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+The Project Gutenberg eBook of Le avventure d'Alice nel paese delle
+meraviglie, by Lewis Carroll, Translated by Teodorico Pietrocòla-Rossetti,
+Illustrated by Sir John Tenniel
+
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+
+
+
+Title: Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie
+
+
+Author: Lewis Carroll
+
+
+
+Release Date: March 20, 2009 [eBook #28371]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+
+***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE
+DELLE MERAVIGLIE***
+
+
+E-text prepared by Carlo Traverso, Barbara Magni, and the Project
+Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (https://www.pgdp.net) from
+digital material generously made available by Internet Archive
+(http://www.archive.org)
+
+
+
+Note: Project Gutenberg also has an HTML version of this
+ file which includes the original illustrations.
+ See 28371-h.htm or 28371-h.zip:
+ (https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371/28371-h/28371-h.htm)
+ or
+ (https://www.gutenberg.org/dirs/2/8/3/7/28371/28371-h.zip)
+
+
+ Images of the original pages are available through
+ Internet Archive. See
+ http://www.archive.org/details/leavventuredalic00carr
+
+
+
+
+
+LE AVVENTURE D'ALICE
+NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.
+
+[Illustrazione]
+
+
+LE AVVENTURE D'ALICE
+NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.
+
+per
+
+LEWIS CARROLL.
+
+TRADOTTE DALL'INGLESE DA T. PIETROCÒLA-ROSSETTI.
+
+_CON 42 VIGNETTE DI GIOVANNI TENNIEL._
+
+
+
+
+
+
+
+Londra:
+MacMillan and Co.
+1872.
+
+(_Proprietà letteraria dell'autore._)
+
+Londra:
+R. Clay, Figli, E Taylor, Stampatori,
+Bread Street Hill.
+
+
+
+
+ In su' vespri giocondi, dolcemente
+ Sul lago tranquillissimo voghiamo,
+ Da delicate mani facilmente
+ Son mossi i remi, e alla ventura andiamo,
+ E pel timon che incerto fende l'onda
+ Va la barchetta errante e vagabonda.
+
+ Mentre oppresso dal sonno, in luminose
+ Visioni il mio pensiero vaneggiava,
+ Mi destaron tre voci armonïose
+ Chiedendomi un Racconto! Io non osava
+ Fare il broncio severo ed il ribelle
+ A tre bocche di rose,--a tre donzelle!
+
+ La Prima, con la voce di comando,
+ Fieramente m'impone "Cominciate!"
+ La Seconda mi dice "Io ti domando
+ Un racconto di silfidi e di fate."
+ La Terza (io non l'avrei giammai creduto),
+ M'interrompe una volta ogni minuto.
+
+ Eccole! ferme, attente, silenziose,
+ Seguire con l'accesa fantasia
+ La Fanciulla vagante in portentose
+ Regïoni di sogni e poesia,
+ Che con bestie ed uccelli ognor favella,
+ E con forma del Ver l'Errore abbella.
+
+ La Storia non toccava ancora il fine
+ E appariva di già confusa e incolta;
+ Allor pregai le care fanciulline
+ Di finir la novella un'altra volta,
+ Ma risposer più vispe e più raggianti,
+ "No, _questa_ è la tua volta! Avanti, avanti!"
+
+ E così le Avventure raccontai
+ Ad una ad una alle fanciulle amate,
+ Ed or questa novella ne formai
+ Ch'è un tessuto di favole accozzate;--
+ Ma il Sol già volge al suo tramonto, andiamo!
+ Alla sponda! alla sponda, orsù, voghiamo!--
+
+ O Alice, accogli questa mia Novella,
+ E fra i sogni d'infanzia la riponi,
+ Deh! fanne d'essa una ghirlanda bella,
+ E sulla tua memoria la deponi,
+ Qual pellegrin che serba un arso fiore
+ Di suol lontano, e lo tien stretto al côre!--
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+ CAP. PAGE.
+
+ I. GIÙ NELLA CONIGLIERA 1
+
+ II. LO STAGNO DI LAGRIME 15
+
+ III. CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA 29
+
+ IV. LA CASETTINA DEL CONIGLIO 41
+
+ V. CONSIGLI D'UN BRUCO 58
+
+ VI. PORCO E PEPE 74
+
+ VII. UN TÈ DI MATTI 93
+
+ VIII. IL CROQUET DELLA REGINA 110
+
+ IX. STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE 128
+
+ X. LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI 145
+
+ XI. CHI HA RUBATO LE TORTE? 158
+
+ XII. TESTIMONIANZA D'ALICE 172
+
+
+
+
+[Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO I.
+
+GIÙ NELLA CONIGLIERA.
+
+
+Alice cominciava a sentirsi mortalmente stanca di sedere sul poggio,
+accanto a sua sorella, senza far nulla: una o due volte aveva gittato lo
+sguardo sul libro che leggeva sua sorella, ma non c'erano imagini nè
+dialoghi, "e a che serve un libro," pensò Alice, "senza imagini e
+dialoghi?"
+
+E andava fantasticando col suo cervello (come meglio poteva, perchè lo
+stellone l'avea resa sonnacchiosa e grullina), se il piacere di fare una
+ghirlanda di margherite valesse la noja di levarsi su, e cogliere i
+fiori, quand'ecco un Coniglio bianco con gli occhi di rubino le passò da
+vicino.
+
+Davvero non c'era _troppo_ da meravigliarsi di ciò, nè Alice pensò che
+fosse cosa _troppo_ stravagante di sentire parlare il Coniglio, il quale
+diceva fra sè "Oimè! Oimèi! ho fatto tardi!" (quando se lo rammentò in
+seguito s'accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le
+sembrò una cosa assai naturale): ma quando il Coniglio _trasse un
+oriuolo dal taschino del panciotto_, e vi affisò gli occhi, e scappò
+via, Alice saltò in piedi, perchè l'era venuto in mente ch'ella non avea
+mai veduto un Coniglio col panciotto e il suo rispettivo taschino, nè
+con un oriuolo da starvici dentro, e divorata dalla curiosità, traversò
+il campo correndogli appresso, e giunse proprio a tempo di vederlo
+slanciarsi in una spaziosa conigliera, di sotto alla siepe.
+
+In un altro istante, giù Alice scivolò, correndogli appresso, senza
+punto riflettere come mai avrebbe fatto per riuscirne fuori.
+
+La buca della conigliera sfilava diritto come una galleria di _tunnel_,
+e poi s'inabissava tanto rapidamente che Alice non ebbe un solo istante
+per considerare se avesse potuto fermarsi, poichè si sentiva cader giù
+rotoloni in qualche precipizio che rassomigliava a un pozzo
+profondissimo.
+
+Una delle due, o il pozzo era arci-profondo, o ella vi ruzzolava assai
+adagino, poichè ebbe tempo, mentre cadeva, di guardare tutto intorno, e
+stupiva pensando a ciò che le avverrebbe poi. Prima di tutto aguzzò la
+vista e cercò di vedere nel fondo per scoprire ciò che le accaderebbe,
+ma gli era bujo affatto e non ci si vedea punto: indi guardò alle pareti
+del pozzo ed osservò ch'erano ricoperte di credenze e di scaffali da
+libri; quà e là vide mappe e quadri che pendeano da' chiodi. Andando
+giù prese di volo un vasettino che aveva un cartello, lo lesse:
+"CONSERVA D'ARANCE," ma oimè! era vuoto e restò delusa: non volle
+lasciar cadere il vasettino per non ammazzare chi era in fondo, e
+andando sempre giù lo depose in un'altra credenza.
+
+"Bene," pensò Alice, "dopo una caduta tale, mi parrà proprio un niente
+il ruzzolare per le scale! A casa poi, come mi crederanno coraggiosa!
+D'ora innanzi, ancorchè cadessi dal tetto, non ne farei caso!" (E
+probabilmente dicea la verità.)
+
+E giù--e giù--e giù! Finirà _mai_ quella caduta? "Chi sa quante miglia
+ho percorse a quest'ora?" sclamò. "Davvero io stò per toccare il centro
+della terra. Vediamo: suppongo che saranno quattrocento miglia di
+profondità--" (come vedete, Alice aveva imparate molte di tali cose
+nelle sue lezioni, ma non era quella la _migliore_ occasione per fare
+sfoggio della sua erudizione, poichè non c'era niuno che l'ascoltasse,
+ciò non di meno era bene di ripassarle a mente)--"sì, la sarà questa la
+vera distanza, o press'a poco--ma vorrei sapere a quale grado di
+Latitudine o di Longitudine io sia giunta!" (Alice non sapea mica che
+fosse Longitudine o Latitudine, ma pensò ch'erano belle parolone a dire,
+e le disse!)
+
+Passò qualche istante e poi rincominciò. "Che dovessi io _traversare_ la
+terra? Sarebbe bella s'io uscissi fra le genti che camminano col capo in
+giù! Credo che si chiamino le Antipatie--" (questa volta fu contenta che
+non _ci fosse_ niuno che l'ascoltasse, perchè quel nome non le suonava
+giusto all'orecchio) "--ma domanderò loro che nome abbia quel paese. Di
+grazia, Signora, è questa la Nuova Zelanda? o l'Australia?" (e cercò di
+fare una riverenza mentre parlava--figuratevi, _far riverenza_ mentre si
+casca giù a precipizio! Dite, potreste farla voi?) "Ma se farò una tale
+domanda mi crederanno una sciocca. No, non la farò: forse troverò
+scritto il nome in qualche parte colaggiù."
+
+E giù--e giù--e giù! Non avendo nulla da fare, Alice rincominciò a
+cinguettare. "Dina mi cercherà stanotte!" (Dina era il nome della
+gatta). "Spero che si rammenteranno di darle il suo piattino di latte
+quando prenderanno il tè. Cara Dina mia! Vorrei che tu fossi meco
+quaggiù! Non vi son sorci nell'aria, ma sai, tu potresti afferrare una
+nottola ch'è simile al sorcio. Ma che! i gatti mangiano le nottole?" E
+quì Alice cominciò a sonniferare, e fra il sonno e la veglia continuò a
+ruminare fra' denti, "I gatti mangiano le nottole? I gatti mangiano le
+nottole?" E talvolta, "Le nottole mangiano i gatti?" perchè, vedete, non
+potendo rispondere a nessuna delle due quistioni, non le importava se
+invertiva il senso di esse. Sonnecchiava di già, e proprio allora
+cominciava a sognare che se ne andava a braccetto con Dina e che le
+diceva con faccia austera: "Dina, dìmmi la verità: hai tu mai mangiata
+una nottola?" quando, tonfete! cascò d'un subito sopra un mucchio di
+ramicelli e di foglie secche, e la caduta finì.
+
+Alice non si fece male e saltò in piedi lesta e pronta: guardò in alto,
+era bujo affatto: davanti a lei sfilava un lungo corridoio percorso dal
+Coniglio bianco ch'era sempre in vista. Non c'era tempo da perdere:
+Alice, come se avesse le ali, gli corse appresso, e sentì che sclamava,
+mentre svoltava a una cantonata,--"Giurammio! gli è tardi davvero!"
+Stava lì lì per raggiungerlo, ma appena passò la cantonata il Coniglio
+non si vide più; ed ella si trovò in una sala lunga e bassa, illuminata
+da una fila di lampade che pendevano dalla volta.
+
+V'erano porte tutt'intorno alla sala, ma erano tutte serrate, e dopo che
+Alice andò su e giù provando tutti gli usci per vedere se fosse
+possibile d'aprirne qualcheduno ma sempre inutilmente, si mise a
+camminar mestamente nel mezzo della sala, pensando come mai avrebbe
+potuto riuscirne fuori.
+
+ [Illustrazione]
+
+Tutt'a un tratto capitò vicina a un piccolo tavolino di cristallo solido
+e sorretto da tre piedi: non c'era altro su d'esso che una chiavettina
+d'oro: or la prima idea ch'ebbe Alice fu che quella potesse aprire uno
+degli usci della sala; e provò--ma oimè! o le toppe erano troppo
+grandi, o la chiavettina era troppo piccola; ma comunque fosse, non
+potette aprirne alcuno. Ciò non di meno, avendo fatto un secondo giro
+nella sala, capitò davanti a una cortina bassa che non aveva osservata
+prima, e dietro ad essa v'era un piccolo uscio, alto quindici pollici o
+giù di lì: provò la chiavettina d'oro se andasse alla toppa, e con molta
+allegrezza vide che c'entrava per l'appuntino!
+
+Alice aprì l'uscio e vide che dava a un piccolo corridoio, largo quanto
+una buca da topi: s'inginocchiò, e vide al di là del corridoio il più
+bel giardino del mondo. Oh! quanto desiderò d'uscir fuori da quella sala
+buja per correre su que' prati di fiori risplendenti, e lungo le chiare
+e fresche acque delle fontane, ma non l'era dato neppure di cacciare il
+capo fuori della buca; "e ancorchè il mio capo potesse passarvi," pensò
+la povera Alice, "mi servirebbe poco senza farci passare anche le
+spalle. Oh quanto bramerei riserrarmi come un telescopio! Credo che
+potrei farlo, se sapessi soltanto come cominciare." Poichè essendo
+ultimamente accadute tante cose straordinarie, Alice avea cominciato a
+persuadersi che poche fossero le cose veramente impossibili.
+
+ [Illustrazione]
+
+Era proprio tempo perso star lì piantata davanti all'usciolino, perciò
+Alice ritornò verso la tavola con una mezza speranza di potervi trovare
+sopra un'altra chiave, o almeno un libro il quale insegnasse alla gente
+a riserrarsi come un cannocchiale: questa volta vi trovò un'ampolla, ("e
+certo non c'era prima," disse Alice,) e aveva attaccato al collo un
+cartello sul quale a lettere di scatola era magnificamente scritta
+questa parola "BEVI."
+
+Và benissimo il dire "Bevi," ma Alice ch'era una ragazzina prudente, lì
+per lì non volle bere. "Nò, voglio prima vedere se c'è scritto
+'_veleno_;'" poichè ella aveva letto molte belle novellette sopra
+ragazzi ch'erano stati abbruciati, e mangiati vivi da bestie feroci, e
+cose simiglianti, e tutto ciò perchè non _vollero_ ricordarsi della
+prudenza ch'era stata loro insegnata in casi simili; come per esempio,
+non maneggiare le molle infocate perchè scottano; se col coltello ti fai
+sul dito un taglio _molto_ profondo, certo n'uscirà sangue; ed ella non
+avea dimenticato quell'altro avvertimento, se tu bevi smodatamente d'una
+bottiglia che ha l'iscrizione "veleno," presto o tardi ti farà male.
+
+Ciò non di meno quell'ampolla _non_ aveva l'iscrizione "veleno," perciò
+Alice si avventurò di assaggiarne il contenuto, e trovandolo delizioso
+(di fatto aveva un sapore misto di torta di ciliegie, di crema,
+d'ananasso, di tacchino arrosto, di torrone, e di crostini burrati), lo
+vuotò tutto d'un fiato.
+
+ * * * * *
+
+"Che curiosa sensazione!" disse Alice: "mi vo ristringendo come un
+cannocchiale!"
+
+Ed era proprio così: non aveva più che dieci pollici d'altezza, e il suo
+bel visino s'illuminò di gioja pensando che finalmente era giunta alla
+giusta statura per traversare l'usciolino, ed entrare nel bel giardino.
+Prima aspettò qualche minuto per vedere se rimpicciolisse di più; è vero
+che provò una certa ansietà su quel mutamento; "perchè, sapete, potrei
+rimpicciolirmi tanto da sparire affatto come una candela," disse Alice.
+"A chi assomiglierei allora?" E cercò di farsi un'idea dell'apparenza
+della fiamma d'una candela smorzata, poichè non potea nemmeno
+ricordarsi se mai avesse veduta una cosa simile!
+
+E scorsero alcuni momenti, e veggendo che nulla di nuovo le accadeva, si
+accinse ad entrare nel giardino; ma--povera Alice!--quando fu all'uscio,
+si accorse che avea dimenticata la chiavettina d'oro, e quando si
+rivolse verso la tavola dove l'avea lasciata, vide che non potea più
+arrivarla: essa la vedea chiaramente a traverso del cristallo, e fece
+ogni sforzo possibile per arrampicarsi ad uno de' piedi della tavola e
+montar su, ma gli era troppo sdrucciolevole; e dopo essersi affaticata
+invano per vincere quella difficoltà, la poverina si sedette e pianse.
+
+"Via! che vale abbandonarsi al pianto!" disse Alice a sè stessa; "io ti
+consiglio invece, o Signorina, di smetter subito quel piagnucolare!"
+Generalmente ella dava a sè stessa dei buoni consigli (benchè raramente
+poi li seguisse), e talvolta si rimproverava tanto severamente che le
+lagrime le scorrevano per le gote; e si rammentò che una volta stava lì
+lì per schiaffeggiarsi perchè s'era truffata in una partita di
+_croquet_ che giuocava contro a sè medesima, che questa straordinaria
+bimba trovava piacere a fingersi di essere due persone. "Ma ora è
+inutile voler credermi due persone," pensò la povera Alice, "me ne resta
+appena tanto per comporne _una_!".
+
+Ed ecco, le cadde sott'occhio una cassettina di cristallo che giaceva
+sotto la tavola: l'aprì, e vi trovò dentro un piccolo pasticcino, sul
+quale, con uva di Corinto, era scritto in belli caratteri "MANGIA."
+"Bene! lo mangerò," disse Alice, "e se mi farà crescere di molto,
+giungerò ad afferrare la chiavettina, e se mi farà rimpicciolire mi
+striscerò sotto l'uscio: così in un modo o in un altro entrerò nel
+giardino, e poi, sarà quel che sarà!"
+
+Ne mangiò un bocconcino, e mettendosi la mano sul capo, sclamò
+ansiosamente: "In qual modo? In qual modo?" per vedere in qual modo si
+mutava, ma restò molto sorpresa nel vedersi della stessa statura: certo,
+così accade a tutti coloro che mangiano pasticci, ma Alice s'era tanto
+abituata a veder cose straordinarie, che le sembrava una cosa stupida e
+sciocca quella di crescere, come si cresce generalmente.
+
+E tornò alla bisogna, e in pochi istanti ingoiò tutto il pasticcio.
+
+
+
+
+ [Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+LO STAGNO DI LAGRIME.
+
+
+"Curiosissimo e sempre più curiosissimo!" gridò Alice (era tanta la sua
+sorpresa che non sapeva più parlar correttamente la sua lingua); "mi stò
+allungando come un cannocchiale, e il più lungo che mai vi sia stato!
+Addio piedi!" (perchè appena guardò giù a' suoi piedi le sembrò che li
+avesse quasi perduti di vista, tanto erano lontani). "Oh i miei poveri
+piedini! chi mai in terra v'infilerà le calze, e vi metterà le
+scarpettine? Davvero _io_ non potrò farlo più! Oramai sarò tanto lungi
+da voi, che certo io non mi prenderò più briga di voi altri: bisogna che
+vi accomodiate alla meglio;--eppure bisognerebbe ch'io li trattassi
+bene," pensò Alice, "se nò, non vorranno andare per la via ch'io vorrei
+battere! Vediamo un po': ogni anno a Natale darò loro un bel pajo di
+stivaletti."
+
+E andava mulinando col cervello come farebbe. "Glieli manderò col
+procaccino," pensò la bimba; "ma gli è davvero strano il mandar regali
+a' proprii piedi! E quanto sarà curioso l'indirizzo!
+
+ _Al Signor Piedestro d'Alice,_
+ _Tappeto,_
+ _Presso il parafuoco,_
+ (_coi saluti d'Alice_).
+
+Meschina! quante sciocchezze vo dicendo!"
+
+Giusto allora il suo capo urtò contro la volta della sala: aveva più di
+nove piedi d'altezza! Subito adunghiò la chiavettina d'oro, e via,
+verso l'uscio del giardino.
+
+Povera Alice! Tutto quello che potea fare consisteva nel giacere,
+appoggiando il fianco per guardare il giardino con la coda d'un occhio;
+ma il penetrarvi dentro era diventato più difficile che mai: sedette
+dunque, e si rimise a piangere.
+
+"Ti dovresti vergognare," disse Alice, "figurati, una gran ragazzona
+come te" (e davvero lo poteva dire allora) "fare la piagnolosa! Smetti
+subito ti dico!" Ma pure continuò, versando lagrime a secchie, sinchè
+formò uno stagno intorno a lei di quasi quattro pollici d'altezza, e che
+giungeva a metà della sala.
+
+Qualche istante dopo sentì in lontananza come uno scalpiccío; subito si
+forbì gli occhi per vedere chi fosse. Era il Coniglio bianco che
+ritornava, splendidamente vestito, con un pajo di guanti bianchi in una
+mano, e un gran ventaglio nell'altra: veniva trottando frettolosamente,
+e mormorando fra sè stesso, "Oh! la Duchessa, la Duchessa! Se n'andrà
+sulle furie perchè l'ho fatta aspettare!" Alice era tanto fuori di sè
+che avrebbe chiesto soccorso a chiunque le fosse capitato: così quando
+il Coniglio le fu vicino, gli disse con voce tremula e sommessa, "Di
+grazia, Signore----." Il Coniglio trasaltò, gli caddero a terra i
+guanti e il ventaglio, e in mezzo a quella tenebrìa si mise a correre di
+traverso come se avesse le ali alle zampe.
+
+ [Illustrazione]
+
+Alice raccattò il ventaglio e i guanti, e perchè la sala pareva una
+stufaiuola si rinfrescò sventolandosi e parlando fra sè: "Meschina me!
+Come ogni cosa è strana quest'oggi! Eppure ieri le cose andavano secondo
+il solito. Non mi sorprenderebbe se stanotte fossi stata scambiata!
+Vediamo: non ero io, io stessa che mi levai questa mattina? Mi pare di
+rammentarmi ch'io mi trovai un poco diversa. Ma se non sono la stessa
+dovrò rivolgermi questa domanda: Chi mai dunque son io? Ah! quì _stà_
+l'imbroglio!" E ripensò a tutte le ragazze che conosceva, e che erano
+dell'età sua, per vedere se per caso fosse stata trasformata in una di
+quelle.
+
+"Certo io non sono Ada," disse, "perchè i suoi capelli sono inanellati,
+e i miei non lo sono punto; certo non sono Isabella, poichè io so tante
+belle cose, e quella poverina sa tanto poco! Eppoi _Isabella_ è
+Isabella, ed _io_ sono io. Meschina! che imbroglio è questo! Proviamo se
+io mi rammento tutte le cose che sapeva una volta: quattro volte cinque
+fanno dodici, e quattro volte sei fanno tredici, e quattro volte sette
+fanno--oimè! Se vado di questo passo non giungerò mai a venti! Del resto
+la Tavola Aritmetica non significa nulla: proviamo la Geografia: Londra
+è la capitale di Parigi, e Parigi è la capitale di Roma, e Roma----, nò,
+ho sbagliato _tutto_! Davvero devo essere stata trasformata in Isabella!
+Proverò a ripetere '_Rondinella pellegrina_;'" e si mise le mani
+conserte al petto come se stesse per ripetere le lezioni, e cominciò a
+recitare quella Romanza, ma la sua voce suonava rauca e strana, e le
+parole non le uscivano dalle labbra come una volta:--
+
+ "'_Rondinella porporina
+ Che ti posi sul loggione
+ Raccattando ogni mattina
+ La zanzara ed il moscone,
+ Li vuoi friggere in padella
+ Porporina Rondinella?_'"
+
+"Scommetto che le vere parole della Romanza non son queste," disse la
+povera Alice, e le ritornarono i lucciconi agli occhi. "In somma,"
+continuò a dire,-"io devo essere Isabella, e dovrò andare a vivere in
+quella casuccia, e non aver quasi più giuocattoli, e tante lezioni da
+imparare! Ma se sono Isabella, caschi pure il mondo, io resterò quì!
+Inutilmente, signori miei, caccerete la testa dal soffitto per dirmi
+'Carina, vieni su!' Io alzerò soltanto gli occhi, e dirò loro, 'Chi son
+io? Ditemelo prima, e se sarò quella che voi cercate, verrò su; se no
+resterò quì inchiodata sino a che sarò qualchedun'altra'--ma, oimè!"
+sclamò Alice, versando un fiume di lagrime. "Vorrei che _mettessero_
+fuori la testa! Son _tanto_ stanca d'esser quì, sola!"
+
+E si guardò le mani, e si meravigliò vedendo che mentre parlava fra sè
+stessa aveva infilato uno de' guanti bianchi che il Coniglio avea
+lasciati cadere. "Come mai ho _potuto_ far ciò?" disse. "Forse sono
+ridiventata piccina."
+
+Si levò ed avvicinossi alla tavola per misurarsi con quella,--osservò
+che, per quanto le pareva, era ridotta a circa due piedi d'altezza e che
+andava impiccolendosi rapidamente: indovinò che la causa di questa nuova
+trasformazione era il ventaglio che aveva in mano, e subito lo buttò a
+terra,--e fu proprio a tempo, altrimenti assottigliava tanto da sparire
+totalmente.
+
+"L'ho scampata bella!" disse Alice tutta impaurita da quel subitaneo
+mutamento, ma lieta, però perchè esisteva ancora; "ed ora andiamo al
+giardino!" e rivolse sollecitamente i passi verso l'usciolino; ma ahi!
+l'usciolino era chiuso, e la chiavettina d'oro era sulla tavola come
+prima; "le cose vanno proprio alla peggio" pensò la derelitta fanciulla,
+"non sono stata mai tanto piccina! E protesto che tutto ciò è un brutto
+affare, ma brutto assai!"
+
+Mentre diceva queste parole, sdrucciolò, e zaffete! cascò sino al mento
+nell'acqua salsa. Imprima credette esser caduta nel mare, "e in tal caso
+potrò tornare a casa per la ferrovia," disse fra sè. (Alice era stata
+una volta sola ai bagni di mare, d'allora in poi s'imaginò che dovunque
+si va, verso la spiaggia, trovansi casotti da bagni lungo il mare,
+ragazzi che zappano l'arena con le vanghe di legno, poi una fila di case
+mobiliate, e dietro ad esse una stazione di strada ferrata). Ma subito
+si accorse ch'era caduta nello stagno delle lagrime che avea versate
+quando aveva nove piedi d'altezza.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Peccato ch'io abbia pianto tanto!" disse Alice, nuotando, e cercando
+d'afferrar la riva.
+
+"Ora sì che sarò punita, affogando nelle mie proprie lagrime! _La_ sarà
+proprio una cosa strana! Ma tutto è strano oggi."
+
+E sentì qualche cosa che sguazzava nello stagno, si rivolse e credette
+vedere un elefante di mare o un ippopotamo, ma si rammentò ch'era assai
+piccina allora, e scoprì ch'altro non era che un sorcio, cascato come
+lei nello stagno.
+
+Pensò Alice, "Forse farei bene di parlare a questo sorcio. Ogni cosa è
+talmente straordinaria quaggiù che non mi stupirei se egli potesse
+parlare: ad ogni modo, proviamo." E cominciò: "O Sorcio, sai tu la via
+per uscire da questo stagno? O Sorcio, io mi sento veramente stanca di
+nuotare quì!" (Alice pensò che quello era il vero modo di parlare ad un
+sorcio: non aveva mai fatto una cosa simile prima, ma si rammentò d'aver
+letto nella Grammatica Latina di suo fratello, "Un Sorcio--di un
+Sorcio--a un Sorcio--un Sorcio--O Sorcio!") Il Sorcio la guardò
+fissamente, la squadrò ben bene co' suoi piccoli occhietti, ma non
+rispose niente.
+
+"Forse non intende la mia lingua," disse Alice; "scommetto ch'è un
+Sorcio Francese, venuto quì con Napoleone." (Eh già! con tutte le sue
+cognizioni storiche, Alice non sapea al giusto le date che citava.) E
+rincominciò "_Où est ma chatte?_" era questa la prima frase ch'avea
+trovata nel suo libriccino di Lingua Francese. Il Sorcio fece un salto
+nell'acqua, e tremò a verghe. "Le domando perdono!" soggiunse subito
+Alice, avvedendosi d'avere scossi i nervi delicati della bestiolina.
+"Avea dimenticato che lei non ama i gatti."
+
+"Amare i gatti, io!" sclamò con voce acuta e rabbiosa. "Amerebbe _lei_ i
+gatti, se fosse me?"
+
+"Forse no," rispose Alice con voce carezzevole, "ma non si adiri, sa!
+Eppure io vorrei farle vedere Dina, la gatta nostra; se la vedesse ne
+sarebbe innamorato pazzo. La è una bestiolina tanto carina e quietina,"
+e nuotando svogliatamente e parlando talvolta a sè stessa, continuava
+Alice, "e fa le fusa per benino quando giace accoccolata presso al
+focolare, leccandosi le zampine e nettandosi la faccia--e l'è tanto
+soffice e soave alle carezze--e l'è proprio un paladino nell'afferrare i
+sorci--oh mi perdoni!" sclamò di nuovo Alice perchè questa volta il
+Sorcio aveva il pelo tutto arruffato, e sembrava offeso immensamente,
+"Noi non ne parleremo più se ciò le incresce."
+
+ [Illustrazione]
+
+"No, davvero!" gridò il Sorcio che avea la tremarella sino alla punta
+della coda. "Come se _io_ volessi parlare dei gatti! La nostra famiglia
+_odiò_ sempre i gatti; bestiaccie schifose, volgari e basse! Non mi
+faccia sentir più il nome loro!"
+
+"No, davvero!" rispose sollecitamente Alice, e mutando argomento,
+soggiunse. "Dica, le piacciono forse--le piacciono--i--i cani?" Il
+Sorcio non rispose, e Alice seguitò così. "Vicino a casa nostra, c'è un
+bellissimo cagnolino, se lo vedesse! È un canbassetto con certi belli
+occhi luccicanti, e col pelo cenerino, arricciato e lungo! Ei busca,
+benissimo le cose che gli si gittano, e siede sulle zampine di dietro
+per pitoccare il suo desinaruccio, e fa tante altre belle cosettine--non
+potrei neppure rammentarne la metà--appartiene a un fattore, ed egli
+dice che la bestiolina vale proprio un Perù, perchè gli è utile di
+molto, e uccide tutt'i topi, e--oimè!" gridò Alice tutta sconsolata.
+"Temo d'averla offesa di nuovo!" E davvero l'aveva offeso perchè il
+Sorcio si allontanò nuotando furiosamente ed agitando le acque dello
+stagno.
+
+Alice lo richiamò con un soave tuono di voce, "Sorcio caro, ritorni
+pure, ed io le prometto che non parlerò più di gatti nè di cani!" A
+queste parole, il Sorcio si rivoltò indietro, nuotando lentamente verso
+di lei: la sua faccia era pallida (di rabbia, pensò Alice), e disse con
+voce sommessa e tremante, "Approdiamo alla spiaggia, e le racconterò la
+mia storia, allora lei capirà perchè io detesti tanto i gatti e i cani."
+
+Era proprio tempo d'uscir fuori, perchè lo stagno si stava riempendo di
+uccelli e d'altri animali che v'eran caduti dentro: un'Anitra, un
+Dronte, un Lori, un Aquilotto, ed altre curiose bestioline. Alice aprì
+la via, e tutti, nuotando, la seguirono alla spiaggia.
+
+
+
+
+ [Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA.
+
+
+L'assemblea che si riunì alla spiaggia era oltremodo
+bizzarra--figuratevi, gli uccelli avevano le piume fradice, e gli altri
+animali avevano il pelo incollato a' loro corpicciuoli; e tutti erano
+inzuppati, grondanti acqua, tristi e malcontenti.
+
+Naturalmente la prima quistione che fu posta fu quella di sapere come si
+sarebbero asciugati: si consultarono insieme su questo argomento, e
+pochi minuti dopo Alice si mise a parlare familiarmente con loro, come
+se li avesse conosciuti da un secolo. Ebbe una lunga discussione col
+Lori, ma bentosto quest'ultimo le fece un viso arcigno, e disse
+perentoriamente, "Son più vecchio di lei, perciò devo saper più di lei;"
+ma Alice non volle convenirne se prima non le avesse detto quanti anni
+aveva. Il Lori non volle dirlo, e la loro conversazione cessò.
+
+Finalmente il Sorcio, che sembrava essere persona d'una certa autorità
+fra loro, gridò, "Si seggano signori, e mi ascoltino! _Io_ seccherò
+tutti in pochi momenti!" Tutti sedettero, in circolo, col Sorcio in
+mezzo. Alice gli affisò ansiosamente gli occhi in faccia, perchè era
+sicura che se non si fosse presto rasciugata avrebbe guadagnata una
+infreddatura solenne.
+
+"Hem!" disse il Sorcio con aria autorevole, "sono tutti all'ordine?
+Questa domanda è bastantemente secca, mi pare! Silenzio tutti, di
+grazia! 'Il Generale Oudinot che venne a restaurare il governo papale,
+fu presto secondato dal Re di Napoli, e dalle truppe della Regina di
+Spagna----'"
+
+"Uff!" fece il Lori, con un brivido.
+
+"Scusi!" disse il Sorcio tutto accigliato, ma con molta civiltà: "Diceva
+qualche cosa?"
+
+"Le pare!" rispose frettolosamente il Lori.
+
+"Mi era parso di sì," soggiunse il Sorcio.--"Continuo dunque. 'Il Re di
+Napoli e la Regina di Spagna, con Oudinot, sposarono la causa del Papa,
+ed anche il Granduca di Toscana trovò la cosa----'"
+
+"Trovò _che cosa_?" disse l'Anitra.
+
+"Trovò _la cosa_," replicò vivamente il Sorcio: "ella sa che significa
+'la cosa.'"
+
+"Sò bene che significa '_la cosa_' quando _io_ trovo qualche cosa,"
+rispose l'Anitra: "generalmente trovo un ranocchio o un verme. Or la
+quistione stà 'nella cosa,' che cosa ha trovato il Granduca?"
+
+Il Sorcio non gli badò punto e si affrettò d'andare innanzi, "--trovò la
+cosa ben fatta cioè di unirsi ad Oudinot, al Re di Napoli ed alla
+Regina di Spagna, per assistere il Papa e rimetterlo sul trono. Nel
+principio il Papa usò moderazione ma la violenza dei suoi
+consiglieri----' Ebbene, carina, come si sente ora?" disse, rivolgendosi
+ad Alice.
+
+"Bagnata come un pulcino," rispose Alice mestamente, "non mi pare che la
+sua storiella mi secchi abbastanza."
+
+"Allora," disse il Dronte con voce solenne, e levandosi in piedi,
+"propongo che il parlamento si aggiorni, acciochè sieno adottati rimedii
+più energici----"
+
+"Ma parli italiano!" sclamò l'Aquilotto. "Non capisco la metà delle sue
+parolone, e forse lei stesso non ne intende cica!" E l'Aquilotto abbassò
+la testa per nascondere un sorriso, ma alcuni degli uccelli
+sghignazzarono apertamente.
+
+"Volevo dire," continuò il Dronte, facendo il broncio, "che il miglior
+modo di seccarsi sarebbe quello di fare una Corsa arruffata."
+
+"Che _è_ la Corsa arruffata?" domandò Alice; non le premeva molto di
+saperlo, ma il Dronte taceva come se _qualcheduno_ dovesse parlare,
+mentre niuno sembrava disposto ad aprire becco o bocca.
+
+"Ecco," disse il Dronte, "il miglior modo di spiegarla è quello di
+eseguirla." (E siccome vi potrebbe venire la voglia di provare questa
+Corsa in qualche giorno d'inverno, vi dirò come il Dronte la diresse.)
+
+Imprima tracciò la linea dello steccato, una specie di circolo ("già,
+non importa che sia ben tracciata," disse), e poi tutta la comitiva
+entrò nello steccato mettendosi chi quà, chi là. Non si udì "Uno, due,
+tre,--via!" ma cominciarono a correre a piacere, e si fermarono quando
+n'ebbero voglia, di tal che non si seppe quando la Corsa fosse
+terminata. Ad ogni modo, dopo che ebbero corso una mezz'ora o quasi, e
+si sentirono tutti ben seccati, il Dronte sclamò tutt'a un tratto, "La
+corsa è finita!" e tutti l'intorniarono anelanti, e sclamando, "Ma chi
+ha vinto?"
+
+Questa domanda impensierì immensamente il Dronte, perciò sedette e restò
+lungo tempo con un dito appoggiato alla fronte (tale e quale come è
+rappresentato Dante), mentre gli altri zittivano. Finalmente il Dronte
+disse, "_Tuttiquanti_ hanno vinto, e tutti debbon'essere premiati."
+
+"Ma chi distribuirà i premii?" replicò un coro di voci.
+
+"_Essa_, s'intende," disse il Dronte, indicando Alice con un dito; e
+tutti si affollarono intorno a lei, gridando confusamente, "I premii! I
+premii!"
+
+Alice non sapea che fare, e nella disperazione cacciò la mano in tasca,
+e ne cavò una scatola di confetti (per buona sorte l'acqua non v'era
+entrata dentro), e ne distribuì tutt'intorno. Ce ne erano appunto uno
+per uno.
+
+"Ma essa dovrebbe avere un premio," disse il Sorcio.
+
+"S'intende," soggiunse il Dronte assai gravemente. "Che altro ha in
+saccoccia?" disse, rivolgendosi ad Alice.
+
+"Soltanto un ditale," rispose mestamente la fanciulla.
+
+"Dia quì," replicò il Dronte.
+
+ [Illustrazione]
+
+E tutti l'accerchiarono di nuovo, mentre il Dronte con molta gravità le
+offrì il ditale, e disse, "La preghiamo di accettare quest'elegante
+ditale;" e appena finito questo breve discorso, tutti applaudirono.
+
+Alice giudicò tutto quest'affare come una cosa sovranamente stupida, ma
+avevano tutti un contegno talmente grave ch'ella non osò ridere, pure
+non seppe che cosa rispondere, ma semplicemente s'inchinò e prese il
+ditale assumendo la migliore serietà del mondo.
+
+Rimaneva ora il mangiare i confetti; ciò produsse un po' di rumore e di
+confusione, poichè gli uccelli grandi si lagnavano che non avean potuto
+assaporarne il gusto, e gli uccelli piccoli avendoli inghiottiti ne
+rimasero pressochè strozzati e si dovette loro picchiar la schiena. Ma
+anche ciò ebbe un termine e sedettero in circolo, pregando il Sorcio di
+dir loro qualcosuccia di più.
+
+"Si rammenti che mi ha promesso di raccontarmi la sua storia," disse
+Alice, "e la ragione per cui odia i 'G' e i 'C'" soggiunse
+sommessamente, e un poco con paura che di nuovo si offendesse.
+
+"La mia è una storia lunga e trista, e con la coda!" rispose il Sorcio,
+rivolgendosi con un sospiro ad Alice.
+
+"Certo _è_ una lunga coda," disse Alice, guardando con meraviglia alla
+coda del Sorcio; "ma perchè la chiama trista?" E continuò a pensarvi
+sopra imbarazzata mentre il Sorcio parlava; e così l'idea che si fece di
+quella storia con la coda fu presso a poco questa:
+
+ Furietta disse
+ al Sorcio,
+ che in casa
+ avea
+ trovato:
+ Andiamo
+ al Tribunale,
+ ti voglio
+ processare.
+ Non chiedo
+ le tue scuse,
+ o Sorcio
+ indiavolato,
+ Quest'oggi
+ non ho nulla
+ a casa mia
+ da fare.--
+ Disse a
+ Furietta
+ il Sorcio:
+ Ma come
+ andremo
+ in Corte?
+ Senza giurì
+ nè giudici?
+ Sarebbe
+ una vendetta!
+ Sarò giurì
+ e giudice,
+ rispose
+ allor
+ Furietta,
+ E passerò
+ latrando,
+ La tua
+ sentenza
+ a morte.
+
+"Ella non presta attenzione!" disse il Sorcio ad Alice con tuono severo.
+"A che cosa sta pensando?"
+
+"Le domando scusa," rispose umilmente Alice: "ella è giunta alla quinta
+curvatura della coda, non è vero?"
+
+"_No, doh!_" riprese il Sorcio con voce acerba ed irata.
+
+"Che! c'è un _nodo_?" sclamò Alice sempre pronta e servizievole, e
+guardandosi attorno. "Mi conceda il favore di disfarlo!"
+
+"Niente affatto," rispose il Sorcio, levandosi e in atto di partire.
+"Lei m'insulta dicendomi tali scempiaggini!"
+
+"No, davvero!" disse Alice con sottomissione. "Ma lei s'offende tanto
+facilmente!"
+
+Per tutta riposta il Sorcio si mise a borbottare.
+
+"Di grazia, ritorni, e finisca il suo racconto!" Alice dunque lo
+richiamò; e tutti gli altri sclamarono in coro, "Via, finisca il
+racconto!" ma il Sorcio crollò il capo con un moto d'impazienza, ed
+affrettò il passo.
+
+"Peccato che non sia restato!" disse sospirando il Lori, appena che il
+Sorcio si perdè di vista; e un vecchio granchio colse quella opportunità
+per dire alla sua figlia, "Amore mio, ciò ti serva di lezione, e _bada_
+a non andar mai in collera!"
+
+"Sta zitto, Babbo," rispose la piccina con un fare sdegnosetto. "Tu
+provocheresti anche la pazienza d'un'ostrica!"
+
+"Ah se Dina fosse quì!" disse Alice, parlando ad alta voce, ma senza
+rivolgersi a chi che sia. "Lo porterebbe indietro in un momento!"
+
+"Perdoni la curiosità, chi è Dina?" domandò il Lori.
+
+Alice rispose sollecitamente, perchè la era sempre pronta a parlare
+della sua prediletta: "Dina è la nostra gatta. È un vero paladino quando
+va a caccia di sorci! E se la vedeste correr dietro agli uccelli! Visti
+e presi!"
+
+Questo discorso produsse un impressione vivissima nell'assemblea. Alcuni
+uccelli volarono via di botto: una gazza vecchia si avviluppò ben bene
+dicendo, "È ormai tempo di tornare a casa; l'aria della notte mi fa male
+alla gola!" e un canarino chiamò con voce tremula tutt'i suoi piccini,
+"Venite, venite carini! Gli è tempo di andare a letto!" E così chi con
+un pretesto chi con un altro, tutti andarono via, ed Alice rimase sola.
+
+"Ho fatto male di nominare Dina!" disse fra sè assai mestamente. "Ei
+pare che niuno l'ami quaggiù, eppure la è la miglior gatta del mondo! Oh
+Dina mia cara! Chi sa, se ti rivedrò mai più!" E la povera Alice
+rincominciò a piangere perchè si sentiva tutta soletta e sconsolata. Ma
+alcuni momenti dopo, sentì di nuovo uno scalpiccío in lontananza, e
+guardò fissamente, nella speranza che il Sorcio avesse mutato pensiero,
+e tornasse per finire il suo racconto.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+LA CASETTINA DEL CONIGLIO.
+
+
+Era il Coniglio bianco che ritornava bel bello indietro, guardando
+ansiosamente quà e là, come che avesse smarrito qualche cosa, e
+mormorando fra sè stesso: "Oh la Duchessa! la Duchessa! Oh zampine mie!
+pelle e baffi miei state freschi ora! Ella mi farà impiccare, e ne son
+tanto sicuro come son certo che le donnole sono donnole! Ma dove mai mi
+son caduti?" Alice indovinò subito ch'egli andava ricercando il
+ventaglio e il paio di guanti bianchi, e buona e servizievole com'era,
+si dette attorno per ritrovarli, ma fu inutile, non si trovarono
+più--ogni cosa sembrava mutata dal momento ch'era cascata nello stagno;
+e la gran sala, e il tavolino di cristallo, e l'usciolino erano svaniti
+totalmente.
+
+Bentosto il Coniglio si accorse di Alice, mentr'ella si affannava alla
+ricerca, e gridò con voce irata, "Marianna che cosa _stai_ facendo quì?
+Via corri a casa, e portami un paio di guanti ed un ventaglio! Subito,
+ti dico!" Alice fu tanto spaventata da quella voce che senza perder
+tempo corse velocemente verso il luogo indicato, senza dir nulla sullo
+sbaglio che il Coniglio faceva.
+
+"Mi ha presa per la cameriera," disse fra sè mentre continuava a
+correre. "Ei sarà molto sorpreso quando scoprirà chi io sia! Ma è meglio
+recargli il ventaglio e i guanti, cioè, purchè io li possa trovare." E
+giunse innanzi a una bella casettina, e sull'uscio v'era un cartello
+inciso sopra una rilucente lamina di ottone, con questo nome "CONIGLIO
+B." Entrò, senza picchiare all'uscio, e frettolosamente divorò tutta la
+scala temendo d'incontrare la vera Marianna, ed esser da lei cacciata
+via dalla casa prima di trovare il ventaglio e i guanti.
+
+"Gli è proprio curioso," pensò Alice, "d'esser mandata da un Coniglio a
+far servizi! Mi aspetto che Dina vorrà poi mandarmi a far servizi per
+lei!" E cominciò a fantasticare ciò che in tal caso avverrebbe: "'Siora
+Alice! Venga quì subito, e si prepari a trottare!' 'Eccomi quì, tata! Ma
+dovrei far la guardia a questo buco sinchè Dina venga, acciocchè il
+sorcio non ne scappi.' Però non crederei," continuò Alice, "che
+permetterebbero a Dina di restare in casa se essa cominciasse a
+comandare la gente a questo modo!"
+
+E così ciarlando entrò in una cameretta assai pulitina, con una tavola
+presso al terrazzino, e sopra di essa v'erano (come Alice avea di già
+sperato) un ventaglio e due o tre paja di guanti bianchi e nitidi; ella
+prese il ventaglio ed un pajo di guanti, e stava per uscire, quando le
+cadde sott'occhio un'ampolla che stava vicino allo specchio. Non avea
+nessun cartello attaccato, con la parola "BEVI," eppure essa la sturò e
+se l'avvicinò alle labbra. "Certo _qualche cosa_ di meraviglioso mi
+accade ogni qual volta bevo o mangio," disse fra sè; "vediamo dunque che
+cosa produrrà questo liquore. Spero che mi farà crescere di nuovo,
+perchè sono proprio stanca di vedermi così piccina!"
+
+E così accadde, e molto più presto di quello che si aspettasse: pria che
+avesse bevuto la metà dell'ampolla sentì che il suo capo premeva contro
+la volta, e dovette smetter subito, perchè rischiava di rompersi la
+nuca. Immediatamente depose l'ampolla, dicendo, "Basta per ora--spero
+che non crescerò di più--ma così come sono non potrò uscire più
+dall'uscio--ah! magari, avessi bevuto meno!"
+
+Oimè! era tardi il pentirsi! Andò crescendo, crescendo, e dovette
+inginocchiarsi, perchè non poteva più stare in piedi; e dopo un altro
+minuto, dovette sdraiarsi appoggiando un gomito all'uscio, e mettendo un
+braccio intorno al capo. E cresceva ancora; disperata, cacciò una mano
+fuori della finestra, ficcò un piede nel caminetto, e disse a sè
+medesima, "Checchè accada, non posso far di più. Che _sarà_ di me?"
+
+ [Illustrazione]
+
+Buono per Alice che la virtù dell'ampolla magica era giunta al suo
+apice, e perciò non crebbe di più: ciò non di meno si sentiva molto male
+in quello stato, e come che non c'era verso d'uscire da quella gabbia,
+se ne attristò di molto.
+
+"Stava molto meglio a casa mia," pensò la povera Alice, "colà non
+passava il mio tempo a crescere ed a impiccolire, e ad esser la serva
+de' sorci e de' conigli. Quasi quasi mi pento d'esser discesa nella
+Conigliera--eppure--eppure--l'è curiosetto questo genere di vita! Ma,
+che _cosa_ mai son'io addiventata? Quando io leggeva le novelle delle
+fate, credeva che quella sorta di stranezze non potesse mai accadere, ed
+ora eccomi nel bel mezzo di una di quelle. Si dovrebbe scrivere un libro
+su queste mie avventure, si dovrebbe, certo! Quando sarò grande ne
+scriverò uno--ma sono di già grande," soggiunse con mestizia, "e non c'è
+spazio per crescere di più _quì_."
+
+"Ma che," pensò Alice, "non crescerò più negli anni? Da una parte
+sarebbe un bene--non diventare mai vecchia,--ma quell'imparar sempre le
+lezioni m'annoierebbe! Oh non mi piacerebbe _ciò_!"
+
+"Ah pazzerella che sei!" rispose Alice a sè stessa. "Come potresti
+imparare le lezioni, quì? C'è appena spazio per te, come c'entrerebbero
+i libri?"
+
+E così passava il tempo, ora parlando, ora rispondendo a sè stessa, e
+facendo una vera conversazione fra Alice ed Alice; ma dopo qualche
+istante sentì una voce di fuori, e si mise ad ascoltare.
+
+"Marianna! Marianna!" vociava quel tale di fuori; "portami subito i
+guanti!" E si sentì un calpestìo frettoloso per la scala. Alice pensò
+che fosse il Coniglio che veniva a sollecitarla a far presto, e tremò
+tanto da scuoter la casa dalle fondamenta, scordandosi ch'oramai era
+diventata mille volte più grande del Coniglio, e che non c'era motivo da
+spiritar di paura.
+
+Il Coniglio giunse all'uscio, e cercò di aprirlo, ma gli era inutile
+spingere la porta, perchè il gomito d'Alice era puntellato contro. Alice
+udì che il Coniglio diceva fra sè, "Andrò dietro la casa ed entrerò per
+la finestra."
+
+"Non ci entrerai!" pensò Alice, ed attese sino a che le parve che il
+Coniglio fosse sotto la finestra; allora aprì d'un subito la mano come
+se volesse acchiappare qualche cosa nell'aria. Non afferrò nulla, ma
+sentì uno strillo e il rumore d'una caduta, poi un fracasso di vetri
+rotti, e capì che il poverino era probabilmente cascato in qualche
+vetrina da cetrioli o cosa simile.
+
+ [Illustrazione]
+
+Poi s'udì una voce rabbiosa--quella del Coniglio:--"Gianni! Gianni! Dove
+sei?" E rispose una voce ch'ella non avea mai sentita, "Eccomi qua!
+Stava scavando patate, illustrissimo!"
+
+"Scavando patate!" tuonò furiosamente il Coniglio. "Vieni qua! Aiutami
+per uscire da _questo_!..." (Cricch! si sentì scricchiare il vetro).
+
+"Dimmi Gianni, che mostruosità c'è lassù, alla finestra?"
+
+"Poffare! gli è un braccio, lustrissimo!"
+
+"Un braccio! va via paperone! Chi ne ha mai veduti di quella grossezza?
+Diamine, riempie tutta la finestra!"
+
+"Gli è proprio così, lustrissimo: ma è un braccio bell'e buono."
+
+"Bene, ma ei non ha niente da fare con la mia finestra; va, portalo
+via!"
+
+Successe un lungo silenzio, poi Alice sentì un bisbiglio sommesso; e
+parole come queste, "Davvero, non potrei, lustrissimo; nò, davvero!" "Fa
+come ti dico, vigliaccone!" allora Alice di nuovo fendette l'aria con la
+mano minacciando d'acchiappare. Questa volta si udirono _due_ strilli
+acuti, e cri, cri, scricchiò di nuovo il vetro. "Quante vetrine da
+cetrioli vi debbon essere colaggiù!" pensò Alice. "Chi sa che faranno
+dopo! Quanto al cacciarmi fuori dalla finestra, vorrei che _potessero_
+farlo! Certo, _io_ non ho mica voglia di rimaner più quì!"
+
+Aspettò un poco, ma non si sentiva nulla; ecco finalmente avvicinarsi un
+cigolìo di certe ruote di carri, e molti che vociavano e parlavano
+insieme: e sentì che dicevano: "Dov'è l'altra scala?--Ma, io non ne
+dovea portare che una; Tonio ha l'altra--Dì, Tonio, portala quì, bambino
+mio!--Là, appoggiatela a quel cantone--No, no, legatele insieme
+prima--non vedete che non arrivano!--Oh! vi arriveranno, non sarà tanto
+difficile!--Quà, Tonio, afferra questa fune--Ma reggerà il tetto?--Bada
+a quella tegola che vacilla!--Ohè, casca giù!--Bada! bada!"
+(Patatrac!)--"Chi ha fatto ciò?--Gli è Tonio, credo--Chi scenderà pella
+gola del caminetto?--_Io_ no!--Vuoi _tu_?--No, neppur io!--Tonio dovrà
+scendervi--Ohè, Tonio, il padrone dice che devi scendere pella gola del
+caminetto!"
+
+"Bellino!" disse Alice fra sè, "così questo Tonio verrà dal caminetto?
+Pare che quei signori abbian posto ogni carico sulle spalle del povero
+Tonio! Non vorrei esser mica ne' suoi panni: questo camino è molto
+angusto, non v'è dubbio; ma potrò tirarvi qualche calcio, _credo_!"
+
+E ritirò il piede quanto più potè dal caminetto, ed aspettò sino a che
+sentì un animaluccio (senza che potesse indovinare a che razza
+appartenesse) che raschiava e scendeva adagino lunghesso il camino: "Gli
+è Tonio," disse, e tirò un bel calcio, poi attese ciò che seguirebbe
+dopo.
+
+ [Illustrazione]
+
+La prima cosa che sentì fu un coro di voci che diceva, "Ecco Tonio che
+vola!" e poi la voce sola del Coniglio che gridava--"Pigliatelo, voi
+altri che siete vicino alla siepe!" e poi silenzio, e poi una gran
+confusione di voci--"Sostenetegli il capo--Quà l'acquavite--Non lo
+soffocate--Come andò compare? Che cosa ti avvenne? Sù narraci tutto!"
+
+Finalmente s'udì una vocina debole e sibilante ("È Tonio," pensò Alice),
+"Non saprei che dirvi--Non più, grazie; stò meglio--ma mi sento troppo
+agitato per raccontarvelo--tutto quel che mi rammento gli è qualche cosa
+che mi sbalestrò in aria, ed io schizzai via come un razzo!"
+
+"Schizzasti via davvero poveretto!" dissero gli altri.
+
+"Incendiamo la casa!" sclamò il Coniglio, ma Alice gridò subito con
+quanta voce aveva in gola, "Se fate ciò, vi farò acchiappar tutti da
+Dina!"
+
+Si fece subito un gran silenzio, e Alice disse fra sè, "Vediamo, cosa
+_faranno_ ora! Se avesser cervello, scoperchierebbero il tetto." Qualche
+istante dopo cominciarono a muoversi di nuovo e sentì il Coniglio che
+diceva, "Basterà, una carrettata per cominciare."
+
+"Una carrettata _di che_?" disse Alice; ma non restò molto in dubbio,
+perchè subito una grandine di sassolini cominciò a scoppiettare nella
+finestra, ed alcuni la colpirono in faccia. "Bisogna finirla," pensò
+Alice, e gridò, "Fareste bene di non provarvici un'altra volta!" Queste
+parole produssero un altro silenzio sepolcrale.
+
+Alice osservò con un pò di stupore che i sassolini si convertivano in
+pasticcini appena toccavano il pavimento, e subito un idea le sfolgorò
+in mente. "Proviamo a mangiare uno di questi pasticcini," disse, "certo
+essi produrranno qualche mutamento nella mia statura; e siccome non
+potranno farmi più grossa di quel che sono, m'impiccoliranno forse."
+
+E mangiò un pasticcino, e si rallegrò di vedersi subito impiccolire.
+Appena che si sentì piccola abbastanza per uscire dalla porta, scappò
+dalla casa, e incontrò una folla di animalucci e d'uccelli che
+aspettavano fuori. La povera Lucertola (era Tonio) stava nel mezzo,
+sostenuta da due porcellini d'India, che le davano qualche ristoro da
+una bottiglia. Appena comparve Alice tutti le si avventarono addosso; ma
+la bimba si mise a correre sino a che si ritrovò sana e salva in una
+foresta.
+
+"La prima cosa che dovrò fare," pensò Alice, vagando nella foresta, "la
+è quella di ricrescere e giungere alla mia statura naturale; e la
+seconda poi sarà di cercare il modo d'entrare in quell'ameno giardino. È
+questo, mi pare, il miglior piano."
+
+E davvero sembrava un piano eccellente, e imaginato assai per benino; ma
+la difficoltà stava in ciò ch'ella non sapea da dove rifarsi per
+metterlo ad effetto; e mentre aguzzava l'occhio fra gli alberi della
+foresta, un piccolo latrato acuto al di sopra di lei la fece guardare in
+su presto presto.
+
+Un enorme cucciolo la squadrava con occhi dilatati e rotondi, e
+allungando una zampa cercava di toccarla. "Poverino!" disse Alice con
+voce carezzevole, e per allettarlo si provò a dirgli "te', te'!" ma
+tremava a verghe temendo che fosse affamato, nel qual caso l'avrebbe
+probabilmente divorata a dispetto di tutte le sue carezze.
+
+Non sapendo che farsi, prese un ramuscello e lo presentò al cagnolino;
+questo saltò in aria come un razzo, dando fuori un urlo di gioja, e
+s'avventò al ramuscello come se lo volesse sbranare; allora Alice si
+mise cautamente dietro ad un cardo altissimo per non esser da lui
+rovesciata; quando si affacciò all'altro lato, vide che il cagnolino
+s'era avventato nuovamente al ramuscello, ed aveva fatto un capitombolo
+nella furia d'afferrarlo; ma siccome ad Alice sembrava che era come
+scherzare con un cavallo di vetturale, così per evitare d'esser
+calpestata dalle zampe della bestia, fuggì di nuovo dietro al cardo:
+allora il cagnolino cominciò una serie di cariche verso il ramuscello,
+correndo ogni volta al di là del segno, e correndo indietro più di quel
+che gli conveniva, e sempre abbaiando raucamente sino a che s'accoccolò
+a una breve distanza, anelante, con la lingua penzoloni, e con gli
+occhioni semichiusi.
+
+ [Illustrazione]
+
+Alice colse quell'occasione propizia per scappar via, e fuggì, e corse
+tanto da perderne affatto il fiato, e sino a che il latrare del
+cagnolino si perdè nella lontananza.
+
+"Eppure che caro cucciolo era quello!" disse Alice, appoggiandosi a un
+ranuncolo e facendosi vento con una delle sue foglie: "Oh quanto avrei
+desiderato d'insegnargli dei giuocolini se--se fossi stata d'una statura
+adeguata! Oimè! avevo quasi dimenticato che mi convien crescere ancora!
+Vediamo--come _potrei_ fare? Suppongo che dovrei mangiare o bere qualche
+cosa; ma quale cosa? quì sta il punto!"
+
+Davvero la gran quistione si aggirava su _quale cosa_? Alice guardò
+tutt'intorno, i fiori, l'erba, ma non trovò niente che le paresse adatto
+a mangiare o bere per quell'occorrenza. C'era però un grosso fungo
+vicino a lei, press'a poco alto quanto lei, e dopo che l'ebbe osservato
+di sotto, ai lati, e di dietro, le parve cosa naturale di vedere ciò che
+v'era di sopra.
+
+Si alzò sulla punta de' piedi, e affacciossi all'orlo del fungo, ed ecco
+gli occhi suoi s'incontrarono con quelli di un grosso Bruco turchino che
+se ne stava seduto nel mezzo con le braccia conserte, fumando
+tranquillamente una lunga pipa turca, non facendo la minima attenzione a
+lei, nè ad alcun'altra cosa.
+
+
+
+
+ [Illustrazione]
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+CONSIGLI D'UN BRUCO.
+
+
+Il Bruco ed Alice si guardarono in faccia per qualche istante senza far
+motto; finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò con voce
+languida e sonnacchiosa.
+
+"Chi siete _voi_?" disse il Bruco.
+
+Questa domanda non invitava troppo a una conversazione. Alice rispose
+con un pò di timidezza, "Davvero io--io non saprei dirlo ora--so almeno
+chi _ero_ quando mi levai questa mattina, ma d'allora in poi temo essere
+stata scambiata più volte."
+
+"Che cosa mi andate contando?" disse il Bruco con voce austera.
+"Spiegatevi meglio!"
+
+"Temo non potere spiegarmi," disse Alice, "perchè non sono più me
+stessa, com'ella vede."
+
+"Io non vedo," rispose il Bruco.
+
+"Temo che non mi sarà dato di spiegarmi più chiaramente," soggiunse
+Alice con modo assai gentile, "perchè io non so capirla neppur io dopo
+essere stata mutata di statura tante volte in un giorno, ciò confonde
+davvero."
+
+"Non è vero," disse il Bruco.
+
+"Bene, forse non se n'è ancora accorto," disse Alice, "ma quando ella
+sarà mutata in crisalide--e ciò le accadrà un giorno,--e poi diverrà
+farfalla, ciò le sembrerà un pò strano, non è vero?"
+
+"Niente affatto," rispose il Bruco.
+
+"Eh! forse i suoi sentimenti saranno diversi da' miei," replicò Alice;
+"ma quanto a _me_ mi parrebbe molto strano."
+
+"A voi!" disse il Bruco con disprezzo. "Chi siete _voi_?"
+
+E ciò li ricondusse da capo al principio della conversazione. Alice si
+sentiva irritata alquanto veggendo che il Bruco le rispondeva _secco
+secco_, e s'impettorì come una matrona romana, e dissegli gravemente,
+"Perchè non comincia _lei_, a dirmi chi è?"
+
+"Perchè?" disse il Bruco.
+
+Era quella una domanda imbarazzante; e perchè Alice non sapeva trovare
+una buona ragione, e il Bruco pareva di cattivo umore, si voltò per
+andarsene.
+
+"Venite quì!" la richiamò il Bruco. "Ho alcun che d'importante a dirvi."
+
+Quelle parole promettevano qualche cosa: ed Alice ritornò indietro.
+
+"Non andate in collera," disse il Bruco.
+
+"E questo è tutto?" rispose Alice, inghiottendo il suo dispetto.
+
+"Nò," disse il Bruco.
+
+Alice pensò che poteva aspettare, perchè non aveva altro di meglio a
+fare, e perchè forse il Bruco avrebbe potuto comunicarle alcun che
+d'importante. Per qualche istante il Bruco pipò senza dir nulla,
+finalmente spiegò le braccia, staccò la pipa di bocca, e disse, "E così
+voi credete di essere stata tramutata?"
+
+"Signor mio, ho paura di sì," rispose Alice; "Non posso più rammentarmi
+bene le cose come una volta--e non posso conservare per dieci minuti la
+stessa statura!"
+
+"_Quali cose_ non potete rammentare?" domandò il Bruco.
+
+"Ecco, cercai una volta di ripetere 'Rondinella pellegrina' e m'uscì
+dalle labbra tutto diverso!" soggiunse Alice assai mestamente.
+
+"Ripetetemi '_Guglielmo, tu sei vecchio_,'" disse il Bruco.
+
+Alice incrociò le mani sul petto, e cominciò:--
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio,"--gli disse il giovanetto,
+ "Son bianchi i tuoi capelli--e meriti rispetto;
+ Eppur col capo in terra--ti veggo camminare--
+ Ma credi che convenga--a un vecchio un tale andare?"_
+
+ _"Quand'ero giovanetto"--rispose il Vecchierello,
+ "Credea che questo giuoco--sbalzasse il mio cervello;
+ Ma ormai che son persuaso--che in zucca non ho nulla,
+ Col capo in giù men vado--quando il cervel mi frulla."_
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio,"--soggiunse il suo figliuolo,
+ "Sei grosso e grasso e tondo--che sembri un cedrïuolo,
+ Eppur fai salti a ruota!--oh dimmi a quale scuola
+ S'insegna a sfondar l'uscio--con una caprïola?"_
+
+ _Rispose il buon Vecchino--"Nella mia giovinezza
+ Studiai di conservare--al corpo la sveltezza;
+ Virtù di quest'unguento--un franco per vasetto,
+ Ne vuoi comprare un pajo--garbato giovanetto?"_
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio,--e fiacche hai le mascelle,
+ Ed ingollar potresti--brodose minestrelle,
+ Ed hai mangiato un'oca--con l'ossa, e il becco intero?
+ O Babbo, com'hai fatto?--oh spiegami il mistero!"_
+
+ _"Un dì studiai le leggi"--il Babbo allor gli disse,
+ "Ed ebbi con mia moglie--sempre querele e risse,
+ Ciò dètte alle ganasce--tal forza muscolare
+ Che ormai potrei con l'oca--la moglie divorare."_
+
+ [Illustrazione]
+
+ _"Guglielmo! tu sei vecchio"--riprese il giovanetto,
+ "La vista non ti regge--e sai, ti fa difetto;
+ E porti in equilibrio--sul naso quell'anguilla!
+ Oh quì la tua destrezza--davver si mostra e brilla!"_
+
+ _"Risposi a tre domande--e ormai ti può bastare;
+ Non rompermi le scatole,--non voglio più parlare;
+ Oh credi che mi piacciano--le sciocche tue questioni?
+ Via, smetti, o per la scala--ti mando ruzzoloni!"_
+
+"Non l'avete recitata bene," disse il Bruco.
+
+"Temo di no," rispose timidamente Alice, "certo alcune parole sono
+scambiate."
+
+"Male dal principio alla fine," disse il Bruco con accento risoluto, e
+successe un silenzio per qualche minuto.
+
+Il Bruco fu il primo a parlare.
+
+"Di che statura vorreste essere?" domandò.
+
+"Oh non vado tanto pel sottile in quanto alla statura," rispose in
+fretta Alice; "soltanto non mi piace di mutar tanto spesso, sa."
+
+"Non _so_ niente," disse il Bruco.
+
+Alice non fiatò: giammai la poverina era stata tante volte contraddetta,
+e stava lì lì per scoppiare.
+
+"Siete contenta ora?" domandò il Bruco.
+
+"Nò, davvero, vorrei essere un _pocolino_ più grande, se non le
+dispiacesse," rispose Alice: "si figuri, ho una ben meschina statura,
+appena tre pollici!"
+
+"L'è una buona statura, cotesta!" disse il Bruco con voce dispettosa,
+rizzandosi come un fuso mentre parlava (egli era alto tre pollici per
+l'appuntino).
+
+"Ma io non ci sono abituata!" soggiunse Alice con voce carezzevole e
+mesta. E poi pensò fra sè: "Vorrei che coteste creaturine non
+s'offendessero così per nulla!"
+
+"Vi abituerete col tempo," disse il Bruco, e rimettendosi la pipa in
+bocca, rincominciò a pipare.
+
+Questa volta Alice aspettò pazientemente che egli stesso riappiccicasse
+il discorso. Passati due o tre minuti, il Bruco levò la pipa di bocca,
+sbadigliò un poco, e si scosse tutto. Poi discese dal fungo, e andò
+strisciando nell'erba, dicendo soltanto queste parole "Un lato vi farà
+crescere di più, e l'altro vi farà diminuire."
+
+"Un lato di _che cosa_? L'altro lato di _che cosa_?" pensò Alice fra sè.
+
+"Del fungo," disse il Bruco, come se Alice l'avesse interrogato ad alta
+voce; e subito disparve.
+
+Alice rimase pensierosa riguardando al fungo e cercando di scoprire
+quali fossero i due lati di esso; e perchè era tondo come l'O di Giotto,
+non sapea trovarli. Ciò non di meno allungò quanto potea le braccia per
+circondare il fungo, e ne ruppe due pezzettini all'orlo con ciascuna
+delle sue mani.
+
+"Ed ora, quale è l'uno e quale è l'altro?" disse fra sè, e si mise a
+morsecchiare il pezzettino che aveva alla destra, così per provarne
+l'effetto, quando si sentì in un attimo un colpo violento sotto il
+mento; aveva battuto sul piede!
+
+Quel mutamento subitaneo la spaventò moltissimo, ma non c'era tempo a
+perdere, perchè spariva rapidamente; così si mise subito a morsecchiare
+l'altro pezzettino. Il suo mento era talmente stretto al piede che a
+mala pena potette aprir la bocca; finalmente riuscì a inghiottire un
+bocconcello del pezzettino della mano sinistra.
+
+ * * * * *
+
+"Ah! respiro finalmente, la mia testa è libera!" sclamò Alice con gioja,
+ma tosto la sua allegrezza si mutò in terrore quando si accorse che non
+potea più trovare le spalle: guardando in giù non potè vedere che un
+collo lungo, lungo che s'elevava come uno stelo d'in mezzo a un campo di
+foglie verdeggianti che stavano lungi, sotto a lei.
+
+"Che cosa _è_ mai quel campo verde?" disse Alice. "E _dove_ sono andate
+le mie spalle? Oh tapina me! come va che non vi veggo più, o mie povere
+mani?" E andava movendole mentre parlava, ma non sembrava che ne
+seguisse altro che un piccolo movimento fra le verdi foglie in
+lontananza.
+
+Non sembrando possibile di portar le mani al capo, cercò di piegare il
+capo verso le mani, e fu contenta di vedere che il suo collo potea
+piegarsi e dirigersi dovunque, come un serpente. Era riuscita a curvarlo
+in giù in forma d'un grazioso _zigzag_, e stava lì lì per tuffarsi fra
+le foglie, quando si accorse che erano le cime degli alberi sotto i
+quali s'era smarrita. E sentì un gemito acuto per cui si ritirò
+indietro in fretta: un grosso colombo era volato verso di lei, e le
+sbatteva le ali contro la faccia in modo furioso.
+
+"Serpente!" gridò il Colombo.
+
+"_Non_ sono un serpente, io!" disse Alice, adirata. "Va via!"
+
+"Serpente, dico!" ripetè il Colombo, ma con voce più dimessa, e
+soggiunse singhiozzando, "Ho cercato tutt'i rimedii, ma nulla m'è
+giovato!"
+
+"Io non so di che cosa mai tu parli," disse Alice.
+
+"Ho provato le radici degli alberi, ho provato i poggetti, ho provato le
+siepi," continuò il Colombo senza badare a lei; "ma i serpenti! Oh non
+c'è modo di contentarli!"
+
+Alice era sempre più meravigliata e confusa, ma pensò ch'era inutile
+parlare sino a che il Colombo avesse finito.
+
+"Come che fosse poca pena covar le uova," disse il Colombo, "mi
+abbisogna vegliare a causa dei serpenti, e giorno e notte! Son tre
+settimane che non ho chiuso un occhio!"
+
+"Mi dispiace di vederti così angosciato!" disse Alice, la quale
+cominciava a capire il Colombo.
+
+"E giusto quando avevo scelto l'albero più elevato della foresta,"
+continuò il Colombo con un grido disperato, "e mi credea liberato
+finalmente da loro, ecco che mi piovono giù dal cielo! Ih!
+Serpentaccio!"
+
+"Ma io _non_ sono un serpente, ripeto!" rispose Alice. "Io sono una----
+Io sono una----"
+
+"Bene, _chi_ sei tu?" disse il Colombo. "Vedo bene che tu cerchi dei
+raggiri per ingannarmi!"
+
+"Io--Io sono una ragazzina," rispose Alice, ma quasi dubitando di sè
+stessa, poichè si rammentava l'innumerevole serie di trasformazioni che
+avea passate in quel giorno.
+
+"Bella storiella!" disse il Colombo con voce di profondo disprezzo. "Ho
+veduto molte ragazzine in mia vita, ma niuna con un collo simile. No,
+no! Tu sei un serpente; e non serve negarlo. Scommetto che mi dirai che
+non hai mai gustato un uovo!"
+
+"Ma sì che _ho_ gustato delle uova," soggiunse Alice, la quale era una
+bambina assai veridica; "sai pure che le ragazzine mangiano quanto i
+serpenti!"
+
+"Non ci credo," disse il Colombo; "ma se pure è così, esse sono una
+razza di serpenti, ecco quello che potrei dire."
+
+Questa idea era così nuova per Alice, che restò muta qualche minuto; il
+Colombo ne profittò per soggiungere, "Tu vai occhiando le uova, _lo_
+comprendo; oh che importa a me che tu sia una fanciulla o un serpente?"
+
+"Ma importa moltissimo a _me_," rispose subito Alice; "pure ora non vado
+cercando uova; e quando anche ne cercassi non vorrei delle tue; crude
+non mi piacciono."
+
+"Via dunque da me!" disse brontolando il Colombo, e si accovacciò nel
+nido. Alice s'appiattò il meglio che potea fra gli alberi, perchè il suo
+collo s'intralciava fra i rami, e spesso dovea fermarsi per
+sbrogliarsene. Dopo qualche istante si rammentò che avea tuttavia nelle
+mani i due pezzettini di fungo, e si mise all'opera con molta
+avvedutezza morsecchiando or l'uno or l'altro, e così ora cresceva ed or
+diminuiva, sinchè riuscì a riavere la sua statura naturale.
+
+Era tanto tempo che non avea più avuto la sua statura naturale, che da
+prima le parve strano, ma vi si abituò in pochi minuti, e rincominciò a
+parlare fra sè secondo il solito. "Ecco, sono a metà del mio piano! Sono
+pure strane tutte queste trasformazioni! Non son mai certa di che
+addiventerò da un minuto all'altro! Ad ogni modo sono tornata alla mia
+giusta statura: ora bisognerebbe pensare al modo di penetrare nell'ameno
+giardino--come potrò farlo, pagherei saperlo!" E così dicendo, giunse
+senza avvedersene a una piazza che avea nel mezzo una casettina alta
+quattro piedi circa. "Chiunque sia che vi abiti," pensò Alice, "non
+converrebbe mai con questa mia statura andare a visitarli così
+all'improvviso; farei loro una paura terribile!" E rincominciò a
+morsecchiare il pezzettino che aveva alla man destra, e non osò di
+avvicinarsi alla casa, se non quando si rimpiccolì tanto che avea nove
+pollici di altezza.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+PORCO E PEPE.
+
+
+Per qualche istante si mise a guardar la casa, e non sapea che fare,
+quando ecco un servo in livrea venne frettolosamente dalla foresta--(lo
+prese per un servitore perchè era in livrea, altrimenti al viso
+l'avrebbe creduto un pesce),--e picchiò furiosamente all'uscio colle
+nocche. La porta fu spalancata da un altro servitore in livrea, con una
+faccia rotonda, e occhi grossi come un ranocchio; ed Alice osservò che
+entrambi aveano in testa parrucche incipriate ed inanellate. Tutto
+questo le eccitò la curiosità, e uscì un poco dalla foresta e si mise ad
+origliare.
+
+ [Illustrazione]
+
+Il Pesce-Servo cavò di sotto il braccio un letterone, grande quasi
+quanto lui, e lo presentò all'altro, dicendo con voce solenne, "Per la
+Duchessa. Un invito della Regina per giuocare una partita di _croquet_."
+Il Ranocchio-Servo rispose con lo stesso tuono di voce, ma invertendo
+l'ordine delle parole, "Da parte della Regina. Un invito alla Duchessa
+per giuocare una partita di _croquet_."
+
+Ed entrambi s'inchinarono sino a terra, e le ciocche de' loro capelli
+s'imbrogliarono insieme.
+
+Alice proruppe in una grossa risata, e dovette internarsi nella foresta
+per paura di esser sentita; e quando poi tornò ad occhiare, il
+Pesce-Servo era andato via, e l'altro sedeva a terra press'all'uscio,
+stralunando stupidamente gli occhi verso il cielo.
+
+Alice si avvicinò timidamente alla porta e picchiò.
+
+"Non giova punto picchiare," disse il Servo, "e ciò per due ragioni. La
+prima perchè io stò allo stesso lato dell'uscio dov'ella sta; la seconda
+perchè di dentro stanno facendo un tale strepito che niuno potrebbe
+sentirla." E davvero si _sentiva_ un gran rumore nel di dentro--un
+guaire e uno starnutire non mai interrotti, e di tempo in tempo un gran
+fracasso, come se un piatto o una caldaia andasse a pezzi.
+
+"Di grazia," domandò Alice, "che dovrei fare per entrare?"
+
+"Il suo picchiare riuscirebbe a qualche effetto," continuò il Servo
+senza badare a lei, "se la porta fosse fra noi due. Per esempio se lei
+fosse _dentro_, potrebbe picchiare, ed io la farei uscire, capisce." E
+continuava a guardare il cielo mentre parlava; e ciò pareva proprio
+scortese ad Alice. "Ma forse non può farne a meno," disse fra sè; "ha
+gli occhi incastrati sul cranio! Potrebbe però rispondere a qualche
+domanda--Come potrei fare per entrar dentro?" disse Alice a voce alta.
+
+"Io siederò quì," osservò il Servo, "sino a domani----"
+
+In quell'istante l'uscio della casa si aprì, e un gran piatto volò verso
+la testa del Servo, e gli sfiorò il naso, poi andò a sfracellarsi contro
+a un albero ch'era dietro a lui.
+
+"---- o sino a dopo domani, forse," continuò il Servo con la stessa
+imperturbabilità, come se nulla fosse accaduto.
+
+"Come potrei fare per entrar dentro?" gridò di nuovo Alice, ma con voce
+più forte.
+
+"Dovrà _ella_ entrare?" rispose il Servo. "La è questa la quistione
+principale."
+
+E avea ragione; soltanto Alice non volea che le fosse fatta quella
+domanda. "È orribile," mormorò fra sè, "il modo con cui arguiscono
+coteste bestie. Mi farebbero impazzare!"
+
+Il Servo colse quella propizia opportunità per ripetere l'osservazione
+con qualche variante: "Io siederò quì, su per giù, per giorni e giorni."
+
+"Ma che cosa debbo _io_ fare?" domandò Alice.
+
+"Quel che vuole," rispose il Servo, e si mise a zufolare.
+
+"È inutile di parlar con lui," disse Alice, tutta disperata: "è un
+idiota spaccato!" E aprì l'uscio ed entrò.
+
+Quell'uscio menava diritto a una cucina spaziosa, da un capo all'altro
+tutta ripiena di fumo: la Duchessa sedeva nel mezzo sopra uno sgabello a
+tre piedi, e ninnava un bambino; la cuoca era in faccia al fornello,
+mestando un calderone che parea pieno di minestra.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Certo c'è troppo pepe in quella minestra!" disse Alice a sè stessa, non
+potendo rattenere gli starnuti.
+
+Ma davvero c'era troppo pepe nell'aria. Anche la Duchessa starnutiva
+qualche volta; e quanto al bimbo non faceva altro che starnutire e
+strillava a vicenda senza posa. I soli due esseri che non starnutivano
+nella cucina, erano la Cuoca, e un grosso gatto che stava accoccolato
+presso il focolare e ghignando con la bocca, da un orecchio all'altro.
+
+"Mi dica, di grazia," domandò Alice, un po' timidamente, perchè non era
+certa se fosse buona creanza di cominciare a parlare, "perchè il suo
+gatto ghigna così?"
+
+"È un Ghignagatto," rispose la Duchessa, "ecco il perchè. Porco!"
+
+Ella pronunziò l'ultima parola con una tale furia che Alice trasalì; ma
+subito s'accorse che quel titolo era dato al bambino e non già a lei,
+così si rianimò, e continuò a dire:
+
+"Non sapea che i gatti ghignassero a quel modo: anzi non sapea neppure
+che i gatti _potessero_ ghignare."
+
+"Tutti lo possono," rispose la Duchessa; "e la maggior parte ghignano."
+
+"Non ne conosco alcuno che faccia il ghigno," replicò Alice con molto
+rispetto, e contenta ch'era entrata in conversazione.
+
+"Voi non sapete molto," disse la Duchessa; "e questo è quanto!"
+
+Non piacque punto ad Alice quella risposta secca, e pensò di mutar
+discorso. Mentre cercava un argomento, la cuoca tolse il calderone della
+minestra dal fuoco, e tosto si mise a gittar tutto ciò che le stava
+vicino contro alla Duchessa ed al bambino--pria volarono le molle e la
+paletta; poi un nembo di casseruole, di piatti e di tondi. La Duchessa
+non se ne dette per intesa nemmeno quando era colpita; e il bimbo guaiva
+di già tanto forte che non si poteva sapere se i colpi gli facessero
+male o no.
+
+"Ma faccia attenzione a quel che fa!" gridò Alice, saltando quà e là
+tutta spaventata. "Addio naso!" continuò a dire, mentre una grossa
+casseruola volò vicino al naso del mimmo, e poco mancò che non glielo
+portasse via.
+
+"Se ognuno badasse alle proprie faccende," sclamò la Duchessa con voce
+rauca, "il mondo girerebbe più presto di quello che nol fa ora."
+
+"Ciò _non_ sarebbe un bene," disse Alice, lieta di poter far pompa della
+sua erudizione. "Pensi che confusione farebbe del giorno e della notte!
+Ella sa che la terra impiega ventiquattro ore per girare intorno al suo
+asse----"
+
+"A proposito di asce!" gridò la Duchessa, "tagliatele il capo!"
+
+Alice guardò con ansietà la cuoca per vedere se ella ubbidisse al cenno;
+ma la cuoca era occupata a dimenare la minestra, e non parea che avesse
+ascoltato, perciò andò innanzi dicendo: "Ventiquattr'ore, _credo_; o
+dodici? Io----"
+
+"Oh non mi seccate," disse la Duchessa; "Non ho mai potuto sopportare le
+cifre!" E rincominciò a cullare il bimbo, cantando una certa
+Ninna-Nanna, e dandogli una violenta scossa alla fine d'ogni strofa:--
+
+ "_Parla duro al tuo bambino,
+ Dàgli bòtte se starnuta;
+ Ei guaisce il malandrino
+ Perchè il pepe mio rifiuta!
+ Ei ci annoia co' suoi lai!_"
+
+(Coro al quale si uniscono la Cuoca e il bimbo):--
+
+ "_Guai! Guai! Guai! Guai!_"
+
+Mentre la Duchessa cantava la seconda strofa, faceva saltare il bimbo su
+e giù con molta violenza, e il poverino guaiva tanto che Alice appena
+potette udire le parole della poesia:--
+
+ "_Parlo duro al mio bambino,
+ Lo sculaccio se starnuta,
+ Perchè il pepe, il malandrino,
+ Quando ei vuol, non lo rifiuta.
+ Ei ci annoia co' suoi lai!_"
+
+ CORO.
+
+ "_Guai! Guai! Guai! Guai!_"
+
+"Tenete! voi ve lo potrete ninnare un poco se v'aggrada!" disse la
+Duchessa ad Alice, buttandole il bimbo in braccio. "Bisogna ch'io vada a
+prepararmi per giuocare una partita a _croquet_ con la Regina," e scappò
+via. La cuoca le scaraventò addosso una padella, e per poco non la
+colse.
+
+Alice afferrò il bimbo ma con qualche difficoltà, perchè la era una
+creaturina molto strana; e le sue mani e i suoi piedi guizzavano verso
+tutt'i lati, "proprio come quell'animaletto marino che si chiama
+stella," pensò Alice. Il poverino, quando Alice lo prese, stronfiava
+come una macchina a vapore, e continuava a contorcersi e a
+stiracchiarsi, di tal che ella ebbe la maggior pena del mondo per
+tenerlo.
+
+Quando la fanciulla trovò la maniera di ninnarlo a modo (e ciò
+consisteva nell'averlo aggruppato bene come un nodo, e afferrato
+all'orecchio destro e al piede sinistro, per non permettergli di
+sciogliersi) lo portò all'aria aperta. "Se non porto via questo bambino
+meco," osservò Alice, "è certo che qualche giorno l'ammazzeranno; non
+sarei colpevole d'un assassinio se lo abbandonassi?" Ella pronunziò le
+ultime parole a voce alta, e il poverino si mise a grugnire per
+risponderle (non starnutiva più allora). "Non grugnire," disse Alice,
+"non sta bene esprimersi a quel modo."
+
+Il bimbo grugnì di nuovo, e Alice lo guardò con molta ansietà per vedere
+che avesse. Aveva un naso che s'arricciava _troppo_, e non c'era dubbio
+che rassomigliava più a un grugno che a un naso naturale; e poi gli
+occhi s'impiccolivano tanto che non pareano occhi di bambino: tutto
+insieme quell'aspetto non piaceva ad Alice punto, punto. "Forse
+singhiozzava," pensò ella, e riguardò di nuovo a' suoi occhi per vedere
+se vi fossero lagrime.
+
+ [Illustrazione]
+
+Ma non ce n'erano. "Carino mio, se tu ti trasformi in porcellino," disse
+Alice seriamente, "non voglio aver più nulla a fare con te. Bada a te
+dunque!" Il poverino si rimise a singhiozzare (forse grugniva, ma era
+difficile il distinguere), e andarono innanzi silenziosamente per
+qualche tempo.
+
+Alice aveva appena cominciato a riflettere, "Che cosa ho da fare di
+questa creatura quando la porterò a casa?" allorchè grugnì di nuovo, e
+tanto forte, che tutta spaventata si mise a riguardarla in faccia.
+Questa volta _non_ c'era più dubbio; era un porcellino bell'e buono, ed
+essa fu persuasa che non c'era più ragione di portarlo oltre.
+
+Così depose quella creaturina a terra, e si sentì sollevata quando la
+vide trottare via quietamente verso la foresta. "Se fosse cresciuto,"
+disse fra sè, "sarebbe stato un bruttissimo ragazzo; ma diventerà, un
+bellissimo porco, credo." E riandò con la memoria a certi fanciulli che
+conosceva, i quali potrebbero essere buonissimi porcellini, e stava per
+dire, "se uno conoscesse il vero modo di mutarli--" quando trasaltò un
+poco di paura veggendo il Ghignagatto, accoccolato sopra un ramo
+d'albero, a pochi metri di distanza.
+
+Il Gatto fece soltanto un ghigno quando vide Alice. Sembra di buon
+umore, pensò; ciò non di meno ha le unghie _troppo_ lunghe, ed ha troppi
+denti, perciò bisognerà trattarlo con molta deferenza.
+
+"Ghignamicio," cominciò a dire con un poco di timidità, perchè non
+sapeva se gli piacesse quel titolo; ciò non di meno egli non fece altro
+che ghignare più apertamente. "Via, ci ha piacere," pensò Alice, e
+continuò, "Vorresti dirmi, quale via dovrei infilare da quì?"
+
+"Ciò dipende molto dal luogo dove vorresti andare," rispose il Gatto.
+
+"Poco importa dove----" disse Alice.
+
+"Allora poco importa di sapere quale via dovresti prendere," soggiunse
+il Gatto.
+
+"---- purchè giunga a _qualche luogo_," riprese Alice, come se volesse
+spiegarsi meglio.
+
+"Oh certo, vi giungerai!" disse il Gatto, "sai il proverbio italiano,
+_'tanto cammina sino che arriva.'_"
+
+Alice sentì che quel proverbio non poteva essere contraddetto, e tentò
+un altra domanda. "Che razza di gente abita in questi dintorni?"
+
+"Di _là_," rispose il Gatto, girando la zampa destra, "abita un
+Cappellaio; e di _quà_," indicando con l'altra zampa, "abita una
+Lepre-marzolina. Visita chi vuoi de' due: sono entrambi matti."
+
+"Ma non mi piace d'andare dai matti," osservò Alice.
+
+"Oh, non c'è modo d'uscirne," disse il Gatto: "quì siam tutti matti. Io
+son matto. Tu sei matta."
+
+"Come sai ch'io sono matta?" domandò Alice.
+
+"Tu devi esserla," disse il Gatto, "altrimenti non saresti venuta quì."
+
+Non parve una ragione sufficiente ad Alice, ma pure continuò: "oh come
+sai che tu sei matto?"
+
+"Per cominciare," disse il Gatto, "un cane non è matto. Ne convieni?"
+
+"Lo suppongo," rispose Alice.
+
+"Bene," continuò il Gatto, "un cane brontola quando è arrabbiato, ed
+agita la coda quando è contento. Ora _io_ brontolo quando son contento,
+ed agito la coda quando sono arrabbiato. Dunque son matto."
+
+ [Illustrazione]
+
+"Io direi far le fusa, e non già brontolare," disse Alice.
+
+"Dì come vuoi," riprese il Gatto. "Vai tu quest'oggi dalla Regina, a
+giuocare a _croquet_?"
+
+"Lo desidererei tanto," rispose Alice, "ma non sono stata ancora
+invitata."
+
+"Mi vedrai da lei," disse il Gatto, e sparì.
+
+Alice non fu sorpresa da tutto questo: si era di già abituata a veder
+cose strane. Mentre guardava ancora al ramo dov'era stato il Gatto,
+eccotelo ricomparire di nuovo.
+
+"A proposito, che n'è del bimbo?" disse il Gatto. "Avea dimenticato di
+domandartene."
+
+"Si mutò in porcellino," rispose Alice senza scomporsi, come che il
+Gatto fosse riapparito in modo naturale.
+
+"Me l'ero immaginato," disse il Gatto, e sparì di nuovo.
+
+Alice aspettò un poco, mezzo persuasa che riapparisse nuovamente, ma non
+ricomparve, e pochi istanti dopo si diresse alla via dove abitava la
+Lepre-marzolina, "Di cappellai ne ho veduti tanti," disse fra sè: "sarà
+più interessante per me la Lepre-marzolina, e come siamo a Maggio non
+sarà poi tanto matta da legare--almeno meno matta di quel che l'era nel
+Marzo." Mentre diceva queste parole, riguardò in alto, ed eccoti di
+nuovo il Gatto, accoccolato sul ramo d'un albero.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Dicesti porcellino o porcellana?" domandò il Gatto.
+
+"Dissi porcellino," rispose Alice; "ma ti prego di non apparire e
+disparire come un lampo: mi fai girare il capo!"
+
+"Sta bene," disse il Gatto; e questa volta sparì lentamente; cominciò
+con la punta della coda, e finì col suo ghigno, e questo restò come una
+visione sul ramo dopo che tutto era sparito.
+
+"Oh bella! Ho veduto spesso un gatto senza ghigno," osservò Alice, "ma
+un ghigno senza gatto! È la cosa più curiosa ch'io abbia mai veduta in
+tutta la mia vita!"
+
+Non si era dilungata di molto quando si trovò in faccia alla dimora
+della Lepre-marzolina: pensò che quella fosse proprio la casa, perchè le
+gole dei camini aveano la forma di orecchie, e il tetto era coperto di
+pelo. La casa era tanto grande che ella non osò di avvicinarvisi se non
+dopo aver morsecchiato un poco del fungo che avea nella mano sinistra, e
+crebbe quasi due piedi di altezza: ciò non la liberò dall'ansietà, e
+mentre si avvicinava timidamente alla porta, diceva fra sè, "E se poi
+fosse matto furioso! Quasi quasi vorrei essere andata a trovare il
+Cappellaio!"
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+UN TÈ DI MATTI.
+
+
+Sotto un albero in faccia alla casa c'era una tavola apparecchiata, e vi
+prendevano il tè la Lepre-marzolina e il Cappellaio: un Ghiro che
+dormiva profondamente stava fra loro, ed essi se ne servivano come se
+fosse un guanciale, appoggiando i gomiti su lui e discorrendo sopra il
+suo capo. "Che disturbo pel Ghiro," pensò Alice, "ma siccome dorme,
+m'immagino che non ci farà attenzione."
+
+La tavola era spaziosa, pure i tre stavano aggruppati insieme a un
+angolo: "Non c'è posto! Non c'è posto!" gridarono, quando videro che
+Alice si avvicinava. "C'è _molto_ posto!" disse Alice, sdegnosa, e si
+mise a sedere in un comodissimo seggiolone che stava ad una delle
+estremità della tavola.
+
+"Vuole del vino?" disse la Lepre-marzolina con modo attraente.
+
+Alice guardò sulla tavola, e vide che non c'era altro che tè. "Non vedo
+vino," osservò essa.
+
+"Non ce n'è punto," replicò la Lepre-marzolina.
+
+"Ma allora non è cortese, invitandomi a bere quel che non ha," disse
+Alice sdegnosamente.
+
+"Come non fu punto civile da parte sua di sedersi quì senz'essere
+invitata," osservò la Lepre-marzolina.
+
+"Non sapea che la tavola appartenesse a _lei_" rispose Alice, "è
+apparecchiata per più di tre."
+
+"Dovrebbe farsi tagliare i capelli," disse il Cappellaio. Egli aveva
+osservato Alice per qualche istante, e con molta curiosità, e furon
+quelle le prime parole che profferì.
+
+"Ella non dovrebbe fare osservazioni che sanno di personalità," disse
+Alice un po' severa: "ciò è molto sconvenevole."
+
+ [Illustrazione]
+
+Il Cappellaio spalancò enormemente gli occhi udendo quelle parole; ma
+_disse_ soltanto, "Perchè un corvo è simile a un coccodrillo?"
+
+"Via! Ora sì che ci divertiremo!" pensò Alice. "Sono contenta che hanno
+cominciato a proporre degl'indovinelli--credo di potere indovinarlo,"
+soggiunse ad alta voce.
+
+"Intende dire che potrà trovare la risposta?" domandò la
+Lepre-marzolina.
+
+"Sicuramente," rispose Alice.
+
+"Ebbene dica quel che intende," disse la Lepre-marzolina.
+
+"Ecco," riprese Alice, in fretta; "almeno--almeno intendo quel che
+dico--e ciò vale lo stesso, capite."
+
+"Niente affatto lo stesso!" disse il Cappellaio. Sarebbe come dire,
+"'Veggo quel che mangio' è lo stesso di 'Mangio quel che veggo?'"
+
+"Sarebbe come dire," soggiunse la Lepre-marzolina. "'Mi piace ciò che
+prendo,' è lo stesso che 'Prendo quel che mi piace?'"
+
+"Sarebbe come dire," aggiunse il Ghiro che parea parlasse nel sonno,
+"'respiro quando dormo' è lo stesso che 'dormo quando respiro?'"
+
+"E _lo_ stesso per voi," disse il Cappellaio, e quì la conversazione
+cadde, e tutti sedettero muti per poco tempo, mentre Alice cercò di
+ricordarsi tutto quel che sapea su' corvi e su' coccodrilli, ma non era
+molto.
+
+Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio. "Che giorno del mese
+abbiamo?" disse, volgendosi ad Alice, mentre prendeva l'oriuolo dal
+taschino, e lo guardava con un certo turbamento, scuotendolo di tempo in
+tempo, e appoggiandolo all'orecchio.
+
+Alice pensò un poco, e rispose, "Li quattro del mese."
+
+"Ritarda di due giorni!" osservò sospirando il Cappellaio. "Te lo dissi
+che il burro non avrebbe giovato al movimento!" soggiunse, guardando
+rabbiosamente la Lepre-marzolina.
+
+"Era del _miglior_ burro," rispose sommessamente la Lepre-marzolina.
+
+"Sì, ma devono esserci entrate anche delle miche di pane," borbottò il
+Cappellaio: "non dovevi metterlo dentro col coltello del pane."
+
+La Lepre-marzolina prese l'oriuolo e lo guardò mestamente: poi lo tuffò
+nella sua tazza di tè e lo guardò di nuovo: ma non potette far altro che
+ripetere l'osservazione fatta pur dianzi: "Era del _miglior_ burro che
+si potesse avere, sapete."
+
+Alice intanto lo guardava, con un poco di curiosità, di sopra le spalle,
+e disse, "Che curioso oriuolo! Indica i giorni del mese, e non già le
+ore del giorno!"
+
+"Perchè no?" sclamò il Cappellaio. "Che forse il _suo_ oriuolo le dice
+in che anno viviamo?"
+
+"No davvero," si affrettò a rispondere Alice, "perchè l'oriuolo segna lo
+stesso anno per molto tempo."
+
+"Ciò che appunto accade al _mio_," rispose il Cappellaio.
+
+Alice provò un momento di grave imbarazzo. Le parea che l'osservazione
+del Cappellaio non avesse senso di sorta, eppure parlava correttamente.
+"Non la comprendo bene," disse con molta delicatezza.
+
+"Il Ghiro è tornato a dormire," disse il Cappellaio, e gli versò un poco
+di tè scottante sul naso.
+
+Il Ghiro scosse il capo con un moto d'impazienza, e senza aprir gli
+occhi, disse, "Già! Già! Appunto quello che stavo per dire."
+
+"Ha ancora indovinato l'indovinello?" disse il Cappellaio, rivolgendosi
+ad Alice.
+
+"Mi dò per vinta," rispose Alice: "Quale è la risposta?"
+
+"Non ne ho la minima idea," rispose il Cappellaio.
+
+"Neppure io," disse la Lepre-marzolina.
+
+Alice sospirò dalla noia e disse: "Ma credo che sarebbe bene di passar
+meglio il tempo, che perderne, proponendo indovinelli che non hanno
+senso."
+
+"Se lei conoscesse il Tempo come lo conosco io," rispose il Cappellaio,
+"non direbbe che noi ne perdiamo. Non si tratta di me, ma di lui."
+
+"Non so che ella si dica," osservò Alice.
+
+"Sicuro, nol sa!" disse il Cappellaio, scuotendo il capo con un'aria di
+disprezzo. "Scommetto che lei non ha mai parlato col tempo!"
+
+"Forse no," rispose prudentemente Alice; "ma so che debbo battere il
+tempo quando imparo la musica."
+
+"Ah! e questo spiega tutto," disse il Cappellaio. "Ei non vuol essere
+battuto. Se lei non si bisticciasse con lui, egli farebbe dell'oriuolo
+ciò che ella vuole. Per esempio, supponga che sieno le nove della
+mattina, ch'è l'ora per le lezioni: basterebbe ch'ella bisbigliasse una
+parolina al Tempo, e subito girerebbe la lancetta! Il tocco e mezzo,
+l'ora del desinare!"
+
+("Vorrei che fosse," bisbigliò la Lepre-marzolina.)
+
+"Sarebbe magnifica, davvero," disse Alice, pensierosa: "ma non avrei
+fame a quell'ora, capisce."
+
+"Da principio forse, nò," riprese il Cappellaio: "ma lei potrebbe
+fermarlo sul tocco e mezzo, quando vorrebbe."
+
+"Ed _ella_ fa così?" domandò Alice.
+
+Il Cappellaio scosse la testa mestamente e rispose. "Io no! Ci siamo
+bisticciati nello scorso marzo---- proprio quando _egli_ divenne
+matto----" (ed indicò col cucchiaino la Lepre-marzolina), "----già, fu
+al gran concerto dato dalla Regina di Cuori:--ivi dovetti cantare:
+
+ [Illustrazione]
+
+ '_Tu che al ciel spiegasti l'ale
+ O mia testa Soppressata!_'"
+
+"Conosce lei quest'aria?"
+
+"Ho sentito qualche cosa che le rassomiglia," rispose Alice.
+
+"La va di questo verso," continuò il Cappellaio:--
+
+ "'_Ti rivolgi a me, fettata,
+ Teco il pane aggiungerò!_'"
+
+Giunto quì, il Ghiro si dette una scossetta, e cominciò a cantare in
+mezzo al sonno "_Teco il pane; teco il pane aggiungerò----_" e via, via
+andò innanzi, sino a che gli si dovettero dare de' pizzicotti per farlo
+tacere.
+
+"Ebbene, aveva appena finito di cantare la prima quartina," disse il
+Cappellaio, "che la Regina proruppe furiosa, 'Egli sta assassinando il
+tempo! Tagliategli il capo!'"
+
+"Terribilmente feroce!" sclamò Alice.
+
+"D'allora in poi," continuò mestamente il Cappellaio, "non ha voluto più
+far quel che io gli chiedo! Segna sempre le sei."
+
+Un'idea luminosa colpì Alice, e domandò: "È questa forse la ragione per
+cui vi sono tante tazze apparecchiate?"
+
+"Proprio così," rispose il Cappellaio, con un sospiro: "è sempre l'ora
+del tè, e non abbiamo mai tempo di risciaquare le tazze."
+
+"E così, andate girando sempre intorno, nei frattempi?" disse Alice.
+
+"Proprio così," replicò il Cappellaio: "a misura che le tazze hanno
+servito."
+
+"Ma come fate quando venite a ricominciare da capo?" Alice ardì
+domandare.
+
+"Se mutassimo il discorso," disse, sbadigliando, la Lepre-marzolina.
+"Cotesto costì mi secca mortalmente. Vorrei che la Signorina ci
+raccontasse una storiella."
+
+"Temo di non saper contarne alcuna," rispose Alice un poco intimorita.
+
+"Allora il Ghiro ce ne dirà una!" gridarono entrambi. "Risvegliati,
+Ghiro!" E lo punzecchiarono da' due lati.
+
+Il Ghiro aprì lentamente gli occhi, e disse con voce debole e rauca,
+"Non dormiva, io! Non m'è scappata neppure una parola di quello che
+dicevate."
+
+"Raccontaci una novella!" disse la Lepre-marzolina.
+
+"Di grazia, ce ne dica una!" supplicò Alice.
+
+"E fa' presto," soggiunse il Cappellaio, "se no ti raddormenterai prima
+di finirla."
+
+"C'erano una volta tre sorelle," cominciò in gran fretta il Ghiro, "e si
+chiamavano Elce, Clelia e Tilla; e dimoravano nel fondo d'un pozzo----"
+
+"Che cosa mangiavano?" domandò Alice, la quale prendeva sempre un vivo
+interesse nelle quistioni di mangiare e bere.
+
+"Mangiavano melazzo," rispose il Ghiro, dopo d'averci pensato su qualche
+istante.
+
+"Ma non lo potevano," osservò Alice, con garbo; "sarebbero cadute
+ammalate."
+
+"Lo erano, di fatto," rispose il Ghiro, "_molto_ ammalate."
+
+Alice cercò di figurarsi quella strana maniera di vivere, ma ne restò
+confusa, e continuò: "Ma perchè vivevano nel fondo d'un pozzo?"
+
+"Prenda un po' più di tè," disse la Lepre-marzolina, con molta premura.
+
+"Non ho preso ancora nulla," rispose Alice, tutta offesa, "così non
+posso prenderne di più."
+
+"Vuoi dire che non ne può prender _meno_," disse il Cappellaio: "è molto
+più facile prendere _più_ che nulla."
+
+"Niuno ha domandato il _suo_ parere," soggiunse Alice.
+
+"Chi è che fa ora delle questioni personali?" domandò il Cappellaio con
+aria di trionfo.
+
+Alice non seppe bene che rispondere, ma preso una tazza di tè con pane e
+burro, e rivolgendosi al Ghiro, gli domandò di nuovo: "Perchè vivevano
+nel fondo del pozzo?"
+
+Il Ghiro si mise a riflettere un poco, e rispose, "Era un pozzo di
+melazzo."
+
+"Ma non s'è udito mai una cosa simile!" interruppe Alice con voce
+sdegnosa; ma la Lepre-marzolina e il Cappellaio vociarono "St! st!" e il
+Ghiro continuò con voce burbera, "Se non ha creanza, finisca la
+novelletta da sè."
+
+"Nò, la prego di continuare!" disse Alice molto umilmente: "Non la
+interromperò più. Forse ce ne sarà _uno_ di quei pozzi."
+
+"Uno, eh via!" rispose il Ghiro sdegnosamente. Ciò non di meno, pregato,
+continuò: "E quelle tre sorelle--imparavano a trarne----"
+
+"Che cosa traevano?" domandò Alice, dimenticando che avea promesso di
+zittire.
+
+"Del melazzo," rispose il Ghiro, senza riflettere punto questa volta.
+
+"Ho bisogno d'una tazza pulita," interruppe il Cappellaio; "avanziamo
+tutti d'un posto avanti!"
+
+E mentre parlava, si mosse, e il Ghiro lo seguì: la Lepre-marzolina
+occupò il posto del Ghiro, e Alice prese, contro voglia, il posto della
+Lepre-marzolina. Il solo Cappellaio profittò di quel mutamento: e Alice
+si trovò peggio di prima, perchè la Lepre-marzolina avea rovesciato il
+bricco del latte nel suo tondo.
+
+Alice non voleva offender di nuovo il Ghiro, e disse con molta
+delicatezza: "Non capisco bene. Da dove traevano il melazzo?"
+
+"Ella sa trarre l'acqua dal pozzo d'acqua, non è vero?" disse il
+Cappellaio; "ebbene si può così trarre melazzo da un pozzo di
+melazzo--eh! stupidina!"
+
+Questa risposta accrebbe talmente la confusione d'Alice, che ella
+permise al Ghiro di continuare, senza interromperlo più.
+
+"Imparavano a trarre," continuò il Ghiro, sbadigliando e stropicciandosi
+gli occhi, perchè moriva di sonno; "e traevano cose d'ogni genere----
+tutto quel che comincia con una T----"
+
+"Perchè con una T?" domandò Alice.
+
+"Perchè no?" gridò la Lepre-marzolina.
+
+Alice zittì.
+
+Il Ghiro intanto avea chiusi gli occhi, e cominciava un sonnellino; ma
+punzecchiato dal Cappellaio, si risvegliò con un gemito, e continuò:
+"----che comincia con una T, come una Trappola, un Topo, una Topaja, un
+Troppo--già, ella dice 'il troppo stroppia '--oh, non ha mai veduto il
+ritratto d'un 'troppo stroppia'?"
+
+"Veramente, ora che lei mi domanda," disse Alice, molto confusa, "non
+so----"
+
+"Allora non parli," disse il Cappellaio.
+
+Questa sgarbatezza urtò la sensibilità di Alice: si alzò assai sdegnata
+e uscì fuori; il Ghiro si addormentò in un attimo e niuno degli altri
+due notò che Alice era uscita, benchè ella si fosse rivoltata indietro
+una o due volte, con una mezza speranza che la richiamassero: però
+l'ultima volta vide che le due birbe cercavano di tuffare il Ghiro nel
+vaso da tè.
+
+"Mai più _ci_ tornerò," disse Alice internandosi nella foresta. "È la
+più stupida società in mezzo a cui io mi sia trovata!"
+
+ [Illustrazione]
+
+Mentre parlava così, osservò che un albero aveva un uscio pel quale
+s'entrava proprio dentro. "Oh ciò è molto curioso!" pensò Alice. "Ma
+ogni cosa oggi è curiosa. Credo che farò bene ad entrare." Ed entrò.
+
+Si trovò di nuovo nel lungo salone, e presso al tavolino di cristallo.
+"Questa volta farò meglio," disse fra sè, e prese la chiavettina d'oro
+ed aprì l'uscio che conduceva al giardino. Poi si mise a morsecchiare il
+fungo (ne avea conservato un pezzettino nella tasca), sino a che ebbe un
+piede d'altezza o giù di lì: traversò il piccolo andito: e _poi_--si
+ritrovò finalmente nell'ameno giardino in mezzo ad aiuole lussureggianti
+di fiori, ed a fontane fresche.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+IL CROQUET DELLA REGINA.
+
+
+Un magnifico rosajo stava vicino all'ingresso del giardino: le sue rose
+erano bianche, ma tre giardinieri che gli stavano d'intorno erano
+occupati a colorirle di rosso. Davvero, è curioso! pensò Alice, e si
+avvicinò per osservarli, e quando vi fu presso sentì che uno di loro
+diceva, "Fa attenzione, Cinque! Non mi schizzare con le tue pennellate!"
+
+"Non ho potuto farne di meno," rispose Cinque, con tuono burbero; "Sette
+mi ha urtato il gomito."
+
+Sette lo guardò e disse, "Ma bene! Cinque incolpa sempre gli altri!"
+
+"_Tu_ faresti meglio di zittire!" disse Cinque. "Non più tardi di ieri,
+sentii che la Regina diceva che tu meriteresti d'essere decollato!"
+
+"Perchè?" domandò il primo che avea parlato.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Ciò non preme a _te_, Due!" ripose Sette.
+
+"_Gli_ preme, certo!" disse Cinque, "e gliel dirò io--perchè portasti al
+cuoco bulbi di tulipano invece di cipolle."
+
+Sette scaraventò lontano il suo pennello e stava lì lì per dire, "In
+mezzo a tutte le cose le più ingiuste----" quando s'accorse d'Alice che
+li osservava, e divorò il resto della frase: gli altri la guardarono
+del pari e le fecero tutti una profonda riverenza.
+
+"Mi direste," domandò Alice, ma timidamente, "perchè state colorendo
+quelle rose?"
+
+Cinque e Sette non risposero, ma guardarono Due. Due disse allora con
+voce bassa, "Gli è perchè, codesto costì doveva essere un rosajo di rose
+_rosse_, e noi per isbaglio ne abbiam piantato uno che dà rose bianche;
+or se la Regina se ne avvedesse, a tutti le teste sarebbero tagliate.
+Così, Signorina, facciamo il meglio per riparare pria che venga a----"
+In quell'istante, Cinque che guardava attorno con ansietà, gridò "La
+Regina! La Regina!" e i tre giardinieri si misero subito con la faccia
+per terra. Si sentì un grande scalpiccío, e Alice si mise a guardare per
+veder la Regina.
+
+Prima comparvero dieci soldati armati di bastoni: erano conformati come
+i tre giardinieri, bislunghi e piatti, con le mani e i piedi agli
+angoli: seguivano dieci cortigiani, tutti sfolgoranti di diamanti;
+andavano a due a due, come i soldati. Venivano poi i principini reali;
+erano dieci, divisi a coppie e tenendosi per la mano,--andavano innanzi
+quegli amorini saltando come matti: erano ornati di cuori. Poi sfilavano
+gl'invitati, la maggior parte Re e Regine, e fra loro Alice riconobbe il
+Coniglio bianco; discorreva con una fretta nervosa, facendo bocca da
+ridere a chiunque gli parlava, e passò oltre senza punto badare ad
+Alice. Seguiva il Fante di Cuori, portando la Corona Reale sopra un
+cuscino di velluto rosso; e finalmente venivano IL RE E LA REGINA DI
+CUORI.
+
+Alice non sapea se dovesse cadere a faccia per terra come i tre
+giardinieri, ma non potè ricordarsi che ci fosse un tal cerimoniale
+nelle processioni regie; "e poi, a che servirebbero coteste
+processioni," riflette fra sè, "se tutti dovessero stare a faccia per
+terra, e niuno potesse vederle?" Così restò dov'era, ed aspettò.
+
+Allorchè la processione giunse vicina ad Alice, tutti si fermarono e la
+guardarono; e la Regina gridò con cipiglio severo, "Chi è costei?" e si
+rivolse al Fante di Cuori, il quale rispose con un risolino e una
+riverenza.
+
+"Imbecille!" disse la Regina, e impaziente, scosse il capo; indi
+rivolgendosi ad Alice, continuò a dire, "Come ti chiami fanciulla?"
+
+"Maestà, mi chiamo Alice," rispose la fanciulla con molta garbatezza, ma
+soggiunse a sè stessa, "Non è che un mazzo di carte soltanto. Non c'è da
+aver paura di costoro!"
+
+"E chi sono _cotestoro_?" domandò la Regina, indicando i tre giardinieri
+che baciavano la polvere intorno al rosajo; perchè, capite, siccome
+giacevano sulle lor faccie, e il disegno del loro di dietro
+rassomigliava a quello del resto del mazzo, non sapea discernere se
+fossero giardinieri, o soldati, o cortigiani, o tre de' suoi proprii
+figli.
+
+"Come volete ch'_io_ lo sappia," rispose Alice, che si meravigliava del
+suo proprio coraggio. "Ciò non _mi_ spetta."
+
+La Regina diventò di fiamma per la rabbia, dopo d'averla fissata
+ferocemente come una bestia selvaggia, gridò, "Tagliatele il capo!
+subito----"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Eh, via!" rispose Alice a voce alta e con fermezza, e la Regina si
+tacque.
+
+Il Re appoggiò la mano sul braccio della Regina, e disse timidamente,
+"Cara mia, riflettici bene su: la è una bambina!"
+
+La Regina gli voltò le spalle con viso irato, e disse al Fante,
+"Rivoltateli!"
+
+Il Fante ubbidì, e con un piede li rivoltò cautamente.
+
+"Levatevi!" urlò la Regina, e i tre giardinieri si alzarono
+immediatamente, e s'inchinarono davanti al Re, alla Regina, ai figli
+reali, e a tutti gli altri.
+
+"Basta!" sclamò la Regina. "Mi fate girare il capo." E guardando al
+rosajo, continuò, "Che cosa _avete fatto_ al rosajo?"
+
+"Con la buona grazia della Maestà vostra," rispose Due, con voce umile,
+e piegando il ginocchio a terra, "noi volevamo----"
+
+"Lo vedo!" disse la Regina, che avea già osservate le rose. "Tagliate
+loro il capo!" e la processione reale si mosse, lasciando indietro tre
+soldati per mozzare il capo agli sventurati giardinieri, che corsero ad
+Alice per esser da lei protetti.
+
+"Non vi decapiteranno!" disse Alice, e li mise in un grosso vaso da
+fiori che stava vicino a lei. I tre soldati vagarono quà e là per
+qualche istante, in cerca di loro, e poi quietamente seguirono la
+processione reale.
+
+"Avete loro recisa la testa?" gridò la Regina.
+
+"Maestà, le loro teste non sono più!" risposero i soldati.
+
+"Bene!" gridò la Regina. "Sapete giuocare a _croquet_?"
+
+I soldati zittirono, e guardarono Alice, credendo che la domanda fosse
+rivolta a lei.
+
+"Sì!" gridò Alice.
+
+"Avvicinatevi dunque!" urlò la Regina, ed Alice raggiunse la
+processione, curiosa di sapere ciò che avverrebbe in seguito.
+
+"Fa--fa bel tempo!" disse una timida vocettina presso a lei. Vide che
+ella camminava a canto del Coniglio bianco, che la stava occhiando,
+affissandola in faccia con un certo fare inquieto e timoroso.
+
+"Bellissimo," rispose Alice: "dov'è la Duchessa?"
+
+"St! st!" disse il Coniglio a voce bassa, e parlando in fretta. Riguardò
+ansiosamente intorno a lui, ed alzandosi sulla punta de' piedi,
+bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È sotto sentenza di morte."
+
+"Per quale peccato?" domandò Alice.
+
+"Avete detto 'Che peccato!'?" disse il Coniglio.
+
+"Ma no," rispose Alice: "Non credo punto che sia peccato. Dissi '_Per_
+quale peccato?'"
+
+"Ha schiaffeggiata la Regina----" cominciò il Coniglio. Alice scoppiò in
+una grossa risata. "St!" bisbigliò il Coniglio tutto tremante, "La
+Regina vi potrebbe sentire! Vedete, essa è venuta un pò tardi, e la
+Regina ha detto----"
+
+"Ai vostri posti!" gridò la Regina con voce tuonante, e gl'invitati
+cominciarono a correre verso tutte le direzioni, rovesciandosi gli uni
+sugli altri: finalmente poterono mettersi in un certo ordine, e poi
+cominciò il giuoco.
+
+Alice osservò che mai in sua vita non avea veduto un terreno più curioso
+per giuocare il Croquet; era tutto a solchi e zolle; le palle erano
+ricci, i mazzapicchi erano fenicònteri viventi, e gli archi erano
+soldati viventi, curvati e reggentisi sulle mani e su' piedi.
+
+ [Illustrazione]
+
+La prima difficoltà stava in ciò che Alice non sapea come maneggiare il
+suo fenicòntero; riuscì a tenerselo bene avviluppato sotto il braccio,
+con le gambe penzoloni, ma quando gli allungava il collo, e si preparava
+a picchiare il riccio con la testa, il fenicòntero girava il capo e poi
+si metteva a guardarla in faccia con una espressione tanto stupefatta
+che ella non poteva far di meno di scoppiare dalle risa: e quando gli
+abbassava di nuovo il collo, e si accingeva a ricominciare, ecco il
+riccio si era _sricciato_, e andava via: oltre a ciò e era sempre una
+zolla o un solco là dove voleva sbalzare il riccio, e siccome i soldati
+si alzavano sempre e vagavano quà e là, Alice si persuase che quello era
+un giuoco disperatamente difficile.
+
+I giuocatori giuocavano tutti insieme senza aspettare la loro volta,
+litigando sempre e picchiandosi a causa de' ricci; di tal che la Regina
+ne diventò furiosa, e andava quà e là battendo il piede e vociando ad
+ogni istante, "Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il capo!"
+
+Alice cominciò a sentire un pò d'ansietà: è vero che non avea
+contrastata con la Regina, ma ciò poteva accadere ad ogni momento, e
+pensò "che cosa ne sarà di me? Quì hanno un gusto matto a mozzar teste;
+è una meraviglia se ve ne sia alcuno che abbia ancora il capo sul
+collo!"
+
+E studiava il modo di scappar via, senza esser veduta, quando osservò
+un'apparizione curiosa nell'aria; prima ne restò sorpresa, ma dopo
+averla riguardata un poco, vide un ghigno, e disse fra sè, "È
+Ghignagatto: ora avrò qualcheduno con cui discorrere."
+
+"Come va il giuoco?" disse il Gatto, appena ch'ebbe tanta bocca per
+cominciare a parlare.
+
+Alice aspettò che gli occhi apparissero, e poi gli fè cenno col capo. "È
+inutile parlargli," pensò fra sè, "aspettiamo che almeno gli orecchi
+appariscano, almeno uno." Immediatamente apparve tutta la testa, e Alice
+depose il suo fenicòntero, e cominciò a raccontare come andava il
+giuoco, lieta che uno le prestasse attenzione. Il Gatto intanto dopo
+aver fatto mostra della sua testa, pensò bene a non mostrare il resto
+del suo corpo.
+
+"Non credo che giuochino lealmente," disse Alice, lagnandosi,
+"contrastano fra loro furiosamente e non si può sentire neppure la
+propria voce--non hanno ordine nel giuoco; e se ve n'è, niuno lo
+segue--e non potete credere che confusione c'è, perchè quì tutto è
+vivente: per esempio, ecco l'arco ch'io dovrei traversare, ma mi scappa
+via all'altra estremità del terreno,--e avrei dovuto fare _croquet_ col
+riccio della Regina, ma m'è fuggito via appena vide il mio!"
+
+"Come vi piace la Regina?" domandò il Gatto a voce bassa.
+
+"Punto, punto!" rispose Alice: "la è tanto----" Ma s'accorse che la
+Regina le stava vicino, origliando, e continuò, "--abile nel giuocare e
+vincere, ch'è inutile di finire la partita."
+
+La Regina sorrise, e andò altrove.
+
+"Con _chi_ parlate voi?" domandò il Re, che s'era avvicinato ad Alice,
+ed osservava la testa del Gatto con molta curiosità.
+
+"È un amico mio--un Ghignagatto," disse Alice, "vorrei presentarlo a
+Vostra Maestà."
+
+"Non mi piace punto il ceffo che ha," rispose il Re; "ma può baciarmi la
+mano, se vuole."
+
+"Non ne ho punto voglia," osservò il Gatto.
+
+"Non siate impertinente," disse il Re, "e non mi guardate a quel modo."
+E mentre parlava si nascondeva dietro ad Alice.
+
+"Un gatto può guardare un Re," osservò Alice, "l'ho letto in qualche
+libro, ma non ricordo quale."
+
+"Bene, ma bisogna cacciarlo via," disse il Re con voce autorevole, e
+chiamò la Regina che passava colà in quel momento, "Cara mia! Vorrei che
+quel gatto fosse cacciato via!"
+
+La Regina conosceva una sola maniera per appianare tutte le difficoltà,
+grandi o piccole che fossero, e perciò senza neppure guardare intorno,
+gridò, "Mozzategli il capo!"
+
+"Andrò io stesso a cercare il boja," disse il Re, e andò via
+frettolosamente.
+
+Alice pensò che sarebbe bene d'andare a vedere come il giuoco
+progrediva, tanto più che sentì da lontano la voce della Regina che
+urlava con ira. Ella avea di già sentito che avea condannato nel capo
+tre giuocatori che avevano mancato alla loro volta; tutto ciò non le
+piaceva, perchè il giuoco era caduto in tale confusione che ella non
+sapea più se la sua volta fosse venuta o no. Andò dunque in cerca del
+suo riccio.
+
+Il riccio stava allora battagliando contro un altro riccio, ciò sembrò
+ad Alice una occasione propizia, per battere a _croquet_ l'uno con
+l'altro di loro: ma v'era una difficoltà, il suo fenicòntero era andato
+all'altro lato del giardino, e Alice lo vide che si sforzava inutilmente
+di volare sopra un albero.
+
+Quando le riuscì di afferrare il fenicòntero e lo ricondusse sul
+terreno, il combattimento era finito, e i due ricci s'erano allontanati:
+"importa poco," pensò Alice, "poichè tutti gli archi se ne sono iti
+all'altro lato del terreno." E se lo acconciò per benino sotto
+l'ascella, acciocchè non scappasse più, e ritornò al micio per
+riappiccicar con lui il discorso.
+
+Ma con sua sorpresa trovò una folla immensa intorno al Ghignagatto: il
+Re, la Regina, e il boja vociavano tutti e tre insieme, e gli altri
+erano silenziosi e malinconici.
+
+Appena Alice apparve, i tre si appellarono a lei per risolvere la
+quistione, e le ripeterono i loro argomenti, parlando tutti a una volta,
+così che era difficile per lei d'intendere che volessero dire.
+
+L'argomento del boja era che: non poteva tagliare una testa se non ci
+fosse un corpo da cui mozzarla; che non avea mai avuto a fare una cosa
+simile innanzi, e che non voleva cominciare a farne a quell'età.
+
+L'argomento del Re era che: ogni essere che ha una testa può essere
+decapitato, e il boja non dovea dir sciocchezze.
+
+L'argomento della Regina era che: se non si faceva presto avrebbe
+ordinato che tutti quelli che la circondavano fossero decapitati. (Era
+questa l'osservazione che avea dato a tutti quell'aria grave e piena
+d'ansietà.)
+
+Alice non seppe trovar altro a dire che, "Il gatto appartiene alla
+Duchessa: fareste bene di consultar _lei_ su di ciò."
+
+ [Illustrazione]
+
+"Ella è in prigione," disse la Regina al boja: "Conducetela quì." E il
+boja andò via come una saetta.
+
+Appena il boja sparì, la testa del Gatto andò dileguandosi, e quando
+ritornò con la Duchessa, era sparita totalmente: il Re e il boja corsero
+quà e là all'impazzata per ritrovarla, mentre gl'invitati ritornarono a
+giuocare.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE.
+
+
+"Non potete credere quanto son lieta di ritrovarvi, bambina mia!" disse
+la Duchessa, mettendo amichevolmente il suo braccio in quello di Alice,
+e camminando insieme.
+
+Alice era lieta di rivederla in tale buon umore, e pensò che forse era
+il pepe che l'avea resa tanto irritabile quando la vide in cucina.
+"Allorchè _sarò_ Duchessa," disse fra sè (ma senza troppo sperarlo),
+"non voglio aver _punto_ pepe nella mia cucina. La minestra è buona
+anche senza. Chi sa che non sia il pepe che rende la gente cotanto
+piccosa?" continuò tutta lieta d'aver scoperta una specie di nuova
+teoria, "è l'aceto che la rende aspra--è la camomilla che la rende
+amara--e sono i confetti e cose simili che addolciscono il carattere de'
+bambini. Vorrei che si conoscesse _ciò_; le persone non sarebbero tanto
+tirchie a darcene----"
+
+E così discorrendo avea quasi dimenticata la Duchessa, e trasaltò quando
+si udì dire all'orecchio. "Cara mia, voi avete la testa ad altro, e
+dimenticate di parlare con me. Non potrei dirvene ora la morale, ma me
+ne ricorderò fra breve."
+
+"Forse non ne ha," osservò cautamente Alice.
+
+"Che, che, bimba!" disse la Duchessa. "Ogni cosa ha la sua morale,
+purchè voi la possiate trovare." E si strinse più presso ad Alice mentre
+parlava.
+
+Ad Alice non piacque l'esser così stretta con lei, primo perchè la
+Duchessa era _bruttissima_, secondo, perchè per la sua altezza ella
+appoggiava il mento sulla spalla d'Alice, ora quel mento era
+spiacevolmente acuto! Ma pure non volle essere scortese, e sopportò
+quella noja come meglio potè.
+
+"Il giuoco va meglio ora," disse così per alimentare la conversazione.
+
+"Eh sì," rispose la Duchessa: "e questa n'è la morale:--
+
+ "_È amore--è amore--è il pazzeron d'amore
+ Che fa girare il mondo,--ed il mio cuore!_"
+
+"Ma qualcheduno ha detto invece," bisbigliò Alice, "se ognuno badasse
+alle proprie faccende il mondo girerebbe meglio."
+
+"Bene! L'una vale l'altra," disse la Duchessa, e mentre conficcava il
+suo mento acuto nelle spalle d'Alice, continuò, "e la morale di _ciò_ la
+è questa--'Guardate al _franco_; gli spiccioli si guarderanno da sè.'"
+
+"Come si diletta a trovar la morale in ogni cosa!" pensò Alice.
+
+"Scommetto che siete sorpresa perchè non vi cingo la vita col mio
+braccio," disse la Duchessa dopo qualche istante, "ma gli è perchè non
+so che razza d'umore abbia il vostro fenicòntero. Facciamo la prova?"
+
+"Potrebbe mordervi," rispose Alice, che non ne voleva di quelli
+esperimenti.
+
+ [Illustrazione]
+
+"È vero," disse la Duchessa: "i fenicònteri e la senape pizzicano
+entrambi, e la morale è questa--'Chi si rassembra s'assembra.'"
+
+"Ma la senape non è un uccello," osservò Alice.
+
+"Bene, come sempre," disse la Duchessa: "voi dite ogni cosa assai
+benino!"
+
+"È un minerale, _credo_," disse Alice.
+
+"Certo," rispose la Duchessa, che pareva desiderasse d'acconsentire a
+tutte le cose che diceva Alice; "quì vicino c'è una grande miniera di
+senape. E la morale di ciò è questa--'La miniera è la maniera Di gabbar
+la gente intiera.'"
+
+"Oh lo so!" sclamò Alice, che non aveva badato alle parole della
+Duchessa, "è un vegetale. Non ne ha l'apparenza, ma lo è."
+
+"Proprio così," disse la Duchessa, "e la morale di ciò è questa--'Siate
+quello che volete parere'--o se volete che ve lo dica più
+semplicemente--'Non vi crediate mai d'essere altra se non quella che
+apparite ad altri d'essere o d'essere stata o che possiate essere, e
+l'esser non è altro che l'essere di quell'essere ch'è l'essere
+dell'essere, e non altrimenti.'"
+
+"Credo che l'intenderei meglio," disse Alice con molta garbatezza, "se
+me la scriveste, ma non posso seguirvi con la mente quando la dite."
+
+"Questo è nulla rimpetto a quel che potrei dire, se ne avessi voglia,"
+soggiunse la Duchessa, contenta come una pasqua.
+
+"Non v'incomodate a dirne di più lunghe di quella che avete recitata or
+ora," disse Alice.
+
+"Che incomodo!" rispose la Duchessa. "Vi fo un regalo di tutto ciò che
+ho detto sino ad ora."
+
+"È un regalo che costa niente," pensò Alice. "Buono che non fanno di
+que' regali ne' giorni natalizii!" Ma non osò dir questo a voce alta.
+
+"Sempre meditabonda?" domandò la Duchessa, mentre affondava quel suo
+mento acuminato sull'omero della bambina.
+
+"Ho ben di che!" rispose vivamente Alice, perchè cominciava a sentirsi
+annoiata.
+
+E la Duchessa, "Come i porci ne hanno di volare: e la mo----"
+
+Quì, con gran sorpresa d'Alice, la voce della Duchessa andò morendo e si
+spense in mezzo alla parola 'morale' che tanto gradiva; il braccio
+ch'era nel suo cominciò a tremare. Alice alzò gli occhi, e vide che la
+Regina stava davanti ad esse, le braccia conserte, accigliata e
+spaventevole come un uragano.
+
+"Maestà, che bella giornata!" balbettò la Duchessa con voce debole e
+fioca.
+
+"Vi dò a tempo un avvertimento," tuonò la Regina, battendo fieramente il
+terreno col piede; "o voi o la vostra testa dovranno abbandonare il
+giardino, e ciò subito! Scegliete!"
+
+La Duchessa scelse, e fuggì via in un attimo.
+
+"Ritorniamo al giuoco," disse la Regina ad Alice, ma Alice era troppo
+spaventata, non osò rispondere, e la seguì lentamente sul terreno.
+
+Gl'invitati intanto, profittando dell'assenza della Regina, si
+riposavano all'ombra: però appena la videro ricomparire, ritornarono ai
+posti loro; la Regina fece soltanto capir loro che se avessero ritardato
+un momento avrebbero perduta la vita.
+
+Mentre giuocavano, la Regina continuava a querelarsi con altri
+giuocatori, gridando sempre "Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il
+capo!" Coloro ch'erano sentenziati a morte, erano guardati da soldati
+che doveano cessare di servire d'archi al giuoco, e così in meno di
+mezz'ora, non c'erano più archi, e tutt'i giuocatori, eccettuati il Re
+la Regina ed Alice, erano guardati e condannati nel capo.
+
+Finalmente la Regina lasciò il giuoco, tutta sbuffante ed anelante, e
+disse ad Alice, "Hai veduto la Falsa-Testuggine?"
+
+"Nò," disse Alice. "Non so neppure che sia la Falsa-Testuggine."
+
+"È quella con cui si fa la minestra, di falsa Testuggine," disse la
+Regina.
+
+"Non ne ho mai veduto, nè udito parlare," soggiunse Alice.
+
+"Vieni dunque," disse la Regina, "ed essa ti racconterà la sua storia."
+
+Mentre andavano insieme, Alice sentì che il Re diceva a voce bassa a
+tutt'i condannati, "Fo grazia a tutti." "Oh, ne son lieta!" disse fra sè
+Alice, perchè sapete, la nostra fanciulla era mestissima vedendo tanta
+gente condannata a morte dalla Regina.
+
+ [Illustrazione]
+
+Tosto giunsero vicino a un Grifone, accoccolato e dormente al sole. (Se
+voi non sapete che è il Grifone, guardate la vignetta.) "Su, su, pigro!"
+disse la Regina, "conducete questa fanciulla a vedere la
+Falsa-Testuggine che le farà il racconto della sua vita. Quanto a me
+debbo tornare indietro per fare eseguire alcune sentenze di morte;" e
+andò via, lasciando Alice sola col Grifone. Non piacque ad Alice
+l'aspetto della bestia, ma poi riflettendo che il rimaner col Grifone
+non era tanto pericoloso per lei quanto il rimanere con quella selvaggia
+Regina, stette lì, ed aspettò.
+
+Il Grifone si levò, si stropicciò gli occhi, aspettò che la Regina
+sparisse totalmente e poi si mise a sghignazzare. "Che commedia!" disse
+il Grifone, parlando un po' a sè stesso, un po' ad Alice.
+
+"Qual'_è_ la commedia?" domandò Alice.
+
+"_È_ lei stessa," soggiunse il Grifone. "È un ruzzo che ha in testa: ma
+le teste non son mai mozzate per ciò. Venite!"
+
+"Quì ognuno comanda 'Venite!'" osservò Alice, mentre lo seguiva
+lentamente. "Non sono stata mai così comandata in tutta la mia vita!"
+
+Non si erano di molto inoltrati quando videro a una certa distanza la
+Falsa-Testuggine, che sedeva mesta e soletta sull'orlo d'una rupe, ed
+essendosi avvicinati un poco più, Alice sentì che sospirava come se le
+si spezzasse il cuore. Ella n'ebbe compassione. "Perchè si duole?"
+domandò al Grifone, e il Grifone rispose un po' su un po' giù come
+dianzi, "È un ruzzo che ha in testa, non ha dolore di sorta. Venite!"
+
+E andarono verso la Falsa-Testuggine, che li riguardò con certi occhioni
+ripieni di lagrime, ma senza far motto.
+
+"Questa fanciulla," disse il Grifone, "vorrebbe sentire la vostra
+storia, vorrebbe."
+
+"Gliela racconterò," rispose la Falsa-Testuggine con voce profonda e
+sepolcrale. "Sedete, e non dite una parola sin che io abbia terminato."
+
+E sedettero, e per qualche minuto, niuno fiatò. Intanto Alice osservò
+fra sè, "Non so come _mai_ terminerà, se non comincia mai." Ma aspettò
+pazientemente.
+
+"Una volta," disse finalmente la Falsa-Testuggine con un gran sospirone
+"io era una vera Testuggine."
+
+Quelle parole furono seguite da un altro lunghissimo silenzio,
+interrotto soltanto da qualche "Hjckrrh!" dal Grifone e da' singhiozzi
+continui della Falsa-Testuggine. Alice stava per levarsi e dirle,
+"Grazie della vostra storia interessante," quando riflettè che essa
+_doveva_ dire qualche cosa di più, e sedette tranquillamente, senza far
+motto.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Quando eravamo piccini," continuò la Falsa-Testuggine, un poco più
+quieta, ma sempre singhiozzando, "andavamo a scuola, al mare. La maestra
+era una vecchia Testuggine--e noi la chiamavamo Tartaruga----"
+
+"Perchè la chiamavate Tartaruga se non era tale?" domandò Alice.
+
+"La chiamavamo Tartaruga perchè c'insegnava a tartagliare," disse la
+Falsa-Testuggine con dispetto: "Avete poco comprendonio!"
+
+"Vi dovreste vergognare di far questioni tanto semplici," aggiunse il
+Grifone; e poi zittirono, ed entrambi fissarono gli occhi sulla povera
+Alice che le pareva sprofondarsi sotterra. Finalmente il Grifone disse
+alla Falsa-Testuggine, "Va innanzi, comare! Ma non andar per le lunghe,
+sai!" E così continuò:
+
+"Andavamo a scuola al mare, benchè voi non lo crediate----"
+
+"Non ho mai detto ciò!" interruppe Alice.
+
+"Ma sì," tuonò la Falsa-Testuggine.
+
+"Zitta!" soggiunse il Grifone pria che Alice avesse potuto rispondere.
+La Falsa-Testuggine continuò:
+
+"Noi fummo educate benissimo--in fatti andavamo a scuola ogni
+giorno----"
+
+"_Anch'io_ andava a scuola ogni giorno," disse Alice; "non bisogna
+vantarsi per così poco."
+
+"E avevate degli _extra_?" domandò la Falsa-Testuggine con qualche
+ansietà.
+
+"Sì," rispose Alice, "imparavamo il Francese e la musica."
+
+"E il bucato?" disse la Falsa-Testuggine.
+
+"No, davvero!" disse Alice tutta corrucciata.
+
+"Ah! La vostra dunque non era una buona scuola," disse la
+Falsa-Testuggine, come se si sentisse sollevata. "Nella _nostra_, c'era
+alla fine del programma: 'EXTRA: Francese, musica, e _bucato_.'"
+
+"Ma non ne avevate bisogno," disse Alice; "voi vivevate nel fondo del
+mare."
+
+"Non ho avuto mai mezzi per impararlo," soggiunse sospirando la
+Falsa-Testuggine. "Così seguii soltanto i corsi ordinarii."
+
+"Cioè?" domandò Alice.
+
+"A Reggere e Stridere prima di tutto," rispose la Falsa-Testuggine: "e
+poi le diverse operazioni dell'Aritmetica--Ambizione, Distrazione,
+Bruttificazione, e Derisione."
+
+"Non ho mai sentito parlare di '_Bruttificazione_,'" disse Alice. "Ch'è
+mai?'"
+
+Il Grifone levò le due zampe all'aria in segno di sorpresa e sclamò:
+"Mai sentito parlare di _bruttificazione_! Ma sapete che significa
+_bellificazione_, eh?"
+
+"Sì," rispose Alice, ma un pò dubbiosa: "significa--rendere--qualche
+cosa--più bella."
+
+"Ebbene," continuò il Grifone, "se non sapete che significa bruttificare
+_voi siete_ una sciocca."
+
+Alice non si vedeva incoraggiata a fare altre domande, così si rivolse
+alla Falsa-Testuggine, e disse, "Che altro dovevate imparare?"
+
+"Ecco, c'era la Stoia," rispose la Falsa-Testuggine, contando i soggetti
+ad uno ad uno sulle natatoie--"la Stoia antica e moderna con la
+Girografia: poi il Disdegno--il Maestro di Disdegno era un vecchio
+grongo, e veniva una volta la settimana: c'insegnava il Disdegno, il
+Passaggio, e la Frittura ad Occhio."
+
+"_E questa_ a che rassomigliava ella?" disse Alice.
+
+"Non ve la potrei mostrare," rispose la Falsa-Testuggine, "perchè
+vedete, son tutto d'un pezzo. E il Grifone non l'ha mai imparata."
+
+"Non ebbi tempo," rispose il Grifone: "ma studiai le lingue classiche, e
+bene. Ebbi per maestro un vecchio granchio, sapete."
+
+"Non andai mai da lui," disse la Falsa-Testuggine con un sospiro: "mi
+dissero che insegnava Catino, e Gretto."
+
+"Proprio così," disse il Grifone, sospirando anche lui, ed entrambe le
+bestie nascosero la faccia fra le zampe.
+
+"Quante ore di lezione avevate al giorno?" disse Alice prontamente, per
+mutare argomento.
+
+"Dieci ore il primo giorno," rispose la Falsa-Testuggine: "nove il
+secondo, e così discorrendo."
+
+"Che metodo curioso!" sclamò Alice.
+
+"Ma è questa la ragione perchè si chiamano lezioni," osservò il Grifone:
+"perchè soffrono lesioni ogni giorno."
+
+Era nuova quell'idea per Alice, e ci pensò su un poco prima di fare
+quest'altra osservazione. "Allora avevate vacanza l'undecimo giorno?"
+
+"S'intende," disse la Falsa-Testuggine.
+
+"E come facevate nel duodecimo?" domandò vivamente Alice.
+
+Ma il Grifone l'interruppe, e disse con voce risoluta, "Basta in quanto
+alle lezioni: dìlle ora qualche cosa dei giuochi."
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI.
+
+
+La Falsa-Testuggine diè fuori un gran sospiro e passò il rovescio d'una
+natatoia sugli occhi. Riguardò ad Alice e cercò di parlare, ma per
+qualche istante i singhiozzi glielo impedirono. "Ei pare ch'abbia un
+osso a traverso della gola," disse il Grifone, e si accinse a scuoterla
+e a batterle la schiena. Finalmente la Falsa-Testuggine ricoverò la
+voce, e con le lagrime che gli colavano sulle guancie, riprese il
+discorso:--
+
+"Forse voi non siete vissuta lungo tempo nel fondo del mare"--("Nò,
+certo," disse Alice)--"e forse non siete stata mai presentata a un
+Gambero"--(Alice stava per dire "Una volta gustai----" ma inghiottì la
+frase, e disse, "Nò mai")--"così voi non potete farvi una idea della
+bellezza d'una contraddanza de' Gamberi!"
+
+"Nò, davvero," rispose Alice. "Ma ch'è mai la contraddanza de' Gamberi?"
+
+"Ecco," disse il Grifone, "prima di tutto si forma una linea lunghesso
+la spiaggia----"
+
+"Due linee!" gridò la Falsa-Testuggine. "Foche, testuggini di mare,
+salmoni e simili: poi quando avete tolti via della spiaggia i polipi
+viscosi----"
+
+"E _ciò_ fa perdere molto tempo," interruppe il Grifone.
+
+"---- voi fate un _avant-deux_."
+
+"Ognuno avendo un Gambero per cavaliere," gridò il Grifone.
+
+"Eh, già!" disse la Falsa-Testuggine: "voi fate un _avant-deux_, poi un
+_balancé_----"
+
+"---- scambiate i Gamberi, e ritornate _en place_," continuò il Grifone.
+
+"E poi, capite?" continuò la Falsa-Testuggine, "voi scaraventate i----"
+
+"I Gamberi!" urlò il Grifone, saltando come un matto.
+
+"---- nel mare con tutta la vostra forza----"
+
+"Indi nuotate dietro a loro!" strillò il Grifone.
+
+"Fate una capriola nel mare!" gridò la Falsa-Testuggine, saltellando
+mattamente quà e là.
+
+"Scambiate di nuovo i Gamberi!" vociò il Grifone a squarciagola.
+
+"Ritornate a terra di nuovo, e--e questa è la prima figura," disse la
+Falsa-Testuggine, abbassando la voce tutt'a un tratto, e le due bestie
+che pur dianzi saltavano follemente, si sdraiarono meste, silenziose, e
+guardarono Alice.
+
+"Debb'essere una gran bella contraddanza, cotesta," disse timidamente
+Alice.
+
+"Ne vorreste avere un saggio?" domandò la Falsa-Testuggine.
+
+"Mi piacerebbe di molto," disse Alice.
+
+"Animo dunque, facciamo la prima figura!" disse la Falsa-Testuggine al
+Grifone. "Possiamo farla senza Gamberi, sapete. Chi canterà?"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Cantate _voi_," disse il Grifone. "Io ho dimenticate le parole."
+
+E cominciarono a ballare gravemente intorno ad Alice, pestandole i piedi
+quando le si avvicinavano troppo, e battendo il tempo con le zampe,
+davanti, mentre la Falsa-Testuggine cantava adagio adagio, e
+mestamente:
+
+ _Nasel disse, a Lumaca--"Cammina un pò più lesta,
+ Chè un Porcellin di mare--la coda mi calpesta!--
+ Già Gamberi e Testùdi--sen vengono a fidanza,
+ E aspettano il segnale--per cominciar la danza.
+ Volete voi, volete,--volete voi ballare?
+ Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?_
+
+ _"Che gioja! che delizia!--Innanzi e indietro andremo;
+ Nel mar scaraventati--co' Gamberi saremo!"
+ Rispose la Lumaca:--"Oimè! gli è un pò lontano!
+ A me non piace un ballo--cotanto ardito e strano!"
+ Volete voi, volete,--volete voi ballare?
+ Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?_
+
+ _"Che male!" gli rispose--il candido Nasello,
+ "Di là c'è un'altra sponda--c'è un suolo assai più bello;
+ Dall'Adria alla Dalmazia--faremo un salto audace,
+ Oh non temer, carina,--sta quieta e vivi in pace!
+ Volete voi, volete,--volete voi ballare?
+ Volete voi, volete,--co' Gamberi danzare?"_
+
+"Grazie tante! è una bella contraddanza," disse Alice, lieta che fosse
+finita; "e poi quel canto curioso del Nasello mi piace tanto!"
+
+"A proposito dei Naselli," disse la Falsa-Testuggine, "essi sono--voi ne
+avete veduti, non è vero?"
+
+"Sì," rispose Alice, "li ho veduti spesso a tavo----" e inghiottì il
+resto della parola.
+
+"Non so dove sia Tavo," disse la Falsa-Testuggine, "ma se voi li avete
+veduti spesso, sapete che cosa sono."
+
+"Lo credo," rispose Alice, raccorgendosi. "Hanno la coda in bocca, e son
+tutti coperti di pan grattato."
+
+"V'ingannate in quanto al pan grattato," soggiunse la Falsa-Testuggine:
+"le miche di pane sparirebbero nel mare. Ma essi _hanno_ però la coda in
+bocca; e la ragione è questa----" e quì la Falsa-Tartaruga sbadigliò, e
+chiuse gli occhi.--"Ditegliela voi la ragione," chiese al Grifone.
+
+"La ragione è la seguente," disse il Grifone, "essi _vollero_ andare al
+ballo co' Gamberi; e così furono buttati nel mare; e così fecero il
+capitombolo molto al di là; e così si attaccarono la coda in bocca; e
+così non potettero distaccarsela più; e questo è quanto."
+
+"Grazie," disse Alice, "davvero è interessante. Non ne seppi mai tanto
+intorno a' naselli."
+
+"Presto, fateci un racconto delle _vostre_ avventure," disse il Grifone.
+
+"Ve ne potrei raccontare cominciando da stamane," disse Alice assai
+timidamente; "ma è inutile raccontarvi quelle di ieri, perchè--ieri io
+era tutt'altra persona."
+
+"Oh! spiegateci ciò," disse la Falsa-Testuggine.
+
+"No, no! prima le avventure," sclamò il Grifone, impaziente: "le
+spiegazioni sono lungaggini nojose."
+
+Così Alice cominciò a raccontar loro i casi suoi sin dal momento che
+incontrò il Coniglio bianco: ma bentosto cominciò a sentire un poco di
+paura che le due bestie le si erano appiccicate ai fianchi, slargando
+gli occhi e spalancando le bocche, però in pochi istanti la piccina si
+riebbe dal timore. I suoi uditori si mantennero quieti sino a che ella
+giunse alla ripetizione del "_Guglielmo, tu sei vecchio_" da lei fatta
+al Bruco, e siccome le parole le uscivano tutte diverse dal vero
+originale, la Falsa-Testuggine diè fuori uno de' suoi sospironi, e
+disse, "È curioso davvero!"
+
+"È curioso come la curiosità," sclamò il Grifone.
+
+"È uscito fuori tutto diverso!" soggiunse la Falsa-Testuggine dopo
+averci riflettuto sopra. "Vorrei che ella ci recitasse qualche cosa ora.
+Dìlle che cominci." E guardò il Grifone pensando ch'egli avesse autorità
+sopra Alice.
+
+"Levatevi," disse il Grifone, "e ripeteteci la canzona piemontese
+'_Trenta quaranta----_'"
+
+"Oh come queste bestie comandano! e fanno recitar le lezioni!" pensò
+Alice. "Sarebbe lo stesso per me che fossi a scuola." Ciò non di meno si
+levò, e cominciò a ripeter quel Canto; ma la sua testolina era tanto
+piena di Gamberi e di Contraddanze, che non sapea che si dicesse, e i
+versi usciron fuori assai male:--
+
+ _"Son trenta e son quaranta"--il Gambero già canta
+ "M'han troppo abbrustolito--mi voglio inciprïare,
+ In faccia a questo specchio--mi voglio spazzolare,
+ E voglio rivoltare--e piedi e naso in su!"_
+
+ [Illustrazione]
+
+"Ma cotesto costì gli è diverso da quello ch'_io_ recitava quando era
+bimbo," disse il Grifone.
+
+"Non l'ho mai sentito prima," osservò la Falsa-Testuggine; "ma gli è
+sciocco oltremisura."
+
+Alice non rispose; ma sedette con la faccia nascosta fra le mani,
+pensando se _mai_ le cose tornassero una volta al loro corso naturale.
+
+"Vorrei che me lo spiegaste," domandò la Falsa-Testuggine.
+
+"Non sa spiegarlo," disse il Grifone: "Cominciate la seconda strofa."
+
+"A proposito di piedi," continuò la Falsa-Testuggine. "Come _poteva_
+egli rivoltarli, e col naso per giunta?"
+
+"È la prima posizione nel ballo," disse Alice; ma era talmente
+imbarazzata con quell'argomento, che non vedeva il momento di mutar
+soggetto.
+
+"Continuate la seconda strofa," replicò il Grifone con impazienza;
+"comincia '_Bianca la sera_.'"
+
+Alice non osava disubbidire, benchè fosse sicura che la reciterebbe
+tutt'al rovescio, e disse con voce tremante:--
+
+ _"Bianca la sera appare--nel lor giardino, in fretta,
+ Mangiavano un pasticcio--l'ostrica e la civetta--"_
+
+"Perchè recitarci tutte coteste sciocchezze?" interruppe la
+Falsa-Testuggine, "se non ce le spiegate? È una vera Babelle di
+confusione!"
+
+"Sì, fareste meglio di smettere," disse il Grifone, e Alice fu lieta di
+terminare quella filastrocca.
+
+"Vogliamo provare un'altra figura della contraddanza de' Gamberi?"
+continuò il Grifone. "O preferireste invece una canzona dalla
+Falsa-Testuggine?"
+
+"Oh sì, una canzona, se la Falsa-Testuggine vorrà cantarcela," rispose
+Alice, ma con tanta premura che il Grifone gridò con una voce di bestia
+offesa. "Ah! Chi può spiegare i gusti altrui? Compare, cantaci la
+canzona della _Zuppa di Testuggine_."
+
+La Falsa-Testuggine sospirò profondamente, e con voce talvolta soffocata
+da singhiozzi, cantò così:--
+
+ _"Astro di sera! O verdeggiante e ricca
+ Zuppa che fumi in concava zuppiera!
+ In te rapito il cucchiaion si ficca,
+ E ne riempie una scodella intiera!
+ Astro di sera! deliziosa Zuppa!
+ In te il mio pan s'inzuppa!
+ E di te canto--o Zup--pa!--
+ Canto all'Astro di sera;
+ Canto la tua bontà, civile Zuppa!_
+
+ _"Astro di sera! E chi sarà lo sciocco
+ Che a te preferirà sia pesce o caccia,
+ S'ei di te può comprarne anche un baiocco
+ Per lavarsi lo stomaco e la faccia?
+ Astro di sera! deliziosa Zuppa!
+ In te il mio pan s'inzuppa!
+ E di te, canto--o Zup--pa!
+ Canto all'Astro di sera;
+ Canto la tua bonTA CI--VILE ZUPPA!"_
+
+"_Bis_ il Coro!" gridò il Grifone, e la Falsa-Testuggine si preparava a
+ripeterlo, quando s'udì una voce in distanza: "Comincia il processo!"
+
+"Vieni, vieni!" gridò il Grifone, e prendendo Alice per mano, fuggì con
+lei, senza aspettar la fine del coro.
+
+"Che processo?" domandò Alice, tutta affannata mentre fuggiva, ma il
+Grifone rispose soltanto "Vieni!" e scappava più lesto, mentre il vento
+portava sempre più debolmente alle loro orecchie l'eco fuggevole delle
+parole soavi e malinconiche:--
+
+ _"Canto all'Astro di sera;
+ Canto la tua bon--ta ci--vile--Zuppa!"_
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+CHI HA RUBATO LE TORTE?
+
+
+E giunsero; e videro che il Re e la Regina di Cuori erano seduti in
+trono, circondati da una gran folla composta di uccellini, di bestioline
+e da tutto il mazzo di carte: il Fante stava davanti, incatenato, con un
+soldato a destra e un altro a sinistra: presso al Re stava il Coniglio
+bianco con la tromba in una mano, e un ruotolo di pergamene nell'altra.
+Nel mezzo della corte c'era una tavola, con un gran piatto di torte le
+quali sembravano tanto buone che risvegliarono l'appetito ad
+Alice--"Vorrei che finissero presto il processo," pensò Alice, "e che ci
+servissero quelle buone torte!" Ma siccome non ce n'era neppure la
+speranza allora, ella cominciò a guardare tutt'intorno per uccidere il
+tempo.
+
+Alice non era stata mai in un tribunale, ma ne avea letto alcunchè ne'
+libri, e fu lieta di poter chiamare per nome tutti coloro che vedea.
+"Quegli è il giudice," disse fra sè, "perchè porta quel gran
+parruccone."
+
+E il giudice non era altro che il Re, e siccome portava la corona sopra
+la parrucca (guardate il frontespizio per averne un'idea), era un poco
+imbarazzato; certo non gli andava bene.
+
+"E quello è il seggio de' giurati," osservò Alice, "e quelle dodici
+creature," (disse "creature," capite, perchè alcune erano bestie, ed
+altre uccelli), "credo che sieno i giurati." E ripetè queste parole un
+pajo di volte, fiera del suo sapere, poichè pensò, e ne avea ben d'onde,
+che pochissime ragazze dell'età sua sapessero ciò.
+
+I dodici giurati erano occupatissimi a scrivere sulle lavagne. "Che cosa
+fanno?" bisbigliò Alice all'orecchio del Grifone. "Non possono aver
+nulla da scrivere, perchè il processo non è ancora cominciato."
+
+"Scrivono i loro nomi," bisbigliò in risposta il Grifone: "temono di
+scordarsene pria che il processo sarà finito."
+
+"Sciocchi!" gridò Alice con voce disdegnosa, ma si fermò subito perchè
+il Coniglio bianco, sclamò, "Silenzio nel Tribunale!" e il Re inforcò
+gli occhiali e si mise a riguardare ansiosamente in ogni parte per
+vedere chi parlasse.
+
+Alice vedeva così bene come se fosse stata dietro le loro spalle, che
+scrivevano "sciocchi," sulle loro lavagne: osservò altresì che uno di
+loro non sapeva sillabare "sciocchi," e domandava al suo vicino come
+dovea compitarlo. "Che ammasso di scarabocchi faranno sulle lavagne pria
+che il processo sia terminato!" pensò Alice.
+
+Uno de' giurati aveva una matita che scricchiolava. Alice _non_ la
+poteva soffrire, e perciò girò intorno al Tribunale, giunse alle spalle
+di lui e colse tosto il destro per strappargliela. Ciò fece con tale
+lestezza che il piccolo giurato (era Tonio, la Lucertola) non seppe che
+fosse della sua matita; girò quà e là per ritrovarla, ma invano, perciò
+dovette rassegnarsi a scrivere col dito in tutto il resto della
+giornata. Ciò valse poco, perchè il dito non lasciava traccia alcuna
+sulla lavagna.
+
+"Usciere, leggete l'atto d'accusa!" disse il Re.
+
+Allora il Coniglio diè tre squilli di tromba, poi aprì il ruotolo delle
+pergamene, e lesse così:--
+
+ _"La Regina di Cuori
+ Fè delle torte in un bel dì d'està:
+ L'empio Fante di Cuori
+ Rubò le torte; e certo, a morte andrà!"_
+
+"Ponderate il vostro verdetto," disse il Re a' giurati.
+
+"Non tanta fretta!" interruppe vivamente il Coniglio. "Vi son molte cose
+da fare prima!"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Chiamate il primo testimonio," disse il Re; e il Coniglio bianco diè
+tre squilli di tromba, e gridò: "Il primo testimonio!"
+
+Ora il primo testimonio era il Cappellaio. Venne con una tazza di tè in
+una mano, una fetta di pane col burro nell'altra. "Domando perdono alla
+Maestà Vostra," disse, "se vengo così impacciato; ma il fatto sta ch'io
+non avea finito ancora di prendere il tè quando fui chiamato."
+
+"Avreste dovuto finirlo," rispose il Re. "Quando avete cominciato a
+prenderlo?"
+
+Il Cappellaio guardò la Lepre-marzolina che l'avea seguito al Tribunale
+andando a braccetto col Ghiro. "_Credo_, al quattordici di Marzo," disse
+il Cappellaio.
+
+"Al quindici," sclamò la Lepre-marzolina.
+
+"Al sedici," soggiunse il Ghiro.
+
+"Notate queste cose," disse il Re ai giurati, e questi si misero a
+scrivere con molta premura le tre date, sopra le lavagne, e poi le
+sommarono riducendole a lire e centesimi.
+
+"Cavatevi il cappello," disse il Re al Cappellaio.
+
+"Non è mio," rispose il Cappellaio.
+
+"_È rubato!_" sclamò il Re, rivolto a' giurati, i quali subito presero
+nota del delitto.
+
+"Ne tengo per venderli," soggiunse il Cappellaio per spiegare il fatto:
+"Non ne ho di mio. Sono un cappellaio."
+
+Quì la Regina inforcò gli occhiali, guardò fieramente il Cappellaio che
+allibbì di paura.
+
+"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re; "e non siate spaventato,
+altrimenti vi farò subito mozzare il capo."
+
+Queste parole non incoraggirono punto il testimone: ei non si reggeva
+più in gambe; guardava ansiosamente la Regina, e confuso, morsicò un bel
+pezzo del labbro della tazza, invece del pane col burro.
+
+Giusto allora Alice provò una sensazione curiosissima, che la riempì di
+sorpresa, sino a che potette rendersene ragione: ella cresceva di nuovo;
+pensò che sarebbe stato bene per lei di lasciare il Tribunale, ma poi
+riflettendoci su, volle restare, almeno sino a che vi fosse spazio per
+lei.
+
+"Vorrei che non pigiaste tanto," disse il Ghiro che le sedeva vicino.
+"Posso appena respirare."
+
+"Non posso fare a meno," rispose soavemente Alice: "Vedete, stò
+crescendo."
+
+"Voi non avete nessun dritto di crescere _quì_," urlò il Ghiro.
+
+"Non dite delle sciocchezze," gridò Alice, "sapete che anche voi
+crescete."
+
+"Sì, ma non tanto," soggiunse il Ghiro: "_io_ non cresco a quel modo
+ridicolo." E borbottando fra sè, si alzò, e andò a mettersi all'altro
+lato del Tribunale.
+
+Intanto la Regina non avea mai sviato il suo sguardo feroce dal
+Cappellaio, e mentre il Ghiro traversava la sala del tribunale, disse ad
+un usciere, "Recatemi la lista de' cantanti nell'ultimo concerto!" A
+queste parole il Cappellaio tremò a verghe, così che le scarpe gli
+scappavano da' piedi.
+
+"Rendete la vostra testimonianza," ripetè fieramente il Re, "o vi farò
+mozzare il capo, poco importa che tremiate o no."
+
+"Maestà, sono un povero sventurato," cominciò il Cappellaio con voce
+tremante, "ed ho appena cominciato a prendere il tè--non è ancora una
+settimana--e in quanto al pane col burro che si assottiglia--e alla
+testa soppressata."
+
+"Che soppressata?" sclamò il Re.
+
+ [Illustrazione]
+
+"La testa soppressata _cominciò_ col tè," rispose il Cappellaio.
+
+"Sicuro che 'testa' comincia con un T!" disse vivamente il Re. "M'avete
+voi preso per un gonzo? Andate via!"
+
+"Sono un povero sventurato," continuò il Cappellaio, "e dopo il tè,
+tentennavano tutti,--solo la Lepre-marzolina disse----"
+
+"Non dissi niente!" interruppe con impeto la Lepre-marzolina.
+
+"Lo diceste!" disse il Cappellaio.
+
+"Lo nego!" replicò la Lepre-marzolina.
+
+"Lo nega," disse il Re: "ebbene lasciate andare."
+
+"Bene, ad ogni modo il Ghiro disse----" e il Cappellaio lo guardò per
+vedere s'egli pure volesse dargli una mentita: ma il Ghiro non negava,
+dormiva profondamente.
+
+"Dopo ciò," continuò il Cappellaio, "mi preparai un'altra fetta di pane
+col burro----"
+
+"Ma che cosa disse il Ghiro?" domandò un giurato.
+
+"Non me lo posso ricordare," disse il Cappellaio.
+
+"Voi _dovreste_ ricordarlo," osservò il Re, "se no vi farò mozzare il
+capo."
+
+Il misero Cappellaio si lasciò cadere la tazza, il pane col burro, e le
+ginocchia a terra, e sclamò: "Maestà, sono un povero mortale!"
+
+"Siete un _povero oratore_," disse il Re.
+
+Qui un porcellino d'India diè un applauso, ma subito fu soppresso dagli
+uscieri del Tribunale. (Ed ecco come fecero: presero un sacco di
+canavaccio con de' legacci all'orlo; vi gittaron giù capovolto il
+porcellino d'India, e poi vi si sedettero sopra.)
+
+"Son contenta d'aver veduto ciò," pensò Alice. "Ho letto tante volte ne'
+giornali, alla fine de' processi, 'Vi fu un tentativo d'approvazione che
+fu subito soppresso dagli uscieri del Tribunale,' ma sino ad ora non
+potetti mai comprendere che volesse dire."
+
+"Se è questo tutto quel che sapete, voi potete ritirarvi," continuò il
+Re.
+
+Quì un altro porcellino d'India diè un applauso, ma fu soppresso.
+
+"Addio, porcellini d'India! non vi vedrò più!" disse Alice. "Ora le cose
+andranno meglio."
+
+"Vorrei piuttosto finire il mio tè," disse il Cappellaio, riguardando
+con ansietà la Regina, la quale leggeva la lista de' cantanti.
+
+"Potete andare," disse il Re, e il Cappellaio fuggì dal Tribunale, senza
+nemmeno rimettersi le scarpe.
+
+"---- e mozzategli il capo fuori," soggiunse la Regina indirizzandosi ad
+un ufficiale; ma il Cappellaio era sparito dalla vista, pria che
+l'ufficiale giungesse alla porta.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Chiamate l'altro testimonio!" gridò il Re.
+
+Era la cuoca della Duchessa. Aveva la pepaiola in mano, e Alice indovinò
+chi fosse, anche prima che entrasse nel Tribunale, perchè tutti coloro
+ch'erano vicini all'uscio cominciarono a starnutire.
+
+"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re.
+
+"No," rispose la cuoca.
+
+Il Re guardò con ansietà il Coniglio bianco che mormorò a voce bassa,
+"Maestà, esaminate da voi stesso _questo_ testimone."
+
+"Bene, se debbo farlo, mi converrà farlo," disse il Re con una ciera
+malinconica, e dopo aver poste le braccia conserte al petto, e fatto gli
+occhiacci alla cuoca, disse con voce profonda, "Di che sono composte le
+torte?"
+
+"Di pepe, per la maggior parte," rispose la cuoca.
+
+"Di melazzo," soggiunse una voce sonnolenta dietro ad essa.
+
+"Afferrate quel Ghiro!" gridò la Regina. "Tagliategli il capo! Fuori
+quel Ghiro! Sopprimetelo! Pizzicatelo! Strappategli i baffi!"
+
+Durante qualche istante il Tribunale fu una vera confusione, mentre il
+Ghiro era preso; e quando si ristabiliva l'ordine, la cuoca era sparita.
+
+"Non importa!" disse il Re con un'aria di sollievo. "Chiamate l'altro
+testimone." E bisbigliò all'orecchio della Regina: "Cara mia dovreste
+esaminar _voi_ l'altro testimone."
+
+Alice stava osservando il Coniglio che ripassava la lista, curiosa di
+vedere chi mai sarebbe l'altro testimone--"perchè _sin' ad ora_ non
+hanno affatto prove," diceva fra sè. Figuratevi la sua sorpresa, quando
+il Coniglio bianco chiamò con la sua voce stridula "Alice!"
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+TESTIMONIANZA D'ALICE.
+
+
+"Eccomi!" rispose Alice, e dimenticando che in quegli ultimi momenti era
+cresciuta smisuratamente, saltò su molto lesta, rovesciando col suo
+gonnellino il palchetto de' giurati, di tal che questi capitombolarono
+con la testa in giù sulla folla ch'era di sotto, e restarono con le
+gambe all'aria. Ciò le rammentò il rovescione che la settimana avanti
+aveva casualmente dato a un globo di cristallo che conteneva de'
+pesciolini dorati.
+
+"Oh, vi _prego_ d'avermi per iscusata!" sclamò con voce d'angoscia, e
+cominciò a raccattarli con molta sollecitudine, perchè piena dell'idea
+de' pesciolini dorati caduti dal globo, pensava che dovea prontamente
+raccoglierli e rimetterli nel palchetto de' giurati, se no sarebbero
+morti.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Il processo," disse il Re con voce autorevole e grave, "non potrà
+andare innanzi, se non quando tutt'i giurati saranno rimessi ne' loro
+proprii posti,--dico _tutti_" soggiunse con molta enfasi, riguardando
+fieramente Alice.
+
+Alice guardò il palchetto de' giurati, e vide che nella fretta, avea
+rimessa la Lucertola col capo in giù, per cui la povera bestiolina
+agitava la coda al di sopra ma in modo da eccitare la compassione,
+perchè non poteva muoversi. Subito la estrasse, e la rimise
+convenientemente; "non già perchè importi assai," disse fra sè, "poichè
+nè la sua coda nè la sua testa recheranno vantaggio al processo."
+
+Appena che i giurati si rimisero dal colpo che li avea rovesciati, e che
+furono ritrovate le lavagne e le matite, e consegnate loro, si misero a
+scarabocchiare con molta premura la storia del loro ruzzolone, salvo la
+Lucertola che non s'era riavuta e sedeva con la bocca spalancata, e
+guardando la volta.
+
+"Che cosa sapete di quest'affare?" domandò il Re ad Alice.
+
+"Niente," rispose Alice.
+
+"Niente _affatto_?" replicò il Re.
+
+"Niente affatto," soggiunse Alice.
+
+"Ciò è molto importante," disse il Re, rivolgendosi a' giurati. Essi si
+accingevano a scriverlo sulle lavagne, quando il Coniglio bianco li
+interruppe: "_Non_-importante, è questo il senso delle parole di Vostra
+Maestà," disse con voce rispettosa, ma saettandolo col guardo e
+facendogli il visaccio mentre parlava.
+
+"_Non_-importante, già è quel che volea dire," soggiunse in fretta il
+Re; e poi si mise a recitar fra' denti "importante--non-importante--
+non-importante--importante," come che volesse provare quale delle
+due parole suonasse meglio all'orecchio.
+
+Alcuni de' giurati scrissero "importante," altri "non-importante." Alice
+potette osservarlo, poichè era vicina a loro e potea sbirciare sulle
+lavagne; "ma non importa niente," pensò fra sè.
+
+Allora il Re, che era stato occupatissimo a scrivere sul suo taccuino,
+gridò "Silenzio!" e lesse dal suo libriccino "Regola quarantaduesima.
+_Ogni persona, la cui altezza supera il miglio, deve uscire dal
+Tribunale._"
+
+Ognuno riguardò Alice.
+
+"Io _non sono_ alta un miglio," disse Alice,
+
+"Sì che lo siete," rispose il Re.
+
+"Quasi due miglia d'altezza," soggiunse la Regina.
+
+"Ebbene, poco mi cale, ma non andrò via," disse Alice, "oltre a ciò
+quella non è una regola regolare; l'avete inventata ora."
+
+"Che! è la più vecchia regola nel libro," rispose il Re.
+
+"Allora dovrebbe essere la regola prima," disse Alice.
+
+Il Re impallidì, e chiuse il taccuino in fretta. "Ponderate il vostro
+verdetto," disse, rivolgendosi a' giurati, ma con voce sommessa e
+tremolante.
+
+"Maestà vi sono altre testimonianze," disse il Coniglio bianco,
+sbalzando in piedi. "Giusto adesso abbiam trovato questo foglio."
+
+"Che c'è dentro?" domandò la Regina.
+
+"Non l'ho aperto ancora," disse il Coniglio bianco, "ma sembra una
+lettera, scritta dal prigioniere a--a qualcheduno."
+
+"Dev'essere così," disse il Re, "salvo che sia stata scritta a nessuno,
+ciò che non si fa generalmente."
+
+"A chi è indirizzata?" domandò uno de' giurati.
+
+"Non ha indirizzo di sorta," disse il Coniglio bianco: "di fatti non c'è
+scritto nulla _al di fuori_." E spiegò il foglio mentre parlava, e
+soggiunse, "Somma tutto non è punto una lettera; è un accozzaglia di
+versi."
+
+"Son dessi scritti dalla mano del prigioniere?" domandò un giurato.
+
+"Nò, non lo sono," rispose il Coniglio bianco, "ed è questa la più
+strana di tutte le cose." (I giurati si riguardarono confusi).
+
+"Forse egli ha imitata la scrittura di qualcheduno," disse il Re. (Quì i
+giurati si rasserenarono).
+
+"Maestà," disse il Fante, "non li ho scritti, e niuno potrebbe provarmi
+l'opposto. E poi non c'è nessuna firma alla fine."
+
+"Il non averlo firmato," rispose il Re, "prova doppiamente il vostro
+delitto. Voi _dovevate_ avere l'intenzione d'offendere, se no, da
+galantuomo avreste firmato il foglio."
+
+Tutti applaudirono, e con ragione, perchè era quello il primo detto
+spiritoso che il Re avesse detto in quel giorno.
+
+"Ciò _prova_ il suo delitto," sclamò la Regina.
+
+"Ciò non prova niente affatto!" disse Alice. "Ma se non sapete neppure
+ciò che contiene il foglio!"
+
+"Leggetelo," disse il Re.
+
+Il Coniglio bianco inforcò gli occhiali, e domandò: "Maestà, dove debbo
+incominciare?"
+
+"Cominciate dal principio," disse il Re con tuono solenne, "e continuate
+sino alla fine: poi fermatevi."
+
+Or questi erano i versi letti dal Coniglio bianco:--
+
+ _"Ella vi fece un grazïoso invito,
+ Ed a lui mi voleste rammentar,
+ E quindi ella mi dètte il ben servito,
+ Ma mi disse: Non sai mica nuotar._
+
+ _Ch'io non la visitai, disse pur dianzi,
+ (E questo è il vero, e ognun di noi lo sa),
+ Ma se lei spingerà la cosa innanzi,
+ Oh dite, allor di voi che ne avverrà?_
+
+ _Una a lei dètti, ed essi due le diêro,
+ E voi men deste tre col sopra più;
+ Tutte a voi ritornarono--oh mistero!
+ Eppure erano mie, or nol son più._
+
+ _Se dessa od io per caso inopinato
+ Involti in quest'affare ci vedrem,
+ Confido in voi che ognun fia liberato;
+ Come prima fra noi li rivedrem._
+
+ _Spiegarmi alfine mi sarà concesso;
+ (Già, sapete, un attacco ella, sentì),
+ Ma voi foste per lui, per noi, per esso
+ L'ostacolo fatal che la colpì._
+
+ _Non gli dite giammai che preferisca
+ Costoro,--ciò debb'essere un mister,
+ Un secreto che altrui non apparisca,
+ Un secreto nascosto nel pensier."_
+
+"È questo il più importante documento contro l'accusato," disse il Re,
+stropicciandosi le mani; "or dunque i giurati----"
+
+"Se uno di loro potesse spiegarmelo," disse Alice (la quale era talmente
+cresciuta in quegli ultimi istanti che non avea più paura d'interrompere
+il Re), "gli darei cinquanta centesimi. _Io_ non credo che vi sia in
+esso neppure un briciolo di senso comune."
+
+I giurati scrissero tutti sulle lavagne, "_Ella_ non crede che vi sia
+in esso neppure un briciolo di senso comune," ma niuno cercò di spiegare
+il senso di quel foglio.
+
+"Se non c'è senso comune," disse il Re, "ciò ci toglie da un mondo
+d'imbarazzi, e noi certo non ci affanneremo per trovarvene uno. Eppure
+non saprei," continuò spiegando il foglio sul ginocchio, e sbirciando la
+poesia; "ma mi pare di vedere un senso occulto in essi--_'disse--Non sai
+mica nuotar'_--voi non potete nuotare, non è vero?" continuò,
+rivolgendosi al Fante.
+
+Il Fante scosse mestamente il capo, e disse, "Ne ho io l'apparenza?" (E
+certamente, no, perchè era fatto tutto di cartone).
+
+"Bene per ora," disse il Re, e continuò fra sè stesso a borbottare su'
+versi: "_'E questo è il vero, e ognun di noi lo sa'_--ciò si riferisce
+a' giurati, non c'è dubbio--_'Una a lei dètti, ed essi due gli
+diêro'_--ciò spiega l'uso ch'egli fece delle torte, intendete--"
+
+"Ma," disse Alice, "continua con le parole _'Tutte a voi
+ritornarono.'_"
+
+ [Illustrazione]
+
+"Già, esse sono là," disse il Re con un'aria di trionfo, indicando le
+torte ch'erano sulla tavola. "Niente di più chiaro di _ciò_.
+Continua--_'Già, sapete, un attacco ella sentì'_--voi non aveste mai
+degli attacchi nervosi, cara mia, non è vero?" soggiunse, rivolgendosi
+alla Regina.
+
+"Non mai!" tuonò furiosamente la Regina, e in quell'istante scagliò un
+calamajo al capo della Lucertola. (Il povero Tonietto avea abbandonato
+l'uso di scrivere col dito sulla lavagna, perchè s'era accorto che non
+vi lasciava traccia alcuna; ma ora si rimise sollecitamente all'opera,
+usando l'inchiostro che gli gocciolava sulla faccia, e l'usò sinchè
+n'ebbe).
+
+"Dunque queste parole non si _attaccano_, a voi," disse il Re, guardando
+con la bocca sorridente tutt'intorno al Tribunale. E vi fu gran
+silenzio.
+
+"È un bisticcio!" soggiunse il Re, con voce irata, e tutti allora
+risero. "Che i giurati ponderino il loro verdetto," ripetè il Re, forse
+per la ventesima volta in quel giorno.
+
+"No, no!" disse la Regina. "Prima la sentenza--poi il verdetto."
+
+"Ma che sciocchezze!" sclamò Alice ad alta voce. "Che idea d'aver prima
+la sentenza!"
+
+"Tacete!" gridò la Regina, tutta infiammata in viso.
+
+"No certo!" disse Alice.
+
+"Decapitatela!" urlò la Regina con tutta la voce che aveva in gola. Ma
+niuno si mosse.
+
+ [Illustrazione]
+
+"Chi vi stima? chi vi teme?" disse Alice, (allora era cresciuta di tanto
+che giungeva alla sua statura naturale). "Voi non siete altro che un
+mazzo di carte!"
+
+Appena disse queste parole tutto il mazzo si sollevò in aria
+furiosamente, e poi si rovesciò sopra la fanciulla: essa dette un
+piccolo strillo, un po' commossa dalla paura, un po' dall'ira, e cercò
+di respingerle da sè, ma si ritrovò sul poggio, col capo appoggiato
+sulle ginocchia di sua sorella la quale le toglieva con molta
+delicatezza alcune foglie appassite ch'erano cadute sulla sua faccia.
+
+"Risvegliati, Alice cara!" le disse la sorella; "che buona dormitona hai
+fatto, eh!"
+
+"Oh! ho avuto un sogno tanto curioso!" disse Alice, e raccontò alla
+sorella, il meglio che per lei si potesse tutte le strane Avventure che
+avete lette sino ad ora; e quando finì, sua sorella la baciò, e le
+disse, "È _stato_ davvero un sogno curioso, cara mia: ma ora, va' subito
+a prendere il tè; è già tardi." E così Alice si levò, e, andò via,
+pensando mentre correva, al sogno straordinario che aveva avuto.
+
+ * * * * *
+
+Ma sua sorella rimase colà, e col capo appoggiato alla mano, tutta
+intenta a riguardare il sol cadente, e riflettendo sulla piccola Alice e
+sulle sue Avventure meravigliose, cadde in una specie d'assopimento, e
+sognò talcosa simile a questo:--
+
+Prima di tutto sognò la piccola Alice:--con le sue manine delicate e
+congiunte sulle ginocchia di lei, e co' suoi grandi occhi lucenti fissi
+in lei. Poteva sentire il vero suono della sua voce, e vedere quello
+strano agitarsi della sua testolina per rigettare indietro i capelli
+che _voleano_ per forza velarle il viso:--e mentre era tutta intenta ad
+ascoltare, o sembrava che fosse così, tutto il luogo che la circondava
+si animò, popolandosi di quelle creature vedute nel sogno dalla sua
+sorellina.
+
+L'erba rigogliosa stormiva sotto di lei, mentre il Coniglio bianco
+scappava via--il Sorcio spaventato s'apriva, sguazzando, una via in
+mezzo dello stagno vicino--poteva sentire il rumore delle tazze, mentre
+la Lepre-marzolina e gli amici suoi partecipavano a quel loro perenne
+pasto--udiva la voce strillante della Regina che mandava i suoi invitati
+al patibolo--anche una volta il bimbo porcellino starnutiva sulle
+ginocchia della Duchessa, mentre i tondi e i piatti volavano d'ogni
+intorno--anche una volta l'urlo del Grifone, lo scricchiolìo della
+matita della Lucertola, la soppressione de' porcellini d'India
+riempivano l'aria, sposati al singhiozzar lontano della miserabile
+Falsa-Testuggine.
+
+E sedette, con gli occhi a metà chiusi, e quasi si credette davvero nel
+paese delle Meraviglie; benchè sapesse che, aprendo gli occhi, tutto
+sarebbe mutato in realtà desolante--avrebbe sentito l'erba stormire
+all'agitar del vento--avrebbe veduto lo stagno increspato a causa delle
+canne--il rumore delle tazze si sarebbe mutato nel tintinnìo dei
+campanelli delle pecore, e la voce stridente della Regina nella voce del
+pastorello--e gli starnuti del bimbo, l'urlo del Grifone, e tutti gli
+altri strepiti curiosi, si sarebbero mutati (e lei n'era persuasa) nel
+rumore confuso d'una fattoria, e il muggito lontano degli armenti
+avrebbe surrogato i profondi singhiozzi della Falsa-Testuggine.
+
+Finalmente, volle figurarsi la sua sorellina già cresciuta e diventata
+donna,--conservare ne' suoi anni maturi il cuore affettuoso e semplice
+della sua fanciullezza--raccogliere intorno a sè altre fanciulle, e far
+_loro_ brillare gli occhi beandoli con istorielle curiose e strane, e
+forse anche col sogno delle Avventure nel Paese delle Meraviglie; e con
+quanta simpatica tenerezza avrebbe ella stessa partecipato alle loro
+innocenti angosce, e con quanta letizia alle loro gioje, riandando i
+beati giorni della fanciullezza, e le gioconde giornate dell'estate.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+LONDRA:
+
+R. CLAY, FIGLI, E TAYLOR, STAMPATORI,
+
+BREAD STREET HILL.
+
+
+
+
+ * * * * *
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+La punteggiatura e l'ortografia originali sono state mantenute. Minimi
+errori di stampa sono stati corretti senza annotazione. Sono stati
+inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
+
+ mancò che non glielo [gielo] portasse via.
+ affissandola in faccia con un certo fare [faze] inquieto
+ bisbigliò all'orecchio della fanciulla, "È [E] sotto
+ che s'era avvicinato [avvicinata] ad Alice, ed osservava la
+ vuole [voule]."
+ fra [far] breve."
+ le [e] tre date, sopra le lavagne, e poi le sommarono [sommaronol]
+
+
+
+***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE DELLE
+MERAVIGLIE***
+
+
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+
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+This and all associated files of various formats will be found in:
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+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
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+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+works. See paragraph 1.E below.
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+</head>
+<body>
+<h1 class="pg">The Project Gutenberg eBook of Le avventure d'Alice nel paese delle
+meraviglie, by Lewis Carroll, Translated by Teodorico Pietrocòla-Rossetti,
+Illustrated by Sir John Tenniel</h1>
+<pre>
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at <a href = "http://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a></pre>
+<p>Title: Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie</p>
+<p>Author: Lewis Carroll</p>
+<p>Release Date: March 20, 2009 [eBook #28371]</p>
+<p>Language: Italian</p>
+<p>Character set encoding: ISO-8859-1</p>
+<p>***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE***</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<h4 class="center">E-text prepared by Carlo Traverso, Barbara Magni,<br />
+ and the Project Gutenberg Online Distributed Proofreading Team<br />
+ (<a href="http://www.pgdp.net/c/">http://www.pgdp.net</a>)<br />
+ from digital material generously made available by<br />
+ Internet Archive<br />
+ (<a href="http://www.archive.org">http://www.archive.org</a>)</h4>
+<p>&nbsp;</p>
+<table border="0" style="background-color: #ccccff;" cellpadding="10">
+ <tr>
+ <td valign="top">
+ Note:
+ </td>
+ <td>
+ Images of the original pages are available through
+ Internet Archive. See
+ <a href="http://www.archive.org/details/leavventuredalic00carr">
+ http://www.archive.org/details/leavventuredalic00carr</a>
+ </td>
+ </tr>
+</table>
+<p>&nbsp;</p>
+<hr class="full" />
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+
+<h2>LE AVVENTURE D'ALICE</h2>
+
+<h2>NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.</h2>
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div class="figcenter" style="width: 120px;">
+<img src="images/mark.jpg" width="120" height="124" alt="" title="Macmillan" />
+</div>
+
+
+
+<div class="figcenter" style="width: 323px;">
+<img src="images/frontispice.jpg" width="323" height="462" alt="" title="frontispiece" />
+</div>
+
+
+
+
+<h1>LE AVVENTURE D'ALICE<br />
+
+NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.</h1>
+
+
+<p class="center"><small>PER</small></p>
+
+<h2 class="spaced">LEWIS CARROLL.</h2>
+
+
+<p class="center"><small>TRADOTTE DALL'INGLESE DA</small></p>
+
+<h3 class="spaced">T. PIETROC&Ograve;LA-ROSSETTI.</h3>
+
+<hr style="visibility: hidden;" />
+
+<p class="center"><i>CON 42 VIGNETTE DI GIOVANNI TENNIEL.</i></p>
+
+<hr style="visibility: hidden;" />
+
+<p class="center"><small>Londra:</small><br />
+
+<span class="dbspaced">MACMILLAN AND CO.</span><br />
+
+1872.</p>
+
+<hr style="visibility: hidden;" />
+
+<h3><small>(<i>Propriet&agrave; letteraria dell'autore.</i>)</small></h3>
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<p class="title"><small>LONDRA:<br />
+
+R. CLAY, FIGLI, E TAYLOR, STAMPATORI,<br />
+
+BREAD STREET HILL.</small></p>
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">In su' vespri giocondi, dolcemente<br /></span>
+<span class="i2">Sul lago tranquillissimo voghiamo,<br /></span>
+<span class="i0">Da delicate mani facilmente<br /></span>
+<span class="i2">Son mossi i remi, e alla ventura andiamo,<br /></span>
+<span class="i0">E pel timon che incerto fende l'onda<br /></span>
+<span class="i0">Va la barchetta errante e vagabonda.<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">Mentre oppresso dal sonno, in luminose<br /></span>
+<span class="i2">Visioni il mio pensiero vaneggiava,<br /></span>
+<span class="i0">Mi destaron tre voci armon&iuml;ose<br /></span>
+<span class="i2">Chiedendomi un Racconto! Io non osava<br /></span>
+<span class="i0">Fare il broncio severo ed il ribelle<br /></span>
+<span class="i0">A tre bocche di rose,&mdash;a tre donzelle!<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">La Prima, con la voce di comando,<br /></span>
+<span class="i2">Fieramente m'impone "Cominciate!"<br /></span>
+<span class="i0">La Seconda mi dice "Io ti domando<br /></span>
+<span class="i2">Un racconto di silfidi e di fate."<br /></span>
+<span class="i0">La Terza (io non l'avrei giammai creduto),<br /></span>
+<span class="i0">M'interrompe una volta ogni minuto.<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">Eccole! ferme, attente, silenziose,<br /></span>
+<span class="i2">Seguire con l'accesa fantasia<br /></span>
+<span class="i0">La Fanciulla vagante in portentose<br /></span>
+<span class="i2">Reg&iuml;oni di sogni e poesia,<br /></span>
+<span class="i0">Che con bestie ed uccelli ognor favella,<br /></span>
+<span class="i0">E con forma del Ver l'Errore abbella.<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">La Storia non toccava ancora il fine<br /></span>
+<span class="i2">E appariva di gi&agrave; confusa e incolta;<br /></span>
+<span class="i0">Allor pregai le care fanciulline<br /></span>
+<span class="i2">Di finir la novella un'altra volta,<br /></span>
+<span class="i0">Ma risposer pi&ugrave; vispe e pi&ugrave; raggianti,<br /></span>
+<span class="i0">"No, <i>questa</i> &egrave; la tua volta! Avanti, avanti!"<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">E cos&igrave; le Avventure raccontai<br /></span>
+<span class="i2">Ad una ad una alle fanciulle amate,<br /></span>
+<span class="i0">Ed or questa novella ne formai<br /></span>
+<span class="i2">Ch'&egrave; un tessuto di favole accozzate;&mdash;<br /></span>
+<span class="i0">Ma il Sol gi&agrave; volge al suo tramonto, andiamo!<br /></span>
+<span class="i0">Alla sponda! alla sponda, ors&ugrave;, voghiamo!&mdash;<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">O Alice, accogli questa mia Novella,<br /></span>
+<span class="i2">E fra i sogni d'infanzia la riponi,<br /></span>
+<span class="i0">Deh! fanne d'essa una ghirlanda bella,<br /></span>
+<span class="i2">E sulla tua memoria la deponi,<br /></span>
+<span class="i0">Qual pellegrin che serba un arso fiore<br /></span>
+<span class="i0">Di suol lontano, e lo tien stretto al c&ocirc;re!&mdash;<br /></span>
+</div></div>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<h2>INDICE.</h2>
+
+<table summary="Indice">
+<tr>
+<td class="chap">CAP.</td><td class="left">&nbsp;</td><td class="num">PAGE.</td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">I.</td><td class="left">GI&Ugrave; NELLA CONIGLIERA</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_I">1</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">II.</td><td class="left">LO STAGNO DI LAGRIME</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_II">15</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">III.</td><td class="left">CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_III">29</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">IV.</td><td class="left">LA CASETTINA DEL CONIGLIO</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_IV">41</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">V.</td><td class="left">CONSIGLI D'UN BRUCO</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_V">58</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">VI.</td><td class="left">PORCO E PEPE</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_VI">74</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">VII.</td><td class="left">UN T&Egrave; DI MATTI</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_VII">93</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">VIII.</td><td class="left">IL CROQUET DELLA REGINA</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_VIII">110</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">IX.</td><td class="left">STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_IX">128</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">X.</td><td class="left">LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_X">145</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">XI.</td><td class="left">CHI HA RUBATO LE TORTE?</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_XI">158</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="chap">XII.</td><td class="left">TESTIMONIANZA D'ALICE</td>
+<td class="num"><a href="#CAPITOLO_XII">172</a></td></tr>
+</table>
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div class="figcenter" style="width: 249px;">
+<img src="images/001c.jpg" width="249" height="330" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+
+
+<h2><a name="CAPITOLO_I" id="CAPITOLO_I"></a>CAPITOLO I.</h2>
+
+<p class="title">GI&Ugrave; NELLA CONIGLIERA.</p>
+
+
+<p>Alice cominciava a sentirsi mortalmente stanca
+di sedere sul poggio, accanto a sua sorella,
+senza far nulla: una o due volte aveva gittato
+lo sguardo sul libro che leggeva sua sorella, ma<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>
+non c'erano imagini n&egrave; dialoghi, "e a che serve
+un libro," pens&ograve; Alice, "senza imagini e dialoghi?"</p>
+
+<p>E andava fantasticando col suo cervello (come
+meglio poteva, perch&egrave; lo stellone l'avea resa sonnacchiosa
+e grullina), se il piacere di fare una
+ghirlanda di margherite valesse la noja di levarsi
+su, e cogliere i fiori, quand'ecco un Coniglio
+bianco con gli occhi di rubino le pass&ograve; da
+vicino.</p>
+
+<p>Davvero non c'era <i>troppo</i> da meravigliarsi di
+ci&ograve;, n&egrave; Alice pens&ograve; che fosse cosa <i>troppo</i> stravagante
+di sentire parlare il Coniglio, il quale diceva
+fra s&egrave; "Oim&egrave;! Oim&egrave;i! ho fatto tardi!" (quando
+se lo ramment&ograve; in seguito s'accorse che avrebbe
+dovuto meravigliarsene, ma allora le sembr&ograve; una
+cosa assai naturale): ma quando il Coniglio <i>trasse
+un oriuolo dal taschino del panciotto</i>, e vi affis&ograve;
+gli occhi, e scapp&ograve; via, Alice salt&ograve; in piedi, perch&egrave;
+l'era venuto in mente ch'ella non avea mai veduto
+un Coniglio col panciotto e il suo rispettivo
+taschino, n&egrave; con un oriuolo da starvici dentro,
+e divorata dalla curiosit&agrave;, travers&ograve; il campo<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span>
+correndogli appresso, e giunse proprio a tempo di
+vederlo slanciarsi in una spaziosa conigliera, di
+sotto alla siepe.</p>
+
+<p>In un altro istante, gi&ugrave; Alice scivol&ograve;, correndogli
+appresso, senza punto riflettere come mai avrebbe
+fatto per riuscirne fuori.</p>
+
+<p>La buca della conigliera sfilava diritto come
+una galleria di <i>tunnel</i>, e poi s'inabissava tanto
+rapidamente che Alice non ebbe un solo istante
+per considerare se avesse potuto fermarsi, poich&egrave;
+si sentiva cader gi&ugrave; rotoloni in qualche precipizio
+che rassomigliava a un pozzo profondissimo.</p>
+
+<p>Una delle due, o il pozzo era arci-profondo, o
+ella vi ruzzolava assai adagino, poich&egrave; ebbe
+tempo, mentre cadeva, di guardare tutto intorno,
+e stupiva pensando a ci&ograve; che le avverrebbe poi.
+Prima di tutto aguzz&ograve; la vista e cerc&ograve; di vedere
+nel fondo per scoprire ci&ograve; che le accaderebbe, ma
+gli era bujo affatto e non ci si vedea punto:
+indi guard&ograve; alle pareti del pozzo ed osserv&ograve;
+ch'erano ricoperte di credenze e di scaffali da
+libri; qu&agrave; e l&agrave; vide mappe e quadri che pendeano<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span>
+da' chiodi. Andando gi&ugrave; prese di volo
+un vasettino che aveva un cartello, lo lesse:
+"CONSERVA D'ARANCE," ma oim&egrave;! era vuoto
+e rest&ograve; delusa: non volle lasciar cadere il vasettino
+per non ammazzare chi era in fondo, e andando
+sempre gi&ugrave; lo depose in un'altra credenza.</p>
+
+<p>"Bene," pens&ograve; Alice, "dopo una caduta tale,
+mi parr&agrave; proprio un niente il ruzzolare per le
+scale! A casa poi, come mi crederanno coraggiosa!
+D'ora innanzi, ancorch&egrave; cadessi dal
+tetto, non ne farei caso!" (E probabilmente dicea
+la verit&agrave;.)</p>
+
+<p>E gi&ugrave;&mdash;e gi&ugrave;&mdash;e gi&ugrave;! Finir&agrave; <i>mai</i> quella caduta?
+"Chi sa quante miglia ho percorse a
+quest'ora?" sclam&ograve;. "Davvero io st&ograve; per toccare
+il centro della terra. Vediamo: suppongo che
+saranno quattrocento miglia di profondit&agrave;&mdash;"
+(come vedete, Alice aveva imparate molte di tali
+cose nelle sue lezioni, ma non era quella la
+<i>migliore</i> occasione per fare sfoggio della sua
+erudizione, poich&egrave; non c'era niuno che l'ascoltasse,
+ci&ograve; non di meno era bene di ripassarle<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+a mente)&mdash;"s&igrave;, la sar&agrave; questa la vera distanza, o
+press'a poco&mdash;ma vorrei sapere a quale grado
+di Latitudine o di Longitudine io sia giunta!"
+(Alice non sapea mica che fosse Longitudine o
+Latitudine, ma pens&ograve; ch'erano belle parolone a
+dire, e le disse!)</p>
+
+<p>Pass&ograve; qualche istante e poi rincominci&ograve;. "Che
+dovessi io <i>traversare</i> la terra? Sarebbe bella
+s'io uscissi fra le genti che camminano col
+capo in gi&ugrave;! Credo che si chiamino le Antipatie&mdash;"
+(questa volta fu contenta che non
+<i>ci fosse</i> niuno che l'ascoltasse, perch&egrave; quel
+nome non le suonava giusto all'orecchio) "&mdash;ma
+domander&ograve; loro che nome abbia quel paese.
+Di grazia, Signora, &egrave; questa la Nuova Zelanda?
+o l'Australia?" (e cerc&ograve; di fare una riverenza
+mentre parlava&mdash;figuratevi, <i>far riverenza</i> mentre
+si casca gi&ugrave; a precipizio! Dite, potreste farla
+voi?) "Ma se far&ograve; una tale domanda mi crederanno
+una sciocca. No, non la far&ograve;: forse trover&ograve;
+scritto il nome in qualche parte colaggi&ugrave;."</p>
+
+<p>E gi&ugrave;&mdash;e gi&ugrave;&mdash;e gi&ugrave;! Non avendo nulla da<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>
+fare, Alice rincominci&ograve; a cinguettare. "Dina mi
+cercher&agrave; stanotte!" (Dina era il nome della gatta).
+"Spero che si rammenteranno di darle il suo
+piattino di latte quando prenderanno il t&egrave;. Cara
+Dina mia! Vorrei che tu fossi meco quaggi&ugrave;! Non
+vi son sorci nell'aria, ma sai, tu potresti afferrare
+una nottola ch'&egrave; simile al sorcio. Ma che! i
+gatti mangiano le nottole?" E qu&igrave; Alice cominci&ograve;
+a sonniferare, e fra il sonno e la veglia continu&ograve;
+a ruminare fra' denti, "I gatti mangiano le nottole?
+I gatti mangiano le nottole?" E talvolta, "Le
+nottole mangiano i gatti?" perch&egrave;, vedete, non
+potendo rispondere a nessuna delle due quistioni,
+non le importava se invertiva il senso di esse.
+Sonnecchiava di gi&agrave;, e proprio allora cominciava
+a sognare che se ne andava a braccetto con Dina
+e che le diceva con faccia austera: "Dina, d&igrave;mmi
+la verit&agrave;: hai tu mai mangiata una nottola?"
+quando, tonfete! casc&ograve; d'un subito sopra un
+mucchio di ramicelli e di foglie secche, e la caduta
+fin&igrave;.</p>
+
+<p>Alice non si fece male e salt&ograve; in piedi lesta e<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+pronta: guard&ograve; in alto, era bujo affatto: davanti a
+lei sfilava un lungo corridoio percorso dal Coniglio
+bianco ch'era sempre in vista. Non c'era tempo
+da perdere: Alice, come se avesse le ali, gli corse
+appresso, e sent&igrave; che sclamava, mentre svoltava
+a una cantonata,&mdash;"Giurammio! gli &egrave; tardi davvero!"
+Stava l&igrave; l&igrave; per raggiungerlo, ma appena
+pass&ograve; la cantonata il Coniglio non si vide pi&ugrave;; ed
+ella si trov&ograve; in una sala lunga e bassa, illuminata
+da una fila di lampade che pendevano dalla volta.</p>
+
+<p>V'erano porte tutt'intorno alla sala, ma erano
+tutte serrate, e dopo che Alice and&ograve; su e gi&ugrave; provando
+tutti gli usci per vedere se fosse possibile
+d'aprirne qualcheduno ma sempre inutilmente, si
+mise a camminar mestamente nel mezzo della sala,
+pensando come mai avrebbe potuto riuscirne fuori.</p>
+
+<div class="figleft" style="width: 242px;">
+<img src="images/008l.jpg" width="242" height="251" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Tutt'a un tratto capit&ograve; vicina a un piccolo
+tavolino di cristallo solido e sorretto da tre piedi:
+non c'era altro su d'esso che una chiavettina
+d'oro: or la prima idea ch'ebbe Alice fu che
+quella potesse aprire uno degli usci della sala;
+e prov&ograve;&mdash;ma oim&egrave;! o le toppe erano troppo<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+grandi, o la chiavettina era troppo piccola; ma
+comunque fosse, non potette aprirne alcuno. Ci&ograve;
+non di meno, avendo fatto un secondo giro nella
+sala, capit&ograve; davanti a una cortina bassa che non
+aveva osservata prima, e dietro ad essa v'era un
+piccolo uscio,
+alto quindici
+pollici o gi&ugrave;
+di l&igrave;: prov&ograve;
+la chiavettina
+d'oro se andasse
+alla toppa, e
+con molta allegrezza
+vide che
+c'entrava per
+l'appuntino!</p>
+
+<p>Alice apr&igrave; l'uscio e vide che dava a un piccolo
+corridoio, largo quanto una buca da topi: s'inginocchi&ograve;,
+e vide al di l&agrave; del corridoio il pi&ugrave; bel
+giardino del mondo. Oh! quanto desider&ograve; d'uscir
+fuori da quella sala buja per correre su que' prati
+di fiori risplendenti, e lungo le chiare e fresche<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+acque delle fontane, ma non l'era dato neppure di
+cacciare il capo fuori della buca; "e ancorch&egrave; il
+mio capo potesse passarvi," pens&ograve; la povera Alice,
+"mi servirebbe poco senza farci passare anche le
+spalle. Oh quanto bramerei riserrarmi come un
+telescopio! Credo che potrei farlo, se sapessi soltanto
+come cominciare." Poich&egrave; essendo ultimamente
+accadute tante cose straordinarie, Alice avea
+cominciato a persuadersi che poche fossero le cose
+veramente impossibili.</p>
+
+<div class="figright" style="width: 198px;">
+<img src="images/009r.jpg" width="198" height="284" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Era proprio tempo perso star l&igrave; piantata davanti
+all'usciolino, perci&ograve; Alice ritorn&ograve; verso la tavola
+con una mezza speranza di potervi trovare sopra
+un'altra chiave, o almeno un libro il quale insegnasse
+alla gente a riserrarsi come un cannocchiale:
+questa volta vi trov&ograve; un'ampolla, ("e
+certo non c'era prima," disse Alice,) e aveva
+attaccato al collo un cartello sul quale a lettere
+di scatola era magnificamente scritta questa parola
+"BEVI."</p>
+
+<p>V&agrave; benissimo il dire "Bevi," ma Alice ch'era
+una ragazzina prudente, l&igrave; per l&igrave; non volle bere.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+"N&ograve;, voglio prima vedere se c'&egrave; scritto '<i>veleno</i>;'"
+poich&egrave; ella aveva
+letto molte belle
+novellette sopra ragazzi
+ch'erano stati
+abbruciati, e mangiati
+vivi da bestie
+feroci, e cose simiglianti,
+e tutto
+ci&ograve; perch&egrave; non <i>vollero</i>
+ricordarsi della
+prudenza ch'era
+stata loro insegnata
+in casi simili; come
+per esempio, non maneggiare le molle infocate
+perch&egrave; scottano; se col coltello ti fai sul dito un
+taglio <i>molto</i> profondo, certo n'uscir&agrave; sangue; ed
+ella non avea dimenticato quell'altro avvertimento,
+se tu bevi smodatamente d'una bottiglia che
+ha l'iscrizione "veleno," presto o tardi ti far&agrave;
+male.</p>
+
+<p>Ci&ograve; non di meno quell'ampolla <i>non</i> aveva<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+l'iscrizione "veleno," perci&ograve; Alice si avventur&ograve; di
+assaggiarne il contenuto, e trovandolo delizioso
+(di fatto aveva un sapore misto di torta di
+ciliegie, di crema, d'ananasso, di tacchino arrosto,
+di torrone, e di crostini burrati), lo vuot&ograve; tutto
+d'un fiato.</p>
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+<p>"Che curiosa sensazione!" disse Alice: "mi
+vo ristringendo come un cannocchiale!"</p>
+
+<p>Ed era proprio cos&igrave;: non aveva pi&ugrave; che dieci
+pollici d'altezza, e il suo bel visino s'illumin&ograve; di
+gioja pensando che finalmente era giunta alla
+giusta statura per traversare l'usciolino, ed entrare
+nel bel giardino. Prima aspett&ograve; qualche minuto
+per vedere se rimpicciolisse di pi&ugrave;; &egrave; vero che
+prov&ograve; una certa ansiet&agrave; su quel mutamento;
+"perch&egrave;, sapete, potrei rimpicciolirmi tanto da
+sparire affatto come una candela," disse Alice.
+"A chi assomiglierei allora?" E cerc&ograve; di farsi
+un'idea dell'apparenza della fiamma d'una<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+candela smorzata, poich&egrave; non potea nemmeno
+ricordarsi se mai avesse veduta una cosa simile!</p>
+
+<p>E scorsero alcuni momenti, e veggendo che
+nulla di nuovo le accadeva, si accinse ad entrare
+nel giardino; ma&mdash;povera Alice!&mdash;quando fu all'uscio,
+si accorse che avea dimenticata la chiavettina
+d'oro, e quando si rivolse verso la tavola dove
+l'avea lasciata, vide che non potea pi&ugrave; arrivarla:
+essa la vedea chiaramente a traverso del cristallo,
+e fece ogni sforzo possibile per arrampicarsi ad uno
+de' piedi della tavola e montar su, ma gli era
+troppo sdrucciolevole; e dopo essersi affaticata
+invano per vincere quella difficolt&agrave;, la poverina si
+sedette e pianse.</p>
+
+<p>"Via! che vale abbandonarsi al pianto!"
+disse Alice a s&egrave; stessa; "io ti consiglio invece, o
+Signorina, di smetter subito quel piagnucolare!"
+Generalmente ella dava a s&egrave; stessa dei buoni consigli
+(bench&egrave; raramente poi li seguisse), e talvolta
+si rimproverava tanto severamente che le lagrime
+le scorrevano per le gote; e si ramment&ograve; che una
+volta stava l&igrave; l&igrave; per schiaffeggiarsi perch&egrave; s'era<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+truffata in una partita di <i>croquet</i> che giuocava
+contro a s&egrave; medesima, che questa straordinaria
+bimba trovava piacere a fingersi di essere due
+persone. "Ma ora &egrave; inutile voler credermi due
+persone," pens&ograve; la povera Alice, "me ne resta
+appena tanto per comporne <i>una</i>!".</p>
+
+<p>Ed ecco, le cadde sott'occhio una cassettina
+di cristallo che giaceva sotto la tavola: l'apr&igrave;, e
+vi trov&ograve; dentro un piccolo pasticcino, sul quale,
+con uva di Corinto, era scritto in belli caratteri
+"MANGIA." "Bene! lo manger&ograve;," disse Alice,
+"e se mi far&agrave; crescere di molto, giunger&ograve; ad
+afferrare la chiavettina, e se mi far&agrave; rimpicciolire
+mi striscer&ograve; sotto l'uscio: cos&igrave; in un modo o in
+un altro entrer&ograve; nel giardino, e poi, sar&agrave; quel che
+sar&agrave;!"</p>
+
+<p>Ne mangi&ograve; un bocconcino, e mettendosi la mano
+sul capo, sclam&ograve; ansiosamente: "In qual modo?
+In qual modo?" per vedere in qual modo si
+mutava, ma rest&ograve; molto sorpresa nel vedersi della
+stessa statura: certo, cos&igrave; accade a tutti coloro
+che mangiano pasticci, ma Alice s'era tanto<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+abituata a veder cose straordinarie, che le sembrava
+una cosa stupida e sciocca quella di
+crescere, come si cresce generalmente.</p>
+
+<p>E torn&ograve; alla bisogna, e in pochi istanti ingoi&ograve;
+tutto il pasticcio.<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p>
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<h2><a name="CAPITOLO_II" id="CAPITOLO_II"></a>CAPITOLO II.</h2>
+
+<p class="title">LO STAGNO DI LAGRIME.</p>
+
+<div class="figleft" style="width: 158px;">
+<img src="images/014l.jpg" width="158" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Curiosissimo e
+sempre pi&ugrave; curiosissimo!"
+grid&ograve; Alice
+(era tanta la sua sorpresa
+che non sapeva
+pi&ugrave; parlar correttamente
+la sua lingua);
+"mi st&ograve; allungando
+come un cannocchiale,
+e il pi&ugrave; lungo che mai
+vi sia stato! Addio
+piedi!" (perch&egrave; appena
+guard&ograve; gi&ugrave; a' suoi piedi
+le sembr&ograve; che li avesse
+quasi perduti di vista,
+tanto erano lontani).
+"Oh i miei poveri<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+piedini! chi mai in terra v'infiler&agrave; le calze,
+e vi metter&agrave; le scarpettine? Davvero <i>io</i> non
+potr&ograve; farlo pi&ugrave;! Oramai sar&ograve; tanto lungi da
+voi, che certo io non mi prender&ograve; pi&ugrave; briga
+di voi altri: bisogna che vi accomodiate alla
+meglio;&mdash;eppure bisognerebbe ch'io li trattassi
+bene," pens&ograve; Alice, "se n&ograve;, non vorranno andare
+per la via ch'io vorrei battere! Vediamo un po':
+ogni anno a Natale dar&ograve; loro un bel pajo di
+stivaletti."</p>
+
+<p>E andava mulinando col cervello come farebbe.
+"Glieli mander&ograve; col procaccino," pens&ograve; la bimba;
+"ma gli &egrave; davvero strano il mandar regali a'
+proprii piedi! E quanto sar&agrave; curioso l'indirizzo!</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i12"><i>Al Signor Piedestro d'Alice,</i><br /></span>
+<span class="i14"><i>Tappeto,</i><br /></span>
+<span class="i16"><i>Presso il parafuoco,</i><br /></span>
+<span class="i20">(<i>coi saluti d'Alice</i>).<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Meschina! quante sciocchezze vo dicendo!"</p>
+
+<p>Giusto allora il suo capo urt&ograve; contro la volta della
+sala: aveva pi&ugrave; di nove piedi d'altezza! Subito<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+adunghi&ograve; la chiavettina d'oro, e via, verso l'uscio
+del giardino.</p>
+
+<p>Povera Alice! Tutto quello che potea fare
+consisteva nel giacere, appoggiando il fianco per
+guardare il giardino con la coda d'un occhio; ma
+il penetrarvi dentro era diventato pi&ugrave; difficile che
+mai: sedette dunque, e si rimise a piangere.</p>
+
+<p>"Ti dovresti vergognare," disse Alice, "figurati,
+una gran ragazzona come te" (e davvero lo poteva
+dire allora) "fare la piagnolosa! Smetti subito ti
+dico!" Ma pure continu&ograve;, versando lagrime a
+secchie, sinch&egrave; form&ograve; uno stagno intorno a lei di
+quasi quattro pollici d'altezza, e che giungeva a
+met&agrave; della sala.</p>
+
+<p>Qualche istante dopo sent&igrave; in lontananza come
+uno scalpicc&iacute;o; subito si forb&igrave; gli occhi per
+vedere chi fosse. Era il Coniglio bianco che
+ritornava, splendidamente vestito, con un pajo di
+guanti bianchi in una mano, e un gran ventaglio
+nell'altra: veniva trottando frettolosamente, e
+mormorando fra s&egrave; stesso, "Oh! la Duchessa, la
+Duchessa! Se n'andr&agrave; sulle furie perch&egrave; l'ho<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+fatta aspettare!" Alice era tanto fuori di s&egrave; che
+avrebbe chiesto soccorso a chiunque le fosse capitato:
+cos&igrave; quando il Coniglio le fu vicino, gli
+disse con voce tremula e sommessa, "Di grazia,<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+Signore&mdash;&mdash;." Il Coniglio trasalt&ograve;, gli caddero a
+terra i guanti e il ventaglio, e in mezzo a quella
+tenebr&igrave;a si mise a correre di traverso come se
+avesse le ali alle zampe.</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 327px;">
+<img src="images/017c.jpg" width="327" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Alice raccatt&ograve; il ventaglio e i guanti, e perch&egrave;
+la sala pareva una stufaiuola si rinfresc&ograve; sventolandosi
+e parlando fra s&egrave;: "Meschina me!
+Come ogni cosa &egrave; strana quest'oggi! Eppure
+ieri le cose andavano secondo il solito. Non mi
+sorprenderebbe se stanotte fossi stata scambiata!
+Vediamo: non ero io, io stessa che mi levai questa
+mattina? Mi pare di rammentarmi ch'io mi
+trovai un poco diversa. Ma se non sono la stessa
+dovr&ograve; rivolgermi questa domanda: Chi mai dunque
+son io? Ah! qu&igrave; <i>st&agrave;</i> l'imbroglio!" E ripens&ograve;
+a tutte le ragazze che conosceva, e che erano dell'et&agrave;
+sua, per vedere se per caso fosse stata trasformata
+in una di quelle.</p>
+
+<p>"Certo io non sono Ada," disse, "perch&egrave; i suoi
+capelli sono inanellati, e i miei non lo sono punto;
+certo non sono Isabella, poich&egrave; io so tante belle
+cose, e quella poverina sa tanto poco! Eppoi<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+<i>Isabella</i> &egrave; Isabella, ed <i>io</i> sono io. Meschina! che
+imbroglio &egrave; questo! Proviamo se io mi rammento
+tutte le cose che sapeva una volta: quattro
+volte cinque fanno dodici, e quattro volte sei fanno
+tredici, e quattro volte sette fanno&mdash;oim&egrave;! Se
+vado di questo passo non giunger&ograve; mai a venti!
+Del resto la Tavola Aritmetica non significa nulla:
+proviamo la Geografia: Londra &egrave; la capitale di
+Parigi, e Parigi &egrave; la capitale di Roma, e Roma&mdash;&mdash;,
+n&ograve;, ho sbagliato <i>tutto</i>! Davvero devo essere stata
+trasformata in Isabella! Prover&ograve; a ripetere '<i>Rondinella
+pellegrina</i>;'" e si mise le mani conserte
+al petto come se stesse per ripetere le lezioni, e
+cominci&ograve; a recitare quella Romanza, ma la sua
+voce suonava rauca e strana, e le parole non le
+uscivano dalle labbra come una volta:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">"'<i>Rondinella porporina</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Che ti posi sul loggione</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Raccattando ogni mattina</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>La zanzara ed il moscone,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Li vuoi friggere in padella</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Porporina Rondinella?</i>'"<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></div></div>
+
+<p>"Scommetto che le vere parole della Romanza
+non son queste," disse la povera Alice, e le ritornarono
+i lucciconi agli occhi. "In somma," continu&ograve;
+a dire,-"io devo essere Isabella, e dovr&ograve; andare
+a vivere in quella casuccia, e non aver quasi pi&ugrave;
+giuocattoli, e tante lezioni da imparare! Ma se
+sono Isabella, caschi pure il mondo, io rester&ograve; qu&igrave;!
+Inutilmente, signori miei, caccerete la testa dal
+soffitto per dirmi 'Carina, vieni su!' Io alzer&ograve;
+soltanto gli occhi, e dir&ograve; loro, 'Chi son io?
+Ditemelo prima, e se sar&ograve; quella che voi cercate,
+verr&ograve; su; se no rester&ograve; qu&igrave; inchiodata sino a
+che sar&ograve; qualchedun'altra'&mdash;ma, oim&egrave;!" sclam&ograve;
+Alice, versando un fiume di lagrime. "Vorrei
+che <i>mettessero</i> fuori la testa! Son <i>tanto</i> stanca
+d'esser qu&igrave;, sola!"</p>
+
+<p>E si guard&ograve; le mani, e si meravigli&ograve; vedendo
+che mentre parlava fra s&egrave; stessa aveva infilato
+uno de' guanti bianchi che il Coniglio avea
+lasciati cadere. "Come mai ho <i>potuto</i> far ci&ograve;?"
+disse. "Forse sono ridiventata piccina."</p>
+
+<p>Si lev&ograve; ed avvicinossi alla tavola per misurarsi<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+con quella,&mdash;osserv&ograve; che, per quanto le pareva, era
+ridotta a circa due piedi d'altezza e che andava
+impiccolendosi rapidamente: indovin&ograve; che la causa
+di questa nuova trasformazione era il ventaglio che
+aveva in mano, e subito lo butt&ograve; a terra,&mdash;e fu
+proprio a tempo, altrimenti assottigliava tanto da
+sparire totalmente.</p>
+
+<p>"L'ho scampata bella!" disse Alice tutta
+impaurita da quel subitaneo mutamento, ma lieta,
+per&ograve; perch&egrave; esisteva ancora; "ed ora andiamo al
+giardino!" e rivolse sollecitamente i passi verso
+l'usciolino; ma ahi! l'usciolino era chiuso, e
+la chiavettina d'oro era sulla tavola come prima;
+"le cose vanno proprio alla peggio" pens&ograve; la
+derelitta fanciulla, "non sono stata mai tanto
+piccina! E protesto che tutto ci&ograve; &egrave; un brutto
+affare, ma brutto assai!"</p>
+
+<p>Mentre diceva queste parole, sdrucciol&ograve;, e
+zaffete! casc&ograve; sino al mento nell'acqua salsa.
+Imprima credette esser caduta nel mare, "e in tal
+caso potr&ograve; tornare a casa per la ferrovia," disse
+fra s&egrave;. (Alice era stata una volta sola ai bagni<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+di mare, d'allora in poi s'imagin&ograve; che dovunque
+si va, verso la spiaggia, trovansi casotti
+da bagni lungo il mare, ragazzi che zappano
+l'arena con le vanghe di legno, poi una fila di
+case mobiliate, e dietro ad esse una stazione di
+strada ferrata). Ma subito si accorse ch'era
+caduta nello stagno delle lagrime che avea versate
+quando aveva nove piedi d'altezza.</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 251px;">
+<img src="images/021c.jpg" width="251" height="209" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Peccato ch'io abbia pianto tanto!" disse
+Alice, nuotando, e cercando d'afferrar la riva.</p>
+
+<p>"Ora s&igrave; che sar&ograve; punita, affogando nelle mie
+proprie lagrime! <i>La</i> sar&agrave; proprio una cosa strana!
+Ma tutto &egrave; strano oggi."<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p>
+
+<p>E sent&igrave; qualche cosa che sguazzava nello
+stagno, si rivolse e credette vedere un elefante di
+mare o un ippopotamo, ma si ramment&ograve; ch'era
+assai piccina allora, e scopr&igrave; ch'altro non era che
+un sorcio, cascato come lei nello stagno.</p>
+
+<p>Pens&ograve; Alice, "Forse farei bene di parlare a
+questo sorcio. Ogni cosa &egrave; talmente straordinaria
+quaggi&ugrave; che non mi stupirei se egli potesse parlare:
+ad ogni modo, proviamo." E cominci&ograve;: "O Sorcio,
+sai tu la via per uscire da questo stagno? O
+Sorcio, io mi sento veramente stanca di nuotare
+qu&igrave;!" (Alice pens&ograve; che quello era il vero modo di
+parlare ad un sorcio: non aveva mai fatto una
+cosa simile prima, ma si ramment&ograve; d'aver letto
+nella Grammatica Latina di suo fratello, "Un
+Sorcio&mdash;di un Sorcio&mdash;a un Sorcio&mdash;un Sorcio&mdash;O
+Sorcio!") Il Sorcio la guard&ograve; fissamente, la
+squadr&ograve; ben bene co' suoi piccoli occhietti, ma
+non rispose niente.</p>
+
+<p>"Forse non intende la mia lingua," disse
+Alice; "scommetto ch'&egrave; un Sorcio Francese,
+venuto qu&igrave; con Napoleone." (Eh gi&agrave;! con tutte<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+le sue cognizioni storiche, Alice non sapea al
+giusto le date che citava.) E rincominci&ograve; "<i>O&ugrave;
+est ma chatte?</i>" era questa la prima frase ch'avea
+trovata nel suo libriccino di Lingua Francese. Il
+Sorcio fece un salto nell'acqua, e trem&ograve; a verghe.
+"Le domando perdono!" soggiunse subito Alice,
+avvedendosi d'avere scossi i nervi delicati della
+bestiolina. "Avea dimenticato che lei non ama
+i gatti."</p>
+
+<p>"Amare i gatti, io!" sclam&ograve; con voce acuta e
+rabbiosa. "Amerebbe <i>lei</i> i gatti, se fosse me?"</p>
+
+<p>"Forse no," rispose Alice con voce carezzevole,
+"ma non si adiri, sa! Eppure io vorrei farle vedere
+Dina, la gatta nostra; se la vedesse ne sarebbe
+innamorato pazzo. La &egrave; una bestiolina tanto
+carina e quietina," e nuotando svogliatamente e
+parlando talvolta a s&egrave; stessa, continuava Alice,
+"e fa le fusa per benino quando giace accoccolata
+presso al focolare, leccandosi le zampine e nettandosi
+la faccia&mdash;e l'&egrave; tanto soffice e soave alle carezze&mdash;e
+l'&egrave; proprio un paladino nell'afferrare i sorci&mdash;oh
+mi perdoni!" sclam&ograve; di nuovo Alice perch&egrave;<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+questa volta il Sorcio aveva il pelo tutto arruffato,
+e sembrava offeso immensamente, "Noi non ne
+parleremo pi&ugrave; se ci&ograve; le incresce."</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/024c.jpg" width="330" height="226" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"No, davvero!" grid&ograve; il Sorcio che avea la
+tremarella sino alla punta della coda. "Come
+se <i>io</i> volessi parlare dei gatti! La nostra famiglia
+<i>odi&ograve;</i> sempre i gatti; bestiaccie schifose, volgari
+e basse! Non mi faccia sentir pi&ugrave; il nome
+loro!"</p>
+
+<p>"No, davvero!" rispose sollecitamente Alice, e
+mutando argomento, soggiunse. "Dica, le piacciono<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+forse&mdash;le piacciono&mdash;i&mdash;i cani?" Il Sorcio non
+rispose, e Alice seguit&ograve; cos&igrave;. "Vicino a casa
+nostra, c'&egrave; un bellissimo cagnolino, se lo vedesse!
+&Egrave; un canbassetto con certi belli occhi luccicanti,
+e col pelo cenerino, arricciato e lungo! Ei busca,
+benissimo le cose che gli si gittano, e siede sulle
+zampine di dietro per pitoccare il suo desinaruccio,
+e fa tante altre belle cosettine&mdash;non potrei neppure
+rammentarne la met&agrave;&mdash;appartiene a un fattore, ed
+egli dice che la bestiolina vale proprio un Per&ugrave;,
+perch&egrave; gli &egrave; utile di molto, e uccide tutt'i topi,
+e&mdash;oim&egrave;!" grid&ograve; Alice tutta sconsolata. "Temo
+d'averla offesa di nuovo!" E davvero l'aveva
+offeso perch&egrave; il Sorcio si allontan&ograve; nuotando furiosamente
+ed agitando le acque dello stagno.</p>
+
+<p>Alice lo richiam&ograve; con un soave tuono di voce,
+"Sorcio caro, ritorni pure, ed io le prometto che
+non parler&ograve; pi&ugrave; di gatti n&egrave; di cani!" A queste
+parole, il Sorcio si rivolt&ograve; indietro, nuotando
+lentamente verso di lei: la sua faccia era pallida
+(di rabbia, pens&ograve; Alice), e disse con voce sommessa
+e tremante, "Approdiamo alla spiaggia, e le racconter&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+la mia storia, allora lei capir&agrave; perch&egrave; io
+detesti tanto i gatti e i cani."</p>
+
+<p>Era proprio tempo d'uscir fuori, perch&egrave; lo
+stagno si stava riempendo di uccelli e d'altri
+animali che v'eran caduti dentro: un'Anitra, un
+Dronte, un Lori, un Aquilotto, ed altre curiose
+bestioline. Alice apr&igrave; la via, e tutti, nuotando,
+la seguirono alla spiaggia.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p>
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/027c.jpg" width="330" height="252" alt="" title="" />
+</div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_III" id="CAPITOLO_III"></a>CAPITOLO III.</h2>
+
+<p class="title">CORSA ARRUFFATA, E RACCONTO CON LA CODA.</p>
+
+
+<p>L'assemblea che si riun&igrave; alla spiaggia era
+oltremodo bizzarra&mdash;figuratevi, gli uccelli avevano
+le piume fradice, e gli altri animali avevano il pelo
+incollato a' loro corpicciuoli; e tutti erano inzuppati,
+grondanti acqua, tristi e malcontenti.</p>
+
+<p>Naturalmente la prima quistione che fu posta
+fu quella di sapere come si sarebbero asciugati:<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+si consultarono insieme su questo argomento,
+e pochi minuti dopo Alice si mise a parlare familiarmente
+con loro, come se li avesse conosciuti
+da un secolo. Ebbe una lunga discussione col Lori,
+ma bentosto quest'ultimo le fece un viso
+arcigno, e disse perentoriamente, "Son pi&ugrave; vecchio
+di lei, perci&ograve; devo saper pi&ugrave; di lei;" ma Alice
+non volle convenirne se prima non le avesse detto
+quanti anni aveva. Il Lori non volle dirlo, e
+la loro conversazione cess&ograve;.</p>
+
+<p>Finalmente il Sorcio, che sembrava essere
+persona d'una certa autorit&agrave; fra loro, grid&ograve;,
+"Si seggano signori, e mi ascoltino! <i>Io</i> seccher&ograve;
+tutti in pochi momenti!" Tutti sedettero, in circolo,
+col Sorcio in mezzo. Alice gli affis&ograve; ansiosamente
+gli occhi in faccia, perch&egrave; era sicura che
+se non si fosse presto rasciugata avrebbe guadagnata
+una infreddatura solenne.</p>
+
+<p>"Hem!" disse il Sorcio con aria autorevole,
+"sono tutti all'ordine? Questa domanda &egrave; bastantemente
+secca, mi pare! Silenzio tutti, di grazia!
+'Il Generale Oudinot che venne a restaurare il<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+governo papale, fu presto secondato dal Re di
+Napoli, e dalle truppe della Regina di Spagna&mdash;&mdash;'"</p>
+
+<p>"Uff!" fece il Lori, con un brivido.</p>
+
+<p>"Scusi!" disse il Sorcio tutto accigliato, ma
+con molta civilt&agrave;: "Diceva qualche cosa?"</p>
+
+<p>"Le pare!" rispose frettolosamente il Lori.</p>
+
+<p>"Mi era parso di s&igrave;," soggiunse il Sorcio.&mdash;"Continuo
+dunque. 'Il Re di Napoli e la
+Regina di Spagna, con Oudinot, sposarono la
+causa del Papa, ed anche il Granduca di Toscana
+trov&ograve; la cosa&mdash;&mdash;'"</p>
+
+<p>"Trov&ograve; <i>che cosa</i>?" disse l'Anitra.</p>
+
+<p>"Trov&ograve; <i>la cosa</i>," replic&ograve; vivamente il Sorcio:
+"ella sa che significa 'la cosa.'"</p>
+
+<p>"S&ograve; bene che significa '<i>la cosa</i>' quando <i>io</i>
+trovo qualche cosa," rispose l'Anitra: "generalmente
+trovo un ranocchio o un verme. Or la
+quistione st&agrave; 'nella cosa,' che cosa ha trovato il
+Granduca?"</p>
+
+<p>Il Sorcio non gli bad&ograve; punto e si affrett&ograve;
+d'andare innanzi, "&mdash;trov&ograve; la cosa ben fatta cio&egrave;
+di unirsi ad Oudinot, al Re di Napoli ed alla<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+Regina di Spagna, per assistere il Papa e rimetterlo
+sul trono. Nel principio il Papa us&ograve; moderazione
+ma la violenza dei suoi consiglieri&mdash;&mdash;'
+Ebbene, carina, come si sente ora?" disse, rivolgendosi
+ad Alice.</p>
+
+<p>"Bagnata come un pulcino," rispose Alice
+mestamente, "non mi pare che la sua storiella mi
+secchi abbastanza."</p>
+
+<p>"Allora," disse il Dronte con voce solenne, e
+levandosi in piedi, "propongo che il parlamento
+si aggiorni, accioch&egrave; sieno adottati rimedii pi&ugrave;
+energici&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Ma parli italiano!" sclam&ograve; l'Aquilotto.
+"Non capisco la met&agrave; delle sue parolone, e forse
+lei stesso non ne intende cica!" E l'Aquilotto
+abbass&ograve; la testa per nascondere un sorriso, ma
+alcuni degli uccelli sghignazzarono apertamente.</p>
+
+<p>"Volevo dire," continu&ograve; il Dronte, facendo il
+broncio, "che il miglior modo di seccarsi sarebbe
+quello di fare una Corsa arruffata."</p>
+
+<p>"Che <i>&egrave;</i> la Corsa arruffata?" domand&ograve; Alice;
+non le premeva molto di saperlo, ma il Dronte<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+taceva come se <i>qualcheduno</i> dovesse parlare,
+mentre niuno sembrava disposto ad aprire becco
+o bocca.</p>
+
+<p>"Ecco," disse il Dronte, "il miglior modo di
+spiegarla &egrave; quello di eseguirla." (E siccome vi
+potrebbe venire la voglia di provare questa
+Corsa in qualche giorno d'inverno, vi dir&ograve;
+come il Dronte la diresse.)</p>
+
+<p>Imprima tracci&ograve; la linea dello steccato, una
+specie di circolo ("gi&agrave;, non importa che sia ben
+tracciata," disse), e poi tutta la comitiva entr&ograve;
+nello steccato mettendosi chi qu&agrave;, chi l&agrave;. Non si
+ud&igrave; "Uno, due, tre,&mdash;via!" ma cominciarono a
+correre a piacere, e si fermarono quando n'ebbero
+voglia, di tal che non si seppe quando la Corsa
+fosse terminata. Ad ogni modo, dopo che ebbero
+corso una mezz'ora o quasi, e si sentirono tutti
+ben seccati, il Dronte sclam&ograve; tutt'a un tratto,
+"La corsa &egrave; finita!" e tutti l'intorniarono anelanti,
+e sclamando, "Ma chi ha vinto?"</p>
+
+<p>Questa domanda impensier&igrave; immensamente il
+Dronte, perci&ograve; sedette e rest&ograve; lungo tempo con<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+un dito appoggiato alla fronte (tale e quale come
+&egrave; rappresentato Dante), mentre gli altri zittivano.
+Finalmente il Dronte disse, "<i>Tuttiquanti</i>
+hanno vinto, e tutti debbon'essere premiati."</p>
+
+<p>"Ma chi distribuir&agrave; i premii?" replic&ograve; un coro
+di voci.</p>
+
+<p>"<i>Essa</i>, s'intende," disse il Dronte, indicando
+Alice con un dito; e tutti si affollarono intorno a lei,
+gridando confusamente, "I premii! I premii!"</p>
+
+<p>Alice non sapea che fare, e nella disperazione
+cacci&ograve; la mano in tasca, e ne cav&ograve; una scatola
+di confetti (per buona sorte l'acqua non v'era
+entrata dentro), e ne distribu&igrave; tutt'intorno. Ce
+ne erano appunto uno per uno.</p>
+
+<p>"Ma essa dovrebbe avere un premio," disse il
+Sorcio.</p>
+
+<p>"S'intende," soggiunse il Dronte assai gravemente.
+"Che altro ha in saccoccia?" disse,
+rivolgendosi ad Alice.</p>
+
+<p>"Soltanto un ditale," rispose mestamente la
+fanciulla.</p>
+
+<p>"Dia qu&igrave;," replic&ograve; il Dronte.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 329px;">
+<img src="images/033c.jpg" width="329" height="363" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>E tutti l'accerchiarono di nuovo, mentre il
+Dronte con molta gravit&agrave; le offr&igrave; il ditale, e
+disse, "La preghiamo di accettare quest'elegante
+ditale;" e appena finito questo breve discorso,
+tutti applaudirono.</p>
+
+<p>Alice giudic&ograve; tutto quest'affare come una cosa<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+sovranamente stupida, ma avevano tutti un contegno
+talmente grave ch'ella non os&ograve; ridere, pure
+non seppe che cosa rispondere, ma semplicemente
+s'inchin&ograve; e prese il ditale assumendo la migliore
+seriet&agrave; del mondo.</p>
+
+<p>Rimaneva ora il mangiare i confetti; ci&ograve;
+produsse un po' di rumore e di confusione, poich&egrave;
+gli uccelli grandi si lagnavano che non avean
+potuto assaporarne il gusto, e gli uccelli piccoli
+avendoli inghiottiti ne rimasero pressoch&egrave; strozzati
+e si dovette loro picchiar la schiena. Ma anche
+ci&ograve; ebbe un termine e sedettero in circolo, pregando
+il Sorcio di dir loro qualcosuccia di pi&ugrave;.</p>
+
+<p>"Si rammenti che mi ha promesso di raccontarmi
+la sua storia," disse Alice, "e la ragione
+per cui odia i 'G' e i 'C'" soggiunse sommessamente,
+e un poco con paura che di nuovo si
+offendesse.</p>
+
+<p>"La mia &egrave; una storia lunga e trista, e con la
+coda!" rispose il Sorcio, rivolgendosi con un
+sospiro ad Alice.</p>
+
+<p>"Certo <i>&egrave;</i> una lunga coda," disse Alice, guardando<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+con meraviglia alla coda del Sorcio; "ma
+perch&egrave; la chiama trista?" E continu&ograve; a pensarvi
+sopra imbarazzata mentre il Sorcio parlava;
+e cos&igrave; l'idea che si fece di quella storia con la
+coda fu presso a poco questa:</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i8">Furietta disse<br /></span>
+<span class="i11">al Sorcio,<br /></span>
+<span class="i12">che in casa<br /></span>
+<span class="i15">avea<br /></span>
+<span class="i15">trovato:<br /></span>
+<span class="i16">Andiamo<br /></span>
+<span class="i17"><span style="font-size: 95%">al Tribunale,<br /></span></span>
+<span class="i19"><span style="font-size: 95%">ti voglio<br /></span></span>
+<span class="i18"><span style="font-size: 95%">processare.<br /></span></span>
+<span class="i16"><span style="font-size: 95%">Non chiedo<br /></span></span>
+<span style="line-height: .9em">
+<span class="i13"><span style="font-size: 95%">le tue scuse,<br /></span></span>
+<span class="i11"><span style="font-size: 90%">o Sorcio<br /></span></span>
+<span class="i9"><span style="font-size: 90%">indiavolato,<br /></span></span>
+<span class="i10"><span style="font-size: 90%">Quest'oggi<br /></span></span>
+<span class="i12"><span style="font-size: 90%">non ho nulla<br /></span></span>
+<span class="i14"><span style="font-size: 90%">a casa mia<br /></span></span>
+<span class="i16"><span style="font-size: 85%">da fare.&mdash;<br /></span></span>
+<span class="i18"><span style="font-size: 85%">Disse a<br /></span></span>
+<span class="i19"><span style="font-size: 85%">Furietta<br /></span></span>
+<span style="line-height: .8em">
+<span class="i18"><span style="font-size: 85%">il Sorcio:<br /></span></span>
+<span class="i16"><span style="font-size: 85%">Ma come<br /></span></span>
+<span class="i14"><span style="font-size: 80%">andremo<br /></span></span>
+<span class="i13"><span style="font-size: 80%">in Corte?<br /></span></span>
+<span class="i15"><span style="font-size: 80%">Senza giur&igrave;<br /></span></span>
+<span class="i17"><span style="font-size: 80%">n&egrave; giudici?<br /></span></span>
+<span class="i19"><span style="font-size: 80%">Sarebbe<br /></span></span>
+<span class="i19"><span style="font-size: 75%">una vendetta!<br /></span></span>
+<span class="i18"><span style="font-size: 75%">Sar&ograve; giur&igrave;<br /></span></span>
+<span style="line-height: .7em">
+<span class="i17"><span style="font-size: 75%">e giudice,<br /></span></span>
+<span class="i16"><span style="font-size: 75%">rispose<br /></span></span>
+<span class="i15"><span style="font-size: 75%">allor<br /></span></span>
+<span class="i16"><span style="font-size: 70%">Furietta,<br /></span></span>
+<span class="i17"><span style="font-size: 70%">E passer&ograve;<br /></span></span>
+<span class="i18"><span style="font-size: 70%">latrando,<br /></span></span>
+<span class="i17"><span style="font-size: 70%">La tua<br /></span></span>
+<span class="i16"><span style="font-size: 70%">sentenza<br /></span></span>
+<span class="i15"><span style="font-size: 70%">a morte.<br /></span></span>
+</span></span></span>
+</div></div>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span></p>
+
+<p>"Ella non presta attenzione!" disse il Sorcio
+ad Alice con tuono severo. "A che cosa sta
+pensando?"</p>
+
+<p>"Le domando scusa," rispose umilmente Alice:
+"ella &egrave; giunta alla quinta curvatura della coda,
+non &egrave; vero?"</p>
+
+<p>"<i>No, doh!</i>" riprese il Sorcio con voce acerba
+ed irata.</p>
+
+<p>"Che! c'&egrave; un <i>nodo</i>?" sclam&ograve; Alice sempre
+pronta e servizievole, e guardandosi attorno. "Mi
+conceda il favore di disfarlo!"</p>
+
+<p>"Niente affatto," rispose il Sorcio, levandosi e
+in atto di partire. "Lei m'insulta dicendomi
+tali scempiaggini!"</p>
+
+<p>"No, davvero!" disse Alice con sottomissione.
+"Ma lei s'offende tanto facilmente!"</p>
+
+<p>Per tutta riposta il Sorcio si mise a borbottare.</p>
+
+<p>"Di grazia, ritorni, e finisca il suo racconto!"
+Alice dunque lo richiam&ograve;; e tutti gli altri sclamarono
+in coro, "Via, finisca il racconto!" ma il
+Sorcio croll&ograve; il capo con un moto d'impazienza,
+ed affrett&ograve; il passo.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p>
+
+<p>"Peccato che non sia restato!" disse sospirando
+il Lori, appena che il Sorcio si perd&egrave; di
+vista; e un vecchio granchio colse quella opportunit&agrave;
+per dire alla sua figlia, "Amore mio, ci&ograve;
+ti serva di lezione, e <i>bada</i> a non andar mai in
+collera!"</p>
+
+<p>"Sta zitto, Babbo," rispose la piccina con un
+fare sdegnosetto. "Tu provocheresti anche la
+pazienza d'un'ostrica!"</p>
+
+<p>"Ah se Dina fosse qu&igrave;!" disse Alice, parlando
+ad alta voce, ma senza rivolgersi a chi che sia.
+"Lo porterebbe indietro in un momento!"</p>
+
+<p>"Perdoni la curiosit&agrave;, chi &egrave; Dina?" domand&ograve;
+il Lori.</p>
+
+<p>Alice rispose sollecitamente, perch&egrave; la era
+sempre pronta a parlare della sua prediletta:
+"Dina &egrave; la nostra gatta. &Egrave; un vero paladino
+quando va a caccia di sorci! E se la vedeste
+correr dietro agli uccelli! Visti e presi!"</p>
+
+<p>Questo discorso produsse un impressione vivissima
+nell'assemblea. Alcuni uccelli volarono
+via di botto: una gazza vecchia si avvilupp&ograve; ben<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+bene dicendo, "&Egrave; ormai tempo di tornare a
+casa; l'aria della notte mi fa male alla gola!" e
+un canarino chiam&ograve; con voce tremula tutt'i suoi
+piccini, "Venite, venite carini! Gli &egrave; tempo di
+andare a letto!" E cos&igrave; chi con un pretesto chi
+con un altro, tutti andarono via, ed Alice rimase
+sola.</p>
+
+<p>"Ho fatto male di nominare Dina!" disse fra
+s&egrave; assai mestamente. "Ei pare che niuno l'ami
+quaggi&ugrave;, eppure la &egrave; la miglior gatta del mondo!
+Oh Dina mia cara! Chi sa, se ti rivedr&ograve; mai
+pi&ugrave;!" E la povera Alice rincominci&ograve; a piangere
+perch&egrave; si sentiva tutta soletta e sconsolata. Ma
+alcuni momenti dopo, sent&igrave; di nuovo uno scalpicc&iacute;o
+in lontananza, e guard&ograve; fissamente, nella speranza
+che il Sorcio avesse mutato pensiero, e tornasse per
+finire il suo racconto.<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_IV" id="CAPITOLO_IV"></a>CAPITOLO IV.</h2>
+
+<p class="title">LA CASETTINA DEL CONIGLIO.</p>
+
+
+<p>Era il Coniglio bianco che ritornava bel bello
+indietro, guardando ansiosamente qu&agrave; e l&agrave;, come
+che avesse smarrito qualche cosa, e mormorando
+fra s&egrave; stesso: "Oh la Duchessa! la Duchessa!
+Oh zampine mie! pelle e baffi miei state freschi
+ora! Ella mi far&agrave; impiccare, e ne son tanto
+sicuro come son certo che le donnole sono donnole!
+Ma dove mai mi son caduti?" Alice
+indovin&ograve; subito ch'egli andava ricercando il
+ventaglio e il paio di guanti bianchi, e buona
+e servizievole com'era, si dette attorno per
+ritrovarli, ma fu inutile, non si trovarono pi&ugrave;&mdash;ogni<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+cosa sembrava mutata dal momento ch'era
+cascata nello stagno; e la gran sala, e il tavolino
+di cristallo, e l'usciolino erano svaniti totalmente.</p>
+
+<p>Bentosto il Coniglio si accorse di Alice, mentr'ella
+si affannava alla ricerca, e grid&ograve; con voce
+irata, "Marianna che cosa <i>stai</i> facendo qu&igrave;? Via
+corri a casa, e portami un paio di guanti ed un ventaglio!
+Subito, ti dico!" Alice fu tanto spaventata
+da quella voce che senza perder tempo corse
+velocemente verso il luogo indicato, senza dir
+nulla sullo sbaglio che il Coniglio faceva.</p>
+
+<p>"Mi ha presa per la cameriera," disse fra s&egrave;
+mentre continuava a correre. "Ei sar&agrave; molto sorpreso
+quando scoprir&agrave; chi io sia! Ma &egrave; meglio
+recargli il ventaglio e i guanti, cio&egrave;, purch&egrave; io li
+possa trovare." E giunse innanzi a una bella casettina,
+e sull'uscio v'era un cartello inciso sopra
+una rilucente lamina di ottone, con questo nome
+"CONIGLIO B." Entr&ograve;, senza picchiare all'uscio,
+e frettolosamente divor&ograve; tutta la scala temendo
+d'incontrare la vera Marianna, ed esser da lei cacciata<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+via dalla casa prima di trovare il ventaglio
+e i guanti.</p>
+
+<p>"Gli &egrave; proprio curioso," pens&ograve; Alice, "d'esser
+mandata da un Coniglio a far servizi! Mi aspetto
+che Dina vorr&agrave; poi mandarmi a far servizi
+per lei!" E cominci&ograve; a fantasticare ci&ograve; che in
+tal caso avverrebbe: "'Siora Alice! Venga qu&igrave;
+subito, e si prepari a trottare!' 'Eccomi qu&igrave;, tata!
+Ma dovrei far la guardia a questo buco sinch&egrave;
+Dina venga, acciocch&egrave; il sorcio non ne scappi.'
+Per&ograve; non crederei," continu&ograve; Alice, "che permetterebbero
+a Dina di restare in casa se essa cominciasse
+a comandare la gente a questo modo!"</p>
+
+<p>E cos&igrave; ciarlando entr&ograve; in una cameretta assai
+pulitina, con una tavola presso al terrazzino, e sopra
+di essa v'erano (come Alice avea di gi&agrave; sperato)
+un ventaglio e due o tre paja di guanti bianchi
+e nitidi; ella prese il ventaglio ed un pajo di
+guanti, e stava per uscire, quando le cadde
+sott'occhio un'ampolla che stava vicino allo
+specchio. Non avea nessun cartello attaccato,
+con la parola "BEVI," eppure essa la stur&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+e se l'avvicin&ograve; alle labbra. "Certo <i>qualche cosa</i>
+di meraviglioso mi accade ogni qual volta bevo
+o mangio," disse fra s&egrave;; "vediamo dunque che
+cosa produrr&agrave; questo liquore. Spero che mi far&agrave;
+crescere di nuovo, perch&egrave; sono proprio stanca di
+vedermi cos&igrave; piccina!"</p>
+
+<p>E cos&igrave; accadde, e molto pi&ugrave; presto di quello
+che si aspettasse: pria che avesse bevuto la met&agrave;
+dell'ampolla sent&igrave; che il suo capo premeva contro
+la volta, e dovette smetter subito, perch&egrave; rischiava
+di rompersi la nuca. Immediatamente depose
+l'ampolla, dicendo, "Basta per ora&mdash;spero che
+non crescer&ograve; di pi&ugrave;&mdash;ma cos&igrave; come sono non
+potr&ograve; uscire pi&ugrave; dall'uscio&mdash;ah! magari, avessi
+bevuto meno!"</p>
+
+<p>Oim&egrave;! era tardi il pentirsi! And&ograve; crescendo,
+crescendo, e dovette inginocchiarsi, perch&egrave; non
+poteva pi&ugrave; stare in piedi; e dopo un altro minuto,
+dovette sdraiarsi appoggiando un gomito all'uscio,
+e mettendo un braccio intorno al capo. E cresceva
+ancora; disperata, cacci&ograve; una mano fuori della
+finestra, ficc&ograve; un piede nel caminetto, e disse a s&egrave;<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+medesima, "Checch&egrave; accada, non posso far di pi&ugrave;.
+Che <i>sar&agrave;</i> di me?"</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/042c.jpg" width="330" height="234" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Buono per Alice che la virt&ugrave; dell'ampolla
+magica era giunta al suo apice, e perci&ograve; non
+crebbe di pi&ugrave;: ci&ograve; non di meno si sentiva molto
+male in quello stato, e come che non c'era verso
+d'uscire da quella gabbia, se ne attrist&ograve; di
+molto.</p>
+
+<p>"Stava molto meglio a casa mia," pens&ograve; la
+povera Alice, "col&agrave; non passava il mio tempo<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+a crescere ed a impiccolire, e ad esser la serva de'
+sorci e de' conigli. Quasi quasi mi pento d'esser
+discesa nella Conigliera&mdash;eppure&mdash;eppure&mdash;l'&egrave;
+curiosetto questo genere di vita! Ma, che <i>cosa</i>
+mai son'io addiventata? Quando io leggeva le
+novelle delle fate, credeva che quella sorta di stranezze
+non potesse mai accadere, ed ora eccomi nel
+bel mezzo di una di quelle. Si dovrebbe scrivere
+un libro su queste mie avventure, si dovrebbe,
+certo! Quando sar&ograve; grande ne scriver&ograve; uno&mdash;ma
+sono di gi&agrave; grande," soggiunse con
+mestizia, "e non c'&egrave; spazio per crescere di pi&ugrave;
+<i>qu&igrave;</i>."</p>
+
+<p>"Ma che," pens&ograve; Alice, "non crescer&ograve; pi&ugrave;
+negli anni? Da una parte sarebbe un bene&mdash;non
+diventare mai vecchia,&mdash;ma quell'imparar sempre
+le lezioni m'annoierebbe! Oh non mi piacerebbe
+<i>ci&ograve;</i>!"</p>
+
+<p>"Ah pazzerella che sei!" rispose Alice a s&egrave;
+stessa. "Come potresti imparare le lezioni, qu&igrave;?
+C'&egrave; appena spazio per te, come c'entrerebbero
+i libri?"<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p>
+
+<p>E cos&igrave; passava il tempo, ora parlando, ora
+rispondendo a s&egrave; stessa, e facendo una vera
+conversazione fra Alice ed Alice; ma dopo
+qualche istante sent&igrave; una voce di fuori, e si mise
+ad ascoltare.</p>
+
+<p>"Marianna! Marianna!" vociava quel tale di
+fuori; "portami subito i guanti!" E si sent&igrave; un
+calpest&igrave;o frettoloso per la scala. Alice pens&ograve; che
+fosse il Coniglio che veniva a sollecitarla a far
+presto, e trem&ograve; tanto da scuoter la casa dalle
+fondamenta, scordandosi ch'oramai era diventata
+mille volte pi&ugrave; grande del Coniglio, e che non
+c'era motivo da spiritar di paura.</p>
+
+<p>Il Coniglio giunse all'uscio, e cerc&ograve; di aprirlo,
+ma gli era inutile spingere la porta, perch&egrave; il gomito
+d'Alice era puntellato contro. Alice ud&igrave; che il
+Coniglio diceva fra s&egrave;, "Andr&ograve; dietro la casa ed
+entrer&ograve; per la finestra."</p>
+
+<p>"Non ci entrerai!" pens&ograve; Alice, ed attese sino a
+che le parve che il Coniglio fosse sotto la finestra;
+allora apr&igrave; d'un subito la mano come se volesse
+acchiappare qualche cosa nell'aria. Non afferr&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+nulla, ma sent&igrave; uno strillo e il rumore d'una
+caduta, poi un fracasso di vetri rotti, e cap&igrave; che
+il poverino era probabilmente cascato in qualche
+vetrina da cetrioli o
+cosa simile.</p>
+
+<div class="figleft" style="width: 205px;">
+<img src="images/045l.jpg" width="205" height="297" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Poi s'ud&igrave; una
+voce rabbiosa&mdash;quella
+del Coniglio:&mdash;"Gianni!
+Gianni!
+Dove sei?"
+E rispose una voce
+ch'ella non avea
+mai sentita, "Eccomi
+qua! Stava
+scavando patate, illustrissimo!"</p>
+
+<p>"Scavando patate!" tuon&ograve; furiosamente il
+Coniglio. "Vieni qua! Aiutami per uscire da
+<i>questo</i>!..." (Cricch! si sent&igrave; scricchiare il
+vetro).</p>
+
+<p>"Dimmi Gianni, che mostruosit&agrave; c'&egrave; lass&ugrave;, alla
+finestra?"<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></p>
+
+<p>"Poffare! gli &egrave; un braccio, lustrissimo!"</p>
+
+<p>"Un braccio! va via paperone! Chi ne ha mai
+veduti di quella grossezza? Diamine, riempie tutta
+la finestra!"</p>
+
+<p>"Gli &egrave; proprio cos&igrave;, lustrissimo: ma &egrave; un braccio
+bell'e buono."</p>
+
+<p>"Bene, ma ei non ha niente da fare con la mia
+finestra; va, portalo via!"</p>
+
+<p>Successe un lungo silenzio, poi Alice sent&igrave; un
+bisbiglio sommesso; e parole come queste, "Davvero,
+non potrei, lustrissimo; n&ograve;, davvero!" "Fa
+come ti dico, vigliaccone!" allora Alice di nuovo
+fendette l'aria con la mano minacciando d'acchiappare.
+Questa volta si udirono <i>due</i> strilli
+acuti, e cri, cri, scricchi&ograve; di nuovo il vetro.
+"Quante vetrine da cetrioli vi debbon essere
+colaggi&ugrave;!" pens&ograve; Alice. "Chi sa che faranno
+dopo! Quanto al cacciarmi fuori dalla finestra,
+vorrei che <i>potessero</i> farlo! Certo, <i>io</i> non ho
+mica voglia di rimaner pi&ugrave; qu&igrave;!"</p>
+
+<p>Aspett&ograve; un poco, ma non si sentiva nulla; ecco
+finalmente avvicinarsi un cigol&igrave;o di certe ruote di<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+carri, e molti che vociavano e parlavano insieme: e
+sent&igrave; che dicevano: "Dov'&egrave; l'altra scala?&mdash;Ma, io
+non ne dovea portare che una; Tonio ha l'altra&mdash;D&igrave;,
+Tonio, portala qu&igrave;, bambino mio!&mdash;L&agrave;, appoggiatela
+a quel cantone&mdash;No, no, legatele insieme
+prima&mdash;non vedete che non arrivano!&mdash;Oh! vi
+arriveranno, non sar&agrave; tanto difficile!&mdash;Qu&agrave;, Tonio,
+afferra questa fune&mdash;Ma regger&agrave; il tetto?&mdash;Bada a
+quella tegola che vacilla!&mdash;Oh&egrave;, casca gi&ugrave;!&mdash;Bada!
+bada!" (Patatrac!)&mdash;"Chi ha fatto ci&ograve;?&mdash;Gli &egrave;
+Tonio, credo&mdash;Chi scender&agrave; pella gola del caminetto?&mdash;<i>Io</i>
+no!&mdash;Vuoi <i>tu</i>?&mdash;No, neppur io!&mdash;Tonio
+dovr&agrave; scendervi&mdash;Oh&egrave;, Tonio, il padrone
+dice che devi scendere pella gola del caminetto!"</p>
+
+<p>"Bellino!" disse Alice fra s&egrave;, "cos&igrave; questo
+Tonio verr&agrave; dal caminetto? Pare che quei signori
+abbian posto ogni carico sulle spalle del povero
+Tonio! Non vorrei esser mica ne' suoi panni:
+questo camino &egrave; molto angusto, non v'&egrave; dubbio;
+ma potr&ograve; tirarvi qualche calcio, <i>credo</i>!"</p>
+
+<p>E ritir&ograve; il piede quanto pi&ugrave; pot&egrave; dal caminetto,
+ed aspett&ograve; sino a che sent&igrave; un animaluccio (senza<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+che potesse indovinare
+a che razza appartenesse)
+che raschiava e
+scendeva adagino lunghesso
+il camino: "Gli
+&egrave; Tonio," disse, e tir&ograve;
+un bel calcio, poi attese
+ci&ograve; che seguirebbe
+dopo.</p>
+
+<div class="figleft" style="width: 172px;">
+<img src="images/048l.jpg" width="172" height="462" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>La prima cosa che
+sent&igrave; fu un coro di
+voci che diceva,
+"Ecco Tonio che
+vola!" e poi la voce
+sola del Coniglio che
+gridava&mdash;"Pigliatelo,
+voi altri che siete
+vicino alla siepe!"
+e poi silenzio, e poi
+una gran confusione di
+voci&mdash;"Sostenetegli il
+capo&mdash;Qu&agrave; l'acquavite&mdash;Non<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+lo soffocate&mdash;Come and&ograve; compare? Che
+cosa ti avvenne? S&ugrave; narraci tutto!"</p>
+
+<p>Finalmente s'ud&igrave; una vocina debole e sibilante
+("&Egrave; Tonio," pens&ograve; Alice), "Non saprei che dirvi&mdash;Non
+pi&ugrave;, grazie; st&ograve; meglio&mdash;ma mi sento troppo
+agitato per raccontarvelo&mdash;tutto quel che mi rammento
+gli &egrave; qualche cosa che mi sbalestr&ograve; in aria,
+ed io schizzai via come un razzo!"</p>
+
+<p>"Schizzasti via davvero poveretto!" dissero
+gli altri.</p>
+
+<p>"Incendiamo la casa!" sclam&ograve; il Coniglio, ma
+Alice grid&ograve; subito con quanta voce aveva in gola,
+"Se fate ci&ograve;, vi far&ograve; acchiappar tutti da Dina!"</p>
+
+<p>Si fece subito un gran silenzio, e Alice disse
+fra s&egrave;, "Vediamo, cosa <i>faranno</i> ora! Se avesser
+cervello, scoperchierebbero il tetto." Qualche istante
+dopo cominciarono a muoversi di nuovo e sent&igrave; il
+Coniglio che diceva, "Baster&agrave;, una carrettata per
+cominciare."</p>
+
+<p>"Una carrettata <i>di che</i>?" disse Alice; ma non
+rest&ograve; molto in dubbio, perch&egrave; subito una grandine
+di sassolini cominci&ograve; a scoppiettare nella finestra,<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+ed alcuni la colpirono in faccia. "Bisogna finirla,"
+pens&ograve; Alice, e grid&ograve;, "Fareste bene di non provarvici
+un'altra volta!" Queste parole produssero
+un altro silenzio sepolcrale.</p>
+
+<p>Alice osserv&ograve; con un p&ograve; di stupore che i sassolini
+si convertivano in pasticcini appena toccavano il
+pavimento, e subito un idea le sfolgor&ograve; in mente.
+"Proviamo a mangiare uno di questi pasticcini,"
+disse, "certo essi produrranno qualche mutamento
+nella mia statura; e siccome non potranno farmi
+pi&ugrave; grossa di quel che sono, m'impiccoliranno
+forse."</p>
+
+<p>E mangi&ograve; un pasticcino, e si rallegr&ograve; di vedersi
+subito impiccolire. Appena che si sent&igrave; piccola
+abbastanza per uscire dalla porta, scapp&ograve; dalla casa,
+e incontr&ograve; una folla di animalucci e d'uccelli che
+aspettavano fuori. La povera Lucertola (era Tonio)
+stava nel mezzo, sostenuta da due porcellini d'India,
+che le davano qualche ristoro da una bottiglia.
+Appena comparve Alice tutti le si avventarono
+addosso; ma la bimba si mise a correre sino a
+che si ritrov&ograve; sana e salva in una foresta.<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span></p>
+
+<p>"La prima cosa che dovr&ograve; fare," pens&ograve; Alice,
+vagando nella foresta, "la &egrave; quella di ricrescere e
+giungere alla mia statura naturale; e la seconda
+poi sar&agrave; di cercare il modo d'entrare in quell'ameno
+giardino. &Egrave; questo, mi pare, il miglior
+piano."</p>
+
+<p>E davvero sembrava un piano eccellente, e imaginato
+assai per benino; ma la difficolt&agrave; stava in
+ci&ograve; ch'ella non sapea da dove rifarsi per metterlo
+ad effetto; e mentre aguzzava l'occhio fra gli
+alberi della foresta, un piccolo latrato acuto al di
+sopra di lei la fece guardare in su presto presto.</p>
+
+<p>Un enorme cucciolo la squadrava con occhi
+dilatati e rotondi, e allungando una zampa cercava
+di toccarla. "Poverino!" disse Alice con voce
+carezzevole, e per allettarlo si prov&ograve; a dirgli "te',
+te'!" ma tremava a verghe temendo che fosse affamato,
+nel qual caso l'avrebbe probabilmente divorata
+a dispetto di tutte le sue carezze.</p>
+
+<p>Non sapendo che farsi, prese un ramuscello e
+lo present&ograve; al cagnolino; questo salt&ograve; in aria come
+un razzo, dando fuori un urlo di gioja, e s'avvent&ograve; al<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+ramuscello come se lo volesse sbranare; allora Alice
+si mise cautamente dietro ad un cardo altissimo
+per non esser da lui rovesciata; quando si affacci&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+all'altro lato, vide che il cagnolino s'era avventato
+nuovamente al ramuscello, ed aveva fatto un capitombolo
+nella furia d'afferrarlo; ma siccome ad
+Alice sembrava che era come scherzare con un
+cavallo di vetturale, cos&igrave; per evitare d'esser
+calpestata dalle zampe della bestia, fugg&igrave; di nuovo
+dietro al cardo: allora il cagnolino cominci&ograve; una
+serie di cariche verso il ramuscello, correndo ogni
+volta al di l&agrave; del segno, e correndo indietro
+pi&ugrave; di quel che gli conveniva, e sempre abbaiando
+raucamente sino a che s'accoccol&ograve; a una
+breve distanza, anelante, con la lingua penzoloni,
+e con gli occhioni semichiusi.</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 333px;">
+<img src="images/052c.jpg" width="333" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Alice colse quell'occasione propizia per scappar
+via, e fugg&igrave;, e corse tanto da perderne affatto il fiato,
+e sino a che il latrare del cagnolino si perd&egrave; nella
+lontananza.</p>
+
+<p>"Eppure che caro cucciolo era quello!" disse
+Alice, appoggiandosi a un ranuncolo e facendosi
+vento con una delle sue foglie: "Oh quanto
+avrei desiderato d'insegnargli dei giuocolini se&mdash;se
+fossi stata d'una statura adeguata! Oim&egrave;! avevo<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+quasi dimenticato che mi convien crescere ancora!
+Vediamo&mdash;come <i>potrei</i> fare? Suppongo che dovrei
+mangiare o bere qualche cosa; ma quale cosa? qu&igrave;
+sta il punto!"</p>
+
+<p>Davvero la gran quistione si aggirava su <i>quale
+cosa</i>? Alice guard&ograve; tutt'intorno, i fiori, l'erba,
+ma non trov&ograve; niente che le paresse adatto a mangiare
+o bere per quell'occorrenza. C'era per&ograve; un
+grosso fungo vicino a lei, press'a poco alto quanto
+lei, e dopo che l'ebbe osservato di sotto, ai lati, e
+di dietro, le parve cosa naturale di vedere ci&ograve;
+che v'era di sopra.</p>
+
+<p>Si alz&ograve; sulla punta de' piedi, e affacciossi all'orlo
+del fungo, ed ecco gli occhi suoi s'incontrarono
+con quelli di un grosso Bruco turchino
+che se ne stava seduto nel mezzo con le braccia
+conserte, fumando tranquillamente una lunga
+pipa turca, non facendo la minima attenzione a
+lei, n&egrave; ad alcun'altra cosa.<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p>
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div class="figcenter" style="width: 253px;">
+<img src="images/055c.jpg" width="253" height="330" alt="" title="" />
+</div>
+
+<h2><a name="CAPITOLO_V" id="CAPITOLO_V"></a>CAPITOLO V.</h2>
+
+<p class="title">CONSIGLI D'UN BRUCO.</p>
+
+
+<p>Il Bruco ed Alice si guardarono in faccia per
+qualche istante senza far motto; finalmente il
+Bruco stacc&ograve; la pipa di bocca, e le parl&ograve; con voce
+languida e sonnacchiosa.<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p>
+
+<p>"Chi siete <i>voi</i>?" disse il Bruco.</p>
+
+<p>Questa domanda non invitava troppo a una
+conversazione. Alice rispose con un p&ograve; di timidezza,
+"Davvero io&mdash;io non saprei dirlo ora&mdash;so
+almeno chi <i>ero</i> quando mi levai questa mattina,
+ma d'allora in poi temo essere stata scambiata
+pi&ugrave; volte."</p>
+
+<p>"Che cosa mi andate contando?" disse il
+Bruco con voce austera. "Spiegatevi meglio!"</p>
+
+<p>"Temo non potere spiegarmi," disse Alice,
+"perch&egrave; non sono pi&ugrave; me stessa, com'ella vede."</p>
+
+<p>"Io non vedo," rispose il Bruco.</p>
+
+<p>"Temo che non mi sar&agrave; dato di spiegarmi
+pi&ugrave; chiaramente," soggiunse Alice con modo assai
+gentile, "perch&egrave; io non so capirla neppur io dopo
+essere stata mutata di statura tante volte in un
+giorno, ci&ograve; confonde davvero."</p>
+
+<p>"Non &egrave; vero," disse il Bruco.</p>
+
+<p>"Bene, forse non se n'&egrave; ancora accorto," disse
+Alice, "ma quando ella sar&agrave; mutata in crisalide&mdash;e
+ci&ograve; le accadr&agrave; un giorno,&mdash;e poi diverr&agrave; farfalla,
+ci&ograve; le sembrer&agrave; un p&ograve; strano, non &egrave; vero?"<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p>
+
+<p>"Niente affatto," rispose il Bruco.</p>
+
+<p>"Eh! forse i suoi sentimenti saranno diversi
+da' miei," replic&ograve; Alice; "ma quanto a <i>me</i> mi
+parrebbe molto strano."</p>
+
+<p>"A voi!" disse il Bruco con disprezzo. "Chi
+siete <i>voi</i>?"</p>
+
+<p>E ci&ograve; li ricondusse da capo al principio della
+conversazione. Alice si sentiva irritata alquanto
+veggendo che il Bruco le rispondeva <i>secco secco</i>,
+e s'impettor&igrave; come una matrona romana, e dissegli
+gravemente, "Perch&egrave; non comincia <i>lei</i>, a dirmi
+chi &egrave;?"</p>
+
+<p>"Perch&egrave;?" disse il Bruco.</p>
+
+<p>Era quella una domanda imbarazzante; e
+perch&egrave; Alice non sapeva trovare una buona ragione,
+e il Bruco pareva di cattivo umore, si volt&ograve;
+per andarsene.</p>
+
+<p>"Venite qu&igrave;!" la richiam&ograve; il Bruco. "Ho
+alcun che d'importante a dirvi."</p>
+
+<p>Quelle parole promettevano qualche cosa: ed
+Alice ritorn&ograve; indietro.</p>
+
+<p>"Non andate in collera," disse il Bruco.<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span></p>
+
+<p>"E questo &egrave; tutto?" rispose Alice, inghiottendo
+il suo dispetto.</p>
+
+<p>"N&ograve;," disse il Bruco.</p>
+
+<p>Alice pens&ograve; che poteva aspettare, perch&egrave; non
+aveva altro di meglio a fare, e perch&egrave; forse il
+Bruco avrebbe potuto comunicarle alcun che d'importante.
+Per qualche istante il Bruco pip&ograve; senza
+dir nulla, finalmente spieg&ograve; le braccia, stacc&ograve; la
+pipa di bocca, e disse, "E cos&igrave; voi credete di
+essere stata tramutata?"</p>
+
+<p>"Signor mio, ho paura di s&igrave;," rispose Alice;
+"Non posso pi&ugrave; rammentarmi bene le cose come
+una volta&mdash;e non posso conservare per dieci
+minuti la stessa statura!"</p>
+
+<p>"<i>Quali cose</i> non potete rammentare?" domand&ograve;
+il Bruco.</p>
+
+<p>"Ecco, cercai una volta di ripetere 'Rondinella
+pellegrina' e m'usc&igrave; dalle labbra tutto diverso!"
+soggiunse Alice assai mestamente.</p>
+
+<p>"Ripetetemi '<i>Guglielmo, tu sei vecchio</i>,'" disse
+il Bruco.</p>
+
+<p>Alice incroci&ograve; le mani sul petto, e cominci&ograve;:<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>&mdash;</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/059c.jpg" width="330" height="245" alt="" title="" />
+</div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Guglielmo! tu sei vecchio,"&mdash;gli disse il giovanetto,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>"Son bianchi i tuoi capelli&mdash;e meriti rispetto;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Eppur col capo in terra&mdash;ti veggo camminare&mdash;</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Ma credi che convenga&mdash;a un vecchio un tale andare?"</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Quand'ero giovanetto"&mdash;rispose il Vecchierello,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>"Credea che questo giuoco&mdash;sbalzasse il mio cervello;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ma ormai che son persuaso&mdash;che in zucca non ho nulla,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Col capo in gi&ugrave; men vado&mdash;quando il cervel mi frulla."</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span></div></div>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/060c.jpg" width="330" height="251" alt="" title="" />
+</div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Guglielmo! tu sei vecchio,"&mdash;soggiunse il suo figliuolo,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>"Sei grosso e grasso e tondo&mdash;che sembri un cedr&iuml;uolo,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Eppur fai salti a ruota!&mdash;oh dimmi a quale scuola</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>S'insegna a sfondar l'uscio&mdash;con una capr&iuml;ola?"</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Rispose il buon Vecchino&mdash;"Nella mia giovinezza</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Studiai di conservare&mdash;al corpo la sveltezza;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Virt&ugrave; di quest'unguento&mdash;un franco per vasetto,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Ne vuoi comprare un pajo&mdash;garbato giovanetto?"</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></div></div>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/061c.jpg" width="330" height="251" alt="" title="" />
+</div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Guglielmo! tu sei vecchio,&mdash;e fiacche hai le mascelle,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Ed ingollar potresti&mdash;brodose minestrelle,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ed hai mangiato un'oca&mdash;con l'ossa, e il becco intero?</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>O Babbo, com'hai fatto?&mdash;oh spiegami il mistero!"</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Un d&igrave; studiai le leggi"&mdash;il Babbo allor gli disse,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>"Ed ebbi con mia moglie&mdash;sempre querele e risse,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ci&ograve; d&egrave;tte alle ganasce&mdash;tal forza muscolare</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Che ormai potrei con l'oca&mdash;la moglie divorare."</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></div></div>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/062c.jpg" width="330" height="249" alt="" title="" />
+</div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Guglielmo! tu sei vecchio"&mdash;riprese il giovanetto,</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>"La vista non ti regge&mdash;e sai, ti fa difetto;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>E porti in equilibrio&mdash;sul naso quell'anguilla!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Oh qu&igrave; la tua destrezza&mdash;davver si mostra e brilla!"</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Risposi a tre domande&mdash;e ormai ti pu&ograve; bastare;</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Non rompermi le scatole,&mdash;non voglio pi&ugrave; parlare;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Oh credi che mi piacciano&mdash;le sciocche tue questioni?</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Via, smetti, o per la scala&mdash;ti mando ruzzoloni!"</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></div></div>
+
+<p>"Non l'avete recitata bene," disse il Bruco.</p>
+
+<p>"Temo di no," rispose timidamente Alice,
+"certo alcune parole sono scambiate."</p>
+
+<p>"Male dal principio alla fine," disse il Bruco
+con accento risoluto, e successe un silenzio per
+qualche minuto.</p>
+
+<p>Il Bruco fu il primo a parlare.</p>
+
+<p>"Di che statura vorreste essere?" domand&ograve;.</p>
+
+<p>"Oh non vado tanto pel sottile in quanto alla
+statura," rispose in fretta Alice; "soltanto non
+mi piace di mutar tanto spesso, sa."</p>
+
+<p>"Non <i>so</i> niente," disse il Bruco.</p>
+
+<p>Alice non fiat&ograve;: giammai la poverina era
+stata tante volte contraddetta, e stava l&igrave; l&igrave; per
+scoppiare.</p>
+
+<p>"Siete contenta ora?" domand&ograve; il Bruco.</p>
+
+<p>"N&ograve;, davvero, vorrei essere un <i>pocolino</i> pi&ugrave;
+grande, se non le dispiacesse," rispose Alice: "si
+figuri, ho una ben meschina statura, appena tre
+pollici!"</p>
+
+<p>"L'&egrave; una buona statura, cotesta!" disse il
+Bruco con voce dispettosa, rizzandosi come un<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+fuso mentre parlava (egli era alto tre pollici per
+l'appuntino).</p>
+
+<p>"Ma io non ci sono abituata!" soggiunse Alice
+con voce carezzevole e mesta. E poi pens&ograve; fra
+s&egrave;: "Vorrei che coteste creaturine non s'offendessero
+cos&igrave; per nulla!"</p>
+
+<p>"Vi abituerete col tempo," disse il Bruco, e
+rimettendosi la pipa in bocca, rincominci&ograve; a
+pipare.</p>
+
+<p>Questa volta Alice aspett&ograve; pazientemente che
+egli stesso riappiccicasse il discorso. Passati due
+o tre minuti, il Bruco lev&ograve; la pipa di bocca,
+sbadigli&ograve; un poco, e si scosse tutto. Poi discese
+dal fungo, e and&ograve; strisciando nell'erba, dicendo
+soltanto queste parole "Un lato vi far&agrave; crescere
+di pi&ugrave;, e l'altro vi far&agrave; diminuire."</p>
+
+<p>"Un lato di <i>che cosa</i>? L'altro lato di
+<i>che cosa</i>?" pens&ograve; Alice fra s&egrave;.</p>
+
+<p>"Del fungo," disse il Bruco, come se Alice
+l'avesse interrogato ad alta voce; e subito
+disparve.</p>
+
+<p>Alice rimase pensierosa riguardando al fungo<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+e cercando di scoprire quali fossero i due lati di
+esso; e perch&egrave; era tondo come l'O di Giotto,
+non sapea trovarli. Ci&ograve; non di meno allung&ograve;
+quanto potea le braccia per circondare il fungo,
+e ne ruppe due pezzettini all'orlo con ciascuna
+delle sue mani.</p>
+
+<p>"Ed ora, quale &egrave; l'uno e quale &egrave; l'altro?"
+disse fra s&egrave;, e si mise a morsecchiare il pezzettino
+che aveva alla destra, cos&igrave; per provarne l'effetto,
+quando si sent&igrave; in un attimo un colpo violento
+sotto il mento; aveva battuto sul piede!</p>
+
+<p>Quel mutamento subitaneo la spavent&ograve; moltissimo,
+ma non c'era tempo a perdere, perch&egrave;
+spariva rapidamente; cos&igrave; si mise subito a
+morsecchiare l'altro pezzettino. Il suo mento
+era talmente stretto al piede che a mala pena
+potette aprir la bocca; finalmente riusc&igrave; a inghiottire
+un bocconcello del pezzettino della mano
+sinistra.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span></p><hr style='width: 45%;' />
+
+<p>"Ah! respiro finalmente, la mia testa &egrave; libera!"
+sclam&ograve; Alice con gioja, ma tosto la sua allegrezza
+si mut&ograve; in terrore quando si accorse che non potea
+pi&ugrave; trovare le spalle: guardando in gi&ugrave; non pot&egrave;
+vedere che un collo lungo, lungo che s'elevava
+come uno stelo d'in mezzo a un campo di foglie
+verdeggianti che stavano lungi, sotto a lei.</p>
+
+<p>"Che cosa <i>&egrave;</i> mai quel campo verde?" disse
+Alice. "E <i>dove</i> sono andate le mie spalle? Oh
+tapina me! come va che non vi veggo pi&ugrave;, o mie
+povere mani?" E andava movendole mentre
+parlava, ma non sembrava che ne seguisse altro
+che un piccolo movimento fra le verdi foglie in
+lontananza.</p>
+
+<p>Non sembrando possibile di portar le mani
+al capo, cerc&ograve; di piegare il capo verso le mani, e fu
+contenta di vedere che il suo collo potea piegarsi e
+dirigersi dovunque, come un serpente. Era riuscita
+a curvarlo in gi&ugrave; in forma d'un grazioso <i>zigzag</i>,
+e stava l&igrave; l&igrave; per tuffarsi fra le foglie, quando si
+accorse che erano le cime degli alberi sotto i
+quali s'era smarrita. E sent&igrave; un gemito acuto<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+per cui si ritir&ograve; indietro in fretta: un grosso
+colombo era volato verso di lei, e le sbatteva le
+ali contro la faccia in modo furioso.</p>
+
+<p>"Serpente!" grid&ograve; il Colombo.</p>
+
+<p>"<i>Non</i> sono un serpente, io!" disse Alice,
+adirata. "Va via!"</p>
+
+<p>"Serpente, dico!" ripet&egrave; il Colombo, ma con
+voce pi&ugrave; dimessa, e soggiunse singhiozzando, "Ho
+cercato tutt'i rimedii, ma nulla m'&egrave; giovato!"</p>
+
+<p>"Io non so di che cosa mai tu parli," disse
+Alice.</p>
+
+<p>"Ho provato le radici degli alberi, ho provato
+i poggetti, ho provato le siepi," continu&ograve; il
+Colombo senza badare a lei; "ma i serpenti!
+Oh non c'&egrave; modo di contentarli!"</p>
+
+<p>Alice era sempre pi&ugrave; meravigliata e confusa,
+ma pens&ograve; ch'era inutile parlare sino a che il
+Colombo avesse finito.</p>
+
+<p>"Come che fosse poca pena covar le uova,"
+disse il Colombo, "mi abbisogna vegliare a causa
+dei serpenti, e giorno e notte! Son tre settimane
+che non ho chiuso un occhio!"<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p>
+
+<p>"Mi dispiace di vederti cos&igrave; angosciato!" disse
+Alice, la quale cominciava a capire il Colombo.</p>
+
+<p>"E giusto quando avevo scelto l'albero pi&ugrave;
+elevato della foresta," continu&ograve; il Colombo con un
+grido disperato, "e mi credea liberato finalmente
+da loro, ecco che mi piovono gi&ugrave; dal cielo! Ih!
+Serpentaccio!"</p>
+
+<p>"Ma io <i>non</i> sono un serpente, ripeto!" rispose
+Alice. "Io sono una&mdash;&mdash; Io sono una&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Bene, <i>chi</i> sei tu?" disse il Colombo. "Vedo
+bene che tu cerchi dei raggiri per ingannarmi!"</p>
+
+<p>"Io&mdash;Io sono una ragazzina," rispose Alice, ma
+quasi dubitando di s&egrave; stessa, poich&egrave; si rammentava
+l'innumerevole serie di trasformazioni che avea
+passate in quel giorno.</p>
+
+<p>"Bella storiella!" disse il Colombo con voce
+di profondo disprezzo. "Ho veduto molte ragazzine
+in mia vita, ma niuna con un collo simile. No,
+no! Tu sei un serpente; e non serve negarlo.
+Scommetto che mi dirai che non hai mai gustato
+un uovo!"</p>
+
+<p>"Ma s&igrave; che <i>ho</i> gustato delle uova," soggiunse<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+Alice, la quale era una bambina assai veridica;
+"sai pure che le ragazzine mangiano quanto i
+serpenti!"</p>
+
+<p>"Non ci credo," disse il Colombo; "ma se
+pure &egrave; cos&igrave;, esse sono una razza di serpenti, ecco
+quello che potrei dire."</p>
+
+<p>Questa idea era cos&igrave; nuova per Alice, che rest&ograve;
+muta qualche minuto; il Colombo ne profitt&ograve;
+per soggiungere, "Tu vai occhiando le uova, <i>lo</i>
+comprendo; oh che importa a me che tu sia una
+fanciulla o un serpente?"</p>
+
+<p>"Ma importa moltissimo a <i>me</i>," rispose subito
+Alice; "pure ora non vado cercando uova; e
+quando anche ne cercassi non vorrei delle tue;
+crude non mi piacciono."</p>
+
+<p>"Via dunque da me!" disse brontolando il
+Colombo, e si accovacci&ograve; nel nido. Alice s'appiatt&ograve;
+il meglio che potea fra gli alberi, perch&egrave; il
+suo collo s'intralciava fra i rami, e spesso dovea
+fermarsi per sbrogliarsene. Dopo qualche istante
+si ramment&ograve; che avea tuttavia nelle mani i due
+pezzettini di fungo, e si mise all'opera con molta<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+avvedutezza morsecchiando or l'uno or l'altro, e
+cos&igrave; ora cresceva ed or diminuiva, sinch&egrave; riusc&igrave; a
+riavere la sua statura naturale.</p>
+
+<p>Era tanto tempo che non avea pi&ugrave; avuto la sua
+statura naturale, che da prima le parve strano, ma
+vi si abitu&ograve; in pochi minuti, e rincominci&ograve; a parlare
+fra s&egrave; secondo il solito. "Ecco, sono a met&agrave;
+del mio piano! Sono pure strane tutte queste
+trasformazioni! Non son mai certa di che addiventer&ograve;
+da un minuto all'altro! Ad ogni modo
+sono tornata alla mia giusta statura: ora bisognerebbe
+pensare al modo di penetrare nell'ameno
+giardino&mdash;come potr&ograve; farlo, pagherei saperlo!"
+E cos&igrave; dicendo, giunse senza avvedersene a una
+piazza che avea nel mezzo una casettina alta
+quattro piedi circa. "Chiunque sia che vi abiti,"
+pens&ograve; Alice, "non converrebbe mai con questa mia
+statura andare a visitarli cos&igrave; all'improvviso; farei
+loro una paura terribile!" E rincominci&ograve; a morsecchiare
+il pezzettino che aveva alla man destra,
+e non os&ograve; di avvicinarsi alla casa, se non quando si
+rimpiccol&igrave; tanto che avea nove pollici di altezza.<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_VI" id="CAPITOLO_VI"></a>CAPITOLO VI.</h2>
+
+<p class="title">PORCO E PEPE.</p>
+
+
+<p>Per qualche istante si mise a guardar la
+casa, e non sapea che fare, quando ecco un servo
+in livrea venne frettolosamente dalla foresta&mdash;(lo
+prese per un servitore perch&egrave; era in livrea, altrimenti
+al viso l'avrebbe creduto un pesce),&mdash;e
+picchi&ograve; furiosamente all'uscio colle nocche. La
+porta fu spalancata da un altro servitore in livrea,
+con una faccia rotonda, e occhi grossi come un
+ranocchio; ed Alice osserv&ograve; che entrambi aveano
+in testa parrucche incipriate ed inanellate. Tutto
+questo le eccit&ograve; la curiosit&agrave;, e usc&igrave; un poco dalla
+foresta e si mise ad origliare.<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 275px;">
+<img src="images/072c.jpg" width="275" height="330" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Il Pesce-Servo cav&ograve; di sotto il braccio un letterone,
+grande quasi quanto lui, e lo present&ograve; all'altro,
+dicendo con voce solenne, "Per la Duchessa.
+Un invito della Regina per giuocare una partita
+di <i>croquet</i>." Il Ranocchio-Servo rispose con lo
+stesso tuono di voce, ma invertendo l'ordine delle<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+parole, "Da parte della Regina. Un invito alla
+Duchessa per giuocare una partita di <i>croquet</i>."</p>
+
+<p>Ed entrambi s'inchinarono sino a terra, e le
+ciocche de' loro capelli s'imbrogliarono insieme.</p>
+
+<p>Alice proruppe in una grossa risata, e dovette
+internarsi nella foresta per paura di esser sentita;
+e quando poi torn&ograve; ad occhiare, il Pesce-Servo era
+andato via, e l'altro sedeva a terra press'all'uscio,
+stralunando stupidamente gli occhi verso il cielo.</p>
+
+<p>Alice si avvicin&ograve; timidamente alla porta e
+picchi&ograve;.</p>
+
+<p>"Non giova punto picchiare," disse il Servo,
+"e ci&ograve; per due ragioni. La prima perch&egrave; io
+st&ograve; allo stesso lato dell'uscio dov'ella sta; la
+seconda perch&egrave; di dentro stanno facendo un tale
+strepito che niuno potrebbe sentirla." E davvero
+si <i>sentiva</i> un gran rumore nel di dentro&mdash;un
+guaire e uno starnutire non mai interrotti, e di
+tempo in tempo un gran fracasso, come se un
+piatto o una caldaia andasse a pezzi.</p>
+
+<p>"Di grazia," domand&ograve; Alice, "che dovrei fare
+per entrare?"<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p>
+
+<p>"Il suo picchiare riuscirebbe a qualche effetto,"
+continu&ograve; il Servo senza badare a lei, "se la porta
+fosse fra noi due. Per esempio se lei fosse <i>dentro</i>,
+potrebbe picchiare, ed io la farei uscire, capisce."
+E continuava a guardare il cielo mentre parlava;
+e ci&ograve; pareva proprio scortese ad Alice. "Ma
+forse non pu&ograve; farne a meno," disse fra s&egrave;;
+"ha gli occhi incastrati sul cranio! Potrebbe
+per&ograve; rispondere a qualche domanda&mdash;Come
+potrei fare per entrar dentro?" disse Alice a
+voce alta.</p>
+
+<p>"Io sieder&ograve; qu&igrave;," osserv&ograve; il Servo, "sino a
+domani&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>In quell'istante l'uscio della casa si apr&igrave;, e
+un gran piatto vol&ograve; verso la testa del Servo, e
+gli sfior&ograve; il naso, poi and&ograve; a sfracellarsi contro a
+un albero ch'era dietro a lui.</p>
+
+<p>"&mdash;&mdash; o sino a dopo domani, forse," continu&ograve;
+il Servo con la stessa imperturbabilit&agrave;, come se
+nulla fosse accaduto.</p>
+
+<p>"Come potrei fare per entrar dentro?" grid&ograve;
+di nuovo Alice, ma con voce pi&ugrave; forte.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+
+<p>"Dovr&agrave; <i>ella</i> entrare?" rispose il Servo. "La
+&egrave; questa la quistione principale."</p>
+
+<p>E avea ragione; soltanto Alice non volea che
+le fosse fatta quella domanda. "&Egrave; orribile," mormor&ograve;
+fra s&egrave;, "il modo con cui arguiscono coteste
+bestie. Mi farebbero impazzare!"</p>
+
+<p>Il Servo colse quella propizia opportunit&agrave; per
+ripetere l'osservazione con qualche variante: "Io
+sieder&ograve; qu&igrave;, su per gi&ugrave;, per giorni e giorni."</p>
+
+<p>"Ma che cosa debbo <i>io</i> fare?" domand&ograve;
+Alice.</p>
+
+<p>"Quel che vuole," rispose il Servo, e si mise
+a zufolare.</p>
+
+<p>"&Egrave; inutile di parlar con lui," disse Alice,
+tutta disperata: "&egrave; un idiota spaccato!" E apr&igrave;
+l'uscio ed entr&ograve;.</p>
+
+<p>Quell'uscio menava diritto a una cucina
+spaziosa, da un capo all'altro tutta ripiena di
+fumo: la Duchessa sedeva nel mezzo sopra uno
+sgabello a tre piedi, e ninnava un bambino; la
+cuoca era in faccia al fornello, mestando un
+calderone che parea pieno di minestra.<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/076c.jpg" width="330" height="275" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Certo c'&egrave; troppo pepe in quella minestra!"
+disse Alice a s&egrave; stessa, non potendo rattenere gli
+starnuti.</p>
+
+<p>Ma davvero c'era troppo pepe nell'aria.
+Anche la Duchessa starnutiva qualche volta; e
+quanto al bimbo non faceva altro che starnutire
+e strillava a vicenda senza posa. I soli due
+esseri che non starnutivano nella cucina, erano
+la Cuoca, e un grosso gatto che stava accoccolato<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+presso il focolare e ghignando con la bocca, da
+un orecchio all'altro.</p>
+
+<p>"Mi dica, di grazia," domand&ograve; Alice, un po'
+timidamente, perch&egrave; non era certa se fosse buona
+creanza di cominciare a parlare, "perch&egrave; il suo
+gatto ghigna cos&igrave;?"</p>
+
+<p>"&Egrave; un Ghignagatto," rispose la Duchessa,
+"ecco il perch&egrave;. Porco!"</p>
+
+<p>Ella pronunzi&ograve; l'ultima parola con una tale
+furia che Alice trasal&igrave;; ma subito s'accorse che
+quel titolo era dato al bambino e non gi&agrave; a
+lei, cos&igrave; si rianim&ograve;, e continu&ograve; a dire:</p>
+
+<p>"Non sapea che i gatti ghignassero a quel
+modo: anzi non sapea neppure che i gatti <i>potessero</i>
+ghignare."</p>
+
+<p>"Tutti lo possono," rispose la Duchessa; "e
+la maggior parte ghignano."</p>
+
+<p>"Non ne conosco alcuno che faccia il
+ghigno," replic&ograve; Alice con molto rispetto, e
+contenta ch'era entrata in conversazione.</p>
+
+<p>"Voi non sapete molto," disse la Duchessa;
+"e questo &egrave; quanto!"<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p>
+
+<p>Non piacque punto ad Alice quella risposta
+secca, e pens&ograve; di mutar discorso. Mentre cercava
+un argomento, la cuoca tolse il calderone della
+minestra dal fuoco, e tosto si mise a gittar
+tutto ci&ograve; che le stava vicino contro alla Duchessa
+ed al bambino&mdash;pria volarono le molle e la
+paletta; poi un nembo di casseruole, di piatti
+e di tondi. La Duchessa non se ne dette per
+intesa nemmeno quando era colpita; e il bimbo
+guaiva di gi&agrave; tanto forte che non si poteva
+sapere se i colpi gli facessero male o no.</p>
+
+<p>"Ma faccia attenzione a quel che fa!"
+grid&ograve; Alice, saltando qu&agrave; e l&agrave; tutta spaventata.
+"Addio naso!" continu&ograve; a dire, mentre una grossa
+casseruola vol&ograve; vicino al naso del mimmo, e poco
+manc&ograve; che non <a name="tn81" id="tn81"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'gielo'">glielo</ins> portasse via.</p>
+
+<p>"Se ognuno badasse alle proprie faccende,"
+sclam&ograve; la Duchessa con voce rauca, "il mondo
+girerebbe pi&ugrave; presto di quello che nol fa ora."</p>
+
+<p>"Ci&ograve; <i>non</i> sarebbe un bene," disse Alice, lieta
+di poter far pompa della sua erudizione. "Pensi
+che confusione farebbe del giorno e della notte!<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+Ella sa che la terra impiega ventiquattro ore
+per girare intorno al suo asse&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"A proposito di asce!" grid&ograve; la Duchessa,
+"tagliatele il capo!"</p>
+
+<p>Alice guard&ograve; con ansiet&agrave; la cuoca per vedere
+se ella ubbidisse al cenno; ma la cuoca era
+occupata a dimenare la minestra, e non parea
+che avesse ascoltato, perci&ograve; and&ograve; innanzi dicendo:
+"Ventiquattr'ore, <i>credo</i>; o dodici? Io&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Oh non mi seccate," disse la Duchessa; "Non
+ho mai potuto sopportare le cifre!" E rincominci&ograve;
+a cullare il bimbo, cantando una certa
+Ninna-Nanna, e dandogli una violenta scossa alla
+fine d'ogni strofa:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">"<i>Parla duro al tuo bambino,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>D&agrave;gli b&ograve;tte se starnuta;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ei guaisce il malandrino</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Perch&egrave; il pepe mio rifiuta!</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ei ci annoia co' suoi lai!</i>"<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>(Coro al quale si uniscono la Cuoca e il bimbo):&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">"<i>Guai! Guai! Guai! Guai!</i>"<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></div></div>
+
+<p>Mentre la Duchessa cantava la seconda strofa,
+faceva saltare il bimbo su e gi&ugrave; con molta violenza,
+e il poverino guaiva tanto che Alice
+appena potette udire le parole della poesia:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">"<i>Parlo duro al mio bambino,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Lo sculaccio se starnuta,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Perch&egrave; il pepe, il malandrino,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Quando ei vuol, non lo rifiuta.</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ei ci annoia co' suoi lai!</i>"<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i4"><span class="smcap">Coro.</span><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">"<i>Guai! Guai! Guai! Guai!</i>"<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"Tenete! voi ve lo potrete ninnare un
+poco se v'aggrada!" disse la Duchessa ad
+Alice, buttandole il bimbo in braccio. "Bisogna
+ch'io vada a prepararmi per giuocare una partita
+a <i>croquet</i> con la Regina," e scapp&ograve; via.
+La cuoca le scaravent&ograve; addosso una padella, e
+per poco non la colse.</p>
+
+<p>Alice afferr&ograve; il bimbo ma con qualche difficolt&agrave;,
+perch&egrave; la era una creaturina molto strana;
+e le sue mani e i suoi piedi guizzavano verso
+tutt'i lati, "proprio come quell'animaletto<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+marino che si chiama stella," pens&ograve; Alice. Il
+poverino, quando Alice lo prese, stronfiava come
+una macchina a vapore, e continuava a contorcersi
+e a stiracchiarsi, di tal che ella ebbe la
+maggior pena del mondo per tenerlo.</p>
+
+<p>Quando la fanciulla trov&ograve; la maniera di
+ninnarlo a modo (e ci&ograve; consisteva nell'averlo
+aggruppato bene come un nodo, e afferrato all'orecchio
+destro e al piede sinistro, per non permettergli
+di sciogliersi) lo port&ograve; all'aria aperta.
+"Se non porto via questo bambino meco,"
+osserv&ograve; Alice, "&egrave; certo che qualche giorno l'ammazzeranno;
+non sarei colpevole d'un assassinio
+se lo abbandonassi?" Ella pronunzi&ograve; le ultime
+parole a voce alta, e il poverino si mise a
+grugnire per risponderle (non starnutiva pi&ugrave;
+allora). "Non grugnire," disse Alice, "non sta
+bene esprimersi a quel modo."</p>
+
+<p>Il bimbo grugn&igrave; di nuovo, e Alice lo guard&ograve;
+con molta ansiet&agrave; per vedere che avesse. Aveva
+un naso che s'arricciava <i>troppo</i>, e non c'era
+dubbio che rassomigliava pi&ugrave; a un grugno che a<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+un naso naturale; e poi gli occhi s'impiccolivano
+tanto che non pareano occhi di bambino: tutto
+insieme quell'aspetto non piaceva ad Alice punto,
+punto. "Forse singhiozzava,"
+pens&ograve;
+ella, e riguard&ograve; di
+nuovo a' suoi occhi
+per vedere se vi
+fossero lagrime.</p>
+
+<div class="figright" style="width: 204px;">
+<img src="images/082r.jpg" width="204" height="297" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Ma non ce n'erano.
+"Carino mio,
+se tu ti trasformi
+in porcellino," disse
+Alice seriamente,
+"non voglio aver pi&ugrave;
+nulla a fare con te.
+Bada a te dunque!" Il poverino si rimise a
+singhiozzare (forse grugniva, ma era difficile il distinguere),
+e andarono innanzi silenziosamente per
+qualche tempo.</p>
+
+<p>Alice aveva appena cominciato a riflettere,
+"Che cosa ho da fare di questa creatura quando<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+la porter&ograve; a casa?" allorch&egrave; grugn&igrave; di nuovo, e
+tanto forte, che tutta spaventata si mise a
+riguardarla in faccia. Questa volta <i>non</i> c'era
+pi&ugrave; dubbio; era un porcellino bell'e buono,
+ed essa fu persuasa che non c'era pi&ugrave; ragione
+di portarlo oltre.</p>
+
+<p>Cos&igrave; depose quella creaturina a terra, e si sent&igrave;
+sollevata quando la vide trottare via quietamente
+verso la foresta. "Se fosse cresciuto," disse fra s&egrave;,
+"sarebbe stato un bruttissimo ragazzo; ma diventer&agrave;,
+un bellissimo porco, credo." E riand&ograve; con la
+memoria a certi fanciulli che conosceva, i quali
+potrebbero essere buonissimi porcellini, e stava
+per dire, "se uno conoscesse il vero modo di
+mutarli&mdash;" quando trasalt&ograve; un poco di paura
+veggendo il Ghignagatto, accoccolato sopra un
+ramo d'albero, a pochi metri di distanza.</p>
+
+<p>Il Gatto fece soltanto un ghigno quando vide
+Alice. Sembra di buon umore, pens&ograve;; ci&ograve; non
+di meno ha le unghie <i>troppo</i> lunghe, ed ha
+troppi denti, perci&ograve; bisogner&agrave; trattarlo con
+molta deferenza.<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span></p>
+
+<p>"Ghignamicio," cominci&ograve; a dire con un poco
+di timidit&agrave;, perch&egrave; non sapeva se gli piacesse
+quel titolo; ci&ograve; non di meno egli non fece altro
+che ghignare pi&ugrave; apertamente. "Via, ci ha piacere,"
+pens&ograve; Alice, e continu&ograve;, "Vorresti dirmi,
+quale via dovrei infilare da qu&igrave;?"</p>
+
+<p>"Ci&ograve; dipende molto dal luogo dove vorresti
+andare," rispose il Gatto.</p>
+
+<p>"Poco importa dove&mdash;&mdash;" disse Alice.</p>
+
+<p>"Allora poco importa di sapere quale via
+dovresti prendere," soggiunse il Gatto.</p>
+
+<p>"&mdash;&mdash; purch&egrave; giunga a <i>qualche luogo</i>,"
+riprese Alice, come se volesse spiegarsi meglio.</p>
+
+<p>"Oh certo, vi giungerai!" disse il Gatto,
+"sai il proverbio italiano, <i>'tanto cammina sino
+che arriva.'</i>"</p>
+
+<p>Alice sent&igrave; che quel proverbio non poteva
+essere contraddetto, e tent&ograve; un altra domanda.
+"Che razza di gente abita in questi dintorni?"</p>
+
+<p>"Di <i>l&agrave;</i>," rispose il Gatto, girando la
+zampa destra, "abita un Cappellaio; e di <i>qu&agrave;</i>,"
+indicando con l'altra zampa, "abita una Lepre-marzolina.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+Visita chi vuoi de' due: sono
+entrambi matti."</p>
+
+<p>"Ma non mi piace d'andare dai matti,"
+osserv&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Oh, non c'&egrave; modo d'uscirne," disse il
+Gatto: "qu&igrave; siam tutti matti. Io son matto.
+Tu sei matta."</p>
+
+<p>"Come sai ch'io sono matta?" domand&ograve;
+Alice.</p>
+
+<p>"Tu devi esserla," disse il Gatto, "altrimenti
+non saresti venuta qu&igrave;."</p>
+
+<p>Non parve una ragione sufficiente ad Alice,
+ma pure continu&ograve;: "oh come sai che tu sei
+matto?"</p>
+
+<p>"Per cominciare," disse il Gatto, "un cane
+non &egrave; matto. Ne convieni?"</p>
+
+<p>"Lo suppongo," rispose Alice.</p>
+
+<p>"Bene," continu&ograve; il Gatto, "un cane brontola
+quando &egrave; arrabbiato, ed agita la coda quando
+&egrave; contento. Ora <i>io</i> brontolo quando son contento,
+ed agito la coda quando sono arrabbiato.
+Dunque son matto."<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+
+<div class="float">
+<img src="images/084la.jpg" width="335" height="194" alt="" title="" /></div>
+<div class="floatl">
+<img src="images/084lb.jpg" width="154" height="267" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Io direi far le fusa,
+e non gi&agrave; brontolare," disse
+Alice.</p>
+
+<p>"D&igrave; come vuoi," riprese
+il Gatto. "Vai tu
+quest'oggi dalla Regina,
+a giuocare a <i>croquet</i>?"</p>
+
+<p>"Lo desidererei tanto,"
+rispose Alice, "ma non
+sono stata ancora invitata."</p>
+
+<p>"Mi vedrai da lei," disse il Gatto, e spar&igrave;.<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span></p>
+
+<p>Alice non fu sorpresa da tutto questo: si
+era di gi&agrave; abituata a veder cose strane. Mentre
+guardava ancora al ramo dov'era stato il Gatto,
+eccotelo ricomparire di nuovo.</p>
+
+<p>"A proposito, che n'&egrave; del bimbo?" disse il
+Gatto. "Avea dimenticato di domandartene."</p>
+
+<p>"Si mut&ograve; in porcellino," rispose Alice senza
+scomporsi, come che il Gatto fosse riapparito in
+modo naturale.</p>
+
+<p>"Me l'ero immaginato," disse il Gatto, e spar&igrave;
+di nuovo.</p>
+
+<p>Alice aspett&ograve; un poco, mezzo persuasa che
+riapparisse nuovamente, ma non ricomparve, e
+pochi istanti dopo si diresse alla via dove abitava
+la Lepre-marzolina, "Di cappellai ne ho veduti
+tanti," disse fra s&egrave;: "sar&agrave; pi&ugrave; interessante per
+me la Lepre-marzolina, e come siamo a Maggio
+non sar&agrave; poi tanto matta da legare&mdash;almeno meno
+matta di quel che l'era nel Marzo." Mentre
+diceva queste parole, riguard&ograve; in alto, ed eccoti
+di nuovo il Gatto, accoccolato sul ramo d'un
+albero.<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/086c.jpg" width="330" height="218" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Dicesti porcellino o porcellana?" domand&ograve;
+il Gatto.</p>
+
+<p>"Dissi porcellino," rispose Alice; "ma ti
+prego di non apparire e disparire come un
+lampo: mi fai girare il capo!"</p>
+
+<p>"Sta bene," disse il Gatto; e questa volta
+spar&igrave; lentamente; cominci&ograve; con la punta della
+coda, e fin&igrave; col suo ghigno, e questo rest&ograve; come
+una visione sul ramo dopo che tutto era sparito.</p>
+
+<p>"Oh bella! Ho veduto spesso un gatto senza
+ghigno," osserv&ograve; Alice, "ma un ghigno senza<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+gatto! &Egrave; la cosa pi&ugrave; curiosa ch'io abbia
+mai veduta in tutta la mia vita!"</p>
+
+<p>Non si era dilungata di molto quando si
+trov&ograve; in faccia alla dimora della Lepre-marzolina:
+pens&ograve; che quella fosse proprio la casa, perch&egrave; le
+gole dei camini aveano la forma di orecchie, e
+il tetto era coperto di pelo. La casa era tanto
+grande che ella non os&ograve; di avvicinarvisi se non
+dopo aver morsecchiato un poco del fungo che
+avea nella mano sinistra, e crebbe quasi due
+piedi di altezza: ci&ograve; non la liber&ograve; dall'ansiet&agrave;,
+e mentre si avvicinava timidamente alla porta,
+diceva fra s&egrave;, "E se poi fosse matto furioso!
+Quasi quasi vorrei essere andata a trovare il
+Cappellaio!"<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_VII" id="CAPITOLO_VII"></a>CAPITOLO VII.</h2>
+
+<p class="title">UN T&Egrave; DI MATTI.</p>
+
+
+<p>Sotto un albero in faccia alla casa c'era una
+tavola apparecchiata, e vi prendevano il t&egrave; la
+Lepre-marzolina e il Cappellaio: un Ghiro che
+dormiva profondamente stava fra loro, ed essi
+se ne servivano come se fosse un guanciale,
+appoggiando i gomiti su lui e discorrendo sopra
+il suo capo. "Che disturbo pel Ghiro," pens&ograve;
+Alice, "ma siccome dorme, m'immagino che non
+ci far&agrave; attenzione."</p>
+
+<p>La tavola era spaziosa, pure i tre stavano
+aggruppati insieme a un angolo: "Non c'&egrave;
+posto! Non c'&egrave; posto!" gridarono, quando
+videro che Alice si avvicinava. "C'&egrave; <i>molto</i><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+posto!" disse Alice, sdegnosa, e si mise a sedere
+in un comodissimo seggiolone che stava ad una
+delle estremit&agrave; della tavola.</p>
+
+<p>"Vuole del vino?" disse la Lepre-marzolina
+con modo attraente.</p>
+
+<p>Alice guard&ograve; sulla tavola, e vide che non c'era
+altro che t&egrave;. "Non vedo vino," osserv&ograve; essa.</p>
+
+<p>"Non ce n'&egrave; punto," replic&ograve; la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Ma allora non &egrave; cortese, invitandomi a bere
+quel che non ha," disse Alice sdegnosamente.</p>
+
+<p>"Come non fu punto civile da parte sua di
+sedersi qu&igrave; senz'essere invitata," osserv&ograve; la
+Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Non sapea che la tavola appartenesse a
+<i>lei</i>" rispose Alice, "&egrave; apparecchiata per pi&ugrave;
+di tre."</p>
+
+<p>"Dovrebbe farsi tagliare i capelli," disse il
+Cappellaio. Egli aveva osservato Alice per
+qualche istante, e con molta curiosit&agrave;, e furon
+quelle le prime parole che proffer&igrave;.</p>
+
+<p>"Ella non dovrebbe fare osservazioni che<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+sanno di personalit&agrave;," disse Alice un po' severa:
+"ci&ograve; &egrave; molto sconvenevole."</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/090c.jpg" width="330" height="250" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Il Cappellaio spalanc&ograve; enormemente gli occhi
+udendo quelle parole; ma <i>disse</i> soltanto,
+"Perch&egrave; un corvo &egrave; simile a un coccodrillo?"</p>
+
+<p>"Via! Ora s&igrave; che ci divertiremo!" pens&ograve;
+Alice. "Sono contenta che hanno cominciato
+a proporre degl'indovinelli&mdash;credo di potere
+indovinarlo," soggiunse ad alta voce.<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p>
+
+<p>"Intende dire che potr&agrave; trovare la risposta?"
+domand&ograve; la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Sicuramente," rispose Alice.</p>
+
+<p>"Ebbene dica quel che intende," disse la
+Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Ecco," riprese Alice, in fretta; "almeno&mdash;almeno
+intendo quel che dico&mdash;e ci&ograve; vale lo
+stesso, capite."</p>
+
+<p>"Niente affatto lo stesso!" disse il Cappellaio.
+Sarebbe come dire, "'Veggo quel che mangio'
+&egrave; lo stesso di 'Mangio quel che veggo?'"</p>
+
+<p>"Sarebbe come dire," soggiunse la Lepre-marzolina.
+"'Mi piace ci&ograve; che prendo,' &egrave; lo
+stesso che 'Prendo quel che mi piace?'"</p>
+
+<p>"Sarebbe come dire," aggiunse il Ghiro che
+parea parlasse nel sonno, "'respiro quando dormo'
+&egrave; lo stesso che 'dormo quando respiro?'"</p>
+
+<p>"E <i>lo</i> stesso per voi," disse il Cappellaio, e
+qu&igrave; la conversazione cadde, e tutti sedettero
+muti per poco tempo, mentre Alice cerc&ograve; di
+ricordarsi tutto quel che sapea su' corvi e su'
+coccodrilli, ma non era molto.<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p>
+
+<p>Il Cappellaio fu il primo a rompere il
+silenzio. "Che giorno del mese abbiamo?"
+disse, volgendosi ad Alice, mentre prendeva
+l'oriuolo dal taschino, e lo guardava con un
+certo turbamento, scuotendolo di tempo in tempo,
+e appoggiandolo all'orecchio.</p>
+
+<p>Alice pens&ograve; un poco, e rispose, "Li quattro
+del mese."</p>
+
+<p>"Ritarda di due giorni!" osserv&ograve; sospirando
+il Cappellaio. "Te lo dissi che il burro non
+avrebbe giovato al movimento!" soggiunse, guardando
+rabbiosamente la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Era del <i>miglior</i> burro," rispose sommessamente
+la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"S&igrave;, ma devono esserci entrate anche delle
+miche di pane," borbott&ograve; il Cappellaio: "non
+dovevi metterlo dentro col coltello del pane."</p>
+
+<p>La Lepre-marzolina prese l'oriuolo e lo guard&ograve;
+mestamente: poi lo tuff&ograve; nella sua tazza di t&egrave;
+e lo guard&ograve; di nuovo: ma non potette far altro
+che ripetere l'osservazione fatta pur dianzi: "Era
+del <i>miglior</i> burro che si potesse avere, sapete."<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p>
+
+<p>Alice intanto lo guardava, con un poco di
+curiosit&agrave;, di sopra le spalle, e disse, "Che curioso
+oriuolo! Indica i giorni del mese, e non gi&agrave; le
+ore del giorno!"</p>
+
+<p>"Perch&egrave; no?" sclam&ograve; il Cappellaio. "Che forse
+il <i>suo</i> oriuolo le dice in che anno viviamo?"</p>
+
+<p>"No davvero," si affrett&ograve; a rispondere
+Alice, "perch&egrave; l'oriuolo segna lo stesso anno
+per molto tempo."</p>
+
+<p>"Ci&ograve; che appunto accade al <i>mio</i>," rispose il
+Cappellaio.</p>
+
+<p>Alice prov&ograve; un momento di grave imbarazzo.
+Le parea che l'osservazione del Cappellaio
+non avesse senso di sorta, eppure parlava correttamente.
+"Non la comprendo bene," disse
+con molta delicatezza.</p>
+
+<p>"Il Ghiro &egrave; tornato a dormire," disse il
+Cappellaio, e gli vers&ograve; un poco di t&egrave; scottante
+sul naso.</p>
+
+<p>Il Ghiro scosse il capo con un moto
+d'impazienza, e senza aprir gli occhi, disse, "Gi&agrave;!
+Gi&agrave;! Appunto quello che stavo per dire."<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span></p>
+
+<p>"Ha ancora indovinato l'indovinello?" disse
+il Cappellaio, rivolgendosi ad Alice.</p>
+
+<p>"Mi d&ograve; per vinta," rispose Alice: "Quale &egrave;
+la risposta?"</p>
+
+<p>"Non ne ho la minima idea," rispose il Cappellaio.</p>
+
+<p>"Neppure io," disse la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>Alice sospir&ograve; dalla noia e disse: "Ma credo
+che sarebbe bene di passar meglio il tempo, che
+perderne, proponendo indovinelli che non hanno
+senso."</p>
+
+<p>"Se lei conoscesse il Tempo come lo conosco
+io," rispose il Cappellaio, "non direbbe che noi ne
+perdiamo. Non si tratta di me, ma di lui."</p>
+
+<p>"Non so che ella si dica," osserv&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Sicuro, nol sa!" disse il Cappellaio,
+scuotendo il capo con un'aria di disprezzo.
+"Scommetto che lei non ha mai parlato col
+tempo!"</p>
+
+<p>"Forse no," rispose prudentemente Alice;
+"ma so che debbo battere il tempo quando imparo
+la musica."<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p>
+
+<p>"Ah! e questo spiega tutto," disse il Cappellaio.
+"Ei non vuol essere battuto. Se lei non
+si bisticciasse con lui, egli farebbe dell'oriuolo ci&ograve;
+che ella vuole. Per esempio, supponga che sieno
+le nove della mattina, ch'&egrave; l'ora per le lezioni:
+basterebbe ch'ella bisbigliasse una parolina al
+Tempo, e subito girerebbe la lancetta! Il tocco
+e mezzo, l'ora del desinare!"</p>
+
+<p>("Vorrei che fosse," bisbigli&ograve; la Lepre-marzolina.)</p>
+
+<p>"Sarebbe magnifica, davvero," disse Alice, pensierosa:
+"ma non avrei fame a quell'ora, capisce."</p>
+
+<p>"Da principio forse, n&ograve;," riprese il Cappellaio:
+"ma lei potrebbe fermarlo sul tocco e mezzo,
+quando vorrebbe."</p>
+
+<p>"Ed <i>ella</i> fa cos&igrave;?" domand&ograve; Alice.</p>
+
+<p>Il Cappellaio scosse la testa mestamente e
+rispose. "Io no! Ci siamo bisticciati nello
+scorso marzo&mdash;&mdash; proprio quando <i>egli</i> divenne
+matto&mdash;&mdash;" (ed indic&ograve; col cucchiaino la Lepre-marzolina),
+"&mdash;&mdash;gi&agrave;, fu al gran concerto dato
+dalla Regina di Cuori:&mdash;ivi dovetti cantare:<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 160px;">
+<img src="images/095c.jpg" width="160" height="185" alt="" title="" />
+</div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">'<i>Tu che al ciel spiegasti l'ale</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>O mia testa Soppressata!</i>'"<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"Conosce lei quest'aria?"</p>
+
+<p>"Ho sentito qualche cosa che le rassomiglia,"
+rispose Alice.</p>
+
+<p>"La va di questo verso," continu&ograve; il Cappellaio:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">"'<i>Ti rivolgi a me, fettata,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Teco il pane aggiunger&ograve;!</i>'"<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Giunto qu&igrave;, il Ghiro si dette una scossetta, e<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+cominci&ograve; a cantare in mezzo al sonno "<i>Teco il
+pane; teco il pane aggiunger&ograve;&mdash;&mdash;</i>" e via, via
+and&ograve; innanzi, sino a che gli si dovettero dare de'
+pizzicotti per farlo tacere.</p>
+
+<p>"Ebbene, aveva appena finito di cantare la
+prima quartina," disse il Cappellaio, "che la
+Regina proruppe furiosa, 'Egli sta assassinando il
+tempo! Tagliategli il capo!'"</p>
+
+<p>"Terribilmente feroce!" sclam&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"D'allora in poi," continu&ograve; mestamente il
+Cappellaio, "non ha voluto pi&ugrave; far quel che io
+gli chiedo! Segna sempre le sei."</p>
+
+<p>Un'idea luminosa colp&igrave; Alice, e domand&ograve;:
+"&Egrave; questa forse la ragione per cui vi sono tante
+tazze apparecchiate?"</p>
+
+<p>"Proprio cos&igrave;," rispose il Cappellaio, con un
+sospiro: "&egrave; sempre l'ora del t&egrave;, e non abbiamo
+mai tempo di risciaquare le tazze."</p>
+
+<p>"E cos&igrave;, andate girando sempre intorno, nei
+frattempi?" disse Alice.</p>
+
+<p>"Proprio cos&igrave;," replic&ograve; il Cappellaio: "a
+misura che le tazze hanno servito."<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p>
+
+<p>"Ma come fate quando venite a ricominciare
+da capo?" Alice ard&igrave; domandare.</p>
+
+<p>"Se mutassimo il discorso," disse, sbadigliando,
+la Lepre-marzolina. "Cotesto cost&igrave; mi secca
+mortalmente. Vorrei che la Signorina ci raccontasse
+una storiella."</p>
+
+<p>"Temo di non saper contarne alcuna," rispose
+Alice un poco intimorita.</p>
+
+<p>"Allora il Ghiro ce ne dir&agrave; una!" gridarono
+entrambi. "Risvegliati, Ghiro!" E lo punzecchiarono
+da' due lati.</p>
+
+<p>Il Ghiro apr&igrave; lentamente gli occhi, e disse con
+voce debole e rauca, "Non dormiva, io! Non m'&egrave;
+scappata neppure una parola di quello che dicevate."</p>
+
+<p>"Raccontaci una novella!" disse la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Di grazia, ce ne dica una!" supplic&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"E fa' presto," soggiunse il Cappellaio, "se
+no ti raddormenterai prima di finirla."</p>
+
+<p>"C'erano una volta tre sorelle," cominci&ograve; in
+gran fretta il Ghiro, "e si chiamavano Elce, Clelia
+e Tilla; e dimoravano nel fondo d'un pozzo&mdash;&mdash;"<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+
+<p>"Che cosa mangiavano?" domand&ograve; Alice, la
+quale prendeva sempre un vivo interesse nelle
+quistioni di mangiare e bere.</p>
+
+<p>"Mangiavano melazzo," rispose il Ghiro, dopo
+d'averci pensato su qualche istante.</p>
+
+<p>"Ma non lo potevano," osserv&ograve; Alice, con
+garbo; "sarebbero cadute ammalate."</p>
+
+<p>"Lo erano, di fatto," rispose il Ghiro, "<i>molto</i>
+ammalate."</p>
+
+<p>Alice cerc&ograve; di figurarsi quella strana maniera
+di vivere, ma ne rest&ograve; confusa, e continu&ograve;:
+"Ma perch&egrave; vivevano nel fondo d'un pozzo?"</p>
+
+<p>"Prenda un po' pi&ugrave; di t&egrave;," disse la Lepre-marzolina,
+con molta premura.</p>
+
+<p>"Non ho preso ancora nulla," rispose Alice,
+tutta offesa, "cos&igrave; non posso prenderne di
+pi&ugrave;."</p>
+
+<p>"Vuoi dire che non ne pu&ograve; prender <i>meno</i>,"
+disse il Cappellaio: "&egrave; molto pi&ugrave; facile prendere
+<i>pi&ugrave;</i> che nulla."</p>
+
+<p>"Niuno ha domandato il <i>suo</i> parere," soggiunse
+Alice.<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span></p>
+
+<p>"Chi &egrave; che fa ora delle questioni personali?"
+domand&ograve; il Cappellaio con aria di trionfo.</p>
+
+<p>Alice non seppe bene che rispondere, ma preso
+una tazza di t&egrave; con pane e burro, e rivolgendosi
+al Ghiro, gli domand&ograve; di nuovo: "Perch&egrave; vivevano
+nel fondo del pozzo?"</p>
+
+<p>Il Ghiro si mise a riflettere un poco, e rispose,
+"Era un pozzo di melazzo."</p>
+
+<p>"Ma non s'&egrave; udito mai una cosa simile!"
+interruppe Alice con voce sdegnosa; ma la Lepre-marzolina
+e il Cappellaio vociarono "St! st!" e
+il Ghiro continu&ograve; con voce burbera, "Se non
+ha creanza, finisca la novelletta da s&egrave;."</p>
+
+<p>"N&ograve;, la prego di continuare!" disse Alice
+molto umilmente: "Non la interromper&ograve; pi&ugrave;.
+Forse ce ne sar&agrave; <i>uno</i> di quei pozzi."</p>
+
+<p>"Uno, eh via!" rispose il Ghiro sdegnosamente.
+Ci&ograve; non di meno, pregato, continu&ograve;:
+"E quelle tre sorelle&mdash;imparavano a
+trarne&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Che cosa traevano?" domand&ograve; Alice, dimenticando
+che avea promesso di zittire.<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span></p>
+
+<p>"Del melazzo," rispose il Ghiro, senza riflettere
+punto questa volta.</p>
+
+<p>"Ho bisogno d'una tazza pulita," interruppe
+il Cappellaio; "avanziamo tutti d'un posto
+avanti!"</p>
+
+<p>E mentre parlava, si mosse, e il Ghiro lo
+segu&igrave;: la Lepre-marzolina occup&ograve; il posto del
+Ghiro, e Alice prese, contro voglia, il posto della
+Lepre-marzolina. Il solo Cappellaio profitt&ograve; di
+quel mutamento: e Alice si trov&ograve; peggio di
+prima, perch&egrave; la Lepre-marzolina avea rovesciato
+il bricco del latte nel suo tondo.</p>
+
+<p>Alice non voleva offender di nuovo il Ghiro,
+e disse con molta delicatezza: "Non capisco bene.
+Da dove traevano il melazzo?"</p>
+
+<p>"Ella sa trarre l'acqua dal pozzo d'acqua, non
+&egrave; vero?" disse il Cappellaio; "ebbene si pu&ograve;
+cos&igrave; trarre melazzo da un pozzo di melazzo&mdash;eh!
+stupidina!"</p>
+
+<p>Questa risposta accrebbe talmente la confusione
+d'Alice, che ella permise al Ghiro di
+continuare, senza interromperlo pi&ugrave;.<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p>
+
+<p>"Imparavano a trarre," continu&ograve; il Ghiro, sbadigliando
+e stropicciandosi gli occhi, perch&egrave; moriva
+di sonno; "e traevano cose d'ogni genere&mdash;&mdash; tutto
+quel che comincia con una T&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Perch&egrave; con una T?" domand&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Perch&egrave; no?" grid&ograve; la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>Alice zitt&igrave;.</p>
+
+<p>Il Ghiro intanto avea chiusi gli occhi, e cominciava
+un sonnellino; ma punzecchiato dal
+Cappellaio, si risvegli&ograve; con un gemito, e continu&ograve;:
+"&mdash;&mdash;che comincia con una T, come
+una Trappola, un Topo, una Topaja, un Troppo&mdash;gi&agrave;,
+ella dice 'il troppo stroppia '&mdash;oh, non ha
+mai veduto il ritratto d'un 'troppo stroppia'?"</p>
+
+<p>"Veramente, ora che lei mi domanda," disse
+Alice, molto confusa, "non so&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Allora non parli," disse il Cappellaio.</p>
+
+<p>Questa sgarbatezza urt&ograve; la sensibilit&agrave; di
+Alice: si alz&ograve; assai sdegnata e usc&igrave; fuori; il
+Ghiro si addorment&ograve; in un attimo e niuno degli
+altri due not&ograve; che Alice era uscita, bench&egrave; ella si
+fosse rivoltata indietro una o due volte, con una<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+mezza speranza che la richiamassero: per&ograve; l'ultima
+volta vide che le due birbe cercavano di
+tuffare il Ghiro nel vaso da t&egrave;.</p>
+
+<p>"Mai pi&ugrave; <i>ci</i> torner&ograve;," disse Alice internandosi
+nella foresta. "&Egrave; la pi&ugrave; stupida societ&agrave; in mezzo
+a cui io mi sia trovata!"</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 264px;">
+<img src="images/102c.jpg" width="264" height="233" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Mentre parlava cos&igrave;, osserv&ograve; che un albero
+aveva un uscio pel quale s'entrava proprio dentro.
+"Oh ci&ograve; &egrave; molto curioso!" pens&ograve; Alice. "Ma
+ogni cosa oggi &egrave; curiosa. Credo che far&ograve; bene
+ad entrare." Ed entr&ograve;.<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span></p>
+
+<p>Si trov&ograve; di nuovo nel lungo salone, e presso
+al tavolino di cristallo. "Questa volta far&ograve;
+meglio," disse fra s&egrave;, e prese la chiavettina
+d'oro ed apr&igrave; l'uscio che conduceva al giardino.
+Poi si mise a morsecchiare il fungo (ne avea conservato
+un pezzettino nella tasca), sino a che
+ebbe un piede d'altezza o gi&ugrave; di l&igrave;: travers&ograve; il
+piccolo andito: e <i>poi</i>&mdash;si ritrov&ograve; finalmente nell'ameno
+giardino in mezzo ad aiuole lussureggianti
+di fiori, ed a fontane fresche.<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_VIII" id="CAPITOLO_VIII"></a>CAPITOLO VIII.</h2>
+
+<p class="title">IL CROQUET DELLA REGINA.</p>
+
+
+<p>Un magnifico rosajo stava vicino all'ingresso
+del giardino: le sue rose erano bianche, ma tre
+giardinieri che gli stavano d'intorno erano occupati
+a colorirle di rosso. Davvero, &egrave; curioso!
+pens&ograve; Alice, e si avvicin&ograve; per osservarli, e
+quando vi fu presso sent&igrave; che uno di loro diceva,
+"Fa attenzione, Cinque! Non mi schizzare
+con le tue pennellate!"</p>
+
+<p>"Non ho potuto farne di meno," rispose Cinque,
+con tuono burbero; "Sette mi ha urtato
+il gomito."</p>
+
+<p>Sette lo guard&ograve; e disse, "Ma bene! Cinque
+incolpa sempre gli altri!"<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+
+<p>"<i>Tu</i> faresti meglio di zittire!" disse Cinque.
+"Non pi&ugrave; tardi di ieri, sentii che la Regina diceva
+che tu meriteresti d'essere decollato!"</p>
+
+<p>"Perch&egrave;?" domand&ograve;
+il primo
+che avea parlato.</p>
+
+<div class="figright" style="width: 216px;">
+<img src="images/105r.jpg" width="216" height="297" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Ci&ograve; non
+preme a <i>te</i>, Due!"
+ripose Sette.</p>
+
+<p>"<i>Gli</i> preme,
+certo!" disse Cinque,
+"e gliel
+dir&ograve; io&mdash;perch&egrave;
+portasti al cuoco
+bulbi di tulipano
+invece di
+cipolle."</p>
+
+<p>Sette scaravent&ograve; lontano il suo pennello e
+stava l&igrave; l&igrave; per dire, "In mezzo a tutte le cose le
+pi&ugrave; ingiuste&mdash;&mdash;" quando s'accorse d'Alice che li
+osservava, e divor&ograve; il resto della frase: gli altri la<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+guardarono del pari e le fecero tutti una profonda
+riverenza.</p>
+
+<p>"Mi direste," domand&ograve; Alice, ma timidamente,
+"perch&egrave; state colorendo quelle rose?"</p>
+
+<p>Cinque e Sette non risposero, ma guardarono
+Due. Due disse allora con voce
+bassa, "Gli &egrave; perch&egrave;, codesto cost&igrave; doveva essere
+un rosajo di rose <i>rosse</i>, e noi per isbaglio
+ne abbiam piantato uno che d&agrave; rose bianche;
+or se la Regina se ne avvedesse, a tutti le teste
+sarebbero tagliate. Cos&igrave;, Signorina, facciamo il
+meglio per riparare pria che venga a&mdash;&mdash;" In
+quell'istante, Cinque che guardava attorno con
+ansiet&agrave;, grid&ograve; "La Regina! La Regina!" e i
+tre giardinieri si misero subito con la faccia per
+terra. Si sent&igrave; un grande scalpicc&iacute;o, e Alice si
+mise a guardare per veder la Regina.</p>
+
+<p>Prima comparvero dieci soldati armati di
+bastoni: erano conformati come i tre giardinieri,
+bislunghi e piatti, con le mani e i piedi agli
+angoli: seguivano dieci cortigiani, tutti sfolgoranti
+di diamanti; andavano a due a due, come i<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+soldati. Venivano poi i principini reali; erano
+dieci, divisi a coppie e tenendosi per la mano,&mdash;andavano
+innanzi quegli amorini saltando come
+matti: erano ornati di cuori. Poi sfilavano
+gl'invitati, la maggior parte Re e Regine, e
+fra loro Alice riconobbe il Coniglio bianco; discorreva
+con una fretta nervosa, facendo bocca da
+ridere a chiunque gli parlava, e pass&ograve; oltre senza
+punto badare ad Alice. Seguiva il Fante di
+Cuori, portando la Corona Reale sopra un cuscino
+di velluto rosso; e finalmente venivano IL RE
+E LA REGINA DI CUORI.</p>
+
+<p>Alice non sapea se dovesse cadere a faccia per
+terra come i tre giardinieri, ma non pot&egrave; ricordarsi
+che ci fosse un tal cerimoniale nelle processioni
+regie; "e poi, a che servirebbero coteste
+processioni," riflette fra s&egrave;, "se tutti dovessero
+stare a faccia per terra, e niuno potesse vederle?"
+Cos&igrave; rest&ograve; dov'era, ed aspett&ograve;.</p>
+
+<p>Allorch&egrave; la processione giunse vicina ad
+Alice, tutti si fermarono e la guardarono;
+e la Regina grid&ograve; con cipiglio severo, "Chi<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+&egrave; costei?" e si rivolse al Fante di Cuori,
+il quale rispose con un risolino e una
+riverenza.</p>
+
+<p>"Imbecille!" disse la Regina, e impaziente,
+scosse il capo; indi rivolgendosi ad Alice, continu&ograve;
+a dire, "Come ti chiami fanciulla?"</p>
+
+<p>"Maest&agrave;, mi chiamo Alice," rispose la fanciulla
+con molta garbatezza, ma soggiunse a s&egrave;
+stessa, "Non &egrave; che un mazzo di carte soltanto.
+Non c'&egrave; da aver paura di costoro!"</p>
+
+<p>"E chi sono <i>cotestoro</i>?" domand&ograve; la Regina,
+indicando i tre giardinieri che baciavano la polvere
+intorno al rosajo; perch&egrave;, capite, siccome
+giacevano sulle lor faccie, e il disegno del loro
+di dietro rassomigliava a quello del resto del
+mazzo, non sapea discernere se fossero giardinieri,
+o soldati, o cortigiani, o tre de' suoi proprii figli.</p>
+
+<p>"Come volete ch'<i>io</i> lo sappia," rispose Alice,
+che si meravigliava del suo proprio coraggio.
+"Ci&ograve; non <i>mi</i> spetta."</p>
+
+<p>La Regina divent&ograve; di fiamma per la rabbia,
+dopo d'averla fissata ferocemente come una<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+bestia selvaggia, grid&ograve;, "Tagliatele il capo!
+subito&mdash;&mdash;"</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 335px;">
+<img src="images/108c.jpg" width="335" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Eh, via!" rispose Alice a voce alta e con
+fermezza, e la Regina si tacque.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p>
+
+<p>Il Re appoggi&ograve; la mano sul braccio della
+Regina, e disse timidamente, "Cara mia, riflettici
+bene su: la &egrave; una bambina!"</p>
+
+<p>La Regina gli volt&ograve; le spalle con viso irato,
+e disse al Fante, "Rivoltateli!"</p>
+
+<p>Il Fante ubbid&igrave;, e con un piede li rivolt&ograve;
+cautamente.</p>
+
+<p>"Levatevi!" url&ograve; la Regina, e i tre giardinieri
+si alzarono immediatamente, e s'inchinarono davanti
+al Re, alla Regina, ai figli reali, e a
+tutti gli altri.</p>
+
+<p>"Basta!" sclam&ograve; la Regina. "Mi fate girare
+il capo." E guardando al rosajo, continu&ograve;, "Che
+cosa <i>avete fatto</i> al rosajo?"</p>
+
+<p>"Con la buona grazia della Maest&agrave; vostra,"
+rispose Due, con voce umile, e piegando il
+ginocchio a terra, "noi volevamo&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Lo vedo!" disse la Regina, che avea gi&agrave;
+osservate le rose. "Tagliate loro il capo!" e la
+processione reale si mosse, lasciando indietro tre
+soldati per mozzare il capo agli sventurati giardinieri,
+che corsero ad Alice per esser da lei protetti.<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p>
+
+<p>"Non vi decapiteranno!" disse Alice, e li
+mise in un grosso vaso da fiori che stava vicino
+a lei. I tre soldati vagarono qu&agrave; e l&agrave; per
+qualche istante, in cerca di loro, e poi quietamente
+seguirono la processione reale.</p>
+
+<p>"Avete loro recisa la testa?" grid&ograve; la
+Regina.</p>
+
+<p>"Maest&agrave;, le loro teste non sono pi&ugrave;!"
+risposero i soldati.</p>
+
+<p>"Bene!" grid&ograve; la Regina. "Sapete giuocare
+a <i>croquet</i>?"</p>
+
+<p>I soldati zittirono, e guardarono Alice, credendo
+che la domanda fosse rivolta a lei.</p>
+
+<p>"S&igrave;!" grid&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Avvicinatevi dunque!" url&ograve; la Regina, ed
+Alice raggiunse la processione, curiosa di sapere
+ci&ograve; che avverrebbe in seguito.</p>
+
+<p>"Fa&mdash;fa bel tempo!" disse una timida vocettina
+presso a lei. Vide che ella camminava a
+canto del Coniglio bianco, che la stava occhiando,
+affissandola in faccia con un certo <a name="tn117" id="tn117"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'faze'">fare</ins> inquieto
+e timoroso.<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span></p>
+
+<p>"Bellissimo," rispose Alice: "dov'&egrave; la Duchessa?"</p>
+
+<p>"St! st!" disse il Coniglio a voce bassa,
+e parlando in fretta. Riguard&ograve; ansiosamente
+intorno a lui, ed alzandosi sulla punta de' piedi,
+bisbigli&ograve; all'orecchio della fanciulla, "<a name="tn118" id="tn118"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'E'">&Egrave;</ins> sotto
+sentenza di morte."</p>
+
+<p>"Per quale peccato?" domand&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Avete detto 'Che peccato!'?" disse il
+Coniglio.</p>
+
+<p>"Ma no," rispose Alice: "Non credo punto
+che sia peccato. Dissi '<i>Per</i> quale peccato?'"</p>
+
+<p>"Ha schiaffeggiata la Regina&mdash;&mdash;" cominci&ograve;
+il Coniglio. Alice scoppi&ograve; in una grossa risata.
+"St!" bisbigli&ograve; il Coniglio tutto tremante, "La
+Regina vi potrebbe sentire! Vedete, essa &egrave;
+venuta un p&ograve; tardi, e la Regina ha detto&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Ai vostri posti!" grid&ograve; la Regina con voce
+tuonante, e gl'invitati cominciarono a correre
+verso tutte le direzioni, rovesciandosi gli uni
+sugli altri: finalmente poterono mettersi in un
+certo ordine, e poi cominci&ograve; il giuoco.<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span></p>
+
+<p>Alice osserv&ograve; che mai in sua vita non avea
+veduto un terreno pi&ugrave; curioso per giuocare il
+Croquet; era tutto a solchi e zolle; le palle erano
+ricci, i mazzapicchi erano fenic&ograve;nteri viventi, e gli
+archi erano soldati
+viventi, curvati e reggentisi
+sulle mani e
+su' piedi.</p>
+
+<div class="figright" style="width: 184px;">
+<img src="images/112r.jpg" width="184" height="264" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>La prima difficolt&agrave;
+stava in ci&ograve; che Alice
+non sapea come maneggiare
+il suo fenic&ograve;ntero;
+riusc&igrave; a tenerselo bene
+avviluppato sotto il
+braccio, con le gambe
+penzoloni, ma quando
+gli allungava il collo,
+e si preparava a picchiare il riccio con la
+testa, il fenic&ograve;ntero girava il capo e poi si
+metteva a guardarla in faccia con una espressione
+tanto stupefatta che ella non poteva far di
+meno di scoppiare dalle risa: e quando gli<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+abbassava di nuovo il collo, e si accingeva a ricominciare,
+ecco il riccio si era <i>sricciato</i>, e andava
+via: oltre a ci&ograve; e era sempre una zolla o un solco
+l&agrave; dove voleva sbalzare il riccio, e siccome i
+soldati si alzavano sempre e vagavano qu&agrave; e l&agrave;,
+Alice si persuase che quello era un giuoco disperatamente
+difficile.</p>
+
+<p>I giuocatori giuocavano tutti insieme senza
+aspettare la loro volta, litigando sempre e picchiandosi
+a causa de' ricci; di tal che la Regina
+ne divent&ograve; furiosa, e andava qu&agrave; e l&agrave; battendo il
+piede e vociando ad ogni istante, "Mozzategli il
+capo!" oppure "Mozzatele il capo!"</p>
+
+<p>Alice cominci&ograve; a sentire un p&ograve; d'ansiet&agrave;: &egrave;
+vero che non avea contrastata con la Regina,
+ma ci&ograve; poteva accadere ad ogni momento, e pens&ograve;
+"che cosa ne sar&agrave; di me? Qu&igrave; hanno un gusto
+matto a mozzar teste; &egrave; una meraviglia se ve ne
+sia alcuno che abbia ancora il capo sul collo!"</p>
+
+<p>E studiava il modo di scappar via, senza
+esser veduta, quando osserv&ograve; un'apparizione curiosa
+nell'aria; prima ne rest&ograve; sorpresa, ma dopo<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+averla riguardata un poco, vide un ghigno, e
+disse fra s&egrave;, "&Egrave; Ghignagatto: ora avr&ograve; qualcheduno
+con cui discorrere."</p>
+
+<p>"Come va il giuoco?" disse il Gatto,
+appena ch'ebbe tanta bocca per cominciare a
+parlare.</p>
+
+<p>Alice aspett&ograve; che gli occhi apparissero, e
+poi gli f&egrave; cenno col capo. "&Egrave; inutile parlargli,"
+pens&ograve; fra s&egrave;, "aspettiamo che almeno
+gli orecchi appariscano, almeno uno." Immediatamente
+apparve tutta la testa, e Alice depose
+il suo fenic&ograve;ntero, e cominci&ograve; a raccontare come
+andava il giuoco, lieta che uno le prestasse
+attenzione. Il Gatto intanto dopo aver fatto mostra
+della sua testa, pens&ograve; bene a non mostrare il resto
+del suo corpo.</p>
+
+<p>"Non credo che giuochino lealmente," disse
+Alice, lagnandosi, "contrastano fra loro furiosamente
+e non si pu&ograve; sentire neppure la
+propria voce&mdash;non hanno ordine nel giuoco;
+e se ve n'&egrave;, niuno lo segue&mdash;e non potete
+credere che confusione c'&egrave;, perch&egrave; qu&igrave; tutto &egrave;<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+vivente: per esempio, ecco l'arco ch'io dovrei
+traversare, ma mi scappa via all'altra estremit&agrave;
+del terreno,&mdash;e avrei dovuto fare <i>croquet</i> col
+riccio della Regina, ma m'&egrave; fuggito via appena
+vide il mio!"</p>
+
+<p>"Come vi piace la Regina?" domand&ograve; il
+Gatto a voce bassa.</p>
+
+<p>"Punto, punto!" rispose Alice: "la &egrave;
+tanto&mdash;&mdash;" Ma s'accorse che la Regina le stava
+vicino, origliando, e continu&ograve;, "&mdash;abile nel
+giuocare e vincere, ch'&egrave; inutile di finire la
+partita."</p>
+
+<p>La Regina sorrise, e and&ograve; altrove.</p>
+
+<p>"Con <i>chi</i> parlate voi?" domand&ograve; il Re,
+che s'era <a name="tn122" id="tn122"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'avvicinata'">avvicinato</ins> ad Alice, ed osservava la
+testa del Gatto con molta curiosit&agrave;.</p>
+
+<p>"&Egrave; un amico mio&mdash;un Ghignagatto,"
+disse Alice, "vorrei presentarlo a Vostra
+Maest&agrave;."</p>
+
+<p>"Non mi piace punto il ceffo che ha,"
+rispose il Re; "ma pu&ograve; baciarmi la mano, se
+<a name="tn123" id="tn123"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'voule'">vuole.</ins>"<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span></p>
+
+<p>"Non ne ho punto voglia," osserv&ograve; il Gatto.</p>
+
+<p>"Non siate impertinente," disse il Re, "e non
+mi guardate a quel modo." E mentre parlava
+si nascondeva dietro ad Alice.</p>
+
+<p>"Un gatto pu&ograve; guardare un Re," osserv&ograve;
+Alice, "l'ho letto in qualche libro, ma non ricordo
+quale."</p>
+
+<p>"Bene, ma bisogna cacciarlo via," disse il Re
+con voce autorevole, e chiam&ograve; la Regina che
+passava col&agrave; in quel momento, "Cara mia!
+Vorrei che quel gatto fosse cacciato via!"</p>
+
+<p>La Regina conosceva una sola maniera per
+appianare tutte le difficolt&agrave;, grandi o piccole che
+fossero, e perci&ograve; senza neppure guardare intorno,
+grid&ograve;, "Mozzategli il capo!"</p>
+
+<p>"Andr&ograve; io stesso a cercare il boja," disse il
+Re, e and&ograve; via frettolosamente.</p>
+
+<p>Alice pens&ograve; che sarebbe bene d'andare a
+vedere come il giuoco progrediva, tanto pi&ugrave;
+che sent&igrave; da lontano la voce della Regina
+che urlava con ira. Ella avea di gi&agrave; sentito
+che avea condannato nel capo tre giuocatori<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+che avevano mancato alla loro volta; tutto
+ci&ograve; non le piaceva, perch&egrave; il giuoco era caduto
+in tale confusione che ella non sapea pi&ugrave; se la
+sua volta fosse venuta o no. And&ograve; dunque in
+cerca del suo riccio.</p>
+
+<p>Il riccio stava allora battagliando contro un
+altro riccio, ci&ograve; sembr&ograve; ad Alice una occasione
+propizia, per battere a <i>croquet</i> l'uno con l'altro
+di loro: ma v'era una difficolt&agrave;, il suo fenic&ograve;ntero
+era andato all'altro lato del giardino, e Alice lo
+vide che si sforzava inutilmente di volare sopra
+un albero.</p>
+
+<p>Quando le riusc&igrave; di afferrare il fenic&ograve;ntero
+e lo ricondusse sul terreno, il combattimento era
+finito, e i due ricci s'erano allontanati: "importa
+poco," pens&ograve; Alice, "poich&egrave; tutti gli archi se ne
+sono iti all'altro lato del terreno." E se lo
+acconci&ograve; per benino sotto l'ascella, acciocch&egrave; non
+scappasse pi&ugrave;, e ritorn&ograve; al micio per riappiccicar
+con lui il discorso.</p>
+
+<p>Ma con sua sorpresa trov&ograve; una folla immensa
+intorno al Ghignagatto: il Re, la Regina, e il<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+boja vociavano tutti e tre insieme, e gli altri
+erano silenziosi e malinconici.</p>
+
+<p>Appena Alice apparve, i tre si appellarono a
+lei per risolvere la quistione, e le ripeterono i loro
+argomenti, parlando tutti a una volta, cos&igrave; che
+era difficile per lei d'intendere che volessero dire.</p>
+
+<p>L'argomento del boja era che: non poteva
+tagliare una testa se non ci fosse un corpo da
+cui mozzarla; che non avea mai avuto a fare
+una cosa simile innanzi, e che non voleva cominciare
+a farne a quell'et&agrave;.</p>
+
+<p>L'argomento del Re era che: ogni essere che
+ha una testa pu&ograve; essere decapitato, e il boja non
+dovea dir sciocchezze.</p>
+
+<p>L'argomento della Regina era che: se non
+si faceva presto avrebbe ordinato che tutti quelli
+che la circondavano fossero decapitati. (Era
+questa l'osservazione che avea dato a tutti quell'aria
+grave e piena d'ansiet&agrave;.)</p>
+
+<p>Alice non seppe trovar altro a dire che, "Il
+gatto appartiene alla Duchessa: fareste bene di
+consultar <i>lei</i> su di ci&ograve;."<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 261px;">
+<img src="images/118c.jpg" width="261" height="330" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Ella &egrave; in prigione," disse la Regina al boja:
+"Conducetela qu&igrave;." E il boja and&ograve; via come
+una saetta.</p>
+
+<p>Appena il boja spar&igrave;, la testa del Gatto and&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+dileguandosi, e quando ritorn&ograve; con la Duchessa,
+era sparita totalmente: il Re e il boja corsero
+qu&agrave; e l&agrave; all'impazzata per ritrovarla, mentre
+gl'invitati ritornarono a giuocare.<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_IX" id="CAPITOLO_IX"></a>CAPITOLO IX.</h2>
+
+<p class="title">STORIA DELLA FALSA-TESTUGGINE.</p>
+
+
+<p>"Non potete credere quanto son lieta di
+ritrovarvi, bambina mia!" disse la Duchessa,
+mettendo amichevolmente il suo braccio in quello
+di Alice, e camminando insieme.</p>
+
+<p>Alice era lieta di rivederla in tale buon umore,
+e pens&ograve; che forse era il pepe che l'avea resa tanto
+irritabile quando la vide in cucina. "Allorch&egrave;
+<i>sar&ograve;</i> Duchessa," disse fra s&egrave; (ma senza troppo
+sperarlo), "non voglio aver <i>punto</i> pepe nella
+mia cucina. La minestra &egrave; buona anche senza.
+Chi sa che non sia il pepe che rende la gente
+cotanto piccosa?" continu&ograve; tutta lieta d'aver<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+scoperta una specie di nuova teoria, "&egrave; l'aceto
+che la rende aspra&mdash;&egrave; la camomilla che la rende
+amara&mdash;e sono i confetti e cose simili che addolciscono
+il carattere de' bambini. Vorrei che si
+conoscesse <i>ci&ograve;</i>; le persone non sarebbero tanto
+tirchie a darcene&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>E cos&igrave; discorrendo avea quasi dimenticata
+la Duchessa, e trasalt&ograve; quando si ud&igrave; dire all'orecchio.
+"Cara mia, voi avete la testa ad
+altro, e dimenticate di parlare con me. Non
+potrei dirvene ora la morale, ma me ne ricorder&ograve;
+<a name="tn129" id="tn129"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'far'">fra</ins> breve."</p>
+
+<p>"Forse non ne ha," osserv&ograve; cautamente
+Alice.</p>
+
+<p>"Che, che, bimba!" disse la Duchessa. "Ogni
+cosa ha la sua morale, purch&egrave; voi la possiate
+trovare." E si strinse pi&ugrave; presso ad Alice mentre
+parlava.</p>
+
+<p>Ad Alice non piacque l'esser cos&igrave; stretta con
+lei, primo perch&egrave; la Duchessa era <i>bruttissima</i>,
+secondo, perch&egrave; per la sua altezza ella appoggiava
+il mento sulla spalla d'Alice, ora quel mento era<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+spiacevolmente acuto! Ma pure non volle essere
+scortese, e sopport&ograve; quella noja come meglio
+pot&egrave;.</p>
+
+<p>"Il giuoco va meglio ora," disse cos&igrave; per
+alimentare la conversazione.</p>
+
+<p>"Eh s&igrave;," rispose la Duchessa: "e questa n'&egrave;
+la morale:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0">"<i>&Egrave; amore&mdash;&egrave; amore&mdash;&egrave; il pazzeron d'amore</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Che fa girare il mondo,&mdash;ed il mio cuore!</i>"<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"Ma qualcheduno ha detto invece," bisbigli&ograve;
+Alice, "se ognuno badasse alle proprie
+faccende il mondo girerebbe meglio."</p>
+
+<p>"Bene! L'una vale l'altra," disse la Duchessa,
+e mentre conficcava il suo mento acuto nelle
+spalle d'Alice, continu&ograve;, "e la morale di <i>ci&ograve;</i> la
+&egrave; questa&mdash;'Guardate al <i>franco</i>; gli spiccioli si
+guarderanno da s&egrave;.'"</p>
+
+<p>"Come si diletta a trovar la morale in ogni
+cosa!" pens&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Scommetto che siete sorpresa perch&egrave; non<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+vi cingo la vita col mio braccio," disse la
+Duchessa dopo qualche istante, "ma gli &egrave; perch&egrave;
+non so che razza d'umore abbia il vostro fenic&ograve;ntero.
+Facciamo la prova?"</p>
+
+<p>"Potrebbe mordervi,"
+rispose
+Alice, che non ne
+voleva di quelli
+esperimenti.</p>
+
+<div class="figright" style="width: 197px;">
+<img src="images/123r.jpg" width="197" height="297" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"&Egrave; vero," disse
+la Duchessa: "i
+fenic&ograve;nteri e la
+senape pizzicano
+entrambi, e la
+morale &egrave; questa&mdash;'Chi
+si rassembra
+s'assembra.'"</p>
+
+<p>"Ma la senape
+non &egrave; un uccello," osserv&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Bene, come sempre," disse la Duchessa: "voi
+dite ogni cosa assai benino!"</p>
+
+<p>"&Egrave; un minerale, <i>credo</i>," disse Alice.<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p>
+
+<p>"Certo," rispose la Duchessa, che pareva desiderasse
+d'acconsentire a tutte le cose che diceva
+Alice; "qu&igrave; vicino c'&egrave; una grande miniera di
+senape. E la morale di ci&ograve; &egrave; questa&mdash;'La miniera
+&egrave; la maniera Di gabbar la gente intiera.'"</p>
+
+<p>"Oh lo so!" sclam&ograve; Alice, che non aveva
+badato alle parole della Duchessa, "&egrave; un vegetale.
+Non ne ha l'apparenza, ma lo &egrave;."</p>
+
+<p>"Proprio cos&igrave;," disse la Duchessa, "e la
+morale di ci&ograve; &egrave; questa&mdash;'Siate quello che volete
+parere'&mdash;o se volete che ve lo dica pi&ugrave; semplicemente&mdash;'Non
+vi crediate mai d'essere altra se
+non quella che apparite ad altri d'essere o d'essere
+stata o che possiate essere, e l'esser non &egrave;
+altro che l'essere di quell'essere ch'&egrave; l'essere
+dell'essere, e non altrimenti.'"</p>
+
+<p>"Credo che l'intenderei meglio," disse Alice
+con molta garbatezza, "se me la scriveste, ma
+non posso seguirvi con la mente quando la dite."</p>
+
+<p>"Questo &egrave; nulla rimpetto a quel che potrei
+dire, se ne avessi voglia," soggiunse la Duchessa,
+contenta come una pasqua.<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span></p>
+
+<p>"Non v'incomodate a dirne di pi&ugrave; lunghe
+di quella che avete recitata or ora," disse
+Alice.</p>
+
+<p>"Che incomodo!" rispose la Duchessa. "Vi
+fo un regalo di tutto ci&ograve; che ho detto sino ad
+ora."</p>
+
+<p>"&Egrave; un regalo che costa niente," pens&ograve; Alice.
+"Buono che non fanno di que' regali ne' giorni
+natalizii!" Ma non os&ograve; dir questo a voce
+alta.</p>
+
+<p>"Sempre meditabonda?" domand&ograve; la Duchessa,
+mentre affondava quel suo mento acuminato sull'omero
+della bambina.</p>
+
+<p>"Ho ben di che!" rispose vivamente Alice,
+perch&egrave; cominciava a sentirsi annoiata.</p>
+
+<p>E la Duchessa, "Come i porci ne hanno di
+volare: e la mo&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>Qu&igrave;, con gran sorpresa d'Alice, la voce della
+Duchessa and&ograve; morendo e si spense in mezzo
+alla parola 'morale' che tanto gradiva; il braccio
+ch'era nel suo cominci&ograve; a tremare. Alice alz&ograve;
+gli occhi, e vide che la Regina stava davanti ad<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+esse, le braccia conserte, accigliata e spaventevole
+come un uragano.</p>
+
+<p>"Maest&agrave;, che bella giornata!" balbett&ograve; la
+Duchessa con voce debole e fioca.</p>
+
+<p>"Vi d&ograve; a tempo un avvertimento," tuon&ograve; la
+Regina, battendo fieramente il terreno col piede;
+"o voi o la vostra testa dovranno abbandonare
+il giardino, e ci&ograve; subito! Scegliete!"</p>
+
+<p>La Duchessa scelse, e fugg&igrave; via in un attimo.</p>
+
+<p>"Ritorniamo al giuoco," disse la Regina ad
+Alice, ma Alice era troppo spaventata, non os&ograve;
+rispondere, e la segu&igrave; lentamente sul terreno.</p>
+
+<p>Gl'invitati intanto, profittando dell'assenza
+della Regina, si riposavano all'ombra: per&ograve;
+appena la videro ricomparire, ritornarono ai posti
+loro; la Regina fece soltanto capir loro che se
+avessero ritardato un momento avrebbero perduta
+la vita.</p>
+
+<p>Mentre giuocavano, la Regina continuava a
+querelarsi con altri giuocatori, gridando sempre
+"Mozzategli il capo!" oppure "Mozzatele il
+capo!" Coloro ch'erano sentenziati a morte,<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+erano guardati da soldati che doveano cessare di
+servire d'archi al giuoco, e cos&igrave; in meno di mezz'ora,
+non c'erano pi&ugrave; archi, e tutt'i giuocatori,
+eccettuati il Re la Regina ed Alice, erano
+guardati e condannati nel capo.</p>
+
+<p>Finalmente la Regina lasci&ograve; il giuoco, tutta
+sbuffante ed anelante, e disse ad Alice, "Hai
+veduto la Falsa-Testuggine?"</p>
+
+<p>"N&ograve;," disse Alice. "Non so neppure che sia
+la Falsa-Testuggine."</p>
+
+<p>"&Egrave; quella con cui si fa la minestra, di
+falsa Testuggine," disse la Regina.</p>
+
+<p>"Non ne ho mai veduto, n&egrave; udito parlare,"
+soggiunse Alice.</p>
+
+<p>"Vieni dunque," disse la Regina, "ed essa
+ti racconter&agrave; la sua storia."</p>
+
+<p>Mentre andavano insieme, Alice sent&igrave; che il
+Re diceva a voce bassa a tutt'i condannati, "Fo
+grazia a tutti." "Oh, ne son lieta!" disse fra
+s&egrave; Alice, perch&egrave; sapete, la nostra fanciulla era
+mestissima vedendo tanta gente condannata a
+morte dalla Regina.<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 330px;">
+<img src="images/129c.jpg" width="330" height="234" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>Tosto giunsero vicino a un Grifone, accoccolato
+e dormente al sole. (Se voi non sapete
+che &egrave; il Grifone, guardate la vignetta.) "Su,
+su, pigro!" disse la Regina, "conducete questa
+fanciulla a vedere la Falsa-Testuggine che le
+far&agrave; il racconto della sua vita. Quanto a me
+debbo tornare indietro per fare eseguire alcune
+sentenze di morte;" e and&ograve; via, lasciando Alice
+sola col Grifone. Non piacque ad Alice l'aspetto
+della bestia, ma poi riflettendo che il<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+rimaner col Grifone non era tanto pericoloso
+per lei quanto il rimanere con quella selvaggia
+Regina, stette l&igrave;, ed aspett&ograve;.</p>
+
+<p>Il Grifone si lev&ograve;, si stropicci&ograve; gli occhi,
+aspett&ograve; che la Regina sparisse totalmente e poi
+si mise a sghignazzare. "Che commedia!"
+disse il Grifone, parlando un po' a s&egrave; stesso, un
+po' ad Alice.</p>
+
+<p>"Qual'<i>&egrave;</i> la commedia?" domand&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"<i>&Egrave;</i> lei stessa," soggiunse il Grifone. "&Egrave; un
+ruzzo che ha in testa: ma le teste non son mai
+mozzate per ci&ograve;. Venite!"</p>
+
+<p>"Qu&igrave; ognuno comanda 'Venite!'" osserv&ograve;
+Alice, mentre lo seguiva lentamente. "Non sono
+stata mai cos&igrave; comandata in tutta la mia vita!"</p>
+
+<p>Non si erano di molto inoltrati quando videro
+a una certa distanza la Falsa-Testuggine, che
+sedeva mesta e soletta sull'orlo d'una rupe, ed
+essendosi avvicinati un poco pi&ugrave;, Alice sent&igrave;
+che sospirava come se le si spezzasse il cuore.
+Ella n'ebbe compassione. "Perch&egrave; si duole?"
+domand&ograve; al Grifone, e il Grifone rispose un<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+po' su un po' gi&ugrave; come dianzi, "&Egrave; un ruzzo
+che ha in testa, non ha dolore di sorta. Venite!"</p>
+
+<p>E andarono verso la Falsa-Testuggine, che li
+riguard&ograve; con certi occhioni ripieni di lagrime,
+ma senza far motto.</p>
+
+<p>"Questa fanciulla," disse il Grifone, "vorrebbe
+sentire la vostra storia, vorrebbe."</p>
+
+<p>"Gliela racconter&ograve;," rispose la Falsa-Testuggine
+con voce profonda e sepolcrale. "Sedete,
+e non dite una parola sin che io abbia terminato."</p>
+
+<p>E sedettero, e per qualche minuto, niuno
+fiat&ograve;. Intanto Alice osserv&ograve; fra s&egrave;, "Non so
+come <i>mai</i> terminer&agrave;, se non comincia mai." Ma
+aspett&ograve; pazientemente.</p>
+
+<p>"Una volta," disse finalmente la Falsa-Testuggine
+con un gran sospirone "io era una
+vera Testuggine."</p>
+
+<p>Quelle parole furono seguite da un altro
+lunghissimo silenzio, interrotto soltanto da
+qualche "Hjckrrh!" dal Grifone e da' singhiozzi
+continui della Falsa-Testuggine. Alice stava<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+per levarsi e dirle, "Grazie della vostra storia
+interessante," quando riflett&egrave; che essa <i>doveva</i> dire
+qualche cosa di pi&ugrave;, e sedette tranquillamente,
+senza far motto.</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 337px;">
+<img src="images/131c.jpg" width="337" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span></p>
+
+<p>"Quando eravamo piccini," continu&ograve; la Falsa-Testuggine,
+un poco pi&ugrave; quieta, ma sempre singhiozzando,
+"andavamo a scuola, al mare. La
+maestra era una vecchia Testuggine&mdash;e noi la
+chiamavamo Tartaruga&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Perch&egrave; la chiamavate Tartaruga se non era
+tale?" domand&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"La chiamavamo Tartaruga perch&egrave; c'insegnava
+a tartagliare," disse la Falsa-Testuggine con
+dispetto: "Avete poco comprendonio!"</p>
+
+<p>"Vi dovreste vergognare di far questioni tanto
+semplici," aggiunse il Grifone; e poi zittirono,
+ed entrambi fissarono gli occhi sulla povera Alice
+che le pareva sprofondarsi sotterra. Finalmente
+il Grifone disse alla Falsa-Testuggine, "Va
+innanzi, comare! Ma non andar per le lunghe,
+sai!" E cos&igrave; continu&ograve;:</p>
+
+<p>"Andavamo a scuola al mare, bench&egrave; voi non
+lo crediate&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Non ho mai detto ci&ograve;!" interruppe Alice.</p>
+
+<p>"Ma s&igrave;," tuon&ograve; la Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>"Zitta!" soggiunse il Grifone pria che Alice<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+avesse potuto rispondere. La Falsa-Testuggine
+continu&ograve;:</p>
+
+<p>"Noi fummo educate benissimo&mdash;in fatti
+andavamo a scuola ogni giorno&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"<i>Anch'io</i> andava a scuola ogni giorno," disse
+Alice; "non bisogna vantarsi per cos&igrave; poco."</p>
+
+<p>"E avevate degli <i>extra</i>?" domand&ograve; la Falsa-Testuggine
+con qualche ansiet&agrave;.</p>
+
+<p>"S&igrave;," rispose Alice, "imparavamo il Francese
+e la musica."</p>
+
+<p>"E il bucato?" disse la Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>"No, davvero!" disse Alice tutta corrucciata.</p>
+
+<p>"Ah! La vostra dunque non era una buona
+scuola," disse la Falsa-Testuggine, come se si sentisse
+sollevata. "Nella <i>nostra</i>, c'era alla fine
+del programma: '<span class="smcap">Extra</span>: Francese, musica, e
+<i>bucato</i>.'"</p>
+
+<p>"Ma non ne avevate bisogno," disse Alice;
+"voi vivevate nel fondo del mare."</p>
+
+<p>"Non ho avuto mai mezzi per impararlo,"
+soggiunse sospirando la Falsa-Testuggine. "Cos&igrave;
+seguii soltanto i corsi ordinarii."<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span></p>
+
+<p>"Cio&egrave;?" domand&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"A Reggere e Stridere prima di tutto," rispose
+la Falsa-Testuggine: "e poi le diverse operazioni
+dell'Aritmetica&mdash;Ambizione, Distrazione, Bruttificazione,
+e Derisione."</p>
+
+<p>"Non ho mai sentito parlare di '<i>Bruttificazione</i>,'"
+disse Alice. "Ch'&egrave; mai?'"</p>
+
+<p>Il Grifone lev&ograve; le due zampe all'aria in segno
+di sorpresa e sclam&ograve;: "Mai sentito parlare di
+<i>bruttificazione</i>! Ma sapete che significa <i>bellificazione</i>,
+eh?"</p>
+
+<p>"S&igrave;," rispose Alice, ma un p&ograve; dubbiosa: "significa&mdash;rendere&mdash;qualche
+cosa&mdash;pi&ugrave; bella."</p>
+
+<p>"Ebbene," continu&ograve; il Grifone, "se non sapete
+che significa bruttificare <i>voi siete</i> una sciocca."</p>
+
+<p>Alice non si vedeva incoraggiata a fare altre
+domande, cos&igrave; si rivolse alla Falsa-Testuggine, e
+disse, "Che altro dovevate imparare?"</p>
+
+<p>"Ecco, c'era la Stoia," rispose la Falsa-Testuggine,
+contando i soggetti ad uno ad uno sulle
+natatoie&mdash;"la Stoia antica e moderna con la
+Girografia: poi il Disdegno&mdash;il Maestro di Disdegno<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>
+era un vecchio grongo, e veniva una volta
+la settimana: c'insegnava il Disdegno, il Passaggio,
+e la Frittura ad Occhio."</p>
+
+<p>"<i>E questa</i> a che rassomigliava ella?" disse
+Alice.</p>
+
+<p>"Non ve la potrei mostrare," rispose la Falsa-Testuggine,
+"perch&egrave; vedete, son tutto d'un
+pezzo. E il Grifone non l'ha mai imparata."</p>
+
+<p>"Non ebbi tempo," rispose il Grifone: "ma
+studiai le lingue classiche, e bene. Ebbi per
+maestro un vecchio granchio, sapete."</p>
+
+<p>"Non andai mai da lui," disse la Falsa-Testuggine
+con un sospiro: "mi dissero che insegnava
+Catino, e Gretto."</p>
+
+<p>"Proprio cos&igrave;," disse il Grifone, sospirando
+anche lui, ed entrambe le bestie nascosero la faccia
+fra le zampe.</p>
+
+<p>"Quante ore di lezione avevate al giorno?"
+disse Alice prontamente, per mutare argomento.</p>
+
+<p>"Dieci ore il primo giorno," rispose la Falsa-Testuggine:
+"nove il secondo, e cos&igrave; discorrendo."<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span></p>
+
+<p>"Che metodo curioso!" sclam&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Ma &egrave; questa la ragione perch&egrave; si chiamano
+lezioni," osserv&ograve; il Grifone: "perch&egrave; soffrono
+lesioni ogni giorno."</p>
+
+<p>Era nuova quell'idea per Alice, e ci pens&ograve; su
+un poco prima di fare quest'altra osservazione.
+"Allora avevate vacanza l'undecimo giorno?"</p>
+
+<p>"S'intende," disse la Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>"E come facevate nel duodecimo?" domand&ograve;
+vivamente Alice.</p>
+
+<p>Ma il Grifone l'interruppe, e disse con voce
+risoluta, "Basta in quanto alle lezioni: d&igrave;lle ora
+qualche cosa dei giuochi."<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_X" id="CAPITOLO_X"></a>CAPITOLO X.</h2>
+
+<p class="title">LA CONTRADDANZA DE' GAMBERI.</p>
+
+
+<p>La Falsa-Testuggine di&egrave; fuori un gran sospiro
+e pass&ograve; il rovescio d'una natatoia sugli occhi.
+Riguard&ograve; ad Alice e cerc&ograve; di parlare, ma per
+qualche istante i singhiozzi glielo impedirono.
+"Ei pare ch'abbia un osso a traverso della gola,"
+disse il Grifone, e si accinse a scuoterla e a
+batterle la schiena. Finalmente la Falsa-Testuggine
+ricover&ograve; la voce, e con le lagrime che gli
+colavano sulle guancie, riprese il discorso:&mdash;</p>
+
+<p>"Forse voi non siete vissuta lungo tempo nel
+fondo del mare"&mdash;("N&ograve;, certo," disse Alice)&mdash;"e
+forse non siete stata mai presentata a un
+Gambero"&mdash;(Alice stava per dire "Una volta<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+gustai&mdash;&mdash;" ma inghiott&igrave; la frase, e disse, "N&ograve;
+mai")&mdash;"cos&igrave; voi non potete farvi una idea della
+bellezza d'una contraddanza de' Gamberi!"</p>
+
+<p>"N&ograve;, davvero," rispose Alice. "Ma ch'&egrave;
+mai la contraddanza de' Gamberi?"</p>
+
+<p>"Ecco," disse il Grifone, "prima di tutto si
+forma una linea lunghesso la spiaggia&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Due linee!" grid&ograve; la Falsa-Testuggine.
+"Foche, testuggini di mare, salmoni e simili:
+poi quando avete tolti via della spiaggia i polipi
+viscosi&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"E <i>ci&ograve;</i> fa perdere molto tempo," interruppe il
+Grifone.</p>
+
+<p>"&mdash;&mdash; voi fate un <i>avant-deux</i>."</p>
+
+<p>"Ognuno avendo un Gambero per cavaliere,"
+grid&ograve; il Grifone.</p>
+
+<p>"Eh, gi&agrave;!" disse la Falsa-Testuggine: "voi
+fate un <i>avant-deux</i>, poi un <i>balanc&eacute;</i>&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"&mdash;&mdash; scambiate i Gamberi, e ritornate <i>en
+place</i>," continu&ograve; il Grifone.</p>
+
+<p>"E poi, capite?" continu&ograve; la Falsa-Testuggine,
+"voi scaraventate i&mdash;&mdash;"<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span></p>
+
+<p>"I Gamberi!" url&ograve; il Grifone, saltando come
+un matto.</p>
+
+<p>"&mdash;&mdash; nel mare con tutta la vostra forza&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Indi nuotate dietro a loro!" strill&ograve; il
+Grifone.</p>
+
+<p>"Fate una capriola nel mare!" grid&ograve; la Falsa-Testuggine,
+saltellando mattamente qu&agrave; e l&agrave;.</p>
+
+<p>"Scambiate di nuovo i Gamberi!" voci&ograve; il
+Grifone a squarciagola.</p>
+
+<p>"Ritornate a terra di nuovo, e&mdash;e questa &egrave; la
+prima figura," disse la Falsa-Testuggine, abbassando
+la voce tutt'a un tratto, e le due bestie
+che pur dianzi saltavano follemente, si sdraiarono
+meste, silenziose, e guardarono Alice.</p>
+
+<p>"Debb'essere una gran bella contraddanza,
+cotesta," disse timidamente Alice.</p>
+
+<p>"Ne vorreste avere un saggio?" domand&ograve; la
+Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>"Mi piacerebbe di molto," disse Alice.</p>
+
+<p>"Animo dunque, facciamo la prima figura!"
+disse la Falsa-Testuggine al Grifone. "Possiamo
+farla senza Gamberi, sapete. Chi canter&agrave;?"<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 277px;">
+<img src="images/139c.jpg" width="277" height="330" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Cantate <i>voi</i>," disse il Grifone. "Io ho dimenticate
+le parole."</p>
+
+<p>E cominciarono a ballare gravemente intorno
+ad Alice, pestandole i piedi quando le si avvicinavano
+troppo, e battendo il tempo con le zampe,
+davanti, mentre la Falsa-Testuggine cantava adagio
+adagio, e mestamente:<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Nasel disse, a Lumaca&mdash;"Cammina un p&ograve; pi&ugrave; lesta,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ch&egrave; un Porcellin di mare&mdash;la coda mi calpesta!&mdash;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Gi&agrave; Gamberi e Test&ugrave;di&mdash;sen vengono a fidanza,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>E aspettano il segnale&mdash;per cominciar la danza.</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Volete voi, volete,&mdash;volete voi ballare?</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Volete voi, volete,&mdash;co' Gamberi danzare?</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Che gioja! che delizia!&mdash;Innanzi e indietro andremo;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Nel mar scaraventati&mdash;co' Gamberi saremo!"</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Rispose la Lumaca:&mdash;"Oim&egrave;! gli &egrave; un p&ograve; lontano!</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>A me non piace un ballo&mdash;cotanto ardito e strano!"</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Volete voi, volete,&mdash;volete voi ballare?</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Volete voi, volete,&mdash;co' Gamberi danzare?</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Che male!" gli rispose&mdash;il candido Nasello,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>"Di l&agrave; c'&egrave; un'altra sponda&mdash;c'&egrave; un suolo assai pi&ugrave; bello;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Dall'Adria alla Dalmazia&mdash;faremo un salto audace,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Oh non temer, carina,&mdash;sta quieta e vivi in pace!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Volete voi, volete,&mdash;volete voi ballare?</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Volete voi, volete,&mdash;co' Gamberi danzare?"</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span></div></div>
+
+<p>"Grazie tante! &egrave; una bella contraddanza,"
+disse Alice, lieta che fosse finita; "e poi quel
+canto curioso del Nasello mi piace tanto!"</p>
+
+<p>"A proposito dei Naselli," disse la Falsa-Testuggine,
+"essi sono&mdash;voi ne avete veduti, non
+&egrave; vero?"</p>
+
+<p>"S&igrave;," rispose Alice, "li ho veduti spesso a
+tavo&mdash;&mdash;" e inghiott&igrave; il resto della parola.</p>
+
+<p>"Non so dove sia Tavo," disse la Falsa-Testuggine,
+"ma se voi li avete veduti spesso, sapete
+che cosa sono."</p>
+
+<p>"Lo credo," rispose Alice, raccorgendosi.
+"Hanno la coda in bocca, e son tutti coperti di
+pan grattato."</p>
+
+<p>"V'ingannate in quanto al pan grattato,"
+soggiunse la Falsa-Testuggine: "le miche di
+pane sparirebbero nel mare. Ma essi <i>hanno</i> per&ograve;
+la coda in bocca; e la ragione &egrave; questa&mdash;&mdash;" e
+qu&igrave; la Falsa-Tartaruga sbadigli&ograve;, e chiuse gli
+occhi.&mdash;"Ditegliela voi la ragione," chiese al
+Grifone.</p>
+
+<p>"La ragione &egrave; la seguente," disse il Grifone,<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span>
+"essi <i>vollero</i> andare al ballo co' Gamberi; e
+cos&igrave; furono buttati nel mare; e cos&igrave; fecero il
+capitombolo molto al di l&agrave;; e cos&igrave; si attaccarono
+la coda in bocca; e cos&igrave; non potettero distaccarsela
+pi&ugrave;; e questo &egrave; quanto."</p>
+
+<p>"Grazie," disse Alice, "davvero &egrave; interessante.
+Non ne seppi mai tanto intorno a' naselli."</p>
+
+<p>"Presto, fateci un racconto delle <i>vostre</i> avventure,"
+disse il Grifone.</p>
+
+<p>"Ve ne potrei raccontare cominciando da
+stamane," disse Alice assai timidamente; "ma &egrave;
+inutile raccontarvi quelle di ieri, perch&egrave;&mdash;ieri io
+era tutt'altra persona."</p>
+
+<p>"Oh! spiegateci ci&ograve;," disse la Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>"No, no! prima le avventure," sclam&ograve; il
+Grifone, impaziente: "le spiegazioni sono lungaggini
+nojose."</p>
+
+<p>Cos&igrave; Alice cominci&ograve; a raccontar loro i casi
+suoi sin dal momento che incontr&ograve; il Coniglio
+bianco: ma bentosto cominci&ograve; a sentire un poco
+di paura che le due bestie le si erano appiccicate<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>
+ai fianchi, slargando gli occhi e spalancando le
+bocche, per&ograve; in pochi istanti la piccina si riebbe
+dal timore. I suoi uditori si mantennero quieti
+sino a che ella giunse alla ripetizione del
+"<i>Guglielmo, tu sei vecchio</i>" da lei fatta al
+Bruco, e siccome le parole le uscivano tutte
+diverse dal vero originale, la Falsa-Testuggine di&egrave;
+fuori uno de' suoi sospironi, e disse, "&Egrave; curioso
+davvero!"</p>
+
+<p>"&Egrave; curioso come la curiosit&agrave;," sclam&ograve; il Grifone.</p>
+
+<p>"&Egrave; uscito fuori tutto diverso!" soggiunse la
+Falsa-Testuggine dopo averci riflettuto sopra.
+"Vorrei che ella ci recitasse qualche cosa ora.
+D&igrave;lle che cominci." E guard&ograve; il Grifone pensando
+ch'egli avesse autorit&agrave; sopra Alice.</p>
+
+<p>"Levatevi," disse il Grifone, "e ripeteteci la
+canzona piemontese '<i>Trenta quaranta&mdash;&mdash;</i>'"</p>
+
+<p>"Oh come queste bestie comandano! e fanno
+recitar le lezioni!" pens&ograve; Alice. "Sarebbe lo stesso
+per me che fossi a scuola." Ci&ograve; non di meno
+si lev&ograve;, e cominci&ograve; a ripeter quel Canto; ma la
+sua testolina era tanto piena di Gamberi e di<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span>
+Contraddanze, che non sapea che si dicesse, e i
+versi usciron fuori assai male:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Son trenta e son quaranta"&mdash;il Gambero gi&agrave; canta</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>"M'han troppo abbrustolito&mdash;mi voglio incipr&iuml;are,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>In faccia a questo specchio&mdash;mi voglio spazzolare,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>E voglio rivoltare&mdash;e piedi e naso in su!"</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<div class="figright" style="width: 195px;">
+<img src="images/145r.jpg" width="195" height="330" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Ma cotesto
+cost&igrave; gli &egrave; diverso
+da quello ch'<i>io</i>
+recitava quando
+era bimbo," disse
+il Grifone.</p>
+
+<p>"Non l'ho mai
+sentito prima,"
+osserv&ograve; la Falsa-Testuggine;
+"ma
+gli &egrave; sciocco oltremisura."</p>
+
+<p>Alice non rispose;
+ma sedette
+con la faccia nascosta<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span>
+fra le mani, pensando se <i>mai</i> le cose
+tornassero una volta al loro corso naturale.</p>
+
+<p>"Vorrei che me lo spiegaste," domand&ograve; la
+Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>"Non sa spiegarlo," disse il Grifone: "Cominciate
+la seconda strofa."</p>
+
+<p>"A proposito di piedi," continu&ograve; la Falsa-Testuggine.
+"Come <i>poteva</i> egli rivoltarli, e col
+naso per giunta?"</p>
+
+<p>"&Egrave; la prima posizione nel ballo," disse Alice;
+ma era talmente imbarazzata con quell'argomento,
+che non vedeva il momento di mutar soggetto.</p>
+
+<p>"Continuate la seconda strofa," replic&ograve; il
+Grifone con impazienza; "comincia '<i>Bianca la
+sera</i>.'"</p>
+
+<p>Alice non osava disubbidire, bench&egrave; fosse sicura
+che la reciterebbe tutt'al rovescio, e disse con
+voce tremante:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Bianca la sera appare&mdash;nel lor giardino, in fretta,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Mangiavano un pasticcio&mdash;l'ostrica e la civetta&mdash;"</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"Perch&egrave; recitarci tutte coteste sciocchezze?"<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span>
+interruppe la Falsa-Testuggine, "se non ce le
+spiegate? &Egrave; una vera Babelle di confusione!"</p>
+
+<p>"S&igrave;, fareste meglio di smettere," disse il
+Grifone, e Alice fu lieta di terminare quella
+filastrocca.</p>
+
+<p>"Vogliamo provare un'altra figura della
+contraddanza de' Gamberi?" continu&ograve; il Grifone.
+"O preferireste invece una canzona dalla Falsa-Testuggine?"</p>
+
+<p>"Oh s&igrave;, una canzona, se la Falsa-Testuggine
+vorr&agrave; cantarcela," rispose Alice, ma con tanta
+premura che il Grifone grid&ograve; con una voce di
+bestia offesa. "Ah! Chi pu&ograve; spiegare i gusti
+altrui? Compare, cantaci la canzona della
+<i>Zuppa di Testuggine</i>."</p>
+
+<p>La Falsa-Testuggine sospir&ograve; profondamente, e
+con voce talvolta soffocata da singhiozzi, cant&ograve;
+cos&igrave;:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Astro di sera! O verdeggiante e ricca</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Zuppa che fumi in concava zuppiera!</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>In te rapito il cucchiaion si ficca,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>E ne riempie una scodella intiera!</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>
+<span class="i0"><i>Astro di sera! deliziosa Zuppa!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>In te il mio pan s'inzuppa!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>E di te canto&mdash;o Zup&mdash;pa!&mdash;</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Canto all'Astro di sera;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Canto la tua bont&agrave;, civile Zuppa!</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Astro di sera! E chi sar&agrave; lo sciocco</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Che a te preferir&agrave; sia pesce o caccia,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>S'ei di te pu&ograve; comprarne anche un baiocco</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Per lavarsi lo stomaco e la faccia?</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Astro di sera! deliziosa Zuppa!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>In te il mio pan s'inzuppa!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>E di te, canto&mdash;o Zup&mdash;pa!</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>Canto all'Astro di sera;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Canto la tua bonTA CI&mdash;VILE ZUPPA!"</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"<i>Bis</i> il Coro!" grid&ograve; il Grifone, e la Falsa-Testuggine
+si preparava a ripeterlo, quando s'ud&igrave;
+una voce in distanza: "Comincia il processo!"</p>
+
+<p>"Vieni, vieni!" grid&ograve; il Grifone, e prendendo
+Alice per mano, fugg&igrave; con lei, senza aspettar la
+fine del coro.</p>
+
+<p>"Che processo?" domand&ograve; Alice, tutta
+affannata mentre fuggiva, ma il Grifone rispose<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span>
+soltanto "Vieni!" e scappava pi&ugrave; lesto, mentre
+il vento portava sempre pi&ugrave; debolmente alle loro
+orecchie l'eco fuggevole delle parole soavi e
+malinconiche:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i4"><i>"Canto all'Astro di sera;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Canto la tua bon&mdash;ta ci&mdash;vile&mdash;Zuppa!"</i><br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span></div></div>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_XI" id="CAPITOLO_XI"></a>CAPITOLO XI.</h2>
+
+<p class="title">CHI HA RUBATO LE TORTE?</p>
+
+
+<p>E giunsero; e videro che il Re e la Regina
+di Cuori erano seduti in trono, circondati da
+una gran folla composta di uccellini, di bestioline
+e da tutto il mazzo di carte: il Fante stava
+davanti, incatenato, con un soldato a destra e
+un altro a sinistra: presso al Re stava il Coniglio
+bianco con la tromba in una mano, e un ruotolo
+di pergamene nell'altra. Nel mezzo della corte
+c'era una tavola, con un gran piatto di torte le
+quali sembravano tanto buone che risvegliarono<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>
+l'appetito ad Alice&mdash;"Vorrei che finissero presto
+il processo," pens&ograve; Alice, "e che ci servissero
+quelle buone torte!" Ma siccome non ce n'era
+neppure la speranza allora, ella cominci&ograve; a guardare
+tutt'intorno per uccidere il tempo.</p>
+
+<p>Alice non era stata mai in un tribunale,
+ma ne avea letto alcunch&egrave; ne' libri, e fu lieta di
+poter chiamare per nome tutti coloro che vedea.
+"Quegli &egrave; il giudice," disse fra s&egrave;, "perch&egrave; porta
+quel gran parruccone."</p>
+
+<p>E il giudice non era altro che il Re, e
+siccome portava la corona sopra la parrucca
+(guardate il frontespizio per averne un'idea),
+era un poco imbarazzato; certo non gli andava
+bene.</p>
+
+<p>"E quello &egrave; il seggio de' giurati," osserv&ograve;
+Alice, "e quelle dodici creature," (disse "creature,"
+capite, perch&egrave; alcune erano bestie, ed altre
+uccelli), "credo che sieno i giurati." E ripet&egrave;
+queste parole un pajo di volte, fiera del suo
+sapere, poich&egrave; pens&ograve;, e ne avea ben d'onde, che
+pochissime ragazze dell'et&agrave; sua sapessero ci&ograve;.<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span></p>
+
+<p>I dodici giurati erano occupatissimi a scrivere
+sulle lavagne. "Che cosa fanno?" bisbigli&ograve; Alice
+all'orecchio del Grifone. "Non possono aver
+nulla da scrivere, perch&egrave; il processo non &egrave; ancora
+cominciato."</p>
+
+<p>"Scrivono i loro nomi," bisbigli&ograve; in risposta
+il Grifone: "temono di scordarsene pria che il
+processo sar&agrave; finito."</p>
+
+<p>"Sciocchi!" grid&ograve; Alice con voce disdegnosa,
+ma si ferm&ograve; subito perch&egrave; il Coniglio
+bianco, sclam&ograve;, "Silenzio nel Tribunale!" e il Re
+inforc&ograve; gli occhiali e si mise a riguardare ansiosamente
+in ogni parte per vedere chi parlasse.</p>
+
+<p>Alice vedeva cos&igrave; bene come se fosse stata dietro
+le loro spalle, che scrivevano "sciocchi," sulle
+loro lavagne: osserv&ograve; altres&igrave; che uno di loro
+non sapeva sillabare "sciocchi," e domandava al
+suo vicino come dovea compitarlo. "Che ammasso
+di scarabocchi faranno sulle lavagne pria
+che il processo sia terminato!" pens&ograve; Alice.</p>
+
+<p>Uno de' giurati aveva una matita che scricchiolava.
+Alice <i>non</i> la poteva soffrire, e perci&ograve;<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span>
+gir&ograve; intorno al Tribunale, giunse alle spalle di lui
+e colse tosto il destro per strappargliela. Ci&ograve; fece
+con tale lestezza che il piccolo giurato (era Tonio,
+la Lucertola) non seppe che fosse della sua matita;
+gir&ograve; qu&agrave; e l&agrave; per ritrovarla, ma invano,
+perci&ograve; dovette rassegnarsi a scrivere col dito in
+tutto il resto della giornata. Ci&ograve; valse poco,
+perch&egrave; il dito non lasciava traccia alcuna sulla
+lavagna.</p>
+
+<p>"Usciere, leggete l'atto d'accusa!" disse il
+Re.</p>
+
+<p>Allora il Coniglio di&egrave; tre squilli di tromba, poi
+apr&igrave; il ruotolo delle pergamene, e lesse cos&igrave;:&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i4"><i>"La Regina di Cuori</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>F&egrave; delle torte in un bel d&igrave; d'est&agrave;:</i><br /></span>
+<span class="i4"><i>L'empio Fante di Cuori</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Rub&ograve; le torte; e certo, a morte andr&agrave;!"</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"Ponderate il vostro verdetto," disse il Re
+a' giurati.</p>
+
+<p>"Non tanta fretta!" interruppe vivamente il
+Coniglio. "Vi son molte cose da fare prima!"<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 209px;">
+<img src="images/153c.jpg" width="209" height="297" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Chiamate il primo testimonio," disse il Re;
+e il Coniglio bianco di&egrave; tre squilli di tromba,
+e grid&ograve;: "Il primo testimonio!"</p>
+
+<p>Ora il primo testimonio era il Cappellaio.
+Venne con una tazza di t&egrave; in una mano, una fetta
+di pane col burro nell'altra. "Domando perdono<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span>
+alla Maest&agrave; Vostra," disse, "se vengo cos&igrave;
+impacciato; ma il fatto sta ch'io non avea
+finito ancora di prendere il t&egrave; quando fui chiamato."</p>
+
+<p>"Avreste dovuto finirlo," rispose il Re.
+"Quando avete cominciato a prenderlo?"</p>
+
+<p>Il Cappellaio guard&ograve; la Lepre-marzolina che
+l'avea seguito al Tribunale andando a braccetto
+col Ghiro. "<i>Credo</i>, al quattordici di Marzo,"
+disse il Cappellaio.</p>
+
+<p>"Al quindici," sclam&ograve; la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Al sedici," soggiunse il Ghiro.</p>
+
+<p>"Notate queste cose," disse il Re ai giurati,
+e questi si misero a scrivere con molta premura
+<a name="tn163a" id="tn163a"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'e'">le</ins> tre date,
+sopra le lavagne, e poi le <a name="tn163b" id="tn163b"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'sommaronol'">sommarono</ins>
+riducendole a lire e centesimi.</p>
+
+<p>"Cavatevi il cappello," disse il Re al Cappellaio.</p>
+
+<p>"Non &egrave; mio," rispose il Cappellaio.</p>
+
+<p>"<i>&Egrave; rubato!</i>" sclam&ograve; il Re, rivolto a' giurati,
+i quali subito presero nota del delitto.</p>
+
+<p>"Ne tengo per venderli," soggiunse il Cappellaio<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span>
+per spiegare il fatto: "Non ne ho di
+mio. Sono un cappellaio."</p>
+
+<p>Qu&igrave; la Regina inforc&ograve; gli occhiali, guard&ograve; fieramente
+il Cappellaio che allibb&igrave; di paura.</p>
+
+<p>"Rendete la vostra testimonianza," disse il
+Re; "e non siate spaventato, altrimenti vi far&ograve;
+subito mozzare il capo."</p>
+
+<p>Queste parole non incoraggirono punto il testimone:
+ei non si reggeva pi&ugrave; in gambe; guardava
+ansiosamente la Regina, e confuso, morsic&ograve;
+un bel pezzo del labbro della tazza, invece del
+pane col burro.</p>
+
+<p>Giusto allora Alice prov&ograve; una sensazione
+curiosissima, che la riemp&igrave; di sorpresa, sino a
+che potette rendersene ragione: ella cresceva di
+nuovo; pens&ograve; che sarebbe stato bene per lei
+di lasciare il Tribunale, ma poi riflettendoci su,
+volle restare, almeno sino a che vi fosse
+spazio per lei.</p>
+
+<p>"Vorrei che non pigiaste tanto," disse il
+Ghiro che le sedeva vicino. "Posso appena
+respirare."<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p>
+
+<p>"Non posso fare a meno," rispose soavemente
+Alice: "Vedete, st&ograve; crescendo."</p>
+
+<p>"Voi non avete nessun dritto di crescere
+<i>qu&igrave;</i>," url&ograve; il Ghiro.</p>
+
+<p>"Non dite delle sciocchezze," grid&ograve; Alice,
+"sapete che anche voi crescete."</p>
+
+<p>"S&igrave;, ma non tanto," soggiunse il Ghiro:
+"<i>io</i> non cresco a quel modo ridicolo." E borbottando
+fra s&egrave;, si alz&ograve;, e and&ograve; a mettersi
+all'altro lato del Tribunale.</p>
+
+<p>Intanto la Regina non avea mai sviato il
+suo sguardo feroce dal Cappellaio, e mentre il
+Ghiro traversava la sala del tribunale, disse ad
+un usciere, "Recatemi la lista de' cantanti nell'ultimo
+concerto!" A queste parole il Cappellaio
+trem&ograve; a verghe, cos&igrave; che le scarpe gli
+scappavano da' piedi.</p>
+
+<p>"Rendete la vostra testimonianza," ripet&egrave;
+fieramente il Re, "o vi far&ograve; mozzare il capo,
+poco importa che tremiate o no."</p>
+
+<p>"Maest&agrave;, sono un povero sventurato,"
+cominci&ograve; il Cappellaio con voce tremante, "ed<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span>
+ho appena cominciato a prendere il t&egrave;&mdash;non &egrave;
+ancora una settimana&mdash;e in quanto al pane col
+burro che si assottiglia&mdash;e alla testa soppressata."</p>
+
+<p>"Che soppressata?"
+sclam&ograve; il Re.</p>
+
+<div class="figleft" style="width: 189px;">
+<img src="images/157l.jpg" width="189" height="264" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"La testa soppressata
+<i>cominci&ograve;</i> col t&egrave;,"
+rispose il Cappellaio.</p>
+
+<p>"Sicuro che 'testa'
+comincia con un T!"
+disse vivamente il Re.
+"M'avete voi preso
+per un gonzo? Andate
+via!"</p>
+
+<p>"Sono un povero
+sventurato," continu&ograve;
+il Cappellaio, "e dopo il t&egrave;, tentennavano tutti,&mdash;solo
+la Lepre-marzolina disse&mdash;&mdash;</p>
+
+<p>"Non dissi niente!" interruppe con impeto
+la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Lo diceste!" disse il Cappellaio.<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span></p>
+
+<p>"Lo nego!" replic&ograve; la Lepre-marzolina.</p>
+
+<p>"Lo nega," disse il Re: "ebbene lasciate
+andare."</p>
+
+<p>"Bene, ad ogni modo il Ghiro disse&mdash;&mdash;"
+e il Cappellaio lo guard&ograve; per vedere s'egli pure
+volesse dargli una mentita: ma il Ghiro non
+negava, dormiva profondamente.</p>
+
+<p>"Dopo ci&ograve;," continu&ograve; il Cappellaio, "mi
+preparai un'altra fetta di pane col burro&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Ma che cosa disse il Ghiro?" domand&ograve;
+un giurato.</p>
+
+<p>"Non me lo posso ricordare," disse il Cappellaio.</p>
+
+<p>"Voi <i>dovreste</i> ricordarlo," osserv&ograve; il Re,
+"se no vi far&ograve; mozzare il capo."</p>
+
+<p>Il misero Cappellaio si lasci&ograve; cadere la tazza,
+il pane col burro, e le ginocchia a terra, e
+sclam&ograve;: "Maest&agrave;, sono un povero mortale!"</p>
+
+<p>"Siete un <i>povero oratore</i>," disse il Re.</p>
+
+<p>Qui un porcellino d'India di&egrave; un applauso,
+ma subito fu soppresso dagli uscieri del Tribunale.
+(Ed ecco come fecero: presero un sacco<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+di canavaccio con de' legacci all'orlo; vi gittaron
+gi&ugrave; capovolto il porcellino d'India, e poi
+vi si sedettero sopra.)</p>
+
+<p>"Son contenta d'aver veduto ci&ograve;," pens&ograve;
+Alice. "Ho letto tante volte ne' giornali, alla
+fine de' processi, 'Vi fu un tentativo d'approvazione
+che fu subito soppresso dagli uscieri
+del Tribunale,' ma sino ad ora non potetti mai
+comprendere che volesse dire."</p>
+
+<p>"Se &egrave; questo tutto quel che sapete, voi
+potete ritirarvi," continu&ograve; il Re.</p>
+
+<p>Qu&igrave; un altro porcellino d'India di&egrave; un applauso,
+ma fu soppresso.</p>
+
+<p>"Addio, porcellini d'India! non vi vedr&ograve;
+pi&ugrave;!" disse Alice. "Ora le cose andranno
+meglio."</p>
+
+<p>"Vorrei piuttosto finire il mio t&egrave;," disse il
+Cappellaio, riguardando con ansiet&agrave; la Regina,
+la quale leggeva la lista de' cantanti.</p>
+
+<p>"Potete andare," disse il Re, e il Cappellaio
+fugg&igrave; dal Tribunale, senza nemmeno rimettersi
+le scarpe.<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span></p>
+
+<p>"&mdash;&mdash; e mozzategli il capo fuori," soggiunse
+la Regina indirizzandosi ad un ufficiale;
+ma il Cappellaio era sparito dalla vista, pria
+che l'ufficiale giungesse alla porta.</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 264px;">
+<img src="images/160c.jpg" width="264" height="214" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Chiamate l'altro testimonio!" grid&ograve; il Re.</p>
+
+<p>Era la cuoca della Duchessa. Aveva la
+pepaiola in mano, e Alice indovin&ograve; chi fosse,
+anche prima che entrasse nel Tribunale, perch&egrave;
+tutti coloro ch'erano vicini all'uscio cominciarono
+a starnutire.</p>
+
+<p>"Rendete la vostra testimonianza," disse il Re.<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span></p>
+
+<p>"No," rispose la cuoca.</p>
+
+<p>Il Re guard&ograve; con ansiet&agrave; il Coniglio bianco
+che mormor&ograve; a voce bassa, "Maest&agrave;, esaminate
+da voi stesso <i>questo</i> testimone."</p>
+
+<p>"Bene, se debbo farlo, mi converr&agrave; farlo,"
+disse il Re con una ciera malinconica, e dopo
+aver poste le braccia conserte al petto, e fatto
+gli occhiacci alla cuoca, disse con voce profonda,
+"Di che sono composte le torte?"</p>
+
+<p>"Di pepe, per la maggior parte," rispose
+la cuoca.</p>
+
+<p>"Di melazzo," soggiunse una voce sonnolenta
+dietro ad essa.</p>
+
+<p>"Afferrate quel Ghiro!" grid&ograve; la Regina.
+"Tagliategli il capo! Fuori quel Ghiro! Sopprimetelo!
+Pizzicatelo! Strappategli i baffi!"</p>
+
+<p>Durante qualche istante il Tribunale fu
+una vera confusione, mentre il Ghiro era preso;
+e quando si ristabiliva l'ordine, la cuoca era
+sparita.</p>
+
+<p>"Non importa!" disse il Re con un'aria
+di sollievo. "Chiamate l'altro testimone." E<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span>
+bisbigli&ograve; all'orecchio della Regina: "Cara mia
+dovreste esaminar <i>voi</i> l'altro testimone."</p>
+
+<p>Alice stava osservando il Coniglio che ripassava
+la lista, curiosa di vedere chi mai sarebbe
+l'altro testimone&mdash;"perch&egrave; <i>sin' ad ora</i> non hanno
+affatto prove," diceva fra s&egrave;. Figuratevi la
+sua sorpresa, quando il Coniglio bianco chiam&ograve;
+con la sua voce stridula "Alice!"<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="CAPITOLO_XII" id="CAPITOLO_XII"></a>CAPITOLO XII.</h2>
+
+<p class="title">TESTIMONIANZA D'ALICE.</p>
+
+
+<p>"Eccomi!" rispose Alice, e dimenticando che
+in quegli ultimi momenti era cresciuta smisuratamente,
+salt&ograve; su molto lesta, rovesciando col
+suo gonnellino il palchetto de' giurati, di tal
+che questi capitombolarono con la testa in gi&ugrave;
+sulla folla ch'era di sotto, e restarono con le
+gambe all'aria. Ci&ograve; le ramment&ograve; il rovescione
+che la settimana avanti aveva casualmente dato
+a un globo di cristallo che conteneva de' pesciolini
+dorati.</p>
+
+<p>"Oh, vi <i>prego</i> d'avermi per iscusata!" sclam&ograve;
+con voce d'angoscia, e cominci&ograve; a raccattarli<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span>
+con molta sollecitudine, perch&egrave; piena dell'idea
+de' pesciolini dorati caduti dal globo, pensava
+che dovea prontamente raccoglierli e rimetterli
+nel palchetto de' giurati, se no sarebbero morti.</p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 323px;">
+<img src="images/164c.jpg" width="323" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span></p>
+
+<p>"Il processo," disse il Re con voce autorevole
+e grave, "non potr&agrave; andare innanzi, se
+non quando tutt'i giurati saranno rimessi ne'
+loro proprii posti,&mdash;dico <i>tutti</i>" soggiunse con
+molta enfasi, riguardando fieramente Alice.</p>
+
+<p>Alice guard&ograve; il palchetto de' giurati, e vide
+che nella fretta, avea rimessa la Lucertola col
+capo in gi&ugrave;, per cui la povera bestiolina agitava
+la coda al di sopra ma in modo da eccitare la
+compassione, perch&egrave; non poteva muoversi. Subito
+la estrasse, e la rimise convenientemente; "non
+gi&agrave; perch&egrave; importi assai," disse fra s&egrave;, "poich&egrave;
+n&egrave; la sua coda n&egrave; la sua testa recheranno
+vantaggio al processo."</p>
+
+<p>Appena che i giurati si rimisero dal colpo che
+li avea rovesciati, e che furono ritrovate le lavagne
+e le matite, e consegnate loro, si misero a scarabocchiare
+con molta premura la storia del loro ruzzolone,
+salvo la Lucertola che non s'era riavuta e sedeva
+con la bocca spalancata, e guardando la volta.</p>
+
+<p>"Che cosa sapete di quest'affare?" domand&ograve;
+il Re ad Alice.<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p>
+
+<p>"Niente," rispose Alice.</p>
+
+<p>"Niente <i>affatto</i>?" replic&ograve; il Re.</p>
+
+<p>"Niente affatto," soggiunse Alice.</p>
+
+<p>"Ci&ograve; &egrave; molto importante," disse il Re,
+rivolgendosi a' giurati. Essi si accingevano a
+scriverlo sulle lavagne, quando il Coniglio bianco
+li interruppe: "<i>Non</i>-importante, &egrave; questo il senso
+delle parole di Vostra Maest&agrave;," disse con voce
+rispettosa, ma saettandolo col guardo e facendogli
+il visaccio mentre parlava.</p>
+
+<p>"<i>Non</i>-importante, gi&agrave; &egrave; quel che volea dire,"
+soggiunse in fretta il Re; e poi si mise a recitar
+fra' denti "importante&mdash;non-importante&mdash;non-importante&mdash;importante,"
+come che volesse provare
+quale delle due parole suonasse meglio all'orecchio.</p>
+
+<p>Alcuni de' giurati scrissero "importante," altri
+"non-importante." Alice potette osservarlo, poich&egrave;
+era vicina a loro e potea sbirciare sulle lavagne;
+"ma non importa niente," pens&ograve; fra s&egrave;.</p>
+
+<p>Allora il Re, che era stato occupatissimo a
+scrivere sul suo taccuino, grid&ograve; "Silenzio!" e<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+lesse dal suo libriccino "Regola quarantaduesima.
+<i>Ogni persona, la cui altezza supera il miglio,
+deve uscire dal Tribunale.</i>"</p>
+
+<p>Ognuno riguard&ograve; Alice.</p>
+
+<p>"Io <i>non sono</i> alta un miglio," disse Alice,</p>
+
+<p>"S&igrave; che lo siete," rispose il Re.</p>
+
+<p>"Quasi due miglia d'altezza," soggiunse la
+Regina.</p>
+
+<p>"Ebbene, poco mi cale, ma non andr&ograve; via,"
+disse Alice, "oltre a ci&ograve; quella non &egrave; una regola
+regolare; l'avete inventata ora."</p>
+
+<p>"Che! &egrave; la pi&ugrave; vecchia regola nel libro,"
+rispose il Re.</p>
+
+<p>"Allora dovrebbe essere la regola prima,"
+disse Alice.</p>
+
+<p>Il Re impallid&igrave;, e chiuse il taccuino in fretta.
+"Ponderate il vostro verdetto," disse, rivolgendosi
+a' giurati, ma con voce sommessa e tremolante.</p>
+
+<p>"Maest&agrave; vi sono altre testimonianze," disse il
+Coniglio bianco, sbalzando in piedi. "Giusto
+adesso abbiam trovato questo foglio."</p>
+
+<p>"Che c'&egrave; dentro?" domand&ograve; la Regina.<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p>
+
+<p>"Non l'ho aperto ancora," disse il Coniglio
+bianco, "ma sembra una lettera, scritta dal prigioniere
+a&mdash;a qualcheduno."</p>
+
+<p>"Dev'essere cos&igrave;," disse il Re, "salvo che
+sia stata scritta a nessuno, ci&ograve; che non si fa
+generalmente."</p>
+
+<p>"A chi &egrave; indirizzata?" domand&ograve; uno de'
+giurati.</p>
+
+<p>"Non ha indirizzo di sorta," disse il Coniglio
+bianco: "di fatti non c'&egrave; scritto nulla
+<i>al di fuori</i>." E spieg&ograve; il foglio mentre parlava,
+e soggiunse, "Somma tutto non &egrave; punto una
+lettera; &egrave; un accozzaglia di versi."</p>
+
+<p>"Son dessi scritti dalla mano del prigioniere?"
+domand&ograve; un giurato.</p>
+
+<p>"N&ograve;, non lo sono," rispose il Coniglio
+bianco, "ed &egrave; questa la pi&ugrave; strana di tutte le
+cose." (I giurati si riguardarono confusi).</p>
+
+<p>"Forse egli ha imitata la scrittura di qualcheduno,"
+disse il Re. (Qu&igrave; i giurati si rasserenarono).</p>
+
+<p>"Maest&agrave;," disse il Fante, "non li ho scritti,<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span>
+e niuno potrebbe provarmi l'opposto. E poi non
+c'&egrave; nessuna firma alla fine."</p>
+
+<p>"Il non averlo firmato," rispose il Re, "prova
+doppiamente il vostro delitto. Voi <i>dovevate</i>
+avere l'intenzione d'offendere, se no, da galantuomo
+avreste firmato il foglio."</p>
+
+<p>Tutti applaudirono, e con ragione, perch&egrave; era
+quello il primo detto spiritoso che il Re avesse
+detto in quel giorno.</p>
+
+<p>"Ci&ograve; <i>prova</i> il suo delitto," sclam&ograve; la Regina.</p>
+
+<p>"Ci&ograve; non prova niente affatto!" disse Alice.
+"Ma se non sapete neppure ci&ograve; che contiene
+il foglio!"</p>
+
+<p>"Leggetelo," disse il Re.</p>
+
+<p>Il Coniglio bianco inforc&ograve; gli occhiali, e domand&ograve;:
+"Maest&agrave;, dove debbo incominciare?"</p>
+
+<p>"Cominciate dal principio," disse il Re con
+tuono solenne, "e continuate sino alla fine:
+poi fermatevi."</p>
+
+<p>Or questi erano i versi letti dal Coniglio
+bianco:<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span>&mdash;</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>"Ella vi fece un graz&iuml;oso invito,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Ed a lui mi voleste rammentar,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>E quindi ella mi d&egrave;tte il ben servito,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Ma mi disse: Non sai mica nuotar.</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Ch'io non la visitai, disse pur dianzi,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>(E questo &egrave; il vero, e ognun di noi lo sa),</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ma se lei spinger&agrave; la cosa innanzi,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Oh dite, allor di voi che ne avverr&agrave;?</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Una a lei d&egrave;tti, ed essi due le di&ecirc;ro,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>E voi men deste tre col sopra pi&ugrave;;</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Tutte a voi ritornarono&mdash;oh mistero!</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Eppure erano mie, or nol son pi&ugrave;.</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Se dessa od io per caso inopinato</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Involti in quest'affare ci vedrem,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Confido in voi che ognun fia liberato;</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Come prima fra noi li rivedrem.</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span>
+<span class="i0"><i>Spiegarmi alfine mi sar&agrave; concesso;</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>(Gi&agrave;, sapete, un attacco ella, sent&igrave;),</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Ma voi foste per lui, per noi, per esso</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>L'ostacolo fatal che la colp&igrave;.</i><br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0"><i>Non gli dite giammai che preferisca</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Costoro,&mdash;ci&ograve; debb'essere un mister,</i><br /></span>
+<span class="i0"><i>Un secreto che altrui non apparisca,</i><br /></span>
+<span class="i2"><i>Un secreto nascosto nel pensier."</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<p>"&Egrave; questo il pi&ugrave; importante documento contro
+l'accusato," disse il Re, stropicciandosi le mani;
+"or dunque i giurati&mdash;&mdash;"</p>
+
+<p>"Se uno di loro potesse spiegarmelo," disse
+Alice (la quale era talmente cresciuta in quegli
+ultimi istanti che non avea pi&ugrave; paura d'interrompere
+il Re), "gli darei cinquanta centesimi.
+<i>Io</i> non credo che vi sia in esso neppure un
+briciolo di senso comune."</p>
+
+<p>I giurati scrissero tutti sulle lavagne, "<i>Ella</i><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span>
+non crede che vi sia in esso neppure un
+briciolo di senso comune," ma niuno cerc&ograve; di
+spiegare il senso di quel foglio.</p>
+
+<p>"Se non c'&egrave; senso comune," disse il Re, "ci&ograve;
+ci toglie da un mondo d'imbarazzi, e noi certo
+non ci affanneremo per trovarvene uno. Eppure
+non saprei," continu&ograve; spiegando il foglio sul
+ginocchio, e sbirciando la poesia; "ma mi
+pare di vedere un senso occulto in essi&mdash;<i>'disse&mdash;Non
+sai mica nuotar'</i>&mdash;voi non potete nuotare,
+non &egrave; vero?" continu&ograve;, rivolgendosi al Fante.</p>
+
+<p>Il Fante scosse mestamente il capo, e disse,
+"Ne ho io l'apparenza?" (E certamente, no,
+perch&egrave; era fatto tutto di cartone).</p>
+
+<p>"Bene per ora," disse il Re, e continu&ograve; fra s&egrave;
+stesso a borbottare su' versi: "<i>'E questo &egrave; il vero,
+e ognun di noi lo sa'</i>&mdash;ci&ograve; si riferisce a' giurati,
+non c'&egrave; dubbio&mdash;<i>'Una a lei d&egrave;tti, ed essi due gli
+di&ecirc;ro'</i>&mdash;ci&ograve; spiega l'uso ch'egli fece delle torte,
+intendete&mdash;"</p>
+
+<p>"Ma," disse Alice, "continua con le parole
+<i>'Tutte a voi ritornarono.'</i>"<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p>
+
+<div class="floatup">
+<img src="images/172la.jpg" width="163" height="263" alt="" title="" />
+</div>
+<div class="figleft">
+<img src="images/172lb.jpg" width="310" height="134" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Gi&agrave;, esse sono l&agrave;,"
+disse il Re con un'aria
+di trionfo, indicando
+le torte ch'erano
+sulla tavola. "Niente
+di pi&ugrave; chiaro di <i>ci&ograve;</i>.
+Continua&mdash;<i>'Gi&agrave;, sapete,
+un attacco ella sent&igrave;'</i>&mdash;voi
+non aveste mai
+degli attacchi nervosi,
+cara mia, non &egrave; vero?"
+soggiunse, rivolgendosi
+alla Regina.</p>
+
+<p>"Non mai!" tuon&ograve; furiosamente la Regina,
+e in quell'istante scagli&ograve; un calamajo al capo
+della Lucertola. (Il povero Tonietto avea abbandonato<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span>
+l'uso di scrivere col dito sulla lavagna,
+perch&egrave; s'era accorto che non vi lasciava traccia
+alcuna; ma ora si rimise sollecitamente all'opera,
+usando l'inchiostro che gli gocciolava
+sulla faccia, e l'us&ograve; sinch&egrave; n'ebbe).</p>
+
+<p>"Dunque queste parole non si <i>attaccano</i>,
+a voi," disse il Re, guardando con la bocca
+sorridente tutt'intorno al Tribunale. E vi fu
+gran silenzio.</p>
+
+<p>"&Egrave; un bisticcio!" soggiunse il Re, con voce
+irata, e tutti allora risero. "Che i giurati
+ponderino il loro verdetto," ripet&egrave; il Re, forse
+per la ventesima volta in quel giorno.</p>
+
+<p>"No, no!" disse la Regina. "Prima la
+sentenza&mdash;poi il verdetto."</p>
+
+<p>"Ma che sciocchezze!" sclam&ograve; Alice ad alta
+voce. "Che idea d'aver prima la sentenza!"</p>
+
+<p>"Tacete!" grid&ograve; la Regina, tutta infiammata
+in viso.</p>
+
+<p>"No certo!" disse Alice.</p>
+
+<p>"Decapitatela!" url&ograve; la Regina con tutta la
+voce che aveva in gola. Ma niuno si mosse.<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter" style="width: 292px;">
+<img src="images/174c.jpg" width="292" height="396" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p>"Chi vi stima? chi vi teme?" disse Alice,
+(allora era cresciuta di tanto che giungeva alla<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>
+sua statura naturale). "Voi non siete altro che
+un mazzo di carte!"</p>
+
+<p>Appena disse queste parole tutto il mazzo
+si sollev&ograve; in aria furiosamente, e poi si rovesci&ograve;
+sopra la fanciulla: essa dette un piccolo strillo,
+un po' commossa dalla paura, un po' dall'ira,
+e cerc&ograve; di respingerle da s&egrave;, ma si ritrov&ograve; sul
+poggio, col capo appoggiato sulle ginocchia di
+sua sorella la quale le toglieva con molta
+delicatezza alcune foglie appassite ch'erano cadute
+sulla sua faccia.</p>
+
+<p>"Risvegliati, Alice cara!" le disse la sorella;
+"che buona dormitona hai fatto, eh!"</p>
+
+<p>"Oh! ho avuto un sogno tanto curioso!"
+disse Alice, e raccont&ograve; alla sorella, il meglio
+che per lei si potesse tutte le strane Avventure
+che avete lette sino ad ora; e quando fin&igrave;, sua
+sorella la baci&ograve;, e le disse, "&Egrave; <i>stato</i> davvero un
+sogno curioso, cara mia: ma ora, va' subito a
+prendere il t&egrave;; &egrave; gi&agrave; tardi." E cos&igrave; Alice si
+lev&ograve;, e, and&ograve; via, pensando mentre correva, al
+sogno straordinario che aveva avuto.<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span></p>
+
+<hr style='width: 45%;' />
+
+<p>Ma sua sorella rimase col&agrave;, e col capo
+appoggiato alla mano, tutta intenta a riguardare
+il sol cadente, e riflettendo sulla piccola
+Alice e sulle sue Avventure meravigliose, cadde
+in una specie d'assopimento, e sogn&ograve; talcosa simile
+a questo:&mdash;</p>
+
+<p>Prima di tutto sogn&ograve; la piccola Alice:&mdash;con
+le sue manine delicate e congiunte sulle
+ginocchia di lei, e co' suoi grandi occhi
+lucenti fissi in lei. Poteva sentire il vero
+suono della sua voce, e vedere quello strano
+agitarsi della sua testolina per rigettare indietro<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span>
+i capelli che <i>voleano</i> per forza velarle il viso:&mdash;e
+mentre era tutta intenta ad ascoltare, o sembrava
+che fosse cos&igrave;, tutto il luogo che la circondava
+si anim&ograve;, popolandosi di quelle creature vedute nel
+sogno dalla sua sorellina.</p>
+
+<p>L'erba rigogliosa stormiva sotto di lei, mentre
+il Coniglio bianco scappava via&mdash;il Sorcio spaventato
+s'apriva, sguazzando, una via in mezzo
+dello stagno vicino&mdash;poteva sentire il rumore
+delle tazze, mentre la Lepre-marzolina e gli
+amici suoi partecipavano a quel loro perenne
+pasto&mdash;udiva la voce strillante della Regina che
+mandava i suoi invitati al patibolo&mdash;anche una
+volta il bimbo porcellino starnutiva sulle ginocchia
+della Duchessa, mentre i tondi e i piatti
+volavano d'ogni intorno&mdash;anche una volta l'urlo
+del Grifone, lo scricchiol&igrave;o della matita della
+Lucertola, la soppressione de' porcellini d'India
+riempivano l'aria, sposati al singhiozzar lontano
+della miserabile Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>E sedette, con gli occhi a met&agrave; chiusi, e
+quasi si credette davvero nel paese delle Meraviglie;<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span>
+bench&egrave; sapesse che, aprendo gli occhi,
+tutto sarebbe mutato in realt&agrave; desolante&mdash;avrebbe
+sentito l'erba stormire all'agitar del
+vento&mdash;avrebbe veduto lo stagno increspato a
+causa delle canne&mdash;il rumore delle tazze si
+sarebbe mutato nel tintinn&igrave;o dei campanelli
+delle pecore, e la voce stridente della Regina
+nella voce del pastorello&mdash;e gli starnuti del
+bimbo, l'urlo del Grifone, e tutti gli altri
+strepiti curiosi, si sarebbero mutati (e lei n'era
+persuasa) nel rumore confuso d'una fattoria, e
+il muggito lontano degli armenti avrebbe surrogato
+i profondi singhiozzi della Falsa-Testuggine.</p>
+
+<p>Finalmente, volle figurarsi la sua sorellina
+gi&agrave; cresciuta e diventata donna,&mdash;conservare
+ne' suoi anni maturi il cuore affettuoso e
+semplice della sua fanciullezza&mdash;raccogliere intorno
+a s&egrave; altre fanciulle, e far <i>loro</i> brillare
+gli occhi beandoli con istorielle curiose e strane,
+e forse anche col sogno delle Avventure nel
+Paese delle Meraviglie; e con quanta simpatica<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span>
+tenerezza avrebbe ella stessa partecipato alle
+loro innocenti angosce, e con quanta letizia
+alle loro gioje, riandando i beati giorni della
+fanciullezza, e le gioconde giornate dell'estate.</p>
+
+<p class="title">FINE.<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<p class="title"><small>LONDRA:<br />
+
+R. CLAY, FIGLI, E TAYLOR, STAMPATORI,<br />
+
+BREAD STREET HILL.</small></p>
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+
+
+<div class="tnote">
+<h2 class="trnote">Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>La punteggiatura e l'ortografia originali sono state mantenute. Minimi
+errori di stampa sono stati corretti senza annotazione. Sono stati
+inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p>
+
+<ul>
+<li>Pag. <a href="#tn81">81</a> - manc&ograve; che non glielo [gielo] portasse via.</li>
+<li>Pag. <a href="#tn117">117</a> - affissandola in faccia con un certo fare [faze] inquieto</li>
+<li>Pag. <a href="#tn118">118</a> - bisbigli&ograve; all'orecchio della fanciulla, "&Egrave; [E] sotto</li>
+<li>Pag. <a href="#tn122">122</a> - che s'era avvicinato [avvicinata] ad Alice, ed osservava la</li>
+<li>Pag. <a href="#tn123">123</a> - vuole [voule]."</li>
+<li>Pag. <a href="#tn129">129</a> - fra [far] breve."</li>
+<li>Pag. <a href="#tn163a">163</a> - le [e] tre date, sopra le lavagne,</li>
+<li>Pag. <a href="#tn163b">163</a> - e poi le sommarono [sommaronol]</li>
+</ul>
+</div>
+
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<hr class="full" />
+<p>***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AVVENTURE D'ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE***</p>
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+<p>Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.</p>
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+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
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+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
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+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
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+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
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+1.F.
+
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+opportunities to fix the problem.
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS,' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
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+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
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+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
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+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://www.gutenberg.org/about/contact
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's
+eBook number, often in several formats including plain vanilla ASCII,
+compressed (zipped), HTML and others.
+
+Corrected EDITIONS of our eBooks replace the old file and take over
+the old filename and etext number. The replaced older file is renamed.
+VERSIONS based on separate sources are treated as new eBooks receiving
+new filenames and etext numbers.
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+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+
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+ 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, 91 or 90)
+
+EBooks posted since November 2003, with etext numbers OVER #10000, are
+filed in a different way. The year of a release date is no longer part
+of the directory path. The path is based on the etext number (which is
+identical to the filename). The path to the file is made up of single
+digits corresponding to all but the last digit in the filename. For
+example an eBook of filename 10234 would be found at:
+
+http://www.gutenberg.org/dirs/1/0/2/3/10234
+
+or filename 24689 would be found at:
+http://www.gutenberg.org/dirs/2/4/6/8/24689
+
+An alternative method of locating eBooks:
+<a href="http://www.gutenberg.org/dirs/GUTINDEX.ALL">http://www.gutenberg.org/dirs/GUTINDEX.ALL</a>
+
+*** END: FULL LICENSE ***
+</pre>
+</body>
+</html>
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Binary files differ
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Binary files differ
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Binary files differ
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Binary files differ
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Binary files differ
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Binary files differ
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Binary files differ
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