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+The Project Gutenberg EBook of Le monete dei possedimenti veneziani di
+oltremare e di terraferma descritte ed illustrate da Vincenzo Lazari, by Vincenzo Lazari
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Le monete dei possedimenti veneziani di oltremare e di terraferma descritte ed illustrate da Vincenzo Lazari
+
+Author: Vincenzo Lazari
+
+Release Date: October 10, 2008 [EBook #26866]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE MONETE DEI POSSEDIMENTI ***
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+
+Produced by Piero Vianelli
+
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+***
+[T0] = Titolo di livello 0 = Level 0 Title.
+[T1] = Titolo di livello 1 = Level 1 Title.
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+Uniformità nel trattamento degli spazi dopo gli apostrofi: legamento
+con la parola successiva in caso di elisione, spazio nel caso di
+troncamento.
+***
+Sono stati attribuiti i corretti accenti gravi ed acuti, nel testo
+originale tutti acuti.
+***
+
+
+[Copertina]
+
+
+[T0] LE MONETE DEI POSSEDIMENTI VENEZIANI DI OLTREMARE E DI TERRAFERMA
+DESCRITTE ED ILLUSTRATE DA VINCENZO LAZARI.
+
+Venezia.
+
+A. Santini e figlio tipografi-editori.
+
+MDCCCLI.
+
+
+
+[Testo]
+
+[T1] AI CULTORI DELLA STORIA VENETA.
+
+Imprendo a svolgere una materia che può dirsi rimasta finora una terra
+incognita ai più pazienti eruditi. Le monete de' possedimenti di
+Venezia, comeché ramo importantissimo della patria numismatica,
+cedettero d'ordinario il campo alle monete della metropoli, come per
+la storia di quella maravigliosa Repubblica andò quasi dimenticata la
+storia de' singoli paesi che le furon soggetti.
+
+Gli scrittori che consacrarono con amore operoso il loro ingegno allo
+studio difficile della veneta numografia fusero in essa quella delle
+colonie, non s'avvedendo forse come per tal maniera si rendeva
+intralciata la storia nummaria di Venezia unificandola con quella di
+province e di città che derivavano da altri stati, a cui prima
+appartennero, sistemi monetarii affatto diversi dal sistema della
+dominante. Angelo Zon aveva bensì, prima d'altri, sceverato dalle
+monete di Venezia quelle de' suoi possedimenti; ma il costui lavoro,
+colpa il brevissimo tempo concedutogli ad occuparsene, riescì non
+sempre esatto, spesso mancante, massime nella parte che aveva
+peculiare riguardo alle coloniali.
+
+I decreti che allo stampo di queste ultime si riferiscono, ed altri
+documenti che vi hanno più o meno immediato rapporto, meritavano di
+venir tratti dalla polvere degli archivii, e pubblicati ad
+illustrazione de' risultamenti di quelle indagini che tanto
+s'intrinsecano nella storia commerciale e politica di Venezia.
+Studiate prima coll'occhio del critico e colla bilancia dell'orafo le
+monete ch'era mio intendimento illustrare, nelle raccolte che ne vanno
+più doviziose, in quella cioè che Teodoro Correr legava alla patria e
+in quella che dal Pasqualigo passava al Consiglio de' Dieci e più
+tardi alla Marciana, mi volsi a frugare nell'Archivio Generale i
+decreti e le tariffe ed ogni altra maniera di documenti che valessero
+a recar luce al bujo sentiero ch'io m'ero accinto a percorrere. Nel
+1849 i libri della zecca nostra conservati in quel gigantesco deposito
+di patrie memorie mi fornirono copia de' documenti bramati; e credetti
+rendere vero servigio agli studii storici ed economici col pubblicarli
+a corredo del presente libro. Né le sciagure che si aggravavano sulla
+mia patria bastarono a togliermi a quelle pacifiche indagini in cui
+trovavo conforto del molto dolore che straziava me impotente spettator
+dell'eccidio del mio paese. Molti di questi studii furono condotti fra
+il lugubre tuonar del cannone nell'ultimo assedio che strinse questa
+cara città, grande e maravigliosa finanche nelle sue sventure.
+
+Ma non soltanto ai nummi delle colonie della Repubblica ho consacrato
+le veglie mie; lauta è altresì la messe d'illustrazioni che mi fu dato
+raccogliere alle monete della metropoli. Formeranno queste l'oggetto
+di ben maggior lavoro, del quale il presente non è che un saggio, e a
+cui m'accingerò con alacre volontà se mi sarà dato modo d'intendere a
+cosiffatti studii nell'avvenire, se peculiari circostanze non mi
+violenteranno ad abbandonare per sempre queste cure dilette alle quali
+sperai, e non dispero, poter consacrare la vita.
+
+Terrà dietro, fra non molto, a questo libretto una serie di tavole
+incise, ove saranno accolti i disegni de' pezzi qui illustrati, delle
+quali s'è già affidata la esecuzione ad abilissimo artista.
+
+Ben lontano dall'essere intollerante della critica, di quella critica
+intendo che si fonda su' fatti e non folleggia ne' campi della
+imaginazione, accoglierò con grato animo le osservazioni che
+convalidassero od infirmassero le opinioni da me seguite, o da me
+primo abbracciate. Giovane d'anni e di studii, invoco la critica
+severa per illuminarmi e correggermi se alcuno s'avveda abbisognar me
+di lumi e di raddrizzamento nel cammino da me battuto. Ma chi vorrà
+onorare il mio qualsiasi libro de' suoi riflessi per convincermi di
+qualche errore in cui io possa essere incorso, mi trovi cattivo
+critico, inesperto erudito, ma sappia ch'io non ho mai scientemente
+falsata la verità.
+
+ V. L.
+
+
+
+[T1] PREFAZIONE.
+
+Prima che delle monete battute da' Veneziani pei loro possedimenti di
+oltremare e di terraferma io faccia parola, credo opportuna cosa il
+premettere un rapido cenno della divisione naturale e politica di que'
+possedimenti stessi; senza però estendermi in minuti particolari che
+tornerebbero inutili allo scopo nostro, e solo limitandomi a quelle
+generiche divisioni che agevolino a' lettori la netta intelligenza di
+questa operetta, e giustifichino la classificazione delle monete che
+andrò illustrando.
+
+Comprendeva la DALMAZIA quel territorio che oggi costituisce i due
+circoli di Zara e di Spalato, conterminato a tramontana e ad oriente
+dai Monti Velebich, dalle Alpi Dinarie, e dalla Erzegovina, bagnato a
+ponente ed a mezzogiorno dal mare Adriatico; nonché le isole che si
+protendono lunghesso il suo litorale e quelle che sorgono nel
+Quarnero, delle quali le maggiori sono Veglia, Cherso, Arbe, Pago,
+Brazza, Lesina e Curzola.
+
+Le coste marittime confinanti a maestro colla piccola Repubblica di
+Ragusa, a scirocco bagnate dalle acque del golfo di Lepanto, formavano
+l'ALBANIA. Della qual provincia la più bella e maggior parte toglieva
+a Venezia l'impeto struggitore de' Turchi, restringendone i
+possedimenti a quel breve territorio marittimo che da Castelnuovo va
+sino a Lastua, al quale rimase il nome d'ALBANIA VENETA, assumendo la
+parte occupata dagli Ottomani quello d'ALBANIA TURCA.
+
+Le isole Jonie, la Morea, l'Attica, Negroponte e parecchie isole
+dell'Arcipelago costituivano il LEVANTE VENETO. A cui si aggiungeva il
+reame di CANDIA, e più tardi quello di CIPRO.
+
+Il nome d'ITALIA VENETA abbracciava la penisola d'Istria ne' suoi
+naturali confini, i territorii di Monfalcone e di Gradisca, la
+terraferma oggi soggetta al Governo di Venezia, le province lombarde
+di Brescia, Bergamo e Crema, la rocca di Riva sul lago di Garda, e nel
+secolo XV ma per pochi anni anche Ravenna ed altre castella delle
+marche oltre Po. Ma formando l'Istria una provincia a parte, restava
+agli altri possedimenti della valle padana il nome di TERRAFERMA
+VENETA.
+
+Non è qui il luogo d'esporre in più circostanziata maniera le varie
+forme di reggimento delle varie province suddite alla Repubblica,
+governate da proprii statuti e quasi formanti stati a sé sotto la
+supremazia e le armi della metropoli. Questi particolari che
+svolgeremo brevemente più tardi, ci porterebbero ora senz'utilità
+alcuna lungi dallo scopo che ci siamo prefissi.
+
+Dividerò pertanto in cinque sezioni il mio breve lavoro. Abbraccerà la
+prima le monete battute per tutt'i possedimenti di Dalmazia ed
+Albania, trattandovisi poi di quelle che si coniarono per le singole
+città dalmate ed albanesi. La seconda comprenderà la monetazione del
+Levante Veneto; quella di Candia la terza, di Cipro la quarta,
+limitandosi queste ultime due sezioni quasi a sole monete ossidionali.
+Nella quinta verranno quelle della Veneta Terraferma, escludendosi
+così dalle nostre ricerche la numismatica della metropoli, che formerà
+soggetto a ben più lungo e più faticoso lavoro.
+
+E nel presente non toccherò nemmeno delle particolari medaglie che per
+antico privilegio batteva la comunità di Murano, simili nel peso e nel
+titolo a quella moneta di congiario che distribuiva annualmente il
+doge, e che dagli uccelli presi nelle valli del Dogado (di cui egli
+regalava prima del 1521 i patrizi) ebbe il nome di [I[Osella]I]. Onde
+questo nome passò alla medaglia muranese, destinata parimente a
+donativo del Comune alle cariche del consiglio di quell'isola
+industre. E ad escluderla da questa serie non altro mi determinò che
+il pensiero, esser stata essa soltanto una medaglia, e non moneta
+battuta per aver corso, comeché si sappia figurassero le [I[Oselle]I]
+venete ne' due ultimi secoli nelle tariffe delle monete correnti.
+
+Ma ben diversa ragione mi consiglia ad escludere quel troppo famoso
+[I[michieletto]I] di piombo, già posseduto dal senatore Domenico
+Pasqualigo (ora nella Marciana) il quale sognò leggervi le iniziali
+del nome di Domenico Michiel doge dal 1116 al 1130; moneta che secondo
+lui sarebbe stata battuta dal Michiel nel 1125 quando fu coi crociati
+alla presa di Tiro, e scarseggiava di denaro la truppa che montava i
+legni veneziani schierati intorno a quell'assediata città. Ma non si
+accorse il buon uomo che non era quel suo vantato cimelio se non
+un'informe imitazione dei [I[marcelli]I] battuti sul declinare del
+secolo XV; una di quelle non insolite giunterie di chi vuoi prendersi
+gioco non della dottrina ma della credulità. Che se al Pasqualigo
+dobbiamo la maggior gratitudine perché legò alla patria copia di
+preziosità numismatiche, le illustrazioni ch'egli ne stese sono così
+impastojate di fole antiquarie che non saprei qual più opportuno tipo
+avrebbe potuto scegliere il nostro Goldoni in una delle sue più briose
+commedie. Sennonché vollero altri, sull'autorità di cronache non
+sempre veridiche, che il [I[michieletto]I] battuto nel 1125 nelle
+acque della Soria fosse di cuojo. Ed infatti, sul finire del passato
+secolo, di questi [I[michieletti]I] di cuojo ne vennero fuori a
+dozzine. Gli è proprio vero che le leggi dell'ordine fisico governano
+il mondo morale; quasi per necessario equilibrio, gli anni in cui il
+Winckelmann ed il Visconti creavano la critica archeologica, fiorivano
+i più ignoranti eruditi e si spacciavano le più goffe corbellerie. Né
+lo smascheramento di queste fraudi, operato con raro fior di dottrina
+da S. E. il conte Leonardo Manin a Venezia e dal conte Giulio Cordero
+di San Quintino a Torino bastò ad aprir gli occhi agli accecati
+raccoglitori che di quelle brutte contraffazioni andavano impinguando
+i loro musei.
+
+Nel novero immenso delle quali sarei pur tentato a registrare un'altra
+moneta, se non mi determinassi piuttosto a ravvisarvi un abbaglio
+preso da un nostro dotto concittadino per condiscendenza soverchia
+all'altrui giudizio. Angelo Zon, profondo e coscienzioso ricercatore
+delle venete antichità, toltoci due anni sono da una morte immatura e
+crudele, scrisse pregato quel trattatello [I[sulla Zecca e sulle
+monete di Venezia]I] che fu inserito nella grand'opera [I[Venezia e le
+sue Lagune]I]. La rara modestia di quell'uomo lo fece troppe volte
+schivo dall'esibirci francamente il suo ponderato giudizio sui
+monumenti ch'esaminava, giudizio che solo talora pronunciò titubante.
+Venn'egli a parlare di un certo [I[soldo d'argento]I] col leone
+veneziano e colla figura del doge armato posseduto dalla Marciana
+nella collezione del Pasqualigo, i cui dubbii caratteri questo antico
+erudito, che vedemmo di qual calibro fosse, credeva misti di greco e
+di latino, comodamente pegli studii suoi, e vi ravvisava nientemanco
+che questa leggenda: [I[Cristophorus de Mauro imperator nationis
+christianae cum Pio nomine Secundo]I]. Quanto poi alla circostanza in
+cui fu battuto questo pezzo singolare, dato che la leggenda fosse
+proprio quella, niente di più facile che spiegarla. L'avrebbero
+battuto i crocesignati veneziani nell'occasione che il doge Moro fu
+nel 1464 ad Ancona per collegarsi con Pio II contro i Turchi irruenti.
+Lo Zon invece, credendo al nome di [I[Christophorus]I] che pur
+credeano leggervi lo Zanetti e il Morelli, penserebbe ricordasse
+l'alleanza segnata il 19 ottobre 1463 col cardinal Bessarione, non
+senza però che potesse riferirsi ad altre circostanze e ad altre
+persone le quali in modo diverso si collegassero colle cose veneziane.
+Mi fa però maraviglia come il nostro amico non avvertisse essere
+quella moneta una cattiva contraffazione del soldino d'argento,
+alterata nel peso, scemata nel titolo, barbara nelle imagini,
+capricciosa ne' caratteri.
+
+Altrettanto potrebbesi dire di quello zecchino che lo Zon,
+sull'autorità del Pasqualigo nel cui museo si conserva, credette
+appartenere a Vlatco Cosaccio duca dell'Erzegovina nel sec. XIV,
+ch'ebbe da' Veneti tutela e nobiltà patrizia; zecchino evidentemente
+imitato da un falsario su quello di Alvise Mocenigo I°, di cui ha la
+leggenda in controparte e sfigurata, come pure inversa è la posizione
+delle due figure nel diritto; coniato altresì in oro di lega
+bassissima e assai scarseggiante nel peso. Mi arrestai forse più del
+bisogno su queste inconcludenti monete; ma credo non basti mai
+l'insistere in distruggere i vecchi errori nella critica, quando li
+rafforza un'autorità venerata.
+
+Troppo devierei però dallo scopo mio se per me si volesse soffermarmi
+tratto tratto a confutare tutti gli errori che si stamparono in fatto
+di numismatica veneziana. Il più degli autori che finora ne hanno
+trattato furono soverchiamente proclivi a ripetere ciò che s'era
+divulgato da chi li avea preceduti. Così la critica non avanza di un
+passo, ma il sapere indietreggia finché il falso, invece che si
+abbatta, si puntella e si accarezza. La missione del critico non è di
+farsi eco dell'altrui giudizio; è di cribrarlo, rinfiancarlo se
+giusto, crollarlo se mai fallace; è di attingere il vero alle sue
+fonti, nei documenti cioè e nei monumenti. Chi batte un altro cammino
+non credo abbia diritto di chiedere, siccome io chiedo, la indulgenza
+di lettori spassionati e sapienti.
+
+Giova anzi tutto avvertire di qual peso mi sia valso nell'esame delle
+monete della cui descrizione ed illustrazione ci andremo occupando.
+Scelsi a quest'uopo l'ordinario peso veneziano dell'oro e
+dell'argento, la [I[marca]I]; si perché eguagliando la [I[marca]I]
+nostra quella di Colonia, è peso generalmente noto; sì perché nelle
+memorie che ho disseppelite dalla polvere degli archivii non d'altro
+peso si parla, e adottandone io uno differente, avrei dovuto ad ogni
+pie' sospinto soffermarmi ad un nuovo ragguaglio.
+
+Fino dal secolo XII troviamo documenti che ci provano essersi in
+queste lagune adottata la [I[marca]I] di Colonia; in una quitanza
+infatti del 1123 spettante a San Giorgio Maggiore leggiamo che
+l'abbate e vicario di quel monastero accusa ricevute [I[argenti de
+marcha de Colonia undecim marchas]I]. Così parimente nel trattalo fra
+il doge Enrico Dandolo e Baldovino di Fiandra stipulato il 4 aprile
+1201 leggiamo queste parole: [I[Propter quod nobis dare debetis
+octuaginta quinque milia marcharum puri argenti ad pondus Coloniae,
+quo utitur terra nostra]I].
+
+La [I[marca]I] si divide in 8 once, l'[I[oncia]I] in 144 carati che si
+esprimono colla iniziale [I[k]I], il carato in 4 grani. La marca
+dunque corrisponde a k. 1152, ovvero gr. 4608; l'oncia a gr. 576.
+Un'altra suddivisione della marca, meno comunemente adottata fra noi,
+è in 192 [I[denari]I], quindi dell'oncia in 24 [I[denari]I], de' quali
+ognuno si compone di k. 6 ovvero gr. 24.
+
+Se alla parte fina della moneta d'oro o d'argento è aggiunta una quota
+parte di metallo inferiore per ottenerne la lega, la quantità di
+questo in rapporto alla marca si esprime coi carati e colla voce
+[I[peggio]I]. Quando verbigrazia diciamo che una data moneta ha di
+peggio 60, indichiamo che dei 1152 carati componenti una marca, 60
+sono di rame. Il metallo puro si dice [I[fino]I], e parlando di oro
+senza lega si dice altresì volgarmente [I[oro di 24 carati]I], [I[oro
+di zecchino]I]. L'argento senza lega dicesi volgarmente [I[argento di
+12 denari]I].
+
+
+
+[T1] I. DALMAZIA ED ALBANIA.
+
+[T2] A. MONETE GENERALI.
+
+Queste due belle province di cui la conquista e la conservazione
+costarono alla Repubblica tanto sangue e tant'oro, formavano una delle
+predilette cure de' Veneziani i quali, padroni di quella grande
+striscia di lidi che fiancheggia ad oriente l'Adriatico, e delle isole
+Jonie che ne guardano l'entrata, sapevano come solo mantenendo que'
+possedimenti potevano assicurare la durevolezza del loro dominio su
+quel mare ch'era, anziché i Portoghesi girassero il Capo di Buona
+Speranza, la strada del commercio dell'Europa coll'Egitto e
+coll'Indie. La Dalmazia, le condizioni del cui suolo vietavano un
+rapido sviluppo d'incivilimento e d'industria, fu calcolata sempre da'
+nostri una colonia mercantile e militare. Provveduta di porti
+eccellenti e di magnifiche rade, con un popolo dedito, più che ad
+opere di pace, al maneggio dell'armi nell'interno del paese, e sul
+littorale tutto consacrato alle arti marinaresche, quella provincia
+forniva la metropoli di marinai e di soldati. La Repubblica dal suo
+canto ricompensava colla mitezza del governo, tollerante nelle
+province la forma di quasi autonomo reggimento, coi premii
+largheggiati a' Dalmati, e con que' tutti mezzi che uno stato sa
+mettere in opera per amicarsi i popoli soggetti; e prova ne sia
+l'affetto moltissimo che i Dalmati posero nel regime veneziano, i
+Dalmati versanti a rivi il loro sangue per Venezia in tutte le guerre
+ch'essa sostenne, i Dalmati piangenti nel dipartirsene le mutate sorti
+del tristo rivolgimento del 1797 e che seppellirono il vessillo a cui
+aveano giurato fedeltà eterna sotto la mensa degli altari di Cristo
+nelle loro chiese. Altrettanto dicasi dell'Albania, dove forse ancor
+più vivo si mantenne quell'affetto, perché messo a dura prova dalla
+minaccia del giogo ottomano; ma dell'Albania la parte più bella, più
+fertile, più grande, poco sostennero i Veneziani, perché l'impeto de'
+Turchi irruenti in Europa si rovesciò su quelle colonie, i cui
+profughi abitatori cercarono nell'antica metropoli quell'asilo che li
+mettesse al coperto da ulteriori sevizie del vincitore, intollerante
+il bene di genti non circoncise e i riti della religione del Nazareno.
+
+Ne' brevi cenni che premisi a questa operetta ho fatto vedere che cosa
+sia ad intendere sotto questi due nomi, Dalmazia ed Albania; il primo
+vale a dire abbracciante il littorale Veneto dall'Istria ai confini
+della Repubblica di Ragusa; il secondo il littorale che si stende dal
+confine meridionale di questa Repubblica sino al golfo di Lepanto. È
+noto però come anche Ragusa passasse più d'una volta, ma per tempo
+breve, nelle mani de' Veneziani, ed è pur noto come poi ritornata a
+libertà mantenesse la propria indipendente esistenza a spese della
+protezione ottomana. Come si governassero que' possedimenti Veneti
+negli ultimi secoli, i soli di cui abbiamo ad occuparci nello
+intendere allo scopo nostro, verremo brevemente esponendo.
+
+In tutta la provincia della Dalmazia, compresavi quella piccola
+porzione d'Albania che le conquiste de' Turchi non valsero a togliere
+alla Repubblica, la giurisdizione ecclesiastica era spartita in
+tredici diocesi, due arcivescovili ed undici vescovili. Ogni capoluogo
+di quelle diocesi, mutate poi in divisioni politiche, era validamente
+fortificato, e vi si contavano dieci altre castella; ognuna delle
+quali, non meno che le città, ad eccezione di Scardona, si governava
+da patrizi veneziani che si mutavano ogni 32 mesi, talché l'intera
+provincia suddividevasi in 22 reggimenti. Preside e capo di tutte
+queste reggenze destinava la Repubblica un suo patrizio dell'ordine
+senatorio col titolo di [I[Provveditore generale ordinario di Dalmazia
+ed Albania]I]. Annesso a questo generalato era il governo politico
+dell'intera provincia. Il generale esercitava autorità di giudice
+criminale e civile, in appellazione dalle sentenze di tutt'i
+rappresentanti sì delle isole che del continente. Non era peraltro
+giudice definitivo, perché devolveansi i suoi atti ai competenti
+Consigli della metropoli. Sussistevano nullameno antichissime
+consuetudini che gli assicuravano inappellabilità di giudicio dalle
+sue sentenze in certi casi di diritto criminale. Infatti a lui
+indirizzavansi dai subalterni reggimenti le notizie de' casi
+delittuosi, ch'egli o spacciava da sé, o rimandava a' reggimenti
+stessi perché continuassero la procedura, riserbandosi egli a
+giudicarne, quella fornita. Era una consuetudine inveterata e portata
+quasi dalla necessità, perché la distanza di quelle province dalla
+capitale, in tempi ne' quali le comunicazioni erano bensì continue ma
+non troppo celeri, non impedisse il rapido corso della giustizia, e
+fosse più agevole condurre la procedura sul luogo stesso del delitto e
+da uomini aventi immediata cognizione del paese e degli abitatori.
+Presiedeva il generale all'introito de' dazii di tutta la provincia,
+benché le pubbliche casse rimanessero sotto la direzione e la custodia
+de' patrizii capitani di Zara e delle altre città, non meno che de'
+rispettivi camerlinghi. Da lui dipendeva altresì la milizia di terra e
+di mare, e aveva l'obbligo d'invigilare sul contrabbando esercitato
+sul littorale e contro i delitti commessi a bordo de' legni. Ogni
+singola città riconosceva in lui e nel patrizio che vi risiedeva in
+nome della Repubblica con vario titolo di [I[Conte]I], [I[Capitano]I],
+[I[Rettore]I], [I[Provveditore]I], l'autorità suprema, ma si governava
+co' proprii statuti.
+
+Data così una rapida occhiata al modo di governo delle province di cui
+ci occupiamo, si passi a considerarne le monete battute da' Veneziani.
+
+[T5] Tornese di Dalmazia.
+
+Rimasi a lungo indeciso qual nome s'avesse a dare ad un piccolo nummo
+di basso argento che si dimostra coniato da' Veneti per la Dalmazia,
+ne' primi anni del secolo XV. La molta rarità di questo pezzo non mi
+permise di vederne che un solo esemplare custodito nella Marciana;
+esemplare il cui grado di conservazione è men che mediocre, e lascia a
+mala pena discernere le rappresentazioni e le leggende; talché i
+confronti ch'io solevo istituire fra' varii esemplari di una moneta
+non potevano aver luogo in questo caso, limitato come fui ad uno solo
+e logoro pezzo.
+
+Ebbi nullameno agio d'assicurarmi che i caratteri di questa moneta
+rarissima accusano la scrittura veneziana de' primordii del
+quattrocento, e la scoperta d'un documento ricordante monete battute
+per Zara nel 1410 mutò in certezza l'ipotesi sull'età del controverso
+pezzo. Infatti nel [I[Capitolare delle Broche]I], detto così dalle
+borchie dorate che ne ornano la legatura, prezioso codice della Veneta
+Zecca che mi somministrò tante notizie di patria numografia, e che si
+conserva nell'I. R. Archivio Generale ai Frari, trovai un decreto
+della XLª. civile che determina gli stipendii di alcuni operai di
+zecca, il 13 agosto 1440: [I[Cum de monetis quae fiunt pro Jadra non
+sit datus ordo aliquis qualiter solvi debeant laborantibus ipsas in
+Cecha nostra]I] ecc. Qui non è daddovero indicata alcuna specie
+particolare di nummi battuti per Zara, ed è affatto generica la
+espressione [I[monetae]I]. Ma se abbiamo sott'occhi una moneta veneto-
+dalmata, i cui caratteri corrispondono perfettamente all'epoca
+surriferita, il cui valore intriseco s'accorda con quello d'altre
+monete contemporanee coniate per altri possedimenti della Repubblica,
+domanderò io perché non s'abbia a ritenere che quel decreto non
+d'altra moneta parli che di quella di che ci stiamo occupando? Eccone
+pertanto la descrizione.
+
+Il diritto presenta uno scudo gentilizio spartito in rombi
+verticalmente disposti ed attorniato da sei piccole palle o
+[I[bisanti]I]; stringe lo scudo all'ingiro un cerchio di perline fuori
+del quale è la epigrafe: + MONETA. DALMATIE. Il lato opposto figura S.
+Marco in piedi, di fronte, aperte le mani, e cinto il capo di nimbo di
+perle; intorno ad esso la scritta SANTVS. MARCVS. Il peso
+dell'esemplare è k. 3. 1., il diametro m. 0,016; ma il peso del pezzo
+ben conservato doveva essere probabilmente uno o due grani di più,
+cioè k. 3. 2. ovvero k. 3. 3. Quanto alla qualità dell'argento, duolmi
+che la rarità estrema di questo pezzo m'impedisse di venirne
+all'assaggio, ma dal semplice tocco mi apparve simile alla materia
+impiegata a quell'epoca a coniare i [I[tornesi]I] per il Levante. Se
+dunque la materia è la stessa che quella de' contemporanei tornesi, se
+il peso della moneta in questione corrisponde al peso di un tornese,
+com' è appunto il caso nostro, noi abbiamo a riguardarla come un vero
+tornese battuto, anziché pel Levante, per la Dalmazia.
+
+Che se taluno con sottigliezza soverchia, ammettendo la somiglianza
+della presente moneta col tornese, negasse competerle questo nome,
+perché non si ha memoria di tornesi coniati per la Dalmazia, si
+potrebbe rispondere che sotto i ducati di Antonio Venier e di Michele
+Steno, sotto il qual ultimo fu sancita la surriportata terminazione
+1410, non si battevano che quattro monete argentee, oltre il ducato
+d'oro; il [I[grosso]I] cioè detto altramente [I[matapane]I], il
+[I[soldino]I] col leone alato e la figura del doge, il [I[piccolo]I]
+([I[parvulus]I]) scodellato, e il [I[tornese]I]. Queste sole e non
+altre monete troviamo indicate nelle memorie di zecca, quindi è d'uopo
+in una di queste quattro categorie collocare la [I[moneta
+Dalmatiae]I]. Ed io reputo aver qui un valido fondamento per ritenere
+la denominazione che le diedi, cioè di [I[tornese]I]. Questo nome
+sempre isolato ricorre nelle leggi, ne' capitolari, nelle pubbliche e
+private scritture; non vi si parla mai di tornesi speciali pel
+Levante, o speciali per la Dalmazia. Quando ci occuperemo più tardi
+colla necessaria estensione di quest'importante moneta, se ne valuterà
+il ragguaglio raffrontandola alle altre monete di quell'età. Per ora
+ci basti l'aver descritto e qualificato questo raro cimelio della
+numismatica dalmata, il quale manca persino a quella gigantesca
+collezione del Museo Correr.
+
+Ardua, e finora insormontabile, è la difficoltà piuttosto che presenta
+lo stemma figurato nel diritto di questo pezzo. È lo scudo gentilizio
+dei Contarini, ma non saprei a quale degl'individui di questa famiglia
+si possa attribuirlo. Se fossi corrivo alle ipotesi, una si potrebbe
+in questo caso avanzarne; essersi questa moneta primamente battuta
+sotto la ducea di quell'immortale Andrea Contarini che governò la
+Repubblica dal 1368 al 1382, ducea segnalata per ardite imprese contro
+il re d'Ungheria e contro Genova poderosa rivale; aversi poi
+conservato il vecchio tipo nella nuova monetazione del 1410. Ma, lo
+ripeto, alle ipotesi non m'attacco volentieri, quando non le trovo
+suffragate da documenti.
+
+[T5] Lirette e Gazzette.
+
+Fra le varie rappresentazioni che adottarono i Veneziani per effigiare
+l'alato leone simbolo del loro patrono S. Marco, è certamente una
+delle più singolari quella che ne mostra la sola parte anteriore
+presentata di guisa tale che la sommità della testa nimbata veduta di
+prospetto, il lembo delle ale spiegate e il contorno esterno della
+zampa tenente il libro degli Evangelii disegnino un circolo il cui
+centro è nel petto del sacro leone. Tale curiosa rappresentazione di
+San Marco, incisa la prima volta sui soldini d'argento nel sec. XIV,
+derivò da questa moneta il nome di [I[S. Marco in soldo]I]; più tardi
+figurata sui pezzi da 2 soldi o [I[gazzette]I] si disse [I[S. Marco in
+gazzetta]I]; e finalmente ebbe dal volgo un terzo nome, quello di
+[I[S. Marco in mollecca]I] perché s'accosta nel suo complesso
+all'aspetto di questo crostaceo, nelle nostre acque comune.
+
+Le monete battute per la Dalmazia e per l'Albania ch'entrano nella
+classe delle [I[Lirette e Gazzette]I] portano tutte dall'un de' lati
+così effigiato il simbolo dell'Evangelista, dall'altro i nomi delle
+province ove furono destinate ad aver corso.
+
+Determinare con certezza quando incominciasse lo stampo di questi
+nummi dalmato-albanesi, che non recano data né nome di doge, non è
+invero agevole; ma d'altra parte si hanno indubbii criterii per
+fissarne approssimativamente la età. A ciò fare, darò anzi tutto opera
+alla loro descrizione.
+
+Cinque monete diverse abbraccia questa categoria; tre d'argento,
+[I[liretta]I], [I[da otto]I], e [I[da quattro]I]; due di rame,
+[I[gazzetta]I] o [I[da due]I], e [I[soldo]I].
+
+La [I[liretta]I] è una sottile moneta d'argento del diametro di
+m. 0,024, e del peso di k. 13.3 1/2 ragguagliata a peggio 350 per
+marca, corrispondente al titolo 0,696181. Il diritto offre in tre
+linee la epigrafe DALMA = E . T = ALBAN, una rosa sopra la prima
+linea, altra sotto la terza. Il rovescio ha il leone in gazzetta
+attorniato dall'epigrafe S. MARC. VEN. coi punti foggiati a stelline.
+Nell'esergo la cifra XX (intendi soldi) parimente chiusa da due
+stelline. Una varietà conservata nel Museo Correr ha la parola MARC
+fra due punti rotondi.
+
+Il [I[da otto]I] soldi, o due quinti della liretta, ha un diametro di
+m. 0,019 e un peso di k. 5. 2 1/5; uguali alla liretta stessa le
+proporzioni de' metalli. Il diritto n'è pur simile, in proporzioni
+minori, e tale il rovescio, che nell'esergo porta la cifra * VIII *.
+Questo pezzo è pur descritto nel II vol. della Raccolta dello Zanetti
+a pag. 206, com'esistente nella collezione Gradenigo sotto il n.° 270,
+e n'è dato il peso in k. 5 gr. 3. La credo quest'ultima cifra semplice
+errore di stampa, perché eccedente il peso legale del pezzo che trassi
+dalle memorie di zecca.
+
+Simile al da otto è il [I[da quattro]I], o un quinto della liretta, ma
+avente il diametro di m. 0,015 e il peso di k. 2. 3 1/10. Il rovescio
+offre nell'esergo le lettere MARC fra due punti rotondi e la cifra
+IIII fra due stelline.
+
+Quanto alle monete di puro rame, il tipo n'è somigliantissimo a quello
+delle precedenti. La [I[gazzetta]I] offrì a' miei studii tre varietà
+nel diritto; la prima colla iscrizione DALMA. = E . T = ALBAN., la
+seconda DALM. = . E . T = ALB., la terza DALMAT. = ET = ALBANIA. Il
+suo peso varia ne' diversi esemplari; ve n'ha cioè di k. 38, di
+k. 33 15/17 e di k. 29 7/13. Il suo diametro è di circa m. 0,030.
+Nell'esergo * II *.
+
+Simile alla gazzetta ma in proporzioni minori è il [I[soldo]I], che ha
+cioè un diametro di circa m. 0,024, e un peso che varia con quello
+della gazzetta di cui è la giusta metà. Del diritto avvertii due
+varietà, l'una recante DALMA. = E . T = ALBAN., l'altra DALM. = ET =
+ALB. Nell'esergo del rovescio è costante la cifra * I *.
+
+Di queste monete, quelle di rame ricorrono frequentissime nelle
+raccolte ed in commercio. Non ugualmente comuni, benché tutt'altro che
+rare, sono le argentee delle quali la men facile a trovarsi è il [I[da
+quattro]I].
+
+Avevano i Dalmati nel sec. XVII da remotissima età una lira di conto,
+non mai ancora rappresentata da effettivo pezzo d'argento, e di valore
+sempre oscillante ed incerto. Ad impedire i disordini di questa
+fluttuante moneta di computo, sembra che i Veneziani si determinassero
+a battere per la Dalmazia e per l'Albania le monete d'argento sopra
+descritte. Non ha dubbio ch'esse sono anteriori all'anno 1706 in cui
+si coniarono i [I[Leoni Mocenighi]I] che formeranno più sotto
+l'oggetto delle nostre ricerche; poiché se anche non lo dimostrassero
+a sufficienza la forma più arcaica delle lettere e il più corretto
+disegno delle figure, lo proverebbe fuor dubbio la bontà maggiore
+dell'argento, e la maggior quantità di esso impiegata a rappresentarvi
+la lira veneta. Andarono finora a vuoto le mie indagini per precisare
+l'anno in cui queste monete si principiarono a battere; ma in una
+dissertazione di Cristoforo Raimondi ch'era manoscritta presso lo
+Svajer, citata dal Gallicciolli (T. II pag. 45 delle [I[Memorie
+Venete]I]) leggiamo: [I[Nel 1664, 17 ottobre, fu preso di stampar
+moneta usuale di lega inferiore, e si stampò il Ducato, affinché
+corresse in Venezia soltanto; come lo fu delle Lirette e Soldoni]I].
+Qui non è invero parola di quella più moderna liretta che fu poscia
+per la prima volta battuta dal doge Nicolò Sagredo nel 1675; dunque
+l'unica moneta alla quale si possa applicare quel nome, è la moneta di
+cui stiamo considerando l'intero e gli spezzati, la [I[liretta]I] per
+la Dalmazia.
+
+Ben più sicure notizie porgerò a' lettori della origine delle monete
+dalmato-albanesi di rame più sopra descritte. Nella importante
+[I[Compilazione delle Leggi Venete]I], custodita nell'Archivio
+generale, rinvenni la seguente terminazione sancita nel Senato l'anno
+1690.
+
+[I[ 1690, 27 Maggio, in Pregadi.]I]
+
+[I[ Considerando la prudenza de' Proveditori in Zecca in ordine
+ alle pubbliche commissioni necessario lo stampo di qualche
+ moneta di rame per le occorrente della Dalmazia et per render
+ nello stesso tempo provedute le povere maestranze di lavoro;
+ L'anderà parte che sia commesso a' Proveditori in Zecca
+ d'impiegare la summa di Ducati cinquemila in tanto rame per lo
+ stampo di tante monete di puro rame per uso della Provincia
+ della Dalmazia, portandone, adempita la fabbrica la notitia a
+ publico lume ad oggetto di farne pronta la missione a quel
+ Proveditor Generale.]I]
+
+Sennonché nemmeno questa misura, lo stampo cioè di monete destinate al
+corso esclusivo nella Dalmazia e nell'Albania, bastò a frenare i
+disordini dell'incomoda lira di computo in quelle province. Anzi la
+Repubblica, non potendo o non volendo metter argine a quell'abuso di
+conteggiare in una moneta del continuo oscillante e che facilitava
+agli speculatori il monopolio de' metalli coniati, venne più tardi
+nella determinazione di regolare il peso delle gazzette e de' soldi di
+rame a seconda del vario valore ch'ebbe lo zecchino in quelle
+province: talché quando lo zecchino fu ragguagliato a lire di Dalmazia
+25 (cioè intorno al 1700) si cavavano da una marca di rame gazzette
+30 1/3 che pesavano ciascuna k. 38; quando a lire 27 (cioè nel 1706),
+gazzette 34 del peso di k. 33 15/17; quando a lire 33 (cioè intorno al
+1730), gazzette 39 ciascuna delle quali del peso di k. 29 7/13. Così
+leggiamo nelle memorie di zecca, e così si spiegano le varietà più
+sopra avvertite nel peso di queste monete. È nondimeno ad aggiungere
+che la zecca non era poi sì scrupolosa nello stampo loro come in
+quello delle monete d'argento e d'oro, e che non è perciò difficile il
+rinvenire due esemplari del medesimo tipo di peso alcun poco fra loro
+diversi. Ricavasi però da queste memorie un corollario importante:
+[I[potersi alcune volte riscontrare nelle monete venete di puro rame
+l'età del loro stampo, calcolandone il peso]I]. Quello che dissi delle
+gazzette è pur ad intendersi de' soldi, che ne costituivano la metà.
+
+A continuare questi cenni sulla lira coloniale di computo, ricorderò
+che nel 1740 gli speculatori cambiavano lo zecchino contro queste
+gazzette (che dal loro grave peso si dissero altresì [I[gazzettoni]I])
+in ragione di lire 52 e talora 54. Una tariffa dell'anno 1780 raffermò
+da ultimo il valore dello zecchino a lire 48 di computo in gazzette o
+soldi, in rispondenza al ducato che vi era ragguagliato a lire 17.6.
+
+Anche dopo lo stampo del [I[leone Mocenigo]I] seguitarono ad aver
+corso quelle monete d'argento da 20, 8, 4 soldi, sempre però
+ragguagliate a maggior valore, trovandole io descritte fra le correnti
+in alcune memorie di zecca del 1749, dove se ne calcola il fino
+esattamente in once 8, denari 8, grani 12 di nostro peso.
+
+[T5] Leoni Mocenighi.
+
+Nel 1706, ducando Alvise Mocenigo secondo di questo nome, per
+sopperire a' bisogni del commercio ne' possedimenti di Dalmazia e
+d'Albania, fu decretato lo stampo di una nuova moneta da lire venete
+4, in uno a' suoi spezzati da lire 2, 1 e da soldi 10 e 5. Dal nome
+del doge che primo ed unico la mise fuori fu detta [I[leone
+Mocenigo]I], a distinguerla da altra moneta di maggior peso e valore
+battuta pel Levante che dal doge che primo la fece stampare si era
+chiamata [I[leone Morosini]I]. Tuttavia le succitate memorie di zecca
+del 1749 non la chiamano con altra appellazione che quella di
+[I[monete nuove per la Dalmazia]I]. L'argento in cui la si volle
+coniata aveva di peggio 450 carati per marca, era cioè inferiore di
+k. 100 di fino a quello impiegato nelle lirette; era quindi al titolo
+0,609377, o della bontà di once 7, denari 7, grani 12. In quell'epoca
+stessa (1706) lo zecchino che, com'è noto, aveva k. 46. 80/91 d'oro
+purissimo, cioè andava a zecchini 67 1/4 per marca, era valutato nelle
+tariffe lire 20 e soldi 5, e il ducato d'argento del peso di k. 110 a
+peggio 200 valeva lire 7 e soldi 4.
+
+Il decreto del Senato 2 marzo 1706 regolava il prezzo dell'argento
+destinato alla monetazione de' [I[leoni Mocenighi]I] a lire 9, soldi
+15 l'oncia fina, pagabili metà in partita di Bancogiro, e metà in
+zecchini a lire 17 l'uno, ovvero, in luogo di zecchini, nelle dette
+monete dalmato-albanesi a lire 27 coloniali lo zecchino.
+
+Il [I[leone Mocenigo]I] è del peso di k. 56 e del diametro di
+m. 0,0335, e porta nell'averso l'imagine di S. Marco seduto sul trono
+a manca dell'osservatore, porgente al doge genuflesso un'asta
+sormontata da croce colla sinistra, e benedicente colla destra. Dietro
+al santo le iniziali S * M * V * ([I[Sanctus Marcus Venetiarum]I]), e
+dietro al doge la epigrafe ALOY * MOCENI.; lungo l'asta verso il doge
+è la voce DVX in caratteri verticalmente disposti. Sotto la linea
+d'esergo sulla quale posano le figure, stanno le iniziali * G. B *
+(ovvero * B. G *). Il rovescio presenta il leone alato e nimbato,
+rampante verso la sinistra, ma colla faccia di prospetto, immergente
+la manca zampa posteriore nel mare e recante nella destra anteriore un
+ramo d'ulivo. Dinanzi al leone sorge sovra una rupe un turrito
+castello in cima al quale svolazza una bandiera. D'intorno al leone è
+la epigrafe DALMAT * ET * ALB, nell'esergo la cifra * 80 *, cioè il
+numero de' soldi che formano le 4 lire venete.
+
+Il pezzo [I[da due lire]I] o mezzo leone serba il tipo del precedente,
+in proporzioni minori, limitato cioè al diametro 0,029 e al peso di
+k. 28. Offre tuttavia nel diritto più incurvata la figura del santo e
+la epigrafe è questa S. M. V. ALOY * MOC *; l'esergo il medesimo in
+alcuni esemplari, in altri è * B. C 2° *. Nel rovescio l'esergo è
+necessariamente * 40 *.
+
+Tale è parimente la [I[lira]I] o quarto di leone, del diametro di
+m. 0,024 e del peso di k. 14. Strana e rozza nel diritto è la forma
+del berretto ducale che copre il capo del genuflesso Mocenigo;
+l'esergo del rovescio è * XX *.
+
+L'ottavo di leone o pezzo [I[da dieci soldi]I] è anch'esso nel tipo
+simile al mezzo leone, ma il peso n'è di soli k. 7, il diametro di
+m. 0,019. L'esergo del rovescio porta il numero X ugualmente chiuso
+fra due stelline. Questi pezzi non sono ora comuni a trovarsi, benché
+nessuno de' nostri musei ne difetti.
+
+Non potrebbe dirsi altrettanto del sedicesimo di leone, o [I[da cinque
+soldi]I], se ne fosse accertata la esistenza. Lo trovo registrato più
+d'una volta nelle memorie di zecca, che gli danno il peso di k. 3 1/2,
+e dalle quali parrebbe che si fosse effettivamente battuto. Ma il non
+vederlo conservato nel ricchissimo Museo Correr né in altra delle
+raccolte da me esaminate, il non trovarlo registrato fra le monete che
+appartenevano a monsignor Gradenigo, il cui catalogo fu inserito nella
+collezione dello Zanetti Vol. II, e che non ha guari passarono al R.
+Gabinetto di Torino, mi fa sospettare che quella moneta non si
+battesse mai, comeché se ne fosse decretato lo stampo.
+
+Le sigle ricorrenti nell'esergo del diritto di questi nummi mi
+richiamano a parlare di una consuetudine della zecca nostra. Il
+religioso rigore serbato da' Veneziani costantemente nell'esercizio di
+quest'atto del sovrano potere ch'è la monetazione, gl'indusse a
+mettere in opera tutt'i mezzi possibili per guarentire il commercio da
+quelle fraudi che, con tanto danno di esso, avvenivano non raramente
+nella bontà dei metalli coniati. Fu decretato perciò nel 1387 che ogni
+[I[gastaldo]I] di zecca dovesse apporre ad ogni conio un segno noto a'
+massari dell'argento, mediante il quale si riconoscesse la mano onde
+uscì ogni pezzo monetato. Più tardi si volle che ogni moneta d'oro e
+d'argento, ad eccezione dello zecchino che non portava lega, fosse
+contrassegnata dalle iniziali del nome e del cognome di uno de'
+[I[massari all'argento]I] se argentea era la moneta, [I[dell'oro]I] se
+d'oro. Chiunque pertanto improntava delle proprie sigle un nummo era
+responsabile in faccia alla legge d'ogni alterazione di titolo che vi
+fosse mai avvertita. Questa pratica non avea luogo nelle monete erose,
+né in quelle di puro rame, si però nelle doppie d'oro e in ogni pezzo
+d'argento il cui peggio non eccedesse il fino, fosse cioè al di sotto
+della metà de' carati costituenti la marca. Ebbervi però più d'una
+volta monete di buon argento (come sarebbero a mo' d'esempio le
+lirette di Dalmazia e i loro spezzati, e così pure le galeazze di cui
+frappoco ci occuperemo) che non erano contrassegnate da sigle di
+massaro. Di quelle che ho ricordate impresse sui leoni Mocenighi,
+mancando una serie cronologica completa de' massari all'argento, non
+sono in grado d'interpretare che quelle B. C 2.° le quali offrono il
+nome di Benedetto Civran II.°, che coprì quella carica negli anni 1705
+e 1706.
+
+[T5] Galeazze.
+
+Allorché nell'anno 1736, ducante Alvise Pisani, fu decretato lo stampo
+della nuova moneta per le colonie ch'ebbe il nome di [I[galeazza]I],
+le precipue specie d'oro e d'argento veneziane correvano come segue:
+
+ Lo zecchino a lire 22.
+
+ La doppia d'oro peggio 96 del peso di k. 32 2/3, a lire 38.
+
+ Il ducato d'argento peggio 200 del peso di k. 110, a lire 8.
+
+ Il ducatone d'argento peggio 60 del peso di k. 134 1/2, a lire 11.
+
+ Lo scudo d'argento di lega pari al ducatone, del peso di k. 153 1/2,
+ a lire 12. 8.
+
+V'aveano dunque a Venezia cinque monete maggiori, nessuna delle quali
+esattamente multipla della lira di conto della Dalmazia, ad eccezione
+dello zecchino ragguagliato allora a 36 di quelle lire. E nondimeno
+continuavano gli abitatori de' possedimenti oltremarini a valersi di
+quell'incomoda moneta ideale che non era rappresentata da nessuna
+delle monete esistenti, nemmeno da quelle erose che si erano mandate
+fuori nel 1722 del valore di soldi 30, 15, 10 e 5. Fu quindi a
+sopperire a' bisogni di quelle province che il Governo decretava nel
+1736 lo stampo di una moneta, frazione dello zecchino, ed atta perciò
+ad agevolare le transazioni commerciali della metropoli colle colonie.
+Quindi ebbe origine la [I[galeazza]I] che corrispondeva insieme ad un
+terzo dello zecchino e a 12 lire di Dalmazia, ma che ragguagliata alla
+veneta valeva lire 7. 6. 8.
+
+La [I[galeazza]I] fu battuta in argento peggio 144 per marca, cioè a
+titolo 0,875, e del peso di k. 92 2/3. Il suo diametro è m. 0,037.
+Offre nel diritto l'imagine di S. Marco che tiene colla manca il
+Vangelo e colla destra benedice. A lui dinanzi sta genuflesso il doge
+che stringe l'asta del vessillo che gli svolazza sul capo ed è
+sormontata da una croce sporgente dal cerchio di perline che chiude le
+due figure. All'ingiro è la epigrafe S * M * VENETVS = ALOY: * PISANI
+* D *; nell'esergo l'anno * 1736 *. Presenta il rovescio una galea
+([I[galeazza]I]) colle vele ammainate e con bandiera veneziana; undici
+remi sul fianco ch'è di prospetto all'osservatore stanno per tuffarsi
+nel mare; a dritta di chi riguarda si mostra di lontano una seconda
+nave sull'orizzonte, a sinistra due elevate castella che vuolsi
+rappresentino le due principali fortificazioni di Corfù, la
+[I[cittadella]I] e il [I[castello da mar]I]; dinanzi a questa fortezza
+un'altra galea. Chiude il campo un giro di perline, oltre il quale è
+l'epigrafe PROVINCIJS MARITIMIS DATVM. Nell'esergo * XII *.
+
+Una varietà singolare e, per quanto io mi sappia, unica di questa
+moneta è conservata nella raccolta del colto patrizio Angelo
+Malipiero. Uguale a' pezzi comuni nel peso, varia nel diametro
+ch'eccede l'ordinario di m. 0,003. Il diritto è di più leggiadro
+disegno ed offre una piccola diversità nella leggenda, ALOYS: invece
+di ALOY: La differenza maggiore sta nel rovescio. In mezzo al mare si
+mostra un vascello d'alto bordo a vele ammainate, ed altro in
+distanza. Le fiamme svolazzanti in cima agli alberi e le bandiere de'
+castelli sono rivolte a destra di chi guarda, mentre lo sono a
+sinistra nell'altro tipo. L'esergo n'è pur variato, avendovi la
+iniziale della voce [I[Lire]I], così espressa * L. XII *. Questa
+varietà rarissima sarei inclinato a tenerla un semplice progetto di
+zecca, scartato forse perché meglio piacque l'altro tipo che in luogo
+di un vascello presentava una [I[galeazza]I] a remi, onde poi trasse
+nome questa moneta.
+
+Simile alla comune [I[galeazza]I] n'è la metà o il pezzo da [I[sei
+lire]I]. È del peso di k. 46 1/3, del diametro di m. 0,032, ed offre
+nell'esergo del rovescio la cifra * VI *.
+
+Lo stesso dicasi del quarto, o del pezzo da [I[tre lire]I], recante
+nell'esergo del rovescio il numero * III *, del diametro di m. 0,028 e
+del peso di k. 23 1/6.
+
+La rappresentazione che qui si scorge delle castella corciresi (almeno
+secondo ne pensa il Gradenigo nel Vol. II di Zanetti, p. 205), e il
+nome generico di [I[province marittime]I], mi fanno ritenere che
+questa moneta non si battesse pe' soli possedimenti dalmati ed
+albanesi, ma eziandio per il Levante Veneto. Ed infatti da documenti
+sincroni rileviamo che s'era coniata [I[per spender in Dalmatia et
+Isole]I].
+
+Abbiamo dalle memorie di zecca più volte citate che di queste galeazze
+se ne stamparono 223,387 cioè per un valore approssimativo di 74,462
+zecchini. Ma gli speculatori si valsero ben presto dell'introduzione
+di questa nuova moneta per far isparire l'oro e rialzare il prezzo
+dell'altro argento; quindi sorse il malcontento de' popoli oltremarini
+che reclamarono il ritorno alla vecchia monetazione. La Repubblica
+ritirò tosto in brevissimo tempo quante più poté galeazze e loro
+spezzati e le rimandò alla zecca come metallo da fondere. Tutte però
+non le fuse, ma ne rimase in giro in buon dato, a saziare i desiderii
+de' numismatici, a' quali non è difficile aggiungere questi tre pezzi
+a' lor medaglieri. Quale moneta venisse alla galeazza sostituita in
+progresso lo vedremo parlando delle coniate per le colonie del
+Levante. Intanto ci volgeremo alla numografia delle singole città
+dalmate ed albanesi.
+
+[T2] B. MONETE PARTICOLARI DELLE CITTÀ.
+
+[T3] CITTÀ DI DALMAZIA.
+
+[T4] SEBENICO.
+
+Avvegnaché dal tenore del decreto 13 agosto 1410 appaja essersi
+battuta per la comunità di Zara quella moneta che delle dalmate prima
+illustrai, credetti nullameno farne menzione come di moneta generale
+di que' possedimenti che i Veneziani abbracciavano sotto il nome di
+[I[Dalmazia]I]. Dagli atti raccolti nel [I[Capitolare delle Broche]I]
+rilevasi che primi nell'ordine cronologico sono a considerarsi i
+[I[bagattini]I] o gli [I[oboli]I] battuti per Sebenico. Siccome però
+le monete fatte coniare da' Veneziani per le singole città della
+Dalmazia erano di questi bagattini di rame, così premetterò pochi
+cenni sull'origine di tal moneta e sul valore ch'essa ebbe al
+declinare del secolo XV e al principio del successivo quando si
+decretarono e si eseguirono quegli stampi.
+
+Allorché le costituzioni de' Franchi, sotto l'impero di Carlomagno,
+emancipando l'Europa dai disordini della monetazione dell'impero
+romano e del greco, fissarono il valore de' metalli nobili, e
+statuirono il conio di una nuova moneta, fu battuto il solo
+[I[denaro]I], o la dodicesima parte del [I[soldo]I], formando 20 soldi
+una [I[lira]I], rappresentata perciò da sì ingente massa d'argento che
+non fu mai foggiata in moneta speciale, come nol fu nemmeno il soldo
+carolingio; e quantunque agevole fosse l'una e l'altra somma
+rappresentare con pezzi d'oro coniato, sappiamo non pertanto che dalla
+caduta del regno de' Longobardi sino all'imp. Federico II, che batté a
+Brindisi il primo [I[augustale]I], l'Europa non ebbe altr'oro coniato
+da quello in fuori de' paesi occupati dagli Arabi e dell'impero greco.
+I Veneziani ebbero anch'essi i loro denari modellati sui franchi,
+battuti probabilmente a Pavia od a Treviso, e recanti nelle loro
+epigrafi i nomi di Lotario, di Lodovico (Pio), o la generica
+appellazione d'[I[Imperatore romano]I]. Non è di queste pagine il
+rintracciare per quali cagioni il denaro venisse dall'epoca carolingia
+in poi scemando successivamente di peso e di titolo; talché quella
+moneta anche fra noi andò di mano in mano deteriorando, prima sotto
+gl'imperatori germanici, poi sotto i dogi; fino a che col volger de'
+secoli fu rappresentata da una massa sì tenue d'argento che sotto il
+doge Cristoforo Moro fu preso di batterla di puro rame, convertirla
+quasi in una semplice moneta nominale. La sua piccolezza sotto gli
+antecedenti dogi le valse il nome di [I[piccolo]I] o [I[parvus]I],
+come altra volta il colore argentino della sua superficie le meritava
+quello di [I[albulus]I]. Il [I[bagattino]I] quindi di cui ci occupiamo
+non è se non una degenerazione del denaro argenteo dei Carolingi, e
+rappresenta il dodicesimo del soldo, cioè del ventesimo della lira, ma
+di una lira straordinariamente diminuita del primitivo valore.
+
+Della voce [I[bagattino]I] non sarebbe ozioso per noi il rintracciare
+la origine; il Gallicciolli ([I[Memorie Venete]I] II, 41) la vorrebbe
+derivata dall'arabo [I[bagadhon]I], rimoto o vile, quasi moneta la più
+[I[rimota]I] in cui si risolve la lira, o la più [I[vile]I] di tutte
+le correnti. Certo è ben degna di riso la etimologia che ne diede
+Roberto Cenale nel I tomo del suo trattato [I[De rat. pond. et
+mensur.: Barchatinus, vulgo ]I]barguetìn[I[, puto esse pretium
+trajectus aquae per barcham]I]; né meno ridicola è quella allegatane
+da Marquardo Trecher nel libro [I[De re monetaria Germanici Imperii:
+Pagatini, aeneoli Venetorum, a solvendo dicti]I]. Non saprei invero
+indurmi a ritenere veneziano questo vocabolo, né in ciò temerei
+d'opporrai alla pluralità degli eruditi; imperciocché a tutto il
+secolo XIV e fino al XV avanzato non leggiamo darsi al dodicesimo di
+soldo altro nome che quello di [I[parvus]I], [I[parvulus]I],
+[I[pizolus]I], [I[denarius]I] e più di raro [I[obolus]I];
+[I[bagattino]I] solo ricorre le prime volte gli ultimi anni del
+quattrocento. Non così può dirsi della monetazione d'altre parli
+d'Italia, onde quel nome sembra passato a Venezia; in fatti sino dal
+1327 leggiamo nel testamento di Castruccio Castracane quel nome
+applicato a moneta di Lucca: [I[Restitui inclytae ducissae dominae
+Pinae uxori libras mille bacattinorum]I]. Ed in epoca ancor più antica
+si dava quel nome a Padova alla minima frazione della lira ([I[libra
+parvorum]I]) leggendosi nei [I[Regimina Paduae]I], editi dal Muratori
+nel T. VIII [I[Rerum Ital. Script.: Hoc anno (1274) de mense februarii
+fuit inventum in clausura Domus Dei per fratrem Rolandum tantum aurum
+in meaglis quod valuit circa XVII. millia librarum bagatinorum]I]. Non
+è dunque vero che questo vocabolo sia veneziano, se lo leggiamo in
+documenti di Padova due secoli prima che s'introducesse fra noi.
+
+Quanto poi al valore de' bagattini sul declinare del secolo XV, quando
+cioè si battevano di queste minime parti della lira per le città
+dalmate, esso risulterà agevolmente da questo calcolo. Dal 1472 al
+1512 (secondo le memorie della nostra zecca) il ducato d'oro o
+zecchino oscillò fra il valore di lire 6 e soldi 4 e quello di lire 6
+e soldi 10; adottiamo dunque un valor medio di lire 6 e soldi 7, cioè
+di soldi 127 pari ad uno zecchino. Soldi 127 corrispondono a bagattini
+1524, quindi il bagattino rappresentava 1/1524 dello zecchino. Oggi
+quest'ultima moneta si calcola corrispondere a lire austriache 14 e
+centesimi 60; quindi quel bagattino ridotto a nostra moneta sarebbe
+oggidì rappresentato da centesimi di lira austriaca 0,958. Dal 1716 in
+poi, quando il valore dello zecchino montò e si tenne fermo per quasi
+un secolo al valore di lire 22 o soldi 440, il bagattino rappresentava
+soltanto 1/5280 di zecchino, pari al presente a centesimi austriaci
+0,208. È inutile ricordare come nella prima epoca (1472 a 1512)
+ragguagliata la lira veneta allora corrente coll'austriaca d'oggidì
+fosse nello zecchino rappresentata da un pezzo d'oro del valore di
+austriache lire 2 : 28, e nella seconda epoca (1716 a 1797) di soli
+centesimi 66,3.
+
+La necessità di abbondare dei minuti spezzati della moneta,
+specialmente in paese povero, determinò gli abitanti di Sebenico a
+chiederne una massa vistosa al governo della Repubblica. Questa città,
+che dal 1327 era passata sotto il dominio de' Veneziani, ma poi ceduta
+al re d'Ungheria loro era ritornata soltanto nel 1416 (dal qual anno
+in poi la resse un patrizio col titolo di [I[conte]I] fino al 1526 in
+cui gli si aggiunse quello ancora di [I[capitano]I]), regolata da
+proprio statuto, amava che oltre al simbolo della sovranità veneta
+quello pure vi si mettesse del suo comune, la imagine cioè del
+protettore san Michele. Riportiamo il decreto del Consiglio de' Dieci
+che ordina il primo stampo della moneta sebenicese a Venezia, nel
+1485, ducante Giovanni Mocenigo:
+
+[I[ M.CCCC.LXXXV. die XXI. Maji, in C.X. cum Add.]I]
+
+[I[ Quod autoritate hujus Consilii captum sit et sic mandetur per
+ Capita officialibus nostris monetae argenti ut cudi pro nunc
+ faciant, ad summam ducatorum XXX, obolos ex ramine ad rationem
+ duodecim ad soldum, cum imaginibus gloriosi protectoris nostri
+ sancti Marci ab uno latere, et sancti Michaelis Archangeli
+ protectoris dictae comuniatis nostrae Sibenici ab altero
+ latere, sicut videbitur et ordinabitur per Capita, sicut
+ scriptum et suplichatum fuit.
+
+In questa parte del C. X. leggiamo, forse per amore di latinità che
+non è già troppo pura, il nome di [I[oboli]I] dato a' bagattini, quasi
+fossero sinonime quelle due voci esprimenti il più vile spezzato della
+moneta. Ma sotto la ducea di Agostino Barbarigo, nel 1491, si decretò
+nuovamente lo stampo di que' nummi sebenicesi:
+
+[I[ 1491 adi 13 lujo, in Cons. X cum Add.]I]
+
+[I[ Instantissimamente el domanda la comunità nostra de
+ Sibinicho chel sia comandà per questo consejo che per la
+ zecha nostra sia fato denari menudi con la impression de
+ santo Mìchiel da uno ladi et da l'altro santo Marcho
+ per uso dele povere persone, per la suma de ducati
+ sesanta sicome altre uolte a loro e sta conzeso, per
+ che masimamente i ano de bixogno de essa moneda menuda
+ per spender queli a menudo, si come li fo promeso; ma che
+ loro debiano desborsar la moneda nezesaria per i diti
+ bagatini. Ala qual domanda e bon a satisfarli, e per
+ questo: ]I]
+
+[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Conseio sia
+ chomandà ali masari nostri de la Zecha che i fazino far
+ quelli denari con la impression mostrada a questo consejo
+ ala solita charata ala suma e valuta de ducati 60;
+ i quali serano dadi per lo suo meso per far i diti denari.]I]
+
+Dal contesto di questo decreto rileviamo che si manteneva anche nel
+1491 il nome di [I[denaro]I] a quella moneta che più comunemente
+dicevasi [I[bagattino]I]; che la comunità, la quale ne supplicava lo
+stampo per sopperire a' bisogni della classe povera della popolazione,
+doveva rifondere lo stato del valore corrispondente alle monete per
+essa battute.
+
+Un'altra terminazione dei Dieci del 27 febbrajo 1498 ([I[more
+veneto]I], cioè 1499) ordina lo stampo di altri 100 ducati d'oro in
+bagattini [I[solitae stampae]I] per la comunità di Sebenico.
+
+I bagattini di Sebenico abbondano nelle nostre raccolte; il solo Museo
+Correr ne ha nientemanco che 33. Il loro conio si mostra fattura
+d'artisti non volgari. Ma ricordiamoci sempre, quando guardiamo a
+monete uscite intorno al 1500 dalla veneta zecca, che vi lavoravano in
+quell'epoca come intagliatori de' conii Alessandro Leopardi, Vittor
+Camelio, e più tardi Andrea Spinelli.
+
+E qui c'è mestieri soffermarci un istante ad abbattere un vecchio
+errore che da secoli si va ripetendo dagli eruditi, i quali credono le
+monete di cui ci occupiamo battute dalle singole città per particolar
+privilegio. Bernando Nani che nel 1752 pubblicava la sua anonima
+dissertazione [I[De duobus imperatomm Rassiae nummis]I], scritta con
+molta dottrina, non già con critica pari, asseriva egli pure a pag.
+57-58: [I[Sed hic mos seu privilcgium ]I](s. l. [I[cudendi]I])[I[
+solis Catharensibus singulare non fuit. Pleraeque earum regionum
+civitates cudendi privilegio gaudebant, quod ea sanctorum nomina, quae
+peculiaribus nationibus propria erant, sicuti S. Doimus Spalatensis,
+S. Laurentius Tragurinus, S. Michael Sebenici, S. Stephanus
+Scutarinus, S. Georgius Antivarinus, certissime indicant: quae res
+insuper illarum gentium studium commendat, quo privilegia sua
+ostendere conabantur]I]. Fin qui il Nani; noi invece, appoggiandoci al
+chiaro senso dei non pochi decreti che riporteremo, e non senz'aver
+riguardo al tipo delle controverse monete, similissimo a quello delle
+altre battute a Venezia, affermiamo senza tema di errare che tutte le
+monete delle singole comunità dalmate furono nella zecca veneta e non
+altrove battute, e lo stesso dicasi di alcune delle albanesi. Ma
+questa regola non vale, come più sotto si vedrà, per Cattaro, né
+fors'anche per Scutari. Le forme veramente barbare de' pezzi battuti
+per quest'ultime due città giustifica abbastanza l'esser uscite da
+officine monetarie di regioni dove l'arte si conservò sempre bambina;
+laddove le belle forme degli altri pezzi dalmati ed albanesi accusano
+il punto più culminante a cui si levasse nel medio evo l'arte
+difficile dello zecchiere.
+
+Devesi però confessare non aver noi dati certi che tali monete si
+battessero immediatamente dopo la pubblicazione del decreto che ne
+ordinava lo stampo. Pare in quella vece che si lasciassero scorrer
+degli anni talvolta anzi che la zecca veneta vi desse esecuzione. La
+mancanza di sigle nel pezzo di Sebenico ci vieta conoscere l'anno
+preciso in cui si diede mano al lavoro dell'uno o dell'altro de' varii
+suoi tipi; benché dalla terminazione del 1499 appaja che anteriormente
+se ne fossero di già coniate; ma ben abbiamo l'epoca certa di simili
+bagattini per altre comunità; epoca dalla quale agevolmente rilevasi
+che dal giorno del decreto a quello dell'esecuzione d'esso lasciavansi
+d'ordinario scorrere anni ed anni. Né credo ingannarmi nell'affermare
+che il decreto primo riportato, quello cioè del 1485, non si sia, per
+qualsivoglia cagione, eseguito; e forse indi trasse motivo la nuova
+supplica de' Sebenicesi e il secondo decreto del 1491.
+
+Offre la moneta in discorso dall'un lato la imagine stante
+dell'arcangelo Michele visto di fronte, tenente nella destra la
+lancia, nella sinistra un globo sormontato da croce, e calpestante il
+dragone che sottesso a' suoi piè si contorce. D'intorno è la epigrafe
+S. MICHAEL SIBENIC (o SIBNIC). L'altro lato presenta il leone di S.
+Marco in gazzetta, intorno a cui la scritta: +. S. (o SANCTVS) MARCVS.
+(più raro MARRC.) VENETI. In alcuni esemplari il leone è chiuso da un
+cerchio di perline. Varia il diametro di queste monete da m. 0,016 a
+m. 0,018, e il peso da k. 5. 1 a k. 9. 0. Le quali discrepanze di
+peso, che ne' miei studii ebbi ad avvertire ben maggiori in epoche
+successive, ci provano che i Veneziani nelle monete di puro rame o di
+ottone (equiparato al rame) non calcolavano che il valor nominale,
+comeché in alcuni casi, come si vide parlando delle gazzette, ne
+precisassero con esattezza soverchia anche il peso.
+
+[T4] ZARA.
+
+Seconde in ordine cronologico, ma ben più rare, vengono dietro alle
+sebenicesi le monete di Zara. Questa città, delle dalmate la più
+popolosa e più illustre, retta da un conte che amministrava la
+giustizia in nome de' Veneziani, al cui governo ben nove volte s'erano
+ribellati que' cittadini per darsi al re d'Ungheria, rimase dal 1409
+in poi costantemente soggetta alla Repubblica di S. Marco. Il bisogno
+di moneta spiccia per le più umili classi della popolazione determinò
+la comunità di Zara a seguire l'esempio dato da Sebenico di chiedere
+alla Signoria lo stampo di un bagattino che offrisse da un lato il
+simbolo di S. Marco, dall'altro S. Simeone patrono del comune. Alla
+supplica dei Zaratini accondisceva il Consiglio de' Dieci col seguente
+decreto:
+
+[I[ 1490 (more v. o 1491) 2 fevrer.]I]
+
+[I[ El domanda la fedellisima comunità nostra de Zara che
+ li conzedamo per comudità di poveri che in la zecha
+ nostra se faza et cunia ducati 200 de bagatini, simeli
+ a quelly che fono dadi ala comunità de Sibinico;
+ exzeto che al'imprexa de Sancto Michiel sia meso la
+ jmagine de San Simon; quali denari siano mandati a
+ Ilustrisimi Retori de Zara; e per che l'e conveniente
+ satisfar ala soa petizion, e però anderà parte:]I]
+
+[I[ Che per autorità de questo Conseio sia chunidi in zecha
+ ducati 200 de bagatini con la impresiom predita.
+ I quali sieno mandadi ali predicti rectori.]I]
+
+Il bagattino di Zara è, come quello di Sebenico, di puro rame o di
+ottone. Presenta nel suo diritto la mezza figura del santo profeta
+Simeone ravvolto in ampio manto e che tiene sul destro braccio l'Uomo-
+Dio bambino. Intorno ha l'epigrafe . S . SIMEON . IVSTVS . PROFETA. Al
+rovescio è il solito leone di S. Marco in gazzetta chiuso da cerchio
+di perline e attorniato dalla consueta leggenda . + . S . MARCVS .
+VENETI. Il peso de' pochi esemplari che ne ho esaminati varia da
+k. 7. 2 a k. 8. 3; il disegno e il conio ne sono trattati con molta
+perizia; il diametro è di m. 0,018. Di questa moneta, della quale non
+conosco che un tipo solo, il Museo Correr ha tre esemplari.
+
+[T4] TRAÙ.
+
+Verso la fine del X secolo, Traù fu delle prime castella della
+Dalmazia che riconobbero la sovranità della Repubblica, giurando
+fedeltà a Pietro Orseolo II nella famosa spedizione che questo doge
+capitanava per sollevare le coste dalmate dal giogo de' Narentani.
+Mentre le armi della Repubblica erano nel 1123 impegnate nella Siria,
+Traù fu presa da' Saraceni, ai quali poco dopo la ritolsero i nostri.
+Passata intorno al 1158 in potere dell'impero greco, la riebbe dopo
+brevi anni Vitale Michiel II. Nel 1313 Giovanni Soranzo la ripigliava
+su re Lodovico d'Ungheria fattosene a forza padrone e la ridava a
+libertà; ma i traguriensi preferivano all'autonomo reggimento il
+dominio della Repubblica a cui facevano dedizione spontanea nel 1322
+per, ricadere nel 1356 nelle mani degli Ungheri, a' quali fu
+definitivamente ritolta da' nostri nel 1420. La governava un patrizio
+col titolo di [I[conte]I], che vi si mutava ad ogni 32 mesi.
+
+Ducava Agostino Barbarigo allorché la comunità di Traù supplicò nel
+1492 a' Veneziani le concedessero una moneta simile a quella che
+aveano concessa a Sebenico; sulla quale fosse improntata, oltre il
+simbolo della Repubblica, la imagine del loro patrono. La Signoria
+accoglieva con favore la giusta domanda di quella fedele città, e il
+Consiglio de' Dieci stanziava la legge che segue:
+
+[I[ Adi 19 marzo 1492.]I]
+
+[I[ L'è suplicado per la nostra comunità fidelle de Traù
+ ch'el sia chunido in la Zecha nostra ducati 50 de
+ bagatini a simillitudene et quallità de bagatiny i
+ qualli fono consesy ala comunità de Sibinicho. E
+ conziosiache in questa onesta domanda ly sia compiaxudo:]I]
+
+[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Conceo el sia
+ coniado ducati 50 de bagattini de la sorte e qualità di
+ quelli i qually fono dadi ala comunità de Sibinicho
+ con la impression de san Marcho in soldo da uno lady
+ e santo Lorenzo da l'altro.]I]
+
+II bagattino di Traù offre nel campo del diritto il santo diacono in
+piedi e di prospetto, in lunga veste talare, e che nella destra tiene
+la graticola simbolo del suo martirio, nella sinistra un oggetto che
+lo stato degli esemplari ch'ebbi sott'occhi non mi permise di
+ravvisare, ma che sembra sia un edificio a rappresentazione della
+città o della chiesa che a Traù gli fu eretta. Lo attornia la epigrafe
+. S . LAVRENTIVS TRAGVR: e a' suoi lati iniziali N. M. ricordano
+Nicolò Michiel conte a Traù nel 1516, perché solo in quell'anno ebbe
+esecuzione la parte dei Dieci decretante lo stampo di questa moneta.
+
+Il rovescio è il solito leone di S. Marco in gazzetta intorno a cui un
+cerchio di perline ed oltr'esso la consueta leggenda + SANCTVS.
+MARCVS. VENETI. Il peso de' 7 esemplari che ne osservai, 6 nel Museo
+Correr, 1 alla Marciana, varia da k. 7. 3 a k. 9. 2. Il diametro è
+l'ordinario di m. 0,018.
+
+[T4] SPALATO.
+
+Assai più comuni di quelli di Traù sono i bagattini della monumentale
+città di Spalato, o Spalatro, eretta sulle ruine del palazzo di
+Diocleziano e coi materiali d'esso e della vicina Salona. Ricaduta,
+dopo le vicende che fecero tante volte mutar governo a Traù, sotto il
+dominio de' Veneti nel 1420, ebbe anch'essa il suo reggitore in nome
+della Repubblica col titolo di [I[conte]I].
+
+Il 26 febbrajo 1490, [I[more veneto]I], o 1491 [I[more romano]I], il
+C. X. accordava agli Spalatini l'implorata moneta recante le imagini
+di S. Marco protettore della Repubblica e di S. Doimo o Domnio patrono
+della loro comunità. Ecco il tenore di quel decreto:
+
+[I[ 1490 adi 26 fevrer.]I]
+
+[I[ Perché i ambasatori de la nostra Comunità de Spalato
+ con granda instanzia domandano per comodità de la sua
+ zità e di poueri che li sia conzeso in la Zecha nostra
+ de chuniar ducati zento de bagatini ala similitudene
+ de quelli i quali fono conzessi ala comunità de
+ Zara et de Sibinicho; e questo con la imagine del
+ proctetor nostro missier sam Marcho da uno ladi, et da
+ l'altro sia santo Dompno:]I]
+
+[I[ E però l'anderà parte che per autorità de questo
+ Consejo sia conzeso a quela comunità che in la
+ predita Zecha nostra sia coniado come e dito
+ ducati zento de bagatini, et che de prexente essa
+ Comunità abia d'esborsar la valuta de essi bagatini
+ da esser fati.]I]
+
+Il bagattino di Spalato è pur d'ottone e assai raramente di puro rame;
+varia nel peso da k. 7. 2 a k. 7. 3, ed ha comune il diametro colle
+altre monete di questa specie. Porge nel diritto la effigie stante del
+vescovo Doimo vestito delle sue insegne e tenente colla destra il
+pastorale, nella manca un libro; a' suoi lati alcune iniziali. Lo
+circonda la epigrafe . S . DOMINVS . SPALETI. Il rovescio offre al
+consueto il simbolo della Repubblica attorniato dalla leggenda
++. SANCTVS. MARCVS. VENETI.
+
+Di questa moneta tre diversi tipi vennero a mia cognizione; la varietà
+loro consiste nelle sigle del diritto. Del primo, che offre le
+iniziali ZF e M, il Museo Correr conserva 6 esemplari, altrettanti del
+secondo portante le sigle I e P, 4 del terzo che a' lati del santo ha
+D e G. È veramente singolare che nella serie de' conti di Spalato,
+conservataci nel [I[Libro Reggimenti]I] alla Marciana, nessun nome fra
+loro s'accordi colle suddette iniziali ad eccezione di quello di
+Jacopo Baffo o Paffo conte nel 1500 al quale spettano le sigle I e P.
+
+Non sarà inutile il ricordare che prima della conquista veneziana del
+1420, Spalato ebbe zecca propria e vi stampò monete del suo signore,
+Hervoja. Delle quali l'unica di cui sia accertata la esistenza,
+comeché molto rara, è il grosso d'argento riportato dal Nani nella più
+sopra ricordata operetta [I[de duobus Imperatorurn Rassiae nummis]I],
+tav. II n. XVIII, ed illustrata ivi parimente a pag. 58. Offre questa
+moneta (che pur si trova nel Museo Correr e nella Marciana) da un lato
+la imagine stante del patrono di Spalato, attorniata dalla leggenda
+. S. DOIMVS. SPALETI M. ([I[Martyr]I]), dall'altra lo scudo del duca
+Hervoja sormontato da un cimiero foggiato a braccio che stringe una
+spada in atto di percuotere; nel campo ha tre gigli disposti
+verticalmente, e all'ingiro la scritta: M. ([I[moneta]I]) CHERVOII
+DVCIS. S. ([I[Spalatensis]I]). Del duca Hervoja che morì nel 1415 può
+vedersi il Du Cange, [I[Fam. Byz. Dalm.]I], Par. 1680, pag. 339.
+
+[T4] LESINA.
+
+Ultima nell'ordine cronologico e nel geografico delle monete delle
+singole terre dalmate viene quella di Lesina, che però tutte le supera
+in rarità. Non ne trovo menzione in alcuna opera numismatica, e lo
+stesso diligentissimo Zon non la conobbe, benché l'avesse veduta e ne
+sbagliasse la lettura dell'epigrafe, che gli fece ritenere foss'essa
+di Alessio d'Albania. Gli abitanti di Lesina, grand'isola che nel 1424
+passava per cessione dalle mani del suo signore Aliota Capenna a
+quelle della Repubblica che vi mandava a reggerla un [I[conte]I],
+imploravano nel 1493 la grazia conceduta alle altre comuni della
+Dalmazia, che fosse coniata nella veneta zecca una moneta pe' bisogni
+del traffico minuto, segnata dell'imagine di santo Stefano loro
+patrono. Ebbi la ventura di rinvenire il decreto che ordina anche lo
+stampo di questa moneta, e qui lo riporto:
+
+[I[ 1493. 25 sett. in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ Quod auctoritate hujus Consilii concedatur fideli
+ comunitati nostrae Lesinae sic humiliter supplicanti,
+ quod in Cecha nostra cudantar ducati 70 in 100
+ bagatinorum de puro ramine ad valorem duodecim
+ pro marcheto, sicuti sunt illi de Jadra et Spaleto;
+ cum signatura ab uno latere santi Marci in soldo et
+ ab alio santi Stephani. Et haec pro comodo pauperum
+ personarum illius terrae et insulae. Et hoc fiet
+ postquam ipsa Comunitas dederit amontare dictorum
+ bagatinorum.]I]
+
+Il bagattino di Lesina è anch'esso d'ottone, del solito diametro, e
+del peso di k. 7. 2. Dal lato diritto ha l'effigie del santo in abito
+di vescovo, che nella destra tiene una croce, un libro nella sinistra,
+ed è attorniato dall'epigrafe . S . STEPHANVS. PONT. LESINENSIS,
+notandosi per esattezza che le S di questa leggenda sono tutte a
+rovescio. L'altro lato offre il consueto simbolo dell'Evangelista
+cinto da un cerchio di perline oltre cui la scritta: +. SANCTVS.
+MARCVS. VENETI.
+
+I quattro esemplari che ne ho veduti, de' quali 2 nel Museo Correr, 1
+alla Marciana, 1 a Padova ora passato a Trieste, mi porsero un solo
+tipo, avente sempre a' due fianchi del santo vescovo le iniziali V e
+O. Queste sigle ci provano che solo nel 1549 si diede esecuzione al
+surriferito decreto 1493, perché in quell'anno sedeva conte e
+provveditore a Lesina Vincenzo Orio.
+
+[T3] CITTÀ D'ALBANIA.
+
+[T4] CATTARO.
+
+Nella parte più internata del [I[Seno Rizonico]I], le cui sponde
+aprendosi fra la Punta d'Ostro e la penisola di Lustiza danno angusto
+passaggio alle acque dell'Adriatico, signoreggia un ridente e popoloso
+territorio, chiuso d'ogni lato dalle rupi del Montenegro e dal mare,
+la bella città di Cattaro eretta sulle ruine dell'antica Ascrivio.
+Passata nello smembramento del greco impero in potere de' re di Servia
+e di Rascia, ebbe da loro larghissimi privilegii, e fiorì per opulente
+commercio fino all'anno 1366 quando le armi di Lodovico d'Ungheria la
+tolsero a re Tuartco. Undici anni erano appena trascorsi quando i
+Veneziani, combattenti Lodovico alleato de' Genovesi, le misero
+nuovamente l'assedio e la posero a ferro e a fuoco. Ritornata poi in
+mano a Tuartco, era più tardi ripresa da Ladislao pretendente al trono
+ungherese, che la cedeva poscia a re Sigismondo. Emancipatasi da
+questo monarca, dopo breve governo autonomo, si dedicava Cattaro
+spontaneamente alla Signoria di Venezia nel 1420.
+
+Suddita ancora a' re di Rascia, ma nullameno reggentesi con proprio
+statuto, ebbe nel secolo XIV diritto di zecca che esercitò improntando
+monete coll'imagine del suo patrono S. Trifone e con quelle di Stefano
+Dusciano re ed imperatore di Rascia e di Bossina e del costui figlio
+Urosio; monete il cui tipo fu pubblicato prima dal Nani nell'operetta
+[I[de duobua Imperatorum Rassiae nummis]I], e poi da quel Flaminio
+Corner senatore, così benemerito della storia ecclesiastica di
+Venezia, nel suo bel libro [I[Catharus Dalmatiae civitas]I], 1759.
+
+Gli statuti di Cattaro scritti in quel secolo, e posteriormente
+mantenuti in vigore da' Veneziani, de' quali non ho potuto vedere la
+rara edizione del 1616 ma sì un codice antico nella Marciana (Cl. V.
+n. 32), toccano della zecca di quella città, leggendovisi il seguente
+capitolo:
+
+[I[ Item elligantur per sex menses duo legales et experti
+ Cecheri supra monetam civitatis faciendam, et habeat
+ ipsorum quilibet pro salario yperperos decem, et quicumque
+ in hoc offitio esse noluerit solvat de poena
+ yperperos vigintiquinque.]I]
+
+Anche nel breve intervallo che corse fra la emancipazione di Cattaro
+dal reame ungherese e la sua dedizione alla Repubblica Veneta,
+esercitò essa questo sovrano diritto battendo monete autonome,
+portanti dall'un de' lati la imagine e il nome di S. Trifone,
+dall'altro un castello con all'ingiro la epigrafe CIVITAS CATARI.
+
+Sennonché, a differenza d'altre comunità le quali, incorporate negli
+stati della Repubblica, aveano perduto questo loro antico diritto,
+Cattaro volle conservarlo, e veramente per secoli lo conservò. Un
+privilegio veneziano del 1423 concede espressamente [I[quod in Catharo
+cudatur moneta juxta suas consuetudines]I]. Né può cader dubbio che
+que' cittadini non esercitassero questo diritto che i Veneziani
+mediante un trattato loro aveano accordato. Se anche non avessimo le
+prove che Cattaro veneta mantenne per oltre dugent'anni la sua zecca,
+il tipo delle monete che indi uscirono le prova indubbiamente non
+veneziane. Mentre i nummi veneti de' secoli XV e XVI si mostrano
+prodotto di un'arte adulta e nelle figure maestrevolmente incise e ne'
+pezzi regolarmente arrotondati e presentanti le superficie uniformi,
+quelli cusi a Cattaro annunciano un'arte tuttora bambina nelle rozze
+figure, ne' caratteri tendenti al gotico anche su' pezzi battuti nel
+secolo XVI quando la zecca nostra delle lettere gotiche avea sbandito
+ogni avanzo, nella forma de' pezzi mal rispondente al conio su cui
+doveano improntarsi e nella varia grossezza delle diverse parti d'uno
+e medesimo pezzo. Che se tanta sbadataggine si pose ivi ne' tipi, è
+facile imaginare a quali disordini facessero luogo a loro insaputa
+que' mal pratici monetarii. E vaglia il vero, l'alterazione del titolo
+primitivo nei nummi di Cattaro determinò il governo veneto l'anno 1627
+a decretare che delle paste da monetarsi in quella città si facesse
+preventivamente l'assaggio nella zecca veneta. Ma tornò inutile anche
+questa misura, perché la inesperienza degli zecchieri albanesi
+continuava a battere leghe diverse dai campioni offerti all'assaggio;
+talché quella legge, impossibile ad essere eseguita, perdé l'anno
+seguente ogni vigore, e il danno che da queste continue ed
+involontarie alterazioni de' nummi sofferiva il commercio, consigliò i
+negozianti a rivolgersi alla zecca nostra per far monetare le loro
+verghe. Onde nacque che la officina di Cattaro andò di mano in mano
+scemando di lavoro e finì verso la metà del secento col chiudersi
+affatto: non così però che quegli abitanti rinunciassero al loro
+antico diritto, che gelosamente si riserbarono. Quindi nel 1787
+l'autore dell'opera insigne [I[Descrizione dello Stato Veneto]I],
+Vincenzo Formaleoni, che tanto si giovò degli studii del naturalista
+Fortis, scriveva: [I[Ne' tempi che i Cattarini vissero sotto la
+protezione de' re di Rascia ebbero il diritto di battere monete,
+siccome lo hanno anche presentemente confermato loro dalla Repubblica,
+e potrebbero farne uso qualora volessero]I] (T. III pag. 5).
+
+Quanto a' nomi ed alla qualità delle monete che correvano a Cattaro
+dopo la occupazione veneziana e v'ebbero corso fino a che a poco a
+poco sottentrò a quelle la monetazione della metropoli, tre diverse ne
+trovo ricordate dagli autori e dai documenti, gl'[I[iperperi]I], i
+[I[grossi]I], i [I[follari]I].
+
+[T5] Iperpero.
+
+L'iperpero, che vediamo frequenti volte citato negli [I[Statuti]I], e
+il cui nome ricorre anche in quel breve capitolo che ne abbiamo
+allegato, era una moneta ideale, il cui valore corrispondeva a 7
+grossi veneziani. Non saprei invero decidere se quell'aureo nummo di
+Urosio Milutino che primo riporta nelle sue tavole il Nani abbia a
+ritenersi un iperpero o un doppio iperpero, non indicandosi
+dall'autore quale ne fosse il peso. Se in alcuno de' musei nostri
+avessi trovato esistere questo rarissimo pezzo, sarebbe stato agevole
+lo sciogliere l'intricata questione.
+
+[T5] Grossetto.
+
+Esiste bensì a Venezia, nel Museo Correr, un unico esemplare del
+[I[grosso]I], altramente chiamato nei documenti [I[grossetto]I].
+Questo bel pezzo, di rarità esimia, è d'argento fino e del peso di
+circa k. 5. Tanta n'è la somiglianza colle monete battute da'
+Cattarini sudditi a' re di Rascia che lo si scambierebbe con esse se
+non ne fosse diversa la leggenda del rovescio. Al Nani ed al Corner
+pare sfuggisse questa singolare moneta, se non le diedero luogo nelle
+loro tavole, né la ricordarono illustrando altri nummi di Cattaro.
+
+Il diritto è il medesimo che appare sui grossi di Stefano Dusciano e
+d'Urosio suo figlio; offre cioè il santo patrono della comunità, cinto
+il capo di nimbo, coperto di lunga vesta, veduto di prospetto e
+tenente nella destra la palma del martirio; lo chiudono due archi di
+cerchio formati di perline, simili a quell'ellisse che avvolge la
+figura del Redentore ne' nostri zecchini. All'ingiro è la epigrafe
+. S. TRIFON. CATARES ([I[Catharensis]I]). Nel rovescio è l'imagine di
+S. Marco molto somigliante all'ultima rappresentazione che de' re di
+Rascia ci danno le monete di Cattaro. Siede il santo evangelista di
+fronte, coperto il capo di corona reale sopra la quale gira però il
+nimbo di perle; nella destra sembra tenere uno stilo od un calamo, il
+libro de' Vangeli nella sinistra; in quella vece gl'[I[imperatori]I]
+Stefano ed Urosio tenevano una croce nella destra, e nella manca un
+globo pur sormontato da croce. D'intorno al S. Marco gira la consueta
+leggenda S. MARCVS. VENETVS. Messe a calcolo le circostanze di peso,
+di titolo, di tipo, riterrei questa moneta la prima battuta da'
+Cattarini dopo la loro sommessione a Venezia, né crederei prender
+abbaglio nell'attribuire a quest'epoca stessa, nel 1423 o poco dopo,
+il men raro grossetto di Scutari, del quale ci occuperemo in appresso.
+
+Parlando tuttavolta de' grossetti di Cattaro, e toccando
+necessariamente di quelli battuti col nome e colla imagine dei re di
+Rascia, troppo credo interessare la veneta numismatica il far un
+cenno, sia pur di volo, de' più antichi grossi coniati da que' re a
+somiglianza de' veneziani.
+
+È noto come il primo [I[grosso veneziano]I], a cui dassi comunemente
+il nome di [I[matapane]I] (nome ch'io vorrei escluso da ogni libro di
+numismatica perché adottato soltanto in epoca tardissima dai numografi
+ma non ricorrente mai né in documenti sincroni né in memorie di zecca)
+fosse coniato sotto la ducea di Enrico Dandolo nel 1202, e si
+chiamasse allora [I[ducato]I], nome che poi passò alla prima moneta
+d'oro battuta nel 1283 sotto Giovanni Dandolo, e si ragguagliasse a
+denari piccoli 26, o secondo il Carli a soli 24, o a 2 soldi. Maestro
+Martino da Canale, storico veneziano del secolo XII, la cui
+[I[Chronique des Veniciens]I] redatta in antico francese si pubblicò
+nel vol. VIII dell'Archivio Storico Italiano, è il primo autore che
+ricordi la origine di questa bella moneta. [I[Messire Henric Dandle,
+li noble Dus de Venise, mande venir li charpentiers, et fist erraument
+(1202) apariller et faire chalandres et nes et galies a plante; et
+fist erraument faire mehailles d'argent por donner as maistres la
+sodee]I] (soldo, salario) [I[et ce que il deservoient, que les petites
+que il avoient]I] (intendi i denari o piccoli) [I[ne lor venoient enci
+à eise. Et dou tens de monseignor Henric Dandle en sa fu comencie en
+Venise a faire les nobles mehailles d'argent que l'en apelle ducat,
+qui cort parmi le monde por sa bonte]I] (p. 320).
+
+L'immenso spaccio ch'ebbe nel volger di pochi anni questa nuova moneta
+mosse i re di Rascia ad imitarne il tipo; ond'ebbero origine i grossi,
+simili a' nostri, di Stefano e del primo Urosio. Di quest'ultimo i
+primi serbavano il peso e il titolo de' veneziani, quelli coniati più
+tardi ne serbavano il peso ma n'era molto scemato il titolo. Questa
+adulterazione, fatta con tanta malafede da quel re di cui disse Dante
+
+[I[Che male aggiustò il conio di Vinegia]I] (Par. XIX, 441)
+
+determinò la Repubblica a riguardare come falsi i grossi rasciani, ed
+a decretarne formalmente il bando colla seguente terminazione del
+1282:
+
+[I[ MCCLXXXII. III Martii in Majori Consilio.]I]
+
+[I[ Capta fuit pars quod addatur in Capitulari Camerariorum
+ Communis et aliorum offitialium qui recipiunt
+ pecuniam pro Communi, quod teneantur diligenter inquirere
+ denarios Regis Raxiae contrafactos nostris venetis Grossis,
+ si ad eorum manus pervenerint, et si pervenerint
+ teneantur eos incidere et ponantur omnes campsores et
+ omnes illi qui tenent stationem in Rivoalto et eorum pueri
+ a XII annis supra ad Sacramentum, quod inquirant diligenter
+ bona fide praedictos denarios, et si pervenerint ad eorum
+ manus teneantur eos incidere. Et si alicui personae
+ inventi fuerint de praedictis denariis a XII supra,
+ quod illa persona cui inventi fuerint perdat decem pro
+ centenario de omnibus, quod eis inventi fuerint illi
+ denarii, et debeant incidi. Et hoc stridetur publice illa
+ die, vel altera, qua captum fuerit in M. C. quod a XV
+ diebus in antea quilibet cui inventi fuerint, incurrat
+ poenam praedictam, et medietas poenae sit invenientis et
+ medietas Communis, et deveniat in Cameram Communis. Et
+ mittantur litterae de praecepto per Sacramentum omnibus
+ Rectoribus praeter Comitem Ragugii, et addatur in
+ commissionibus illorum Rectorum, qui de caetero ibunt
+ propter Dominium, praeter dictum Comitem Ragugii, quod
+ omnes denarios praedictos qui ad eorum manus pervenerint
+ vel eorum offitialium teneantur incidere vel incidi
+ facere, et quod ipsi constringant gentem suam per
+ illos modos quibus eis melius videbitur quod praedicti
+ denarii non currant per suos districtus, et
+ incidantur si invenientur.]I]
+
+Fallita a re Urosio la turpe impresa e scoperta da' Veneziani la
+frode, i re di Rascia mutarono il tipo de' grossi loro, staccandolo da
+quello de' veneziani.
+
+Fatta questa breve digressione che si lega intimamente colla
+numismatica albanese, e che illustra un passo di Dante con una
+terminazione del Maggior Consiglio di Venezia, riconduciamoci a
+parlare de' grossetti di Cattaro. Dopo il pezzo che ho più sopra
+descritto e che dal tipo e dalla forma de' caratteri, non men che
+dalla bontà dell'argento, tenni battuto ne' primi anni della veneta
+dominazione in quella città, volsero due secoli prima che un nuovo
+grossetto ivi s'improntasse; o almeno non so che alcuno ve n'abbia
+anteriore a quello che riportò il Nani alla tav. I n. XVII, e sul
+disegno del Nani diede ricopiato il Corner. Questo pezzo, comeché
+moderno, coniato cioè fra il 1624 e il 1627 dev'esser di gran rarità
+se manca a tutte le ricche collezioni ch'ebbi agio di esaminare,
+talché mi fu tolto l'averlo sott'occhi e formarne oggetto d'indagini
+più minuziose. L'esemplare che vediamo inciso nell'operetta del Nani
+era conservato nel museo dello stesso autore.
+
+Offre da un lato questa moneta argentea, avente un diametro di
+m. 0,017, la imagine stante di S. Trifone coronato di nimbo il capo e
+tenente nella dritta la palma del martirio, nella sinistra un castello
+turrito e merlato; sporge questa figura nella sua parte inferiore e
+nella superiore fuori d'un cerchio di perline oltre cui la leggenda
+. COMTAS = CATARI. Il rovescio presenta S. Marco seduto, rivolto alcun
+poco alla destra del riguardante ed in atto di scrivere il suo
+Vangelo. Oltre il cerchio di perline che attornia la figura gira la
+epigrafe . S . MARCVS . VENETUS. Nell'esergo ha uno scudo gentilizio
+fra due iniziali . P e M . che indicano il nome di Pietro Morosini
+rettore e provveditore di Cattaro dal 1624 al 1627. Le armi sono
+quelle della famiglia Morosini. Se il disegno di questa moneta che ci
+dà il Nani è fedele, come dobbiamo ritenere dal confronto di altri
+tipi offertici nelle sue tavole colle monete effettivamente esistenti
+ne' nostri musei, dobbiamo confessare che fra tutt'i nummi di Cattaro
+questo è senza dubbio singolarmente bello. La figura dell'evangelista
+è segnata con pochi tocchi maestri; dignitosa l'aria del volto in
+dimensioni sì tenui, corrette le pieghe dell'ampio manto che lo
+avvolge; è in una parola tal disegno che lo si potrebbe tenere inciso
+a Venezia, se troppo forti ragioni non mi consigliassero a restituirlo
+alla zecca di Cattaro.
+
+Sappiamo infatti da scrittori e da documenti contemporanei che nel
+1627, sotto la reggenza del medesimo Pietro Morosini, furono de'
+grossetti ivi allora battuti recati alla zecca nostra. Chi venne
+incaricato dell'assaggio di queste monete le riscontrò a peggio 238
+per marca, ad un titolo cioè di molto inferiore al legale. Quale però
+si fosse questo titolo legale a cui doveano attenersi gli zecchieri
+albanesi, non si può agevolmente conoscere. La rarità singolare del
+più antico grossetto toglie che s'istituiscano sovr'esso esami
+d'assaggio, né d'una moneta di cui si reputa esistere un solo
+esemplare dee il numografo valersi, quand'anche fosse sua, per
+distruggerla o spezzarla. Tutti sanno quanto dubbioso sia l'assaggio
+per semplice tocco, quantunque non alteri sensibilmente la moneta
+esaminata; dal tocco la mi parrebbe questa in discorso, d'argento
+peggio k. 50 all'incirca, di un titolo cioè che s'accosterebbe a
+quello de' grossi veneziani, valutato dal co. Mulazzani a Milano a
+0,952. Né mi fu pure possibile procurarmi alcuno de' mezzi grossetti,
+che però occorrono più frequenti ne' pubblici e privati medaglieri,
+comeché il semplice tocco accusi la bontà di questo spezzato, simile a
+quella del suo intero. Vedemmo più sopra come la Signoria di Venezia,
+verificata nel 1627 l'alterazione del titolo de' grossetti di Cattaro,
+li richiamasse inutilmente all'assaggio alla zecca nostra, e come poi
+andassero del tutto in disuso.
+
+In che rapporto stava però il grossetto all'iperpero? Nel 1420, quando
+i Veneziani occuparono il territorio di Cattaro, ducando Tommaso
+Mocenigo, il grosso veneto era disceso dal peso originario di k. 11 a
+quello di k. 7. 3 71/295; e il suo valore era montato da piccoli 24
+ovvero 26 a soldi 4, facendosi all'epoca stessa il soldo di
+k. 1. 3 239/295. Il grosso di Cattaro invece, che dal minor suo peso
+in confronto del veneziano si disse [I[grossetto]I], corrispondeva a
+due terzi di quello, valeva cioè ridotto in moneta veneziana denari o
+piccoli 32. Ragguagliato invece all'iperpero che vedemmo valutato
+grossi veneziani 7, un iperpero valeva grossetti di Cattaro 10 1/2.
+
+[T5] Mezzi Grossetti.
+
+I ragguagli stessi che demmo del grossetto raffrontato al grosso
+veneziano e all'iperpero valgono per la sua metà. La moneta dunque,
+della quale andremo ora ad occuparci, corrispondeva a 2/6 del grosso
+veneziano, cioè ridotta in moneta nostra valeva piccoli 16; e quando
+l'iperpero si valutava 7 grossi veneziani ci volevano necessariamente
+21 mezzi grossetti a formare un iperpero. Troviamo talvolta indicato
+nelle memorie di zecca questo spezzato del grossetto col nome di
+[I[gazzetta]I], nome che suonò costantemente pezzo [I[da soldi due]I].
+Bisogna quindi ammettere che anche i Cattarini spartissero il loro
+grossetto in quattro soldi minori, equivalenti ciascuno a 2/3 del
+soldo veneziano; o che l'abitudine de' nostri di chiamar gazzetta la
+metà del loro grosso, facesse applicare quel nome alla metà del
+grossetto albanese. Io terrei per la prima supposizione.
+
+Tre varietà di tipi, molto fra loro distinti, si conoscono di questa
+piccola moneta d'argento, i cui esemplari mi offersero quasi
+costantemente un peso di k. 2. 2, benché il loro grado di
+conservazione lasci supporre che quella cifra in origine dovess'essere
+alcun poco più alta.
+
+[I[Primo tipo = Mezzo grossetto col S. Marco]I]. Il diritto presenta
+l'imagine di questo Evangelista, seduto di fronte, cinto il capo di
+corona reale e attorniato di nimbo, tenente nella d. lo stile, nella
+s. il Vangelo; dinanzi alle sue ginocchia sorge uno scudo portante le
+armi gentilizie del rettore di Cattaro; all'ingiro è la epigrafe . S .
+MARCVS VENETVS. (o VENETI.). Il rovescio offre il patrono di Cattaro
+in piedi, veduto di prospetto e recante nella destra la palma del
+martirio, nella manca una croce; lo circonda la consueta leggenda
+. S . TRIFON. = .CATARI. A' suoi fianchi si scorgono tre varietà di
+sigle ne' diversi esemplari: hanno alcuni F e P, altri ZF e C, altri
+finalmente P e D. Spettano le prime a Francesco Pisani rettore e
+provveditore di Cattaro nel 1548, le seconde a Zuan Francesco Canal
+che vi sedette nel 1551, le terze a Paolo Donà che vi coprì quella
+carica nel 1552; gli stemmi sono su ciascun pezzo corrispondenti a
+quelli delle famiglie dei diversi rappresentanti.
+
+[I[Secondo tipo = Mezzo grossetto col leone]I]. Offre nel suo diritto
+il leone di S. Marco in soldo chiuso da cerchio di perline, e
+sott'esso nell'esergo uno scudo gentilizio; gli corre intorno, fuori
+del cerchio, la scritta +. S. MARCVS. VENETVS. Il rovescio è simile a
+quello del tipo precedente, ma è variato nelle sigle che fiancheggiano
+il santo martire, recando altri esemplari A e M, altri Z e L. Le
+iniziali e lo stemma de' primi appartengono ad Alvise Minotto che
+sedette rettore e provveditore di Cattaro nel 1567; non così sono
+agevoli a determinarsi quelle dei secondi, perché non potei vederne
+che il disegno esibitoci dal Nani (tav. I n. XV) tratto da un
+esemplare la cui mediocre conservazione non lasciava discernere bene
+lo scudo; spettano però fuor di dubbio o a Zuanne Loredan che vi
+sedette nel 1590, o al suo successore nel 1592 Zuanne Lippomano.
+Questo tipo ricorre nelle raccolte più raro del precedente, e manca
+anzi affatto al Museo Correr.
+
+[I[Terzo tipo = Mezzo grossetto collo stemma]I]. Registro questa
+moneta, ch'io mai non vidi, sull'autorità del diligentissimo Nani il
+quale la diede nella sua tavola I al numero XVI, traendola
+dall'esemplare posseduto a' suoi giorni (1752) nel museo del patrizio
+Marcantonio Savorgnan. Il diritto presenta uno scudo bipartito da una
+banda trasversale nel cui mezzo è il leone di S. Marco in gazzetta;
+all'ingiro dello scudo corre la leggenda +. S. MARCVS. VENETVS. Il
+rovescio è simile a quello de' due tipi precedenti, sennonché il santo
+patrono di Cattaro è fiancheggiato dalle iniziali Z e M. Le armi
+figurate nel diritto spettano alla famiglia Magno, un individuo della
+quale, Zuanne, era rettore e provveditore a Cattaro nel 1597.
+
+Dalle memorie di zecca sembra che nel 1627 siansi battute gazzette
+(che vedemmo equivalere a' mezzi grossetti) in quella città, le quali
+si trovarono da' monetarii della metropoli a peggio 443 per marca. Ma
+di questi pezzi non n'esiste alcuno nelle nostre raccolte, che avrebbe
+dovuto recare, come il già riportato grossetto, le iniziali di Pietro
+Morosini e gli stemmi della costui famiglia.
+
+[T5] Quattrini?
+
+La singolare scarsezza in cui ci troviamo di memorie della officina
+nummaria di Cattaro non mi permette chiamare col vero suo nome la
+moneta erosa alla quale, per analogia colle contemporanee della
+metropoli e dell'Italia Veneta, dò il nome di [I[quattrino]I],
+rispondente alla terza parte del soldo, o a quattro piccoli; non però
+del soldo veneziano, ma di un minor soldo che avrebbe dovuto
+ragguagliarsi alla quarta parte del grossetto albanese. La bassissima
+lega che si riscontra ne' pochi esemplari che potei esaminarne, de'
+quali uno solo monta al peso di k. 6. 3, laddove gli altri variano da
+k. 5 a 6, il sapersi che solamente di rame fu battuto il minimo
+spezzato della moneta di Cattaro, il [I[follare]I], l'uso de'
+quattrini reso generale a Venezia e ne' suoi possedimenti nel secolo
+XV, sono tutte ragioni per cui ho creduto di applicarvi, non senza
+titubanza, quel nome. Della quale moneta di lega assai vile, due tipi
+diversi, ciascuno con molte varietà m'offerì la doviziosa raccolta
+Correr.
+
+[I[Primo tipo = Senza lo stemma]I]. Al diritto l'imagine stante di S.
+Trifone che stringe nella destra la palma, e a' cui lati s'osservano
+tre varietà d'iniziali, ad eccezione di un esemplare che non ha sigle
+di sorta; gira all'intorno la epigrafe SANTVS. TRIFON. Al rovescio il
+consueto simbolo di S. Marco, il leone in gazzetta, cinto da un
+cerchio di perline oltre cui la leggenda +. S. MARCVS. VENETVS. Questi
+pezzi sono di una rozzezza singolare ragguardati dal lato dell'arte, e
+importanti dal lato storico siccome gli unici coniati sotto il governo
+de' [I[conti]I] di Cattaro, che durò dal 1420 al 1480, in cui il
+rappresentante della Repubblica assunse la dignità di [I[rettore e
+proveditore]I]. Le sigle che vi si riscontrano sono le seguenti:
+
+ A. B. Antonio Boccole, primo conte, dal 1420 al 1422;
+ o piuttosto Alvise Bon, dal 1464 al 1466.
+
+ L. B. Lodovico Baffo, 1451 a 1453.
+
+ F. L. Francesco Lippomano, 1477. Di costui dice il Corner
+ nel più sopra citato libretto [I[Catharus]I] etc. p. 91:
+ [I[Hic omnium postremus civitatem Catharensem comitis
+ titulo administravit, publico enim decreto statutum fuit,
+ anno 1480, ut Praesides Cathari deinceps Rectoris
+ et Provisoris titulo insignirentur]I].
+
+[I[Secondo tipo = Collo stemma]I]. Il tipo presente è quasi simile al
+primo, ma il santo martire, oltre la palma che stringe colla destra,
+tiene nella sinistra un castello, simbolo della città; qui pure
+v'hanno, come di consueto, sigle a' suoi fianchi. Nel rovescio ha uno
+stemma sotto il leone. Questo pezzo è fra quelli di Cattaro il più
+facile a trovarsi; barbaramente inciso e peggio stampato. Il peso ne
+varia straordinariamente, senz'ordine alcuno, talché due esemplari
+battuti a tre anni d'intervallo offrono la singolare differenza da
+k. 3 a k. 7. 2; differenza che non si saprebbe altramente spiegare se
+non facendo riflesso alla imperizia de' monetarii della zecca che mise
+fuori questi nummi bruttissimi. Ecco pertanto nel loro ordine di
+cronologia i rettori e proveditori di Cattaro, sotto i quali si
+coniarono queste monete. Le iniziali rispondono esattamente a' loro
+nomi, come del pari rispondono esattamente gli stemmi che vi scorgiamo
+delineati, con quelli della famiglia di ciascuno di loro.
+
+ P. T. Priamo Tron, 1488 a 1489.
+
+ IE. O. Girolamo Orio, 1492 a 1494.
+
+ S. C. Sebastiano Contarini, 1501 a 1503.
+
+ P. V. Paolo Vallaresso, 1508 a 1510.
+
+ P. Z. Pietro Zen, 1514 a 1516.
+
+ D. G. Domenico Gritti, 1526 a 1527.
+
+ M. B. Marco Barbo, 1527 a 1528.
+
+ B. V. Benedetto Valier, 1530 a 1532.
+
+ F. S. Francesco Sanudo, 1533 a 1534.
+
+ M. B. Matteo Bembo, 1538 a 1540.
+
+ B. B. Battista Barbaro, 1546 a 1548.
+
+ F. P. Francesco Priuli, 1562 a 1563.
+
+Un'altra moneta della zecca di Cattaro, anzi la più bella o, per
+meglio dire, la meno brutta che vi si battesse, fra quelle da me
+effettivamente vedute, credo opportuno collocarla, in via d'appendice,
+nella categoria de' quattrini, non potendo essa entrare per lo scarso
+suo intrinseco in quella de' mezzi grossetti, né per il peso eccedente
+e per esser di lega in quella de' follari di rame. Presenta dall'uno
+de' lati il martire S. Trifone, di prospetto, in lunga vesta di
+diacono, recante nella destra la palma, un castello od una chiesa
+nella sinistra; a' suoi lati le iniziali S e T, ed oltre il cerchio di
+perline ond' è avvolta questa figura la leggenda . COMTAS. = .CATARI.
+L'altro lato offre, pur di prospetto ed in piedi, S. Marco che nella
+manca tiene il Vangelo, e colla dritta benedice; il consueto cerchio
+gira intorno alla imagine ed oltr'esso è la epigrafe . S. MARCVS. =
+. VENETVS. Le S tanto dell'una quanto dell'altra faccia della moneta
+sono tutte a rovescio; nell'esergo a' piedi del S. Marco è uno scudo
+bipartito da una fascia orizzontale e fiancheggiato dalle sigle Z e M.
+Il diametro del pezzo è m. 0,0205, il peso varia ne' diversi esemplari
+da k. 8 a k. 8. 3. È non difficile a rinvenirsi nelle pubbliche e
+private raccolte; le sigle del diritto sono agevoli ad interpretare
+[I[Sanctus Tryphon]I], quelle del rovescio sono le iniziali del nome
+di Zorzi Morosini rettore e provveditore di Cattaro nel 1638, come
+pure a questo magistrato spetta lo scudo gentilizio a' cui lati si
+mostrano quelle sigle. È dunque la moneta presente l'ultima coniata in
+quella zecca.
+
+[T5] Obolo o Follare.
+
+Gli abitanti di Cattaro che serbarono nella loro monetazione il nome
+dell'iperpero bisantino, serbarono altresì quello di [I[follare]I],
+corruzione del [Gr[fóllera]Gr], [I[follis aereus]I], detto altramente
+dagli scrittori greci de' bassi tempi [Gr[fóla]Gr], [Gr[fólla]Gr],
+[Gr[fóles]Gr], e da ultimo [Gr[fóllis]Gr] onde il [I[follis]I] latino,
+e più tardi il [I[follaz]I] degli Spagnuoli. Queste monete che
+rispondevano al quarto dell'[I[asse]I] romano, vuolsi traessero il
+nome [Gr[apò tou fólleos]Gr], dal sacchetto di cuojo in cui le si
+riponeva, in quella guisa che gli orientali trafficanti cogl'italiani
+computavano a [I[borse]I]. Il più vecchio autore latino in cui occorra
+questo vocabolo è Lampridio nella vita di Elagabalo, che al cap. 22
+ricorda gli [I[aurei]I], gli [I[argentei]I] ed i [I[folles aeris]I],
+del vario valore de' quali ultimi può consultarsi il Gronovio, [I[de
+pecunia veterum]I] l. 4. cap. 13 e 16.
+
+Nel privilegio che accorda a' Cattarini di continuare a valersi della
+loro antica officina nummaria, datato 1423, si stabilisce che i due
+zecchieri, a' quali lo statuto patrio dava in mano l'amministrazione
+di quello stabilimento, v'invigilassero la fabbrica de' [I[follari]I]
+di rame. Parlando superiormente di quelle monete a cui diedi, non
+senza grave titubanza, il nome di [I[quattrini]I], ammisi la esistenza
+di un soldo albanese inferiore al veneziano del quale avrebbe
+costituito due terzi. Starebbe nelle medesime proporzioni il
+[I[follare]I] in rispondenza al bagattino veneto come 2 a 3. Quanto al
+peso, sappiamo che la zecca di Cattaro non si tenne soverchiamente
+esatta nel taglio de' pezzi da monetare; così può spiegarsi la varietà
+d'esso ne' diversi pezzi di rame che andrò enumerando, a' quali soli
+può spettare quel nome o l'altro d'[I[oboli]I], pur impiegato da'
+Greci ad indicare il minimo spezzato della moneta, quantunque nel
+medio evo la voce [I[obolo]I] fosse usata in Francia a rappresentare
+anche una moneta d'oro, onde venne il nome [I[obolus aureus]I].
+
+Ma che avrò io a dire di quella piccola ma grossissima moneta di rame
+uscita nel declinare del secolo XV dalla zecca cattarina, di cui un
+solo esemplare è a mia notizia, conservato nel Museo Correr? Questa
+moneta, avente il tenue diametro di m. 0,018 e l'ingente peso di
+k. 20. 3, avrassi a riguardare un semplice follare, o un follare
+doppio, o fors'anche un mezzo grossetto in rame? Fino a che non si
+metta in miglior luce la storia di quella zecca, i cui documenti
+mancano quasi affatto agli archivii veneti, siami lecito avvisare in
+questo curioso pezzo un capriccio di zecca, uno di que' capricci de'
+quali ci porge tanti esempii la zecca nostra; voglio dire un semplice
+follare battuto s'un pezzo di rame di peso eccedente. Eccone pertanto
+la descrizione.
+
+Nel diritto è la consueta rappresentazione del santo patrono di
+Cattaro, intorno a cui gira la leggenda SANTVS TRIFON, e a' cui lati
+le sigle F e L. Nel rovescio intorno al leone di S. Marco in gazzetta
+è la epigrafe S. MARCVS VENETI. I caratteri sono gotici. Le sigle F e
+L, non accompagnate da scudo gentilizio rendono incerto se questo
+pezzo spetti a quel Francesco Lippomano che fu l'ultimo governatore di
+Cattaro insignito del titolo di [I[conte]I] e che vi sedette dal 1477
+al 1480, del quale ho più sopra riportato il quattrino, o meglio a
+Francesco Lion che vi fu rettore e provveditore dal 1485 al 1486.
+
+Appartengono peraltro fuor d'ogni dubbio alla classe dei follari di
+rame quelle piccole monete aventi un diametro medio di m. 0,015 che
+recano dall'un de' lati il solito tipo di S. Trifone colla leggenda
+all'ingiro S. TRIFO (o TRIFON) CATARI e a' fianchi del Santo varie
+iniziali de' rettori; dall'altro il S. Marco in soldo rinserrato da un
+contorno quadrangolare con quattro stelline agli angoli, e
+negl'interstizii fra il quadrato stesso e il contorno della moneta le
+sigle S, M, V ([I[Sanctus Marcus Venetiarum]I]) e in quello inferiore
+uno scudo gentilizio. Vario è il peso degli esemplari, cioè da k. 2. 3
+a k. 6. Riporto in ordine cronologico i rappresentanti della
+Repubblica a Cattaro sotto il cui reggimento si coniarono
+successivamente i [I[follari]I], esistenti quasi tutti nel Museo
+Correr, avvertendo che gli stemmi corrispondono appieno con quelli dei
+loro casati.
+
+ * sopra Z (ovvero Z), e S = Zaccaria Salamon, 1569 a 1570.
+ Costui sostenne eroicamente la piazza contro il corsaro
+ Barbarossa che ne avea intimata la resa, e la conservò
+ incolume a Venezia.
+
+ * sopra V, e C = Vincenzo Canal, 1581 a 1583.
+
+ * sopra A, e G = Andrea (secondo il Corner, Antonio
+ secondo il [I[Libro Reggimenti]I]) Gabriel, 1586 a 1588.
+
+ Z sopra F, e B = Zuan Francesco Bragadin, 1604 a 1606.
+
+ T e C = Tommaso Contarini, 1606 a 1608.
+
+ . . . . . . = Girolamo Molin, 1634 a 1636 secondo il Corner,
+ ovvero Antonio Molin, 1637, secondo il [I[Libro Reggimenti]I].
+ Ne' quattro esemplari che di quest'ultimo tipo possede
+ il Museo Correr è impossibile riconoscere le sigle del
+ diritto, laddove è evidentissimo lo stemma dei Molin. Anzi qui
+ giova aggiungere che tutti e quattro gli esemplari sono recusi
+ su que' piccoli pezzi di rame che si battevano a Venezia ne'
+ primi anni del secolo XVII e che portavano dall'un de' lati il
+ busto della Vergine attorniato dalle iniziali
+ * R * C * L * A * ([I[Regina Coeli Laetare Alleluja]I]),
+ e che furono fabbricati in gran quantità dalla zecca
+ nostra specialmente negli anni 1626 e 1632.
+
+Riassumendo pertanto, prima di dipartirci delle monete di Cattaro, la
+enumerazione de' singoli conti e rettori che vi improntarono il loro
+nome o i loro stemmi, li registriamo nell'ordine cronologico,
+apponendo a ciascuno il numero che occupa nella serie, quale ce la
+lasciò Flaminio Corner, l'anno della elezione, e la qualità della
+moneta.
+
+ 1. Antonio Boccole, 1420. [I[Grossetto senza sigle]I]. (?)
+
+ 16. Lodovico Baffo, 1454. [I[Quattrino, 1.° tipo]I].
+
+ 21. Alvise Bon, 1464. [I[Quattrino, 1.° tipo]I].
+
+ 26. Francesco Lippomano, 1477. [I[Quattrino, 1.° tipo]I].
+
+ 29. Francesco Lion, 1485. [I[Follare di peso eccedente]I]. (?)
+
+ 31. Priamo Tron, 1488. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 34. Girolamo Orio, 1492. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 44. Sebastiano Contarini, 1501. [I[Quattrino, 2°. tipo]I].
+
+ 58. Domenico Gritti, 1526. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 89. Marco Barbo, 1527. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 64. Benedetto Valier, 1530. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 63. Francesco Sanudo, 1533. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 67. Matteo Bembo, 1538. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 72. Battista Barbaro, 1546. [I[Quattrino, 2°. tipo]I].
+
+ 73. Francesco Pisani, 1548. [I[Mezzo grossetto, 1.° tipo]I].
+
+ 75. Zuan Francesco Canal, 1551. [I[Mezzo grossetto, 1.° tipo]I].
+
+ 76. Paolo Donà, 1552. [I[Mezzo grossetto, 1.° tipo]I].
+
+ 82. Francesco Priuli, 1562. [I[Quattrino, 2.° tipo]I].
+
+ 85. Alvise Minotto, 1567. [I[Mezzo grossetto, 2.° tipo]I].
+
+ 86. Zaccaria Salamon, 1569. [I[Follare]I].
+
+ 93. Vincenzo Canai, 1584. [I[Follare]I].
+
+ 95. Andrea Gabriel, 1586. [I[Follare]I].
+
+ 97. Zuanne Loredan, 1590, ovvero
+
+ 98. Zuanne Lippomano, 1592. [I[Messo grossetto, 2.° tipo]I].
+
+ 101. Zuanne Magno, 1598. [I[Mezzo grossetto, 3.° tipo]I].
+
+ 104. Zuan Francesco Bragadin, 1604. [I[Follare]I].
+
+ 105. Tommaso Contarini, 1606. [I[Follare]I].
+
+ 114. Pietro Morosini, 1624. [I[Grossetto citato dal Nani]I].
+
+ 119. Girolamo Molin, 1634. [I[Follare]I].
+
+ 124. Zorzi Morosini, 1638. [I[Quattrino colla imagine
+ di S. Marco]I].
+
+[T4] SCUTARI.
+
+Ceduta nel 1404 dal suo signore Giorgio Balischio alla Repubblica
+Veneta, questa vi tenne un [I[conte e capitano]I], a cui più tardi si
+aggiunse il titolo di [I[provveditore in Albania]I]. Stretta da
+formidabile assedio dagli Ottomani nel 1474, mentre Antonio Loredan in
+nome di Venezia la reggeva, Scutari fu difesa con eroico coraggio da'
+nostri; sappiamo infatti del Loredan che alla popolazione, per manca
+vettovaglia affamata, offeriva a cibo le proprie carni purché
+all'impeto degli infedeli non si cedesse. E infatti brevi dì erano da
+quest'atto generoso trascorsi, quando Pietro Mocenigo sbloccava la
+minacciata città. Non è di questi cenni il parlare di quella memoranda
+difesa, né come il Governo Veneziano rimeritasse il capitano che
+l'avea sostenuta. In que' preziosi [I[Annali Veneti]I] dal 1457 al
+1500, scritti da Domenico Malipiero e compendiati da Francesco Longo,
+che il conte Agostino Sagredo donava all'Italia nel 1843 inserendoli
+nell'[I[Archivio Storico Italiano]I] che il Vieusseux dirige e
+pubblica a Firenze, sono a vedersi le lettere colle quali la
+Repubblica ringraziava il Loredan del suo generoso operare, lettere
+che non saprei se più onorano quell'eroe o la Repubblica che sì
+degnamente ricompensava le magnanime azioni de' suoi prodi figliuoli.
+Ma pur troppo! il sangue versato a Scutari nella sua difesa poco le
+valse, perché nel 1477 i nostri furono da invincibili circostanze
+costretti a cedere ai Turchi quella piazza, molti de' cui abitanti
+cercarono asilo nella dominante.
+
+Che Scutari nel sec. XIV, anziché passasse dal governo de' re di
+Rascia a quello del Balischio, avesse propria zecca, non oserei
+asserire. È bensì vero che abbiamo grossi del re Costantino recanti da
+un lato la imagine di questo monarca, dall'altro quella di S. Stefano
+patrono di essa città; de' quali grossi uno fu pubblicato dal Nani
+nella più volta citata operetta, alla tav. I n. II. Che più tardi vi
+si battesse moneta, quando cioè cadde in potere de' Veneziani, si
+hanno fondamenti abbastanza validi per negarlo. Nessun cronista
+ricorda che zecca vi esistesse nel secolo XV, non ne parlano documenti
+di sorte; e le monete stesse improntate col nome di quel comune si
+mostrano ne' loro tipi barbarici fattura della officina monetaria di
+Cattaro. Basta confrontare un grossetto di Cattaro, come sarebbe
+quello rarissimo del Museo Correr che ho descritto, con altro
+grossetto di Scutari per convincersi dell'identità della fabbrica di
+quelle due monete che pajono uscite dalla stessa mano. Quanto poi al
+loro peso ed al titolo, sono perfettamente uniformi. Talché io credo
+poter francamente asserire che Scutari per la propria monetazione si
+valesse sempre della zecca di Cattaro; e che in ambedue queste piazze
+corresse l'uguale moneta, o il grossetto ragguagliato a 2/3 del grosso
+veneziano.
+
+È quel grossetto l'unica moneta scutarina ch'io sappia battuta sotto
+il dominio de' nostri. Il diametro n'è di m. 0,020. Offre da un lato
+il patrono della città, in piedi e veduto di prospetto, nimbato e
+coperto di lunga vesta da diacono, recante nella destra l'incensiere,
+un libro nella sinistra; lo attornia la epigrafe S. STEFANVS :
+SCVTARENSI (ovvero SCVTARENSIS). La iscrizione esce da un cerchio di
+perline che gira intorno alla figura del santo, la quale in qualche
+più raro esemplare è pur serrata da due archetti di cerchio, come il
+Redentore ne' nostri zecchini. A' lati del Santo v'hanno alcune
+iniziali che spiegheremo frappoco. Questa rappresentazione del
+protettore di Scutari è quella medesima che ci offrono le monete di
+questa città coniate sotto il governo de' re di Rascia, e la
+somiglianza de' due tipi ci muove a ritenere che anche i più antichi
+nummi scutarini siansi battuti nella zecca di Cattaro. Il rovescio
+reca il leone in gazzetta rinserrato da un cerchio di perline, oltre
+il quale è la leggenda . S . MARCVS : VENETIARUM : [Gr[G]Gr] C :
+(ovvero 7 C :). Le sigle del diritto, delle quali conosco tre varietà,
+che incontrai ne' quattro esemplari che di questo raro grossetto serba
+il Museo Correr, ci danno il nome de' conti e capitani durante il cui
+reggimento furono improntati i varii pezzi. Eccone la spiegazione:
+
+ B e C = Bertucci Civran, 1436.
+
+ P e M = Paolo Morosini, 1438.
+
+ F e Q = Francesco Querini, 1442.
+
+[T4] ANTIVARI.
+
+Ma fuor di dubbio fu battuto a Venezia il bagattino di puro rame o
+d'ottone di Antivari. Questa bella città d'Albania tennero i
+Veneziani, che vi mandarono a reggerla un podestà a biennio, dal 1405
+sino al 1571, nel qual anno Alessandro Donà la cedeva mediante
+capitolazione a' Turchi, e reduce in patria veniva, come perpetratore
+d'atto codardo, punito. Ma la pace conchiusa fra la Repubblica e la
+Porta nel 1573, fissò per sempre le sorti di Antivari, incorporata
+d'allora ne' possedimenti dell'impero ottomano.
+
+Non mi venne fatto, per diligente pazienza che usassi, di rinvenire la
+terminazione colla quale fu decretato lo stampo dell'unica moneta che
+abbiamo d'Antivari suddita a' Veneziani. Ma non è a dubitare, dalla
+semplice ispezione del suo tipo, che siasi essa pure battuta
+nell'epoca medesima in cui lo furono la maggior parte de' bagattini
+delle singole città dalmate, cioè gli ultimi anni del secolo XV o i
+primi del successivo.
+
+Questa moneta, non facile a trovarsi benché il Museo Correr ne posseda
+tre esemplari, mi si offrì di due soli tipi, fra loro distinti da
+lievi differenze. Il peso ne varia da k. 8 a k. 6. 3, e il diametro
+n'è costante di m. 0,017. Presenta da un lato S. Giorgio armato a
+cavallo incedente verso la sinistra del riguardante, e sotto a' suoi
+piedi atterrato il dragone; all'ingiro la epigrafe . S . GEORG .
+ANTIVARI. Il rovescio ha, come i bagattini dalmati, il S. Marco in
+soldo stretto da un cerchio di perline, oltre il quale è la leggenda
++ . S. MARCVS . VENETI. La varietà che si rimarca in alcuni esemplari
+è la mancanza di questo cerchio che avvolge il leone.
+
+Le osservazioni fatte sui bagattini, allorché dissi di quelli coniati
+per le città della Dalmazia, possono riferirsi anche a questo che ha
+comune con essi l'epoca, il peso, la fabbrica; sicché ritengo inutile
+il soffermarmi davvantaggio a parlarne.
+
+[T4] DULCIGNO.
+
+Occupata da' Veneti nel 1405 che la tennero fino al 1412, e più tardi
+dal 1425 fino al 1471 in cui cadde in poter de' Turchi per subire due
+anni dopo le sorti di Antivari, Dulcigno non avrebbe trovato posto in
+quest'operetta se non mi obbligasse a toccarne un cenno che lo Zon
+fece di monete battute per questa città da' nostri. Ed infatti nella
+sua dissertazione sulla Zecca Veneta nell'opera [I[Venezia e le sue
+lagune]I] (T. I. p. II. pag. 69), ricordando le monete coniate per le
+singole comunità dalmate ed albanesi, cita fra le altre quelle di
+[I[Dulcigno]I] offerenti la imagine della [I[Vergine]I]. Devo però
+confessare ch'io non conosco punto la esistenza di questa moneta, che
+non vidi in alcuna raccolta, né trovai in alcun libro citata. Fino a
+tanto quindi che s'abbiano dati più certi per ritenere la esistenza di
+questo pezzo, siami lecito il dubitarne.
+
+[T4] ALESSIO.
+
+Venuta per dedizione spontanea in potere de' nostri nel 1403, fu retta
+da un [I[provveditore]I] che la governava in nome della Repubblica
+fino al 1477 in cui per cessione la occuparono i Turchi. Ripresa nel
+1503, ricadde in loro mano nel 1506. Lo Zon citò parimente, in un
+colle monete di Dulcigno, quelle di Alessio. L'esemplare sulla cui
+autorità credette appoggiarsi per far luogo alla menzione di questo
+pezzo fra gli altri dalmati ed albanesi, è quel bagattino di Lesina
+che si custodisce nella Marciana; il cui non felice stato di
+conservazione gli fece scambiare la giusta lezione LESINENSIS col nome
+della città d'Alessio. Se, rettificando l'abbaglio ov'incorse il mio
+illustre amico, devo togliere alla serie de' nummi albanesi questa
+imaginaria moneta, ho peraltro il contento di averne aggiunto una di
+sconosciuta finora alla serie de' nummi dalmati.
+
+E qui si chiude la prima delle classi in cui ho spartito la
+numismatica de' possedimenti de' Veneziani, rivolgendo ora le mie
+indagini alle monete da loro battute per le province che costituivano
+il Levante Veneto.
+
+
+
+[T1] II. LEVANTE VENETO.
+
+Il nome generico di [I[Levante]I] abbracciava nel medio evo tutti que'
+territorii che, situati all'oriente dell'Adriatico, formarono parte
+dell'impero greco dopo il trattato conchiuso fra Niceforo e
+Carlomagno. Ma i Veneziani, fattisi per armi, per comprite o per
+dedizioni spontanee, padroni della maggiore e più bella parie delle
+coste marittime di quelle terre nel continente europeo, e di molte
+isole dell'Arcipelago, e dilatate le loro conquiste nel secolo XII
+fino nella Siria, restrinsero il significato di quel nome,
+coll'eccepirne le spiagge dalmate ed albanesi. Per poco che si conosca
+la storia nostra, si comprenderà di leggeri come il nome di [I[Levante
+Veneto]I] avesse nelle varie età più o men ampio senso. Allorché
+Enrico Dandolo, successore a dogi insigniti delle dignità
+d'[I[ipati]I], di [I[protosebasti]I] e di [I[protospatarii]I],
+emancipava la patria da ogni vincolo di sommessione all'impero
+d'oriente, e s'intitolava signore di un quarto e mezzo dell'impero di
+Romania ([I[dominus quartae partis et dimidii Imperii Romaniae]I]), la
+Repubblica non possedeva ancora le sette isole del mar Jonio che
+aggiungeva in sul cadere del XIV secolo (1386) a' proprii stati. Alla
+metà di quel secolo vi aggiungeva l'Acaja, e più tardi varii porti
+della Morea, che toltile poscia da' Turchi le riconquistava sul
+declinare del secento il Morosini, che dalle vittorie riportate nella
+penisola di Pelope ebbe il soprannome gloriosissimo di Peloponnesiaco.
+Ma dopo la pace funesta di Passarovitz, perdute le belle conquiste del
+Morosini e rimasta Venezia senz'altri possedimenti nell'Arcipelago, il
+nome di Levante Veneto comprendeva le otto province o [I[reggimenti]I]
+di Corfù, Zante, Cefalonia, Asso, S. Maura, Cerigo, Prevesa e Vonizza,
+subordinati ad un patrizio eletto dal Senato fra gl'individui del suo
+corpo, e portante il titolo di [I[Provveditor General da Mar]I].
+Questi presiedeva al governo supremo di tutto il Levante, e da lui
+dipendevano gli altri patrizii che sosteneano le cariche militari
+marittime della flotta sottile e grossa, ed era giudice in
+appellazione dalle sentenze de' rappresentanti degli otto reggimenti,
+il numero de' cui abitanti, quasi tutti greci di rito e di favella,
+sommava a 150,000.
+
+Venendo ora a dire delle monete che i Veneziani coniarono nelle varie
+epoche perché avessero corso nel loro Levante, questa seconda
+categoria avrebbe ad abbracciare quelle che si destinarono ad aver
+corso in tutt'i possedimenti, ad esclusione della Dalmazia e della
+Terraferma d'Italia. Ma ho creduto separarne le battute per Candia e
+per Cipro, per la ragione espressa nel principio di quest'operetta
+che, limitandosi queste due serie quasi puramente a monete
+ossidionali, mi parvero meritare due classi a sé. I nummi de' quali ci
+occuperemo in questa seconda parte furono invece cusi, niuno
+eccettuato, nella metropoli.
+
+[T5] Tornese.
+
+Un fortuito ritrovamento di monete veneziane fatto nel 1849 in Morea,
+le quali tutte passarono in proprietà del dott. Costantino Cumano di
+Trieste, porse occasione a questo valente archeologo di spargere molta
+luce su quella moneta che sì frequenti volte s'incontra ne' documenti
+nostri e nelle memorie della zecca veneta; ma la cui rarità,
+anteriormente a quello scavo, lasciava troppo libero campo a mille
+supposizioni che oggi spero cedano il seggio usurpato alla verità.
+Nello stendere questo brano del mio lavoro, io non potrei non
+attenermi alle savie opinioni espresse dal Cumano in una sua lettera
+inserita nel giornale [I[L'Istria]I], Anno V, n. 11, scritta d'Atene
+nel marzo 1850. Anzi ad avvalorare le opinioni del Cumano aggiungerò
+copia di notizie estratte da documenti autentici sulla fabbrica de'
+tornesi e sull'epoca della loro durata.
+
+Io so bensì che il chiaro senso della terminazione del Maggior
+Consiglio 31 marzo 1394, ricordando le varie specie di monete argentee
+che si battevano allora nella zecca nostra, [I[grossi]I],
+[I[soldini]I], [I[parvuli]I] e [I[tornesi]I], avrebbe facilmente
+condotto a riconoscere, nei pezzi che frappoco esamineremo, il
+tornese, stante la necessaria esclusione da quella nomenclatura degli
+altri nummi che appartengono alle tre prime classi e che troppo son
+conosciuti. Ma nullameno è officio di coscienzioso scrittore
+l'attribuire la priorità d'una scoperta in qualsivoglia ramo del
+sapere a cui veramente essa spetta, ed io devo riconoscere ne' dotti
+studii del Cumano la prima determinazione della per lo avanti incerta
+moneta.
+
+Il ritrovamento, di cui toccai più sopra, fu di una massa
+considerevole di que' piccoli nummi recanti intorno al simbolo di S.
+Marco la leggenda [I[Vexillifer Venetiarum]I], frammisti a tornesi di
+Francia e ad altri de' principi d'Acaja e dei duchi di Atene,
+somigliantissimi nel tipo ai nostri e alla loro volta imitati da'
+francesi, de' quali ultimi tutt'i rinvenuti nello scavo spettano, a
+quanto pare, a Lodovico IX il santo, che regnò dal 1226 fino al 1270.
+Alla qual'epoca appartengono i tornesi, che vi si trovarono frammisti,
+di Guglielmo II de Villehardouin duca d'Acaja e di Guido de la Roche
+duca d'Atene, che co' nomi de' loro successori si continuarono a
+stampare in Atene fino a verso il 1310, ed in Acaja (Chiarenza) fino a
+verso il 1346 in cui il principe Roberto fu assunto alla dignità
+d'Imperatore.
+
+"Ed appunto verso quest'epoca, dice il Cumano, i commercii di
+Chiarenza, città capitale del principato d'Acaja, fiorivano per modo
+che le monete che vi si battevano non soltanto godevano universale
+favore, ma erano adottate e riconosciute pei traffici col Levante da
+tutte le città mercantili e dalla Repubblica di Venezia. Cessato
+avendo verso il 1350 la zecca di Chiarenza, è verosimile che i
+Veneziani, visto il favore che vi godevano i tornesi, abbiano dato
+fuori pel Levante e principalmente per la Morea monetine di disegno
+analogo e di valore eguale all'antico, conservando loro lo stesso nome
+di [I[tornesi]I] o [I[torneselli]I]."
+
+A determinare pertanto il valore di questa moneta ne' secoli di cui ci
+occupiamo, molto opportunamente soccorre un passo di Francesco
+Balducci Pegolotti, scrittore toscano che fiorì intorno al 1335, la
+cui [I[Pratica della mercatura]I], opera stupenda per la storia
+dell'economia nel medio evo, forma il terzo volume della raccolta di
+Gianfrancesco Pagnini [I[Della Decima e delle altre gravezze del
+comune di Firenze]I], Lisbona (Firenze) e Lucca, 1776. Ecco il passo
+del Pegolotti:
+
+[I[ In Chiarenza (]I]Acaja[I[) e per tutta la Morea vanno
+ a perpero (]I]iperpero[I[) sterlini 20. E gli sterlini
+ non vi si vendono né vi si veggiono (]I]cioè sono moneta
+ meramente ideale[I[), ma spendonvisi torneselli piccioli
+ che sono di liga d'once 2 e 1/2 di argento fino per
+ libbra ed entrano per libbra soldi 33, denari 4 a conto.
+ E ogni denari 4 de' detti tornesi piccioli si contano
+ per uno sterlino; e gli tre sterlini un grosso veneziano
+ di zecca di Vinegia, e gli 7 grossi un pipero (]I]iperpero[I[).
+ La moneta di Chiarenza chiamasi tornisella picciola.]I]
+
+Da questo importantissimo passo del Pegolotti rileviamo agevolmente il
+titolo e il valore de' tornesi. Quanto al primo, avendovi in una
+libbra d'argento once 2 e 1/2 di fino cioè k. 360, avremo in una marca
+di fino k. 240 e di peggio k. 912. Quanto al valore, è non meno
+agevole determinarlo. Se l'iperpero equivale a 20 sterlini, e lo
+sterlino a 4 tornesi, 80 tornesi formeranno l'iperpero. Lo sterlino
+corrisponde altresì ad un terzo del grosso veneziano, dunque il
+tornese si raggualierà ad 1/12 del detto grosso. Sappiamo che dalla
+metà del secolo XIV in poi il grosso si valutò 4 soldi di nostra
+moneta, cioè 48 bagattini; perciò lo sterlino uguagliava 16 bagattini,
+e 4 bagattini il tornese. A questo titolo ed a questo valore
+corrispondono infatti i nummi di cui ci occupiamo.
+
+Quando ne impresero i Veneziani lo stampo? Vedemmo come il Cumano
+saviamente opini che incominciassero al cessare la zecca di Chiarenza.
+Gli è vero però che in più antiche memorie ne troviamo menzione. Si
+cita infatti la terminazione del 1287 contenente provvedimenti qui
+fatti e discipline pe' cambiatori di tornesi; si cita il viaggio di
+Marco Polo, scritto da Rusticiano da Pisa nel 1298, al capitolo XV
+della Parte II (p. 90-91 della mia edizione), dove parlandosi della
+banca fondata da Cubilai Caan a Cambaluc (Pechino) vi si nominano gli
+assegnati del valore di [I[mezzo tornesello]I], di un [I[tornesello]I]
+ecc. Io però credo non per altro citarvisi questa moneta se non per la
+voga grandissima ch'ebbe in Oriente nel secolo XIII messavi in corso
+da' Francesi per le loro colonie. Ma il primo tornese veneziano
+effettivamente esistente è quello di Andrea Dandolo. Passiamo
+senz'altro alla descrizione di queste monete.
+
+Sono piccoli nummi di lega al titolo suindicato, varianti nel peso da
+k. 2. 3 a k. 3. 2, del diametro di circa m. 0,015. Nel campo del
+diritto offrono una piccola croce chiusa da un cerchietto oltre cui
+sta il nome del doge. Nel rovescio il leone alato accosciato sulle
+zampe posteriori, e più tardi il S. Marco in soldo parimente chiuso da
+un cerchietto, ed oltr'esso la leggenda + VEXILIFER VENETIAR. Vedremo
+tuttavolta questo tipo variare nel secolo XV dopo la ducea di Tommaso
+Mocenigo. Seguiamo ora la serie cronologica de' dogi de' quali si
+conoscono i tornesi, o de' quali si hanno fondamenti per sospettarne
+la esistenza.
+
+[I[Andrea Dandolo]I]. Un solo esemplare del tornesello di questo doge
+rinvenne il Culmino fra' trovati in Morea. Non posso peraltro
+accordami con quest'erudito nell'assegnare ch'ei fa ad epoca più
+antica il tornese che ha dalle due parti ripetuto il rovescio, nella
+qual moneta non saprei ravvisare che un inconcludente capriccio dello
+zecchiere.
+
+[I[Marino Falier]I]. Del Falier non si conosce il tornese, né abbiamo
+alcuna memoria di zecca per crederlo veramente coniato.
+
+[I[Giovanni Gradenigo]I]. Due tornesi ne trovò il Cumano; come di
+
+[I[Giovanni Dolfin]I], uno solo.
+
+[I[Lorenzo Celsi]I], gliene offrì 6 esemplari.
+
+[I[Marco Corner]I]. Prima dello scavo 1849, che diede 10 tornesi di
+questo doge, si credeva egli il primo che avesse battuto questa
+moneta, e ciò sulla fede del Carli (vol. I p. 414) che la descrisse
+com'esistente a' suoi giorni presso Gaspare Negri vescovo di Parenzo.
+Lo Zon riportandola, sull'autorità stessa (p. 34), osserva a tutta
+ragione questo fatto, che il tipo de' tornesi anticipò la riforma
+della rappresentazione del S. Marco eseguita poi nel soldo o marchetto
+di Andrea Contarini, quando si tralasciò il disegno, introdotto
+trentasei anni innanzi, del leone in piedi, senz'ali, col nimbo
+intorno al capo e collo stendardo, per sostituirvi quello che portò il
+nome di [I[S. Marco in soldo]I], dalla prima moneta [I[della
+metropoli]I] su cui fu improntato.
+
+[I[Andrea Contarini]I]. Sotto il costui ducato trovo nel Capitolare
+delle [I[Broche]I] le più antiche prove che i tornesi si battevano
+nella zecca veneta. Una terminazione del M. C. concede il 24 agosto
+1376 il permesso di recarsi ad Alessandria ad un Filippo Bon [I[scriba
+ad tornesellos]I]. Il 23 maggio 1377 si accresce il salario agli
+[I[ourerij dei torneselli]I]; il 27 agosto successivo si permette
+d'assentarsi ad un Dionisio Maser [I[scriuan ai torneselli]I], e il 16
+settembre 1381 si diminuisce lo stipendio del pesatore [I[ad
+tornesellos]I]. Men rara delle precedenti è questa moneta del
+Contarini, ch'esisteva già nelle collezioni Gradenigo, Correr ed alla
+Marciana, e di cui il Cumano rinvenne circa 100 esemplari con qualche
+varietà.
+
+[I[Michele Morosini]I]. Se ne trovarono nello scavo 1849 due
+esemplari.
+
+[I[Antonio Venier]I]. Il tornesello di questo doge era anche per lo
+passato non difficile a rinvenirsi. Due esemplari n'erano nella
+raccolta Gradenigo, altro ne citava il Carli (vol. I p. 415) dandone
+il disegno nella Tav. IX n. 8, due ne ha la Marciana, 4 il Museo
+Correr. Il Cumano ne trovò intorno a quattro centinaja. Il Capitolare
+delle [I[Broche]I] riporta una terminazione presa il 13 gennajo 1384
+([I[more veneto]I], cioè 1385) in Pregadi che decreta [I[emi argentum
+et rame et alia necessaria, et fieri torneselos. Factis quoque et
+habitis per provisores dictis torneselis, debeant subito, sicut
+habebunt ipsos, ordinate dare et consignare dictos torneselos
+camerariis nostri comunis, qui camerarii teneantur et debeant recipere
+et conservare dictos torneselos ac scribere per ordinem et distincte
+receptionem ipsorum sicut faciunt alios introitus nostri comunis, de
+quibus quidem tornesellis dominium nostrum disponere debeat prout pro
+nostro comuni melius et utilius apparebit]I].
+
+Un'altra terminazione, pure del Senato, sancita il 25 del mese stesso
+così stabilisce: [I[Quod in Cecha nostra cuduntur Marchae XII. milia
+tornesellorum annuatim pro quibus comune nostrum recipit de utililate
+ad summam IIII.m. Vadit pars pro comodo et bono agendorum nostrorum
+quod istae marchae XII.m., sicut cudentur de tempore, ponantur apud
+provisores nostri Comunis. Quae marchae XII.m. ascendunt ad summam
+ducatorurn XIIII.m]I]. Dalle quali parole rileviamo qual ingente massa
+di torneselli si monetasse sotto il doge Venier. E finalmente nel 1394
+leggiamo in una parte del M. C. il nome de' coniatori di queste e
+delle altre monete d'argento della Repubblica... [I[Laurentio et
+Marcho fratribus Bernardi Sexto intajatoribus feramentorum monetae qui
+operantur pro faciendis grossis, soldinis, parvulis et tornesis]I].
+
+[I[Michele Steno]I]. L'unico esemplare da me veduto di questo
+tornesello è quello conservato nella Raccolta Correr. Altro ne
+troviamo citato com'esistente nella collezione Gradenigo (Zanetti II,
+176 n. 76). Il Cumano ne trovò 8 altri. Non mancano sotto questo doge
+memorie della loro fabbrica nella zecca nostra. Infatti occorre in una
+terminazione del Senato 25 settembre 1404 il [I[massarius
+tornesiorum]I], e in altra del M. C. 18 marzo 1410 si ricorda
+[I[Jacobellus Nigro scriba ad officium monetae tornesellorum]I].
+
+[I[Tommaso Mocenigo]I]. La massa di queste monete che venne in
+proprietà del Cumano non aveva che due esemplari col nome di lui.
+Certo è tuttavia che sotto la sua ducea non fu la nostra zecca nel
+loro stampo meno operosa di quello che lo sia stata sotto il Venier,
+perché dal Capitolare delle [I[Broche]I] sappiamo che, già soppresso
+nel 1404 il massaro ai torneselli, fu nuovamente restituita quella
+carica il 30 aprile 1416, non però coll'antico nome, ma aggiungendo un
+terzo massaro ai due dell'argento. Forse il tesoretto scoperto nel
+1849 in Morea fu occultato sotterra negli anni in cui visse questo
+doge, perché non vi si rinvennero monete d'epoca a lui posteriore.
+
+[I[Francesco Foscari]I]. La esistenza del tornese di questo doge,
+quantunque finora sconosciuta a' numismatici come pure di quello di
+alcuni de' suoi successori, è provata da documenti e perfino da' pezzi
+stessi che si trovano, comeché assai rari, nelle nostre raccolte. Nel
+più volte citato Capitolare delle [I[Broche]I] si ordina il 20
+decembre 1424 la provvista di [I[rame per far tornesi e pizoli da
+Venesia]I]. E che siansi effettivamente eseguiti lo prova quel nummolo
+di biglione mal conservato che dalla collezione Pasqualigo passò alla
+Marciana, del peso di k. 2 poco meno, atteso il suo cattivo stato, che
+reca il tipo de' precedenti, mutato però nella leggenda che in luogo
+d'essere la ordinaria VEXILIFER VENETIAR. è questa + S . MARCVS .
+VENETI. Lo Zon l'aveva erroneamente preso per un [I[mezzo soldo]I].
+
+[I[Pasquale Malipiero, Cristoforo Moro, Nicolò Tron, Nicolò Marcello,
+Pietro Mocenigo, Andrea Vendramin]I]. Sotto questi dogi non trovo
+menzione alcuna de' tornesi, né conosco alcuna loro moneta alla quale
+si possa applicare quel nome. Forse ai bisogni de' sudditi veneti nel
+Levante era sufficiente la enorme massa coniatane dai loro
+predecessori. Certo è che nel 1476 abbondavano ancora in quelle
+colonie, se alcuni speculatori genovesi aveano formato il progetto di
+ritirarne una somma di diecimila da Candia per indi estrarne
+l'argento; il che venuto a cognizione della Signoria di Venezia, fu
+spedito ordine dal Consiglio de' Dieci al residente di Candia, il 29
+maggio dell'anno stesso, che impedisse si esportassero da quell'isola
+[I[turnesios Levantis]I].
+
+[I[Giovanni Mocenigo, Marco Barbarigo]I]. Nemmeno sotto il governo di
+questi due dogi hassi memoria che si coniassero tornesi.
+
+[I[Agostino Barbarigo]I]. Il 28 agosto 1487 il C. X. stanziava la
+legge seguente: [I[Che j ourieri de qua in auanti abino marchetti
+quatro per marcha de tornexi si come j aueano da prima]I]. Ecco dunque
+ripreso in quell'anno lo stampo dell'abbandonata moneta. E quattr'anni
+dopo andava a parte la terminazione seguente:
+
+[I[ 1491, 13 lujo, in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ . . . E simelmente sia fato di tornexi ala suma
+ e valor de ducati zentozinquanta per la cità de Modon,
+ de quali el populo e i zitadiny patiscono massima nesessita,
+ e le monede nesessarie per i aiti tornexi da esser fati
+ siano tegnude per la zita de Modon.]I]
+
+Il nome di tornesi deve spettare a quelle monetine d'Agostino
+Barbarigo, del peso di k. 2. 2 o poco meno, del diametro di m. 0,011,
+battute in biglione, che recano dall'un de' lati il nome del doge che
+gira intorno ad una croce, qualche volta chiusa da cerchietto, e al
+rovescio offrono il consueto S. Marco in gazzetta pur chiuso da
+cerchio oltre cui la leggenda + S . MARCVS . VENETI. Degli esemplari
+che ne ho veduti, quasi tutti della più bella conservazione, uno
+esiste nella Marciane, 3 nella Raccolta Correr, 1 nell'I. R. Gabinetto
+Numismatico di Milano, ed un altro finalmente nel medagliere
+dell'Ambrosiana colla epigrafe del rovescio variata così + SANCTVS.
+MARCVS. V.
+
+[I[Leonardo Loredan]I]. L'ultima notizia che ho trovato di questa
+piccola moneta nelle memorie di zecca è la terminazione che segue:
+
+[I[ 1505. 31 Mai, in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ Quod auctoritate hujus Consilii captum et deliberatimi
+ sit quod cudi debeant in Cecha nostra ad praesentem usque
+ ad summam ducatorum mille tornesiorum, necessariorum
+ pro fabricis locorum nostrorum partium Orientis, et quod
+ dentur extra, sicut deliberabitur per Dominium nostrum
+ cum Collegio, juxta opportunitatem locorum praedictorum.]I]
+
+Se il tornese del Loredan è veramente la moneta di questo doge alla
+quale ho applicalo quel nome, siccome l'unica che mi parve
+corrispondervi pel suo titolo e pel suo peso, è notabile come se ne
+scostasse il tipo dai precedenti. Il peso degli esemplari che ne
+esaminai varia da k. 2 a k. 2. 2, il diametro è di m. 0,015. Offre nel
+campo del diritto la figura stante del doge che tiene il vessillo, e
+intorno a cui è la scritta . LEONAR . LAVREDAN .; il titolo DVX è in
+caratteri verticalmente disposti lungo l'asta; dietro al doge le sigle
+BM in alcuni esemplari, ed in altri AB. Nel rovescio il San Marco in
+soldo attorniato dalla consueta leggenda + . S . MARCVS . VENETI . è
+chiuso in un ornamento di perline quadrilobato. Due esemplari di
+questo nummo erano presso il Gradenigo (Zanetti vol. II, p. 184, n.
+134 e 135), altro è nella Marciana proveniente dal Pasqualigo, due
+altri n'esistono nella Raccolta Correr.
+
+[T5] Grossetto per navigare.
+
+Governante ancora la Repubblica Agostino Barbarigo, un'altra moneta
+divideva co' tornesi il molto favore che da due secoli e mezzo aveano
+questi ultimi acquistato ne' Veneti possedimenti; vo' dire il
+[I[grossetto per navegar]I]. Il decreto che ne ordina lo stampo,
+essendo esso pure inedito, e fissando l'epoca di questo pezzo, che lo
+Zon attribuiva erroneamente al 1489 circa (p. 40), tengo non inutile
+il riportarlo;
+
+[I[ 1498, die XVI, martii C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ Quod auctoritate hujus Consilii captum sit et ita
+ concedatur licentia, civibus et mercatoribus nostris
+ tantum, possendi ponere in Cecha nostra argenta ad
+ summam in totum marcharum sex mille cuneandarum in
+ grossetis ad rationem librarum XXXIII pro qualibet marcha,
+ quae capiat numerum centum sexaginta quinque grossetorum,
+ quae omnis pecunia sit pro navigando tantum. Stampa vero
+ ipsorum grossetorum ex omnibus illis, quae per
+ Capita ordinabuntur magistris stamparum habeant elligi
+ et fieri sicut videbitur et ordinabitur per
+ Serenissimum Principem Dominum nostrum et Capita hujus
+ Consilij.]I]
+
+Da questa terminazione del C. X. raccogliamo il valore ed il peso
+della moneta in discorso. Se infatti si voleva che ogni marca desse 33
+lire, cioè 165 grossetti, ne segue che il valore d'ogni grossetto
+doveva esattamente rispondere a soldi quattro. E quanto al peso d'ogni
+pezzo, aveva ad equivalere necessariamente a k. 6. 3. 51/55. Ma la
+eccedente sproporzione del grossetto in confronto alla lira
+[I[moceniga]I], il cui peso si era stabilito nel 1484 di k. 32, lo
+fece ben presto salire al prezzo di soldi 5, o [I[mezzo marcello]I].
+
+Il grassetto per navigare ha un diametro di m. 0,020 ed è affatto
+simile nel tipo del diritto alla lira moceniga, ma in proporzioni
+minori; offre cioè alla sinistra del riguardante la figura di S. Marco
+in piedi che porge al doge che gli sta dinanzi genuflesso il vessillo,
+lungo la cui asta è in lettere verticali scritto DVX; gira intorno
+alle due figure la leggenda S. M. VENETI = AVG. BARBADICO. Il rovescio
+invece è il medesimo del [I[marcello]I] di Pietro Mocenigo, in
+proporzioni parimente minori; reca cioè la imagine del Redentore con
+aureola alla greca e seduto in ricco trono, di prospetto, tenendo
+nella manca il Vangelo e benedicendo colla diritta. A' suoi lati le
+sigle IC e XC, e all'intorno la epigrafe GLORIA . TIBI . SOLI;
+nell'esergo le iniziali . I . P . di sconosciuto massaro.
+
+Mal s'appose il Gradenigo nell'attribuire a questa non ovvia moneta il
+nome di mezzo matapane (Zanetti, vol. II, p. 181, n. 120). Ciò non dee
+farci meraviglia, perché il Gradenigo battezzò [I[matapani]I] tutt'i
+[I[marcelli]I]. Lo Zon lo chiamò del suo vero nome (p. 40), ma
+s'ingannò nel credere che andassero i grossetti a 34 lire per marca,
+invece di 33, e nel fissarne il peso in grani 27. 9/85.
+
+Non però i soli tornesi ed i grossetti avevano buono spaccio in
+Levante, ma ed i soldini o marchetti, comunissima moneta battuta per
+aver corso nella dominante, moneta così generalmente nota che tengo
+ozioso il descriverla. E solo a provarne il corso, resosi in sul
+cadere del secolo XV universale in que' possedimenti oltremarini,
+riporterò la seguente terminazione:
+
+[I[1493. 30 Aprilis, in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ Quod satisfiat petitioni illustrissimi Domini Ducis
+ Saxoniae ut in Cecha nostra ad nomen suum cudi possint
+ marchæ C. argenti in marchetis nostris consuetae
+ stampae pro expendendum ad minutum pro ista profectione
+ sua et suorum ad Sanctum Sepulcrum, qui dentur
+ Excellentiæ suæ.]I]
+
+Tanta dunque era la voga delle monete veneziane in Oriente, che il
+duca di Sassonia le preferiva a tutte le altre nel muovere al viaggio
+di Terrasanta!
+
+[T5] Ducato delle Galee.
+
+Trovo nelle vecchie memorie di zecca menzione di un [I[ducato delle
+galee]I] da venete lire 6. 4, stampato in argento nel 1570. A
+quest'epoca non s'incontra veramente moneta alcuna di quel valore, ad
+eccezione del conosciutissimo [I[ducato d'argento]I] il cui stampo si
+decretò il 7 gennajo 1561 dal doge Girolamo Priuli. Ma in questo caso,
+perché dargli il titolo di [I[ducato delle galee]I], se lo sappiamo,
+dal tenore di quel decreto, espressamente battuto per i bisogni del
+commercio della metropoli?
+
+Nemmeno può applicarsi quel nome alle [I[Giustine]I] che soglionsi
+chiamare [I[maggiori]I]. Il loro valore è chiaramente espresso
+nell'esergo del rovescio di tali pezzi in soldi 160, o lire 8, e non
+si concilia quindi col valore del [I[ducato delle galee]I].
+
+In mezzo a tanta incertezza, sarei inclinato a ritenere in quelle
+memorie di zecca un abbaglio non difficile a ravvisare. Credo che non
+d'altra moneta vi si parli se non della [I[Giustina minore]I],
+propriamente detta [I[ducatone]I], recante nell'esergo del rovescio la
+cifra 124, che appunto corrisponde alle lire 6. 4. Quanto all'anno nel
+quale s'imprese a batterla, poté un malaccorto annotatore de' libri di
+zecca confonderne la origine con quella de' pezzi di lire 2, o soldi
+40, improntati la prima volta nel 1571 dopo la battaglia delle
+Curzolari e recanti similmente la imagine di S. Giustina. Perché poi
+lo si chiamasse [I[delle galee]I], anche ciò è agevole a spiegarsi;
+non perché destinato a correre ne' possedimenti d'oltremare, o a
+stipendiare gli equipaggi della flotta, ma perché nel campo su cui
+spicca la figura di quella martire si volle effigiare il mare agitato
+e due [I[galee]I] che lo navigano, a ricordanza della grande vittoria
+navale a cui deve l'origine quel tipo nummario.
+
+Dalle quali osservazioni mi giova conchiudere, non aversi da me
+trattato de' [I[ducati delle galee]I] fra le monete del Levante,
+sennonché per escluderli da questa serie a cui non devono appartenere.
+
+[T5] Da 30 tornesi.
+
+Dopo il tornesello di Leonardo Loredan, decretato colla terminazione
+del 1505 che ho riportala, troviamo bensì nelle memorie di zecca
+menzione di tornesi qui coniati per il Levante, per la flotta, per
+Candia, negli anni 1545 e 1548, nonché di bagattini per Corfù nel
+1549; ma non saprei veramente a quali monete del doge Francesco Donà,
+che governò in quell'epoca, attribuire i nomi di [I[tornese]I] e di
+[I[bagattino per Corfù]I]. Forse quest'ultimo altro non era che il
+consueto bagattino per Venezia recante da un lato la croce, dall'altro
+il busto di S. Marco di prospetto; ma non oserei con pari asseveranza
+chiamar tornese il [I[sesino]I] che non equivaleva se non a mezzo
+dell'antico tornese, o a due bagattini, cioè [I[un sesto]I] di soldo
+onde trasse il nome.
+
+Qui sorge però una domanda alla quale si potrebbe rispondere senza
+gittarsi nel vasto campo delle conghietture: - I tornesi conservarono
+sempre il primitivo valore di 4 bagattini? - I pezzi del secolo XVII
+che portano improntato quel nome mi obbligano a rispondere
+negativamente a questa domanda.
+
+La mistura metallica che servì allo stampo di tali monete, coniate
+sotto il doge Antonio Priuli, che regnò dal 1618 al 1623, è di poco
+superiore nel fino a quella che il doge medesimo impiegò nella
+fabbrica de' soldoni, valutata a k. 54 fino per marca, o a peggio
+1098. Avuto riguardo alla lieve eccedenza del titolo di pochi carati
+per marca, al peso de' nummi che verrò descrivendo, raffrontandolo con
+quello del soldone ch'era di k. 9. 4/5, e massime alle sigle I e IIII
+ricorrenti ne' pezzi da 15 e 60 tornesi, si riconosce facilmente che
+quelle sigle indicano i soldi veneziani a cui si ragguagliavano i
+pezzi stessi, di modo che un soldo equivalesse a 15 tornesi, essendo
+quindi il tornese dal primitivo valore di 4 bagattini calato a quello
+di 4/5 di un bagattino.
+
+Nell'esporre pertanto a' lettori la serie de' pezzi multipli di questo
+minor tornese coniati dal Priuli, darò primamente luogo a quello da
+tornesi 30, perché ne esiste qualche raro esemplare colla iscrizione
+latina (che poi da lui e da uno de' suoi successori fu mutata in
+greca, forse per compiacere a' popoli fra cui si destinavano ad aver
+corso queste monete), eccedente il peso ordinario del pezzo.
+
+[I[Primo tipo = Epigrafe latina]I]. I due esemplari che ne osservai
+nel Museo Correr, ottimamente conservati, hanno un diametro di
+m. 0,024 ed un peso di k. 18. 3. Il diritto porta all'ingiro la
+epigrafe * ANTONIVS. PRIOLVS. DVX. VENE. e nel mezzo fra un cerchio è
+l'altra TORNESI = TRENTA in due linee, sovra e sotto la quale
+campeggia una rosa fra due stelline. Il rovescio offre il leone di S.
+Marco, gradiente verso la sinistra dell'osservatore e ad esso di
+fronte un castello; nell'esergo ha parimente una rosa fra due
+stelline. La leggenda che gli gira all'intorno è SANCTVS. MARCVS.
+
+[I[Secondo tipo = Epigrafe greca]I]. Ha comune col precedente il
+diametro, ma il peso n'è di un carato minore ne' migliori esemplari.
+Nel diritto la epigrafe del contorno è * [Gr[ANTONIOS O PRIOLOS
+DOUX]Gr] e quella del centro [Gr[TORNESIA TRIANTA]Gr], sopra cui tre
+stelline, e sotto una rosa fra due stelline. L'altro offre la
+rappresentazione del tipo precedente, e la epigrafe * [Gr[O AGIOS
+MARKOS]Gr], e nell'esergo due [Gr[L]Gr] intrecciate, l'una capovolta
+all'altra, fra due stelline. Anche sotto il doge Giovanni Corner I°.
+(1625 a 1629) si replicò lo stampo di questo pezzo che non è diverso
+da quello del Priuli se non per la epigrafe del diritto così
+necessariamente mutata [Gr[IOAN: KORNELIOS O DOUX]Gr], e per altre
+inconcludenti varietà nell'esergo del rovescio. Ma in peso questi
+nummi del Corner sono inferiori a quelli del Priuli, non avendoli io
+trovati, ne' meglio conservati esemplari, eccedere i k. 16. Questo
+secondo tipo occorre nelle raccolte assai più frequente del primo.
+
+Ragguagliato il tornese a 4/5 del bagattino, il pezzo da 30 tornesi
+equivale ad una gazzetta.
+
+[T5] Da 32 tornesi.
+
+Non so che altri dogi, fuorché Antonio Priuli, abbiano coniata questa
+moneta, non ovvia a trovarsi. Il suo peso, in due begli esemplari che
+n'esaminai, uno alla Marciana e l'altro al Museo Correr, mi risultò di
+k. 18. 3. cioè pari al pezzo da 30 tornesi del primo tipo. Ma donde
+sorse mai così strano caso, che due monete di peso e titolo identici e
+d'epoca uguale, variino nel valore? Potrebb'egli ritenersi forse che
+la eccedenza nel pondo della moneta da 30 tornesi coll'iscrizione
+latina, avesse consigliato a sminuirla e a stampare i pezzi già
+preparati col valore di 32? Non oso decidere la intricata questione.
+
+Il pezzo in discorso è simile a quello da 30 tornesi, secondo tipo, di
+Antonio Priuli, mutata semplicemente la iscrizione nel centro del
+diritto in *** = [Gr[TORNESIA]Gr] = [Gr[TRIANTA]Gr] = [Gr[DUO]Gr] = *.
+
+[T5] Da 60 tornesi.
+
+La somiglianza di tipo fra i nummi di cui ci occupiamo ed uno,
+stupendamente raro e, per quanto io mi sappia, sconosciuto a'
+numografi, ch'esiste nel Museo Correr, mi consiglia a dargli luogo
+nella serie presente. La lega è pari a quella de' precedenti pezzi, il
+diametro di m. 0,028, e il peso di k. 23. 3 che nel nummo appena
+coniato doveva essere ben maggiore. Il diritto offre verso il contorno
+la epigrafe * ANTONIVS . PRIOL . DEI . GRA . D, e nel mezzo fra un
+ornamento leggiadremente arabescato e diviso dalla leggenda del
+contorno mediante un cerchio di perline * = * VE * = NET . = sotto cui
+una linea formante l'esergo, nel campo del quale è la cifra . 4 . che
+indica i soldi corrispondenti a 60 tornesi. Similmente chiuso da
+cerchio di perline e da pari arabesco è il S. Marco in gazzetta del
+rovescio, verso il cui contorno gira la epigrafe * SANCTVS. MARCVS.
+VENET.
+
+Molto è diverso il pezzo di pari valore del doge Giovanni Corner I.°
+Simile al suddescritto nel diametro, ha ne' suoi migliori esemplari il
+giusto peso di k. 32. Il diritto offre nei centro, sotto una rosa fra
+due stelline, la epigrafe [Gr[TORNES]Gr] . (ovvero [Gr[TORNESIA]Gr]) =
+[Gr[EXENTA]Gr], e sott'essa altra rosa; e all'ingiro oltre un cerchio
+di perline * [Gr[IOAN]Gr] (o IOAN) [Gr[KORNELIOS O DOUX]Gr]. Il
+rovescio è in proporzioni maggiori simile al pezzo da 30 tornesi, ma
+nell'esergo porta la cifra * IIII * esprimente la somma de' soldi
+veneziani che formano 60 tornesi. È pezzo di nessuna rarità.
+
+[T5] Da 15 tornesi.
+
+Né raro è il pezzo da tornesi 15 che s'incontra soltanto col nome del
+primo Giovanni Corner. Il peso di un esemplare a fior di conio e
+coperto di bella tinta argentina che n'esiste alla Marciana è
+esattamente di k. 8. Il tipo n'è simile al pezzo da tornesi 30 di
+questo doge, ad eccezione della leggenda nel centro del diritto così
+immutata = * (ovvero ***) = [Gr[TORNES]Gr] = [Gr[DEKAP]Gr] (o
+[Gr[DEKAPE]Gr]). L'esergo del rovescio di alcuni esemplari è * I *,
+reca cioè la cifra indicante un soldo di lira veneta a cui
+corrispondono 15 tornesi.
+
+[T5] Piastra.
+
+Di esimia rarità e di molta bellezza è la moneta di cui imprendo a
+trattare, la [I[piastra]I]. Essa manca a tutte le nostre raccolte,
+fuorché a quella della Marciana a cui provenne dal medagliere del
+Pasqualigo. Reca il nome di Francesco Contarini, che tenne la dignità
+ducale dal settembre 1623 al dicembre 1624; è di argento a peggio
+k. 60 per marca, corrispondente al titolo 0,947917, del peso di k. 130
+e del diametro di m. 0,040. Ecco pertanto la descrizione che ne stesi
+su quell'esemplare, del quale diede un disegno esattissimo col metodo
+Collas lo Zon alla tav. IV. n. 5.
+
+Il diritto offre uno scudo ornato di cartocci nel suo contorno,
+sormontato dal corno ducale e recante in quattro linee la iscrizione
+PIAS = TRA = VENE = TA; un cerchio di perline gira intorno allo scudo,
+ed oltr'esso la leggenda FRANCISCVS . CONTAR : DVX. Nel rovescio è il
+San Marco in soldo, di leggiadro disegno, fra un ricco ornamento
+circolare di gigli doppii e di rosoni.
+
+Quanto al valore della piastra, risulterà facilmente dal confronto
+d'essa con altra moneta che la uguagliava nel titolo, eccedendola nel
+peso di k. 4. 1/2, il [I[ducatone]I]. Quest'ultimo correva a' giorni
+del Contarini a lire 7 e soldi 5, quindi la piastra dovea correre a
+lire 7. Computandosi allora lo zecchino lire 14, la piastra equivaleva
+a mezzo zecchino.
+
+La rarità singolare di questo pezzo, il vederne l'unico esemplare che
+se ne conosca a fior di conio, il non incontrare in tariffe né in
+memorie di zecca alcuna moneta con questo nome, né in quell'epoca né
+dappoi, fanno ritenere essersi bensì progettata la piastra ed
+eseguitone il conio, ma non aver mai essa avuto corso, qualunque sia
+il motivo che determinasse a sospenderla.
+
+[T5] Reali.
+
+Raro, quanto la piastra, è il [I[reale]I] del medesimo doge, e con
+essa ha comuni il titolo, il peso, il tipo ed il valore; comuni
+altresì le circostanze che inducono fondata opinione esser rimasto
+esso pure un progetto ineseguito per cause che ci sono del tutto
+ignote. L'unica diversità che si riscontra fra questi due pezzi sta
+nella leggenda del diritto, portando in mezzo allo scudo la epigrafe
+in tre linee REAL = VENE = TO; e all'ingiro * FRANCIS . CONTARENO .
+DVX . * L'unico esemplare ch'io ne sappia è quello che colla
+collezione Pasqualigo passò alla Marciana.
+
+Altro reale esisteva nella raccolta di Maffeo Pinelli, la cui libreria
+fu sì dottamente descritta dal Morelli (Venezia, 1787) che ci conservò
+memoria di questo pezzo, che non si sa ove più esista dopo la
+deplorata dispersione di quel medagliere.
+
+Accontentiamoci dunque del poco che il Morelli ne disse, e ch'io
+fedelmente trascrivo: [I[Altra moneta rarissima, detta reale, v'ha di
+Francesco Erizzo, della grandezza di un ducato d'argento, in cui da
+una parte v'è un lione colle ale stese e con un libro nelle zampe, ed
+all'intorno SANCTVS . MARCVS . VENET . e sotto REALE. Dall'altra si
+vede il doge in piedi, e dietro il mare con la prora di una galea ed
+una fortezza, ed all'intorno si legge FRANC . ERIZZO . DVX . VEN .]I]
+(Morelli, [I[Libreria di Maffeo Pinelli]I], vol. V. p. 346,
+[I[App]I].), La rappresentazione di questo secondo lato è invero assai
+singolare, e meglio ricorda le [I[oselle]I] che non le comuni monete.
+Lo Zon, riportando questo pezzo sulla fede del Morelli, soggiunge:
+[I[È noto come l'Erizzo mori nel 1646, quando era in procinto di
+partire in qualità di generalissimo sulla flotta spedita contro i
+Turchi che aveano invaso il regno di Candia, a cui pare che abbia
+relazione quest'ultima moneta]I] (p. 60). Non potrei non soscrivere a
+questa savia opinione; infatti sappiamo urgente il bisogno di monete
+per la spedizione contro i Turchi, che nel 1645 avevano presa la
+Canea; ed io credo probabilissimo siasi coniato il presente reale per
+gli stipendii dell'armata in que' pochi mesi che volsero dalla perdita
+di quella piazza alla morte dell'Erizzo avvenuta il 3 gennajo 1646. E
+forse quest'ultima circostanza originò la sospensione dello stampo,
+che poi non venne ripreso dal suo successore.
+
+Anche il favore che trovarono ne' commercii d'Oriente nel secolo XVII
+le piastre e i reali importativi dai trafficanti spagnuoli, mi fa
+ritenere essersi dalla Repubblica progettato pe' suoi possedimenti di
+Levante lo stampo di questi tre curiosissimi pezzi.
+
+[T5] Leoni Morosini.
+
+Gl'immensi dispendii che la Repubblica dovette sostenere per la guerra
+co' Turchi, gli ultimi anni del secolo di cui ci occupiamo, resero
+straordinariamente operosa in quell'epoca la zecca nostra. Ad
+agevolare pertanto le transazioni commerciali co' popoli del Levante,
+si determinò lo stampo di nuove monete che fossero in un medesimo
+facili a conteggiarsi ne' territorii ove durava la ideale lira di
+computo dalmata, e dove non si conosceano altre monete all'infuori da
+quelle della dominante. Nel 1688, ducante Francesco Morosini, uscirono
+dalla veneta zecca tali monete, che 2 e mezza d'esse uguagliavano uno
+zecchino, e delle quali ciascuna equivaleva a lire 10 di Dalmazia o
+lire 6. 16 di Venezia, perché allora nella capitale lo zecchino andava
+a lire 17, nelle province a lire 25.
+
+Questa moneta, che dal leone rampante nel suo rovescio e dal casato
+del doge del cui nome primamente s'improntò fu appellata [I[leone
+Morosini]I], è conosciuta d'ordinario col nome di [I[lion per
+Levante]I] dalle memorie di zecca, le quali ne determinano il peso in
+k. 131, ed il titolo a peggio 300 la marca, o al titolo 0,739583,
+avente cioè d'argento fino per ogni pezzo k. 96. 85/96. Le stesse
+memorie ci conservarono la cifra del valore monetato in [I[leoni]I] e
+ne' loro spezzati, che monta alla somma di leoni 1,126,744. 1/2. Ed è
+invero singolare come oggi nelle raccolte si veggano così raramente i
+pezzi che appartengono a questa serie; né la si saprebbe spiegare tal
+rarità che pensando come la maggior parte d'essi fosse o recata in
+terre pochi anni dopo occupate da' Turchi, o messa fuori di commercio
+dal sopravvenire di nuove monete che trovarono più favore, come
+avvenne per esempio de' talleri battuti pel Levante, la cui comparsa
+nel 1756 dové far isparire i leoni che ancora rimanevano colà in
+corso.
+
+[I[Leoni]I]. Il diritto di questa moneta, avente un diametro di
+m. 0,042, offre in proporzioni maggiori la rappresentazione dello
+zecchino, e reca dietro la figura stante di S. Marco la epigrafe in
+lettere verticali . S . M . VENET, e dietro al genuflesso doge il suo
+nome FRAN . MAVROC. Sotto la linea dell'esergo su cui posano le
+figure, alcuni esemplari hanno le sigle . A . G ., iniziali di Alvise
+Gritti massaro all'argento nel 1688. II rovescio offre il leone alato
+e nimbato, ritto sulle zampe posteriori, verso la dritta, e piegante a
+sinistra il capo, mentre tiene nella zampa anteriore destra la croce,
+nella manca una palma. Oltre il cerchio di perline che lo racchiude è
+la epigrafe FIDES ET VICTORIA.
+
+Simile al leone del Morosini è quello di Silvestro Valier che gli
+succedette nel ducato, e che reca quindi mutata la epigrafe del
+diritto S * M * VENETV (verticale) = SILV * VALERIO, e nell'esergo le
+iniziali * A * G * e in altri esemplari * F . T * ed anche
+* G. A . B *. Il rovescio ne differisce alcun poco per la varia
+disposizione delle zampe anteriori del sacro leone e per non esser
+questo chiuso da cerchio di perline. È pezzo men raro di quello del
+Morosini.
+
+Non si conoscono leoni di Alvise Mocenigo II.° che succedette nel 1700
+al Valier, bensì di Giovanni Corner II.° che dopo lui ebbe il ducato
+nel 1709. I costui leoni, rari come quelli del Morosini, non hanno
+altre varietà da questi nel diritto che il nome necessariamente
+sostituitovi da IOAN . CORN . e le sigle dell'esergo * A . M *. Il
+rovescio è simile al leone del Valier.
+
+[I[Mezzi leoni]I]. Il loro peso, in rapporto all'intero, è di k. 65 e
+1/2 e tiene di fino k. 48. 85/192. Simili agl'interi nel tipo e
+proporzionalmente minori, li superano in rarità. Quello di Francesco
+Morosini, che pur dovett'esistere, manca a tutte le collezioni da me
+esaminate; quello di Silvestro Valier si trova alla Marciana ed al
+Museo Correr, ma di due tipi diversi, recando l'uno nell'esergo le
+iniziali * P. M *, l'altro * F. T *. Il loro diametro è m. 0,035. Del
+Corner non vidi mai questa moneta benché sia da ritenere
+ch'effettivamente si coniasse. Valeva lire venete 3. 8, o lire di
+Dalmazia 5.
+
+[I[Quarti di leone]I]. Del peso di k. 32. 3, aventi cioè di fino
+k. 24. 85/384, e parimente rarissimi. Il quarto di leone del Morosini
+non l'ho mai veduto, ma ne ritengo la esistenza dalle memorie di
+zecca, e credo sia quella moneta della raccolta Gradenigo (Zanetti,
+vol. II, p. 203 n. 253) che il suo possessore descrisse per mezzo
+leone di questo doge, benché le desse il peso di k. 34. 2; peso, se
+vuolsi, eccedente il legale, ma che induce forte sospetto non abbiasi
+potuto deteriorar cotanto un pezzo da ridurlo quasi alla sua metà;
+porta le sigle . A . C ., ch'io credo s'abbiano a leggere . A . G .,
+attribuendone la fabbrica al 1688 quand'era massaro all'argento il già
+ricordato Alvise Gritti.
+
+La Marciana e la Raccolta Correr possedono bensì il quarto di leone di
+Silvestro Valier, simile in proporzioni minori all'intero di questo
+doge, con un diametro di m. 0,030 e colle iniziali * F. T *
+nell'esergo dell'averso. Il Gradenigo pur ci descrive (ibid. n. 258)
+simile moneta da lui conservata di Giovanni Corner II.° che portava
+nell'esergo le sigle ... M. che si possono facilmente supplire A. M.
+
+Il quarto equivaleva a lire 1. 14 di nostra moneta, o a lire 2. 1/2 di
+computo nel Levante.
+
+[I[Ottavi di leone]I]. Di molta rarità è parimente quest'ultimo
+spezzato del leone, mancante alla Marciana, non però al Museo Correr,
+né alla serie del Gradenigo (ibid. n. 254). Pesa k. 16. 3/8, e tiene
+di fino k. 12. 85/768, ed ha un diametro di m. 0,026. Non n'è
+accertata la esistenza che di quello battuto dal Morosini, simile al
+suo intero, ma avente nell'esergo le iniziali . Z . R . che ricordano
+Zuanne Riva massaro all'argento nel 1693, e recante il leone non
+chiuso da cerchio di perline. Il valore di questa piccola moneta era
+di soldi veneti 17.
+
+[T5] Gazzette e Soldi per le Isole e per l'Armata.
+
+Parlando delle gazzette e de' soldi di rame battuti per la Dalmazia e
+per l'Albania, ho enunciato un canone che qui siamo al caso di poter
+applicare, [I[riscontrarsi cioè alcune volte nelle monete venete di
+puro rame l'età del loro stampo calcolandone il peso]I]. Vedemmo
+infatti alle pag. 17 e 18 che verso l'anno 1700, quando lo zecchino si
+ragguagliava a lire dalmate di computo 25, si cavavano da una marca di
+puro rame gazzette 30. 1/3, ciascuna del peso di k. 38, ovvero soldi
+60. 2/3, ognuno del peso di k. 19. Gli è effettivamente questo
+medesimo peso che riscontriamo quasi costante nelle due monete di cui
+tocchiamo, le quali ritengo perciò aversi ad ascrivere alla ducea del
+Peloponnesiaco.
+
+La loro leggenda le annuncia coniate per aver spaccio nelle isole
+Jonie ed in quelle dell'Arcipelago, nonché pegli stipendii de' soldati
+e de' marinaj ch'erano sulla flotta.
+
+L'unico tipo della gazzetta presente ch'è a mia cognizione ha un
+diametro di m. 0,027 e reca nel diritto la epigrafe chiusa fra due
+rosoni ISOLE = E. T = ARMATA in tre linee. Il rovescio è il solito S.
+Marco in mollecca cinto dall'iscrizione * S. MARC. VEN *, e
+nell'esergo * II *.
+
+Non ne differisce il soldo che nelle proporzioni e nell'esergo del
+rovescio ch'è necessariamente * I *.
+
+[T5] Gazzette e Soldi per l'Armata e per la Morea.
+
+Quello che ho detto poc'anzi delle gazzette e de' soldi per le Isole e
+per l'Armata, può riportarsi anche alle monete presenti, colle quali
+hanno comune l'epoca siccome il peso, e che si coniarono perché
+avessero spaccio nella Morea contesa a' Turchi dal valore del
+Morosini.
+
+Il diritto della gazzetta offre la iscrizione ARMATA = E. T = MOREA
+chiusa da due rosoni; nel rovescio è simile alla gazzetta per le
+Isole. Il diametro n'è parimente uguale.
+
+Il soldo non varia qui pure che nelle sminuite proporzioni, e nella
+cifra indicante il valore.
+
+[T5] Gazzette e Soldi per Corfù, Cefalonia e Zante.
+
+Minori di peso, e quindi di più moderno conio, sono le monete che
+recano i nomi delle isole di Corfù, Cefalonia e Zante per le quali
+vennero battute nella veneta zecca. Ricordai più addietro come intorno
+al 1730, allorché lo zecchino si valutava in Levante a lire 33 di
+conto, le gazzette dalmato-albanesi andassero a 39 per marca di rame,
+ed avessero in conseguenza un peso di soli k. 29. 7/13 come i soldi
+pesavano k. 15. 1/26. Ed invero tal peso ricorre nelle monete
+ch'esaminiamo, la cui fabbrica è perciò a riportarsi agli ultimi anni
+di Alvise Mocenigo III.° o al breve ducato di Carlo Ruzzini. Questa
+posteriorità d'epoca mi determinò a collocarle ultime nella serie de'
+sei pezzi di rame della quale ci occupiamo, serie non affatto comune,
+ma che non manca alle nostre raccolte, le quali abbondano d'ordinario,
+più che de' semplici soldi, de' loro dupli.
+
+La gazzetta battuta a Venezia per le isole di Corfù, Cefalonia e Zante
+ne porta nel diritto i nomi fra due rosoni e disposti in tre linee,
+con ortografia variata ne' quattro tipi che ne ho veduti:
+
+ 1. CORFV = CEFALONIA = ZANTE
+
+ 2. CORFV = CEFAL = ZANTE
+
+ 3. CORF. = CEFAL. = ZAN.
+
+ 4. CORF. = CEFAL = ZANT.
+
+Il rovescio presenta il consueto S. Marco in soldo attorniato
+dall'epigrafe * S. MARCVS. VEN * (ovvero VE *) e nell'esergo * II *.
+Ha un diametro di m. 0,026.
+
+Simile, ma in proporzioni minori, è il soldo, recante due varietà
+d'iscrizioni nel diritto:
+
+ 1. CORF. = CEFA. = ZAN
+
+ 2. CORF. = ZANT. = CEF.
+
+Nel rovescio gira intorno al leone la epigrafe * S. MARC. V * e
+nell'esergo la cifra * I *. Il diametro è m. 0,020.
+
+Le sei monete di questa serie, come pure quelle di puro rame per la
+Dalmazia e per l'Albania, continuarono ad aver corso nelle isole
+Jonie, dove si battevano nel 1801 autonomi pezzi da 5 e 10 gazzette
+venete, fino al 1819 in cui il governo protettore di quelle isole
+decretava la loro distruzione, e se ne giovava a battere gli oboli ed
+i dittoboli colla figura sedente della Britannia.
+
+[T5] Talleri a torchio col leone rampante.
+
+Il favore che avea trovato ne' commercii del Levante il tallero
+imperiale di Germania invogliò, alla metà del secolo scorso, la
+Signoria di Venezia a tentarne la fabbrica per inviarlo a' suoi
+possedimenti oltremarini. Ad ottenerlo pertanto di quella leggiadra e
+regolar forma che formava la bellezza estrinseca de' talleri alemanni,
+e che da un secolo e più non era per la zecca veneta che un incompiuto
+desiderio, statuiva il Senato il 15 marzo 1755, ducante Francesco
+Loredan, la introduzione in quell'officina del torchio in luogo
+dell'incommodo martello fino allora impiegato nella monetazione.
+
+Abbiamo però una terminazione del C. X, 27 marzo 1500, che suona così:
+[I[El singular modo et inzegno trovado cum molta sua industria et
+acuità per el fedel nostro Zuane da i relogii in far et stampar soldi
+cum tanta equalità, justeza et rotondità quanta alcuno ha veduto et
+come ha testificado el gastaldo de la Cecha nostra, et similiter li
+maistri de le stampe et altri hano visto el suo lavor et modo de
+lavorar, cossa a tutj admiranda; die indur la Signoria nostra a voler
+dar modo ch'el possi perseverar el bon principio dato non solum in li
+soldi et mezi soldi predicti, ma ogni altra sorte monede ac etiam li
+ducati (]I]zecchini[I[) como el se ha offerto de trovar modo cum ogni
+pianeza rotondità perfecta et pexo; adeo che le monede nostre, quale
+excelleno tutte altre monede de bontà, excellerano similiter de
+beleza; cossa che certamente se die dexiderar per honor de la Signoria
+nostra et per tuor ogni modo al stronzar de dicte monede le qual non
+potrano per alcun modo esser toche che imediate non siano
+cognossiute]I], ecc.
+
+Da questa terminazione, che ho fedelmente trascritta dal Capitolar
+delle [I[Broche]I], rilevasi, parmi, che un congegno esclusivamente
+adatto allo stampo delle monete, onde risultassero belle e rotonde,
+una specie quindi del torchio odierno, fosse nella zecca nostra
+introdotto da questo Giovanni, che dalla prima sua professione ebbe il
+nome di Orologiajo. Quale si fosse questo congegno non s'hanno
+memorie. A chi tuttavia considera la rara perfezione de' nummi usciti
+dalla veneta zecca gli ultimi anni del secolo XV e fino al principio
+del XVII, si renderà facile a comprendere che, senza un meccanismo che
+ne agevolasse il lavoro, non era possibile coll'ordinario martello
+ottenere sì bei risultati. Ma nel secolo XVII, e più ancora nel
+successivo, i conii veneziani andarono imbarbarendo, talché quando il
+Loredan introduceva il torchio nel 1755 Venezia dava forse le monete
+più informi di quelle d'ogni altro stato d'Italia.
+
+Che la introduzione del torchio abbia a riportarsi a quest'anno, ce lo
+fa sapere, oltre la terminazione de' Pregadi del 15 marzo 1755, la
+iscrizione che ancora si legge in zecca:
+
+ AURO
+
+ ET ARGENTO
+
+ MELIORI FORMA FERIVNDO
+
+ EX SENATVS CONSVLTO
+
+ ANNO DOMINI
+
+ MDCCLV.
+
+Reca però maraviglia che il torchio si destinasse esclusivamente a'
+talleri fino alla caduta della Repubblica. Non abbiamo in fatti,
+oltr'essi, veruna moneta altramente improntata che a martello, ad
+eccezione della [I[osella]I] dell'anno IX del medesimo doge Loredan
+(1760), la quale sappiamo da memorie di zecca che [I[a pochi è
+piaciuta]I]. Tanta era la forza dell'abitudine che si preferivano i
+vecchi pezzi bruttissimi ai nuovi leggiadri; abitudine che ci richiama
+le arti tarde a sprigionarsi nel medio evo dalle tradizioni jeratiche.
+
+[I[Francesco Loredan]I]. È indubitato che nel 1755 si diede mano, in
+via soltanto d'esperimento, allo stampo dei talleri; ma nessuno ne
+abbiamo che porti quell'anno, perché la fabbrica ne incominciò
+veramente nel successivo 1756. Era in quell'epoca lo zecchino montato
+al valore di lire di Dalmazia 48, e si manteneva dal settembre 1716 a
+venete lire 22. Pensarono quindi i Veneziani util cosa sarebbe lo
+stampo di uno spezzato dello zecchino che fosse in un medesimo
+esattamente multiplo della lira dalmata di conto e della veneta;
+quindi si volle il tallero del valore di mezzo zecchino, equivalente
+cioè a venete lire 11 o dalmate 24.
+
+Il tallero pesa k. 138 d'argento a peggio 190 per marca, o in altri
+termini è al titolo 0,835. La metà d'esso, a titolo uguale, pesa
+proporzionalmente k. 69.
+
+Questa moneta ha nell'intero un diametro di m. 0,040, e reca nel suo
+diritto un busto di donna coperta d'ermellino le spalle, del berretto
+de' dogi il capo, e rivolta di profilo alla destra del riguardante;
+all'intorno le gira la epigrafe RESPUBLICA VENETA. Nel rovescio, entro
+uno scudo, ricco di cartocci nel suo ornamento esteriore, sorge il
+leone alato e nimbato, rampante verso la sinistra e che tiene nelle
+zampe anteriori aperto il libro de' Vangeli; gli gira intorno la
+leggenda FRANC : LAUREDANO DUCE 1756 (in altri esemplari 1761). Il
+contorno del pezzo è formato di linee parallele inclinate. Due tipi
+diversi conosco del diritto di questa moneta, oltre la varietà più
+facile a rimarcare degli anni: l'uno ha il profilo della imagine della
+Repubblica molto vezzoso, l'altro non è sì vago perché la disposizione
+delle labbra ad un manierato sorriso le dà un'aria alcun po' satirina.
+Questo secondo è il tipo che più ordinariamente si vede nelle
+raccolte.
+
+Ma di bellezza singolare è il busto della Repubblica improntato sul
+mezzo tallero, il cui diametro è m. 0,033, e il cui tipo è uguale a
+quello dell'intero, sminuito necessariamente nelle proporzioni. Non
+conosco di questo spezzato del Loredan altr'epoca che quella 1756.
+
+Le memorie di zecca ci conservarono la cifra de' talleri battuti sotto
+il Loredan, cioè
+
+ dall'anno 1756 all'11 aprile 1750 talleri n. 137,973. 1/2.
+
+ dal 9 novembre 1761 in appresso, talleri n. 24,255. 1/2.
+
+[I[Marco Foscarini]I]. Il 14 luglio 1762 imprese il Foscarini per la
+terza volta lo stampo de' talleri improntandoli del proprio nome.
+Introdottasi col torchio l'arte de' punzoni, non hanno queste monete
+altra varietà da quelle del Loredan che nel nome del principe. Sì il
+tallero che la sua metà recano quindi al rovescio la leggenda MARCO
+FOSCARENO DUCE, 1762. Sappiamo dalle memorie di zecca essersene da
+questo doge stampati per la somma di talleri 11,682. 1/2.
+
+[I[Alvise Mocenigo IV.°]I] Le stesse osservazioni cadono sul tallero
+da questo doge improntato dietro il tipo de' precedenti, e della sua
+metà. La iscrizione che portano al loro rovescio questi due pezzi è la
+seguente ALOYSII ([I[sic]I]) MOCENICO DUCE 1766, e nel mezzo tallero
+1764.
+
+Ad eccezione del tallero del Loredan, che però non è comune, gli altri
+5 pezzi di questa serie sono difficili a trovarsi, né so che alcun
+medagliere tutti li posseda, ad eccezione della Raccolta Correr.
+
+Qui mi giova soffermarmi ad un settimo pezzo che nell'agosto 1850 vidi
+nelle mani del dottor Koch di Trieste, distinto naturalista e
+fervoroso raccoglitore di monete veneziane. È un [I[quarto di
+tallero]I], del tipo comune a' descritti col leone rampante,
+improntato in argento del titolo medesimo, e di peso relativamente
+minore, di leggiadro conio e di perfetta conservazione. Reca verso il
+contorno del rovescio la iscrizione ALOYSII MOCENICO DUCE 1765. Al
+primo vedere questo curioso cimelio della zecca nostra, mi sorse
+qualche dubbio sulla genuinità d'esso; ma le assicurazioni del dotto
+Koch sulla provenienza del pezzo, e maggiormente il più accurato
+esame, mi fecero inclinare a ritenerlo effettivamente genuino. Quanto
+alla sua rarità singolare, mancando esso a tutte le nostre collezioni,
+non saprei come meglio spiegarla che ritenendolo un semplice progetto,
+poi abortito. Gli è però indubitato che non ne troviamo menzione nelle
+memorie di zecca; ma il loro silenzio non dee esserci sufficiente a
+farne sospetta la originalità. Nelle memorie di zecca non troviamo
+nemmeno ricordato l'[I[ottavo del leone Morosini]I]; ma chi mai
+potrebbe sospettare, vedendola, che questa moneta, conservata al Museo
+Correr, sia falsa?
+
+[T5] Talleri a torchio col leone seduto.
+
+Che il favore sperato da' Veneziani per la nuova moneta ne'
+possedimenti del Levante venisse successivamente meno, lo prova la
+cifra sempre diminuita de' pezzi che si batteano per ogni [I[posta]I].
+Si volle quindi tentare un nuovo stampo, e che ancor più del primo
+s'accostasse a' talleri germanici. Il Senato col decreto 6 febbrajo
+1768 adottava il nuovo conio, e destinava poi a presiederne la
+fabbrica l'ingegnere Ferracina di Bassano.
+
+Quanto però non riuscì inferiore di bellezza al primo tallero! Di
+questo non sappiamo l'egregio artefice, mentre ci è conservato il nome
+dell'incisore del nuovo, che fu certo Antonio Schabel, mediocrissimo
+coniatore tedesco, che aveva la smania di segnare le proprie iniziali
+sulle monete.
+
+[I[Alvise Mocenigo IV.°]I] Approvatosi il nuovo conio colla succitata
+terminazione, si conservò il titolo e il peso di prima, ma se ne variò
+il valore, conguagliandolo cioè ad un ducato e un quarto d'argento, o
+a lire venete 10, pari a lire 21 e soldi 10 di Dalmazia, e si permise
+che a quest'ultimo prezzo lo ricevessero le casse de' possedimenti
+oltremarini. Il nuovo tallero del Mocenigo serba il diametro e
+necessariamente la grossezza del vecchio, ma nel diritto reca un busto
+di donna rivolta a destra del riguardante, con piccolo diadema sul
+capo, e coperta d'ermellino le spalle, di ricco manto il petto; brutto
+e sdolcinato il disegno, povera l'esecuzione. Gira all'intorno del
+busto la leggenda RESPUBLICA VENETA, preceduta da un rosone e
+continuata per abbracciar più campo da un ornatino pur chiuso fra due
+rosoni. Il rovescio offre il leone di S. Marco colle ali spiegate
+seduto verso la dritta, e volgente alla sinistra il capo, tenendo la
+zampa manca anteriore sul libro aperto, e posato sopra una mensola nel
+cui orlo le iniziali . A . S . (A. Schabel); all'intorno la leggenda
+ALOYSIO MOCENICO DUCE prolungata dagli ornamenti stessi che rimarcammo
+in quella del diritto, e nell'esergo l'anno * 1768 * oppure * 1769 *.
+Il contorno è a fogliame.
+
+Il nuovo tallero di questo doge, del quale non abbiamo spezzati, è
+rarissimo se improntato nel 1768, quasi comune se nel 1769.
+
+[I[Paolo Renier]I]. La diminuzione decretata nel prezzo de' nuovi
+talleri non portò vantaggio di sorta, ma fu accagionata di disordini,
+per cui un nuovo Senatoconsulto del 29 settembre 1779 ne ritornava il
+valore al primitivo di mezzo zecchino; e vi si aggiunsero, ducante il
+Renier, gli spezzati, [I[mezzi]I], [I[quarti]I], [I[ottavi]I], tutti
+all'ordinario titolo dell'intero, cioè a peggio 190, del peso relativo
+di k. 69, 34. 1/2, 17. 1/4, e del valore di lire 5. 10, 2. 15,
+1. 7. 6.
+
+Non variano questi ovvii nummi dal secondo tallero del Mocenigo,
+quanto al tipo, se non nella iscrizione del rovescio e nella data,
+recando tutti intorno al leone la leggenda PAULO RAINERIO DUCE.
+Talleri del Renier n'esistono cogli anni 1781, 1784, 1785, 1787, 1788;
+mezzi cogli anni 1780, 1784, 1786; quarti ed ottavi cogli anni 1780,
+1781, 1786; avvertendosi in questi due pezzi minori dentellato il
+contorno, anziché a fogliame.
+
+[I[Lodovico Manin]I], mutata l'epigrafe del rovescio (LUDOVICO MANIN
+DUCE), continuò a stampare quelle monete; e di lui si trovano
+facilmente talleri degli anni 1789, 1790, 1792, 1794, 1795, 1797;
+mezzi talleri degli anni 1789, 1790, 1792, 1797; quarti del 1790;
+ottavi degli anni 1790, 1791, 1794 e 1796. I conii e i punzoni di
+questi pezzi dell'ultimo doge, lavorati dallo Schabel, esistono ancora
+nella veneta zecca.
+
+
+
+[T3] ZECCHE DI CORON E DI MODON.
+
+Quasi in appendice alla parte del mio lavoro che tratta delle monete
+del Levante Veneto ho creduto collocare le scarse notizie che ci
+rimasero di officine nummarie progettate da' Veneziani a Coron ed a
+Modon, castella che proteggono la punta della Morea che guarda a
+libeccio. Quanto è a mia cognizione su questo argomento è solo una
+legge del Maggior Consiglio, sancita il 7 marzo 1305, legge di cui qui
+trascrivo il tenore:
+
+[I[ Millesimo trecentesimo quinto, die VII Marcii.
+ Cum per principem Achaiae et alios de Romania fiat
+ talis moneta propter quam redditus nostri Comunis
+ Coroni et Modoni sunt valde deteriorati, et etiam
+ mercatores inde recipiunt magnum praeiuditium
+ et sinistrum; capta fuit pars quod per nostrum Comune
+ debeant cudi in Corono et Modano illae monetae quae
+ videbuntur Domino Duci, Consiliariis, Capitibus
+ de XL et Provisoribus esse meliores pro nostris
+ negociis de inde.]I]
+
+ (Dal [I[Registro MAGNUS]I] appartenente al M. C.,
+ pag. 10, conservato nell'I. R. Archivio Generale di Venezia).
+
+Parlando più sopra del [I[tornese]I], ho fatto vedere come il favore
+ch'ebbe in Levante ne' secoli XIII e XIV questa moneta introdottavi
+da' Francesi signori d'Acaja, movesse i Veneziani intorno alla metà
+del trecento a coniarla essi pure allorché stesero nel suolo di Grecia
+i loro possedimenti. Ma se anche il primo tornese battuto da' nostri
+fu improntato del nome di Andrea Dandolo, vedemmo come fino dal 1287
+una legge speciale regolasse le pratiche de' cambiatori di tornesi, e
+come nel 1298 Marco Polo ne parlasse come di nummo avente singolar
+favore ne' commercii orientali. Qual maraviglia perciò se i Veneti,
+gelosi della voga di questa moneta francese, che ridondava in danno
+delle proprie, pensavano nel 1305 d'imprendere lo stampo di conio che
+le si avvicinasse, e d'imprenderlo in due castella del Peloponneso
+acciò ne fosse più pronto lo spaccio?
+
+Sennonché, qualora la terminazione surriferita avesse effettivamente
+avuto esecuzione, sarebbe molto difficile che non si fosse conservata
+fino a noi alcuna moneta di Modon o di Coron, battuta sotto Pietro
+Gradenigo e sotto i costui successori fino ad Andrea Dandolo. Eppure a
+nessun pezzo di Pietro Gradenigo, di Marin Zorzi, di Giovanni Soranzo,
+di Francesco Dandolo e di Bartolomeo Gradenigo non puossi applicare il
+nome di tornese; né dal disegno prender argomento a tenerli altrove
+battuti che nella zecca di Venezia. Escludendo il ducato d'oro che si
+possede di que' dogi, le monete conosciute di Pietro Gradenigo sono le
+seguenti: il [I[piccolo]I] coniato la prima volta da Sebastiano Ziani
+sul modello de' denari imperiali, il [I[grosso]I] cuso primamente da
+Enrico Dandolo, il [I[marcuccio]I] di bassissima lega che pure avea
+dato fuori il doge vincitore di Costantinopoli, il doppio[I[
+quartarolo]I] e la sua unità di cui alcuni vorrebbero attribuire
+l'origine alla ducea del Dandolo stesso, ma che genuino non si trova
+che da Pietro Ziani in poi. Lo Zorzi e il Soranzo non hanno altra
+moneta argentea che il grosso. Francesco Dandolo ha il piccolo e il
+grosso, a cui aggiunse il [I[mezzanino]I] o mezzo grosso e il
+[I[marchetto]I] d'argento, continuato quest'ultimo dal suo successore
+Bartolomeo Gradenigo, del quale pur hassi il grosso. Queste, e non
+altre, sono le monete che si conoscono nell'epoca di cui ci occupiamo,
+ma nessuna di queste poteva sicuramente essersi battuta per sostenere
+la concorrenza con quelle de' duchi d'Atene e di Chiarenza, come
+vorrebbe la terminazione 1305.
+
+Che cosa dunque è a conchiudere, s'esiste la legge e non esistono le
+prove che siasi effettivamente eseguita? La risposta è facile a
+indovinare; tanto più che di officine monetarie de' possedimenti
+veneti non abbiamo veruna memoria, all'infuori da quella di Cattaro.
+
+
+
+[T1] III. CANDIA.
+
+Imprendendo a parlare delle monete che i Veneziani coniarono per
+l'isola di Candia, la mente corre a que' torbidi giorni in cui una
+serie di maravigliosi avvenimenti guerreschi rese immortali gli sforzi
+de' nostri per conservare quel baluardo d'Europa che la prepotente
+forza de' Turchi fe' suo, dopo venticinque anni di guerra accanita.
+
+Andrea Valier senatore che visse in quell'epoca memoranda, e che in
+que' fatti ebbe parte, se ne fece lo storico. La costui opera,
+pubblicata nel 1679, è libro sommamente importante; è uno de' più bei
+monumenti con che si onorasse la memoria di tanti generosi cittadini
+che prodigarono alla patria gli averi ed il sangue. Io, ristretto
+dalla cerchia limitata del mio soggetto, non posso occuparmene in
+quest'opera se non in quanto alcuni di que' fatti abbiano immediato
+rapporto colla materia che ho a svolgere.
+
+La grande isola di Candia, [I[Creta]I] degli antichi, la quale, forse
+perché la maggiore delle isole greche, si favoleggiò culla e reggia di
+Giove, venne in mano a' Veneziani l'anno stesso della conquista di
+Costantinopoli, avendola essi per oro da Bonifacio marchese del
+Monferrato. Mandatevi colonie per abitarla e dissodarne gli
+abbandonati terreni, si mostrò in sulle prime intollerante di giogo, e
+costrinse con ribellioni frequenti la dominante a reprimervi gli
+spiriti, di soverchio esaltati, colla forza dell'armi. Più che un
+secolo e mezzo durò questa lotta incessante fra la Repubblica e que'
+sudditi turbolenti, finché assicurata la tranquillità e agevolate le
+comunicazioni colla capitale mercé le conquiste fatte da' Veneziani
+sui lidi della Dalmazia, ebbe Candia giorni di pace e di prosperità.
+Ma l'impeto degli Ottomani, minaccianti Europa ed invasori d'Europa,
+strinse quella colonia alla lontana metropoli, questa temendo di
+perdere il più agguerrito antemurale de' suoi possedimenti, quella
+paventando di subire il giogo esecrato, ambedue prevedendo che le
+forze turche, assicurate le loro conquiste nel continente, si
+sarebbero arrovesciate, quando che fosse, su quel punto
+importantissimo.
+
+E così veramente addivenne. Quantunque fino dal 1539 temessero i
+Veneziani per Candia e ne guardassero i porti e le castella, pure gli
+sforzi de' Turchi si diressero durante l'intero secolo XVI contro le
+isole dell'Arcipelago e contro Cipro, e la prima minaccia a Candia,
+che apre questa guerra, continuata venticinque anni, si avverò solo
+nel 1644.
+
+Quali monete prima di quell'epoca correvano in Candia? quelle stesse
+che pur avevano corso in tutt'i possedimenti del Levante Veneto, i
+[I[tornesi]I], come abbiamo veduto parlando di questi ultimi all'anno
+1476. Non si ha memoria però di nummi particolari di quell'isola prima
+del 1632, in cui troviamo i
+
+[T5] Soldini.
+
+Allorché, occupandomi nel capitolo precedente delle monete del Levante
+Veneziano, parlai de' tornesi, dissi come ciascuno d'essi
+corrispondesse in origine alla dodicesima parte del grosso nostro,
+vale a dire a quattro bagattini, valore che in seguito andò scemando
+fino a che ne' primi anni del secolo XVII tanto era deteriorato che il
+tornese si ragguagliava a que' giorni alla quindicesima parte del
+soldo, era cioè calato ad un 1/5 del primitivo valore. Le sigle che
+incontriamo ne' [I[soldini]I] di Candia, così appellati per la loro
+piccolezza in confronto de' nostri che si chiamarono allora
+[I[soldoni]I], ci provano che il soldino equivaleva a 4 tornesi, cioè
+a 4/15 del soldo veneziano.
+
+L'anno 1632 decretava la Repubblica si battesse per Candia, e tosto
+s'inviasse a quell'isola, una somma di tredicimila ducati in soldini
+di rame. Ad agevolare pertanto il computo nei soldini dell'isola e nei
+tornesi comuni a' possedimenti di Levante, si fecero due monete di
+differente valore, l'una cioè di un soldino o 4 tornesi, l'altra di 10
+tornesi o due soldi e mezzo. Sono queste le prime monete [I[certe]I]
+che i nostri abbiano coniato per la sola Candia, e di queste passo
+senz'altro alla descrizione.
+
+[I[Pezzo da soldini 2 e 1/2]I]. = Varia nel peso da k. 22 a k. 27,
+quantunque lo Zon lo fissi (p. 74) a k. 25, per modo che gr. 10 di
+peso rispondano ad un tornese di valore. Il suo diametro è m. 0,025, e
+la materia n'è puro rame. Il diritto offre in mezzo ad un leggiadro
+contorno, che non molto si discosta da quello descritto nella
+[I[piastra]I] e nel [I[reale]I] di Francesco Contarini, la epigrafe in
+tre linee = SOL = DINI = * 2 * 1/2 * (in alcuni esemplari mancano le
+stelline). Il rovescio ha il S. Marco in gazzetta a' cui fianchi due
+piccole rose e nell'esergo . T. 10 . ovvero T . 10. ed anche T . 10,
+[I[tornesi dieci]I]. Il Museo Correr ne ha pure esemplari con due
+incusioni, delle quali non sono in grado di spiegare il significato,
+SP sopra B negli uni, GM negli altri.
+
+[I[Soldino]I]. = Parimente di rame, ma del diametro 0,019, e del peso
+variante da k. 9 a k. 10. 3. Simili discrepanze nel peso da me
+avvertite in esemplari della più bella conservazione, m'indurrebbero a
+credere che anche per queste piccole frazioni della moneta non si
+avesse riguardo che al valor nominale, benché sia probabile che ne
+fosse stabilito l'intrinseco nella misura più sopra notata di k. 2. 2
+per tornese. Il diritto offre in due linee la parola SOL = DINO. Sovra
+la prima è una stellina; altra stellina maggiore, talvolta una rosa
+fra due minori, sotto la seconda. Il rovescio è simile al pezzo da 10
+tornesi, ma nell'esergo ha variamente espresso il valore T . 4,
+. T . 4 ., * T 4 *, . T 4 . [I[tornesi quattro]I].
+
+Equivalendo pertanto il soldino di Candia a 4/15 del veneziano, il
+pezzo da soldini 2 e 1/2 va ragguagliato a 2/3 del marchetto. E
+siccome il soldo è costantemente la 20.ª parte della lira, così è a
+ritenere che a quell'epoca v'era in Candia una lira del valore di 80
+tornesi cioè rispondente a soldi veneti 5. p. 4. Ma non conosco di
+questo pezzo la effettiva esistenza, e fors'era, come la lira di
+Dalmazia, una semplice moneta ideale di computo.
+
+Il soldino e il suo multiplo non portano, è vero, il nome della
+colonia per cui furon battuti; ma il loro valore doppiamente espresso
+in soldini e tornesi, la rispondenza esatta di una moneta peculiare di
+Candia a quel nome ed a quel valore, il sapersi per quell'isola
+ordinato nel 1632 lo stampo di monete analoghe, il disegno delle
+figure e i caratteri de' pezzi in questione proprii di quell'età, sono
+tutte ragioni colle quali io credo di giustificare pienamente
+l'averli, collo Zon, attribuiti a quella colonia e a quell'epoca.
+
+[T5] Gazzetta doppia di F. Erizzo.
+
+Gli ultimi anni del governo di Francesco Erizzo, che sedette sul trono
+ducale dal 1631 al 1646, furono funestati dall'incominciamento della
+guerra di Candia, e dalla perdita di una delle piazze più importanti
+dell'isola, la Canea, presa nel 1645 da' Turchi dopo un'eroica
+resistenza. Il pericolo nel quale si trovava l'intera colonia, di cui
+era minacciata la medesima capitale, determinò il Senato ad imprendere
+con enorme dispendio una nuova spedizione per assicurare il restante
+dell'isola e ripigliare agli Ottomani la piazza dalle loro armi
+occupata. Il doge Erizzo, comeché ottuagenario, fu proclamato
+generalissimo, ma anziché salpasse mori. Gli è appunto in quel breve
+tempo che scorse dalla presa della Canea alla morte dell'Erizzo che ho
+collocato lo stampo del [I[reale]I] per il Levante, come qui vi
+colloco quello della [I[doppia gazzetta]I] per Candia. La somiglianza
+di questo rarissimo pezzo con quelli battuti per l'isola stessa dal
+suo successore Francesco Molin, e la necessità in cui si trovava
+l'esercito veneziano a Candia di monete piccole, necessità che indusse
+a coniare le doppie gazzette, le gazzette semplici e i soldi per
+quell'isola un anno dopo, mi determinano ad assegnare a Candia questo
+cimelio della numismatica veneziana, anziché al Levante, dove
+facilmente avrebbe potuto trovar posto presso il non men raro
+[I[reale]I].
+
+Della doppia gazzetta di Francesco Erizzo non conosco che un solo
+esemplare, conservato nella Marciana. Quanto al metallo, è biglione
+bassissimo, a peggio k. 1098 per marca, del peso di k. 20 all'incirca
+e di diametro indeterminabile per la irregolarità del contorno. Questo
+pezzo subì due volte il martello monetario, ed il secondo colpo fu
+aggiustato al nummo dapprima impresso, per modo che il diritto
+s'improntasse dello stampo del rovescio e viceversa. Ebbi così ad
+impiegare la maggior pazienza per dicifrarne sotto la doppia
+impressione le rappresentazioni e le leggende; giunsi nullameno a
+discernere faticosamente le une e le altre. Il diritto porge la figura
+del doge genuflesso e rivolto di profilo alla sinistra del
+riguardante, chiuso in un cerchio di perline oltre cui è l'iscrizione
+FRANC . ERIZZO . D . Nell'esergo hannovi iniziali di monetario delle
+quali non è riconoscibile che una A in mezzo a due altre sigle, di cui
+quella a destra pare una B. È quindi agevole il riscontrare nelle
+sigle medesime le iniziali di Zuan Alvise Battagia che fu massaro
+all'argento nella zecca nostra gli anni 1646 e 1647, sigle che
+rafforzano la opinione che più sopra esposi sull'epoca e quindi sulla
+destinazione di questa moneta. Il suo rovescio presenta il leone alato
+e nimbato, rampante verso sinistra, pur avvolto in cerchio di perline
+oltre cui gira la epigrafe SANCT . MARC . VENET . Nell'esergo la cifra
+* IIII * indica il valore di [I[quattro soldi]I], o due gazzette.
+
+Per quanto io mi sappia, questo pezzo è totalmente sconosciuto agli
+amatori della nostra numografia. Tale circostanza è appieno
+giustificata dalla qualità dell'unico esemplare che forse n'esiste
+nelle raccolte. Non puossi nemmeno asserire che abbia avuto mai corso;
+né d'esso, né del reale dell'Erizzo, non abbiamo fondamento alcuno per
+ritenerli più che semplici prove di zecca.
+
+[T5] Gazzette doppie e semplici, e Soldi di Francesco Molin.
+
+Per fatti gloriosamente immortali, quali prosperi, quali sventurati,
+va segnalata la ducea di Francesco Molin, successore all'Erizzo nel
+1646, e che resse la Repubblica fino al 1655. Gli sforzi per avanzare
+l'armamento di Candia, la nobiltà patrizia venduta a prezzo d'oro per
+sopperire a' favolosi dispendii, le imprese arditissime sulle coste
+dalmate ed albanesi, la chiusa fatta a più riprese da' nostri colle
+bocche de' lor cannoni dello stretto de' Dardanelli, le cittadelle
+perdute e ripigliate, le fazioni sul mare di Tommaso Morosini, del
+Cappello, del Grimani, del Mocenigo e del Riva sono a leggersi nella
+storia del Valier. Io non credo che alcun popolo possa vantare una
+serie di avvenimenti sì gloriosi, anche se il loro esito fu infelice,
+come il popolo veneziano combattente a Candia le forze smisurate de'
+Turchi.
+
+Difettava nel 1647 quell'isola di danaro pel traffico minuto,
+necessario a tanti soldati che vi spediva la Repubblica, traendoli
+dalle proprie terre od ingaggiandoli all'estero. Si decretò quindi
+quell'anno stesso che fossero coniate monete da 2 e da 1 gazzetta e da
+1 soldo per Candia, ed ivi prontamente inviate. Sembra peraltro che il
+loro stampo non fosse così copioso da saziare i bisogni dell'isola
+combattuta, se nel volgere di pochi anni fu necessario ricorrere a
+monete ossidionali.
+
+Volgendoci ora a descrivere le monete battute nel 1647 per Candia,
+ricorderò conservarsene ne' nostri musei tre diverse.
+
+I.° [I[Gazzetta doppia]I]. = È delle tre la più rara, mancando essa
+alla raccolta Correr, né avendone io mai veduto altro esemplare da
+quello in fuori della Marciana, quantunque esistesse anche nella
+collezione Gradenigo descritta dal suo possessore nel secondo volume
+dello Zanetti, dove però il Gradenigo ci assicura non averne lui
+vedute di simili nei lunghi anni che fu sulla flotta (p. 197-198, n.
+218). Il diametro n'è m. 0,028, il peso del pezzo da me esaminato è di
+soli k. 28. 3, mentre dovrebb'essere di k. 39. 51/235, incolpandosi di
+tal divario il cattivo stato di conservazione dell'esemplare. Il
+biglione che ne costituisce la materia ha di fino k. 54 per marca, è
+cioè a peggio 1098, equivalente al titolo 0,046875. Perciò il metallo
+è il medesimo che quello allora impiegato a battere i [I[soldoni]I] da
+12 bagattini, il cui peso dovrebbe stare esattamente alla nostra
+moneta come 1 a 4. Il diritto offre una donna coronata, seduta di
+prospetto, avente nella destra il corno ducale, lo scettro nella
+manca; il leone di S. Marco le giace accosciato presso il piede
+sinistro, e un cerchio di perline le gira intorno, lasciando spazio
+alla iscrizione . FRANC . MOLINO . D . V . ([I[Dux Venetiarum]I]); e
+nell'esergo le sigle . Z . A . S . indicano il nome di Zuanne Alvise
+Salamon che fu massaro all'argento negli anni 1650 e 1651, sigle che
+ricorrono altresì nella [I[osella]I] dell'anno settimo del Molin, e
+provano come siasi seguitato più anni a battere quelle monete, la cui
+rarità può facilmente spiegarsi colla occupazione turca dell'isola per
+cui furono coniate. Il rovescio ha il S. Marco in soldo colla
+singolare aggiunta di una spada alzata ch'ei stringe colla destra,
+mentre nella manca tiene il Vangelo. Lo accerchia il solito contorno
+di perline, oltre cui la leggenda SANCT. MARC. VEN fra due rosoni, e
+fra due rosoni parimente nell'esergo la cifra IIII indicante il valore
+del pezzo, 4 soldi.
+
+II°. [I[Gazzetta]I] = Simile al suo duplo è pur la gazzetta semplice,
+del diametro di m. 0,023, del peso di k. 19. 143/255, e di biglione al
+titolo antecedentemente notato. Uguale n'è pure il tipo,
+proporzionalmente minore, in cui altra differenza non si rimarca dal
+doppio pezzo che la leggenda del rovescio che offre VE. invece di VEN,
+e l'esergo del lato medesimo che porta di necessità la cifra . II .
+
+III.° [I[Soldo]I] = I due esemplari da me veduti di questa moneta,
+l'uno nella Raccolta Correr, l'altro alla Marciana m'inducono forte
+sospetto non sia essa che una moneta di capriccio, seppure non
+vogliasi credere che la fretta in cui si trovò la zecca veneta di
+coniare e spedire a Candia quantità di monete piccole non avesse
+impedito di preparare lo stampo del soldo particolare per quell'isola,
+e obbligato a valersi per l'uno de' lati del conio comune de' soldoni
+veneziani, per l'altro del conio della gazzetta di Candia. Ambedue
+infatti quegli esemplari presentano dall'una parte il leone di S.
+Marco dinanzi a cui genuflesso è il doge; gira intorno alle due figure
+oltre il cerchio di perline la scritta . S. M. V. ([I[Sanctus Marcus
+Venetiarum]I]) FRANC. MOL ([I[Franciscus Molino]I]) e sotto la linea
+dell'esergo è fra due rosoni il numero 12 de' bagattini componenti il
+soldo. Il rovescio invece è improntato col conio del diritto della
+suddescritta gazzetta, ma essendo il diametro dell'ultima non poco
+eccedente quello del soldone comune, non poté stamparvisi che la base
+delle lettere che ne formano la leggenda. Il peso è l'ordinario de'
+soldi, k. 9. 189/235, co' quali ha comune il titolo dell'argento.
+
+Siccome queste monete doveano principalmente servire ai pagamenti
+delle truppe che riceveano i loro stipendii in moneta veneziana, credo
+per tal ragione essersi preferito allo stampo degli altri pezzi di
+Candia da 4 e da 10 tornesi quello di monete perfettamente analoghe a
+quelle della metropoli, se non nel tipo, bensì nel peso, nel titolo e
+nel valore. Era poi facilissimo in quell'isola ragguagliare questo
+valore alla moneta ivi corrente; il soldone era pari a 15 tornesi; la
+gazzetta a 30 tornesi, la gazzetta doppia a tornesi 60.
+
+[T5] Moneta Grimani.
+
+Dalle monete battute per l'isola di Candia nella veneta zecca,
+passiamo ora a quelle che per dolorosa necessità dovettero coniarsi
+nell'isola stessa. Prima di tutte ci si presenta fra queste una moneta
+ch'ebbe il nome dal capitano generale Giambattista Grimani,
+sottentrato al destituito Cappello nel 1646. Gli è appunto questo anno
+che leggiamo inciso sulla moneta, ma non credo che allora siasi cusa,
+bensì in uno dei successivi, improntandola colla data 1646 solo perché
+la nomina del Grimani era caduta in quell'anno.
+
+La [I[moneta Grimani]I] è un pezzo da 2. 1/2 soldini recuso; la
+recusione ha le forme più barbare sì ne' caratteri che nelle figure, e
+fu stampata da gente inesperta nel maneggio del martello monetario,
+talché sotto il secondo tipo restò non solo visibile e dicifrabile il
+primo, ma il secondo è molto leggero e lascia a mala pena discernere
+alcune parole. Non ci voleva quindi che il confronto simultaneo de'
+sette esemplari custoditine nella Raccolta Correr per rilevare le
+intere leggende di questa non comune moneta. L'uno de' lati offre lo
+stemma della famiglia Grimani tutt'ornato di cartocci inelegantissimi
+e sormontato dal berretto di capitano generale. Una linea circolare
+gli gira intorno e lo divide dal campo della iscrizione ch'è
+indubbiamente questa: IO. BAP. GRIM. GEN. IMP. VENET. Una linea serve
+d'appoggio allo scudo, e nel breve esergo che s'apre fra essa e la
+circolare stanno le sigle G * 10. L'altro lato ha un orrido S. Marco
+in soldo che tiene lo scudo Molin, insegna del doge allora regnante.
+Nello spazio fra la linea su cui posa il leone ed il cerchio che lo
+attornia sono ripetute le sigle G * 10, e fuori di questo cerchio gira
+l'epigrafe SANCTVS MARCVS VENETVS 1646, notandosi per esattezza che le
+N da questo lato sono rovescie. Quanto al diametro e al peso di questa
+moneta è inutile il dirne, perché non è, lo ripeto, che un pezzo da
+2. 1/2 soldini di rame recuso.
+
+Se veramente quell'anno 1646 si riferisse all'epoca dello stampo della
+moneta, fatto riflesso alla moneta stessa che dagl'informi caratteri
+si annuncia coniata in momenti d'estrema necessità potrebbe a taluno
+venir in mente la si percuotesse in Rettimo assediata e presa
+quell'anno da' Turchi. Ma non porterebbe allora il nome del Grimani,
+sì però del Cappello sotto il cui generalato ebbe sì infelice esito la
+resistenza di Rettimo. Chiamato il Grimani a quella suprema dignità
+gli ultimi mesi di quell'anno, e incominciando la serie gloriosa delle
+sue geste solo nel successivo, hassi tutto il fondamento di ritenere
+che la data impressa sulla moneta non ad altro si riferisca che
+all'assunzione dell'intrepido duce al generalato. Siccome poi nel 1648
+perì, vittima del suo dovere, nelle acque de' Dardanelli, e i nummi
+ch'esaminiamo furono senza fallo improntati anzi che gli si
+sostituisse il Mocenigo, del quale in caso diverso avrebbero portati
+gli stemmi e il nome; così è probabilissimo che la loro fabbrica abbia
+a collocarsi nel 1648 quando i Turchi misero il primo assedio a
+Candia. Quale ne fosse il valore, ce lo dice la moneta medesima,
+G. 10; e siccome non abbiamo pezzo cui si possa applicare quella
+iniziale fuorché la [I[gazzetta]I] così opino doversi interpretare
+quella sigla G. per gazzetta, e corrispondere il pezzo ad una lira
+veneta o a dieci gazzette. Nel 1652 correvano ancora in Candia
+siffatti pezzi, e sotto quell'anno ci racconta il Valier come i
+disordini moltiplicatisi obbligassero la Signoria a totalmente
+bandirli. Riporto il passo del Valier ([I[Storia della guerra di
+Candia]I], p. 289) dal quale si rileva eziandio che appunto in
+quell'isola s'imprimevano questi nummi, se vollersi inviati tutt'i lor
+conii a Venezia: [I[Non ommetteva il Senato applicatione alcuna per
+sostenere quella città. E perché in essa s'erano formate certe monete
+di rame dette ]I][SC[GRIMANI[I[]SC], le quali ogni giorno mancauano
+di stima in riguardo dell'accrescimento che faceuano di numero, si
+uedeva chiaramente che la continuatione delle medesime hauerebbe
+affatto diuertito il commercio alla piazza, la quale una uolta
+finalmente sarebbe perita per necessità; fu ordinato al generale Riua
+che totalmente le prohibisse e che inuiasse a Venetia tutte le stampe,
+per troncare una cosa tanto perniciosa; la quale, conforme
+l'ordinario, fu incominciata con un ottimo fine in un caso di estrema
+urgenza, ma fu poi continuata con fini d'ingordissima auaritia, oltre
+l'inganno e la fraude d'infiniti monetarii che riceueuano incitamento
+dalla facilità della fabbrica]I]. E conchiude: [I[Per questo meritò in
+tutti i tempi il più attento riguardo la costruttione di nuove monete
+di solo nome, perché essendo tanto soggette ad esser adulterate, la
+medicina per ordinario diuenta ueleno, et il rimedio bisogna che nasca
+con precipitio anche di molti innocenti]I]. Sante e generose parole
+son pure queste ultime, che si vorrebbero scolpite sulle officine
+monetarie dell'Europa moderna!
+
+Prima di chiudere il mio breve discorso su questa moneta, di cui spero
+aver determinato chiaramente l'epoca, il valore e la circostanza che
+le diede origine, osserverò essere questo di tutt'i nummi veneziani il
+solo che porti altro nome nelle sue leggende da quello del doge; il
+solo altresì ove ad un generale veneziano sia dato il titolo
+d'[I[imperatore]I].
+
+[T5] Ossidionali del 1650.
+
+Se spetta con ogni probabilità al primo assedio che Candia sostenne
+nel 1648 la [I[moneta Grimani]I], appartengono al secondo due pezzi
+assai più rari, improntati dell'anno 1650, in cui i Turchi, raccolte
+novelle forze, la strinsero formidabilmente. Questi conii a cui noi
+Italiani diamo il nome di [I[ossidionali]I], e pe' quali la lingua
+alemanna ha l'espressivo vocabolo [I[Nothmünze]I], mostrano nella
+grettezza del disegno e nel pessimo stampo una mano avvezza a trattare
+le armi del soldato più che il martello dello zecchiere.
+
+Esposi superiormente per qual ragione s'abbia a riconoscere nella
+[I[moneta Grimani]I] un segno rappresentativo della lira veneta.
+Alcune sigle ricorrenti ne' due tipi che qui verrò illustrando li
+manifestano multipli di quel nummo. Infatti quello maggiore in
+diametro e in peso porta nel rovescio le iniziali L. X, mentre il
+minore ha invece L. V, ch'io vorrei interpretare [I[lire dieci]I] e
+[I[lire cinque]I]. Il Valier, nel passo più addietro riportato,
+parlando delle monete ossidionali di Candia sotto l'anno 1652 non
+ricorda se non le monete Grimani e ne tace il valore. Che quel nome
+abbia a dinotare il pezzo da 10 gazzette che porta l'anno 1646 è fuor
+d'ogni dubbio, perché vi leggiamo impresso il nome del capitano
+generale Grimani. Non credo peraltro avanzare un'ipotesi malferma nel
+conghietturare che ad altre monete successivamente battute fra i
+rigori dell'assedio si desse il medesimo nome che s'era dato alla
+prima. Certo è che i due nummi di puro rame che in breve descriverò
+dovettero subire il ritiro dalla circolazione, se sono oggi ridotti di
+gran rarità.
+
+[I[Pezzo da lire dieci]I]. = I due soli esemplari ch'io vidi di questa
+moneta sono conservati nel Museo Correr, ed uno d'essi scarseggia
+straordinariamente nel peso per aver tagliato il contorno, che
+nell'esemplare perfetto è sì largo da corrispondere ad un sesto del
+diametro della moneta, il quale tocca perciò m. 0,030 nell'uno, e
+0,025 nell'altro pezzo. Quanto al peso è nel primo di k. 59, nel
+secondo di k. 29. Il diritto offre in tre linee orizzontali, la
+iscrizione allusiva ad una moneta nominale che non traeva d'altronde
+valore che dalla fiducia del popolo per cui s'era battuta, FIDES
+PVBLICA 1650. Sopra l'epigrafe è un piccolo leone, e a' suoi lati due
+punti intorno a ciascuno de' quali girano altri 5 punti disposti quasi
+ad indicare gli angoli di un pentagono, e sott'essa una stellina. Una
+linea circolare avvolge l'epigrafe ed i suoi ornamenti, ed è alla sua
+volta chiusa da giro maggiore ove alternano segmenti di circolo, punti
+e stelline, così disposti *).(*). Il rovescio offre una ben disegnata
+imagine di S. Marco in piedi, veduto di prospetto, che nella sinistra
+tiene il Vangelo e colla destra benedice. Gli stanno a' fianchi le
+sigle L e X le quali superiormente esposi che ritengo esprimere
+[I[lire dieci]I].
+
+[I[Pezzo da lire cinque]I]. = Dello stesso nummo che servì nel 1648 a
+battere la moneta Grimani, cioè del pezzo da soldini 2. 1/2, si
+giovarono gli assediati abitatori di Candia per improntarvi un segno
+rappresentatore del quintuplo di quella più antica ossidionale. Almeno
+tali si mostrano i due soli esemplari che ne ho veduti, l'uno al Museo
+Correr, l'altro alla Marciana. Il diritto e il rovescio di questo
+pezzo portano i tipi medesimi del precedente, sminuiti nelle loro
+proporzioni, e col necessario mutamento a' lati del santo, ove
+scorgonsi le sigle L e V indicanti, secondo me, il valore di [I[lire
+cinque]I]. Il lavoro del conio n'è però assai scadente, il diametro di
+m. 0,020 senza il contorno.
+
+Raffrontato questo pezzo col suo duplo, troviamo nell'ultimo,
+considerandone il miglior esemplare, una eccedenza del peso. Nessuna
+maraviglia però mi farebbe se questa eccedenza, che non supera i 5 k.,
+fosse maggiore d'assai. Prescindendo anche dall'angustiosa fretta in
+cui tali nummi furono cusi sotto una pioggia di palle di cannone e di
+bombe, osserverò che non occorreva certa scrupolosità nel pesare i
+pezzi che monetandosi andavano ad assumere un valore affatto nominale.
+
+[T5] Zecchino di cuojo.
+
+Scrisse lo Zon nel suo più volte citato trattato della Zecca Veneta
+(p. 72): [I[Nel numero di queste monete temporanee, o piuttosto segni,
+o tessere per l'armata, potrebbe per avventura notarsi uno ]I]zecchino
+di cuojo[I[ col nome di Francesco Cornaro doge di soli 20 (]I]leggi
+24[I[) giorni, nel 1656, simile affatto a quello d'oro di lui, ma di
+forma distinta e minore, con caratteri che, nella forma dell'E così
+segnato H, vi grecizzano, ed il quale fino all'anno presente
+(]I]1847[I[) si possedette dai conti Pompei di Verona colla tradizione
+che sia moneta battuta pei bisogni della guerra di Candia. Il suo
+tempo vorrebbe assegnarsi in vicinanza alla vittoria dei Dardanelli
+del 26 giugno di detto anno, e darebbe maggior probabilità il sapersi
+che in quegli anni stessi fu a quella guerra e vi sostenne cariche
+distinte il generale d'artiglieria conte Tommaso Pompei]I].
+
+Ho riportate le stessissime parole dello Zon, che primo disse di
+questa strana moneta, della quale io spero sarò l'ultimo a dire.
+Conciossiaché sia ormai tempo di sbandire dalla numismatica veneta
+tante goffaggini alle quali non so come dessero luogo ne' lor lavori
+scrittori riputatissimi. Quanto ai rapporti storici del pezzo in
+questione, non sono d'accordo col mio illustre amico, perché la
+battaglia dei Dardanelli ch'egli, colla consueta sua esattezza, nota
+combattuta il 26 giugno 1656, avvenne dopo che al defunto doge Corner
+era già succeduto Bertucci Valier. Aggiungerò che in niuno scrittore,
+in nessun documento non ricorre il minimo cenno di monete di cuojo
+battute per le strettezze di Candia. E il silenzio de' documenti e
+degli storici è per me autorevolissimo, trattandosi d'epoca a noi
+vicina e delle cui memorie abbondano le fonti nostre.
+
+Il pezzo che vide e descrisse lo Zon ebbi anch'io tra mani più volte,
+mentr'era in proprietà del sig. Giuseppe Dina intelligente ed onesto
+negoziante d'oggetti numismatici in Venezia; e in quella occasione
+potei a tutt'agio esaminarlo e paragonarlo ad altri zecchini di
+Francesco Corner che si vedono, quantunque rari, nelle raccolte, ma
+sempre in oro. Mi fu quindi agevole il convincermi che lo zecchino di
+cuojo fu veramente battuto col conio dello zecchino del Corner, e la
+differenza nella forma delle E che allo Zon apparvero foggiate come H
+non dipendeva che dall'essersi raggrinzato il cuojo, senza che
+s'avesse a supporre l'impiego di un conio particolare. Anzi a questo
+medesimo ristringimento della materia improntata ascrivo, senza tema
+d'errore, il diminuito diametro che rimarcava il mio amico. Il conio
+dunque su cui fu cuso il controverso pezzo si trovava nella zecca
+nostra ed era quello medesimo che servì allo stampo dell'oro, come lo
+provano luminosamente i confronti da me istituiti. E nel 1656 niuno
+lasciò memorie che la zecca di Venezia coniasse, invece d'oro, il
+cuojo; ma sappiamo anzi che in quegli anni si stampò quantità
+straordinaria di quel prezioso metallo appunto per sostenere l'isola
+travagliata e avanzare le imprese guerresche. Solo negli assedii della
+capitale di Candia s'ebbe due volte ricorso, come più sopra vedemmo, a
+nummi ossidionali; ma nel 1656 Candia era sbloccata e liberamente
+comunicava colla metropoli, onde traeva monete di valore intrinseco,
+non avendo necessità di pezzi di valor nominale.
+
+Alla gran serie de' capricci di zecca ascrivo lo zecchino di cuojo del
+doge Francesco Corner. Durante lo stampo delle auree monete, sappiamo
+che la bizzaria di taluno che si trovava nella officina nummaria della
+Repubblica improntava di que' conii pezzi di rame o d'argento, non
+difficili a rinvenirsi nelle pubbliche e private raccolte. Così
+eseguendosi lo stampo degli zecchini del Corner, sarà saltata a taluno
+in cervello la stramba idea d'improntarne un pezzo di cuojo. Ecco
+ond'io credo traesse origine questo nummo singolarissimo, che non
+merita che d'ora in poi uomo se n'occupi.
+
+[T5] Gazzette e Soldi.
+
+Ultimi nell'ordine cronologico si presentano alle nostre
+considerazioni sulle monete di Candia le gazzette ed i soldi. L'epoca
+del loro stampo sappiamo con precisione dalle memorie di zecca fra le
+quali si legge: [I[Le gazzette e i soldi di rame per Candia furono
+fabbricati l'anno 1658]I]. Non ricordandosi qui tuttavolta in qual
+mese si desse mano a quel lavoro, sarei incerto se attribuirli al
+ducato di Bertucci Valier o a quello di Giovanni Pesaro, il primo
+morto in quell'anno, il secondo in quell'anno stesso innalzato alla
+ducal dignità.
+
+Le istorie nostre ci ricordano in quest'anno portato il flagello della
+guerra sulle acque de' Dardanelli. Ecco perché vediamo cessare a
+Candia le monete ossidionali e farsi luogo a quelle di giusto peso e
+cuse nella veneta zecca. È fuor di dubbio che i Veneziani rifuggirono
+mai sempre dai pezzi a' quali l'impronto dava un valore puramente
+nominale, e quindi se talvolta ne emisero dovettero essere indotti a
+farlo dalla più dura necessità, come accadde ne' due assedii del 1648
+e del 1650.
+
+Allorché ho parlato delle gazzette e de' soldi coniati per la Dalmazia
+e per l'Albania, ho fatto vedere come si prescrivesse intorno al 1700
+che il loro peso fosse rispettivamente di k. 38 e k. 19. Ciò non
+ostante dalle succitate memorie di zecca rileviamo che si volle
+fossero le gazzette per Candia di k. 34, i soldi di k. 17. La materia
+n'è puro rame; il diametro delle prime di m. 0,027, de' secondi di
+m. 0,022. Veniamo alla lor descrizione.
+
+Offre la gazzetta nell'averso il nome CANDIA in una linea orizzontale,
+e sopra e sott'esso un rosone fra due stelline. Nell'esergo di questo
+lato ha, ne' quattro diversi tipi che ne ho veduti, le sigle . N. C.,
+F. R., M. A. S. e P. M., le quali, con esempio molto raro nel rame,
+sono le iniziali del massaro sotto cui furono stampati i varii pezzi.
+Due sole varietà sono però in grado d'interpretare; vale a dire le
+sigle N. C. che ricordano Nicolò Contarini massaro all'argento nel
+1658 l'anno medesimo in cui si decretò la moneta, e quelle M. A. S.
+che ricordano Marco Aurelio Soranzo il quale coprì quella carica nel
+1659. Il rovescio del pezzo in discorso porge il S. Marco in gazzetta
+ma alcun poco variato dalla ordinaria rappresentazione, recand'esso
+nella sinistra il libro de' Vangeli, nella dritta la spada alzata;
+rappresentazione che rimarcammo ricorrere in altre monete cuse per
+Candia sotto il doge Molin; e veramente miglior attributo non gli si
+poteva applicare in que' tempi bellicosi. Gira intorno al simbolo del
+patrono della Repubblica la epigrafe consueta . SANCT . MARC . VEN .
+(o VENE .), e nell'esergo di questa faccia il numero II fra due
+rosoni.
+
+Simile alla gazzetta ma in proporzioni relativamente minori di peso e
+di diametro è il soldo, del quale varia di necessità l'esergo del
+rovescio che offre il numero * I *, e del quale non mi venne fatto
+vedere che un tipo portante nell'altro lato le sigle P e M.
+
+Le ultime monete son queste che i Veneziani improntarono per quella
+diletta colonia. Undici anni dopo, nel 1669, esauriti da' nostri
+tutt'i mezzi ch'erano in loro potere per impedire i progressi delle
+vittorie de' Turchi, e prolungare una resistenza ormai divenuta
+inutile ed impossibile, abbandonati dall'Europa incivilita, ammirati
+da' contemporanei e più da' posteri, segnarono quella capitolazione
+per cui Francesco Morosini poté insuperbire quasi d'una segnalata
+vittoria. Da quel giorno Candia decadde, Candia, memore dell'affetto
+di Venezia, Candia mal tollerante il giogo de' barbari. E da quel
+giorno sottentravano gli aspri e i parà alle gazzette e ai tornesi, il
+governo dei padiscià a quello dei dogi, la luna falcata al leone di S.
+Marco.
+
+Non è però che dopo la caduta di Candia queste ultime monete che ho
+descritte cessassero dall'aver corso. Anche vent'anni dopo la perdita
+di quell'isola ne girava gran numero ne' possedimenti di Levante che
+restarono alla Repubblica. Di ciò abbiamo prove indubitatissime in una
+serie di sigle che sulle gazzette, e più raramente sui soldi, si
+andavano contromarcando, delle quali offro un prospetto ove ho
+raccolte le da me conosciute, quasi tutte esistenti nel Museo Correr.
+Le loro varietà si riducono alle seguenti: 1.° VICE.° VEND.N, 2.° POLO
+NANI ovvero PN, 3.° S, 4.° GB, 5.° M, 6.° ZD ed anche ZD4, 7.° CCO,
+8.° RB, 9.° TINO. Le agevolmente interpretabili sono, a vero dire,
+soltanto le prime due; l'una ricorda Vincenzo Vendramin che nel 1688
+scortò la cassa militare in Morea dove i Veneziani stringevano
+Negroponte d'inutile assedio, l'altra Paolo o Polo Nani che nell'anno
+stesso era colà tesoriere delle truppe della Repubblica. L'ultima,
+ch'io mai non vidi, vorrebbe il Gradenigo, nel cui museo si
+conservava, fosse contrassegnata per aver corso nell'isola di Tino
+(Zanetti, II, p. 207, n. 280). Quanto alle altre, le lascio alla
+interpretazione di numismatici di me più pazienti o più fortunati.
+
+
+
+Prospetto delle varietà d'incusione nelle Gazzette di Candia.
+ [SC[SIGLE DEL MASSARO.]SC] [SC[INCUSIONE NEL DIRITTO.]SC] [SC[INCUSIONE NEL ROVESCIO.]SC]
+1. . N . C . S in cerchio di perline G B in cerchio di perline
+2. . N . C . VICE.° = VEND..N = * e ZD CCO
+3. . M . A . S . nulla RB
+4. . M . A . S . VICE.° = VEND..N = * e PN POLO = NANI sotto 2 perline
+5. . M . A . S . P N POLO = NANI fra 6 perline
+6. . M . A . S . Z D CCO
+7. . M . A . S . S fra perline GB fra perline
+8. . M . A . S . nulla POLO = NANI fra 7 perline
+9. . P . M . S fra perline GB fra perline
+10. . P . M . POLO = NANI fra 6 perline nulla
+11. . F . R . G B in cerchio di perline S fra perline
+12. . F . R . VICE.° = VEND.N POLO = NANI fra 7 perline
+13. . F . R . S dentro una corona (?) B dentro una corona (?)
+14. . F . R . M in cerchio di perline nulla
+15. . F . R . P N POLO = NANI
+16. . F . R . VI = VE e Z D 4 CCO
+17. . . . . . . VICE.° = VEND..N POLO = NANI e PN
+18. . . . . . . VICE.° = VEND..N e TINO nulla
+
+
+Del soldo due sole varietà incuse sono a mia notizia, l'una nel Museo
+Correr coll'esergo P. M. avente contromarcata nel diritto una S fra
+perline, nel rovescio G B; l'altra descritta dal Gradenigo (Zanetti,
+II, p. 207 n. 281) recante nel diritto incuse le iniziali DM entro una
+corona.
+
+
+
+[T1] IV. CIPRO.
+
+Quando nel 1473 morì Jacopo Lusignano re di Cipro, Catterina Corner
+veneziana a lui disposata nel 1468 assunse le redini del governo
+dell'isola in nome del figlio che, postumo al marito, le nacque. Pochi
+mesi visse il fanciullo e, lui morto, la Corner rimase sola a
+signoreggiare il reame. Vorrebbe il Pasqualigo che di questa donna si
+avessero monete, battute vivente il figliuolo; ma la sola ch'ei ne
+ricordi nelle sue schede non è che un mal conservato pezzo di rame
+dell'imperatore Michele Duca. Escludiamo perciò dalla nostra serie
+quel pezzo, che veramente non le apparterebbe s'anche fosse genuino,
+perché battuto anzi la cessione fatta dalla Corner dell'isola di Cipro
+a' Veneziani, avvenuta nel 1489.
+
+Rileviamo da memorie di zecca che negli anni 1553 e 1559 si coniarono
+per Cipro monete appellate
+
+[T5] Carzie.
+
+Questo nome, che manca ora al greco volgare, suona moneta di rame, sia
+poi di semplice rame o di basso biglione, e deriva da [Gr[chalkòs]Gr],
+[I[aes]I], o da [Gr[chálkeios]Gr], [I[ex aere ductus]I], o meglio
+ancora da [Gr[chalkíon]Gr] preso in senso di moneta vile, come lo usò
+Aristofane ([Gr[Batrachoì]Gr], Act. II. [I[Antepirrh]I]. v. 8 e 9):
+
+ ... [Gr[allà toútois tois ponerois chalkíois]Gr]
+
+ [Gr[Chthès te kaì próen kopeisi to kakísto kómmati]Gr].
+
+È facile a spiegare colle corruzioni della greca favella ne' bassi
+tempi il non insolito mutamento della pronuncia della [Gr[l]Gr] in
+[Gr[r]Gr]. Infatti anche oggidì il coniatore è detto dal popolo greco
+indifferentemente [Gr[chalkias]Gr] e [Gr[charkias]Gr]. Né crederei
+diversa la origine della medicea [I[crazia]I] toscana, che però altri
+vorrebbero derivare dal [I[kreuzer]I] tedesco.
+
+Ma i nostri numografi, ricordando le [I[carzie]I] di Cipro, e l'epoche
+del loro stampo surriferite, e il loro peso di k. 2. 2, e il titolo
+ragguagliato a 92 di fino, o a 1060 di peggio per marca, non si
+volsero ad applicare quel nome ad alcuna moneta delle cuse in quegli
+anni. Eppure, se non di Marcantonio Trevisan che regnò un solo anno,
+vi sono monete di Francesco Venier che ducò dal 1554 al 1556, e di
+Girolamo Priuli che montò nel 1559 il trono ducale, alle quali si può
+applicare senz'esitanza il nome di [I[carzie]I], corrispondendovi,
+oltre l'epoca, il titolo e il peso.
+
+Sono queste due nummoli molto rari, i quali recano dall'un de' lati
+una croce con quattro fiamme o con quattro bisanti agli angoli che
+forman le braccia, e chiusa da un cerchietto, oltre cui gira
+l'epigrafe + FRANC . VENERIO . DVX negli esemplari del primo, e in
+quelli del secondo + HIERON . PRIOLI . DVX . Offre il rovescio il
+leone di S. Marco in gazzetta e intorno ad esso la leggenda + S .
+MARCVS . VENET . Degli unici esemplari che ne ho veduti, conservasi il
+primo al Museo Correr, l'altro alla Marciana. Il loro diametro è
+m. 0,013, il peso è il più sopra riferito di k. 2. 2, meno le piccole
+differenze portate dal non perfetto grado di conservazione. Il titolo
+del biglione corrisponde appunto a peggio 1060.
+
+Non sappiamo il valore della carzia a quell'epoca, ma questo valore ci
+apparirà dal confronto con altra moneta notissima, cioè col ducato
+d'argento di Girolamo Priuli. Questo pezzo, il maggiore che fino
+allora avessero monetato i Veneziani in quel metallo, si fece a peggio
+60 e del peso di gr. 651, cioè di k. 162. 3, ed aveva quindi di fino
+gr. 617. 3/32. Siccome il ducato stesso si valutava allora, per
+decreto 7 gennajo 1561, lire 6 e soldi 4, cosi ogni soldo vi era
+rappresentato da una particella di argento fino del peso di
+k. 1. 3875/3968. Ora, essendo nel ducato il bagattino rappresentato da
+circa quattro decimi di grano, e nella carzia avendosi parimente di
+fino grani 0,799, valutato alcun poco in quest'ultima il molto rame,
+credo poter affermare che la carzia equivaleva intorno alla metà del
+secolo XVI a 2 bagattini.
+
+[T5] Soldo col doge armato.
+
+Si custodisce nella Marciana un soldo, del peso di k. 2 d'argento, a
+peggio 550 per marca o poco meno, recante da un lato la imagine in
+piedi di Pietro Loredan, doge dal 1567 al 1570, volto a sinistra,
+coperto d'armatura, cinto il capo del corno ducale, e stringente colla
+destra il vessillo. Intorno a lui la epigrafe PETRVS . LAVRETA .
+DVX .; al rovescio il S. Marco in soldo chiuso da cerchietto, oltre il
+quale la consueta leggenda + S . MARCVS . VENETVS . Di questo pezzo,
+d'esimia rarità e di molta bellezza, il Museo Correr possede un
+esemplare, ignorato allo Zon e agli altri numismatici, simile al
+suddescritto nel peso, nel titolo, nel tipo del diritto, e totalmente
+svariato nel rovescio, perché reca la figura del Cristo in piedi,
+veduta di prospetto, che tiene il mondo nella sinistra, e colla dritta
+sta in alto di benedire, ed è attorniato dal motto TV SOLVS SANCTVS;
+tipo ricorrente in altre monete di quest'età, senza nome di doge, e
+che probabilmente spettano al Loredan. Vorrebbe lo Zon che questa
+monetina, da lui veduta soltanto nella Marciana, fosse allusiva alla
+guerra coi Turchi principiata nel 1569, e battuta per uso della veneta
+armata (ib. p. 35); e più sotto (p. 68) la novera fra le monete di
+Cipro. Io non nego che il doge possa aversi effigiato nella singolare
+rappresentazione di catafratto per aver egli incoata la guerra co'
+Turchi a proteggere il minacciato reame; ma non posso convenire collo
+Zon nell'ascrivere ch'ei fa alla serie delle monete di Cipro il soldo
+presente. I due esemplari, che forse unici se ne conservano, recano
+ambedue, come indicai testé, simile il diritto, diverso il rovescio; e
+questo rovescio medesimo vediamo in monete affatto comuni di quella
+età. Non potrebb'egli meglio spiegarsi il tipo e la rarità del
+controverso pezzo, ritenendo che i due esemplari del Correr e della
+Marciana, fossero semplici prove di una moneta a cui si volle poi
+sostituire un diverso rovescio?
+
+[T5] Bisante.
+
+L'unica moneta che i Veneziani stampassero nell'isola di Cipro è il
+[I[bisante]I], nummo ossidionale lavorato da' difensori di Famagosta
+stretta da terribile assedio. Nella sua operetta [I[Historia de
+Salamina capta]I], edita la prima volta a Venezia nel 1843, Antonio
+Riccoboni, storico contemporaneo a quel fatto, tocca dell'origine di
+questa moneta: [I[Cum autem IV. Non. Majas ]I](a. 1570)[I[ per totam
+insulam Cyprum bellum inter Venetos et Turcas promulgatum esset,
+ipse]I] (intendi Marcantonio Bragadin difensore della piazza, che dopo
+la resa fu scorticato vivo da' fedifragi nemici) [I[pecuniis
+indigens... quod totum aurum et argentum quod haberet in equestres et
+pedestres copias consumpsisset, nec facile propter locorum distantiam
+opportunum nummorum subsidium sperare posset... aerarium confici
+quamprimum voluit nummosque diu noctuque signari aereos mandavit;
+alteros duodecim assium, alteros quattuor quadrantium, atque hujusmodi
+moneta peditibus italis et graecis, equitibusque et omnibus qui in
+praesidio erant satisfaciebat, edicto facto ut suspendii poena illis
+esset proposita quicumque talem pecuniam recusarent]I].
+
+Il pezzo ossidionale di Famagosta, ovvio a trovarsi, è di puro rame ed
+ha un diametro di m. 0,028; il peso ne' varii esemplari è tanto
+incerto che sembra affatto arbitrario; il minimo da me riscontrato fu
+di k. 17, il massimo di k. 46. Nel mezzo del campo del diritto è il
+leone seduto e rivolto alla sinistra del riguardante, e sott'esso
+l'anno 1570, e all'ingiro PRO. REGNI. CYPRI. PRESSIDIO. Nel rovescio è
+in tre linee la iscrizione VENETORV = FIDES. INVI = OLABILIS, sopra la
+quale un amorino, svolazzante verso la destra, allude alle tradizioni
+mitologiche dell'isola cara a Venere; e nell'esergo il nome di BISANTE
+colle note, varie negli esemplari, IIII, .I., . I . E ., . I . F . Ma
+come discernere fra questi pezzi quelli [I[duodecim assium]I] e quelli
+[I[quattuor quadrantium]I] che il Riccoboni distingue? Le sigle
+stessissime occorrono in un pezzo del massimo e in uno del minimo
+peso; dunque il peso non è dato regolatore. Il tipo nemmeno perché in
+tutte è simile, come simile è il metallo che in tutte è semplice rame.
+Se tutte avessero la cifra IIII potrebbero essere i pezzi di 4
+quadranti, pezzi che d'altronde non sappiamo a che moneta
+corrispondessero. Ma quello di 12 assi, nome parimente a noi
+sconosciuto, parlandosi di monete coniate da' Veneziani, qual mai
+sarebbe? Forse quel nummo di biglione, custodito alla Marciana, del
+diametro m. 0,021 e, del peso di k. 14, che offre da un lato in
+quattro linee la epigrafe ÆS = ARGE = NTI = .X., e dall'altro il leone
+di S. Marco gradiente verso manca con all'esergo 1571? Lo Zon (p. 69)
+non esita a dirci anche questo pezzo, di rarità straordinaria,
+spettare alla guerra di Cipro; ma per uniformarsi al detto dal
+Riccoboni dovrebbe portare la cifra XII anziché quella X.
+Confessiamolo, ci mancano i fondamenti per basare una più plausibile
+conghiettura.
+
+
+
+[T1] V. TERRAFERMA VENETA.
+
+Abbracciamo sotto questo nome i possedimenti della Repubblica Veneta
+nella penisola d'Italia, escludendone il Dogado che comprendeva le
+lagune del settentrione dell'Adriatico e i loro margini sul
+continente. Più esteso però era il nome d'ITALIA VENETA, in cui
+s'includeva anche la penisola d'Istria.
+
+Le condizioni naturali e politiche di Venezia ne aveano fatto uno
+stato commerciale, e meglio necessitato a stendere le sue colonie
+marittime sull'Adriatico e sul Mediterraneo che non a dominare il
+continente italiano. Era bastevole una forza terrestre a proteggere i
+limiti dell'estuario dagli attacchi degli stati minori, i cui confini
+toccavano all'occidente quelli della Repubblica; e se Venezia fu
+grande e ricca a dismisura, allora soltanto lo fu quando i suoi
+possedimenti continentali si limitavano alle terre del Trevisano. La
+smania di dominare in Italia, pagata a troppo caro prezzo con guerre
+che per anni ed anni si rinnovarono a tutto svantaggio della potenza e
+del commercio de' Veneti, li mosse a dilatare i loro confini sino
+quasi alle porte di Milano, e ad occupare oltre Po varie castella
+delle marche ne' secoli XV e XVI. È d'altri libri ufficio, meglio che
+non del mio, il dimostrare come quella smania, fattasi ancora più
+ardente quando le scoperte de' Portoghesi e degli Spagnuoli sul cadere
+del quattrocento aprirono vie novelle a' commercii, e quando potenti
+nemici calati dalle Alpi e collegati ad altri stati italiani le
+contesero armata mano ogni palmo de' suoi territorii.
+
+Come nelle province oltremarine, anche in quelle continentali inviava
+la Repubblica a reggerle patrizii investiti della carica di
+[I[podestà]I], e nelle città principali altri con titolo di
+[I[capitani]I] a cui s'annetteva la giurisdizione militare, questi e
+quelli mutati per solito ad anno. Ma conservava a' paesi, che le sue
+armi aveano occupati, i loro proprii statuti e ne temperava il rancore
+della perduta autonomia colla mitezza delle savie leggi, colla tenuità
+delle imposte, coll'iscriverne le più illustri famiglie nel patriziato
+dominante.
+
+Allorché i Veneziani dilatarono le loro conquiste in Italia, sentirono
+la necessità di apportare tali modificazioni alla loro monetazione da
+renderla facile e gradita agli stati ove novellamente signoreggiavano.
+Quindi i marcelli e le lire mocenighe e gli scudi d'oro ebbero nel
+volger di pochi anni spaccio immenso nella Terraferma; ed è ben
+difficile che si scopra qualche tesoretto sepolto nella pianura padana
+i primi anni del secolo XVI ove non entrino in quantità considerevole
+i nummi nostri. Citerò fra gli altri un tesoretto scavato l'autunno
+1849 ad Abbiategrasso, che pare aver formato il peculio di un milite
+di cui si rinvennero presso alle monete la spada ed un frontale di
+cavallo. Vi si contenevano uno scudo d'oro di Carlo VIII di Francia,
+varii [I[cavallotti]I] de' marchesi del Monferrato, di Saluzzo e di
+Lavagna, due pezzi d'argento di Solothurn e di Uri, molti pezzi minori
+di Francesco Sforza; e insieme ad essi 2 [I[marcelli]I] di Pietro ed 1
+di Giovanni Mocenigo, altro di Andrea Vendramin, uno di Agostino
+Barbarigo ed uno di Leonardo Loredan, de' quali due ultimi dogi
+v'erano eziandio due [I[mocenighe]I]. È questa una prova di più al
+fatto già noto del favore che godeano in Italia le monete veneziane.
+Sennonché introducendosi, per le vie stesse ond'uscivano le nostre, le
+monete straniere negli stati della Repubblica, il C. X. bandiva il 23
+marzo 1517 le monete di ogni specie di Saluzzo, del Monferrato, di
+Lucca, di Bologna e d'altri governi italiani, riputandole di pessima
+qualità. Pochi stati invero tennero più d'occhio i nummi usciti dalle
+zecche straniere di quello che fece la Repubblica Veneta gelosa del
+credito de' suoi proprii.
+
+Ma non solamente i maggiori pezzi d'argento e quelli d'oro erano
+ricerchi nella Terraferma Veneziana, ma si faceva sentire il bisogno
+altresì de' piccoli spezzati, e fu più d'una volta conceduto alle
+singole città lo stampo di monete destinate al corso esclusivo in esse
+e ne' lor territorii, e queste sono le ultime di cui ho ad occuparmi
+nel presente lavoro.
+
+TREVISO.
+
+Capitale della Marca Trivigiana sotto l'impero de' Franchi, Treviso
+ebbe ne' primi anni del secolo IX [I[corte]I] o palazzo imperiale,
+dove s'improntarono monete col nome e col monogramma di Carlomagno.
+Smembrata successivamente la Marca in piccoli territorii, altri
+signoreggiati da famiglie cospicue, altri reggentisi a repubblica,
+andarono restringendosi i confini del territorio rimasto soggetto alla
+città di Treviso, che di repubblica divenne feudo imperiale, e passò
+dagli Ezzelini ai Caminesi e quindi agli Scaligeri, che nel 1338 lo
+cedevano a Venezia in un trattato di pace. Oppressi poi i Veneziani
+dall'impeto de' Genovesi, rinunciavano nel 1381 Treviso a' duchi
+d'Austria che ristabilitavi l'abbandonata zecca vi batteano nuovamente
+monete. Ma occupata più tardi dai Carraresi, ricadeva nel 1389 ne'
+dominii della Repubblica.
+
+La necessità in cui si trovò nel 1492 la città di minuti spezzati
+della moneta per sopperire a' bisogni della popolazione, la determinò
+a chiedere alla dominante la fabbrica di un bagattino pari a 1/12 di
+soldo, recante, oltre il simbolo del Vangelista, la imagine del
+patrono di quel comune, S. Liberale. E il Consiglio de' Dieci sanciva
+la seguente terminazione:
+
+[I[ 1492. die 24 oct. in C. X. cum add.]I]
+
+[I[Quod auctoritate hujus Consilii mandetur fieri in Cecha
+ nostra duc. centum bagatinorum ad sex pro marcheto
+ ad requisitionem fidelissimae civitatis nostrae Tarvisii
+ de puro ramine ad illam stampam quam illa comunitas
+ requisivit. Videlicet ab uno latere cum impressione Sancti
+ Marci in soldo et ab alio latere cum impressione
+ Sancti Liberalis protectoris sui, cum ordine et mandato
+ quod de eis non possit expendi ultra valorem unius marcheti
+ pro vice; ut cum eis provideatur necessitati pauperum
+ et expendantur in civitate et territorio Tarvisii.]I]
+
+II bagattino coniato per Treviso nella veneta zecca è somigliantissimo
+a quelli che, intorno all'epoca stessa, si fecero per le città di
+Dalmazia, e con essi ha comune il metallo ch'è puro rame, o più
+frequentemente ottone. Il diametro n'è m. 0,017 e nel peso varia da
+k. 8 a k. 8. 2. Il diritto offre il patrono di Treviso in piedi,
+veduto di prospetto e che stringe nella destra una spada colla punta a
+terra e nella manca un'asta. All'ingiro è la epigrafe S. (ovvero
+SANCTVS in rari esemplari) LIBERALIS. TARVIXI, e a' suoi lati le sigle
+N e M, ad eccezione di pochi esemplari in cui non ricorrono. Il
+rovescio presenta il consueto S. Marco in soldo chiuso da una linea
+circolare ed attorniato dall'epigrafe +. S. MARCVS. VENETI.
+
+Quanto al valore de' bagattini in discorso, sarebbe ozioso il ripetere
+ciò che ho già detto parlando di quelli cusi per le città dalmate, e a
+quella parte della mia operetta perciò rimando i lettori. Quanto poi
+alle sigle N e M, confesso che mi sono inesplicabili. Lo Zon, toccando
+di queste monete nel suo più volte citato trattato (p. 35), crederebbe
+spettassero a Nicolò Marcello che nel 1453 sedette podestà a Treviso,
+e il Gradenigo (Zanetti, vol. II p. 157 n. 6, 7, 8) è incerto se a lui
+veramente attribuirle o meglio a Nicolò Morosini che vi coprì quella
+carica nel 1417. Basta però confrontare queste monete colle altre che
+si hanno d'epoca certa di Traù e di Lesina, da me ricordate alle
+pagine 35 e 59, per convincersi della contemporaneità del loro stampo
+con quello del bagattino di Treviso. Arrogi che la terminazione 1492
+or ora riportata non parla di nummi antecedentemente lavorati per
+quella città; arrogi il disegno e la forma delle lettere che accusa il
+declinare del secolo XV o il sorgere del successivo; e sarà necessario
+escludere dalle probabilità le ipotesi del Gradenigo e dello Zon. Reca
+però maraviglia che nel [I[Libro Reggimenti]I] non rinveniamo né fra i
+podestà né fra i capitani di Treviso, dal 1492 a tutto il secolo
+successivo ed anzi fino al 1684, alcun nome che concordi con quelle
+iniziali. Simili discrepanze fra le sigle impresse sulle monete e i
+nomi de' reggitori che pur doveano corrispondervi, ho rimarcato più
+addietro ne' bagattini di Spalato (p. 37). Né meglio saprei spiegare
+questo fatto che ritenendo qualche sbaglio o qualche ommissione
+ov'incorse il compilatore pazientissimo del [I[Libro Reggimenti]I].
+
+Non è però questa la sola moneta che i nostri battessero per Treviso.
+Altra ve n'ebbe, quantunque non recante il nome né il patrono di
+quella città, in epoca più antica. Ad evitare pertanto inutili
+ripetizioni, ne diremo parlando delle monete di
+
+PADOVA.
+
+Giovanni Brunacci, che nel 1744 pubblicava il suo erudito libretto
+[I[de re nummaria Patavinorum]I], precorrendo al maggior lavoro che il
+Verci inseriva sull'argomento medesimo nella grande collezione dello
+Zanetti, riporta documenti del secolo XI da' quali appare che in
+quell'epoca si conteggiava a Padova in moneta veneziana. Un istrumento
+fra gli altri del 1053 ivi eretto nomina i [I[solidos de Veneciarum
+moneta]I]. Anche ne' secoli successivi, quando la Repubblica Padovana,
+retta da' vicarii dell'impero, esercitava il diritto di zecca, la
+bontà de' nummi nostri li faceva ivi preferire a quelli d'ogni altro
+paese, non esclusi i patrii; ed è perciò che in un rotolo conservato
+nell'Archivio Comunale di Padova, recante la data 23 febbrajo 1287, un
+Palamede Scapultro confessa di aver ricevuto [I[solidos XLIII, et XVII
+denarios venetorum grossorum]I]. Ma nel secolo successivo, durante la
+signoria di que' da Carrara, spinta con alacrità singolare la
+operosità della zecca di Padova, vi cessò la voga delle monete venete,
+a cui sottentrarono le carraresi; le quali, perché mal rispondenti nel
+loro valore nominale all'intrinseco, bandivano i Veneziani da' loro
+stati, ove s'erano introdotte, colla terminazione seguente che
+trascrivo dal Capitolare delle [I[Broche]I], e che non è a mia
+cognizione sia stata ancor pubblicata.
+
+[I[ 1378 (more Veneto cioè 1379) die 18 Januarii, in Rogatis.]I]
+
+[I[ Cum in Padua fiat de novo quaedam moneta nova ad
+ formam soldinorum nostrorum, quae moneta nova habet
+ ab uno latere charium, et ab alia parte crucem, quae moneta
+ nova est cum magna utilitate nostrorum inimicorum et
+ damno terrae nostrae;]I]
+
+[I[ Vadit pars, quod praedicta moneta nova in totum sit
+ bannita de Venetiis, et de omnibus terris, locis, et
+ civitatibus Communis Venetiarum, et insuper pro bono
+ et commodo nostrorum civium et fidelium qui ad
+ praesens reperirent apud se de dictis monetis, ut ex
+ hoc non recipiant notabile damnum, ordinetur, quod
+ assignetur eis terminus per totum mensem praesentem;
+ videlicet cuilibet qui haberet de eis, quod possit
+ dictas monetas usque ad dictum terminum portare ad
+ officium monetae, ubi habebunt de qualibet marcha
+ praedictarum solidos quatuordecim, existentibus ipsis
+ monetis bonis de argento; et si essent de falsis, illas
+ debeant incidere officiales nostri, et restituere illis
+ quorum essent, sine aliqua poena. Elapso vero dicto
+ termino, omnes quibus dictae monetae novae factae in Padua,
+ vel carrarini novi vel veteres reperti fuerint, tam falsi
+ quam boni, debeant perdere praedictas omnes, et tantundem
+ pro poena: de qua poena non possit fieri gratia,
+ donum, remissio, revocatio vel aliqua declaratio, aliquo
+ modo vel ingenio, sub poena librarum mille pro quolibet
+ ponente vel consentiente partem in contrarium. Et
+ praedicta stridentur publice in locis solitis, et
+ committantur omnibus officialibus nostris quibus commissa
+ sunt negotia argenti et monetarum, habentibus ipsis
+ officialibus partem suam solitam de poenis, ut habent
+ de aliis sui officii.]I]
+
+Allorché i nostri occuparono armata mano nel 1405 la città di Padova,
+le monete della dominante sottentrarono a quelle de' principi
+Carraresi. Nel 1443, ducante Francesco Foscari, il Senato decretava lo
+stampo di bagattini per Bergamo, Brescia, Verona e Vicenza, di lega
+avente 1/2 marca di argento fino sopra 8 1/2 di rame, cioè a peggio
+1088. A questa terminazione del 22 febbrajo, che recheremo più sotto,
+altra ne faceva succedere il 24 maggio dell'anno medesimo del tenore
+seguente:
+
+ + [I[YHS. 1443. die 24 Magio, in Pregadi.]I]
+
+[I[ Conziossiaché fosse prexo in questo Consejo che in
+ la Cecha nostra sia fato di bagattini per Pergamo,
+ Bressia, Verona, Vicenza, e niente sia expresso
+ de Padoa, Trevixo et altre tere nostre;]I]
+
+[I[ Vada parte che i masseri nostri de la moneda de
+ l'arzento mandar debiano a Padoa, Trevixo e ale altre
+ tere nostre da parte de tera et in la patria de
+ Friul de bagatinj i qual vien spexi in li diti luogi,
+ fati ala liga si chomo e prexo in questo Consejo.]I]
+
+Bisogna quindi investigare quale fra le varie piccole monete che
+abbiamo del Foscari sia la contemplata dalla terminazione del Senato
+del 1443. Sappiamo che a quest'epoca una marca d'argento fino dava
+lire venete 31, e quindi la lira vi era rappresentata da un pezzetto
+d'argento del peso di grani 148. 2/3, il soldo da grani 7. 13/30 e il
+bagattino da 0,65 di grano. Siccome le monete ordinate da' suddetti
+decreti avevano per marca 1088 di peggio sopra 64 di fino, vi stava
+cioè il peso del rame a quello dell'argento come 17 a 1, così ogni
+singolo pezzo avente 0,65 di grano di argento dovea pesare nel suo
+complesso grani 11,05. E questo peso e questo titolo appariscono nelle
+monetine del Foscari che recano dall'un de' lati le iniziali F, F, D,
+V ([I[Franciscus Foscari Dux Venetiarum]I]) fra le braccia di una
+croce, e dall'altro il San Marco in gazzetta senza iscrizione.
+
+Ma di un'altra moneta coniata per Padova trovo memorie ancor più
+precise sotto l'anno 1491 in una terminazione del C. X. che ne ordina
+lo stampo.
+
+[I[ 1491. 31 Auosto, in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Consejo
+ sia preso et deliberà che in la Zecha nostra el sia
+ chuniado per l'avegnir bagatini de la sorta e qualità
+ mostrada adesso a questo Consejo, i quali vaiano 12 al
+ soldo, i quali siano tuti de puro rame de eser spexi in
+ Padoa e per lo Padoan destretto ala raxon predita de
+ 12 al soldo, e siano fati con la imagine de Sam Marcho
+ in forma de liom da uno lady e con una croxe dal altro,
+ si come e sta conzeso a Veronesi. E chuniadi siano mandadiù
+ ala camera nostra de Padoa ducati zento.]I]
+
+La moneta di cui fa parola la presente terminazione, d'onde pare che
+siasi anche per lo innanzi battuta pe' Veronesi, è un pezzo di puro
+rame o di ottone, abbastanza facile a rinvenirsi, che reca il nome
+dell'allora regnante doge Agostino Barbarigo, o del costui successore
+Leonardo Loredan; moneta però che finora nessun numografo seppe
+spettare a Padova. Porta dall'un de' lati una croce ornata le uguali
+braccia di piccoli bisanti e contornata da un cerchio oltre il quale è
+la epigrafe AVG . BARBADICO . DVX, ovvero LEO . LAVREDAN . DVX .
+L'opposto lato presenta il sacro leone volto alla dritta del
+riguardante e che tiene colle zampe anteriori il vessillo. All'ingiro
+è la leggenda SANCTVS . MARCVS . VENETI . e fra le zampe del leone
+v'hanno varie sigle che qui riporto traendole da' varii esemplari
+ch'ebbi a vederne nella Raccolta Correr.
+
+I pezzi di Agostino Barbarigo recano le iniziali A . F, Z . F . M,
+C. K, Z : R, M . B, M . L, e alcuni ne vanno senza. Di quelli del
+Loredan, altri portano . A . M ., altri mancano affatto di sigle.
+
+Delle prime non sono agevoli ad interpretarsi che le due ultime,
+indicanti i nomi di Marco Bollani e di Leonardo Mocenigo, ambedue
+podestà a Padova, quegli nel 1498, questi nel 1500. Quelle su' pezzi
+del Loredan vanno spiegate col nome di Alvise Molin che fu rivestito
+di pari carica nel 1504. Le altre del Barbarigo non si accordano col
+nome d'alcun podestà di Padova né di Verona dal 1492 al 1501.
+
+Che però in altri anni si desse mano allo stampo di queste monete da
+spendersi a Padova e nel suo territorio ce lo prova una terminazione
+del C. X. 19 dicembre 1498 che ordina una nuova fabbrica de' [I[soliti
+parvuli]I] per Padova che devon'essere quelli recanti le sigle M . B;
+come pure un'altra parte del consiglio stesso, 6 marzo 1503, decreta
+si stampino altri cento zecchini in [I[oboli ad solitam stampam]I] per
+quella città, che sono a mio credere i pezzi su cui leggiamo le
+iniziali di Alvise Molin.
+
+VICENZA.
+
+II territorio vicentino è la seconda provincia che la Repubblica di
+Venezia acquistava in Terraferma. Fattisene padroni nel 1259 i
+Padovani, dopo la uccisione di Ezzelino da Romano, ne vennero
+spossessati il secolo successivo dagli Scaligeri che vi dominarono
+fino al 1387, in cui cadde in potere di Gian Galeazzo Visconti. Lo
+tennero i Visconti fino al 1403 in cui i Vicentini volontariamente si
+sottoposero a' nostri coll'assenso della duchessa vedova di Milano, la
+quale non potendo assicurarsi il possesso di quella provincia, invasa
+dai Carraresi signori di Padova e di Verona, volle piuttosto cederla
+a' Veneziani che a' suoi nemici.
+
+Fino dal secolo XIII Vicenza ebbe diritto di zecca e v'improntò grossi
+col nome della città; grossi che recando l'aquila dell'impero
+germanico spettano certamente al governo de' vicarii imperiali. Ma i
+conquistatori che la occuparono poi le tolsero quel diritto, e la
+città ebbe a vicenda i nummi degli Scaligeri e dei Visconti, non senza
+che nel suo territorio abbondassero quelli de' Carraresi. Ma allorché
+i Veneziani se ne resero padroni, pensarono tosto ad introdurvi le
+loro monete, trovandosi nel Capitolare delle [I[Broche]I] la nota
+seguente sotto il 19 settembre 1404: [I[Quod pro moneta ordinata fieri
+pro Verona et Vicencia possit fieri expensa notata in cedula
+praesentibus introclusa]I]. Non siamo però in grado di determinare
+quale fosse questa prima moneta fatta battere per inviare alle due
+città subito dopo la loro occupazione operata da' nostri.
+
+E nel 1405 una parte, presa in Collegio il 29 settembre, ricorda
+l'orafo Marco Sesto, a cui si aumenta il salario [I[pro intajando
+stampas monetarum Veronae et Vicenciae quae verberantur et cuniantur
+Veneciis]I].
+
+Nel 1443 il 22 febbrajo un senatoconsulto, citato quando parlai delle
+monete di Padova, e che riporterò testualmente allorché ci occuperemo
+di quelle di Brescia, decretava lo stampo dei bagattini o piccoli a
+peggio 1088 anche per la città di Vicenza. Ho ivi pure determinato
+quale sia la moneta contemplata da quel decreto.
+
+Nel 1498 il C. X. sanciva la seguente terminazione:
+
+[I[ 1498. 30 Julii, in C. X.]I]
+
+[I[ Fidelissima comunitas nostra Vicentiae supplicari fecit
+ ut ei concedamus quod in Cecha nostra cudi faciamus denarios
+ ad novem pro marcheto et ad tres pro marcheto, sortis
+ et qualitatis quae videbitur Capitibus hujus Consilii. . .
+ Captum sit quod cudantur in Cecha nostra ducati CCC
+ bagattinorum pro hac civitate consuetae stampae, pro usu
+ hujus civitatis.]I]
+
+Giova ora osservare se a qualcuno dei piccoli spezzati di argento o di
+biglione del doge Agostino Barbarigo abbiano a riportarsi i pezzi
+battuti per Vicenza, da nove al marchetto e da tre al marchetto. E a
+ciò fare partiremo da un dato sicuro, dal prezzo cioè che aveva allora
+l'argento ragguardato nel maggior pezzo di quell'epoca, nella lira
+[I[moceniga]I], del valore di soldi 20 e del peso di k. 31. 2, a
+peggio 60 per marca. Ogni [I[moceniga]I] aveva perciò di fino grani
+119. 251/288, e quindi il soldo vi era rappresentato da gr. 5. 19/20
+di fino argento. È precisamente questo il peso dell'argento sceverato
+dalla sua lega ne' due piccoli marchetti che abbiamo di quel doge,
+l'uno col leone alato, l'altro col tipo della moceniga in tenuissime
+proporzioni. Quindi è che de' pezzi cusi per Vicenza il primo,
+ragguagliato ad 1/9 di soldo e perciò corrispondente a bagattini
+1. 1/3, avrebbe a contenere di fino 0,66 di grano; il secondo,
+ragguagliato ad 1/3 del marchetto o a bagattini 4, avrebbe a contenere
+di fino gr. 1. 49/50.
+
+Una terminazione del C. X. sancita pochi anni addietro reca qualche
+lume a tale intralciata questione:
+
+[I[ 1489 (more veneto cioè 1490), 17 fevrer, in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[L'e deliberado per questo Consejo con la Zonta che i
+ bagattini da 9 al soldo diebano tegnir charati 60 per
+ marcha d'arzento fin; et de quatrini bianchi ala raxon
+ de 3 al soldo deba tegnir d'arzento charati 180 per ogni
+. marcha.]I]
+
+Rilevasi chiaramente da questa legge che ne' pezzi da 1/9 di soldo
+l'argento fino deve stare al peso totale come 60 a 1152, cioè come 5 a
+96; in quelli da 1/3 di soldo come 180 a 1152, ovvero come 5 a 32.
+Dunque i primi che tengono di fino 0,66 di grano avrebbero a pesare
+gr. 12,67, e simile dovrebb'essere il peso de' secondi, ne' quali
+tuttavia l'argento sarebbe in tripla quantità, avrebbero cioè di fino
+gr. 1,98 e di peggio gr. 10,69. Devo però confessare che né l'una né
+l'altra di queste monete non vidi mai. Lo Zon, che tali spezzati
+toccava appena di volo (p. 47), crederebbe ravvisarle in que' pezzi
+del Barbarigo a cui più ragionevolmente ho applicato il nome di
+[I[tornesi]I]. V'hanno bensì de' tempi del Barbarigo due piccole
+monete, senza epigrafe alcuna, l'una delle quali di fino argento a
+peggio 60 circa recante da un lato il S. Marco in soldo, dall'altro la
+Vergine, piccolissima moneta e leggiadra, del peso di 3 soli grani,
+che quindi equivale al [I[bezzo]I] o al [I[mezzo soldo]I]; la seconda,
+recante da un lato lo stesso simbolo del Vangelista, e dall'altro una
+croce ornata di bisanti; del peso di grani 5 e di argento a circa
+peggio 300, in cui potrebbe ravvisarsi una varietà del [I[bezzo]I]. Ma
+le monete battute per Vicenza non saprei discernerle né in questo che
+tanto se ne scostano, né in altre dell'epoca del Barbarigo.
+
+E inutile parimente è il cercarle fra' nummi improntati sotto la ducea
+del Loredan, durante la quale abbiamo memorie che pur si stampassero,
+perché la legge del C. X. 26 maggio 1503 decreta che si coniino altri
+500 zecchini [I[bagattinorum ad 9 pro marcheto]I] da spedirsi a
+Vicenza.
+
+VERONA.
+
+Una delle più fervorose città italiane a stringere la lega lombarda,
+Verona si reggeva a comune quando venne segnata nel 1177 la pace di
+Venezia. Straziata prima dalle fazioni de' guelfi e de' ghibellini,
+più tardi tiranneggiata dal vicario imperiale Ezzelino da Romano,
+cadde in potere della famiglia Scaligera che per 127 anni la tenne,
+spogliatane poi da' Visconti di Milano che volontariamente offersero
+città e territorio alla Repubblica di Venezia, perché non avessero a
+cadere in mano di stranieri venuti di oltr'Alpe. Sennonché, prima che
+i Veneziani ne conseguissero il possesso, fu ricuperata dagli
+Scaligeri, e poco dopo occupata da' Carraresi di Padova, a' quali i
+Veneziani la tolsero per sempre nel 1405.
+
+Il diritto di zecca che Verona esercitò sotto la dominazione de'
+Franchi, e poi durante il governo autonomo e quello degli Scaligeri e
+de' Visconti, le venne tolto da' Veneti, nella cui officina nummaria
+s'improntarono nel 1404 monete da spendere nel suo territorio
+combattuto allora, ma per diritto a Venezia spettante. Le due
+terminazioni 19 settembre 1404 e 29 settembre 1405, di cui ho
+riportato frammenti quando testé feci parola delle monete di Vicenza,
+ricordano pure le veronesi. Ma di quest'ultime ci offre nuove memorie
+il Capitolare delle [I[Broche]I] sotto il mese stesso di settembre
+1404, col farci sapere che nella nostra zecca [I[la spexa dela moneda
+di Verona per una marcha]I] era di soldi 13; e che poscia venne cosi
+modificata che [I[i quatrini per Verona per una marcha non metando el
+chalo che xe m. 8. k. 4 per zentener de le marche]I], fosse di soldi 8
+e denari 6, mentre [I[la spexa de' pizoli per Verona]I] non eccedesse
+i 7 soldi e 10 denari per marca. Ma queste monete che Verona ebbe
+comuni, almeno in una specie, con Vicenza, non abbiamo dati sicuri per
+distinguerle dalle monete ordinarie della dominante; e perciò riterrei
+aversi ad applicare il nome di [I[pizoli]I] al [I[denaro]I] cauceo del
+doge Steno, e al costui [I[tornese]I] quello di [I[quattrino]I].
+
+Nel 1443 il senatoconsulto più volte citato dei 22 febbrajo decretava
+lo stampo di nuovi bagattini per la Terraferma Veneta, quindi eziandio
+per Verona. A quali nummi del Foscari abbia attribuirsi quel nome, ho
+già dimostrato parlando delle monete di Padova.
+
+Nel 1493, ducante Agostino Barbarigo, domandavano i Veronesi alla
+Repubblica nuovo stampo di piccole monete per la loro città. Qui
+riporto la terminazione del C. X. che annuisce a quella ricerca:
+
+[I[1493. 16 Martii; in C. X. cum Add.]I]
+
+[I[ Concedendum est fidelissimae comunitati nostrae Veronae
+ et universo territorio petentibus quod cudantur in Cecha
+ nostra ducati CCCC quatrinorum ad tres pro marcheto et ducati
+ CC obolorum ad novem pro marcheto sortis et charatatae
+ alias concessa, propterea]I]
+
+[I[ Vadit pars quod auctoritate hujus Consilii per Cecham
+ nostram cudantur duc. CCCC quatrinorum et ducati CC
+ obolorum.]I]
+
+Ecco dunque ricorrere un'altra volta quelle introvabili monete da 3 e
+da 9 al soldo delle quali ci occupammo con qualche estensione allorché
+cadde non ha guari il discorso sopra simili pezzi che per Vicenza
+s'erano cusi. Non è però questa l'ultima memoria di monete qui battute
+per la città di Verona; rilevandosi dal tenore della terminazione 31
+agosto 1491, riportata allorché si trattò delle monete di Padova, che
+bagattini simili a quelli che il C. X. decretava in quel giorno per
+Padova, s'erano già prima coniati per Verona, quantunque io abbia
+avvertito che le varie sigle ricorrenti su que' pezzi del doge
+Agostino Barbarigo non corrispondono alle iniziali de' podestà che
+rappresentarono la Repubblica gli ultimi anni del secolo decimoquinto
+a Verona. La qual città pochi anni dopo, assalita da prepotenti forze
+imperiali, veniva ceduta dal podestà veneziano Francesco Garzoni a'
+cittadini il 1.° giugno 1509, che aprivano le porte a Massimiliano che
+la resse fino al 1516 e v'improntò moneta col suo nome e co' suoi
+stemmi. Ma ritornata alla Repubblica, perdette la seconda volta il
+diritto di zecca.
+
+BRESCIA.
+
+Emancipata nel 936 dal grande Otone, entrò nella lega lombarda, e fu
+poi straziata da' partiti, tiranneggiata da' vicarii, e subì con
+pazienza impotente il giogo crudele di Enrico VII. Nel 1330 stanca
+delle lunghe oppressioni degli antichi signori, invocò la protezione
+di Giovanni re di Boemia e di Polonia, dal quale, per aver lui rotta
+la fede giurata, si emancipò di nuovo per darsi agli Scaligeri, donde
+passava con Bergamo pochi anni dopo a' Visconti. Governata sul cadere
+del secolo XIV da Pandolfo Malatesta e quindi un'altra volta da'
+signori di Milano, volle dedicarsi a Venezia; e il generale Francesco
+Carmagnola nel 1426 ne prese possesso in nome della Repubblica, che le
+mantenne i patrii statuti e fino al 1488 il [I[consiglio popolare]I].
+
+Varii de' dominatori che successivamente ressero Brescia e il suo
+territorio vi esercitarono diritto di zecca, toltole poi dalla
+occupazione de' Veneti. Tuttavia nella zecca della metropoli
+s'improntarono monete per quella città prima del 1443 e dopo
+quell'anno, come appare dalla più volte citata terminazione del 22
+febbrajo dell'anno medesimo, che qui riporto:
+
+ + [I[YHS. 1442 (more veneto, o 1443) adi 22 Fevrer,
+ in Pregadi.]I]
+
+[I[ Cunziossiaché el faza per la Signoria nostra a questo
+ tempo bexogno de factura de denari per ogni modo et via
+ honesta; et in Cecha nostra del arzento altre volte
+ se feva pizoli over bagatini per Bressia, Pergamo,
+ Verona e Vicenza soto diverse stampe secondo el chorso
+ di luogi; i qual bagatini tegniva marche 8 de rame
+ e 1 de arzento; per che i diti bagatini son manchadi,
+ al prexente alguna moneda del ducha di Millan chiamada
+ sexini (i qual di sora sono bianchizadi e tuto el resto
+ si e rame) a prexo corso per tuto el nostro teritorio
+ dal Menzo in la; e sel fosse fato de i diti bagatini
+ che tegnissino marche 8. 1/2 di rame e meza de arzento
+ el nostro Chomun ne receverave grandissima utilitade
+ e guadagno.]I]
+
+[I[ L'anderà parte che i nostri masseri de la moneda
+ del arzento debiano far far de i diti bagatini secondo
+ le stampe uxade de Pergamo, Bressia, Verona, Vicenza
+ e Veniexia, metando marcha meza de argento in marche
+ 8. 1/2 di rame.]I]
+
+Non è invero agevole il discernere fra le monete del Foscari, alle
+quali dee spettare il nome e il valore di bagattini, quelle coniate
+fra il 1423 e il 1443 per l'una o l'altra delle città ricordate da
+questa terminazione. Quanto poi alle cuse dopo quell'anno, credo aver
+provato nella parte del mio lavoro sacrata alle monete di Padova,
+aversi a riconoscere quei nuovi bagattini nelle monete che recano
+dall'un de' lati le iniziali del nome del Foscari fra le braccia di
+una croce, e dall'altro il S. Marco in soldo senza iscrizione.
+
+La copia de' bagattini stampati in esecuzione del senatoconsulto 22
+febbrajo 1443 è provata da un altro sancito il 23 novembre dell'anno
+stesso, che dice come s'era fatta nella zecca nostra [I[granda
+quantitade de pizoli per Bressia, Padova et altre tere]I]; e sembra
+anzi che le province di Terraferma ne fossero innondate se, nel 1451,
+il Senato ne sospendeva lo stampo:
+
+[I[ 1451. adi 25 Settembre, in Pregadi.]I]
+
+[I[ Chel sia comandado per autoritade de questo
+ Consejo ai oficiali nostri dela Cecha che i no
+ debia piu far far pizoli di Bressia.]I]
+
+Ma i bisogni della guerra, che rendono sempre necessaria la più
+operosa attività delle officine nummarie, indussero l'anno seguente il
+Senato ad abrogare questa terminazione coll'altra che qui riporto:
+
+[I[ 1452. adi 29 Dezembrio, in Pregadi.]I]
+
+[I[ Che la Cecha possa far stampir e chuniar pizoli
+ dela stampa da Bressia, non ostante altri ordini
+ over chomandamenti nostri ordenando in chontrario.]I]
+
+Simili a quello cui ho attribuito il nome ed il valore di bagattino
+per la Terraferma, e più specialmente di [I[bagattino per Brescia]I],
+non ricorrono d'alcun doge dopo del Foscari. Abbiamo bensì memoria
+d'altre monete battute per quella città, conservataci dalla
+terminazione del C. X. 19 ottobre 1474 che bandisce i [I[quattrini
+duini da Bressa]I] e i[I[ pizolli uechi dal lion, le qual monede no se
+possino in alchuna parte del mondo spender]I]; e così pure di
+quattrini e sesini ivi spediti nel 1589 troveremo notizia
+nell'occuparci di quelle di Bergamo, comeché le monete bandite nel
+1484 o le decretate nel 1589 non sappiamo discernere fra quelle
+destinate ad aver corso anche nella capitale della Repubblica.
+
+BERGAMO.
+
+Passata dal dominio de' re d'Italia a quello de' vescovi, Bergamo
+cominciò poi a reggersi sotto l'impero del terzo Otone con forma
+repubblicana. Costretta in seguito a ricevere vicarii imperiali, ed
+associatasi alle città conchiudenti la lega lombarda, si emancipava
+per oro nel 1286 da ogni supremazia dell'impero germanico e ritornava
+all'antica autonomia. Ma nel 1330 datasi a Giovanni di Lussemburgo re
+di Boemia e di Polonia, ebbe da lui leggi civili e criminali; ma poco
+dopo la occuparono a vicenda Visconti e Scaligeri. Venduta da una
+famiglia ottimate a Pandolfo Malatesta, fu a costui ripresa da'
+Milanesi; sennonché, ardendo la guerra fra il Visconte e Venezia, i
+Bergamaschi inviarono legati ad offerir la loro città alla Repubblica
+che nel 1428 ne prendeva possesso, contrastato in seguito dalle armi
+del duca Filippo Maria, ma inutilmente. Ne' torbidi anni in cui gli
+alleati di Cambray minacciavano la esistenza della Repubblica, Bergamo
+aprì le porte a' Francesi, per discacciarneli pochi anni dopo e far
+ritorno al mite governo de' Veneziani.
+
+Nel secolo XIII, imperando Federico II, mentre la città era soggetta
+a' vicarii, s'improntavano a Bergamo monete col nome e colla imagine
+di quell'augusto e recanti le armi della città, un castello guernito
+di tre alte torri. Questi nummi argentei di Bergamo, che però stanno
+fuori del nostro campo perché battuti anzi la veneta dominazione,
+offrono un esempio di lega forse unico nella storia numismatica.
+Conciossiaché il fino argento in cui si vollero coniati si presenti in
+numerosi esemplari misto all'antimonio. Non si avendo però né della
+zecca di Bergamo, né d'altre zecche del mondo memoria alcuna che
+ricordi appositamente impiegato quel miscuglio stranissimo, crederei
+non ingannarmi nel ritenere che la difficoltà delle operazioni
+docimastiche, in un'epoca in cui poco si conosceva l'arte di appurare
+i metalli, lasciasse nella massa che si credeva di fino argento alcune
+porzioni di antimonio che nello stato naturale contenea l'argento
+medesimo.
+
+La terminazione del Senato di Venezia 22 febbrajo 1443, riportata
+quando dissi delle monete di Brescia, ci prova che dal giorno della
+occupazione di Bergamo operata da' nostri fino a quello in cui fu
+sancita la detta legge s'erano già battute monete per quella città, le
+quali non è possibile discernere fra le altre improntate col nome del
+doge Foscari. Ma ravvisammo bensì fra queste, le comandate dal
+succitato senatoconsulto, allorché si toccò de' nummi cusi a Venezia
+per Brescia e per Padova.
+
+Havvi però una moneta di rarità singolare, il cui solo esemplare a me
+noto si conserva nella Marciana, alla quale provenne dal Pasqualigo,
+espressamente battuta per Bergamo nel secolo XVI inoltrato, e recante
+il nome del doge Pasquale Cicogna. È un piccolo pezzo di biglione, del
+diametro di m. 0,0185 e del peso di k. 5 o poco meno; il cui diritto
+offre l'imagine stante di S. Marco che, volgendo il capo alla destra
+dell'osservatore, tiene con ambe le mani il Vangelo. Lo accerchia la
+epigrafe . S . M . V . PASC. CICON . DVX; e nell'esergo sotto la
+figura campeggia la cifra 4 fra due rose. Il rovescio presenta il
+Redentore veduto fino alle reni, di prospetto, e recante nella
+sinistra il globo e colla destra benedicente. Lo attornia questa
+leggenda VIA . VERITAS . ET . VITA; e nell'esergo il nome della città
+per cui fu cuso questo nummo, così abbreviato BERGO . e sott'esso una
+stellina.
+
+È prezzo dell'opera soffermarci alcun poco a considerare la moneta
+presente, ch'è invero fra quelle stampate pei possedimenti veneti una
+delle più singolari. Quanto alla età, la determina chiaramente il nome
+del doge Cicogna che governò la Repubblica dal 18 agosto 1585 al 2
+aprile 1595. Non ugualmente agevole è il verificare la occasione che
+ne dié motivo allo stampo, e così pure il nome, il titolo, il valore.
+Ciò nullameno le osservazioni che verrò esponendo gitteranno alcuna
+luce su questo punto tuttora incerto della patria numismatica.
+
+Il coscienzioso Zon così ne scriveva a pag. 57 del suo trattato:
+[I[Nel 1589 vi ha un ordine per istampo di sesini o quattrini per
+Bergamo a peggio 550, siccome le gazzette, che sono forse quelli di
+grani 20 per ciascuno fatti sotto il doge Cicogna, col Salvatore e col
+motto: VIA VERITAS ET VITA, e BERGO, scritto nell'esergo]I].
+Conoscitore della lealtà del mio illustre amico, e ammiratore della
+rara diligenza ch'egli poneva ne' suoi diletti studii numografici, non
+potei non andar molto maravigliato nel trovar le notizie date nel
+passo surriferito non conformi al vero; né saprei indovinare come lo
+Zon siasi questa volta lasciato trar in errore, forse dall'altrui
+autorità. Svolsi infatti ed esaminai accuratamente le terminazioni del
+Senato, a cui allora era affidata la direzione della zecca, non solo
+dell'anno 1589 ma di tutto il tempo in cui ducò il Cicogna, e non mi
+fu dato rinvenire quell'imaginario senatoconsulto. Vi rincontrai bensì
+diversi decreti de' Pregadi riguardanti le ingenti spese sostenute
+quell'anno e nel precedente per proseguire le fortificazioni di
+Bergamo e di Brescia, e l'unico ove m'imbattei in memorie di
+[I[quattrini]I] (non già di [I[sesini]I]) è quello di cui qui
+trascrivo la porzione che più interessa le nostre ricerche:
+
+[I[ 1589. 25 Novembre. In Pregadi.]I]
+
+[I[ . . . Quanto poi alla moneta minuta, et particolarmente
+ dei quattrini, volemo che quei che si stamperanno in
+ questa città siano spesi a 6 alla gazetta. Et acciocché
+ questo ordine nostro habbia la sua debita et presta
+ essecutione, siano da i Proueditori nostri in Cecca
+ mandati in più volte a i Rettori nostri di Brescia de i
+ danari ultimamente applicati alle fortezze per la fabrica
+ di quel castello duc. tremille de quattrini, ed
+ altrettanti a quei di Bergamo per pagar la maistranza
+ alla fabrica di quella fortezza et altre persone
+ che farà bisogno.]I]
+
+Dal tenore di questo decreto chiaramente appare che si mandarono a
+Brescia ed a Bergamo somme considerevoli in piccoli pezzi da 6 alla
+gazzetta, cioè del valore di 4 bagattini ciascuno per gli stipendii
+degli operai impiegati nell'erezione di quelle fortezze. Perché dunque
+non potrebbesi ammettere che in tal circostanza una qualità
+particolare di quattrini, destinati ad inviarsi a Bergamo,
+s'improntasse col nome di quella città? Vi corrisponde l'epoca,
+semplicemente espressa col nome del doge allora regnante, vi
+corrisponde la cifra 4 indicante il valore del [I[quattrino]I], o 4
+piccoli, pari ad un 1/6 di gazzetta, come vuole il decreto.
+
+A determinare pertanto il titolo del metallo in cui la moneta di
+Bergamo si volle coniata, mi varrò di un computo da me altre volte
+adottato per precisare la quantità di fino che dev'esistere in un dato
+pezzo. E nel caso presente, prenderò a punto di partenza il notissimo
+[I[ducatone]I], detto oggi altramente [I[Giustina minore]I], il quale
+all'epoca del Cicogna si mantenne al prezzo di lire 6 e soldi 4, o
+soldi 124, cifra che reca nell'esergo del suo rovescio. Questo pezzo
+del peso di k. 134. 1/2 a peggio 60 conteneva perciò d'argento fino
+k. 127. 95/192; e v'era quindi il soldo rappresentato
+approssimativamente da un pezzetto d'argento del peso di k. 1. 1/35, e
+perciò il quattrino, pari ad 1/3 di soldo, dovea tenere di fino
+gr. 1. 12/35, o press'a poco gr. 1. 1/3. Sicché pesando il quattrino
+di Bergamo grani 20, avrebbe a contenere circa gr. 18. 2/3 di lega,
+andrebbe cioè al peggio approssimativo di k. 1075. Qual differenza fra
+questa cifra e quella di k. 550 che avea data lo Zon!
+
+RAVENNA.
+
+Dall'anno 1390, allorché Ravenna era sotto il dominio di que' da
+Polenta, fino al 1440 fu sede di un Veneto podestà, le cui
+attribuzioni non erano peraltro maggiori di quelle di un semplice
+console, comeché il nome della carica suonasse una più lata
+giurisdizione. Quando nel 1440 la vecchia capitale dell'Esarcato si
+dedicò alla Repubblica, mandovvi questa un patrizio rivestito di ben
+più ampii poteri, insignito del doppio titolo di [I[podestà e
+capitano]I], mutantesi d'uno in altro anno. Circa settant'anni ne
+rimasero padroni i nostri, fino a che cioè, dopo un inutile assedio
+messole dalle truppe papali che fu valorosamente respinto da'
+difensori, ricadde nelle mani del Pontefice per trattato, dopo la
+rotta dell'Alviano a Ghiaradadda.
+
+Due anni dopo la veneta occupazione, nel 1442, tolto a Ravenna il
+privilegio di zecca, che da dieci secoli esercitava, il Senato venne
+alla terminazione che qui trascrivo, per sopperire a' bisogni del
+minuto commercio di quella città:
+
+ +[I[ YHS. 1442, adj XVIII Luio. In Pregadi.]I]
+
+[I[ Conziossiaché el sia prexo in questo Consejo
+ ch'el sia fato dj bagatinj ala liga nuoua per letere
+ nostre, e bona chossa sia etiamdio proueder ch'el
+ sia fato dj quatrinj e mezj quatrini per Rauena
+ ala liga e segondo la mostra dj dictj quatrinj
+ fata per i masserj nostri dela moneda del arzento
+ e mandada al proveditor nostro da Ravena, el qual
+ l'alda che el sia facto dj dictj quatrini perché i
+ piaxeno molto a i citadinj di Ravena;]I]
+
+[I[ Vada parte che i masserj nostrj de la moneda
+ del arzento debiano far far di quatrini e mezi
+ quatrinj predicti ala liga e segondo la mostra
+ per i predicti masseri facta.]I]
+
+Avvegnaché la presente terminazione ricordi due diverse monete battute
+per Ravenna, cioè il [I[quattrino]I] o terza parte del soldo, e il
+[I[mezzo quattrino]I] o il sesto di soldo, una sola ne incontriamo
+nelle nostre raccolte, il cui peso e il cui titolo ci consigliano a
+tenerla il [I[quattrino]I]. Parlando sotto l'anno 1443 delle monete
+cuse per Padova, feci vedere come il soldo a quell'epoca fosse
+rappresentato da un pezzetto d'argento fino del peso approssimativo di
+grani 7. 1/2. Ora, risultando dall'assaggio la lega del nummolo
+ravennate al titolo 0,333, ed essendone il peso di grani 7. 1/2, esso
+equivale veramente ad 1/3 del soldo, cioè al quattrino.
+
+Offre la rarissima moneta di cui ci occupiamo, da un lato il patrono
+di Ravenna, mezza figura, con insegne di vescovo e benedicente, veduto
+di prospetto, e intorno ad esso la epigrafe S . APOLI . RAVEN .
+Dall'altro il S. Marco in soldo chiuso da un cerchietto, oltre cui
+gira la leggenda + S . MARCVS . VENETI . N'è corretto il disegno, e il
+diametro è di m. 0,012.
+
+Nel 1451 trovo nuovamente memoria de' quattrini per la Romagna, ne'
+quali non altra moneta saprei ravvisare che la or ora descritta:
+
+[I[ 1451. adi ultimo Dezembrio. In Pregadi.]I]
+
+[I[ I oficiali nostri dela moneda del arzento sia
+ tegnudj e debiano far far da mo fin per tuto el
+ mexe d'aprile prossimo de tempo in tempo, si chome
+ al Colegio aparerà, ducati mille dj quatrini, qual
+ se spenda in Romagna, ancora arquanto miorando ala stampa.]I]
+
+Gli è fuor di dubbio che, se questo senatoconsulto ebbe esecuzione, si
+avrebbe dovuto trovare due varietà de' quattrini ravennati; ma finora
+me lo vietò la molta rarità di questi piccoli nummi, che mancano alla
+Raccolta Correr; e l'esemplare che ne vidi alla Marciana e qualche
+altro che trovasi in collezioni private, non mi esibirono che un solo
+tipo.
+
+ROVIGO.
+
+Tolta da' Veneziani nel 1404 ad Alberto d'Este marchese di Ferrara
+alleato de' Carraresi, Rovigo fu restituita da' nostri nel 1438 a
+Nicolò d'Este, per interposizione di papa Eugenio IV. Ma nelle guerre
+combattute da' Veneti contro il duca Ercole, fu da loro ripresa, e lor
+ne venne confermato il possesso nella pace del 1484. Dopo il 1509,
+fervendo la lotta contro gli alleati di Cambray, mutò spesso padrone,
+fino a che nel 1514 restò in perpetuo dominio della Repubblica.
+
+La moneta che sola si conosce di Rovigo è di tipo simile alla
+precedente, benché migliorata nelle imagini ed accusante epoca più
+moderna. Il titolo n'è alcun poco inferiore, il peso è di k. 2. 1, per
+cui non temerei asserirla un [I[quattrino]I] di valore simile al
+ravennate. La leggenda del diritto, invece del nome di S. Apollinare,
+ha quello di S. Bellino patrono de' Rodigini, S . BELLI . RODIG .
+
+L.I. Grotto dell'Ero nelle [I[Ricerche ed osservazioni]I] che stese
+intorno a questo santo [I[vescovo di Padova e protettore del
+Polesine]I] (Padova, 1843) sembra che ricordasse la moneta presente
+allorché scrisse: [I[Gli statuti di Rovigo (lib. III pag. 244)
+contengono una ducale di Agostino Barbarigo riportata anche
+dall'Orologio, del 1487, diretta ad ampliare ed ornare la chiesa
+depositaria delle terrene spoglie del martire, in onore del quale
+Rovigo nella sua dedizione alla Veneta Signoria del 1484 coniò una
+medaglia, ove leggeasi nella parte anteriore: S . BELL . RODIG . e
+nella posteriore: S . MARCVS . VENETI ]I].
+
+Non mi fu dato rinvenire la legge che di questa moneta decreta lo
+stampo; ma il tipo si mostra degli ultimi anni del secolo XV, e prova
+che fu battuta durante la seconda occupazione di quella città, cioè
+dopo il 1484.
+
+Vince questo nummo in rarità il ravennate. Il p. Basilio Terzi, goffo
+geologo e più goffo erudito, in una sua [I[Dissertazione sopra alcune
+monete inedite d'Italia]I], Padova, 1808 in 4.°, fu il primo a
+pubblicarlo, mentre il ravennate s'era già illustrato nella grande
+raccolta dell'Argelati (vol. III, pag. 123). Dice il Terzi che a' suoi
+giorni di questo di Rovigo si conoscevano tre esemplari. Ma non ebbi
+occasione di vederne io a' miei che un solo, quello conservato nel
+Museo Correr.
+
+
+
+[T1] CONCLUSIONE.
+
+La illustrazione del nummo rodigino chiude in un tempo e la parte
+consacrata alle monete della Veneta Terraferma e l'intera operetta che
+offersi a quelli de' miei concittadini e de' forastieri che intendono
+con amore coscienzioso allo studio delle antichità veneziane. Il mio
+cammino è dunque fornito, e mi resta la dolce lusinga di averlo
+dischiuso e percorso recandovi quella luce di critica che bastasse a
+diradare molte dubbiezze che finora lo resero intralciato e posero
+agli eruditi, che pur si accingevano a batterlo, ostacoli
+insuperabili. Ma so bensì che le mie accurate indagini, i pazienti
+miei studii su' documenti e su' monumenti, non valsero a fugare tutte
+le ombre dell'incertezza. V'hanno de' punti infatti ove l'insorgere di
+qualche difficoltà, a distruggere la quale non bastarono le forze mie,
+mi costrinse ad indietreggiare per non gittarmi nel campo d'ipotesi
+soverchiamente avventate. E solo l'ipotesi che si presentava
+avvalorata da saldi puntelli fui talora obbligato ad accogliere,
+pronto a nuovamente piegare i miei raziocinii a fatti la cui
+esistenza, provata nell'avvenire, giovasse ad abbatterli.
+
+Il seguente prospetto presenta nel metodo tabellare i risultati
+numerici delle mie ricerche, già esposte in più particolareggiata
+maniera in questo libretto. L'ordine progressivo delle monete che vi
+si trovano elencate è quello stesso che tenni nel tesserne la
+illustrazione. Ad ogni pezzo apposi l'epoca del suo stampo per servire
+agli studii dell'economista, rintracciante il vario valore de' metalli
+chiamati a fungere l'ufficio di simboli della ricchezza, nelle varie
+età. I pesi conservai in carati e grani della marca nostra, che
+avvertii simile alla marca di Colonia. Mi valsi, ad indicare i titoli
+dell'argento, della cifra esprimente i carati di lega ch'entravano in
+ciascuna marca di mistura da monetare; sicché il fino risulta ben
+facilmente detraendo da' 1152 carati componenti la marca la cifra
+notata nella tabella. Il valore è in lire venete, soldi e denari, a
+cui si ragguaglia ogni moneta considerata nell'epoca nella quale fu
+primamente improntata.
+
+In sei differenti gradi ho stimato valutare la varia rarità delle
+monete registrale nel prospetto. Espressi con una C le più
+[I[comuni]I] a trovarsi, quelle di cui nessuna raccolta suol
+difettare. La lettera Q dinota le [I[quasi comuni]I], quelle cioè che
+s'incontrano con minor frequenza delle precedenti, non tale però da
+meritare d'esser classificate fra le [I[rare]I]. A queste ultime
+apposi il segno R; come indicai [I[doppiamente rare]I], R2, le
+mancanti d'ordinario alle collezioni, non già a quelle colossali che
+abbiamo a Venezia. Il grado di [I[somma rarità]I] è espresso dal segno
+R3, e in questa categoria entrano pur le monete di cui sono a mia
+notizia almeno due esemplari. I nummi invece di cui un solo esemplare
+è a me noto, o quelli la cui esistenza, quantunque da me non vedute, è
+constatata, assumono il segno R4. Se tuttavia io dovetti rimanermi
+incerto sulla esistenza effettiva di un pezzo, vi apposi il segno del
+[I[dubbio]I] (?).
+
+
+
+[T5] Tavola sinottica delle monete de' Possedimenti Veneziani
+descritte ed illustrate in quest'opera.
+
+Colonne
+1 Nome della moneta
+2 Epoca
+3 Peso in k.
+4 Peso in gr.
+5 Titolo in peggio p. marca k.
+6 Valore in lire ven.
+7 Valore in soldi
+8 Valore in denari
+9 Grado di rarità
+
+ 1 2 3 4 5 6 7 8 9
+ [Bo[I. DALMAZIA ED ALBANIA]Bo].
+1. Tornese di Dalmazia 1410 3 2 912 - - 4 R4
+2. Liretta 1664 13 3. 1/2 350 1 - - Q
+3. Da otto 1664 5 2. 1/5 350 - 8 - Q
+4. Da quattro 1664 2 3. 1/10 350 - 4 - R
+5. Gazzetta 1690 38 - rame - 2 - C
+6. Gazzetta 1706 33 3. 9/17 rame - 2 - C
+7. Gazzetta 1730 29 2. 2/13 rame - 2 - C
+8. Soldo 1690 19 - rame - 1 - C
+9. Soldo 1706 16 3. 13/17 rame - 1 - C
+10. Soldo 1730 14 3. 1/13 rame - 1 - C
+11. Leone Mocenigo
+ di A. Mocenigo II. 1706 56 - 450 4 - - Q
+12. Mezzo detto 1706 28 - 450 2 - - Q
+13. Quarto detto 1706 14 - 450 1 - - Q
+14. Ottavo detto 1706 7 - 450 - 10 - Q
+15. Sedicesimo detto 1706 3 2 450 - 5 - ?
+16. Galeazza di Alvise
+ Pisani 1736 92 2. 2/3 144 7 6 8 Q
+17. Mezza detta 1736 46 1. 1/3 144 3 13 4 Q
+18. Quarto detta 1736 23 2/3 144 1 16 8 Q
+19. Bagattino di Sebenico 1485 9 - rame o ottone - - 1 C
+20. detto di Zara 1491 8 3 rame o ottone - - 1 R
+21. detto di Traù 1492 9 2 rame o ottone - - 1 R2
+22. detto di Spalato 1491 7 3 rame o ottone - - 1 Q
+23. detto di Lesina 1493 7 2 rame o ottone - - 1 R3
+24. Grossetto di Cattaro 1423 5 - 60 - 2 8 R3
+25. detto 1627 ? - 238 - 2 8 R4
+26. Mezzo Grossetto di
+ Cattaro col S. Marco 1548 2 2 120 ? - 1 4 R2
+27. detto col leone 1567 2 2 120 ? - 1 4 R3
+28. detto collo stemma 1597 ? - ? - 1 4 R4
+29. d. scemato nel titolo 1627 ? - 443 - 1 4 R4
+30. Quattrino (?) di
+ Cattaro senza
+ lo stemma 1451 5 a 6 - 1092 ? - - 2 R2
+31. detto collo stemma 1488 7 2 1092 ? - - 2 Q
+32. Moneta colle iniziali
+ Z e M 1638 8 3 1098 ? - 1 2 Q
+33. Follare di Cattaro
+ di peso eccedente 1485 20 3 rame - - 2/3 R4
+34. Follare comune di
+ Cattaro 1569 6 - rame - - 2/3 R
+35. Grossetto di Scutari 1423 ? 5 - 60 - 2 8 R2
+36. Bagattino di Antivari 1490 ? 6 3 rame - - 1 R
+ [Bo[II. LEVANTE VENETO]Bo].
+37. Tornese di
+ Andrea Dandolo 1350 ? 3 - 912 - - 4 R4
+38. Tornese di
+ Giovanni Gradenigo 1355 3 - 912 - - 4 R3
+39. Tornese di
+ Giovanni Dolfin 1356 3 - 912 - - 4 R4
+40. Tornese di Lorenzo Celsi 1361 3 - 912 - - 4 R2
+41. Tornese di Marco Corner 1365 3 - 912 - - 4 R
+42. Tornese di
+ Andrea Contarini 1368 3 - 912 - - 4 C
+43. Tornese di
+ Michele Morosini 1382 3 - 912 - - 4 R3
+44. Tornese di
+ Antonio Venier 1382 3 - 912 - - 4 C
+45. Tornese di Michele Steno 1400 3 - 912 - - 4 R
+46. Tornese di
+ Tommaso Mocenigo 1414 3 - 912 - - 4 R3
+47. Tornese di
+ Francesco Foscari 1424 3 - 912 - - 4 R3
+48. Tornese di
+ Agostino Barbarigo 1487 2 2 912 - - 4 R
+49. Tornese di
+ Leonardo Loredan 1505 2 2 912 - - 4 R
+50. Grossetto per navigare 1498 6 3.51/55 60 - 4 - R
+51. Da 30 tornesi di
+ Antonio Priuli 1618 18 3 1050 ? - 2 - R
+52. Simile colla
+ iscrizione greca 1618 17 3 1050 ? - 2 - Q
+53. Simile di Giovanni
+ Corner I 1625 16 - 1050 ? - 2 - Q
+54. Da 32 tornesi di
+ Antonio Priuli 1618 18 3 1050 ? - 2 1.3/5 R
+55. Da 4 soldi dello
+ stesso doge 1618 23 3 1050 ? - 4 - R4
+56. Da 60 tornesi di
+ Giovanni Corner I 1625 32 - 1050 ? - 4 - C
+57. Da 15 tornesi
+ dello stesso doge 1625 8 - 1050 ? - 1 - Q
+58. Piastra di
+ Francesco Contarini 1623 130 - 60 7 - - R4
+59. Reale dello stesso doge 1623 130 - 60 7 - - R4
+60. Reale di
+ Francesco Erizzo 1645 ? - ? ? - - R4
+61. Leone di
+ Francesco Morosini 1688 131 - 300 6 16 - R2
+62. Leone di
+ Silvestro Valier 1694 131 - 300 6 16 - R
+63. Leone di Giovanni
+ Corner II 1709 131 - 300 6 16 - R2
+64. Mezzo leone di
+ Francesco Morosini 1688 65 2 300 3 8 - R4
+65. Simile di
+ Silvestro Valier 1694 65 2 300 3 8 - R2
+66. Simile di
+ Giovanni Corner II 1709 65 2 300 3 8 - R4
+67. Quarto di leone di
+ Francesco Morosini 1688 32 3 300 1 14 - R4
+68. Quarto di leone di
+ Silvestro Valier 1694 32 3 300 1 14 - R2
+69. Quarto di leone di
+ Giovanni Corner II 1709 32 3 300 1 14 - R4
+70. Ottavo di leone di
+ Francesco Morosini 1688 16 1.1/8 300 - 17 - R3
+71. Gazzetta per le Isole
+ e per l'Armata 1688 38 - rame - 2 - Q
+72. Soldo simile 1688 19 - rame - 1 - Q
+73. Gazzetta per l'Armata
+ e la Morea 1688 38 - rame - 2 - Q
+74. Soldo simile 1688 19 - rame - 1 - Q
+75. Gazzetta per Corfù,
+ Cefalonia e Zante 1730 29 2. 1/13 rame - 2 - Q
+76. Soldo simile 1730 14 3. 1/13 rame - 1 - Q
+77. Tallero di Francesco
+ Loredan 1755 138 - 190 11 - - R
+78. Mezzo tallero
+ dello stesso doge 1755 69 - 190 5 10 - R2
+79. Tallero di
+ Marco Foscarini 1762 138 - 190 11 - - R2
+80. Mezzo tallero
+ dello stesso doge 1762 69 - 190 5 10 - R2
+81. Tallero vecchio di
+ Alvise Mocenigo IV. 1766 138 - 190 11 - - R2
+82. Mezzo detto 1764 69 - 190 5 10 - R2
+83. Quarto detto 1765 34 2 190 2 15 - R4
+84. Tallero nuovo
+ dello stesso doge 1768 138 - 190 10 - - Q
+85. Simile di Paolo Renier 1779 138 - 190 11 - - C
+86. Mezzo detto di
+ Paolo Renier 1780 69 - 190 5 10 - C
+87. Quarto detto 1780 34 2 190 2 15 - C
+88. Ottavo detto 1780 17 1 190 1 7 6 C
+89. Tallero nuovo di
+ Lodovico Manin 1789 138 - 190 11 - - C
+90. Mezzo detto 1789 69 - 190 5 10 - C
+91. Quarto detto 1790 34 2 190 2 15 - C
+92. Ottavo detto 1790 17 1 190 1 7 6 C
+ [Bo[III. CANDIA]Bo].
+93. Soldini 2. 1/2 1632 25 - rame - - 8 C
+94. Soldino 1632 10 - rame - - 3.1/5 C
+95. Gazzetta doppia di
+ Fr. Erizzo 1645 20? - 1098 - 4 - R4
+96. Simile di Fr. Molin 1647 28 3 1098 - 4 - R3
+97. Gazzetta dello stesso
+ doge 1647 19 2.25/59 1098 - 2 - R2
+98. Soldo dello stesso 1647 9 3.12/59 1098 - 1 - R2
+99. Moneta Grimani 1648 25 - rame 1 - - R
+100. Ossidionale da lire 10 1650 arb. - rame 10 - - R3
+101. detta da lire 5 1650 arb. - rame 5 - - R2
+102. Gazzetta 1658 34 - rame - 2 - C
+103. Soldo 1658 17 - rame - 1 - C
+ [Bo[IV. CIPRO]Bo].
+104. Carzia di
+ Francesco Venier 1554 2 2 1060 - - 2 R3
+105. Simile di
+ Girolamo Priuli 1559 2 2 1060 - - 2 R3
+106. Bisante ossidionale 1570 arb. - rame - ? ? C
+107. Da X ...
+ [I[Aes argenti]I] 1571 14 - ? - ? ? R4
+ [Bo[V. TERRAFERMA VENETA]Bo].
+108. Bagattino di Treviso 1492 8 2 rame - - 1 R
+109. detto di Padova ecc. 1443 2 3,05 1088 - - 1 Q
+110. detto di Padova
+ e Verona 1491 8 - rame - - 1 Q
+111. Quattrino per
+ Vicenza e Verona 1498 3 0,67 972 - - 4 R4
+112. Obolo per
+ Vicenza e Verona 1498 3 0,67 1092 - - 1.1/3 R4
+113. Quattrino di Bergamo 1589 5 - 1075 - - 4 R4
+114. detto di Ravenna 1442 1 3.1/2 768 - - 4 R2
+115. detto di Rovigo 1442 2 1 768 - - 4 R3
+
+
+[T1] NOTE ADDIZIONALI ED EMENDE.
+
+Siccome nel corso della presente operetta ho riportato per esteso o in
+frammenti parecchi decreti che riguardano le monete di cui ho fatto
+cenno; e di que' decreti alcuni furono sanciti dal Maggior Consiglio,
+altri dalla Quarantia Civile, altri dal Senato, altri finalmente dal
+Consiglio de' Dieci, così reputo non ozioso l'accennare brevemente a
+quale delle varie magistrature della Repubblica spettasse nell'epoche
+diverse la direzione della zecca e il dovere d'invigilare la
+monetazione.
+
+La zecca fu primamente affidata al Maggior Consiglio, il quale ne
+delegava sul declinare del secolo XIV (intorno al 1390) varie mansioni
+alla Quarantia Civile ed altre al Senato, a cui tutte poi si
+devolveano nel 1416. Nel 1468 sottentrava a' Pregadi il Consiglio de'
+Dieci, e a questo di bel nuovo nel 1582 il Senato. I decreti
+riguardanti la monetazione veneziana emanarono perciò dalle seguenti
+autorità:
+
+Fino al 1390 --- M. C.
+
+1390 a 1416 --- M. C., XL.ª, Pregadi.
+
+1416 a 1468 --- Pregadi.
+
+1468 a 1582 --- C. X.
+
+1582 a 1797 --- Pregadi.
+
+
+
+pag. 15. l. 2. invece di 360 [I[per marca]I], leggi 350 [I[per
+marca]I].
+
+
+
+p. 26. l. 9. [I[L'Europa non ebbe altr'oro coniato da quello in fuori
+de' paesi occupati dagli Arabi]I]. S'aggiunga [I[e dell'impero
+greco]I]. Potrebbe oppormi taluno la esistenza del [I[soldo
+aureo]I] di Carlomagno, e più probabilmente di Carlo il Calvo,
+posseduto dall'illustre sig. F. De Saulcy a Metz, e trovato da
+pochi anni a Vesoul, il quale reca da un lato il monogramma di
+KAROLUS e dall'altro in due linee il nome della città di Usez,
+UCECIA. Non è però ignoto agli amatori e a' cultori della
+numismatica come la genuinità di quel singolarissimo nummo non sia
+ancora luminosamente provata. È vero che Gioacchino Lelewel che
+primo lo diede inciso, il De Saulcy e molti altri eruditi
+reputatissimi se ne fecero apologisti; ma anzi che si voglia con
+un fatto solo atterrare una catena di fatti è d'uopo lo si
+assoggetti alla critica più severa; e ciò è appunto ch'io credo
+non siasi ancora operato per diradare le dubbiezze che avvolgono
+l'unico pezzo d'oro de' Carolingi. Stimo inutile il ricordare come
+il raro medaglioncino parimente [I[aureo]I] che offre da un lato
+la imagine e il nome di Lodovico Pio e dall'altro la croce fra una
+corona, accerchiata dall'epigrafe MVNVS DIVINVM, sia per sentenza
+di tutt'i numografi escluso dalla serie delle monete e collocato
+in quelle delle medaglie.
+
+
+
+p. 33. l. 4. invece di 1470 leggi 1490. ib. l. 24. invece di k. 8. 32
+leggi k. 8. 3.
+
+
+
+p. 53. l. 3. Alla serie de' rettori di Cattaro che improntarono
+quattrini del 2.° tipo si aggiungano i due seguenti:
+
+ P. V. Paolo Vallaresso, 1508 a 1510.
+
+ P. Z. Pietro Zen, 15l4 a 1516.
+
+
+
+p. 74. l. 13. [I[È notabile come se ne scostasse il tipo dai
+precedenti]I]. Giova tuttavia avvertire che una monetina affatto
+simile a quella del Barbarigo alla quale ho applicato il nome di
+[I[tornese]I] esiste anche del Loredan, e non ne varia nel peso,
+né nel titolo. L'unica diversità consiste necessariamente nel nome
+del doge LEO . LAVREDAN . DVX . È quindi più probabile sia questo,
+e non l'altro pezzo, il ricercato tornese di questo doge.
+
+
+
+p. 123. l. 8. [I[Vorrebbe il Pasqualigo che di questa donna ecc]I]. Le
+monete de' Lusignani, da noi rarissime ma delle quali ha una
+stupenda serie il R. Gabinetto di Torino, cominciano da Ugo II
+(III?) e seguono non interrottamente fino a Jacopo II marito della
+Corner, della quale non se n'ha alcuna. Il loro tipo,
+avvicinandosi alle monete di Francia, si discosta d'assai dalle
+bisantine.
+
+ Lo stesso R. Gabinetto di Torino possede un piccolo nummo di basso
+biglione al cui disegno si fa luogo nell'ultima delle tavole
+corredanti quest'opera. Offre dal diritto il leone rampante de'
+Lusignani attorniato dalle iniziali I, P, L, N; dal rovescio le
+lettere V E sopra una S nel mezzo del campo. Non ispettando esso
+a' Lusignani da' cui tipi molto si allontana, è probabilissimo
+siasi battuto da' Veneziani dopo la conquista dell'isola. Il suo
+peso ed il titolo ben si avvicinano alla [I[carzia]I], e le
+iniziali del diritto potrebbero indicare il nome e la carica di
+Girolamo Pesaro che sedette luogotenente in quel reame dai 1491 al
+1493. [I[Jeronimus Pisauro Locumtenens Nicosiae]I], e le sigle del
+rovescio essere semplice abbreviatura di VENETVS. Devo la
+comunicazione di un calco di questo non conosciuto e curioso
+cimelio della zecca di Cipro al dotto cavaliere de Mas Latrie
+illustratore della storia de' re Lusignani.
+
+
+
+p. 124. l. 26. [I[Offre il rovescio il leone di S. Marco in
+gazzetta]I]. Più attenta osservazione delle carzie di Cipro de'
+dogi Venier e Priuli mi conduce a verificare non essere effigiato
+sovr'esse il leone di S. Marco, sì bene un leone rampante verso
+sinistra, che sporge la lingua e la cui coda nell'incurvarsi
+s'ingrossa; sprovvisto oltrecciò delle ale, del sacro nimbo e del
+libro del Vangelo, e in quella vece similissimo al leone
+ricorrente nelle monete che abbiamo degli ultimi re Lusignani da
+Ugo IV sino a Jacopo II. La presenza del leone di Cipro su questo
+nummolo del Priuli fu già avvertita dal conservatore del R.
+Gabinetto di Torino ov'esso si custodisce, siccome moneta battuta
+per Cipro da' Veneziani, in un bell'esemplare sovra un cui calco,
+comunicatomi dal Mas Latrie, fu condotto l'esattissimo disegno che
+ne offro nelle tavole.
+
+
+
+p. 132. l. ult., invece di TREVIXI leggi TARVIXI.
+
+
+
+p. 140. l. quartultima, invece di [I[1/4 del marchetto]I] leggi [I[1/3
+del marchetto]I].
+
+
+
+p. 143. l. 21, invece di [I[potentibus]I] leggi [I[petentibus]I].
+
+
+
+Allorché dissi de' tornesi che s'hanno di quasi tutti i dogi da Andrea
+Dandolo a Tommaso Mocenigo dopo il fortuito ritrovamento del 1849, non
+esposi le varie loro leggende. Supplisco all'involontaria mancanza,
+riportandole in questa nota quali mi vennero communicate dal dott.
+Costantino Cumano avventurosamente possessore di quella serie
+ricchissima:
+
+: + : ANDR : DANDVLO : DVX
+
++ IO . DELPhYNO . DVX
+
+. + . LAVR . CELSI . DVX
+
++ . MARC'CORN. DVX
+
++ ANDR' 9TAR' DVX
+
++ MIChL' MAVROC' DVX
+
++ ANTO' VENERIO · DUX.
+
+. + . MIChAEL . STEN' . DVX
+
++ TOM MOCENIGO DVX
+
+La iscrizione nel rovescio varia alcun poco nella ortografia ne' primi
+e negli ultimi tornesi; in quelli da Andrea Dandolo fino a Marco
+Corner leggendosi costantemente + VEXILIFER VENECIAR; negli altri da
+Andrea Contarini a Tommaso Mocenigo + VEXILIFER VENETIAR. È poi
+singolare la varietà ortografica di un tornese del Contarini nel cui
+diritto si legge + ANDR . 9T . A . R . D . V . X, e nel rovescio
++ VEXILIER VENETA ([I[sic]I]).
+
+
+
+[T1] PROSPETTO DELLE TAVOLE.
+
+DALMAZIA ED ALBANIA.
+
+TAVOLA I.
+
+1. Tornese di Dalmazia de' primi anni del secolo XV, descritto a pag.
+12, tratto dall'esemplare Marciano, e raffrontato ad altro
+comunicatomi posteriormente dalla gentilezza del dottor Cumano.
+
+2. Liretta di Dalmazia e d'Albania.
+
+3. Da otto simile.
+
+4. Da quattro simile.
+
+5. Gazzetta simile.
+
+6. Gazzetta simile. Tutt'e cinque illustrati da pag. 14 a pag. 18.
+
+TAVOLA II.
+
+7. Leone Mocenigo.
+
+8. Mezzo detto.
+
+9. Quarto detto.
+
+10. Ottavo detto.
+
+TAVOLA III.
+
+11. [I[a]I]. Galeazza di Alvise Pisani col rovescio variato dal
+comune, tratto dall'unico esemplare della collezione Malipiero.
+
+11. [I[b]I]. Galeazza comune dello stesso doge.
+
+12. Sua metà.
+
+13. Quarto detta.
+
+TAVOLA IV.
+
+14. Bagattino di Sebenico.
+
+15. Bagattino di Zara.
+
+16. Bagattino di Traù.
+
+17. Bagattino di Spalato.
+
+18. Bagattino di Lesina.
+
+19. Grossetto di Scutari.
+
+20. Bagattino di Antivari.
+
+TAVOLA V.
+
+21. Grossetto antico di Cattaro. Tratto dall'esemplare della Raccolta
+Correr, raffrontato ad altro della collezione Cumano, del quale mi
+fu posteriormente comunicata notizia dal suo possessore.
+
+22. Grossetto di Cattaro del 1627. Tratto dalle tavole del Nani.
+
+23. Mezzo grossetto di Cattaro col San Marco. Esemplare del Museo
+Marciano, ov'è conservato parimente il tipo che segue.
+
+24. Simile col leone.
+
+25. Terzo tipo del mezzo grossetto di Cattaro. Tratto da un pezzo
+originale della raccolta Cumano, che perfettamente corrisponde a
+quello pubblicato dal Nani.
+
+26. Quattrino di Cattaro collo stemma.
+
+27. Follare di Cattaro.
+
+28. Quattrino (?) di Cattaro del 1638.
+
+LEVANTE VENETO.
+
+TAVOLA VI.
+
+29. Tornese di Andrea Contarini.
+
+30. Tornese di Francesco Foscari.
+
+31. Tornese di Agostino Barbarigo.
+
+32. Grossetto per navigare.
+
+33. Da 30 tornesi coll'iscrizione greca.
+
+34. Da 32 tornesi.
+
+35. Da 60 tornesi.
+
+36. Da 15 tornesi.
+
+TAVOLA VII.
+
+37. [I[a]I]. Piastra Veneta. Tratta dall'unico esemplare della
+Marciana.
+
+37. [I[b]I]. Real Veneto. Dall'unico esemplare della Marciana.
+
+38. [I[a]I]. Leone di Francesco Morosini.
+
+38. [I[b]I]. Rovescio del leone di Silvestro Valier, variato da quello
+del Morosini.
+
+TAVOLA VIII.
+
+39. Tipo del mezzo leone.
+
+40. Quarto di leone.
+
+41. Ottavo di leone.
+
+TAVOLA IX.
+
+42. Gazzetta per le Isole e per l'Armata.
+
+43. Soldo simile.
+
+44. Gazzetta per l'Armata e la Morea.
+
+45. Soldo simile.
+
+46. Gazzetta per Corfù, Cefalonia e Zante.
+
+47. Soldo simile.
+
+TAVOLA X.
+
+48. Tallero col leone rampante.
+
+49. Mezzo detto.
+
+50. Tallero col leone accosciato.
+
+TAVOLA XI.
+
+51. Mezzo tallero col leone accosciato.
+
+52. Quarto detto.
+
+53. Ottavo detto.
+
+CANDIA.
+
+TAVOLA XII.
+
+54. Pezzo da soldini 2 e 1/2.
+
+55. Soldino.
+
+56. Gazzetta doppia di Francesco Erizzo. Tratta dall'unico esemplare
+conservato alla Marciana.
+
+57. Gazzetta doppia di Francesco Molin.
+
+58. Gazzetta semplice dello stesso doge.
+
+59. Soldo simile. Tutt'e tre dagli esemplari della Marciana.
+
+TAVOLA XIII.
+
+60. Moneta Grimani. Tratta dagli esemplari della Raccolta Correr.
+
+61. Da lire dieci dell'assedio del 1650. Dall'unico esemplare della
+Raccolta Correr.
+
+62. Simile da lire cinque. Dagli esemplari Correr e Marciano.
+
+63. Gazzetta del 1658.
+
+64. Soldo simile.
+
+CIPRO.
+
+TAVOLA XIV.
+
+65. Carzia del 1491. Tratta dall'esemplare del R. Gabinetto di Torino.
+
+66. Carzia del 1559. Tratta dall'esemplare del R. Gabinetto di Torino
+raffrontato a quello della Marciana.
+
+67. Bisante ossidionale del 1570.
+
+68. [I[Aes Argenti X]I]. Dall'unico esemplare della Marciana.
+
+TERRAFERMA VENETA.
+
+69. Bagattino di Treviso.
+
+70. Bagattino per la Terraferma del 1443.
+
+71. Bagattino per Padova e Verona del 1491.
+
+72. Quattrino di Bergamo. Dall'unico esemplare della Marciana.
+
+73. Quattrino di Ravenna. Dalla Marciana.
+
+74. Quattrino di Rovigo. Dal Museo Correr.
+
+
+
+Io spero che i miei lettori mi sapranno grado dell'aver corredato il
+mio libro, qual esso siasi, delle quattordici tavole che ne formano
+senza dubbio il miglior ornamento. Questo elogio spetta tutto
+all'intelligente e valentissimo artista che non lasciò cura alcuna
+perché i disegni riuscissero il più possibile conformi a' tipi
+originali. Il semplice confronto di un solo pezzo fra quelli da me
+illustrati col disegno offertone dalle mie tavole varrà a comprovare
+la fedeltà scrupolosa che Carlo Kunz seppe conservare riproducendo
+esemplari di conii spesso logori e mal discernibili, senz'allontanarsi
+minimamente dalle forme che caratterizzano in modo singolare dalle
+monete che uscirono nel medio evo e in tempi a noi più vicini dalle
+varie zecche d'Europa la maggior parte delle monete improntate a
+Venezia ed a Cattaro, o fra le mura assediate di Famagosta e di
+Candia.
+
+
+
+[T0] INDICE.
+
+AI CULTORI DELLA STORIA VENETA.
+
+PREFAZIONE.
+
+I. DALMAZIA ED ALBANIA.
+
+ [SC[A. MONETE GENERALI]SC].
+
+ [I[Tornese di Dalmazia]I].
+
+ [I[Lirette e Gazzette]I].
+
+ [I[Leoni Mocenighi]I].
+
+ [I[Galeazze]I].
+
+ [SC[B. MONETE PARTICOLARI DELLE CITTÀ]SC].
+
+ CITTÀ DI DALMAZIA.
+
+ [SC[SEBENICO]SC].
+
+ [SC[ZARA]SC].
+
+ [SC[TRAÙ]SC].
+
+ [SC[SPALATO]SC].
+
+ [SC[LESINA]SC].
+
+ CITTÀ D'ALBANIA.
+
+ [SC[CATTARO]SC].
+
+ [I[Iperpero]I].
+
+ [I[Grassetto]I].
+
+ [I[Mezzi Grassetti]I].
+
+ [I[Quattrini]I]?
+
+ [I[Obolo o Follare]I].
+
+ [SC[SCUTARI]SC].
+
+ [SC[ANTIVARI]SC].
+
+ [SC[DULCIGNO]SC].
+
+ [SC[ALESSIO]SC].
+
+II. LEVANTE VENETO.
+
+ [I[Tornesi]I].
+
+ [I[Grossetto per navigare]I].
+
+ [I[Ducato delle Galee]I].
+
+ [I[Da 30 tornesi]I].
+
+ [I[Da 32 tornesi]I].
+
+ [I[Da 60 tornesi]I].
+
+ [I[Da 15 tornesi]I].
+
+ [I[Piastra]I].
+
+ [I[Reali]I].
+
+ [I[Leoni Morosini]I].
+
+ [I[Gazzette e Soldi per le Isole e per l'Armata]I].
+
+ [I[Gazzette e Soldi per l'Armata e per la Morea]I].
+
+ [I[Gazzette e Soldi per Corfù, Cefalonia e Zante]I].
+
+ [I[Talleri a torchio col leone rampante]I].
+
+ [I[Talleri a torchio col leone seduto]I].
+
+ ZECCHE DI CORON E DI MODON.
+
+III. CANDIA.
+
+ [I[Soldini]I].
+
+ [I[Gazzetta doppia di Francesco Erizzo]I].
+
+ [I[Gazzette doppie e semplici, e Soldi di Francesco Molin]I].
+
+ [I[Moneta Grimani]I].
+
+ [I[Ossidionali del 1650]I].
+
+ [I[Zecchino di cuojo]I].
+
+ [I[Gazzette e Soldi]I].
+
+ [I[Prospetto delle incusioni nelle Gazzette di Candia]I].
+
+IV. CIPRO.
+
+ [I[Carzie]I].
+
+ [I[Soldo col doge armato]I].
+
+ [I[Bisante]I].
+
+V. TERRAFERMA VENETA.
+
+ [SC[TREVISO]SC].
+
+ [SC[PADOVA]SC].
+
+ [SC[VICENZA]SC].
+
+ [SC[VERONA]SC].
+
+ [SC[BRESCIA]SC].
+
+ [SC[BERGAMO]SC].
+
+ [SC[RAVENNA]SC].
+
+ [SC[ROVIGO]SC].
+
+CONCLUSIONE.
+
+ [I[Tavola sinottica delle monete de'Possedimenti Veneziani
+
+]I] [I[descritte ed illustrate in quest'opera]I].
+
+NOTE ADDIZIONALI ED EMENDE.
+
+PROSPETTO DELLE TAVOLE.
+
+
+aaaaa
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Le monete dei possedimenti veneziani
+di oltremare e di terraferma descritte ed illustrate da Vincenzo Lazari, by Vincenzo Lazari
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE MONETE DEI POSSEDIMENTI ***
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+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
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+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
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+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
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+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
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+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
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+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
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