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diff --git a/28403-h/28403-h.htm b/28403-h/28403-h.htm new file mode 100644 index 0000000..3466b05 --- /dev/null +++ b/28403-h/28403-h.htm @@ -0,0 +1,6011 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> + <head> + <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html;charset=iso-8859-1" /> + <title> + The Project Gutenberg eBook of Racconti umoristici, by I. U. Tarchetti. + </title> + <style type="text/css"> +p { + margin-top: .75em; + text-align: justify; +} + +p.end { + text-align: center; + margin-top: 3em; + margin-bottom: 3em; +} + +h1 { + text-align: center; /* all headings centered */ + clear: both; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 3.5em; + font-size: 250%; + font-weight: lighter; +} + +h2 { + text-align: center; /* all headings centered */ + clear: both; + font-weight: lighter; +} + +h2.trnote { + text-align: center; /* all headings centered */ + clear: both; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; +} + +h3 { + text-align: center; /* all headings centered */ + clear: both; + font-weight: lighter; +} + +hr { width: 33%; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; + margin-right: auto; + clear: both; +} + +body { + margin-left: 10%; + margin-right: 10%; +} + +.titlebox { + margin-left: 15%; margin-right: 15%; + border: 1px solid black; + padding: .8em; +} + +.pagenum { /* uncomment the next line for invisible page numbers */ + /* visibility: hidden; */ + position: absolute; + left: 95%; + font-size: smaller; + text-align: right; + color: #999999; + background-color: #ffffff; +} /* page numbers */ + +.blockquot { + margin-left: 5%; margin-right: 5%; +} + +.quotdate { + text-indent: 4em; +} + +.quotsig { + margin-left: 65%; + text-indent: 2em; +} + +.TOC { + position: relative; + margin-left: 10%; margin-right: 10%; + list-style-type: none; +} + +.center {text-align: center;} + +span.tocright { + position: absolute; + right: 0; +} + +.spaced {letter-spacing: 0.2em;} + +.condensed {font-family: sans-serif; font-size: 130%; + letter-spacing: -.5px; font-weight: bold;} + +.smcap {font-variant: small-caps;} + +.tnote { + border: dashed 1px; margin-left: 10%; margin-right: 10%; + padding-bottom: .5em; padding-top: .5em; + padding-left: 1em; padding-right: 1em; + font-size: 90%; +} + +ins.correction { + text-decoration: none; /* replace default underline.. */ + border-bottom: thin dotted gray; /* ..with delicate gray line */ +} + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of Racconti umoristici, by Iginio Ugo Tarchetti + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Racconti umoristici + In cerca di morte re per ventiquattrore + +Author: Iginio Ugo Tarchetti + +Release Date: March 25, 2009 [EBook #28403] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RACCONTI UMORISTICI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<hr style="width: 65%;" /> +<h2><small>INDICE</small></h2> + + +<ul class="TOC"> +<li>AI LETTORI<span class="tocright"><a href="#Page_5">5</a></span></li> +<li>IN CERCA DI MORTE<span class="tocright"><a href="#Page_7">7</a></span></li> +<li>RE PER VENTIQUATTRORE<span class="tocright"><a href="#Page_95">95</a></span></li> +</ul> + +<hr style="width: 65%;" /> +<hr style="visibility: hidden" /> + +<h2>I. U. TARCHETTI</h2> + +<hr style="width: 80%" /> + +<h1>RACCONTI UMORISTICI</h1> + + +<div class="titlebox"> +<h2 class="spaced">IN CERCA DI MORTE</h2> + +<hr style="width: 40%" /> + +<h2 class="condensed">RE PER VENTIQUATTRORE</h2> +</div> +<hr style="visibility: hidden" /> + +<h2 class="spaced">MILANO</h2> + +<h3>E. TREVES E C. EDITORI</h3> +<h3>1869</h3> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p> + +<hr style="width: 65%;" /> +<h2><a name="AI_LETTORI" id="AI_LETTORI"></a>AI LETTORI</h2> + + +<p>L'autore di questi due racconti fu uomo +che ebbe lagrime e dolori molti; gioje +pochissime; rari sorrisi e fugaci. Nondimeno +talvolta fu piacevole, e in queste +pagine si è ingegnato di farvi ridere.</p> + +<p>Vi è egli riuscito? Forse non ha fatto +che ripetere in altra cadenza, con altro +ritmo quell'inno di dolore che proruppe +così spontaneo e così gagliardo dal suo +petto. Forse la sua maschera è sdruscita +e sotto il riso del gioviale s'indovina il +gemito d'uno che soffre.</p> + +<p>Usategli venia, e siategli grati dell'intenzione. +Pensate che egli dorme alcune +braccia sotterra, e che non raggiunse il +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>ventinovesimo anno.</p> + +<p>Questi due racconti, dei primissimi che +segnarono la sua carriera letteraria non +hanno i pregi d'altri lavori che nacquero +più tardi. Sono ad ogni modo dilettevoli. +La forma è facile e spontanea; la tela +bizzarra ed immaginosa.</p> + +<p>La lettura d'essi non farà male a nessuno; +potrà far bene a coloro che vogliano +conoscere come gl'ingegni sventurati sappiano +ridere.</p> + +<p class="quotsig">S. F.</p> +<p class="quotdate">Milano, Luglio 1869.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p> + + + +<hr style="width: 65%;" /> +<h2><a name="IN_CERCA_DI_MORTE" id="IN_CERCA_DI_MORTE"></a>IN CERCA DI MORTE</h2> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<p>Pochi anni or sono, in un vecchio palazzo +della via Recourse a Londra, conosciuto sotto +il nome di <i>Game of chance house</i> (casa dei +giuochi di rischio), convenivano ogni sera +tutti i giovani eleganti del quartiere così detto +di <i>Reckless-men</i>, per azzardarvi qualche migliaio +di sterline al whist o al tarocco, ma +più specialmente al <i>diamonds-game</i> (giuoco +dei quadri).</p> + +<p>I <i>fashionables</i>, i zerbini di quel quartiere, +dopo aver cavalcato lungo i viali di Regent's +park, o tirato di sciabola nelle sale di Mr. +Wooden, il celebre schermitore, o gareggiato +nelle corse dei <i>boats</i> sul Tamigi, provavano +spesso degli assalti di <i>spleen</i> tormentosi, degli +orribili istanti di noja; di quella noia +fredda, piena, profonda, mortale, che non può +essere provata che dagli inglesi, e che ha tanta +analogia col loro cielo, colle loro pioggie, e +<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>colle loro nebbie perenni. Era naturale che +essi sentissero quindi il bisogno di scosse più +vive, di emozioni più eccitanti, e che non potendo +procurarsele altrimenti, venissero a +chiederle al giuoco. Il carattere degli inglesi +è freddo e pacato, ma nel fondo del loro cuore +vi è sempre qualche cosa di palpitante e di +vivo; essi lo sentono e subiscono spesso, loro +malgrado, il predominio della loro natura lenta +e inflessibile: le maggiori eccentricità inglesi +non segnano sovente che il limite estremo +dei maggiori sforzi che essi hanno fatto per dominarla +e per vincerla. E se è vero che l'affetto +del danaro costituisce una delle loro passioni +più tenaci, il giuoco che uno dei mezzi più solleciti +per moltiplicarlo o per perderlo, deve +offrir loro naturalmente una fonte di emozioni +energiche e grandissime.</p> + +<p>Ecco perchè i giovani del quartiere di <i>Reckless-men</i> +si raccoglievano volentieri nelle +sale di <i>Game of chance house</i>, nelle lunghe +sere d'inverno—per scuotere la loro anima +paralizzata dall'atonia, per ritemprare in +qualche modo la loro sensitività coll'attrito +dei dadi del <a name="tn8" id="tn8"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'wihst'"><i>whist</i></ins>, + o col giuoco pericoloso dei quadri.</p> + +<p>Abbiamo detto i giovani, chè nei vecchi +inglesi la mania delle emozioni è trascorsa, +il periodo delle eccentricità è superato: un +inglese a quarant'anni è la personificazione +del positivismo, è l'incarnazione vivente del +calcolo: i giovani soltanto possono azzardare +sull'asse o sul fante d'una carta una eredità +vistosa, una fortuna accumulata in lunghi anni +di speculazioni e di lavoro.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p> + +<p>E quante fortune non furono perdute o menomate +in tal guisa! quanti di quei giovani eleganti +che alla sera entrarono nella sala del +palazzo in Recourse-street, ricchi d'una bagattella +di centomila sterline, ne uscirono più +poveri dell'ultimo operaio di Londra, e s'imbarcarono +all'indomani sul postale delle Indie +con un posto pagato di terza classe per tentare +di ricostruirvi la loro fortuna perduta! +Si osserva appunto ciò di singolare nei giuocatori +inglesi, che non arrischiano come noi +una piccola somma, una porzione meschina +della loro proprietà, ma mettono anche nel +giuoco dell'ardimento e del senno.—Ecco +una carta sulla quale si sono posti centomila +franchi—una, due, tre; una, due, tre; il +sette di fiori e la dama di cuori, l'asse di +quadri, e il re delle picche—perduto; si +raddoppia la posta—perduto; la si triplica +ancora—perduto: sta bene! All'indomani +si va a Hang-king o a Calcutta; vi si va fiduciosi, +imperturbati, tranquilli; vi si negozia +nella gomma, nei datteri, o nei chiodi di +garofano; s'impianta una manifattura di conterie, +si perfeziona un tessuto, s'inventa una +macchina, si acquista a metà prezzo un carico +di coloniali, e la fortuna è rifatta. Allora si +rimpatria e si dice: io sono quell'inglese che, +otto anni or sono, ha sciupata la sua proprietà +al giuoco dei quadri; oggi ritorno col mio capitale +raddoppiato, e con un forte credito all'estero; +i miei rapporti commerciali mi assicurano +in pochi anni l'accumulazione di un +capitale importante.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p> + +<p>A questo punto della sua vita, l'inglese non +giuoca più, non va in cerca di nuove emozioni; +rientra nella famiglia e nell'ordine, frequenta +la borsa, si fa eleggere membro di qualche +associazione democratica, e trasmette a' suoi +eredi legittimi un patrimonio di un mezzo +milione di ghinee.</p> + +<p>Paese singolare, dove tutto è grande e straordinario; +dove anche nel vizio si rinvengono +le traccie di virtù non comuni, dove è riverito +il genio e santificato il lavoro; dove in +ogni uomo vi ha parità di diritti, parità di +doveri e consonanza di aspirazioni. Più volte +considerando i caratteri de' miei connazionali, +studiando le loro qualità e le loro tendenze, +al confronto del tedesco grave e malinconico, +dell'inglese dotto e laborioso, del francese facile +e colto, ho dovuto arrossire della generale +frivolezza degli italiani.... Oh perchè non +sono nato sotto quel cielo severo e melanconico +dell'Inghilterra, dove gli uomini crescono +liberi, nobili e dignitosi!</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Non sono molti anni che in <i>Game of chance +house</i> fu perduta al giuoco una delle più ricche +fortune d'Inghilterra.—Era una sera +triste e piovosa, le strade di Londra erano +deserte, i teatri chiusi, i <i>clubs</i> poco frequentati; +e il giovine barone di Rosen, non sapendo +come schermirsi dal tempo e dalla noia, era<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span> +rientrato, suo malgrado, in quella casa dove +aveva già dissipate somme considerevoli, e +dove aveva risolto pochi giorni innanzi di non +porre più piede. Ma i proponimenti dei giuocatori +sono labili come quelli degli amanti: +tra il giuoco e l'amore corrono dei rapporti +ben definiti; l'amore non è che un giuoco, il +giuoco non è che amore di danaro—amore e +danaro costituiscono le due passioni più ardenti +dell'anima umana, e partecipano entrambi +nella stessa misura, di tutte quelle debolezze che +sono proprie della nostra natura.</p> + +<p>Il barone di Rosen era dunque ritornato +in una di quelle sale e s'era seduto ad un tavolo +già occupato da buon numero di avventori. +In quella stanza regnava un silenzio assoluto, +non interrotto che dal rotolarsi alternato +dei dadi o dallo sfogliarsi delle carte, o +dal crepitio della fiamma del caminetto; i sigari +e le pipe esalavano nubi di fumo, tra le +quali apparivano confusamente le fisionomie +calme e impassibili dei giuocatori.</p> + +<p>L'arrivo di Rosen non fu avvertito che dal +lieve scricchiolio d'un'altra sedia che venne +a posarsi da un lato del tavolo; i vicini alzarono +gli occhi, salutarono accennando del +capo, e continuarono il loro giuoco. Si sarebbe +detto tuttavia che essi attendessero qualche +grosso guadagno da quel nuovo arrivato, poichè +lo sbirciavano di traverso colla coda dell'occhio, +e parevano aspettare che egli chiedesse +le sue carte per l'intera somma che +era collocata sul tappeto d'innanzi al direttore +del banco. La doveva essere infatti una<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +triste sera per Rosen. La posta era d'un migliaio +di sterline: egli trasse di tasca un portafogli, +ne tolse alcuni biglietti, e deponendoli +sul tavolo, e indicandoli col dito, chiese:—carte!</p> + +<p>Il banchiere ne diede tre a lui, e tre a sè +stesso.</p> + +<p>Rosen le esaminò spiegandole con una sola +mano, che l'altra teneva costantemente nella +saccoccia, e poichè l'avversario ebbe rovesciate +le sue, disse:—perduto; e collocando nuovi +biglietti sul <a name="tn12" id="tn12"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'vasoio'">vassoio</ins>, aggiunse:—raddoppio.</p> + +<p>Gli furono date nuove carte, ma la fortuna +tornò ad essergli sfavorevole. Il barone vuotò +le sue saccoccie sul tavolo, e ripetè collo stesso +suono di voce:—raddoppio.</p> + +<p>Gli spettatori si radunarono in circolo; il +giuoco incominciava ad assumere qualche interesse, +e a scuotere in qualche modo quella +loro natura impassibile. La fisionomia del banchiere +appariva, benchè s'adoprasse a nasconderlo, +visibilmente alterata: il barone di Rosen +aveva rimessa una mano nella saccoccia, +e coll'altra spremeva la punta del suo sigaro, +cui non era ancora riuscito a dar aria.</p> + +<p>Talora l'impassibilità nel giuoco può condurre +a grandi risultati, ma talora anche non +giova—la fortuna ha le sue predilezioni, e +non le smentisce sì spesso,—in quella sera +Rosen era predestinato—perdette ancora.</p> + +<p>Successe un momento d'indugio; fu verificata +la somma, erano trecento mila franchi. Il +vincitore guardò il barone con uno sguardo<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +che voleva dire: si continua? Questi accennando +col dito al portafogli che vedevasi vuoto +sul tappeto, guardò dal canto suo il banchiere, +in atto di chiedere: si fa credito?</p> + +<p>Allora quegli avendo accennato del capo in +segno di acconsentimento, il barone di Rosen +levò la mano dalla saccoccia, sfogliò il sigaro +colle dita, e gettandolo a terra, e appressando +la propria sedia al tavolo, disse: vada tutta +la posta.</p> + +<p>Furono gettate ancora le carte: erano pari, +nulla di fatto. Rosen si drizzò di tutta la persona, +e come animato da una inspirazione infallibile, +disse: vada due volte la posta.</p> + +<p>Furono ridate le tre carte; il banchiere +aveva un sette e due fanti, l'altro una dama +e due assi—Rosen aveva perduto.</p> + +<p>Egli ricadde sulla sedia, stette un istante +pensieroso, poi riaccendendo un sigaro, disse: +vediamo se la fortuna avrà migliore costanza +di me; giuoco la mia proprietà di Littleford +contro la somma che è depositata sul banco.</p> + +<p>A questo punto il suo avversario parve esitare, +alcuni amici gli si appressarono e dissero: +Rosen, moderatevi; ma la buona stella +di Rosen era tramontata: anche questo colpo +doveva essergli sfavorevole—la sua proprietà +di Littleford fu perduta.</p> + +<p>Successe una viva emozione negli astanti. +Il banchiere assumendo quell'aspetto mortificato +e increscevole che è proprio dei vincitori +di giuoco, disse con parole interrotte e +esitanti: vedo che la fortuna delle carte vi è +contraria, nè io vorrei approfittarne di troppo...<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +se voi desiderate desistere, o mutar giuoco.... +tentare i dadi, o il tarocco, o....—La mosca, +interruppe Rosen.</p> + +<p>—La mosca, disse l'altro in suono di adesione. +E raccogliendo le somme deposte sul +tavolo, e rialzandosi, entrarono in un'altra +camera.</p> + +<p>Il barone e il suo avversario si sedettero, +e chiesero due tazze di birra doppia, che furono +loro portate assieme con un vaso ripieno +di tavolette di avorio.</p> + +<p>Quanto per ciascuna? chiese il rivale di +Rosen.</p> + +<p>Mille sterline l'una! rispose l'altro. E poichè +se l'ebbero divise in parti uguali, versarono +d'innanzi a sè una goccia di birra di +pari grandezza, appoggiarono i gomiti sul tavolo, +la testa tra le mani, e dissero al cameriere: +siamo a tempo.</p> + +<p>Il cameriere avendo allora fatto osservare +che le goccie erano d'uguale dimensione, e la +luce favorevole in un modo ad entrambi; e +avvertiti i giuocatori di non alterare il respiro, +e gli astanti di astenersi da qualunque +movimento, pena il pagamento della posta, +mosse un cordone che pendeva lungo la parete, +e fece agitare una ventola, al cui movimento +le mosche che coprivano a nubi il +soffitto se ne distaccarono, e vennero a posarsi +in parte sul tavolo—le altre continuarono +a volare per la stanza ronzando.</p> + +<p>Allora un'ansietà profonda si dipinse sopra +ogni volto, gli occhi di tutti seguivano con +impazienza le varie direzioni delle mosche. Tre<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span> +di esse avevano già incominciato ad aleggiare +intorno alla goccia di Rosen, e parevano volervisi +arrestare, quando, mutando divisamento, +passarono dal lato opposto, e si posarono +su quella del suo avversario.</p> + +<p>Era una fatalità disperante: il barone diede +al vincitore tre tavolette di avorio. Il cameriere, +dopo aver agitata una frasca di felce +sulla tavola, disse: si ricomincia; e scosse di +nuovo la ventola.</p> + +<p>Una mosca discese allora direttamente dal +soffitto e venne a posarsi sulla goccia sciagurata +di Rosen, ma sette altre si posarono ad +un tempo su quella del suo rivale.</p> + +<p>Rosen gli passò nuovamente sei marche.</p> + +<p>Decisamente egli era destinato a non vincere. +Giuocò quanto era lunga la notte, ma +sempre colla stessa fortuna. Verso il mattino +tutte le tavolette erano passate al suo avversario; +egli aveva perduto la sua bella proprietà +di Littleford, e due milioni e mezzo +di lire...</p> + +<p>La sua fortuna era rovinata.</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Partito da <i>Game of chance house</i> per avviarsi +a casa, Rosen passò sul ponte del Tamigi, +e si fermò e si appoggiò un istante al +parapetto. Egli guardò il sole che sorgeva circonfuso +di nebbia, le barche che scivolavano +lungo le rive, i tetti delle case coperte di schiste<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +color di piombo, la natura che pareva mesta +e malata; e pensò che la vita era triste, +e che le onde del fiume erano profonde.</p> + +<p>Una voce segreta gli diceva all'orecchio: +«Rosen, tu sei perduto; esamina bene la tua +posizione; aggiungi le gravi perdite d'oggi a +quelle dei giorni antecedenti, e vedrai che non +ti rimane più un quinto della tua fortuna; quelle +mosche ti hanno rovinato: che farai tu qui, in +un paese dove la povertà è disprezzata? tu, +inabile ad ogni lavoro di braccio o di mente; +tu barone, onorato, invidiato finora, guardato +con invidia da tutte le belle fanciulle di Redstreet? +Vedi, il mondo è così fatto; viene una +cattiva ora per tutti, e anche la tua è venuta. +Bisogna rimediarvi alla meglio: un giovine +che non appartenesse alla illustre famiglia +dei Rosen, si darebbe alla mercatura e al +lavoro, ma tu non lo puoi fare, tu: non vi ha +rimedio per te... Guarda come scorre bene il +Tamigi, che profondità hanno queste onde, +che silenzio vi è lì sotto, che pace! E che +credi? Da questo parapetto all'acqua non corrono +più di trenta piedi inglesi... è una cosa +da nulla, tanto come vuotare un bicchiere di +<i>grog</i>: risolviti, Rosen, coraggio, Rosen, buttati +giù dal ponte.»</p> + +<p>E Rosen stava per buttarsi, quando gli sovvenne +che aveva una moglie, la quale non aveva +che ventidue anni, e di cui aveva avvizzita la +fede e la gioventù colla sua cattiva condotta, +e dissipata in parte la grossa fortuna che gli +aveva recato per dote.</p> + +<p>Sua moglie apparteneva ad una famiglia patrizia<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +di Dublino, e aveva sposato Rosen per +amore. Si erano conosciuti tre anni prima in +un viaggio che il barone aveva fatto in Irlanda; +la mente immaginosa della fanciulla, esaltata +dalla lettura dei romanzi di Scott, aveva creduto +di realizzare in lui quell'ideale d'uomo +che aveva portato fino allora nel cuore. Essa +lo aveva creduto per quel solo motivo che fa +credere alla donna tutto ciò che le piace credere +dell'uomo che ama—perchè Rosen era +bello. La bellezza a venti anni ha grandi attrattive.</p> + +<p>Egli era infatti uno dei giovani più avvenenti +di Londra. Aveva statura alta e spigliata, +lineamenti esatti, capelli lunghi e biondissimi, +occhi grandi ed azzurri, e vestiva colla negligenza +ricercata dai <i>fashionables</i> inglesi—i +soli che per coltura d'ingegno e per robustezza +di mente, emergano in qualche modo su quella +classe corrotta e viziosa della società che chiamasi +il mondo elegante. Oltre a ciò Rosen cavalcava +come un paladino provetto; tirava di +spada e di sciabola, e non aveva chi gli togliesse +l'onore di un assalto; colpiva le rondini +al volo, traversava a nuoto il Tamigi; e +possedeva per giunta una virtù che non è comune +agli inglesi—cantava con dolcezza e +toccava l'arpa con gusto e con sentimento di +artista.</p> + +<p>Tutte queste doti avevano fatto credere a +Emilia Strafford che suo marito avrebbe avuto +anche un cuore; nè ella si era ingannata, che +Rosen ne aveva uno, e non lo aveva cattivo; +ma quelle tristi abitudini della sua vita, quello<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span> +spensierirsi continuo, quel disgusto di tutto, +quel bisogno che egli sentiva di emozioni sempre +rinnovate, lo avevano reso se non ignorante, +almeno trascurante de' suoi doveri più +sacri, lo avevano fatto estraneo alle gioie caste +e tranquille della famiglia.</p> + +<p>Vi sono molti uomini, dei quali si dice: hanno +cuore; e nondimeno li vediamo vivere sempre +lontani dagli esseri che loro appartengono, compiangerli, +ma non sorreggerli di consiglio o di +sacrificio, spesso dissiparne la fortuna, e far +pompa di un egoismo crudele. Sono capaci di +uno slancio di virtù, non di una virtù continuata.</p> + +<p>Questi uomini costituiscono una delle classi +più numerose della società, e sono coloro di +cui le donne esaltate rimangono spesso le vittime. +Meglio i giovani freddi e calcolatori, +dei quali si dice con disprezzo:—non hanno +cuore!</p> + +<p>Emilia Strafford, benchè avesse indole dolce +ed ingenua, non tardò ad avvedersi del cattivo +temperamento di Rosen, e del suo carattere +turbolento e inquieto. Ella non lo amava +meno per ciò, chè per una strana contraddizione +del cuore umano e pel bisogno che esso +ha di contrasti, di lotte, e assai spesso anche +di dolore, tali uomini piacciono di preferenza +alle donne; ma lo amava senza gioie, senza +speranze, subiva la sua stessa affettività come +una forza che era fuori di lei, e alla quale non +avrebbe mai potuto sottrarsi.</p> + +<p>Non era così che essa avrebbe voluto essere +amata da suo marito<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>.</p> + +<p>Rosen passava spesso giorni e notti intere +senza vederla; imprendeva piccoli viaggi, talora +concertati in una riunione di amici, e partiva +con essi sul fatto senza avvertirne sua +moglie. Due volte le era stato riportato carico +di ferite ricevute in duello, un'altra volta +era caduto rovesciato col cavallo nel salto di +una barriera, e ne aveva avuto un braccio +spezzato. Nelle ore della sua assenza Emilia +viveva in un'inquietudine mortale, e non di +meno quelle sventure erano state l'unico pretesto +che l'avessero avvicinata a lui in un modo +affettuoso e durevole. Perchè nello stato di malattia +Rosen era buono, egli comprendeva le +tacite sofferenze di sua moglie, quell'interessamento +caldo e pietoso, quell'affezione salda +e delicata: e spesso in momenti di sincera effusione, +le aveva detto:—perdonami, Emilia, +d'ora innanzi sarò migliore.</p> + +<p>Ma col rifiorire della salute tutti i suoi proponimenti +erano svaniti; a poco a poco egli +aveva sentito disgusto di tutto, il bisogno di +nuove emozioni lo aveva tratto al giuoco; aveva +perduto, aveva sminuito sensibilmente il +suo censo e introdotte delle dure economie nella +sua casa: quelle modificazioni avevano allontanata +sua moglie da quell'elegante società di +cui era stata una delle bellezze più splendide, +l'avevano costretta ad un isolamento penoso, +a un sistema di vita più modesto e più oscuro.—Rosen +aveva veduto tutte quelle privazioni, +aveva sentite le proprie, e n'era diventato +melanconico e triste; aveva tentato di dimenticarle, +aveva trascurata la casa; i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +domestici portavano le loro livree sdruscite, +i suoi cavalli languivano da qualche tempo +nelle scuderie, i suoi cani impigrivano presso +il focolare, egli stesso fuggiva i suoi amici, +i clubs, i teatri, ogni mezzo di divagazione—non +viveva più che della passione fatale del +giuoco.</p> + +<p>Ed ora che aveva fatto? Aveva perduta quella +grande proprietà di Littleford che apparteneva +a sua moglie, e che ne costituiva unicamente +la dote; aveva perduto quasi tutto il +resto della sua fortuna. Come vi avrebbe rimediato!</p> + +<p>Ecco ciò che passava per la mente di Rosen, +mentre si appoggiava contro il parapetto +del ponte, e pensava se avrebbe potuto ancora +accettare la vita al prezzo di quelle sventure. +La memoria di Emilia gli si affacciava con +un'insistenza tormentosa, con una esattezza e +con una verità di dettagli straziante. Egli la +vedeva afflitta, scoraggiata, piangente; giovine +ancora e già tanto avvizzita dal dolore; ancor +bella e costretta a sfuggire la società, a +celarsi nell'isolamento, e a lamentare nella povertà +e nell'abbandono le pene di una vedovanza +precoce.</p> + +<p>—No, diss'egli scuotendosi, avvenga ciò che +può avvenire, non mi ucciderò; fossi io solo, +e fossero queste onde più alte di quelle di Foreland, +andrei a cercarne il fondo col capo, +ma così, con mia moglie, ah! no, non diventerò +l'assassino di mia moglie... andiamo a casa +andiamo a letto, dormiamoci sopra, vedremo +ciò che si potrà fare domani.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p> + +<p>E quella voce che lo aveva ammonito poc'anzi +riprese: «Hai ragione, Rosen, da bravo, +metti giudizio, va a casa, cacciati sotto +le coltri; il sonno è fertile di buoni pensieri, +rimedierai a tutto; e, se non fosse possibile, +il Tamigi non vorrà andarsene via per questo; +sarai sempre a tempo a buttarviti dentro.»</p> + +<p>Rosen si rivolse e s'incamminò verso casa. +Strada facendo, uno di quei fanciulli che vanno +per le vie di Londra distribuendo gli avvisi +che noi usiamo affiggere, gli pose tra le mani +un fascicoletto color di rosa. Il barone lo prese +ne lesse il frontespizio senza intenderne una +parola, e lo pose macchinalmente in saccoccia.</p> + +<p>Giunto nella sua stanza ne chiuse le imposte, +si spogliò in fretta, buttò gli abiti qua e +là sullo spazzo, entrò con mal garbo nel letto, +si disse da sè buona notte; e tirandosi le coltri +fin oltre alle orecchie, decise di non pensare a +nulla fino al domani, e tentò di addormentarsi.</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Ma non poteva prender sonno. Era inutile: +si volgeva su un fianco e sull'altro, e le lenzuola +gli parevano piene di spine; chiudeva +gli occhi, e si vedeva dinanzi la tavola da giuoco +e quel fascio di biglietti perduti, e quella faccia +fosca e impassibile del suo vincitore che +lo guardava di sbieco; e sentiva ancora nelle<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +orecchie il ronzio di quelle mosche che per +qualche inesplicabile attrazione avevano preferito +andarsi a posare sulla goccia del suo rivale. +Stette così sognando ad occhi aperti due +ore, poi si alzò e prese a rivestirsi senza saper +bene ciò che si facesse o ciò che doveva +disporsi a fare; passò le mani nelle saccoccie, +e avendovi trovato quel fascicoletto di carta +che aveva ricevuto da quel fanciullo sul ponte +lo aperse e lesse: <i>Regolamento della Società +d'assicurazioni sulla vita.—Norme per assicurarsi</i>, +ecc.</p> + +<p>Alzò le spalle indispettito, sfogliò alcune pagine, +e continuò a leggere:</p> + +<p>«Art. 24. <i>Si può assicurare allo stesso modo +la vita di qualunque persona, e costituirle una +rendita vitalizia adeguata alla maggiore o +minor somma della rata annuale che si intende +versare per la persona assicurata, a tenore +dell'annesso prospetto.</i></p> + +<p>«Art. 25. <i>Anche il pagamento di una sola +rata <a name="tn22" id="tn22"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'da'">dà</ins> diritto all'intera rendita convenuta, +ove la morte dell'individuo che ha operata +l'assicurazione avvenga in via naturale, e non +per volontà della persona stessa.</i></p> + +<p>Parve a Rosen di fraintendere, non gli pareva +vero—rilesse: <i>Si può assicurare la +vita di qualunque persona e costituirle una +rendita vitalizia</i> ecc., e poi: <i>anche il pagamento +di una sola rata dà diritto all'intera +rendita</i>, ma ben inteso, <i>ove la morte dell'individuo, +ecc., avvenga in via naturale</i>.</p> + +<p>Rosen comprese, previde, indovinò tutto, +decise, un nuovo orizzonte si aperse a' suoi<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +occhi. Non v'era dubbio, egli poteva ancora +rimediare al suo fallo, salvare sua moglie da +una rovina imminente, sdebitarsi con lei di +tutti i dolori e di tutte le privazioni a cui +l'aveva condannata la sua condotta. Finì di +vestirsi con una specie di frenesia, frugò nei +suoi scrigni, e vi raggranellò un migliajo di +sterline; prese con sè quell'avviso, uscì e corse +difilato all'ufficio della Società d'assicurazioni.</p> + +<p>—Vengo, diss'egli presentandosi al direttore +della Società, ad assicurare la vita della +baronessa Emilia Rosen-Strafford, mia moglie, +nativa di Dublino, senza figli e dell'età di ventidue +anni.</p> + +<p>—Sta bene, rispose il direttore, ma è d'uopo +prima di addivenire a qualunque trattativa +che il signor barone si assoggetti ad una visita +medica. E indicandogli una porta a destra +sulla quale era scritto: <i>Certificati sanitarii</i>, +gli accennò d'entrarvi.</p> + +<p>Rosen ne uscì pochi istanti dopo tenendo +tra le mani un documento che presentò al +direttore, il quale lesse ad alta voce: «Dichiariamo +che il barone Alfredo di Rosen, +nativo di Londra, e dell'età di anni ventinove, +presenta tutti i requisiti di una costituzione +sanissima; ha temperamento sanguigno +un notevole sviluppo muscolare, membra esatte +e ben conformate; ha subíta vaccinazione, e +promette di giungere ad età molto avanzata. Interrogato +da noi, ha dichiarato tenere sistema +di vita regolarissima, ciò che apparisce +dal suo stato di salute attuale, e viene a confermare,<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +per quanto lo permettono i limiti ristretti +della scienza, la sopra fatta asserzione.»</p> + +<p>Il direttore si mostrò soddisfatto di questa +lettura, e disse rivolgendosi al barone:</p> + +<p>—La maggior rendita vitalizia che la nostra +Società si assume di assicurare è di trenta +mila sterline all'anno, per la quale, tenuto +conto della di lei età e costituzione, non che +di quella della signora sua moglie, occorre +che ella si obblighi al pagamento di rate annuali +anticipate di cinquecento e settantadue +sterline e due scellini e mezzo, come può scorgere +dal disposto degli articoli 32, 42 e 44 +del nostro Regolamento.</p> + +<p>Rosen non avrebbe mai osato sperare condizioni +sì miti e sì favorevoli; convenne su +tutto, stipulò definitivamente il contratto, versò +la prima rata, ne ricevette la quietanza, e si +accomiatò dal direttore che gli diceva:</p> + +<p>—Crediamo superfluo <a name="tn24" id="tn24"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'racomandare'">raccomandare</ins> al signor +barone di Rosen la scrupolosa osservanza +dell'articolo 54, il quale prescrive la maggior +cura possibile della salute delle persone assicurate, +e proibisce di esporre una vita così +preziosa alla Società, se non per qualche dovere +di umanità universalmente riconosciuto, +o per qualche legge di onore.</p> + +<p>Giunto a casa, Rosen si presentò a sua moglie +con un sorriso che era inusitato, e abbracciandola +con tenerezza le disse:</p> + +<p>—Mia cara Emilia, sono succedute nella +nostra economia domestica le complicazioni più +strane e più impensate. Ho perduto stanotte +al giuoco della mosca e dei quadri il tuo parco<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +e il tuo castello di Littleford, non che gran +parte delle mie terre di Kingston, ma per altro +lato, ho trovato modo di assicurarti una +rendita annuale vitalizia di trenta mila sterline, +decorribili da quest'anno medesimo; ed +io mi sono impegnato a fare un viaggio in +Italia dal quale ritrarrò difinitivamente la mia +prosperità e la mia pace. Ti prego di osservare +il silenzio più assoluto su questa confidenza +e su questo progetto, e concedermi che +io ometta di dartene i dettagli. Riceverai fra +pochi giorni il contratto formale che ti assicura +la rendita di cui ti ho parlato, e la mia +prima lettera da Dover dove prenderò imbarco +per Calais. Abbracciami, mia cara moglie; +io ho molti torti verso di te, ma spero +di ripararli; abbracciami con tenerezza; io +partirò in questa sera medesima, e benchè un +viaggio come questo che sto per intraprendere, +non offra nulla di pericoloso e di strano, +l'Italia è una terra di furfanti, piena di donne +infedeli e di uomini di cattiva fede, e non si +sa quel che possa accaderci, visitandola.</p> + +<p>Così dicendo, Rosen, commosso suo malgrado, +si strappò dalle braccia di sua moglie, e +rinchiusosi nella sua camera, scrisse al suo +amico Edoardo Barth la lettera seguente;</p> + +<div class="blockquot"> +<p class="quotdate"> +«Mio caro amico, +</p> + +<p>«Ti do con questa lettera il mio ultimo +addio. Mi sono rovinato al giuoco, e non mi<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +resterebbe che uccidermi, se l'art. 54 del Regolamento +sulla Assicurazione della vita non +m'imponesse di morire di morte naturale. Io +parto stassera per l'Italia. Ti raccomando mia +moglie, la buona Emilia Strafford, di cui ho +consumata la dote, e alla quale sto per assicurare +col sacrificio della mia esistenza una +rendita vitalizia di trenta mila sterline. Il +regolamento che ti acchiudo ti spiegherà tutto; +io vado a farmi uccidere, non so ancora da +chi, nè in che modo; ma immagino che non +mi riuscirà difficile poter morire in guisa da +eludere le importune disposizioni di quell'articolo.</p> + +<p>Credo che mia moglie abbia qualche simpatia +per te; quando io sarò morto obbligherai +la mia anima sposandola, e facendole conoscere +come io mi sono ucciso per rimediare allo stato +in cui l'avevano posta le mie dissipazioni, +e disobbligarmi della perdita della sua proprietà +di Littleford che ho giocato stanotte +<i>alle mosche</i>.</p> + +<p class="quotsig"> +<i>Il tuo amico.</i><br /> +<br /> +«<span class="smcap">Alfredo di Rosen.</span>»<br /> +</p> +</div> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>In quella sera medesima Rosen prese un +biglietto di prima classe per Dover, e rannicchiatosi +nell'angolo della vettura, si tirò il<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +bavero del soprabito fin sulle guance, si calò +il cappello sugli occhi, rintascò ben bene le +mani, si lasciò cadere il capo sul petto come +una testa di fantoccio snodata, e incominciò +a pensare in che modo gli sarebbe riuscito +di morire, e se gli convenisse più l'indugiare +fino al suo arrivo in Italia, o approfittare +subito delle prime occasioni che gli si sarebbero +offerte nel suo viaggio. Dopo molte esitazioni +pensò di attenersi a quest'ultimo partito.</p> + +<p>Ma era presto detto—approfittare delle +prime occasioni.—Queste occasioni non sarebbero +venute da sè, bisognava cercarle, prevederle, +procurarsele; e, ciò che era più, fare +tutte queste cose in modo che non vi apparisse +ombra di premeditazione e di colpa. Rosen +conobbe che non era tanto facile. Bisognava +tentare di essere provocati, e in ciò le vie +erano molte; bastava assumere un contegno +aspro e insultante, e si sarebbero trovati di +quelli cui sale presto la senapa al naso; ma +egli non avrebbe voluto uccidere un uomo +innocente, <a name="tn27" id="tn27"></a><ins class="correction" title="Nota del trascrittore: nell'originale 'ne' '">nè</ins> compromettere la sua fama di +schermitore; e oltre ciò l'art. 54 sembrava +non giudicar validi quei duelli che non fossero +stati provocati da una questione di onore. +Rimaneva l'implicarsi in qualche pericolo, +dare in un'imboscata di ladri, trovarsi trascinato +in una rivolta, gettarsi in un incendio +o in fiume con pretesto di volervi salvare +una persona pericolante, l'essere travolto nella +rovina di qualche edificio, procurarsi un'affezione +contagiosa, una caduta, una ferita mortale...<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +ma tutto ciò dipendeva in gran parte +della fortuna, e, diciamolo pure, Rosen non +temeva per fermo la morte—gran chè se +ci aveva pensato due volte in quel giorno!—ma +egli abborriva il dolore, avrebbe voluto +morire, sì, lo voleva fermamente, ma +avrebbe voluto morire ad un tratto e senza +soffrire.</p> + +<p>La morte non è cosa sì arrendevole come +la si crede, e la vita è più tenace e più salda +di quanto non sia universalmente giudicata.</p> + +<p>Mostratemi una cosa che sembri avvicinarsi +alla morte più del dolore, e tuttavia mostratemi +un dolore del quale si possa morire. Si +dice spesso: «io morrò di questo affetto, io +morrò di questa sventura, io morrò di questa +o di quell'altra cosa», e non si muore mai +di quelle cause che credevamo doverci condurre +alla morte. Sembra che tutta la natura +sia animata da una forza di contrasti, da una +legge, da uno spirito di contraddizione immutabile. +Gettate gli sguardi sul vostro passato, +e vedrete che la vostra vita, le vostre opere, +i vostri affetti non sono stati che una serie +di contraddizioni continue. Volete vivere? +morrete. Desiderate la morte? avrete una +vita lunga e affannosa. Che cosa è questa infelicità +di cui gli uomini si lamentano? A che +allude questa eterna elegia di dolore che l'umanità +innalza da secoli al cielo, se non a +questa formidabile potenza di contraddizioni +che ci governa? La contraddizione è l'urto, +è il moto, è la lotta, è il risultato di due forze +misteriose nella cui azione è forse riposto il<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +segreto della vita universale. Certo se dalla +conoscenza dei nostri destini noi possiamo attingere +alcune idee di quelli che governano +gli altri mondi e le altre creature, e avventarci +con esse nell'ignoto, possiamo asserire +che l'universo non è che un'enorme contraddizione.</p> + +<p>Mentre Rosen volgeva nell'animo questi +pensieri, allungò macchinalmente una gamba, +e pose il piede, senza volerlo, su quello d'un +viaggiatore che gli sedeva di fronte. Egli se +ne avvide, ma, pensando che ciò avrebbe potuto +dar luogo a qualche diverbio favorevole +a' suoi progetti, non lo ritrasse, e volse al suo +vicino uno sguardo pieno di rancore che voleva +dire: E osereste lamentarvi?</p> + +<p>Il vicino tirò indietro il suo piede, e guardando +il barone di Rosen con espressione di +dolcezza e di deferenza:</p> + +<p>—Perdonate, gli disse, se aveva posto inavvertentemente +il mio piede sotto il vostro.</p> + +<p>—Non siete voi, rispose Rosen risentito, +che abbiate posto il vostro piede sotto il mio; +sono io che ho posto il mio sopra il vostro. +E comprendendo quanto questo appiglio fosse +puerile e ridicolo, chinò il capo sul petto per +nascondere il rossore che si sentiva salire alle +guancie.</p> + +<p>—Gran Dio, riprese l'altro, e potrà egli +accadere che due uomini assennati abbiano a +bisticciarsi per questo? Del resto, perdonate +se insisto, ma se voi avete asserito d'aver posto +il vostro piede sul mio, è segno che il mio +si trovava evidentemente di sotto, e questo<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +punto è appianato. In quanto all'altro, il mio +piede era lì da un pezzo, il vostro ve lo avete +posto ora allungandovi, ed è chiaro come +la luna che fu primo il mio a cagionare questo +scontro e a porsi sotto del vostro. Ma io +vedo che voi siete preoccupato da qualche pensiero +affliggente. È un pezzo che vi sto osservando, +e che mi sento nel cuore il più vivo +interessamento per voi. Che cosa avete? Posso +io farvi questa domanda? E sarei mai tanto +fortunato da potervi giovare?</p> + +<p>Così dicendo quell'ottimo signore prese una +mano del suo vicino, la strinse tra le sue e, +togliendosi gli occhiali dal naso, lo guardò con +tale aria di affetto che Rosen si sentì subito +rappattumato e disposto, per quel sollievo che +ci procura la confidenza d'un grande dolore, +a dividere il suo segreto con lui.</p> + +<p>E poi quello sconosciuto aveva un aspetto +sì dolce, sì leale e sì aperto che avrebbe inspirato +anche ad un uomo diffidentissimo la +fiducia più illimitata.</p> + +<p>Egli pareva essere sui cinquant'anni, aveva +favoriti lunghi e canuti, gli zigomi sporgenti, +e i pomelli d'un rosso vivo, gli occhi grigi e +scrutatori. Due solchi laterali incavati dagli +occhiali sul naso indicavano in lui una persona +d'affari. Vestiva lindo, ma severo; portava +un'ampia cravatta bianca che gli fasciava due +volte la gola, e le cui due punte giungevano +a stento a riunirsi in un piccolo nodo davanti; +aveva un panciotto verde a rigoni, un ampio +soprabito col bavaro di pelo—e faceva +passare continuamente da una mano all'altra<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +una lunga canna di zucchero sormontata da +un grosso pomo dorato.</p> + +<p>—Sì, voi potreste certamente giovarmi, +gli disse Rosen, rispondendo alla sua offerta.</p> + +<p>—E in che modo?</p> + +<p>Rosen si chinò presso di lui, e gli disse all'orecchio +una sola parola che lo fece trasalire.</p> + +<p>—Cielo! esclamò l'altro, e lo dite voi seriamente? +E per quali motivi?...</p> + +<p>—Ascoltate, riprese il barone, e tornò a +parlargli all'orecchio.</p> + +<p>Il colloquio fu lungo e animato; quello sconosciuto +si mostrava afflitto e sorpreso di ciò +che intendeva da lui, e spesso gli avea detto +alcune parole che sembravano accennare a una +disapprovazione o ad un consiglio. Ma alla +fine incominciò a dimostrarsi quasi convinto +e soprafatto dalla logica stringente di Rosen +che continuava a parlargli all'orecchio con +calore; e discostandosene un poco, come fosse +stata esaurita quella parte della sua confidenza +che importava segretezza e silenzio, gli chiese +ad alta voce:</p> + +<p>—Ed ella lo ignora?</p> + +<p>—Lo ignora.</p> + +<p>—Ma converrà che lo sappia.</p> + +<p>—Ne ho incaricato un amico.</p> + +<p>—Bene, mi sarei assunto io stesso questo +mandato, ma se a voi non è discaro, vi seguirò, +e potrò parlarle del modo con cui avrete +compiuto il vostro progetto.</p> + +<p>—È ciò che io desidero. Vi incaricherò<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +d'una lettera per lei e dell'esatto racconto +del mio fine.</p> + +<p>—Ve ne ringrazio. Ove andate?</p> + +<p>—Non ho direzione fissa... pensava di andare +in Italia, ma quasi... E voi?</p> + +<p>—Io pure non ho un piano premeditato, +viaggeremo di concerto.</p> + +<p>—Come vi chiamate?</p> + +<p>—Benvenuto Lamperth.</p> + +<p>—Siete un uomo che mi va a genio.</p> + +<p>—Ve ne sono obbligato, e mi duole che +vi abbia a perdere sì presto. Ma dove contate +di sostare stassera?</p> + +<p>—A Dover.</p> + +<p>—Ecco appunto la stazione di Dover, disse +Lamperth ascoltando il fischio della locomotiva; +e avvicinandosigli, aggiunse a bassa voce: +È un paese di litigiosi questo Dover, vi troverete +a far qualche cosa di buono.</p> + +<p>Così dicendo il convoglio si era arrestato. +Rosen ne discese col suo compagno, si buttò +con lui in una vettura, e si fece condurre al +<i>Chicken's hotel</i> (Albergo del Galletto).</p> + +<p>Giunti in camera, egli disse a Lamperth:</p> + +<p>—Tant'è, il morire è lo stesso che farsi +estrarre un dente; dal momento che ci duole +e che deve essere estratto è meglio che ciò +avvenga presto che tardi; e giacchè voi mi +dite che questo è un paese di accattabrighe, +io conto di tentare in questa sera medesima +qualche cosa di decisivo.</p> + +<p>Rosen tirò il campanello, ordinò carta, penna +e calamaio, e scrisse la lettera seguente:<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p> + +<div class="blockquot"> +<p class="quotdate"> +Mia cara Emilia,<br /> +</p> + +<p>Il signor Benvenuto Lamperth ti consegnerà +questa lettera che ti scrivo da Dover. Il mio +amico Edoardo ti avrà fatto conoscere le condizioni +di quel progetto, mediante il quale ho +potuto sottrarti alle terribili esigenze del nostro +dissesto economico. Lamperth ti completerà +queste notizie ragguagliandoti distesamente +sulla mia morte. Spero che questo mio +sacrificio ti farà perdonare tutte le crudeli +ingiustizie di tuo marito.</p> + +<p class="quotsig"> +<span class="smcap">Alfredo di Rosen</span><br /> +</p> +</div> + +<p>E piegata la lettera in quattro la porse al +suo compagno dicendogli:—Mi sento appetito, +scendiamo; odo laggiù delle voci di bevitori, +e ho in animo di cimentarne qualcuno +e di mettermi tosto alla prova.</p> + +<p>E discesero nella sala da pranzo.</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Era una sala elegante e spaziosa, illuminata +da alcuni vecchi lampadarii guarniti di ciondoli +di rame e di prismi di cristallo, e decorata<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +di alcune marine di Viardot mezzo scolorite +dal tempo. Intorno alle pareti erano +disposte delle lunghe tavole di quercia coperte +di tappeti a dadi oblunghi, di un colore +alternato tra il rosso di mattone e l'azzurro—quei +vecchi tappeti di Germania così in +uso fino a questi ultimi anni, che si può dire +non esservi stata famiglia che non ne abbia +avuto uno—e a ciascuna di quelle tavole +sedeva buon numero di persone, tra le quali +alcuni crocchi di viaggiatori e di negozianti, +e alcuni ufficiali di marina addetti alle navi +di trasporto pel tragitto dello stretto.</p> + +<p>Quando Rosen e Lamperth entrarono nella +sala, tutti i posti erano occupati, Rosen girò +attorno lo sguardo, e mormorò tra sè stesso:—Incominciamo +bene, è un appiglio, li costringerò +a restringersi per cedermi un lato +del loro tavolo: vo' vedere se avranno l'arditezza +di rifiutarsi.</p> + +<p>E si approssimò ad uno di essi.</p> + +<p>Alcuni marinai francesi che vi stavano seduti +discutendo calorosamente di certi loro +viaggi, troncarono all'istante la loro conversazione, +portarono la mano ai loro berretti, +si alzarono; e restringendosi alla meglio, fecero +cenno a Rosen e a Lamperth di sedersi.</p> + +<p>—Maledetta questa compitezza parigina, +disse Rosen fra sè stesso, che mi toglie ogni +pretesto per bisticciarmi onestamente con questi +paltonieri; ma.... e' sono francesi, li toccheremo +nel loro orgoglio nazionale.... già, +in fatto di brighe c'è da ripromettersi molto +da questa sorta di gente.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p> + +<p>Il barone e Lamperth sì sedettero, ed ordinarono +la loro cena: i loro vicini ripresero +la loro conversazione interrotta.</p> + +<p>—Vogliono del Bordeaux Laffitte, del Saint +Julienne, dello Champagne, o del vino legittimo +di Boullon o di Abbeville?</p> + +<p>—Vogliamo del vino inglese, disse Rosen +vivacemente, nient'altro che del vino inglese; +già... in quanto a me abborro tutti i vini di +Francia, e aggiunse ad alta voce, tutte le +cose che ci vengono dalla Francia.</p> + +<p>Così dicendo, guardò involto a' suoi vicini, +ma essi o non aveano udito, o avevano fatto +le mostre di non udire.</p> + +<p>—Miserabili! bisbigliò Rosen all'orecchio +di Lamperth, non sono pur suscettibili d'un +risentimento sì doveroso.</p> + +<p>Poco dopo il cameriere avendo collocato dinanzi +a loro alcuni piatti dipinti, su cui erano +rappresentati i principali episodii della vita +di Napoleone, Rosen ne prese uno e presentandolo +al suo compagno, gli disse in modo +da essere udito:</p> + +<p>—Che ve ne pare? Eccovi qui un uomo +che in Inghilterra sarebbe divenuto tutt'al +più un tamburino, e che in Francia è stato +creduto un gran generale. Ma non importa, +tutti sanno che a Waterloo le ha buscate dagli +inglesi.</p> + +<p>Anche queste parole non ebbero l'effetto +che egli si aspettava; uno solo de' suoi vicini +si volse e vedendo Rosen che lo guardava, e +immaginando forse che volesse prender parte +alla loro conversazione gli chiese:<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p> + +<p>—Il signore ha viaggiato?</p> + +<p>—Sì, rispose Rosen sono stato un'altra +volta da Dover a Calais, passando per l'arcipelago +greco.</p> + +<p>—Avete detto?</p> + +<p>—Da Dover.</p> + +<p>—A Calais?</p> + +<p>—A Calais, precisamente, e attraversando +l'arcipelago greco.</p> + +<p>Tutti gli astanti diedero in uno scoppio di +risa, e lo stesso Lamperth fece mostra di chinarsi +a raccogliere il tovagliolo cadutogli dalle +ginocchia, per nascondere il prurito che si +sentiva di ridere, e non guastare i progetti +del suo compagno.</p> + +<p>—Signori, disse Rosen gravemente, a meno +che voi non abbiate navigato sopra una conca +di cartone in una vasca artificiale del vostro +giardino, o vestiate in questo momento l'uniforme +della marina francese per fare una +comparsa da teatro, dovreste sapere che si +può partire da Dover, attraversare tutta la +terra, non solamente l'arcipelago greco, e giungere +a Calais dopo aver compiuto il viaggio +più semplice e più naturale del mondo.</p> + +<p>—Voi avete delle cognizioni geografiche +molto profonde, disse uno dei viaggiatori, ma +io vi consiglierei a non manifestarle pubblicamente, +se v'importa che non si rida di voi, +e a difenderle con meno calore se non desiderate +di trovare qualcuno che v'abbia ad +accorciare le orecchie.</p> + +<p>—Per il cielo, esclamò Rosen sollevandosi +e battendo del pugno sul tavolo, mentre si<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span> +rallegrava internamente del buon esito del +suo tentativo e si sforzava di dissimularne la +gioia, non sarete certamente voi quello che +saprà tagliarmi le orecchie, ed è ciò che potremo +vedere sull'istante, appena io sia giunto +all'osso di questo <i>beefteack</i>, se avete tanto +ardimento nei fatti quanto avete arroganza +nelle parole.</p> + +<p>—Uscite, uscite, disse il francese cui erano +salite le fiamme sul viso...</p> + +<p>E Rosen dando una strappata al suo <i>beefteack</i> +come per affrettarsi, si curvò all'orecchio +di Lamperth, e gli chiese:</p> + +<p>—Vi pare che il pretesto sia valido? Già... +si tratta di amore nazionale... di una questione +di scienza, che...</p> + +<p>—Oh! senza dubbio, validissimo, interruppe +Lamperth stringendosi nelle spalle.</p> + +<p>Rosen gettò allora il resto del suo <i>beefteack</i> +nel piatto, quasi in atto di compiere un ultimo +sacrificio, e riprese:</p> + +<p>—Giacchè io sono lo sfidato e sta a me +la scelta delle armi, scelgo la spada, chè da +noi non si amano le scalfitture della sciabola, +e si sanno fare gli occhielli a dovere... Questo +gentiluomo, mio compagno di viaggio, +sarà mio padrino: ma ove ci batteremo?</p> + +<p>—Vi è qui presso, lungo la spiaggia, un +terrapieno che non potrebbe essere più adattato +a questo bisogno, andiamo.</p> + +<p>—Vi seguo.</p> + +<p>Rosen e i suoi compagni giunsero dopo pochi +momenti sul luogo.</p> + +<p>Inutile dire che Rosen aveva deciso di non<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +difendersi che per quel tanto che era necessario +a nascondere il suo disegno, e a scoprirsi +appena il suo nemico avesse saputo +drizzargli un colpo decisivo.</p> + +<p>Furono recate le armi: i due avversari posero +mano alla spada, e si avventarono l'uno +contro l'altro. Il francese si batteva con fuoco, +faceva delle <i>finte</i> rapidissime, era uno spadaccino +brillante.</p> + +<p>Rosen lo respingeva con calma, e sorrideva +seco stesso, benchè si arrovellasse di non poter +mostrare tutta la valentía in quel giuoco. +La lotta durò alcuni istanti. Rosen era sul +punto di lasciarsi ferire, quando s'avvide che +il suo avversario si ostinava a tener alta la +punta per sfregiarlo nel viso. Questa circostanza +fu causa che egli perdesse tutta la sua +freddezza, e si dimenticasse dello scopo di +questo duello, per non ricordarsi più che di +colpire il suo nemico. Proseguirono con accanimento; +il francese aveva già sfiorata una +spalla a Rosen, quando, scoprendosi a un tratto +nel ritirarsi, fu colpito nel petto e cadde.</p> + +<p>Rosen si avvide allora del suo fallo, ma +era troppo tardi. Lamperth gli si avvicinò, e +gli disse:—Che avete fatto? voi avete ucciso +un uomo innocente.</p> + +<p>—Sì, disse Rosen, ma sarà l'ultimo; che +volete? sono un insensato... partiamo subito +per la Francia: giuro al cielo che al primo +scontro che io potrò avere in quel paese, mi +lascerò sparare come un coniglio.</p> + +<p>E al domani s'imbarcarono per Calais, e +presero la via di Parigi.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Strada facendo, Rosen pensava con dolore +al triste risultato di quella sua prima avventura. +Egli aveva ucciso un uomo in duello; +ciò non era poi letteralmente un omicidio, ma +questo duello era stato provocato da lui, non +v'era discolpa, quel giovine era stato costretto +a battersi, e doveva a Rosen la sua morte.</p> + +<p>Egli è uno strano e insensato apprezzamento +questo che noi sogliamo fare d'un omicidio +secondo il modo e le cagioni per cui è avvenuto. +Non ne facciamo tanto una causa di +umanità di principio morale quanto ne facciamo +una causa di forma: lo stesso atto ci solleva +alla gloria o alla fama, o ci abbassa fino +al delitto più turpe ed alle punizioni più atroci; +può essere eroismo o assassinio, così nella +guerra e nelle contese private; può essere coraggio +ed onore, così nel duello.</p> + +<p>Rosen, lungo la via, ritornava colla mente +su questi pensieri, e meditava con dolore su +quella triste avventura di Dover.</p> + +<p>—Che ne pensate? diss'egli rivolgendosi a +Lamperth che dormicchiava rannicchiato in +un angolo della vettura.</p> + +<p>—Di che cosa?</p> + +<p>—Del mio duello di ieri.</p> + +<p>—Male, male; se avete intenzione di farvi +uccidere, non dovete però uccidere gli altri;<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +vi sono mille maniere di morire; vi confesso +che fui dolorosamente impressionato da questo +fatto.</p> + +<p>—Avete ragione, soggiunse Rosen con +aspetto mortificato, non mi cimenterò più in +duello, vi è qualche cosa d'istintivo che ci +spinge nostro malgrado a difenderci; ma, giacchè +la natura ci ha dato una sola via al nascere—come +a cosa triste—e ce ne ha +aperte mille al morire—come a cosa molto +più dolce—io approfitterò in altro modo di +questa prodigalità della natura. Dite. Credete +voi che non mi sarà difficile il morire? Lo +sperate?</p> + +<p>—Speriamolo, sì, disse Lamperth; se il +voto di una persona che vi ama può avere +qualche influenza sul vostro destino, vi giuro +che io faccio voti al cielo perchè il vostro desiderio +venga esaudito.</p> + +<p>—Vi ringrazio, rispose Rosen scuotendo +la mano che il suo amico gli aveva sporto +senza voltarsi, come a meglio rassicurarlo +della sincerità del suo voto, vi ringrazio dal +più profondo dell'anima: e pronunciò queste +parole quasi commosso, e colla più schietta +effusione di cuore.</p> + +<p>In quella sera stessa Rosen e Lamperth +giunsero ad Amiens. Alla porta del paese Rosen, +essendosi arrestato per contemplare lo +spettacolo della città, come è costume d'ogni +buon inglese, vide affisso alla parete un ampio +cartellone decorato da alcune figure d'animali +in inchiostro rosso, e vi lesse queste +parole:<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p> + +<p>«<i>Grande serraglio di belve viventi del signor +Gustavo Lachard. Due tigri, quattro +pantere, una grande varietà di scimmie, un +elefante, e due leoni africani. Alle ore otto +vi sarà il pasto delle fiere. Mezz'ora prima +il rinomato domatore Gustavo Lachard entrerà +nella gabbia dei leoni.</i>»</p> + +<p>Rosen guardò l'orologio, erano le sette ore +passate; mancavano pochi minuti alla rappresentazione. +Egli si rivolse a Lamperth, e gli +disse, indicandogli quel manifesto:</p> + +<p>—Volete che andiamo a visitare questo +serraglio? può essere che vi abbia a trovare +qualche avventura favorevole a' miei disegni.</p> + +<p>—Andiamo, disse Lamperth, e giunsero in +breve al recinto.</p> + +<p>Dopo che il signor Lachard uscì dalle gabbie +dei leoni, e la folla si ritirò a poco a poco +e si disperse, Rosen disse al suo compagno +stringendogli la mano:</p> + +<p>—Credo, mio caro Lamperth, di aver trovato +un modo infallibile per farmi uccidere; +permettete che non vi dica altro; andate all'albergo +del Ciclope dove fra un paio d'ore +o mi rivedrete vivo, o avrete la notizia della +mia morte. Vi raccomando la lettera per mia +moglie.</p> + +<p>—Non temete della mia puntualità—e +si portò la mano sul cuore—mi dispiace di +perdervi sì presto, ma se ciò è inevitabile... +Vi auguro buona fortuna.</p> + +<p>Rosen, lasciato solo, chiese di parlare +col signore Lachard, e trattolo in un angolo +del recinto gli disse:<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p> + +<p>—Io sono un barone inglese appassionatissimo +del lottare e bramo cimentarmi con qualche +lottatore evidentemente più forte di me. +Desidero di combattere con uno dei vostri +leoni, ma è necessario che ciò rimanga un segreto +tra noi; occorre che voi mi lasciate +solo in questo serraglio, e che si creda, per +vostra e mia giustificazione, che io vi sia entrato +senza il vostro consenso, e avendo aperta +io stesso la gabbia, come farò, sia stato +assalito dalla vostra bestia. Quanto è il prezzo +di questo animale? io ve lo pagherò due +volte.</p> + +<p>—Non meno di cinque mila franchi, disse +il domatore; parlo di Behemet, il più alto e +il più forte: l'ho comprato io stesso a Bourck, +sul limite occidentale del deserto; non ha ancora +due anni compiuti e non gli manca un +pelo. Ma, intendiamoci, io non debbo saper nulla +di ciò; io mi ritirerò dal serraglio come faccio +tutte le sere, e voi sarete un imprudente +che vi sarà entrato senza mia licenza, ecco +tutto; se poi voi ucciderete il leone, la cosa +rimarrà tra noi, e non avrà altra conseguenza.</p> + +<p>Rosen gli sborsò dieci mila franchi; e siccome +la sera era già molto inoltrata, il domatore +licenziò il suo guardiano, e lasciò Rosen +nel recinto di cui socchiuse appena la porta, +dopo avergli detto:</p> + +<p>—Vi auguro che abbiate ad uscirne gloriosamente, +ma temo che Behemet vi saprà spianar +le costure.</p> + +<p>Rimasto solo Rosen comprese di esser posseduto<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +da un panico indefinibile, e vi fu un +istante in cui si sentì tentato di rinunciare +a quella specie di morte, e di raggiungere +Lamperth all'albergo del Ciclope, per combinare +con lui su qualche mezzo di distruzione +meno inumano. Ma era troppo tardi. E d'altra +parte, giacchè era d'uopo morire, conveniva +accettare quel mezzo che era più pronto, +più sicuro e che non avrebbe lasciato concepire +alcun sospetto d'inganno sulla sua fine. +Chi sa! Forse il morire tra le zanne d'un +leone poteva essere più dolce, più rapido che +il morire di ferita o di veleno, o per altra +causa qualunque—certo era più verosimile +e più ardito.</p> + +<p>Animato da questo ragionamento, Rosen si +avvicinò alla gabbia, e sollevò le tre aste di +ferro che nè formavano l'uscio. Paralizzato dal +timore, colle mani appoggiate sull'orlo dello +steccato, in atteggiamento di vittima rassegnata +aspettava che Behemet uscisse.</p> + +<p>Il leone dopo essersi allungato due volte e +aver sbadigliato lungamente inarcando la lingua +come una bestia che sa di potersi pigliare +i suoi comodi, si affacciò allo sportello, guardò +con aria d'indifferenza il barone di Rosen cui +era venuto, suo malgrado, la pelle di cappone; +e discendendo nello spazio riservato agli spettatori, +incominciò a passeggiarvi per lungo e +per largo, agitando la coda, e mandando un +certo suo ruggito prolungato e sommesso in +suono di soddisfazione e di gioia.</p> + +<p>Quando Rosen si avvide che Behemet non +si curava di lui, avendo ripreso animo in quel<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +breve intervallo di tempo, discese ed affrontò +arditamente il leone, cui percosse d'un colpo +di frustino. A quella provocazione, Behemet, +come una bestia ubbidiente, si ritirò precipitosamente +nella sua gabbia, Rosen lo inseguì, +ed essendosi munito d'un asta appuntata di +ferro, lo stimolava con quella ad uscirne. Il +leone, rannicchiatosi nel fondo del suo covacciolo, +ruggiva e spalancava le fauci orribilmente +senza avventarsi; Rosen era al colmo +dell'impazienza e dell'ira.</p> + +<p>Dimenticando che egli parlava con un leone—Uscite, +gli gridava, uscite da cotesta gabbia, +miserabile. Ma tutto era indarno, Behemet, +non intendeva questo linguaggio provocatore, +e rimaneva quieto come olio.</p> + +<p>Disperando di potersi misurare con lui, Rosen +decise di entrare nella gabbia delle pantere, +ma si avvide che Lachard, toltone quel +solo, aveva assicurati tutti gli sportelli con due +buoni giri di chiave.</p> + +<p>—Ah! Lachard assassino, esclamava Rosen +acciecato dalla bile, egli sapeva che questo +era un coniglio, e mi ha arraffato dieci mila +franchi senza lasciarmi il compenso d'una scalfittura, +ma rivedremo le nostre partite domani.</p> + +<p>E gettando uno sguardo pieno di disprezzo +nella gabbia di Behemet, uscì dal serraglio, e +corse difilato all'albergo del Ciclope.<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span></p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Lamperth che stava rivedendo alcune sue +carte presso una tavola su cui si scorgevano +gli avanzi della sua cena, si mostrò molto meravigliato +del ritorno di Rosen, il quale era +sì acciecato dallo sdegno che a stento potè fargli +il racconto di questa sua nuova sventura.</p> + +<p>—Che domando io? Che voglio? Che spero? +Morire, ecco tutto; la cosa più semplice, più +facile, più naturale del mondo, diceva Rosen +nel conchiudere il suo racconto, e tuttavia eccomi +condannato da una desolante fatalità a +sopravvivere a tutti i miei sforzi, a tutti i pericoli +cui mi espongo per impedirlo. Ahi vi +giuro che io affronterei in questo momento +qualunque rischio, approffitterei di qualunque +circostanza per uscire di questo stato.</p> + +<p>—Calmatevi, gli rispondeva Lamperth, non +ve ne mancheranno mai le occasioni, bisogna +aver fede: intanto ordinate la vostra cena, lo +stomaco ha le sue esigenze, e credo che voi +dobbiate avere appetito.</p> + +<p>—È vero, disse Rosen, cenerò; l'uomo è +il servitore d'uno stomaco, anzi l'uomo è uno +stomaco, la credo la definizione meno inesatta +fra le tante che si son fatte di questo animale. +E ordinò una costoletta di castrato colle patate.<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p> + +<p>Non aveva Rosen addentato la sua costoletta, +che un nuovo arrivato entrò nella sala, e +venne a sedersi di faccia a lui, dal lato opposto +del tavolo.</p> + +<p>Rosen era tutt'occhi nell'osservare i movimenti +di quel suo commensale, e si augurava +che la punta d'uno de' suoi stivali venisse a +colpire uno de' suoi stinchi per aver ragione +di bisticciarsi, quando l'altro cacciando il naso +nel suo piatto e indicandolo col dito al cameriere +gli disse:—portami una vivanda come +quella... è una costoletta di castrato in salsa +dolce.</p> + +<p>—Voi mentite per la gola, o signore, disse +Rosen sollevandosi un poco dalla sedia, questa +costoletta è in salsa piccante.</p> + +<p>—Per il cielo, esclamò l'altro un po' turbato +da quella sorpresa, voi ci tenete molto +al sapore della vostra costoletta e ne fate una +questione di onore; del resto non c'è che dire, +vi siete servito di una espressione felicissima; +trattandosi di sapori, io ho precisamente mentito +per la gola. Voi siete inglese?</p> + +<p>—Di Londra.</p> + +<p>—E contate di attraversare la Francia?</p> + +<p>—Precisamente.</p> + +<p>—Dubito se arriverete al termine del vostro +viaggio senza trovare qualcuno che...</p> + +<p>—Che cosa?</p> + +<p>—Che v'abbia a rivedere il pelo. Siete mai +stato in Guascogna?</p> + +<p>—Oh! che voi siete Guascone?</p> + +<p>—Per l'appunto.</p> + +<p>—È una provincia che in fatto di millanterie<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +ha delle tradizioni grandiose; spero che +saprete farmi conoscere tutta la estensione del +pericolo che io avrei corso se vi avessi insultato +nel vostro paese.</p> + +<p>—Voi siete un pazzo o un imbecille, disse +l'altro che era tutto sangue di guascone, illividendo +fin sulla punta del naso; venite qui dietro +le mura, e ci taglieremo due dita di fegato.</p> + +<p>—Sono a vostra <a name="tn47" id="tn47"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'disposione'">disposizione</ins>, rispose Rosen. +E si accommiatò da Lamperth che gli diceva +all'orecchio:—abbiate giudizio, contenetevi +da uomo onesto, lasciatevi ammazzare, pensate +a vostra moglie, pensate che quell'uomo fu +provocato da voi e che la fortuna non vi regalerà +tutti i giorni di queste magnifiche occasioni.</p> + +<p>—Non dubitate, disse Rosen, spero che mi +vedrete tornare in lettiga.</p> + +<p>Rosen e lo sconosciuto giunsero in breve +tempo dietro lo spaldo; alcuni avventori dell'albergo +che avevano inteso quel battibecco +li seguivano da lontano, e un amico del guascone +portava le due sciabole sfoderate sotto +il mantello.</p> + +<p>—Avete i vostri padrini? chiese lo sconosciuto +all'inglese.</p> + +<p>—Non ne ho alcuno.</p> + +<p>—Non importa, questi signori serviranno +come testimonii ad entrambi. Già, non escluderemo +i colpi di testa e di punta, e ci batteremo +fino a che uno di noi non sia rimasto +sul terreno.</p> + +<p>—Siamo intesi, era la mia intenzione.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p> + +<p>—Allora possiamo incominciare.</p> + +<p>—Incominciamo.</p> + +<p>E il Guascone, senza attender altro, si assicurò +bene nel pugno la sua sciabola, e si scagliò +furiosamente sul suo avversario. Rosen lo +attendeva di piè fermo. La notte era sì buia +che l'uno poteva distinguere a stento la direzione +dei colpi dell'altro: gli spettatori vedevano +nulla o pressochè nulla; distinguevano +due masse nere agitarsi, avventarsi; vedevano +di quando in quando il lampeggiare delle lame +su cui si rifletteva un debole filo di luce che +proveniva dal fanale dello spaldo, e sentivano +il cozzo frequente delle sciabole senza poter +giudicare quale dei due avversarii avesse maggiore +perizia nelle armi, e desse indizio di uscirne +vincitore.</p> + +<p>Ma ad un tratto uno di essi si arresta, vacilla, +cade: gli spettatori si gettano sopra di +lui... era il guascone.</p> + +<p>Che cosa era avvenuto? Il francese era un +pessimo schermitore, Rosen non aveva ancora +trovato il tempo di scoprirsi opportunamente, +quando avendogli fatta una <i>finta</i> di destra, l'altro +vi rispondeva con una parata di sinistra, +e, investendo la sua sciabola, si feriva gravemente +al collo, senza che il suo avversario +avesse alcuna intenzione di farlo.</p> + +<p>Rosen era rimasto pietrificato dal dolore e +dalla meraviglia. Vi era senza dubbio una strana +fatalità che pesava sopra di lui, che rendeva +vani e funesti tutti i suoi tentativi di +morire.</p> + +<p>Mentre egli stava così appoggiato colle mani<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +riunite sull'elsa della sciabola, intese uno degli +spettatori chiedere: Chi è costui che lo +ha ferito? E un altro rispondergli: È un inglese.—Bene. +Bisogna chiedergli ragione di +questo fatto: non si può dirlo un duello questo; +non v'erano padrini, non v'era nulla di +regolare; è stato un omicidio bello e buono. +Guardate, il morto è un francese, è un guascone, +e si sono battuti per una costoletta; +c'è qui il suo collega Pirolet a confermarlo; +non bisogna permettere che questo marrano +d'inglese se ne vada via liscio liscio: facciamo +le cose per bene, conduciamolo al Commissario +di polizia.</p> + +<p>Rosen che all'intendere da principio quelle +parole, aveva sentito discendergli nel cuore +un debole raggio di speranza, rabbrividì tutto +quando udì discorrere del Commissario di polizia; +e conobbe che era necessario l'andarsene +quatto quatto, se era ancora possibile, e partire +in quella notte stessa da Amiens.</p> + +<p>Ma egli non aveva fatto ancora questa risoluzione +che si vide circondato da tutta quella +folla, e udì uno di essi che gli s'era avvicinato +più degli altri, imporgli di consegnargli +la sciabola, e di seguirlo all'ufficio del dipartimento. +Rosen prese allora una grande determinazione. +Avendo osservato che alcuni fra +loro erano armati di stocco, e che uno di essi +teneva tra mano la spada del suo avversario, +immaginò che gli sarebbe riuscito agevole il +farsi uccidere da tutta quella gente, gettandovisi +in mezzo come uomo perduto, e menando<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span> +botte alla cieca per costringerli a restituirle.</p> + +<p>Detto fatto—non è che un punto—Rosen +impugna la sua sciabola a due mani, e +piomba in mezzo a quei malarrivati picchiando +a destra e a sinistra, ove gli capita meglio, +e gridando con quanto ha di fiato—paltonieri, +miserabili, anime di conigli, difendetevi, +arrestatemi se ne avete il coraggio.</p> + +<p>Ma egli conseguisce così uno scopo affatto +opposto: tutti quegli uomini spaventati da tanto +ardimento si danno alla fuga, e Rosen non ha +che il dispiacere di vederne quattro cadere feriti +al suo fianco, e la certezza che questo +avvenimento va a creargli una terribile responsabilità +in faccia alla sua coscienza, e ciò +che a lui più importa, una responsabilità non +meno fatale in faccia all'autorità governativa.</p> + +<p>Rosen si decide su due piedi: nessuno lo conosce +ad Amiens; non ha detto il suo nome a +nessuno; appena ne hanno intravista la figura +alla luce del fanale; egli si getta alla campagna +e tenta di giungere nella notte a Montdidier, +servendosi di qualche cavalcatura che +spera acquistare in una fattoria, lungo il viaggio.</p> + +<p>Un'ora dopo questo avvenimento Lamperth +riceve da un contadino un biglietto così concepito:</p> + +<p>«Caro Lamperth,—Un destino singolare, +altrettanto che inesorabile, rende infruttuosi +e funesti tutti i miei disegni di morire. Io vivo +a dispetto mio, ad onta di tutto e di tutti.<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +Avrete inteso che ho ucciso quel guascone, e +ferito quattro o cinque francesi che volevano +tradurmi, come un malfattore, all'ufficio di polizia. +Questo avvenimento mi costringe a riparare +a Montdidier senza esser visto, giovandomi +d'un cattivo cavallo che ho acquistato +ora in una casa di coloni da cui vi scrivo. Vi +aspetto dunque a Montdidier, al Caffè della Pace, +dove si beve il miglior fiore di latte che si +trovi in tutta la Francia.»</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Mentre Rosen cavalcava per quelle ridenti +campagne che corrono da Neufchatel, fino a +Hermont e fino alla riva dell'Oise, pensava a +quella sua vita spensierata di Londra, a sua +moglie, a' suoi amici, alle sue ricchezze dissipate, +e a quello strano capriccio della fortuna +che gli aveva indicato per rimediarvi una via +sì colpevole e sì singolare.</p> + +<p>La notte s'era fatta piovosa, e Rosen era +triste. Mai, come in quel momento, egli aveva +sentito un più vivo desiderio di morire: mai +come in quel momento, la fortuna aveva sembrato +allontanarlo di più dalla morte. Era cosa +sì difficile il morire? Egli sentiva in sè una +pienezza di vita straordinaria, un'armonia inusitate +in tutte le funzioni della sua macchina: +un ordine, uno scorrere del sangue sì calmo, +sì regolare, sì dolce, che non aveva conservato<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +memoria di aver provato mai un simile stato +di benessere, anche negli anni della sua fanciullezza.</p> + +<p>Quel trotto monotono della sua cavalcatura +sembrava cullarlo a guisa di un bambino; l'acqua +che gli percoteva a spruzzi leggerissimi +e quasi vaporosi sui capelli e sul viso, pareva +accarezzarlo come una mano di donna adorata; +il vento che spirava leggerissimo, pareva soffiargli +sul viso come l'alito profumato d'una +fanciulla; oltre a ciò gli alberi erano pieni di +usignuoli che cantavano nonostante l'imperversare +della pioggia; e vi era nell'aria qualche +cosa di sì voluttuoso e sì molle che rendeva +impossibile qualunque sentimento che non +fosse stato calmo, affettuoso e gentile.</p> + +<p>Ad onta di questo stato di cose, Rosen +pensava in che modo gli sarebbe riuscito +domani di morire, giacchè egli era intollerante +d'indugii, e vagheggiava nuove venture +e nuovi progetti.</p> + +<p>Ad ogni ombra che pareva disegnarsi ai lati +della via, ad ogni lieve rumore di passi, il +cuore di Rosen batteva più concitato e si riapriva +alla speranza e alla gioia. Egli entrò ad +arte nelle macchie, e attraversò il piccolo bosco +di <i>Cok-sautin</i> trattenendo quasi il respiro +tanta era la sospensione d'animo in cui si trovava, +e l'impazienza di imbattersi in qualche +pericolo, o di dare in una imboscata di malandrini.</p> + +<p>Ogni gruppo di piante gli pareva un assembramento +di ladri, ogni cespuglio un assassino +appostato sul suo sentiero, ogni ramo coperto<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +di lichene bianco una lama di coltellaccio, o +una canna di trombone.</p> + +<p>Egli pensava in che modo si sarebbe contenuto +con essi. Certo i ladri non sarebbero +stati meno di due o di quattro, forse anche +di più—che gioia!.... e avrebbero avuto delle +buone armi.... E come trattarli?... Colle buone?.. +peggio! non si sarebbe fatto nulla: bisognava +dir loro—assassini, furfanti, paltonieri, non +mi sfuggirete; sono il Commissario generale io, +domani sarete arrestati, e giuro al cielo che +vi farò impiccare come tanti cani, senza darvi +il tempo di fare un esame di coscienza.</p> + +<p>Rosen si era talmente investito della sua +parte che inveiva ad alta voce contro questi +assassini immaginarii come se li avesse avuti +dinanzi, ed era già uscito dal bosco di <i>Cok-sautin</i> +senza avvedersene.</p> + +<p>Il giorno era sull'albeggiare allorchè egli +incominciò a scorgere in lontananza i campanili +della città, e sentì i rintocchi misurati di +una campana che pareva suonare l'allarme. +Aguzzando lo sguardo su quella linea bianchiccia +dell'orizzonte, sul cui fondo si disegnavano +a masse oscure e confuse le case di Montdidier, +gli parve distinguere un'ampia colonna +di fumo che si sollevava a spire nere e pesanti +e si riuniva alle nubi che pendevano ancora +fitte ed oscure sulla città. Rosen spronò il suo +cavallo, e come fu più dappresso alle mura, distinse +delle lingue di fiamme che uscivano dal +tetto e dalle finestre d'una casa, e conobbe che +si trattava d'un incendio.</p> + +<p>Rianimato da questa nuova speranza abbandonò<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +le briglie sul collo della sua cavalcatura, +le ficcò nel ventre gli sproni e giunse alle +porte di Montdidier prima che gli abitanti di +quel paese, che hanno fama di essere la gente +più dormigliona, e le teste più tarde di tutta +la Francia, fossero accorsi a domare in qualche +modo l'incendio.</p> + +<p>Rosen arrivò dunque dei primi, e non aveva +ancora avuto agio d'osservare da che parte +e con quale pretesto avrebbe potuto gettarsi, +nella casa incendiata, che lo colpirono queste +voci:</p> + +<p>—Bisogna salvare papà Caupin, povero papà +Caupin! egli deve essere inchiodato sul suo letto +dall'artritide... egli morrà soffocato. Non vi è +alcuno che voglia salvare papà Caupin?</p> + +<p>—Sono qua io, disse Rosen, dove è la +stanza di questo malato?</p> + +<p>—O signore, che il cielo ve ne rimuneri; +è la prima stanza a sinistra, al secondo piano, +vi è l'uscio lì sulla scala; se non vi fosse lo +trovereste nel gabinetto appresso.</p> + +<p>Rosen senza aspettar altro, sicuro che quel +mezzo di morte era infallibile, entrò sorridente +nel pianerottolo e si avviò risoluto su per le +scale, esclamando tra sè stesso: è la provvidenza +che mi ha mandato a Montdidier.</p> + +<p>Ma non aveva salito due gradini che le +fiamme lo circondavano da tutte le parti, e +gli toglievano il respiro; i capelli e la barba +friggevano cagionandogli terribili scottature +alle guancie; i suoi abiti incominciavano ad +arricciarsi; e fu caso se un sentimento istintivo +di umanità e la fermezza sua nel proposito<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +di morire, valsero a spingerlo fino al secondo +piano nella stanza di papà Caupin che +giaceva svenuto sul pavimento. Sollevarlo, recarselo +sulle spalle, ridiscendere a precipizio +le scale, fu l'opera d'un istante per Rosen, +che si presentò alla folla accolto da una salva +di grida e di battimani; e stava per rigettarsi +nell'incendio, quando si sentì afferrare l'abito +da una giovine donna tutta discinta e coi capelli +disciolti a onde giù per le spalle, che gli +diceva lacrimando:—Deh? per carità, signore, +salvate i miei due bambini, li troverete +nella terza stanza a destra, al terzo piano... +ma fate presto.... andate... pregherò sempre +il cielo per voi!</p> + +<p>Rosen non aspettava altro, e si ricacciò +nell'incendio. Fu visto ricomparire poco dopo, +tenendo nelle braccia i due fanciulli che venne +a consegnare alla loro madre, ma sì sfigurato +dalle bruciature e dalle fatiche, che lo si poteva +riconoscere a stento. Nondimeno egli non +aveva smarrito ancora la ragione, nè dimenticato +lo scopo vero e diretto del suo disegno.</p> + +<p>Benchè stordito dal dolore, affannato dall'anelito, +e quasi acciecato dal fumo e dalla +luce, si gettò una terza volta nelle fiamme. +Gli spettatori tentarono invano di trattenerlo, +gridando:—Cosa fate? È inutile... non c'è +più nessuno da salvare. Povero giovine, non +capisce più nulla... già... non discenderà più +questa volta. Che eroismo! che cuore! Ed è +dei nostri? È di Montdidier?</p> + +<p>Ma Rosen non aveva inteso o voluto intendere +nulla: era suo disegno di raggiungere<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +il piano più elevato, buttarsi sul primo pavimento +che minacciasse di sfondare, e farsi +travolgere con esso nelle rovine.</p> + +<p>Era giunto così al quarto piano, sotto l'arco +di un uscio che poneva in comunione due +stanze; le travi dei due solai crepitavano, e +le fiamme ne uscivano qua e là lungo le pareti; +egli scelse quello tra i due che pareva +sarebbe sfondato più presto, ma vi s'era appena +gettato che vide l'altro piegarsi nel mezzo, +aprirsi e precipitare scompostamente con +un orribil rovinio, mentre quello su cui egli +stava distaccatosi soltanto dalle pareti, scendeva +dolcemente tutto intero, e senza piegare, +sfondando i piani sottostanti che ne ammorzavano +l'urto e la rapidità col loro ostacolo.</p> + +<p>In una parola Rosen si trovò in fondo come +se ve lo avessero calato con delle carrucole, +e non aveva avuto tempo a meditare sulla sua +situazione, che gli spettatori, vistolo dalle finestre +del pian terreno, vi penetravano da +tutte le parti, e lo estraevano, suo malgrado, +da quelle rovine.</p> + +<p>Rosen era sì sofferente e sì addolorato che +svenne. La folla piena di gratitudine e di ammirazione +per lui, lo accompagnò, acclamandolo, +fino ad un'altra casa del signor Caupin, +dove fu portato in lettiga, e posto a letto per +essere medicato delle sue ferite.</p> + +<p>Nella sera di quello stesso giorno Lamperth, +giunto a Montdidier, si recò al caffè della +Pace, dove Rosen gli aveva dato convegno, +e dopo avervi bevuto il fiore di latte, che ha<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span> +fama di essere il migliore che si beva nella +Francia, tolto in mano il giornale della provincia, +vi lesse con suo stupore queste parole:</p> + +<p>«<i>Eroismo.</i>—Un grande incendio si è sviluppato +stamane nella casa del signor Caupin. +Si avrebbero avuto a deplorare perdite dolorose,—quella +dello stesso Caupin impedito +nel camminare, e di due piccoli fanciulli—se +un viaggiatore inglese arrivato in quel +momento nella nostra città, non li avesse tratti +a salvamento, gettandosi, senza esitare, nelle +fiamme, e riportandone tali ferite che lo costringono +al letto nell'altra casa dello stesso +signor Caupin dove venne ricoverato. Egli è +certo barone Alfredo di Rosen, nativo di Londra. +Siamo lieti di annunciare che il comune +di Montdidier, in seduta d'oggi, gli ha conferita +ad unanimità di voti, la medaglia d'argento +al valore civile.»</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Lamperth, dopo essersi informato del luogo +ove era situata la casa del signor Caupin, +andò a rendere una visita a Rosen. Lo trovò +profondamente abbattuto, e sì trasfigurato dalle +scottature e dalla perdita delle sopraciglia, +dei capelli e della barba, che durò fatica a riconoscerlo. +Lamperth stesso che non aveva un +cuore tenero come la giuncata, si sentì tutto<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span> +rimescolare a quella vista, e stendendogli la +mano con atto di pietà e d'interessamento +che pareva, ed era certo, sincero, gli chiese: +Come state?</p> + +<p>—Voi vedete in me, gli disse Rosen con +aria di abbattimento profondo e senza rispondere +direttamente alla sua domanda, voi vedete +in me un uomo che è incontrastabilmente il più +sventurato fra quanti abbiano patite sventure +d'ogni sorta nel mondo. E ciò non di meno +sento che questo dolore non ha il potere di +uccidermi; e ho non so quale presagio nel +cuore che mi dice che io devo vivere, vivere +inesorabilmente a dispetto della mia volontà, +e de' miei progetti. Ah! domandare soltanto +di morire.... e non poter morire! È una cosa +orribile!—Che volete? sono travagliato da +un'idea fissa, da un dubbio, da un sospetto +che mi atterisce. Sarei io mai dotato di una +natura immortale? È un pensiero che mi fa +rabbrividire, e non di meno non lo posso scacciare +dalla mia mente. È un pensiero che se +io fossi suscettibile di morire, basterebbe solo +ad uccidermi.</p> + +<p>—Sentite, riprese Rosen dopo qualche intervallo +di silenzio, se io potessi morire di +veleno, dopo il fatto di ieri, dopo che si conosce +a Montdidier la mia qualità di barone, +credete che potrei destare <a name="tn58" id="tn58"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'sopetto'">sospetto</ins> di suicidio?</p> + +<p>—Non lo credo, disse Lamperth, ma dovete +pensare che ne cadrebbe il sospetto sopra persone +innocenti. Le cronache giudiziarie registrano +a questo proposito dei fatti terribili,<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span> +e i primi tentativi che avete fatto per morire +vi hanno già creata una responsabilità abbastanza +grave.</p> + +<p>—È vero, interruppe Rosen, con accento +mortificato, ma la verità verrebbe poi sempre +alla luce.</p> + +<p>E avendo veduto che Lamperth aveva come +accennato del capo in atto di adesione, dopo +un istante di silenzio, afferrò le sue mani, si +sollevò un poco sul guanciale, e gli disse con +suono di voce supplichevole:</p> + +<p>—Lamperth, mio buon amico, ve ne scongiuro, +deh! procuratemi un veleno.</p> + +<p>—Impossibile, rispose Lamperth con aspetto +grave e severo; io posso assistere alla vostra +morte, posso assecondare fino ad un certo +punto i vostri disegni, giacchè ho compreso +che è impossibile di potervene distogliere; ma +non posso procurarvi io medesimo i mezzi di +morire. Rivolgetevi ad altri. La mia coscienza +m'impedisce di favorirvi.</p> + +<p>—Bene, bene, disse Rosen, sia come non +detto, ma ciò non di meno voi sapete che ho +della simpatia per voi.... voi siete incaricato +di una lettera per mia moglie... avete ricevute +le mie confidenze... ve ne prego, ottimo signor +Lamperth, non mi abbandonate sì presto.... +Se non posso morire qui, conto di venire +con voi in Italia, dove credo che un +uomo che non chieda che di morire, possa +correre miglior fortuna che in Francia.</p> + +<p>—Oh! in quanto a questo rassicuratevi, +disse Lamperth, io vi seguirò dappertutto, e +indugierò a partire da Montdidier fino a che<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span> +non sarete guarito. Tanto più che si beve +realmente dell'ottimo fiore di latte a Montdidier... +bisogna dirlo, non è un cattivo soggiorno...</p> + +<p>—No, no, riprese Rosen, vi ho passati alcuni +mesi nella mia infanzia, e non è veramente +un soggiorno dispiacevole, ma io non +domando che di morirvi.</p> + +<p>—Speratelo, conchiuse Lamperth stringendogli +la mano, e accomiatandosi da lui; la +fortuna è capricciosa, e può concedervi domani +ciò che vi ha rifiutato oggi; e quando +meno state in aspettazione delle sue grazie, +colmarvi de' suoi doni e de' suoi favori. Ma +rimanete tranquillo; verrò a rivedervi domani; +spero trovarvi peggiorato.</p> + +<p>Appena Lamperth si fu allontanato, ciò che +Rosen aspettava con impazienza, egli fece +chiedere d'un giovine commesso di farmacia +che gli aveva recate alcune medicine, e applicate +alcune striscie di taffetà nel giorno +antecedente, e gli disse:</p> + +<p>—Voi dovete essere un ottimo ragazzo, e +ho in mente di giovarvi per quanto mi è possibile, +combinando l'interesse vostro ed il mio +in un affare che vado a spiegarvi in due parole. +Il cuore mi dice che noi riusciremo a +qualche cosa. Ecco come sta il fatto. Si tratterebbe +di un.... bisognerebbe.... ascoltatemi.</p> + +<p>—Dite, io sono tutto orecchi.</p> + +<p>—Vado a spiegarmi: io ho un'amante nel +mio paese, una ragazza a dovere... figuratevi... +una bellezza rara, una bellezza prodigiosa; +una di quelle donne che hanno diritto a pretendere<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +in un amante delle attrattive irresistibili.... +ora... non dico d'averle avute io, ma +certo... voi lo vedete, la mia faccia, i miei +lineamenti sono alterati, io sono ora un uomo +brutto, diciamolo francamente, brutto, è la +parola. Io non ho più il coraggio di farmi rivedere +da lei in questo stato, ho preso una +risoluzione energica, irremovibile; ho deliberato +di... Come vi chiamate signor Tricotèt?</p> + +<p>—Tricotèt, l'avete detto.</p> + +<p>—E a che somma ascendono i vostri onorarii?</p> + +<p>—Oh! ad una somma assai lieve, se volete, +ma considerevole sempre per un giovine +commesso di farmacia, a venticinque lire mensili.</p> + +<p>—Bene! riprese Rosen, sappiate adunque +che per i motivi che vi ho esposti, io ho deliberato +di... morire; e vi darò qui su due +piedi venticinque mila franchi se voi mi procurate +un veleno per farlo.</p> + +<p>—Un veleno! esclamò Tricotèt alzandosi +due spanne dalla sua sedia; ma, signore, se +non è che il timore della vostra deformità +che vi consiglia questa determinazione, io vi +assicuro che voi guarirete: fidatevi di me, +sono in grado di accertarvelo, io; studio il +terzo anno di farmaceutica; e non sono più +di due mesi che colla pomata vergine di Vernicot, +ho fatto rinascere le ciglia e i capelli +all'illustrissimo signor Verrier, che è l'avvocato +generale del dipartimento, e che era raso +quanto una guancia... Avete detto venticinque +mila franchi?<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p> + +<p>—Venticinque mila.</p> + +<p>—E che veleno vi occorrerebbe?</p> + +<p>—Oh! un veleno qualunque..... purchè sia +potente, pronto, efficace, ma sopratutto potente.</p> + +<p>—In quanto a questo, non avreste a temere.... +credo avervi detto che studio il terzo +anno di farmaceutica; queste cognizioni le ho +sulle punta delle dita.</p> + +<p>—Bene, bene, riprese Rosen, pensateci seriamente, +ne va della vostra fortuna.</p> + +<p>—Ci penserò, disse Tricotèt avviandosi +verso la porta per uscirne. Ma non aveva ancora +chiuso l'uscio dietro di sè, che ritornò +nella stanza di Rosen e gli disse:</p> + +<p>—Signore, ci ho pensato... parmi di poter +accettare.... ho a mia disposizione una certa +pasta nera, il cui effetto è terribile, è immediato, +benchè procuri una irritazione intestinale +abbastanza sensibile... se voi credete... +se persistete nella stessa offerta, io ve la potrei +procurare dietro la riscossione della somma +su cui abbiamo convenuto.</p> + +<p>—Non v'è che dire, riprese Rosen, voi +mi darete il veleno... la pasta.... ciò che +dite, ed io vi sborserò i venticinque mila +franchi.</p> + +<p>—Accettato, rispose Tricotèt con risolutezza, +volo a provvedermene: fra due minuti +sarò di ritorno.</p> + +<p>Rosen, sicuro finalmente di morire, si abbandonò +tutto alla voluttà di questo pensiero.</p> + +<p>Un istante dopo Tricotèt ricomparve portando +con sè un piccolo vaso ripieno d'una<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +pasta nera che liberò con molta precauzione +da cinque o sei fogli di carta in cui era avviluppato, +e lo presentò a Rosen dicendogli:—Non +avrete tempo a prenderne quattro +boccate che sarete freddo.</p> + +<p>Rosen gli sborsò i venticinque mila franchi +che erano tutto ciò che gli rimaneva della +sua fortuna. Tricotèt li intascò con tutta l'impassibilità +d'un uomo d'affari; ridiscese a saltelloni +la scala, e, preso un posto nella diligenza +di Lafitte, partì in quella stessa mattina +per Parigi.</p> + +<p>—Rosen, rimasto solo, si raccolse tutto +in sè stesso, richiamò tutte le sue memorie, +ripensò alla sua fanciullezza e a sua moglie, +fece un breve esame di coscienza, si pose in +pace alla meglio con essa e con sè medesimo, +e dato un addio alla vita e alle sue rimembranze, +rinchiuse gli occhi e ingoiò in quindici +o venti boccate tutto il suo veleno.</p> + +<p>Era un sapore acre ma dolce, e pareagli +d'averlo gustato altre volte; non aveva nulla +di disgustoso, nulla di forte, e Rosen stava +per dubitare della fede di Tricotèt, quando +lo incominciarono ad assalire degli spasimi +colici così potenti che non potè trattenere +suo malgrado le grida. Erano dolori orribili, +insopportabili, atroci. Rosen, come tutte le +nature vivaci, ma deboli, era vile dinnanzi al +dolore. I suoi lamenti fecero accorrere il signor +Caupin che, non ostante le sue proteste, +si affrettò a mandare pel medico.</p> + +<p>Rosen nell'entusiasmo del suo sacrificio non +aveva preso tutte le precauzioni opportune,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +e aveva dimenticato sul tavolo il vaso del +veleno. Se ne avvide troppo tardi quando il +medico se l'era già tolto in mano, e esaminandone +le reliquie gli diceva:</p> + +<p>—Che diavolo avete preso o signore? Chi +è quell'asino di dottore che vi ha fatto una simile +ordinazione? Oh la scienza! E c'è tanto +da vergognarsene... siamo giunti davvero a un +bel punto!... Quattr'oncie di conserva di prune +coll'emetico! È una cosa orribile, un'ordinazione +da cavallo!....</p> + +<p>—È il signor Tricotèt, mormorò Rosen tra +lo spasimo, un commesso di farmacia che....</p> + +<p>—Il signor Tricotèt!.... diamine... ho trovato +or ora il suo padrone, il degno farmacista +Sapiston, che ne va in cerca per monti +e per mari; egli ha ricevuto in questo momento +una sua lettera in cui gli annunzia che +parte oggi stesso per Parigi, e va ad acquistarvi +una delle farmacie meglio avviate della +capitale.</p> + +<p>—Ah Tricotèt scellerato! disse Rosen, tenendosi +il ventre colle mani, piccolo malandrino! +giuro al cielo che io vo' guarire a posta, +rinunciare a tutti i miei progetti per +andargli a strappare le orecchie a Parigi.</p> + +<p>—Via, via, disse il dottore in aria di conciliazione, +quel piccolo monello vi ha fatto +uno scherzo di cattivo genere, ma la cosa non +ha in sè nulla di conseguente, prima di domani +sarete perfettamente guarito.</p> + +<p>Venti giorni dopo questo avvenimento, Rosen +ristabilito della sua malattia, prendeva +con Lamperth la strada della capitale.<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p> + +<p>Un nuovo campo di avventure doveva aprirsi +adesso per Rosen. In quel gran centro +che è Parigi dove le statistiche registrano +ogni giorno centinaia di furti, di aggressioni, +di delitti, di calamità d'ogni genere, non doveva +riuscirgli difficile di morire. Almeno Rosen +lo sperava; considerava le avversità passate +come un brutto giuoco della fortuna, +ma nulla più che un giuoco; era impossibile +ch'essa potesse contendergli più a lungo la +realizzazione di un desiderio sì semplice e sì +naturale, il compimento di un destino inevitabile +e comune a tutte le cose. Oltre a ciò +egli era divenuto triste e soffrente; bisognava +aggiungere alle cause che lo eccitavano a +desiderare con tanta ostinazione la morte, +quel non so che di mesto e di inusitato che +gli era provenuto dalla sua infermità, e il +dispiacere delle traccie che ella aveva lasciato +sulle sue fattezze. Perchè Rosen ci teneva +alla sua avvenenza, e non aveva totalmente +mentito quando aveva detto a Tricotèt che +non avrebbe potuto reggere al pensiero di +rivedere l'Inghilterra così malconcio.</p> + +<p>Il più delle volte noi amiamo di essere belli +per noi stessi, perchè amiamo anzi tutto noi +stessi, e consideriamo la bellezza fisica come +un riflesso, come un'espressione della bellezza +morale.</p> + +<p>I fanciulli che ignorano ancora tutta l'influenza +che la beltà esercita sugli affetti, ambiscono +nondimeno di essere leggiadri, ed è +questo il primo istinto di vanità che apparisca +ordinariamente nell'uomo. Vi furono in<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span> +ogni tempo delle donne segnalate per avvenenza +straordinaria, le quali non amarono +alcuno, e furono tuttavia felici, e trovarono +nella sola coscienza di questa loro beltà un +conforto a mali grandi e reali della vita che +non avrebbero saputo tollerare altrimenti. +Egli è che esse amavano potentemente e sovra +tutto sè stesse; e si è spesso tentati di +credere che quell'amore che si dà ad altrui +non sia che un'esuberanza, un residuo di +quello che si dà a noi medesimi. Si toglie a +sè, e si dà ad altri; più amate altrui e meno +amate voi stesso: da ciò il sacrificio in amore, +e quella legge immutabile di egoismo che lo +governa provvidamente e lo frena.</p> + +<p>Rosen incominciò da quei giorni una nuova +serie di tentativi.</p> + +<p>Risoluto a non ritentare le sorti del duello +che non gli avevano fruttato fino allora che +dei rimorsi crudeli, immaginò nuove imprese +e nuovi disegni: ma non era così agevole +l'immaginarne di efficaci e di utili. Ne concepiva +molti, e molti ne rigettava come ineffettuabili. +Vi era sempre in ciascuno di essi +qualche ostacolo, qualche conseguenza probabile +che lo distoglieva dall'eseguirla. Perchè +egli si era fatto saggio dopo quelle prime +prove, e la sua coscienza infiacchitasi, come +suole nella malattia, gli suggeriva rimedii +più cauti e più onesti.</p> + +<p>In quel primo periodo della sua dimora a +Parigi aveva cercato, ma indarno, di morire +con qualche mezzo comune; si era buttato tre +o quattro volte tra le carrozze che gli attraversavano<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +la via, come persona che ha difetto +d'udito, o che non bada molto a sè per distrazione +soverchia; ma i cocchieri erano sempre +stati troppo avveduti, e s'erano sempre +trovati importuni che gli avevano strillato +alle orecchie:—Ehi, signore, la si guardi, +badi che le viene addosso una carrozza; e +talora ne l'avevano sottratto a forza, afferrandolo +e trattenendolo violentemente per l'abito. +S'era provato a passeggiare lungamente +e pazientemente sotto i ponti e sotto le bertesche +degli edificii in costruzione, sperando +la caduta d'una tavola, d'una pietra, o di +un arnese qualunque che avesse potuto ucciderlo, +ma indarno: aveva girato tutto il vecchio +Parigi, e cercato tra quelle case antiche +e tra quei vecchi recinti di giardino qualche +muro che minacciasse di sfasciarsi, e vi aveva +passato notti intere aspettando che rovinasse, +ma non era stato più fortunato in ciò, di +quanto lo fosse già stato dapprima. Un destino +misterioso altrettanto che strano, governava +la vita di Rosen.</p> + +<p>Spesso nello scorrere per passatempo i giornali +della sera, si arrestava con un senso di +sdegno e d'invidia a meditare sull'elenco dei +morti nella giornata—tre o quattrocento +ogni giorno; e tra essi molti più giovani di +lui, molti fanciulli che vi avevano diritti infinitamente +minori..... E tuttavia egli viveva.... +Talora si sentiva sgomentato nello scorgere +che la maggior parte di quei morti erano +vissuti fino ad una età molto avanzata, fino +a settanta, a ottant'anni; ve n'erano spesso<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +alcuni che per poco non avevano toccato il +secolo.... Se egli avesse avuto lo stesso destino.... +se fosse stato condannato ad una vita +sì lunga!</p> + +<p>In quegli intervalli di scoraggiamento tornavalo +ad assalire il sospetto che egli fosse +dotato di una natura immortale, che tutti i +suoi sforzi sarebbero riusciti vani, eternamente +vani... Non poteva reggere al pensiero +di una vita che non doveva aver fine; era +questo fine che egli voleva affrettare, che +egli voleva raggiungere; e quantunque si avvedesse +dell'assurdità di un simile sospetto, +n'era soventi in timore, e passava giornate +angosciose, travagliato, come era, da un pensiero +così scoraggiante e terribile.</p> + +<p>In quei giorni avendo appreso che molti +assassinii succedevano la notte nei quartieri +più remoti di Parigi, sui <i>boulevards</i>, al bosco +di Boulogne, in quelle vecchie e strette viuzze +che si trovano dal lato occidentale della città, +Rosen vi si cacciava tutte le sere, e vi errava +per lunghe ore senza frutto; rientrava +a notte inoltrata, e talora, verso il mattino, +scoraggiato, prostrato, vinto da quella cieca +fatalità che vigilava con tanta costanza sulla +sua vita. Oltre a ciò egli doveva struggersi +di celare l'entità della sua persona: le sue +avventure di Dover e di Amiens avevano +messo la polizia sulle sue tracce, e benchè +egli non avesse palesato a persona il suo nome, +bastava un indizio, un sospetto, perchè +si fosse venuto in chiaro di tutto. Più che di +una pubblicità disonorante, Rosen temeva della<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +violazione del suo segreto, dell'inutilità del +suo sacrificio, e delle ristrettezze domestiche +di sua moglie. Si era creato mille sorgenti +di dolori, mille motivi di pene e d'inquietudini, +e comprendeva di non potervi rimediare +che morendo.</p> + +<p>Aveva risolto di abbandonare Parigi, quando +una sera essendo entrato in una bettola, come +soleva fare, per corrervi qualche avventura, +e essendosi seduto colle spalle rivolte +a un assito che tramezzava la camera, scorse +da una fessura delle tavole quattro persone, +che sedevano in un angolo della stanza, discutendo +a bassa voce circa un complotto di +furto che si proponevano di effettuare in quella +notte medesima. Quantunque essi parlassero +assai piano, non riuscì difficile a Rosen che +stava origliando alla fessura, d'intendere queste +parole:</p> + +<p>—Vi ripeto che il teatro dell'Opera non +finisce che dopo la mezzanotte. È impossibile +che egli ritorni prima di quell'ora.</p> + +<p>—Ma siete poi sicuro che il signor Meustrier +vi vada tutte le sere?</p> + +<p>—Tutte le sere.</p> + +<p>—Bene! ma io credo ad ogni modo che +convenga indugiare fino alle undici. Sapete +che al secondo piano la signora Ronson non +si corica mai prima di quell'ora, e si ferma +spesso sul <a name="tn69" id="tn69"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'pianerettolo'">pianerottolo</ins> ad inacquarvi i suoi +vasi di basilico. Già, io temo di voi, mio caro +amico, perdonatemi, ma siete così smemorato; +metterei un occhio della testa che prima che +siate partito e tornato per le nostre provviste,<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +avrete dimenticato la strada, la casa, il +numero, e perfino la qualità di dottore dell'onorevole +signor Meustrier, e lo scopo per +cui andiamo a rendergli quella visita.</p> + +<p>—Via, e lo so a mente come le litanie: +vicolo della Chiusa, n. 42, piano terzo, uscio a +sinistra, quattro finestre sul vicolo, abitazione +del signor Meustrier, dottore in ambo le leggi. +Ma a me passano pel capo ben altri timori.</p> + +<p>—E sarebbero....</p> + +<p>—Ve l'ho già detto; voglio dire quella +persona che ci spiava alla cantina del Falcone, +e che sarebbe stato scambiato per un ispettore +di polizia anche da un cieco. Temo che +ci abbia uditi.</p> + +<p>—Voi non vedete che ispettori di polizia. +Ma è tempo che andiate per le cose nostre... +già non vi dimenticherete del convegno... al +tocco delle undici sull'angolo.</p> + +<p>—E se...</p> + +<p>—Cosa?</p> + +<p>—Se nel discendere e nel salire, incontrassimo +il signor Meustrier, se lo trovassimo +in casa...</p> + +<p>—In casa è impossibile, non torniamo sulle +questioni già appianate: se lo incontreremo +per le scale sarà un altro paio di maniche, +bisognerà fargliele ridiscendere a capo fitto.</p> + +<p>Rosen non volle udire altro, non mancava +più alcun dettaglio al suo piano; uscì a precipizio +dalla bettola, deciso di rappresentare +la parte del signor Meustrier, e di appostarsi +sulle scale del suo palazzo. Ma la cosa più +difficile era trovare il vicolo della Chiusa;<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +non è sì agevole il trovare un vicolo a Parigi +sulla semplice indicazione del suo nome, +e Rosen temeva di compromettersi chiedendone +notizia a qualche passeggiero. Non erano +però le nove, e gli avanzavano due ore per +farne ricerca: poteva sperare ragionevolmente +di riuscirvi. Fino dal primo momento che +aveva sentito i ladri accennare a quel luogo, +aveva supposto che non sarebbe stato molto +lontano da quel quartiere, perchè essi non si +sarebbero radunati in un punto opposto della +città: era d'uopo passare ad una ad una per +tutte quelle vie e leggervi le indicazioni dei +viottoli traversali: dopo ciò se tutto fosse +stato inutile, richiederne con franchezza qualche +persona, e non trovando chi glielo indicasse, +cacciarsi in una vettura pubblica e farvisi +condurre come a casa propria.</p> + +<p>Concepito questo piano, Rosen si accinse di +buon animo alle sue ricerche. Ma era inutile; +il tempo volava con una rapidità spaventosa, +e Rosen non era adesso più fortunato di quanto +lo fosse stato in quei giorni. Ad ogni breve +intervallo di tempo guardava con trepidazione +sull'orologio, e vedeva la lancetta affrettarsi +a raggiungere l'ora fatale, senza che potesse +aver indizio alcuno di quella strada. Erano +le dieci e mezzo, mancava mezz'ora al convegno... +Risolse allora di chiederne notizia +ad alcune persone che gl'inspiravano qualche +fiducia, ma nessuna di esse seppe indicarglielo. +Si azzardò a interpellarne una guardia di polizia, +che lo guardò di traverso come una +persona sospetta, ma anche questi non ne sapeva<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +più dei primi. Intanto erano già trascorse +le undici, Rosen era sulle spine; conobbe +che bisognava tentare rimedii estremi, e aprendo +lo sportello d'una vettura pubblica vi +si buttò dentro come una persona disperata +strillando alle orecchie del cocchiere: vicolo +della Chiusa, n. 42, a gran corsa.</p> + +<p>Il cocchiere dopo essersi raccolto un momento +quasi per chiamare a rassegna tutte +le sue cognizioni topografiche, fece scoppiettare +la sua frusta, e spinse il cavallo in una +direzione opposta a quella per cui era venuto +Rosen. Si corse per una buona mezz'ora; +Rosen era al colmo della desolazione; mancavano +pochi minuti alla mezzanotte, e già +aveva deliberato seco stesso di rinunciare a +quel tentativo e di farsi condurre invece da +Lamperth, quando vide la carrozza voltare +in una piccola via, e appena girato l'angolo, +arrestarsi. Rosen ne discese, guardò in alto +e vide il numero 42 illuminato dal fanale della +strada che pareva dirgli: questa è la casa, +venite. Pagò sontuosamente il cocchiere, e +raccogliendo tutto il suo coraggio entrò nell'atrio, +e cominciò a salire le scale. Era giunto +appena al terzo piano, quando gli parve d'intendere +del rumore nell'appartamento del signor +Meustrier; e appressandosi all'uscio, conobbe +che le imposte ne erano socchiuse, e +vide uscirne un filo di luce che le illuminava +di dentro.</p> + +<p>Non v'era dubbio, ladri non ne erano +ancora usciti; bisognava usare dell'audacia, +far la parte del signor Meustrier, entrarvi,<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +assalirli, e lasciarvisi sgozzare come un agnello. +Ma Rosen non aveva ancor messa la mano +all'imposta, che udì una voce maschia chiedere +di dentro: Chi va là?</p> + +<p>—Io, disse Rosen, spalancando la porta e +precipitandosi nella stanza, io, il dottore Meustrier; +chi è che è entrato in mia casa?</p> + +<p>—Onorevole dottore, rispose una persona +che Rosen riconobbe subito per un gendarme, +li abbiamo pigliati nella trappola; e aprendo +l'uscio della seconda stanza disse: il signor +Meustrier è arrivato in questo momento.</p> + +<p>Rosen guardò, e vide una quantità di gendarmi, +intenti ad ammanettare i quattro personaggi +che aveva conosciuto alla bettola. +L'ispettore di polizia, appena vedutolo, gli si +appressò con aria di soddisfazione, e togliendosi +rispettosamente il berretto, gli disse:</p> + +<p>—Egregio signor Meustrier, ella ci vorrà +perdonare se abbiamo dovuto violare la sua +casa, ma la giustizia ha esigenze sulle quali +non è possibile transigere... D'altra parte le +abbiamo ricuperati i quaranta mila franchi +di deposito che ella incassò stamattina, e che +questi galantuomini avevano già fatto passare +nelle loro saccoccie. Fu un fatto molto onorevole +per la polizia di Parigi, questo; non +lo dico per vantarmene, io, ma... già, tutto +il merito è dovuto al nostro agente, il signor +Chaperron, che ha saputo scoprire il complotto +nella cantina del Falcone, dove questi +signori si erano radunati per concertare il +loro piano. Aveva fatto cercare di lei, ma +non ci è stato possibile di trovarla. Ho sentito<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +in questo momento la sua carrozza, e ho +detto tra me stesso: il signor Meustrier è +qui, egli rimarrà ben stupito di trovar tanta +gente in sua casa. Come fare? E bisognerà +ora che ella abbia anche la bontà di accompagnarci +all'uffizio della sezione, dove redigeremo +il verbale, e le restituiremo il danaro +rubato, appena verificata esattamente +la somma.</p> + +<p>—Sono ben grato, disse Rosen, che si sentiva +calare il sudore gelato dalla fronte, sono +ben grato delle cure che questa benemerita +autorità si assume per la tutela della proprietà +privata, e mi duole di non poterle offrire +che un attestato verbale della mia riconoscenza: +del resto, signor ispettore, io mi +farò un dovere di far conoscere a tutti la di +lei avvedutezza e il di lei zelo, segnalandolo +per le stampe alla ammirazione ed alla gratitudine +del paese.</p> + +<p>L'ispettore s'inchinò fino a terra. Rosen, +avendo ammiccato dell'occhio ai quattro arrestati, +che lo guardarono stupiti, come +avesse voluto dir loro: non temete, non mi +tradite, non sono il signor Meustrier, io; lo +so bene che non mi conoscete, ma sono uno +dei vostri, uno che saprà liberarvi, purchè +abbiate un'oncia di giudizio, riprese:</p> + +<p>—Signor ispettore, io sono ai di lei ordini, +andiamo.</p> + +<p>E si avviarono all'ufficio di <a name="tn74" id="tn74"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'pulizia'">polizia</ins>.</p> + +<p>Quivi Rosen che si sentiva i bordoni alla +testa, dovette subire un lungo interrogatorio, +declinare il suo nome, la sua qualità, la provenienza<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +del danaro rubato; dopo di che, +avendo firmato il verbale che faceva constare +del fatto, l'ispettore generale gli disse, consegnandogli +i quarantamila franchi, che erano +stati tolti a Meustrier:</p> + +<p>—Signor dottore, ella può ora ritirarsi, +ma è necessario che ritorni domani al nostro +ufficio per assistere all'interrogatorio degli +accusati.</p> + +<p>Rosen, intascando alla meglio il danaro, si +cacciò giù per le scale, leggiero come una +rondine, si ficcò in una carrozza da nolo, si +fece condurre dal suo amico Lamperth, e gli +disse:</p> + +<p>—Io parto in questo istante per Melun; +sono stato costretto a rubare quarantamila +franchi, e non potrei rimanere un'ora di più +a Parigi; raggiungetemi domani in quella +città, dove desidero di giustificarmi con voi +di questa appropriazione.</p> + +<p>—Sta bene, ci rivedremo domani a Melun, +rispose Lamperth con freddezza.</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Quel piccolo gruzzolo del signor Meustrier +non era giunto inopportuno per Rosen; egli era +stato a un filo dal vedersi senza un quattrino; +e d'altra parte considerava quel dono singolare +della fortuna, come un compenso alle somme +che Lachard e <a name="tn75" id="tn75"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Tricotet'">Tricotèt</ins> gli avevano arraffate +<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +prima del suo arrivo a Parigi. Ciò di cui +egli si sgomentava non era tanto il ritardo che +tutte quelle mille fatalità frapponevano al raggiungimento +del suo scopo, quanto quel non +so che di ostinato e di derisorio con cui quelle +stesse fatalità tentavano di paralizzarne l'azione. +Tuttavia, appena arrivato a Melun, si +era avveduto che una nuova serie di avventure +le attendeva in quella città. La Senna, +ingrossatasi per le pioggie che erano state frequenti +in quei giorni, era uscita dal suo letto +e aveva allagato buona parte di quelle campagne. +Molte case di coloni erano rimaste sepolte +a metà dalle acque, senza che le famiglie +che le abitavano avessero avuto il destro +d'uscirne: non poche di esse mancavano di +provvigioni, o erano minacciate in altro modo +nelle loro case medesime, che scalzate dal fiume +alle fondamenta erano in procinto di rovinare. +Ogni giorno si numeravano nuove vittime, +e quei pochi generosi che s'erano spinti +in loro soccorso ne costituivano la maggior +parte.</p> + +<p>Rosen aveva appreso queste notizie non appena +partito da Parigi, ond'è che giunto a Melun, +era corso tosto alla riva del fiume per +vedere le cose da sè, e confortarsi della certezza +di questo avvenimento.</p> + +<p>Tutta quell'estensione di campagna così allagata +presentava uno spettacolo stupendo. +Dalla parte di Corbeil, l'occhio non giungeva +a distinguere il limite estremo dell'allagazione, +e l'orizzonte si chiudeva in una linea confusa +e bianchiccia, come avviene in una scena di<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +mare, quando le onde agitate presentano alcune +creste di una bianchezza abbagliante sopra +un fondo oscuro e verdastro. Dal lato opposto, +la via di Fontainebleau, dove le acque si +erano arrestate in un declivio, porgeva l'aspetto +di un serpente smisurato che stesse per +uscire dal fiume. Dappertutto biancheggiavano +delle case, quali scoperte in gran parte, quali +sepolte fino al tetto, di cui non si scorgevano +che i comignoli, simili ad alberi di nave naufragata; +le piante investite dalla corrente oscillavano +sui loro fusti; e molte di esse sradicate +erano travolte impetuosamente dalle onde; in +alcuni punti il fiume era limpido e calmo, in +alcuni altri scorreva con un fragore spaventoso, +e si riversava negli avallamenti, che riempiuti +si scaricavano negli altri seni più bassi. +Mille altri particolari completavano la scena +stupenda di quel quadro.</p> + +<p>Rosen gioiva dal più profondo del cuore nel +contemplarlo. Quanti pericoli non avrebbe egli +potuto corrervi domani, e quanti pretesi non +avrebbe egli avuto per correrli? Come doveva +essere facile il morire in quel luogo!—una +barca rovesciata, una riva franata, una casa +sfasciata dall'acqua, un naufrago che invoca +soccorso.... no, era impossibile che questa volta +non riescisse a Rosen di morire.</p> + +<p>Dopo che egli ebbe passato alcune ore beandosi +in quella vista, rientrò nella città che la +notte era di molto inoltrata, si gettò sul letto +fantasticando, ebbe sogni pieni di voluttà e di +visioni. Gli pareva che, essendosi gettato nella +Senna, le onde lo avessero travolto e inghiottito<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span> +senza che egli od altri avessero avuto +tempo di opporvi la menoma resistenza; le acque +si erano chiuse sopra di lui, egli si sentiva +affondare affondare, scendere scendere continuamente +senza poter giungere al fondo, la +corrente lo portava con impeto e lo faceva +girare su sè stesso come una foglia investita +dal vento. In quel lungo sommergersi Rosen +provava una strana sensazione di piacere, +avrebbe voluto scendere così eternamente senza +toccare il letto del fiume; ma non avea concepito +questo desiderio che ne scorse il fondo +tutto coperto di musco e di conchiglie, e non +l'ebbe raggiunto che disse a sè stesso con un +senso di tranquilla rassegnazione: sono morto +sono finalmente morto!</p> + +<p>Allora una miriade di pesciolini e di piccoli +mostri acquatici si precipitarono sopra di lui +per divorarlo.</p> + +<p>A quella vista Rosen si spaventò e destossi.</p> + +<p>—Sia lodato il cielo, diss'egli, questo sogno +è una previsione, andiamo. E vestitosi +in fretta si avviò verso il fiume.</p> + +<p>Appena giunto alla Senna fu lieto di apprendere +che si era costituita fra alcuni filantropi +di Melun una società di soccorso per le persone +che si trovavano chiuse nelle case allagate. +Rosen domandò sull'istante di farne parte +e lo ottenne. Da lungo tempo egli godeva nel +suo paese fama di abile nuotatore, e pensò con +piacere che prima di morire avrebbe potuto +rendere realmente qualche servigio a quegli +sventurati: in fondo in fondo egli non era cattivo, +e un istinto di umanità lo aveva tratto<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +sovente a sacrificare per l'utile altrui, il bene +proprio, come aveva fatto in occasione dell'incendio +di Montdidier.</p> + +<p>Rosen chiese che gli fosse affidata una barca +colla quale <a name="tn79" id="tn79"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'avese'">avesse</ins> potuto trasportare alcune +provvigioni nelle fattorie che ne avevano difetto, +o tentare di trarre in salvamento gli +abitanti di quelle case che minacciavano rovina.</p> + +<p>Per due giorni fu un prodigio di attività e +di fortuna, e rese beneficii immensi alle vittime +di quell'innondazione—tutta Melun era +occupata di lui e del suo coraggio, il nome di +Rosen era sulle bocche di tutti—ma, al terzo +giorno, quando appunto prostrato da quelle fatiche +e impaziente di morire, aveva risolto di +tentare qualche cosa di decisivo, avvenne che +guidando egli una barca su cui trasportava +alla riva due fanciulle raccolte sopra un piccolo +rialzo di terra che era stato circondato +dal fiume, questa investì in un albero che scendeva +giù trascinato dalla corrente, e n'andò +rovesciata. Al momento in cui Rosen incominciava +a sommergersi guardò alla riva, vide la +folla che assisteva al triste caso; e non potendo +più dubitare che la sua morte non potesse +venir impedita e non dovesse essere considerata +affatto accidentale, provò nel fondo dell'anima +una strana gioja, e disse: oh finalmente.... +Ma non aveva ciò pensato, che si +sentì afferrare da una di quelle fanciulle che +si erano sommerse con lui, e che gli s'avvinghiava +alla persona con tutta quella disperata +tenacità che dà l'istinto della vita. Il cuore<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span> +di Rosen non era eccessivamente pietoso, ma +pure ne sentì compassione, e slacciandosi alla +meglio dalle sue braccia, e stringendola con +una mano alla cintura, incominciò a nuotare +verso la riva. V'è un'altra vittima da salvare +pensava egli tra sè stesso, mentre lottava disperatamente +colle onde, nessuno mi toglierà +il pretesto di rituffarmi nel fiume.</p> + +<p>E messo in pace da questo pensiero continuò +ad affrettarsi alla sponda.</p> + +<p>Rosen vi giunse sì spossato, sì oppresso dalla +fatica che appena potè intendere le grida e +gli applausi della folla, che stava schierata +lungo la riva. Ma non ebbe posata a terra la +fanciulla, che, fingendo di voler correre alla +salvezza dell'altra, tornò ad immergersi, e prese +a nuotare verso il largo della Senna.</p> + +<p>Intanto alcune barche si erano distaccate +dalla sponda; Rosen le vide, e fosse la fatica +fosse il timore che potessero venire in suo soccorso, +si sentì venir meno, incominciò a perdere +la vista dell'orizzonte, a gettare le braccia +inerti sull'acqua, a diventare leggiero, nel +tempo stesso che si sentiva inghiottire dalle +onde; e smarrendo in un istante ogni forza +ed ogni coscienza di sè, si sommerse.</p> + +<p>In quell'intervallo di tempo due barche lo +avevano raggiunto, e due francesi si erano già +gettati nell'acqua per salvarlo. Rosen non aveva +avuto tempo di toccare il letto del fiume, +che uno di essi lo aveva afferrato alla cintura +e trattolo fuori e coricatolo nella barca, lo +aveva ricondotto alla riva. Tutto ciò era avvenuto<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +in istante, e senza che Rosen, che era +svenuto, avesse potuto avvedersene.</p> + +<p>Ma quale non fu la sua maraviglia, quando +nel risensare si trovò nella sua stanza, nel suo +letto; e vide Lamperth seduto al suo fianco; +e richiamando in un istante le sue memorie, +potè indovinare agevolmente tutte le particolarità +della sua sventura.</p> + +<p>—Ah! sono ancora vivo, egli disse, sono +ancora vivo!... e si riposò con dolore su questa +parola.</p> + +<p>Egli era sì debole che un istante dopo si +pose a piangere e singhiozzare come un fanciullo, +esclamando colla voce interrotta dalle +lagrime:—Io non morirò più!... Io non potrò +più morire!...</p> + +<p>Indarno Lamperth si provò a consolarlo: +il suo abbattimento era estremo.</p> + +<p>—Io morirò di crepacuore, io morirò di angoscia, +ripeteva Rosen ad ogni frase del suo +amico. E l'altro a soggiungergli:—è il genere +di morte più valido dinanzi alla società +di assicurazione.</p> + +<p>Alcuni giorni dopo Rosen guarito aveva detto +a Lamperth:—Andiamo via di qui, non fermiamoci +più fino a che non saremo giunti in +Italia. E stavano per partire, quando una deputazione +del municipio di Melun entrò nella +stanza recando a Rosen un indirizzo di quel +comune, nel quale lo si ringraziava del soccorso +prestato durante l'inondazione, e gli si +offriva, come unico compenso degno di tanta +abnegazione, la cittadinanza di Melun.</p> + +<p>Rosen volle rispondere, ma provò tale un<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +eccesso di sdegno contro la sua fortuna e contro +sè stesso, che si sentì soffocare dalla bile; +e non potendo reagire e superare la sua emozione, +cadde svenuto sopra una sedia.</p> + +<p>—Egli è ancora assai debole, disse un membro +della deputazione a Lamperth, e questo +attestato di onore che ha voluto porgergli la +nostra città, lo ha profondamente commosso.</p> + +<p>—Sì, disse Lamperth, lo ha commosso molto +profondamente.</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Dopo quindici giorni di viaggio, Rosen e +Lamperth giunsero a Grenoble, col pensiero di +passare le Alpi presso Brianzure, e di passarle +a piedi come due buoni inglesi. Rosen era prostrato +dalle tante disillusioni sofferte; ma come +suole avvenire in tutte le nature immaginose +e fantastiche, si confortava di nuove +speranze. Gli pareva che in Italia sarebbe riuscito, +che anzi sarebbe riuscito alla prima prova, +e aveva deciso di non tentare più che avventure +serie, avventure utili, nelle quali la +sua sensibilità e la sua coscienza non avessero +più a distoglierlo dallo scopo immediato dei +suoi tentativi. Oltre a ciò sentiva in sè stesso +un presagio consolante, il presagio che egli si +avvicinava al suo fine, che qualche cosa di solenne, +qualche cosa di decisivo doveva accadergli +in quei giorni.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p> + +<p>Gli s'erano già offerte tre o quattro occasioni, +ma aveva ricusato di approfittarne, come +quelle che non promettevano un esito sicuro, +quando, essendo giunto ad un piccolo villaggio +alle falde dalle Alpi, e avendo saputo +che in una foresta vicina era imboscata una +grossa masnada di assassini che vi commettevano +delitti inauditi, risolse di andarli ad incontrare.</p> + +<p>Fino allora non s'era dato esempio di viaggiatori +che fossero capitati nelle loro mani e +che ne fossero usciti vivi, per quanto danaro +avessero lor dato, e per quante preghiere +avessero rivolte; era naturale che Rosen, deciso +a difendersi e a provocarli, potesse lusingarsi +di correre lo stesso destino.</p> + +<p>Accomiatandosi da Lamperth che sicuro della +morte del suo amico lo abbracciò colle lagrime +agli occhi, Rosen tolse pretesto di una passeggiata +su pel monte, e s'inoltrò arditamente +nella foresta.</p> + +<p>Camminava triste e pensoso, guardando gli +alberi che distendevano i loro rami sopra di +lui, come un ombrello gigantesco; raccogliendo +per distrazione qualche corbezzolo, e compiacendosi +di sentire sotto i suoi piedi quel non +so che di molle e carezzevole che hanno gli +alti strati di foglie così accumulate da anni +nelle montagne. Era pensoso, è vero, ma lo +era pel timore di non imbattersi nella masnada: +oramai Rosen era sì indispettito dei suoi casi +trascorsi e della sua triste fortuna, che quasi +avrebbe bastato quel suo risentimento, quella +specie di amor proprio che lo rendeva incaponito<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +nel suo progetto, a fargli desiderare e +affrontare qualunque sorta di morte.</p> + +<p>Ma i suoi timori erano vani come le sue +speranze. Non aveva camminato più di mezz'ora +che udì suonarsi all'orecchio un: Chi +vive? uscito da un petto così robusto, e pronunciato +così d'appresso a lui e con suono di +voce così minaccioso, che Rosen, assorto in +quell'istante in altro pensiero, si arrestò, e +emise, suo malgrado, un leggiero grido di spavento. +Nel tempo stesso un uomo uscì fuori +da una macchia, e spianando verso di lui il +suo fucile, gli disse:</p> + +<p>—<a name="tn84" id="tn84"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Fermatavi'">Fermatevi</ins>, o siete morto.</p> + +<p>—Miserabile! disse Rosen; e fingendo di +prendere la mira, sparò un colpo di pistola +verso l'assassino. La palla passò in aria fischiando; +l'assassino dal canto suo sparò il suo +fucile, ma sparò in fallo.</p> + +<p>Rosen si percosse la fronte col pugno.</p> + +<p>Al rimbombo di quello scoppio, cento masnadieri +comparvero da tutte le bande; e Rosen +si vide ad un tratto circondato. Pieno di +speranza e di gioia, deciso a difendersi per eccitarli +ad ucciderlo, impugnò le sue pistole, e +avventandosi contro coloro che gli erano più +d'appresso sparò i tre colpi che gli rimanevano, +evitando di ucciderne alcuno.</p> + +<p>I masnadieri erano rimasti sì colpiti da tanto +ardimento, che nessuno di loro aveva tentato +di trattenerlo; e solamente quando lo videro +slanciarsi, già disarmato, contro il nucleo maggiore +della loro banda, si avventarono per colpirlo +coi loro coltelli.<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p> + +<p>A quella vista il capo dei masnadieri accennò +loro di arrestarsi, venne incontro a Rosen, +ordinò che non gli si torcesse un capello; +e afferrandolo per le mani, che gli diedero +una stretta simile a quella d'una morsa, gli +disse:</p> + +<p>—Che cosa volete fare? arrendetevi; avete +coraggio, ma siete un insensato, credete di poterla +spuntare con noi?</p> + +<p>—Io non mi arrenderò mai, disse Rosen, +dovessi combattere a morsi; e tentò di slacciarsi +una mano per menargli un colpo alla +guancia, ma era impossibile.</p> + +<p>Il suo avversario riprese con tranquillità:</p> + +<p>—Voi siete decisamente un uomo coraggioso; +acquietatevi, avete nulla a temere da noi; non +uccidiamo gli uomini della vostra tempra, noi; +uccidiamo quelli che guaiscono come le femmine, +che ci ricusano la loro borsa, che non +vogliono ammettere il diritto che noi abbiamo +sulle sostanze dei ricchi, e la missione che ci +siamo imposta di migliorare la società, distruggendo +la disparità delle fortune. Voi siete un +uomo straordinario: è a deplorarsi che vi sciupiate +così miseramente nella vita corrotta della +città.... ma sareste ancora in tempo a riabilitarvi; +io vi offro uno dei posti più onorevoli +nella mia banda; spero che non sarete per ricusare.</p> + +<p>Il capo dei masnadieri aveva rallentato sensibilmente +la stretta delle sue mani nel pronunciare +queste parole; Rosen annientato da +tanta avversità di fortuna, taceva.</p> + +<p>Dopo un istante di silenzio, l'altro riprese:<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p> + +<p>—La vostra fisionomia, il vostro coraggio... +sareste voi mai un inglese?</p> + +<p>—Sì, disse Rosen rianimato dalla speranza.</p> + +<p>—Oh! permettete che io vi abbracci; ho +goduto per quattro anni dell'ospitalità del vostro +paese, e ho sempre sentito una simpatia +irresistibile per la vostra nazione. L'Inghilterra +è l'asilo di tutti gli uomini liberi. Non +ci vogliate usare scortesia, aggiunse abbandonando +le mani che teneva strette nelle sue—qui +vi sono uomini che hanno ammirato il vostro +coraggio, e che sanno di dovervi rispettare.... +Sono lieto di aver fatto il vostro incontro, +e vorrei dimostrarvi in qualche modo +la gratitudine che ho pel vostro paese.... Il +governo pontificio in Italia mi offre un posto +di capobanda con un corpo di quattrocento +uomini; io sono disposto a cedervi il comando +di questa onesta brigata... accettate?</p> + +<p>—No, mormorò Rosen, è impossibile...; dei +legami di famiglia.... dei doveri... duolmi sinceramente +di dover respingere un'offerta così +onorevole; anzi io devo accommiatarmi; sono +atteso per stassera al villaggio.</p> + +<p>—Bene, bene, disse l'altro, sia come non +detto; aggradite ad ogni modo prima di partire +un attestato della mia ammirazione per +voi e della mia gratitudine pel vostro paese.</p> + +<p>Così dicendo si tolse dal dito un anello di +molto valore, e lo fece passare nel dito di Rosen; +quindi, riconsegnandogli le sue pistole, +ordinò a due dei suoi soggetti che lo accompagnassero +fuori del bosco per difenderlo da +qualunque malvivente; e lo abbracciò con effusione,<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +mentre molti dei masnadieri venivano +a stringergli la mano e offrirgli rispettosamente +i loro servigii.</p> + +<p class="center">*<br /> +* *</p> + +<p>Rosen, giunto a casa, si pose a letto; era +malato, aveva la febbre: ciò che gli era successo +era stato superiore a tutte le sue previsioni +più scoraggianti. Oramai gli era venuto +meno il coraggio di tentare altre vie, e +doveva risolversi a tornare in Inghilterra.</p> + +<p>Dieci giorni dopo stava per riprendere il +suo viaggio, quando gli giunse all'orecchio la +notizia di un disastro accaduto in quel giorno +lungo la via che egli doveva percorrere. Una +carrozza, il cui cavallo aveva perduto il freno +era precipitata, in un abisso profondissimo +che costeggiava la strada, e che era chiamato +il Picco del diavolo; non una persona si era +salvata.</p> + +<p>Una nuova luce si fece allora nella mente +di Rosen; andò a visitare quell'abisso, e conobbe +che era impossibile sopravvivere a +quella caduta: risolse sull'istante, uscì solo in +vettura, spinse il cavallo alla carriera più +concitata, e si precipitò giù dal picco. La +carrozza, discendendo orizzontalmente, si impigliò +nelle liane che crescevano lungo il +fianco dell'abisso, e si rovesciò rimanendovi +sospesa, quando non rimaneva più che un terzo +della rupe a raggiungere il fondo.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p> + +<p>Rosen ne fu sbalzato fuori, e cadde sul +corpo del cavallo che era morto.</p> + +<p>Raccolto da alcuni terrieri fu trasportato +all'albergo, dove aveva lasciato Lamperth. Da +principio fu creduto estinto, ma alcune ore +dopo la sua caduta rinvenne; e il chirurgo +constatò che si era spezzato il femore sinistro, +e che era d'uopo amputare la gamba +nello spazio di quattro ore, prima che si sviluppasse +la cancrena di cui avrebbe dovuto +morire.</p> + +<p>Quando Rosen, che era già poco meno che +morto per la meraviglia di ritrovarsi vivo, +udì parlare della cancrena, sentì finalmente +che tutto era finito, che tutto era compensato; +e rivolgendosi al chirurgo gli disse:</p> + +<p>—Voi potete ritirarvi.... io non mi farò +amputare mai.... io sono vile dinnanzi al dolore.... +preferisco morire.</p> + +<p>—Pensateci, rispose l'altro, ripasserò fra +due ore, e mi lusingo che sarete di parere +diverso.</p> + +<p>Partito il chirurgo, Lamperth entrò nella +stanza dove Rosen era stato lasciato solo; e +levandosi gli occhiali dal naso, ciò che non +era solito fare che nelle circostanze solenni, +e assumendo un nuovo tuono di voce gli disse:</p> + +<p>—Signor Alfredo di Rosen, è tempo che +noi definiamo la nostra posizione, è tempo che +io cessi dal rappresentare una parte che mi +affligge per quanto sia doverosa, e che io desista +da una finzione che è oramai divenuta +inutile. Io sono un'agente della Società d'assicurazione. +Quando ella è venuta ad assicurare<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span> +la vita di sua moglie, la nostra società +non ignorava la di lei posizione finanziaria e +le gravi perdite che ella aveva subite al giuoco +nella notte precedente. Si sospettò ciò che era +vero, che ella volesse, cioè, ingannare la società +con una morte volontaria; e io fui incaricato +di seguirla e procurarmi le prove che +avessero constatato questa determinazione. +Questa è la lettera che ella mi ha incaricato +di rimettere alla signora baronessa sua moglie, +e nella quale ella dichiara di voler morire +spontaneamente per darle diritto all'assegnamento +vitalizio. Ancorchè ella avesse ora +a morire, a questa lettera che i doveri della +mia qualità m'impongono di consegnare alla +società, priverebbero la signora Rosen di +qualunque compenso. Ella intende ora che +non le rimane una via più onorevole e più +doverosa che quella di sottoporsi a questa +amputazione e di tentare di vivere per compiere +quei doveri di uomo e di marito che ha +troppo trascurato finora. In quanto a me io +non ho fatto che obbedire alle esigenze della +mia carica.</p> + +<p>Rosen stette lungo tempo senza poter rispendere, +tanto il dolore, lo sdegno e la meraviglia +lo avevano reso muto e agghiacciato. +Quando fu in grado di pronunciare alcune parole, +disse:</p> + +<p>—Oh Lamperth, voi mi avete rovinato.... +Un colpo simile in questo momento!... una rivelazione +di questo genere nell'istante in cui +io stava per raggiungere la mia felicità!... +ah, voi avete un cuore di tigre, Lamperth!...<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +fingere in questo modo... trascinarmi a questo +punto... senza una gamba!... Ma noi ci +batteremo, per l'inferno noi ci batteremo; io +vi domanderò conto di questa indegna simulazione.</p> + +<p>—È inutile, non avrete più che una gamba.</p> + +<p>—Ci batteremo alla pistola, seduti.</p> + +<p>—Via, via, disse Lamperth riponendosi gli +occhiali; sono un padre di famiglia io, ho sette +figli, e ci penso alla mia vita e a miei doveri. +Voi avete profusa una fortuna, avete tenuta +una condotta riprovevole, avete tentato d'ingannare +una società di onesti speculatori, l'avete +tentato a costo della vita degli altri; +vergognatevi, io sento in questo momento tutta +la superiorità morale che ho sopra di voi.... +Non costringetemi ad abusare del vostro stato.</p> + +<p>—Avete ragione, esclamò Rosen piangendo +come un fanciullo, oh! avete ragione; voi +siete ciò che io non sono più, un uomo onesto... +Io vedo troppo tardi il male che ho +fatto.</p> + +<p>—No, no, non è troppo tardi, riprese in +tuono affettuoso Lamperth, tornandosi a levare +gli occhiali, e stringendo le mani del +malato. Ecco qui, io vi restituisco la lettera +che vi accusa dinanzi alla società; voi guarirete, +me ne ha accertato il chirurgo; e io vi +farò ottenere un posto elevatissimo in questa +stessa società di cui avete voluto eludere le +disposizioni. Potrete essere ancora felice, perchè +potrete ancora meritarlo.</p> + +<p>Due mesi dopo, Rosen amputato e guarito, +ritornava in Inghilterra, dove Lamperth che<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +ve lo aveva preceduto, manteneva la sua promessa.</p> + +<p>La natura che gli aveva ricusato fino allora +le gioie della paternità gli diede ora dei +figli. Lamperth divenne il suo subordinato e +ad un tempo il suo amico. Nulla turbò più da +quel giorno la sua vita.</p> + +<p>Alfredo di Rosen è il più esemplare dei padri +e dei mariti.</p> + + +<p class="end"> +<span class="smcap">Fine.</span><br /> +<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span><br /> +<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p> + +<hr style="width: 65%" /> + +<h2><big>RE</big></h2> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p> + +<h2><big>PER VENTIQUATTRORE</big></h2> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<h2 class="spaced">STORIA</h2> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<h2 style="font-size: 170%">D'UN GIORNO DELLA MIA VITA</h2> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p> + + + +<hr style="width: 65%;" /> +<h2 class="spaced"><a name="RE" id="RE"></a>RE</h2> + +<h2 class="condensed">PER VENTIQUATTRORE</h2> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<p>Perchè la sola storia di un giorno?</p> + +<p>E se voi credete che gli avvenimenti della +vostra vita possano formare soggetto d'una +storia curiosa e dilettevole, perchè non tessere +il racconto intero della vostra esistenza?</p> + +<p>Io ho supposto nello scrivere la prima linea +di queste pagine che qualche lettore mi avrebbe +indirizzata una simile domanda.</p> + +<p>Devo giustificarmi.</p> + +<p>Anzi tutto se la vita vuolsi misurare dagli +anni piuttosto che dalle passioni, io non ho +fatto finora che un primo passo nella vita. +Sappiano le mie lettrici—ed è ad esse specialmente +che io rivolgo questa osservazione—che +io non ho che ventisette anni, e sono +in tutto il vigore della gioventù e della salute: +Oltre a ciò la mia esistenza scorse finora +sempre uguale, sempre modesta e ignorata, +fu una vita come tutte le altre, una<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +lotta del bisogno coll'impotenza, dell'aspirazione +col nulla, dell'ideale col fango;—e in +mezzo a tutto ciò qualche punto nero e qualche +raggio di sole, qualche virtù, qualche vizio, +alcune colpe, molti affetti, molte lacrime +e molte delusioni—tale è la storia sintetica +della mia esistenza.</p> + +<p>Ma pure in questo povero dramma della +mia vita fuvvi un giorno così splendido, così +ricco di avvenimenti bizzarri e insperati, così +fertile di piaceri sommi come di sommi dolori, +che mi parrebbe non poter essere più in pace +con me stesso, se dappoichè mi sono dato al +mestiere del letterato, e mi sono proposto di +destare nell'anima degli altri un eco delle +sensazioni della mia, frodassi l'umanità di un +racconto così meraviglioso.</p> + +<p>E sento nel cuore una voce che mi dice: +non ti si presterà fede, ti si accuserà di menzogna... +No miei lettori, no chè voi non mi +potreste smentire: io vi esporrò il mio racconto +con tutta la coscienziosa veracità di +uno storico, io non esagererò menomamente +l'importanza delle mie avventure, e se queste +vi parranno da principio o un poco strane o +impossibili, esitate nondimeno a giudicare della +loro veracità fino a che non avrete letto compiutamente +il mio racconto.</p> + +<p>La grande isola di Potikoros giace nell'Oceano +equinoziale, al trentesimo grado di latitudine, +non molto lontana dal piccolo arcipelago +dei Navigatori.</p> + +<p>È uno dei punti più meravigliosi della terra: +tutte le delizie favolose dell'Eden, i paesaggi<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +incantevoli del Bosforo, le rive stupende del +Reno, la vegetazione rigogliosa dell'Asia, le +mille meraviglie della natura disseminate qua +e colà sulla vasta superficie del globo—tutto +ciò riunito e disposto in un punto solo dalla +mano maestra del Creatore, potrebbe offrire +un'idea ancora assai debole delle bellezze di +quel piccolo paradiso sconosciuto che è l'isola +di Potikoros.</p> + +<p>Ebbene, nel mattino memorabile del ventisette +aprile milleottocentosessantadue, io giungeva +a quell'isola—il trono di quell'isola +era vacante, ed io era l'erede di quel trono.</p> + +<p>Premetto uno schiarimento.</p> + +<p>Venti anni prima di quell'epoca, mio padre +onesto commerciante di cotone, nel recarsi a +Caledonia, aveva naufragato sulle coste di +Taiti. Dodici viaggiatori si erano salvati con +lui sopra una zattera di tavole, e avevano +approdato a Potikoros. Erano essi i primi +europei che ponessero piede in quell'isola: +gli indigeni erano in parte selvaggi, ma umani, +la civiltà americana aveva ingentiliti in qualche +modo i loro costumi, un trattato di commercio +colla piccola repubblica di Tongia li +aveva pressochè educati alla vita sociale, e +ammaestrati nelle arti e nelle costumanze +delle altre nazioni; ma la vanità che è sentimento +istintivo nell'uomo li rendeva tenaci +nei loro pregiudizii e nelle strane esigenze +della loro toeletta—portavano infisso attraverso +al naso un osso bianco di balena; e +quando mio padre co' suoi dodici compagni di +naufragio chiese loro l'ospitalità e la vita,<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span> +essi, pure annuendo alle loro preghiere, presentarono +a ciascuno di loro uno di quegli +ornamenti, perchè dessero così la prima prova +di sottomissione nell'usarlo.</p> + +<p>Vanitosi e timorosi ad un tempo, gli altri +europei esitarono, vacillarono, rifiutarono, e +gli indigeni li trafissero colle loro freccie; ma +mio padre che era uno spirito forte, brandì +in aria il suo osso di balena, e gridando! viva +l'isola di Potikoros, se lo infisse eroicamente +nel naso. Le tribù indigene meravigliate a +quell'atto, lo portarono in trionfo sui loro +archi e lo elessero a Presidente della repubblica. +Un anno dopo mio padre faceva un +colpo di stato, e assicurava una corona alla +sua dinastia. Quella corona gli era costata il +naso, ma non tutti i re si conquistarono un +trono a questo prezzo.</p> + +<p>Io stava scrivendo un giorno una dissertazione +sull'influenza del debito nell'equilibrio +sociale, quando fui avvertito che una deputazione +d'ambasciatori Potikoresi veniva ad annunciarmi +la morte di mio padre e la mia +successione al trono di Potikoros.</p> + +<p>Tutti coloro che, come l'autore di questa +storia, furono condannati al mestiere del letterato,—il +pessimo dei mestieri—e giova +sperare pel bene dell'umanità che sieno pochi—potranno +immaginare la mia contentezza +febbrile, mortale, e i trasporti forsennati della +mia gioia. Io che aveva disperato sì spesso +di me, che aveva sognato come la più gran +meta possibile nella mia fortuna quello stato +d'imbecillità di mente e di coscienza che sola<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +può recare fama e agiatezza ai letterati in +Italia, io che aveva lottato sì a lungo con +quell'istinto ribelle di dignità che mi aveva +preclusa ogni via, e indarno sempre.... ora +ero figlio di un re, e re io stesso, ed erede +di un trono.</p> + +<p>Non poteva prestar fede a tanta felicità, +durai fatica ad accertarmene: affrettai la mia +partenza, diedi un ultimo addio ad Elettra!..... +(povera creatura!.... Elettra.... essa che mi +aveva soccorso sì spesso di pane e di amore) +e dopo tre mesi di navigazione, nel mattino +del ventisette aprile milleottocentosessantadue, +giungeva finalmente all'isola di Potikoros.</p> + +<p>Alla distanza di alcune miglia, mi appariva +come una vasta conca di fiori emergente dalle +acque; alcune isolette disposte qua e là, attorno +al mio regno, somigliavano a quelle foglie +gigantesche di ninfe che si cullano sulla +placida superficie dei nostri laghi: il cielo era +alto, sereno, limpidissimo, e si tingeva curvandosi +verso l'orizzonte, d'un colore abbagliante +di croco e di cinabro: il mare giaceva +calmo e maestoso; uno zeffiro profumato +ne increspava leggermente la superficie come +l'alito che appanna il velo d'una vergine. Innumerevoli +stuoli di lire e di uccelli di paradiso +s'inseguivano a volo nei punti più luminosi +del cielo, e riflettevano i primi raggi +del sole colle loro code di argento. Alcune +rondini di mare, posatesi sulle gomene della +nostra nave festeggiavano il mattino con un +trillo vivace e armonioso. Nulla di più incantevole<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +di quella scena, nulla di più celeste di +quella musica: i sogni del fanciullo e della +vergine non possono immaginare un eden più +delizioso, nè i poeti un idillio più puro e più +divino.</p> + +<p>Quando io potrei rammentare ora delle impressioni +di quel mattino non formerebbe che +un quadro tanto imperfetto, tanto lontano dal +vero, che io temerei quasi di nuocere alla mia +descrizione tentando di palesarle, e non lasciandole +piuttosto indovinare al lettore. Ma +il tumulto che v'era nell'anima mia sarebbe +ancora più inesplicabile. Chi potrebbe esprimere +le mille sensazioni soavissime che agitavano +il mio petto, le mille lusinghe che venivano +a blandire la mia vanità; i miei progetti, +i miei sogni, tutto ciò che ha accompagnato +questa meravigliosa trasformazione +di uno scrittorimo povero e conosciuto in un +re dovizioso e potente?</p> + +<p>Strano prestigio di una corona! Strano potere +di far supporre delle virtù sovrumane +nella testa spesso insensata che la sostiene! +Più volte ho desiderato conoscere se tra gli +evviva del popolo, in mezzo alle ovazioni +delle folle, allo spettacolo degli archi trionfali +e delle moltitudini accorse da lontano per +bearsi della loro vista, qualcuno di essi abbia +sentito risvegliarglisi in cuore la coscienza +della propria nullità, ed abbia o disprezzato, +o compianto il suo popolo, e si sia sdegnato +di quella stupida e vile ammirazione. E pure, +io stesso, io che m'era più volte inacerbito +per ciò cogli uomini, non poteva contemplare<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +senza un sentimento di compiacenza il gran +cordone dell'ordine dell'Annunziata che mi +pendeva sul petto, e che trasfondendo qualche +stilla di sangue reale nelle mie vene plebee, +mi aveva reso a un tratto cugino di Sua +Maestà!... Cugino di Sua Maestà!... Dio, +quale onore! Ma io stesso era re, e la prospettiva +di una corona rendeva debole e lieve +la gioia di quella parentela reale.</p> + +<p>Pochi istanti prima di approdare, chiamai +a me il mio primo ministro, che pure faceva +parte della Commissione Potikorese, e volli +essere informato sulle condizioni finanziarie, +sull'esercito, sull'indole del mio popolo e sulle +costituzioni del mio Stato.</p> + +<p>—In quanto alla popolazione che il cielo +vi ha chiamato a governare, mi diceva il mio +primo ministro, facendosi scorrere tra l'indice +e il pollice il suo osso di balena, essa non si +divide che in due tribù numerosissime, separate +l'una dall'altra per una distinzione speciale +della natura, e sono la tribù dei Denti +bianchi, e la tribù dei Denti neri.</p> + +<p>—Denti neri! io dissi, ma ciò è orribile, +i loro denti non saranno tutti assolutamente +neri.</p> + +<p>—Tutti, rispose il ministro con quella dignitosa +impassibilità che gli conferiva l'abitudine +della sua carica; e tolga il cielo che +io voglia esaltare la tribù cui appartengo—e +in ciò dire mi fece osservare con una specie +di orgoglio i suoi trentadue denti nerissimi—per +deprimere l'altra che pure ha +dato dei sudditi valenti a vostro padre; ma<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +i Denti neri sono la metà migliore del vostro +Stato.</p> + +<p>—E le femmine, aggiunsi, esse pure....</p> + +<p>—Sì, ancor esse, toltene le donne del vostro +harem che la compianta Serenità di vostro +padre scelse tutte esclusivamente dalla +nostra tribù dei Denti bianchi.</p> + +<p>Io confesso che quest'ultima notizia del mio +ministro mi riempì l'animo d'una gioia straordinaria +Ah! l'idea di avere un harem inebbriava +tutti i miei sensi. <a name="tn102a" id="tn102a"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'E' '">È</ins> là, io diceva, che +mi solleverò dalle cure del mio stato, che mi +rifarò ad usura della mia gioventù avvizzita +senza piaceri, che mi vendicherò di questa simulata +virtù delle nostre donne europee.</p> + +<p>Un harem! Cento fanciulle che vi adorano, +le bellezze più abbaglianti dell'Asia, le più vezzose +creature del mondo che cadranno ad un +cenno ai vostri piedi. Sì io dissi, tenterò di +risolvere il problema se Sardanapalo sia stato +più grande di Alessandro, e se il Sultano sia +il più saggio e il più morale di tutti i re della +terra.</p> + +<p>Dal momento che mi conobbi possessore di +un harem mi abbandonai totalmente a questo +pensiero, e tentai di richiamarmi alla memoria +quanto aveva letto di straordinario e di +favoloso su questi ritiri di piacere—la sicura +vigilanza degli <a name="tn102b" id="tn102b"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'enunchi'">eunuchi</ins>, i ventagli di penne di +pavone, il molle costume orientale, i tappeti +vellutati di Persia, i profumi inebrianti delle +Indie, tutto ciò che desta la voluttà e la spinge +alla sua massima azione, e al suo massimo sviluppo +compatibile colla vita.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p> + +<p>Il ministro vedendomi assorto profondamente +ne' miei pensieri, non osava interrompermi; +ed io temendo che egli comprendesse il motivo +del mio silenzio, e che io vi perdessi +non poco della mia dignità reale, mi affrettai +a soggiungere con gravità:</p> + +<p>—E l'esercito? Quale è l'ordinamento dell'esercito?</p> + +<p>—Ottimo in sè, disse il ministro, un poco +imbarazzato da questa domanda, ma, veramente, +le disparità di tribù, costituiscono un motivo +incessante di dissensioni tra l'esercito dei +Denti bianchi, e quello dei Denti neri. Perocchè +è bene che Vostra Maestà sappia (io mi +era rialzato di due pollici nel sentirmi chiamare +Maestà) che vi sono due eserciti, come +vi sono due tribù, e che la mancanza di un'altra +nazione nell'isola colla quale vi sia possibilità +di guerreggiare, fa sì che i due eserciti +dello stato vengano spesso alle armi tra di +loro. È a deplorarsi che la posizione geografica +di Potikoros renda assai difficile e assai fortunosa +una guerra colle popolazioni del continente, +ciò che accrescerebbe di gran lunga +il prestigio della corona, e distogliendo il vostro +popolo dal desiderio di costituzioni più +libere e più progressiste, gioverebbe non poco +a consolidare il trono di vostra Maestà.</p> + +<p>—Come sarebbe a dire?</p> + +<p>—Che la popolazione vuol essere sgomentata +dalla coscienza della vostra forza, cioè +dalla forza dell'esercito che è tutt'uno; e distolta +in altro modo dal desiderio di miglioramenti<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span> +interni, compromettendone, cioè, gli interessi +e i destini colla fortuna d'una guerra.</p> + +<p>—Ma sarebbe dunque necessario... le condizioni +della monarchia sarebbero tali da.....</p> + +<p>—Non dico ciò, riprese il mio ministro visibilmente +turbato, ma.... ma veramente.... la +sicurezza della corona richiede molte cure, +molti provvedimenti, la cui necessità vi sarà +nota assai presto. Non vi parlerò di alcune +tendenze rivoluzionarie che vostro padre ha +dovuto soffocare con molto sangue, e che questa +vacanza del trono ha potuto sviluppare +sensibilmente.... già le idee repubblicane hanno +messo radice in molte teste, ma non sarà difficile +il divellerle.</p> + +<p>—Le teste? esclamai io inorridito.</p> + +<p>—Come piace a vostra Maestà, disse il mio +primo ministro, le idee colle teste.</p> + +<p>Io confesso che la mia anima, per quanta +violenza le abbia fatta in ogni tempo la mia +ragione, non ha potuto mai perdere un atomo +di quella mitezza imbecille dell'agnello di cui +l'ha dotata la natura; ond'è che per dare una +diversione a quel discorso sì poco uniforme +alle mie inclinazioni benigne, soggiunsi: E quale +è il costume dell'esercito?</p> + +<p>—Il più semplice, ed il più economico ad +un tempo, la nudità: i vostri sudditi non temono +in ciò il confronto della razza del continente; +ammirerete sopratutto lo sviluppo dei +fianchi e del torace nelle femmine, le quali +hanno pure adottato in gran parte la semplicità +primitiva di questo costume.</p> + +<p>—In un paese così economico, io dissi, le<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span> +finanze dello Stato e dei privati saranno dunque +in floride condizioni.</p> + +<p>—Tristissime! rispose il mio ministro con +accento mortificato; e poichè da questo mio +viaggio in Europa, ho desunte alcune cognizioni +circa i mezzi di rimediare al dissesto +economico dello Stato, ho in animo di proporre +quanto prima alla vostra approvazione un progetto +per remissione di alcuni miliardi di carta +monetata che i vostri sudditi accetteranno con +gratitudine.</p> + +<p>—E a quanto ascendono le rendite di mio +padre?</p> + +<p>—Ad una somma considerevole, a parecchie +centinaia di milioni, escluso l'appannaggio +che vi è assegnato dalla nazione, e che +viene pagato puntualmente dalle casse dello +Stato.</p> + +<p>—E ciò non sembra gravoso al mio popolo?</p> + +<p>—Vostra Maestà è novizia nell'arte del governare: +basterà visitare uno stabilimento pubblico, +un ospedale, un asilo, un istituto qualunque, +e assegnargli una volta ogni tanto +qualche centinaio di franchi sulla vostra cassetta +privata, perchè voi siate creduto il più +generoso di tutti i monarchi. Nè ciò potrà diminuire +i vostri redditi: i tesori di vostro padre +sono i più ricchi di quanti ve ne siano +nei reami che noi conosciamo.</p> + +<p>—I più ricchi?</p> + +<p>—Li ammirerete fra poco: vedrete nella +sala dei carboncini, un diamante della grossezza +di un uovo d'aquila, che è reputato<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +da noi il più prezioso di quanti sieno sulla +terra.</p> + +<p>Io non potei contenere a questa notizia un +sorriso di compiacenza che non isfuggì all'occhio +penetrante del mio degno ministro dai +denti neri.</p> + +<p>—E quali sono, io chiesi, i doveri principali +del re, le sue occupazioni pubbliche?... Voi +sapete che io non sono stato educato alla Corte +e che il governo d'un regno mi giunge alquanto +inaspettato.</p> + +<p>Il mio ministro sorrise a questa domanda +che gli parve improntata d'una ingenuità affatto +puerile, e disse; Le occupazioni di Vostra +Maestà sono pressochè insussistenti; il consiglio +dei vostri ministri s'incarica della politica +interna—poichè la politica estera non ci crea +combinazioni di molta importanza, stante i +rapporti amichevoli che conserviamo colle nazioni +vicine: le vostre attribuzioni si ridurranno +alla firma dei decreti concepiti dal Consiglio, +a mostrarvi al popolo nelle circostanze +solenni, a procreare principi del sangue allo +Stato, a recitare al presidente di qualche deputazione +un discorso di circostanza che vi +sarà composto dal vostro segretario particolare; +e finalmente a vigilare sull'ordine, sulla +varietà, sul buon andamento del vostro harem +ciò che costituisce una delle vostre attribuzioni +esclusive.</p> + +<p>—Spero, io dissi, di soddisfare a tutti questi +mandati, e all'ultimo in ispecial modo, con +quello zelo che varrà a meritarmi la simpatia +e la gratitudine del mio popolo.<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p> + +<p>Il mio ministro s'inchinò fino a terra.</p> + +<p>Aveva appunto posto termine a questa conversazione +nell'istante in cui il bastimento +reale gettava l'àncora nel porto di Potikoros +che è la capitale dell'isola di questo +nome.</p> + +<p>Salii allora sulla coperta della nave per ammirare +con un più vasto colpo d'occhio le meraviglie +naturali del mio regno. Ma la mia attenzione +fu distolta da questo esame dalla vista +dei preparativi che s'erano fatti pel mio +ricevimento solenne. E d'altronde non m'era +mostrato ancora a' miei sudditi, che delle ovazioni +fragorose partirono dalla riva che era +assiepata tutta di popolo; e centinaia di barche +ornate di stoffe a vivi colori e di penne +preziose di marabù vennero ad attorniare la +mia nave. Mi fu forza discendere in una di +essa, ove si trovavano riuniti i miei ministri, +e che per essere ornata dello stemma monarchico, +conobbi che era destinata alla mia persona. +Lo stemma reale (poichè quello della repubblica +era stato atterrato da mio padre) consisteva +in un elissi diviso da un fusto di palmizio +in due campi, come da una sbarra; nell'uno +di essi era rappresentato un braccio che +brandiva uno di quegli ossi di balena già nominati +a memoria dell'atto ardimentoso che +aveva procurato il trono a mio padre; nell'altro +vi era un merlo nero che, come seppi +più tardi dal mio ufficiale araldico, vi era +stato posto in onore di un uccello di questa +famiglia, che il re defunto aveva fatto venire +dall'Europa, e che aveva formato la meraviglia<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +de' suoi sudditi, non essendovi in tutta +l'isola di Potikoros che dei merli bianchi +come la giuncata.</p> + +<p>Non starò a parlare dell'imbarazzo in cui +mi sono trovato per rispondere alle numerose +domande che mi venivano fatte da' miei ministri +e dalle deputazioni delle città secondarie +del mio regno. Si era bensì pensato a mettere +nel mio seguito alcuni interpreti, ma il +concetto di queste domande era sì oscuro, e mi +erano formulate in modo sì singolare, che io +mi trovava sulle spine a rispondervi. Aveva +appena posto piede nella mia lancia, che un +grido prolungato del popolo e dell'esercito +salutò il mio arrivo, e avendo io interrogato +uno de' miei interpreti sul significato di quel +grido, seppi che esso voleva dire; «ben venga +il nostro re che è arrivato dal paese dei merli +neri.»</p> + +<p>Io m'inchinai rispettosamente dinanzi alla +folla assembrata sulle zattere e lungo la spiaggia, +e vi fu un momento in cui mi sentii il +prurito di arringare la moltitudine e di guadagnarmene +la simpatia facendo l'elogio dei +merli bianchi, ma il bisogno di servirmi degli +interpreti che avrebbero ammorzato colla loro +lentezza tutto il mio fuoco oratorio, me ne distolse. +E d'altronde la folla era tanta e il baccano +sì assordante, che la mia voce vi si sarebbe +perduta senza frutto.</p> + +<p>Di mano in mano, che aprendoci a stento +una via tra le barche, ci andavamo avvicinando +alla riva, lo spettacolo diventava più +imponente, ed il fragore cresceva per modo<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +che le mie povere orecchie ne erano letteralmente +assordate. Il grido di: «viva il re che +viene dal paese dei merli neri!» era ripetuto +da tutte le bocche; e le dame Potikoresi specialmente +lo strillavano con certe voci da soprano +in modo da farmi rizzare sulla testa ad +uno ad uno tutti i miei capelli reali.</p> + +<p>Come Dio volle, noi giungemmo finalmente +alla riva, ove mi soffermai un istante ad osservare +gli apparecchi della mia incoronazione +e i due eserciti schierati lungo la spiaggia. E +qui non potrei dire l'impressione inattesa che +provai alla vista del mio esercito. I Denti neri +pei quali mi era sembrato che avrei dovuto +provare un orrore insuperabile, avevano aspetto +sì dolce, sì mite, sì affettuoso che mi +sentii subito attratto verso di essi da una forza +di simpatia irresistibile, mentre i Denti bianchi +mi parvero d'indole sì ribelle, sì feroce, +sì fiera che ne fui quasi atterrito.</p> + +<p>Quei denti lunghi, affilati, bianchi, orribilmente +bianchi, scoperti fino alla radice dal +labbro un po' rovesciato, acuminati e curvi verso +la punta come i canini, parevano fatti per afferrare, +per mordere, per lacerare la carne +viva, palpitante—davano ai loro visi un'apparenza +orribilmente ferina. I denti neri, pel contrario, +tozzi, brevi, quadrati, bene incassati e +coperti dalla gengiva, promettevano indole e +tendenze sì mansuete, che avrei dato metà l'isola +di Potikoros perchè il mio regno non fosse +stato popolato che di quella razza.</p> + +<p>Più tardi, quando rientrai nella vita privata, +ho fatto delle numerose esperienze sul colorito<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +dei denti, e sulla natura dei caratteri relativi. +Non so se Lavater e Gall abbiano esteso anche +a ciò i loro studi, ma io credo di non essermi +mai ingannato sui rapporti che ho fatti +e sulle deduzioni che ho tratte in proposito. +Diffidate di quelle persone che hanno i denti +bianchi e regolari, ma sopratutto bianchi. Difficilmente +una donna munita di denti piccolissimi, +ben fatti, candidi di quella candidezza +abbagliante che esse ambiscono tanto, è una +donna saggia e fedele. Le bellezze più famigerate, +le cortigiane più celebri, le donne più +note per grandi vizii o per grandi delitti +ebbero, tutte indistintamente, un pregio siffatto.</p> + +<p>I denti neri o ingialliti, mal collocati, indicano +quasi sempre mitezza d'animo, sofferenza, +virtù, rassegnazione. Una donna dai denti neri +sarà ributtante, ma mai cattiva: si può essere +sicuri della virtù di una donna munita di tali +denti.</p> + +<p>Ma forse l'aver io perduto un regno per +causa d'uomini muniti di denti bianchi mi ha +tratto a queste convinzioni e a questo ostinato +assolutismo nell'affermarle—desidero di essere +smentito. Certo è però che appena io vidi +quella metà del mio esercito, conobbi che non +sarei rimasto sicuro sul mio trono; e pensai +con dolore a quelle parole che mi aveva detto +il mio primo ministro, che, cioè, i Denti neri +costituivano la migliore metà del mio regno.</p> + +<p>E stava meditando appunto su questo pensiero, +quando mi parve di scorgere che il mio +primo ministro e gli altri onorevoli membri<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span> +componenti la commissione gettassero sguardi +inquieti sulla riva e specialmente sulle file +dell'esercito dei Denti bianchi, interrogandosi +e parlandosi a vicenda con qualche inquietudine.</p> + +<p>Per altro lato le file di quell'esercito apparivano +sì diradate, e il contegno dei soldati sì +provocante e sì fiero che io, sospettando di +qualche disordine, domandai le ragioni di quel +contegno dell'armata e di quel discorrere caloroso +de' miei ministri.</p> + +<p>—Sono dolente, disse uno de' miei ufficiali, +di dover comunicare a Vostra Maestà una notizia +alquanto spiacevole. Sono scoppiati dei +torbidi in alcune provincie dello Stato, e una +buona metà dell'esercito dei Denti bianchi si +è ribellata al governo. L'altra metà che voi +vedete, pende esitante tra il favorire la vostra +installazione sul trono o congiungersi ai ribelli. +I soli Denti neri rimangono fedeli a Vostra +Maestà, ma il loro valore non è pari a quello +dell'altra metà dell'esercito. Bisognerà affrettare +la vostra incoronazione. Questa solennità +acquieterà tutti i tumulti, questo fatto compiuto +troncherà le esitanze di tutti quelli che +non sanno tuttora se darsi alla monarchia, o +secondare le idee repubblicane delle provincie +sollevate. Ci giunge anche notizia che in alcuni +luoghi siano stati abbattuti gli stemmi +reali, e deturpato il sacro merlo nero che ne +formava l'impresa, ma si è provveduto a che +sieno presto ricollocati. Allorchè, appena compiuta +la vostra incoronazione, Vostra Maestà +sarà entrata nella sala del Tribunale solenne,<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +come richiede l'usanza, e avrà pronunciato +giudizio sui delitti consumati nella giornata, +l'esercito e la popolazione, compresi dalla vostra +saggezza, non opporranno altro ostacolo +alla vostra ascensione sul trono.</p> + +<p>—Mio Dio! io dissi, sotto quali tristi auspici +incomincia il mio regno! Ancora non +ho posto piede sulle rive de' miei dominii +che una fiera ribellione ne agita metà le provincie, +e la parte più valorosa dell'esercito +mi abbandona per appoggiarne la rivolta.... +Ma andiamo, io proseguii con voce più ferma +andiamo a compiere—se ciò s'ha a far subito—questa +formalità dell'incoronazione; e +quindi se il prode esercito dei Denti neri presterà +il suo braccio alla monarchia, non <a name="tn112" id="tn112"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'disspero'">dispero</ins> +con esso solo di sottomettere i ribelli, +di consolidare il mio trono, e di conservare +intatte le sacre costituzioni del paese.</p> + +<p>—Andiamo, ripeterono in coro i miei ministri +facendo atto di adesione alle mie parole.</p> + +<p>E uno degli ufficiali aggiunse; l'incoronazione +potrà compiersi sul momento: tutto è preparato, +il paludamento reale, la corona, il sacro +osso nasale....</p> + +<p>—Il sacro osso nasale!... interruppi io trasalendo, +come sarebbe a dire?</p> + +<p>—L'osso di balena che Vostra Maestà introdurrà +nelle sue narici reali.</p> + +<p>—Nelle mie narici!</p> + +<p>—È la consuetudine del paese, è l'obbligo +essenziale del re. Vostro padre....</p> + +<p>—Lo so, lo so, io interruppi, non proseguite....<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +ma quale orrore! esclamai fra me stesso +e io non ci aveva pensato.... ma ciò è impossibile... +il mio naso.... il mio naso greco! il più +puro naso greco che io abbia mai veduto.... +ah! io mi ribellerò a questa abitudine crudele, +a questa tortura terribile. Se io tornassi in +Europa! Se la ribellione mi privasse del mio +regno.... tornarci col naso forato, trapassato +da un osso di balena... no, no, ciò non può +essere.</p> + +<p>E rivoltomi a' miei ministri dissi loro, dissimulando +quanto poteva il mio spavento: illustrissimi +signori, io sono felice di procedere +sull'istante alla mia incoronazione, ma è occorsa +credo una cattiva intelligenza in proposito... +desidererei... bramerei, se ciò è possibile, +che si indugiasse alcuni giorni per ciò +che riguarda la formalità dell'osso nasale: una +fiera costipazione, un potente raffreddore che +mi sono buscato lungo il viaggio, l'infiammazione +delle pareti interne delle narici rendono +senza dubbio questa operazione alquanto pericolosa; +pregherei l'eccellentissimo ministro che +mi ha accompagnato fino a Potikoros a voler +far conoscere a' miei sudditi questo desiderio, +e disporli all'indugio che è mia intenzione di +frapporre al compimento di una formalità, di +cui per altro mi tengo altamente onorato.</p> + +<p>A queste parole i miei ministri si guardarono +nel bianco degli occhi esterrefatti, e il +ministro della Guerra in ispecial modo diede +non dubbii segni della sua meraviglia e della +sua disapprovazione.</p> + +<p>Io ammutoliva per vergogna.<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p> + +<p>Dopo un istante di silenzio il mio primo ministro +rispose: noi siamo profondamente convinti +della verità delle giustificazioni addotte +da Vostra Maestà, ma non sarà molto agevole +il convincerne l'armata ed il popolo. La solennità +che doveva compiersi oggi, ha radunato +qui una buona metà della popolazione di +Potikoros, nè credo che essa vorrà partirne +senza avervi assistito. Cotesto rifiuto può essere +interpretato in un senso poco favorevole +ed essere causa di disordini non lievi nel regno. +In quanto a me, non mi attento a sfidare +il furore del popolo, esponendogli il desiderio +reale che Vostra Maestà mi ha fatto ora l'onore +di manifestare.</p> + +<p>A questo diniego inatteso io mi sentii venir +meno, e trovai appena la forza di aggiungere: +se io stesso devo mostrarmi a' miei sudditi.... +se posso arringarli io in persona, non +dispero di convincerli della verità delle mie +asserzioni.... Perchè il mio naso.... la mia mucosa.... +E in quell'istante essendomi balenata +alla mente un'idea stupenda, mi avvicinai al +mio primo ministro e gli mormorai all'orecchio: +persuadetene la popolazione, disponetela +ad attendere, ed io vi affiderò il comando della +più florida provincia del regno, vi decorerò +del gran Cordone del Merlo nero.... E aggiunsi +fra me stesso: se posso uscirne col naso intatto +dimetterò sull'istante questi ministri, rifarò +il mio gabinetto, allontanerò da me questi +sudditi ribelli e corruttibili.</p> + +<p>Il mio ministro cedette di fatto, come mi +era lusingato, a quel tentativo. Rivoltosi al<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +mio seguito disse; veramente.... l'interesse, +la quiete dello stato ci impongono di accordare +a sua Maestà l'indugio di cui ci richiede. +Il momento è grave. Disposto al sacrificio +della mia popolarità pel bene del paese, +io sono deciso ad arringare il popolo circa i +motivi che impediscono temporariamente l'attuazione +di questa operazione importante: piaccia +al cielo che le mie parole siano ben accolte +e credute!</p> + +<p>Quindi rivoltosi a me che in quel frattempo +era salito sopra una specie di carro +destinato a recarmi sul luogo dell'incoronazione, +aggiunse: andiamo. E ci riponemmo in +viaggio.</p> + +<p>Attraversammo un buon tratto di strada tra +le ovazioni vivissime della folla; e giungemmo +in breve tempo ad un piccolo rialzo di terra +sul quale era innalzato il mio padiglione. Tutta +la campagna circostante era gremita di popolo; +le dame Potikoresi vestite di un costume +assai semplice, spesso di un costume affatto +adamitico, stavano raccolte a gruppi sotto i +padiglioni naturali che formavano le palme e +i banani. Alberi giganteschi di paradiso attorniavano +il recinto del luogo destinato alla mia +incoronazione, e sovr'essi frotte di fanciulli a +cavalcioni qua e là lungo i rami suonavano +certi loro strumenti di cocco che producevano +un rumore indiavolato. Da quel rialzo di terra +si aprivano allo sguardo orizzonti stupendi; da +un lato, il mare seminato in ogni punto di isolette +quasi impercettibili e tutte verdi per la +vegetazione più rigogliosa; dall'altro, campagne<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span> +sterminate, pianure solcate da fiumi, colli +ricoperti di boschi, montagne rivestite di eriche +gigantesche; e sovra tutto ciò, il cielo +stupendo del tropico, il cielo alto, sereno, +sempre infuocato di quella terra prediletta +dal sole.</p> + +<p>Ma io era in preda ad impressioni che moveano +da cause ben diverse. Il timore che i +miei sudditi volessero esigere sull'istante il +compimento di tutte le formalità richieste +per la mia incoronazione, il pensiero che, +ove pure mi fosse stato accordato tale indugio, +io non avrei potuto sottrarmi col tempo +all'esigenza di quella moda crudele; e poi la +ribellione delle mie provincie, la rivolta dell'esercito, +le diserzioni, la poca devozione dei +miei ministri, tutto ciò veniva ad amareggiare +la mia gioia per modo che fui più volte in +procinto di rimpiangere la mia vita modesta, +ma libera, di letterato.</p> + +<p>E per altro lato, ove avessi potuto superare +questi ostacoli, quanti piaceri mi aspettavano! +La mia stupenda posizione anzitutto; e poi +quel lusso, quello sfarzo, quello spensierirsi +continuo; e l'harem, l'harem più d'ogni altra +cosa; e quel costume sì grazioso, sì semplice, +sì stuzzicante delle dame Potikoresi.... tutto +ciò era pur preferibile all'oscura aridità della +mia gioventù trascorsa.</p> + +<p>In preda a questi pensieri io era entrato +nel ricco padiglione, ove doveva essere incoronato, +e donde sarei stato condotto alla reggia.</p> + +<p>Le <a name="tn116" id="tn116"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'soprese'">sorprese</ins> più grate mi attendevano in quel +<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +luogo. Oltre i doni ricchissimi in verghe d'oro +e d'argento, e in grosse pietre preziose che +mi erano state inviate dalle provinci e fedeli +del regno, le fanciulle del mio serraglio mi +avevano mandato un'ambasciata di dodici delle +più belle tra loro, incaricate di ricevermi e +prestarmi ogni sorta di servigi nel padiglione. +Io non aveva veduto mai bellezze più abbaglianti, +nè è possibile che possa manifestare +l'emozione che provai a quella vista.</p> + +<p>Il loro abito orientale era tutto ornato di +lanugine di cigno e di perle, i loro calzoncini +di seta azzurra erano stretti alla caviglia piccola +e asciutta da un laccio magnifico a fiocchi +d'oro, i loro piedini chiusi in scarpette a +ricami erano sì piccini che potevano essere +contenuti nella mia mano; tutte le loro forme +erano ad un tempo sì piene e sì delicate, e +spiravano tanta voluttà che io non aveva mai +veduto, o immaginato soltanto, creature più +graziose e più seducenti.</p> + +<p>Ma una ve n'era sovra tutte che colpì in +ispecial modo la mia immaginazione. È impossibile +il dire quanto ella fosse bella, forse anche +impossibile lo immaginarlo: la bianchezza +del suo viso era quasi luminosa—abbagliava: +le sue fattezze, i suoi profili si perdevano in +una specie di vaporosità leggermente rosata; +i suoi capelli erano sì sottili, sì neri e sì lucenti +che ondeggiavano sotto l'azione della luce +come un drappo serico; e mentre io stava contemplando +quel prodigio di avvenenza, essa mi +si <a name="tn117" id="tn117"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'appresò'">appressò</ins> timida e sorridente, e dopo aver +pronunciato alcune parole in lingua Potikorese<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +che mi riuscirono per ciò inintelligibili, asciugò +il sudore che mi stillava dalla fronte con un +suo fazzolettino che non era più voluminoso +di una tela di ragno, ed esalava tutti i profumi +più inebbrianti. Animato da tanta affabilità, +e più ancora dal pensiero che io era re +e che quella divina creatura era mia, trovai +il coraggio di dirle: Come vi chiamate?</p> + +<p>—Opala, diss'ella, la più affezionata e la +più fedele delle vostre schiave.</p> + +<p>E pronunciò questa parole nella mia lingua.</p> + +<p>—Voi non siete nativa del mio regno? le +chiesi io meravigliato.</p> + +<p>—No, disse la fanciulla. La defunta Serenità +di vostro padre mi portò seco bambina +dall'Oriente, e mi apprese la lingua e i costumi +della vostra nazione. Egli mi onorava +particolarmente della sua affezione, e mi ha +conferito una speciale autorità sulle donne del +vostro serraglio.</p> + +<p>—Mio padre, esclamai tra me stesso, non +aveva gusti depravati, non aveva deficienza +di senso estetico... una così bella creatura! Ma +egli doveva aver passato i sessant'anni... è impossibile... +E rivoltomi ad Opala le dissi: Mio +padre vi amava?</p> + +<p>—Molto.</p> + +<p>—Di che affetto?</p> + +<p>Il volto di Opala si coprì d'un vivace rossore. +Io che capiva a stento in me stesso, non +seppi trattenermi dall'abbracciarla, esclamando: +io pure vi amerò molto, io vi lascierò intatta +l'autorità conferitavi da mio padre. Dio mio!<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +voi siete sì bella!... voi sarete la mia prediletta +e la mia regina.</p> + +<p>—È egli vero? disse Opala.</p> + +<p>—<a name="tn119a" id="tn119a"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Quante'">Quanto</ins> è vero l'affetto che sente già il +mio cuore per voi.</p> + +<p>—Per me! la vostra schiava....</p> + +<p>—Non dite così, interruppi io—e in quell'istante +osservai che le altre donne si ritiravano +inchinandosi e ci lasciavano soli—dite +la vostra amante, la vostra sposa; trovate, se +potete, una parola sì dolce che valga ad esprimere +ciò che voi sarete per me.</p> + +<p>Opala si gittò alle mie ginocchia, e abbracciandole +disse: Grazie, grazie, io pure vi amerò; +io languiva qui così sola, così <a name="tn119b" id="tn119b"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'abbandodonata'">abbandonata</ins>... +perchè vostro padre.... era sì vecchio +vostro padre... e sì stizzoso! Voi siete +tutt'altra cosa. Perchè io non era stata educata +qui, in quest'isola... oh! sì, io vi amerò +molto, non vivrò che per voi; e dormirò sul +vostro tappeto, vi darò a bere il sorbetto colla +mia bocca, vi solleticherò colle penne del mio +ventaglio, vi farò riposare la testa sulle ginocchia, +vedrete, vedrete!</p> + +<p>—Oh buona creatura! io dissi tra me stesso, +sarei pur felice con te. E pensai: se fosse +possibile abbandonare il mio regno, fuggire +con questa fanciulla, portar meco i tesori di +mio padre, quel <a name="tn119c" id="tn119c"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'diamente'">diamante</ins> favoloso, queste +verghe d'oro... e non veder più questi Denti +bianchi, questi Denti neri... questi odiosi ministri... +sottrarmi ad un supplizio spietato.... E +mosso da un trasporto di affetto sincero, aggiunsi +abbracciandola e sollevandola: sì, mia<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span> +diletta fanciulla, se io potessi fuggire con te, +portarti meco nella mia patria!... perchè devi +sapere che mi si vuole già ritogliere il regno, +che si pretende deturparmi il viso, forarmi +il naso, il mio naso greco, il naso caratteristico +della mia famiglia... E poi...</p> + +<p>Ma in quell'istante un fracasso terribile +venne a troncare le mie parole. Io mi rivolsi +e vidi il primo ministro che entrava ansante +impallidito nel padiglione, e dietro ad esso +alcuni ufficiali di Corte, uno dei quali mi disse: +avvengono dei gravi disordini; è necessario +che Vostra Maestà si affretti ad installarsi +nella reggia; alla sua incoronazione si penserà +dopo... Il popolo non ha prestato fede +alle parole dell'onorevole ministro che voleva +giustificare il diniego di Vostra Maestà a subire +tutte le formalità di questa incoronazione. +Indarno egli ha asserito che ella ne è impedita +da un raffreddore potente, che ha inteso +egli stesso lungo il viaggio dei fragorosi starnuti +reali.... non gli si è creduto: il sentimento +nazionale è scosso profondamente da questa +notizia, e il rimanente dell'esercito dei Denti +bianchi ha abbandonato senz'altro le sue bandiere +per congiungersi alle file dei ribelli. Bisogna +affrettare l'entrata nella capitale finchè la +reazione non si è organizzata, e non si è posta +in grado d'impedirlo. I Denti neri sono +per noi; ove il giudizio pubblico che vostra +maestà presiederà oggi, incontri il favore popolare, +le sorti della monarchia possono essere +ancora rassicurate.</p> + +<p>—Io ho potuto, dissi allora, sollevandomi<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +di tutta la persona, animato da non so qual +forza interna, io ho potuto forse mostrarmi +debole d'innanzi ad un'esigenza cui le abitudini +contratte nella mia patria mi rendevano +un poco ripugnante, ma non lo sarò mai d'innanzi +agli uomini che vogliono spogliarmi del +regno, privarmi dei sacri diritti che mi sono +stati trasmessi da mio padre. Se non potrò +sedere sul trono di Potikoros, saprò almeno +morire difendendolo.</p> + +<p>E affacciandomi all'uscio del padiglione, e +guardando con occhi torvi la folla, esclamai +con voce più alta; recatemi le mie armi e il +mio cavallo, che io indossi il mio paludamento +reale, tutti i miei distintivi di re, e la corona, +aggiunsi prendendomela e posandomela +sul capo; saprò ben io difenderla da chi si +attentasse a tormela.</p> + +<p>I miei ministri e i <a name="tn121" id="tn121"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'mei'">miei</ins> ufficiali meravigliati +da tanto ardimento mi fecero recare in fretta +il mio cavallo, e mi aiutarono ad indossare i miei distintivi. +Dopo che, fiero del mio coraggio, +balzai in sella colla spigliatezza d'un +giocoliere e mi avviai in mezzo ad essi alla +capitale del regno, e alla reggia.</p> + +<p>Ma il coraggio veníami meno lungo la via.</p> + +<p>L'accoglienza poco lusinghiera della popolazione, +il freddo contegno de' miei ministri, +le urla selvaggie dei ribelli, quei crocchi di +Denti bianchi che incontravamo ad ogni istante +sul nostro passaggio mi facevano venire la +pelle anserina, o ciò che si dice più comunemente +la pelle di oca, come se la mia sacra +epidermide reale fosse stata l'epidermide del<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +più volgare e del più ignobile de' miei sudditi. +E tentando di dare come poteva meglio +una diversione qualunque alle mie idee, immaginava +come le <a name="tn122" id="tn122"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'ocche'">oche</ins> debbano trovarsi in +uno stato di spavento incessante se quel fenomeno +della loro pelle è continuo, e mi sentiva +tratto da un sentimento di pietà, a commiserarle. +Che se così non fosse, come potremmo +noi esprimere, volendo attenerci strettamente +alla medesima frase, lo stato di spavento in +un'oca? Potremmo forse dire che l'oca ha la +pelle di oca?</p> + +<p>Io comprendo ora come il quesito che andava +formulando in quel doloroso viaggio a +me stesso, fosse meno ancora che puerile e +non consentaneo alla mia dignità di monarca; +pure confesso che me ne trovava imbarazzato, +e che fu in virtù di quell'imbarazzo che giunsi +alla reggia senza che i motivi di terrore che +mi circondavano, avessero potuto cagionare +in me dei fenomeni più sensibili e più complicati.</p> + +<p>La reggia era un edificio stupendo; tutte +le meraviglie, tutte le delizie, tutte le ricchezze +dell'Oriente vi erano state accumulate +a larga mano.</p> + +<p>Mio padre aveva saputo conciliare fastosamente +la mollezza dei costumi orientali colla +severa grandiosità dell'architettura europea. +Non credo vi sieno in Europa reggie o palazzi +di privati più eleganti; certo io non aveva +nè veduto, nè immaginato mai edificio più sontuoso +e più splendido. Quantunque le pareti +fossero tutte in legno di noce d'India, gli intagli<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +erano sì stupendi, e le decorazioni in +oro, in avorio e in argento eseguite sì maestrevolmente, +e con tanta grandiosità di dimensioni, +che le proporzioni del fabbricato e +l'eleganza di quegli ornati non erano inferiori +a quelli di qualunque casa europea.</p> + +<p>Il mio appartamento speciale era uno di +quei ritiri incantevoli che si sognano a quattordici +anni, di cui spesso non si ha neppure +la facoltà di concepire un'idea, uno di quegli +edifici che l'architettura nostra costretta nei +limiti inesorabili dell'arte e delle sue tradizioni, +non avrebbe mai lo slancio e l'ardimento +necessario a creare. Io vi rimasi sventuratamente +sì poco che non potrei darne una descrizione +dettagliata. Non ho serbato memoria +che delle stelle mobili che si perdevano nell'azzurro +del soffitto di cui non si vedeva +il fine, e che gettavano onde di luce abbagliante +del colore dello smeraldo. Forse in quel +cielo artificiale era rappresentato un intero +sistema planetario, co' suoi fenomeni, colle sue +orbite, con tutte le sue leggi di evoluzioni. Ricordo +il pavimento elastico e semovente, tutto +tempestato di rubini, la cui azione di elasticità +era combinata per modo, che cedendo +dolcemente sotto la pressione del piede e rialzandolo +tosto per forza propria, rendeva affatto +nulla la fatica del camminare, in guisa +che vi si avrebbe potuto passeggiare delle intere +giornate senza provare il menomo sintomo +di stanchezza.</p> + +<p>Mi sovvengono pure alla memoria alcune +specie di incensieri che appesi a certi arpioni<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +d'oro massiccio sporgenti dalle pareti, si dondolavano +per moto proprio; ed emettevano +un vapore profumato, in mezzo alle cui spire +volteggiavano delle figurine nude, le quali cambiavano +forma e colore ad ogni istante, e giunte +ad una certa altezza, si assottigliavano e si +scioglievano in fumo. Le esalazioni di quei +turiboli agivano sì potentemente sui sensi che +io mi sentiva come preso da ebbrezza, nè poteva +prestare attenzione al canto soavissimo +di certi uccelli che non vedeva, ma che pensai +dovessero essere rinchiusi in una gabbia +sospesa nell'azzurro del soffitto.</p> + +<p>Non parlerò del mio letto, del mio trono, +di tutti i mobili delle mie stanze; sarebbe +impossibile dirne la foggia, l'uso, i dettagli; +erano pelliccie sovrapposte a pellicce, tramezzate +di strati di petali di rosa che si mutavano +ogni giorno: le sedie si cullavano da sè, +volendo ristavano: e le dame di corte—le +più attraenti beltà di Potikoros—avvolte +in un semplice velo color di rosa, andavano +e venivano per le stanze, ansiose di sorprendere +ogni mio più piccolo desiderio, ogni mio +bisogno più insussistente, e soddisfarlo colla +rapidità del pensiero.</p> + +<p>Appena posto piede nel mio gabinetto particolare, +alcune di queste dame mi presentarono +il mio nuovo costume di monarca, e si +accinsero a spogliarmi del mio abito di borghese +(sotto il mantello reale che avea indossato +nel padiglione, io vestiva ancora in quell'istante +un abito a coda di rondine, di cui +non avevo per anco soddisfatto il conto al mio<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +sarto) per mettermi in grado di presiedere al +giudizio popolare in tutta l'imponenza, e in +tutto lo splendore della mia carica.</p> + +<p>Ma il mio pudore non mi permetteva di +cedere all'invito di quelle dame rispettabili; +io mi sentivo salire il rossore fino alla punta +del naso; e mi provai a far loro conoscere la +mia ripugnanza con un discorso di questo genere:</p> + +<p>—Egregie signore... compitissime signore... +le mie abitudini di toeletta;... il rispetto che +io nutro per le loro persone... non mi permettono +di mostrarmi qui in tutta la semplicità +del mio costume naturale... e oltre ciò, +i miei arnesi di biancheria, le mie mutande... +in un viaggio sì lungo... senza la risorsa del +bucato... esse capiranno....</p> + +<p>E stava per aggiungere peggio, ma mi avvidi +che nessuna di esse intendeva la lingua +del mio paese; e non potendo far di meglio, +lasciai fare, con quanta confusione da mia +parte, permetto a' miei lettori di immaginarlo.</p> + +<p>Quando mi trovai vestito, attilato, serrato, +come in una morsa, dalle cinture di quell'abito +tutto ornato di lamine di metallo e di +perle, avendo chiesto dell'ora fissata pel giudizio +pubblico, e avendo osservato nel mio orologio, +(un vecchio orologio di Ginevra che +aveva avuto cura di regolare sul meridiano +di Potikoros) che vi mancava una buona mezz'ora, +chiesi di essere condotto al mio serraglio; +e mi vi avviai in mezzo alle persone +del mio seguito, parte delle quali mi precedevano<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +agitando dei grossi ventagli di piume, +e parte recando con sè alcuni di quegli incensieri +che aveva già veduto nelle mie stanze.</p> + +<p>Dio! dove troverò io espressioni sì eloquenti +che bastino a manifestare la sorpresa, la meraviglia +che provai alla vista del mio serraglio! +Io era rimasto muto ed estatico. Appena +ebbi la forza di pronunciare alcune parole per +accomiatare gli onorevoli ufficiali della mia +casa che mi vi avevano accompagnato.</p> + +<p>Non farò una descrizione di quel luogo: sarebbe +impossibile. L'eleganza, la mollezza, il +lusso del mio apartamento erano uno sfarzo +meschino a confronto della magnificenza di +quello, tutto si confondeva in un'onda immensa +di luce: era una di quelle illusioni ottiche che +si provano nei sogni da fanciullo; qualche cosa +di simile a quelle visioni che si ottengono a +quell'età, vellicando le pupille col rovescio della +mano.</p> + +<p>Qua e là negli interstizii d'un lungo colonnato +erano appese delle reticelle di seta ripiene +di veli e di pizzi, dentro le quali alcune +delle mie fanciulle vestite in quel semplice e +delizioso costume di Potikoros, si dondolavano +agitando i loro piccoli ventagli. Altre stavano +sedute su certi divani di raso azzurro, raccontandosi +novelle di fate e di genii; altre +mangiucchiavano confetti o coccole profumate, +di cui mordevano la buccia coi loro dentini +(credo aver detto che le donne del serraglio +erano tolte tutte dalla tribù dei Denti bianchi) +altre infine giuocavano con dei veli, con delle +piume; o imbeccavano delle tortorelle che<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +erano grandi quanto uno dei nostri scriccioli, +e dei piccoli colibrì che non erano più grossi +d'una farfalla.</p> + +<p>Opala (io l'aveva cercata collo sguardo appena +posto piede in quel santuario) Opala già +mutata d'abbigliamento e raggiante della bellezza +più attraente, era seduta sopra un seggio +più elevato, una specie di trono che occupava +per segno di distinzione.</p> + +<p>La sua testa graziosa si riposava in attitudine +di pensiero sopra un soffice <a name="tn127" id="tn127"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'guacialetto'">guancialetto</ins> +di velluto; i suoi piedini rinchiusi in una pianella +impercettibile d'un tessuto serico quasi +trasparente, posavano riuniti e composti sopra +uno sgabellino d'oro e di avorio, le sue mani +piene di una tacita voluttà le pendevano giù +pei fianchi in atteggiamento di abbandono, +e le sue lunghe palpebre mezzo socchiuse non +lasciavano ben indovinare s'ella dormisse o +sonnecchiasse per vezzo fantasticando.</p> + +<p>Al rumore de' miei passi (nessuna pianella +del mio guardaroba reale avendo potuto calzare +al mio piede, io portava tuttora il mio +unico pajo di mezzi stivali a doppia suola), +Opala si scosse, e vedutomi, scivolò giù dal +suo trono, e venne ad inginocchiarsi a miei +piedi.</p> + +<p>A quella vista tutte le reticelle sospese si +abbassarono, non so come, fino al pavimento; +le fanciulle ne uscirono così abbigliate come +erano, e si prostrarono esse pure ad una breve +distanza da noi. Una musica divina e sommessa +incominciò in quel momento a farsi udire nel +serraglio, e ad elettrizzarmi colle sue note.<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span></p> + +<p>—Nobili dame, io dissi rialzando Opala, e +rivolgendomi alle altre, cui accennai di fare +altrettanto, prego.... insisto perchè esse si alzino; +qui non vi è etichetta di Corte, non vi +sono leggi di convenienze... Prego a voler considerare +la mia persona reale come la persona +di un semplice amico, come una persona di +famiglia... già; intendo introdurre delle modificazioni +nel regime interno di questa nostra +società... voglio dire delle leggi d'uguaglianza +una parità di diritti, un equa ripartizione +di....</p> + +<p>E non venendomi al balzo la parola che calzasse +a dovere, temendo di prometter troppo, +e desiderando per altro lato di trovarmi qualche +istante solo con Opala, aggiunsi: già... so +ben io quel che intendo di fare... Le prego intanto +di risalire nelle loro reticelle, nei loro +nidi... le prego a rioccupare i loro divani... io +mi farò un dovere di venire più tardi.... col +tempo... appena lo permetteranno le gravose +esigenze della mia carica, a rendere a ciascuna +di esse l'omaggio del mio rispetto e della mia +ammirazione.</p> + +<p>Fui grato alla Serenità di mio padre di aver +introdotto nel sistema educativo del serraglio +l'insegnamento della lingua del mio +paese, poichè tutte quelle mie fanciulle, risalirono +all'istante nelle loro reticelle; e Opala, +prevenendo i miei desiderii, mi prese per +mano e mi condusse nel suo gabinetto particolare.</p> + +<p>Ci sedemmo sopra un soffice tappeto di Persia. +Io era sì stanco per le fatiche della giornata,<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +e sì turbato da tutte quelle apprensioni +d'ogni genere, che quello stato di prostrazione +m'induceva quasi per bisogno alla tenerezza +e ad una espansione confidente e sincera.</p> + +<p>—Quanto siete buona! io dissi ad Opala +abbracciandola, quanto siete bella! Divina creatura! +Voi mi avete preceduto in questa reggia, +dove io non rimarrò forse molto tempo, +e d'onde non mi sarebbe doloroso l'allontanarmi, +se non fosse pel pensiero della vostra +perdita. Non credeva di trovarvi subito qui, +ve ne ringrazio; aveva proprio bisogno di sollevarmi +un poco con voi dalle cure dolorose +del mio Stato.</p> + +<p>—Io posso tanto sul vostro cuore?—disse +la fanciulla—quanto ve ne sono grata! Oh, +voi siete sì diverso da vostro... era sì nojoso +vostro padre. Non amava che di farsi raccontare +delle novelle, di passeggiare su e giù per +le nostre sale, di regalarci qualche balocco, +di farsi accompagnare a braccetto fino alla soglia +del suo appartamento, di farsi reggere da +noi la coda dell'abito.... Era insoffribile, perdonate, +ma era insoffribile.... Già, credo che +avesse settant'anni.</p> + +<p>—Pressapoco.</p> + +<p>—Ecco! Ma voi siete sì giovine, sì bello, +sì vivace. Non sapete... io tremava vedendovi +nel padiglione... temeva che vi si volesse costringere +a subire quella barbara usanza del +nostro paese. Non che mi impaurisse il pensiero +che aveste a perdere il vostro trono, +giacchè vi avrei amato lo stesso, e voi mi avreste +amata ancora di più; ma tremava per<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +me medesima.. mi avrebbe fatto ripugnanza +vedervi col naso forato, vi avrei abbracciato +con dispiacere. Se aveste veduto vostro padre... +che figura faceva vostro padre col naso così +trapassato da quell'osso! Ma... ora come farete +a sottrarvi a quel supplizio? Vi siete rifiutato +di acconsentirvi?</p> + +<p>—Sì.</p> + +<p>—E credete di poter sfuggire all'adempimento +di quest'obbligo crudele?</p> + +<p>—Non so, diss'io, ma per fermo sono risoluto +a niegarmivi. Tanto più che voi mi +preferite così, che non mi amereste altrimenti....</p> + +<p>—Oh si, si, disse la fanciulla abbracciandomi +con innocente civetteria, non voglio, io, +che vi si guasti il naso, questo naso greco, +questo naso così grazioso.... Ma del resto io +vi amerei in tutti i modi. E se voi doveste +abbandonare quest'isola io vi seguirei lo stesso. +Non è vero che voi mi permettereste di +seguirvi?</p> + +<p>—Son io, dissi, che vi seguirei, che perdendo +il mio regno, troverei un compenso adeguato +nell'acquisto che potrei fare del vostro +amore. Perchè... soltanto che voi mi amiate, +che siate disposta a rifuggirvi meco +nel mio paese, io avrò la forza di oppormi a +tutte le torture che mi minacciano. Credo +che i tesori di mio padre superino di gran +lunga le più ricche fortune che ci sono in +Europa e in quanto ai mezzi di rimpatriare, +i miei ministri sono abbastanza corruttibili—come +tutti i ministri che ho conosciuto nel<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +mio paese—per lusingarmi che vorranno accordarmeli.</p> + +<p>—Quanto sarei contenta di venire con voi +nel vostro paese! Non crediate già che noi +siamo felici qui dentro. Non amiamo nessuno, +noi; non siamo amate da nessuno: io per esempio +mi reputava assai sventurata prima di vedervi; +ed ora... sento bene che sarò felicissima +con voi, tanto più se lungi di qui, perchè... +queste dame... ve ne sono delle graziose, delle +più avvenenti di me....</p> + +<p>—Non è possibile, io dissi con asseveranza.</p> + +<p>—Oh, sì, diss'ella ve ne sono delle più graziose... +e voi le amereste.</p> + +<p>—Mai.</p> + +<p>—Voi le amereste.</p> + +<p>—E via, diss'io abbracciandola, non pensate +a queste cose.</p> + +<p>—Una scena di gelosia, a quest'ora, ruminava +intanto tra me stesso; e vedendo che +Opala aveva gli occhi inumiditi di lacrime, pensai +di dare una diversione più lieta al nostro +discorso. Ma non trovava argomento di una +diversione che tornasse anche acconcia a' miei +disegni. Cambiai argomentazioni di sbalzo.</p> + +<p>—Che occhi furbi che avete, le dissi affissandola +con aria che stava tra l'ammirazione +e l'insolenza.</p> + +<p>—Non è vero.</p> + +<p>—Sì, è vero, avete degli occhi meravigliosi +veramente! E che capelli! Lasciatemi toccare.... +che trecce piene, abbondanti! Ma non +avete freddo ai vostri piedini, così, con quelle +pianelle sì trasparenti?<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p> + +<p>—No.</p> + +<p>—È impossibile. Che piccoli piedi! scommetto +che sono più brevi della mia mano. Vediamo, +lasciatemi misurare.</p> + +<p>—Ecco.</p> + +<p>—Vedete: avanza tutta l'unghia del dito, +tanto così.... Siete pur graziosa! Come non amarvi? +Bellissima creatura!</p> + +<p>—Via, via, voi mi adulate....</p> + +<p>—No, non è vero.</p> + +<p>—Sì.</p> + +<p>—No, ve lo giuro.</p> + +<p>—Giurate soltanto di amarmi.</p> + +<p>—Lo giurerò dopo. Datemi un bacio.</p> + +<p>—Ecco.</p> + +<p>Ma Opala aveva detto troppo presto questa +parola.</p> + +<p>Mentre che ella curvava il suo volto sul mio +si arrestò a mezzo dell'atto: la fanciulla aveva +ascoltato un rumore improvviso all'uscio del +gabinetto.</p> + +<p>—Affrettatevi, diceva dal di fuori colla sua +voce stentorea, il mio primo ministro, l'ora +del giudizio è già trascorsa, e la folla vi attende +con impazienza; un indugio maggiore +potrebbe peggiorare le gravi complicazioni politiche +in cui versiamo, non fatevi aspettare +più oltre.</p> + +<p>—Mio Dio! io dissi, interrogando di nuovo +il mio vecchio orologio di Ginevra, è vero, +l'ora fissata è trascorsa di qualche minuto. +Ma è un abuso cotesto.... ho o non ho un'autorità +sovrana, assoluta? Disturbarmi, sorprendermi +così nelle mie stanze, interrompermi durante<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +le espansioni più doverose delle mie tenerezze +domestiche? Se giungo a consolidarmi +sul trono, rifarò da capo il regolamento interno +della mia casa.</p> + +<p>E ricordandomi che il ministro attendeva +fuori dell'uscio—vengo, soggiunsi a voce più +alta, sono da voi, avvertitene il popolo.</p> + +<p>Quindi abbracciai la fanciulla che mi diceva: +è un vero dispetto, venirvi ad importunare a +questa ora. Che orrore! Ma ci rivedremo stassera.</p> + +<p>Mi avviai alla sala del giudizio: era mia intenzione +di tenere un contegno severo, di impormi, +di farmi temere; ciò che pareami sarebbe +tornato assai più efficace di un'indulgenza +che i miei sudditi erano ben lungi dal +meritare.</p> + +<p>Oltre a ciò aveva in animo d'introdurre +nelle leggi dello Stato alcune disposizioni, la +cui saggezza avrebbe potuto dare il concetto +più lusinghiero della mia sapienza governativa.—Sarò +severo, diceva tra me stesso, ponendo +il piede sul limitare della sala, sarò inflessibile: +e debbo confessare che in quel momento +la mia anima macchinava tristi progetti +a danno del mio popolo. Se io riesco a consolidarmi +sul trono; se coi tesori di mio padre +potrò formare un partito numeroso alla +mia causa, muterò sull'istante i vecchi statuti +del Regno—ruminava tra me medesimo—e +cambierò il governo costituzionale che mi +tiene legate le mani in un governo dispotico. +Farò, come mio padre, un colpo di Stato. Che +cosa è questo governo costituzionale? Una derisione<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span> +per la mia persona, per la mia qualità, +per le tradizioni gloriose della mia casa. +Il popolo fa ciò che gli aggrada, e io debbo +accennare della testa come un fantoccio snodato +di Norimberga quando gli si tira il filo +che lo fa gestire. Aveva appreso nel mio paese +come si debba governare una nazione: allora +era suddito, adesso era re, ma non si trattava +che di invertire le parti.—Guai a quel capo +dello Stato, ripeteva a me stesso, che non sa +fare del suo popolo tanti tipi perfetti di cretino, +che invece di pensare a fruire di tutte le risorse +della sua posizione, e a dare al paese buon +numero di sudditi di sangue reale e plebeo incrociato, +si occupa coscienziosamente dell'avvenire +e della dignità della nazione che gli +ha affidato i suoi destini. Questa testa coronata +è una testa già distaccata dal collo. La +civiltà è una mannaja che taglia le teste coronate.</p> + +<p>Io confesso che il mio orgoglio non lasciava +più alcun limite alla mia fantasia. In quell'istante +di entusiasmo, la teocrazia stessa era ancora +poco per la mia ambizione.</p> + +<p>Entrai nella sala, e presi posto sul trono: +a' miei fianchi stavano i ministri, d'innanzi a +me i colpevoli, all'intorno la folla.</p> + +<p>I Denti neri si alzarono e mi fecero un'ovazione +fragorosa; ma quegli scellerati Denti, +bianchi coi loro orribili denti bianchi, armati +dai piedi alla testa, mi guardarono torvi e +sdegnosi tacendo. Feci allora un piccolo discorso +di occasione che provocò qualche applauso +dalla tribuna dei giornalisti stipendiati; dopo<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +di che tentai il mio colpo d'effetto; domandai +che mi si portasse la raccolta delle leggi dello +Stato, e pregai il mio segretario particolare +a dar lettura dei nuovi regolamenti che io aveva +raffazzonati a questo scopo lungo il viaggio, +e che intendeva inserire in quegli Statuti.</p> + +<p>Consistevano in una serie di articoli relativi +all'abolizione del melodramma dal teatro +Potikorese, basati su queste ragioni: essere il +dramma musicale il non-senso più enorme, +l'assurdo più mostruoso e più ridicolo di cui la +scienza si sia resa colpevole. A questo progetto +ne andava annesso un altro relativo ai +mimi, ai ballerini, ai tenori e ai baritoni dalla +trachea più o meno dilatata; ai primi dei quali +doveva essere inflitta una pena di ridicolo pel +diritto di esercitare il loro mestiere, e ai secondi +s'imponeva l'obbligo di ricordarsi consistere +tutto il loro merito nella forma e nella +dimensione della trachea.</p> + +<p>Un secondo progetto di legge regolava i diritti +degli autori e degli editori. Cinquanta articoli +si riferivano esclusivamente a questi ultimi, +ed erano sì severi e ad un'ora sì giusti, +che mi sento addoloratissimo di doverli ora +tacere in causa della loro prolissità. Mi limito +a rammentare che in uno di essi, per un caso +di pirateria libraria, era proposta la pena della +sospensione pei piedi fino a totale estinzione +di vita,—e credo che fosse poco.</p> + +<p>Altri articoli stabilivano pene pei delitti +letterari. V'erano severamente puniti i lavori +di collezione e di circostanza; quei lavori<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +di schiena che si atteggiano a lavori di testa, +ec. ec.</p> + +<p>Un'appendice a questa disposizione interdiceva +alla classe dei professori di credersi letterati, +e li chiamava responsali d'innanzi alla +posterità della istruzione eunuca e della catalessi +intellettuale che è condannata a subire +la giovine generazione dei tempi nostri.</p> + +<p>Un'altra disposizione legislativa toccava delle +fame imposte e delle fame usurpate; proponeva +pene pei letterati funamboli; condannava +a perpetuo bando dall'isola i poeti che si fossero +attentati a dar lettura dei loro versi a +qualche infelice costretto a subire questa violenza, +e vietava finalmente la rappresentazione +del dramma e della tragedia—considerate +come le più ridicole parodie del dolore e delle +sciagure umane.</p> + +<p>Erano, in una parola, un complesso di leggi +inspirate dalla più alta saggezza, e la mia +mortificazione non fu sì grande come la mia +meraviglia quando intesi che esse erano già +state introdotte nel Codice di Potikoros, fino +dal tempo in cui quest'isola si reggeva a repubblica.</p> + +<p>La repubblica aveva dunque giovato a qualche +cosa? Per la prima volta io compresi che +il <i>Due dicembre</i> di mio padre aveva avuto in +sè tutto il carattere di un tradimento indegno, +e mi sentii tratto a fare un apprezzamento +più benigno di quegli onesti Denti bianchi che +coi loro atteggiamenti minacciosi, e coi loro +terribili incisivi foggiati ad uncino, reclamavano<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +la ricostituzione del primo sistema governativo +dello Stato.</p> + +<p>Ma in quel momento non poteva, come avrei +voluto, soffermarmi su queste considerazioni; +e d'altronde il mio interesse personale mi avrebbe +reso ingiusto nell'apprezzarle. Credete +voi che tutti coloro che sedettero—come io +ho seduto—su un trono, non abbiano fatte +le stesse considerazioni, benchè le abbiano poi +soffocate nel fondo della coscienza collo stesso +spirito di egoismo?</p> + +<p>Un fatto meraviglioso si presenta, fino dalle +prime epoche della storia dei popoli, agli occhi +dell'<a name="tn137" id="tn137"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'ossservatore'">osservatore</ins> e del filosofo. Cinque o +sei furbi matricolati regolano a bacchetta i +destini di tutta questa massa sterminata di +pecore che è l'umanità. Ho letto, non so più +dove: mala bestia esser l'uomo, divina cosa +la umanità. Non è vero! Per me ho dovuto +sempre guardare all'uomo, all'individuo, alla +creatura isolata per sapermi trovare meno in +disagio colla massa degli uomini; mi sono riconciliato +alla meglio, dacchè vivo, con tre o +quattro di loro, ma credo che non mi riconcilierò +mai col resto dell'umanità. D'altronde +questa credenza ha cessato di addolorarmi.</p> + +<p>Ma bando alle digressioni.</p> + +<p>Era tempo d'incominciare il giudizio, e feci +perciò avanzare il primo colpevole. Fu data +lettura dell'atto d'accusa.</p> + +<p>Io era tutto orecchi nell'ascoltare, anzi per +servirmi d'una frase inglese, era tutto un orecchio, +poichè non ignorava che il mio destino +dipendeva totalmente dall'esito di quel giudizio.<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></p> + +<p>L'atto di accusa era concepito press'a poco +in queste parole:</p> + +<p>«Akriundaz, della provincia di Pikliya-pokenos, +di anni trentadue—della tribù dei +Denti neri, di professione incettatore di merli +bianchi, è imputato del furto di due pani rubati +nella bottega Srikis Tenariasbikeloz esistente +sul corso principale della nostra città +di Potikoros, con rottura d'un vetro, e senza +circostanze attenuanti».</p> + +<p>Benchè la lettura di quell'atto scritto in +lingua Potikorese avesse fatto poco meno che +spezzarmi i timpani delle orecchie, riordinai +come sapeva meglio le mie idee, e invitai +l'imputato ad esporre le sue difese.</p> + +<p>—L'incetta dei merli bianchi, disse egli, +essendo diventata più difficile e meno lucrosa +per l'introduzione del merlo nero operata +dalla Serenità di vostro padre nella nostra +isola, e in causa dell'omaggio che vien reso +ad esso dal popolo, essendo caduti in dispregio +i merli dell'altro colore, io mi sono trovato +da qualche tempo fuori della possibilità +di vivere dei frutti del mio commercio. Ho +chiesto stamane all'onorevole fornaio Tenariasbikeloz +che mi fossero dati ad imprestito +alcuni pani. Rifiutandomeli egli io ho spezzato +un cristallo della vetrina e ne ho tolti +due. Io sono un onesto Dente nero. Causa +essenziale di questa violenza, fu l'intenzione +che aveva di festeggiare, come mi permettevano +i miei mezzi, l'assunzione di Vostra Maestà +al trono di Potikoros.</p> + +<p>Questa difesa cui non mancava l'intingolo<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +dell'adulazione, mi dispose in favore dell'imputato.</p> + +<p>—Avreste dovuto, io dissi, far conoscere +alle autorità del vostro paese—parmi, se +non erro, Pikliya-pokenos—che vi trovavate +nelle circostanze che avete esposte; quel +solerte questore di polizia vi avrebbe autorizzato +a chiedere l'elemosina senza violare +le leggi dell'onestà con una appropriazione +sì violenta.</p> + +<p>—A chiedere l'elemosina! disse meravigliato +il mio ministro.</p> + +<p>E vide che gli uditori avevano sbarrato +tanto d'occhi nell'udire quelle parole.</p> + +<p>—Sì, ripresi io, a voce più alta, lo si sarebbe +autorizzato alla mendicità, lo si sarebbe +munito di apposita placca, come corre l'uso +nei paesi civili dell'Europa.</p> + +<p>Un bisbiglio immenso si sollevò dalla folla, +un bisbiglio di disapprovazione universale. Io +sentii salirmi il sangue dai piedi alla testa, +e subito precipitare dalla testa ai piedi, e +rimontare di nuovo alla testa.</p> + +<p>—Ignoro, aggiunsi con coraggio, quali sieno +le leggi di polizia di questo paese, ed è +evidente che non possa sull'istante conformarvimi. +Sarà mia premura di prenderne subito +cognizione.</p> + +<p>—Tra noi, interruppe il mio segretario +particolare, non è ammessa in alcun modo la +mendicità; appena conosciamo il significato +di questa parola per le notizie che abbiamo +avuto delle usanze invalse in Europa. Nell'isola +di Potikoros ogni suddito ha diritto al<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +lavoro; e in caso d'impotenza, ha diritto al +<a name="tn140" id="tn140"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'mantimento'">mantenimento</ins> a spese dello Stato.</p> + +<p>—Sono leggi veramente saggie, io dissi, +veramente apprezzabili. Ringrazio il mio degno +segretario particolare di avermene reso +informato; ma.... riprendiamo il corso del nostro +processo: L'onorevole fornaio....</p> + +<p>—Tenariasbikeloz, suggerì uno dei ministri.</p> + +<p>—Tenariasbikeloz.... si trova egli presente +all'udienza? In questo caso deponga se è vero +che l'imputato gli abbia chiesto ad imprestito +i due pani prima di rubarglieli.</p> + +<p>Il fornaio si avvicinò al tavolo della presidenza +e depose esser vero.</p> + +<p>—Quando è così, io ripresi, atteggiandomi +a severità, udite le giustificazioni dell'accusato, +visto la necessità di mantenere inviolate +le leggi fondamentali d'ogni diritto civile, tenuto +conto dell'asserzione del derubato, e delle +altre cause attenuanti, condanno il nominato +Akriundaz—credo Akriundaz, incettatore +di merli bianchi, alla pena di quattro anni +di lavori forzati.</p> + +<p>Non avessi mai pronunciata quella sentenza! +Un urlo di disapprovazione si sollevò dalla +folla, un urlo così fragoroso e feroce che i +miei stessi ministri se ne sentirono impauriti. +I capelli mi si drizzarono sì rigidamente sul +cranio, che m'accorsi che la mia corona doveva +essersi sollevata due buoni pollici dalla +testa. I Denti bianchi, digrignando i loro terribili +incisivi, domandavano che ne andasse +libero l'accusato, e che si sottoponesse invece<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +a processo l'onorevole fornaio Tenariasbikeloz: +adducevano a pretesto il diritto che egli +aveva di appropriarsi quei pani che aveva +chiesti, e che gli erano stati rifiatati; e citavano +non so qual articolo di legge, nel quale +era detto che ogni cittadino resosi, per qualsifosse +ragione, impotente al lavoro, poteva +esigere il mantenimento gratuito a spesa dei +privati ricchi e dello Stato.</p> + +<p>Io non so come giungessi a sedare quel tumulto. +La fermezza del mio contegno e quella +de' miei ministri—sento il dovere di rendere +loro questa giustizia—riuscirono a poco a +poco a ristabilire un po' d'ordine nella adunanza.</p> + +<p>La minaccia di far sgombrare la sala da +un mezzo pelottone di Denti neri ottenne il +suo effetto.</p> + +<p>Quando la calma fu ristabilita, ordinai che +si facesse avanzare il secondo colpevole.</p> + +<p>Era il direttore del giornale <i>Il Giudizio +Universale</i> (il giornale ufficiale di Potikoros) +accusato di aver recato il disonore in una +onesta famiglia con alcune taccie infamanti, +destituite d'ogni verità.</p> + +<p>L'onorevole direttore parevami una persona +seria e meritevole d'ogni riguardo, oltre di +che io mi trovava in certo qual modo legato +a lui da una vecchia intimità di famiglia, e +sentiva il dovere di difenderlo e di pronunciare +per esso una sentenza assai mite.</p> + +<p>—Ove è il gerente? io chiesi: se l'accusato +non è direttore responsabile, si conduca +qui il gerente e si lasci libero il giornalista.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p> + +<p>—Il gerente! esclamò il mio giudice istruttore, +che cosa è il gerente? Può egli darsi +che una persona qualunque si faccia responsabile +dei reati di un'altra? Puniamo i reati, +o puniamo le coscienze?</p> + +<p>—Un tale sistema, io dissi, è invalso in +tutte le nazioni d'Europa, nè io posso giudicare +di questa accusa senza conoscere le leggi +speciali che regolano la stampa Potikorese. +D'altronde.... parmi che questo sia un fallo +assai mite; una semplice riprensione.... un +semplice ammonimento—Indugierò, ad ogni +modo, a pronunciare la mia sentenza fino a +che non avrò presa cognizione delle leggi che +ho ora accennate. Prego l'onorevole magistrato +a fare avanzare il terzo colpevole.</p> + +<p>Uscitone in tal guisa pel rotto della cuffia, +gettai gli occhi sulla folla per conoscere l'impressione +che vi avevano prodotto le mie parole. +Il disordine si era in parte rinnovato; +non era precisamente lo stesso scompiglio, la +stessa disapprovazione plateale di prima; ma +poco meno. Si vedeva chiaro che la impazienza +dell'uditorio stava per prorompere in +una dimostrazione più energica e più difficile +a reprimere. L'interesse che destava il terzo +accusato ebbe virtù di distogliere in tempo i +loro animi da questa disposizione.</p> + +<p>Era egli un alto funzionario governativo, +imputato di grave prevaricazione per una +somma di molti milioni sottratti alle casse +dello Stato. Come suole avvenire in simili +casi, le prove erano bensì manifeste, ma confutabili +in mille maniere, e facili ad essere<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span> +ritorte a danno di altri funzionarii. Io diressi +ed illuminai in alcuni punti lo svolgimento +del processo; ma benchè fosse universale la +convinzione che si aveva del suo reato, le +prove volute dalla legge non avevano tutti i +dati necessarii per autorizzarmi a pronunciare +un verdetto di colpabilità.</p> + +<p>Io mi trovava posto in una titubanza terribile—era +il caso dell'incudine e del martello—e +considerando che l'accusato era un +Dente bianco, e faceva parte di quella tribù +di cui doveva starmi specialmente a cuore il +favore; che egli apparteneva alle alte sfere +governative, nelle quali è stabilito il principio +che una mano lava l'altra, che questa appropriazione +sarebbe stata considerata nel mio +paese come una bagattella di nessuna importanza, +come uno <i>spostamento di cifre</i> (è la +parola addottata da alcuni governi costituzionali +per definire i furti governativi) credetti +mostrarmi abbastanza severo nel pronunciare +una sentenza che lo spogliava semplicemente +della sua qualità, e lo esonerava +dalla sua carica.</p> + +<p>Fu la scintilla che cagionò l'incendio: il furore +del popolo proruppe sì vivo, sì unanime, +sì violento che io mi avvidi subito che non vi +era più mezzo a contenerlo. I miei stessi ministri +erano rimasti meravigliati della stoltezza +del mio giudizio; e temendo che i rivoltosi +non li considerassero come facienti +causa comune col re, si affrettarono a ritirarsi +prudentemente nelle anticamere. Io rimasi +come paralizzato, come pietrificato sul trono;<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +e solamente alcuni istanti dopo, quando mi +avvidi che la folla gridando «abbasso il re, +si destituisca il re,» ed altre graziosita di +questo genere, si accingeva a superare lo steccato +per impadronirsi della mia persona, pensai +a mettermi in salvo nell'interno della reggia.</p> + +<p>Non dirò quali fossero i pensieri che mi +passavano allora pel capo,—rapidi, vari tumultuosi, +inutili tutti....</p> + +<p>Fu però un'incertezza di un istante. Quando +vidi che le persone della mia casa cercavano +di rifuggirsi nei gabinetti segreti, e non solo +non avevano a cuore la salvezza della mia +maestà reale, ma era molto se non attentavano +essi medesimi alla mia vita; quando intesi +che il tumulto popolare andava orribilmente +crescendo, e che i Denti bianchi erano già penetrati +in alcune sale della reggia, deliberai +di cercare salvezza nella fuga.</p> + +<p>Mi precipitai verso il mio serraglio, poichè +non sentiami la forza di abbandonare il mio +regno senza portarne meco la fanciulla che +mi aveva affascinato, e abbracciando Opala, +le dissi:</p> + +<p>—La rivolta sta per spogliarmi del regno +e della vita.... fuggiamo, vieni meco: io sarò +ancora il monarca più felice, il più ricco, il +più fortunato se potrò trascorrere il resto +della mia esistenza con te.... se tu sarai mia, +mia cara Opala, mia dolce fanciulla! Sì, sì, +fuggiamo nella mia patria, dove la dignità e +la coscienza popolare assicurano la monarchia +da questi pericoli, dove i re non sono costretti +ad infiggersi un osso di balena nel naso, ma<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +menano essi stessi pel naso i sudditi devotissimi.... +vieni, vieni.... Ma lascia prima che io +prenda i tesori di mio padre.... Ove sono i +tesori di mio padre? quel diamante favoloso, +quegli smeraldi....</p> + +<p>Opala allacciandomi il collo colle sue braccia +bianche e delicate, mi diceva colla voce +interrotta dal singulto:</p> + +<p>—Non uscire, non uscire di qui; forse i +Denti bianchi non entreranno in questo tempio, +rispetteranno il culto che queste vergini +rendono all'amore, forse....</p> + +<p>—Ma è impossibile, io interruppi, fuggiamo, +fuggiamo, ripariamo verso il mare; se possiamo +attraversare la capitale senza essere +conosciuti, se...</p> + +<p>Ma in quel momento si spalancò l'uscio del +serraglio, e una turba di Denti bianchi apparve +minacciosa sul limitare. Io non vidi che una +cosa, i loro denti, tanto essi erano orribili, +tanto erano <i>bianchi</i>, lunghi, aguzzi, scoperti +dalle labbra che l'avidità del mordere aveva +rovesciate e contratte in una smorfia feroce. +Lo ripeto, io non vidi che i loro denti; e in +questo stesso momento in cui scrivo, quelle +orribili rastrelliere che si digrignavano da sè, +come segregate dal resto della persona, come +attaccate a qualche cosa d'impercettibile, mi +balenano dinanzi agli occhi simili alle dentiere +artificiali d'un cavadenti collocate per mostra +sopra un fondo di velluto nero in una vetrina. +Vederli e rabbrividire, e rimanere là immobile +e paralizzato sul luogo, come se vi avessi +messo radici, fu un punto solo. Un Dente bianco<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +si spiccò allora dal limitare dell'uscio, e venne +verso di me, avventandomi una specie di giavellotto +che teneva fra le mani. Fu un istante. +Opala lo vide, si rivolse, si interpose, e... +oh mio Dio!... ricevette ella stessa il colpo +mortale che mi era stato diretto.</p> + +<p>Non tenterò qui di evocare quella memoria +terribile. Io vedo ancora il suo candido seno +lacerato da una ferita profonda, vedo i suoi +grandi occhi nuotanti nella morte e nelle lacrime, +e ascolto le sue ultime parole interrotte +dall'anelito: «io muoio per te... io ti +ho amato.... ricordami.»</p> + +<p>Commosso, tratto di senno, inferocito a quella +vista, volli allora avventarmi, inerme come +era, contro i ribelli... ma quelle orribili rastrelliere +mi balenavano ancora dinanzi agli +occhi; io le vedeva ancora là, lunghe, bianche, +isolate come le dentiere del cavadenti; e sentiva +quel rumore sordo, quello scricchiolio +freddo e secco che producevano digrignandosi. +Mi arrestai a mezzo dell'atto; qualche cosa +di nero mi passava dinnanzi alla vista; sentii +che le mie forze mi abbandonavano... vacillai +e caddi privo di sensi.</p> + +<p>Quando rinvenni mi trovai carico di catene, +e circondato da alcuni vecchi denti bianchi, +i quali avevano costituito un apposito +Consiglio di guerra per giudicarmi.</p> + +<p>Mi fu letto l'atto di accusa, nel quale mi +si imputava di aver voluto sovvertire gli ordinamenti +dello Stato con una interpretazione +falsa e speciosa delle leggi che lo governavano: +di aver fatto atto di disprezzo verso le<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +usanze del paese—usanze che avevano forza +di legge—rifiutandomi a trafiggere il mio +naso greco con quell'ornamento grazioso di +balena: di aver poste in grave pericolo la +quiete e la sicurezza della nazione, costringendola, +in seguito alla mia decadenza dal potere, +a riadottare la forma primitiva di governo, +il regime repubblicano, o ad eleggersi +un re nazionale. In causa dei quali reati io +veniva considerato come decaduto dal trono +di Potikoros, e condannato alla pena della +morte per sospensione.</p> + +<p>Fui invitato ad esporre le mie difese.</p> + +<p>—Anzi tutto, io dissi non posso ammettere +in questo onorevole Consiglio di Denti bianchi +il diritto di giudicarmi. Io vedo qui rappresentata +una sola metà della nazione. Ove è +l'altra metà? Ove sono i degni rappresentanti +dei Denti neri? Ma ove pure essi facessero +parte di questo consesso, i diritti di un re +non posson essere discussi da suoi sudditi, e +le sue colpe—se un re può commettere delle +colpe—non possono essere nè giudicate, nè +punite da essi. Io venni qui, in un paese i +cui ordinamenti si erano rilassati per un lungo +interregno, nel quale la demagogia incominciava +a difondere le sue dottrine rivoluzionarie, +le cui leggi erano violate da un'anarchia +impossibile ad arrestarsi. Io vi venni chiamato +dal suffragio popolare, invitato da una +rappresentanza della nazione, eletto dal voto +di tutti i governi d'Europa. Io venni a governare +questo popolo cieco e traviato che +aveva bisogno di essere ricondotto sotto il regime<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span> +della monarchia: vi venni per un puro +istinto di umanità, per un semplice spirito di +abnegazione. Affetti e interessi mi trattenevano +in Europa. Il mio sangue, il sangue di mio +padre, è uno dei più antichi e dei più nobili +tra tutte le dinastie di quel gran continente +incivilito. Io ho avuto pietà di voi; io era venuto +ad apportarvi l'<i>ordine</i> e la felicità che +regnano in molte capitali di quegli stati; mi +era sacrificato a mutare il mio berretto di cotone +europeo in un turbante di penne, a ricevere +quaranta milioni di appannaggio, a comandare +a quaranta milioni di sudditi, a vivere +da monarca in questa reggia... aveva +fatto tutto questo per voi; quale è la ricompensa +che mi avete accordata? Sdegno giustificarmi +più oltre: la razza dei re è una razza +speciale, e ogni re che si rispetti non può +ammettere in voi il diritto di giudicarlo. Gli +storiografi stipendiati, i sudditi devotissimi +di cui non vi sarà mai deficienza nelle generazioni +future mi giudicheranno. Ho detto.</p> + +<p>Uno scroscio di risa feroci accolse le mie +parole, e delle voci si sollevarono dalla folla +che gridavano: alla corda, alla corda.</p> + +<p>Fui condotto al luogo destinato ai supplizii. +Quivi un abisso profondo, immenso, si apriva +nel seno di una montagna: in fondo alla voragine, +sulle punte di granito e di metallo taglienti +come lame, roteavano stormi di astori +e di aquile.</p> + +<p>Fui legato ad una corda annodata alla punta +di un albero, il quale inclinandosi sull'abisso, +ne guardava il mezzo colla cima. Prima che<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span> +la corda abbandonata a sè, mi sospendesse +perpendicolarmente sulla voragine, io diressi +ancora alcune parole ai Denti bianchi:</p> + +<p>—Domando, io dissi, che la salma reale +sia trasportata in Europa, per ricevere sepoltura +nelle tombe de' miei padri. Che, ove non +ottemperaste a questo desiderio, la mia nazione +invierebbe immediatamente la sua flotta +a bombardare i porti di Potikoros, e impadronirsi +dell'isola.</p> + +<p>Nè io pensava in quel momento che era impossibile +tornar da quell'abisso, e che mi +sarei fatto a brani cadendo sulle punte di granito +che formavano il fondo. E comprendeva +benissimo che la mia salma doveva aver nulla +di più sacro della salma d'un zoccolante; poichè +il corpo d'un re e quello d'un mendico +producono la stessa specie di vermi; e, come +aveva letto nel Amleto, si può gettar l'amo +ad un pesce col verme che mangiò di un re, +e un mendico può mangiare di quel pesce, per +modo che il corpo di un re entri nelle viscere +di un mendico. Nondimeno la mia vanità mi +spinse a proferire quelle parole.</p> + +<p>Vanità inutile, poichè i Denti bianchi tornarono +a sorridere di quel sorriso feroce che +mi aveva poc'anzi agghiacciato il sangue nelle +vene, e a contrarre le labbra a quella smorfia +infernale, di cui non saprei darvi un'idea se +non richiamandovi alla mente quello scoprirsi +delle mandibole che osserviamo nei mastini +e nelle fiere quando stanno per avventarsi, e +che noi soliamo indicare col dire: mostrano +i denti.<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span></p> + +<p>Non si frappose più indugio alcuno al mio +supplizio.</p> + +<p>Fui condotto sull'orlo della voragine, e spintovi +in guisa che, essendo stato annodato alla +corda, mi trovai sospeso perpendicolarmente +sopra l'abisso. I cavalieri dei Denti bianchi, +i miei stessi ministri, le persone più autorevoli +dello Stato disposti in circolo sull'orlo +della voragine, tentavano di tagliare a colpi +di freccia la corda che mi teneva sospeso.</p> + +<p>Era un supplizio lungo, lento, crudele, atrocissimo. +Ogni trecciolino della corda tagliato +si arricciava da una parte e dall'altra, assottigliando +sempre più il centro di essa, su cui +erano dirette le freccie. Dopo due ore di patimenti +infiniti, la corda rotta in più luoghi, +non reggeva più che per un semplice filo al +mio peso.</p> + +<p>Curvandomi e guardando sotto di me, io +vedeva l'abisso nero e profondo che mi attendeva, +gli uccelli di rapina che aspettavano il +mio cadavere per divorarlo, e qua e là le ossa +imbiancate degli infelici che avevano subito +prima di me quel supplizio tremendo....</p> + +<p>Un solo filo reggeva ancora la corda, le +freccie passavano fischiando da tutte le parti +e non la colpivano: io guardava la corda e +l'abisso, poi la corda, poi ancora l'abisso, e +mi contraeva, mi arricciava, mi aggomitolava, +come avessi potuto con ciò sollevarmi dal fondo +della voragine.</p> + +<p>Non so quanto durasse quell'agonia. A un +tratto una freccia colpì nella corda, la ruppe, +precipitai, innalzai un grido di orrore e... oh<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span> +mio Dio!.... mi svegliai, e mi trovai nel mio +letto.</p> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<p>—Che vergogna! mi disse Elettra appoggiata +col gomito al mio capezzale, è da jeri +sera che tu dormi; sono ora ventiquattro +ore....</p> + +<p>—Ventiquattro ore!</p> + +<p>—Sì cotesta tua abitudine di bere... io ti +vegliava inquieta...</p> + +<p>—Ventiquattro ore! ripetei tra me stesso +stordito: un sogno di un giorno, perocchè +adesso...</p> + +<p>—Siamo di sera. Hai dormito un giorno +intero.</p> + +<p>—Un giorno!</p> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<p>Ed ora, miei lettori, dubiterete ancora che +non sia questa la storia di un giorno della +mia vita?</p> + + +<p class="end"> +FINE<br /> +</p> + +<hr style="width: 65%;" /> + +<div class="tnote"> +<h2 class="trnote"><span style="font-weight: bold">Nota del Trascrittore</span></h2> + +<p>Minimi errori tipografici sono stati corretti senza annotazione. Un breve indice, non presente +nell'originale, è stato inserito nella versione HTML. +Sono stati inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p> + +<ul> +<li>Pag. <a href="#tn8">8</a> - dei dadi del _whist_ [wihst], o col giuoco pericoloso dei</li> +<li>Pag. <a href="#tn12">12</a> - biglietti sul vassoio [vasoio], aggiunse:—raddoppio.</li> +<li>Pag. <a href="#tn22">22</a> - rata dà [da] diritto all'intera rendita convenuta,</li> +<li>Pag. <a href="#tn24">24</a> - Crediamo superfluo raccomandare [racomandare] al signor</li> +<li>Pag. <a href="#tn27">27</a> - innocente, nè [ne'] compromettere la sua fama di</li> +<li>Pag. <a href="#tn47">47</a> - —Sono a vostra disposizione [disposione], rispose Rosen.</li> +<li>Pag. <a href="#tn58">58</a> - credete che potrei destare sospetto [sopetto] di suicidio?</li> +<li>Pag. <a href="#tn69">69</a> - spesso sul pianerottolo [pianerettolo] ad inacquarvi i suoi</li> +<li>Pag. <a href="#tn74">74</a> - E si avviarono all'ufficio di polizia [pulizia].</li> +<li>Pag. <a href="#tn75">75</a> - che Lachard e Tricotèt [Tricotet] gli avevano arraffate</li> +<li>Pag. <a href="#tn79">79</a> - colla quale avesse [avese] potuto trasportare alcune</li> +<li>Pag. <a href="#tn84">84</a> - —Fermatevi [Fermatavi], o siete morto.</li> +<li>Pag. <a href="#tn102a">102</a> - tutti i miei sensi. È [E'] là, io diceva, che</li> +<li>Pag. <a href="#tn102b">102</a> - vigilanza degli eunuchi [enunchi], i ventagli di penne di</li> +<li>Pag. <a href="#tn112">112</a> - il suo braccio alla monarchia, non dispero [disspero]</li> +<li>Pag. <a href="#tn116">116</a> - Le sorprese [soprese] più grate mi attendevano in quel</li> +<li>Pag. <a href="#tn117">117</a> - si appressò [appresò] timida e sorridente, e dopo aver</li> +<li>Pag. <a href="#tn119a">119</a> - Quanto [Quante] è vero l'affetto che sente già il</li> +<li>Pag. <a href="#tn119b">119</a> - io languiva qui così sola, così abbandonata [abbandodonata]</li> +<li>Pag. <a href="#tn119c">119</a> - mio padre, quel diamante [diamente] favoloso, queste</li> +<li>Pag. <a href="#tn121">121</a> - I miei ministri e i miei [mei] ufficiali meravigliati</li> +<li>Pag. <a href="#tn122">122</a> - come le oche [ocche] debbano trovarsi in</li> +<li>Pag. <a href="#tn127">127</a> - di pensiero sopra un soffice guancialetto [guacialetto]</li> +<li>Pag. <a href="#tn137">137</a> - dell'osservatore [ossservatore] e del filosofo. Cinque o</li> +<li>Pag. <a href="#tn140">140</a> - mantenimento [mantimento] a spese dello Stato.</li> +</ul> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of Project Gutenberg's Racconti umoristici, by Iginio Ugo Tarchetti + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RACCONTI UMORISTICI *** + +***** This file should be named 28403-h.htm or 28403-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/2/8/4/0/28403/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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