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+ The Project Gutenberg eBook of Racconti umoristici, by I. U. Tarchetti.
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+The Project Gutenberg EBook of Racconti umoristici, by Iginio Ugo Tarchetti
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Racconti umoristici
+ In cerca di morte re per ventiquattrore
+
+Author: Iginio Ugo Tarchetti
+
+Release Date: March 25, 2009 [EBook #28403]
+
+Language: Italian
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+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RACCONTI UMORISTICI ***
+
+
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+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by Biblioteca Sormani - Milano)
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+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><small>INDICE</small></h2>
+
+
+<ul class="TOC">
+<li>AI LETTORI<span class="tocright"><a href="#Page_5">5</a></span></li>
+<li>IN CERCA DI MORTE<span class="tocright"><a href="#Page_7">7</a></span></li>
+<li>RE PER VENTIQUATTRORE<span class="tocright"><a href="#Page_95">95</a></span></li>
+</ul>
+
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+
+<h2>I. U. TARCHETTI</h2>
+
+<hr style="width: 80%" />
+
+<h1>RACCONTI UMORISTICI</h1>
+
+
+<div class="titlebox">
+<h2 class="spaced">IN CERCA DI MORTE</h2>
+
+<hr style="width: 40%" />
+
+<h2 class="condensed">RE PER VENTIQUATTRORE</h2>
+</div>
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<h2 class="spaced">MILANO</h2>
+
+<h3>E. TREVES E C. EDITORI</h3>
+<h3>1869</h3>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="AI_LETTORI" id="AI_LETTORI"></a>AI LETTORI</h2>
+
+
+<p>L'autore di questi due racconti fu uomo
+che ebbe lagrime e dolori molti; gioje
+pochissime; rari sorrisi e fugaci. Nondimeno
+talvolta fu piacevole, e in queste
+pagine si &egrave; ingegnato di farvi ridere.</p>
+
+<p>Vi &egrave; egli riuscito? Forse non ha fatto
+che ripetere in altra cadenza, con altro
+ritmo quell'inno di dolore che proruppe
+cos&igrave; spontaneo e cos&igrave; gagliardo dal suo
+petto. Forse la sua maschera &egrave; sdruscita
+e sotto il riso del gioviale s'indovina il
+gemito d'uno che soffre.</p>
+
+<p>Usategli venia, e siategli grati dell'intenzione.
+Pensate che egli dorme alcune
+braccia sotterra, e che non raggiunse il
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>ventinovesimo anno.</p>
+
+<p>Questi due racconti, dei primissimi che
+segnarono la sua carriera letteraria non
+hanno i pregi d'altri lavori che nacquero
+pi&ugrave; tardi. Sono ad ogni modo dilettevoli.
+La forma &egrave; facile e spontanea; la tela
+bizzarra ed immaginosa.</p>
+
+<p>La lettura d'essi non far&agrave; male a nessuno;
+potr&agrave; far bene a coloro che vogliano
+conoscere come gl'ingegni sventurati sappiano
+ridere.</p>
+
+<p class="quotsig">S. F.</p>
+<p class="quotdate">Milano, Luglio 1869.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="IN_CERCA_DI_MORTE" id="IN_CERCA_DI_MORTE"></a>IN CERCA DI MORTE</h2>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<p>Pochi anni or sono, in un vecchio palazzo
+della via Recourse a Londra, conosciuto sotto
+il nome di <i>Game of chance house</i> (casa dei
+giuochi di rischio), convenivano ogni sera
+tutti i giovani eleganti del quartiere cos&igrave; detto
+di <i>Reckless-men</i>, per azzardarvi qualche migliaio
+di sterline al whist o al tarocco, ma
+pi&ugrave; specialmente al <i>diamonds-game</i> (giuoco
+dei quadri).</p>
+
+<p>I <i>fashionables</i>, i zerbini di quel quartiere,
+dopo aver cavalcato lungo i viali di Regent's
+park, o tirato di sciabola nelle sale di Mr.
+Wooden, il celebre schermitore, o gareggiato
+nelle corse dei <i>boats</i> sul Tamigi, provavano
+spesso degli assalti di <i>spleen</i> tormentosi, degli
+orribili istanti di noja; di quella noia
+fredda, piena, profonda, mortale, che non pu&ograve;
+essere provata che dagli inglesi, e che ha tanta
+analogia col loro cielo, colle loro pioggie, e
+<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>colle loro nebbie perenni. Era naturale che
+essi sentissero quindi il bisogno di scosse pi&ugrave;
+vive, di emozioni pi&ugrave; eccitanti, e che non potendo
+procurarsele altrimenti, venissero a
+chiederle al giuoco. Il carattere degli inglesi
+&egrave; freddo e pacato, ma nel fondo del loro cuore
+vi &egrave; sempre qualche cosa di palpitante e di
+vivo; essi lo sentono e subiscono spesso, loro
+malgrado, il predominio della loro natura lenta
+e inflessibile: le maggiori eccentricit&agrave; inglesi
+non segnano sovente che il limite estremo
+dei maggiori sforzi che essi hanno fatto per dominarla
+e per vincerla. E se &egrave; vero che l'affetto
+del danaro costituisce una delle loro passioni
+pi&ugrave; tenaci, il giuoco che uno dei mezzi pi&ugrave; solleciti
+per moltiplicarlo o per perderlo, deve
+offrir loro naturalmente una fonte di emozioni
+energiche e grandissime.</p>
+
+<p>Ecco perch&egrave; i giovani del quartiere di <i>Reckless-men</i>
+si raccoglievano volentieri nelle
+sale di <i>Game of chance house</i>, nelle lunghe
+sere d'inverno&mdash;per scuotere la loro anima
+paralizzata dall'atonia, per ritemprare in
+qualche modo la loro sensitivit&agrave; coll'attrito
+dei dadi del <a name="tn8" id="tn8"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'wihst'"><i>whist</i></ins>,
+ o col giuoco pericoloso dei quadri.</p>
+
+<p>Abbiamo detto i giovani, ch&egrave; nei vecchi
+inglesi la mania delle emozioni &egrave; trascorsa,
+il periodo delle eccentricit&agrave; &egrave; superato: un
+inglese a quarant'anni &egrave; la personificazione
+del positivismo, &egrave; l'incarnazione vivente del
+calcolo: i giovani soltanto possono azzardare
+sull'asse o sul fante d'una carta una eredit&agrave;
+vistosa, una fortuna accumulata in lunghi anni
+di speculazioni e di lavoro.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p>
+
+<p>E quante fortune non furono perdute o menomate
+in tal guisa! quanti di quei giovani eleganti
+che alla sera entrarono nella sala del
+palazzo in Recourse-street, ricchi d'una bagattella
+di centomila sterline, ne uscirono pi&ugrave;
+poveri dell'ultimo operaio di Londra, e s'imbarcarono
+all'indomani sul postale delle Indie
+con un posto pagato di terza classe per tentare
+di ricostruirvi la loro fortuna perduta!
+Si osserva appunto ci&ograve; di singolare nei giuocatori
+inglesi, che non arrischiano come noi
+una piccola somma, una porzione meschina
+della loro propriet&agrave;, ma mettono anche nel
+giuoco dell'ardimento e del senno.&mdash;Ecco
+una carta sulla quale si sono posti centomila
+franchi&mdash;una, due, tre; una, due, tre; il
+sette di fiori e la dama di cuori, l'asse di
+quadri, e il re delle picche&mdash;perduto; si
+raddoppia la posta&mdash;perduto; la si triplica
+ancora&mdash;perduto: sta bene! All'indomani
+si va a Hang-king o a Calcutta; vi si va fiduciosi,
+imperturbati, tranquilli; vi si negozia
+nella gomma, nei datteri, o nei chiodi di
+garofano; s'impianta una manifattura di conterie,
+si perfeziona un tessuto, s'inventa una
+macchina, si acquista a met&agrave; prezzo un carico
+di coloniali, e la fortuna &egrave; rifatta. Allora si
+rimpatria e si dice: io sono quell'inglese che,
+otto anni or sono, ha sciupata la sua propriet&agrave;
+al giuoco dei quadri; oggi ritorno col mio capitale
+raddoppiato, e con un forte credito all'estero;
+i miei rapporti commerciali mi assicurano
+in pochi anni l'accumulazione di un
+capitale importante.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p>
+
+<p>A questo punto della sua vita, l'inglese non
+giuoca pi&ugrave;, non va in cerca di nuove emozioni;
+rientra nella famiglia e nell'ordine, frequenta
+la borsa, si fa eleggere membro di qualche
+associazione democratica, e trasmette a' suoi
+eredi legittimi un patrimonio di un mezzo
+milione di ghinee.</p>
+
+<p>Paese singolare, dove tutto &egrave; grande e straordinario;
+dove anche nel vizio si rinvengono
+le traccie di virt&ugrave; non comuni, dove &egrave; riverito
+il genio e santificato il lavoro; dove in
+ogni uomo vi ha parit&agrave; di diritti, parit&agrave; di
+doveri e consonanza di aspirazioni. Pi&ugrave; volte
+considerando i caratteri de' miei connazionali,
+studiando le loro qualit&agrave; e le loro tendenze,
+al confronto del tedesco grave e malinconico,
+dell'inglese dotto e laborioso, del francese facile
+e colto, ho dovuto arrossire della generale
+frivolezza degli italiani.... Oh perch&egrave; non
+sono nato sotto quel cielo severo e melanconico
+dell'Inghilterra, dove gli uomini crescono
+liberi, nobili e dignitosi!</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Non sono molti anni che in <i>Game of chance
+house</i> fu perduta al giuoco una delle pi&ugrave; ricche
+fortune d'Inghilterra.&mdash;Era una sera
+triste e piovosa, le strade di Londra erano
+deserte, i teatri chiusi, i <i>clubs</i> poco frequentati;
+e il giovine barone di Rosen, non sapendo
+come schermirsi dal tempo e dalla noia, era<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+rientrato, suo malgrado, in quella casa dove
+aveva gi&agrave; dissipate somme considerevoli, e
+dove aveva risolto pochi giorni innanzi di non
+porre pi&ugrave; piede. Ma i proponimenti dei giuocatori
+sono labili come quelli degli amanti:
+tra il giuoco e l'amore corrono dei rapporti
+ben definiti; l'amore non &egrave; che un giuoco, il
+giuoco non &egrave; che amore di danaro&mdash;amore e
+danaro costituiscono le due passioni pi&ugrave; ardenti
+dell'anima umana, e partecipano entrambi
+nella stessa misura, di tutte quelle debolezze che
+sono proprie della nostra natura.</p>
+
+<p>Il barone di Rosen era dunque ritornato
+in una di quelle sale e s'era seduto ad un tavolo
+gi&agrave; occupato da buon numero di avventori.
+In quella stanza regnava un silenzio assoluto,
+non interrotto che dal rotolarsi alternato
+dei dadi o dallo sfogliarsi delle carte, o
+dal crepitio della fiamma del caminetto; i sigari
+e le pipe esalavano nubi di fumo, tra le
+quali apparivano confusamente le fisionomie
+calme e impassibili dei giuocatori.</p>
+
+<p>L'arrivo di Rosen non fu avvertito che dal
+lieve scricchiolio d'un'altra sedia che venne
+a posarsi da un lato del tavolo; i vicini alzarono
+gli occhi, salutarono accennando del
+capo, e continuarono il loro giuoco. Si sarebbe
+detto tuttavia che essi attendessero qualche
+grosso guadagno da quel nuovo arrivato, poich&egrave;
+lo sbirciavano di traverso colla coda dell'occhio,
+e parevano aspettare che egli chiedesse
+le sue carte per l'intera somma che
+era collocata sul tappeto d'innanzi al direttore
+del banco. La doveva essere infatti una<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+triste sera per Rosen. La posta era d'un migliaio
+di sterline: egli trasse di tasca un portafogli,
+ne tolse alcuni biglietti, e deponendoli
+sul tavolo, e indicandoli col dito, chiese:&mdash;carte!</p>
+
+<p>Il banchiere ne diede tre a lui, e tre a s&egrave;
+stesso.</p>
+
+<p>Rosen le esamin&ograve; spiegandole con una sola
+mano, che l'altra teneva costantemente nella
+saccoccia, e poich&egrave; l'avversario ebbe rovesciate
+le sue, disse:&mdash;perduto; e collocando nuovi
+biglietti sul <a name="tn12" id="tn12"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'vasoio'">vassoio</ins>, aggiunse:&mdash;raddoppio.</p>
+
+<p>Gli furono date nuove carte, ma la fortuna
+torn&ograve; ad essergli sfavorevole. Il barone vuot&ograve;
+le sue saccoccie sul tavolo, e ripet&egrave; collo stesso
+suono di voce:&mdash;raddoppio.</p>
+
+<p>Gli spettatori si radunarono in circolo; il
+giuoco incominciava ad assumere qualche interesse,
+e a scuotere in qualche modo quella
+loro natura impassibile. La fisionomia del banchiere
+appariva, bench&egrave; s'adoprasse a nasconderlo,
+visibilmente alterata: il barone di Rosen
+aveva rimessa una mano nella saccoccia,
+e coll'altra spremeva la punta del suo sigaro,
+cui non era ancora riuscito a dar aria.</p>
+
+<p>Talora l'impassibilit&agrave; nel giuoco pu&ograve; condurre
+a grandi risultati, ma talora anche non
+giova&mdash;la fortuna ha le sue predilezioni, e
+non le smentisce s&igrave; spesso,&mdash;in quella sera
+Rosen era predestinato&mdash;perdette ancora.</p>
+
+<p>Successe un momento d'indugio; fu verificata
+la somma, erano trecento mila franchi. Il
+vincitore guard&ograve; il barone con uno sguardo<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+che voleva dire: si continua? Questi accennando
+col dito al portafogli che vedevasi vuoto
+sul tappeto, guard&ograve; dal canto suo il banchiere,
+in atto di chiedere: si fa credito?</p>
+
+<p>Allora quegli avendo accennato del capo in
+segno di acconsentimento, il barone di Rosen
+lev&ograve; la mano dalla saccoccia, sfogli&ograve; il sigaro
+colle dita, e gettandolo a terra, e appressando
+la propria sedia al tavolo, disse: vada tutta
+la posta.</p>
+
+<p>Furono gettate ancora le carte: erano pari,
+nulla di fatto. Rosen si drizz&ograve; di tutta la persona,
+e come animato da una inspirazione infallibile,
+disse: vada due volte la posta.</p>
+
+<p>Furono ridate le tre carte; il banchiere
+aveva un sette e due fanti, l'altro una dama
+e due assi&mdash;Rosen aveva perduto.</p>
+
+<p>Egli ricadde sulla sedia, stette un istante
+pensieroso, poi riaccendendo un sigaro, disse:
+vediamo se la fortuna avr&agrave; migliore costanza
+di me; giuoco la mia propriet&agrave; di Littleford
+contro la somma che &egrave; depositata sul banco.</p>
+
+<p>A questo punto il suo avversario parve esitare,
+alcuni amici gli si appressarono e dissero:
+Rosen, moderatevi; ma la buona stella
+di Rosen era tramontata: anche questo colpo
+doveva essergli sfavorevole&mdash;la sua propriet&agrave;
+di Littleford fu perduta.</p>
+
+<p>Successe una viva emozione negli astanti.
+Il banchiere assumendo quell'aspetto mortificato
+e increscevole che &egrave; proprio dei vincitori
+di giuoco, disse con parole interrotte e
+esitanti: vedo che la fortuna delle carte vi &egrave;
+contraria, n&egrave; io vorrei approfittarne di troppo...<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+se voi desiderate desistere, o mutar giuoco....
+tentare i dadi, o il tarocco, o....&mdash;La mosca,
+interruppe Rosen.</p>
+
+<p>&mdash;La mosca, disse l'altro in suono di adesione.
+E raccogliendo le somme deposte sul
+tavolo, e rialzandosi, entrarono in un'altra
+camera.</p>
+
+<p>Il barone e il suo avversario si sedettero,
+e chiesero due tazze di birra doppia, che furono
+loro portate assieme con un vaso ripieno
+di tavolette di avorio.</p>
+
+<p>Quanto per ciascuna? chiese il rivale di
+Rosen.</p>
+
+<p>Mille sterline l'una! rispose l'altro. E poich&egrave;
+se l'ebbero divise in parti uguali, versarono
+d'innanzi a s&egrave; una goccia di birra di
+pari grandezza, appoggiarono i gomiti sul tavolo,
+la testa tra le mani, e dissero al cameriere:
+siamo a tempo.</p>
+
+<p>Il cameriere avendo allora fatto osservare
+che le goccie erano d'uguale dimensione, e la
+luce favorevole in un modo ad entrambi; e
+avvertiti i giuocatori di non alterare il respiro,
+e gli astanti di astenersi da qualunque
+movimento, pena il pagamento della posta,
+mosse un cordone che pendeva lungo la parete,
+e fece agitare una ventola, al cui movimento
+le mosche che coprivano a nubi il
+soffitto se ne distaccarono, e vennero a posarsi
+in parte sul tavolo&mdash;le altre continuarono
+a volare per la stanza ronzando.</p>
+
+<p>Allora un'ansiet&agrave; profonda si dipinse sopra
+ogni volto, gli occhi di tutti seguivano con
+impazienza le varie direzioni delle mosche. Tre<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+di esse avevano gi&agrave; incominciato ad aleggiare
+intorno alla goccia di Rosen, e parevano volervisi
+arrestare, quando, mutando divisamento,
+passarono dal lato opposto, e si posarono
+su quella del suo avversario.</p>
+
+<p>Era una fatalit&agrave; disperante: il barone diede
+al vincitore tre tavolette di avorio. Il cameriere,
+dopo aver agitata una frasca di felce
+sulla tavola, disse: si ricomincia; e scosse di
+nuovo la ventola.</p>
+
+<p>Una mosca discese allora direttamente dal
+soffitto e venne a posarsi sulla goccia sciagurata
+di Rosen, ma sette altre si posarono ad
+un tempo su quella del suo rivale.</p>
+
+<p>Rosen gli pass&ograve; nuovamente sei marche.</p>
+
+<p>Decisamente egli era destinato a non vincere.
+Giuoc&ograve; quanto era lunga la notte, ma
+sempre colla stessa fortuna. Verso il mattino
+tutte le tavolette erano passate al suo avversario;
+egli aveva perduto la sua bella propriet&agrave;
+di Littleford, e due milioni e mezzo
+di lire...</p>
+
+<p>La sua fortuna era rovinata.</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Partito da <i>Game of chance house</i> per avviarsi
+a casa, Rosen pass&ograve; sul ponte del Tamigi,
+e si ferm&ograve; e si appoggi&ograve; un istante al
+parapetto. Egli guard&ograve; il sole che sorgeva circonfuso
+di nebbia, le barche che scivolavano
+lungo le rive, i tetti delle case coperte di schiste<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+color di piombo, la natura che pareva mesta
+e malata; e pens&ograve; che la vita era triste,
+e che le onde del fiume erano profonde.</p>
+
+<p>Una voce segreta gli diceva all'orecchio:
+&laquo;Rosen, tu sei perduto; esamina bene la tua
+posizione; aggiungi le gravi perdite d'oggi a
+quelle dei giorni antecedenti, e vedrai che non
+ti rimane pi&ugrave; un quinto della tua fortuna; quelle
+mosche ti hanno rovinato: che farai tu qui, in
+un paese dove la povert&agrave; &egrave; disprezzata? tu,
+inabile ad ogni lavoro di braccio o di mente;
+tu barone, onorato, invidiato finora, guardato
+con invidia da tutte le belle fanciulle di Redstreet?
+Vedi, il mondo &egrave; cos&igrave; fatto; viene una
+cattiva ora per tutti, e anche la tua &egrave; venuta.
+Bisogna rimediarvi alla meglio: un giovine
+che non appartenesse alla illustre famiglia
+dei Rosen, si darebbe alla mercatura e al
+lavoro, ma tu non lo puoi fare, tu: non vi ha
+rimedio per te... Guarda come scorre bene il
+Tamigi, che profondit&agrave; hanno queste onde,
+che silenzio vi &egrave; l&igrave; sotto, che pace! E che
+credi? Da questo parapetto all'acqua non corrono
+pi&ugrave; di trenta piedi inglesi... &egrave; una cosa
+da nulla, tanto come vuotare un bicchiere di
+<i>grog</i>: risolviti, Rosen, coraggio, Rosen, buttati
+gi&ugrave; dal ponte.&raquo;</p>
+
+<p>E Rosen stava per buttarsi, quando gli sovvenne
+che aveva una moglie, la quale non aveva
+che ventidue anni, e di cui aveva avvizzita la
+fede e la giovent&ugrave; colla sua cattiva condotta,
+e dissipata in parte la grossa fortuna che gli
+aveva recato per dote.</p>
+
+<p>Sua moglie apparteneva ad una famiglia patrizia<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+di Dublino, e aveva sposato Rosen per
+amore. Si erano conosciuti tre anni prima in
+un viaggio che il barone aveva fatto in Irlanda;
+la mente immaginosa della fanciulla, esaltata
+dalla lettura dei romanzi di Scott, aveva creduto
+di realizzare in lui quell'ideale d'uomo
+che aveva portato fino allora nel cuore. Essa
+lo aveva creduto per quel solo motivo che fa
+credere alla donna tutto ci&ograve; che le piace credere
+dell'uomo che ama&mdash;perch&egrave; Rosen era
+bello. La bellezza a venti anni ha grandi attrattive.</p>
+
+<p>Egli era infatti uno dei giovani pi&ugrave; avvenenti
+di Londra. Aveva statura alta e spigliata,
+lineamenti esatti, capelli lunghi e biondissimi,
+occhi grandi ed azzurri, e vestiva colla negligenza
+ricercata dai <i>fashionables</i> inglesi&mdash;i
+soli che per coltura d'ingegno e per robustezza
+di mente, emergano in qualche modo su quella
+classe corrotta e viziosa della societ&agrave; che chiamasi
+il mondo elegante. Oltre a ci&ograve; Rosen cavalcava
+come un paladino provetto; tirava di
+spada e di sciabola, e non aveva chi gli togliesse
+l'onore di un assalto; colpiva le rondini
+al volo, traversava a nuoto il Tamigi; e
+possedeva per giunta una virt&ugrave; che non &egrave; comune
+agli inglesi&mdash;cantava con dolcezza e
+toccava l'arpa con gusto e con sentimento di
+artista.</p>
+
+<p>Tutte queste doti avevano fatto credere a
+Emilia Strafford che suo marito avrebbe avuto
+anche un cuore; n&egrave; ella si era ingannata, che
+Rosen ne aveva uno, e non lo aveva cattivo;
+ma quelle tristi abitudini della sua vita, quello<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+spensierirsi continuo, quel disgusto di tutto,
+quel bisogno che egli sentiva di emozioni sempre
+rinnovate, lo avevano reso se non ignorante,
+almeno trascurante de' suoi doveri pi&ugrave;
+sacri, lo avevano fatto estraneo alle gioie caste
+e tranquille della famiglia.</p>
+
+<p>Vi sono molti uomini, dei quali si dice: hanno
+cuore; e nondimeno li vediamo vivere sempre
+lontani dagli esseri che loro appartengono, compiangerli,
+ma non sorreggerli di consiglio o di
+sacrificio, spesso dissiparne la fortuna, e far
+pompa di un egoismo crudele. Sono capaci di
+uno slancio di virt&ugrave;, non di una virt&ugrave; continuata.</p>
+
+<p>Questi uomini costituiscono una delle classi
+pi&ugrave; numerose della societ&agrave;, e sono coloro di
+cui le donne esaltate rimangono spesso le vittime.
+Meglio i giovani freddi e calcolatori,
+dei quali si dice con disprezzo:&mdash;non hanno
+cuore!</p>
+
+<p>Emilia Strafford, bench&egrave; avesse indole dolce
+ed ingenua, non tard&ograve; ad avvedersi del cattivo
+temperamento di Rosen, e del suo carattere
+turbolento e inquieto. Ella non lo amava
+meno per ci&ograve;, ch&egrave; per una strana contraddizione
+del cuore umano e pel bisogno che esso
+ha di contrasti, di lotte, e assai spesso anche
+di dolore, tali uomini piacciono di preferenza
+alle donne; ma lo amava senza gioie, senza
+speranze, subiva la sua stessa affettivit&agrave; come
+una forza che era fuori di lei, e alla quale non
+avrebbe mai potuto sottrarsi.</p>
+
+<p>Non era cos&igrave; che essa avrebbe voluto essere
+amata da suo marito<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>.</p>
+
+<p>Rosen passava spesso giorni e notti intere
+senza vederla; imprendeva piccoli viaggi, talora
+concertati in una riunione di amici, e partiva
+con essi sul fatto senza avvertirne sua
+moglie. Due volte le era stato riportato carico
+di ferite ricevute in duello, un'altra volta
+era caduto rovesciato col cavallo nel salto di
+una barriera, e ne aveva avuto un braccio
+spezzato. Nelle ore della sua assenza Emilia
+viveva in un'inquietudine mortale, e non di
+meno quelle sventure erano state l'unico pretesto
+che l'avessero avvicinata a lui in un modo
+affettuoso e durevole. Perch&egrave; nello stato di malattia
+Rosen era buono, egli comprendeva le
+tacite sofferenze di sua moglie, quell'interessamento
+caldo e pietoso, quell'affezione salda
+e delicata: e spesso in momenti di sincera effusione,
+le aveva detto:&mdash;perdonami, Emilia,
+d'ora innanzi sar&ograve; migliore.</p>
+
+<p>Ma col rifiorire della salute tutti i suoi proponimenti
+erano svaniti; a poco a poco egli
+aveva sentito disgusto di tutto, il bisogno di
+nuove emozioni lo aveva tratto al giuoco; aveva
+perduto, aveva sminuito sensibilmente il
+suo censo e introdotte delle dure economie nella
+sua casa: quelle modificazioni avevano allontanata
+sua moglie da quell'elegante societ&agrave; di
+cui era stata una delle bellezze pi&ugrave; splendide,
+l'avevano costretta ad un isolamento penoso,
+a un sistema di vita pi&ugrave; modesto e pi&ugrave; oscuro.&mdash;Rosen
+aveva veduto tutte quelle privazioni,
+aveva sentite le proprie, e n'era diventato
+melanconico e triste; aveva tentato di dimenticarle,
+aveva trascurata la casa; i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+domestici portavano le loro livree sdruscite,
+i suoi cavalli languivano da qualche tempo
+nelle scuderie, i suoi cani impigrivano presso
+il focolare, egli stesso fuggiva i suoi amici,
+i clubs, i teatri, ogni mezzo di divagazione&mdash;non
+viveva pi&ugrave; che della passione fatale del
+giuoco.</p>
+
+<p>Ed ora che aveva fatto? Aveva perduta quella
+grande propriet&agrave; di Littleford che apparteneva
+a sua moglie, e che ne costituiva unicamente
+la dote; aveva perduto quasi tutto il
+resto della sua fortuna. Come vi avrebbe rimediato!</p>
+
+<p>Ecco ci&ograve; che passava per la mente di Rosen,
+mentre si appoggiava contro il parapetto
+del ponte, e pensava se avrebbe potuto ancora
+accettare la vita al prezzo di quelle sventure.
+La memoria di Emilia gli si affacciava con
+un'insistenza tormentosa, con una esattezza e
+con una verit&agrave; di dettagli straziante. Egli la
+vedeva afflitta, scoraggiata, piangente; giovine
+ancora e gi&agrave; tanto avvizzita dal dolore; ancor
+bella e costretta a sfuggire la societ&agrave;, a
+celarsi nell'isolamento, e a lamentare nella povert&agrave;
+e nell'abbandono le pene di una vedovanza
+precoce.</p>
+
+<p>&mdash;No, diss'egli scuotendosi, avvenga ci&ograve; che
+pu&ograve; avvenire, non mi uccider&ograve;; fossi io solo,
+e fossero queste onde pi&ugrave; alte di quelle di Foreland,
+andrei a cercarne il fondo col capo,
+ma cos&igrave;, con mia moglie, ah! no, non diventer&ograve;
+l'assassino di mia moglie... andiamo a casa
+andiamo a letto, dormiamoci sopra, vedremo
+ci&ograve; che si potr&agrave; fare domani.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p>
+
+<p>E quella voce che lo aveva ammonito poc'anzi
+riprese: &laquo;Hai ragione, Rosen, da bravo,
+metti giudizio, va a casa, cacciati sotto
+le coltri; il sonno &egrave; fertile di buoni pensieri,
+rimedierai a tutto; e, se non fosse possibile,
+il Tamigi non vorr&agrave; andarsene via per questo;
+sarai sempre a tempo a buttarviti dentro.&raquo;</p>
+
+<p>Rosen si rivolse e s'incammin&ograve; verso casa.
+Strada facendo, uno di quei fanciulli che vanno
+per le vie di Londra distribuendo gli avvisi
+che noi usiamo affiggere, gli pose tra le mani
+un fascicoletto color di rosa. Il barone lo prese
+ne lesse il frontespizio senza intenderne una
+parola, e lo pose macchinalmente in saccoccia.</p>
+
+<p>Giunto nella sua stanza ne chiuse le imposte,
+si spogli&ograve; in fretta, butt&ograve; gli abiti qua e
+l&agrave; sullo spazzo, entr&ograve; con mal garbo nel letto,
+si disse da s&egrave; buona notte; e tirandosi le coltri
+fin oltre alle orecchie, decise di non pensare a
+nulla fino al domani, e tent&ograve; di addormentarsi.</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Ma non poteva prender sonno. Era inutile:
+si volgeva su un fianco e sull'altro, e le lenzuola
+gli parevano piene di spine; chiudeva
+gli occhi, e si vedeva dinanzi la tavola da giuoco
+e quel fascio di biglietti perduti, e quella faccia
+fosca e impassibile del suo vincitore che
+lo guardava di sbieco; e sentiva ancora nelle<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+orecchie il ronzio di quelle mosche che per
+qualche inesplicabile attrazione avevano preferito
+andarsi a posare sulla goccia del suo rivale.
+Stette cos&igrave; sognando ad occhi aperti due
+ore, poi si alz&ograve; e prese a rivestirsi senza saper
+bene ci&ograve; che si facesse o ci&ograve; che doveva
+disporsi a fare; pass&ograve; le mani nelle saccoccie,
+e avendovi trovato quel fascicoletto di carta
+che aveva ricevuto da quel fanciullo sul ponte
+lo aperse e lesse: <i>Regolamento della Societ&agrave;
+d'assicurazioni sulla vita.&mdash;Norme per assicurarsi</i>,
+ecc.</p>
+
+<p>Alz&ograve; le spalle indispettito, sfogli&ograve; alcune pagine,
+e continu&ograve; a leggere:</p>
+
+<p>&laquo;Art. 24. <i>Si pu&ograve; assicurare allo stesso modo
+la vita di qualunque persona, e costituirle una
+rendita vitalizia adeguata alla maggiore o
+minor somma della rata annuale che si intende
+versare per la persona assicurata, a tenore
+dell'annesso prospetto.</i></p>
+
+<p>&laquo;Art. 25. <i>Anche il pagamento di una sola
+rata <a name="tn22" id="tn22"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'da'">d&agrave;</ins> diritto all'intera rendita convenuta,
+ove la morte dell'individuo che ha operata
+l'assicurazione avvenga in via naturale, e non
+per volont&agrave; della persona stessa.</i></p>
+
+<p>Parve a Rosen di fraintendere, non gli pareva
+vero&mdash;rilesse: <i>Si pu&ograve; assicurare la
+vita di qualunque persona e costituirle una
+rendita vitalizia</i> ecc., e poi: <i>anche il pagamento
+di una sola rata d&agrave; diritto all'intera
+rendita</i>, ma ben inteso, <i>ove la morte dell'individuo,
+ecc., avvenga in via naturale</i>.</p>
+
+<p>Rosen comprese, previde, indovin&ograve; tutto,
+decise, un nuovo orizzonte si aperse a' suoi<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+occhi. Non v'era dubbio, egli poteva ancora
+rimediare al suo fallo, salvare sua moglie da
+una rovina imminente, sdebitarsi con lei di
+tutti i dolori e di tutte le privazioni a cui
+l'aveva condannata la sua condotta. Fin&igrave; di
+vestirsi con una specie di frenesia, frug&ograve; nei
+suoi scrigni, e vi raggranell&ograve; un migliajo di
+sterline; prese con s&egrave; quell'avviso, usc&igrave; e corse
+difilato all'ufficio della Societ&agrave; d'assicurazioni.</p>
+
+<p>&mdash;Vengo, diss'egli presentandosi al direttore
+della Societ&agrave;, ad assicurare la vita della
+baronessa Emilia Rosen-Strafford, mia moglie,
+nativa di Dublino, senza figli e dell'et&agrave; di ventidue
+anni.</p>
+
+<p>&mdash;Sta bene, rispose il direttore, ma &egrave; d'uopo
+prima di addivenire a qualunque trattativa
+che il signor barone si assoggetti ad una visita
+medica. E indicandogli una porta a destra
+sulla quale era scritto: <i>Certificati sanitarii</i>,
+gli accenn&ograve; d'entrarvi.</p>
+
+<p>Rosen ne usc&igrave; pochi istanti dopo tenendo
+tra le mani un documento che present&ograve; al
+direttore, il quale lesse ad alta voce: &laquo;Dichiariamo
+che il barone Alfredo di Rosen,
+nativo di Londra, e dell'et&agrave; di anni ventinove,
+presenta tutti i requisiti di una costituzione
+sanissima; ha temperamento sanguigno
+un notevole sviluppo muscolare, membra esatte
+e ben conformate; ha sub&iacute;ta vaccinazione, e
+promette di giungere ad et&agrave; molto avanzata. Interrogato
+da noi, ha dichiarato tenere sistema
+di vita regolarissima, ci&ograve; che apparisce
+dal suo stato di salute attuale, e viene a confermare,<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+per quanto lo permettono i limiti ristretti
+della scienza, la sopra fatta asserzione.&raquo;</p>
+
+<p>Il direttore si mostr&ograve; soddisfatto di questa
+lettura, e disse rivolgendosi al barone:</p>
+
+<p>&mdash;La maggior rendita vitalizia che la nostra
+Societ&agrave; si assume di assicurare &egrave; di trenta
+mila sterline all'anno, per la quale, tenuto
+conto della di lei et&agrave; e costituzione, non che
+di quella della signora sua moglie, occorre
+che ella si obblighi al pagamento di rate annuali
+anticipate di cinquecento e settantadue
+sterline e due scellini e mezzo, come pu&ograve; scorgere
+dal disposto degli articoli 32, 42 e 44
+del nostro Regolamento.</p>
+
+<p>Rosen non avrebbe mai osato sperare condizioni
+s&igrave; miti e s&igrave; favorevoli; convenne su
+tutto, stipul&ograve; definitivamente il contratto, vers&ograve;
+la prima rata, ne ricevette la quietanza, e si
+accomiat&ograve; dal direttore che gli diceva:</p>
+
+<p>&mdash;Crediamo superfluo <a name="tn24" id="tn24"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'racomandare'">raccomandare</ins> al signor
+barone di Rosen la scrupolosa osservanza
+dell'articolo 54, il quale prescrive la maggior
+cura possibile della salute delle persone assicurate,
+e proibisce di esporre una vita cos&igrave;
+preziosa alla Societ&agrave;, se non per qualche dovere
+di umanit&agrave; universalmente riconosciuto,
+o per qualche legge di onore.</p>
+
+<p>Giunto a casa, Rosen si present&ograve; a sua moglie
+con un sorriso che era inusitato, e abbracciandola
+con tenerezza le disse:</p>
+
+<p>&mdash;Mia cara Emilia, sono succedute nella
+nostra economia domestica le complicazioni pi&ugrave;
+strane e pi&ugrave; impensate. Ho perduto stanotte
+al giuoco della mosca e dei quadri il tuo parco<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+e il tuo castello di Littleford, non che gran
+parte delle mie terre di Kingston, ma per altro
+lato, ho trovato modo di assicurarti una
+rendita annuale vitalizia di trenta mila sterline,
+decorribili da quest'anno medesimo; ed
+io mi sono impegnato a fare un viaggio in
+Italia dal quale ritrarr&ograve; difinitivamente la mia
+prosperit&agrave; e la mia pace. Ti prego di osservare
+il silenzio pi&ugrave; assoluto su questa confidenza
+e su questo progetto, e concedermi che
+io ometta di dartene i dettagli. Riceverai fra
+pochi giorni il contratto formale che ti assicura
+la rendita di cui ti ho parlato, e la mia
+prima lettera da Dover dove prender&ograve; imbarco
+per Calais. Abbracciami, mia cara moglie;
+io ho molti torti verso di te, ma spero
+di ripararli; abbracciami con tenerezza; io
+partir&ograve; in questa sera medesima, e bench&egrave; un
+viaggio come questo che sto per intraprendere,
+non offra nulla di pericoloso e di strano,
+l'Italia &egrave; una terra di furfanti, piena di donne
+infedeli e di uomini di cattiva fede, e non si
+sa quel che possa accaderci, visitandola.</p>
+
+<p>Cos&igrave; dicendo, Rosen, commosso suo malgrado,
+si strapp&ograve; dalle braccia di sua moglie, e
+rinchiusosi nella sua camera, scrisse al suo
+amico Edoardo Barth la lettera seguente;</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="quotdate">
+&laquo;Mio caro amico,
+</p>
+
+<p>&laquo;Ti do con questa lettera il mio ultimo
+addio. Mi sono rovinato al giuoco, e non mi<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+resterebbe che uccidermi, se l'art. 54 del Regolamento
+sulla Assicurazione della vita non
+m'imponesse di morire di morte naturale. Io
+parto stassera per l'Italia. Ti raccomando mia
+moglie, la buona Emilia Strafford, di cui ho
+consumata la dote, e alla quale sto per assicurare
+col sacrificio della mia esistenza una
+rendita vitalizia di trenta mila sterline. Il
+regolamento che ti acchiudo ti spiegher&agrave; tutto;
+io vado a farmi uccidere, non so ancora da
+chi, n&egrave; in che modo; ma immagino che non
+mi riuscir&agrave; difficile poter morire in guisa da
+eludere le importune disposizioni di quell'articolo.</p>
+
+<p>Credo che mia moglie abbia qualche simpatia
+per te; quando io sar&ograve; morto obbligherai
+la mia anima sposandola, e facendole conoscere
+come io mi sono ucciso per rimediare allo stato
+in cui l'avevano posta le mie dissipazioni,
+e disobbligarmi della perdita della sua propriet&agrave;
+di Littleford che ho giocato stanotte
+<i>alle mosche</i>.</p>
+
+<p class="quotsig">
+<i>Il tuo amico.</i><br />
+<br />
+&laquo;<span class="smcap">Alfredo di Rosen.</span>&raquo;<br />
+</p>
+</div>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>In quella sera medesima Rosen prese un
+biglietto di prima classe per Dover, e rannicchiatosi
+nell'angolo della vettura, si tir&ograve; il<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+bavero del soprabito fin sulle guance, si cal&ograve;
+il cappello sugli occhi, rintasc&ograve; ben bene le
+mani, si lasci&ograve; cadere il capo sul petto come
+una testa di fantoccio snodata, e incominci&ograve;
+a pensare in che modo gli sarebbe riuscito
+di morire, e se gli convenisse pi&ugrave; l'indugiare
+fino al suo arrivo in Italia, o approfittare
+subito delle prime occasioni che gli si sarebbero
+offerte nel suo viaggio. Dopo molte esitazioni
+pens&ograve; di attenersi a quest'ultimo partito.</p>
+
+<p>Ma era presto detto&mdash;approfittare delle
+prime occasioni.&mdash;Queste occasioni non sarebbero
+venute da s&egrave;, bisognava cercarle, prevederle,
+procurarsele; e, ci&ograve; che era pi&ugrave;, fare
+tutte queste cose in modo che non vi apparisse
+ombra di premeditazione e di colpa. Rosen
+conobbe che non era tanto facile. Bisognava
+tentare di essere provocati, e in ci&ograve; le vie
+erano molte; bastava assumere un contegno
+aspro e insultante, e si sarebbero trovati di
+quelli cui sale presto la senapa al naso; ma
+egli non avrebbe voluto uccidere un uomo
+innocente, <a name="tn27" id="tn27"></a><ins class="correction" title="Nota del trascrittore: nell'originale 'ne' '">n&egrave;</ins> compromettere la sua fama di
+schermitore; e oltre ci&ograve; l'art. 54 sembrava
+non giudicar validi quei duelli che non fossero
+stati provocati da una questione di onore.
+Rimaneva l'implicarsi in qualche pericolo,
+dare in un'imboscata di ladri, trovarsi trascinato
+in una rivolta, gettarsi in un incendio
+o in fiume con pretesto di volervi salvare
+una persona pericolante, l'essere travolto nella
+rovina di qualche edificio, procurarsi un'affezione
+contagiosa, una caduta, una ferita mortale...<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+ma tutto ci&ograve; dipendeva in gran parte
+della fortuna, e, diciamolo pure, Rosen non
+temeva per fermo la morte&mdash;gran ch&egrave; se
+ci aveva pensato due volte in quel giorno!&mdash;ma
+egli abborriva il dolore, avrebbe voluto
+morire, s&igrave;, lo voleva fermamente, ma
+avrebbe voluto morire ad un tratto e senza
+soffrire.</p>
+
+<p>La morte non &egrave; cosa s&igrave; arrendevole come
+la si crede, e la vita &egrave; pi&ugrave; tenace e pi&ugrave; salda
+di quanto non sia universalmente giudicata.</p>
+
+<p>Mostratemi una cosa che sembri avvicinarsi
+alla morte pi&ugrave; del dolore, e tuttavia mostratemi
+un dolore del quale si possa morire. Si
+dice spesso: &laquo;io morr&ograve; di questo affetto, io
+morr&ograve; di questa sventura, io morr&ograve; di questa
+o di quell'altra cosa&raquo;, e non si muore mai
+di quelle cause che credevamo doverci condurre
+alla morte. Sembra che tutta la natura
+sia animata da una forza di contrasti, da una
+legge, da uno spirito di contraddizione immutabile.
+Gettate gli sguardi sul vostro passato,
+e vedrete che la vostra vita, le vostre opere,
+i vostri affetti non sono stati che una serie
+di contraddizioni continue. Volete vivere?
+morrete. Desiderate la morte? avrete una
+vita lunga e affannosa. Che cosa &egrave; questa infelicit&agrave;
+di cui gli uomini si lamentano? A che
+allude questa eterna elegia di dolore che l'umanit&agrave;
+innalza da secoli al cielo, se non a
+questa formidabile potenza di contraddizioni
+che ci governa? La contraddizione &egrave; l'urto,
+&egrave; il moto, &egrave; la lotta, &egrave; il risultato di due forze
+misteriose nella cui azione &egrave; forse riposto il<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+segreto della vita universale. Certo se dalla
+conoscenza dei nostri destini noi possiamo attingere
+alcune idee di quelli che governano
+gli altri mondi e le altre creature, e avventarci
+con esse nell'ignoto, possiamo asserire
+che l'universo non &egrave; che un'enorme contraddizione.</p>
+
+<p>Mentre Rosen volgeva nell'animo questi
+pensieri, allung&ograve; macchinalmente una gamba,
+e pose il piede, senza volerlo, su quello d'un
+viaggiatore che gli sedeva di fronte. Egli se
+ne avvide, ma, pensando che ci&ograve; avrebbe potuto
+dar luogo a qualche diverbio favorevole
+a' suoi progetti, non lo ritrasse, e volse al suo
+vicino uno sguardo pieno di rancore che voleva
+dire: E osereste lamentarvi?</p>
+
+<p>Il vicino tir&ograve; indietro il suo piede, e guardando
+il barone di Rosen con espressione di
+dolcezza e di deferenza:</p>
+
+<p>&mdash;Perdonate, gli disse, se aveva posto inavvertentemente
+il mio piede sotto il vostro.</p>
+
+<p>&mdash;Non siete voi, rispose Rosen risentito,
+che abbiate posto il vostro piede sotto il mio;
+sono io che ho posto il mio sopra il vostro.
+E comprendendo quanto questo appiglio fosse
+puerile e ridicolo, chin&ograve; il capo sul petto per
+nascondere il rossore che si sentiva salire alle
+guancie.</p>
+
+<p>&mdash;Gran Dio, riprese l'altro, e potr&agrave; egli
+accadere che due uomini assennati abbiano a
+bisticciarsi per questo? Del resto, perdonate
+se insisto, ma se voi avete asserito d'aver posto
+il vostro piede sul mio, &egrave; segno che il mio
+si trovava evidentemente di sotto, e questo<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+punto &egrave; appianato. In quanto all'altro, il mio
+piede era l&igrave; da un pezzo, il vostro ve lo avete
+posto ora allungandovi, ed &egrave; chiaro come
+la luna che fu primo il mio a cagionare questo
+scontro e a porsi sotto del vostro. Ma io
+vedo che voi siete preoccupato da qualche pensiero
+affliggente. &Egrave; un pezzo che vi sto osservando,
+e che mi sento nel cuore il pi&ugrave; vivo
+interessamento per voi. Che cosa avete? Posso
+io farvi questa domanda? E sarei mai tanto
+fortunato da potervi giovare?</p>
+
+<p>Cos&igrave; dicendo quell'ottimo signore prese una
+mano del suo vicino, la strinse tra le sue e,
+togliendosi gli occhiali dal naso, lo guard&ograve; con
+tale aria di affetto che Rosen si sent&igrave; subito
+rappattumato e disposto, per quel sollievo che
+ci procura la confidenza d'un grande dolore,
+a dividere il suo segreto con lui.</p>
+
+<p>E poi quello sconosciuto aveva un aspetto
+s&igrave; dolce, s&igrave; leale e s&igrave; aperto che avrebbe inspirato
+anche ad un uomo diffidentissimo la
+fiducia pi&ugrave; illimitata.</p>
+
+<p>Egli pareva essere sui cinquant'anni, aveva
+favoriti lunghi e canuti, gli zigomi sporgenti,
+e i pomelli d'un rosso vivo, gli occhi grigi e
+scrutatori. Due solchi laterali incavati dagli
+occhiali sul naso indicavano in lui una persona
+d'affari. Vestiva lindo, ma severo; portava
+un'ampia cravatta bianca che gli fasciava due
+volte la gola, e le cui due punte giungevano
+a stento a riunirsi in un piccolo nodo davanti;
+aveva un panciotto verde a rigoni, un ampio
+soprabito col bavaro di pelo&mdash;e faceva
+passare continuamente da una mano all'altra<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+una lunga canna di zucchero sormontata da
+un grosso pomo dorato.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, voi potreste certamente giovarmi,
+gli disse Rosen, rispondendo alla sua offerta.</p>
+
+<p>&mdash;E in che modo?</p>
+
+<p>Rosen si chin&ograve; presso di lui, e gli disse all'orecchio
+una sola parola che lo fece trasalire.</p>
+
+<p>&mdash;Cielo! esclam&ograve; l'altro, e lo dite voi seriamente?
+E per quali motivi?...</p>
+
+<p>&mdash;Ascoltate, riprese il barone, e torn&ograve; a
+parlargli all'orecchio.</p>
+
+<p>Il colloquio fu lungo e animato; quello sconosciuto
+si mostrava afflitto e sorpreso di ci&ograve;
+che intendeva da lui, e spesso gli avea detto
+alcune parole che sembravano accennare a una
+disapprovazione o ad un consiglio. Ma alla
+fine incominci&ograve; a dimostrarsi quasi convinto
+e soprafatto dalla logica stringente di Rosen
+che continuava a parlargli all'orecchio con
+calore; e discostandosene un poco, come fosse
+stata esaurita quella parte della sua confidenza
+che importava segretezza e silenzio, gli chiese
+ad alta voce:</p>
+
+<p>&mdash;Ed ella lo ignora?</p>
+
+<p>&mdash;Lo ignora.</p>
+
+<p>&mdash;Ma converr&agrave; che lo sappia.</p>
+
+<p>&mdash;Ne ho incaricato un amico.</p>
+
+<p>&mdash;Bene, mi sarei assunto io stesso questo
+mandato, ma se a voi non &egrave; discaro, vi seguir&ograve;,
+e potr&ograve; parlarle del modo con cui avrete
+compiuto il vostro progetto.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; ci&ograve; che io desidero. Vi incaricher&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+d'una lettera per lei e dell'esatto racconto
+del mio fine.</p>
+
+<p>&mdash;Ve ne ringrazio. Ove andate?</p>
+
+<p>&mdash;Non ho direzione fissa... pensava di andare
+in Italia, ma quasi... E voi?</p>
+
+<p>&mdash;Io pure non ho un piano premeditato,
+viaggeremo di concerto.</p>
+
+<p>&mdash;Come vi chiamate?</p>
+
+<p>&mdash;Benvenuto Lamperth.</p>
+
+<p>&mdash;Siete un uomo che mi va a genio.</p>
+
+<p>&mdash;Ve ne sono obbligato, e mi duole che
+vi abbia a perdere s&igrave; presto. Ma dove contate
+di sostare stassera?</p>
+
+<p>&mdash;A Dover.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco appunto la stazione di Dover, disse
+Lamperth ascoltando il fischio della locomotiva;
+e avvicinandosigli, aggiunse a bassa voce:
+&Egrave; un paese di litigiosi questo Dover, vi troverete
+a far qualche cosa di buono.</p>
+
+<p>Cos&igrave; dicendo il convoglio si era arrestato.
+Rosen ne discese col suo compagno, si butt&ograve;
+con lui in una vettura, e si fece condurre al
+<i>Chicken's hotel</i> (Albergo del Galletto).</p>
+
+<p>Giunti in camera, egli disse a Lamperth:</p>
+
+<p>&mdash;Tant'&egrave;, il morire &egrave; lo stesso che farsi
+estrarre un dente; dal momento che ci duole
+e che deve essere estratto &egrave; meglio che ci&ograve;
+avvenga presto che tardi; e giacch&egrave; voi mi
+dite che questo &egrave; un paese di accattabrighe,
+io conto di tentare in questa sera medesima
+qualche cosa di decisivo.</p>
+
+<p>Rosen tir&ograve; il campanello, ordin&ograve; carta, penna
+e calamaio, e scrisse la lettera seguente:<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span></p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="quotdate">
+Mia cara Emilia,<br />
+</p>
+
+<p>Il signor Benvenuto Lamperth ti consegner&agrave;
+questa lettera che ti scrivo da Dover. Il mio
+amico Edoardo ti avr&agrave; fatto conoscere le condizioni
+di quel progetto, mediante il quale ho
+potuto sottrarti alle terribili esigenze del nostro
+dissesto economico. Lamperth ti completer&agrave;
+queste notizie ragguagliandoti distesamente
+sulla mia morte. Spero che questo mio
+sacrificio ti far&agrave; perdonare tutte le crudeli
+ingiustizie di tuo marito.</p>
+
+<p class="quotsig">
+<span class="smcap">Alfredo di Rosen</span><br />
+</p>
+</div>
+
+<p>E piegata la lettera in quattro la porse al
+suo compagno dicendogli:&mdash;Mi sento appetito,
+scendiamo; odo laggi&ugrave; delle voci di bevitori,
+e ho in animo di cimentarne qualcuno
+e di mettermi tosto alla prova.</p>
+
+<p>E discesero nella sala da pranzo.</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Era una sala elegante e spaziosa, illuminata
+da alcuni vecchi lampadarii guarniti di ciondoli
+di rame e di prismi di cristallo, e decorata<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+di alcune marine di Viardot mezzo scolorite
+dal tempo. Intorno alle pareti erano
+disposte delle lunghe tavole di quercia coperte
+di tappeti a dadi oblunghi, di un colore
+alternato tra il rosso di mattone e l'azzurro&mdash;quei
+vecchi tappeti di Germania cos&igrave; in
+uso fino a questi ultimi anni, che si pu&ograve; dire
+non esservi stata famiglia che non ne abbia
+avuto uno&mdash;e a ciascuna di quelle tavole
+sedeva buon numero di persone, tra le quali
+alcuni crocchi di viaggiatori e di negozianti,
+e alcuni ufficiali di marina addetti alle navi
+di trasporto pel tragitto dello stretto.</p>
+
+<p>Quando Rosen e Lamperth entrarono nella
+sala, tutti i posti erano occupati, Rosen gir&ograve;
+attorno lo sguardo, e mormor&ograve; tra s&egrave; stesso:&mdash;Incominciamo
+bene, &egrave; un appiglio, li costringer&ograve;
+a restringersi per cedermi un lato
+del loro tavolo: vo' vedere se avranno l'arditezza
+di rifiutarsi.</p>
+
+<p>E si approssim&ograve; ad uno di essi.</p>
+
+<p>Alcuni marinai francesi che vi stavano seduti
+discutendo calorosamente di certi loro
+viaggi, troncarono all'istante la loro conversazione,
+portarono la mano ai loro berretti,
+si alzarono; e restringendosi alla meglio, fecero
+cenno a Rosen e a Lamperth di sedersi.</p>
+
+<p>&mdash;Maledetta questa compitezza parigina,
+disse Rosen fra s&egrave; stesso, che mi toglie ogni
+pretesto per bisticciarmi onestamente con questi
+paltonieri; ma.... e' sono francesi, li toccheremo
+nel loro orgoglio nazionale.... gi&agrave;,
+in fatto di brighe c'&egrave; da ripromettersi molto
+da questa sorta di gente.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p>
+
+<p>Il barone e Lamperth s&igrave; sedettero, ed ordinarono
+la loro cena: i loro vicini ripresero
+la loro conversazione interrotta.</p>
+
+<p>&mdash;Vogliono del Bordeaux Laffitte, del Saint
+Julienne, dello Champagne, o del vino legittimo
+di Boullon o di Abbeville?</p>
+
+<p>&mdash;Vogliamo del vino inglese, disse Rosen
+vivacemente, nient'altro che del vino inglese;
+gi&agrave;... in quanto a me abborro tutti i vini di
+Francia, e aggiunse ad alta voce, tutte le
+cose che ci vengono dalla Francia.</p>
+
+<p>Cos&igrave; dicendo, guard&ograve; involto a' suoi vicini,
+ma essi o non aveano udito, o avevano fatto
+le mostre di non udire.</p>
+
+<p>&mdash;Miserabili! bisbigli&ograve; Rosen all'orecchio
+di Lamperth, non sono pur suscettibili d'un
+risentimento s&igrave; doveroso.</p>
+
+<p>Poco dopo il cameriere avendo collocato dinanzi
+a loro alcuni piatti dipinti, su cui erano
+rappresentati i principali episodii della vita
+di Napoleone, Rosen ne prese uno e presentandolo
+al suo compagno, gli disse in modo
+da essere udito:</p>
+
+<p>&mdash;Che ve ne pare? Eccovi qui un uomo
+che in Inghilterra sarebbe divenuto tutt'al
+pi&ugrave; un tamburino, e che in Francia &egrave; stato
+creduto un gran generale. Ma non importa,
+tutti sanno che a Waterloo le ha buscate dagli
+inglesi.</p>
+
+<p>Anche queste parole non ebbero l'effetto
+che egli si aspettava; uno solo de' suoi vicini
+si volse e vedendo Rosen che lo guardava, e
+immaginando forse che volesse prender parte
+alla loro conversazione gli chiese:<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Il signore ha viaggiato?</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, rispose Rosen sono stato un'altra
+volta da Dover a Calais, passando per l'arcipelago
+greco.</p>
+
+<p>&mdash;Avete detto?</p>
+
+<p>&mdash;Da Dover.</p>
+
+<p>&mdash;A Calais?</p>
+
+<p>&mdash;A Calais, precisamente, e attraversando
+l'arcipelago greco.</p>
+
+<p>Tutti gli astanti diedero in uno scoppio di
+risa, e lo stesso Lamperth fece mostra di chinarsi
+a raccogliere il tovagliolo cadutogli dalle
+ginocchia, per nascondere il prurito che si
+sentiva di ridere, e non guastare i progetti
+del suo compagno.</p>
+
+<p>&mdash;Signori, disse Rosen gravemente, a meno
+che voi non abbiate navigato sopra una conca
+di cartone in una vasca artificiale del vostro
+giardino, o vestiate in questo momento l'uniforme
+della marina francese per fare una
+comparsa da teatro, dovreste sapere che si
+pu&ograve; partire da Dover, attraversare tutta la
+terra, non solamente l'arcipelago greco, e giungere
+a Calais dopo aver compiuto il viaggio
+pi&ugrave; semplice e pi&ugrave; naturale del mondo.</p>
+
+<p>&mdash;Voi avete delle cognizioni geografiche
+molto profonde, disse uno dei viaggiatori, ma
+io vi consiglierei a non manifestarle pubblicamente,
+se v'importa che non si rida di voi,
+e a difenderle con meno calore se non desiderate
+di trovare qualcuno che v'abbia ad
+accorciare le orecchie.</p>
+
+<p>&mdash;Per il cielo, esclam&ograve; Rosen sollevandosi
+e battendo del pugno sul tavolo, mentre si<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+rallegrava internamente del buon esito del
+suo tentativo e si sforzava di dissimularne la
+gioia, non sarete certamente voi quello che
+sapr&agrave; tagliarmi le orecchie, ed &egrave; ci&ograve; che potremo
+vedere sull'istante, appena io sia giunto
+all'osso di questo <i>beefteack</i>, se avete tanto
+ardimento nei fatti quanto avete arroganza
+nelle parole.</p>
+
+<p>&mdash;Uscite, uscite, disse il francese cui erano
+salite le fiamme sul viso...</p>
+
+<p>E Rosen dando una strappata al suo <i>beefteack</i>
+come per affrettarsi, si curv&ograve; all'orecchio
+di Lamperth, e gli chiese:</p>
+
+<p>&mdash;Vi pare che il pretesto sia valido? Gi&agrave;...
+si tratta di amore nazionale... di una questione
+di scienza, che...</p>
+
+<p>&mdash;Oh! senza dubbio, validissimo, interruppe
+Lamperth stringendosi nelle spalle.</p>
+
+<p>Rosen gett&ograve; allora il resto del suo <i>beefteack</i>
+nel piatto, quasi in atto di compiere un ultimo
+sacrificio, e riprese:</p>
+
+<p>&mdash;Giacch&egrave; io sono lo sfidato e sta a me
+la scelta delle armi, scelgo la spada, ch&egrave; da
+noi non si amano le scalfitture della sciabola,
+e si sanno fare gli occhielli a dovere... Questo
+gentiluomo, mio compagno di viaggio,
+sar&agrave; mio padrino: ma ove ci batteremo?</p>
+
+<p>&mdash;Vi &egrave; qui presso, lungo la spiaggia, un
+terrapieno che non potrebbe essere pi&ugrave; adattato
+a questo bisogno, andiamo.</p>
+
+<p>&mdash;Vi seguo.</p>
+
+<p>Rosen e i suoi compagni giunsero dopo pochi
+momenti sul luogo.</p>
+
+<p>Inutile dire che Rosen aveva deciso di non<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+difendersi che per quel tanto che era necessario
+a nascondere il suo disegno, e a scoprirsi
+appena il suo nemico avesse saputo
+drizzargli un colpo decisivo.</p>
+
+<p>Furono recate le armi: i due avversari posero
+mano alla spada, e si avventarono l'uno
+contro l'altro. Il francese si batteva con fuoco,
+faceva delle <i>finte</i> rapidissime, era uno spadaccino
+brillante.</p>
+
+<p>Rosen lo respingeva con calma, e sorrideva
+seco stesso, bench&egrave; si arrovellasse di non poter
+mostrare tutta la valent&iacute;a in quel giuoco.
+La lotta dur&ograve; alcuni istanti. Rosen era sul
+punto di lasciarsi ferire, quando s'avvide che
+il suo avversario si ostinava a tener alta la
+punta per sfregiarlo nel viso. Questa circostanza
+fu causa che egli perdesse tutta la sua
+freddezza, e si dimenticasse dello scopo di
+questo duello, per non ricordarsi pi&ugrave; che di
+colpire il suo nemico. Proseguirono con accanimento;
+il francese aveva gi&agrave; sfiorata una
+spalla a Rosen, quando, scoprendosi a un tratto
+nel ritirarsi, fu colpito nel petto e cadde.</p>
+
+<p>Rosen si avvide allora del suo fallo, ma
+era troppo tardi. Lamperth gli si avvicin&ograve;, e
+gli disse:&mdash;Che avete fatto? voi avete ucciso
+un uomo innocente.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, disse Rosen, ma sar&agrave; l'ultimo; che
+volete? sono un insensato... partiamo subito
+per la Francia: giuro al cielo che al primo
+scontro che io potr&ograve; avere in quel paese, mi
+lascer&ograve; sparare come un coniglio.</p>
+
+<p>E al domani s'imbarcarono per Calais, e
+presero la via di Parigi.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Strada facendo, Rosen pensava con dolore
+al triste risultato di quella sua prima avventura.
+Egli aveva ucciso un uomo in duello;
+ci&ograve; non era poi letteralmente un omicidio, ma
+questo duello era stato provocato da lui, non
+v'era discolpa, quel giovine era stato costretto
+a battersi, e doveva a Rosen la sua morte.</p>
+
+<p>Egli &egrave; uno strano e insensato apprezzamento
+questo che noi sogliamo fare d'un omicidio
+secondo il modo e le cagioni per cui &egrave; avvenuto.
+Non ne facciamo tanto una causa di
+umanit&agrave; di principio morale quanto ne facciamo
+una causa di forma: lo stesso atto ci solleva
+alla gloria o alla fama, o ci abbassa fino
+al delitto pi&ugrave; turpe ed alle punizioni pi&ugrave; atroci;
+pu&ograve; essere eroismo o assassinio, cos&igrave; nella
+guerra e nelle contese private; pu&ograve; essere coraggio
+ed onore, cos&igrave; nel duello.</p>
+
+<p>Rosen, lungo la via, ritornava colla mente
+su questi pensieri, e meditava con dolore su
+quella triste avventura di Dover.</p>
+
+<p>&mdash;Che ne pensate? diss'egli rivolgendosi a
+Lamperth che dormicchiava rannicchiato in
+un angolo della vettura.</p>
+
+<p>&mdash;Di che cosa?</p>
+
+<p>&mdash;Del mio duello di ieri.</p>
+
+<p>&mdash;Male, male; se avete intenzione di farvi
+uccidere, non dovete per&ograve; uccidere gli altri;<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+vi sono mille maniere di morire; vi confesso
+che fui dolorosamente impressionato da questo
+fatto.</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione, soggiunse Rosen con
+aspetto mortificato, non mi cimenter&ograve; pi&ugrave; in
+duello, vi &egrave; qualche cosa d'istintivo che ci
+spinge nostro malgrado a difenderci; ma, giacch&egrave;
+la natura ci ha dato una sola via al nascere&mdash;come
+a cosa triste&mdash;e ce ne ha
+aperte mille al morire&mdash;come a cosa molto
+pi&ugrave; dolce&mdash;io approfitter&ograve; in altro modo di
+questa prodigalit&agrave; della natura. Dite. Credete
+voi che non mi sar&agrave; difficile il morire? Lo
+sperate?</p>
+
+<p>&mdash;Speriamolo, s&igrave;, disse Lamperth; se il
+voto di una persona che vi ama pu&ograve; avere
+qualche influenza sul vostro destino, vi giuro
+che io faccio voti al cielo perch&egrave; il vostro desiderio
+venga esaudito.</p>
+
+<p>&mdash;Vi ringrazio, rispose Rosen scuotendo
+la mano che il suo amico gli aveva sporto
+senza voltarsi, come a meglio rassicurarlo
+della sincerit&agrave; del suo voto, vi ringrazio dal
+pi&ugrave; profondo dell'anima: e pronunci&ograve; queste
+parole quasi commosso, e colla pi&ugrave; schietta
+effusione di cuore.</p>
+
+<p>In quella sera stessa Rosen e Lamperth
+giunsero ad Amiens. Alla porta del paese Rosen,
+essendosi arrestato per contemplare lo
+spettacolo della citt&agrave;, come &egrave; costume d'ogni
+buon inglese, vide affisso alla parete un ampio
+cartellone decorato da alcune figure d'animali
+in inchiostro rosso, e vi lesse queste
+parole:<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p>
+
+<p>&laquo;<i>Grande serraglio di belve viventi del signor
+Gustavo Lachard. Due tigri, quattro
+pantere, una grande variet&agrave; di scimmie, un
+elefante, e due leoni africani. Alle ore otto
+vi sar&agrave; il pasto delle fiere. Mezz'ora prima
+il rinomato domatore Gustavo Lachard entrer&agrave;
+nella gabbia dei leoni.</i>&raquo;</p>
+
+<p>Rosen guard&ograve; l'orologio, erano le sette ore
+passate; mancavano pochi minuti alla rappresentazione.
+Egli si rivolse a Lamperth, e gli
+disse, indicandogli quel manifesto:</p>
+
+<p>&mdash;Volete che andiamo a visitare questo
+serraglio? pu&ograve; essere che vi abbia a trovare
+qualche avventura favorevole a' miei disegni.</p>
+
+<p>&mdash;Andiamo, disse Lamperth, e giunsero in
+breve al recinto.</p>
+
+<p>Dopo che il signor Lachard usc&igrave; dalle gabbie
+dei leoni, e la folla si ritir&ograve; a poco a poco
+e si disperse, Rosen disse al suo compagno
+stringendogli la mano:</p>
+
+<p>&mdash;Credo, mio caro Lamperth, di aver trovato
+un modo infallibile per farmi uccidere;
+permettete che non vi dica altro; andate all'albergo
+del Ciclope dove fra un paio d'ore
+o mi rivedrete vivo, o avrete la notizia della
+mia morte. Vi raccomando la lettera per mia
+moglie.</p>
+
+<p>&mdash;Non temete della mia puntualit&agrave;&mdash;e
+si port&ograve; la mano sul cuore&mdash;mi dispiace di
+perdervi s&igrave; presto, ma se ci&ograve; &egrave; inevitabile...
+Vi auguro buona fortuna.</p>
+
+<p>Rosen, lasciato solo, chiese di parlare
+col signore Lachard, e trattolo in un angolo
+del recinto gli disse:<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Io sono un barone inglese appassionatissimo
+del lottare e bramo cimentarmi con qualche
+lottatore evidentemente pi&ugrave; forte di me.
+Desidero di combattere con uno dei vostri
+leoni, ma &egrave; necessario che ci&ograve; rimanga un segreto
+tra noi; occorre che voi mi lasciate
+solo in questo serraglio, e che si creda, per
+vostra e mia giustificazione, che io vi sia entrato
+senza il vostro consenso, e avendo aperta
+io stesso la gabbia, come far&ograve;, sia stato
+assalito dalla vostra bestia. Quanto &egrave; il prezzo
+di questo animale? io ve lo pagher&ograve; due
+volte.</p>
+
+<p>&mdash;Non meno di cinque mila franchi, disse
+il domatore; parlo di Behemet, il pi&ugrave; alto e
+il pi&ugrave; forte: l'ho comprato io stesso a Bourck,
+sul limite occidentale del deserto; non ha ancora
+due anni compiuti e non gli manca un
+pelo. Ma, intendiamoci, io non debbo saper nulla
+di ci&ograve;; io mi ritirer&ograve; dal serraglio come faccio
+tutte le sere, e voi sarete un imprudente
+che vi sar&agrave; entrato senza mia licenza, ecco
+tutto; se poi voi ucciderete il leone, la cosa
+rimarr&agrave; tra noi, e non avr&agrave; altra conseguenza.</p>
+
+<p>Rosen gli sbors&ograve; dieci mila franchi; e siccome
+la sera era gi&agrave; molto inoltrata, il domatore
+licenzi&ograve; il suo guardiano, e lasci&ograve; Rosen
+nel recinto di cui socchiuse appena la porta,
+dopo avergli detto:</p>
+
+<p>&mdash;Vi auguro che abbiate ad uscirne gloriosamente,
+ma temo che Behemet vi sapr&agrave; spianar
+le costure.</p>
+
+<p>Rimasto solo Rosen comprese di esser posseduto<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+da un panico indefinibile, e vi fu un
+istante in cui si sent&igrave; tentato di rinunciare
+a quella specie di morte, e di raggiungere
+Lamperth all'albergo del Ciclope, per combinare
+con lui su qualche mezzo di distruzione
+meno inumano. Ma era troppo tardi. E d'altra
+parte, giacch&egrave; era d'uopo morire, conveniva
+accettare quel mezzo che era pi&ugrave; pronto,
+pi&ugrave; sicuro e che non avrebbe lasciato concepire
+alcun sospetto d'inganno sulla sua fine.
+Chi sa! Forse il morire tra le zanne d'un
+leone poteva essere pi&ugrave; dolce, pi&ugrave; rapido che
+il morire di ferita o di veleno, o per altra
+causa qualunque&mdash;certo era pi&ugrave; verosimile
+e pi&ugrave; ardito.</p>
+
+<p>Animato da questo ragionamento, Rosen si
+avvicin&ograve; alla gabbia, e sollev&ograve; le tre aste di
+ferro che n&egrave; formavano l'uscio. Paralizzato dal
+timore, colle mani appoggiate sull'orlo dello
+steccato, in atteggiamento di vittima rassegnata
+aspettava che Behemet uscisse.</p>
+
+<p>Il leone dopo essersi allungato due volte e
+aver sbadigliato lungamente inarcando la lingua
+come una bestia che sa di potersi pigliare
+i suoi comodi, si affacci&ograve; allo sportello, guard&ograve;
+con aria d'indifferenza il barone di Rosen cui
+era venuto, suo malgrado, la pelle di cappone;
+e discendendo nello spazio riservato agli spettatori,
+incominci&ograve; a passeggiarvi per lungo e
+per largo, agitando la coda, e mandando un
+certo suo ruggito prolungato e sommesso in
+suono di soddisfazione e di gioia.</p>
+
+<p>Quando Rosen si avvide che Behemet non
+si curava di lui, avendo ripreso animo in quel<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+breve intervallo di tempo, discese ed affront&ograve;
+arditamente il leone, cui percosse d'un colpo
+di frustino. A quella provocazione, Behemet,
+come una bestia ubbidiente, si ritir&ograve; precipitosamente
+nella sua gabbia, Rosen lo insegu&igrave;,
+ed essendosi munito d'un asta appuntata di
+ferro, lo stimolava con quella ad uscirne. Il
+leone, rannicchiatosi nel fondo del suo covacciolo,
+ruggiva e spalancava le fauci orribilmente
+senza avventarsi; Rosen era al colmo
+dell'impazienza e dell'ira.</p>
+
+<p>Dimenticando che egli parlava con un leone&mdash;Uscite,
+gli gridava, uscite da cotesta gabbia,
+miserabile. Ma tutto era indarno, Behemet,
+non intendeva questo linguaggio provocatore,
+e rimaneva quieto come olio.</p>
+
+<p>Disperando di potersi misurare con lui, Rosen
+decise di entrare nella gabbia delle pantere,
+ma si avvide che Lachard, toltone quel
+solo, aveva assicurati tutti gli sportelli con due
+buoni giri di chiave.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! Lachard assassino, esclamava Rosen
+acciecato dalla bile, egli sapeva che questo
+era un coniglio, e mi ha arraffato dieci mila
+franchi senza lasciarmi il compenso d'una scalfittura,
+ma rivedremo le nostre partite domani.</p>
+
+<p>E gettando uno sguardo pieno di disprezzo
+nella gabbia di Behemet, usc&igrave; dal serraglio, e
+corse difilato all'albergo del Ciclope.<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span></p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Lamperth che stava rivedendo alcune sue
+carte presso una tavola su cui si scorgevano
+gli avanzi della sua cena, si mostr&ograve; molto meravigliato
+del ritorno di Rosen, il quale era
+s&igrave; acciecato dallo sdegno che a stento pot&egrave; fargli
+il racconto di questa sua nuova sventura.</p>
+
+<p>&mdash;Che domando io? Che voglio? Che spero?
+Morire, ecco tutto; la cosa pi&ugrave; semplice, pi&ugrave;
+facile, pi&ugrave; naturale del mondo, diceva Rosen
+nel conchiudere il suo racconto, e tuttavia eccomi
+condannato da una desolante fatalit&agrave; a
+sopravvivere a tutti i miei sforzi, a tutti i pericoli
+cui mi espongo per impedirlo. Ahi vi
+giuro che io affronterei in questo momento
+qualunque rischio, approffitterei di qualunque
+circostanza per uscire di questo stato.</p>
+
+<p>&mdash;Calmatevi, gli rispondeva Lamperth, non
+ve ne mancheranno mai le occasioni, bisogna
+aver fede: intanto ordinate la vostra cena, lo
+stomaco ha le sue esigenze, e credo che voi
+dobbiate avere appetito.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; vero, disse Rosen, cener&ograve;; l'uomo &egrave;
+il servitore d'uno stomaco, anzi l'uomo &egrave; uno
+stomaco, la credo la definizione meno inesatta
+fra le tante che si son fatte di questo animale.
+E ordin&ograve; una costoletta di castrato colle patate.<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p>
+
+<p>Non aveva Rosen addentato la sua costoletta,
+che un nuovo arrivato entr&ograve; nella sala, e
+venne a sedersi di faccia a lui, dal lato opposto
+del tavolo.</p>
+
+<p>Rosen era tutt'occhi nell'osservare i movimenti
+di quel suo commensale, e si augurava
+che la punta d'uno de' suoi stivali venisse a
+colpire uno de' suoi stinchi per aver ragione
+di bisticciarsi, quando l'altro cacciando il naso
+nel suo piatto e indicandolo col dito al cameriere
+gli disse:&mdash;portami una vivanda come
+quella... &egrave; una costoletta di castrato in salsa
+dolce.</p>
+
+<p>&mdash;Voi mentite per la gola, o signore, disse
+Rosen sollevandosi un poco dalla sedia, questa
+costoletta &egrave; in salsa piccante.</p>
+
+<p>&mdash;Per il cielo, esclam&ograve; l'altro un po' turbato
+da quella sorpresa, voi ci tenete molto
+al sapore della vostra costoletta e ne fate una
+questione di onore; del resto non c'&egrave; che dire,
+vi siete servito di una espressione felicissima;
+trattandosi di sapori, io ho precisamente mentito
+per la gola. Voi siete inglese?</p>
+
+<p>&mdash;Di Londra.</p>
+
+<p>&mdash;E contate di attraversare la Francia?</p>
+
+<p>&mdash;Precisamente.</p>
+
+<p>&mdash;Dubito se arriverete al termine del vostro
+viaggio senza trovare qualcuno che...</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa?</p>
+
+<p>&mdash;Che v'abbia a rivedere il pelo. Siete mai
+stato in Guascogna?</p>
+
+<p>&mdash;Oh! che voi siete Guascone?</p>
+
+<p>&mdash;Per l'appunto.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; una provincia che in fatto di millanterie<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+ha delle tradizioni grandiose; spero che
+saprete farmi conoscere tutta la estensione del
+pericolo che io avrei corso se vi avessi insultato
+nel vostro paese.</p>
+
+<p>&mdash;Voi siete un pazzo o un imbecille, disse
+l'altro che era tutto sangue di guascone, illividendo
+fin sulla punta del naso; venite qui dietro
+le mura, e ci taglieremo due dita di fegato.</p>
+
+<p>&mdash;Sono a vostra <a name="tn47" id="tn47"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'disposione'">disposizione</ins>, rispose Rosen.
+E si accommiat&ograve; da Lamperth che gli diceva
+all'orecchio:&mdash;abbiate giudizio, contenetevi
+da uomo onesto, lasciatevi ammazzare, pensate
+a vostra moglie, pensate che quell'uomo fu
+provocato da voi e che la fortuna non vi regaler&agrave;
+tutti i giorni di queste magnifiche occasioni.</p>
+
+<p>&mdash;Non dubitate, disse Rosen, spero che mi
+vedrete tornare in lettiga.</p>
+
+<p>Rosen e lo sconosciuto giunsero in breve
+tempo dietro lo spaldo; alcuni avventori dell'albergo
+che avevano inteso quel battibecco
+li seguivano da lontano, e un amico del guascone
+portava le due sciabole sfoderate sotto
+il mantello.</p>
+
+<p>&mdash;Avete i vostri padrini? chiese lo sconosciuto
+all'inglese.</p>
+
+<p>&mdash;Non ne ho alcuno.</p>
+
+<p>&mdash;Non importa, questi signori serviranno
+come testimonii ad entrambi. Gi&agrave;, non escluderemo
+i colpi di testa e di punta, e ci batteremo
+fino a che uno di noi non sia rimasto
+sul terreno.</p>
+
+<p>&mdash;Siamo intesi, era la mia intenzione.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Allora possiamo incominciare.</p>
+
+<p>&mdash;Incominciamo.</p>
+
+<p>E il Guascone, senza attender altro, si assicur&ograve;
+bene nel pugno la sua sciabola, e si scagli&ograve;
+furiosamente sul suo avversario. Rosen lo
+attendeva di pi&egrave; fermo. La notte era s&igrave; buia
+che l'uno poteva distinguere a stento la direzione
+dei colpi dell'altro: gli spettatori vedevano
+nulla o pressoch&egrave; nulla; distinguevano
+due masse nere agitarsi, avventarsi; vedevano
+di quando in quando il lampeggiare delle lame
+su cui si rifletteva un debole filo di luce che
+proveniva dal fanale dello spaldo, e sentivano
+il cozzo frequente delle sciabole senza poter
+giudicare quale dei due avversarii avesse maggiore
+perizia nelle armi, e desse indizio di uscirne
+vincitore.</p>
+
+<p>Ma ad un tratto uno di essi si arresta, vacilla,
+cade: gli spettatori si gettano sopra di
+lui... era il guascone.</p>
+
+<p>Che cosa era avvenuto? Il francese era un
+pessimo schermitore, Rosen non aveva ancora
+trovato il tempo di scoprirsi opportunamente,
+quando avendogli fatta una <i>finta</i> di destra, l'altro
+vi rispondeva con una parata di sinistra,
+e, investendo la sua sciabola, si feriva gravemente
+al collo, senza che il suo avversario
+avesse alcuna intenzione di farlo.</p>
+
+<p>Rosen era rimasto pietrificato dal dolore e
+dalla meraviglia. Vi era senza dubbio una strana
+fatalit&agrave; che pesava sopra di lui, che rendeva
+vani e funesti tutti i suoi tentativi di
+morire.</p>
+
+<p>Mentre egli stava cos&igrave; appoggiato colle mani<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+riunite sull'elsa della sciabola, intese uno degli
+spettatori chiedere: Chi &egrave; costui che lo
+ha ferito? E un altro rispondergli: &Egrave; un inglese.&mdash;Bene.
+Bisogna chiedergli ragione di
+questo fatto: non si pu&ograve; dirlo un duello questo;
+non v'erano padrini, non v'era nulla di
+regolare; &egrave; stato un omicidio bello e buono.
+Guardate, il morto &egrave; un francese, &egrave; un guascone,
+e si sono battuti per una costoletta;
+c'&egrave; qui il suo collega Pirolet a confermarlo;
+non bisogna permettere che questo marrano
+d'inglese se ne vada via liscio liscio: facciamo
+le cose per bene, conduciamolo al Commissario
+di polizia.</p>
+
+<p>Rosen che all'intendere da principio quelle
+parole, aveva sentito discendergli nel cuore
+un debole raggio di speranza, rabbrivid&igrave; tutto
+quando ud&igrave; discorrere del Commissario di polizia;
+e conobbe che era necessario l'andarsene
+quatto quatto, se era ancora possibile, e partire
+in quella notte stessa da Amiens.</p>
+
+<p>Ma egli non aveva fatto ancora questa risoluzione
+che si vide circondato da tutta quella
+folla, e ud&igrave; uno di essi che gli s'era avvicinato
+pi&ugrave; degli altri, imporgli di consegnargli
+la sciabola, e di seguirlo all'ufficio del dipartimento.
+Rosen prese allora una grande determinazione.
+Avendo osservato che alcuni fra
+loro erano armati di stocco, e che uno di essi
+teneva tra mano la spada del suo avversario,
+immagin&ograve; che gli sarebbe riuscito agevole il
+farsi uccidere da tutta quella gente, gettandovisi
+in mezzo come uomo perduto, e menando<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+botte alla cieca per costringerli a restituirle.</p>
+
+<p>Detto fatto&mdash;non &egrave; che un punto&mdash;Rosen
+impugna la sua sciabola a due mani, e
+piomba in mezzo a quei malarrivati picchiando
+a destra e a sinistra, ove gli capita meglio,
+e gridando con quanto ha di fiato&mdash;paltonieri,
+miserabili, anime di conigli, difendetevi,
+arrestatemi se ne avete il coraggio.</p>
+
+<p>Ma egli conseguisce cos&igrave; uno scopo affatto
+opposto: tutti quegli uomini spaventati da tanto
+ardimento si danno alla fuga, e Rosen non ha
+che il dispiacere di vederne quattro cadere feriti
+al suo fianco, e la certezza che questo
+avvenimento va a creargli una terribile responsabilit&agrave;
+in faccia alla sua coscienza, e ci&ograve;
+che a lui pi&ugrave; importa, una responsabilit&agrave; non
+meno fatale in faccia all'autorit&agrave; governativa.</p>
+
+<p>Rosen si decide su due piedi: nessuno lo conosce
+ad Amiens; non ha detto il suo nome a
+nessuno; appena ne hanno intravista la figura
+alla luce del fanale; egli si getta alla campagna
+e tenta di giungere nella notte a Montdidier,
+servendosi di qualche cavalcatura che
+spera acquistare in una fattoria, lungo il viaggio.</p>
+
+<p>Un'ora dopo questo avvenimento Lamperth
+riceve da un contadino un biglietto cos&igrave; concepito:</p>
+
+<p>&laquo;Caro Lamperth,&mdash;Un destino singolare,
+altrettanto che inesorabile, rende infruttuosi
+e funesti tutti i miei disegni di morire. Io vivo
+a dispetto mio, ad onta di tutto e di tutti.<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+Avrete inteso che ho ucciso quel guascone, e
+ferito quattro o cinque francesi che volevano
+tradurmi, come un malfattore, all'ufficio di polizia.
+Questo avvenimento mi costringe a riparare
+a Montdidier senza esser visto, giovandomi
+d'un cattivo cavallo che ho acquistato
+ora in una casa di coloni da cui vi scrivo. Vi
+aspetto dunque a Montdidier, al Caff&egrave; della Pace,
+dove si beve il miglior fiore di latte che si
+trovi in tutta la Francia.&raquo;</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Mentre Rosen cavalcava per quelle ridenti
+campagne che corrono da Neufchatel, fino a
+Hermont e fino alla riva dell'Oise, pensava a
+quella sua vita spensierata di Londra, a sua
+moglie, a' suoi amici, alle sue ricchezze dissipate,
+e a quello strano capriccio della fortuna
+che gli aveva indicato per rimediarvi una via
+s&igrave; colpevole e s&igrave; singolare.</p>
+
+<p>La notte s'era fatta piovosa, e Rosen era
+triste. Mai, come in quel momento, egli aveva
+sentito un pi&ugrave; vivo desiderio di morire: mai
+come in quel momento, la fortuna aveva sembrato
+allontanarlo di pi&ugrave; dalla morte. Era cosa
+s&igrave; difficile il morire? Egli sentiva in s&egrave; una
+pienezza di vita straordinaria, un'armonia inusitate
+in tutte le funzioni della sua macchina:
+un ordine, uno scorrere del sangue s&igrave; calmo,
+s&igrave; regolare, s&igrave; dolce, che non aveva conservato<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+memoria di aver provato mai un simile stato
+di benessere, anche negli anni della sua fanciullezza.</p>
+
+<p>Quel trotto monotono della sua cavalcatura
+sembrava cullarlo a guisa di un bambino; l'acqua
+che gli percoteva a spruzzi leggerissimi
+e quasi vaporosi sui capelli e sul viso, pareva
+accarezzarlo come una mano di donna adorata;
+il vento che spirava leggerissimo, pareva soffiargli
+sul viso come l'alito profumato d'una
+fanciulla; oltre a ci&ograve; gli alberi erano pieni di
+usignuoli che cantavano nonostante l'imperversare
+della pioggia; e vi era nell'aria qualche
+cosa di s&igrave; voluttuoso e s&igrave; molle che rendeva
+impossibile qualunque sentimento che non
+fosse stato calmo, affettuoso e gentile.</p>
+
+<p>Ad onta di questo stato di cose, Rosen
+pensava in che modo gli sarebbe riuscito
+domani di morire, giacch&egrave; egli era intollerante
+d'indugii, e vagheggiava nuove venture
+e nuovi progetti.</p>
+
+<p>Ad ogni ombra che pareva disegnarsi ai lati
+della via, ad ogni lieve rumore di passi, il
+cuore di Rosen batteva pi&ugrave; concitato e si riapriva
+alla speranza e alla gioia. Egli entr&ograve; ad
+arte nelle macchie, e attravers&ograve; il piccolo bosco
+di <i>Cok-sautin</i> trattenendo quasi il respiro
+tanta era la sospensione d'animo in cui si trovava,
+e l'impazienza di imbattersi in qualche
+pericolo, o di dare in una imboscata di malandrini.</p>
+
+<p>Ogni gruppo di piante gli pareva un assembramento
+di ladri, ogni cespuglio un assassino
+appostato sul suo sentiero, ogni ramo coperto<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+di lichene bianco una lama di coltellaccio, o
+una canna di trombone.</p>
+
+<p>Egli pensava in che modo si sarebbe contenuto
+con essi. Certo i ladri non sarebbero
+stati meno di due o di quattro, forse anche
+di pi&ugrave;&mdash;che gioia!.... e avrebbero avuto delle
+buone armi.... E come trattarli?... Colle buone?..
+peggio! non si sarebbe fatto nulla: bisognava
+dir loro&mdash;assassini, furfanti, paltonieri, non
+mi sfuggirete; sono il Commissario generale io,
+domani sarete arrestati, e giuro al cielo che
+vi far&ograve; impiccare come tanti cani, senza darvi
+il tempo di fare un esame di coscienza.</p>
+
+<p>Rosen si era talmente investito della sua
+parte che inveiva ad alta voce contro questi
+assassini immaginarii come se li avesse avuti
+dinanzi, ed era gi&agrave; uscito dal bosco di <i>Cok-sautin</i>
+senza avvedersene.</p>
+
+<p>Il giorno era sull'albeggiare allorch&egrave; egli
+incominci&ograve; a scorgere in lontananza i campanili
+della citt&agrave;, e sent&igrave; i rintocchi misurati di
+una campana che pareva suonare l'allarme.
+Aguzzando lo sguardo su quella linea bianchiccia
+dell'orizzonte, sul cui fondo si disegnavano
+a masse oscure e confuse le case di Montdidier,
+gli parve distinguere un'ampia colonna
+di fumo che si sollevava a spire nere e pesanti
+e si riuniva alle nubi che pendevano ancora
+fitte ed oscure sulla citt&agrave;. Rosen spron&ograve; il suo
+cavallo, e come fu pi&ugrave; dappresso alle mura, distinse
+delle lingue di fiamme che uscivano dal
+tetto e dalle finestre d'una casa, e conobbe che
+si trattava d'un incendio.</p>
+
+<p>Rianimato da questa nuova speranza abbandon&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+le briglie sul collo della sua cavalcatura,
+le ficc&ograve; nel ventre gli sproni e giunse alle
+porte di Montdidier prima che gli abitanti di
+quel paese, che hanno fama di essere la gente
+pi&ugrave; dormigliona, e le teste pi&ugrave; tarde di tutta
+la Francia, fossero accorsi a domare in qualche
+modo l'incendio.</p>
+
+<p>Rosen arriv&ograve; dunque dei primi, e non aveva
+ancora avuto agio d'osservare da che parte
+e con quale pretesto avrebbe potuto gettarsi,
+nella casa incendiata, che lo colpirono queste
+voci:</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna salvare pap&agrave; Caupin, povero pap&agrave;
+Caupin! egli deve essere inchiodato sul suo letto
+dall'artritide... egli morr&agrave; soffocato. Non vi &egrave;
+alcuno che voglia salvare pap&agrave; Caupin?</p>
+
+<p>&mdash;Sono qua io, disse Rosen, dove &egrave; la
+stanza di questo malato?</p>
+
+<p>&mdash;O signore, che il cielo ve ne rimuneri;
+&egrave; la prima stanza a sinistra, al secondo piano,
+vi &egrave; l'uscio l&igrave; sulla scala; se non vi fosse lo
+trovereste nel gabinetto appresso.</p>
+
+<p>Rosen senza aspettar altro, sicuro che quel
+mezzo di morte era infallibile, entr&ograve; sorridente
+nel pianerottolo e si avvi&ograve; risoluto su per le
+scale, esclamando tra s&egrave; stesso: &egrave; la provvidenza
+che mi ha mandato a Montdidier.</p>
+
+<p>Ma non aveva salito due gradini che le
+fiamme lo circondavano da tutte le parti, e
+gli toglievano il respiro; i capelli e la barba
+friggevano cagionandogli terribili scottature
+alle guancie; i suoi abiti incominciavano ad
+arricciarsi; e fu caso se un sentimento istintivo
+di umanit&agrave; e la fermezza sua nel proposito<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+di morire, valsero a spingerlo fino al secondo
+piano nella stanza di pap&agrave; Caupin che
+giaceva svenuto sul pavimento. Sollevarlo, recarselo
+sulle spalle, ridiscendere a precipizio
+le scale, fu l'opera d'un istante per Rosen,
+che si present&ograve; alla folla accolto da una salva
+di grida e di battimani; e stava per rigettarsi
+nell'incendio, quando si sent&igrave; afferrare l'abito
+da una giovine donna tutta discinta e coi capelli
+disciolti a onde gi&ugrave; per le spalle, che gli
+diceva lacrimando:&mdash;Deh? per carit&agrave;, signore,
+salvate i miei due bambini, li troverete
+nella terza stanza a destra, al terzo piano...
+ma fate presto.... andate... pregher&ograve; sempre
+il cielo per voi!</p>
+
+<p>Rosen non aspettava altro, e si ricacci&ograve;
+nell'incendio. Fu visto ricomparire poco dopo,
+tenendo nelle braccia i due fanciulli che venne
+a consegnare alla loro madre, ma s&igrave; sfigurato
+dalle bruciature e dalle fatiche, che lo si poteva
+riconoscere a stento. Nondimeno egli non
+aveva smarrito ancora la ragione, n&egrave; dimenticato
+lo scopo vero e diretto del suo disegno.</p>
+
+<p>Bench&egrave; stordito dal dolore, affannato dall'anelito,
+e quasi acciecato dal fumo e dalla
+luce, si gett&ograve; una terza volta nelle fiamme.
+Gli spettatori tentarono invano di trattenerlo,
+gridando:&mdash;Cosa fate? &Egrave; inutile... non c'&egrave;
+pi&ugrave; nessuno da salvare. Povero giovine, non
+capisce pi&ugrave; nulla... gi&agrave;... non discender&agrave; pi&ugrave;
+questa volta. Che eroismo! che cuore! Ed &egrave;
+dei nostri? &Egrave; di Montdidier?</p>
+
+<p>Ma Rosen non aveva inteso o voluto intendere
+nulla: era suo disegno di raggiungere<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+il piano pi&ugrave; elevato, buttarsi sul primo pavimento
+che minacciasse di sfondare, e farsi
+travolgere con esso nelle rovine.</p>
+
+<p>Era giunto cos&igrave; al quarto piano, sotto l'arco
+di un uscio che poneva in comunione due
+stanze; le travi dei due solai crepitavano, e
+le fiamme ne uscivano qua e l&agrave; lungo le pareti;
+egli scelse quello tra i due che pareva
+sarebbe sfondato pi&ugrave; presto, ma vi s'era appena
+gettato che vide l'altro piegarsi nel mezzo,
+aprirsi e precipitare scompostamente con
+un orribil rovinio, mentre quello su cui egli
+stava distaccatosi soltanto dalle pareti, scendeva
+dolcemente tutto intero, e senza piegare,
+sfondando i piani sottostanti che ne ammorzavano
+l'urto e la rapidit&agrave; col loro ostacolo.</p>
+
+<p>In una parola Rosen si trov&ograve; in fondo come
+se ve lo avessero calato con delle carrucole,
+e non aveva avuto tempo a meditare sulla sua
+situazione, che gli spettatori, vistolo dalle finestre
+del pian terreno, vi penetravano da
+tutte le parti, e lo estraevano, suo malgrado,
+da quelle rovine.</p>
+
+<p>Rosen era s&igrave; sofferente e s&igrave; addolorato che
+svenne. La folla piena di gratitudine e di ammirazione
+per lui, lo accompagn&ograve;, acclamandolo,
+fino ad un'altra casa del signor Caupin,
+dove fu portato in lettiga, e posto a letto per
+essere medicato delle sue ferite.</p>
+
+<p>Nella sera di quello stesso giorno Lamperth,
+giunto a Montdidier, si rec&ograve; al caff&egrave; della
+Pace, dove Rosen gli aveva dato convegno,
+e dopo avervi bevuto il fiore di latte, che ha<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+fama di essere il migliore che si beva nella
+Francia, tolto in mano il giornale della provincia,
+vi lesse con suo stupore queste parole:</p>
+
+<p>&laquo;<i>Eroismo.</i>&mdash;Un grande incendio si &egrave; sviluppato
+stamane nella casa del signor Caupin.
+Si avrebbero avuto a deplorare perdite dolorose,&mdash;quella
+dello stesso Caupin impedito
+nel camminare, e di due piccoli fanciulli&mdash;se
+un viaggiatore inglese arrivato in quel
+momento nella nostra citt&agrave;, non li avesse tratti
+a salvamento, gettandosi, senza esitare, nelle
+fiamme, e riportandone tali ferite che lo costringono
+al letto nell'altra casa dello stesso
+signor Caupin dove venne ricoverato. Egli &egrave;
+certo barone Alfredo di Rosen, nativo di Londra.
+Siamo lieti di annunciare che il comune
+di Montdidier, in seduta d'oggi, gli ha conferita
+ad unanimit&agrave; di voti, la medaglia d'argento
+al valore civile.&raquo;</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Lamperth, dopo essersi informato del luogo
+ove era situata la casa del signor Caupin,
+and&ograve; a rendere una visita a Rosen. Lo trov&ograve;
+profondamente abbattuto, e s&igrave; trasfigurato dalle
+scottature e dalla perdita delle sopraciglia,
+dei capelli e della barba, che dur&ograve; fatica a riconoscerlo.
+Lamperth stesso che non aveva un
+cuore tenero come la giuncata, si sent&igrave; tutto<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+rimescolare a quella vista, e stendendogli la
+mano con atto di piet&agrave; e d'interessamento
+che pareva, ed era certo, sincero, gli chiese:
+Come state?</p>
+
+<p>&mdash;Voi vedete in me, gli disse Rosen con
+aria di abbattimento profondo e senza rispondere
+direttamente alla sua domanda, voi vedete
+in me un uomo che &egrave; incontrastabilmente il pi&ugrave;
+sventurato fra quanti abbiano patite sventure
+d'ogni sorta nel mondo. E ci&ograve; non di meno
+sento che questo dolore non ha il potere di
+uccidermi; e ho non so quale presagio nel
+cuore che mi dice che io devo vivere, vivere
+inesorabilmente a dispetto della mia volont&agrave;,
+e de' miei progetti. Ah! domandare soltanto
+di morire.... e non poter morire! &Egrave; una cosa
+orribile!&mdash;Che volete? sono travagliato da
+un'idea fissa, da un dubbio, da un sospetto
+che mi atterisce. Sarei io mai dotato di una
+natura immortale? &Egrave; un pensiero che mi fa
+rabbrividire, e non di meno non lo posso scacciare
+dalla mia mente. &Egrave; un pensiero che se
+io fossi suscettibile di morire, basterebbe solo
+ad uccidermi.</p>
+
+<p>&mdash;Sentite, riprese Rosen dopo qualche intervallo
+di silenzio, se io potessi morire di
+veleno, dopo il fatto di ieri, dopo che si conosce
+a Montdidier la mia qualit&agrave; di barone,
+credete che potrei destare <a name="tn58" id="tn58"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'sopetto'">sospetto</ins> di suicidio?</p>
+
+<p>&mdash;Non lo credo, disse Lamperth, ma dovete
+pensare che ne cadrebbe il sospetto sopra persone
+innocenti. Le cronache giudiziarie registrano
+a questo proposito dei fatti terribili,<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+e i primi tentativi che avete fatto per morire
+vi hanno gi&agrave; creata una responsabilit&agrave; abbastanza
+grave.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; vero, interruppe Rosen, con accento
+mortificato, ma la verit&agrave; verrebbe poi sempre
+alla luce.</p>
+
+<p>E avendo veduto che Lamperth aveva come
+accennato del capo in atto di adesione, dopo
+un istante di silenzio, afferr&ograve; le sue mani, si
+sollev&ograve; un poco sul guanciale, e gli disse con
+suono di voce supplichevole:</p>
+
+<p>&mdash;Lamperth, mio buon amico, ve ne scongiuro,
+deh! procuratemi un veleno.</p>
+
+<p>&mdash;Impossibile, rispose Lamperth con aspetto
+grave e severo; io posso assistere alla vostra
+morte, posso assecondare fino ad un certo
+punto i vostri disegni, giacch&egrave; ho compreso
+che &egrave; impossibile di potervene distogliere; ma
+non posso procurarvi io medesimo i mezzi di
+morire. Rivolgetevi ad altri. La mia coscienza
+m'impedisce di favorirvi.</p>
+
+<p>&mdash;Bene, bene, disse Rosen, sia come non
+detto, ma ci&ograve; non di meno voi sapete che ho
+della simpatia per voi.... voi siete incaricato
+di una lettera per mia moglie... avete ricevute
+le mie confidenze... ve ne prego, ottimo signor
+Lamperth, non mi abbandonate s&igrave; presto....
+Se non posso morire qui, conto di venire
+con voi in Italia, dove credo che un
+uomo che non chieda che di morire, possa
+correre miglior fortuna che in Francia.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! in quanto a questo rassicuratevi,
+disse Lamperth, io vi seguir&ograve; dappertutto, e
+indugier&ograve; a partire da Montdidier fino a che<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+non sarete guarito. Tanto pi&ugrave; che si beve
+realmente dell'ottimo fiore di latte a Montdidier...
+bisogna dirlo, non &egrave; un cattivo soggiorno...</p>
+
+<p>&mdash;No, no, riprese Rosen, vi ho passati alcuni
+mesi nella mia infanzia, e non &egrave; veramente
+un soggiorno dispiacevole, ma io non
+domando che di morirvi.</p>
+
+<p>&mdash;Speratelo, conchiuse Lamperth stringendogli
+la mano, e accomiatandosi da lui; la
+fortuna &egrave; capricciosa, e pu&ograve; concedervi domani
+ci&ograve; che vi ha rifiutato oggi; e quando
+meno state in aspettazione delle sue grazie,
+colmarvi de' suoi doni e de' suoi favori. Ma
+rimanete tranquillo; verr&ograve; a rivedervi domani;
+spero trovarvi peggiorato.</p>
+
+<p>Appena Lamperth si fu allontanato, ci&ograve; che
+Rosen aspettava con impazienza, egli fece
+chiedere d'un giovine commesso di farmacia
+che gli aveva recate alcune medicine, e applicate
+alcune striscie di taffet&agrave; nel giorno
+antecedente, e gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Voi dovete essere un ottimo ragazzo, e
+ho in mente di giovarvi per quanto mi &egrave; possibile,
+combinando l'interesse vostro ed il mio
+in un affare che vado a spiegarvi in due parole.
+Il cuore mi dice che noi riusciremo a
+qualche cosa. Ecco come sta il fatto. Si tratterebbe
+di un.... bisognerebbe.... ascoltatemi.</p>
+
+<p>&mdash;Dite, io sono tutto orecchi.</p>
+
+<p>&mdash;Vado a spiegarmi: io ho un'amante nel
+mio paese, una ragazza a dovere... figuratevi...
+una bellezza rara, una bellezza prodigiosa;
+una di quelle donne che hanno diritto a pretendere<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+in un amante delle attrattive irresistibili....
+ora... non dico d'averle avute io, ma
+certo... voi lo vedete, la mia faccia, i miei
+lineamenti sono alterati, io sono ora un uomo
+brutto, diciamolo francamente, brutto, &egrave; la
+parola. Io non ho pi&ugrave; il coraggio di farmi rivedere
+da lei in questo stato, ho preso una
+risoluzione energica, irremovibile; ho deliberato
+di... Come vi chiamate signor Tricot&egrave;t?</p>
+
+<p>&mdash;Tricot&egrave;t, l'avete detto.</p>
+
+<p>&mdash;E a che somma ascendono i vostri onorarii?</p>
+
+<p>&mdash;Oh! ad una somma assai lieve, se volete,
+ma considerevole sempre per un giovine
+commesso di farmacia, a venticinque lire mensili.</p>
+
+<p>&mdash;Bene! riprese Rosen, sappiate adunque
+che per i motivi che vi ho esposti, io ho deliberato
+di... morire; e vi dar&ograve; qui su due
+piedi venticinque mila franchi se voi mi procurate
+un veleno per farlo.</p>
+
+<p>&mdash;Un veleno! esclam&ograve; Tricot&egrave;t alzandosi
+due spanne dalla sua sedia; ma, signore, se
+non &egrave; che il timore della vostra deformit&agrave;
+che vi consiglia questa determinazione, io vi
+assicuro che voi guarirete: fidatevi di me,
+sono in grado di accertarvelo, io; studio il
+terzo anno di farmaceutica; e non sono pi&ugrave;
+di due mesi che colla pomata vergine di Vernicot,
+ho fatto rinascere le ciglia e i capelli
+all'illustrissimo signor Verrier, che &egrave; l'avvocato
+generale del dipartimento, e che era raso
+quanto una guancia... Avete detto venticinque
+mila franchi?<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Venticinque mila.</p>
+
+<p>&mdash;E che veleno vi occorrerebbe?</p>
+
+<p>&mdash;Oh! un veleno qualunque..... purch&egrave; sia
+potente, pronto, efficace, ma sopratutto potente.</p>
+
+<p>&mdash;In quanto a questo, non avreste a temere....
+credo avervi detto che studio il terzo
+anno di farmaceutica; queste cognizioni le ho
+sulle punta delle dita.</p>
+
+<p>&mdash;Bene, bene, riprese Rosen, pensateci seriamente,
+ne va della vostra fortuna.</p>
+
+<p>&mdash;Ci penser&ograve;, disse Tricot&egrave;t avviandosi
+verso la porta per uscirne. Ma non aveva ancora
+chiuso l'uscio dietro di s&egrave;, che ritorn&ograve;
+nella stanza di Rosen e gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Signore, ci ho pensato... parmi di poter
+accettare.... ho a mia disposizione una certa
+pasta nera, il cui effetto &egrave; terribile, &egrave; immediato,
+bench&egrave; procuri una irritazione intestinale
+abbastanza sensibile... se voi credete...
+se persistete nella stessa offerta, io ve la potrei
+procurare dietro la riscossione della somma
+su cui abbiamo convenuto.</p>
+
+<p>&mdash;Non v'&egrave; che dire, riprese Rosen, voi
+mi darete il veleno... la pasta.... ci&ograve; che
+dite, ed io vi sborser&ograve; i venticinque mila
+franchi.</p>
+
+<p>&mdash;Accettato, rispose Tricot&egrave;t con risolutezza,
+volo a provvedermene: fra due minuti
+sar&ograve; di ritorno.</p>
+
+<p>Rosen, sicuro finalmente di morire, si abbandon&ograve;
+tutto alla volutt&agrave; di questo pensiero.</p>
+
+<p>Un istante dopo Tricot&egrave;t ricomparve portando
+con s&egrave; un piccolo vaso ripieno d'una<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+pasta nera che liber&ograve; con molta precauzione
+da cinque o sei fogli di carta in cui era avviluppato,
+e lo present&ograve; a Rosen dicendogli:&mdash;Non
+avrete tempo a prenderne quattro
+boccate che sarete freddo.</p>
+
+<p>Rosen gli sbors&ograve; i venticinque mila franchi
+che erano tutto ci&ograve; che gli rimaneva della
+sua fortuna. Tricot&egrave;t li intasc&ograve; con tutta l'impassibilit&agrave;
+d'un uomo d'affari; ridiscese a saltelloni
+la scala, e, preso un posto nella diligenza
+di Lafitte, part&igrave; in quella stessa mattina
+per Parigi.</p>
+
+<p>&mdash;Rosen, rimasto solo, si raccolse tutto
+in s&egrave; stesso, richiam&ograve; tutte le sue memorie,
+ripens&ograve; alla sua fanciullezza e a sua moglie,
+fece un breve esame di coscienza, si pose in
+pace alla meglio con essa e con s&egrave; medesimo,
+e dato un addio alla vita e alle sue rimembranze,
+rinchiuse gli occhi e ingoi&ograve; in quindici
+o venti boccate tutto il suo veleno.</p>
+
+<p>Era un sapore acre ma dolce, e pareagli
+d'averlo gustato altre volte; non aveva nulla
+di disgustoso, nulla di forte, e Rosen stava
+per dubitare della fede di Tricot&egrave;t, quando
+lo incominciarono ad assalire degli spasimi
+colici cos&igrave; potenti che non pot&egrave; trattenere
+suo malgrado le grida. Erano dolori orribili,
+insopportabili, atroci. Rosen, come tutte le
+nature vivaci, ma deboli, era vile dinnanzi al
+dolore. I suoi lamenti fecero accorrere il signor
+Caupin che, non ostante le sue proteste,
+si affrett&ograve; a mandare pel medico.</p>
+
+<p>Rosen nell'entusiasmo del suo sacrificio non
+aveva preso tutte le precauzioni opportune,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+e aveva dimenticato sul tavolo il vaso del
+veleno. Se ne avvide troppo tardi quando il
+medico se l'era gi&agrave; tolto in mano, e esaminandone
+le reliquie gli diceva:</p>
+
+<p>&mdash;Che diavolo avete preso o signore? Chi
+&egrave; quell'asino di dottore che vi ha fatto una simile
+ordinazione? Oh la scienza! E c'&egrave; tanto
+da vergognarsene... siamo giunti davvero a un
+bel punto!... Quattr'oncie di conserva di prune
+coll'emetico! &Egrave; una cosa orribile, un'ordinazione
+da cavallo!....</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; il signor Tricot&egrave;t, mormor&ograve; Rosen tra
+lo spasimo, un commesso di farmacia che....</p>
+
+<p>&mdash;Il signor Tricot&egrave;t!.... diamine... ho trovato
+or ora il suo padrone, il degno farmacista
+Sapiston, che ne va in cerca per monti
+e per mari; egli ha ricevuto in questo momento
+una sua lettera in cui gli annunzia che
+parte oggi stesso per Parigi, e va ad acquistarvi
+una delle farmacie meglio avviate della
+capitale.</p>
+
+<p>&mdash;Ah Tricot&egrave;t scellerato! disse Rosen, tenendosi
+il ventre colle mani, piccolo malandrino!
+giuro al cielo che io vo' guarire a posta,
+rinunciare a tutti i miei progetti per
+andargli a strappare le orecchie a Parigi.</p>
+
+<p>&mdash;Via, via, disse il dottore in aria di conciliazione,
+quel piccolo monello vi ha fatto
+uno scherzo di cattivo genere, ma la cosa non
+ha in s&egrave; nulla di conseguente, prima di domani
+sarete perfettamente guarito.</p>
+
+<p>Venti giorni dopo questo avvenimento, Rosen
+ristabilito della sua malattia, prendeva
+con Lamperth la strada della capitale.<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p>
+
+<p>Un nuovo campo di avventure doveva aprirsi
+adesso per Rosen. In quel gran centro
+che &egrave; Parigi dove le statistiche registrano
+ogni giorno centinaia di furti, di aggressioni,
+di delitti, di calamit&agrave; d'ogni genere, non doveva
+riuscirgli difficile di morire. Almeno Rosen
+lo sperava; considerava le avversit&agrave; passate
+come un brutto giuoco della fortuna,
+ma nulla pi&ugrave; che un giuoco; era impossibile
+ch'essa potesse contendergli pi&ugrave; a lungo la
+realizzazione di un desiderio s&igrave; semplice e s&igrave;
+naturale, il compimento di un destino inevitabile
+e comune a tutte le cose. Oltre a ci&ograve;
+egli era divenuto triste e soffrente; bisognava
+aggiungere alle cause che lo eccitavano a
+desiderare con tanta ostinazione la morte,
+quel non so che di mesto e di inusitato che
+gli era provenuto dalla sua infermit&agrave;, e il
+dispiacere delle traccie che ella aveva lasciato
+sulle sue fattezze. Perch&egrave; Rosen ci teneva
+alla sua avvenenza, e non aveva totalmente
+mentito quando aveva detto a Tricot&egrave;t che
+non avrebbe potuto reggere al pensiero di
+rivedere l'Inghilterra cos&igrave; malconcio.</p>
+
+<p>Il pi&ugrave; delle volte noi amiamo di essere belli
+per noi stessi, perch&egrave; amiamo anzi tutto noi
+stessi, e consideriamo la bellezza fisica come
+un riflesso, come un'espressione della bellezza
+morale.</p>
+
+<p>I fanciulli che ignorano ancora tutta l'influenza
+che la belt&agrave; esercita sugli affetti, ambiscono
+nondimeno di essere leggiadri, ed &egrave;
+questo il primo istinto di vanit&agrave; che apparisca
+ordinariamente nell'uomo. Vi furono in<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+ogni tempo delle donne segnalate per avvenenza
+straordinaria, le quali non amarono
+alcuno, e furono tuttavia felici, e trovarono
+nella sola coscienza di questa loro belt&agrave; un
+conforto a mali grandi e reali della vita che
+non avrebbero saputo tollerare altrimenti.
+Egli &egrave; che esse amavano potentemente e sovra
+tutto s&egrave; stesse; e si &egrave; spesso tentati di
+credere che quell'amore che si d&agrave; ad altrui
+non sia che un'esuberanza, un residuo di
+quello che si d&agrave; a noi medesimi. Si toglie a
+s&egrave;, e si d&agrave; ad altri; pi&ugrave; amate altrui e meno
+amate voi stesso: da ci&ograve; il sacrificio in amore,
+e quella legge immutabile di egoismo che lo
+governa provvidamente e lo frena.</p>
+
+<p>Rosen incominci&ograve; da quei giorni una nuova
+serie di tentativi.</p>
+
+<p>Risoluto a non ritentare le sorti del duello
+che non gli avevano fruttato fino allora che
+dei rimorsi crudeli, immagin&ograve; nuove imprese
+e nuovi disegni: ma non era cos&igrave; agevole
+l'immaginarne di efficaci e di utili. Ne concepiva
+molti, e molti ne rigettava come ineffettuabili.
+Vi era sempre in ciascuno di essi
+qualche ostacolo, qualche conseguenza probabile
+che lo distoglieva dall'eseguirla. Perch&egrave;
+egli si era fatto saggio dopo quelle prime
+prove, e la sua coscienza infiacchitasi, come
+suole nella malattia, gli suggeriva rimedii
+pi&ugrave; cauti e pi&ugrave; onesti.</p>
+
+<p>In quel primo periodo della sua dimora a
+Parigi aveva cercato, ma indarno, di morire
+con qualche mezzo comune; si era buttato tre
+o quattro volte tra le carrozze che gli attraversavano<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+la via, come persona che ha difetto
+d'udito, o che non bada molto a s&egrave; per distrazione
+soverchia; ma i cocchieri erano sempre
+stati troppo avveduti, e s'erano sempre
+trovati importuni che gli avevano strillato
+alle orecchie:&mdash;Ehi, signore, la si guardi,
+badi che le viene addosso una carrozza; e
+talora ne l'avevano sottratto a forza, afferrandolo
+e trattenendolo violentemente per l'abito.
+S'era provato a passeggiare lungamente
+e pazientemente sotto i ponti e sotto le bertesche
+degli edificii in costruzione, sperando
+la caduta d'una tavola, d'una pietra, o di
+un arnese qualunque che avesse potuto ucciderlo,
+ma indarno: aveva girato tutto il vecchio
+Parigi, e cercato tra quelle case antiche
+e tra quei vecchi recinti di giardino qualche
+muro che minacciasse di sfasciarsi, e vi aveva
+passato notti intere aspettando che rovinasse,
+ma non era stato pi&ugrave; fortunato in ci&ograve;, di
+quanto lo fosse gi&agrave; stato dapprima. Un destino
+misterioso altrettanto che strano, governava
+la vita di Rosen.</p>
+
+<p>Spesso nello scorrere per passatempo i giornali
+della sera, si arrestava con un senso di
+sdegno e d'invidia a meditare sull'elenco dei
+morti nella giornata&mdash;tre o quattrocento
+ogni giorno; e tra essi molti pi&ugrave; giovani di
+lui, molti fanciulli che vi avevano diritti infinitamente
+minori..... E tuttavia egli viveva....
+Talora si sentiva sgomentato nello scorgere
+che la maggior parte di quei morti erano
+vissuti fino ad una et&agrave; molto avanzata, fino
+a settanta, a ottant'anni; ve n'erano spesso<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+alcuni che per poco non avevano toccato il
+secolo.... Se egli avesse avuto lo stesso destino....
+se fosse stato condannato ad una vita
+s&igrave; lunga!</p>
+
+<p>In quegli intervalli di scoraggiamento tornavalo
+ad assalire il sospetto che egli fosse
+dotato di una natura immortale, che tutti i
+suoi sforzi sarebbero riusciti vani, eternamente
+vani... Non poteva reggere al pensiero
+di una vita che non doveva aver fine; era
+questo fine che egli voleva affrettare, che
+egli voleva raggiungere; e quantunque si avvedesse
+dell'assurdit&agrave; di un simile sospetto,
+n'era soventi in timore, e passava giornate
+angosciose, travagliato, come era, da un pensiero
+cos&igrave; scoraggiante e terribile.</p>
+
+<p>In quei giorni avendo appreso che molti
+assassinii succedevano la notte nei quartieri
+pi&ugrave; remoti di Parigi, sui <i>boulevards</i>, al bosco
+di Boulogne, in quelle vecchie e strette viuzze
+che si trovano dal lato occidentale della citt&agrave;,
+Rosen vi si cacciava tutte le sere, e vi errava
+per lunghe ore senza frutto; rientrava
+a notte inoltrata, e talora, verso il mattino,
+scoraggiato, prostrato, vinto da quella cieca
+fatalit&agrave; che vigilava con tanta costanza sulla
+sua vita. Oltre a ci&ograve; egli doveva struggersi
+di celare l'entit&agrave; della sua persona: le sue
+avventure di Dover e di Amiens avevano
+messo la polizia sulle sue tracce, e bench&egrave;
+egli non avesse palesato a persona il suo nome,
+bastava un indizio, un sospetto, perch&egrave;
+si fosse venuto in chiaro di tutto. Pi&ugrave; che di
+una pubblicit&agrave; disonorante, Rosen temeva della<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+violazione del suo segreto, dell'inutilit&agrave; del
+suo sacrificio, e delle ristrettezze domestiche
+di sua moglie. Si era creato mille sorgenti
+di dolori, mille motivi di pene e d'inquietudini,
+e comprendeva di non potervi rimediare
+che morendo.</p>
+
+<p>Aveva risolto di abbandonare Parigi, quando
+una sera essendo entrato in una bettola, come
+soleva fare, per corrervi qualche avventura,
+e essendosi seduto colle spalle rivolte
+a un assito che tramezzava la camera, scorse
+da una fessura delle tavole quattro persone,
+che sedevano in un angolo della stanza, discutendo
+a bassa voce circa un complotto di
+furto che si proponevano di effettuare in quella
+notte medesima. Quantunque essi parlassero
+assai piano, non riusc&igrave; difficile a Rosen che
+stava origliando alla fessura, d'intendere queste
+parole:</p>
+
+<p>&mdash;Vi ripeto che il teatro dell'Opera non
+finisce che dopo la mezzanotte. &Egrave; impossibile
+che egli ritorni prima di quell'ora.</p>
+
+<p>&mdash;Ma siete poi sicuro che il signor Meustrier
+vi vada tutte le sere?</p>
+
+<p>&mdash;Tutte le sere.</p>
+
+<p>&mdash;Bene! ma io credo ad ogni modo che
+convenga indugiare fino alle undici. Sapete
+che al secondo piano la signora Ronson non
+si corica mai prima di quell'ora, e si ferma
+spesso sul <a name="tn69" id="tn69"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'pianerettolo'">pianerottolo</ins> ad inacquarvi i suoi
+vasi di basilico. Gi&agrave;, io temo di voi, mio caro
+amico, perdonatemi, ma siete cos&igrave; smemorato;
+metterei un occhio della testa che prima che
+siate partito e tornato per le nostre provviste,<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+avrete dimenticato la strada, la casa, il
+numero, e perfino la qualit&agrave; di dottore dell'onorevole
+signor Meustrier, e lo scopo per
+cui andiamo a rendergli quella visita.</p>
+
+<p>&mdash;Via, e lo so a mente come le litanie:
+vicolo della Chiusa, n. 42, piano terzo, uscio a
+sinistra, quattro finestre sul vicolo, abitazione
+del signor Meustrier, dottore in ambo le leggi.
+Ma a me passano pel capo ben altri timori.</p>
+
+<p>&mdash;E sarebbero....</p>
+
+<p>&mdash;Ve l'ho gi&agrave; detto; voglio dire quella
+persona che ci spiava alla cantina del Falcone,
+e che sarebbe stato scambiato per un ispettore
+di polizia anche da un cieco. Temo che
+ci abbia uditi.</p>
+
+<p>&mdash;Voi non vedete che ispettori di polizia.
+Ma &egrave; tempo che andiate per le cose nostre...
+gi&agrave; non vi dimenticherete del convegno... al
+tocco delle undici sull'angolo.</p>
+
+<p>&mdash;E se...</p>
+
+<p>&mdash;Cosa?</p>
+
+<p>&mdash;Se nel discendere e nel salire, incontrassimo
+il signor Meustrier, se lo trovassimo
+in casa...</p>
+
+<p>&mdash;In casa &egrave; impossibile, non torniamo sulle
+questioni gi&agrave; appianate: se lo incontreremo
+per le scale sar&agrave; un altro paio di maniche,
+bisogner&agrave; fargliele ridiscendere a capo fitto.</p>
+
+<p>Rosen non volle udire altro, non mancava
+pi&ugrave; alcun dettaglio al suo piano; usc&igrave; a precipizio
+dalla bettola, deciso di rappresentare
+la parte del signor Meustrier, e di appostarsi
+sulle scale del suo palazzo. Ma la cosa pi&ugrave;
+difficile era trovare il vicolo della Chiusa;<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+non &egrave; s&igrave; agevole il trovare un vicolo a Parigi
+sulla semplice indicazione del suo nome,
+e Rosen temeva di compromettersi chiedendone
+notizia a qualche passeggiero. Non erano
+per&ograve; le nove, e gli avanzavano due ore per
+farne ricerca: poteva sperare ragionevolmente
+di riuscirvi. Fino dal primo momento che
+aveva sentito i ladri accennare a quel luogo,
+aveva supposto che non sarebbe stato molto
+lontano da quel quartiere, perch&egrave; essi non si
+sarebbero radunati in un punto opposto della
+citt&agrave;: era d'uopo passare ad una ad una per
+tutte quelle vie e leggervi le indicazioni dei
+viottoli traversali: dopo ci&ograve; se tutto fosse
+stato inutile, richiederne con franchezza qualche
+persona, e non trovando chi glielo indicasse,
+cacciarsi in una vettura pubblica e farvisi
+condurre come a casa propria.</p>
+
+<p>Concepito questo piano, Rosen si accinse di
+buon animo alle sue ricerche. Ma era inutile;
+il tempo volava con una rapidit&agrave; spaventosa,
+e Rosen non era adesso pi&ugrave; fortunato di quanto
+lo fosse stato in quei giorni. Ad ogni breve
+intervallo di tempo guardava con trepidazione
+sull'orologio, e vedeva la lancetta affrettarsi
+a raggiungere l'ora fatale, senza che potesse
+aver indizio alcuno di quella strada. Erano
+le dieci e mezzo, mancava mezz'ora al convegno...
+Risolse allora di chiederne notizia
+ad alcune persone che gl'inspiravano qualche
+fiducia, ma nessuna di esse seppe indicarglielo.
+Si azzard&ograve; a interpellarne una guardia di polizia,
+che lo guard&ograve; di traverso come una
+persona sospetta, ma anche questi non ne sapeva<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+pi&ugrave; dei primi. Intanto erano gi&agrave; trascorse
+le undici, Rosen era sulle spine; conobbe
+che bisognava tentare rimedii estremi, e aprendo
+lo sportello d'una vettura pubblica vi
+si butt&ograve; dentro come una persona disperata
+strillando alle orecchie del cocchiere: vicolo
+della Chiusa, n. 42, a gran corsa.</p>
+
+<p>Il cocchiere dopo essersi raccolto un momento
+quasi per chiamare a rassegna tutte
+le sue cognizioni topografiche, fece scoppiettare
+la sua frusta, e spinse il cavallo in una
+direzione opposta a quella per cui era venuto
+Rosen. Si corse per una buona mezz'ora;
+Rosen era al colmo della desolazione; mancavano
+pochi minuti alla mezzanotte, e gi&agrave;
+aveva deliberato seco stesso di rinunciare a
+quel tentativo e di farsi condurre invece da
+Lamperth, quando vide la carrozza voltare
+in una piccola via, e appena girato l'angolo,
+arrestarsi. Rosen ne discese, guard&ograve; in alto
+e vide il numero 42 illuminato dal fanale della
+strada che pareva dirgli: questa &egrave; la casa,
+venite. Pag&ograve; sontuosamente il cocchiere, e
+raccogliendo tutto il suo coraggio entr&ograve; nell'atrio,
+e cominci&ograve; a salire le scale. Era giunto
+appena al terzo piano, quando gli parve d'intendere
+del rumore nell'appartamento del signor
+Meustrier; e appressandosi all'uscio, conobbe
+che le imposte ne erano socchiuse, e
+vide uscirne un filo di luce che le illuminava
+di dentro.</p>
+
+<p>Non v'era dubbio, ladri non ne erano
+ancora usciti; bisognava usare dell'audacia,
+far la parte del signor Meustrier, entrarvi,<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+assalirli, e lasciarvisi sgozzare come un agnello.
+Ma Rosen non aveva ancor messa la mano
+all'imposta, che ud&igrave; una voce maschia chiedere
+di dentro: Chi va l&agrave;?</p>
+
+<p>&mdash;Io, disse Rosen, spalancando la porta e
+precipitandosi nella stanza, io, il dottore Meustrier;
+chi &egrave; che &egrave; entrato in mia casa?</p>
+
+<p>&mdash;Onorevole dottore, rispose una persona
+che Rosen riconobbe subito per un gendarme,
+li abbiamo pigliati nella trappola; e aprendo
+l'uscio della seconda stanza disse: il signor
+Meustrier &egrave; arrivato in questo momento.</p>
+
+<p>Rosen guard&ograve;, e vide una quantit&agrave; di gendarmi,
+intenti ad ammanettare i quattro personaggi
+che aveva conosciuto alla bettola.
+L'ispettore di polizia, appena vedutolo, gli si
+appress&ograve; con aria di soddisfazione, e togliendosi
+rispettosamente il berretto, gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Egregio signor Meustrier, ella ci vorr&agrave;
+perdonare se abbiamo dovuto violare la sua
+casa, ma la giustizia ha esigenze sulle quali
+non &egrave; possibile transigere... D'altra parte le
+abbiamo ricuperati i quaranta mila franchi
+di deposito che ella incass&ograve; stamattina, e che
+questi galantuomini avevano gi&agrave; fatto passare
+nelle loro saccoccie. Fu un fatto molto onorevole
+per la polizia di Parigi, questo; non
+lo dico per vantarmene, io, ma... gi&agrave;, tutto
+il merito &egrave; dovuto al nostro agente, il signor
+Chaperron, che ha saputo scoprire il complotto
+nella cantina del Falcone, dove questi
+signori si erano radunati per concertare il
+loro piano. Aveva fatto cercare di lei, ma
+non ci &egrave; stato possibile di trovarla. Ho sentito<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+in questo momento la sua carrozza, e ho
+detto tra me stesso: il signor Meustrier &egrave;
+qui, egli rimarr&agrave; ben stupito di trovar tanta
+gente in sua casa. Come fare? E bisogner&agrave;
+ora che ella abbia anche la bont&agrave; di accompagnarci
+all'uffizio della sezione, dove redigeremo
+il verbale, e le restituiremo il danaro
+rubato, appena verificata esattamente
+la somma.</p>
+
+<p>&mdash;Sono ben grato, disse Rosen, che si sentiva
+calare il sudore gelato dalla fronte, sono
+ben grato delle cure che questa benemerita
+autorit&agrave; si assume per la tutela della propriet&agrave;
+privata, e mi duole di non poterle offrire
+che un attestato verbale della mia riconoscenza:
+del resto, signor ispettore, io mi
+far&ograve; un dovere di far conoscere a tutti la di
+lei avvedutezza e il di lei zelo, segnalandolo
+per le stampe alla ammirazione ed alla gratitudine
+del paese.</p>
+
+<p>L'ispettore s'inchin&ograve; fino a terra. Rosen,
+avendo ammiccato dell'occhio ai quattro arrestati,
+che lo guardarono stupiti, come
+avesse voluto dir loro: non temete, non mi
+tradite, non sono il signor Meustrier, io; lo
+so bene che non mi conoscete, ma sono uno
+dei vostri, uno che sapr&agrave; liberarvi, purch&egrave;
+abbiate un'oncia di giudizio, riprese:</p>
+
+<p>&mdash;Signor ispettore, io sono ai di lei ordini,
+andiamo.</p>
+
+<p>E si avviarono all'ufficio di <a name="tn74" id="tn74"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'pulizia'">polizia</ins>.</p>
+
+<p>Quivi Rosen che si sentiva i bordoni alla
+testa, dovette subire un lungo interrogatorio,
+declinare il suo nome, la sua qualit&agrave;, la provenienza<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+del danaro rubato; dopo di che,
+avendo firmato il verbale che faceva constare
+del fatto, l'ispettore generale gli disse, consegnandogli
+i quarantamila franchi, che erano
+stati tolti a Meustrier:</p>
+
+<p>&mdash;Signor dottore, ella pu&ograve; ora ritirarsi,
+ma &egrave; necessario che ritorni domani al nostro
+ufficio per assistere all'interrogatorio degli
+accusati.</p>
+
+<p>Rosen, intascando alla meglio il danaro, si
+cacci&ograve; gi&ugrave; per le scale, leggiero come una
+rondine, si ficc&ograve; in una carrozza da nolo, si
+fece condurre dal suo amico Lamperth, e gli
+disse:</p>
+
+<p>&mdash;Io parto in questo istante per Melun;
+sono stato costretto a rubare quarantamila
+franchi, e non potrei rimanere un'ora di pi&ugrave;
+a Parigi; raggiungetemi domani in quella
+citt&agrave;, dove desidero di giustificarmi con voi
+di questa appropriazione.</p>
+
+<p>&mdash;Sta bene, ci rivedremo domani a Melun,
+rispose Lamperth con freddezza.</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Quel piccolo gruzzolo del signor Meustrier
+non era giunto inopportuno per Rosen; egli era
+stato a un filo dal vedersi senza un quattrino;
+e d'altra parte considerava quel dono singolare
+della fortuna, come un compenso alle somme
+che Lachard e <a name="tn75" id="tn75"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Tricotet'">Tricot&egrave;t</ins> gli avevano arraffate
+<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+prima del suo arrivo a Parigi. Ci&ograve; di cui
+egli si sgomentava non era tanto il ritardo che
+tutte quelle mille fatalit&agrave; frapponevano al raggiungimento
+del suo scopo, quanto quel non
+so che di ostinato e di derisorio con cui quelle
+stesse fatalit&agrave; tentavano di paralizzarne l'azione.
+Tuttavia, appena arrivato a Melun, si
+era avveduto che una nuova serie di avventure
+le attendeva in quella citt&agrave;. La Senna,
+ingrossatasi per le pioggie che erano state frequenti
+in quei giorni, era uscita dal suo letto
+e aveva allagato buona parte di quelle campagne.
+Molte case di coloni erano rimaste sepolte
+a met&agrave; dalle acque, senza che le famiglie
+che le abitavano avessero avuto il destro
+d'uscirne: non poche di esse mancavano di
+provvigioni, o erano minacciate in altro modo
+nelle loro case medesime, che scalzate dal fiume
+alle fondamenta erano in procinto di rovinare.
+Ogni giorno si numeravano nuove vittime,
+e quei pochi generosi che s'erano spinti
+in loro soccorso ne costituivano la maggior
+parte.</p>
+
+<p>Rosen aveva appreso queste notizie non appena
+partito da Parigi, ond'&egrave; che giunto a Melun,
+era corso tosto alla riva del fiume per
+vedere le cose da s&egrave;, e confortarsi della certezza
+di questo avvenimento.</p>
+
+<p>Tutta quell'estensione di campagna cos&igrave; allagata
+presentava uno spettacolo stupendo.
+Dalla parte di Corbeil, l'occhio non giungeva
+a distinguere il limite estremo dell'allagazione,
+e l'orizzonte si chiudeva in una linea confusa
+e bianchiccia, come avviene in una scena di<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+mare, quando le onde agitate presentano alcune
+creste di una bianchezza abbagliante sopra
+un fondo oscuro e verdastro. Dal lato opposto,
+la via di Fontainebleau, dove le acque si
+erano arrestate in un declivio, porgeva l'aspetto
+di un serpente smisurato che stesse per
+uscire dal fiume. Dappertutto biancheggiavano
+delle case, quali scoperte in gran parte, quali
+sepolte fino al tetto, di cui non si scorgevano
+che i comignoli, simili ad alberi di nave naufragata;
+le piante investite dalla corrente oscillavano
+sui loro fusti; e molte di esse sradicate
+erano travolte impetuosamente dalle onde; in
+alcuni punti il fiume era limpido e calmo, in
+alcuni altri scorreva con un fragore spaventoso,
+e si riversava negli avallamenti, che riempiuti
+si scaricavano negli altri seni pi&ugrave; bassi.
+Mille altri particolari completavano la scena
+stupenda di quel quadro.</p>
+
+<p>Rosen gioiva dal pi&ugrave; profondo del cuore nel
+contemplarlo. Quanti pericoli non avrebbe egli
+potuto corrervi domani, e quanti pretesi non
+avrebbe egli avuto per correrli? Come doveva
+essere facile il morire in quel luogo!&mdash;una
+barca rovesciata, una riva franata, una casa
+sfasciata dall'acqua, un naufrago che invoca
+soccorso.... no, era impossibile che questa volta
+non riescisse a Rosen di morire.</p>
+
+<p>Dopo che egli ebbe passato alcune ore beandosi
+in quella vista, rientr&ograve; nella citt&agrave; che la
+notte era di molto inoltrata, si gett&ograve; sul letto
+fantasticando, ebbe sogni pieni di volutt&agrave; e di
+visioni. Gli pareva che, essendosi gettato nella
+Senna, le onde lo avessero travolto e inghiottito<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+senza che egli od altri avessero avuto
+tempo di opporvi la menoma resistenza; le acque
+si erano chiuse sopra di lui, egli si sentiva
+affondare affondare, scendere scendere continuamente
+senza poter giungere al fondo, la
+corrente lo portava con impeto e lo faceva
+girare su s&egrave; stesso come una foglia investita
+dal vento. In quel lungo sommergersi Rosen
+provava una strana sensazione di piacere,
+avrebbe voluto scendere cos&igrave; eternamente senza
+toccare il letto del fiume; ma non avea concepito
+questo desiderio che ne scorse il fondo
+tutto coperto di musco e di conchiglie, e non
+l'ebbe raggiunto che disse a s&egrave; stesso con un
+senso di tranquilla rassegnazione: sono morto
+sono finalmente morto!</p>
+
+<p>Allora una miriade di pesciolini e di piccoli
+mostri acquatici si precipitarono sopra di lui
+per divorarlo.</p>
+
+<p>A quella vista Rosen si spavent&ograve; e destossi.</p>
+
+<p>&mdash;Sia lodato il cielo, diss'egli, questo sogno
+&egrave; una previsione, andiamo. E vestitosi
+in fretta si avvi&ograve; verso il fiume.</p>
+
+<p>Appena giunto alla Senna fu lieto di apprendere
+che si era costituita fra alcuni filantropi
+di Melun una societ&agrave; di soccorso per le persone
+che si trovavano chiuse nelle case allagate.
+Rosen domand&ograve; sull'istante di farne parte
+e lo ottenne. Da lungo tempo egli godeva nel
+suo paese fama di abile nuotatore, e pens&ograve; con
+piacere che prima di morire avrebbe potuto
+rendere realmente qualche servigio a quegli
+sventurati: in fondo in fondo egli non era cattivo,
+e un istinto di umanit&agrave; lo aveva tratto<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+sovente a sacrificare per l'utile altrui, il bene
+proprio, come aveva fatto in occasione dell'incendio
+di Montdidier.</p>
+
+<p>Rosen chiese che gli fosse affidata una barca
+colla quale <a name="tn79" id="tn79"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'avese'">avesse</ins> potuto trasportare alcune
+provvigioni nelle fattorie che ne avevano difetto,
+o tentare di trarre in salvamento gli
+abitanti di quelle case che minacciavano rovina.</p>
+
+<p>Per due giorni fu un prodigio di attivit&agrave; e
+di fortuna, e rese beneficii immensi alle vittime
+di quell'innondazione&mdash;tutta Melun era
+occupata di lui e del suo coraggio, il nome di
+Rosen era sulle bocche di tutti&mdash;ma, al terzo
+giorno, quando appunto prostrato da quelle fatiche
+e impaziente di morire, aveva risolto di
+tentare qualche cosa di decisivo, avvenne che
+guidando egli una barca su cui trasportava
+alla riva due fanciulle raccolte sopra un piccolo
+rialzo di terra che era stato circondato
+dal fiume, questa invest&igrave; in un albero che scendeva
+gi&ugrave; trascinato dalla corrente, e n'and&ograve;
+rovesciata. Al momento in cui Rosen incominciava
+a sommergersi guard&ograve; alla riva, vide la
+folla che assisteva al triste caso; e non potendo
+pi&ugrave; dubitare che la sua morte non potesse
+venir impedita e non dovesse essere considerata
+affatto accidentale, prov&ograve; nel fondo dell'anima
+una strana gioja, e disse: oh finalmente....
+Ma non aveva ci&ograve; pensato, che si
+sent&igrave; afferrare da una di quelle fanciulle che
+si erano sommerse con lui, e che gli s'avvinghiava
+alla persona con tutta quella disperata
+tenacit&agrave; che d&agrave; l'istinto della vita. Il cuore<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+di Rosen non era eccessivamente pietoso, ma
+pure ne sent&igrave; compassione, e slacciandosi alla
+meglio dalle sue braccia, e stringendola con
+una mano alla cintura, incominci&ograve; a nuotare
+verso la riva. V'&egrave; un'altra vittima da salvare
+pensava egli tra s&egrave; stesso, mentre lottava disperatamente
+colle onde, nessuno mi toglier&agrave;
+il pretesto di rituffarmi nel fiume.</p>
+
+<p>E messo in pace da questo pensiero continu&ograve;
+ad affrettarsi alla sponda.</p>
+
+<p>Rosen vi giunse s&igrave; spossato, s&igrave; oppresso dalla
+fatica che appena pot&egrave; intendere le grida e
+gli applausi della folla, che stava schierata
+lungo la riva. Ma non ebbe posata a terra la
+fanciulla, che, fingendo di voler correre alla
+salvezza dell'altra, torn&ograve; ad immergersi, e prese
+a nuotare verso il largo della Senna.</p>
+
+<p>Intanto alcune barche si erano distaccate
+dalla sponda; Rosen le vide, e fosse la fatica
+fosse il timore che potessero venire in suo soccorso,
+si sent&igrave; venir meno, incominci&ograve; a perdere
+la vista dell'orizzonte, a gettare le braccia
+inerti sull'acqua, a diventare leggiero, nel
+tempo stesso che si sentiva inghiottire dalle
+onde; e smarrendo in un istante ogni forza
+ed ogni coscienza di s&egrave;, si sommerse.</p>
+
+<p>In quell'intervallo di tempo due barche lo
+avevano raggiunto, e due francesi si erano gi&agrave;
+gettati nell'acqua per salvarlo. Rosen non aveva
+avuto tempo di toccare il letto del fiume,
+che uno di essi lo aveva afferrato alla cintura
+e trattolo fuori e coricatolo nella barca, lo
+aveva ricondotto alla riva. Tutto ci&ograve; era avvenuto<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+in istante, e senza che Rosen, che era
+svenuto, avesse potuto avvedersene.</p>
+
+<p>Ma quale non fu la sua maraviglia, quando
+nel risensare si trov&ograve; nella sua stanza, nel suo
+letto; e vide Lamperth seduto al suo fianco;
+e richiamando in un istante le sue memorie,
+pot&egrave; indovinare agevolmente tutte le particolarit&agrave;
+della sua sventura.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! sono ancora vivo, egli disse, sono
+ancora vivo!... e si ripos&ograve; con dolore su questa
+parola.</p>
+
+<p>Egli era s&igrave; debole che un istante dopo si
+pose a piangere e singhiozzare come un fanciullo,
+esclamando colla voce interrotta dalle
+lagrime:&mdash;Io non morir&ograve; pi&ugrave;!... Io non potr&ograve;
+pi&ugrave; morire!...</p>
+
+<p>Indarno Lamperth si prov&ograve; a consolarlo:
+il suo abbattimento era estremo.</p>
+
+<p>&mdash;Io morir&ograve; di crepacuore, io morir&ograve; di angoscia,
+ripeteva Rosen ad ogni frase del suo
+amico. E l'altro a soggiungergli:&mdash;&egrave; il genere
+di morte pi&ugrave; valido dinanzi alla societ&agrave;
+di assicurazione.</p>
+
+<p>Alcuni giorni dopo Rosen guarito aveva detto
+a Lamperth:&mdash;Andiamo via di qui, non fermiamoci
+pi&ugrave; fino a che non saremo giunti in
+Italia. E stavano per partire, quando una deputazione
+del municipio di Melun entr&ograve; nella
+stanza recando a Rosen un indirizzo di quel
+comune, nel quale lo si ringraziava del soccorso
+prestato durante l'inondazione, e gli si
+offriva, come unico compenso degno di tanta
+abnegazione, la cittadinanza di Melun.</p>
+
+<p>Rosen volle rispondere, ma prov&ograve; tale un<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+eccesso di sdegno contro la sua fortuna e contro
+s&egrave; stesso, che si sent&igrave; soffocare dalla bile;
+e non potendo reagire e superare la sua emozione,
+cadde svenuto sopra una sedia.</p>
+
+<p>&mdash;Egli &egrave; ancora assai debole, disse un membro
+della deputazione a Lamperth, e questo
+attestato di onore che ha voluto porgergli la
+nostra citt&agrave;, lo ha profondamente commosso.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, disse Lamperth, lo ha commosso molto
+profondamente.</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Dopo quindici giorni di viaggio, Rosen e
+Lamperth giunsero a Grenoble, col pensiero di
+passare le Alpi presso Brianzure, e di passarle
+a piedi come due buoni inglesi. Rosen era prostrato
+dalle tante disillusioni sofferte; ma come
+suole avvenire in tutte le nature immaginose
+e fantastiche, si confortava di nuove
+speranze. Gli pareva che in Italia sarebbe riuscito,
+che anzi sarebbe riuscito alla prima prova,
+e aveva deciso di non tentare pi&ugrave; che avventure
+serie, avventure utili, nelle quali la
+sua sensibilit&agrave; e la sua coscienza non avessero
+pi&ugrave; a distoglierlo dallo scopo immediato dei
+suoi tentativi. Oltre a ci&ograve; sentiva in s&egrave; stesso
+un presagio consolante, il presagio che egli si
+avvicinava al suo fine, che qualche cosa di solenne,
+qualche cosa di decisivo doveva accadergli
+in quei giorni.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p>Gli s'erano gi&agrave; offerte tre o quattro occasioni,
+ma aveva ricusato di approfittarne, come
+quelle che non promettevano un esito sicuro,
+quando, essendo giunto ad un piccolo villaggio
+alle falde dalle Alpi, e avendo saputo
+che in una foresta vicina era imboscata una
+grossa masnada di assassini che vi commettevano
+delitti inauditi, risolse di andarli ad incontrare.</p>
+
+<p>Fino allora non s'era dato esempio di viaggiatori
+che fossero capitati nelle loro mani e
+che ne fossero usciti vivi, per quanto danaro
+avessero lor dato, e per quante preghiere
+avessero rivolte; era naturale che Rosen, deciso
+a difendersi e a provocarli, potesse lusingarsi
+di correre lo stesso destino.</p>
+
+<p>Accomiatandosi da Lamperth che sicuro della
+morte del suo amico lo abbracci&ograve; colle lagrime
+agli occhi, Rosen tolse pretesto di una passeggiata
+su pel monte, e s'inoltr&ograve; arditamente
+nella foresta.</p>
+
+<p>Camminava triste e pensoso, guardando gli
+alberi che distendevano i loro rami sopra di
+lui, come un ombrello gigantesco; raccogliendo
+per distrazione qualche corbezzolo, e compiacendosi
+di sentire sotto i suoi piedi quel non
+so che di molle e carezzevole che hanno gli
+alti strati di foglie cos&igrave; accumulate da anni
+nelle montagne. Era pensoso, &egrave; vero, ma lo
+era pel timore di non imbattersi nella masnada:
+oramai Rosen era s&igrave; indispettito dei suoi casi
+trascorsi e della sua triste fortuna, che quasi
+avrebbe bastato quel suo risentimento, quella
+specie di amor proprio che lo rendeva incaponito<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+nel suo progetto, a fargli desiderare e
+affrontare qualunque sorta di morte.</p>
+
+<p>Ma i suoi timori erano vani come le sue
+speranze. Non aveva camminato pi&ugrave; di mezz'ora
+che ud&igrave; suonarsi all'orecchio un: Chi
+vive? uscito da un petto cos&igrave; robusto, e pronunciato
+cos&igrave; d'appresso a lui e con suono di
+voce cos&igrave; minaccioso, che Rosen, assorto in
+quell'istante in altro pensiero, si arrest&ograve;, e
+emise, suo malgrado, un leggiero grido di spavento.
+Nel tempo stesso un uomo usc&igrave; fuori
+da una macchia, e spianando verso di lui il
+suo fucile, gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;<a name="tn84" id="tn84"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Fermatavi'">Fermatevi</ins>, o siete morto.</p>
+
+<p>&mdash;Miserabile! disse Rosen; e fingendo di
+prendere la mira, spar&ograve; un colpo di pistola
+verso l'assassino. La palla pass&ograve; in aria fischiando;
+l'assassino dal canto suo spar&ograve; il suo
+fucile, ma spar&ograve; in fallo.</p>
+
+<p>Rosen si percosse la fronte col pugno.</p>
+
+<p>Al rimbombo di quello scoppio, cento masnadieri
+comparvero da tutte le bande; e Rosen
+si vide ad un tratto circondato. Pieno di
+speranza e di gioia, deciso a difendersi per eccitarli
+ad ucciderlo, impugn&ograve; le sue pistole, e
+avventandosi contro coloro che gli erano pi&ugrave;
+d'appresso spar&ograve; i tre colpi che gli rimanevano,
+evitando di ucciderne alcuno.</p>
+
+<p>I masnadieri erano rimasti s&igrave; colpiti da tanto
+ardimento, che nessuno di loro aveva tentato
+di trattenerlo; e solamente quando lo videro
+slanciarsi, gi&agrave; disarmato, contro il nucleo maggiore
+della loro banda, si avventarono per colpirlo
+coi loro coltelli.<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p>
+
+<p>A quella vista il capo dei masnadieri accenn&ograve;
+loro di arrestarsi, venne incontro a Rosen,
+ordin&ograve; che non gli si torcesse un capello;
+e afferrandolo per le mani, che gli diedero
+una stretta simile a quella d'una morsa, gli
+disse:</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa volete fare? arrendetevi; avete
+coraggio, ma siete un insensato, credete di poterla
+spuntare con noi?</p>
+
+<p>&mdash;Io non mi arrender&ograve; mai, disse Rosen,
+dovessi combattere a morsi; e tent&ograve; di slacciarsi
+una mano per menargli un colpo alla
+guancia, ma era impossibile.</p>
+
+<p>Il suo avversario riprese con tranquillit&agrave;:</p>
+
+<p>&mdash;Voi siete decisamente un uomo coraggioso;
+acquietatevi, avete nulla a temere da noi; non
+uccidiamo gli uomini della vostra tempra, noi;
+uccidiamo quelli che guaiscono come le femmine,
+che ci ricusano la loro borsa, che non
+vogliono ammettere il diritto che noi abbiamo
+sulle sostanze dei ricchi, e la missione che ci
+siamo imposta di migliorare la societ&agrave;, distruggendo
+la disparit&agrave; delle fortune. Voi siete un
+uomo straordinario: &egrave; a deplorarsi che vi sciupiate
+cos&igrave; miseramente nella vita corrotta della
+citt&agrave;.... ma sareste ancora in tempo a riabilitarvi;
+io vi offro uno dei posti pi&ugrave; onorevoli
+nella mia banda; spero che non sarete per ricusare.</p>
+
+<p>Il capo dei masnadieri aveva rallentato sensibilmente
+la stretta delle sue mani nel pronunciare
+queste parole; Rosen annientato da
+tanta avversit&agrave; di fortuna, taceva.</p>
+
+<p>Dopo un istante di silenzio, l'altro riprese:<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;La vostra fisionomia, il vostro coraggio...
+sareste voi mai un inglese?</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, disse Rosen rianimato dalla speranza.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! permettete che io vi abbracci; ho
+goduto per quattro anni dell'ospitalit&agrave; del vostro
+paese, e ho sempre sentito una simpatia
+irresistibile per la vostra nazione. L'Inghilterra
+&egrave; l'asilo di tutti gli uomini liberi. Non
+ci vogliate usare scortesia, aggiunse abbandonando
+le mani che teneva strette nelle sue&mdash;qui
+vi sono uomini che hanno ammirato il vostro
+coraggio, e che sanno di dovervi rispettare....
+Sono lieto di aver fatto il vostro incontro,
+e vorrei dimostrarvi in qualche modo
+la gratitudine che ho pel vostro paese.... Il
+governo pontificio in Italia mi offre un posto
+di capobanda con un corpo di quattrocento
+uomini; io sono disposto a cedervi il comando
+di questa onesta brigata... accettate?</p>
+
+<p>&mdash;No, mormor&ograve; Rosen, &egrave; impossibile...; dei
+legami di famiglia.... dei doveri... duolmi sinceramente
+di dover respingere un'offerta cos&igrave;
+onorevole; anzi io devo accommiatarmi; sono
+atteso per stassera al villaggio.</p>
+
+<p>&mdash;Bene, bene, disse l'altro, sia come non
+detto; aggradite ad ogni modo prima di partire
+un attestato della mia ammirazione per
+voi e della mia gratitudine pel vostro paese.</p>
+
+<p>Cos&igrave; dicendo si tolse dal dito un anello di
+molto valore, e lo fece passare nel dito di Rosen;
+quindi, riconsegnandogli le sue pistole,
+ordin&ograve; a due dei suoi soggetti che lo accompagnassero
+fuori del bosco per difenderlo da
+qualunque malvivente; e lo abbracci&ograve; con effusione,<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+mentre molti dei masnadieri venivano
+a stringergli la mano e offrirgli rispettosamente
+i loro servigii.</p>
+
+<p class="center">*<br />
+* *</p>
+
+<p>Rosen, giunto a casa, si pose a letto; era
+malato, aveva la febbre: ci&ograve; che gli era successo
+era stato superiore a tutte le sue previsioni
+pi&ugrave; scoraggianti. Oramai gli era venuto
+meno il coraggio di tentare altre vie, e
+doveva risolversi a tornare in Inghilterra.</p>
+
+<p>Dieci giorni dopo stava per riprendere il
+suo viaggio, quando gli giunse all'orecchio la
+notizia di un disastro accaduto in quel giorno
+lungo la via che egli doveva percorrere. Una
+carrozza, il cui cavallo aveva perduto il freno
+era precipitata, in un abisso profondissimo
+che costeggiava la strada, e che era chiamato
+il Picco del diavolo; non una persona si era
+salvata.</p>
+
+<p>Una nuova luce si fece allora nella mente
+di Rosen; and&ograve; a visitare quell'abisso, e conobbe
+che era impossibile sopravvivere a
+quella caduta: risolse sull'istante, usc&igrave; solo in
+vettura, spinse il cavallo alla carriera pi&ugrave;
+concitata, e si precipit&ograve; gi&ugrave; dal picco. La
+carrozza, discendendo orizzontalmente, si impigli&ograve;
+nelle liane che crescevano lungo il
+fianco dell'abisso, e si rovesci&ograve; rimanendovi
+sospesa, quando non rimaneva pi&ugrave; che un terzo
+della rupe a raggiungere il fondo.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p>
+
+<p>Rosen ne fu sbalzato fuori, e cadde sul
+corpo del cavallo che era morto.</p>
+
+<p>Raccolto da alcuni terrieri fu trasportato
+all'albergo, dove aveva lasciato Lamperth. Da
+principio fu creduto estinto, ma alcune ore
+dopo la sua caduta rinvenne; e il chirurgo
+constat&ograve; che si era spezzato il femore sinistro,
+e che era d'uopo amputare la gamba
+nello spazio di quattro ore, prima che si sviluppasse
+la cancrena di cui avrebbe dovuto
+morire.</p>
+
+<p>Quando Rosen, che era gi&agrave; poco meno che
+morto per la meraviglia di ritrovarsi vivo,
+ud&igrave; parlare della cancrena, sent&igrave; finalmente
+che tutto era finito, che tutto era compensato;
+e rivolgendosi al chirurgo gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Voi potete ritirarvi.... io non mi far&ograve;
+amputare mai.... io sono vile dinnanzi al dolore....
+preferisco morire.</p>
+
+<p>&mdash;Pensateci, rispose l'altro, ripasser&ograve; fra
+due ore, e mi lusingo che sarete di parere
+diverso.</p>
+
+<p>Partito il chirurgo, Lamperth entr&ograve; nella
+stanza dove Rosen era stato lasciato solo; e
+levandosi gli occhiali dal naso, ci&ograve; che non
+era solito fare che nelle circostanze solenni,
+e assumendo un nuovo tuono di voce gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Signor Alfredo di Rosen, &egrave; tempo che
+noi definiamo la nostra posizione, &egrave; tempo che
+io cessi dal rappresentare una parte che mi
+affligge per quanto sia doverosa, e che io desista
+da una finzione che &egrave; oramai divenuta
+inutile. Io sono un'agente della Societ&agrave; d'assicurazione.
+Quando ella &egrave; venuta ad assicurare<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+la vita di sua moglie, la nostra societ&agrave;
+non ignorava la di lei posizione finanziaria e
+le gravi perdite che ella aveva subite al giuoco
+nella notte precedente. Si sospett&ograve; ci&ograve; che era
+vero, che ella volesse, cio&egrave;, ingannare la societ&agrave;
+con una morte volontaria; e io fui incaricato
+di seguirla e procurarmi le prove che
+avessero constatato questa determinazione.
+Questa &egrave; la lettera che ella mi ha incaricato
+di rimettere alla signora baronessa sua moglie,
+e nella quale ella dichiara di voler morire
+spontaneamente per darle diritto all'assegnamento
+vitalizio. Ancorch&egrave; ella avesse ora
+a morire, a questa lettera che i doveri della
+mia qualit&agrave; m'impongono di consegnare alla
+societ&agrave;, priverebbero la signora Rosen di
+qualunque compenso. Ella intende ora che
+non le rimane una via pi&ugrave; onorevole e pi&ugrave;
+doverosa che quella di sottoporsi a questa
+amputazione e di tentare di vivere per compiere
+quei doveri di uomo e di marito che ha
+troppo trascurato finora. In quanto a me io
+non ho fatto che obbedire alle esigenze della
+mia carica.</p>
+
+<p>Rosen stette lungo tempo senza poter rispendere,
+tanto il dolore, lo sdegno e la meraviglia
+lo avevano reso muto e agghiacciato.
+Quando fu in grado di pronunciare alcune parole,
+disse:</p>
+
+<p>&mdash;Oh Lamperth, voi mi avete rovinato....
+Un colpo simile in questo momento!... una rivelazione
+di questo genere nell'istante in cui
+io stava per raggiungere la mia felicit&agrave;!...
+ah, voi avete un cuore di tigre, Lamperth!...<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+fingere in questo modo... trascinarmi a questo
+punto... senza una gamba!... Ma noi ci
+batteremo, per l'inferno noi ci batteremo; io
+vi domander&ograve; conto di questa indegna simulazione.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; inutile, non avrete pi&ugrave; che una gamba.</p>
+
+<p>&mdash;Ci batteremo alla pistola, seduti.</p>
+
+<p>&mdash;Via, via, disse Lamperth riponendosi gli
+occhiali; sono un padre di famiglia io, ho sette
+figli, e ci penso alla mia vita e a miei doveri.
+Voi avete profusa una fortuna, avete tenuta
+una condotta riprovevole, avete tentato d'ingannare
+una societ&agrave; di onesti speculatori, l'avete
+tentato a costo della vita degli altri;
+vergognatevi, io sento in questo momento tutta
+la superiorit&agrave; morale che ho sopra di voi....
+Non costringetemi ad abusare del vostro stato.</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione, esclam&ograve; Rosen piangendo
+come un fanciullo, oh! avete ragione; voi
+siete ci&ograve; che io non sono pi&ugrave;, un uomo onesto...
+Io vedo troppo tardi il male che ho
+fatto.</p>
+
+<p>&mdash;No, no, non &egrave; troppo tardi, riprese in
+tuono affettuoso Lamperth, tornandosi a levare
+gli occhiali, e stringendo le mani del
+malato. Ecco qui, io vi restituisco la lettera
+che vi accusa dinanzi alla societ&agrave;; voi guarirete,
+me ne ha accertato il chirurgo; e io vi
+far&ograve; ottenere un posto elevatissimo in questa
+stessa societ&agrave; di cui avete voluto eludere le
+disposizioni. Potrete essere ancora felice, perch&egrave;
+potrete ancora meritarlo.</p>
+
+<p>Due mesi dopo, Rosen amputato e guarito,
+ritornava in Inghilterra, dove Lamperth che<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+ve lo aveva preceduto, manteneva la sua promessa.</p>
+
+<p>La natura che gli aveva ricusato fino allora
+le gioie della paternit&agrave; gli diede ora dei
+figli. Lamperth divenne il suo subordinato e
+ad un tempo il suo amico. Nulla turb&ograve; pi&ugrave; da
+quel giorno la sua vita.</p>
+
+<p>Alfredo di Rosen &egrave; il pi&ugrave; esemplare dei padri
+e dei mariti.</p>
+
+
+<p class="end">
+<span class="smcap">Fine.</span><br />
+<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span><br />
+<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+<hr style="width: 65%" />
+
+<h2><big>RE</big></h2>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p>
+
+<h2><big>PER VENTIQUATTRORE</big></h2>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<h2 class="spaced">STORIA</h2>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<h2 style="font-size: 170%">D'UN GIORNO DELLA MIA VITA</h2>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2 class="spaced"><a name="RE" id="RE"></a>RE</h2>
+
+<h2 class="condensed">PER VENTIQUATTRORE</h2>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<p>Perch&egrave; la sola storia di un giorno?</p>
+
+<p>E se voi credete che gli avvenimenti della
+vostra vita possano formare soggetto d'una
+storia curiosa e dilettevole, perch&egrave; non tessere
+il racconto intero della vostra esistenza?</p>
+
+<p>Io ho supposto nello scrivere la prima linea
+di queste pagine che qualche lettore mi avrebbe
+indirizzata una simile domanda.</p>
+
+<p>Devo giustificarmi.</p>
+
+<p>Anzi tutto se la vita vuolsi misurare dagli
+anni piuttosto che dalle passioni, io non ho
+fatto finora che un primo passo nella vita.
+Sappiano le mie lettrici&mdash;ed &egrave; ad esse specialmente
+che io rivolgo questa osservazione&mdash;che
+io non ho che ventisette anni, e sono
+in tutto il vigore della giovent&ugrave; e della salute:
+Oltre a ci&ograve; la mia esistenza scorse finora
+sempre uguale, sempre modesta e ignorata,
+fu una vita come tutte le altre, una<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+lotta del bisogno coll'impotenza, dell'aspirazione
+col nulla, dell'ideale col fango;&mdash;e in
+mezzo a tutto ci&ograve; qualche punto nero e qualche
+raggio di sole, qualche virt&ugrave;, qualche vizio,
+alcune colpe, molti affetti, molte lacrime
+e molte delusioni&mdash;tale &egrave; la storia sintetica
+della mia esistenza.</p>
+
+<p>Ma pure in questo povero dramma della
+mia vita fuvvi un giorno cos&igrave; splendido, cos&igrave;
+ricco di avvenimenti bizzarri e insperati, cos&igrave;
+fertile di piaceri sommi come di sommi dolori,
+che mi parrebbe non poter essere pi&ugrave; in pace
+con me stesso, se dappoich&egrave; mi sono dato al
+mestiere del letterato, e mi sono proposto di
+destare nell'anima degli altri un eco delle
+sensazioni della mia, frodassi l'umanit&agrave; di un
+racconto cos&igrave; meraviglioso.</p>
+
+<p>E sento nel cuore una voce che mi dice:
+non ti si prester&agrave; fede, ti si accuser&agrave; di menzogna...
+No miei lettori, no ch&egrave; voi non mi
+potreste smentire: io vi esporr&ograve; il mio racconto
+con tutta la coscienziosa veracit&agrave; di
+uno storico, io non esagerer&ograve; menomamente
+l'importanza delle mie avventure, e se queste
+vi parranno da principio o un poco strane o
+impossibili, esitate nondimeno a giudicare della
+loro veracit&agrave; fino a che non avrete letto compiutamente
+il mio racconto.</p>
+
+<p>La grande isola di Potikoros giace nell'Oceano
+equinoziale, al trentesimo grado di latitudine,
+non molto lontana dal piccolo arcipelago
+dei Navigatori.</p>
+
+<p>&Egrave; uno dei punti pi&ugrave; meravigliosi della terra:
+tutte le delizie favolose dell'Eden, i paesaggi<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+incantevoli del Bosforo, le rive stupende del
+Reno, la vegetazione rigogliosa dell'Asia, le
+mille meraviglie della natura disseminate qua
+e col&agrave; sulla vasta superficie del globo&mdash;tutto
+ci&ograve; riunito e disposto in un punto solo dalla
+mano maestra del Creatore, potrebbe offrire
+un'idea ancora assai debole delle bellezze di
+quel piccolo paradiso sconosciuto che &egrave; l'isola
+di Potikoros.</p>
+
+<p>Ebbene, nel mattino memorabile del ventisette
+aprile milleottocentosessantadue, io giungeva
+a quell'isola&mdash;il trono di quell'isola
+era vacante, ed io era l'erede di quel trono.</p>
+
+<p>Premetto uno schiarimento.</p>
+
+<p>Venti anni prima di quell'epoca, mio padre
+onesto commerciante di cotone, nel recarsi a
+Caledonia, aveva naufragato sulle coste di
+Taiti. Dodici viaggiatori si erano salvati con
+lui sopra una zattera di tavole, e avevano
+approdato a Potikoros. Erano essi i primi
+europei che ponessero piede in quell'isola:
+gli indigeni erano in parte selvaggi, ma umani,
+la civilt&agrave; americana aveva ingentiliti in qualche
+modo i loro costumi, un trattato di commercio
+colla piccola repubblica di Tongia li
+aveva pressoch&egrave; educati alla vita sociale, e
+ammaestrati nelle arti e nelle costumanze
+delle altre nazioni; ma la vanit&agrave; che &egrave; sentimento
+istintivo nell'uomo li rendeva tenaci
+nei loro pregiudizii e nelle strane esigenze
+della loro toeletta&mdash;portavano infisso attraverso
+al naso un osso bianco di balena; e
+quando mio padre co' suoi dodici compagni di
+naufragio chiese loro l'ospitalit&agrave; e la vita,<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+essi, pure annuendo alle loro preghiere, presentarono
+a ciascuno di loro uno di quegli
+ornamenti, perch&egrave; dessero cos&igrave; la prima prova
+di sottomissione nell'usarlo.</p>
+
+<p>Vanitosi e timorosi ad un tempo, gli altri
+europei esitarono, vacillarono, rifiutarono, e
+gli indigeni li trafissero colle loro freccie; ma
+mio padre che era uno spirito forte, brand&igrave;
+in aria il suo osso di balena, e gridando! viva
+l'isola di Potikoros, se lo infisse eroicamente
+nel naso. Le trib&ugrave; indigene meravigliate a
+quell'atto, lo portarono in trionfo sui loro
+archi e lo elessero a Presidente della repubblica.
+Un anno dopo mio padre faceva un
+colpo di stato, e assicurava una corona alla
+sua dinastia. Quella corona gli era costata il
+naso, ma non tutti i re si conquistarono un
+trono a questo prezzo.</p>
+
+<p>Io stava scrivendo un giorno una dissertazione
+sull'influenza del debito nell'equilibrio
+sociale, quando fui avvertito che una deputazione
+d'ambasciatori Potikoresi veniva ad annunciarmi
+la morte di mio padre e la mia
+successione al trono di Potikoros.</p>
+
+<p>Tutti coloro che, come l'autore di questa
+storia, furono condannati al mestiere del letterato,&mdash;il
+pessimo dei mestieri&mdash;e giova
+sperare pel bene dell'umanit&agrave; che sieno pochi&mdash;potranno
+immaginare la mia contentezza
+febbrile, mortale, e i trasporti forsennati della
+mia gioia. Io che aveva disperato s&igrave; spesso
+di me, che aveva sognato come la pi&ugrave; gran
+meta possibile nella mia fortuna quello stato
+d'imbecillit&agrave; di mente e di coscienza che sola<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+pu&ograve; recare fama e agiatezza ai letterati in
+Italia, io che aveva lottato s&igrave; a lungo con
+quell'istinto ribelle di dignit&agrave; che mi aveva
+preclusa ogni via, e indarno sempre.... ora
+ero figlio di un re, e re io stesso, ed erede
+di un trono.</p>
+
+<p>Non poteva prestar fede a tanta felicit&agrave;,
+durai fatica ad accertarmene: affrettai la mia
+partenza, diedi un ultimo addio ad Elettra!.....
+(povera creatura!.... Elettra.... essa che mi
+aveva soccorso s&igrave; spesso di pane e di amore)
+e dopo tre mesi di navigazione, nel mattino
+del ventisette aprile milleottocentosessantadue,
+giungeva finalmente all'isola di Potikoros.</p>
+
+<p>Alla distanza di alcune miglia, mi appariva
+come una vasta conca di fiori emergente dalle
+acque; alcune isolette disposte qua e l&agrave;, attorno
+al mio regno, somigliavano a quelle foglie
+gigantesche di ninfe che si cullano sulla
+placida superficie dei nostri laghi: il cielo era
+alto, sereno, limpidissimo, e si tingeva curvandosi
+verso l'orizzonte, d'un colore abbagliante
+di croco e di cinabro: il mare giaceva
+calmo e maestoso; uno zeffiro profumato
+ne increspava leggermente la superficie come
+l'alito che appanna il velo d'una vergine. Innumerevoli
+stuoli di lire e di uccelli di paradiso
+s'inseguivano a volo nei punti pi&ugrave; luminosi
+del cielo, e riflettevano i primi raggi
+del sole colle loro code di argento. Alcune
+rondini di mare, posatesi sulle gomene della
+nostra nave festeggiavano il mattino con un
+trillo vivace e armonioso. Nulla di pi&ugrave; incantevole<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+di quella scena, nulla di pi&ugrave; celeste di
+quella musica: i sogni del fanciullo e della
+vergine non possono immaginare un eden pi&ugrave;
+delizioso, n&egrave; i poeti un idillio pi&ugrave; puro e pi&ugrave;
+divino.</p>
+
+<p>Quando io potrei rammentare ora delle impressioni
+di quel mattino non formerebbe che
+un quadro tanto imperfetto, tanto lontano dal
+vero, che io temerei quasi di nuocere alla mia
+descrizione tentando di palesarle, e non lasciandole
+piuttosto indovinare al lettore. Ma
+il tumulto che v'era nell'anima mia sarebbe
+ancora pi&ugrave; inesplicabile. Chi potrebbe esprimere
+le mille sensazioni soavissime che agitavano
+il mio petto, le mille lusinghe che venivano
+a blandire la mia vanit&agrave;; i miei progetti,
+i miei sogni, tutto ci&ograve; che ha accompagnato
+questa meravigliosa trasformazione
+di uno scrittorimo povero e conosciuto in un
+re dovizioso e potente?</p>
+
+<p>Strano prestigio di una corona! Strano potere
+di far supporre delle virt&ugrave; sovrumane
+nella testa spesso insensata che la sostiene!
+Pi&ugrave; volte ho desiderato conoscere se tra gli
+evviva del popolo, in mezzo alle ovazioni
+delle folle, allo spettacolo degli archi trionfali
+e delle moltitudini accorse da lontano per
+bearsi della loro vista, qualcuno di essi abbia
+sentito risvegliarglisi in cuore la coscienza
+della propria nullit&agrave;, ed abbia o disprezzato,
+o compianto il suo popolo, e si sia sdegnato
+di quella stupida e vile ammirazione. E pure,
+io stesso, io che m'era pi&ugrave; volte inacerbito
+per ci&ograve; cogli uomini, non poteva contemplare<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+senza un sentimento di compiacenza il gran
+cordone dell'ordine dell'Annunziata che mi
+pendeva sul petto, e che trasfondendo qualche
+stilla di sangue reale nelle mie vene plebee,
+mi aveva reso a un tratto cugino di Sua
+Maest&agrave;!... Cugino di Sua Maest&agrave;!... Dio,
+quale onore! Ma io stesso era re, e la prospettiva
+di una corona rendeva debole e lieve
+la gioia di quella parentela reale.</p>
+
+<p>Pochi istanti prima di approdare, chiamai
+a me il mio primo ministro, che pure faceva
+parte della Commissione Potikorese, e volli
+essere informato sulle condizioni finanziarie,
+sull'esercito, sull'indole del mio popolo e sulle
+costituzioni del mio Stato.</p>
+
+<p>&mdash;In quanto alla popolazione che il cielo
+vi ha chiamato a governare, mi diceva il mio
+primo ministro, facendosi scorrere tra l'indice
+e il pollice il suo osso di balena, essa non si
+divide che in due trib&ugrave; numerosissime, separate
+l'una dall'altra per una distinzione speciale
+della natura, e sono la trib&ugrave; dei Denti
+bianchi, e la trib&ugrave; dei Denti neri.</p>
+
+<p>&mdash;Denti neri! io dissi, ma ci&ograve; &egrave; orribile,
+i loro denti non saranno tutti assolutamente
+neri.</p>
+
+<p>&mdash;Tutti, rispose il ministro con quella dignitosa
+impassibilit&agrave; che gli conferiva l'abitudine
+della sua carica; e tolga il cielo che
+io voglia esaltare la trib&ugrave; cui appartengo&mdash;e
+in ci&ograve; dire mi fece osservare con una specie
+di orgoglio i suoi trentadue denti nerissimi&mdash;per
+deprimere l'altra che pure ha
+dato dei sudditi valenti a vostro padre; ma<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+i Denti neri sono la met&agrave; migliore del vostro
+Stato.</p>
+
+<p>&mdash;E le femmine, aggiunsi, esse pure....</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, ancor esse, toltene le donne del vostro
+harem che la compianta Serenit&agrave; di vostro
+padre scelse tutte esclusivamente dalla
+nostra trib&ugrave; dei Denti bianchi.</p>
+
+<p>Io confesso che quest'ultima notizia del mio
+ministro mi riemp&igrave; l'animo d'una gioia straordinaria
+Ah! l'idea di avere un harem inebbriava
+tutti i miei sensi. <a name="tn102a" id="tn102a"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'E' '">&Egrave;</ins> l&agrave;, io diceva, che
+mi sollever&ograve; dalle cure del mio stato, che mi
+rifar&ograve; ad usura della mia giovent&ugrave; avvizzita
+senza piaceri, che mi vendicher&ograve; di questa simulata
+virt&ugrave; delle nostre donne europee.</p>
+
+<p>Un harem! Cento fanciulle che vi adorano,
+le bellezze pi&ugrave; abbaglianti dell'Asia, le pi&ugrave; vezzose
+creature del mondo che cadranno ad un
+cenno ai vostri piedi. S&igrave; io dissi, tenter&ograve; di
+risolvere il problema se Sardanapalo sia stato
+pi&ugrave; grande di Alessandro, e se il Sultano sia
+il pi&ugrave; saggio e il pi&ugrave; morale di tutti i re della
+terra.</p>
+
+<p>Dal momento che mi conobbi possessore di
+un harem mi abbandonai totalmente a questo
+pensiero, e tentai di richiamarmi alla memoria
+quanto aveva letto di straordinario e di
+favoloso su questi ritiri di piacere&mdash;la sicura
+vigilanza degli <a name="tn102b" id="tn102b"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'enunchi'">eunuchi</ins>, i ventagli di penne di
+pavone, il molle costume orientale, i tappeti
+vellutati di Persia, i profumi inebrianti delle
+Indie, tutto ci&ograve; che desta la volutt&agrave; e la spinge
+alla sua massima azione, e al suo massimo sviluppo
+compatibile colla vita.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p>
+
+<p>Il ministro vedendomi assorto profondamente
+ne' miei pensieri, non osava interrompermi;
+ed io temendo che egli comprendesse il motivo
+del mio silenzio, e che io vi perdessi
+non poco della mia dignit&agrave; reale, mi affrettai
+a soggiungere con gravit&agrave;:</p>
+
+<p>&mdash;E l'esercito? Quale &egrave; l'ordinamento dell'esercito?</p>
+
+<p>&mdash;Ottimo in s&egrave;, disse il ministro, un poco
+imbarazzato da questa domanda, ma, veramente,
+le disparit&agrave; di trib&ugrave;, costituiscono un motivo
+incessante di dissensioni tra l'esercito dei
+Denti bianchi, e quello dei Denti neri. Perocch&egrave;
+&egrave; bene che Vostra Maest&agrave; sappia (io mi
+era rialzato di due pollici nel sentirmi chiamare
+Maest&agrave;) che vi sono due eserciti, come
+vi sono due trib&ugrave;, e che la mancanza di un'altra
+nazione nell'isola colla quale vi sia possibilit&agrave;
+di guerreggiare, fa s&igrave; che i due eserciti
+dello stato vengano spesso alle armi tra di
+loro. &Egrave; a deplorarsi che la posizione geografica
+di Potikoros renda assai difficile e assai fortunosa
+una guerra colle popolazioni del continente,
+ci&ograve; che accrescerebbe di gran lunga
+il prestigio della corona, e distogliendo il vostro
+popolo dal desiderio di costituzioni pi&ugrave;
+libere e pi&ugrave; progressiste, gioverebbe non poco
+a consolidare il trono di vostra Maest&agrave;.</p>
+
+<p>&mdash;Come sarebbe a dire?</p>
+
+<p>&mdash;Che la popolazione vuol essere sgomentata
+dalla coscienza della vostra forza, cio&egrave;
+dalla forza dell'esercito che &egrave; tutt'uno; e distolta
+in altro modo dal desiderio di miglioramenti<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+interni, compromettendone, cio&egrave;, gli interessi
+e i destini colla fortuna d'una guerra.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sarebbe dunque necessario... le condizioni
+della monarchia sarebbero tali da.....</p>
+
+<p>&mdash;Non dico ci&ograve;, riprese il mio ministro visibilmente
+turbato, ma.... ma veramente.... la
+sicurezza della corona richiede molte cure,
+molti provvedimenti, la cui necessit&agrave; vi sar&agrave;
+nota assai presto. Non vi parler&ograve; di alcune
+tendenze rivoluzionarie che vostro padre ha
+dovuto soffocare con molto sangue, e che questa
+vacanza del trono ha potuto sviluppare
+sensibilmente.... gi&agrave; le idee repubblicane hanno
+messo radice in molte teste, ma non sar&agrave; difficile
+il divellerle.</p>
+
+<p>&mdash;Le teste? esclamai io inorridito.</p>
+
+<p>&mdash;Come piace a vostra Maest&agrave;, disse il mio
+primo ministro, le idee colle teste.</p>
+
+<p>Io confesso che la mia anima, per quanta
+violenza le abbia fatta in ogni tempo la mia
+ragione, non ha potuto mai perdere un atomo
+di quella mitezza imbecille dell'agnello di cui
+l'ha dotata la natura; ond'&egrave; che per dare una
+diversione a quel discorso s&igrave; poco uniforme
+alle mie inclinazioni benigne, soggiunsi: E quale
+&egrave; il costume dell'esercito?</p>
+
+<p>&mdash;Il pi&ugrave; semplice, ed il pi&ugrave; economico ad
+un tempo, la nudit&agrave;: i vostri sudditi non temono
+in ci&ograve; il confronto della razza del continente;
+ammirerete sopratutto lo sviluppo dei
+fianchi e del torace nelle femmine, le quali
+hanno pure adottato in gran parte la semplicit&agrave;
+primitiva di questo costume.</p>
+
+<p>&mdash;In un paese cos&igrave; economico, io dissi, le<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+finanze dello Stato e dei privati saranno dunque
+in floride condizioni.</p>
+
+<p>&mdash;Tristissime! rispose il mio ministro con
+accento mortificato; e poich&egrave; da questo mio
+viaggio in Europa, ho desunte alcune cognizioni
+circa i mezzi di rimediare al dissesto
+economico dello Stato, ho in animo di proporre
+quanto prima alla vostra approvazione un progetto
+per remissione di alcuni miliardi di carta
+monetata che i vostri sudditi accetteranno con
+gratitudine.</p>
+
+<p>&mdash;E a quanto ascendono le rendite di mio
+padre?</p>
+
+<p>&mdash;Ad una somma considerevole, a parecchie
+centinaia di milioni, escluso l'appannaggio
+che vi &egrave; assegnato dalla nazione, e che
+viene pagato puntualmente dalle casse dello
+Stato.</p>
+
+<p>&mdash;E ci&ograve; non sembra gravoso al mio popolo?</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Maest&agrave; &egrave; novizia nell'arte del governare:
+baster&agrave; visitare uno stabilimento pubblico,
+un ospedale, un asilo, un istituto qualunque,
+e assegnargli una volta ogni tanto
+qualche centinaio di franchi sulla vostra cassetta
+privata, perch&egrave; voi siate creduto il pi&ugrave;
+generoso di tutti i monarchi. N&egrave; ci&ograve; potr&agrave; diminuire
+i vostri redditi: i tesori di vostro padre
+sono i pi&ugrave; ricchi di quanti ve ne siano
+nei reami che noi conosciamo.</p>
+
+<p>&mdash;I pi&ugrave; ricchi?</p>
+
+<p>&mdash;Li ammirerete fra poco: vedrete nella
+sala dei carboncini, un diamante della grossezza
+di un uovo d'aquila, che &egrave; reputato<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+da noi il pi&ugrave; prezioso di quanti sieno sulla
+terra.</p>
+
+<p>Io non potei contenere a questa notizia un
+sorriso di compiacenza che non isfugg&igrave; all'occhio
+penetrante del mio degno ministro dai
+denti neri.</p>
+
+<p>&mdash;E quali sono, io chiesi, i doveri principali
+del re, le sue occupazioni pubbliche?... Voi
+sapete che io non sono stato educato alla Corte
+e che il governo d'un regno mi giunge alquanto
+inaspettato.</p>
+
+<p>Il mio ministro sorrise a questa domanda
+che gli parve improntata d'una ingenuit&agrave; affatto
+puerile, e disse; Le occupazioni di Vostra
+Maest&agrave; sono pressoch&egrave; insussistenti; il consiglio
+dei vostri ministri s'incarica della politica
+interna&mdash;poich&egrave; la politica estera non ci crea
+combinazioni di molta importanza, stante i
+rapporti amichevoli che conserviamo colle nazioni
+vicine: le vostre attribuzioni si ridurranno
+alla firma dei decreti concepiti dal Consiglio,
+a mostrarvi al popolo nelle circostanze
+solenni, a procreare principi del sangue allo
+Stato, a recitare al presidente di qualche deputazione
+un discorso di circostanza che vi
+sar&agrave; composto dal vostro segretario particolare;
+e finalmente a vigilare sull'ordine, sulla
+variet&agrave;, sul buon andamento del vostro harem
+ci&ograve; che costituisce una delle vostre attribuzioni
+esclusive.</p>
+
+<p>&mdash;Spero, io dissi, di soddisfare a tutti questi
+mandati, e all'ultimo in ispecial modo, con
+quello zelo che varr&agrave; a meritarmi la simpatia
+e la gratitudine del mio popolo.<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p>
+
+<p>Il mio ministro s'inchin&ograve; fino a terra.</p>
+
+<p>Aveva appunto posto termine a questa conversazione
+nell'istante in cui il bastimento
+reale gettava l'&agrave;ncora nel porto di Potikoros
+che &egrave; la capitale dell'isola di questo
+nome.</p>
+
+<p>Salii allora sulla coperta della nave per ammirare
+con un pi&ugrave; vasto colpo d'occhio le meraviglie
+naturali del mio regno. Ma la mia attenzione
+fu distolta da questo esame dalla vista
+dei preparativi che s'erano fatti pel mio
+ricevimento solenne. E d'altronde non m'era
+mostrato ancora a' miei sudditi, che delle ovazioni
+fragorose partirono dalla riva che era
+assiepata tutta di popolo; e centinaia di barche
+ornate di stoffe a vivi colori e di penne
+preziose di marab&ugrave; vennero ad attorniare la
+mia nave. Mi fu forza discendere in una di
+essa, ove si trovavano riuniti i miei ministri,
+e che per essere ornata dello stemma monarchico,
+conobbi che era destinata alla mia persona.
+Lo stemma reale (poich&egrave; quello della repubblica
+era stato atterrato da mio padre) consisteva
+in un elissi diviso da un fusto di palmizio
+in due campi, come da una sbarra; nell'uno
+di essi era rappresentato un braccio che
+brandiva uno di quegli ossi di balena gi&agrave; nominati
+a memoria dell'atto ardimentoso che
+aveva procurato il trono a mio padre; nell'altro
+vi era un merlo nero che, come seppi
+pi&ugrave; tardi dal mio ufficiale araldico, vi era
+stato posto in onore di un uccello di questa
+famiglia, che il re defunto aveva fatto venire
+dall'Europa, e che aveva formato la meraviglia<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+de' suoi sudditi, non essendovi in tutta
+l'isola di Potikoros che dei merli bianchi
+come la giuncata.</p>
+
+<p>Non star&ograve; a parlare dell'imbarazzo in cui
+mi sono trovato per rispondere alle numerose
+domande che mi venivano fatte da' miei ministri
+e dalle deputazioni delle citt&agrave; secondarie
+del mio regno. Si era bens&igrave; pensato a mettere
+nel mio seguito alcuni interpreti, ma il
+concetto di queste domande era s&igrave; oscuro, e mi
+erano formulate in modo s&igrave; singolare, che io
+mi trovava sulle spine a rispondervi. Aveva
+appena posto piede nella mia lancia, che un
+grido prolungato del popolo e dell'esercito
+salut&ograve; il mio arrivo, e avendo io interrogato
+uno de' miei interpreti sul significato di quel
+grido, seppi che esso voleva dire; &laquo;ben venga
+il nostro re che &egrave; arrivato dal paese dei merli
+neri.&raquo;</p>
+
+<p>Io m'inchinai rispettosamente dinanzi alla
+folla assembrata sulle zattere e lungo la spiaggia,
+e vi fu un momento in cui mi sentii il
+prurito di arringare la moltitudine e di guadagnarmene
+la simpatia facendo l'elogio dei
+merli bianchi, ma il bisogno di servirmi degli
+interpreti che avrebbero ammorzato colla loro
+lentezza tutto il mio fuoco oratorio, me ne distolse.
+E d'altronde la folla era tanta e il baccano
+s&igrave; assordante, che la mia voce vi si sarebbe
+perduta senza frutto.</p>
+
+<p>Di mano in mano, che aprendoci a stento
+una via tra le barche, ci andavamo avvicinando
+alla riva, lo spettacolo diventava pi&ugrave;
+imponente, ed il fragore cresceva per modo<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+che le mie povere orecchie ne erano letteralmente
+assordate. Il grido di: &laquo;viva il re che
+viene dal paese dei merli neri!&raquo; era ripetuto
+da tutte le bocche; e le dame Potikoresi specialmente
+lo strillavano con certe voci da soprano
+in modo da farmi rizzare sulla testa ad
+uno ad uno tutti i miei capelli reali.</p>
+
+<p>Come Dio volle, noi giungemmo finalmente
+alla riva, ove mi soffermai un istante ad osservare
+gli apparecchi della mia incoronazione
+e i due eserciti schierati lungo la spiaggia. E
+qui non potrei dire l'impressione inattesa che
+provai alla vista del mio esercito. I Denti neri
+pei quali mi era sembrato che avrei dovuto
+provare un orrore insuperabile, avevano aspetto
+s&igrave; dolce, s&igrave; mite, s&igrave; affettuoso che mi
+sentii subito attratto verso di essi da una forza
+di simpatia irresistibile, mentre i Denti bianchi
+mi parvero d'indole s&igrave; ribelle, s&igrave; feroce,
+s&igrave; fiera che ne fui quasi atterrito.</p>
+
+<p>Quei denti lunghi, affilati, bianchi, orribilmente
+bianchi, scoperti fino alla radice dal
+labbro un po' rovesciato, acuminati e curvi verso
+la punta come i canini, parevano fatti per afferrare,
+per mordere, per lacerare la carne
+viva, palpitante&mdash;davano ai loro visi un'apparenza
+orribilmente ferina. I denti neri, pel contrario,
+tozzi, brevi, quadrati, bene incassati e
+coperti dalla gengiva, promettevano indole e
+tendenze s&igrave; mansuete, che avrei dato met&agrave; l'isola
+di Potikoros perch&egrave; il mio regno non fosse
+stato popolato che di quella razza.</p>
+
+<p>Pi&ugrave; tardi, quando rientrai nella vita privata,
+ho fatto delle numerose esperienze sul colorito<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+dei denti, e sulla natura dei caratteri relativi.
+Non so se Lavater e Gall abbiano esteso anche
+a ci&ograve; i loro studi, ma io credo di non essermi
+mai ingannato sui rapporti che ho fatti
+e sulle deduzioni che ho tratte in proposito.
+Diffidate di quelle persone che hanno i denti
+bianchi e regolari, ma sopratutto bianchi. Difficilmente
+una donna munita di denti piccolissimi,
+ben fatti, candidi di quella candidezza
+abbagliante che esse ambiscono tanto, &egrave; una
+donna saggia e fedele. Le bellezze pi&ugrave; famigerate,
+le cortigiane pi&ugrave; celebri, le donne pi&ugrave;
+note per grandi vizii o per grandi delitti
+ebbero, tutte indistintamente, un pregio siffatto.</p>
+
+<p>I denti neri o ingialliti, mal collocati, indicano
+quasi sempre mitezza d'animo, sofferenza,
+virt&ugrave;, rassegnazione. Una donna dai denti neri
+sar&agrave; ributtante, ma mai cattiva: si pu&ograve; essere
+sicuri della virt&ugrave; di una donna munita di tali
+denti.</p>
+
+<p>Ma forse l'aver io perduto un regno per
+causa d'uomini muniti di denti bianchi mi ha
+tratto a queste convinzioni e a questo ostinato
+assolutismo nell'affermarle&mdash;desidero di essere
+smentito. Certo &egrave; per&ograve; che appena io vidi
+quella met&agrave; del mio esercito, conobbi che non
+sarei rimasto sicuro sul mio trono; e pensai
+con dolore a quelle parole che mi aveva detto
+il mio primo ministro, che, cio&egrave;, i Denti neri
+costituivano la migliore met&agrave; del mio regno.</p>
+
+<p>E stava meditando appunto su questo pensiero,
+quando mi parve di scorgere che il mio
+primo ministro e gli altri onorevoli membri<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span>
+componenti la commissione gettassero sguardi
+inquieti sulla riva e specialmente sulle file
+dell'esercito dei Denti bianchi, interrogandosi
+e parlandosi a vicenda con qualche inquietudine.</p>
+
+<p>Per altro lato le file di quell'esercito apparivano
+s&igrave; diradate, e il contegno dei soldati s&igrave;
+provocante e s&igrave; fiero che io, sospettando di
+qualche disordine, domandai le ragioni di quel
+contegno dell'armata e di quel discorrere caloroso
+de' miei ministri.</p>
+
+<p>&mdash;Sono dolente, disse uno de' miei ufficiali,
+di dover comunicare a Vostra Maest&agrave; una notizia
+alquanto spiacevole. Sono scoppiati dei
+torbidi in alcune provincie dello Stato, e una
+buona met&agrave; dell'esercito dei Denti bianchi si
+&egrave; ribellata al governo. L'altra met&agrave; che voi
+vedete, pende esitante tra il favorire la vostra
+installazione sul trono o congiungersi ai ribelli.
+I soli Denti neri rimangono fedeli a Vostra
+Maest&agrave;, ma il loro valore non &egrave; pari a quello
+dell'altra met&agrave; dell'esercito. Bisogner&agrave; affrettare
+la vostra incoronazione. Questa solennit&agrave;
+acquieter&agrave; tutti i tumulti, questo fatto compiuto
+troncher&agrave; le esitanze di tutti quelli che
+non sanno tuttora se darsi alla monarchia, o
+secondare le idee repubblicane delle provincie
+sollevate. Ci giunge anche notizia che in alcuni
+luoghi siano stati abbattuti gli stemmi
+reali, e deturpato il sacro merlo nero che ne
+formava l'impresa, ma si &egrave; provveduto a che
+sieno presto ricollocati. Allorch&egrave;, appena compiuta
+la vostra incoronazione, Vostra Maest&agrave;
+sar&agrave; entrata nella sala del Tribunale solenne,<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+come richiede l'usanza, e avr&agrave; pronunciato
+giudizio sui delitti consumati nella giornata,
+l'esercito e la popolazione, compresi dalla vostra
+saggezza, non opporranno altro ostacolo
+alla vostra ascensione sul trono.</p>
+
+<p>&mdash;Mio Dio! io dissi, sotto quali tristi auspici
+incomincia il mio regno! Ancora non
+ho posto piede sulle rive de' miei dominii
+che una fiera ribellione ne agita met&agrave; le provincie,
+e la parte pi&ugrave; valorosa dell'esercito
+mi abbandona per appoggiarne la rivolta....
+Ma andiamo, io proseguii con voce pi&ugrave; ferma
+andiamo a compiere&mdash;se ci&ograve; s'ha a far subito&mdash;questa
+formalit&agrave; dell'incoronazione; e
+quindi se il prode esercito dei Denti neri prester&agrave;
+il suo braccio alla monarchia, non <a name="tn112" id="tn112"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'disspero'">dispero</ins>
+con esso solo di sottomettere i ribelli,
+di consolidare il mio trono, e di conservare
+intatte le sacre costituzioni del paese.</p>
+
+<p>&mdash;Andiamo, ripeterono in coro i miei ministri
+facendo atto di adesione alle mie parole.</p>
+
+<p>E uno degli ufficiali aggiunse; l'incoronazione
+potr&agrave; compiersi sul momento: tutto &egrave; preparato,
+il paludamento reale, la corona, il sacro
+osso nasale....</p>
+
+<p>&mdash;Il sacro osso nasale!... interruppi io trasalendo,
+come sarebbe a dire?</p>
+
+<p>&mdash;L'osso di balena che Vostra Maest&agrave; introdurr&agrave;
+nelle sue narici reali.</p>
+
+<p>&mdash;Nelle mie narici!</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; la consuetudine del paese, &egrave; l'obbligo
+essenziale del re. Vostro padre....</p>
+
+<p>&mdash;Lo so, lo so, io interruppi, non proseguite....<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+ma quale orrore! esclamai fra me stesso
+e io non ci aveva pensato.... ma ci&ograve; &egrave; impossibile...
+il mio naso.... il mio naso greco! il pi&ugrave;
+puro naso greco che io abbia mai veduto....
+ah! io mi ribeller&ograve; a questa abitudine crudele,
+a questa tortura terribile. Se io tornassi in
+Europa! Se la ribellione mi privasse del mio
+regno.... tornarci col naso forato, trapassato
+da un osso di balena... no, no, ci&ograve; non pu&ograve;
+essere.</p>
+
+<p>E rivoltomi a' miei ministri dissi loro, dissimulando
+quanto poteva il mio spavento: illustrissimi
+signori, io sono felice di procedere
+sull'istante alla mia incoronazione, ma &egrave; occorsa
+credo una cattiva intelligenza in proposito...
+desidererei... bramerei, se ci&ograve; &egrave; possibile,
+che si indugiasse alcuni giorni per ci&ograve;
+che riguarda la formalit&agrave; dell'osso nasale: una
+fiera costipazione, un potente raffreddore che
+mi sono buscato lungo il viaggio, l'infiammazione
+delle pareti interne delle narici rendono
+senza dubbio questa operazione alquanto pericolosa;
+pregherei l'eccellentissimo ministro che
+mi ha accompagnato fino a Potikoros a voler
+far conoscere a' miei sudditi questo desiderio,
+e disporli all'indugio che &egrave; mia intenzione di
+frapporre al compimento di una formalit&agrave;, di
+cui per altro mi tengo altamente onorato.</p>
+
+<p>A queste parole i miei ministri si guardarono
+nel bianco degli occhi esterrefatti, e il
+ministro della Guerra in ispecial modo diede
+non dubbii segni della sua meraviglia e della
+sua disapprovazione.</p>
+
+<p>Io ammutoliva per vergogna.<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p>
+
+<p>Dopo un istante di silenzio il mio primo ministro
+rispose: noi siamo profondamente convinti
+della verit&agrave; delle giustificazioni addotte
+da Vostra Maest&agrave;, ma non sar&agrave; molto agevole
+il convincerne l'armata ed il popolo. La solennit&agrave;
+che doveva compiersi oggi, ha radunato
+qui una buona met&agrave; della popolazione di
+Potikoros, n&egrave; credo che essa vorr&agrave; partirne
+senza avervi assistito. Cotesto rifiuto pu&ograve; essere
+interpretato in un senso poco favorevole
+ed essere causa di disordini non lievi nel regno.
+In quanto a me, non mi attento a sfidare
+il furore del popolo, esponendogli il desiderio
+reale che Vostra Maest&agrave; mi ha fatto ora l'onore
+di manifestare.</p>
+
+<p>A questo diniego inatteso io mi sentii venir
+meno, e trovai appena la forza di aggiungere:
+se io stesso devo mostrarmi a' miei sudditi....
+se posso arringarli io in persona, non
+dispero di convincerli della verit&agrave; delle mie
+asserzioni.... Perch&egrave; il mio naso.... la mia mucosa....
+E in quell'istante essendomi balenata
+alla mente un'idea stupenda, mi avvicinai al
+mio primo ministro e gli mormorai all'orecchio:
+persuadetene la popolazione, disponetela
+ad attendere, ed io vi affider&ograve; il comando della
+pi&ugrave; florida provincia del regno, vi decorer&ograve;
+del gran Cordone del Merlo nero.... E aggiunsi
+fra me stesso: se posso uscirne col naso intatto
+dimetter&ograve; sull'istante questi ministri, rifar&ograve;
+il mio gabinetto, allontaner&ograve; da me questi
+sudditi ribelli e corruttibili.</p>
+
+<p>Il mio ministro cedette di fatto, come mi
+era lusingato, a quel tentativo. Rivoltosi al<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+mio seguito disse; veramente.... l'interesse,
+la quiete dello stato ci impongono di accordare
+a sua Maest&agrave; l'indugio di cui ci richiede.
+Il momento &egrave; grave. Disposto al sacrificio
+della mia popolarit&agrave; pel bene del paese,
+io sono deciso ad arringare il popolo circa i
+motivi che impediscono temporariamente l'attuazione
+di questa operazione importante: piaccia
+al cielo che le mie parole siano ben accolte
+e credute!</p>
+
+<p>Quindi rivoltosi a me che in quel frattempo
+era salito sopra una specie di carro
+destinato a recarmi sul luogo dell'incoronazione,
+aggiunse: andiamo. E ci riponemmo in
+viaggio.</p>
+
+<p>Attraversammo un buon tratto di strada tra
+le ovazioni vivissime della folla; e giungemmo
+in breve tempo ad un piccolo rialzo di terra
+sul quale era innalzato il mio padiglione. Tutta
+la campagna circostante era gremita di popolo;
+le dame Potikoresi vestite di un costume
+assai semplice, spesso di un costume affatto
+adamitico, stavano raccolte a gruppi sotto i
+padiglioni naturali che formavano le palme e
+i banani. Alberi giganteschi di paradiso attorniavano
+il recinto del luogo destinato alla mia
+incoronazione, e sovr'essi frotte di fanciulli a
+cavalcioni qua e l&agrave; lungo i rami suonavano
+certi loro strumenti di cocco che producevano
+un rumore indiavolato. Da quel rialzo di terra
+si aprivano allo sguardo orizzonti stupendi; da
+un lato, il mare seminato in ogni punto di isolette
+quasi impercettibili e tutte verdi per la
+vegetazione pi&ugrave; rigogliosa; dall'altro, campagne<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+sterminate, pianure solcate da fiumi, colli
+ricoperti di boschi, montagne rivestite di eriche
+gigantesche; e sovra tutto ci&ograve;, il cielo
+stupendo del tropico, il cielo alto, sereno,
+sempre infuocato di quella terra prediletta
+dal sole.</p>
+
+<p>Ma io era in preda ad impressioni che moveano
+da cause ben diverse. Il timore che i
+miei sudditi volessero esigere sull'istante il
+compimento di tutte le formalit&agrave; richieste
+per la mia incoronazione, il pensiero che,
+ove pure mi fosse stato accordato tale indugio,
+io non avrei potuto sottrarmi col tempo
+all'esigenza di quella moda crudele; e poi la
+ribellione delle mie provincie, la rivolta dell'esercito,
+le diserzioni, la poca devozione dei
+miei ministri, tutto ci&ograve; veniva ad amareggiare
+la mia gioia per modo che fui pi&ugrave; volte in
+procinto di rimpiangere la mia vita modesta,
+ma libera, di letterato.</p>
+
+<p>E per altro lato, ove avessi potuto superare
+questi ostacoli, quanti piaceri mi aspettavano!
+La mia stupenda posizione anzitutto; e poi
+quel lusso, quello sfarzo, quello spensierirsi
+continuo; e l'harem, l'harem pi&ugrave; d'ogni altra
+cosa; e quel costume s&igrave; grazioso, s&igrave; semplice,
+s&igrave; stuzzicante delle dame Potikoresi.... tutto
+ci&ograve; era pur preferibile all'oscura aridit&agrave; della
+mia giovent&ugrave; trascorsa.</p>
+
+<p>In preda a questi pensieri io era entrato
+nel ricco padiglione, ove doveva essere incoronato,
+e donde sarei stato condotto alla reggia.</p>
+
+<p>Le <a name="tn116" id="tn116"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'soprese'">sorprese</ins> pi&ugrave; grate mi attendevano in quel
+<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+luogo. Oltre i doni ricchissimi in verghe d'oro
+e d'argento, e in grosse pietre preziose che
+mi erano state inviate dalle provinci e fedeli
+del regno, le fanciulle del mio serraglio mi
+avevano mandato un'ambasciata di dodici delle
+pi&ugrave; belle tra loro, incaricate di ricevermi e
+prestarmi ogni sorta di servigi nel padiglione.
+Io non aveva veduto mai bellezze pi&ugrave; abbaglianti,
+n&egrave; &egrave; possibile che possa manifestare
+l'emozione che provai a quella vista.</p>
+
+<p>Il loro abito orientale era tutto ornato di
+lanugine di cigno e di perle, i loro calzoncini
+di seta azzurra erano stretti alla caviglia piccola
+e asciutta da un laccio magnifico a fiocchi
+d'oro, i loro piedini chiusi in scarpette a
+ricami erano s&igrave; piccini che potevano essere
+contenuti nella mia mano; tutte le loro forme
+erano ad un tempo s&igrave; piene e s&igrave; delicate, e
+spiravano tanta volutt&agrave; che io non aveva mai
+veduto, o immaginato soltanto, creature pi&ugrave;
+graziose e pi&ugrave; seducenti.</p>
+
+<p>Ma una ve n'era sovra tutte che colp&igrave; in
+ispecial modo la mia immaginazione. &Egrave; impossibile
+il dire quanto ella fosse bella, forse anche
+impossibile lo immaginarlo: la bianchezza
+del suo viso era quasi luminosa&mdash;abbagliava:
+le sue fattezze, i suoi profili si perdevano in
+una specie di vaporosit&agrave; leggermente rosata;
+i suoi capelli erano s&igrave; sottili, s&igrave; neri e s&igrave; lucenti
+che ondeggiavano sotto l'azione della luce
+come un drappo serico; e mentre io stava contemplando
+quel prodigio di avvenenza, essa mi
+si <a name="tn117" id="tn117"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'appresò'">appress&ograve;</ins> timida e sorridente, e dopo aver
+pronunciato alcune parole in lingua Potikorese<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+che mi riuscirono per ci&ograve; inintelligibili, asciug&ograve;
+il sudore che mi stillava dalla fronte con un
+suo fazzolettino che non era pi&ugrave; voluminoso
+di una tela di ragno, ed esalava tutti i profumi
+pi&ugrave; inebbrianti. Animato da tanta affabilit&agrave;,
+e pi&ugrave; ancora dal pensiero che io era re
+e che quella divina creatura era mia, trovai
+il coraggio di dirle: Come vi chiamate?</p>
+
+<p>&mdash;Opala, diss'ella, la pi&ugrave; affezionata e la
+pi&ugrave; fedele delle vostre schiave.</p>
+
+<p>E pronunci&ograve; questa parole nella mia lingua.</p>
+
+<p>&mdash;Voi non siete nativa del mio regno? le
+chiesi io meravigliato.</p>
+
+<p>&mdash;No, disse la fanciulla. La defunta Serenit&agrave;
+di vostro padre mi port&ograve; seco bambina
+dall'Oriente, e mi apprese la lingua e i costumi
+della vostra nazione. Egli mi onorava
+particolarmente della sua affezione, e mi ha
+conferito una speciale autorit&agrave; sulle donne del
+vostro serraglio.</p>
+
+<p>&mdash;Mio padre, esclamai tra me stesso, non
+aveva gusti depravati, non aveva deficienza
+di senso estetico... una cos&igrave; bella creatura! Ma
+egli doveva aver passato i sessant'anni... &egrave; impossibile...
+E rivoltomi ad Opala le dissi: Mio
+padre vi amava?</p>
+
+<p>&mdash;Molto.</p>
+
+<p>&mdash;Di che affetto?</p>
+
+<p>Il volto di Opala si copr&igrave; d'un vivace rossore.
+Io che capiva a stento in me stesso, non
+seppi trattenermi dall'abbracciarla, esclamando:
+io pure vi amer&ograve; molto, io vi lascier&ograve; intatta
+l'autorit&agrave; conferitavi da mio padre. Dio mio!<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+voi siete s&igrave; bella!... voi sarete la mia prediletta
+e la mia regina.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; egli vero? disse Opala.</p>
+
+<p>&mdash;<a name="tn119a" id="tn119a"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'Quante'">Quanto</ins> &egrave; vero l'affetto che sente gi&agrave; il
+mio cuore per voi.</p>
+
+<p>&mdash;Per me! la vostra schiava....</p>
+
+<p>&mdash;Non dite cos&igrave;, interruppi io&mdash;e in quell'istante
+osservai che le altre donne si ritiravano
+inchinandosi e ci lasciavano soli&mdash;dite
+la vostra amante, la vostra sposa; trovate, se
+potete, una parola s&igrave; dolce che valga ad esprimere
+ci&ograve; che voi sarete per me.</p>
+
+<p>Opala si gitt&ograve; alle mie ginocchia, e abbracciandole
+disse: Grazie, grazie, io pure vi amer&ograve;;
+io languiva qui cos&igrave; sola, cos&igrave; <a name="tn119b" id="tn119b"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'abbandodonata'">abbandonata</ins>...
+perch&egrave; vostro padre.... era s&igrave; vecchio
+vostro padre... e s&igrave; stizzoso! Voi siete
+tutt'altra cosa. Perch&egrave; io non era stata educata
+qui, in quest'isola... oh! s&igrave;, io vi amer&ograve;
+molto, non vivr&ograve; che per voi; e dormir&ograve; sul
+vostro tappeto, vi dar&ograve; a bere il sorbetto colla
+mia bocca, vi solleticher&ograve; colle penne del mio
+ventaglio, vi far&ograve; riposare la testa sulle ginocchia,
+vedrete, vedrete!</p>
+
+<p>&mdash;Oh buona creatura! io dissi tra me stesso,
+sarei pur felice con te. E pensai: se fosse
+possibile abbandonare il mio regno, fuggire
+con questa fanciulla, portar meco i tesori di
+mio padre, quel <a name="tn119c" id="tn119c"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'diamente'">diamante</ins> favoloso, queste
+verghe d'oro... e non veder pi&ugrave; questi Denti
+bianchi, questi Denti neri... questi odiosi ministri...
+sottrarmi ad un supplizio spietato.... E
+mosso da un trasporto di affetto sincero, aggiunsi
+abbracciandola e sollevandola: s&igrave;, mia<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+diletta fanciulla, se io potessi fuggire con te,
+portarti meco nella mia patria!... perch&egrave; devi
+sapere che mi si vuole gi&agrave; ritogliere il regno,
+che si pretende deturparmi il viso, forarmi
+il naso, il mio naso greco, il naso caratteristico
+della mia famiglia... E poi...</p>
+
+<p>Ma in quell'istante un fracasso terribile
+venne a troncare le mie parole. Io mi rivolsi
+e vidi il primo ministro che entrava ansante
+impallidito nel padiglione, e dietro ad esso
+alcuni ufficiali di Corte, uno dei quali mi disse:
+avvengono dei gravi disordini; &egrave; necessario
+che Vostra Maest&agrave; si affretti ad installarsi
+nella reggia; alla sua incoronazione si penser&agrave;
+dopo... Il popolo non ha prestato fede
+alle parole dell'onorevole ministro che voleva
+giustificare il diniego di Vostra Maest&agrave; a subire
+tutte le formalit&agrave; di questa incoronazione.
+Indarno egli ha asserito che ella ne &egrave; impedita
+da un raffreddore potente, che ha inteso
+egli stesso lungo il viaggio dei fragorosi starnuti
+reali.... non gli si &egrave; creduto: il sentimento
+nazionale &egrave; scosso profondamente da questa
+notizia, e il rimanente dell'esercito dei Denti
+bianchi ha abbandonato senz'altro le sue bandiere
+per congiungersi alle file dei ribelli. Bisogna
+affrettare l'entrata nella capitale finch&egrave; la
+reazione non si &egrave; organizzata, e non si &egrave; posta
+in grado d'impedirlo. I Denti neri sono
+per noi; ove il giudizio pubblico che vostra
+maest&agrave; presieder&agrave; oggi, incontri il favore popolare,
+le sorti della monarchia possono essere
+ancora rassicurate.</p>
+
+<p>&mdash;Io ho potuto, dissi allora, sollevandomi<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+di tutta la persona, animato da non so qual
+forza interna, io ho potuto forse mostrarmi
+debole d'innanzi ad un'esigenza cui le abitudini
+contratte nella mia patria mi rendevano
+un poco ripugnante, ma non lo sar&ograve; mai d'innanzi
+agli uomini che vogliono spogliarmi del
+regno, privarmi dei sacri diritti che mi sono
+stati trasmessi da mio padre. Se non potr&ograve;
+sedere sul trono di Potikoros, sapr&ograve; almeno
+morire difendendolo.</p>
+
+<p>E affacciandomi all'uscio del padiglione, e
+guardando con occhi torvi la folla, esclamai
+con voce pi&ugrave; alta; recatemi le mie armi e il
+mio cavallo, che io indossi il mio paludamento
+reale, tutti i miei distintivi di re, e la corona,
+aggiunsi prendendomela e posandomela
+sul capo; sapr&ograve; ben io difenderla da chi si
+attentasse a tormela.</p>
+
+<p>I miei ministri e i <a name="tn121" id="tn121"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'mei'">miei</ins> ufficiali meravigliati
+da tanto ardimento mi fecero recare in fretta
+il mio cavallo, e mi aiutarono ad indossare i miei distintivi.
+Dopo che, fiero del mio coraggio,
+balzai in sella colla spigliatezza d'un
+giocoliere e mi avviai in mezzo ad essi alla
+capitale del regno, e alla reggia.</p>
+
+<p>Ma il coraggio ven&iacute;ami meno lungo la via.</p>
+
+<p>L'accoglienza poco lusinghiera della popolazione,
+il freddo contegno de' miei ministri,
+le urla selvaggie dei ribelli, quei crocchi di
+Denti bianchi che incontravamo ad ogni istante
+sul nostro passaggio mi facevano venire la
+pelle anserina, o ci&ograve; che si dice pi&ugrave; comunemente
+la pelle di oca, come se la mia sacra
+epidermide reale fosse stata l'epidermide del<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+pi&ugrave; volgare e del pi&ugrave; ignobile de' miei sudditi.
+E tentando di dare come poteva meglio
+una diversione qualunque alle mie idee, immaginava
+come le <a name="tn122" id="tn122"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'ocche'">oche</ins> debbano trovarsi in
+uno stato di spavento incessante se quel fenomeno
+della loro pelle &egrave; continuo, e mi sentiva
+tratto da un sentimento di piet&agrave;, a commiserarle.
+Che se cos&igrave; non fosse, come potremmo
+noi esprimere, volendo attenerci strettamente
+alla medesima frase, lo stato di spavento in
+un'oca? Potremmo forse dire che l'oca ha la
+pelle di oca?</p>
+
+<p>Io comprendo ora come il quesito che andava
+formulando in quel doloroso viaggio a
+me stesso, fosse meno ancora che puerile e
+non consentaneo alla mia dignit&agrave; di monarca;
+pure confesso che me ne trovava imbarazzato,
+e che fu in virt&ugrave; di quell'imbarazzo che giunsi
+alla reggia senza che i motivi di terrore che
+mi circondavano, avessero potuto cagionare
+in me dei fenomeni pi&ugrave; sensibili e pi&ugrave; complicati.</p>
+
+<p>La reggia era un edificio stupendo; tutte
+le meraviglie, tutte le delizie, tutte le ricchezze
+dell'Oriente vi erano state accumulate
+a larga mano.</p>
+
+<p>Mio padre aveva saputo conciliare fastosamente
+la mollezza dei costumi orientali colla
+severa grandiosit&agrave; dell'architettura europea.
+Non credo vi sieno in Europa reggie o palazzi
+di privati pi&ugrave; eleganti; certo io non aveva
+n&egrave; veduto, n&egrave; immaginato mai edificio pi&ugrave; sontuoso
+e pi&ugrave; splendido. Quantunque le pareti
+fossero tutte in legno di noce d'India, gli intagli<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+erano s&igrave; stupendi, e le decorazioni in
+oro, in avorio e in argento eseguite s&igrave; maestrevolmente,
+e con tanta grandiosit&agrave; di dimensioni,
+che le proporzioni del fabbricato e
+l'eleganza di quegli ornati non erano inferiori
+a quelli di qualunque casa europea.</p>
+
+<p>Il mio appartamento speciale era uno di
+quei ritiri incantevoli che si sognano a quattordici
+anni, di cui spesso non si ha neppure
+la facolt&agrave; di concepire un'idea, uno di quegli
+edifici che l'architettura nostra costretta nei
+limiti inesorabili dell'arte e delle sue tradizioni,
+non avrebbe mai lo slancio e l'ardimento
+necessario a creare. Io vi rimasi sventuratamente
+s&igrave; poco che non potrei darne una descrizione
+dettagliata. Non ho serbato memoria
+che delle stelle mobili che si perdevano nell'azzurro
+del soffitto di cui non si vedeva
+il fine, e che gettavano onde di luce abbagliante
+del colore dello smeraldo. Forse in quel
+cielo artificiale era rappresentato un intero
+sistema planetario, co' suoi fenomeni, colle sue
+orbite, con tutte le sue leggi di evoluzioni. Ricordo
+il pavimento elastico e semovente, tutto
+tempestato di rubini, la cui azione di elasticit&agrave;
+era combinata per modo, che cedendo
+dolcemente sotto la pressione del piede e rialzandolo
+tosto per forza propria, rendeva affatto
+nulla la fatica del camminare, in guisa
+che vi si avrebbe potuto passeggiare delle intere
+giornate senza provare il menomo sintomo
+di stanchezza.</p>
+
+<p>Mi sovvengono pure alla memoria alcune
+specie di incensieri che appesi a certi arpioni<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+d'oro massiccio sporgenti dalle pareti, si dondolavano
+per moto proprio; ed emettevano
+un vapore profumato, in mezzo alle cui spire
+volteggiavano delle figurine nude, le quali cambiavano
+forma e colore ad ogni istante, e giunte
+ad una certa altezza, si assottigliavano e si
+scioglievano in fumo. Le esalazioni di quei
+turiboli agivano s&igrave; potentemente sui sensi che
+io mi sentiva come preso da ebbrezza, n&egrave; poteva
+prestare attenzione al canto soavissimo
+di certi uccelli che non vedeva, ma che pensai
+dovessero essere rinchiusi in una gabbia
+sospesa nell'azzurro del soffitto.</p>
+
+<p>Non parler&ograve; del mio letto, del mio trono,
+di tutti i mobili delle mie stanze; sarebbe
+impossibile dirne la foggia, l'uso, i dettagli;
+erano pelliccie sovrapposte a pellicce, tramezzate
+di strati di petali di rosa che si mutavano
+ogni giorno: le sedie si cullavano da s&egrave;,
+volendo ristavano: e le dame di corte&mdash;le
+pi&ugrave; attraenti belt&agrave; di Potikoros&mdash;avvolte
+in un semplice velo color di rosa, andavano
+e venivano per le stanze, ansiose di sorprendere
+ogni mio pi&ugrave; piccolo desiderio, ogni mio
+bisogno pi&ugrave; insussistente, e soddisfarlo colla
+rapidit&agrave; del pensiero.</p>
+
+<p>Appena posto piede nel mio gabinetto particolare,
+alcune di queste dame mi presentarono
+il mio nuovo costume di monarca, e si
+accinsero a spogliarmi del mio abito di borghese
+(sotto il mantello reale che avea indossato
+nel padiglione, io vestiva ancora in quell'istante
+un abito a coda di rondine, di cui
+non avevo per anco soddisfatto il conto al mio<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+sarto) per mettermi in grado di presiedere al
+giudizio popolare in tutta l'imponenza, e in
+tutto lo splendore della mia carica.</p>
+
+<p>Ma il mio pudore non mi permetteva di
+cedere all'invito di quelle dame rispettabili;
+io mi sentivo salire il rossore fino alla punta
+del naso; e mi provai a far loro conoscere la
+mia ripugnanza con un discorso di questo genere:</p>
+
+<p>&mdash;Egregie signore... compitissime signore...
+le mie abitudini di toeletta;... il rispetto che
+io nutro per le loro persone... non mi permettono
+di mostrarmi qui in tutta la semplicit&agrave;
+del mio costume naturale... e oltre ci&ograve;,
+i miei arnesi di biancheria, le mie mutande...
+in un viaggio s&igrave; lungo... senza la risorsa del
+bucato... esse capiranno....</p>
+
+<p>E stava per aggiungere peggio, ma mi avvidi
+che nessuna di esse intendeva la lingua
+del mio paese; e non potendo far di meglio,
+lasciai fare, con quanta confusione da mia
+parte, permetto a' miei lettori di immaginarlo.</p>
+
+<p>Quando mi trovai vestito, attilato, serrato,
+come in una morsa, dalle cinture di quell'abito
+tutto ornato di lamine di metallo e di
+perle, avendo chiesto dell'ora fissata pel giudizio
+pubblico, e avendo osservato nel mio orologio,
+(un vecchio orologio di Ginevra che
+aveva avuto cura di regolare sul meridiano
+di Potikoros) che vi mancava una buona mezz'ora,
+chiesi di essere condotto al mio serraglio;
+e mi vi avviai in mezzo alle persone
+del mio seguito, parte delle quali mi precedevano<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+agitando dei grossi ventagli di piume,
+e parte recando con s&egrave; alcuni di quegli incensieri
+che aveva gi&agrave; veduto nelle mie stanze.</p>
+
+<p>Dio! dove trover&ograve; io espressioni s&igrave; eloquenti
+che bastino a manifestare la sorpresa, la meraviglia
+che provai alla vista del mio serraglio!
+Io era rimasto muto ed estatico. Appena
+ebbi la forza di pronunciare alcune parole per
+accomiatare gli onorevoli ufficiali della mia
+casa che mi vi avevano accompagnato.</p>
+
+<p>Non far&ograve; una descrizione di quel luogo: sarebbe
+impossibile. L'eleganza, la mollezza, il
+lusso del mio apartamento erano uno sfarzo
+meschino a confronto della magnificenza di
+quello, tutto si confondeva in un'onda immensa
+di luce: era una di quelle illusioni ottiche che
+si provano nei sogni da fanciullo; qualche cosa
+di simile a quelle visioni che si ottengono a
+quell'et&agrave;, vellicando le pupille col rovescio della
+mano.</p>
+
+<p>Qua e l&agrave; negli interstizii d'un lungo colonnato
+erano appese delle reticelle di seta ripiene
+di veli e di pizzi, dentro le quali alcune
+delle mie fanciulle vestite in quel semplice e
+delizioso costume di Potikoros, si dondolavano
+agitando i loro piccoli ventagli. Altre stavano
+sedute su certi divani di raso azzurro, raccontandosi
+novelle di fate e di genii; altre
+mangiucchiavano confetti o coccole profumate,
+di cui mordevano la buccia coi loro dentini
+(credo aver detto che le donne del serraglio
+erano tolte tutte dalla trib&ugrave; dei Denti bianchi)
+altre infine giuocavano con dei veli, con delle
+piume; o imbeccavano delle tortorelle che<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+erano grandi quanto uno dei nostri scriccioli,
+e dei piccoli colibr&igrave; che non erano pi&ugrave; grossi
+d'una farfalla.</p>
+
+<p>Opala (io l'aveva cercata collo sguardo appena
+posto piede in quel santuario) Opala gi&agrave;
+mutata d'abbigliamento e raggiante della bellezza
+pi&ugrave; attraente, era seduta sopra un seggio
+pi&ugrave; elevato, una specie di trono che occupava
+per segno di distinzione.</p>
+
+<p>La sua testa graziosa si riposava in attitudine
+di pensiero sopra un soffice <a name="tn127" id="tn127"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'guacialetto'">guancialetto</ins>
+di velluto; i suoi piedini rinchiusi in una pianella
+impercettibile d'un tessuto serico quasi
+trasparente, posavano riuniti e composti sopra
+uno sgabellino d'oro e di avorio, le sue mani
+piene di una tacita volutt&agrave; le pendevano gi&ugrave;
+pei fianchi in atteggiamento di abbandono,
+e le sue lunghe palpebre mezzo socchiuse non
+lasciavano ben indovinare s'ella dormisse o
+sonnecchiasse per vezzo fantasticando.</p>
+
+<p>Al rumore de' miei passi (nessuna pianella
+del mio guardaroba reale avendo potuto calzare
+al mio piede, io portava tuttora il mio
+unico pajo di mezzi stivali a doppia suola),
+Opala si scosse, e vedutomi, scivol&ograve; gi&ugrave; dal
+suo trono, e venne ad inginocchiarsi a miei
+piedi.</p>
+
+<p>A quella vista tutte le reticelle sospese si
+abbassarono, non so come, fino al pavimento;
+le fanciulle ne uscirono cos&igrave; abbigliate come
+erano, e si prostrarono esse pure ad una breve
+distanza da noi. Una musica divina e sommessa
+incominci&ograve; in quel momento a farsi udire nel
+serraglio, e ad elettrizzarmi colle sue note.<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Nobili dame, io dissi rialzando Opala, e
+rivolgendomi alle altre, cui accennai di fare
+altrettanto, prego.... insisto perch&egrave; esse si alzino;
+qui non vi &egrave; etichetta di Corte, non vi
+sono leggi di convenienze... Prego a voler considerare
+la mia persona reale come la persona
+di un semplice amico, come una persona di
+famiglia... gi&agrave;; intendo introdurre delle modificazioni
+nel regime interno di questa nostra
+societ&agrave;... voglio dire delle leggi d'uguaglianza
+una parit&agrave; di diritti, un equa ripartizione
+di....</p>
+
+<p>E non venendomi al balzo la parola che calzasse
+a dovere, temendo di prometter troppo,
+e desiderando per altro lato di trovarmi qualche
+istante solo con Opala, aggiunsi: gi&agrave;... so
+ben io quel che intendo di fare... Le prego intanto
+di risalire nelle loro reticelle, nei loro
+nidi... le prego a rioccupare i loro divani... io
+mi far&ograve; un dovere di venire pi&ugrave; tardi.... col
+tempo... appena lo permetteranno le gravose
+esigenze della mia carica, a rendere a ciascuna
+di esse l'omaggio del mio rispetto e della mia
+ammirazione.</p>
+
+<p>Fui grato alla Serenit&agrave; di mio padre di aver
+introdotto nel sistema educativo del serraglio
+l'insegnamento della lingua del mio
+paese, poich&egrave; tutte quelle mie fanciulle, risalirono
+all'istante nelle loro reticelle; e Opala,
+prevenendo i miei desiderii, mi prese per
+mano e mi condusse nel suo gabinetto particolare.</p>
+
+<p>Ci sedemmo sopra un soffice tappeto di Persia.
+Io era s&igrave; stanco per le fatiche della giornata,<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+e s&igrave; turbato da tutte quelle apprensioni
+d'ogni genere, che quello stato di prostrazione
+m'induceva quasi per bisogno alla tenerezza
+e ad una espansione confidente e sincera.</p>
+
+<p>&mdash;Quanto siete buona! io dissi ad Opala
+abbracciandola, quanto siete bella! Divina creatura!
+Voi mi avete preceduto in questa reggia,
+dove io non rimarr&ograve; forse molto tempo,
+e d'onde non mi sarebbe doloroso l'allontanarmi,
+se non fosse pel pensiero della vostra
+perdita. Non credeva di trovarvi subito qui,
+ve ne ringrazio; aveva proprio bisogno di sollevarmi
+un poco con voi dalle cure dolorose
+del mio Stato.</p>
+
+<p>&mdash;Io posso tanto sul vostro cuore?&mdash;disse
+la fanciulla&mdash;quanto ve ne sono grata! Oh,
+voi siete s&igrave; diverso da vostro... era s&igrave; nojoso
+vostro padre. Non amava che di farsi raccontare
+delle novelle, di passeggiare su e gi&ugrave; per
+le nostre sale, di regalarci qualche balocco,
+di farsi accompagnare a braccetto fino alla soglia
+del suo appartamento, di farsi reggere da
+noi la coda dell'abito.... Era insoffribile, perdonate,
+ma era insoffribile.... Gi&agrave;, credo che
+avesse settant'anni.</p>
+
+<p>&mdash;Pressapoco.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco! Ma voi siete s&igrave; giovine, s&igrave; bello,
+s&igrave; vivace. Non sapete... io tremava vedendovi
+nel padiglione... temeva che vi si volesse costringere
+a subire quella barbara usanza del
+nostro paese. Non che mi impaurisse il pensiero
+che aveste a perdere il vostro trono,
+giacch&egrave; vi avrei amato lo stesso, e voi mi avreste
+amata ancora di pi&ugrave;; ma tremava per<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+me medesima.. mi avrebbe fatto ripugnanza
+vedervi col naso forato, vi avrei abbracciato
+con dispiacere. Se aveste veduto vostro padre...
+che figura faceva vostro padre col naso cos&igrave;
+trapassato da quell'osso! Ma... ora come farete
+a sottrarvi a quel supplizio? Vi siete rifiutato
+di acconsentirvi?</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;.</p>
+
+<p>&mdash;E credete di poter sfuggire all'adempimento
+di quest'obbligo crudele?</p>
+
+<p>&mdash;Non so, diss'io, ma per fermo sono risoluto
+a niegarmivi. Tanto pi&ugrave; che voi mi
+preferite cos&igrave;, che non mi amereste altrimenti....</p>
+
+<p>&mdash;Oh si, si, disse la fanciulla abbracciandomi
+con innocente civetteria, non voglio, io,
+che vi si guasti il naso, questo naso greco,
+questo naso cos&igrave; grazioso.... Ma del resto io
+vi amerei in tutti i modi. E se voi doveste
+abbandonare quest'isola io vi seguirei lo stesso.
+Non &egrave; vero che voi mi permettereste di
+seguirvi?</p>
+
+<p>&mdash;Son io, dissi, che vi seguirei, che perdendo
+il mio regno, troverei un compenso adeguato
+nell'acquisto che potrei fare del vostro
+amore. Perch&egrave;... soltanto che voi mi amiate,
+che siate disposta a rifuggirvi meco
+nel mio paese, io avr&ograve; la forza di oppormi a
+tutte le torture che mi minacciano. Credo
+che i tesori di mio padre superino di gran
+lunga le pi&ugrave; ricche fortune che ci sono in
+Europa e in quanto ai mezzi di rimpatriare,
+i miei ministri sono abbastanza corruttibili&mdash;come
+tutti i ministri che ho conosciuto nel<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+mio paese&mdash;per lusingarmi che vorranno accordarmeli.</p>
+
+<p>&mdash;Quanto sarei contenta di venire con voi
+nel vostro paese! Non crediate gi&agrave; che noi
+siamo felici qui dentro. Non amiamo nessuno,
+noi; non siamo amate da nessuno: io per esempio
+mi reputava assai sventurata prima di vedervi;
+ed ora... sento bene che sar&ograve; felicissima
+con voi, tanto pi&ugrave; se lungi di qui, perch&egrave;...
+queste dame... ve ne sono delle graziose, delle
+pi&ugrave; avvenenti di me....</p>
+
+<p>&mdash;Non &egrave; possibile, io dissi con asseveranza.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, s&igrave;, diss'ella ve ne sono delle pi&ugrave; graziose...
+e voi le amereste.</p>
+
+<p>&mdash;Mai.</p>
+
+<p>&mdash;Voi le amereste.</p>
+
+<p>&mdash;E via, diss'io abbracciandola, non pensate
+a queste cose.</p>
+
+<p>&mdash;Una scena di gelosia, a quest'ora, ruminava
+intanto tra me stesso; e vedendo che
+Opala aveva gli occhi inumiditi di lacrime, pensai
+di dare una diversione pi&ugrave; lieta al nostro
+discorso. Ma non trovava argomento di una
+diversione che tornasse anche acconcia a' miei
+disegni. Cambiai argomentazioni di sbalzo.</p>
+
+<p>&mdash;Che occhi furbi che avete, le dissi affissandola
+con aria che stava tra l'ammirazione
+e l'insolenza.</p>
+
+<p>&mdash;Non &egrave; vero.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, &egrave; vero, avete degli occhi meravigliosi
+veramente! E che capelli! Lasciatemi toccare....
+che trecce piene, abbondanti! Ma non
+avete freddo ai vostri piedini, cos&igrave;, con quelle
+pianelle s&igrave; trasparenti?<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No.</p>
+
+<p>&mdash;&Egrave; impossibile. Che piccoli piedi! scommetto
+che sono pi&ugrave; brevi della mia mano. Vediamo,
+lasciatemi misurare.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete: avanza tutta l'unghia del dito,
+tanto cos&igrave;.... Siete pur graziosa! Come non amarvi?
+Bellissima creatura!</p>
+
+<p>&mdash;Via, via, voi mi adulate....</p>
+
+<p>&mdash;No, non &egrave; vero.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;.</p>
+
+<p>&mdash;No, ve lo giuro.</p>
+
+<p>&mdash;Giurate soltanto di amarmi.</p>
+
+<p>&mdash;Lo giurer&ograve; dopo. Datemi un bacio.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco.</p>
+
+<p>Ma Opala aveva detto troppo presto questa
+parola.</p>
+
+<p>Mentre che ella curvava il suo volto sul mio
+si arrest&ograve; a mezzo dell'atto: la fanciulla aveva
+ascoltato un rumore improvviso all'uscio del
+gabinetto.</p>
+
+<p>&mdash;Affrettatevi, diceva dal di fuori colla sua
+voce stentorea, il mio primo ministro, l'ora
+del giudizio &egrave; gi&agrave; trascorsa, e la folla vi attende
+con impazienza; un indugio maggiore
+potrebbe peggiorare le gravi complicazioni politiche
+in cui versiamo, non fatevi aspettare
+pi&ugrave; oltre.</p>
+
+<p>&mdash;Mio Dio! io dissi, interrogando di nuovo
+il mio vecchio orologio di Ginevra, &egrave; vero,
+l'ora fissata &egrave; trascorsa di qualche minuto.
+Ma &egrave; un abuso cotesto.... ho o non ho un'autorit&agrave;
+sovrana, assoluta? Disturbarmi, sorprendermi
+cos&igrave; nelle mie stanze, interrompermi durante<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+le espansioni pi&ugrave; doverose delle mie tenerezze
+domestiche? Se giungo a consolidarmi
+sul trono, rifar&ograve; da capo il regolamento interno
+della mia casa.</p>
+
+<p>E ricordandomi che il ministro attendeva
+fuori dell'uscio&mdash;vengo, soggiunsi a voce pi&ugrave;
+alta, sono da voi, avvertitene il popolo.</p>
+
+<p>Quindi abbracciai la fanciulla che mi diceva:
+&egrave; un vero dispetto, venirvi ad importunare a
+questa ora. Che orrore! Ma ci rivedremo stassera.</p>
+
+<p>Mi avviai alla sala del giudizio: era mia intenzione
+di tenere un contegno severo, di impormi,
+di farmi temere; ci&ograve; che pareami sarebbe
+tornato assai pi&ugrave; efficace di un'indulgenza
+che i miei sudditi erano ben lungi dal
+meritare.</p>
+
+<p>Oltre a ci&ograve; aveva in animo d'introdurre
+nelle leggi dello Stato alcune disposizioni, la
+cui saggezza avrebbe potuto dare il concetto
+pi&ugrave; lusinghiero della mia sapienza governativa.&mdash;Sar&ograve;
+severo, diceva tra me stesso, ponendo
+il piede sul limitare della sala, sar&ograve; inflessibile:
+e debbo confessare che in quel momento
+la mia anima macchinava tristi progetti
+a danno del mio popolo. Se io riesco a consolidarmi
+sul trono; se coi tesori di mio padre
+potr&ograve; formare un partito numeroso alla
+mia causa, muter&ograve; sull'istante i vecchi statuti
+del Regno&mdash;ruminava tra me medesimo&mdash;e
+cambier&ograve; il governo costituzionale che mi
+tiene legate le mani in un governo dispotico.
+Far&ograve;, come mio padre, un colpo di Stato. Che
+cosa &egrave; questo governo costituzionale? Una derisione<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+per la mia persona, per la mia qualit&agrave;,
+per le tradizioni gloriose della mia casa.
+Il popolo fa ci&ograve; che gli aggrada, e io debbo
+accennare della testa come un fantoccio snodato
+di Norimberga quando gli si tira il filo
+che lo fa gestire. Aveva appreso nel mio paese
+come si debba governare una nazione: allora
+era suddito, adesso era re, ma non si trattava
+che di invertire le parti.&mdash;Guai a quel capo
+dello Stato, ripeteva a me stesso, che non sa
+fare del suo popolo tanti tipi perfetti di cretino,
+che invece di pensare a fruire di tutte le risorse
+della sua posizione, e a dare al paese buon
+numero di sudditi di sangue reale e plebeo incrociato,
+si occupa coscienziosamente dell'avvenire
+e della dignit&agrave; della nazione che gli
+ha affidato i suoi destini. Questa testa coronata
+&egrave; una testa gi&agrave; distaccata dal collo. La
+civilt&agrave; &egrave; una mannaja che taglia le teste coronate.</p>
+
+<p>Io confesso che il mio orgoglio non lasciava
+pi&ugrave; alcun limite alla mia fantasia. In quell'istante
+di entusiasmo, la teocrazia stessa era ancora
+poco per la mia ambizione.</p>
+
+<p>Entrai nella sala, e presi posto sul trono:
+a' miei fianchi stavano i ministri, d'innanzi a
+me i colpevoli, all'intorno la folla.</p>
+
+<p>I Denti neri si alzarono e mi fecero un'ovazione
+fragorosa; ma quegli scellerati Denti,
+bianchi coi loro orribili denti bianchi, armati
+dai piedi alla testa, mi guardarono torvi e
+sdegnosi tacendo. Feci allora un piccolo discorso
+di occasione che provoc&ograve; qualche applauso
+dalla tribuna dei giornalisti stipendiati; dopo<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+di che tentai il mio colpo d'effetto; domandai
+che mi si portasse la raccolta delle leggi dello
+Stato, e pregai il mio segretario particolare
+a dar lettura dei nuovi regolamenti che io aveva
+raffazzonati a questo scopo lungo il viaggio,
+e che intendeva inserire in quegli Statuti.</p>
+
+<p>Consistevano in una serie di articoli relativi
+all'abolizione del melodramma dal teatro
+Potikorese, basati su queste ragioni: essere il
+dramma musicale il non-senso pi&ugrave; enorme,
+l'assurdo pi&ugrave; mostruoso e pi&ugrave; ridicolo di cui la
+scienza si sia resa colpevole. A questo progetto
+ne andava annesso un altro relativo ai
+mimi, ai ballerini, ai tenori e ai baritoni dalla
+trachea pi&ugrave; o meno dilatata; ai primi dei quali
+doveva essere inflitta una pena di ridicolo pel
+diritto di esercitare il loro mestiere, e ai secondi
+s'imponeva l'obbligo di ricordarsi consistere
+tutto il loro merito nella forma e nella
+dimensione della trachea.</p>
+
+<p>Un secondo progetto di legge regolava i diritti
+degli autori e degli editori. Cinquanta articoli
+si riferivano esclusivamente a questi ultimi,
+ed erano s&igrave; severi e ad un'ora s&igrave; giusti,
+che mi sento addoloratissimo di doverli ora
+tacere in causa della loro prolissit&agrave;. Mi limito
+a rammentare che in uno di essi, per un caso
+di pirateria libraria, era proposta la pena della
+sospensione pei piedi fino a totale estinzione
+di vita,&mdash;e credo che fosse poco.</p>
+
+<p>Altri articoli stabilivano pene pei delitti
+letterari. V'erano severamente puniti i lavori
+di collezione e di circostanza; quei lavori<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+di schiena che si atteggiano a lavori di testa,
+ec. ec.</p>
+
+<p>Un'appendice a questa disposizione interdiceva
+alla classe dei professori di credersi letterati,
+e li chiamava responsali d'innanzi alla
+posterit&agrave; della istruzione eunuca e della catalessi
+intellettuale che &egrave; condannata a subire
+la giovine generazione dei tempi nostri.</p>
+
+<p>Un'altra disposizione legislativa toccava delle
+fame imposte e delle fame usurpate; proponeva
+pene pei letterati funamboli; condannava
+a perpetuo bando dall'isola i poeti che si fossero
+attentati a dar lettura dei loro versi a
+qualche infelice costretto a subire questa violenza,
+e vietava finalmente la rappresentazione
+del dramma e della tragedia&mdash;considerate
+come le pi&ugrave; ridicole parodie del dolore e delle
+sciagure umane.</p>
+
+<p>Erano, in una parola, un complesso di leggi
+inspirate dalla pi&ugrave; alta saggezza, e la mia
+mortificazione non fu s&igrave; grande come la mia
+meraviglia quando intesi che esse erano gi&agrave;
+state introdotte nel Codice di Potikoros, fino
+dal tempo in cui quest'isola si reggeva a repubblica.</p>
+
+<p>La repubblica aveva dunque giovato a qualche
+cosa? Per la prima volta io compresi che
+il <i>Due dicembre</i> di mio padre aveva avuto in
+s&egrave; tutto il carattere di un tradimento indegno,
+e mi sentii tratto a fare un apprezzamento
+pi&ugrave; benigno di quegli onesti Denti bianchi che
+coi loro atteggiamenti minacciosi, e coi loro
+terribili incisivi foggiati ad uncino, reclamavano<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+la ricostituzione del primo sistema governativo
+dello Stato.</p>
+
+<p>Ma in quel momento non poteva, come avrei
+voluto, soffermarmi su queste considerazioni;
+e d'altronde il mio interesse personale mi avrebbe
+reso ingiusto nell'apprezzarle. Credete
+voi che tutti coloro che sedettero&mdash;come io
+ho seduto&mdash;su un trono, non abbiano fatte
+le stesse considerazioni, bench&egrave; le abbiano poi
+soffocate nel fondo della coscienza collo stesso
+spirito di egoismo?</p>
+
+<p>Un fatto meraviglioso si presenta, fino dalle
+prime epoche della storia dei popoli, agli occhi
+dell'<a name="tn137" id="tn137"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'ossservatore'">osservatore</ins> e del filosofo. Cinque o
+sei furbi matricolati regolano a bacchetta i
+destini di tutta questa massa sterminata di
+pecore che &egrave; l'umanit&agrave;. Ho letto, non so pi&ugrave;
+dove: mala bestia esser l'uomo, divina cosa
+la umanit&agrave;. Non &egrave; vero! Per me ho dovuto
+sempre guardare all'uomo, all'individuo, alla
+creatura isolata per sapermi trovare meno in
+disagio colla massa degli uomini; mi sono riconciliato
+alla meglio, dacch&egrave; vivo, con tre o
+quattro di loro, ma credo che non mi riconcilier&ograve;
+mai col resto dell'umanit&agrave;. D'altronde
+questa credenza ha cessato di addolorarmi.</p>
+
+<p>Ma bando alle digressioni.</p>
+
+<p>Era tempo d'incominciare il giudizio, e feci
+perci&ograve; avanzare il primo colpevole. Fu data
+lettura dell'atto d'accusa.</p>
+
+<p>Io era tutto orecchi nell'ascoltare, anzi per
+servirmi d'una frase inglese, era tutto un orecchio,
+poich&egrave; non ignorava che il mio destino
+dipendeva totalmente dall'esito di quel giudizio.<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></p>
+
+<p>L'atto di accusa era concepito press'a poco
+in queste parole:</p>
+
+<p>&laquo;Akriundaz, della provincia di Pikliya-pokenos,
+di anni trentadue&mdash;della trib&ugrave; dei
+Denti neri, di professione incettatore di merli
+bianchi, &egrave; imputato del furto di due pani rubati
+nella bottega Srikis Tenariasbikeloz esistente
+sul corso principale della nostra citt&agrave;
+di Potikoros, con rottura d'un vetro, e senza
+circostanze attenuanti&raquo;.</p>
+
+<p>Bench&egrave; la lettura di quell'atto scritto in
+lingua Potikorese avesse fatto poco meno che
+spezzarmi i timpani delle orecchie, riordinai
+come sapeva meglio le mie idee, e invitai
+l'imputato ad esporre le sue difese.</p>
+
+<p>&mdash;L'incetta dei merli bianchi, disse egli,
+essendo diventata pi&ugrave; difficile e meno lucrosa
+per l'introduzione del merlo nero operata
+dalla Serenit&agrave; di vostro padre nella nostra
+isola, e in causa dell'omaggio che vien reso
+ad esso dal popolo, essendo caduti in dispregio
+i merli dell'altro colore, io mi sono trovato
+da qualche tempo fuori della possibilit&agrave;
+di vivere dei frutti del mio commercio. Ho
+chiesto stamane all'onorevole fornaio Tenariasbikeloz
+che mi fossero dati ad imprestito
+alcuni pani. Rifiutandomeli egli io ho spezzato
+un cristallo della vetrina e ne ho tolti
+due. Io sono un onesto Dente nero. Causa
+essenziale di questa violenza, fu l'intenzione
+che aveva di festeggiare, come mi permettevano
+i miei mezzi, l'assunzione di Vostra Maest&agrave;
+al trono di Potikoros.</p>
+
+<p>Questa difesa cui non mancava l'intingolo<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+dell'adulazione, mi dispose in favore dell'imputato.</p>
+
+<p>&mdash;Avreste dovuto, io dissi, far conoscere
+alle autorit&agrave; del vostro paese&mdash;parmi, se
+non erro, Pikliya-pokenos&mdash;che vi trovavate
+nelle circostanze che avete esposte; quel
+solerte questore di polizia vi avrebbe autorizzato
+a chiedere l'elemosina senza violare
+le leggi dell'onest&agrave; con una appropriazione
+s&igrave; violenta.</p>
+
+<p>&mdash;A chiedere l'elemosina! disse meravigliato
+il mio ministro.</p>
+
+<p>E vide che gli uditori avevano sbarrato
+tanto d'occhi nell'udire quelle parole.</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave;, ripresi io, a voce pi&ugrave; alta, lo si sarebbe
+autorizzato alla mendicit&agrave;, lo si sarebbe
+munito di apposita placca, come corre l'uso
+nei paesi civili dell'Europa.</p>
+
+<p>Un bisbiglio immenso si sollev&ograve; dalla folla,
+un bisbiglio di disapprovazione universale. Io
+sentii salirmi il sangue dai piedi alla testa,
+e subito precipitare dalla testa ai piedi, e
+rimontare di nuovo alla testa.</p>
+
+<p>&mdash;Ignoro, aggiunsi con coraggio, quali sieno
+le leggi di polizia di questo paese, ed &egrave;
+evidente che non possa sull'istante conformarvimi.
+Sar&agrave; mia premura di prenderne subito
+cognizione.</p>
+
+<p>&mdash;Tra noi, interruppe il mio segretario
+particolare, non &egrave; ammessa in alcun modo la
+mendicit&agrave;; appena conosciamo il significato
+di questa parola per le notizie che abbiamo
+avuto delle usanze invalse in Europa. Nell'isola
+di Potikoros ogni suddito ha diritto al<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+lavoro; e in caso d'impotenza, ha diritto al
+<a name="tn140" id="tn140"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'mantimento'">mantenimento</ins> a spese dello Stato.</p>
+
+<p>&mdash;Sono leggi veramente saggie, io dissi,
+veramente apprezzabili. Ringrazio il mio degno
+segretario particolare di avermene reso
+informato; ma.... riprendiamo il corso del nostro
+processo: L'onorevole fornaio....</p>
+
+<p>&mdash;Tenariasbikeloz, sugger&igrave; uno dei ministri.</p>
+
+<p>&mdash;Tenariasbikeloz.... si trova egli presente
+all'udienza? In questo caso deponga se &egrave; vero
+che l'imputato gli abbia chiesto ad imprestito
+i due pani prima di rubarglieli.</p>
+
+<p>Il fornaio si avvicin&ograve; al tavolo della presidenza
+e depose esser vero.</p>
+
+<p>&mdash;Quando &egrave; cos&igrave;, io ripresi, atteggiandomi
+a severit&agrave;, udite le giustificazioni dell'accusato,
+visto la necessit&agrave; di mantenere inviolate
+le leggi fondamentali d'ogni diritto civile, tenuto
+conto dell'asserzione del derubato, e delle
+altre cause attenuanti, condanno il nominato
+Akriundaz&mdash;credo Akriundaz, incettatore
+di merli bianchi, alla pena di quattro anni
+di lavori forzati.</p>
+
+<p>Non avessi mai pronunciata quella sentenza!
+Un urlo di disapprovazione si sollev&ograve; dalla
+folla, un urlo cos&igrave; fragoroso e feroce che i
+miei stessi ministri se ne sentirono impauriti.
+I capelli mi si drizzarono s&igrave; rigidamente sul
+cranio, che m'accorsi che la mia corona doveva
+essersi sollevata due buoni pollici dalla
+testa. I Denti bianchi, digrignando i loro terribili
+incisivi, domandavano che ne andasse
+libero l'accusato, e che si sottoponesse invece<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+a processo l'onorevole fornaio Tenariasbikeloz:
+adducevano a pretesto il diritto che egli
+aveva di appropriarsi quei pani che aveva
+chiesti, e che gli erano stati rifiatati; e citavano
+non so qual articolo di legge, nel quale
+era detto che ogni cittadino resosi, per qualsifosse
+ragione, impotente al lavoro, poteva
+esigere il mantenimento gratuito a spesa dei
+privati ricchi e dello Stato.</p>
+
+<p>Io non so come giungessi a sedare quel tumulto.
+La fermezza del mio contegno e quella
+de' miei ministri&mdash;sento il dovere di rendere
+loro questa giustizia&mdash;riuscirono a poco a
+poco a ristabilire un po' d'ordine nella adunanza.</p>
+
+<p>La minaccia di far sgombrare la sala da
+un mezzo pelottone di Denti neri ottenne il
+suo effetto.</p>
+
+<p>Quando la calma fu ristabilita, ordinai che
+si facesse avanzare il secondo colpevole.</p>
+
+<p>Era il direttore del giornale <i>Il Giudizio
+Universale</i> (il giornale ufficiale di Potikoros)
+accusato di aver recato il disonore in una
+onesta famiglia con alcune taccie infamanti,
+destituite d'ogni verit&agrave;.</p>
+
+<p>L'onorevole direttore parevami una persona
+seria e meritevole d'ogni riguardo, oltre di
+che io mi trovava in certo qual modo legato
+a lui da una vecchia intimit&agrave; di famiglia, e
+sentiva il dovere di difenderlo e di pronunciare
+per esso una sentenza assai mite.</p>
+
+<p>&mdash;Ove &egrave; il gerente? io chiesi: se l'accusato
+non &egrave; direttore responsabile, si conduca
+qui il gerente e si lasci libero il giornalista.<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Il gerente! esclam&ograve; il mio giudice istruttore,
+che cosa &egrave; il gerente? Pu&ograve; egli darsi
+che una persona qualunque si faccia responsabile
+dei reati di un'altra? Puniamo i reati,
+o puniamo le coscienze?</p>
+
+<p>&mdash;Un tale sistema, io dissi, &egrave; invalso in
+tutte le nazioni d'Europa, n&egrave; io posso giudicare
+di questa accusa senza conoscere le leggi
+speciali che regolano la stampa Potikorese.
+D'altronde.... parmi che questo sia un fallo
+assai mite; una semplice riprensione.... un
+semplice ammonimento&mdash;Indugier&ograve;, ad ogni
+modo, a pronunciare la mia sentenza fino a
+che non avr&ograve; presa cognizione delle leggi che
+ho ora accennate. Prego l'onorevole magistrato
+a fare avanzare il terzo colpevole.</p>
+
+<p>Uscitone in tal guisa pel rotto della cuffia,
+gettai gli occhi sulla folla per conoscere l'impressione
+che vi avevano prodotto le mie parole.
+Il disordine si era in parte rinnovato;
+non era precisamente lo stesso scompiglio, la
+stessa disapprovazione plateale di prima; ma
+poco meno. Si vedeva chiaro che la impazienza
+dell'uditorio stava per prorompere in
+una dimostrazione pi&ugrave; energica e pi&ugrave; difficile
+a reprimere. L'interesse che destava il terzo
+accusato ebbe virt&ugrave; di distogliere in tempo i
+loro animi da questa disposizione.</p>
+
+<p>Era egli un alto funzionario governativo,
+imputato di grave prevaricazione per una
+somma di molti milioni sottratti alle casse
+dello Stato. Come suole avvenire in simili
+casi, le prove erano bens&igrave; manifeste, ma confutabili
+in mille maniere, e facili ad essere<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>
+ritorte a danno di altri funzionarii. Io diressi
+ed illuminai in alcuni punti lo svolgimento
+del processo; ma bench&egrave; fosse universale la
+convinzione che si aveva del suo reato, le
+prove volute dalla legge non avevano tutti i
+dati necessarii per autorizzarmi a pronunciare
+un verdetto di colpabilit&agrave;.</p>
+
+<p>Io mi trovava posto in una titubanza terribile&mdash;era
+il caso dell'incudine e del martello&mdash;e
+considerando che l'accusato era un
+Dente bianco, e faceva parte di quella trib&ugrave;
+di cui doveva starmi specialmente a cuore il
+favore; che egli apparteneva alle alte sfere
+governative, nelle quali &egrave; stabilito il principio
+che una mano lava l'altra, che questa appropriazione
+sarebbe stata considerata nel mio
+paese come una bagattella di nessuna importanza,
+come uno <i>spostamento di cifre</i> (&egrave; la
+parola addottata da alcuni governi costituzionali
+per definire i furti governativi) credetti
+mostrarmi abbastanza severo nel pronunciare
+una sentenza che lo spogliava semplicemente
+della sua qualit&agrave;, e lo esonerava
+dalla sua carica.</p>
+
+<p>Fu la scintilla che cagion&ograve; l'incendio: il furore
+del popolo proruppe s&igrave; vivo, s&igrave; unanime,
+s&igrave; violento che io mi avvidi subito che non vi
+era pi&ugrave; mezzo a contenerlo. I miei stessi ministri
+erano rimasti meravigliati della stoltezza
+del mio giudizio; e temendo che i rivoltosi
+non li considerassero come facienti
+causa comune col re, si affrettarono a ritirarsi
+prudentemente nelle anticamere. Io rimasi
+come paralizzato, come pietrificato sul trono;<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+e solamente alcuni istanti dopo, quando mi
+avvidi che la folla gridando &laquo;abbasso il re,
+si destituisca il re,&raquo; ed altre graziosita di
+questo genere, si accingeva a superare lo steccato
+per impadronirsi della mia persona, pensai
+a mettermi in salvo nell'interno della reggia.</p>
+
+<p>Non dir&ograve; quali fossero i pensieri che mi
+passavano allora pel capo,&mdash;rapidi, vari tumultuosi,
+inutili tutti....</p>
+
+<p>Fu per&ograve; un'incertezza di un istante. Quando
+vidi che le persone della mia casa cercavano
+di rifuggirsi nei gabinetti segreti, e non solo
+non avevano a cuore la salvezza della mia
+maest&agrave; reale, ma era molto se non attentavano
+essi medesimi alla mia vita; quando intesi
+che il tumulto popolare andava orribilmente
+crescendo, e che i Denti bianchi erano gi&agrave; penetrati
+in alcune sale della reggia, deliberai
+di cercare salvezza nella fuga.</p>
+
+<p>Mi precipitai verso il mio serraglio, poich&egrave;
+non sentiami la forza di abbandonare il mio
+regno senza portarne meco la fanciulla che
+mi aveva affascinato, e abbracciando Opala,
+le dissi:</p>
+
+<p>&mdash;La rivolta sta per spogliarmi del regno
+e della vita.... fuggiamo, vieni meco: io sar&ograve;
+ancora il monarca pi&ugrave; felice, il pi&ugrave; ricco, il
+pi&ugrave; fortunato se potr&ograve; trascorrere il resto
+della mia esistenza con te.... se tu sarai mia,
+mia cara Opala, mia dolce fanciulla! S&igrave;, s&igrave;,
+fuggiamo nella mia patria, dove la dignit&agrave; e
+la coscienza popolare assicurano la monarchia
+da questi pericoli, dove i re non sono costretti
+ad infiggersi un osso di balena nel naso, ma<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+menano essi stessi pel naso i sudditi devotissimi....
+vieni, vieni.... Ma lascia prima che io
+prenda i tesori di mio padre.... Ove sono i
+tesori di mio padre? quel diamante favoloso,
+quegli smeraldi....</p>
+
+<p>Opala allacciandomi il collo colle sue braccia
+bianche e delicate, mi diceva colla voce
+interrotta dal singulto:</p>
+
+<p>&mdash;Non uscire, non uscire di qui; forse i
+Denti bianchi non entreranno in questo tempio,
+rispetteranno il culto che queste vergini
+rendono all'amore, forse....</p>
+
+<p>&mdash;Ma &egrave; impossibile, io interruppi, fuggiamo,
+fuggiamo, ripariamo verso il mare; se possiamo
+attraversare la capitale senza essere
+conosciuti, se...</p>
+
+<p>Ma in quel momento si spalanc&ograve; l'uscio del
+serraglio, e una turba di Denti bianchi apparve
+minacciosa sul limitare. Io non vidi che una
+cosa, i loro denti, tanto essi erano orribili,
+tanto erano <i>bianchi</i>, lunghi, aguzzi, scoperti
+dalle labbra che l'avidit&agrave; del mordere aveva
+rovesciate e contratte in una smorfia feroce.
+Lo ripeto, io non vidi che i loro denti; e in
+questo stesso momento in cui scrivo, quelle
+orribili rastrelliere che si digrignavano da s&egrave;,
+come segregate dal resto della persona, come
+attaccate a qualche cosa d'impercettibile, mi
+balenano dinanzi agli occhi simili alle dentiere
+artificiali d'un cavadenti collocate per mostra
+sopra un fondo di velluto nero in una vetrina.
+Vederli e rabbrividire, e rimanere l&agrave; immobile
+e paralizzato sul luogo, come se vi avessi
+messo radici, fu un punto solo. Un Dente bianco<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+si spicc&ograve; allora dal limitare dell'uscio, e venne
+verso di me, avventandomi una specie di giavellotto
+che teneva fra le mani. Fu un istante.
+Opala lo vide, si rivolse, si interpose, e...
+oh mio Dio!... ricevette ella stessa il colpo
+mortale che mi era stato diretto.</p>
+
+<p>Non tenter&ograve; qui di evocare quella memoria
+terribile. Io vedo ancora il suo candido seno
+lacerato da una ferita profonda, vedo i suoi
+grandi occhi nuotanti nella morte e nelle lacrime,
+e ascolto le sue ultime parole interrotte
+dall'anelito: &laquo;io muoio per te... io ti
+ho amato.... ricordami.&raquo;</p>
+
+<p>Commosso, tratto di senno, inferocito a quella
+vista, volli allora avventarmi, inerme come
+era, contro i ribelli... ma quelle orribili rastrelliere
+mi balenavano ancora dinanzi agli
+occhi; io le vedeva ancora l&agrave;, lunghe, bianche,
+isolate come le dentiere del cavadenti; e sentiva
+quel rumore sordo, quello scricchiolio
+freddo e secco che producevano digrignandosi.
+Mi arrestai a mezzo dell'atto; qualche cosa
+di nero mi passava dinnanzi alla vista; sentii
+che le mie forze mi abbandonavano... vacillai
+e caddi privo di sensi.</p>
+
+<p>Quando rinvenni mi trovai carico di catene,
+e circondato da alcuni vecchi denti bianchi,
+i quali avevano costituito un apposito
+Consiglio di guerra per giudicarmi.</p>
+
+<p>Mi fu letto l'atto di accusa, nel quale mi
+si imputava di aver voluto sovvertire gli ordinamenti
+dello Stato con una interpretazione
+falsa e speciosa delle leggi che lo governavano:
+di aver fatto atto di disprezzo verso le<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+usanze del paese&mdash;usanze che avevano forza
+di legge&mdash;rifiutandomi a trafiggere il mio
+naso greco con quell'ornamento grazioso di
+balena: di aver poste in grave pericolo la
+quiete e la sicurezza della nazione, costringendola,
+in seguito alla mia decadenza dal potere,
+a riadottare la forma primitiva di governo,
+il regime repubblicano, o ad eleggersi
+un re nazionale. In causa dei quali reati io
+veniva considerato come decaduto dal trono
+di Potikoros, e condannato alla pena della
+morte per sospensione.</p>
+
+<p>Fui invitato ad esporre le mie difese.</p>
+
+<p>&mdash;Anzi tutto, io dissi non posso ammettere
+in questo onorevole Consiglio di Denti bianchi
+il diritto di giudicarmi. Io vedo qui rappresentata
+una sola met&agrave; della nazione. Ove &egrave;
+l'altra met&agrave;? Ove sono i degni rappresentanti
+dei Denti neri? Ma ove pure essi facessero
+parte di questo consesso, i diritti di un re
+non posson essere discussi da suoi sudditi, e
+le sue colpe&mdash;se un re pu&ograve; commettere delle
+colpe&mdash;non possono essere n&egrave; giudicate, n&egrave;
+punite da essi. Io venni qui, in un paese i
+cui ordinamenti si erano rilassati per un lungo
+interregno, nel quale la demagogia incominciava
+a difondere le sue dottrine rivoluzionarie,
+le cui leggi erano violate da un'anarchia
+impossibile ad arrestarsi. Io vi venni chiamato
+dal suffragio popolare, invitato da una
+rappresentanza della nazione, eletto dal voto
+di tutti i governi d'Europa. Io venni a governare
+questo popolo cieco e traviato che
+aveva bisogno di essere ricondotto sotto il regime<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span>
+della monarchia: vi venni per un puro
+istinto di umanit&agrave;, per un semplice spirito di
+abnegazione. Affetti e interessi mi trattenevano
+in Europa. Il mio sangue, il sangue di mio
+padre, &egrave; uno dei pi&ugrave; antichi e dei pi&ugrave; nobili
+tra tutte le dinastie di quel gran continente
+incivilito. Io ho avuto piet&agrave; di voi; io era venuto
+ad apportarvi l'<i>ordine</i> e la felicit&agrave; che
+regnano in molte capitali di quegli stati; mi
+era sacrificato a mutare il mio berretto di cotone
+europeo in un turbante di penne, a ricevere
+quaranta milioni di appannaggio, a comandare
+a quaranta milioni di sudditi, a vivere
+da monarca in questa reggia... aveva
+fatto tutto questo per voi; quale &egrave; la ricompensa
+che mi avete accordata? Sdegno giustificarmi
+pi&ugrave; oltre: la razza dei re &egrave; una razza
+speciale, e ogni re che si rispetti non pu&ograve;
+ammettere in voi il diritto di giudicarlo. Gli
+storiografi stipendiati, i sudditi devotissimi
+di cui non vi sar&agrave; mai deficienza nelle generazioni
+future mi giudicheranno. Ho detto.</p>
+
+<p>Uno scroscio di risa feroci accolse le mie
+parole, e delle voci si sollevarono dalla folla
+che gridavano: alla corda, alla corda.</p>
+
+<p>Fui condotto al luogo destinato ai supplizii.
+Quivi un abisso profondo, immenso, si apriva
+nel seno di una montagna: in fondo alla voragine,
+sulle punte di granito e di metallo taglienti
+come lame, roteavano stormi di astori
+e di aquile.</p>
+
+<p>Fui legato ad una corda annodata alla punta
+di un albero, il quale inclinandosi sull'abisso,
+ne guardava il mezzo colla cima. Prima che<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span>
+la corda abbandonata a s&egrave;, mi sospendesse
+perpendicolarmente sulla voragine, io diressi
+ancora alcune parole ai Denti bianchi:</p>
+
+<p>&mdash;Domando, io dissi, che la salma reale
+sia trasportata in Europa, per ricevere sepoltura
+nelle tombe de' miei padri. Che, ove non
+ottemperaste a questo desiderio, la mia nazione
+invierebbe immediatamente la sua flotta
+a bombardare i porti di Potikoros, e impadronirsi
+dell'isola.</p>
+
+<p>N&egrave; io pensava in quel momento che era impossibile
+tornar da quell'abisso, e che mi
+sarei fatto a brani cadendo sulle punte di granito
+che formavano il fondo. E comprendeva
+benissimo che la mia salma doveva aver nulla
+di pi&ugrave; sacro della salma d'un zoccolante; poich&egrave;
+il corpo d'un re e quello d'un mendico
+producono la stessa specie di vermi; e, come
+aveva letto nel Amleto, si pu&ograve; gettar l'amo
+ad un pesce col verme che mangi&ograve; di un re,
+e un mendico pu&ograve; mangiare di quel pesce, per
+modo che il corpo di un re entri nelle viscere
+di un mendico. Nondimeno la mia vanit&agrave; mi
+spinse a proferire quelle parole.</p>
+
+<p>Vanit&agrave; inutile, poich&egrave; i Denti bianchi tornarono
+a sorridere di quel sorriso feroce che
+mi aveva poc'anzi agghiacciato il sangue nelle
+vene, e a contrarre le labbra a quella smorfia
+infernale, di cui non saprei darvi un'idea se
+non richiamandovi alla mente quello scoprirsi
+delle mandibole che osserviamo nei mastini
+e nelle fiere quando stanno per avventarsi, e
+che noi soliamo indicare col dire: mostrano
+i denti.<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span></p>
+
+<p>Non si frappose pi&ugrave; indugio alcuno al mio
+supplizio.</p>
+
+<p>Fui condotto sull'orlo della voragine, e spintovi
+in guisa che, essendo stato annodato alla
+corda, mi trovai sospeso perpendicolarmente
+sopra l'abisso. I cavalieri dei Denti bianchi,
+i miei stessi ministri, le persone pi&ugrave; autorevoli
+dello Stato disposti in circolo sull'orlo
+della voragine, tentavano di tagliare a colpi
+di freccia la corda che mi teneva sospeso.</p>
+
+<p>Era un supplizio lungo, lento, crudele, atrocissimo.
+Ogni trecciolino della corda tagliato
+si arricciava da una parte e dall'altra, assottigliando
+sempre pi&ugrave; il centro di essa, su cui
+erano dirette le freccie. Dopo due ore di patimenti
+infiniti, la corda rotta in pi&ugrave; luoghi,
+non reggeva pi&ugrave; che per un semplice filo al
+mio peso.</p>
+
+<p>Curvandomi e guardando sotto di me, io
+vedeva l'abisso nero e profondo che mi attendeva,
+gli uccelli di rapina che aspettavano il
+mio cadavere per divorarlo, e qua e l&agrave; le ossa
+imbiancate degli infelici che avevano subito
+prima di me quel supplizio tremendo....</p>
+
+<p>Un solo filo reggeva ancora la corda, le
+freccie passavano fischiando da tutte le parti
+e non la colpivano: io guardava la corda e
+l'abisso, poi la corda, poi ancora l'abisso, e
+mi contraeva, mi arricciava, mi aggomitolava,
+come avessi potuto con ci&ograve; sollevarmi dal fondo
+della voragine.</p>
+
+<p>Non so quanto durasse quell'agonia. A un
+tratto una freccia colp&igrave; nella corda, la ruppe,
+precipitai, innalzai un grido di orrore e... oh<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span>
+mio Dio!.... mi svegliai, e mi trovai nel mio
+letto.</p>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<p>&mdash;Che vergogna! mi disse Elettra appoggiata
+col gomito al mio capezzale, &egrave; da jeri
+sera che tu dormi; sono ora ventiquattro
+ore....</p>
+
+<p>&mdash;Ventiquattro ore!</p>
+
+<p>&mdash;S&igrave; cotesta tua abitudine di bere... io ti
+vegliava inquieta...</p>
+
+<p>&mdash;Ventiquattro ore! ripetei tra me stesso
+stordito: un sogno di un giorno, perocch&egrave;
+adesso...</p>
+
+<p>&mdash;Siamo di sera. Hai dormito un giorno
+intero.</p>
+
+<p>&mdash;Un giorno!</p>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<p>Ed ora, miei lettori, dubiterete ancora che
+non sia questa la storia di un giorno della
+mia vita?</p>
+
+
+<p class="end">
+FINE<br />
+</p>
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div class="tnote">
+<h2 class="trnote"><span style="font-weight: bold">Nota del Trascrittore</span></h2>
+
+<p>Minimi errori tipografici sono stati corretti senza annotazione. Un breve indice, non presente
+nell'originale, è stato inserito nella versione HTML.
+Sono stati inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p>
+
+<ul>
+<li>Pag. <a href="#tn8">8</a> - dei dadi del _whist_ [wihst], o col giuoco pericoloso dei</li>
+<li>Pag. <a href="#tn12">12</a> - biglietti sul vassoio [vasoio], aggiunse:&mdash;raddoppio.</li>
+<li>Pag. <a href="#tn22">22</a> - rata d&agrave; [da] diritto all'intera rendita convenuta,</li>
+<li>Pag. <a href="#tn24">24</a> - Crediamo superfluo raccomandare [racomandare] al signor</li>
+<li>Pag. <a href="#tn27">27</a> - innocente, n&egrave; [ne'] compromettere la sua fama di</li>
+<li>Pag. <a href="#tn47">47</a> - &mdash;Sono a vostra disposizione [disposione], rispose Rosen.</li>
+<li>Pag. <a href="#tn58">58</a> - credete che potrei destare sospetto [sopetto] di suicidio?</li>
+<li>Pag. <a href="#tn69">69</a> - spesso sul pianerottolo [pianerettolo] ad inacquarvi i suoi</li>
+<li>Pag. <a href="#tn74">74</a> - E si avviarono all'ufficio di polizia [pulizia].</li>
+<li>Pag. <a href="#tn75">75</a> - che Lachard e Tricot&egrave;t [Tricotet] gli avevano arraffate</li>
+<li>Pag. <a href="#tn79">79</a> - colla quale avesse [avese] potuto trasportare alcune</li>
+<li>Pag. <a href="#tn84">84</a> - &mdash;Fermatevi [Fermatavi], o siete morto.</li>
+<li>Pag. <a href="#tn102a">102</a> - tutti i miei sensi. &Egrave; [E'] l&agrave;, io diceva, che</li>
+<li>Pag. <a href="#tn102b">102</a> - vigilanza degli eunuchi [enunchi], i ventagli di penne di</li>
+<li>Pag. <a href="#tn112">112</a> - il suo braccio alla monarchia, non dispero [disspero]</li>
+<li>Pag. <a href="#tn116">116</a> - Le sorprese [soprese] pi&ugrave; grate mi attendevano in quel</li>
+<li>Pag. <a href="#tn117">117</a> - si appress&ograve; [appres&ograve;] timida e sorridente, e dopo aver</li>
+<li>Pag. <a href="#tn119a">119</a> - Quanto [Quante] &egrave; vero l'affetto che sente gi&agrave; il</li>
+<li>Pag. <a href="#tn119b">119</a> - io languiva qui cos&igrave; sola, cos&igrave; abbandonata [abbandodonata]</li>
+<li>Pag. <a href="#tn119c">119</a> - mio padre, quel diamante [diamente] favoloso, queste</li>
+<li>Pag. <a href="#tn121">121</a> - I miei ministri e i miei [mei] ufficiali meravigliati</li>
+<li>Pag. <a href="#tn122">122</a> - come le oche [ocche] debbano trovarsi in</li>
+<li>Pag. <a href="#tn127">127</a> - di pensiero sopra un soffice guancialetto [guacialetto]</li>
+<li>Pag. <a href="#tn137">137</a> - dell'osservatore [ossservatore] e del filosofo. Cinque o</li>
+<li>Pag. <a href="#tn140">140</a> - mantenimento [mantimento] a spese dello Stato.</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's Racconti umoristici, by Iginio Ugo Tarchetti
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK RACCONTI UMORISTICI ***
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
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+Foundation
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+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
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