summaryrefslogtreecommitdiff
path: root/28371-8.txt
diff options
context:
space:
mode:
Diffstat (limited to '28371-8.txt')
-rw-r--r--28371-8.txt3990
1 files changed, 3990 insertions, 0 deletions
diff --git a/28371-8.txt b/28371-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..4dfa820
--- /dev/null
+++ b/28371-8.txt
@@ -0,0 +1,3990 @@
+The Project Gutenberg eBook of Le avventure d'Alice nel paese delle
+meraviglie, by Lewis Carroll, Translated by Teodorico Pietrocòla-Rossetti,
+Illustrated by Sir John Tenniel
+
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+
+
+
+Title: Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie
+
+
+Author: Lewis Carroll
+
+
+
+Release Date: March 20, 2009 [eBook #28371]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+
+***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE
+DELLE MERAVIGLIE***
+
+
+E-text prepared by Carlo Traverso, Barbara Magni, and the Project
+Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (https://www.pgdp.net) from
+digital material generously made available by Internet Archive
+(http://www.archive.org)
+
+
+
+Note: Project Gutenberg also has an HTML version of this
+ file which includes the original illustrations.
+ See 28371-h.htm or 28371-h.zip:
+ (https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371/28371-h/28371-h.htm)
+ or
+ (https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371/28371-h.zip)
+
+
+ Images of the original pages are available through
+ Internet Archive. See
+ http://www.archive.org/details/leavventuredalic00carr
+
+
+
+
+
+LE AVVENTURE D'ALICE
+NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.
+
+[Illustrazione]
+
+
+LE AVVENTURE D'ALICE
+NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.
+
+per
+
+LEWIS CARROLL.
+
+TRADOTTE DALL'INGLESE DA T. PIETROCÒLA-ROSSETTI.
+
+_CON 42 VIGNETTE DI GIOVANNI TENNIEL._
+
+
+
+
+
+
+
+Londra:
+MacMillan and Co.
+1872.
+
+(_Proprietà letteraria dell'autore._)
+
+Londra:
+R. Clay, Figli, E Taylor, Stampatori,
+Bread Street Hill.
+
+
+
+
+ In su' vespri giocondi, dolcemente
+ Sul lago tranquillissimo voghiamo,
+ Da delicate mani facilmente
+ Son mossi i remi, e alla ventura andiamo,
+ E pel timon che incerto fende l'onda
+ Va la barchetta errante e vagabonda.
+
+ Mentre oppresso dal sonno, in luminose
+ Visioni il mio pensiero vaneggiava,
+ Mi destaron tre voci armonïose
+ Chiedendomi un Racconto! Io non osava
+ Fare il broncio severo ed il ribelle
+ A tre bocche di rose,--a tre donzelle!
+
+ La Prima, con la voce di comando,
+ Fieramente m'impone "Cominciate!"
+ La Seconda mi dice "Io ti domando
+ Un racconto di silfidi e di fate."
+ La Terza (io non l'avrei giammai creduto),
+ M'interrompe una volta ogni minuto.
+
+ Eccole! ferme, attente, silenziose,
+ Seguire con l'accesa fantasia
+ La Fanciulla vagante in portentose
+ Regïoni di sogni e poesia,
+ Che con bestie ed uccelli ognor favella,
+ E con forma del Ver l'Errore abbella.
+
+ La Storia non toccava ancora il fine
+ E appariva di già confusa e incolta;
+ Allor pregai le care fanciulline
+ Di finir la novella un'altra volta,
+ Ma risposer più vispe e più raggianti,
+ "No, _questa_ è la tua volta! Avanti, avanti!"
+
+ E così le Avventure raccontai
+ Ad una ad una alle fanciulle amate,
+ Ed or questa novella ne formai
+ Ch'è un tessuto di favole accozzate;--
+ Ma il Sol già volge al suo tramonto, andiamo!
+ Alla sponda! alla sponda, orsù, voghiamo!--
+
+ O Alice, accogli questa mia Novella,
+ E fra i sogni d'infanzia la riponi,
+ Deh! fanne d'essa una ghirlanda bella,
+ E sulla tua memoria la deponi,
+ Qual pellegrin che serba un arso fiore
+ Di suol lontano, e lo tien stretto al côre!--
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+ CAP. PAGE.
+
+ I. GIÙ NELLA CONIGLIERA 1
+
+ II. LO STAGNO DI LAGRIME 15
+
+ III. CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA 29
+
+ IV. LA CASETTINA DEL CONIGLIO 41
+
+ V. CONSIGLI D'UN BRUCO 58
+
+ VI. PORCO E PEPE 74
+
+ VII. UN TÈ DI MATTI 93
+
+ VIII. IL CROQUET DELLA REGINA 110
+
+ IX. STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE 128
+
+ X. LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI 145
+
+ XI. CHI HA RUBATO LE TORTE? 158
+
+ XII. TESTIMONIANZA D'ALICE 172
+
+
+
+
+[Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO I.
+
+GIÙ NELLA CONIGLIERA.
+
+
+Alice cominciava a sentirsi mortalmente stanca di sedere sul poggio,
+accanto a sua sorella, senza far nulla: una o due volte aveva gittato lo
+sguardo sul libro che leggeva sua sorella, ma non c'erano imagini nè
+dialoghi, "e a che serve un libro," pensò Alice, "senza imagini e
+dialoghi?"
+
+E andava fantasticando col suo cervello (come meglio poteva, perchè lo
+stellone l'avea resa sonnacchiosa e grullina), se il piacere di fare una
+ghirlanda di margherite valesse la noja di levarsi su, e cogliere i
+fiori, quand'ecco un Coniglio bianco con gli occhi di rubino le passò da
+vicino.
+
+Davvero non c'era _troppo_ da meravigliarsi di ciò, nè Alice pensò che
+fosse cosa _troppo_ stravagante di sentire parlare il Coniglio, il quale
+diceva fra sè "Oimè! Oimèi! ho fatto tardi!" (quando se lo rammentò in
+seguito s'accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le
+sembrò una cosa assai naturale): ma quando il Coniglio _trasse un
+oriuolo dal taschino del panciotto_, e vi affisò gli occhi, e scappò
+via, Alice saltò in piedi, perchè l'era venuto in mente ch'ella non avea
+mai veduto un Coniglio col panciotto e il suo rispettivo taschino, nè
+con un oriuolo da starvici dentro, e divorata dalla curiosità, traversò
+il campo correndogli appresso, e giunse proprio a tempo di vederlo
+slanciarsi in una spaziosa conigliera, di sotto alla siepe.
+
+In un altro istante, giù Alice scivolò, correndogli appresso, senza
+punto riflettere come mai avrebbe fatto per riuscirne fuori.
+
+La buca della conigliera sfilava diritto come una galleria di _tunnel_,
+e poi s'inabissava tanto rapidamente che Alice non ebbe un solo istante
+per considerare se avesse potuto fermarsi, poichè si sentiva cader giù
+rotoloni in qualche precipizio che rassomigliava a un pozzo
+profondissimo.
+
+Una delle due, o il pozzo era arci-profondo, o ella vi ruzzolava assai
+adagino, poichè ebbe tempo, mentre cadeva, di guardare tutto intorno, e
+stupiva pensando a ciò che le avverrebbe poi. Prima di tutto aguzzò la
+vista e cercò di vedere nel fondo per scoprire ciò che le accaderebbe,
+ma gli era bujo affatto e non ci si vedea punto: indi guardò alle pareti
+del pozzo ed osservò ch'erano ricoperte di credenze e di scaffali da
+libri; quà e là vide mappe e quadri che pendeano da' chiodi. Andando
+giù prese di volo un vasettino che aveva un cartello, lo lesse:
+"CONSERVA D'ARANCE," ma oimè! era vuoto e restò delusa: non volle
+lasciar cadere il vasettino per non ammazzare chi era in fondo, e
+andando sempre giù lo depose in un'altra credenza.
+
+"Bene," pensò Alice, "dopo una caduta tale, mi parrà proprio un niente
+il ruzzolare per le scale! A casa poi, come mi crederanno coraggiosa!
+D'ora innanzi, ancorchè cadessi dal tetto, non ne farei caso!" (E
+probabilmente dicea la verità.)
+
+E giù--e giù--e giù! Finirà _mai_ quella caduta? "Chi sa quante miglia
+ho percorse a quest'ora?" sclamò. "Davvero io stò per toccare il centro
+della terra. Vediamo: suppongo che saranno quattrocento miglia di
+profondità--" (come vedete, Alice aveva imparate molte di tali cose
+nelle sue lezioni, ma non era quella la _migliore_ occasione per fare
+sfoggio della sua erudizione, poichè non c'era niuno che l'ascoltasse,
+ciò non di meno era bene di ripassarle a mente)--"sì, la sarà questa la
+vera distanza, o press'a poco--ma vorrei sapere a quale grado di
+Latitudine o di Longitudine io sia giunta!" (Alice non sapea mica che
+fosse Longitudine o Latitudine, ma pensò ch'erano belle parolone a dire,
+e le disse!)
+
+Passò qualche istante e poi rincominciò. "Che dovessi io _traversare_ la
+terra? Sarebbe bella s'io uscissi fra le genti che camminano col capo in
+giù! Credo che si chiamino le Antipatie--" (questa volta fu contenta che
+non _ci fosse_ niuno che l'ascoltasse, perchè quel nome non le suonava
+giusto all'orecchio) "--ma domanderò loro che nome abbia quel paese. Di
+grazia, Signora, è questa la Nuova Zelanda? o l'Australia?" (e cercò di
+fare una riverenza mentre parlava--figuratevi, _far riverenza_ mentre si
+casca giù a precipizio! Dite, potreste farla voi?) "Ma se farò una tale
+domanda mi crederanno una sciocca. No, non la farò: forse troverò
+scritto il nome in qualche parte colaggiù."
+
+E giù--e giù--e giù! Non avendo nulla da fare, Alice rincominciò a
+cinguettare. "Dina mi cercherà stanotte!" (Dina era il nome della
+gatta). "Spero che si rammenteranno di darle il suo piattino di latte
+quando prenderanno il tè. Cara Dina mia! Vorrei che tu fossi meco
+quaggiù! Non vi son sorci nell'aria, ma sai, tu potresti afferrare una
+nottola ch'è simile al sorcio. Ma che! i gatti mangiano le nottole?" E
+quì Alice cominciò a sonniferare, e fra il sonno e la veglia continuò a
+ruminare fra' denti, "I gatti mangiano le nottole? I gatti mangiano le
+nottole?" E talvolta, "Le nottole mangiano i gatti?" perchè, vedete, non
+potendo rispondere a nessuna delle due quistioni, non le importava se
+invertiva il senso di esse. Sonnecchiava di già, e proprio allora
+cominciava a sognare che se ne andava a braccetto con Dina e che le
+diceva con faccia austera: "Dina, dìmmi la verità: hai tu mai mangiata
+una nottola?" quando, tonfete! cascò d'un subito sopra un mucchio di
+ramicelli e di foglie secche, e la caduta finì.
+
+Alice non si fece male e saltò in piedi lesta e pronta: guardò in alto,
+era bujo affatto: davanti a lei sfilava un lungo corridoio percorso dal
+Coniglio bianco ch'era sempre in vista. Non c'era tempo da perdere:
+Alice, come se avesse le ali, gli corse appresso, e sentì che sclamava,
+mentre svoltava a una cantonata,--"Giurammio! gli è tardi davvero!"
+Stava lì lì per raggiungerlo, ma appena passò la cantonata il Coniglio
+non si vide più; ed ella si trovò in una sala lunga e bassa, illuminata
+da una fila di lampade che pendevano dalla volta.
+
+V'erano porte tutt'intorno alla sala, ma erano tutte serrate, e dopo che
+Alice andò su e giù provando tutti gli usci per vedere se fosse
+possibile d'aprirne qualcheduno ma sempre inutilmente, si mise a
+camminar mestamente nel mezzo della sala, pensando come mai avrebbe
+potuto riuscirne fuori.
+
+ [Illustrazione]
+
+Tutt'a un tratto capitò vicina a un piccolo tavolino di cristallo solido
+e sorretto da tre piedi: non c'era altro su d'esso che una chiavettina
+d'oro: or la prima idea ch'ebbe Alice fu che quella potesse aprire uno
+degli usci della sala; e provò--ma oimè! o le toppe erano troppo
+grandi, o la chiavettina era troppo piccola; ma comunque fosse, non
+potette aprirne alcuno. Ciò non di meno, avendo fatto un secondo giro
+nella sala, capitò davanti a una cortina bassa che non aveva osservata
+prima, e dietro ad essa v'era un piccolo uscio, alto quindici pollici o
+giù di lì: provò la chiavettina d'oro se andasse alla toppa, e con molta
+allegrezza vide che c'entrava per l'appuntino!
+
+Alice aprì l'uscio e vide che dava a un piccolo corridoio, largo quanto
+una buca da topi: s'inginocchiò, e vide al di là del corridoio il più
+bel giardino del mondo. Oh! quanto desiderò d'uscir fuori da quella sala
+buja per correre su que' prati di fiori risplendenti, e lungo le chiare
+e fresche acque delle fontane, ma non l'era dato neppure di cacciare il
+capo fuori della buca; "e ancorchè il mio capo potesse passarvi," pensò
+la povera Alice, "mi servirebbe poco senza farci passare anche le
+spalle. Oh quanto bramerei riserrarmi come un telescopio! Credo che
+potrei farlo, se sapessi soltanto come cominciare." Poichè essendo
+ultimamente accadute tante cose straordinarie, Alice avea cominciato a
+persuadersi che poche fossero le cose veramente impossibili.
+
+ [Illustrazione]
+
+Era proprio tempo perso star lì piantata davanti all'usciolino, perciò
+Alice ritornò verso la tavola con una mezza speranza di potervi trovare
+sopra un'altra chiave, o almeno un libro il quale insegnasse alla gente
+a riserrarsi come un cannocchiale: questa volta vi trovò un'ampolla, ("e
+certo non c'era prima," disse Alice,) e aveva attaccato al collo un
+cartello sul quale a lettere di scatola era magnificamente scritta
+questa parola "BEVI."
+
+Và benissimo il dire "Bevi," ma Alice ch'era una ragazzina prudente, lì
+per lì non volle bere. "Nò, voglio prima vedere se c'è scritto
+'_veleno_;'" poichè ella aveva letto molte belle novellette sopra
+ragazzi ch'erano stati abbruciati, e mangiati vivi da bestie feroci, e
+cose simiglianti, e tutto ciò perchè non _vollero_ ricordarsi della
+prudenza ch'era stata loro insegnata in casi simili; come per esempio,
+non maneggiare le molle infocate perchè scottano; se col coltello ti fai
+sul dito un taglio _molto_ profondo, certo n'uscirà sangue; ed ella non
+avea dimenticato quell'altro avvertimento, se tu bevi smodatamente d'una
+bottiglia che ha l'iscrizione "veleno," presto o tardi ti farà male.
+
+Ciò non di meno quell'ampolla _non_ aveva l'iscrizione "veleno," perciò
+Alice si avventurò di assaggiarne il contenuto, e trovandolo delizioso
+(di fatto aveva un sapore misto di torta di ciliegie, di crema,
+d'ananasso, di tacchino arrosto, di torrone, e di crostini burrati), lo
+vuotò tutto d'un fiato.
+
+ * * * * *
+
+"Che curiosa sensazione!" disse Alice: "mi vo ristringendo come un
+cannocchiale!"
+
+Ed era proprio così: non aveva più che dieci pollici d'altezza, e il suo
+bel visino s'illuminò di gioja pensando che finalmente era giunta alla
+giusta statura per traversare l'usciolino, ed entrare nel bel giardino.
+Prima aspettò qualche minuto per vedere se rimpicciolisse di più; è vero
+che provò una certa ansietà su quel mutamento; "perchè, sapete, potrei
+rimpicciolirmi tanto da sparire affatto come una candela," disse Alice.
+"A chi assomiglierei allora?" E cercò di farsi un'idea dell'apparenza
+della fiamma d'una candela smorzata, poichè non potea nemmeno
+ricordarsi se mai avesse veduta una cosa simile!
+
+E scorsero alcuni momenti, e veggendo che nulla di nuovo le accadeva, si
+accinse ad entrare nel giardino; ma--povera Alice!--quando fu all'uscio,
+si accorse che avea dimenticata la chiavettina d'oro, e quando si
+rivolse verso la tavola dove l'avea lasciata, vide che non potea più
+arrivarla: essa la vedea chiaramente a traverso del cristallo, e fece
+ogni sforzo possibile per arrampicarsi ad uno de' piedi della tavola e
+montar su, ma gli era troppo sdrucciolevole; e dopo essersi affaticata
+invano per vincere quella difficoltà, la poverina si sedette e pianse.
+
+"Via! che vale abbandonarsi al pianto!" disse Alice a sè stessa; "io ti
+consiglio invece, o Signorina, di smetter subito quel piagnucolare!"
+Generalmente ella dava a sè stessa dei buoni consigli (benchè raramente
+poi li seguisse), e talvolta si rimproverava tanto severamente che le
+lagrime le scorrevano per le gote; e si rammentò che una volta stava lì
+lì per schiaffeggiarsi perchè s'era truffata in una partita di
+_croquet_ che giuocava contro a sè medesima, che questa straordinaria
+bimba trovava piacere a fingersi di essere due persone. "Ma ora è
+inutile voler credermi due persone," pensò la povera Alice, "me ne resta
+appena tanto per comporne _una_!".
+
+Ed ecco, le cadde sott'occhio una cassettina di cristallo che giaceva
+sotto la tavola: l'aprì, e vi trovò dentro un piccolo pasticcino, sul
+quale, con uva di Corinto, era scritto in belli caratteri "MANGIA."
+"Bene! lo mangerò," disse Alice, "e se mi farà crescere di molto,
+giungerò ad afferrare la chiavettina, e se mi farà rimpicciolire mi
+striscerò sotto l'uscio: così in un modo o in un altro entrerò nel
+giardino, e poi, sarà quel che sarà!"
+
+Ne mangiò un bocconcino, e mettendosi la mano sul capo, sclamò
+ansiosamente: "In qual modo? In qual modo?" per vedere in qual modo si
+mutava, ma restò molto sorpresa nel vedersi della stessa statura: certo,
+così accade a tutti coloro che mangiano pasticci, ma Alice s'era tanto
+abituata a veder cose straordinarie, che le sembrava una cosa stupida e
+sciocca quella di crescere, come si cresce generalmente.
+
+E tornò alla bisogna, e in pochi istanti ingoiò tutto il pasticcio.
+
+
+
+
+ [Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+LO STAGNO DI LAGRIME.
+
+
+"Curiosissimo e sempre più curiosissimo!" gridò Alice (era tanta la sua
+sorpresa che non sapeva più parlar correttamente la sua lingua); "mi stò
+allungando come un cannocchiale, e il più lungo che mai vi sia stato!
+Addio piedi!" (perchè appena guardò giù a' suoi piedi le sembrò che li
+avesse quasi perduti di vista, tanto erano lontani). "Oh i miei poveri
+piedini! chi mai in terra v'infilerà le calze, e vi metterà le
+scarpettine? Davvero _io_ non potrò farlo più! Oramai sarò tanto lungi
+da voi, che certo io non mi prenderò più briga di voi altri: bisogna che
+vi accomodiate alla meglio;--eppure bisognerebbe ch'io li trattassi
+bene," pensò Alice, "se nò, non vorranno andare per la via ch'io vorrei
+battere! Vediamo un po': ogni anno a Natale darò loro un bel pajo di
+stivaletti."
+
+E andava mulinando col cervello come farebbe. "Glieli manderò col
+procaccino," pensò la bimba; "ma gli è davvero strano il mandar regali
+a' proprii piedi! E quanto sarà curioso l'indirizzo!
+
+ _Al Signor Piedestro d'Alice,_
+ _Tappeto,_
+ _Presso il parafuoco,_
+ (_coi saluti d'Alice_).
+
+Meschina! quante sciocchezze vo dicendo!"
+
+Giusto allora il suo capo urtò contro la volta della sala: aveva più di
+nove piedi d'altezza! Subito adunghiò la chiavettina d'oro, e via,
+verso l'uscio del giardino.
+
+Povera Alice! Tutto quello che potea fare consisteva nel giacere,
+appoggiando il fianco per guardare il giardino con la coda d'un occhio;
+ma il penetrarvi dentro era diventato più difficile che mai: sedette
+dunque, e si rimise a piangere.
+
+"Ti dovresti vergognare," disse Alice, "figurati, una gran ragazzona
+come te" (e davvero lo poteva dire allora) "fare la piagnolosa! Smetti
+subito ti dico!" Ma pure continuò, versando lagrime a secchie, sinchè
+formò uno stagno intorno a lei di quasi quattro pollici d'altezza, e che
+giungeva a metà della sala.
+
+Qualche istante dopo sentì in lontananza come uno scalpiccío; subito si
+forbì gli occhi per vedere chi fosse. Era il Coniglio bianco che
+ritornava, splendidamente vestito, con un pajo di guanti bianchi in una
+mano, e un gran ventaglio nell'altra: veniva trottando frettolosamente,
+e mormorando fra sè stesso, "Oh! la Duchessa, la Duchessa! Se n'andrà
+sulle furie perchè l'ho fatta aspettare!" Alice era tanto fuori di sè
+che avrebbe chiesto soccorso a chiunque le fosse capitato: così quando
+il Coniglio le fu vicino, gli disse con voce tremula e sommessa, "Di
+grazia, Signore----." Il Coniglio trasaltò, gli caddero a terra i
+guanti e il ventaglio, e in mezzo a quella tenebrìa si mise a correre di
+traverso come se avesse le ali alle zampe.
+
+ [Illustrazione]
+
+Alice raccattò il ventaglio e i guanti, e perchè la sala pareva una
+stufaiuola si rinfrescò sventolandosi e parlando fra sè: "Meschina me!
+Come ogni cosa è strana quest'oggi! Eppure ieri le cose andavano secondo
+il solito. Non mi sorprenderebbe se stanotte fossi stata scambiata!
+Vediamo: non ero io, io stessa che mi levai questa mattina? Mi pare di
+rammentarmi ch'io mi trovai un poco diversa. Ma se non sono la stessa
+dovrò rivolgermi questa domanda: Chi mai dunque son io? Ah! quì _stà_
+l'imbroglio!" E ripensò a tutte le ragazze che conosceva, e che erano
+dell'età sua, per vedere se per caso fosse stata trasformata in una di
+quelle.
+
+"Certo io non sono Ada," disse, "perchè i suoi capelli sono inanellati,
+e i miei non lo sono punto; certo non sono Isabella, poichè io so tante
+belle cose, e quella poverina sa tanto poco! Eppoi _Isabella_ è
+Isabella, ed _io_ sono io. Meschina! che imbroglio è questo! Proviamo se
+io mi rammento tutte le cose che sapeva una volta: quattro volte cinque
+fanno dodici, e quattro volte sei fanno tredici, e quattro volte sette
+fanno--oimè! Se vado di questo passo non giungerò mai a venti! Del resto
+la Tavola Aritmetica non significa nulla: proviamo la Geografia: Londra
+è la capitale di Parigi, e Parigi è la capitale di Roma, e Roma----, nò,
+ho sbagliato _tutto_! Davvero devo essere stata trasformata in Isabella!
+Proverò a ripetere '_Rondinella pellegrina_;'" e si mise le mani
+conserte al petto come se stesse per ripetere le lezioni, e cominciò a
+recitare quella Romanza, ma la sua voce suonava rauca e strana, e le
+parole non le uscivano dalle labbra come una volta:--
+
+ "'_Rondinella porporina
+ Che ti posi sul loggione
+ Raccattando ogni mattina
+ La zanzara ed il moscone,
+ Li vuoi friggere in padella
+ Porporina Rondinella?_'"
+
+"Scommetto che le vere parole della Romanza non son queste," disse la
+povera Alice, e le ritornarono i lucciconi agli occhi. "In somma,"
+continuò a dire,-"io devo essere Isabella, e dovrò andare a vivere in
+quella casuccia, e non aver quasi più giuocattoli, e tante lezioni da
+imparare! Ma se sono Isabella, caschi pure il mondo, io resterò quì!
+Inutilmente, signori miei, caccerete la testa dal soffitto per dirmi
+'Carina, vieni su!' Io alzerò soltanto gli occhi, e dirò loro, 'Chi son
+io? Ditemelo prima, e se sarò quella che voi cercate, verrò su; se no
+resterò quì inchiodata sino a che sarò qualchedun'altra'--ma, oimè!"
+sclamò Alice, versando un fiume di lagrime. "Vorrei che _mettessero_
+fuori la testa! Son _tanto_ stanca d'esser quì, sola!"
+
+E si guardò le mani, e si meravigliò vedendo che mentre parlava fra sè
+stessa aveva infilato uno de' guanti bianchi che il Coniglio avea
+lasciati cadere. "Come mai ho _potuto_ far ciò?" disse. "Forse sono
+ridiventata piccina."
+
+Si levò ed avvicinossi alla tavola per misurarsi con quella,--osservò
+che, per quanto le pareva, era ridotta a circa due piedi d'altezza e che
+andava impiccolendosi rapidamente: indovinò che la causa di questa nuova
+trasformazione era il ventaglio che aveva in mano, e subito lo buttò a
+terra,--e fu proprio a tempo, altrimenti assottigliava tanto da sparire
+totalmente.
+
+"L'ho scampata bella!" disse Alice tutta impaurita da quel subitaneo
+mutamento, ma lieta, però perchè esisteva ancora; "ed ora andiamo al
+giardino!" e rivolse sollecitamente i passi verso l'usciolino; ma ahi!
+l'usciolino era chiuso, e la chiavettina d'oro era sulla tavola come
+prima; "le cose vanno proprio alla peggio" pensò la derelitta fanciulla,
+"non sono stata mai tanto piccina! E protesto che tutto ciò è un brutto
+affare, ma brutto assai!"
+
+Mentre diceva queste parole, sdrucciolò, e zaffete! cascò sino al mento
+nell'acqua salsa. Imprima credette esser caduta nel mare, "e in tal caso
+potrò tornare a casa per la ferrovia," disse fra sè. (Alice era stata
+una volta sola ai bagni di mare, d'allora in poi s'imaginò che dovunque
+si va, verso la spiaggia, trovansi casotti da bagni lungo il mare,
+ragazzi che zappano l'arena con le vanghe di legno, poi una fila di case
+mobiliate, e dietro ad esse una stazione di strada ferrata). Ma subito
+si accorse ch'era caduta nello stagno delle lagrime che avea versate
+quando aveva nove piedi d'altezza.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Peccato ch'io abbia pianto tanto!" disse Alice, nuotando, e cercando
+d'afferrar la riva.
+
+"Ora sì che sarò punita, affogando nelle mie proprie lagrime! _La_ sarà
+proprio una cosa strana! Ma tutto è strano oggi."
+
+E sentì qualche cosa che sguazzava nello stagno, si rivolse e credette
+vedere un elefante di mare o un ippopotamo, ma si rammentò ch'era assai
+piccina allora, e scoprì ch'altro non era che un sorcio, cascato come
+lei nello stagno.
+
+Pensò Alice, "Forse farei bene di parlare a questo sorcio. Ogni cosa è
+talmente straordinaria quaggiù che non mi stupirei se egli potesse
+parlare: ad ogni modo, proviamo." E cominciò: "O Sorcio, sai tu la via
+per uscire da questo stagno? O Sorcio, io mi sento veramente stanca di
+nuotare quì!" (Alice pensò che quello era il vero modo di parlare ad un
+sorcio: non aveva mai fatto una cosa simile prima, ma si rammentò d'aver
+letto nella Grammatica Latina di suo fratello, "Un Sorcio--di un
+Sorcio--a un Sorcio--un Sorcio--O Sorcio!") Il Sorcio la guardò
+fissamente, la squadrò ben bene co' suoi piccoli occhietti, ma non
+rispose niente.
+
+"Forse non intende la mia lingua," disse Alice; "scommetto ch'è un
+Sorcio Francese, venuto quì con Napoleone." (Eh già! con tutte le sue
+cognizioni storiche, Alice non sapea al giusto le date che citava.) E
+rincominciò "_Où est ma chatte?_" era questa la prima frase ch'avea
+trovata nel suo libriccino di Lingua Francese. Il Sorcio fece un salto
+nell'acqua, e tremò a verghe. "Le domando perdono!" soggiunse subito
+Alice, avvedendosi d'avere scossi i nervi delicati della bestiolina.
+"Avea dimenticato che lei non ama i gatti."
+
+"Amare i gatti, io!" sclamò con voce acuta e rabbiosa. "Amerebbe _lei_ i
+gatti, se fosse me?"
+
+"Forse no," rispose Alice con voce carezzevole, "ma non si adiri, sa!
+Eppure io vorrei farle vedere Dina, la gatta nostra; se la vedesse ne
+sarebbe innamorato pazzo. La è una bestiolina tanto carina e quietina,"
+e nuotando svogliatamente e parlando talvolta a sè stessa, continuava
+Alice, "e fa le fusa per benino quando giace accoccolata presso al
+focolare, leccandosi le zampine e nettandosi la faccia--e l'è tanto
+soffice e soave alle carezze--e l'è proprio un paladino nell'afferrare i
+sorci--oh mi perdoni!" sclamò di nuovo Alice perchè questa volta il
+Sorcio aveva il pelo tutto arruffato, e sembrava offeso immensamente,
+"Noi non ne parleremo più se ciò le incresce."
+
+ [Illustrazione]
+
+"No, davvero!" gridò il Sorcio che avea la tremarella sino alla punta
+della coda. "Come se _io_ volessi parlare dei gatti! La nostra famiglia
+_odiò_ sempre i gatti; bestiaccie schifose, volgari e basse! Non mi
+faccia sentir più il nome loro!"
+
+"No, davvero!" rispose sollecitamente Alice, e mutando argomento,
+soggiunse. "Dica, le piacciono forse--le piacciono--i--i cani?" Il
+Sorcio non rispose, e Alice seguitò così. "Vicino a casa nostra, c'è un
+bellissimo cagnolino, se lo vedesse! È un canbassetto con certi belli
+occhi luccicanti, e col pelo cenerino, arricciato e lungo! Ei busca,
+benissimo le cose che gli si gittano, e siede sulle zampine di dietro
+per pitoccare il suo desinaruccio, e fa tante altre belle cosettine--non
+potrei neppure rammentarne la metà--appartiene a un fattore, ed egli
+dice che la bestiolina vale proprio un Perù, perchè gli è utile di
+molto, e uccide tutt'i topi, e--oimè!" gridò Alice tutta sconsolata.
+"Temo d'averla offesa di nuovo!" E davvero l'aveva offeso perchè il
+Sorcio si allontanò nuotando furiosamente ed agitando le acque dello
+stagno.
+
+Alice lo richiamò con un soave tuono di voce, "Sorcio caro, ritorni
+pure, ed io le prometto che non parlerò più di gatti nè di cani!" A
+queste parole, il Sorcio si rivoltò indietro, nuotando lentamente verso
+di lei: la sua faccia era pallida (di rabbia, pensò Alice), e disse con
+voce sommessa e tremante, "Approdiamo alla spiaggia, e le racconterò la
+mia storia, allora lei capirà perchè io detesti tanto i gatti e i cani."
+
+Era proprio tempo d'uscir fuori, perchè lo stagno si stava riempendo di
+uccelli e d'altri animali che v'eran caduti dentro: un'Anitra, un
+Dronte, un Lori, un Aquilotto, ed altre curiose bestioline. Alice aprì
+la via, e tutti, nuotando, la seguirono alla spiaggia.
+
+
+
+
+ [Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA.
+
+
+L'assemblea che si riunì alla spiaggia era oltremodo
+bizzarra--figuratevi, gli uccelli avevano le piume fradice, e gli altri
+animali avevano il pelo incollato a' loro corpicciuoli; e tutti erano
+inzuppati, grondanti acqua, tristi e malcontenti.
+
+Naturalmente la prima quistione che fu posta fu quella di sapere come si
+sarebbero asciugati: si consultarono insieme su questo argomento, e
+pochi minuti dopo Alice si mise a parlare familiarmente con loro, come
+se li avesse conosciuti da un secolo. Ebbe una lunga discussione col
+Lori, ma bentosto quest'ultimo le fece un viso arcigno, e disse
+perentoriamente, "Son più vecchio di lei, perciò devo saper più di lei;"
+ma Alice non volle convenirne se prima non le avesse detto quanti anni
+aveva. Il Lori non volle dirlo, e la loro conversazione cessò.
+
+Finalmente il Sorcio, che sembrava essere persona d'una certa autorità
+fra loro, gridò, "Si seggano signori, e mi ascoltino! _Io_ seccherò
+tutti in pochi momenti!" Tutti sedettero, in circolo, col Sorcio in
+mezzo. Alice gli affisò ansiosamente gli occhi in faccia, perchè era
+sicura che se non si fosse presto rasciugata avrebbe guadagnata una
+infreddatura solenne.
+
+"Hem!" disse il Sorcio con aria autorevole, "sono tutti all'ordine?
+Questa domanda è bastantemente secca, mi pare! Silenzio tutti, di
+grazia! 'Il Generale Oudinot che venne a restaurare il governo papale,
+fu presto secondato dal Re di Napoli, e dalle truppe della Regina di
+Spagna----'"
+
+"Uff!" fece il Lori, con un brivido.
+
+"Scusi!" disse il Sorcio tutto accigliato, ma con molta civiltà: "Diceva
+qualche cosa?"
+
+"Le pare!" rispose frettolosamente il Lori.
+
+"Mi era parso di sì," soggiunse il Sorcio.--"Continuo dunque. 'Il Re di
+Napoli e la Regina di Spagna, con Oudinot, sposarono la causa del Papa,
+ed anche il Granduca di Toscana trovò la cosa----'"
+
+"Trovò _che cosa_?" disse l'Anitra.
+
+"Trovò _la cosa_," replicò vivamente il Sorcio: "ella sa che significa
+'la cosa.'"
+
+"Sò bene che significa '_la cosa_' quando _io_ trovo qualche cosa,"
+rispose l'Anitra: "generalmente trovo un ranocchio o un verme. Or la
+quistione stà 'nella cosa,' che cosa ha trovato il Granduca?"
+
+Il Sorcio non gli badò punto e si affrettò d'andare innanzi, "--trovò la
+cosa ben fatta cioè di unirsi ad Oudinot, al Re di Napoli ed alla
+Regina di Spagna, per assistere il Papa e rimetterlo sul trono. Nel
+principio il Papa usò moderazione ma la violenza dei suoi
+consiglieri----' Ebbene, carina, come si sente ora?" disse, rivolgendosi
+ad Alice.
+
+"Bagnata come un pulcino," rispose Alice mestamente, "non mi pare che la
+sua storiella mi secchi abbastanza."
+
+"Allora," disse il Dronte con voce solenne, e levandosi in piedi,
+"propongo che il parlamento si aggiorni, acciochè sieno adottati rimedii
+più energici----"
+
+"Ma parli italiano!" sclamò l'Aquilotto. "Non capisco la metà delle sue
+parolone, e forse lei stesso non ne intende cica!" E l'Aquilotto abbassò
+la testa per nascondere un sorriso, ma alcuni degli uccelli
+sghignazzarono apertamente.
+
+"Volevo dire," continuò il Dronte, facendo il broncio, "che il miglior
+modo di seccarsi sarebbe quello di fare una Corsa arruffata."
+
+"Che _è_ la Corsa arruffata?" domandò Alice; non le premeva molto di
+saperlo, ma il Dronte taceva come se _qualcheduno_ dovesse parlare,
+mentre niuno sembrava disposto ad aprire becco o bocca.
+
+"Ecco," disse il Dronte, "il miglior modo di spiegarla è quello di
+eseguirla." (E siccome vi potrebbe venire la voglia di provare questa
+Corsa in qualche giorno d'inverno, vi dirò come il Dronte la diresse.)
+
+Imprima tracciò la linea dello steccato, una specie di circolo ("già,
+non importa che sia ben tracciata," disse), e poi tutta la comitiva
+entrò nello steccato mettendosi chi quà, chi là. Non si udì "Uno, due,
+tre,--via!" ma cominciarono a correre a piacere, e si fermarono quando
+n'ebbero voglia, di tal che non si seppe quando la Corsa fosse
+terminata. Ad ogni modo, dopo che ebbero corso una mezz'ora o quasi, e
+si sentirono tutti ben seccati, il Dronte sclamò tutt'a un tratto, "La
+corsa è finita!" e tutti l'intorniarono anelanti, e sclamando, "Ma chi
+ha vinto?"
+
+Questa domanda impensierì immensamente il Dronte, perciò sedette e restò
+lungo tempo con un dito appoggiato alla fronte (tale e quale come è
+rappresentato Dante), mentre gli altri zittivano. Finalmente il Dronte
+disse, "_Tuttiquanti_ hanno vinto, e tutti debbon'essere premiati."
+
+"Ma chi distribuirà i premii?" replicò un coro di voci.
+
+"_Essa_, s'intende," disse il Dronte, indicando Alice con un dito; e
+tutti si affollarono intorno a lei, gridando confusamente, "I premii! I
+premii!"
+
+Alice non sapea che fare, e nella disperazione cacciò la mano in tasca,
+e ne cavò una scatola di confetti (per buona sorte l'acqua non v'era
+entrata dentro), e ne distribuì tutt'intorno. Ce ne erano appunto uno
+per uno.
+
+"Ma essa dovrebbe avere un premio," disse il Sorcio.
+
+"S'intende," soggiunse il Dronte assai gravemente. "Che altro ha in
+saccoccia?" disse, rivolgendosi ad Alice.
+
+"Soltanto un ditale," rispose mestamente la fanciulla.
+
+"Dia quì," replicò il Dronte.
+
+ [Illustrazione]
+
+E tutti l'accerchiarono di nuovo, mentre il Dronte con molta gravità le
+offrì il ditale, e disse, "La preghiamo di accettare quest'elegante
+ditale;" e appena finito questo breve discorso, tutti applaudirono.
+
+Alice giudicò tutto quest'affare come una cosa sovranamente stupida, ma
+avevano tutti un contegno talmente grave ch'ella non osò ridere, pure
+non seppe che cosa rispondere, ma semplicemente s'inchinò e prese il
+ditale assumendo la migliore serietà del mondo.
+
+Rimaneva ora il mangiare i confetti; ciò produsse un po' di rumore e di
+confusione, poichè gli uccelli grandi si lagnavano che non avean potuto
+assaporarne il gusto, e gli uccelli piccoli avendoli inghiottiti ne
+rimasero pressochè strozzati e si dovette loro picchiar la schiena. Ma
+anche ciò ebbe un termine e sedettero in circolo, pregando il Sorcio di
+dir loro qualcosuccia di più.
+
+"Si rammenti che mi ha promesso di raccontarmi la sua storia," disse
+Alice, "e la ragione per cui odia i 'G' e i 'C'" soggiunse
+sommessamente, e un poco con paura che di nuovo si offendesse.
+
+"La mia è una storia lunga e trista, e con la coda!" rispose il Sorcio,
+rivolgendosi con un sospiro ad Alice.
+
+"Certo _è_ una lunga coda," disse Alice, guardando con meraviglia alla
+coda del Sorcio; "ma perchè la chiama trista?" E continuò a pensarvi
+sopra imbarazzata mentre il Sorcio parlava; e così l'idea che si fece di
+quella storia con la coda fu presso a poco questa:
+
+ Furietta disse
+ al Sorcio,
+ che in casa
+ avea
+ trovato:
+ Andiamo
+ al Tribunale,
+ ti voglio
+ processare.
+ Non chiedo
+ le tue scuse,
+ o Sorcio
+ indiavolato,
+ Quest'oggi
+ non ho nulla
+ a casa mia
+ da fare.--
+ Disse a
+ Furietta
+ il Sorcio:
+ Ma come
+ andremo
+ in Corte?
+ Senza giurì
+ nè giudici?
+ Sarebbe
+ una vendetta!
+ Sarò giurì
+ e giudice,
+ rispose
+ allor
+ Furietta,
+ E passerò
+ latrando,
+ La tua
+ sentenza
+ a morte.
+
+"Ella non presta attenzione!" disse il Sorcio ad Alice con tuono severo.
+"A che cosa sta pensando?"
+
+"Le domando scusa," rispose umilmente Alice: "ella è giunta alla quinta
+curvatura della coda, non è vero?"
+
+"_No, doh!_" riprese il Sorcio con voce acerba ed irata.
+
+"Che! c'è un _nodo_?" sclamò Alice sempre pronta e servizievole, e
+guardandosi attorno. "Mi conceda il favore di disfarlo!"
+
+"Niente affatto," rispose il Sorcio, levandosi e in atto di partire.
+"Lei m'insulta dicendomi tali scempiaggini!"
+
+"No, davvero!" disse Alice con sottomissione. "Ma lei s'offende tanto
+facilmente!"
+
+Per tutta riposta il Sorcio si mise a borbottare.
+
+"Di grazia, ritorni, e finisca il suo racconto!" Alice dunque lo
+richiamò; e tutti gli altri sclamarono in coro, "Via, finisca il
+racconto!" ma il Sorcio crollò il capo con un moto d'impazienza, ed
+affrettò il passo.
+
+"Peccato che non sia restato!" disse sospirando il Lori, appena che il
+Sorcio si perdè di vista; e un vecchio granchio colse quella opportunità
+per dire alla sua figlia, "Amore mio, ciò ti serva di lezione, e _bada_
+a non andar mai in collera!"
+
+"Sta zitto, Babbo," rispose la piccina con un fare sdegnosetto. "Tu
+provocheresti anche la pazienza d'un'ostrica!"
+
+"Ah se Dina fosse quì!" disse Alice, parlando ad alta voce, ma senza
+rivolgersi a chi che sia. "Lo porterebbe indietro in un momento!"
+
+"Perdoni la curiosità, chi è Dina?" domandò il Lori.
+
+Alice rispose sollecitamente, perchè la era sempre pronta a parlare
+della sua prediletta: "Dina è la nostra gatta. È un vero paladino quando
+va a caccia di sorci! E se la vedeste correr dietro agli uccelli! Visti
+e presi!"
+
+Questo discorso produsse un impressione vivissima nell'assemblea. Alcuni
+uccelli volarono via di botto: una gazza vecchia si avviluppò ben bene
+dicendo, "È ormai tempo di tornare a casa; l'aria della notte mi fa male
+alla gola!" e un canarino chiamò con voce tremula tutt'i suoi piccini,
+"Venite, venite carini! Gli è tempo di andare a letto!" E così chi con
+un pretesto chi con un altro, tutti andarono via, ed Alice rimase sola.
+
+"Ho fatto male di nominare Dina!" disse fra sè assai mestamente. "Ei
+pare che niuno l'ami quaggiù, eppure la è la miglior gatta del mondo! Oh
+Dina mia cara! Chi sa, se ti rivedrò mai più!" E la povera Alice
+rincominciò a piangere perchè si sentiva tutta soletta e sconsolata. Ma
+alcuni momenti dopo, sentì di nuovo uno scalpiccío in lontananza, e
+guardò fissamente, nella speranza che il Sorcio avesse mutato pensiero,
+e tornasse per finire il suo racconto.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+LA CASETTINA DEL CONIGLIO.
+
+
+Era il Coniglio bianco che ritornava bel bello indietro, guardando
+ansiosamente quà e là, come che avesse smarrito qualche cosa, e
+mormorando fra sè stesso: "Oh la Duchessa! la Duchessa! Oh zampine mie!
+pelle e baffi miei state freschi ora! Ella mi farà impiccare, e ne son
+tanto sicuro come son certo che le donnole sono donnole! Ma dove mai mi
+son caduti?" Alice indovinò subito ch'egli andava ricercando il
+ventaglio e il paio di guanti bianchi, e buona e servizievole com'era,
+si dette attorno per ritrovarli, ma fu inutile, non si trovarono
+più--ogni cosa sembrava mutata dal momento ch'era cascata nello stagno;
+e la gran sala, e il tavolino di cristallo, e l'usciolino erano svaniti
+totalmente.
+
+Bentosto il Coniglio si accorse di Alice, mentr'ella si affannava alla
+ricerca, e gridò con voce irata, "Marianna che cosa _stai_ facendo quì?
+Via corri a casa, e portami un paio di guanti ed un ventaglio! Subito,
+ti dico!" Alice fu tanto spaventata da quella voce che senza perder
+tempo corse velocemente verso il luogo indicato, senza dir nulla sullo
+sbaglio che il Coniglio faceva.
+
+"Mi ha presa per la cameriera," disse fra sè mentre continuava a
+correre. "Ei sarà molto sorpreso quando scoprirà chi io sia! Ma è meglio
+recargli il ventaglio e i guanti, cioè, purchè io li possa trovare." E
+giunse innanzi a una bella casettina, e sull'uscio v'era un cartello
+inciso sopra una rilucente lamina di ottone, con questo nome "CONIGLIO
+B." Entrò, senza picchiare all'uscio, e frettolosamente divorò tutta la
+scala temendo d'incontrare la vera Marianna, ed esser da lei cacciata
+via dalla casa prima di trovare il ventaglio e i guanti.
+
+"Gli è proprio curioso," pensò Alice, "d'esser mandata da un Coniglio a
+far servizi! Mi aspetto che Dina vorrà poi mandarmi a far servizi per
+lei!" E cominciò a fantasticare ciò che in tal caso avverrebbe: "'Siora
+Alice! Venga quì subito, e si prepari a trottare!' 'Eccomi quì, tata! Ma
+dovrei far la guardia a questo buco sinchè Dina venga, acciocchè il
+sorcio non ne scappi.' Però non crederei," continuò Alice, "che
+permetterebbero a Dina di restare in casa se essa cominciasse a
+comandare la gente a questo modo!"
+
+E così ciarlando entrò in una cameretta assai pulitina, con una tavola
+presso al terrazzino, e sopra di essa v'erano (come Alice avea di già
+sperato) un ventaglio e due o tre paja di guanti bianchi e nitidi; ella
+prese il ventaglio ed un pajo di guanti, e stava per uscire, quando le
+cadde sott'occhio un'ampolla che stava vicino allo specchio. Non avea
+nessun cartello attaccato, con la parola "BEVI," eppure essa la sturò e
+se l'avvicinò alle labbra. "Certo _qualche cosa_ di meraviglioso mi
+accade ogni qual volta bevo o mangio," disse fra sè; "vediamo dunque che
+cosa produrrà questo liquore. Spero che mi farà crescere di nuovo,
+perchè sono proprio stanca di vedermi così piccina!"
+
+E così accadde, e molto più presto di quello che si aspettasse: pria che
+avesse bevuto la metà dell'ampolla sentì che il suo capo premeva contro
+la volta, e dovette smetter subito, perchè rischiava di rompersi la
+nuca. Immediatamente depose l'ampolla, dicendo, "Basta per ora--spero
+che non crescerò di più--ma così come sono non potrò uscire più
+dall'uscio--ah! magari, avessi bevuto meno!"
+
+Oimè! era tardi il pentirsi! Andò crescendo, crescendo, e dovette
+inginocchiarsi, perchè non poteva più stare in piedi; e dopo un altro
+minuto, dovette sdraiarsi appoggiando un gomito all'uscio, e mettendo un
+braccio intorno al capo. E cresceva ancora; disperata, cacciò una mano
+fuori della finestra, ficcò un piede nel caminetto, e disse a sè
+medesima, "Checchè accada, non posso far di più. Che _sarà_ di me?"
+
+ [Illustrazione]
+
+Buono per Alice che la virtù dell'ampolla magica era giunta al suo
+apice, e perciò non crebbe di più: ciò non di meno si sentiva molto male
+in quello stato, e come che non c'era verso d'uscire da quella gabbia,
+se ne attristò di molto.
+
+"Stava molto meglio a casa mia," pensò la povera Alice, "colà non
+passava il mio tempo a crescere ed a impiccolire, e ad esser la serva
+de' sorci e de' conigli. Quasi quasi mi pento d'esser discesa nella
+Conigliera--eppure--eppure--l'è curiosetto questo genere di vita! Ma,
+che _cosa_ mai son'io addiventata? Quando io leggeva le novelle delle
+fate, credeva che quella sorta di stranezze non potesse mai accadere, ed
+ora eccomi nel bel mezzo di una di quelle. Si dovrebbe scrivere un libro
+su queste mie avventure, si dovrebbe, certo! Quando sarò grande ne
+scriverò uno--ma sono di già grande," soggiunse con mestizia, "e non c'è
+spazio per crescere di più _quì_."
+
+"Ma che," pensò Alice, "non crescerò più negli anni? Da una parte
+sarebbe un bene--non diventare mai vecchia,--ma quell'imparar sempre le
+lezioni m'annoierebbe! Oh non mi piacerebbe _ciò_!"
+
+"Ah pazzerella che sei!" rispose Alice a sè stessa. "Come potresti
+imparare le lezioni, quì? C'è appena spazio per te, come c'entrerebbero
+i libri?"
+
+E così passava il tempo, ora parlando, ora rispondendo a sè stessa, e
+facendo una vera conversazione fra Alice ed Alice; ma dopo qualche
+istante sentì una voce di fuori, e si mise ad ascoltare.
+
+"Marianna! Marianna!" vociava quel tale di fuori; "portami subito i
+guanti!" E si sentì un calpestìo frettoloso per la scala. Alice pensò
+che fosse il Coniglio che veniva a sollecitarla a far presto, e tremò
+tanto da scuoter la casa dalle fondamenta, scordandosi ch'oramai era
+diventata mille volte più grande del Coniglio, e che non c'era motivo da
+spiritar di paura.
+
+Il Coniglio giunse all'uscio, e cercò di aprirlo, ma gli era inutile
+spingere la porta, perchè il gomito d'Alice era puntellato contro. Alice
+udì che il Coniglio diceva fra sè, "Andrò dietro la casa ed entrerò per
+la finestra."
+
+"Non ci entrerai!" pensò Alice, ed attese sino a che le parve che il
+Coniglio fosse sotto la finestra; allora aprì d'un subito la mano come
+se volesse acchiappare qualche cosa nell'aria. Non afferrò nulla, ma
+sentì uno strillo e il rumore d'una caduta, poi un fracasso di vetri
+rotti, e capì che il poverino era probabilmente cascato in qualche
+vetrina da cetrioli o cosa simile.
+
+ [Illustrazione]
+
+Poi s'udì una voce rabbiosa--quella del Coniglio:--"Gianni! Gianni! Dove
+sei?" E rispose una voce ch'ella non avea mai sentita, "Eccomi qua!
+Stava scavando patate, illustrissimo!"
+
+"Scavando patate!" tuonò furiosamente il Coniglio. "Vieni qua! Aiutami
+per uscire da _questo_!..." (Cricch! si sentì scricchiare il vetro).
+
+"Dimmi Gianni, che mostruosità c'è lassù, alla finestra?"
+
+"Poffare! gli è un braccio, lustrissimo!"
+
+"Un braccio! va via paperone! Chi ne ha mai veduti di quella grossezza?
+Diamine, riempie tutta la finestra!"
+
+"Gli è proprio così, lustrissimo: ma è un braccio bell'e buono."
+
+"Bene, ma ei non ha niente da fare con la mia finestra; va, portalo
+via!"
+
+Successe un lungo silenzio, poi Alice sentì un bisbiglio sommesso; e
+parole come queste, "Davvero, non potrei, lustrissimo; nò, davvero!" "Fa
+come ti dico, vigliaccone!" allora Alice di nuovo fendette l'aria con la
+mano minacciando d'acchiappare. Questa volta si udirono _due_ strilli
+acuti, e cri, cri, scricchiò di nuovo il vetro. "Quante vetrine da
+cetrioli vi debbon essere colaggiù!" pensò Alice. "Chi sa che faranno
+dopo! Quanto al cacciarmi fuori dalla finestra, vorrei che _potessero_
+farlo! Certo, _io_ non ho mica voglia di rimaner più quì!"
+
+Aspettò un poco, ma non si sentiva nulla; ecco finalmente avvicinarsi un
+cigolìo di certe ruote di carri, e molti che vociavano e parlavano
+insieme: e sentì che dicevano: "Dov'è l'altra scala?--Ma, io non ne
+dovea portare che una; Tonio ha l'altra--Dì, Tonio, portala quì, bambino
+mio!--Là, appoggiatela a quel cantone--No, no, legatele insieme
+prima--non vedete che non arrivano!--Oh! vi arriveranno, non sarà tanto
+difficile!--Quà, Tonio, afferra questa fune--Ma reggerà il tetto?--Bada
+a quella tegola che vacilla!--Ohè, casca giù!--Bada! bada!"
+(Patatrac!)--"Chi ha fatto ciò?--Gli è Tonio, credo--Chi scenderà pella
+gola del caminetto?--_Io_ no!--Vuoi _tu_?--No, neppur io!--Tonio dovrà
+scendervi--Ohè, Tonio, il padrone dice che devi scendere pella gola del
+caminetto!"
+
+"Bellino!" disse Alice fra sè, "così questo Tonio verrà dal caminetto?
+Pare che quei signori abbian posto ogni carico sulle spalle del povero
+Tonio! Non vorrei esser mica ne' suoi panni: questo camino è molto
+angusto, non v'è dubbio; ma potrò tirarvi qualche calcio, _credo_!"
+
+E ritirò il piede quanto più potè dal caminetto, ed aspettò sino a che
+sentì un animaluccio (senza che potesse indovinare a che razza
+appartenesse) che raschiava e scendeva adagino lunghesso il camino: "Gli
+è Tonio," disse, e tirò un bel calcio, poi attese ciò che seguirebbe
+dopo.
+
+ [Illustrazione]
+
+La prima cosa che sentì fu un coro di voci che diceva, "Ecco Tonio che
+vola!" e poi la voce sola del Coniglio che gridava--"Pigliatelo, voi
+altri che siete vicino alla siepe!" e poi silenzio, e poi una gran
+confusione di voci--"Sostenetegli il capo--Quà l'acquavite--Non lo
+soffocate--Come andò compare? Che cosa ti avvenne? Sù narraci tutto!"
+
+Finalmente s'udì una vocina debole e sibilante ("È Tonio," pensò Alice),
+"Non saprei che dirvi--Non più, grazie; stò meglio--ma mi sento troppo
+agitato per raccontarvelo--tutto quel che mi rammento gli è qualche cosa
+che mi sbalestrò in aria, ed io schizzai via come un razzo!"
+
+"Schizzasti via davvero poveretto!" dissero gli altri.
+
+"Incendiamo la casa!" sclamò il Coniglio, ma Alice gridò subito con
+quanta voce aveva in gola, "Se fate ciò, vi farò acchiappar tutti da
+Dina!"
+
+Si fece subito un gran silenzio, e Alice disse fra sè, "Vediamo, cosa
+_faranno_ ora! Se avesser cervello, scoperchierebbero il tetto." Qualche
+istante dopo cominciarono a muoversi di nuovo e sentì il Coniglio che
+diceva, "Basterà, una carrettata per cominciare."
+
+"Una carrettata _di che_?" disse Alice; ma non restò molto in dubbio,
+perchè subito una grandine di sassolini cominciò a scoppiettare nella
+finestra, ed alcuni la colpirono in faccia. "Bisogna finirla," pensò
+Alice, e gridò, "Fareste bene di non provarvici un'altra volta!" Queste
+parole produssero un altro silenzio sepolcrale.
+
+Alice osservò con un pò di stupore che i sassolini si convertivano in
+pasticcini appena toccavano il pavimento, e subito un idea le sfolgorò
+in mente. "Proviamo a mangiare uno di questi pasticcini," disse, "certo
+essi produrranno qualche mutamento nella mia statura; e siccome non
+potranno farmi più grossa di quel che sono, m'impiccoliranno forse."
+
+E mangiò un pasticcino, e si rallegrò di vedersi subito impiccolire.
+Appena che si sentì piccola abbastanza per uscire dalla porta, scappò
+dalla casa, e incontrò una folla di animalucci e d'uccelli che
+aspettavano fuori. La povera Lucertola (era Tonio) stava nel mezzo,
+sostenuta da due porcellini d'India, che le davano qualche ristoro da
+una bottiglia. Appena comparve Alice tutti le si avventarono addosso; ma
+la bimba si mise a correre sino a che si ritrovò sana e salva in una
+foresta.
+
+"La prima cosa che dovrò fare," pensò Alice, vagando nella foresta, "la
+è quella di ricrescere e giungere alla mia statura naturale; e la
+seconda poi sarà di cercare il modo d'entrare in quell'ameno giardino. È
+questo, mi pare, il miglior piano."
+
+E davvero sembrava un piano eccellente, e imaginato assai per benino; ma
+la difficoltà stava in ciò ch'ella non sapea da dove rifarsi per
+metterlo ad effetto; e mentre aguzzava l'occhio fra gli alberi della
+foresta, un piccolo latrato acuto al di sopra di lei la fece guardare in
+su presto presto.
+
+Un enorme cucciolo la squadrava con occhi dilatati e rotondi, e
+allungando una zampa cercava di toccarla. "Poverino!" disse Alice con
+voce carezzevole, e per allettarlo si provò a dirgli "te', te'!" ma
+tremava a verghe temendo che fosse affamato, nel qual caso l'avrebbe
+probabilmente divorata a dispetto di tutte le sue carezze.
+
+Non sapendo che farsi, prese un ramuscello e lo presentò al cagnolino;
+questo saltò in aria come un razzo, dando fuori un urlo di gioja, e
+s'avventò al ramuscello come se lo volesse sbranare; allora Alice si
+mise cautamente dietro ad un cardo altissimo per non esser da lui
+rovesciata; quando si affacciò all'altro lato, vide che il cagnolino
+s'era avventato nuovamente al ramuscello, ed aveva fatto un capitombolo
+nella furia d'afferrarlo; ma siccome ad Alice sembrava che era come
+scherzare con un cavallo di vetturale, così per evitare d'esser
+calpestata dalle zampe della bestia, fuggì di nuovo dietro al cardo:
+allora il cagnolino cominciò una serie di cariche verso il ramuscello,
+correndo ogni volta al di là del segno, e correndo indietro più di quel
+che gli conveniva, e sempre abbaiando raucamente sino a che s'accoccolò
+a una breve distanza, anelante, con la lingua penzoloni, e con gli
+occhioni semichiusi.
+
+ [Illustrazione]
+
+Alice colse quell'occasione propizia per scappar via, e fuggì, e corse
+tanto da perderne affatto il fiato, e sino a che il latrare del
+cagnolino si perdè nella lontananza.
+
+"Eppure che caro cucciolo era quello!" disse Alice, appoggiandosi a un
+ranuncolo e facendosi vento con una delle sue foglie: "Oh quanto avrei
+desiderato d'insegnargli dei giuocolini se--se fossi stata d'una statura
+adeguata! Oimè! avevo quasi dimenticato che mi convien crescere ancora!
+Vediamo--come _potrei_ fare? Suppongo che dovrei mangiare o bere qualche
+cosa; ma quale cosa? quì sta il punto!"
+
+Davvero la gran quistione si aggirava su _quale cosa_? Alice guardò
+tutt'intorno, i fiori, l'erba, ma non trovò niente che le paresse adatto
+a mangiare o bere per quell'occorrenza. C'era però un grosso fungo
+vicino a lei, press'a poco alto quanto lei, e dopo che l'ebbe osservato
+di sotto, ai lati, e di dietro, le parve cosa naturale di vedere ciò che
+v'era di sopra.
+
+Si alzò sulla punta de' piedi, e affacciossi all'orlo del fungo, ed ecco
+gli occhi suoi s'incontrarono con quelli di un grosso Bruco turchino che
+se ne stava seduto nel mezzo con le braccia conserte, fumando
+tranquillamente una lunga pipa turca, non facendo la minima attenzione a
+lei, nè ad alcun'altra cosa.
+
+
+
+
+ [Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+CONSIGLI D'UN BRUCO.
+
+
+Il Bruco ed Alice si guardarono in faccia per qualche istante senza far
+motto; finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò con voce
+languida e sonnacchiosa.
+
+"Chi siete _voi_?" disse il Bruco.
+
+Questa domanda non invitava troppo a una conversazione. Alice rispose
+con un pò di timidezza, "Davvero io--io non saprei dirlo ora--so almeno
+chi _ero_ quando mi levai questa mattina, ma d'allora in poi temo essere
+stata scambiata più volte."
+
+"Che cosa mi andate contando?" disse il Bruco con voce austera.
+"Spiegatevi meglio!"
+
+"Temo non potere spiegarmi," disse Alice, "perchè non sono più me
+stessa, com'ella vede."
+
+"Io non vedo," rispose il Bruco.
+
+"Temo che non mi sarà dato di spiegarmi più chiaramente," soggiunse
+Alice con modo assai gentile, "perchè io non so capirla neppur io dopo
+essere stata mutata di statura tante volte in un giorno, ciò confonde
+davvero."
+
+"Non è vero," disse il Bruco.
+
+"Bene, forse non se n'è ancora accorto," disse Alice, "ma quando ella
+sarà mutata in crisalide--e ciò le accadrà un giorno,--e poi diverrà
+farfalla, ciò le sembrerà un pò strano, non è vero?"
+
+"Niente affatto," rispose il Bruco.
+
+"Eh! forse i suoi sentimenti saranno diversi da' miei," replicò Alice;
+"ma quanto a _me_ mi parrebbe molto strano."
+
+"A voi!" disse il Bruco con disprezzo. "Chi siete _voi_?"
+
+E ciò li ricondusse da capo al principio della conversazione. Alice si
+sentiva irritata alquanto veggendo che il Bruco le rispondeva _secco
+secco_, e s'impettorì come una matrona romana, e dissegli gravemente,
+"Perchè non comincia _lei_, a dirmi chi è?"
+
+"Perchè?" disse il Bruco.
+
+Era quella una domanda imbarazzante; e perchè Alice non sapeva trovare
+una buona ragione, e il Bruco pareva di cattivo umore, si voltò per
+andarsene.
+
+"Venite quì!" la richiamò il Bruco. "Ho alcun che d'importante a dirvi."
+
+Quelle parole promettevano qualche cosa: ed Alice ritornò indietro.
+
+"Non andate in collera," disse il Bruco.
+
+"E questo è tutto?" rispose Alice, inghiottendo il suo dispetto.
+
+"Nò," disse il Bruco.
+
+Alice pensò che poteva aspettare, perchè non aveva altro di meglio a
+fare, e perchè forse il Bruco avrebbe potuto comunicarle alcun che
+d'importante. Per qualche istante il Bruco pipò senza dir nulla,
+finalmente spiegò le braccia, staccò la pipa di bocca, e disse, "E così
+voi credete di essere stata tramutata?"
+
+"Signor mio, ho paura di sì," rispose Alice; "Non posso più rammentarmi
+bene le cose come una volta--e non posso conservare per dieci minuti la
+stessa statura!"
+
+"_Quali cose_ non potete rammentare?" domandò il Bruco.
+
+"Ecco, cercai una volta di ripetere 'Rondinella pellegrina' e m'uscì
+dalle labbra tutto diverso!" soggiunse Alice assai mestamente.
+
+"Ripetetemi '_Guglielmo, tu sei vecchio_,'" disse il Bruco.
+
+Alice incrociò le mani sul petto, e cominciò:--
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio,"--gli disse il giovanetto,
+ "Son bianchi i tuoi capelli--e meriti rispetto;
+ Eppur col capo in terra--ti veggo camminare--
+ Ma credi che convenga--a un vecchio un tale andare?"_
+
+ _"Quand'ero giovanetto"--rispose il Vecchierello,
+ "Credea che questo giuoco--sbalzasse il mio cervello;
+ Ma ormai che son persuaso--che in zucca non ho nulla,
+ Col capo in giù men vado--quando il cervel mi frulla."_
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio,"--soggiunse il suo figliuolo,
+ "Sei grosso e grasso e tondo--che sembri un cedrïuolo,
+ Eppur fai salti a ruota!--oh dimmi a quale scuola
+ S'insegna a sfondar l'uscio--con una caprïola?"_
+
+ _Rispose il buon Vecchino--"Nella mia giovinezza
+ Studiai di conservare--al corpo la sveltezza;
+ Virtù di quest'unguento--un franco per vasetto,
+ Ne vuoi comprare un pajo--garbato giovanetto?"_
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio,--e fiacche hai le mascelle,
+ Ed ingollar potresti--brodose minestrelle,
+ Ed hai mangiato un'oca--con l'ossa, e il becco intero?
+ O Babbo, com'hai fatto?--oh spiegami il mistero!"_
+
+ _"Un dì studiai le leggi"--il Babbo allor gli disse,
+ "Ed ebbi con mia moglie--sempre querele e risse,
+ Ciò dètte alle ganasce--tal forza muscolare
+ Che ormai potrei con l'oca--la moglie divorare."_
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio"--riprese il giovanetto,
+ "La vista non ti regge--e sai, ti fa difetto;
+ E porti in equilibrio--sul naso quell'anguilla!
+ Oh quì la tua destrezza--davver si mostra e brilla!"_
+
+ _"Risposi a tre domande--e ormai ti può bastare;
+ Non rompermi le scatole,--non voglio più parlare;
+ Oh credi che mi piacciano--le sciocche tue questioni?
+ Via, smetti, o per la scala--ti mando ruzzoloni!"_
+
+"Non l'avete recitata bene," disse il Bruco.
+
+"Temo di no," rispose timidamente Alice, "certo alcune parole sono
+scambiate."
+
+"Male dal principio alla fine," disse il Bruco con accento risoluto, e
+successe un silenzio per qualche minuto.
+
+Il Bruco fu il primo a parlare.
+
+"Di che statura vorreste essere?" domandò.
+
+"Oh non vado tanto pel sottile in quanto alla statura," rispose in
+fretta Alice; "soltanto non mi piace di mutar tanto spesso, sa."
+
+"Non _so_ niente," disse il Bruco.
+
+Alice non fiatò: giammai la poverina era stata tante volte contraddetta,
+e stava lì lì per scoppiare.
+
+"Siete contenta ora?" domandò il Bruco.
+
+"Nò, davvero, vorrei essere un _pocolino_ più grande, se non le
+dispiacesse," rispose Alice: "si figuri, ho una ben meschina statura,
+appena tre pollici!"
+
+"L'è una buona statura, cotesta!" disse il Bruco con voce dispettosa,
+rizzandosi come un fuso mentre parlava (egli era alto tre pollici per
+l'appuntino).
+
+"Ma io non ci sono abituata!" soggiunse Alice con voce carezzevole e
+mesta. E poi pensò fra sè: "Vorrei che coteste creaturine non
+s'offendessero così per nulla!"
+
+"Vi abituerete col tempo," disse il Bruco, e rimettendosi la pipa in
+bocca, rincominciò a pipare.
+
+Questa volta Alice aspettò pazientemente che egli stesso riappiccicasse
+il discorso. Passati due o tre minuti, il Bruco levò la pipa di bocca,
+sbadigliò un poco, e si scosse tutto. Poi discese dal fungo, e andò
+strisciando nell'erba, dicendo soltanto queste parole "Un lato vi farà
+crescere di più, e l'altro vi farà diminuire."
+
+"Un lato di _che cosa_? L'altro lato di _che cosa_?" pensò Alice fra sè.
+
+"Del fungo," disse il Bruco, come se Alice l'avesse interrogato ad alta
+voce; e subito disparve.
+
+Alice rimase pensierosa riguardando al fungo e cercando di scoprire
+quali fossero i due lati di esso; e perchè era tondo come l'O di Giotto,
+non sapea trovarli. Ciò non di meno allungò quanto potea le braccia per
+circondare il fungo, e ne ruppe due pezzettini all'orlo con ciascuna
+delle sue mani.
+
+"Ed ora, quale è l'uno e quale è l'altro?" disse fra sè, e si mise a
+morsecchiare il pezzettino che aveva alla destra, così per provarne
+l'effetto, quando si sentì in un attimo un colpo violento sotto il
+mento; aveva battuto sul piede!
+
+Quel mutamento subitaneo la spaventò moltissimo, ma non c'era tempo a
+perdere, perchè spariva rapidamente; così si mise subito a morsecchiare
+l'altro pezzettino. Il suo mento era talmente stretto al piede che a
+mala pena potette aprir la bocca; finalmente riuscì a inghiottire un
+bocconcello del pezzettino della mano sinistra.
+
+ * * * * *
+
+"Ah! respiro finalmente, la mia testa è libera!" sclamò Alice con gioja,
+ma tosto la sua allegrezza si mutò in terrore quando si accorse che non
+potea più trovare le spalle: guardando in giù non potè vedere che un
+collo lungo, lungo che s'elevava come uno stelo d'in mezzo a un campo di
+foglie verdeggianti che stavano lungi, sotto a lei.
+
+"Che cosa _è_ mai quel campo verde?" disse Alice. "E _dove_ sono andate
+le mie spalle? Oh tapina me! come va che non vi veggo più, o mie povere
+mani?" E andava movendole mentre parlava, ma non sembrava che ne
+seguisse altro che un piccolo movimento fra le verdi foglie in
+lontananza.
+
+Non sembrando possibile di portar le mani al capo, cercò di piegare il
+capo verso le mani, e fu contenta di vedere che il suo collo potea
+piegarsi e dirigersi dovunque, come un serpente. Era riuscita a curvarlo
+in giù in forma d'un grazioso _zigzag_, e stava lì lì per tuffarsi fra
+le foglie, quando si accorse che erano le cime degli alberi sotto i
+quali s'era smarrita. E sentì un gemito acuto per cui si ritirò
+indietro in fretta: un grosso colombo era volato verso di lei, e le
+sbatteva le ali contro la faccia in modo furioso.
+
+"Serpente!" gridò il Colombo.
+
+"_Non_ sono un serpente, io!" disse Alice, adirata. "Va via!"
+
+"Serpente, dico!" ripetè il Colombo, ma con voce più dimessa, e
+soggiunse singhiozzando, "Ho cercato tutt'i rimedii, ma nulla m'è
+giovato!"
+
+"Io non so di che cosa mai tu parli," disse Alice.
+
+"Ho provato le radici degli alberi, ho provato i poggetti, ho provato le
+siepi," continuò il Colombo senza badare a lei; "ma i serpenti! Oh non
+c'è modo di contentarli!"
+
+Alice era sempre più meravigliata e confusa, ma pensò ch'era inutile
+parlare sino a che il Colombo avesse finito.
+
+"Come che fosse poca pena covar le uova," disse il Colombo, "mi
+abbisogna vegliare a causa dei serpenti, e giorno e notte! Son tre
+settimane che non ho chiuso un occhio!"
+
+"Mi dispiace di vederti così angosciato!" disse Alice, la quale
+cominciava a capire il Colombo.
+
+"E giusto quando avevo scelto l'albero più elevato della foresta,"
+continuò il Colombo con un grido disperato, "e mi credea liberato
+finalmente da loro, ecco che mi piovono giù dal cielo! Ih!
+Serpentaccio!"
+
+"Ma io _non_ sono un serpente, ripeto!" rispose Alice. "Io sono una----
+Io sono una----"
+
+"Bene, _chi_ sei tu?" disse il Colombo. "Vedo bene che tu cerchi dei
+raggiri per ingannarmi!"
+
+"Io--Io sono una ragazzina," rispose Alice, ma quasi dubitando di sè
+stessa, poichè si rammentava l'innumerevole serie di trasformazioni che
+avea passate in quel giorno.
+
+"Bella storiella!" disse il Colombo con voce di profondo disprezzo. "Ho
+veduto molte ragazzine in mia vita, ma niuna con un collo simile. No,
+no! Tu sei un serpente; e non serve negarlo. Scommetto che mi dirai che
+non hai mai gustato un uovo!"
+
+"Ma sì che _ho_ gustato delle uova," soggiunse Alice, la quale era una
+bambina assai veridica; "sai pure che le ragazzine mangiano quanto i
+serpenti!"
+
+"Non ci credo," disse il Colombo; "ma se pure è così, esse sono una
+razza di serpenti, ecco quello che potrei dire."
+
+Questa idea era così nuova per Alice, che restò muta qualche minuto; il
+Colombo ne profittò per soggiungere, "Tu vai occhiando le uova, _lo_
+comprendo; oh che importa a me che tu sia una fanciulla o un serpente?"
+
+"Ma importa moltissimo a _me_," rispose subito Alice; "pure ora non vado
+cercando uova; e quando anche ne cercassi non vorrei delle tue; crude
+non mi piacciono."
+
+"Via dunque da me!" disse brontolando il Colombo, e si accovacciò nel
+nido. Alice s'appiattò il meglio che potea fra gli alberi, perchè il suo
+collo s'intralciava fra i rami, e spesso dovea fermarsi per
+sbrogliarsene. Dopo qualche istante si rammentò che avea tuttavia nelle
+mani i due pezzettini di fungo, e si mise all'opera con molta
+avvedutezza morsecchiando or l'uno or l'altro, e così ora cresceva ed or
+diminuiva, sinchè riuscì a riavere la sua statura naturale.
+
+Era tanto tempo che non avea più avuto la sua statura naturale, che da
+prima le parve strano, ma vi si abituò in pochi minuti, e rincominciò a
+parlare fra sè secondo il solito. "Ecco, sono a metà del mio piano! Sono
+pure strane tutte queste trasformazioni! Non son mai certa di che
+addiventerò da un minuto all'altro! Ad ogni modo sono tornata alla mia
+giusta statura: ora bisognerebbe pensare al modo di penetrare nell'ameno
+giardino--come potrò farlo, pagherei saperlo!" E così dicendo, giunse
+senza avvedersene a una piazza che avea nel mezzo una casettina alta
+quattro piedi circa. "Chiunque sia che vi abiti," pensò Alice, "non
+converrebbe mai con questa mia statura andare a visitarli così
+all'improvviso; farei loro una paura terribile!" E rincominciò a
+morsecchiare il pezzettino che aveva alla man destra, e non osò di
+avvicinarsi alla casa, se non quando si rimpiccolì tanto che avea nove
+pollici di altezza.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+PORCO E PEPE.
+
+
+Per qualche istante si mise a guardar la casa, e non sapea che fare,
+quando ecco un servo in livrea venne frettolosamente dalla foresta--(lo
+prese per un servitore perchè era in livrea, altrimenti al viso
+l'avrebbe creduto un pesce),--e picchiò furiosamente all'uscio colle
+nocche. La porta fu spalancata da un altro servitore in livrea, con una
+faccia rotonda, e occhi grossi come un ranocchio; ed Alice osservò che
+entrambi aveano in testa parrucche incipriate ed inanellate. Tutto
+questo le eccitò la curiosità, e uscì un poco dalla foresta e si mise ad
+origliare.
+
+ [Illustrazione]
+
+Il Pesce-Servo cavò di sotto il braccio un letterone, grande quasi
+quanto lui, e lo presentò all'altro, dicendo con voce solenne, "Per la
+Duchessa. Un invito della Regina per giuocare una partita di _croquet_."
+Il Ranocchio-Servo rispose con lo stesso tuono di voce, ma invertendo
+l'ordine delle parole, "Da parte della Regina. Un invito alla Duchessa
+per giuocare una partita di _croquet_."
+
+Ed entrambi s'inchinarono sino a terra, e le ciocche de' loro capelli
+s'imbrogliarono insieme.
+
+Alice proruppe in una grossa risata, e dovette internarsi nella foresta
+per paura di esser sentita; e quando poi tornò ad occhiare, il
+Pesce-Servo era andato via, e l'altro sedeva a terra press'all'uscio,
+stralunando stupidamente gli occhi verso il cielo.
+
+Alice si avvicinò timidamente alla porta e picchiò.
+
+"Non giova punto picchiare," disse il Servo, "e ciò per due ragioni. La
+prima perchè io stò allo stesso lato dell'uscio dov'ella sta; la seconda
+perchè di dentro stanno facendo un tale strepito che niuno potrebbe
+sentirla." E davvero si _sentiva_ un gran rumore nel di dentro--un
+guaire e uno starnutire non mai interrotti, e di tempo in tempo un gran
+fracasso, come se un piatto o una caldaia andasse a pezzi.
+
+"Di grazia," domandò Alice, "che dovrei fare per entrare?"
+
+"Il suo picchiare riuscirebbe a qualche effetto," continuò il Servo
+senza badare a lei, "se la porta fosse fra noi due. Per esempio se lei
+fosse _dentro_, potrebbe picchiare, ed io la farei uscire, capisce." E
+continuava a guardare il cielo mentre parlava; e ciò pareva proprio
+scortese ad Alice. "Ma forse non può farne a meno," disse fra sè; "ha
+gli occhi incastrati sul cranio! Potrebbe però rispondere a qualche
+domanda--Come potrei fare per entrar dentro?" disse Alice a voce alta.
+
+"Io siederò quì," osservò il Servo, "sino a domani----"
+
+In quell'istante l'uscio della casa si aprì, e un gran piatto volò verso
+la testa del Servo, e gli sfiorò il naso, poi andò a sfracellarsi contro
+a un albero ch'era dietro a lui.
+
+"---- o sino a dopo domani, forse," continuò il Servo con la stessa
+imperturbabilità, come se nulla fosse accaduto.
+
+"Come potrei fare per entrar dentro?" gridò di nuovo Alice, ma con voce
+più forte.
+
+"Dovrà _ella_ entrare?" rispose il Servo. "La è questa la quistione
+principale."
+
+E avea ragione; soltanto Alice non volea che le fosse fatta quella
+domanda. "È orribile," mormorò fra sè, "il modo con cui arguiscono
+coteste bestie. Mi farebbero impazzare!"
+
+Il Servo colse quella propizia opportunità per ripetere l'osservazione
+con qualche variante: "Io siederò quì, su per giù, per giorni e giorni."
+
+"Ma che cosa debbo _io_ fare?" domandò Alice.
+
+"Quel che vuole," rispose il Servo, e si mise a zufolare.
+
+"È inutile di parlar con lui," disse Alice, tutta disperata: "è un
+idiota spaccato!" E aprì l'uscio ed entrò.
+
+Quell'uscio menava diritto a una cucina spaziosa, da un capo all'altro
+tutta ripiena di fumo: la Duchessa sedeva nel mezzo sopra uno sgabello a
+tre piedi, e ninnava un bambino; la cuoca era in faccia al fornello,
+mestando un calderone che parea pieno di minestra.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Certo c'è troppo pepe in quella minestra!" disse Alice a sè stessa, non
+potendo rattenere gli starnuti.
+
+Ma davvero c'era troppo pepe nell'aria. Anche la Duchessa starnutiva
+qualche volta; e quanto al bimbo non faceva altro che starnutire e
+strillava a vicenda senza posa. I soli due esseri che non starnutivano
+nella cucina, erano la Cuoca, e un grosso gatto che stava accoccolato
+presso il focolare e ghignando con la bocca, da un orecchio all'altro.
+
+"Mi dica, di grazia," domandò Alice, un po' timidamente, perchè non era
+certa se fosse buona creanza di cominciare a parlare, "perchè il suo
+gatto ghigna così?"
+
+"È un Ghignagatto," rispose la Duchessa, "ecco il perchè. Porco!"
+
+Ella pronunziò l'ultima parola con una tale furia che Alice trasalì; ma
+subito s'accorse che quel titolo era dato al bambino e non già a lei,
+così si rianimò, e continuò a dire:
+
+"Non sapea che i gatti ghignassero a quel modo: anzi non sapea neppure
+che i gatti _potessero_ ghignare."
+
+"Tutti lo possono," rispose la Duchessa; "e la maggior parte ghignano."
+
+"Non ne conosco alcuno che faccia il ghigno," replicò Alice con molto
+rispetto, e contenta ch'era entrata in conversazione.
+
+"Voi non sapete molto," disse la Duchessa; "e questo è quanto!"
+
+Non piacque punto ad Alice quella risposta secca, e pensò di mutar
+discorso. Mentre cercava un argomento, la cuoca tolse il calderone della
+minestra dal fuoco, e tosto si mise a gittar tutto ciò che le stava
+vicino contro alla Duchessa ed al bambino--pria volarono le molle e la
+paletta; poi un nembo di casseruole, di piatti e di tondi. La Duchessa
+non se ne dette per intesa nemmeno quando era colpita; e il bimbo guaiva
+di già tanto forte che non si poteva sapere se i colpi gli facessero
+male o no.
+
+"Ma faccia attenzione a quel che fa!" gridò Alice, saltando quà e là
+tutta spaventata. "Addio naso!" continuò a dire, mentre una grossa
+casseruola volò vicino al naso del mimmo, e poco mancò che non glielo
+portasse via.
+
+"Se ognuno badasse alle proprie faccende," sclamò la Duchessa con voce
+rauca, "il mondo girerebbe più presto di quello che nol fa ora."
+
+"Ciò _non_ sarebbe un bene," disse Alice, lieta di poter far pompa della
+sua erudizione. "Pensi che confusione farebbe del giorno e della notte!
+Ella sa che la terra impiega ventiquattro ore per girare intorno al suo
+asse----"
+
+"A proposito di asce!" gridò la Duchessa, "tagliatele il capo!"
+
+Alice guardò con ansietà la cuoca per vedere se ella ubbidisse al cenno;
+ma la cuoca era occupata a dimenare la minestra, e non parea che avesse
+ascoltato, perciò andò innanzi dicendo: "Ventiquattr'ore, _credo_; o
+dodici? Io----"
+
+"Oh non mi seccate," disse la Duchessa; "Non ho mai potuto sopportare le
+cifre!" E rincominciò a cullare il bimbo, cantando una certa
+Ninna-Nanna, e dandogli una violenta scossa alla fine d'ogni strofa:--
+
+ "_Parla duro al tuo bambino,
+ Dàgli bòtte se starnuta;
+ Ei guaisce il malandrino
+ Perchè il pepe mio rifiuta!
+ Ei ci annoia co' suoi lai!_"
+
+(Coro al quale si uniscono la Cuoca e il bimbo):--
+
+ "_Guai! Guai! Guai! Guai!_"
+
+Mentre la Duchessa cantava la seconda strofa, faceva saltare il bimbo su
+e giù con molta violenza, e il poverino guaiva tanto che Alice appena
+potette udire le parole della poesia:--
+
+ "_Parlo duro al mio bambino,
+ Lo sculaccio se starnuta,
+ Perchè il pepe, il malandrino,
+ Quando ei vuol, non lo rifiuta.
+ Ei ci annoia co' suoi lai!_"
+
+ CORO.
+
+ "_Guai! Guai! Guai! Guai!_"
+
+"Tenete! voi ve lo potrete ninnare un poco se v'aggrada!" disse la
+Duchessa ad Alice, buttandole il bimbo in braccio. "Bisogna ch'io vada a
+prepararmi per giuocare una partita a _croquet_ con la Regina," e scappò
+via. La cuoca le scaraventò addosso una padella, e per poco non la
+colse.
+
+Alice afferrò il bimbo ma con qualche difficoltà, perchè la era una
+creaturina molto strana; e le sue mani e i suoi piedi guizzavano verso
+tutt'i lati, "proprio come quell'animaletto marino che si chiama
+stella," pensò Alice. Il poverino, quando Alice lo prese, stronfiava
+come una macchina a vapore, e continuava a contorcersi e a
+stiracchiarsi, di tal che ella ebbe la maggior pena del mondo per
+tenerlo.
+
+Quando la fanciulla trovò la maniera di ninnarlo a modo (e ciò
+consisteva nell'averlo aggruppato bene come un nodo, e afferrato
+all'orecchio destro e al piede sinistro, per non permettergli di
+sciogliersi) lo portò all'aria aperta. "Se non porto via questo bambino
+meco," osservò Alice, "è certo che qualche giorno l'ammazzeranno; non
+sarei colpevole d'un assassinio se lo abbandonassi?" Ella pronunziò le
+ultime parole a voce alta, e il poverino si mise a grugnire per
+risponderle (non starnutiva più allora). "Non grugnire," disse Alice,
+"non sta bene esprimersi a quel modo."
+
+Il bimbo grugnì di nuovo, e Alice lo guardò con molta ansietà per vedere
+che avesse. Aveva un naso che s'arricciava _troppo_, e non c'era dubbio
+che rassomigliava più a un grugno che a un naso naturale; e poi gli
+occhi s'impiccolivano tanto che non pareano occhi di bambino: tutto
+insieme quell'aspetto non piaceva ad Alice punto, punto. "Forse
+singhiozzava," pensò ella, e riguardò di nuovo a' suoi occhi per vedere
+se vi fossero lagrime.
+
+ [Illustrazione]
+
+Ma non ce n'erano. "Carino mio, se tu ti trasformi in porcellino," disse
+Alice seriamente, "non voglio aver più nulla a fare con te. Bada a te
+dunque!" Il poverino si rimise a singhiozzare (forse grugniva, ma era
+difficile il distinguere), e andarono innanzi silenziosamente per
+qualche tempo.
+
+Alice aveva appena cominciato a riflettere, "Che cosa ho da fare di
+questa creatura quando la porterò a casa?" allorchè grugnì di nuovo, e
+tanto forte, che tutta spaventata si mise a riguardarla in faccia.
+Questa volta _non_ c'era più dubbio; era un porcellino bell'e buono, ed
+essa fu persuasa che non c'era più ragione di portarlo oltre.
+
+Così depose quella creaturina a terra, e si sentì sollevata quando la
+vide trottare via quietamente verso la foresta. "Se fosse cresciuto,"
+disse fra sè, "sarebbe stato un bruttissimo ragazzo; ma diventerà, un
+bellissimo porco, credo." E riandò con la memoria a certi fanciulli che
+conosceva, i quali potrebbero essere buonissimi porcellini, e stava per
+dire, "se uno conoscesse il vero modo di mutarli--" quando trasaltò un
+poco di paura veggendo il Ghignagatto, accoccolato sopra un ramo
+d'albero, a pochi metri di distanza.
+
+Il Gatto fece soltanto un ghigno quando vide Alice. Sembra di buon
+umore, pensò; ciò non di meno ha le unghie _troppo_ lunghe, ed ha troppi
+denti, perciò bisognerà trattarlo con molta deferenza.
+
+"Ghignamicio," cominciò a dire con un poco di timidità, perchè non
+sapeva se gli piacesse quel titolo; ciò non di meno egli non fece altro
+che ghignare più apertamente. "Via, ci ha piacere," pensò Alice, e
+continuò, "Vorresti dirmi, quale via dovrei infilare da quì?"
+
+"Ciò dipende molto dal luogo dove vorresti andare," rispose il Gatto.
+
+"Poco importa dove----" disse Alice.
+
+"Allora poco importa di sapere quale via dovresti prendere," soggiunse
+il Gatto.
+
+"---- purchè giunga a _qualche luogo_," riprese Alice, come se volesse
+spiegarsi meglio.
+
+"Oh certo, vi giungerai!" disse il Gatto, "sai il proverbio italiano,
+_'tanto cammina sino che arriva.'_"
+
+Alice sentì che quel proverbio non poteva essere contraddetto, e tentò
+un altra domanda. "Che razza di gente abita in questi dintorni?"
+
+"Di _là_," rispose il Gatto, girando la zampa destra, "abita un
+Cappellaio; e di _quà_," indicando con l'altra zampa, "abita una
+Lepre-marzolina. Visita chi vuoi de' due: sono entrambi matti."
+
+"Ma non mi piace d'andare dai matti," osservò Alice.
+
+"Oh, non c'è modo d'uscirne," disse il Gatto: "quì siam tutti matti. Io
+son matto. Tu sei matta."
+
+"Come sai ch'io sono matta?" domandò Alice.
+
+"Tu devi esserla," disse il Gatto, "altrimenti non saresti venuta quì."
+
+Non parve una ragione sufficiente ad Alice, ma pure continuò: "oh come
+sai che tu sei matto?"
+
+"Per cominciare," disse il Gatto, "un cane non è matto. Ne convieni?"
+
+"Lo suppongo," rispose Alice.
+
+"Bene," continuò il Gatto, "un cane brontola quando è arrabbiato, ed
+agita la coda quando è contento. Ora _io_ brontolo quando son contento,
+ed agito la coda quando sono arrabbiato. Dunque son matto."
+
+ [Illustrazione]
+
+"Io direi far le fusa, e non già brontolare," disse Alice.
+
+"Dì come vuoi," riprese il Gatto. "Vai tu quest'oggi dalla Regina, a
+giuocare a _croquet_?"
+
+"Lo desidererei tanto," rispose Alice, "ma non sono stata ancora
+invitata."
+
+"Mi vedrai da lei," disse il Gatto, e sparì.
+
+Alice non fu sorpresa da tutto questo: si era di già abituata a veder
+cose strane. Mentre guardava ancora al ramo dov'era stato il Gatto,
+eccotelo ricomparire di nuovo.
+
+"A proposito, che n'è del bimbo?" disse il Gatto. "Avea dimenticato di
+domandartene."
+
+"Si mutò in porcellino," rispose Alice senza scomporsi, come che il
+Gatto fosse riapparito in modo naturale.
+
+"Me l'ero immaginato," disse il Gatto, e sparì di nuovo.
+
+Alice aspettò un poco, mezzo persuasa che riapparisse nuovamente, ma non
+ricomparve, e pochi istanti dopo si diresse alla via dove abitava la
+Lepre-marzolina, "Di cappellai ne ho veduti tanti," disse fra sè: "sarà
+più interessante per me la Lepre-marzolina, e come siamo a Maggio non
+sarà poi tanto matta da legare--almeno meno matta di quel che l'era nel
+Marzo." Mentre diceva queste parole, riguardò in alto, ed eccoti di
+nuovo il Gatto, accoccolato sul ramo d'un albero.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Dicesti porcellino o porcellana?" domandò il Gatto.
+
+"Dissi porcellino," rispose Alice; "ma ti prego di non apparire e
+disparire come un lampo: mi fai girare il capo!"
+
+"Sta bene," disse il Gatto; e questa volta sparì lentamente; cominciò
+con la punta della coda, e finì col suo ghigno, e questo restò come una
+visione sul ramo dopo che tutto era sparito.
+
+"Oh bella! Ho veduto spesso un gatto senza ghigno," osservò Alice, "ma
+un ghigno senza gatto! È la cosa più curiosa ch'io abbia mai veduta in
+tutta la mia vita!"
+
+Non si era dilungata di molto quando si trovò in faccia alla dimora
+della Lepre-marzolina: pensò che quella fosse proprio la casa, perchè le
+gole dei camini aveano la forma di orecchie, e il tetto era coperto di
+pelo. La casa era tanto grande che ella non osò di avvicinarvisi se non
+dopo aver morsecchiato un poco del fungo che avea nella mano sinistra, e
+crebbe quasi due piedi di altezza: ciò non la liberò dall'ansietà, e
+mentre si avvicinava timidamente alla porta, diceva fra sè, "E se poi
+fosse matto furioso! Quasi quasi vorrei essere andata a trovare il
+Cappellaio!"
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+UN TÈ DI MATTI.
+
+
+Sotto un albero in faccia alla casa c'era una tavola apparecchiata, e vi
+prendevano il tè la Lepre-marzolina e il Cappellaio: un Ghiro che
+dormiva profondamente stava fra loro, ed essi se ne servivano come se
+fosse un guanciale, appoggiando i gomiti su lui e discorrendo sopra il
+suo capo. "Che disturbo pel Ghiro," pensò Alice, "ma siccome dorme,
+m'immagino che non ci farà attenzione."
+
+La tavola era spaziosa, pure i tre stavano aggruppati insieme a un
+angolo: "Non c'è posto! Non c'è posto!" gridarono, quando videro che
+Alice si avvicinava. "C'è _molto_ posto!" disse Alice, sdegnosa, e si
+mise a sedere in un comodissimo seggiolone che stava ad una delle
+estremità della tavola.
+
+"Vuole del vino?" disse la Lepre-marzolina con modo attraente.
+
+Alice guardò sulla tavola, e vide che non c'era altro che tè. "Non vedo
+vino," osservò essa.
+
+"Non ce n'è punto," replicò la Lepre-marzolina.
+
+"Ma allora non è cortese, invitandomi a bere quel che non ha," disse
+Alice sdegnosamente.
+
+"Come non fu punto civile da parte sua di sedersi quì senz'essere
+invitata," osservò la Lepre-marzolina.
+
+"Non sapea che la tavola appartenesse a _lei_" rispose Alice, "è
+apparecchiata per più di tre."
+
+"Dovrebbe farsi tagliare i capelli," disse il Cappellaio. Egli aveva
+osservato Alice per qualche istante, e con molta curiosità, e furon
+quelle le prime parole che profferì.
+
+"Ella non dovrebbe fare osservazioni che sanno di personalità," disse
+Alice un po' severa: "ciò è molto sconvenevole."
+
+ [Illustrazione]
+
+Il Cappellaio spalancò enormemente gli occhi udendo quelle parole; ma
+_disse_ soltanto, "Perchè un corvo è simile a un coccodrillo?"
+
+"Via! Ora sì che ci divertiremo!" pensò Alice. "Sono contenta che hanno
+cominciato a proporre degl'indovinelli--credo di potere indovinarlo,"
+soggiunse ad alta voce.
+
+"Intende dire che potrà trovare la risposta?" domandò la
+Lepre-marzolina.
+
+"Sicuramente," rispose Alice.
+
+"Ebbene dica quel che intende," disse la Lepre-marzolina.
+
+"Ecco," riprese Alice, in fretta; "almeno--almeno intendo quel che
+dico--e ciò vale lo stesso, capite."
+
+"Niente affatto lo stesso!" disse il Cappellaio. Sarebbe come dire,
+"'Veggo quel che mangio' è lo stesso di 'Mangio quel che veggo?'"
+
+"Sarebbe come dire," soggiunse la Lepre-marzolina. "'Mi piace ciò che
+prendo,' è lo stesso che 'Prendo quel che mi piace?'"
+
+"Sarebbe come dire," aggiunse il Ghiro che parea parlasse nel sonno,
+"'respiro quando dormo' è lo stesso che 'dormo quando respiro?'"
+
+"E _lo_ stesso per voi," disse il Cappellaio, e quì la conversazione
+cadde, e tutti sedettero muti per poco tempo, mentre Alice cercò di
+ricordarsi tutto quel che sapea su' corvi e su' coccodrilli, ma non era
+molto.
+
+Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio. "Che giorno del mese
+abbiamo?" disse, volgendosi ad Alice, mentre prendeva l'oriuolo dal
+taschino, e lo guardava con un certo turbamento, scuotendolo di tempo in
+tempo, e appoggiandolo all'orecchio.
+
+Alice pensò un poco, e rispose, "Li quattro del mese."
+
+"Ritarda di due giorni!" osservò sospirando il Cappellaio. "Te lo dissi
+che il burro non avrebbe giovato al movimento!" soggiunse, guardando
+rabbiosamente la Lepre-marzolina.
+
+"Era del _miglior_ burro," rispose sommessamente la Lepre-marzolina.
+
+"Sì, ma devono esserci entrate anche delle miche di pane," borbottò il
+Cappellaio: "non dovevi metterlo dentro col coltello del pane."
+
+La Lepre-marzolina prese l'oriuolo e lo guardò mestamente: poi lo tuffò
+nella sua tazza di tè e lo guardò di nuovo: ma non potette far altro che
+ripetere l'osservazione fatta pur dianzi: "Era del _miglior_ burro che
+si potesse avere, sapete."
+
+Alice intanto lo guardava, con un poco di curiosità, di sopra le spalle,
+e disse, "Che curioso oriuolo! Indica i giorni del mese, e non già le
+ore del giorno!"
+
+"Perchè no?" sclamò il Cappellaio. "Che forse il _suo_ oriuolo le dice
+in che anno viviamo?"
+
+"No davvero," si affrettò a rispondere Alice, "perchè l'oriuolo segna lo
+stesso anno per molto tempo."
+
+"Ciò che appunto accade al _mio_," rispose il Cappellaio.
+
+Alice provò un momento di grave imbarazzo. Le parea che l'osservazione
+del Cappellaio non avesse senso di sorta, eppure parlava correttamente.
+"Non la comprendo bene," disse con molta delicatezza.
+
+"Il Ghiro è tornato a dormire," disse il Cappellaio, e gli versò un poco
+di tè scottante sul naso.
+
+Il Ghiro scosse il capo con un moto d'impazienza, e senza aprir gli
+occhi, disse, "Già! Già! Appunto quello che stavo per dire."
+
+"Ha ancora indovinato l'indovinello?" disse il Cappellaio, rivolgendosi
+ad Alice.
+
+"Mi dò per vinta," rispose Alice: "Quale è la risposta?"
+
+"Non ne ho la minima idea," rispose il Cappellaio.
+
+"Neppure io," disse la Lepre-marzolina.
+
+Alice sospirò dalla noia e disse: "Ma credo che sarebbe bene di passar
+meglio il tempo, che perderne, proponendo indovinelli che non hanno
+senso."
+
+"Se lei conoscesse il Tempo come lo conosco io," rispose il Cappellaio,
+"non direbbe che noi ne perdiamo. Non si tratta di me, ma di lui."
+
+"Non so che ella si dica," osservò Alice.
+
+"Sicuro, nol sa!" disse il Cappellaio, scuotendo il capo con un'aria di
+disprezzo. "Scommetto che lei non ha mai parlato col tempo!"
+
+"Forse no," rispose prudentemente Alice; "ma so che debbo battere il
+tempo quando imparo la musica."
+
+"Ah! e questo spiega tutto," disse il Cappellaio. "Ei non vuol essere
+battuto. Se lei non si bisticciasse con lui, egli farebbe dell'oriuolo
+ciò che ella vuole. Per esempio, supponga che sieno le nove della
+mattina, ch'è l'ora per le lezioni: basterebbe ch'ella bisbigliasse una
+parolina al Tempo, e subito girerebbe la lancetta! Il tocco e mezzo,
+l'ora del desinare!"
+
+("Vorrei che fosse," bisbigliò la Lepre-marzolina.)
+
+"Sarebbe magnifica, davvero," disse Alice, pensierosa: "ma non avrei
+fame a quell'ora, capisce."
+
+"Da principio forse, nò," riprese il Cappellaio: "ma lei potrebbe
+fermarlo sul tocco e mezzo, quando vorrebbe."
+
+"Ed _ella_ fa così?" domandò Alice.
+
+Il Cappellaio scosse la testa mestamente e rispose. "Io no! Ci siamo
+bisticciati nello scorso marzo---- proprio quando _egli_ divenne
+matto----" (ed indicò col cucchiaino la Lepre-marzolina), "----già, fu
+al gran concerto dato dalla Regina di Cuori:--ivi dovetti cantare:
+
+ [Illustrazione]
+
+ '_Tu che al ciel spiegasti l'ale
+ O mia testa Soppressata!_'"
+
+"Conosce lei quest'aria?"
+
+"Ho sentito qualche cosa che le rassomiglia," rispose Alice.
+
+"La va di questo verso," continuò il Cappellaio:--
+
+ "'_Ti rivolgi a me, fettata,
+ Teco il pane aggiungerò!_'"
+
+Giunto quì, il Ghiro si dette una scossetta, e cominciò a cantare in
+mezzo al sonno "_Teco il pane; teco il pane aggiungerò----_" e via, via
+andò innanzi, sino a che gli si dovettero dare de' pizzicotti per farlo
+tacere.
+
+"Ebbene, aveva appena finito di cantare la prima quartina," disse il
+Cappellaio, "che la Regina proruppe furiosa, 'Egli sta assassinando il
+tempo! Tagliategli il capo!'"
+
+"Terribilmente feroce!" sclamò Alice.
+
+"D'allora in poi," continuò mestamente il Cappellaio, "non ha voluto più
+far quel che io gli chiedo! Segna sempre le sei."
+
+Un'idea luminosa colpì Alice, e domandò: "È questa forse la ragione per
+cui vi sono tante tazze apparecchiate?"
+
+"Proprio così," rispose il Cappellaio, con un sospiro: "è sempre l'ora
+del tè, e non abbiamo mai tempo di risciaquare le tazze."
+
+"E così, andate girando sempre intorno, nei frattempi?" disse Alice.
+
+"Proprio così," replicò il Cappellaio: "a misura che le tazze hanno
+servito."
+
+"Ma come fate quando venite a ricominciare da capo?" Alice ardì
+domandare.
+
+"Se mutassimo il discorso," disse, sbadigliando, la Lepre-marzolina.
+"Cotesto costì mi secca mortalmente. Vorrei che la Signorina ci
+raccontasse una storiella."
+
+"Temo di non saper contarne alcuna," rispose Alice un poco intimorita.
+
+"Allora il Ghiro ce ne dirà una!" gridarono entrambi. "Risvegliati,
+Ghiro!" E lo punzecchiarono da' due lati.
+
+Il Ghiro aprì lentamente gli occhi, e disse con voce debole e rauca,
+"Non dormiva, io! Non m'è scappata neppure una parola di quello che
+dicevate."
+
+"Raccontaci una novella!" disse la Lepre-marzolina.
+
+"Di grazia, ce ne dica una!" supplicò Alice.
+
+"E fa' presto," soggiunse il Cappellaio, "se no ti raddormenterai prima
+di finirla."
+
+"C'erano una volta tre sorelle," cominciò in gran fretta il Ghiro, "e si
+chiamavano Elce, Clelia e Tilla; e dimoravano nel fondo d'un pozzo----"
+
+"Che cosa mangiavano?" domandò Alice, la quale prendeva sempre un vivo
+interesse nelle quistioni di mangiare e bere.
+
+"Mangiavano melazzo," rispose il Ghiro, dopo d'averci pensato su qualche
+istante.
+
+"Ma non lo potevano," osservò Alice, con garbo; "sarebbero cadute
+ammalate."
+
+"Lo erano, di fatto," rispose il Ghiro, "_molto_ ammalate."
+
+Alice cercò di figurarsi quella strana maniera di vivere, ma ne restò
+confusa, e continuò: "Ma perchè vivevano nel fondo d'un pozzo?"
+
+"Prenda un po' più di tè," disse la Lepre-marzolina, con molta premura.
+
+"Non ho preso ancora nulla," rispose Alice, tutta offesa, "così non
+posso prenderne di più."
+
+"Vuoi dire che non ne può prender _meno_," disse il Cappellaio: "è molto
+più facile prendere _più_ che nulla."
+
+"Niuno ha domandato il _suo_ parere," soggiunse Alice.
+
+"Chi è che fa ora delle questioni personali?" domandò il Cappellaio con
+aria di trionfo.
+
+Alice non seppe bene che rispondere, ma preso una tazza di tè con pane e
+burro, e rivolgendosi al Ghiro, gli domandò di nuovo: "Perchè vivevano
+nel fondo del pozzo?"
+
+Il Ghiro si mise a riflettere un poco, e rispose, "Era un pozzo di
+melazzo."
+
+"Ma non s'è udito mai una cosa simile!" interruppe Alice con voce
+sdegnosa; ma la Lepre-marzolina e il Cappellaio vociarono "St! st!" e il
+Ghiro continuò con voce burbera, "Se non ha creanza, finisca la
+novelletta da sè."
+
+"Nò, la prego di continuare!" disse Alice molto umilmente: "Non la
+interromperò più. Forse ce ne sarà _uno_ di quei pozzi."
+
+"Uno, eh via!" rispose il Ghiro sdegnosamente. Ciò non di meno, pregato,
+continuò: "E quelle tre sorelle--imparavano a trarne----"
+
+"Che cosa traevano?" domandò Alice, dimenticando che avea promesso di
+zittire.
+
+"Del melazzo," rispose il Ghiro, senza riflettere punto questa volta.
+
+"Ho bisogno d'una tazza pulita," interruppe il Cappellaio; "avanziamo
+tutti d'un posto avanti!"
+
+E mentre parlava, si mosse, e il Ghiro lo seguì: la Lepre-marzolina
+occupò il posto del Ghiro, e Alice prese, contro voglia, il posto della
+Lepre-marzolina. Il solo Cappellaio profittò di quel mutamento: e Alice
+si trovò peggio di prima, perchè la Lepre-marzolina avea rovesciato il
+bricco del latte nel suo tondo.
+
+Alice non voleva offender di nuovo il Ghiro, e disse con molta
+delicatezza: "Non capisco bene. Da dove traevano il melazzo?"
+
+"Ella sa trarre l'acqua dal pozzo d'acqua, non è vero?" disse il
+Cappellaio; "ebbene si può così trarre melazzo da un pozzo di
+melazzo--eh! stupidina!"
+
+Questa risposta accrebbe talmente la confusione d'Alice, che ella
+permise al Ghiro di continuare, senza interromperlo più.
+
+"Imparavano a trarre," continuò il Ghiro, sbadigliando e stropicciandosi
+gli occhi, perchè moriva di sonno; "e traevano cose d'ogni genere----
+tutto quel che comincia con una T----"
+
+"Perchè con una T?" domandò Alice.
+
+"Perchè no?" gridò la Lepre-marzolina.
+
+Alice zittì.
+
+Il Ghiro intanto avea chiusi gli occhi, e cominciava un sonnellino; ma
+punzecchiato dal Cappellaio, si risvegliò con un gemito, e continuò:
+"----che comincia con una T, come una Trappola, un Topo, una Topaja, un
+Troppo--già, ella dice 'il troppo stroppia '--oh, non ha mai veduto il
+ritratto d'un 'troppo stroppia'?"
+
+"Veramente, ora che lei mi domanda," disse Alice, molto confusa, "non
+so----"
+
+"Allora non parli," disse il Cappellaio.
+
+Questa sgarbatezza urtò la sensibilità di Alice: si alzò assai sdegnata
+e uscì fuori; il Ghiro si addormentò in un attimo e niuno degli altri
+due notò che Alice era uscita, benchè ella si fosse rivoltata indietro
+una o due volte, con una mezza speranza che la richiamassero: però
+l'ultima volta vide che le due birbe cercavano di tuffare il Ghiro nel
+vaso da tè.
+
+"Mai più _ci_ tornerò," disse Alice internandosi nella foresta. "È la
+più stupida società in mezzo a cui io mi sia trovata!"
+
+ [Illustrazione]
+
+Mentre parlava così, osservò che un albero aveva un uscio pel quale
+s'entrava proprio dentro. "Oh ciò è molto curioso!" pensò Alice. "Ma
+ogni cosa oggi è curiosa. Credo che farò bene ad entrare." Ed entrò.
+
+Si trovò di nuovo nel lungo salone, e presso al tavolino di cristallo.
+"Questa volta farò meglio," disse fra sè, e prese la chiavettina d'oro
+ed aprì l'uscio che conduceva al giardino. Poi si mise a morsecchiare il
+fungo (ne avea conservato un pezzettino nella tasca), sino a che ebbe un
+piede d'altezza o giù di lì: traversò il piccolo andito: e _poi_--si
+ritrovò finalmente nell'ameno giardino in mezzo ad aiuole lussureggianti
+di fiori, ed a fontane fresche.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+IL CROQUET DELLA REGINA.
+
+
+Un magnifico rosajo stava vicino all'ingresso del giardino: le sue rose
+erano bianche, ma tre giardinieri che gli stavano d'intorno erano
+occupati a colorirle di rosso. Davvero, è curioso! pensò Alice, e si
+avvicinò per osservarli, e quando vi fu presso sentì che uno di loro
+diceva, "Fa attenzione, Cinque! Non mi schizzare con le tue pennellate!"
+
+"Non ho potuto farne di meno," rispose Cinque, con tuono burbero; "Sette
+mi ha urtato il gomito."
+
+Sette lo guardò e disse, "Ma bene! Cinque incolpa sempre gli altri!"
+
+"_Tu_ faresti meglio di zittire!" disse Cinque. "Non più tardi di ieri,
+sentii che la Regina diceva che tu meriteresti d'essere decollato!"
+
+"Perchè?" domandò il primo che avea parlato.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Ciò non preme a _te_, Due!" ripose Sette.
+
+"_Gli_ preme, certo!" disse Cinque, "e gliel dirò io--perchè portasti al
+cuoco bulbi di tulipano invece di cipolle."
+
+Sette scaraventò lontano il suo pennello e stava lì lì per dire, "In
+mezzo a tutte le cose le più ingiuste----" quando s'accorse d'Alice che
+li osservava, e divorò il resto della frase: gli altri la guardarono
+del pari e le fecero tutti una profonda riverenza.
+
+"Mi direste," domandò Alice, ma timidamente, "perchè state colorendo
+quelle rose?"
+
+Cinque e Sette non risposero, ma guardarono Due. Due disse allora con
+voce bassa, "Gli è perchè, codesto costì doveva essere un rosajo di rose
+_rosse_, e noi per isbaglio ne abbiam piantato uno che dà rose bianche;
+or se la Regina se ne avvedesse, a tutti le teste sarebbero tagliate.
+Così, Signorina, facciamo il meglio per riparare pria che venga a----"
+In quell'istante, Cinque che guardava attorno con ansietà, gridò "La
+Regina! La Regina!" e i tre giardinieri si misero subito con la faccia
+per terra. Si sentì un grande scalpiccío, e Alice si mise a guardare per
+veder la Regina.
+
+Prima comparvero dieci soldati armati di bastoni: erano conformati come
+i tre giardinieri, bislunghi e piatti, con le mani e i piedi agli
+angoli: seguivano dieci cortigiani, tutti sfolgoranti di diamanti;
+andavano a due a due, come i soldati. Venivano poi i principini reali;
+erano dieci, divisi a coppie e tenendosi per la mano,--andavano innanzi
+quegli amorini saltando come matti: erano ornati di cuori. Poi sfilavano
+gl'invitati, la maggior parte Re e Regine, e fra loro Alice riconobbe il
+Coniglio bianco; discorreva con una fretta nervosa, facendo bocca da
+ridere a chiunque gli parlava, e passò oltre senza punto badare ad
+Alice. Seguiva il Fante di Cuori, portando la Corona Reale sopra un
+cuscino di velluto rosso; e finalmente venivano IL RE E LA REGINA DI
+CUORI.
+
+Alice non sapea se dovesse cadere a faccia per terra come i tre
+giardinieri, ma non potè ricordarsi che ci fosse un tal cerimoniale
+nelle processioni regie; "e poi, a che servirebbero coteste
+processioni," riflette fra sè, "se tutti dovessero stare a faccia per
+terra, e niuno potesse vederle?" Così restò dov'era, ed aspettò.
+
+Allorchè la processione giunse vicina ad Alice, tutti si fermarono e la
+guardarono; e la Regina gridò con cipiglio severo, "Chi è costei?" e si
+rivolse al Fante di Cuori, il quale rispose con un risolino e una
+riverenza.
+
+"Imbecille!" disse la Regina, e impaziente, scosse il capo; indi
+rivolgendosi ad Alice, continuò a dire, "Come ti chiami fanciulla?"
+
+"Maestà, mi chiamo Alice," rispose la fanciulla con molta garbatezza, ma
+soggiunse a sè stessa, "Non è che un mazzo di carte soltanto. Non c'è da
+aver paura di costoro!"
+
+"E chi sono _cotestoro_?" domandò la Regina, indicando i tre giardinieri
+che baciavano la polvere intorno al rosajo; perchè, capite, siccome
+giacevano sulle lor faccie, e il disegno del loro di dietro
+rassomigliava a quello del resto del mazzo, non sapea discernere se
+fossero giardinieri, o soldati, o cortigiani, o tre de' suoi proprii
+figli.
+
+"Come volete ch'_io_ lo sappia," rispose Alice, che si meravigliava del
+suo proprio coraggio. "Ciò non _mi_ spetta."
+
+La Regina diventò di fiamma per la rabbia, dopo d'averla fissata
+ferocemente come una bestia selvaggia, gridò, "Tagliatele il capo!
+subito----"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Eh, via!" rispose Alice a voce alta e con fermezza, e la Regina si
+tacque.
+
+Il Re appoggiò la mano sul braccio della Regina, e disse timidamente,
+"Cara mia, riflettici bene su: la è una bambina!"
+
+La Regina gli voltò le spalle con viso irato, e disse al Fante,
+"Rivoltateli!"
+
+Il Fante ubbidì, e con un piede li rivoltò cautamente.
+
+"Levatevi!" urlò la Regina, e i tre giardinieri si alzarono
+immediatamente, e s'inchinarono davanti al Re, alla Regina, ai figli
+reali, e a tutti gli altri.
+
+"Basta!" sclamò la Regina. "Mi fate girare il capo." E guardando al
+rosajo, continuò, "Che cosa _avete fatto_ al rosajo?"
+
+"Con la buona grazia della Maestà vostra," rispose Due, con voce umile,
+e piegando il ginocchio a terra, "noi volevamo----"
+
+"Lo vedo!" disse la Regina, che avea già osservate le rose. "Tagliate
+loro il capo!" e la processione reale si mosse, lasciando indietro tre
+soldati per mozzare il capo agli sventurati giardinieri, che corsero ad
+Alice per esser da lei protetti.
+
+"Non vi decapiteranno!" disse Alice, e li mise in un grosso vaso da
+fiori che stava vicino a lei. I tre soldati vagarono quà e là per
+qualche istante, in cerca di loro, e poi quietamente seguirono la
+processione reale.
+
+"Avete loro recisa la testa?" gridò la Regina.
+
+"Maestà, le loro teste non sono più!" risposero i soldati.
+
+"Bene!" gridò la Regina. "Sapete giuocare a _croquet_?"
+
+I soldati zittirono, e guardarono Alice, credendo che la domanda fosse
+rivolta a lei.
+
+"Sì!" gridò Alice.
+
+"Avvicinatevi dunque!" urlò la Regina, ed Alice raggiunse la
+processione, curiosa di sapere ciò che avverrebbe in seguito.
+
+"Fa--fa bel tempo!" disse una timida vocettina presso a lei. Vide che
+ella camminava a canto del Coniglio bianco, che la stava occhiando,
+affissandola in faccia con un certo fare inquieto e timoroso.
+
+"Bellissimo," rispose Alice: "dov'è la Duchessa?"
+
+"St! st!" disse il Coniglio a voce bassa, e parlando in fretta. Riguardò
+ansiosamente intorno a lui, ed alzandosi sulla punta de' piedi,
+bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È sotto sentenza di morte."
+
+"Per quale peccato?" domandò Alice.
+
+"Avete detto 'Che peccato!'?" disse il Coniglio.
+
+"Ma no," rispose Alice: "Non credo punto che sia peccato. Dissi '_Per_
+quale peccato?'"
+
+"Ha schiaffeggiata la Regina----" cominciò il Coniglio. Alice scoppiò in
+una grossa risata. "St!" bisbigliò il Coniglio tutto tremante, "La
+Regina vi potrebbe sentire! Vedete, essa è venuta un pò tardi, e la
+Regina ha detto----"
+
+"Ai vostri posti!" gridò la Regina con voce tuonante, e gl'invitati
+cominciarono a correre verso tutte le direzioni, rovesciandosi gli uni
+sugli altri: finalmente poterono mettersi in un certo ordine, e poi
+cominciò il giuoco.
+
+Alice osservò che mai in sua vita non avea veduto un terreno più curioso
+per giuocare il Croquet; era tutto a solchi e zolle; le palle erano
+ricci, i mazzapicchi erano fenicònteri viventi, e gli archi erano
+soldati viventi, curvati e reggentisi sulle mani e su' piedi.
+
+ [Illustrazione]
+
+La prima difficoltà stava in ciò che Alice non sapea come maneggiare il
+suo fenicòntero; riuscì a tenerselo bene avviluppato sotto il braccio,
+con le gambe penzoloni, ma quando gli allungava il collo, e si preparava
+a picchiare il riccio con la testa, il fenicòntero girava il capo e poi
+si metteva a guardarla in faccia con una espressione tanto stupefatta
+che ella non poteva far di meno di scoppiare dalle risa: e quando gli
+abbassava di nuovo il collo, e si accingeva a ricominciare, ecco il
+riccio si era _sricciato_, e andava via: oltre a ciò e era sempre una
+zolla o un solco là dove voleva sbalzare il riccio, e siccome i soldati
+si alzavano sempre e vagavano quà e là, Alice si persuase che quello era
+un giuoco disperatamente difficile.
+
+I giuocatori giuocavano tutti insieme senza aspettare la loro volta,
+litigando sempre e picchiandosi a causa de' ricci; di tal che la Regina
+ne diventò furiosa, e andava quà e là battendo il piede e vociando ad
+ogni istante, "Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il capo!"
+
+Alice cominciò a sentire un pò d'ansietà: è vero che non avea
+contrastata con la Regina, ma ciò poteva accadere ad ogni momento, e
+pensò "che cosa ne sarà di me? Quì hanno un gusto matto a mozzar teste;
+è una meraviglia se ve ne sia alcuno che abbia ancora il capo sul
+collo!"
+
+E studiava il modo di scappar via, senza esser veduta, quando osservò
+un'apparizione curiosa nell'aria; prima ne restò sorpresa, ma dopo
+averla riguardata un poco, vide un ghigno, e disse fra sè, "È
+Ghignagatto: ora avrò qualcheduno con cui discorrere."
+
+"Come va il giuoco?" disse il Gatto, appena ch'ebbe tanta bocca per
+cominciare a parlare.
+
+Alice aspettò che gli occhi apparissero, e poi gli fè cenno col capo. "È
+inutile parlargli," pensò fra sè, "aspettiamo che almeno gli orecchi
+appariscano, almeno uno." Immediatamente apparve tutta la testa, e Alice
+depose il suo fenicòntero, e cominciò a raccontare come andava il
+giuoco, lieta che uno le prestasse attenzione. Il Gatto intanto dopo
+aver fatto mostra della sua testa, pensò bene a non mostrare il resto
+del suo corpo.
+
+"Non credo che giuochino lealmente," disse Alice, lagnandosi,
+"contrastano fra loro furiosamente e non si può sentire neppure la
+propria voce--non hanno ordine nel giuoco; e se ve n'è, niuno lo
+segue--e non potete credere che confusione c'è, perchè quì tutto è
+vivente: per esempio, ecco l'arco ch'io dovrei traversare, ma mi scappa
+via all'altra estremità del terreno,--e avrei dovuto fare _croquet_ col
+riccio della Regina, ma m'è fuggito via appena vide il mio!"
+
+"Come vi piace la Regina?" domandò il Gatto a voce bassa.
+
+"Punto, punto!" rispose Alice: "la è tanto----" Ma s'accorse che la
+Regina le stava vicino, origliando, e continuò, "--abile nel giuocare e
+vincere, ch'è inutile di finire la partita."
+
+La Regina sorrise, e andò altrove.
+
+"Con _chi_ parlate voi?" domandò il Re, che s'era avvicinato ad Alice,
+ed osservava la testa del Gatto con molta curiosità.
+
+"È un amico mio--un Ghignagatto," disse Alice, "vorrei presentarlo a
+Vostra Maestà."
+
+"Non mi piace punto il ceffo che ha," rispose il Re; "ma può baciarmi la
+mano, se vuole."
+
+"Non ne ho punto voglia," osservò il Gatto.
+
+"Non siate impertinente," disse il Re, "e non mi guardate a quel modo."
+E mentre parlava si nascondeva dietro ad Alice.
+
+"Un gatto può guardare un Re," osservò Alice, "l'ho letto in qualche
+libro, ma non ricordo quale."
+
+"Bene, ma bisogna cacciarlo via," disse il Re con voce autorevole, e
+chiamò la Regina che passava colà in quel momento, "Cara mia! Vorrei che
+quel gatto fosse cacciato via!"
+
+La Regina conosceva una sola maniera per appianare tutte le difficoltà,
+grandi o piccole che fossero, e perciò senza neppure guardare intorno,
+gridò, "Mozzategli il capo!"
+
+"Andrò io stesso a cercare il boja," disse il Re, e andò via
+frettolosamente.
+
+Alice pensò che sarebbe bene d'andare a vedere come il giuoco
+progrediva, tanto più che sentì da lontano la voce della Regina che
+urlava con ira. Ella avea di già sentito che avea condannato nel capo
+tre giuocatori che avevano mancato alla loro volta; tutto ciò non le
+piaceva, perchè il giuoco era caduto in tale confusione che ella non
+sapea più se la sua volta fosse venuta o no. Andò dunque in cerca del
+suo riccio.
+
+Il riccio stava allora battagliando contro un altro riccio, ciò sembrò
+ad Alice una occasione propizia, per battere a _croquet_ l'uno con
+l'altro di loro: ma v'era una difficoltà, il suo fenicòntero era andato
+all'altro lato del giardino, e Alice lo vide che si sforzava inutilmente
+di volare sopra un albero.
+
+Quando le riuscì di afferrare il fenicòntero e lo ricondusse sul
+terreno, il combattimento era finito, e i due ricci s'erano allontanati:
+"importa poco," pensò Alice, "poichè tutti gli archi se ne sono iti
+all'altro lato del terreno." E se lo acconciò per benino sotto
+l'ascella, acciocchè non scappasse più, e ritornò al micio per
+riappiccicar con lui il discorso.
+
+Ma con sua sorpresa trovò una folla immensa intorno al Ghignagatto: il
+Re, la Regina, e il boja vociavano tutti e tre insieme, e gli altri
+erano silenziosi e malinconici.
+
+Appena Alice apparve, i tre si appellarono a lei per risolvere la
+quistione, e le ripeterono i loro argomenti, parlando tutti a una volta,
+così che era difficile per lei d'intendere che volessero dire.
+
+L'argomento del boja era che: non poteva tagliare una testa se non ci
+fosse un corpo da cui mozzarla; che non avea mai avuto a fare una cosa
+simile innanzi, e che non voleva cominciare a farne a quell'età.
+
+L'argomento del Re era che: ogni essere che ha una testa può essere
+decapitato, e il boja non dovea dir sciocchezze.
+
+L'argomento della Regina era che: se non si faceva presto avrebbe
+ordinato che tutti quelli che la circondavano fossero decapitati. (Era
+questa l'osservazione che avea dato a tutti quell'aria grave e piena
+d'ansietà.)
+
+Alice non seppe trovar altro a dire che, "Il gatto appartiene alla
+Duchessa: fareste bene di consultar _lei_ su di ciò."
+
+ [Illustrazione]
+
+"Ella è in prigione," disse la Regina al boja: "Conducetela quì." E il
+boja andò via come una saetta.
+
+Appena il boja sparì, la testa del Gatto andò dileguandosi, e quando
+ritornò con la Duchessa, era sparita totalmente: il Re e il boja corsero
+quà e là all'impazzata per ritrovarla, mentre gl'invitati ritornarono a
+giuocare.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE.
+
+
+"Non potete credere quanto son lieta di ritrovarvi, bambina mia!" disse
+la Duchessa, mettendo amichevolmente il suo braccio in quello di Alice,
+e camminando insieme.
+
+Alice era lieta di rivederla in tale buon umore, e pensò che forse era
+il pepe che l'avea resa tanto irritabile quando la vide in cucina.
+"Allorchè _sarò_ Duchessa," disse fra sè (ma senza troppo sperarlo),
+"non voglio aver _punto_ pepe nella mia cucina. La minestra è buona
+anche senza. Chi sa che non sia il pepe che rende la gente cotanto
+piccosa?" continuò tutta lieta d'aver scoperta una specie di nuova
+teoria, "è l'aceto che la rende aspra--è la camomilla che la rende
+amara--e sono i confetti e cose simili che addolciscono il carattere de'
+bambini. Vorrei che si conoscesse _ciò_; le persone non sarebbero tanto
+tirchie a darcene----"
+
+E così discorrendo avea quasi dimenticata la Duchessa, e trasaltò quando
+si udì dire all'orecchio. "Cara mia, voi avete la testa ad altro, e
+dimenticate di parlare con me. Non potrei dirvene ora la morale, ma me
+ne ricorderò fra breve."
+
+"Forse non ne ha," osservò cautamente Alice.
+
+"Che, che, bimba!" disse la Duchessa. "Ogni cosa ha la sua morale,
+purchè voi la possiate trovare." E si strinse più presso ad Alice mentre
+parlava.
+
+Ad Alice non piacque l'esser così stretta con lei, primo perchè la
+Duchessa era _bruttissima_, secondo, perchè per la sua altezza ella
+appoggiava il mento sulla spalla d'Alice, ora quel mento era
+spiacevolmente acuto! Ma pure non volle essere scortese, e sopportò
+quella noja come meglio potè.
+
+"Il giuoco va meglio ora," disse così per alimentare la conversazione.
+
+"Eh sì," rispose la Duchessa: "e questa n'è la morale:--
+
+ "_È amore--è amore--è il pazzeron d'amore
+ Che fa girare il mondo,--ed il mio cuore!_"
+
+"Ma qualcheduno ha detto invece," bisbigliò Alice, "se ognuno badasse
+alle proprie faccende il mondo girerebbe meglio."
+
+"Bene! L'una vale l'altra," disse la Duchessa, e mentre conficcava il
+suo mento acuto nelle spalle d'Alice, continuò, "e la morale di _ciò_ la
+è questa--'Guardate al _franco_; gli spiccioli si guarderanno da sè.'"
+
+"Come si diletta a trovar la morale in ogni cosa!" pensò Alice.
+
+"Scommetto che siete sorpresa perchè non vi cingo la vita col mio
+braccio," disse la Duchessa dopo qualche istante, "ma gli è perchè non
+so che razza d'umore abbia il vostro fenicòntero. Facciamo la prova?"
+
+"Potrebbe mordervi," rispose Alice, che non ne voleva di quelli
+esperimenti.
+
+ [Illustrazione]
+
+"È vero," disse la Duchessa: "i fenicònteri e la senape pizzicano
+entrambi, e la morale è questa--'Chi si rassembra s'assembra.'"
+
+"Ma la senape non è un uccello," osservò Alice.
+
+"Bene, come sempre," disse la Duchessa: "voi dite ogni cosa assai
+benino!"
+
+"È un minerale, _credo_," disse Alice.
+
+"Certo," rispose la Duchessa, che pareva desiderasse d'acconsentire a
+tutte le cose che diceva Alice; "quì vicino c'è una grande miniera di
+senape. E la morale di ciò è questa--'La miniera è la maniera Di gabbar
+la gente intiera.'"
+
+"Oh lo so!" sclamò Alice, che non aveva badato alle parole della
+Duchessa, "è un vegetale. Non ne ha l'apparenza, ma lo è."
+
+"Proprio così," disse la Duchessa, "e la morale di ciò è questa--'Siate
+quello che volete parere'--o se volete che ve lo dica più
+semplicemente--'Non vi crediate mai d'essere altra se non quella che
+apparite ad altri d'essere o d'essere stata o che possiate essere, e
+l'esser non è altro che l'essere di quell'essere ch'è l'essere
+dell'essere, e non altrimenti.'"
+
+"Credo che l'intenderei meglio," disse Alice con molta garbatezza, "se
+me la scriveste, ma non posso seguirvi con la mente quando la dite."
+
+"Questo è nulla rimpetto a quel che potrei dire, se ne avessi voglia,"
+soggiunse la Duchessa, contenta come una pasqua.
+
+"Non v'incomodate a dirne di più lunghe di quella che avete recitata or
+ora," disse Alice.
+
+"Che incomodo!" rispose la Duchessa. "Vi fo un regalo di tutto ciò che
+ho detto sino ad ora."
+
+"È un regalo che costa niente," pensò Alice. "Buono che non fanno di
+que' regali ne' giorni natalizii!" Ma non osò dir questo a voce alta.
+
+"Sempre meditabonda?" domandò la Duchessa, mentre affondava quel suo
+mento acuminato sull'omero della bambina.
+
+"Ho ben di che!" rispose vivamente Alice, perchè cominciava a sentirsi
+annoiata.
+
+E la Duchessa, "Come i porci ne hanno di volare: e la mo----"
+
+Quì, con gran sorpresa d'Alice, la voce della Duchessa andò morendo e si
+spense in mezzo alla parola 'morale' che tanto gradiva; il braccio
+ch'era nel suo cominciò a tremare. Alice alzò gli occhi, e vide che la
+Regina stava davanti ad esse, le braccia conserte, accigliata e
+spaventevole come un uragano.
+
+"Maestà, che bella giornata!" balbettò la Duchessa con voce debole e
+fioca.
+
+"Vi dò a tempo un avvertimento," tuonò la Regina, battendo fieramente il
+terreno col piede; "o voi o la vostra testa dovranno abbandonare il
+giardino, e ciò subito! Scegliete!"
+
+La Duchessa scelse, e fuggì via in un attimo.
+
+"Ritorniamo al giuoco," disse la Regina ad Alice, ma Alice era troppo
+spaventata, non osò rispondere, e la seguì lentamente sul terreno.
+
+Gl'invitati intanto, profittando dell'assenza della Regina, si
+riposavano all'ombra: però appena la videro ricomparire, ritornarono ai
+posti loro; la Regina fece soltanto capir loro che se avessero ritardato
+un momento avrebbero perduta la vita.
+
+Mentre giuocavano, la Regina continuava a querelarsi con altri
+giuocatori, gridando sempre "Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il
+capo!" Coloro ch'erano sentenziati a morte, erano guardati da soldati
+che doveano cessare di servire d'archi al giuoco, e così in meno di
+mezz'ora, non c'erano più archi, e tutt'i giuocatori, eccettuati il Re
+la Regina ed Alice, erano guardati e condannati nel capo.
+
+Finalmente la Regina lasciò il giuoco, tutta sbuffante ed anelante, e
+disse ad Alice, "Hai veduto la Falsa-Testuggine?"
+
+"Nò," disse Alice. "Non so neppure che sia la Falsa-Testuggine."
+
+"È quella con cui si fa la minestra, di falsa Testuggine," disse la
+Regina.
+
+"Non ne ho mai veduto, nè udito parlare," soggiunse Alice.
+
+"Vieni dunque," disse la Regina, "ed essa ti racconterà la sua storia."
+
+Mentre andavano insieme, Alice sentì che il Re diceva a voce bassa a
+tutt'i condannati, "Fo grazia a tutti." "Oh, ne son lieta!" disse fra sè
+Alice, perchè sapete, la nostra fanciulla era mestissima vedendo tanta
+gente condannata a morte dalla Regina.
+
+ [Illustrazione]
+
+Tosto giunsero vicino a un Grifone, accoccolato e dormente al sole. (Se
+voi non sapete che è il Grifone, guardate la vignetta.) "Su, su, pigro!"
+disse la Regina, "conducete questa fanciulla a vedere la
+Falsa-Testuggine che le farà il racconto della sua vita. Quanto a me
+debbo tornare indietro per fare eseguire alcune sentenze di morte;" e
+andò via, lasciando Alice sola col Grifone. Non piacque ad Alice
+l'aspetto della bestia, ma poi riflettendo che il rimaner col Grifone
+non era tanto pericoloso per lei quanto il rimanere con quella selvaggia
+Regina, stette lì, ed aspettò.
+
+Il Grifone si levò, si stropicciò gli occhi, aspettò che la Regina
+sparisse totalmente e poi si mise a sghignazzare. "Che commedia!" disse
+il Grifone, parlando un po' a sè stesso, un po' ad Alice.
+
+"Qual'_è_ la commedia?" domandò Alice.
+
+"_È_ lei stessa," soggiunse il Grifone. "È un ruzzo che ha in testa: ma
+le teste non son mai mozzate per ciò. Venite!"
+
+"Quì ognuno comanda 'Venite!'" osservò Alice, mentre lo seguiva
+lentamente. "Non sono stata mai così comandata in tutta la mia vita!"
+
+Non si erano di molto inoltrati quando videro a una certa distanza la
+Falsa-Testuggine, che sedeva mesta e soletta sull'orlo d'una rupe, ed
+essendosi avvicinati un poco più, Alice sentì che sospirava come se le
+si spezzasse il cuore. Ella n'ebbe compassione. "Perchè si duole?"
+domandò al Grifone, e il Grifone rispose un po' su un po' giù come
+dianzi, "È un ruzzo che ha in testa, non ha dolore di sorta. Venite!"
+
+E andarono verso la Falsa-Testuggine, che li riguardò con certi occhioni
+ripieni di lagrime, ma senza far motto.
+
+"Questa fanciulla," disse il Grifone, "vorrebbe sentire la vostra
+storia, vorrebbe."
+
+"Gliela racconterò," rispose la Falsa-Testuggine con voce profonda e
+sepolcrale. "Sedete, e non dite una parola sin che io abbia terminato."
+
+E sedettero, e per qualche minuto, niuno fiatò. Intanto Alice osservò
+fra sè, "Non so come _mai_ terminerà, se non comincia mai." Ma aspettò
+pazientemente.
+
+"Una volta," disse finalmente la Falsa-Testuggine con un gran sospirone
+"io era una vera Testuggine."
+
+Quelle parole furono seguite da un altro lunghissimo silenzio,
+interrotto soltanto da qualche "Hjckrrh!" dal Grifone e da' singhiozzi
+continui della Falsa-Testuggine. Alice stava per levarsi e dirle,
+"Grazie della vostra storia interessante," quando riflettè che essa
+_doveva_ dire qualche cosa di più, e sedette tranquillamente, senza far
+motto.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Quando eravamo piccini," continuò la Falsa-Testuggine, un poco più
+quieta, ma sempre singhiozzando, "andavamo a scuola, al mare. La maestra
+era una vecchia Testuggine--e noi la chiamavamo Tartaruga----"
+
+"Perchè la chiamavate Tartaruga se non era tale?" domandò Alice.
+
+"La chiamavamo Tartaruga perchè c'insegnava a tartagliare," disse la
+Falsa-Testuggine con dispetto: "Avete poco comprendonio!"
+
+"Vi dovreste vergognare di far questioni tanto semplici," aggiunse il
+Grifone; e poi zittirono, ed entrambi fissarono gli occhi sulla povera
+Alice che le pareva sprofondarsi sotterra. Finalmente il Grifone disse
+alla Falsa-Testuggine, "Va innanzi, comare! Ma non andar per le lunghe,
+sai!" E così continuò:
+
+"Andavamo a scuola al mare, benchè voi non lo crediate----"
+
+"Non ho mai detto ciò!" interruppe Alice.
+
+"Ma sì," tuonò la Falsa-Testuggine.
+
+"Zitta!" soggiunse il Grifone pria che Alice avesse potuto rispondere.
+La Falsa-Testuggine continuò:
+
+"Noi fummo educate benissimo--in fatti andavamo a scuola ogni
+giorno----"
+
+"_Anch'io_ andava a scuola ogni giorno," disse Alice; "non bisogna
+vantarsi per così poco."
+
+"E avevate degli _extra_?" domandò la Falsa-Testuggine con qualche
+ansietà.
+
+"Sì," rispose Alice, "imparavamo il Francese e la musica."
+
+"E il bucato?" disse la Falsa-Testuggine.
+
+"No, davvero!" disse Alice tutta corrucciata.
+
+"Ah! La vostra dunque non era una buona scuola," disse la
+Falsa-Testuggine, come se si sentisse sollevata. "Nella _nostra_, c'era
+alla fine del programma: 'EXTRA: Francese, musica, e _bucato_.'"
+
+"Ma non ne avevate bisogno," disse Alice; "voi vivevate nel fondo del
+mare."
+
+"Non ho avuto mai mezzi per impararlo," soggiunse sospirando la
+Falsa-Testuggine. "Così seguii soltanto i corsi ordinarii."
+
+"Cioè?" domandò Alice.
+
+"A Reggere e Stridere prima di tutto," rispose la Falsa-Testuggine: "e
+poi le diverse operazioni dell'Aritmetica--Ambizione, Distrazione,
+Bruttificazione, e Derisione."
+
+"Non ho mai sentito parlare di '_Bruttificazione_,'" disse Alice. "Ch'è
+mai?'"
+
+Il Grifone levò le due zampe all'aria in segno di sorpresa e sclamò:
+"Mai sentito parlare di _bruttificazione_! Ma sapete che significa
+_bellificazione_, eh?"
+
+"Sì," rispose Alice, ma un pò dubbiosa: "significa--rendere--qualche
+cosa--più bella."
+
+"Ebbene," continuò il Grifone, "se non sapete che significa bruttificare
+_voi siete_ una sciocca."
+
+Alice non si vedeva incoraggiata a fare altre domande, così si rivolse
+alla Falsa-Testuggine, e disse, "Che altro dovevate imparare?"
+
+"Ecco, c'era la Stoia," rispose la Falsa-Testuggine, contando i soggetti
+ad uno ad uno sulle natatoie--"la Stoia antica e moderna con la
+Girografia: poi il Disdegno--il Maestro di Disdegno era un vecchio
+grongo, e veniva una volta la settimana: c'insegnava il Disdegno, il
+Passaggio, e la Frittura ad Occhio."
+
+"_E questa_ a che rassomigliava ella?" disse Alice.
+
+"Non ve la potrei mostrare," rispose la Falsa-Testuggine, "perchè
+vedete, son tutto d'un pezzo. E il Grifone non l'ha mai imparata."
+
+"Non ebbi tempo," rispose il Grifone: "ma studiai le lingue classiche, e
+bene. Ebbi per maestro un vecchio granchio, sapete."
+
+"Non andai mai da lui," disse la Falsa-Testuggine con un sospiro: "mi
+dissero che insegnava Catino, e Gretto."
+
+"Proprio così," disse il Grifone, sospirando anche lui, ed entrambe le
+bestie nascosero la faccia fra le zampe.
+
+"Quante ore di lezione avevate al giorno?" disse Alice prontamente, per
+mutare argomento.
+
+"Dieci ore il primo giorno," rispose la Falsa-Testuggine: "nove il
+secondo, e così discorrendo."
+
+"Che metodo curioso!" sclamò Alice.
+
+"Ma è questa la ragione perchè si chiamano lezioni," osservò il Grifone:
+"perchè soffrono lesioni ogni giorno."
+
+Era nuova quell'idea per Alice, e ci pensò su un poco prima di fare
+quest'altra osservazione. "Allora avevate vacanza l'undecimo giorno?"
+
+"S'intende," disse la Falsa-Testuggine.
+
+"E come facevate nel duodecimo?" domandò vivamente Alice.
+
+Ma il Grifone l'interruppe, e disse con voce risoluta, "Basta in quanto
+alle lezioni: dìlle ora qualche cosa dei giuochi."
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI.
+
+
+La Falsa-Testuggine diè fuori un gran sospiro e passò il rovescio d'una
+natatoia sugli occhi. Riguardò ad Alice e cercò di parlare, ma per
+qualche istante i singhiozzi glielo impedirono. "Ei pare ch'abbia un
+osso a traverso della gola," disse il Grifone, e si accinse a scuoterla
+e a batterle la schiena. Finalmente la Falsa-Testuggine ricoverò la
+voce, e con le lagrime che gli colavano sulle guancie, riprese il
+discorso:--
+
+"Forse voi non siete vissuta lungo tempo nel fondo del mare"--("Nò,
+certo," disse Alice)--"e forse non siete stata mai presentata a un
+Gambero"--(Alice stava per dire "Una volta gustai----" ma inghiottì la
+frase, e disse, "Nò mai")--"così voi non potete farvi una idea della
+bellezza d'una contraddanza de' Gamberi!"
+
+"Nò, davvero," rispose Alice. "Ma ch'è mai la contraddanza de' Gamberi?"
+
+"Ecco," disse il Grifone, "prima di tutto si forma una linea lunghesso
+la spiaggia----"
+
+"Due linee!" gridò la Falsa-Testuggine. "Foche, testuggini di mare,
+salmoni e simili: poi quando avete tolti via della spiaggia i polipi
+viscosi----"
+
+"E _ciò_ fa perdere molto tempo," interruppe il Grifone.
+
+"---- voi fate un _avant-deux_."
+
+"Ognuno avendo un Gambero per cavaliere," gridò il Grifone.
+
+"Eh, già!" disse la Falsa-Testuggine: "voi fate un _avant-deux_, poi un
+_balancé_----"
+
+"---- scambiate i Gamberi, e ritornate _en place_," continuò il Grifone.
+
+"E poi, capite?" continuò la Falsa-Testuggine, "voi scaraventate i----"
+
+"I Gamberi!" urlò il Grifone, saltando come un matto.
+
+"---- nel mare con tutta la vostra forza----"
+
+"Indi nuotate dietro a loro!" strillò il Grifone.
+
+"Fate una capriola nel mare!" gridò la Falsa-Testuggine, saltellando
+mattamente quà e là.
+
+"Scambiate di nuovo i Gamberi!" vociò il Grifone a squarciagola.
+
+"Ritornate a terra di nuovo, e--e questa è la prima figura," disse la
+Falsa-Testuggine, abbassando la voce tutt'a un tratto, e le due bestie
+che pur dianzi saltavano follemente, si sdraiarono meste, silenziose, e
+guardarono Alice.
+
+"Debb'essere una gran bella contraddanza, cotesta," disse timidamente
+Alice.
+
+"Ne vorreste avere un saggio?" domandò la Falsa-Testuggine.
+
+"Mi piacerebbe di molto," disse Alice.
+
+"Animo dunque, facciamo la prima figura!" disse la Falsa-Testuggine al
+Grifone. "Possiamo farla senza Gamberi, sapete. Chi canterà?"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Cantate _voi_," disse il Grifone. "Io ho dimenticate le parole."
+
+E cominciarono a ballare gravemente intorno ad Alice, pestandole i piedi
+quando le si avvicinavano troppo, e battendo il tempo con le zampe,
+davanti, mentre la Falsa-Testuggine cantava adagio adagio, e
+mestamente:
+
+ _Nasel disse, a Lumaca--"Cammina un pò più lesta,
+ Chè un Porcellin di mare--la coda mi calpesta!--
+ Già Gamberi e Testùdi--sen vengono a fidanza,
+ E aspettano il segnale--per cominciar la danza.
+ Volete voi, volete,--volete voi ballare?
+ Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?_
+
+ _"Che gioja! che delizia!--Innanzi e indietro andremo;
+ Nel mar scaraventati--co' Gamberi saremo!"
+ Rispose la Lumaca:--"Oimè! gli è un pò lontano!
+ A me non piace un ballo--cotanto ardito e strano!"
+ Volete voi, volete,--volete voi ballare?
+ Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?_
+
+ _"Che male!" gli rispose--il candido Nasello,
+ "Di là c'è un'altra sponda--c'è un suolo assai più bello;
+ Dall'Adria alla Dalmazia--faremo un salto audace,
+ Oh non temer, carina,--sta quieta e vivi in pace!
+ Volete voi, volete,--volete voi ballare?
+ Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?"_
+
+"Grazie tante! è una bella contraddanza," disse Alice, lieta che fosse
+finita; "e poi quel canto curioso del Nasello mi piace tanto!"
+
+"A proposito dei Naselli," disse la Falsa-Testuggine, "essi sono--voi ne
+avete veduti, non è vero?"
+
+"Sì," rispose Alice, "li ho veduti spesso a tavo----" e inghiottì il
+resto della parola.
+
+"Non so dove sia Tavo," disse la Falsa-Testuggine, "ma se voi li avete
+veduti spesso, sapete che cosa sono."
+
+"Lo credo," rispose Alice, raccorgendosi. "Hanno la coda in bocca, e son
+tutti coperti di pan grattato."
+
+"V'ingannate in quanto al pan grattato," soggiunse la Falsa-Testuggine:
+"le miche di pane sparirebbero nel mare. Ma essi _hanno_ però la coda in
+bocca; e la ragione è questa----" e quì la Falsa-Tartaruga sbadigliò, e
+chiuse gli occhi.--"Ditegliela voi la ragione," chiese al Grifone.
+
+"La ragione è la seguente," disse il Grifone, "essi _vollero_ andare al
+ballo co' Gamberi; e così furono buttati nel mare; e così fecero il
+capitombolo molto al di là; e così si attaccarono la coda in bocca; e
+così non potettero distaccarsela più; e questo è quanto."
+
+"Grazie," disse Alice, "davvero è interessante. Non ne seppi mai tanto
+intorno a' naselli."
+
+"Presto, fateci un racconto delle _vostre_ avventure," disse il Grifone.
+
+"Ve ne potrei raccontare cominciando da stamane," disse Alice assai
+timidamente; "ma è inutile raccontarvi quelle di ieri, perchè--ieri io
+era tutt'altra persona."
+
+"Oh! spiegateci ciò," disse la Falsa-Testuggine.
+
+"No, no! prima le avventure," sclamò il Grifone, impaziente: "le
+spiegazioni sono lungaggini nojose."
+
+Così Alice cominciò a raccontar loro i casi suoi sin dal momento che
+incontrò il Coniglio bianco: ma bentosto cominciò a sentire un poco di
+paura che le due bestie le si erano appiccicate ai fianchi, slargando
+gli occhi e spalancando le bocche, però in pochi istanti la piccina si
+riebbe dal timore. I suoi uditori si mantennero quieti sino a che ella
+giunse alla ripetizione del "_Guglielmo, tu sei vecchio_" da lei fatta
+al Bruco, e siccome le parole le uscivano tutte diverse dal vero
+originale, la Falsa-Testuggine diè fuori uno de' suoi sospironi, e
+disse, "È curioso davvero!"
+
+"È curioso come la curiosità," sclamò il Grifone.
+
+"È uscito fuori tutto diverso!" soggiunse la Falsa-Testuggine dopo
+averci riflettuto sopra. "Vorrei che ella ci recitasse qualche cosa ora.
+Dìlle che cominci." E guardò il Grifone pensando ch'egli avesse autorità
+sopra Alice.
+
+"Levatevi," disse il Grifone, "e ripeteteci la canzona piemontese
+'_Trenta quaranta----_'"
+
+"Oh come queste bestie comandano! e fanno recitar le lezioni!" pensò
+Alice. "Sarebbe lo stesso per me che fossi a scuola." Ciò non di meno si
+levò, e cominciò a ripeter quel Canto; ma la sua testolina era tanto
+piena di Gamberi e di Contraddanze, che non sapea che si dicesse, e i
+versi usciron fuori assai male:--
+
+ _"Son trenta e son quaranta"--il Gambero già canta
+ "M'han troppo abbrustolito--mi voglio inciprïare,
+ In faccia a questo specchio--mi voglio spazzolare,
+ E voglio rivoltare--e piedi e naso in su!"_
+
+ [Illustrazione]
+
+"Ma cotesto costì gli è diverso da quello ch'_io_ recitava quando era
+bimbo," disse il Grifone.
+
+"Non l'ho mai sentito prima," osservò la Falsa-Testuggine; "ma gli è
+sciocco oltremisura."
+
+Alice non rispose; ma sedette con la faccia nascosta fra le mani,
+pensando se _mai_ le cose tornassero una volta al loro corso naturale.
+
+"Vorrei che me lo spiegaste," domandò la Falsa-Testuggine.
+
+"Non sa spiegarlo," disse il Grifone: "Cominciate la seconda strofa."
+
+"A proposito di piedi," continuò la Falsa-Testuggine. "Come _poteva_
+egli rivoltarli, e col naso per giunta?"
+
+"È la prima posizione nel ballo," disse Alice; ma era talmente
+imbarazzata con quell'argomento, che non vedeva il momento di mutar
+soggetto.
+
+"Continuate la seconda strofa," replicò il Grifone con impazienza;
+"comincia '_Bianca la sera_.'"
+
+Alice non osava disubbidire, benchè fosse sicura che la reciterebbe
+tutt'al rovescio, e disse con voce tremante:--
+
+ _"Bianca la sera appare--nel lor giardino, in fretta,
+ Mangiavano un pasticcio--l'ostrica e la civetta--"_
+
+"Perchè recitarci tutte coteste sciocchezze?" interruppe la
+Falsa-Testuggine, "se non ce le spiegate? È una vera Babelle di
+confusione!"
+
+"Sì, fareste meglio di smettere," disse il Grifone, e Alice fu lieta di
+terminare quella filastrocca.
+
+"Vogliamo provare un'altra figura della contraddanza de' Gamberi?"
+continuò il Grifone. "O preferireste invece una canzona dalla
+Falsa-Testuggine?"
+
+"Oh sì, una canzona, se la Falsa-Testuggine vorrà cantarcela," rispose
+Alice, ma con tanta premura che il Grifone gridò con una voce di bestia
+offesa. "Ah! Chi può spiegare i gusti altrui? Compare, cantaci la
+canzona della _Zuppa di Testuggine_."
+
+La Falsa-Testuggine sospirò profondamente, e con voce talvolta soffocata
+da singhiozzi, cantò così:--
+
+ _"Astro di sera! O verdeggiante e ricca
+ Zuppa che fumi in concava zuppiera!
+ In te rapito il cucchiaion si ficca,
+ E ne riempie una scodella intiera!
+ Astro di sera! deliziosa Zuppa!
+ In te il mio pan s'inzuppa!
+ E di te canto--o Zup--pa!--
+ Canto all'Astro di sera;
+ Canto la tua bontà, civile Zuppa!_
+
+ _"Astro di sera! E chi sarà lo sciocco
+ Che a te preferirà sia pesce o caccia,
+ S'ei di te può comprarne anche un baiocco
+ Per lavarsi lo stomaco e la faccia?
+ Astro di sera! deliziosa Zuppa!
+ In te il mio pan s'inzuppa!
+ E di te, canto--o Zup--pa!
+ Canto all'Astro di sera;
+ Canto la tua bonTA CI--VILE ZUPPA!"_
+
+"_Bis_ il Coro!" gridò il Grifone, e la Falsa-Testuggine si preparava a
+ripeterlo, quando s'udì una voce in distanza: "Comincia il processo!"
+
+"Vieni, vieni!" gridò il Grifone, e prendendo Alice per mano, fuggì con
+lei, senza aspettar la fine del coro.
+
+"Che processo?" domandò Alice, tutta affannata mentre fuggiva, ma il
+Grifone rispose soltanto "Vieni!" e scappava più lesto, mentre il vento
+portava sempre più debolmente alle loro orecchie l'eco fuggevole delle
+parole soavi e malinconiche:--
+
+ _"Canto all'Astro di sera;
+ Canto la tua bon--ta ci--vile--Zuppa!"_
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+CHI HA RUBATO LE TORTE?
+
+
+E giunsero; e videro che il Re e la Regina di Cuori erano seduti in
+trono, circondati da una gran folla composta di uccellini, di bestioline
+e da tutto il mazzo di carte: il Fante stava davanti, incatenato, con un
+soldato a destra e un altro a sinistra: presso al Re stava il Coniglio
+bianco con la tromba in una mano, e un ruotolo di pergamene nell'altra.
+Nel mezzo della corte c'era una tavola, con un gran piatto di torte le
+quali sembravano tanto buone che risvegliarono l'appetito ad
+Alice--"Vorrei che finissero presto il processo," pensò Alice, "e che ci
+servissero quelle buone torte!" Ma siccome non ce n'era neppure la
+speranza allora, ella cominciò a guardare tutt'intorno per uccidere il
+tempo.
+
+Alice non era stata mai in un tribunale, ma ne avea letto alcunchè ne'
+libri, e fu lieta di poter chiamare per nome tutti coloro che vedea.
+"Quegli è il giudice," disse fra sè, "perchè porta quel gran
+parruccone."
+
+E il giudice non era altro che il Re, e siccome portava la corona sopra
+la parrucca (guardate il frontespizio per averne un'idea), era un poco
+imbarazzato; certo non gli andava bene.
+
+"E quello è il seggio de' giurati," osservò Alice, "e quelle dodici
+creature," (disse "creature," capite, perchè alcune erano bestie, ed
+altre uccelli), "credo che sieno i giurati." E ripetè queste parole un
+pajo di volte, fiera del suo sapere, poichè pensò, e ne avea ben d'onde,
+che pochissime ragazze dell'età sua sapessero ciò.
+
+I dodici giurati erano occupatissimi a scrivere sulle lavagne. "Che cosa
+fanno?" bisbigliò Alice all'orecchio del Grifone. "Non possono aver
+nulla da scrivere, perchè il processo non è ancora cominciato."
+
+"Scrivono i loro nomi," bisbigliò in risposta il Grifone: "temono di
+scordarsene pria che il processo sarà finito."
+
+"Sciocchi!" gridò Alice con voce disdegnosa, ma si fermò subito perchè
+il Coniglio bianco, sclamò, "Silenzio nel Tribunale!" e il Re inforcò
+gli occhiali e si mise a riguardare ansiosamente in ogni parte per
+vedere chi parlasse.
+
+Alice vedeva così bene come se fosse stata dietro le loro spalle, che
+scrivevano "sciocchi," sulle loro lavagne: osservò altresì che uno di
+loro non sapeva sillabare "sciocchi," e domandava al suo vicino come
+dovea compitarlo. "Che ammasso di scarabocchi faranno sulle lavagne pria
+che il processo sia terminato!" pensò Alice.
+
+Uno de' giurati aveva una matita che scricchiolava. Alice _non_ la
+poteva soffrire, e perciò girò intorno al Tribunale, giunse alle spalle
+di lui e colse tosto il destro per strappargliela. Ciò fece con tale
+lestezza che il piccolo giurato (era Tonio, la Lucertola) non seppe che
+fosse della sua matita; girò quà e là per ritrovarla, ma invano, perciò
+dovette rassegnarsi a scrivere col dito in tutto il resto della
+giornata. Ciò valse poco, perchè il dito non lasciava traccia alcuna
+sulla lavagna.
+
+"Usciere, leggete l'atto d'accusa!" disse il Re.
+
+Allora il Coniglio diè tre squilli di tromba, poi aprì il ruotolo delle
+pergamene, e lesse così:--
+
+ _"La Regina di Cuori
+ Fè delle torte in un bel dì d'està:
+ L'empio Fante di Cuori
+ Rubò le torte; e certo, a morte andrà!"_
+
+"Ponderate il vostro verdetto," disse il Re a' giurati.
+
+"Non tanta fretta!" interruppe vivamente il Coniglio. "Vi son molte cose
+da fare prima!"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Chiamate il primo testimonio," disse il Re; e il Coniglio bianco diè
+tre squilli di tromba, e gridò: "Il primo testimonio!"
+
+Ora il primo testimonio era il Cappellaio. Venne con una tazza di tè in
+una mano, una fetta di pane col burro nell'altra. "Domando perdono alla
+Maestà Vostra," disse, "se vengo così impacciato; ma il fatto sta ch'io
+non avea finito ancora di prendere il tè quando fui chiamato."
+
+"Avreste dovuto finirlo," rispose il Re. "Quando avete cominciato a
+prenderlo?"
+
+Il Cappellaio guardò la Lepre-marzolina che l'avea seguito al Tribunale
+andando a braccetto col Ghiro. "_Credo_, al quattordici di Marzo," disse
+il Cappellaio.
+
+"Al quindici," sclamò la Lepre-marzolina.
+
+"Al sedici," soggiunse il Ghiro.
+
+"Notate queste cose," disse il Re ai giurati, e questi si misero a
+scrivere con molta premura le tre date, sopra le lavagne, e poi le
+sommarono riducendole a lire e centesimi.
+
+"Cavatevi il cappello," disse il Re al Cappellaio.
+
+"Non è mio," rispose il Cappellaio.
+
+"_È rubato!_" sclamò il Re, rivolto a' giurati, i quali subito presero
+nota del delitto.
+
+"Ne tengo per venderli," soggiunse il Cappellaio per spiegare il fatto:
+"Non ne ho di mio. Sono un cappellaio."
+
+Quì la Regina inforcò gli occhiali, guardò fieramente il Cappellaio che
+allibbì di paura.
+
+"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re; "e non siate spaventato,
+altrimenti vi farò subito mozzare il capo."
+
+Queste parole non incoraggirono punto il testimone: ei non si reggeva
+più in gambe; guardava ansiosamente la Regina, e confuso, morsicò un bel
+pezzo del labbro della tazza, invece del pane col burro.
+
+Giusto allora Alice provò una sensazione curiosissima, che la riempì di
+sorpresa, sino a che potette rendersene ragione: ella cresceva di nuovo;
+pensò che sarebbe stato bene per lei di lasciare il Tribunale, ma poi
+riflettendoci su, volle restare, almeno sino a che vi fosse spazio per
+lei.
+
+"Vorrei che non pigiaste tanto," disse il Ghiro che le sedeva vicino.
+"Posso appena respirare."
+
+"Non posso fare a meno," rispose soavemente Alice: "Vedete, stò
+crescendo."
+
+"Voi non avete nessun dritto di crescere _quì_," urlò il Ghiro.
+
+"Non dite delle sciocchezze," gridò Alice, "sapete che anche voi
+crescete."
+
+"Sì, ma non tanto," soggiunse il Ghiro: "_io_ non cresco a quel modo
+ridicolo." E borbottando fra sè, si alzò, e andò a mettersi all'altro
+lato del Tribunale.
+
+Intanto la Regina non avea mai sviato il suo sguardo feroce dal
+Cappellaio, e mentre il Ghiro traversava la sala del tribunale, disse ad
+un usciere, "Recatemi la lista de' cantanti nell'ultimo concerto!" A
+queste parole il Cappellaio tremò a verghe, così che le scarpe gli
+scappavano da' piedi.
+
+"Rendete la vostra testimonianza," ripetè fieramente il Re, "o vi farò
+mozzare il capo, poco importa che tremiate o no."
+
+"Maestà, sono un povero sventurato," cominciò il Cappellaio con voce
+tremante, "ed ho appena cominciato a prendere il tè--non è ancora una
+settimana--e in quanto al pane col burro che si assottiglia--e alla
+testa soppressata."
+
+"Che soppressata?" sclamò il Re.
+
+ [Illustrazione]
+
+"La testa soppressata _cominciò_ col tè," rispose il Cappellaio.
+
+"Sicuro che 'testa' comincia con un T!" disse vivamente il Re. "M'avete
+voi preso per un gonzo? Andate via!"
+
+"Sono un povero sventurato," continuò il Cappellaio, "e dopo il tè,
+tentennavano tutti,--solo la Lepre-marzolina disse----"
+
+"Non dissi niente!" interruppe con impeto la Lepre-marzolina.
+
+"Lo diceste!" disse il Cappellaio.
+
+"Lo nego!" replicò la Lepre-marzolina.
+
+"Lo nega," disse il Re: "ebbene lasciate andare."
+
+"Bene, ad ogni modo il Ghiro disse----" e il Cappellaio lo guardò per
+vedere s'egli pure volesse dargli una mentita: ma il Ghiro non negava,
+dormiva profondamente.
+
+"Dopo ciò," continuò il Cappellaio, "mi preparai un'altra fetta di pane
+col burro----"
+
+"Ma che cosa disse il Ghiro?" domandò un giurato.
+
+"Non me lo posso ricordare," disse il Cappellaio.
+
+"Voi _dovreste_ ricordarlo," osservò il Re, "se no vi farò mozzare il
+capo."
+
+Il misero Cappellaio si lasciò cadere la tazza, il pane col burro, e le
+ginocchia a terra, e sclamò: "Maestà, sono un povero mortale!"
+
+"Siete un _povero oratore_," disse il Re.
+
+Qui un porcellino d'India diè un applauso, ma subito fu soppresso dagli
+uscieri del Tribunale. (Ed ecco come fecero: presero un sacco di
+canavaccio con de' legacci all'orlo; vi gittaron giù capovolto il
+porcellino d'India, e poi vi si sedettero sopra.)
+
+"Son contenta d'aver veduto ciò," pensò Alice. "Ho letto tante volte ne'
+giornali, alla fine de' processi, 'Vi fu un tentativo d'approvazione che
+fu subito soppresso dagli uscieri del Tribunale,' ma sino ad ora non
+potetti mai comprendere che volesse dire."
+
+"Se è questo tutto quel che sapete, voi potete ritirarvi," continuò il
+Re.
+
+Quì un altro porcellino d'India diè un applauso, ma fu soppresso.
+
+"Addio, porcellini d'India! non vi vedrò più!" disse Alice. "Ora le cose
+andranno meglio."
+
+"Vorrei piuttosto finire il mio tè," disse il Cappellaio, riguardando
+con ansietà la Regina, la quale leggeva la lista de' cantanti.
+
+"Potete andare," disse il Re, e il Cappellaio fuggì dal Tribunale, senza
+nemmeno rimettersi le scarpe.
+
+"---- e mozzategli il capo fuori," soggiunse la Regina indirizzandosi ad
+un ufficiale; ma il Cappellaio era sparito dalla vista, pria che
+l'ufficiale giungesse alla porta.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Chiamate l'altro testimonio!" gridò il Re.
+
+Era la cuoca della Duchessa. Aveva la pepaiola in mano, e Alice indovinò
+chi fosse, anche prima che entrasse nel Tribunale, perchè tutti coloro
+ch'erano vicini all'uscio cominciarono a starnutire.
+
+"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re.
+
+"No," rispose la cuoca.
+
+Il Re guardò con ansietà il Coniglio bianco che mormorò a voce bassa,
+"Maestà, esaminate da voi stesso _questo_ testimone."
+
+"Bene, se debbo farlo, mi converrà farlo," disse il Re con una ciera
+malinconica, e dopo aver poste le braccia conserte al petto, e fatto gli
+occhiacci alla cuoca, disse con voce profonda, "Di che sono composte le
+torte?"
+
+"Di pepe, per la maggior parte," rispose la cuoca.
+
+"Di melazzo," soggiunse una voce sonnolenta dietro ad essa.
+
+"Afferrate quel Ghiro!" gridò la Regina. "Tagliategli il capo! Fuori
+quel Ghiro! Sopprimetelo! Pizzicatelo! Strappategli i baffi!"
+
+Durante qualche istante il Tribunale fu una vera confusione, mentre il
+Ghiro era preso; e quando si ristabiliva l'ordine, la cuoca era sparita.
+
+"Non importa!" disse il Re con un'aria di sollievo. "Chiamate l'altro
+testimone." E bisbigliò all'orecchio della Regina: "Cara mia dovreste
+esaminar _voi_ l'altro testimone."
+
+Alice stava osservando il Coniglio che ripassava la lista, curiosa di
+vedere chi mai sarebbe l'altro testimone--"perchè _sin' ad ora_ non
+hanno affatto prove," diceva fra sè. Figuratevi la sua sorpresa, quando
+il Coniglio bianco chiamò con la sua voce stridula "Alice!"
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+TESTIMONIANZA D'ALICE.
+
+
+"Eccomi!" rispose Alice, e dimenticando che in quegli ultimi momenti era
+cresciuta smisuratamente, saltò su molto lesta, rovesciando col suo
+gonnellino il palchetto de' giurati, di tal che questi capitombolarono
+con la testa in giù sulla folla ch'era di sotto, e restarono con le
+gambe all'aria. Ciò le rammentò il rovescione che la settimana avanti
+aveva casualmente dato a un globo di cristallo che conteneva de'
+pesciolini dorati.
+
+"Oh, vi _prego_ d'avermi per iscusata!" sclamò con voce d'angoscia, e
+cominciò a raccattarli con molta sollecitudine, perchè piena dell'idea
+de' pesciolini dorati caduti dal globo, pensava che dovea prontamente
+raccoglierli e rimetterli nel palchetto de' giurati, se no sarebbero
+morti.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Il processo," disse il Re con voce autorevole e grave, "non potrà
+andare innanzi, se non quando tutt'i giurati saranno rimessi ne' loro
+proprii posti,--dico _tutti_" soggiunse con molta enfasi, riguardando
+fieramente Alice.
+
+Alice guardò il palchetto de' giurati, e vide che nella fretta, avea
+rimessa la Lucertola col capo in giù, per cui la povera bestiolina
+agitava la coda al di sopra ma in modo da eccitare la compassione,
+perchè non poteva muoversi. Subito la estrasse, e la rimise
+convenientemente; "non già perchè importi assai," disse fra sè, "poichè
+nè la sua coda nè la sua testa recheranno vantaggio al processo."
+
+Appena che i giurati si rimisero dal colpo che li avea rovesciati, e che
+furono ritrovate le lavagne e le matite, e consegnate loro, si misero a
+scarabocchiare con molta premura la storia del loro ruzzolone, salvo la
+Lucertola che non s'era riavuta e sedeva con la bocca spalancata, e
+guardando la volta.
+
+"Che cosa sapete di quest'affare?" domandò il Re ad Alice.
+
+"Niente," rispose Alice.
+
+"Niente _affatto_?" replicò il Re.
+
+"Niente affatto," soggiunse Alice.
+
+"Ciò è molto importante," disse il Re, rivolgendosi a' giurati. Essi si
+accingevano a scriverlo sulle lavagne, quando il Coniglio bianco li
+interruppe: "_Non_-importante, è questo il senso delle parole di Vostra
+Maestà," disse con voce rispettosa, ma saettandolo col guardo e
+facendogli il visaccio mentre parlava.
+
+"_Non_-importante, già è quel che volea dire," soggiunse in fretta il
+Re; e poi si mise a recitar fra' denti "importante--non-importante--
+non-importante--importante," come che volesse provare quale delle
+due parole suonasse meglio all'orecchio.
+
+Alcuni de' giurati scrissero "importante," altri "non-importante." Alice
+potette osservarlo, poichè era vicina a loro e potea sbirciare sulle
+lavagne; "ma non importa niente," pensò fra sè.
+
+Allora il Re, che era stato occupatissimo a scrivere sul suo taccuino,
+gridò "Silenzio!" e lesse dal suo libriccino "Regola quarantaduesima.
+_Ogni persona, la cui altezza supera il miglio, deve uscire dal
+Tribunale._"
+
+Ognuno riguardò Alice.
+
+"Io _non sono_ alta un miglio," disse Alice,
+
+"Sì che lo siete," rispose il Re.
+
+"Quasi due miglia d'altezza," soggiunse la Regina.
+
+"Ebbene, poco mi cale, ma non andrò via," disse Alice, "oltre a ciò
+quella non è una regola regolare; l'avete inventata ora."
+
+"Che! è la più vecchia regola nel libro," rispose il Re.
+
+"Allora dovrebbe essere la regola prima," disse Alice.
+
+Il Re impallidì, e chiuse il taccuino in fretta. "Ponderate il vostro
+verdetto," disse, rivolgendosi a' giurati, ma con voce sommessa e
+tremolante.
+
+"Maestà vi sono altre testimonianze," disse il Coniglio bianco,
+sbalzando in piedi. "Giusto adesso abbiam trovato questo foglio."
+
+"Che c'è dentro?" domandò la Regina.
+
+"Non l'ho aperto ancora," disse il Coniglio bianco, "ma sembra una
+lettera, scritta dal prigioniere a--a qualcheduno."
+
+"Dev'essere così," disse il Re, "salvo che sia stata scritta a nessuno,
+ciò che non si fa generalmente."
+
+"A chi è indirizzata?" domandò uno de' giurati.
+
+"Non ha indirizzo di sorta," disse il Coniglio bianco: "di fatti non c'è
+scritto nulla _al di fuori_." E spiegò il foglio mentre parlava, e
+soggiunse, "Somma tutto non è punto una lettera; è un accozzaglia di
+versi."
+
+"Son dessi scritti dalla mano del prigioniere?" domandò un giurato.
+
+"Nò, non lo sono," rispose il Coniglio bianco, "ed è questa la più
+strana di tutte le cose." (I giurati si riguardarono confusi).
+
+"Forse egli ha imitata la scrittura di qualcheduno," disse il Re. (Quì i
+giurati si rasserenarono).
+
+"Maestà," disse il Fante, "non li ho scritti, e niuno potrebbe provarmi
+l'opposto. E poi non c'è nessuna firma alla fine."
+
+"Il non averlo firmato," rispose il Re, "prova doppiamente il vostro
+delitto. Voi _dovevate_ avere l'intenzione d'offendere, se no, da
+galantuomo avreste firmato il foglio."
+
+Tutti applaudirono, e con ragione, perchè era quello il primo detto
+spiritoso che il Re avesse detto in quel giorno.
+
+"Ciò _prova_ il suo delitto," sclamò la Regina.
+
+"Ciò non prova niente affatto!" disse Alice. "Ma se non sapete neppure
+ciò che contiene il foglio!"
+
+"Leggetelo," disse il Re.
+
+Il Coniglio bianco inforcò gli occhiali, e domandò: "Maestà, dove debbo
+incominciare?"
+
+"Cominciate dal principio," disse il Re con tuono solenne, "e continuate
+sino alla fine: poi fermatevi."
+
+Or questi erano i versi letti dal Coniglio bianco:--
+
+ _"Ella vi fece un grazïoso invito,
+ Ed a lui mi voleste rammentar,
+ E quindi ella mi dètte il ben servito,
+ Ma mi disse: Non sai mica nuotar._
+
+ _Ch'io non la visitai, disse pur dianzi,
+ (E questo è il vero, e ognun di noi lo sa),
+ Ma se lei spingerà la cosa innanzi,
+ Oh dite, allor di voi che ne avverrà?_
+
+ _Una a lei dètti, ed essi due le diêro,
+ E voi men deste tre col sopra più;
+ Tutte a voi ritornarono--oh mistero!
+ Eppure erano mie, or nol son più._
+
+ _Se dessa od io per caso inopinato
+ Involti in quest'affare ci vedrem,
+ Confido in voi che ognun fia liberato;
+ Come prima fra noi li rivedrem._
+
+ _Spiegarmi alfine mi sarà concesso;
+ (Già, sapete, un attacco ella, sentì),
+ Ma voi foste per lui, per noi, per esso
+ L'ostacolo fatal che la colpì._
+
+ _Non gli dite giammai che preferisca
+ Costoro,--ciò debb'essere un mister,
+ Un secreto che altrui non apparisca,
+ Un secreto nascosto nel pensier."_
+
+"È questo il più importante documento contro l'accusato," disse il Re,
+stropicciandosi le mani; "or dunque i giurati----"
+
+"Se uno di loro potesse spiegarmelo," disse Alice (la quale era talmente
+cresciuta in quegli ultimi istanti che non avea più paura d'interrompere
+il Re), "gli darei cinquanta centesimi. _Io_ non credo che vi sia in
+esso neppure un briciolo di senso comune."
+
+I giurati scrissero tutti sulle lavagne, "_Ella_ non crede che vi sia
+in esso neppure un briciolo di senso comune," ma niuno cercò di spiegare
+il senso di quel foglio.
+
+"Se non c'è senso comune," disse il Re, "ciò ci toglie da un mondo
+d'imbarazzi, e noi certo non ci affanneremo per trovarvene uno. Eppure
+non saprei," continuò spiegando il foglio sul ginocchio, e sbirciando la
+poesia; "ma mi pare di vedere un senso occulto in essi--_'disse--Non sai
+mica nuotar'_--voi non potete nuotare, non è vero?" continuò,
+rivolgendosi al Fante.
+
+Il Fante scosse mestamente il capo, e disse, "Ne ho io l'apparenza?" (E
+certamente, no, perchè era fatto tutto di cartone).
+
+"Bene per ora," disse il Re, e continuò fra sè stesso a borbottare su'
+versi: "_'E questo è il vero, e ognun di noi lo sa'_--ciò si riferisce
+a' giurati, non c'è dubbio--_'Una a lei dètti, ed essi due gli
+diêro'_--ciò spiega l'uso ch'egli fece delle torte, intendete--"
+
+"Ma," disse Alice, "continua con le parole _'Tutte a voi
+ritornarono.'_"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Già, esse sono là," disse il Re con un'aria di trionfo, indicando le
+torte ch'erano sulla tavola. "Niente di più chiaro di _ciò_.
+Continua--_'Già, sapete, un attacco ella sentì'_--voi non aveste mai
+degli attacchi nervosi, cara mia, non è vero?" soggiunse, rivolgendosi
+alla Regina.
+
+"Non mai!" tuonò furiosamente la Regina, e in quell'istante scagliò un
+calamajo al capo della Lucertola. (Il povero Tonietto avea abbandonato
+l'uso di scrivere col dito sulla lavagna, perchè s'era accorto che non
+vi lasciava traccia alcuna; ma ora si rimise sollecitamente all'opera,
+usando l'inchiostro che gli gocciolava sulla faccia, e l'usò sinchè
+n'ebbe).
+
+"Dunque queste parole non si _attaccano_, a voi," disse il Re, guardando
+con la bocca sorridente tutt'intorno al Tribunale. E vi fu gran
+silenzio.
+
+"È un bisticcio!" soggiunse il Re, con voce irata, e tutti allora
+risero. "Che i giurati ponderino il loro verdetto," ripetè il Re, forse
+per la ventesima volta in quel giorno.
+
+"No, no!" disse la Regina. "Prima la sentenza--poi il verdetto."
+
+"Ma che sciocchezze!" sclamò Alice ad alta voce. "Che idea d'aver prima
+la sentenza!"
+
+"Tacete!" gridò la Regina, tutta infiammata in viso.
+
+"No certo!" disse Alice.
+
+"Decapitatela!" urlò la Regina con tutta la voce che aveva in gola. Ma
+niuno si mosse.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Chi vi stima? chi vi teme?" disse Alice, (allora era cresciuta di tanto
+che giungeva alla sua statura naturale). "Voi non siete altro che un
+mazzo di carte!"
+
+Appena disse queste parole tutto il mazzo si sollevò in aria
+furiosamente, e poi si rovesciò sopra la fanciulla: essa dette un
+piccolo strillo, un po' commossa dalla paura, un po' dall'ira, e cercò
+di respingerle da sè, ma si ritrovò sul poggio, col capo appoggiato
+sulle ginocchia di sua sorella la quale le toglieva con molta
+delicatezza alcune foglie appassite ch'erano cadute sulla sua faccia.
+
+"Risvegliati, Alice cara!" le disse la sorella; "che buona dormitona hai
+fatto, eh!"
+
+"Oh! ho avuto un sogno tanto curioso!" disse Alice, e raccontò alla
+sorella, il meglio che per lei si potesse tutte le strane Avventure che
+avete lette sino ad ora; e quando finì, sua sorella la baciò, e le
+disse, "È _stato_ davvero un sogno curioso, cara mia: ma ora, va' subito
+a prendere il tè; è già tardi." E così Alice si levò, e, andò via,
+pensando mentre correva, al sogno straordinario che aveva avuto.
+
+ * * * * *
+
+Ma sua sorella rimase colà, e col capo appoggiato alla mano, tutta
+intenta a riguardare il sol cadente, e riflettendo sulla piccola Alice e
+sulle sue Avventure meravigliose, cadde in una specie d'assopimento, e
+sognò talcosa simile a questo:--
+
+Prima di tutto sognò la piccola Alice:--con le sue manine delicate e
+congiunte sulle ginocchia di lei, e co' suoi grandi occhi lucenti fissi
+in lei. Poteva sentire il vero suono della sua voce, e vedere quello
+strano agitarsi della sua testolina per rigettare indietro i capelli
+che _voleano_ per forza velarle il viso:--e mentre era tutta intenta ad
+ascoltare, o sembrava che fosse così, tutto il luogo che la circondava
+si animò, popolandosi di quelle creature vedute nel sogno dalla sua
+sorellina.
+
+L'erba rigogliosa stormiva sotto di lei, mentre il Coniglio bianco
+scappava via--il Sorcio spaventato s'apriva, sguazzando, una via in
+mezzo dello stagno vicino--poteva sentire il rumore delle tazze, mentre
+la Lepre-marzolina e gli amici suoi partecipavano a quel loro perenne
+pasto--udiva la voce strillante della Regina che mandava i suoi invitati
+al patibolo--anche una volta il bimbo porcellino starnutiva sulle
+ginocchia della Duchessa, mentre i tondi e i piatti volavano d'ogni
+intorno--anche una volta l'urlo del Grifone, lo scricchiolìo della
+matita della Lucertola, la soppressione de' porcellini d'India
+riempivano l'aria, sposati al singhiozzar lontano della miserabile
+Falsa-Testuggine.
+
+E sedette, con gli occhi a metà chiusi, e quasi si credette davvero nel
+paese delle Meraviglie; benchè sapesse che, aprendo gli occhi, tutto
+sarebbe mutato in realtà desolante--avrebbe sentito l'erba stormire
+all'agitar del vento--avrebbe veduto lo stagno increspato a causa delle
+canne--il rumore delle tazze si sarebbe mutato nel tintinnìo dei
+campanelli delle pecore, e la voce stridente della Regina nella voce del
+pastorello--e gli starnuti del bimbo, l'urlo del Grifone, e tutti gli
+altri strepiti curiosi, si sarebbero mutati (e lei n'era persuasa) nel
+rumore confuso d'una fattoria, e il muggito lontano degli armenti
+avrebbe surrogato i profondi singhiozzi della Falsa-Testuggine.
+
+Finalmente, volle figurarsi la sua sorellina già cresciuta e diventata
+donna,--conservare ne' suoi anni maturi il cuore affettuoso e semplice
+della sua fanciullezza--raccogliere intorno a sè altre fanciulle, e far
+_loro_ brillare gli occhi beandoli con istorielle curiose e strane, e
+forse anche col sogno delle Avventure nel Paese delle Meraviglie; e con
+quanta simpatica tenerezza avrebbe ella stessa partecipato alle loro
+innocenti angosce, e con quanta letizia alle loro gioje, riandando i
+beati giorni della fanciullezza, e le gioconde giornate dell'estate.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+LONDRA:
+
+R. CLAY, FIGLI, E TAYLOR, STAMPATORI,
+
+BREAD STREET HILL.
+
+
+
+
+ * * * * *
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+La punteggiatura e l'ortografia originali sono state mantenute. Minimi
+errori di stampa sono stati corretti senza annotazione. Sono stati
+inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
+
+ mancò che non glielo [gielo] portasse via.
+ affissandola in faccia con un certo fare [faze] inquieto
+ bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È [E] sotto
+ che s'era avvicinato [avvicinata] ad Alice, ed osservava la
+ vuole [voule]."
+ fra [far] breve."
+ le [e] tre date, sopra le lavagne, e poi le sommarono [sommaronol]
+
+
+
+***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE DELLE
+MERAVIGLIE***
+
+
+******* This file should be named 28371-8.txt or 28371-8.zip *******
+
+
+This and all associated files of various formats will be found in:
+https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371
+
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+https://www.gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://www.gutenberg.org/about/contact
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://www.gutenberg.org/fundraising/donate
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit:
+https://www.gutenberg.org/fundraising/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+