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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + + + + +Title: Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie + + +Author: Lewis Carroll + + + +Release Date: March 20, 2009 [eBook #28371] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + + +***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE +DELLE MERAVIGLIE*** + + +E-text prepared by Carlo Traverso, Barbara Magni, and the Project +Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (https://www.pgdp.net) from +digital material generously made available by Internet Archive +(http://www.archive.org) + + + +Note: Project Gutenberg also has an HTML version of this + file which includes the original illustrations. + See 28371-h.htm or 28371-h.zip: + (https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371/28371-h/28371-h.htm) + or + (https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371/28371-h.zip) + + + Images of the original pages are available through + Internet Archive. See + http://www.archive.org/details/leavventuredalic00carr + + + + + +LE AVVENTURE D'ALICE +NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. + +[Illustrazione] + + +LE AVVENTURE D'ALICE +NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. + +per + +LEWIS CARROLL. + +TRADOTTE DALL'INGLESE DA T. PIETROCÒLA-ROSSETTI. + +_CON 42 VIGNETTE DI GIOVANNI TENNIEL._ + + + + + + + +Londra: +MacMillan and Co. +1872. + +(_Proprietà letteraria dell'autore._) + +Londra: +R. Clay, Figli, E Taylor, Stampatori, +Bread Street Hill. + + + + + In su' vespri giocondi, dolcemente + Sul lago tranquillissimo voghiamo, + Da delicate mani facilmente + Son mossi i remi, e alla ventura andiamo, + E pel timon che incerto fende l'onda + Va la barchetta errante e vagabonda. + + Mentre oppresso dal sonno, in luminose + Visioni il mio pensiero vaneggiava, + Mi destaron tre voci armonïose + Chiedendomi un Racconto! Io non osava + Fare il broncio severo ed il ribelle + A tre bocche di rose,--a tre donzelle! + + La Prima, con la voce di comando, + Fieramente m'impone "Cominciate!" + La Seconda mi dice "Io ti domando + Un racconto di silfidi e di fate." + La Terza (io non l'avrei giammai creduto), + M'interrompe una volta ogni minuto. + + Eccole! ferme, attente, silenziose, + Seguire con l'accesa fantasia + La Fanciulla vagante in portentose + Regïoni di sogni e poesia, + Che con bestie ed uccelli ognor favella, + E con forma del Ver l'Errore abbella. + + La Storia non toccava ancora il fine + E appariva di già confusa e incolta; + Allor pregai le care fanciulline + Di finir la novella un'altra volta, + Ma risposer più vispe e più raggianti, + "No, _questa_ è la tua volta! Avanti, avanti!" + + E così le Avventure raccontai + Ad una ad una alle fanciulle amate, + Ed or questa novella ne formai + Ch'è un tessuto di favole accozzate;-- + Ma il Sol già volge al suo tramonto, andiamo! + Alla sponda! alla sponda, orsù, voghiamo!-- + + O Alice, accogli questa mia Novella, + E fra i sogni d'infanzia la riponi, + Deh! fanne d'essa una ghirlanda bella, + E sulla tua memoria la deponi, + Qual pellegrin che serba un arso fiore + Di suol lontano, e lo tien stretto al côre!-- + + + + +INDICE. + + + CAP. PAGE. + + I. GIÙ NELLA CONIGLIERA 1 + + II. LO STAGNO DI LAGRIME 15 + + III. CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA 29 + + IV. LA CASETTINA DEL CONIGLIO 41 + + V. CONSIGLI D'UN BRUCO 58 + + VI. PORCO E PEPE 74 + + VII. UN TÈ DI MATTI 93 + + VIII. IL CROQUET DELLA REGINA 110 + + IX. STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE 128 + + X. LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI 145 + + XI. CHI HA RUBATO LE TORTE? 158 + + XII. TESTIMONIANZA D'ALICE 172 + + + + +[Illustrazione] + + + + +CAPITOLO I. + +GIÙ NELLA CONIGLIERA. + + +Alice cominciava a sentirsi mortalmente stanca di sedere sul poggio, +accanto a sua sorella, senza far nulla: una o due volte aveva gittato lo +sguardo sul libro che leggeva sua sorella, ma non c'erano imagini nè +dialoghi, "e a che serve un libro," pensò Alice, "senza imagini e +dialoghi?" + +E andava fantasticando col suo cervello (come meglio poteva, perchè lo +stellone l'avea resa sonnacchiosa e grullina), se il piacere di fare una +ghirlanda di margherite valesse la noja di levarsi su, e cogliere i +fiori, quand'ecco un Coniglio bianco con gli occhi di rubino le passò da +vicino. + +Davvero non c'era _troppo_ da meravigliarsi di ciò, nè Alice pensò che +fosse cosa _troppo_ stravagante di sentire parlare il Coniglio, il quale +diceva fra sè "Oimè! Oimèi! ho fatto tardi!" (quando se lo rammentò in +seguito s'accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le +sembrò una cosa assai naturale): ma quando il Coniglio _trasse un +oriuolo dal taschino del panciotto_, e vi affisò gli occhi, e scappò +via, Alice saltò in piedi, perchè l'era venuto in mente ch'ella non avea +mai veduto un Coniglio col panciotto e il suo rispettivo taschino, nè +con un oriuolo da starvici dentro, e divorata dalla curiosità, traversò +il campo correndogli appresso, e giunse proprio a tempo di vederlo +slanciarsi in una spaziosa conigliera, di sotto alla siepe. + +In un altro istante, giù Alice scivolò, correndogli appresso, senza +punto riflettere come mai avrebbe fatto per riuscirne fuori. + +La buca della conigliera sfilava diritto come una galleria di _tunnel_, +e poi s'inabissava tanto rapidamente che Alice non ebbe un solo istante +per considerare se avesse potuto fermarsi, poichè si sentiva cader giù +rotoloni in qualche precipizio che rassomigliava a un pozzo +profondissimo. + +Una delle due, o il pozzo era arci-profondo, o ella vi ruzzolava assai +adagino, poichè ebbe tempo, mentre cadeva, di guardare tutto intorno, e +stupiva pensando a ciò che le avverrebbe poi. Prima di tutto aguzzò la +vista e cercò di vedere nel fondo per scoprire ciò che le accaderebbe, +ma gli era bujo affatto e non ci si vedea punto: indi guardò alle pareti +del pozzo ed osservò ch'erano ricoperte di credenze e di scaffali da +libri; quà e là vide mappe e quadri che pendeano da' chiodi. Andando +giù prese di volo un vasettino che aveva un cartello, lo lesse: +"CONSERVA D'ARANCE," ma oimè! era vuoto e restò delusa: non volle +lasciar cadere il vasettino per non ammazzare chi era in fondo, e +andando sempre giù lo depose in un'altra credenza. + +"Bene," pensò Alice, "dopo una caduta tale, mi parrà proprio un niente +il ruzzolare per le scale! A casa poi, come mi crederanno coraggiosa! +D'ora innanzi, ancorchè cadessi dal tetto, non ne farei caso!" (E +probabilmente dicea la verità.) + +E giù--e giù--e giù! Finirà _mai_ quella caduta? "Chi sa quante miglia +ho percorse a quest'ora?" sclamò. "Davvero io stò per toccare il centro +della terra. Vediamo: suppongo che saranno quattrocento miglia di +profondità--" (come vedete, Alice aveva imparate molte di tali cose +nelle sue lezioni, ma non era quella la _migliore_ occasione per fare +sfoggio della sua erudizione, poichè non c'era niuno che l'ascoltasse, +ciò non di meno era bene di ripassarle a mente)--"sì, la sarà questa la +vera distanza, o press'a poco--ma vorrei sapere a quale grado di +Latitudine o di Longitudine io sia giunta!" (Alice non sapea mica che +fosse Longitudine o Latitudine, ma pensò ch'erano belle parolone a dire, +e le disse!) + +Passò qualche istante e poi rincominciò. "Che dovessi io _traversare_ la +terra? Sarebbe bella s'io uscissi fra le genti che camminano col capo in +giù! Credo che si chiamino le Antipatie--" (questa volta fu contenta che +non _ci fosse_ niuno che l'ascoltasse, perchè quel nome non le suonava +giusto all'orecchio) "--ma domanderò loro che nome abbia quel paese. Di +grazia, Signora, è questa la Nuova Zelanda? o l'Australia?" (e cercò di +fare una riverenza mentre parlava--figuratevi, _far riverenza_ mentre si +casca giù a precipizio! Dite, potreste farla voi?) "Ma se farò una tale +domanda mi crederanno una sciocca. No, non la farò: forse troverò +scritto il nome in qualche parte colaggiù." + +E giù--e giù--e giù! Non avendo nulla da fare, Alice rincominciò a +cinguettare. "Dina mi cercherà stanotte!" (Dina era il nome della +gatta). "Spero che si rammenteranno di darle il suo piattino di latte +quando prenderanno il tè. Cara Dina mia! Vorrei che tu fossi meco +quaggiù! Non vi son sorci nell'aria, ma sai, tu potresti afferrare una +nottola ch'è simile al sorcio. Ma che! i gatti mangiano le nottole?" E +quì Alice cominciò a sonniferare, e fra il sonno e la veglia continuò a +ruminare fra' denti, "I gatti mangiano le nottole? I gatti mangiano le +nottole?" E talvolta, "Le nottole mangiano i gatti?" perchè, vedete, non +potendo rispondere a nessuna delle due quistioni, non le importava se +invertiva il senso di esse. Sonnecchiava di già, e proprio allora +cominciava a sognare che se ne andava a braccetto con Dina e che le +diceva con faccia austera: "Dina, dìmmi la verità: hai tu mai mangiata +una nottola?" quando, tonfete! cascò d'un subito sopra un mucchio di +ramicelli e di foglie secche, e la caduta finì. + +Alice non si fece male e saltò in piedi lesta e pronta: guardò in alto, +era bujo affatto: davanti a lei sfilava un lungo corridoio percorso dal +Coniglio bianco ch'era sempre in vista. Non c'era tempo da perdere: +Alice, come se avesse le ali, gli corse appresso, e sentì che sclamava, +mentre svoltava a una cantonata,--"Giurammio! gli è tardi davvero!" +Stava lì lì per raggiungerlo, ma appena passò la cantonata il Coniglio +non si vide più; ed ella si trovò in una sala lunga e bassa, illuminata +da una fila di lampade che pendevano dalla volta. + +V'erano porte tutt'intorno alla sala, ma erano tutte serrate, e dopo che +Alice andò su e giù provando tutti gli usci per vedere se fosse +possibile d'aprirne qualcheduno ma sempre inutilmente, si mise a +camminar mestamente nel mezzo della sala, pensando come mai avrebbe +potuto riuscirne fuori. + + [Illustrazione] + +Tutt'a un tratto capitò vicina a un piccolo tavolino di cristallo solido +e sorretto da tre piedi: non c'era altro su d'esso che una chiavettina +d'oro: or la prima idea ch'ebbe Alice fu che quella potesse aprire uno +degli usci della sala; e provò--ma oimè! o le toppe erano troppo +grandi, o la chiavettina era troppo piccola; ma comunque fosse, non +potette aprirne alcuno. Ciò non di meno, avendo fatto un secondo giro +nella sala, capitò davanti a una cortina bassa che non aveva osservata +prima, e dietro ad essa v'era un piccolo uscio, alto quindici pollici o +giù di lì: provò la chiavettina d'oro se andasse alla toppa, e con molta +allegrezza vide che c'entrava per l'appuntino! + +Alice aprì l'uscio e vide che dava a un piccolo corridoio, largo quanto +una buca da topi: s'inginocchiò, e vide al di là del corridoio il più +bel giardino del mondo. Oh! quanto desiderò d'uscir fuori da quella sala +buja per correre su que' prati di fiori risplendenti, e lungo le chiare +e fresche acque delle fontane, ma non l'era dato neppure di cacciare il +capo fuori della buca; "e ancorchè il mio capo potesse passarvi," pensò +la povera Alice, "mi servirebbe poco senza farci passare anche le +spalle. Oh quanto bramerei riserrarmi come un telescopio! Credo che +potrei farlo, se sapessi soltanto come cominciare." Poichè essendo +ultimamente accadute tante cose straordinarie, Alice avea cominciato a +persuadersi che poche fossero le cose veramente impossibili. + + [Illustrazione] + +Era proprio tempo perso star lì piantata davanti all'usciolino, perciò +Alice ritornò verso la tavola con una mezza speranza di potervi trovare +sopra un'altra chiave, o almeno un libro il quale insegnasse alla gente +a riserrarsi come un cannocchiale: questa volta vi trovò un'ampolla, ("e +certo non c'era prima," disse Alice,) e aveva attaccato al collo un +cartello sul quale a lettere di scatola era magnificamente scritta +questa parola "BEVI." + +Và benissimo il dire "Bevi," ma Alice ch'era una ragazzina prudente, lì +per lì non volle bere. "Nò, voglio prima vedere se c'è scritto +'_veleno_;'" poichè ella aveva letto molte belle novellette sopra +ragazzi ch'erano stati abbruciati, e mangiati vivi da bestie feroci, e +cose simiglianti, e tutto ciò perchè non _vollero_ ricordarsi della +prudenza ch'era stata loro insegnata in casi simili; come per esempio, +non maneggiare le molle infocate perchè scottano; se col coltello ti fai +sul dito un taglio _molto_ profondo, certo n'uscirà sangue; ed ella non +avea dimenticato quell'altro avvertimento, se tu bevi smodatamente d'una +bottiglia che ha l'iscrizione "veleno," presto o tardi ti farà male. + +Ciò non di meno quell'ampolla _non_ aveva l'iscrizione "veleno," perciò +Alice si avventurò di assaggiarne il contenuto, e trovandolo delizioso +(di fatto aveva un sapore misto di torta di ciliegie, di crema, +d'ananasso, di tacchino arrosto, di torrone, e di crostini burrati), lo +vuotò tutto d'un fiato. + + * * * * * + +"Che curiosa sensazione!" disse Alice: "mi vo ristringendo come un +cannocchiale!" + +Ed era proprio così: non aveva più che dieci pollici d'altezza, e il suo +bel visino s'illuminò di gioja pensando che finalmente era giunta alla +giusta statura per traversare l'usciolino, ed entrare nel bel giardino. +Prima aspettò qualche minuto per vedere se rimpicciolisse di più; è vero +che provò una certa ansietà su quel mutamento; "perchè, sapete, potrei +rimpicciolirmi tanto da sparire affatto come una candela," disse Alice. +"A chi assomiglierei allora?" E cercò di farsi un'idea dell'apparenza +della fiamma d'una candela smorzata, poichè non potea nemmeno +ricordarsi se mai avesse veduta una cosa simile! + +E scorsero alcuni momenti, e veggendo che nulla di nuovo le accadeva, si +accinse ad entrare nel giardino; ma--povera Alice!--quando fu all'uscio, +si accorse che avea dimenticata la chiavettina d'oro, e quando si +rivolse verso la tavola dove l'avea lasciata, vide che non potea più +arrivarla: essa la vedea chiaramente a traverso del cristallo, e fece +ogni sforzo possibile per arrampicarsi ad uno de' piedi della tavola e +montar su, ma gli era troppo sdrucciolevole; e dopo essersi affaticata +invano per vincere quella difficoltà, la poverina si sedette e pianse. + +"Via! che vale abbandonarsi al pianto!" disse Alice a sè stessa; "io ti +consiglio invece, o Signorina, di smetter subito quel piagnucolare!" +Generalmente ella dava a sè stessa dei buoni consigli (benchè raramente +poi li seguisse), e talvolta si rimproverava tanto severamente che le +lagrime le scorrevano per le gote; e si rammentò che una volta stava lì +lì per schiaffeggiarsi perchè s'era truffata in una partita di +_croquet_ che giuocava contro a sè medesima, che questa straordinaria +bimba trovava piacere a fingersi di essere due persone. "Ma ora è +inutile voler credermi due persone," pensò la povera Alice, "me ne resta +appena tanto per comporne _una_!". + +Ed ecco, le cadde sott'occhio una cassettina di cristallo che giaceva +sotto la tavola: l'aprì, e vi trovò dentro un piccolo pasticcino, sul +quale, con uva di Corinto, era scritto in belli caratteri "MANGIA." +"Bene! lo mangerò," disse Alice, "e se mi farà crescere di molto, +giungerò ad afferrare la chiavettina, e se mi farà rimpicciolire mi +striscerò sotto l'uscio: così in un modo o in un altro entrerò nel +giardino, e poi, sarà quel che sarà!" + +Ne mangiò un bocconcino, e mettendosi la mano sul capo, sclamò +ansiosamente: "In qual modo? In qual modo?" per vedere in qual modo si +mutava, ma restò molto sorpresa nel vedersi della stessa statura: certo, +così accade a tutti coloro che mangiano pasticci, ma Alice s'era tanto +abituata a veder cose straordinarie, che le sembrava una cosa stupida e +sciocca quella di crescere, come si cresce generalmente. + +E tornò alla bisogna, e in pochi istanti ingoiò tutto il pasticcio. + + + + + [Illustrazione] + + + + +CAPITOLO II. + +LO STAGNO DI LAGRIME. + + +"Curiosissimo e sempre più curiosissimo!" gridò Alice (era tanta la sua +sorpresa che non sapeva più parlar correttamente la sua lingua); "mi stò +allungando come un cannocchiale, e il più lungo che mai vi sia stato! +Addio piedi!" (perchè appena guardò giù a' suoi piedi le sembrò che li +avesse quasi perduti di vista, tanto erano lontani). "Oh i miei poveri +piedini! chi mai in terra v'infilerà le calze, e vi metterà le +scarpettine? Davvero _io_ non potrò farlo più! Oramai sarò tanto lungi +da voi, che certo io non mi prenderò più briga di voi altri: bisogna che +vi accomodiate alla meglio;--eppure bisognerebbe ch'io li trattassi +bene," pensò Alice, "se nò, non vorranno andare per la via ch'io vorrei +battere! Vediamo un po': ogni anno a Natale darò loro un bel pajo di +stivaletti." + +E andava mulinando col cervello come farebbe. "Glieli manderò col +procaccino," pensò la bimba; "ma gli è davvero strano il mandar regali +a' proprii piedi! E quanto sarà curioso l'indirizzo! + + _Al Signor Piedestro d'Alice,_ + _Tappeto,_ + _Presso il parafuoco,_ + (_coi saluti d'Alice_). + +Meschina! quante sciocchezze vo dicendo!" + +Giusto allora il suo capo urtò contro la volta della sala: aveva più di +nove piedi d'altezza! Subito adunghiò la chiavettina d'oro, e via, +verso l'uscio del giardino. + +Povera Alice! Tutto quello che potea fare consisteva nel giacere, +appoggiando il fianco per guardare il giardino con la coda d'un occhio; +ma il penetrarvi dentro era diventato più difficile che mai: sedette +dunque, e si rimise a piangere. + +"Ti dovresti vergognare," disse Alice, "figurati, una gran ragazzona +come te" (e davvero lo poteva dire allora) "fare la piagnolosa! Smetti +subito ti dico!" Ma pure continuò, versando lagrime a secchie, sinchè +formò uno stagno intorno a lei di quasi quattro pollici d'altezza, e che +giungeva a metà della sala. + +Qualche istante dopo sentì in lontananza come uno scalpiccío; subito si +forbì gli occhi per vedere chi fosse. Era il Coniglio bianco che +ritornava, splendidamente vestito, con un pajo di guanti bianchi in una +mano, e un gran ventaglio nell'altra: veniva trottando frettolosamente, +e mormorando fra sè stesso, "Oh! la Duchessa, la Duchessa! Se n'andrà +sulle furie perchè l'ho fatta aspettare!" Alice era tanto fuori di sè +che avrebbe chiesto soccorso a chiunque le fosse capitato: così quando +il Coniglio le fu vicino, gli disse con voce tremula e sommessa, "Di +grazia, Signore----." Il Coniglio trasaltò, gli caddero a terra i +guanti e il ventaglio, e in mezzo a quella tenebrìa si mise a correre di +traverso come se avesse le ali alle zampe. + + [Illustrazione] + +Alice raccattò il ventaglio e i guanti, e perchè la sala pareva una +stufaiuola si rinfrescò sventolandosi e parlando fra sè: "Meschina me! +Come ogni cosa è strana quest'oggi! Eppure ieri le cose andavano secondo +il solito. Non mi sorprenderebbe se stanotte fossi stata scambiata! +Vediamo: non ero io, io stessa che mi levai questa mattina? Mi pare di +rammentarmi ch'io mi trovai un poco diversa. Ma se non sono la stessa +dovrò rivolgermi questa domanda: Chi mai dunque son io? Ah! quì _stà_ +l'imbroglio!" E ripensò a tutte le ragazze che conosceva, e che erano +dell'età sua, per vedere se per caso fosse stata trasformata in una di +quelle. + +"Certo io non sono Ada," disse, "perchè i suoi capelli sono inanellati, +e i miei non lo sono punto; certo non sono Isabella, poichè io so tante +belle cose, e quella poverina sa tanto poco! Eppoi _Isabella_ è +Isabella, ed _io_ sono io. Meschina! che imbroglio è questo! Proviamo se +io mi rammento tutte le cose che sapeva una volta: quattro volte cinque +fanno dodici, e quattro volte sei fanno tredici, e quattro volte sette +fanno--oimè! Se vado di questo passo non giungerò mai a venti! Del resto +la Tavola Aritmetica non significa nulla: proviamo la Geografia: Londra +è la capitale di Parigi, e Parigi è la capitale di Roma, e Roma----, nò, +ho sbagliato _tutto_! Davvero devo essere stata trasformata in Isabella! +Proverò a ripetere '_Rondinella pellegrina_;'" e si mise le mani +conserte al petto come se stesse per ripetere le lezioni, e cominciò a +recitare quella Romanza, ma la sua voce suonava rauca e strana, e le +parole non le uscivano dalle labbra come una volta:-- + + "'_Rondinella porporina + Che ti posi sul loggione + Raccattando ogni mattina + La zanzara ed il moscone, + Li vuoi friggere in padella + Porporina Rondinella?_'" + +"Scommetto che le vere parole della Romanza non son queste," disse la +povera Alice, e le ritornarono i lucciconi agli occhi. "In somma," +continuò a dire,-"io devo essere Isabella, e dovrò andare a vivere in +quella casuccia, e non aver quasi più giuocattoli, e tante lezioni da +imparare! Ma se sono Isabella, caschi pure il mondo, io resterò quì! +Inutilmente, signori miei, caccerete la testa dal soffitto per dirmi +'Carina, vieni su!' Io alzerò soltanto gli occhi, e dirò loro, 'Chi son +io? Ditemelo prima, e se sarò quella che voi cercate, verrò su; se no +resterò quì inchiodata sino a che sarò qualchedun'altra'--ma, oimè!" +sclamò Alice, versando un fiume di lagrime. "Vorrei che _mettessero_ +fuori la testa! Son _tanto_ stanca d'esser quì, sola!" + +E si guardò le mani, e si meravigliò vedendo che mentre parlava fra sè +stessa aveva infilato uno de' guanti bianchi che il Coniglio avea +lasciati cadere. "Come mai ho _potuto_ far ciò?" disse. "Forse sono +ridiventata piccina." + +Si levò ed avvicinossi alla tavola per misurarsi con quella,--osservò +che, per quanto le pareva, era ridotta a circa due piedi d'altezza e che +andava impiccolendosi rapidamente: indovinò che la causa di questa nuova +trasformazione era il ventaglio che aveva in mano, e subito lo buttò a +terra,--e fu proprio a tempo, altrimenti assottigliava tanto da sparire +totalmente. + +"L'ho scampata bella!" disse Alice tutta impaurita da quel subitaneo +mutamento, ma lieta, però perchè esisteva ancora; "ed ora andiamo al +giardino!" e rivolse sollecitamente i passi verso l'usciolino; ma ahi! +l'usciolino era chiuso, e la chiavettina d'oro era sulla tavola come +prima; "le cose vanno proprio alla peggio" pensò la derelitta fanciulla, +"non sono stata mai tanto piccina! E protesto che tutto ciò è un brutto +affare, ma brutto assai!" + +Mentre diceva queste parole, sdrucciolò, e zaffete! cascò sino al mento +nell'acqua salsa. Imprima credette esser caduta nel mare, "e in tal caso +potrò tornare a casa per la ferrovia," disse fra sè. (Alice era stata +una volta sola ai bagni di mare, d'allora in poi s'imaginò che dovunque +si va, verso la spiaggia, trovansi casotti da bagni lungo il mare, +ragazzi che zappano l'arena con le vanghe di legno, poi una fila di case +mobiliate, e dietro ad esse una stazione di strada ferrata). Ma subito +si accorse ch'era caduta nello stagno delle lagrime che avea versate +quando aveva nove piedi d'altezza. + + [Illustrazione] + +"Peccato ch'io abbia pianto tanto!" disse Alice, nuotando, e cercando +d'afferrar la riva. + +"Ora sì che sarò punita, affogando nelle mie proprie lagrime! _La_ sarà +proprio una cosa strana! Ma tutto è strano oggi." + +E sentì qualche cosa che sguazzava nello stagno, si rivolse e credette +vedere un elefante di mare o un ippopotamo, ma si rammentò ch'era assai +piccina allora, e scoprì ch'altro non era che un sorcio, cascato come +lei nello stagno. + +Pensò Alice, "Forse farei bene di parlare a questo sorcio. Ogni cosa è +talmente straordinaria quaggiù che non mi stupirei se egli potesse +parlare: ad ogni modo, proviamo." E cominciò: "O Sorcio, sai tu la via +per uscire da questo stagno? O Sorcio, io mi sento veramente stanca di +nuotare quì!" (Alice pensò che quello era il vero modo di parlare ad un +sorcio: non aveva mai fatto una cosa simile prima, ma si rammentò d'aver +letto nella Grammatica Latina di suo fratello, "Un Sorcio--di un +Sorcio--a un Sorcio--un Sorcio--O Sorcio!") Il Sorcio la guardò +fissamente, la squadrò ben bene co' suoi piccoli occhietti, ma non +rispose niente. + +"Forse non intende la mia lingua," disse Alice; "scommetto ch'è un +Sorcio Francese, venuto quì con Napoleone." (Eh già! con tutte le sue +cognizioni storiche, Alice non sapea al giusto le date che citava.) E +rincominciò "_Où est ma chatte?_" era questa la prima frase ch'avea +trovata nel suo libriccino di Lingua Francese. Il Sorcio fece un salto +nell'acqua, e tremò a verghe. "Le domando perdono!" soggiunse subito +Alice, avvedendosi d'avere scossi i nervi delicati della bestiolina. +"Avea dimenticato che lei non ama i gatti." + +"Amare i gatti, io!" sclamò con voce acuta e rabbiosa. "Amerebbe _lei_ i +gatti, se fosse me?" + +"Forse no," rispose Alice con voce carezzevole, "ma non si adiri, sa! +Eppure io vorrei farle vedere Dina, la gatta nostra; se la vedesse ne +sarebbe innamorato pazzo. La è una bestiolina tanto carina e quietina," +e nuotando svogliatamente e parlando talvolta a sè stessa, continuava +Alice, "e fa le fusa per benino quando giace accoccolata presso al +focolare, leccandosi le zampine e nettandosi la faccia--e l'è tanto +soffice e soave alle carezze--e l'è proprio un paladino nell'afferrare i +sorci--oh mi perdoni!" sclamò di nuovo Alice perchè questa volta il +Sorcio aveva il pelo tutto arruffato, e sembrava offeso immensamente, +"Noi non ne parleremo più se ciò le incresce." + + [Illustrazione] + +"No, davvero!" gridò il Sorcio che avea la tremarella sino alla punta +della coda. "Come se _io_ volessi parlare dei gatti! La nostra famiglia +_odiò_ sempre i gatti; bestiaccie schifose, volgari e basse! Non mi +faccia sentir più il nome loro!" + +"No, davvero!" rispose sollecitamente Alice, e mutando argomento, +soggiunse. "Dica, le piacciono forse--le piacciono--i--i cani?" Il +Sorcio non rispose, e Alice seguitò così. "Vicino a casa nostra, c'è un +bellissimo cagnolino, se lo vedesse! È un canbassetto con certi belli +occhi luccicanti, e col pelo cenerino, arricciato e lungo! Ei busca, +benissimo le cose che gli si gittano, e siede sulle zampine di dietro +per pitoccare il suo desinaruccio, e fa tante altre belle cosettine--non +potrei neppure rammentarne la metà--appartiene a un fattore, ed egli +dice che la bestiolina vale proprio un Perù, perchè gli è utile di +molto, e uccide tutt'i topi, e--oimè!" gridò Alice tutta sconsolata. +"Temo d'averla offesa di nuovo!" E davvero l'aveva offeso perchè il +Sorcio si allontanò nuotando furiosamente ed agitando le acque dello +stagno. + +Alice lo richiamò con un soave tuono di voce, "Sorcio caro, ritorni +pure, ed io le prometto che non parlerò più di gatti nè di cani!" A +queste parole, il Sorcio si rivoltò indietro, nuotando lentamente verso +di lei: la sua faccia era pallida (di rabbia, pensò Alice), e disse con +voce sommessa e tremante, "Approdiamo alla spiaggia, e le racconterò la +mia storia, allora lei capirà perchè io detesti tanto i gatti e i cani." + +Era proprio tempo d'uscir fuori, perchè lo stagno si stava riempendo di +uccelli e d'altri animali che v'eran caduti dentro: un'Anitra, un +Dronte, un Lori, un Aquilotto, ed altre curiose bestioline. Alice aprì +la via, e tutti, nuotando, la seguirono alla spiaggia. + + + + + [Illustrazione] + + + + +CAPITOLO III. + +CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA. + + +L'assemblea che si riunì alla spiaggia era oltremodo +bizzarra--figuratevi, gli uccelli avevano le piume fradice, e gli altri +animali avevano il pelo incollato a' loro corpicciuoli; e tutti erano +inzuppati, grondanti acqua, tristi e malcontenti. + +Naturalmente la prima quistione che fu posta fu quella di sapere come si +sarebbero asciugati: si consultarono insieme su questo argomento, e +pochi minuti dopo Alice si mise a parlare familiarmente con loro, come +se li avesse conosciuti da un secolo. Ebbe una lunga discussione col +Lori, ma bentosto quest'ultimo le fece un viso arcigno, e disse +perentoriamente, "Son più vecchio di lei, perciò devo saper più di lei;" +ma Alice non volle convenirne se prima non le avesse detto quanti anni +aveva. Il Lori non volle dirlo, e la loro conversazione cessò. + +Finalmente il Sorcio, che sembrava essere persona d'una certa autorità +fra loro, gridò, "Si seggano signori, e mi ascoltino! _Io_ seccherò +tutti in pochi momenti!" Tutti sedettero, in circolo, col Sorcio in +mezzo. Alice gli affisò ansiosamente gli occhi in faccia, perchè era +sicura che se non si fosse presto rasciugata avrebbe guadagnata una +infreddatura solenne. + +"Hem!" disse il Sorcio con aria autorevole, "sono tutti all'ordine? +Questa domanda è bastantemente secca, mi pare! Silenzio tutti, di +grazia! 'Il Generale Oudinot che venne a restaurare il governo papale, +fu presto secondato dal Re di Napoli, e dalle truppe della Regina di +Spagna----'" + +"Uff!" fece il Lori, con un brivido. + +"Scusi!" disse il Sorcio tutto accigliato, ma con molta civiltà: "Diceva +qualche cosa?" + +"Le pare!" rispose frettolosamente il Lori. + +"Mi era parso di sì," soggiunse il Sorcio.--"Continuo dunque. 'Il Re di +Napoli e la Regina di Spagna, con Oudinot, sposarono la causa del Papa, +ed anche il Granduca di Toscana trovò la cosa----'" + +"Trovò _che cosa_?" disse l'Anitra. + +"Trovò _la cosa_," replicò vivamente il Sorcio: "ella sa che significa +'la cosa.'" + +"Sò bene che significa '_la cosa_' quando _io_ trovo qualche cosa," +rispose l'Anitra: "generalmente trovo un ranocchio o un verme. Or la +quistione stà 'nella cosa,' che cosa ha trovato il Granduca?" + +Il Sorcio non gli badò punto e si affrettò d'andare innanzi, "--trovò la +cosa ben fatta cioè di unirsi ad Oudinot, al Re di Napoli ed alla +Regina di Spagna, per assistere il Papa e rimetterlo sul trono. Nel +principio il Papa usò moderazione ma la violenza dei suoi +consiglieri----' Ebbene, carina, come si sente ora?" disse, rivolgendosi +ad Alice. + +"Bagnata come un pulcino," rispose Alice mestamente, "non mi pare che la +sua storiella mi secchi abbastanza." + +"Allora," disse il Dronte con voce solenne, e levandosi in piedi, +"propongo che il parlamento si aggiorni, acciochè sieno adottati rimedii +più energici----" + +"Ma parli italiano!" sclamò l'Aquilotto. "Non capisco la metà delle sue +parolone, e forse lei stesso non ne intende cica!" E l'Aquilotto abbassò +la testa per nascondere un sorriso, ma alcuni degli uccelli +sghignazzarono apertamente. + +"Volevo dire," continuò il Dronte, facendo il broncio, "che il miglior +modo di seccarsi sarebbe quello di fare una Corsa arruffata." + +"Che _è_ la Corsa arruffata?" domandò Alice; non le premeva molto di +saperlo, ma il Dronte taceva come se _qualcheduno_ dovesse parlare, +mentre niuno sembrava disposto ad aprire becco o bocca. + +"Ecco," disse il Dronte, "il miglior modo di spiegarla è quello di +eseguirla." (E siccome vi potrebbe venire la voglia di provare questa +Corsa in qualche giorno d'inverno, vi dirò come il Dronte la diresse.) + +Imprima tracciò la linea dello steccato, una specie di circolo ("già, +non importa che sia ben tracciata," disse), e poi tutta la comitiva +entrò nello steccato mettendosi chi quà, chi là. Non si udì "Uno, due, +tre,--via!" ma cominciarono a correre a piacere, e si fermarono quando +n'ebbero voglia, di tal che non si seppe quando la Corsa fosse +terminata. Ad ogni modo, dopo che ebbero corso una mezz'ora o quasi, e +si sentirono tutti ben seccati, il Dronte sclamò tutt'a un tratto, "La +corsa è finita!" e tutti l'intorniarono anelanti, e sclamando, "Ma chi +ha vinto?" + +Questa domanda impensierì immensamente il Dronte, perciò sedette e restò +lungo tempo con un dito appoggiato alla fronte (tale e quale come è +rappresentato Dante), mentre gli altri zittivano. Finalmente il Dronte +disse, "_Tuttiquanti_ hanno vinto, e tutti debbon'essere premiati." + +"Ma chi distribuirà i premii?" replicò un coro di voci. + +"_Essa_, s'intende," disse il Dronte, indicando Alice con un dito; e +tutti si affollarono intorno a lei, gridando confusamente, "I premii! I +premii!" + +Alice non sapea che fare, e nella disperazione cacciò la mano in tasca, +e ne cavò una scatola di confetti (per buona sorte l'acqua non v'era +entrata dentro), e ne distribuì tutt'intorno. Ce ne erano appunto uno +per uno. + +"Ma essa dovrebbe avere un premio," disse il Sorcio. + +"S'intende," soggiunse il Dronte assai gravemente. "Che altro ha in +saccoccia?" disse, rivolgendosi ad Alice. + +"Soltanto un ditale," rispose mestamente la fanciulla. + +"Dia quì," replicò il Dronte. + + [Illustrazione] + +E tutti l'accerchiarono di nuovo, mentre il Dronte con molta gravità le +offrì il ditale, e disse, "La preghiamo di accettare quest'elegante +ditale;" e appena finito questo breve discorso, tutti applaudirono. + +Alice giudicò tutto quest'affare come una cosa sovranamente stupida, ma +avevano tutti un contegno talmente grave ch'ella non osò ridere, pure +non seppe che cosa rispondere, ma semplicemente s'inchinò e prese il +ditale assumendo la migliore serietà del mondo. + +Rimaneva ora il mangiare i confetti; ciò produsse un po' di rumore e di +confusione, poichè gli uccelli grandi si lagnavano che non avean potuto +assaporarne il gusto, e gli uccelli piccoli avendoli inghiottiti ne +rimasero pressochè strozzati e si dovette loro picchiar la schiena. Ma +anche ciò ebbe un termine e sedettero in circolo, pregando il Sorcio di +dir loro qualcosuccia di più. + +"Si rammenti che mi ha promesso di raccontarmi la sua storia," disse +Alice, "e la ragione per cui odia i 'G' e i 'C'" soggiunse +sommessamente, e un poco con paura che di nuovo si offendesse. + +"La mia è una storia lunga e trista, e con la coda!" rispose il Sorcio, +rivolgendosi con un sospiro ad Alice. + +"Certo _è_ una lunga coda," disse Alice, guardando con meraviglia alla +coda del Sorcio; "ma perchè la chiama trista?" E continuò a pensarvi +sopra imbarazzata mentre il Sorcio parlava; e così l'idea che si fece di +quella storia con la coda fu presso a poco questa: + + Furietta disse + al Sorcio, + che in casa + avea + trovato: + Andiamo + al Tribunale, + ti voglio + processare. + Non chiedo + le tue scuse, + o Sorcio + indiavolato, + Quest'oggi + non ho nulla + a casa mia + da fare.-- + Disse a + Furietta + il Sorcio: + Ma come + andremo + in Corte? + Senza giurì + nè giudici? + Sarebbe + una vendetta! + Sarò giurì + e giudice, + rispose + allor + Furietta, + E passerò + latrando, + La tua + sentenza + a morte. + +"Ella non presta attenzione!" disse il Sorcio ad Alice con tuono severo. +"A che cosa sta pensando?" + +"Le domando scusa," rispose umilmente Alice: "ella è giunta alla quinta +curvatura della coda, non è vero?" + +"_No, doh!_" riprese il Sorcio con voce acerba ed irata. + +"Che! c'è un _nodo_?" sclamò Alice sempre pronta e servizievole, e +guardandosi attorno. "Mi conceda il favore di disfarlo!" + +"Niente affatto," rispose il Sorcio, levandosi e in atto di partire. +"Lei m'insulta dicendomi tali scempiaggini!" + +"No, davvero!" disse Alice con sottomissione. "Ma lei s'offende tanto +facilmente!" + +Per tutta riposta il Sorcio si mise a borbottare. + +"Di grazia, ritorni, e finisca il suo racconto!" Alice dunque lo +richiamò; e tutti gli altri sclamarono in coro, "Via, finisca il +racconto!" ma il Sorcio crollò il capo con un moto d'impazienza, ed +affrettò il passo. + +"Peccato che non sia restato!" disse sospirando il Lori, appena che il +Sorcio si perdè di vista; e un vecchio granchio colse quella opportunità +per dire alla sua figlia, "Amore mio, ciò ti serva di lezione, e _bada_ +a non andar mai in collera!" + +"Sta zitto, Babbo," rispose la piccina con un fare sdegnosetto. "Tu +provocheresti anche la pazienza d'un'ostrica!" + +"Ah se Dina fosse quì!" disse Alice, parlando ad alta voce, ma senza +rivolgersi a chi che sia. "Lo porterebbe indietro in un momento!" + +"Perdoni la curiosità, chi è Dina?" domandò il Lori. + +Alice rispose sollecitamente, perchè la era sempre pronta a parlare +della sua prediletta: "Dina è la nostra gatta. È un vero paladino quando +va a caccia di sorci! E se la vedeste correr dietro agli uccelli! Visti +e presi!" + +Questo discorso produsse un impressione vivissima nell'assemblea. Alcuni +uccelli volarono via di botto: una gazza vecchia si avviluppò ben bene +dicendo, "È ormai tempo di tornare a casa; l'aria della notte mi fa male +alla gola!" e un canarino chiamò con voce tremula tutt'i suoi piccini, +"Venite, venite carini! Gli è tempo di andare a letto!" E così chi con +un pretesto chi con un altro, tutti andarono via, ed Alice rimase sola. + +"Ho fatto male di nominare Dina!" disse fra sè assai mestamente. "Ei +pare che niuno l'ami quaggiù, eppure la è la miglior gatta del mondo! Oh +Dina mia cara! Chi sa, se ti rivedrò mai più!" E la povera Alice +rincominciò a piangere perchè si sentiva tutta soletta e sconsolata. Ma +alcuni momenti dopo, sentì di nuovo uno scalpiccío in lontananza, e +guardò fissamente, nella speranza che il Sorcio avesse mutato pensiero, +e tornasse per finire il suo racconto. + + + + +CAPITOLO IV. + +LA CASETTINA DEL CONIGLIO. + + +Era il Coniglio bianco che ritornava bel bello indietro, guardando +ansiosamente quà e là, come che avesse smarrito qualche cosa, e +mormorando fra sè stesso: "Oh la Duchessa! la Duchessa! Oh zampine mie! +pelle e baffi miei state freschi ora! Ella mi farà impiccare, e ne son +tanto sicuro come son certo che le donnole sono donnole! Ma dove mai mi +son caduti?" Alice indovinò subito ch'egli andava ricercando il +ventaglio e il paio di guanti bianchi, e buona e servizievole com'era, +si dette attorno per ritrovarli, ma fu inutile, non si trovarono +più--ogni cosa sembrava mutata dal momento ch'era cascata nello stagno; +e la gran sala, e il tavolino di cristallo, e l'usciolino erano svaniti +totalmente. + +Bentosto il Coniglio si accorse di Alice, mentr'ella si affannava alla +ricerca, e gridò con voce irata, "Marianna che cosa _stai_ facendo quì? +Via corri a casa, e portami un paio di guanti ed un ventaglio! Subito, +ti dico!" Alice fu tanto spaventata da quella voce che senza perder +tempo corse velocemente verso il luogo indicato, senza dir nulla sullo +sbaglio che il Coniglio faceva. + +"Mi ha presa per la cameriera," disse fra sè mentre continuava a +correre. "Ei sarà molto sorpreso quando scoprirà chi io sia! Ma è meglio +recargli il ventaglio e i guanti, cioè, purchè io li possa trovare." E +giunse innanzi a una bella casettina, e sull'uscio v'era un cartello +inciso sopra una rilucente lamina di ottone, con questo nome "CONIGLIO +B." Entrò, senza picchiare all'uscio, e frettolosamente divorò tutta la +scala temendo d'incontrare la vera Marianna, ed esser da lei cacciata +via dalla casa prima di trovare il ventaglio e i guanti. + +"Gli è proprio curioso," pensò Alice, "d'esser mandata da un Coniglio a +far servizi! Mi aspetto che Dina vorrà poi mandarmi a far servizi per +lei!" E cominciò a fantasticare ciò che in tal caso avverrebbe: "'Siora +Alice! Venga quì subito, e si prepari a trottare!' 'Eccomi quì, tata! Ma +dovrei far la guardia a questo buco sinchè Dina venga, acciocchè il +sorcio non ne scappi.' Però non crederei," continuò Alice, "che +permetterebbero a Dina di restare in casa se essa cominciasse a +comandare la gente a questo modo!" + +E così ciarlando entrò in una cameretta assai pulitina, con una tavola +presso al terrazzino, e sopra di essa v'erano (come Alice avea di già +sperato) un ventaglio e due o tre paja di guanti bianchi e nitidi; ella +prese il ventaglio ed un pajo di guanti, e stava per uscire, quando le +cadde sott'occhio un'ampolla che stava vicino allo specchio. Non avea +nessun cartello attaccato, con la parola "BEVI," eppure essa la sturò e +se l'avvicinò alle labbra. "Certo _qualche cosa_ di meraviglioso mi +accade ogni qual volta bevo o mangio," disse fra sè; "vediamo dunque che +cosa produrrà questo liquore. Spero che mi farà crescere di nuovo, +perchè sono proprio stanca di vedermi così piccina!" + +E così accadde, e molto più presto di quello che si aspettasse: pria che +avesse bevuto la metà dell'ampolla sentì che il suo capo premeva contro +la volta, e dovette smetter subito, perchè rischiava di rompersi la +nuca. Immediatamente depose l'ampolla, dicendo, "Basta per ora--spero +che non crescerò di più--ma così come sono non potrò uscire più +dall'uscio--ah! magari, avessi bevuto meno!" + +Oimè! era tardi il pentirsi! Andò crescendo, crescendo, e dovette +inginocchiarsi, perchè non poteva più stare in piedi; e dopo un altro +minuto, dovette sdraiarsi appoggiando un gomito all'uscio, e mettendo un +braccio intorno al capo. E cresceva ancora; disperata, cacciò una mano +fuori della finestra, ficcò un piede nel caminetto, e disse a sè +medesima, "Checchè accada, non posso far di più. Che _sarà_ di me?" + + [Illustrazione] + +Buono per Alice che la virtù dell'ampolla magica era giunta al suo +apice, e perciò non crebbe di più: ciò non di meno si sentiva molto male +in quello stato, e come che non c'era verso d'uscire da quella gabbia, +se ne attristò di molto. + +"Stava molto meglio a casa mia," pensò la povera Alice, "colà non +passava il mio tempo a crescere ed a impiccolire, e ad esser la serva +de' sorci e de' conigli. Quasi quasi mi pento d'esser discesa nella +Conigliera--eppure--eppure--l'è curiosetto questo genere di vita! Ma, +che _cosa_ mai son'io addiventata? Quando io leggeva le novelle delle +fate, credeva che quella sorta di stranezze non potesse mai accadere, ed +ora eccomi nel bel mezzo di una di quelle. Si dovrebbe scrivere un libro +su queste mie avventure, si dovrebbe, certo! Quando sarò grande ne +scriverò uno--ma sono di già grande," soggiunse con mestizia, "e non c'è +spazio per crescere di più _quì_." + +"Ma che," pensò Alice, "non crescerò più negli anni? Da una parte +sarebbe un bene--non diventare mai vecchia,--ma quell'imparar sempre le +lezioni m'annoierebbe! Oh non mi piacerebbe _ciò_!" + +"Ah pazzerella che sei!" rispose Alice a sè stessa. "Come potresti +imparare le lezioni, quì? C'è appena spazio per te, come c'entrerebbero +i libri?" + +E così passava il tempo, ora parlando, ora rispondendo a sè stessa, e +facendo una vera conversazione fra Alice ed Alice; ma dopo qualche +istante sentì una voce di fuori, e si mise ad ascoltare. + +"Marianna! Marianna!" vociava quel tale di fuori; "portami subito i +guanti!" E si sentì un calpestìo frettoloso per la scala. Alice pensò +che fosse il Coniglio che veniva a sollecitarla a far presto, e tremò +tanto da scuoter la casa dalle fondamenta, scordandosi ch'oramai era +diventata mille volte più grande del Coniglio, e che non c'era motivo da +spiritar di paura. + +Il Coniglio giunse all'uscio, e cercò di aprirlo, ma gli era inutile +spingere la porta, perchè il gomito d'Alice era puntellato contro. Alice +udì che il Coniglio diceva fra sè, "Andrò dietro la casa ed entrerò per +la finestra." + +"Non ci entrerai!" pensò Alice, ed attese sino a che le parve che il +Coniglio fosse sotto la finestra; allora aprì d'un subito la mano come +se volesse acchiappare qualche cosa nell'aria. Non afferrò nulla, ma +sentì uno strillo e il rumore d'una caduta, poi un fracasso di vetri +rotti, e capì che il poverino era probabilmente cascato in qualche +vetrina da cetrioli o cosa simile. + + [Illustrazione] + +Poi s'udì una voce rabbiosa--quella del Coniglio:--"Gianni! Gianni! Dove +sei?" E rispose una voce ch'ella non avea mai sentita, "Eccomi qua! +Stava scavando patate, illustrissimo!" + +"Scavando patate!" tuonò furiosamente il Coniglio. "Vieni qua! Aiutami +per uscire da _questo_!..." (Cricch! si sentì scricchiare il vetro). + +"Dimmi Gianni, che mostruosità c'è lassù, alla finestra?" + +"Poffare! gli è un braccio, lustrissimo!" + +"Un braccio! va via paperone! Chi ne ha mai veduti di quella grossezza? +Diamine, riempie tutta la finestra!" + +"Gli è proprio così, lustrissimo: ma è un braccio bell'e buono." + +"Bene, ma ei non ha niente da fare con la mia finestra; va, portalo +via!" + +Successe un lungo silenzio, poi Alice sentì un bisbiglio sommesso; e +parole come queste, "Davvero, non potrei, lustrissimo; nò, davvero!" "Fa +come ti dico, vigliaccone!" allora Alice di nuovo fendette l'aria con la +mano minacciando d'acchiappare. Questa volta si udirono _due_ strilli +acuti, e cri, cri, scricchiò di nuovo il vetro. "Quante vetrine da +cetrioli vi debbon essere colaggiù!" pensò Alice. "Chi sa che faranno +dopo! Quanto al cacciarmi fuori dalla finestra, vorrei che _potessero_ +farlo! Certo, _io_ non ho mica voglia di rimaner più quì!" + +Aspettò un poco, ma non si sentiva nulla; ecco finalmente avvicinarsi un +cigolìo di certe ruote di carri, e molti che vociavano e parlavano +insieme: e sentì che dicevano: "Dov'è l'altra scala?--Ma, io non ne +dovea portare che una; Tonio ha l'altra--Dì, Tonio, portala quì, bambino +mio!--Là, appoggiatela a quel cantone--No, no, legatele insieme +prima--non vedete che non arrivano!--Oh! vi arriveranno, non sarà tanto +difficile!--Quà, Tonio, afferra questa fune--Ma reggerà il tetto?--Bada +a quella tegola che vacilla!--Ohè, casca giù!--Bada! bada!" +(Patatrac!)--"Chi ha fatto ciò?--Gli è Tonio, credo--Chi scenderà pella +gola del caminetto?--_Io_ no!--Vuoi _tu_?--No, neppur io!--Tonio dovrà +scendervi--Ohè, Tonio, il padrone dice che devi scendere pella gola del +caminetto!" + +"Bellino!" disse Alice fra sè, "così questo Tonio verrà dal caminetto? +Pare che quei signori abbian posto ogni carico sulle spalle del povero +Tonio! Non vorrei esser mica ne' suoi panni: questo camino è molto +angusto, non v'è dubbio; ma potrò tirarvi qualche calcio, _credo_!" + +E ritirò il piede quanto più potè dal caminetto, ed aspettò sino a che +sentì un animaluccio (senza che potesse indovinare a che razza +appartenesse) che raschiava e scendeva adagino lunghesso il camino: "Gli +è Tonio," disse, e tirò un bel calcio, poi attese ciò che seguirebbe +dopo. + + [Illustrazione] + +La prima cosa che sentì fu un coro di voci che diceva, "Ecco Tonio che +vola!" e poi la voce sola del Coniglio che gridava--"Pigliatelo, voi +altri che siete vicino alla siepe!" e poi silenzio, e poi una gran +confusione di voci--"Sostenetegli il capo--Quà l'acquavite--Non lo +soffocate--Come andò compare? Che cosa ti avvenne? Sù narraci tutto!" + +Finalmente s'udì una vocina debole e sibilante ("È Tonio," pensò Alice), +"Non saprei che dirvi--Non più, grazie; stò meglio--ma mi sento troppo +agitato per raccontarvelo--tutto quel che mi rammento gli è qualche cosa +che mi sbalestrò in aria, ed io schizzai via come un razzo!" + +"Schizzasti via davvero poveretto!" dissero gli altri. + +"Incendiamo la casa!" sclamò il Coniglio, ma Alice gridò subito con +quanta voce aveva in gola, "Se fate ciò, vi farò acchiappar tutti da +Dina!" + +Si fece subito un gran silenzio, e Alice disse fra sè, "Vediamo, cosa +_faranno_ ora! Se avesser cervello, scoperchierebbero il tetto." Qualche +istante dopo cominciarono a muoversi di nuovo e sentì il Coniglio che +diceva, "Basterà, una carrettata per cominciare." + +"Una carrettata _di che_?" disse Alice; ma non restò molto in dubbio, +perchè subito una grandine di sassolini cominciò a scoppiettare nella +finestra, ed alcuni la colpirono in faccia. "Bisogna finirla," pensò +Alice, e gridò, "Fareste bene di non provarvici un'altra volta!" Queste +parole produssero un altro silenzio sepolcrale. + +Alice osservò con un pò di stupore che i sassolini si convertivano in +pasticcini appena toccavano il pavimento, e subito un idea le sfolgorò +in mente. "Proviamo a mangiare uno di questi pasticcini," disse, "certo +essi produrranno qualche mutamento nella mia statura; e siccome non +potranno farmi più grossa di quel che sono, m'impiccoliranno forse." + +E mangiò un pasticcino, e si rallegrò di vedersi subito impiccolire. +Appena che si sentì piccola abbastanza per uscire dalla porta, scappò +dalla casa, e incontrò una folla di animalucci e d'uccelli che +aspettavano fuori. La povera Lucertola (era Tonio) stava nel mezzo, +sostenuta da due porcellini d'India, che le davano qualche ristoro da +una bottiglia. Appena comparve Alice tutti le si avventarono addosso; ma +la bimba si mise a correre sino a che si ritrovò sana e salva in una +foresta. + +"La prima cosa che dovrò fare," pensò Alice, vagando nella foresta, "la +è quella di ricrescere e giungere alla mia statura naturale; e la +seconda poi sarà di cercare il modo d'entrare in quell'ameno giardino. È +questo, mi pare, il miglior piano." + +E davvero sembrava un piano eccellente, e imaginato assai per benino; ma +la difficoltà stava in ciò ch'ella non sapea da dove rifarsi per +metterlo ad effetto; e mentre aguzzava l'occhio fra gli alberi della +foresta, un piccolo latrato acuto al di sopra di lei la fece guardare in +su presto presto. + +Un enorme cucciolo la squadrava con occhi dilatati e rotondi, e +allungando una zampa cercava di toccarla. "Poverino!" disse Alice con +voce carezzevole, e per allettarlo si provò a dirgli "te', te'!" ma +tremava a verghe temendo che fosse affamato, nel qual caso l'avrebbe +probabilmente divorata a dispetto di tutte le sue carezze. + +Non sapendo che farsi, prese un ramuscello e lo presentò al cagnolino; +questo saltò in aria come un razzo, dando fuori un urlo di gioja, e +s'avventò al ramuscello come se lo volesse sbranare; allora Alice si +mise cautamente dietro ad un cardo altissimo per non esser da lui +rovesciata; quando si affacciò all'altro lato, vide che il cagnolino +s'era avventato nuovamente al ramuscello, ed aveva fatto un capitombolo +nella furia d'afferrarlo; ma siccome ad Alice sembrava che era come +scherzare con un cavallo di vetturale, così per evitare d'esser +calpestata dalle zampe della bestia, fuggì di nuovo dietro al cardo: +allora il cagnolino cominciò una serie di cariche verso il ramuscello, +correndo ogni volta al di là del segno, e correndo indietro più di quel +che gli conveniva, e sempre abbaiando raucamente sino a che s'accoccolò +a una breve distanza, anelante, con la lingua penzoloni, e con gli +occhioni semichiusi. + + [Illustrazione] + +Alice colse quell'occasione propizia per scappar via, e fuggì, e corse +tanto da perderne affatto il fiato, e sino a che il latrare del +cagnolino si perdè nella lontananza. + +"Eppure che caro cucciolo era quello!" disse Alice, appoggiandosi a un +ranuncolo e facendosi vento con una delle sue foglie: "Oh quanto avrei +desiderato d'insegnargli dei giuocolini se--se fossi stata d'una statura +adeguata! Oimè! avevo quasi dimenticato che mi convien crescere ancora! +Vediamo--come _potrei_ fare? Suppongo che dovrei mangiare o bere qualche +cosa; ma quale cosa? quì sta il punto!" + +Davvero la gran quistione si aggirava su _quale cosa_? Alice guardò +tutt'intorno, i fiori, l'erba, ma non trovò niente che le paresse adatto +a mangiare o bere per quell'occorrenza. C'era però un grosso fungo +vicino a lei, press'a poco alto quanto lei, e dopo che l'ebbe osservato +di sotto, ai lati, e di dietro, le parve cosa naturale di vedere ciò che +v'era di sopra. + +Si alzò sulla punta de' piedi, e affacciossi all'orlo del fungo, ed ecco +gli occhi suoi s'incontrarono con quelli di un grosso Bruco turchino che +se ne stava seduto nel mezzo con le braccia conserte, fumando +tranquillamente una lunga pipa turca, non facendo la minima attenzione a +lei, nè ad alcun'altra cosa. + + + + + [Illustrazione] + + + + +CAPITOLO V. + +CONSIGLI D'UN BRUCO. + + +Il Bruco ed Alice si guardarono in faccia per qualche istante senza far +motto; finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò con voce +languida e sonnacchiosa. + +"Chi siete _voi_?" disse il Bruco. + +Questa domanda non invitava troppo a una conversazione. Alice rispose +con un pò di timidezza, "Davvero io--io non saprei dirlo ora--so almeno +chi _ero_ quando mi levai questa mattina, ma d'allora in poi temo essere +stata scambiata più volte." + +"Che cosa mi andate contando?" disse il Bruco con voce austera. +"Spiegatevi meglio!" + +"Temo non potere spiegarmi," disse Alice, "perchè non sono più me +stessa, com'ella vede." + +"Io non vedo," rispose il Bruco. + +"Temo che non mi sarà dato di spiegarmi più chiaramente," soggiunse +Alice con modo assai gentile, "perchè io non so capirla neppur io dopo +essere stata mutata di statura tante volte in un giorno, ciò confonde +davvero." + +"Non è vero," disse il Bruco. + +"Bene, forse non se n'è ancora accorto," disse Alice, "ma quando ella +sarà mutata in crisalide--e ciò le accadrà un giorno,--e poi diverrà +farfalla, ciò le sembrerà un pò strano, non è vero?" + +"Niente affatto," rispose il Bruco. + +"Eh! forse i suoi sentimenti saranno diversi da' miei," replicò Alice; +"ma quanto a _me_ mi parrebbe molto strano." + +"A voi!" disse il Bruco con disprezzo. "Chi siete _voi_?" + +E ciò li ricondusse da capo al principio della conversazione. Alice si +sentiva irritata alquanto veggendo che il Bruco le rispondeva _secco +secco_, e s'impettorì come una matrona romana, e dissegli gravemente, +"Perchè non comincia _lei_, a dirmi chi è?" + +"Perchè?" disse il Bruco. + +Era quella una domanda imbarazzante; e perchè Alice non sapeva trovare +una buona ragione, e il Bruco pareva di cattivo umore, si voltò per +andarsene. + +"Venite quì!" la richiamò il Bruco. "Ho alcun che d'importante a dirvi." + +Quelle parole promettevano qualche cosa: ed Alice ritornò indietro. + +"Non andate in collera," disse il Bruco. + +"E questo è tutto?" rispose Alice, inghiottendo il suo dispetto. + +"Nò," disse il Bruco. + +Alice pensò che poteva aspettare, perchè non aveva altro di meglio a +fare, e perchè forse il Bruco avrebbe potuto comunicarle alcun che +d'importante. Per qualche istante il Bruco pipò senza dir nulla, +finalmente spiegò le braccia, staccò la pipa di bocca, e disse, "E così +voi credete di essere stata tramutata?" + +"Signor mio, ho paura di sì," rispose Alice; "Non posso più rammentarmi +bene le cose come una volta--e non posso conservare per dieci minuti la +stessa statura!" + +"_Quali cose_ non potete rammentare?" domandò il Bruco. + +"Ecco, cercai una volta di ripetere 'Rondinella pellegrina' e m'uscì +dalle labbra tutto diverso!" soggiunse Alice assai mestamente. + +"Ripetetemi '_Guglielmo, tu sei vecchio_,'" disse il Bruco. + +Alice incrociò le mani sul petto, e cominciò:-- + + [Illustrazione] + + _"Guglielmo! tu sei vecchio,"--gli disse il giovanetto, + "Son bianchi i tuoi capelli--e meriti rispetto; + Eppur col capo in terra--ti veggo camminare-- + Ma credi che convenga--a un vecchio un tale andare?"_ + + _"Quand'ero giovanetto"--rispose il Vecchierello, + "Credea che questo giuoco--sbalzasse il mio cervello; + Ma ormai che son persuaso--che in zucca non ho nulla, + Col capo in giù men vado--quando il cervel mi frulla."_ + + [Illustrazione] + + _"Guglielmo! tu sei vecchio,"--soggiunse il suo figliuolo, + "Sei grosso e grasso e tondo--che sembri un cedrïuolo, + Eppur fai salti a ruota!--oh dimmi a quale scuola + S'insegna a sfondar l'uscio--con una caprïola?"_ + + _Rispose il buon Vecchino--"Nella mia giovinezza + Studiai di conservare--al corpo la sveltezza; + Virtù di quest'unguento--un franco per vasetto, + Ne vuoi comprare un pajo--garbato giovanetto?"_ + + [Illustrazione] + + _"Guglielmo! tu sei vecchio,--e fiacche hai le mascelle, + Ed ingollar potresti--brodose minestrelle, + Ed hai mangiato un'oca--con l'ossa, e il becco intero? + O Babbo, com'hai fatto?--oh spiegami il mistero!"_ + + _"Un dì studiai le leggi"--il Babbo allor gli disse, + "Ed ebbi con mia moglie--sempre querele e risse, + Ciò dètte alle ganasce--tal forza muscolare + Che ormai potrei con l'oca--la moglie divorare."_ + + [Illustrazione] + + _"Guglielmo! tu sei vecchio"--riprese il giovanetto, + "La vista non ti regge--e sai, ti fa difetto; + E porti in equilibrio--sul naso quell'anguilla! + Oh quì la tua destrezza--davver si mostra e brilla!"_ + + _"Risposi a tre domande--e ormai ti può bastare; + Non rompermi le scatole,--non voglio più parlare; + Oh credi che mi piacciano--le sciocche tue questioni? + Via, smetti, o per la scala--ti mando ruzzoloni!"_ + +"Non l'avete recitata bene," disse il Bruco. + +"Temo di no," rispose timidamente Alice, "certo alcune parole sono +scambiate." + +"Male dal principio alla fine," disse il Bruco con accento risoluto, e +successe un silenzio per qualche minuto. + +Il Bruco fu il primo a parlare. + +"Di che statura vorreste essere?" domandò. + +"Oh non vado tanto pel sottile in quanto alla statura," rispose in +fretta Alice; "soltanto non mi piace di mutar tanto spesso, sa." + +"Non _so_ niente," disse il Bruco. + +Alice non fiatò: giammai la poverina era stata tante volte contraddetta, +e stava lì lì per scoppiare. + +"Siete contenta ora?" domandò il Bruco. + +"Nò, davvero, vorrei essere un _pocolino_ più grande, se non le +dispiacesse," rispose Alice: "si figuri, ho una ben meschina statura, +appena tre pollici!" + +"L'è una buona statura, cotesta!" disse il Bruco con voce dispettosa, +rizzandosi come un fuso mentre parlava (egli era alto tre pollici per +l'appuntino). + +"Ma io non ci sono abituata!" soggiunse Alice con voce carezzevole e +mesta. E poi pensò fra sè: "Vorrei che coteste creaturine non +s'offendessero così per nulla!" + +"Vi abituerete col tempo," disse il Bruco, e rimettendosi la pipa in +bocca, rincominciò a pipare. + +Questa volta Alice aspettò pazientemente che egli stesso riappiccicasse +il discorso. Passati due o tre minuti, il Bruco levò la pipa di bocca, +sbadigliò un poco, e si scosse tutto. Poi discese dal fungo, e andò +strisciando nell'erba, dicendo soltanto queste parole "Un lato vi farà +crescere di più, e l'altro vi farà diminuire." + +"Un lato di _che cosa_? L'altro lato di _che cosa_?" pensò Alice fra sè. + +"Del fungo," disse il Bruco, come se Alice l'avesse interrogato ad alta +voce; e subito disparve. + +Alice rimase pensierosa riguardando al fungo e cercando di scoprire +quali fossero i due lati di esso; e perchè era tondo come l'O di Giotto, +non sapea trovarli. Ciò non di meno allungò quanto potea le braccia per +circondare il fungo, e ne ruppe due pezzettini all'orlo con ciascuna +delle sue mani. + +"Ed ora, quale è l'uno e quale è l'altro?" disse fra sè, e si mise a +morsecchiare il pezzettino che aveva alla destra, così per provarne +l'effetto, quando si sentì in un attimo un colpo violento sotto il +mento; aveva battuto sul piede! + +Quel mutamento subitaneo la spaventò moltissimo, ma non c'era tempo a +perdere, perchè spariva rapidamente; così si mise subito a morsecchiare +l'altro pezzettino. Il suo mento era talmente stretto al piede che a +mala pena potette aprir la bocca; finalmente riuscì a inghiottire un +bocconcello del pezzettino della mano sinistra. + + * * * * * + +"Ah! respiro finalmente, la mia testa è libera!" sclamò Alice con gioja, +ma tosto la sua allegrezza si mutò in terrore quando si accorse che non +potea più trovare le spalle: guardando in giù non potè vedere che un +collo lungo, lungo che s'elevava come uno stelo d'in mezzo a un campo di +foglie verdeggianti che stavano lungi, sotto a lei. + +"Che cosa _è_ mai quel campo verde?" disse Alice. "E _dove_ sono andate +le mie spalle? Oh tapina me! come va che non vi veggo più, o mie povere +mani?" E andava movendole mentre parlava, ma non sembrava che ne +seguisse altro che un piccolo movimento fra le verdi foglie in +lontananza. + +Non sembrando possibile di portar le mani al capo, cercò di piegare il +capo verso le mani, e fu contenta di vedere che il suo collo potea +piegarsi e dirigersi dovunque, come un serpente. Era riuscita a curvarlo +in giù in forma d'un grazioso _zigzag_, e stava lì lì per tuffarsi fra +le foglie, quando si accorse che erano le cime degli alberi sotto i +quali s'era smarrita. E sentì un gemito acuto per cui si ritirò +indietro in fretta: un grosso colombo era volato verso di lei, e le +sbatteva le ali contro la faccia in modo furioso. + +"Serpente!" gridò il Colombo. + +"_Non_ sono un serpente, io!" disse Alice, adirata. "Va via!" + +"Serpente, dico!" ripetè il Colombo, ma con voce più dimessa, e +soggiunse singhiozzando, "Ho cercato tutt'i rimedii, ma nulla m'è +giovato!" + +"Io non so di che cosa mai tu parli," disse Alice. + +"Ho provato le radici degli alberi, ho provato i poggetti, ho provato le +siepi," continuò il Colombo senza badare a lei; "ma i serpenti! Oh non +c'è modo di contentarli!" + +Alice era sempre più meravigliata e confusa, ma pensò ch'era inutile +parlare sino a che il Colombo avesse finito. + +"Come che fosse poca pena covar le uova," disse il Colombo, "mi +abbisogna vegliare a causa dei serpenti, e giorno e notte! Son tre +settimane che non ho chiuso un occhio!" + +"Mi dispiace di vederti così angosciato!" disse Alice, la quale +cominciava a capire il Colombo. + +"E giusto quando avevo scelto l'albero più elevato della foresta," +continuò il Colombo con un grido disperato, "e mi credea liberato +finalmente da loro, ecco che mi piovono giù dal cielo! Ih! +Serpentaccio!" + +"Ma io _non_ sono un serpente, ripeto!" rispose Alice. "Io sono una---- +Io sono una----" + +"Bene, _chi_ sei tu?" disse il Colombo. "Vedo bene che tu cerchi dei +raggiri per ingannarmi!" + +"Io--Io sono una ragazzina," rispose Alice, ma quasi dubitando di sè +stessa, poichè si rammentava l'innumerevole serie di trasformazioni che +avea passate in quel giorno. + +"Bella storiella!" disse il Colombo con voce di profondo disprezzo. "Ho +veduto molte ragazzine in mia vita, ma niuna con un collo simile. No, +no! Tu sei un serpente; e non serve negarlo. Scommetto che mi dirai che +non hai mai gustato un uovo!" + +"Ma sì che _ho_ gustato delle uova," soggiunse Alice, la quale era una +bambina assai veridica; "sai pure che le ragazzine mangiano quanto i +serpenti!" + +"Non ci credo," disse il Colombo; "ma se pure è così, esse sono una +razza di serpenti, ecco quello che potrei dire." + +Questa idea era così nuova per Alice, che restò muta qualche minuto; il +Colombo ne profittò per soggiungere, "Tu vai occhiando le uova, _lo_ +comprendo; oh che importa a me che tu sia una fanciulla o un serpente?" + +"Ma importa moltissimo a _me_," rispose subito Alice; "pure ora non vado +cercando uova; e quando anche ne cercassi non vorrei delle tue; crude +non mi piacciono." + +"Via dunque da me!" disse brontolando il Colombo, e si accovacciò nel +nido. Alice s'appiattò il meglio che potea fra gli alberi, perchè il suo +collo s'intralciava fra i rami, e spesso dovea fermarsi per +sbrogliarsene. Dopo qualche istante si rammentò che avea tuttavia nelle +mani i due pezzettini di fungo, e si mise all'opera con molta +avvedutezza morsecchiando or l'uno or l'altro, e così ora cresceva ed or +diminuiva, sinchè riuscì a riavere la sua statura naturale. + +Era tanto tempo che non avea più avuto la sua statura naturale, che da +prima le parve strano, ma vi si abituò in pochi minuti, e rincominciò a +parlare fra sè secondo il solito. "Ecco, sono a metà del mio piano! Sono +pure strane tutte queste trasformazioni! Non son mai certa di che +addiventerò da un minuto all'altro! Ad ogni modo sono tornata alla mia +giusta statura: ora bisognerebbe pensare al modo di penetrare nell'ameno +giardino--come potrò farlo, pagherei saperlo!" E così dicendo, giunse +senza avvedersene a una piazza che avea nel mezzo una casettina alta +quattro piedi circa. "Chiunque sia che vi abiti," pensò Alice, "non +converrebbe mai con questa mia statura andare a visitarli così +all'improvviso; farei loro una paura terribile!" E rincominciò a +morsecchiare il pezzettino che aveva alla man destra, e non osò di +avvicinarsi alla casa, se non quando si rimpiccolì tanto che avea nove +pollici di altezza. + + + + +CAPITOLO VI. + +PORCO E PEPE. + + +Per qualche istante si mise a guardar la casa, e non sapea che fare, +quando ecco un servo in livrea venne frettolosamente dalla foresta--(lo +prese per un servitore perchè era in livrea, altrimenti al viso +l'avrebbe creduto un pesce),--e picchiò furiosamente all'uscio colle +nocche. La porta fu spalancata da un altro servitore in livrea, con una +faccia rotonda, e occhi grossi come un ranocchio; ed Alice osservò che +entrambi aveano in testa parrucche incipriate ed inanellate. Tutto +questo le eccitò la curiosità, e uscì un poco dalla foresta e si mise ad +origliare. + + [Illustrazione] + +Il Pesce-Servo cavò di sotto il braccio un letterone, grande quasi +quanto lui, e lo presentò all'altro, dicendo con voce solenne, "Per la +Duchessa. Un invito della Regina per giuocare una partita di _croquet_." +Il Ranocchio-Servo rispose con lo stesso tuono di voce, ma invertendo +l'ordine delle parole, "Da parte della Regina. Un invito alla Duchessa +per giuocare una partita di _croquet_." + +Ed entrambi s'inchinarono sino a terra, e le ciocche de' loro capelli +s'imbrogliarono insieme. + +Alice proruppe in una grossa risata, e dovette internarsi nella foresta +per paura di esser sentita; e quando poi tornò ad occhiare, il +Pesce-Servo era andato via, e l'altro sedeva a terra press'all'uscio, +stralunando stupidamente gli occhi verso il cielo. + +Alice si avvicinò timidamente alla porta e picchiò. + +"Non giova punto picchiare," disse il Servo, "e ciò per due ragioni. La +prima perchè io stò allo stesso lato dell'uscio dov'ella sta; la seconda +perchè di dentro stanno facendo un tale strepito che niuno potrebbe +sentirla." E davvero si _sentiva_ un gran rumore nel di dentro--un +guaire e uno starnutire non mai interrotti, e di tempo in tempo un gran +fracasso, come se un piatto o una caldaia andasse a pezzi. + +"Di grazia," domandò Alice, "che dovrei fare per entrare?" + +"Il suo picchiare riuscirebbe a qualche effetto," continuò il Servo +senza badare a lei, "se la porta fosse fra noi due. Per esempio se lei +fosse _dentro_, potrebbe picchiare, ed io la farei uscire, capisce." E +continuava a guardare il cielo mentre parlava; e ciò pareva proprio +scortese ad Alice. "Ma forse non può farne a meno," disse fra sè; "ha +gli occhi incastrati sul cranio! Potrebbe però rispondere a qualche +domanda--Come potrei fare per entrar dentro?" disse Alice a voce alta. + +"Io siederò quì," osservò il Servo, "sino a domani----" + +In quell'istante l'uscio della casa si aprì, e un gran piatto volò verso +la testa del Servo, e gli sfiorò il naso, poi andò a sfracellarsi contro +a un albero ch'era dietro a lui. + +"---- o sino a dopo domani, forse," continuò il Servo con la stessa +imperturbabilità, come se nulla fosse accaduto. + +"Come potrei fare per entrar dentro?" gridò di nuovo Alice, ma con voce +più forte. + +"Dovrà _ella_ entrare?" rispose il Servo. "La è questa la quistione +principale." + +E avea ragione; soltanto Alice non volea che le fosse fatta quella +domanda. "È orribile," mormorò fra sè, "il modo con cui arguiscono +coteste bestie. Mi farebbero impazzare!" + +Il Servo colse quella propizia opportunità per ripetere l'osservazione +con qualche variante: "Io siederò quì, su per giù, per giorni e giorni." + +"Ma che cosa debbo _io_ fare?" domandò Alice. + +"Quel che vuole," rispose il Servo, e si mise a zufolare. + +"È inutile di parlar con lui," disse Alice, tutta disperata: "è un +idiota spaccato!" E aprì l'uscio ed entrò. + +Quell'uscio menava diritto a una cucina spaziosa, da un capo all'altro +tutta ripiena di fumo: la Duchessa sedeva nel mezzo sopra uno sgabello a +tre piedi, e ninnava un bambino; la cuoca era in faccia al fornello, +mestando un calderone che parea pieno di minestra. + + [Illustrazione] + +"Certo c'è troppo pepe in quella minestra!" disse Alice a sè stessa, non +potendo rattenere gli starnuti. + +Ma davvero c'era troppo pepe nell'aria. Anche la Duchessa starnutiva +qualche volta; e quanto al bimbo non faceva altro che starnutire e +strillava a vicenda senza posa. I soli due esseri che non starnutivano +nella cucina, erano la Cuoca, e un grosso gatto che stava accoccolato +presso il focolare e ghignando con la bocca, da un orecchio all'altro. + +"Mi dica, di grazia," domandò Alice, un po' timidamente, perchè non era +certa se fosse buona creanza di cominciare a parlare, "perchè il suo +gatto ghigna così?" + +"È un Ghignagatto," rispose la Duchessa, "ecco il perchè. Porco!" + +Ella pronunziò l'ultima parola con una tale furia che Alice trasalì; ma +subito s'accorse che quel titolo era dato al bambino e non già a lei, +così si rianimò, e continuò a dire: + +"Non sapea che i gatti ghignassero a quel modo: anzi non sapea neppure +che i gatti _potessero_ ghignare." + +"Tutti lo possono," rispose la Duchessa; "e la maggior parte ghignano." + +"Non ne conosco alcuno che faccia il ghigno," replicò Alice con molto +rispetto, e contenta ch'era entrata in conversazione. + +"Voi non sapete molto," disse la Duchessa; "e questo è quanto!" + +Non piacque punto ad Alice quella risposta secca, e pensò di mutar +discorso. Mentre cercava un argomento, la cuoca tolse il calderone della +minestra dal fuoco, e tosto si mise a gittar tutto ciò che le stava +vicino contro alla Duchessa ed al bambino--pria volarono le molle e la +paletta; poi un nembo di casseruole, di piatti e di tondi. La Duchessa +non se ne dette per intesa nemmeno quando era colpita; e il bimbo guaiva +di già tanto forte che non si poteva sapere se i colpi gli facessero +male o no. + +"Ma faccia attenzione a quel che fa!" gridò Alice, saltando quà e là +tutta spaventata. "Addio naso!" continuò a dire, mentre una grossa +casseruola volò vicino al naso del mimmo, e poco mancò che non glielo +portasse via. + +"Se ognuno badasse alle proprie faccende," sclamò la Duchessa con voce +rauca, "il mondo girerebbe più presto di quello che nol fa ora." + +"Ciò _non_ sarebbe un bene," disse Alice, lieta di poter far pompa della +sua erudizione. "Pensi che confusione farebbe del giorno e della notte! +Ella sa che la terra impiega ventiquattro ore per girare intorno al suo +asse----" + +"A proposito di asce!" gridò la Duchessa, "tagliatele il capo!" + +Alice guardò con ansietà la cuoca per vedere se ella ubbidisse al cenno; +ma la cuoca era occupata a dimenare la minestra, e non parea che avesse +ascoltato, perciò andò innanzi dicendo: "Ventiquattr'ore, _credo_; o +dodici? Io----" + +"Oh non mi seccate," disse la Duchessa; "Non ho mai potuto sopportare le +cifre!" E rincominciò a cullare il bimbo, cantando una certa +Ninna-Nanna, e dandogli una violenta scossa alla fine d'ogni strofa:-- + + "_Parla duro al tuo bambino, + Dàgli bòtte se starnuta; + Ei guaisce il malandrino + Perchè il pepe mio rifiuta! + Ei ci annoia co' suoi lai!_" + +(Coro al quale si uniscono la Cuoca e il bimbo):-- + + "_Guai! Guai! Guai! Guai!_" + +Mentre la Duchessa cantava la seconda strofa, faceva saltare il bimbo su +e giù con molta violenza, e il poverino guaiva tanto che Alice appena +potette udire le parole della poesia:-- + + "_Parlo duro al mio bambino, + Lo sculaccio se starnuta, + Perchè il pepe, il malandrino, + Quando ei vuol, non lo rifiuta. + Ei ci annoia co' suoi lai!_" + + CORO. + + "_Guai! Guai! Guai! Guai!_" + +"Tenete! voi ve lo potrete ninnare un poco se v'aggrada!" disse la +Duchessa ad Alice, buttandole il bimbo in braccio. "Bisogna ch'io vada a +prepararmi per giuocare una partita a _croquet_ con la Regina," e scappò +via. La cuoca le scaraventò addosso una padella, e per poco non la +colse. + +Alice afferrò il bimbo ma con qualche difficoltà, perchè la era una +creaturina molto strana; e le sue mani e i suoi piedi guizzavano verso +tutt'i lati, "proprio come quell'animaletto marino che si chiama +stella," pensò Alice. Il poverino, quando Alice lo prese, stronfiava +come una macchina a vapore, e continuava a contorcersi e a +stiracchiarsi, di tal che ella ebbe la maggior pena del mondo per +tenerlo. + +Quando la fanciulla trovò la maniera di ninnarlo a modo (e ciò +consisteva nell'averlo aggruppato bene come un nodo, e afferrato +all'orecchio destro e al piede sinistro, per non permettergli di +sciogliersi) lo portò all'aria aperta. "Se non porto via questo bambino +meco," osservò Alice, "è certo che qualche giorno l'ammazzeranno; non +sarei colpevole d'un assassinio se lo abbandonassi?" Ella pronunziò le +ultime parole a voce alta, e il poverino si mise a grugnire per +risponderle (non starnutiva più allora). "Non grugnire," disse Alice, +"non sta bene esprimersi a quel modo." + +Il bimbo grugnì di nuovo, e Alice lo guardò con molta ansietà per vedere +che avesse. Aveva un naso che s'arricciava _troppo_, e non c'era dubbio +che rassomigliava più a un grugno che a un naso naturale; e poi gli +occhi s'impiccolivano tanto che non pareano occhi di bambino: tutto +insieme quell'aspetto non piaceva ad Alice punto, punto. "Forse +singhiozzava," pensò ella, e riguardò di nuovo a' suoi occhi per vedere +se vi fossero lagrime. + + [Illustrazione] + +Ma non ce n'erano. "Carino mio, se tu ti trasformi in porcellino," disse +Alice seriamente, "non voglio aver più nulla a fare con te. Bada a te +dunque!" Il poverino si rimise a singhiozzare (forse grugniva, ma era +difficile il distinguere), e andarono innanzi silenziosamente per +qualche tempo. + +Alice aveva appena cominciato a riflettere, "Che cosa ho da fare di +questa creatura quando la porterò a casa?" allorchè grugnì di nuovo, e +tanto forte, che tutta spaventata si mise a riguardarla in faccia. +Questa volta _non_ c'era più dubbio; era un porcellino bell'e buono, ed +essa fu persuasa che non c'era più ragione di portarlo oltre. + +Così depose quella creaturina a terra, e si sentì sollevata quando la +vide trottare via quietamente verso la foresta. "Se fosse cresciuto," +disse fra sè, "sarebbe stato un bruttissimo ragazzo; ma diventerà, un +bellissimo porco, credo." E riandò con la memoria a certi fanciulli che +conosceva, i quali potrebbero essere buonissimi porcellini, e stava per +dire, "se uno conoscesse il vero modo di mutarli--" quando trasaltò un +poco di paura veggendo il Ghignagatto, accoccolato sopra un ramo +d'albero, a pochi metri di distanza. + +Il Gatto fece soltanto un ghigno quando vide Alice. Sembra di buon +umore, pensò; ciò non di meno ha le unghie _troppo_ lunghe, ed ha troppi +denti, perciò bisognerà trattarlo con molta deferenza. + +"Ghignamicio," cominciò a dire con un poco di timidità, perchè non +sapeva se gli piacesse quel titolo; ciò non di meno egli non fece altro +che ghignare più apertamente. "Via, ci ha piacere," pensò Alice, e +continuò, "Vorresti dirmi, quale via dovrei infilare da quì?" + +"Ciò dipende molto dal luogo dove vorresti andare," rispose il Gatto. + +"Poco importa dove----" disse Alice. + +"Allora poco importa di sapere quale via dovresti prendere," soggiunse +il Gatto. + +"---- purchè giunga a _qualche luogo_," riprese Alice, come se volesse +spiegarsi meglio. + +"Oh certo, vi giungerai!" disse il Gatto, "sai il proverbio italiano, +_'tanto cammina sino che arriva.'_" + +Alice sentì che quel proverbio non poteva essere contraddetto, e tentò +un altra domanda. "Che razza di gente abita in questi dintorni?" + +"Di _là_," rispose il Gatto, girando la zampa destra, "abita un +Cappellaio; e di _quà_," indicando con l'altra zampa, "abita una +Lepre-marzolina. Visita chi vuoi de' due: sono entrambi matti." + +"Ma non mi piace d'andare dai matti," osservò Alice. + +"Oh, non c'è modo d'uscirne," disse il Gatto: "quì siam tutti matti. Io +son matto. Tu sei matta." + +"Come sai ch'io sono matta?" domandò Alice. + +"Tu devi esserla," disse il Gatto, "altrimenti non saresti venuta quì." + +Non parve una ragione sufficiente ad Alice, ma pure continuò: "oh come +sai che tu sei matto?" + +"Per cominciare," disse il Gatto, "un cane non è matto. Ne convieni?" + +"Lo suppongo," rispose Alice. + +"Bene," continuò il Gatto, "un cane brontola quando è arrabbiato, ed +agita la coda quando è contento. Ora _io_ brontolo quando son contento, +ed agito la coda quando sono arrabbiato. Dunque son matto." + + [Illustrazione] + +"Io direi far le fusa, e non già brontolare," disse Alice. + +"Dì come vuoi," riprese il Gatto. "Vai tu quest'oggi dalla Regina, a +giuocare a _croquet_?" + +"Lo desidererei tanto," rispose Alice, "ma non sono stata ancora +invitata." + +"Mi vedrai da lei," disse il Gatto, e sparì. + +Alice non fu sorpresa da tutto questo: si era di già abituata a veder +cose strane. Mentre guardava ancora al ramo dov'era stato il Gatto, +eccotelo ricomparire di nuovo. + +"A proposito, che n'è del bimbo?" disse il Gatto. "Avea dimenticato di +domandartene." + +"Si mutò in porcellino," rispose Alice senza scomporsi, come che il +Gatto fosse riapparito in modo naturale. + +"Me l'ero immaginato," disse il Gatto, e sparì di nuovo. + +Alice aspettò un poco, mezzo persuasa che riapparisse nuovamente, ma non +ricomparve, e pochi istanti dopo si diresse alla via dove abitava la +Lepre-marzolina, "Di cappellai ne ho veduti tanti," disse fra sè: "sarà +più interessante per me la Lepre-marzolina, e come siamo a Maggio non +sarà poi tanto matta da legare--almeno meno matta di quel che l'era nel +Marzo." Mentre diceva queste parole, riguardò in alto, ed eccoti di +nuovo il Gatto, accoccolato sul ramo d'un albero. + + [Illustrazione] + +"Dicesti porcellino o porcellana?" domandò il Gatto. + +"Dissi porcellino," rispose Alice; "ma ti prego di non apparire e +disparire come un lampo: mi fai girare il capo!" + +"Sta bene," disse il Gatto; e questa volta sparì lentamente; cominciò +con la punta della coda, e finì col suo ghigno, e questo restò come una +visione sul ramo dopo che tutto era sparito. + +"Oh bella! Ho veduto spesso un gatto senza ghigno," osservò Alice, "ma +un ghigno senza gatto! È la cosa più curiosa ch'io abbia mai veduta in +tutta la mia vita!" + +Non si era dilungata di molto quando si trovò in faccia alla dimora +della Lepre-marzolina: pensò che quella fosse proprio la casa, perchè le +gole dei camini aveano la forma di orecchie, e il tetto era coperto di +pelo. La casa era tanto grande che ella non osò di avvicinarvisi se non +dopo aver morsecchiato un poco del fungo che avea nella mano sinistra, e +crebbe quasi due piedi di altezza: ciò non la liberò dall'ansietà, e +mentre si avvicinava timidamente alla porta, diceva fra sè, "E se poi +fosse matto furioso! Quasi quasi vorrei essere andata a trovare il +Cappellaio!" + + + + +CAPITOLO VII. + +UN TÈ DI MATTI. + + +Sotto un albero in faccia alla casa c'era una tavola apparecchiata, e vi +prendevano il tè la Lepre-marzolina e il Cappellaio: un Ghiro che +dormiva profondamente stava fra loro, ed essi se ne servivano come se +fosse un guanciale, appoggiando i gomiti su lui e discorrendo sopra il +suo capo. "Che disturbo pel Ghiro," pensò Alice, "ma siccome dorme, +m'immagino che non ci farà attenzione." + +La tavola era spaziosa, pure i tre stavano aggruppati insieme a un +angolo: "Non c'è posto! Non c'è posto!" gridarono, quando videro che +Alice si avvicinava. "C'è _molto_ posto!" disse Alice, sdegnosa, e si +mise a sedere in un comodissimo seggiolone che stava ad una delle +estremità della tavola. + +"Vuole del vino?" disse la Lepre-marzolina con modo attraente. + +Alice guardò sulla tavola, e vide che non c'era altro che tè. "Non vedo +vino," osservò essa. + +"Non ce n'è punto," replicò la Lepre-marzolina. + +"Ma allora non è cortese, invitandomi a bere quel che non ha," disse +Alice sdegnosamente. + +"Come non fu punto civile da parte sua di sedersi quì senz'essere +invitata," osservò la Lepre-marzolina. + +"Non sapea che la tavola appartenesse a _lei_" rispose Alice, "è +apparecchiata per più di tre." + +"Dovrebbe farsi tagliare i capelli," disse il Cappellaio. Egli aveva +osservato Alice per qualche istante, e con molta curiosità, e furon +quelle le prime parole che profferì. + +"Ella non dovrebbe fare osservazioni che sanno di personalità," disse +Alice un po' severa: "ciò è molto sconvenevole." + + [Illustrazione] + +Il Cappellaio spalancò enormemente gli occhi udendo quelle parole; ma +_disse_ soltanto, "Perchè un corvo è simile a un coccodrillo?" + +"Via! Ora sì che ci divertiremo!" pensò Alice. "Sono contenta che hanno +cominciato a proporre degl'indovinelli--credo di potere indovinarlo," +soggiunse ad alta voce. + +"Intende dire che potrà trovare la risposta?" domandò la +Lepre-marzolina. + +"Sicuramente," rispose Alice. + +"Ebbene dica quel che intende," disse la Lepre-marzolina. + +"Ecco," riprese Alice, in fretta; "almeno--almeno intendo quel che +dico--e ciò vale lo stesso, capite." + +"Niente affatto lo stesso!" disse il Cappellaio. Sarebbe come dire, +"'Veggo quel che mangio' è lo stesso di 'Mangio quel che veggo?'" + +"Sarebbe come dire," soggiunse la Lepre-marzolina. "'Mi piace ciò che +prendo,' è lo stesso che 'Prendo quel che mi piace?'" + +"Sarebbe come dire," aggiunse il Ghiro che parea parlasse nel sonno, +"'respiro quando dormo' è lo stesso che 'dormo quando respiro?'" + +"E _lo_ stesso per voi," disse il Cappellaio, e quì la conversazione +cadde, e tutti sedettero muti per poco tempo, mentre Alice cercò di +ricordarsi tutto quel che sapea su' corvi e su' coccodrilli, ma non era +molto. + +Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio. "Che giorno del mese +abbiamo?" disse, volgendosi ad Alice, mentre prendeva l'oriuolo dal +taschino, e lo guardava con un certo turbamento, scuotendolo di tempo in +tempo, e appoggiandolo all'orecchio. + +Alice pensò un poco, e rispose, "Li quattro del mese." + +"Ritarda di due giorni!" osservò sospirando il Cappellaio. "Te lo dissi +che il burro non avrebbe giovato al movimento!" soggiunse, guardando +rabbiosamente la Lepre-marzolina. + +"Era del _miglior_ burro," rispose sommessamente la Lepre-marzolina. + +"Sì, ma devono esserci entrate anche delle miche di pane," borbottò il +Cappellaio: "non dovevi metterlo dentro col coltello del pane." + +La Lepre-marzolina prese l'oriuolo e lo guardò mestamente: poi lo tuffò +nella sua tazza di tè e lo guardò di nuovo: ma non potette far altro che +ripetere l'osservazione fatta pur dianzi: "Era del _miglior_ burro che +si potesse avere, sapete." + +Alice intanto lo guardava, con un poco di curiosità, di sopra le spalle, +e disse, "Che curioso oriuolo! Indica i giorni del mese, e non già le +ore del giorno!" + +"Perchè no?" sclamò il Cappellaio. "Che forse il _suo_ oriuolo le dice +in che anno viviamo?" + +"No davvero," si affrettò a rispondere Alice, "perchè l'oriuolo segna lo +stesso anno per molto tempo." + +"Ciò che appunto accade al _mio_," rispose il Cappellaio. + +Alice provò un momento di grave imbarazzo. Le parea che l'osservazione +del Cappellaio non avesse senso di sorta, eppure parlava correttamente. +"Non la comprendo bene," disse con molta delicatezza. + +"Il Ghiro è tornato a dormire," disse il Cappellaio, e gli versò un poco +di tè scottante sul naso. + +Il Ghiro scosse il capo con un moto d'impazienza, e senza aprir gli +occhi, disse, "Già! Già! Appunto quello che stavo per dire." + +"Ha ancora indovinato l'indovinello?" disse il Cappellaio, rivolgendosi +ad Alice. + +"Mi dò per vinta," rispose Alice: "Quale è la risposta?" + +"Non ne ho la minima idea," rispose il Cappellaio. + +"Neppure io," disse la Lepre-marzolina. + +Alice sospirò dalla noia e disse: "Ma credo che sarebbe bene di passar +meglio il tempo, che perderne, proponendo indovinelli che non hanno +senso." + +"Se lei conoscesse il Tempo come lo conosco io," rispose il Cappellaio, +"non direbbe che noi ne perdiamo. Non si tratta di me, ma di lui." + +"Non so che ella si dica," osservò Alice. + +"Sicuro, nol sa!" disse il Cappellaio, scuotendo il capo con un'aria di +disprezzo. "Scommetto che lei non ha mai parlato col tempo!" + +"Forse no," rispose prudentemente Alice; "ma so che debbo battere il +tempo quando imparo la musica." + +"Ah! e questo spiega tutto," disse il Cappellaio. "Ei non vuol essere +battuto. Se lei non si bisticciasse con lui, egli farebbe dell'oriuolo +ciò che ella vuole. Per esempio, supponga che sieno le nove della +mattina, ch'è l'ora per le lezioni: basterebbe ch'ella bisbigliasse una +parolina al Tempo, e subito girerebbe la lancetta! Il tocco e mezzo, +l'ora del desinare!" + +("Vorrei che fosse," bisbigliò la Lepre-marzolina.) + +"Sarebbe magnifica, davvero," disse Alice, pensierosa: "ma non avrei +fame a quell'ora, capisce." + +"Da principio forse, nò," riprese il Cappellaio: "ma lei potrebbe +fermarlo sul tocco e mezzo, quando vorrebbe." + +"Ed _ella_ fa così?" domandò Alice. + +Il Cappellaio scosse la testa mestamente e rispose. "Io no! Ci siamo +bisticciati nello scorso marzo---- proprio quando _egli_ divenne +matto----" (ed indicò col cucchiaino la Lepre-marzolina), "----già, fu +al gran concerto dato dalla Regina di Cuori:--ivi dovetti cantare: + + [Illustrazione] + + '_Tu che al ciel spiegasti l'ale + O mia testa Soppressata!_'" + +"Conosce lei quest'aria?" + +"Ho sentito qualche cosa che le rassomiglia," rispose Alice. + +"La va di questo verso," continuò il Cappellaio:-- + + "'_Ti rivolgi a me, fettata, + Teco il pane aggiungerò!_'" + +Giunto quì, il Ghiro si dette una scossetta, e cominciò a cantare in +mezzo al sonno "_Teco il pane; teco il pane aggiungerò----_" e via, via +andò innanzi, sino a che gli si dovettero dare de' pizzicotti per farlo +tacere. + +"Ebbene, aveva appena finito di cantare la prima quartina," disse il +Cappellaio, "che la Regina proruppe furiosa, 'Egli sta assassinando il +tempo! Tagliategli il capo!'" + +"Terribilmente feroce!" sclamò Alice. + +"D'allora in poi," continuò mestamente il Cappellaio, "non ha voluto più +far quel che io gli chiedo! Segna sempre le sei." + +Un'idea luminosa colpì Alice, e domandò: "È questa forse la ragione per +cui vi sono tante tazze apparecchiate?" + +"Proprio così," rispose il Cappellaio, con un sospiro: "è sempre l'ora +del tè, e non abbiamo mai tempo di risciaquare le tazze." + +"E così, andate girando sempre intorno, nei frattempi?" disse Alice. + +"Proprio così," replicò il Cappellaio: "a misura che le tazze hanno +servito." + +"Ma come fate quando venite a ricominciare da capo?" Alice ardì +domandare. + +"Se mutassimo il discorso," disse, sbadigliando, la Lepre-marzolina. +"Cotesto costì mi secca mortalmente. Vorrei che la Signorina ci +raccontasse una storiella." + +"Temo di non saper contarne alcuna," rispose Alice un poco intimorita. + +"Allora il Ghiro ce ne dirà una!" gridarono entrambi. "Risvegliati, +Ghiro!" E lo punzecchiarono da' due lati. + +Il Ghiro aprì lentamente gli occhi, e disse con voce debole e rauca, +"Non dormiva, io! Non m'è scappata neppure una parola di quello che +dicevate." + +"Raccontaci una novella!" disse la Lepre-marzolina. + +"Di grazia, ce ne dica una!" supplicò Alice. + +"E fa' presto," soggiunse il Cappellaio, "se no ti raddormenterai prima +di finirla." + +"C'erano una volta tre sorelle," cominciò in gran fretta il Ghiro, "e si +chiamavano Elce, Clelia e Tilla; e dimoravano nel fondo d'un pozzo----" + +"Che cosa mangiavano?" domandò Alice, la quale prendeva sempre un vivo +interesse nelle quistioni di mangiare e bere. + +"Mangiavano melazzo," rispose il Ghiro, dopo d'averci pensato su qualche +istante. + +"Ma non lo potevano," osservò Alice, con garbo; "sarebbero cadute +ammalate." + +"Lo erano, di fatto," rispose il Ghiro, "_molto_ ammalate." + +Alice cercò di figurarsi quella strana maniera di vivere, ma ne restò +confusa, e continuò: "Ma perchè vivevano nel fondo d'un pozzo?" + +"Prenda un po' più di tè," disse la Lepre-marzolina, con molta premura. + +"Non ho preso ancora nulla," rispose Alice, tutta offesa, "così non +posso prenderne di più." + +"Vuoi dire che non ne può prender _meno_," disse il Cappellaio: "è molto +più facile prendere _più_ che nulla." + +"Niuno ha domandato il _suo_ parere," soggiunse Alice. + +"Chi è che fa ora delle questioni personali?" domandò il Cappellaio con +aria di trionfo. + +Alice non seppe bene che rispondere, ma preso una tazza di tè con pane e +burro, e rivolgendosi al Ghiro, gli domandò di nuovo: "Perchè vivevano +nel fondo del pozzo?" + +Il Ghiro si mise a riflettere un poco, e rispose, "Era un pozzo di +melazzo." + +"Ma non s'è udito mai una cosa simile!" interruppe Alice con voce +sdegnosa; ma la Lepre-marzolina e il Cappellaio vociarono "St! st!" e il +Ghiro continuò con voce burbera, "Se non ha creanza, finisca la +novelletta da sè." + +"Nò, la prego di continuare!" disse Alice molto umilmente: "Non la +interromperò più. Forse ce ne sarà _uno_ di quei pozzi." + +"Uno, eh via!" rispose il Ghiro sdegnosamente. Ciò non di meno, pregato, +continuò: "E quelle tre sorelle--imparavano a trarne----" + +"Che cosa traevano?" domandò Alice, dimenticando che avea promesso di +zittire. + +"Del melazzo," rispose il Ghiro, senza riflettere punto questa volta. + +"Ho bisogno d'una tazza pulita," interruppe il Cappellaio; "avanziamo +tutti d'un posto avanti!" + +E mentre parlava, si mosse, e il Ghiro lo seguì: la Lepre-marzolina +occupò il posto del Ghiro, e Alice prese, contro voglia, il posto della +Lepre-marzolina. Il solo Cappellaio profittò di quel mutamento: e Alice +si trovò peggio di prima, perchè la Lepre-marzolina avea rovesciato il +bricco del latte nel suo tondo. + +Alice non voleva offender di nuovo il Ghiro, e disse con molta +delicatezza: "Non capisco bene. Da dove traevano il melazzo?" + +"Ella sa trarre l'acqua dal pozzo d'acqua, non è vero?" disse il +Cappellaio; "ebbene si può così trarre melazzo da un pozzo di +melazzo--eh! stupidina!" + +Questa risposta accrebbe talmente la confusione d'Alice, che ella +permise al Ghiro di continuare, senza interromperlo più. + +"Imparavano a trarre," continuò il Ghiro, sbadigliando e stropicciandosi +gli occhi, perchè moriva di sonno; "e traevano cose d'ogni genere---- +tutto quel che comincia con una T----" + +"Perchè con una T?" domandò Alice. + +"Perchè no?" gridò la Lepre-marzolina. + +Alice zittì. + +Il Ghiro intanto avea chiusi gli occhi, e cominciava un sonnellino; ma +punzecchiato dal Cappellaio, si risvegliò con un gemito, e continuò: +"----che comincia con una T, come una Trappola, un Topo, una Topaja, un +Troppo--già, ella dice 'il troppo stroppia '--oh, non ha mai veduto il +ritratto d'un 'troppo stroppia'?" + +"Veramente, ora che lei mi domanda," disse Alice, molto confusa, "non +so----" + +"Allora non parli," disse il Cappellaio. + +Questa sgarbatezza urtò la sensibilità di Alice: si alzò assai sdegnata +e uscì fuori; il Ghiro si addormentò in un attimo e niuno degli altri +due notò che Alice era uscita, benchè ella si fosse rivoltata indietro +una o due volte, con una mezza speranza che la richiamassero: però +l'ultima volta vide che le due birbe cercavano di tuffare il Ghiro nel +vaso da tè. + +"Mai più _ci_ tornerò," disse Alice internandosi nella foresta. "È la +più stupida società in mezzo a cui io mi sia trovata!" + + [Illustrazione] + +Mentre parlava così, osservò che un albero aveva un uscio pel quale +s'entrava proprio dentro. "Oh ciò è molto curioso!" pensò Alice. "Ma +ogni cosa oggi è curiosa. Credo che farò bene ad entrare." Ed entrò. + +Si trovò di nuovo nel lungo salone, e presso al tavolino di cristallo. +"Questa volta farò meglio," disse fra sè, e prese la chiavettina d'oro +ed aprì l'uscio che conduceva al giardino. Poi si mise a morsecchiare il +fungo (ne avea conservato un pezzettino nella tasca), sino a che ebbe un +piede d'altezza o giù di lì: traversò il piccolo andito: e _poi_--si +ritrovò finalmente nell'ameno giardino in mezzo ad aiuole lussureggianti +di fiori, ed a fontane fresche. + + + + +CAPITOLO VIII. + +IL CROQUET DELLA REGINA. + + +Un magnifico rosajo stava vicino all'ingresso del giardino: le sue rose +erano bianche, ma tre giardinieri che gli stavano d'intorno erano +occupati a colorirle di rosso. Davvero, è curioso! pensò Alice, e si +avvicinò per osservarli, e quando vi fu presso sentì che uno di loro +diceva, "Fa attenzione, Cinque! Non mi schizzare con le tue pennellate!" + +"Non ho potuto farne di meno," rispose Cinque, con tuono burbero; "Sette +mi ha urtato il gomito." + +Sette lo guardò e disse, "Ma bene! Cinque incolpa sempre gli altri!" + +"_Tu_ faresti meglio di zittire!" disse Cinque. "Non più tardi di ieri, +sentii che la Regina diceva che tu meriteresti d'essere decollato!" + +"Perchè?" domandò il primo che avea parlato. + + [Illustrazione] + +"Ciò non preme a _te_, Due!" ripose Sette. + +"_Gli_ preme, certo!" disse Cinque, "e gliel dirò io--perchè portasti al +cuoco bulbi di tulipano invece di cipolle." + +Sette scaraventò lontano il suo pennello e stava lì lì per dire, "In +mezzo a tutte le cose le più ingiuste----" quando s'accorse d'Alice che +li osservava, e divorò il resto della frase: gli altri la guardarono +del pari e le fecero tutti una profonda riverenza. + +"Mi direste," domandò Alice, ma timidamente, "perchè state colorendo +quelle rose?" + +Cinque e Sette non risposero, ma guardarono Due. Due disse allora con +voce bassa, "Gli è perchè, codesto costì doveva essere un rosajo di rose +_rosse_, e noi per isbaglio ne abbiam piantato uno che dà rose bianche; +or se la Regina se ne avvedesse, a tutti le teste sarebbero tagliate. +Così, Signorina, facciamo il meglio per riparare pria che venga a----" +In quell'istante, Cinque che guardava attorno con ansietà, gridò "La +Regina! La Regina!" e i tre giardinieri si misero subito con la faccia +per terra. Si sentì un grande scalpiccío, e Alice si mise a guardare per +veder la Regina. + +Prima comparvero dieci soldati armati di bastoni: erano conformati come +i tre giardinieri, bislunghi e piatti, con le mani e i piedi agli +angoli: seguivano dieci cortigiani, tutti sfolgoranti di diamanti; +andavano a due a due, come i soldati. Venivano poi i principini reali; +erano dieci, divisi a coppie e tenendosi per la mano,--andavano innanzi +quegli amorini saltando come matti: erano ornati di cuori. Poi sfilavano +gl'invitati, la maggior parte Re e Regine, e fra loro Alice riconobbe il +Coniglio bianco; discorreva con una fretta nervosa, facendo bocca da +ridere a chiunque gli parlava, e passò oltre senza punto badare ad +Alice. Seguiva il Fante di Cuori, portando la Corona Reale sopra un +cuscino di velluto rosso; e finalmente venivano IL RE E LA REGINA DI +CUORI. + +Alice non sapea se dovesse cadere a faccia per terra come i tre +giardinieri, ma non potè ricordarsi che ci fosse un tal cerimoniale +nelle processioni regie; "e poi, a che servirebbero coteste +processioni," riflette fra sè, "se tutti dovessero stare a faccia per +terra, e niuno potesse vederle?" Così restò dov'era, ed aspettò. + +Allorchè la processione giunse vicina ad Alice, tutti si fermarono e la +guardarono; e la Regina gridò con cipiglio severo, "Chi è costei?" e si +rivolse al Fante di Cuori, il quale rispose con un risolino e una +riverenza. + +"Imbecille!" disse la Regina, e impaziente, scosse il capo; indi +rivolgendosi ad Alice, continuò a dire, "Come ti chiami fanciulla?" + +"Maestà, mi chiamo Alice," rispose la fanciulla con molta garbatezza, ma +soggiunse a sè stessa, "Non è che un mazzo di carte soltanto. Non c'è da +aver paura di costoro!" + +"E chi sono _cotestoro_?" domandò la Regina, indicando i tre giardinieri +che baciavano la polvere intorno al rosajo; perchè, capite, siccome +giacevano sulle lor faccie, e il disegno del loro di dietro +rassomigliava a quello del resto del mazzo, non sapea discernere se +fossero giardinieri, o soldati, o cortigiani, o tre de' suoi proprii +figli. + +"Come volete ch'_io_ lo sappia," rispose Alice, che si meravigliava del +suo proprio coraggio. "Ciò non _mi_ spetta." + +La Regina diventò di fiamma per la rabbia, dopo d'averla fissata +ferocemente come una bestia selvaggia, gridò, "Tagliatele il capo! +subito----" + + [Illustrazione] + +"Eh, via!" rispose Alice a voce alta e con fermezza, e la Regina si +tacque. + +Il Re appoggiò la mano sul braccio della Regina, e disse timidamente, +"Cara mia, riflettici bene su: la è una bambina!" + +La Regina gli voltò le spalle con viso irato, e disse al Fante, +"Rivoltateli!" + +Il Fante ubbidì, e con un piede li rivoltò cautamente. + +"Levatevi!" urlò la Regina, e i tre giardinieri si alzarono +immediatamente, e s'inchinarono davanti al Re, alla Regina, ai figli +reali, e a tutti gli altri. + +"Basta!" sclamò la Regina. "Mi fate girare il capo." E guardando al +rosajo, continuò, "Che cosa _avete fatto_ al rosajo?" + +"Con la buona grazia della Maestà vostra," rispose Due, con voce umile, +e piegando il ginocchio a terra, "noi volevamo----" + +"Lo vedo!" disse la Regina, che avea già osservate le rose. "Tagliate +loro il capo!" e la processione reale si mosse, lasciando indietro tre +soldati per mozzare il capo agli sventurati giardinieri, che corsero ad +Alice per esser da lei protetti. + +"Non vi decapiteranno!" disse Alice, e li mise in un grosso vaso da +fiori che stava vicino a lei. I tre soldati vagarono quà e là per +qualche istante, in cerca di loro, e poi quietamente seguirono la +processione reale. + +"Avete loro recisa la testa?" gridò la Regina. + +"Maestà, le loro teste non sono più!" risposero i soldati. + +"Bene!" gridò la Regina. "Sapete giuocare a _croquet_?" + +I soldati zittirono, e guardarono Alice, credendo che la domanda fosse +rivolta a lei. + +"Sì!" gridò Alice. + +"Avvicinatevi dunque!" urlò la Regina, ed Alice raggiunse la +processione, curiosa di sapere ciò che avverrebbe in seguito. + +"Fa--fa bel tempo!" disse una timida vocettina presso a lei. Vide che +ella camminava a canto del Coniglio bianco, che la stava occhiando, +affissandola in faccia con un certo fare inquieto e timoroso. + +"Bellissimo," rispose Alice: "dov'è la Duchessa?" + +"St! st!" disse il Coniglio a voce bassa, e parlando in fretta. Riguardò +ansiosamente intorno a lui, ed alzandosi sulla punta de' piedi, +bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È sotto sentenza di morte." + +"Per quale peccato?" domandò Alice. + +"Avete detto 'Che peccato!'?" disse il Coniglio. + +"Ma no," rispose Alice: "Non credo punto che sia peccato. Dissi '_Per_ +quale peccato?'" + +"Ha schiaffeggiata la Regina----" cominciò il Coniglio. Alice scoppiò in +una grossa risata. "St!" bisbigliò il Coniglio tutto tremante, "La +Regina vi potrebbe sentire! Vedete, essa è venuta un pò tardi, e la +Regina ha detto----" + +"Ai vostri posti!" gridò la Regina con voce tuonante, e gl'invitati +cominciarono a correre verso tutte le direzioni, rovesciandosi gli uni +sugli altri: finalmente poterono mettersi in un certo ordine, e poi +cominciò il giuoco. + +Alice osservò che mai in sua vita non avea veduto un terreno più curioso +per giuocare il Croquet; era tutto a solchi e zolle; le palle erano +ricci, i mazzapicchi erano fenicònteri viventi, e gli archi erano +soldati viventi, curvati e reggentisi sulle mani e su' piedi. + + [Illustrazione] + +La prima difficoltà stava in ciò che Alice non sapea come maneggiare il +suo fenicòntero; riuscì a tenerselo bene avviluppato sotto il braccio, +con le gambe penzoloni, ma quando gli allungava il collo, e si preparava +a picchiare il riccio con la testa, il fenicòntero girava il capo e poi +si metteva a guardarla in faccia con una espressione tanto stupefatta +che ella non poteva far di meno di scoppiare dalle risa: e quando gli +abbassava di nuovo il collo, e si accingeva a ricominciare, ecco il +riccio si era _sricciato_, e andava via: oltre a ciò e era sempre una +zolla o un solco là dove voleva sbalzare il riccio, e siccome i soldati +si alzavano sempre e vagavano quà e là, Alice si persuase che quello era +un giuoco disperatamente difficile. + +I giuocatori giuocavano tutti insieme senza aspettare la loro volta, +litigando sempre e picchiandosi a causa de' ricci; di tal che la Regina +ne diventò furiosa, e andava quà e là battendo il piede e vociando ad +ogni istante, "Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il capo!" + +Alice cominciò a sentire un pò d'ansietà: è vero che non avea +contrastata con la Regina, ma ciò poteva accadere ad ogni momento, e +pensò "che cosa ne sarà di me? Quì hanno un gusto matto a mozzar teste; +è una meraviglia se ve ne sia alcuno che abbia ancora il capo sul +collo!" + +E studiava il modo di scappar via, senza esser veduta, quando osservò +un'apparizione curiosa nell'aria; prima ne restò sorpresa, ma dopo +averla riguardata un poco, vide un ghigno, e disse fra sè, "È +Ghignagatto: ora avrò qualcheduno con cui discorrere." + +"Come va il giuoco?" disse il Gatto, appena ch'ebbe tanta bocca per +cominciare a parlare. + +Alice aspettò che gli occhi apparissero, e poi gli fè cenno col capo. "È +inutile parlargli," pensò fra sè, "aspettiamo che almeno gli orecchi +appariscano, almeno uno." Immediatamente apparve tutta la testa, e Alice +depose il suo fenicòntero, e cominciò a raccontare come andava il +giuoco, lieta che uno le prestasse attenzione. Il Gatto intanto dopo +aver fatto mostra della sua testa, pensò bene a non mostrare il resto +del suo corpo. + +"Non credo che giuochino lealmente," disse Alice, lagnandosi, +"contrastano fra loro furiosamente e non si può sentire neppure la +propria voce--non hanno ordine nel giuoco; e se ve n'è, niuno lo +segue--e non potete credere che confusione c'è, perchè quì tutto è +vivente: per esempio, ecco l'arco ch'io dovrei traversare, ma mi scappa +via all'altra estremità del terreno,--e avrei dovuto fare _croquet_ col +riccio della Regina, ma m'è fuggito via appena vide il mio!" + +"Come vi piace la Regina?" domandò il Gatto a voce bassa. + +"Punto, punto!" rispose Alice: "la è tanto----" Ma s'accorse che la +Regina le stava vicino, origliando, e continuò, "--abile nel giuocare e +vincere, ch'è inutile di finire la partita." + +La Regina sorrise, e andò altrove. + +"Con _chi_ parlate voi?" domandò il Re, che s'era avvicinato ad Alice, +ed osservava la testa del Gatto con molta curiosità. + +"È un amico mio--un Ghignagatto," disse Alice, "vorrei presentarlo a +Vostra Maestà." + +"Non mi piace punto il ceffo che ha," rispose il Re; "ma può baciarmi la +mano, se vuole." + +"Non ne ho punto voglia," osservò il Gatto. + +"Non siate impertinente," disse il Re, "e non mi guardate a quel modo." +E mentre parlava si nascondeva dietro ad Alice. + +"Un gatto può guardare un Re," osservò Alice, "l'ho letto in qualche +libro, ma non ricordo quale." + +"Bene, ma bisogna cacciarlo via," disse il Re con voce autorevole, e +chiamò la Regina che passava colà in quel momento, "Cara mia! Vorrei che +quel gatto fosse cacciato via!" + +La Regina conosceva una sola maniera per appianare tutte le difficoltà, +grandi o piccole che fossero, e perciò senza neppure guardare intorno, +gridò, "Mozzategli il capo!" + +"Andrò io stesso a cercare il boja," disse il Re, e andò via +frettolosamente. + +Alice pensò che sarebbe bene d'andare a vedere come il giuoco +progrediva, tanto più che sentì da lontano la voce della Regina che +urlava con ira. Ella avea di già sentito che avea condannato nel capo +tre giuocatori che avevano mancato alla loro volta; tutto ciò non le +piaceva, perchè il giuoco era caduto in tale confusione che ella non +sapea più se la sua volta fosse venuta o no. Andò dunque in cerca del +suo riccio. + +Il riccio stava allora battagliando contro un altro riccio, ciò sembrò +ad Alice una occasione propizia, per battere a _croquet_ l'uno con +l'altro di loro: ma v'era una difficoltà, il suo fenicòntero era andato +all'altro lato del giardino, e Alice lo vide che si sforzava inutilmente +di volare sopra un albero. + +Quando le riuscì di afferrare il fenicòntero e lo ricondusse sul +terreno, il combattimento era finito, e i due ricci s'erano allontanati: +"importa poco," pensò Alice, "poichè tutti gli archi se ne sono iti +all'altro lato del terreno." E se lo acconciò per benino sotto +l'ascella, acciocchè non scappasse più, e ritornò al micio per +riappiccicar con lui il discorso. + +Ma con sua sorpresa trovò una folla immensa intorno al Ghignagatto: il +Re, la Regina, e il boja vociavano tutti e tre insieme, e gli altri +erano silenziosi e malinconici. + +Appena Alice apparve, i tre si appellarono a lei per risolvere la +quistione, e le ripeterono i loro argomenti, parlando tutti a una volta, +così che era difficile per lei d'intendere che volessero dire. + +L'argomento del boja era che: non poteva tagliare una testa se non ci +fosse un corpo da cui mozzarla; che non avea mai avuto a fare una cosa +simile innanzi, e che non voleva cominciare a farne a quell'età. + +L'argomento del Re era che: ogni essere che ha una testa può essere +decapitato, e il boja non dovea dir sciocchezze. + +L'argomento della Regina era che: se non si faceva presto avrebbe +ordinato che tutti quelli che la circondavano fossero decapitati. (Era +questa l'osservazione che avea dato a tutti quell'aria grave e piena +d'ansietà.) + +Alice non seppe trovar altro a dire che, "Il gatto appartiene alla +Duchessa: fareste bene di consultar _lei_ su di ciò." + + [Illustrazione] + +"Ella è in prigione," disse la Regina al boja: "Conducetela quì." E il +boja andò via come una saetta. + +Appena il boja sparì, la testa del Gatto andò dileguandosi, e quando +ritornò con la Duchessa, era sparita totalmente: il Re e il boja corsero +quà e là all'impazzata per ritrovarla, mentre gl'invitati ritornarono a +giuocare. + + + + +CAPITOLO IX. + +STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE. + + +"Non potete credere quanto son lieta di ritrovarvi, bambina mia!" disse +la Duchessa, mettendo amichevolmente il suo braccio in quello di Alice, +e camminando insieme. + +Alice era lieta di rivederla in tale buon umore, e pensò che forse era +il pepe che l'avea resa tanto irritabile quando la vide in cucina. +"Allorchè _sarò_ Duchessa," disse fra sè (ma senza troppo sperarlo), +"non voglio aver _punto_ pepe nella mia cucina. La minestra è buona +anche senza. Chi sa che non sia il pepe che rende la gente cotanto +piccosa?" continuò tutta lieta d'aver scoperta una specie di nuova +teoria, "è l'aceto che la rende aspra--è la camomilla che la rende +amara--e sono i confetti e cose simili che addolciscono il carattere de' +bambini. Vorrei che si conoscesse _ciò_; le persone non sarebbero tanto +tirchie a darcene----" + +E così discorrendo avea quasi dimenticata la Duchessa, e trasaltò quando +si udì dire all'orecchio. "Cara mia, voi avete la testa ad altro, e +dimenticate di parlare con me. Non potrei dirvene ora la morale, ma me +ne ricorderò fra breve." + +"Forse non ne ha," osservò cautamente Alice. + +"Che, che, bimba!" disse la Duchessa. "Ogni cosa ha la sua morale, +purchè voi la possiate trovare." E si strinse più presso ad Alice mentre +parlava. + +Ad Alice non piacque l'esser così stretta con lei, primo perchè la +Duchessa era _bruttissima_, secondo, perchè per la sua altezza ella +appoggiava il mento sulla spalla d'Alice, ora quel mento era +spiacevolmente acuto! Ma pure non volle essere scortese, e sopportò +quella noja come meglio potè. + +"Il giuoco va meglio ora," disse così per alimentare la conversazione. + +"Eh sì," rispose la Duchessa: "e questa n'è la morale:-- + + "_È amore--è amore--è il pazzeron d'amore + Che fa girare il mondo,--ed il mio cuore!_" + +"Ma qualcheduno ha detto invece," bisbigliò Alice, "se ognuno badasse +alle proprie faccende il mondo girerebbe meglio." + +"Bene! L'una vale l'altra," disse la Duchessa, e mentre conficcava il +suo mento acuto nelle spalle d'Alice, continuò, "e la morale di _ciò_ la +è questa--'Guardate al _franco_; gli spiccioli si guarderanno da sè.'" + +"Come si diletta a trovar la morale in ogni cosa!" pensò Alice. + +"Scommetto che siete sorpresa perchè non vi cingo la vita col mio +braccio," disse la Duchessa dopo qualche istante, "ma gli è perchè non +so che razza d'umore abbia il vostro fenicòntero. Facciamo la prova?" + +"Potrebbe mordervi," rispose Alice, che non ne voleva di quelli +esperimenti. + + [Illustrazione] + +"È vero," disse la Duchessa: "i fenicònteri e la senape pizzicano +entrambi, e la morale è questa--'Chi si rassembra s'assembra.'" + +"Ma la senape non è un uccello," osservò Alice. + +"Bene, come sempre," disse la Duchessa: "voi dite ogni cosa assai +benino!" + +"È un minerale, _credo_," disse Alice. + +"Certo," rispose la Duchessa, che pareva desiderasse d'acconsentire a +tutte le cose che diceva Alice; "quì vicino c'è una grande miniera di +senape. E la morale di ciò è questa--'La miniera è la maniera Di gabbar +la gente intiera.'" + +"Oh lo so!" sclamò Alice, che non aveva badato alle parole della +Duchessa, "è un vegetale. Non ne ha l'apparenza, ma lo è." + +"Proprio così," disse la Duchessa, "e la morale di ciò è questa--'Siate +quello che volete parere'--o se volete che ve lo dica più +semplicemente--'Non vi crediate mai d'essere altra se non quella che +apparite ad altri d'essere o d'essere stata o che possiate essere, e +l'esser non è altro che l'essere di quell'essere ch'è l'essere +dell'essere, e non altrimenti.'" + +"Credo che l'intenderei meglio," disse Alice con molta garbatezza, "se +me la scriveste, ma non posso seguirvi con la mente quando la dite." + +"Questo è nulla rimpetto a quel che potrei dire, se ne avessi voglia," +soggiunse la Duchessa, contenta come una pasqua. + +"Non v'incomodate a dirne di più lunghe di quella che avete recitata or +ora," disse Alice. + +"Che incomodo!" rispose la Duchessa. "Vi fo un regalo di tutto ciò che +ho detto sino ad ora." + +"È un regalo che costa niente," pensò Alice. "Buono che non fanno di +que' regali ne' giorni natalizii!" Ma non osò dir questo a voce alta. + +"Sempre meditabonda?" domandò la Duchessa, mentre affondava quel suo +mento acuminato sull'omero della bambina. + +"Ho ben di che!" rispose vivamente Alice, perchè cominciava a sentirsi +annoiata. + +E la Duchessa, "Come i porci ne hanno di volare: e la mo----" + +Quì, con gran sorpresa d'Alice, la voce della Duchessa andò morendo e si +spense in mezzo alla parola 'morale' che tanto gradiva; il braccio +ch'era nel suo cominciò a tremare. Alice alzò gli occhi, e vide che la +Regina stava davanti ad esse, le braccia conserte, accigliata e +spaventevole come un uragano. + +"Maestà, che bella giornata!" balbettò la Duchessa con voce debole e +fioca. + +"Vi dò a tempo un avvertimento," tuonò la Regina, battendo fieramente il +terreno col piede; "o voi o la vostra testa dovranno abbandonare il +giardino, e ciò subito! Scegliete!" + +La Duchessa scelse, e fuggì via in un attimo. + +"Ritorniamo al giuoco," disse la Regina ad Alice, ma Alice era troppo +spaventata, non osò rispondere, e la seguì lentamente sul terreno. + +Gl'invitati intanto, profittando dell'assenza della Regina, si +riposavano all'ombra: però appena la videro ricomparire, ritornarono ai +posti loro; la Regina fece soltanto capir loro che se avessero ritardato +un momento avrebbero perduta la vita. + +Mentre giuocavano, la Regina continuava a querelarsi con altri +giuocatori, gridando sempre "Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il +capo!" Coloro ch'erano sentenziati a morte, erano guardati da soldati +che doveano cessare di servire d'archi al giuoco, e così in meno di +mezz'ora, non c'erano più archi, e tutt'i giuocatori, eccettuati il Re +la Regina ed Alice, erano guardati e condannati nel capo. + +Finalmente la Regina lasciò il giuoco, tutta sbuffante ed anelante, e +disse ad Alice, "Hai veduto la Falsa-Testuggine?" + +"Nò," disse Alice. "Non so neppure che sia la Falsa-Testuggine." + +"È quella con cui si fa la minestra, di falsa Testuggine," disse la +Regina. + +"Non ne ho mai veduto, nè udito parlare," soggiunse Alice. + +"Vieni dunque," disse la Regina, "ed essa ti racconterà la sua storia." + +Mentre andavano insieme, Alice sentì che il Re diceva a voce bassa a +tutt'i condannati, "Fo grazia a tutti." "Oh, ne son lieta!" disse fra sè +Alice, perchè sapete, la nostra fanciulla era mestissima vedendo tanta +gente condannata a morte dalla Regina. + + [Illustrazione] + +Tosto giunsero vicino a un Grifone, accoccolato e dormente al sole. (Se +voi non sapete che è il Grifone, guardate la vignetta.) "Su, su, pigro!" +disse la Regina, "conducete questa fanciulla a vedere la +Falsa-Testuggine che le farà il racconto della sua vita. Quanto a me +debbo tornare indietro per fare eseguire alcune sentenze di morte;" e +andò via, lasciando Alice sola col Grifone. Non piacque ad Alice +l'aspetto della bestia, ma poi riflettendo che il rimaner col Grifone +non era tanto pericoloso per lei quanto il rimanere con quella selvaggia +Regina, stette lì, ed aspettò. + +Il Grifone si levò, si stropicciò gli occhi, aspettò che la Regina +sparisse totalmente e poi si mise a sghignazzare. "Che commedia!" disse +il Grifone, parlando un po' a sè stesso, un po' ad Alice. + +"Qual'_è_ la commedia?" domandò Alice. + +"_È_ lei stessa," soggiunse il Grifone. "È un ruzzo che ha in testa: ma +le teste non son mai mozzate per ciò. Venite!" + +"Quì ognuno comanda 'Venite!'" osservò Alice, mentre lo seguiva +lentamente. "Non sono stata mai così comandata in tutta la mia vita!" + +Non si erano di molto inoltrati quando videro a una certa distanza la +Falsa-Testuggine, che sedeva mesta e soletta sull'orlo d'una rupe, ed +essendosi avvicinati un poco più, Alice sentì che sospirava come se le +si spezzasse il cuore. Ella n'ebbe compassione. "Perchè si duole?" +domandò al Grifone, e il Grifone rispose un po' su un po' giù come +dianzi, "È un ruzzo che ha in testa, non ha dolore di sorta. Venite!" + +E andarono verso la Falsa-Testuggine, che li riguardò con certi occhioni +ripieni di lagrime, ma senza far motto. + +"Questa fanciulla," disse il Grifone, "vorrebbe sentire la vostra +storia, vorrebbe." + +"Gliela racconterò," rispose la Falsa-Testuggine con voce profonda e +sepolcrale. "Sedete, e non dite una parola sin che io abbia terminato." + +E sedettero, e per qualche minuto, niuno fiatò. Intanto Alice osservò +fra sè, "Non so come _mai_ terminerà, se non comincia mai." Ma aspettò +pazientemente. + +"Una volta," disse finalmente la Falsa-Testuggine con un gran sospirone +"io era una vera Testuggine." + +Quelle parole furono seguite da un altro lunghissimo silenzio, +interrotto soltanto da qualche "Hjckrrh!" dal Grifone e da' singhiozzi +continui della Falsa-Testuggine. Alice stava per levarsi e dirle, +"Grazie della vostra storia interessante," quando riflettè che essa +_doveva_ dire qualche cosa di più, e sedette tranquillamente, senza far +motto. + + [Illustrazione] + +"Quando eravamo piccini," continuò la Falsa-Testuggine, un poco più +quieta, ma sempre singhiozzando, "andavamo a scuola, al mare. La maestra +era una vecchia Testuggine--e noi la chiamavamo Tartaruga----" + +"Perchè la chiamavate Tartaruga se non era tale?" domandò Alice. + +"La chiamavamo Tartaruga perchè c'insegnava a tartagliare," disse la +Falsa-Testuggine con dispetto: "Avete poco comprendonio!" + +"Vi dovreste vergognare di far questioni tanto semplici," aggiunse il +Grifone; e poi zittirono, ed entrambi fissarono gli occhi sulla povera +Alice che le pareva sprofondarsi sotterra. Finalmente il Grifone disse +alla Falsa-Testuggine, "Va innanzi, comare! Ma non andar per le lunghe, +sai!" E così continuò: + +"Andavamo a scuola al mare, benchè voi non lo crediate----" + +"Non ho mai detto ciò!" interruppe Alice. + +"Ma sì," tuonò la Falsa-Testuggine. + +"Zitta!" soggiunse il Grifone pria che Alice avesse potuto rispondere. +La Falsa-Testuggine continuò: + +"Noi fummo educate benissimo--in fatti andavamo a scuola ogni +giorno----" + +"_Anch'io_ andava a scuola ogni giorno," disse Alice; "non bisogna +vantarsi per così poco." + +"E avevate degli _extra_?" domandò la Falsa-Testuggine con qualche +ansietà. + +"Sì," rispose Alice, "imparavamo il Francese e la musica." + +"E il bucato?" disse la Falsa-Testuggine. + +"No, davvero!" disse Alice tutta corrucciata. + +"Ah! La vostra dunque non era una buona scuola," disse la +Falsa-Testuggine, come se si sentisse sollevata. "Nella _nostra_, c'era +alla fine del programma: 'EXTRA: Francese, musica, e _bucato_.'" + +"Ma non ne avevate bisogno," disse Alice; "voi vivevate nel fondo del +mare." + +"Non ho avuto mai mezzi per impararlo," soggiunse sospirando la +Falsa-Testuggine. "Così seguii soltanto i corsi ordinarii." + +"Cioè?" domandò Alice. + +"A Reggere e Stridere prima di tutto," rispose la Falsa-Testuggine: "e +poi le diverse operazioni dell'Aritmetica--Ambizione, Distrazione, +Bruttificazione, e Derisione." + +"Non ho mai sentito parlare di '_Bruttificazione_,'" disse Alice. "Ch'è +mai?'" + +Il Grifone levò le due zampe all'aria in segno di sorpresa e sclamò: +"Mai sentito parlare di _bruttificazione_! Ma sapete che significa +_bellificazione_, eh?" + +"Sì," rispose Alice, ma un pò dubbiosa: "significa--rendere--qualche +cosa--più bella." + +"Ebbene," continuò il Grifone, "se non sapete che significa bruttificare +_voi siete_ una sciocca." + +Alice non si vedeva incoraggiata a fare altre domande, così si rivolse +alla Falsa-Testuggine, e disse, "Che altro dovevate imparare?" + +"Ecco, c'era la Stoia," rispose la Falsa-Testuggine, contando i soggetti +ad uno ad uno sulle natatoie--"la Stoia antica e moderna con la +Girografia: poi il Disdegno--il Maestro di Disdegno era un vecchio +grongo, e veniva una volta la settimana: c'insegnava il Disdegno, il +Passaggio, e la Frittura ad Occhio." + +"_E questa_ a che rassomigliava ella?" disse Alice. + +"Non ve la potrei mostrare," rispose la Falsa-Testuggine, "perchè +vedete, son tutto d'un pezzo. E il Grifone non l'ha mai imparata." + +"Non ebbi tempo," rispose il Grifone: "ma studiai le lingue classiche, e +bene. Ebbi per maestro un vecchio granchio, sapete." + +"Non andai mai da lui," disse la Falsa-Testuggine con un sospiro: "mi +dissero che insegnava Catino, e Gretto." + +"Proprio così," disse il Grifone, sospirando anche lui, ed entrambe le +bestie nascosero la faccia fra le zampe. + +"Quante ore di lezione avevate al giorno?" disse Alice prontamente, per +mutare argomento. + +"Dieci ore il primo giorno," rispose la Falsa-Testuggine: "nove il +secondo, e così discorrendo." + +"Che metodo curioso!" sclamò Alice. + +"Ma è questa la ragione perchè si chiamano lezioni," osservò il Grifone: +"perchè soffrono lesioni ogni giorno." + +Era nuova quell'idea per Alice, e ci pensò su un poco prima di fare +quest'altra osservazione. "Allora avevate vacanza l'undecimo giorno?" + +"S'intende," disse la Falsa-Testuggine. + +"E come facevate nel duodecimo?" domandò vivamente Alice. + +Ma il Grifone l'interruppe, e disse con voce risoluta, "Basta in quanto +alle lezioni: dìlle ora qualche cosa dei giuochi." + + + + +CAPITOLO X. + +LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI. + + +La Falsa-Testuggine diè fuori un gran sospiro e passò il rovescio d'una +natatoia sugli occhi. Riguardò ad Alice e cercò di parlare, ma per +qualche istante i singhiozzi glielo impedirono. "Ei pare ch'abbia un +osso a traverso della gola," disse il Grifone, e si accinse a scuoterla +e a batterle la schiena. Finalmente la Falsa-Testuggine ricoverò la +voce, e con le lagrime che gli colavano sulle guancie, riprese il +discorso:-- + +"Forse voi non siete vissuta lungo tempo nel fondo del mare"--("Nò, +certo," disse Alice)--"e forse non siete stata mai presentata a un +Gambero"--(Alice stava per dire "Una volta gustai----" ma inghiottì la +frase, e disse, "Nò mai")--"così voi non potete farvi una idea della +bellezza d'una contraddanza de' Gamberi!" + +"Nò, davvero," rispose Alice. "Ma ch'è mai la contraddanza de' Gamberi?" + +"Ecco," disse il Grifone, "prima di tutto si forma una linea lunghesso +la spiaggia----" + +"Due linee!" gridò la Falsa-Testuggine. "Foche, testuggini di mare, +salmoni e simili: poi quando avete tolti via della spiaggia i polipi +viscosi----" + +"E _ciò_ fa perdere molto tempo," interruppe il Grifone. + +"---- voi fate un _avant-deux_." + +"Ognuno avendo un Gambero per cavaliere," gridò il Grifone. + +"Eh, già!" disse la Falsa-Testuggine: "voi fate un _avant-deux_, poi un +_balancé_----" + +"---- scambiate i Gamberi, e ritornate _en place_," continuò il Grifone. + +"E poi, capite?" continuò la Falsa-Testuggine, "voi scaraventate i----" + +"I Gamberi!" urlò il Grifone, saltando come un matto. + +"---- nel mare con tutta la vostra forza----" + +"Indi nuotate dietro a loro!" strillò il Grifone. + +"Fate una capriola nel mare!" gridò la Falsa-Testuggine, saltellando +mattamente quà e là. + +"Scambiate di nuovo i Gamberi!" vociò il Grifone a squarciagola. + +"Ritornate a terra di nuovo, e--e questa è la prima figura," disse la +Falsa-Testuggine, abbassando la voce tutt'a un tratto, e le due bestie +che pur dianzi saltavano follemente, si sdraiarono meste, silenziose, e +guardarono Alice. + +"Debb'essere una gran bella contraddanza, cotesta," disse timidamente +Alice. + +"Ne vorreste avere un saggio?" domandò la Falsa-Testuggine. + +"Mi piacerebbe di molto," disse Alice. + +"Animo dunque, facciamo la prima figura!" disse la Falsa-Testuggine al +Grifone. "Possiamo farla senza Gamberi, sapete. Chi canterà?" + + [Illustrazione] + +"Cantate _voi_," disse il Grifone. "Io ho dimenticate le parole." + +E cominciarono a ballare gravemente intorno ad Alice, pestandole i piedi +quando le si avvicinavano troppo, e battendo il tempo con le zampe, +davanti, mentre la Falsa-Testuggine cantava adagio adagio, e +mestamente: + + _Nasel disse, a Lumaca--"Cammina un pò più lesta, + Chè un Porcellin di mare--la coda mi calpesta!-- + Già Gamberi e Testùdi--sen vengono a fidanza, + E aspettano il segnale--per cominciar la danza. + Volete voi, volete,--volete voi ballare? + Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?_ + + _"Che gioja! che delizia!--Innanzi e indietro andremo; + Nel mar scaraventati--co' Gamberi saremo!" + Rispose la Lumaca:--"Oimè! gli è un pò lontano! + A me non piace un ballo--cotanto ardito e strano!" + Volete voi, volete,--volete voi ballare? + Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?_ + + _"Che male!" gli rispose--il candido Nasello, + "Di là c'è un'altra sponda--c'è un suolo assai più bello; + Dall'Adria alla Dalmazia--faremo un salto audace, + Oh non temer, carina,--sta quieta e vivi in pace! + Volete voi, volete,--volete voi ballare? + Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?"_ + +"Grazie tante! è una bella contraddanza," disse Alice, lieta che fosse +finita; "e poi quel canto curioso del Nasello mi piace tanto!" + +"A proposito dei Naselli," disse la Falsa-Testuggine, "essi sono--voi ne +avete veduti, non è vero?" + +"Sì," rispose Alice, "li ho veduti spesso a tavo----" e inghiottì il +resto della parola. + +"Non so dove sia Tavo," disse la Falsa-Testuggine, "ma se voi li avete +veduti spesso, sapete che cosa sono." + +"Lo credo," rispose Alice, raccorgendosi. "Hanno la coda in bocca, e son +tutti coperti di pan grattato." + +"V'ingannate in quanto al pan grattato," soggiunse la Falsa-Testuggine: +"le miche di pane sparirebbero nel mare. Ma essi _hanno_ però la coda in +bocca; e la ragione è questa----" e quì la Falsa-Tartaruga sbadigliò, e +chiuse gli occhi.--"Ditegliela voi la ragione," chiese al Grifone. + +"La ragione è la seguente," disse il Grifone, "essi _vollero_ andare al +ballo co' Gamberi; e così furono buttati nel mare; e così fecero il +capitombolo molto al di là; e così si attaccarono la coda in bocca; e +così non potettero distaccarsela più; e questo è quanto." + +"Grazie," disse Alice, "davvero è interessante. Non ne seppi mai tanto +intorno a' naselli." + +"Presto, fateci un racconto delle _vostre_ avventure," disse il Grifone. + +"Ve ne potrei raccontare cominciando da stamane," disse Alice assai +timidamente; "ma è inutile raccontarvi quelle di ieri, perchè--ieri io +era tutt'altra persona." + +"Oh! spiegateci ciò," disse la Falsa-Testuggine. + +"No, no! prima le avventure," sclamò il Grifone, impaziente: "le +spiegazioni sono lungaggini nojose." + +Così Alice cominciò a raccontar loro i casi suoi sin dal momento che +incontrò il Coniglio bianco: ma bentosto cominciò a sentire un poco di +paura che le due bestie le si erano appiccicate ai fianchi, slargando +gli occhi e spalancando le bocche, però in pochi istanti la piccina si +riebbe dal timore. I suoi uditori si mantennero quieti sino a che ella +giunse alla ripetizione del "_Guglielmo, tu sei vecchio_" da lei fatta +al Bruco, e siccome le parole le uscivano tutte diverse dal vero +originale, la Falsa-Testuggine diè fuori uno de' suoi sospironi, e +disse, "È curioso davvero!" + +"È curioso come la curiosità," sclamò il Grifone. + +"È uscito fuori tutto diverso!" soggiunse la Falsa-Testuggine dopo +averci riflettuto sopra. "Vorrei che ella ci recitasse qualche cosa ora. +Dìlle che cominci." E guardò il Grifone pensando ch'egli avesse autorità +sopra Alice. + +"Levatevi," disse il Grifone, "e ripeteteci la canzona piemontese +'_Trenta quaranta----_'" + +"Oh come queste bestie comandano! e fanno recitar le lezioni!" pensò +Alice. "Sarebbe lo stesso per me che fossi a scuola." Ciò non di meno si +levò, e cominciò a ripeter quel Canto; ma la sua testolina era tanto +piena di Gamberi e di Contraddanze, che non sapea che si dicesse, e i +versi usciron fuori assai male:-- + + _"Son trenta e son quaranta"--il Gambero già canta + "M'han troppo abbrustolito--mi voglio inciprïare, + In faccia a questo specchio--mi voglio spazzolare, + E voglio rivoltare--e piedi e naso in su!"_ + + [Illustrazione] + +"Ma cotesto costì gli è diverso da quello ch'_io_ recitava quando era +bimbo," disse il Grifone. + +"Non l'ho mai sentito prima," osservò la Falsa-Testuggine; "ma gli è +sciocco oltremisura." + +Alice non rispose; ma sedette con la faccia nascosta fra le mani, +pensando se _mai_ le cose tornassero una volta al loro corso naturale. + +"Vorrei che me lo spiegaste," domandò la Falsa-Testuggine. + +"Non sa spiegarlo," disse il Grifone: "Cominciate la seconda strofa." + +"A proposito di piedi," continuò la Falsa-Testuggine. "Come _poteva_ +egli rivoltarli, e col naso per giunta?" + +"È la prima posizione nel ballo," disse Alice; ma era talmente +imbarazzata con quell'argomento, che non vedeva il momento di mutar +soggetto. + +"Continuate la seconda strofa," replicò il Grifone con impazienza; +"comincia '_Bianca la sera_.'" + +Alice non osava disubbidire, benchè fosse sicura che la reciterebbe +tutt'al rovescio, e disse con voce tremante:-- + + _"Bianca la sera appare--nel lor giardino, in fretta, + Mangiavano un pasticcio--l'ostrica e la civetta--"_ + +"Perchè recitarci tutte coteste sciocchezze?" interruppe la +Falsa-Testuggine, "se non ce le spiegate? È una vera Babelle di +confusione!" + +"Sì, fareste meglio di smettere," disse il Grifone, e Alice fu lieta di +terminare quella filastrocca. + +"Vogliamo provare un'altra figura della contraddanza de' Gamberi?" +continuò il Grifone. "O preferireste invece una canzona dalla +Falsa-Testuggine?" + +"Oh sì, una canzona, se la Falsa-Testuggine vorrà cantarcela," rispose +Alice, ma con tanta premura che il Grifone gridò con una voce di bestia +offesa. "Ah! Chi può spiegare i gusti altrui? Compare, cantaci la +canzona della _Zuppa di Testuggine_." + +La Falsa-Testuggine sospirò profondamente, e con voce talvolta soffocata +da singhiozzi, cantò così:-- + + _"Astro di sera! O verdeggiante e ricca + Zuppa che fumi in concava zuppiera! + In te rapito il cucchiaion si ficca, + E ne riempie una scodella intiera! + Astro di sera! deliziosa Zuppa! + In te il mio pan s'inzuppa! + E di te canto--o Zup--pa!-- + Canto all'Astro di sera; + Canto la tua bontà, civile Zuppa!_ + + _"Astro di sera! E chi sarà lo sciocco + Che a te preferirà sia pesce o caccia, + S'ei di te può comprarne anche un baiocco + Per lavarsi lo stomaco e la faccia? + Astro di sera! deliziosa Zuppa! + In te il mio pan s'inzuppa! + E di te, canto--o Zup--pa! + Canto all'Astro di sera; + Canto la tua bonTA CI--VILE ZUPPA!"_ + +"_Bis_ il Coro!" gridò il Grifone, e la Falsa-Testuggine si preparava a +ripeterlo, quando s'udì una voce in distanza: "Comincia il processo!" + +"Vieni, vieni!" gridò il Grifone, e prendendo Alice per mano, fuggì con +lei, senza aspettar la fine del coro. + +"Che processo?" domandò Alice, tutta affannata mentre fuggiva, ma il +Grifone rispose soltanto "Vieni!" e scappava più lesto, mentre il vento +portava sempre più debolmente alle loro orecchie l'eco fuggevole delle +parole soavi e malinconiche:-- + + _"Canto all'Astro di sera; + Canto la tua bon--ta ci--vile--Zuppa!"_ + + + + +CAPITOLO XI. + +CHI HA RUBATO LE TORTE? + + +E giunsero; e videro che il Re e la Regina di Cuori erano seduti in +trono, circondati da una gran folla composta di uccellini, di bestioline +e da tutto il mazzo di carte: il Fante stava davanti, incatenato, con un +soldato a destra e un altro a sinistra: presso al Re stava il Coniglio +bianco con la tromba in una mano, e un ruotolo di pergamene nell'altra. +Nel mezzo della corte c'era una tavola, con un gran piatto di torte le +quali sembravano tanto buone che risvegliarono l'appetito ad +Alice--"Vorrei che finissero presto il processo," pensò Alice, "e che ci +servissero quelle buone torte!" Ma siccome non ce n'era neppure la +speranza allora, ella cominciò a guardare tutt'intorno per uccidere il +tempo. + +Alice non era stata mai in un tribunale, ma ne avea letto alcunchè ne' +libri, e fu lieta di poter chiamare per nome tutti coloro che vedea. +"Quegli è il giudice," disse fra sè, "perchè porta quel gran +parruccone." + +E il giudice non era altro che il Re, e siccome portava la corona sopra +la parrucca (guardate il frontespizio per averne un'idea), era un poco +imbarazzato; certo non gli andava bene. + +"E quello è il seggio de' giurati," osservò Alice, "e quelle dodici +creature," (disse "creature," capite, perchè alcune erano bestie, ed +altre uccelli), "credo che sieno i giurati." E ripetè queste parole un +pajo di volte, fiera del suo sapere, poichè pensò, e ne avea ben d'onde, +che pochissime ragazze dell'età sua sapessero ciò. + +I dodici giurati erano occupatissimi a scrivere sulle lavagne. "Che cosa +fanno?" bisbigliò Alice all'orecchio del Grifone. "Non possono aver +nulla da scrivere, perchè il processo non è ancora cominciato." + +"Scrivono i loro nomi," bisbigliò in risposta il Grifone: "temono di +scordarsene pria che il processo sarà finito." + +"Sciocchi!" gridò Alice con voce disdegnosa, ma si fermò subito perchè +il Coniglio bianco, sclamò, "Silenzio nel Tribunale!" e il Re inforcò +gli occhiali e si mise a riguardare ansiosamente in ogni parte per +vedere chi parlasse. + +Alice vedeva così bene come se fosse stata dietro le loro spalle, che +scrivevano "sciocchi," sulle loro lavagne: osservò altresì che uno di +loro non sapeva sillabare "sciocchi," e domandava al suo vicino come +dovea compitarlo. "Che ammasso di scarabocchi faranno sulle lavagne pria +che il processo sia terminato!" pensò Alice. + +Uno de' giurati aveva una matita che scricchiolava. Alice _non_ la +poteva soffrire, e perciò girò intorno al Tribunale, giunse alle spalle +di lui e colse tosto il destro per strappargliela. Ciò fece con tale +lestezza che il piccolo giurato (era Tonio, la Lucertola) non seppe che +fosse della sua matita; girò quà e là per ritrovarla, ma invano, perciò +dovette rassegnarsi a scrivere col dito in tutto il resto della +giornata. Ciò valse poco, perchè il dito non lasciava traccia alcuna +sulla lavagna. + +"Usciere, leggete l'atto d'accusa!" disse il Re. + +Allora il Coniglio diè tre squilli di tromba, poi aprì il ruotolo delle +pergamene, e lesse così:-- + + _"La Regina di Cuori + Fè delle torte in un bel dì d'està: + L'empio Fante di Cuori + Rubò le torte; e certo, a morte andrà!"_ + +"Ponderate il vostro verdetto," disse il Re a' giurati. + +"Non tanta fretta!" interruppe vivamente il Coniglio. "Vi son molte cose +da fare prima!" + + [Illustrazione] + +"Chiamate il primo testimonio," disse il Re; e il Coniglio bianco diè +tre squilli di tromba, e gridò: "Il primo testimonio!" + +Ora il primo testimonio era il Cappellaio. Venne con una tazza di tè in +una mano, una fetta di pane col burro nell'altra. "Domando perdono alla +Maestà Vostra," disse, "se vengo così impacciato; ma il fatto sta ch'io +non avea finito ancora di prendere il tè quando fui chiamato." + +"Avreste dovuto finirlo," rispose il Re. "Quando avete cominciato a +prenderlo?" + +Il Cappellaio guardò la Lepre-marzolina che l'avea seguito al Tribunale +andando a braccetto col Ghiro. "_Credo_, al quattordici di Marzo," disse +il Cappellaio. + +"Al quindici," sclamò la Lepre-marzolina. + +"Al sedici," soggiunse il Ghiro. + +"Notate queste cose," disse il Re ai giurati, e questi si misero a +scrivere con molta premura le tre date, sopra le lavagne, e poi le +sommarono riducendole a lire e centesimi. + +"Cavatevi il cappello," disse il Re al Cappellaio. + +"Non è mio," rispose il Cappellaio. + +"_È rubato!_" sclamò il Re, rivolto a' giurati, i quali subito presero +nota del delitto. + +"Ne tengo per venderli," soggiunse il Cappellaio per spiegare il fatto: +"Non ne ho di mio. Sono un cappellaio." + +Quì la Regina inforcò gli occhiali, guardò fieramente il Cappellaio che +allibbì di paura. + +"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re; "e non siate spaventato, +altrimenti vi farò subito mozzare il capo." + +Queste parole non incoraggirono punto il testimone: ei non si reggeva +più in gambe; guardava ansiosamente la Regina, e confuso, morsicò un bel +pezzo del labbro della tazza, invece del pane col burro. + +Giusto allora Alice provò una sensazione curiosissima, che la riempì di +sorpresa, sino a che potette rendersene ragione: ella cresceva di nuovo; +pensò che sarebbe stato bene per lei di lasciare il Tribunale, ma poi +riflettendoci su, volle restare, almeno sino a che vi fosse spazio per +lei. + +"Vorrei che non pigiaste tanto," disse il Ghiro che le sedeva vicino. +"Posso appena respirare." + +"Non posso fare a meno," rispose soavemente Alice: "Vedete, stò +crescendo." + +"Voi non avete nessun dritto di crescere _quì_," urlò il Ghiro. + +"Non dite delle sciocchezze," gridò Alice, "sapete che anche voi +crescete." + +"Sì, ma non tanto," soggiunse il Ghiro: "_io_ non cresco a quel modo +ridicolo." E borbottando fra sè, si alzò, e andò a mettersi all'altro +lato del Tribunale. + +Intanto la Regina non avea mai sviato il suo sguardo feroce dal +Cappellaio, e mentre il Ghiro traversava la sala del tribunale, disse ad +un usciere, "Recatemi la lista de' cantanti nell'ultimo concerto!" A +queste parole il Cappellaio tremò a verghe, così che le scarpe gli +scappavano da' piedi. + +"Rendete la vostra testimonianza," ripetè fieramente il Re, "o vi farò +mozzare il capo, poco importa che tremiate o no." + +"Maestà, sono un povero sventurato," cominciò il Cappellaio con voce +tremante, "ed ho appena cominciato a prendere il tè--non è ancora una +settimana--e in quanto al pane col burro che si assottiglia--e alla +testa soppressata." + +"Che soppressata?" sclamò il Re. + + [Illustrazione] + +"La testa soppressata _cominciò_ col tè," rispose il Cappellaio. + +"Sicuro che 'testa' comincia con un T!" disse vivamente il Re. "M'avete +voi preso per un gonzo? Andate via!" + +"Sono un povero sventurato," continuò il Cappellaio, "e dopo il tè, +tentennavano tutti,--solo la Lepre-marzolina disse----" + +"Non dissi niente!" interruppe con impeto la Lepre-marzolina. + +"Lo diceste!" disse il Cappellaio. + +"Lo nego!" replicò la Lepre-marzolina. + +"Lo nega," disse il Re: "ebbene lasciate andare." + +"Bene, ad ogni modo il Ghiro disse----" e il Cappellaio lo guardò per +vedere s'egli pure volesse dargli una mentita: ma il Ghiro non negava, +dormiva profondamente. + +"Dopo ciò," continuò il Cappellaio, "mi preparai un'altra fetta di pane +col burro----" + +"Ma che cosa disse il Ghiro?" domandò un giurato. + +"Non me lo posso ricordare," disse il Cappellaio. + +"Voi _dovreste_ ricordarlo," osservò il Re, "se no vi farò mozzare il +capo." + +Il misero Cappellaio si lasciò cadere la tazza, il pane col burro, e le +ginocchia a terra, e sclamò: "Maestà, sono un povero mortale!" + +"Siete un _povero oratore_," disse il Re. + +Qui un porcellino d'India diè un applauso, ma subito fu soppresso dagli +uscieri del Tribunale. (Ed ecco come fecero: presero un sacco di +canavaccio con de' legacci all'orlo; vi gittaron giù capovolto il +porcellino d'India, e poi vi si sedettero sopra.) + +"Son contenta d'aver veduto ciò," pensò Alice. "Ho letto tante volte ne' +giornali, alla fine de' processi, 'Vi fu un tentativo d'approvazione che +fu subito soppresso dagli uscieri del Tribunale,' ma sino ad ora non +potetti mai comprendere che volesse dire." + +"Se è questo tutto quel che sapete, voi potete ritirarvi," continuò il +Re. + +Quì un altro porcellino d'India diè un applauso, ma fu soppresso. + +"Addio, porcellini d'India! non vi vedrò più!" disse Alice. "Ora le cose +andranno meglio." + +"Vorrei piuttosto finire il mio tè," disse il Cappellaio, riguardando +con ansietà la Regina, la quale leggeva la lista de' cantanti. + +"Potete andare," disse il Re, e il Cappellaio fuggì dal Tribunale, senza +nemmeno rimettersi le scarpe. + +"---- e mozzategli il capo fuori," soggiunse la Regina indirizzandosi ad +un ufficiale; ma il Cappellaio era sparito dalla vista, pria che +l'ufficiale giungesse alla porta. + + [Illustrazione] + +"Chiamate l'altro testimonio!" gridò il Re. + +Era la cuoca della Duchessa. Aveva la pepaiola in mano, e Alice indovinò +chi fosse, anche prima che entrasse nel Tribunale, perchè tutti coloro +ch'erano vicini all'uscio cominciarono a starnutire. + +"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re. + +"No," rispose la cuoca. + +Il Re guardò con ansietà il Coniglio bianco che mormorò a voce bassa, +"Maestà, esaminate da voi stesso _questo_ testimone." + +"Bene, se debbo farlo, mi converrà farlo," disse il Re con una ciera +malinconica, e dopo aver poste le braccia conserte al petto, e fatto gli +occhiacci alla cuoca, disse con voce profonda, "Di che sono composte le +torte?" + +"Di pepe, per la maggior parte," rispose la cuoca. + +"Di melazzo," soggiunse una voce sonnolenta dietro ad essa. + +"Afferrate quel Ghiro!" gridò la Regina. "Tagliategli il capo! Fuori +quel Ghiro! Sopprimetelo! Pizzicatelo! Strappategli i baffi!" + +Durante qualche istante il Tribunale fu una vera confusione, mentre il +Ghiro era preso; e quando si ristabiliva l'ordine, la cuoca era sparita. + +"Non importa!" disse il Re con un'aria di sollievo. "Chiamate l'altro +testimone." E bisbigliò all'orecchio della Regina: "Cara mia dovreste +esaminar _voi_ l'altro testimone." + +Alice stava osservando il Coniglio che ripassava la lista, curiosa di +vedere chi mai sarebbe l'altro testimone--"perchè _sin' ad ora_ non +hanno affatto prove," diceva fra sè. Figuratevi la sua sorpresa, quando +il Coniglio bianco chiamò con la sua voce stridula "Alice!" + + + + +CAPITOLO XII. + +TESTIMONIANZA D'ALICE. + + +"Eccomi!" rispose Alice, e dimenticando che in quegli ultimi momenti era +cresciuta smisuratamente, saltò su molto lesta, rovesciando col suo +gonnellino il palchetto de' giurati, di tal che questi capitombolarono +con la testa in giù sulla folla ch'era di sotto, e restarono con le +gambe all'aria. Ciò le rammentò il rovescione che la settimana avanti +aveva casualmente dato a un globo di cristallo che conteneva de' +pesciolini dorati. + +"Oh, vi _prego_ d'avermi per iscusata!" sclamò con voce d'angoscia, e +cominciò a raccattarli con molta sollecitudine, perchè piena dell'idea +de' pesciolini dorati caduti dal globo, pensava che dovea prontamente +raccoglierli e rimetterli nel palchetto de' giurati, se no sarebbero +morti. + + [Illustrazione] + +"Il processo," disse il Re con voce autorevole e grave, "non potrà +andare innanzi, se non quando tutt'i giurati saranno rimessi ne' loro +proprii posti,--dico _tutti_" soggiunse con molta enfasi, riguardando +fieramente Alice. + +Alice guardò il palchetto de' giurati, e vide che nella fretta, avea +rimessa la Lucertola col capo in giù, per cui la povera bestiolina +agitava la coda al di sopra ma in modo da eccitare la compassione, +perchè non poteva muoversi. Subito la estrasse, e la rimise +convenientemente; "non già perchè importi assai," disse fra sè, "poichè +nè la sua coda nè la sua testa recheranno vantaggio al processo." + +Appena che i giurati si rimisero dal colpo che li avea rovesciati, e che +furono ritrovate le lavagne e le matite, e consegnate loro, si misero a +scarabocchiare con molta premura la storia del loro ruzzolone, salvo la +Lucertola che non s'era riavuta e sedeva con la bocca spalancata, e +guardando la volta. + +"Che cosa sapete di quest'affare?" domandò il Re ad Alice. + +"Niente," rispose Alice. + +"Niente _affatto_?" replicò il Re. + +"Niente affatto," soggiunse Alice. + +"Ciò è molto importante," disse il Re, rivolgendosi a' giurati. Essi si +accingevano a scriverlo sulle lavagne, quando il Coniglio bianco li +interruppe: "_Non_-importante, è questo il senso delle parole di Vostra +Maestà," disse con voce rispettosa, ma saettandolo col guardo e +facendogli il visaccio mentre parlava. + +"_Non_-importante, già è quel che volea dire," soggiunse in fretta il +Re; e poi si mise a recitar fra' denti "importante--non-importante-- +non-importante--importante," come che volesse provare quale delle +due parole suonasse meglio all'orecchio. + +Alcuni de' giurati scrissero "importante," altri "non-importante." Alice +potette osservarlo, poichè era vicina a loro e potea sbirciare sulle +lavagne; "ma non importa niente," pensò fra sè. + +Allora il Re, che era stato occupatissimo a scrivere sul suo taccuino, +gridò "Silenzio!" e lesse dal suo libriccino "Regola quarantaduesima. +_Ogni persona, la cui altezza supera il miglio, deve uscire dal +Tribunale._" + +Ognuno riguardò Alice. + +"Io _non sono_ alta un miglio," disse Alice, + +"Sì che lo siete," rispose il Re. + +"Quasi due miglia d'altezza," soggiunse la Regina. + +"Ebbene, poco mi cale, ma non andrò via," disse Alice, "oltre a ciò +quella non è una regola regolare; l'avete inventata ora." + +"Che! è la più vecchia regola nel libro," rispose il Re. + +"Allora dovrebbe essere la regola prima," disse Alice. + +Il Re impallidì, e chiuse il taccuino in fretta. "Ponderate il vostro +verdetto," disse, rivolgendosi a' giurati, ma con voce sommessa e +tremolante. + +"Maestà vi sono altre testimonianze," disse il Coniglio bianco, +sbalzando in piedi. "Giusto adesso abbiam trovato questo foglio." + +"Che c'è dentro?" domandò la Regina. + +"Non l'ho aperto ancora," disse il Coniglio bianco, "ma sembra una +lettera, scritta dal prigioniere a--a qualcheduno." + +"Dev'essere così," disse il Re, "salvo che sia stata scritta a nessuno, +ciò che non si fa generalmente." + +"A chi è indirizzata?" domandò uno de' giurati. + +"Non ha indirizzo di sorta," disse il Coniglio bianco: "di fatti non c'è +scritto nulla _al di fuori_." E spiegò il foglio mentre parlava, e +soggiunse, "Somma tutto non è punto una lettera; è un accozzaglia di +versi." + +"Son dessi scritti dalla mano del prigioniere?" domandò un giurato. + +"Nò, non lo sono," rispose il Coniglio bianco, "ed è questa la più +strana di tutte le cose." (I giurati si riguardarono confusi). + +"Forse egli ha imitata la scrittura di qualcheduno," disse il Re. (Quì i +giurati si rasserenarono). + +"Maestà," disse il Fante, "non li ho scritti, e niuno potrebbe provarmi +l'opposto. E poi non c'è nessuna firma alla fine." + +"Il non averlo firmato," rispose il Re, "prova doppiamente il vostro +delitto. Voi _dovevate_ avere l'intenzione d'offendere, se no, da +galantuomo avreste firmato il foglio." + +Tutti applaudirono, e con ragione, perchè era quello il primo detto +spiritoso che il Re avesse detto in quel giorno. + +"Ciò _prova_ il suo delitto," sclamò la Regina. + +"Ciò non prova niente affatto!" disse Alice. "Ma se non sapete neppure +ciò che contiene il foglio!" + +"Leggetelo," disse il Re. + +Il Coniglio bianco inforcò gli occhiali, e domandò: "Maestà, dove debbo +incominciare?" + +"Cominciate dal principio," disse il Re con tuono solenne, "e continuate +sino alla fine: poi fermatevi." + +Or questi erano i versi letti dal Coniglio bianco:-- + + _"Ella vi fece un grazïoso invito, + Ed a lui mi voleste rammentar, + E quindi ella mi dètte il ben servito, + Ma mi disse: Non sai mica nuotar._ + + _Ch'io non la visitai, disse pur dianzi, + (E questo è il vero, e ognun di noi lo sa), + Ma se lei spingerà la cosa innanzi, + Oh dite, allor di voi che ne avverrà?_ + + _Una a lei dètti, ed essi due le diêro, + E voi men deste tre col sopra più; + Tutte a voi ritornarono--oh mistero! + Eppure erano mie, or nol son più._ + + _Se dessa od io per caso inopinato + Involti in quest'affare ci vedrem, + Confido in voi che ognun fia liberato; + Come prima fra noi li rivedrem._ + + _Spiegarmi alfine mi sarà concesso; + (Già, sapete, un attacco ella, sentì), + Ma voi foste per lui, per noi, per esso + L'ostacolo fatal che la colpì._ + + _Non gli dite giammai che preferisca + Costoro,--ciò debb'essere un mister, + Un secreto che altrui non apparisca, + Un secreto nascosto nel pensier."_ + +"È questo il più importante documento contro l'accusato," disse il Re, +stropicciandosi le mani; "or dunque i giurati----" + +"Se uno di loro potesse spiegarmelo," disse Alice (la quale era talmente +cresciuta in quegli ultimi istanti che non avea più paura d'interrompere +il Re), "gli darei cinquanta centesimi. _Io_ non credo che vi sia in +esso neppure un briciolo di senso comune." + +I giurati scrissero tutti sulle lavagne, "_Ella_ non crede che vi sia +in esso neppure un briciolo di senso comune," ma niuno cercò di spiegare +il senso di quel foglio. + +"Se non c'è senso comune," disse il Re, "ciò ci toglie da un mondo +d'imbarazzi, e noi certo non ci affanneremo per trovarvene uno. Eppure +non saprei," continuò spiegando il foglio sul ginocchio, e sbirciando la +poesia; "ma mi pare di vedere un senso occulto in essi--_'disse--Non sai +mica nuotar'_--voi non potete nuotare, non è vero?" continuò, +rivolgendosi al Fante. + +Il Fante scosse mestamente il capo, e disse, "Ne ho io l'apparenza?" (E +certamente, no, perchè era fatto tutto di cartone). + +"Bene per ora," disse il Re, e continuò fra sè stesso a borbottare su' +versi: "_'E questo è il vero, e ognun di noi lo sa'_--ciò si riferisce +a' giurati, non c'è dubbio--_'Una a lei dètti, ed essi due gli +diêro'_--ciò spiega l'uso ch'egli fece delle torte, intendete--" + +"Ma," disse Alice, "continua con le parole _'Tutte a voi +ritornarono.'_" + + [Illustrazione] + +"Già, esse sono là," disse il Re con un'aria di trionfo, indicando le +torte ch'erano sulla tavola. "Niente di più chiaro di _ciò_. +Continua--_'Già, sapete, un attacco ella sentì'_--voi non aveste mai +degli attacchi nervosi, cara mia, non è vero?" soggiunse, rivolgendosi +alla Regina. + +"Non mai!" tuonò furiosamente la Regina, e in quell'istante scagliò un +calamajo al capo della Lucertola. (Il povero Tonietto avea abbandonato +l'uso di scrivere col dito sulla lavagna, perchè s'era accorto che non +vi lasciava traccia alcuna; ma ora si rimise sollecitamente all'opera, +usando l'inchiostro che gli gocciolava sulla faccia, e l'usò sinchè +n'ebbe). + +"Dunque queste parole non si _attaccano_, a voi," disse il Re, guardando +con la bocca sorridente tutt'intorno al Tribunale. E vi fu gran +silenzio. + +"È un bisticcio!" soggiunse il Re, con voce irata, e tutti allora +risero. "Che i giurati ponderino il loro verdetto," ripetè il Re, forse +per la ventesima volta in quel giorno. + +"No, no!" disse la Regina. "Prima la sentenza--poi il verdetto." + +"Ma che sciocchezze!" sclamò Alice ad alta voce. "Che idea d'aver prima +la sentenza!" + +"Tacete!" gridò la Regina, tutta infiammata in viso. + +"No certo!" disse Alice. + +"Decapitatela!" urlò la Regina con tutta la voce che aveva in gola. Ma +niuno si mosse. + + [Illustrazione] + +"Chi vi stima? chi vi teme?" disse Alice, (allora era cresciuta di tanto +che giungeva alla sua statura naturale). "Voi non siete altro che un +mazzo di carte!" + +Appena disse queste parole tutto il mazzo si sollevò in aria +furiosamente, e poi si rovesciò sopra la fanciulla: essa dette un +piccolo strillo, un po' commossa dalla paura, un po' dall'ira, e cercò +di respingerle da sè, ma si ritrovò sul poggio, col capo appoggiato +sulle ginocchia di sua sorella la quale le toglieva con molta +delicatezza alcune foglie appassite ch'erano cadute sulla sua faccia. + +"Risvegliati, Alice cara!" le disse la sorella; "che buona dormitona hai +fatto, eh!" + +"Oh! ho avuto un sogno tanto curioso!" disse Alice, e raccontò alla +sorella, il meglio che per lei si potesse tutte le strane Avventure che +avete lette sino ad ora; e quando finì, sua sorella la baciò, e le +disse, "È _stato_ davvero un sogno curioso, cara mia: ma ora, va' subito +a prendere il tè; è già tardi." E così Alice si levò, e, andò via, +pensando mentre correva, al sogno straordinario che aveva avuto. + + * * * * * + +Ma sua sorella rimase colà, e col capo appoggiato alla mano, tutta +intenta a riguardare il sol cadente, e riflettendo sulla piccola Alice e +sulle sue Avventure meravigliose, cadde in una specie d'assopimento, e +sognò talcosa simile a questo:-- + +Prima di tutto sognò la piccola Alice:--con le sue manine delicate e +congiunte sulle ginocchia di lei, e co' suoi grandi occhi lucenti fissi +in lei. Poteva sentire il vero suono della sua voce, e vedere quello +strano agitarsi della sua testolina per rigettare indietro i capelli +che _voleano_ per forza velarle il viso:--e mentre era tutta intenta ad +ascoltare, o sembrava che fosse così, tutto il luogo che la circondava +si animò, popolandosi di quelle creature vedute nel sogno dalla sua +sorellina. + +L'erba rigogliosa stormiva sotto di lei, mentre il Coniglio bianco +scappava via--il Sorcio spaventato s'apriva, sguazzando, una via in +mezzo dello stagno vicino--poteva sentire il rumore delle tazze, mentre +la Lepre-marzolina e gli amici suoi partecipavano a quel loro perenne +pasto--udiva la voce strillante della Regina che mandava i suoi invitati +al patibolo--anche una volta il bimbo porcellino starnutiva sulle +ginocchia della Duchessa, mentre i tondi e i piatti volavano d'ogni +intorno--anche una volta l'urlo del Grifone, lo scricchiolìo della +matita della Lucertola, la soppressione de' porcellini d'India +riempivano l'aria, sposati al singhiozzar lontano della miserabile +Falsa-Testuggine. + +E sedette, con gli occhi a metà chiusi, e quasi si credette davvero nel +paese delle Meraviglie; benchè sapesse che, aprendo gli occhi, tutto +sarebbe mutato in realtà desolante--avrebbe sentito l'erba stormire +all'agitar del vento--avrebbe veduto lo stagno increspato a causa delle +canne--il rumore delle tazze si sarebbe mutato nel tintinnìo dei +campanelli delle pecore, e la voce stridente della Regina nella voce del +pastorello--e gli starnuti del bimbo, l'urlo del Grifone, e tutti gli +altri strepiti curiosi, si sarebbero mutati (e lei n'era persuasa) nel +rumore confuso d'una fattoria, e il muggito lontano degli armenti +avrebbe surrogato i profondi singhiozzi della Falsa-Testuggine. + +Finalmente, volle figurarsi la sua sorellina già cresciuta e diventata +donna,--conservare ne' suoi anni maturi il cuore affettuoso e semplice +della sua fanciullezza--raccogliere intorno a sè altre fanciulle, e far +_loro_ brillare gli occhi beandoli con istorielle curiose e strane, e +forse anche col sogno delle Avventure nel Paese delle Meraviglie; e con +quanta simpatica tenerezza avrebbe ella stessa partecipato alle loro +innocenti angosce, e con quanta letizia alle loro gioje, riandando i +beati giorni della fanciullezza, e le gioconde giornate dell'estate. + + +FINE. + + + + +LONDRA: + +R. CLAY, FIGLI, E TAYLOR, STAMPATORI, + +BREAD STREET HILL. + + + + + * * * * * + + + + +Nota del Trascrittore + +La punteggiatura e l'ortografia originali sono state mantenute. Minimi +errori di stampa sono stati corretti senza annotazione. Sono stati +inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale): + + mancò che non glielo [gielo] portasse via. + affissandola in faccia con un certo fare [faze] inquieto + bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È [E] sotto + che s'era avvicinato [avvicinata] ad Alice, ed osservava la + vuole [voule]." + fra [far] breve." + le [e] tre date, sopra le lavagne, e poi le sommarono [sommaronol] + + + +***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE DELLE +MERAVIGLIE*** + + +******* This file should be named 28371-8.txt or 28371-8.zip ******* + + +This and all associated files of various formats will be found in: +https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371 + + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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