avrebbe avuto un +credito di cinque o seimila lire. Più, alla Banca era depositata una +polizza di assicurazione fatta dal Galli, intestata alla moglie per +ventimila lire. Venticinquemila lire dunque il Kloss le poteva +risparmiare. + +Quando entrò la signora Galli, egli non si alzò, non la salutò, non la +guardò nemmeno. In poche parole le disse di che si trattava. Suo marito +si era suicidato dopo aver truffata la banca di centocinquemila lire. +Per salvare il buon nome del signor Galli egli era disposto a +dichiarare che aveva trovato tutto in perfetta regola, e anche a +spiegare e a giustificare il suicidio nel modo il più attendibile: ma +ben inteso, la signora Galli doveva concorrere.... a riparare al +danno.... rinunciando a qualunque credito del marito "per stipendi, +eccettera" e anche all'assicurazione. + +La povera donna era entrata nel gabinetto del Kloss senza poter +parlare, colle lacrime che le gocciolavano dagli occhi; accennò di sì, +lentamente, e se ne andò, sempre piangendo, sempre senza poter +proferire una parola. + +Il Kloss, mentre essa usciva, alzò il capo e le tenne dietro collo +sguardo. + +--_Quel vecc era molto tenero coi pei tonnett_! Anche _cuella_ lì, era +riuscita a farsi _sposar cont un fioeu_ d'un _alter_!... + +Dopo pranzo, subito, Francesco Kloss tornò dalla duchessa, per avere la +risposta, e ritirare l'obbligazione in piena regola di Matteo +Cantasirena. + +Fece molto tardi dalla duchessa, e giunse tardissimo al _Cova_, a +prendere il caffè e latte, nel solito crocchio d'amici: tutta gente +dell'alta finanza, ricchi industriali, deputati. E portò in quel +crocchio due notizie: la notizia della liquidazione della _Cisalpina_, +e quella del povero Casalbara sempre più aggravato. + +I _tispiasè_ della _Cisalpina_, le esagerazioni, le calunnie avevano +peggiorato precipitosamente il suo mal di cuore. E parlò della +duchessa, della assistenza che prestava al marito, dello sue cure, con +un entusiasmo, un calore affatto insolito. + +--_È una tonna marafigliosa!... marafigliosa de coragg_! + +Poi annunciò che il giorno dopo avrebbe pubblicata una dichiarazione +nell'_Italia_, una dichiarazione esplicita, che avrebbe tagliate le +gambe ad una infinità di dicerie. + +--Anche i _tisortini di Primarol_? Tutte mene dei _socialista_! È ormai +tempo di finirla _coi ciacer_! + +Gli altri del crocchio, gli amici, lo guardavano stupiti. + +--Come?... se aveva sempre gridato contro quella carnovalata? + +Il Kloss cominciava a contradirsi. + +--L'_attuazion_ era sbagliata; ma l'idea fondamentale del _Fara-pon_ +era eccellente. Perchè tante spese, perchè ricorrere alla +_navigazion_... quando si può servirsi benissimo dell'elettricità?... +La _Cisalpina_ aveva fatto _i robb tropp all'incrande_: i suoi +amministratori _mi li contannassi_ per spensieratezza, per +inesperienza, ma per _latreria_ questo poi no! Erano tutte +esagerazioni, calunnie, le quali non facevano altro che scuotere la +fiducia nei nostri affari.... nel nostro credito. Quel Matteo +Cantasirena è un _mecalomane_, questo si può dirlo impunemente. _L'è_ +el padre eterno di _badalucch_! _Cuel_ Fontanella, _l'è_ un +progressista poeta.... che fa ai _pugn cont_ l'aritmetica: ma gli +architetti, _i ingegnee_ sono tutti eguali! Una disgrazia.... a chi la +capita! Un _Cuarantott_! Ma nel comitato c'era di _fior de personn_. +_Cuel_ Brunetti, il Vergani, il Bizzarelli?... _Cuel tetescon_ del +Duranti?... E del presidente, del Casalbara?... Parlemen no!... Il +povero vecchio ci lascia la pelle!... Un uomo _straortinari_!... Un +patriotta dei più _penemeriti_! + +Gli altri s'interessavano: il Casalbara era sempre stato un gentiluomo +perfetto, una bravissima persona: certo anche in quella guerra contro +la _Cisalpina_ c'erano state grandi esagerazioni. + +--Rivalità d'interessi! Però un uomo che può vantare il passato del +duca di Casalbara, deve imporre un certo rispetto, una certa +discrezione nei giudizi. + +Il giorno dopo comparve nell'_Italia_ la lettera del Kloss, colla quale +"per debito di coscienza e di lealtà" egli dichiarava esplicitamente e +formalmente che tutte le dicerie messe in giro circa il suicidio del +suo egregio e compianto procuratore signor Ambrogio Galli erano affatto +destituite di qualsiasi fondamento. La probità dell'estinto era +superiore ad ogni sospetto. Il suicidio si doveva attribuire ad una +malattia di fegato che già affliggeva il signor Galli da molti anni, +con forti assalti di nevrosi ipocondriaca, malattia che il signor +Galli, pur troppo, aveva saputo essere ormai incurabile". + +E in un'altra parte del giornale, v'era poi la notizia dello stato +gravissimo del duca Giovanni di Casalbara, senatore del regno, col +seguente commento: "I gravi fatti di Primarole e di Castellanzo hanno +certo influito sulla salute, già da tempo assai cagionevole, +dell'illustre patriotta. Rimane però la speranza, che l'assistenza +esemplare, le cure affettuose, assidue della duchessa di Casalbara, +ammirabile di coraggio, di devozione, di abnegazione, abbiano a +conservare un'esistenza tanto cara e preziosa alla patria." + +La sera stessa, le _Risorse Italiche_ riportarono la dichiarazione del +Kloss. + +E in prima pagina avevano due colonne coi particolari della malattia +del senatore Giovanni di Casalbara, "unito al nostro direttore da +affetti e da legami più che filiali". E già si ricordava la sua vita, +cominciando dall'arresto del fratello Eriprando, poi le sofferenze, il +martirio, l'esilio, i grandi sacrifici, poi l'operosità pel bene del +paese, poi come egli pure fosse stato con altri attratto dalla sublime +utopia del Fara-Bon, e come la sconfitta e gli attacchi avessero +colpito il suo cuore generoso, magnanimo. "Angelo caro e salutare del +conforto, veglia al letto dell'illustre infermo la giovane sposa, fra +le gentildonne italiane, esempio purissimo di amore, di virtù, di +sacrificio." + +Tutti gli altri giornali, i giornali amici del Bonforti, i giornali +amici del Ghirlanda, i giornali ispirati dal Governo e i giornali +ispirati da Pio Calca e da monsignor Meneguzzi, tutti quanti, si +affrettarono a pubblicare la dichiarazione dell'onorevole commendator +Francesco Kloss, relativa all'avvenuto suicidio del suo procuratore, +l'integerrimo signor Galli, affetto da incurabile malattia di fegato, e +tutti pubblicarono pure, ogni giorno, il bollettino firmato dal dottor +Foresti, sulla malattia dell'illustre patriotta, Giovanni di Casalbara, +senatore del regno. + +Le notizie del duca si facevano a mano a mano più gravi, e a mano mano +veniva maggiormente ammirata la nobilissima signora duchessa, +instancabile nelle cure, nell'affetto, nella devozione. + +--_L'è una tonna motèl_!--esclamava il Kloss ogni giorno più incantato +ed entusiasmato. + +Sebbene i brogli e i pasticci della _Cisalpina_ fossero imputabili +soltanto a Matteo Cantasirena e al Fontanella e questi due soltanto ne +avrebbero dovuto rispondere, non erano però essi soli i più atterriti +dall'idea di uno scandalo, di un processo. Dal più al meno lo temevano +tutti, anche le vittime; i danneggiati, gli sfruttati, come gli +sfruttatori. + +Aveva ragione Francesco Kloss: + +--Era ormai tempo di finirla colle chiacchiere, colle esagerazioni! + +I due deputati di estrema sinistra che avevano fornicato col segretario +generale della _Cisalpina_ per assicurarsi il collegio, la triade del +Bizzarelli, del Vergani, del Brunetti sbrogliatasi di sotterfugio per +passare agli ordini e alle imprese del Kloss, quel conte Bobboli-beì +sempre in ansie per le sue campagne africane, il Tolomei che in molte +distrette di denaro aveva scritto e invocato egli pure, e il Duranti +sempre pauroso di veder rievocare insidiosamente la devozione di suo +padre, i servigi di suo padre a casa d'Austria.... chi mai avrebbe +desiderato che si rimestasse nelle acque limacciose della +_Navigazione_? Nessuno dei consiglieri e nessuno forse degli azionisti, +di quelli almeno che avrebbero potuto farsi valere, esigere davvero la +luce. + +Monsignor Meneguzzi, per esempio, avrebbe dovuto, anche a nome della +moralità, a nome del partito cattolico, spiegare la sua energia, la sua +influenza. Ma ahimè! Anche il Monsignore delle contesse, aveva avuto il +torto di scrivere troppi bigliettini.... alla duchessa della +_Navigazione_! Attaccati, quei radicali sarebbero stati capaci di +tutto. Che cosa avrebbe detto l'Arcivescovo se fosse venuta alla luce +quella letterina.... in cui il prelato inviava alla bella signora una +preziosissima reliquia di santa Isabella, sorella del re di +Francia--anche i santi di Monsignor Meneguzzi erano tutti +aristocratici--pregandola di accettarla come sua memoria in cambio di +quell'anello, che per lui sarebbe stato un gaudio dello spirito il +poterle offrire, il poterle lasciare.... infilato nella manina candida +e pura come un pensiero di San Luigi, ma che era costretto a domandarle +di ritorno per i commenti di Pio Calca, un ragazzaccio pettegolo e +sciocco? Che cosa avrebbe detto l'Arcivescovo? + +Era meglio invece adoperare anche l'influenza dell'Arcivescovo, perchè +quelle chiacchiere, quei pasticci, quegli scandali fossero messi in +tacere. + +Era ormai tempo di finirla con tante esagerazioni, con tante +calunnie!... Ne andava di mezzo il credito del paese, la sincerità, la +moralità degli affari. Negli affari non si vive di brutture, di +denunce, di diffamazioni! Bisogna lavorare, e, quando si è sbagliato, +riparare. Quelli che si accanivano a sparlare della _Cisalpina_, erano +i soliti impotenti, astiosi, che volevano pescare nel torbido. Anche i +disordini di Primarole e di Castellanzo erano stati istigati, +fomentati.... dai socialisti tedeschi! + +E le vittime? Le solite glorificazioni postume dei facinorosi, che +suscitano torbidi e rivoluzioni. Quel _Francia_ intanto,--si era saputo +poi,--era un anarchico in relazione cogli autori degli ultimi +attentati! E quel sorvegliante?... Quello che chiamavano il _Teddeum_? +Una specie di aguzzino, che violentava le donne e bastonava i ragazzi, +un lupo.... che le pecore avevano fatto benissimo a sbranare! + +La vittima vera, la sola vittima, la vittima grande era il povero duca +di Casalbara! E crebbe a dismisura l'interessamento per lui, e attorno +all'illustre infermo fu uno scoppio, un clamore, un'esplosione di +patriottismo! E come il vero martire, il duca Eriprando era stato +dimenticato quando il duca Giovanni cominciava a vivere, così il +martire generoso e intemerato veniva dimenticato allora, confuso allora +col duca Giovanni, col senatore Giovanni di Casalbara che moriva: la +gente non ricordava più bene quale dei due fratelli fosse stato +prigione a Josephstadt: ma certo, se c'era stato il duca Eriprando, +c'era stato anche il duca Giovanni. + +Matteo Cantasirena era un solo gemito: tutto un mugolio di gemiti. Il +dolore gli sprofondava gli occhi nel faccione abbattuto: sudava, +ansava. Ma poi:--_Sursum corda_!--esclamava.--In alto il core! E +coll'orgoglio di essere uscito _incolume_ (senza un soldo!) dagli +affari come dalla politica!--In alto il core!--Il mio concorso al +mausoleo di Giovanni di Casalbara, sarà tributo di operosità, di +lavoro! Percosso, ma non sfiduciato.... Ricominciamo! Nel lavoro il +conforto per la perdita del congiunto, del fratello, del figlio, del +compagno di congiura, di carcere, di lotta! Nel lavoro l'oblio delle +molteplici ingratitudini!... E poichè Evelina, quella tirolese, è +scomparsa nell'ora dei sacrifici, sarà in un cuore.... superstite, che +io cercherò la mia ora quotidiana di sosta, di tregua. Buona, squisita +Gioconda! Un essere inferiore.... per i pregiudizi sociali; non per +me!... E di nuovo, subito, al _Dizionario dei patriotti viventi_! Una +nuova serie.... magnanima.... I patriotti dell'impopolarità.... E di +nuovo alla mia grande idea.... una rivoluzione nel giornalismo.... un +giornale.... colossale.... Il _Giornale club_.... ogni abbonato.... +azionista, comproprietario.... Grandi sale di ricevimento, di lettura, +di giuoco.... di scherma.... prestiti ai soci.... banca di sconto.... + +Il dottor Foresti, le ciglia aggrottate, la faccia marmorea, immobile, +scrollava il capo e sospirava, quando gli domandavano del suo illustre +ammalato: ormai non c'era più speranza; l'occhio del duca non era più +fisso, sbarrato sulla moglie;... il rantolo solo era più grave, più +affannoso. La duchessa Eleonora non lo abbandonava un momento: quando +usciva da quella camera buia e afosa, rimaneva lì nella prima stanza o +nel salotto vicino. + +Era gelosa di tutti gli altri: la giovane sposa innamorata, di Nizza, +non si smentiva in quel momento: era attaccata a quelle ultime ore +della cara esistenza, con ansia cupida, golosa. + +E nella poesia della giovane donna, così innamorata, sempre innamorata +del vecchio e grande patriotta, al punto di voler essere la sua sola +infermiera, al punto di voler raccogliere lei sola, tutti lei, gli +ultimi palpiti di quel gran cuore; veniva affatto dimenticata la +signorina Cantasirena, la maestrina di canto e di pianoforte, l'amica +della Schönfeld.... venivano dimenticate le avventure campestri di +Casalbara. + +E anche lei forse, Eleonora, aveva tutto dimenticato: adesso godeva, +viveva solo di quel compianto, di quelle lodi, di quell'ammirazione. + +Lord e lady Paget erano appunto venuti da Nizza per vederla: da Roma, +dal Senato, dalla Camera, dal Quirinale eran giunti telegrammi +chiedendo notizie del marito, con auguri e voti e conforti.... + +Monsignor Meneguzzi aveva indotto donna Alessandrina, l'austera madre +di Pio Calca, a farle visita, e dietro a lei tutto lo stuolo delle sue +contesse. + +Donna Alessandrina, aveva trovato la duchessa Eleonora veramente +sublime di virtù e di coraggio, e l'additava come esempio alle +gentildonne cristiane: e la duchessa di Casalbara diventava sempre più +di moda a Milano per il suo dolore di moglie, come era stata di moda a +Nizza per il suo amore di sposa. + +Della _Cisalpina_, nessuno più parlava: non era di "buon gusto", non +era patriottico il parlarne. + +Francesco Kloss si recava sempre più tardi al Cova, la sera, a bere il +suo caffè e latte.--Anche il Kloss faceva un po' di assistenza al +Casalbara e un po' di compagnia alla duchessa. + +_--La fera tonna motèl.... con tutt i perfezion!..._ + +E quando i suoi amici, gente d'affari, gli domandavano conto della +liquidazione della _Cisalpina_, dichiarava che procedeva penissimo. + +C'erano delle irregolarità: ma come aveva sempre detto, erano più da +attribuirsi a _balortaccine_ che a _mala fed_. E soggiungeva che se +qualche pasticcio c'era, si doveva attribuirlo al segretario +particolare del Cantasirena: + +--_Un tristo soccett_.... un certo Laner del _Tirol_, ma lui come i +_feri pirpanti_, prima ancora del temporal, aveva preso il volo.... con +_fentimila lir!_ + +E mentre parlava del Laner, la rabbia, il veleno, la bile gli +schizzavano dagli occhi astiosi, gelosi. + + + + +XIV. + + +La signora Angelica e la signora Rosa non erano più sole a Crodarossa. +Quando attraversavano la piazza, e in chiesa, all'ora della messa, e +quando scendevano dopo la solita passeggiata dall'alto della viottola +del Santuario, c'era sempre con loro un'altra donnetta, pure piccolina, +secca secca e nera, e inoltre un po' curva, un po' gobba. Era la terza +signora Laner, era la signora Evelina. + +Ed Evelina, come la sola maritata, in segno di considerazione e di +rispetto era sempre tenuta in mezzo dalle altre due. + +Il sogno di Evelina era raggiunto! + +Essa aveva ormai la sua casetta tranquilla, ordinata, il pranzo e la +colazione sempre sicuri e sempre a quell'ora, senza le ansie del +lavoro, senza il tormento dei debiti. + +Evelina era capitata improvvisamente a Crodarossa; non aveva avuto il +tempo di avvertire le zie. Era scappata da Casalbara in una +carrettella, col Laner che le teneva dietro, docile, muto, istupidito. + +Erano arrivati di mattina, verso le undici, un'ora prima del desinare, +ma Evelina aveva frenata la commozione, la maraviglia, lo +sconvolgimento delle sue care zie, per non recare alcun trambusto. + +--Ci fermeremo un po' di giorni, e vi conterò tutto più tardi!--E +subito le aiutò e aiutò la Nunziatina a preparare il pranzo. + +Don Giuseppe, di ritorno dalla chiesa col suo solito appetito, non ebbe +tempo di turbarsi, vedendosi dinnanzi inaspettatamente "i milanesi" +perchè la minestra era in tavola. + +--Ha preparato tutto, ha fatto tutto la nostra Evelina! + +--Tutto quanto! Tutto quanto!--esclamavano la signora Angelica e la +signora Rosa, un po' inquiete, un po' intimorite, indicando a Don +Giuseppe, per far entrare subito Evelina nelle sue buone grazie, la +zuppiera odorosa, fumante. + +Il prete, che da lontano avrebbe fatto tutto il possibile per impedire +e scongiurare quello scombussolamento, preso di colpo, e alla vista +improvvisa di quel suo ragazzo diventato un uomo, ebbe uno slancio del +cuore e lo abbracciò strettamente, con trasporto, con commozione. + +La signora Angelica e la signora Rosa si guardarono mute, mentre +scioglievano il tovagliolo, e gli occhi delle due vecchiette si +gonfiarono di lacrime, certo le lacrime più dolci della loro vita. + +Evelina baciò la mano a Don Giuseppe, devotamente, poi sedettero a +tavola, e si fecero il segno della croce. Evelina, che stava attenta a +tutto, si segnò subito, insieme agli altri. + +--Faremo il possibile per non dar disturbo in questi pochi +giorni,--disse poi, dopo che ebbero mangiato in silenzio la minestra. + +--Sicuro....--esclamò Don Giuseppe, il quale, calmata l'emozione del +primo momento, si sentiva impacciato da quella tavola più grande, da +quel numero maggiore di persone, dalla necessità di dover parlare con +Evelina che non aveva mai visto.--Sicuro, diremo.... diremo che la +stagione è poco propizia e quando comincerà la neve.... a Crodarossa +non vedremo più che gli orsi. + +--Oh, allora saremo a Milano!--esclamò Evelina, guardando le zie con +un'occhiata affettuosa, carezzevole, guardando Don Giuseppe con una +timidezza quasi soave.--Soltanto, per adesso, Pietro è un po' stanco, +dopo tanto lavoro, dopo tante scosse. + +Pietro, sempre a capo basso, pallido, ebbe un tremito. + +Anche alle zie e a Don Giuseppe era trapelato qualche cosa delle +vicende della _Cisalpina_, ma nessuno fiatò per un riguardo alla nipote +del signor _commendatore direttor_ "che doveva aver fatto una quantità +di spropositi, poveretto!" + +Don Giuseppe sospirò gravemente. Poi guardò Pierino. + +--In fatti.... la cera.... per dir la verità, non è troppo bella! + +--Ha bisogno soltanto di rimettersi con un po' di giorni di riposo. Del +resto, fortunatamente, la condizione affatto subalterna di mio marito, +lo salva da qualunque responsabilità morale e materiale. + +--E allora ringraziamo di cuore Quel di lassù perchè.... diremo.... in +questo caso.... si tratta di una vera provvidenza!--E Don Giuseppe alzò +le mani e tirò il fiato. + +La signora Angelica e la signora Rosina tornarono a guardarsi mute, a +tranquillarsi vicendevolmente e a comunicarsi la loro contentezza anche +sotto questo rapporto. + +Don Giuseppe, quel giorno, aveva molto da fare per le istruzioni +religiose; ma quando arrivò la sera, la cena era pronta e Don Giuseppe +ebbe una sorpresa: un piatto di patate alla _béchamelle_. + +--Eccellenti! squisitissime!--E guardò Evelina perchè la bella +improvvisata doveva venire da quella parte. + +Infatti Evelina sorrideva, arrossiva, chinava il capo, e la signora +Angelica e la signora Rosa si scambiavano una rapida occhiata, +trionfando. + +--Diremo: è una vera perfezione!--Don Giuseppe ne prese una seconda +volta.--Io ho mangiato le patate in cento mila modi, ma così buone, +mai!--E domandò se quella salsa, quel condimento, aveva un nome +speciale. + +--Si chiamano patate alla _béchamelle_. + +Don Giuseppe si fece ripetere il nome per impararlo bene, poi stimolato +dagli sguardi giubilanti della signora Angelica e della signora Rosina +che gli spingevano il piatto dinanzi, ne prese una terza porzione +esclamando: + +--E allora ringraziamo Quel di lassù che ci ha dato anche diremo.... la +_béchamelle!_ + +Evelina spiegò com'era fatto quel condimento: un po' di farina bianca, +un po' di burro, un po' di latte, un po' di formaggio, un torlo d'ovo, +e il tutto ben sbattuto e fatto cuocere lentamente.--Io ho sempre avuto +una gran passione per far da cucina. Il pranzo a Pietro lo facevo +sempre io: intanto si è sicuri di due cose: di ciò che si mangia e +della pulizia. + +--Benissimo,--approvò Don Giuseppe. + +Allora Evelina, modesta, senza darsi alcuna importanza, e mentre Pietro +si era ritirato nell'angolo più buio della camera a fumare la pipa, +raccontò gli altri piatti che sapeva fare, e come si poteva risparmiare +su questo e risparmiare su quello e risparmiare su tutto. + +--Benissimo!--esclamò Don Giuseppe approvando pienamente. Poi si voltò +verso la signora Angelica e la signora Rosa. + +--E così, i nostri sposi, abbiamo pensato ad alloggiarli bene? + +--Nella nostra camera: è la più grande. Ed è già tutto a posto. + +--Tutto quanto! + +--Come?... Così presto?...--esclamò Don Giuseppe, fingendosi +maravigliato per compiacere e fare un po' di complimenti anche alle +signore Laner. + +--La nostra sposa è tanto svelta! + +--Abbiamo lavorato tutti di lena! E anche la Nunziatina, che brava, che +buona ragazza! + +--Buonissima!--soggiunsero le signore Laner, ed Evelina concluse che +voleva già bene alla Nunziatina e che le sembrava di essere sempre +stata a Crodarossa. + +--E allora,--esclamò Don Giuseppe,--niente di meglio! Dove si sta bene, +si rimane! + +Ormai Don Giuseppe si era abituato a quella stanza più viva, più +animata per il numero maggiore di persone. Ormai tutto era a posto: +ormai lo scombussolamento sarebbe avvenuto quando "i milanesi" fossero +tornati via! + +E velina accennò brevemente, parlando a voce più bassa, per non essere +udita da Pietro, ai fatti di Primarole e di Casalbara, giustificando lo +zio Matteo, giustificando il signor duca Giovanni, sempre ammalato e +tanto vecchio, poveretto, e attribuendo il male di tutto quanto, alla +mancanza di fede, di religione, di moralità nei costumi, nelle +famiglie, all'abuso di libertà, alla gente cattiva, alle _sette_ degli +eretici. In quanto a lei non faceva altro che pregare il Signore e la +beata Vergine perchè tutto andasse a finir bene, e lo sperava. In ogni +modo, anche per certe sue viste di prudenza, aveva fatto la risoluzione +di ritirarsi, per un po' di giorni, a Crodarossa:--Perchè Pietro,--e +abbassava di più la voce, e indicava nel cantuccio buio, dove non si +vedeva altro che il luccicore, la bragia rossa della pipa,--perchè +Pietro, così di buon cuore, trovandosi in mezzo alla burrasca, avrebbe +finito, magari, a correre anche lui qualche pericolo.... per voler +salvare gli altri!... + +--Bravo! Lei ha fatto benissimo!--esclamò Don Giuseppe approvando anche +col capo, mentre la signora Angelica e la signora Rosa guardavano +Evelina cogli occhi colmi di ammirazione e di gratitudine. + +--Che angelo! + +--Un vero angelo! + +Il giorno dopo, finita la messa, vedendo la moglie del sagrestano colla +faccia bendata, perchè spasimava del mal di denti, Evelina la fece +venir a casa e la guarì con una goccia di laudano. Tutti in paese, +quando passava la sposa dei Laner, si fermavano per conoscerla, per +salutarla.... ed Evelina, subito, seppe farsi amare da tutti. Insegnò a +fare le patate alla _béchamelle_ alla moglie del giudice di pace, alla +moglie dell'ufficiale di posta e alla sorella del dottore: in pochi +giorni la signora Angelica e la signora Rosina furono completamente +oscurate dalla autorità della signora Laner. Non c'era più che la +signora Laner per tutta Crodarossa, non c'era più che la signora Laner +per la Nunziatina, per la lavandaia, per l'ortolano, per Don Giuseppe. + +Ma le zie non ne erano gelose; anzi, si sottomettevano anch'esse alla +superiorità di Evelina, senza più far niente, senza più toccar niente, +se prima non avevano sentita Evelina: Evelina così brava, Evelina così +svelta, Evelina così economa!... Un gran portento di economia! + +La seguivano ad ogni passo, trotterellando, facevano tutto sotto la sua +direzione e i suoi ordini, in casa, nella canonica, in cucina, +nell'orto. Evelina era piena di garbo, Evelina era piena di testa, +Evelina era piena _de cuor!_ + +Tutto questo, le due vecchiette lo pensavano, lo esprimevano col viso, +cogli occhi, coi gesti.... non colle parole perchè non parlavano più. + +Non avendo più da dare i loro ordini, le loro disposizioni alla +Nunziatina, alla lavandaia, all'ortolano, non parlavano più. + +Dicevano soltanto: _Jesus Maria! Jesus Maria Joseph!_ quando si +trattava di ammirare qualche nuovo portento di Evelina. E soltanto la +sera, mentre si spogliavano, nella loro nuova cameretta, un buco, una +topaia, sopra lo stanzone delle frutta, tutto pieno dell'odore delle +mele cotogne e delle cipolle e che aveva luce da un abbaino sul tetto, +si scambiavano le loro apprensioni, riguardo alla salute di Pierino. + +--Povero _Pierin!_ Invece di rimettersi diventa pallido, diventa magro, +_scarmo_ tutti i giorni di più! + +--Non mangia, non dorme, povero _Pierin!_ + +Ma poi si consolarono perchè Evelina continuava a ripetere che la causa +dell'abbattimento, del malessere di Pietro, era soltanto la stanchezza +per il troppo lavoro; un po' di anemia, di esaurimento nervoso, dopo +tante inquietudini, tante agitazioni.... + +Soltanto a Don Giuseppe, Evelina aveva detta tutta la verità, aveva +confidato tutto, aveva raccontato di quella cattiva donna che lo aveva +sedotto, ammaliato, colle arti del demonio, e come Pietro fosse ridotto +in uno stato così misero, appunto perchè era sempre sotto l'influenza +di quella passione funesta. E Don Giuseppe, degno in tutto della sua +santa missione di protettore, di salvatore, di consolatore delle anime, +Don Giuseppe doveva toccare il cuore di Pietro, ottenere il suo +pentimento, il suo ravvedimento. + +--Certo, sicuramente, per quanto servo indegnissimo di nostro +Signore,--e il prete si levava la berretta,-è il mio dovere. Procurerò, +per quanto sarà nelle mie forze, e per quanto la testa di Pierino sia +sempre stata una testa sbagliata, esaltata, ribelle a qualunque savio +suggerimento, procurerò insomma, di fargli aprir gli occhi.... dinanzi +al precipizio! + +Don Giuseppe sospirava; era un compito difficile!... Vi erano impegnate +la sua coscienza e la sua sacra missione, ma.... era un compito +scabrosissimo!... E intanto che domandava e aspettava l'ispirazione di +Quel di lassù "che tutto vede e provvede" lasciava passare il tempo +senza aver mai il coraggio e la lena di prender Pietro da parte e di +affrontare l'argomento così delicato. + +Ma un giorno, dopo pranzo, mentre recitava il breviario, Pietro, come +un pazzo, si precipitò di colpo in camera sua, si precipitò a' suoi +piedi. + +Pietro Laner anche così solo, così lontano, chiuso fra le sue montagne, +aveva sempre nelle orecchie gli urli della folla di Casalbara, aveva +sempre dinanzi agli occhi la faccia livida, contraffatta del duca, le +pupille fisse, terribili, le labbra gonfie, livide, tremanti di quel +vecchio che lo aveva maledetto ingiuriandolo: + +--Vigliacco! + +E Pietro Laner sentiva vivo, atroce, quel vigliacco, lo sentiva nel +sangue, nel cuore, nella sua coscienza, in ogni ricordo di Nora, in +ogni ricordo della sua vita, e lo sentiva sempre più atroce, più +rovente. + +Era vero: era stato un vigliacco! Era un vigliacco! + +Perchè non aveva avuto il coraggio di lanciarsi contro quella folla, di +farsi uccidere? + +Vigliacco!... Vigliacco!... + +Perchè era fuggito dinanzi a quel vecchio?... Perchè non aveva avuto +cuore di fissarlo in volto, e di sbattergli in faccia la verità?... + +Perchè non gli aveva detto: Sei stato tu a sedurre la mia amante, la +mia sposa, a spezzare il mio cuore, a spezzare la mia vita?... Sei +stato tu il traditore, il seduttore.... il vigliacco! + +Ma allora perchè era lì in casa sua, era lì con Evelina, con sua +moglie, a dormire, a mangiare? Era vero dunque! L'urlo della folla era +il grido segreto, invano soffocato, l'urlo della folla era il grido +della sua coscienza! Egli era dunque un mantenuto?... Un mantenuto!... +Perciò era fuggito dinanzi a quel vecchio! + +Non c'era più redenzione, non c'era più riabilitazione, non c'era più +salute per lui. + +Ma Dio, Dio, il Dio vero, il Dio giusto, il Dio onnipotente, perdonava! +Ma la Vergine mistica della sua fede, la madre dei peccatori e degli +afflitti, perdonava. E lì, a Crodarossa, c'era la _sua_, proprio la +_sua_ Madonna, la sua Madonnina buona, benedetta, santa, quella che +aveva ascoltata la sua prima preghiera.... quella che aveva ascoltato +il suo primo pentimento!... Ma per ottenere quel perdono, per ottenere +quella pace, egli doveva avere orrore delle sue colpe.... Nora non +doveva più esistere per lui.... Era la dannazione, l'inferno, era il +peccato!... E come poteva invocare, e ottenere il perdono e +riacquistare la pace quando sulle sue labbra che bisbigliavano le +parole del pentimento, fremeva ancora il desiderio dei baci, quando +aveva Nora nel cuore, la sentiva nel sangue, quando la chiamava, quando +l'invocava, quando la voleva sempre? + +.... Poi, aveva saputo che il duca stava male, che il duca era +agonizzante, morente.... + +--Dio! Dio! Il duca moriva, moriva!--E un nuovo senso di terrore gli +faceva dimenticare tutto il resto, gli faceva dimenticare anche Nora! + +Era lui che aveva spezzato il cuore al Casalbara, era lui che lo +uccideva. E nella superstizione paurosa, pensava che la sua pace in +terra e il perdono di Dio, non dipendevano più che dalla vita del +Casalbara. Quel vecchio era diventato il suo rimorso, la sua coscienza, +la sua salute, la sua speranza.... + +Guai! guai quando il Casalbara fosse morto! aveva paura del Casalbara +morto, aveva paura di quell'uomo diventato spirito, diventato spettro! + +E siccome ogni giorno, ogni giorno, quel vecchio si avvicinava alla +morte, così ogni giorno cresceva il suo terrore, la sua disperazione, +la sua pazzia. Perchè Pietro era diventato pazzo, era pazzo: vedeva lo +spirito di quel vecchio lottare, dibattersi, per isciogliersi da ogni +legame.... vedeva quell'uomo diventato spirito, diventato spettro, +inseguirlo cogli occhi sbarrati, fissi, terribili.... + +.... La notizia della morte del Casalbara era giunta quel giorno da +Milano, con tutta la roba di Evelina, e Pietro Laner era corso a +buttarsi ai piedi di Don Giuseppe. + +Il buon prete lo abbracciò, lo baciò. Lo fece sedere vicino a sè, +prendendogli le mani, stringendogliele, accarezzandole, cercando di +calmarlo, di consolarlo; poi quando vide diminuito il tremito, lo +sgomento del poveretto, cominciò ad ammonirlo, ma sempre dolcemente, +affettuosamente. + +--_In primis venerare Deum_. Questo è il fondamento di tutto quanto: e +venerandolo, naturalmente, dobbiamo sempre ricordare, a sua gloria e a +nostro conforto, che la sua misericordia è infinita. Basta che la +promessa di emendarsi e l'orrore pei nostri falli siano sinceri.--E +ricordati che dobbiamo essere di parola, dobbiamo essere di parola +anche col nostro Signore, l'Altissimo!--e il prete si levò la +berretta--anzi, diremo con Lui, tanto più! + +Don Giuseppe tornò a baciare Pietro sui capelli, e a sorridere +accarezzandolo. + +--Ti dico questo, perchè molti i quali si guarderebbero bene dal mancar +di parola in un affare qualunque, con quel di lassù non hanno tanti +scrupoli e vengono meno allegramente e quasi, direi, quotidianamente, +al proprio impegno! + +Oh, le umili, le semplici parole! Pietro le aveva sentite ripetere +tante volte! Erano le stesse: erano i primi ammonimenti, i primi +ammaestramenti: Pietro ascoltandole, ritornava Pierino. Quelle semplici +e umili parole sentite nella sua fanciullezza, gli ridavano la pace, +erano per lui come un'aura fresca, balsamica, purificatrice. Spariva il +poeta dell'_Invito_, dell'_Incanto_, dell'_Inganno _, il direttore +dell'_Emporio Letterario_, il collaboratore della _Gazzetta Lombarda_ e +delle _Risorse Italiche_, il fidanzato di Nora e l'amante della +duchessa di Casalbara.... Ritornava Pierino, Pierino credente, Pierino +innocente, "il Pierino" dei mortaretti, e dei mattutini, il Pierino del +mese di Maria al Santuario di Crodarossa!... + +--È vero dunque?...--balbettò.--La misericordia di Dio è infinita?... +Anche per me.... per essere perdonato da Dio.... da tutti, basta un +vero.... un sincero.... un profondo pentimento? + +--Il pentimento congiunto alle buone opere e all'adempimento scrupoloso +di tutti quanti i nostri doveri: doveri verso il nostro Signore +l'Altissimo, doveri verso il prossimo, doveri sacrosanti verso la +nostra famiglia. In famiglia, per esempio, e questo è il caso tuo, +dobbiamo comportarci in modo di non arrecare tribolazioni, ma di +riuscire invece di aiuto, di conforto. Per questo appunto, diremo, +anche nell'esame delle nostre colpe, e in tutti gli atti del nostro +pentimento, bisogna procurare di non far scontare agli altri della +famiglia i nostri trascorsi, i nostri traviamenti, insomma, i nostri +peccati. E questo, ripeto, sarebbe precisissimamente anche il tuo caso. +Le zie, due vere mamme per te, sono vecchie, ormai, poverette; sono, +diremo.... più di là che di qua! E tu hai l'obbligo di essere loro di +allegrezza in questi ultimi anni e non di afflizione. Tua moglie.... + +Pierino ebbe un tremito, ma Don Giuseppe non se ne avvide e continuò: + +--Tua moglie verso la quale hai commesso.... diremo.... come si +dice.... insomma i peccati più grossi, bisogna compensarla, +coll'affetto, coi bei modi.... e anche con un po' di buon umore! I +musi, le stranezze, le sgarberie, le lune non hanno niente a che fare +col pentimento e col proposito di ravvedersi. Quasi, diremo, +lascierebbero il sospetto, che invece del rimorso delle nostre colpe, +sia quasi, viceversa, rimasto dentro di noi.... come un rimasuglio.... +di quelle bruttezze! + +E Don Giuseppe corrugò la fronte, arrossì di collera, di sdegno: + +--Tutta roba del diavolo! Ricordati bene! che conduce alla perdizione +della salute dell'anima e della salute del corpo. Tutta roba del +diavolo, che conduce direttamente all'inferno nell'altra vita e poi +anche in questa medesimamente. Cos'ha lasciato scritto Sant'Agostino? +_Felicitas perfecta est usus virtutis!_ + +--Sì! sì! sì!--balbettò Pietro,--come rifugiandosi in quelle parole, in +quei conforti, in quelle esortazioni "di una volta" per il bisogno di +ritornare "come una volta" innocente e felice.--Sì! sì! sì!--E si +lasciò cadere in ginocchio ai piedi del prete. + +Voleva confessarsi, come allora, quand'era fanciullo. Dopo la +confessione egli si sentiva allegro, contento, col cuore in pace, col +cuore in festa: scappava dal confessionale e correva a far le capriole +nel prato verde: correva ad arrampicarsi nel bosco, sugli abeti, come +uno scoiattolo. + +Don Giuseppe lo sollevò, lo fece sedere. + +--Questo è un buon impeto del cuore! Una santa ispirazione! Bravo! + +Pietro rimaneva a testa bassa, curvo, rimpicciolito, umiliato nel suo +pentimento, dinanzi a quell'uomo che gli rappresentava il perdono. + +--Bravo: ma per degnamente ricevere il sacramento della penitenza, +bisogna impetrare i lumi onde conoscere, la contrizione onde detestare, +l'umiltà onde confessare sinceramente i propri peccati, ed una volontà +risoluta di farne la debita penitenza. Devi raccoglierti, meditare, +fare l'esame della tua coscienza. + +Il prete guardò Pierino con dolcezza, sorridendo: + +--Ti aiuterò, se vuoi, a fare questo esame: e ti dirò io quale è stato +il tuo peccato, diremo, fondamentale; la vera origine di tutto quanto: +è stato la mancanza _di sincerità_. Perchè non basta il non dir bugie, +dobbiamo essere sinceri anche con noi stessi. Tu, vedi,--continuò Don +Giuseppe a mano a mano infervorandosi,--hai commesso il peccato +grandissimo di mancare di sincerità verso gli altri e verso te stesso, +quando sei scappato in quel modo da Crodarossa per andare a Milano.... +diremo.... a divertirti! Tu non potevi confessare alla tua famiglia, +non potevi confessare a te stesso, che volevi andare a godere il mondo, +e farne di tutti i colori, perchè ti sentivi attratto dalle seduzioni +del peccato, dal vizio, da tutte, diremo, le attrattive e da tutti gli +ammenicoli della carne e del demonio! Niente affatto! E allora hai +mentito cogli altri, hai mentito con te stesso.... e sei andato a +inventare, che cosa?... a inventar la _patria!_ + +Il prete sospirò, poi sorrise con una certa ironia bonaria, ripetendo +quella parola:--_la patria!_--Si grattò in testa, con un dito, e gli +rimase la berretta un po' di traverso. + +--La patria!... Per me, povero prete, la _patria_ è lassù: e tutto +questo mondo non è, diremo.... che la strada per poter arrivare lassù. +Ma la patria, anche per voi altri, non dovrebbe essere un paese dove +tutti vanno d'accordo, dove tutti si vogliono bene.... e specialmente, +dove nessuno muore di fame?... La patria, insomma, di Gesù Cristo, +nostro Signore, il quale precisamente essendo come Figliuolo di Dio la +vera luce di tutto quanto, ha scoperto anche la patria universale, +l'eguaglianza, il socialismo.... e ne ha parlato nel suo Vangelo, +duemila anni prima, giusto in punto, che ne facessero la scoperta.... i +moderni talentoni!... Quel santo uomo del tuo buon zio Don Giacomo, che +ha amato la patria veramente da buon cristiano, l'ha servita, per +esempio tutta la vita, Le ha dato tutto il suo.... ed è anche morto, +diremo, per la patria. E tu invece?... Tu per la patria sei scappato a +Milano a fare un mucchio di spropositi e di peccati! È vero o non è +vero? + +Pietro Laner abbassò la testa e sospirò. + +Vi fu un lungo silenzio, poi Don Giuseppe gli domandò sottovoce, +dolcemente: + +--Dobbiamo cominciare?... + +Pietro si appressò di più sulla seggiola, tanto quasi da posar la testa +sul petto del prete: Don Giuseppe lo benedì: si levò la berretta che +tenne fra le due mani congiunte sulle ginocchia, socchiuse gli occhi e +ascoltò. + +Quella confessione fu generale, piena, intera. Pietro aveva la febbre, +le smania di accusarsi; sperava accusandosi, di riaffermarsi nella sua +fede, di ottenere il perdono, l'oblìo, la pace, la serenità.... + +.... Invece quando uscì dalla canonica, sebbene Don Giuseppe lo avesse +assolto e baciato in fronte, con un atto mistico di redenzione, il suo +spirito non era libero, non era tranquillo.... il suo cuore non era +contento.... + +Era rimasto come prima, infelice.... grandemente infelice! + +Andò nella sua camera, vi si rinchiuse, solo. Era la cameretta delle +zie, e anche Pietro sedette alla finestra come le due vecchierelle, +guardando nell'orto, guardando il "Gigantesso".... + +--Dio.... Dio.... come era infelice! Quanto si sentiva infelice!... Ma +sarebbe stato sempre, sempre infelice così? + +A Crodarossa cominciava l'inverno.... era il primo giorno d'inverno, +l'inverno lungo e bigio della montagna. + +Pietro Laner sentiva la neve nelle ossa.... nel cervello.... + +--Dio! Dio! Com'era infelice!... Com'era profondamente infelice!... Ma +sarebbe stato sempre, sempre infelice così? + +Le prime falde di neve calavano, volavano qua e là, portate dal vento +come piume di cigno.... Poi si fecero più minute.... più spesse.... + +--Dio! Dio!... Ma sarebbe stato sempre, sempre infelice?... + +A mano a mano era tutto un turbinìo confuso, violento, di falde di neve +sotto il cielo bigio.... A mano a mano sparivano l'orto, il +"Gigantesso" le montagne sotto quella neve, dietro tutta quella neve, +quella bufera di neve. Una fila di corvi attraversò pesantemente la +caligine bianca, incalzante, rammulinante, muta.... fu l'ultimo segno +di vita. Poi tutta neve.... tutta neve.... Era sparito il cielo.... era +sparita la terra. Anche il cupo rintocco di una campana era rimasto +soffocato, sepolto sotto la neve. + +Pietro intirizzito, attonito, guardava, guardava.... cercava.... Non +vide più niente, non udì più niente! Soltanto la neve.... quel turbinìo +di neve, la neve melanconica, triste, silenziosa.... la neve squallida, +la neve penetrante col freddo della morte!... + +Trasalì, con un brivido. + +Non c'era più niente, più niente! + +Non c'era più mondo, non c'era più Dio.... Non c'era più Nora!... Oh, +Nora! Nora! Nora!... Non c'era più!... + + + +FINE. + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La baraonda, by Gerolamo Rovetta + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA BARAONDA *** + +***** This file should be named 28785-8.txt or 28785-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/2/8/7/8/28785/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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