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+The Project Gutenberg EBook of Tra cielo e terra, by Anton Giulio Barrili
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Tra cielo e terra
+
+Author: Anton Giulio Barrili
+
+Release Date: March 20, 2009 [EBook #28374]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRA CIELO E TERRA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Emanuela Piasentini, and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
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+ TRA CIELO E TERRA.
+
+
+[Illustrazione: Anton Giulio Barrili]
+
+
+
+
+ TRA CIELO E TERRA
+
+
+ ROMANZO
+
+ DI
+
+ ANTON GIULIO BARRILI
+
+ NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA DALL'AUTORE
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1907
+
+
+ Proprietà letteraria.
+
+
+
+
+OPERE di A. G. BARRILI.
+
+
+ _Capitan Dodèro_ (1865). 13.ª ediz. L. 1 --
+
+ _Santa Cecilia_ (1866). 11.ª ediz. 1 --
+
+ _Il libro nero_ (1868). 4.ª ediz. 2 --
+
+ _I Rossi e i Neri_ (1870). 8.ª ediz. (2 vol.) 2 --
+
+ _Le confessioni di Fra Gualberto_ (1875). 13.ª ediz. 1 --
+
+ _Val d'olivi_ (1873). 18.ª edizione 1 --
+
+ _Semiramide_, racconto babilonese (1873). 9.ª ediz. 1 --
+
+ _La notte del commendatore_ (1875). 2.ª ediz. 4 --
+
+ _Castel Gavone_ (1875). 10.ª ediz. 1 --
+
+ _Come un sogno_ (1875). 26.ª ediz. 1 --
+
+ _Cuor di ferro e cuor d'oro_ (1877). 18.ª ediz. (2 vol.) 2 --
+
+ _Tizio Caio Sempronio_ (1877). 2.ª ediz. 3 50
+
+ _L'olmo e l'edera_ (1877). 20.ª ediz. 1 --
+
+ _Diana degli Embriaci_ (1877). 2.ª ediz. 3 --
+
+ _La conquista d'Alessandro_ (1879). 2.ª ediz. 4 --
+
+ _Il tesoro di Golconda_ (1879). 12.ª ediz. 1 --
+
+ _Il merlo bianco_ (1879). 2.ª ediz. 3 50
+
+ --Edizione illustrata (1890). 5.ª ediz. 5 --
+
+ _La donna di picche_ (1880). 6.ª ediz. 1 --
+
+ _L'undecimo comandamento_ (1881). 13.ª ediz. 1 --
+
+ _Il ritratto del Diavolo_ (1882). 4.ª ediz. 1 --
+
+ _Il biancospino_ (1882). 12.ª ediz. 1 --
+
+ _L'anello di Salomone_ (1883). 3.ª ediz. 3 50
+
+ _O tutto o nulla_ (1883). 2.ª ediz. 3 50
+
+ _Fior di Mughetto_ (1883). 4.ª ediz. 3 50
+
+ _Dalla Rupe_ (1884). 3.ª ediz. 3 50
+
+ _Il conte Rosso_ (1884). 3.ª ediz. 3 50
+
+ _Amori alla macchia_ (1884). 3.ª ediz. 3 50
+
+ _Monsù Tomè_ (1885). 3.ª ediz. 3 50
+
+ _Il lettore della principessa_ (1885). 3.ª ediz. 4 --
+
+ --Edizione illustrata (1891) 5 --
+
+ _Victor Hugo_, discorso (1885) 2 50
+
+ _Casa Polidori_ (1886). 2.ª ediz. 4 --
+
+ _La Montanara_ (1886). 8.ª ediz. 2 --
+
+ --Edizione illustrata (1893) 5 --
+
+ _Uomini e bestie_ (1886). 3.ª ediz. 1 --
+
+ _Arrigo il Savio_ (1886). 3.ª ediz. 1 --
+
+ _La spada di fuoco_ (1887). 2.ª ediz. 4 --
+
+ _Il giudizio di Dio_ (1887) 4 --
+
+ _Il Dantino_ (1888). 3.ª ediz. 1 --
+
+ _La signora Àutari_ (1888). 3.ª ediz. 1 --
+
+ _La Sirena_ (1889) 5.ª ediz. 1 --
+
+ _Scudi e corone_ (1890). 2.ª ediz. 4 --
+
+ _Amori antichi_ (1890). 2.ª ediz. 4 --
+
+ _Rosa di Gerico_ (1891). 3.ª ediz. 1 --
+
+ _La bella Graziana_ (1892). 2.ª ediz. 3 50
+
+ --Edizione illustrata (1893) 3 50
+
+ _Le due Beatrici_ (1892) 5.ª ediz. 1 --
+
+ _Terra Vergine_ (1892). 5.ª ediz. 1 --
+
+ _I figli del cielo_ (1893) 5.ª ediz. 1 --
+
+ _La Castellana_ (1894). 2.ª ediz. 3 50
+
+ _Tra Cielo e Terra_ (1894). Nuova edizione riveduta
+ dall'autore (1907) 3 50
+
+ _Fior d'oro_ (1895). 4.ª ediz. 1 --
+
+ _Il Prato Maledetto_ (1895) 3 50
+
+ _Galatea_ (1896). 7.ª ediz. 1 --
+
+ _Diamante nero_ (1897) 3.ª ediz. 1 --
+
+ _Raggio di Dio_ (1899). 4.ª ediz. 1 --
+
+ _Il Ponte del Paradiso_ (1904). 2.º migliaio 3 50
+
+ * * * * *
+
+ _Lutezia_ (1878). 2.ª ediz. 2 --
+
+ _Con Garibaldi, alle porte di Roma_, ricordi (1895) 4 --
+
+ _Sorrisi di gioventù_ (1898) 2.ª ediz. 3 --
+
+ _Zio Cesare_, commedia in cinque atti (1888) 1 20
+
+
+
+
+A FRANCESCO BERLINGIERI
+
+
+Venendo a Te, per dedicarti il mio libro, penso ad una tua bella
+fantasia giovanile, «Un frate che minia la _Divina Commedia_»; povero
+frate che tu hai lasciato senza compagni, mutando il suo buon codice
+membranaceo nei codici moderni del patrio diritto; povero frate, per cui
+l'arte aveva ancora «sorrisi e fascini», ma più assai la giovane natura,
+parlante a lui l'onnipossente linguaggio da quelle stesse pagine ch'egli
+andava infiorando con le belle immagini fantasiose, ridenti d'italica
+primavera al genio di Oderisi da Gubbio e di Franco Bolognese. Deposti i
+pennelli, poggiata la faccia sulla palma della mano, pensa il povero
+frate, con gli occhi rivolti al poema del profugo Fiorentino «a cui
+temprâr l'ingegno--e l'amore e lo sdegno». O frate, tu gli hai detto,
+ammonendolo:
+
+ O frate, a lui l'esilio
+ E le pugne dell'alma:
+ A te l'obblìo degli uomini
+ E la cristiana calma.
+ Perchè t'alzi a colloquio
+ Col Ghibellin? tu piega
+ La queta fronte, e prega.
+
+Ma sì, tardi consigli, come sono su per giù tutti i consigli
+dell'esperienza! Il male è fatto: il tuo monaco ha riletto dianzi quel
+diabolico canto V dell'_Inferno_, donde scoppia tanta passione umana, e
+dilaga e straripa. Quei due maravigliosi dannati raccontano anche così
+bene!
+
+ Per più fiate gli occhi ci sospinse
+ Quella lettura e scolorocci il viso:
+ Ma solo un punto fu quel che ci vinse.
+
+Povero frate! Satana gli ha dato l'esca. Che ardori nel suo sangue! che
+visioni nella sua cella! I giorni felici si ripresentano alla sua mente,
+con immagini e fragranze di baci; la gioventù lo chiama, la terra lo
+invita; il rimorso lo turba, e il cielo dimenticato un istante gli
+ridipinge agli occhi la scena terribile dei sicuri castighi. No, non più
+affetti terreni, non ribellioni, non fughe.
+
+ Dio, mi salva dal dèmone
+ Che tutto mi possiede!
+ Di macere vigilie
+ Rinforzerò la fede.
+ Nè più profane pagine
+ Avran su me l'impero!
+ Io minierò il Saltero.
+
+L'uomo antico era ricomparso tra le mortificazioni dell'asceta; ma
+l'asceta ha riconosciuto il tentatore, ha resistito, ha vinto. Così tu,
+fantasticando davanti alle rovine di un vecchio convento, che l'anima
+tua ripopolava «di larve incappucciate», hai rievocato un momento tipico
+della vita passata, o, per dire più veramente, hai intravveduto nella
+vita passata un lampo della coscienza eterna, dell'eterno dissidio e del
+vincolo eterno tra la terra ed il cielo.
+
+Ho il mio frate ancor io. Non minia, pur troppo: parla il linguaggio
+aspro e nondimeno attraente che molti ascoltano tuttavia, che molti
+ascolteranno ancora dopo di noi, perchè tra forme mortali e transitorie
+reca sempre la nota della immortale verità non mai intieramente
+chiarita, della immortale domanda non mai pienamente soddisfatta. Egli è
+voce e coscienza d'una religione storica, che in mezzo a tante cure
+mondane onde fu troppo infrascata nei secoli scorsi ed è ancora afflitta
+nel nostro, è pur bastata a dare un corpo di dottrine morali purissime,
+suggellate dal bel principio in uno stupendo esemplare di dolcezza e di
+grazia, di virtù, di mansuetudine, di sacrifizio sublime, parlante dalla
+montagna al popolo di Tiberiade, disputante coi dottori della legge nel
+tempio di Gerusalemme, odiato ugualmente da Scribi e da Farisei (specie
+non morta ancora), ugualmente franteso da Giudei e da Romani, dagli uni
+e dagli altri condannato nella doppia sentenza del sinedrio e del
+pretorio, epicamente grande nel supplizio del Golgota, redivivo e
+trionfante nella fede degli umili come promessa infallibile di
+ricompense celesti, presente in ispirito e in verità dovunque si
+soffre, dovunque si procede, dovunque si spera di giungere ad una meta,
+commensale divino degl'infelici, rompente con paterno amore ai
+pellegrini di Emaus quel pane quotidiano, che a tanti figli d'Adamo
+sèguita sempre a mancare. Triste cosa, non è vero? e si può bene
+rimpiangere che i seguaci si siano allontanati di tanto dall'esemplare
+maraviglioso; riuscendo agli onori del trionfo per collegarsi tosto a
+mutua difesa coi potenti della terra; non dando ai miseri altro aiuto
+fuor che di buone parole; sognando per sè l'impero del mondo, ed
+ottenendo per via da tutti i monarchi, alternamente combattuti e
+favoriti, uno scampolo di territorio per le loro famiglie, nella patria
+divisa, assoggettata e tradita. Ma gli errori degli uomini nel corso dei
+secoli, ed oggi le ineluttabili ragioni della difesa civile, non ci
+faranno dimenticare il buon principio essenziale di quella religione,
+che ha pure educato nei cuori il sentimento del divino, prendendolo
+ovunque le fu dato rintracciarlo, germe prezioso e fecondo, tra la
+scoria delle superstizioni volgari e tra le perle della filosofia
+antica, tra i dubbî della scuola e gli stupori della piazza, tra i
+foschi terrori e le serene speranze di settantaquattro generazioni. E
+chi sa? l'istesso mio frate, un po' incalzato e stretto al muro da chi
+avesse avuto più tempo per ciò, si sarebbe licenziato a parlare più
+liberamente che non solesse fare dal pergamo ai fedeli cristiani di San
+Giorgio. Credete in Dio, avrebbe detto, credete in un Dio giusto e
+buono, come causa prima dell'universo; osservate la legge morale,
+com'ella per volontà di lui si è rivelata alle genti: praticato il
+rispetto, l'amore, la carità nel mondo, e lasciate al tempo la cura del
+resto. Molte foglie cadono ogni autunno dall'albero; molti rami secchi
+al peso delle nevi invernali, all'azione dei geli, al soffio della
+tramontana si spezzano: ciò che è vitale, vivrà.
+
+Il mio frate non minia, ti ho detto; nè io son riuscito a miniar lui con
+arte degna del tema. L'ho tirato giù alla grossa, ma vedendolo bene; e
+penso che questo si debba sentire da tutti coloro che lo vedranno
+apparire a suo tempo, nel corso di queste pagine, viva figura di
+combattente, o larva di promessi rimorsi per due povere creature
+condotte dal destino all'aspro dissidio tra la passione e il dovere, tra
+la natura obbedita e la legge violata. Intorno alle quali cose, io credo
+che il mio pensiero, essendo chiarissimo, non si possa frantendere nè
+falsare da uomini di parte, credenti o miscredenti che vogliano essere:
+ma certo non sarà male renderlo più evidente colla giunta di poche altre
+considerazioni.
+
+La società moderna, per giudizio di alcuni, va bene abbastanza, volgendo
+apertamente ed infallibilmente al meglio, alla liberazione, alla
+certezza, alla luce. Non tanto sfoggio di sostantivi, mi raccomando.
+Spero anch'io che volgerà al meglio, se per merito di qualche evento
+prodigioso le capiterà di rimettersi in gambe: per ora mi sembra che
+zoppichi; e guai se lo zoppo fa a correre; vuol esser tombola, non ti
+pare? La grande rottura, avvenuta da un pezzo, e di questi tempi
+condotta agli estremi, tra la scienza e la fede, ha tra parecchi buoni
+effetti il cattivo di lasciar la morale senza guida, senza sostegno, in
+un momento sociale che più avremmo bisogno di lei; mentre le
+moltitudini, felicemente sciolte da tanti vincoli molesti, sentono più
+vivo il gusto della libertà e lo estendono volentieri a tutti i
+godimenti dell'essere; mentre tutti gli accorti, segnatamente i meglio
+provveduti, i meglio collocati nel mare magno della vita, dopo aver
+tremato un pochino di certe raffiche minacciose, si rassegnano alla
+burrasca, vogando alla galeotta e ripetendo tra sè il motto infame di
+Luigi XV: «_après moi le déluge_»; mentre lo stesso fondamento della
+società, che è la famiglia, non ha più un medesimo pensiero, un medesimo
+criterio, un medesimo istinto, per tutte le persone che la compongono.
+Nel modo di vivere, di sentire, d'intendere, di curare la conservazione
+delle tradizioni, degli averi, delle virtù private e domestiche,
+principio delle pubbliche e civili, noi non sembriamo già più i figli
+dei nostri padri: gran soluzione di continuità, che dovrebbe farci
+pensare! Così la famiglia si disunisce, un po' per debolezza sua, molto
+per colpa de' suoi capi, che non l'hanno più per santuario, come gente
+civile, ma per rifugio, come selvaggi primitivi. L'uomo va per un verso,
+e la donna per l'altro, secondo gli umori, i gusti, le vanità; crescano
+i figli come vogliono e possono; e padri e madri e figliuoli con molti
+bisogni, perchè con molti appetiti; senza ideali, perchè senz'ombra
+d'idee.
+
+Restaurare nel civile consorzio il senso morale parrà necessario a chi
+pensa; e necessario veder cominciare la restaurazione dai capi, dai capi
+della famiglia, dai capi della società, donde l'autorità deriva, donde
+gli esempi si spargono. Ma noi non faremo niente senza virtù private,
+senza idealità che le informino, scaldandone la buona semente nei cuori.
+Tanto io credo, «e creder credo il vero». Per ritornare al libro che ti
+offro, esso sarà giudicato come vorrà essere; anzi diciamo pure,
+pronosticando, che non sarà giudicato affatto. Viviamo in un paese di
+gente savia e prudente, che aspetta di fuori sentenze ed oracoli, mode,
+predizioni del tempo ed almanacchi. Mi preme soltanto che il libro sia
+sentito da coloro che lo leggeranno. Da ventimila, dice l'amico editore,
+sperando: da venti, dico io, già molto ambizioso, se penso ai
+venticinque di cui si contentava il Manzoni: nel fatto, levando tutti
+gli zeri, me ne bastano due.
+
+Eravamo in due all'Acqua Novella, te ne rammenti? C'è là, in un angolo
+felice della nostra Liguria occidentale, il più antico e il più recente
+mio ricordo campestre. Vidi da bambino ed amai quella voltata in discesa
+dalla balza di Bergeggi a Spotorno, con le rovine dell'èremo di
+Sant'Antonino, piantato nel vivo della rupe ferrigna, sotto i ciuffi
+degli arbusti che gli fanno ombra dal ciglio sfaldato del gran masso
+imminente. Era allora il mio sogno d'essere il padrone dell'èremo, di
+restaurarlo, di farmi frate là dentro, frate di un ordine mio, molto
+benedettino per la copia dei libri, molto templario per la quantità dei
+conversi; gaudenti essi della vita materiale, gaudente io della felicità
+intellettuale, in quella grata solitudine, difesa dai venti freddi, con
+quel lembo di cielo opalino, con quella lista di mare turchino davanti,
+dimenticando tutto l'altro dello spazio e del tempo, ignorando l'ora
+degli altri, aspettando la mia senza troppo curarmene. Veramente,
+l'orologio non era lontano; orologio solare, sul terrazzo di una casa
+verdognola, trecento passi più in là, nel bel mezzo di un orto; con
+quella sua leggenda: «_ultima necat_» che fu la prima frase latina
+capitata davanti a' miei occhi, e che mi dava sempre tanto da pensare,
+tutte le volte che passavo da quelle parti. Quando fui in grado da
+intenderla, amai compirne l'idea, premettendole un «_vulnerant omnes_».
+Ma per allora non era il caso di filosofarci su; ed io non filosofavo,
+sentendo il desiderio di quella pace, sognandola tutta per me.
+
+Era un sogno, e finì come finiscono i sogni. Ma i bei sogni si ricordano
+volentieri; ed io più volentieri l'ho ricordato, tornando or non è molto
+con te alla tua bella Spotorno, bianca lucente sulla spiaggia lunga, tra
+la voltata di Bergeggi e il monte Orsini, aspra guardia di Noli. Ad un
+certo punto, e di comune accordo, abbiamo fatta fermar la carrozza; io
+per contemplare il mio èremo, tu per farmi bere un sorso della fontana
+lì presso, l'Acqua Novella, zampillante da una gran vasca quadrata, sul
+margine della strada maestra. O acqua ben nomata, veramente fresca,
+ristoratrice e pura, come tutte le cose novelle! Io non sogno più
+solamente il mio vecchio èremo e la mia vecchia meridiana; sogno ancora
+l'Acqua Novella e quel buon tratto di strada quieta, che abbiamo fatta a
+piedi con tanta allegrezza, mentre i cavalli ci seguitavano al passo. E
+penso ancora, nel mio sogno, che l'uomo più felice della terra debba
+essere un certo guardiano di strada ferrata, che ha il suo casotto in
+quelle vicinanze, col suo orticello, i suoi fagiuoli e il suo gran fico
+brogiotto, accanto allo sbocco della galleria di Bergeggi. Poveraccio! e
+forse egli sogna a sua volta un trasloco, una promozione, che lo sbalzi
+guardia eccentrica o guardia di sala in qualche stazione importante,
+donde gli sia facile di mandare a scuola le quattro o cinque creaturine
+che senza fatica, quasi senza un pensiero al mondo, gli sono rampollate
+là dentro.
+
+Son tutti così, i miei bravi cantonieri di strada ferrata. Ricordo
+ancora quello di Varigotti, conosciuto tanti anni fa. Aveva anche lui
+una bella fontana daccanto, anzi una vera cascata d'acqua, che piombava
+dalla balza rossastra, sotto la chiesuola abbandonata di San Lorenzo;
+aveva un orticello, con pèschi, fichi e fagiuoli, ch'erano una
+maraviglia a vederli; aveva il gran mare turchino davanti, e
+tutt'intorno, da ogni piega del terreno, da ogni borro, da ogni
+fenditura della rupe, occhieggiavano a lui tra lucide foglie di smeraldo
+i bei limoni dal color dell'oro. Per esser felice, non gli mancava
+neanche una moglie, giovanissima, bella e savia, amante del lavoro e di
+lui. Ma quello ci aveva il mal del paese; voleva lasciare quel sorriso
+di cielo e di mare, quel profumo, quel tepore, quella gloria, per
+ritornarsene al suo nido natale, o non troppo discosto, tra Bussoleno e
+Modane, sotto le Alpi nevose, a sentir cantare gli aquiloni e scrosciar
+le valanghe. Barattava male, e non fu difficile contentarlo. Sarà
+felice, ora? Ah, penso che Gabriello Chiabrera fu ben ispirato, il
+giorno che sul portone della sua casa fece scolpir l'oraziano: «_Nihil
+est ab omni parte beatum_».
+
+Ma se una felicità compiuta non si ritrova in nessun luogo, neanche là
+dove io l'avevo sognata, bene mi sarà lecito di desiderare che la vita
+sia più ricca d'ideale, e che un'acqua novella, se pure non ci si debba
+vivere accanto con oraziana serenità, rinfreschi e purifichi le nuove
+generazioni; che il sentimento del divino, ingenito nella coscienza
+umana, si accordi un giorno colla critica non più arrogante di facili
+dispregi, colla scienza non più infatuata di sollecite deduzioni, e
+venga in buon punto a rinvigorire di nuovi succhi la povera morale
+intristita. Questo è il mio sogno dell'età matura, e credo che questo
+sia pure il tuo. Tu hai, a buon conto, una famiglia nata di te; vuoi che
+abbia i tuoi stessi ideali, riflettendo alcun che di quelli che tu
+stesso derivi dai tuoi vecchi; ai quali con animo reverente mando un
+augurio e un saluto filiale ancor io.
+
+Comunque esso sia riuscito per l'arte, il mio libro è morale. Non già
+come un trattato; credo anzi che ci corra molt'acqua, e tutt'altro che
+novella, di mezzo. Ma esso è morale, nondimeno, come può essere tale un
+romanzo; cioè a dire una rappresentazione della vita reale, aspersa
+d'una certa idealità, che è poi la nota personale fatalmente recata
+dall'artista nella cosa veduta, nella cosa sentita ed espressa.
+
+Ritorneremo col bel tempo all'Acqua Novella e al vecchio èremo
+diroccato. Tu ama intanto il tuo
+
+ ANTON GIULIO BARRILI.
+
+
+
+
+TRA CIELO E TERRA
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+Addio, bel mare!
+
+
+Gli avevano fatta un'ingiustizia, saltandolo nelle promozioni; perciò, a
+mala pena sbarcato, aveva mandata la sua dimissione al ministro. Per la
+via gerarchica, s'intende; e il capo del suo dipartimento marittimo,
+alla Spezia, si era degnato di esortarlo a pensarci su, almeno un paio
+di giorni. Per non fargli dispiacere col mostrarsi sconoscente alla
+cortesia del superiore, aveva accettato il consiglio; ma, quarantott'ore
+dopo, si era ripresentato al suo illustre capo, pregandolo di dar corso
+alla lettera.
+
+Tra gli uguali, qualche amico sincero aveva tentato dissuaderlo,
+arrischiandosi a dirgli che commetteva un errore; ma egli non aveva
+voluto convenirne. Altri gli dicevano: «Fai bene; è stata
+un'ingiustizia; le ingiustizie non si sopportano». Ed egli rispondeva
+con un vivo cenno di assenso, quasi di ringraziamento, come uno che si
+senta compreso, congedandosi con una poderosa stretta di mano da tutti
+quei vecchi compagni, ai quali lasciava un gradino vuoto su quella scala
+di Giacobbe che conduce al paradiso del viceammiragliato.
+
+Era sicuro del fatto suo; la risoluzione gli pareva buona, per il caso
+presente e per i casi futuri. Infatti, che cosa sperare da quel
+ministro, che era stato suo comandante in una memorabile crociera e che
+aveva mostrato in parecchie occasioni di non poterlo soffrire? Effetto
+di una ruggine antica, per una manovra fatta da lui, di suo capo, che il
+comandante non aveva ordinata, che anzi aveva biasimata. Un po' troppo
+presto, per altro: lo scandaglio, la mattina dopo, aveva dimostrato a
+tutti che seguendo ciecamente gli ordini del comandante si sarebbe
+rimasti incagliati. Quattro palmi di sàgola avevano dato ragione
+all'inferiore; e il superiore se l'era legata al dito, quantunque
+l'inferiore si fosse studiato con ogni maggior cura di non lasciar
+trasparire il sentimento della propria superiorità. Una promozione, dopo
+quel giorno malaugurato, era venuta per tutt'e due, l'uno giungendo al
+grado di tenente di vascello, l'altro al grado di contrammiraglio. Due
+anni ancora, e il contrammiraglio diventava ministro. Il ministro si era
+slegato finalmente il dito, saltando nelle prime promozioni il tenente
+di vascello.
+
+Lagnarsi? È presto detto. In che modo? Aspettare che cascasse il
+ministro; sì, fra due o tre anni, e intanto divorarsi l'affronto. No,
+niente aspettare; perciò aveva mandata la sua dimissione. Cosa
+amaramente spiacevole per lui, quanto edificante per tutti, la sua
+dimissione era stata accettata a volo. Brutto momento, vedersi così di
+punto in bianco fuori dell'uscio! Ma c'è «la buona compagnia che l'uom
+francheggia»; e questa, nei brutti momenti, consola.
+
+Ahimè, non del tutto. A lui una pena sorda restava nel profondo
+dell'essere. Amava il mare; il bel mare, così pieno di misteri, così
+magnifico nella collera, così augusto nella calma, che pare abbia
+un'anima, e grande, meravigliosamente grande, grande almeno sei volte
+quella dell'umanità tutta quanta; il buon mare che mette in comunione
+tutte le creature viventi, assai più ed assai meglio che non facciano
+tante strade ferrate e tanti telegrafi. In questi dotti congegni c'è
+sempre l'arte di un mondo piccino, piccino come tutte le trovate degli
+uomini; c'è sempre l'idea di sentirsi passare in una cruna d'ago,
+assottigliati, stiacciati, tanagliati dagli attriti continui del passo.
+E poi, che cosa sono le invenzioni dell'uomo, ristrette ad un solo
+ufficio, ordinate ad una sola utilità, in confronto di quella superficie
+azzurra, pianura liquida e senza solco, che palpita e porta, mobile,
+gloriosa e superba, che dà moto e gioia a tanti organismi animati,
+colore agli occhi, calore agli spiriti, essendo ad un tempo la via e la
+vita?
+
+Tutto è nuovo su quella via, l'abbiate pure cento volte percorsa; ve la
+fanno parer sempre nuova i mille diversi aspetti delle cose, nella
+vastità sconfinata degli orizzonti, nella infinita varietà delle tinte,
+mezze tinte e sfumature, dell'aria e dell'acqua. Il punto a cui volgete
+la prora è di giorno una striscia di azzurro, di grigio, di roseo,
+sull'ultimo lembo del mare, una striscia tenue che non vi offre il
+colore stridente nè i contorni aspri del vero; nella notte, poi, è un
+punto di fuoco, che getta sulle acque un raggio luminoso; più spesso, e
+di giorno e di notte, è l'invisibile, il nulla, ma con la sublime
+certezza di vedere, di trovar qualche cosa, al momento prefisso, sulla
+via che vi dimostrano le stelle, che vi traccia infallibilmente un
+computo aritmetico. E intanto il lontano fa pensare; l'occhio intravvede
+l'infinito; l'anima sente Dio; nè ci sono professori di calcolo per
+rimpicciolirvi quello con la figura di un otto coricato, nè filosofi del
+malanno per dirvi che questo è un sogno, una idiosincrasia naturale, una
+concrezione storica del vostro pensiero.
+
+Con che ansia, adolescente allievo del collegio di marina, aveva
+aspettato il giorno del suo primo imbarco! Con che passione aveva fatto
+il suo primo viaggio, quindici anni addietro! Lo aveva sentito cantare e
+sospirare, fremere, urlare e ruggire, quel mostro immane dai grandi
+occhi verdi e dal dorso di spume! E lo aveva ammirato nella molteplicità
+degli aspetti, soavi e terribili, graziosi e feroci, sempre nuovi e
+stupendi; lo aveva amato nella salubre vivezza delle fragranze, nella
+dolce giocondità dei ritmici cullamenti. E dopo tante ammirazioni, dopo
+tanti amori, lo aveva lasciato! Ma sì, che volete? gli avevano fatta
+un'ingiustizia. Le ingiustizie non si sopportano, o si mostra di averle
+meritate; nel qual caso non sono più ingiustizie, ne convenite? Triste
+cosa, per altro! Aveva sempre sognato una guerra, da far le sue prove
+anche lui, da onorare l'Italia, questa lunga penisola che pare una gran
+nave imbozzata attraverso il Mediterraneo, e che non dovrebbe starci,
+perdio, come un pontone, come una fregata in disarmo. Quella guerra non
+l'aveva certamente invocata; il valoroso non invoca i pericoli, che non
+sono solamente per sè, ma per tutti; li aspetta, e si prepara ad
+affrontarli.
+
+Aspettando la guerra, preparandosi a quella, il soldato serve la patria.
+E perchè non l'aspettava egli ancora, passando sopra ad una cattiveria
+di ministro? Infine, gli uomini passano, la patria resta. Verissimo,
+questo; ma è verissimo ugualmente che son tutte parole. La patria che
+resta è sorda, cieca e muta; non vi sente, non vi vede, non vi conforta
+per nulla, non vi consola affatto, non vi vendica di quell'altra che
+passa, agitandosi intorno a voi, standovi sotto, accanto e sopra, che vi
+giudica senza criterio, ammirandovi di fuga quando il caso dà a voi di
+far bene e a lei di non poter fare altrimenti, disprezzandovi quando ne
+può avere un pretesto, deridendovi spesso e volentieri, ne abbia o non
+ne abbia ragione, solo che si presenti un appiglio. La patria grande, la
+vera, dopo tutto, si serve con dignità. Levate la dignità al soldato, e
+non gli resta più nulla; c'è la morte nell'anima, e il servire è
+vergogna.
+
+Per altro, non credeva di dover tanto soffrire, obbedendo alla voce
+della propria coscienza. Fu una triste giornata quella in cui gli
+annunziarono che la dimissione del tenente Sospello era stata accettata.
+Ah, non voleva stare neanche un giorno alla berlina delle condoglianze.
+Le sue valigie erano fatte, in attesa dell'evento. Se ne andava subito
+subito; e lontano, molto lontano dal mare, che non voleva vedere mai
+più. Alla terra de' suoi padri, alle Alpi, avrebbe chiesto il rifugio;
+possedeva ancora una bicocca, lassù. Di vecchi non c'era più nessuno, ad
+aspettarlo: restava una sorella maggiore, nobile e santa creatura, che
+tant'anni prima avrebbe desiderato di chiudersi in un monastero, ma non
+aveva osato farlo, per non lasciar solo del tutto il suo vecchio babbo.
+Morto quello, non aveva potuto lasciar solo e vuoto il vecchio palazzo,
+dove cinque generazioni di Sospelli di Vaussana erano passate, e dove
+era naturale che ella restasse per custodire il posto alla settima, se
+mai il fratello Maurizio si risolvesse di continuare la stirpe.
+
+Buona e cara Albertina! Egli andava a farle compagnia nella triste
+casa; e qual compagnia! Lei, fastidita del mondo anche prima di
+conoscerlo, certamente per qualche intima ragione si era appartata a
+quel modo, rinunziando alle gioie della vita; se pure la vita ne ha.
+Anch'egli, vecchio scapolo, che aveva sognato d'impalmare la gloria,
+offeso un giorno nella sua dignità, rinunziava a tutti i sogni di una
+legittima ambizione, per andarsi a rinchiudere nella casa dei suoi
+maggiori, come un povero alcione ferito va a posar l'ala sanguinolenta
+sul nido abbandonato.
+
+Maurizio aveva già scritto alla sorella, annunziandole la sua dimissione
+come un proposito irrevocabile: ma egli non intendeva già d'impoltronire
+nella sua bicocca montanina; non voleva finir cacciatore, nè giuocatore
+beone, come tanti gentiluomini campagnuoli. Possedeva una ricca
+libreria; l'avrebbe al bisogno accresciuta, per dedicarsi ad un'opera di
+polso. Aveva sempre vagheggiato il pensiero di scrivere un libro delle
+guerre marittime d'Italia, ma condotto con una certa larghezza di
+disegno, da appagar tutti i gusti, da rispondere a tutti i bisogni
+intellettuali, ordinato e preciso come una storia, vivo e animato come
+un romanzo, il libro del marinaio italiano, il libro che mancava ancora,
+per dare una idea chiara e compiuta delle antiche navigazioni e degli
+antichi commerci, argomenti di emulazione e cause di guerra tra i
+popoli; per descrivere i costumi marinareschi, le imprese audaci, le
+trasformazioni successive della strategìa e della tattica navale nel
+gran bacino mediterraneo. Certo, per condurre a termine un'opera come
+quella, non gli sarebbero bastati i libri che possedeva. Ma il primo
+anno lo avrebbe speso a tracciare il quadro; poi avrebbe veduto, si
+sarebbe destreggiato via via secondo il bisogno, cercando altri libri,
+viaggiando per città e biblioteche; ottima occasione per isgranchirsi,
+per non fare la ruggine. Ed era ancora una bella vita per un uomo di
+trentadue anni; e aveva tempo davanti a sè per colorire degnamente il
+quadro ideato.
+
+Il suo attendente, congedandosi da lui alla stazione di Spezia, gli
+aveva dato il buon viaggio con le lagrime agli occhi.
+
+--Grazie, Susini, e addio; siamo uomini;--gli rispose
+Maurizio.--Scrivimi, se ti occorrerà qualche cosa; ed anche quando non
+ti occorrerà nulla; riceverò sempre le tue lettere con molto piacere.
+
+--E lei, signor tenente, non avrà mai bisogno di nulla, da un povero
+marinaio?
+
+--Sì, spesso sentirò che mi mancherai, bravo Susini. Intanto, ti prego,
+appena sarà di ritorno, mi saluterai il _Duilio_.--
+
+Aveva il cuor gonfio, il signor Maurizio, e incominciava a tremargli la
+voce.
+
+--Ah, signor tenente!--mormorò il marinaio, singhiozzando.--È stata una
+grande ingiustizia.
+
+--No, sai? t'inganni. Non si fanno ingiustizie, in servizio. Ci possono
+essere degli equivoci, dei malintesi; ma ingiustizie no, mai;--replicò
+il signor Maurizio, che aveva ancora la disciplina negli occhi e non
+voleva finir la carriera dando lo scandalo di dir male o di lasciar dir
+male dei superiori.--Se ti sembro commosso, pensa che ne ho qualche
+ragione. Non si abbandona il mare senza uno schianto dell'anima. Un
+giorno la sentirai anche tu, Susini mio, la nostalgia del mare.
+
+--Io no, signor tenente, con sua licenza non avrò da sentirla. Non si
+ricorda che sono della Maddalena?
+
+--È vero, sì, e invecchierai vedendolo ogni giorno; e quando sarai morto
+lo sentirai ancora da tutte le parti brontolare alla spiaggia; che bella
+cosa!--concluse sospirando il tenente.--Ma senti, fischia la macchina, e
+non vuol più saperne dei nostri discorsi. Qua la mano, mio vecchio, e
+addio!--
+
+Il treno si metteva in moto, e il marinaio ebbe appena il tempo di
+baciare la mano che il suo tenente gli offriva per l'ultima volta.
+
+--Non lo vuole ammettere;--borbottò egli, allontanandosi dal marciapiede
+d'asfalto, come il treno fu scomparso nel buio della notte;--ma tutti lo
+dicono a una voce: è stata un'ingiustizia. Per colpa di quei signori
+laggiù, la marina italiana ha perso ancor uno dei suoi manovrieri. E
+buono, poi, buono come il pane di Voltri; gentile come una ragazza di
+quindici anni, che non gli si è sentito mai uscir di bocca una mala
+parola, neanche nelle ore che scapperebbe la pazienza ai santi.--
+
+La notte, senza lume di luna, era buia, e l'entrare del treno nelle
+centomila gallerie delle Cinque Terre e l'uscirne non facevano divario
+alla vista. Maurizio, nondimeno, sentiva il mare vicino, lo sentiva alle
+acute fragranze e al romper dei marosi contro le rupi. Lo rivide
+sull'alba, il vecchio amico brontolone; lo rivide di là dal monte di
+Portofino, farsi a mano a mano più luminoso e più bello, a Recco, a
+Nervi, a Genova, e giù giù per tutta la quieta Riviera di Ponente, dove
+si aprono cinquanta seni azzurreggianti tra il verde, e su lembi sottili
+di candide spiagge cinquanta paesi si distendono al sole. Quanti porti e
+rade, e golfi e calanche, di cui Maurizio conosceva gli approdi! A
+Genova era vissuto parecchi anni collegiale, e tante volte c'era tornato
+ufficiale. Nella rada di Vado, ancoraggio sicuro, era andato una volta a
+rifugio colla sua cannoniera, cacciato per due giorni da un fortunale di
+libeccio. Quella costiera della Cornice tutta frastagliata da balze
+ferrigne, coi suoi fondi di turchino carico listato di smeraldo e
+sormontato di bianche creste spumose, come l'aveva in pratica! Ed era
+sempre là, il suo mare, ad ogni uscita di galleria, il suo mare azzurro,
+scintillante, superbo, il buon mare, il bel mare, a cui aveva tutto
+sacrificato per tanti anni, perfino l'amore, il grande, il forte, il
+supremo bisogno dei cuori.
+
+Non aveva egli dunque amato mai? Sì, aveva amato, ed anche incominciando
+per tempo; ma anche per tempo si era fermato. A quattordici anni aveva
+preso una cotta famosa per una sua cuginetta, splendidissima e
+formosissima bionda. Per moglie non sarebbe andata, avendo perfino un
+anno o due più di lui: ma chi bada a queste differenze, quando cantano
+gli anni adolescenti nel cuore? Quella stupenda creatura egli l'aveva
+veduta da bambino, e avevano giuocato insieme a marito e moglie: il «te
+ne rammenti?» era stato proferito con gusto al nuovo incontro, quando la
+cuginetta era venuta coi parenti a Genova, per salutar lui collegiale
+promosso agli esami finali e già presso all'imbarco desiderato. Ah, il
+bel giuoco di cui si ricordavano ridendo, ed anche arrossendo un
+pochino! Ma egli arrossiva anche d'un altro pensiero, che tanta bellezza
+fiorente gli aveva fatto nascere subitamente nell'anima. Perchè non si
+sarebbe ripigliata da senno quella condizione di marito e moglie che
+nove anni prima si era stabilita per giuoco? Ed egli già stava
+mulinando, in quei giorni di baldoria per le strade di Genova; studiava
+il modo di girare la frase, per dire alla cuginetta: aspettami due o tre
+anni, quanti i nostri parenti stimeranno che bastino, per.... Ma la
+frase non gli veniva mai bene, come avrebbe voluto. E frattanto, una
+domenica all'Acquasola, dov'erano andati a sentir la musica, quella
+splendidissima e formosissima bionda che tutti ammiravano, gli aveva
+detto di schianto:
+
+--Sapete che non siete punto belli voi altri, con la vostra feluca?--
+
+Il «voi altri» andava agli ufficiali di marina. Maurizio non era ancora
+che un allievo, e non portava la feluca; ma l'avrebbe portata ben
+presto, nelle circostanze solenni. Perciò s'impermalì un pochettino,
+sentendo quella eresia, e guardò la cuginetta con aria di persona
+offesa.
+
+--Non siete belli, vi dico;--ribattè quell'altra, ridendogli ancora sul
+muso;--e tu starai male, cugino Maurizio. Neanche si capisce, quel
+vostro uniforme; non significa nulla. Perchè quella feluca nera, che non
+si può tenere ben salda sulla testa, che vi scivola sempre indietro, con
+uno di quei becchi d'anitra, in su, verso la luna, e l'altro in giù, che
+vi piove sulle spalle? perchè quello spadino al fianco, che par uno
+spiedo da infilzare i ranocchi? perchè quella coda di rondine, smilza
+smilza, che va a cercarvi i polpacci? Non si capisce, ti ripeto, quel
+vostro uniforme; non significa nulla.
+
+--È quello a un dipresso di tutte le marinerie europee. Lo ha portato
+Nelson, signorina.
+
+--E lasciatelo a Nelson, e vestitevi da cristiani. Guarda laggiù,
+quell'ussero di Piacenza. Che eleganza di vestiario! che armonia di
+tinte! e che aria marziale!
+
+--Ah sì, quello starebbe bene a bordo!--notò Maurizio, allungando le
+labbra, con aria di sublime disprezzo.
+
+--A bordo, non so;--ribattè la cugina, senza scomporsi.--Noi siamo in
+terra; per la terra giudichiamo gli uomini.
+
+--Dagli uniformi;--conchiuse Maurizio.
+
+Erano rimasti grossi per tutto il tempo della passeggiata. Quel giorno
+si separarono freddi. La notte, quando fu solo nel suo letticciuolo di
+collegiale, Maurizio pianse a calde lagrime il suo bel sogno svanito; ma
+con quelle lagrime gli si prosciugò la vena delle tenerezze. La cugina
+era una civettuola e una sciocca, vana della sua bellezza, felice
+d'esser guardata, e più fatta per godere gli omaggi della cavalleria che
+quelli della marineria. Gli ultimi giorni che ella passò a Genova non
+furono niente migliori. Maurizio era imbronciato, ed ella stette molto
+sulla sua. Ella partì per Nizza con la famiglia, ed egli s'imbarcò per
+il suo primo viaggio. Così finiva il romanzetto, a mala pena imbastito,
+così l'amor suo a mala pena sbozzato. Del resto, quella splendidissima e
+formosissima bionda, egli non aveva più avuto occasione di vederla.
+Quattro anni dopo, essendo egli di stazione a Montevideo, gli giungeva
+notizia che la cugina era andata a marito, passando anche a vivere in
+Francia. Buona fortuna, e figli maschi.
+
+Strano ragazzo, quel Maurizio! aveva giurato di non lasciarsi più
+cogliere a certe lustre, ed era stato di parola: il primo amore era
+anche l'ultimo. Parliamo del grande amore, s'intende, di quello che si
+crede veramente l'amore, il forte, il solenne, il poema della vita.
+Episodii, sì, ad ogni crociera, ad ogni viaggio sui mari lontani, ad
+ogni fermata nei porti patrii: ma presto gliene era venuta la nausea.
+Tutti giuochi, superficialità, scioccherie, quando non erano indegnità;
+e queste e quelle erano poi sempre offese alla gran legge dell'universo.
+«L'amore è un atto religioso» diceva egli volentieri, quando ne cadeva
+il discorso cogli amici; «come atto religioso, non va preso a scherzo».
+Ed egli era religioso, come è sempre nel fondo dell'anima il gentiluomo
+di mare. Chi vive meno nel consorzio degli uomini vive più intimamente
+con sè, e più spesso con Dio; con Dio, il cui spirito corre non visto
+sull'acque, cavalca le nubi della tempesta, si libra sull'arco
+dell'iride, si affaccia nella gloria del sole sorgente sull'oceano,
+siede nella porpora accesa dal grande astro al tramonto.
+
+Grandi cose, sul mare! Ed ora, abbandonato il vasto suo campo, sarebbe
+tornato alle cose piccine. Ma sì, così portava la necessità. Lo avevano
+voluto umiliare; aveva preferito spezzarsi. Non esagerava egli un poco?
+Forse; ma era fatto così. Obbedire gli piaceva, ma all'intelligenza, o
+alla probità che ne tien luogo, quando tra chi comanda e chi obbedisce
+aleggia l'idea del dovere morale. Altrimenti no; e per non dar scandalo
+brontolando, se ne andava via, spezzando la spada. Uno spiedo, dopo
+tutto; non glielo aveva detto quella formosissima bionda? Ed anche
+buttava la feluca a mare: galleggiasse a sua posta, e naufragasse al
+primo scoglio. Lassù, nella quiete della sua bicocca solitaria, avrebbe
+evocate le figure dei grandi ammiragli; buon metodo per dimenticare i
+piccini.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+Alla terra dei padri.
+
+
+Maurizio di Vaussana cessò finalmente di vedersi il mare da fianco. Era
+giunto alla stazione di Ventimiglia. Sceso dal treno, prese la via dei
+monti, dopo aver fatte caricare le sue valigie in una vettura da nolo.
+Quanto ai suoi bauli, aveva dato lo scontrino del bagaglio ai signori
+Rolandi, buona gente, amici vecchi di casa sua, che s'incaricarono
+volentieri di farglieli recapitare il giorno seguente a San Giorgio. E
+la vettura si mosse, partì con alto fragore di ruote, tintinnìo di
+sonagliere e scoppiettìo di frusta nell'aria polverosa, ma soprattutto
+con la gloriosa velocità di tutte le vetture da nolo, quando
+incominciano la corsa.
+
+--Sentirai la nostalgia del mare anche tu--aveva detto il tenente
+Maurizio al marinaio Susini. Per intanto, non doveva sentirla lui così
+presto. L'aria fine dei monti natali carezzava le guance del
+viaggiatore, ancora dorate dai soli africani. Quante balze conosciute
+gli occhieggiavano dall'alto, lungo la via serpeggiante! Le eriche, i
+pini, i ginepri, i roveri, i lecci, tutti conosceva Maurizio, a tutti
+sorrideva, come ad una brigata di vecchi amici, ritrovati dopo tanti
+anni di assenza. Ad una certa voltata ci doveva essere una macchia di
+fràssini, nascosta dietro il ciglio d'un poggio. I suoi ricordi non lo
+avevano tradito: vide, riconobbe i suoi fràssini, non molto cresciuti da
+quelli di prima, sempre eleganti, svelti, pieghevoli, che stendevano
+verso la strada i rami sottili, vestiti di foglie tenere, luccicanti al
+sole pomeridiano. E le ginestre del pian del Termine? Il piano, per
+fallire al suo nome, era una eminenza, e finiva in un dirupo; ma le
+ginestre erano sempre là, facendo siepe al ciglione, contente del
+galestro in cui avevano messo radice, portando fieramente levati i loro
+pennacchi verdi cupi, in attesa di vestirne le vette con tanti bei
+grappoli di quei fiori gialli che ogni anno solevano dare (o lasciarsi
+prendere, che è tutt'uno) per l'infiorata del _Corpus domini_, nel
+paesello di San Giorgio.
+
+Alla vista di quelle ginestre, uno strano sentimento lo prese; un vivo e
+pungente ricordo, un aspro, impaziente desiderio di quelle feste
+lontane, di quelle solenni riconciliazioni con Dio che la Chiesa ha
+seminate accortamente lungo il corso dell'anno; tutti giorni a cui
+corrispondono fragranze e suoni ed immagini particolari, vapori
+d'incenso, frescura di cose tenere e dolci, sorrisi di cielo, suoni di
+zufoli allegri, tagliati nelle cortecce dei rami di castagno, uccellini
+gorgheggianti la canzone del natale divino dalle gravi canne di un
+organo. Come tutti i sensi rivivevano in lui di gioconda vita infantile!
+e quanta adolescenza gli veniva incontro da quelle gole ospitali!
+
+Sei tu, non è vero? sei qua finalmente? Buon figliuolo di salda memoria,
+vieni alla dimora dei padri. La vedi lassù, quella montagna, che appare
+per la sua sommità, dietro a due ordini di colline? Ci vorrà ancora un
+paio d'ore, prima di giungerci; frattanto si affaccia a noi, pare che
+stia spiando il nostro arrivo, come una scolta di fortezza. Era lassù,
+la ròcca dei tuoi antenati; quelli del ramo primogenito, estinto oramai,
+il ramo dei Sospelli di Balma. Buon seme di forti castellani, rigidi al
+dovere e così fermi alla consegna! Finirono, come tutto finisce; ora
+dormono col Signore, in fila, l'un dopo l'altro, come guerrieri caduti
+sul campo, al posto loro assegnato. Anche i Sospelli di Vaussana
+rischiano di finire con te. Vieni, giovanotto; prendi il tuo posto
+accanto alla tua squadra; mettiti in fila anche tu. Il mare è bello,
+attraente, e perfido; la montagna è severa, ma sana e fedele. Questa è
+la patria, salda, immobile, di granito; qui, dove le eriche e i rovi non
+muoiono mai, aggavignati al terreno. Si succedono i virgulti, e son
+sempre gli stessi. Senti il profumo agreste della macchia? È la stessa
+virtù che si trasmette di generazione in generazione. Anche di lassù si
+vede qualche volta, il tuo mare: son belle le cose vedute dall'alto, e
+da una giusta distanza. La varietà dei particolari si perde, e la patria
+grande, tanto più grande quanta più se ne abbraccia col pensiero,
+trascurando la minutezza delle parti, si ama anche meglio. Quando c'è
+bisogno di difenderla, quando ci chiama alle bandiere la voce del re, i
+gentiluomini calano come falchi dalla rupe, seguiti dai loro
+vassalli.... No, non più vassalli, ora: tutti fratelli in Dio e nella
+patria; è più bello così, ci ravvicina meglio al Vangelo. E i forti, i
+buoni, gli intelligenti, salgono sempre, dovunque sian nati, facendo
+stipite di nuova grandezza. Chi era il bisnonno di Carlomagno? Pipino
+d'Héristal. Ma chi il bisnonno di Pipino? un ignoto guerriero, un servo
+di palazzo dei re Merovingi. Così tutti i degni, i valenti, i buoni,
+posson salire; i fannulloni, i fiacchi, i cattivi, discendere. La
+montagna resta, produce i suoi virgulti, i suoi fiori, i suoi frutti.
+Tu, povera pianta, ritorni alla tua terra natale. Più presto che non ci
+fosse dato sperare, in verità! È stata un'ingiustizia, tu dici; meglio
+così. Partivi fidente, ritorni disingannato, ma anche educato dalla
+sventura, agguerrito alle pugne dell'esistenza. Farai il tuo dovere,
+qui, come altrove; servirai alla gran legge di Dio, che è progresso
+infinito, dovunque si vada, di dovunque si muova.
+
+Il paesello di San Giorgio incominciava ad apparire. Peccato che fosse
+già tardi! Le ombre della sera cadono troppo rapidamente, nelle gole
+delle Alpi. Ma nella scarsa luce del crepuscolo, i ceppi delle case
+biancheggiavano ancora abbastanza: poi, quando la vettura fu all'entrata
+del borgo, incominciavano ad accendersi i lampioni. Un po' radi, secondo
+l'uso dei piccoli paesi e la poca «elasticità» dei bilanci comunali; ma
+supplivano qua e là i lanternini appesi a qualche tabernacolo di santo,
+negli angoli delle vie. A quella scarsa luce Maurizio vide i ciottoli
+enormi onde era lastricata la strada maggiore; sempre quelli, con le
+loro gibbosità, coi loro alti e bassi continui, sempre quelli,
+eternamente rugosi e rossastri nella corteccia inattaccabile della
+quarzite, che s'è arrotondata così, colorata così, nella mota millenaria
+del periodo glaciale. Poveri cavalli, costretti a lavorare di zampe
+ferrate in quel letto di torrente!
+
+Ma ecco, finalmente, un po' di strada da cristiani; ecco il battuto
+della piazza maggiore; ecco la chiesa, la parrocchiale di San Giorgio; e
+più su, in capo ad una piazza, che scende larga in pendìo, la mèta del
+suo viaggio, il suo palazzo, il «Castèu». Meritava il nome con cui era
+stata battezzata, e sotto cui era comunemente riconosciuta, la vecchia
+casa dei Sospelli di Vaussana; castello del Trecento, o giù di lì, con
+la sua torre da un lato, con le sue logge alte al secondo piano,
+fors'anche coi merli e le caditoie; restaurato quindi a palazzo
+signorile, nel corso del Secento, gran colpevole un po' da per tutto di
+simili trasformazioni architettoniche. E veramente allora erano state
+chiuse le grandi finestre a sesto acuto, per ricavarne di più piccole, a
+stipiti quadrati, nel mezzo; ma ancora da certe screpolature
+s'indovinava l'alzata dell'arco primitivo, e da qualche sfaldatura
+dell'intonaco ne trasparivano le elegantissime linee di cotto. Un nuovo
+restauro, dei principii del secolo presente, aveva aggiunte le persiane;
+ed erano queste, per l'appunto, che avevano persuaso il padre di
+Maurizio di non appagare un desiderio della moglie, a cui sarebbe
+piaciuto di veder ritornate alla luce e alla gloria antica le ogive del
+Trecento.
+
+--Cara mia,--le aveva detto il buon conte di Vaussana,--per contentare
+il tuo gusto medievale bisognerebbe rinunziare a questa benedetta
+invenzione delle persiane. Levate queste, ed anche ingrandite le
+finestre, immagina tu come si starebbe freschi. Che idea, quella dei
+nostri antenati, di voler morire dal freddo! È vero,--soggiungeva il
+degno gentiluomo, temperando l'asprezza del suo troppo moderno
+giudizio,--che gli antichi lo sentivano meno, il freddo; ed è forse per
+questo che durarono tanto.--
+
+Giaume, il vecchio castaldo dei Vaussana, aspettava Maurizio ai piedi
+dell'erta, e fu il primo a dargli il bentornato. La sorella Albertina lo
+accolse a braccia aperte, sulla soglia del portone; benedetto portone,
+sormontato dallo scudo dei Sospelli, di rosso, al libro aperto
+d'argento, caricato d'una spada in palo, del medesimo, col motto «_tout
+droict Sospel_», continuo tema di pazze congetture agli eruditi
+mandamentali.
+
+La contessa Albertina aveva fatto preparare per suo fratello
+l'appartamento dei vecchi al primo piano. Non era egli oramai il signore
+del castello? Ma il nuovo arrivato, in omaggio ai ricordi, amò meglio di
+ritornare nel quartierino della torre, in quelle due camerette che aveva
+ancora occupate la notte prima di andare a Genova, per entrare nel
+collegio di Marina. Si sentì giovane, anzi ragazzo, là dentro; e la
+mattina seguente, aprendo gli occhi e rivedendo il suo nido alla luce
+dell'aurora, gli parve di non essersi mosso mai da quel luogo. Tutte le
+cose intorno a lui sorridevano, con quell'aria domestica che è data ai
+mobili di casa dalla loro istessa vecchiaia. Maurizio stette un'ora
+buona a guardar tutto attentamente, incominciando dal suo letto di legno
+dipinto di celeste a fiorami; passando poi allo specchio dalla cornice
+barocca indorata, con una luce di Venezia tutta sfiorita dagli anni, al
+canapeino di legno, dipinto nello stile del letto, all'armadio, al
+tavolino, alla piccola libreria, dov'erano ancora i suoi libri di
+scuola.
+
+Poco lontano di là, al secondo piano del palazzo, era una libreria ben
+più ricca, quella del babbo, che era stata anche di due generazioni
+anteriori: libri vecchi, ma in gran numero, quasi tutti di storia, e di
+erudizione. Il fatto suo, non vi pare? Ed egli per l'appunto aveva
+contato su ciò. Il suo primo pensiero fu di riordinare in quindici o
+venti giorni quella libreria, da tanti anni dimenticata; avrebbe veduto
+frattanto che cosa ci fosse di utile per sè, nella compilazione
+dell'opera che aveva disegnato di scrivere. Voleva seguitare a dormire
+nella sua cameretta di adolescente; l'attigua gli sarebbe servita come
+spogliatoio; tutte le altre del secondo piano, che venivano in fila, le
+voleva ridurre a stanze da lavoro, coi libri, le carte murali, gli
+atlanti, e tutto l'altro che gli bisognasse.
+
+Del resto, si stava molto bene lassù, con una vista impagabile. Dalla
+finestra della sua camera da letto vedeva anche meglio la montagna
+vicina, col castello della Balma, da cui lo separava una boscaglia tutta
+nera e folta, assai pittoresca, ottima per andarci a passeggio
+nell'estate, corsa com'era da sentieri solitarii e tagliata per mezzo da
+una valletta, con una bella cascata, bianca come il latte, rumorosa come
+il mare, quando viene a frangere in una caverna a fior d'acqua. La
+chiamavano l'Aiga, e qualche volta anche la cascata del Martinetto. Egli
+la sentiva per l'appunto rumoreggiare, come vent'anni addietro, quando
+si addormentava alla sua nenia dolcemente monotona.
+
+Albertina approvò tutti i disegni di Maurizio. Approvava ogni cosa,
+felice di riavere il fratello, e di ritrovarlo lo stesso di prima, nel
+modo di pensare, di sentire, di essere. Egli, del resto, era sempre
+giovane. Lei, piuttosto, immutata nell'animo, era tutt'altra oramai
+nell'aspetto, invecchiata parecchio, sebbene non avesse che un anno più
+di lui. Ma le donne, si sa, invecchiano a star sole, più che non
+facciano gli uomini. Ebbene, che importava ciò? Sarebbe stata anche
+meglio una madre, per lui, con la precoce autorità delle rughe. Hanno
+questo spirito di sacrifizio, le vecchie zittelle buone. Quanti fili
+d'argento nei cappelli neri della contessa Albertina! Ma diritta ancora,
+diritta sempre, come la spada in palo, nello scudo dei Sospelli; o
+meglio, diritta come la propria coscienza, e sorridente, serena,
+luminosa come una santa sull'altare.
+
+Quella mattina, essendo giorno di festa, fratello e sorella uscirono
+insieme, per andare alla chiesa. Maurizio vide per la strada e sulla
+piazza maggiore molti visi maravigliati: ne riconobbe parecchi, e con
+tutti andò subito all'abbordaggio. Non era mai stato superbo, e non
+faceva consistere la nobiltà nella mutria. Erano compagni di scuola,
+rimasti nel borgo, quasi tutti della classe media, tra povera ed agiata:
+a vicenda agricoltori, industriali e meccanici, come spesso occorre nei
+paesi di montagna; piccoli intelletti, nei quali la istruzione primaria
+e la secondaria non avevano fatto miracoli, ma nei quali la educazione
+sana e la vita ristretta agli esempi domestici avevano conservato ottimi
+i cuori. Restavano naturalmente un po' timidi; ma la timidità rende gli
+uomini facilmente più amabili. Tutti quei vecchi compagni di scuola e di
+giuochi infantili erano tanto più amabili con Maurizio, in quanto che
+niente era intervenuto a turbare la cortesia delle relazioni, niente ad
+inasprire gli animi, fosse pure per una settimana, o solamente a
+intiepidire le amicizie, come avviene pur troppo nella convivenza di
+tutti i giorni, per gli attriti inevitabili dei piccoli interessi
+offesi, o delle piccolissime questioni del comune, della fabbriceria,
+dell'asilo. Furono tutti felici di stringer la mano al contino (così lo
+chiamavano ancora, come lo avevano chiamato da ragazzo, vivente il
+signor Vittorio suo padre); felicissimi quando seppero che era stanco
+del servizio, che non lo avrebbe ripreso, e che sarebbe rimasto a lungo
+tra loro.
+
+La chiesa parrocchiale era bella, assai più bella dentro che fuori:
+nuove le dorature, ed egualmente gli affreschi, frutto di risparmi
+dell'opera, di limosine accumulate e di aiuti straordinarii di agiate
+persone. Aveva un bellissimo altar maggiore, tutto di marmi incrostati a
+fiorami di vario colore, imitanti un drappo di broccato antico. Quello
+era stato un dono fatto cento cinquant'anni addietro alla chiesa da un
+Sospello di Balma. In una cappella laterale, dentro una gran nicchia
+protetta dalla sua invetriata, si vedeva una statua di san Giorgio a
+cavallo, in atto di piantar l'asta nella gola spalancata del drago. Era
+una statua da portare in processione il 24 di aprile, ricorrendo la
+festa del santo onde aveva nome il paese; e quel buon saggio di scultura
+nel legno, del primo ventennio del secolo decimono, era dono di un
+Sospello di Vaussana, il nonno di Maurizio. In quella cappella, di
+patronato della famiglia, aveva la sua panca la contessa Albertina, che
+c'era infallantemente ogni giorno a pregare, un'ora nei giorni di
+lavoro, due ore nei giorni di festa, e più, all'occorrenza, secondo la
+durata degli uffizi divini. Quante preghiere! direte. Ma sì, è ben
+necessario che qualcuno preghi per tutti coloro che ne han perso l'uso:
+se poi non è necessario, pensate che il pregare della contessa Albertina
+non ha mai fatto male a nessuno.
+
+Sull'altar maggiore, di sopra al tabernacolo, sorgeva un gran crocifisso
+di legno. Quel crocifisso era la maraviglia del paese. Si diceva, tra
+quei terrazzani, che non ce ne fosse uno più bello al mondo, neanche a
+Roma; e si soggiungeva che certi inglesi avessero offerto di pagarlo a
+peso d'oro; la solita chiacchiera! Certo, era bello; più elegante che
+vero, aveva sentenziato uno scultore verista, che era passato di là. Ci
+si vedeva il modellato dell'Apollo del Belvedere, col risalto armonico
+dei muscoli, con la giusta gentilezza delle membra, con la soave finezza
+delle articolazioni; solo si notava negli occhi e nella bocca una
+espressione di dolore, ma niente più di quella che occorre negli occhi e
+nella bocca della Niobe di Scopa; non c'era insomma l'accasciamento di
+un corpo rifinito dallo spasimo della morte, nè lo stiracchiamento delle
+braccia, nè la torsione in avanti degli omeri, nè la uscita fuori di
+squadra delle due scapole, come sarebbe stato necessario, con tanto
+traboccare di una massa pesante.
+
+Alle quali ragioni dottissime aveva risposto un collega della scuola
+idealista, che nella rappresentazione dei tipi consacrati dalla
+tradizione dell'arte bisogna dare la parte sua all'uso costante,
+all'opinione ricevuta, al sentimento universale; che soprattutto non è
+da far vedere un Dio morente nella medesima condizione statica di un
+giovane facchino appiccato per due ore al giorno come modello nello
+studio di uno scultore. Il vero, sì, ma non tutto il vero; altrimenti,
+perchè non si crocifiggerebbe un uomo al giorno, per esporne con utilità
+di sensazioni estetiche la ineffabile angoscia alle turbe? Quello è
+infatti il vero, veramente vero. Ma ancora, in quel caso, si vedrebbe
+che non tutti gli organismi umani si diportano ad un modo,
+nell'atteggiamento della persona, nell'abbandono delle membra,
+nell'espressione dell'agonia. Così nella parrocchiale di San Giorgio le
+due scuole si erano bisticciate un tantino, ma persuadendosi ancora a
+vicenda che si può esser bravi artisti e farsi onore con ogni scuola; e
+avevano poi fatta all'insegna dei tre Re una pace temporanea, come la
+faranno un giorno definitiva, alla consumazione dei secoli.
+
+I piedi del crocifisso sparivano quella mattina sotto una gran fioritura
+di rose, disposte a mazzo enorme, legato al tronco della croce. Belle
+rose di ogni forma e d'ogni grandezza, chiuse ancora od aperte, d'ogni
+profumo, d'ogni temperanza del rosso e dell'incarnato, del pavonazzo e
+del cremisi, del salmonato e del giallo; davano tutte insieme a
+quell'augusto morente l'aspetto di un trionfatore.
+
+--Sei stata tu, non è vero?--bisbigliò Maurizio all'orecchio di sua
+sorella, indicandole quel gran mazzo di rose.
+
+--Sì,--rispose ella, arrossendo lievemente.--Sono di quelle che ha
+piantate nostra madre. Il Castèu è sempre il primo ad averne; ed è stata
+veramente una fortuna che ce ne fossero tante, per festeggiare il tuo
+arrivo a casa.--
+
+Maurizio si sentì scorrere una lagrima giù per le guance. Anch'egli,
+come la sua buona sorella Albertina, vide nel presente il ricordo del
+passato, e v'associò la promessa del futuro. Non voleva più andarsene da
+San Giorgio; dalla terra alpina dove dormivano i suoi maggiori; dal
+solitario Castèu, dove prima che altrove fiorivano così bene le rose.
+
+Finita la messa, uscirono sulla piazza, per ritornare a casa;
+lentamente, per non aver aria di fuggire, ed anche allungando un tantino
+la strada, per abbondanza domenicale. Così videro sfilare in parata
+tutto quanto il paese; e da ogni parte erano inchini, sberrettate,
+scappellate, a cui bisognava rispondere. Maurizio notò sottovoce a sua
+sorella di non essersi provveduto abbastanza, alla Spezia, portando
+solamente due cappelli con sè.
+
+--Aspetta la prima fiera;--gli rispose Albertina.--Ci saranno cappelli
+d'ogni qualità: ed anche verrà la paglia di Nizza, che solevi ricordare
+nelle tue lettere.
+
+--Infatti, è strano;--esclamò Maurizio.--Non se ne trova più. E neanche
+paglia di Firenze, che la somiglia tanto. La moda, la moda! è una gran
+sciocchezza, la moda.--
+
+Ma sua sorella non la intendeva così, quantunque alla moda sacrificasse
+ben poco.
+
+--Bada di non far la ruggine, Maurizio; e soprattutto non ti far vecchio
+prima del tempo.--
+
+Rideva, la buona zittella; e ridendo, diventava più giovane. Rispondeva
+più ilare, più serena, più franca ai saluti che venivano d'ogni parte. A
+San Giorgio sicuramente, da dieci anni almeno, non l'avevano più veduta
+così.
+
+--Vedrete che torna bella;--dicevano alcuni.
+
+--Lo era tanto a vent'anni!--rispondevano altri.--Ce n'è rimasto qualche
+poco, per far festa al signor Maurizio.
+
+--Quello, poi, li ha sempre, vent'anni. E dovrebb'essere sui
+trentacinque.
+
+--No, non può averne che trentadue. Ricordate? è nato lo stesso giorno
+del figlio di Misa Margoton.--
+
+Misa Margoton, che serviva d'indice cronologico ai terrazzani di San
+Giorgio, era una nizzarda, andata giovanissima lassù, a fare la
+ciambellaia. Erano famose per tutta la Vaussana la ciambelle di Misa
+Margoton, e facevano furori a tutte le fiere, a tutte le sagre dei
+dintorni.
+
+Alla svolta di una strada, la coppia fraterna s'incontrò ad angolo con
+tre persone, di aspetto assai signorile, una donna e due uomini: uno di
+statura giusta, piuttosto atticciato, con due gran baffi biondi
+largamente brizzolati di bianco, di bell'aspetto, gli occhi cerulei, e
+una faccia di color sanguigno che forse aiutava a levargli otto o dieci
+dei sessant'anni che gli davano a prima giunta i suoi baffi; l'altro
+d'aspetto grigio, alto e magro, con due gambe di ragno, figura pulita di
+cavaliere malinconico; la donna giovane, elegantissima nella semplicità
+del vestimento, biondi i capelli e rosea la guancia, come la regina
+Isotta dei canti medievali.
+
+Erano facce nuove per Maurizio, che pur dovette salutare, imitando la
+sorella, in risposta al primo saluto del signore dai baffi
+biancheggianti. Il quale, rinnovando il saluto, o piuttosto
+appoggiandolo con un cenno del capo, si voltava ancora un tratto a
+guardare, e sicuramente per veder meglio lui, che gli giungeva nuovo
+egualmente.
+
+--Villeggianti precoci!--disse Maurizio alla sorella.--Ma già, niente
+maraviglia, se ci son già le rose al Castèu.
+
+--Non villeggianti; vivono tutto l'anno a San Giorgio. Non conosci più i
+proprietarii della Balma?--rispose Albertina, sospirando.
+
+--Povera Balma!--ripigliò il giovane, che aveva colto a volo il
+sospiro.--Ma non è dunque più dei Matignon della Bourdigue?
+
+--Lo è sempre. E quel signore dei baffi bianchi è il generale, il
+cadetto della famiglia.
+
+--Come? come? il capitano, quello? così smilzo allora, e così biondo,
+che lo chiamavano l'Arcangelo Gabriele?
+
+--Lo hai lasciato capitano, biondo, smilzo, ed ora è complesso, bianco e
+generale;--rispose Albertina, ridendo.--Pensa, caro mio, che son passati
+venti anni.
+
+--È vero;--conchiuse Maurizio, chinando la testa.--Il capitano della
+Bourdigue, nizzardo, che aveva optato nel '61 per la Francia. E come è
+passato ora a vivere di qua dal confine?
+
+--Il fratello maggiore è morto cinque anni fa. Rimasto unico dei
+Matignon, ha preso il suo ritiro, ed è venuto a vivere alla Balma.
+
+--E quella signora è sua figlia?
+
+--No, sua moglie.
+
+--Come? ma se ha l'aria di una ragazza! O figlia, o nipote, avrei detto.
+
+--Ed è sua nipote, infatti.
+
+--Ah, ora ci sono;--gridò Maurizio.--La figlia del signor Camillo....
+il miscredente.--
+
+Il volto della contessa Albertina si rabbruscò, a quella scappata del
+fratello Maurizio.
+
+--Perchè miscredente?--diss'ella con accento di mite rimprovero.
+
+--Lo dicevano, allora, ed io ripeto quel che ho sentito.--
+
+Avrebbe voluto soggiungere: lo diceva perfino nostro padre. Ma capì di
+aver abbastanza amareggiato l'animo della sua dolce sorella, senza
+bisogno di metterlo ancora in angustia colla testimonianza del babbo.
+
+--Sarà stato uno scherzo;--diss'ella ripigliando.--Del resto, tu sai che
+il mondo s'inganna facilmente a certe apparenze, per discorsi male
+intesi e peggio riferiti. Comunque sia, il meglio che si possa fare....
+
+--È di non credere alla miscredenza;--interruppe Maurizio, compiendo a
+suo modo la frase impacciata di sua sorella Albertina.--Hai ragione,
+sai? nel caso particolare e nel caso generale, hai ragione. È bene di
+non ripetere certe cose, neanche a sè stesso. Ed ecco,--soggiunse
+egli,--che cosa vuol dire andar via da casa, per ritornarci dopo
+vent'anni, con tanto viatico d'esperienza. Io ho lasciata qua la mia
+buona filosofia, che mi sarebbe stata tanto utile laggiù. Per fortuna,
+la ritrovo ora, messa ad interessi composti, sotto il tetto paterno.
+
+--Eh via, non ti far così brutto, ora;--disse di rimando Albertina.--Ti
+ho veduto poc'anzi in chiesa, e non mi sei parso niente diverso da
+quello di venti anni fa. Eri serio, composto.... e divoto.
+
+--Ma sì, come bisogna essere in chiesa. O non ci si va, o ci si sta come
+si deve. Dopo tutto, non è la casa del nostro superiore? del grande
+ammiraglio, di quello, io voglio dire, che non commette ingiustizie?--
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+Cortesie di buon vicinato.
+
+
+Passarono tre giorni, che Maurizio occupò degnamente in cento piccole
+cure. Prima di tutto aveva da riconoscer la casa, dopo tanti anni
+d'assenza, da vedere tutte le novità che c'erano state fatte in quel
+lungo intervallo, il parco, il giardino, l'orto, il frutteto, la
+fagianaia, il pollaio, insomma tutto ciò che sua sorella Albertina aveva
+ordinato, o condotto a termine, o perfezionato, affinchè il Castèu,
+com'ella diceva, bastasse a sè stesso.
+
+--Egregiamente;--notava Maurizio, approvando.--Credo che si potrebbe
+sostenere anche un anno d'assedio.
+
+--Capisco che tu ci avresti tempo di annoiarti;--rispondeva Albertina.
+
+--No, sai; tu coi tuoi polli e coi tuoi fagiani; io coi miei libri, le
+mie carte, i miei strumenti; si passerà il tempo benissimo, e il
+peggiore dei nemici non avrà modo di penetrare qua dentro.--
+
+Maurizio aveva ricevuti da Ventimiglia i suoi bauli e le sue casse.
+Tutto era già stato aperto, schiodato, sciorinato; libri, carte
+geografiche, idrografiche, bussole, cannocchiali, seste, sestanti,
+cronometri, tutto il bagaglio scientifico dell'ufficiale di marina. Il
+legnaiuolo della casa era stato chiamato, e sotto la direzione di
+Maurizio lavorava ad aggiustare, ed aggiungere scaffali, a piantar
+chiodi e bullette, ad appender quadri, stampe, fotografie, armi, stoffe,
+amuleti, stoviglie, tutto il museo dell'ufficiale di marina che era
+stato anche un viaggiatore intelligente e curioso. Era quello un lavoro
+faticoso, ma gaio; e lo rendeva più gaio il pensiero della quiete
+futura, in cui Maurizio avrebbe potuto finalmente metter mano alla sua
+Storia delle Guerre marittime. Quella, davvero, non gli usciva di mente.
+
+La mattina del quarto giorno, mentre era in maniche di camicia su d'una
+scala di legno appoggiata alla parete, gli fu portata da Giaume una
+lettera.
+
+--Già la posta a dar noia!--esclamò egli, seccato.
+
+Non era della posta; era una lettera del paese.
+
+--Mettila là, su quella tavola. Chi l'ha portata?
+
+--Il fattore della Balma.
+
+--Ah!--disse Maurizio; e più non disse.
+
+Com'ebbe finita l'operazione per cui si era inerpicato lassù, scese
+tranquillamente e andò a prender la lettera, che portava scritto sulla
+busta: «Al signor conte Maurizio Sospello di Vaussana; Sue mani», e sul
+rovescio un gran suggello di ceralacca, con lo stemma dei Matignon della
+Bourdigue. Maurizio prese con molta flemma una spatola d'avorio, ne
+introdusse delicatamente la punta sotto la piega della busta, ne tagliò
+tutto il lato superiore, trasse il foglio che c'era dentro ripiegato in
+due, lo spiegò lentamente e lesse ciò che gli scriveva il castellano
+della Balma:
+
+ "_Signor Maurizio_,
+
+ «Quando un ufficiale va in un paese e sa che c'è un altro ufficiale
+ a lui superiore di grado, va a fargli una visita, non vi pare?
+ Sarebbe prescritta l'uniforme; ma io non la esigo; anzi ve ne
+ dispenso. Non vi dispenso però dalla visita. Andrei contro la legge,
+ venendo io stesso da voi, se nella mia condizione di ospite non
+ avessi qui cura d'anime. Vi ho conosciuto bambino, e credo anche di
+ avervi in quei tempi consegnato qualche amorevole scappellotto. Non
+ vi dispiacerà il ricordo, poichè desidero di mutarlo in una buona
+ stretta di mano.
+
+ «Conoscete la via della Balma. Dieci minuti di salita, per gambe
+ come le vostre, e al piè delle scale un vecchio amico a braccia
+ aperte.
+
+ "BOURDIGUE."
+
+Maurizio lesse e sorrise; ripiegò il foglio, dopo avergli data ancora
+una rapida scorsa, lo rimise nella sua busta, e depose questa sulla
+tavola; dopo di che ritornò al suo lavoro. Alle dodici il legnaiuolo si
+congedò, per andarsene a desinare.
+
+--Ripasserò alle due, signor conte;--diss'egli.
+
+--No, per oggi basterà;--rispose Maurizio.--Ho da far altro; ritornerete
+domattina, all'ora solita.--
+
+E anch'egli discese, dopo essersi messo in ordine, per andare ad
+asciolvere. Dopo il pasto mattutino, andò nelle sue stanze a mutar
+abiti.
+
+--Vai fuori?--gli chiese Albertina, vedendolo così vestito di tutto
+punto.
+
+--Sì, alla Balma. Vedi che cosa mi scrive il tuo generale.--
+
+Così dicendo, porgeva ad Albertina la lettera che aveva ricevuta nella
+mattinata.
+
+--È cortese;--osservò ella, dopo aver letto.--E gli sei proprio debitore
+di una visita. Io, anzi, te lo volevo dire fin da ier l'altro.
+
+--Andiamo dunque, e perdiamo questa mezza giornata;--conchiuse egli
+sospirando.
+
+E uscito dal Castèu, si avviò alla Balma; non dalla parte del paese, ma
+dalla parte della montagna, per la scorciatoia del bosco e della
+cascata, che ben ricordava, per averla fatta da ragazzo, almeno un
+centinaio di volte.
+
+Rivedere i luoghi dove si è passata la prima adolescenza, dove non è per
+noi un ricordo che non sia lieto, è certamente bellissima tra tutte le
+cose belle della vita. Maurizio s'immerse in quella gioia così profonda,
+e nondimeno un pochettino chiassosa, che invade tutto il nostro essere,
+e trova ancor modo di espandersi in esclamazioni, in grida, in rotte
+parole, che vorrebbero diventar inni, ondate di poesia, e non riescono
+ad essere che sussulti, gorgogli, balbettamenti dell'anima. Si fermava
+un po' da per tutto, vedendo e ricordando; ma più si trattenne davanti
+all'Aiga, alla bella cascata, con tutte quelle felci e quei muschi onde
+erano tappezzate le pareti dello scoglio, con quella rupe che
+sopraggiudicava l'abisso, con quel lastrone orizzontale, vero labro di
+granito, donde si precipitava il cristallino volume delle acque nella
+conca sottoposta, sprizzando in polvere liquida, estuando in candide
+spume, rompendosi in rivoli che tornavano a ricongiungersi più sotto in
+un solo zampillo. Maurizio non si sarebbe più spiccato di là, se non
+avesse pensato in buon punto che aveva da fare una visita d'obbligo, che
+per quella visita aveva congedato il legnaiuolo, interrompendo il suo
+piacevole lavoro, che per quella visita si era vestito di tutto punto e
+mosso di casa.
+
+--Ci tornerò;--diss'egli ad alta voce, come per fare le scuse della sua
+fretta alla divinità del luogo.
+
+Gli antichi avevano ben ragione a mettere delle dee per protettrici
+delle fonti. Non c'è cosa più poetica di una bell'acqua corrente nella
+solitudine di un bosco, nè altra che più meriti il sorriso di una
+divinità tutelare.
+
+Maurizio si avviò finalmente; e non in dieci minuti, per verità, ma in
+trenta o quaranta giunse sotto al muro di cinta del castello della
+Balma. C'era un muro, e ci stava benissimo; tutti i castelli che si
+rispettano ne hanno uno, spesso più d'uno. Ma l'uscio per entrare? o la
+breccia? Maurizio rammentava benissimo che la breccia non mancava; non
+fatta da nemici, ma da contadini poco disposti a passare per la strada
+maestra. Quella breccia, ridotta a passo campestre, si ritrovava più su,
+dietro una svolta del muro.
+
+--Per di qua;--gli disse dall'alto una voce.--Se andate alla Balma, c'è
+qui il sentiero.
+
+--Lo so, grazie;--rispose Maurizio.--Conosco i luoghi da un pezzo.--
+
+E salutava, così dicendo, il brav'uomo che gli dava l'avviso. Era un
+pastore, che se ne stava seduto su d'un masso, pascolando due mucche e
+una dozzina di pecore.
+
+Trovato facilmente il passo, ed entrato nel recinto della Balma, il
+visitatore fu ben presto ad una piccola spianata, davanti a cui sorgeva
+la gradinata che metteva al portone d'ingresso. Non c'era nessuno alla
+vista, ma si sentivano voci di dentro; anzi, per dire più esattamente,
+si sentiva una voce sola, che faceva per quattro, rumorosa, allegra,
+voce di comando frammezzata di risa.
+
+Nessuno era nel vestibolo. Maurizio entrò, col suo cappello in mano; da
+un uscio aperto, sulla sua destra, vide una sala da biliardo, e due
+uomini che stavano giuocando, l'uno occupato in una serie di caramboli,
+l'altro in atto di guardare il giuoco dell'avversario, e in pari tempo
+di ingessare il cuoio della propria stecca. La serie fu breve, per
+effetto di troppa sicurezza, o di fretta soverchia nel dare il colpo, e
+il giuocatore sfortunato era già per attaccare un moccolo, quando un
+gesto del compagno, che stava dirimpetto all'uscio, lo costrinse a
+voltar gli occhi verso il nuovo personaggio che appariva allora nel
+vano.
+
+--Ah, bene!--esclamò egli, deponendo la stecca sul panno verde e
+muovendo incontro al visitatore.--Siate il benvenuto, signor Maurizio.
+Qua la mano; anzi, no, un abbraccio, tanto per cominciare. Ma come
+va?--soggiunse, volgendosi al compagno.--Il vostro servizio d'avamposti
+procede assai male, mio caro Dutolet.
+
+--Non so veramente come sia andata;--rispose quell'altro, con accento
+dimesso.
+
+Maurizio era rimasto un pochino interdetto, non sapendo che cosa
+significasse quell'accenno di avamposti, che interrompeva in mal punto
+la cortesia delle accoglienze.
+
+--Figuratevi;--ripigliò il generale, rivolgendosi a lui, come se avesse
+letto in quel punto nell'animo del visitatore.--Avevamo messo un uomo in
+sentinella a metà della salita, per essere avvertiti del vostro arrivo.
+Vi avevo annunziato che mi avreste ritrovato in fondo alla scala, e voi
+siete arrivato fin qua, signor conte, senza trovarmi al posto assegnato.
+E sono disonorato, Dutolet;--disse il generale, volgendosi ancora al
+compagno.--Manderemo agli arresti la sentinella infedele; daremo un
+esempio, non vi pare?
+
+--Intercedo per la sentinella, generale;--disse a sua volta Maurizio,
+mettendosi volentieri sul tono di celia che aveva assunto il signore
+della Bourdigue.--Voi l'avete fatta mettere al posto buono per
+invigilare la strada maestra; e certamente sarà ancora laggiù ad
+aspettare che io mi presenti al cancello. Ma io non son venuto di
+laggiù; son capitato dalla scorciatoia del bosco.
+
+--Ottimamente, da astuto nemico che conosce il terreno,--replicò il
+generale, ridendo.--Ma questo mi fa pensare che la Balma non è così
+forte come sembra. La posizione è stata girata, Dutolet; come laggiù....
+ti rammenti, mio bravo? E quanti valorosi ci sono caduti, incominciando
+da te!...--
+
+Un'ombra era passata sugli occhi del generale, contrastando
+maledettamente con l'aperto sorriso di prima. In un attimo, per altro, e
+la figura marziale del vecchio riprese il suo aspetto di franca
+cordialità.
+
+Il generale Matignon della Bourdigue doveva essere stato un gran bel
+giovane a' suoi tempi: era ancora un bell'uomo, e decorativo in sommo
+grado. A cavallo, certamente, con quelle spalle quadre, quell'ampio
+torace, quei baffi bianchi biondeggianti e quegli occhi azzurreggianti
+sul vermiglio della carnagione, doveva parere uno di quei paladini di
+Carlomagno, che potevano essere oppressi dal numero a Roncisvalle, ma
+dopo aver fatto prodigi di valore e di forza, accoppando mille Saracini,
+prima di ricevere essi medesimi una graffiatura al braccio, o una
+ammaccatura al ginocchio.
+
+L'accenno militare condusse naturalmente il generale alla presentazione
+del suo ospite. Il capitano Dutolet, sottotenente nella campagna del
+1870, era stato ferito gravemente a Reichshoffen, e sarebbe morto sul
+campo, se non si fosse dato pensiero di lui, facendolo raccogliere in
+tempo e mandare all'ambulanza, il suo capo di squadrone Matignon de la
+Bourdigue. Quel magro cavaliere dal volto grigio, dalle gambe di ragno e
+dall'aria sempre malinconica, era una salda tempra di acciaio; ancora a
+servizio, veniva a spendere le sue licenze ordinarie e straordinarie
+presso l'antico superiore, che da cinque anni aveva lasciato l'esercito,
+per passar tra gl'invalidi assai prima del tempo. Anche il generale de
+la Bourdigue aveva avuto a dolersi di una ingiustizia? La cosa era
+possibile; tanto gli uomini si rassomigliano, sotto tutte le longitudini
+della zona temperata e sotto tutti i governi civili.
+
+Quel generale, che avrebbe fatto ancora una così bella figura a cavallo,
+possedeva un magnifico stato di servizio. Nizzardo di nascita, aveva
+raggiunto il grado di capitano nell'esercito, piemontese, combattendo in
+Crimea e quindi in Lombardia nella campagna del '59. Dopo la cessione di
+Nizza alla Francia, era stato tra quelli che avevano optato per la
+nazionalità francese, e nel '70 era giunto al grado di capo squadrone,
+dopo aver fatto parte del corpo di spedizione al Messico e aver
+combattuto valorosamente sotto le mura di Puebla. Colonnello dopo Sedan,
+generale di brigata nell'esercito della Loira, non aveva più fatto altri
+passi in avanti. A chi era dispiaciuto? Che demeriti avevano ritrovato
+in lui? Il generale Bourdigue non istette a domandarlo: una dolorosa
+occasione gli si offerse di lasciare il servizio, ed egli colse quella
+occasione pel ciuffo.
+
+Camillo, il suo fratello maggiore, rimasto italiano alla cura
+degl'interessi domestici, che erano tutti di qua dalla linea della Roia,
+era venuto improvvisamente a morire, lasciando orfana l'unica figliuola
+Gisella. Il generale, venuto a surrogare il fratello, aveva prese le
+redini della amministrazione domestica; e il tutore, un anno dopo,
+diventava marito. Come era avvenuto ciò? Si diceva a Nizza, a
+Villafranca, a Mentone, dovunque i Matignon erano conosciuti, e si
+ripeteva da Ventimiglia a San Giorgio, dove avevano le loro possessioni,
+che la fanciulla medesima avesse voluto quelle nozze.
+
+I valorosi, hanno sempre questa sorte di fascino sulla donna. Pare alla
+bellezza di appoggiarsi meglio, quando il braccio che la sostiene è
+quello di un eroe. Inoltre, la donna conosce il suo proprio valore, la
+sua qualità di gioiello; sente di essere buon premio alla forza, morale
+o fisica ch'ella sia, o l'una cosa e l'altra ad un tempo.
+
+La contessa Gisella, a cui Maurizio di Vaussana fu presentato quel
+giorno, era una bellissima creatura di ventuno in ventidue anni, bionda
+e rosea come abbiamo già avuto occasione di dire. Ma quando si dice
+bionda e rosea, non si è detto ancor nulla: bionda e rosea può essere
+anche una pupattola; bionda e rosea su per giù era anche la cugina
+splendidissima e formosissima di Maurizio. La castellana della Balma non
+offriva tuttavia nessuna somiglianza con una pupattola; non aveva
+nessun'aria di parentela con la cugina di Maurizio.
+
+In primo luogo era più alta, e più flessuosa nella persona; donde una
+formosità d'altro genere. Poi la carnagione era più fine, d'impasto più
+gentile, più tenero, con un certo riflesso dorato sul roseo, che non
+aveva quell'altra. Il biondo dei suoi capelli era più luminoso, più
+morbido, più ondato; e quei capelli formavano un volume così abbondante,
+da potersi paragonare a quelli di Genovieffa di Brabante, capaci a far
+da accappatoio a tutta la persona, quando la bella principessa della
+leggenda ebbe logorati i suoi abiti nella foresta di Trèveri. Non si
+poteva poi pensare alla cugina, vedendo gli occhi della contessa
+Gisella; grandi occhi profondi, neri d'un nero d'indaco, ma che
+mettevano bagliori d'oro ad ogni batter di ciglia.
+
+--Mia moglie è fosforescente;--diceva qualche volta il generale.
+
+La contessa Gisella sorrideva, e senza ombra di civetteria, volentieri
+secondando un complimento maritale, con un nuovo sprigionamento di
+faville. Era una bambina, niente vana della propria bellezza,
+ignorandola forse, certamente non dandosene pensiero e non sapendo che
+farsene. Qualche volta, con versi infantili, storcimenti di bocca,
+guardate di sbieco, pareva che lavorasse a farsi brutta; ma senza
+venirne a capo. Tutto ciò ch'ella faceva era improntato di sincerità,
+d'ingenuità, di franchezza e di grazia. Vi passava davanti come una
+bella farfalla che aleggia capricciosa nella pompa de' suoi vivi colori,
+e non sa di essere la vita del giardino, la festa degli occhi, la
+maraviglia del quadro.
+
+Vedendo lei da vicino, discorrendo con lei, Maurizio non potè
+trattenersi dal pensare a sua cugina e al dolorino acuto che gli aveva
+lasciato nell'anima quella splendidissima e formosissima bionda.
+
+--Ecco--diceva egli tra sè,--una donna bella vi colpisce, v'infiamma, vi
+fa soffrire come un dannato. Poi se ne presenta un'altra più bella,
+magari nel suo stesso genere, il che è veramente il colmo dell'audacia;
+e lì per lì, senza cancellarvi l'immagine della prima, senza
+distruggervi in cuore la memoria degli antichi tormenti, ve ne rende
+innocua la sensazione, sterile e vano il pensiero. Come ho potuto
+soffrir tanto per quella là? Quella là, certamente; è il modo d'indicar
+la figura che è passata, non lasciando più desiderio di sè. Anche le
+donne, alla lor volta, sentono e ragionano così; anch'esse hanno «quello
+là» da giudicare in forma sommaria, mandandolo a farsi benedire. E il
+meglio, dopo tanta esperienza, il meglio sarebbe di esser tutti
+filosofi, uomini e donne, di cansare gli innamoramenti fatali, di
+prendere un po' più alla leggera le cose del cuore, fragili e fugaci
+alla fin fine come tutte le altre.--
+
+Ma queste cose si possono pensare, non fare. Sono le occasioni, quelle
+che vengono addosso, quando meno ci si pensa; sono le circostanze,
+quelle che imprigionano, quando meno si crede di restarci impigliati. La
+donna che si ama di più, che più dovrà farci soffrire, non è sempre la
+più bella, contro cui c'era modo di mettersi in guardia a tempo
+opportuno. Un amico di Maurizio aveva fuggito i lacci di due
+meravigliose creature: poi si era ucciso per una piccola strega dei mari
+del settentrione, secca stecchita a quel modo, che quando l'aveva veduta
+la prima volta gli era parsa un'aringa affumicata.
+
+Maurizio di Vaussana stette un paio d'ore alla Balma, ragionando di
+cento cose. Cadde anche il discorso sulle cause del suo ritiro precoce
+dal servizio: ma s'intende che nè il generale lo incalzò troppo con le
+domande, nè egli credette necessario di dire la verità tutta quanta. Si
+toccano mal volentieri certi tasti più intimi, quando non si è tra
+connazionali: e il signore della Balma e il signore del Castèu,
+quantunque appartenenti pel sangue alla medesima valle, non erano di una
+medesima patria. Maurizio trovò il modo di dire che da un pezzo sentiva
+il bisogno di attendere agli interessi di casa sua. Vivendo il babbo,
+era una cosa; morto il babbo era un'altra. Da principio, correndo ad
+ogni tanto voci di guerre possibili, aveva stimato necessario di restare
+al suo posto di combattimento: ma oramai, sfumata ogni probabilità di
+vicine «complicazioni europee», le voci della sua terra erano state più
+forti, ed egli, di marinaio che era diventato, ritornava a fare il
+gentiluomo di campagna.
+
+--Per nostro vantaggio;--disse il generale.--E speriamo che ci restiate
+per sempre. Ma il miglior modo d'incatenarvi qui, sarà quello di darvi
+moglie. Non fate conto di prenderla?--
+
+Maurizio sorrise. Che idea! c'era egli proprio bisogno di prender
+moglie, per vivere e non annoiarsi della vita? Ma questo, che pensò, non
+lo disse. Infatti, sarebbe stata una grande scortesia verso una buona
+intenzione, e più ancora verso quell'uomo che l'aveva presa bellissima.
+Rispose invece con un «perchè no?» a fior di labbra, che lo impegnava
+fino ad un certo punto, lasciandogli la porta aperta per una brava
+ritirata.
+
+--Del resto--soggiungeva,--una moglie non si trova lì alla prima voltata
+di strada. Non è anche conveniente per la felicità, di trovar prima
+l'amore, donde sia facile poi avviarsi al matrimonio?
+
+--Un altro vi risponderebbe: prima il matrimonio; l'amore verrà poi, e
+non sarà che più forte, perchè fondato sulla conoscenza, sulla stima
+reciproca;--ripigliò il generale.--Ma queste sono le vie battute dal
+ragionamento, e voi amate le vie strane. Per una di queste, infatti,
+siete salito alla Balma. Innamoratevi dunque, signor Maurizio, e
+sposate. Per voi, ultimo dei Sospelli di Vaussana, è anche un debito
+d'onore verso i vostri maggiori, che hanno diritto di veder continuato
+il lustro di un buon nome.--
+
+Il signor Maurizio non sorrise più, s'inchinò ringraziando. Poco dopo,
+essendo la sua prima visita durata oltre i termini della convenienza, si
+alzò per prender commiato.
+
+--Badate, amico;--gli disse il generale, prendendogli affettuosamente la
+mano e stringendola forte tra le sue;--qui non siamo in città, da
+vederci una volta alla settimana: siamo qua tutti i giorni, mattina e
+sera. Del resto, ora che conoscete anche il mio ospite, non sarà più il
+caso per noi di lasciarlo solo, quando verremo a scovarvi nel vostro
+Castèu.--
+
+Le accoglienze erano state molto cordiali da parte del generale, e
+gentili da parte della contessa Gisella; Maurizio poteva esser contento
+dei suoi vicini della Balma. Bastavano esse per dirgli il carattere dei
+signori Matignon? Le prime visite per solito non contano, in
+quest'ordine d'indagini e di scoperte; nessuno si fida a questi incontri
+preliminari, a questi semplici contatti di superficie, dove le regole
+della buona creanza e i luoghi topici della conversazione son tutto.
+
+Pure, tanto è forte nell'uomo l'abito dell'indurre, Maurizio se ne
+partiva dalla Balma con una opinione formata, se non ancora dal suo
+raziocinio, certamente dalle sue sensazioni. E l'opinione era questa:
+che i signori della Balma erano ottima gente; il conte un allegro
+compagnone, con qualche scatto d'imperiosità, derivato dalla abitudine
+del comando, dall'abuso della caserma e della piazza d'armi, ma del
+resto un buon diavolo, e piacevole in società, quantunque, fuori dagli
+argomenti militari, un po' tavola rasa; la contessa una bella bambinona,
+senza grande istruzione anche lei, ma buona, una vera pasta di zucchero,
+felicissima di obbedire a quel gran marito e ai suoi grandi mustacchi,
+di cui sembrava infatuata, come se fossero ancor biondi. Pensando a
+quella coppia, gli tornavano a mente due colombi che aveva visti un
+giorno a Pisa, espressi dallo scalpello di uno scultore, collocati l'uno
+di rimpetto all'altro, intenti a tuffare il becco nel latte di una tazza
+d'alabastro; donde a lui era venuto il pensiero che da un momento
+all'altro, solo che si chinassero un tantino di più, ci sarebbero
+cascati a capo fitto.
+
+Affogar nel latte, che morte! E non c'era anche il pericolo di annoiarsi
+un pochino, con tanto latte per tutto pasto? Veramente, per rompere la
+monotonia c'era l'ospite, il capitano Dutolet. Ma c'era proprio? o non
+era piuttosto l'ombra di un ospite? Quel ragno grigio si poteva creder
+benissimo, dalle apparenze, un compito cavaliere: doveva anch'essere un
+valoroso della buona specie, poichè era molto modesto, non parlava mai
+delle sue imprese di guerra, e, quando il suo generale vi accennava,
+egli cercava subito di sviare il discorso. Ma era di poco aiuto, Dio
+buono, anzi di nessun aiuto in una conversazione. E dovevano esserci
+ogni giorno alla Balma molte ore di noia.
+
+Anch'egli, il signor Maurizio, si sarebbe annoiato al Castèu, senza i
+suoi libri, senza il suo disegno di scrivere un'opera. Ah, come voleva
+mettersi presto al lavoro! Su presto, adunque, in ordine i libri, le
+carte, gli strumenti; e fatto ciò, sùbito un buon orario da
+imprigionarcisi dentro, come il filugello nel bozzolo. Egli ricordava
+benissimo a questo proposito la massima di un suo vecchio professore al
+collegio di Marina: «i sistemi fanno e non fanno, il metodo è tutto».
+
+Per dar sesto alle cose sue ci sarebbero volute ancora cinque o sei
+giornate di lavoro. Disgraziatamente, non erano più giornate intiere, ma
+mezze: alle dodici, ora del desinare, il legnaiuolo era congedato. Come
+fare altrimenti? Il generale era venuto con la sua signora a visitare la
+contessa Albertina; gran miracolo che non si ripeteva più da sei mesi. E
+in quella visita, il conte Matignon de la Bourdigue aveva rinnovato a
+Maurizio il suo avvertimento: «Siamo in casa tutti i giorni, mattina e
+sera, sera e mattina». Poveri colombi, sugli orli d'una tazza di latte!
+La vita della campagna è sana; ma chi non ci ha niente da fare, Dio
+misericordioso!... Si cerca di essere in tre; quando in tre non si sente
+sollievo, bisogna trovar modo di essere in quattro.
+
+Maurizio andava dunque ogni giorno a fare il quarto a quei buoni vicini.
+Si giuocava molto a biliardo; si faceva anche un po' di scherma, e
+qualche volta si usciva a far quattro colpi di pistola. Il generale, da
+vecchio ufficiale di cavalleria, era un gran sciabolatore al cospetto di
+Dio; con la spada reggeva appena al confronto del capitano Dutolet, ed
+era molto inferiore a Maurizio, gran tiratore, che si era fatto in
+Genova alla scuola elegante e vigorosa di Licurgo Cavalli, e che a
+Napoli era stato perfezionato dalla grazia corretta di Masaniello
+Parise. Alla pistola batteva tutti il capitano Dutolet, con quel suo
+modo curioso, strano, inconcepibile, di tirar diritto senza puntare. Per
+colpire il bersaglio a venticinque passi, Maurizio aveva bisogno di star
+sulla mira almeno cinque secondi. Il capitano niente; si presentava di
+fianco, innanzi al bersaglio, con la bocca della pistola a terra; alzava
+il braccio, portandolo naturalmente, automaticamente in linea,
+all'altezza necessaria, non un millimetro di più, non un millimetro di
+meno; e paf, era un centro senza fallo.
+
+I due testimoni di quelle prodezze lodavano senza risparmio. Ma il bravo
+capitano Dutolet non accettava le lodi. Non c'era niente da far
+maraviglia; un po' di pratica; questione di esercitare le articolazioni
+a quel punto di arrivo in linea, i muscoli a quel grado di tensione,
+ecco tutto.
+
+--Ecco niente;--gridava il generale, con la sua voce di tuono.--Se non
+si trattasse che di esercizio, in tutti i giuochi tu riusciresti
+eccellente, mio caro. E allora come va che sei sempre una sbercia a
+carambolo?--
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+La disputa filosofica.
+
+
+Un giorno che Maurizio faceva la solita strada del bosco per salire alla
+Balma, gli venne veduta la gran novità di un abito talare che appariva e
+spariva a intervalli lungo i tigli del gran viale. L'abito talare
+scendeva; e Maurizio, fermandosi alquanto ad una svolta del sentiero,
+riconobbe il suo uomo. Don Martino che veniva di lassù! Era un caso
+strano, inaudito. Il signor di Vaussana non aveva saputo mai che
+l'arciprete di San Giorgio bazzicasse alla Balma; e vedendo per la prima
+volta don Martino ritornare da quella eminenza, pensò involontariamente
+al signor Camillo, il miscredente.
+
+Infatti, quell'anima buona di sua sorella Albertina poteva dir tutto
+quel che voleva, per coprire la verità, ma il primogenito dei Matignon
+era vissuto tutt'altro che in concetto di buon cristiano. In chiesa non
+lo aveva mai visto andare nessuno, nello spazio di trent'anni. Si diceva
+dal vicinato che fosse un libero pensatore, che leggesse il Voltaire, il
+Rousseau e gli altri Enciclopedisti; desolazione della abominazione.
+Quella, s'intende, era la chiacchiera d'altri tempi, dei tempi in cui si
+voleva dar colpa di tutta la miscredenza moderna al Voltaire, al
+Rousseau; nè poteva indurre in errore Maurizio, che conosceva benissimo
+le opinioni spiritualistiche del Ginevrino, e quanto all'altro
+rammentava benissimo la storia del tempietto di Ferney con la famosa
+epigrafe: «_Deo erexit Voltaire_»; un po' orgogliosa, per dire la
+verità, ma non atea. Comunque fosse, avessero torto o ragione le
+coscienze timorate del luogo a veder così neri gli Enciclopedisti,
+restava sempre il fatto che il primogenito dei Matignon non era vissuto
+praticando la religione dei padri; e l'essere andato don Martino,
+arciprete di San Giorgio, al suo letto di morte, non provava punto che
+si fosse riconciliato all'ultim'ora. Se ciò fosse avvenuto, l'arciprete
+non avrebbe tralasciato di dirlo: in quella vece, quando gli si toccava
+quel tasto, don Martino cambiava discorso. Dunque.... la conseguenza era
+facile a trarsi; don Martino era andato per moto spontaneo dell'anima,
+fors'anche giungendo tardi, e ad ogni modo non salvando che le
+apparenze, per chi voleva contentarsene.
+
+Quanto al generale, egli doveva essere la seconda edizione del suo
+fratello maggiore; salvo, s'intende, lo studio sugli enciclopedisti.
+S'impacciano poco con la filosofia, i militari. Così pensava Maurizio; e
+così pensando, la presenza inaspettata dell'arciprete di San Giorgio al
+castello della Balma doveva parergli una cosa strana, inaudita. Ma non
+era affar suo: da uomo educato, non poteva domandare; da uomo senza
+curiosità, non ne sentiva il bisogno; si era già dimenticato dell'abito
+talare, giungendo alla presenza del castellano della Balma.
+
+Il generale era col suo inseparabile Dutolet, ambedue seduti al fresco,
+su certi sedili di ferro, disposti a semicerchio fuori dell'ingresso,
+accanto alla gradinata di marmo.
+
+--Venite qua voi a consolarci;--disse il generale, com'ebbe veduto
+Maurizio.--Venite a riconfortarci lo stomaco. Non lo sentite, l'odore di
+scarafaggio?--
+
+Maurizio ebbe l'aria di non intendere a che cosa volesse alludere il suo
+interlocutore.
+
+--Già,--ripigliò il generale,--voi venite sempre dalle scorciatoie; se
+foste venuto dal gran viale, avreste incontrato l'uomo nero che ci ha
+regalato un'ora del suo tempo; e ne avremmo fatto volentieri di meno.
+Con che scopo, domando io, con che scopo il signor arciprete di San
+Giorgio viene una volta al mese quassù? Per vedere quando si fa conto di
+lasciargli queste quattr'ossa?.... Ma non ne abbiamo nessuna voglia; non
+è vero, Dutolet?
+
+--Per quello che mi riguarda,--disse il capitano, senza neanche
+sorridere,--ci sarebbe troppo poco da rosicare.
+
+--Non dimentichiamo i diritti dell'ospite;--notò il generale,
+osservando che Maurizio era rimasto silenzioso.--Nè di politica nè di
+religione si deve ragionare tra uomini. A questo ci ha ridotti la
+civiltà; e le sue leggi van rispettate.--
+
+Maurizio vide allora la necessità di parlare.
+
+--Se è per me, generale, non vi date pensiero;--rispose.--Non mi fanno
+paura i discorsi di politica, nè quelli di religione. Credo ancor io che
+la civiltà abbia delle leggi false, come ne ha delle puerili. A mio
+avviso si può discutere di tutto; basta che nella discussione si porti
+della misura, della buona volontà, del rispetto.
+
+--Ah, mi levate un peso dal cuore!--gridò il generale.--In fede mia, non
+ne potevo più. Immaginate che non posso soffrire i preti.
+
+--Scusate, generale, ma allora....
+
+--Volete domandarmi perchè li ricevo? In verità, non sono io che li
+invito a venir quassù. Già, non so se debbo ridere o andare in collera,
+quando me li vedo davanti. Non sanno che esser umili coi potenti e coi
+ricchi. È dunque una umiliazione che vogliono.
+
+--Ed io, perdonate, non la infliggerei loro; mi darei piuttosto ammalato
+d'emicrania.
+
+--È quello che dice mia moglie. V'intendereste benissimo con lei, almeno
+nel fatto di dispensarli da una visita inutile. Neanch'essa li può
+soffrire. Mio fratello l'ha educata bene, ed io non ho avuto da
+consigliare mutamenti nella sua educazione. Niente preti, miei giovani
+amici, specie con le donne. Infatti, è ancora per mezzo delle donne che
+essi comandano nel mondo; sono essi che le hanno educate alla
+superstizione, e con la confessione, col perdono periodico, le hanno
+educate alla colpa.
+
+--Ma il perdono è di Cristo.
+
+--Cristo fu un uomo. Come uomo, lo venero, ho un gran rispetto per lui;
+non senza riconoscere, per altro, che avrebbe fatto meglio ad essere più
+severo, insegnando per esempio a non fallire con tanta facilità. Ma che
+si fa la burletta? Col dirci che il giusto cade sette volte al giorno,
+non si dà la licenza a tutti di cascar quattordici, o ventotto? Per me,
+dicano quel che vogliono con la teorica del perdono; non conosco che il
+dovere, io, e so che il dovere è buono.
+
+--Debbo io dirvi tutto quello che penso, generale?
+
+--Ma sì, per bacco. Non lo dico io liberamente, approfittando della
+vostra licenza?
+
+--Ebbene,--rispose Maurizio,--vi dirò che il dovere è buono, perchè
+scende diritto diritto dalla legge morale; e la legge morale è Dio.
+
+--Ah, il gran cavallo di battaglia! Ma siete voi persuaso, caro amico,
+che Dio non sia una creazione dell'uomo?
+
+--Anche la morale, allora.
+
+--La morale,--sentenziò il castellano della Balma,--è l'utilità bene
+intesa, per cui solamente si conserva questa povera specie umana. Non
+fare ad altri quel che non vorresti che fosse fatto a te; fare ad altri
+quello che vorresti che fosse fatto a te.
+
+--Già, per dare il buon esempio,--replicò Maurizio, sorridendo;--ma gli
+altri lo seguiranno? ecco il busilli.
+
+--Seguano o non seguano, c'è tutta la morale umana in queste due
+massime. Conosco degli atei che vi conformano i loro atti assai meglio
+di tanti credenti.
+
+--Pur troppo, generale, pur troppo. Ma permettete, non scendiamo alle
+applicazioni; stiamo nel campo dei principii. Fare o non fare, secondo
+quelle due massime, è facile, ed anche può essere piacevole all'uomo
+incivilito. Ma come potete voi credere che l'uomo primitivo, l'uomo
+della selva, facesse ad altri quello che avrebbe voluto che si facesse a
+sè?--
+
+La domanda piaceva poco al generale; e dalla breve pausa che egli fece
+prima di rispondere, Maurizio potè credere che l'avversario si trovasse
+impacciato. Ma non era così; proprio allora il generale metteva in
+posizione le artiglierie.
+
+--Io non vi parlo dell'uomo primitivo;--disse egli, non potendo
+trattenere un'alzata di spalle.--Che c'entra qui l'uomo della selva?
+Buon padrone di aver fatto come gli sarà piaciuto, o tornato più comodo.
+L'uomo primitivo, per vostra norma e regola, era un antropopitèco. Vi
+maravigliate di sentirmi parlare con tanta asseveranza di quel grazioso
+animale? Nel fatto, io non ne so nulla; vi parlo con la scienza alla
+mano. Ho letto Darwin, mio caro; ho letto Huxley, Buchner, Mortillet,
+Spencer, tutta la scuola dei liberatori. L'antropopitèco non si è ancora
+trovato negli strati del terreno terziario; ma si troverà, non dubitate.
+E una necessità in terra, come certi corpi in cielo, per l'equilibrio
+del sistema planetario. Nella scala progressiva degli esseri,
+l'antropopitèco ha il suo posto: animale d'istinti maravigliosi, già
+dotato di qualche intelligenza, come sono del resto tanti animali meno
+progrediti di lui, egli ha fatta la sua strada, e nessun calendario gli
+ha misurato il tempo necessario alla sua legittima evoluzione. Il
+bisogno lo ha fatto industrioso; l'industria lo ha fatto civile; la
+civiltà lo ha fatto morale. Vi capacita?
+
+--Eh!--disse Maurizio, stringendosi nelle spalle, mentre in cuor suo si
+maravigliava forte di trovare sotto la spoglia di quell'uomo d'armi un
+lettore dei moderni evoluzionisti;--vuol esser dunque morale
+indipendente, la nostra?
+
+--Non mi spaventano i nomi;--replicò il generale.
+
+--Ebbene,--ripetè Maurizio,--non vi spaventino dunque le mie povere
+argomentazioni.
+
+--No davvero, sentiamole.--
+
+Qui fu una piccola interruzione nel dialogo. Dall'alto della gradinata,
+appariva la contessa Gisella, col suo cappellino di paglia in capo,
+l'ombrello da sole in mano e una borsa ad armacollo, che le dava
+un'aria graziosissima di pellegrina. La bella signora dagli occhi
+fosforescenti vide Maurizio, e scese lesta i gradini per venirlo a
+salutare.
+
+--Vado per affari,--diss'ella, porgendogli la mano.--Spero di ritrovarvi
+ancora al ritorno.
+
+--Oh, lo troverai;--gridò il generale.--Siamo affondati in una disputa
+che non finirà tanto presto.
+
+--Di che si tratta?--chiese ella, nell'atto di aprire il suo ombrellino.
+
+--Dell'antropopitèco;--rispose Maurizio, che in verità lo masticava
+male.--M'immagino che vi sarà noto, questo grazioso tipo di progenitore.
+
+--Ah sì,--diss'ella, sorridendo,--l'unica cosa brutta nella teorica di
+mio marito.
+
+--Ma necessaria;--soggiunse il generale;--necessaria come un anello
+nella catena. Se tu mi levi quell'anello, dov'è la continuità
+dell'evoluzione? dov'è la dottrina?--
+
+Maurizio non aveva da rispondere ad una argomentazione che non pareva
+fatta per lui. Nondimeno, ne prese appiglio per rivolgere una frase alla
+contessa Gisella.
+
+--Fortunatamente,--diss'egli,--nessuna dottrina mi farà credere che la
+contessa derivi da un antropopitèco. Passi per noi ominacci!
+
+--Ed ecco, ora puoi andare, bambina;--ripigliò il generale, mezzo
+burbero e mezzo faceto.--Il vicino è cavaliere, e il tuo complimento
+l'hai avuto. Accettalo come premio anticipato all'opera buona che fai.
+
+--Vado, vado;--rispose la bella signora, avviandosi.--E voi, conte,
+lasciatevi persuadere. La teorica della evoluzione richiede
+quell'anello. Ammasso quello, tutto il resto va da sè.--
+
+Ciò detto, si mosse leggera, lasciando la luce del suo sguardo
+celestiale e la fragranza della sua maravigliosa persona nell'aria. Un
+istante dopo, era sparita alla svolta del sentiero campestre, per cui
+soleva venire ogni giorno il signor di Vaussana.
+
+--Vedete quella donna, Maurizio;--disse il generale, continuando ad alta
+voce un discorso che era venuto facendo tra sè.--Ella è tutta bontà,
+tutta previdenza per la povera gente. Non c'è tugurio per queste
+montagne, dov'ella non porti una buona parola, e qualcosa di più, se
+bisogna. Ha sentito quest'oggi dal prete che è ammalata la moglie del
+pastore, lassù al Martinetto; e sùbito ha deciso di mettersi in
+campagna. Il prete non è andato; non andrà che chiamato, per portare
+tant'olio quanto ne sta sul polpastrello dell'indice, o del medio. Lei
+porta dell'altro; se le riesce, farà risparmiare al prete la sua
+trottata, alla chiesa la sua ditata d'olio. E notate, non crede alla
+morale dei vostri uomini neri.--
+
+Quel «vostri» non era un po' troppo? Maurizio si sentì toccato sul
+vivo.
+
+--Che importa?--diss'egli, contenendosi ancora.--Crede alla santità del
+dovere, alla divinità della compassione, alla immortalità dell'anima
+umana.
+
+--No, sapete, crede semplicemente alla bontà della vita; obbedisce ad
+una legge di natura, intendendola un po' meglio di tanti e tanti. E
+notate ch'io non ho avuto da istruirla. Era così, quando divenne mia
+moglie. È una testa forte.
+
+--Permettete ad una testa debole d'inchinarsi;--replicò Maurizio,
+facendo l'atto per l'appunto.
+
+Ma il generale era avviato, e non voleva fermarsi così presto.
+
+--Ecco,--diss'egli,--ora v'inalberate.
+
+--No, generale.
+
+--Allora, perchè vi tirate da banda, come se voleste uscire dal giuoco?
+Mi avevate pure promesso una argomentazione serrata!
+
+--Vero, ma siamo stati fortunatamente interrotti; ed ora che ho perso il
+filo.... Nondimeno, per non parervi battuto e contento, vi dirò
+brevemente ciò che penso. Voi considerate la morale come l'effetto di
+una convenzione. Ora la morale per convenzione, dato che possano
+giungere a stabilirne una dei figli o nipoti di antropopitèchi, sarebbe
+una morale senza ragione in sè stessa. Vedetene la conseguenza. Se io so
+che la legge morale non ha nessuna sanzione, che non c'è nessun premio a
+chi segue, nessun castigo a chi viola la legge, non me ne farò più nè
+di qua nè di là, baderò al mio interesse, e buona notte al prossimaccio
+mio.
+
+--Signor Maurizio, i miei complimenti. Fate voi dunque il bene per un
+premio che ne sperate? vi astenete dal male per un castigo che ne
+temete?
+
+--No, generale, per dovere; per un dovere che la mia coscienza intuisce.
+Del resto, ecco già un certo numero di volte che voi mi venite dicendo:
+il bene. Il vocabolo induce la cosa; la cosa induce l'idea. Perchè si
+dice il bene? che cosa s'intende di dire, dicendo: il bene? chi mi
+assicura, se non c'è sanzione alla legge del bene e del male, chi mi
+assicura che il bene non è il male, e il male non è il bene?
+
+--Il bene è un concetto ereditario;--sentenziò il generale.--Si è visto
+e riconosciuto a poco a poco l'utile generale, e questo è stato chiamato
+il bene.
+
+--Sia pure; ma quanto più leggero, sulla bilancia del nostro raziocinio,
+quanto più debole dell'utile particolare! Infatti, il bene degli altri,
+ne sia pure ereditario quanto si vuole il concetto, non è in molti casi
+il mio bene, è spesso il mio danno, il mio pericolo, il mio sacrifizio:
+e di questo sacrifizio, di questo pericolo, di questo danno io non vorrò
+a nessun patto saperne.--
+
+Il generale stette un istante sopra pensiero.
+
+--Sentite,--diss'egli poscia,--io non la intendo così: senza badare a
+questi danni, a questi pericoli, io ho sempre fatto il mio dovere.
+
+--Lo credo, e lo so,--si affrettò a rispondere Maurizio.--Ma questo, con
+vostra buona pace, non lo avrete fatto per omaggio alla morale
+indipendente.
+
+--E per che cosa, secondo voi?
+
+--Per avanzo di vecchie idee, generale. Qui davvero il principio di
+eredità vi soccorre. Avete infatti la eredità di un complesso di
+conseguenze legittime che l'umanità ha tratte via via da parecchie
+religioni e da parecchi sistemi filosofici, di cui è vissuta, con cui e
+per cui è progredita. Ecco perchè uno spirito forte dei nostri giorni
+può andare avanti, più avanti di molti altri nel sentiero della
+filantropia, del disinteresse, del sacrificio di sè, immaginando di aver
+spogliata per sempre la morale della sua antica sanzione. Ma non si
+andrà molto lontano, io ve ne avverto, non si andrà molto lontano, con
+questo piccolo viatico. Anche le eredità più vistose si consumano. E la
+morale indipendente andrà fin che potrà senza Dio; poi, di attrito in
+attrito, vi sfumerà tra le mani. Temete, mio generale, temete che quando
+ne avranno assai meno le classi civili, non ne abbiano più affatto le
+rozze.
+
+--Già, l'argomento politico! Ma non è filosofico.
+
+--Lo so; m'è venuto alla mente, e l'ho aggiunto alla mia dimostrazione.
+Dopo tutto, la vostra doppia massima del non fare e del fare, è frutto
+della morale all'antica, non già della morale indipendente che oggi si
+predica. Tutte le religioni l'hanno per canone indiscusso.
+
+--È di tutte, e perciò non appartiene in proprio a nessuna;--osservò il
+generale.
+
+--Che importa? Le religioni son sante.
+
+--Tutte? Da parte vostra è una dichiarazione ben grave, signor Maurizio.
+Per caso, le ammettereste voi tutte per buone?
+
+--Storicamente, perchè no? Nella vicenda delle cose umane sono i varii
+modi di cercar Dio; e come io credo fermamente che il progresso umano
+sia a questa condizione di cercar Dio nella vita, così credo che Dio si
+sia in tutte riconosciuto.--
+
+Il generale diede in uno scoppio così fragoroso di risa da far rizzare
+la testa al capitano Dutolet, che involontariamente cominciava ad
+appisolarsi sul canapeino di ferro.
+
+--Che larghezza di comprensione! Lasciatevi ammirare, caro mio. Vi
+avverto per altro che l'arciprete di San Giorgio non vi assolverebbe.
+
+--Lui no, forse; ma un altro, di qui a cent'anni, sicuramente.
+
+--Possiate voi campar tanto! E credete poi che quell'arciprete del
+ventesimo secolo riconoscerà l'elemento del divino anche nella religione
+di Moloch?
+
+--No, egli troverà che quella non era una religione, ma un pervertimento
+di religione. Le religioni, tra i popoli rozzi, girano facilmente alla
+superstizione, e la superstizione alla ferocia o alla stupidità sua
+compagna. Ma questi pervertimenti uccidono una religione nel tempo, come
+l'edera sgretola il muro a cui si abbarbica; Dio si allontana, e passa
+in un'altra.
+
+--Chi può saper quando, e come?--esclamò il generale.--Io dico invece:
+fare il bene, qualunque cosa ne avvenga.
+
+--È da stoici;--rispose Maurizio.--Ma presuppone almeno l'imperativo
+morale. Perchè faccio io il bene? Per appagare la mia coscienza. Perchè
+la mia coscienza sceglie la sua felicità nel bene? Per averne un
+piacere. Ma è un piacere ideale, se il più delle volte porta danno,
+sofferenza, pericolo, sacrificio e morte. È dunque un ideale. L'ideale
+suppone l'idea, l'idea suppone un mondo intellettuale che non è quello
+della cieca natura. Cercate, generale, indagate, troverete Dio
+necessario.
+
+--Dove? non si è mai visto, ch'io sappia. Nel roveto, forse?
+
+--Nella coscienza, generale. Se ci trovate la contentezza, perchè non ci
+trovereste la sanzione dell'opera buona?
+
+--Ci penserò; ve lo saprò dire domani.--
+
+Evidentemente, il generale era stanco; e nessuno vorrà dargli torto.
+Quanto al capitano Dutolet, egli si era addormentato del tutto. Diamo
+ragione anche a lui.
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+Si viene alle grosse.
+
+
+Maurizio era rimasto un po' male. Quella improvvisa stanchezza del suo
+interlocutore poteva significare due cose: o che egli, Maurizio, avesse
+ecceduto nella difesa delle proprie opinioni, o che il suo avversario,
+usato al comando in ogni cosa, fosse noiato di sentirsi contraddire.
+
+Che stranezza, del resto, e come Maurizio si era lasciato ingannare
+dalle apparenze! Egli non avrebbe immaginato mai che quel vecchio
+soldato fosse un filosofo, che quel moderno gentiluomo campagnuolo
+avesse voluto ingombrarsi il cervello, asserragliare il suo grosso
+ateismo con tanto bagaglio di dottrina. Dall'alto di quella barricata il
+castellano della Balma aveva scaraventato sulla testa di Maurizio i suoi
+duri sarcasmi, le sue pungenti ironie. Son pure prepotenti questi
+spiriti forti, come amano gabellarsi da sè! Quando si degnano di
+disputare con voi, hanno sempre l'aria di compatirvi.--Ma come? anche
+voi, con queste idee di cent'anni fa? Ma questo è risaputo; ma questo è
+fritto e rifritto; ma questo è già stato ribattuto, polverizzato,
+annientato. Il mondo cammina, che diamine! In che grotta a mezza strada
+vi siete fermato a dormire? lasciatele al volgo, queste anticaglie;
+lasciatele alle donnicciuole, per bacco!--
+
+Il volgo, si sa, è tutta quella gente che non importa istruire, che è
+bene lasciare nell'ignoranza, per utile suo, e nostro, per non
+accrescere il numero degli spostati, come oggi si dice, o degli
+spostatori, come forse si pensa. Le donnicciuole, poi, sono le loro
+madri, e le loro mogli; se occorre, saranno anche le loro figliuole e le
+loro nipoti. Gli spiriti forti non si abbassano; deridono o sorridono,
+secondo i casi e gli umori; ma passano sopra, gloriosi della loro
+dottrina, o di quella del sapiente di rimpetto; il quale sarà vissuto
+magari nel sereno disprezzo di ogni ubbìa metafisica, di ogni
+«concrezione ereditaria», ma poi sarà morto ascritto, per via di
+transazione, a qualche chiesa protestante, oppure, senza mezzi termini,
+col prete al capezzale e con al collo la medaglia benedetta dal papa.
+«Rammolliti», si capisce; tutti rammolliti, gli spiriti forti che non
+durano tali fino all'ultimo. Perciò vien di moda il premunirsi contro
+queste defezioni dell'ultim'ora, dichiarandole anticipatamente debolezze
+della nostra povera fibra.
+
+E questo è poco male, finalmente; anzi non lo sarebbe affatto, a
+considerare le cose con ispirito di libertà. Ma il guaio è che questa
+divisione di spiriti forti e di spiriti deboli ha ridotto il nostro
+mondo civile ad una ben malinconica convivenza di due società, tra le
+quali è stretta unione d'interessi, di affetti, di consuetudini, e un
+gran vuoto per tutto il resto, che è poi la vita intellettuale, la vita
+morale delle anime. Donde avviene che questo povero mondo civile vada
+così barcollando alla sua meta misteriosa, come gli ubbriachi a casa
+loro, non indovinando più l'uscio, e tante volte neanche la strada.
+
+Tra il signor Maurizio e il castellano della Balma si era fatta la pausa
+un po' lunga. Il terzo, che sonnecchiava così bene sul piccolo canapè di
+ferro, ne era stato svegliato in soprassalto, come avviene in istrada
+ferrata al fermarsi improvviso del treno. Il capitano Dutolet aveva
+aperto un occhio, poi l'altro, ed era rimasto lì trasognato a guardare,
+mezzo intirizzito, mentre Maurizio si tormentava i baffi, e il generale,
+per occupare in qualche modo il silenzioso intermezzo, cercava di
+accendersi un sigaro.
+
+Il signor di Vaussana se ne sarebbe andato assai volentieri, levando
+anche d'impiccio il suo avversario. Ma un pensiero lo tratteneva. La
+contessa Gisella gli aveva detto di aspettarla. E forse aspettarla era
+male. Ritornando, la signora avrebbe trovato il marito di cattivo umore,
+tanto nervoso da non lasciar passare il menomo complimento, da veder
+tenerumi, smancerie, svenevolezze in ogni discorso. I mariti in collera
+son tutti così, bestie feroci; e guai ad essere graziosi, cortesi,
+galanti, quando essi hanno le sopracciglia aggrondate.
+
+Andarsene, dunque, scegliendo tra i due mali il minore? Sì, ma per qual
+via? Anche nella scelta della via c'era il pericolo, per un verso o per
+l'altro, di urtare i nervi al signor generale. Se andava per il gran
+viale, non poteva il castellano domandare che novità fosse quella? Le
+novità dànno sempre materia a pensare. Se andava per la strada del
+bosco, non si poteva credere che l'avesse scelta per combinar laggiù la
+contessa Gisella, che appunto di là era andata e di là sarebbe tornata?
+
+Noiosa condizione di un uomo messo lì a dibattersi tra la stizza e le
+convenienze sociali! Ed ecco i bei resultati delle discussioni. Ma egli,
+in fin dei conti, se era stato vivace nella espressione del suo
+pensiero, non aveva neanche trasmodato, e a quella vivacità era stato
+spinto dal tono sarcastico del signor generale. Dal fondo dell'anima non
+gli traluceva forse il pensiero di canzonare Maurizio per la sua fede?
+Ora uno spiritualista, un credente, deve esser tanto più sincero, in
+quanto che troppa gente, che crede, par quasi che si vergogni di
+confessarlo davanti agli spiriti forti. Egli non aveva da parlare come
+un teologo, non avendo studiato teologia; ma da filosofo non
+materialista, nè scettico, doveva egli, per ottener grazia dal suo
+contradditore sarcastico, dare addosso a quelle credenze in cui sono
+stati educati i nostri padri, e in cui saranno ancora educati i nostri
+figliuoli?
+
+Più ci pensava, e più si persuadeva di non aver niente a rimproverarsi.
+Quanto al generale, facesse il broncio fin che voleva. A un certo punto,
+se il silenzio fosse durato dell'altro, Maurizio avrebbe guardato
+l'orologio, fatto un gesto di terrore e parlato del solito appuntamento
+che cava gli uomini da una posizione difficile. Ma grazie al cielo non
+fu mestieri di bugie; la contessa Gisella appariva dal sentiero del
+bosco. Era un pochino affannata dalla corsa, e accesa in volto più
+dell'usato; ma il color delle rose le tornava bene come quello dei
+gigli. Venne innanzi leggera, saltellante come una bambina, sorridente
+come l'aurora. Non era un complimento, non una esagerazione il dire che
+con lei ritornava la luce. Che bella cosa una bella donna! C'è chi la
+preferisce al telegrafo e alle strade ferrate. Io all'invenzione della
+stampa. E voi?
+
+Il generale parve gradir molto l'arrivo di sua moglie. La contessa
+giungeva opportuna a rompere quella scena muta.
+
+--Già finita la discussione?--domandò ella, avvicinandosi al crocchio,
+che per verità non appariva troppo animato.
+
+--Sì,--rispose Maurizio, inchinandosi.
+
+--E siete battuto?
+
+--Non so; forse.... e senza esserne persuaso. Tutti i vinti sono
+così;--soggiunse egli, sorridendo;--non vogliono mai convenire della
+loro disfatta.
+
+--Ti avverto, mia cara,--entrò a dire il generale, con la sua grossa
+voce ancora gonfia di stizza,--che il signor di Vaussana ha finora il
+vantaggio. Questo sia detto per la verità.--
+
+Non era molto; ma era già qualche cosa. Maurizio colse il buon punto per
+esser cortese a sua volta.
+
+--In omaggio alla verità,--riprese egli,--diciamo che voi mi avete
+promesso di pensare a certi argomenti miei. Potete vincermi ancora; le
+sorti della battaglia sono dunque indecise. E la vostra ammalata,
+contessa?
+
+--Ah, la povera Biancolina? Febbre, signor Maurizio, gran febbre, e
+complicata di miseria. Le disgrazie piovono addosso ai Feraudi con un
+accanimento strano. Son già debitori di un semestre al Pinaia, il
+potentissimo fornaio e pastaio di San Giorgio, un proprietario con cui
+non si scherza, a quanto pare; e una mucca è morta improvvisamente nella
+settimana scorsa, e l'altra ha il latte cattivo. Il marito è filosofo, e
+pensa, guardando in aria; la moglie, rovinata dallo stento, ha dovuto
+mettersi a letto. Sapete voi, quando una povera donna dei campi si mette
+a letto, che cosa vuol dire? che la casa resta senza governo, i piccini
+senza zuppa, le bestie senza strame, e tutto il resto in conseguenza.
+Vedete che compassione! Ho aiutato come ho potuto; ma finora, più che
+altro, con le buone parole. Intanto ci vorrà il medico, e manderò subito
+a cercarlo.
+
+--Permettete che lo cerchi io, discendendo in paese;--disse Maurizio,
+con accento premuroso.--Tra mezz'ora egli potrà essere lassù al
+Martinetto.
+
+--Grazie, accetto l'offerta;--rispose la contessa.--Io penserò invece a
+mandar brodo e qualcos'altro a quella poveretta.--
+
+Maurizio non la conosceva neanche di vista, l'ammalata del Martinetto.
+Il Feraudi, marito filosofo, lo aveva appena veduto qualche volta
+pascolar le sue bestie sui greppi, tra il Martinetto e la Balma. Pure,
+si mostrò addolorato per le disgrazie di quella povera gente: ed anche
+ne fu consolato, pensando che la sua conversazione andava lontana le
+mille miglia da ogni pericolo di galanteria. Il generale, del resto, a
+poco a poco aveva spianate le rughe, e si degnava di mettere qualche
+parola nel dialogo. Maurizio gli rivolse il discorso, temperatamente,
+placidamente, come se nulla fosse avvenuto.
+
+Frattanto doveva prendere commiato, avendo fretta di andare pel medico.
+
+--Bravo, correte;--gli disse Gisella con quella stessa amabile
+sollecitudine che avrebbe usata in altre occasioni per trattenerlo
+ancora un poco alla Balma.--Immagino che il dottore conosca la strada.
+
+--Se non la conoscerà gliela insegnerò io, che ho i miei monti.... sulla
+punta delle dita.--
+
+Gisella gli porse la mano. La stretta era sempre stata amichevole, come
+dev'essere lo _shake hand_, dal giorno che l'Inghilterra lo ha diffuso
+per tutto il mondo civile. Ma quella volta fu confidente, fraterna, come
+di due persone che hanno conchiuso un patto. Non erano essi associati
+oramai da un'opera di carità?
+
+--Se avete notizie, ce le porterete domani, non è vero?--disse Gisella.
+
+Anche il generale brontolò un arrivederci. Il capitano Dutolet, detto il
+buon ragno, ed anche, aiutando il suo nome di battesimo, Guglielmo il
+taciturno, abbozzò un sorriso ed una parola di due sillabe almeno.
+Maurizio si avviò spedito, e scese quella volta dal gran viale. Per
+quella novità ci era una ragione evidente: il medico abitava per
+l'appunto in principio del paese, cioè verso le falde del poggio su cui
+sorgeva il castello della Balma.
+
+Il medico fu presto ritrovato, e con le più calde esortazioni spedito,
+subito al Martinetto, di cui fortunatamente conosceva il sentiero.
+Maurizio lo accompagnò per un tratto, facendo raccomandazioni. Quando il
+discepolo d'Esculapio fu di ritorno, lo trovò ancora sulla sua strada,
+desideroso di notizie. Aveva trovata la febbre, difatti, e piuttosto
+forte, più vicina ai quaranta gradi che ai trentanove. Ma egli si era
+trovato in caso di dare il rimedio, senza il bisogno di scendere alla
+farmacia per la ricetta: preveduto il bisogno, la contessa aveva
+lasciata lassù una parte della sua cassettina di medicinali, ed egli
+aveva potuto somministrar subito una dose della inevitabile antipirina.
+Più tardi avrebbe somministrato il chinino, se quella febbre si fosse
+mostrata ribelle. Ma che febbre era? Reumatica, diceva il dottore, e
+colpiva un organismo intaccato dalla grama vita; occorreva riposo, per
+intanto, ed una miglior nutrizione: due cose che al solito non sono alla
+mano dei poveri.
+
+Più tranquillo da quel lato, Maurizio ripigliò la via del paese. Sulla
+piazza gli venne veduto il Pinaia, che stava seduto a prendere il fresco
+sull'uscio della sua bottega. Mentre il fornaio si alzava a mezzo, per
+fargli di berretto, un'idea passò veloce per la testa a Maurizio. Sì,
+certo, bisognava associarsi alle buone opere della contessa Gisella.
+Chiamò il fornaio e lo condusse in disparte, entrandogli subito del caso
+di quella povera gente. Ah, sì, povera gente! rispondeva il Pinaia, che
+da quell'orecchio era un po' duro. Gli erano debitori d'un semestre, e
+maturato da un pezzo; ancora un po' che aspettasse, gli sarebbero stati
+debitori di tutta l'annata, cinquecento lire, a non contare l'interesse
+della moneta. E non c'era verso di spillar loro un centesimo. Ma quella
+povera mucca morta! ribatteva Maurizio; l'altra col latte guasto, che
+non si poteva farne nulla; e la moglie ammalata! Tutte scuse, tutti
+pretesti. La mucca era morta da cinque giorni, se mai, e il semestre lo
+dovevano da due mesi. L'altra mucca aveva il latte guasto, ma si
+aspettava un vitello. Quanto alla moglie ammalata, vecchia storia! Già
+altre volte s'era ammalata, la bella Biancolina; e sempre alla scadenza
+del semestre, per impietosire il padrone. Ma lui non ci cascava più, no
+davvero. Una morte, aver terra al sole; d'allora in poi, quando avesse
+quattro soldi di costa, voleva metterli in rendita dello Stato; e
+calasse poi quanto voleva; ci avrebbe sempre risparmiato di più, che a
+farsi mangiar vivo dai contadini. Brutta razza, i contadini; astuti,
+furfanti di tre cotte, sempre lì a piangere miseria, coi gruzzoli di
+marenghi nel saccone.
+
+Maurizio era lì lì per domandargli:--E voi, Pinaia, di che razza siete
+disceso?--Ma non volle aver due litigi in un giorno, cascando dal
+generale al fornaio. Si contentò in quella vece di dirgli:
+
+--Sentite, Pinaia: quella gente mi preme. Può esser vero quel che voi
+dite; può anche non esser tale, e in questo caso io avrei rimorso di non
+essermi interessato per le loro disgrazie. È giusto nondimeno che
+abbiate il fatto vostro, aggiustiamola così: se non pagheranno loro,
+pagherò io.
+
+--Quand'è così, non parlo più, e al Martinetto, non domanderò più un
+quattrino.
+
+--No, non correte tanto;--disse Maurizio, che già temeva di parergli
+troppo generoso.--Volevo dire che vi sto garante, sicuro come sono che
+pagheranno.... entro il mese.
+
+--Non me ne parli; non posso aspettar tanto le buone grazie del Feraudi.
+Passerà il mese e non avrò nulla; ci metterei la mano sul fuoco, tanto
+ne sono sicuro. Se devo aspettare il mio denaro da Lei, passi tutto il
+tempo che Le piacerà, signor conte.
+
+--Ah no, questo, no; io non ho l'uso di farmi far credenza;--disse
+Maurizio, alterato.--Sono dugento cinquanta lire, avete detto? Eccole
+qua;--soggiunse, mettendo mano al portafogli.--Voi me le restituirete,
+appena il Feraudi vi avrà pagato.--
+
+Il denaro è sempre buono a prendersi. Mastro Pinaia allungò la mano.
+
+--Le faccio la ricevuta, signor conte. Se ha la bontà di aspettarmi un
+minuto....
+
+--No, a vostro comodo, Pinaia. Me la manderete domani. E grazie, non è
+vero?
+
+--Lei è troppo buono, signor conte;--rispose mastro Pinaia, facendo le
+viste di non aver capita l'ironia.
+
+--Sia pure;--rispose Maurizio, che voleva mostrare di aver capito il
+complimento del fornaio arpagone.--Ma vi pregherò di non ridirlo a
+nessuno. Non vorrei che mi metteste sulle braccia tutti i debitori
+morosi di San Giorgio. Il povero Castèu e quella poca rendita che mi fa
+vivere ci passerebbero in un mese.
+
+--Lei ha ragione a tener poca terra, signor conte;--conchiuse il
+fornaio.--Anch'io, nel mio piccolo, voglio far come lei. Tutta rendita,
+tutta rendita dello Stato vuol essere.--
+
+Nauseato del fornaio arpagone, ma contento altrettanto di sè, Maurizio
+prese la via del Castèu. I suoi libri, quella sera, lo trattennero
+lungamente a pensare.--Quanta roba!--diss'egli, passando i suoi scaffali
+in rassegna.--E buona e cattiva; ci sono armi per tutti. Ed anche la
+buona diventa cattiva, per chi se ne serve alla rovescia, senza
+paragonare, senza mettere a contrasto, senza far la parte delle
+conclusioni frettolose.--
+
+Quella, notte portò in camera un volume del suo Cournot: _Matérialisme,
+Vitalisme, Rationalisme_, ed anche, per riscontrare alcune preziose
+citazioni, _Les Origines_ del Pressensé. Buoni libri erano quelli.
+Anch'egli aveva avuti i suoi dubbi; anch'egli aveva tratte le frettolose
+conseguenze dallo studio di certi fenomeni naturali, di certe teoriche
+evolutive; quei libri, insieme coi suoi trattati di astronomia, e con
+gli studi fisiologici del Pasteur, lo avevano ricondotto in carreggiata.
+Ed anche aveva vedute certe conclusioni di Herbert Spencer a proposito
+dell'inconoscibile, certe confessioni dello Stuart Mill a proposito
+della creazione, donde gli era apparso il dubbio del dubbio, cioè a dire
+la modica fede di quei grandi maestri del pensiero moderno intorno alla
+saldezza dei loro proprii sistemi. Infine, aveva ragione lui. È giusto,
+è desiderabile che la scienza positiva, che dubiti di tutto, che tutto
+rimetta in discussione e sottoponga nuovamente ad esame, distruggendo,
+ma col proposito di riedificare. Così era avvenuto in materia
+d'antichità, per la storia delle origini Romane, che dopo aver negato
+ogni fede a Tito Livio e a Dionigi d'Alicarnasso, si ebbe ancora ricorso
+a quei due disgraziati, perchè aiutassero a rimettere in piedi il loro
+edificio crollato.
+
+Il giorno seguente, all'ora solita, forse qualche minuto dopo, anzi che
+prima, il signor di Vaussana rifece il gran viale della Balma. Perchè il
+gran viale e non il sentiero del bosco? Mah.... non indaghiamo certi
+arcani del cuore. Quel giorno egli andava un pochettino come la biscia
+all'incanto, lassù. Ma era necessario; aveva promesso alla signora. E
+fors'anco il generale si era mutato da quello del giorno innanzi. Ma no,
+sarebbe stato un miracolo; e Maurizio, con tutta la sua fede, non
+credeva ai miracoli.
+
+Per dargli ragione, quel giorno il signor generale era aggrondato. Stava
+giocando a picchetto col capitano Dutolet; forse perdeva. All'arrivo di
+Maurizio si degnò di smettere il giuoco; facile sacrificio per coloro
+che pèrdono. La contessa Gisella stava ricamando, accanto alla finestra.
+
+--Grazie;--gli disse ella, appena lo ebbe veduto comparire.--Il dottore
+è già stato tre volte al Martinetto; due ieri, e una stamane. La nostra
+ammalata va discretamente. C'è anche una donna del paese per aiuto.
+L'avete mandata voi?
+
+--No, signora; ma ne avevo parlato al dottore, ed egli avrà provveduto.
+
+--Siete dunque voi egualmente. Così i piccini son governati, e l'inferma
+è tranquilla; grazie ancora.--
+
+Il generale stava in contemplazione davanti a sua moglie. Maurizio, per
+non aver aria di parlar sempre con lei, gli rivolse il discorso.
+
+--Ebbene, generale, ci avete pensato?--
+
+Il generale fece il gesto dell'uomo che non si ricorda alla prima; poi,
+dopo una spallata, rispose:
+
+--No caro, non ho voluto perdere il mio tempo.--
+
+La risposta era dura, ed anche ruvida parecchio. La contessa alzò gli
+occhi attoniti, per guardar suo marito. Ma egli in quel punto non
+guardava sua moglie, e non colse al volo quell'occhiata di rimprovero.
+Maurizio balenò un tratto, non sapendo che rispondere. E forse non era
+da risponder nulla; forse il generale non si sentiva bene quel giorno,
+ad onta del suo fiorente aspetto, della sua pelle vermiglia. Il tempo
+non era neanche buono; certamente gli dava ai nervi il vento di mare,
+così molesto, così uggioso in montagna, dove giunge sempre con un gran
+corteggio di nuvole.
+
+Ci fu un altro silenzio tra i due, ma non così lungo come quello del
+giorno innanzi. Il generale non aveva veduto, ma certamente aveva
+sentito o indovinato lo sguardo di sua moglie; perciò credette
+necessario di ripigliare il discorso, e per salvare le apparenze, ed
+anche per tirare le somme.
+
+--Noi siamo, signor di Vaussana, due edificatori di piramidi. Voi
+vorreste che io fabbricassi la mia coi vostri materiali. Vi ringrazio,
+ma non ne ho bisogno. Costrutta coi miei poveri mattoni, la mia si
+regge, come la vostra col suo vecchio granito. Segno, per uscir di
+metafora, che i nostri sistemi sono due rispettivi concepimenti del
+nostro spirito. Vi ricorderò a questo proposito ciò che ho sentito dire
+un giorno a Parigi da una gran dama russa, a cui si domandava in che
+consistesse la vantata ortodossia della religione sua, che era, dopo
+tutto, scismatica: «_l'orthodoxie c'est ma doxie à moi; l'étérodoxie
+c'est votre doxie à vous_». Voi con le.... opinioni del passato siete
+ortodosso; io sono tale con quelle del presente, e trovo nella teorica
+del Laplace, come nelle esperienze di Carlo Darwin e nelle dimostrazioni
+dell'Huxley, una spiegazione sufficiente dell'universo. La materia
+eterna e la legge immanente nella materia mi dànno ragione di tutto. Sto
+coi matematici, poi, e non moltiplico gli enti, che mi farebbero doppio
+e mi porterebbero ingombro. Ho detto, e vi saluto.--
+
+Poteva essere una chiusa faceta, o mostrava almeno l'intenzione di parer
+tale. Ma sicuramente ce ne potevano esser di serie, che non lasciassero
+tanto amaro nell'anima. Del resto, a mostrare che quell'intenzione non
+c'era, il generale fece una giravolta sui tacchi, e se ne andò via
+zufolando.
+
+--Ettore!...--mormorò la signora.
+
+Ettore si voltò, all'accento di rimprovero d'Andromaca; si voltò, ma era
+già in fondo al salotto.
+
+--Ma sì,--gridò egli, stizzito,--che ci vuoi fare? Bisogna bene finirla
+così, una discussione come la nostra, che è già stata fatta un milione
+di volte, senza riuscire a nulla di nulla. Sono curiosi, questi nostri
+amici italiani, con la loro fede incrollabile! È un vizio di razza,
+lasciatevelo dire, signor di Vaussana, è un vizio di razza.--
+
+Si andava di male in peggio. Maurizio durò una fatica inaudita a
+contenersi. Ne venne a capo, guardando i capelli bianchi di quel diavolo
+d'uomo; poi, con voce un po' stridula, quasi sibilante, ma col sorriso
+sulle labbra, si contentò di rispondere:
+
+--Ed è per guarircene, che delle nazioni civili si studiano di
+restituire la nostra capitale alle condizioni di Benares, la città santa
+dell'India.--
+
+Il generale non ascoltava già più; usciva dal salotto borbottando.
+
+La contessa aveva chinata la faccia sul suo telaino, nascondendo la
+ciglia. Quando le alzò, Maurizio c'intravvide una lagrima, e si turbò
+fortemente. Dopo un istante di pausa, guardò l'orologio.
+
+--Sono le quattro,--diss'egli;--debbo partire.
+
+--Già?--mormorò la contessa.
+
+--Signora,--rispose egli ad alta voce, tanto che potesse udirlo il
+capitano, che stava nel vano dell'altra finestra, leggendo un
+giornale,--ero venuto per voi, volendo darvi notizie della commissione
+che mi avete affidata. Ora ho qualche cosa da fare. Forse dovrò anche
+assentarmi per qualche giorno.
+
+--Ah!--diss'ella, guardandolo negli occhi.
+
+--Sì mia signora, una corsa fino a Genova. Non si lascia il servizio da
+un giorno all'altro, come ho fatto io, senza che resti qualche faccenda
+da terminare. Aspetto oggi stesso una lettera; se non la ricevo, dovrò
+partire domattina per tempo.--
+
+La contessa Gisella lo guardò ancora, poi chinò gli occhi e la fronte,
+in atto rassegnato.
+
+--Se non ci vediamo, buon viaggio, signor Maurizio, e possano tutta le
+cose andare secondo i vostri desiderii.--
+
+Una stretta di mano, lunga e forte, disse a Maurizio ch'egli era stato
+compreso, e ch'egli aveva ragione.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+Sulla montagna.
+
+
+L'alzata d'ingegno dell'orologio e dell'appuntamento, già vecchia di
+ventiquattr'ore, ma non adoperata lì per lì, era tornata in buon punto
+alla mente di Maurizio. Se non l'avesse avuta a mano dal giorno innanzi,
+certo, scombussolato com'era dalla sgarbatezza del signor generale, non
+sarebbe riuscito a trovare una gretola. In quella vece, fortunato lui!
+una bugia preparata tirandone un'altra, quella del viaggio necessario,
+il signor di Vaussana si ritrovò più presto che non pensasse fuori
+dell'uscio. Troppo forte, per verità, la sua disperata invenzione,
+seguita da quella rapidissima fuga. Egli oramai poteva credere
+fermamente di essere stato per l'ultima volta alla Balma. Infatti, se ne
+partiva sdegnato, palesemente sdegnato, senza aver preso congedo dal
+padrone di casa. Ma sì, proprio ci sarebbe voluta l'altra umiliazione di
+andare ad ossequiare quell'orso bianco! La canizie va rispettata, non si
+nega; ma ella non pretenda che uno si avvilisca ancora davanti a lei,
+perdendo il rispetto di sè medesimo.
+
+Maurizio era feroce, uscendo dalla vista del castello. Nondimeno,
+facendo a gran passi il viale, cercò di padroneggiarsi. A lui marinaio,
+ed avvezzo agli amari bocconi della disciplina di bordo, la cosa non
+doveva esser difficile. Ne venne a capo, specie al Castèu, quando gli fu
+necessario rimanere un paio d'ore, a pranzo, con la sorella Albertina, e
+davanti alle persone di servizio. Ma la sua tranquillità apparente lo
+abbandonò, quando egli fu solo nelle sue stanze. Quel generale, che
+uomo! un vero pazzo da catena. Ed era lui che aveva sentenziato non
+doversi mai discutere di politica nè di religione, tra uomini? Ma perchè
+mai c'era cascato in quel modo egli stesso?
+
+Un sospetto s'affacciò alla mente di Maurizio; il sospetto che tutta
+quella arrabbiatura a freddo fosse stata un pretesto. Se così era,
+l'orso bianco della Balma poteva anche passare per un uomo di spirito.
+Ma ugualmente per un uomo avveduto? Maurizio fece il suo esame di
+coscienza con tutta sincerità. Egli ricordava benissimo di non aver mai
+detto niente alla contessa Gisella che potesse destar gelosia nel
+marito. Le sue galanterie erano sempre state di quelle che sono
+permesse, anzi comandate in società, sotto pena di passare per ignoranti
+o per ipocriti. Neanche c'era stato il caso di coglierlo in flagrante di
+lunghe occhiate, di mute adorazioni; quel covare una donna con gli
+occhi, che alle volte è peggio del farle una dichiarazione, non si
+poteva certamente rimproverare a lui, che non ne aveva mai avuto il
+costume, e dal suo riserbo non aveva avuto neanche ragione di dipartirsi
+alla Balma. La contessa della Bourdigue gli era apparsa bella, anzi
+bellissima: più bella del vero l'aveva definita dentro di sè, ridendo
+della sua propria scioccheria. Ma le bellissime donne comandano più
+ammirazione che non ispirino amore; e l'ammirazione è stato d'animo che
+non suole durar molto. Si è sgomentati, oppressi, annichiliti da un tale
+eccesso di bellezza, che non par naturale; e si cerca di sfuggire più
+presto che si può a quel senso di pena. In lui, del resto, al senso
+della ammirazione artistica, era sottentrato il rispetto, e al rispetto
+l'amicizia, quanta può esserne tra un uomo e una donna, ma certamente
+un'amicizia leale. Provava accanto a lei un sentimento di pace
+ineffabile; e questo non si poteva scambiare per un sintomo d'amore, no
+certo. Aggiungete questo: un giorno, involontariamente, come vengono
+spesso i cattivi pensieri, gli era passato per la testa che ci fosse
+qualche cosa tra la signora generala e quel buon ragno del capitano
+Dutolet; e, notate un importantissimo segno, non ci aveva sofferto;
+solamente si era accontentato di osservare, molto filosoficamente, che
+tutti i gusti son gusti. Dopo tutto, quella bellissima donna non aveva
+sposato il generale? non lo aveva voluto lei, il suo zio e tutore, che
+la precedeva di oltre quarant'anni nella marcia forzata dell'esistenza?
+
+Quanto a sè, conchiudendo, Maurizio non vedeva niente di cui potesse
+chiamarsi in colpa. Ma proprio niente? E perchè, ad esempio, quella
+gioia profonda, intensa, che lo aveva tutto penetrato, ad una certa
+stretta di mano, lunga e forte? Dio mio, era la gioia dell'opera buona
+in cui erano associati. E perchè quella compassione tanto viva per la
+miseria dei Feraudi? Gli dovevano premer tanto, i contadini del
+Martinetto? Gli uomini, di solito (e si parla dei buoni, dei
+caritatevoli) se la cavano con una abbondante elemosina. E in questa
+categoria di larghezze spensierate poteva entrare, mettendoci un po' di
+buona volontà, il regalo di dugento cinquanta lire al fornaio di San
+Giorgio. Ma l'ardore, la furia con cui si era adoperato per quella
+povera gente, come s'avevano da intendere? Qui il signor Maurizio rimase
+un pochino dubbioso. E quel dubbio gli fece male. Lui innamorato? lui,
+che aveva giurato di non lasciarsi cogliere mai e poi mai?...
+Superficiale per deliberato proposito nelle sue relazioni, leggero e
+volubile per la stessa qualità della scelta, il brillante ufficiale di
+marina aveva fin allora saputo conciliare la incostanza del cuore con la
+probità del carattere, non turbando la pace di nessuno, nè la sua. Se di
+punto in bianco egli si era tanto mutato, il generale aveva avuto
+ragione ad insospettirsi; si era dimostrato un uomo avveduto, e insieme
+di spirito, cogliendo quel pretesto della discussione filosofica per
+levarsi un importuno dai piedi. Ma perchè andarlo a cercare,
+l'importuno, che non era e non voleva esser tale? Perchè, avuta la prima
+visita, si era ostinato a voler la seconda, la terza, e via via fino
+alla ventesima, o giù di lì? Eterna istoria! così fanno tutti, quando si
+fidano. Si annoiano di esser soli, e cercano compagnia; poi non si
+fidano più, e d'essere accompagnati si seccano.
+
+Tutto questo ragionamento, se ragionamento può dirsi un simile annaspìo,
+riusciva a confonderlo sempre più. Frattanto, non sarebbe più ritornato
+alla Balma; nè, per un certo numero di giorni, avrebbe dovuto pensare al
+poi. Aveva annunziato un viaggio: quel viaggio bisognava farlo, non
+foss'altro per muoversi, per isnebbiarsi il cervello. E non già, come
+aveva detto, la mattina per tempo; ma più tardi, nella giornata, alla
+vista di tutto San Giorgio, partì per Ventimiglia: giunto là, non volse
+per Genova, dove non aveva niente da fare, sibbene per Nizza, dove
+almeno era sicuro di non incontrare amici e conoscenti che gli
+entrassero della sua dimissione; argomento molesto, e tanto più allora,
+che di quel colpo di testa incominciava a pentirsi.
+
+Nizza era bella, e Maurizio non voleva negarlo, dopo averlo riconosciuto
+tante volte. Ma era vuota, Dio santo, fredda e senza luce; il mare
+d'inchiostro; la via della Stazione un deserto; il Castello un
+catafalco; la passeggiata degli Inglesi un mortorio. Così tingiamo noi
+le cose del colore dell'anima nostra. Maurizio si crucciò a Nizza due
+giorni; il terzo non ci potè più resistere, e allora se ne ritornò a
+Ventimiglia, ripartendo per San Giorgio in modo da arrivarci nella
+notte, due ore prima dell'alba, quando tutti dormivano. Dunque
+innamorato a buono? E dopo essersi messo da sè fuori del paradiso? Sì,
+gli bisbigliava un demone all'orecchio, sì, come un vero collegiale. No,
+rispondeva una voce dal fondo dell'anima, come un onest'uomo.
+
+E si chiuse nelle sue stanze, risoluto di lavorare. Avrebbe desiderato
+di vedere il medico, per sapere qualche cosa della povera Biancolina; ma
+volle resistere a quel desiderio morboso, non amando lasciarsi vedere in
+paese. Sapessero poi, o non sapessero, ch'egli era tornato; l'essenziale
+era di non mettersi in mostra, e di poter dire più tardi dei fatti suoi
+quel che gli fosse piaciuto. Del resto, se lassù credevano ch'egli fosse
+in paese, tanto peggio per chi gli aveva usato villanìa: si sarebbe
+capito, dopo tutto, ch'egli aveva dovuto provvedere in qualche modo,
+fosse pure con una bugia alla tutela della sua dignità.
+
+Questo medesimo pensiero, cresciuto e fortificato nell'anima sua, gli
+consigliò dopo qualche giorno di rompere la volontaria clausura. Gli
+pesava il vivere da schiavo. Schiavo di che, finalmente? Uscì, dunque,
+ma non per andare in paese: si trafugava di buon mattino dall'uscio dei
+campi, muovendo spedito verso la montagna. Non si arrisicava dalla parte
+dell'Aiga; andava dal lato opposto, verso la Sisa, una balza
+indiavolata, più fatta per camosci che per uomini. Di lassù, dopo due
+ore di marcia, si scopriva molto orizzonte; inoltre, si vedeva ancora il
+Martinetto, e più in là, sull'ultimo sporto della costiera boscosa, il
+castello della Balma.
+
+Nella sua prima ascensione Maurizio aveva portato con sè, da previdente
+alpinista, il suo binocolo a tre lenti, per campagna, teatro e marina.
+Ma la vista di lassù era così stupenda per lontananze preziose, che quel
+piccolo strumento ottico non gli parve bastante. Immaginate voi se non
+avesse ragione, essendogli occorso di vedere là in fondo, dalla eminenza
+della Balma, apparire una figura di donna. Poca cosa, per verità; come
+una chiazza di bianco sul verde, ma su quel bianco una macchia di rosso
+vivo, che gli rammentava un certo ombrellino. La piccola apparizione
+muoveva snella verso tramontana; non si vedeva più; si ritornava a
+vederla; pareva venisse alla volta del Martinetto, poichè non scendeva,
+nè andava più alta d'una certa zona del bosco.
+
+Maurizio aveva riconosciuto Gisella, e il cuore gli aveva dato un
+sobbalzo. Si era affrettato a fissare il momento, guardando l'orologio:
+erano le dieci in punto. La vide così apparire e sparire tre o quattro
+volte, secondo le sporgenze e le insenature della costiera; poi più
+nulla, e passò un'ora senza luce; ma dopo quell'ora, sì, no, sì, lei
+ancora, avviata verso mezzogiorno, per ritornare al castello. Ma era
+quotidiana, la gita? Il cuore diceva di sì; l'osservazione confermava la
+divinazione del cuore.
+
+Il giorno dopo, infatti, la graziosa apparizione si ripeteva, alla
+medesima ora; e questa volta non era più un punto bianco e rosso: era
+una figura intiera e distinta, veduta come se fosse a cinquanta passi da
+lui. Maurizio aveva lasciato a casa il binocolo e portato con sè un
+canocchiale di bordo, specie di telescopio, a tubi scorrenti l'uno
+nell'altro, per modo che non facesse ingombro tra le mani, nè fosse
+difficile portarlo ad armacollo. Ah, come la vedeva bene, oramai, la
+bellissima tra le belle! Graziosa nelle movenze, leggera nel passo,
+vestita di bianco, ma con certe screziature di rosso; i due colori che
+le piaceva di accoppiare nel suo vestiario, e che andavano a maraviglia
+con quella sua figura giovanile; rosso il nastro del suo cappellino di
+paglia, rosso l'ombrellino che si spandeva come il calice di un bel
+rosolaccio sulla sua testa dorata; così vedeva egli Gisella, così aveva
+l'illusione d'esserle ancora vicino.
+
+Tutto ciò dava ogni giorno due ore di occupazione a Maurizio; pensare a
+quelle due ore, aspettarne il ritorno, erano giocondi uffizi per lui. E
+senza fallire al suo debito di onest'uomo, perchè amare è permesso,
+anche quello che non ci appartiene, quando si ami da lontano, come si
+ama una stella, seguendone il corso nello spazio.
+
+Sempre alle dieci del mattino la vedeva comparire, per tre giorni alla
+fila. Il quarto giorno gli prese una matta voglia di sapere che cosa
+accadesse lassù al Martinetto. Andandoci di buon mattino e ritornando
+prima delle dieci, non c'era pericolo che incontrasse Gisella. Così
+tranquillo su quel punto capitale, uscì di casa muovendo verso l'Aiga;
+di là, senza procedere più oltre verso la Balma, salì la montagna per
+raggiungere la cascata superiore, quella che veramente prendeva nome dal
+Martinetto.
+
+La gran massa d'acqua scendeva giù per una piega naturale del monte, che
+essa aveva aiutato a rendere più profonda, nella notte dei secoli:
+veniva di molto lontano, e Maurizio, che pure da fanciullo aveva corsi e
+ricorsi quei greppi, non ne conosceva la scaturigine. Questo egli
+rammentava, che l'acqua attraversava un gran prato, uno di quei prati
+alpini così verdi, vestiti qua e là da ciuffi di rododendri, e che
+all'estremità di quel prato si rovesciava giù da una rupe. L'accoglieva
+una prima conca, poi una seconda, da dove ribollendo e spumando
+s'inabissava a forse quaranta metri più sotto, venendo a far girare la
+ruota di un mulino poco sopra il paese di San Giorgio. Per quel mulino,
+naturalmente, era troppa; ne bastava una derivazione, ottenuta
+dall'arte: e il canale che serviva al mulino, e il resto della cascata,
+si ricongiungevano a poca distanza dal Castèu, per venire a traversare
+il paese, e far pensare di tanto in tanto ai suoi abitanti che una
+simile ricchezza d'acqua si sarebbe potuta sfruttare benissimo,
+impiantando a San Giorgio uno stabilimento idroterapico, che sarebbe
+stato il decoro della valle e la fortuna di cinquecento famiglie, a dir
+poco.
+
+Lo stabilimento idroterapico è la solita storia con cui si va guastando,
+magari in sogno, la cara poesia della montagna, tirando lassù, insieme
+coi nostri acciacchi, le nostre malinconie, le nostre miserie fisiche e
+le nostre miserie intellettuali. Per fortuna, non ci son sempre i
+capitalisti lì pronti per tradurre i sogni in realtà.
+
+L'Aiga, nondimeno, aveva trovato in altri tempi il suo capitalista, uomo
+pratico, che era salito su quella balza a impiantarvi un martinetto. Si
+chiamava, e tutt'ora si chiama con questo nome, nelle regioni montuose
+dell'Italia superiore, il maglio delle ferriere; donde avevano spesso il
+nome di martinetto le ferriere medesime. Mosso ordinariamente dalla
+forza dell'acqua, il martinetto battendo sull'incudine la ferraccia
+arroventata, la modellava via via, la spianava, la stendeva, la foggiava
+in ispranghe, per uso dei fabbri. Innanzi la scoperta del vapore e il
+minor costo delle sue applicazioni, erano i martinetti assai più
+numerosi; e per foggiare il ferro, come per lavorare nelle cartiere e
+nelle gualchiere, ne sorgevano dovunque scorresse un bel volume d'acqua
+perenne. Ma generalmente oramai, e più per il ferro, i martinetti ad
+acqua han persa la lite: dove la scarsezza progressiva, del combustibile
+necessario all'arroventatura, dove il rinvilìo del minerale del ferro e
+la concorrenza delle migliori qualità hanno dato la prevalenza alle
+ferriere dell'Europa settentrionale. Per una di queste cagioni, se non
+forse per parecchie, era andato in rovina il martinetto di San Giorgio.
+
+Qualcheduno dei proprietarii che si erano succeduti lassù aveva
+azzeccato il suo quarto d'ora di poesia, facendo sorgere alquanto più su
+ed alle spalle dell'officina un belvedere, specie di torrione piantato
+sull'orlo dell'abisso, con la sua piattaforma circondata di merli e con
+un lungo sedile corrente all'ingiro. Si giungeva lassù passando
+attraverso una macchia di nocciuoli, dove era stato certamente da
+principio un sentiero; ma la traccia di questo era sparita oramai,
+cancellata da quella gran nemica d'ogni arte che è la santa madre
+natura. Noi ordiniamo, ed essa confonde; i nostri muriccioli si veston
+d'edera e di lucertole; i nostri andarini sabbiosi, le nostre redole
+fatte a musaico di sassolini a due tinte, si sfasciano sotto le piogge
+equinoziali; i bei prati di fieno inglese son dati in governo alla
+gramigna, e la sterpaglia riprende ben presto i suoi diritti dove noi
+avevamo ripulito col sarchiello, raddrizzato col traguardo e livellato
+con la tavoletta pretoria. Santa madre natura, che Iddio continui a
+benedirvi! Perchè non si lascia intieramente a voi la cura di foggiare
+i nostri parchi, di svariare i nostri giardini? Qualche volta, non c'è
+che dire, voi fate meno bello dei nostri architetti; per contro, fate
+sempre più grande.
+
+Il belvedere del Martinetto si poteva scorgere dall'altra sponda della
+cascata; era invisibile dalla macchia, ed anche a chi ne conosceva
+l'esistenza non riusciva troppo facile di ritrovarlo. Maurizio, che si
+era inerpicato in altri tempi lassù, con la matta e spesso pericolosa
+curiosità dei ragazzi, stentò ad orientarsi in quel folto di rami.
+L'orrida bellezza del luogo lo ricompensò largamente della fatica
+durata. Trovò il belvedere, i sedili, la merlata, un po' in rovina per
+verità, ma fresche e vive le sue ricordanze, all'ombra di quel fogliame
+diffuso sulla piattaforma e sull'abisso rumoreggiante lì presso.
+
+Pagato il tributo ai ricordi, Maurizio lasciò la piattaforma del
+torrione, e per la macchia dei nocciuoli discese verso il Martinetto.
+Una parte del fabbricato era andata in rovina; solo dall'altro lato ne
+rimaneva in piedi un'ala, convertita in abitazione colonica. Laggiù
+vivevano i poveri fittaiuoli del Pinaia, avendo davanti a sè quel magro
+podere e quei pascoli per cui dovevano pagare cinquecento lire ogni anno
+al fornaio arpagone di San Giorgio. Compiuto il giro della vasta rovina,
+Maurizio riuscì sull'aia che si stendeva davanti alla casa.
+
+Due piccole vite si agitavano, ognuna a modo suo su quell'aia. Un
+ragazzetto si trastullava facendo correre l'una dietro l'altra alcune
+pallottoline di porcellana e di vetro colorato, lungo certi solchi che
+aveva scavati nel battuto: immagine di più faticose cure che gli
+sarebbero toccate da grande. Una bella tombolina, seduta con molta
+gravità su d'un gradino dell'uscio, abbracciava due bambole, niente di
+meno; una fatta di cenci, affagottata, sudicia, che non aveva più figura
+umana, e forse non l'aveva avuta mai; l'altra di legno, sfarzosamente
+vestita, con le guance paffute e rosse, gli occhi di smalto e una bella
+zazzeretta di ricciolini biondi: tutt'e due le teneva ben strette al
+seno, ammirando l'una, non sapendo spiccarsi dall'altra; simbolo e
+promessa di una maternità che non avrebbe fatto differenza tra le sue
+creature, se anco si fossero spartite in mostri e bellezze.
+
+Maurizio accarezzò i bimbi ed entrò nel tugurio, dove trovò seduta di
+contro all'uscio, a soleggiarsi un poco, una donna ancor giovane, dal
+viso pallido, ma dall'occhio vivace, in aspetto di convalescente. Ci
+voleva poco a capire che quella era Biancolina, la povera donna per cui
+tanta inquietudine aveva regnato alla Balma.
+
+--Ah!--esclamò la donna, alzandosi a mezzo.--Lo avevo ben detto io, che
+sareste venuto a vedermi una volta.
+
+--Mi conoscete?
+
+--Certamente: siete il signor Maurizio. Vi ho veduto una volta passare
+di là sotto. Mio marito mi ha detto: quello è il signore del Castèu, che
+s'incammina alla Balma.--
+
+Diavoli di contadini! vedono tutto, loro; niente sfugge ai loro occhi di
+ramarro. Anche in luoghi così deserti, i passi del signor Maurizio erano
+dunque osservati? Ma sì: e se gli scriccioli, i merli, i passeri
+solitarii avessero avuto il dono della parola, si sarebbe sentito dire
+da molti cespugli: ecco il signore del Castèu, che s'incammina alla
+Balma.
+
+Il signor Maurizio lasciò cadere l'allusione, e domandò notizie della
+salute. Non era quasi da domandarne; si vedeva la guarigione avviata.
+Biancolina era tuttavia un po' debole; della qual cosa si tormentava,
+pensando che il suo uomo era costretto a far lui tante cose che prima
+erano fatte da lei, come ad esempio mungere il latte e portarlo in
+paese. Quanto alle piccole faccende di casa, veniva tutti i giorni una
+brava donna dal mulino di sotto; e di questo la convalescente rendeva
+grazie al signor Maurizio, che le aveva procurato l'aiuto.
+
+--Ma io non ne so nulla; io non c'entro;--rispose Maurizio,
+schermendosi.
+
+--Sì, sì, così dice la mano destra della gente di cuore, quando la
+sinistra ha fatto l'elemosina;--ribattè Biancolina.--Ma io so tutto, e
+della donna e del medico che siete corso a cercare per me; so tutto io;
+ci ho l'angelo custode che mi avverte di tutto. Non lo credete, signor
+Maurizio? Ed è un bell'angelo, sapete, con certi capelli d'oro filato,
+con certi occhi che paion diamanti. Ma lasciamo star l'angelo; io non
+saprò mai come ringraziar voi, che siete tanto buono coi poveri. Ma se
+Dio ascolta le mie preghiere, egli vi farà contento di tutto quello che
+potete desiderare. Rosina! Vittorio!--gridò la donna, interrompendo il
+suo discorsetto.--Non vi spingete troppo addosso a questo bel signore
+tanto buono. Non vedete che gli levate l'aria dattorno?
+
+--Lasciateli fare, lasciateli fare, Biancolina. Io amo i bambini. A te
+piccina; quale delle tue bambole mi vuoi dare in moglie?--
+
+La bambina rise, come una mamma che avesse due figliuole da collocare.
+Ma era una mamma di sei anni, e non aveva nessuna idea delle
+convenienze; e ridendo offerse tutt'e due le figliuole. Maurizio baciò
+quella mamma, e costituì una dote alle figliuole, in due belle monete
+d'argento; poi, per non far nascer gelosie, ne diede altre due al
+ragazzetto, ma senza bacio; un amichevole buffetto ne tenne le veci. E
+la ragione del diverso trattamento c'era; luccicava tra il labbro
+superiore ed il naso di quel piccolo sbadato.
+
+--È ben fresca, questa bambola!--disse Maurizio, per dar sulla voce a
+Biancolina, che voleva ringraziare.--Pare comperata ieri.
+
+--Infatti, l'ha portata ieri a Rosina la buona fata della Balma,
+insieme con le pallottoline per Vittorio. Voi la vedrete fra poco, la
+buona fata, l'angelo di questa casa.--
+
+Maurizio guardò l'orologio. Erano appena le otto, ed egli respirò. Tra
+due ore sarebbe venuta la buona fata, ed egli non sarebbe stato più di
+mezz'ora lassù.
+
+Intanto la donna proseguiva:
+
+--Per oggi mi ha promesso di venir prima del solito. Non istarà più
+molto a comparire laggiù, tra quelle due piante di rovere.--
+
+Maurizio fremette. Si era affrettato troppo a respirare. Stette ancora
+due o tre minuti, ma proprio sulle spine. Ed era per alzarsi, col
+pretesto di aver molto da fare; quando i bambini, che poc'anzi erano
+tornati sull'aia a guardar la belle monete d'argento al sole, accorsero
+gridando:
+
+--La signora! la signora!--
+
+Un ombrellino rosso apparve laggiù, fra mezzo ai due roveri. Non c'era
+più tempo a pretesti; era impossibile la fuga.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+L'idillio del Martinetto.
+
+
+Profondamente turbato, Maurizio rimase là, con gli occhi fissi in quel
+punto luminoso che gli appariva nel vano dell'uscio, e con un sorriso
+impresso, suggellato sulle labbra.
+
+Un grido di gioia infantile, scoppiato a mezzo dell'aia, lo salutò.
+Gisella aveva riconosciuto Maurizio. Affrettando il passo, la grande
+bambina ebbe l'aria di accingersi a spiccare un volo verso di lui, come
+se volesse gettarsi nelle braccia d'un fratello non più veduto da lungo
+tempo.
+
+--Ah, lo dicevo ben io, che m'aspettava una novità al Martinetto;--gridò
+ella, stendendo la mano a Maurizio e fissando in lui i suoi belli occhi
+incantati.--Poc'anzi, di là dal Fontan, ho incontrato un bel serpente,
+che se ne stava arrotolato come un braccialetto intorno alla punta di un
+masso e mi guardava coi suoi occhietti maliziosi. Non aveva paura di me;
+ed io non l'ho avuta di lui.
+
+--Signora....--mormorò Maurizio sgomentato.
+
+--Perchè avrei dovuto averne?--ripigliò la contessa.--Vedere un serpente
+è di buon augurio; significa incontro inaspettato.--
+
+Maurizio aveva vinto quel primo sentimento di paura, e sorrideva,
+tentennando la testa.
+
+--Ecco,--diss'ella,--io so bene che cosa significhi il vostro sorriso.
+Se fosse stato un boa, o un serpente a sonagli, non è vero? Ma qui non
+ci sono serpenti a sonagli, nè boa; non si tratta che di povere bisce
+inoffensive, e il buon augurio rimane. Del resto, non si è avverato? Ma
+vediamo prima di tutto questa buona Biancolina. Come va?
+
+--Bene, signora; di bene in meglio: ho dormito tutto d'un sonno.
+
+--E mangiato?
+
+--No, per aspettarvi. Non mi avete detto ieri che volevate far colazione
+al Martinetto?
+
+--Certamente ed ecco qua il mio tributo di provvigioni; il poco che ho
+potuto portare nella mia bisaccia, che non è quella dei frati
+cappuccini.--
+
+Così dicendo, si toglieva d'armacollo una borsa e l'apriva sulla tavola,
+cavandone dei piccoli panini dorati, un cartoccio di biscottini, e un
+secchiolino di legno ermeticamente chiuso alla bocca.
+
+I ragazzi si erano appiccicati agli orli della tavola, per essere ai
+primi posti; ed anche allungavano le mani, per carezzare, se non a
+dirittura per prendere.
+
+--Vedere e non toccare, bambini; almeno per ora;--disse Gisella.--Ma che
+cosa vedo, signor Vittorio? che cosa vi ho raccomandato ancora ieri
+mattina?--
+
+Il ragazzo si fece rosso in volto come una fragola, e scappò via lesto
+lesto. Due minuti dopo ritornava con la faccia umida, ma, a Dio
+piacendo, abbastanza pulita.
+
+--Va bene, così; la faccia ha da esser sempre netta e tersa come uno
+specchio, mi capite?--riprese la signora, mescolando gli ammonimenti
+alle lodi.--Prendete esempio dalla vostra sorellina, che è sempre così
+linda.
+
+--Ah, non tanto, signora, non tanto!--esclamò Biancolina.
+
+--Eh, dico in paragone di suo fratello;--rispose Gisella.--Del resto, a
+quell'età non si può e non si deve pretender troppo. L'essenziale è di
+non lasciar mancare gli avvertimenti. Che cosa avete preparato,
+Biancolina?
+
+--Le uova fresche, il latte, il burro, tutto quel poco che abbiamo.
+
+--E il resto l'ho portato io, compreso il caffè fresco e lo zucchero.
+Ora a noi; il fuoco è già acceso, come vedo. Signor Maurizio aiutatemi.
+Prendete il latte; è laggiù nella madia, in quel mastello coperto; e
+riempitene il bricco che è là sulla cappa del cammino. Il più grande,
+intendiamoci; l'altro lo metterete al fuoco, dopo averlo riempito
+d'acqua. No, no, Biancolina, state lì, voi;--soggiunse Gisella, non
+permettendo che la convalescente si occupasse di nulla.--Vogliamo far
+tutto noi altri.--
+
+Maurizio era entrato con molta gravità, ed anche con bastante
+intelligenza, nelle sue funzioni di sottocuoco. Gisella, frattanto, con
+la diligenza e la sveltezza delle buone massaie, apparecchiava la
+tavola. Sapeva, o indovinava, dove fosse ogni cosa. Presa una tovaglia,
+la spiegava e la stendeva sul piano, mettendovi poi su i tovagliuoli,
+rozzi come la tovaglia, ma bianchi e freschi di bucato com'essa. Poscia
+accanto ai tovagliuoli dispose piatti e bicchieri, aggiungendo i panini
+che aveva portati con sè.
+
+--Ho fatto bene a largheggiare nel numero,--diss'ella, lodandosi un
+poco.--Presentivo ancor io che avremmo avuto una bocca di più. Ora alle
+posate; saran qui nel cassetto. Bene, è anche qui il pan bigio, che mi
+piace tanto. Lo faremo a fette, per istenderci il miele. A voi,
+Maurizio; un coltello, e apritemi questa secchiolina.
+
+--Non farò schizzare il miele?--domandò Maurizio, introducendo la punta
+del coltello sotto l'orlo del coperchio.
+
+--Eh via, con un po' di grazia! Del resto, mi pare che diciate per
+celia. Vedo bene che faremo di voi qualche cosa.--
+
+Appena il bricco dell'acqua calda levò il bollore, Gisella andò a
+versarci dentro il suo caffè in polvere. Un buon odore aromatico si
+diffuse per la cucina, che era sala da pranzo, anticamera e salotto ad
+un tempo.
+
+--Riuscirà un caffè alla turca;--notò Gisella, ridendo.--Piace a voi,
+Mau.... signor Maurizio?
+
+--Certamente, è migliore;--rispose il signor Maurizio, dolcemente
+solleticato da quel Mau.... senza signore. Gisella si era pentita, ma
+tardi; già due minuti prima, senza avvedersene, lo aveva chiamato
+Maurizio senz'altro.
+
+Cinque o sei minuti dopo, era ogni cosa, all'ordine, perfino le uova,
+gittate nel paiuolo dell'acqua bollente. Quelle uova a bere furono il
+principio della colazione; fresche, eccellenti, sorbite con grande
+facilità da Maurizio e Gisella, con un po' più di lentezza da
+Biancolina, non senza guai per la tovaglia da Rosina e da Vittorio, che
+riuscirono anche ad impiastricciarsi la faccia. Fu un'impresa non lieve
+per Gisella il ripulirli a dovere. I due bambini tendevano per altro di
+buona voglia il musino a quella graziosa mamma improvvisata, ben sapendo
+che non voleva veder volti insudiciati.
+
+--Ah, la buona _menagère_!--esclamò Biancolina.--Peccato che non ne
+abbiate dei vostri.
+
+--Che! non è forse meglio così?--rispose Gisella.--Per amare i bambini
+non è necessario averne dei proprii, ed ogni opinione contraria non
+muove che da un inavvertito sentimento di egoismo. Io li amo, perchè son
+creature innocenti, e non perchè mi debbano appartenere. Quando vedo una
+bella aurora, l'amerò forse meno, perchè non è mia? l'amerei più, se
+fosse mia? Idee false, mia cara Biancolina, idee false, quando crediamo
+che per amar bene i bambini dobbiamo averne dei nostri. False
+almeno--soggiunse Gisella,--per una certa classe di persone; ad esempio
+per me. So bene che per voi, se non ne aveste, sarebbe una pena, non
+potendo amare e proteggere i miei. Ma io posso, come vedete, amare i
+vostri, proteggerli anche, ed averne il diritto, solo che io sappia
+metterci un pochino di buona grazia.
+
+--Un pochino!--esclamò Biancolina, ridendo.
+
+--Ebbene, diciamo anche molto,--replicò Gisella,--purchè mi vogliate
+bene. Son felice di essere amata; solo a questo patto è buona la vita.--
+
+Maurizio stava a sentire, attonito, sbalordito, ma non da quelle parole,
+a cui del resto prestava poca attenzione, contentandosi di gustarne la
+musica. Non poteva credere a sè stesso, non riusciva a capacitarsi
+com'ella fosse là, davanti a lui, come egli si trovasse a tanta festa,
+che non s'era aspettata, e che non intendeva per qual miracolo gli fosse
+venuta: In che modo aveva potuto la contessa Gisella capitare a
+quell'ora mattutina sulla montagna? e come poteva con tanta facilità
+rimanere lassù, accanto a lui? Ma non era ancor tutto; e d'altro doveva
+maravigliarsi tra poco.
+
+--Signor Maurizio,--gli diss'ella ad un tratto, rivolgendosi a
+lui,--sono contenta di avervi trovato, perchè facevo conto di venirvi a
+cercare, questa mattina per l'appunto. Già, non mi fate quel viso....
+appena bevuto il latte e sorbite le uova del Martinetto, volevo calare
+al Castèu, che è così bello.... tanto bello, che me ne è rimasto un gran
+desiderio negli occhi.
+
+--Signora....--balbettò Maurizio,--ci potete venir sempre.
+
+--E infatti così farò. Avevo bisogno di voi, per una faccenda che mi
+preme moltissimo; e si tratterà d'un discorso un po' lungo. Ma non vi
+spaventate, ve ne prego; altrimenti non saprò più da dove incominciare.
+Sarei venuta sola, per un sentiero che non conosco. Voi siete qui, per
+fortuna; verrò dunque al Castèu in vostra compagnia, e avrò il vantaggio
+d'imparare la strada.
+
+--Sono ai vostri ordini,--disse Maurizio.
+
+La colazione era finita, e Gisella si alzò.
+
+--Te ne vai, madama?--gridò Rosina, aggrappandosi alla gonna di Gisella.
+
+--No, cara; cioè, sì, ma per ritornare fra poco. Infatti,--soggiunse
+ella,--non voglio attraversare il paese, su quei lastroni sconnessi.
+Anche quassù ci sono dei brutti passi, ma non tanti; e poi non c'è
+pericolo d'ingoiar polvere, come laggiù. Ritornerò dunque per di qua, e
+vedrò ancora la mia Biancolina, coi suoi cari ragazzi. Non partirò per
+altro, senza aver bevuto un sorso d'acqua fresca. Animo, signor
+Maurizio; prendete quella secchia; si va alla fontana: io porto il
+bicchiere.--
+
+Maurizio si armò della secchia di rame, che era stato pronto a spiccar
+dall'arpione. In verità, si poteva farne qualche cosa, di quell'uomo,
+sebbene in quel giorno capisse poco. Ed anche si avviò difilato alla
+fontana, specie di fossatello scavato al piede d'un masso e mezzo
+coperto da un arco di fabbrica, che era facile di vedere da un lato del
+piazzale, dalla parte della montagna. Quell'acqua doveva essere una
+derivazione della grande cascata, che rumoreggiava un cinquecento passi
+più in là. Maurizio attinse l'acqua; Gisella mise il bicchiere nella
+secchia, e bevve a larghe sorsate il fresco umor cristallino, mentre
+egli stava immobile contemplando la candida gola tesa della sua graziosa
+vicina. Gisella era un fior di bellezza, di salute, di buon umore, di
+astuzia garbata. Come lo guatava, infatti, come lo guatava di sbieco,
+con la coda dell'occhio malizioso, mentre teneva alto il mento e quella
+bianca gola scoperta! Ma ad un certo punto le venne da ridere, e fu lì
+lì per ispruzzar l'acqua in aria.
+
+--Badate!--diss'ella.--Mi farete far la figura di un mascherone da
+fontana.
+
+--In che modo?--chiese Maurizio trasognato.
+
+--Ma sì, con quella vostra faccia d'uomo che non capisce....
+
+--Infatti, signora....
+
+--Ebbene, se non capite ora, capirete poi. Perchè tanta fretta? Non sarò
+mica tanto crudele da ricusarvi i miei lumi superiori.--
+
+Maurizio intese che il meglio era di non lambiccarsi il cervello. Perchè
+almanaccar tanto, e fantasticare intorno alle cose che si dovranno
+conoscer poi appuntino? Prese il bicchiere che Gisella gli offriva, e
+bevve a sua volta, ma senza aver l'aria di notare la cortesia grande e
+di farne le meraviglie; poi riportò tranquillamente ogni cosa in cucina.
+Poco stante, salutata la Biancolina e accarezzati i bambini, si avviò
+con Gisella verso il balzo dell'Aiga; la stessa strada per cui era
+venuto.
+
+Andarono per un tratto in silenzio. Gisella, passava di là per la prima
+volta, e guardava la rovina del lungo fabbricato con curiosa attenzione.
+
+--Che cos'era tutto ciò?--chiese ella a Maurizio.
+
+--Un martinetto, signora; una grande fucina per raffinare il ferro. Qui,
+per l'appunto, era la ruota che metteva in movimento il maglio.
+
+--La ruota! ma l'acqua è ancora molto lontana.
+
+--Sì, la cascata è un trecento passi più in là. Ma l'acqua da far girare
+una ruota dev'essere di un volume determinato; bisogna dunque derivarne
+la quantità necessaria. Vedete infatti quel canale, mezzo coperto di
+sterpi; quello portava l'acqua. Lassù, dietro quella balza, era la
+presa dell'acqua. Volete che andiamo a vedere?
+
+--Perchè no? è un luogo tanto bello!--
+
+Risalirono la costiera, andando egli innanzi, per metterla in istrada.
+Non era quello il sentiero che doveva avvicinarli al Castèu: ma il
+signor Maurizio non pensava più affatto al Castèu. Così risalendo,
+giunsero davanti alla macchia dei nocciuoli.
+
+--Che bell'angolo di mondo è mai questo!--esclamò Gisella, fermandosi in
+contemplazione.--Si sente anche lo strepito della cascata. Ma l'acqua
+non si vede.
+
+--Se vi fidate di entrare in questa macchia, c'è là dietro un buon posto
+e molto sicuro per ammirar la cascata, forse nel suo punto più bello.
+
+--Perchè non mi fiderei, col signor Maurizio per guida?--diss'ella,
+avanzandosi risoluta.
+
+Maurizio abbrancò i rami che gli vennero primi alle mani, e fece largo
+alla signora in mezzo a quel folto, dove ambedue si ritrovarono chiusi.
+Ella s'inoltrava quanto permettevano via via le bracciate del suo
+compagno, e rideva.
+
+--Siamo prigionieri nella selva incantata;--diceva.
+
+--Un po' di pazienza, signora;--rispondeva Maurizio.--Ancora una ventina
+di passi, e riusciremo alla luce.--
+
+Egli intanto si lodava in cuor suo di aver fatta quella strada due ore
+prima. Se nella mattina non avesse ceduto al primo impulso di rivedere
+il torrione dei suoi ricordi infantili, certamente non avrebbe osato
+allora di condurre la contessa Gisella a metter piede in quella fratta.
+Ed ebbe a parerle di sicuro la più esperta delle guide di montagna,
+poichè per l'appunto una ventina di passi più in là finiva la macchia
+dei nocciuoli, e davanti alla contessa si schiudeva l'ingresso di una
+piattaforma merlata.
+
+--Nuovo! che cos'è?
+
+--Un belvedere, signora. Di laggiù si presenta come un torrione, di
+quassù come un terrazzo.--
+
+Gisella seguì Maurizio sulla piattaforma, guardandosi intorno ammirata.
+
+--Bello, bello, questo nido nel verde! Buon giorno, cardellini,
+lucherini, o che altro vi siate;--gridò ella ad uno sciame di
+uccelletti, che spulezzavano dalla frappa.--E questo bel sedile a
+cerchio? vedete che idea meravigliosa!--
+
+Il fragore delle acque cadenti era un po' forte, per verità; pareva che
+dovesse spegnere le parole in bocca. Gisella si affacciò alla merlata
+per vedere l'abisso; ma subito si trasse indietro. Lo spettacolo era
+stupendo, ma dava anche il capogiro.
+
+--Sediamo;--diss'ella;--tanto, abbiamo da discorrere.
+
+--Sediamo;--rispose Maurizio;--sarà meglio qui che al Castèu. Ma proprio
+sareste venuta questa mattina laggiù?
+
+--Certamente. Avevo da chiedervi un favore.
+
+--Potevate scrivermi.
+
+--E voi rispondermi una bella lettera, compassata, cortese, ma fredda,
+non è vero? Ci avrei fatto un bel guadagno! No, niente lettera, andiamo
+noi. Non c'era che un pericolo: che foste partito nella mattina.
+
+--Oh, non ho più occasione di muovermi,--disse Maurizio,--dopo il
+viaggio che ho fatto.... il giorno che avevo annunziato.
+
+--Il gran viaggio di tre giorni!--esclamò ella, sorridendo
+maliziosamente.--E ne siete ritornato di nottetempo, come un malfattore,
+per chiudervi in casa, per nascondervi ad ogni vivente. Ma non così
+bene, che io non lo sapessi. Uscivate soltanto per prendere il sentiero
+dei monti; anche questo sapevo. Che vi pare? che io non ci abbia una
+buona polizia? Molte cose ho saputo, signor Maurizio; e per una tra
+tante posso e voglio dirvi: siatemi amico; qua la mano, che io vi
+esprima in una stretta buona e fraterna tutta la mia gratitudine.
+
+--Gratitudine! di che?
+
+--Di aver pagato ad un padrone esoso il semestre di quella povera gente
+laggiù.
+
+--Io?...--balbettò Maurizio, confuso.
+
+--Sì, ditemi ancora che non è vero.
+
+--E non lo negherò. Ma come lo sapete voi?
+
+--Ah!--gridò ella, battendo allegramente le palme.--Non lo sapevo,
+quantunque mi paresse di averlo indovinato; non lo sapevo ancora, e
+adesso lo so. Già, non potevate essere che voi; ed io quasi mi vergogno
+di essere stata in dubbio un momento. Figuratevi, l'altro giorno ero
+andata in paese.... sperando anche un pochettino d'incontrarvi; ma siamo
+giusti, non ero scesa per voi; volevo vedere il signor Pinaia,
+indegnissimo proprietario del Martinetto, e probabilmente di questo bel
+nido nel verde; volevo vederlo, dico, per ottener da lui che aspettasse
+ancora qualche settimana a rientrare nel suo avere. Il povero Feraudi,
+gli soggiungevo, avrebbe venduta la sua ultima mucca, per soddisfarlo.
+Non occorre, mi rispose il Pinaia, sono stato pagato; serbi la mucca per
+un altro semestre, se non riuscirà neanche allora ad avere la somma
+necessaria. Ora, vedete, signor Maurizio, quella povera gente s'immagina
+che sia stata io, la benefattrice, ed io non posso lasciarle credere
+quel che non è; vi chiedo dunque il permesso di dire chi è stato.
+
+--No, non ve lo posso concedere.
+
+--E se me lo prendessi.... per caso, non mi guardereste più in viso?
+
+--No, vi scongiuro, non dite nulla. Più tardi, se mai; ci sarà sempre
+tempo. I ringraziamenti mi opprimono. Notate che quel giorno ero andato
+ancor io dal Pinaia coll'idea di ottenere una proroga. Il Pinaia mi
+rispose male, ed io allora, stizzito, pagai; ma invitandolo a non dire
+il mio nome.
+
+--E non lo ha detto, signor Maurizio. «Sono stato pagato»; furono
+queste le sue precise parole, e non volle aggiungere di più. Dunque,
+signor Maurizio, voi siete stato tanto buono; e non mi dite che i
+ringraziamenti vi opprimono, perchè voglio esservi grata io, che avrei
+pagato tanto volentieri il signor Pinaia. Ma io non avevo quella somma;
+avrei dovuto domandarla, essendo _en puissance de mari_, e non potendo
+disporre di nulla, neanche del mio, senza farne richiesta, senza darne
+notizia. So bene che avrei ottenuto; ma per tante ragioni non mi piaceva
+di chiedere. Quante cose che una donna non può fare! E come sarei
+insorta, come mi sarei ribellata, quel giorno che voi siete partito da
+casa nostra! Perchè avevate ragione, Maurizio, e niente giustificava
+quella mala risposta.
+
+--Non parliamo di ciò, ve ne prego;--diss'egli.--Io ho inghiottita
+l'offesa: se ho dovuto in qualche modo provvedere alla mia dignità,
+credete che ciò non fu senza mia pena, e grandissima. Io piuttosto
+credevo che quella sfuriata a proposito di opinioni filosofiche
+dissimulasse un altro sentimento, la noia di vedermi in casa sua.
+
+--Qui v'ingannate, non c'è nulla di questo. Lo avete contradetto nelle
+sue opinioni scientifiche, e ciò lo ha fatto andar fuori. È il suo
+tallone d'Achille. Egli si chiama Ettore, per verità; ma non ha meno,
+per questo, il suo punto vulnerabile. Guai a toccarlo sulla filosofia
+positiva. Ora, di aver passato il segno è convinto anche lui. Il primo
+giorno stette grosso con tutti; il secondo parlò a monosillabi; il
+terzo, non so più a qual proposito, uscì in questa confessione: «Ho il
+vizio di lasciarmi portare dall'impeto della passione, e il sentir
+troppo non è scusa valevole: un giorno o l'altro mi schiaffeggerò».--
+
+Maurizio non ebbe neanche la forza di sorridere alla frase che esprimeva
+in forma così comica un pentimento. L'immagine di quell'uomo gli tornava
+incresciosa; e da parecchie ore l'aveva costantemente negli occhi.
+
+--Come avete potuto,--diss'egli,--uscir così presto di casa?
+
+--Ah, se ci fosse lui, mi sarebbe stato impossibile;--rispose
+candidamente Gisella.--Non già perchè egli m'impedisca di andar fuori;
+ma perchè si fa colazione insieme alle dieci. Egli è partito ieri, e
+rimarrà fuori una settimana. La passione per l'esercito è ancora forte
+in lui; ha voluto assistere a certe prove d'artiglieria che si fanno a
+Vincennes; frattanto ha accompagnato il suo amico Dutolet, che finiva la
+sua licenza di quaranta giorni. Ecco perchè ho detto ieri a Biancolina
+che molto probabilmente sarei venuta a far colazione da lei. Ho la mia
+settimana di libertà; voglio andare attorno, per monti e per valli. E
+verrò anche al Castèu.
+
+--Il Castèu sarà felice di accogliervi. Ma badate; egli saprà della
+visita, e non gradirà che da parte vostra si sia fatto un passo simile.
+
+--Perchè? Non siamo sempre in relazione con vostra sorella? E l'aver
+annunziato voi di dover partire da San Giorgio, per quanto se ne
+potessero indovinar le ragioni, non sarebbe bastante a farci trascurare
+un obbligo di cortesia. Diciamo piuttosto--soggiunse Gisella, con la sua
+graziosa malizietta,--che la montagna è assai bella, che qui si sta
+bene, e ci si chiacchiera meglio. Avrò dunque il piacere di vedervi in
+alto. E poi, e poi, spero bene che appianeremo tutto, non è vero?
+
+--Ah! impossibile;--proruppe Maurizio.--Impossibile che ci rivediamo
+alla Balma.... E forse, anche qui....
+
+--Che cosa dite, signor Maurizio? perchè?
+
+--Perchè.... Me lo chiedete, signora? Voi mi avete parlato testè di
+un'amicizia fraterna; ed io.... io non vi posso esser fratello.
+
+--Lo so bene; ma allora, non ci si ha più da vedere come amici? Voi non
+ragionate, signor Maurizio. E come? mi fate conoscere la vostra bontà di
+cavaliere, la vostra cortesia, la vostra gentilezza squisita; mi
+conducete qua, dove io sto così bene a discorrere con voi, dimenticando
+ogni cosa, e poi mi mandate via?
+
+--Ma io non posso dimenticare.... debbo dirvelo? è in fine un debito di
+lealtà: non posso dimenticare.... che vi amo.--
+
+Maurizio pensava che a quelle parole la terra gli si dovesse sprofondare
+sotto i piedi. Era una grande audacia, la sua: ma era meglio parlar
+chiaro, e dire a quella donna a quale aspra battaglia si sarebbe esposto
+il suo cuore, accettando il partito da lei candidamente profferto.
+
+Gisella non si adontò, non rise: calma, se non tranquilla, perchè ella
+pure doveva fargli una confessione solenne, rispose:
+
+--Ebbene, anch'io, signor Maurizio, vi amo. Zitto, non mi dite più
+nulla. Non guastiamo il valore delle nostre parole; viviamo
+profondamente il silenzio di quest'ora. Qua, la vostra mano nella mia!
+Ma come arde la vostra, mio povero amico!--
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+Celeste oblìo.
+
+
+Ci sono parole nei vocabolarî; costrutti e locuzioni nelle grammatiche;
+ci stanno a guisa di forme morte o dormenti, che si ravvivano o si
+ridestano al suono della voce da cui son richiamate. Ma il risuonar loro
+è nulla, o ben piccola cosa. Ognuno può leggere, ognuno può dire, poichè
+la favella è proprio carattere dell'uomo; ma il sentire, il far sentire
+ciò che la voce esprime, tutto ciò che una parola, una frase può
+contenere di pensiero, è dono di pochi, fortuna di rari momenti solenni.
+Con le stesse parole si può riuscir vuoti, molesti a chi ascolta, a chi
+legge; ed anche scrivere un canto di Dante, o una scena dello
+Shakspeare. Il momento solenne che suscita le forme dormenti, la
+collocazione che le atteggia, l'impeto che le muove, l'accento che le
+anima, il gesto che le sostiene, ecco la vita; per cui ciò che era piano
+risalta, ciò ch'era umile diventa sublime, ciò che si sarebbe a mala
+pena ascoltato inebria, commuove, rapisce.
+
+Maurizio non s'aspettava quella risposta di Gisella, non l'aveva
+immaginata possibile, non aveva parlato per provocarla; aveva parlato
+dell'amor suo per onesta sincerità, per risoluto disegno, per
+ragionevole speranza, fosse pur doloroso parlare, fosse pur dannoso
+scoprirsi, amaro dover rinunziare alla vista di quella divina creatura.
+Voleva fuggire, non rimanere, il poveretto; perciò aveva parlato in quel
+modo. Ma gli era avvenuto di sceglier male il momento, e forse peggio la
+frase. Del resto, a che sofisticar sulla frase? Tutto ciò che noi
+diciamo ha il colore dell'ora, triste o lieta, benedetta o maledetta, in
+cui l'animo nostro ha trovato modo di esprimersi. Quando non è più
+tempo, le frasi che dovrebbero ritrarci indietro son quelle che ci
+travolgono; le parole che vorrebbero salvare son quelle che pèrdono.
+
+Intendiamo lo stato di Maurizio. Quella mano che lo aveva già fatto
+tremare una volta, stringendo la sua un po' più dell'usato, quella mano
+lo fece fremere, riardere per tutte le vene. Ed anche Gisella, innocente
+creatura, non sapeva in quel punto che cosa si dicesse o facesse, nè
+dove potesse condurla quel moto di sincerità. Dote o sventura dell'amor
+vero è il non veder nulla davanti a sè, nè d'intorno, quando il cuore ha
+parlato, cedendo alla sublime follìa che lo invade. Ma infine, per
+questa follìa siamo nati, e chi se ne parte dalla vita senza averla
+provata, può dire di non esser vissuto. È ben vero, per contro, che
+porta le sue tristi conseguenze il provare: qualche volta chi l'ha
+provata ne muore; qualche volta sopravvive, ma come un sognatore, come
+un sonnambulo, come un'ombra di sè stesso: il morto che cammina, secondo
+il detto comune.
+
+Ne avrete veduti anche voi, di questi uomini strani, che vi stanno là
+come incantati. Parlate, ed hanno l'aria di ascoltarvi; li invitate a
+guardare questa o quell'altra cosa che vi abbia colpito, o che attragga
+l'attenzione universale, ed anch'essi guarderanno dove voi dite. Ma
+interrogateli, e vedrete: vi parranno tornati allora allora dall'altro
+mondo. Costoro pensavano ad un loro momento vitale, quello a cui mirano
+e per cui respirano tuttavia; lo richiamavano, il bell'attimo fuggito;
+felici un istante nella memoria, lo rivivevano ancora. In quelle
+maravigliose ricostruzioni del desiderio si sente la vanità di tante
+cose miserabili, per cui gli uomini mediocri si struggono, i deboli
+ammattiscono, i vili strisciano, i cattivi schizzan veleno. Comandare ai
+proprii simili essendone schiavi; figurarsi di trascinarli essendone
+trascinati; credere d'ingannarli essendone ingannati; è questo il gran
+fine della vita?
+
+Maurizio si risvegliò dal suo momento di ebbrezza. Era lui, lui ancora,
+o non forse un altro, il vittorioso, il felice, il signore
+dell'universo? Anche lei, la divina creatura, gli appariva trasfigurata,
+per miracolo d'amore. Nuovo mondo era quello, altra regione, ignota
+sfera per lui; e ci viveva così bene! come in una di quelle nubi,
+luminose e fragranti, dove la fantasia dei pochi ha finito o indovinato
+che si celino, trascorrendo sulla terra, gli spiriti puri, gli abitatori
+del cielo. Maurizio visse estasiato in quel mondo, delle cose
+dell'esistenza lasciando ogni cura alla consuetudine, esperta guida che
+non ha sempre mestieri del raziocinio. Non fa altrimenti il sonnambulo;
+va diritto e sicuro, adempiendo a tutti gli uffici dell'uomo desto; per
+una cosa sola, che è la sua meta, il suo pensiero dominante, continua il
+sonno ed il sogno.
+
+Vederla apparire ogni giorno, lassù, nel verde aereo nido accanto alla
+cascata dell'Aiga, che momento per lui! E come volavano inavvertite le
+ore, mentre la montagna custodiva il suo dolce segreto! Gli uccellini
+della macchia non fuggivano più, vedendo appressarsi quei due fortunati,
+immemori, inconsapevoli d'ogni altra cosa che non fosse il loro affetto
+scambievole. Erano due amici, oramai, per la gaia famiglia del bosco.
+Spensierati come voi, scriccioli della siepe, come voi, cardellini del
+prato, si amavano senza badarsi d'attorno, s'inebriavano della stessa
+fragranza silvestre, della medesima freschezza, della medesima gioventù
+del creato; unica immagine l'ora presente, unico pensiero il fido
+colloquio, unica legge l'amore.
+
+Gisella era calma nella intensità della sua gioia, piena della sua
+felicità di dea, vera figlia della natura, come l'avevano voluta i suoi
+educatori. Sentiva allora, per la prima volta, tutta l'ebbrezza del
+vivere; quasi per effetto di rivelazione subitanea, vedeva più addentro
+negli arcani delle cose; una lingua fin allora sconosciuta dischiudeva i
+suoi misteri per lei. Le pareva d'intendere le voci degli uccelli nella
+frappa, e si fermava estatica ad ascoltarli.--Sentite, Maurizio: questo
+qua dice alla sua compagna che la mattinata è splendida, e che si
+potrebbe fare una volata fin lassù, da quei ginepri. E quest'altro....
+ma no, diciamo quest'altra.... Sapete di chi parla? Di voi, signorino;
+dice che siete buono, e gli piacete a quel modo. Cara, ma brutta!
+ragiona bene, e non mi va. Che cosa deve importare a voi, signorina, che
+il mio Maurizio sia buono? Non ha mica da esser tale per voi.--
+
+Maurizio rideva, partecipando con tutta l'anima a quei giuochi infantili
+della divina creatura. Ma non c'era sempre da ridere. Quello stesso
+giorno, ad esempio, volendo forse prender consiglio dagli uccellini,
+Gisella s'inerpicava sulle alture, alla volta dei ginepri. Lassù, presso
+un cespuglio, aveva veduto due serpi avviticchiate, che davano sembianza
+del caducèo di Mercurio. Si era avvicinata, al solito, da vera figlia
+d'Eva, con molta curiosità e senza ribrezzo, mostrando a Maurizio, che
+invano cercava di tirarla via, come una di quelle serpi avesse la testa
+quietamente posata tra le fauci dell'altra, ammiccando di là sotto con
+gli occhietti astuti, mentre all'altra, che la teneva stretta tra i
+denti, si vedeva palpitare con ritmo accelerato la gola gialliccia.
+Stranezza di voluttà in quelle due care bestiuole!
+
+--Andiamo, via,--diceva Maurizio,--potrebbero essere due vipere.
+
+--Ebbene che importa?--rispondeva Gisella, senza volersi spiccare di
+là.--Esse si amano e non badano a noi; si lascerebbero uccidere,
+piuttosto che muoversi. Guardate che ingegno, se sono velenose come voi
+dite; amandosi come fanno, si nascondono a vicenda il veleno.--
+
+Maurizio non ebbe pace, finchè non l'ebbe allontanata dalle serpi.
+
+--Lasciamole amare a modo loro;--diss'egli;--chi ama non vuol
+testimoni.--
+
+Gisella sorrideva, socchiudendo i grandi occhi d'indaco e sprigionandone
+lampi «di faville d'oro» come avrebbe detto il Chiabrera; quindi
+arrovesciata la bionda testa sull'omero, porgeva la bianca gola ai baci
+del suo sgridatore, per cui era tanto lieta, tanto superba di esser
+bella.
+
+Qualche volta vedevano in lontananza il Feraudi, piantato a guardia del
+suo armento su qualche rialto della montagna. Il contadino vedeva loro
+aggirarsi più spesso all'aperto, per far le scorribande, che non per
+andare al Martinetto, dov'era la sua convalescente, tacito pretesto a
+tutti quegli incontri quotidiani. Vedeva, dico, ma non dava segno di
+ravvisare, e lento nei gesti si voltava a guardare da un'altra parte.
+
+--Si è avveduto;--mormorava Maurizio.
+
+--Non dirà nulla, amico mio;--rispondeva Gisella.
+
+--Perchè?
+
+--Perchè ci è riconoscente e ci ama.
+
+--Pure, bisognerà esser cauti.
+
+--Sì, sì, siamo cauti, mio bel gesuita.--
+
+A Maurizio non piacevano i titoli; non gli piaceva nemmeno che per
+dargli del furbo o dell'ipocrita fosse usato quel nome. Sentiva del
+resto in quella locuzioni l'effetto naturale, inavvertito, della scuola
+a cui aveva imparato Gisella. Quello era di certo il linguaggio del
+conte Camillo, soprannominato il miscredente. Gl'insegnamenti sono come
+le inondazioni, che si sovrappongono e fanno sedimento; essi lasciano
+sempre un deposito di frasi negli orecchi più delicati. Quelle frasi
+riappaiono qualche volta, senza che però ci si pensi, o si dia loro
+importanza veruna; riapparendo, dimostrano quale sia stata la scuola. E
+andasse pur gesuita per ipocrita; perchè ipocrita, poi? forse era
+sinonimo di cauto? C'era nell'applicazione del vocabolo un'accusa di
+viltà ch'egli non credeva di meritare. Il sentimento che Maurizio
+provava era ben altro, se mai; sentimento di pena sorda ma profonda,
+ch'egli provava di tanto in tanto, quante volte per brevi intervalli,
+quasi lampi nel buio, gli tornava a mente il suo stato.
+
+Al silenzio del suo compagno, Gisella si avvide di averlo ferito.
+
+--Ma se dico per ridere!--esclamò.--Ti amo tanto! Abbracciami, Maurizio,
+abbracciami qui, al sereno del cielo. Il pastore ha gli occhi da
+quell'altra parte.--
+
+Un bacio scoccato, una risata argentina, e la pace era fatta. Ma se le
+paci erano facili, erano anche facili le guerre; e queste, per brevi che
+fossero, bisognava abolirle. È il sogno di tutti i filantropi. Per
+abolire quelle piccole guerre, Maurizio vedeva la necessità di ravviare,
+di educare a modo suo la mirabile selvaggia. Una così bella creatura
+doveva esser perfetta; la figlia della natura era degna di ricevere
+qualche insegnamento dall'arte.
+
+--Perchè non credi?--le domandava Maurizio.
+
+--Io?--rispondeva ella, stupita.--Non credo io dunque? Ma se credo
+all'amor vostro, Maurizio! Ma già,--soggiungeva, ridendo,--il mio buon
+amico è un bel discorritore; bisogna lasciarlo discorrere. Eccomi qua,
+vi sento, vi ascolto, son tutt'orecchi.
+
+--Oh, questo, poi!
+
+--Dico per modo di dire. So bene che son piccini; fin troppo piccini.
+
+--Un'altra! Ma con voi non si può ragionare, mia bella prepotente. E
+siete bella, troppo bella per me, troppo bella per ogni povero mortale.
+Perchè di questa bellezza meravigliosa non essere grata a Dio? Vorreste
+voi dunque persuadervi di esser nata così per un caso, per un
+capriccioso incontro di cellule? Guardatevi in uno specchio, bambina
+miracolosa, e poi ditemi voi se è possibile di credere una cosa simile.
+
+--Ma io non credo niente di ciò che voi dite. Maurizio. Voi mi accusate,
+io dubito, di aver letto certi libracci di scienza moderna. Nè moderna
+nè antica, mio bel cavaliere. Vivo, amo, son contenta di vivere e di
+amare; ecco tutto.
+
+--No, non può esser tutto;--s'impuntava a sostenere Maurizio.--Dovete
+essere riconoscente.
+
+--Ebbene, sia, sono riconoscente.
+
+--A chi?
+
+--A te.... che mi trovi bella;--rispondeva la pazza canzonatrice, dando
+in uno scoppio di risa.--
+
+Non era ciò che voleva Maurizio.
+
+--Vediamo di ragionare;--diss'egli.--Siete un fiore, un bel fiore, un
+fiore stupendo. E potete non darvi pensiero del come un tal fiore sia
+nato? Potete immaginare che sia nato così, per un caso, per un capriccio
+di natura?
+
+--Leva il capriccio e metti il destino; metti la necessità, l'utilità,
+quel che vorrai;--rispose ella, alzando le spalle.
+
+--Utilità!--disse Maurizio.--Passi per il frutto; lo capirei ancora. Il
+frutto è utile, infatti; possiamo credere che sia una necessaria
+produzione dell'albero, come l'albero una necessaria produzione del
+suolo....
+
+--Come il suolo una necessaria....
+
+--Sì, canzonatemi ancora. Mi mettevo a ragionar come voi, signorina. Ma
+il fiore non è necessario, è superfluo; sopra tutto è inutile che sia
+bello. E come potrebbe essere un prodotto della necessità, la bellezza?
+Come si potrebbe ammettere che si fosse formata la bellezza per cieca e
+sorda opera di selezione, di adattamento, di evoluzione? E l'ideale, che
+è il fior dello spirito, si sarebbe egli fatto per necessità di
+battaglia? Badate, mia dolce amica; per negare un intelletto creatore,
+noi siamo costretti a distribuire troppa intelligenza in ispiccioli a
+troppe miriadi d'organismi, a troppi miliardi di miriadi di cellule.
+
+--E dàlli con le cellule! Ma io non ne so nulla, di tutte queste
+malinconie. So una cosa sola, Maurizio;--conchiudeva la bella
+birichina;--che noi spendiamo troppo tempo a discutere di filosofia.
+Questa è filosofia, non è vero?
+
+--Quasi;--disse Maurizio, smettendo.
+
+Un triste pensiero gli era passato allora per la mente.
+
+--Povere nostre giornate serene!--riprese egli, sospirando.--Son per
+finire, o non le avremo più così lunghe.
+
+--Le avremo ancora;--rispose Gisella, con la breviloquenza che bisognava
+usare per certi argomenti.--C'è una proroga al ritorno.
+
+--Ah!
+
+--Sì, una lettera di questa mattina; avevo dimenticato di
+dirvelo. Le esperienze di laggiù durano ancora, e sono molto
+interessanti;--soggiunse ella, respirando.
+
+Al respiro di Gisella rispose il cuore di Maurizio con un sobbalzo
+d'allegrezza. Ma quel sobbalzo fu tosto represso dal ritorno di un
+brutto pensiero; dal brutto pensiero che opprimeva da più giorni la
+mente del signor di Vaussana. Perchè infine, lontano o vicino
+quell'uomo, ciò che Maurizio faceva, egli gentiluomo di stampo antico,
+egli cavaliere senza macchia.... Ma no, no, no, non voleva pensarci.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+Sull'orlo dell'abisso.
+
+
+E andava innanzi così, alla ventura, come si va pur troppo in tante
+circostanze della vita, quando non siamo noi che scegliamo il sentiero o
+regoliamo i nostri passi, ma è la nostra passione, il caso, il destino.
+Pure, come gli era concesso dallo stato suo, andava abbastanza
+guardingo, e in certi casi perfino sospettoso. Egli sentiva
+istintivamente che all'effetto di quelle forze cieche non bisognasse
+aggiungere quello dei nostri piccoli errori, delle nostre facili
+dimenticanze, delle nostre naturali spensieratezze; perciò
+s'impensieriva di tutto, e almeno nelle cose minute, non potendo più
+nelle maggiori, nelle essenziali, voleva andar cauto. Di uno temeva, ad
+esempio, di uno dubitava, e quest'uno era il Feraudi, il contadino del
+Martinetto, il povero pastore che troppe volte gli accadeva di trovare
+sulla sua strada, o di veder da lontano, ma anche là in atto di guardare
+alla sfuggita, e certamente in condizione di notare quella assiduità di
+passeggiate al deserto. La gratitudine, a cui aveva accennato Gisella,
+era sicuramente una bella cosa, ma anche rara, molto rara nel mondo,
+come tutte le cose belle, e tale da non doverci fare un grande
+assegnamento.
+
+Maurizio trovò il modo di combinare quell'uomo ad altre ore, da solo, e
+d'intrattenersi a ragionare con lui. Gli faceva larghe dimostrazioni di
+benevolenza, lo trattava con molta dimestichezza, quasi con amicizia,
+aiutando benissimo a colorire la cosa il ricordo di qualche servizio
+reso, e destramente conduceva il discorso sulla signora della Balma,
+affinchè quell'altro dovesse dirgliene tutto quello che ne pensava, ed
+egli, dal canto suo, potesse giustificare con qualche buona ragione
+quella frequenza d'incontri e di gite.
+
+--Che bell'anima, la signora della Balma!--diceva Maurizio.--Come vuol
+bene a voialtri! Senza orgoglio, senza pregiudizi di sangue, non è vero?
+E semplice, poi! Par quasi una bambina. Come si diverte a correre per
+questi bei monti!
+
+--Già,--rispondeva il Feraudi,--in questo è tutta la buon'anima di sua
+madre, la contessa Ippolita. Ma era più timida, la vecchia; non si
+fidava mica tanto; più in qua del Martinetto non si arrischiava mai,
+nelle sue passeggiate.
+
+--Aveva ragione, perbacco;--ripigliava Maurizio, felice di aver condotta
+la conversazione a quel punto.--La montagna è sicura; non si ricorda
+che ci abbiano mai torto un capello ad anima nata; ma dopo tutto siamo
+vicini al confine; gente di fuori, d'una parte e dell'altra, disertori,
+pezzenti, non ne mancheranno di certo; un brutto incontro non sarebbe
+neanche impossibile. Ed è per questo che mi faccio un dovere di
+accompagnarla nelle sue escursioni, così lunghe e frequenti.
+
+--Lei è savio, signor conte;--replicava il contadino;--e nessuno troverà
+da ridire intorno a queste precauzioni. Del resto, male non fare, paura
+non avere; ha ragione il proverbio.--
+
+Questi discorsi calmavano e turbavano Maurizio: lo calmavano per un
+verso, lo turbavano per l'altro. Ed egli andava più guardingo che mai;
+voleva studiare, governare i suoi atti più che non avesse fatto fin
+allora. Per fortuna, dacchè era tornato a San Giorgio, non aveva avuto
+l'uso di farsi vedere in paese a diporto, salvo nei giorni di festa, e
+la sua mancanza non doveva esser notata come un fatto singolare, come un
+cambiamento improvviso di consuetudini. Uscendo sempre di casa dalla
+parte dei campi, non poteva neanche esser veduto dalle case più vicine
+al Castèu. Davanti al mulino non passava mai, e risaliva sempre e
+discendeva dall'Aiga facendo un giro assai largo. In casa, poi,
+inventava ogni giorno qualche pretesto di gite lontane sui monti,
+portando il fucile, come un gran cacciatore nel cospetto di Dio. Quel
+povero fucile riposava spesso appoggiato a qualche tronco d'albero, o
+contro i merli del torrione, dove non metteva paura di certo ai garruli
+abitatori della macchia. Ma egli così faceva per eccesso di precauzioni,
+volendo essere giustificato più che potesse delle sue lunghe escursioni
+agli occhi delle persone di casa.
+
+Gisella era più forte, più serena, più franca. Di che cosa doveva ella
+temere? Usciva per i suoi malati, per suo diporto, per suo capriccio, e
+nelle sue gite non si era mai trovato niente a ridire. Non aveva fatto
+sempre così, anche da fanciulla, vivendo suo padre? Niente era mutato
+per lei, nè il casato, nè le consuetudini di vita. Si sentiva sempre la
+contessina dei tempi andati; tutti i servi della Balma l'avevano sempre
+veduta andare e tornare liberamente, scorrazzare a quel modo.
+
+--Di che temete, Maurizio?--chiedeva ella, con la sua bell'aria di
+sicurezza, donde traspariva anche un lampo di celia amorevole.--Voi
+v'immaginate che tutti vogliano occuparsi dei fatti miei, e mi date più
+importanza che io non ho. Vi dispiace che parli così? Ebbene, diciamo
+che ne ho molta.... per te. Ma non per altri, sai, non per altri.--
+
+Maurizio non voleva dir tutto. Le sue inquietudini si tenevano sempre a
+mezz'aria, vagavano di qua e di là, senza posarsi mai sopra un certo
+argomento. Ma se le sue parole non lo accennavano, il suo pensiero non
+sapeva allontanarsene, e negli occhi spaventati di Maurizio stava fissa
+una immagine molesta, l'immagine che lo rendeva cupo, che lo faceva
+fremere e tremar d'improvviso, anche negli impeti più caldi della
+passione. Non fremeva già, non tremava per sè; fremeva e tremava per la
+divina creatura, per l'amor suo così grande, così intenso, così vivo, e
+così minacciato di morte imminente, sospeso com'era ad un filo. Gli
+innamorati conoscono questi falsi equilibrii, e troppo spesso ne vivono.
+Del resto, c'è la sua voluttà anche in questo vivere di spasimi.
+
+--Sapete,--disse un giorno Gisella, cogliendo a volo negli occhi di
+Maurizio uno di quei lampi che parevano illuminare di tetra luce il
+fondo del cuore,--sapete che alle volte, stando qui accanto a me, mi
+avete l'aria d'un condannato?
+
+--E non lo sono io forse?--rispondeva egli sospirando.--So bene quel che
+mi aspetta. Non dovrò perdervi io, e tra poco, forse domani? Perdervi,
+sì; non sarà forse un perdervi, il vedervi appena qualche momento, e di
+rado, quando egli sarà ritornato?--
+
+L'immagine prendeva un nome; dagli occhi passava alle labbra. Dal giorno
+che Maurizio aveva incontrata Gisella al Martinetto, ne erano passati
+almeno diciotto, e ancora un accenno a lui non gli era uscito di bocca.
+Ma il tempo stringeva; il ritorno temuto non incominciava a sentirsi
+nell'aria?
+
+--Vero,--rispose Gisella,--non sarò più così libera. Triste cosa, amico
+mio, triste cosa!--soggiunse, traendo un profondo sospiro e reclinando
+la bionda testa sul petto di Maurizio.--Tu lo vedi, dunque? Bisognerà
+pensare al rimedio; ed io non ne vedo che uno.... ritornare alla
+Balma.--
+
+A quella proposta improvvisa, Maurizio ebbe un sussulto per tutte le
+fibre.
+
+--No, no;--diss'egli, tremante;--come sarebbe possibile?
+
+--Nel modo più naturale;--rispose candidamente Gisella.--Egli vi
+scriverà, pregandovi di ritornare.
+
+--No, alla Balma, no, mai.
+
+--Perchè?--chiese Gisella, non intendendo quella ripugnanza.
+
+--Perchè!... mi domandate il perchè? Ma egli.... egli ha dei diritti,
+dei diritti che il mondo riconosce per sacri. Dio mio!--esclamò il
+giovane, abbassando confuso la fronte.--Come oserei ritornare lassù,
+ora?... L'ospitalità.... la fiducia ch'egli mostrerebbe di avere in
+me.... C'è una legge, infine, una legge che io sento di avere violata.
+
+--Maurizio! Maurizio!--gridò ella, spaventata, afferrandolo per le mani
+e costringendolo a guardarla negli occhi.--Ma no, che follia!--riprese
+tosto, sforzandosi di sorridere.--Perchè farmi paura così? La legge! la
+legge! Io ne conosco una; è quella dell'amore. Non lo credi tu,
+Maurizio, che questa legge vada innanzi a tutte le altre? Infine,
+ragioniamo; che cosa sono io per lui, se non una bambina, un ornamento
+della casa, una compagna della sua solitudine? e una compagna che non
+basta neanche a fargliela sentire un po' meno, questa sua solitudine! Il
+suo cuore.... lo sai, dove lo ha egli il suo cuore? Nella testa, nella
+testa che gli ribolle sempre d'idee bellicose. Era un soldato, ed è
+rimasto un soldato; l'amor suo è il servizio, la disciplina, la manovra,
+la guerra. Vedi bene che t'inganni. Doveva restare otto giorni; ha
+scritto una lettera per prolungarsi la sua licenza; ed ecco, siamo quasi
+ai venti; potremo giungere ai trenta, ai quaranta. E perchè? per una
+serie di esperimenti importantissimi, che lo interessano tanto, laggiù,
+nel suo campo, nel suo poligono. Amico mio, è l'odor della polvere che
+inebria questi uomini. Che cosa vuoi che si faccia di me? Ed io,
+frattanto, io ho un cuore, non è vero? E te ne ho date le prove,
+Maurizio, di essere una buona bambina, che non ha voluto farvi
+disperare, come avrebbe fatto tanto volentieri una sciocca, una civetta,
+una donna cattiva. Vi ho detto: ti amo; non mi son fatta strappare la
+mia dolce confessione di bocca: e tu mi hai intesa, non è vero, mi hai
+bene intesa?--
+
+Maurizio tentò di parlare. Quell'onda di passione, sollevata, ingrossata
+da tutti gl'inconscii sofismi del cuore, incominciava a soverchiarlo.
+Infine, egli amava quella donna, l'amava pazzamente; e non era colpa
+sua, ma di un perverso destino, se due uomini erano in lui, se ragione e
+sentimento cozzavano troppo spesso nell'anima sua, se quella, già usata
+a soccombere, voleva ad ogni costo farsi ascoltare, prima di oscurarsi e
+di spegnersi. Queste contradizioni sono frequenti nell'uomo moderno: la
+natura e il sangue, antichissime forze, comandano una cosa; il pensiero
+e la educazione morale ne persuadono, o ne intravvedono un'altra. Ma
+allora, non più: che cosa pretendeva da lui la ragione, se in tempo
+opportuno non aveva saputo parlare? Intendeva ella forse di ottenere
+alla legge del dovere una troppo tarda vittoria, che sarebbe stata
+un'ingiuria? e un'ingiuria a cui la delicatezza del sentimento e
+un'altra specie di educazione, la cavalleresca, non avrebbe mai
+consentito? Maurizio tentò di parlare: e le idee che gli si affollavano
+alla mente voleva esprimerle a lei, stringendola nelle sue braccia,
+bisbigliandole in sommesse parole all'orecchio della divina creatura.
+Son quelle che valgono, infatti, quelle che persuadono meglio.
+
+Ma Gisella non volle ascoltarlo. Concitata dalla progressione del suo
+stesso ragionamento, voleva andar oltre, e non solamente a parole. Come
+mai una argomentazione così falsa, così contraria agli imprescrittibili
+diritti del cuore, si era affacciata tra i dubbî di Maurizio? Con quei
+dubbî era necessario di finirla una volta per sempre. Nel candore del
+suo peccato, trascinata da quell'impeto di passione che non sente più
+freno, si alzò, spiccandosi da lui, per andare verso la merlata del
+torrione, del dolce nido in cui erano raccolti; si affacciò, si spenzolò
+fuori con la testa e col petto, tanto che Maurizio atterrito si slanciò
+con le braccia tese per afferrarla. Gisella lo trattenne con un gesto,
+pur ritraendosi e volgendosi a lui sorridente; poi con un altro lo
+trasse accanto a sè, additandogli l'abisso che si schiudeva buio e
+rumoreggiante sotto i suoi occhi.
+
+--Guarda!--gli disse solenne.--Guardate, Maurizio;--ripigliò, con uno
+dei suoi trapassi consueti dalla confidenza alla cerimonia,--guardate
+bene, ma bene, là dentro. C'è la natura in tutta la libera furia delle
+sue forze meravigliose. C'è il vuoto con tutte le sue paurose oscurità.
+Ma c'è ancora chi vuol leggere nel buio, chi vuol dettar legge alla
+natura. Ebbene voi che sapete tante cose, Maurizio, guardate, scrutate,
+indagate. Se c'è in quel buio altra cosa che il vostro amore ed il mio,
+se c'è una legge che li condanni, se c'è.... se ne siete ben certo....
+gettiamoci nell'abisso, e puniamoci da per noi del nostro delitto, della
+nostra vergogna. Vi piace? a me piace.... Voi siete un uomo leale, ed io
+vi crederò ciecamente; la vostra parola sarà la mia legge.--
+
+Maurizio fu per un istante affascinato; e istintivamente obbedendo,
+guardò nel vuoto. Rumoreggiava l'abisso, e nel tumulto assordante delle
+sue mille voci pareva chiamarlo.
+
+Sì, c'era, la legge; c'erano anzi mille leggi, tutte derivate da
+quell'una, primitiva, ond'erano state mosse ad un cenno del creatore le
+forze cieche della natura. Anche quell'arco di sette colori vagamente
+disegnato a tenui gradazioni nell'aria, incurvato leggermente sul
+baratro, nello strato vaporoso dove migliaia e migliaia di gocce diffuse
+in sottilissima polvere d'acqua si offrivano in mobile superficie di
+prisma ai raggi del sole, anche quell'arco pareva una rappresentazione,
+lievissima, a mala pena sensibile, ma pur vera, innegabile, della
+eternità della legge. E non ci avevano veduto, gli uomini primitivi, il
+segno istesso della alleanza antichissima della natura con Dio, del
+conosciuto coll'inconoscibile? Attratto da quel ragionamento interiore,
+imperioso, prepotente, Maurizio levò gli occhi a guardare Gisella.
+Gisella guardava lui, con gli occhi fissi e le labbra tese, come per
+bere nelle prime parole di Maurizio la sentenza d'entrambi. Egli
+rabbrividì involontariamente, tremò tutto di aver forse indugiato troppo
+a rispondere.
+
+--No, no,--diss'egli concitato,--no, no!--
+
+E così gridando, l'afferrò per la vita, traendola a viva forza indietro,
+per modo ch'essa gli cadde resupina tra le braccia convulse.
+
+--No, no;--ripeteva frattanto,--non guardare laggiù. Non sai che il
+vuoto attira, bambina? Anch'io sono stato sul punto di cedere. Gisella,
+Gisella, anima mia, vita mia, che è mai questo pazzo giuoco? Mi avete
+fatto paura. Ma è possibile, una follìa come la nostra? No, cara, no,
+adorata, non c'è niente laggiù; non ha leggi il vuoto. L'amore, hai
+ragione, l'amore è tutto. Non è l'anima del mondo, l'amore? E noi lo
+vorremmo sacrificare a quattro leggi umane, nate dal fatto materiale
+della occupazione della terra, e condotte di sofisma in sofisma a
+giustificare la servitù delle anime? lo vorremmo sacrificare a quattro
+leggi, che passano e mutano, oggi più spesso e più facilmente d'un
+tempo, tanto che noi medesimi le disfacciamo anche prima di vederle
+cadere in disuso per virtù di costumi? No, no, viviamo, Gisella, ed
+amiamo; il resto è nulla, nulla, davanti all'amore, a questa sublime
+visione dell'eternità, concessa alle creature da una misericordia
+suprema ed arcana.--
+
+Gisella ascoltava, dolcemente cullata nelle braccia di lui da quella
+musica di voci interrotte e di sublimi follìe. Anch'ella, poi che tacque
+Maurizio, parlò; ed erano voci più sommesse, le sue, come versi di
+canzone mormorata tra la veglia ed il sonno.
+
+--Vorrei essere.... sì, vorrei essere la serpicina che posava confidente
+la sua bella testina elegante tra le fauci ardenti d'amore del suo damo
+selvaggio; e così dolcemente stretta, dal mio caro spiraglio, vorrei
+ammiccare con la pupilla lucente di felicità al verde della macchia. Ma
+perchè Maurizio, il mio dolce e sapiente signore, ha una così ingiusta
+antipatia per il serpe? Lo so, è un animale troppo distante oramai dal
+tipo delle altre creature viventi; ma forse perchè egli è il più antico
+tra gli esseri. E striscia, il poveretto; striscia, perchè il mondo è
+freddo, freddo, troppo freddo al paragone dei suoi bei tempi. Ma allora,
+chi sa quante migliaia d'anni addietro, il sangue gli scorreva più caldo
+nelle vene; e il serpe andava più glorioso, con la testa eretta sul suo
+bel collo di cigno, e per tanti specchi quante erano le sue nitide
+squamme rinfrangeva in vivaci colori la bella luce di un sole più
+ardente. Egli era il signore del mondo, allora; oggi lo ha abbattuto la
+viltà delle cose. Le antiche leggende, trovandolo ancora padrone della
+terra, ne fecero il gran seduttore.... Seduttore!--ripeteva Gisella,
+sorridendo placidamente al vocabolo.--Bel signore di Vaussana, non siete
+un gran seduttore anche voi? Oh, senza volerlo, quasi senza saperlo....
+Povero il mio Maurizio tanto caro!... Ma dimmi, dimmi ancora una volta
+che son io l'anima tua.--
+
+Maurizio si era mosso in soprassalto. Anch'ella si scosse e rizzò la
+testa. Una voce si udiva, voce di canzone alta, squillante, di là dalla
+macchia dei nocciuoli. Ambedue riconobbero la voce del pastore, e
+sorrisero.
+
+--Strano!--disse Maurizio.--Non l'ho mai sentito cantare.
+
+--Tutti i pastori cantano, quando son soli;--rispose Gisella.--Ma per
+essere venuto da questa parte, dove non ci son prati da pascolo,
+bisognerà ch'egli abbia pensato di farsi sentire da qualcheduno.
+
+--Per dare un avvertimento?--chiese Maurizio, turbato.
+
+--Chi sa? la voce è da amico; l'avvertimento verrà certo in buon punto.
+Andiamo al Martinetto.--
+
+Si alzarono, stringendosi amorosamente per la vita. I cardellini della
+macchia videro ancora, un bacio lungo ed intenso, ma non lo sentirono
+scoccare. Quando i due giovani uscirono dal folto dei rami, il cantore
+non era più là; ben si sentiva la sua voce dalla parte delle rovine, che
+certamente egli aveva già oltrepassate, per ritornarsene a casa.
+
+--La via è dunque libera;--conchiuse Gisella.--Seguiamo il nostro
+pastore.--
+
+Quando giunsero sull'aia dei Feraudi, il pastore era là, con l'aria di
+non pensare a loro. Si scambiarono poche parole tra Gisella e
+Biancolina, apparsa allora sull'uscio; poi il contadino, guardando
+lontano verso mezzogiorno, disse:
+
+--Una carrozza laggiù, al principio del paese; si avvia verso la Balma.
+
+--È lui, il generale;--soggiunse Gisella, volgendosi a
+Maurizio.--Grazie, Feraudi; non c'è tempo da perdere per andarlo a
+ricevere. Mi accompagnate un tratto, signor di Vaussana?--
+
+Come fu di là dai due roveri, fuor dalla vista dei contadini del
+Martinetto, Gisella trasse il respiro più libero.
+
+--Vedi, Maurizio? tutto va bene. Va', ora; riceverai una lettera,
+va'.--
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+Il trattato di pace.
+
+
+Maurizio era tornato al Castèu in uno stato di agitazione impossibile a
+descriversi. Passò in quella sua solitudine una cattiva giornata ed una
+pessima notte; nè migliore fu per lui il giorno seguente, nella
+ignoranza di ciò che accadeva alla Balma. Una cosa sapeva egli; che non
+vedeva Gisella, e che la montagna senza di lei era triste, il cielo
+buio, e cieco il futuro. Nel silenzio della sua stanza, dove egli stava
+di continuo con l'anima in soprassalto, come gli tornavano più chiari i
+dubbî, più forti i terrori, più aspri e più pungenti i rimorsi! Egli,
+infine, egli era il grande colpevole. Quella innocente creatura l'aveva
+travolta egli sull'orlo di un abisso, dove mal si reggevano ambedue: un
+passo ancora, un moto imprudente, ed era perduta. E forse le imprudenze
+non erano state già troppe? Non era l'amor loro sospeso ad un filo? il
+loro segreto in balìa d'un discorso incauto, d'una parola maligna, che
+invitasse ai sospetti? Questo pensiero lo faceva fremere; e questo
+pensiero gli ritornava ad ogni tratto, percuotendo con ritmica
+uniformità nella notte dell'anima sua, come la goccia d'acqua gemente
+dalla volta d'una spelonca percuote monotona, insistente, inesorabile,
+sulla concava superficie d'un masso.
+
+La mattina del terzo giorno, mentre egli già più non sapeva in che mondo
+si fosse, gli fu portata una lettera. Non occorreva chiedere chi fosse
+stato il messaggero: la mano di scritto parlava chiaramente da sè.
+Maurizio aperse la busta con le mani convulse, lesse con occhi tremanti
+la lettera. Gisella scriveva:
+
+ «_Signor Maurizio_,
+
+ «Quello che ebbi il piacere di dirvi tanti giorni fa nel vostro
+ Castèu, vi ripeto oggi col migliore inchiostro della Balma. Perchè
+ non vi lasciate vedere quassù? Il generale, nostro signore e
+ padrone, si maraviglia molto di non veder più il suo amico Sospello.
+ Saprete pure ch'egli è ritornato alla sua residenza ier l'altro.
+ _Amitiés_».
+
+Seguiva il nome: «Gisella Matignon de la Bourdigue». E alla firma teneva
+dietro un poscritto, ma d'altra mano, più ruvida, più grossa, più densa
+d'inchiostro, come d'uomo avvezzo a non mettere che firme.
+
+«Ma sì, mio buono, ma sì» diceva il poscritto. «Che diavolo v'ha preso
+di non dar passata ad eccessi di nervi, a sfoghi di malumore? Se ne
+avete anche voi, venite a metterli in comune. _Bourdigue_».
+
+Che cos'era avvenuto alla Balma, perchè si scrivessero di queste lettere
+a lui? Niente di male, a buon conto; e Maurizio incominciò a metter
+fuori un sospiro di sollievo. Poi, diffidente com'era e amante di
+sofisticare su tutto, almanaccò un pezzo sul fatto che la lettera fosse
+scritta dalla contessa. Ma il poscritto del generale era là, e mostrava
+chiaramente che la lettera era stata scritta da lei sotto gli occhi del
+suo signore e padrone. Avesse rotto lei il ghiaccio, o lo avesse rotto
+lui, la conseguenza era una sola: che gli si facevano garbatamente delle
+scuse, che ogni nube era dissipata, e che egli poteva andare alla Balma.
+Ora, il poterci andare significava doverci andar sùbito.
+
+Il tono gaio della lettera significava ancora che tutto procedeva
+benissimo alla Balma. Come sono avvedute le donne! come sanno l'arte di
+farsi intendere, anche quando non vi dicono nulla! A proposito d'arte,
+non c'era egli un po' di finzione, un pochettino d'ipocrisia tra le
+linee, specie in quell'accenno ad una visita al Castèu? No, perchè
+quella visita c'era stata difatti, e in quella visita la contessa aveva
+detto cerimoniosamente al signor di Vaussana quello che più volte, nei
+confidenti colloquii della montagna, Gisella aveva fatto intendere e
+dato per sicuro a Maurizio. Dunque, niente ipocrisìa nella lettera,
+solamente accortezza. Che, forse, per non apparire ipocriti, s'ha egli
+a dire ogni cosa? Maurizio, frattanto, per quel cenno della visita di
+Gisella al Castèu, sapeva già come regolarsi alla Balma, quando avesse
+da incontrar la signora in presenza del generale. Come sono avvedute le
+donne!
+
+Andato quel medesimo giorno, e con aria di sollecitudine che rendeva più
+bello il suo atto, fu accolto a braccia aperte. Le aspre discussioni
+erano dimenticate, e non era neanche il caso di farci la più lontana
+allusione. D'altra parte, la montagna aveva custodito il suo dolce
+segreto: il viso che accoglieva era sereno, l'occhio limpido, il labbro
+sorridente.
+
+Maurizio non ricevette senza un po' di vergogna quelle dimostrazioni di
+amicizia. V'hanno principii che non si offendono impunemente: la
+coscienza può sonnecchiare, non addormentarsi del tutto; ed anche quando
+è lento a venire il rimorso, la colpa si definisce da sè nel segreto
+dell'anima, si accusa in un vago senso di malessere nel profondo del
+cuore. Ma tanta gioia brillava sul volto di Gisella; tante faville d'oro
+si sprigionavano da quegli occhi d'indaco, che egli, superato il primo
+momento d'angustia, non volle vedere, seppe non vedere più altro. Se era
+tranquilla lei, perchè doveva esser da meno il signor di Vaussana? Se
+appariva così confidente lei, donna, perchè sarebbe stato egli, uomo,
+meno disposto a sommergere ogni molesto pensiero nella sensazione
+profonda di un amore, che era dopo tutto la sua vita, la sua felicità,
+la sua gloria?
+
+Intendiamo che cosa sia questa gloria. Essa non è certamente la
+soddisfazione di un grosso egoismo, di una piccola vanità, di una
+ambizione volgare. È anche gloria, è gloria sopra tutto la luce viva di
+cui si cinge il gran sole, l'aureola di raggi onde s'intorniano le
+fronti dei beati, la cerchia profonda di teste adoranti e d'ali tese in
+estasi divina, onde l'arte ideale ha circondata la santità trionfante.
+Gloria è l'amore nella pienezza sublime delle sue contentezze, quando ha
+confuso due esseri che si sono lungamente cercati e intensamente voluti;
+due vite che si librano in alto, posando immobili in certe lor calme
+serene, pari a quelle dell'ora meridiana, quando sopra una medesima
+linea di mare si vedono posare due bianche vele latine; le quali, assai
+più che di far viaggio, sembrano compiacersi di gettare agli occhi del
+riguardante un lungo riflesso, immobile al par di loro, su quelle onde
+chete dove la luce si addormenta e il calore si spegne nella tonalità
+vaporosa del quadro. Dolce abbandono sul mar senza vento, con molta luce
+diffusa dall'alto e con molta pace dintorno: una luce che par così
+diafana, ma in cui l'occhio non vede; una pace che par tanto profonda,
+ma in cui l'intelletto non pensa.
+
+Maurizio, per intanto, non pensava più che alla sua grande felicità.
+«Dio mio» diceva egli in cuor suo «se questo è un sogno, fate che duri,
+fate che io non mi svegli». Ma ascolta Iddio tutti i voti?
+
+Il generale era grandemente mutato da quello di prima. Il recente
+viaggio gli aveva dato una scossa benefica al sangue. Aveva sentiti i
+tamburi, le musiche militari; si era tuffato nella prosa robusta della
+caserma, nella dolce poesia del gran rapporto, e ne era uscito rifatto
+come da un'altra fontana di gioventù. Gli esperimenti della polvere
+senza fumo lo avevano mandato in visibilio; gli avantreni di nuovo
+modello, il nuovo zaino della fanteria, il nuovo cannone
+dell'artiglieria di montagna, le nuove combinazioni chimiche in _ite_
+con cui l'amorosa umanità si prepara alle gioie della pace universale,
+lo avevano intenerito, ritemprato, rinvigorito, esaltato. In ogni
+ragunata dei vecchi compagni d'armi il gran verbo della patria era
+suonato ben alto. Bravi soldati, che l'abuso della filosofia non è ancor
+venuto a guastare! Ai pranzi solenni, ai _punchs_, agli _absinthes_, ai
+vini d'onore, si era parlato spesso e volentieri di rivincita, e il
+ringiovanito Bourdigue aveva promesso in parecchi brindisi che tutti i
+vecchi si sarebbero trovati al loro posto di combattimento. «_Coûte que
+coûte!_» soggiungeva. «Sono ancora saldo in sella. Vorranno ben darmi
+una brigata di _mobiles_! E per riguadagnare il perduto non si sarà mai
+in troppi».
+
+Di tutte queste cose ragionava liberamente col signor di Vaussana,
+spesso dimenticando che parlava ad uno straniero. Maurizio stava a
+sentire, mostrando d'interessarsi al discorso, e, quando la nota della
+_revanche_ squillava più alta, facendosi più piccino che poteva, quasi
+cercando, in quella specie di rannicchiamento morale, di far sparire
+l'immagine della propria nazionalità. Incominciava anch'egli ad esser
+vile, vile di quella tacita compiacenza, di quella spontanea complicità
+ond'è largo qualche volta anche un uomo di valore, verso chi è in casa
+sua il padrone, e non solamente il padrone della casa. Ascoltava,
+sorrideva, approvava, dando a quell'uomo la grata illusione di aver
+sempre davanti a sè il suo consenziente uditorio. Frattanto vedeva
+Gisella con la coda dell'occhio; e questo lo faceva restare immobile al
+fuoco di quella eloquenza soldatesca, che era poi tutti i giorni la
+stessa.
+
+Gisella, pur troppo, non era sempre là a consolarlo delle sue lunghe
+fatiche; non istava più tanto ferma in salotto, nella sala del biliardo,
+o sui sedili della spianata. Gisella andava e veniva, aliando come una
+farfalla. Immensa gioia, vederla ricomparire ad ogni tanto, radiante
+apparizione di vermiglio e d'oro; ma qualche volta accadeva che la
+bellissima creatura lo lasciasse solo per ore ed ore, a tu per tu col
+generale concionante. S'intende che di quelle assenze sue, di quei
+sacrifizi di lui, lo compensava ad usura nei brevi momenti che poteva
+concedergli.
+
+--Caro!--gli bisbigliava.--Come ho sofferto, a lasciarti, andando senza
+di te a vedere i figli di Biancolina! Ma ho pensato a te, sempre. Bella
+strada, che ho fatta tante volte con te! Domani, non è vero? alle
+undici; se dovessi ritardare dieci minuti, mezz'ora, non sarebbe colpa
+mia, lo puoi credere. Il nostro caro nido nel verde, dove soltanto ci
+pare di poter dimenticare ogni cosa!...
+
+--Per troppo brevi momenti!--mormorava Maurizio, sospirando.
+
+--Non son meglio che nulla? Pensate, bel cavaliere, che se mi aveste
+sempre al vostro fianco, verrebbe il giorno che vi.... No,
+no,--soggiungeva, lasciando in tronco la frase,--perdonami, ho detto per
+celia. Mi piace tanto di vederti fare quella cera lunga lunga! Sei
+bello, anche quando vai in collera. E ti amo tanto, Rizio, ti amo
+tanto!--
+
+Rizio per lei, Maurizio per quell'altro, il signor di Vaussana era
+diventato l'amico necessario, il consigliere intimo, l'aiutante discreto
+di tutt'e due. Sì, certamente, di tutt'e due, senza che ci fosse modo o
+ragione di adombrarsene. Il generale, strano uomo e piuttosto disuguale
+d'umore, trattava sempre la moglie come una bambina. A certi momenti,
+Maurizio poteva figurarsi che quella divina creatura, posta tra lui e
+quell'uomo dal cieco destino, fosse per quell'uomo una nipote soltanto.
+E che discorsi curiosi gli toccava di sentire! discorsi che lo facevano
+fremere, tremare, impallidire, sudar freddo. Un giorno dovevano mettersi
+tutti e tre in viaggio, fare una corsa (una punta, diceva il generale)
+fino a Ventimiglia. Il tempo era bellissimo; si andava in vettura
+scoperta, come ad una passeggiata. La carrozza era già da un pezzo sulla
+spianata; da un quarto d'ora i cavalli facevano la ciambella sulla
+ghiaia, e la contessa, andata a mettersi il cappellino e a prendere la
+sua mantiglia, non si vedeva comparire. Gisella in quelle occasioni non
+era mai pronta; e il generale, che tante volte si spazientiva, tuonando
+contro la vanità delle donne allo specchio, era quel giorno di buon
+umore.
+
+--Venite, Maurizio;--diss'egli ad un certo punto;--andiamo a vedere che
+cos'ha la nostra signora, che si fa tanto aspettare.--
+
+La nostra signora! Per quella volta, davvero, Maurizio si sentì correre
+il sangue dal cuore alla testa, e sùbito dalla testa al cuore. Era
+diventato egli in viso come una brace, o come un cencio lavato? Non ne
+sapeva nulla; ma si spaventò ad ogni modo, pensando che il suo
+improvviso mutar di colore fosse notato da quel terribile uomo che era
+così spesso un fanciullo.
+
+Un'altra volta era lei che nella sua cara ingenuità faceva anche peggio.
+Si mutava la disposizione dei mobili e la destinazione di una camera; si
+dovevano collocare certe tendine bianche con liste riportate di ricamo
+rosso, opera d'un inverno della contessa Gisella. Era un lavoro
+delicato, quello di mettere a posto le tendine nuove: ma era anche
+facile, non richiedeva un grande ingegno, nè una pratica speciale. Del
+resto, nell'arredamento del Castèu, e più particolarmente del
+quartierino di Maurizio, il padron di casa aveva voluto dirigere, far
+lui ogni cosa, cavandosene con molto onore, come diceva la contessa
+Gisella, con mediocre infamia, come diceva modestamente il signor di
+Vaussana. Così era avvenuto che per quel piccolo lavoro alla Balma, la
+perizia dell'amico necessario, del consigliere intimo, dell'aiutante
+discreto, fosse posta a contribuzione. Il generale aveva accolta con
+gioia quella occasione di far qualche cosa; e là, senza metter tempo in
+mezzo, si era incominciato una mattina a lavorare, non volendo
+manifattori nè servi ad aiutare. Due camere erano sottosopra, per
+arredarne una; si andava e si veniva, si spostavano sedie e canapè, si
+trascinavano tavole, si abbambinavano stipi, si appendevano quadri in
+isporto; finalmente si collocavano in opera quelle sacre tendine. Il
+generale ai piedi della scala doppia, tenendone con mano ferma gli
+staggi mastiettati; Maurizio lassù, appollaiato sugli ultimi piuoli, per
+far combaciare gli anelli del padiglione dorato coi becchi degli arpioni
+al muro; così, lavorando e sudando, dimenticavano l'ora della colazione.
+
+--Ah, bravi!--aveva gridato la contessa, apparendo sulla soglia.--Bravi
+i miei uomini! così va bene.--
+
+Altro che arrossire e impallidire a vicenda! Maurizio balenò sulla
+scala, e fu lì lì per cascar sulle braccia del suo compagno di fatica.
+
+--Ma non vi pare che basti, per mezza giornata di lavoro?--ripigliava
+Gisella.--La zuppa è in tavola; i miei uomini l'hanno ben guadagnata.
+
+--I vostri uomini, contessa,--rispose Maurizio, tratto da una forza
+arcana a ripigliare la frase che lo aveva fatto tremare,--meriterebbero
+piuttosto d'esser mandati a sfamarsi in cucina, tanto si trovano male in
+arnese.--
+
+Il generale rideva. Quel discorso gli pareva certamente in carattere col
+lavoro che egli e il suo amico Maurizio facevano da tre ore. Ed era
+contento di passare per un manifattore. Gli uomini son sempre contenti,
+quando fanno qualche cosa che richieda sforzo di muscoli; hanno così
+l'illusione di maneggiar la leva di Archimede e di muovere il mondo.
+
+Del resto, i giorni di buon umore non erano neppure tanto rari per il
+signor della Balma. Anche parecchi mesi dopo il viaggio di Francia, in
+cui si era, come diceva lui, rifatta la mano, il generale sapeva ridere
+e scherzare a certe ore del giorno; le ore piene, quando abbiamo chi ci
+ascolta, se vogliamo parlare, chi parla, se vogliamo tacere, chi si
+piega e si adatta a tutti i capricci dei nostri nervi invecchiati.
+
+In quelle ore tutto andava bene; ed anche la bambina, con le sue moine,
+con le sue vanità di donna, pareva un'eccellente compagnia a quel
+vecchio brontolone.
+
+--Che diavola!--diceva allora a Maurizio.--Fa quel che vuole. È il
+folletto della casa. Come starebbe bene alla testa della brigata.... o
+della divisione! Mah!--soggiungeva egli, con un sospirone da Mongibello
+in procinto di dar fuori;--ho fatto una grossa bestialità a lasciare il
+servizio. Anche voi, mio buono, anche voi!
+
+--Anch'io;--ripeteva Maurizio, sforzandosi di trarre un sospiro a sua
+volta.
+
+--Ah!--ripigliò il generale.--Se fossimo rimasti al nostro posto, anche
+mandando giù qualche amaro boccone, non dovremmo pregar nessuno per
+esser riammessi nei quadri; e il primo suono di tromba ci troverebbe in
+prima linea. Ma che diamine! ora che ci penso.... non saremmo mica
+insieme, amico Maurizio! Voi forse coi vostri amici Tedeschi....
+
+--Non me ne parlate, generale!--diceva Maurizio, con aria di
+costernazione.--È orribile.
+
+--Ah! lo riconoscete? lo sentite anche voi, che è orribile! Ma perchè,
+domando io, perchè venire a queste estremità?--
+
+Maurizio lo sapeva benissimo, il perchè ed il percome; ma aveva preso il
+verso di dar ragione al suo interlocutore. Ora, tra i modi di dargli
+ragione c'era anche quello di non saper che rispondere; ed egli già si
+disponeva a tacere, sospirando da capo. Ma in quel punto gli passò
+un'idea per la mente; la colse al passo, come si afferra una tavola di
+salvezza.
+
+--Credo,--diss'egli, timidamente,--che gli avvocati ci abbiano
+imbrogliate le carte.
+
+--Gli avvocati? oh, sì, dite bene, gli avvocati. Gran brutta gente, gli
+avvocati, che con le loro ciarle vi fanno il buio di pien meriggio. Tra
+noi soldati ci saremmo intesi, amico Maurizio: questo a te, questo a me,
+_donnant donnant_, e tutti pari. Noi a Tunisi, senza Crumiri; voi a
+Tripoli, senza dir ai nè bai; noi in Egitto, e voi in Abissinia; noi a
+Metz e Strasburgo, voi a Trento e Trieste, che bel fatto! _et pas plus
+malin que ça_.--
+
+Così l'uno tagliando dalla pezza e l'altro approvando del capo, l'uno
+dicendo _Deo gratias_ e l'altro _cum spiritu tuo_, si faceva, di sopra
+ai trattati e in barba ai loro custodi, la gran pace dell'avvenire. E le
+cose andavano. Maurizio era diventato per quell'uomo un altro Dutolet,
+anzi meglio, perchè il Dutolet approvava tacendo, e Maurizio approvava
+parlando. I facili discorritori amano che qualche parola si metta in
+mezzo ai loro discorsi; almeno quando essi hanno la bontà di ricogliere
+il fiato. La politica del generale passava adunque senza contrasti. Per
+contro, e quasi per compenso, il generale cedeva sul capitolo della
+religione, non toccandone mai. Aveva torto; poteva sfogarsi oramai anche
+su quell'argomento, perchè Maurizio, com'era ridotto dalla sua
+condizione, lo avrebbe lasciato dire a sua posta.
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+Rifugio spirituale.
+
+
+Peccato che in mezzo a queste calme fossero ancor troppo frequenti i
+giorni di nervi! Il generale non era paziente per natura: non solo ogni
+contrarietà lo stizziva, il che può accadere a tutti; ma ogni lentezza,
+ogni più piccolo indugio, ogni inerzia naturale delle cose che lo
+circondavano, e che perciò dovevano dipendere da lui, lo faceva andare
+fuori dei gangheri. Avvezzo alle sonorità del comando, parlava troppo
+spesso con voce di tuono; e nel tuono della propria voce si eccitava, si
+riscaldava, s'infiammava sempre più, anche per cose da nulla. Nessuno
+toccava i libri della sua biblioteca; libri d'arte militare, annuarii,
+regolamenti, statistiche, a chi sarebbe mai venuto in mente di leggerli?
+Se qualche volta non si trovavano a posto, la colpa non poteva esser che
+sua. Ma no, non era sua, era di tutti, quando cercava e non trovava il
+fatto suo; e guai, allora, guai a tutti! era un diavoleto, un finimondo.
+
+Degli abiti non era molto curante; abiti borghesi, robaccia! non
+meritavano di occuparsene troppo. Nella biancheria era più sofistico:
+quella toccava la pelle e poteva dar noia. Così, le sue camicie dovevano
+aver la salda e non averla, abbracciare il collo e non stringerlo, non
+farsi sentire per nessuna costura. Quando, per troppa salda di quelle, o
+per subitaneo ingrossamento delle corde del collo, si sentiva nulla
+nulla a disagio, ficcava due dita nel colletto, e crac! strappava
+senz'altro, bestemmiando la cameriera, che fuggiva nella sua camera a
+farsi il segno della croce. Se non trovava lì per lì le sue cigne, era
+un guaio dei grossi: peggio poi se, dopo averle trovate, e cercando di
+abbottonarle, gli mancava o gli ballava il bottone nella cintura dei
+calzoni; la cameriera poteva credere venuto l'anticristo.
+
+--Ettore!--si provava a dirgli la contessa, a cui dispiacevano quelle
+scene, ma ancor più di sentir sgridare a torto le persone di
+servizio.--Sai bene che non è lei. Son io che mi prendo cura dei tuoi
+abiti! son io che faccio sempre queste cose.
+
+--E non capisco perchè tu lo faccia;--ribatteva egli, inasprito.
+
+È proprio dell'uomo il non capire certe cose, specie in materia di
+delicatezze domestiche. Era così l'altro Ettore? Verrebbe voglia di
+crederlo. Infatti, lui morto, la bella vedova passò a seconde nozze con
+Neottolemo, e in terze con Eleno.
+
+A taluna di quelle scenate era presente il signor di Vaussana, che non
+ci poteva far niente. Gisella chinava la fronte, dopo aver guardato
+Maurizio, con aria di volergli dire: «Vedete? non son mica tutti come
+voi, che apprezzate tanto questa povera donna».
+
+Un giorno ella capitò all'Aiga col volto acceso e gli occhi rossi.
+Maurizio non l'aspettava ancora, ed era lassù al dolce nido per la sua
+prudente consuetudine di andar sempre al ritrovo due o tre ore prima del
+tempo. E dell'ora insolita e della strana animazione del volto di lei,
+Maurizio si maravigliò grandemente.
+
+--Ti dispiaccio forse?--diss'ella.
+
+--Ecco una parola ben crudele,--osservò tristamente Maurizio.--L'ho io
+meritata, notando una novità d'orario nella vostra cara venuta? Voi
+siete alterata, Gisella; avete anche pianto. Che cosa è stato? Una delle
+solite sfuriate, oppure....
+
+--No, non cercate altro;--interruppe Gisella.--Una delle solite, ma un
+po' più brutta delle altre, poichè dalle parole è passato per la prima
+volta agli atti. E per una cosa da nulla, avendo torto su tutti i punti.
+Gli avevano portato il caffè tiepido, gran delitto! Ed egli lo voleva
+bollente, per questa volta, senza averlo detto prima, mentre
+ordinariamente si lagna che glielo portino troppo caldo, facendogli
+perdere il tempo a sorseggiarlo. E perchè io mi ero provata a calmarlo
+con una buona parola, sapete come mi ha risposto? Scaraventandomi la
+chicchera addosso. Che ve ne pare? Un bambino viziato non farebbe peggio
+del mio vecchio padrone. Non ho detto una parola, non ho fatto un gesto,
+ricevendo l'offesa villana, alla presenza del servitore; sono andata a
+levarmi la veste macchiata, ne ho indossata un'altra, ho preso il
+cappellino, mentre egli era là a far le volte del leone in gabbia sul
+pavimento dell'atrio.
+
+--Prima della colazione!--notò Maurizio.--Che imprudenza!
+
+--Ah sì, raccomandatemi ancora di esser prudente. Se egli è pazzo, ho da
+esser savia io, che sono dei Matignon come lui? La prenda poi come
+vuole; io non intendo più di esser trattata come una bambina, nè come
+una schiava. Dopo quella villania, poi! È la prima, e deve bastare. Guai
+se incomincio a passargli le sue brutalità. Perchè oramai si va di male
+in peggio; ed io non ne posso più, non ne posso più.--
+
+Così dicendo, la bella scorrucciata si era seduta sul sedile di pietra e
+con ritmo convulso batteva il suo ombrellino sulle ginocchia. Maurizio
+si fece daccanto a lei, e le bisbigliò dolcemente all'orecchio:
+
+--Sei tu che l'hai voluto, bambina!
+
+--Io?--diss'ella, rizzando la testa.
+
+--Così dicono tutti;--rispose Maurizio.
+
+--Io....--ripigliò Gisella, con accento di amarezza.--Io, per vostra
+norma, non ho voluto nessuno. Me ne ricordo benissimo: non è storia di
+cent'anni fa. Non sapevo nulla di uomini, io; non avevo conosciuto che
+il mio babbo, un cuor d'oro, che mi lasciava fare a modo mio in ogni
+cosa. Morto lui, caddi in una tristezza profonda. Voi non sapete,
+Maurizio.... non potete immaginarvi, essendo un uomo, come sia triste
+per una fanciulla restar così senza padre e senza madre sulla terra. È
+la solitudine in mezzo alla folla, è la notte dell'anima nella luce del
+giorno. Mi avevano fatto un consiglio di famiglia, mi avevano dato un
+tutore. Era un gentiluomo, lo zio; mi pareva tale; dovevo essergli grata
+di un sacrifizio inaudito, che tutti dicevano aver egli fatto per me,
+chiedendo di esser messo in disponibilità, lasciando il servizio,
+interrompendo la carriera. Mi trattava come una bambina, sì, ma ancora
+con molto rispetto. E un giorno mi fecero dei discorsi molto strani, che
+non mi parvero orribili. Ma che cosa sapevo io del mondo? Mi pareva fin
+naturale che egli volesse dedicarsi a me, essermi compagno nella vita,
+tenermi luogo di padre. Così fui data a lui, a lui che tutti dicevano
+buono, che io credevo buono come lo dicevano tutti. Ma non lo è, non lo
+è, non lo è; ha lo spolvero della bontà; nel fondo non è che un
+soldataccio brutale. Una donna, per lui, non è che un servo, un
+dipendente: la tratta bene, alle sue ore, come tratterebbe il suo
+aiutante, il suo attendente, a certe ore del giorno: poi, quando ha le
+lune, grida, strepita, tempesta, che pare un ossesso. Ed anche quando
+non è di cattivo umore, che credete? che sia appena appena tollerabile?
+Ha il comando nel sangue, ama il comando in tutto, il comando che annoia
+e che irrita. Ha bisogno di una cosa che è lì sotto la mano? Gisella. E
+subito Gisella deve esser lì, trovar lei, qualche volta indovinare ciò
+ch'egli vuole. Si sveglia nella notte, e non può riprender sonno?
+Gisella. E bisogna svegliarsi. Io dormo volentieri, e sogno
+bene;--soggiunse ella, mettendo il primo sorriso nel suo triste
+discorso;--ma bisogna star su e correr da lui, per discorrere. Se almeno
+volesse, come i bambini, farsi raccontare qualche favola! Ma no,
+discorsi gravi, faccende di casa, delle quali si potrebbe ragionar
+meglio a giorno chiaro; più spesso si gira a parlare di vecchie
+malinconie; della vita militare, del servizio lasciato, della carriera
+interrotta. Oh, non tralascia allora di farmelo sentire, il gran
+sacrifizio che ha fatto! Perchè lo ha fatto? chi glielo ha domandato?
+
+--Capisco,--disse Maurizio,--è nel fondo un grande egoista.
+
+--Sì, dite bene, un grande egoista. Amico mio, son pure infelice. Che
+vita sarebbe la mia, se non avessi il tuo amore? È il mio rifugio tanto
+caro. E come sono corsa a te, l'hai veduto? come ti ho sùbito
+indovinato! come ti ho sùbito accolto! È stata una buona stella che ti
+ha ricondotto quassù, alla terra dei tuoi padri. Se tu avessi tardato,
+o Rizio, se tu avessi tardato ancora a giungere in questo deserto, in
+questo orribile deserto, credo che ci sarei diventata tisica, e mi
+avrebbero presto seppellita laggiù, come una santa, nel piccolo chiostro
+di San Giorgio. E le avrei fatte meravigliar bene della mia compagnia,
+le povere sante dei Matignon.... se pure è vero che di là possiamo
+ancora maravigliarci di nulla.
+
+--Già! la mia bella incredula;--notò Maurizio, con un placido
+sorriso.--Ma come fai a non credere?
+
+--Dimmi tu come si fa a credere,--rispose Gisella.
+
+--Pensando.... pensando molto;--diss'egli.
+
+--Se bastasse il pensare!--esclamò la bella creatura, sospirando.--Ho
+pensato già tanto, io! Vorrei pure averla, una fede. Perchè questa vita
+è assai dura, e da qualche tempo incomincia a diventarmi intollerabile.
+
+--Da qualche tempo!--ripetè Maurizio, con accento di
+tristezza.--Dunque.... per me?
+
+--Ebbene, sì, per te. Pensi tu che non sia doloroso non potermi rifugiar
+sempre in te? Soffro, amico mio, paragonando questi brevi momenti alle
+lunghe ore del mio martirio quotidiano. Ah, sono ben lunghe, e il
+compenso di questo martirio bisognerebbe pure ottenerlo di là. Averne la
+speranza e la fede, che fortuna! Ma non posso; credo che mi manchi
+la.... come si dice?
+
+--Non lo dire, e non lo far dire da me;--rispose Maurizio, vedendo che
+Gisella si era recato l'indice alla fronte.--Coloro che vogliono
+collocare le facoltà dell'anima in altrettanti punti più o meno rilevati
+della testa, saranno poi tirati a conchiudere che la loro testa è
+imperfetta, se le manchi il ricettacolo dell'ideale. Pensa, senti e
+credi; vedrai allora che, credendo in qualche cosa, non si è, a peggio
+andare, niente più sciocchi di loro.
+
+--Voi ne parlate molto facilmente, Maurizio; ma non può creder chi
+vuole, solamente pensando e sentendo. Voi ci avevate.... non dirò già
+quella brutta cosa che vi dispiace tanto, ma almeno la strada fatta,
+l'indirizzo della vostra prima infanzia. Non è così? Hai dette le tue
+orazioni da bambino, ed io non le ho dette; te ne sei ricordato da
+giovane, ed io non ho avuto niente da ricordare; poi, più tardi, sul
+mare, in mezzo ai pericoli della tempesta....
+
+--No, no,--interruppe Maurizio,--queste belle labbra non dicano di
+queste brutte cose, che non sono vere, che non sono state tali, almeno
+per me. Non fu il pericolo, quello che mi ha richiamato alla fede: non
+fu l'abitudine, quella che me l'ha instillata nell'anima.
+
+--Allora, volete voi dirmi come andò?
+
+--Sarebbe un troppo lungo discorso;--rispose Maurizio.--E voi, ora, mia
+dolce creatura, ritornerete a casa.... per farmi piacere.
+Vedi?--soggiunse stringendola fra le sue braccia,--ti mando via. Ma tu
+sai bene che ti terrei tanto volentieri?
+
+--Sì, amico mio; non dubito già io di voi, come voi dubitate qualche
+volta di me. So bene che ho fatto un colpo di testa. Ci voleva, sai? e
+non ne sono pentita. Ma è forse meglio ritornare un po' prima. Vedi tu,
+Rizio, come credo.... in te? Ma ancora voglio credere in ciò che tu
+credi. Convincimi, persuadimi, e sentirò che mi ami tanto, tanto, da non
+potersi immaginare, nè desiderare di più.
+
+--Ahimè, quali patti!--esclamò Maurizio.--E se con tutta la miglior
+volontà del mondo, la mia eloquenza non fosse da tanto? Poi, avremo mai
+tempo per discorrere a lungo, per raccontarti.... come andò? Sono cose
+dell'anima, e il dirle brevemente è difficile.
+
+--Scrivile, allora.
+
+--Scriverle? Sarei lungo, più ancora che a dirle.
+
+--Tanto meglio!--gridò Gisella, battendo le palme.--Sarò più a lungo con
+te.... nelle tristi ore che non ci posso essere. Voglio sapere come hai
+creduto tu, Rizio, voglio saperlo bene. Sai quanto è che ci penso, e non
+osavo domandartelo? Rizio è l'amor mio, il conforto, il rifugio e la
+vita. Perchè mai, uniti in tutte le altre, in una cosa sola siamo come
+stranieri? Voglio essere più in lui, più in lui, tutta in lui, col suo
+modo di pensare, di sentire, di essere.--
+
+Maurizio posò sulla fronte della divina creatura un bacio solenne.
+
+--Sia;--diss'egli poscia;--scriverò.--
+
+E ridottosi a casa, non era stato a pensarci troppo lungamente. Non
+aveva infatti da scrivere per la stampa, per farsi giudicare da qualche
+migliaio di lettori; scriveva per lei, per l'adorata creatura. La fretta
+avrebbe dimostrato il suo buon desiderio di obbedirla; le stesse
+imperfezioni della forma, avrebbero fatto fede della sua sincerità. Il
+giorno seguente, alla Balma, mentre il generale passeggiava sulla
+spianata dando istruzioni al fattore, Gisella riceveva da Maurizio un
+piccolo involto di carte. Non era una lettera, ma a dirittura un
+quaderno.
+
+--Scusate, ho fatto un passio;--diss'egli.--Mi è mancato il tempo
+d'essere breve. Ho incominciato a scrivere iersera alle undici; non ho
+finito che stamane all'alba. Del resto,--soggiunse,--spero bene che non
+vorrete leggere tutto in una volta, ma sorseggiare, centellinare questa
+povera prosa.
+
+--No, no,--rispose Gisella,--voglio legger tutto d'un fiato. A
+centellinare ci sarà sempre tempo, e non tralascerò certamente di farlo.
+Povero il mio Rizio! una notte bianca! E quest'oggi, poi, un'altra
+condanna!
+
+--Che sarebbe?
+
+--Che troverete modo di andarvene prima del solito.
+
+--Perchè?
+
+--Perchè, non lo intendete? perchè voglio stare più a lungo da sola a
+solo con te.--
+
+Era adorabile, mandandolo via a quel modo. Maurizio trovò per l'appunto
+il modo di far più breve la visita, portando via il generale, col
+pretesto di una piccola passeggiata in paese. La contessa fu sola, come
+voleva, per leggere il passio del signor di Vaussana. Ed eccolo qua,
+come ella lo lesse, incominciando dal titolo: «Dal dubbio alla fede».
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+Dal dubbio alla fede.
+
+
+«Ricordando la educazione religiosa della mia infanzia (così scriveva
+Maurizio a Gisella) avevate in parte ragione. Sicuramente, ho dette da
+bambino le mie orazioni. Le dicevo anche molto volentieri, perchè me le
+faceva dire mia madre, recitandole insieme con me. Oggi ancora sento lei
+in certe inflessioni di voce, in certe pause che io metto nel mormorarle
+tra me; e questo me le rende più sacre, dal giorno che le ho ritrovate
+nella mia memoria, dopo tanti e tanti anni d'oblio volontario.
+
+«Le avevo imparate senza sforzo. La mia educazione religiosa non fu
+punto pesante. In casa nostra si era religiosi, certamente, e di questo
+può esservi specchio la mia buona sorella Albertina; ma non si
+appendevano santi e madonne a tutte le pareti, e non c'era l'uso di
+recitare il rosario ogni sera, per dimenticare nella eterna ripetizione
+il significato delle preghiere, o per addormentarci al ritmo uniforme
+dei nostri borbottamenti frettolosi. Le nostre orazioni erano brevi, e
+tutte latine. La mamma ce le aveva spiegate alla grossa, ma ce le faceva
+sempre dire in latino. A me, che un giorno le avevo osservato come il
+latino non si usasse più, la buona mamma aveva risposto:
+
+«--Appunto perchè non è più una lingua parlata tra gli uomini,
+dev'essere la lingua in cui si parli a Dio.
+
+«--Ma se io non la intendo!
+
+«--Mettici tutta l'anima, e t'intenderà lui; non basta forse?--
+
+«Io ero già a cinque o sei anni un feroce curioso. Perchè questo? perchè
+quest'altro? d'ogni cosa volevo saper la ragione. Mia madre, con una
+pazienza maravigliosa, mi spiegava le cose come poteva, e fin dove
+giungeva la sua istruzione, o il suo raziocinio; poi mi diceva: «perchè
+Dio ha voluto così»; e questa era la ragione ultima, a cui non mi era
+lecito ribattere. Un giorno la misi in un grave impiccio, la povera
+donna, coi miei terribili perchè. A proposito di un infelice che avevamo
+incontrato per via, mentre egli si trascinava a stento nella polvere con
+due moncherini di gambe, stendendo a noi due moncherini di braccia, la
+ragione ultima di mia madre cozzò contro una mia irriverente ma non vana
+osservazione:--Ma dunque è Dio che vuole il male?--
+
+«--Queste--rispose ella stringendosi nelle spalle--son cose che io non
+arrivo ad intendere. So che tutto è ordine, nel mondo; so che c'è il
+giorno e la notte, quello illuminato dal sole, questa dalla luna e dalle
+stelle; so ancora che ci sono dei giorni nuvolosi e delle notti
+burrascose. Per ora non mi domandare di più; tua madre del resto è una
+povera donna senza istruzione.--
+
+«Non era vero. Mia madre aveva letto molto, leggeva ancora, quando
+poteva. Un giorno la sentii dire che se tutti gli uomini cessassero di
+leggere, si perderebbe la scrittura, come si perde una lingua, quando
+tutti coloro che la parlano son morti. E soggiungeva che se tutti
+operassero il bene, il male si estinguerebbe, sparirebbe da sè. Questo è
+un sogno; ma i sogni non son tutti da mettere in canzone. Perchè non
+vagheggiarli, quando son belli e fanno bene allo spirito? Che santa
+educatrice è stata mia madre! Peccato che ci abbia lasciato così presto!
+Quando ella si addormentò per sempre, io e mia sorella fummo ben tristi.
+Mia sorella è triste ancora, lo avete notato? Sorride poco, e sempre a
+fior di labbra. Ebbene, ciò data dal giorno che nostra madre è morta.
+Quanto a me, non so; molto allegro non sono mai stato. Ma allora avevo
+otto anni, e mi mandarono subito in collegio; forse per distrarmi, forse
+per non lasciarmi perdere il frutto della educazione materna.
+
+«Anche in collegio avevo la religione, e più che in casa nostra, anzi
+troppo di più; la qual cosa incominciò presto a seccarmi. Il buon Dio
+delle mie orazioni infantili si andava rivestendo di misteri, di dogmi
+e di formule. Ogni mattina, prima della scuola, avevamo la messa; ma che
+messa? un messone. Quel prete Risso, che veniva a dircela ogni giorno in
+congregazione, ci spendeva sempre da quaranta a quarantacinque minuti.
+Se il prefetto, passeggiante di continuo in mezzo alla corsìa, non ci
+avesse avuto sempre gli occhi addosso, che sbadigli sarebbero stati! E
+che risate, quando vedevamo il celebrante far segni ad un personaggio
+invisibile, borbottando certe parole che nel messale non erano scritte!
+Si era sparsa la voce che egli vedesse il diavolo, un diavolo tentatore,
+che veniva a distrarlo fin là; donde i suoi gesti per discacciarlo, e la
+frase che accompagnava quei gesti, una frase che voleva dirgli: va via.
+Alle domeniche, poi, avevamo nel mattino l'ufficio della Vergine; più
+tardi i vespri, e da ultimo la benedizione in chiesa. Nell'ufficio mi
+piacevano abbastanza le lezioni, in cui facevano le loro prove i
+cantori; nei vespri un inno, che era poi l'ultimo, e si cantava con un
+ritmo più frettoloso; nella benedizione mi era, per lo stesso motivo,
+graditissimo il _Salutaris hostia_.
+
+«Dopo tutto, quelle eterne funzioni, di congregazione o di chiesa, ci
+rubavano il tempo destinato alle ricreazioni, agli intervalli dello
+studio. Volevamo andare a passeggio, per respirar l'aria buona, e ci
+tenevano chiusi, al fumo delle candele, per cantare un _Coeli
+enarrant_, bellissimo, ma che non valeva certamente quelle opere. Non
+parlo dei quaresimali, degli esercizi, delle feste comandate e non
+comandate, che si seguivano con troppa frequenza. La confessione era un
+fastidio grande; la preparazione alla confessione un fastidio anche
+maggiore. Era così necessario a noi rompere le lezioni e lo studio con
+larghe boccate d'aria, e i nostri custodi parevano moltiplicare a bella
+posta le occasioni per tenerci rinchiusi fra quattro mura. Il nostro
+spirito aveva bisogno di una religione poetica, ed essi ce la rendevano
+sempre più irta di pratiche minute, di astruserie, di terrori.
+
+«Una bella luce d'aurora in quel buio fu per me la lettura del _Genio
+del Cristianesimo_, dei _Martiri_, dell'_Atala_, tre libri dello
+Chateaubriand; permesso il primo, quasi raccomandato; gli altri due
+letti un po' di straforo. Quel cristianesimo io lo intendevo, lo
+sentivo, lo amavo. E amavo anche il rettore del collegio, uomo
+venerabile per dottrina, amabile per graziosa bontà, senza tabacco
+sparso sulla tonaca, che Iddio lo benedica. Un'altra mia grande simpatia
+era il vescovo della diocesi, che veniva qualche volta a visitarci, e
+che noi vedevamo ogni giorno andando a passeggio. Ho sempre negli occhi
+quel vescovo, un gran signore torinese, bellissimo di aspetto, soave di
+modi, grave nel portamento, modesto nella sua dignità, che pareva sempre
+domandarvi perdono del vestir paonazzo e del portare la sua gran croce
+d'oro sul petto. L'occhio di quell'uomo non guardava, involgeva; la sua
+bella mano benedicente mandava carezze nell'aria.
+
+«Con tutto ciò, non intendevo ancor Dio. Per non ismarrirmi fra tante
+novità, mi rifacevo a quello della mamma; un Dio tutto misericordie,
+tutto dolcezze, nella sua essenza invisibile, ma profondamente sentita
+nel cuore. Anche la Madonna era bella, e l'amavo, con la sua veste
+azzurra e fluente, col suo velo bianco, tempestato di stelle; ma non mi
+piaceva più tanto, quando la facevano vedere con sette pugnali piantati
+nel cuore, o con degli scapolari, dei rosarii, penzoloni dal braccio, o
+con certe pesanti corone messe in bilico sulla testa. Cristo crocifisso,
+che avrebbe dovuto commuoverli, a forza di mostrarmelo in
+quell'atteggiamento di spasimo, me lo avevano fatto parere meno doloroso
+alla vista. Ma niente piacevole me lo avevano reso, dipingendolo col
+petto aperto e col cuore in mostra; un cuore rubicondo, inghirlandato di
+rose bianche, abuso d'iconografia capricciosa, sdolcinatura da conventi
+di monache. Scrivo queste cose come mi vengono alla penna, senza neanche
+curarmi di ordinarle, di aggraziarle; che forse allora avrei l'aria di
+metterci una intenzione d'irriverenza; intenzione che è ben lontana
+dall'animo mio, mentre cerco di esprimervi il mio pensiero, come si
+andava svolgendo, e allontanando sempre più dalla fede.
+
+«Nel collegio di marina, dove andai dopo finiti gli studi del ginnasio,
+c'era ancora la religione; ma una religione più asciutta, più rigida,
+più smilza; pratica di regolamento e non più. Per dirne bene o male,
+come educazione, bisognerebbe che avessi avuto solamente quella. Chi sa?
+forse mi sarebbe bastata, e sarebbe anche riuscita più salda, potendo
+aggiungerci qualche cosa del mio, colmar le lacune con la religione
+della mamma; fors'anche m'inganno, immaginandolo. Nel fatto, non ne so
+nulla: ero in un periodo della mia vita, che, senza discredere ancora
+apertamente, non credevo già più, nè per virtù d'amore, nè per forza di
+terrore. L'adolescenza è così. Leggevo molto, divoravo tutto quello che
+mi era stato proibito da prima, tutto quello che non avrei potuto
+neanche trovare, stando nell'antico collegio. Non so come, mi capitò
+allora per le mani il Byron col suo _Caino_, quindi il Goethe col suo
+_Fausto_; i due libri che più fortemente abbiano operato nell'anima mia.
+Curioso! nè oggi saprei più dire in che modo o perchè, questi due
+drammi, l'uno scaturito dal vecchio e l'altro dal nuovo Testamento, mi
+ridestarono tutti i dubbî più gravi, me ne fecero corpo, se così è
+lecito di dire, nell'anima.
+
+«Frattanto la vita mi chiamava, la gran vita, la multiforme vita, con
+tutte le sue voci possenti, con tutte le sue aspre curiosità. Ufficiale
+di marina, libero del mio pensiero se non della persona mia, non
+credetti più a nulla. Avevo letto in quel mezzo il Volney, quello delle
+_Rovine_, e il mio passato intellettuale era anch'esso una rovina:
+lessi ancora le _Origini di tutti i culti_ del Dupuis, e vidi anche
+meglio esser principio e fonte di ogni credenza umana il maraviglioso
+complesso dei miti astronomici. Si fece allora nel mio spirito una gran
+luce, ed anche una gran pace. Capii finalmente il senso arcano di tutte
+le religioni, e vidi come la nostra forma secondaria dal sabeismo
+siriaco, attraverso il culto naturalistico di Adonai, fosse rampollata
+anch'essa dal mito solare. Nello zodiaco egiziano e nel caldeo avevo
+anche trovati i segni della Vergine e del Serpente, principii di una
+favola nuova; così nelle mostruose teogonie dello Zendavesta, nella
+guerra del principio della luce e del principio delle tenebre, avevo
+scoperto Dio e il Demonio, il bene e il male ad un tempo. E tutto avendo
+in questa guisa capito, pensavo spesso alla mamma.
+
+«--Povera mamma!--dicevo fra me.--Ella è stata felice nella sua fede. Ma
+non sarebbe stata egualmente felice nel pieno possesso della scienza? La
+scienza è luce; la fede non è che una nebbia, adombrante la luce. La
+vita è fine a sè stessa; un bel fine che noi guastiamo, facendone il
+mezzo, l'avviamento ad un sogno.--
+
+«Mi parlavate del mare, del mare misterioso e terribile, che può rifare
+credenti gli spiriti. No, non è il mare che fa ciò, almeno nella più
+parte dei casi. Il mare è un abisso, ma un abisso che si misura; le sue
+profondità non hanno più nulla d'ignoto; le sue collere sono fenomeni
+preveduti; le tempeste hanno una legge; i flutti son coni vorticosi,
+che vengono, sollecitati da conosciute pressioni a rompere le loro punte
+rovesciate sul declivio delle coste; la scienza ha svelati tutti i
+segreti del mare. Perseo, protetto dall'egida di Minerva, la dea della
+sapienza, ha troncato il capo di Medusa, quantunque avviluppato di
+tortuosi sofismi. Anch'essa, la povera Medusa dei mari, finisce male
+come la sua maggior sorella dei deserti di Libia; rigettata alla
+spiaggia, perde la iridescenza perlacea dei suoi sette colori, mostrando
+la sostanza viscida di cui era composta.
+
+«Così il mare non ebbe terrori per me, non avendo segreti. Neanche il
+pericolo ha potuto mai ridarmi ai sogni dall'infanzia, rifacendomi più
+vile, o più perspicace. Nato tardi, non ho avuta la sorte di assistere,
+di partecipare ad una grande giornata navale; il mio coraggio ho dovuto
+provarlo in piccoli scontri, che offrivano pure la lor parte di pericolo
+per me, come nelle grandi occasioni. No, vi dico, pieno di salute e di
+forza, animato da un'alta coscienza di me, infiammato da un caldo
+sentimento di sdegno, non ho mai misurato il pericolo. Nessun timore ha
+potuto ricondurmi alla fede antica; vi dirò di più, non ha potuto
+neanche accostarmi a quel mezzo termine del Dio filosofico, tenue
+tessuto di ragionamenti, pallida forma ondeggiante ad un soffio, oscuro
+compromesso tra il raziocinio moderno e la consuetudine antica, che
+sempre risente un pochino della concessione stracca, della transazione
+di due sistemi, della combinazione di due opposti elementi.
+
+«Frattanto, io volevo conoscere. Conoscendo sempre più, volevo
+ricostrurre un sistema, una spiegazione adeguata dell'universo, almeno
+almeno della vita umana, come buon principio ad intendere il resto. I
+miei vecchi distruttori non mi bastavano più; scelsi via via i più
+recenti interpetri dei miti antichissimi, i più dotti di storia e di
+filologia comparata, i più felici ricostruttori delle lingue perdute.
+Costoro mi distrussero senza fatica il gran mito astronomico,
+riconoscendone un altro più vecchio, il mito naturale. Andai più oltre,
+e ne trovai di più sottili, che al mito naturale ne facevano precedere
+un altro, nel culto del morto che non deve morire del tutto: donde nei
+due fatti umani, dell'amor della vita nel morente e dell'amore del morto
+nei superstiti, si vedeva compiuto il mistero della religione primitiva.
+Ma questa, che ci mostra l'umanità bambina affrontata all'enimma
+dell'ignoto, non era ancora la soluzione del problema. Ebbi ricorso
+allora ai filosofi nuovi, che mi rivelarono la materia incosciente, la
+quale, combinandosi per caso in certe guise, acquista la coscienza di
+sè. Mi parve un assurdo, come la spontanea formazione degli organismi.
+Assurdo fin che vorrete, mi rispondevano, ma assurdo necessario;
+altrimenti non si spiega nulla. Bel modo di convincere! Credere una
+cosa anche assurda, non è forse un po' troppo? Tanto faceva starcene
+con sant'Agostino, che aveva già detto mille seicent'anni fa qualche
+cosa di simile. Se pure è stato lui, e non Tertulliano.
+
+«Nondimeno, poichè era necessario, mi acquietai. Facciamo cammino,
+dicevo tra me; la ragione assoluta non è ancor chiara; vediamo la
+relativa. Quanto ho letto e meditato, nelle lunghe navigazioni e nelle
+eterne crociere! Ho studiato tutto, col vivo, ardente desiderio di
+credere nella scienza. Qui almeno siamo sul sodo, pensavo; è qui
+l'esperienza che rende conto di sè. Che bella cosa, ad esempio,
+intendere l'evoluzione degli esseri attraverso la selezione e la
+battaglia per l'esistenza! Il passaggio possibile da specie a specie non
+mi spaventava più come una difficoltà insormontabile, poichè i miei
+filosofi avevano distrutto e rimandato tra i ferravecchi il concetto
+artificiale della specie. E tutto procedeva allora benissimo: l'uomo mi
+appariva una forma più perfetta, nata per selezione, uscita per lenta
+evoluzione da una forma meno perfetta. Tutte le forme viventi avevano
+seguito questo procedimento; dalla cellula primitiva fino al cervello di
+Dante, continuando a svolgersi, alcune progredendo, altre restando
+indietro, per variar di fortune, per azione di ambienti. Certo, non
+tutto era chiaro, nel nuovo sistema; la prova dei fatti offriva molte
+lacune. Avendo dubitato della religione, avevo pure il diritto di
+dubitare della scienza, pensandola insufficiente a scioglier l'enimma
+della vita. Ma ancor dicevo tra me: pazienza e non disperiamo; la
+scienza non pretende di spiegar tutto d'un colpo; va a passi lenti, ma
+sicuri; aspettiamo che arrivi. Infatti, tutti i rami dello scibile
+progredivano a vista d'occhio; progrediscono ancora; non si tratta più
+della scienza, come ai tempi antichi: si tratta di molte scienze, che
+fanno cammino da sè, ognuna coi mezzi suoi, vedendo il suo proprio
+orizzonte. Aspettiamo dunque, aspettiamo che arrivino. Ma no; ci sono i
+frettolosi. Tutto è evoluzione, nel mondo. In nome della evoluzione,
+escono fuori tutti i ciarlatani di piazza. Carlo Darwin diceva ancora:
+aspettate. Ma che aspettare? gridano essi; tutto è trovato; niente è nel
+mondo di più elevato, niente è in noi di più nobile, che non abbia la
+sua chiara, umilissima origine materiale.
+
+«Adagio, con l'umilissima. Donde il seme del divino, che io porto in me?
+Adagio, col ritrovamento del tutto. Come va che le vostre scienze, tutte
+sicure del fatto loro, quando vengono a riscontrarsi l'una nell'altra,
+cozzano maledettamente? Vediamo un esempio, incominciando da ciò che si
+ammette in astronomia. Una gran nebulosa si è formata; nuotando,
+vagando, ruotando nello spazio, s'è foggiata in zone, in globi
+concentrici, in anelli; gli anelli si sono spezzati, raggomitolati in
+globi minori, in pianeti, nuotando, vagando, ruotando ancora intorno a
+quel centro. Perchè? Per le leggi stesse della materia. Le leggi? ma
+che leggi, se tutto ciò era avvenuto per caso? Qual legge ha potuto dire
+alla materia sorda ed inerte di muoversi, e di muoversi a cerchio? Se mi
+dite che ha dovuto obbedire ad altri impulsi, non avrete fatto altro che
+allontanare la difficoltà, e noi dovremo ripigliare la disputa per un
+sistema maggiore da cui il nostro dipende, e così via, all'infinito.
+
+«Intanto, la matematica vien fuori colla legge delle probabilità,
+davanti a cui la evoluzione, per trarre un frutto qualsiasi
+dall'incontro di due organismi in qualche modo riproducibili, suppone
+migliaia di secoli perchè il fatto si avveri; migliaia di migliaia ne
+suppone per l'adattarsi di un semplice organo a nuovi bisogni ed uffici;
+migliaia di migliaia perchè lo stesso bisogno, lo stesso ufficio si sia
+potuto fissare. E poi, che cos'è questo ufficio? che cos'è questo
+bisogno? come può nascere, se non c'era? È un elemento che non
+apparteneva al problema; come si è ficcato egli in mezzo? Come è
+supponibile che l'elefante allunghi la sua proboscide, e la giraffa il
+suo collo, per raggiungere il cibo, se questi allungamenti han bisogno
+di secoli, e il cibo era il bisogno dell'ora presente? Come immaginare
+che possa formarsi la camera oscura dell'occhio, tanto delicato e
+complicato ordinamento di materia, per i bisogni di una visione di cui
+l'organismo vivente non aveva l'idea, e non avendo l'idea non poteva
+avere il bisogno?
+
+«Ma che si parla di organismi superiori? Solo perchè una cellula
+primitiva si sdoppî, e lo sdoppiamento diventi legge di vita, occorrono
+miriadi di secoli. Andiamo più su, e dovremo ancora porre che un
+fermento chimico si muti in organico; e qui la supposizione batte alle
+porte ferrate dell'impossibile. E le rompesse ancora; l'astronomia, la
+fisica e la chimica celeste sarebbero sempre là, per negare al sole
+tutti i miliardi di miliardi di secoli che sarebbero necessarii alla
+evoluzione, per far riuscire una mezza dozzina delle sue combinazioni
+primitive, rudimentali.
+
+«Perdonatemi questa disgressione; essa non mira che a significarvi come
+l'atto creativo venne ancora a parermi necessario. Quest'atto io non ho
+da vederlo, io non ho da descriverlo, nel linguaggio necessariamente
+povero, colle immagini necessariamente inadeguate di tutti i sistemi
+conosciuti. Ho bisogno della legge, come gli stessi materialisti; ma con
+questa semplice differenza, che essi vogliono la materia intelligente, o
+capace d'intelligenza, che è infine tutt'uno, e poi suppongono la legge
+cieca, mentre io immagino cieca la materia e intelligente la legge. Dà
+noia la parola con cui i popoli primitivi dell'Asia espressero questa
+legge, ricorrendo all'immagine di ciò che risplende? Non vedo il perchè
+di questo sentimento, data la insufficienza del nostro linguaggio, che
+ad esprimere ogni specie d'idee è giunto per estensione progressiva
+d'immagini.
+
+«Anche senza dir la parola, e riconoscendo il fatto della legge
+intelligente, io mi ero a grado a grado pacificato. Seguitavo a leggere,
+ammirando i dotti per davvero, sorridendo dei ciarlatani che tenevano la
+piazza. E un giorno i dotti mi confessarono (non a me soltanto, ma a
+quanti si pigliavano il disturbo di leggerli) che il sentimento del
+divino era un bisogno dell'essere umano; che nessuna scienza poteva fare
+astrazione da esso, considerarlo come una quantità trascurabile. Mi
+soggiunsero ancora che il mondo, com'è costituito, non può supporsi
+l'opera del caso, per un lato, ma neanche, per l'altro, di una
+intelligenza suprema, bensì di potenze secondarie, ancora assai lontane
+da quella. Dopo quanto io ne avevo veduto, di questo bel mondo,
+l'asserzione non mi pareva temeraria: intanto, l'ammissione di cause
+secondarie e imperfette, mi lasciava intravvedere anche nell'animo di
+quei dotti l'idea di una causa prima e perfetta. E dissi tra me:
+benedetti grand'uomini, che avete ripigliato dal bel principio il
+problema dell'universo, ma non per venire d'induzione in induzione, di
+deduzione in deduzione, alla dottrina del nulla!
+
+«Anche per essi, adunque, pei Darwin, gli Spencer, gli Stuart Mill,
+esiste il divino, fuori della evoluzione storica e naturale dei nostri
+timori e delle nostre illusioni? anche per essi Dio è fuori della
+materia, comunque da noi poveramente pensato e sentito? Se è, perchè non
+si svela? Ma qui pensavo ancora dentro di me: perchè dovrebbe svelarsi?
+Se si svelasse, non cesserebbe ad un tratto l'indagine umana, e colla
+indagine la ragione istessa della vita? La ricerca dell'assoluto è il
+fine istesso dell'umanità. Dio è il bene, cioè la verità, la bellezza,
+la giustizia, la carità, il fonte e la foce dell'ideale, nella grande
+fiumana dell'universo, di cui non è dato a me conoscere che una minima
+parte; zolla bagnata, ciottolo travolto, giunco agitato, foglia
+strappata da un albero alla riva, e travolta dalla corrente, che
+importa? Il male, poi, il male è tutto ciò che non capisco; in ciò aveva
+ragione mia madre. Senza aver tanto studiato, la povera donna era già
+ferma là, dove giunge oggi, reduce da tante battaglie, la scienza degli
+uomini.
+
+«In quest'altro studio di pacificazione son durato un pezzo, non
+domandando di più. Ogni viaggiatore ha sentito questo bisogno, di
+fermarsi un tratto, senza desiderio di giungere alla meta. Ma poi
+rinfrancato, ho detto a me stesso: perchè vorremmo esser noi fuori del
+tempo nostro? è lecito di ribellarsi all'ambiente della logica umana, o
+della storia dei nostri errori, che spesso ne tiene le veci? Se tutte le
+religioni non furono che passi verso la conoscenza, la moralità, la
+giustizia, la civiltà del genere umano, perchè rinnegherei la mia? Qui
+vi farò una confessione; ero proprio sul mare, quando m'avvenne di
+pensare così; ma il mare non era punto agitato, non prometteva
+burrasche; ero sano, ero forte, e non avevo l'animo disposto a paure.
+Guardando davanti a me, nelle diafane serenità dell'orizzonte, mi pareva
+di vedere qualche cosa che non era il colore dell'aria. Questo colore io
+sapevo bene come fosse dovuto alla presenza dell'idrogeno. Ma non
+apparteneva ai fenomeni dell'idrogeno, nè di altro corpo semplice o
+composto, l'effetto che si produceva in me dal guardare così, con gli
+occhi dell'anima, in quello sfondo vaporoso che piaceva tanto ai miei
+sensi.
+
+«Così, per opera di una seconda vista, sentii l'invisibile, penetrai
+l'inconoscibile. Il mondo cammina, mi diceva la scienza. E cammini,
+rispondevo io; cammina anche la nave, e non mi toglie di veder sempre
+qualche cosa là dentro, davanti a me, in quell'orizzonte sempre lontano
+e presente ad un modo. Viaggiatori della immensità, andremo sempre, e
+non giungeremo forse mai. Nè io, attenendomi alla religione dei padri
+miei, penso d'essermi indugiato per via; non temo sopra tutto di dover
+perdere il treno. Mi dicono che la nostra religione ha delle parti
+invecchiate. Non so, e se penso che ella contenta dei cuori, nutre delle
+speranze e forma delle coscienze diritte, son quasi per credere che non
+sia vera la cosa. Allah (permettetemi questa scorribanda fra gli Arabi,
+che mi toglierà di parere irriverente, nella dimostrazione della mia
+tesi, alla religione dei padri miei) Allah è puro spirito, essere unico
+e sommo, la cui luce consola ancora dugento milioni di credenti, i più
+fervidi, forse, che il mondo conosca. Mi narrano che il suo profeta
+fosse un impostore, ed io lascio che narrino; ma dentro di me, se mi
+fermo a pensarci più che tanto, non credo che Maometto fosse un
+impostore. Un allucinato, chi sa? Iddio permette di queste
+allucinazioni; la cosa si può supporre possibile e naturale, come la
+scienza ammette, suppone e dà per certo che ad un dato momento una forma
+nuova si svolga da una forma anteriore. Maometto è dunque il frutto del
+miracolo, in cui si compie un mistero, pari a quello che fa in un dato
+periodo apparir l'uomo sulla faccia della terra, l'uomo che prima non
+c'era.
+
+«Vi ho detto assai male tutto ciò che ho pensato. Voi intenderete, nella
+lucidità dell'anima vostra, come la pratica della filosofia
+materialistica mi abbia condotto a vedere la sua insufficienza; come una
+semplice religione filosofica, alla maniera del signor di Voltaire, mi
+sia parsa scortese per tutte le migliaia di creature intelligenti che
+intorno a me vivono e credono; come tutte le religioni positive
+esistenti mi siano parse altrettante incarnazioni del divino. Le
+consideravo anche progressive, come gradini della scala che mette
+l'umanità alle porte del cielo. Non offenderò, spero, le timorate
+coscienze cristiane, dicendo che la loro religione e mia, che è quella
+portata sulla terra dal figlio, non ha sbugiardata l'ebraica,
+promulgata dal padre, tra tuoni e lampi, sulla vetta del Sinai.
+Frattanto, la loro religione o la mia non ho da discrederla, per il
+fatto che altri ne aspetta una nuova, più chiara e più umana, con meno
+dogmi, con meno precetti.
+
+«Ripensarla, considerarla per tutti i lati, fu in me l'opera di qualche
+anno; accettarla fu un punto. Di certo, il descrivervi quel punto non
+varrà molto a darvene ragione; pure, per contentarvi, ecco qua
+brevemente quel che mi avvenne. Ero a Milano, approfittando di una breve
+licenza; vivevo laggiù tra continui passatempi, senza pensieri, felice
+come può essere l'uomo giovane, sano, forte, padrone di tutte le sue
+facoltà, ricco abbastanza e senza desiderio di più. Passeggiavo una
+sera, per far l'ora di andare al teatro. Non so più da qual punto,
+seguitando il marciapiede, mi trovai nella via di San Celso; e là, da un
+portone aperto nella penombra del crepuscolo, mi venne un'ondata di
+musica, voci umane all'unisono, con accompagnamento d'organo. Non avevo
+immaginato che in quel punto, sulla stessa linea dei fabbricati, ci
+fosse una chiesa; niente me l'aveva annunziata, e fu istantaneo il moto
+dell'anima che mi fece entrare in quel luogo. La chiesa era buia;
+solamente nel fondo si distinguevano quattro o sei fiammelle di
+candelabri accesi sull'altar maggiore, più per dare indirizzo allo
+sguardo che per illuminare la gente raccolta a pregare. Seguendo il
+capriccio improvviso, ero entrato con passo risoluto; ma sùbito fui
+costretto ad inoltrarmi più lento e guardingo, poichè si era al buio,
+come vi ho detto, ed io temetti d'inciampare in qualche povera donna
+inginocchiata. Trovato il primo pilastro della navata, mi fermai, stetti
+a sentire. La folla, nascosta nell'ombra, cantava le litanie, prologo
+consueto alla benedizione serale.
+
+«Quante volte non mi ero io ritrovato ad una scena simile, da ragazzo, e
+senza averne alcun senso particolare allo spirito! Là, invece, in quel
+punto, fu una dolcezza nuova per me. Mi piacevano le voci; mi piacquero
+le invocazioni rivolte alla gran madre degli uomini e degli angeli, così
+teneramente affettuose e così varie nella lor sequela monotona. Tante
+belle cose si dicevano a Maria; e coloro che le dicevano le pensavano;
+certamente le sentivano. Che consolazione per essi, che fossero
+egualmente sentite lassù, nel profondo de' cieli! Infatti, perchè Dio,
+causa prima degli esseri, non dovrebbe sentirne le voci?
+
+«Tacque il canto monotono della folla: di là, dall'altar maggiore, si
+rispose con qualche _oremus_, con qualche versetto latino; poi due o tre
+forme incerte, timidamente luccicanti di riflessi metallici al fioco
+lume dei ceri si mossero, levando di mezzo a quei ceri un ostensorio; si
+udì un movimento simultaneo, per tutta la grande navata, di persone
+cadenti sulle ginocchia; si svegliarono da capo i gravi suoni
+dell'organo, e tutte le voci della moltitudine ascosa nell'ombra
+intuonarono il _Tantum ergo_, annunziante e celebrante il mistero
+dell'accostamento di Dio alla terra. Illusione anche questa? Se è
+un'illusione, diciamo pure che Iddio l'ha permessa. Ed egli è certamente
+là, dove, in quella miglior forma ch'ella ha saputo trovare, la creatura
+lo invoca. _Tantum ergo sacramentum_... Sì, il patto è consacrato, tra
+lui e la creatura; ed egli, il santo invisibile, è presente a tutti
+coloro che credono, che sperano, che confidano in lui. A quel punto, che
+da ragazzo mi lasciava così freddo, non d'altro desideroso che di
+sentire il _Salutaris hostia_, l'inno breve, il ritmo allegro della
+liberazione e della fuga, a quel punto mi sentii un rimescolo nel cuore,
+e le lagrime mi salirono agli occhi. _Veneremur cernui_, cantava la
+folla adorante; e a me si piegavano le gambe. Mi vergognai e volli star
+ritto; ma subito un altro sentimento mi prese, facendomi vergognare
+della mia stessa vergogna. _Veneremur cernui_, bisbigliava una voce
+dentro di me; _Veneremur cernui_ balbettavano le mie labbra, all'unisono
+col canto della moltitudine. Ero caduto in ginocchio, e pregavo.
+
+«In quella chiesa buia, combinata per caso sulla mia strada, in
+quell'ora di raccoglimento solenne, ho ritrovato Dio, l'ho rifatto in
+me, luce ed amore. Così ho creduto; così sono rimasto un credente. Dal
+dubbio alla fede, vi ho detto tutti i miei studi, le mie indagini, i
+miei errori e le mie sensazioni. La notte è alta, ma gli occhi vedono,
+come di pieno giorno; nessuna stanchezza nelle mie fibre, e una gioia
+profonda è diffusa in tutto il mio essere. Mi pare, scrivendo a voi, che
+un miracolo si compia; il miracolo di trasfonder me, la mia fede in chi
+amo».
+
+
+
+
+CAPITOLO XIII.
+
+L'impresa ecclesiastica.
+
+
+Tre giorni erano passati, dopo che il signor di Vaussana aveva scritto e
+consegnato il suo passio alla contessa Gisella. Ed era anche, bisogna
+dirlo, una domenica d'autunno, bella, serena, ma fredda, per un certo
+vento di tramontana che incominciava ad annunziare la stagione più
+rigida, e spogliava frattanto del loro fogliame i poveri alberi della
+montagna; quelli, s'intende, che sogliono perderlo all'appressarsi
+dell'inverno, come i roveri e gli olmi, i frassini, i tigli e i
+nocciuoli. Ah, i nocciuoli, soprattutto, come son tristi, quando hanno
+perduta la bella gloria frondosa degli scudi smeraldini, non mostrando
+più che una scarna selva di negre aste intirizzite! Maurizio aveva già
+veduto chiazzarsi di rosso quel verde, poi volgere al giallo ed
+accartocciarsi qua e là, intorno al dolce nido dei giorni sereni, delle
+ore di cielo, dei fidati colloquii, al sordo fragore della vicina
+cascata; pensava già con terrore che di settimana in settimana
+sarebbero stati più infrequenti per Gisella i pretesti di muoversi da
+casa, e che presto egli avrebbe dovuto per un altro inverno rassegnarsi
+a non veder l'amata donna che nelle troppo raccolte e troppo vigilate
+conversazioni della Balma. L'amor suo, per verità, schietto e profondo
+com'era, non pativa d'insofferenze nè di egoismo; ma quante non erano le
+cose che bisognava tacere, alla Balma, o che, a mala pena accennate, non
+si potevano spiegare con la dovuta abbondanza di parole! Amore è
+chiacchierino, e soffre a non potersi espandere in frasi, a non potersi
+esprimere nella varietà infinita delle piccole dimostrazioni.
+
+Comunque fosse di ciò, e per tempo cattivo che volesse fare, il signor
+di Vaussana non andava mai alla Balma se non per la strada del bosco. E
+la mattina di quella domenica, un po' prima dell'usato, egli rifaceva la
+strada consueta, per portare al generale un fascicolo della Rivista
+marittima, di cui gli aveva parlato la sera innanzi, accennando a certi
+esperimenti di artiglieria navale.
+
+Il conte Della Bourdigue era solo e accigliato; ma gli si spianarono ad
+un tratto le rughe alla vista di Maurizio, di quel Cireneo che voleva
+aiutarlo a portar la croce della sua noia. Gradì il libro, e si mise
+subito a sfogliarlo, dando una guardata allo scritto che Maurizio gli
+aveva accennato. Gisella, frattanto, non si vedeva, e niente lasciava
+sperare ch'ella dovesse da un momento all'altro apparire. Di certo, la
+contessa era fuori. L'assenza di una donna da casa non si conosce, per
+chiare e formali notizie; s'indovina, sto per dire che si sente
+nell'aria.
+
+Pensava a ciò, per l'appunto, quando il generale gli scappò fuori con
+una di quelle domande che fanno balzare un uomo sulla seggiola, tanto
+arrivano improvvise, non lasciando il tempo di vedere se siano sciocche
+o profonde, se le abbia dettate la ingenuità, o la malizia.
+
+--Sapete dirmi, Maurizio, che diavolo abbia preso mia moglie, di andare
+in chiesa, alla messa?--
+
+Maurizio tremò, si confuse; per un istante non seppe più in che mondo si
+fosse.
+
+--Io?--balbettava frattanto.--Veramente....
+
+--Ma sì,--ripigliò il generale,--Gisella parla con voi di tante cose....
+di poesia, d'arte, di storia, e che so io; può benissimo avervi detto
+qualche cosa, da cui si possa ricavare un costrutto, avere un'idea di
+questa novità.
+
+--Voi la sentite come me, generale;--disse Maurizio.
+
+--Non sempre,--replicò il vecchio, con un'altra scappata che fece
+fremere il suo interlocutore,--non sempre. So io, per esempio, i
+discorsi che può fare al Castèu, quando va a trovare la contessina
+vostra sorella? Infatti, vedete, oggi è andata laggiù. Se voi non aveste
+l'uso inveterato di capitare dalla montagna, vi sareste incontrato con
+lei al cancello, o per la gran via di San Giorgio.--
+
+Soltanto allora Maurizio incominciò a respirare, e le sue labbra osarono
+atteggiarsi ad un mezzo sorriso.
+
+--Vado da Albertina, mi ha detto;--proseguiva frattanto il
+generale.--Rinunzio alla colazione, per vedere la funzione della chiesa
+parrocchiale. Capirete, Maurizio.... Non sono un tiranno, e lascio che
+Gisella faccia in ogni cosa a modo suo. La gran rivoluzione non deve
+esser venuta per nulla tra le genti. Ma capirete, ripeto, che questa
+novità dell'andare in chiesa m'abbia molto maravigliato.
+
+--Ho capito, ho capito;--disse Maurizio, facendo un sorriso
+intiero.--C'è il vescovo in visita pastorale, come dicono. Mia sorella
+avrà data la notizia alla contessa, e un po' di curiosità.... Le
+signore, dopo tutto, son donne.
+
+--E capisco ancor io;--riprese il generale, ridendo a sua volta di quel
+riso largo che faceva sollevare più minacciosi che mai sulle guance i
+suoi gran baffi bianchi dorati.--Davanti alla curiosità non ci son
+signore. Ma che sciocchezze! che cosa c'è da vedere di strano, in un
+vescovo? Purchè poi queste visite in chiesa non mi passino in uso!
+
+--Lo credete, generale?
+
+--Perchè no? Ci si va una volta, ci si va due, ci si prende il gusto
+dell'incenso, e non si sa dove si vada a finire, tra tante
+scimmiottate. Non amo i preti, lo sapete; e senza nessuna intenzione di
+farvi dispiacere....
+
+--A me, generale?
+
+--Eh sì, ne so pure qualche cosa. Ma bisogna che ogni uccello faccia il
+suo verso; e ci sono poi delle verità che un filosofo non può tenersi
+nel gozzo, senza rischio di sfiancarsi questa parte interessante di sè
+medesimo. La chiesa ha portato un gran guasto nei costumi, con la sua
+facilità di perdono, che sembra fatta a bella posta per invitare al
+peccato. Piaccia ad altri una certa scenetta dell'Evangelio, con la
+storiella della prima pietra; essa non piace a me niente affatto. A buon
+conto, io ho preso moglie sapendo in anticipazione che la donna, scelta
+da me, o dal caso, che è poi tutt'uno, non aveva il difetto di credere a
+tante scioccherie, e di prendere in certe dottrine pietose
+un'assicurazione contro la legge dei doveri umani.--
+
+In ogni altra circostanza Maurizio avrebbe tenuto il campo e rimbeccate
+le argomentazioni del conte Ettore. Ma non era quello il momento di far
+guerra, ed egli si contentò di balbettare qualche frase, che nel fondo
+non diceva nulla di nulla; felice abbastanza che quella gran burrasca, a
+lui minacciata, si sciogliesse in un nembo di paroloni.
+
+La contessa Gisella ritornò molto tardi dalla sua impresa ecclesiastica.
+Era contenta dei fatti suoi, e non mostrò di badar più che tanto al muso
+del generale, che all'arrivo di lei aveva creduto necessario di
+ridiventare più arcigno. Portava notizie della funzione, e le
+snocciolava allegramente al signor di Vaussana. Aveva veduto tutto,
+osservato tutto, con l'attenta curiosità di una bambina. Il vescovo
+l'aveva molto interessata, come era naturale che facesse, essendo un
+gran dignitario della chiesa, una specie di generale anche lui. Ma che
+brutto uomo! diceva lei; come poco somigliava all'idea che ella se ne
+era formata, di un gran signore, bellissimo d'aspetto, soave di modi,
+grave nel portamento, modesto nella sua dignità, che paresse sempre
+domandarvi perdono del vestir paonazzo e del portare la sua gran croce
+d'oro sul petto; di uomo, infine, il cui occhio non guardasse, ma
+involgesse, la cui bella mano mandasse benedizioni e carezze nell'aria!
+No, non le andava, quell'uomo, tanto diverso dall'ideale che ella si era
+fatto dei vescovi. Ed anche quel don Martino, arciprete di San Giorgio,
+che figura ridicola, affogato in quei suoi paramenti! Vestito della
+tonaca nera, restava ancor umile, all'altezza della sua povertà di
+spirito e della sua rusticità di maniere: con quel camice addosso, con
+quel lusso di piegoline e di ricami, con quella pianeta a fiorami
+colorati e a liste d'oro, la sua faccia nera e le sue mani vellose
+mostravano più forte il contrasto fra l'uomo e l'abito; pareva di vedere
+un orso vestito da festa, in uno spettacolo di fiera.
+
+Il quadro, che la contessa Gisella andava così allegramente dipingendo,
+piacque moltissimo al signor generale. Giove, dopo tanto corrugamento di
+ciglia, si degnò di sorridere. E sorrideva anche Maurizio, vinto a suo
+mal grado dalla amenità di quella piccola caricatura. Ma il giorno dopo,
+quando ebbe modo di ritrovarsi un istante a quattr'occhi con la contessa
+Gisella, pensò di non doverle nascondere ciò che il generale aveva detto
+della sua impresa domenicale.
+
+--Badate, egli ha riso; ma in fondo non vuole che andiate in chiesa.
+
+--Il generale non comanda all'anima mia;--rispose Gisella,--ed io
+andrò in chiesa quante volte mi piacerà, per vedere in che modo si
+possa imitare il mio Rizio. Ma veramente, soggiunse ella
+sospirando,--incomincio a persuadermi che per sentire la presenza di Dio
+nelle chiese ci voglia un'anima predisposta. Tutte quelle puerilità di
+rappresentazione mi hanno offesa, ve lo confesso sinceramente. Ed anche
+voi, ditemi, come potete sentire la religione, con tutti quei preti?
+
+--I preti sono uomini;--rispose placidamente Maurizio.--Non è la stessa
+cosa nella vita comune, a proposito della umanità, a cui dobbiamo amore
+e rispetto? Tra i nostri simili abbondano i rozzi, gl'ineducati, i
+bricconi: ma possono costoro farci pensar male di tutta la specie, dove
+sono tante anime buone, dove ho conosciuto dei gentiluomini che mi hanno
+amato senza secondi fini, non avendo bisogno della mia borsa, nè della
+mia protezione? Ed anche voi, adorata, pensateci; non vi è mai occorso
+di andare in una riunione, in una accademia, dove un uomo di povero
+aspetto, un brutto professore, vi dicesse delle cose belle e profonde?
+Avete voi pensato in quel momento che il professore fosse brutto,
+antipatico?
+
+--Non lo avrei potuto, neanche volendolo;--rispose Gisella.--Se il
+professore brutto dice delle belle cose e profonde, i suoi occhi si
+accendono, la sua faccia si trasforma, la bellezza interiore vien tutta
+alla superficie.
+
+--Avete ragione;--disse Maurizio.--Ho scelto male il mio esempio.
+
+--No, niente male, amico mio; ma è per l'appunto il buon esempio che vi
+mette dalla parte del torto. I vostri preti potrebbero essere come quel
+tal professore, e non ci riescono. Parlano di Dio, ma a fior di labbro,
+con una cert'aria di essere in confidenza con lui, che non è fatta per
+dare un'idea conveniente della grandezza sua e della loro umiltà.
+
+--Questi preti non sanno quel che fanno, ecco tutto;--replicò
+Maurizio.--Essi sono i preti falsi, che bisognerebbe detestare, se non
+fosse piuttosto il caso di compatirli. Costoro, del resto, mi lasciano
+freddo.
+
+--Ti basta?--domandò la bella donna, figgendo i suoi grandi occhi
+fosforescenti negli occhi di lui.--Non sono essi i nemici della tua
+patria?
+
+--E qui mi ribello, contro essi e contro chi li muove;--replicò
+Maurizio, animandosi.--Mi ribello, sentendo bene che Iddio non parla
+neanche per il labbro dei buoni. È veramente doloroso che una ragione
+umana, puramente umana, effetto di una cristallizzazione storica, metta
+i ministri della divinità in contrasto coll'idea della patria, da noi,
+mentre la rispettano e la coltivano altrove. Ma che farci? son uomini,
+vi ho detto, son uomini anch'essi. In basso ignoranti la più parte; nè
+credo che una tonsura basti a dare intelligenza e dottrina a chi non
+ebbe l'una e non è capace dell'altra, parendomi già molto se sono nella
+ignoranza virtuosi. Di questi io ne ho trovati parecchi, come il nostro
+don Martino, che è certamente un brav'uomo. In alto, poi, dove i preti
+leggono e studiano, dove le anime loro vedono più largo orizzonte, ne ho
+trovati di veramente insigni per dottrina e carattere. Anime buone,
+ragionando con me, non mi hanno potuto dire tutto ciò che sentivano
+dentro; ma io li ho capiti, e mi è bastato. Più alto ho visto ancora le
+ragioni umane, i pregiudizii storici, pesar troppo sul loro intelletto;
+ma ho pur veduto timori e diffidenze contro una società che nel suo
+laicizzarsi naturale trascorre un po' troppo allegramente a negare,
+volendo mettere in ogni ordinamento civile i non ben digeriti e ancora
+discordi concetti di una minoranza scettica al posto di quella fede da
+cui la maggioranza del mondo civile tragge ancora un conforto all'anime
+e una norma sicura del vivere. Sentono che si vuol toglier di mezzo il
+loro Dio, e combattono; e non sarò io, soldato, che vorrò condannarli,
+pur riconoscendo che essi ricusano per eccesso di difesa ciò che
+farebbero egregiamente a concedere. È per esempio un gran male che essi
+credano necessario al papa il poter temporale; mentre questo potere non
+è del suo ministero, nè lo è stato mai, e la coscienza italiana, fin
+dagli albori della storia moderna, per bocca di grandi credenti ha
+protestato contr'esso. Ma se lo credono tanto necessario, perchè non lo
+dichiarano un dogma? Questo coraggio dovrebbero avere; ma voi vedrete
+che non lo avranno mai. Il giorno che facessero ciò, forse avverrebbe un
+miracolo, un miracolo che non immaginano neppur essi, credendone
+incapace la fibra italiana.--
+
+Gisella era stata immobile, silenziosa, a sentire il suo ragionatore
+ostinato.
+
+--Quanto discorrere per una semplice domanda di donna
+ignorante;--diss'ella, come le parve che egli avesse finito.--Rizio, non
+lo farò più; crederò ciecamente, in attesa di questo miracolo.
+
+--Esso non avverrà,--rispose Maurizio,--e noi ci atterremo
+tranquillamente alla fede dei nostri padri. Iddio comunica con noi; egli
+troverà la via di salvezza, mentre illusi ministri suoi ci vorrebbero
+condurre alla perdizione, turbando le nostre coscienze, confondendo ciò
+che va dato a Dio con ciò che va dato a Cesare.--
+
+La contessa Gisella andò altre volte in chiesa, quantunque don Martino,
+arciprete di San Giorgio, non le paresse il più bello tra i ministri di
+Dio. Il generale si seccava di quel capriccio, ritornante ogni domenica;
+ma non protestava più tanto forte. Maurizio frattanto raccomandava
+prudenza.
+
+--Vedi?--le diceva.--Egli accuserà poi mia sorella Albertina di averti
+stregata, e se la prenderà con lei.
+
+--Non andrà fino a quel punto;--rispondeva Gisella.--Ho ancor io una
+volontà, e non intendo di lasciarmi sopraffare dai suoi capricci. Lo
+conosci, del resto, come lo conosco io; egli è spesso di cattivo umore,
+perchè si annoia. Pure, le ragioni di non annoiarsi le avrebbe. Se ciò
+che egli possiede non è molto, perchè in gioventù ha molto sciupato, è
+molto ciò che possiedo io, e la cura dei nostri interessi potrebbe
+bastare ad occuparlo. Ma tutto è noioso per lui, quello che non è
+servizio militare. Perchè lo ha lasciato, il servizio? Gli uomini della
+caserma non dovrebbero uscirne mai, dalla loro caserma. Ah,
+ecco!--esclamò la contessa, ravvedendosi tosto, ad un gesto involontario
+di Maurizio.--Ora dicevo una sciocchezza. Devo al suo uscir di caserma
+il non esser uscita io da San Giorgio, dove un altro uscito di caserma
+mi doveva raggiungere, povero Rizio, tanto caro! Ma come è brutto,
+discorrere di cose volgari! la volgarità ci guasta le parole e le idee.
+Restiamo nelle nuvole, dove ci siamo conosciuti ed amati. È già triste
+abbastanza il pensare a questa grama stagione, che è venuta pur troppo.
+Abbiamo così poche occasioni di trovarci insieme! Scendendo in paese,
+legandomi un po' più con quella cara Albertina, ho almeno la sorte di
+vederti più spesso, mio povero Rizio.--
+
+Rizio lasciava fare, e l'unico suo lavoro alla Balma era di giustificare
+timidamente le visite della contessa al Castèu con la innocente
+curiosità delle funzioni di chiesa. Infine, non si trattava che di uno
+spasso. Quanti non sono i fedeli cristiani, che fanno così?
+
+--Ed è quello che più mi dispiace;--notava il generale, felicissimo di
+trovare un'opinione per via.--Cristiani per cristiani, meglio esser tali
+sul serio.--
+
+Da un'altra parte Gisella diceva a Maurizio:
+
+--Sono felice, tanto felice di credere come te, insieme con te. Sai,
+Rizio, che ho già avuto una visione?
+
+--Una visione!--esclamò egli, sorridendo.--Così presto? Non sarà poi
+stato un sogno?
+
+--Non so che cosa significhi la vostra distinzione;--rispose
+Gisella.--Sareste incredulo voi, ora? Il mio sogno è stato bello, se
+mai. Figuratevi che mi son ritrovata in un paese nuovo, un paese
+orientale, che riconoscevo benissimo, senza averlo veduto mai. Ero
+uscita dalla città per andare verso un bosco d'olivi, a pregare,
+sentendo nel mio cuore una gran tenerezza; allorquando, già presso al
+colmo di una collina, nella calda luce del tramonto, mi apparve un uomo,
+vestito d'una tunica rossa, con un mantello azzurro sulle spalle. Un
+uomo, vi ho detto; ma io bene sentivo che non era tale. Intorno alla sua
+bella testa, incoronata di capelli lunghi e fini, morbidamente ricadenti
+in ciocche dorate, splendeva mite un'aureola vaporosa: la barba di un
+bel biondo carico gli scendeva sul petto bianco di latte; gli occhi
+azzurri, sereni, guardavano pietosamente verso di me, dando un senso di
+bontà paterna alla bellezza di un angelico sorriso. Non mi parlò; ma la
+sua mano si alzava benedicendo, ed io mi sentii morire di gioia. Come
+era dolce quell'atto! come era buono lo sguardo! e quanto, nell'aspetto,
+aveva egli di voi!
+
+--Ah, ecco,--disse Maurizio,--voi ora guastate la dolce visione. Non è
+così che bisogna immaginare il buon padre, la cui figura è oltre
+l'umano. Ma è sempre bello che l'abbiate veduta,--conchiuse,--e che ne
+abbiate sentita la poesia consolatrice.--
+
+
+
+
+CAPITOLO XIV.
+
+Da Ceppo a Carnevale.
+
+
+Anche il signor di Vaussana andava in chiesa: credente nell'anima,
+voleva mostrarsi tale in certi atti esteriori. Amava all'italiana
+antica; perciò volentieri glorificava la bellezza nel recinto d'un
+tempio, come avevano fatto l'Alighieri e il Petrarca, e al pari di quei
+due immortali sarebbe stato capace di un amore puramente ideale. Il
+destino aveva voluto altrimenti; ma egli nell'amor suo metteva sempre un
+senso di adorazione, in cui si smarriva quel non so che di pungente e di
+aspro che l'idea della colpa induce confusamente nell'amore più intenso.
+
+Ah, quella colpa, non la espiava egli amaramente nel difetto della
+possessione piena ed intiera della donna adorata? Ma in tanta amarezza
+era più dolce qualche volta il pensare che egli, egli solo, aveva
+condotta quella divina creatura alla fede; che l'amor suo, svegliando in
+lei un senso più intimo della ragion delle cose, ne aveva per così dire
+compiuta la perfezione. Maurizio sinceramente pensava, non esser senza
+la fede creatura perfetta, come non è perfetta la pianta che non possa
+vestire i suoi rami di fiori. La bella pianta della Balma, fiorita in
+quella guisa di fede, guadagnava non pure agli occhi di lui, ma a quelli
+di tutto il paese, che vedeva un tal miracolo di bellezza sovrana
+mescolarsi nella modesta chiesa di San Giorgio alla umile turba dei
+fedeli preganti. Si era creduto da prima che la contessa Gisella fosse
+tenuta lontana dalle pratiche religiose per volontà del marito, a cui
+dava noia il fumo delle candele. Vedendola ogni domenica in chiesa,
+s'incominciò a pensar meno male dell'orso della Balma, che accennava a
+volersi ammansare; ma più si ammirò la contessa Albertina, la buona fata
+del Castèu, alla quale si attribuiva da tutti il prodigio.
+
+Così andavano pianamente le cose, come l'acqua d'un fiume alla foce; e
+il signor generale, vedendo di mal occhio quella manìa religiosa della
+sua giovane metà, si adattava al fatto con più filosofia che non avesse
+mai mostrato di avere. Così giunsero le feste del Natale, che furono per
+Gisella una lieta novità, senza essere una troppo grave noia per il suo
+signore e padrone. Il Natale, dopo tutto, è una solennità dell'anno che
+non dispiace a nessuno, checchè si pensi in materia di fede. C'è l'uso
+antico della baldoria domestica, a cui non saprebbe sottrarsi lo spirito
+più scettico; e tiepidi credenti e caldi filosofi, facendosi imprestare
+dagli eruditi qualche notizia intorno alle storiche celebrazioni
+dell'anno nuovo presso tutti i popoli antichi e moderni del globo,
+trovano che in certe occasioni, specie quando fa molto freddo di fuori,
+si sta bene riuniti alla fiammata del ceppo tradizionale. In questo modo
+si mettono tutti d'accordo, nella più varia dissonanza di umori e d'idee
+che abbia mai turbata la pace di una famiglia. Le povere donne credenti
+sorridono meglio ai loro uomini, vedendoli così lieti, quasi contenti di
+sè medesimi, in quell'ora di domestico abbandono, e pensano e sperano
+che il giorno verrà anche per essi di accostarsi meglio a Dio. Non è
+forse vero che tutte le strade conducono a Roma?
+
+Il gran camino padronale della Balma non aveva avuto da molti anni un
+ceppo così allegro. Cedendo alle istanze dei Matignon, i signori del
+Castèu erano andati a far Natale lassù, e così pure la notte del Capo
+d'anno. Per quella doppia solennità era anche venuto di Francia il
+capitano Dutolet. Il buon ragno non aveva parenti, e si era mostrato
+molto amabile venendo a spendere quei pochi giorni di libertà presso il
+suo antico capo squadrone. Non aveva per quella volta che una breve
+licenza; ma prometteva di averne una lunga per l'anno prossimo, se
+niente fosse venuto a guastare. Veramente, guastare non era il verbo
+adatto: ciò che poteva guastare il disegno di una pacifica gita a San
+Giorgio sarebbe stato accolto come un invito a nozze da lui, soldato
+francese anzi tutto. Ma di questo non ne diceva nulla, il buon ragno;
+aveva caldo l'amor patrio, ma silenzioso, e con quell'aria di Guglielmo
+il Taciturno lasciava credere di annoiarsi mortalmente per tutt'altra
+cagione.
+
+--Prendete moglie, Dutolet;--gli aveva detto ad un certo punto il
+generale.
+
+--Se fossi ricco, perchè no?--aveva risposto il capitano.
+
+--Come?--esclamò la contessa Gisella.--C'è forse bisogno di esser
+ricchi?
+
+--Sì, e molto ricchi;--rispose il buon ragno.--Come si potrebbe
+altrimenti coprir di diamanti la donna che si fosse scelta a compagna?--
+
+Era un gentile pensiero; e la contessa Gisella, da buona figlia d'Eva,
+trovò che il capitano Dutolet ragionava benissimo. Così il buon ragno
+cansò quella sequela di argomentazioni che sogliono scaraventarsi in
+ogni società di ammogliati addosso agli scapoli impenitenti. Ma la
+contessa Gisella, che era stata assai lieta il giorno di Natale, non fu
+egualmente lieta nella notte del Capo d'anno, quando al brindisi solenne
+delle dodici il generale alzò il calice spumante del generoso liquore
+della vedova Cliquot, per bere alla felicità di Maurizio e della sua
+moglie futura. Era in uno strano periodo psicologico, il generale;
+voleva ad ogni costo combinar matrimonii. E Maurizio, come aveva
+risposto al brindisi? Male, assai male, balbettando rotte parole, quasi
+accettando l'augurio.
+
+--Come fare altrimenti?--disse quel poveretto, appena ebbe modo di
+ritrovarsi a quattr'occhi con lei.--Dovevo io rispondergli che non
+gradivo il discorso? Dovevo, con la mia prontezza a respingere un
+augurio senza nessuna importanza, correre il rischio di mettergli un
+sospetto nell'anima? Ci pensate voi, anima mia, a quello che potrebbe
+succedere, se egli immaginasse....
+
+--Non mi dir altro, Maurizio, non mi dir altro!--gridò ella,
+fremendo.--Tu hai ragione, hai ragione, hai sempre ragione. Ma ho
+sofferto tanto! Una pugnalata al cuore, in quel momento, mi sarebbe
+piaciuta di più. Ah, sento che l'anno incomincia male, assai male.
+
+--Superstizioni, non vi pare?--mormorò egli, sforzandosi di sorridere.
+
+--Chi sa?--diss'ella, traendo un sospiro.--Non sono poi le compagne
+della fede? A me incominciano a venire con essa. Pensate infine che io
+sono una povera donna, con poca istruzione, con pochissime idee. Quando
+ne ho una in testa, il mio piccolo cervello è costretto a lavorar sempre
+su quella. Felice voi, Rizio, che sapete tante cose, voi che guardate
+più lontano e comprendete più largamente di me, trovando il punto giusto
+dove io mi smarrisco, dove io non vedo che contraddizioni e paure.--
+
+Maurizio non meritava la lode di Gisella, e il punto giusto non lo
+trovava da un pezzo neppur lui. La contraddizione, brutta chimera, lo
+afferrava alla gola, ed egli si divincolava inutilmente nella stretta.
+Se credi al decalogo, perchè rubi? Se hai tanto squisito il senso della
+legge morale da volerne insegnare altrui la eterna sanzione, perchè
+inganni il tuo simile? perchè siedi col tradimento nel cuore alla mensa
+di chi fida così ciecamente nella tua probità? Ma a questi dilemmi, non
+bene formati ancora, egli chiudeva gli occhi della mente, quasi cercando
+nella sua cecità volontaria una ragione per non averli a combattere.
+Amava, e non voleva affrontare una pugna con la logica inflessibile, una
+pugna che sarebbe riuscita a danno dell'amor suo. Quella logica gli
+avrebbe comandato di rinunziare a Gisella; e questo era per lui
+l'impossibile. Un miracolo, ci sarebbe voluto, un miracolo, per levarlo
+di pena. Ma quale? Egli non osava neanche dirlo a sè stesso; e vili
+pensieri lampeggiavano sinistramente nell'ombra densa dell'anima sua.
+
+Felice il generale, che negli ozi del suo castello aveva da combattere
+solamente la noia. Ognuno, si sa, crede la propria malattia più grave di
+quella degli altri, ed egli sinceramente si esagerava i mali di una
+noia, in onta alla quale passavano i giorni abbastanza rapidi, tra
+partite a biliardo o a picchetto, accessi di malumore e grasse risate.
+La volgarità del discorso faceva anche capolino fra la domestichezza
+dello consuetudini. Il signor di Vaussana, di tanto in tanto, per una
+ragione o per l'altra, interrompeva le visite. Quello dei viaggi brevi e
+frequenti era un artifizio, ben noto alla contessa, che non aveva
+neanche da soffrirne troppo; perchè Maurizio, il più delle volte, dopo
+avere annunziato una gita a Nizza, a Torino, a Genova o altrove, non si
+muoveva dal Castèu, dove ella trovava poi modo di scovarlo. Quei piccoli
+furti erano un segreto di più e certamente il meno grave tra tutti
+quelli che avessero da custodire. Frattanto, colle frequenti sparizioni
+dalla Balma, il signor Maurizio si confidava di addormentar meglio il
+castellano, sviarne l'attenzione, dissiparne i sospetti, se mai ne
+fossero nati. Su quei viaggi frequenti tornava spesso il generale, e con
+molta libertà di discorso, anche in presenza della moglie.
+
+--Gran fioritura di camelie dev'essere a Montecarlo; non è vero,
+Vaussana? E c'è poi sempre quell'abbondanza di _belles-de-nuit_?
+
+--Non sono stato a Montecarlo;--rispondeva Maurizio, schermendosi come
+poteva.--Vi ho pur detto, generale, che ho fatto una punta fino a
+Genova.
+
+--Ritorno offensivo, dunque? E come sono ora le genovesi? sempre belle?
+Ai tempi della Crimea, quando ci sono passato io, erano tutte d'una
+bellezza incontrastabile, ma un pochettino massiccia. Mi dicono che ora
+ci sia un altro tipo, alto, flessuoso, con una tendenza spiccata al
+biondo, e dei languori orientali nell'occhio. Come le preferite voi,
+Vaussana? Fortunato briccone! godete il mondo, finchè vi dura la
+gioventù. Ma non abusate, mi raccomando; è insalubre. E credete a me, la
+miglior cosa che possiate fare, per calmare questa febbre, tanto
+pericolosa all'ultimo stadio, è ancora di prender moglie. Prendete
+moglie, Maurizio, prendete moglie.--
+
+E lo canticchiava anche in musica, il suo ritornello, prendendo lo
+spunto da una canzonetta del Béranger.
+
+La contessa, di solito, chinava gli occhi sul suo telaino da ricamo,
+aspettando che il generale la finisse con quelle sue libertà di
+discorso. Ma il generale prendeva un gusto matto a ribattere quel chiodo
+in presenza di lei, e chiudendo sempre il discorso col suo solito
+ritornello. Tanto che un giorno, seccata, la contessa alzò gli occhi e
+soggiunse, rivolgendosi a Maurizio:
+
+--Ma sì, prendete moglie, signor di Vaussana.--
+
+Maurizio rimase un po' male, non intendendo il perchè di quell'altra
+esortazione. C'era egli bisogno che Gisella tenesse bordone al generale?
+Che cosa ne poteva lui, se quell'altro, abusando del suo diritto di
+padrone di casa, gli tornava sempre sul medesimo tasto?
+
+--Me la trovino loro;--rispose egli a denti stretti.
+
+--Oh bravo! e se la troveremo, la prenderete?
+
+--Scelta da amici come voi, perchè no? avrà certamente tutte le virtù
+immaginabili.
+
+--Ebbene, cercheremo;--disse Gisella.
+
+--A Nizza, non è vero?--soggiunse il generale.--Mia moglie ha il
+desiderio di passare a Nizza gli ultimi giorni di carnevale; sarà una
+eccellente occasione per noi di cercare, e per voi di giudicare della
+scelta, senza perdita di tempo.
+
+--Si va all'arma bianca!--conchiuse Maurizio, facendo bocca da ridere.
+
+Ma in verità aveva voglia di tutt'altro; era lì lì per uscire de'
+gangheri. Anche quel viaggio a Nizza ci voleva! Gisella ne aveva già
+accennato a Maurizio, come di uno svago da procurare a quell'eterno
+annoiato del signor generale; quanto a sè, non ci aveva nessun gusto,
+prevedendo la seccatura delle visite molte e della poca o nessuna
+libertà che avrebbe avuto di stare a discorrere col suo povero Rizio. Ma
+ci voleva pazienza, e bisognava fare di necessità virtù. Sì, tutto bene,
+salvo quell'idea pazza di cercar moglie a lui, che non voleva saperne.
+
+Per fortuna, nel soggiorno di tre settimane a Nizza, non furono che
+falsi allarmi. Gli avevano domandato se la preferisse inglese, o
+americana, o russa, ed egli aveva risposto di non aver predilezioni in
+materia. Intanto, con quell'arte che le donne sanno tutte, ma che le
+donne innamorate conoscono a perfezione, la contessa Gisella causava
+ogni occasione di far conoscenze del suo sesso, oltre le poche
+necessariamente portate dalle relazioni mascoline del marito. Si
+vedevano mogli di generali, di colonnelli e di capisquadrone, tra le
+quali non c'era pericolo che avesse da scegliere il suo Maurizio, o per
+lui il signor generale. E questi, d'altra parte, sempre attorniato da
+vecchi _troupiers_, tutto ingolfato nelle sue conversazioni d'arte
+militare, di caserma o di piazza d'armi, non pensava più affatto ad
+ammogliare il signor di Vaussana. Nè poteva sperare che se ne
+incaricasse sua moglie, sempre circondata dal gaio sciame dei giovani
+capitani, degli aiutanti di campo e degli uffiziali d'ordinanza. La
+galanteria militare si esercitava intorno alla bellissima generala in
+visita, con quella amabile festività, con quella misura cavalleresca,
+che è propria dei francesi, e che è maravigliosamente aiutata da una
+lingua facile e snella, di forme ben definite, di frasi bell'e fatte,
+tra cui la stessa consuetudine ha tolta ogni importanza e lasciata tutta
+la sua grazia all'iperbole. Maurizio, nondimeno, si seccava un pochino
+che tutti fossero _bien heureux_ come santi in paradiso, o _enchantés_
+come cavalieri nel castello di una fata, quando erano ammessi alla
+presenza di quella _grande charmeuse_, di quella _femme divine_, della
+contessa Gisella.
+
+Il guaio era che parlando così avevano tutti ragione. Ed egli, anche
+gradito da tutti, trattato con quella deferenza di cui lo faceva degno
+il suo grado e la sua educazione, con quella cortesia cerimoniosa che
+era dovuta alla sua qualità di straniero, si sentiva a disagio, era
+sempre sulle spine. Vedeva ogni giorno Gisella, ma troppo diviso da lei,
+anche essendo vicino, e soffriva. Non già del brutto male, intendiamoci;
+perchè Maurizio conosceva la divina creatura, ne sentiva il pensiero
+costantemente fido, ne vedeva lampeggiar l'occhio azzurro sparso di
+faville d'oro, quando faceva un giro largo per giungere a lui e dargli
+il suo istante di felicità. Ma quanta bellezza ammirata, respirata,
+assorbita da troppi! ma quanta musica di parole sparsa a consolazione di
+troppi! Gisella era una regina, dovunque apparisse; amabile ad un modo
+con ogni età, con ogni grado, passava in mezzo a quella gloria di
+filetti d'oro e di rosso _garance_, come una bella dea serena e
+sorridente, maestosa e leggera, appagando tutti senza fermarsi a
+nessuno. Così debbono esser lieti i fiori di un giardino, quando passa
+aleggiando sulle aiuole una splendida farfalla, sempre in alto e sempre
+in moto, avendo l'aria di posarsi su tutti i calici, dischiusi a lei,
+odoranti per lei.
+
+Qualche volta, passando accanto al signor di Vaussana, la divina
+creatura gli gittava una di quella frasi sommesse e brevi, ma calde di
+passione, che avevano virtù di rianimarlo, di esaltarlo, di fargli
+toccare i termini della beatitudine.
+
+--Ah, il nostro San Giorgio! Ancora pochi giorni, Rizio! Questo
+carnevale, che morte! Sorridi, via, grande bambino, che hai così dolce
+il sorriso! T'intendo, sai? è così tarda a giungere, la nostra buona
+quaresima!--
+
+
+
+
+CAPITOLO XV.
+
+Padre Anselmo da Carsoli.
+
+
+La quaresima ricondusse i nostri viaggiatori a San Giorgio. Il piccolo
+paese alpino era tutto in fermento per una di quelle novità che sogliono
+commuovere perfino i grandi, tra il carnevale e la pasqua. Senza esserne
+stato avvertito dalle trombe della fama, San Giorgio possedeva per quel
+periodo di penitenze, di digiuni e di esercizi spirituali, un
+quaresimalista insigne, un predicatore coi fiocchi. Come mai un
+tant'uomo si fosse persuaso di andare a pescare anime tra quei monti, in
+verità non si poteva immaginare; certamente bisognava conchiudere che
+per una volta tanto l'arciprete don Martino avesse avuto una grazia
+speciale dai suoi santi protettori. Fin dalla prima predica il nuovo
+quaresimalista, del quale, a vederlo, non si sarebbe dato un baiocco,
+aveva sbalordito il suo uditorio; alla seconda lo aveva incantato. E già
+si parlava di lui in tutte le case, come di una gran maraviglia; se ne
+discorreva in farmacia, se ne ragionava al casino di lettura; in ogni
+luogo, perfino nelle osterie, si facevano confronti fra lui e i
+predicatori degli anni passati; chi aveva viaggiato e sentito altri
+famosi oratori del pergamo, non dubitava d'asserire che quello era uomo
+da batterli tutti.
+
+Non vecchio nè giovane, con poca barba biondiccia venata di peli
+bianchi, più macilento che magro, alto della persona ma curvo, quasi
+piegato in due quando attraversava la grande navata della chiesa per
+recarsi dalla sagrestia al suo pulpito, appariva tutt'altro quando si
+affacciava di lassù, alta la fronte, sfavillanti gli occhi, diritto il
+corpo come una spada. Era cappuccino; si chiamava padre Anselmo da
+Carsoli. Modesta figura di asceta, vestiva umilmente una tonaca
+spelacchiata, su cui non mancavano le toppe, larghe, lunghe, fatte più
+vistose dal colore più carico del panno, con le quali il vecchio abito
+si andava via via rinnovando a pezzi e bocconi. Camminando in istrada,
+così curvo delle spalle e sempre a capo basso, non guardava mai nè di
+qua nè di là, non vedeva nessuno, tranne i bambini, quando gliene
+passavano daccanto, dandogli una curiosa sbirciata di sotto in su. Ma
+anche senza vedere la gente, il cappuccino ne indovinava il saluto, e lo
+ricambiava con un gesto di benedizione, breve breve, come d'uomo che
+avesse fretta. Coi bambini, per altro, si fermava sempre un poco, due o
+tre minuti secondi, il tempo di aggiungere alla benedizione una carezza
+paterna, accompagnata da una crollatina di testa; come se in quel punto
+e a quella vista il pover uomo volesse cacciar dalla mente un doloroso
+ricordo.
+
+Il giorno dopo la sua tornata in paese, Gisella aveva voluto andare al
+Castèu, per salutare Albertina. Accompagnata in quell'uffizio di
+cortesia dal generale, aveva incontrato sulla piazza il signor di
+Vaussana, che usciva allora allora dalla posta, con le sue lettere e i
+suoi giornali tra le mani. Era una piccola fortuna, di quelle che i
+piccoli paesi offrono più facilmente alle persone che si amano, e
+Maurizio l'aveva afferrata al volo, accompagnandosi ai signori Matignon:
+del resto, non si doveva egli far cammino insieme? Così, muovendo dalla
+piazza al Castèu, avevano veduto innanzi a loro il cappuccino, che,
+uscito allora dalla canonica, rasentava il muro per andare verso una
+viottola campestre, dietro la chiesa parrocchiale. Gisella riconobbe
+all'abito il predicatore, di cui quella stessa mattina le avevano già
+fatto un gran discorrere alla Balma tutte le sue persone di servizio.
+Andando ella innanzi ai due cavalieri, per la ristrettezza della strada,
+e passando lesta accanto al cappuccino, la bella signora non aveva
+creduto di potersi dispensare da un piccolo cenno di saluto, che andasse
+in pari tempo alla veste religiosa, all'età rispettabile e all'ingegno
+acclamato dell'uomo. Quell'altro aveva risposto con la sua benedizione
+frettolosa, chinando la testa anche più dell'usato; e pochi passi più
+in là, trovata la svolta del sentiero campestre, aveva scantonato
+prontamente, senza voltarsi neanche con la coda dell'occhio a guardare.
+
+--Vedete che sudicioni!--disse il generale a Maurizio.--Neanche un paio
+di calze!
+
+--È la regola, generale.
+
+--Sarà; ma non è la decenza.
+
+--Ettore!--mormorò la contessa, volgendo al marito un'occhiata di
+rimprovero.
+
+--Ebbene, che cosa ho detto che non sia il vero?--replicò il
+generale.--Se non portano calze, non vadano almeno in ciabatte!
+
+--Umiltà;--disse ancora timidamente Maurizio.
+
+--Ah sì, parlatemi dell'umiltà dei frati!--gridò il conte Ettore.--_Une
+bonne blague, celle-là!_
+
+Il cappuccino venne ancora in ballo, quando furono al Castèu, nel
+salotto della contessa Albertina. La signorina di Vaussana aveva già
+sentito due prediche, e n'era rimasta profondamente commossa. Era una
+donna intelligente, leggeva molto, pensava molto; il suo giudizio era
+dunque di gran peso. Il generale, del resto, essendo uomo di mondo, si
+arrese facilmente, e si tenne in corpo le celie che il tema gli chiamava
+alle labbra. Non fiatò neppure quando sua moglie dichiarò di voler
+seguire quel corso di prediche, contentandosi di promettere a sè stesso
+ch'egli non l'avrebbe imitata, e per quel primo giorno, in cui il
+capriccio religioso della sua metà lo coglieva fuori di casa, non
+sarebbe neanche rimasto sulla piazza della chiesa per aspettar le
+signore all'uscita.
+
+Le signore, frattanto, seguitavano ad occuparsi del frate. Gisella
+raccontava di averlo veduto passare, mentre ella saliva verso il Castèu;
+ed Albertina soggiungeva qualche notizia intorno alle passeggiate di
+lui. Tutte le mattine, un'ora prima di salire al pulpito, se ne andava
+soletto per quel sentiero campestre dietro il coro della chiesa
+parrocchiale; s'inerpicava per la balza vicina, con la sveltezza di un
+giovinetto, e giunto lassù, dove il dorso granitico della montagna
+faceva un rialzo in forma di rozza colonna, si riposava una buona
+mezz'ora, contemplando, meditando, forse preparandosi nella preghiera
+alla predica della giornata.
+
+--Vedetelo appunto lassù;--diceva Albertina, conducendo Gisella nel vano
+della finestra e indicando la montagna di contro.--Quel masso che sorge
+assottigliandosi come una cuspide di tempio gotico, si chiama la Pietra
+Aguzza. È là sotto, il padre Anselmo, seduto in contemplazione. Ecco, si
+muove; si è alzato; si dispone a scendere. Sarà ora anche per noi di
+andarcene in chiesa.--
+
+Gisella sentì quel giorno il predicatore, e s'invogliò più che mai di
+ascoltarlo ancora. Erano veramente prediche maravigliose, quelle del
+padre Anselmo da Carsoli. Niente di politica spicciola, di quella che
+si vorrebbe gabellare per politica grande: niente pei diritti temporali
+del Papa, e niente contro la miscredenza del secolo: a farla breve,
+nessuno dei luoghi comuni, esercizi retorici e pistolotti della poco
+sacra eloquenza dei sacri oratori del giorno. Ragionava di Dio con una
+forma insolita, non strana, semplice, chiara, elevata, degna di lui, in
+quella misura che può esser degno di lui il povero linguaggio della
+creatura umana. Toccava spesso e volentieri della virtù che onora l'uomo
+accostandolo al cielo, ed aveva impeti di passione, accenti nuovi e
+profondi che penetravano al cuore. Parlava caldo, serrato, incalzante, a
+fiotti su fiotti, come il mare, quando cresce a tempesta; qualche volta
+avendone perfino impaccio alla lingua, che durava fatica a sprigionare
+la frase. Ma la frase, quando finalmente usciva formata, acquistava da
+quell'impedimento momentaneo una singolare efficacia, come acqua
+corrente che costretta in angusto passo gorgoglia, spumeggia, rimbalza,
+uscendo più limpida, più rumorosa, più viva. Si soffriva un istante con
+lui, sentendolo oppresso dalla irruenza del pensiero e della parola; ma
+quel soffrire volgeva tosto ad un senso di piacevole stupore, vedendogli
+prendere la rincorsa a quel modo. E pareva allora che per tenergli
+dietro dovesse mancare il tempo a pensare: ma si pensava pur sempre,
+anche senza averne coscienza, perchè tutte le sue parole, così
+rinvigorite dallo sforzo, restavano impresse, e tutti gli argomenti in
+quelle parole serrati andavano a fondo.
+
+Oramai non si parlava più che di lui, a San Giorgio. Da quarant'anni,
+dicevano i vecchi, non si era sentito lassù un oratore di quella forza.
+Ed ancora, non potevano i vecchi ingannarsi, esagerando naturalmente i
+ricordi della loro gioventù? Evidentemente, un oratore di quella forza
+non doveva esserci stato mai, nè quaranta, nè cent'anni prima d'allora;
+altrimenti se ne sarebbe conservata un po' meglio la fama, ne avrebbero
+parlato le istorie. E l'eco dell'entusiasmo di San Giorgio si
+ripercuoteva ogni giorno alla Balma, con gran noia del signor generale.
+
+--E così,--diceva egli alla contessa, vedendola ritornare sul
+mezzogiorno a casa,--lo avete sentito, il grand'uomo?
+
+--Ma sì,--rispondeva ella,--ed è veramente grande; lo riconoscono tutti,
+a San Giorgio, anche i liberi pensatori.
+
+--Ah!--sclamò il generale, inarcando le ciglia.--Ci sono dunque dei
+liberi pensatori, a San Giorgio? E che pensano?
+
+--Quel che vi ho detto, per lo meno;--disse Gisella.--Fin là ci saranno
+potuti arrivare.
+
+--Mi fate venir voglia di sentirlo;--conchiuse egli, ghignando.
+
+E saputo che alle prediche di padre Anselmo assisteva anche il medico
+condotto, che passava per una testa forte, per una specie di Cabanis
+ridotto alle proporzioni mandamentali, andò la mattina seguente anche
+lui a vedere l'ottava maraviglia. Non si avventurò nella grande navata,
+per altro; si fermò poco lontano da un uscio laterale, nascosto dietro
+un pilastro.
+
+Padre Anselmo, quel giorno, aveva predicato sulla scienza, sulla vera
+scienza che eleva lo spirito fortificandolo, che conduce a Dio, come la
+fede, come la speranza, come la carità. Quella era forse la trattazione
+più moderna ch'egli avesse fatta fin allora a San Giorgio.
+Ordinariamente il frate parlava di virtù, di pietà, dei doveri del
+cristiano, della dolcezza che si prova nel seguire la legge. Quel
+giorno, elevato il tono, parve anche più forte del solito. Ma non così
+la pensava il suo novo ascoltatore, che torse le labbra, annoiato.--Se
+questo è il pezzo più forte,--pensava, egli nel ritornarsene alla
+Balma,--gran debolezza vuol essere il restante.--
+
+La sera, in conversazione, si parlò del predicatore; e il signor di
+Vaussana domandò al generale che opinione se ne fosse formata.
+
+--Non me ne parlate;--rispose egli, facendo una spallucciata delle
+solite.--È uno sciocco. Parole, parole, parole! E neanche armato come
+dovrebbe, per sostenere la sua tesi spallata! Non sa citare che autori
+di cinquant'anni fa. Lo avete sentito? Gli è parso di far molto,
+combattendo il Lamarck. Ben altri sono oggi gli atleti con cui dovrebbe
+provarsi. Vincere il Lamarck, bella forza! E poi, che vittoria è la
+sua? Nessuno gli risponde, ed egli resta padrone del campo. Sapete che
+cosa mi fa ricordare? Quel predicatore che argomentava contro il
+protestantesimo.--
+
+Qui il signor generale ingrossava la voce, per rifare il discorso del
+personaggio aneddotico allora allora evocato:
+
+--«Venite voi Lutero, voi Calvino e voi Melantone; venite davanti al mio
+tribunale di giustizia ad esporre le vostre perverse dottrine. E che?...
+non venite?... Dunque avete torto. Ed ecco o signori, vittoriosamente
+combattute le dottrine degli empi. Non osano presentarsi, arrossiscono,
+tremano, si nascondono. Ma contro il sole della verità non valgono
+ripari; quel sole li cerca, li scova, dovunque si nascondano, li
+abbaglia, li accieca».--
+
+E rideva, il signor generale, rideva comodamente per tre. Gisella
+taceva; Maurizio si provò a dire qualche cosa.
+
+--Certo, questa maniera di combattere la scienza moderna pare
+insufficiente anche a me. Ma il nostro cappuccino, ne converrete, è più
+forte di così. Infine, gli evoluzionisti moderni non hanno fatto che
+ripigliare l'ipotesi del Lamarck: combattendo lui, si combattono gli
+altri. E poi, lasciamo stare la tesi scientifica: bisogna sentire il
+quaresimalista ogni giorno. È spesso elevatissimo. Qualche volta mi pare
+che pigli ad imprestito dai grandi maestri: dal Bossuet, per esempio, e
+dal Massillon; ma bisogna riconoscere che ci mette anche del suo.
+
+--Sarà il brutto, allora.
+
+--Non sempre, generale, non sempre. Ci ha il tenero, di suo, ci ha il
+semplice, che va all'anima. Vi confesserò che non è un'aquila; l'aspetto
+sarebbe piuttosto d'un barbagianni;--soggiunse Maurizio, temperando la
+sua lode con una celia, che doveva rabbonirgli il suo interlocutore;--ma
+gli possiamo render giustizia dicendo che è un predicatore dei buoni; e
+se non giustifica l'entusiasmo dei miei concittadini, certamente lo
+spiega.
+
+Questo giudizio mezzo e mezzo poteva contentare il generale; ma non era
+fatto per piacere a Gisella.
+
+--Perchè lo trovi brutto? come fai a trovarlo brutto?--diss'ella a
+Maurizio, appena ebbe modo di restar sola un istante con lui.--Sai che
+in certi momenti è bello, anzi bellissimo? Sicuro, di una bellezza
+morale che gli si diffonde dall'anima;--soggiunse la cara donna, notando
+un senso di pena che contraeva in quel punto le labbra di Rizio.--Quando
+egli si scalda nel suo ragionamento, non hai osservato come gli
+scintillano gli occhi? come una vampata di sangue gli corre per le
+guance scarne, facendole parere di rosa? Si direbbe che in quel momento
+Dio scende in lui e lo trasfigura. E vuoi credere? Quando egli si
+commuove più fortemente, e la voce gli trema, e le lagrime gli brillano
+sulle palpebre, io mi volto verso l'altar maggiore e guardo il
+crocifisso, aspettandomi sempre di vedergli schiodare una mano e
+stendere il braccio per benedire quell'uomo, che lo esalta con tanto
+fervore, facendolo intender così bene alle turbe.
+
+--Via! via!--disse Maurizio.
+
+--E così, proprio così;--riprese Gisella.--E non mi hai detto tu un
+giorno che un brutto professore, quando parla bene, animandosi un poco,
+diventa bello per il suo uditorio?--
+
+Maurizio incominciava a pensare di aver detto troppe cose. E scritte,
+poi! sopra tutto le scritte gli pesavano sull'anima.
+
+--Un po' di misura, bella mia, un po' di misura!--le bisbigliò con
+accento di esortazione paterna, vedendola più che mai infervorata nella
+sua passione religiosa.
+
+--Misura! misura!--replicava Gisella.--Si è tanto felici di credere! E
+si avrà dunque da credere per metà? Come potete voi raccomandare una
+cosa simile?--
+
+Cinque o sei giorni dopo, il quaresimalista aveva fatto una predica
+sulle mogli; con una grazia, povero frate, con una delicatezza, che non
+si sarebbe potuta aspettare da lui. L'abito suo, veramente, lo doveva
+far credere più pratico d'altro santuario che non fosse quello,
+abbastanza turbato, della famiglia moderna. Enunciato il suo tema, aveva
+fatto un'esposizione sommaria del dovere, secondo la condizione
+sociale. Il dovere, questa obbedienza alla legge, si mostrava, così
+agevole nella semplicità della sua dipintura, che non s'intendeva più
+come mai si potesse venirci meno. Di quella obbligazione morale il
+predicatore aveva indicato l'adempimento nell'esercizio di tutte le
+virtù: e le virtù, così dure a praticarsi, apparivano belle e facili,
+perchè governate e promosse da un senso di rispetto a noi medesimi, che
+è rispetto alla creatura di Dio, a questo _vas electionis_ della sua
+grazia. Vaso d'elezione non era stato solamente l'Apostolo. Quello era
+l'esempio, nella famiglia cristiana; ognuno poteva seguirlo, ognuno
+accostarvisi. Bella cosa esser puri davanti alla legge umana, non
+sospettabili nella presenza del mondo; bellissima esser puri davanti a
+noi medesimi, essendo la coscienza il buon giudice umano che precorre ed
+annunzia il gran giudice eterno. In quella guisa che al finire del
+giorno l'uomo è tanto più contento di sè quanto più sente di aver
+lavorato, così nella grande giornata dell'esistenza niente vale la
+contentezza interiore dell'avere operato il bene; e niente, dov'essa
+manchi, può tenerne le veci. Rispettarsi, sentirsi degno di questo
+rispetto, è benefizio singolare per tutti, singolarissimo per la donna,
+a cui spesso non basta il pentirsi, quando abbia fallito, perchè essa
+nella pubblica estimazione cade sempre più in basso dell'uomo. Triste
+cosa è questa, che i nostri costumi hanno portata, di non poter
+riacquistare la grazia degli uomini, avendo pur riacquistata la grazia
+di Dio; ma c'è compenso ancora, nella iniquità del giudizio, e un
+privilegio maraviglioso corrisponde al danno. L'uomo virtuoso, l'uomo
+che osserva la legge, si riconosce onesto; della donna virtuosa,
+insospettata e insospettabile, si dice comunemente: è una santa.
+
+Qui con ardito trapasso veniva a dipingere le ansietà, i terrori, i
+rimorsi che accompagnano la colpa. Quante corde vibravano a quelli
+strappi di una mano maestra! No, la colpa, no, mai; è brutta, la colpa,
+è malsana; porta con sè, per primo guaio, il dover arrossire davanti al
+mondo, e peggio, davanti a sè medesimi. Per la donna colpevole,
+prostrata nella polvere di contro ai suoi lapidatori, Iddio ha detto:
+«chiunque di voi è senza peccato scagli la prima pietra». Quella pietra,
+gli uomini non possono scagliarla più; gli uomini non debbono punir
+quella donna, degni di punizione essi medesimi; gli uomini non debbono
+disprezzarla, di tante colpe macchiati, mentre uno spirito puro la
+compiange. Ma ella è pur sempre a terra, ed egli solo può rialzarla.
+Finchè egli non abbia detto: «va, non peccar più», non isperi di
+sollevare la fronte. Da lui rialzata, redenta da lui, si consoli: ma
+pensi che la turba, se non lapida più, giudica ancora; la turba è sempre
+là, astiosa ed arcigna, nel fondo della scena, e i farisei ne governano
+l'animo, i farisei, stirpe non morta ancora, che solo ha mutato di nome.
+E chieda a Dio di soffrire, di soffrir sempre, per espiare il suo
+fallo; ringrazî il cielo di una sofferenza, che quanto è più grande e
+più lunga, tanto più vale a deterger le colpe. Nè chieda di soffrir meno
+la donna che visse casta e virtuosa; pensi che la coscienza della
+propria impeccabilità può facilmente tramutarsi in orgoglio. Noi spesso
+non cerchiamo di vedere; ma Dio vede e sa quanto sia di peccato in noi,
+che per soverchio di sicurezza non facciamo buona guardia alle anime
+nostre. Certo, è soffrire orrendo, per una donna, e può parerle
+intollerabile, l'obbedienza di tutti i giorni, di tutte le ore; ma è
+prova solenne, argomento di purificazione continua, quel suo viver
+legata ad un uomo il più delle volte ruvido, vano, capriccioso, volgare,
+che non intende e non sa quanto ella valga, ma che qualche volta può
+essere mutato, migliorato, trasformato da lei. Che vittoria, allora, e
+come fa lieto il sofferto martirio! E poi, che è ciò che aspettiamo noi
+dal dovere compiuto? Se la vita è battaglia, sian terse le spade; nè vi
+paia fatica di farle brillare. Più splende quella che è più fine di
+tempra, e della fatica durata è gran conforto la gloria. Esser pure è
+già un premio; farvi belle dell'anima a Dio, è conveniente lusinga.
+Anche un poeta pagano lo ha detto: «piacciono i casti pensieri lassù;
+con casto animo vieni, con pure mani attingi alla fonte». Sentite la
+bellezza della virtù, che consola; e non orgoglio vi dia, ma nobile
+alterezza; e vi veneri il mondo, non potendovi mordere; e l'ossequio
+suo non sia minore di quello dei vostri figliuoli, a cui giovano le
+esortazioni, ma più ancora gli esempi.
+
+Come aveva sofferto Maurizio, quel giorno! Gli pareva che ad ogni
+istante il frate dovesse uscire dalla tesi generale, figurare dei casi,
+proferire dei nomi; che ad ogni istante dovesse dare in qualche
+sfuriata, da offendere, da turbare, da commuovere troppo visibilmente
+qualche povera ascoltatrice. Ma no, niente; quel diavolo d'un sant'uomo
+non era mai stato tanto riguardoso come allora; non aveva neanche usata
+la volgarità di chiamar le cose coi loro brutti nomi, che è vizio dei
+quaresimalisti, anche valenti. La sua orazione era tutta misura e
+grazia, grazia e misura, e senza aver fatta la menoma concessione al
+gusto mondano. Anche l'argomento del rispetto di sè, che poteva essere
+derivato da un concetto pagano della virtù, come diventava cristiano
+nella necessità di fare della creatura un tempio, un altare, un vaso
+degno di Dio, e di educare non pure onestamente ma ancora candidamente
+la prole! «Non offendete colla impurità della lingua l'orecchio
+innocente del bambino; bella massima;--diceva il frate,--ma quasi
+inutile esortazione in una famiglia civile. Qual è infatti quella madre
+così sciocca o malvagia, che non abbia in mente e non osservi il
+precetto? Ma è necessario altresì che del fanciullo non si offenda la
+vista con la scena di un viver domestico poco lodevole, brutta scena che
+spesso è commedia corruttrice, e qualche volta si muta in orribil
+tragedia. E poi, che giova nascondere molto e con ogni cura al
+fanciullo, se egli, passando sua madre per via, vede a lei rivolto
+insieme col saluto il sogghigno, e dietro a lei ode gittata la parola di
+spregio? Ah, meglio allora, mille volte meglio non aver bambini! Ma
+pensate allora, pensate essere ancora una grazia la sterilità, per la
+misera donna che ha dimenticata la legge divina, la legge umana e sè
+stessa».
+
+Neanche qui il frate foggiava casi particolari; non usciva neppur qui
+dalla tesi generale. Ma era pericolosa, la tesi; e Maurizio fremeva,
+pensando esser là tra gli ascoltanti qualche misera donna, la quale,
+ritornando a casa, non avrebbe trovato bambini ad attendere la sua
+carezza materna. Fremeva, mentre tutti gli ascoltanti pendevano dalle
+labbra del monaco, e gli pareva che ogni sguardo momentaneamente sviato
+di quella moltitudine attenta, girando per caso dalla parte sua, fosse
+diretto a lui, proprio a lui, come una interrogazione, come un
+rimprovero. Intollerabile supplizio! E non osò, per tutto il tempo che
+durò quella predica, volger neanche la faccia da un certo lato della
+chiesa. Poi, a mala pena ebbe fine il supplizio, scappò fuori senza
+guardarsi dattorno, tagliò la piazza per la linea più breve, andando
+verso il Castèu, senza aspettare la solita occasione di salutare
+Gisella, che usciva sempre in compagnia di Albertina.
+
+Quella sera, non bene rinfrancato, ma desideroso di non far novità, si
+avviò alla Balma. Trovò il generale solo nel vestibolo, occupato a dare
+una scorsa ai giornali.
+
+--Ma sapete,--gli gridò questi _ex abrupto_, levandosi gli occhiali e
+deponendo sulla tavola il foglio che aveva tra mani,--ma sapete che il
+vostro predicatore è un fiero campione!
+
+--C'eravate?--disse Maurizio, rabbrividendo.
+
+--No; per sentirlo m'è bastata una volta. Ma quasi quasi mi riconcilio
+con lui. Ha parlato del dovere in un modo che mi va. Queste vi parranno
+contradizioni;--soggiunse il generale, ridendo.--Ma anche senza andarsi
+ad affumicare là dentro, si può sapere che cosa c'è stato detto. Gisella
+mi ha recitata tutta la predica. A sentirla, si sarebbe creduto che la
+sapesse a memoria.--
+
+Com'era andata? Al signor di Vaussana parve quella una follìa, una
+grande follìa. Ed era certamente tale, e la contessa, commettendola,
+aveva obbedito ad uno di quegli impulsi ciechi, contro i quali non è
+forza di volontà, nè lume di ragione che tenga. Scossa, turbata al pari
+di lui, se non forse di più, Gisella aveva ritrovato a mala pena quel
+tanto di forza che l'aiutasse a ritornare a casa, con aspetto di persona
+tranquilla. Per altro, a mezzo il viale dei tigli, aveva dovuto sedersi,
+non potendone più. Come le era venuto fatto di trascinarsi fin là? Il
+suo cuore batteva, batteva con una violenza da far temere che volesse
+ad ogni tratto spezzarsi; tanto che gliene veniva un senso di dolciume
+smaccato e nauseabondo alla gola. In uno sforzo supremo era riuscita a
+padroneggiarsi. Aveva pensato che fosse quella una crisi per l'anima
+sua; se felice poi o disgraziata, non voleva cercare. Dio lo vuole,
+aveva gridato a sè stessa, come i primi crociati di Cristo; e una gran
+forza era succeduta a quel momento d'angoscia indicibile. Alzatasi di
+scatto dal sedile di pietra, aveva fatto in pochi minuti il restante
+della salita, trovando sulla spianata del cancello il marito che
+passeggiava aspettandola; e davanti a lui aveva voluto fare la brava.
+Egli stesso la metteva al punto, chiedendogli col suo piglio beffardo
+quali altre scioccherie avesse spacciate quel giorno il grand'uomo.
+Scioccherie? C'era ben altro; un trattato di alta morale; ne giudicasse
+lui, che rideva. E lì, l'uno dopo l'altro, aveva snocciolati tutti gli
+argomenti, provando un gusto aspro, mettendo una cura ostinata, feroce,
+un vero accanimento, a tormentarsi l'anima riferendo tutto il discorso,
+perfino con le stesse parole del frate. Il generale aveva continuato a
+ridere per due o tre minuti; effetto di mare lungo, che non ha avuto
+ancor tempo di quetarsi; poi si era fatto serio, a grado a grado
+prestando maggiore attenzione; e si vedeva che gli argomenti gli
+andavano, e non meno le frasi ond'erano rivestiti, perchè li
+accompagnava con cenni del capo e con ringhî in cadenza. Egli doveva
+egualmente ammirare la relatrice, trovando ch'ella possedeva un bel
+tesoro di memoria, un tesoro del quale egli non si era mai avveduto. E
+neppure lei sapeva come ciò le accadesse. Le parole del frate le erano
+certamente caduta sul cervello, come gocce di piombo liquefatto,
+facendovi impronta e presa ad un tempo.
+
+Ma quello sforzo l'aveva anche esaurita. A pranzo niente le andava; si
+era contentata di assaggiare; e finito il pranzo aveva trovato un
+pretesto per ritirarsi nelle sue camere, non aspettando Maurizio alla
+solita ora delle visite serali. Cosa da nulla, diceva il generale al
+signor di Vaussana, poi che questi ebbe domandato della contessa, e
+manifestato il suo vivo rammarico di saperla indisposta.
+
+--I soliti incomoducci, che fanno comodo così grande alle signore
+donne;--soggiungeva il generale;--nervi, fumi, vapori, isterismi ed
+altri cataclismi da ridere. Del resto, un po' di riposo le farà bene.
+Quel prodigio di mnemonica, a buon conto, non sarà mica stato senza
+consumo di materia cerebrale. Siamo macchine, mio caro.--
+
+Così ragionava; ed era contento di sè, il castellano della Balma. In fin
+de' conti, quella poteva contarsi come una buona giornata per l'autorità
+del marito, se anche gli era stata procacciata da una sequela di
+ribellioni all'autorità del filosofo. Buona giornata, davvero, e ne
+prometteva delle altre. Lo sentiva egli, questo? si dava ragione della
+sua contentezza? Forse no, anzi, diciamo pure senza il forse, ed
+ammettiamo che in lui operasse una specie d'istinto. Del resto, egli
+poteva esser contento di aver sentito parlare come piaceva a lui. Per
+una volta tanto quei _blagueurs_ di preti erano buoni a qualche cosa.
+
+Quella sera Maurizio fece una mezza dozzina di partite a carambolo,
+perdendole tutte, e la testa per giunta. Ma un vincitore a carambolo,
+facendo le sue lunghe serie di colpi, non ha tempo nè modo di guardare
+dove il suo avversario abbia la testa. Così la sera passò, triste
+conclusione di una triste giornata. Le giornate, poi, si seguono e non
+si rassomigliano. La mattina seguente capitò Gisella al Castèu. Veniva
+in apparenza a prender l'amica, per andare con lei alla predica. Nel
+fatto, voleva combinare in casa il signor di Vaussana, per domandargli
+un libro in imprestito; un esemplare del nuovo Testamento, niente di
+meno. Desiderava di leggere l'evangelio di san Giovanni e le epistole di
+san Paolo; due autori che il quaresimalista citava spesso e volentieri.
+Nella libreria della Balma il nuovo Testamento non c'era, e per una
+buona ragione: per la stessa ragione non c'era neanche il vecchio. Ma
+oramai non sarebbe più stato così: Maurizio offriva l'uno e l'altro, non
+già come imprestito, ma come presente, come omaggio alla contessa
+Gisella. Regalava la traduzione del Martini, approvata da Roma: quanto
+a lui, possedeva la versione latina di san Geronimo, ed anche in un
+altro esemplare la versione italiana del Diodati, non approvata, ma ad
+ogni incontro, ad ogni bisogno, egualmente opportuna. L'ortodossìa di
+Maurizio non badava a certe piccolezze.
+
+Gisella tremò, vedendolo comparire in salotto, e una fiamma le corse
+alle guance. Ma subito si ricompose, e gli espresse il suo desiderio,
+avendone quell'esito che fu dianzi accennato. D'altro non fu possibile
+parlare, essendo presente Albertina.
+
+--Ed ora vi sentite meglio, non è vero?--si restrinse a domandarle
+Maurizio.
+
+--Sì, molto meglio,--rispose Gisella.--Non è stato che un male
+passeggero.... qui;--soggiunse ella, indicando il cuore.
+
+--Con quei colori?--gridò egli, inarcando le ciglia, e dissimulando
+nell'atto di maraviglia un vivo senso di pena.
+
+--Con questi colori, pur troppo;--replicò sorridendo Gisella.--È stata
+anche la malattia di mia madre. Ma non esageriamo la cosa;--riprese
+tosto la bella signora;--altrimenti meriterò i rimproveri del generale,
+a cui queste bambinerie non piacciono. Affrettiamoci piuttosto ad andare
+in chiesa; dovrebbe esser quasi l'ora. Di che parlerà oggi il padre
+Anselmo?
+
+--Dell'amor divino;--rispose Albertina, a cui la domanda era
+rivolta.--Non hai sentito, quando l'annunziava?
+
+--No, mi ero forse distratta.... pensando a tutte l'altre belle cose che
+aveva finito di dire.--
+
+La predica dell'amor divino fu un inno in prosa, e frammezzato di versi.
+Quel diavolo d'un frate ci aveva quel giorno tutti testi profani. Citava
+Girolamo Benivieni, che sull'amor divino aveva dettato armoniose e calde
+terzine; citava Lucrezia Tornabuoni, e le sue affettuose laude
+spirituali; citava messer Agnolo Poliziano, autore anch'egli (pare
+impossibile) di poesie religiose; citava perfino Lorenzo de' Medici, e
+le sue amorose rime sulla ricerca di Dio.
+
+ Allor vedrò, o Signor dolce e bello,
+ Che questo bene e quel non mi contenta:
+ Ma levando dal bene e questo e quello,
+ Quel ben che resta il dolce Dio diventa:
+ Questa vera dolcezza e sola senta
+ Chi cerca il ben: questo non manca mai.
+
+Quella mattina, sulla piazza della chiesa, non mancò più Maurizio, ad
+aspettar le signore.
+
+--Non è vero che è stato bello?--gli chiese Gisella, nella breve
+conversazione di commiato.
+
+--Sì, bello;--rispose Maurizio.
+
+E non potè dirle altro, tanto soffriva. Ah, quel bene terreno che non
+contenta più l'anima! quel bene terreno da cui si può levar tante parti,
+e il resto si trasforma in amore di Dio!
+
+Quella sera, andò ancora alla Balma, sapendo già di non averne alcun
+bene. Pure, il caso gli fu più umano del solito, facendolo restare
+abbastanza lungamente solo con lei.
+
+--Non andrete più al Martinetto?--le disse, dopo alcuni istanti di
+silenzio, che gli erano parsi secoli.--C'è il piccolo Vittorio ammalato.
+
+--Oh, poverino! Sicuramente ci andrò;--rispose Gisella, che a tutta
+prima era rimasta confusa.
+
+Ed egli la precedette il mattino seguente lassù; o credette di
+precederla. Ma la contessa non si lasciò vedere al Martinetto, nè prima
+nè dopo la predica. Triste cosa, su cui egli non osò farle la più
+piccola osservazione. Pure, le giornate erano belle, ancora un po'
+fresche, ma serene e luminose; e i cardellini dell'Aiga, salutando
+Maurizio, avevano l'aria di dirgli: i vostri nocciuoli sono stati i
+primi tra tutti gli alberi della montagna a riprender le foglie; come va
+che non ci si rivede ancora? sareste mutati voi, da quelli di prima?--
+
+Gisella andò a vedere il figliuoletto di Biancolina, ma dopo aver
+pranzato, senza pericolo d'imbattersi nel signor di Vaussana. Maurizio
+la vide ritornare alla Balma, mezz'ora dopo ch'egli era giunto lassù.
+Rimase male, vedendo che Gisella aveva cercato di evitare la sua
+compagnia. Ma la signora non potè egualmente evitare l'occasione di un
+breve colloquio con lui, mentre il generale era andato più oltre lungo
+il viale a ragionar col fattore.
+
+--Perchè?...--le disse.--Perchè mi sfuggite?--
+
+Maurizio aveva l'aria d'un moribondo, parlando in quel modo.
+
+--Perchè....--mormorò ella, non resistendo a quell'accento di angoscia
+suprema.--Amico mio, non mi parlate così! Se sapeste come mi levate il
+coraggio!... Siamo nell'errore, Maurizio; ho paura.
+
+--Paura!--esclamò egli.--Di che?
+
+--Siamo colpevoli.
+
+--Colpa.... d'amore....
+
+--È colpa, e basta. Io mi faccio orrore, e qui dentro mi domando spesso:
+che cosa penserà Maurizio di me, se anch'egli usa scendere nel segreto
+dell'anima sua, e vede l'abisso in cui siamo caduti? Ah, meglio
+laggiù,--gridò ella rabbrividendo--meglio laggiù in quell'altro abisso,
+nel vortice dell'acque, quando io non credevo di far tanto male; e tu
+già lo sapevi, già n'eri persuaso, perchè hai tardato un istante a
+rispondermi!--
+
+
+
+
+CAPITOLO XVI.
+
+Cuori infermi.
+
+
+Così finiva la quaresima, vedendo Maurizio la contessa Gisella ogni
+mattina alla sfuggita quando si usciva di chiesa, ogni sera più
+lungamente quando egli andava alla Balma; non più altrimenti, come
+avrebbe potuto sperare dal ritorno alla buona stagione, da lui con tanto
+ardore invocata. E parlava di cose vane con lei, quando c'erano altri in
+conversazione; e non parlava più affatto quando restavano soli. Quei due
+poveri cuori sembravano divenuti l'uno all'altro stranieri; tra quelle
+due coscienze, già così intimamente unite, si era fatto un gran vuoto.
+Egli oramai era in uno stato da far compassione; reggeva l'anima co'
+denti; avrebbe voluto non essere: intanto, per capriccio di sorte o
+crudeltà di destino, doveva sorridere, sorrider sempre, piegandosi a
+tutte le fantasie d'un vecchio fanciullo, che mostrava di non saper
+stare un minuto senza la compagnia del suo migliore amico. Sospello di
+qua, Vaussana di là, e Maurizio da pertutto; non c'era che lui.
+
+L'avvicinarsi della pasqua avrebbe dovuto portare qualche obbligo
+particolare per quel saldo credente. Ma quel saldo credente non era uno
+stretto osservante: andava in chiesa; e levato di lì, praticava poco,
+sicuramente credendo che il credere bastasse. Del resto, c'era la
+politica di mezzo; ed egli, non volendo inchinarsi a certe pretensioni
+_de hoc mundo_, non aveva neanche scrupoli di coscienza. «Quando avranno
+disarmato verso l'Italia una, mi accosterò anch'io un po' meglio»,
+diceva egli qualche volta a sua sorella Albertina.
+
+Uno di quei giorni, veduto che sua sorella usciva prima dell'ora, tutta
+vestita di nero e col velo di pizzo ugualmente nero in testa, scambio
+del solito cappellino, le domandò brevemente:
+
+--Precetto pasquale?
+
+--Sì,--rispose Albertina,--da una settimana è incominciato il tempo
+utile.--
+
+Un'idea passò per la mente di Maurizio; e per averne l'intero, mezz'ora
+dopo che sua sorella era uscita, andò in chiesa anche lui. Giunse a
+tempo per vedere il cappuccino uscire dal confessionario, donde aveva
+ascoltate ed assolte parecchie penitenti. Rivolti gli occhi all'altar
+maggiore, riconobbe sua sorella inginocchiata alla balaustrata di marmo,
+e accanto a lei la contessa Gisella, anch'essa tutta vestita di nero.
+Ah, dunque ella pure si era confessata dal frate; ella pure si accostava
+alla mensa eucaristica; ella pure, perdonata, monda di colpe, contenta?
+E fu triste senza fine; per quel giorno mutò perfino il posto alla
+predica; finita questa, se ne andò verso casa, senza aspettare le
+signore al varco del piazzale. Di questo, poi, non erano neanche da
+farsi le maraviglie: oramai erano più le volte che il signor Maurizio
+faceva così, che non quelle in cui si tratteneva a riverire Gisella, a
+barattare con lei le poche frasi di commiato.
+
+--Confessa bene?--domandò egli di punto in bianco a sua sorella, quando
+furono a tavola.
+
+--Come predica;--rispose Albertina.--È un dotto, ed è un santo,--
+
+Maurizio non disse più altro. Quella sera gli mancò il coraggio di
+salire alla Balma. Sentiva bene che un gran rivale gli era stato
+suscitato; ma da chi? non forse da lui? e perchè darne colpa o merito ad
+altri? Egli, egli solo, aveva introdotto il gran nemico in casa. Che
+dolore, e che orrore! Egli amava più che mai quella donna; e quella
+donna era di Dio.
+
+Andò alla Balma il giorno dopo, di mala voglia, soffrendo in ogni parte
+dell'esser suo, nè ben sapendo di che. Trovò la contessa al suo telaio
+di ricamo, pallida, cerea nel volto, ma calma. Il generale era di
+cattivo umore, e misurava a gran passi, in diagonale, gli ottanta e
+cento metri quadrati del vestibolo. Incominciava a temere gli effetti
+della vita sedentaria; voleva fare del moto: e per farlo, e per
+istizzirsi di non poterne fare abbastanza, sceglieva le ore che Gisella
+dedicava al riposo. A mala pena ebbe veduto comparire Maurizio, il
+passeggiatore si fermò, prendendo un'aria severa.
+
+--Non vi abbiamo veduto, iersera; diss'egli, con accento di
+rimprovero.--E sareste stato così utile, per darci una mano! Si è dovuto
+mandare pel medico, capite? pel medico; e l'abbiamo avuto qui tutta la
+sera.--
+
+Maurizio non ci vedeva già più.
+
+--Ah!--gridò egli, prima che quell'altro finisse la sua invettiva.--Che
+è stato? Io non sapevo.... Se avessi immaginato....--
+
+E si volgeva così dicendo a Gisella, di cui poc'anzi aveva notato il
+pallore. Ma per allora non discerneva più nulla, tanto era turbato;
+l'immagine della donna adorata gli veniva agli occhi confusa, come i
+pensieri alla mente, come le parole alle labbra.
+
+--Cose di poco, signor Maurizio;--rispose ella placidamente.--Mal di
+stagione, e non valeva neanche la pena di parlarne. Non istò forse bene,
+ora?--soggiunse, volgendosi a suo marito, che aveva fatto un gesto di
+stizza.
+
+--Che stagione mi andate voi stagionando?--gridò il generale.--Ma sì,
+dite bene,--ripigliò, mutando proposito,--è la stagione....
+ecclesiastica; è la vostra quaresima, che il diavolo se la porti.
+Capirete, Maurizio; tutti i giorni in chiesa! Il fumo delle candele
+doveva bene un giorno o l'altro portare i suoi effetti deleterii. Ieri,
+poi, per compir l'opera, la nostra signora è stata fino al tocco senza
+prender niente; nè bevanda nè cibo.
+
+--Quante volte non sono stata così!--rispose Gisella, sorridendo.
+
+--Ma ieri non potevate. E non va bene restar tanto a stomaco digiuno;
+segnatamente voi altre donne, che mangiate come gli uccellini, e avete
+bisogno di nutrirvi più spesso. Questo ve lo ha detto anche il medico.
+Ma ieri, Dio ci abbia in grazia, bisognava far la pasqua, bisognava
+prendere la comunione.... Credo che sia la prima, dopo quindici
+anni;--osservò il generale, ghignando.
+
+--Ettore! Voi dite i miei peccati.
+
+--Ed anche quella era stata di troppo;--continuò il generale, senza
+badare alla interruzione.--Venite, Maurizio, facciamo due passi
+all'aperto. Il medico ha dato un buon consiglio anche a me. Non faccio
+moto abbastanza, e ci buscherò una congestione di sangue. Sarà
+necessario che io ripigli l'uso di montare a cavallo. Le strade qui non
+sono molto adatte; ma bisognerà contentarsi. Cavalcate, voi?
+
+--Male;--rispose Maurizio.
+
+--Ah, sì, scusate, dimenticavo che siete un marinaio. Ci vorrebbe un
+cavallo marino, per voi.--
+
+E trascinava Maurizio con sè, lontano dalla casa, volendo rifarsi della
+noia di quella giornata. Ma col discorso ritornava spesso a sua moglie.
+
+--Credo che quel monaco l'abbia stregata;--diceva. Dal giorno che ha
+cominciato a seguire quel maledetto quaresimale, Gisella non ha più
+pace. Perfino di notte, vedete, ella sogna del monaco. Almeno, io penso
+che sia così. Prima d'ora, dormiva i suoi sonni tranquilli, come una
+bambina; ed ora è in agitazione continua; di tanto in tanto,
+svegliandomi, sento che si lagna come una persona malata. Scendo da
+letto, vado a vedere che cos'ha, le domando se si sente male: non
+risponde; è addormentata, ma d'un sonno cattivo, come quando s'è fatta
+una cattiva digestione. Ha l'affanno, l'oppressione, una specie d'incubo
+che la fa rammaricare, gemere, uscire in frasi rotte, incomprensibili.
+Capirete, amico mio, che tutto ciò è molto grave. Quando si parla
+dormendo, è segno che il cervello lavora; e lavora male, il cervello,
+quando non è la sua ora, quando egli ha bisogno di rifarsi della fatica
+del giorno.--
+
+Maurizio fremette, pensando alle frasi rotte, alle frasi
+incomprensibili, che ben potevano una volta o l'altra riuscir frasi
+formate, ed esser comprese. Non temeva per sè; questo era l'ultimo de'
+suoi pensieri. Ma non voleva perder Gisella; lo atterriva l'idea d'esser
+cagione d'una sventura per lei. Povera bella! ed era ammalata; un guasto
+era avvenuto in quell'essere così perfetto. Ma come grave? a che punto
+poteva giungere? come si poteva rimediarci? Anzitutto, che cosa aveva
+osservato il medico? che cosa aveva detto a quel marito? se aveva detto
+qualche cosa, che fede meritava?
+
+Il medico di San Giorgio era un uomo di mezza età; non faceva lunghi
+discorsi, nello impostare la diagnosi; anzi annaspava un pochino,
+accennando i sintomi, i segni osservati; tanto che non pareva avere una
+cognizione ben chiara del male, e contentava poco i suoi ascoltatori. Ma
+egli non annaspava poi nella pratica; correva ai rimedii, alle
+ordinazioni, alle operazioni, con una prontezza mirabile, che dinotava
+altrettanta sicurezza di giudizio. Apparteneva alla scuola vecchia:
+buona cosa, il più delle volte, perchè la scuola vecchia è tutta
+esperienza accumulata intorno ad un metodo riconosciuto; non ha tante
+parole dottamente aggrovigliate, non ha tanti sistemi frettolosamente
+fabbricati. Ma questo ci avviene, quando cade inferma una persona a noi
+cara: se il medico è della scuola vecchia, temiamo sempre che non ne
+sappia abbastanza; e tanto più lo temiamo oggidì, che il giornalismo ci
+confonde più facilmente con cento notizie di scoperte, di globuli, di
+piastrelle, di microbii, di micrococchi, d'iniezioni ipodermiche, di
+trasfusioni, di sterilizzazioni, di attenuazioni, di tentativi audaci,
+di processi rigeneratori, di cure portentose, facendoci credere che un
+nuovo mondo sia stato scoperto ieri, e un altro debba essere scoperto
+domani. Se poi il medico è d'una scuola moderna (ci sono infatti tante
+scuole quanti sono gli sperimentatori nuovi, i nuovi cercatori della
+verità scientifica) temiamo che la sua scuola non sia la buona, che
+voglia veder troppo, che si fidi troppo ad un sistema non ancora
+provato, ad un rimedio non ancora abbastanza sperimentato, che prenda un
+dirizzone scambio d'un indirizzo ragionevole, e vada e conduca noi fuori
+di strada.
+
+Maurizio non ebbe pace fino a tanto non gli venne fatto di abboccarsi
+col medico, per sentire da lui che cosa fosse il malore ond'era
+minacciata la contessa Gisella. Ma doveva egli entrar subito in
+argomento? Un po' di confidenza ci voleva, e Maurizio pensò di non
+averla ancora meritata. Egli lo aveva sempre un po' trascurato, quel
+brav'uomo, che esercitava l'arte sua con molta coscienza, e che era
+degno dell'amicizia di tutte le persone per bene. Incominciò dunque col
+fargli la corte, fermandolo per via, accompagnandosi con lui,
+chiedendogli notizie dei suoi ammalati, informandosi delle malattie
+dominanti e del metodo di cura tenuto da lui. Biancolina e il piccolo
+Vittorio furono anche buoni gradini per risalire bel bello alla contessa
+Matignon, a quella graziosa e cara provvidenza di tutti i poveri, di
+tutti i sofferenti del vicinato.
+
+Anche lei, povera provvidenza, sì certo, aveva bisogno di cura. E il
+signor di Vaussana, accennando quelle piccole indisposizioni delle quali
+era stato testimone, aveva ad arte aggravate le cose, nella speranza,
+quasi nella certezza di sentirsi rassicurare dal medico. Ma quell'altro
+non aveva corrisposto alla sua aspettazione; batteva le labbra, aveva
+l'aria di dargli ragione, gliene dava sicuramente più ch'egli non
+mostrasse di volerne avere. E allora Maurizio a turbarsi davvero, a
+fremere di spavento, a tempestar di domande.
+
+Ma, che dire? Non bisognava confidar troppo, nè sgomentarsi prima del
+tempo. Il medico, dopo tutto, aveva osservato lì per lì, badando alle
+necessità del momento. Sì, certo, c'era qualche cosa al cuore. Vizio
+cardiaco, dunque? Si poteva temerlo. Di mal di cuore era morta anche la
+vecchia contessa Matignon, la madre di Gisella, e questo per l'appunto
+gli dava da pensare; forse per questo egli si era così prontamente
+fissato sul sospetto del vizio cardiaco. Aveva notato irregolarità di
+polso, asistolìe, acinesìe; in altri termini, ritardati movimenti di
+sistole, troppo lunghi intervalli nel doppio movimento di diastole e di
+sistole, dilatazione e restringimento alterno del cuore. Ed anche
+accennava a troppa frequenza di respiro, a qualche piccolo rantolo alla
+base dei polmoni, indizio di stasi, ossia ristagno del sangue.
+
+Erano sintomi poco piacevoli, sicuramente: ma potevano esser
+passeggieri. Il medico non voleva pronunziarsi troppo presto, nè troppo
+risolutamente. Ma aveva incominciato, doveva anche finire, per
+contentare la curiosità incalzante del signor di Vaussana, la cui
+amichevole sollecitudine per i signori della Balma meritava benissimo
+una esposizione sincera. Non prendesse il signor di Vaussana per vangelo
+tutto ciò ch'egli diceva; ammettesse ancora la possibilità di un errore;
+ma per lui il vizio cardiaco ci doveva essere, e valvolare. In altre
+parole, e più chiare, il medico di San Giorgio credeva di aver notata
+una insufficienza della valvola bicuspidale dell'ostio auricolo
+ventricolare sinistro.
+
+--Che nomi!--aveva esclamato Maurizio, sforzandosi di sorridere, mentre
+il cuore gli tremava e un sudor freddo gli gemeva dalle tempia.
+
+--Che ci volete fare?--disse di rimando il dottore.--Il nostro
+linguaggio è complesso e avviluppato, come la nostra povera macchina. Si
+tratta infine della valvola che separa il ventricolo sinistro del cuore
+dalla corrispondente orecchietta.
+
+--Capisco, capisco, rispose Maurizio.--E quali le conseguenze?...
+
+--Ci vengo. Premettiamo che l'orecchietta sinistra, con le sue
+contrazioni, ha per ufficio di spingere il sangue nel ventricolo
+sinistro. La valvola si apre allora, abbassandosi; e allora il
+ventricolo, ripieno del sangue che l'orecchietta gli ha mandato, si
+contrae a sua volta per ispingerlo nell'aorta. Ci siete? Orbene, se la
+valvola è insufficiente, che cosa avverrà? che il sangue, alla
+contrazione del ventricolo, non andrà tutto verso l'aorta, ma in parte
+rifluirà verso l'orecchietta; e questa a sua volta, ingombrata da
+questo ritorno, non potrà accogliere tutto il sangue che
+contemporaneamente le verrà trasmesso dalle vene polmonari. Quindi
+ristagno nei polmoni, ristagno che sarà risentito dalla parte destra del
+cuore, che non potrà scaricare nei polmoni tutto il sangue venoso.
+
+--E tutto ciò,--disse Maurizio,--è molto pericoloso?
+
+--Sì e no;--rispose il medico.--Durante la gioventù e l'età verde, la
+natura trova qualche compenso sulla dilatazione del ventricolo destro e
+della orecchietta corrispondente. Più tardi, venendo un po' meno la
+forza di resistenza, o per indebolimento da qualsivoglia causa prodotto,
+o per indurimento di vasi, a cagione dell'età, il disequilibrio cardiaco
+è maggiormente sentito. Allora i moti disordinati, le fatiche protratte,
+le passioni, specie se afflittive, avendo grande influenza sul cuore,
+possono facilmente esser cagione di lipotimìe, o deliquii che vogliamo
+dire, di sincopi, di morte improvvisa.
+
+--Mi fate fremere;--disse Maurizio.
+
+--Parlo dell'età inoltrata, s'intende;--ripigliò il medico.--Qui non
+siamo nel caso.
+
+--Ma ad ogni modo, _principiis obsta_, non è vero? E quale è la vostra
+cura?
+
+--Quella che ho incominciata: è la solita; non c'è novità, in questa
+materia; infusione di digitale, pillole di sparteina, gocce di
+strofanto, tutte sostanze vegetali, tutti rimedii cardiaci,
+rallentatori, riordinatori delle funzioni del cuore. E poi decotto di
+china; è un corroborante. Vedete, signor conte; abbiamo ancora delle
+armi per difenderci. Ed anche la gioventù, che è una buona corazza, per
+chi la possiede.--
+
+Il medico aveva un bel dire di gioventù, di cose non certe, e ad ogni
+modo di pericoli ancora lontani. Maurizio aveva ricevuto il colpo in
+pieno, e il colpo gli era andato all'anima. Anche il pericolo lontano lo
+sgomentava; ed egli non poteva avvezzarsi all'idea della morte di
+Gisella, neanche in un lontano futuro. Bella virtù dell'amore, che
+sempre s'illude di vivere eterno! Intanto, fra questi terrori, che gli
+furono aggravati dal troppo pensare delle ore notturne, Maurizio fu
+colto dalla febbre; e la mattina seguente, poichè egli non ebbe forza di
+alzarsi dal letto, si dovette chiamare il medico per lui. Povero medico!
+Per la prima volta che aveva parlato un po' a lungo, dando ragione
+dell'arte sua, faceva un bel guadagno davvero! Capì allora molte cose,
+il buon discepolo di Esculapio; ma non le disse, non le ripetè neanche a
+sè stesso. La vista continua di tanti mali ha educati i medici alla
+religione del segreto. Per quella volta non fece nessuna diagnosi. Aveva
+trovata una gran febbre, una eccitazione generale dell'organismo, il
+volto acceso, gli occhi scintillanti, e una tale palpitazione al cuore
+dell'infermo, da sentire lo scuotimento del viscere senza bisogno di
+mettergli la mano sul cuore. A questi primi sintomi di una meningite, si
+aggiunse tosto il delirio, il vaniloquio. Il buon dottore non istette a
+pensar più che tanto; mise mano all'antipirina, alla fenacetina; poi
+ordinò ghiaccio alla testa, ghiaccio pesto in bocca, ombra nella camera,
+anzi buio fitto, e riposo assoluto.
+
+La febbre era già salita di alcune linee sopra i quaranta gradi, e non
+accennava a lasciarsi domare. Cominciò allora per Maurizio la triste
+sequela delle pazze visioni. Le immagini come le idee s'inseguivano
+nella sua mente con una rapidità vertiginosa, senza che alcuna potesse
+giungere al suo compimento, incalzate com'erano, l'una sull'altra, a
+guisa di flutti alla spiaggia, quando il mare è in tempesta. E il mare
+appariva quasi sempre minaccioso, terribile, ora strappandogli una amata
+creatura dalle braccia, ora inabissandolo insieme con lei, che atterrita
+si avvinghiava al suo collo. Quando non era il mare, era una cascata
+rumorosa, che si spandeva d'ogni lato, sgretolando il masso,
+scoscendendo il terreno, abbattendo, inghiottendo ogni cosa, scrollando
+ad ogni tratto un torrione su cui egli e lei erano rimasti prigionieri.
+Unica via di salvezza, prender lei in collo, spiccare un salto,
+afferrare un ciglione non ancora intaccato dalle acque irrompenti; ed
+egli tentava, lanciandosi a volo col dolce peso sulle braccia; ma
+proprio allora si smottava il terreno sotto i suoi piedi, ed egli e lei
+rovinavano giù, giù, sempre più giù nell'abisso, senza toccare mai
+fondo. E poi, di qua, di là, strani animali che s'avventavano, parole
+misteriose che apparivano sui muri di un ignoto edifizio, voci arcane
+che uscivano sibilando dallo spiraglio di una caverna, lampi sinistri
+nel buio, fragori sordi, rombi sotterranei, tanaglie strette alla gola,
+risa beffarde nell'aria, fornaci in fiamme, tutti i tormenti, tutte le
+paure, tutte le follie della ragione turbata.
+
+Stanco, abbattuto, disfatto da tanti viaggi, senza potersi formare
+un'idea del tempo che erano durati, vide ancora Gisella, ma non più in
+pericolo con lui. Egli era disteso in un letto, con le membra
+prosciolte, mentre Gisella andava e veniva per la sua stanza, insieme
+con Albertina; ambedue in aspetto d'infermiere, di assistenti al suo
+capezzale. Ebbe allora un senso di dolcezza, di sollievo, di refrigerio
+allo spirito, e pregò tacitamente le potenze invisibili a cui era stato
+così lungamente in balìa, che non mutassero più la visione. Fu quello il
+suo ritorno alla coscienza della vita; ritorno lento, timido, incerto,
+ma a grado a grado più chiaro. Era ben lui che vedeva intorno a sè; ma
+era nel suo letto, ammalato, e vedeva il vero: non più sgomenti, non più
+terrori, non più larve di sogni, non più visioni di febbre.
+
+La bella creatura spiava quel ritorno dell'infermo in sè stesso. Lo
+indovinò alla insistenza con cui egli guardava verso di lei, dovunque
+ella andasse o da una parte o dall'altra della camera. Meglio ancora lo
+intese, essendogli venuta vicina, al desiderio ch'egli mostrava di
+parlarle, allo sforzo che faceva per balbettare il suo nome. Ma ella non
+voleva che l'infermo si affaticasse; voleva essere un conforto, un
+argomento di sollievo, non una cagione di nuovo abbattimento per lui; e
+involgendolo tutto d'un sorriso amoroso, si recò un dito alle labbra, in
+atto di dirgli: Silenzio, per ora!
+
+Maurizio era tanto spossato allora, quanto era stato da prima in
+orgasmo. Obbedì, come un bambino buono al comando della mamma; avrebbe
+obbedito ad un così dolce comando, se anche fosse stato nella pienezza
+delle sue forze. Così passarono due giorni, in cui gradatamente si
+riebbe: ma ancora non si muoveva dalla sua postura di giacente. Buona
+postura, per altro, se quella adorata gli veniva dappresso e chinava la
+faccia amorosa a guardarlo. Ah, i belli occhi d'indaco, sprazzi di
+faville d'oro! Ma c'erano anche delle lagrime, che inumidivano le
+ciglia, senza spegnerne il lampo.
+
+--Sono stato dunque molto male?--mormorò egli il secondo giorno di
+quella lenta risurrezione.
+
+--Sì, povero Rizio!--bisbigliò la cara donna, chinandosi ancora un
+tratto su di lui.--E sono stata io, non è vero? io la cagione del tuo
+male! Ma voglio che tu guarisca, m'intendi? lo voglio. Ad ogni costo,
+risanerai; non ti ammalerai più; non avrai più da soffrire, te lo
+prometto.
+
+--E tu?--mormorò ancora l'infermo, aprendo ben gli occhi, come se
+volesse significarle colla intensità dello sguardo tutto quello che non
+poteva dirle colle parole.
+
+--Io? nulla; ora sto bene. Ve l'ho detto, che era una cosa di poco;
+perchè spaventarti? Mi ero troppo esaltata; avevo anche fatto dei
+digiuni troppo lunghi. Ma ora non più. Ragiono un po' meglio, sai? E
+sono tua;--soggiunse con un filo di voce, ma con una intensità di
+accento che andò al cuore di Maurizio;--tua mi capisci? E voglio esser
+tua, viver tua, morir tua.--
+
+Maurizio sorrise; una vampa di felicità gli corse alle guance, gli
+brillò dagli occhi accesi. Le labbra si tesero, cercando, chiedendo,
+pregando. Ma ciò non era da savio, e la buona infermiera lo chetò con un
+gesto che voleva dir molte cose.
+
+Poco stante ritornava il generale. Anch'egli capitava ogni giorno; ed
+erano già sei, che Maurizio era caduto infermo; ma egli non restava a
+lungo, avendogli il medico ordinato di fare del moto. Quel giorno,
+trovando il convalescente di migliore aspetto, il generale diede la
+stura ad una bottiglia di buon umore, _première marque_, che teneva in
+serbo per il suo amico Vaussana, quando fosse in grado di assaggiarne. E
+lo chiamava il suo «_intéressant moribond_» e gli ripeteva la facezia
+feroce di Robert Macaire al povero ammalato: «_allez, allez à
+l'Hôtel-Dieu; on fera des manches de couteau avec vos os, on en fera
+des jeux de dominos, on en fera des boutons pour guêtres._» Ed anche
+quel genere tutto mascolino di celia faceva ridere Maurizio.
+
+--Ma sapete, interessante moribondo,--continuava il generale,--che ci
+avete spaventati ben bene? Ve lo dico ora, che ne siamo fuori. E come
+lavoravate di fantasia! Ci avete fatto perfino un trattato di storia
+naturale, insistendo particolarmente sul capitolo dell'ornitologia. Non
+parlavate che di nidi tra i rami, di passere, di lucherini, di
+cardellini; di questi ultimi sopra tutto. Certo li avete amati molto, da
+ragazzo.
+
+--La febbre!--mormorò Maurizio.
+
+--Sì, capisco, la febbre. Ma c'è anche la sua ragione, nel ritorno di
+certe immagini, quando la febbre lavora;--ripigliava il generale.--Si
+ridiventa bambini. Il fatto è scientificamente dimostrato. Il nostro
+cervello è come una cipolla, per rispetto alle impressioni ricevute, una
+cipolla di tante tonache sovrapposte. Si guastano nella malattia le
+impressioni più superficiali, si cancellano le più recenti, e le più
+antiche rimangono, vengono per così dire alla vista. Si cita il caso di
+un ammalato di malattia cerebrale, che sapeva otto lingue, e ne perdette
+parecchie via via, nell'ordine contrario a quello in cui le aveva
+imparate. Basta, per voi non è stato il caso; quella brutta cosa della
+meningite è stata scongiurata dal nostro grande Soleri. Ma è sempre
+strano il fatto di quei ricordi d'infanzia ritornati a galla,
+ridiventati padroni del campo.--
+
+Bisognava lasciargli credere quel che voleva, e Maurizio non si provò a
+contraddirlo. Il buon umore di quell'uomo era la pace sua, per allora,
+era la certezza di veder sempre Gisella. Andava sempre e veniva, la
+bellissima creatura; pensava a tutto, lei, prevedeva tutto, faceva
+tutto, e covava il suo malato con gli occhi, come una madre il suo
+bambino. Mai convalescente fu tenuto nella bambagia più e meglio del
+signor di Vaussana. La stupenda infermiera cedeva a tutti i suoi
+capriccetti; lo involgeva nelle sue occhiate fosforescenti,
+accostandogli il cucchiaio alle labbra; o chinandosi su lui per
+ravviargli il lenzuolo sotto il mento, lo inondava di fragranze soavi.
+Il medico, vedendo opportuno il momento, prese a rinvigorirlo con
+qualche pezzetto di carne, con vino generoso e qualche goccia di cognac.
+Ma più fece un bacio leggero leggero che una mattina sfiorò furtivamente
+le labbra di Rizio.
+
+--No, non più vane paure;--bisbigliava a lui una soavissima
+bocca.--Credere è bello; ma bisogna credere come te. Hai ragione tu,
+Rizio; Iddio, che ti ha condotto sulla mia strada, che ha voluto essermi
+rivelato da te, non può volere che io ti abbandoni.--
+
+
+
+
+CAPITOLO XVII.
+
+L'apparizione.
+
+
+La mattinata era stupenda; l'aria calda, attraversata da piacevoli
+ondate di frescura; il cielo uno splendore di azzurro perlato; la
+montagna una festa di colori svariati, dal verde cupo e dal metallico
+lucente allo smeraldino, al giallo tenero, con chiazze ferrigne,
+rossastre, turchine, disposte qua e là nelle curve del terreno, nelle
+insenature delle balze, nel mutarsi dei piani in lontananza; involto il
+tutto, fuso, attenuato, in una tonalità violacea, che s'inteneriva negli
+sfondi fino alla espressione del grigio. Un buon tepore si svolgeva dal
+terreno, e in quel tepore si stemperavano, vaporando, tutte le fragranze
+della selva e dei prati. Maurizio respirava a larghi polmoni aria,
+tepori e fragranze, dando anch'egli, a quell'angolo di paradiso
+terrestre, il suo profumo di felicità. Come era bella la montagna, e
+come pareva contenta di sè! Ginepri e pini, frassini, corbezzoli ed
+eriche, sterpaglie, rovi e fiammole, tutto verdeggiava, luccicava,
+rideva dai ciglioni, dalle zolle, dai sassi; ogni arbusto, ogni
+frutice, ogni più umile pianticella del bosco, persino la cèspita dalle
+foglie glutinose, perfino i muschi del prato e i licheni dei grigi
+lastroni scabrosi, sfaldati a migliaia d'inverni, avevano qualche cosa
+da dire al sole, all'aria, agli insetti alianti e ronzanti, contenti
+anch'essi di vivere, di respirare, di splendere.
+
+--Voi felici!--disse Maurizio, vedendo due uccellini che si rincorrevano
+a brevi volate tra gli alberi.--Ma sono felice ancor io, sapete? Ella
+verrà fra poco, per pochi momenti forse, troppo pochi al mio desiderio,
+ma verrà, verrà.--
+
+E andava ripetendo sottovoce le due sillabe del verbo gaudioso, per
+sentirne meglio, per assaporarne tutta la dolcezza ineffabile. Gisella
+aveva promesso; sarebbe apparsa senza fallo. Che festa, la cara donna
+che si aspetta! e come è bello il momento che fugge, avvicinando sempre
+più l'ora della dolce apparizione! e come il luogo dove la cara donna è
+aspettata, si anima, sorride, si compone a bellezza, preparandosi a
+riceverla!
+
+Assai prima di vedere la gran ruota del mulino, Maurizio lasciò il
+sentiero battuto che tutti i giorni lo conduceva alla Balma. Non andava
+alla Balma, per allora; s'inerpicava verso l'Aiga, e non gli bisognava
+risalir la costiera più in là; era anzi prudente risalirla più in qua
+dal mulino, evitando ogni incontro molesto, ogni sguardo importuno. E
+risalendo, inerpicandosi di ciglione in ciglione, sentiva la cascata
+rumoreggiare lontana sulla sua testa. Di tanto in tanto vedeva il
+ruscello nei serpeggiamenti del suo alveo, affondato tra rupi e cespugli
+in una piega del monte; i suoi passi frattanto si spegnevano sul morbido
+tappeto delle zolle erbose e dei muschi, mentre lo coprivano d'ombre
+discrete i rami degli ontàni e dei salici, onde erano vestite le balze.
+Così muovendo frettoloso per l'erta, trovando da esperto montanaro i
+passi più facili, le scorciatoie più pronte, afferrò l'orlo di un borro,
+sotto l'alta rupe donde precipitava in basso il gran volume delle acque.
+Lassù il burrone faceva conca per un giro abbastanza largo; in quella
+conca le acque si stendevano in forma di fossato, innanzi di cercarsi,
+tra nuovi scoscendimenti, la via; e là, dove incominciavano a trovarla,
+era gittato un pancone, che faceva ufficio di ponte. Il luogo alpestre
+era improntato di un'orrida bellezza. Davanti a Maurizio, e da tant'alto
+che pareva dovesse rovesciarglisi sulla testa, si dirupava la candida
+massa liquida, scintillante, spumeggiante, sempre in moto e sempre
+uguale nell'ampiezza del suo volume, venendo a frangersi in una larga
+incavatura del masso, donde rimbalzava divisa, sparpagliata, come una
+immensa capigliatura fluente di spume, in cento rivoli capricciosi e
+canori. Quanti scintillamenti cristallini! quante voci argentine di là!
+Ben vieni, parevano dire quelle voci a Maurizio, ben vieni. Frattanto,
+sul margine della cascata, l'arcobaleno stendeva a mezzo cerchio la
+fascia diafana dei suoi sette colori. Mai l'arcobaleno dell'Aiga era
+apparso più glorioso a Maurizio, più intenso, più luminoso, più vivo.
+
+--Com'è bella,--pensava egli,--come è poetica la leggenda dei popoli
+primitivi! Hanno veduto nell'iride il pegno dell'alleanza tra Dio e le
+sue creature. Infatti, che cos'è l'arcobaleno? Un sorriso della luce
+dopo la tempesta. Qui le gocce del nembo, sciolte in vapori e sospese
+nell'aria, rifrangono i raggi del sole; ed è il sole, immagine di Dio,
+che si specchia in questo basso strato d'aria, largito per condizione di
+vita ai mortali.--
+
+In un impeto di amore, Maurizio scoccò un bacio col sommo delle dita
+all'arcobaleno, che parve intenderlo, e gradire l'omaggio, muovendosi
+leggero leggero, quasi per far brillare i suoi colori d'una luce più
+viva.
+
+Un'altra cura trattenne Maurizio colà, per alcuni minuti. Lungo le
+muscose pareti della stretta per cui scendeva la massa, delle acque,
+crescevano molti ciuffi di capelvenere, facendo ad ogni zampillo, ad
+ogni soffio di vento, tremolare sui lunghi picciuoli neri lucenti le
+verdi foglioline disposte a ventaglio. Quei graziosi e ben nomati ricami
+della natura piacevano tanto a Gisella; ed egli ne raccolse un bel
+pugno, per comporne un mazzetto, insieme con certi fiorellini azzurri
+che si vedevano spuntare qua e là. Fatto il suo bottino, ripigliò la
+sua strada per l'erta: pochi minuti dopo giungeva alla macchia dei
+nocciuoli. Era là dietro, il torrione; era là, nascosto ancora ai suoi
+occhi, nascosto agli occhi di tutti, il suo nido. Ah, come gli batteva
+il cuore, afferrando quel colmo! E come fu lieto, mettendo il piede nel
+suo quieto rifugio! L'aspetto del luogo non era punto mutato; più folta
+la frappa, se mai, avendo i nocciuoli messo altri polloni in primavera.
+Tronchi grossi e sottili, asticciuole e virgulti, mettevano fuori gran
+ciocche di larghe foglie cuoriformi, arrotondate alla base. Già sulle
+vette dei rami si vedevano formati, a due, a tre, a quattro in un
+grappolo, i lunghi involucri verdolini campanulati e polposi, nel cui
+seno veniva crescendo il frutto, dal guscio ancora bianchiccio. Maurizio
+ricordò che da bambino li addentava volentieri, quei verdi invogli
+coriacei, per assaporarne il sugo aspretto, non dispiacevole al palato.
+E non era egli un bambino anche allora? Lasciava stare gli invogli delle
+nocciuole; ma componeva mazzetti di capelvenere e di talco celeste;
+intanto gli batteva il cuore nel petto. La cara donna sarebbe venuta
+lassù. Non più terrori, oramai; sarebbe venuta.
+
+Terrori! e di che? Ma infine, Dio santo, perchè avete voi acceso questo
+fuoco nel cuore della vostra creatura? Non è un sacrifizio a voi,
+l'amore? non è un inno di lode per voi? Perchè dovremmo insospettircene?
+perchè dovremmo impaurirne? La legge, si dice. Ma l'uomo, l'uomo
+soltanto, ha fatta la legge, tela caduca, mutevole e vana; Dio ha fatto
+l'amore, la fiamma viva, durevole, eterna. Andate contro la legge; è
+niente, o poco meno di niente: andate contro l'amore; è lo schianto del
+cuore, il tormento dell'anima, la morte.
+
+Ella e lui erano stati per morirne. Ma ora non più. Ed ella non doveva
+morire. Il medico aveva voluto veder troppe cose, in un momentaneo
+malore; si era troppo turbato di alcuni indizi fugaci, non sintomi,
+simulazioni di sintomi. Se si dovesse badare a tutte le passeggere
+irregolarità dell'organismo, ci sarebbe in verità da temere di averle
+tutte, le malattie dei trattati. Anch'egli, quante volte non si era
+sentito male nel corso della sua vita! quante volte, senza saper come nè
+perchè, non si era sentito andar via il cervello e la terra mancar sotto
+i piedi! Il medico di bordo gli aveva detto ridendo: inezie,
+scioccherie, scherzi del sangue; assottigliate questa volta, corroborate
+quest'altra; due giorni di dieta; nutritevi di più, ed altre cose
+simili. Quello era un dottore che la sapeva lunga. Ma quell'altro, il
+medico di San Giorgio! Un brav'uomo, e non c'era niente a ridire. Ma
+quel brav'uomo si era ingannato. Come non esserne persuasi, oramai?
+Gisella non era stata mai così bella, così fiorente di salute, come dopo
+quel piccolo male, che aveva messo tutti in ansietà, e non era poi che
+l'effetto di un malaugurato cambiamento negli usi quotidiani della
+vita.
+
+E bellissima, e fiorentissima, la cara donna aveva bisbigliato la sera
+innanzi a Maurizio:
+
+--Domani andrò da Biancolina. È un pezzo che non vedo quella povera
+gente.... e quella bella montagna.
+
+--Ci sarò io?--aveva chiesto egli tremando.
+
+--Con che aria me lo domandate! Rizio farà bene ad essere da per tutto,
+come è nel mio cuore;--aveva ella risposto.--Tanto più, se vuol
+rinunciare a quella cera di funerale, che sembra accusarmi continuamente
+di crudeltà.--
+
+Rizio si era sentito un gran rimescolo al cuore; il sangue gli era corso
+veloce alle tempie; gli occhi volevano schizzargli fuori dalle orbite.
+Se in quel punto lo avesse veduto il medico di San Giorgio, sicuramente
+ordinava un'altra applicazione di ghiaccio. Strano dottore, che non
+vedeva altro se non meningiti e vizi cardiaci!
+
+Finalmente, ella doveva giunger lassù. Non più tormenti per lui, salvo
+quello di attenderla due o tre ore sulla montagna. Tanto tempo? Ma sì:
+con la solita prudenza egli aveva anticipata di tre ore la salita:
+facendo il giro largo e fermandosi al bosco, aveva consumato un'ora;
+lassù, poi, nel rifugio dell'Aiga era fuori d'ogni pericolo d'essere
+frastornato, perfino di esser veduto. Da quella banda i Feraudi non si
+mostravano mai; egli piuttosto avrebbe dovuto mostrarsi al Martinetto,
+poichè laggiù, con aria di non aspettarla, doveva incontrare Gisella.
+Ma a quell'incontro fortuito non voleva andare troppo prima dell'ora.
+Che cosa avrebbe fatto laggiù? con qual pretesto avrebbe fatto una lunga
+fermata, egli che non soleva restarci più di quindici minuti, il tempo
+di salutare, di chieder notizie e di carezzare i bambini? Non si sarebbe
+sospettato che egli sapesse già della venuta, di Gisella, e che appunto
+per lei fosse andato a far sosta sull'aia dei Feraudi? Così, facendo
+l'ora del ritrovo, meditando la sua prossima felicità, sognando ad occhi
+aperti, guardava ad ogni tanto l'orologio. I minuti gli parevano secoli,
+e sempre al medesimo posto quelle lancette del malanno! Che cosa
+avevano, le due sottili asticciuole d'acciaio? Fatte per camminare, non
+volevano dunque più muoversi?
+
+Le lancette ebbero pietà di lui, ma un po' tardi, non un minuto prima
+del convenuto. Sono così metodici, gli orologi! Per uno che corre,
+quanti che ritardano! Erano le undici meno pochi minuti, quando egli
+uscì dal rifugio, e lento lento si avviò verso le rovine del Martinetto.
+Aveva lasciato sul sedile di pietra del torrione il suo mazzolino di
+capelveneri e di fiorellini azzurri, destinato a lei, e che perciò non
+doveva esser veduto anticipatamente da altri. Sceso sotto le rovine, si
+avviò per il solito sentiero che correva lungo la costa del monte, ed
+apparve alla vista del casolare dei Feraudi, avendo l'aria di venirsene
+a passo a passo dal Castèu. Lo videro da lontano i bambini, e Vittorio
+fu il primo a gridare:
+
+--Il signor Maurizio! il signor Maurizio che viene da noi.--
+
+Rosina accorse a sua volta, battendo le palme in segno di allegrezza;
+dietro a lui si affacciò Biancolina.
+
+--Questi ragazzi vi fanno ritardare;--diss'ella, vedendo il signor di
+Vaussana, che lasciava la strada per prendere il sentieruolo del
+casolare.--Andate alla Balma?
+
+--Sì, per portare alla contessa un'ambasciata di mia sorella
+Albertina;--rispose Maurizio, che sentiva il bisogno di preparare un
+buon pretesto.--Ma ci ho tempo;--soggiunse.--Tanto, a quest'ora non
+avranno finito di far colazione. E come va la salute?
+
+--Bene, signor Maurizio; grazie a voi, non abbiamo più tempo di star
+male.
+
+--Non dite questo, Biancolina. C'è qualchedun altro che vi assiste, e un
+po' meglio di me.
+
+--Volete dire quell'angelo della signora? La metteremo, se mai, a pari
+con voi. Son cinque giorni che non abbiamo la fortuna di vederla.
+
+--Glielo dirò; glielo dirò, che non vi trascuri;--disse di rimando
+Maurizio, che non aveva l'aria di volersi rimettere in cammino per far
+la commissione.--E i vostri balocchi, bambini? Li avete già rotti? è il
+caso di rifarvi la provvista?--
+
+Ne avevano infatti dei rotti; un cavallino, tra gli altri, a cui
+mancavano due gambe, e un cane che non abbaiava più, per essersi
+scollata la pelle del manticino. Ma ne avevano ancora dei nuovi, o
+quasi: un'arca di Noè, fabbricata a Norimberga, con otto o dieci animali
+ancora presentabili, e un alfabeto di legno, a cui, per miracolo, non
+mancavano che due o tre lettere. Quell'alfabeto era per allora il gran
+divertimento dei piccini. Vittorio conosceva già tutte le lettere;
+Rosina, più precoce di lui, compitava già qualche sillaba.
+
+Seduto accanto alla tavola di cucina, Maurizio si divertì ad ordinare in
+varie forme parecchi tasselli di quell'alfabeto infantile. Cominciò col
+nome di Biancolina, e finì con quello di Gisella, tenendo desta
+l'attenzione dei ragazzi, e ammirando la prontezza con cui sillabava la
+piccola Rosina. Così nessuno si avvide della contessa Gisella, quando
+ella apparve sull'aia; e la bella signora, capitando improvvisamente là
+dentro, fu accolta da un grido di lieta maraviglia. S'intende che il più
+maravigliato di tutti parve il signor di Vaussana.
+
+Vestita del suo prediletto color bianco, rallegrato dalle solite
+screziature di rosso, fresca, giovanile più che mai nell'aspetto,
+animosa nel sorriso delle labbra e nello sfavillìo delle pupille
+d'indaco, la contessa Gisella giustificava pienamente l'opinione di
+Maurizio: non era mai stata così bella come allora. Cessata la festa di
+tutti per la sua improvvisa apparizione, rimase lungamente a discorrere
+con Biancolina, a baloccarsi coi ragazzi, tenendo sulle spine Maurizio,
+che vedeva oramai correr tanto veloce il tempo, quanto era stato lento
+da prima. Egli chiedeva a sè stesso come mai avrebbe fatto la signora a
+spiccarsi di là, e incominciava a temere ch'ella non volesse più
+muoversi, se non per ritornare alla Balma.
+
+--Sapete?--le disse, dopo aver almanaccato un bel pezzo.--Venivo a farvi
+un'ambasciata da parte di mia sorella Albertina.
+
+--Non ce ne sarà più bisogno,--rispose Gisella,--perchè vado io da lei.
+Come vedete, ero in istrada. Ma voi, piuttosto, signor Maurizio, non
+avevate gran fretta di giungere alla Balma.
+
+--Mi hanno veduto i bambini, mentre passavo di là sotto;--replicò egli,
+felice di avere avviate le cose.--Perciò mi son fermato un momento; come
+voi, signora, come voi.
+
+--Quanto a me,--disse Gisella,--è un altro affare. Io non passo mai di
+qua senza fermarmi al Martinetto, per salutar Biancolina. Del
+resto,--soggiunse cerimoniosa,--ci ho guadagnato d'incontrarvi e di
+avere un buon compagno per la discesa. Venite dunque, Vaussana, e faremo
+anche il giro più largo. Così mentirà una volta ancora la vostra
+impresa: _tout droict Sospel_.
+
+--Così la spiegate?--diss'egli, facendo bocca da ridere.
+
+--E come no? Siete l'uomo dei gran giri, voi; ed anche delle lunghe
+fermate. Ci avete sempre qualche albero da ammirare, qualche sasso da
+adorare, qualche filo d'erba da restarci incantato.--
+
+In questo modo era trovata la gretola. Salutata Biancolina, fatta una
+piccola distribuzione di confetti a Rosina e a Vittorio, la bella
+signora si avviò con Maurizio per la discesa; ma senza continuarla a
+lungo. Giunta appena fuor dalla vista del casolare, prese con Maurizio
+il sentiero verso le rovine del Martinetto. Finalmente! Ma ella tremava
+un pochino, prendendo il braccio che le offriva Maurizio.
+
+--Ah!--esclamò egli, turbato.--Che avete?
+
+--Nulla, nulla, son forte, più forte che tu non immagini;--s'affrettò
+ella a rispondere.--Povero mio Rizio! Hai tanto sofferto, non è vero?
+
+--Mio Dio!--mormorò egli.--Temevo di non vederti più.... così, come
+quest'oggi. E sarebbe stato un orrore.
+
+--A chi lo dici! Ero ben cattiva;--rispose ella, reclinando la bionda
+testa sul petto del compagno.--Ma voglio che tu mi perdoni; voglio che
+tu viva, che non ti ammali più, mio povero Rizio. Che viso hai tu,
+quando soffri! e come mi levi allora il coraggio! Ho combattuto, ho
+resistito a lungo; ma sono stata vinta, vinta, per non ripigliarmi mai
+più. L'ho detto ieri, l'ho giurato a me stessa: non sarà mai che il
+povero Rizio soffra tanto per cagion mia. Soffrivo anch'io, sai? Ma per
+me avrei sofferto ancora; non ci avrei badato; avrei saputo morire. Per
+te, no; per te mi son mancate le forze. Pensando come sei stato male,
+come hai vaneggiato, come hai delirato, mi sento un'altra, capisci?
+un'altra; quella di prima, dei giorni belli, che erano i tuoi, come
+questa povera creatura, che ritorna nelle tue braccia.--
+
+Rabbrividì, entrando nella macchia; ma si riebbe, sotto un bacio di
+Maurizio, nel punto che egli metteva il braccio davanti a lei, per
+isviare i rami dei nocciuoli e darle passo nel folto. Voleva esser
+forte, valorosa, allegra; e sorrise al suo nido così bene ascoso nel
+verde, nell'atto di porre il piede sulla soglia del terrazzo. Ma il
+sorriso le morì sulle labbra, ed ella tremò tutta, vedendo un gesto di
+turbamento del suo dolce compagno.
+
+--Che hai, Rizio?--gli domandò sbigottita.
+
+--Nulla, nulla;--rispose egli, padroneggiandosi a stento.--Dei fiori,
+per voi.... Credevo di averli lasciati qui.... Li avrò forse portati con
+me, senza avvedermene, e mi saranno caduti.--
+
+Parlava così, cercando d'ingannare sè stesso. Ma era ben sicuro del
+contrario, e tremava.
+
+--Caduti? Certamente, ma non laggiù;--diss'ella, che in un volger
+d'occhio aveva frugato da per tutto.--Sarebbero questi, per caso?--
+
+Così dicendo, muoveva verso il parapetto, e si chinava a raccattare in
+un angolo un mazzolino di capelveneri.
+
+--Son questi, sì, son questi;--rispose Maurizio, respirando.--Ma come
+così lontano dal sedile, dove io li avevo collocati? Perchè mi ricordo,
+ora, mi ricordo bene di averli posati qui, al vostro posto.
+
+--Ebbene?--ripigliò Gisella.--Erano qui? Rimettili dove li avevi
+lasciati. Vedi? ruzzolano ancora; segno che il sedile non è ben piano.
+Che caro spericolone, il mio Rizio! e come corre subito a pensare il
+peggio! Eravamo già lì col mal augurio, non è vero?--
+
+Maurizio sorrise, e si calmò. Ma aveva avuta una bella paura.
+
+--No, no;--rispose egli.--Cioè, diciamo pure di sì. Temevo di aver
+perduto quei fiori: e sarebbe stato veramente un cattivo augurio per
+me.--
+
+Non voleva dire: temevo che qualcheduno fosse stato qui, mentre eravamo
+laggiù. Del resto, il dirlo sarebbe stato inutile, poichè i fiori erano
+stati ritrovati, e l'esperimento di Gisella aveva dimostrato in che modo
+fosse caduto il mazzolino. Egli era persuaso oramai, e voleva
+discacciare tutti i negri pensieri. Per discacciarli bene, bastava
+guardare quella stupenda creatura nel viso. Com'era bella. Dio santo!
+Maurizio la trasse a sè, con una gran sete di baci che gli ardeva il
+sangue, che lo stringeva alla gola.
+
+Momento supremo! Stanchi di rincorrersi tra i rami, gli uccellini
+posavano sotto la frappa, sotto la bella frappa tinta di un verde
+carico, vaporante all'aria tiepida del mezzodì gli acri profumi dei
+succhi vigorosi. Dormiva la brezza sotto la vampa del sole; e ad ogni
+palpito lieve del suo buon sonno, si muovevano lenti i chiari smeraldi
+onde i raggi solari frastagliavano capricciosamente i vani strati
+diseguali del cupo fogliame. In quell'alta pace delle cose, sola
+continuava ad agitarsi la cascata d'Aiga, rapida, fremebonda, impetuosa
+nella sua curva rutilante, cantando con assiduo metro all'abisso la sua
+canzone d'amore. E mentre essa volava piombando con desiderio infinito
+nel seno dell'amato, Rizio stringeva fra le sue braccia la bella
+creatura adorata, guardandola negli occhi, divorandola coi baci, e poi
+guardandola ancora, insaziato, insaziabile. Strana bellezza di quegli
+occhi! Per entro all'umor cristallino dal colore dell'indaco stemperato,
+nuotavano pagliole d'oro, simili alle vene ed ai punti del prezioso
+metallo ond'è sparsa la massa turchina del lapislazzoli. Ma in questa
+gemma è l'oro imprigionato ed immobile: in quegli occhi divini, come in
+gemme viventi, indaco ed oro palpitavano balenando; ed ogni palpito era
+una voce del cuore, ogni baleno un pensiero dell'anima, che si
+sprigionava di là, involgendo, accarezzando, inebriando. Momento divino!
+Le anime si son ritrovate; le anime si ricongiungono in quel punto; le
+anime si confondono l'una nell'altra, invocando l'eternità dell'istante.
+Sempre, van ripetendo le labbra, sempre, sempre! E nella dolce parola,
+proferita con tutta la energia di cui l'accento umano è capace, non una
+lettera si perde, ognuna ha suono, colore e calore. La prima sillaba è
+una aspirazione intensa, come di preghiera in cui tutti i sentimenti si
+stemprino; la seconda riproduce la stretta violenta d'un bacio che
+scocchi premendo; le collega ambedue una profonda caduta, un abbandono
+confidente dell'essere. Sempre! O buon Dio, clemente e misericordioso
+Signore, che di tanta tenerezza, di tanta soavità, di tanta beatitudine
+avete fatto l'amore, perchè non fare di eternità il suo momento supremo?
+È ben vero che l'eternità parrebbe anch'essa un istante, e mai come
+allora si sentirebbe che le due cose son una.
+
+Tutto ad un tratto la bella creatura sussultò nelle braccia di Rizio.
+Gli occhi si dilatarono in espressione di terrore; si scolorarono le
+labbra, e ne proruppe un grido d'angoscia. Tremante all'atto repentino,
+stringendo più forte la sua Gisella, quasi temesse in quell'istante di
+perderla, Maurizio girò tutto intorno gli occhi sospettosi: non vide
+nulla di nuovo; ed ancora si volse a lei, chiedendole collo sguardo il
+perchè del suo turbamento improvviso.
+
+--Lui!--mormorò ella con accento soffocato.
+
+--Lui!--ripetè Maurizio.--Chi? dove?--
+
+E guardò ancora, guardò meglio, dove pareva accennare lo sguardo
+atterrito di Gisella. Frattanto, alzandosi a mezzo, si atteggiava
+istintivamente a difesa.
+
+--Lui! lui! non vedi?--gridò ella, aggrappandosi spaventata alle
+braccia di Maurizio.--No, no, pietà, non mi guardate così!--soggiungeva
+con accento supplichevole.
+
+Allora anche Maurizio vide. I capelli gli si rizzarono sulla fronte, e
+un freddo acuto gli corse per tutte le vene. Là, nella frappa, dalla
+parte dond'essi erano venuti al rifugio, ritto sul fianco, alta la
+testa, in atto severo, vestito d'una gran tonaca di color marrone, si
+vedeva un monaco; lui, lui, il padre Anselmo da Carsoli. Immobile della
+persona, irrigidito nel suo atteggiamento spettrale, non accennava di
+voler fare un passo più avanti; ma, a guardarlo bene, si vedeva
+tentennare lentamente il capo, con aria di muto rimprovero. Ad un tratto
+levò il braccio e tese la mano, minacciando col gesto, come già
+minacciava collo sguardo.
+
+Maurizio era rimasto un istante perplesso, fissando con occhi sbarrati
+la strana apparizione. Ma tosto, irritato da quel gesto minaccioso, non
+potendo più sopportare la tetra luce di quello sguardo severo, fece
+l'atto di avventarsegli contro. Gisella lo trattenne, Gisella che si
+avvinghiava disperata al collo di lui.
+
+--No, no,--ripeteva ella, come pazza di terrore.--Abbiate compassione!
+Dannata no.... dannata no. Voi me lo avevate detto; è vero, sì, è vero;
+sareste venuto a rinfacciarmi il mio delitto, venuto ad ogni modo, in
+ogni tempo, dovunque vi foste trovato, a punirmene. Lo so, padre, lo so.
+Ma egli moriva, moriva per cagion mia. Perdono! Iddio non poteva
+volerlo; perdono!--
+
+Il colpo era stato troppo grave, l'esaltazione troppo grande; la povera
+creatura, disfatta dallo sforzo violento, ricadde inerte nelle braccia
+di Maurizio. Fremente di sdegno, egli l'adagiò sul sedile, e libero
+appena del caro peso si scagliò contro il monaco. Più nulla; il monaco
+era scomparso. Ma come? neanche una foglia si muoveva laggiù, dov'egli
+lo aveva pur dianzi veduto; nè alcuno strepito di rami smossi si udiva
+nella macchia, nè alcun rumore di passi tra gli sterpi. Un fantasma,
+dunque? E la povera Gisella nel suo terrore, ed egli sotto la pressione
+delle braccia di lei, erano stati in balìa d'una medesima allucinazione?
+
+Gisella era svenuta. Sbigottito, egli corse all'acqua, risicando ad ogni
+passo di scivolar nell'abisso. Là, nel fascio spumeggiante, intrise il
+fazzoletto a guisa di spugna, per venire sollecitamente a spruzzarne il
+volto e il collo della creatura adorata. Con mano mal destra, ma pronta,
+strappando convulsamente dove non poteva slacciare, le aperse la veste
+al sommo del petto, per farla respirare più libera. Non ebbe pace, non
+ebbe posa, fino a tanto non la vide riaprire i begli occhi languidi alla
+luce del giorno.
+
+Allora, prendendo animo dalla necessità del momento, se la recò tra le
+braccia e si avviò verso la macchia dei nocciuoli; proteggendole il
+volto come poteva, andando a ritroso, cacciandosi avanti colle spalle e
+coi gomiti, si faceva strada a forza tra i rami. Che orrore! che orrore,
+se non avesse potuto trarre in salvo la dolce creatura! Ma
+finalmente.... finalmente, uscivano da quell'intrico di piante. Ancora
+un centinaio di passi, e le rovine del Martinetto erano in vista.
+
+
+
+
+CAPITOLO XVIII.
+
+Povera bella!
+
+
+Biancolina Feraudi ebbe quel giorno un segreto da custodire, anche per
+suo marito, quando il brav'uomo fu richiamato a gran voce dal pascolo e
+mandato in fretta e furia alla Balma, per avvertire il conte Matignon
+del triste caso toccato alla sua signora, mentre ella si trovava di
+passaggio al casolare del Martinetto.
+
+Il generale ricevette l'annunzio doloroso mentre ritornava da una delle
+igieniche cavalcate che da pochi giorni aveva preso a fare per
+ordinazione del medico. Spaventato accorse, ansando e sbuffando, ma
+facendo i passi lunghi e frettolosi, come un giovanotto, non avvedendosi
+neanche della cattiva strada che doveva fare per recarsi lassù. Quando
+giunse, trovò Gisella ancora mezzo vestita, distesa sul letto di
+Biancolina, e il medico di San Giorgio al suo capezzale. La povera bella
+era inerte, con le braccia abbandonate sul lenzuolo, gli occhi
+semichiusi, cerea nel volto, come una morta.
+
+--Che cosa è stato?--gridò il generale, cacciandosi avanti a guardare,
+poi rivolgendosi con gli occhi stralunati verso il dottore.--Parlate, in
+nome di Dio!
+
+--Signor generale, che dirvi?--mormorò il dottore.--È ancora il suo
+male. Non era eliminata.... non poteva eliminarsi la causa.... e gli
+effetti si ripetono. Fortuna ancora che il signor di Vaussana è venuto
+ad avvertirmi subito.
+
+--Sì,--soggiunse Biancolina,--e fortuna maggiore che i miei piccini
+l'abbiano veduto passar qui sotto, mentre dal Castèu si recava alla
+Balma. È stata una vera provvidenza che egli si ritrovasse sulla
+strada.--
+
+Quella brava donna non era stata avvertita nè pregata di nulla; aveva
+indovinato tutto, o quasi tutto, e trovava nel suo cuore riconoscente il
+segreto delle pietose bugìe. Ma non era tempo per nessuno di fare
+indagini troppo minute: l'essenziale era di provvedere, di correre ai
+rimedii, di salvare, se fosse possibile, la povera inferma. Che cosa
+pensava il medico? che cosa consigliava? Il medico Soleri per allora non
+pensava, non consigliava nulla; bensì aveva molto da fare. Ripigliava in
+quel punto l'ufficio che dall'arrivo del generale gli era stato
+interrotto: con forti, assidue strofinate cercava di riattivare le
+funzioni cutanee. Biancolina, dal canto suo, con un gran ventaglio (il
+suo ventaglio di sposa, serbato fin allora gelosamente nel suo forziere
+nuziale) rinfrescava l'aria al viso ed al petto dell'inferma.
+
+--Non c'è altro?--chiese il generale, dopo alcuni minuti.--Non c'è altro
+da fare?
+
+--Sì, sì, non dubitate;--rispose il dottore.--Si fa ora quel che si può,
+in attesa dei rimedii.--
+
+Aveva appena finito di parlare, che si sentì rumore di persone
+accorrenti. Giungeva allora il signor Maurizio, affannato, grondante di
+sudore, con una sporta tra mani.
+
+--Ecco;--diss'egli, senza pure avvedersi della presenza del
+generale;--vedete se c'è tutto quello che avete ordinato.
+
+--Siate benedetto!--rispose il dottore, mettendo mano alla sporta, e
+traendone fuori l'uno dopo l'altro parecchi involtini, boccette ed
+arnesi di varie forme.--Anche del cognac! egregiamente;--soggiunse,
+prendendo una bottiglia di vecchio Martel, e versandone alcune gocce in
+un piccolo cucchiaio, che accostò subito alle labbra dell'inferma.
+
+Il generale si buttò nelle braccia di Maurizio, mescolando lagrime e
+ringraziamenti. Maurizio, a tutta prima confuso, accolse in silenzio
+quella dimostrazione affettuosa, che sentiva di meritar così poco. Ben
+presto la loro attenzione fu rivolta alla povera giacente. Le gocce
+dello spiritoso liquore l'avevano rianimata un tratto. Ma il respiro era
+quasi impercettibile, e si sentivano appena i battiti del cuore.
+Raccomandato a Biancolina di strofinar lei le braccia e il seno
+dell'inferma, il dottore aveva messo mano ad altri apparecchi, per farle
+alcune iniezioni ipodermiche di etere e di liquore anisato di ammonio.
+Era di una operosità portentosa, il bravo dottore. Trovò anche modo di
+applicare qualche vescicatorio volante, determinato con ammoniaca
+liquida concentrata. Oramai, la sporta di Maurizio gli permetteva
+quell'abbondanza di tentativi. E ci volevano tutti, proprio tutti, per
+far riavere la povera donna. Respirando sempre a stento, aperse gli
+occhi e li girò lentamente intorno; riconobbe il generale, allora, e con
+un fil di voce proferì il nome di lui.
+
+--Ettore!...
+
+--Oh, Gisella, figlia mia!--gridò egli, precipitandosi alla sponda del
+letto e dando in uno scoppio di pianto.
+
+--Via, via! gli uomini non ridiventino bambini!--disse il dottor Soleri,
+intromettendosi coll'autorità del suo ministero.--Generale, lasciate
+fare; non turbiamo con queste commozioni il poco che si è potuto
+ottenere finora.
+
+--Avete ragione;--disse il vecchio, ritraendosi;--obbedisco. Ma voi
+salvatela, dottore, salvatela!--
+
+E andò singhiozzando a sedersi in un angolo, accanto a Maurizio, che si
+era buttato là sopra una scranna, con gli occhi a terra, senza parole,
+senza lagrime. Poco stante giungeva la contessa Albertina che avevano
+fatto chiamare i Feraudi. La mite e buona signora del Castèu, col
+pronto coraggio silenzioso che è tutto delle donne, prese subito il suo
+posto d'infermiera accanto al vecchio dottore.
+
+Passarono due ore di terribile angoscia per tutti. Il respiro
+dell'inferma si era fatto più lento: appena dieci respirazioni al
+minuto. Il dottore credette necessario di avvertire che non aveva più
+speranze. Veramente, non ne aveva avute mai, dal momento ch'era stato
+chiamato. Ma parlava così per trarne occasione di consigliare che si
+mandasse pel prete, se pure i conforti religiosi fossero per piacere
+alla famiglia. Albertina conosceva l'animo di Gisella: si affrettò a
+condurre il generale fuori della camera, per dirgli il parere del
+medico, e insieme il suo consiglio, che non poteva essere disforme dal
+desiderio della malata.
+
+--Tutto ciò che vorrete;--rispose il vecchio gentiluomo, stringendosi i
+pugni alla fronte.--Se Dio facesse un miracolo! Credete voi che lo
+farà?--
+
+Albertina levò gli occhi al cielo, e uscita di là spedì subito ad
+avvisar l'arciprete di San Giorgio.
+
+Mezz'ora dopo don Martino era giunto, con la cotta, la stola e la
+pisside, involta nel suo copertoio di seta. Dio entrava con lui; si
+ritirarono tutti. La giacente accolse don Martino con un lampo dagli
+occhi e un sorriso. Certamente aspettava quel momento. Ma non aveva
+forza di parlare, per confessarsi; don Martino parlò per lei; all'invito
+del confessore, una lieve pressione di mano, un lieve cenno delle
+labbra, doveva dire il pentimento delle colpe. L'assoluzione fu pronta,
+e pronto del pari fu il rito che univa quell'anima a Dio. Un senso di
+beatitudine si diffuse allora sul volto cereo della morente. Il medico
+poteva rientrare, e tutti gli altri con lui.
+
+Il generale era rimasto nella cucina, seduto presso la tavola, con le
+braccia ripiegate sulla lastra e il volto ascoso nelle braccia. Doveva
+essersi assopito; non si era mosso, infatti, nè alla partenza di don
+Martino, nè all'andare e venire degli altri.
+
+Maurizio entrò a sua volta nella camera, e si accostò al letto di
+Gisella. Non poteva più resistere al desiderio di vederla ancora. Il
+medico e Albertina stavano a' piedi del letto, preparando una pozione,
+ed egli fu solo un istante al capezzale. Gisella aveva gli occhi
+semichiusi; lo vide, lo riconobbe, e fece uno sforzo per proferire
+qualche parola. Non fu che un soffio, per altro; ma egli intese quel
+soffio.
+
+--Dio perdona;--diss'ella.
+
+--Oh! perdoni a tutti;--rispose Maurizio.
+
+Gisella aveva mossa la mano; ed egli aveva presa quella mano. Gisella
+allora volse gli occhi, come invitandolo a seguire il suo movimento; ed
+egli pure volse gli occhi dove ella accennava. Ah! che voleva dir ciò?
+Maurizio rabbrividì, mentre un sudor freddo gli bagnava le tempie.
+Dall'altra banda del letto, il frate! ancora il frate! Ma egli aveva il
+cappuccio calato sulle spalle; la testa del padre Anselmo appariva
+intiera, luminosa; l'aspetto era benevolo, la mano era stesa in atto di
+benedire.
+
+Maurizio s'inchinò umiliato, e lasciò la mano di Gisella. Quando rialzò
+gli occhi non vide più il monaco. La visione era sparita. Gisella
+sorrideva ancora, e cercava con gli occhi, pareva domandar qualche cosa,
+o qualcheduno.
+
+--Chi?--disse Maurizio--il dottore?
+
+Ella fece un cenno di diniego col capo.
+
+--Il generale?--rispose Maurizio.
+
+Il capo e gli occhi di Gisella accennarono di sì.
+
+Maurizio si mosse sollecito, e andò dal generale, che era ancora
+assopito. Scosso da lui, il conte Ettore si destò in soprassalto.
+
+--Morta?--esclamò egli, rabbrividendo.
+
+--No, generale; vi chiede.--
+
+Il vecchio gentiluomo accorse, e si chinò con atto affettuoso verso di
+lei. Gisella guardò il marito, lo guardò lungamente; poi si sforzò di
+sorridergli. Schiantava il cuore, quel triste sorriso. E volle parlare,
+la povera creatura; ma non le venne più fatto. Maurizio, che vide
+l'atteggiamento di quelle labbra scolorate, Maurizio che ne colse una
+sillaba, intese ciò che la morente voleva dire al marito. E si ritrasse
+ancora, premendosi il pugno al cuore, che pareva volesse scoppiargli in
+quel punto.
+
+--Ah!--pensò egli.--Perdono! sempre perdono! Chi perdonerà a me il mio
+delitto?--
+
+Il rantolo crescente diceva che gli ultimi momenti si avvicinavano. Il
+medico tentò ancora di richiamare quella povera vita fuggente: ma
+l'etere non valse più a prolungarle l'agonia. Erano paralizzate le
+contrazioni del cuore; le respirazioni non più di sei al minuto.
+Albertina s'inginocchiò presso la sponda del letto, pregando. Anch'egli
+inginocchiato, il conte Ettore copriva la mano di Gisella delle sue
+lagrime silenziose. Quella mano a grado a grado si raffreddò tra le sue.
+Era cessato il respiro, cessato il movimento del cuore; un placido
+sorriso si era diffuso sulle labbra di Gisella. Le ombre del crepuscolo
+incominciavano ad invadere la stanza, viva ancora di mormorate
+preghiere, di mal rattenuti singhiozzi, e la bella creatura si era
+spenta dolcemente, addormentata con Dio.
+
+Quella sera fu un gran pianto a San Giorgio. È dolore, è rammarico
+profondo in ogni paese, quando muore una bella donna, quando sparisce
+per sempre una di quelle figure in cui eravamo avvezzi a vedere la
+divinità in forma terrena. Ma nel paese di San Giorgio la contessa
+Gisella non era soltanto ammirata per la sua grande bellezza; era anche
+amata per la sua grande bontà. Dopo che l'avevano veduta entrare in
+chiesa, quei buoni alpigiani la consideravano una santa, e non
+dubitavano punto ch'ella non fosse per convertire alla fede il marito.
+
+L'incredulità del conte Ettore ebbe ancora in quel giorno uno scatto; e
+fu quando vollero allontanarlo di là, facendogli intendere che tutto era
+finito. Alla contessa Albertina che con delicatissimi modi cercava di
+condurlo fuori, trovando per quello sventurato le parole del cuore, egli
+rispondeva feroce:
+
+--Ah, la vostra religione! la vostra religione è una grande menzogna. E
+voi, con le vostre divozioni, l'avete uccisa; coi vostri digiuni, coi
+vostri scrupoli, coi terrori del vostro inferno l'avete assassinata.--
+
+Albertina chinò la fronte, in atto di rassegnazione sublime. Poi
+dolcemente, quasi umilmente, gli disse:
+
+--Il vostro dolore è legittimo, è sacro. Ma pensate, signor conte, che
+un angelo è salito in cielo a pregare per voi.--
+
+Il conte Ettore fu atterrato da quella calma risposta; ed anche si pentì
+d'aver parlato con tanta durezza.
+
+--Perdonate;--le disse.--Voi che credete, siete angeli in terra.--
+
+Quella sera la contessina di Vaussana ebbe testa per tutti. Fatta
+preparare una lettiga e adagiare sovr'essa la sua morta amica, la fece
+trasportare nella notte alla Balma. Triste convoglio a lume di luna;
+triste ritorno della povera Gisella alla dimora de' suoi padri, dond'era
+uscita il mattino con tanta gioia nell'anima, così fiorente di salute e
+di bellezza! La riposero nel suo letto; la sua stanza, tutta ornata di
+fiori e di doppieri, fu tramutata in camera ardente. Tre giorni la salma
+fu lasciata colà, assiduamente vegliata dai suoi, e dagli amici della
+famiglia, che si davano la muta. Così era adempiuto un desiderio della
+morta, a cui l'immediato trasporto della salma al camposanto era sempre
+parso un atto irriverente e crudele.--Io non intendo,--aveva detto essa
+tante volte,--io non intendo, quando uno muore, che smania sia quella
+dei cari congiunti di levarselo subito dagli occhi. Temono forse che non
+sia morto davvero, e che possa da un momento all'altro riaprire i suoi
+alla luce?--
+
+Ma per lei non c'era più dubbio. Al terzo giorno un indugio maggiore
+sarebbe stato irriverente e crudele come una più pronta levata. La
+povera Gisella fu composta nella bara, e molti fiori scesero a dormire
+con lei nel chiostro della chiesuola patronale, dove già riposavano
+tante castellane dei Matignon della Bourdigue.
+
+Maurizio s'era preso il carico di tutti quei funebri uffizi. Non aveva
+lagrime; era come istupidito; pareva tranquillo. Anch'egli aveva
+vegliate le due notti nella camera ardente, a due passi dal generale,
+che restava là, col capo tra le braccia ripiegate sulla spalliera d'una
+seggiola, muto, immobile, assopito nel suo dolore. La prima notte il
+vecchio non aveva notata la presenza di Maurizio: si avvide di lui sul
+finire della seconda, all'atto che fece Maurizio di andare a
+raddrizzare un torcetto.
+
+--Voi?--gli disse sottovoce.--Perchè non siete andato a riposare?
+
+--Lasciarvi solo?...--balbettò Maurizio.--
+
+Il generale tentennò la testa, e trasse un sospiro.
+
+--Non lo sono io forse, e per sempre?--esclamò.--Ho perduta la poesia
+della mia vita; ho perduto il mio Dio.--
+
+E diede in un pianto dirotto. Poteva piangere, quell'uomo. Maurizio no.
+Perchè? Egli ne sentì una rabbia sorda, profonda nel cuore. E crescendo
+questa, e montando, come fa certe volte, dal cuore alle labbra, volle
+dire a quell'uomo: vi ho ingannato. Sarebbe stata un'espiazione. Aveva
+il coraggio fisico di farlo; gli venne meno il coraggio morale. Infine,
+il dire a quell'uomo: vi ho ingannato, non sarebbe stato un confessargli
+altresì: ella vi ha ingannato?
+
+Ed era là, sempre là; accanto a quell'uomo, per non lasciarlo solo nel
+suo dolore. Il giorno dopo la morte di Gisella si era telegrafato al
+Dutolet, che si trovava allora di guarnigione a Saumur, sperando che
+potesse ottenere una licenza straordinaria, per venire ad assistere il
+suo vecchio comandante. Il Dutolet possedeva tutta la fiducia del conte;
+conosceva i suoi interessi; poteva essere di un prezioso aiuto al suo
+generale, che oramai non pensava più a nulla; vera rovina d'uomo e
+d'intelligenza!
+
+Maurizio era andato un mattino a cercarlo. Il conte non si vedeva al
+pianterreno, ed egli salì al primo piano, andando di camera in camera,
+fino alla stanza di Gisella. Era di casa, allora più che mai; nessuno
+poneva mente al suo andare per ogni verso, là dentro. In quella stanza,
+del resto, egli entrava ogni giorno, restandoci lunghe ore in compagnia
+del padrone di casa, muti ambedue. La stanza, tolti da tre giorni i
+funebri apparati, era vuota e fredda; per le finestre aperte penetrava
+la luce grigia d'una giornata nuvolosa. Il letto, il piccolo letto sotto
+un gran padiglione di stoffa azzurra operata, con trine di vecchio oro,
+si vedeva diligentemente rifatto, come se aspettasse ancora la sua dolce
+signora. A capo del letto, sulle grandi pieghe della cortina, pendeva in
+isporto una tavola antica, donde una bella Madonna di Ludovico Brea,
+forse il capolavoro del buon pittore nizzardo, chinando amorosamente la
+testa sul divino infante, sembrava covare, coi grandi occhi neri, il
+capezzale della contessa.
+
+Entrato in quella camera triste, Maurizio provò un'altra volta il senso
+di mancamento che lo assaliva sempre colà, più profondo che altrove.
+Quanto tempo vi rimase meditando? Non lo seppe egli, che oramai non
+contava più il tempo, nè più badava ai proprii atti. Entrò ad una
+cert'ora il conte Ettore, e non parve avvedersi della presenza di
+Maurizio; nè questi si mosse per lui dall'angolo in cui era seduto. Era
+sempre così, tra quei due. Il generale andò risoluto verso il piede del
+letto, s'inginocchiò, ascose la faccia sulla balza della coperta di
+seta; e rimase là, in atto di preghiera, singhiozzando. Maurizio sentì
+una stretta al cuore; gli parve di soffrir mille morti, mentre
+quell'uomo piangeva e pregava, ed egli non poteva pregare nè piangere.
+Soffriva ancora pensando che le labbra di quell'uomo baciavano il
+tessuto morbido su cui tante volte si era posata la mano di Gisella; e
+così soffrendo sentì l'odio antico montar su, montar dal cuore alla
+gola. Maurizio in quei giorni faceva paura; non lo sapeva, perchè non si
+guardava più, non badava più a sè; ma era diventato uno spettro. Lo vide
+il generale, quando si alzò; lo vide, lo fissò lungamente negli occhi,
+fissato lungamente egli pure da quegli occhi lucenti nell'ombra, e gli
+disse con accento di stizza:
+
+--Tu soffri dunque più di me?--
+
+Maurizio rabbrividì involontariamente alla domanda improvvisa. Era anche
+la prima volta che quell'uomo gli dava del tu. Non si mosse, tuttavia;
+non rispose; seguitava a guardare.
+
+--Mi annoi;--riprese il vecchio, cedendo ad un moto repentino di
+collera.--Va' via.--
+
+Fremette quell'altro, sentendo l'offesa. E si alzò, guardandolo ancora,
+guardandolo sempre. Una frase, la frase, la terribile frase, voleva in
+quel punto venirgli alle labbra. Già apriva la bocca; già stava per
+proferirla, mentre il vecchio pareva aspettarla, e aspettandola gli
+s'illuminavano d'una strana luce gli sguardi. Ma quella luce si spense
+ad un tratto; le palpebre si abbassarono, si chiusero violentemente, e
+la fronte del vecchio si scosse, come in atto di scacciare a forza un
+pensiero molesto.
+
+--No, no!--gridò egli con piglio furibondo, con accento disperato.--Va'
+via! va' via! va' via!--
+
+Maurizio raccapricciò, al pensiero di ciò che stava per fare. Chinò la
+testa, come dicendo a sè stesso: ha ragione; ed uscì dalla stanza,
+mentre quell'altro, non istando più alle mosse, prendeva a misurare con
+passi concitati il pavimento. Scese le scale, fuori di sè dall'ira, dal
+rimorso, dalla vergogna: sarebbe giunto fuori dell'atrio senza vedere
+nessuno, se proprio sul limitare il passo non gli fosse stato impedito.
+
+Era un gran movimento, laggiù: i servi affacciati sull'ingresso; un
+facchino che entrava allora, con una grossa valigia sulle spalle; dietro
+a lui, ancora sulla gradinata, un bagliore di larghi e lunghi calzoni
+rossi. Maurizio riconobbe il comandante Dutolet, arrivato in quel punto,
+ancora in piccola divisa di capo di battaglione. Non poteva evitarlo.
+Del resto, perchè lo avrebbe evitato? Veniva a dargli la muta; veniva
+proprio in buon punto, mentre egli smontava la sua guardia, e per
+sempre.
+
+Il buon ragno, come lo chiamava Gisella, non gli fece dimostrazioni di
+tenerezza. Erano sempre stati, l'uno verso dell'altro, nei termini di
+una fredda cortesia. Un cenno del capo, una frase a mala pena
+incominciata, che volesse dire e non dire, dovevano essere più che
+bastanti. Maurizio, per altro, nel passargli daccanto, aggiunse poche
+parole di ripiego, che nella gravità del momento potessero giustificare
+la freddezza dell'incontro, agli occhi della gente di servizio.
+
+--Il generale--diss'egli--ha gran bisogno di voi.
+
+--Lo penso;--rispose l'ufficiale, facendo un breve saluto cerimonioso.
+
+Maurizio s'incamminò sulla spianata, verso il gran viale de' tigli.
+Oramai, per ritornare al Castèu, come per venire alla Balma, non passava
+più dal sentiero della montagna. «Lo penso» andava intanto ripetendo tra
+sè: «Lo penso!» E pensò egli pure; pensò che il Dutolet aveva ragione
+anche lui, se pensava che egli, Maurizio, non fosse il miglior compagno
+di lutto per il vecchio castellano della Balma.
+
+
+
+
+CAPITOLO XIX.
+
+Rovine!
+
+
+Giunto al Castèu senza neanche vedere la strada, simulò un mal di capo
+fortissimo, intollerabile. Effetto di grande stanchezza, soggiungeva
+egli; passerà con qualche ora di riposo. La stanchezza era più che
+giustificata da tante veglie, da tante commozioni, sostenute pei suoi
+amici della Balma. In casa volevano fargli prendere qualche ristoro; ma
+egli ricusò asciuttamente ogni cosa; voleva dormire, dormire, e
+nient'altro. Andato a rinchiudersi nella sua camera, si buttò vestito
+com'era sul letto, e si addormentò. Certamente era stanco; la natura
+voleva la parte sua. Ma se il corpo dormiva, la mente vegliava, la mente
+torbida di dolorosi pensieri. Stette lunghe ore sul letto, in apparenza
+inerte, ma col cervello sconvolto, agitato da sogni pazzi, da visioni
+terribili, da incubi spaventevoli. La montagna gl'incombeva sull'anima;
+la cascata dell'Aiga aveva gran parte nelle visioni del dormente.
+Cantava l'abisso, invitandolo; ed egli e lei si precipitavano
+abbracciati nel baratro. Ah, meglio sarebbe stato il morire così, tutt'e
+due, in un punto, che non quello spegnersi lento e doloroso di lei, e il
+sopravviver codardo di lui. Perchè viveva egli ancora? perchè il cielo
+non aveva pietà? perchè lo condannava a star lì, ancora e sempre,
+sospeso ad un filo? L'idea del suicidio, ultimo scampo ai terrori, non
+gli era venuta fino a quel punto, neanche nel sogno. Perchè? forse
+perchè lo stato suo era tutto d'inerzia, non di ribellione al dolore. Si
+sentiva palleggiato, travolto di visione in visione, mezzo addormentato,
+mezzo desto, tra la incertezza e la coscienza di sè. Sopra tutto,
+sentiva un grande stiramento delle fibre del cervello, che parevano
+volersi tutte spezzare, e non si spezzavano mai. Ad un certo punto si
+vide ancora ammalato, col ghiaccio alla testa, vaneggiante, delirante,
+colla gente attorno, che ascoltava tutte le sue parole, che coglieva a
+volo tutte le confessioni a lui strappate dalla febbre. E quell'uomo lo
+aiutava a parlare, gli levava le parole di bocca, compiva egli le frasi
+che non uscivano intiere; la povera creatura adorata si torceva nello
+spasimo, si copriva la faccia con le palme, negava, fuggiva disperata
+dalle unghie del vecchio; ed egli, trattenuto, inchiodato là dal suo
+male, non poteva muovere al soccorso. Che orrore! e quell'altro l'aveva
+afferrata pei capelli; alzava la mano, armata d'un coltello, e feriva,
+feriva a colpi replicati. Il sangue scorreva, allagava il terreno,
+cresceva, cresceva, ed egli ci diguazzava per entro. Che orrore! Volle
+uscirne, uscirne ad ogni costo, scivolando, lordandosi di quel sangue,
+bevendolo, bruciandosi il cuore. E si destò in soprassalto, non vedendo
+nulla, ma sentendosi nel suo letto, e udendo battere, batter forte, a
+replicati colpi, all'uscio di strada. Quei colpi rintronavano
+sinistramente nella oscurità della notte.
+
+Balzò dal letto e corse ad aprir la finestra. Un barlume di luce
+bianchiccia appariva da levante. Potevano esser le tre del mattino. Chi
+batteva frattanto? Si affacciò, per domandare, mentre un'altra finestra
+si apriva al piano inferiore.
+
+--Son io.... Filippo;--rispose una voce dal piazzale.
+
+Filippo era il nome di uno dei servitori della Balma.
+
+--Che c'è? che volete?--chiese Maurizio, riconoscendolo.
+
+--Il generale....--ripigliava quell'altro, con voce rotta
+dall'affanno.--Signor conte, il mio padrone sta male, molto male. Venga
+per carità. Son già passato dal medico, che si è vestito subito; a
+quest'ora è già in cammino.--
+
+Maurizio lasciò il davanzale, e al fioco albore che penetrava nella
+camera, andò verso l'uscio. Era vestito tuttavia; poteva correre
+senz'altro. Sul pianerottolo, con un lume tra le mani, si affacciava
+allora allora il suo servitore, che veniva ad offrirgli l'opera sua.
+
+--Signor conte,--gli disse il servitore,--non vuole almeno cambiarsi? Ne
+avrà bisogno, mi pare; perchè senza spogliarsi è andato a letto: e ieri,
+e l'altra notte non ha fatto che dormire. Sarà anche necessario che
+prenda qualche cosa.
+
+--No, no, impossibile; non c'è tempo da perdere.--
+
+Così dicendo, Maurizio infilava la scala. Al piano inferiore trovò
+illuminato il salone. Una figura di donna, in accappatoio bianco, veniva
+incontro a lui. Gli parve di veder Gisella, e tremò tutto: ma si riebbe
+tosto, riconoscendo Albertina.
+
+--Oh Dio!--diss'ella.--Sempre disgrazie?
+
+--Sorella mia,--rispose tristemente Maurizio,--è questo il tempo.
+Pregate per chi n'è stato cagione.--
+
+La contessina chinò gli occhi lagrimosi, appoggiandosi alla parete. Era
+profondamente commossa, la pietosa donna, e bene intendeva ciò che
+volesse dire suo fratello in quel punto. Egli passò, scese rapidamente
+nel vestibolo, e aperto il portone uscì fuori. Andava a bruzzico,
+vedendo abbastanza la strada; non badando, per altro, che passava pel
+sentiero della montagna. Se ne avvide, al rabbrividire che fece,
+sentendo sulla sua testa il fragore della cascata.
+
+Che orrore! che orrore! E ad un certo punto, udendo dietro a sè un
+rumore di passi, un rumore tanto più incalzante quanto più egli correva
+veloce, pensò che uno spettro lo inseguisse. Di certo, le visioni e gli
+incubi di quelle trentasei ore passate non lo avevano ancora abbandonato
+del tutto. Fermatosi, col coraggio della disperazione, vide Filippo, che
+lo seguiva ansimando.
+
+--Signor conte,--gli disse il brav'uomo,--è difficile seguirla. Pare che
+abbia le ali.--
+
+Giunto alla Balma, trovò tutta la casa in trambusto. Ascese le scale
+volando, come diceva Filippo; seguito da lui entrò nell'appartamento del
+generale. Il medico Soleri stava già nella camera. Si volse,
+all'apparire di Maurizio, e crollando malinconicamente la testa, gli
+disse:
+
+--Sono giunto anch'io troppo tardi.--
+
+Maurizio si avvicinò al letto del generale. Il vecchio gentiluomo era
+là, disteso, irrigidito, livido, con gli occhi semiaperti, la bocca
+fortemente contratta da un lato; fiero ancora nell'aspetto, orribile a
+vedersi nella torva guardatura di quegli occhi stravolti.
+
+Com'era andata? I servitori raccontarono. Il generale si era ritirato
+nella sua stanza alle dieci di sera. Nella notte, intorno alle due,
+aveva suonato. Filippo che dormiva poco distante da lui, era accorso; ma
+il suo padrone non aveva potuto dirgli perchè avesse suonato; rantolava,
+agitava un braccio, come in atto di chieder soccorso. Spaventato, il
+servitore si era affrettato a svegliare il comandante Dutolet e tutti
+gli altri della casa: poi, mentre essi cercavano di soccorrere il
+generale, dandogli a bere qualche goccia di liquore, spruzzandogli
+d'acqua il viso ed il petto, egli, Filippo, era corso a precipizio in
+paese per avvertire il medico, per avvertire il conte di Vaussana.
+
+Nè altro c'era da dire. Qualcheduno, alla rapidità fulminea di quella
+morte, aveva sospettato un suicidio. Non potendo sopravvivere alla
+contessa, aveva egli forse ingoiato un veleno? Ma così non la pensava il
+dottore, osservando tutti i segni di una apoplessia per congestione
+cerebrale. A questa fine il conte Ettore era predisposto dall'età, dalla
+vita sedentaria, contro cui il medico stesso aveva già protestato più
+volte. Causa prossima del triste caso non poteva essere che un patema
+d'animo sopraggiunto in quei giorni: e c'era stato pur troppo, il patema
+d'animo, violento, manifesto, innegabile, nella morte della moglie
+adorata: quello, e non altro, il veleno.
+
+Maurizio lo sapeva bene, lo conosceva anche meglio del dottore, il
+veleno che aveva ucciso quell'uomo. E cadde senza far parola, sul
+seggiolone a piè del letto, rimanendovi accasciato, assorto ne' suoi
+negri pensieri. Quante rovine intorno a lui, e per cagion sua, per colpa
+sua! Il destino.... Si accusa facilmente il destino degli errori degli
+uomini. Ed era lui, Maurizio, conte di Vaussana, nel cui scudo era
+inciso il motto «_tout droict Sospel_», lui, il cavaliere senza
+macchia, il credente, il virtuoso soldato, che aveva fatto tutto ciò?
+che aveva portata la maledizione in quella calma dimora, alta nella
+stima degli uomini come era elevata sul colmo del monte, in quel nobile
+asilo della grazia disposata all'onore?
+
+Il dottore voleva ridiscendere in paese per fare la sua dichiarazione.
+Invitò il signor di Vaussana a seguirlo.
+
+--No, grazie, rimango ancora;--rispose Maurizio.--Non ho forza di
+muovermi. Veglierò questo cadavere, come ho vegliato quell'altro.--
+
+E chinò la testa sul petto, mentre il dottore usciva dalla stanza. Ma,
+subito dopo, un uscio dall'altra parte si aperse, e Maurizio sentì che
+il Dutolet stava per comparire. Alzò la fronte, e vide infatti
+l'ufficiale, che usciva dallo studio del conte Ettore, grave, rigido
+come sempre, ma più severo, più accigliato del solito.
+
+--Il dottore?--disse il Dutolet, volgendogli a Filippo, che era rimasto
+in mezzo alla camera.
+
+--Esce adesso, signor comandante.
+
+--Richiamatelo; debbo pregarlo di un favore.--
+
+Il medico era ancora sulla scala; richiamato dalla voce di Filippo,
+ritornò subito nella stanza.
+
+--Io non ho pratica degli usi e delle leggi di qui;--disse allora il
+Dutolet.--Vogliate chiamar voi, signor dottore, le autorità competenti.
+Ho trovato or ora sulla scrivania del generale il suo testamento. È
+suggellato; sono autorizzato ad aprirlo; non lo farò senza testimoni.--
+
+Il dottore s'inchinò, e partì, promettendo di ritornare al più presto
+possibile.
+
+Maurizio in quel punto si alzò. Il Dutolet lo scorse allora, e non potè
+trattenere un gesto d'ingrata maraviglia. Se ne avvide Maurizio; ma non
+aveva da offendersi per così poco.
+
+--Egli aveva lasciata una lettera per voi?--domandò, indicando un foglio
+che l'ufficiale teneva ancora aperto tra mani.
+
+--Sì, per me, che pure mi ritrovavo a pochi passi da lui; rispose
+l'ufficiale. Povero conte! come ha dovuto soffrire, scrivendola!--
+
+E guardava il signor di Vaussana con piglio severo. Maurizio si volse a
+guardare dietro di sè. Non c'era nessuno; anche Filippo era uscito. Egli
+allora, cedendo ad un impulso repentino dell'anima, si accostò
+all'ufficiale, e a voce bassa, ma con accento vibrato, incominciò:
+
+--Signor Dutolet, siete voi sempre di quella rara perizia nelle armi,
+che io ho ammirata altre volte?--
+
+L'uffiziale rizzò la testa, e squadrando il signor di Vaussana dal capo
+alle piante, gli domandò:
+
+--Che cosa volete voi dire?
+
+--Voglio chiedervi,--rispose Maurizio, non mutando voce nè accento,--se
+a venticinque passi, come facevate due anni fa, a venti, a quindici,
+come vi pare, sareste sempre capace di mettere una palla nel bersaglio,
+senza puntare, guardando magari in aria, alzando appena il braccio, e
+portandolo automaticamente in linea.--
+
+L'ufficiale guardò un istante negli occhi il signor di Vaussana; poi,
+senza batter ciglio, replicò brevemente:
+
+--Sì.
+
+--Sta bene;--disse Maurizio.--E quando?
+
+--Oggi il dovere;--rispose l'ufficiale.--Domattina, se vi piace.--
+
+Si salutarono freddi, e Maurizio partì.
+
+Finalmente! finalmente! per quella volta egli si sentiva liberato d'un
+gran peso. Ah, la vita, che molesto fardello! E così, senza troppa
+fatica, per la mano del buon ragno.... Ma sì, era ancora un modo di
+accostarsi a Gisella. Scese a passi più calmi il gran viale dei tigli;
+uscì tranquillo, quasi ilare, dal cancello. E perchè no? Voleva infatti
+esser ilare, parerlo a tutti, in paese; che il giorno dopo, risapendo
+una certa notizia, non avessero i maligni a metterla d'accordo con la
+sua cera da funerale. La sua vigilia non doveva esser triste: non è mai
+triste il soldato, il cavaliere, quando va a gittar la sua vita.
+Sorrise, adunque, sorrise a quanti incontrava per via, sorrise perfino
+al Pinaia, al panattiere arpagone, che gli rammentava i Feraudi. Anche
+da quei poveri contadini del Martinetto voleva andare, quel giorno.
+Voleva veder tutto, visitare tutti quei memori luoghi. Non aveva più
+terrori nell'anima; sarebbe andato lassù, a pregare, a pensare nella
+cameretta dove si era spenta Gisella; ed anche nel rifugio, sul
+torrione, dove la bella creatura adorata gli era caduta come morta fra
+le braccia, alla vista del frate. Ah, il frate! una allucinazione; egli
+lo sentiva bene, oramai, di aver veduto ciò che Gisella vedeva, e
+solamente perchè, sotto la sensazione di un alto spavento, le braccia
+dell'amata donna si erano avvinghiate al suo collo. Anche là, nella
+camera di Biancolina, non si era ripetuto il fenomeno, per il fatto che
+la mano di Gisella aveva stretta la sua, e gli occhi di lei lo avevano
+guidato a vedere ciò che ella vedeva? Quanti arcani, del resto, quanti
+misteri nella vita! e come l'invisibile d'ogni parte ci preme!
+
+Passava in quel punto sulla piazza maggiore. Voltato l'angolo della
+chiesa, entrava nella via che metteva al Castèu. Un monaco, un frate
+cappuccino era là, davanti a lui di cinque o sei passi; muoveva lento,
+curvo, quasi piegato in due, rasentando il muro, come egli già lo aveva
+veduto una volta, passando di là con Gisella. Ma che? non poteva essere
+un altro? Maurizio affrettò il passo per raggiungerlo; gli venne a pari,
+l'oltrepassò, e si volse a guardarlo. Quell'altro alzò allora la faccia,
+e Maurizio lo riconobbe. Era lui, il padre Anselmo da Carsoli.
+
+--Frate, che tu sia maledetto!--gli gridò inferocito
+Maurizio.--Domani.... domani non ti vedrò più.--
+
+Il frate era sparito. Ma non così presto, che alla maledizione del
+signor di Vaussana non avesse risposto levando la mano benedicente;
+benedicente, come l'aveva veduta Maurizio, al letto di morte della
+povera bella.
+
+
+
+
+CAPITOLO XX.
+
+Tra Cielo e Terra.
+
+
+Quel giorno, presso alle cinque del pomeriggio, mentre già si disponeva
+a scrivere una lettera per chiedere concerti al comandante Dutolet, il
+signor di Vaussana ricevette un biglietto del suo avversario, che lo
+aspettava al caffè di San Giorgio. Intese subito che lo stesso pensiero
+suo era venuto a quell'altro, ed uscì per andare da lui.
+
+Si salutarono come due buoni amici, essendoci persone a qualche
+distanza, che potevano vedere e notare ogni cosa. Dopo di che il
+Dutolet, con molta calma e con altrettanta serenità, quasi con grazia,
+parlò in questa guisa a Maurizio:
+
+--Signor conte, voi eravate molto afflitto, questa mattina, e per
+conseguenza un po' alterato. Anch'io, quanto voi, ed avevo ragione di
+esserlo. Possiamo noi dimenticar le parole che ci siamo scambiate?
+
+--No;--disse Maurizio.
+
+--Era mio dovere di domandarvelo;--replicò il Dutolet, facendo un mezzo
+inchino.--Resta che c'intendiamo sull'ora e sul luogo.
+
+--Domattina, si era detto;--disse Maurizio.--Di là da quella montagna,
+sulla vostra diritta, ce n'è un'altra, detta la Sisa. Risalendo dalla
+cascata dell'Aiga, ci si va di prateria in prateria. Lassù, al lembo
+dell'ultimo di quei prati, è il confine. Vi accomoda?
+
+--Sì,--rispose il Dutolet.--Portiamo testimoni?
+
+--Nessuno.
+
+--Come vi piace. Ma uno di noi due non isfuggirà all'imputazione di
+assassinio.
+
+--Ci ho provveduto,--rispose Maurizio,--scrivendo una dichiarazione in
+due originali. Firmerete anche voi. Eccoli appunto.
+
+--Avete proprio pensato a tutto;--esclamò il Dutolet, prendendo i due
+fogli, a cui appose la sua firma colla matita.--Dunque lassù, al piano
+della Sisa. Ci sarò alle sei del mattino. Ma intendiamoci
+bene;--soggiunse egli;--senza vergogna d'un po' di ritardo che si
+potesse fare dall'uno o dall'altro di noi.
+
+--Giustissimo;--disse Maurizio.--Del resto, io m'incamminerò per
+tempissimo. Di sopra l'Aiga si vede la Balma; io vi vedrò sempre salir
+la montagna.--
+
+Presi questi concerti si separarono. Maurizio si avviò verso casa. Non
+trovò sua sorella Albertina, e gli spiacque.
+
+Si sente in cuore così facilmente, così naturalmente, il bisogno di
+stare un po' vicini alle persone che si amano, quando si è sul punto di
+separarci da loro per sempre! Chiese di lei alla gente di servizio: era
+uscita, gli dissero; forse per far qualche visita. Non già alla Balma,
+pensò egli allora, poichè lassù era andata prima del meriggio, a pregare
+sulla salma del povero conte Ettore. In paese, dunque: ma il paese, per
+piccolo che fosse, aveva ancora troppe case, troppe famiglie amiche e
+conoscenti, tra le quali non poteva indovinare Maurizio, che salutava
+tutti, ma non faceva visite a nessuno. Era in queste incertezze sulla
+piazza maggiore: la chiesa si vedeva aperta, ed egli entrò in chiesa.
+Avrebbe dovuto pensarlo prima; sua sorella stava là, al suo solito
+posto, nella cappella di patronato della famiglia Sospello; stava là,
+visibile ancora nella penombra della sera imminente.
+
+Non era giorno di benedizione; ma la contessina soleva andare in chiesa
+ogni giorno, o di mattina o di sera, salvo i casi d'impossibilità,
+quando le cure domestiche, o i doveri della ospitalità, venissero a
+frastornarla. Soleva dire che la casa del Signore riconcilia colla vita:
+non per bigotteria, ma per riposare lo spirito, una visita anche breve a
+quella casa è piacevole: là dentro, dopo tutto, si pensa meglio al buon
+Dio.
+
+Il gran crocifisso, unica maraviglia artistica della chiesa parrocchiale
+di San Giorgio, torreggiava sopra l'altar maggiore, spiccando col suo
+color cereo sul fondo scuro dell'abside. I piedi del martire sparivano
+sotto una gran fioritura di rose, disposte a mazzo enorme, che
+s'intendeva benissimo esser legato al tronco della croce. Quelle rose
+d'ogni colore, che davano all'augusto morente l'aspetto di un
+trionfatore, erano l'offerta costante della contessina di Vaussana.
+Quando il giardino del Castèu non aveva più rose in copia, erano gigli;
+quando non aveva più gigli, si succedevano le azalèe, le peonie, le
+giorgine, gli amaranti, gli astri, e tutti gli altri fiori della
+stagione autunnale. Recava anche il suo tributo l'inverno; più scarso,
+ma sicuro anche quello, essendo fiori di stufa.
+
+La chiesa era deserta, e Maurizio non volle disturbar la sorella neanche
+col rumore dei passi: perciò, appena entrato, si pose sull'ultima panca
+a destra, sotto la grande navata. Era il posto di Gisella, quando
+giungeva un po' tardi, e non volendo dare spettacolo del suo passaggio
+lungo le arcate, s'inginocchiava umilmente lì, mescolandosi volentieri
+alle povere donne del paese. Là dentro, finalmente, egli ottenne ciò che
+da sei giorni desiderava invano. Si sentì d'improvviso stemperare il
+cuore: senza sforzo, senza impeto, le lagrime gli scesero dagli occhi
+giù per le guance, silenziose lagrime e fitte, come una pioggia
+d'autunno. E in mezzo a quelle lagrime vide chiarori maravigliosi; tra
+quei chiarori gli apparve la povera morta, tutta vestita di luce,
+risalente entro una schiera d'angioli all'incontro del Dio di
+misericordia. Allucinazione anche quella? Una voce dal profondo voleva
+dirgli di no.
+
+Rasciugò le sue buone lagrime, vedendo muoversi sua sorella Albertina.
+Essa lo vide, passando; ed egli si alzò per accompagnarsi a lei.
+
+--Pregavi?--gli chiese Albertina.
+
+--Sì, per tutti;--rispose.
+
+Tranquillissimo, quella sera, quasi sereno, ragionò lungamente di cento
+cose con lei, evocando memorie infantili, facendo perfino castelli in
+aria per i giorni che non sarebbero venuti. Non egualmente serena si
+mostrava Albertina; ma la buona fata del Castèu aveva imparato nella
+lunga solitudine a padroneggiarsi, a non lasciar troppo scorgere le sue
+tristezze. Quando soffriva, soffriva dentro, e i sorrisi, come pallide
+viole alpine, le fiorivano timidamente sul labbro.
+
+Maurizio si ritirò nelle sue camere alla solita ora. Ebbe un sonno
+profondo, senza visioni, senza incubi. Anche il cervello ha le sue calme
+nei grandi momenti, come le ha il cielo innanzi la tempesta. Quando si
+svegliò, erano le quattro del mattino. Si vestì senza fretta; sotto un
+leggero pastrano che portava qualche volta per la nebbia, nascose la
+busta delle pistole, e dall'uscio dell'orto si avviò verso la montagna.
+Ad una certa distanza si volse, per guardare il Castèu, la vecchia
+dimora dei suoi, la casa dov'era nato, e mandò un bacio alla sua buona
+sorella che non avrebbe veduta mai più.
+
+Non gli mancava il tempo; andò a passi lenti su per la ripida costa. Si
+fermò anche un istante al borro, per sentir la cascata. Cantava, il gran
+fascio delle acque scorrenti, cantava sempre la sua monotona canzone
+all'abisso. Ma allora il signor di Vaussana sentì per la prima volta due
+canti in uno. Tendendo l'orecchio, udiva attraverso il frastuono della
+cascata un suono più sottile e più lontano, molle, ondeggiante, come una
+salmodia di chiesa. Sorrise, ricordando che quel fenomeno di
+sdoppiamento dell'udito gli era occorso spesso; in istrada ferrata, per
+esempio, quando il fragore delle ruote, lo strepito, lo scricchiolìo
+delle carrozze in moto, lascia intendere, a chi presti attenzione, un
+suono lontano lontano, come di angeliche voci laudanti nello spazio. Non
+era una allucinazione, quella; Maurizio conosceva il fenomeno, ancorchè
+non sapesse darsene una ragione. Nondimeno, gli piacque di sentir quelle
+laude lontane, attenuate via via, evanescenti nel profondo dei cieli.
+
+Passato il gran salto dell'Aiga, superato il colmo del monte, dove le
+acque correvano a guisa di ruscello, andò oltre, risalendo di prateria
+in prateria, fino al piano della Sisa. Il comandante Dutolet non era
+ancora arrivato: ma erano appena le cinque e mezzo; si poteva dunque
+aspettare. Il buon ragno non volle del resto approfittare della scusa
+che si era preparata; e Maurizio lo vide, alle cinque e tre quarti,
+sbucare da una macchia di abeti, volgendo gli occhi di qua e di là, in
+atto di orientarsi tra quei rialti verdeggianti che vedeva per la prima
+volta. Maurizio sventolò il fazzoletto; il buon ragno lo vide, fece un
+gesto di riconoscimento e si avviò più sollecito, allungando quel suo
+paio di seste. Salutò, come fu vicino; Maurizio rese il saluto, e si
+avviò ancora per fargli strada sopra un bel prato alto, incurvato a
+guisa di sella tra due colmi di monte.
+
+--Ecco il confine;--disse Maurizio.--Se voi andate trenta passi più in
+là, siete sul vostro.
+
+--Tra due patrie,--osservò il Dutolet, incamminandosi,--che piccola cosa
+a vedere! e che gran cosa a pensare!
+
+--Le più grandi cose son là;--soggiunse Maurizio, indicando su certe
+creste montuose alcune linee biancheggianti.--Il vostro forte di
+sbarramento è quello; il mio è quest'altro. Speriamo che tacciano
+sempre.
+
+--Ma parlando noi per essi, non è vero?--esclamò il Dutolet.
+
+--Che farci?--ribattè Maurizio.--Volete che contiamo i passi?
+
+--Avete detto a me di farne trenta, per essere sul mio;--rispose il
+Dutolet.--Ne ho fatti trenta: accettiamo l'assegnazione del destino.
+Ancora una volta io vi domanderò: non possiamo dimenticare le nostre
+parole di ieri?
+
+--No,--disse il signor di Vaussana,--vi ringrazio.--
+
+E cavò dalla busta le sue pistole.
+
+--Sono di misura eguale alle mie;--notò il Dutolet.--Tenga ognuno le
+sue.--
+
+Così dicendo, prese posizione di combattimento. Il signor di Vaussana lo
+imitò.
+
+--A voi;--diss'egli.
+
+--A voi;--rispose quell'altro.
+
+--Capisco;--disse allora Maurizio.--Si gareggia di cortesia. Spariamo al
+comando, vi pare? Conteremo uno, due, all'unisono; al tre faremo fuoco.
+
+--Sia pure;--rispose l'ufficiale.
+
+L'uno e l'altro presero a contare; al tre due lampi s'incrociarono, e si
+udirono simultaneamente due colpi.
+
+Rimasto illeso, Maurizio guardò trasognato il suo avversario. Voleva
+parlare, ma quell'altro lo precorse.
+
+--Altro è tirar sul bersaglio, altro sull'uomo;--diss'egli.
+
+--Puntando, sicuramente;--rispose Maurizio.--Ma voi tirate senza
+puntare, e l'errore non è più possibile.
+
+--Chi ve lo dice, signor di Vaussana?
+
+--Ricominciamo, allora.
+
+--No.
+
+--No, voi dite? perchè? Comandante Dutolet, voi mi mancate di parola.--
+
+Il comandante Dutolet s'inalberò a quella osservazione, che voleva
+essere ingiuriosa. Ma poi crollò il capo, e rispose molto
+tranquillamente:
+
+--V'ingannate. Io non vi avevo promesso nulla. Mi avevate chiesto se
+avessi sempre il mio colpo infallibile: vi ho risposto di sì. Ne
+dubitate? Ecco là il vostro cappello sull'erba, un po' indietro a voi;
+trentadue, forse trentatrè passi; guardate.--
+
+Così parlando, assai lentamente, aveva levata dalla busta la seconda
+pistola. Senza puntare, non facendo altro che alzare il braccio in
+linea, colpì il cappello di Maurizio, che ruzzolò al colpo due passi più
+in là.
+
+--Vedete, signor conte?--ripigliò allora il comandante Dutolet.--Quel
+che prometto mantengo. Se ieri mi aveste fatto giurare di uccidervi,
+credete pure che non vi avrei mancato di parola. A me lo avevo promesso,
+invece, a me solo. Che volete! un'idea; ed era ben salda nell'animo mio,
+ieri mattina. Ma a me posso mancar di parola, sicuro del fatto mio. Ed
+ho cambiato opinione.
+
+--Voi siete crudele,--disse Maurizio,--ed io ho meritato lo scherno. Ma
+qui ce ne ancor una delle mie;--soggiunse, chinandosi alla busta,--ed è
+carica.
+
+--Fermate!--gridò il Dutolet, avvicinandosi rapidamente.--Ho ancora
+qualche cosa da dirvi. Signor di Vaussana, credete in Dio?
+
+--Sì;--rispose Maurizio.
+
+--E allora, perchè suicida? Aggiungete che non me lo son meritato neppur
+io, questo infame spettacolo, dopo essermi esposto abbastanza
+cortesemente al vostro fuoco. Ho pensato, ieri, ho pensato a lungo, e
+l'ira mi è morta nell'anima. Voi pure, a vostra volta, pensate. C'è
+stato un fallo, signor di Vaussana; un fallo che ha già cagionato due
+morti; quel fallo, chi lo ha commesso? V'intendo; voi volevate punirlo
+ora; avete il coraggio di far ciò. Ma non è il coraggio del valoroso,
+quello a cui vi appigliate; e la pena, del resto, non avrebbe adeguato
+il delitto. Non sapete voi d'una pena più grave, che è il vivere? Sì, il
+vivere, lasciatemi finire il mio pensiero; il vivere vergognando, il
+vivere soffrendo; il vivere tormentandosi, uccidendosi giorno per
+giorno. È questo il suicidio sublime a cui vi condanno, nel nome di quel
+vecchio onorato che dorme la sua gran notte oramai;--proseguì il
+comandante Dutolet, alzando la voce dal tono grave al solenne.--Laggiù,
+oltre quelle vette, a quattro leghe da Grenoble, dove io son nato, tra
+montagne di difficile accesso, segregati dal mondo, in dura disciplina,
+accanto ad uomini che non avendo fatto il male si son pure rinchiusi per
+evitarlo, muoiono così di giorno in giorno molti infelici che hanno
+fallito, che hanno fatto soffrire, che portano il peso dei loro
+trascorsi. Meditando, tacendo, scavando con le loro mani la fossa che li
+deve accogliere, aspri cavalieri del dolore, pregano per coloro che
+hanno offesi; tristi e rassegnati, sospesi tra cielo e terra, attendono,
+invocano, espiano.--
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+ DEDICA Pag. IX
+
+ I. Addio, bel mare! 1
+
+ II. Alla terra dei padri 16
+
+ III. Cortesie di buon vicinato 34
+
+ IV. La disputa filosofica 53
+
+ V. Si viene alle grosse 67
+
+ VI. Sulla montagna 84
+
+ VII. L'idillio del Martinetto 100
+
+ VIII. Celeste oblìo 117
+
+ IX. Sull'orlo dell'abisso 128
+
+ X. Il trattato di pace 142
+
+ XI. Rifugio spirituale 155
+
+ XII. Dal dubbio alla fede 166
+
+ XIII. L'impresa ecclesiastica 188
+
+ XIV. Da Ceppo a Carnevale 201
+
+ XV. Padre Anselmo da Carsoli 213
+
+ XVI. Cuori infermi 237
+
+ XVII. L'apparizione 255
+
+ XVIII. Povera bella! 274
+
+ XIX. Rovine! 289
+
+ XX. Tra Cielo e Terra 300
+
+
+
+
+Romanzi Italiani
+
+EDIZIONI TREVES
+
+
+ Adolfo =Albertazzi=.
+
+ Ora e sempre 1 --
+
+ Novelle umoristiche 1 --
+
+ In faccia al destino 3 50
+
+
+ Riccardo =Alt=.
+
+ Uccidere o morire 1 --
+
+
+ Diego =Angeli=.
+
+ L'orda d'oro 3 50
+
+
+ Luigi =Archinti=.
+
+ Il lascito del Comunardo 1 --
+
+
+ Massimo d'=Azeglio=.
+
+ Nicolò de' Lapi. (2 vol.) 2 --
+
+ Ettore Fieramosca 1 --
+
+
+ A. G. =Barrili=.
+
+ Capitan Dodèro 1 --
+
+ Santa Cecilia 1 --
+
+ Il libro nero 2 --
+
+ I Rossi e i Neri 2 --
+
+ Le Confessioni di Fra Gualberto 1 --
+
+ Val d'Olivi 1 --
+
+ Semiramide 1 --
+
+ Notte nel commendatore 4 --
+
+ Castel Gavone 1 --
+
+ Come un sogno 1 --
+
+ Cuor di ferro e Cuor d'oro.
+ (2 volumi) 2 --
+
+ Tizio Caio Sempronio 3 50
+
+ L'Olmo e l'Edera 1 --
+
+ Diana degli Embriaci 3 --
+
+ La conquista d'Alessandro 4 --
+
+ Il tesoro di Golconda 1 --
+
+ Il merlo bianco 3 50
+
+ La donna di Picche 1 --
+
+ L'XI comandamento 1 --
+
+ Il ritratto del diavolo 1 --
+
+ Il Biancospino 1 --
+
+ L'anello di Salomone 3 50
+
+ O tutto o nulla 3 50
+
+ Amori alla macchia 3 50
+
+ Monsù Tomè 3 50
+
+ Fior di Mughetto 3 50
+
+ Dalla rupe 3 50
+
+ Il conte Rosso 3 50
+
+ Lettore della Principessa 4 --
+
+ Casa Polidori 4 --
+
+ La Montanara (2 vol.) 2 --
+
+ Uomini e bestie 1 --
+
+ Arrigo il Savio 1 --
+
+ La spada di fuoco 4 --
+
+ Il giudizio di Dio 4 --
+
+ Il Dantino 1 --
+
+ La signora Àutari 1 --
+
+ La sirena 1 --
+
+ Scudi e corone 4 --
+
+ Amori antichi 4 --
+
+ Rosa di Gerico 1 --
+
+ La bella Graziana 3 50
+
+ Le due Beatrici 1 --
+
+ Terra vergine 1 --
+
+ I figli del cielo 1 --
+
+ La castellana 3 50
+
+ Fior d'oro 1 --
+
+ Il prato maledetto 3 50
+
+ Galatea 1 --
+
+ Il diamante nero 1 --
+
+ Raggio di Dio 1 --
+
+ Il ponte del Paradiso 3 50
+
+ Tra cielo e terra 3 50
+
+
+ Ambrogio =Bazzero=.
+
+ Storia di un'anima 4 --
+
+
+ Antonio =Beltramelli=.
+
+ Anna Perenna 3 50
+
+ I primogeniti 3 50
+
+ Il cantico 3 50
+
+
+ Silvio =Benco=.
+
+ La fiamma fredda 1 --
+
+ Il castello dei desideri 3 50
+
+
+ Leo =Benvenuti=.
+
+ Racconti romantici 1 --
+
+ Serenada, racconto sardo 1 --
+
+
+ Vittorio =Bersezio=.
+
+ La carità del prossimo 1 --
+
+ Povera Giovanna! 1 --
+
+ Il debito paterno 1 --
+
+ Aristocrazia. (2 volumi) 2 --
+
+
+ P. =Bettòli=.
+
+ Il processo Duranti 1 --
+
+ Giacomo Locampo 1 --
+
+ Carmelita 1 --
+
+ La nipote di don Gregorio 1 --
+
+
+ Alberto =Boccardi=.
+
+ Cecilia Ferriani 3 50
+
+ Ebbrezza mortale! 1 --
+
+ Il peccato di Loreta 1 --
+
+ L'irredenta 1 --
+
+
+ Camillo =Boito=.
+
+ Storielle vane 1 --
+
+ Senso 1 --
+
+
+ Virgilio =Brocchi=.
+
+ Le aquile 3 50
+
+
+ E. A. =Butti=.
+
+ L'Incantesimo 4 --
+
+ L'Automa 1 --
+
+
+ Antonio =Caccianiga=.
+
+ Il bacio della contessa Savina 1 --
+
+ Villa Ortensia 1 --
+
+ Il Roccolo di Sant'Alipio 1 --
+
+ Sotto i ligustri 3 50
+
+ Il Convento 3 50
+
+ Il dolce far niente 1 --
+
+ La famiglia Bonifazio 1 --
+
+ Brava gente 1 --
+
+
+ Luigi =Capranica=.
+
+ Donna Olimpia Pamfili 1 --
+
+ La congiura di Brescia (2 volumi) 2 --
+
+ Maschere Sante 1 --
+
+ Fra Paolo Sarpi (2 vol.) 2 --
+
+ Papa Sisto (4 volumi) 4 --
+
+ Racconti 2 --
+
+ Contessa di Melzo (2 vol.) 2 --
+
+ Re Manfredi (3 vol.) 3 --
+
+ Maria Dolores 1 --
+
+ Le donne di Nerone 3 50
+
+
+ Luigi =Capuana=.
+
+ Homo 1 --
+
+ Marchese di Roccaverdina 4 --
+
+ Rassegnazione 3 50
+
+
+ =Castelli.=
+
+ Ultime rose d'autunno 1 --
+
+
+ Enrico =Castelnuovo=.
+
+ Nella lotta 4 50
+
+ La contessina 3 --
+
+ Dal 1.º piano alla soffitta 4 50
+
+ Lametta 3 50
+
+ Due convinzioni 4 --
+
+ Filippo Bussini juniore 4 --
+
+ Alla finestra 3 50
+
+ Sorrisi e lagrime 3 50
+
+ L'onor. Paolo Leonforte 1 --
+
+ Natalia ed altri racconti 1 --
+
+ _P.P.C._ Ultime novelle 3 50
+
+
+ Domenico =Ciàmpoli=.
+
+ Diana 4 --
+
+ Il barone di San Giorgio 1 --
+
+
+ Luigia =Codèmo=.
+
+ La rivoluzione in casa 2 --
+
+
+ =Cordelia.=
+
+ Il regno della donna 2 --
+
+ Dopo le nozze 3 --
+
+ Prime battaglie 2 --
+
+ Vita intima 1 --
+
+ Racconti di Natale 3 50
+
+ Casa altrui 1 --
+
+ Alla ventura 4 --
+
+ Catene 1 --
+
+ Per la gloria 3 50
+
+ Forza irresistibile 3 50
+
+ Il mio delitto 1 --
+
+ Per vendetta 1 --
+
+ L'incomprensibile 1 --
+
+ Verso il mistero 3 50
+
+
+ Filippo =Crispolti=.
+
+ Un duello 1 --
+
+
+ Gabriele =D'Annunzio=.
+
+ Il Piacere 5 --
+
+ L'innocente 4 --
+
+ Trionfo della Morte 5 --
+
+ Le Vergini delle Rocce 5 --
+
+ Il Fuoco 5 --
+
+ Le novelle della Pescara 4 --
+
+ Prose scelte 4 --
+
+
+ Ippolito Tito =D'Aste=.
+
+ Ermanzia 1 --
+
+ Mercede 1 --
+
+
+ Edmondo =De Amicis=.
+
+ La vita militare 4 --
+
+ Alle porte d'Italia 3 50
+
+ Il romanzo d'un maestro (2 volumi) 2 --
+
+ Fra scuola e casa 4 --
+
+ La carrozza di tutti 4 --
+
+ Memorie 3 50
+
+ Capo d'anno 4 --
+
+ Nel Regno del Cervino 3 50
+
+ Pagine allegre 4 --
+
+
+ Grazia =Deledda=.
+
+ I giunchi della Vita 3 50
+
+
+ Gian =Della Quercia=.
+
+ Il Risveglio 1 --
+
+ Sul meriggio 4 --
+
+
+ Federico =De Roberto=.
+
+ L'illusione 1 --
+
+ Una pagina della storia dell'Amore 1 --
+
+
+ F. =Di Giorgi=.
+
+ La prima donna 1 --
+
+
+ Cesare =Donati=.
+
+ Flora Marzia 2 --
+
+
+ Paulo =Fambri=.
+
+ Pazzi mezzi e serio fine 2 --
+
+
+ Onorato =Fava=.
+
+ La discesa di Annibale 1 --
+
+
+ Gemma =Ferruggia=.
+
+ Fascino 1 --
+
+
+ Ugo =Fleres=.
+
+ L'anello 1 --
+
+
+ =Gavotti.=
+
+ Nora 3 --
+
+ Viaggio di un distratto 2 --
+
+
+ Piero =Giacosa=.
+
+ Specchi dell'enigma 3 50
+
+
+ O. =Grandi=.
+
+ Macchiette e novelle 1 --
+
+ Destino 1 --
+
+ Silvano 1 --
+
+ La Nube 1 --
+
+
+ Luigi =Gualdo=.
+
+ Decadenza 1 --
+
+ Matrimonio eccentrico 1 --
+
+
+ F. D. =Guerrazzi=.
+
+ L'assedio di Firenze (2 volumi) 2 --
+
+ Il destino 2 --
+
+ Battaglia di Benevento.
+ Veronica Cybo (2 vol.) 2 --
+
+
+ =Jarro.=
+
+ L'assassinio del vicolo della Luna 1 --
+
+ I ladri di cadaveri 1 --
+
+ La figlia dell'aria 1 --
+
+ Apparenze (2 volumi) 2 --
+
+ La polizia del diavolo 1 --
+
+ L'Istrione 1 --
+
+ La vita capricciosa 1 --
+
+ La duchessa di Nala 1 --
+
+ La principessa 1 --
+
+
+ Paolo =Lioy=.
+
+ Chi dura vince 3 --
+
+
+ =Manetty.=
+
+ Il tradimento del Capitano
+ (2 volumi) 1 --
+
+
+ G. =Marcotti=.
+
+ Il conte Lucio 1 --
+
+
+ =Mercedes.=
+
+ Marcello d'Agliano 1 --
+
+
+ Ippolito =Nievo=.
+
+ Le confessioni di un ottuagenario
+ (3 volumi) 3 --
+
+
+ A. S. =Novaro=.
+
+ L'Angelo risvegliato 3 --
+
+
+ Enrico =Panzacchi=.
+
+ I miei racconti 3 --
+
+
+ Alfredo =Panzini=.
+
+ Piccole storie del Mondo grande 1 --
+
+
+ Emma =Perodi=.
+
+ Suor Ludovica 1 --
+
+ Caino e Abele 1 --
+
+
+ =Petruccelli della Gattina.=
+
+ Memorie di Giuda 2 --
+
+ Le notti degli emigrati a Londra 1 --
+
+ Il sorbetto della regina 1 --
+
+ Il re prega 1 --
+
+
+ Luigi =Pirandello=.
+
+ Erma bifronte 3 50
+
+
+ Carlo =Placci=.
+
+ Mondo mondano 1 --
+
+
+ Mario =Pratesi=.
+
+ Le perfidie del caso 1 --
+
+
+ Corrado =Ricci=.
+
+ Un'illustre avventuriera 3 50
+
+ Rinàscita 3 50
+
+
+ Egisto =Roggero=.
+
+ Le ombre del passato 1 --
+
+
+ Gerolamo =Rovetta=.
+
+ Sott'acqua 3 50
+
+ Tiranni minimi 1 --
+
+ I Barbarò o le lagrime del prossimo.
+ (2 volumi) 5 --
+
+ Il primo amante 3 50
+
+ Il processo Montegù 1 --
+
+ Novelle 1 --
+
+
+ Roberto =Sacchetti=.
+
+ Candaule 3 --
+
+ Entusiasmi (2 volumi) 2 --
+
+
+ =Sara.=
+
+ I peccati degli avi 1 50
+
+
+ G. A. =Sartorio=.
+
+ Romæ Carrus Navalis 3 50
+
+
+ Isabella =Scopoli-Biasi=.
+
+ L'erede dei Villamari 1 --
+
+
+ Matilde =Serao=.
+
+ All'erta, Sentinella! 4 --
+
+ Suor Giovanna della Croce 4 --
+
+ La Ballerina 3 50
+
+
+ =Serra-Greci.=
+
+ Adalgisa 1 --
+
+ La fidanzata di Palermo 1 --
+
+
+ =Sfinge.=
+
+ Dopo la vittoria 1 --
+
+
+ I. =Trebla=.
+
+ Volontario d'un anno.--Sottotenente
+ di complemento 3 --
+
+
+ L. A. =Vassallo=.
+
+ La signora Cagliostro 1 --
+
+ Guerra in tempo di bagni 1 --
+
+
+ Giorgio =Velieri=.
+
+ Elegie mondane 3 50
+
+
+ Giovanni =Verga=.
+
+ Eva 2 --
+
+ Novelle 2 50
+
+ Cavalleria rusticana 3 --
+
+ Per le vie 3 50
+
+ Il marito di Elena 1 --
+
+ Eros 2 --
+
+ Tigre reale 1 --
+
+ Mastro-don Gesualdo 5 --
+
+ Ricordi del capit. d'Arce 1 --
+
+ I Malavoglia 3 50
+
+ Don Candeloro e C. 1 --
+
+ Vagabondaggio 3 50
+
+ Dal mio al tuo 3 50
+
+
+ G. =Visconti-Venosta=.
+
+ Il curato d'Orobio 4 --
+
+ Nuovi racconti 3 50
+
+
+ =Zena Remigio.=
+
+ La bocca del lupo 1 --
+
+ L'apostolo 3 50
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+ Anno XXXIV--1907
+
+
+L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA
+
+
+ESCE OGNI DOMENICA
+
+24 pagine in-folio a 3 colonne e copertina
+
+Direttori: Emilio Treves e Ed. Ximenes
+
+ _L'_ILLUSTRAZIONE ITALIANA _è la sola rivista del nostro paese che
+ tenga al corrente della storia del giorno in tutti i suoi molteplici
+ aspetti: la sola_ =dove tutto sia originale ed inedito=, _e tutto
+ porti un'impronta prettamente nazionale. Non v'è fatto
+ contemporaneo, non personaggio illustre, non scoperta importante,
+ non novità letteraria o scientifica od artistica, che non sia
+ registrata in queste pagine colla parola e col penello._
+
+ { _il_ =CORRIERE=, _di_ SPECTATOR,
+ _Ogni settimana_ {
+ { _le note_ =ACCANTO alla VITA=, _del_ CONTE OTTAVIO.
+
+_Ogni mese, un articolo di_
+
+EDMONDO DE AMICIS.
+
+ =Quest'anno si daranno romanzi originali italiani, affatto inediti,
+ e illustrati. La serie comincia con un romanzo di NEERA che desterà
+ grande sensazione.=
+
+_Fuori testo, dei_ =QUADRI A COLORI=.
+
+ I 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine d'anno due
+ magnifici volumi di oltre mille pagine, illustrati da oltre 500
+ incisioni; ogni volume ha la coperta, il frontispizio e l'indice.
+
+ Centesimi =65= il numero.
+ Anno, =L. 32=--Semestre, =L. 16=--Trimestre, =L. 9=
+ (Estero, Franchi =45= l'anno).
+
+ =PREMI=: 1.º Numero di NATALE e CAPO D'ANNO, che quest'anno è molto
+ variato d'argomenti e molto pittoresco ed artistico. Capolavori
+ antichi e quadri moderni =in tricromia=. Nel testo: =De Amicis;
+ Pascoli; A. Panzini=.
+
+ 2.º =CALENDARIO ILLUSTRATO pel 1907= (Al prezzo d'associazione annua
+ aggiungere cent. 60 (per l'estero, 1 fr.), per spese di porto e
+ spedizione di premi).
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+ * * * * *
+
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ --Anno VI--1907--
+
+IL SECOLO XX
+
+RIVISTA POPOLARE ILLUSTRATA
+
+_Esce ogni mese.--Più di 100 pagine.--Più di 150 incisioni_
+
+[Illustrazione]
+
+ Questa rivista, tanto diffusa, per la sua italianità, e la varietà
+ degli articoli, il valore dei collaboratori, e l'abbondanza e la
+ bellezza delle illustrazioni, è, si può dire, lo specchio di questa
+ vita di progresso, che anima il nostro Paese in ogni campo
+ dell'attività umana. Sono stati suoi collaboratori e lo saranno per
+ l'avvenire: _De Amicis_, _d'Annunzio_, _Fogazzaro_, _Marradi_,
+ _Corrado Ricci_, _Ada Negri_, _Grazia Deledda_, _Matilde Serao_,
+ _Cordelia_, _Neera_, _Térésah_, _R. Barbiera_, _G. Bertacchi_, ecc.
+ Tutti i progressi della scienza e della industria sono studiati e
+ spiegati da illustri specialisti in forma popolare e con grande
+ ricchezza di illustrazioni.--I volumi finora pubblicati del _Secolo
+ XX_ formano una vera enciclopedia a cui deve ricorrere chi vuole
+ conoscere la vita del nostro tempo nella sua continua evoluzione.
+ Ciò spiega come essi siano tanto ricercati. In un'annata, che costa
+ 6 lire, è raccolto il materiale di un'ottantina di volumi, che
+ formerebbero da soli una piccola biblioteca.
+
+Associazione annua, L. =6= (Est. Fr. =9=). Il fascicolo, =50= cent.
+
+ =Premi=: 1.º Due volumi della =Biblioteca Amena= a scelta;--2.º
+ =Calendario illustrato pel 1907.= (Per avere i premi, al prezzo
+ d'associazione aggiungere centesimi 60; per l'Estero, Fr. 1).
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+ * * * * *
+
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+La battaglia di Mukden
+
+DI
+
+LUIGI BARZINI
+
+con 52 incisioni da istantanee prese sul luogo dall'autore
+
+ Le lettere del Barzini, dal campo giapponese dirette al _Corriere
+ della Sera_ fecero grande sensazione; ed era generale il desiderio
+ che fossero raccolte. Questo volume, illustrato da istantanee prese
+ sul luogo dallo stesso Barzini, diverrà certo prezioso e popolare.
+
+_Un volume in-8 di 315 pagine_ con 52 incisioni, 15 piante e una grande
+carta a colori:
+
+=SEI LIRE.=
+
+Legato in tela a colori: =Otto Lire=.
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+ * * * * *
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+
+L'ortografia e la punteggiatura originarie sono state mantenute.
+
+Sono stati inoltre corretti i seguenti refusi (la correzione è nella
+riga sotto):
+
+
+ bella cosa!--concluse sorpirando il tenente.--Ma
+ bella cosa!--concluse sospirando il tenente.--Ma
+
+ a quella scappata del fratello Maurizio..
+ a quella scappata del fratello Maurizio.
+
+ della persona; donde una formosità d'altro genere.
+ nella persona; donde una formosità d'altro genere.
+
+ il conte Matignon de la Bordigue aveva rinnovato
+ il conte Matignon de la Bourdigue aveva rinnovato
+
+ atrettanto di sè, Maurizio prese la via del Castèu.
+ altrettanto di sè, Maurizio prese la via del Castèu.
+
+ a Parigi da una gran dama russa, a cui si dodomandava
+ a Parigi da una gran dama russa, a cui si domandava
+
+ quelle che pérdono.
+ quelle che pèrdono.
+
+ lungamenti cercati e intensamente voluti; due
+ lungamente cercati e intensamente voluti; due
+
+ se le manchi il ricettacolo dell'ideale,
+ se le manchi il ricettacolo dell'ideale.
+
+ me la lettura del _Genio del Cristinesimo_,
+ me la lettura del _Genio del Cristianesimo_,
+
+ --Ah!--sclamò il generale, inarcando le ciciglia.--Ci
+ --Ah!--sclamò il generale, inarcando le ciglia.--Ci
+
+ n'eri pesuaso, perchè hai tardato un istante a
+ n'eri persuaso, perchè hai tardato un istante a
+
+ XVII.
+ CAPITOLO XVII.
+
+ quel bravuomo si era ingannato. Come non esserne
+ quel brav'uomo si era ingannato. Come non esserne
+
+ Presi quesi concerti si separarono. Maurizio
+ Presi questi concerti si separarono. Maurizio
+
+ * * * * *
+
+
+
+
+
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+
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+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
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+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
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+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Tra cielo e terra, by Anton Giulio Barrili
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Tra cielo e terra
+
+Author: Anton Giulio Barrili
+
+Release Date: March 20, 2009 [EBook #28374]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRA CIELO E TERRA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Emanuela Piasentini, and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
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+
+<h1 class="intro">TRA CIELO E TERRA.</h1>
+
+<div class="figcenter" style="width: 346px;">
+<img src="images/barrili.jpg" width="346" height="471" alt="Anton Giulio Barrili" title="Anton Giulio Barrili" />
+</div>
+
+
+
+
+<h1>TRA CIELO E TERRA</h1>
+
+
+<p class="center">ROMANZO<br /><br />
+
+<small>DI</small><br /><br />
+
+<span style="font-size: 150%; font-weight: 600;">ANTON GIULIO BARRILI</span><br /><br />
+
+<small>NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA DALL&rsquo;AUTORE</small><br /><br /></p>
+
+
+<div class="figcenter" style="width: 104px; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;">
+<img src="images/logo.jpg" width="104" height="150" alt="logo" title="logo" />
+</div>
+
+<p class="center"><big>MILANO</big><br /><br />
+
+<span class="g"><small>FRATELLI TREVES, EDITORI</small><br /><br />
+
+1907</span></p>
+
+<hr style="width: 3%;" />
+
+<p class="center"><b>Proprietà letteraria.</b>
+</p>
+
+<table summary="Opere" style="border: 1px solid black;">
+<tr>
+<th colspan="2">
+OPERE di A. G. BARRILI.</th></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Capitan Dodèro</i> (1865). 13.ª ediz.</td><td class="right">L. 1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Santa Cecilia</i> (1866). 11.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td><i>Il libro nero</i> (1868). 4.ª ediz.</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td><i>I Rossi e i Neri</i> (1870). 8.ª ediz. (2 vol.)</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td><i>Le confessioni di Fra Gualberto</i> (1875). 13.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td><i>Val d&rsquo;olivi</i> (1873). 18.ª edizione</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td><i>Semiramide</i>, racconto babilonese (1873). 9.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La notte del commendatore</i> (1875). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Castel Gavone</i> (1875). 10.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Come un sogno</i> (1875). 26.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Cuor di ferro e cuor d&rsquo;oro</i> (1877). 18.ª ediz. (2 vol.)</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Tizio Caio Sempronio</i> (1877). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>L&rsquo;olmo e l&rsquo;edera</i> (1877). 20.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Diana degli Embriaci</i> (1877). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La conquista d&rsquo;Alessandro</i> (1879). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il tesoro di Golconda</i> (1879). 12.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il merlo bianco</i> (1879). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;Edizione illustrata (1890). 5.ª ediz.</td><td class="right">5 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La donna di picche</i> (1880). 6.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>L&rsquo;undecimo comandamento</i> (1881). 13.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il ritratto del Diavolo</i> (1882). 4.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il biancospino</i> (1882). 12.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>L&rsquo;anello di Salomone</i> (1883). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>O tutto o nulla</i> (1883). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Fior di Mughetto</i> (1883). 4.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Dalla Rupe</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il conte Rosso</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Amori alla macchia</i> (1884). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Monsù Tomè</i> (1885). 3.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il lettore della principessa</i> (1885). 3.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;Edizione illustrata (1891)</td><td class="right">5 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Victor Hugo</i>, discorso (1885)</td><td class="right">2 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Casa Polidori</i> (1886). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La Montanara</i> (1886). 8.ª ediz.</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;Edizione illustrata (1893)</td><td class="right">5 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Uomini e bestie</i> (1886). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Arrigo il Savio</i> (1886). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La spada di fuoco</i> (1887). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il giudizio di Dio</i> (1887)</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il Dantino</i> (1888). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La signora Àutari</i> (1888). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La Sirena</i> (1889) 5.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Scudi e corone</i> (1890). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Amori antichi</i> (1890). 2.ª ediz.</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Rosa di Gerico</i> (1891). 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La bella Graziana</i> (1892). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;Edizione illustrata (1893)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Le due Beatrici</i> (1892) 5.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Terra Vergine</i> (1892). 5.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>I figli del cielo</i> (1893) 5.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La Castellana</i> (1894). 2.ª ediz.</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Tra Cielo e Terra</i> (1894). Nuova edizione riveduta
+dall&rsquo;autore (1907)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Fior d&rsquo;oro</i> (1895). 4.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il Prato Maledetto</i> (1895)</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Galatea</i> (1896). 7.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Diamante nero</i> (1897) 3.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Raggio di Dio</i> (1899). 4.ª ediz.</td><td class="right">1 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Il Ponte del Paradiso</i> (1904). 2.º migliaio</td><td class="right">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td colspan="2">
+<hr style="width: 20%;" /></td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Lutezia</i> (1878). 2.ª ediz.</td><td class="right">2 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Con Garibaldi, alle porte di Roma</i>, ricordi (1895)</td><td class="right">4 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Sorrisi di gioventù</i> (1898) 2.ª ediz.</td><td class="right">3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Zio Cesare</i>, commedia in cinque atti (1888)</td><td class="right">1 20</td></tr>
+</table>
+
+
+<h3><a name="dedica" id="dedica"></a>A FRANCESCO BERLINGIERI</h3>
+
+<hr style="width: 10%" />
+
+<p>Venendo a Te, per dedicarti il mio libro, penso
+ad una tua bella fantasia giovanile, «Un
+frate che minia la <span class="g">Divina Commedia</span>»;
+povero frate che tu hai lasciato senza compagni,
+mutando il suo buon codice membranaceo nei
+codici moderni del patrio diritto; povero frate,
+per cui l&rsquo;arte aveva ancora «sorrisi e fascini»,
+ma più assai la giovane natura, parlante a lui
+l&rsquo;onnipossente linguaggio da quelle stesse pagine
+ch&rsquo;egli andava infiorando con le belle immagini
+fantasiose, ridenti d&rsquo;italica primavera
+al genio di Oderisi da Gubbio e di Franco Bolognese.
+Deposti i pennelli, poggiata la faccia
+sulla palma della mano, pensa il povero frate,
+con gli occhi rivolti al poema del profugo Fiorentino
+«a cui temprâr l&rsquo;ingegno&mdash;e l&rsquo;amore
+e lo sdegno». O frate, tu gli hai detto, ammonendolo:</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="ni0">O frate, a lui l&rsquo;esilio<br /></span>
+<span class="i0">E le pugne dell&rsquo;alma:<br /></span>
+<span class="i0">A te l&rsquo;obblìo degli uomini<br /></span>
+<span class="i0">E la cristiana calma.<br /></span>
+<span class="i0">Perchè t&rsquo;alzi a colloquio<br /></span>
+<span class="i0">Col Ghibellin? tu piega<br /></span>
+<span class="i0">La queta fronte, e prega.<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_vi" id="Page_vi">[vi]</a></span></div></div>
+
+<p>Ma sì, tardi consigli, come sono su per giù
+tutti i consigli dell&rsquo;esperienza! Il male è fatto:
+il tuo monaco ha riletto dianzi quel diabolico
+canto V dell&rsquo;<span class="g">Inferno</span>, donde scoppia
+tanta passione umana, e dilaga e straripa. Quei
+due maravigliosi dannati raccontano anche così
+bene!</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="ni0">Per più fiate gli occhi ci sospinse<br /></span>
+<span class="i0">Quella lettura e scolorocci il viso:<br /></span>
+<span class="i0">Ma solo un punto fu quel che ci vinse.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Povero frate! Satana gli ha dato l&rsquo;esca. Che
+ardori nel suo sangue! che visioni nella sua
+cella! I giorni felici si ripresentano alla sua
+mente, con immagini e fragranze di baci; la
+gioventù lo chiama, la terra lo invita; il rimorso
+lo turba, e il cielo dimenticato un istante
+gli ridipinge agli occhi la scena terribile
+dei sicuri castighi. No, non più affetti terreni,
+non ribellioni, non fughe.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="ni0">Dio, mi salva dal dèmone<br /></span>
+<span class="i0">Che tutto mi possiede!<br /></span>
+<span class="i0">Di macere vigilie<br /></span>
+<span class="i0">Rinforzerò la fede.<br /></span>
+<span class="i0">Nè più profane pagine<br /></span>
+<span class="i0">Avran su me l&rsquo;impero!<br /></span>
+<span class="i0">Io minierò il Saltero.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>L&rsquo;uomo antico era ricomparso tra le mortificazioni
+dell&rsquo;asceta; ma l&rsquo;asceta ha riconosciuto
+il tentatore, ha resistito, ha vinto. Così tu, fantasticando
+davanti alle rovine di un vecchio<span class="pagenum"><a name="Page_vii" id="Page_vii">[vii]</a></span>
+convento, che l&rsquo;anima tua ripopolava «di larve
+incappucciate», hai rievocato un momento tipico
+della vita passata, o, per dire più veramente, hai
+intravveduto nella vita passata un lampo della
+coscienza eterna, dell&rsquo;eterno dissidio e del vincolo
+eterno tra la terra ed il cielo.</p>
+
+<p>Ho il mio frate ancor io. Non minia, pur troppo:
+parla il linguaggio aspro e nondimeno attraente
+che molti ascoltano tuttavia, che molti
+ascolteranno ancora dopo di noi, perchè tra forme
+mortali e transitorie reca sempre la nota
+della immortale verità non mai intieramente
+chiarita, della immortale domanda non mai pienamente
+soddisfatta. Egli è voce e coscienza
+d&rsquo;una religione storica, che in mezzo a tante
+cure mondane onde fu troppo infrascata nei
+secoli scorsi ed è ancora afflitta nel nostro, è
+pur bastata a dare un corpo di dottrine morali
+purissime, suggellate dal bel principio in uno
+stupendo esemplare di dolcezza e di grazia, di
+virtù, di mansuetudine, di sacrifizio sublime,
+parlante dalla montagna al popolo di Tiberiade,
+disputante coi dottori della legge nel tempio
+di Gerusalemme, odiato ugualmente da Scribi e
+da Farisei (specie non morta ancora), ugualmente
+franteso da Giudei e da Romani, dagli uni
+e dagli altri condannato nella doppia sentenza
+del sinedrio e del pretorio, epicamente grande
+nel supplizio del Golgota, redivivo e trionfante
+nella fede degli umili come promessa infallibile
+di ricompense celesti, presente in ispirito<span class="pagenum"><a name="Page_viii" id="Page_viii">[viii]</a></span>
+e in verità dovunque si soffre, dovunque si procede,
+dovunque si spera di giungere ad una meta,
+commensale divino degl&rsquo;infelici, rompente con
+paterno amore ai pellegrini di Emaus quel pane
+quotidiano, che a tanti figli d&rsquo;Adamo sèguita
+sempre a mancare. Triste cosa, non è vero? e
+si può bene rimpiangere che i seguaci si siano
+allontanati di tanto dall&rsquo;esemplare maraviglioso;
+riuscendo agli onori del trionfo per collegarsi
+tosto a mutua difesa coi potenti della terra;
+non dando ai miseri altro aiuto fuor che di
+buone parole; sognando per sè l&rsquo;impero del mondo,
+ed ottenendo per via da tutti i monarchi,
+alternamente combattuti e favoriti, uno scampolo
+di territorio per le loro famiglie, nella
+patria divisa, assoggettata e tradita. Ma gli errori
+degli uomini nel corso dei secoli, ed oggi
+le ineluttabili ragioni della difesa civile, non
+ci faranno dimenticare il buon principio essenziale
+di quella religione, che ha pure educato nei
+cuori il sentimento del divino, prendendolo ovunque
+le fu dato rintracciarlo, germe prezioso e
+fecondo, tra la scoria delle superstizioni volgari
+e tra le perle della filosofia antica, tra i
+dubbî della scuola e gli stupori della piazza,
+tra i foschi terrori e le serene speranze di settantaquattro
+generazioni. E chi sa? l&rsquo;istesso mio
+frate, un po&rsquo; incalzato e stretto al muro da chi
+avesse avuto più tempo per ciò, si sarebbe licenziato
+a parlare più liberamente che non solesse
+fare dal pergamo ai fedeli cristiani di San Gior<span class="pagenum"><a name="Page_ix" id="Page_ix">[ix]</a></span>gio.
+Credete in Dio, avrebbe detto, credete in
+un Dio giusto e buono, come causa prima dell&rsquo;universo;
+osservate la legge morale, com&rsquo;ella
+per volontà di lui si è rivelata alle genti: praticato
+il rispetto, l&rsquo;amore, la carità nel mondo,
+e lasciate al tempo la cura del resto. Molte foglie
+cadono ogni autunno dall&rsquo;albero; molti rami
+secchi al peso delle nevi invernali, all&rsquo;azione
+dei geli, al soffio della tramontana si spezzano:
+ciò che è vitale, vivrà.</p>
+
+<p>Il mio frate non minia, ti ho detto; nè io
+son riuscito a miniar lui con arte degna del
+tema. L&rsquo;ho tirato giù alla grossa, ma vedendolo
+bene; e penso che questo si debba sentire da
+tutti coloro che lo vedranno apparire a suo tempo,
+nel corso di queste pagine, viva figura di
+combattente, o larva di promessi rimorsi per
+due povere creature condotte dal destino all&rsquo;aspro
+dissidio tra la passione e il dovere, tra
+la natura obbedita e la legge violata. Intorno
+alle quali cose, io credo che il mio pensiero,
+essendo chiarissimo, non si possa frantendere
+nè falsare da uomini di parte, credenti o miscredenti
+che vogliano essere: ma certo non sarà
+male renderlo più evidente colla giunta di poche
+altre considerazioni.</p>
+
+<p>La società moderna, per giudizio di alcuni,
+va bene abbastanza, volgendo apertamente ed
+infallibilmente al meglio, alla liberazione, alla
+certezza, alla luce. Non tanto sfoggio di sostantivi,
+mi raccomando. Spero anch&rsquo;io che volgerà<span class="pagenum"><a name="Page_x" id="Page_x">[x]</a></span>
+al meglio, se per merito di qualche evento prodigioso
+le capiterà di rimettersi in gambe: per
+ora mi sembra che zoppichi; e guai se lo zoppo
+fa a correre; vuol esser tombola, non ti pare?
+La grande rottura, avvenuta da un pezzo, e di
+questi tempi condotta agli estremi, tra la scienza
+e la fede, ha tra parecchi buoni effetti il cattivo
+di lasciar la morale senza guida, senza sostegno,
+in un momento sociale che più avremmo
+bisogno di lei; mentre le moltitudini, felicemente
+sciolte da tanti vincoli molesti, sentono
+più vivo il gusto della libertà e lo estendono
+volentieri a tutti i godimenti dell&rsquo;essere; mentre
+tutti gli accorti, segnatamente i meglio
+provveduti, i meglio collocati nel mare magno
+della vita, dopo aver tremato un pochino di
+certe raffiche minacciose, si rassegnano alla burrasca,
+vogando alla galeotta e ripetendo tra sè
+il motto infame di Luigi XV: «<span class="g">après moi
+le déluge</span>»; mentre lo stesso fondamento della
+società, che è la famiglia, non ha più un medesimo
+pensiero, un medesimo criterio, un medesimo
+istinto, per tutte le persone che la compongono.
+Nel modo di vivere, di sentire, d&rsquo;intendere,
+di curare la conservazione delle tradizioni,
+degli averi, delle virtù private e domestiche,
+principio delle pubbliche e civili, noi non sembriamo
+già più i figli dei nostri padri: gran
+soluzione di continuità, che dovrebbe farci pensare!
+Così la famiglia si disunisce, un po&rsquo; per
+debolezza sua, molto per colpa de&rsquo; suoi capi, che<span class="pagenum"><a name="Page_xi" id="Page_xi">[xi]</a></span>
+non l&rsquo;hanno più per santuario, come gente civile,
+ma per rifugio, come selvaggi primitivi. L&rsquo;uomo
+va per un verso, e la donna per l&rsquo;altro, secondo
+gli umori, i gusti, le vanità; crescano
+i figli come vogliono e possono; e padri e madri
+e figliuoli con molti bisogni, perchè con
+molti appetiti; senza ideali, perchè senz&rsquo;ombra
+d&rsquo;idee.</p>
+
+<p>Restaurare nel civile consorzio il senso morale
+parrà necessario a chi pensa; e necessario
+veder cominciare la restaurazione dai capi, dai
+capi della famiglia, dai capi della società, donde
+l&rsquo;autorità deriva, donde gli esempi si spargono.
+Ma noi non faremo niente senza virtù private,
+senza idealità che le informino, scaldandone la
+buona semente nei cuori. Tanto io credo, «e
+creder credo il vero». Per ritornare al libro che
+ti offro, esso sarà giudicato come vorrà essere;
+anzi diciamo pure, pronosticando, che non sarà
+giudicato affatto. Viviamo in un paese di gente
+savia e prudente, che aspetta di fuori sentenze
+ed oracoli, mode, predizioni del tempo ed almanacchi.
+Mi preme soltanto che il libro sia sentito
+da coloro che lo leggeranno. Da ventimila, dice
+l&rsquo;amico editore, sperando: da venti, dico io,
+già molto ambizioso, se penso ai venticinque
+di cui si contentava il Manzoni: nel fatto, levando
+tutti gli zeri, me ne bastano due.</p>
+
+<p>Eravamo in due all&rsquo;Acqua Novella, te ne rammenti?
+C&rsquo;è là, in un angolo felice della nostra
+Liguria occidentale, il più antico e il più re<span class="pagenum"><a name="Page_xii" id="Page_xii">[xii]</a></span>cente
+mio ricordo campestre. Vidi da bambino
+ed amai quella voltata in discesa dalla balza
+di Bergeggi a Spotorno, con le rovine dell&rsquo;èremo
+di Sant&rsquo;Antonino, piantato nel vivo della
+rupe ferrigna, sotto i ciuffi degli arbusti che
+gli fanno ombra dal ciglio sfaldato del gran
+masso imminente. Era allora il mio sogno d&rsquo;essere
+il padrone dell&rsquo;èremo, di restaurarlo, di farmi
+frate là dentro, frate di un ordine mio, molto
+benedettino per la copia dei libri, molto templario
+per la quantità dei conversi; gaudenti
+essi della vita materiale, gaudente io della felicità
+intellettuale, in quella grata solitudine,
+difesa dai venti freddi, con quel lembo di cielo
+opalino, con quella lista di mare turchino davanti,
+dimenticando tutto l&rsquo;altro dello spazio
+e del tempo, ignorando l&rsquo;ora degli altri, aspettando
+la mia senza troppo curarmene. Veramente,
+l&rsquo;orologio non era lontano; orologio solare,
+sul terrazzo di una casa verdognola, trecento
+passi più in là, nel bel mezzo di un orto;
+con quella sua leggenda: «<span class="g">ultima necat</span>»
+che fu la prima frase latina capitata davanti a&rsquo;
+miei occhi, e che mi dava sempre tanto da pensare,
+tutte le volte che passavo da quelle parti.
+Quando fui in grado da intenderla, amai compirne
+l&rsquo;idea, premettendole un «<span class="g">vulnerant
+omnes</span>». Ma per allora non era il caso di filosofarci
+su; ed io non filosofavo, sentendo
+il desiderio di quella pace, sognandola tutta
+per me.<span class="pagenum"><a name="Page_xiii" id="Page_xiii">[xiii]</a></span></p>
+
+<p>Era un sogno, e finì come finiscono i sogni.
+Ma i bei sogni si ricordano volentieri; ed io
+più volentieri l&rsquo;ho ricordato, tornando or non
+è molto con te alla tua bella Spotorno, bianca
+lucente sulla spiaggia lunga, tra la voltata di
+Bergeggi e il monte Orsini, aspra guardia di
+Noli. Ad un certo punto, e di comune accordo,
+abbiamo fatta fermar la carrozza; io per contemplare
+il mio èremo, tu per farmi bere un
+sorso della fontana lì presso, l&rsquo;Acqua Novella,
+zampillante da una gran vasca quadrata, sul
+margine della strada maestra. O acqua ben nomata,
+veramente fresca, ristoratrice e pura, come
+tutte le cose novelle! Io non sogno più solamente
+il mio vecchio èremo e la mia vecchia
+meridiana; sogno ancora l&rsquo;Acqua Novella e quel
+buon tratto di strada quieta, che abbiamo fatta
+a piedi con tanta allegrezza, mentre i cavalli
+ci seguitavano al passo. E penso ancora, nel mio
+sogno, che l&rsquo;uomo più felice della terra debba
+essere un certo guardiano di strada ferrata,
+che ha il suo casotto in quelle vicinanze, col
+suo orticello, i suoi fagiuoli e il suo gran fico
+brogiotto, accanto allo sbocco della galleria di
+Bergeggi. Poveraccio! e forse egli sogna a sua
+volta un trasloco, una promozione, che lo sbalzi
+guardia eccentrica o guardia di sala in qualche
+stazione importante, donde gli sia facile
+di mandare a scuola le quattro o cinque creaturine
+che senza fatica, quasi senza un pensiero al
+mondo, gli sono rampollate là dentro.<span class="pagenum"><a name="Page_xiv" id="Page_xiv">[xiv]</a></span></p>
+
+<p>Son tutti così, i miei bravi cantonieri di strada
+ferrata. Ricordo ancora quello di Varigotti,
+conosciuto tanti anni fa. Aveva anche lui una
+bella fontana daccanto, anzi una vera cascata
+d&rsquo;acqua, che piombava dalla balza rossastra, sotto
+la chiesuola abbandonata di San Lorenzo;
+aveva un orticello, con pèschi, fichi e fagiuoli,
+ch&rsquo;erano una maraviglia a vederli; aveva il gran
+mare turchino davanti, e tutt&rsquo;intorno, da ogni
+piega del terreno, da ogni borro, da ogni fenditura
+della rupe, occhieggiavano a lui tra lucide
+foglie di smeraldo i bei limoni dal color dell&rsquo;oro.
+Per esser felice, non gli mancava neanche
+una moglie, giovanissima, bella e savia, amante
+del lavoro e di lui. Ma quello ci aveva il
+mal del paese; voleva lasciare quel sorriso di
+cielo e di mare, quel profumo, quel tepore, quella
+gloria, per ritornarsene al suo nido natale, o
+non troppo discosto, tra Bussoleno e Modane,
+sotto le Alpi nevose, a sentir cantare gli aquiloni
+e scrosciar le valanghe. Barattava male,
+e non fu difficile contentarlo. Sarà felice, ora?
+Ah, penso che Gabriello Chiabrera fu ben ispirato,
+il giorno che sul portone della sua casa
+fece scolpir l&rsquo;oraziano: «<span class="g">Nihil est ab omni
+parte beatum</span>».</p>
+
+<p>Ma se una felicità compiuta non si ritrova in
+nessun luogo, neanche là dove io l&rsquo;avevo sognata,
+bene mi sarà lecito di desiderare che la
+vita sia più ricca d&rsquo;ideale, e che un&rsquo;acqua novella,
+se pure non ci si debba vivere accanto<span class="pagenum"><a name="Page_xv" id="Page_xv">[xv]</a></span>
+con oraziana serenità, rinfreschi e purifichi le
+nuove generazioni; che il sentimento del divino,
+ingenito nella coscienza umana, si accordi un
+giorno colla critica non più arrogante di facili
+dispregi, colla scienza non più infatuata di sollecite
+deduzioni, e venga in buon punto a rinvigorire
+di nuovi succhi la povera morale intristita.
+Questo è il mio sogno dell&rsquo;età matura,
+e credo che questo sia pure il tuo. Tu hai, a
+buon conto, una famiglia nata di te; vuoi che
+abbia i tuoi stessi ideali, riflettendo alcun che
+di quelli che tu stesso derivi dai tuoi vecchi;
+ai quali con animo reverente mando un augurio
+e un saluto filiale ancor io.</p>
+
+<p>Comunque esso sia riuscito per l&rsquo;arte, il mio
+libro è morale. Non già come un trattato; credo
+anzi che ci corra molt&rsquo;acqua, e tutt&rsquo;altro che
+novella, di mezzo. Ma esso è morale, nondimeno,
+come può essere tale un romanzo; cioè a dire
+una rappresentazione della vita reale, aspersa
+d&rsquo;una certa idealità, che è poi la nota personale
+fatalmente recata dall&rsquo;artista nella cosa
+veduta, nella cosa sentita ed espressa.</p>
+
+<p>Ritorneremo col bel tempo all&rsquo;Acqua Novella
+e al vecchio èremo diroccato. Tu ama intanto
+il tuo</p>
+
+<p>
+<span class="smcap" style="padding-left: 50%;">Anton Giulio Barrili</span>.<br />
+<span class="pagenum"><a name="Page_xvi" id="Page_xvi">[xvi]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h1 class="intro"><a name="TRA_CIELO_E_TERRA" id="TRA_CIELO_E_TERRA"></a>TRA CIELO E TERRA</h1>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_Primo" id="Capitolo_Primo"></a><span class="chap">Capitolo Primo.</span>
+<br />
+<br />
+Addio, bel mare!</h2>
+
+
+<p>Gli avevano fatta un&rsquo;ingiustizia, saltandolo
+nelle promozioni; perciò, a mala pena sbarcato,
+aveva mandata la sua dimissione al ministro.
+Per la via gerarchica, s&rsquo;intende; e il capo del
+suo dipartimento marittimo, alla Spezia, si era
+degnato di esortarlo a pensarci su, almeno un
+paio di giorni. Per non fargli dispiacere col
+mostrarsi sconoscente alla cortesia del superiore,
+aveva accettato il consiglio; ma, quarantott&rsquo;ore
+dopo, si era ripresentato al suo illustre
+capo, pregandolo di dar corso alla lettera.</p>
+
+<p>Tra gli uguali, qualche amico sincero aveva
+tentato dissuaderlo, arrischiandosi a dirgli che
+commetteva un errore; ma egli non aveva voluto
+convenirne. Altri gli dicevano: «Fai bene;
+è stata un&rsquo;ingiustizia; le ingiustizie non si sopportano».
+Ed egli rispondeva con un vivo cenno
+di assenso, quasi di ringraziamento, come uno<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>
+che si senta compreso, congedandosi con una poderosa
+stretta di mano da tutti quei vecchi compagni,
+ai quali lasciava un gradino vuoto su
+quella scala di Giacobbe che conduce al paradiso
+del viceammiragliato.</p>
+
+<p>Era sicuro del fatto suo; la risoluzione gli
+pareva buona, per il caso presente e per i casi
+futuri. Infatti, che cosa sperare da quel ministro,
+che era stato suo comandante in una
+memorabile crociera e che aveva mostrato in
+parecchie occasioni di non poterlo soffrire? Effetto
+di una ruggine antica, per una manovra
+fatta da lui, di suo capo, che il comandante non
+aveva ordinata, che anzi aveva biasimata. Un po&rsquo;
+troppo presto, per altro: lo scandaglio, la mattina
+dopo, aveva dimostrato a tutti che seguendo
+ciecamente gli ordini del comandante si sarebbe
+rimasti incagliati. Quattro palmi di sàgola
+avevano dato ragione all&rsquo;inferiore; e il superiore
+se l&rsquo;era legata al dito, quantunque l&rsquo;inferiore
+si fosse studiato con ogni maggior cura di non
+lasciar trasparire il sentimento della propria
+superiorità. Una promozione, dopo quel giorno
+malaugurato, era venuta per tutt&rsquo;e due, l&rsquo;uno
+giungendo al grado di tenente di vascello, l&rsquo;altro
+al grado di contrammiraglio. Due anni ancora,
+e il contrammiraglio diventava ministro.
+Il ministro si era slegato finalmente il dito, saltando
+nelle prime promozioni il tenente di vascello.</p>
+
+<p>Lagnarsi? È presto detto. In che modo? Aspet<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span>tare
+che cascasse il ministro; sì, fra due o tre
+anni, e intanto divorarsi l&rsquo;affronto. No, niente
+aspettare; perciò aveva mandata la sua dimissione.
+Cosa amaramente spiacevole per lui,
+quanto edificante per tutti, la sua dimissione
+era stata accettata a volo. Brutto momento, vedersi
+così di punto in bianco fuori dell&rsquo;uscio!
+Ma c&rsquo;è «la buona compagnia che l&rsquo;uom francheggia»;
+e questa, nei brutti momenti, consola.</p>
+
+<p>Ahimè, non del tutto. A lui una pena sorda
+restava nel profondo dell&rsquo;essere. Amava il mare;
+il bel mare, così pieno di misteri, così magnifico
+nella collera, così augusto nella calma, che
+pare abbia un&rsquo;anima, e grande, meravigliosamente
+grande, grande almeno sei volte quella
+dell&rsquo;umanità tutta quanta; il buon mare che
+mette in comunione tutte le creature viventi, assai
+più ed assai meglio che non facciano tante
+strade ferrate e tanti telegrafi. In questi dotti
+congegni c&rsquo;è sempre l&rsquo;arte di un mondo piccino,
+piccino come tutte le trovate degli uomini; c&rsquo;è
+sempre l&rsquo;idea di sentirsi passare in una cruna
+d&rsquo;ago, assottigliati, stiacciati, tanagliati dagli
+attriti continui del passo. E poi, che cosa sono
+le invenzioni dell&rsquo;uomo, ristrette ad un solo ufficio,
+ordinate ad una sola utilità, in confronto
+di quella superficie azzurra, pianura liquida e
+senza solco, che palpita e porta, mobile, gloriosa
+e superba, che dà moto e gioia a tanti organismi
+animati, colore agli occhi, calore agli
+spiriti, essendo ad un tempo la via e la vita?<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span></p>
+
+<p>Tutto è nuovo su quella via, l&rsquo;abbiate pure
+cento volte percorsa; ve la fanno parer sempre
+nuova i mille diversi aspetti delle cose, nella
+vastità sconfinata degli orizzonti, nella infinita
+varietà delle tinte, mezze tinte e sfumature, dell&rsquo;aria
+e dell&rsquo;acqua. Il punto a cui volgete la prora
+è di giorno una striscia di azzurro, di grigio,
+di roseo, sull&rsquo;ultimo lembo del mare, una striscia
+tenue che non vi offre il colore stridente nè
+i contorni aspri del vero; nella notte, poi, è un
+punto di fuoco, che getta sulle acque un raggio
+luminoso; più spesso, e di giorno e di notte, è
+l&rsquo;invisibile, il nulla, ma con la sublime certezza
+di vedere, di trovar qualche cosa, al momento
+prefisso, sulla via che vi dimostrano le stelle,
+che vi traccia infallibilmente un computo aritmetico.
+E intanto il lontano fa pensare; l&rsquo;occhio
+intravvede l&rsquo;infinito; l&rsquo;anima sente Dio; nè ci
+sono professori di calcolo per rimpicciolirvi quello
+con la figura di un otto coricato, nè filosofi
+del malanno per dirvi che questo è un sogno,
+una idiosincrasia naturale, una concrezione storica
+del vostro pensiero.</p>
+
+<p>Con che ansia, adolescente allievo del collegio
+di marina, aveva aspettato il giorno del suo
+primo imbarco! Con che passione aveva fatto il
+suo primo viaggio, quindici anni addietro! Lo
+aveva sentito cantare e sospirare, fremere, urlare
+e ruggire, quel mostro immane dai grandi occhi
+verdi e dal dorso di spume! E lo aveva ammirato
+nella molteplicità degli aspetti, soavi e terribili,<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+graziosi e feroci, sempre nuovi e stupendi; lo
+aveva amato nella salubre vivezza delle fragranze,
+nella dolce giocondità dei ritmici cullamenti.
+E dopo tante ammirazioni, dopo tanti amori, lo
+aveva lasciato! Ma sì, che volete? gli avevano
+fatta un&rsquo;ingiustizia. Le ingiustizie non si sopportano,
+o si mostra di averle meritate; nel qual
+caso non sono più ingiustizie, ne convenite? Triste
+cosa, per altro! Aveva sempre sognato una
+guerra, da far le sue prove anche lui, da onorare
+l&rsquo;Italia, questa lunga penisola che pare una gran
+nave imbozzata attraverso il Mediterraneo, e che
+non dovrebbe starci, perdio, come un pontone,
+come una fregata in disarmo. Quella guerra non
+l&rsquo;aveva certamente invocata; il valoroso non invoca
+i pericoli, che non sono solamente per sè,
+ma per tutti; li aspetta, e si prepara ad affrontarli.</p>
+
+<p>Aspettando la guerra, preparandosi a quella,
+il soldato serve la patria. E perchè non l&rsquo;aspettava
+egli ancora, passando sopra ad una cattiveria
+di ministro? Infine, gli uomini passano,
+la patria resta. Verissimo, questo; ma è verissimo
+ugualmente che son tutte parole. La patria
+che resta è sorda, cieca e muta; non vi sente,
+non vi vede, non vi conforta per nulla, non vi
+consola affatto, non vi vendica di quell&rsquo;altra
+che passa, agitandosi intorno a voi, standovi
+sotto, accanto e sopra, che vi giudica senza criterio,
+ammirandovi di fuga quando il caso dà a
+voi di far bene e a lei di non poter fare altrimen<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>ti,
+disprezzandovi quando ne può avere un pretesto,
+deridendovi spesso e volentieri, ne abbia
+o non ne abbia ragione, solo che si presenti
+un appiglio. La patria grande, la vera, dopo
+tutto, si serve con dignità. Levate la dignità al
+soldato, e non gli resta più nulla; c&rsquo;è la morte
+nell&rsquo;anima, e il servire è vergogna.</p>
+
+<p>Per altro, non credeva di dover tanto soffrire,
+obbedendo alla voce della propria coscienza. Fu
+una triste giornata quella in cui gli annunziarono
+che la dimissione del tenente Sospello era
+stata accettata. Ah, non voleva stare neanche un
+giorno alla berlina delle condoglianze. Le sue
+valigie erano fatte, in attesa dell&rsquo;evento. Se ne
+andava subito subito; e lontano, molto lontano
+dal mare, che non voleva vedere mai più. Alla
+terra de&rsquo; suoi padri, alle Alpi, avrebbe chiesto
+il rifugio; possedeva ancora una bicocca, lassù.
+Di vecchi non c&rsquo;era più nessuno, ad aspettarlo:
+restava una sorella maggiore, nobile e santa
+creatura, che tant&rsquo;anni prima avrebbe desiderato
+di chiudersi in un monastero, ma non aveva osato
+farlo, per non lasciar solo del tutto il suo
+vecchio babbo. Morto quello, non aveva potuto
+lasciar solo e vuoto il vecchio palazzo, dove cinque
+generazioni di Sospelli di Vaussana erano
+passate, e dove era naturale che ella restasse
+per custodire il posto alla settima, se mai il
+fratello Maurizio si risolvesse di continuare la
+stirpe.</p>
+
+<p>Buona e cara Albertina! Egli andava a farle<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+compagnia nella triste casa; e qual compagnia!
+Lei, fastidita del mondo anche prima di conoscerlo,
+certamente per qualche intima ragione
+si era appartata a quel modo, rinunziando alle
+gioie della vita; se pure la vita ne ha. Anch&rsquo;egli,
+vecchio scapolo, che aveva sognato d&rsquo;impalmare
+la gloria, offeso un giorno nella sua dignità,
+rinunziava a tutti i sogni di una legittima ambizione,
+per andarsi a rinchiudere nella casa dei
+suoi maggiori, come un povero alcione ferito va
+a posar l&rsquo;ala sanguinolenta sul nido abbandonato.</p>
+
+<p>Maurizio aveva già scritto alla sorella, annunziandole
+la sua dimissione come un proposito
+irrevocabile: ma egli non intendeva già d&rsquo;impoltronire
+nella sua bicocca montanina; non voleva
+finir cacciatore, nè giuocatore beone, come
+tanti gentiluomini campagnuoli. Possedeva una
+ricca libreria; l&rsquo;avrebbe al bisogno accresciuta,
+per dedicarsi ad un&rsquo;opera di polso. Aveva sempre
+vagheggiato il pensiero di scrivere un libro
+delle guerre marittime d&rsquo;Italia, ma condotto
+con una certa larghezza di disegno, da appagar
+tutti i gusti, da rispondere a tutti i bisogni intellettuali,
+ordinato e preciso come una storia,
+vivo e animato come un romanzo, il libro del
+marinaio italiano, il libro che mancava ancora,
+per dare una idea chiara e compiuta delle antiche
+navigazioni e degli antichi commerci, argomenti
+di emulazione e cause di guerra tra
+i popoli; per descrivere i costumi marinareschi,<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+le imprese audaci, le trasformazioni successive
+della strategìa e della tattica navale nel gran
+bacino mediterraneo. Certo, per condurre a termine
+un&rsquo;opera come quella, non gli sarebbero
+bastati i libri che possedeva. Ma il primo anno
+lo avrebbe speso a tracciare il quadro; poi avrebbe
+veduto, si sarebbe destreggiato via via secondo
+il bisogno, cercando altri libri, viaggiando
+per città e biblioteche; ottima occasione per
+isgranchirsi, per non fare la ruggine. Ed era
+ancora una bella vita per un uomo di trentadue
+anni; e aveva tempo davanti a sè per colorire
+degnamente il quadro ideato.</p>
+
+<p>Il suo attendente, congedandosi da lui alla
+stazione di Spezia, gli aveva dato il buon viaggio
+con le lagrime agli occhi.</p>
+
+<p>&mdash;Grazie, Susini, e addio; siamo uomini;&mdash;gli
+rispose Maurizio.&mdash;Scrivimi, se ti occorrerà
+qualche cosa; ed anche quando non ti occorrerà
+nulla; riceverò sempre le tue lettere con
+molto piacere.</p>
+
+<p>&mdash;E lei, signor tenente, non avrà mai bisogno
+di nulla, da un povero marinaio?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, spesso sentirò che mi mancherai, bravo
+Susini. Intanto, ti prego, appena sarà di
+ritorno, mi saluterai il <span class="g">Duilio</span>.&mdash;</p>
+
+<p>Aveva il cuor gonfio, il signor Maurizio, e
+incominciava a tremargli la voce.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, signor tenente!&mdash;mormorò il marinaio,
+singhiozzando.&mdash;È stata una grande ingiustizia.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No, sai? t&rsquo;inganni. Non si fanno ingiustizie,
+in servizio. Ci possono essere degli equivoci,
+dei malintesi; ma ingiustizie no, mai;&mdash;replicò
+il signor Maurizio, che aveva ancora la
+disciplina negli occhi e non voleva finir la carriera
+dando lo scandalo di dir male o di lasciar
+dir male dei superiori.&mdash;Se ti sembro commosso,
+pensa che ne ho qualche ragione. Non si
+abbandona il mare senza uno schianto dell&rsquo;anima.
+Un giorno la sentirai anche tu, Susini mio,
+la nostalgia del mare.</p>
+
+<p>&mdash;Io no, signor tenente, con sua licenza non
+avrò da sentirla. Non si ricorda che sono della
+Maddalena?</p>
+
+<p>&mdash;È vero, sì, e invecchierai vedendolo ogni
+giorno; e quando sarai morto lo sentirai ancora
+da tutte le parti brontolare alla spiaggia; che
+bella cosa!&mdash;concluse <a name="tn9" id="tn9"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'sorpirando'">sospirando</ins> il tenente.&mdash;Ma
+senti, fischia la macchina, e non vuol più
+saperne dei nostri discorsi. Qua la mano, mio
+vecchio, e addio!&mdash;</p>
+
+<p>Il treno si metteva in moto, e il marinaio
+ebbe appena il tempo di baciare la mano che il
+suo tenente gli offriva per l&rsquo;ultima volta.</p>
+
+<p>&mdash;Non lo vuole ammettere;&mdash;borbottò egli,
+allontanandosi dal marciapiede d&rsquo;asfalto, come
+il treno fu scomparso nel buio della notte;&mdash;ma
+tutti lo dicono a una voce: è stata un&rsquo;ingiustizia.
+Per colpa di quei signori laggiù, la marina
+italiana ha perso ancor uno dei suoi manovrieri.
+E buono, poi, buono come il pane di Voltri;<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+gentile come una ragazza di quindici anni, che
+non gli si è sentito mai uscir di bocca una
+mala parola, neanche nelle ore che scapperebbe
+la pazienza ai santi.&mdash;</p>
+
+<p>La notte, senza lume di luna, era buia, e
+l&rsquo;entrare del treno nelle centomila gallerie delle
+Cinque Terre e l&rsquo;uscirne non facevano divario
+alla vista. Maurizio, nondimeno, sentiva il mare
+vicino, lo sentiva alle acute fragranze e al romper
+dei marosi contro le rupi. Lo rivide sull&rsquo;alba,
+il vecchio amico brontolone; lo rivide
+di là dal monte di Portofino, farsi a mano a
+mano più luminoso e più bello, a Recco, a Nervi,
+a Genova, e giù giù per tutta la quieta Riviera
+di Ponente, dove si aprono cinquanta seni azzurreggianti
+tra il verde, e su lembi sottili di candide
+spiagge cinquanta paesi si distendono al
+sole. Quanti porti e rade, e golfi e calanche, di
+cui Maurizio conosceva gli approdi! A Genova
+era vissuto parecchi anni collegiale, e tante volte
+c&rsquo;era tornato ufficiale. Nella rada di Vado,
+ancoraggio sicuro, era andato una volta a rifugio
+colla sua cannoniera, cacciato per due giorni
+da un fortunale di libeccio. Quella costiera della
+Cornice tutta frastagliata da balze ferrigne, coi
+suoi fondi di turchino carico listato di smeraldo
+e sormontato di bianche creste spumose, come
+l&rsquo;aveva in pratica! Ed era sempre là, il suo
+mare, ad ogni uscita di galleria, il suo mare azzurro,
+scintillante, superbo, il buon mare, il bel
+mare, a cui aveva tutto sacrificato per tanti<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+anni, perfino l&rsquo;amore, il grande, il forte, il supremo
+bisogno dei cuori.</p>
+
+<p>Non aveva egli dunque amato mai? Sì, aveva
+amato, ed anche incominciando per tempo; ma
+anche per tempo si era fermato. A quattordici
+anni aveva preso una cotta famosa per una sua
+cuginetta, splendidissima e formosissima bionda.
+Per moglie non sarebbe andata, avendo perfino
+un anno o due più di lui: ma chi bada a
+queste differenze, quando cantano gli anni adolescenti
+nel cuore? Quella stupenda creatura
+egli l&rsquo;aveva veduta da bambino, e avevano giuocato
+insieme a marito e moglie: il «te ne rammenti?»
+era stato proferito con gusto al nuovo
+incontro, quando la cuginetta era venuta coi
+parenti a Genova, per salutar lui collegiale promosso
+agli esami finali e già presso all&rsquo;imbarco
+desiderato. Ah, il bel giuoco di cui si ricordavano
+ridendo, ed anche arrossendo un pochino!
+Ma egli arrossiva anche d&rsquo;un altro pensiero, che
+tanta bellezza fiorente gli aveva fatto nascere
+subitamente nell&rsquo;anima. Perchè non si sarebbe
+ripigliata da senno quella condizione di marito
+e moglie che nove anni prima si era stabilita per
+giuoco? Ed egli già stava mulinando, in quei
+giorni di baldoria per le strade di Genova; studiava
+il modo di girare la frase, per dire alla
+cuginetta: aspettami due o tre anni, quanti i
+nostri parenti stimeranno che bastino, per....
+Ma la frase non gli veniva mai bene, come avrebbe
+voluto. E frattanto, una domenica all&rsquo;Ac<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>quasola,
+dov&rsquo;erano andati a sentir la musica,
+quella splendidissima e formosissima bionda che
+tutti ammiravano, gli aveva detto di schianto:</p>
+
+<p>&mdash;Sapete che non siete punto belli voi altri,
+con la vostra feluca?&mdash;</p>
+
+<p>Il «voi altri» andava agli ufficiali di marina.
+Maurizio non era ancora che un allievo, e
+non portava la feluca; ma l&rsquo;avrebbe portata ben
+presto, nelle circostanze solenni. Perciò s&rsquo;impermalì
+un pochettino, sentendo quella eresia,
+e guardò la cuginetta con aria di persona offesa.</p>
+
+<p>&mdash;Non siete belli, vi dico;&mdash;ribattè quell&rsquo;altra,
+ridendogli ancora sul muso;&mdash;e tu starai
+male, cugino Maurizio. Neanche si capisce,
+quel vostro uniforme; non significa nulla. Perchè
+quella feluca nera, che non si può tenere ben
+salda sulla testa, che vi scivola sempre indietro,
+con uno di quei becchi d&rsquo;anitra, in su, verso
+la luna, e l&rsquo;altro in giù, che vi piove sulle spalle?
+perchè quello spadino al fianco, che par uno
+spiedo da infilzare i ranocchi? perchè quella
+coda di rondine, smilza smilza, che va a cercarvi
+i polpacci? Non si capisce, ti ripeto, quel
+vostro uniforme; non significa nulla.</p>
+
+<p>&mdash;È quello a un dipresso di tutte le marinerie
+europee. Lo ha portato Nelson, signorina.</p>
+
+<p>&mdash;E lasciatelo a Nelson, e vestitevi da cristiani.
+Guarda laggiù, quell&rsquo;ussero di Piacenza.
+Che eleganza di vestiario! che armonia di tinte!
+e che aria marziale!</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì, quello starebbe bene a bordo<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>!&mdash;notò
+Maurizio, allungando le labbra, con aria
+di sublime disprezzo.</p>
+
+<p>&mdash;A bordo, non so;&mdash;ribattè la cugina, senza
+scomporsi.&mdash;Noi siamo in terra; per la
+terra giudichiamo gli uomini.</p>
+
+<p>&mdash;Dagli uniformi;&mdash;conchiuse Maurizio.</p>
+
+<p>Erano rimasti grossi per tutto il tempo della
+passeggiata. Quel giorno si separarono freddi.
+La notte, quando fu solo nel suo letticciuolo
+di collegiale, Maurizio pianse a calde lagrime
+il suo bel sogno svanito; ma con quelle lagrime
+gli si prosciugò la vena delle tenerezze. La cugina
+era una civettuola e una sciocca, vana della
+sua bellezza, felice d&rsquo;esser guardata, e più fatta
+per godere gli omaggi della cavalleria che quelli
+della marineria. Gli ultimi giorni che ella
+passò a Genova non furono niente migliori. Maurizio
+era imbronciato, ed ella stette molto sulla
+sua. Ella partì per Nizza con la famiglia, ed
+egli s&rsquo;imbarcò per il suo primo viaggio. Così
+finiva il romanzetto, a mala pena imbastito,
+così l&rsquo;amor suo a mala pena sbozzato. Del resto,
+quella splendidissima e formosissima bionda,
+egli non aveva più avuto occasione di vederla.
+Quattro anni dopo, essendo egli di stazione a
+Montevideo, gli giungeva notizia che la cugina
+era andata a marito, passando anche a vivere
+in Francia. Buona fortuna, e figli maschi.</p>
+
+<p>Strano ragazzo, quel Maurizio! aveva giurato
+di non lasciarsi più cogliere a certe lustre, ed
+era stato di parola: il primo amore era anche<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+l&rsquo;ultimo. Parliamo del grande amore, s&rsquo;intende,
+di quello che si crede veramente l&rsquo;amore, il forte,
+il solenne, il poema della vita. Episodii, sì,
+ad ogni crociera, ad ogni viaggio sui mari lontani,
+ad ogni fermata nei porti patrii: ma presto
+gliene era venuta la nausea. Tutti giuochi,
+superficialità, scioccherie, quando non erano indegnità;
+e queste e quelle erano poi sempre offese
+alla gran legge dell&rsquo;universo. «L&rsquo;amore è
+un atto religioso» diceva egli volentieri, quando
+ne cadeva il discorso cogli amici; «come
+atto religioso, non va preso a scherzo». Ed egli
+era religioso, come è sempre nel fondo dell&rsquo;anima
+il gentiluomo di mare. Chi vive meno nel
+consorzio degli uomini vive più intimamente
+con sè, e più spesso con Dio; con Dio, il cui
+spirito corre non visto sull&rsquo;acque, cavalca le
+nubi della tempesta, si libra sull&rsquo;arco dell&rsquo;iride,
+si affaccia nella gloria del sole sorgente
+sull&rsquo;oceano, siede nella porpora accesa dal grande
+astro al tramonto.</p>
+
+<p>Grandi cose, sul mare! Ed ora, abbandonato
+il vasto suo campo, sarebbe tornato alle cose
+piccine. Ma sì, così portava la necessità. Lo
+avevano voluto umiliare; aveva preferito spezzarsi.
+Non esagerava egli un poco? Forse; ma
+era fatto così. Obbedire gli piaceva, ma all&rsquo;intelligenza,
+o alla probità che ne tien luogo,
+quando tra chi comanda e chi obbedisce aleggia
+l&rsquo;idea del dovere morale. Altrimenti no; e
+per non dar scandalo brontolando, se ne andava<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+via, spezzando la spada. Uno spiedo, dopo tutto;
+non glielo aveva detto quella formosissima bionda?
+Ed anche buttava la feluca a mare: galleggiasse
+a sua posta, e naufragasse al primo
+scoglio. Lassù, nella quiete della sua bicocca
+solitaria, avrebbe evocate le figure dei grandi
+ammiragli; buon metodo per dimenticare i piccini.<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_II" id="Capitolo_II"></a><span class="chap">Capitolo II.</span>
+<br />
+<br />
+Alla terra dei padri.</h2>
+
+
+<p>Maurizio di Vaussana cessò finalmente di vedersi
+il mare da fianco. Era giunto alla stazione
+di Ventimiglia. Sceso dal treno, prese la
+via dei monti, dopo aver fatte caricare le sue
+valigie in una vettura da nolo. Quanto ai suoi
+bauli, aveva dato lo scontrino del bagaglio ai
+signori Rolandi, buona gente, amici vecchi di
+casa sua, che s&rsquo;incaricarono volentieri di farglieli
+recapitare il giorno seguente a San Giorgio.
+E la vettura si mosse, partì con alto fragore
+di ruote, tintinnìo di sonagliere e scoppiettìo
+di frusta nell&rsquo;aria polverosa, ma soprattutto
+con la gloriosa velocità di tutte le vetture da
+nolo, quando incominciano la corsa.</p>
+
+<p>&mdash;Sentirai la nostalgia del mare anche tu&mdash;aveva
+detto il tenente Maurizio al marinaio
+Susini. Per intanto, non doveva sentirla lui così
+presto. L&rsquo;aria fine dei monti natali carezzava
+le guance del viaggiatore, ancora dorate dai
+soli africani. Quante balze conosciute gli occhieggiavano
+dall&rsquo;alto, lungo la via serpeggian<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>te!
+Le eriche, i pini, i ginepri, i roveri, i lecci,
+tutti conosceva Maurizio, a tutti sorrideva, come
+ad una brigata di vecchi amici, ritrovati dopo
+tanti anni di assenza. Ad una certa voltata ci
+doveva essere una macchia di fràssini, nascosta
+dietro il ciglio d&rsquo;un poggio. I suoi ricordi
+non lo avevano tradito: vide, riconobbe i suoi
+fràssini, non molto cresciuti da quelli di prima,
+sempre eleganti, svelti, pieghevoli, che stendevano
+verso la strada i rami sottili, vestiti di
+foglie tenere, luccicanti al sole pomeridiano. E
+le ginestre del pian del Termine? Il piano, per
+fallire al suo nome, era una eminenza, e finiva
+in un dirupo; ma le ginestre erano sempre là, facendo
+siepe al ciglione, contente del galestro
+in cui avevano messo radice, portando fieramente
+levati i loro pennacchi verdi cupi, in attesa
+di vestirne le vette con tanti bei grappoli
+di quei fiori gialli che ogni anno solevano dare
+(o lasciarsi prendere, che è tutt&rsquo;uno) per l&rsquo;infiorata
+del <span class="g">Corpus domini</span>, nel paesello di
+San Giorgio.</p>
+
+<p>Alla vista di quelle ginestre, uno strano sentimento
+lo prese; un vivo e pungente ricordo,
+un aspro, impaziente desiderio di quelle feste
+lontane, di quelle solenni riconciliazioni con Dio
+che la Chiesa ha seminate accortamente lungo il
+corso dell&rsquo;anno; tutti giorni a cui corrispondono
+fragranze e suoni ed immagini particolari, vapori
+d&rsquo;incenso, frescura di cose tenere e dolci,
+sorrisi di cielo, suoni di zufoli allegri, tagliati<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+nelle cortecce dei rami di castagno, uccellini
+gorgheggianti la canzone del natale divino dalle
+gravi canne di un organo. Come tutti i sensi
+rivivevano in lui di gioconda vita infantile! e
+quanta adolescenza gli veniva incontro da quelle
+gole ospitali!</p>
+
+<p>Sei tu, non è vero? sei qua finalmente? Buon
+figliuolo di salda memoria, vieni alla dimora
+dei padri. La vedi lassù, quella montagna, che
+appare per la sua sommità, dietro a due ordini
+di colline? Ci vorrà ancora un paio d&rsquo;ore,
+prima di giungerci; frattanto si affaccia a noi,
+pare che stia spiando il nostro arrivo, come
+una scolta di fortezza. Era lassù, la ròcca dei
+tuoi antenati; quelli del ramo primogenito,
+estinto oramai, il ramo dei Sospelli di Balma.
+Buon seme di forti castellani, rigidi al dovere e
+così fermi alla consegna! Finirono, come tutto
+finisce; ora dormono col Signore, in fila, l&rsquo;un
+dopo l&rsquo;altro, come guerrieri caduti sul campo,
+al posto loro assegnato. Anche i Sospelli di
+Vaussana rischiano di finire con te. Vieni, giovanotto;
+prendi il tuo posto accanto alla tua
+squadra; mettiti in fila anche tu. Il mare è
+bello, attraente, e perfido; la montagna è severa,
+ma sana e fedele. Questa è la patria, salda,
+immobile, di granito; qui, dove le eriche
+e i rovi non muoiono mai, aggavignati al terreno.
+Si succedono i virgulti, e son sempre gli
+stessi. Senti il profumo agreste della macchia?
+È la stessa virtù che si trasmette di generazione<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+in generazione. Anche di lassù si vede qualche
+volta, il tuo mare: son belle le cose vedute
+dall&rsquo;alto, e da una giusta distanza. La varietà
+dei particolari si perde, e la patria grande,
+tanto più grande quanta più se ne abbraccia col
+pensiero, trascurando la minutezza delle parti, si
+ama anche meglio. Quando c&rsquo;è bisogno di difenderla,
+quando ci chiama alle bandiere la voce
+del re, i gentiluomini calano come falchi dalla
+rupe, seguiti dai loro vassalli.... No, non più
+vassalli, ora: tutti fratelli in Dio e nella patria;
+è più bello così, ci ravvicina meglio al Vangelo.
+E i forti, i buoni, gli intelligenti, salgono
+sempre, dovunque sian nati, facendo stipite
+di nuova grandezza. Chi era il bisnonno di Carlomagno?
+Pipino d&rsquo;Héristal. Ma chi il bisnonno
+di Pipino? un ignoto guerriero, un servo di palazzo
+dei re Merovingi. Così tutti i degni, i valenti,
+i buoni, posson salire; i fannulloni, i fiacchi,
+i cattivi, discendere. La montagna resta,
+produce i suoi virgulti, i suoi fiori, i suoi frutti.
+Tu, povera pianta, ritorni alla tua terra natale.
+Più presto che non ci fosse dato sperare, in verità!
+È stata un&rsquo;ingiustizia, tu dici; meglio così.
+Partivi fidente, ritorni disingannato, ma anche
+educato dalla sventura, agguerrito alle pugne
+dell&rsquo;esistenza. Farai il tuo dovere, qui, come
+altrove; servirai alla gran legge di Dio, che è
+progresso infinito, dovunque si vada, di dovunque
+si muova.</p>
+
+<p>Il paesello di San Giorgio incominciava ad<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+apparire. Peccato che fosse già tardi! Le ombre
+della sera cadono troppo rapidamente, nelle
+gole delle Alpi. Ma nella scarsa luce del crepuscolo,
+i ceppi delle case biancheggiavano ancora
+abbastanza: poi, quando la vettura fu all&rsquo;entrata
+del borgo, incominciavano ad accendersi i lampioni.
+Un po&rsquo; radi, secondo l&rsquo;uso dei piccoli paesi
+e la poca «elasticità» dei bilanci comunali; ma
+supplivano qua e là i lanternini appesi a qualche
+tabernacolo di santo, negli angoli delle vie.
+A quella scarsa luce Maurizio vide i ciottoli
+enormi onde era lastricata la strada maggiore;
+sempre quelli, con le loro gibbosità, coi loro
+alti e bassi continui, sempre quelli, eternamente
+rugosi e rossastri nella corteccia inattaccabile
+della quarzite, che s&rsquo;è arrotondata così, colorata
+così, nella mota millenaria del periodo glaciale.
+Poveri cavalli, costretti a lavorare di zampe
+ferrate in quel letto di torrente!</p>
+
+<p>Ma ecco, finalmente, un po&rsquo; di strada da cristiani;
+ecco il battuto della piazza maggiore;
+ecco la chiesa, la parrocchiale di San Giorgio;
+e più su, in capo ad una piazza, che scende larga
+in pendìo, la mèta del suo viaggio, il suo
+palazzo, il «Castèu». Meritava il nome con cui
+era stata battezzata, e sotto cui era comunemente
+riconosciuta, la vecchia casa dei Sospelli
+di Vaussana; castello del Trecento, o giù di lì,
+con la sua torre da un lato, con le sue logge alte
+al secondo piano, fors&rsquo;anche coi merli e le caditoie;
+restaurato quindi a palazzo signorile, nel<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+corso del Secento, gran colpevole un po&rsquo; da
+per tutto di simili trasformazioni architettoniche.
+E veramente allora erano state chiuse le
+grandi finestre a sesto acuto, per ricavarne di
+più piccole, a stipiti quadrati, nel mezzo; ma
+ancora da certe screpolature s&rsquo;indovinava l&rsquo;alzata
+dell&rsquo;arco primitivo, e da qualche sfaldatura
+dell&rsquo;intonaco ne trasparivano le elegantissime
+linee di cotto. Un nuovo restauro, dei principii
+del secolo presente, aveva aggiunte le persiane;
+ed erano queste, per l&rsquo;appunto, che avevano
+persuaso il padre di Maurizio di non appagare
+un desiderio della moglie, a cui sarebbe
+piaciuto di veder ritornate alla luce e alla gloria
+antica le ogive del Trecento.</p>
+
+<p>&mdash;Cara mia,&mdash;le aveva detto il buon conte
+di Vaussana,&mdash;per contentare il tuo gusto medievale
+bisognerebbe rinunziare a questa benedetta
+invenzione delle persiane. Levate queste,
+ed anche ingrandite le finestre, immagina tu
+come si starebbe freschi. Che idea, quella dei
+nostri antenati, di voler morire dal freddo! È
+vero,&mdash;soggiungeva il degno gentiluomo, temperando
+l&rsquo;asprezza del suo troppo moderno giudizio,&mdash;che
+gli antichi lo sentivano meno, il
+freddo; ed è forse per questo che durarono
+tanto.&mdash;</p>
+
+<p>Giaume, il vecchio castaldo dei Vaussana,
+aspettava Maurizio ai piedi dell&rsquo;erta, e fu il primo
+a dargli il bentornato. La sorella Albertina
+lo accolse a braccia aperte, sulla soglia del por<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>tone;
+benedetto portone, sormontato dallo scudo
+dei Sospelli, di rosso, al libro aperto d&rsquo;argento,
+caricato d&rsquo;una spada in palo, del medesimo, col
+motto «<span class="g">tout droict Sospel</span>», continuo tema
+di pazze congetture agli eruditi mandamentali.</p>
+
+<p>La contessa Albertina aveva fatto preparare
+per suo fratello l&rsquo;appartamento dei vecchi al
+primo piano. Non era egli oramai il signore del
+castello? Ma il nuovo arrivato, in omaggio ai
+ricordi, amò meglio di ritornare nel quartierino
+della torre, in quelle due camerette che aveva
+ancora occupate la notte prima di andare a
+Genova, per entrare nel collegio di Marina. Si
+sentì giovane, anzi ragazzo, là dentro; e la mattina
+seguente, aprendo gli occhi e rivedendo il
+suo nido alla luce dell&rsquo;aurora, gli parve di non
+essersi mosso mai da quel luogo. Tutte le cose
+intorno a lui sorridevano, con quell&rsquo;aria domestica
+che è data ai mobili di casa dalla loro
+istessa vecchiaia. Maurizio stette un&rsquo;ora buona
+a guardar tutto attentamente, incominciando
+dal suo letto di legno dipinto di celeste a fiorami;
+passando poi allo specchio dalla cornice
+barocca indorata, con una luce di Venezia tutta
+sfiorita dagli anni, al canapeino di legno, dipinto
+nello stile del letto, all&rsquo;armadio, al tavolino,
+alla piccola libreria, dov&rsquo;erano ancora i suoi libri
+di scuola.</p>
+
+<p>Poco lontano di là, al secondo piano del palazzo,
+era una libreria ben più ricca, quella del<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+babbo, che era stata anche di due generazioni
+anteriori: libri vecchi, ma in gran numero, quasi
+tutti di storia, e di erudizione. Il fatto suo,
+non vi pare? Ed egli per l&rsquo;appunto aveva contato
+su ciò. Il suo primo pensiero fu di riordinare
+in quindici o venti giorni quella libreria, da
+tanti anni dimenticata; avrebbe veduto frattanto
+che cosa ci fosse di utile per sè, nella
+compilazione dell&rsquo;opera che aveva disegnato di
+scrivere. Voleva seguitare a dormire nella sua
+cameretta di adolescente; l&rsquo;attigua gli sarebbe
+servita come spogliatoio; tutte le altre del secondo
+piano, che venivano in fila, le voleva ridurre
+a stanze da lavoro, coi libri, le carte murali,
+gli atlanti, e tutto l&rsquo;altro che gli bisognasse.</p>
+
+<p>Del resto, si stava molto bene lassù, con una
+vista impagabile. Dalla finestra della sua camera
+da letto vedeva anche meglio la montagna
+vicina, col castello della Balma, da cui lo separava
+una boscaglia tutta nera e folta, assai
+pittoresca, ottima per andarci a passeggio nell&rsquo;estate,
+corsa com&rsquo;era da sentieri solitarii e
+tagliata per mezzo da una valletta, con una bella
+cascata, bianca come il latte, rumorosa come il
+mare, quando viene a frangere in una caverna
+a fior d&rsquo;acqua. La chiamavano l&rsquo;Aiga, e qualche
+volta anche la cascata del Martinetto. Egli
+la sentiva per l&rsquo;appunto rumoreggiare, come vent&rsquo;anni
+addietro, quando si addormentava alla
+sua nenia dolcemente monotona.</p>
+
+<p>Albertina approvò tutti i disegni di Maurizio.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+Approvava ogni cosa, felice di riavere il fratello,
+e di ritrovarlo lo stesso di prima, nel modo
+di pensare, di sentire, di essere. Egli, del resto,
+era sempre giovane. Lei, piuttosto, immutata
+nell&rsquo;animo, era tutt&rsquo;altra oramai nell&rsquo;aspetto, invecchiata
+parecchio, sebbene non avesse che un
+anno più di lui. Ma le donne, si sa, invecchiano
+a star sole, più che non facciano gli uomini.
+Ebbene, che importava ciò? Sarebbe stata anche
+meglio una madre, per lui, con la precoce
+autorità delle rughe. Hanno questo spirito di
+sacrifizio, le vecchie zittelle buone. Quanti fili
+d&rsquo;argento nei cappelli neri della contessa Albertina!
+Ma diritta ancora, diritta sempre, come
+la spada in palo, nello scudo dei Sospelli; o
+meglio, diritta come la propria coscienza, e sorridente,
+serena, luminosa come una santa sull&rsquo;altare.</p>
+
+<p>Quella mattina, essendo giorno di festa, fratello
+e sorella uscirono insieme, per andare alla
+chiesa. Maurizio vide per la strada e sulla
+piazza maggiore molti visi maravigliati: ne riconobbe
+parecchi, e con tutti andò subito all&rsquo;abbordaggio.
+Non era mai stato superbo, e non
+faceva consistere la nobiltà nella mutria. Erano
+compagni di scuola, rimasti nel borgo, quasi
+tutti della classe media, tra povera ed agiata:
+a vicenda agricoltori, industriali e meccanici,
+come spesso occorre nei paesi di montagna; piccoli
+intelletti, nei quali la istruzione primaria
+e la secondaria non avevano fatto miracoli, ma<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+nei quali la educazione sana e la vita ristretta
+agli esempi domestici avevano conservato ottimi
+i cuori. Restavano naturalmente un po&rsquo; timidi;
+ma la timidità rende gli uomini facilmente
+più amabili. Tutti quei vecchi compagni di scuola
+e di giuochi infantili erano tanto più amabili
+con Maurizio, in quanto che niente era intervenuto
+a turbare la cortesia delle relazioni, niente
+ad inasprire gli animi, fosse pure per una settimana,
+o solamente a intiepidire le amicizie,
+come avviene pur troppo nella convivenza di
+tutti i giorni, per gli attriti inevitabili dei piccoli
+interessi offesi, o delle piccolissime questioni
+del comune, della fabbriceria, dell&rsquo;asilo. Furono
+tutti felici di stringer la mano al contino
+(così lo chiamavano ancora, come lo avevano
+chiamato da ragazzo, vivente il signor Vittorio
+suo padre); felicissimi quando seppero che era
+stanco del servizio, che non lo avrebbe ripreso,
+e che sarebbe rimasto a lungo tra loro.</p>
+
+<p>La chiesa parrocchiale era bella, assai più
+bella dentro che fuori: nuove le dorature, ed
+egualmente gli affreschi, frutto di risparmi dell&rsquo;opera,
+di limosine accumulate e di aiuti straordinarii
+di agiate persone. Aveva un bellissimo
+altar maggiore, tutto di marmi incrostati a fiorami
+di vario colore, imitanti un drappo di broccato
+antico. Quello era stato un dono fatto cento
+cinquant&rsquo;anni addietro alla chiesa da un Sospello
+di Balma. In una cappella laterale, dentro
+una gran nicchia protetta dalla sua invetria<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>ta,
+si vedeva una statua di san Giorgio a cavallo,
+in atto di piantar l&rsquo;asta nella gola spalancata
+del drago. Era una statua da portare in processione
+il 24 di aprile, ricorrendo la festa del santo
+onde aveva nome il paese; e quel buon saggio di
+scultura nel legno, del primo ventennio del secolo
+decimono, era dono di un Sospello di Vaussana,
+il nonno di Maurizio. In quella cappella,
+di patronato della famiglia, aveva la sua panca
+la contessa Albertina, che c&rsquo;era infallantemente
+ogni giorno a pregare, un&rsquo;ora nei giorni di lavoro,
+due ore nei giorni di festa, e più, all&rsquo;occorrenza,
+secondo la durata degli uffizi divini.
+Quante preghiere! direte. Ma sì, è ben necessario
+che qualcuno preghi per tutti coloro che ne han
+perso l&rsquo;uso: se poi non è necessario, pensate
+che il pregare della contessa Albertina non ha
+mai fatto male a nessuno.</p>
+
+<p>Sull&rsquo;altar maggiore, di sopra al tabernacolo,
+sorgeva un gran crocifisso di legno. Quel crocifisso
+era la maraviglia del paese. Si diceva,
+tra quei terrazzani, che non ce ne fosse uno più
+bello al mondo, neanche a Roma; e si soggiungeva
+che certi inglesi avessero offerto di pagarlo
+a peso d&rsquo;oro; la solita chiacchiera! Certo, era
+bello; più elegante che vero, aveva sentenziato
+uno scultore verista, che era passato di là. Ci
+si vedeva il modellato dell&rsquo;Apollo del Belvedere,
+col risalto armonico dei muscoli, con la giusta
+gentilezza delle membra, con la soave finezza
+delle articolazioni; solo si notava negli occhi<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+e nella bocca una espressione di dolore, ma
+niente più di quella che occorre negli occhi e
+nella bocca della Niobe di Scopa; non c&rsquo;era insomma
+l&rsquo;accasciamento di un corpo rifinito dallo
+spasimo della morte, nè lo stiracchiamento delle
+braccia, nè la torsione in avanti degli omeri, nè
+la uscita fuori di squadra delle due scapole,
+come sarebbe stato necessario, con tanto traboccare
+di una massa pesante.</p>
+
+<p>Alle quali ragioni dottissime aveva risposto
+un collega della scuola idealista, che nella rappresentazione
+dei tipi consacrati dalla tradizione
+dell&rsquo;arte bisogna dare la parte sua all&rsquo;uso costante,
+all&rsquo;opinione ricevuta, al sentimento universale;
+che soprattutto non è da far vedere un
+Dio morente nella medesima condizione statica
+di un giovane facchino appiccato per due ore al
+giorno come modello nello studio di uno scultore.
+Il vero, sì, ma non tutto il vero; altrimenti,
+perchè non si crocifiggerebbe un uomo al giorno,
+per esporne con utilità di sensazioni estetiche
+la ineffabile angoscia alle turbe? Quello è infatti
+il vero, veramente vero. Ma ancora, in
+quel caso, si vedrebbe che non tutti gli organismi
+umani si diportano ad un modo, nell&rsquo;atteggiamento
+della persona, nell&rsquo;abbandono delle
+membra, nell&rsquo;espressione dell&rsquo;agonia. Così nella
+parrocchiale di San Giorgio le due scuole si
+erano bisticciate un tantino, ma persuadendosi
+ancora a vicenda che si può esser bravi artisti
+e farsi onore con ogni scuola; e avevano poi<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+fatta all&rsquo;insegna dei tre Re una pace temporanea,
+come la faranno un giorno definitiva, alla consumazione
+dei secoli.</p>
+
+<p>I piedi del crocifisso sparivano quella mattina
+sotto una gran fioritura di rose, disposte a mazzo
+enorme, legato al tronco della croce. Belle
+rose di ogni forma e d&rsquo;ogni grandezza, chiuse
+ancora od aperte, d&rsquo;ogni profumo, d&rsquo;ogni temperanza
+del rosso e dell&rsquo;incarnato, del pavonazzo
+e del cremisi, del salmonato e del giallo;
+davano tutte insieme a quell&rsquo;augusto morente
+l&rsquo;aspetto di un trionfatore.</p>
+
+<p>&mdash;Sei stata tu, non è vero?&mdash;bisbigliò Maurizio
+all&rsquo;orecchio di sua sorella, indicandole quel
+gran mazzo di rose.</p>
+
+<p>&mdash;Sì,&mdash;rispose ella, arrossendo lievemente.&mdash;Sono
+di quelle che ha piantate nostra madre.
+Il Castèu è sempre il primo ad averne; ed è
+stata veramente una fortuna che ce ne fossero
+tante, per festeggiare il tuo arrivo a casa.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio si sentì scorrere una lagrima giù per
+le guance. Anch&rsquo;egli, come la sua buona sorella
+Albertina, vide nel presente il ricordo del passato,
+e v&rsquo;associò la promessa del futuro. Non
+voleva più andarsene da San Giorgio; dalla terra
+alpina dove dormivano i suoi maggiori; dal
+solitario Castèu, dove prima che altrove fiorivano
+così bene le rose.</p>
+
+<p>Finita la messa, uscirono sulla piazza, per
+ritornare a casa; lentamente, per non aver aria
+di fuggire, ed anche allungando un tantino la<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+strada, per abbondanza domenicale. Così videro
+sfilare in parata tutto quanto il paese; e da ogni
+parte erano inchini, sberrettate, scappellate, a
+cui bisognava rispondere. Maurizio notò sottovoce
+a sua sorella di non essersi provveduto abbastanza,
+alla Spezia, portando solamente due
+cappelli con sè.</p>
+
+<p>&mdash;Aspetta la prima fiera;&mdash;gli rispose Albertina.&mdash;Ci
+saranno cappelli d&rsquo;ogni qualità:
+ed anche verrà la paglia di Nizza, che solevi
+ricordare nelle tue lettere.</p>
+
+<p>&mdash;Infatti, è strano;&mdash;esclamò Maurizio.&mdash;Non
+se ne trova più. E neanche paglia di Firenze,
+che la somiglia tanto. La moda, la moda! è
+una gran sciocchezza, la moda.&mdash;</p>
+
+<p>Ma sua sorella non la intendeva così, quantunque
+alla moda sacrificasse ben poco.</p>
+
+<p>&mdash;Bada di non far la ruggine, Maurizio; e soprattutto
+non ti far vecchio prima del tempo.&mdash;</p>
+
+<p>Rideva, la buona zittella; e ridendo, diventava
+più giovane. Rispondeva più ilare, più serena,
+più franca ai saluti che venivano d&rsquo;ogni parte.
+A San Giorgio sicuramente, da dieci anni almeno,
+non l&rsquo;avevano più veduta così.</p>
+
+<p>&mdash;Vedrete che torna bella;&mdash;dicevano alcuni.</p>
+
+<p>&mdash;Lo era tanto a vent&rsquo;anni!&mdash;rispondevano
+altri.&mdash;Ce n&rsquo;è rimasto qualche poco, per
+far festa al signor Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Quello, poi, li ha sempre, vent&rsquo;anni. E dovrebb&rsquo;essere
+sui trentacinque.<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No, non può averne che trentadue. Ricordate?
+è nato lo stesso giorno del figlio di Misa
+Margoton.&mdash;</p>
+
+<p>Misa Margoton, che serviva d&rsquo;indice cronologico
+ai terrazzani di San Giorgio, era una nizzarda,
+andata giovanissima lassù, a fare la ciambellaia.
+Erano famose per tutta la Vaussana la
+ciambelle di Misa Margoton, e facevano furori
+a tutte le fiere, a tutte le sagre dei dintorni.</p>
+
+<p>Alla svolta di una strada, la coppia fraterna
+s&rsquo;incontrò ad angolo con tre persone, di aspetto
+assai signorile, una donna e due uomini: uno
+di statura giusta, piuttosto atticciato, con due
+gran baffi biondi largamente brizzolati di bianco,
+di bell&rsquo;aspetto, gli occhi cerulei, e una faccia
+di color sanguigno che forse aiutava a levargli
+otto o dieci dei sessant&rsquo;anni che gli
+davano a prima giunta i suoi baffi; l&rsquo;altro d&rsquo;aspetto
+grigio, alto e magro, con due gambe di
+ragno, figura pulita di cavaliere malinconico;
+la donna giovane, elegantissima nella semplicità
+del vestimento, biondi i capelli e rosea la guancia,
+come la regina Isotta dei canti medievali.</p>
+
+<p>Erano facce nuove per Maurizio, che pur dovette
+salutare, imitando la sorella, in risposta
+al primo saluto del signore dai baffi biancheggianti.
+Il quale, rinnovando il saluto, o piuttosto
+appoggiandolo con un cenno del capo, si
+voltava ancora un tratto a guardare, e sicuramente
+per veder meglio lui, che gli giungeva
+nuovo egualmente.<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Villeggianti precoci!&mdash;disse Maurizio
+alla sorella.&mdash;Ma già, niente maraviglia, se ci
+son già le rose al Castèu.</p>
+
+<p>&mdash;Non villeggianti; vivono tutto l&rsquo;anno a
+San Giorgio. Non conosci più i proprietarii della
+Balma?&mdash;rispose Albertina, sospirando.</p>
+
+<p>&mdash;Povera Balma!&mdash;ripigliò il giovane, che
+aveva colto a volo il sospiro.&mdash;Ma non è
+dunque più dei Matignon della Bourdigue?</p>
+
+<p>&mdash;Lo è sempre. E quel signore dei baffi bianchi
+è il generale, il cadetto della famiglia.</p>
+
+<p>&mdash;Come? come? il capitano, quello? così
+smilzo allora, e così biondo, che lo chiamavano
+l&rsquo;Arcangelo Gabriele?</p>
+
+<p>&mdash;Lo hai lasciato capitano, biondo, smilzo,
+ed ora è complesso, bianco e generale;&mdash;rispose
+Albertina, ridendo.&mdash;Pensa, caro mio,
+che son passati venti anni.</p>
+
+<p>&mdash;È vero;&mdash;conchiuse Maurizio, chinando la
+testa.&mdash;Il capitano della Bourdigue, nizzardo,
+che aveva optato nel &rsquo;61 per la Francia. E come
+è passato ora a vivere di qua dal confine?</p>
+
+<p>&mdash;Il fratello maggiore è morto cinque anni
+fa. Rimasto unico dei Matignon, ha preso il
+suo ritiro, ed è venuto a vivere alla Balma.</p>
+
+<p>&mdash;E quella signora è sua figlia?</p>
+
+<p>&mdash;No, sua moglie.</p>
+
+<p>&mdash;Come? ma se ha l&rsquo;aria di una ragazza! O
+figlia, o nipote, avrei detto.</p>
+
+<p>&mdash;Ed è sua nipote, infatti.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, ora ci sono;&mdash;gridò Maurizio.<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>&mdash;La
+figlia del signor Camillo.... il miscredente.&mdash;</p>
+
+<p>Il volto della contessa Albertina si rabbruscò,
+a quella scappata del fratello <a name="tn32" id="tn32"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'Maurizio..'">Maurizio.</ins></p>
+
+<p>&mdash;Perchè miscredente?&mdash;diss&rsquo;ella con accento
+di mite rimprovero.</p>
+
+<p>&mdash;Lo dicevano, allora, ed io ripeto quel che
+ho sentito.&mdash;</p>
+
+<p>Avrebbe voluto soggiungere: lo diceva perfino
+nostro padre. Ma capì di aver abbastanza
+amareggiato l&rsquo;animo della sua dolce sorella, senza
+bisogno di metterlo ancora in angustia colla
+testimonianza del babbo.</p>
+
+<p>&mdash;Sarà stato uno scherzo;&mdash;diss&rsquo;ella ripigliando.&mdash;Del
+resto, tu sai che il mondo s&rsquo;inganna
+facilmente a certe apparenze, per discorsi
+male intesi e peggio riferiti. Comunque sia, il
+meglio che si possa fare....</p>
+
+<p>&mdash;È di non credere alla miscredenza;&mdash;interruppe
+Maurizio, compiendo a suo modo la
+frase impacciata di sua sorella Albertina.&mdash;Hai
+ragione, sai? nel caso particolare e nel caso
+generale, hai ragione. È bene di non ripetere
+certe cose, neanche a sè stesso. Ed ecco,&mdash;soggiunse
+egli,&mdash;che cosa vuol dire andar via
+da casa, per ritornarci dopo vent&rsquo;anni, con tanto
+viatico d&rsquo;esperienza. Io ho lasciata qua la mia
+buona filosofia, che mi sarebbe stata tanto utile
+laggiù. Per fortuna, la ritrovo ora, messa ad
+interessi composti, sotto il tetto paterno.</p>
+
+<p>&mdash;Eh via, non ti far così brutto, ora;&mdash;dis<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>se
+di rimando Albertina.&mdash;Ti ho veduto poc&rsquo;anzi
+in chiesa, e non mi sei parso niente diverso
+da quello di venti anni fa. Eri serio, composto....
+e divoto.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, come bisogna essere in chiesa. O
+non ci si va, o ci si sta come si deve. Dopo
+tutto, non è la casa del nostro superiore? del
+grande ammiraglio, di quello, io voglio dire,
+che non commette ingiustizie?<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_III" id="Capitolo_III"></a><span class="chap">Capitolo III.</span><br />
+<br />
+Cortesie di buon vicinato.</h2>
+
+
+<p>Passarono tre giorni, che Maurizio occupò degnamente
+in cento piccole cure. Prima di tutto
+aveva da riconoscer la casa, dopo tanti anni
+d&rsquo;assenza, da vedere tutte le novità che c&rsquo;erano
+state fatte in quel lungo intervallo, il parco,
+il giardino, l&rsquo;orto, il frutteto, la fagianaia, il
+pollaio, insomma tutto ciò che sua sorella Albertina
+aveva ordinato, o condotto a termine, o
+perfezionato, affinchè il Castèu, com&rsquo;ella diceva,
+bastasse a sè stesso.</p>
+
+<p>&mdash;Egregiamente;&mdash;notava Maurizio, approvando.&mdash;Credo
+che si potrebbe sostenere anche
+un anno d&rsquo;assedio.</p>
+
+<p>&mdash;Capisco che tu ci avresti tempo di annoiarti;&mdash;rispondeva
+Albertina.</p>
+
+<p>&mdash;No, sai; tu coi tuoi polli e coi tuoi fagiani;
+io coi miei libri, le mie carte, i miei strumenti;
+si passerà il tempo benissimo, e il peggiore
+dei nemici non avrà modo di penetrare
+qua dentro.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio aveva ricevuti da Ventimiglia i suoi
+bauli e le sue casse. Tutto era già stato aperto,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+schiodato, sciorinato; libri, carte geografiche,
+idrografiche, bussole, cannocchiali, seste, sestanti,
+cronometri, tutto il bagaglio scientifico
+dell&rsquo;ufficiale di marina. Il legnaiuolo della casa
+era stato chiamato, e sotto la direzione di Maurizio
+lavorava ad aggiustare, ed aggiungere scaffali,
+a piantar chiodi e bullette, ad appender
+quadri, stampe, fotografie, armi, stoffe, amuleti,
+stoviglie, tutto il museo dell&rsquo;ufficiale di
+marina che era stato anche un viaggiatore intelligente
+e curioso. Era quello un lavoro faticoso,
+ma gaio; e lo rendeva più gaio il pensiero
+della quiete futura, in cui Maurizio avrebbe potuto
+finalmente metter mano alla sua Storia
+delle Guerre marittime. Quella, davvero, non
+gli usciva di mente.</p>
+
+<p>La mattina del quarto giorno, mentre era in
+maniche di camicia su d&rsquo;una scala di legno appoggiata
+alla parete, gli fu portata da Giaume
+una lettera.</p>
+
+<p>&mdash;Già la posta a dar noia!&mdash;esclamò egli,
+seccato.</p>
+
+<p>Non era della posta; era una lettera del paese.</p>
+
+<p>&mdash;Mettila là, su quella tavola. Chi l&rsquo;ha portata?</p>
+
+<p>&mdash;Il fattore della Balma.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;disse Maurizio; e più non disse.</p>
+
+<p>Com&rsquo;ebbe finita l&rsquo;operazione per cui si era
+inerpicato lassù, scese tranquillamente e andò
+a prender la lettera, che portava scritto sulla
+busta: «Al signor conte Maurizio Sospello di<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+Vaussana; Sue mani», e sul rovescio un gran
+suggello di ceralacca, con lo stemma dei Matignon
+della Bourdigue. Maurizio prese con molta
+flemma una spatola d&rsquo;avorio, ne introdusse delicatamente
+la punta sotto la piega della busta,
+ne tagliò tutto il lato superiore, trasse il foglio
+che c&rsquo;era dentro ripiegato in due, lo spiegò lentamente
+e lesse ciò che gli scriveva il castellano
+della Balma:</p>
+
+<hr style="visibility: hidden; margin: 0.5em;" />
+
+<p style="text-indent: 3em;">
+&ldquo;<i>Signor Maurizio</i>,<br />
+</p>
+
+<p>«Quando un ufficiale va in un paese e sa che
+c&rsquo;è un altro ufficiale a lui superiore di grado,
+va a fargli una visita, non vi pare? Sarebbe
+prescritta l&rsquo;uniforme; ma io non la esigo; anzi
+ve ne dispenso. Non vi dispenso però dalla visita.
+Andrei contro la legge, venendo io stesso
+da voi, se nella mia condizione di ospite non
+avessi qui cura d&rsquo;anime. Vi ho conosciuto bambino,
+e credo anche di avervi in quei tempi consegnato
+qualche amorevole scappellotto. Non vi
+dispiacerà il ricordo, poichè desidero di mutarlo
+in una buona stretta di mano.</p>
+
+<p>«Conoscete la via della Balma. Dieci minuti
+di salita, per gambe come le vostre, e al piè
+delle scale un vecchio amico a braccia aperte.</p>
+
+<p>
+<span class="smcap" style="margin-left: 50%;">&ldquo;Bourdigue.</span>&bdquo;<br />
+</p>
+
+<hr style="visibility: hidden; margin: 0.5em;" />
+
+<p>Maurizio lesse e sorrise; ripiegò il foglio, dopo
+avergli data ancora una rapida scorsa, lo ri<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>mise
+nella sua busta, e depose questa sulla tavola;
+dopo di che ritornò al suo lavoro. Alle dodici
+il legnaiuolo si congedò, per andarsene a
+desinare.</p>
+
+<p>&mdash;Ripasserò alle due, signor conte;&mdash;diss&rsquo;egli.</p>
+
+<p>&mdash;No, per oggi basterà;&mdash;rispose Maurizio.&mdash;Ho
+da far altro; ritornerete domattina, all&rsquo;ora
+solita.&mdash;</p>
+
+<p>E anch&rsquo;egli discese, dopo essersi messo in ordine,
+per andare ad asciolvere. Dopo il pasto
+mattutino, andò nelle sue stanze a mutar abiti.</p>
+
+<p>&mdash;Vai fuori?&mdash;gli chiese Albertina, vedendolo
+così vestito di tutto punto.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, alla Balma. Vedi che cosa mi scrive il
+tuo generale.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, porgeva ad Albertina la lettera
+che aveva ricevuta nella mattinata.</p>
+
+<p>&mdash;È cortese;&mdash;osservò ella, dopo aver letto.&mdash;E
+gli sei proprio debitore di una visita. Io,
+anzi, te lo volevo dire fin da ier l&rsquo;altro.</p>
+
+<p>&mdash;Andiamo dunque, e perdiamo questa mezza
+giornata;&mdash;conchiuse egli sospirando.</p>
+
+<p>E uscito dal Castèu, si avviò alla Balma; non
+dalla parte del paese, ma dalla parte della montagna,
+per la scorciatoia del bosco e della cascata,
+che ben ricordava, per averla fatta da
+ragazzo, almeno un centinaio di volte.</p>
+
+<p>Rivedere i luoghi dove si è passata la prima
+adolescenza, dove non è per noi un ricordo che
+non sia lieto, è certamente bellissima tra tutte<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+le cose belle della vita. Maurizio s&rsquo;immerse in
+quella gioia così profonda, e nondimeno un pochettino
+chiassosa, che invade tutto il nostro
+essere, e trova ancor modo di espandersi in
+esclamazioni, in grida, in rotte parole, che vorrebbero
+diventar inni, ondate di poesia, e non riescono
+ad essere che sussulti, gorgogli, balbettamenti
+dell&rsquo;anima. Si fermava un po&rsquo; da per tutto,
+vedendo e ricordando; ma più si trattenne davanti
+all&rsquo;Aiga, alla bella cascata, con tutte quelle
+felci e quei muschi onde erano tappezzate le
+pareti dello scoglio, con quella rupe che sopraggiudicava
+l&rsquo;abisso, con quel lastrone orizzontale,
+vero labro di granito, donde si precipitava il
+cristallino volume delle acque nella conca sottoposta,
+sprizzando in polvere liquida, estuando
+in candide spume, rompendosi in rivoli che
+tornavano a ricongiungersi più sotto in un solo
+zampillo. Maurizio non si sarebbe più spiccato
+di là, se non avesse pensato in buon punto che
+aveva da fare una visita d&rsquo;obbligo, che per quella
+visita aveva congedato il legnaiuolo, interrompendo
+il suo piacevole lavoro, che per quella
+visita si era vestito di tutto punto e mosso di
+casa.</p>
+
+<p>&mdash;Ci tornerò;&mdash;diss&rsquo;egli ad alta voce, come
+per fare le scuse della sua fretta alla divinità
+del luogo.</p>
+
+<p>Gli antichi avevano ben ragione a mettere
+delle dee per protettrici delle fonti. Non c&rsquo;è
+cosa più poetica di una bell&rsquo;acqua corrente nella<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+solitudine di un bosco, nè altra che più meriti
+il sorriso di una divinità tutelare.</p>
+
+<p>Maurizio si avviò finalmente; e non in dieci
+minuti, per verità, ma in trenta o quaranta giunse
+sotto al muro di cinta del castello della
+Balma. C&rsquo;era un muro, e ci stava benissimo;
+tutti i castelli che si rispettano ne hanno uno,
+spesso più d&rsquo;uno. Ma l&rsquo;uscio per entrare? o la
+breccia? Maurizio rammentava benissimo che
+la breccia non mancava; non fatta da nemici,
+ma da contadini poco disposti a passare per la
+strada maestra. Quella breccia, ridotta a passo
+campestre, si ritrovava più su, dietro una svolta
+del muro.</p>
+
+<p>&mdash;Per di qua;&mdash;gli disse dall&rsquo;alto una voce.&mdash;Se
+andate alla Balma, c&rsquo;è qui il sentiero.</p>
+
+<p>&mdash;Lo so, grazie;&mdash;rispose Maurizio.&mdash;Conosco
+i luoghi da un pezzo.&mdash;</p>
+
+<p>E salutava, così dicendo, il brav&rsquo;uomo che
+gli dava l&rsquo;avviso. Era un pastore, che se ne
+stava seduto su d&rsquo;un masso, pascolando due mucche
+e una dozzina di pecore.</p>
+
+<p>Trovato facilmente il passo, ed entrato nel
+recinto della Balma, il visitatore fu ben presto
+ad una piccola spianata, davanti a cui sorgeva
+la gradinata che metteva al portone d&rsquo;ingresso.
+Non c&rsquo;era nessuno alla vista, ma si sentivano
+voci di dentro; anzi, per dire più esattamente,
+si sentiva una voce sola, che faceva per quattro,
+rumorosa, allegra, voce di comando frammezzata
+di risa.<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span></p>
+
+<p>Nessuno era nel vestibolo. Maurizio entrò, col
+suo cappello in mano; da un uscio aperto, sulla
+sua destra, vide una sala da biliardo, e due
+uomini che stavano giuocando, l&rsquo;uno occupato
+in una serie di caramboli, l&rsquo;altro in atto di
+guardare il giuoco dell&rsquo;avversario, e in pari tempo
+di ingessare il cuoio della propria stecca.
+La serie fu breve, per effetto di troppa sicurezza,
+o di fretta soverchia nel dare il colpo, e il giuocatore
+sfortunato era già per attaccare un moccolo,
+quando un gesto del compagno, che stava
+dirimpetto all&rsquo;uscio, lo costrinse a voltar gli
+occhi verso il nuovo personaggio che appariva
+allora nel vano.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, bene!&mdash;esclamò egli, deponendo la
+stecca sul panno verde e muovendo incontro
+al visitatore.&mdash;Siate il benvenuto, signor Maurizio.
+Qua la mano; anzi, no, un abbraccio, tanto
+per cominciare. Ma come va?&mdash;soggiunse, volgendosi
+al compagno.&mdash;Il vostro servizio d&rsquo;avamposti
+procede assai male, mio caro Dutolet.</p>
+
+<p>&mdash;Non so veramente come sia andata;&mdash;rispose
+quell&rsquo;altro, con accento dimesso.</p>
+
+<p>Maurizio era rimasto un pochino interdetto,
+non sapendo che cosa significasse quell&rsquo;accenno
+di avamposti, che interrompeva in mal punto
+la cortesia delle accoglienze.</p>
+
+<p>&mdash;Figuratevi;&mdash;ripigliò il generale, rivolgendosi
+a lui, come se avesse letto in quel punto
+nell&rsquo;animo del visitatore.&mdash;Avevamo messo un
+uomo in sentinella a metà della salita, per es<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>sere
+avvertiti del vostro arrivo. Vi avevo annunziato
+che mi avreste ritrovato in fondo alla
+scala, e voi siete arrivato fin qua, signor conte,
+senza trovarmi al posto assegnato. E sono disonorato,
+Dutolet;&mdash;disse il generale, volgendosi
+ancora al compagno.&mdash;Manderemo agli arresti
+la sentinella infedele; daremo un esempio, non
+vi pare?</p>
+
+<p>&mdash;Intercedo per la sentinella, generale;&mdash;disse
+a sua volta Maurizio, mettendosi volentieri
+sul tono di celia che aveva assunto il signore
+della Bourdigue.&mdash;Voi l&rsquo;avete fatta mettere
+al posto buono per invigilare la strada
+maestra; e certamente sarà ancora laggiù ad
+aspettare che io mi presenti al cancello. Ma io
+non son venuto di laggiù; son capitato dalla
+scorciatoia del bosco.</p>
+
+<p>&mdash;Ottimamente, da astuto nemico che conosce
+il terreno,&mdash;replicò il generale, ridendo.&mdash;Ma
+questo mi fa pensare che la Balma non è
+così forte come sembra. La posizione è stata girata,
+Dutolet; come laggiù.... ti rammenti, mio
+bravo? E quanti valorosi ci sono caduti, incominciando
+da te!...&mdash;</p>
+
+<p>Un&rsquo;ombra era passata sugli occhi del generale,
+contrastando maledettamente con l&rsquo;aperto
+sorriso di prima. In un attimo, per altro, e la
+figura marziale del vecchio riprese il suo aspetto
+di franca cordialità.</p>
+
+<p>Il generale Matignon della Bourdigue doveva
+essere stato un gran bel giovane a&rsquo; suoi tempi:<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+era ancora un bell&rsquo;uomo, e decorativo in sommo
+grado. A cavallo, certamente, con quelle spalle
+quadre, quell&rsquo;ampio torace, quei baffi bianchi
+biondeggianti e quegli occhi azzurreggianti sul
+vermiglio della carnagione, doveva parere uno
+di quei paladini di Carlomagno, che potevano
+essere oppressi dal numero a Roncisvalle, ma
+dopo aver fatto prodigi di valore e di forza,
+accoppando mille Saracini, prima di ricevere essi
+medesimi una graffiatura al braccio, o una ammaccatura
+al ginocchio.</p>
+
+<p>L&rsquo;accenno militare condusse naturalmente il
+generale alla presentazione del suo ospite. Il
+capitano Dutolet, sottotenente nella campagna
+del 1870, era stato ferito gravemente a Reichshoffen,
+e sarebbe morto sul campo, se non si
+fosse dato pensiero di lui, facendolo raccogliere
+in tempo e mandare all&rsquo;ambulanza, il suo capo
+di squadrone Matignon de la Bourdigue. Quel
+magro cavaliere dal volto grigio, dalle gambe
+di ragno e dall&rsquo;aria sempre malinconica, era una
+salda tempra di acciaio; ancora a servizio, veniva
+a spendere le sue licenze ordinarie e straordinarie
+presso l&rsquo;antico superiore, che da cinque
+anni aveva lasciato l&rsquo;esercito, per passar tra
+gl&rsquo;invalidi assai prima del tempo. Anche il generale
+de la Bourdigue aveva avuto a dolersi
+di una ingiustizia? La cosa era possibile; tanto
+gli uomini si rassomigliano, sotto tutte le longitudini
+della zona temperata e sotto tutti i
+governi civili.<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p>
+
+<p>Quel generale, che avrebbe fatto ancora una
+così bella figura a cavallo, possedeva un magnifico
+stato di servizio. Nizzardo di nascita,
+aveva raggiunto il grado di capitano nell&rsquo;esercito,
+piemontese, combattendo in Crimea e quindi in
+Lombardia nella campagna del &rsquo;59. Dopo la cessione
+di Nizza alla Francia, era stato tra quelli
+che avevano optato per la nazionalità francese,
+e nel &rsquo;70 era giunto al grado di capo squadrone,
+dopo aver fatto parte del corpo di spedizione
+al Messico e aver combattuto valorosamente sotto
+le mura di Puebla. Colonnello dopo Sedan,
+generale di brigata nell&rsquo;esercito della Loira,
+non aveva più fatto altri passi in avanti. A
+chi era dispiaciuto? Che demeriti avevano ritrovato
+in lui? Il generale Bourdigue non istette
+a domandarlo: una dolorosa occasione gli si
+offerse di lasciare il servizio, ed egli colse quella
+occasione pel ciuffo.</p>
+
+<p>Camillo, il suo fratello maggiore, rimasto italiano
+alla cura degl&rsquo;interessi domestici, che erano
+tutti di qua dalla linea della Roia, era venuto
+improvvisamente a morire, lasciando orfana l&rsquo;unica
+figliuola Gisella. Il generale, venuto a surrogare
+il fratello, aveva prese le redini della
+amministrazione domestica; e il tutore, un anno
+dopo, diventava marito. Come era avvenuto
+ciò? Si diceva a Nizza, a Villafranca, a Mentone,
+dovunque i Matignon erano conosciuti, e
+si ripeteva da Ventimiglia a San Giorgio, dove
+avevano le loro possessioni, che la fanciulla medesima
+avesse voluto quelle nozze.<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span></p>
+
+<p>I valorosi, hanno sempre questa sorte di fascino
+sulla donna. Pare alla bellezza di appoggiarsi
+meglio, quando il braccio che la sostiene
+è quello di un eroe. Inoltre, la donna conosce
+il suo proprio valore, la sua qualità di gioiello;
+sente di essere buon premio alla forza, morale
+o fisica ch&rsquo;ella sia, o l&rsquo;una cosa e l&rsquo;altra ad
+un tempo.</p>
+
+<p>La contessa Gisella, a cui Maurizio di Vaussana
+fu presentato quel giorno, era una bellissima
+creatura di ventuno in ventidue anni, bionda
+e rosea come abbiamo già avuto occasione
+di dire. Ma quando si dice bionda e rosea, non
+si è detto ancor nulla: bionda e rosea può essere
+anche una pupattola; bionda e rosea su
+per giù era anche la cugina splendidissima e
+formosissima di Maurizio. La castellana della
+Balma non offriva tuttavia nessuna somiglianza
+con una pupattola; non aveva nessun&rsquo;aria di
+parentela con la cugina di Maurizio.</p>
+
+<p>In primo luogo era più alta, e più flessuosa
+<a name="tn44" id="tn44"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'della'">nella</ins> persona; donde una formosità d&rsquo;altro genere.
+Poi la carnagione era più fine, d&rsquo;impasto
+più gentile, più tenero, con un certo riflesso
+dorato sul roseo, che non aveva quell&rsquo;altra. Il
+biondo dei suoi capelli era più luminoso, più
+morbido, più ondato; e quei capelli formavano
+un volume così abbondante, da potersi paragonare
+a quelli di Genovieffa di Brabante, capaci
+a far da accappatoio a tutta la persona, quando
+la bella principessa della leggenda ebbe logorati<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+i suoi abiti nella foresta di Trèveri. Non si poteva
+poi pensare alla cugina, vedendo gli occhi
+della contessa Gisella; grandi occhi profondi,
+neri d&rsquo;un nero d&rsquo;indaco, ma che mettevano bagliori
+d&rsquo;oro ad ogni batter di ciglia.</p>
+
+<p>&mdash;Mia moglie è fosforescente;&mdash;diceva qualche
+volta il generale.</p>
+
+<p>La contessa Gisella sorrideva, e senza ombra
+di civetteria, volentieri secondando un complimento
+maritale, con un nuovo sprigionamento
+di faville. Era una bambina, niente vana della
+propria bellezza, ignorandola forse, certamente
+non dandosene pensiero e non sapendo che farsene.
+Qualche volta, con versi infantili, storcimenti
+di bocca, guardate di sbieco, pareva che
+lavorasse a farsi brutta; ma senza venirne a
+capo. Tutto ciò ch&rsquo;ella faceva era improntato
+di sincerità, d&rsquo;ingenuità, di franchezza e di grazia.
+Vi passava davanti come una bella farfalla
+che aleggia capricciosa nella pompa de&rsquo; suoi vivi
+colori, e non sa di essere la vita del giardino,
+la festa degli occhi, la maraviglia del quadro.</p>
+
+<p>Vedendo lei da vicino, discorrendo con lei,
+Maurizio non potè trattenersi dal pensare a sua
+cugina e al dolorino acuto che gli aveva lasciato
+nell&rsquo;anima quella splendidissima e formosissima
+bionda.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco&mdash;diceva egli tra sè,&mdash;una donna
+bella vi colpisce, v&rsquo;infiamma, vi fa soffrire come
+un dannato. Poi se ne presenta un&rsquo;altra più
+bella, magari nel suo stesso genere, il che è ve<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>ramente
+il colmo dell&rsquo;audacia; e lì per lì, senza
+cancellarvi l&rsquo;immagine della prima, senza distruggervi
+in cuore la memoria degli antichi
+tormenti, ve ne rende innocua la sensazione,
+sterile e vano il pensiero. Come ho potuto soffrir
+tanto per quella là? Quella là, certamente;
+è il modo d&rsquo;indicar la figura che è passata, non
+lasciando più desiderio di sè. Anche le donne,
+alla lor volta, sentono e ragionano così; anch&rsquo;esse
+hanno «quello là» da giudicare in forma
+sommaria, mandandolo a farsi benedire. E il meglio,
+dopo tanta esperienza, il meglio sarebbe
+di esser tutti filosofi, uomini e donne, di cansare
+gli innamoramenti fatali, di prendere un
+po&rsquo; più alla leggera le cose del cuore, fragili e
+fugaci alla fin fine come tutte le altre.&mdash;</p>
+
+<p>Ma queste cose si possono pensare, non fare.
+Sono le occasioni, quelle che vengono addosso,
+quando meno ci si pensa; sono le circostanze,
+quelle che imprigionano, quando meno si crede
+di restarci impigliati. La donna che si ama di
+più, che più dovrà farci soffrire, non è sempre
+la più bella, contro cui c&rsquo;era modo di mettersi
+in guardia a tempo opportuno. Un amico di Maurizio
+aveva fuggito i lacci di due meravigliose
+creature: poi si era ucciso per una piccola
+strega dei mari del settentrione, secca stecchita
+a quel modo, che quando l&rsquo;aveva veduta la prima
+volta gli era parsa un&rsquo;aringa affumicata.</p>
+
+<p>Maurizio di Vaussana stette un paio d&rsquo;ore alla
+Balma, ragionando di cento cose. Cadde anche<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+il discorso sulle cause del suo ritiro precoce dal
+servizio: ma s&rsquo;intende che nè il generale lo incalzò
+troppo con le domande, nè egli credette
+necessario di dire la verità tutta quanta. Si
+toccano mal volentieri certi tasti più intimi,
+quando non si è tra connazionali: e il signore
+della Balma e il signore del Castèu, quantunque
+appartenenti pel sangue alla medesima valle,
+non erano di una medesima patria. Maurizio
+trovò il modo di dire che da un pezzo sentiva il
+bisogno di attendere agli interessi di casa sua.
+Vivendo il babbo, era una cosa; morto il babbo
+era un&rsquo;altra. Da principio, correndo ad ogni tanto
+voci di guerre possibili, aveva stimato necessario
+di restare al suo posto di combattimento:
+ma oramai, sfumata ogni probabilità di vicine
+«complicazioni europee», le voci della sua terra
+erano state più forti, ed egli, di marinaio che
+era diventato, ritornava a fare il gentiluomo
+di campagna.</p>
+
+<p>&mdash;Per nostro vantaggio;&mdash;disse il generale.&mdash;E
+speriamo che ci restiate per sempre. Ma
+il miglior modo d&rsquo;incatenarvi qui, sarà quello
+di darvi moglie. Non fate conto di prenderla?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio sorrise. Che idea! c&rsquo;era egli proprio
+bisogno di prender moglie, per vivere e non annoiarsi
+della vita? Ma questo, che pensò, non
+lo disse. Infatti, sarebbe stata una grande scortesia
+verso una buona intenzione, e più ancora
+verso quell&rsquo;uomo che l&rsquo;aveva presa bellissima.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+Rispose invece con un «perchè no?» a fior di
+labbra, che lo impegnava fino ad un certo punto,
+lasciandogli la porta aperta per una brava ritirata.</p>
+
+<p>&mdash;Del resto&mdash;soggiungeva,&mdash;una moglie non
+si trova lì alla prima voltata di strada. Non
+è anche conveniente per la felicità, di trovar
+prima l&rsquo;amore, donde sia facile poi avviarsi al
+matrimonio?</p>
+
+<p>&mdash;Un altro vi risponderebbe: prima il matrimonio;
+l&rsquo;amore verrà poi, e non sarà che più
+forte, perchè fondato sulla conoscenza, sulla stima
+reciproca;&mdash;ripigliò il generale.&mdash;Ma
+queste sono le vie battute dal ragionamento,
+e voi amate le vie strane. Per una di queste,
+infatti, siete salito alla Balma. Innamoratevi
+dunque, signor Maurizio, e sposate. Per voi, ultimo
+dei Sospelli di Vaussana, è anche un debito
+d&rsquo;onore verso i vostri maggiori, che hanno diritto
+di veder continuato il lustro di un buon
+nome.&mdash;</p>
+
+<p>Il signor Maurizio non sorrise più, s&rsquo;inchinò
+ringraziando. Poco dopo, essendo la sua prima
+visita durata oltre i termini della convenienza,
+si alzò per prender commiato.</p>
+
+<p>&mdash;Badate, amico;&mdash;gli disse il generale,
+prendendogli affettuosamente la mano e stringendola
+forte tra le sue;&mdash;qui non siamo in
+città, da vederci una volta alla settimana: siamo
+qua tutti i giorni, mattina e sera. Del resto,
+ora che conoscete anche il mio ospite, non sarà<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+più il caso per noi di lasciarlo solo, quando
+verremo a scovarvi nel vostro Castèu.&mdash;</p>
+
+<p>Le accoglienze erano state molto cordiali da
+parte del generale, e gentili da parte della contessa
+Gisella; Maurizio poteva esser contento
+dei suoi vicini della Balma. Bastavano esse per
+dirgli il carattere dei signori Matignon? Le prime
+visite per solito non contano, in quest&rsquo;ordine
+d&rsquo;indagini e di scoperte; nessuno si fida a questi
+incontri preliminari, a questi semplici contatti
+di superficie, dove le regole della buona creanza
+e i luoghi topici della conversazione son
+tutto.</p>
+
+<p>Pure, tanto è forte nell&rsquo;uomo l&rsquo;abito dell&rsquo;indurre,
+Maurizio se ne partiva dalla Balma con
+una opinione formata, se non ancora dal suo
+raziocinio, certamente dalle sue sensazioni. E
+l&rsquo;opinione era questa: che i signori della Balma
+erano ottima gente; il conte un allegro compagnone,
+con qualche scatto d&rsquo;imperiosità, derivato
+dalla abitudine del comando, dall&rsquo;abuso
+della caserma e della piazza d&rsquo;armi, ma del resto
+un buon diavolo, e piacevole in società, quantunque,
+fuori dagli argomenti militari, un po&rsquo;
+tavola rasa; la contessa una bella bambinona,
+senza grande istruzione anche lei, ma buona,
+una vera pasta di zucchero, felicissima di obbedire
+a quel gran marito e ai suoi grandi mustacchi,
+di cui sembrava infatuata, come se fossero
+ancor biondi. Pensando a quella coppia, gli tornavano
+a mente due colombi che aveva visti un<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+giorno a Pisa, espressi dallo scalpello di uno
+scultore, collocati l&rsquo;uno di rimpetto all&rsquo;altro,
+intenti a tuffare il becco nel latte di una tazza
+d&rsquo;alabastro; donde a lui era venuto il pensiero
+che da un momento all&rsquo;altro, solo che si chinassero
+un tantino di più, ci sarebbero cascati a
+capo fitto.</p>
+
+<p>Affogar nel latte, che morte! E non c&rsquo;era anche
+il pericolo di annoiarsi un pochino, con tanto
+latte per tutto pasto? Veramente, per rompere
+la monotonia c&rsquo;era l&rsquo;ospite, il capitano Dutolet.
+Ma c&rsquo;era proprio? o non era piuttosto l&rsquo;ombra
+di un ospite? Quel ragno grigio si poteva
+creder benissimo, dalle apparenze, un compito
+cavaliere: doveva anch&rsquo;essere un valoroso della
+buona specie, poichè era molto modesto, non
+parlava mai delle sue imprese di guerra, e, quando
+il suo generale vi accennava, egli cercava
+subito di sviare il discorso. Ma era di poco aiuto,
+Dio buono, anzi di nessun aiuto in una conversazione.
+E dovevano esserci ogni giorno alla Balma
+molte ore di noia.</p>
+
+<p>Anch&rsquo;egli, il signor Maurizio, si sarebbe annoiato
+al Castèu, senza i suoi libri, senza il suo
+disegno di scrivere un&rsquo;opera. Ah, come voleva
+mettersi presto al lavoro! Su presto, adunque, in
+ordine i libri, le carte, gli strumenti; e fatto
+ciò, sùbito un buon orario da imprigionarcisi
+dentro, come il filugello nel bozzolo. Egli ricordava
+benissimo a questo proposito la massima
+di un suo vecchio professore al collegio di Ma<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>rina:
+«i sistemi fanno e non fanno, il metodo è
+tutto».</p>
+
+<p>Per dar sesto alle cose sue ci sarebbero volute
+ancora cinque o sei giornate di lavoro. Disgraziatamente,
+non erano più giornate intiere, ma
+mezze: alle dodici, ora del desinare, il legnaiuolo
+era congedato. Come fare altrimenti? Il
+generale era venuto con la sua signora a visitare
+la contessa Albertina; gran miracolo che
+non si ripeteva più da sei mesi. E in quella visita,
+il conte Matignon de la <a name="tn51" id="tn51"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'Bordigue'">Bourdigue</ins> aveva rinnovato
+a Maurizio il suo avvertimento: «Siamo
+in casa tutti i giorni, mattina e sera, sera e
+mattina». Poveri colombi, sugli orli d&rsquo;una tazza
+di latte! La vita della campagna è sana; ma
+chi non ci ha niente da fare, Dio misericordioso!...
+Si cerca di essere in tre; quando in tre non
+si sente sollievo, bisogna trovar modo di essere
+in quattro.</p>
+
+<p>Maurizio andava dunque ogni giorno a fare il
+quarto a quei buoni vicini. Si giuocava molto a
+biliardo; si faceva anche un po&rsquo; di scherma, e
+qualche volta si usciva a far quattro colpi di
+pistola. Il generale, da vecchio ufficiale di cavalleria,
+era un gran sciabolatore al cospetto
+di Dio; con la spada reggeva appena al confronto
+del capitano Dutolet, ed era molto inferiore
+a Maurizio, gran tiratore, che si era fatto in
+Genova alla scuola elegante e vigorosa di Licurgo
+Cavalli, e che a Napoli era stato perfezionato
+dalla grazia corretta di Masaniello Pa<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>rise.
+Alla pistola batteva tutti il capitano Dutolet,
+con quel suo modo curioso, strano, inconcepibile,
+di tirar diritto senza puntare. Per colpire
+il bersaglio a venticinque passi, Maurizio
+aveva bisogno di star sulla mira almeno cinque
+secondi. Il capitano niente; si presentava di
+fianco, innanzi al bersaglio, con la bocca della
+pistola a terra; alzava il braccio, portandolo
+naturalmente, automaticamente in linea, all&rsquo;altezza
+necessaria, non un millimetro di più, non
+un millimetro di meno; e paf, era un centro
+senza fallo.</p>
+
+<p>I due testimoni di quelle prodezze lodavano
+senza risparmio. Ma il bravo capitano Dutolet
+non accettava le lodi. Non c&rsquo;era niente da far
+maraviglia; un po&rsquo; di pratica; questione di esercitare
+le articolazioni a quel punto di arrivo
+in linea, i muscoli a quel grado di tensione, ecco
+tutto.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco niente;&mdash;gridava il generale, con la
+sua voce di tuono.&mdash;Se non si trattasse che
+di esercizio, in tutti i giuochi tu riusciresti eccellente,
+mio caro. E allora come va che sei
+sempre una sbercia a carambolo?<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_IV" id="Capitolo_IV"></a><span class="chap">Capitolo IV.</span><br />
+<br />
+La disputa filosofica.</h2>
+
+
+<p>Un giorno che Maurizio faceva la solita strada
+del bosco per salire alla Balma, gli venne veduta
+la gran novità di un abito talare che appariva
+e spariva a intervalli lungo i tigli del gran
+viale. L&rsquo;abito talare scendeva; e Maurizio, fermandosi
+alquanto ad una svolta del sentiero,
+riconobbe il suo uomo. Don Martino che veniva
+di lassù! Era un caso strano, inaudito. Il signor
+di Vaussana non aveva saputo mai che l&rsquo;arciprete
+di San Giorgio bazzicasse alla Balma; e
+vedendo per la prima volta don Martino ritornare
+da quella eminenza, pensò involontariamente
+al signor Camillo, il miscredente.</p>
+
+<p>Infatti, quell&rsquo;anima buona di sua sorella Albertina
+poteva dir tutto quel che voleva, per
+coprire la verità, ma il primogenito dei Matignon
+era vissuto tutt&rsquo;altro che in concetto di
+buon cristiano. In chiesa non lo aveva mai visto
+andare nessuno, nello spazio di trent&rsquo;anni. Si
+diceva dal vicinato che fosse un libero pensatore,
+che leggesse il Voltaire, il Rousseau e gli al<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>tri
+Enciclopedisti; desolazione della abominazione.
+Quella, s&rsquo;intende, era la chiacchiera d&rsquo;altri
+tempi, dei tempi in cui si voleva dar colpa
+di tutta la miscredenza moderna al Voltaire, al
+Rousseau; nè poteva indurre in errore Maurizio,
+che conosceva benissimo le opinioni spiritualistiche
+del Ginevrino, e quanto all&rsquo;altro rammentava
+benissimo la storia del tempietto di Ferney
+con la famosa epigrafe: «<span class="g">Deo erexit
+Voltaire</span>»; un po&rsquo; orgogliosa, per dire la verità,
+ma non atea. Comunque fosse, avessero torto
+o ragione le coscienze timorate del luogo
+a veder così neri gli Enciclopedisti, restava sempre
+il fatto che il primogenito dei Matignon
+non era vissuto praticando la religione dei padri;
+e l&rsquo;essere andato don Martino, arciprete di
+San Giorgio, al suo letto di morte, non provava
+punto che si fosse riconciliato all&rsquo;ultim&rsquo;ora. Se
+ciò fosse avvenuto, l&rsquo;arciprete non avrebbe tralasciato
+di dirlo: in quella vece, quando gli si
+toccava quel tasto, don Martino cambiava discorso.
+Dunque.... la conseguenza era facile a
+trarsi; don Martino era andato per moto spontaneo
+dell&rsquo;anima, fors&rsquo;anche giungendo tardi, e ad
+ogni modo non salvando che le apparenze, per
+chi voleva contentarsene.</p>
+
+<p>Quanto al generale, egli doveva essere la seconda
+edizione del suo fratello maggiore; salvo,
+s&rsquo;intende, lo studio sugli enciclopedisti. S&rsquo;impacciano
+poco con la filosofia, i militari. Così
+pensava Maurizio; e così pensando, la presenza<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+inaspettata dell&rsquo;arciprete di San Giorgio al castello
+della Balma doveva parergli una cosa strana,
+inaudita. Ma non era affar suo: da uomo educato,
+non poteva domandare; da uomo senza
+curiosità, non ne sentiva il bisogno; si era già
+dimenticato dell&rsquo;abito talare, giungendo alla
+presenza del castellano della Balma.</p>
+
+<p>Il generale era col suo inseparabile Dutolet,
+ambedue seduti al fresco, su certi sedili di ferro,
+disposti a semicerchio fuori dell&rsquo;ingresso, accanto
+alla gradinata di marmo.</p>
+
+<p>&mdash;Venite qua voi a consolarci;&mdash;disse il
+generale, com&rsquo;ebbe veduto Maurizio.&mdash;Venite
+a riconfortarci lo stomaco. Non lo sentite, l&rsquo;odore
+di scarafaggio?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio ebbe l&rsquo;aria di non intendere a che
+cosa volesse alludere il suo interlocutore.</p>
+
+<p>&mdash;Già,&mdash;ripigliò il generale,&mdash;voi venite
+sempre dalle scorciatoie; se foste venuto dal
+gran viale, avreste incontrato l&rsquo;uomo nero che
+ci ha regalato un&rsquo;ora del suo tempo; e ne avremmo
+fatto volentieri di meno. Con che scopo, domando
+io, con che scopo il signor arciprete di
+San Giorgio viene una volta al mese quassù? Per
+vedere quando si fa conto di lasciargli queste
+quattr&rsquo;ossa?.... Ma non ne abbiamo nessuna voglia;
+non è vero, Dutolet?</p>
+
+<p>&mdash;Per quello che mi riguarda,&mdash;disse il capitano,
+senza neanche sorridere,&mdash;ci sarebbe
+troppo poco da rosicare.</p>
+
+<p>&mdash;Non dimentichiamo i diritti dell&rsquo;ospite;<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>&mdash;notò
+il generale, osservando che Maurizio era
+rimasto silenzioso.&mdash;Nè di politica nè di religione
+si deve ragionare tra uomini. A questo ci
+ha ridotti la civiltà; e le sue leggi van rispettate.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio vide allora la necessità di parlare.</p>
+
+<p>&mdash;Se è per me, generale, non vi date pensiero;&mdash;rispose.&mdash;Non
+mi fanno paura i discorsi
+di politica, nè quelli di religione. Credo
+ancor io che la civiltà abbia delle leggi false,
+come ne ha delle puerili. A mio avviso si può
+discutere di tutto; basta che nella discussione
+si porti della misura, della buona volontà, del
+rispetto.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, mi levate un peso dal cuore!&mdash;gridò
+il generale.&mdash;In fede mia, non ne potevo
+più. Immaginate che non posso soffrire i preti.</p>
+
+<p>&mdash;Scusate, generale, ma allora....</p>
+
+<p>&mdash;Volete domandarmi perchè li ricevo? In
+verità, non sono io che li invito a venir quassù.
+Già, non so se debbo ridere o andare in collera,
+quando me li vedo davanti. Non sanno che
+esser umili coi potenti e coi ricchi. È dunque
+una umiliazione che vogliono.</p>
+
+<p>&mdash;Ed io, perdonate, non la infliggerei loro;
+mi darei piuttosto ammalato d&rsquo;emicrania.</p>
+
+<p>&mdash;È quello che dice mia moglie. V&rsquo;intendereste
+benissimo con lei, almeno nel fatto di
+dispensarli da una visita inutile. Neanch&rsquo;essa
+li può soffrire. Mio fratello l&rsquo;ha educata bene,
+ed io non ho avuto da consigliare mutamenti<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+nella sua educazione. Niente preti, miei giovani
+amici, specie con le donne. Infatti, è ancora
+per mezzo delle donne che essi comandano nel
+mondo; sono essi che le hanno educate alla superstizione,
+e con la confessione, col perdono
+periodico, le hanno educate alla colpa.</p>
+
+<p>&mdash;Ma il perdono è di Cristo.</p>
+
+<p>&mdash;Cristo fu un uomo. Come uomo, lo venero,
+ho un gran rispetto per lui; non senza riconoscere,
+per altro, che avrebbe fatto meglio ad
+essere più severo, insegnando per esempio a non
+fallire con tanta facilità. Ma che si fa la burletta?
+Col dirci che il giusto cade sette volte
+al giorno, non si dà la licenza a tutti di cascar
+quattordici, o ventotto? Per me, dicano quel che
+vogliono con la teorica del perdono; non conosco
+che il dovere, io, e so che il dovere è buono.</p>
+
+<p>&mdash;Debbo io dirvi tutto quello che penso, generale?</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, per bacco. Non lo dico io liberamente,
+approfittando della vostra licenza?</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene,&mdash;rispose Maurizio,&mdash;vi dirò che
+il dovere è buono, perchè scende diritto diritto
+dalla legge morale; e la legge morale è Dio.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, il gran cavallo di battaglia! Ma siete
+voi persuaso, caro amico, che Dio non sia una
+creazione dell&rsquo;uomo?</p>
+
+<p>&mdash;Anche la morale, allora.</p>
+
+<p>&mdash;La morale,&mdash;sentenziò il castellano della
+Balma,&mdash;è l&rsquo;utilità bene intesa, per cui solamente
+si conserva questa povera specie uma<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>na.
+Non fare ad altri quel che non vorresti che
+fosse fatto a te; fare ad altri quello che vorresti
+che fosse fatto a te.</p>
+
+<p>&mdash;Già, per dare il buon esempio,&mdash;replicò
+Maurizio, sorridendo;&mdash;ma gli altri lo seguiranno?
+ecco il busilli.</p>
+
+<p>&mdash;Seguano o non seguano, c&rsquo;è tutta la morale
+umana in queste due massime. Conosco degli
+atei che vi conformano i loro atti assai meglio di
+tanti credenti.</p>
+
+<p>&mdash;Pur troppo, generale, pur troppo. Ma permettete,
+non scendiamo alle applicazioni; stiamo
+nel campo dei principii. Fare o non fare,
+secondo quelle due massime, è facile, ed anche
+può essere piacevole all&rsquo;uomo incivilito. Ma come
+potete voi credere che l&rsquo;uomo primitivo, l&rsquo;uomo
+della selva, facesse ad altri quello che avrebbe
+voluto che si facesse a sè?&mdash;</p>
+
+<p>La domanda piaceva poco al generale; e dalla
+breve pausa che egli fece prima di rispondere,
+Maurizio potè credere che l&rsquo;avversario si trovasse
+impacciato. Ma non era così; proprio allora
+il generale metteva in posizione le artiglierie.</p>
+
+<p>&mdash;Io non vi parlo dell&rsquo;uomo primitivo;&mdash;disse
+egli, non potendo trattenere un&rsquo;alzata di
+spalle.&mdash;Che c&rsquo;entra qui l&rsquo;uomo della selva?
+Buon padrone di aver fatto come gli sarà piaciuto,
+o tornato più comodo. L&rsquo;uomo primitivo,
+per vostra norma e regola, era un antropopitèco.
+Vi maravigliate di sentirmi parlare con
+tanta asseveranza di quel grazioso animale? Nel<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+fatto, io non ne so nulla; vi parlo con la scienza
+alla mano. Ho letto Darwin, mio caro; ho letto
+Huxley, Buchner, Mortillet, Spencer, tutta la
+scuola dei liberatori. L&rsquo;antropopitèco non si è
+ancora trovato negli strati del terreno terziario;
+ma si troverà, non dubitate. E una necessità
+in terra, come certi corpi in cielo, per l&rsquo;equilibrio
+del sistema planetario. Nella scala progressiva
+degli esseri, l&rsquo;antropopitèco ha il suo posto:
+animale d&rsquo;istinti maravigliosi, già dotato di
+qualche intelligenza, come sono del resto tanti
+animali meno progrediti di lui, egli ha fatta
+la sua strada, e nessun calendario gli ha misurato
+il tempo necessario alla sua legittima evoluzione.
+Il bisogno lo ha fatto industrioso; l&rsquo;industria
+lo ha fatto civile; la civiltà lo ha fatto
+morale. Vi capacita?</p>
+
+<p>&mdash;Eh!&mdash;disse Maurizio, stringendosi nelle
+spalle, mentre in cuor suo si maravigliava forte
+di trovare sotto la spoglia di quell&rsquo;uomo d&rsquo;armi
+un lettore dei moderni evoluzionisti;&mdash;vuol
+esser dunque morale indipendente, la nostra?</p>
+
+<p>&mdash;Non mi spaventano i nomi;&mdash;replicò il
+generale.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene,&mdash;ripetè Maurizio,&mdash;non vi spaventino
+dunque le mie povere argomentazioni.</p>
+
+<p>&mdash;No davvero, sentiamole.&mdash;</p>
+
+<p>Qui fu una piccola interruzione nel dialogo.
+Dall&rsquo;alto della gradinata, appariva la contessa
+Gisella, col suo cappellino di paglia in capo,
+l&rsquo;ombrello da sole in mano e una borsa ad arma<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>collo,
+che le dava un&rsquo;aria graziosissima di pellegrina.
+La bella signora dagli occhi fosforescenti
+vide Maurizio, e scese lesta i gradini per
+venirlo a salutare.</p>
+
+<p>&mdash;Vado per affari,&mdash;diss&rsquo;ella, porgendogli
+la mano.&mdash;Spero di ritrovarvi ancora al ritorno.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, lo troverai;&mdash;gridò il generale.&mdash;Siamo
+affondati in una disputa che non finirà
+tanto presto.</p>
+
+<p>&mdash;Di che si tratta?&mdash;chiese ella, nell&rsquo;atto di
+aprire il suo ombrellino.</p>
+
+<p>&mdash;Dell&rsquo;antropopitèco;&mdash;rispose Maurizio,
+che in verità lo masticava male.&mdash;M&rsquo;immagino
+che vi sarà noto, questo grazioso tipo di
+progenitore.</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì,&mdash;diss&rsquo;ella, sorridendo,&mdash;l&rsquo;unica
+cosa brutta nella teorica di mio marito.</p>
+
+<p>&mdash;Ma necessaria;&mdash;soggiunse il generale;&mdash;necessaria
+come un anello nella catena. Se
+tu mi levi quell&rsquo;anello, dov&rsquo;è la continuità dell&rsquo;evoluzione?
+dov&rsquo;è la dottrina?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non aveva da rispondere ad una argomentazione
+che non pareva fatta per lui. Nondimeno,
+ne prese appiglio per rivolgere una frase
+alla contessa Gisella.</p>
+
+<p>&mdash;Fortunatamente,&mdash;diss&rsquo;egli,&mdash;nessuna
+dottrina mi farà credere che la contessa derivi
+da un antropopitèco. Passi per noi ominacci!</p>
+
+<p>&mdash;Ed ecco, ora puoi andare, bambina;&mdash;ripigliò
+il generale, mezzo burbero e mezzo faceto.&mdash;Il
+vicino è cavaliere, e il tuo compli<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>mento
+l&rsquo;hai avuto. Accettalo come premio anticipato
+all&rsquo;opera buona che fai.</p>
+
+<p>&mdash;Vado, vado;&mdash;rispose la bella signora,
+avviandosi.&mdash;E voi, conte, lasciatevi persuadere.
+La teorica della evoluzione richiede quell&rsquo;anello.
+Ammasso quello, tutto il resto va
+da sè.&mdash;</p>
+
+<p>Ciò detto, si mosse leggera, lasciando la luce
+del suo sguardo celestiale e la fragranza della
+sua maravigliosa persona nell&rsquo;aria. Un istante
+dopo, era sparita alla svolta del sentiero campestre,
+per cui soleva venire ogni giorno il signor di
+Vaussana.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete quella donna, Maurizio;&mdash;disse il
+generale, continuando ad alta voce un discorso
+che era venuto facendo tra sè.&mdash;Ella è tutta
+bontà, tutta previdenza per la povera gente.
+Non c&rsquo;è tugurio per queste montagne, dov&rsquo;ella
+non porti una buona parola, e qualcosa di più,
+se bisogna. Ha sentito quest&rsquo;oggi dal prete che
+è ammalata la moglie del pastore, lassù al Martinetto;
+e sùbito ha deciso di mettersi in campagna.
+Il prete non è andato; non andrà che
+chiamato, per portare tant&rsquo;olio quanto ne sta
+sul polpastrello dell&rsquo;indice, o del medio. Lei porta
+dell&rsquo;altro; se le riesce, farà risparmiare al
+prete la sua trottata, alla chiesa la sua ditata
+d&rsquo;olio. E notate, non crede alla morale dei vostri
+uomini neri.&mdash;</p>
+
+<p>Quel «vostri» non era un po&rsquo; troppo? Maurizio
+si sentì toccato sul vivo.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Che importa?&mdash;diss&rsquo;egli, contenendosi ancora.&mdash;Crede
+alla santità del dovere, alla divinità
+della compassione, alla immortalità dell&rsquo;anima
+umana.</p>
+
+<p>&mdash;No, sapete, crede semplicemente alla bontà
+della vita; obbedisce ad una legge di natura, intendendola
+un po&rsquo; meglio di tanti e tanti. E
+notate ch&rsquo;io non ho avuto da istruirla. Era così,
+quando divenne mia moglie. È una testa forte.</p>
+
+<p>&mdash;Permettete ad una testa debole d&rsquo;inchinarsi;&mdash;replicò
+Maurizio, facendo l&rsquo;atto per l&rsquo;appunto.</p>
+
+<p>Ma il generale era avviato, e non voleva fermarsi
+così presto.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco,&mdash;diss&rsquo;egli,&mdash;ora v&rsquo;inalberate.</p>
+
+<p>&mdash;No, generale.</p>
+
+<p>&mdash;Allora, perchè vi tirate da banda, come se
+voleste uscire dal giuoco? Mi avevate pure promesso
+una argomentazione serrata!</p>
+
+<p>&mdash;Vero, ma siamo stati fortunatamente interrotti;
+ed ora che ho perso il filo.... Nondimeno,
+per non parervi battuto e contento, vi dirò brevemente
+ciò che penso. Voi considerate la morale
+come l&rsquo;effetto di una convenzione. Ora la
+morale per convenzione, dato che possano giungere
+a stabilirne una dei figli o nipoti di antropopitèchi,
+sarebbe una morale senza ragione
+in sè stessa. Vedetene la conseguenza. Se io
+so che la legge morale non ha nessuna sanzione,
+che non c&rsquo;è nessun premio a chi segue, nessun
+castigo a chi viola la legge, non me ne farò<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+più nè di qua nè di là, baderò al mio interesse, e
+buona notte al prossimaccio mio.</p>
+
+<p>&mdash;Signor Maurizio, i miei complimenti. Fate
+voi dunque il bene per un premio che ne sperate?
+vi astenete dal male per un castigo che ne temete?</p>
+
+<p>&mdash;No, generale, per dovere; per un dovere
+che la mia coscienza intuisce. Del resto, ecco
+già un certo numero di volte che voi mi venite
+dicendo: il bene. Il vocabolo induce la cosa; la
+cosa induce l&rsquo;idea. Perchè si dice il bene? che
+cosa s&rsquo;intende di dire, dicendo: il bene? chi mi
+assicura, se non c&rsquo;è sanzione alla legge del bene
+e del male, chi mi assicura che il bene non è il
+male, e il male non è il bene?</p>
+
+<p>&mdash;Il bene è un concetto ereditario;&mdash;sentenziò
+il generale.&mdash;Si è visto e riconosciuto
+a poco a poco l&rsquo;utile generale, e questo è stato
+chiamato il bene.</p>
+
+<p>&mdash;Sia pure; ma quanto più leggero, sulla bilancia
+del nostro raziocinio, quanto più debole
+dell&rsquo;utile particolare! Infatti, il bene degli altri,
+ne sia pure ereditario quanto si vuole il
+concetto, non è in molti casi il mio bene, è
+spesso il mio danno, il mio pericolo, il mio sacrifizio:
+e di questo sacrifizio, di questo pericolo,
+di questo danno io non vorrò a nessun patto
+saperne.&mdash;</p>
+
+<p>Il generale stette un istante sopra pensiero.</p>
+
+<p>&mdash;Sentite,&mdash;diss&rsquo;egli poscia,&mdash;io non la
+intendo così: senza badare a questi danni, a<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+questi pericoli, io ho sempre fatto il mio dovere.</p>
+
+<p>&mdash;Lo credo, e lo so,&mdash;si affrettò a rispondere
+Maurizio.&mdash;Ma questo, con vostra buona
+pace, non lo avrete fatto per omaggio alla morale
+indipendente.</p>
+
+<p>&mdash;E per che cosa, secondo voi?</p>
+
+<p>&mdash;Per avanzo di vecchie idee, generale. Qui
+davvero il principio di eredità vi soccorre. Avete
+infatti la eredità di un complesso di conseguenze
+legittime che l&rsquo;umanità ha tratte via via da
+parecchie religioni e da parecchi sistemi filosofici,
+di cui è vissuta, con cui e per cui è progredita.
+Ecco perchè uno spirito forte dei nostri
+giorni può andare avanti, più avanti di molti
+altri nel sentiero della filantropia, del disinteresse,
+del sacrificio di sè, immaginando di aver
+spogliata per sempre la morale della sua antica
+sanzione. Ma non si andrà molto lontano, io ve
+ne avverto, non si andrà molto lontano, con
+questo piccolo viatico. Anche le eredità più vistose
+si consumano. E la morale indipendente
+andrà fin che potrà senza Dio; poi, di attrito
+in attrito, vi sfumerà tra le mani. Temete, mio
+generale, temete che quando ne avranno assai
+meno le classi civili, non ne abbiano più affatto
+le rozze.</p>
+
+<p>&mdash;Già, l&rsquo;argomento politico! Ma non è filosofico.</p>
+
+<p>&mdash;Lo so; m&rsquo;è venuto alla mente, e l&rsquo;ho aggiunto
+alla mia dimostrazione. Dopo tutto, la<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+vostra doppia massima del non fare e del fare,
+è frutto della morale all&rsquo;antica, non già della
+morale indipendente che oggi si predica. Tutte
+le religioni l&rsquo;hanno per canone indiscusso.</p>
+
+<p>&mdash;È di tutte, e perciò non appartiene in proprio
+a nessuna;&mdash;osservò il generale.</p>
+
+<p>&mdash;Che importa? Le religioni son sante.</p>
+
+<p>&mdash;Tutte? Da parte vostra è una dichiarazione
+ben grave, signor Maurizio. Per caso, le ammettereste
+voi tutte per buone?</p>
+
+<p>&mdash;Storicamente, perchè no? Nella vicenda
+delle cose umane sono i varii modi di cercar Dio;
+e come io credo fermamente che il progresso
+umano sia a questa condizione di cercar Dio
+nella vita, così credo che Dio si sia in tutte
+riconosciuto.&mdash;</p>
+
+<p>Il generale diede in uno scoppio così fragoroso
+di risa da far rizzare la testa al capitano
+Dutolet, che involontariamente cominciava ad
+appisolarsi sul canapeino di ferro.</p>
+
+<p>&mdash;Che larghezza di comprensione! Lasciatevi
+ammirare, caro mio. Vi avverto per altro che
+l&rsquo;arciprete di San Giorgio non vi assolverebbe.</p>
+
+<p>&mdash;Lui no, forse; ma un altro, di qui a cent&rsquo;anni,
+sicuramente.</p>
+
+<p>&mdash;Possiate voi campar tanto! E credete poi
+che quell&rsquo;arciprete del ventesimo secolo riconoscerà
+l&rsquo;elemento del divino anche nella religione
+di Moloch?</p>
+
+<p>&mdash;No, egli troverà che quella non era una
+religione, ma un pervertimento di religione. Le<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+religioni, tra i popoli rozzi, girano facilmente
+alla superstizione, e la superstizione alla ferocia
+o alla stupidità sua compagna. Ma questi
+pervertimenti uccidono una religione nel tempo,
+come l&rsquo;edera sgretola il muro a cui si abbarbica;
+Dio si allontana, e passa in un&rsquo;altra.</p>
+
+<p>&mdash;Chi può saper quando, e come?&mdash;esclamò
+il generale.&mdash;Io dico invece: fare il bene,
+qualunque cosa ne avvenga.</p>
+
+<p>&mdash;È da stoici;&mdash;rispose Maurizio.&mdash;Ma presuppone
+almeno l&rsquo;imperativo morale. Perchè faccio
+io il bene? Per appagare la mia coscienza.
+Perchè la mia coscienza sceglie la sua felicità
+nel bene? Per averne un piacere. Ma è un piacere
+ideale, se il più delle volte porta danno,
+sofferenza, pericolo, sacrificio e morte. È dunque
+un ideale. L&rsquo;ideale suppone l&rsquo;idea, l&rsquo;idea suppone
+un mondo intellettuale che non è quello
+della cieca natura. Cercate, generale, indagate,
+troverete Dio necessario.</p>
+
+<p>&mdash;Dove? non si è mai visto, ch&rsquo;io sappia. Nel
+roveto, forse?</p>
+
+<p>&mdash;Nella coscienza, generale. Se ci trovate la
+contentezza, perchè non ci trovereste la sanzione
+dell&rsquo;opera buona?</p>
+
+<p>&mdash;Ci penserò; ve lo saprò dire domani.&mdash;</p>
+
+<p>Evidentemente, il generale era stanco; e nessuno
+vorrà dargli torto. Quanto al capitano Dutolet,
+egli si era addormentato del tutto. Diamo
+ragione anche a lui.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_V" id="Capitolo_V"></a><span class="chap">Capitolo V.</span><br />
+<br />
+Si viene alle grosse.</h2>
+
+
+<p>Maurizio era rimasto un po&rsquo; male. Quella improvvisa
+stanchezza del suo interlocutore poteva
+significare due cose: o che egli, Maurizio, avesse
+ecceduto nella difesa delle proprie opinioni, o
+che il suo avversario, usato al comando in ogni
+cosa, fosse noiato di sentirsi contraddire.</p>
+
+<p>Che stranezza, del resto, e come Maurizio si
+era lasciato ingannare dalle apparenze! Egli non
+avrebbe immaginato mai che quel vecchio soldato
+fosse un filosofo, che quel moderno gentiluomo
+campagnuolo avesse voluto ingombrarsi
+il cervello, asserragliare il suo grosso ateismo
+con tanto bagaglio di dottrina. Dall&rsquo;alto di quella
+barricata il castellano della Balma aveva
+scaraventato sulla testa di Maurizio i suoi duri
+sarcasmi, le sue pungenti ironie. Son pure prepotenti
+questi spiriti forti, come amano gabellarsi
+da sè! Quando si degnano di disputare
+con voi, hanno sempre l&rsquo;aria di compatirvi.&mdash;Ma
+come? anche voi, con queste idee di cent&rsquo;anni
+fa? Ma questo è risaputo; ma questo è fritto<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+e rifritto; ma questo è già stato ribattuto, polverizzato,
+annientato. Il mondo cammina, che
+diamine! In che grotta a mezza strada vi siete
+fermato a dormire? lasciatele al volgo, queste
+anticaglie; lasciatele alle donnicciuole, per
+bacco!&mdash;</p>
+
+<p>Il volgo, si sa, è tutta quella gente che non
+importa istruire, che è bene lasciare nell&rsquo;ignoranza,
+per utile suo, e nostro, per non accrescere
+il numero degli spostati, come oggi si dice,
+o degli spostatori, come forse si pensa. Le donnicciuole,
+poi, sono le loro madri, e le loro mogli;
+se occorre, saranno anche le loro figliuole e
+le loro nipoti. Gli spiriti forti non si abbassano;
+deridono o sorridono, secondo i casi e gli umori;
+ma passano sopra, gloriosi della loro dottrina,
+o di quella del sapiente di rimpetto; il
+quale sarà vissuto magari nel sereno disprezzo di
+ogni ubbìa metafisica, di ogni «concrezione ereditaria»,
+ma poi sarà morto ascritto, per via
+di transazione, a qualche chiesa protestante, oppure,
+senza mezzi termini, col prete al capezzale
+e con al collo la medaglia benedetta dal papa.
+«Rammolliti», si capisce; tutti rammolliti, gli
+spiriti forti che non durano tali fino all&rsquo;ultimo.
+Perciò vien di moda il premunirsi contro queste
+defezioni dell&rsquo;ultim&rsquo;ora, dichiarandole anticipatamente
+debolezze della nostra povera
+fibra.</p>
+
+<p>E questo è poco male, finalmente; anzi non lo
+sarebbe affatto, a considerare le cose con ispi<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>rito
+di libertà. Ma il guaio è che questa divisione
+di spiriti forti e di spiriti deboli ha ridotto il
+nostro mondo civile ad una ben malinconica
+convivenza di due società, tra le quali è stretta
+unione d&rsquo;interessi, di affetti, di consuetudini,
+e un gran vuoto per tutto il resto, che è poi la
+vita intellettuale, la vita morale delle anime.
+Donde avviene che questo povero mondo civile
+vada così barcollando alla sua meta misteriosa,
+come gli ubbriachi a casa loro, non indovinando
+più l&rsquo;uscio, e tante volte neanche la strada.</p>
+
+<p>Tra il signor Maurizio e il castellano della
+Balma si era fatta la pausa un po&rsquo; lunga. Il
+terzo, che sonnecchiava così bene sul piccolo
+canapè di ferro, ne era stato svegliato in soprassalto,
+come avviene in istrada ferrata al fermarsi
+improvviso del treno. Il capitano Dutolet
+aveva aperto un occhio, poi l&rsquo;altro, ed era rimasto
+lì trasognato a guardare, mezzo intirizzito,
+mentre Maurizio si tormentava i baffi, e
+il generale, per occupare in qualche modo il
+silenzioso intermezzo, cercava di accendersi un
+sigaro.</p>
+
+<p>Il signor di Vaussana se ne sarebbe andato
+assai volentieri, levando anche d&rsquo;impiccio il suo
+avversario. Ma un pensiero lo tratteneva. La
+contessa Gisella gli aveva detto di aspettarla. E
+forse aspettarla era male. Ritornando, la signora
+avrebbe trovato il marito di cattivo umore, tanto
+nervoso da non lasciar passare il menomo complimento,
+da veder tenerumi, smancerie, sve<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>nevolezze
+in ogni discorso. I mariti in collera
+son tutti così, bestie feroci; e guai ad essere
+graziosi, cortesi, galanti, quando essi hanno le
+sopracciglia aggrondate.</p>
+
+<p>Andarsene, dunque, scegliendo tra i due mali
+il minore? Sì, ma per qual via? Anche nella
+scelta della via c&rsquo;era il pericolo, per un verso
+o per l&rsquo;altro, di urtare i nervi al signor generale.
+Se andava per il gran viale, non poteva il castellano
+domandare che novità fosse quella? Le
+novità dànno sempre materia a pensare. Se andava
+per la strada del bosco, non si poteva
+credere che l&rsquo;avesse scelta per combinar laggiù
+la contessa Gisella, che appunto di là era andata
+e di là sarebbe tornata?</p>
+
+<p>Noiosa condizione di un uomo messo lì a dibattersi
+tra la stizza e le convenienze sociali!
+Ed ecco i bei resultati delle discussioni. Ma
+egli, in fin dei conti, se era stato vivace nella
+espressione del suo pensiero, non aveva neanche
+trasmodato, e a quella vivacità era stato spinto
+dal tono sarcastico del signor generale. Dal fondo
+dell&rsquo;anima non gli traluceva forse il pensiero
+di canzonare Maurizio per la sua fede? Ora uno
+spiritualista, un credente, deve esser tanto più
+sincero, in quanto che troppa gente, che crede,
+par quasi che si vergogni di confessarlo davanti
+agli spiriti forti. Egli non aveva da parlare
+come un teologo, non avendo studiato teologia;
+ma da filosofo non materialista, nè scettico,
+doveva egli, per ottener grazia dal suo<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+contradditore sarcastico, dare addosso a quelle
+credenze in cui sono stati educati i nostri padri,
+e in cui saranno ancora educati i nostri figliuoli?</p>
+
+<p>Più ci pensava, e più si persuadeva di non
+aver niente a rimproverarsi. Quanto al generale,
+facesse il broncio fin che voleva. A un certo
+punto, se il silenzio fosse durato dell&rsquo;altro, Maurizio
+avrebbe guardato l&rsquo;orologio, fatto un gesto
+di terrore e parlato del solito appuntamento che
+cava gli uomini da una posizione difficile. Ma
+grazie al cielo non fu mestieri di bugie; la contessa
+Gisella appariva dal sentiero del bosco.
+Era un pochino affannata dalla corsa, e accesa
+in volto più dell&rsquo;usato; ma il color delle rose
+le tornava bene come quello dei gigli. Venne
+innanzi leggera, saltellante come una bambina,
+sorridente come l&rsquo;aurora. Non era un complimento,
+non una esagerazione il dire che con lei
+ritornava la luce. Che bella cosa una bella donna!
+C&rsquo;è chi la preferisce al telegrafo e alle
+strade ferrate. Io all&rsquo;invenzione della stampa.
+E voi?</p>
+
+<p>Il generale parve gradir molto l&rsquo;arrivo di sua
+moglie. La contessa giungeva opportuna a rompere
+quella scena muta.</p>
+
+<p>&mdash;Già finita la discussione?&mdash;domandò ella,
+avvicinandosi al crocchio, che per verità non
+appariva troppo animato.</p>
+
+<p>&mdash;Sì,&mdash;rispose Maurizio, inchinandosi.</p>
+
+<p>&mdash;E siete battuto?<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non so; forse.... e senza esserne persuaso.
+Tutti i vinti sono così;&mdash;soggiunse egli, sorridendo;&mdash;non
+vogliono mai convenire della
+loro disfatta.</p>
+
+<p>&mdash;Ti avverto, mia cara,&mdash;entrò a dire il
+generale, con la sua grossa voce ancora gonfia
+di stizza,&mdash;che il signor di Vaussana ha finora
+il vantaggio. Questo sia detto per la verità.&mdash;</p>
+
+<p>Non era molto; ma era già qualche cosa. Maurizio
+colse il buon punto per esser cortese a
+sua volta.</p>
+
+<p>&mdash;In omaggio alla verità,&mdash;riprese egli,&mdash;diciamo
+che voi mi avete promesso di pensare
+a certi argomenti miei. Potete vincermi ancora;
+le sorti della battaglia sono dunque indecise.
+E la vostra ammalata, contessa?</p>
+
+<p>&mdash;Ah, la povera Biancolina? Febbre, signor
+Maurizio, gran febbre, e complicata di miseria.
+Le disgrazie piovono addosso ai Feraudi con
+un accanimento strano. Son già debitori di un
+semestre al Pinaia, il potentissimo fornaio e
+pastaio di San Giorgio, un proprietario con cui
+non si scherza, a quanto pare; e una mucca è
+morta improvvisamente nella settimana scorsa,
+e l&rsquo;altra ha il latte cattivo. Il marito è filosofo,
+e pensa, guardando in aria; la moglie,
+rovinata dallo stento, ha dovuto mettersi a letto.
+Sapete voi, quando una povera donna dei campi
+si mette a letto, che cosa vuol dire? che la
+casa resta senza governo, i piccini senza zuppa,
+le bestie senza strame, e tutto il resto in con<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>seguenza.
+Vedete che compassione! Ho aiutato
+come ho potuto; ma finora, più che altro, con le
+buone parole. Intanto ci vorrà il medico, e manderò
+subito a cercarlo.</p>
+
+<p>&mdash;Permettete che lo cerchi io, discendendo
+in paese;&mdash;disse Maurizio, con accento premuroso.&mdash;Tra
+mezz&rsquo;ora egli potrà essere lassù al
+Martinetto.</p>
+
+<p>&mdash;Grazie, accetto l&rsquo;offerta;&mdash;rispose la contessa.&mdash;Io
+penserò invece a mandar brodo e
+qualcos&rsquo;altro a quella poveretta.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non la conosceva neanche di vista,
+l&rsquo;ammalata del Martinetto. Il Feraudi, marito
+filosofo, lo aveva appena veduto qualche volta
+pascolar le sue bestie sui greppi, tra il Martinetto
+e la Balma. Pure, si mostrò addolorato
+per le disgrazie di quella povera gente: ed anche
+ne fu consolato, pensando che la sua conversazione
+andava lontana le mille miglia da ogni
+pericolo di galanteria. Il generale, del resto, a
+poco a poco aveva spianate le rughe, e si degnava
+di mettere qualche parola nel dialogo. Maurizio
+gli rivolse il discorso, temperatamente, placidamente,
+come se nulla fosse avvenuto.</p>
+
+<p>Frattanto doveva prendere commiato, avendo
+fretta di andare pel medico.</p>
+
+<p>&mdash;Bravo, correte;&mdash;gli disse Gisella con
+quella stessa amabile sollecitudine che avrebbe
+usata in altre occasioni per trattenerlo ancora
+un poco alla Balma.&mdash;Immagino che il dottore
+conosca la strada.<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Se non la conoscerà gliela insegnerò io,
+che ho i miei monti.... sulla punta delle dita.&mdash;</p>
+
+<p>Gisella gli porse la mano. La stretta era sempre
+stata amichevole, come dev&rsquo;essere lo <span class="g">shake hand</span>,
+dal giorno che l&rsquo;Inghilterra lo ha diffuso
+per tutto il mondo civile. Ma quella volta fu confidente,
+fraterna, come di due persone che hanno
+conchiuso un patto. Non erano essi associati oramai
+da un&rsquo;opera di carità?</p>
+
+<p>&mdash;Se avete notizie, ce le porterete domani,
+non è vero?&mdash;disse Gisella.</p>
+
+<p>Anche il generale brontolò un arrivederci. Il
+capitano Dutolet, detto il buon ragno, ed anche,
+aiutando il suo nome di battesimo, Guglielmo
+il taciturno, abbozzò un sorriso ed una parola
+di due sillabe almeno. Maurizio si avviò spedito,
+e scese quella volta dal gran viale. Per
+quella novità ci era una ragione evidente: il
+medico abitava per l&rsquo;appunto in principio del
+paese, cioè verso le falde del poggio su cui
+sorgeva il castello della Balma.</p>
+
+<p>Il medico fu presto ritrovato, e con le più
+calde esortazioni spedito, subito al Martinetto,
+di cui fortunatamente conosceva il sentiero.
+Maurizio lo accompagnò per un tratto, facendo
+raccomandazioni. Quando il discepolo d&rsquo;Esculapio
+fu di ritorno, lo trovò ancora sulla sua strada,
+desideroso di notizie. Aveva trovata la febbre,
+difatti, e piuttosto forte, più vicina ai quaranta
+gradi che ai trentanove. Ma egli si era trovato
+in caso di dare il rimedio, senza il bisogno<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+di scendere alla farmacia per la ricetta: preveduto
+il bisogno, la contessa aveva lasciata
+lassù una parte della sua cassettina di medicinali,
+ed egli aveva potuto somministrar subito
+una dose della inevitabile antipirina. Più tardi
+avrebbe somministrato il chinino, se quella febbre
+si fosse mostrata ribelle. Ma che febbre
+era? Reumatica, diceva il dottore, e colpiva un
+organismo intaccato dalla grama vita; occorreva
+riposo, per intanto, ed una miglior nutrizione:
+due cose che al solito non sono alla mano
+dei poveri.</p>
+
+<p>Più tranquillo da quel lato, Maurizio ripigliò
+la via del paese. Sulla piazza gli venne veduto
+il Pinaia, che stava seduto a prendere il fresco
+sull&rsquo;uscio della sua bottega. Mentre il fornaio si
+alzava a mezzo, per fargli di berretto, un&rsquo;idea
+passò veloce per la testa a Maurizio. Sì, certo,
+bisognava associarsi alle buone opere della contessa
+Gisella. Chiamò il fornaio e lo condusse in
+disparte, entrandogli subito del caso di quella
+povera gente. Ah, sì, povera gente! rispondeva
+il Pinaia, che da quell&rsquo;orecchio era un po&rsquo; duro.
+Gli erano debitori d&rsquo;un semestre, e maturato
+da un pezzo; ancora un po&rsquo; che aspettasse, gli
+sarebbero stati debitori di tutta l&rsquo;annata, cinquecento
+lire, a non contare l&rsquo;interesse della moneta.
+E non c&rsquo;era verso di spillar loro un centesimo.
+Ma quella povera mucca morta! ribatteva
+Maurizio; l&rsquo;altra col latte guasto, che non si
+poteva farne nulla; e la moglie ammalata! Tutte<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+scuse, tutti pretesti. La mucca era morta da
+cinque giorni, se mai, e il semestre lo dovevano
+da due mesi. L&rsquo;altra mucca aveva il latte guasto,
+ma si aspettava un vitello. Quanto alla moglie
+ammalata, vecchia storia! Già altre volte
+s&rsquo;era ammalata, la bella Biancolina; e sempre
+alla scadenza del semestre, per impietosire il
+padrone. Ma lui non ci cascava più, no davvero.
+Una morte, aver terra al sole; d&rsquo;allora in
+poi, quando avesse quattro soldi di costa, voleva
+metterli in rendita dello Stato; e calasse poi
+quanto voleva; ci avrebbe sempre risparmiato
+di più, che a farsi mangiar vivo dai contadini.
+Brutta razza, i contadini; astuti, furfanti di tre
+cotte, sempre lì a piangere miseria, coi gruzzoli
+di marenghi nel saccone.</p>
+
+<p>Maurizio era lì lì per domandargli:&mdash;E voi,
+Pinaia, di che razza siete disceso?&mdash;Ma non
+volle aver due litigi in un giorno, cascando dal
+generale al fornaio. Si contentò in quella vece
+di dirgli:</p>
+
+<p>&mdash;Sentite, Pinaia: quella gente mi preme. Può
+esser vero quel che voi dite; può anche non
+esser tale, e in questo caso io avrei rimorso di
+non essermi interessato per le loro disgrazie. È
+giusto nondimeno che abbiate il fatto vostro,
+aggiustiamola così: se non pagheranno loro, pagherò
+io.</p>
+
+<p>&mdash;Quand&rsquo;è così, non parlo più, e al Martinetto,
+non domanderò più un quattrino.</p>
+
+<p>&mdash;No, non correte tanto;&mdash;disse Maurizio,<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+che già temeva di parergli troppo generoso.&mdash;Volevo
+dire che vi sto garante, sicuro come
+sono che pagheranno.... entro il mese.</p>
+
+<p>&mdash;Non me ne parli; non posso aspettar tanto
+le buone grazie del Feraudi. Passerà il mese e
+non avrò nulla; ci metterei la mano sul fuoco,
+tanto ne sono sicuro. Se devo aspettare il mio
+denaro da Lei, passi tutto il tempo che Le
+piacerà, signor conte.</p>
+
+<p>&mdash;Ah no, questo, no; io non ho l&rsquo;uso di farmi
+far credenza;&mdash;disse Maurizio, alterato.&mdash;Sono
+dugento cinquanta lire, avete detto? Eccole qua;&mdash;soggiunse,
+mettendo mano al portafogli.&mdash;Voi
+me le restituirete, appena il Feraudi vi avrà
+pagato.&mdash;</p>
+
+<p>Il denaro è sempre buono a prendersi. Mastro
+Pinaia allungò la mano.</p>
+
+<p>&mdash;Le faccio la ricevuta, signor conte. Se ha
+la bontà di aspettarmi un minuto....</p>
+
+<p>&mdash;No, a vostro comodo, Pinaia. Me la manderete
+domani. E grazie, non è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Lei è troppo buono, signor conte;&mdash;rispose
+mastro Pinaia, facendo le viste di non aver capita
+l&rsquo;ironia.</p>
+
+<p>&mdash;Sia pure;&mdash;rispose Maurizio, che voleva
+mostrare di aver capito il complimento del
+fornaio arpagone.&mdash;Ma vi pregherò di non
+ridirlo a nessuno. Non vorrei che mi metteste
+sulle braccia tutti i debitori morosi di San Giorgio.
+Il povero Castèu e quella poca rendita che
+mi fa vivere ci passerebbero in un mese.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Lei ha ragione a tener poca terra, signor
+conte;&mdash;conchiuse il fornaio.&mdash;Anch&rsquo;io, nel
+mio piccolo, voglio far come lei. Tutta rendita,
+tutta rendita dello Stato vuol essere.&mdash;</p>
+
+<p>Nauseato del fornaio arpagone, ma contento
+<a name="tn78" id="tn78"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'atrettanto'">altrettanto</ins> di sè, Maurizio prese la via del Castèu.
+I suoi libri, quella sera, lo trattennero lungamente
+a pensare.&mdash;Quanta roba!&mdash;diss&rsquo;egli,
+passando i suoi scaffali in rassegna.&mdash;E buona
+e cattiva; ci sono armi per tutti. Ed anche la
+buona diventa cattiva, per chi se ne serve alla
+rovescia, senza paragonare, senza mettere a contrasto,
+senza far la parte delle conclusioni frettolose.&mdash;</p>
+
+<p>Quella, notte portò in camera un volume del
+suo Cournot: <span class="g">Matérialisme, Vitalisme,
+Rationalisme</span>, ed anche, per riscontrare alcune
+preziose citazioni, <span class="g">Les Origines</span> del
+Pressensé. Buoni libri erano quelli. Anch&rsquo;egli
+aveva avuti i suoi dubbi; anch&rsquo;egli aveva tratte
+le frettolose conseguenze dallo studio di certi
+fenomeni naturali, di certe teoriche evolutive;
+quei libri, insieme coi suoi trattati di astronomia,
+e con gli studi fisiologici del Pasteur,
+lo avevano ricondotto in carreggiata. Ed anche
+aveva vedute certe conclusioni di Herbert
+Spencer a proposito dell&rsquo;inconoscibile, certe confessioni
+dello Stuart Mill a proposito della creazione,
+donde gli era apparso il dubbio del dubbio,
+cioè a dire la modica fede di quei grandi
+maestri del pensiero moderno intorno alla sal<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>dezza
+dei loro proprii sistemi. Infine, aveva ragione
+lui. È giusto, è desiderabile che la scienza
+positiva, che dubiti di tutto, che tutto rimetta
+in discussione e sottoponga nuovamente
+ad esame, distruggendo, ma col proposito di riedificare.
+Così era avvenuto in materia d&rsquo;antichità,
+per la storia delle origini Romane, che
+dopo aver negato ogni fede a Tito Livio e a
+Dionigi d&rsquo;Alicarnasso, si ebbe ancora ricorso
+a quei due disgraziati, perchè aiutassero a rimettere
+in piedi il loro edificio crollato.</p>
+
+<p>Il giorno seguente, all&rsquo;ora solita, forse qualche
+minuto dopo, anzi che prima, il signor di
+Vaussana rifece il gran viale della Balma. Perchè
+il gran viale e non il sentiero del bosco?
+Mah.... non indaghiamo certi arcani del cuore.
+Quel giorno egli andava un pochettino come la
+biscia all&rsquo;incanto, lassù. Ma era necessario; aveva
+promesso alla signora. E fors&rsquo;anco il generale
+si era mutato da quello del giorno innanzi.
+Ma no, sarebbe stato un miracolo; e Maurizio,
+con tutta la sua fede, non credeva ai miracoli.</p>
+
+<p>Per dargli ragione, quel giorno il signor generale
+era aggrondato. Stava giocando a picchetto
+col capitano Dutolet; forse perdeva. All&rsquo;arrivo
+di Maurizio si degnò di smettere il giuoco;
+facile sacrificio per coloro che pèrdono. La
+contessa Gisella stava ricamando, accanto alla
+finestra.</p>
+
+<p>&mdash;Grazie;&mdash;gli disse ella, appena lo ebbe
+veduto comparire.&mdash;Il dottore è già stato tre<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+volte al Martinetto; due ieri, e una stamane. La
+nostra ammalata va discretamente. C&rsquo;è anche
+una donna del paese per aiuto. L&rsquo;avete mandata
+voi?</p>
+
+<p>&mdash;No, signora; ma ne avevo parlato al dottore,
+ed egli avrà provveduto.</p>
+
+<p>&mdash;Siete dunque voi egualmente. Così i piccini
+son governati, e l&rsquo;inferma è tranquilla; grazie
+ancora.&mdash;</p>
+
+<p>Il generale stava in contemplazione davanti a
+sua moglie. Maurizio, per non aver aria di parlar
+sempre con lei, gli rivolse il discorso.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, generale, ci avete pensato?&mdash;</p>
+
+<p>Il generale fece il gesto dell&rsquo;uomo che non si
+ricorda alla prima; poi, dopo una spallata, rispose:</p>
+
+<p>&mdash;No caro, non ho voluto perdere il mio
+tempo.&mdash;</p>
+
+<p>La risposta era dura, ed anche ruvida parecchio.
+La contessa alzò gli occhi attoniti, per
+guardar suo marito. Ma egli in quel punto non
+guardava sua moglie, e non colse al volo quell&rsquo;occhiata
+di rimprovero. Maurizio balenò un tratto,
+non sapendo che rispondere. E forse non era da
+risponder nulla; forse il generale non si sentiva
+bene quel giorno, ad onta del suo fiorente aspetto,
+della sua pelle vermiglia. Il tempo non era
+neanche buono; certamente gli dava ai nervi
+il vento di mare, così molesto, così uggioso in
+montagna, dove giunge sempre con un gran corteggio
+di nuvole.<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p>
+
+<p>Ci fu un altro silenzio tra i due, ma non così
+lungo come quello del giorno innanzi. Il generale
+non aveva veduto, ma certamente aveva sentito
+o indovinato lo sguardo di sua moglie; perciò
+credette necessario di ripigliare il discorso, e
+per salvare le apparenze, ed anche per tirare le
+somme.</p>
+
+<p>&mdash;Noi siamo, signor di Vaussana, due edificatori
+di piramidi. Voi vorreste che io fabbricassi
+la mia coi vostri materiali. Vi ringrazio,
+ma non ne ho bisogno. Costrutta coi miei poveri
+mattoni, la mia si regge, come la vostra col
+suo vecchio granito. Segno, per uscir di metafora,
+che i nostri sistemi sono due rispettivi concepimenti
+del nostro spirito. Vi ricorderò a questo
+proposito ciò che ho sentito dire un giorno
+a Parigi da una gran dama russa, a cui si <a name="tn81" id="tn81"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'dodomandava'">domandava</ins>
+in che consistesse la vantata ortodossia
+della religione sua, che era, dopo tutto,
+scismatica: «<span class="g">l&rsquo;orthodoxie c&rsquo;est ma doxie
+à moi</span>; <span class="g">l&rsquo;étérodoxie c&rsquo;est votre
+doxie à vous</span>». Voi con le.... opinioni del
+passato siete ortodosso; io sono tale con quelle
+del presente, e trovo nella teorica del Laplace,
+come nelle esperienze di Carlo Darwin e nelle dimostrazioni
+dell&rsquo;Huxley, una spiegazione sufficiente
+dell&rsquo;universo. La materia eterna e la legge
+immanente nella materia mi dànno ragione di
+tutto. Sto coi matematici, poi, e non moltiplico
+gli enti, che mi farebbero doppio e mi porterebbero
+ingombro. Ho detto, e vi saluto.<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Poteva essere una chiusa faceta, o mostrava
+almeno l&rsquo;intenzione di parer tale. Ma sicuramente
+ce ne potevano esser di serie, che non
+lasciassero tanto amaro nell&rsquo;anima. Del resto,
+a mostrare che quell&rsquo;intenzione non c&rsquo;era, il generale
+fece una giravolta sui tacchi, e se ne
+andò via zufolando.</p>
+
+<p>&mdash;Ettore!...&mdash;mormorò la signora.</p>
+
+<p>Ettore si voltò, all&rsquo;accento di rimprovero d&rsquo;Andromaca;
+si voltò, ma era già in fondo al salotto.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì,&mdash;gridò egli, stizzito,&mdash;che ci vuoi
+fare? Bisogna bene finirla così, una discussione
+come la nostra, che è già stata fatta un milione
+di volte, senza riuscire a nulla di nulla. Sono
+curiosi, questi nostri amici italiani, con la loro
+fede incrollabile! È un vizio di razza, lasciatevelo
+dire, signor di Vaussana, è un vizio di
+razza.&mdash;</p>
+
+<p>Si andava di male in peggio. Maurizio durò
+una fatica inaudita a contenersi. Ne venne a
+capo, guardando i capelli bianchi di quel diavolo
+d&rsquo;uomo; poi, con voce un po&rsquo; stridula, quasi
+sibilante, ma col sorriso sulle labbra, si contentò
+di rispondere:</p>
+
+<p>&mdash;Ed è per guarircene, che delle nazioni civili
+si studiano di restituire la nostra capitale
+alle condizioni di Benares, la città santa dell&rsquo;India.&mdash;</p>
+
+<p>Il generale non ascoltava già più; usciva dal
+salotto borbottando.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p>La contessa aveva chinata la faccia sul suo
+telaino, nascondendo la ciglia. Quando le alzò,
+Maurizio c&rsquo;intravvide una lagrima, e si turbò
+fortemente. Dopo un istante di pausa, guardò
+l&rsquo;orologio.</p>
+
+<p>&mdash;Sono le quattro,&mdash;diss&rsquo;egli;&mdash;debbo partire.</p>
+
+<p>&mdash;Già?&mdash;mormorò la contessa.</p>
+
+<p>&mdash;Signora,&mdash;rispose egli ad alta voce, tanto
+che potesse udirlo il capitano, che stava nel vano
+dell&rsquo;altra finestra, leggendo un giornale,&mdash;ero
+venuto per voi, volendo darvi notizie della commissione
+che mi avete affidata. Ora ho qualche
+cosa da fare. Forse dovrò anche assentarmi per
+qualche giorno.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;diss&rsquo;ella, guardandolo negli occhi.</p>
+
+<p>&mdash;Sì mia signora, una corsa fino a Genova.
+Non si lascia il servizio da un giorno all&rsquo;altro,
+come ho fatto io, senza che resti qualche faccenda
+da terminare. Aspetto oggi stesso una lettera;
+se non la ricevo, dovrò partire domattina
+per tempo.&mdash;</p>
+
+<p>La contessa Gisella lo guardò ancora, poi chinò
+gli occhi e la fronte, in atto rassegnato.</p>
+
+<p>&mdash;Se non ci vediamo, buon viaggio, signor
+Maurizio, e possano tutta le cose andare secondo
+i vostri desiderii.&mdash;</p>
+
+<p>Una stretta di mano, lunga e forte, disse a
+Maurizio ch&rsquo;egli era stato compreso, e ch&rsquo;egli
+aveva ragione.<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_VI" id="Capitolo_VI"></a><span class="chap">Capitolo VI.</span><br />
+<br />
+Sulla montagna.</h2>
+
+
+<p>L&rsquo;alzata d&rsquo;ingegno dell&rsquo;orologio e dell&rsquo;appuntamento,
+già vecchia di ventiquattr&rsquo;ore, ma non
+adoperata lì per lì, era tornata in buon punto
+alla mente di Maurizio. Se non l&rsquo;avesse avuta a
+mano dal giorno innanzi, certo, scombussolato
+com&rsquo;era dalla sgarbatezza del signor generale,
+non sarebbe riuscito a trovare una gretola. In
+quella vece, fortunato lui! una bugia preparata
+tirandone un&rsquo;altra, quella del viaggio necessario,
+il signor di Vaussana si ritrovò più presto
+che non pensasse fuori dell&rsquo;uscio. Troppo forte,
+per verità, la sua disperata invenzione, seguita
+da quella rapidissima fuga. Egli oramai poteva
+credere fermamente di essere stato per l&rsquo;ultima
+volta alla Balma. Infatti, se ne partiva sdegnato,
+palesemente sdegnato, senza aver preso
+congedo dal padrone di casa. Ma sì, proprio ci
+sarebbe voluta l&rsquo;altra umiliazione di andare ad
+ossequiare quell&rsquo;orso bianco! La canizie va rispettata,
+non si nega; ma ella non pretenda che
+uno si avvilisca ancora davanti a lei, perdendo
+il rispetto di sè medesimo.<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span></p>
+
+<p>Maurizio era feroce, uscendo dalla vista del
+castello. Nondimeno, facendo a gran passi il
+viale, cercò di padroneggiarsi. A lui marinaio,
+ed avvezzo agli amari bocconi della disciplina di
+bordo, la cosa non doveva esser difficile. Ne venne
+a capo, specie al Castèu, quando gli fu necessario
+rimanere un paio d&rsquo;ore, a pranzo, con la
+sorella Albertina, e davanti alle persone di servizio.
+Ma la sua tranquillità apparente lo abbandonò,
+quando egli fu solo nelle sue stanze. Quel
+generale, che uomo! un vero pazzo da catena.
+Ed era lui che aveva sentenziato non doversi mai
+discutere di politica nè di religione, tra uomini?
+Ma perchè mai c&rsquo;era cascato in quel modo egli
+stesso?</p>
+
+<p>Un sospetto s&rsquo;affacciò alla mente di Maurizio;
+il sospetto che tutta quella arrabbiatura a freddo
+fosse stata un pretesto. Se così era, l&rsquo;orso
+bianco della Balma poteva anche passare per
+un uomo di spirito. Ma ugualmente per un uomo
+avveduto? Maurizio fece il suo esame di coscienza
+con tutta sincerità. Egli ricordava benissimo
+di non aver mai detto niente alla contessa
+Gisella che potesse destar gelosia nel marito.
+Le sue galanterie erano sempre state di quelle
+che sono permesse, anzi comandate in società,
+sotto pena di passare per ignoranti o per ipocriti.
+Neanche c&rsquo;era stato il caso di coglierlo in
+flagrante di lunghe occhiate, di mute adorazioni;
+quel covare una donna con gli occhi, che alle
+volte è peggio del farle una dichiarazione, non<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+si poteva certamente rimproverare a lui, che non
+ne aveva mai avuto il costume, e dal suo riserbo
+non aveva avuto neanche ragione di dipartirsi
+alla Balma. La contessa della Bourdigue gli
+era apparsa bella, anzi bellissima: più bella del
+vero l&rsquo;aveva definita dentro di sè, ridendo della
+sua propria scioccheria. Ma le bellissime donne
+comandano più ammirazione che non ispirino
+amore; e l&rsquo;ammirazione è stato d&rsquo;animo che non
+suole durar molto. Si è sgomentati, oppressi, annichiliti
+da un tale eccesso di bellezza, che non
+par naturale; e si cerca di sfuggire più presto
+che si può a quel senso di pena. In lui, del resto,
+al senso della ammirazione artistica, era sottentrato
+il rispetto, e al rispetto l&rsquo;amicizia, quanta
+può esserne tra un uomo e una donna, ma
+certamente un&rsquo;amicizia leale. Provava accanto
+a lei un sentimento di pace ineffabile; e questo
+non si poteva scambiare per un sintomo d&rsquo;amore,
+no certo. Aggiungete questo: un giorno,
+involontariamente, come vengono spesso i cattivi
+pensieri, gli era passato per la testa che ci
+fosse qualche cosa tra la signora generala e
+quel buon ragno del capitano Dutolet; e, notate
+un importantissimo segno, non ci aveva sofferto;
+solamente si era accontentato di osservare, molto
+filosoficamente, che tutti i gusti son gusti.
+Dopo tutto, quella bellissima donna non aveva
+sposato il generale? non lo aveva voluto lei, il
+suo zio e tutore, che la precedeva di oltre quarant&rsquo;anni
+nella marcia forzata dell&rsquo;esistenza?<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span></p>
+
+<p>Quanto a sè, conchiudendo, Maurizio non vedeva
+niente di cui potesse chiamarsi in colpa.
+Ma proprio niente? E perchè, ad esempio, quella
+gioia profonda, intensa, che lo aveva tutto penetrato,
+ad una certa stretta di mano, lunga e
+forte? Dio mio, era la gioia dell&rsquo;opera buona in
+cui erano associati. E perchè quella compassione
+tanto viva per la miseria dei Feraudi?
+Gli dovevano premer tanto, i contadini del Martinetto?
+Gli uomini, di solito (e si parla dei
+buoni, dei caritatevoli) se la cavano con una
+abbondante elemosina. E in questa categoria di
+larghezze spensierate poteva entrare, mettendoci
+un po&rsquo; di buona volontà, il regalo di dugento
+cinquanta lire al fornaio di San Giorgio. Ma
+l&rsquo;ardore, la furia con cui si era adoperato per
+quella povera gente, come s&rsquo;avevano da intendere?
+Qui il signor Maurizio rimase un pochino
+dubbioso. E quel dubbio gli fece male. Lui innamorato?
+lui, che aveva giurato di non lasciarsi
+cogliere mai e poi mai?... Superficiale per deliberato
+proposito nelle sue relazioni, leggero
+e volubile per la stessa qualità della scelta, il
+brillante ufficiale di marina aveva fin allora saputo
+conciliare la incostanza del cuore con la
+probità del carattere, non turbando la pace di
+nessuno, nè la sua. Se di punto in bianco egli
+si era tanto mutato, il generale aveva avuto
+ragione ad insospettirsi; si era dimostrato un
+uomo avveduto, e insieme di spirito, cogliendo
+quel pretesto della discussione filosofica per le<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>varsi
+un importuno dai piedi. Ma perchè andarlo
+a cercare, l&rsquo;importuno, che non era e non
+voleva esser tale? Perchè, avuta la prima visita,
+si era ostinato a voler la seconda, la terza, e
+via via fino alla ventesima, o giù di lì? Eterna
+istoria! così fanno tutti, quando si fidano. Si
+annoiano di esser soli, e cercano compagnia; poi
+non si fidano più, e d&rsquo;essere accompagnati si
+seccano.</p>
+
+<p>Tutto questo ragionamento, se ragionamento
+può dirsi un simile annaspìo, riusciva a confonderlo
+sempre più. Frattanto, non sarebbe più
+ritornato alla Balma; nè, per un certo numero di
+giorni, avrebbe dovuto pensare al poi. Aveva
+annunziato un viaggio: quel viaggio bisognava
+farlo, non foss&rsquo;altro per muoversi, per isnebbiarsi
+il cervello. E non già, come aveva detto, la mattina
+per tempo; ma più tardi, nella giornata,
+alla vista di tutto San Giorgio, partì per Ventimiglia:
+giunto là, non volse per Genova, dove
+non aveva niente da fare, sibbene per Nizza,
+dove almeno era sicuro di non incontrare amici
+e conoscenti che gli entrassero della sua dimissione;
+argomento molesto, e tanto più allora,
+che di quel colpo di testa incominciava a pentirsi.</p>
+
+<p>Nizza era bella, e Maurizio non voleva negarlo,
+dopo averlo riconosciuto tante volte. Ma era
+vuota, Dio santo, fredda e senza luce; il mare
+d&rsquo;inchiostro; la via della Stazione un deserto;
+il Castello un catafalco; la passeggiata degli<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+Inglesi un mortorio. Così tingiamo noi le cose
+del colore dell&rsquo;anima nostra. Maurizio si crucciò
+a Nizza due giorni; il terzo non ci potè più resistere,
+e allora se ne ritornò a Ventimiglia, ripartendo
+per San Giorgio in modo da arrivarci
+nella notte, due ore prima dell&rsquo;alba, quando tutti
+dormivano. Dunque innamorato a buono? E dopo
+essersi messo da sè fuori del paradiso? Sì, gli
+bisbigliava un demone all&rsquo;orecchio, sì, come un
+vero collegiale. No, rispondeva una voce dal
+fondo dell&rsquo;anima, come un onest&rsquo;uomo.</p>
+
+<p>E si chiuse nelle sue stanze, risoluto di lavorare.
+Avrebbe desiderato di vedere il medico,
+per sapere qualche cosa della povera Biancolina;
+ma volle resistere a quel desiderio morboso, non
+amando lasciarsi vedere in paese. Sapessero poi,
+o non sapessero, ch&rsquo;egli era tornato; l&rsquo;essenziale
+era di non mettersi in mostra, e di poter dire
+più tardi dei fatti suoi quel che gli fosse piaciuto.
+Del resto, se lassù credevano ch&rsquo;egli fosse
+in paese, tanto peggio per chi gli aveva usato
+villanìa: si sarebbe capito, dopo tutto, ch&rsquo;egli
+aveva dovuto provvedere in qualche modo, fosse
+pure con una bugia alla tutela della sua dignità.</p>
+
+<p>Questo medesimo pensiero, cresciuto e fortificato
+nell&rsquo;anima sua, gli consigliò dopo qualche
+giorno di rompere la volontaria clausura. Gli
+pesava il vivere da schiavo. Schiavo di che,
+finalmente? Uscì, dunque, ma non per andare
+in paese: si trafugava di buon mattino dall&rsquo;uscio<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+dei campi, muovendo spedito verso la montagna.
+Non si arrisicava dalla parte dell&rsquo;Aiga; andava
+dal lato opposto, verso la Sisa, una balza indiavolata,
+più fatta per camosci che per uomini.
+Di lassù, dopo due ore di marcia, si scopriva
+molto orizzonte; inoltre, si vedeva ancora il Martinetto,
+e più in là, sull&rsquo;ultimo sporto della costiera
+boscosa, il castello della Balma.</p>
+
+<p>Nella sua prima ascensione Maurizio aveva
+portato con sè, da previdente alpinista, il suo
+binocolo a tre lenti, per campagna, teatro e marina.
+Ma la vista di lassù era così stupenda per
+lontananze preziose, che quel piccolo strumento
+ottico non gli parve bastante. Immaginate voi
+se non avesse ragione, essendogli occorso di vedere
+là in fondo, dalla eminenza della Balma,
+apparire una figura di donna. Poca cosa, per
+verità; come una chiazza di bianco sul verde, ma
+su quel bianco una macchia di rosso vivo, che
+gli rammentava un certo ombrellino. La piccola
+apparizione muoveva snella verso tramontana;
+non si vedeva più; si ritornava a vederla; pareva
+venisse alla volta del Martinetto, poichè
+non scendeva, nè andava più alta d&rsquo;una certa
+zona del bosco.</p>
+
+<p>Maurizio aveva riconosciuto Gisella, e il cuore
+gli aveva dato un sobbalzo. Si era affrettato a
+fissare il momento, guardando l&rsquo;orologio: erano
+le dieci in punto. La vide così apparire e sparire
+tre o quattro volte, secondo le sporgenze e
+le insenature della costiera; poi più nulla, e<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+passò un&rsquo;ora senza luce; ma dopo quell&rsquo;ora, sì,
+no, sì, lei ancora, avviata verso mezzogiorno,
+per ritornare al castello. Ma era quotidiana, la
+gita? Il cuore diceva di sì; l&rsquo;osservazione confermava
+la divinazione del cuore.</p>
+
+<p>Il giorno dopo, infatti, la graziosa apparizione
+si ripeteva, alla medesima ora; e questa volta
+non era più un punto bianco e rosso: era una
+figura intiera e distinta, veduta come se fosse
+a cinquanta passi da lui. Maurizio aveva lasciato
+a casa il binocolo e portato con sè un canocchiale
+di bordo, specie di telescopio, a tubi scorrenti
+l&rsquo;uno nell&rsquo;altro, per modo che non facesse
+ingombro tra le mani, nè fosse difficile portarlo
+ad armacollo. Ah, come la vedeva bene, oramai,
+la bellissima tra le belle! Graziosa nelle movenze,
+leggera nel passo, vestita di bianco, ma con
+certe screziature di rosso; i due colori che le
+piaceva di accoppiare nel suo vestiario, e che andavano
+a maraviglia con quella sua figura giovanile;
+rosso il nastro del suo cappellino di paglia,
+rosso l&rsquo;ombrellino che si spandeva come il
+calice di un bel rosolaccio sulla sua testa dorata;
+così vedeva egli Gisella, così aveva l&rsquo;illusione
+d&rsquo;esserle ancora vicino.</p>
+
+<p>Tutto ciò dava ogni giorno due ore di occupazione
+a Maurizio; pensare a quelle due ore,
+aspettarne il ritorno, erano giocondi uffizi per
+lui. E senza fallire al suo debito di onest&rsquo;uomo,
+perchè amare è permesso, anche quello che non
+ci appartiene, quando si ami da lontano, come<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+si ama una stella, seguendone il corso nello
+spazio.</p>
+
+<p>Sempre alle dieci del mattino la vedeva comparire,
+per tre giorni alla fila. Il quarto giorno
+gli prese una matta voglia di sapere che cosa
+accadesse lassù al Martinetto. Andandoci di
+buon mattino e ritornando prima delle dieci, non
+c&rsquo;era pericolo che incontrasse Gisella. Così tranquillo
+su quel punto capitale, uscì di casa muovendo
+verso l&rsquo;Aiga; di là, senza procedere più
+oltre verso la Balma, salì la montagna per raggiungere
+la cascata superiore, quella che veramente
+prendeva nome dal Martinetto.</p>
+
+<p>La gran massa d&rsquo;acqua scendeva giù per una
+piega naturale del monte, che essa aveva aiutato
+a rendere più profonda, nella notte dei secoli:
+veniva di molto lontano, e Maurizio, che
+pure da fanciullo aveva corsi e ricorsi quei greppi,
+non ne conosceva la scaturigine. Questo egli
+rammentava, che l&rsquo;acqua attraversava un gran
+prato, uno di quei prati alpini così verdi, vestiti
+qua e là da ciuffi di rododendri, e che all&rsquo;estremità
+di quel prato si rovesciava giù da una rupe.
+L&rsquo;accoglieva una prima conca, poi una seconda,
+da dove ribollendo e spumando s&rsquo;inabissava a
+forse quaranta metri più sotto, venendo a far
+girare la ruota di un mulino poco sopra il paese
+di San Giorgio. Per quel mulino, naturalmente,
+era troppa; ne bastava una derivazione, ottenuta
+dall&rsquo;arte: e il canale che serviva al mulino, e il
+resto della cascata, si ricongiungevano a poca<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span>
+distanza dal Castèu, per venire a traversare il
+paese, e far pensare di tanto in tanto ai suoi
+abitanti che una simile ricchezza d&rsquo;acqua si sarebbe
+potuta sfruttare benissimo, impiantando a
+San Giorgio uno stabilimento idroterapico, che
+sarebbe stato il decoro della valle e la fortuna
+di cinquecento famiglie, a dir poco.</p>
+
+<p>Lo stabilimento idroterapico è la solita storia
+con cui si va guastando, magari in sogno, la
+cara poesia della montagna, tirando lassù, insieme
+coi nostri acciacchi, le nostre malinconie,
+le nostre miserie fisiche e le nostre miserie intellettuali.
+Per fortuna, non ci son sempre i capitalisti
+lì pronti per tradurre i sogni in realtà.</p>
+
+<p>L&rsquo;Aiga, nondimeno, aveva trovato in altri tempi
+il suo capitalista, uomo pratico, che era salito
+su quella balza a impiantarvi un martinetto.
+Si chiamava, e tutt&rsquo;ora si chiama con questo
+nome, nelle regioni montuose dell&rsquo;Italia superiore,
+il maglio delle ferriere; donde avevano
+spesso il nome di martinetto le ferriere medesime.
+Mosso ordinariamente dalla forza dell&rsquo;acqua,
+il martinetto battendo sull&rsquo;incudine la ferraccia
+arroventata, la modellava via via, la spianava,
+la stendeva, la foggiava in ispranghe, per
+uso dei fabbri. Innanzi la scoperta del vapore e
+il minor costo delle sue applicazioni, erano i
+martinetti assai più numerosi; e per foggiare il
+ferro, come per lavorare nelle cartiere e nelle
+gualchiere, ne sorgevano dovunque scorresse un
+bel volume d&rsquo;acqua perenne. Ma generalmente<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+oramai, e più per il ferro, i martinetti ad acqua
+han persa la lite: dove la scarsezza progressiva,
+del combustibile necessario all&rsquo;arroventatura,
+dove il rinvilìo del minerale del ferro e la
+concorrenza delle migliori qualità hanno dato
+la prevalenza alle ferriere dell&rsquo;Europa settentrionale.
+Per una di queste cagioni, se non forse
+per parecchie, era andato in rovina il martinetto
+di San Giorgio.</p>
+
+<p>Qualcheduno dei proprietarii che si erano succeduti
+lassù aveva azzeccato il suo quarto d&rsquo;ora
+di poesia, facendo sorgere alquanto più su ed
+alle spalle dell&rsquo;officina un belvedere, specie di
+torrione piantato sull&rsquo;orlo dell&rsquo;abisso, con la sua
+piattaforma circondata di merli e con un lungo
+sedile corrente all&rsquo;ingiro. Si giungeva lassù passando
+attraverso una macchia di nocciuoli, dove
+era stato certamente da principio un sentiero;
+ma la traccia di questo era sparita oramai, cancellata
+da quella gran nemica d&rsquo;ogni arte che
+è la santa madre natura. Noi ordiniamo, ed essa
+confonde; i nostri muriccioli si veston d&rsquo;edera
+e di lucertole; i nostri andarini sabbiosi, le nostre
+redole fatte a musaico di sassolini a due
+tinte, si sfasciano sotto le piogge equinoziali; i
+bei prati di fieno inglese son dati in governo
+alla gramigna, e la sterpaglia riprende ben presto
+i suoi diritti dove noi avevamo ripulito col
+sarchiello, raddrizzato col traguardo e livellato
+con la tavoletta pretoria. Santa madre natura,
+che Iddio continui a benedirvi! Perchè non si<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+lascia intieramente a voi la cura di foggiare i
+nostri parchi, di svariare i nostri giardini? Qualche
+volta, non c&rsquo;è che dire, voi fate meno bello
+dei nostri architetti; per contro, fate sempre
+più grande.</p>
+
+<p>Il belvedere del Martinetto si poteva scorgere
+dall&rsquo;altra sponda della cascata; era invisibile
+dalla macchia, ed anche a chi ne conosceva l&rsquo;esistenza
+non riusciva troppo facile di ritrovarlo.
+Maurizio, che si era inerpicato in altri tempi
+lassù, con la matta e spesso pericolosa curiosità
+dei ragazzi, stentò ad orientarsi in quel
+folto di rami. L&rsquo;orrida bellezza del luogo lo
+ricompensò largamente della fatica durata. Trovò
+il belvedere, i sedili, la merlata, un po&rsquo; in
+rovina per verità, ma fresche e vive le sue ricordanze,
+all&rsquo;ombra di quel fogliame diffuso
+sulla piattaforma e sull&rsquo;abisso rumoreggiante lì
+presso.</p>
+
+<p>Pagato il tributo ai ricordi, Maurizio lasciò
+la piattaforma del torrione, e per la macchia dei
+nocciuoli discese verso il Martinetto. Una parte
+del fabbricato era andata in rovina; solo dall&rsquo;altro
+lato ne rimaneva in piedi un&rsquo;ala, convertita
+in abitazione colonica. Laggiù vivevano
+i poveri fittaiuoli del Pinaia, avendo davanti a
+sè quel magro podere e quei pascoli per cui
+dovevano pagare cinquecento lire ogni anno al
+fornaio arpagone di San Giorgio. Compiuto il
+giro della vasta rovina, Maurizio riuscì sull&rsquo;aia
+che si stendeva davanti alla casa.<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p>
+
+<p>Due piccole vite si agitavano, ognuna a modo
+suo su quell&rsquo;aia. Un ragazzetto si trastullava
+facendo correre l&rsquo;una dietro l&rsquo;altra alcune pallottoline
+di porcellana e di vetro colorato, lungo
+certi solchi che aveva scavati nel battuto: immagine
+di più faticose cure che gli sarebbero
+toccate da grande. Una bella tombolina, seduta
+con molta gravità su d&rsquo;un gradino dell&rsquo;uscio,
+abbracciava due bambole, niente di meno; una
+fatta di cenci, affagottata, sudicia, che non aveva
+più figura umana, e forse non l&rsquo;aveva avuta
+mai; l&rsquo;altra di legno, sfarzosamente vestita, con
+le guance paffute e rosse, gli occhi di smalto e
+una bella zazzeretta di ricciolini biondi: tutt&rsquo;e
+due le teneva ben strette al seno, ammirando
+l&rsquo;una, non sapendo spiccarsi dall&rsquo;altra; simbolo
+e promessa di una maternità che non avrebbe
+fatto differenza tra le sue creature, se anco
+si fossero spartite in mostri e bellezze.</p>
+
+<p>Maurizio accarezzò i bimbi ed entrò nel tugurio,
+dove trovò seduta di contro all&rsquo;uscio, a
+soleggiarsi un poco, una donna ancor giovane,
+dal viso pallido, ma dall&rsquo;occhio vivace, in aspetto
+di convalescente. Ci voleva poco a capire
+che quella era Biancolina, la povera donna
+per cui tanta inquietudine aveva regnato alla
+Balma.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;esclamò la donna, alzandosi a mezzo.&mdash;Lo
+avevo ben detto io, che sareste venuto
+a vedermi una volta.</p>
+
+<p>&mdash;Mi conoscete?<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Certamente: siete il signor Maurizio. Vi
+ho veduto una volta passare di là sotto. Mio
+marito mi ha detto: quello è il signore del Castèu,
+che s&rsquo;incammina alla Balma.&mdash;</p>
+
+<p>Diavoli di contadini! vedono tutto, loro; niente
+sfugge ai loro occhi di ramarro. Anche in
+luoghi così deserti, i passi del signor Maurizio
+erano dunque osservati? Ma sì: e se gli scriccioli,
+i merli, i passeri solitarii avessero avuto
+il dono della parola, si sarebbe sentito dire da
+molti cespugli: ecco il signore del Castèu, che
+s&rsquo;incammina alla Balma.</p>
+
+<p>Il signor Maurizio lasciò cadere l&rsquo;allusione, e
+domandò notizie della salute. Non era quasi
+da domandarne; si vedeva la guarigione avviata.
+Biancolina era tuttavia un po&rsquo; debole; della
+qual cosa si tormentava, pensando che il suo
+uomo era costretto a far lui tante cose che prima
+erano fatte da lei, come ad esempio mungere
+il latte e portarlo in paese. Quanto alle piccole
+faccende di casa, veniva tutti i giorni una brava
+donna dal mulino di sotto; e di questo la convalescente
+rendeva grazie al signor Maurizio,
+che le aveva procurato l&rsquo;aiuto.</p>
+
+<p>&mdash;Ma io non ne so nulla; io non c&rsquo;entro;&mdash;rispose
+Maurizio, schermendosi.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, così dice la mano destra della gente
+di cuore, quando la sinistra ha fatto l&rsquo;elemosina;&mdash;ribattè
+Biancolina.&mdash;Ma io so tutto,
+e della donna e del medico che siete corso a
+cercare per me; so tutto io; ci ho l&rsquo;angelo cu<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>stode
+che mi avverte di tutto. Non lo credete,
+signor Maurizio? Ed è un bell&rsquo;angelo, sapete,
+con certi capelli d&rsquo;oro filato, con certi occhi
+che paion diamanti. Ma lasciamo star l&rsquo;angelo;
+io non saprò mai come ringraziar voi, che siete
+tanto buono coi poveri. Ma se Dio ascolta le
+mie preghiere, egli vi farà contento di tutto
+quello che potete desiderare. Rosina! Vittorio!&mdash;gridò
+la donna, interrompendo il suo discorsetto.&mdash;Non
+vi spingete troppo addosso a questo
+bel signore tanto buono. Non vedete che gli
+levate l&rsquo;aria dattorno?</p>
+
+<p>&mdash;Lasciateli fare, lasciateli fare, Biancolina.
+Io amo i bambini. A te piccina; quale delle tue
+bambole mi vuoi dare in moglie?&mdash;</p>
+
+<p>La bambina rise, come una mamma che avesse
+due figliuole da collocare. Ma era una mamma
+di sei anni, e non aveva nessuna idea delle convenienze;
+e ridendo offerse tutt&rsquo;e due le figliuole.
+Maurizio baciò quella mamma, e costituì una
+dote alle figliuole, in due belle monete d&rsquo;argento;
+poi, per non far nascer gelosie, ne diede
+altre due al ragazzetto, ma senza bacio; un amichevole
+buffetto ne tenne le veci. E la ragione
+del diverso trattamento c&rsquo;era; luccicava tra il
+labbro superiore ed il naso di quel piccolo sbadato.</p>
+
+<p>&mdash;È ben fresca, questa bambola!&mdash;disse Maurizio,
+per dar sulla voce a Biancolina, che voleva
+ringraziare.&mdash;Pare comperata ieri.</p>
+
+<p>&mdash;Infatti, l&rsquo;ha portata ieri a Rosina la buona<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+fata della Balma, insieme con le pallottoline
+per Vittorio. Voi la vedrete fra poco, la buona
+fata, l&rsquo;angelo di questa casa.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio guardò l&rsquo;orologio. Erano appena le
+otto, ed egli respirò. Tra due ore sarebbe venuta
+la buona fata, ed egli non sarebbe stato più
+di mezz&rsquo;ora lassù.</p>
+
+<p>Intanto la donna proseguiva:</p>
+
+<p>&mdash;Per oggi mi ha promesso di venir prima
+del solito. Non istarà più molto a comparire
+laggiù, tra quelle due piante di rovere.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio fremette. Si era affrettato troppo a
+respirare. Stette ancora due o tre minuti, ma
+proprio sulle spine. Ed era per alzarsi, col pretesto
+di aver molto da fare; quando i bambini,
+che poc&rsquo;anzi erano tornati sull&rsquo;aia a guardar la
+belle monete d&rsquo;argento al sole, accorsero gridando:</p>
+
+<p>&mdash;La signora! la signora!&mdash;</p>
+
+<p>Un ombrellino rosso apparve laggiù, fra mezzo
+ai due roveri. Non c&rsquo;era più tempo a pretesti;
+era impossibile la fuga.<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_VII" id="Capitolo_VII"></a><span class="chap">Capitolo VII.</span><br />
+<br />
+L&rsquo;idillio del Martinetto.</h2>
+
+
+<p>Profondamente turbato, Maurizio rimase là,
+con gli occhi fissi in quel punto luminoso che
+gli appariva nel vano dell&rsquo;uscio, e con un sorriso
+impresso, suggellato sulle labbra.</p>
+
+<p>Un grido di gioia infantile, scoppiato a mezzo
+dell&rsquo;aia, lo salutò. Gisella aveva riconosciuto
+Maurizio. Affrettando il passo, la grande bambina
+ebbe l&rsquo;aria di accingersi a spiccare un volo
+verso di lui, come se volesse gettarsi nelle braccia
+d&rsquo;un fratello non più veduto da lungo tempo.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, lo dicevo ben io, che m&rsquo;aspettava una
+novità al Martinetto;&mdash;gridò ella, stendendo
+la mano a Maurizio e fissando in lui i suoi belli
+occhi incantati.&mdash;Poc&rsquo;anzi, di là dal Fontan,
+ho incontrato un bel serpente, che se ne stava
+arrotolato come un braccialetto intorno alla
+punta di un masso e mi guardava coi suoi occhietti
+maliziosi. Non aveva paura di me; ed io
+non l&rsquo;ho avuta di lui.</p>
+
+<p>&mdash;Signora....&mdash;mormorò Maurizio sgomentato.<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Perchè avrei dovuto averne?&mdash;ripigliò la
+contessa.&mdash;Vedere un serpente è di buon augurio;
+significa incontro inaspettato.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio aveva vinto quel primo sentimento
+di paura, e sorrideva, tentennando la testa.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco,&mdash;diss&rsquo;ella,&mdash;io so bene che cosa
+significhi il vostro sorriso. Se fosse stato un
+boa, o un serpente a sonagli, non è vero? Ma
+qui non ci sono serpenti a sonagli, nè boa; non
+si tratta che di povere bisce inoffensive, e il
+buon augurio rimane. Del resto, non si è avverato?
+Ma vediamo prima di tutto questa buona
+Biancolina. Come va?</p>
+
+<p>&mdash;Bene, signora; di bene in meglio: ho dormito
+tutto d&rsquo;un sonno.</p>
+
+<p>&mdash;E mangiato?</p>
+
+<p>&mdash;No, per aspettarvi. Non mi avete detto ieri
+che volevate far colazione al Martinetto?</p>
+
+<p>&mdash;Certamente ed ecco qua il mio tributo di
+provvigioni; il poco che ho potuto portare nella
+mia bisaccia, che non è quella dei frati cappuccini.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, si toglieva d&rsquo;armacollo una borsa
+e l&rsquo;apriva sulla tavola, cavandone dei piccoli
+panini dorati, un cartoccio di biscottini, e un
+secchiolino di legno ermeticamente chiuso alla
+bocca.</p>
+
+<p>I ragazzi si erano appiccicati agli orli della
+tavola, per essere ai primi posti; ed anche allungavano
+le mani, per carezzare, se non a dirittura
+per prendere.<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Vedere e non toccare, bambini; almeno per
+ora;&mdash;disse Gisella.&mdash;Ma che cosa vedo,
+signor Vittorio? che cosa vi ho raccomandato ancora
+ieri mattina?&mdash;</p>
+
+<p>Il ragazzo si fece rosso in volto come una fragola,
+e scappò via lesto lesto. Due minuti dopo
+ritornava con la faccia umida, ma, a Dio piacendo,
+abbastanza pulita.</p>
+
+<p>&mdash;Va bene, così; la faccia ha da esser sempre
+netta e tersa come uno specchio, mi capite?&mdash;riprese
+la signora, mescolando gli ammonimenti
+alle lodi.&mdash;Prendete esempio dalla vostra sorellina,
+che è sempre così linda.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, non tanto, signora, non tanto!&mdash;esclamò
+Biancolina.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, dico in paragone di suo fratello;&mdash;rispose
+Gisella.&mdash;Del resto, a quell&rsquo;età non si
+può e non si deve pretender troppo. L&rsquo;essenziale
+è di non lasciar mancare gli avvertimenti.
+Che cosa avete preparato, Biancolina?</p>
+
+<p>&mdash;Le uova fresche, il latte, il burro, tutto
+quel poco che abbiamo.</p>
+
+<p>&mdash;E il resto l&rsquo;ho portato io, compreso il caffè
+fresco e lo zucchero. Ora a noi; il fuoco è già
+acceso, come vedo. Signor Maurizio aiutatemi.
+Prendete il latte; è laggiù nella madia, in quel
+mastello coperto; e riempitene il bricco che è là
+sulla cappa del cammino. Il più grande, intendiamoci;
+l&rsquo;altro lo metterete al fuoco, dopo averlo
+riempito d&rsquo;acqua. No, no, Biancolina, state
+lì, voi;&mdash;soggiunse Gisella, non permettendo<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+che la convalescente si occupasse di nulla.&mdash;Vogliamo
+far tutto noi altri.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio era entrato con molta gravità, ed anche
+con bastante intelligenza, nelle sue funzioni
+di sottocuoco. Gisella, frattanto, con la diligenza
+e la sveltezza delle buone massaie, apparecchiava
+la tavola. Sapeva, o indovinava, dove fosse
+ogni cosa. Presa una tovaglia, la spiegava e
+la stendeva sul piano, mettendovi poi su i tovagliuoli,
+rozzi come la tovaglia, ma bianchi e
+freschi di bucato com&rsquo;essa. Poscia accanto ai
+tovagliuoli dispose piatti e bicchieri, aggiungendo
+i panini che aveva portati con sè.</p>
+
+<p>&mdash;Ho fatto bene a largheggiare nel numero,&mdash;diss&rsquo;ella,
+lodandosi un poco.&mdash;Presentivo
+ancor io che avremmo avuto una bocca di più.
+Ora alle posate; saran qui nel cassetto. Bene, è
+anche qui il pan bigio, che mi piace tanto. Lo faremo
+a fette, per istenderci il miele. A voi, Maurizio;
+un coltello, e apritemi questa secchiolina.</p>
+
+<p>&mdash;Non farò schizzare il miele?&mdash;domandò
+Maurizio, introducendo la punta del coltello sotto
+l&rsquo;orlo del coperchio.</p>
+
+<p>&mdash;Eh via, con un po&rsquo; di grazia! Del resto,
+mi pare che diciate per celia. Vedo bene che
+faremo di voi qualche cosa.&mdash;</p>
+
+<p>Appena il bricco dell&rsquo;acqua calda levò il bollore,
+Gisella andò a versarci dentro il suo caffè
+in polvere. Un buon odore aromatico si diffuse
+per la cucina, che era sala da pranzo, anticamera
+e salotto ad un tempo.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Riuscirà un caffè alla turca;&mdash;notò Gisella,
+ridendo.&mdash;Piace a voi, Mau.... signor Maurizio?</p>
+
+<p>&mdash;Certamente, è migliore;&mdash;rispose il signor
+Maurizio, dolcemente solleticato da quel
+Mau.... senza signore. Gisella si era pentita, ma
+tardi; già due minuti prima, senza avvedersene,
+lo aveva chiamato Maurizio senz&rsquo;altro.</p>
+
+<p>Cinque o sei minuti dopo, era ogni cosa, all&rsquo;ordine,
+perfino le uova, gittate nel paiuolo dell&rsquo;acqua
+bollente. Quelle uova a bere furono il
+principio della colazione; fresche, eccellenti, sorbite
+con grande facilità da Maurizio e Gisella,
+con un po&rsquo; più di lentezza da Biancolina, non
+senza guai per la tovaglia da Rosina e da Vittorio,
+che riuscirono anche ad impiastricciarsi
+la faccia. Fu un&rsquo;impresa non lieve per Gisella
+il ripulirli a dovere. I due bambini tendevano
+per altro di buona voglia il musino a quella graziosa
+mamma improvvisata, ben sapendo che
+non voleva veder volti insudiciati.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, la buona <span class="g">menagère</span>!&mdash;esclamò
+Biancolina.&mdash;Peccato che non ne abbiate dei
+vostri.</p>
+
+<p>&mdash;Che! non è forse meglio così?&mdash;rispose
+Gisella.&mdash;Per amare i bambini non è necessario
+averne dei proprii, ed ogni opinione contraria
+non muove che da un inavvertito sentimento
+di egoismo. Io li amo, perchè son creature innocenti,
+e non perchè mi debbano appartenere.
+Quando vedo una bella aurora, l&rsquo;amerò forse<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+meno, perchè non è mia? l&rsquo;amerei più, se fosse
+mia? Idee false, mia cara Biancolina, idee false,
+quando crediamo che per amar bene i bambini
+dobbiamo averne dei nostri. False almeno&mdash;soggiunse
+Gisella,&mdash;per una certa classe di
+persone; ad esempio per me. So bene che per
+voi, se non ne aveste, sarebbe una pena, non potendo
+amare e proteggere i miei. Ma io posso,
+come vedete, amare i vostri, proteggerli anche,
+ed averne il diritto, solo che io sappia metterci
+un pochino di buona grazia.</p>
+
+<p>&mdash;Un pochino!&mdash;esclamò Biancolina, ridendo.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, diciamo anche molto,&mdash;replicò
+Gisella,&mdash;purchè mi vogliate bene. Son felice
+di essere amata; solo a questo patto è buona
+la vita.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio stava a sentire, attonito, sbalordito,
+ma non da quelle parole, a cui del resto prestava
+poca attenzione, contentandosi di gustarne
+la musica. Non poteva credere a sè stesso, non
+riusciva a capacitarsi com&rsquo;ella fosse là, davanti
+a lui, come egli si trovasse a tanta festa, che non
+s&rsquo;era aspettata, e che non intendeva per qual
+miracolo gli fosse venuta: In che modo aveva potuto
+la contessa Gisella capitare a quell&rsquo;ora mattutina
+sulla montagna? e come poteva con tanta
+facilità rimanere lassù, accanto a lui? Ma non
+era ancor tutto; e d&rsquo;altro doveva maravigliarsi
+tra poco.</p>
+
+<p>&mdash;Signor Maurizio,&mdash;gli diss&rsquo;ella ad un trat<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>to,
+rivolgendosi a lui,&mdash;sono contenta di avervi
+trovato, perchè facevo conto di venirvi a cercare,
+questa mattina per l&rsquo;appunto. Già, non
+mi fate quel viso.... appena bevuto il latte e sorbite
+le uova del Martinetto, volevo calare al
+Castèu, che è così bello.... tanto bello, che me
+ne è rimasto un gran desiderio negli occhi.</p>
+
+<p>&mdash;Signora....&mdash;balbettò Maurizio,&mdash;ci potete
+venir sempre.</p>
+
+<p>&mdash;E infatti così farò. Avevo bisogno di voi,
+per una faccenda che mi preme moltissimo; e
+si tratterà d&rsquo;un discorso un po&rsquo; lungo. Ma non
+vi spaventate, ve ne prego; altrimenti non saprò
+più da dove incominciare. Sarei venuta sola,
+per un sentiero che non conosco. Voi siete qui,
+per fortuna; verrò dunque al Castèu in vostra
+compagnia, e avrò il vantaggio d&rsquo;imparare la
+strada.</p>
+
+<p>&mdash;Sono ai vostri ordini,&mdash;disse Maurizio.</p>
+
+<p>La colazione era finita, e Gisella si alzò.</p>
+
+<p>&mdash;Te ne vai, madama?&mdash;gridò Rosina, aggrappandosi
+alla gonna di Gisella.</p>
+
+<p>&mdash;No, cara; cioè, sì, ma per ritornare fra
+poco. Infatti,&mdash;soggiunse ella,&mdash;non voglio
+attraversare il paese, su quei lastroni sconnessi.
+Anche quassù ci sono dei brutti passi, ma non
+tanti; e poi non c&rsquo;è pericolo d&rsquo;ingoiar polvere,
+come laggiù. Ritornerò dunque per di qua, e vedrò
+ancora la mia Biancolina, coi suoi cari ragazzi.
+Non partirò per altro, senza aver bevuto un
+sorso d&rsquo;acqua fresca. Animo, signor Maurizio;<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+prendete quella secchia; si va alla fontana: io
+porto il bicchiere.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio si armò della secchia di rame, che
+era stato pronto a spiccar dall&rsquo;arpione. In verità,
+si poteva farne qualche cosa, di quell&rsquo;uomo, sebbene
+in quel giorno capisse poco. Ed anche si
+avviò difilato alla fontana, specie di fossatello
+scavato al piede d&rsquo;un masso e mezzo coperto
+da un arco di fabbrica, che era facile di vedere
+da un lato del piazzale, dalla parte della
+montagna. Quell&rsquo;acqua doveva essere una derivazione
+della grande cascata, che rumoreggiava
+un cinquecento passi più in là. Maurizio attinse
+l&rsquo;acqua; Gisella mise il bicchiere nella secchia,
+e bevve a larghe sorsate il fresco umor
+cristallino, mentre egli stava immobile contemplando
+la candida gola tesa della sua graziosa
+vicina. Gisella era un fior di bellezza, di salute,
+di buon umore, di astuzia garbata. Come lo
+guatava, infatti, come lo guatava di sbieco, con
+la coda dell&rsquo;occhio malizioso, mentre teneva alto
+il mento e quella bianca gola scoperta! Ma ad
+un certo punto le venne da ridere, e fu lì lì per
+ispruzzar l&rsquo;acqua in aria.</p>
+
+<p>&mdash;Badate!&mdash;diss&rsquo;ella.&mdash;Mi farete far la
+figura di un mascherone da fontana.</p>
+
+<p>&mdash;In che modo?&mdash;chiese Maurizio trasognato.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, con quella vostra faccia d&rsquo;uomo che
+non capisce....</p>
+
+<p>&mdash;Infatti, signora....<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, se non capite ora, capirete poi.
+Perchè tanta fretta? Non sarò mica tanto crudele
+da ricusarvi i miei lumi superiori.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio intese che il meglio era di non lambiccarsi
+il cervello. Perchè almanaccar tanto, e
+fantasticare intorno alle cose che si dovranno
+conoscer poi appuntino? Prese il bicchiere che
+Gisella gli offriva, e bevve a sua volta, ma senza
+aver l&rsquo;aria di notare la cortesia grande e di farne
+le meraviglie; poi riportò tranquillamente ogni
+cosa in cucina. Poco stante, salutata la Biancolina
+e accarezzati i bambini, si avviò con Gisella
+verso il balzo dell&rsquo;Aiga; la stessa strada
+per cui era venuto.</p>
+
+<p>Andarono per un tratto in silenzio. Gisella,
+passava di là per la prima volta, e guardava
+la rovina del lungo fabbricato con curiosa attenzione.</p>
+
+<p>&mdash;Che cos&rsquo;era tutto ciò?&mdash;chiese ella a Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Un martinetto, signora; una grande fucina
+per raffinare il ferro. Qui, per l&rsquo;appunto, era la
+ruota che metteva in movimento il maglio.</p>
+
+<p>&mdash;La ruota! ma l&rsquo;acqua è ancora molto lontana.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, la cascata è un trecento passi più in là.
+Ma l&rsquo;acqua da far girare una ruota dev&rsquo;essere
+di un volume determinato; bisogna dunque derivarne
+la quantità necessaria. Vedete infatti
+quel canale, mezzo coperto di sterpi; quello portava
+l&rsquo;acqua. Lassù, dietro quella balza, era la<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+presa dell&rsquo;acqua. Volete che andiamo a vedere?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè no? è un luogo tanto bello!&mdash;</p>
+
+<p>Risalirono la costiera, andando egli innanzi,
+per metterla in istrada. Non era quello il sentiero
+che doveva avvicinarli al Castèu: ma il
+signor Maurizio non pensava più affatto al Castèu.
+Così risalendo, giunsero davanti alla macchia
+dei nocciuoli.</p>
+
+<p>&mdash;Che bell&rsquo;angolo di mondo è mai questo!&mdash;esclamò
+Gisella, fermandosi in contemplazione.&mdash;Si
+sente anche lo strepito della cascata.
+Ma l&rsquo;acqua non si vede.</p>
+
+<p>&mdash;Se vi fidate di entrare in questa macchia,
+c&rsquo;è là dietro un buon posto e molto sicuro per
+ammirar la cascata, forse nel suo punto più
+bello.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè non mi fiderei, col signor Maurizio
+per guida?&mdash;diss&rsquo;ella, avanzandosi risoluta.</p>
+
+<p>Maurizio abbrancò i rami che gli vennero primi
+alle mani, e fece largo alla signora in mezzo
+a quel folto, dove ambedue si ritrovarono chiusi.
+Ella s&rsquo;inoltrava quanto permettevano via via le
+bracciate del suo compagno, e rideva.</p>
+
+<p>&mdash;Siamo prigionieri nella selva incantata;&mdash;diceva.</p>
+
+<p>&mdash;Un po&rsquo; di pazienza, signora;&mdash;rispondeva
+Maurizio.&mdash;Ancora una ventina di passi, e
+riusciremo alla luce.&mdash;</p>
+
+<p>Egli intanto si lodava in cuor suo di aver
+fatta quella strada due ore prima. Se nella mat<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>tina
+non avesse ceduto al primo impulso di rivedere
+il torrione dei suoi ricordi infantili, certamente
+non avrebbe osato allora di condurre la
+contessa Gisella a metter piede in quella fratta.
+Ed ebbe a parerle di sicuro la più esperta delle
+guide di montagna, poichè per l&rsquo;appunto una
+ventina di passi più in là finiva la macchia dei
+nocciuoli, e davanti alla contessa si schiudeva
+l&rsquo;ingresso di una piattaforma merlata.</p>
+
+<p>&mdash;Nuovo! che cos&rsquo;è?</p>
+
+<p>&mdash;Un belvedere, signora. Di laggiù si presenta
+come un torrione, di quassù come un terrazzo.&mdash;</p>
+
+<p>Gisella seguì Maurizio sulla piattaforma, guardandosi
+intorno ammirata.</p>
+
+<p>&mdash;Bello, bello, questo nido nel verde! Buon
+giorno, cardellini, lucherini, o che altro vi siate;&mdash;gridò
+ella ad uno sciame di uccelletti, che
+spulezzavano dalla frappa.&mdash;E questo bel sedile
+a cerchio? vedete che idea meravigliosa!&mdash;</p>
+
+<p>Il fragore delle acque cadenti era un po&rsquo; forte,
+per verità; pareva che dovesse spegnere le parole
+in bocca. Gisella si affacciò alla merlata
+per vedere l&rsquo;abisso; ma subito si trasse indietro.
+Lo spettacolo era stupendo, ma dava anche il capogiro.</p>
+
+<p>&mdash;Sediamo;&mdash;diss&rsquo;ella;&mdash;tanto, abbiamo
+da discorrere.</p>
+
+<p>&mdash;Sediamo;&mdash;rispose Maurizio;&mdash;sarà meglio
+qui che al Castèu. Ma proprio sareste venuta
+questa mattina laggiù?<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Certamente. Avevo da chiedervi un favore.</p>
+
+<p>&mdash;Potevate scrivermi.</p>
+
+<p>&mdash;E voi rispondermi una bella lettera, compassata,
+cortese, ma fredda, non è vero? Ci avrei
+fatto un bel guadagno! No, niente lettera, andiamo
+noi. Non c&rsquo;era che un pericolo: che foste
+partito nella mattina.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, non ho più occasione di muovermi,&mdash;disse
+Maurizio,&mdash;dopo il viaggio che ho
+fatto.... il giorno che avevo annunziato.</p>
+
+<p>&mdash;Il gran viaggio di tre giorni!&mdash;esclamò
+ella, sorridendo maliziosamente.&mdash;E ne siete
+ritornato di nottetempo, come un malfattore,
+per chiudervi in casa, per nascondervi ad ogni
+vivente. Ma non così bene, che io non lo sapessi.
+Uscivate soltanto per prendere il sentiero dei
+monti; anche questo sapevo. Che vi pare? che io
+non ci abbia una buona polizia? Molte cose ho
+saputo, signor Maurizio; e per una tra tante
+posso e voglio dirvi: siatemi amico; qua la mano,
+che io vi esprima in una stretta buona e
+fraterna tutta la mia gratitudine.</p>
+
+<p>&mdash;Gratitudine! di che?</p>
+
+<p>&mdash;Di aver pagato ad un padrone esoso il semestre
+di quella povera gente laggiù.</p>
+
+<p>&mdash;Io?...&mdash;balbettò Maurizio, confuso.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, ditemi ancora che non è vero.</p>
+
+<p>&mdash;E non lo negherò. Ma come lo sapete voi?</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;gridò ella, battendo allegramente
+le palme.&mdash;Non lo sapevo, quantunque mi paresse
+di averlo indovinato; non lo sapevo an<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>cora,
+e adesso lo so. Già, non potevate essere
+che voi; ed io quasi mi vergogno di essere stata
+in dubbio un momento. Figuratevi, l&rsquo;altro giorno
+ero andata in paese.... sperando anche un pochettino
+d&rsquo;incontrarvi; ma siamo giusti, non ero
+scesa per voi; volevo vedere il signor Pinaia,
+indegnissimo proprietario del Martinetto, e probabilmente
+di questo bel nido nel verde; volevo
+vederlo, dico, per ottener da lui che aspettasse
+ancora qualche settimana a rientrare nel
+suo avere. Il povero Feraudi, gli soggiungevo,
+avrebbe venduta la sua ultima mucca, per soddisfarlo.
+Non occorre, mi rispose il Pinaia, sono
+stato pagato; serbi la mucca per un altro semestre,
+se non riuscirà neanche allora ad avere
+la somma necessaria. Ora, vedete, signor Maurizio,
+quella povera gente s&rsquo;immagina che sia
+stata io, la benefattrice, ed io non posso lasciarle
+credere quel che non è; vi chiedo dunque
+il permesso di dire chi è stato.</p>
+
+<p>&mdash;No, non ve lo posso concedere.</p>
+
+<p>&mdash;E se me lo prendessi.... per caso, non mi
+guardereste più in viso?</p>
+
+<p>&mdash;No, vi scongiuro, non dite nulla. Più tardi,
+se mai; ci sarà sempre tempo. I ringraziamenti
+mi opprimono. Notate che quel giorno ero
+andato ancor io dal Pinaia coll&rsquo;idea di ottenere
+una proroga. Il Pinaia mi rispose male, ed io
+allora, stizzito, pagai; ma invitandolo a non dire
+il mio nome.</p>
+
+<p>&mdash;E non lo ha detto, signor Maurizio. «Sono<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+stato pagato»; furono queste le sue precise parole,
+e non volle aggiungere di più. Dunque,
+signor Maurizio, voi siete stato tanto buono; e
+non mi dite che i ringraziamenti vi opprimono,
+perchè voglio esservi grata io, che avrei pagato
+tanto volentieri il signor Pinaia. Ma io non
+avevo quella somma; avrei dovuto domandarla,
+essendo <span class="g">en puissance de mari</span>, e non potendo
+disporre di nulla, neanche del mio, senza
+farne richiesta, senza darne notizia. So bene
+che avrei ottenuto; ma per tante ragioni non mi
+piaceva di chiedere. Quante cose che una donna
+non può fare! E come sarei insorta, come mi
+sarei ribellata, quel giorno che voi siete partito
+da casa nostra! Perchè avevate ragione, Maurizio,
+e niente giustificava quella mala risposta.</p>
+
+<p>&mdash;Non parliamo di ciò, ve ne prego;&mdash;diss&rsquo;egli.&mdash;Io
+ho inghiottita l&rsquo;offesa: se ho dovuto
+in qualche modo provvedere alla mia dignità,
+credete che ciò non fu senza mia pena, e grandissima.
+Io piuttosto credevo che quella sfuriata
+a proposito di opinioni filosofiche dissimulasse
+un altro sentimento, la noia di vedermi in
+casa sua.</p>
+
+<p>&mdash;Qui v&rsquo;ingannate, non c&rsquo;è nulla di questo.
+Lo avete contradetto nelle sue opinioni scientifiche,
+e ciò lo ha fatto andar fuori. È il suo tallone
+d&rsquo;Achille. Egli si chiama Ettore, per verità;
+ma non ha meno, per questo, il suo punto vulnerabile.
+Guai a toccarlo sulla filosofia positiva.
+Ora, di aver passato il segno è convinto anche<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+lui. Il primo giorno stette grosso con tutti; il
+secondo parlò a monosillabi; il terzo, non so più
+a qual proposito, uscì in questa confessione:
+«Ho il vizio di lasciarmi portare dall&rsquo;impeto
+della passione, e il sentir troppo non è scusa
+valevole: un giorno o l&rsquo;altro mi schiaffeggerò».&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non ebbe neanche la forza di sorridere
+alla frase che esprimeva in forma così comica
+un pentimento. L&rsquo;immagine di quell&rsquo;uomo gli
+tornava incresciosa; e da parecchie ore l&rsquo;aveva
+costantemente negli occhi.</p>
+
+<p>&mdash;Come avete potuto,&mdash;diss&rsquo;egli,&mdash;uscir
+così presto di casa?</p>
+
+<p>&mdash;Ah, se ci fosse lui, mi sarebbe stato impossibile;&mdash;rispose
+candidamente Gisella.&mdash;Non
+già perchè egli m&rsquo;impedisca di andar fuori;
+ma perchè si fa colazione insieme alle dieci. Egli
+è partito ieri, e rimarrà fuori una settimana.
+La passione per l&rsquo;esercito è ancora forte in lui;
+ha voluto assistere a certe prove d&rsquo;artiglieria
+che si fanno a Vincennes; frattanto ha accompagnato
+il suo amico Dutolet, che finiva la sua
+licenza di quaranta giorni. Ecco perchè ho detto
+ieri a Biancolina che molto probabilmente sarei
+venuta a far colazione da lei. Ho la mia settimana
+di libertà; voglio andare attorno, per monti
+e per valli. E verrò anche al Castèu.</p>
+
+<p>&mdash;Il Castèu sarà felice di accogliervi. Ma
+badate; egli saprà della visita, e non gradirà
+che da parte vostra si sia fatto un passo simile.<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Perchè? Non siamo sempre in relazione con
+vostra sorella? E l&rsquo;aver annunziato voi di dover
+partire da San Giorgio, per quanto se ne potessero
+indovinar le ragioni, non sarebbe bastante
+a farci trascurare un obbligo di cortesia. Diciamo
+piuttosto&mdash;soggiunse Gisella, con la sua
+graziosa malizietta,&mdash;che la montagna è assai
+bella, che qui si sta bene, e ci si chiacchiera meglio.
+Avrò dunque il piacere di vedervi in alto. E
+poi, e poi, spero bene che appianeremo tutto, non
+è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Ah! impossibile;&mdash;proruppe Maurizio.&mdash;Impossibile
+che ci rivediamo alla Balma.... E
+forse, anche qui....</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa dite, signor Maurizio? perchè?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè.... Me lo chiedete, signora? Voi mi
+avete parlato testè di un&rsquo;amicizia fraterna; ed
+io.... io non vi posso esser fratello.</p>
+
+<p>&mdash;Lo so bene; ma allora, non ci si ha più
+da vedere come amici? Voi non ragionate, signor
+Maurizio. E come? mi fate conoscere la vostra
+bontà di cavaliere, la vostra cortesia, la vostra
+gentilezza squisita; mi conducete qua, dove io
+sto così bene a discorrere con voi, dimenticando
+ogni cosa, e poi mi mandate via?</p>
+
+<p>&mdash;Ma io non posso dimenticare.... debbo dirvelo?
+è in fine un debito di lealtà: non posso dimenticare....
+che vi amo.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio pensava che a quelle parole la terra
+gli si dovesse sprofondare sotto i piedi. Era una
+grande audacia, la sua: ma era meglio parlar<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+chiaro, e dire a quella donna a quale aspra battaglia
+si sarebbe esposto il suo cuore, accettando
+il partito da lei candidamente profferto.</p>
+
+<p>Gisella non si adontò, non rise: calma, se
+non tranquilla, perchè ella pure doveva fargli
+una confessione solenne, rispose:</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, anch&rsquo;io, signor Maurizio, vi amo.
+Zitto, non mi dite più nulla. Non guastiamo
+il valore delle nostre parole; viviamo profondamente
+il silenzio di quest&rsquo;ora. Qua, la vostra
+mano nella mia! Ma come arde la vostra, mio
+povero amico!<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_VIII" id="Capitolo_VIII"></a><span class="chap">Capitolo VIII.</span><br />
+<br />
+Celeste oblìo.</h2>
+
+
+<p>Ci sono parole nei vocabolarî; costrutti e locuzioni
+nelle grammatiche; ci stanno a guisa di
+forme morte o dormenti, che si ravvivano o si
+ridestano al suono della voce da cui son richiamate.
+Ma il risuonar loro è nulla, o ben piccola
+cosa. Ognuno può leggere, ognuno può dire,
+poichè la favella è proprio carattere dell&rsquo;uomo;
+ma il sentire, il far sentire ciò che la voce esprime,
+tutto ciò che una parola, una frase può
+contenere di pensiero, è dono di pochi, fortuna
+di rari momenti solenni. Con le stesse parole
+si può riuscir vuoti, molesti a chi ascolta, a
+chi legge; ed anche scrivere un canto di Dante,
+o una scena dello Shakspeare. Il momento solenne
+che suscita le forme dormenti, la collocazione
+che le atteggia, l&rsquo;impeto che le muove,
+l&rsquo;accento che le anima, il gesto che le sostiene,
+ecco la vita; per cui ciò che era piano risalta,
+ciò ch&rsquo;era umile diventa sublime, ciò che si
+sarebbe a mala pena ascoltato inebria, commuove,
+rapisce.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p>
+
+<p>Maurizio non s&rsquo;aspettava quella risposta di
+Gisella, non l&rsquo;aveva immaginata possibile, non
+aveva parlato per provocarla; aveva parlato dell&rsquo;amor
+suo per onesta sincerità, per risoluto disegno,
+per ragionevole speranza, fosse pur doloroso
+parlare, fosse pur dannoso scoprirsi, amaro
+dover rinunziare alla vista di quella divina
+creatura. Voleva fuggire, non rimanere, il poveretto;
+perciò aveva parlato in quel modo. Ma
+gli era avvenuto di sceglier male il momento, e
+forse peggio la frase. Del resto, a che sofisticar
+sulla frase? Tutto ciò che noi diciamo ha il colore
+dell&rsquo;ora, triste o lieta, benedetta o maledetta,
+in cui l&rsquo;animo nostro ha trovato modo
+di esprimersi. Quando non è più tempo, le frasi
+che dovrebbero ritrarci indietro son quelle che ci
+travolgono; le parole che vorrebbero salvare son
+quelle che <a name="tn118" id="tn118"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'pérdono'">pèrdono</ins>.</p>
+
+<p>Intendiamo lo stato di Maurizio. Quella mano
+che lo aveva già fatto tremare una volta, stringendo
+la sua un po&rsquo; più dell&rsquo;usato, quella mano
+lo fece fremere, riardere per tutte le vene. Ed
+anche Gisella, innocente creatura, non sapeva in
+quel punto che cosa si dicesse o facesse, nè dove
+potesse condurla quel moto di sincerità. Dote
+o sventura dell&rsquo;amor vero è il non veder nulla
+davanti a sè, nè d&rsquo;intorno, quando il cuore ha
+parlato, cedendo alla sublime follìa che lo invade.
+Ma infine, per questa follìa siamo nati, e
+chi se ne parte dalla vita senza averla provata,
+può dire di non esser vissuto. È ben vero, per<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+contro, che porta le sue tristi conseguenze il
+provare: qualche volta chi l&rsquo;ha provata ne muore;
+qualche volta sopravvive, ma come un sognatore,
+come un sonnambulo, come un&rsquo;ombra
+di sè stesso: il morto che cammina, secondo il
+detto comune.</p>
+
+<p>Ne avrete veduti anche voi, di questi uomini
+strani, che vi stanno là come incantati. Parlate,
+ed hanno l&rsquo;aria di ascoltarvi; li invitate a guardare
+questa o quell&rsquo;altra cosa che vi abbia colpito,
+o che attragga l&rsquo;attenzione universale, ed
+anch&rsquo;essi guarderanno dove voi dite. Ma interrogateli,
+e vedrete: vi parranno tornati allora
+allora dall&rsquo;altro mondo. Costoro pensavano ad
+un loro momento vitale, quello a cui mirano e
+per cui respirano tuttavia; lo richiamavano, il
+bell&rsquo;attimo fuggito; felici un istante nella memoria,
+lo rivivevano ancora. In quelle maravigliose
+ricostruzioni del desiderio si sente la vanità
+di tante cose miserabili, per cui gli uomini
+mediocri si struggono, i deboli ammattiscono, i
+vili strisciano, i cattivi schizzan veleno. Comandare
+ai proprii simili essendone schiavi; figurarsi
+di trascinarli essendone trascinati; credere
+d&rsquo;ingannarli essendone ingannati; è questo il
+gran fine della vita?</p>
+
+<p>Maurizio si risvegliò dal suo momento di ebbrezza.
+Era lui, lui ancora, o non forse un altro,
+il vittorioso, il felice, il signore dell&rsquo;universo?
+Anche lei, la divina creatura, gli appariva trasfigurata,
+per miracolo d&rsquo;amore. Nuovo mondo<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+era quello, altra regione, ignota sfera per lui;
+e ci viveva così bene! come in una di quelle
+nubi, luminose e fragranti, dove la fantasia dei
+pochi ha finito o indovinato che si celino, trascorrendo
+sulla terra, gli spiriti puri, gli abitatori
+del cielo. Maurizio visse estasiato in quel
+mondo, delle cose dell&rsquo;esistenza lasciando ogni
+cura alla consuetudine, esperta guida che non
+ha sempre mestieri del raziocinio. Non fa altrimenti
+il sonnambulo; va diritto e sicuro, adempiendo
+a tutti gli uffici dell&rsquo;uomo desto; per
+una cosa sola, che è la sua meta, il suo pensiero
+dominante, continua il sonno ed il sogno.</p>
+
+<p>Vederla apparire ogni giorno, lassù, nel verde
+aereo nido accanto alla cascata dell&rsquo;Aiga, che
+momento per lui! E come volavano inavvertite
+le ore, mentre la montagna custodiva il suo
+dolce segreto! Gli uccellini della macchia non
+fuggivano più, vedendo appressarsi quei due fortunati,
+immemori, inconsapevoli d&rsquo;ogni altra
+cosa che non fosse il loro affetto scambievole.
+Erano due amici, oramai, per la gaia famiglia
+del bosco. Spensierati come voi, scriccioli della
+siepe, come voi, cardellini del prato, si amavano
+senza badarsi d&rsquo;attorno, s&rsquo;inebriavano della stessa
+fragranza silvestre, della medesima freschezza,
+della medesima gioventù del creato; unica
+immagine l&rsquo;ora presente, unico pensiero il fido
+colloquio, unica legge l&rsquo;amore.</p>
+
+<p>Gisella era calma nella intensità della sua
+gioia, piena della sua felicità di dea, vera figlia<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+della natura, come l&rsquo;avevano voluta i suoi educatori.
+Sentiva allora, per la prima volta, tutta
+l&rsquo;ebbrezza del vivere; quasi per effetto di rivelazione
+subitanea, vedeva più addentro negli arcani
+delle cose; una lingua fin allora sconosciuta
+dischiudeva i suoi misteri per lei. Le pareva
+d&rsquo;intendere le voci degli uccelli nella frappa, e si
+fermava estatica ad ascoltarli.&mdash;Sentite, Maurizio:
+questo qua dice alla sua compagna che la
+mattinata è splendida, e che si potrebbe fare
+una volata fin lassù, da quei ginepri. E quest&rsquo;altro....
+ma no, diciamo quest&rsquo;altra.... Sapete di
+chi parla? Di voi, signorino; dice che siete buono,
+e gli piacete a quel modo. Cara, ma brutta!
+ragiona bene, e non mi va. Che cosa deve importare
+a voi, signorina, che il mio Maurizio
+sia buono? Non ha mica da esser tale per voi.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio rideva, partecipando con tutta l&rsquo;anima
+a quei giuochi infantili della divina creatura.
+Ma non c&rsquo;era sempre da ridere. Quello stesso
+giorno, ad esempio, volendo forse prender consiglio
+dagli uccellini, Gisella s&rsquo;inerpicava sulle
+alture, alla volta dei ginepri. Lassù, presso un
+cespuglio, aveva veduto due serpi avviticchiate,
+che davano sembianza del caducèo di Mercurio.
+Si era avvicinata, al solito, da vera figlia d&rsquo;Eva,
+con molta curiosità e senza ribrezzo, mostrando
+a Maurizio, che invano cercava di tirarla via,
+come una di quelle serpi avesse la testa quietamente
+posata tra le fauci dell&rsquo;altra, ammiccando
+di là sotto con gli occhietti astuti, mentre al<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>l&rsquo;altra,
+che la teneva stretta tra i denti, si vedeva
+palpitare con ritmo accelerato la gola gialliccia.
+Stranezza di voluttà in quelle due care
+bestiuole!</p>
+
+<p>&mdash;Andiamo, via,&mdash;diceva Maurizio,&mdash;potrebbero
+essere due vipere.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene che importa?&mdash;rispondeva Gisella,
+senza volersi spiccare di là.&mdash;Esse si amano
+e non badano a noi; si lascerebbero uccidere,
+piuttosto che muoversi. Guardate che ingegno,
+se sono velenose come voi dite; amandosi come
+fanno, si nascondono a vicenda il veleno.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non ebbe pace, finchè non l&rsquo;ebbe allontanata
+dalle serpi.</p>
+
+<p>&mdash;Lasciamole amare a modo loro;&mdash;diss&rsquo;egli;&mdash;chi
+ama non vuol testimoni.&mdash;</p>
+
+<p>Gisella sorrideva, socchiudendo i grandi occhi
+d&rsquo;indaco e sprigionandone lampi «di faville
+d&rsquo;oro» come avrebbe detto il Chiabrera; quindi
+arrovesciata la bionda testa sull&rsquo;omero, porgeva
+la bianca gola ai baci del suo sgridatore, per
+cui era tanto lieta, tanto superba di esser bella.</p>
+
+<p>Qualche volta vedevano in lontananza il Feraudi,
+piantato a guardia del suo armento su
+qualche rialto della montagna. Il contadino vedeva
+loro aggirarsi più spesso all&rsquo;aperto, per far
+le scorribande, che non per andare al Martinetto,
+dov&rsquo;era la sua convalescente, tacito pretesto a
+tutti quegli incontri quotidiani. Vedeva, dico,
+ma non dava segno di ravvisare, e lento nei gesti
+si voltava a guardare da un&rsquo;altra parte.<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Si è avveduto;&mdash;mormorava Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Non dirà nulla, amico mio;&mdash;rispondeva
+Gisella.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè ci è riconoscente e ci ama.</p>
+
+<p>&mdash;Pure, bisognerà esser cauti.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, siamo cauti, mio bel gesuita.&mdash;</p>
+
+<p>A Maurizio non piacevano i titoli; non gli
+piaceva nemmeno che per dargli del furbo o
+dell&rsquo;ipocrita fosse usato quel nome. Sentiva del
+resto in quella locuzioni l&rsquo;effetto naturale, inavvertito,
+della scuola a cui aveva imparato Gisella.
+Quello era di certo il linguaggio del conte
+Camillo, soprannominato il miscredente. Gl&rsquo;insegnamenti
+sono come le inondazioni, che si
+sovrappongono e fanno sedimento; essi lasciano
+sempre un deposito di frasi negli orecchi più delicati.
+Quelle frasi riappaiono qualche volta, senza
+che però ci si pensi, o si dia loro importanza
+veruna; riapparendo, dimostrano quale sia stata
+la scuola. E andasse pur gesuita per ipocrita;
+perchè ipocrita, poi? forse era sinonimo di cauto?
+C&rsquo;era nell&rsquo;applicazione del vocabolo un&rsquo;accusa
+di viltà ch&rsquo;egli non credeva di meritare. Il
+sentimento che Maurizio provava era ben altro,
+se mai; sentimento di pena sorda ma profonda,
+ch&rsquo;egli provava di tanto in tanto, quante volte
+per brevi intervalli, quasi lampi nel buio, gli
+tornava a mente il suo stato.</p>
+
+<p>Al silenzio del suo compagno, Gisella si avvide
+di averlo ferito.<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ma se dico per ridere!&mdash;esclamò.&mdash;Ti
+amo tanto! Abbracciami, Maurizio, abbracciami
+qui, al sereno del cielo. Il pastore ha gli occhi
+da quell&rsquo;altra parte.&mdash;</p>
+
+<p>Un bacio scoccato, una risata argentina, e
+la pace era fatta. Ma se le paci erano facili, erano
+anche facili le guerre; e queste, per brevi che
+fossero, bisognava abolirle. È il sogno di tutti
+i filantropi. Per abolire quelle piccole guerre,
+Maurizio vedeva la necessità di ravviare, di educare
+a modo suo la mirabile selvaggia. Una così
+bella creatura doveva esser perfetta; la figlia
+della natura era degna di ricevere qualche insegnamento
+dall&rsquo;arte.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè non credi?&mdash;le domandava Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Io?&mdash;rispondeva ella, stupita.&mdash;Non credo
+io dunque? Ma se credo all&rsquo;amor vostro, Maurizio!
+Ma già,&mdash;soggiungeva, ridendo,&mdash;il
+mio buon amico è un bel discorritore; bisogna
+lasciarlo discorrere. Eccomi qua, vi sento, vi
+ascolto, son tutt&rsquo;orecchi.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, questo, poi!</p>
+
+<p>&mdash;Dico per modo di dire. So bene che son
+piccini; fin troppo piccini.</p>
+
+<p>&mdash;Un&rsquo;altra! Ma con voi non si può ragionare,
+mia bella prepotente. E siete bella, troppo bella
+per me, troppo bella per ogni povero mortale.
+Perchè di questa bellezza meravigliosa non essere
+grata a Dio? Vorreste voi dunque persuadervi
+di esser nata così per un caso, per un<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+capriccioso incontro di cellule? Guardatevi in
+uno specchio, bambina miracolosa, e poi ditemi
+voi se è possibile di credere una cosa simile.</p>
+
+<p>&mdash;Ma io non credo niente di ciò che voi dite.
+Maurizio. Voi mi accusate, io dubito, di aver
+letto certi libracci di scienza moderna. Nè moderna
+nè antica, mio bel cavaliere. Vivo, amo,
+son contenta di vivere e di amare; ecco tutto.</p>
+
+<p>&mdash;No, non può esser tutto;&mdash;s&rsquo;impuntava
+a sostenere Maurizio.&mdash;Dovete essere riconoscente.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, sia, sono riconoscente.</p>
+
+<p>&mdash;A chi?</p>
+
+<p>&mdash;A te.... che mi trovi bella;&mdash;rispondeva
+la pazza canzonatrice, dando in uno scoppio
+di risa.&mdash;</p>
+
+<p>Non era ciò che voleva Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Vediamo di ragionare;&mdash;diss&rsquo;egli.&mdash;Siete
+un fiore, un bel fiore, un fiore stupendo. E
+potete non darvi pensiero del come un tal fiore
+sia nato? Potete immaginare che sia nato così,
+per un caso, per un capriccio di natura?</p>
+
+<p>&mdash;Leva il capriccio e metti il destino; metti
+la necessità, l&rsquo;utilità, quel che vorrai;&mdash;rispose
+ella, alzando le spalle.</p>
+
+<p>&mdash;Utilità!&mdash;disse Maurizio.&mdash;Passi per il
+frutto; lo capirei ancora. Il frutto è utile, infatti;
+possiamo credere che sia una necessaria
+produzione dell&rsquo;albero, come l&rsquo;albero una necessaria
+produzione del suolo....</p>
+
+<p>&mdash;Come il suolo una necessaria....<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Sì, canzonatemi ancora. Mi mettevo a ragionar
+come voi, signorina. Ma il fiore non è
+necessario, è superfluo; sopra tutto è inutile che
+sia bello. E come potrebbe essere un prodotto
+della necessità, la bellezza? Come si potrebbe
+ammettere che si fosse formata la bellezza per
+cieca e sorda opera di selezione, di adattamento,
+di evoluzione? E l&rsquo;ideale, che è il fior dello spirito,
+si sarebbe egli fatto per necessità di battaglia?
+Badate, mia dolce amica; per negare un
+intelletto creatore, noi siamo costretti a distribuire
+troppa intelligenza in ispiccioli a troppe
+miriadi d&rsquo;organismi, a troppi miliardi di miriadi
+di cellule.</p>
+
+<p>&mdash;E dàlli con le cellule! Ma io non ne so
+nulla, di tutte queste malinconie. So una cosa
+sola, Maurizio;&mdash;conchiudeva la bella birichina;&mdash;che
+noi spendiamo troppo tempo a
+discutere di filosofia. Questa è filosofia, non
+è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Quasi;&mdash;disse Maurizio, smettendo.</p>
+
+<p>Un triste pensiero gli era passato allora per
+la mente.</p>
+
+<p>&mdash;Povere nostre giornate serene!&mdash;riprese
+egli, sospirando.&mdash;Son per finire, o non le avremo
+più così lunghe.</p>
+
+<p>&mdash;Le avremo ancora;&mdash;rispose Gisella, con
+la breviloquenza che bisognava usare per certi
+argomenti.&mdash;C&rsquo;è una proroga al ritorno.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!</p>
+
+<p>&mdash;Sì, una lettera di questa mattina; avevo<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+dimenticato di dirvelo. Le esperienze di laggiù
+durano ancora, e sono molto interessanti;&mdash;soggiunse
+ella, respirando.</p>
+
+<p>Al respiro di Gisella rispose il cuore di Maurizio
+con un sobbalzo d&rsquo;allegrezza. Ma quel sobbalzo
+fu tosto represso dal ritorno di un brutto
+pensiero; dal brutto pensiero che opprimeva da
+più giorni la mente del signor di Vaussana. Perchè
+infine, lontano o vicino quell&rsquo;uomo, ciò che
+Maurizio faceva, egli gentiluomo di stampo antico,
+egli cavaliere senza macchia.... Ma no, no,
+no, non voleva pensarci.<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_IX" id="Capitolo_IX"></a><span class="chap">Capitolo IX.</span><br />
+<br />
+Sull&rsquo;orlo dell&rsquo;abisso.</h2>
+
+
+<p>E andava innanzi così, alla ventura, come si
+va pur troppo in tante circostanze della vita,
+quando non siamo noi che scegliamo il sentiero
+o regoliamo i nostri passi, ma è la nostra passione,
+il caso, il destino. Pure, come gli era concesso
+dallo stato suo, andava abbastanza guardingo,
+e in certi casi perfino sospettoso. Egli
+sentiva istintivamente che all&rsquo;effetto di quelle
+forze cieche non bisognasse aggiungere quello
+dei nostri piccoli errori, delle nostre facili dimenticanze,
+delle nostre naturali spensieratezze;
+perciò s&rsquo;impensieriva di tutto, e almeno nelle
+cose minute, non potendo più nelle maggiori,
+nelle essenziali, voleva andar cauto. Di uno temeva,
+ad esempio, di uno dubitava, e quest&rsquo;uno
+era il Feraudi, il contadino del Martinetto, il
+povero pastore che troppe volte gli accadeva di
+trovare sulla sua strada, o di veder da lontano,
+ma anche là in atto di guardare alla sfuggita,
+e certamente in condizione di notare quella as<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>siduità
+di passeggiate al deserto. La gratitudine,
+a cui aveva accennato Gisella, era sicuramente
+una bella cosa, ma anche rara, molto rara
+nel mondo, come tutte le cose belle, e tale da
+non doverci fare un grande assegnamento.</p>
+
+<p>Maurizio trovò il modo di combinare quell&rsquo;uomo
+ad altre ore, da solo, e d&rsquo;intrattenersi
+a ragionare con lui. Gli faceva larghe dimostrazioni
+di benevolenza, lo trattava con molta dimestichezza,
+quasi con amicizia, aiutando benissimo
+a colorire la cosa il ricordo di qualche
+servizio reso, e destramente conduceva il discorso
+sulla signora della Balma, affinchè quell&rsquo;altro
+dovesse dirgliene tutto quello che ne pensava,
+ed egli, dal canto suo, potesse giustificare con
+qualche buona ragione quella frequenza d&rsquo;incontri
+e di gite.</p>
+
+<p>&mdash;Che bell&rsquo;anima, la signora della Balma!&mdash;diceva
+Maurizio.&mdash;Come vuol bene a voialtri!
+Senza orgoglio, senza pregiudizi di sangue,
+non è vero? E semplice, poi! Par quasi una
+bambina. Come si diverte a correre per questi
+bei monti!</p>
+
+<p>&mdash;Già,&mdash;rispondeva il Feraudi,&mdash;in questo
+è tutta la buon&rsquo;anima di sua madre, la contessa
+Ippolita. Ma era più timida, la vecchia; non si
+fidava mica tanto; più in qua del Martinetto
+non si arrischiava mai, nelle sue passeggiate.</p>
+
+<p>&mdash;Aveva ragione, perbacco;&mdash;ripigliava
+Maurizio, felice di aver condotta la conversa<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>zione
+a quel punto.&mdash;La montagna è sicura;
+non si ricorda che ci abbiano mai torto un
+capello ad anima nata; ma dopo tutto siamo vicini
+al confine; gente di fuori, d&rsquo;una parte e
+dell&rsquo;altra, disertori, pezzenti, non ne mancheranno
+di certo; un brutto incontro non sarebbe
+neanche impossibile. Ed è per questo che mi faccio
+un dovere di accompagnarla nelle sue escursioni,
+così lunghe e frequenti.</p>
+
+<p>&mdash;Lei è savio, signor conte;&mdash;replicava il
+contadino;&mdash;e nessuno troverà da ridire intorno
+a queste precauzioni. Del resto, male non
+fare, paura non avere; ha ragione il proverbio.&mdash;</p>
+
+<p>Questi discorsi calmavano e turbavano Maurizio:
+lo calmavano per un verso, lo turbavano
+per l&rsquo;altro. Ed egli andava più guardingo che
+mai; voleva studiare, governare i suoi atti più
+che non avesse fatto fin allora. Per fortuna, dacchè
+era tornato a San Giorgio, non aveva avuto
+l&rsquo;uso di farsi vedere in paese a diporto, salvo
+nei giorni di festa, e la sua mancanza non doveva
+esser notata come un fatto singolare, come
+un cambiamento improvviso di consuetudini.
+Uscendo sempre di casa dalla parte dei campi,
+non poteva neanche esser veduto dalle case più
+vicine al Castèu. Davanti al mulino non passava
+mai, e risaliva sempre e discendeva dall&rsquo;Aiga
+facendo un giro assai largo. In casa, poi, inventava
+ogni giorno qualche pretesto di gite
+lontane sui monti, portando il fucile, come un
+gran cacciatore nel cospetto di Dio. Quel po<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>vero
+fucile riposava spesso appoggiato a qualche
+tronco d&rsquo;albero, o contro i merli del torrione,
+dove non metteva paura di certo ai garruli
+abitatori della macchia. Ma egli così faceva
+per eccesso di precauzioni, volendo essere giustificato
+più che potesse delle sue lunghe escursioni
+agli occhi delle persone di casa.</p>
+
+<p>Gisella era più forte, più serena, più franca.
+Di che cosa doveva ella temere? Usciva per
+i suoi malati, per suo diporto, per suo capriccio,
+e nelle sue gite non si era mai trovato niente
+a ridire. Non aveva fatto sempre così, anche da
+fanciulla, vivendo suo padre? Niente era mutato
+per lei, nè il casato, nè le consuetudini di
+vita. Si sentiva sempre la contessina dei tempi
+andati; tutti i servi della Balma l&rsquo;avevano sempre
+veduta andare e tornare liberamente, scorrazzare
+a quel modo.</p>
+
+<p>&mdash;Di che temete, Maurizio?&mdash;chiedeva ella,
+con la sua bell&rsquo;aria di sicurezza, donde traspariva
+anche un lampo di celia amorevole.&mdash;Voi
+v&rsquo;immaginate che tutti vogliano occuparsi dei
+fatti miei, e mi date più importanza che io
+non ho. Vi dispiace che parli così? Ebbene, diciamo
+che ne ho molta.... per te. Ma non per altri,
+sai, non per altri.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non voleva dir tutto. Le sue inquietudini
+si tenevano sempre a mezz&rsquo;aria, vagavano
+di qua e di là, senza posarsi mai sopra un certo
+argomento. Ma se le sue parole non lo accennavano,
+il suo pensiero non sapeva allontanar<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>sene,
+e negli occhi spaventati di Maurizio stava
+fissa una immagine molesta, l&rsquo;immagine che lo
+rendeva cupo, che lo faceva fremere e tremar
+d&rsquo;improvviso, anche negli impeti più caldi della
+passione. Non fremeva già, non tremava per sè;
+fremeva e tremava per la divina creatura, per
+l&rsquo;amor suo così grande, così intenso, così vivo, e
+così minacciato di morte imminente, sospeso
+com&rsquo;era ad un filo. Gli innamorati conoscono
+questi falsi equilibrii, e troppo spesso ne vivono.
+Del resto, c&rsquo;è la sua voluttà anche in
+questo vivere di spasimi.</p>
+
+<p>&mdash;Sapete,&mdash;disse un giorno Gisella, cogliendo
+a volo negli occhi di Maurizio uno di quei
+lampi che parevano illuminare di tetra luce il
+fondo del cuore,&mdash;sapete che alle volte, stando
+qui accanto a me, mi avete l&rsquo;aria d&rsquo;un condannato?</p>
+
+<p>&mdash;E non lo sono io forse?&mdash;rispondeva egli
+sospirando.&mdash;So bene quel che mi aspetta. Non
+dovrò perdervi io, e tra poco, forse domani?
+Perdervi, sì; non sarà forse un perdervi, il vedervi
+appena qualche momento, e di rado, quando
+egli sarà ritornato?&mdash;</p>
+
+<p>L&rsquo;immagine prendeva un nome; dagli occhi
+passava alle labbra. Dal giorno che Maurizio
+aveva incontrata Gisella al Martinetto, ne erano
+passati almeno diciotto, e ancora un accenno a
+lui non gli era uscito di bocca. Ma il tempo
+stringeva; il ritorno temuto non incominciava a
+sentirsi nell&rsquo;aria?<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Vero,&mdash;rispose Gisella,&mdash;non sarò più
+così libera. Triste cosa, amico mio, triste cosa!&mdash;soggiunse,
+traendo un profondo sospiro e reclinando
+la bionda testa sul petto di Maurizio.&mdash;Tu
+lo vedi, dunque? Bisognerà pensare al
+rimedio; ed io non ne vedo che uno.... ritornare
+alla Balma.&mdash;</p>
+
+<p>A quella proposta improvvisa, Maurizio ebbe
+un sussulto per tutte le fibre.</p>
+
+<p>&mdash;No, no;&mdash;diss&rsquo;egli, tremante;&mdash;come sarebbe
+possibile?</p>
+
+<p>&mdash;Nel modo più naturale;&mdash;rispose candidamente
+Gisella.&mdash;Egli vi scriverà, pregandovi
+di ritornare.</p>
+
+<p>&mdash;No, alla Balma, no, mai.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè?&mdash;chiese Gisella, non intendendo
+quella ripugnanza.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè!... mi domandate il perchè? Ma
+egli.... egli ha dei diritti, dei diritti che il mondo
+riconosce per sacri. Dio mio!&mdash;esclamò il giovane,
+abbassando confuso la fronte.&mdash;Come
+oserei ritornare lassù, ora?... L&rsquo;ospitalità.... la
+fiducia ch&rsquo;egli mostrerebbe di avere in me....
+C&rsquo;è una legge, infine, una legge che io sento di
+avere violata.</p>
+
+<p>&mdash;Maurizio! Maurizio!&mdash;gridò ella, spaventata,
+afferrandolo per le mani e costringendolo
+a guardarla negli occhi.&mdash;Ma no, che follia!&mdash;riprese
+tosto, sforzandosi di sorridere.&mdash;Perchè
+farmi paura così? La legge! la legge! Io
+ne conosco una; è quella dell&rsquo;amore. Non lo credi<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+tu, Maurizio, che questa legge vada innanzi a
+tutte le altre? Infine, ragioniamo; che cosa sono
+io per lui, se non una bambina, un ornamento
+della casa, una compagna della sua solitudine?
+e una compagna che non basta neanche a fargliela
+sentire un po&rsquo; meno, questa sua solitudine!
+Il suo cuore.... lo sai, dove lo ha egli il suo
+cuore? Nella testa, nella testa che gli ribolle
+sempre d&rsquo;idee bellicose. Era un soldato, ed è rimasto
+un soldato; l&rsquo;amor suo è il servizio, la
+disciplina, la manovra, la guerra. Vedi bene che
+t&rsquo;inganni. Doveva restare otto giorni; ha scritto
+una lettera per prolungarsi la sua licenza; ed
+ecco, siamo quasi ai venti; potremo giungere
+ai trenta, ai quaranta. E perchè? per una serie
+di esperimenti importantissimi, che lo interessano
+tanto, laggiù, nel suo campo, nel suo poligono.
+Amico mio, è l&rsquo;odor della polvere che inebria
+questi uomini. Che cosa vuoi che si faccia
+di me? Ed io, frattanto, io ho un cuore, non è
+vero? E te ne ho date le prove, Maurizio, di
+essere una buona bambina, che non ha voluto
+farvi disperare, come avrebbe fatto tanto volentieri
+una sciocca, una civetta, una donna cattiva.
+Vi ho detto: ti amo; non mi son fatta
+strappare la mia dolce confessione di bocca: e
+tu mi hai intesa, non è vero, mi hai bene intesa?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio tentò di parlare. Quell&rsquo;onda di passione,
+sollevata, ingrossata da tutti gl&rsquo;inconscii
+sofismi del cuore, incominciava a soverchiarlo.<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+Infine, egli amava quella donna, l&rsquo;amava pazzamente;
+e non era colpa sua, ma di un perverso
+destino, se due uomini erano in lui, se ragione
+e sentimento cozzavano troppo spesso nell&rsquo;anima
+sua, se quella, già usata a soccombere, voleva
+ad ogni costo farsi ascoltare, prima di oscurarsi
+e di spegnersi. Queste contradizioni sono frequenti
+nell&rsquo;uomo moderno: la natura e il sangue,
+antichissime forze, comandano una cosa; il pensiero
+e la educazione morale ne persuadono, o
+ne intravvedono un&rsquo;altra. Ma allora, non più:
+che cosa pretendeva da lui la ragione, se in tempo
+opportuno non aveva saputo parlare? Intendeva
+ella forse di ottenere alla legge del dovere
+una troppo tarda vittoria, che sarebbe stata
+un&rsquo;ingiuria? e un&rsquo;ingiuria a cui la delicatezza
+del sentimento e un&rsquo;altra specie di educazione, la
+cavalleresca, non avrebbe mai consentito? Maurizio
+tentò di parlare: e le idee che gli si affollavano
+alla mente voleva esprimerle a lei,
+stringendola nelle sue braccia, bisbigliandole in
+sommesse parole all&rsquo;orecchio della divina creatura.
+Son quelle che valgono, infatti, quelle che
+persuadono meglio.</p>
+
+<p>Ma Gisella non volle ascoltarlo. Concitata
+dalla progressione del suo stesso ragionamento,
+voleva andar oltre, e non solamente a parole.
+Come mai una argomentazione così falsa, così
+contraria agli imprescrittibili diritti del cuore,
+si era affacciata tra i dubbî di Maurizio? Con
+quei dubbî era necessario di finirla una volta<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+per sempre. Nel candore del suo peccato, trascinata
+da quell&rsquo;impeto di passione che non sente
+più freno, si alzò, spiccandosi da lui, per andare
+verso la merlata del torrione, del dolce nido in
+cui erano raccolti; si affacciò, si spenzolò fuori
+con la testa e col petto, tanto che Maurizio
+atterrito si slanciò con le braccia tese per afferrarla.
+Gisella lo trattenne con un gesto, pur
+ritraendosi e volgendosi a lui sorridente; poi
+con un altro lo trasse accanto a sè, additandogli
+l&rsquo;abisso che si schiudeva buio e rumoreggiante
+sotto i suoi occhi.</p>
+
+<p>&mdash;Guarda!&mdash;gli disse solenne.&mdash;Guardate,
+Maurizio;&mdash;ripigliò, con uno dei suoi trapassi
+consueti dalla confidenza alla cerimonia,&mdash;guardate
+bene, ma bene, là dentro. C&rsquo;è la natura
+in tutta la libera furia delle sue forze meravigliose.
+C&rsquo;è il vuoto con tutte le sue paurose
+oscurità. Ma c&rsquo;è ancora chi vuol leggere nel
+buio, chi vuol dettar legge alla natura. Ebbene
+voi che sapete tante cose, Maurizio, guardate,
+scrutate, indagate. Se c&rsquo;è in quel buio altra cosa
+che il vostro amore ed il mio, se c&rsquo;è una legge
+che li condanni, se c&rsquo;è.... se ne siete ben certo....
+gettiamoci nell&rsquo;abisso, e puniamoci da per noi
+del nostro delitto, della nostra vergogna. Vi
+piace? a me piace.... Voi siete un uomo leale,
+ed io vi crederò ciecamente; la vostra parola
+sarà la mia legge.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio fu per un istante affascinato; e istintivamente
+obbedendo, guardò nel vuoto. Rumo<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>reggiava
+l&rsquo;abisso, e nel tumulto assordante delle
+sue mille voci pareva chiamarlo.</p>
+
+<p>Sì, c&rsquo;era, la legge; c&rsquo;erano anzi mille leggi,
+tutte derivate da quell&rsquo;una, primitiva, ond&rsquo;erano
+state mosse ad un cenno del creatore le
+forze cieche della natura. Anche quell&rsquo;arco di
+sette colori vagamente disegnato a tenui gradazioni
+nell&rsquo;aria, incurvato leggermente sul baratro,
+nello strato vaporoso dove migliaia e migliaia
+di gocce diffuse in sottilissima polvere d&rsquo;acqua
+si offrivano in mobile superficie di prisma ai
+raggi del sole, anche quell&rsquo;arco pareva una rappresentazione,
+lievissima, a mala pena sensibile,
+ma pur vera, innegabile, della eternità della
+legge. E non ci avevano veduto, gli uomini primitivi,
+il segno istesso della alleanza antichissima
+della natura con Dio, del conosciuto coll&rsquo;inconoscibile?
+Attratto da quel ragionamento
+interiore, imperioso, prepotente, Maurizio levò
+gli occhi a guardare Gisella. Gisella guardava
+lui, con gli occhi fissi e le labbra tese, come
+per bere nelle prime parole di Maurizio la sentenza
+d&rsquo;entrambi. Egli rabbrividì involontariamente,
+tremò tutto di aver forse indugiato troppo
+a rispondere.</p>
+
+<p>&mdash;No, no,&mdash;diss&rsquo;egli concitato,&mdash;no, no!&mdash;</p>
+
+<p>E così gridando, l&rsquo;afferrò per la vita, traendola
+a viva forza indietro, per modo ch&rsquo;essa gli
+cadde resupina tra le braccia convulse.</p>
+
+<p>&mdash;No, no;&mdash;ripeteva frattanto,&mdash;non guardare
+laggiù. Non sai che il vuoto attira, bam<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>bina?
+Anch&rsquo;io sono stato sul punto di cedere.
+Gisella, Gisella, anima mia, vita mia, che è mai
+questo pazzo giuoco? Mi avete fatto paura. Ma
+è possibile, una follìa come la nostra? No, cara,
+no, adorata, non c&rsquo;è niente laggiù; non ha leggi
+il vuoto. L&rsquo;amore, hai ragione, l&rsquo;amore è tutto.
+Non è l&rsquo;anima del mondo, l&rsquo;amore? E noi lo vorremmo
+sacrificare a quattro leggi umane, nate
+dal fatto materiale della occupazione della terra,
+e condotte di sofisma in sofisma a giustificare
+la servitù delle anime? lo vorremmo sacrificare
+a quattro leggi, che passano e mutano, oggi più
+spesso e più facilmente d&rsquo;un tempo, tanto che
+noi medesimi le disfacciamo anche prima di vederle
+cadere in disuso per virtù di costumi? No,
+no, viviamo, Gisella, ed amiamo; il resto è nulla,
+nulla, davanti all&rsquo;amore, a questa sublime visione
+dell&rsquo;eternità, concessa alle creature da una
+misericordia suprema ed arcana.&mdash;</p>
+
+<p>Gisella ascoltava, dolcemente cullata nelle
+braccia di lui da quella musica di voci interrotte
+e di sublimi follìe. Anch&rsquo;ella, poi che tacque
+Maurizio, parlò; ed erano voci più sommesse,
+le sue, come versi di canzone mormorata tra la
+veglia ed il sonno.</p>
+
+<p>&mdash;Vorrei essere.... sì, vorrei essere la serpicina
+che posava confidente la sua bella testina elegante
+tra le fauci ardenti d&rsquo;amore del suo damo
+selvaggio; e così dolcemente stretta, dal mio
+caro spiraglio, vorrei ammiccare con la pupilla
+lucente di felicità al verde della macchia. Ma<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+perchè Maurizio, il mio dolce e sapiente signore,
+ha una così ingiusta antipatia per il serpe? Lo
+so, è un animale troppo distante oramai dal
+tipo delle altre creature viventi; ma forse perchè
+egli è il più antico tra gli esseri. E striscia, il
+poveretto; striscia, perchè il mondo è freddo,
+freddo, troppo freddo al paragone dei suoi bei
+tempi. Ma allora, chi sa quante migliaia d&rsquo;anni
+addietro, il sangue gli scorreva più caldo nelle
+vene; e il serpe andava più glorioso, con la testa
+eretta sul suo bel collo di cigno, e per tanti
+specchi quante erano le sue nitide squamme
+rinfrangeva in vivaci colori la bella luce di un
+sole più ardente. Egli era il signore del mondo,
+allora; oggi lo ha abbattuto la viltà delle cose.
+Le antiche leggende, trovandolo ancora padrone
+della terra, ne fecero il gran seduttore....
+Seduttore!&mdash;ripeteva Gisella, sorridendo placidamente
+al vocabolo.&mdash;Bel signore di Vaussana,
+non siete un gran seduttore anche voi?
+Oh, senza volerlo, quasi senza saperlo.... Povero
+il mio Maurizio tanto caro!... Ma dimmi,
+dimmi ancora una volta che son io l&rsquo;anima
+tua.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio si era mosso in soprassalto. Anch&rsquo;ella
+si scosse e rizzò la testa. Una voce si udiva,
+voce di canzone alta, squillante, di là dalla macchia
+dei nocciuoli. Ambedue riconobbero la voce
+del pastore, e sorrisero.</p>
+
+<p>&mdash;Strano!&mdash;disse Maurizio.&mdash;Non l&rsquo;ho mai
+sentito cantare.<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Tutti i pastori cantano, quando son soli;&mdash;rispose
+Gisella.&mdash;Ma per essere venuto da
+questa parte, dove non ci son prati da pascolo,
+bisognerà ch&rsquo;egli abbia pensato di farsi sentire
+da qualcheduno.</p>
+
+<p>&mdash;Per dare un avvertimento?&mdash;chiese Maurizio,
+turbato.</p>
+
+<p>&mdash;Chi sa? la voce è da amico; l&rsquo;avvertimento
+verrà certo in buon punto. Andiamo al Martinetto.&mdash;</p>
+
+<p>Si alzarono, stringendosi amorosamente per
+la vita. I cardellini della macchia videro ancora,
+un bacio lungo ed intenso, ma non lo sentirono
+scoccare. Quando i due giovani uscirono dal folto
+dei rami, il cantore non era più là; ben si
+sentiva la sua voce dalla parte delle rovine, che
+certamente egli aveva già oltrepassate, per ritornarsene
+a casa.</p>
+
+<p>&mdash;La via è dunque libera;&mdash;conchiuse Gisella.&mdash;Seguiamo
+il nostro pastore.&mdash;</p>
+
+<p>Quando giunsero sull&rsquo;aia dei Feraudi, il pastore
+era là, con l&rsquo;aria di non pensare a loro.
+Si scambiarono poche parole tra Gisella e Biancolina,
+apparsa allora sull&rsquo;uscio; poi il contadino,
+guardando lontano verso mezzogiorno,
+disse:</p>
+
+<p>&mdash;Una carrozza laggiù, al principio del paese;
+si avvia verso la Balma.</p>
+
+<p>&mdash;È lui, il generale;&mdash;soggiunse Gisella,
+volgendosi a Maurizio.&mdash;Grazie, Feraudi; non
+c&rsquo;è tempo da perdere per andarlo a ricevere.<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+Mi accompagnate un tratto, signor di Vaussana?&mdash;</p>
+
+<p>Come fu di là dai due roveri, fuor dalla vista
+dei contadini del Martinetto, Gisella trasse il
+respiro più libero.</p>
+
+<p>&mdash;Vedi, Maurizio? tutto va bene. Va&rsquo;, ora;
+riceverai una lettera, va&rsquo;.&mdash;<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p>
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_X" id="Capitolo_X"></a><span class="chap">Capitolo X.</span><br />
+<br />
+Il trattato di pace.</h2>
+
+
+<p>Maurizio era tornato al Castèu in uno stato di
+agitazione impossibile a descriversi. Passò in
+quella sua solitudine una cattiva giornata ed
+una pessima notte; nè migliore fu per lui il
+giorno seguente, nella ignoranza di ciò che accadeva
+alla Balma. Una cosa sapeva egli; che
+non vedeva Gisella, e che la montagna senza
+di lei era triste, il cielo buio, e cieco il futuro.
+Nel silenzio della sua stanza, dove egli stava di
+continuo con l&rsquo;anima in soprassalto, come gli
+tornavano più chiari i dubbî, più forti i terrori,
+più aspri e più pungenti i rimorsi! Egli, infine,
+egli era il grande colpevole. Quella innocente
+creatura l&rsquo;aveva travolta egli sull&rsquo;orlo di un abisso,
+dove mal si reggevano ambedue: un passo
+ancora, un moto imprudente, ed era perduta.
+E forse le imprudenze non erano state già troppe?
+Non era l&rsquo;amor loro sospeso ad un filo? il
+loro segreto in balìa d&rsquo;un discorso incauto, d&rsquo;una
+parola maligna, che invitasse ai sospetti? Questo
+pensiero lo faceva fremere; e questo pen<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>siero
+gli ritornava ad ogni tratto, percuotendo
+con ritmica uniformità nella notte dell&rsquo;anima
+sua, come la goccia d&rsquo;acqua gemente dalla volta
+d&rsquo;una spelonca percuote monotona, insistente,
+inesorabile, sulla concava superficie d&rsquo;un masso.</p>
+
+<p>La mattina del terzo giorno, mentre egli già
+più non sapeva in che mondo si fosse, gli fu
+portata una lettera. Non occorreva chiedere chi
+fosse stato il messaggero: la mano di scritto
+parlava chiaramente da sè. Maurizio aperse la
+busta con le mani convulse, lesse con occhi
+tremanti la lettera. Gisella scriveva:</p>
+
+<hr style="visibility: hidden; margin: 0.5em;" />
+
+<p style="text-indent: 3em;">
+«<i>Signor Maurizio</i>,<br />
+</p>
+
+<p>«Quello che ebbi il piacere di dirvi tanti giorni
+fa nel vostro Castèu, vi ripeto oggi col migliore
+inchiostro della Balma. Perchè non vi
+lasciate vedere quassù? Il generale, nostro signore
+e padrone, si maraviglia molto di non
+veder più il suo amico Sospello. Saprete pure
+ch&rsquo;egli è ritornato alla sua residenza ier l&rsquo;altro.
+<span class="g">Amitiés</span>».</p>
+
+<hr style="visibility: hidden; margin: 0.5em;" />
+
+<p>Seguiva il nome: «Gisella Matignon de la
+Bourdigue». E alla firma teneva dietro un poscritto,
+ma d&rsquo;altra mano, più ruvida, più grossa,
+più densa d&rsquo;inchiostro, come d&rsquo;uomo avvezzo a
+non mettere che firme.</p>
+
+<p>«Ma sì, mio buono, ma sì» diceva il poscritto.
+«Che diavolo v&rsquo;ha preso di non dar passata
+ad eccessi di nervi, a sfoghi di malumore? Se<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+ne avete anche voi, venite a metterli in comune.
+<span class="g">Bourdigue</span>».</p>
+
+<p>Che cos&rsquo;era avvenuto alla Balma, perchè si
+scrivessero di queste lettere a lui? Niente di
+male, a buon conto; e Maurizio incominciò a
+metter fuori un sospiro di sollievo. Poi, diffidente
+com&rsquo;era e amante di sofisticare su tutto,
+almanaccò un pezzo sul fatto che la lettera fosse
+scritta dalla contessa. Ma il poscritto del generale
+era là, e mostrava chiaramente che la
+lettera era stata scritta da lei sotto gli occhi del
+suo signore e padrone. Avesse rotto lei il ghiaccio,
+o lo avesse rotto lui, la conseguenza era
+una sola: che gli si facevano garbatamente delle
+scuse, che ogni nube era dissipata, e che egli
+poteva andare alla Balma. Ora, il poterci andare
+significava doverci andar sùbito.</p>
+
+<p>Il tono gaio della lettera significava ancora
+che tutto procedeva benissimo alla Balma. Come
+sono avvedute le donne! come sanno l&rsquo;arte di
+farsi intendere, anche quando non vi dicono nulla!
+A proposito d&rsquo;arte, non c&rsquo;era egli un po&rsquo; di
+finzione, un pochettino d'ipocrisia tra le linee,
+specie in quell&rsquo;accenno ad una visita al Castèu?
+No, perchè quella visita c&rsquo;era stata difatti, e in
+quella visita la contessa aveva detto cerimoniosamente
+al signor di Vaussana quello che più
+volte, nei confidenti colloquii della montagna,
+Gisella aveva fatto intendere e dato per sicuro
+a Maurizio. Dunque, niente ipocrisìa nella lettera,
+solamente accortezza. Che, forse, per non<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+apparire ipocriti, s&rsquo;ha egli a dire ogni cosa?
+Maurizio, frattanto, per quel cenno della visita
+di Gisella al Castèu, sapeva già come regolarsi
+alla Balma, quando avesse da incontrar la signora
+in presenza del generale. Come sono avvedute
+le donne!</p>
+
+<p>Andato quel medesimo giorno, e con aria di
+sollecitudine che rendeva più bello il suo atto,
+fu accolto a braccia aperte. Le aspre discussioni
+erano dimenticate, e non era neanche il
+caso di farci la più lontana allusione. D&rsquo;altra
+parte, la montagna aveva custodito il suo dolce
+segreto: il viso che accoglieva era sereno, l&rsquo;occhio
+limpido, il labbro sorridente.</p>
+
+<p>Maurizio non ricevette senza un po&rsquo; di vergogna
+quelle dimostrazioni di amicizia. V&rsquo;hanno
+principii che non si offendono impunemente:
+la coscienza può sonnecchiare, non addormentarsi
+del tutto; ed anche quando è lento a venire
+il rimorso, la colpa si definisce da sè nel segreto
+dell&rsquo;anima, si accusa in un vago senso di
+malessere nel profondo del cuore. Ma tanta gioia
+brillava sul volto di Gisella; tante faville d&rsquo;oro
+si sprigionavano da quegli occhi d&rsquo;indaco, che
+egli, superato il primo momento d&rsquo;angustia, non
+volle vedere, seppe non vedere più altro. Se era
+tranquilla lei, perchè doveva esser da meno il
+signor di Vaussana? Se appariva così confidente
+lei, donna, perchè sarebbe stato egli, uomo, meno
+disposto a sommergere ogni molesto pensiero nella
+sensazione profonda di un amore, che era dopo<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+tutto la sua vita, la sua felicità, la sua
+gloria?</p>
+
+<p>Intendiamo che cosa sia questa gloria. Essa
+non è certamente la soddisfazione di un grosso
+egoismo, di una piccola vanità, di una ambizione
+volgare. È anche gloria, è gloria sopra
+tutto la luce viva di cui si cinge il gran sole,
+l&rsquo;aureola di raggi onde s&rsquo;intorniano le fronti dei
+beati, la cerchia profonda di teste adoranti e
+d&rsquo;ali tese in estasi divina, onde l&rsquo;arte ideale ha
+circondata la santità trionfante. Gloria è l&rsquo;amore
+nella pienezza sublime delle sue contentezze,
+quando ha confuso due esseri che si sono
+<a name="tn146" id="tn146"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'lungamenti'">lungamente</ins> cercati e intensamente voluti; due
+vite che si librano in alto, posando immobili in
+certe lor calme serene, pari a quelle dell&rsquo;ora
+meridiana, quando sopra una medesima linea
+di mare si vedono posare due bianche vele latine;
+le quali, assai più che di far viaggio, sembrano
+compiacersi di gettare agli occhi del riguardante
+un lungo riflesso, immobile al par
+di loro, su quelle onde chete dove la luce si
+addormenta e il calore si spegne nella tonalità
+vaporosa del quadro. Dolce abbandono sul mar
+senza vento, con molta luce diffusa dall&rsquo;alto e
+con molta pace dintorno: una luce che par così
+diafana, ma in cui l&rsquo;occhio non vede; una pace
+che par tanto profonda, ma in cui l&rsquo;intelletto
+non pensa.</p>
+
+<p>Maurizio, per intanto, non pensava più che
+alla sua grande felicità. «Dio mio» diceva egli<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+in cuor suo «se questo è un sogno, fate che
+duri, fate che io non mi svegli». Ma ascolta
+Iddio tutti i voti?</p>
+
+<p>Il generale era grandemente mutato da quello
+di prima. Il recente viaggio gli aveva dato una
+scossa benefica al sangue. Aveva sentiti i tamburi,
+le musiche militari; si era tuffato nella
+prosa robusta della caserma, nella dolce poesia
+del gran rapporto, e ne era uscito rifatto come
+da un&rsquo;altra fontana di gioventù. Gli esperimenti
+della polvere senza fumo lo avevano mandato
+in visibilio; gli avantreni di nuovo modello, il
+nuovo zaino della fanteria, il nuovo cannone
+dell&rsquo;artiglieria di montagna, le nuove combinazioni
+chimiche in <span class="g">ite</span> con cui l&rsquo;amorosa umanità
+si prepara alle gioie della pace universale, lo
+avevano intenerito, ritemprato, rinvigorito, esaltato.
+In ogni ragunata dei vecchi compagni d&rsquo;armi
+il gran verbo della patria era suonato ben
+alto. Bravi soldati, che l&rsquo;abuso della filosofia
+non è ancor venuto a guastare! Ai pranzi solenni,
+ai <span class="g">punchs</span>, agli <span class="g">absinthes</span>, ai vini
+d&rsquo;onore, si era parlato spesso e volentieri di rivincita,
+e il ringiovanito Bourdigue aveva promesso
+in parecchi brindisi che tutti i vecchi si
+sarebbero trovati al loro posto di combattimento.
+«<span class="g">Coûte que coûte!</span>» soggiungeva. «Sono
+ancora saldo in sella. Vorranno ben darmi
+una brigata di <span class="g">mobiles</span>! E per riguadagnare il
+perduto non si sarà mai in troppi».</p>
+
+<p>Di tutte queste cose ragionava liberamente<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span>
+col signor di Vaussana, spesso dimenticando che
+parlava ad uno straniero. Maurizio stava a sentire,
+mostrando d&rsquo;interessarsi al discorso, e,
+quando la nota della <span class="g">revanche</span> squillava più
+alta, facendosi più piccino che poteva, quasi
+cercando, in quella specie di rannicchiamento
+morale, di far sparire l&rsquo;immagine della propria
+nazionalità. Incominciava anch&rsquo;egli ad esser vile,
+vile di quella tacita compiacenza, di quella spontanea
+complicità ond&rsquo;è largo qualche volta anche
+un uomo di valore, verso chi è in casa sua il
+padrone, e non solamente il padrone della casa.
+Ascoltava, sorrideva, approvava, dando a quell&rsquo;uomo
+la grata illusione di aver sempre davanti
+a sè il suo consenziente uditorio. Frattanto vedeva
+Gisella con la coda dell&rsquo;occhio; e questo
+lo faceva restare immobile al fuoco di quella
+eloquenza soldatesca, che era poi tutti i giorni
+la stessa.</p>
+
+<p>Gisella, pur troppo, non era sempre là a consolarlo
+delle sue lunghe fatiche; non istava più
+tanto ferma in salotto, nella sala del biliardo,
+o sui sedili della spianata. Gisella andava e veniva,
+aliando come una farfalla. Immensa gioia,
+vederla ricomparire ad ogni tanto, radiante apparizione
+di vermiglio e d&rsquo;oro; ma qualche volta
+accadeva che la bellissima creatura lo lasciasse
+solo per ore ed ore, a tu per tu col generale
+concionante. S&rsquo;intende che di quelle assenze sue,
+di quei sacrifizi di lui, lo compensava ad usura
+nei brevi momenti che poteva concedergli.
+<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Caro!&mdash;gli bisbigliava.&mdash;Come ho sofferto,
+a lasciarti, andando senza di te a vedere
+i figli di Biancolina! Ma ho pensato a te, sempre.
+Bella strada, che ho fatta tante volte con te!
+Domani, non è vero? alle undici; se dovessi ritardare
+dieci minuti, mezz&rsquo;ora, non sarebbe colpa
+mia, lo puoi credere. Il nostro caro nido nel verde,
+dove soltanto ci pare di poter dimenticare
+ogni cosa!...</p>
+
+<p>&mdash;Per troppo brevi momenti!&mdash;mormorava
+Maurizio, sospirando.</p>
+
+<p>&mdash;Non son meglio che nulla? Pensate, bel
+cavaliere, che se mi aveste sempre al vostro
+fianco, verrebbe il giorno che vi.... No, no,&mdash;soggiungeva,
+lasciando in tronco la frase,&mdash;perdonami,
+ho detto per celia. Mi piace tanto
+di vederti fare quella cera lunga lunga! Sei bello,
+anche quando vai in collera. E ti amo tanto,
+Rizio, ti amo tanto!&mdash;</p>
+
+<p>Rizio per lei, Maurizio per quell&rsquo;altro, il signor
+di Vaussana era diventato l&rsquo;amico necessario,
+il consigliere intimo, l&rsquo;aiutante discreto di
+tutt&rsquo;e due. Sì, certamente, di tutt&rsquo;e due, senza
+che ci fosse modo o ragione di adombrarsene.
+Il generale, strano uomo e piuttosto disuguale
+d&rsquo;umore, trattava sempre la moglie come una
+bambina. A certi momenti, Maurizio poteva figurarsi
+che quella divina creatura, posta tra lui
+e quell&rsquo;uomo dal cieco destino, fosse per quell&rsquo;uomo
+una nipote soltanto. E che discorsi curiosi
+gli toccava di sentire! discorsi che lo face<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span>vano
+fremere, tremare, impallidire, sudar freddo.
+Un giorno dovevano mettersi tutti e tre in viaggio,
+fare una corsa (una punta, diceva il generale)
+fino a Ventimiglia. Il tempo era bellissimo;
+si andava in vettura scoperta, come ad
+una passeggiata. La carrozza era già da un pezzo
+sulla spianata; da un quarto d&rsquo;ora i cavalli facevano
+la ciambella sulla ghiaia, e la contessa,
+andata a mettersi il cappellino e a prendere la
+sua mantiglia, non si vedeva comparire. Gisella
+in quelle occasioni non era mai pronta; e il
+generale, che tante volte si spazientiva, tuonando
+contro la vanità delle donne allo specchio,
+era quel giorno di buon umore.</p>
+
+<p>&mdash;Venite, Maurizio;&mdash;diss&rsquo;egli ad un certo
+punto;&mdash;andiamo a vedere che cos&rsquo;ha la nostra
+signora, che si fa tanto aspettare.&mdash;</p>
+
+<p>La nostra signora! Per quella volta, davvero,
+Maurizio si sentì correre il sangue dal cuore
+alla testa, e sùbito dalla testa al cuore. Era
+diventato egli in viso come una brace, o come
+un cencio lavato? Non ne sapeva nulla; ma si
+spaventò ad ogni modo, pensando che il suo
+improvviso mutar di colore fosse notato da quel
+terribile uomo che era così spesso un fanciullo.</p>
+
+<p>Un&rsquo;altra volta era lei che nella sua cara ingenuità
+faceva anche peggio. Si mutava la disposizione
+dei mobili e la destinazione di una camera;
+si dovevano collocare certe tendine bianche
+con liste riportate di ricamo rosso, opera
+d&rsquo;un inverno della contessa Gisella. Era un la<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span>voro
+delicato, quello di mettere a posto le tendine
+nuove: ma era anche facile, non richiedeva
+un grande ingegno, nè una pratica speciale. Del
+resto, nell&rsquo;arredamento del Castèu, e più particolarmente
+del quartierino di Maurizio, il padron
+di casa aveva voluto dirigere, far lui ogni
+cosa, cavandosene con molto onore, come diceva
+la contessa Gisella, con mediocre infamia,
+come diceva modestamente il signor di Vaussana.
+Così era avvenuto che per quel piccolo
+lavoro alla Balma, la perizia dell&rsquo;amico necessario,
+del consigliere intimo, dell&rsquo;aiutante discreto,
+fosse posta a contribuzione. Il generale aveva
+accolta con gioia quella occasione di far qualche
+cosa; e là, senza metter tempo in mezzo,
+si era incominciato una mattina a lavorare, non
+volendo manifattori nè servi ad aiutare. Due camere
+erano sottosopra, per arredarne una; si
+andava e si veniva, si spostavano sedie e canapè,
+si trascinavano tavole, si abbambinavano
+stipi, si appendevano quadri in isporto; finalmente
+si collocavano in opera quelle sacre tendine.
+Il generale ai piedi della scala doppia,
+tenendone con mano ferma gli staggi mastiettati;
+Maurizio lassù, appollaiato sugli ultimi
+piuoli, per far combaciare gli anelli del padiglione
+dorato coi becchi degli arpioni al muro;
+così, lavorando e sudando, dimenticavano l&rsquo;ora
+della colazione.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, bravi!&mdash;aveva gridato la contessa,
+apparendo sulla soglia.&mdash;Bravi i miei uomini!
+così va bene.<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Altro che arrossire e impallidire a vicenda!
+Maurizio balenò sulla scala, e fu lì lì per cascar
+sulle braccia del suo compagno di fatica.</p>
+
+<p>&mdash;Ma non vi pare che basti, per mezza giornata
+di lavoro?&mdash;ripigliava Gisella.&mdash;La zuppa
+è in tavola; i miei uomini l&rsquo;hanno ben guadagnata.</p>
+
+<p>&mdash;I vostri uomini, contessa,&mdash;rispose Maurizio,
+tratto da una forza arcana a ripigliare la
+frase che lo aveva fatto tremare,&mdash;meriterebbero
+piuttosto d&rsquo;esser mandati a sfamarsi in
+cucina, tanto si trovano male in arnese.&mdash;</p>
+
+<p>Il generale rideva. Quel discorso gli pareva certamente
+in carattere col lavoro che egli e il
+suo amico Maurizio facevano da tre ore. Ed era
+contento di passare per un manifattore. Gli uomini
+son sempre contenti, quando fanno qualche
+cosa che richieda sforzo di muscoli; hanno così
+l&rsquo;illusione di maneggiar la leva di Archimede
+e di muovere il mondo.</p>
+
+<p>Del resto, i giorni di buon umore non erano
+neppure tanto rari per il signor della Balma.
+Anche parecchi mesi dopo il viaggio di Francia,
+in cui si era, come diceva lui, rifatta la
+mano, il generale sapeva ridere e scherzare a
+certe ore del giorno; le ore piene, quando abbiamo
+chi ci ascolta, se vogliamo parlare, chi parla,
+se vogliamo tacere, chi si piega e si adatta a
+tutti i capricci dei nostri nervi invecchiati.</p>
+
+<p>In quelle ore tutto andava bene; ed anche la
+bambina, con le sue moine, con le sue vanità di<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span>
+donna, pareva un&rsquo;eccellente compagnia a quel
+vecchio brontolone.</p>
+
+<p>&mdash;Che diavola!&mdash;diceva allora a Maurizio.&mdash;Fa
+quel che vuole. È il folletto della casa.
+Come starebbe bene alla testa della brigata....
+o della divisione! Mah!&mdash;soggiungeva egli, con
+un sospirone da Mongibello in procinto di dar
+fuori;&mdash;ho fatto una grossa bestialità a lasciare
+il servizio. Anche voi, mio buono, anche voi!</p>
+
+<p>&mdash;Anch&rsquo;io;&mdash;ripeteva Maurizio, sforzandosi
+di trarre un sospiro a sua volta.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;ripigliò il generale.&mdash;Se fossimo rimasti
+al nostro posto, anche mandando giù qualche
+amaro boccone, non dovremmo pregar nessuno
+per esser riammessi nei quadri; e il primo
+suono di tromba ci troverebbe in prima linea.
+Ma che diamine! ora che ci penso.... non saremmo
+mica insieme, amico Maurizio! Voi forse
+coi vostri amici Tedeschi....</p>
+
+<p>&mdash;Non me ne parlate, generale!&mdash;diceva
+Maurizio, con aria di costernazione.&mdash;È orribile.</p>
+
+<p>&mdash;Ah! lo riconoscete? lo sentite anche voi,
+che è orribile! Ma perchè, domando io, perchè
+venire a queste estremità?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio lo sapeva benissimo, il perchè ed il
+percome; ma aveva preso il verso di dar ragione
+al suo interlocutore. Ora, tra i modi di dargli
+ragione c&rsquo;era anche quello di non saper che rispondere;
+ed egli già si disponeva a tacere, sospirando
+da capo. Ma in quel punto gli passò<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span>
+un&rsquo;idea per la mente; la colse al passo, come si
+afferra una tavola di salvezza.</p>
+
+<p>&mdash;Credo,&mdash;diss&rsquo;egli, timidamente,&mdash;che
+gli avvocati ci abbiano imbrogliate le carte.</p>
+
+<p>&mdash;Gli avvocati? oh, sì, dite bene, gli avvocati.
+Gran brutta gente, gli avvocati, che con le loro
+ciarle vi fanno il buio di pien meriggio. Tra noi
+soldati ci saremmo intesi, amico Maurizio: questo
+a te, questo a me, <span class="g">donnant donnant</span>, e
+tutti pari. Noi a Tunisi, senza Crumiri; voi a
+Tripoli, senza dir ai nè bai; noi in Egitto, e
+voi in Abissinia; noi a Metz e Strasburgo, voi
+a Trento e Trieste, che bel fatto! <span class="g">et pas plus
+malin que ça</span>.&mdash;</p>
+
+<p>Così l&rsquo;uno tagliando dalla pezza e l&rsquo;altro approvando
+del capo, l&rsquo;uno dicendo <span class="g">Deo gratias</span>
+e l&rsquo;altro <span class="g">cum spiritu tuo</span>, si faceva, di sopra
+ai trattati e in barba ai loro custodi, la gran
+pace dell&rsquo;avvenire. E le cose andavano. Maurizio
+era diventato per quell&rsquo;uomo un altro Dutolet,
+anzi meglio, perchè il Dutolet approvava
+tacendo, e Maurizio approvava parlando. I facili
+discorritori amano che qualche parola si metta
+in mezzo ai loro discorsi; almeno quando essi
+hanno la bontà di ricogliere il fiato. La politica
+del generale passava adunque senza contrasti.
+Per contro, e quasi per compenso, il generale cedeva
+sul capitolo della religione, non toccandone
+mai. Aveva torto; poteva sfogarsi oramai anche
+su quell&rsquo;argomento, perchè Maurizio, com&rsquo;era
+ridotto dalla sua condizione, lo avrebbe lasciato
+dire a sua posta.<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XI" id="Capitolo_XI"></a><span class="chap">Capitolo XI.</span><br />
+<br />
+Rifugio spirituale.</h2>
+
+
+<p>Peccato che in mezzo a queste calme fossero
+ancor troppo frequenti i giorni di nervi! Il generale
+non era paziente per natura: non solo
+ogni contrarietà lo stizziva, il che può accadere a
+tutti; ma ogni lentezza, ogni più piccolo indugio,
+ogni inerzia naturale delle cose che lo circondavano,
+e che perciò dovevano dipendere da lui,
+lo faceva andare fuori dei gangheri. Avvezzo alle
+sonorità del comando, parlava troppo spesso con
+voce di tuono; e nel tuono della propria voce
+si eccitava, si riscaldava, s&rsquo;infiammava sempre
+più, anche per cose da nulla. Nessuno toccava
+i libri della sua biblioteca; libri d&rsquo;arte militare,
+annuarii, regolamenti, statistiche, a chi sarebbe
+mai venuto in mente di leggerli? Se qualche
+volta non si trovavano a posto, la colpa non
+poteva esser che sua. Ma no, non era sua, era di
+tutti, quando cercava e non trovava il fatto suo;
+e guai, allora, guai a tutti! era un diavoleto,
+un finimondo.</p>
+
+<p>Degli abiti non era molto curante; abiti bor<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>ghesi,
+robaccia! non meritavano di occuparsene
+troppo. Nella biancheria era più sofistico: quella
+toccava la pelle e poteva dar noia. Così, le sue
+camicie dovevano aver la salda e non averla,
+abbracciare il collo e non stringerlo, non farsi
+sentire per nessuna costura. Quando, per troppa
+salda di quelle, o per subitaneo ingrossamento
+delle corde del collo, si sentiva nulla nulla a
+disagio, ficcava due dita nel colletto, e crac!
+strappava senz&rsquo;altro, bestemmiando la cameriera,
+che fuggiva nella sua camera a farsi il segno
+della croce. Se non trovava lì per lì le sue
+cigne, era un guaio dei grossi: peggio poi se,
+dopo averle trovate, e cercando di abbottonarle,
+gli mancava o gli ballava il bottone nella cintura
+dei calzoni; la cameriera poteva credere
+venuto l&rsquo;anticristo.</p>
+
+<p>&mdash;Ettore!&mdash;si provava a dirgli la contessa,
+a cui dispiacevano quelle scene, ma ancor più
+di sentir sgridare a torto le persone di servizio.&mdash;Sai
+bene che non è lei. Son io che mi
+prendo cura dei tuoi abiti! son io che faccio
+sempre queste cose.</p>
+
+<p>&mdash;E non capisco perchè tu lo faccia;&mdash;ribatteva
+egli, inasprito.</p>
+
+<p>È proprio dell&rsquo;uomo il non capire certe cose,
+specie in materia di delicatezze domestiche. Era
+così l&rsquo;altro Ettore? Verrebbe voglia di crederlo.
+Infatti, lui morto, la bella vedova passò a seconde
+nozze con Neottolemo, e in terze con
+Eleno.<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span></p>
+
+<p>A taluna di quelle scenate era presente il signor
+di Vaussana, che non ci poteva far niente.
+Gisella chinava la fronte, dopo aver guardato
+Maurizio, con aria di volergli dire: «Vedete? non
+son mica tutti come voi, che apprezzate tanto
+questa povera donna».</p>
+
+<p>Un giorno ella capitò all&rsquo;Aiga col volto acceso
+e gli occhi rossi. Maurizio non l&rsquo;aspettava ancora,
+ed era lassù al dolce nido per la sua
+prudente consuetudine di andar sempre al ritrovo
+due o tre ore prima del tempo. E dell&rsquo;ora
+insolita e della strana animazione del volto
+di lei, Maurizio si maravigliò grandemente.</p>
+
+<p>&mdash;Ti dispiaccio forse?&mdash;diss&rsquo;ella.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco una parola ben crudele,&mdash;osservò
+tristamente Maurizio.&mdash;L&rsquo;ho io meritata, notando
+una novità d&rsquo;orario nella vostra cara venuta?
+Voi siete alterata, Gisella; avete anche
+pianto. Che cosa è stato? Una delle solite sfuriate,
+oppure....</p>
+
+<p>&mdash;No, non cercate altro;&mdash;interruppe Gisella.&mdash;Una
+delle solite, ma un po&rsquo; più brutta
+delle altre, poichè dalle parole è passato per
+la prima volta agli atti. E per una cosa da
+nulla, avendo torto su tutti i punti. Gli avevano
+portato il caffè tiepido, gran delitto! Ed
+egli lo voleva bollente, per questa volta, senza
+averlo detto prima, mentre ordinariamente si
+lagna che glielo portino troppo caldo, facendogli
+perdere il tempo a sorseggiarlo. E perchè io
+mi ero provata a calmarlo con una buona parola,<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span>
+sapete come mi ha risposto? Scaraventandomi
+la chicchera addosso. Che ve ne pare? Un bambino
+viziato non farebbe peggio del mio vecchio
+padrone. Non ho detto una parola, non ho
+fatto un gesto, ricevendo l&rsquo;offesa villana, alla
+presenza del servitore; sono andata a levarmi
+la veste macchiata, ne ho indossata un&rsquo;altra,
+ho preso il cappellino, mentre egli era là a far
+le volte del leone in gabbia sul pavimento dell&rsquo;atrio.</p>
+
+<p>&mdash;Prima della colazione!&mdash;notò Maurizio.&mdash;Che
+imprudenza!</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì, raccomandatemi ancora di esser prudente.
+Se egli è pazzo, ho da esser savia io,
+che sono dei Matignon come lui? La prenda poi
+come vuole; io non intendo più di esser trattata
+come una bambina, nè come una schiava. Dopo
+quella villania, poi! È la prima, e deve bastare.
+Guai se incomincio a passargli le sue brutalità.
+Perchè oramai si va di male in peggio; ed io
+non ne posso più, non ne posso più.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, la bella scorrucciata si era seduta
+sul sedile di pietra e con ritmo convulso
+batteva il suo ombrellino sulle ginocchia. Maurizio
+si fece daccanto a lei, e le bisbigliò dolcemente
+all&rsquo;orecchio:</p>
+
+<p>&mdash;Sei tu che l&rsquo;hai voluto, bambina!</p>
+
+<p>&mdash;Io?&mdash;diss&rsquo;ella, rizzando la testa.</p>
+
+<p>&mdash;Così dicono tutti;&mdash;rispose Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Io....&mdash;ripigliò Gisella, con accento di
+amarezza.&mdash;Io, per vostra norma, non ho vo<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>luto
+nessuno. Me ne ricordo benissimo: non è
+storia di cent&rsquo;anni fa. Non sapevo nulla di uomini,
+io; non avevo conosciuto che il mio babbo,
+un cuor d&rsquo;oro, che mi lasciava fare a modo
+mio in ogni cosa. Morto lui, caddi in una tristezza
+profonda. Voi non sapete, Maurizio.... non
+potete immaginarvi, essendo un uomo, come sia
+triste per una fanciulla restar così senza padre
+e senza madre sulla terra. È la solitudine
+in mezzo alla folla, è la notte dell&rsquo;anima nella
+luce del giorno. Mi avevano fatto un consiglio
+di famiglia, mi avevano dato un tutore. Era
+un gentiluomo, lo zio; mi pareva tale; dovevo
+essergli grata di un sacrifizio inaudito, che tutti
+dicevano aver egli fatto per me, chiedendo di
+esser messo in disponibilità, lasciando il servizio,
+interrompendo la carriera. Mi trattava come
+una bambina, sì, ma ancora con molto rispetto.
+E un giorno mi fecero dei discorsi molto
+strani, che non mi parvero orribili. Ma che cosa
+sapevo io del mondo? Mi pareva fin naturale che
+egli volesse dedicarsi a me, essermi compagno
+nella vita, tenermi luogo di padre. Così fui data
+a lui, a lui che tutti dicevano buono, che io credevo
+buono come lo dicevano tutti. Ma non lo
+è, non lo è, non lo è; ha lo spolvero della bontà;
+nel fondo non è che un soldataccio brutale.
+Una donna, per lui, non è che un servo, un
+dipendente: la tratta bene, alle sue ore, come
+tratterebbe il suo aiutante, il suo attendente,
+a certe ore del giorno: poi, quando ha le lune,<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span>
+grida, strepita, tempesta, che pare un ossesso. Ed
+anche quando non è di cattivo umore, che credete?
+che sia appena appena tollerabile? Ha il
+comando nel sangue, ama il comando in tutto, il
+comando che annoia e che irrita. Ha bisogno di
+una cosa che è lì sotto la mano? Gisella. E subito
+Gisella deve esser lì, trovar lei, qualche
+volta indovinare ciò ch&rsquo;egli vuole. Si sveglia
+nella notte, e non può riprender sonno? Gisella.
+E bisogna svegliarsi. Io dormo volentieri, e
+sogno bene;&mdash;soggiunse ella, mettendo il primo
+sorriso nel suo triste discorso;&mdash;ma bisogna
+star su e correr da lui, per discorrere. Se almeno
+volesse, come i bambini, farsi raccontare qualche
+favola! Ma no, discorsi gravi, faccende di
+casa, delle quali si potrebbe ragionar meglio
+a giorno chiaro; più spesso si gira a parlare
+di vecchie malinconie; della vita militare, del
+servizio lasciato, della carriera interrotta. Oh,
+non tralascia allora di farmelo sentire, il gran
+sacrifizio che ha fatto! Perchè lo ha fatto? chi
+glielo ha domandato?</p>
+
+<p>&mdash;Capisco,&mdash;disse Maurizio,&mdash;è nel fondo
+un grande egoista.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, dite bene, un grande egoista. Amico mio,
+son pure infelice. Che vita sarebbe la mia, se
+non avessi il tuo amore? È il mio rifugio tanto
+caro. E come sono corsa a te, l&rsquo;hai veduto? come
+ti ho sùbito indovinato! come ti ho sùbito accolto!
+È stata una buona stella che ti ha ricondotto
+quassù, alla terra dei tuoi padri. Se tu<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span>
+avessi tardato, o Rizio, se tu avessi tardato ancora
+a giungere in questo deserto, in questo orribile
+deserto, credo che ci sarei diventata tisica,
+e mi avrebbero presto seppellita laggiù, come
+una santa, nel piccolo chiostro di San Giorgio.
+E le avrei fatte meravigliar bene della mia compagnia,
+le povere sante dei Matignon.... se pure
+è vero che di là possiamo ancora maravigliarci di
+nulla.</p>
+
+<p>&mdash;Già! la mia bella incredula;&mdash;notò Maurizio,
+con un placido sorriso.&mdash;Ma come fai
+a non credere?</p>
+
+<p>&mdash;Dimmi tu come si fa a credere,&mdash;rispose
+Gisella.</p>
+
+<p>&mdash;Pensando.... pensando molto;&mdash;diss&rsquo;egli.</p>
+
+<p>&mdash;Se bastasse il pensare!&mdash;esclamò la bella
+creatura, sospirando.&mdash;Ho pensato già tanto,
+io! Vorrei pure averla, una fede. Perchè questa
+vita è assai dura, e da qualche tempo incomincia
+a diventarmi intollerabile.</p>
+
+<p>&mdash;Da qualche tempo!&mdash;ripetè Maurizio, con
+accento di tristezza.&mdash;Dunque.... per me?</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, sì, per te. Pensi tu che non sia
+doloroso non potermi rifugiar sempre in te? Soffro,
+amico mio, paragonando questi brevi momenti
+alle lunghe ore del mio martirio quotidiano.
+Ah, sono ben lunghe, e il compenso di
+questo martirio bisognerebbe pure ottenerlo di
+là. Averne la speranza e la fede, che fortuna!
+Ma non posso; credo che mi manchi la.... come
+si dice?<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non lo dire, e non lo far dire da me;&mdash;rispose
+Maurizio, vedendo che Gisella si era recato
+l&rsquo;indice alla fronte.&mdash;Coloro che vogliono
+collocare le facoltà dell&rsquo;anima in altrettanti
+punti più o meno rilevati della testa, saranno
+poi tirati a conchiudere che la loro testa è imperfetta,
+se le manchi il ricettacolo <a name="tn162" id="tn162"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'dell&rsquo;ideale,'">
+dell&rsquo;ideale</ins>.
+Pensa, senti e credi; vedrai allora che, credendo
+in qualche cosa, non si è, a peggio andare, niente
+più sciocchi di loro.</p>
+
+<p>&mdash;Voi ne parlate molto facilmente, Maurizio;
+ma non può creder chi vuole, solamente pensando
+e sentendo. Voi ci avevate.... non dirò
+già quella brutta cosa che vi dispiace tanto,
+ma almeno la strada fatta, l&rsquo;indirizzo della vostra
+prima infanzia. Non è così? Hai dette le tue
+orazioni da bambino, ed io non le ho dette; te
+ne sei ricordato da giovane, ed io non ho avuto
+niente da ricordare; poi, più tardi, sul mare, in
+mezzo ai pericoli della tempesta....</p>
+
+<p>&mdash;No, no,&mdash;interruppe Maurizio,&mdash;queste
+belle labbra non dicano di queste brutte cose,
+che non sono vere, che non sono state tali, almeno
+per me. Non fu il pericolo, quello che mi ha
+richiamato alla fede: non fu l&rsquo;abitudine, quella
+che me l&rsquo;ha instillata nell&rsquo;anima.</p>
+
+<p>&mdash;Allora, volete voi dirmi come andò?</p>
+
+<p>&mdash;Sarebbe un troppo lungo discorso;&mdash;rispose
+Maurizio.&mdash;E voi, ora, mia dolce creatura,
+ritornerete a casa.... per farmi piacere. Vedi?&mdash;soggiunse
+stringendola fra le sue braccia,<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span>&mdash;ti
+mando via. Ma tu sai bene che ti terrei
+tanto volentieri?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, amico mio; non dubito già io di voi,
+come voi dubitate qualche volta di me. So bene
+che ho fatto un colpo di testa. Ci voleva, sai?
+e non ne sono pentita. Ma è forse meglio ritornare
+un po&rsquo; prima. Vedi tu, Rizio, come credo....
+in te? Ma ancora voglio credere in ciò che tu
+credi. Convincimi, persuadimi, e sentirò che mi
+ami tanto, tanto, da non potersi immaginare,
+nè desiderare di più.</p>
+
+<p>&mdash;Ahimè, quali patti!&mdash;esclamò Maurizio.&mdash;E
+se con tutta la miglior volontà del mondo,
+la mia eloquenza non fosse da tanto? Poi, avremo
+mai tempo per discorrere a lungo, per raccontarti....
+come andò? Sono cose dell&rsquo;anima,
+e il dirle brevemente è difficile.</p>
+
+<p>&mdash;Scrivile, allora.</p>
+
+<p>&mdash;Scriverle? Sarei lungo, più ancora che a
+dirle.</p>
+
+<p>&mdash;Tanto meglio!&mdash;gridò Gisella, battendo le
+palme.&mdash;Sarò più a lungo con te.... nelle tristi
+ore che non ci posso essere. Voglio sapere
+come hai creduto tu, Rizio, voglio saperlo bene.
+Sai quanto è che ci penso, e non osavo domandartelo?
+Rizio è l&rsquo;amor mio, il conforto, il rifugio
+e la vita. Perchè mai, uniti in tutte le
+altre, in una cosa sola siamo come stranieri?
+Voglio essere più in lui, più in lui, tutta in
+lui, col suo modo di pensare, di sentire, di
+essere.<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio posò sulla fronte della divina creatura
+un bacio solenne.</p>
+
+<p>&mdash;Sia;&mdash;diss&rsquo;egli poscia;&mdash;scriverò.&mdash;</p>
+
+<p>E ridottosi a casa, non era stato a pensarci
+troppo lungamente. Non aveva infatti da scrivere
+per la stampa, per farsi giudicare da qualche
+migliaio di lettori; scriveva per lei, per
+l&rsquo;adorata creatura. La fretta avrebbe dimostrato
+il suo buon desiderio di obbedirla; le stesse
+imperfezioni della forma, avrebbero fatto fede
+della sua sincerità. Il giorno seguente, alla Balma,
+mentre il generale passeggiava sulla spianata
+dando istruzioni al fattore, Gisella riceveva
+da Maurizio un piccolo involto di carte. Non
+era una lettera, ma a dirittura un quaderno.</p>
+
+<p>&mdash;Scusate, ho fatto un passio;&mdash;diss&rsquo;egli.&mdash;Mi
+è mancato il tempo d&rsquo;essere breve. Ho
+incominciato a scrivere iersera alle undici; non
+ho finito che stamane all&rsquo;alba. Del resto,&mdash;soggiunse,&mdash;spero
+bene che non vorrete leggere
+tutto in una volta, ma sorseggiare, centellinare
+questa povera prosa.</p>
+
+<p>&mdash;No, no,&mdash;rispose Gisella,&mdash;voglio legger
+tutto d&rsquo;un fiato. A centellinare ci sarà sempre
+tempo, e non tralascerò certamente di farlo. Povero
+il mio Rizio! una notte bianca! E quest&rsquo;oggi,
+poi, un&rsquo;altra condanna!</p>
+
+<p>&mdash;Che sarebbe?</p>
+
+<p>&mdash;Che troverete modo di andarvene prima
+del solito.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè?<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Perchè, non lo intendete? perchè voglio stare
+più a lungo da sola a solo con te.&mdash;</p>
+
+<p>Era adorabile, mandandolo via a quel modo.
+Maurizio trovò per l&rsquo;appunto il modo di far più
+breve la visita, portando via il generale, col
+pretesto di una piccola passeggiata in paese.
+La contessa fu sola, come voleva, per leggere
+il passio del signor di Vaussana. Ed eccolo qua,
+come ella lo lesse, incominciando dal titolo:
+«Dal dubbio alla fede».<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XII" id="Capitolo_XII"></a><span class="chap">Capitolo XII.</span><br />
+<br />
+Dal dubbio alla fede.</h2>
+
+
+<p>«Ricordando la educazione religiosa della mia
+infanzia (così scriveva Maurizio a Gisella) avevate
+in parte ragione. Sicuramente, ho dette
+da bambino le mie orazioni. Le dicevo anche
+molto volentieri, perchè me le faceva dire mia
+madre, recitandole insieme con me. Oggi ancora
+sento lei in certe inflessioni di voce, in
+certe pause che io metto nel mormorarle tra me;
+e questo me le rende più sacre, dal giorno che
+le ho ritrovate nella mia memoria, dopo tanti
+e tanti anni d&rsquo;oblio volontario.</p>
+
+<p>«Le avevo imparate senza sforzo. La mia educazione
+religiosa non fu punto pesante. In casa
+nostra si era religiosi, certamente, e di questo
+può esservi specchio la mia buona sorella Albertina;
+ma non si appendevano santi e madonne
+a tutte le pareti, e non c&rsquo;era l&rsquo;uso di recitare
+il rosario ogni sera, per dimenticare nella
+eterna ripetizione il significato delle preghiere,
+o per addormentarci al ritmo uniforme dei nostri
+borbottamenti frettolosi. Le nostre orazioni<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span>
+erano brevi, e tutte latine. La mamma ce le
+aveva spiegate alla grossa, ma ce le faceva sempre
+dire in latino. A me, che un giorno le avevo
+osservato come il latino non si usasse più, la
+buona mamma aveva risposto:</p>
+
+<p>«&mdash;Appunto perchè non è più una lingua parlata
+tra gli uomini, dev&rsquo;essere la lingua in cui
+si parli a Dio.</p>
+
+<p>«&mdash;Ma se io non la intendo!</p>
+
+<p>«&mdash;Mettici tutta l&rsquo;anima, e t&rsquo;intenderà lui;
+non basta forse?&mdash;</p>
+
+<p>«Io ero già a cinque o sei anni un feroce curioso.
+Perchè questo? perchè quest&rsquo;altro? d&rsquo;ogni
+cosa volevo saper la ragione. Mia madre, con
+una pazienza maravigliosa, mi spiegava le cose
+come poteva, e fin dove giungeva la sua istruzione,
+o il suo raziocinio; poi mi diceva: «perchè
+Dio ha voluto così»; e questa era la ragione
+ultima, a cui non mi era lecito ribattere. Un
+giorno la misi in un grave impiccio, la povera
+donna, coi miei terribili perchè. A proposito di
+un infelice che avevamo incontrato per via, mentre
+egli si trascinava a stento nella polvere con
+due moncherini di gambe, stendendo a noi due
+moncherini di braccia, la ragione ultima di mia
+madre cozzò contro una mia irriverente ma non
+vana osservazione:&mdash;Ma dunque è Dio che vuole
+il male?&mdash;</p>
+
+<p>«&mdash;Queste&mdash;rispose ella stringendosi nelle
+spalle&mdash;son cose che io non arrivo ad intendere.
+So che tutto è ordine, nel mondo; so<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+che c&rsquo;è il giorno e la notte, quello illuminato
+dal sole, questa dalla luna e dalle stelle; so
+ancora che ci sono dei giorni nuvolosi e delle
+notti burrascose. Per ora non mi domandare
+di più; tua madre del resto è una povera donna
+senza istruzione.&mdash;</p>
+
+<p>«Non era vero. Mia madre aveva letto molto,
+leggeva ancora, quando poteva. Un giorno la sentii
+dire che se tutti gli uomini cessassero di leggere,
+si perderebbe la scrittura, come si perde
+una lingua, quando tutti coloro che la parlano
+son morti. E soggiungeva che se tutti operassero
+il bene, il male si estinguerebbe, sparirebbe da
+sè. Questo è un sogno; ma i sogni non son tutti
+da mettere in canzone. Perchè non vagheggiarli,
+quando son belli e fanno bene allo spirito? Che
+santa educatrice è stata mia madre! Peccato
+che ci abbia lasciato così presto! Quando ella
+si addormentò per sempre, io e mia sorella
+fummo ben tristi. Mia sorella è triste ancora,
+lo avete notato? Sorride poco, e sempre a fior
+di labbra. Ebbene, ciò data dal giorno che nostra
+madre è morta. Quanto a me, non so; molto
+allegro non sono mai stato. Ma allora avevo otto
+anni, e mi mandarono subito in collegio; forse
+per distrarmi, forse per non lasciarmi perdere il
+frutto della educazione materna.</p>
+
+<p>«Anche in collegio avevo la religione, e più
+che in casa nostra, anzi troppo di più; la qual
+cosa incominciò presto a seccarmi. Il buon Dio
+delle mie orazioni infantili si andava rivestendo<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span>
+di misteri, di dogmi e di formule. Ogni mattina,
+prima della scuola, avevamo la messa; ma che
+messa? un messone. Quel prete Risso, che veniva
+a dircela ogni giorno in congregazione, ci spendeva
+sempre da quaranta a quarantacinque minuti.
+Se il prefetto, passeggiante di continuo in
+mezzo alla corsìa, non ci avesse avuto sempre
+gli occhi addosso, che sbadigli sarebbero stati! E
+che risate, quando vedevamo il celebrante far segni
+ad un personaggio invisibile, borbottando
+certe parole che nel messale non erano scritte!
+Si era sparsa la voce che egli vedesse il diavolo,
+un diavolo tentatore, che veniva a distrarlo fin
+là; donde i suoi gesti per discacciarlo, e la frase
+che accompagnava quei gesti, una frase che voleva
+dirgli: va via. Alle domeniche, poi, avevamo
+nel mattino l&rsquo;ufficio della Vergine; più tardi i
+vespri, e da ultimo la benedizione in chiesa. Nell&rsquo;ufficio
+mi piacevano abbastanza le lezioni, in
+cui facevano le loro prove i cantori; nei vespri
+un inno, che era poi l&rsquo;ultimo, e si cantava con
+un ritmo più frettoloso; nella benedizione mi
+era, per lo stesso motivo, graditissimo il <span class="g">Salutaris
+hostia</span>.</p>
+
+<p>«Dopo tutto, quelle eterne funzioni, di congregazione
+o di chiesa, ci rubavano il tempo destinato
+alle ricreazioni, agli intervalli dello
+studio. Volevamo andare a passeggio, per respirar
+l&rsquo;aria buona, e ci tenevano chiusi, al fumo
+delle candele, per cantare un <span class="g">C&oelig;li enarrant</span>,
+bellissimo, ma che non valeva certamente quelle<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span>
+opere. Non parlo dei quaresimali, degli esercizi,
+delle feste comandate e non comandate, che si
+seguivano con troppa frequenza. La confessione
+era un fastidio grande; la preparazione alla
+confessione un fastidio anche maggiore. Era così
+necessario a noi rompere le lezioni e lo studio
+con larghe boccate d&rsquo;aria, e i nostri custodi parevano
+moltiplicare a bella posta le occasioni
+per tenerci rinchiusi fra quattro mura. Il nostro
+spirito aveva bisogno di una religione poetica, ed
+essi ce la rendevano sempre più irta di pratiche
+minute, di astruserie, di terrori.</p>
+
+<p>«Una bella luce d&rsquo;aurora in quel buio fu per
+me la lettura del <span class="g">Genio del <a name="tn170" id="tn170"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'Cristinesimo'">Cristianesimo</ins></span>,
+dei <span class="g">Martiri</span>, dell&rsquo;<span class="g">Atala</span>, tre libri dello
+Chateaubriand; permesso il primo, quasi raccomandato;
+gli altri due letti un po&rsquo; di straforo.
+Quel cristianesimo io lo intendevo, lo sentivo,
+lo amavo. E amavo anche il rettore del collegio,
+uomo venerabile per dottrina, amabile per
+graziosa bontà, senza tabacco sparso sulla tonaca,
+che Iddio lo benedica. Un&rsquo;altra mia grande
+simpatia era il vescovo della diocesi, che veniva
+qualche volta a visitarci, e che noi vedevamo
+ogni giorno andando a passeggio. Ho sempre
+negli occhi quel vescovo, un gran signore
+torinese, bellissimo di aspetto, soave di modi,
+grave nel portamento, modesto nella sua dignità,
+che pareva sempre domandarvi perdono
+del vestir paonazzo e del portare la sua gran
+croce d&rsquo;oro sul petto. L&rsquo;occhio di quell&rsquo;uomo<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span>
+non guardava, involgeva; la sua bella mano benedicente
+mandava carezze nell&rsquo;aria.</p>
+
+<p>«Con tutto ciò, non intendevo ancor Dio. Per
+non ismarrirmi fra tante novità, mi rifacevo a
+quello della mamma; un Dio tutto misericordie,
+tutto dolcezze, nella sua essenza invisibile, ma
+profondamente sentita nel cuore. Anche la Madonna
+era bella, e l&rsquo;amavo, con la sua veste azzurra
+e fluente, col suo velo bianco, tempestato
+di stelle; ma non mi piaceva più tanto, quando
+la facevano vedere con sette pugnali piantati
+nel cuore, o con degli scapolari, dei rosarii,
+penzoloni dal braccio, o con certe pesanti corone
+messe in bilico sulla testa. Cristo crocifisso,
+che avrebbe dovuto commuoverli, a forza di mostrarmelo
+in quell&rsquo;atteggiamento di spasimo, me
+lo avevano fatto parere meno doloroso alla vista.
+Ma niente piacevole me lo avevano reso,
+dipingendolo col petto aperto e col cuore in
+mostra; un cuore rubicondo, inghirlandato di
+rose bianche, abuso d&rsquo;iconografia capricciosa,
+sdolcinatura da conventi di monache. Scrivo
+queste cose come mi vengono alla penna, senza
+neanche curarmi di ordinarle, di aggraziarle; che
+forse allora avrei l&rsquo;aria di metterci una intenzione
+d&rsquo;irriverenza; intenzione che è ben lontana
+dall&rsquo;animo mio, mentre cerco di esprimervi il
+mio pensiero, come si andava svolgendo, e allontanando
+sempre più dalla fede.</p>
+
+<p>«Nel collegio di marina, dove andai dopo finiti
+gli studi del ginnasio, c&rsquo;era ancora la religione;<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span>
+ma una religione più asciutta, più rigida, più
+smilza; pratica di regolamento e non più. Per
+dirne bene o male, come educazione, bisognerebbe
+che avessi avuto solamente quella. Chi
+sa? forse mi sarebbe bastata, e sarebbe anche
+riuscita più salda, potendo aggiungerci qualche
+cosa del mio, colmar le lacune con la religione
+della mamma; fors&rsquo;anche m&rsquo;inganno, immaginandolo.
+Nel fatto, non ne so nulla: ero in un periodo
+della mia vita, che, senza discredere ancora
+apertamente, non credevo già più, nè per virtù
+d&rsquo;amore, nè per forza di terrore. L&rsquo;adolescenza
+è così. Leggevo molto, divoravo tutto quello che
+mi era stato proibito da prima, tutto quello
+che non avrei potuto neanche trovare, stando
+nell&rsquo;antico collegio. Non so come, mi capitò allora
+per le mani il Byron col suo <span class="g">Caino</span>, quindi
+il Goethe col suo <span class="g">Fausto</span>; i due libri che più
+fortemente abbiano operato nell&rsquo;anima mia. Curioso!
+nè oggi saprei più dire in che modo o
+perchè, questi due drammi, l&rsquo;uno scaturito dal
+vecchio e l&rsquo;altro dal nuovo Testamento, mi ridestarono
+tutti i dubbî più gravi, me ne fecero
+corpo, se così è lecito di dire, nell&rsquo;anima.</p>
+
+<p>«Frattanto la vita mi chiamava, la gran vita,
+la multiforme vita, con tutte le sue voci possenti,
+con tutte le sue aspre curiosità. Ufficiale
+di marina, libero del mio pensiero se non della
+persona mia, non credetti più a nulla. Avevo
+letto in quel mezzo il Volney, quello delle <span class="g">Rovine</span>,
+e il mio passato intellettuale era anch&rsquo;es<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span>so
+una rovina: lessi ancora le <span class="g">Origini di
+tutti i culti</span> del Dupuis, e vidi anche meglio
+esser principio e fonte di ogni credenza umana
+il maraviglioso complesso dei miti astronomici.
+Si fece allora nel mio spirito una gran luce, ed
+anche una gran pace. Capii finalmente il senso
+arcano di tutte le religioni, e vidi come la nostra
+forma secondaria dal sabeismo siriaco, attraverso
+il culto naturalistico di Adonai, fosse rampollata
+anch&rsquo;essa dal mito solare. Nello zodiaco
+egiziano e nel caldeo avevo anche trovati i segni
+della Vergine e del Serpente, principii di una
+favola nuova; così nelle mostruose teogonie dello
+Zendavesta, nella guerra del principio della luce
+e del principio delle tenebre, avevo scoperto
+Dio e il Demonio, il bene e il male ad un tempo.
+E tutto avendo in questa guisa capito, pensavo
+spesso alla mamma.</p>
+
+<p>«&mdash;Povera mamma!&mdash;dicevo fra me.&mdash;Ella
+è stata felice nella sua fede. Ma non sarebbe
+stata egualmente felice nel pieno possesso della
+scienza? La scienza è luce; la fede non è che una
+nebbia, adombrante la luce. La vita è fine a
+sè stessa; un bel fine che noi guastiamo, facendone
+il mezzo, l&rsquo;avviamento ad un sogno.&mdash;</p>
+
+<p>«Mi parlavate del mare, del mare misterioso
+e terribile, che può rifare credenti gli spiriti.
+No, non è il mare che fa ciò, almeno nella più
+parte dei casi. Il mare è un abisso, ma un abisso
+che si misura; le sue profondità non hanno più
+nulla d&rsquo;ignoto; le sue collere sono fenomeni pre<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span>veduti;
+le tempeste hanno una legge; i flutti
+son coni vorticosi, che vengono, sollecitati da
+conosciute pressioni a rompere le loro punte
+rovesciate sul declivio delle coste; la scienza ha
+svelati tutti i segreti del mare. Perseo, protetto
+dall&rsquo;egida di Minerva, la dea della sapienza, ha
+troncato il capo di Medusa, quantunque avviluppato
+di tortuosi sofismi. Anch&rsquo;essa, la povera
+Medusa dei mari, finisce male come la sua maggior
+sorella dei deserti di Libia; rigettata alla
+spiaggia, perde la iridescenza perlacea dei suoi
+sette colori, mostrando la sostanza viscida di
+cui era composta.</p>
+
+<p>«Così il mare non ebbe terrori per me, non
+avendo segreti. Neanche il pericolo ha potuto
+mai ridarmi ai sogni dall&rsquo;infanzia, rifacendomi
+più vile, o più perspicace. Nato tardi, non ho
+avuta la sorte di assistere, di partecipare ad
+una grande giornata navale; il mio coraggio ho
+dovuto provarlo in piccoli scontri, che offrivano
+pure la lor parte di pericolo per me, come nelle
+grandi occasioni. No, vi dico, pieno di salute e
+di forza, animato da un&rsquo;alta coscienza di me,
+infiammato da un caldo sentimento di sdegno,
+non ho mai misurato il pericolo. Nessun timore
+ha potuto ricondurmi alla fede antica; vi dirò
+di più, non ha potuto neanche accostarmi a quel
+mezzo termine del Dio filosofico, tenue tessuto
+di ragionamenti, pallida forma ondeggiante ad
+un soffio, oscuro compromesso tra il raziocinio
+moderno e la consuetudine antica, che sempre<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span>
+risente un pochino della concessione stracca,
+della transazione di due sistemi, della combinazione
+di due opposti elementi.</p>
+
+<p>«Frattanto, io volevo conoscere. Conoscendo
+sempre più, volevo ricostrurre un sistema, una
+spiegazione adeguata dell&rsquo;universo, almeno almeno
+della vita umana, come buon principio ad
+intendere il resto. I miei vecchi distruttori non
+mi bastavano più; scelsi via via i più recenti
+interpetri dei miti antichissimi, i più dotti di
+storia e di filologia comparata, i più felici ricostruttori
+delle lingue perdute. Costoro mi distrussero
+senza fatica il gran mito astronomico,
+riconoscendone un altro più vecchio, il mito
+naturale. Andai più oltre, e ne trovai di più
+sottili, che al mito naturale ne facevano precedere
+un altro, nel culto del morto che non deve
+morire del tutto: donde nei due fatti umani,
+dell&rsquo;amor della vita nel morente e dell&rsquo;amore
+del morto nei superstiti, si vedeva compiuto il
+mistero della religione primitiva. Ma questa,
+che ci mostra l&rsquo;umanità bambina affrontata all&rsquo;enimma
+dell&rsquo;ignoto, non era ancora la soluzione
+del problema. Ebbi ricorso allora ai filosofi nuovi,
+che mi rivelarono la materia incosciente, la
+quale, combinandosi per caso in certe guise, acquista
+la coscienza di sè. Mi parve un assurdo,
+come la spontanea formazione degli organismi.
+Assurdo fin che vorrete, mi rispondevano, ma
+assurdo necessario; altrimenti non si spiega nulla.
+Bel modo di convincere! Credere una cosa<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+anche assurda, non è forse un po&rsquo; troppo? Tanto
+faceva starcene con sant&rsquo;Agostino, che aveva
+già detto mille seicent&rsquo;anni fa qualche cosa di
+simile. Se pure è stato lui, e non Tertulliano.</p>
+
+<p>«Nondimeno, poichè era necessario, mi acquietai.
+Facciamo cammino, dicevo tra me; la
+ragione assoluta non è ancor chiara; vediamo
+la relativa. Quanto ho letto e meditato, nelle
+lunghe navigazioni e nelle eterne crociere! Ho
+studiato tutto, col vivo, ardente desiderio di
+credere nella scienza. Qui almeno siamo sul sodo,
+pensavo; è qui l&rsquo;esperienza che rende conto di
+sè. Che bella cosa, ad esempio, intendere l&rsquo;evoluzione
+degli esseri attraverso la selezione e la
+battaglia per l&rsquo;esistenza! Il passaggio possibile
+da specie a specie non mi spaventava più come
+una difficoltà insormontabile, poichè i miei filosofi
+avevano distrutto e rimandato tra i ferravecchi
+il concetto artificiale della specie. E tutto
+procedeva allora benissimo: l&rsquo;uomo mi appariva
+una forma più perfetta, nata per selezione, uscita
+per lenta evoluzione da una forma meno perfetta.
+Tutte le forme viventi avevano seguito questo
+procedimento; dalla cellula primitiva fino al
+cervello di Dante, continuando a svolgersi, alcune
+progredendo, altre restando indietro, per
+variar di fortune, per azione di ambienti. Certo,
+non tutto era chiaro, nel nuovo sistema; la prova
+dei fatti offriva molte lacune. Avendo dubitato
+della religione, avevo pure il diritto di dubitare
+della scienza, pensandola insufficiente a scio<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span>glier
+l&rsquo;enimma della vita. Ma ancor dicevo tra
+me: pazienza e non disperiamo; la scienza non
+pretende di spiegar tutto d&rsquo;un colpo; va a passi
+lenti, ma sicuri; aspettiamo che arrivi. Infatti,
+tutti i rami dello scibile progredivano a vista
+d&rsquo;occhio; progrediscono ancora; non si tratta
+più della scienza, come ai tempi antichi: si
+tratta di molte scienze, che fanno cammino da
+sè, ognuna coi mezzi suoi, vedendo il suo proprio
+orizzonte. Aspettiamo dunque, aspettiamo che
+arrivino. Ma no; ci sono i frettolosi. Tutto è
+evoluzione, nel mondo. In nome della evoluzione,
+escono fuori tutti i ciarlatani di piazza. Carlo
+Darwin diceva ancora: aspettate. Ma che aspettare?
+gridano essi; tutto è trovato; niente è nel
+mondo di più elevato, niente è in noi di più
+nobile, che non abbia la sua chiara, umilissima
+origine materiale.</p>
+
+<p>«Adagio, con l&rsquo;umilissima. Donde il seme del
+divino, che io porto in me? Adagio, col ritrovamento
+del tutto. Come va che le vostre scienze,
+tutte sicure del fatto loro, quando vengono a
+riscontrarsi l&rsquo;una nell&rsquo;altra, cozzano maledettamente?
+Vediamo un esempio, incominciando da
+ciò che si ammette in astronomia. Una gran
+nebulosa si è formata; nuotando, vagando, ruotando
+nello spazio, s&rsquo;è foggiata in zone, in globi
+concentrici, in anelli; gli anelli si sono spezzati,
+raggomitolati in globi minori, in pianeti, nuotando,
+vagando, ruotando ancora intorno a quel
+centro. Perchè? Per le leggi stesse della materia.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span>
+Le leggi? ma che leggi, se tutto ciò era avvenuto
+per caso? Qual legge ha potuto dire alla
+materia sorda ed inerte di muoversi, e di muoversi
+a cerchio? Se mi dite che ha dovuto obbedire
+ad altri impulsi, non avrete fatto altro che
+allontanare la difficoltà, e noi dovremo ripigliare
+la disputa per un sistema maggiore da
+cui il nostro dipende, e così via, all&rsquo;infinito.</p>
+
+<p>«Intanto, la matematica vien fuori colla legge
+delle probabilità, davanti a cui la evoluzione,
+per trarre un frutto qualsiasi dall&rsquo;incontro di
+due organismi in qualche modo riproducibili,
+suppone migliaia di secoli perchè il fatto si
+avveri; migliaia di migliaia ne suppone per l&rsquo;adattarsi
+di un semplice organo a nuovi bisogni
+ed uffici; migliaia di migliaia perchè lo stesso
+bisogno, lo stesso ufficio si sia potuto fissare.
+E poi, che cos&rsquo;è questo ufficio? che cos&rsquo;è questo
+bisogno? come può nascere, se non c&rsquo;era? È un
+elemento che non apparteneva al problema; come
+si è ficcato egli in mezzo? Come è supponibile
+che l&rsquo;elefante allunghi la sua proboscide, e
+la giraffa il suo collo, per raggiungere il cibo,
+se questi allungamenti han bisogno di secoli,
+e il cibo era il bisogno dell&rsquo;ora presente? Come
+immaginare che possa formarsi la camera oscura
+dell&rsquo;occhio, tanto delicato e complicato ordinamento
+di materia, per i bisogni di una visione
+di cui l&rsquo;organismo vivente non aveva l&rsquo;idea, e non
+avendo l&rsquo;idea non poteva avere il bisogno?</p>
+
+<p>«Ma che si parla di organismi superiori? Solo<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span>
+perchè una cellula primitiva si sdoppî, e lo sdoppiamento
+diventi legge di vita, occorrono miriadi
+di secoli. Andiamo più su, e dovremo ancora
+porre che un fermento chimico si muti in
+organico; e qui la supposizione batte alle porte
+ferrate dell&rsquo;impossibile. E le rompesse ancora;
+l&rsquo;astronomia, la fisica e la chimica celeste sarebbero
+sempre là, per negare al sole tutti i miliardi
+di miliardi di secoli che sarebbero necessarii
+alla evoluzione, per far riuscire una mezza
+dozzina delle sue combinazioni primitive, rudimentali.</p>
+
+<p>«Perdonatemi questa disgressione; essa non
+mira che a significarvi come l&rsquo;atto creativo venne
+ancora a parermi necessario. Quest&rsquo;atto io
+non ho da vederlo, io non ho da descriverlo,
+nel linguaggio necessariamente povero, colle immagini
+necessariamente inadeguate di tutti i sistemi
+conosciuti. Ho bisogno della legge, come
+gli stessi materialisti; ma con questa semplice
+differenza, che essi vogliono la materia intelligente,
+o capace d&rsquo;intelligenza, che è infine tutt&rsquo;uno,
+e poi suppongono la legge cieca, mentre io
+immagino cieca la materia e intelligente la legge.
+Dà noia la parola con cui i popoli primitivi
+dell&rsquo;Asia espressero questa legge, ricorrendo all&rsquo;immagine
+di ciò che risplende? Non vedo il perchè
+di questo sentimento, data la insufficienza
+del nostro linguaggio, che ad esprimere ogni
+specie d&rsquo;idee è giunto per estensione progressiva
+d&rsquo;immagini.<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span></p>
+
+<p>«Anche senza dir la parola, e riconoscendo
+il fatto della legge intelligente, io mi ero a
+grado a grado pacificato. Seguitavo a leggere,
+ammirando i dotti per davvero, sorridendo dei
+ciarlatani che tenevano la piazza. E un giorno i
+dotti mi confessarono (non a me soltanto, ma a
+quanti si pigliavano il disturbo di leggerli) che il
+sentimento del divino era un bisogno dell&rsquo;essere
+umano; che nessuna scienza poteva fare astrazione
+da esso, considerarlo come una quantità
+trascurabile. Mi soggiunsero ancora che il mondo,
+com&rsquo;è costituito, non può supporsi l&rsquo;opera
+del caso, per un lato, ma neanche, per l&rsquo;altro,
+di una intelligenza suprema, bensì di potenze secondarie,
+ancora assai lontane da quella. Dopo
+quanto io ne avevo veduto, di questo bel mondo,
+l&rsquo;asserzione non mi pareva temeraria: intanto,
+l&rsquo;ammissione di cause secondarie e imperfette,
+mi lasciava intravvedere anche nell&rsquo;animo di
+quei dotti l&rsquo;idea di una causa prima e perfetta. E
+dissi tra me: benedetti grand&rsquo;uomini, che avete
+ripigliato dal bel principio il problema dell&rsquo;universo,
+ma non per venire d&rsquo;induzione in induzione,
+di deduzione in deduzione, alla dottrina
+del nulla!</p>
+
+<p>«Anche per essi, adunque, pei Darwin, gli
+Spencer, gli Stuart Mill, esiste il divino, fuori
+della evoluzione storica e naturale dei nostri timori
+e delle nostre illusioni? anche per essi Dio
+è fuori della materia, comunque da noi poveramente
+pensato e sentito? Se è, perchè non si<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span>
+svela? Ma qui pensavo ancora dentro di me: perchè
+dovrebbe svelarsi? Se si svelasse, non cesserebbe
+ad un tratto l&rsquo;indagine umana, e colla
+indagine la ragione istessa della vita? La ricerca
+dell&rsquo;assoluto è il fine istesso dell&rsquo;umanità. Dio
+è il bene, cioè la verità, la bellezza, la giustizia,
+la carità, il fonte e la foce dell&rsquo;ideale, nella
+grande fiumana dell&rsquo;universo, di cui non è dato
+a me conoscere che una minima parte; zolla bagnata,
+ciottolo travolto, giunco agitato, foglia
+strappata da un albero alla riva, e travolta dalla
+corrente, che importa? Il male, poi, il male è
+tutto ciò che non capisco; in ciò aveva ragione
+mia madre. Senza aver tanto studiato, la povera
+donna era già ferma là, dove giunge oggi,
+reduce da tante battaglie, la scienza degli
+uomini.</p>
+
+<p>«In quest&rsquo;altro studio di pacificazione son durato
+un pezzo, non domandando di più. Ogni
+viaggiatore ha sentito questo bisogno, di fermarsi
+un tratto, senza desiderio di giungere alla
+meta. Ma poi rinfrancato, ho detto a me stesso:
+perchè vorremmo esser noi fuori del tempo nostro?
+è lecito di ribellarsi all&rsquo;ambiente della logica
+umana, o della storia dei nostri errori, che
+spesso ne tiene le veci? Se tutte le religioni non
+furono che passi verso la conoscenza, la moralità,
+la giustizia, la civiltà del genere umano,
+perchè rinnegherei la mia? Qui vi farò una confessione;
+ero proprio sul mare, quando m&rsquo;avvenne
+di pensare così; ma il mare non era punto agi<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span>tato,
+non prometteva burrasche; ero sano, ero
+forte, e non avevo l&rsquo;animo disposto a paure.
+Guardando davanti a me, nelle diafane serenità
+dell&rsquo;orizzonte, mi pareva di vedere qualche cosa
+che non era il colore dell&rsquo;aria. Questo colore io
+sapevo bene come fosse dovuto alla presenza
+dell&rsquo;idrogeno. Ma non apparteneva ai fenomeni
+dell&rsquo;idrogeno, nè di altro corpo semplice o composto,
+l&rsquo;effetto che si produceva in me dal guardare
+così, con gli occhi dell&rsquo;anima, in quello
+sfondo vaporoso che piaceva tanto ai miei
+sensi.</p>
+
+<p>«Così, per opera di una seconda vista, sentii
+l&rsquo;invisibile, penetrai l&rsquo;inconoscibile. Il mondo
+cammina, mi diceva la scienza. E cammini, rispondevo
+io; cammina anche la nave, e non mi
+toglie di veder sempre qualche cosa là dentro,
+davanti a me, in quell&rsquo;orizzonte sempre lontano
+e presente ad un modo. Viaggiatori della immensità,
+andremo sempre, e non giungeremo forse
+mai. Nè io, attenendomi alla religione dei padri
+miei, penso d&rsquo;essermi indugiato per via; non
+temo sopra tutto di dover perdere il treno. Mi
+dicono che la nostra religione ha delle parti invecchiate.
+Non so, e se penso che ella contenta
+dei cuori, nutre delle speranze e forma delle
+coscienze diritte, son quasi per credere che non
+sia vera la cosa. Allah (permettetemi questa
+scorribanda fra gli Arabi, che mi toglierà di
+parere irriverente, nella dimostrazione della mia
+tesi, alla religione dei padri miei) Allah è puro<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span>
+spirito, essere unico e sommo, la cui luce consola
+ancora dugento milioni di credenti, i più
+fervidi, forse, che il mondo conosca. Mi narrano
+che il suo profeta fosse un impostore, ed io lascio
+che narrino; ma dentro di me, se mi fermo
+a pensarci più che tanto, non credo che Maometto
+fosse un impostore. Un allucinato, chi sa?
+Iddio permette di queste allucinazioni; la cosa
+si può supporre possibile e naturale, come la
+scienza ammette, suppone e dà per certo che
+ad un dato momento una forma nuova si svolga
+da una forma anteriore. Maometto è dunque il
+frutto del miracolo, in cui si compie un mistero,
+pari a quello che fa in un dato periodo apparir
+l&rsquo;uomo sulla faccia della terra, l&rsquo;uomo che prima
+non c&rsquo;era.</p>
+
+<p>«Vi ho detto assai male tutto ciò che ho
+pensato. Voi intenderete, nella lucidità dell&rsquo;anima
+vostra, come la pratica della filosofia materialistica
+mi abbia condotto a vedere la sua insufficienza;
+come una semplice religione filosofica,
+alla maniera del signor di Voltaire, mi
+sia parsa scortese per tutte le migliaia di creature
+intelligenti che intorno a me vivono e credono;
+come tutte le religioni positive esistenti
+mi siano parse altrettante incarnazioni del divino.
+Le consideravo anche progressive, come
+gradini della scala che mette l&rsquo;umanità alle porte
+del cielo. Non offenderò, spero, le timorate
+coscienze cristiane, dicendo che la loro religione
+e mia, che è quella portata sulla terra dal figlio,<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span>
+non ha sbugiardata l&rsquo;ebraica, promulgata dal
+padre, tra tuoni e lampi, sulla vetta del Sinai.
+Frattanto, la loro religione o la mia non ho da
+discrederla, per il fatto che altri ne aspetta una
+nuova, più chiara e più umana, con meno dogmi,
+con meno precetti.</p>
+
+<p>«Ripensarla, considerarla per tutti i lati, fu
+in me l&rsquo;opera di qualche anno; accettarla fu un
+punto. Di certo, il descrivervi quel punto non
+varrà molto a darvene ragione; pure, per contentarvi,
+ecco qua brevemente quel che mi avvenne.
+Ero a Milano, approfittando di una breve licenza;
+vivevo laggiù tra continui passatempi,
+senza pensieri, felice come può essere l&rsquo;uomo
+giovane, sano, forte, padrone di tutte le sue
+facoltà, ricco abbastanza e senza desiderio di
+più. Passeggiavo una sera, per far l&rsquo;ora di andare
+al teatro. Non so più da qual punto, seguitando
+il marciapiede, mi trovai nella via di
+San Celso; e là, da un portone aperto nella penombra
+del crepuscolo, mi venne un&rsquo;ondata di
+musica, voci umane all&rsquo;unisono, con accompagnamento
+d&rsquo;organo. Non avevo immaginato che
+in quel punto, sulla stessa linea dei fabbricati,
+ci fosse una chiesa; niente me l&rsquo;aveva annunziata,
+e fu istantaneo il moto dell&rsquo;anima che mi
+fece entrare in quel luogo. La chiesa era buia;
+solamente nel fondo si distinguevano quattro o
+sei fiammelle di candelabri accesi sull&rsquo;altar maggiore,
+più per dare indirizzo allo sguardo che
+per illuminare la gente raccolta a pregare. Se<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>guendo
+il capriccio improvviso, ero entrato con
+passo risoluto; ma sùbito fui costretto ad inoltrarmi
+più lento e guardingo, poichè si era al
+buio, come vi ho detto, ed io temetti d&rsquo;inciampare
+in qualche povera donna inginocchiata. Trovato
+il primo pilastro della navata, mi fermai,
+stetti a sentire. La folla, nascosta nell&rsquo;ombra,
+cantava le litanie, prologo consueto alla benedizione
+serale.</p>
+
+<p>«Quante volte non mi ero io ritrovato ad una
+scena simile, da ragazzo, e senza averne alcun
+senso particolare allo spirito! Là, invece, in
+quel punto, fu una dolcezza nuova per me. Mi
+piacevano le voci; mi piacquero le invocazioni
+rivolte alla gran madre degli uomini e degli angeli,
+così teneramente affettuose e così varie
+nella lor sequela monotona. Tante belle cose
+si dicevano a Maria; e coloro che le dicevano
+le pensavano; certamente le sentivano. Che consolazione
+per essi, che fossero egualmente sentite
+lassù, nel profondo de&rsquo; cieli! Infatti, perchè Dio,
+causa prima degli esseri, non dovrebbe sentirne
+le voci?</p>
+
+<p>«Tacque il canto monotono della folla: di là,
+dall&rsquo;altar maggiore, si rispose con qualche <span class="g">oremus</span>,
+con qualche versetto latino; poi due o tre
+forme incerte, timidamente luccicanti di riflessi
+metallici al fioco lume dei ceri si mossero,
+levando di mezzo a quei ceri un ostensorio; si
+udì un movimento simultaneo, per tutta la grande
+navata, di persone cadenti sulle ginocchia; si<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span>
+svegliarono da capo i gravi suoni dell&rsquo;organo,
+e tutte le voci della moltitudine ascosa nell&rsquo;ombra
+intuonarono il <span class="g">Tantum ergo</span>, annunziante
+e celebrante il mistero dell&rsquo;accostamento di Dio
+alla terra. Illusione anche questa? Se è un&rsquo;illusione,
+diciamo pure che Iddio l&rsquo;ha permessa. Ed
+egli è certamente là, dove, in quella miglior forma
+ch&rsquo;ella ha saputo trovare, la creatura lo invoca.
+<span class="g">Tantum ergo sacramentum</span>... Sì, il
+patto è consacrato, tra lui e la creatura; ed egli,
+il santo invisibile, è presente a tutti coloro che
+credono, che sperano, che confidano in lui. A
+quel punto, che da ragazzo mi lasciava così freddo,
+non d&rsquo;altro desideroso che di sentire il <span class="g">Salutaris
+hostia</span>, l&rsquo;inno breve, il ritmo allegro
+della liberazione e della fuga, a quel punto mi
+sentii un rimescolo nel cuore, e le lagrime mi
+salirono agli occhi. <span class="g">Veneremur cernui</span>,
+cantava la folla adorante; e a me si piegavano
+le gambe. Mi vergognai e volli star ritto; ma
+subito un altro sentimento mi prese, facendomi
+vergognare della mia stessa vergogna. <span class="g">Veneremur
+cernui</span>, bisbigliava una voce dentro di
+me; <span class="g">Veneremur cernui</span> balbettavano le mie
+labbra, all&rsquo;unisono col canto della moltitudine.
+Ero caduto in ginocchio, e pregavo.</p>
+
+<p>«In quella chiesa buia, combinata per caso
+sulla mia strada, in quell&rsquo;ora di raccoglimento
+solenne, ho ritrovato Dio, l&rsquo;ho rifatto in me, luce
+ed amore. Così ho creduto; così sono rimasto un
+credente. Dal dubbio alla fede, vi ho detto tutti<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span>
+i miei studi, le mie indagini, i miei errori e le
+mie sensazioni. La notte è alta, ma gli occhi
+vedono, come di pieno giorno; nessuna stanchezza
+nelle mie fibre, e una gioia profonda è
+diffusa in tutto il mio essere. Mi pare, scrivendo
+a voi, che un miracolo si compia; il miracolo di
+trasfonder me, la mia fede in chi amo».<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XIII" id="Capitolo_XIII"></a><span class="chap">Capitolo XIII.</span><br />
+<br />
+L&rsquo;impresa ecclesiastica.</h2>
+
+
+<p>Tre giorni erano passati, dopo che il signor
+di Vaussana aveva scritto e consegnato il suo
+passio alla contessa Gisella. Ed era anche, bisogna
+dirlo, una domenica d&rsquo;autunno, bella, serena,
+ma fredda, per un certo vento di tramontana che
+incominciava ad annunziare la stagione più rigida,
+e spogliava frattanto del loro fogliame i
+poveri alberi della montagna; quelli, s&rsquo;intende,
+che sogliono perderlo all&rsquo;appressarsi dell&rsquo;inverno,
+come i roveri e gli olmi, i frassini, i tigli e
+i nocciuoli. Ah, i nocciuoli, soprattutto, come
+son tristi, quando hanno perduta la bella gloria
+frondosa degli scudi smeraldini, non mostrando
+più che una scarna selva di negre aste intirizzite!
+Maurizio aveva già veduto chiazzarsi di rosso
+quel verde, poi volgere al giallo ed accartocciarsi
+qua e là, intorno al dolce nido dei giorni sereni,
+delle ore di cielo, dei fidati colloquii, al sordo
+fragore della vicina cascata; pensava già con
+terrore che di settimana in settimana sareb<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span>bero
+stati più infrequenti per Gisella i pretesti
+di muoversi da casa, e che presto egli avrebbe
+dovuto per un altro inverno rassegnarsi a non
+veder l&rsquo;amata donna che nelle troppo raccolte e
+troppo vigilate conversazioni della Balma. L&rsquo;amor
+suo, per verità, schietto e profondo com&rsquo;era,
+non pativa d&rsquo;insofferenze nè di egoismo; ma
+quante non erano le cose che bisognava tacere,
+alla Balma, o che, a mala pena accennate, non
+si potevano spiegare con la dovuta abbondanza
+di parole! Amore è chiacchierino, e soffre a non
+potersi espandere in frasi, a non potersi esprimere
+nella varietà infinita delle piccole dimostrazioni.</p>
+
+<p>Comunque fosse di ciò, e per tempo cattivo che
+volesse fare, il signor di Vaussana non andava
+mai alla Balma se non per la strada del bosco.
+E la mattina di quella domenica, un po&rsquo; prima
+dell&rsquo;usato, egli rifaceva la strada consueta, per
+portare al generale un fascicolo della Rivista
+marittima, di cui gli aveva parlato la sera innanzi,
+accennando a certi esperimenti di artiglieria
+navale.</p>
+
+<p>Il conte Della Bourdigue era solo e accigliato;
+ma gli si spianarono ad un tratto le rughe alla
+vista di Maurizio, di quel Cireneo che voleva aiutarlo
+a portar la croce della sua noia. Gradì il
+libro, e si mise subito a sfogliarlo, dando una
+guardata allo scritto che Maurizio gli aveva
+accennato. Gisella, frattanto, non si vedeva, e
+niente lasciava sperare ch&rsquo;ella dovesse da un<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span>
+momento all&rsquo;altro apparire. Di certo, la contessa
+era fuori. L&rsquo;assenza di una donna da casa non
+si conosce, per chiare e formali notizie; s&rsquo;indovina,
+sto per dire che si sente nell&rsquo;aria.</p>
+
+<p>Pensava a ciò, per l&rsquo;appunto, quando il generale
+gli scappò fuori con una di quelle domande
+che fanno balzare un uomo sulla seggiola,
+tanto arrivano improvvise, non lasciando il tempo
+di vedere se siano sciocche o profonde, se
+le abbia dettate la ingenuità, o la malizia.</p>
+
+<p>&mdash;Sapete dirmi, Maurizio, che diavolo abbia
+preso mia moglie, di andare in chiesa, alla
+messa?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio tremò, si confuse; per un istante non
+seppe più in che mondo si fosse.</p>
+
+<p>&mdash;Io?&mdash;balbettava frattanto.&mdash;Veramente....</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì,&mdash;ripigliò il generale,&mdash;Gisella
+parla con voi di tante cose.... di poesia, d&rsquo;arte,
+di storia, e che so io; può benissimo avervi
+detto qualche cosa, da cui si possa ricavare un
+costrutto, avere un&rsquo;idea di questa novità.</p>
+
+<p>&mdash;Voi la sentite come me, generale;&mdash;disse
+Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Non sempre,&mdash;replicò il vecchio, con un&rsquo;altra
+scappata che fece fremere il suo interlocutore,&mdash;non
+sempre. So io, per esempio, i discorsi
+che può fare al Castèu, quando va a trovare la
+contessina vostra sorella? Infatti, vedete, oggi
+è andata laggiù. Se voi non aveste l&rsquo;uso inveterato
+di capitare dalla montagna, vi sareste in<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span>contrato
+con lei al cancello, o per la gran via
+di San Giorgio.&mdash;</p>
+
+<p>Soltanto allora Maurizio incominciò a respirare,
+e le sue labbra osarono atteggiarsi ad un
+mezzo sorriso.</p>
+
+<p>&mdash;Vado da Albertina, mi ha detto;&mdash;proseguiva
+frattanto il generale.&mdash;Rinunzio alla
+colazione, per vedere la funzione della chiesa
+parrocchiale. Capirete, Maurizio.... Non sono un
+tiranno, e lascio che Gisella faccia in ogni cosa
+a modo suo. La gran rivoluzione non deve esser
+venuta per nulla tra le genti. Ma capirete, ripeto,
+che questa novità dell&rsquo;andare in chiesa
+m&rsquo;abbia molto maravigliato.</p>
+
+<p>&mdash;Ho capito, ho capito;&mdash;disse Maurizio, facendo
+un sorriso intiero.&mdash;C&rsquo;è il vescovo in
+visita pastorale, come dicono. Mia sorella avrà
+data la notizia alla contessa, e un po&rsquo; di curiosità....
+Le signore, dopo tutto, son donne.</p>
+
+<p>&mdash;E capisco ancor io;&mdash;riprese il generale,
+ridendo a sua volta di quel riso largo che faceva
+sollevare più minacciosi che mai sulle guance
+i suoi gran baffi bianchi dorati.&mdash;Davanti
+alla curiosità non ci son signore. Ma che sciocchezze!
+che cosa c&rsquo;è da vedere di strano, in un
+vescovo? Purchè poi queste visite in chiesa non
+mi passino in uso!</p>
+
+<p>&mdash;Lo credete, generale?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè no? Ci si va una volta, ci si va
+due, ci si prende il gusto dell&rsquo;incenso, e non
+si sa dove si vada a finire, tra tante scimmiot<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span>tate.
+Non amo i preti, lo sapete; e senza nessuna
+intenzione di farvi dispiacere....</p>
+
+<p>&mdash;A me, generale?</p>
+
+<p>&mdash;Eh sì, ne so pure qualche cosa. Ma bisogna
+che ogni uccello faccia il suo verso; e ci sono
+poi delle verità che un filosofo non può tenersi
+nel gozzo, senza rischio di sfiancarsi questa
+parte interessante di sè medesimo. La chiesa ha
+portato un gran guasto nei costumi, con la sua
+facilità di perdono, che sembra fatta a bella
+posta per invitare al peccato. Piaccia ad altri
+una certa scenetta dell&rsquo;Evangelio, con la storiella
+della prima pietra; essa non piace a me
+niente affatto. A buon conto, io ho preso moglie
+sapendo in anticipazione che la donna, scelta
+da me, o dal caso, che è poi tutt&rsquo;uno, non aveva
+il difetto di credere a tante scioccherie, e di
+prendere in certe dottrine pietose un&rsquo;assicurazione
+contro la legge dei doveri umani.&mdash;</p>
+
+<p>In ogni altra circostanza Maurizio avrebbe tenuto
+il campo e rimbeccate le argomentazioni
+del conte Ettore. Ma non era quello il momento
+di far guerra, ed egli si contentò di balbettare
+qualche frase, che nel fondo non diceva nulla
+di nulla; felice abbastanza che quella gran burrasca,
+a lui minacciata, si sciogliesse in un nembo
+di paroloni.</p>
+
+<p>La contessa Gisella ritornò molto tardi dalla
+sua impresa ecclesiastica. Era contenta dei fatti
+suoi, e non mostrò di badar più che tanto al
+muso del generale, che all&rsquo;arrivo di lei aveva<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+creduto necessario di ridiventare più arcigno.
+Portava notizie della funzione, e le snocciolava
+allegramente al signor di Vaussana. Aveva veduto
+tutto, osservato tutto, con l&rsquo;attenta curiosità
+di una bambina. Il vescovo l&rsquo;aveva molto
+interessata, come era naturale che facesse, essendo
+un gran dignitario della chiesa, una specie
+di generale anche lui. Ma che brutto uomo! diceva
+lei; come poco somigliava all&rsquo;idea che ella
+se ne era formata, di un gran signore, bellissimo
+d&rsquo;aspetto, soave di modi, grave nel portamento,
+modesto nella sua dignità, che paresse sempre
+domandarvi perdono del vestir paonazzo e del
+portare la sua gran croce d&rsquo;oro sul petto; di uomo,
+infine, il cui occhio non guardasse, ma involgesse,
+la cui bella mano mandasse benedizioni
+e carezze nell&rsquo;aria! No, non le andava, quell&rsquo;uomo,
+tanto diverso dall&rsquo;ideale che ella si era
+fatto dei vescovi. Ed anche quel don Martino,
+arciprete di San Giorgio, che figura ridicola,
+affogato in quei suoi paramenti! Vestito della
+tonaca nera, restava ancor umile, all&rsquo;altezza
+della sua povertà di spirito e della sua rusticità
+di maniere: con quel camice addosso, con quel
+lusso di piegoline e di ricami, con quella pianeta
+a fiorami colorati e a liste d&rsquo;oro, la sua
+faccia nera e le sue mani vellose mostravano
+più forte il contrasto fra l&rsquo;uomo e l&rsquo;abito; pareva
+di vedere un orso vestito da festa, in uno
+spettacolo di fiera.</p>
+
+<p>Il quadro, che la contessa Gisella andava così<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span>
+allegramente dipingendo, piacque moltissimo al
+signor generale. Giove, dopo tanto corrugamento
+di ciglia, si degnò di sorridere. E sorrideva anche
+Maurizio, vinto a suo mal grado dalla amenità
+di quella piccola caricatura. Ma il giorno
+dopo, quando ebbe modo di ritrovarsi un istante
+a quattr&rsquo;occhi con la contessa Gisella, pensò di
+non doverle nascondere ciò che il generale aveva
+detto della sua impresa domenicale.</p>
+
+<p>&mdash;Badate, egli ha riso; ma in fondo non vuole
+che andiate in chiesa.</p>
+
+<p>&mdash;Il generale non comanda all&rsquo;anima mia;&mdash;rispose
+Gisella,&mdash;ed io andrò in chiesa
+quante volte mi piacerà, per vedere in che modo
+si possa imitare il mio Rizio. Ma veramente, soggiunse
+ella sospirando,&mdash;incomincio a persuadermi
+che per sentire la presenza di Dio nelle
+chiese ci voglia un&rsquo;anima predisposta. Tutte
+quelle puerilità di rappresentazione mi hanno
+offesa, ve lo confesso sinceramente. Ed anche
+voi, ditemi, come potete sentire la religione,
+con tutti quei preti?</p>
+
+<p>&mdash;I preti sono uomini;&mdash;rispose placidamente
+Maurizio.&mdash;Non è la stessa cosa nella vita
+comune, a proposito della umanità, a cui dobbiamo
+amore e rispetto? Tra i nostri simili abbondano
+i rozzi, gl&rsquo;ineducati, i bricconi: ma possono
+costoro farci pensar male di tutta la specie,
+dove sono tante anime buone, dove ho conosciuto
+dei gentiluomini che mi hanno amato
+senza secondi fini, non avendo bisogno della mia<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span>
+borsa, nè della mia protezione? Ed anche voi,
+adorata, pensateci; non vi è mai occorso di andare
+in una riunione, in una accademia, dove un
+uomo di povero aspetto, un brutto professore,
+vi dicesse delle cose belle e profonde? Avete
+voi pensato in quel momento che il professore
+fosse brutto, antipatico?</p>
+
+<p>&mdash;Non lo avrei potuto, neanche volendolo;&mdash;rispose
+Gisella.&mdash;Se il professore brutto dice
+delle belle cose e profonde, i suoi occhi si accendono,
+la sua faccia si trasforma, la bellezza
+interiore vien tutta alla superficie.</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione;&mdash;disse Maurizio.&mdash;Ho
+scelto male il mio esempio.</p>
+
+<p>&mdash;No, niente male, amico mio; ma è per l&rsquo;appunto
+il buon esempio che vi mette dalla parte
+del torto. I vostri preti potrebbero essere come
+quel tal professore, e non ci riescono. Parlano
+di Dio, ma a fior di labbro, con una cert&rsquo;aria
+di essere in confidenza con lui, che non è fatta
+per dare un&rsquo;idea conveniente della grandezza
+sua e della loro umiltà.</p>
+
+<p>&mdash;Questi preti non sanno quel che fanno, ecco
+tutto;&mdash;replicò Maurizio.&mdash;Essi sono i preti
+falsi, che bisognerebbe detestare, se non fosse
+piuttosto il caso di compatirli. Costoro, del resto,
+mi lasciano freddo.</p>
+
+<p>&mdash;Ti basta?&mdash;domandò la bella donna, figgendo
+i suoi grandi occhi fosforescenti negli occhi
+di lui.&mdash;Non sono essi i nemici della tua
+patria?<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;E qui mi ribello, contro essi e contro chi
+li muove;&mdash;replicò Maurizio, animandosi.&mdash;Mi
+ribello, sentendo bene che Iddio non parla
+neanche per il labbro dei buoni. È veramente
+doloroso che una ragione umana, puramente
+umana, effetto di una cristallizzazione storica,
+metta i ministri della divinità in contrasto coll&rsquo;idea
+della patria, da noi, mentre la rispettano e
+la coltivano altrove. Ma che farci? son uomini,
+vi ho detto, son uomini anch&rsquo;essi. In basso ignoranti
+la più parte; nè credo che una tonsura basti
+a dare intelligenza e dottrina a chi non ebbe
+l&rsquo;una e non è capace dell&rsquo;altra, parendomi già
+molto se sono nella ignoranza virtuosi. Di questi
+io ne ho trovati parecchi, come il nostro don
+Martino, che è certamente un brav&rsquo;uomo. In alto,
+poi, dove i preti leggono e studiano, dove le
+anime loro vedono più largo orizzonte, ne ho trovati
+di veramente insigni per dottrina e carattere.
+Anime buone, ragionando con me, non mi
+hanno potuto dire tutto ciò che sentivano dentro;
+ma io li ho capiti, e mi è bastato. Più alto
+ho visto ancora le ragioni umane, i pregiudizii
+storici, pesar troppo sul loro intelletto; ma ho
+pur veduto timori e diffidenze contro una società
+che nel suo laicizzarsi naturale trascorre
+un po&rsquo; troppo allegramente a negare, volendo
+mettere in ogni ordinamento civile i non ben
+digeriti e ancora discordi concetti di una minoranza
+scettica al posto di quella fede da cui
+la maggioranza del mondo civile tragge ancora<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span>
+un conforto all&rsquo;anime e una norma sicura del
+vivere. Sentono che si vuol toglier di mezzo il
+loro Dio, e combattono; e non sarò io, soldato,
+che vorrò condannarli, pur riconoscendo che essi
+ricusano per eccesso di difesa ciò che farebbero
+egregiamente a concedere. È per esempio un
+gran male che essi credano necessario al papa il
+poter temporale; mentre questo potere non è
+del suo ministero, nè lo è stato mai, e la coscienza
+italiana, fin dagli albori della storia moderna,
+per bocca di grandi credenti ha protestato
+contr&rsquo;esso. Ma se lo credono tanto necessario,
+perchè non lo dichiarano un dogma? Questo
+coraggio dovrebbero avere; ma voi vedrete che
+non lo avranno mai. Il giorno che facessero ciò,
+forse avverrebbe un miracolo, un miracolo che
+non immaginano neppur essi, credendone incapace
+la fibra italiana.&mdash;</p>
+
+<p>Gisella era stata immobile, silenziosa, a sentire
+il suo ragionatore ostinato.</p>
+
+<p>&mdash;Quanto discorrere per una semplice domanda
+di donna ignorante;&mdash;diss&rsquo;ella, come le
+parve che egli avesse finito.&mdash;Rizio, non lo
+farò più; crederò ciecamente, in attesa di questo
+miracolo.</p>
+
+<p>&mdash;Esso non avverrà,&mdash;rispose Maurizio,&mdash;e
+noi ci atterremo tranquillamente alla fede dei
+nostri padri. Iddio comunica con noi; egli troverà
+la via di salvezza, mentre illusi ministri
+suoi ci vorrebbero condurre alla perdizione,
+turbando le nostre coscienze, confondendo ciò<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span>
+che va dato a Dio con ciò che va dato a Cesare.&mdash;</p>
+
+<p>La contessa Gisella andò altre volte in chiesa,
+quantunque don Martino, arciprete di San Giorgio,
+non le paresse il più bello tra i ministri di
+Dio. Il generale si seccava di quel capriccio,
+ritornante ogni domenica; ma non protestava più
+tanto forte. Maurizio frattanto raccomandava
+prudenza.</p>
+
+<p>&mdash;Vedi?&mdash;le diceva.&mdash;Egli accuserà poi
+mia sorella Albertina di averti stregata, e se la
+prenderà con lei.</p>
+
+<p>&mdash;Non andrà fino a quel punto;&mdash;rispondeva
+Gisella.&mdash;Ho ancor io una volontà, e
+non intendo di lasciarmi sopraffare dai suoi
+capricci. Lo conosci, del resto, come lo conosco
+io; egli è spesso di cattivo umore, perchè si
+annoia. Pure, le ragioni di non annoiarsi le
+avrebbe. Se ciò che egli possiede non è molto,
+perchè in gioventù ha molto sciupato, è molto
+ciò che possiedo io, e la cura dei nostri interessi
+potrebbe bastare ad occuparlo. Ma tutto è noioso
+per lui, quello che non è servizio militare.
+Perchè lo ha lasciato, il servizio? Gli uomini
+della caserma non dovrebbero uscirne mai, dalla
+loro caserma. Ah, ecco!&mdash;esclamò la contessa,
+ravvedendosi tosto, ad un gesto involontario di
+Maurizio.&mdash;Ora dicevo una sciocchezza. Devo
+al suo uscir di caserma il non esser uscita io da
+San Giorgio, dove un altro uscito di caserma
+mi doveva raggiungere, povero Rizio, tanto caro!<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span>
+Ma come è brutto, discorrere di cose volgari!
+la volgarità ci guasta le parole e le idee. Restiamo
+nelle nuvole, dove ci siamo conosciuti
+ed amati. È già triste abbastanza il pensare a
+questa grama stagione, che è venuta pur troppo.
+Abbiamo così poche occasioni di trovarci
+insieme! Scendendo in paese, legandomi un po&rsquo;
+più con quella cara Albertina, ho almeno la
+sorte di vederti più spesso, mio povero Rizio.&mdash;</p>
+
+<p>Rizio lasciava fare, e l&rsquo;unico suo lavoro alla
+Balma era di giustificare timidamente le visite
+della contessa al Castèu con la innocente
+curiosità delle funzioni di chiesa. Infine, non
+si trattava che di uno spasso. Quanti non sono
+i fedeli cristiani, che fanno così?</p>
+
+<p>&mdash;Ed è quello che più mi dispiace;&mdash;notava
+il generale, felicissimo di trovare un&rsquo;opinione
+per via.&mdash;Cristiani per cristiani, meglio esser
+tali sul serio.&mdash;</p>
+
+<p>Da un&rsquo;altra parte Gisella diceva a Maurizio:</p>
+
+<p>&mdash;Sono felice, tanto felice di credere come
+te, insieme con te. Sai, Rizio, che ho già avuto
+una visione?</p>
+
+<p>&mdash;Una visione!&mdash;esclamò egli, sorridendo.&mdash;Così
+presto? Non sarà poi stato un sogno?</p>
+
+<p>&mdash;Non so che cosa significhi la vostra distinzione;&mdash;rispose
+Gisella.&mdash;Sareste incredulo
+voi, ora? Il mio sogno è stato bello, se mai. Figuratevi
+che mi son ritrovata in un paese nuovo,
+un paese orientale, che riconoscevo benissimo,
+senza averlo veduto mai. Ero uscita dalla città<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span>
+per andare verso un bosco d&rsquo;olivi, a pregare,
+sentendo nel mio cuore una gran tenerezza; allorquando,
+già presso al colmo di una collina,
+nella calda luce del tramonto, mi apparve un
+uomo, vestito d&rsquo;una tunica rossa, con un mantello
+azzurro sulle spalle. Un uomo, vi ho detto;
+ma io bene sentivo che non era tale. Intorno alla
+sua bella testa, incoronata di capelli lunghi e
+fini, morbidamente ricadenti in ciocche dorate,
+splendeva mite un&rsquo;aureola vaporosa: la barba
+di un bel biondo carico gli scendeva sul petto
+bianco di latte; gli occhi azzurri, sereni, guardavano
+pietosamente verso di me, dando un senso
+di bontà paterna alla bellezza di un angelico
+sorriso. Non mi parlò; ma la sua mano si alzava
+benedicendo, ed io mi sentii morire di gioia.
+Come era dolce quell&rsquo;atto! come era buono
+lo sguardo! e quanto, nell&rsquo;aspetto, aveva egli
+di voi!</p>
+
+<p>&mdash;Ah, ecco,&mdash;disse Maurizio,&mdash;voi ora guastate
+la dolce visione. Non è così che bisogna
+immaginare il buon padre, la cui figura è oltre
+l&rsquo;umano. Ma è sempre bello che l&rsquo;abbiate veduta,&mdash;conchiuse,&mdash;e
+che ne abbiate sentita
+la poesia consolatrice.<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XIV" id="Capitolo_XIV"></a><span class="chap">Capitolo XIV.</span><br />
+<br />
+Da Ceppo a Carnevale.</h2>
+
+
+<p>Anche il signor di Vaussana andava in chiesa:
+credente nell&rsquo;anima, voleva mostrarsi tale in certi
+atti esteriori. Amava all&rsquo;italiana antica; perciò
+volentieri glorificava la bellezza nel recinto
+d&rsquo;un tempio, come avevano fatto l&rsquo;Alighieri e il
+Petrarca, e al pari di quei due immortali sarebbe
+stato capace di un amore puramente ideale.
+Il destino aveva voluto altrimenti; ma egli
+nell&rsquo;amor suo metteva sempre un senso di adorazione,
+in cui si smarriva quel non so che di
+pungente e di aspro che l&rsquo;idea della colpa induce
+confusamente nell&rsquo;amore più intenso.</p>
+
+<p>Ah, quella colpa, non la espiava egli amaramente
+nel difetto della possessione piena ed
+intiera della donna adorata? Ma in tanta amarezza
+era più dolce qualche volta il pensare che
+egli, egli solo, aveva condotta quella divina creatura
+alla fede; che l&rsquo;amor suo, svegliando in
+lei un senso più intimo della ragion delle cose,
+ne aveva per così dire compiuta la perfezione.<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span>
+Maurizio sinceramente pensava, non esser senza
+la fede creatura perfetta, come non è perfetta
+la pianta che non possa vestire i suoi rami di
+fiori. La bella pianta della Balma, fiorita in
+quella guisa di fede, guadagnava non pure agli
+occhi di lui, ma a quelli di tutto il paese, che
+vedeva un tal miracolo di bellezza sovrana mescolarsi
+nella modesta chiesa di San Giorgio alla
+umile turba dei fedeli preganti. Si era creduto da
+prima che la contessa Gisella fosse tenuta lontana
+dalle pratiche religiose per volontà del
+marito, a cui dava noia il fumo delle candele.
+Vedendola ogni domenica in chiesa, s&rsquo;incominciò
+a pensar meno male dell&rsquo;orso della Balma, che
+accennava a volersi ammansare; ma più si ammirò
+la contessa Albertina, la buona fata del
+Castèu, alla quale si attribuiva da tutti il prodigio.</p>
+
+<p>Così andavano pianamente le cose, come l&rsquo;acqua
+d&rsquo;un fiume alla foce; e il signor generale,
+vedendo di mal occhio quella manìa religiosa
+della sua giovane metà, si adattava al fatto
+con più filosofia che non avesse mai mostrato
+di avere. Così giunsero le feste del Natale, che
+furono per Gisella una lieta novità, senza essere
+una troppo grave noia per il suo signore e padrone.
+Il Natale, dopo tutto, è una solennità dell&rsquo;anno
+che non dispiace a nessuno, checchè si
+pensi in materia di fede. C&rsquo;è l&rsquo;uso antico della
+baldoria domestica, a cui non saprebbe sottrarsi
+lo spirito più scettico; e tiepidi credenti e cal<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span>di
+filosofi, facendosi imprestare dagli eruditi
+qualche notizia intorno alle storiche celebrazioni
+dell&rsquo;anno nuovo presso tutti i popoli antichi e
+moderni del globo, trovano che in certe occasioni,
+specie quando fa molto freddo di fuori,
+si sta bene riuniti alla fiammata del ceppo tradizionale.
+In questo modo si mettono tutti d&rsquo;accordo,
+nella più varia dissonanza di umori e
+d&rsquo;idee che abbia mai turbata la pace di una
+famiglia. Le povere donne credenti sorridono meglio
+ai loro uomini, vedendoli così lieti, quasi
+contenti di sè medesimi, in quell&rsquo;ora di domestico
+abbandono, e pensano e sperano che il
+giorno verrà anche per essi di accostarsi meglio
+a Dio. Non è forse vero che tutte le strade conducono
+a Roma?</p>
+
+<p>Il gran camino padronale della Balma non
+aveva avuto da molti anni un ceppo così allegro.
+Cedendo alle istanze dei Matignon, i signori
+del Castèu erano andati a far Natale lassù, e
+così pure la notte del Capo d&rsquo;anno. Per quella
+doppia solennità era anche venuto di Francia il
+capitano Dutolet. Il buon ragno non aveva parenti,
+e si era mostrato molto amabile venendo a
+spendere quei pochi giorni di libertà presso il
+suo antico capo squadrone. Non aveva per quella
+volta che una breve licenza; ma prometteva di
+averne una lunga per l&rsquo;anno prossimo, se niente
+fosse venuto a guastare. Veramente, guastare
+non era il verbo adatto: ciò che poteva guastare
+il disegno di una pacifica gita a San Giorgio<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span>
+sarebbe stato accolto come un invito a nozze
+da lui, soldato francese anzi tutto. Ma di questo
+non ne diceva nulla, il buon ragno; aveva
+caldo l&rsquo;amor patrio, ma silenzioso, e con quell&rsquo;aria
+di Guglielmo il Taciturno lasciava credere
+di annoiarsi mortalmente per tutt&rsquo;altra cagione.</p>
+
+<p>&mdash;Prendete moglie, Dutolet;&mdash;gli aveva detto
+ad un certo punto il generale.</p>
+
+<p>&mdash;Se fossi ricco, perchè no?&mdash;aveva risposto
+il capitano.</p>
+
+<p>&mdash;Come?&mdash;esclamò la contessa Gisella.&mdash;C&rsquo;è
+forse bisogno di esser ricchi?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, e molto ricchi;&mdash;rispose il buon ragno.&mdash;Come
+si potrebbe altrimenti coprir di
+diamanti la donna che si fosse scelta a compagna?&mdash;</p>
+
+<p>Era un gentile pensiero; e la contessa Gisella,
+da buona figlia d&rsquo;Eva, trovò che il capitano
+Dutolet ragionava benissimo. Così il buon ragno
+cansò quella sequela di argomentazioni che
+sogliono scaraventarsi in ogni società di ammogliati
+addosso agli scapoli impenitenti. Ma
+la contessa Gisella, che era stata assai lieta il
+giorno di Natale, non fu egualmente lieta nella
+notte del Capo d&rsquo;anno, quando al brindisi solenne
+delle dodici il generale alzò il calice spumante
+del generoso liquore della vedova Cliquot,
+per bere alla felicità di Maurizio e della sua
+moglie futura. Era in uno strano periodo psicologico,
+il generale; voleva ad ogni costo com<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span>binar
+matrimonii. E Maurizio, come aveva risposto
+al brindisi? Male, assai male, balbettando
+rotte parole, quasi accettando l&rsquo;augurio.</p>
+
+<p>&mdash;Come fare altrimenti?&mdash;disse quel poveretto,
+appena ebbe modo di ritrovarsi a quattr&rsquo;occhi
+con lei.&mdash;Dovevo io rispondergli che
+non gradivo il discorso? Dovevo, con la mia
+prontezza a respingere un augurio senza nessuna
+importanza, correre il rischio di mettergli
+un sospetto nell&rsquo;anima? Ci pensate voi, anima
+mia, a quello che potrebbe succedere, se egli
+immaginasse....</p>
+
+<p>&mdash;Non mi dir altro, Maurizio, non mi dir altro!&mdash;gridò
+ella, fremendo.&mdash;Tu hai ragione,
+hai ragione, hai sempre ragione. Ma ho sofferto
+tanto! Una pugnalata al cuore, in quel momento,
+mi sarebbe piaciuta di più. Ah, sento che l&rsquo;anno
+incomincia male, assai male.</p>
+
+<p>&mdash;Superstizioni, non vi pare?&mdash;mormorò egli,
+sforzandosi di sorridere.</p>
+
+<p>&mdash;Chi sa?&mdash;diss&rsquo;ella, traendo un sospiro.&mdash;Non
+sono poi le compagne della fede? A me
+incominciano a venire con essa. Pensate infine
+che io sono una povera donna, con poca istruzione,
+con pochissime idee. Quando ne ho una
+in testa, il mio piccolo cervello è costretto a
+lavorar sempre su quella. Felice voi, Rizio, che
+sapete tante cose, voi che guardate più lontano
+e comprendete più largamente di me, trovando
+il punto giusto dove io mi smarrisco, dove io
+non vedo che contraddizioni e paure.<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non meritava la lode di Gisella, e il
+punto giusto non lo trovava da un pezzo neppur
+lui. La contraddizione, brutta chimera, lo
+afferrava alla gola, ed egli si divincolava inutilmente
+nella stretta. Se credi al decalogo, perchè
+rubi? Se hai tanto squisito il senso della
+legge morale da volerne insegnare altrui la eterna
+sanzione, perchè inganni il tuo simile? perchè
+siedi col tradimento nel cuore alla mensa
+di chi fida così ciecamente nella tua probità?
+Ma a questi dilemmi, non bene formati ancora,
+egli chiudeva gli occhi della mente, quasi cercando
+nella sua cecità volontaria una ragione
+per non averli a combattere. Amava, e non voleva
+affrontare una pugna con la logica inflessibile,
+una pugna che sarebbe riuscita a danno
+dell&rsquo;amor suo. Quella logica gli avrebbe comandato
+di rinunziare a Gisella; e questo era per lui
+l&rsquo;impossibile. Un miracolo, ci sarebbe voluto,
+un miracolo, per levarlo di pena. Ma quale?
+Egli non osava neanche dirlo a sè stesso; e vili
+pensieri lampeggiavano sinistramente nell&rsquo;ombra
+densa dell&rsquo;anima sua.</p>
+
+<p>Felice il generale, che negli ozi del suo castello
+aveva da combattere solamente la noia.
+Ognuno, si sa, crede la propria malattia più grave
+di quella degli altri, ed egli sinceramente si
+esagerava i mali di una noia, in onta alla quale
+passavano i giorni abbastanza rapidi, tra partite
+a biliardo o a picchetto, accessi di malumore
+e grasse risate. La volgarità del discorso fa<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span>ceva
+anche capolino fra la domestichezza dello
+consuetudini. Il signor di Vaussana, di tanto in
+tanto, per una ragione o per l&rsquo;altra, interrompeva
+le visite. Quello dei viaggi brevi e frequenti
+era un artifizio, ben noto alla contessa, che
+non aveva neanche da soffrirne troppo; perchè
+Maurizio, il più delle volte, dopo avere annunziato
+una gita a Nizza, a Torino, a Genova o
+altrove, non si muoveva dal Castèu, dove ella trovava
+poi modo di scovarlo. Quei piccoli furti
+erano un segreto di più e certamente il meno
+grave tra tutti quelli che avessero da custodire.
+Frattanto, colle frequenti sparizioni dalla Balma,
+il signor Maurizio si confidava di addormentar
+meglio il castellano, sviarne l&rsquo;attenzione,
+dissiparne i sospetti, se mai ne fossero nati.
+Su quei viaggi frequenti tornava spesso il generale,
+e con molta libertà di discorso, anche in
+presenza della moglie.</p>
+
+<p>&mdash;Gran fioritura di camelie dev&rsquo;essere a Montecarlo;
+non è vero, Vaussana? E c&rsquo;è poi sempre
+quell&rsquo;abbondanza di <span class="g">belles-de-nuit</span>?</p>
+
+<p>&mdash;Non sono stato a Montecarlo;&mdash;rispondeva
+Maurizio, schermendosi come poteva.&mdash;Vi
+ho pur detto, generale, che ho fatto una punta
+fino a Genova.</p>
+
+<p>&mdash;Ritorno offensivo, dunque? E come sono
+ora le genovesi? sempre belle? Ai tempi della
+Crimea, quando ci sono passato io, erano tutte
+d&rsquo;una bellezza incontrastabile, ma un pochettino
+massiccia. Mi dicono che ora ci sia un altro tipo,<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span>
+alto, flessuoso, con una tendenza spiccata al
+biondo, e dei languori orientali nell&rsquo;occhio. Come
+le preferite voi, Vaussana? Fortunato briccone!
+godete il mondo, finchè vi dura la gioventù.
+Ma non abusate, mi raccomando; è insalubre.
+E credete a me, la miglior cosa che
+possiate fare, per calmare questa febbre, tanto
+pericolosa all&rsquo;ultimo stadio, è ancora di prender
+moglie. Prendete moglie, Maurizio, prendete
+moglie.&mdash;</p>
+
+<p>E lo canticchiava anche in musica, il suo ritornello,
+prendendo lo spunto da una canzonetta
+del Béranger.</p>
+
+<p>La contessa, di solito, chinava gli occhi sul
+suo telaino da ricamo, aspettando che il generale
+la finisse con quelle sue libertà di discorso.
+Ma il generale prendeva un gusto matto a ribattere
+quel chiodo in presenza di lei, e chiudendo
+sempre il discorso col suo solito ritornello.
+Tanto che un giorno, seccata, la contessa alzò
+gli occhi e soggiunse, rivolgendosi a Maurizio:</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì, prendete moglie, signor di Vaussana.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio rimase un po&rsquo; male, non intendendo
+il perchè di quell&rsquo;altra esortazione. C&rsquo;era egli
+bisogno che Gisella tenesse bordone al generale?
+Che cosa ne poteva lui, se quell&rsquo;altro, abusando
+del suo diritto di padrone di casa, gli tornava
+sempre sul medesimo tasto?</p>
+
+<p>&mdash;Me la trovino loro;&mdash;rispose egli a denti
+stretti.<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Oh bravo! e se la troveremo, la prenderete?</p>
+
+<p>&mdash;Scelta da amici come voi, perchè no? avrà
+certamente tutte le virtù immaginabili.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, cercheremo;&mdash;disse Gisella.</p>
+
+<p>&mdash;A Nizza, non è vero?&mdash;soggiunse il generale.&mdash;Mia
+moglie ha il desiderio di passare
+a Nizza gli ultimi giorni di carnevale; sarà
+una eccellente occasione per noi di cercare, e
+per voi di giudicare della scelta, senza perdita
+di tempo.</p>
+
+<p>&mdash;Si va all&rsquo;arma bianca!&mdash;conchiuse Maurizio,
+facendo bocca da ridere.</p>
+
+<p>Ma in verità aveva voglia di tutt&rsquo;altro; era
+lì lì per uscire de&rsquo; gangheri. Anche quel viaggio
+a Nizza ci voleva! Gisella ne aveva già accennato
+a Maurizio, come di uno svago da procurare
+a quell&rsquo;eterno annoiato del signor generale;
+quanto a sè, non ci aveva nessun gusto,
+prevedendo la seccatura delle visite molte e
+della poca o nessuna libertà che avrebbe avuto
+di stare a discorrere col suo povero Rizio. Ma
+ci voleva pazienza, e bisognava fare di necessità
+virtù. Sì, tutto bene, salvo quell&rsquo;idea pazza
+di cercar moglie a lui, che non voleva saperne.</p>
+
+<p>Per fortuna, nel soggiorno di tre settimane a
+Nizza, non furono che falsi allarmi. Gli avevano
+domandato se la preferisse inglese, o americana,
+o russa, ed egli aveva risposto di non aver predilezioni
+in materia. Intanto, con quell&rsquo;arte che<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span>
+le donne sanno tutte, ma che le donne innamorate
+conoscono a perfezione, la contessa Gisella
+causava ogni occasione di far conoscenze
+del suo sesso, oltre le poche necessariamente
+portate dalle relazioni mascoline del marito. Si
+vedevano mogli di generali, di colonnelli e di capisquadrone,
+tra le quali non c&rsquo;era pericolo che
+avesse da scegliere il suo Maurizio, o per lui il
+signor generale. E questi, d&rsquo;altra parte, sempre
+attorniato da vecchi <span class="g">troupiers</span>, tutto ingolfato
+nelle sue conversazioni d&rsquo;arte militare, di
+caserma o di piazza d&rsquo;armi, non pensava più
+affatto ad ammogliare il signor di Vaussana. Nè
+poteva sperare che se ne incaricasse sua moglie,
+sempre circondata dal gaio sciame dei giovani
+capitani, degli aiutanti di campo e degli uffiziali
+d&rsquo;ordinanza. La galanteria militare si
+esercitava intorno alla bellissima generala in
+visita, con quella amabile festività, con quella
+misura cavalleresca, che è propria dei francesi,
+e che è maravigliosamente aiutata da una lingua
+facile e snella, di forme ben definite, di frasi
+bell&rsquo;e fatte, tra cui la stessa consuetudine ha
+tolta ogni importanza e lasciata tutta la sua
+grazia all&rsquo;iperbole. Maurizio, nondimeno, si seccava
+un pochino che tutti fossero <span class="g">bien heureux</span>
+come santi in paradiso, o <span class="g">enchantés</span>
+come cavalieri nel castello di una fata, quando
+erano ammessi alla presenza di quella <span class="g">grande
+charmeuse</span>, di quella <span class="g">femme divine</span>, della
+contessa Gisella.<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span></p>
+
+<p>Il guaio era che parlando così avevano tutti
+ragione. Ed egli, anche gradito da tutti, trattato
+con quella deferenza di cui lo faceva degno il
+suo grado e la sua educazione, con quella cortesia
+cerimoniosa che era dovuta alla sua qualità
+di straniero, si sentiva a disagio, era sempre
+sulle spine. Vedeva ogni giorno Gisella, ma troppo
+diviso da lei, anche essendo vicino, e soffriva.
+Non già del brutto male, intendiamoci; perchè
+Maurizio conosceva la divina creatura, ne sentiva
+il pensiero costantemente fido, ne vedeva
+lampeggiar l&rsquo;occhio azzurro sparso di faville
+d&rsquo;oro, quando faceva un giro largo per giungere a
+lui e dargli il suo istante di felicità. Ma quanta
+bellezza ammirata, respirata, assorbita da troppi!
+ma quanta musica di parole sparsa a consolazione
+di troppi! Gisella era una regina, dovunque
+apparisse; amabile ad un modo con ogni
+età, con ogni grado, passava in mezzo a quella
+gloria di filetti d&rsquo;oro e di rosso <span class="g">garance</span>, come
+una bella dea serena e sorridente, maestosa e
+leggera, appagando tutti senza fermarsi a nessuno.
+Così debbono esser lieti i fiori di un giardino,
+quando passa aleggiando sulle aiuole una
+splendida farfalla, sempre in alto e sempre in
+moto, avendo l&rsquo;aria di posarsi su tutti i calici,
+dischiusi a lei, odoranti per lei.</p>
+
+<p>Qualche volta, passando accanto al signor di
+Vaussana, la divina creatura gli gittava una di
+quella frasi sommesse e brevi, ma calde di passione,
+che avevano virtù di rianimarlo, di esal<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span>tarlo,
+di fargli toccare i termini della beatitudine.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, il nostro San Giorgio! Ancora pochi
+giorni, Rizio! Questo carnevale, che morte! Sorridi,
+via, grande bambino, che hai così dolce il
+sorriso! T&rsquo;intendo, sai? è così tarda a giungere,
+la nostra buona quaresima!<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XV" id="Capitolo_XV"></a><span class="chap">Capitolo XV.</span><br />
+<br />
+Padre Anselmo da Carsoli.</h2>
+
+
+<p>La quaresima ricondusse i nostri viaggiatori
+a San Giorgio. Il piccolo paese alpino era tutto
+in fermento per una di quelle novità che sogliono
+commuovere perfino i grandi, tra il carnevale
+e la pasqua. Senza esserne stato avvertito dalle
+trombe della fama, San Giorgio possedeva per
+quel periodo di penitenze, di digiuni e di esercizi
+spirituali, un quaresimalista insigne, un predicatore
+coi fiocchi. Come mai un tant&rsquo;uomo si
+fosse persuaso di andare a pescare anime tra
+quei monti, in verità non si poteva immaginare;
+certamente bisognava conchiudere che per una
+volta tanto l&rsquo;arciprete don Martino avesse avuto
+una grazia speciale dai suoi santi protettori.
+Fin dalla prima predica il nuovo quaresimalista,
+del quale, a vederlo, non si sarebbe dato
+un baiocco, aveva sbalordito il suo uditorio;
+alla seconda lo aveva incantato. E già si parlava
+di lui in tutte le case, come di una gran maraviglia;
+se ne discorreva in farmacia, se ne ragionava
+al casino di lettura; in ogni luogo, per<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span>fino
+nelle osterie, si facevano confronti fra lui
+e i predicatori degli anni passati; chi aveva
+viaggiato e sentito altri famosi oratori del pergamo,
+non dubitava d&rsquo;asserire che quello era
+uomo da batterli tutti.</p>
+
+<p>Non vecchio nè giovane, con poca barba biondiccia
+venata di peli bianchi, più macilento che
+magro, alto della persona ma curvo, quasi piegato
+in due quando attraversava la grande navata
+della chiesa per recarsi dalla sagrestia al
+suo pulpito, appariva tutt&rsquo;altro quando si affacciava
+di lassù, alta la fronte, sfavillanti gli occhi,
+diritto il corpo come una spada. Era cappuccino;
+si chiamava padre Anselmo da Carsoli.
+Modesta figura di asceta, vestiva umilmente
+una tonaca spelacchiata, su cui non mancavano
+le toppe, larghe, lunghe, fatte più vistose
+dal colore più carico del panno, con le quali
+il vecchio abito si andava via via rinnovando
+a pezzi e bocconi. Camminando in istrada, così
+curvo delle spalle e sempre a capo basso, non
+guardava mai nè di qua nè di là, non vedeva
+nessuno, tranne i bambini, quando gliene passavano
+daccanto, dandogli una curiosa sbirciata
+di sotto in su. Ma anche senza vedere la gente,
+il cappuccino ne indovinava il saluto, e lo ricambiava
+con un gesto di benedizione, breve
+breve, come d&rsquo;uomo che avesse fretta. Coi bambini,
+per altro, si fermava sempre un poco, due
+o tre minuti secondi, il tempo di aggiungere
+alla benedizione una carezza paterna, accompa<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span>gnata
+da una crollatina di testa; come se
+in quel punto e a quella vista il pover uomo
+volesse cacciar dalla mente un doloroso ricordo.</p>
+
+<p>Il giorno dopo la sua tornata in paese, Gisella
+aveva voluto andare al Castèu, per salutare Albertina.
+Accompagnata in quell&rsquo;uffizio di cortesia
+dal generale, aveva incontrato sulla piazza
+il signor di Vaussana, che usciva allora allora
+dalla posta, con le sue lettere e i suoi giornali
+tra le mani. Era una piccola fortuna, di quelle
+che i piccoli paesi offrono più facilmente alle
+persone che si amano, e Maurizio l&rsquo;aveva afferrata
+al volo, accompagnandosi ai signori Matignon:
+del resto, non si doveva egli far cammino
+insieme? Così, muovendo dalla piazza al
+Castèu, avevano veduto innanzi a loro il cappuccino,
+che, uscito allora dalla canonica, rasentava
+il muro per andare verso una viottola campestre,
+dietro la chiesa parrocchiale. Gisella riconobbe
+all&rsquo;abito il predicatore, di cui quella stessa mattina
+le avevano già fatto un gran discorrere alla
+Balma tutte le sue persone di servizio. Andando
+ella innanzi ai due cavalieri, per la ristrettezza
+della strada, e passando lesta accanto al cappuccino,
+la bella signora non aveva creduto di
+potersi dispensare da un piccolo cenno di saluto,
+che andasse in pari tempo alla veste religiosa,
+all&rsquo;età rispettabile e all&rsquo;ingegno acclamato dell&rsquo;uomo.
+Quell&rsquo;altro aveva risposto con la sua
+benedizione frettolosa, chinando la testa anche<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>
+più dell&rsquo;usato; e pochi passi più in là, trovata la
+svolta del sentiero campestre, aveva scantonato
+prontamente, senza voltarsi neanche con la coda
+dell&rsquo;occhio a guardare.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete che sudicioni!&mdash;disse il generale
+a Maurizio.&mdash;Neanche un paio di calze!</p>
+
+<p>&mdash;È la regola, generale.</p>
+
+<p>&mdash;Sarà; ma non è la decenza.</p>
+
+<p>&mdash;Ettore!&mdash;mormorò la contessa, volgendo al
+marito un&rsquo;occhiata di rimprovero.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, che cosa ho detto che non sia il
+vero?&mdash;replicò il generale.&mdash;Se non portano
+calze, non vadano almeno in ciabatte!</p>
+
+<p>&mdash;Umiltà;&mdash;disse ancora timidamente Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì, parlatemi dell&rsquo;umiltà dei frati!&mdash;gridò
+il conte Ettore.&mdash;<span class="g">Une bonne blague,
+celle-là!</span></p>
+
+<p>Il cappuccino venne ancora in ballo, quando
+furono al Castèu, nel salotto della contessa Albertina.
+La signorina di Vaussana aveva già sentito
+due prediche, e n&rsquo;era rimasta profondamente
+commossa. Era una donna intelligente, leggeva
+molto, pensava molto; il suo giudizio era
+dunque di gran peso. Il generale, del resto, essendo
+uomo di mondo, si arrese facilmente, e
+si tenne in corpo le celie che il tema gli chiamava
+alle labbra. Non fiatò neppure quando
+sua moglie dichiarò di voler seguire quel corso
+di prediche, contentandosi di promettere a sè
+stesso ch&rsquo;egli non l&rsquo;avrebbe imitata, e per quel<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span>
+primo giorno, in cui il capriccio religioso della
+sua metà lo coglieva fuori di casa, non sarebbe
+neanche rimasto sulla piazza della chiesa per
+aspettar le signore all&rsquo;uscita.</p>
+
+<p>Le signore, frattanto, seguitavano ad occuparsi
+del frate. Gisella raccontava di averlo veduto
+passare, mentre ella saliva verso il Castèu;
+ed Albertina soggiungeva qualche notizia intorno
+alle passeggiate di lui. Tutte le mattine,
+un&rsquo;ora prima di salire al pulpito, se ne andava
+soletto per quel sentiero campestre dietro il
+coro della chiesa parrocchiale; s&rsquo;inerpicava per
+la balza vicina, con la sveltezza di un giovinetto,
+e giunto lassù, dove il dorso granitico della montagna
+faceva un rialzo in forma di rozza colonna,
+si riposava una buona mezz&rsquo;ora, contemplando,
+meditando, forse preparandosi nella preghiera
+alla predica della giornata.</p>
+
+<p>&mdash;Vedetelo appunto lassù;&mdash;diceva Albertina,
+conducendo Gisella nel vano della finestra
+e indicando la montagna di contro.&mdash;Quel masso
+che sorge assottigliandosi come una cuspide
+di tempio gotico, si chiama la Pietra Aguzza. È
+là sotto, il padre Anselmo, seduto in contemplazione.
+Ecco, si muove; si è alzato; si dispone a
+scendere. Sarà ora anche per noi di andarcene
+in chiesa.&mdash;</p>
+
+<p>Gisella sentì quel giorno il predicatore, e s&rsquo;invogliò
+più che mai di ascoltarlo ancora. Erano
+veramente prediche maravigliose, quelle del padre
+Anselmo da Carsoli. Niente di politica spic<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span>ciola,
+di quella che si vorrebbe gabellare per politica
+grande: niente pei diritti temporali del
+Papa, e niente contro la miscredenza del secolo:
+a farla breve, nessuno dei luoghi comuni, esercizi
+retorici e pistolotti della poco sacra eloquenza
+dei sacri oratori del giorno. Ragionava di Dio
+con una forma insolita, non strana, semplice,
+chiara, elevata, degna di lui, in quella misura
+che può esser degno di lui il povero linguaggio
+della creatura umana. Toccava spesso e volentieri
+della virtù che onora l&rsquo;uomo accostandolo
+al cielo, ed aveva impeti di passione, accenti
+nuovi e profondi che penetravano al cuore. Parlava
+caldo, serrato, incalzante, a fiotti su fiotti,
+come il mare, quando cresce a tempesta; qualche
+volta avendone perfino impaccio alla lingua,
+che durava fatica a sprigionare la frase.
+Ma la frase, quando finalmente usciva formata,
+acquistava da quell&rsquo;impedimento momentaneo
+una singolare efficacia, come acqua corrente che
+costretta in angusto passo gorgoglia, spumeggia,
+rimbalza, uscendo più limpida, più rumorosa,
+più viva. Si soffriva un istante con lui, sentendolo
+oppresso dalla irruenza del pensiero e
+della parola; ma quel soffrire volgeva tosto ad
+un senso di piacevole stupore, vedendogli prendere
+la rincorsa a quel modo. E pareva allora
+che per tenergli dietro dovesse mancare il tempo
+a pensare: ma si pensava pur sempre, anche
+senza averne coscienza, perchè tutte le sue parole,
+così rinvigorite dallo sforzo, restavano im<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span>presse,
+e tutti gli argomenti in quelle parole
+serrati andavano a fondo.</p>
+
+<p>Oramai non si parlava più che di lui, a
+San Giorgio. Da quarant&rsquo;anni, dicevano i vecchi,
+non si era sentito lassù un oratore di quella
+forza. Ed ancora, non potevano i vecchi ingannarsi,
+esagerando naturalmente i ricordi della
+loro gioventù? Evidentemente, un oratore di
+quella forza non doveva esserci stato mai, nè
+quaranta, nè cent&rsquo;anni prima d&rsquo;allora; altrimenti
+se ne sarebbe conservata un po&rsquo; meglio la fama,
+ne avrebbero parlato le istorie. E l&rsquo;eco dell&rsquo;entusiasmo
+di San Giorgio si ripercuoteva ogni
+giorno alla Balma, con gran noia del signor
+generale.</p>
+
+<p>&mdash;E così,&mdash;diceva egli alla contessa, vedendola
+ritornare sul mezzogiorno a casa,&mdash;lo avete
+sentito, il grand&rsquo;uomo?</p>
+
+<p>&mdash;Ma sì,&mdash;rispondeva ella,&mdash;ed è veramente
+grande; lo riconoscono tutti, a San Giorgio, anche
+i liberi pensatori.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;sclamò il generale, inarcando le <a name="tn219" id="tn219"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'ciciglia'">ciglia</ins>.&mdash;Ci
+sono dunque dei liberi pensatori, a
+San Giorgio? E che pensano?</p>
+
+<p>&mdash;Quel che vi ho detto, per lo meno;&mdash;disse
+Gisella.&mdash;Fin là ci saranno potuti arrivare.</p>
+
+<p>&mdash;Mi fate venir voglia di sentirlo;&mdash;conchiuse
+egli, ghignando.</p>
+
+<p>E saputo che alle prediche di padre Anselmo
+assisteva anche il medico condotto, che passava
+per una testa forte, per una specie di Cabanis<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span>
+ridotto alle proporzioni mandamentali, andò la
+mattina seguente anche lui a vedere l&rsquo;ottava
+maraviglia. Non si avventurò nella grande navata,
+per altro; si fermò poco lontano da un
+uscio laterale, nascosto dietro un pilastro.</p>
+
+<p>Padre Anselmo, quel giorno, aveva predicato
+sulla scienza, sulla vera scienza che eleva lo
+spirito fortificandolo, che conduce a Dio, come
+la fede, come la speranza, come la carità. Quella
+era forse la trattazione più moderna ch&rsquo;egli avesse
+fatta fin allora a San Giorgio. Ordinariamente
+il frate parlava di virtù, di pietà, dei doveri
+del cristiano, della dolcezza che si prova
+nel seguire la legge. Quel giorno, elevato il tono,
+parve anche più forte del solito. Ma non così
+la pensava il suo novo ascoltatore, che torse
+le labbra, annoiato.&mdash;Se questo è il pezzo
+più forte,&mdash;pensava, egli nel ritornarsene alla
+Balma,&mdash;gran debolezza vuol essere il restante.&mdash;</p>
+
+<p>La sera, in conversazione, si parlò del predicatore;
+e il signor di Vaussana domandò al generale
+che opinione se ne fosse formata.</p>
+
+<p>&mdash;Non me ne parlate;&mdash;rispose egli, facendo
+una spallucciata delle solite.&mdash;È uno sciocco.
+Parole, parole, parole! E neanche armato come
+dovrebbe, per sostenere la sua tesi spallata!
+Non sa citare che autori di cinquant&rsquo;anni fa.
+Lo avete sentito? Gli è parso di far molto, combattendo
+il Lamarck. Ben altri sono oggi gli
+atleti con cui dovrebbe provarsi. Vincere il La<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span>marck,
+bella forza! E poi, che vittoria è la sua?
+Nessuno gli risponde, ed egli resta padrone del
+campo. Sapete che cosa mi fa ricordare? Quel
+predicatore che argomentava contro il protestantesimo.&mdash;</p>
+
+<p>Qui il signor generale ingrossava la voce, per
+rifare il discorso del personaggio aneddotico allora
+allora evocato:</p>
+
+<p>&mdash;«Venite voi Lutero, voi Calvino e voi Melantone;
+venite davanti al mio tribunale di giustizia
+ad esporre le vostre perverse dottrine. E
+che?... non venite?... Dunque avete torto. Ed
+ecco o signori, vittoriosamente combattute le
+dottrine degli empi. Non osano presentarsi, arrossiscono,
+tremano, si nascondono. Ma contro il
+sole della verità non valgono ripari; quel sole li
+cerca, li scova, dovunque si nascondano, li abbaglia,
+li accieca».&mdash;</p>
+
+<p>E rideva, il signor generale, rideva comodamente
+per tre. Gisella taceva; Maurizio si provò
+a dire qualche cosa.</p>
+
+<p>&mdash;Certo, questa maniera di combattere la
+scienza moderna pare insufficiente anche a me.
+Ma il nostro cappuccino, ne converrete, è più
+forte di così. Infine, gli evoluzionisti moderni
+non hanno fatto che ripigliare l&rsquo;ipotesi del Lamarck:
+combattendo lui, si combattono gli altri.
+E poi, lasciamo stare la tesi scientifica:
+bisogna sentire il quaresimalista ogni giorno.
+È spesso elevatissimo. Qualche volta mi pare che
+pigli ad imprestito dai grandi maestri: dal Bos<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span>suet,
+per esempio, e dal Massillon; ma bisogna
+riconoscere che ci mette anche del suo.</p>
+
+<p>&mdash;Sarà il brutto, allora.</p>
+
+<p>&mdash;Non sempre, generale, non sempre. Ci ha
+il tenero, di suo, ci ha il semplice, che va all&rsquo;anima.
+Vi confesserò che non è un&rsquo;aquila; l&rsquo;aspetto
+sarebbe piuttosto d&rsquo;un barbagianni;&mdash;soggiunse
+Maurizio, temperando la sua lode con
+una celia, che doveva rabbonirgli il suo interlocutore;&mdash;ma
+gli possiamo render giustizia dicendo
+che è un predicatore dei buoni; e se non
+giustifica l&rsquo;entusiasmo dei miei concittadini,
+certamente lo spiega.</p>
+
+<p>Questo giudizio mezzo e mezzo poteva contentare
+il generale; ma non era fatto per piacere
+a Gisella.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè lo trovi brutto? come fai a trovarlo
+brutto?&mdash;diss&rsquo;ella a Maurizio, appena ebbe modo
+di restar sola un istante con lui.&mdash;Sai che
+in certi momenti è bello, anzi bellissimo? Sicuro,
+di una bellezza morale che gli si diffonde
+dall&rsquo;anima;&mdash;soggiunse la cara donna, notando
+un senso di pena che contraeva in quel punto
+le labbra di Rizio.&mdash;Quando egli si scalda nel
+suo ragionamento, non hai osservato come gli
+scintillano gli occhi? come una vampata di sangue
+gli corre per le guance scarne, facendole
+parere di rosa? Si direbbe che in quel momento
+Dio scende in lui e lo trasfigura. E vuoi credere?
+Quando egli si commuove più fortemente, e la
+voce gli trema, e le lagrime gli brillano sulle<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span>
+palpebre, io mi volto verso l&rsquo;altar maggiore e
+guardo il crocifisso, aspettandomi sempre di
+vedergli schiodare una mano e stendere il braccio
+per benedire quell&rsquo;uomo, che lo esalta con
+tanto fervore, facendolo intender così bene alle
+turbe.</p>
+
+<p>&mdash;Via! via!&mdash;disse Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;E così, proprio così;&mdash;riprese Gisella.&mdash;E
+non mi hai detto tu un giorno che un brutto
+professore, quando parla bene, animandosi un
+poco, diventa bello per il suo uditorio?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio incominciava a pensare di aver detto
+troppe cose. E scritte, poi! sopra tutto le scritte
+gli pesavano sull&rsquo;anima.</p>
+
+<p>&mdash;Un po&rsquo; di misura, bella mia, un po&rsquo; di misura!&mdash;le
+bisbigliò con accento di esortazione
+paterna, vedendola più che mai infervorata nella
+sua passione religiosa.</p>
+
+<p>&mdash;Misura! misura!&mdash;replicava Gisella.&mdash;Si
+è tanto felici di credere! E si avrà dunque
+da credere per metà? Come potete voi raccomandare
+una cosa simile?&mdash;</p>
+
+<p>Cinque o sei giorni dopo, il quaresimalista
+aveva fatto una predica sulle mogli; con una
+grazia, povero frate, con una delicatezza, che
+non si sarebbe potuta aspettare da lui. L&rsquo;abito
+suo, veramente, lo doveva far credere più pratico
+d&rsquo;altro santuario che non fosse quello, abbastanza
+turbato, della famiglia moderna. Enunciato
+il suo tema, aveva fatto un&rsquo;esposizione
+sommaria del dovere, secondo la condizione so<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span>ciale.
+Il dovere, questa obbedienza alla legge,
+si mostrava, così agevole nella semplicità della
+sua dipintura, che non s&rsquo;intendeva più come
+mai si potesse venirci meno. Di quella obbligazione
+morale il predicatore aveva indicato l&rsquo;adempimento
+nell&rsquo;esercizio di tutte le virtù: e
+le virtù, così dure a praticarsi, apparivano belle
+e facili, perchè governate e promosse da un senso
+di rispetto a noi medesimi, che è rispetto alla
+creatura di Dio, a questo <span class="g">vas electionis</span>
+della sua grazia. Vaso d&rsquo;elezione non era stato
+solamente l&rsquo;Apostolo. Quello era l&rsquo;esempio, nella
+famiglia cristiana; ognuno poteva seguirlo,
+ognuno accostarvisi. Bella cosa esser puri davanti
+alla legge umana, non sospettabili nella
+presenza del mondo; bellissima esser puri davanti
+a noi medesimi, essendo la coscienza il
+buon giudice umano che precorre ed annunzia il
+gran giudice eterno. In quella guisa che al finire
+del giorno l&rsquo;uomo è tanto più contento di sè
+quanto più sente di aver lavorato, così nella
+grande giornata dell&rsquo;esistenza niente vale la contentezza
+interiore dell&rsquo;avere operato il bene; e
+niente, dov&rsquo;essa manchi, può tenerne le veci.
+Rispettarsi, sentirsi degno di questo rispetto, è
+benefizio singolare per tutti, singolarissimo per
+la donna, a cui spesso non basta il pentirsi,
+quando abbia fallito, perchè essa nella pubblica
+estimazione cade sempre più in basso dell&rsquo;uomo.
+Triste cosa è questa, che i nostri costumi hanno
+portata, di non poter riacquistare la grazia degli<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span>
+uomini, avendo pur riacquistata la grazia di
+Dio; ma c&rsquo;è compenso ancora, nella iniquità del
+giudizio, e un privilegio maraviglioso corrisponde
+al danno. L&rsquo;uomo virtuoso, l&rsquo;uomo che osserva
+la legge, si riconosce onesto; della donna virtuosa,
+insospettata e insospettabile, si dice comunemente:
+è una santa.</p>
+
+<p>Qui con ardito trapasso veniva a dipingere le
+ansietà, i terrori, i rimorsi che accompagnano
+la colpa. Quante corde vibravano a quelli strappi
+di una mano maestra! No, la colpa, no, mai;
+è brutta, la colpa, è malsana; porta con sè, per
+primo guaio, il dover arrossire davanti al mondo,
+e peggio, davanti a sè medesimi. Per la donna
+colpevole, prostrata nella polvere di contro ai
+suoi lapidatori, Iddio ha detto: «chiunque di voi
+è senza peccato scagli la prima pietra». Quella
+pietra, gli uomini non possono scagliarla più;
+gli uomini non debbono punir quella donna, degni
+di punizione essi medesimi; gli uomini non
+debbono disprezzarla, di tante colpe macchiati,
+mentre uno spirito puro la compiange. Ma ella
+è pur sempre a terra, ed egli solo può rialzarla.
+Finchè egli non abbia detto: «va, non peccar
+più», non isperi di sollevare la fronte. Da lui
+rialzata, redenta da lui, si consoli: ma pensi
+che la turba, se non lapida più, giudica ancora;
+la turba è sempre là, astiosa ed arcigna, nel
+fondo della scena, e i farisei ne governano l&rsquo;animo,
+i farisei, stirpe non morta ancora, che
+solo ha mutato di nome. E chieda a Dio<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span>
+di soffrire, di soffrir sempre, per espiare il suo
+fallo; ringrazî il cielo di una sofferenza, che
+quanto è più grande e più lunga, tanto più vale
+a deterger le colpe. Nè chieda di soffrir meno
+la donna che visse casta e virtuosa; pensi che la
+coscienza della propria impeccabilità può facilmente
+tramutarsi in orgoglio. Noi spesso non
+cerchiamo di vedere; ma Dio vede e sa quanto
+sia di peccato in noi, che per soverchio di sicurezza
+non facciamo buona guardia alle anime
+nostre. Certo, è soffrire orrendo, per una donna,
+e può parerle intollerabile, l&rsquo;obbedienza di tutti
+i giorni, di tutte le ore; ma è prova solenne,
+argomento di purificazione continua, quel suo
+viver legata ad un uomo il più delle volte ruvido,
+vano, capriccioso, volgare, che non intende e
+non sa quanto ella valga, ma che qualche volta
+può essere mutato, migliorato, trasformato da
+lei. Che vittoria, allora, e come fa lieto il sofferto
+martirio! E poi, che è ciò che aspettiamo
+noi dal dovere compiuto? Se la vita è battaglia,
+sian terse le spade; nè vi paia fatica di farle
+brillare. Più splende quella che è più fine di tempra,
+e della fatica durata è gran conforto la
+gloria. Esser pure è già un premio; farvi belle
+dell&rsquo;anima a Dio, è conveniente lusinga. Anche
+un poeta pagano lo ha detto: «piacciono i casti
+pensieri lassù; con casto animo vieni, con
+pure mani attingi alla fonte». Sentite la bellezza
+della virtù, che consola; e non orgoglio
+vi dia, ma nobile alterezza; e vi veneri il mon<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>do,
+non potendovi mordere; e l&rsquo;ossequio suo non
+sia minore di quello dei vostri figliuoli, a cui
+giovano le esortazioni, ma più ancora gli esempi.</p>
+
+<p>Come aveva sofferto Maurizio, quel giorno!
+Gli pareva che ad ogni istante il frate dovesse
+uscire dalla tesi generale, figurare dei casi, proferire
+dei nomi; che ad ogni istante dovesse dare
+in qualche sfuriata, da offendere, da turbare,
+da commuovere troppo visibilmente qualche povera
+ascoltatrice. Ma no, niente; quel diavolo
+d&rsquo;un sant&rsquo;uomo non era mai stato tanto riguardoso
+come allora; non aveva neanche usata la
+volgarità di chiamar le cose coi loro brutti nomi,
+che è vizio dei quaresimalisti, anche valenti. La
+sua orazione era tutta misura e grazia, grazia
+e misura, e senza aver fatta la menoma concessione
+al gusto mondano. Anche l&rsquo;argomento del
+rispetto di sè, che poteva essere derivato da un
+concetto pagano della virtù, come diventava cristiano
+nella necessità di fare della creatura un
+tempio, un altare, un vaso degno di Dio, e di
+educare non pure onestamente ma ancora candidamente
+la prole! «Non offendete colla impurità
+della lingua l&rsquo;orecchio innocente del bambino;
+bella massima;&mdash;diceva il frate,&mdash;ma quasi
+inutile esortazione in una famiglia civile. Qual
+è infatti quella madre così sciocca o malvagia,
+che non abbia in mente e non osservi il precetto?
+Ma è necessario altresì che del fanciullo non si
+offenda la vista con la scena di un viver domestico
+poco lodevole, brutta scena che spesso è<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span>
+commedia corruttrice, e qualche volta si muta
+in orribil tragedia. E poi, che giova nascondere
+molto e con ogni cura al fanciullo, se egli, passando
+sua madre per via, vede a lei rivolto insieme
+col saluto il sogghigno, e dietro a lei ode
+gittata la parola di spregio? Ah, meglio allora,
+mille volte meglio non aver bambini! Ma pensate
+allora, pensate essere ancora una grazia la sterilità,
+per la misera donna che ha dimenticata
+la legge divina, la legge umana e sè stessa».</p>
+
+<p>Neanche qui il frate foggiava casi particolari;
+non usciva neppur qui dalla tesi generale. Ma
+era pericolosa, la tesi; e Maurizio fremeva, pensando
+esser là tra gli ascoltanti qualche misera
+donna, la quale, ritornando a casa, non avrebbe
+trovato bambini ad attendere la sua carezza
+materna. Fremeva, mentre tutti gli ascoltanti
+pendevano dalle labbra del monaco, e gli pareva
+che ogni sguardo momentaneamente sviato di
+quella moltitudine attenta, girando per caso dalla
+parte sua, fosse diretto a lui, proprio a lui,
+come una interrogazione, come un rimprovero.
+Intollerabile supplizio! E non osò, per tutto il
+tempo che durò quella predica, volger neanche
+la faccia da un certo lato della chiesa. Poi,
+a mala pena ebbe fine il supplizio, scappò fuori
+senza guardarsi dattorno, tagliò la piazza per la
+linea più breve, andando verso il Castèu, senza
+aspettare la solita occasione di salutare Gisella,
+che usciva sempre in compagnia di Albertina.</p>
+
+<p>Quella sera, non bene rinfrancato, ma desi<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span>deroso
+di non far novità, si avviò alla Balma.
+Trovò il generale solo nel vestibolo, occupato a
+dare una scorsa ai giornali.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sapete,&mdash;gli gridò questi <span class="g">ex abrupto</span>,
+levandosi gli occhiali e deponendo sulla tavola
+il foglio che aveva tra mani,&mdash;ma sapete
+che il vostro predicatore è un fiero campione!</p>
+
+<p>&mdash;C&rsquo;eravate?&mdash;disse Maurizio, rabbrividendo.</p>
+
+<p>&mdash;No; per sentirlo m&rsquo;è bastata una volta. Ma
+quasi quasi mi riconcilio con lui. Ha parlato
+del dovere in un modo che mi va. Queste vi
+parranno contradizioni;&mdash;soggiunse il generale,
+ridendo.&mdash;Ma anche senza andarsi ad
+affumicare là dentro, si può sapere che cosa
+c&rsquo;è stato detto. Gisella mi ha recitata tutta la
+predica. A sentirla, si sarebbe creduto che la
+sapesse a memoria.&mdash;</p>
+
+<p>Com&rsquo;era andata? Al signor di Vaussana parve
+quella una follìa, una grande follìa. Ed era certamente
+tale, e la contessa, commettendola, aveva
+obbedito ad uno di quegli impulsi ciechi,
+contro i quali non è forza di volontà, nè lume di
+ragione che tenga. Scossa, turbata al pari di
+lui, se non forse di più, Gisella aveva ritrovato
+a mala pena quel tanto di forza che l&rsquo;aiutasse
+a ritornare a casa, con aspetto di persona tranquilla.
+Per altro, a mezzo il viale dei tigli, aveva
+dovuto sedersi, non potendone più. Come le era
+venuto fatto di trascinarsi fin là? Il suo cuore
+batteva, batteva con una violenza da far temere<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span>
+che volesse ad ogni tratto spezzarsi; tanto che
+gliene veniva un senso di dolciume smaccato e
+nauseabondo alla gola. In uno sforzo supremo
+era riuscita a padroneggiarsi. Aveva pensato che
+fosse quella una crisi per l&rsquo;anima sua; se felice
+poi o disgraziata, non voleva cercare. Dio lo
+vuole, aveva gridato a sè stessa, come i primi
+crociati di Cristo; e una gran forza era succeduta
+a quel momento d&rsquo;angoscia indicibile. Alzatasi
+di scatto dal sedile di pietra, aveva fatto
+in pochi minuti il restante della salita, trovando
+sulla spianata del cancello il marito che
+passeggiava aspettandola; e davanti a lui aveva
+voluto fare la brava. Egli stesso la metteva al
+punto, chiedendogli col suo piglio beffardo quali
+altre scioccherie avesse spacciate quel giorno
+il grand&rsquo;uomo. Scioccherie? C&rsquo;era ben altro; un
+trattato di alta morale; ne giudicasse lui, che
+rideva. E lì, l&rsquo;uno dopo l&rsquo;altro, aveva snocciolati
+tutti gli argomenti, provando un gusto
+aspro, mettendo una cura ostinata, feroce, un
+vero accanimento, a tormentarsi l&rsquo;anima riferendo
+tutto il discorso, perfino con le stesse
+parole del frate. Il generale aveva continuato a
+ridere per due o tre minuti; effetto di mare
+lungo, che non ha avuto ancor tempo di quetarsi;
+poi si era fatto serio, a grado a grado prestando
+maggiore attenzione; e si vedeva che gli argomenti
+gli andavano, e non meno le frasi ond&rsquo;erano
+rivestiti, perchè li accompagnava con
+cenni del capo e con ringhî in cadenza. Egli<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span>
+doveva egualmente ammirare la relatrice, trovando
+ch&rsquo;ella possedeva un bel tesoro di memoria,
+un tesoro del quale egli non si era mai avveduto.
+E neppure lei sapeva come ciò le accadesse.
+Le parole del frate le erano certamente
+caduta sul cervello, come gocce di piombo liquefatto,
+facendovi impronta e presa ad un
+tempo.</p>
+
+<p>Ma quello sforzo l&rsquo;aveva anche esaurita. A
+pranzo niente le andava; si era contentata di
+assaggiare; e finito il pranzo aveva trovato un
+pretesto per ritirarsi nelle sue camere, non aspettando
+Maurizio alla solita ora delle visite serali.
+Cosa da nulla, diceva il generale al signor di
+Vaussana, poi che questi ebbe domandato della
+contessa, e manifestato il suo vivo rammarico di
+saperla indisposta.</p>
+
+<p>&mdash;I soliti incomoducci, che fanno comodo così
+grande alle signore donne;&mdash;soggiungeva il
+generale;&mdash;nervi, fumi, vapori, isterismi ed
+altri cataclismi da ridere. Del resto, un po&rsquo; di
+riposo le farà bene. Quel prodigio di mnemonica,
+a buon conto, non sarà mica stato senza consumo
+di materia cerebrale. Siamo macchine, mio
+caro.&mdash;</p>
+
+<p>Così ragionava; ed era contento di sè, il castellano
+della Balma. In fin de&rsquo; conti, quella
+poteva contarsi come una buona giornata per
+l&rsquo;autorità del marito, se anche gli era stata
+procacciata da una sequela di ribellioni all&rsquo;autorità
+del filosofo. Buona giornata, davvero, e ne<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span>
+prometteva delle altre. Lo sentiva egli, questo?
+si dava ragione della sua contentezza? Forse
+no, anzi, diciamo pure senza il forse, ed ammettiamo
+che in lui operasse una specie d&rsquo;istinto.
+Del resto, egli poteva esser contento di aver
+sentito parlare come piaceva a lui. Per una volta
+tanto quei <span class="g">blagueurs</span> di preti erano buoni
+a qualche cosa.</p>
+
+<p>Quella sera Maurizio fece una mezza dozzina
+di partite a carambolo, perdendole tutte, e la
+testa per giunta. Ma un vincitore a carambolo,
+facendo le sue lunghe serie di colpi, non ha
+tempo nè modo di guardare dove il suo avversario
+abbia la testa. Così la sera passò, triste
+conclusione di una triste giornata. Le giornate,
+poi, si seguono e non si rassomigliano. La mattina
+seguente capitò Gisella al Castèu. Veniva
+in apparenza a prender l&rsquo;amica, per andare con
+lei alla predica. Nel fatto, voleva combinare in
+casa il signor di Vaussana, per domandargli un
+libro in imprestito; un esemplare del nuovo Testamento,
+niente di meno. Desiderava di leggere
+l&rsquo;evangelio di san Giovanni e le epistole di
+san Paolo; due autori che il quaresimalista citava
+spesso e volentieri. Nella libreria della Balma
+il nuovo Testamento non c&rsquo;era, e per una
+buona ragione: per la stessa ragione non c&rsquo;era
+neanche il vecchio. Ma oramai non sarebbe più
+stato così: Maurizio offriva l&rsquo;uno e l&rsquo;altro, non
+già come imprestito, ma come presente, come
+omaggio alla contessa Gisella. Regalava la tra<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span>duzione
+del Martini, approvata da Roma: quanto
+a lui, possedeva la versione latina di san Geronimo,
+ed anche in un altro esemplare la versione
+italiana del Diodati, non approvata, ma
+ad ogni incontro, ad ogni bisogno, egualmente
+opportuna. L&rsquo;ortodossìa di Maurizio non badava
+a certe piccolezze.</p>
+
+<p>Gisella tremò, vedendolo comparire in salotto,
+e una fiamma le corse alle guance. Ma subito
+si ricompose, e gli espresse il suo desiderio,
+avendone quell&rsquo;esito che fu dianzi accennato.
+D&rsquo;altro non fu possibile parlare, essendo presente
+Albertina.</p>
+
+<p>&mdash;Ed ora vi sentite meglio, non è vero?&mdash;si
+restrinse a domandarle Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, molto meglio,&mdash;rispose Gisella.&mdash;Non
+è stato che un male passeggero.... qui;&mdash;soggiunse
+ella, indicando il cuore.</p>
+
+<p>&mdash;Con quei colori?&mdash;gridò egli, inarcando
+le ciglia, e dissimulando nell&rsquo;atto di maraviglia
+un vivo senso di pena.</p>
+
+<p>&mdash;Con questi colori, pur troppo;&mdash;replicò
+sorridendo Gisella.&mdash;È stata anche la malattia
+di mia madre. Ma non esageriamo la cosa;&mdash;riprese
+tosto la bella signora;&mdash;altrimenti
+meriterò i rimproveri del generale, a cui
+queste bambinerie non piacciono. Affrettiamoci
+piuttosto ad andare in chiesa; dovrebbe esser
+quasi l&rsquo;ora. Di che parlerà oggi il padre Anselmo?</p>
+
+<p>&mdash;Dell&rsquo;amor divino;&mdash;rispose Albertina, a<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span>
+cui la domanda era rivolta.&mdash;Non hai sentito,
+quando l&rsquo;annunziava?</p>
+
+<p>&mdash;No, mi ero forse distratta.... pensando a
+tutte l&rsquo;altre belle cose che aveva finito di dire.&mdash;</p>
+
+<p>La predica dell&rsquo;amor divino fu un inno in prosa,
+e frammezzato di versi. Quel diavolo d&rsquo;un
+frate ci aveva quel giorno tutti testi profani.
+Citava Girolamo Benivieni, che sull&rsquo;amor divino
+aveva dettato armoniose e calde terzine; citava
+Lucrezia Tornabuoni, e le sue affettuose laude
+spirituali; citava messer Agnolo Poliziano, autore
+anch&rsquo;egli (pare impossibile) di poesie religiose;
+citava perfino Lorenzo de&rsquo; Medici, e le
+sue amorose rime sulla ricerca di Dio.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="ni0">Allor vedrò, o Signor dolce e bello,<br /></span>
+<span class="i0">Che questo bene e quel non mi contenta:<br /></span>
+<span class="i0">Ma levando dal bene e questo e quello,<br /></span>
+<span class="i0">Quel ben che resta il dolce Dio diventa:<br /></span>
+<span class="i0">Questa vera dolcezza e sola senta<br /></span>
+<span class="i0">Chi cerca il ben: questo non manca mai.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Quella mattina, sulla piazza della chiesa, non
+mancò più Maurizio, ad aspettar le signore.</p>
+
+<p>&mdash;Non è vero che è stato bello?&mdash;gli chiese
+Gisella, nella breve conversazione di commiato.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, bello;&mdash;rispose Maurizio.</p>
+
+<p>E non potè dirle altro, tanto soffriva. Ah,
+quel bene terreno che non contenta più l&rsquo;anima!
+quel bene terreno da cui si può levar tante parti,
+e il resto si trasforma in amore di Dio!</p>
+
+<p>Quella sera, andò ancora alla Balma, sapendo<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span>
+già di non averne alcun bene. Pure, il caso gli
+fu più umano del solito, facendolo restare abbastanza
+lungamente solo con lei.</p>
+
+<p>&mdash;Non andrete più al Martinetto?&mdash;le disse,
+dopo alcuni istanti di silenzio, che gli erano parsi
+secoli.&mdash;C&rsquo;è il piccolo Vittorio ammalato.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, poverino! Sicuramente ci andrò;&mdash;rispose
+Gisella, che a tutta prima era rimasta
+confusa.</p>
+
+<p>Ed egli la precedette il mattino seguente lassù;
+o credette di precederla. Ma la contessa non
+si lasciò vedere al Martinetto, nè prima nè dopo
+la predica. Triste cosa, su cui egli non osò
+farle la più piccola osservazione. Pure, le giornate
+erano belle, ancora un po&rsquo; fresche, ma serene
+e luminose; e i cardellini dell&rsquo;Aiga, salutando
+Maurizio, avevano l&rsquo;aria di dirgli: i vostri
+nocciuoli sono stati i primi tra tutti gli
+alberi della montagna a riprender le foglie;
+come va che non ci si rivede ancora? sareste
+mutati voi, da quelli di prima?&mdash;</p>
+
+<p>Gisella andò a vedere il figliuoletto di Biancolina,
+ma dopo aver pranzato, senza pericolo
+d&rsquo;imbattersi nel signor di Vaussana. Maurizio la
+vide ritornare alla Balma, mezz&rsquo;ora dopo ch&rsquo;egli
+era giunto lassù. Rimase male, vedendo che
+Gisella aveva cercato di evitare la sua compagnia.
+Ma la signora non potè egualmente evitare
+l&rsquo;occasione di un breve colloquio con lui,
+mentre il generale era andato più oltre lungo il
+viale a ragionar col fattore.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Perchè?...&mdash;le disse.&mdash;Perchè mi sfuggite?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio aveva l&rsquo;aria d&rsquo;un moribondo, parlando
+in quel modo.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè....&mdash;mormorò ella, non resistendo
+a quell&rsquo;accento di angoscia suprema.&mdash;Amico
+mio, non mi parlate così! Se sapeste come mi
+levate il coraggio!... Siamo nell&rsquo;errore, Maurizio;
+ho paura.</p>
+
+<p>&mdash;Paura!&mdash;esclamò egli.&mdash;Di che?</p>
+
+<p>&mdash;Siamo colpevoli.</p>
+
+<p>&mdash;Colpa.... d&rsquo;amore....</p>
+
+<p>&mdash;È colpa, e basta. Io mi faccio orrore, e
+qui dentro mi domando spesso: che cosa penserà
+Maurizio di me, se anch&rsquo;egli usa scendere nel
+segreto dell&rsquo;anima sua, e vede l&rsquo;abisso in cui
+siamo caduti? Ah, meglio laggiù,&mdash;gridò ella
+rabbrividendo&mdash;meglio laggiù in quell&rsquo;altro
+abisso, nel vortice dell&rsquo;acque, quando io non
+credevo di far tanto male; e tu già lo sapevi, già
+n&rsquo;eri <a name="tn236" id="tn236"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'pesuaso'">persuaso</ins>, perchè hai tardato un istante a
+rispondermi!<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XVI" id="Capitolo_XVI"></a><span class="chap">Capitolo XVI.</span><br />
+<br />
+Cuori infermi.</h2>
+
+
+<p>Così finiva la quaresima, vedendo Maurizio la
+contessa Gisella ogni mattina alla sfuggita
+quando si usciva di chiesa, ogni sera più lungamente
+quando egli andava alla Balma; non
+più altrimenti, come avrebbe potuto sperare dal
+ritorno alla buona stagione, da lui con tanto
+ardore invocata. E parlava di cose vane con lei,
+quando c&rsquo;erano altri in conversazione; e non parlava
+più affatto quando restavano soli. Quei
+due poveri cuori sembravano divenuti l&rsquo;uno all&rsquo;altro
+stranieri; tra quelle due coscienze, già
+così intimamente unite, si era fatto un gran
+vuoto. Egli oramai era in uno stato da far compassione;
+reggeva l&rsquo;anima co&rsquo; denti; avrebbe voluto
+non essere: intanto, per capriccio di sorte o
+crudeltà di destino, doveva sorridere, sorrider
+sempre, piegandosi a tutte le fantasie d&rsquo;un vecchio
+fanciullo, che mostrava di non saper stare
+un minuto senza la compagnia del suo migliore
+amico. Sospello di qua, Vaussana di là, e Maurizio
+da pertutto; non c&rsquo;era che lui.<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span></p>
+
+<p>L&rsquo;avvicinarsi della pasqua avrebbe dovuto portare
+qualche obbligo particolare per quel saldo
+credente. Ma quel saldo credente non era uno
+stretto osservante: andava in chiesa; e levato di
+lì, praticava poco, sicuramente credendo che il
+credere bastasse. Del resto, c&rsquo;era la politica di
+mezzo; ed egli, non volendo inchinarsi a certe
+pretensioni <span class="g">de hoc mundo</span>, non aveva neanche
+scrupoli di coscienza. «Quando avranno disarmato
+verso l&rsquo;Italia una, mi accosterò anch&rsquo;io
+un po&rsquo; meglio», diceva egli qualche volta a sua
+sorella Albertina.</p>
+
+<p>Uno di quei giorni, veduto che sua sorella
+usciva prima dell&rsquo;ora, tutta vestita di nero e col
+velo di pizzo ugualmente nero in testa, scambio
+del solito cappellino, le domandò brevemente:</p>
+
+<p>&mdash;Precetto pasquale?</p>
+
+<p>&mdash;Sì,&mdash;rispose Albertina,&mdash;da una settimana
+è incominciato il tempo utile.&mdash;</p>
+
+<p>Un&rsquo;idea passò per la mente di Maurizio; e
+per averne l&rsquo;intero, mezz&rsquo;ora dopo che sua sorella
+era uscita, andò in chiesa anche lui. Giunse a
+tempo per vedere il cappuccino uscire dal confessionario,
+donde aveva ascoltate ed assolte parecchie
+penitenti. Rivolti gli occhi all&rsquo;altar maggiore,
+riconobbe sua sorella inginocchiata alla
+balaustrata di marmo, e accanto a lei la contessa
+Gisella, anch&rsquo;essa tutta vestita di nero.
+Ah, dunque ella pure si era confessata dal frate;
+ella pure si accostava alla mensa eucaristica;<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span>
+ella pure, perdonata, monda di colpe, contenta?
+E fu triste senza fine; per quel giorno mutò
+perfino il posto alla predica; finita questa, se
+ne andò verso casa, senza aspettare le signore
+al varco del piazzale. Di questo, poi, non erano
+neanche da farsi le maraviglie: oramai erano
+più le volte che il signor Maurizio faceva così,
+che non quelle in cui si tratteneva a riverire
+Gisella, a barattare con lei le poche frasi di
+commiato.</p>
+
+<p>&mdash;Confessa bene?&mdash;domandò egli di punto
+in bianco a sua sorella, quando furono a tavola.</p>
+
+<p>&mdash;Come predica;&mdash;rispose Albertina.&mdash;È
+un dotto, ed è un santo,&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non disse più altro. Quella sera gli
+mancò il coraggio di salire alla Balma. Sentiva
+bene che un gran rivale gli era stato suscitato;
+ma da chi? non forse da lui? e perchè
+darne colpa o merito ad altri? Egli, egli solo,
+aveva introdotto il gran nemico in casa. Che
+dolore, e che orrore! Egli amava più che mai
+quella donna; e quella donna era di Dio.</p>
+
+<p>Andò alla Balma il giorno dopo, di mala voglia,
+soffrendo in ogni parte dell&rsquo;esser suo, nè
+ben sapendo di che. Trovò la contessa al suo
+telaio di ricamo, pallida, cerea nel volto, ma
+calma. Il generale era di cattivo umore, e misurava
+a gran passi, in diagonale, gli ottanta
+e cento metri quadrati del vestibolo. Incominciava
+a temere gli effetti della vita sedentaria;
+voleva fare del moto: e per farlo, e per istizzirsi<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span>
+di non poterne fare abbastanza, sceglieva le ore
+che Gisella dedicava al riposo. A mala pena
+ebbe veduto comparire Maurizio, il passeggiatore
+si fermò, prendendo un&rsquo;aria severa.</p>
+
+<p>&mdash;Non vi abbiamo veduto, iersera; diss&rsquo;egli,
+con accento di rimprovero.&mdash;E sareste
+stato così utile, per darci una mano! Si è dovuto
+mandare pel medico, capite? pel medico;
+e l&rsquo;abbiamo avuto qui tutta la sera.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio non ci vedeva già più.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;gridò egli, prima che quell&rsquo;altro
+finisse la sua invettiva.&mdash;Che è stato? Io non
+sapevo.... Se avessi immaginato....&mdash;</p>
+
+<p>E si volgeva così dicendo a Gisella, di cui
+poc&rsquo;anzi aveva notato il pallore. Ma per allora
+non discerneva più nulla, tanto era turbato;
+l&rsquo;immagine della donna adorata gli veniva agli
+occhi confusa, come i pensieri alla mente, come
+le parole alle labbra.</p>
+
+<p>&mdash;Cose di poco, signor Maurizio;&mdash;rispose
+ella placidamente.&mdash;Mal di stagione, e non
+valeva neanche la pena di parlarne. Non istò
+forse bene, ora?&mdash;soggiunse, volgendosi a suo
+marito, che aveva fatto un gesto di stizza.</p>
+
+<p>&mdash;Che stagione mi andate voi stagionando?&mdash;gridò
+il generale.&mdash;Ma sì, dite bene,&mdash;ripigliò,
+mutando proposito,&mdash;è la stagione....
+ecclesiastica; è la vostra quaresima, che il diavolo
+se la porti. Capirete, Maurizio; tutti i giorni
+in chiesa! Il fumo delle candele doveva bene
+un giorno o l&rsquo;altro portare i suoi effetti dele<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span>terii.
+Ieri, poi, per compir l&rsquo;opera, la nostra
+signora è stata fino al tocco senza prender niente;
+nè bevanda nè cibo.</p>
+
+<p>&mdash;Quante volte non sono stata così!&mdash;rispose
+Gisella, sorridendo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma ieri non potevate. E non va bene restar
+tanto a stomaco digiuno; segnatamente voi
+altre donne, che mangiate come gli uccellini, e
+avete bisogno di nutrirvi più spesso. Questo ve
+lo ha detto anche il medico. Ma ieri, Dio ci
+abbia in grazia, bisognava far la pasqua, bisognava
+prendere la comunione.... Credo che sia
+la prima, dopo quindici anni;&mdash;osservò il generale,
+ghignando.</p>
+
+<p>&mdash;Ettore! Voi dite i miei peccati.</p>
+
+<p>&mdash;Ed anche quella era stata di troppo;&mdash;continuò
+il generale, senza badare alla interruzione.&mdash;Venite,
+Maurizio, facciamo due passi
+all&rsquo;aperto. Il medico ha dato un buon consiglio
+anche a me. Non faccio moto abbastanza, e ci
+buscherò una congestione di sangue. Sarà necessario
+che io ripigli l&rsquo;uso di montare a cavallo.
+Le strade qui non sono molto adatte; ma
+bisognerà contentarsi. Cavalcate, voi?</p>
+
+<p>&mdash;Male;&mdash;rispose Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Ah, sì, scusate, dimenticavo che siete un marinaio.
+Ci vorrebbe un cavallo marino, per voi.&mdash;</p>
+
+<p>E trascinava Maurizio con sè, lontano dalla
+casa, volendo rifarsi della noia di quella giornata.
+Ma col discorso ritornava spesso a sua
+moglie.<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Credo che quel monaco l&rsquo;abbia stregata;&mdash;diceva.
+Dal giorno che ha cominciato a
+seguire quel maledetto quaresimale, Gisella non
+ha più pace. Perfino di notte, vedete, ella sogna
+del monaco. Almeno, io penso che sia così. Prima
+d&rsquo;ora, dormiva i suoi sonni tranquilli, come
+una bambina; ed ora è in agitazione continua;
+di tanto in tanto, svegliandomi, sento che si
+lagna come una persona malata. Scendo da letto,
+vado a vedere che cos&rsquo;ha, le domando se si sente
+male: non risponde; è addormentata, ma d&rsquo;un
+sonno cattivo, come quando s&rsquo;è fatta una cattiva
+digestione. Ha l&rsquo;affanno, l&rsquo;oppressione, una specie
+d&rsquo;incubo che la fa rammaricare, gemere, uscire
+in frasi rotte, incomprensibili. Capirete, amico
+mio, che tutto ciò è molto grave. Quando si
+parla dormendo, è segno che il cervello lavora;
+e lavora male, il cervello, quando non è la
+sua ora, quando egli ha bisogno di rifarsi della
+fatica del giorno.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio fremette, pensando alle frasi rotte,
+alle frasi incomprensibili, che ben potevano una
+volta o l&rsquo;altra riuscir frasi formate, ed esser comprese.
+Non temeva per sè; questo era l&rsquo;ultimo
+de&rsquo; suoi pensieri. Ma non voleva perder Gisella;
+lo atterriva l&rsquo;idea d&rsquo;esser cagione d&rsquo;una sventura
+per lei. Povera bella! ed era ammalata;
+un guasto era avvenuto in quell&rsquo;essere così perfetto.
+Ma come grave? a che punto poteva giungere?
+come si poteva rimediarci? Anzitutto, che
+cosa aveva osservato il medico? che cosa aveva<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+detto a quel marito? se aveva detto qualche
+cosa, che fede meritava?</p>
+
+<p>Il medico di San Giorgio era un uomo di
+mezza età; non faceva lunghi discorsi, nello impostare
+la diagnosi; anzi annaspava un pochino,
+accennando i sintomi, i segni osservati; tanto
+che non pareva avere una cognizione ben chiara
+del male, e contentava poco i suoi ascoltatori.
+Ma egli non annaspava poi nella pratica; correva
+ai rimedii, alle ordinazioni, alle operazioni,
+con una prontezza mirabile, che dinotava altrettanta
+sicurezza di giudizio. Apparteneva alla
+scuola vecchia: buona cosa, il più delle volte,
+perchè la scuola vecchia è tutta esperienza accumulata
+intorno ad un metodo riconosciuto;
+non ha tante parole dottamente aggrovigliate,
+non ha tanti sistemi frettolosamente fabbricati.
+Ma questo ci avviene, quando cade inferma una
+persona a noi cara: se il medico è della scuola
+vecchia, temiamo sempre che non ne sappia abbastanza;
+e tanto più lo temiamo oggidì, che
+il giornalismo ci confonde più facilmente con
+cento notizie di scoperte, di globuli, di piastrelle,
+di microbii, di micrococchi, d&rsquo;iniezioni
+ipodermiche, di trasfusioni, di sterilizzazioni, di
+attenuazioni, di tentativi audaci, di processi rigeneratori,
+di cure portentose, facendoci credere
+che un nuovo mondo sia stato scoperto ieri,
+e un altro debba essere scoperto domani. Se
+poi il medico è d&rsquo;una scuola moderna (ci sono infatti
+tante scuole quanti sono gli sperimentatori<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+nuovi, i nuovi cercatori della verità scientifica)
+temiamo che la sua scuola non sia la buona,
+che voglia veder troppo, che si fidi troppo ad
+un sistema non ancora provato, ad un rimedio
+non ancora abbastanza sperimentato, che prenda
+un dirizzone scambio d&rsquo;un indirizzo ragionevole,
+e vada e conduca noi fuori di strada.</p>
+
+<p>Maurizio non ebbe pace fino a tanto non gli
+venne fatto di abboccarsi col medico, per sentire
+da lui che cosa fosse il malore ond&rsquo;era minacciata
+la contessa Gisella. Ma doveva egli entrar
+subito in argomento? Un po&rsquo; di confidenza ci
+voleva, e Maurizio pensò di non averla ancora
+meritata. Egli lo aveva sempre un po&rsquo; trascurato,
+quel brav&rsquo;uomo, che esercitava l&rsquo;arte sua con
+molta coscienza, e che era degno dell&rsquo;amicizia
+di tutte le persone per bene. Incominciò dunque
+col fargli la corte, fermandolo per via, accompagnandosi
+con lui, chiedendogli notizie dei
+suoi ammalati, informandosi delle malattie dominanti
+e del metodo di cura tenuto da lui.
+Biancolina e il piccolo Vittorio furono anche
+buoni gradini per risalire bel bello alla contessa
+Matignon, a quella graziosa e cara provvidenza
+di tutti i poveri, di tutti i sofferenti del vicinato.</p>
+
+<p>Anche lei, povera provvidenza, sì certo, aveva
+bisogno di cura. E il signor di Vaussana, accennando
+quelle piccole indisposizioni delle
+quali era stato testimone, aveva ad arte aggravate
+le cose, nella speranza, quasi nella certezza<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span>
+di sentirsi rassicurare dal medico. Ma quell&rsquo;altro
+non aveva corrisposto alla sua aspettazione; batteva
+le labbra, aveva l&rsquo;aria di dargli ragione,
+gliene dava sicuramente più ch&rsquo;egli non mostrasse
+di volerne avere. E allora Maurizio a
+turbarsi davvero, a fremere di spavento, a tempestar
+di domande.</p>
+
+<p>Ma, che dire? Non bisognava confidar troppo,
+nè sgomentarsi prima del tempo. Il medico, dopo
+tutto, aveva osservato lì per lì, badando alle
+necessità del momento. Sì, certo, c&rsquo;era qualche
+cosa al cuore. Vizio cardiaco, dunque? Si poteva
+temerlo. Di mal di cuore era morta anche
+la vecchia contessa Matignon, la madre di Gisella,
+e questo per l&rsquo;appunto gli dava da pensare;
+forse per questo egli si era così prontamente
+fissato sul sospetto del vizio cardiaco. Aveva notato
+irregolarità di polso, asistolìe, acinesìe;
+in altri termini, ritardati movimenti di sistole,
+troppo lunghi intervalli nel doppio movimento
+di diastole e di sistole, dilatazione e restringimento
+alterno del cuore. Ed anche accennava a
+troppa frequenza di respiro, a qualche piccolo
+rantolo alla base dei polmoni, indizio di stasi,
+ossia ristagno del sangue.</p>
+
+<p>Erano sintomi poco piacevoli, sicuramente:
+ma potevano esser passeggieri. Il medico non
+voleva pronunziarsi troppo presto, nè troppo
+risolutamente. Ma aveva incominciato, doveva
+anche finire, per contentare la curiosità incalzante
+del signor di Vaussana, la cui amichevole<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span>
+sollecitudine per i signori della Balma meritava
+benissimo una esposizione sincera. Non
+prendesse il signor di Vaussana per vangelo tutto
+ciò ch&rsquo;egli diceva; ammettesse ancora la possibilità
+di un errore; ma per lui il vizio cardiaco
+ci doveva essere, e valvolare. In altre parole,
+e più chiare, il medico di San Giorgio credeva di
+aver notata una insufficienza della valvola bicuspidale
+dell&rsquo;ostio auricolo ventricolare sinistro.</p>
+
+<p>&mdash;Che nomi!&mdash;aveva esclamato Maurizio,
+sforzandosi di sorridere, mentre il cuore gli tremava
+e un sudor freddo gli gemeva dalle tempia.</p>
+
+<p>&mdash;Che ci volete fare?&mdash;disse di rimando
+il dottore.&mdash;Il nostro linguaggio è complesso e
+avviluppato, come la nostra povera macchina.
+Si tratta infine della valvola che separa il ventricolo
+sinistro del cuore dalla corrispondente
+orecchietta.</p>
+
+<p>&mdash;Capisco, capisco, rispose Maurizio.&mdash;E
+quali le conseguenze?...</p>
+
+<p>&mdash;Ci vengo. Premettiamo che l&rsquo;orecchietta sinistra,
+con le sue contrazioni, ha per ufficio di
+spingere il sangue nel ventricolo sinistro. La
+valvola si apre allora, abbassandosi; e allora il
+ventricolo, ripieno del sangue che l&rsquo;orecchietta
+gli ha mandato, si contrae a sua volta per ispingerlo
+nell&rsquo;aorta. Ci siete? Orbene, se la valvola
+è insufficiente, che cosa avverrà? che il sangue,
+alla contrazione del ventricolo, non andrà tutto
+verso l&rsquo;aorta, ma in parte rifluirà verso l&rsquo;orecchietta;
+e questa a sua volta, ingombrata da<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span>
+questo ritorno, non potrà accogliere tutto il sangue
+che contemporaneamente le verrà trasmesso
+dalle vene polmonari. Quindi ristagno nei
+polmoni, ristagno che sarà risentito dalla parte
+destra del cuore, che non potrà scaricare nei
+polmoni tutto il sangue venoso.</p>
+
+<p>&mdash;E tutto ciò,&mdash;disse Maurizio,&mdash;è molto
+pericoloso?</p>
+
+<p>&mdash;Sì e no;&mdash;rispose il medico.&mdash;Durante
+la gioventù e l&rsquo;età verde, la natura trova qualche
+compenso sulla dilatazione del ventricolo destro
+e della orecchietta corrispondente. Più tardi,
+venendo un po&rsquo; meno la forza di resistenza,
+o per indebolimento da qualsivoglia causa prodotto,
+o per indurimento di vasi, a cagione dell&rsquo;età,
+il disequilibrio cardiaco è maggiormente
+sentito. Allora i moti disordinati, le fatiche protratte,
+le passioni, specie se afflittive, avendo
+grande influenza sul cuore, possono facilmente
+esser cagione di lipotimìe, o deliquii che vogliamo
+dire, di sincopi, di morte improvvisa.</p>
+
+<p>&mdash;Mi fate fremere;&mdash;disse Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Parlo dell&rsquo;età inoltrata, s&rsquo;intende;&mdash;ripigliò
+il medico.&mdash;Qui non siamo nel caso.</p>
+
+<p>&mdash;Ma ad ogni modo, <span class="g">principiis obsta</span>,
+non è vero? E quale è la vostra cura?</p>
+
+<p>&mdash;Quella che ho incominciata: è la solita;
+non c&rsquo;è novità, in questa materia; infusione di
+digitale, pillole di sparteina, gocce di strofanto,
+tutte sostanze vegetali, tutti rimedii cardiaci,
+rallentatori, riordinatori delle funzioni del cuore.<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span>
+E poi decotto di china; è un corroborante. Vedete,
+signor conte; abbiamo ancora delle armi
+per difenderci. Ed anche la gioventù, che è una
+buona corazza, per chi la possiede.&mdash;</p>
+
+<p>Il medico aveva un bel dire di gioventù, di
+cose non certe, e ad ogni modo di pericoli ancora
+lontani. Maurizio aveva ricevuto il colpo
+in pieno, e il colpo gli era andato all&rsquo;anima.
+Anche il pericolo lontano lo sgomentava; ed
+egli non poteva avvezzarsi all&rsquo;idea della morte
+di Gisella, neanche in un lontano futuro. Bella
+virtù dell&rsquo;amore, che sempre s&rsquo;illude di vivere
+eterno! Intanto, fra questi terrori, che gli furono
+aggravati dal troppo pensare delle ore notturne,
+Maurizio fu colto dalla febbre; e la mattina seguente,
+poichè egli non ebbe forza di alzarsi dal
+letto, si dovette chiamare il medico per lui.
+Povero medico! Per la prima volta che aveva
+parlato un po&rsquo; a lungo, dando ragione dell&rsquo;arte
+sua, faceva un bel guadagno davvero! Capì allora
+molte cose, il buon discepolo di Esculapio;
+ma non le disse, non le ripetè neanche a
+sè stesso. La vista continua di tanti mali ha educati
+i medici alla religione del segreto. Per quella
+volta non fece nessuna diagnosi. Aveva trovata
+una gran febbre, una eccitazione generale
+dell&rsquo;organismo, il volto acceso, gli occhi scintillanti,
+e una tale palpitazione al cuore dell&rsquo;infermo,
+da sentire lo scuotimento del viscere senza
+bisogno di mettergli la mano sul cuore. A questi
+primi sintomi di una meningite, si aggiunse<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span>
+tosto il delirio, il vaniloquio. Il buon dottore
+non istette a pensar più che tanto; mise mano
+all&rsquo;antipirina, alla fenacetina; poi ordinò ghiaccio
+alla testa, ghiaccio pesto in bocca, ombra
+nella camera, anzi buio fitto, e riposo assoluto.</p>
+
+<p>La febbre era già salita di alcune linee sopra
+i quaranta gradi, e non accennava a lasciarsi
+domare. Cominciò allora per Maurizio la triste
+sequela delle pazze visioni. Le immagini come
+le idee s&rsquo;inseguivano nella sua mente con
+una rapidità vertiginosa, senza che alcuna potesse
+giungere al suo compimento, incalzate
+com&rsquo;erano, l&rsquo;una sull&rsquo;altra, a guisa di flutti alla
+spiaggia, quando il mare è in tempesta. E il
+mare appariva quasi sempre minaccioso, terribile,
+ora strappandogli una amata creatura dalle
+braccia, ora inabissandolo insieme con lei,
+che atterrita si avvinghiava al suo collo. Quando
+non era il mare, era una cascata rumorosa, che
+si spandeva d&rsquo;ogni lato, sgretolando il masso,
+scoscendendo il terreno, abbattendo, inghiottendo
+ogni cosa, scrollando ad ogni tratto un torrione
+su cui egli e lei erano rimasti prigionieri.
+Unica via di salvezza, prender lei in collo, spiccare
+un salto, afferrare un ciglione non ancora
+intaccato dalle acque irrompenti; ed egli tentava,
+lanciandosi a volo col dolce peso sulle
+braccia; ma proprio allora si smottava il terreno
+sotto i suoi piedi, ed egli e lei rovinavano
+giù, giù, sempre più giù nell&rsquo;abisso, senza
+toccare mai fondo. E poi, di qua, di là, strani<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span>
+animali che s&rsquo;avventavano, parole misteriose che
+apparivano sui muri di un ignoto edifizio, voci
+arcane che uscivano sibilando dallo spiraglio di
+una caverna, lampi sinistri nel buio, fragori sordi,
+rombi sotterranei, tanaglie strette alla gola,
+risa beffarde nell&rsquo;aria, fornaci in fiamme, tutti
+i tormenti, tutte le paure, tutte le follie della
+ragione turbata.</p>
+
+<p>Stanco, abbattuto, disfatto da tanti viaggi,
+senza potersi formare un&rsquo;idea del tempo che
+erano durati, vide ancora Gisella, ma non più
+in pericolo con lui. Egli era disteso in un letto,
+con le membra prosciolte, mentre Gisella andava
+e veniva per la sua stanza, insieme con
+Albertina; ambedue in aspetto d&rsquo;infermiere, di
+assistenti al suo capezzale. Ebbe allora un senso
+di dolcezza, di sollievo, di refrigerio allo
+spirito, e pregò tacitamente le potenze invisibili
+a cui era stato così lungamente in balìa,
+che non mutassero più la visione. Fu quello il
+suo ritorno alla coscienza della vita; ritorno
+lento, timido, incerto, ma a grado a grado più
+chiaro. Era ben lui che vedeva intorno a sè; ma
+era nel suo letto, ammalato, e vedeva il vero:
+non più sgomenti, non più terrori, non più larve
+di sogni, non più visioni di febbre.</p>
+
+<p>La bella creatura spiava quel ritorno dell&rsquo;infermo
+in sè stesso. Lo indovinò alla insistenza
+con cui egli guardava verso di lei, dovunque
+ella andasse o da una parte o dall&rsquo;altra della
+camera. Meglio ancora lo intese, essendogli ve<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span>nuta
+vicina, al desiderio ch&rsquo;egli mostrava di parlarle,
+allo sforzo che faceva per balbettare il suo
+nome. Ma ella non voleva che l&rsquo;infermo si affaticasse;
+voleva essere un conforto, un argomento
+di sollievo, non una cagione di nuovo abbattimento
+per lui; e involgendolo tutto d&rsquo;un sorriso
+amoroso, si recò un dito alle labbra, in atto
+di dirgli: Silenzio, per ora!</p>
+
+<p>Maurizio era tanto spossato allora, quanto era
+stato da prima in orgasmo. Obbedì, come un
+bambino buono al comando della mamma; avrebbe
+obbedito ad un così dolce comando, se anche
+fosse stato nella pienezza delle sue forze.
+Così passarono due giorni, in cui gradatamente
+si riebbe: ma ancora non si muoveva dalla sua
+postura di giacente. Buona postura, per altro,
+se quella adorata gli veniva dappresso e chinava
+la faccia amorosa a guardarlo. Ah, i belli
+occhi d&rsquo;indaco, sprazzi di faville d&rsquo;oro! Ma c&rsquo;erano
+anche delle lagrime, che inumidivano le
+ciglia, senza spegnerne il lampo.</p>
+
+<p>&mdash;Sono stato dunque molto male?&mdash;mormorò
+egli il secondo giorno di quella lenta risurrezione.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, povero Rizio!&mdash;bisbigliò la cara donna,
+chinandosi ancora un tratto su di lui.&mdash;E
+sono stata io, non è vero? io la cagione del
+tuo male! Ma voglio che tu guarisca, m&rsquo;intendi?
+lo voglio. Ad ogni costo, risanerai; non ti
+ammalerai più; non avrai più da soffrire, te lo
+prometto.<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;E tu?&mdash;mormorò ancora l&rsquo;infermo, aprendo
+ben gli occhi, come se volesse significarle
+colla intensità dello sguardo tutto quello che
+non poteva dirle colle parole.</p>
+
+<p>&mdash;Io? nulla; ora sto bene. Ve l&rsquo;ho detto, che
+era una cosa di poco; perchè spaventarti? Mi
+ero troppo esaltata; avevo anche fatto dei digiuni
+troppo lunghi. Ma ora non più. Ragiono un
+po&rsquo; meglio, sai? E sono tua;&mdash;soggiunse con
+un filo di voce, ma con una intensità di accento
+che andò al cuore di Maurizio;&mdash;tua mi capisci?
+E voglio esser tua, viver tua, morir tua.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio sorrise; una vampa di felicità gli
+corse alle guance, gli brillò dagli occhi accesi.
+Le labbra si tesero, cercando, chiedendo, pregando.
+Ma ciò non era da savio, e la buona
+infermiera lo chetò con un gesto che voleva
+dir molte cose.</p>
+
+<p>Poco stante ritornava il generale. Anch&rsquo;egli
+capitava ogni giorno; ed erano già sei, che Maurizio
+era caduto infermo; ma egli non restava
+a lungo, avendogli il medico ordinato di fare
+del moto. Quel giorno, trovando il convalescente
+di migliore aspetto, il generale diede la stura
+ad una bottiglia di buon umore, <span class="g">première
+marque</span>, che teneva in serbo per il suo amico
+Vaussana, quando fosse in grado di assaggiarne.
+E lo chiamava il suo «<span class="g">intéressant moribond</span>»
+e gli ripeteva la facezia feroce di Robert
+Macaire al povero ammalato: «<span class="g">allez, allez
+à l&rsquo;Hôtel-Dieu; on fera des man<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span>ches
+de couteau avec vos os, on en fera
+des jeux de dominos, on en fera des
+boutons pour guêtres.</span>» Ed anche quel genere
+tutto mascolino di celia faceva ridere Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Ma sapete, interessante moribondo,&mdash;continuava
+il generale,&mdash;che ci avete spaventati
+ben bene? Ve lo dico ora, che ne siamo fuori.
+E come lavoravate di fantasia! Ci avete fatto
+perfino un trattato di storia naturale, insistendo
+particolarmente sul capitolo dell&rsquo;ornitologia.
+Non parlavate che di nidi tra i rami, di passere,
+di lucherini, di cardellini; di questi ultimi
+sopra tutto. Certo li avete amati molto,
+da ragazzo.</p>
+
+<p>&mdash;La febbre!&mdash;mormorò Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, capisco, la febbre. Ma c&rsquo;è anche la sua
+ragione, nel ritorno di certe immagini, quando
+la febbre lavora;&mdash;ripigliava il generale.&mdash;Si
+ridiventa bambini. Il fatto è scientificamente
+dimostrato. Il nostro cervello è come una cipolla,
+per rispetto alle impressioni ricevute, una
+cipolla di tante tonache sovrapposte. Si guastano
+nella malattia le impressioni più superficiali,
+si cancellano le più recenti, e le più antiche
+rimangono, vengono per così dire alla vista.
+Si cita il caso di un ammalato di malattia
+cerebrale, che sapeva otto lingue, e ne perdette
+parecchie via via, nell&rsquo;ordine contrario a quello
+in cui le aveva imparate. Basta, per voi non
+è stato il caso; quella brutta cosa della me<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>ningite
+è stata scongiurata dal nostro grande
+Soleri. Ma è sempre strano il fatto di quei ricordi
+d&rsquo;infanzia ritornati a galla, ridiventati padroni
+del campo.&mdash;</p>
+
+<p>Bisognava lasciargli credere quel che voleva,
+e Maurizio non si provò a contraddirlo. Il buon
+umore di quell&rsquo;uomo era la pace sua, per allora,
+era la certezza di veder sempre Gisella.
+Andava sempre e veniva, la bellissima creatura;
+pensava a tutto, lei, prevedeva tutto, faceva tutto,
+e covava il suo malato con gli occhi, come
+una madre il suo bambino. Mai convalescente
+fu tenuto nella bambagia più e meglio del signor
+di Vaussana. La stupenda infermiera cedeva
+a tutti i suoi capriccetti; lo involgeva nelle
+sue occhiate fosforescenti, accostandogli il cucchiaio
+alle labbra; o chinandosi su lui per ravviargli
+il lenzuolo sotto il mento, lo inondava
+di fragranze soavi. Il medico, vedendo opportuno
+il momento, prese a rinvigorirlo con qualche pezzetto
+di carne, con vino generoso e qualche goccia
+di cognac. Ma più fece un bacio leggero leggero
+che una mattina sfiorò furtivamente le
+labbra di Rizio.</p>
+
+<p>&mdash;No, non più vane paure;&mdash;bisbigliava a
+lui una soavissima bocca.&mdash;Credere è bello;
+ma bisogna credere come te. Hai ragione tu,
+Rizio; Iddio, che ti ha condotto sulla mia strada,
+che ha voluto essermi rivelato da te, non
+può volere che io ti abbandoni.<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span>&mdash;</p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XVII" id="Capitolo_XVII"></a><span class="chap"><a name="tn255" id="tn255"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell&rsquo;originale 'Capitolo' è omesso">Capitolo XVII.</ins></span><br />
+<br />
+L&rsquo;apparizione.</h2>
+
+
+<p>La mattinata era stupenda; l&rsquo;aria calda, attraversata
+da piacevoli ondate di frescura; il
+cielo uno splendore di azzurro perlato; la montagna
+una festa di colori svariati, dal verde
+cupo e dal metallico lucente allo smeraldino, al
+giallo tenero, con chiazze ferrigne, rossastre, turchine,
+disposte qua e là nelle curve del terreno,
+nelle insenature delle balze, nel mutarsi dei piani
+in lontananza; involto il tutto, fuso, attenuato,
+in una tonalità violacea, che s&rsquo;inteneriva
+negli sfondi fino alla espressione del grigio.
+Un buon tepore si svolgeva dal terreno, e
+in quel tepore si stemperavano, vaporando, tutte
+le fragranze della selva e dei prati. Maurizio
+respirava a larghi polmoni aria, tepori e fragranze,
+dando anch&rsquo;egli, a quell&rsquo;angolo di paradiso
+terrestre, il suo profumo di felicità. Come
+era bella la montagna, e come pareva contenta
+di sè! Ginepri e pini, frassini, corbezzoli
+ed eriche, sterpaglie, rovi e fiammole, tutto verdeggiava,
+luccicava, rideva dai ciglioni, dalle<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span>
+zolle, dai sassi; ogni arbusto, ogni frutice, ogni
+più umile pianticella del bosco, persino la cèspita
+dalle foglie glutinose, perfino i muschi del
+prato e i licheni dei grigi lastroni scabrosi, sfaldati
+a migliaia d&rsquo;inverni, avevano qualche cosa
+da dire al sole, all&rsquo;aria, agli insetti alianti e
+ronzanti, contenti anch&rsquo;essi di vivere, di respirare,
+di splendere.</p>
+
+<p>&mdash;Voi felici!&mdash;disse Maurizio, vedendo due
+uccellini che si rincorrevano a brevi volate tra
+gli alberi.&mdash;Ma sono felice ancor io, sapete?
+Ella verrà fra poco, per pochi momenti forse,
+troppo pochi al mio desiderio, ma verrà, verrà.&mdash;</p>
+
+<p>E andava ripetendo sottovoce le due sillabe
+del verbo gaudioso, per sentirne meglio, per assaporarne
+tutta la dolcezza ineffabile. Gisella
+aveva promesso; sarebbe apparsa senza fallo.
+Che festa, la cara donna che si aspetta! e come
+è bello il momento che fugge, avvicinando sempre
+più l&rsquo;ora della dolce apparizione! e come il
+luogo dove la cara donna è aspettata, si anima,
+sorride, si compone a bellezza, preparandosi a
+riceverla!</p>
+
+<p>Assai prima di vedere la gran ruota del mulino,
+Maurizio lasciò il sentiero battuto che tutti
+i giorni lo conduceva alla Balma. Non andava
+alla Balma, per allora; s&rsquo;inerpicava verso l&rsquo;Aiga,
+e non gli bisognava risalir la costiera più
+in là; era anzi prudente risalirla più in qua
+dal mulino, evitando ogni incontro molesto, ogni
+sguardo importuno. E risalendo, inerpicandosi<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span>
+di ciglione in ciglione, sentiva la cascata rumoreggiare
+lontana sulla sua testa. Di tanto in
+tanto vedeva il ruscello nei serpeggiamenti del
+suo alveo, affondato tra rupi e cespugli in una
+piega del monte; i suoi passi frattanto si spegnevano
+sul morbido tappeto delle zolle erbose
+e dei muschi, mentre lo coprivano d&rsquo;ombre discrete
+i rami degli ontàni e dei salici, onde erano
+vestite le balze. Così muovendo frettoloso
+per l&rsquo;erta, trovando da esperto montanaro i passi
+più facili, le scorciatoie più pronte, afferrò
+l&rsquo;orlo di un borro, sotto l&rsquo;alta rupe donde precipitava
+in basso il gran volume delle acque.
+Lassù il burrone faceva conca per un giro abbastanza
+largo; in quella conca le acque si stendevano
+in forma di fossato, innanzi di cercarsi,
+tra nuovi scoscendimenti, la via; e là, dove incominciavano
+a trovarla, era gittato un pancone,
+che faceva ufficio di ponte. Il luogo alpestre
+era improntato di un&rsquo;orrida bellezza. Davanti
+a Maurizio, e da tant&rsquo;alto che pareva dovesse
+rovesciarglisi sulla testa, si dirupava la candida
+massa liquida, scintillante, spumeggiante,
+sempre in moto e sempre uguale nell&rsquo;ampiezza
+del suo volume, venendo a frangersi in una
+larga incavatura del masso, donde rimbalzava
+divisa, sparpagliata, come una immensa capigliatura
+fluente di spume, in cento rivoli capricciosi
+e canori. Quanti scintillamenti cristallini!
+quante voci argentine di là! Ben vieni,
+parevano dire quelle voci a Maurizio, ben vie<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span>ni.
+Frattanto, sul margine della cascata, l&rsquo;arcobaleno
+stendeva a mezzo cerchio la fascia diafana
+dei suoi sette colori. Mai l&rsquo;arcobaleno dell&rsquo;Aiga
+era apparso più glorioso a Maurizio, più
+intenso, più luminoso, più vivo.</p>
+
+<p>&mdash;Com&rsquo;è bella,&mdash;pensava egli,&mdash;come è
+poetica la leggenda dei popoli primitivi! Hanno
+veduto nell&rsquo;iride il pegno dell&rsquo;alleanza tra Dio
+e le sue creature. Infatti, che cos&rsquo;è l&rsquo;arcobaleno?
+Un sorriso della luce dopo la tempesta.
+Qui le gocce del nembo, sciolte in vapori e sospese
+nell&rsquo;aria, rifrangono i raggi del sole; ed
+è il sole, immagine di Dio, che si specchia in
+questo basso strato d&rsquo;aria, largito per condizione
+di vita ai mortali.&mdash;</p>
+
+<p>In un impeto di amore, Maurizio scoccò un
+bacio col sommo delle dita all&rsquo;arcobaleno, che
+parve intenderlo, e gradire l&rsquo;omaggio, muovendosi
+leggero leggero, quasi per far brillare i suoi
+colori d&rsquo;una luce più viva.</p>
+
+<p>Un&rsquo;altra cura trattenne Maurizio colà, per alcuni
+minuti. Lungo le muscose pareti della stretta
+per cui scendeva la massa, delle acque, crescevano
+molti ciuffi di capelvenere, facendo ad ogni
+zampillo, ad ogni soffio di vento, tremolare sui
+lunghi picciuoli neri lucenti le verdi foglioline
+disposte a ventaglio. Quei graziosi e ben nomati
+ricami della natura piacevano tanto a Gisella;
+ed egli ne raccolse un bel pugno, per comporne
+un mazzetto, insieme con certi fiorellini azzurri
+che si vedevano spuntare qua e là. Fatto il suo<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span>
+bottino, ripigliò la sua strada per l&rsquo;erta: pochi
+minuti dopo giungeva alla macchia dei nocciuoli.
+Era là dietro, il torrione; era là, nascosto ancora
+ai suoi occhi, nascosto agli occhi di tutti,
+il suo nido. Ah, come gli batteva il cuore, afferrando
+quel colmo! E come fu lieto, mettendo
+il piede nel suo quieto rifugio! L&rsquo;aspetto del
+luogo non era punto mutato; più folta la frappa,
+se mai, avendo i nocciuoli messo altri polloni in
+primavera. Tronchi grossi e sottili, asticciuole
+e virgulti, mettevano fuori gran ciocche di larghe
+foglie cuoriformi, arrotondate alla base. Già
+sulle vette dei rami si vedevano formati, a due,
+a tre, a quattro in un grappolo, i lunghi involucri
+verdolini campanulati e polposi, nel cui
+seno veniva crescendo il frutto, dal guscio ancora
+bianchiccio. Maurizio ricordò che da bambino
+li addentava volentieri, quei verdi invogli coriacei,
+per assaporarne il sugo aspretto, non dispiacevole
+al palato. E non era egli un bambino
+anche allora? Lasciava stare gli invogli delle
+nocciuole; ma componeva mazzetti di capelvenere
+e di talco celeste; intanto gli batteva
+il cuore nel petto. La cara donna sarebbe venuta
+lassù. Non più terrori, oramai; sarebbe venuta.</p>
+
+<p>Terrori! e di che? Ma infine, Dio santo, perchè
+avete voi acceso questo fuoco nel cuore
+della vostra creatura? Non è un sacrifizio a voi,
+l&rsquo;amore? non è un inno di lode per voi? Perchè
+dovremmo insospettircene? perchè dovremmo impaurirne?
+La legge, si dice. Ma l&rsquo;uomo, l&rsquo;uomo<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span>
+soltanto, ha fatta la legge, tela caduca, mutevole
+e vana; Dio ha fatto l&rsquo;amore, la fiamma
+viva, durevole, eterna. Andate contro la legge;
+è niente, o poco meno di niente: andate contro
+l&rsquo;amore; è lo schianto del cuore, il tormento dell&rsquo;anima,
+la morte.</p>
+
+<p>Ella e lui erano stati per morirne. Ma ora
+non più. Ed ella non doveva morire. Il medico
+aveva voluto veder troppe cose, in un momentaneo
+malore; si era troppo turbato di alcuni
+indizi fugaci, non sintomi, simulazioni di sintomi.
+Se si dovesse badare a tutte le passeggere
+irregolarità dell&rsquo;organismo, ci sarebbe in verità
+da temere di averle tutte, le malattie dei
+trattati. Anch&rsquo;egli, quante volte non si era sentito
+male nel corso della sua vita! quante volte,
+senza saper come nè perchè, non si era sentito
+andar via il cervello e la terra mancar sotto i
+piedi! Il medico di bordo gli aveva detto ridendo:
+inezie, scioccherie, scherzi del sangue; assottigliate
+questa volta, corroborate quest&rsquo;altra;
+due giorni di dieta; nutritevi di più, ed altre cose
+simili. Quello era un dottore che la sapeva
+lunga. Ma quell&rsquo;altro, il medico di San Giorgio!
+Un brav&rsquo;uomo, e non c&rsquo;era niente a ridire. Ma
+quel <a name="tn260" id="tn260"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'bravuomo'">brav&rsquo;uomo</ins> si era ingannato. Come non esserne
+persuasi, oramai? Gisella non era stata
+mai così bella, così fiorente di salute, come dopo
+quel piccolo male, che aveva messo tutti in ansietà,
+e non era poi che l&rsquo;effetto di un malaugurato
+cambiamento negli usi quotidiani della vita.<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span></p>
+
+<p>E bellissima, e fiorentissima, la cara donna
+aveva bisbigliato la sera innanzi a Maurizio:</p>
+
+<p>&mdash;Domani andrò da Biancolina. È un pezzo
+che non vedo quella povera gente.... e quella bella
+montagna.</p>
+
+<p>&mdash;Ci sarò io?&mdash;aveva chiesto egli tremando.</p>
+
+<p>&mdash;Con che aria me lo domandate! Rizio farà
+bene ad essere da per tutto, come è nel mio
+cuore;&mdash;aveva ella risposto.&mdash;Tanto più, se
+vuol rinunciare a quella cera di funerale, che
+sembra accusarmi continuamente di crudeltà.&mdash;</p>
+
+<p>Rizio si era sentito un gran rimescolo al cuore;
+il sangue gli era corso veloce alle tempie;
+gli occhi volevano schizzargli fuori dalle orbite.
+Se in quel punto lo avesse veduto il medico di
+San Giorgio, sicuramente ordinava un&rsquo;altra applicazione
+di ghiaccio. Strano dottore, che non
+vedeva altro se non meningiti e vizi cardiaci!</p>
+
+<p>Finalmente, ella doveva giunger lassù. Non
+più tormenti per lui, salvo quello di attenderla
+due o tre ore sulla montagna. Tanto tempo?
+Ma sì: con la solita prudenza egli aveva anticipata
+di tre ore la salita: facendo il giro largo
+e fermandosi al bosco, aveva consumato un&rsquo;ora;
+lassù, poi, nel rifugio dell&rsquo;Aiga era fuori d&rsquo;ogni
+pericolo d&rsquo;essere frastornato, perfino di esser
+veduto. Da quella banda i Feraudi non si
+mostravano mai; egli piuttosto avrebbe dovuto
+mostrarsi al Martinetto, poichè laggiù, con aria
+di non aspettarla, doveva incontrare Gisella. Ma<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span>
+a quell&rsquo;incontro fortuito non voleva andare troppo
+prima dell&rsquo;ora. Che cosa avrebbe fatto laggiù?
+con qual pretesto avrebbe fatto una lunga
+fermata, egli che non soleva restarci più di quindici
+minuti, il tempo di salutare, di chieder notizie
+e di carezzare i bambini? Non si sarebbe
+sospettato che egli sapesse già della venuta, di
+Gisella, e che appunto per lei fosse andato a
+far sosta sull&rsquo;aia dei Feraudi? Così, facendo l&rsquo;ora
+del ritrovo, meditando la sua prossima felicità,
+sognando ad occhi aperti, guardava ad ogni
+tanto l&rsquo;orologio. I minuti gli parevano secoli, e
+sempre al medesimo posto quelle lancette del
+malanno! Che cosa avevano, le due sottili asticciuole
+d&rsquo;acciaio? Fatte per camminare, non volevano
+dunque più muoversi?</p>
+
+<p>Le lancette ebbero pietà di lui, ma un po&rsquo;
+tardi, non un minuto prima del convenuto. Sono
+così metodici, gli orologi! Per uno che corre,
+quanti che ritardano! Erano le undici meno pochi
+minuti, quando egli uscì dal rifugio, e lento
+lento si avviò verso le rovine del Martinetto.
+Aveva lasciato sul sedile di pietra del torrione
+il suo mazzolino di capelveneri e di fiorellini
+azzurri, destinato a lei, e che perciò non doveva
+esser veduto anticipatamente da altri. Sceso
+sotto le rovine, si avviò per il solito sentiero
+che correva lungo la costa del monte, ed apparve
+alla vista del casolare dei Feraudi, avendo l&rsquo;aria
+di venirsene a passo a passo dal Castèu. Lo videro
+da lontano i bambini, e Vittorio fu il primo
+a gridare:<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Il signor Maurizio! il signor Maurizio che
+viene da noi.&mdash;</p>
+
+<p>Rosina accorse a sua volta, battendo le palme
+in segno di allegrezza; dietro a lui si affacciò
+Biancolina.</p>
+
+<p>&mdash;Questi ragazzi vi fanno ritardare;&mdash;diss&rsquo;ella,
+vedendo il signor di Vaussana, che lasciava
+la strada per prendere il sentieruolo del
+casolare.&mdash;Andate alla Balma?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, per portare alla contessa un&rsquo;ambasciata
+di mia sorella Albertina;&mdash;rispose Maurizio,
+che sentiva il bisogno di preparare un buon
+pretesto.&mdash;Ma ci ho tempo;&mdash;soggiunse.&mdash;Tanto,
+a quest&rsquo;ora non avranno finito di far colazione.
+E come va la salute?</p>
+
+<p>&mdash;Bene, signor Maurizio; grazie a voi, non
+abbiamo più tempo di star male.</p>
+
+<p>&mdash;Non dite questo, Biancolina. C&rsquo;è qualchedun
+altro che vi assiste, e un po&rsquo; meglio di me.</p>
+
+<p>&mdash;Volete dire quell&rsquo;angelo della signora? La
+metteremo, se mai, a pari con voi. Son cinque
+giorni che non abbiamo la fortuna di vederla.</p>
+
+<p>&mdash;Glielo dirò; glielo dirò, che non vi trascuri;&mdash;disse
+di rimando Maurizio, che non aveva
+l&rsquo;aria di volersi rimettere in cammino per far
+la commissione.&mdash;E i vostri balocchi, bambini?
+Li avete già rotti? è il caso di rifarvi la provvista?&mdash;</p>
+
+<p>Ne avevano infatti dei rotti; un cavallino, tra
+gli altri, a cui mancavano due gambe, e un cane
+che non abbaiava più, per essersi scollata la<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span>
+pelle del manticino. Ma ne avevano ancora dei
+nuovi, o quasi: un&rsquo;arca di Noè, fabbricata a Norimberga,
+con otto o dieci animali ancora presentabili,
+e un alfabeto di legno, a cui, per miracolo,
+non mancavano che due o tre lettere.
+Quell&rsquo;alfabeto era per allora il gran divertimento
+dei piccini. Vittorio conosceva già tutte le lettere;
+Rosina, più precoce di lui, compitava già
+qualche sillaba.</p>
+
+<p>Seduto accanto alla tavola di cucina, Maurizio
+si divertì ad ordinare in varie forme parecchi
+tasselli di quell&rsquo;alfabeto infantile. Cominciò col
+nome di Biancolina, e finì con quello di Gisella,
+tenendo desta l&rsquo;attenzione dei ragazzi, e ammirando
+la prontezza con cui sillabava la piccola
+Rosina. Così nessuno si avvide della contessa
+Gisella, quando ella apparve sull&rsquo;aia; e la bella
+signora, capitando improvvisamente là dentro,
+fu accolta da un grido di lieta maraviglia. S&rsquo;intende
+che il più maravigliato di tutti parve il
+signor di Vaussana.</p>
+
+<p>Vestita del suo prediletto color bianco, rallegrato
+dalle solite screziature di rosso, fresca,
+giovanile più che mai nell&rsquo;aspetto, animosa nel
+sorriso delle labbra e nello sfavillìo delle pupille
+d&rsquo;indaco, la contessa Gisella giustificava
+pienamente l&rsquo;opinione di Maurizio: non era mai
+stata così bella come allora. Cessata la festa
+di tutti per la sua improvvisa apparizione, rimase
+lungamente a discorrere con Biancolina,
+a baloccarsi coi ragazzi, tenendo sulle spine Mau<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span>rizio,
+che vedeva oramai correr tanto veloce il
+tempo, quanto era stato lento da prima. Egli
+chiedeva a sè stesso come mai avrebbe fatto la
+signora a spiccarsi di là, e incominciava a temere
+ch&rsquo;ella non volesse più muoversi, se non
+per ritornare alla Balma.</p>
+
+<p>&mdash;Sapete?&mdash;le disse, dopo aver almanaccato
+un bel pezzo.&mdash;Venivo a farvi un&rsquo;ambasciata
+da parte di mia sorella Albertina.</p>
+
+<p>&mdash;Non ce ne sarà più bisogno,&mdash;rispose Gisella,&mdash;perchè
+vado io da lei. Come vedete,
+ero in istrada. Ma voi, piuttosto, signor Maurizio,
+non avevate gran fretta di giungere alla Balma.</p>
+
+<p>&mdash;Mi hanno veduto i bambini, mentre passavo
+di là sotto;&mdash;replicò egli, felice di avere
+avviate le cose.&mdash;Perciò mi son fermato un
+momento; come voi, signora, come voi.</p>
+
+<p>&mdash;Quanto a me,&mdash;disse Gisella,&mdash;è un altro
+affare. Io non passo mai di qua senza fermarmi
+al Martinetto, per salutar Biancolina.
+Del resto,&mdash;soggiunse cerimoniosa,&mdash;ci ho
+guadagnato d&rsquo;incontrarvi e di avere un buon
+compagno per la discesa. Venite dunque, Vaussana,
+e faremo anche il giro più largo. Così mentirà
+una volta ancora la vostra impresa: <span class="g">tout
+droict Sospel</span>.</p>
+
+<p>&mdash;Così la spiegate?&mdash;diss&rsquo;egli, facendo bocca
+da ridere.</p>
+
+<p>&mdash;E come no? Siete l&rsquo;uomo dei gran giri, voi;
+ed anche delle lunghe fermate. Ci avete sempre
+qualche albero da ammirare, qualche sasso da<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span>
+adorare, qualche filo d&rsquo;erba da restarci incantato.&mdash;</p>
+
+<p>In questo modo era trovata la gretola. Salutata
+Biancolina, fatta una piccola distribuzione
+di confetti a Rosina e a Vittorio, la bella signora
+si avviò con Maurizio per la discesa; ma senza
+continuarla a lungo. Giunta appena fuor dalla
+vista del casolare, prese con Maurizio il sentiero
+verso le rovine del Martinetto. Finalmente! Ma
+ella tremava un pochino, prendendo il braccio
+che le offriva Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;esclamò egli, turbato.&mdash;Che avete?</p>
+
+<p>&mdash;Nulla, nulla, son forte, più forte che tu
+non immagini;&mdash;s&rsquo;affrettò ella a rispondere.&mdash;Povero
+mio Rizio! Hai tanto sofferto, non è
+vero?</p>
+
+<p>&mdash;Mio Dio!&mdash;mormorò egli.&mdash;Temevo di
+non vederti più.... così, come quest&rsquo;oggi. E sarebbe
+stato un orrore.</p>
+
+<p>&mdash;A chi lo dici! Ero ben cattiva;&mdash;rispose
+ella, reclinando la bionda testa sul petto del
+compagno.&mdash;Ma voglio che tu mi perdoni;
+voglio che tu viva, che non ti ammali più, mio
+povero Rizio. Che viso hai tu, quando soffri! e
+come mi levi allora il coraggio! Ho combattuto,
+ho resistito a lungo; ma sono stata vinta, vinta,
+per non ripigliarmi mai più. L&rsquo;ho detto ieri,
+l&rsquo;ho giurato a me stessa: non sarà mai che il
+povero Rizio soffra tanto per cagion mia. Soffrivo
+anch&rsquo;io, sai? Ma per me avrei sofferto ancora;
+non ci avrei badato; avrei saputo morire.<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span>
+Per te, no; per te mi son mancate le forze.
+Pensando come sei stato male, come hai vaneggiato,
+come hai delirato, mi sento un&rsquo;altra, capisci?
+un&rsquo;altra; quella di prima, dei giorni belli,
+che erano i tuoi, come questa povera creatura,
+che ritorna nelle tue braccia.&mdash;</p>
+
+<p>Rabbrividì, entrando nella macchia; ma si
+riebbe, sotto un bacio di Maurizio, nel punto che
+egli metteva il braccio davanti a lei, per isviare
+i rami dei nocciuoli e darle passo nel folto.
+Voleva esser forte, valorosa, allegra; e sorrise al
+suo nido così bene ascoso nel verde, nell&rsquo;atto
+di porre il piede sulla soglia del terrazzo. Ma
+il sorriso le morì sulle labbra, ed ella tremò
+tutta, vedendo un gesto di turbamento del suo
+dolce compagno.</p>
+
+<p>&mdash;Che hai, Rizio?&mdash;gli domandò sbigottita.</p>
+
+<p>&mdash;Nulla, nulla;&mdash;rispose egli, padroneggiandosi
+a stento.&mdash;Dei fiori, per voi.... Credevo
+di averli lasciati qui.... Li avrò forse portati
+con me, senza avvedermene, e mi saranno caduti.&mdash;</p>
+
+<p>Parlava così, cercando d&rsquo;ingannare sè stesso.
+Ma era ben sicuro del contrario, e tremava.</p>
+
+<p>&mdash;Caduti? Certamente, ma non laggiù;&mdash;diss&rsquo;ella,
+che in un volger d&rsquo;occhio aveva frugato
+da per tutto.&mdash;Sarebbero questi, per caso?&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, muoveva verso il parapetto, e
+si chinava a raccattare in un angolo un mazzolino
+di capelveneri.</p>
+
+<p>&mdash;Son questi, sì, son questi;&mdash;rispose Mau<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span>rizio,
+respirando.&mdash;Ma come così lontano dal
+sedile, dove io li avevo collocati? Perchè mi
+ricordo, ora, mi ricordo bene di averli posati
+qui, al vostro posto.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene?&mdash;ripigliò Gisella.&mdash;Erano qui?
+Rimettili dove li avevi lasciati. Vedi? ruzzolano
+ancora; segno che il sedile non è ben piano.
+Che caro spericolone, il mio Rizio! e come corre
+subito a pensare il peggio! Eravamo già lì
+col mal augurio, non è vero?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio sorrise, e si calmò. Ma aveva avuta
+una bella paura.</p>
+
+<p>&mdash;No, no;&mdash;rispose egli.&mdash;Cioè, diciamo
+pure di sì. Temevo di aver perduto quei fiori: e
+sarebbe stato veramente un cattivo augurio
+per me.&mdash;</p>
+
+<p>Non voleva dire: temevo che qualcheduno fosse
+stato qui, mentre eravamo laggiù. Del resto, il
+dirlo sarebbe stato inutile, poichè i fiori erano
+stati ritrovati, e l&rsquo;esperimento di Gisella aveva
+dimostrato in che modo fosse caduto il mazzolino.
+Egli era persuaso oramai, e voleva discacciare
+tutti i negri pensieri. Per discacciarli bene,
+bastava guardare quella stupenda creatura nel
+viso. Com&rsquo;era bella. Dio santo! Maurizio la trasse
+a sè, con una gran sete di baci che gli ardeva
+il sangue, che lo stringeva alla gola.</p>
+
+<p>Momento supremo! Stanchi di rincorrersi tra
+i rami, gli uccellini posavano sotto la frappa,
+sotto la bella frappa tinta di un verde carico,
+vaporante all&rsquo;aria tiepida del mezzodì gli acri<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span>
+profumi dei succhi vigorosi. Dormiva la brezza
+sotto la vampa del sole; e ad ogni palpito lieve
+del suo buon sonno, si muovevano lenti i chiari
+smeraldi onde i raggi solari frastagliavano capricciosamente
+i vani strati diseguali del cupo
+fogliame. In quell&rsquo;alta pace delle cose, sola continuava
+ad agitarsi la cascata d&rsquo;Aiga, rapida,
+fremebonda, impetuosa nella sua curva rutilante,
+cantando con assiduo metro all&rsquo;abisso la sua
+canzone d&rsquo;amore. E mentre essa volava piombando
+con desiderio infinito nel seno dell&rsquo;amato,
+Rizio stringeva fra le sue braccia la bella creatura
+adorata, guardandola negli occhi, divorandola
+coi baci, e poi guardandola ancora, insaziato,
+insaziabile. Strana bellezza di quegli occhi!
+Per entro all&rsquo;umor cristallino dal colore dell&rsquo;indaco
+stemperato, nuotavano pagliole d&rsquo;oro, simili
+alle vene ed ai punti del prezioso metallo ond&rsquo;è
+sparsa la massa turchina del lapislazzoli. Ma in
+questa gemma è l&rsquo;oro imprigionato ed immobile:
+in quegli occhi divini, come in gemme
+viventi, indaco ed oro palpitavano balenando;
+ed ogni palpito era una voce del cuore, ogni
+baleno un pensiero dell&rsquo;anima, che si sprigionava
+di là, involgendo, accarezzando, inebriando. Momento
+divino! Le anime si son ritrovate; le anime
+si ricongiungono in quel punto; le anime
+si confondono l&rsquo;una nell&rsquo;altra, invocando l&rsquo;eternità
+dell&rsquo;istante. Sempre, van ripetendo le
+labbra, sempre, sempre! E nella dolce parola,
+proferita con tutta la energia di cui l&rsquo;accento<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span>
+umano è capace, non una lettera si perde, ognuna
+ha suono, colore e calore. La prima sillaba
+è una aspirazione intensa, come di preghiera in
+cui tutti i sentimenti si stemprino; la seconda
+riproduce la stretta violenta d&rsquo;un bacio che
+scocchi premendo; le collega ambedue una profonda
+caduta, un abbandono confidente dell&rsquo;essere.
+Sempre! O buon Dio, clemente e misericordioso
+Signore, che di tanta tenerezza, di tanta
+soavità, di tanta beatitudine avete fatto l&rsquo;amore,
+perchè non fare di eternità il suo momento
+supremo? È ben vero che l&rsquo;eternità parrebbe anch&rsquo;essa
+un istante, e mai come allora si sentirebbe
+che le due cose son una.</p>
+
+<p>Tutto ad un tratto la bella creatura sussultò
+nelle braccia di Rizio. Gli occhi si dilatarono
+in espressione di terrore; si scolorarono le labbra,
+e ne proruppe un grido d&rsquo;angoscia. Tremante
+all&rsquo;atto repentino, stringendo più forte la
+sua Gisella, quasi temesse in quell&rsquo;istante di
+perderla, Maurizio girò tutto intorno gli occhi
+sospettosi: non vide nulla di nuovo; ed ancora
+si volse a lei, chiedendole collo sguardo il perchè
+del suo turbamento improvviso.</p>
+
+<p>&mdash;Lui!&mdash;mormorò ella con accento soffocato.</p>
+
+<p>&mdash;Lui!&mdash;ripetè Maurizio.&mdash;Chi? dove?&mdash;</p>
+
+<p>E guardò ancora, guardò meglio, dove pareva
+accennare lo sguardo atterrito di Gisella. Frattanto,
+alzandosi a mezzo, si atteggiava istintivamente
+a difesa.</p>
+
+<p>&mdash;Lui! lui! non vedi?&mdash;gridò ella, aggrap<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span>pandosi
+spaventata alle braccia di Maurizio.&mdash;No,
+no, pietà, non mi guardate così!&mdash;soggiungeva
+con accento supplichevole.</p>
+
+<p>Allora anche Maurizio vide. I capelli gli si
+rizzarono sulla fronte, e un freddo acuto gli
+corse per tutte le vene. Là, nella frappa, dalla
+parte dond&rsquo;essi erano venuti al rifugio, ritto sul
+fianco, alta la testa, in atto severo, vestito d&rsquo;una
+gran tonaca di color marrone, si vedeva un monaco;
+lui, lui, il padre Anselmo da Carsoli. Immobile
+della persona, irrigidito nel suo atteggiamento
+spettrale, non accennava di voler
+fare un passo più avanti; ma, a guardarlo bene,
+si vedeva tentennare lentamente il capo, con
+aria di muto rimprovero. Ad un tratto levò il
+braccio e tese la mano, minacciando col gesto,
+come già minacciava collo sguardo.</p>
+
+<p>Maurizio era rimasto un istante perplesso, fissando
+con occhi sbarrati la strana apparizione.
+Ma tosto, irritato da quel gesto minaccioso, non
+potendo più sopportare la tetra luce di quello
+sguardo severo, fece l&rsquo;atto di avventarsegli contro.
+Gisella lo trattenne, Gisella che si avvinghiava
+disperata al collo di lui.</p>
+
+<p>&mdash;No, no,&mdash;ripeteva ella, come pazza di terrore.&mdash;Abbiate
+compassione! Dannata no....
+dannata no. Voi me lo avevate detto; è vero,
+sì, è vero; sareste venuto a rinfacciarmi il mio
+delitto, venuto ad ogni modo, in ogni tempo,
+dovunque vi foste trovato, a punirmene. Lo so,
+padre, lo so. Ma egli moriva, moriva per cagion<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span>
+mia. Perdono! Iddio non poteva volerlo; perdono!&mdash;</p>
+
+<p>Il colpo era stato troppo grave, l&rsquo;esaltazione
+troppo grande; la povera creatura, disfatta dallo
+sforzo violento, ricadde inerte nelle braccia di
+Maurizio. Fremente di sdegno, egli l&rsquo;adagiò sul
+sedile, e libero appena del caro peso si scagliò
+contro il monaco. Più nulla; il monaco era scomparso.
+Ma come? neanche una foglia si muoveva
+laggiù, dov&rsquo;egli lo aveva pur dianzi veduto; nè
+alcuno strepito di rami smossi si udiva nella
+macchia, nè alcun rumore di passi tra gli sterpi.
+Un fantasma, dunque? E la povera Gisella nel
+suo terrore, ed egli sotto la pressione delle braccia
+di lei, erano stati in balìa d&rsquo;una medesima
+allucinazione?</p>
+
+<p>Gisella era svenuta. Sbigottito, egli corse all&rsquo;acqua,
+risicando ad ogni passo di scivolar nell&rsquo;abisso.
+Là, nel fascio spumeggiante, intrise il
+fazzoletto a guisa di spugna, per venire sollecitamente
+a spruzzarne il volto e il collo della
+creatura adorata. Con mano mal destra, ma
+pronta, strappando convulsamente dove non poteva
+slacciare, le aperse la veste al sommo del
+petto, per farla respirare più libera. Non ebbe
+pace, non ebbe posa, fino a tanto non la vide
+riaprire i begli occhi languidi alla luce del
+giorno.</p>
+
+<p>Allora, prendendo animo dalla necessità del
+momento, se la recò tra le braccia e si avviò
+verso la macchia dei nocciuoli; proteggendole il<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span>
+volto come poteva, andando a ritroso, cacciandosi
+avanti colle spalle e coi gomiti, si faceva
+strada a forza tra i rami. Che orrore! che orrore,
+se non avesse potuto trarre in salvo la
+dolce creatura! Ma finalmente.... finalmente,
+uscivano da quell&rsquo;intrico di piante. Ancora un
+centinaio di passi, e le rovine del Martinetto
+erano in vista.<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XVIII" id="Capitolo_XVIII"></a><span class="chap">Capitolo XVIII.</span><br />
+<br />
+Povera bella!</h2>
+
+
+<p>Biancolina Feraudi ebbe quel giorno un segreto
+da custodire, anche per suo marito, quando
+il brav&rsquo;uomo fu richiamato a gran voce dal
+pascolo e mandato in fretta e furia alla Balma,
+per avvertire il conte Matignon del triste
+caso toccato alla sua signora, mentre ella si
+trovava di passaggio al casolare del Martinetto.</p>
+
+<p>Il generale ricevette l&rsquo;annunzio doloroso mentre
+ritornava da una delle igieniche cavalcate
+che da pochi giorni aveva preso a fare per ordinazione
+del medico. Spaventato accorse, ansando
+e sbuffando, ma facendo i passi lunghi e
+frettolosi, come un giovanotto, non avvedendosi
+neanche della cattiva strada che doveva
+fare per recarsi lassù. Quando giunse, trovò Gisella
+ancora mezzo vestita, distesa sul letto di
+Biancolina, e il medico di San Giorgio al suo
+capezzale. La povera bella era inerte, con le
+braccia abbandonate sul lenzuolo, gli occhi semichiusi,
+cerea nel volto, come una morta.<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Che cosa è stato?&mdash;gridò il generale, cacciandosi
+avanti a guardare, poi rivolgendosi con
+gli occhi stralunati verso il dottore.&mdash;Parlate,
+in nome di Dio!</p>
+
+<p>&mdash;Signor generale, che dirvi?&mdash;mormorò il
+dottore.&mdash;È ancora il suo male. Non era eliminata....
+non poteva eliminarsi la causa.... e
+gli effetti si ripetono. Fortuna ancora che il
+signor di Vaussana è venuto ad avvertirmi subito.</p>
+
+<p>&mdash;Sì,&mdash;soggiunse Biancolina,&mdash;e fortuna
+maggiore che i miei piccini l&rsquo;abbiano veduto passar
+qui sotto, mentre dal Castèu si recava alla
+Balma. È stata una vera provvidenza che egli
+si ritrovasse sulla strada.&mdash;</p>
+
+<p>Quella brava donna non era stata avvertita
+nè pregata di nulla; aveva indovinato tutto,
+o quasi tutto, e trovava nel suo cuore riconoscente
+il segreto delle pietose bugìe. Ma non
+era tempo per nessuno di fare indagini troppo
+minute: l&rsquo;essenziale era di provvedere, di correre
+ai rimedii, di salvare, se fosse possibile, la povera
+inferma. Che cosa pensava il medico? che
+cosa consigliava? Il medico Soleri per allora
+non pensava, non consigliava nulla; bensì aveva
+molto da fare. Ripigliava in quel punto l&rsquo;ufficio
+che dall&rsquo;arrivo del generale gli era stato
+interrotto: con forti, assidue strofinate cercava
+di riattivare le funzioni cutanee. Biancolina, dal
+canto suo, con un gran ventaglio (il suo ventaglio
+di sposa, serbato fin allora gelosamente<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span>
+nel suo forziere nuziale) rinfrescava l&rsquo;aria al
+viso ed al petto dell&rsquo;inferma.</p>
+
+<p>&mdash;Non c&rsquo;è altro?&mdash;chiese il generale, dopo
+alcuni minuti.&mdash;Non c&rsquo;è altro da fare?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, non dubitate;&mdash;rispose il dottore.&mdash;Si
+fa ora quel che si può, in attesa dei rimedii.&mdash;</p>
+
+<p>Aveva appena finito di parlare, che si sentì
+rumore di persone accorrenti. Giungeva allora il
+signor Maurizio, affannato, grondante di sudore,
+con una sporta tra mani.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco;&mdash;diss&rsquo;egli, senza pure avvedersi
+della presenza del generale;&mdash;vedete se c&rsquo;è
+tutto quello che avete ordinato.</p>
+
+<p>&mdash;Siate benedetto!&mdash;rispose il dottore, mettendo
+mano alla sporta, e traendone fuori l&rsquo;uno
+dopo l&rsquo;altro parecchi involtini, boccette ed arnesi
+di varie forme.&mdash;Anche del cognac! egregiamente;&mdash;soggiunse,
+prendendo una bottiglia
+di vecchio Martel, e versandone alcune gocce
+in un piccolo cucchiaio, che accostò subito
+alle labbra dell&rsquo;inferma.</p>
+
+<p>Il generale si buttò nelle braccia di Maurizio,
+mescolando lagrime e ringraziamenti. Maurizio,
+a tutta prima confuso, accolse in silenzio quella
+dimostrazione affettuosa, che sentiva di meritar
+così poco. Ben presto la loro attenzione fu rivolta
+alla povera giacente. Le gocce dello spiritoso
+liquore l&rsquo;avevano rianimata un tratto. Ma
+il respiro era quasi impercettibile, e si sentivano
+appena i battiti del cuore. Raccomandato a<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span>
+Biancolina di strofinar lei le braccia e il seno
+dell&rsquo;inferma, il dottore aveva messo mano ad
+altri apparecchi, per farle alcune iniezioni ipodermiche
+di etere e di liquore anisato di ammonio.
+Era di una operosità portentosa, il bravo
+dottore. Trovò anche modo di applicare qualche
+vescicatorio volante, determinato con ammoniaca
+liquida concentrata. Oramai, la sporta di
+Maurizio gli permetteva quell&rsquo;abbondanza di tentativi.
+E ci volevano tutti, proprio tutti, per far
+riavere la povera donna. Respirando sempre a
+stento, aperse gli occhi e li girò lentamente
+intorno; riconobbe il generale, allora, e con un
+fil di voce proferì il nome di lui.</p>
+
+<p>&mdash;Ettore!...</p>
+
+<p>&mdash;Oh, Gisella, figlia mia!&mdash;gridò egli, precipitandosi
+alla sponda del letto e dando in uno
+scoppio di pianto.</p>
+
+<p>&mdash;Via, via! gli uomini non ridiventino bambini!&mdash;disse
+il dottor Soleri, intromettendosi
+coll&rsquo;autorità del suo ministero.&mdash;Generale,
+lasciate fare; non turbiamo con queste commozioni
+il poco che si è potuto ottenere finora.</p>
+
+<p>&mdash;Avete ragione;&mdash;disse il vecchio, ritraendosi;&mdash;obbedisco.
+Ma voi salvatela, dottore,
+salvatela!&mdash;</p>
+
+<p>E andò singhiozzando a sedersi in un angolo,
+accanto a Maurizio, che si era buttato là sopra
+una scranna, con gli occhi a terra, senza parole,
+senza lagrime. Poco stante giungeva la contessa
+Albertina che avevano fatto chiamare i Ferau<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span>di.
+La mite e buona signora del Castèu, col
+pronto coraggio silenzioso che è tutto delle donne,
+prese subito il suo posto d&rsquo;infermiera accanto
+al vecchio dottore.</p>
+
+<p>Passarono due ore di terribile angoscia per
+tutti. Il respiro dell&rsquo;inferma si era fatto più
+lento: appena dieci respirazioni al minuto. Il
+dottore credette necessario di avvertire che non
+aveva più speranze. Veramente, non ne aveva
+avute mai, dal momento ch&rsquo;era stato chiamato.
+Ma parlava così per trarne occasione di consigliare
+che si mandasse pel prete, se pure i conforti
+religiosi fossero per piacere alla famiglia.
+Albertina conosceva l&rsquo;animo di Gisella: si affrettò
+a condurre il generale fuori della camera,
+per dirgli il parere del medico, e insieme il
+suo consiglio, che non poteva essere disforme
+dal desiderio della malata.</p>
+
+<p>&mdash;Tutto ciò che vorrete;&mdash;rispose il vecchio
+gentiluomo, stringendosi i pugni alla fronte.&mdash;Se
+Dio facesse un miracolo! Credete voi che lo
+farà?&mdash;</p>
+
+<p>Albertina levò gli occhi al cielo, e uscita
+di là spedì subito ad avvisar l&rsquo;arciprete di
+San Giorgio.</p>
+
+<p>Mezz&rsquo;ora dopo don Martino era giunto, con la
+cotta, la stola e la pisside, involta nel suo copertoio
+di seta. Dio entrava con lui; si ritirarono
+tutti. La giacente accolse don Martino
+con un lampo dagli occhi e un sorriso. Certamente
+aspettava quel momento. Ma non aveva<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span>
+forza di parlare, per confessarsi; don Martino
+parlò per lei; all&rsquo;invito del confessore, una lieve
+pressione di mano, un lieve cenno delle labbra,
+doveva dire il pentimento delle colpe. L&rsquo;assoluzione
+fu pronta, e pronto del pari fu il rito che
+univa quell&rsquo;anima a Dio. Un senso di beatitudine
+si diffuse allora sul volto cereo della morente.
+Il medico poteva rientrare, e tutti gli altri
+con lui.</p>
+
+<p>Il generale era rimasto nella cucina, seduto
+presso la tavola, con le braccia ripiegate sulla
+lastra e il volto ascoso nelle braccia. Doveva
+essersi assopito; non si era mosso, infatti, nè
+alla partenza di don Martino, nè all&rsquo;andare e
+venire degli altri.</p>
+
+<p>Maurizio entrò a sua volta nella camera, e si
+accostò al letto di Gisella. Non poteva più resistere
+al desiderio di vederla ancora. Il medico
+e Albertina stavano a&rsquo; piedi del letto, preparando
+una pozione, ed egli fu solo un istante al
+capezzale. Gisella aveva gli occhi semichiusi;
+lo vide, lo riconobbe, e fece uno sforzo per proferire
+qualche parola. Non fu che un soffio,
+per altro; ma egli intese quel soffio.</p>
+
+<p>&mdash;Dio perdona;&mdash;diss&rsquo;ella.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! perdoni a tutti;&mdash;rispose Maurizio.</p>
+
+<p>Gisella aveva mossa la mano; ed egli aveva
+presa quella mano. Gisella allora volse gli occhi,
+come invitandolo a seguire il suo movimento;
+ed egli pure volse gli occhi dove ella
+accennava. Ah! che voleva dir ciò? Maurizio<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span>
+rabbrividì, mentre un sudor freddo gli bagnava
+le tempie. Dall&rsquo;altra banda del letto, il frate!
+ancora il frate! Ma egli aveva il cappuccio calato
+sulle spalle; la testa del padre Anselmo
+appariva intiera, luminosa; l&rsquo;aspetto era benevolo,
+la mano era stesa in atto di benedire.</p>
+
+<p>Maurizio s&rsquo;inchinò umiliato, e lasciò la mano
+di Gisella. Quando rialzò gli occhi non vide più
+il monaco. La visione era sparita. Gisella sorrideva
+ancora, e cercava con gli occhi, pareva
+domandar qualche cosa, o qualcheduno.</p>
+
+<p>&mdash;Chi?&mdash;disse Maurizio&mdash;il dottore?</p>
+
+<p>Ella fece un cenno di diniego col capo.</p>
+
+<p>&mdash;Il generale?&mdash;rispose Maurizio.</p>
+
+<p>Il capo e gli occhi di Gisella accennarono di sì.</p>
+
+<p>Maurizio si mosse sollecito, e andò dal generale,
+che era ancora assopito. Scosso da lui, il
+conte Ettore si destò in soprassalto.</p>
+
+<p>&mdash;Morta?&mdash;esclamò egli, rabbrividendo.</p>
+
+<p>&mdash;No, generale; vi chiede.&mdash;</p>
+
+<p>Il vecchio gentiluomo accorse, e si chinò con
+atto affettuoso verso di lei. Gisella guardò il
+marito, lo guardò lungamente; poi si sforzò di
+sorridergli. Schiantava il cuore, quel triste sorriso.
+E volle parlare, la povera creatura; ma
+non le venne più fatto. Maurizio, che vide l&rsquo;atteggiamento
+di quelle labbra scolorate, Maurizio
+che ne colse una sillaba, intese ciò che la
+morente voleva dire al marito. E si ritrasse ancora,
+premendosi il pugno al cuore, che pareva
+volesse scoppiargli in quel punto.<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;pensò egli.&mdash;Perdono! sempre perdono!
+Chi perdonerà a me il mio delitto?&mdash;</p>
+
+<p>Il rantolo crescente diceva che gli ultimi momenti
+si avvicinavano. Il medico tentò ancora
+di richiamare quella povera vita fuggente: ma
+l&rsquo;etere non valse più a prolungarle l&rsquo;agonia. Erano
+paralizzate le contrazioni del cuore; le respirazioni
+non più di sei al minuto. Albertina s&rsquo;inginocchiò
+presso la sponda del letto, pregando.
+Anch&rsquo;egli inginocchiato, il conte Ettore copriva
+la mano di Gisella delle sue lagrime silenziose.
+Quella mano a grado a grado si raffreddò tra
+le sue. Era cessato il respiro, cessato il movimento
+del cuore; un placido sorriso si era diffuso
+sulle labbra di Gisella. Le ombre del crepuscolo
+incominciavano ad invadere la stanza, viva ancora
+di mormorate preghiere, di mal rattenuti
+singhiozzi, e la bella creatura si era spenta dolcemente,
+addormentata con Dio.</p>
+
+<p>Quella sera fu un gran pianto a San Giorgio.
+È dolore, è rammarico profondo in ogni paese,
+quando muore una bella donna, quando sparisce
+per sempre una di quelle figure in cui eravamo
+avvezzi a vedere la divinità in forma terrena.
+Ma nel paese di San Giorgio la contessa
+Gisella non era soltanto ammirata per la sua
+grande bellezza; era anche amata per la sua
+grande bontà. Dopo che l&rsquo;avevano veduta entrare
+in chiesa, quei buoni alpigiani la consideravano
+una santa, e non dubitavano punto ch&rsquo;ella
+non fosse per convertire alla fede il marito.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p>
+
+<p>L&rsquo;incredulità del conte Ettore ebbe ancora in
+quel giorno uno scatto; e fu quando vollero allontanarlo
+di là, facendogli intendere che tutto
+era finito. Alla contessa Albertina che con delicatissimi
+modi cercava di condurlo fuori, trovando
+per quello sventurato le parole del cuore,
+egli rispondeva feroce:</p>
+
+<p>&mdash;Ah, la vostra religione! la vostra religione
+è una grande menzogna. E voi, con le vostre
+divozioni, l&rsquo;avete uccisa; coi vostri digiuni, coi
+vostri scrupoli, coi terrori del vostro inferno
+l&rsquo;avete assassinata.&mdash;</p>
+
+<p>Albertina chinò la fronte, in atto di rassegnazione
+sublime. Poi dolcemente, quasi umilmente,
+gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Il vostro dolore è legittimo, è sacro. Ma
+pensate, signor conte, che un angelo è salito in
+cielo a pregare per voi.&mdash;</p>
+
+<p>Il conte Ettore fu atterrato da quella calma
+risposta; ed anche si pentì d&rsquo;aver parlato con
+tanta durezza.</p>
+
+<p>&mdash;Perdonate;&mdash;le disse.&mdash;Voi che credete,
+siete angeli in terra.&mdash;</p>
+
+<p>Quella sera la contessina di Vaussana ebbe
+testa per tutti. Fatta preparare una lettiga e
+adagiare sovr&rsquo;essa la sua morta amica, la fece
+trasportare nella notte alla Balma. Triste convoglio
+a lume di luna; triste ritorno della povera
+Gisella alla dimora de&rsquo; suoi padri, dond&rsquo;era
+uscita il mattino con tanta gioia nell&rsquo;anima,
+così fiorente di salute e di bellezza! La<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span>
+riposero nel suo letto; la sua stanza, tutta ornata
+di fiori e di doppieri, fu tramutata in camera
+ardente. Tre giorni la salma fu lasciata colà,
+assiduamente vegliata dai suoi, e dagli amici
+della famiglia, che si davano la muta. Così era
+adempiuto un desiderio della morta, a cui l&rsquo;immediato
+trasporto della salma al camposanto
+era sempre parso un atto irriverente e crudele.&mdash;Io
+non intendo,&mdash;aveva detto essa tante volte,&mdash;io
+non intendo, quando uno muore, che
+smania sia quella dei cari congiunti di levarselo
+subito dagli occhi. Temono forse che non sia
+morto davvero, e che possa da un momento all&rsquo;altro
+riaprire i suoi alla luce?&mdash;</p>
+
+<p>Ma per lei non c&rsquo;era più dubbio. Al terzo
+giorno un indugio maggiore sarebbe stato irriverente
+e crudele come una più pronta levata.
+La povera Gisella fu composta nella bara, e
+molti fiori scesero a dormire con lei nel chiostro
+della chiesuola patronale, dove già riposavano
+tante castellane dei Matignon della Bourdigue.</p>
+
+<p>Maurizio s&rsquo;era preso il carico di tutti quei
+funebri uffizi. Non aveva lagrime; era come istupidito;
+pareva tranquillo. Anch&rsquo;egli aveva vegliate
+le due notti nella camera ardente, a due
+passi dal generale, che restava là, col capo tra
+le braccia ripiegate sulla spalliera d&rsquo;una seggiola,
+muto, immobile, assopito nel suo dolore.
+La prima notte il vecchio non aveva notata la
+presenza di Maurizio: si avvide di lui sul finire<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span>
+della seconda, all&rsquo;atto che fece Maurizio di andare
+a raddrizzare un torcetto.</p>
+
+<p>&mdash;Voi?&mdash;gli disse sottovoce.&mdash;Perchè non
+siete andato a riposare?</p>
+
+<p>&mdash;Lasciarvi solo?...&mdash;balbettò Maurizio.&mdash;</p>
+
+<p>Il generale tentennò la testa, e trasse un sospiro.</p>
+
+<p>&mdash;Non lo sono io forse, e per sempre?&mdash;esclamò.&mdash;Ho
+perduta la poesia della mia vita;
+ho perduto il mio Dio.&mdash;</p>
+
+<p>E diede in un pianto dirotto. Poteva piangere,
+quell&rsquo;uomo. Maurizio no. Perchè? Egli ne sentì
+una rabbia sorda, profonda nel cuore. E crescendo
+questa, e montando, come fa certe volte,
+dal cuore alle labbra, volle dire a quell&rsquo;uomo:
+vi ho ingannato. Sarebbe stata un&rsquo;espiazione.
+Aveva il coraggio fisico di farlo; gli venne meno
+il coraggio morale. Infine, il dire a quell&rsquo;uomo:
+vi ho ingannato, non sarebbe stato un confessargli
+altresì: ella vi ha ingannato?</p>
+
+<p>Ed era là, sempre là; accanto a quell&rsquo;uomo,
+per non lasciarlo solo nel suo dolore. Il giorno
+dopo la morte di Gisella si era telegrafato al
+Dutolet, che si trovava allora di guarnigione a
+Saumur, sperando che potesse ottenere una licenza
+straordinaria, per venire ad assistere il suo
+vecchio comandante. Il Dutolet possedeva tutta
+la fiducia del conte; conosceva i suoi interessi;
+poteva essere di un prezioso aiuto al suo generale,
+che oramai non pensava più a nulla; vera
+rovina d&rsquo;uomo e d&rsquo;intelligenza!<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span></p>
+
+<p>Maurizio era andato un mattino a cercarlo. Il
+conte non si vedeva al pianterreno, ed egli salì
+al primo piano, andando di camera in camera,
+fino alla stanza di Gisella. Era di casa, allora
+più che mai; nessuno poneva mente al suo andare
+per ogni verso, là dentro. In quella stanza,
+del resto, egli entrava ogni giorno, restandoci
+lunghe ore in compagnia del padrone di casa,
+muti ambedue. La stanza, tolti da tre giorni
+i funebri apparati, era vuota e fredda; per le
+finestre aperte penetrava la luce grigia d&rsquo;una
+giornata nuvolosa. Il letto, il piccolo letto sotto
+un gran padiglione di stoffa azzurra operata,
+con trine di vecchio oro, si vedeva diligentemente
+rifatto, come se aspettasse ancora la sua
+dolce signora. A capo del letto, sulle grandi
+pieghe della cortina, pendeva in isporto una
+tavola antica, donde una bella Madonna di Ludovico
+Brea, forse il capolavoro del buon pittore
+nizzardo, chinando amorosamente la testa sul
+divino infante, sembrava covare, coi grandi occhi
+neri, il capezzale della contessa.</p>
+
+<p>Entrato in quella camera triste, Maurizio provò
+un&rsquo;altra volta il senso di mancamento che lo
+assaliva sempre colà, più profondo che altrove.
+Quanto tempo vi rimase meditando? Non lo seppe
+egli, che oramai non contava più il tempo,
+nè più badava ai proprii atti. Entrò ad una cert&rsquo;ora
+il conte Ettore, e non parve avvedersi della
+presenza di Maurizio; nè questi si mosse per lui
+dall&rsquo;angolo in cui era seduto. Era sempre così,<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span>
+tra quei due. Il generale andò risoluto verso il
+piede del letto, s&rsquo;inginocchiò, ascose la faccia
+sulla balza della coperta di seta; e rimase là,
+in atto di preghiera, singhiozzando. Maurizio
+sentì una stretta al cuore; gli parve di soffrir
+mille morti, mentre quell&rsquo;uomo piangeva e pregava,
+ed egli non poteva pregare nè piangere.
+Soffriva ancora pensando che le labbra di quell&rsquo;uomo
+baciavano il tessuto morbido su cui tante
+volte si era posata la mano di Gisella; e così
+soffrendo sentì l&rsquo;odio antico montar su, montar
+dal cuore alla gola. Maurizio in quei giorni faceva
+paura; non lo sapeva, perchè non si guardava
+più, non badava più a sè; ma era diventato
+uno spettro. Lo vide il generale, quando si alzò;
+lo vide, lo fissò lungamente negli occhi,
+fissato lungamente egli pure da quegli occhi
+lucenti nell&rsquo;ombra, e gli disse con accento di
+stizza:</p>
+
+<p>&mdash;Tu soffri dunque più di me?&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio rabbrividì involontariamente alla domanda
+improvvisa. Era anche la prima volta
+che quell&rsquo;uomo gli dava del tu. Non si mosse,
+tuttavia; non rispose; seguitava a guardare.</p>
+
+<p>&mdash;Mi annoi;&mdash;riprese il vecchio, cedendo ad
+un moto repentino di collera.&mdash;Va&rsquo; via.&mdash;</p>
+
+<p>Fremette quell&rsquo;altro, sentendo l&rsquo;offesa. E si
+alzò, guardandolo ancora, guardandolo sempre.
+Una frase, la frase, la terribile frase, voleva in
+quel punto venirgli alle labbra. Già apriva la
+bocca; già stava per proferirla, mentre il vec<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span>chio
+pareva aspettarla, e aspettandola gli s&rsquo;illuminavano
+d&rsquo;una strana luce gli sguardi. Ma quella
+luce si spense ad un tratto; le palpebre si
+abbassarono, si chiusero violentemente, e la
+fronte del vecchio si scosse, come in atto di scacciare
+a forza un pensiero molesto.</p>
+
+<p>&mdash;No, no!&mdash;gridò egli con piglio furibondo,
+con accento disperato.&mdash;Va&rsquo; via! va&rsquo; via! va&rsquo;
+via!&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio raccapricciò, al pensiero di ciò che
+stava per fare. Chinò la testa, come dicendo a
+sè stesso: ha ragione; ed uscì dalla stanza, mentre
+quell&rsquo;altro, non istando più alle mosse, prendeva
+a misurare con passi concitati il pavimento.
+Scese le scale, fuori di sè dall&rsquo;ira, dal rimorso,
+dalla vergogna: sarebbe giunto fuori dell&rsquo;atrio
+senza vedere nessuno, se proprio sul limitare
+il passo non gli fosse stato impedito.</p>
+
+<p>Era un gran movimento, laggiù: i servi affacciati
+sull&rsquo;ingresso; un facchino che entrava
+allora, con una grossa valigia sulle spalle; dietro
+a lui, ancora sulla gradinata, un bagliore di
+larghi e lunghi calzoni rossi. Maurizio riconobbe
+il comandante Dutolet, arrivato in quel punto,
+ancora in piccola divisa di capo di battaglione.
+Non poteva evitarlo. Del resto, perchè lo avrebbe
+evitato? Veniva a dargli la muta; veniva proprio
+in buon punto, mentre egli smontava la
+sua guardia, e per sempre.</p>
+
+<p>Il buon ragno, come lo chiamava Gisella, non
+gli fece dimostrazioni di tenerezza. Erano sem<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span>pre
+stati, l&rsquo;uno verso dell&rsquo;altro, nei termini di
+una fredda cortesia. Un cenno del capo, una
+frase a mala pena incominciata, che volesse dire
+e non dire, dovevano essere più che bastanti.
+Maurizio, per altro, nel passargli daccanto, aggiunse
+poche parole di ripiego, che nella gravità
+del momento potessero giustificare la freddezza
+dell&rsquo;incontro, agli occhi della gente di servizio.</p>
+
+<p>&mdash;Il generale&mdash;diss&rsquo;egli&mdash;ha gran bisogno
+di voi.</p>
+
+<p>&mdash;Lo penso;&mdash;rispose l&rsquo;ufficiale, facendo
+un breve saluto cerimonioso.</p>
+
+<p>Maurizio s&rsquo;incamminò sulla spianata, verso il
+gran viale de&rsquo; tigli. Oramai, per ritornare al
+Castèu, come per venire alla Balma, non passava
+più dal sentiero della montagna. «Lo penso»
+andava intanto ripetendo tra sè: «Lo penso!»
+E pensò egli pure; pensò che il Dutolet aveva
+ragione anche lui, se pensava che egli, Maurizio,
+non fosse il miglior compagno di lutto per
+il vecchio castellano della Balma.<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XIX" id="Capitolo_XIX"></a><span class="chap">Capitolo XIX.</span><br />
+<br />
+Rovine!</h2>
+
+
+<p>Giunto al Castèu senza neanche vedere la strada,
+simulò un mal di capo fortissimo, intollerabile.
+Effetto di grande stanchezza, soggiungeva
+egli; passerà con qualche ora di riposo.
+La stanchezza era più che giustificata da tante
+veglie, da tante commozioni, sostenute pei suoi
+amici della Balma. In casa volevano fargli prendere
+qualche ristoro; ma egli ricusò asciuttamente
+ogni cosa; voleva dormire, dormire, e
+nient&rsquo;altro. Andato a rinchiudersi nella sua camera,
+si buttò vestito com&rsquo;era sul letto, e si addormentò.
+Certamente era stanco; la natura voleva
+la parte sua. Ma se il corpo dormiva, la
+mente vegliava, la mente torbida di dolorosi pensieri.
+Stette lunghe ore sul letto, in apparenza
+inerte, ma col cervello sconvolto, agitato da
+sogni pazzi, da visioni terribili, da incubi spaventevoli.
+La montagna gl&rsquo;incombeva sull&rsquo;anima;
+la cascata dell&rsquo;Aiga aveva gran parte nelle<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span>
+visioni del dormente. Cantava l&rsquo;abisso, invitandolo;
+ed egli e lei si precipitavano abbracciati
+nel baratro. Ah, meglio sarebbe stato il morire
+così, tutt&rsquo;e due, in un punto, che non quello
+spegnersi lento e doloroso di lei, e il sopravviver
+codardo di lui. Perchè viveva egli ancora?
+perchè il cielo non aveva pietà? perchè lo condannava
+a star lì, ancora e sempre, sospeso ad
+un filo? L&rsquo;idea del suicidio, ultimo scampo ai
+terrori, non gli era venuta fino a quel punto,
+neanche nel sogno. Perchè? forse perchè lo stato
+suo era tutto d&rsquo;inerzia, non di ribellione al dolore.
+Si sentiva palleggiato, travolto di visione
+in visione, mezzo addormentato, mezzo desto,
+tra la incertezza e la coscienza di sè. Sopra tutto,
+sentiva un grande stiramento delle fibre del
+cervello, che parevano volersi tutte spezzare, e
+non si spezzavano mai. Ad un certo punto si
+vide ancora ammalato, col ghiaccio alla testa,
+vaneggiante, delirante, colla gente attorno, che
+ascoltava tutte le sue parole, che coglieva a volo
+tutte le confessioni a lui strappate dalla febbre.
+E quell&rsquo;uomo lo aiutava a parlare, gli levava
+le parole di bocca, compiva egli le frasi che
+non uscivano intiere; la povera creatura adorata
+si torceva nello spasimo, si copriva la faccia
+con le palme, negava, fuggiva disperata dalle
+unghie del vecchio; ed egli, trattenuto, inchiodato
+là dal suo male, non poteva muovere al
+soccorso. Che orrore! e quell&rsquo;altro l&rsquo;aveva afferrata
+pei capelli; alzava la mano, armata d&rsquo;un<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span>
+coltello, e feriva, feriva a colpi replicati. Il sangue
+scorreva, allagava il terreno, cresceva, cresceva,
+ed egli ci diguazzava per entro. Che orrore!
+Volle uscirne, uscirne ad ogni costo, scivolando,
+lordandosi di quel sangue, bevendolo,
+bruciandosi il cuore. E si destò in soprassalto,
+non vedendo nulla, ma sentendosi nel suo letto,
+e udendo battere, batter forte, a replicati colpi,
+all&rsquo;uscio di strada. Quei colpi rintronavano sinistramente
+nella oscurità della notte.</p>
+
+<p>Balzò dal letto e corse ad aprir la finestra.
+Un barlume di luce bianchiccia appariva da levante.
+Potevano esser le tre del mattino. Chi batteva
+frattanto? Si affacciò, per domandare,
+mentre un&rsquo;altra finestra si apriva al piano inferiore.</p>
+
+<p>&mdash;Son io.... Filippo;&mdash;rispose una voce dal
+piazzale.</p>
+
+<p>Filippo era il nome di uno dei servitori della
+Balma.</p>
+
+<p>&mdash;Che c&rsquo;è? che volete?&mdash;chiese Maurizio,
+riconoscendolo.</p>
+
+<p>&mdash;Il generale....&mdash;ripigliava quell&rsquo;altro, con
+voce rotta dall&rsquo;affanno.&mdash;Signor conte, il mio
+padrone sta male, molto male. Venga per carità.
+Son già passato dal medico, che si è vestito subito;
+a quest&rsquo;ora è già in cammino.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio lasciò il davanzale, e al fioco albore
+che penetrava nella camera, andò verso l&rsquo;uscio.
+Era vestito tuttavia; poteva correre senz&rsquo;altro.
+Sul pianerottolo, con un lume tra le mani, si<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span>
+affacciava allora allora il suo servitore, che veniva
+ad offrirgli l&rsquo;opera sua.</p>
+
+<p>&mdash;Signor conte,&mdash;gli disse il servitore,&mdash;non
+vuole almeno cambiarsi? Ne avrà bisogno,
+mi pare; perchè senza spogliarsi è andato a
+letto: e ieri, e l&rsquo;altra notte non ha fatto che
+dormire. Sarà anche necessario che prenda qualche
+cosa.</p>
+
+<p>&mdash;No, no, impossibile; non c&rsquo;è tempo da perdere.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, Maurizio infilava la scala. Al
+piano inferiore trovò illuminato il salone. Una
+figura di donna, in accappatoio bianco, veniva
+incontro a lui. Gli parve di veder Gisella, e
+tremò tutto: ma si riebbe tosto, riconoscendo
+Albertina.</p>
+
+<p>&mdash;Oh Dio!&mdash;diss&rsquo;ella.&mdash;Sempre disgrazie?</p>
+
+<p>&mdash;Sorella mia,&mdash;rispose tristemente Maurizio,&mdash;è
+questo il tempo. Pregate per chi n&rsquo;è
+stato cagione.&mdash;</p>
+
+<p>La contessina chinò gli occhi lagrimosi, appoggiandosi
+alla parete. Era profondamente
+commossa, la pietosa donna, e bene intendeva
+ciò che volesse dire suo fratello in quel punto.
+Egli passò, scese rapidamente nel vestibolo, e
+aperto il portone uscì fuori. Andava a bruzzico,
+vedendo abbastanza la strada; non badando, per
+altro, che passava pel sentiero della montagna.
+Se ne avvide, al rabbrividire che fece, sentendo
+sulla sua testa il fragore della cascata.</p>
+
+<p>Che orrore! che orrore! E ad un certo punto,<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span>
+udendo dietro a sè un rumore di passi, un rumore
+tanto più incalzante quanto più egli correva
+veloce, pensò che uno spettro lo inseguisse.
+Di certo, le visioni e gli incubi di quelle trentasei
+ore passate non lo avevano ancora abbandonato
+del tutto. Fermatosi, col coraggio della
+disperazione, vide Filippo, che lo seguiva ansimando.</p>
+
+<p>&mdash;Signor conte,&mdash;gli disse il brav&rsquo;uomo,&mdash;è
+difficile seguirla. Pare che abbia le ali.&mdash;</p>
+
+<p>Giunto alla Balma, trovò tutta la casa in trambusto.
+Ascese le scale volando, come diceva Filippo;
+seguito da lui entrò nell&rsquo;appartamento
+del generale. Il medico Soleri stava già nella
+camera. Si volse, all&rsquo;apparire di Maurizio, e crollando
+malinconicamente la testa, gli disse:</p>
+
+<p>&mdash;Sono giunto anch&rsquo;io troppo tardi.&mdash;</p>
+
+<p>Maurizio si avvicinò al letto del generale. Il
+vecchio gentiluomo era là, disteso, irrigidito, livido,
+con gli occhi semiaperti, la bocca fortemente
+contratta da un lato; fiero ancora nell&rsquo;aspetto,
+orribile a vedersi nella torva guardatura
+di quegli occhi stravolti.</p>
+
+<p>Com&rsquo;era andata? I servitori raccontarono. Il
+generale si era ritirato nella sua stanza alle
+dieci di sera. Nella notte, intorno alle due, aveva
+suonato. Filippo che dormiva poco distante da
+lui, era accorso; ma il suo padrone non aveva
+potuto dirgli perchè avesse suonato; rantolava,
+agitava un braccio, come in atto di chieder
+soccorso. Spaventato, il servitore si era affret<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span>tato
+a svegliare il comandante Dutolet e tutti
+gli altri della casa: poi, mentre essi cercavano
+di soccorrere il generale, dandogli a bere qualche
+goccia di liquore, spruzzandogli d&rsquo;acqua il
+viso ed il petto, egli, Filippo, era corso a precipizio
+in paese per avvertire il medico, per
+avvertire il conte di Vaussana.</p>
+
+<p>Nè altro c&rsquo;era da dire. Qualcheduno, alla rapidità
+fulminea di quella morte, aveva sospettato
+un suicidio. Non potendo sopravvivere alla
+contessa, aveva egli forse ingoiato un veleno?
+Ma così non la pensava il dottore, osservando
+tutti i segni di una apoplessia per congestione
+cerebrale. A questa fine il conte Ettore era predisposto
+dall&rsquo;età, dalla vita sedentaria, contro
+cui il medico stesso aveva già protestato più
+volte. Causa prossima del triste caso non poteva
+essere che un patema d&rsquo;animo sopraggiunto in
+quei giorni: e c&rsquo;era stato pur troppo, il patema
+d&rsquo;animo, violento, manifesto, innegabile, nella
+morte della moglie adorata: quello, e non altro,
+il veleno.</p>
+
+<p>Maurizio lo sapeva bene, lo conosceva anche
+meglio del dottore, il veleno che aveva ucciso
+quell&rsquo;uomo. E cadde senza far parola, sul seggiolone
+a piè del letto, rimanendovi accasciato,
+assorto ne&rsquo; suoi negri pensieri. Quante rovine
+intorno a lui, e per cagion sua, per colpa sua!
+Il destino.... Si accusa facilmente il destino degli
+errori degli uomini. Ed era lui, Maurizio, conte
+di Vaussana, nel cui scudo era inciso il motto<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span>
+«<span class="g">tout droict Sospel</span>», lui, il cavaliere senza
+macchia, il credente, il virtuoso soldato, che
+aveva fatto tutto ciò? che aveva portata la maledizione
+in quella calma dimora, alta nella stima
+degli uomini come era elevata sul colmo del
+monte, in quel nobile asilo della grazia disposata
+all&rsquo;onore?</p>
+
+<p>Il dottore voleva ridiscendere in paese per
+fare la sua dichiarazione. Invitò il signor di
+Vaussana a seguirlo.</p>
+
+<p>&mdash;No, grazie, rimango ancora;&mdash;rispose Maurizio.&mdash;Non
+ho forza di muovermi. Veglierò
+questo cadavere, come ho vegliato quell&rsquo;altro.&mdash;</p>
+
+<p>E chinò la testa sul petto, mentre il dottore
+usciva dalla stanza. Ma, subito dopo, un uscio
+dall&rsquo;altra parte si aperse, e Maurizio sentì che
+il Dutolet stava per comparire. Alzò la fronte,
+e vide infatti l&rsquo;ufficiale, che usciva dallo studio
+del conte Ettore, grave, rigido come sempre,
+ma più severo, più accigliato del solito.</p>
+
+<p>&mdash;Il dottore?&mdash;disse il Dutolet, volgendogli
+a Filippo, che era rimasto in mezzo alla camera.</p>
+
+<p>&mdash;Esce adesso, signor comandante.</p>
+
+<p>&mdash;Richiamatelo; debbo pregarlo di un favore.&mdash;</p>
+
+<p>Il medico era ancora sulla scala; richiamato
+dalla voce di Filippo, ritornò subito nella stanza.</p>
+
+<p>&mdash;Io non ho pratica degli usi e delle leggi
+di qui;&mdash;disse allora il Dutolet.&mdash;Vogliate
+chiamar voi, signor dottore, le autorità competenti.
+Ho trovato or ora sulla scrivania del<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span>
+generale il suo testamento. È suggellato; sono
+autorizzato ad aprirlo; non lo farò senza testimoni.&mdash;</p>
+
+<p>Il dottore s&rsquo;inchinò, e partì, promettendo di
+ritornare al più presto possibile.</p>
+
+<p>Maurizio in quel punto si alzò. Il Dutolet lo
+scorse allora, e non potè trattenere un gesto
+d&rsquo;ingrata maraviglia. Se ne avvide Maurizio; ma
+non aveva da offendersi per così poco.</p>
+
+<p>&mdash;Egli aveva lasciata una lettera per voi?&mdash;domandò,
+indicando un foglio che l&rsquo;ufficiale
+teneva ancora aperto tra mani.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, per me, che pure mi ritrovavo a pochi
+passi da lui; rispose l&rsquo;ufficiale. Povero
+conte! come ha dovuto soffrire, scrivendola!&mdash;</p>
+
+<p>E guardava il signor di Vaussana con piglio
+severo. Maurizio si volse a guardare dietro di
+sè. Non c&rsquo;era nessuno; anche Filippo era uscito.
+Egli allora, cedendo ad un impulso repentino
+dell&rsquo;anima, si accostò all&rsquo;ufficiale, e a voce bassa,
+ma con accento vibrato, incominciò:</p>
+
+<p>&mdash;Signor Dutolet, siete voi sempre di quella
+rara perizia nelle armi, che io ho ammirata altre
+volte?&mdash;</p>
+
+<p>L&rsquo;uffiziale rizzò la testa, e squadrando il signor
+di Vaussana dal capo alle piante, gli domandò:</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa volete voi dire?</p>
+
+<p>&mdash;Voglio chiedervi,&mdash;rispose Maurizio, non
+mutando voce nè accento,&mdash;se a venticinque
+passi, come facevate due anni fa, a venti, a<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span>
+quindici, come vi pare, sareste sempre capace
+di mettere una palla nel bersaglio, senza puntare,
+guardando magari in aria, alzando appena
+il braccio, e portandolo automaticamente in
+linea.&mdash;</p>
+
+<p>L&rsquo;ufficiale guardò un istante negli occhi il signor
+di Vaussana; poi, senza batter ciglio, replicò
+brevemente:</p>
+
+<p>&mdash;Sì.</p>
+
+<p>&mdash;Sta bene;&mdash;disse Maurizio.&mdash;E quando?</p>
+
+<p>&mdash;Oggi il dovere;&mdash;rispose l&rsquo;ufficiale.&mdash;Domattina,
+se vi piace.&mdash;</p>
+
+<p>Si salutarono freddi, e Maurizio partì.</p>
+
+<p>Finalmente! finalmente! per quella volta egli
+si sentiva liberato d&rsquo;un gran peso. Ah, la vita,
+che molesto fardello! E così, senza troppa fatica,
+per la mano del buon ragno.... Ma sì, era
+ancora un modo di accostarsi a Gisella. Scese
+a passi più calmi il gran viale dei tigli; uscì
+tranquillo, quasi ilare, dal cancello. E perchè no?
+Voleva infatti esser ilare, parerlo a tutti, in
+paese; che il giorno dopo, risapendo una certa
+notizia, non avessero i maligni a metterla d&rsquo;accordo
+con la sua cera da funerale. La sua vigilia
+non doveva esser triste: non è mai triste il soldato,
+il cavaliere, quando va a gittar la sua vita.
+Sorrise, adunque, sorrise a quanti incontrava per
+via, sorrise perfino al Pinaia, al panattiere arpagone,
+che gli rammentava i Feraudi. Anche
+da quei poveri contadini del Martinetto voleva
+andare, quel giorno. Voleva veder tutto, visitare<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span>
+tutti quei memori luoghi. Non aveva più terrori
+nell&rsquo;anima; sarebbe andato lassù, a pregare,
+a pensare nella cameretta dove si era spenta
+Gisella; ed anche nel rifugio, sul torrione, dove
+la bella creatura adorata gli era caduta come
+morta fra le braccia, alla vista del frate. Ah,
+il frate! una allucinazione; egli lo sentiva bene,
+oramai, di aver veduto ciò che Gisella vedeva,
+e solamente perchè, sotto la sensazione di un
+alto spavento, le braccia dell&rsquo;amata donna si
+erano avvinghiate al suo collo. Anche là, nella
+camera di Biancolina, non si era ripetuto il
+fenomeno, per il fatto che la mano di Gisella
+aveva stretta la sua, e gli occhi di lei lo avevano
+guidato a vedere ciò che ella vedeva? Quanti
+arcani, del resto, quanti misteri nella vita! e
+come l&rsquo;invisibile d&rsquo;ogni parte ci preme!</p>
+
+<p>Passava in quel punto sulla piazza maggiore.
+Voltato l&rsquo;angolo della chiesa, entrava nella via
+che metteva al Castèu. Un monaco, un frate
+cappuccino era là, davanti a lui di cinque o
+sei passi; muoveva lento, curvo, quasi piegato in
+due, rasentando il muro, come egli già lo aveva
+veduto una volta, passando di là con Gisella.
+Ma che? non poteva essere un altro? Maurizio
+affrettò il passo per raggiungerlo; gli venne a
+pari, l&rsquo;oltrepassò, e si volse a guardarlo. Quell&rsquo;altro
+alzò allora la faccia, e Maurizio lo riconobbe.
+Era lui, il padre Anselmo da Carsoli.</p>
+
+<p>&mdash;Frate, che tu sia maledetto!&mdash;gli gridò in<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span>ferocito
+Maurizio.&mdash;Domani.... domani non ti
+vedrò più.&mdash;</p>
+
+<p>Il frate era sparito. Ma non così presto, che
+alla maledizione del signor di Vaussana non
+avesse risposto levando la mano benedicente;
+benedicente, come l&rsquo;aveva veduta Maurizio, al
+letto di morte della povera bella.<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span></p>
+
+
+
+
+<h2><a name="Capitolo_XX" id="Capitolo_XX"></a><span class="chap">Capitolo XX.</span><br />
+<br />
+Tra Cielo e Terra.</h2>
+
+
+<p>Quel giorno, presso alle cinque del pomeriggio,
+mentre già si disponeva a scrivere una lettera
+per chiedere concerti al comandante Dutolet, il
+signor di Vaussana ricevette un biglietto del
+suo avversario, che lo aspettava al caffè di
+San Giorgio. Intese subito che lo stesso pensiero
+suo era venuto a quell&rsquo;altro, ed uscì per
+andare da lui.</p>
+
+<p>Si salutarono come due buoni amici, essendoci
+persone a qualche distanza, che potevano
+vedere e notare ogni cosa. Dopo di che il Dutolet,
+con molta calma e con altrettanta serenità,
+quasi con grazia, parlò in questa guisa a Maurizio:</p>
+
+<p>&mdash;Signor conte, voi eravate molto afflitto,
+questa mattina, e per conseguenza un po&rsquo; alterato.
+Anch&rsquo;io, quanto voi, ed avevo ragione di
+esserlo. Possiamo noi dimenticar le parole che ci
+siamo scambiate?</p>
+
+<p>&mdash;No;&mdash;disse Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;Era mio dovere di domandarvelo;&mdash;re<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span>plicò
+il Dutolet, facendo un mezzo inchino.&mdash;Resta
+che c&rsquo;intendiamo sull&rsquo;ora e sul luogo.</p>
+
+<p>&mdash;Domattina, si era detto;&mdash;disse Maurizio.&mdash;Di
+là da quella montagna, sulla vostra diritta,
+ce n&rsquo;è un&rsquo;altra, detta la Sisa. Risalendo
+dalla cascata dell&rsquo;Aiga, ci si va di prateria in
+prateria. Lassù, al lembo dell&rsquo;ultimo di quei
+prati, è il confine. Vi accomoda?</p>
+
+<p>&mdash;Sì,&mdash;rispose il Dutolet.&mdash;Portiamo testimoni?</p>
+
+<p>&mdash;Nessuno.</p>
+
+<p>&mdash;Come vi piace. Ma uno di noi due non
+isfuggirà all&rsquo;imputazione di assassinio.</p>
+
+<p>&mdash;Ci ho provveduto,&mdash;rispose Maurizio,&mdash;scrivendo
+una dichiarazione in due originali. Firmerete
+anche voi. Eccoli appunto.</p>
+
+<p>&mdash;Avete proprio pensato a tutto;&mdash;esclamò
+il Dutolet, prendendo i due fogli, a cui appose
+la sua firma colla matita.&mdash;Dunque lassù,
+al piano della Sisa. Ci sarò alle sei del
+mattino. Ma intendiamoci bene;&mdash;soggiunse
+egli;&mdash;senza vergogna d&rsquo;un po&rsquo; di ritardo che
+si potesse fare dall&rsquo;uno o dall&rsquo;altro di noi.</p>
+
+<p>&mdash;Giustissimo;&mdash;disse Maurizio.&mdash;Del resto,
+io m&rsquo;incamminerò per tempissimo. Di sopra
+l&rsquo;Aiga si vede la Balma; io vi vedrò sempre
+salir la montagna.&mdash;</p>
+
+<p>Presi <a name="tn301" id="tn301"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: testo originale 'quesi'">questi</ins> concerti si separarono. Maurizio
+si avviò verso casa. Non trovò sua sorella Albertina,
+e gli spiacque.</p>
+
+<p>Si sente in cuore così facilmente, così natu<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span>ralmente,
+il bisogno di stare un po&rsquo; vicini alle
+persone che si amano, quando si è sul punto
+di separarci da loro per sempre! Chiese di lei
+alla gente di servizio: era uscita, gli dissero;
+forse per far qualche visita. Non già alla Balma,
+pensò egli allora, poichè lassù era andata prima
+del meriggio, a pregare sulla salma del povero
+conte Ettore. In paese, dunque: ma il paese,
+per piccolo che fosse, aveva ancora troppe case,
+troppe famiglie amiche e conoscenti, tra le quali
+non poteva indovinare Maurizio, che salutava
+tutti, ma non faceva visite a nessuno. Era in
+queste incertezze sulla piazza maggiore: la chiesa
+si vedeva aperta, ed egli entrò in chiesa.
+Avrebbe dovuto pensarlo prima; sua sorella stava
+là, al suo solito posto, nella cappella di patronato
+della famiglia Sospello; stava là, visibile
+ancora nella penombra della sera imminente.</p>
+
+<p>Non era giorno di benedizione; ma la contessina
+soleva andare in chiesa ogni giorno, o
+di mattina o di sera, salvo i casi d&rsquo;impossibilità,
+quando le cure domestiche, o i doveri della
+ospitalità, venissero a frastornarla. Soleva dire
+che la casa del Signore riconcilia colla vita:
+non per bigotteria, ma per riposare lo spirito,
+una visita anche breve a quella casa è piacevole:
+là dentro, dopo tutto, si pensa meglio al
+buon Dio.</p>
+
+<p>Il gran crocifisso, unica maraviglia artistica
+della chiesa parrocchiale di San Giorgio, torreggiava
+sopra l&rsquo;altar maggiore, spiccando col suo<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span>
+color cereo sul fondo scuro dell&rsquo;abside. I piedi
+del martire sparivano sotto una gran fioritura
+di rose, disposte a mazzo enorme, che s&rsquo;intendeva
+benissimo esser legato al tronco della croce.
+Quelle rose d&rsquo;ogni colore, che davano all&rsquo;augusto
+morente l&rsquo;aspetto di un trionfatore, erano l&rsquo;offerta
+costante della contessina di Vaussana.
+Quando il giardino del Castèu non aveva più
+rose in copia, erano gigli; quando non aveva
+più gigli, si succedevano le azalèe, le peonie,
+le giorgine, gli amaranti, gli astri, e tutti gli
+altri fiori della stagione autunnale. Recava anche
+il suo tributo l&rsquo;inverno; più scarso, ma sicuro
+anche quello, essendo fiori di stufa.</p>
+
+<p>La chiesa era deserta, e Maurizio non volle
+disturbar la sorella neanche col rumore dei passi:
+perciò, appena entrato, si pose sull&rsquo;ultima
+panca a destra, sotto la grande navata. Era il
+posto di Gisella, quando giungeva un po&rsquo; tardi,
+e non volendo dare spettacolo del suo passaggio
+lungo le arcate, s&rsquo;inginocchiava umilmente lì,
+mescolandosi volentieri alle povere donne del
+paese. Là dentro, finalmente, egli ottenne ciò che
+da sei giorni desiderava invano. Si sentì d&rsquo;improvviso
+stemperare il cuore: senza sforzo, senza impeto,
+le lagrime gli scesero dagli occhi giù per
+le guance, silenziose lagrime e fitte, come una
+pioggia d&rsquo;autunno. E in mezzo a quelle lagrime
+vide chiarori maravigliosi; tra quei chiarori gli
+apparve la povera morta, tutta vestita di luce,
+risalente entro una schiera d&rsquo;angioli all&rsquo;incontro<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span>
+del Dio di misericordia. Allucinazione anche
+quella? Una voce dal profondo voleva dirgli
+di no.</p>
+
+<p>Rasciugò le sue buone lagrime, vedendo muoversi
+sua sorella Albertina. Essa lo vide, passando;
+ed egli si alzò per accompagnarsi a lei.</p>
+
+<p>&mdash;Pregavi?&mdash;gli chiese Albertina.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, per tutti;&mdash;rispose.</p>
+
+<p>Tranquillissimo, quella sera, quasi sereno, ragionò
+lungamente di cento cose con lei, evocando
+memorie infantili, facendo perfino castelli in
+aria per i giorni che non sarebbero venuti. Non
+egualmente serena si mostrava Albertina; ma
+la buona fata del Castèu aveva imparato nella
+lunga solitudine a padroneggiarsi, a non lasciar
+troppo scorgere le sue tristezze. Quando soffriva,
+soffriva dentro, e i sorrisi, come pallide viole
+alpine, le fiorivano timidamente sul labbro.</p>
+
+<p>Maurizio si ritirò nelle sue camere alla solita
+ora. Ebbe un sonno profondo, senza visioni, senza
+incubi. Anche il cervello ha le sue calme nei
+grandi momenti, come le ha il cielo innanzi la
+tempesta. Quando si svegliò, erano le quattro del
+mattino. Si vestì senza fretta; sotto un leggero
+pastrano che portava qualche volta per la nebbia,
+nascose la busta delle pistole, e dall&rsquo;uscio
+dell&rsquo;orto si avviò verso la montagna. Ad una
+certa distanza si volse, per guardare il Castèu,
+la vecchia dimora dei suoi, la casa dov&rsquo;era nato,
+e mandò un bacio alla sua buona sorella che
+non avrebbe veduta mai più.<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span></p>
+
+<p>Non gli mancava il tempo; andò a passi lenti
+su per la ripida costa. Si fermò anche un istante
+al borro, per sentir la cascata. Cantava, il gran
+fascio delle acque scorrenti, cantava sempre la
+sua monotona canzone all&rsquo;abisso. Ma allora il
+signor di Vaussana sentì per la prima volta
+due canti in uno. Tendendo l&rsquo;orecchio, udiva attraverso
+il frastuono della cascata un suono
+più sottile e più lontano, molle, ondeggiante,
+come una salmodia di chiesa. Sorrise, ricordando
+che quel fenomeno di sdoppiamento dell&rsquo;udito gli
+era occorso spesso; in istrada ferrata, per esempio,
+quando il fragore delle ruote, lo strepito,
+lo scricchiolìo delle carrozze in moto, lascia intendere,
+a chi presti attenzione, un suono lontano
+lontano, come di angeliche voci laudanti
+nello spazio. Non era una allucinazione, quella;
+Maurizio conosceva il fenomeno, ancorchè non
+sapesse darsene una ragione. Nondimeno, gli
+piacque di sentir quelle laude lontane, attenuate
+via via, evanescenti nel profondo dei cieli.</p>
+
+<p>Passato il gran salto dell&rsquo;Aiga, superato il
+colmo del monte, dove le acque correvano a guisa
+di ruscello, andò oltre, risalendo di prateria in
+prateria, fino al piano della Sisa. Il comandante
+Dutolet non era ancora arrivato: ma erano
+appena le cinque e mezzo; si poteva dunque
+aspettare. Il buon ragno non volle del resto
+approfittare della scusa che si era preparata; e
+Maurizio lo vide, alle cinque e tre quarti, sbucare
+da una macchia di abeti, volgendo gli oc<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span>chi
+di qua e di là, in atto di orientarsi tra quei
+rialti verdeggianti che vedeva per la prima volta.
+Maurizio sventolò il fazzoletto; il buon ragno lo
+vide, fece un gesto di riconoscimento e si avviò
+più sollecito, allungando quel suo paio di
+seste. Salutò, come fu vicino; Maurizio rese il
+saluto, e si avviò ancora per fargli strada sopra
+un bel prato alto, incurvato a guisa di sella tra
+due colmi di monte.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco il confine;&mdash;disse Maurizio.&mdash;Se
+voi andate trenta passi più in là, siete sul vostro.</p>
+
+<p>&mdash;Tra due patrie,&mdash;osservò il Dutolet, incamminandosi,&mdash;che
+piccola cosa a vedere! e
+che gran cosa a pensare!</p>
+
+<p>&mdash;Le più grandi cose son là;&mdash;soggiunse
+Maurizio, indicando su certe creste montuose
+alcune linee biancheggianti.&mdash;Il vostro forte di
+sbarramento è quello; il mio è quest&rsquo;altro. Speriamo
+che tacciano sempre.</p>
+
+<p>&mdash;Ma parlando noi per essi, non è vero?&mdash;esclamò
+il Dutolet.</p>
+
+<p>&mdash;Che farci?&mdash;ribattè Maurizio.&mdash;Volete
+che contiamo i passi?</p>
+
+<p>&mdash;Avete detto a me di farne trenta, per essere
+sul mio;&mdash;rispose il Dutolet.&mdash;Ne ho fatti
+trenta: accettiamo l&rsquo;assegnazione del destino.
+Ancora una volta io vi domanderò: non possiamo
+dimenticare le nostre parole di ieri?</p>
+
+<p>&mdash;No,&mdash;disse il signor di Vaussana,&mdash;vi
+ringrazio.&mdash;</p>
+
+<p>E cavò dalla busta le sue pistole.<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Sono di misura eguale alle mie;&mdash;notò
+il Dutolet.&mdash;Tenga ognuno le sue.&mdash;</p>
+
+<p>Così dicendo, prese posizione di combattimento.
+Il signor di Vaussana lo imitò.</p>
+
+<p>&mdash;A voi;&mdash;diss&rsquo;egli.</p>
+
+<p>&mdash;A voi;&mdash;rispose quell&rsquo;altro.</p>
+
+<p>&mdash;Capisco;&mdash;disse allora Maurizio.&mdash;Si
+gareggia di cortesia. Spariamo al comando, vi
+pare? Conteremo uno, due, all&rsquo;unisono; al tre
+faremo fuoco.</p>
+
+<p>&mdash;Sia pure;&mdash;rispose l&rsquo;ufficiale.</p>
+
+<p>L&rsquo;uno e l&rsquo;altro presero a contare; al tre due
+lampi s&rsquo;incrociarono, e si udirono simultaneamente
+due colpi.</p>
+
+<p>Rimasto illeso, Maurizio guardò trasognato il
+suo avversario. Voleva parlare, ma quell&rsquo;altro lo
+precorse.</p>
+
+<p>&mdash;Altro è tirar sul bersaglio, altro sull&rsquo;uomo;&mdash;diss&rsquo;egli.</p>
+
+<p>&mdash;Puntando, sicuramente;&mdash;rispose Maurizio.&mdash;Ma
+voi tirate senza puntare, e l&rsquo;errore
+non è più possibile.</p>
+
+<p>&mdash;Chi ve lo dice, signor di Vaussana?</p>
+
+<p>&mdash;Ricominciamo, allora.</p>
+
+<p>&mdash;No.</p>
+
+<p>&mdash;No, voi dite? perchè? Comandante Dutolet,
+voi mi mancate di parola.&mdash;</p>
+
+<p>Il comandante Dutolet s&rsquo;inalberò a quella osservazione,
+che voleva essere ingiuriosa. Ma poi
+crollò il capo, e rispose molto tranquillamente:</p>
+
+<p>&mdash;V&rsquo;ingannate. Io non vi avevo promesso nul<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span>la.
+Mi avevate chiesto se avessi sempre il mio
+colpo infallibile: vi ho risposto di sì. Ne dubitate?
+Ecco là il vostro cappello sull&rsquo;erba, un
+po&rsquo; indietro a voi; trentadue, forse trentatrè
+passi; guardate.&mdash;</p>
+
+<p>Così parlando, assai lentamente, aveva levata
+dalla busta la seconda pistola. Senza puntare,
+non facendo altro che alzare il braccio in linea,
+colpì il cappello di Maurizio, che ruzzolò al colpo
+due passi più in là.</p>
+
+<p>&mdash;Vedete, signor conte?&mdash;ripigliò allora il
+comandante Dutolet.&mdash;Quel che prometto mantengo.
+Se ieri mi aveste fatto giurare di uccidervi,
+credete pure che non vi avrei mancato
+di parola. A me lo avevo promesso, invece, a
+me solo. Che volete! un&rsquo;idea; ed era ben salda
+nell&rsquo;animo mio, ieri mattina. Ma a me posso
+mancar di parola, sicuro del fatto mio. Ed ho
+cambiato opinione.</p>
+
+<p>&mdash;Voi siete crudele,&mdash;disse Maurizio,&mdash;ed
+io ho meritato lo scherno. Ma qui ce ne ancor
+una delle mie;&mdash;soggiunse, chinandosi alla
+busta,&mdash;ed è carica.</p>
+
+<p>&mdash;Fermate!&mdash;gridò il Dutolet, avvicinandosi
+rapidamente.&mdash;Ho ancora qualche cosa
+da dirvi. Signor di Vaussana, credete in Dio?</p>
+
+<p>&mdash;Sì;&mdash;rispose Maurizio.</p>
+
+<p>&mdash;E allora, perchè suicida? Aggiungete che
+non me lo son meritato neppur io, questo infame
+spettacolo, dopo essermi esposto abbastanza
+cortesemente al vostro fuoco. Ho pensato,<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span>
+ieri, ho pensato a lungo, e l&rsquo;ira mi è morta nell&rsquo;anima.
+Voi pure, a vostra volta, pensate. C&rsquo;è
+stato un fallo, signor di Vaussana; un fallo che
+ha già cagionato due morti; quel fallo, chi lo
+ha commesso? V&rsquo;intendo; voi volevate punirlo
+ora; avete il coraggio di far ciò. Ma non è il
+coraggio del valoroso, quello a cui vi appigliate;
+e la pena, del resto, non avrebbe adeguato il
+delitto. Non sapete voi d&rsquo;una pena più grave,
+che è il vivere? Sì, il vivere, lasciatemi finire
+il mio pensiero; il vivere vergognando, il vivere
+soffrendo; il vivere tormentandosi, uccidendosi
+giorno per giorno. È questo il suicidio sublime
+a cui vi condanno, nel nome di quel vecchio
+onorato che dorme la sua gran notte oramai;&mdash;proseguì
+il comandante Dutolet, alzando la
+voce dal tono grave al solenne.&mdash;Laggiù, oltre
+quelle vette, a quattro leghe da Grenoble, dove
+io son nato, tra montagne di difficile accesso,
+segregati dal mondo, in dura disciplina, accanto
+ad uomini che non avendo fatto il male si son
+pure rinchiusi per evitarlo, muoiono così di giorno
+in giorno molti infelici che hanno fallito, che
+hanno fatto soffrire, che portano il peso dei loro
+trascorsi. Meditando, tacendo, scavando con le
+loro mani la fossa che li deve accogliere, aspri
+cavalieri del dolore, pregano per coloro che
+hanno offesi; tristi e rassegnati, sospesi tra cielo
+e terra, attendono, invocano, espiano.&mdash;</p>
+
+
+<p class="center" style="margin-top: 2em;">FINE.</p>
+
+
+
+
+
+<h2><a name="INDICE" id="INDICE"></a><span class="chap">INDICE.</span></h2>
+
+<table summary="indice">
+<tr><td colspan="2">
+<a href="#dedica"><span class="smcap">Dedica</span></a></td><td class="right">Pag. <span style="font-size: smaller;">IX</span>
+</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_Primo">I.</a></td><td>Addio, bel mare!</td><td class="right">1</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_II">II.</a></td><td>Alla terra dei padri</td><td class="right">16</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_III">III.</a></td><td>Cortesie di buon vicinato</td><td class="right">34</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_IV">IV.</a></td><td>La disputa filosofica</td><td class="right">53</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_V">V.</a></td><td>Si viene alle grosse</td><td class="right">67</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_VI">VI.</a></td><td>Sulla montagna</td><td class="right">84</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_VII">VII.</a></td><td>L&rsquo;idillio del Martinetto</td><td class="right">100</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_VIII">VIII.</a></td><td>Celeste oblìo</td><td class="right">117</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_IX">IX.</a></td><td>Sull&rsquo;orlo dell&rsquo;abisso</td><td class="right">128</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_X">X.</a></td><td>Il trattato di pace</td><td class="right">142</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XI">XI.</a></td><td>Rifugio spirituale</td><td class="right">155</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XII">XII.</a></td><td>Dal dubbio alla fede</td><td class="right">166</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XIII">XIII.</a></td><td>L&rsquo;impresa ecclesiastica</td><td class="right">188</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XIV">XIV.</a></td><td>Da Ceppo a Carnevale</td><td class="right">201</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XV">XV.</a></td><td>Padre Anselmo da Carsoli</td><td class="right">213</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XVI">XVI.</a></td><td>Cuori infermi</td><td class="right">237</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XVII">XVII.</a></td><td>L&rsquo;apparizione</td><td class="right">255</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XVIII">XVIII.</a></td><td>Povera bella!</td><td class="right">274</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XIX">XIX.</a></td><td>Rovine!</td><td class="right">289</td></tr>
+<tr><td class="right0">
+<a href="#Capitolo_XX">XX.</a></td><td>Tra Cielo e Terra</td><td class="right">300</td></tr>
+</table>
+
+<hr style="visibility: hidden; margin: 2em;" />
+
+<div class="figcenter" style="width: 300px;">
+<img src="images/romanzi.jpg" width="300" height="47" alt="Romanzi Italiani" title="Romanzi Italiani" />
+</div>
+
+
+<p class="center">EDIZIONI TREVES</p>
+
+<hr style="width: 10%" />
+
+<table summary="catalogo">
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Adolfo <b>Albertazzi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Ora e sempre</td><td class="right">1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Novelle umoristiche</td><td class="right">1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+In faccia al destino</td><td class="right">3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Riccardo <b>Alt</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Uccidere o morire</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Diego <b>Angeli</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;orda d&rsquo;oro</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Luigi <b>Archinti</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il lascito del Comunardo</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Massimo d&rsquo;<b>Azeglio</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Nicolò de&rsquo; Lapi. (2 vol.)</td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Ettore Fieramosca</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+A. G. <b>Barrili</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Capitan Dodèro</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Santa Cecilia</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il libro nero</td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I Rossi e i Neri</td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le Confessioni di Fra Gualberto</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Val d&rsquo;Olivi</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Semiramide</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Notte nel commendatore </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Castel Gavone</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Come un sogno </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Cuor di ferro e Cuor d&rsquo;oro. (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Tizio Caio Sempronio</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;Olmo e l&rsquo;Edera</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Diana degli Embriaci</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La conquista d&rsquo;Alessandro</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il tesoro di Golconda</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il merlo bianco</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La donna di Picche</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;XI comandamento</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il ritratto del diavolo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Biancospino</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;anello di Salomone</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+O tutto o nulla</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Amori alla macchia</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Monsù Tomè</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Fior di Mughetto</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Dalla rupe</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il conte Rosso</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Lettore della Principessa</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Casa Polidori</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La Montanara (2 vol.)</td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Uomini e bestie </td><td class="right">1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Arrigo il Savio </td><td class="right">1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La spada di fuoco</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il giudizio di Dio</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Dantino </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La signora Àutari </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La sirena </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Scudi e corone </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Amori antichi </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Rosa di Gerico </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La bella Graziana </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le due Beatrici </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Terra vergine </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I figli del cielo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La castellana</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Fior d&rsquo;oro </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il prato maledetto</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Galatea</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il diamante nero </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Raggio di Dio</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il ponte del Paradiso</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Tra cielo e terra </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Ambrogio <b>Bazzero</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Storia di un&rsquo;anima</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Antonio <b>Beltramelli</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Anna Perenna</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I primogeniti</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il cantico</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Silvio <b>Benco</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La fiamma fredda</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il castello dei desideri </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Leo <b>Benvenuti</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Racconti romantici </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Serenada, racconto sardo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Vittorio <b>Bersezio</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La carità del prossimo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Povera Giovanna! </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il debito paterno </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Aristocrazia. (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+P. <b>Bettòli</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il processo Duranti </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Giacomo Locampo</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Carmelita</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La nipote di don Gregorio </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Alberto <b>Boccardi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Cecilia Ferriani </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Ebbrezza mortale! </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il peccato di Loreta </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;irredenta </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Camillo <b>Boito</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Storielle vane </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Senso </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Virgilio <b>Brocchi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le aquile </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+E. A. <b>Butti</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;Incantesimo </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;Automa</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Antonio <b>Caccianiga</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il bacio della contessa Savina </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Villa Ortensia</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Roccolo di Sant&rsquo;Alipio</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Sotto i ligustri</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Convento</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il dolce far niente </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La famiglia Bonifazio </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Brava gente</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Luigi <b>Capranica</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Donna Olimpia Pamfili </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La congiura di Brescia (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Maschere Sante </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Fra Paolo Sarpi (2 vol.) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Papa Sisto (4 volumi) </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Racconti </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Contessa di Melzo (2 vol.) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Re Manfredi (3 vol.)</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Maria Dolores</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le donne di Nerone </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Luigi <b>Capuana</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Homo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Marchese di Roccaverdina </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Rassegnazione </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Castelli.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Ultime rose d&rsquo;autunno </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Enrico <b>Castelnuovo</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Nella lotta </td><td class="right"> 4 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La contessina </td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Dal 1.º piano alla soffitta</td><td class="right"> 4 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Lametta </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Due convinzioni </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Filippo Bussini juniore </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Alla finestra </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Sorrisi e lagrime </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;onor. Paolo Leonforte </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Natalia ed altri racconti </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>P.P.C.</i> Ultime novelle </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Domenico <b>Ciàmpoli</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Diana</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il barone di San Giorgio </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Luigia <b>Codèmo</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La rivoluzione in casa </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Cordelia.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il regno della donna </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Dopo le nozze</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Prime battaglie </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Vita intima </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Racconti di Natale </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Casa altrui</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Alla ventura </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Catene</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Per la gloria </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Forza irresistibile </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il mio delitto </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Per vendetta </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;incomprensibile </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Verso il mistero</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Filippo <b>Crispolti</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Un duello </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Gabriele <b>D&rsquo;Annunzio</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Piacere</td><td class="right"> 5 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;innocente </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Trionfo della Morte </td><td class="right"> 5 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le Vergini delle Rocce </td><td class="right"> 5 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Fuoco </td><td class="right">5 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le novelle della Pescara </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Prose scelte</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Ippolito Tito <b>D&rsquo;Aste</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Ermanzia </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Mercede </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Edmondo <b>De Amicis</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La vita militare </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Alle porte d&rsquo;Italia</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il romanzo d&rsquo;un maestro (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Fra scuola e casa </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La carrozza di tutti </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Memorie </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Capo d&rsquo;anno</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Nel Regno del Cervino </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Pagine allegre </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Grazia <b>Deledda</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I giunchi della Vita </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Gian <b>Della Quercia</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il Risveglio</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Sul meriggio </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Federico <b>De Roberto</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;illusione </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Una pagina della storia dell&rsquo;Amore</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+F. <b>Di Giorgi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La prima donna </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Cesare <b>Donati</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Flora Marzia </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Paulo <b>Fambri</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Pazzi mezzi e serio fine </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Onorato <b>Fava</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La discesa di Annibale </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Gemma <b>Ferruggia</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Fascino </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Ugo <b>Fleres</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;anello </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Gavotti.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Nora</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Viaggio di un distratto</td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Piero <b>Giacosa</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Specchi dell&rsquo;enigma </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+O. <b>Grandi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Macchiette e novelle </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Destino </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Silvano </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La Nube </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Luigi <b>Gualdo</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Decadenza</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Matrimonio eccentrico</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+F. D. <b>Guerrazzi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;assedio di Firenze (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il destino</td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Battaglia di Benevento. Veronica Cybo (2 vol.) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Jarro.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;assassinio del vicolo della Luna </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I ladri di cadaveri </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La figlia dell&rsquo;aria </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Apparenze (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La polizia del diavolo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;Istrione </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La vita capricciosa</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La duchessa di Nala </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La principessa </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Paolo <b>Lioy</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Chi dura vince </td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Manetty.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il tradimento del Capitano (2 volumi) </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+G. <b>Marcotti</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il conte Lucio </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Mercedes.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Marcello d&rsquo;Agliano</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Ippolito <b>Nievo</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le confessioni di un ottuagenario (3 volumi) </td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+A. S. <b>Novaro</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;Angelo risvegliato</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Enrico <b>Panzacchi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I miei racconti </td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Alfredo <b>Panzini</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Piccole storie del Mondo grande </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Emma <b>Perodi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Suor Ludovica </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Caino e Abele </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Petruccelli della Gattina.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Memorie di Giuda </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le notti degli emigrati a Londra </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il sorbetto della regina </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il re prega </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Luigi <b>Pirandello</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Erma bifronte </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Carlo <b>Placci</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Mondo mondano</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Mario <b>Pratesi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le perfidie del caso</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Corrado <b>Ricci</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Un&rsquo;illustre avventuriera</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Rinàscita</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Egisto <b>Roggero</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Le ombre del passato</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Gerolamo <b>Rovetta</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Sott&rsquo;acqua </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Tiranni minimi </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I Barbarò o le lagrime del prossimo. (2 volumi) </td><td class="right"> 5 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il primo amante</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il processo Montegù </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Novelle </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Roberto <b>Sacchetti</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Candaule</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Entusiasmi (2 volumi) </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Sara.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I peccati degli avi </td><td class="right"> 1 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+G. A. <b>Sartorio</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Romæ Carrus Navalis </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Isabella <b>Scopoli-Biasi</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;erede dei Villamari </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Matilde <b>Serao</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+All&rsquo;erta, Sentinella! </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Suor Giovanna della Croce </td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La Ballerina </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Serra-Greci.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Adalgisa </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La fidanzata di Palermo </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Sfinge.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Dopo la vittoria </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+I. <b>Trebla</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Volontario d&rsquo;un anno.&mdash;Sottotenente di complemento</td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+L. A. <b>Vassallo</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La signora Cagliostro</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Guerra in tempo di bagni </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Giorgio <b>Velieri</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Elegie mondane </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+Giovanni <b>Verga</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Eva </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Novelle </td><td class="right"> 2 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Cavalleria rusticana </td><td class="right"> 3 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Per le vie</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il marito di Elena </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Eros </td><td class="right"> 2 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Tigre reale </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Mastro-don Gesualdo </td><td class="right"> 5 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Ricordi del capit. d&rsquo;Arce </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+I Malavoglia</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Don Candeloro e C. </td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Vagabondaggio </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Dal mio al tuo </td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+G. <b>Visconti-Venosta</b>.
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Il curato d&rsquo;Orobio</td><td class="right"> 4 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Nuovi racconti</td><td class="right"> 3 50
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<b>Zena Remigio.</b>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+La bocca del lupo</td><td class="right"> 1 &mdash;
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+L&rsquo;apostolo</td><td class="right"> 3&nbsp;50</td>
+</tr>
+</table>
+<hr style="width: 65%;" />
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+<hr style="visibility: hidden; margin: 2em;" />
+
+<div class="ads">
+<p class="center"><span class="smcap">Milano&mdash;Fratelli TREVES, Editori&mdash;Milano</span></p>
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<p class="right" style="text-decoration: underline;"><b>Anno XXXIV&mdash;1907</b></p>
+
+
+
+<table summary="illustrazione">
+<tr>
+<td style="font-size: 150%;" colspan="2"><b>L&rsquo;<span style="font-size: 200%;">I</span>LLUSTRAZIONE</b></td></tr>
+<tr>
+<td><div class="figcenter" style="width: 100px;">
+<img src="images/deco.jpg" width="100" height="13" alt="decorazione" title="decorazione" />
+</div></td><td style="font-size: 150%;">ITALIANA</td></tr>
+</table>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center" style="font-family: sans-serif;"><b>ESCE OGNI DOMENICA</b><br />
+
+<span style="font-size: 120%;"><b>24</b></span> pagine in-folio a 3 colonne e copertina</p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center">Direttori: <b>Emilio Treves</b> e <b>Ed. Ximenes</b></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p><i>L&rsquo;</i><span class="smcap">Illustrazione Italiana</span> <i>è la sola rivista del nostro paese
+che tenga al corrente della storia del giorno in tutti i suoi molteplici
+aspetti: la sola</i> <span class="ssb">dove tutto sia originale ed inedito</span>, <i>e tutto
+porti un&rsquo;impronta prettamente nazionale. Non v&rsquo;è fatto contemporaneo,
+non personaggio illustre, non scoperta importante,
+non novità letteraria o scientifica od artistica, che non sia registrata
+in queste pagine colla parola e col penello.</i></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+
+<table summary="graffa">
+<tr>
+<td rowspan="2"><i>Ogni settimana</i></td>
+<td class="td0" style="font-size: 200%;" rowspan="2">{</td>
+<td><i>il</i> <span class="ssb">CORRIERE</span>, <i>di</i> <span class="smcap">Spectator</span>,</td>
+</tr>
+<tr>
+<td><i>le note</i> <span class="ssb">ACCANTO alla VITA</span>, <i>del</i> <span class="smcap">Conte Ottavio</span>.</td>
+</tr>
+</table>
+
+<p class="noi"><i>Ogni mese, un articolo di</i></p>
+
+<p class="center" style="font-size: 150%;">EDMONDO DE AMICIS.</p>
+
+<p class="noi"><b>Quest&rsquo;anno si daranno romanzi originali italiani, affatto
+inediti, e illustrati. La serie comincia con un
+romanzo di <span style="font-size: 110%;">NEERA</span> che desterà grande sensazione.</b></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center"><i>Fuori testo, dei</i> <span style="font-size: 110%;"><b>QUADRI A COLORI</b></span>.</p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="noi" style="font-size: 97%;">I 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine d&rsquo;anno due
+magnifici volumi di oltre mille pagine, illustrati da oltre 500 incisioni;
+ogni volume ha la coperta, il frontispizio e l&rsquo;indice.</p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center"><span style="font-size: 150%;">
+Centesimi <span class="ssb">65</span> il numero.<br />
+Anno, <span class="ssb">L. 32</span>&mdash;Semestre, <span class="ssb">L. 16</span>&mdash;Trimestre, <span class="ssb">L. 9</span></span><br />
+(Estero, Franchi <b>45</b> l&rsquo;anno).
+</p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<table summary="premi">
+<tr>
+<td style="font-size: 150%; font-family: sans-serif; font-weight: bold; vertical-align: top;">PREMI:</td><td rowspan="2">1.º Numero di NATALE e CAPO D&rsquo;ANNO,
+che quest&rsquo;anno è molto variato d&rsquo;argomenti e molto
+pittoresco ed artistico. Capolavori antichi e quadri moderni <b>in tricromia</b>.
+Nel testo: <b>De Amicis; Pascoli; A. Panzini</b>.</td></tr>
+</table>
+
+<p class="negi">2.º <b>CALENDARIO ILLUSTRATO pel 1907</b> (Al
+prezzo d&rsquo;associazione annua aggiungere cent. 60 (per l&rsquo;estero, <b>1 fr.</b>),
+per spese di porto e spedizione di premi).</p>
+<hr />
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+<hr style="visibility: hidden; margin: 2em;" />
+<div class="ads">
+<p class="center"><span class="smcap">Milano&mdash;Fratelli TREVES, Editori&mdash;Milano</span></p>
+<hr />
+<p class="center" style="text-decoration: underline; font-weight: bold;">&mdash;&emsp;Anno VI&emsp;&mdash;&emsp;1907&emsp;&mdash;</p>
+
+<p class="center" style="font-size: 250%;"><span class="smcap">Il Secolo XX</span></p>
+
+<p class="center"><big>RIVISTA POPOLARE ILLUSTRATA</big></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center"><i>Esce ogni mese.&mdash;Più di 100 pagine.&mdash;Più di 150 incisioni</i></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<div class="figleft" style="width: 244px;">
+<img src="images/secolo.jpg" width="244" height="360" alt="Il Secolo XX" title="Il Secolo XX" />
+</div>
+
+<p class="noi">Questa rivista, tanto diffusa, per la sua italianità, e la varietà
+degli articoli, il valore dei collaboratori, e l&rsquo;abbondanza e la
+bellezza delle illustrazioni, è,
+si può dire, lo specchio di questa
+vita di progresso, che anima
+il nostro Paese in ogni campo
+dell&rsquo;attività umana. Sono stati
+suoi collaboratori e lo saranno
+per l&rsquo;avvenire: <i>De Amicis</i>, <i>d&rsquo;Annunzio</i>,
+<i>Fogazzaro</i>, <i>Marradi</i>,
+<i>Corrado Ricci</i>, <i>Ada Negri</i>, <i>Grazia
+Deledda</i>, <i>Matilde Serao</i>,
+<i>Cordelia</i>, <i>Neera</i>, <i>Térésah</i>, <i>R.
+Barbiera</i>, <i>G. Bertacchi</i>, ecc.
+Tutti i progressi della scienza
+e della industria sono studiati
+e spiegati da illustri specialisti
+in forma popolare e con grande
+ricchezza di illustrazioni.&mdash;I
+volumi finora pubblicati del <i>Secolo
+XX</i> formano una vera enciclopedia
+a cui deve ricorrere
+chi vuole conoscere la vita del
+nostro tempo nella sua continua evoluzione. Ciò spiega come essi
+siano tanto ricercati. In un&rsquo;annata, che costa 6 lire, è raccolto
+il materiale di un&rsquo;ottantina di volumi, che formerebbero da
+soli una piccola biblioteca.</p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center"><big>Associazione annua, L. <b>6</b> (Est. Fr. <b>9</b>). Il fascicolo, <b>50</b> cent.</big></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+
+
+<table summary="premi">
+<tr>
+<td style="font-size: 150%; font-family: sans-serif; font-weight: bold; vertical-align: top;">Premi:</td><td> 1.º Due volumi della <b>Biblioteca Amena</b> a scelta;&mdash;2.º <b>Calendario
+illustrato pel <span style="font-size: 110%;">1907</span>.</b> (Per avere i premi, al
+prezzo d&rsquo;associazione aggiungere centesimi 60; per l&rsquo;Estero, Fr. <b>1</b>).</td>
+</tr></table>
+<hr />
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+<hr style="visibility: hidden; margin: 2em;" />
+<div class="ads">
+<p class="center"><span class="smcap">Milano&mdash;Fratelli TREVES, Editori&mdash;Milano</span></p>
+<hr />
+<p class="center" style="font-size: 300%;">La battaglia<br />
+<span style="padding-left: 15%;">di Mukden</span></p>
+
+<p class="center"><small>DI</small></p>
+
+<p class="center"><big>LUIGI BARZINI</big></p>
+
+<p class="center"><b>con 52 incisioni da istantanee prese sul luogo dall&rsquo;autore</b></p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p style="line-height: 1.5em; font-size: 110%;">Le lettere del Barzini, dal campo giapponese
+dirette al <i>Corriere della Sera</i> fecero
+grande sensazione; ed era generale il desiderio
+che fossero raccolte. Questo volume,
+illustrato da istantanee prese sul luogo dallo
+stesso Barzini, diverrà certo prezioso e popolare.</p>
+<hr style="width: 10%;" />
+<p class="center"><i>Un volume in-8 di 315 pagine</i><br />
+<b>con 52 incisioni, 15 piante e una grande carta a colori:</b></p>
+
+<p class="center" style="font-family: sans-serif;"><b><big>SEI LIRE.</big></b></p>
+
+<p class="center">Legato in tela a colori: <b>Otto Lire</b>.</p>
+<hr style="width: 65%;" />
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+
+<div class="tnote">
+<h2><a name="Nota_del_Trascrittore" id="Nota_del_Trascrittore"></a>Nota del Trascrittore</h2>
+
+
+<p>L&rsquo;ortografia e la punteggiatura originarie sono state mantenute.</p>
+
+<p>Sono stati inoltre corretti i seguenti refusi (la correzione
+è nella riga sotto):</p>
+
+
+<ul>
+<li><a href="#tn9">Pag. 9</a>: bella cosa!&mdash;concluse <b>sorpirando</b> il tenente.&mdash;Ma<br />
+<i>diventa</i>: bella cosa!&mdash;concluse <b>sospirando</b> il tenente.&mdash;Ma</li>
+
+<li><a href="#tn32">Pag. 32</a>: a quella scappata del fratello <b>Maurizio..</b><br />
+<i>diventa</i>: a quella scappata del fratello <b>Maurizio.</b></li>
+
+<li><a href="#tn44">Pag. 44</a>: <b>della</b> persona; donde una formosità d&rsquo;altro genere.<br />
+<i>diventa</i>: <b>nella</b> persona; donde una formosità d&rsquo;altro genere.</li>
+
+<li><a href="#tn51">Pag. 51</a>: il conte Matignon de la <b>Bordigue</b> aveva rinnovato<br />
+<i>diventa</i>: il conte Matignon de la <b>Bourdigue</b> aveva rinnovato</li>
+
+<li><a href="#tn78">Pag. 78</a>: <b>atrettanto</b> di sè, Maurizio prese la via del Castèu.<br />
+<i>diventa</i>: <b>altrettanto</b> di sè, Maurizio prese la via del Castèu.</li>
+
+<li><a href="#tn81">Pag. 81</a>: a Parigi da una gran dama russa, a cui si <b>dodomandava</b><br />
+<i>diventa</i>: a Parigi da una gran dama russa, a cui si <b>domandava</b></li>
+
+<li><a href="#tn118">Pag. 118</a>: quelle che <b>pérdono</b>.<br />
+<i>diventa</i>: quelle che <b>pèrdono</b>.</li>
+
+<li><a href="#tn146">Pag. 146</a>: <b>lungamenti</b> cercati e intensamente voluti; due<br />
+<i>diventa</i>: <b>lungamente</b> cercati e intensamente voluti; due</li>
+
+<li><a href="#tn162">Pag. 162</a>: se le manchi il ricettacolo <b>dell&rsquo;ideale,</b><br />
+<i>diventa</i>: se le manchi il ricettacolo <b>dell&rsquo;ideale.</b></li>
+
+<li><a href="#tn170">Pag. 170</a>: me la lettura del <span class="g">Genio del <b>Cristinesimo</b></span>,<br />
+<i>diventa</i>: me la lettura del <span class="g">Genio del <b>Cristianesimo</b></span>,</li>
+
+<li><a href="#tn219">Pag. 219</a>: &mdash;Ah!&mdash;sclamò il generale, inarcando le <b>ciciglia</b>.&mdash;Ci<br />
+<i>diventa</i>: &mdash;Ah!&mdash;sclamò il generale, inarcando le <b>ciglia</b>.&mdash;Ci</li>
+
+<li><a href="#tn236">Pag. 236</a>: n&rsquo;eri <b>pesuaso</b>, perchè hai tardato un istante a<br />
+<i>diventa</i>: n&rsquo;eri <b>persuaso</b>, perchè hai tardato un istante a</li>
+
+<li><a href="#tn255">Pag. 255</a>: <span class="smcap">XVII.</span><br />
+<i>diventa</i>: <span class="smcap">Capitolo XVII.</span></li>
+
+<li><a href="#tn260">Pag. 260</a>: quel <b>bravuomo</b> si era ingannato. Come non esserne<br />
+<i>diventa</i>: quel <b>brav&rsquo;uomo</b> si era ingannato. Come non esserne</li>
+
+<li><a href="#tn301">Pag. 301</a>: Presi <b>quesi</b> concerti si separarono. Maurizio<br />
+<i>diventa</i>: Presi <b>questi</b> concerti si separarono. Maurizio</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's Tra cielo e terra, by Anton Giulio Barrili
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRA CIELO E TERRA ***
+
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
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+works. See paragraph 1.E below.
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+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+
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