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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Le monete dei possedimenti veneziani di oltremare e di terraferma descritte ed illustrate da Vincenzo Lazari + +Author: Vincenzo Lazari + +Release Date: October 10, 2008 [EBook #26866] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE MONETE DEI POSSEDIMENTI *** + + + + +Produced by Piero Vianelli + + + + + +*** +[T0] = Titolo di livello 0 = Level 0 Title. +[T1] = Titolo di livello 1 = Level 1 Title. +[T2] = Titolo di livello 2 = Level 2 Title. +[T3] = Titolo di livello 3 = Level 3 Title. +[T4] = Titolo di livello 4 = Level 4 Title. +[T5] = Titolo di livello 5 = Level 5 Title. +[I[ = Inizio corsivo = Beginning of italic. +]I] = Fine corsivo = End of italic. +[SC[ = Inizio maiuscoletto = Beginning of small caps. +]SC] = Fine maiuscoletto = End of small caps. +[Bo[ = Inizio grassetto = Beginning of bold. +]Bo] = Fine grassetto = End of bold. +*** +Uniformità nel trattamento degli spazi dopo gli apostrofi: legamento +con la parola successiva in caso di elisione, spazio nel caso di +troncamento. +*** +Sono stati attribuiti i corretti accenti gravi ed acuti, nel testo +originale tutti acuti. +*** + + +[Copertina] + + +[T0] LE MONETE DEI POSSEDIMENTI VENEZIANI DI OLTREMARE E DI TERRAFERMA +DESCRITTE ED ILLUSTRATE DA VINCENZO LAZARI. + +Venezia. + +A. Santini e figlio tipografi-editori. + +MDCCCLI. + + + +[Testo] + +[T1] AI CULTORI DELLA STORIA VENETA. + +Imprendo a svolgere una materia che può dirsi rimasta finora una terra +incognita ai più pazienti eruditi. Le monete de' possedimenti di +Venezia, comeché ramo importantissimo della patria numismatica, +cedettero d'ordinario il campo alle monete della metropoli, come per +la storia di quella maravigliosa Repubblica andò quasi dimenticata la +storia de' singoli paesi che le furon soggetti. + +Gli scrittori che consacrarono con amore operoso il loro ingegno allo +studio difficile della veneta numografia fusero in essa quella delle +colonie, non s'avvedendo forse come per tal maniera si rendeva +intralciata la storia nummaria di Venezia unificandola con quella di +province e di città che derivavano da altri stati, a cui prima +appartennero, sistemi monetarii affatto diversi dal sistema della +dominante. Angelo Zon aveva bensì, prima d'altri, sceverato dalle +monete di Venezia quelle de' suoi possedimenti; ma il costui lavoro, +colpa il brevissimo tempo concedutogli ad occuparsene, riescì non +sempre esatto, spesso mancante, massime nella parte che aveva +peculiare riguardo alle coloniali. + +I decreti che allo stampo di queste ultime si riferiscono, ed altri +documenti che vi hanno più o meno immediato rapporto, meritavano di +venir tratti dalla polvere degli archivii, e pubblicati ad +illustrazione de' risultamenti di quelle indagini che tanto +s'intrinsecano nella storia commerciale e politica di Venezia. +Studiate prima coll'occhio del critico e colla bilancia dell'orafo le +monete ch'era mio intendimento illustrare, nelle raccolte che ne vanno +più doviziose, in quella cioè che Teodoro Correr legava alla patria e +in quella che dal Pasqualigo passava al Consiglio de' Dieci e più +tardi alla Marciana, mi volsi a frugare nell'Archivio Generale i +decreti e le tariffe ed ogni altra maniera di documenti che valessero +a recar luce al bujo sentiero ch'io m'ero accinto a percorrere. Nel +1849 i libri della zecca nostra conservati in quel gigantesco deposito +di patrie memorie mi fornirono copia de' documenti bramati; e credetti +rendere vero servigio agli studii storici ed economici col pubblicarli +a corredo del presente libro. Né le sciagure che si aggravavano sulla +mia patria bastarono a togliermi a quelle pacifiche indagini in cui +trovavo conforto del molto dolore che straziava me impotente spettator +dell'eccidio del mio paese. Molti di questi studii furono condotti fra +il lugubre tuonar del cannone nell'ultimo assedio che strinse questa +cara città, grande e maravigliosa finanche nelle sue sventure. + +Ma non soltanto ai nummi delle colonie della Repubblica ho consacrato +le veglie mie; lauta è altresì la messe d'illustrazioni che mi fu dato +raccogliere alle monete della metropoli. Formeranno queste l'oggetto +di ben maggior lavoro, del quale il presente non è che un saggio, e a +cui m'accingerò con alacre volontà se mi sarà dato modo d'intendere a +cosiffatti studii nell'avvenire, se peculiari circostanze non mi +violenteranno ad abbandonare per sempre queste cure dilette alle quali +sperai, e non dispero, poter consacrare la vita. + +Terrà dietro, fra non molto, a questo libretto una serie di tavole +incise, ove saranno accolti i disegni de' pezzi qui illustrati, delle +quali s'è già affidata la esecuzione ad abilissimo artista. + +Ben lontano dall'essere intollerante della critica, di quella critica +intendo che si fonda su' fatti e non folleggia ne' campi della +imaginazione, accoglierò con grato animo le osservazioni che +convalidassero od infirmassero le opinioni da me seguite, o da me +primo abbracciate. Giovane d'anni e di studii, invoco la critica +severa per illuminarmi e correggermi se alcuno s'avveda abbisognar me +di lumi e di raddrizzamento nel cammino da me battuto. Ma chi vorrà +onorare il mio qualsiasi libro de' suoi riflessi per convincermi di +qualche errore in cui io possa essere incorso, mi trovi cattivo +critico, inesperto erudito, ma sappia ch'io non ho mai scientemente +falsata la verità. + + V. L. + + + +[T1] PREFAZIONE. + +Prima che delle monete battute da' Veneziani pei loro possedimenti di +oltremare e di terraferma io faccia parola, credo opportuna cosa il +premettere un rapido cenno della divisione naturale e politica di que' +possedimenti stessi; senza però estendermi in minuti particolari che +tornerebbero inutili allo scopo nostro, e solo limitandomi a quelle +generiche divisioni che agevolino a' lettori la netta intelligenza di +questa operetta, e giustifichino la classificazione delle monete che +andrò illustrando. + +Comprendeva la DALMAZIA quel territorio che oggi costituisce i due +circoli di Zara e di Spalato, conterminato a tramontana e ad oriente +dai Monti Velebich, dalle Alpi Dinarie, e dalla Erzegovina, bagnato a +ponente ed a mezzogiorno dal mare Adriatico; nonché le isole che si +protendono lunghesso il suo litorale e quelle che sorgono nel +Quarnero, delle quali le maggiori sono Veglia, Cherso, Arbe, Pago, +Brazza, Lesina e Curzola. + +Le coste marittime confinanti a maestro colla piccola Repubblica di +Ragusa, a scirocco bagnate dalle acque del golfo di Lepanto, formavano +l'ALBANIA. Della qual provincia la più bella e maggior parte toglieva +a Venezia l'impeto struggitore de' Turchi, restringendone i +possedimenti a quel breve territorio marittimo che da Castelnuovo va +sino a Lastua, al quale rimase il nome d'ALBANIA VENETA, assumendo la +parte occupata dagli Ottomani quello d'ALBANIA TURCA. + +Le isole Jonie, la Morea, l'Attica, Negroponte e parecchie isole +dell'Arcipelago costituivano il LEVANTE VENETO. A cui si aggiungeva il +reame di CANDIA, e più tardi quello di CIPRO. + +Il nome d'ITALIA VENETA abbracciava la penisola d'Istria ne' suoi +naturali confini, i territorii di Monfalcone e di Gradisca, la +terraferma oggi soggetta al Governo di Venezia, le province lombarde +di Brescia, Bergamo e Crema, la rocca di Riva sul lago di Garda, e nel +secolo XV ma per pochi anni anche Ravenna ed altre castella delle +marche oltre Po. Ma formando l'Istria una provincia a parte, restava +agli altri possedimenti della valle padana il nome di TERRAFERMA +VENETA. + +Non è qui il luogo d'esporre in più circostanziata maniera le varie +forme di reggimento delle varie province suddite alla Repubblica, +governate da proprii statuti e quasi formanti stati a sé sotto la +supremazia e le armi della metropoli. Questi particolari che +svolgeremo brevemente più tardi, ci porterebbero ora senz'utilità +alcuna lungi dallo scopo che ci siamo prefissi. + +Dividerò pertanto in cinque sezioni il mio breve lavoro. Abbraccerà la +prima le monete battute per tutt'i possedimenti di Dalmazia ed +Albania, trattandovisi poi di quelle che si coniarono per le singole +città dalmate ed albanesi. La seconda comprenderà la monetazione del +Levante Veneto; quella di Candia la terza, di Cipro la quarta, +limitandosi queste ultime due sezioni quasi a sole monete ossidionali. +Nella quinta verranno quelle della Veneta Terraferma, escludendosi +così dalle nostre ricerche la numismatica della metropoli, che formerà +soggetto a ben più lungo e più faticoso lavoro. + +E nel presente non toccherò nemmeno delle particolari medaglie che per +antico privilegio batteva la comunità di Murano, simili nel peso e nel +titolo a quella moneta di congiario che distribuiva annualmente il +doge, e che dagli uccelli presi nelle valli del Dogado (di cui egli +regalava prima del 1521 i patrizi) ebbe il nome di [I[Osella]I]. Onde +questo nome passò alla medaglia muranese, destinata parimente a +donativo del Comune alle cariche del consiglio di quell'isola +industre. E ad escluderla da questa serie non altro mi determinò che +il pensiero, esser stata essa soltanto una medaglia, e non moneta +battuta per aver corso, comeché si sappia figurassero le [I[Oselle]I] +venete ne' due ultimi secoli nelle tariffe delle monete correnti. + +Ma ben diversa ragione mi consiglia ad escludere quel troppo famoso +[I[michieletto]I] di piombo, già posseduto dal senatore Domenico +Pasqualigo (ora nella Marciana) il quale sognò leggervi le iniziali +del nome di Domenico Michiel doge dal 1116 al 1130; moneta che secondo +lui sarebbe stata battuta dal Michiel nel 1125 quando fu coi crociati +alla presa di Tiro, e scarseggiava di denaro la truppa che montava i +legni veneziani schierati intorno a quell'assediata città. Ma non si +accorse il buon uomo che non era quel suo vantato cimelio se non +un'informe imitazione dei [I[marcelli]I] battuti sul declinare del +secolo XV; una di quelle non insolite giunterie di chi vuoi prendersi +gioco non della dottrina ma della credulità. Che se al Pasqualigo +dobbiamo la maggior gratitudine perché legò alla patria copia di +preziosità numismatiche, le illustrazioni ch'egli ne stese sono così +impastojate di fole antiquarie che non saprei qual più opportuno tipo +avrebbe potuto scegliere il nostro Goldoni in una delle sue più briose +commedie. Sennonché vollero altri, sull'autorità di cronache non +sempre veridiche, che il [I[michieletto]I] battuto nel 1125 nelle +acque della Soria fosse di cuojo. Ed infatti, sul finire del passato +secolo, di questi [I[michieletti]I] di cuojo ne vennero fuori a +dozzine. Gli è proprio vero che le leggi dell'ordine fisico governano +il mondo morale; quasi per necessario equilibrio, gli anni in cui il +Winckelmann ed il Visconti creavano la critica archeologica, fiorivano +i più ignoranti eruditi e si spacciavano le più goffe corbellerie. Né +lo smascheramento di queste fraudi, operato con raro fior di dottrina +da S. E. il conte Leonardo Manin a Venezia e dal conte Giulio Cordero +di San Quintino a Torino bastò ad aprir gli occhi agli accecati +raccoglitori che di quelle brutte contraffazioni andavano impinguando +i loro musei. + +Nel novero immenso delle quali sarei pur tentato a registrare un'altra +moneta, se non mi determinassi piuttosto a ravvisarvi un abbaglio +preso da un nostro dotto concittadino per condiscendenza soverchia +all'altrui giudizio. Angelo Zon, profondo e coscienzioso ricercatore +delle venete antichità, toltoci due anni sono da una morte immatura e +crudele, scrisse pregato quel trattatello [I[sulla Zecca e sulle +monete di Venezia]I] che fu inserito nella grand'opera [I[Venezia e le +sue Lagune]I]. La rara modestia di quell'uomo lo fece troppe volte +schivo dall'esibirci francamente il suo ponderato giudizio sui +monumenti ch'esaminava, giudizio che solo talora pronunciò titubante. +Venn'egli a parlare di un certo [I[soldo d'argento]I] col leone +veneziano e colla figura del doge armato posseduto dalla Marciana +nella collezione del Pasqualigo, i cui dubbii caratteri questo antico +erudito, che vedemmo di qual calibro fosse, credeva misti di greco e +di latino, comodamente pegli studii suoi, e vi ravvisava nientemanco +che questa leggenda: [I[Cristophorus de Mauro imperator nationis +christianae cum Pio nomine Secundo]I]. Quanto poi alla circostanza in +cui fu battuto questo pezzo singolare, dato che la leggenda fosse +proprio quella, niente di più facile che spiegarla. L'avrebbero +battuto i crocesignati veneziani nell'occasione che il doge Moro fu +nel 1464 ad Ancona per collegarsi con Pio II contro i Turchi irruenti. +Lo Zon invece, credendo al nome di [I[Christophorus]I] che pur +credeano leggervi lo Zanetti e il Morelli, penserebbe ricordasse +l'alleanza segnata il 19 ottobre 1463 col cardinal Bessarione, non +senza però che potesse riferirsi ad altre circostanze e ad altre +persone le quali in modo diverso si collegassero colle cose veneziane. +Mi fa però maraviglia come il nostro amico non avvertisse essere +quella moneta una cattiva contraffazione del soldino d'argento, +alterata nel peso, scemata nel titolo, barbara nelle imagini, +capricciosa ne' caratteri. + +Altrettanto potrebbesi dire di quello zecchino che lo Zon, +sull'autorità del Pasqualigo nel cui museo si conserva, credette +appartenere a Vlatco Cosaccio duca dell'Erzegovina nel sec. XIV, +ch'ebbe da' Veneti tutela e nobiltà patrizia; zecchino evidentemente +imitato da un falsario su quello di Alvise Mocenigo I°, di cui ha la +leggenda in controparte e sfigurata, come pure inversa è la posizione +delle due figure nel diritto; coniato altresì in oro di lega +bassissima e assai scarseggiante nel peso. Mi arrestai forse più del +bisogno su queste inconcludenti monete; ma credo non basti mai +l'insistere in distruggere i vecchi errori nella critica, quando li +rafforza un'autorità venerata. + +Troppo devierei però dallo scopo mio se per me si volesse soffermarmi +tratto tratto a confutare tutti gli errori che si stamparono in fatto +di numismatica veneziana. Il più degli autori che finora ne hanno +trattato furono soverchiamente proclivi a ripetere ciò che s'era +divulgato da chi li avea preceduti. Così la critica non avanza di un +passo, ma il sapere indietreggia finché il falso, invece che si +abbatta, si puntella e si accarezza. La missione del critico non è di +farsi eco dell'altrui giudizio; è di cribrarlo, rinfiancarlo se +giusto, crollarlo se mai fallace; è di attingere il vero alle sue +fonti, nei documenti cioè e nei monumenti. Chi batte un altro cammino +non credo abbia diritto di chiedere, siccome io chiedo, la indulgenza +di lettori spassionati e sapienti. + +Giova anzi tutto avvertire di qual peso mi sia valso nell'esame delle +monete della cui descrizione ed illustrazione ci andremo occupando. +Scelsi a quest'uopo l'ordinario peso veneziano dell'oro e +dell'argento, la [I[marca]I]; si perché eguagliando la [I[marca]I] +nostra quella di Colonia, è peso generalmente noto; sì perché nelle +memorie che ho disseppelite dalla polvere degli archivii non d'altro +peso si parla, e adottandone io uno differente, avrei dovuto ad ogni +pie' sospinto soffermarmi ad un nuovo ragguaglio. + +Fino dal secolo XII troviamo documenti che ci provano essersi in +queste lagune adottata la [I[marca]I] di Colonia; in una quitanza +infatti del 1123 spettante a San Giorgio Maggiore leggiamo che +l'abbate e vicario di quel monastero accusa ricevute [I[argenti de +marcha de Colonia undecim marchas]I]. Così parimente nel trattalo fra +il doge Enrico Dandolo e Baldovino di Fiandra stipulato il 4 aprile +1201 leggiamo queste parole: [I[Propter quod nobis dare debetis +octuaginta quinque milia marcharum puri argenti ad pondus Coloniae, +quo utitur terra nostra]I]. + +La [I[marca]I] si divide in 8 once, l'[I[oncia]I] in 144 carati che si +esprimono colla iniziale [I[k]I], il carato in 4 grani. La marca +dunque corrisponde a k. 1152, ovvero gr. 4608; l'oncia a gr. 576. +Un'altra suddivisione della marca, meno comunemente adottata fra noi, +è in 192 [I[denari]I], quindi dell'oncia in 24 [I[denari]I], de' quali +ognuno si compone di k. 6 ovvero gr. 24. + +Se alla parte fina della moneta d'oro o d'argento è aggiunta una quota +parte di metallo inferiore per ottenerne la lega, la quantità di +questo in rapporto alla marca si esprime coi carati e colla voce +[I[peggio]I]. Quando verbigrazia diciamo che una data moneta ha di +peggio 60, indichiamo che dei 1152 carati componenti una marca, 60 +sono di rame. Il metallo puro si dice [I[fino]I], e parlando di oro +senza lega si dice altresì volgarmente [I[oro di 24 carati]I], [I[oro +di zecchino]I]. L'argento senza lega dicesi volgarmente [I[argento di +12 denari]I]. + + + +[T1] I. DALMAZIA ED ALBANIA. + +[T2] A. MONETE GENERALI. + +Queste due belle province di cui la conquista e la conservazione +costarono alla Repubblica tanto sangue e tant'oro, formavano una delle +predilette cure de' Veneziani i quali, padroni di quella grande +striscia di lidi che fiancheggia ad oriente l'Adriatico, e delle isole +Jonie che ne guardano l'entrata, sapevano come solo mantenendo que' +possedimenti potevano assicurare la durevolezza del loro dominio su +quel mare ch'era, anziché i Portoghesi girassero il Capo di Buona +Speranza, la strada del commercio dell'Europa coll'Egitto e +coll'Indie. La Dalmazia, le condizioni del cui suolo vietavano un +rapido sviluppo d'incivilimento e d'industria, fu calcolata sempre da' +nostri una colonia mercantile e militare. Provveduta di porti +eccellenti e di magnifiche rade, con un popolo dedito, più che ad +opere di pace, al maneggio dell'armi nell'interno del paese, e sul +littorale tutto consacrato alle arti marinaresche, quella provincia +forniva la metropoli di marinai e di soldati. La Repubblica dal suo +canto ricompensava colla mitezza del governo, tollerante nelle +province la forma di quasi autonomo reggimento, coi premii +largheggiati a' Dalmati, e con que' tutti mezzi che uno stato sa +mettere in opera per amicarsi i popoli soggetti; e prova ne sia +l'affetto moltissimo che i Dalmati posero nel regime veneziano, i +Dalmati versanti a rivi il loro sangue per Venezia in tutte le guerre +ch'essa sostenne, i Dalmati piangenti nel dipartirsene le mutate sorti +del tristo rivolgimento del 1797 e che seppellirono il vessillo a cui +aveano giurato fedeltà eterna sotto la mensa degli altari di Cristo +nelle loro chiese. Altrettanto dicasi dell'Albania, dove forse ancor +più vivo si mantenne quell'affetto, perché messo a dura prova dalla +minaccia del giogo ottomano; ma dell'Albania la parte più bella, più +fertile, più grande, poco sostennero i Veneziani, perché l'impeto de' +Turchi irruenti in Europa si rovesciò su quelle colonie, i cui +profughi abitatori cercarono nell'antica metropoli quell'asilo che li +mettesse al coperto da ulteriori sevizie del vincitore, intollerante +il bene di genti non circoncise e i riti della religione del Nazareno. + +Ne' brevi cenni che premisi a questa operetta ho fatto vedere che cosa +sia ad intendere sotto questi due nomi, Dalmazia ed Albania; il primo +vale a dire abbracciante il littorale Veneto dall'Istria ai confini +della Repubblica di Ragusa; il secondo il littorale che si stende dal +confine meridionale di questa Repubblica sino al golfo di Lepanto. È +noto però come anche Ragusa passasse più d'una volta, ma per tempo +breve, nelle mani de' Veneziani, ed è pur noto come poi ritornata a +libertà mantenesse la propria indipendente esistenza a spese della +protezione ottomana. Come si governassero que' possedimenti Veneti +negli ultimi secoli, i soli di cui abbiamo ad occuparci nello +intendere allo scopo nostro, verremo brevemente esponendo. + +In tutta la provincia della Dalmazia, compresavi quella piccola +porzione d'Albania che le conquiste de' Turchi non valsero a togliere +alla Repubblica, la giurisdizione ecclesiastica era spartita in +tredici diocesi, due arcivescovili ed undici vescovili. Ogni capoluogo +di quelle diocesi, mutate poi in divisioni politiche, era validamente +fortificato, e vi si contavano dieci altre castella; ognuna delle +quali, non meno che le città, ad eccezione di Scardona, si governava +da patrizi veneziani che si mutavano ogni 32 mesi, talché l'intera +provincia suddividevasi in 22 reggimenti. Preside e capo di tutte +queste reggenze destinava la Repubblica un suo patrizio dell'ordine +senatorio col titolo di [I[Provveditore generale ordinario di Dalmazia +ed Albania]I]. Annesso a questo generalato era il governo politico +dell'intera provincia. Il generale esercitava autorità di giudice +criminale e civile, in appellazione dalle sentenze di tutt'i +rappresentanti sì delle isole che del continente. Non era peraltro +giudice definitivo, perché devolveansi i suoi atti ai competenti +Consigli della metropoli. Sussistevano nullameno antichissime +consuetudini che gli assicuravano inappellabilità di giudicio dalle +sue sentenze in certi casi di diritto criminale. Infatti a lui +indirizzavansi dai subalterni reggimenti le notizie de' casi +delittuosi, ch'egli o spacciava da sé, o rimandava a' reggimenti +stessi perché continuassero la procedura, riserbandosi egli a +giudicarne, quella fornita. Era una consuetudine inveterata e portata +quasi dalla necessità, perché la distanza di quelle province dalla +capitale, in tempi ne' quali le comunicazioni erano bensì continue ma +non troppo celeri, non impedisse il rapido corso della giustizia, e +fosse più agevole condurre la procedura sul luogo stesso del delitto e +da uomini aventi immediata cognizione del paese e degli abitatori. +Presiedeva il generale all'introito de' dazii di tutta la provincia, +benché le pubbliche casse rimanessero sotto la direzione e la custodia +de' patrizii capitani di Zara e delle altre città, non meno che de' +rispettivi camerlinghi. Da lui dipendeva altresì la milizia di terra e +di mare, e aveva l'obbligo d'invigilare sul contrabbando esercitato +sul littorale e contro i delitti commessi a bordo de' legni. Ogni +singola città riconosceva in lui e nel patrizio che vi risiedeva in +nome della Repubblica con vario titolo di [I[Conte]I], [I[Capitano]I], +[I[Rettore]I], [I[Provveditore]I], l'autorità suprema, ma si governava +co' proprii statuti. + +Data così una rapida occhiata al modo di governo delle province di cui +ci occupiamo, si passi a considerarne le monete battute da' Veneziani. + +[T5] Tornese di Dalmazia. + +Rimasi a lungo indeciso qual nome s'avesse a dare ad un piccolo nummo +di basso argento che si dimostra coniato da' Veneti per la Dalmazia, +ne' primi anni del secolo XV. La molta rarità di questo pezzo non mi +permise di vederne che un solo esemplare custodito nella Marciana; +esemplare il cui grado di conservazione è men che mediocre, e lascia a +mala pena discernere le rappresentazioni e le leggende; talché i +confronti ch'io solevo istituire fra' varii esemplari di una moneta +non potevano aver luogo in questo caso, limitato come fui ad uno solo +e logoro pezzo. + +Ebbi nullameno agio d'assicurarmi che i caratteri di questa moneta +rarissima accusano la scrittura veneziana de' primordii del +quattrocento, e la scoperta d'un documento ricordante monete battute +per Zara nel 1410 mutò in certezza l'ipotesi sull'età del controverso +pezzo. Infatti nel [I[Capitolare delle Broche]I], detto così dalle +borchie dorate che ne ornano la legatura, prezioso codice della Veneta +Zecca che mi somministrò tante notizie di patria numografia, e che si +conserva nell'I. R. Archivio Generale ai Frari, trovai un decreto +della XLª. civile che determina gli stipendii di alcuni operai di +zecca, il 13 agosto 1440: [I[Cum de monetis quae fiunt pro Jadra non +sit datus ordo aliquis qualiter solvi debeant laborantibus ipsas in +Cecha nostra]I] ecc. Qui non è daddovero indicata alcuna specie +particolare di nummi battuti per Zara, ed è affatto generica la +espressione [I[monetae]I]. Ma se abbiamo sott'occhi una moneta veneto- +dalmata, i cui caratteri corrispondono perfettamente all'epoca +surriferita, il cui valore intriseco s'accorda con quello d'altre +monete contemporanee coniate per altri possedimenti della Repubblica, +domanderò io perché non s'abbia a ritenere che quel decreto non +d'altra moneta parli che di quella di che ci stiamo occupando? Eccone +pertanto la descrizione. + +Il diritto presenta uno scudo gentilizio spartito in rombi +verticalmente disposti ed attorniato da sei piccole palle o +[I[bisanti]I]; stringe lo scudo all'ingiro un cerchio di perline fuori +del quale è la epigrafe: + MONETA. DALMATIE. Il lato opposto figura S. +Marco in piedi, di fronte, aperte le mani, e cinto il capo di nimbo di +perle; intorno ad esso la scritta SANTVS. MARCVS. Il peso +dell'esemplare è k. 3. 1., il diametro m. 0,016; ma il peso del pezzo +ben conservato doveva essere probabilmente uno o due grani di più, +cioè k. 3. 2. ovvero k. 3. 3. Quanto alla qualità dell'argento, duolmi +che la rarità estrema di questo pezzo m'impedisse di venirne +all'assaggio, ma dal semplice tocco mi apparve simile alla materia +impiegata a quell'epoca a coniare i [I[tornesi]I] per il Levante. Se +dunque la materia è la stessa che quella de' contemporanei tornesi, se +il peso della moneta in questione corrisponde al peso di un tornese, +com' è appunto il caso nostro, noi abbiamo a riguardarla come un vero +tornese battuto, anziché pel Levante, per la Dalmazia. + +Che se taluno con sottigliezza soverchia, ammettendo la somiglianza +della presente moneta col tornese, negasse competerle questo nome, +perché non si ha memoria di tornesi coniati per la Dalmazia, si +potrebbe rispondere che sotto i ducati di Antonio Venier e di Michele +Steno, sotto il qual ultimo fu sancita la surriportata terminazione +1410, non si battevano che quattro monete argentee, oltre il ducato +d'oro; il [I[grosso]I] cioè detto altramente [I[matapane]I], il +[I[soldino]I] col leone alato e la figura del doge, il [I[piccolo]I] +([I[parvulus]I]) scodellato, e il [I[tornese]I]. Queste sole e non +altre monete troviamo indicate nelle memorie di zecca, quindi è d'uopo +in una di queste quattro categorie collocare la [I[moneta +Dalmatiae]I]. Ed io reputo aver qui un valido fondamento per ritenere +la denominazione che le diedi, cioè di [I[tornese]I]. Questo nome +sempre isolato ricorre nelle leggi, ne' capitolari, nelle pubbliche e +private scritture; non vi si parla mai di tornesi speciali pel +Levante, o speciali per la Dalmazia. Quando ci occuperemo più tardi +colla necessaria estensione di quest'importante moneta, se ne valuterà +il ragguaglio raffrontandola alle altre monete di quell'età. Per ora +ci basti l'aver descritto e qualificato questo raro cimelio della +numismatica dalmata, il quale manca persino a quella gigantesca +collezione del Museo Correr. + +Ardua, e finora insormontabile, è la difficoltà piuttosto che presenta +lo stemma figurato nel diritto di questo pezzo. È lo scudo gentilizio +dei Contarini, ma non saprei a quale degl'individui di questa famiglia +si possa attribuirlo. Se fossi corrivo alle ipotesi, una si potrebbe +in questo caso avanzarne; essersi questa moneta primamente battuta +sotto la ducea di quell'immortale Andrea Contarini che governò la +Repubblica dal 1368 al 1382, ducea segnalata per ardite imprese contro +il re d'Ungheria e contro Genova poderosa rivale; aversi poi +conservato il vecchio tipo nella nuova monetazione del 1410. Ma, lo +ripeto, alle ipotesi non m'attacco volentieri, quando non le trovo +suffragate da documenti. + +[T5] Lirette e Gazzette. + +Fra le varie rappresentazioni che adottarono i Veneziani per effigiare +l'alato leone simbolo del loro patrono S. Marco, è certamente una +delle più singolari quella che ne mostra la sola parte anteriore +presentata di guisa tale che la sommità della testa nimbata veduta di +prospetto, il lembo delle ale spiegate e il contorno esterno della +zampa tenente il libro degli Evangelii disegnino un circolo il cui +centro è nel petto del sacro leone. Tale curiosa rappresentazione di +San Marco, incisa la prima volta sui soldini d'argento nel sec. XIV, +derivò da questa moneta il nome di [I[S. Marco in soldo]I]; più tardi +figurata sui pezzi da 2 soldi o [I[gazzette]I] si disse [I[S. Marco in +gazzetta]I]; e finalmente ebbe dal volgo un terzo nome, quello di +[I[S. Marco in mollecca]I] perché s'accosta nel suo complesso +all'aspetto di questo crostaceo, nelle nostre acque comune. + +Le monete battute per la Dalmazia e per l'Albania ch'entrano nella +classe delle [I[Lirette e Gazzette]I] portano tutte dall'un de' lati +così effigiato il simbolo dell'Evangelista, dall'altro i nomi delle +province ove furono destinate ad aver corso. + +Determinare con certezza quando incominciasse lo stampo di questi +nummi dalmato-albanesi, che non recano data né nome di doge, non è +invero agevole; ma d'altra parte si hanno indubbii criterii per +fissarne approssimativamente la età. A ciò fare, darò anzi tutto opera +alla loro descrizione. + +Cinque monete diverse abbraccia questa categoria; tre d'argento, +[I[liretta]I], [I[da otto]I], e [I[da quattro]I]; due di rame, +[I[gazzetta]I] o [I[da due]I], e [I[soldo]I]. + +La [I[liretta]I] è una sottile moneta d'argento del diametro di +m. 0,024, e del peso di k. 13.3 1/2 ragguagliata a peggio 350 per +marca, corrispondente al titolo 0,696181. Il diritto offre in tre +linee la epigrafe DALMA = E . T = ALBAN, una rosa sopra la prima +linea, altra sotto la terza. Il rovescio ha il leone in gazzetta +attorniato dall'epigrafe S. MARC. VEN. coi punti foggiati a stelline. +Nell'esergo la cifra XX (intendi soldi) parimente chiusa da due +stelline. Una varietà conservata nel Museo Correr ha la parola MARC +fra due punti rotondi. + +Il [I[da otto]I] soldi, o due quinti della liretta, ha un diametro di +m. 0,019 e un peso di k. 5. 2 1/5; uguali alla liretta stessa le +proporzioni de' metalli. Il diritto n'è pur simile, in proporzioni +minori, e tale il rovescio, che nell'esergo porta la cifra * VIII *. +Questo pezzo è pur descritto nel II vol. della Raccolta dello Zanetti +a pag. 206, com'esistente nella collezione Gradenigo sotto il n.° 270, +e n'è dato il peso in k. 5 gr. 3. La credo quest'ultima cifra semplice +errore di stampa, perché eccedente il peso legale del pezzo che trassi +dalle memorie di zecca. + +Simile al da otto è il [I[da quattro]I], o un quinto della liretta, ma +avente il diametro di m. 0,015 e il peso di k. 2. 3 1/10. Il rovescio +offre nell'esergo le lettere MARC fra due punti rotondi e la cifra +IIII fra due stelline. + +Quanto alle monete di puro rame, il tipo n'è somigliantissimo a quello +delle precedenti. La [I[gazzetta]I] offrì a' miei studii tre varietà +nel diritto; la prima colla iscrizione DALMA. = E . T = ALBAN., la +seconda DALM. = . E . T = ALB., la terza DALMAT. = ET = ALBANIA. Il +suo peso varia ne' diversi esemplari; ve n'ha cioè di k. 38, di +k. 33 15/17 e di k. 29 7/13. Il suo diametro è di circa m. 0,030. +Nell'esergo * II *. + +Simile alla gazzetta ma in proporzioni minori è il [I[soldo]I], che ha +cioè un diametro di circa m. 0,024, e un peso che varia con quello +della gazzetta di cui è la giusta metà. Del diritto avvertii due +varietà, l'una recante DALMA. = E . T = ALBAN., l'altra DALM. = ET = +ALB. Nell'esergo del rovescio è costante la cifra * I *. + +Di queste monete, quelle di rame ricorrono frequentissime nelle +raccolte ed in commercio. Non ugualmente comuni, benché tutt'altro che +rare, sono le argentee delle quali la men facile a trovarsi è il [I[da +quattro]I]. + +Avevano i Dalmati nel sec. XVII da remotissima età una lira di conto, +non mai ancora rappresentata da effettivo pezzo d'argento, e di valore +sempre oscillante ed incerto. Ad impedire i disordini di questa +fluttuante moneta di computo, sembra che i Veneziani si determinassero +a battere per la Dalmazia e per l'Albania le monete d'argento sopra +descritte. Non ha dubbio ch'esse sono anteriori all'anno 1706 in cui +si coniarono i [I[Leoni Mocenighi]I] che formeranno più sotto +l'oggetto delle nostre ricerche; poiché se anche non lo dimostrassero +a sufficienza la forma più arcaica delle lettere e il più corretto +disegno delle figure, lo proverebbe fuor dubbio la bontà maggiore +dell'argento, e la maggior quantità di esso impiegata a rappresentarvi +la lira veneta. Andarono finora a vuoto le mie indagini per precisare +l'anno in cui queste monete si principiarono a battere; ma in una +dissertazione di Cristoforo Raimondi ch'era manoscritta presso lo +Svajer, citata dal Gallicciolli (T. II pag. 45 delle [I[Memorie +Venete]I]) leggiamo: [I[Nel 1664, 17 ottobre, fu preso di stampar +moneta usuale di lega inferiore, e si stampò il Ducato, affinché +corresse in Venezia soltanto; come lo fu delle Lirette e Soldoni]I]. +Qui non è invero parola di quella più moderna liretta che fu poscia +per la prima volta battuta dal doge Nicolò Sagredo nel 1675; dunque +l'unica moneta alla quale si possa applicare quel nome, è la moneta di +cui stiamo considerando l'intero e gli spezzati, la [I[liretta]I] per +la Dalmazia. + +Ben più sicure notizie porgerò a' lettori della origine delle monete +dalmato-albanesi di rame più sopra descritte. Nella importante +[I[Compilazione delle Leggi Venete]I], custodita nell'Archivio +generale, rinvenni la seguente terminazione sancita nel Senato l'anno +1690. + +[I[ 1690, 27 Maggio, in Pregadi.]I] + +[I[ Considerando la prudenza de' Proveditori in Zecca in ordine + alle pubbliche commissioni necessario lo stampo di qualche + moneta di rame per le occorrente della Dalmazia et per render + nello stesso tempo provedute le povere maestranze di lavoro; + L'anderà parte che sia commesso a' Proveditori in Zecca + d'impiegare la summa di Ducati cinquemila in tanto rame per lo + stampo di tante monete di puro rame per uso della Provincia + della Dalmazia, portandone, adempita la fabbrica la notitia a + publico lume ad oggetto di farne pronta la missione a quel + Proveditor Generale.]I] + +Sennonché nemmeno questa misura, lo stampo cioè di monete destinate al +corso esclusivo nella Dalmazia e nell'Albania, bastò a frenare i +disordini dell'incomoda lira di computo in quelle province. Anzi la +Repubblica, non potendo o non volendo metter argine a quell'abuso di +conteggiare in una moneta del continuo oscillante e che facilitava +agli speculatori il monopolio de' metalli coniati, venne più tardi +nella determinazione di regolare il peso delle gazzette e de' soldi di +rame a seconda del vario valore ch'ebbe lo zecchino in quelle +province: talché quando lo zecchino fu ragguagliato a lire di Dalmazia +25 (cioè intorno al 1700) si cavavano da una marca di rame gazzette +30 1/3 che pesavano ciascuna k. 38; quando a lire 27 (cioè nel 1706), +gazzette 34 del peso di k. 33 15/17; quando a lire 33 (cioè intorno al +1730), gazzette 39 ciascuna delle quali del peso di k. 29 7/13. Così +leggiamo nelle memorie di zecca, e così si spiegano le varietà più +sopra avvertite nel peso di queste monete. È nondimeno ad aggiungere +che la zecca non era poi sì scrupolosa nello stampo loro come in +quello delle monete d'argento e d'oro, e che non è perciò difficile il +rinvenire due esemplari del medesimo tipo di peso alcun poco fra loro +diversi. Ricavasi però da queste memorie un corollario importante: +[I[potersi alcune volte riscontrare nelle monete venete di puro rame +l'età del loro stampo, calcolandone il peso]I]. Quello che dissi delle +gazzette è pur ad intendersi de' soldi, che ne costituivano la metà. + +A continuare questi cenni sulla lira coloniale di computo, ricorderò +che nel 1740 gli speculatori cambiavano lo zecchino contro queste +gazzette (che dal loro grave peso si dissero altresì [I[gazzettoni]I]) +in ragione di lire 52 e talora 54. Una tariffa dell'anno 1780 raffermò +da ultimo il valore dello zecchino a lire 48 di computo in gazzette o +soldi, in rispondenza al ducato che vi era ragguagliato a lire 17.6. + +Anche dopo lo stampo del [I[leone Mocenigo]I] seguitarono ad aver +corso quelle monete d'argento da 20, 8, 4 soldi, sempre però +ragguagliate a maggior valore, trovandole io descritte fra le correnti +in alcune memorie di zecca del 1749, dove se ne calcola il fino +esattamente in once 8, denari 8, grani 12 di nostro peso. + +[T5] Leoni Mocenighi. + +Nel 1706, ducando Alvise Mocenigo secondo di questo nome, per +sopperire a' bisogni del commercio ne' possedimenti di Dalmazia e +d'Albania, fu decretato lo stampo di una nuova moneta da lire venete +4, in uno a' suoi spezzati da lire 2, 1 e da soldi 10 e 5. Dal nome +del doge che primo ed unico la mise fuori fu detta [I[leone +Mocenigo]I], a distinguerla da altra moneta di maggior peso e valore +battuta pel Levante che dal doge che primo la fece stampare si era +chiamata [I[leone Morosini]I]. Tuttavia le succitate memorie di zecca +del 1749 non la chiamano con altra appellazione che quella di +[I[monete nuove per la Dalmazia]I]. L'argento in cui la si volle +coniata aveva di peggio 450 carati per marca, era cioè inferiore di +k. 100 di fino a quello impiegato nelle lirette; era quindi al titolo +0,609377, o della bontà di once 7, denari 7, grani 12. In quell'epoca +stessa (1706) lo zecchino che, com'è noto, aveva k. 46. 80/91 d'oro +purissimo, cioè andava a zecchini 67 1/4 per marca, era valutato nelle +tariffe lire 20 e soldi 5, e il ducato d'argento del peso di k. 110 a +peggio 200 valeva lire 7 e soldi 4. + +Il decreto del Senato 2 marzo 1706 regolava il prezzo dell'argento +destinato alla monetazione de' [I[leoni Mocenighi]I] a lire 9, soldi +15 l'oncia fina, pagabili metà in partita di Bancogiro, e metà in +zecchini a lire 17 l'uno, ovvero, in luogo di zecchini, nelle dette +monete dalmato-albanesi a lire 27 coloniali lo zecchino. + +Il [I[leone Mocenigo]I] è del peso di k. 56 e del diametro di +m. 0,0335, e porta nell'averso l'imagine di S. Marco seduto sul trono +a manca dell'osservatore, porgente al doge genuflesso un'asta +sormontata da croce colla sinistra, e benedicente colla destra. Dietro +al santo le iniziali S * M * V * ([I[Sanctus Marcus Venetiarum]I]), e +dietro al doge la epigrafe ALOY * MOCENI.; lungo l'asta verso il doge +è la voce DVX in caratteri verticalmente disposti. Sotto la linea +d'esergo sulla quale posano le figure, stanno le iniziali * G. B * +(ovvero * B. G *). Il rovescio presenta il leone alato e nimbato, +rampante verso la sinistra, ma colla faccia di prospetto, immergente +la manca zampa posteriore nel mare e recante nella destra anteriore un +ramo d'ulivo. Dinanzi al leone sorge sovra una rupe un turrito +castello in cima al quale svolazza una bandiera. D'intorno al leone è +la epigrafe DALMAT * ET * ALB, nell'esergo la cifra * 80 *, cioè il +numero de' soldi che formano le 4 lire venete. + +Il pezzo [I[da due lire]I] o mezzo leone serba il tipo del precedente, +in proporzioni minori, limitato cioè al diametro 0,029 e al peso di +k. 28. Offre tuttavia nel diritto più incurvata la figura del santo e +la epigrafe è questa S. M. V. ALOY * MOC *; l'esergo il medesimo in +alcuni esemplari, in altri è * B. C 2° *. Nel rovescio l'esergo è +necessariamente * 40 *. + +Tale è parimente la [I[lira]I] o quarto di leone, del diametro di +m. 0,024 e del peso di k. 14. Strana e rozza nel diritto è la forma +del berretto ducale che copre il capo del genuflesso Mocenigo; +l'esergo del rovescio è * XX *. + +L'ottavo di leone o pezzo [I[da dieci soldi]I] è anch'esso nel tipo +simile al mezzo leone, ma il peso n'è di soli k. 7, il diametro di +m. 0,019. L'esergo del rovescio porta il numero X ugualmente chiuso +fra due stelline. Questi pezzi non sono ora comuni a trovarsi, benché +nessuno de' nostri musei ne difetti. + +Non potrebbe dirsi altrettanto del sedicesimo di leone, o [I[da cinque +soldi]I], se ne fosse accertata la esistenza. Lo trovo registrato più +d'una volta nelle memorie di zecca, che gli danno il peso di k. 3 1/2, +e dalle quali parrebbe che si fosse effettivamente battuto. Ma il non +vederlo conservato nel ricchissimo Museo Correr né in altra delle +raccolte da me esaminate, il non trovarlo registrato fra le monete che +appartenevano a monsignor Gradenigo, il cui catalogo fu inserito nella +collezione dello Zanetti Vol. II, e che non ha guari passarono al R. +Gabinetto di Torino, mi fa sospettare che quella moneta non si +battesse mai, comeché se ne fosse decretato lo stampo. + +Le sigle ricorrenti nell'esergo del diritto di questi nummi mi +richiamano a parlare di una consuetudine della zecca nostra. Il +religioso rigore serbato da' Veneziani costantemente nell'esercizio di +quest'atto del sovrano potere ch'è la monetazione, gl'indusse a +mettere in opera tutt'i mezzi possibili per guarentire il commercio da +quelle fraudi che, con tanto danno di esso, avvenivano non raramente +nella bontà dei metalli coniati. Fu decretato perciò nel 1387 che ogni +[I[gastaldo]I] di zecca dovesse apporre ad ogni conio un segno noto a' +massari dell'argento, mediante il quale si riconoscesse la mano onde +uscì ogni pezzo monetato. Più tardi si volle che ogni moneta d'oro e +d'argento, ad eccezione dello zecchino che non portava lega, fosse +contrassegnata dalle iniziali del nome e del cognome di uno de' +[I[massari all'argento]I] se argentea era la moneta, [I[dell'oro]I] se +d'oro. Chiunque pertanto improntava delle proprie sigle un nummo era +responsabile in faccia alla legge d'ogni alterazione di titolo che vi +fosse mai avvertita. Questa pratica non avea luogo nelle monete erose, +né in quelle di puro rame, si però nelle doppie d'oro e in ogni pezzo +d'argento il cui peggio non eccedesse il fino, fosse cioè al di sotto +della metà de' carati costituenti la marca. Ebbervi però più d'una +volta monete di buon argento (come sarebbero a mo' d'esempio le +lirette di Dalmazia e i loro spezzati, e così pure le galeazze di cui +frappoco ci occuperemo) che non erano contrassegnate da sigle di +massaro. Di quelle che ho ricordate impresse sui leoni Mocenighi, +mancando una serie cronologica completa de' massari all'argento, non +sono in grado d'interpretare che quelle B. C 2.° le quali offrono il +nome di Benedetto Civran II.°, che coprì quella carica negli anni 1705 +e 1706. + +[T5] Galeazze. + +Allorché nell'anno 1736, ducante Alvise Pisani, fu decretato lo stampo +della nuova moneta per le colonie ch'ebbe il nome di [I[galeazza]I], +le precipue specie d'oro e d'argento veneziane correvano come segue: + + Lo zecchino a lire 22. + + La doppia d'oro peggio 96 del peso di k. 32 2/3, a lire 38. + + Il ducato d'argento peggio 200 del peso di k. 110, a lire 8. + + Il ducatone d'argento peggio 60 del peso di k. 134 1/2, a lire 11. + + Lo scudo d'argento di lega pari al ducatone, del peso di k. 153 1/2, + a lire 12. 8. + +V'aveano dunque a Venezia cinque monete maggiori, nessuna delle quali +esattamente multipla della lira di conto della Dalmazia, ad eccezione +dello zecchino ragguagliato allora a 36 di quelle lire. E nondimeno +continuavano gli abitatori de' possedimenti oltremarini a valersi di +quell'incomoda moneta ideale che non era rappresentata da nessuna +delle monete esistenti, nemmeno da quelle erose che si erano mandate +fuori nel 1722 del valore di soldi 30, 15, 10 e 5. Fu quindi a +sopperire a' bisogni di quelle province che il Governo decretava nel +1736 lo stampo di una moneta, frazione dello zecchino, ed atta perciò +ad agevolare le transazioni commerciali della metropoli colle colonie. +Quindi ebbe origine la [I[galeazza]I] che corrispondeva insieme ad un +terzo dello zecchino e a 12 lire di Dalmazia, ma che ragguagliata alla +veneta valeva lire 7. 6. 8. + +La [I[galeazza]I] fu battuta in argento peggio 144 per marca, cioè a +titolo 0,875, e del peso di k. 92 2/3. Il suo diametro è m. 0,037. +Offre nel diritto l'imagine di S. Marco che tiene colla manca il +Vangelo e colla destra benedice. A lui dinanzi sta genuflesso il doge +che stringe l'asta del vessillo che gli svolazza sul capo ed è +sormontata da una croce sporgente dal cerchio di perline che chiude le +due figure. All'ingiro è la epigrafe S * M * VENETVS = ALOY: * PISANI +* D *; nell'esergo l'anno * 1736 *. Presenta il rovescio una galea +([I[galeazza]I]) colle vele ammainate e con bandiera veneziana; undici +remi sul fianco ch'è di prospetto all'osservatore stanno per tuffarsi +nel mare; a dritta di chi riguarda si mostra di lontano una seconda +nave sull'orizzonte, a sinistra due elevate castella che vuolsi +rappresentino le due principali fortificazioni di Corfù, la +[I[cittadella]I] e il [I[castello da mar]I]; dinanzi a questa fortezza +un'altra galea. Chiude il campo un giro di perline, oltre il quale è +l'epigrafe PROVINCIJS MARITIMIS DATVM. Nell'esergo * XII *. + +Una varietà singolare e, per quanto io mi sappia, unica di questa +moneta è conservata nella raccolta del colto patrizio Angelo +Malipiero. Uguale a' pezzi comuni nel peso, varia nel diametro +ch'eccede l'ordinario di m. 0,003. Il diritto è di più leggiadro +disegno ed offre una piccola diversità nella leggenda, ALOYS: invece +di ALOY: La differenza maggiore sta nel rovescio. In mezzo al mare si +mostra un vascello d'alto bordo a vele ammainate, ed altro in +distanza. Le fiamme svolazzanti in cima agli alberi e le bandiere de' +castelli sono rivolte a destra di chi guarda, mentre lo sono a +sinistra nell'altro tipo. L'esergo n'è pur variato, avendovi la +iniziale della voce [I[Lire]I], così espressa * L. XII *. Questa +varietà rarissima sarei inclinato a tenerla un semplice progetto di +zecca, scartato forse perché meglio piacque l'altro tipo che in luogo +di un vascello presentava una [I[galeazza]I] a remi, onde poi trasse +nome questa moneta. + +Simile alla comune [I[galeazza]I] n'è la metà o il pezzo da [I[sei +lire]I]. È del peso di k. 46 1/3, del diametro di m. 0,032, ed offre +nell'esergo del rovescio la cifra * VI *. + +Lo stesso dicasi del quarto, o del pezzo da [I[tre lire]I], recante +nell'esergo del rovescio il numero * III *, del diametro di m. 0,028 e +del peso di k. 23 1/6. + +La rappresentazione che qui si scorge delle castella corciresi (almeno +secondo ne pensa il Gradenigo nel Vol. II di Zanetti, p. 205), e il +nome generico di [I[province marittime]I], mi fanno ritenere che +questa moneta non si battesse pe' soli possedimenti dalmati ed +albanesi, ma eziandio per il Levante Veneto. Ed infatti da documenti +sincroni rileviamo che s'era coniata [I[per spender in Dalmatia et +Isole]I]. + +Abbiamo dalle memorie di zecca più volte citate che di queste galeazze +se ne stamparono 223,387 cioè per un valore approssimativo di 74,462 +zecchini. Ma gli speculatori si valsero ben presto dell'introduzione +di questa nuova moneta per far isparire l'oro e rialzare il prezzo +dell'altro argento; quindi sorse il malcontento de' popoli oltremarini +che reclamarono il ritorno alla vecchia monetazione. La Repubblica +ritirò tosto in brevissimo tempo quante più poté galeazze e loro +spezzati e le rimandò alla zecca come metallo da fondere. Tutte però +non le fuse, ma ne rimase in giro in buon dato, a saziare i desiderii +de' numismatici, a' quali non è difficile aggiungere questi tre pezzi +a' lor medaglieri. Quale moneta venisse alla galeazza sostituita in +progresso lo vedremo parlando delle coniate per le colonie del +Levante. Intanto ci volgeremo alla numografia delle singole città +dalmate ed albanesi. + +[T2] B. MONETE PARTICOLARI DELLE CITTÀ. + +[T3] CITTÀ DI DALMAZIA. + +[T4] SEBENICO. + +Avvegnaché dal tenore del decreto 13 agosto 1410 appaja essersi +battuta per la comunità di Zara quella moneta che delle dalmate prima +illustrai, credetti nullameno farne menzione come di moneta generale +di que' possedimenti che i Veneziani abbracciavano sotto il nome di +[I[Dalmazia]I]. Dagli atti raccolti nel [I[Capitolare delle Broche]I] +rilevasi che primi nell'ordine cronologico sono a considerarsi i +[I[bagattini]I] o gli [I[oboli]I] battuti per Sebenico. Siccome però +le monete fatte coniare da' Veneziani per le singole città della +Dalmazia erano di questi bagattini di rame, così premetterò pochi +cenni sull'origine di tal moneta e sul valore ch'essa ebbe al +declinare del secolo XV e al principio del successivo quando si +decretarono e si eseguirono quegli stampi. + +Allorché le costituzioni de' Franchi, sotto l'impero di Carlomagno, +emancipando l'Europa dai disordini della monetazione dell'impero +romano e del greco, fissarono il valore de' metalli nobili, e +statuirono il conio di una nuova moneta, fu battuto il solo +[I[denaro]I], o la dodicesima parte del [I[soldo]I], formando 20 soldi +una [I[lira]I], rappresentata perciò da sì ingente massa d'argento che +non fu mai foggiata in moneta speciale, come nol fu nemmeno il soldo +carolingio; e quantunque agevole fosse l'una e l'altra somma +rappresentare con pezzi d'oro coniato, sappiamo non pertanto che dalla +caduta del regno de' Longobardi sino all'imp. Federico II, che batté a +Brindisi il primo [I[augustale]I], l'Europa non ebbe altr'oro coniato +da quello in fuori de' paesi occupati dagli Arabi e dell'impero greco. +I Veneziani ebbero anch'essi i loro denari modellati sui franchi, +battuti probabilmente a Pavia od a Treviso, e recanti nelle loro +epigrafi i nomi di Lotario, di Lodovico (Pio), o la generica +appellazione d'[I[Imperatore romano]I]. Non è di queste pagine il +rintracciare per quali cagioni il denaro venisse dall'epoca carolingia +in poi scemando successivamente di peso e di titolo; talché quella +moneta anche fra noi andò di mano in mano deteriorando, prima sotto +gl'imperatori germanici, poi sotto i dogi; fino a che col volger de' +secoli fu rappresentata da una massa sì tenue d'argento che sotto il +doge Cristoforo Moro fu preso di batterla di puro rame, convertirla +quasi in una semplice moneta nominale. La sua piccolezza sotto gli +antecedenti dogi le valse il nome di [I[piccolo]I] o [I[parvus]I], +come altra volta il colore argentino della sua superficie le meritava +quello di [I[albulus]I]. Il [I[bagattino]I] quindi di cui ci occupiamo +non è se non una degenerazione del denaro argenteo dei Carolingi, e +rappresenta il dodicesimo del soldo, cioè del ventesimo della lira, ma +di una lira straordinariamente diminuita del primitivo valore. + +Della voce [I[bagattino]I] non sarebbe ozioso per noi il rintracciare +la origine; il Gallicciolli ([I[Memorie Venete]I] II, 41) la vorrebbe +derivata dall'arabo [I[bagadhon]I], rimoto o vile, quasi moneta la più +[I[rimota]I] in cui si risolve la lira, o la più [I[vile]I] di tutte +le correnti. Certo è ben degna di riso la etimologia che ne diede +Roberto Cenale nel I tomo del suo trattato [I[De rat. pond. et +mensur.: Barchatinus, vulgo ]I]barguetìn[I[, puto esse pretium +trajectus aquae per barcham]I]; né meno ridicola è quella allegatane +da Marquardo Trecher nel libro [I[De re monetaria Germanici Imperii: +Pagatini, aeneoli Venetorum, a solvendo dicti]I]. Non saprei invero +indurmi a ritenere veneziano questo vocabolo, né in ciò temerei +d'opporrai alla pluralità degli eruditi; imperciocché a tutto il +secolo XIV e fino al XV avanzato non leggiamo darsi al dodicesimo di +soldo altro nome che quello di [I[parvus]I], [I[parvulus]I], +[I[pizolus]I], [I[denarius]I] e più di raro [I[obolus]I]; +[I[bagattino]I] solo ricorre le prime volte gli ultimi anni del +quattrocento. Non così può dirsi della monetazione d'altre parli +d'Italia, onde quel nome sembra passato a Venezia; in fatti sino dal +1327 leggiamo nel testamento di Castruccio Castracane quel nome +applicato a moneta di Lucca: [I[Restitui inclytae ducissae dominae +Pinae uxori libras mille bacattinorum]I]. Ed in epoca ancor più antica +si dava quel nome a Padova alla minima frazione della lira ([I[libra +parvorum]I]) leggendosi nei [I[Regimina Paduae]I], editi dal Muratori +nel T. VIII [I[Rerum Ital. Script.: Hoc anno (1274) de mense februarii +fuit inventum in clausura Domus Dei per fratrem Rolandum tantum aurum +in meaglis quod valuit circa XVII. millia librarum bagatinorum]I]. Non +è dunque vero che questo vocabolo sia veneziano, se lo leggiamo in +documenti di Padova due secoli prima che s'introducesse fra noi. + +Quanto poi al valore de' bagattini sul declinare del secolo XV, quando +cioè si battevano di queste minime parti della lira per le città +dalmate, esso risulterà agevolmente da questo calcolo. Dal 1472 al +1512 (secondo le memorie della nostra zecca) il ducato d'oro o +zecchino oscillò fra il valore di lire 6 e soldi 4 e quello di lire 6 +e soldi 10; adottiamo dunque un valor medio di lire 6 e soldi 7, cioè +di soldi 127 pari ad uno zecchino. Soldi 127 corrispondono a bagattini +1524, quindi il bagattino rappresentava 1/1524 dello zecchino. Oggi +quest'ultima moneta si calcola corrispondere a lire austriache 14 e +centesimi 60; quindi quel bagattino ridotto a nostra moneta sarebbe +oggidì rappresentato da centesimi di lira austriaca 0,958. Dal 1716 in +poi, quando il valore dello zecchino montò e si tenne fermo per quasi +un secolo al valore di lire 22 o soldi 440, il bagattino rappresentava +soltanto 1/5280 di zecchino, pari al presente a centesimi austriaci +0,208. È inutile ricordare come nella prima epoca (1472 a 1512) +ragguagliata la lira veneta allora corrente coll'austriaca d'oggidì +fosse nello zecchino rappresentata da un pezzo d'oro del valore di +austriache lire 2 : 28, e nella seconda epoca (1716 a 1797) di soli +centesimi 66,3. + +La necessità di abbondare dei minuti spezzati della moneta, +specialmente in paese povero, determinò gli abitanti di Sebenico a +chiederne una massa vistosa al governo della Repubblica. Questa città, +che dal 1327 era passata sotto il dominio de' Veneziani, ma poi ceduta +al re d'Ungheria loro era ritornata soltanto nel 1416 (dal qual anno +in poi la resse un patrizio col titolo di [I[conte]I] fino al 1526 in +cui gli si aggiunse quello ancora di [I[capitano]I]), regolata da +proprio statuto, amava che oltre al simbolo della sovranità veneta +quello pure vi si mettesse del suo comune, la imagine cioè del +protettore san Michele. Riportiamo il decreto del Consiglio de' Dieci +che ordina il primo stampo della moneta sebenicese a Venezia, nel +1485, ducante Giovanni Mocenigo: + +[I[ M.CCCC.LXXXV. die XXI. Maji, in C.X. cum Add.]I] + +[I[ Quod autoritate hujus Consilii captum sit et sic mandetur per + Capita officialibus nostris monetae argenti ut cudi pro nunc + faciant, ad summam ducatorum XXX, obolos ex ramine ad rationem + duodecim ad soldum, cum imaginibus gloriosi protectoris nostri + sancti Marci ab uno latere, et sancti Michaelis Archangeli + protectoris dictae comuniatis nostrae Sibenici ab altero + latere, sicut videbitur et ordinabitur per Capita, sicut + scriptum et suplichatum fuit. + +In questa parte del C. X. leggiamo, forse per amore di latinità che +non è già troppo pura, il nome di [I[oboli]I] dato a' bagattini, quasi +fossero sinonime quelle due voci esprimenti il più vile spezzato della +moneta. Ma sotto la ducea di Agostino Barbarigo, nel 1491, si decretò +nuovamente lo stampo di que' nummi sebenicesi: + +[I[ 1491 adi 13 lujo, in Cons. X cum Add.]I] + +[I[ Instantissimamente el domanda la comunità nostra de + Sibinicho chel sia comandà per questo consejo che per la + zecha nostra sia fato denari menudi con la impression de + santo Mìchiel da uno ladi et da l'altro santo Marcho + per uso dele povere persone, per la suma de ducati + sesanta sicome altre uolte a loro e sta conzeso, per + che masimamente i ano de bixogno de essa moneda menuda + per spender queli a menudo, si come li fo promeso; ma che + loro debiano desborsar la moneda nezesaria per i diti + bagatini. Ala qual domanda e bon a satisfarli, e per + questo: ]I] + +[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Conseio sia + chomandà ali masari nostri de la Zecha che i fazino far + quelli denari con la impression mostrada a questo consejo + ala solita charata ala suma e valuta de ducati 60; + i quali serano dadi per lo suo meso per far i diti denari.]I] + +Dal contesto di questo decreto rileviamo che si manteneva anche nel +1491 il nome di [I[denaro]I] a quella moneta che più comunemente +dicevasi [I[bagattino]I]; che la comunità, la quale ne supplicava lo +stampo per sopperire a' bisogni della classe povera della popolazione, +doveva rifondere lo stato del valore corrispondente alle monete per +essa battute. + +Un'altra terminazione dei Dieci del 27 febbrajo 1498 ([I[more +veneto]I], cioè 1499) ordina lo stampo di altri 100 ducati d'oro in +bagattini [I[solitae stampae]I] per la comunità di Sebenico. + +I bagattini di Sebenico abbondano nelle nostre raccolte; il solo Museo +Correr ne ha nientemanco che 33. Il loro conio si mostra fattura +d'artisti non volgari. Ma ricordiamoci sempre, quando guardiamo a +monete uscite intorno al 1500 dalla veneta zecca, che vi lavoravano in +quell'epoca come intagliatori de' conii Alessandro Leopardi, Vittor +Camelio, e più tardi Andrea Spinelli. + +E qui c'è mestieri soffermarci un istante ad abbattere un vecchio +errore che da secoli si va ripetendo dagli eruditi, i quali credono le +monete di cui ci occupiamo battute dalle singole città per particolar +privilegio. Bernando Nani che nel 1752 pubblicava la sua anonima +dissertazione [I[De duobus imperatomm Rassiae nummis]I], scritta con +molta dottrina, non già con critica pari, asseriva egli pure a pag. +57-58: [I[Sed hic mos seu privilcgium ]I](s. l. [I[cudendi]I])[I[ +solis Catharensibus singulare non fuit. Pleraeque earum regionum +civitates cudendi privilegio gaudebant, quod ea sanctorum nomina, quae +peculiaribus nationibus propria erant, sicuti S. Doimus Spalatensis, +S. Laurentius Tragurinus, S. Michael Sebenici, S. Stephanus +Scutarinus, S. Georgius Antivarinus, certissime indicant: quae res +insuper illarum gentium studium commendat, quo privilegia sua +ostendere conabantur]I]. Fin qui il Nani; noi invece, appoggiandoci al +chiaro senso dei non pochi decreti che riporteremo, e non senz'aver +riguardo al tipo delle controverse monete, similissimo a quello delle +altre battute a Venezia, affermiamo senza tema di errare che tutte le +monete delle singole comunità dalmate furono nella zecca veneta e non +altrove battute, e lo stesso dicasi di alcune delle albanesi. Ma +questa regola non vale, come più sotto si vedrà, per Cattaro, né +fors'anche per Scutari. Le forme veramente barbare de' pezzi battuti +per quest'ultime due città giustifica abbastanza l'esser uscite da +officine monetarie di regioni dove l'arte si conservò sempre bambina; +laddove le belle forme degli altri pezzi dalmati ed albanesi accusano +il punto più culminante a cui si levasse nel medio evo l'arte +difficile dello zecchiere. + +Devesi però confessare non aver noi dati certi che tali monete si +battessero immediatamente dopo la pubblicazione del decreto che ne +ordinava lo stampo. Pare in quella vece che si lasciassero scorrer +degli anni talvolta anzi che la zecca veneta vi desse esecuzione. La +mancanza di sigle nel pezzo di Sebenico ci vieta conoscere l'anno +preciso in cui si diede mano al lavoro dell'uno o dell'altro de' varii +suoi tipi; benché dalla terminazione del 1499 appaja che anteriormente +se ne fossero di già coniate; ma ben abbiamo l'epoca certa di simili +bagattini per altre comunità; epoca dalla quale agevolmente rilevasi +che dal giorno del decreto a quello dell'esecuzione d'esso lasciavansi +d'ordinario scorrere anni ed anni. Né credo ingannarmi nell'affermare +che il decreto primo riportato, quello cioè del 1485, non si sia, per +qualsivoglia cagione, eseguito; e forse indi trasse motivo la nuova +supplica de' Sebenicesi e il secondo decreto del 1491. + +Offre la moneta in discorso dall'un lato la imagine stante +dell'arcangelo Michele visto di fronte, tenente nella destra la +lancia, nella sinistra un globo sormontato da croce, e calpestante il +dragone che sottesso a' suoi piè si contorce. D'intorno è la epigrafe +S. MICHAEL SIBENIC (o SIBNIC). L'altro lato presenta il leone di S. +Marco in gazzetta, intorno a cui la scritta: +. S. (o SANCTVS) MARCVS. +(più raro MARRC.) VENETI. In alcuni esemplari il leone è chiuso da un +cerchio di perline. Varia il diametro di queste monete da m. 0,016 a +m. 0,018, e il peso da k. 5. 1 a k. 9. 0. Le quali discrepanze di +peso, che ne' miei studii ebbi ad avvertire ben maggiori in epoche +successive, ci provano che i Veneziani nelle monete di puro rame o di +ottone (equiparato al rame) non calcolavano che il valor nominale, +comeché in alcuni casi, come si vide parlando delle gazzette, ne +precisassero con esattezza soverchia anche il peso. + +[T4] ZARA. + +Seconde in ordine cronologico, ma ben più rare, vengono dietro alle +sebenicesi le monete di Zara. Questa città, delle dalmate la più +popolosa e più illustre, retta da un conte che amministrava la +giustizia in nome de' Veneziani, al cui governo ben nove volte s'erano +ribellati que' cittadini per darsi al re d'Ungheria, rimase dal 1409 +in poi costantemente soggetta alla Repubblica di S. Marco. Il bisogno +di moneta spiccia per le più umili classi della popolazione determinò +la comunità di Zara a seguire l'esempio dato da Sebenico di chiedere +alla Signoria lo stampo di un bagattino che offrisse da un lato il +simbolo di S. Marco, dall'altro S. Simeone patrono del comune. Alla +supplica dei Zaratini accondisceva il Consiglio de' Dieci col seguente +decreto: + +[I[ 1490 (more v. o 1491) 2 fevrer.]I] + +[I[ El domanda la fedellisima comunità nostra de Zara che + li conzedamo per comudità di poveri che in la zecha + nostra se faza et cunia ducati 200 de bagatini, simeli + a quelly che fono dadi ala comunità de Sibinico; + exzeto che al'imprexa de Sancto Michiel sia meso la + jmagine de San Simon; quali denari siano mandati a + Ilustrisimi Retori de Zara; e per che l'e conveniente + satisfar ala soa petizion, e però anderà parte:]I] + +[I[ Che per autorità de questo Conseio sia chunidi in zecha + ducati 200 de bagatini con la impresiom predita. + I quali sieno mandadi ali predicti rectori.]I] + +Il bagattino di Zara è, come quello di Sebenico, di puro rame o di +ottone. Presenta nel suo diritto la mezza figura del santo profeta +Simeone ravvolto in ampio manto e che tiene sul destro braccio l'Uomo- +Dio bambino. Intorno ha l'epigrafe . S . SIMEON . IVSTVS . PROFETA. Al +rovescio è il solito leone di S. Marco in gazzetta chiuso da cerchio +di perline e attorniato dalla consueta leggenda . + . S . MARCVS . +VENETI. Il peso de' pochi esemplari che ne ho esaminati varia da +k. 7. 2 a k. 8. 3; il disegno e il conio ne sono trattati con molta +perizia; il diametro è di m. 0,018. Di questa moneta, della quale non +conosco che un tipo solo, il Museo Correr ha tre esemplari. + +[T4] TRAÙ. + +Verso la fine del X secolo, Traù fu delle prime castella della +Dalmazia che riconobbero la sovranità della Repubblica, giurando +fedeltà a Pietro Orseolo II nella famosa spedizione che questo doge +capitanava per sollevare le coste dalmate dal giogo de' Narentani. +Mentre le armi della Repubblica erano nel 1123 impegnate nella Siria, +Traù fu presa da' Saraceni, ai quali poco dopo la ritolsero i nostri. +Passata intorno al 1158 in potere dell'impero greco, la riebbe dopo +brevi anni Vitale Michiel II. Nel 1313 Giovanni Soranzo la ripigliava +su re Lodovico d'Ungheria fattosene a forza padrone e la ridava a +libertà; ma i traguriensi preferivano all'autonomo reggimento il +dominio della Repubblica a cui facevano dedizione spontanea nel 1322 +per, ricadere nel 1356 nelle mani degli Ungheri, a' quali fu +definitivamente ritolta da' nostri nel 1420. La governava un patrizio +col titolo di [I[conte]I], che vi si mutava ad ogni 32 mesi. + +Ducava Agostino Barbarigo allorché la comunità di Traù supplicò nel +1492 a' Veneziani le concedessero una moneta simile a quella che +aveano concessa a Sebenico; sulla quale fosse improntata, oltre il +simbolo della Repubblica, la imagine del loro patrono. La Signoria +accoglieva con favore la giusta domanda di quella fedele città, e il +Consiglio de' Dieci stanziava la legge che segue: + +[I[ Adi 19 marzo 1492.]I] + +[I[ L'è suplicado per la nostra comunità fidelle de Traù + ch'el sia chunido in la Zecha nostra ducati 50 de + bagatini a simillitudene et quallità de bagatiny i + qualli fono consesy ala comunità de Sibinicho. E + conziosiache in questa onesta domanda ly sia compiaxudo:]I] + +[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Conceo el sia + coniado ducati 50 de bagattini de la sorte e qualità di + quelli i qually fono dadi ala comunità de Sibinicho + con la impression de san Marcho in soldo da uno lady + e santo Lorenzo da l'altro.]I] + +II bagattino di Traù offre nel campo del diritto il santo diacono in +piedi e di prospetto, in lunga veste talare, e che nella destra tiene +la graticola simbolo del suo martirio, nella sinistra un oggetto che +lo stato degli esemplari ch'ebbi sott'occhi non mi permise di +ravvisare, ma che sembra sia un edificio a rappresentazione della +città o della chiesa che a Traù gli fu eretta. Lo attornia la epigrafe +. S . LAVRENTIVS TRAGVR: e a' suoi lati iniziali N. M. ricordano +Nicolò Michiel conte a Traù nel 1516, perché solo in quell'anno ebbe +esecuzione la parte dei Dieci decretante lo stampo di questa moneta. + +Il rovescio è il solito leone di S. Marco in gazzetta intorno a cui un +cerchio di perline ed oltr'esso la consueta leggenda + SANCTVS. +MARCVS. VENETI. Il peso de' 7 esemplari che ne osservai, 6 nel Museo +Correr, 1 alla Marciana, varia da k. 7. 3 a k. 9. 2. Il diametro è +l'ordinario di m. 0,018. + +[T4] SPALATO. + +Assai più comuni di quelli di Traù sono i bagattini della monumentale +città di Spalato, o Spalatro, eretta sulle ruine del palazzo di +Diocleziano e coi materiali d'esso e della vicina Salona. Ricaduta, +dopo le vicende che fecero tante volte mutar governo a Traù, sotto il +dominio de' Veneti nel 1420, ebbe anch'essa il suo reggitore in nome +della Repubblica col titolo di [I[conte]I]. + +Il 26 febbrajo 1490, [I[more veneto]I], o 1491 [I[more romano]I], il +C. X. accordava agli Spalatini l'implorata moneta recante le imagini +di S. Marco protettore della Repubblica e di S. Doimo o Domnio patrono +della loro comunità. Ecco il tenore di quel decreto: + +[I[ 1490 adi 26 fevrer.]I] + +[I[ Perché i ambasatori de la nostra Comunità de Spalato + con granda instanzia domandano per comodità de la sua + zità e di poueri che li sia conzeso in la Zecha nostra + de chuniar ducati zento de bagatini ala similitudene + de quelli i quali fono conzessi ala comunità de + Zara et de Sibinicho; e questo con la imagine del + proctetor nostro missier sam Marcho da uno ladi, et da + l'altro sia santo Dompno:]I] + +[I[ E però l'anderà parte che per autorità de questo + Consejo sia conzeso a quela comunità che in la + predita Zecha nostra sia coniado come e dito + ducati zento de bagatini, et che de prexente essa + Comunità abia d'esborsar la valuta de essi bagatini + da esser fati.]I] + +Il bagattino di Spalato è pur d'ottone e assai raramente di puro rame; +varia nel peso da k. 7. 2 a k. 7. 3, ed ha comune il diametro colle +altre monete di questa specie. Porge nel diritto la effigie stante del +vescovo Doimo vestito delle sue insegne e tenente colla destra il +pastorale, nella manca un libro; a' suoi lati alcune iniziali. Lo +circonda la epigrafe . S . DOMINVS . SPALETI. Il rovescio offre al +consueto il simbolo della Repubblica attorniato dalla leggenda ++. SANCTVS. MARCVS. VENETI. + +Di questa moneta tre diversi tipi vennero a mia cognizione; la varietà +loro consiste nelle sigle del diritto. Del primo, che offre le +iniziali ZF e M, il Museo Correr conserva 6 esemplari, altrettanti del +secondo portante le sigle I e P, 4 del terzo che a' lati del santo ha +D e G. È veramente singolare che nella serie de' conti di Spalato, +conservataci nel [I[Libro Reggimenti]I] alla Marciana, nessun nome fra +loro s'accordi colle suddette iniziali ad eccezione di quello di +Jacopo Baffo o Paffo conte nel 1500 al quale spettano le sigle I e P. + +Non sarà inutile il ricordare che prima della conquista veneziana del +1420, Spalato ebbe zecca propria e vi stampò monete del suo signore, +Hervoja. Delle quali l'unica di cui sia accertata la esistenza, +comeché molto rara, è il grosso d'argento riportato dal Nani nella più +sopra ricordata operetta [I[de duobus Imperatorurn Rassiae nummis]I], +tav. II n. XVIII, ed illustrata ivi parimente a pag. 58. Offre questa +moneta (che pur si trova nel Museo Correr e nella Marciana) da un lato +la imagine stante del patrono di Spalato, attorniata dalla leggenda +. S. DOIMVS. SPALETI M. ([I[Martyr]I]), dall'altra lo scudo del duca +Hervoja sormontato da un cimiero foggiato a braccio che stringe una +spada in atto di percuotere; nel campo ha tre gigli disposti +verticalmente, e all'ingiro la scritta: M. ([I[moneta]I]) CHERVOII +DVCIS. S. ([I[Spalatensis]I]). Del duca Hervoja che morì nel 1415 può +vedersi il Du Cange, [I[Fam. Byz. Dalm.]I], Par. 1680, pag. 339. + +[T4] LESINA. + +Ultima nell'ordine cronologico e nel geografico delle monete delle +singole terre dalmate viene quella di Lesina, che però tutte le supera +in rarità. Non ne trovo menzione in alcuna opera numismatica, e lo +stesso diligentissimo Zon non la conobbe, benché l'avesse veduta e ne +sbagliasse la lettura dell'epigrafe, che gli fece ritenere foss'essa +di Alessio d'Albania. Gli abitanti di Lesina, grand'isola che nel 1424 +passava per cessione dalle mani del suo signore Aliota Capenna a +quelle della Repubblica che vi mandava a reggerla un [I[conte]I], +imploravano nel 1493 la grazia conceduta alle altre comuni della +Dalmazia, che fosse coniata nella veneta zecca una moneta pe' bisogni +del traffico minuto, segnata dell'imagine di santo Stefano loro +patrono. Ebbi la ventura di rinvenire il decreto che ordina anche lo +stampo di questa moneta, e qui lo riporto: + +[I[ 1493. 25 sett. in C. X. cum Add.]I] + +[I[ Quod auctoritate hujus Consilii concedatur fideli + comunitati nostrae Lesinae sic humiliter supplicanti, + quod in Cecha nostra cudantar ducati 70 in 100 + bagatinorum de puro ramine ad valorem duodecim + pro marcheto, sicuti sunt illi de Jadra et Spaleto; + cum signatura ab uno latere santi Marci in soldo et + ab alio santi Stephani. Et haec pro comodo pauperum + personarum illius terrae et insulae. Et hoc fiet + postquam ipsa Comunitas dederit amontare dictorum + bagatinorum.]I] + +Il bagattino di Lesina è anch'esso d'ottone, del solito diametro, e +del peso di k. 7. 2. Dal lato diritto ha l'effigie del santo in abito +di vescovo, che nella destra tiene una croce, un libro nella sinistra, +ed è attorniato dall'epigrafe . S . STEPHANVS. PONT. LESINENSIS, +notandosi per esattezza che le S di questa leggenda sono tutte a +rovescio. L'altro lato offre il consueto simbolo dell'Evangelista +cinto da un cerchio di perline oltre cui la scritta: +. SANCTVS. +MARCVS. VENETI. + +I quattro esemplari che ne ho veduti, de' quali 2 nel Museo Correr, 1 +alla Marciana, 1 a Padova ora passato a Trieste, mi porsero un solo +tipo, avente sempre a' due fianchi del santo vescovo le iniziali V e +O. Queste sigle ci provano che solo nel 1549 si diede esecuzione al +surriferito decreto 1493, perché in quell'anno sedeva conte e +provveditore a Lesina Vincenzo Orio. + +[T3] CITTÀ D'ALBANIA. + +[T4] CATTARO. + +Nella parte più internata del [I[Seno Rizonico]I], le cui sponde +aprendosi fra la Punta d'Ostro e la penisola di Lustiza danno angusto +passaggio alle acque dell'Adriatico, signoreggia un ridente e popoloso +territorio, chiuso d'ogni lato dalle rupi del Montenegro e dal mare, +la bella città di Cattaro eretta sulle ruine dell'antica Ascrivio. +Passata nello smembramento del greco impero in potere de' re di Servia +e di Rascia, ebbe da loro larghissimi privilegii, e fiorì per opulente +commercio fino all'anno 1366 quando le armi di Lodovico d'Ungheria la +tolsero a re Tuartco. Undici anni erano appena trascorsi quando i +Veneziani, combattenti Lodovico alleato de' Genovesi, le misero +nuovamente l'assedio e la posero a ferro e a fuoco. Ritornata poi in +mano a Tuartco, era più tardi ripresa da Ladislao pretendente al trono +ungherese, che la cedeva poscia a re Sigismondo. Emancipatasi da +questo monarca, dopo breve governo autonomo, si dedicava Cattaro +spontaneamente alla Signoria di Venezia nel 1420. + +Suddita ancora a' re di Rascia, ma nullameno reggentesi con proprio +statuto, ebbe nel secolo XIV diritto di zecca che esercitò improntando +monete coll'imagine del suo patrono S. Trifone e con quelle di Stefano +Dusciano re ed imperatore di Rascia e di Bossina e del costui figlio +Urosio; monete il cui tipo fu pubblicato prima dal Nani nell'operetta +[I[de duobua Imperatorum Rassiae nummis]I], e poi da quel Flaminio +Corner senatore, così benemerito della storia ecclesiastica di +Venezia, nel suo bel libro [I[Catharus Dalmatiae civitas]I], 1759. + +Gli statuti di Cattaro scritti in quel secolo, e posteriormente +mantenuti in vigore da' Veneziani, de' quali non ho potuto vedere la +rara edizione del 1616 ma sì un codice antico nella Marciana (Cl. V. +n. 32), toccano della zecca di quella città, leggendovisi il seguente +capitolo: + +[I[ Item elligantur per sex menses duo legales et experti + Cecheri supra monetam civitatis faciendam, et habeat + ipsorum quilibet pro salario yperperos decem, et quicumque + in hoc offitio esse noluerit solvat de poena + yperperos vigintiquinque.]I] + +Anche nel breve intervallo che corse fra la emancipazione di Cattaro +dal reame ungherese e la sua dedizione alla Repubblica Veneta, +esercitò essa questo sovrano diritto battendo monete autonome, +portanti dall'un de' lati la imagine e il nome di S. Trifone, +dall'altro un castello con all'ingiro la epigrafe CIVITAS CATARI. + +Sennonché, a differenza d'altre comunità le quali, incorporate negli +stati della Repubblica, aveano perduto questo loro antico diritto, +Cattaro volle conservarlo, e veramente per secoli lo conservò. Un +privilegio veneziano del 1423 concede espressamente [I[quod in Catharo +cudatur moneta juxta suas consuetudines]I]. Né può cader dubbio che +que' cittadini non esercitassero questo diritto che i Veneziani +mediante un trattato loro aveano accordato. Se anche non avessimo le +prove che Cattaro veneta mantenne per oltre dugent'anni la sua zecca, +il tipo delle monete che indi uscirono le prova indubbiamente non +veneziane. Mentre i nummi veneti de' secoli XV e XVI si mostrano +prodotto di un'arte adulta e nelle figure maestrevolmente incise e ne' +pezzi regolarmente arrotondati e presentanti le superficie uniformi, +quelli cusi a Cattaro annunciano un'arte tuttora bambina nelle rozze +figure, ne' caratteri tendenti al gotico anche su' pezzi battuti nel +secolo XVI quando la zecca nostra delle lettere gotiche avea sbandito +ogni avanzo, nella forma de' pezzi mal rispondente al conio su cui +doveano improntarsi e nella varia grossezza delle diverse parti d'uno +e medesimo pezzo. Che se tanta sbadataggine si pose ivi ne' tipi, è +facile imaginare a quali disordini facessero luogo a loro insaputa +que' mal pratici monetarii. E vaglia il vero, l'alterazione del titolo +primitivo nei nummi di Cattaro determinò il governo veneto l'anno 1627 +a decretare che delle paste da monetarsi in quella città si facesse +preventivamente l'assaggio nella zecca veneta. Ma tornò inutile anche +questa misura, perché la inesperienza degli zecchieri albanesi +continuava a battere leghe diverse dai campioni offerti all'assaggio; +talché quella legge, impossibile ad essere eseguita, perdé l'anno +seguente ogni vigore, e il danno che da queste continue ed +involontarie alterazioni de' nummi sofferiva il commercio, consigliò i +negozianti a rivolgersi alla zecca nostra per far monetare le loro +verghe. Onde nacque che la officina di Cattaro andò di mano in mano +scemando di lavoro e finì verso la metà del secento col chiudersi +affatto: non così però che quegli abitanti rinunciassero al loro +antico diritto, che gelosamente si riserbarono. Quindi nel 1787 +l'autore dell'opera insigne [I[Descrizione dello Stato Veneto]I], +Vincenzo Formaleoni, che tanto si giovò degli studii del naturalista +Fortis, scriveva: [I[Ne' tempi che i Cattarini vissero sotto la +protezione de' re di Rascia ebbero il diritto di battere monete, +siccome lo hanno anche presentemente confermato loro dalla Repubblica, +e potrebbero farne uso qualora volessero]I] (T. III pag. 5). + +Quanto a' nomi ed alla qualità delle monete che correvano a Cattaro +dopo la occupazione veneziana e v'ebbero corso fino a che a poco a +poco sottentrò a quelle la monetazione della metropoli, tre diverse ne +trovo ricordate dagli autori e dai documenti, gl'[I[iperperi]I], i +[I[grossi]I], i [I[follari]I]. + +[T5] Iperpero. + +L'iperpero, che vediamo frequenti volte citato negli [I[Statuti]I], e +il cui nome ricorre anche in quel breve capitolo che ne abbiamo +allegato, era una moneta ideale, il cui valore corrispondeva a 7 +grossi veneziani. Non saprei invero decidere se quell'aureo nummo di +Urosio Milutino che primo riporta nelle sue tavole il Nani abbia a +ritenersi un iperpero o un doppio iperpero, non indicandosi +dall'autore quale ne fosse il peso. Se in alcuno de' musei nostri +avessi trovato esistere questo rarissimo pezzo, sarebbe stato agevole +lo sciogliere l'intricata questione. + +[T5] Grossetto. + +Esiste bensì a Venezia, nel Museo Correr, un unico esemplare del +[I[grosso]I], altramente chiamato nei documenti [I[grossetto]I]. +Questo bel pezzo, di rarità esimia, è d'argento fino e del peso di +circa k. 5. Tanta n'è la somiglianza colle monete battute da' +Cattarini sudditi a' re di Rascia che lo si scambierebbe con esse se +non ne fosse diversa la leggenda del rovescio. Al Nani ed al Corner +pare sfuggisse questa singolare moneta, se non le diedero luogo nelle +loro tavole, né la ricordarono illustrando altri nummi di Cattaro. + +Il diritto è il medesimo che appare sui grossi di Stefano Dusciano e +d'Urosio suo figlio; offre cioè il santo patrono della comunità, cinto +il capo di nimbo, coperto di lunga vesta, veduto di prospetto e +tenente nella destra la palma del martirio; lo chiudono due archi di +cerchio formati di perline, simili a quell'ellisse che avvolge la +figura del Redentore ne' nostri zecchini. All'ingiro è la epigrafe +. S. TRIFON. CATARES ([I[Catharensis]I]). Nel rovescio è l'imagine di +S. Marco molto somigliante all'ultima rappresentazione che de' re di +Rascia ci danno le monete di Cattaro. Siede il santo evangelista di +fronte, coperto il capo di corona reale sopra la quale gira però il +nimbo di perle; nella destra sembra tenere uno stilo od un calamo, il +libro de' Vangeli nella sinistra; in quella vece gl'[I[imperatori]I] +Stefano ed Urosio tenevano una croce nella destra, e nella manca un +globo pur sormontato da croce. D'intorno al S. Marco gira la consueta +leggenda S. MARCVS. VENETVS. Messe a calcolo le circostanze di peso, +di titolo, di tipo, riterrei questa moneta la prima battuta da' +Cattarini dopo la loro sommessione a Venezia, né crederei prender +abbaglio nell'attribuire a quest'epoca stessa, nel 1423 o poco dopo, +il men raro grossetto di Scutari, del quale ci occuperemo in appresso. + +Parlando tuttavolta de' grossetti di Cattaro, e toccando +necessariamente di quelli battuti col nome e colla imagine dei re di +Rascia, troppo credo interessare la veneta numismatica il far un +cenno, sia pur di volo, de' più antichi grossi coniati da que' re a +somiglianza de' veneziani. + +È noto come il primo [I[grosso veneziano]I], a cui dassi comunemente +il nome di [I[matapane]I] (nome ch'io vorrei escluso da ogni libro di +numismatica perché adottato soltanto in epoca tardissima dai numografi +ma non ricorrente mai né in documenti sincroni né in memorie di zecca) +fosse coniato sotto la ducea di Enrico Dandolo nel 1202, e si +chiamasse allora [I[ducato]I], nome che poi passò alla prima moneta +d'oro battuta nel 1283 sotto Giovanni Dandolo, e si ragguagliasse a +denari piccoli 26, o secondo il Carli a soli 24, o a 2 soldi. Maestro +Martino da Canale, storico veneziano del secolo XII, la cui +[I[Chronique des Veniciens]I] redatta in antico francese si pubblicò +nel vol. VIII dell'Archivio Storico Italiano, è il primo autore che +ricordi la origine di questa bella moneta. [I[Messire Henric Dandle, +li noble Dus de Venise, mande venir li charpentiers, et fist erraument +(1202) apariller et faire chalandres et nes et galies a plante; et +fist erraument faire mehailles d'argent por donner as maistres la +sodee]I] (soldo, salario) [I[et ce que il deservoient, que les petites +que il avoient]I] (intendi i denari o piccoli) [I[ne lor venoient enci +à eise. Et dou tens de monseignor Henric Dandle en sa fu comencie en +Venise a faire les nobles mehailles d'argent que l'en apelle ducat, +qui cort parmi le monde por sa bonte]I] (p. 320). + +L'immenso spaccio ch'ebbe nel volger di pochi anni questa nuova moneta +mosse i re di Rascia ad imitarne il tipo; ond'ebbero origine i grossi, +simili a' nostri, di Stefano e del primo Urosio. Di quest'ultimo i +primi serbavano il peso e il titolo de' veneziani, quelli coniati più +tardi ne serbavano il peso ma n'era molto scemato il titolo. Questa +adulterazione, fatta con tanta malafede da quel re di cui disse Dante + +[I[Che male aggiustò il conio di Vinegia]I] (Par. XIX, 441) + +determinò la Repubblica a riguardare come falsi i grossi rasciani, ed +a decretarne formalmente il bando colla seguente terminazione del +1282: + +[I[ MCCLXXXII. III Martii in Majori Consilio.]I] + +[I[ Capta fuit pars quod addatur in Capitulari Camerariorum + Communis et aliorum offitialium qui recipiunt + pecuniam pro Communi, quod teneantur diligenter inquirere + denarios Regis Raxiae contrafactos nostris venetis Grossis, + si ad eorum manus pervenerint, et si pervenerint + teneantur eos incidere et ponantur omnes campsores et + omnes illi qui tenent stationem in Rivoalto et eorum pueri + a XII annis supra ad Sacramentum, quod inquirant diligenter + bona fide praedictos denarios, et si pervenerint ad eorum + manus teneantur eos incidere. Et si alicui personae + inventi fuerint de praedictis denariis a XII supra, + quod illa persona cui inventi fuerint perdat decem pro + centenario de omnibus, quod eis inventi fuerint illi + denarii, et debeant incidi. Et hoc stridetur publice illa + die, vel altera, qua captum fuerit in M. C. quod a XV + diebus in antea quilibet cui inventi fuerint, incurrat + poenam praedictam, et medietas poenae sit invenientis et + medietas Communis, et deveniat in Cameram Communis. Et + mittantur litterae de praecepto per Sacramentum omnibus + Rectoribus praeter Comitem Ragugii, et addatur in + commissionibus illorum Rectorum, qui de caetero ibunt + propter Dominium, praeter dictum Comitem Ragugii, quod + omnes denarios praedictos qui ad eorum manus pervenerint + vel eorum offitialium teneantur incidere vel incidi + facere, et quod ipsi constringant gentem suam per + illos modos quibus eis melius videbitur quod praedicti + denarii non currant per suos districtus, et + incidantur si invenientur.]I] + +Fallita a re Urosio la turpe impresa e scoperta da' Veneziani la +frode, i re di Rascia mutarono il tipo de' grossi loro, staccandolo da +quello de' veneziani. + +Fatta questa breve digressione che si lega intimamente colla +numismatica albanese, e che illustra un passo di Dante con una +terminazione del Maggior Consiglio di Venezia, riconduciamoci a +parlare de' grossetti di Cattaro. Dopo il pezzo che ho più sopra +descritto e che dal tipo e dalla forma de' caratteri, non men che +dalla bontà dell'argento, tenni battuto ne' primi anni della veneta +dominazione in quella città, volsero due secoli prima che un nuovo +grossetto ivi s'improntasse; o almeno non so che alcuno ve n'abbia +anteriore a quello che riportò il Nani alla tav. I n. XVII, e sul +disegno del Nani diede ricopiato il Corner. Questo pezzo, comeché +moderno, coniato cioè fra il 1624 e il 1627 dev'esser di gran rarità +se manca a tutte le ricche collezioni ch'ebbi agio di esaminare, +talché mi fu tolto l'averlo sott'occhi e formarne oggetto d'indagini +più minuziose. L'esemplare che vediamo inciso nell'operetta del Nani +era conservato nel museo dello stesso autore. + +Offre da un lato questa moneta argentea, avente un diametro di +m. 0,017, la imagine stante di S. Trifone coronato di nimbo il capo e +tenente nella dritta la palma del martirio, nella sinistra un castello +turrito e merlato; sporge questa figura nella sua parte inferiore e +nella superiore fuori d'un cerchio di perline oltre cui la leggenda +. COMTAS = CATARI. Il rovescio presenta S. Marco seduto, rivolto alcun +poco alla destra del riguardante ed in atto di scrivere il suo +Vangelo. Oltre il cerchio di perline che attornia la figura gira la +epigrafe . S . MARCVS . VENETUS. Nell'esergo ha uno scudo gentilizio +fra due iniziali . P e M . che indicano il nome di Pietro Morosini +rettore e provveditore di Cattaro dal 1624 al 1627. Le armi sono +quelle della famiglia Morosini. Se il disegno di questa moneta che ci +dà il Nani è fedele, come dobbiamo ritenere dal confronto di altri +tipi offertici nelle sue tavole colle monete effettivamente esistenti +ne' nostri musei, dobbiamo confessare che fra tutt'i nummi di Cattaro +questo è senza dubbio singolarmente bello. La figura dell'evangelista +è segnata con pochi tocchi maestri; dignitosa l'aria del volto in +dimensioni sì tenui, corrette le pieghe dell'ampio manto che lo +avvolge; è in una parola tal disegno che lo si potrebbe tenere inciso +a Venezia, se troppo forti ragioni non mi consigliassero a restituirlo +alla zecca di Cattaro. + +Sappiamo infatti da scrittori e da documenti contemporanei che nel +1627, sotto la reggenza del medesimo Pietro Morosini, furono de' +grossetti ivi allora battuti recati alla zecca nostra. Chi venne +incaricato dell'assaggio di queste monete le riscontrò a peggio 238 +per marca, ad un titolo cioè di molto inferiore al legale. Quale però +si fosse questo titolo legale a cui doveano attenersi gli zecchieri +albanesi, non si può agevolmente conoscere. La rarità singolare del +più antico grossetto toglie che s'istituiscano sovr'esso esami +d'assaggio, né d'una moneta di cui si reputa esistere un solo +esemplare dee il numografo valersi, quand'anche fosse sua, per +distruggerla o spezzarla. Tutti sanno quanto dubbioso sia l'assaggio +per semplice tocco, quantunque non alteri sensibilmente la moneta +esaminata; dal tocco la mi parrebbe questa in discorso, d'argento +peggio k. 50 all'incirca, di un titolo cioè che s'accosterebbe a +quello de' grossi veneziani, valutato dal co. Mulazzani a Milano a +0,952. Né mi fu pure possibile procurarmi alcuno de' mezzi grossetti, +che però occorrono più frequenti ne' pubblici e privati medaglieri, +comeché il semplice tocco accusi la bontà di questo spezzato, simile a +quella del suo intero. Vedemmo più sopra come la Signoria di Venezia, +verificata nel 1627 l'alterazione del titolo de' grossetti di Cattaro, +li richiamasse inutilmente all'assaggio alla zecca nostra, e come poi +andassero del tutto in disuso. + +In che rapporto stava però il grossetto all'iperpero? Nel 1420, quando +i Veneziani occuparono il territorio di Cattaro, ducando Tommaso +Mocenigo, il grosso veneto era disceso dal peso originario di k. 11 a +quello di k. 7. 3 71/295; e il suo valore era montato da piccoli 24 +ovvero 26 a soldi 4, facendosi all'epoca stessa il soldo di +k. 1. 3 239/295. Il grosso di Cattaro invece, che dal minor suo peso +in confronto del veneziano si disse [I[grossetto]I], corrispondeva a +due terzi di quello, valeva cioè ridotto in moneta veneziana denari o +piccoli 32. Ragguagliato invece all'iperpero che vedemmo valutato +grossi veneziani 7, un iperpero valeva grossetti di Cattaro 10 1/2. + +[T5] Mezzi Grossetti. + +I ragguagli stessi che demmo del grossetto raffrontato al grosso +veneziano e all'iperpero valgono per la sua metà. La moneta dunque, +della quale andremo ora ad occuparci, corrispondeva a 2/6 del grosso +veneziano, cioè ridotta in moneta nostra valeva piccoli 16; e quando +l'iperpero si valutava 7 grossi veneziani ci volevano necessariamente +21 mezzi grossetti a formare un iperpero. Troviamo talvolta indicato +nelle memorie di zecca questo spezzato del grossetto col nome di +[I[gazzetta]I], nome che suonò costantemente pezzo [I[da soldi due]I]. +Bisogna quindi ammettere che anche i Cattarini spartissero il loro +grossetto in quattro soldi minori, equivalenti ciascuno a 2/3 del +soldo veneziano; o che l'abitudine de' nostri di chiamar gazzetta la +metà del loro grosso, facesse applicare quel nome alla metà del +grossetto albanese. Io terrei per la prima supposizione. + +Tre varietà di tipi, molto fra loro distinti, si conoscono di questa +piccola moneta d'argento, i cui esemplari mi offersero quasi +costantemente un peso di k. 2. 2, benché il loro grado di +conservazione lasci supporre che quella cifra in origine dovess'essere +alcun poco più alta. + +[I[Primo tipo = Mezzo grossetto col S. Marco]I]. Il diritto presenta +l'imagine di questo Evangelista, seduto di fronte, cinto il capo di +corona reale e attorniato di nimbo, tenente nella d. lo stile, nella +s. il Vangelo; dinanzi alle sue ginocchia sorge uno scudo portante le +armi gentilizie del rettore di Cattaro; all'ingiro è la epigrafe . S . +MARCVS VENETVS. (o VENETI.). Il rovescio offre il patrono di Cattaro +in piedi, veduto di prospetto e recante nella destra la palma del +martirio, nella manca una croce; lo circonda la consueta leggenda +. S . TRIFON. = .CATARI. A' suoi fianchi si scorgono tre varietà di +sigle ne' diversi esemplari: hanno alcuni F e P, altri ZF e C, altri +finalmente P e D. Spettano le prime a Francesco Pisani rettore e +provveditore di Cattaro nel 1548, le seconde a Zuan Francesco Canal +che vi sedette nel 1551, le terze a Paolo Donà che vi coprì quella +carica nel 1552; gli stemmi sono su ciascun pezzo corrispondenti a +quelli delle famiglie dei diversi rappresentanti. + +[I[Secondo tipo = Mezzo grossetto col leone]I]. Offre nel suo diritto +il leone di S. Marco in soldo chiuso da cerchio di perline, e +sott'esso nell'esergo uno scudo gentilizio; gli corre intorno, fuori +del cerchio, la scritta +. S. MARCVS. VENETVS. Il rovescio è simile a +quello del tipo precedente, ma è variato nelle sigle che fiancheggiano +il santo martire, recando altri esemplari A e M, altri Z e L. Le +iniziali e lo stemma de' primi appartengono ad Alvise Minotto che +sedette rettore e provveditore di Cattaro nel 1567; non così sono +agevoli a determinarsi quelle dei secondi, perché non potei vederne +che il disegno esibitoci dal Nani (tav. I n. XV) tratto da un +esemplare la cui mediocre conservazione non lasciava discernere bene +lo scudo; spettano però fuor di dubbio o a Zuanne Loredan che vi +sedette nel 1590, o al suo successore nel 1592 Zuanne Lippomano. +Questo tipo ricorre nelle raccolte più raro del precedente, e manca +anzi affatto al Museo Correr. + +[I[Terzo tipo = Mezzo grossetto collo stemma]I]. Registro questa +moneta, ch'io mai non vidi, sull'autorità del diligentissimo Nani il +quale la diede nella sua tavola I al numero XVI, traendola +dall'esemplare posseduto a' suoi giorni (1752) nel museo del patrizio +Marcantonio Savorgnan. Il diritto presenta uno scudo bipartito da una +banda trasversale nel cui mezzo è il leone di S. Marco in gazzetta; +all'ingiro dello scudo corre la leggenda +. S. MARCVS. VENETVS. Il +rovescio è simile a quello de' due tipi precedenti, sennonché il santo +patrono di Cattaro è fiancheggiato dalle iniziali Z e M. Le armi +figurate nel diritto spettano alla famiglia Magno, un individuo della +quale, Zuanne, era rettore e provveditore a Cattaro nel 1597. + +Dalle memorie di zecca sembra che nel 1627 siansi battute gazzette +(che vedemmo equivalere a' mezzi grossetti) in quella città, le quali +si trovarono da' monetarii della metropoli a peggio 443 per marca. Ma +di questi pezzi non n'esiste alcuno nelle nostre raccolte, che avrebbe +dovuto recare, come il già riportato grossetto, le iniziali di Pietro +Morosini e gli stemmi della costui famiglia. + +[T5] Quattrini? + +La singolare scarsezza in cui ci troviamo di memorie della officina +nummaria di Cattaro non mi permette chiamare col vero suo nome la +moneta erosa alla quale, per analogia colle contemporanee della +metropoli e dell'Italia Veneta, dò il nome di [I[quattrino]I], +rispondente alla terza parte del soldo, o a quattro piccoli; non però +del soldo veneziano, ma di un minor soldo che avrebbe dovuto +ragguagliarsi alla quarta parte del grossetto albanese. La bassissima +lega che si riscontra ne' pochi esemplari che potei esaminarne, de' +quali uno solo monta al peso di k. 6. 3, laddove gli altri variano da +k. 5 a 6, il sapersi che solamente di rame fu battuto il minimo +spezzato della moneta di Cattaro, il [I[follare]I], l'uso de' +quattrini reso generale a Venezia e ne' suoi possedimenti nel secolo +XV, sono tutte ragioni per cui ho creduto di applicarvi, non senza +titubanza, quel nome. Della quale moneta di lega assai vile, due tipi +diversi, ciascuno con molte varietà m'offerì la doviziosa raccolta +Correr. + +[I[Primo tipo = Senza lo stemma]I]. Al diritto l'imagine stante di S. +Trifone che stringe nella destra la palma, e a' cui lati s'osservano +tre varietà d'iniziali, ad eccezione di un esemplare che non ha sigle +di sorta; gira all'intorno la epigrafe SANTVS. TRIFON. Al rovescio il +consueto simbolo di S. Marco, il leone in gazzetta, cinto da un +cerchio di perline oltre cui la leggenda +. S. MARCVS. VENETVS. Questi +pezzi sono di una rozzezza singolare ragguardati dal lato dell'arte, e +importanti dal lato storico siccome gli unici coniati sotto il governo +de' [I[conti]I] di Cattaro, che durò dal 1420 al 1480, in cui il +rappresentante della Repubblica assunse la dignità di [I[rettore e +proveditore]I]. Le sigle che vi si riscontrano sono le seguenti: + + A. B. Antonio Boccole, primo conte, dal 1420 al 1422; + o piuttosto Alvise Bon, dal 1464 al 1466. + + L. B. Lodovico Baffo, 1451 a 1453. + + F. L. Francesco Lippomano, 1477. Di costui dice il Corner + nel più sopra citato libretto [I[Catharus]I] etc. p. 91: + [I[Hic omnium postremus civitatem Catharensem comitis + titulo administravit, publico enim decreto statutum fuit, + anno 1480, ut Praesides Cathari deinceps Rectoris + et Provisoris titulo insignirentur]I]. + +[I[Secondo tipo = Collo stemma]I]. Il tipo presente è quasi simile al +primo, ma il santo martire, oltre la palma che stringe colla destra, +tiene nella sinistra un castello, simbolo della città; qui pure +v'hanno, come di consueto, sigle a' suoi fianchi. Nel rovescio ha uno +stemma sotto il leone. Questo pezzo è fra quelli di Cattaro il più +facile a trovarsi; barbaramente inciso e peggio stampato. Il peso ne +varia straordinariamente, senz'ordine alcuno, talché due esemplari +battuti a tre anni d'intervallo offrono la singolare differenza da +k. 3 a k. 7. 2; differenza che non si saprebbe altramente spiegare se +non facendo riflesso alla imperizia de' monetarii della zecca che mise +fuori questi nummi bruttissimi. Ecco pertanto nel loro ordine di +cronologia i rettori e proveditori di Cattaro, sotto i quali si +coniarono queste monete. Le iniziali rispondono esattamente a' loro +nomi, come del pari rispondono esattamente gli stemmi che vi scorgiamo +delineati, con quelli della famiglia di ciascuno di loro. + + P. T. Priamo Tron, 1488 a 1489. + + IE. O. Girolamo Orio, 1492 a 1494. + + S. C. Sebastiano Contarini, 1501 a 1503. + + P. V. Paolo Vallaresso, 1508 a 1510. + + P. Z. Pietro Zen, 1514 a 1516. + + D. G. Domenico Gritti, 1526 a 1527. + + M. B. Marco Barbo, 1527 a 1528. + + B. V. Benedetto Valier, 1530 a 1532. + + F. S. Francesco Sanudo, 1533 a 1534. + + M. B. Matteo Bembo, 1538 a 1540. + + B. B. Battista Barbaro, 1546 a 1548. + + F. P. Francesco Priuli, 1562 a 1563. + +Un'altra moneta della zecca di Cattaro, anzi la più bella o, per +meglio dire, la meno brutta che vi si battesse, fra quelle da me +effettivamente vedute, credo opportuno collocarla, in via d'appendice, +nella categoria de' quattrini, non potendo essa entrare per lo scarso +suo intrinseco in quella de' mezzi grossetti, né per il peso eccedente +e per esser di lega in quella de' follari di rame. Presenta dall'uno +de' lati il martire S. Trifone, di prospetto, in lunga vesta di +diacono, recante nella destra la palma, un castello od una chiesa +nella sinistra; a' suoi lati le iniziali S e T, ed oltre il cerchio di +perline ond' è avvolta questa figura la leggenda . COMTAS. = .CATARI. +L'altro lato offre, pur di prospetto ed in piedi, S. Marco che nella +manca tiene il Vangelo, e colla dritta benedice; il consueto cerchio +gira intorno alla imagine ed oltr'esso è la epigrafe . S. MARCVS. = +. VENETVS. Le S tanto dell'una quanto dell'altra faccia della moneta +sono tutte a rovescio; nell'esergo a' piedi del S. Marco è uno scudo +bipartito da una fascia orizzontale e fiancheggiato dalle sigle Z e M. +Il diametro del pezzo è m. 0,0205, il peso varia ne' diversi esemplari +da k. 8 a k. 8. 3. È non difficile a rinvenirsi nelle pubbliche e +private raccolte; le sigle del diritto sono agevoli ad interpretare +[I[Sanctus Tryphon]I], quelle del rovescio sono le iniziali del nome +di Zorzi Morosini rettore e provveditore di Cattaro nel 1638, come +pure a questo magistrato spetta lo scudo gentilizio a' cui lati si +mostrano quelle sigle. È dunque la moneta presente l'ultima coniata in +quella zecca. + +[T5] Obolo o Follare. + +Gli abitanti di Cattaro che serbarono nella loro monetazione il nome +dell'iperpero bisantino, serbarono altresì quello di [I[follare]I], +corruzione del [Gr[fóllera]Gr], [I[follis aereus]I], detto altramente +dagli scrittori greci de' bassi tempi [Gr[fóla]Gr], [Gr[fólla]Gr], +[Gr[fóles]Gr], e da ultimo [Gr[fóllis]Gr] onde il [I[follis]I] latino, +e più tardi il [I[follaz]I] degli Spagnuoli. Queste monete che +rispondevano al quarto dell'[I[asse]I] romano, vuolsi traessero il +nome [Gr[apò tou fólleos]Gr], dal sacchetto di cuojo in cui le si +riponeva, in quella guisa che gli orientali trafficanti cogl'italiani +computavano a [I[borse]I]. Il più vecchio autore latino in cui occorra +questo vocabolo è Lampridio nella vita di Elagabalo, che al cap. 22 +ricorda gli [I[aurei]I], gli [I[argentei]I] ed i [I[folles aeris]I], +del vario valore de' quali ultimi può consultarsi il Gronovio, [I[de +pecunia veterum]I] l. 4. cap. 13 e 16. + +Nel privilegio che accorda a' Cattarini di continuare a valersi della +loro antica officina nummaria, datato 1423, si stabilisce che i due +zecchieri, a' quali lo statuto patrio dava in mano l'amministrazione +di quello stabilimento, v'invigilassero la fabbrica de' [I[follari]I] +di rame. Parlando superiormente di quelle monete a cui diedi, non +senza grave titubanza, il nome di [I[quattrini]I], ammisi la esistenza +di un soldo albanese inferiore al veneziano del quale avrebbe +costituito due terzi. Starebbe nelle medesime proporzioni il +[I[follare]I] in rispondenza al bagattino veneto come 2 a 3. Quanto al +peso, sappiamo che la zecca di Cattaro non si tenne soverchiamente +esatta nel taglio de' pezzi da monetare; così può spiegarsi la varietà +d'esso ne' diversi pezzi di rame che andrò enumerando, a' quali soli +può spettare quel nome o l'altro d'[I[oboli]I], pur impiegato da' +Greci ad indicare il minimo spezzato della moneta, quantunque nel +medio evo la voce [I[obolo]I] fosse usata in Francia a rappresentare +anche una moneta d'oro, onde venne il nome [I[obolus aureus]I]. + +Ma che avrò io a dire di quella piccola ma grossissima moneta di rame +uscita nel declinare del secolo XV dalla zecca cattarina, di cui un +solo esemplare è a mia notizia, conservato nel Museo Correr? Questa +moneta, avente il tenue diametro di m. 0,018 e l'ingente peso di +k. 20. 3, avrassi a riguardare un semplice follare, o un follare +doppio, o fors'anche un mezzo grossetto in rame? Fino a che non si +metta in miglior luce la storia di quella zecca, i cui documenti +mancano quasi affatto agli archivii veneti, siami lecito avvisare in +questo curioso pezzo un capriccio di zecca, uno di que' capricci de' +quali ci porge tanti esempii la zecca nostra; voglio dire un semplice +follare battuto s'un pezzo di rame di peso eccedente. Eccone pertanto +la descrizione. + +Nel diritto è la consueta rappresentazione del santo patrono di +Cattaro, intorno a cui gira la leggenda SANTVS TRIFON, e a' cui lati +le sigle F e L. Nel rovescio intorno al leone di S. Marco in gazzetta +è la epigrafe S. MARCVS VENETI. I caratteri sono gotici. Le sigle F e +L, non accompagnate da scudo gentilizio rendono incerto se questo +pezzo spetti a quel Francesco Lippomano che fu l'ultimo governatore di +Cattaro insignito del titolo di [I[conte]I] e che vi sedette dal 1477 +al 1480, del quale ho più sopra riportato il quattrino, o meglio a +Francesco Lion che vi fu rettore e provveditore dal 1485 al 1486. + +Appartengono peraltro fuor d'ogni dubbio alla classe dei follari di +rame quelle piccole monete aventi un diametro medio di m. 0,015 che +recano dall'un de' lati il solito tipo di S. Trifone colla leggenda +all'ingiro S. TRIFO (o TRIFON) CATARI e a' fianchi del Santo varie +iniziali de' rettori; dall'altro il S. Marco in soldo rinserrato da un +contorno quadrangolare con quattro stelline agli angoli, e +negl'interstizii fra il quadrato stesso e il contorno della moneta le +sigle S, M, V ([I[Sanctus Marcus Venetiarum]I]) e in quello inferiore +uno scudo gentilizio. Vario è il peso degli esemplari, cioè da k. 2. 3 +a k. 6. Riporto in ordine cronologico i rappresentanti della +Repubblica a Cattaro sotto il cui reggimento si coniarono +successivamente i [I[follari]I], esistenti quasi tutti nel Museo +Correr, avvertendo che gli stemmi corrispondono appieno con quelli dei +loro casati. + + * sopra Z (ovvero Z), e S = Zaccaria Salamon, 1569 a 1570. + Costui sostenne eroicamente la piazza contro il corsaro + Barbarossa che ne avea intimata la resa, e la conservò + incolume a Venezia. + + * sopra V, e C = Vincenzo Canal, 1581 a 1583. + + * sopra A, e G = Andrea (secondo il Corner, Antonio + secondo il [I[Libro Reggimenti]I]) Gabriel, 1586 a 1588. + + Z sopra F, e B = Zuan Francesco Bragadin, 1604 a 1606. + + T e C = Tommaso Contarini, 1606 a 1608. + + . . . . . . = Girolamo Molin, 1634 a 1636 secondo il Corner, + ovvero Antonio Molin, 1637, secondo il [I[Libro Reggimenti]I]. + Ne' quattro esemplari che di quest'ultimo tipo possede + il Museo Correr è impossibile riconoscere le sigle del + diritto, laddove è evidentissimo lo stemma dei Molin. Anzi qui + giova aggiungere che tutti e quattro gli esemplari sono recusi + su que' piccoli pezzi di rame che si battevano a Venezia ne' + primi anni del secolo XVII e che portavano dall'un de' lati il + busto della Vergine attorniato dalle iniziali + * R * C * L * A * ([I[Regina Coeli Laetare Alleluja]I]), + e che furono fabbricati in gran quantità dalla zecca + nostra specialmente negli anni 1626 e 1632. + +Riassumendo pertanto, prima di dipartirci delle monete di Cattaro, la +enumerazione de' singoli conti e rettori che vi improntarono il loro +nome o i loro stemmi, li registriamo nell'ordine cronologico, +apponendo a ciascuno il numero che occupa nella serie, quale ce la +lasciò Flaminio Corner, l'anno della elezione, e la qualità della +moneta. + + 1. Antonio Boccole, 1420. [I[Grossetto senza sigle]I]. (?) + + 16. Lodovico Baffo, 1454. [I[Quattrino, 1.° tipo]I]. + + 21. Alvise Bon, 1464. [I[Quattrino, 1.° tipo]I]. + + 26. Francesco Lippomano, 1477. [I[Quattrino, 1.° tipo]I]. + + 29. Francesco Lion, 1485. [I[Follare di peso eccedente]I]. (?) + + 31. Priamo Tron, 1488. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 34. Girolamo Orio, 1492. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 44. Sebastiano Contarini, 1501. [I[Quattrino, 2°. tipo]I]. + + 58. Domenico Gritti, 1526. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 89. Marco Barbo, 1527. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 64. Benedetto Valier, 1530. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 63. Francesco Sanudo, 1533. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 67. Matteo Bembo, 1538. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 72. Battista Barbaro, 1546. [I[Quattrino, 2°. tipo]I]. + + 73. Francesco Pisani, 1548. [I[Mezzo grossetto, 1.° tipo]I]. + + 75. Zuan Francesco Canal, 1551. [I[Mezzo grossetto, 1.° tipo]I]. + + 76. Paolo Donà, 1552. [I[Mezzo grossetto, 1.° tipo]I]. + + 82. Francesco Priuli, 1562. [I[Quattrino, 2.° tipo]I]. + + 85. Alvise Minotto, 1567. [I[Mezzo grossetto, 2.° tipo]I]. + + 86. Zaccaria Salamon, 1569. [I[Follare]I]. + + 93. Vincenzo Canai, 1584. [I[Follare]I]. + + 95. Andrea Gabriel, 1586. [I[Follare]I]. + + 97. Zuanne Loredan, 1590, ovvero + + 98. Zuanne Lippomano, 1592. [I[Messo grossetto, 2.° tipo]I]. + + 101. Zuanne Magno, 1598. [I[Mezzo grossetto, 3.° tipo]I]. + + 104. Zuan Francesco Bragadin, 1604. [I[Follare]I]. + + 105. Tommaso Contarini, 1606. [I[Follare]I]. + + 114. Pietro Morosini, 1624. [I[Grossetto citato dal Nani]I]. + + 119. Girolamo Molin, 1634. [I[Follare]I]. + + 124. Zorzi Morosini, 1638. [I[Quattrino colla imagine + di S. Marco]I]. + +[T4] SCUTARI. + +Ceduta nel 1404 dal suo signore Giorgio Balischio alla Repubblica +Veneta, questa vi tenne un [I[conte e capitano]I], a cui più tardi si +aggiunse il titolo di [I[provveditore in Albania]I]. Stretta da +formidabile assedio dagli Ottomani nel 1474, mentre Antonio Loredan in +nome di Venezia la reggeva, Scutari fu difesa con eroico coraggio da' +nostri; sappiamo infatti del Loredan che alla popolazione, per manca +vettovaglia affamata, offeriva a cibo le proprie carni purché +all'impeto degli infedeli non si cedesse. E infatti brevi dì erano da +quest'atto generoso trascorsi, quando Pietro Mocenigo sbloccava la +minacciata città. Non è di questi cenni il parlare di quella memoranda +difesa, né come il Governo Veneziano rimeritasse il capitano che +l'avea sostenuta. In que' preziosi [I[Annali Veneti]I] dal 1457 al +1500, scritti da Domenico Malipiero e compendiati da Francesco Longo, +che il conte Agostino Sagredo donava all'Italia nel 1843 inserendoli +nell'[I[Archivio Storico Italiano]I] che il Vieusseux dirige e +pubblica a Firenze, sono a vedersi le lettere colle quali la +Repubblica ringraziava il Loredan del suo generoso operare, lettere +che non saprei se più onorano quell'eroe o la Repubblica che sì +degnamente ricompensava le magnanime azioni de' suoi prodi figliuoli. +Ma pur troppo! il sangue versato a Scutari nella sua difesa poco le +valse, perché nel 1477 i nostri furono da invincibili circostanze +costretti a cedere ai Turchi quella piazza, molti de' cui abitanti +cercarono asilo nella dominante. + +Che Scutari nel sec. XIV, anziché passasse dal governo de' re di +Rascia a quello del Balischio, avesse propria zecca, non oserei +asserire. È bensì vero che abbiamo grossi del re Costantino recanti da +un lato la imagine di questo monarca, dall'altro quella di S. Stefano +patrono di essa città; de' quali grossi uno fu pubblicato dal Nani +nella più volta citata operetta, alla tav. I n. II. Che più tardi vi +si battesse moneta, quando cioè cadde in potere de' Veneziani, si +hanno fondamenti abbastanza validi per negarlo. Nessun cronista +ricorda che zecca vi esistesse nel secolo XV, non ne parlano documenti +di sorte; e le monete stesse improntate col nome di quel comune si +mostrano ne' loro tipi barbarici fattura della officina monetaria di +Cattaro. Basta confrontare un grossetto di Cattaro, come sarebbe +quello rarissimo del Museo Correr che ho descritto, con altro +grossetto di Scutari per convincersi dell'identità della fabbrica di +quelle due monete che pajono uscite dalla stessa mano. Quanto poi al +loro peso ed al titolo, sono perfettamente uniformi. Talché io credo +poter francamente asserire che Scutari per la propria monetazione si +valesse sempre della zecca di Cattaro; e che in ambedue queste piazze +corresse l'uguale moneta, o il grossetto ragguagliato a 2/3 del grosso +veneziano. + +È quel grossetto l'unica moneta scutarina ch'io sappia battuta sotto +il dominio de' nostri. Il diametro n'è di m. 0,020. Offre da un lato +il patrono della città, in piedi e veduto di prospetto, nimbato e +coperto di lunga vesta da diacono, recante nella destra l'incensiere, +un libro nella sinistra; lo attornia la epigrafe S. STEFANVS : +SCVTARENSI (ovvero SCVTARENSIS). La iscrizione esce da un cerchio di +perline che gira intorno alla figura del santo, la quale in qualche +più raro esemplare è pur serrata da due archetti di cerchio, come il +Redentore ne' nostri zecchini. A' lati del Santo v'hanno alcune +iniziali che spiegheremo frappoco. Questa rappresentazione del +protettore di Scutari è quella medesima che ci offrono le monete di +questa città coniate sotto il governo de' re di Rascia, e la +somiglianza de' due tipi ci muove a ritenere che anche i più antichi +nummi scutarini siansi battuti nella zecca di Cattaro. Il rovescio +reca il leone in gazzetta rinserrato da un cerchio di perline, oltre +il quale è la leggenda . S . MARCVS : VENETIARUM : [Gr[G]Gr] C : +(ovvero 7 C :). Le sigle del diritto, delle quali conosco tre varietà, +che incontrai ne' quattro esemplari che di questo raro grossetto serba +il Museo Correr, ci danno il nome de' conti e capitani durante il cui +reggimento furono improntati i varii pezzi. Eccone la spiegazione: + + B e C = Bertucci Civran, 1436. + + P e M = Paolo Morosini, 1438. + + F e Q = Francesco Querini, 1442. + +[T4] ANTIVARI. + +Ma fuor di dubbio fu battuto a Venezia il bagattino di puro rame o +d'ottone di Antivari. Questa bella città d'Albania tennero i +Veneziani, che vi mandarono a reggerla un podestà a biennio, dal 1405 +sino al 1571, nel qual anno Alessandro Donà la cedeva mediante +capitolazione a' Turchi, e reduce in patria veniva, come perpetratore +d'atto codardo, punito. Ma la pace conchiusa fra la Repubblica e la +Porta nel 1573, fissò per sempre le sorti di Antivari, incorporata +d'allora ne' possedimenti dell'impero ottomano. + +Non mi venne fatto, per diligente pazienza che usassi, di rinvenire la +terminazione colla quale fu decretato lo stampo dell'unica moneta che +abbiamo d'Antivari suddita a' Veneziani. Ma non è a dubitare, dalla +semplice ispezione del suo tipo, che siasi essa pure battuta +nell'epoca medesima in cui lo furono la maggior parte de' bagattini +delle singole città dalmate, cioè gli ultimi anni del secolo XV o i +primi del successivo. + +Questa moneta, non facile a trovarsi benché il Museo Correr ne posseda +tre esemplari, mi si offrì di due soli tipi, fra loro distinti da +lievi differenze. Il peso ne varia da k. 8 a k. 6. 3, e il diametro +n'è costante di m. 0,017. Presenta da un lato S. Giorgio armato a +cavallo incedente verso la sinistra del riguardante, e sotto a' suoi +piedi atterrato il dragone; all'ingiro la epigrafe . S . GEORG . +ANTIVARI. Il rovescio ha, come i bagattini dalmati, il S. Marco in +soldo stretto da un cerchio di perline, oltre il quale è la leggenda ++ . S. MARCVS . VENETI. La varietà che si rimarca in alcuni esemplari +è la mancanza di questo cerchio che avvolge il leone. + +Le osservazioni fatte sui bagattini, allorché dissi di quelli coniati +per le città della Dalmazia, possono riferirsi anche a questo che ha +comune con essi l'epoca, il peso, la fabbrica; sicché ritengo inutile +il soffermarmi davvantaggio a parlarne. + +[T4] DULCIGNO. + +Occupata da' Veneti nel 1405 che la tennero fino al 1412, e più tardi +dal 1425 fino al 1471 in cui cadde in poter de' Turchi per subire due +anni dopo le sorti di Antivari, Dulcigno non avrebbe trovato posto in +quest'operetta se non mi obbligasse a toccarne un cenno che lo Zon +fece di monete battute per questa città da' nostri. Ed infatti nella +sua dissertazione sulla Zecca Veneta nell'opera [I[Venezia e le sue +lagune]I] (T. I. p. II. pag. 69), ricordando le monete coniate per le +singole comunità dalmate ed albanesi, cita fra le altre quelle di +[I[Dulcigno]I] offerenti la imagine della [I[Vergine]I]. Devo però +confessare ch'io non conosco punto la esistenza di questa moneta, che +non vidi in alcuna raccolta, né trovai in alcun libro citata. Fino a +tanto quindi che s'abbiano dati più certi per ritenere la esistenza di +questo pezzo, siami lecito il dubitarne. + +[T4] ALESSIO. + +Venuta per dedizione spontanea in potere de' nostri nel 1403, fu retta +da un [I[provveditore]I] che la governava in nome della Repubblica +fino al 1477 in cui per cessione la occuparono i Turchi. Ripresa nel +1503, ricadde in loro mano nel 1506. Lo Zon citò parimente, in un +colle monete di Dulcigno, quelle di Alessio. L'esemplare sulla cui +autorità credette appoggiarsi per far luogo alla menzione di questo +pezzo fra gli altri dalmati ed albanesi, è quel bagattino di Lesina +che si custodisce nella Marciana; il cui non felice stato di +conservazione gli fece scambiare la giusta lezione LESINENSIS col nome +della città d'Alessio. Se, rettificando l'abbaglio ov'incorse il mio +illustre amico, devo togliere alla serie de' nummi albanesi questa +imaginaria moneta, ho peraltro il contento di averne aggiunto una di +sconosciuta finora alla serie de' nummi dalmati. + +E qui si chiude la prima delle classi in cui ho spartito la +numismatica de' possedimenti de' Veneziani, rivolgendo ora le mie +indagini alle monete da loro battute per le province che costituivano +il Levante Veneto. + + + +[T1] II. LEVANTE VENETO. + +Il nome generico di [I[Levante]I] abbracciava nel medio evo tutti que' +territorii che, situati all'oriente dell'Adriatico, formarono parte +dell'impero greco dopo il trattato conchiuso fra Niceforo e +Carlomagno. Ma i Veneziani, fattisi per armi, per comprite o per +dedizioni spontanee, padroni della maggiore e più bella parie delle +coste marittime di quelle terre nel continente europeo, e di molte +isole dell'Arcipelago, e dilatate le loro conquiste nel secolo XII +fino nella Siria, restrinsero il significato di quel nome, +coll'eccepirne le spiagge dalmate ed albanesi. Per poco che si conosca +la storia nostra, si comprenderà di leggeri come il nome di [I[Levante +Veneto]I] avesse nelle varie età più o men ampio senso. Allorché +Enrico Dandolo, successore a dogi insigniti delle dignità +d'[I[ipati]I], di [I[protosebasti]I] e di [I[protospatarii]I], +emancipava la patria da ogni vincolo di sommessione all'impero +d'oriente, e s'intitolava signore di un quarto e mezzo dell'impero di +Romania ([I[dominus quartae partis et dimidii Imperii Romaniae]I]), la +Repubblica non possedeva ancora le sette isole del mar Jonio che +aggiungeva in sul cadere del XIV secolo (1386) a' proprii stati. Alla +metà di quel secolo vi aggiungeva l'Acaja, e più tardi varii porti +della Morea, che toltile poscia da' Turchi le riconquistava sul +declinare del secento il Morosini, che dalle vittorie riportate nella +penisola di Pelope ebbe il soprannome gloriosissimo di Peloponnesiaco. +Ma dopo la pace funesta di Passarovitz, perdute le belle conquiste del +Morosini e rimasta Venezia senz'altri possedimenti nell'Arcipelago, il +nome di Levante Veneto comprendeva le otto province o [I[reggimenti]I] +di Corfù, Zante, Cefalonia, Asso, S. Maura, Cerigo, Prevesa e Vonizza, +subordinati ad un patrizio eletto dal Senato fra gl'individui del suo +corpo, e portante il titolo di [I[Provveditor General da Mar]I]. +Questi presiedeva al governo supremo di tutto il Levante, e da lui +dipendevano gli altri patrizii che sosteneano le cariche militari +marittime della flotta sottile e grossa, ed era giudice in +appellazione dalle sentenze de' rappresentanti degli otto reggimenti, +il numero de' cui abitanti, quasi tutti greci di rito e di favella, +sommava a 150,000. + +Venendo ora a dire delle monete che i Veneziani coniarono nelle varie +epoche perché avessero corso nel loro Levante, questa seconda +categoria avrebbe ad abbracciare quelle che si destinarono ad aver +corso in tutt'i possedimenti, ad esclusione della Dalmazia e della +Terraferma d'Italia. Ma ho creduto separarne le battute per Candia e +per Cipro, per la ragione espressa nel principio di quest'operetta +che, limitandosi queste due serie quasi puramente a monete +ossidionali, mi parvero meritare due classi a sé. I nummi de' quali ci +occuperemo in questa seconda parte furono invece cusi, niuno +eccettuato, nella metropoli. + +[T5] Tornese. + +Un fortuito ritrovamento di monete veneziane fatto nel 1849 in Morea, +le quali tutte passarono in proprietà del dott. Costantino Cumano di +Trieste, porse occasione a questo valente archeologo di spargere molta +luce su quella moneta che sì frequenti volte s'incontra ne' documenti +nostri e nelle memorie della zecca veneta; ma la cui rarità, +anteriormente a quello scavo, lasciava troppo libero campo a mille +supposizioni che oggi spero cedano il seggio usurpato alla verità. +Nello stendere questo brano del mio lavoro, io non potrei non +attenermi alle savie opinioni espresse dal Cumano in una sua lettera +inserita nel giornale [I[L'Istria]I], Anno V, n. 11, scritta d'Atene +nel marzo 1850. Anzi ad avvalorare le opinioni del Cumano aggiungerò +copia di notizie estratte da documenti autentici sulla fabbrica de' +tornesi e sull'epoca della loro durata. + +Io so bensì che il chiaro senso della terminazione del Maggior +Consiglio 31 marzo 1394, ricordando le varie specie di monete argentee +che si battevano allora nella zecca nostra, [I[grossi]I], +[I[soldini]I], [I[parvuli]I] e [I[tornesi]I], avrebbe facilmente +condotto a riconoscere, nei pezzi che frappoco esamineremo, il +tornese, stante la necessaria esclusione da quella nomenclatura degli +altri nummi che appartengono alle tre prime classi e che troppo son +conosciuti. Ma nullameno è officio di coscienzioso scrittore +l'attribuire la priorità d'una scoperta in qualsivoglia ramo del +sapere a cui veramente essa spetta, ed io devo riconoscere ne' dotti +studii del Cumano la prima determinazione della per lo avanti incerta +moneta. + +Il ritrovamento, di cui toccai più sopra, fu di una massa +considerevole di que' piccoli nummi recanti intorno al simbolo di S. +Marco la leggenda [I[Vexillifer Venetiarum]I], frammisti a tornesi di +Francia e ad altri de' principi d'Acaja e dei duchi di Atene, +somigliantissimi nel tipo ai nostri e alla loro volta imitati da' +francesi, de' quali ultimi tutt'i rinvenuti nello scavo spettano, a +quanto pare, a Lodovico IX il santo, che regnò dal 1226 fino al 1270. +Alla qual'epoca appartengono i tornesi, che vi si trovarono frammisti, +di Guglielmo II de Villehardouin duca d'Acaja e di Guido de la Roche +duca d'Atene, che co' nomi de' loro successori si continuarono a +stampare in Atene fino a verso il 1310, ed in Acaja (Chiarenza) fino a +verso il 1346 in cui il principe Roberto fu assunto alla dignità +d'Imperatore. + +"Ed appunto verso quest'epoca, dice il Cumano, i commercii di +Chiarenza, città capitale del principato d'Acaja, fiorivano per modo +che le monete che vi si battevano non soltanto godevano universale +favore, ma erano adottate e riconosciute pei traffici col Levante da +tutte le città mercantili e dalla Repubblica di Venezia. Cessato +avendo verso il 1350 la zecca di Chiarenza, è verosimile che i +Veneziani, visto il favore che vi godevano i tornesi, abbiano dato +fuori pel Levante e principalmente per la Morea monetine di disegno +analogo e di valore eguale all'antico, conservando loro lo stesso nome +di [I[tornesi]I] o [I[torneselli]I]." + +A determinare pertanto il valore di questa moneta ne' secoli di cui ci +occupiamo, molto opportunamente soccorre un passo di Francesco +Balducci Pegolotti, scrittore toscano che fiorì intorno al 1335, la +cui [I[Pratica della mercatura]I], opera stupenda per la storia +dell'economia nel medio evo, forma il terzo volume della raccolta di +Gianfrancesco Pagnini [I[Della Decima e delle altre gravezze del +comune di Firenze]I], Lisbona (Firenze) e Lucca, 1776. Ecco il passo +del Pegolotti: + +[I[ In Chiarenza (]I]Acaja[I[) e per tutta la Morea vanno + a perpero (]I]iperpero[I[) sterlini 20. E gli sterlini + non vi si vendono né vi si veggiono (]I]cioè sono moneta + meramente ideale[I[), ma spendonvisi torneselli piccioli + che sono di liga d'once 2 e 1/2 di argento fino per + libbra ed entrano per libbra soldi 33, denari 4 a conto. + E ogni denari 4 de' detti tornesi piccioli si contano + per uno sterlino; e gli tre sterlini un grosso veneziano + di zecca di Vinegia, e gli 7 grossi un pipero (]I]iperpero[I[). + La moneta di Chiarenza chiamasi tornisella picciola.]I] + +Da questo importantissimo passo del Pegolotti rileviamo agevolmente il +titolo e il valore de' tornesi. Quanto al primo, avendovi in una +libbra d'argento once 2 e 1/2 di fino cioè k. 360, avremo in una marca +di fino k. 240 e di peggio k. 912. Quanto al valore, è non meno +agevole determinarlo. Se l'iperpero equivale a 20 sterlini, e lo +sterlino a 4 tornesi, 80 tornesi formeranno l'iperpero. Lo sterlino +corrisponde altresì ad un terzo del grosso veneziano, dunque il +tornese si raggualierà ad 1/12 del detto grosso. Sappiamo che dalla +metà del secolo XIV in poi il grosso si valutò 4 soldi di nostra +moneta, cioè 48 bagattini; perciò lo sterlino uguagliava 16 bagattini, +e 4 bagattini il tornese. A questo titolo ed a questo valore +corrispondono infatti i nummi di cui ci occupiamo. + +Quando ne impresero i Veneziani lo stampo? Vedemmo come il Cumano +saviamente opini che incominciassero al cessare la zecca di Chiarenza. +Gli è vero però che in più antiche memorie ne troviamo menzione. Si +cita infatti la terminazione del 1287 contenente provvedimenti qui +fatti e discipline pe' cambiatori di tornesi; si cita il viaggio di +Marco Polo, scritto da Rusticiano da Pisa nel 1298, al capitolo XV +della Parte II (p. 90-91 della mia edizione), dove parlandosi della +banca fondata da Cubilai Caan a Cambaluc (Pechino) vi si nominano gli +assegnati del valore di [I[mezzo tornesello]I], di un [I[tornesello]I] +ecc. Io però credo non per altro citarvisi questa moneta se non per la +voga grandissima ch'ebbe in Oriente nel secolo XIII messavi in corso +da' Francesi per le loro colonie. Ma il primo tornese veneziano +effettivamente esistente è quello di Andrea Dandolo. Passiamo +senz'altro alla descrizione di queste monete. + +Sono piccoli nummi di lega al titolo suindicato, varianti nel peso da +k. 2. 3 a k. 3. 2, del diametro di circa m. 0,015. Nel campo del +diritto offrono una piccola croce chiusa da un cerchietto oltre cui +sta il nome del doge. Nel rovescio il leone alato accosciato sulle +zampe posteriori, e più tardi il S. Marco in soldo parimente chiuso da +un cerchietto, ed oltr'esso la leggenda + VEXILIFER VENETIAR. Vedremo +tuttavolta questo tipo variare nel secolo XV dopo la ducea di Tommaso +Mocenigo. Seguiamo ora la serie cronologica de' dogi de' quali si +conoscono i tornesi, o de' quali si hanno fondamenti per sospettarne +la esistenza. + +[I[Andrea Dandolo]I]. Un solo esemplare del tornesello di questo doge +rinvenne il Culmino fra' trovati in Morea. Non posso peraltro +accordami con quest'erudito nell'assegnare ch'ei fa ad epoca più +antica il tornese che ha dalle due parti ripetuto il rovescio, nella +qual moneta non saprei ravvisare che un inconcludente capriccio dello +zecchiere. + +[I[Marino Falier]I]. Del Falier non si conosce il tornese, né abbiamo +alcuna memoria di zecca per crederlo veramente coniato. + +[I[Giovanni Gradenigo]I]. Due tornesi ne trovò il Cumano; come di + +[I[Giovanni Dolfin]I], uno solo. + +[I[Lorenzo Celsi]I], gliene offrì 6 esemplari. + +[I[Marco Corner]I]. Prima dello scavo 1849, che diede 10 tornesi di +questo doge, si credeva egli il primo che avesse battuto questa +moneta, e ciò sulla fede del Carli (vol. I p. 414) che la descrisse +com'esistente a' suoi giorni presso Gaspare Negri vescovo di Parenzo. +Lo Zon riportandola, sull'autorità stessa (p. 34), osserva a tutta +ragione questo fatto, che il tipo de' tornesi anticipò la riforma +della rappresentazione del S. Marco eseguita poi nel soldo o marchetto +di Andrea Contarini, quando si tralasciò il disegno, introdotto +trentasei anni innanzi, del leone in piedi, senz'ali, col nimbo +intorno al capo e collo stendardo, per sostituirvi quello che portò il +nome di [I[S. Marco in soldo]I], dalla prima moneta [I[della +metropoli]I] su cui fu improntato. + +[I[Andrea Contarini]I]. Sotto il costui ducato trovo nel Capitolare +delle [I[Broche]I] le più antiche prove che i tornesi si battevano +nella zecca veneta. Una terminazione del M. C. concede il 24 agosto +1376 il permesso di recarsi ad Alessandria ad un Filippo Bon [I[scriba +ad tornesellos]I]. Il 23 maggio 1377 si accresce il salario agli +[I[ourerij dei torneselli]I]; il 27 agosto successivo si permette +d'assentarsi ad un Dionisio Maser [I[scriuan ai torneselli]I], e il 16 +settembre 1381 si diminuisce lo stipendio del pesatore [I[ad +tornesellos]I]. Men rara delle precedenti è questa moneta del +Contarini, ch'esisteva già nelle collezioni Gradenigo, Correr ed alla +Marciana, e di cui il Cumano rinvenne circa 100 esemplari con qualche +varietà. + +[I[Michele Morosini]I]. Se ne trovarono nello scavo 1849 due +esemplari. + +[I[Antonio Venier]I]. Il tornesello di questo doge era anche per lo +passato non difficile a rinvenirsi. Due esemplari n'erano nella +raccolta Gradenigo, altro ne citava il Carli (vol. I p. 415) dandone +il disegno nella Tav. IX n. 8, due ne ha la Marciana, 4 il Museo +Correr. Il Cumano ne trovò intorno a quattro centinaja. Il Capitolare +delle [I[Broche]I] riporta una terminazione presa il 13 gennajo 1384 +([I[more veneto]I], cioè 1385) in Pregadi che decreta [I[emi argentum +et rame et alia necessaria, et fieri torneselos. Factis quoque et +habitis per provisores dictis torneselis, debeant subito, sicut +habebunt ipsos, ordinate dare et consignare dictos torneselos +camerariis nostri comunis, qui camerarii teneantur et debeant recipere +et conservare dictos torneselos ac scribere per ordinem et distincte +receptionem ipsorum sicut faciunt alios introitus nostri comunis, de +quibus quidem tornesellis dominium nostrum disponere debeat prout pro +nostro comuni melius et utilius apparebit]I]. + +Un'altra terminazione, pure del Senato, sancita il 25 del mese stesso +così stabilisce: [I[Quod in Cecha nostra cuduntur Marchae XII. milia +tornesellorum annuatim pro quibus comune nostrum recipit de utililate +ad summam IIII.m. Vadit pars pro comodo et bono agendorum nostrorum +quod istae marchae XII.m., sicut cudentur de tempore, ponantur apud +provisores nostri Comunis. Quae marchae XII.m. ascendunt ad summam +ducatorurn XIIII.m]I]. Dalle quali parole rileviamo qual ingente massa +di torneselli si monetasse sotto il doge Venier. E finalmente nel 1394 +leggiamo in una parte del M. C. il nome de' coniatori di queste e +delle altre monete d'argento della Repubblica... [I[Laurentio et +Marcho fratribus Bernardi Sexto intajatoribus feramentorum monetae qui +operantur pro faciendis grossis, soldinis, parvulis et tornesis]I]. + +[I[Michele Steno]I]. L'unico esemplare da me veduto di questo +tornesello è quello conservato nella Raccolta Correr. Altro ne +troviamo citato com'esistente nella collezione Gradenigo (Zanetti II, +176 n. 76). Il Cumano ne trovò 8 altri. Non mancano sotto questo doge +memorie della loro fabbrica nella zecca nostra. Infatti occorre in una +terminazione del Senato 25 settembre 1404 il [I[massarius +tornesiorum]I], e in altra del M. C. 18 marzo 1410 si ricorda +[I[Jacobellus Nigro scriba ad officium monetae tornesellorum]I]. + +[I[Tommaso Mocenigo]I]. La massa di queste monete che venne in +proprietà del Cumano non aveva che due esemplari col nome di lui. +Certo è tuttavia che sotto la sua ducea non fu la nostra zecca nel +loro stampo meno operosa di quello che lo sia stata sotto il Venier, +perché dal Capitolare delle [I[Broche]I] sappiamo che, già soppresso +nel 1404 il massaro ai torneselli, fu nuovamente restituita quella +carica il 30 aprile 1416, non però coll'antico nome, ma aggiungendo un +terzo massaro ai due dell'argento. Forse il tesoretto scoperto nel +1849 in Morea fu occultato sotterra negli anni in cui visse questo +doge, perché non vi si rinvennero monete d'epoca a lui posteriore. + +[I[Francesco Foscari]I]. La esistenza del tornese di questo doge, +quantunque finora sconosciuta a' numismatici come pure di quello di +alcuni de' suoi successori, è provata da documenti e perfino da' pezzi +stessi che si trovano, comeché assai rari, nelle nostre raccolte. Nel +più volte citato Capitolare delle [I[Broche]I] si ordina il 20 +decembre 1424 la provvista di [I[rame per far tornesi e pizoli da +Venesia]I]. E che siansi effettivamente eseguiti lo prova quel nummolo +di biglione mal conservato che dalla collezione Pasqualigo passò alla +Marciana, del peso di k. 2 poco meno, atteso il suo cattivo stato, che +reca il tipo de' precedenti, mutato però nella leggenda che in luogo +d'essere la ordinaria VEXILIFER VENETIAR. è questa + S . MARCVS . +VENETI. Lo Zon l'aveva erroneamente preso per un [I[mezzo soldo]I]. + +[I[Pasquale Malipiero, Cristoforo Moro, Nicolò Tron, Nicolò Marcello, +Pietro Mocenigo, Andrea Vendramin]I]. Sotto questi dogi non trovo +menzione alcuna de' tornesi, né conosco alcuna loro moneta alla quale +si possa applicare quel nome. Forse ai bisogni de' sudditi veneti nel +Levante era sufficiente la enorme massa coniatane dai loro +predecessori. Certo è che nel 1476 abbondavano ancora in quelle +colonie, se alcuni speculatori genovesi aveano formato il progetto di +ritirarne una somma di diecimila da Candia per indi estrarne +l'argento; il che venuto a cognizione della Signoria di Venezia, fu +spedito ordine dal Consiglio de' Dieci al residente di Candia, il 29 +maggio dell'anno stesso, che impedisse si esportassero da quell'isola +[I[turnesios Levantis]I]. + +[I[Giovanni Mocenigo, Marco Barbarigo]I]. Nemmeno sotto il governo di +questi due dogi hassi memoria che si coniassero tornesi. + +[I[Agostino Barbarigo]I]. Il 28 agosto 1487 il C. X. stanziava la +legge seguente: [I[Che j ourieri de qua in auanti abino marchetti +quatro per marcha de tornexi si come j aueano da prima]I]. Ecco dunque +ripreso in quell'anno lo stampo dell'abbandonata moneta. E quattr'anni +dopo andava a parte la terminazione seguente: + +[I[ 1491, 13 lujo, in C. X. cum Add.]I] + +[I[ . . . E simelmente sia fato di tornexi ala suma + e valor de ducati zentozinquanta per la cità de Modon, + de quali el populo e i zitadiny patiscono massima nesessita, + e le monede nesessarie per i aiti tornexi da esser fati + siano tegnude per la zita de Modon.]I] + +Il nome di tornesi deve spettare a quelle monetine d'Agostino +Barbarigo, del peso di k. 2. 2 o poco meno, del diametro di m. 0,011, +battute in biglione, che recano dall'un de' lati il nome del doge che +gira intorno ad una croce, qualche volta chiusa da cerchietto, e al +rovescio offrono il consueto S. Marco in gazzetta pur chiuso da +cerchio oltre cui la leggenda + S . MARCVS . VENETI. Degli esemplari +che ne ho veduti, quasi tutti della più bella conservazione, uno +esiste nella Marciane, 3 nella Raccolta Correr, 1 nell'I. R. Gabinetto +Numismatico di Milano, ed un altro finalmente nel medagliere +dell'Ambrosiana colla epigrafe del rovescio variata così + SANCTVS. +MARCVS. V. + +[I[Leonardo Loredan]I]. L'ultima notizia che ho trovato di questa +piccola moneta nelle memorie di zecca è la terminazione che segue: + +[I[ 1505. 31 Mai, in C. X. cum Add.]I] + +[I[ Quod auctoritate hujus Consilii captum et deliberatimi + sit quod cudi debeant in Cecha nostra ad praesentem usque + ad summam ducatorum mille tornesiorum, necessariorum + pro fabricis locorum nostrorum partium Orientis, et quod + dentur extra, sicut deliberabitur per Dominium nostrum + cum Collegio, juxta opportunitatem locorum praedictorum.]I] + +Se il tornese del Loredan è veramente la moneta di questo doge alla +quale ho applicalo quel nome, siccome l'unica che mi parve +corrispondervi pel suo titolo e pel suo peso, è notabile come se ne +scostasse il tipo dai precedenti. Il peso degli esemplari che ne +esaminai varia da k. 2 a k. 2. 2, il diametro è di m. 0,015. Offre nel +campo del diritto la figura stante del doge che tiene il vessillo, e +intorno a cui è la scritta . LEONAR . LAVREDAN .; il titolo DVX è in +caratteri verticalmente disposti lungo l'asta; dietro al doge le sigle +BM in alcuni esemplari, ed in altri AB. Nel rovescio il San Marco in +soldo attorniato dalla consueta leggenda + . S . MARCVS . VENETI . è +chiuso in un ornamento di perline quadrilobato. Due esemplari di +questo nummo erano presso il Gradenigo (Zanetti vol. II, p. 184, n. +134 e 135), altro è nella Marciana proveniente dal Pasqualigo, due +altri n'esistono nella Raccolta Correr. + +[T5] Grossetto per navigare. + +Governante ancora la Repubblica Agostino Barbarigo, un'altra moneta +divideva co' tornesi il molto favore che da due secoli e mezzo aveano +questi ultimi acquistato ne' Veneti possedimenti; vo' dire il +[I[grossetto per navegar]I]. Il decreto che ne ordina lo stampo, +essendo esso pure inedito, e fissando l'epoca di questo pezzo, che lo +Zon attribuiva erroneamente al 1489 circa (p. 40), tengo non inutile +il riportarlo; + +[I[ 1498, die XVI, martii C. X. cum Add.]I] + +[I[ Quod auctoritate hujus Consilii captum sit et ita + concedatur licentia, civibus et mercatoribus nostris + tantum, possendi ponere in Cecha nostra argenta ad + summam in totum marcharum sex mille cuneandarum in + grossetis ad rationem librarum XXXIII pro qualibet marcha, + quae capiat numerum centum sexaginta quinque grossetorum, + quae omnis pecunia sit pro navigando tantum. Stampa vero + ipsorum grossetorum ex omnibus illis, quae per + Capita ordinabuntur magistris stamparum habeant elligi + et fieri sicut videbitur et ordinabitur per + Serenissimum Principem Dominum nostrum et Capita hujus + Consilij.]I] + +Da questa terminazione del C. X. raccogliamo il valore ed il peso +della moneta in discorso. Se infatti si voleva che ogni marca desse 33 +lire, cioè 165 grossetti, ne segue che il valore d'ogni grossetto +doveva esattamente rispondere a soldi quattro. E quanto al peso d'ogni +pezzo, aveva ad equivalere necessariamente a k. 6. 3. 51/55. Ma la +eccedente sproporzione del grossetto in confronto alla lira +[I[moceniga]I], il cui peso si era stabilito nel 1484 di k. 32, lo +fece ben presto salire al prezzo di soldi 5, o [I[mezzo marcello]I]. + +Il grassetto per navigare ha un diametro di m. 0,020 ed è affatto +simile nel tipo del diritto alla lira moceniga, ma in proporzioni +minori; offre cioè alla sinistra del riguardante la figura di S. Marco +in piedi che porge al doge che gli sta dinanzi genuflesso il vessillo, +lungo la cui asta è in lettere verticali scritto DVX; gira intorno +alle due figure la leggenda S. M. VENETI = AVG. BARBADICO. Il rovescio +invece è il medesimo del [I[marcello]I] di Pietro Mocenigo, in +proporzioni parimente minori; reca cioè la imagine del Redentore con +aureola alla greca e seduto in ricco trono, di prospetto, tenendo +nella manca il Vangelo e benedicendo colla diritta. A' suoi lati le +sigle IC e XC, e all'intorno la epigrafe GLORIA . TIBI . SOLI; +nell'esergo le iniziali . I . P . di sconosciuto massaro. + +Mal s'appose il Gradenigo nell'attribuire a questa non ovvia moneta il +nome di mezzo matapane (Zanetti, vol. II, p. 181, n. 120). Ciò non dee +farci meraviglia, perché il Gradenigo battezzò [I[matapani]I] tutt'i +[I[marcelli]I]. Lo Zon lo chiamò del suo vero nome (p. 40), ma +s'ingannò nel credere che andassero i grossetti a 34 lire per marca, +invece di 33, e nel fissarne il peso in grani 27. 9/85. + +Non però i soli tornesi ed i grossetti avevano buono spaccio in +Levante, ma ed i soldini o marchetti, comunissima moneta battuta per +aver corso nella dominante, moneta così generalmente nota che tengo +ozioso il descriverla. E solo a provarne il corso, resosi in sul +cadere del secolo XV universale in que' possedimenti oltremarini, +riporterò la seguente terminazione: + +[I[1493. 30 Aprilis, in C. X. cum Add.]I] + +[I[ Quod satisfiat petitioni illustrissimi Domini Ducis + Saxoniae ut in Cecha nostra ad nomen suum cudi possint + marchæ C. argenti in marchetis nostris consuetae + stampae pro expendendum ad minutum pro ista profectione + sua et suorum ad Sanctum Sepulcrum, qui dentur + Excellentiæ suæ.]I] + +Tanta dunque era la voga delle monete veneziane in Oriente, che il +duca di Sassonia le preferiva a tutte le altre nel muovere al viaggio +di Terrasanta! + +[T5] Ducato delle Galee. + +Trovo nelle vecchie memorie di zecca menzione di un [I[ducato delle +galee]I] da venete lire 6. 4, stampato in argento nel 1570. A +quest'epoca non s'incontra veramente moneta alcuna di quel valore, ad +eccezione del conosciutissimo [I[ducato d'argento]I] il cui stampo si +decretò il 7 gennajo 1561 dal doge Girolamo Priuli. Ma in questo caso, +perché dargli il titolo di [I[ducato delle galee]I], se lo sappiamo, +dal tenore di quel decreto, espressamente battuto per i bisogni del +commercio della metropoli? + +Nemmeno può applicarsi quel nome alle [I[Giustine]I] che soglionsi +chiamare [I[maggiori]I]. Il loro valore è chiaramente espresso +nell'esergo del rovescio di tali pezzi in soldi 160, o lire 8, e non +si concilia quindi col valore del [I[ducato delle galee]I]. + +In mezzo a tanta incertezza, sarei inclinato a ritenere in quelle +memorie di zecca un abbaglio non difficile a ravvisare. Credo che non +d'altra moneta vi si parli se non della [I[Giustina minore]I], +propriamente detta [I[ducatone]I], recante nell'esergo del rovescio la +cifra 124, che appunto corrisponde alle lire 6. 4. Quanto all'anno nel +quale s'imprese a batterla, poté un malaccorto annotatore de' libri di +zecca confonderne la origine con quella de' pezzi di lire 2, o soldi +40, improntati la prima volta nel 1571 dopo la battaglia delle +Curzolari e recanti similmente la imagine di S. Giustina. Perché poi +lo si chiamasse [I[delle galee]I], anche ciò è agevole a spiegarsi; +non perché destinato a correre ne' possedimenti d'oltremare, o a +stipendiare gli equipaggi della flotta, ma perché nel campo su cui +spicca la figura di quella martire si volle effigiare il mare agitato +e due [I[galee]I] che lo navigano, a ricordanza della grande vittoria +navale a cui deve l'origine quel tipo nummario. + +Dalle quali osservazioni mi giova conchiudere, non aversi da me +trattato de' [I[ducati delle galee]I] fra le monete del Levante, +sennonché per escluderli da questa serie a cui non devono appartenere. + +[T5] Da 30 tornesi. + +Dopo il tornesello di Leonardo Loredan, decretato colla terminazione +del 1505 che ho riportala, troviamo bensì nelle memorie di zecca +menzione di tornesi qui coniati per il Levante, per la flotta, per +Candia, negli anni 1545 e 1548, nonché di bagattini per Corfù nel +1549; ma non saprei veramente a quali monete del doge Francesco Donà, +che governò in quell'epoca, attribuire i nomi di [I[tornese]I] e di +[I[bagattino per Corfù]I]. Forse quest'ultimo altro non era che il +consueto bagattino per Venezia recante da un lato la croce, dall'altro +il busto di S. Marco di prospetto; ma non oserei con pari asseveranza +chiamar tornese il [I[sesino]I] che non equivaleva se non a mezzo +dell'antico tornese, o a due bagattini, cioè [I[un sesto]I] di soldo +onde trasse il nome. + +Qui sorge però una domanda alla quale si potrebbe rispondere senza +gittarsi nel vasto campo delle conghietture: - I tornesi conservarono +sempre il primitivo valore di 4 bagattini? - I pezzi del secolo XVII +che portano improntato quel nome mi obbligano a rispondere +negativamente a questa domanda. + +La mistura metallica che servì allo stampo di tali monete, coniate +sotto il doge Antonio Priuli, che regnò dal 1618 al 1623, è di poco +superiore nel fino a quella che il doge medesimo impiegò nella +fabbrica de' soldoni, valutata a k. 54 fino per marca, o a peggio +1098. Avuto riguardo alla lieve eccedenza del titolo di pochi carati +per marca, al peso de' nummi che verrò descrivendo, raffrontandolo con +quello del soldone ch'era di k. 9. 4/5, e massime alle sigle I e IIII +ricorrenti ne' pezzi da 15 e 60 tornesi, si riconosce facilmente che +quelle sigle indicano i soldi veneziani a cui si ragguagliavano i +pezzi stessi, di modo che un soldo equivalesse a 15 tornesi, essendo +quindi il tornese dal primitivo valore di 4 bagattini calato a quello +di 4/5 di un bagattino. + +Nell'esporre pertanto a' lettori la serie de' pezzi multipli di questo +minor tornese coniati dal Priuli, darò primamente luogo a quello da +tornesi 30, perché ne esiste qualche raro esemplare colla iscrizione +latina (che poi da lui e da uno de' suoi successori fu mutata in +greca, forse per compiacere a' popoli fra cui si destinavano ad aver +corso queste monete), eccedente il peso ordinario del pezzo. + +[I[Primo tipo = Epigrafe latina]I]. I due esemplari che ne osservai +nel Museo Correr, ottimamente conservati, hanno un diametro di +m. 0,024 ed un peso di k. 18. 3. Il diritto porta all'ingiro la +epigrafe * ANTONIVS. PRIOLVS. DVX. VENE. e nel mezzo fra un cerchio è +l'altra TORNESI = TRENTA in due linee, sovra e sotto la quale +campeggia una rosa fra due stelline. Il rovescio offre il leone di S. +Marco, gradiente verso la sinistra dell'osservatore e ad esso di +fronte un castello; nell'esergo ha parimente una rosa fra due +stelline. La leggenda che gli gira all'intorno è SANCTVS. MARCVS. + +[I[Secondo tipo = Epigrafe greca]I]. Ha comune col precedente il +diametro, ma il peso n'è di un carato minore ne' migliori esemplari. +Nel diritto la epigrafe del contorno è * [Gr[ANTONIOS O PRIOLOS +DOUX]Gr] e quella del centro [Gr[TORNESIA TRIANTA]Gr], sopra cui tre +stelline, e sotto una rosa fra due stelline. L'altro offre la +rappresentazione del tipo precedente, e la epigrafe * [Gr[O AGIOS +MARKOS]Gr], e nell'esergo due [Gr[L]Gr] intrecciate, l'una capovolta +all'altra, fra due stelline. Anche sotto il doge Giovanni Corner I°. +(1625 a 1629) si replicò lo stampo di questo pezzo che non è diverso +da quello del Priuli se non per la epigrafe del diritto così +necessariamente mutata [Gr[IOAN: KORNELIOS O DOUX]Gr], e per altre +inconcludenti varietà nell'esergo del rovescio. Ma in peso questi +nummi del Corner sono inferiori a quelli del Priuli, non avendoli io +trovati, ne' meglio conservati esemplari, eccedere i k. 16. Questo +secondo tipo occorre nelle raccolte assai più frequente del primo. + +Ragguagliato il tornese a 4/5 del bagattino, il pezzo da 30 tornesi +equivale ad una gazzetta. + +[T5] Da 32 tornesi. + +Non so che altri dogi, fuorché Antonio Priuli, abbiano coniata questa +moneta, non ovvia a trovarsi. Il suo peso, in due begli esemplari che +n'esaminai, uno alla Marciana e l'altro al Museo Correr, mi risultò di +k. 18. 3. cioè pari al pezzo da 30 tornesi del primo tipo. Ma donde +sorse mai così strano caso, che due monete di peso e titolo identici e +d'epoca uguale, variino nel valore? Potrebb'egli ritenersi forse che +la eccedenza nel pondo della moneta da 30 tornesi coll'iscrizione +latina, avesse consigliato a sminuirla e a stampare i pezzi già +preparati col valore di 32? Non oso decidere la intricata questione. + +Il pezzo in discorso è simile a quello da 30 tornesi, secondo tipo, di +Antonio Priuli, mutata semplicemente la iscrizione nel centro del +diritto in *** = [Gr[TORNESIA]Gr] = [Gr[TRIANTA]Gr] = [Gr[DUO]Gr] = *. + +[T5] Da 60 tornesi. + +La somiglianza di tipo fra i nummi di cui ci occupiamo ed uno, +stupendamente raro e, per quanto io mi sappia, sconosciuto a' +numografi, ch'esiste nel Museo Correr, mi consiglia a dargli luogo +nella serie presente. La lega è pari a quella de' precedenti pezzi, il +diametro di m. 0,028, e il peso di k. 23. 3 che nel nummo appena +coniato doveva essere ben maggiore. Il diritto offre verso il contorno +la epigrafe * ANTONIVS . PRIOL . DEI . GRA . D, e nel mezzo fra un +ornamento leggiadremente arabescato e diviso dalla leggenda del +contorno mediante un cerchio di perline * = * VE * = NET . = sotto cui +una linea formante l'esergo, nel campo del quale è la cifra . 4 . che +indica i soldi corrispondenti a 60 tornesi. Similmente chiuso da +cerchio di perline e da pari arabesco è il S. Marco in gazzetta del +rovescio, verso il cui contorno gira la epigrafe * SANCTVS. MARCVS. +VENET. + +Molto è diverso il pezzo di pari valore del doge Giovanni Corner I.° +Simile al suddescritto nel diametro, ha ne' suoi migliori esemplari il +giusto peso di k. 32. Il diritto offre nei centro, sotto una rosa fra +due stelline, la epigrafe [Gr[TORNES]Gr] . (ovvero [Gr[TORNESIA]Gr]) = +[Gr[EXENTA]Gr], e sott'essa altra rosa; e all'ingiro oltre un cerchio +di perline * [Gr[IOAN]Gr] (o IOAN) [Gr[KORNELIOS O DOUX]Gr]. Il +rovescio è in proporzioni maggiori simile al pezzo da 30 tornesi, ma +nell'esergo porta la cifra * IIII * esprimente la somma de' soldi +veneziani che formano 60 tornesi. È pezzo di nessuna rarità. + +[T5] Da 15 tornesi. + +Né raro è il pezzo da tornesi 15 che s'incontra soltanto col nome del +primo Giovanni Corner. Il peso di un esemplare a fior di conio e +coperto di bella tinta argentina che n'esiste alla Marciana è +esattamente di k. 8. Il tipo n'è simile al pezzo da tornesi 30 di +questo doge, ad eccezione della leggenda nel centro del diritto così +immutata = * (ovvero ***) = [Gr[TORNES]Gr] = [Gr[DEKAP]Gr] (o +[Gr[DEKAPE]Gr]). L'esergo del rovescio di alcuni esemplari è * I *, +reca cioè la cifra indicante un soldo di lira veneta a cui +corrispondono 15 tornesi. + +[T5] Piastra. + +Di esimia rarità e di molta bellezza è la moneta di cui imprendo a +trattare, la [I[piastra]I]. Essa manca a tutte le nostre raccolte, +fuorché a quella della Marciana a cui provenne dal medagliere del +Pasqualigo. Reca il nome di Francesco Contarini, che tenne la dignità +ducale dal settembre 1623 al dicembre 1624; è di argento a peggio +k. 60 per marca, corrispondente al titolo 0,947917, del peso di k. 130 +e del diametro di m. 0,040. Ecco pertanto la descrizione che ne stesi +su quell'esemplare, del quale diede un disegno esattissimo col metodo +Collas lo Zon alla tav. IV. n. 5. + +Il diritto offre uno scudo ornato di cartocci nel suo contorno, +sormontato dal corno ducale e recante in quattro linee la iscrizione +PIAS = TRA = VENE = TA; un cerchio di perline gira intorno allo scudo, +ed oltr'esso la leggenda FRANCISCVS . CONTAR : DVX. Nel rovescio è il +San Marco in soldo, di leggiadro disegno, fra un ricco ornamento +circolare di gigli doppii e di rosoni. + +Quanto al valore della piastra, risulterà facilmente dal confronto +d'essa con altra moneta che la uguagliava nel titolo, eccedendola nel +peso di k. 4. 1/2, il [I[ducatone]I]. Quest'ultimo correva a' giorni +del Contarini a lire 7 e soldi 5, quindi la piastra dovea correre a +lire 7. Computandosi allora lo zecchino lire 14, la piastra equivaleva +a mezzo zecchino. + +La rarità singolare di questo pezzo, il vederne l'unico esemplare che +se ne conosca a fior di conio, il non incontrare in tariffe né in +memorie di zecca alcuna moneta con questo nome, né in quell'epoca né +dappoi, fanno ritenere essersi bensì progettata la piastra ed +eseguitone il conio, ma non aver mai essa avuto corso, qualunque sia +il motivo che determinasse a sospenderla. + +[T5] Reali. + +Raro, quanto la piastra, è il [I[reale]I] del medesimo doge, e con +essa ha comuni il titolo, il peso, il tipo ed il valore; comuni +altresì le circostanze che inducono fondata opinione esser rimasto +esso pure un progetto ineseguito per cause che ci sono del tutto +ignote. L'unica diversità che si riscontra fra questi due pezzi sta +nella leggenda del diritto, portando in mezzo allo scudo la epigrafe +in tre linee REAL = VENE = TO; e all'ingiro * FRANCIS . CONTARENO . +DVX . * L'unico esemplare ch'io ne sappia è quello che colla +collezione Pasqualigo passò alla Marciana. + +Altro reale esisteva nella raccolta di Maffeo Pinelli, la cui libreria +fu sì dottamente descritta dal Morelli (Venezia, 1787) che ci conservò +memoria di questo pezzo, che non si sa ove più esista dopo la +deplorata dispersione di quel medagliere. + +Accontentiamoci dunque del poco che il Morelli ne disse, e ch'io +fedelmente trascrivo: [I[Altra moneta rarissima, detta reale, v'ha di +Francesco Erizzo, della grandezza di un ducato d'argento, in cui da +una parte v'è un lione colle ale stese e con un libro nelle zampe, ed +all'intorno SANCTVS . MARCVS . VENET . e sotto REALE. Dall'altra si +vede il doge in piedi, e dietro il mare con la prora di una galea ed +una fortezza, ed all'intorno si legge FRANC . ERIZZO . DVX . VEN .]I] +(Morelli, [I[Libreria di Maffeo Pinelli]I], vol. V. p. 346, +[I[App]I].), La rappresentazione di questo secondo lato è invero assai +singolare, e meglio ricorda le [I[oselle]I] che non le comuni monete. +Lo Zon, riportando questo pezzo sulla fede del Morelli, soggiunge: +[I[È noto come l'Erizzo mori nel 1646, quando era in procinto di +partire in qualità di generalissimo sulla flotta spedita contro i +Turchi che aveano invaso il regno di Candia, a cui pare che abbia +relazione quest'ultima moneta]I] (p. 60). Non potrei non soscrivere a +questa savia opinione; infatti sappiamo urgente il bisogno di monete +per la spedizione contro i Turchi, che nel 1645 avevano presa la +Canea; ed io credo probabilissimo siasi coniato il presente reale per +gli stipendii dell'armata in que' pochi mesi che volsero dalla perdita +di quella piazza alla morte dell'Erizzo avvenuta il 3 gennajo 1646. E +forse quest'ultima circostanza originò la sospensione dello stampo, +che poi non venne ripreso dal suo successore. + +Anche il favore che trovarono ne' commercii d'Oriente nel secolo XVII +le piastre e i reali importativi dai trafficanti spagnuoli, mi fa +ritenere essersi dalla Repubblica progettato pe' suoi possedimenti di +Levante lo stampo di questi tre curiosissimi pezzi. + +[T5] Leoni Morosini. + +Gl'immensi dispendii che la Repubblica dovette sostenere per la guerra +co' Turchi, gli ultimi anni del secolo di cui ci occupiamo, resero +straordinariamente operosa in quell'epoca la zecca nostra. Ad +agevolare pertanto le transazioni commerciali co' popoli del Levante, +si determinò lo stampo di nuove monete che fossero in un medesimo +facili a conteggiarsi ne' territorii ove durava la ideale lira di +computo dalmata, e dove non si conosceano altre monete all'infuori da +quelle della dominante. Nel 1688, ducante Francesco Morosini, uscirono +dalla veneta zecca tali monete, che 2 e mezza d'esse uguagliavano uno +zecchino, e delle quali ciascuna equivaleva a lire 10 di Dalmazia o +lire 6. 16 di Venezia, perché allora nella capitale lo zecchino andava +a lire 17, nelle province a lire 25. + +Questa moneta, che dal leone rampante nel suo rovescio e dal casato +del doge del cui nome primamente s'improntò fu appellata [I[leone +Morosini]I], è conosciuta d'ordinario col nome di [I[lion per +Levante]I] dalle memorie di zecca, le quali ne determinano il peso in +k. 131, ed il titolo a peggio 300 la marca, o al titolo 0,739583, +avente cioè d'argento fino per ogni pezzo k. 96. 85/96. Le stesse +memorie ci conservarono la cifra del valore monetato in [I[leoni]I] e +ne' loro spezzati, che monta alla somma di leoni 1,126,744. 1/2. Ed è +invero singolare come oggi nelle raccolte si veggano così raramente i +pezzi che appartengono a questa serie; né la si saprebbe spiegare tal +rarità che pensando come la maggior parte d'essi fosse o recata in +terre pochi anni dopo occupate da' Turchi, o messa fuori di commercio +dal sopravvenire di nuove monete che trovarono più favore, come +avvenne per esempio de' talleri battuti pel Levante, la cui comparsa +nel 1756 dové far isparire i leoni che ancora rimanevano colà in +corso. + +[I[Leoni]I]. Il diritto di questa moneta, avente un diametro di +m. 0,042, offre in proporzioni maggiori la rappresentazione dello +zecchino, e reca dietro la figura stante di S. Marco la epigrafe in +lettere verticali . S . M . VENET, e dietro al genuflesso doge il suo +nome FRAN . MAVROC. Sotto la linea dell'esergo su cui posano le +figure, alcuni esemplari hanno le sigle . A . G ., iniziali di Alvise +Gritti massaro all'argento nel 1688. II rovescio offre il leone alato +e nimbato, ritto sulle zampe posteriori, verso la dritta, e piegante a +sinistra il capo, mentre tiene nella zampa anteriore destra la croce, +nella manca una palma. Oltre il cerchio di perline che lo racchiude è +la epigrafe FIDES ET VICTORIA. + +Simile al leone del Morosini è quello di Silvestro Valier che gli +succedette nel ducato, e che reca quindi mutata la epigrafe del +diritto S * M * VENETV (verticale) = SILV * VALERIO, e nell'esergo le +iniziali * A * G * e in altri esemplari * F . T * ed anche +* G. A . B *. Il rovescio ne differisce alcun poco per la varia +disposizione delle zampe anteriori del sacro leone e per non esser +questo chiuso da cerchio di perline. È pezzo men raro di quello del +Morosini. + +Non si conoscono leoni di Alvise Mocenigo II.° che succedette nel 1700 +al Valier, bensì di Giovanni Corner II.° che dopo lui ebbe il ducato +nel 1709. I costui leoni, rari come quelli del Morosini, non hanno +altre varietà da questi nel diritto che il nome necessariamente +sostituitovi da IOAN . CORN . e le sigle dell'esergo * A . M *. Il +rovescio è simile al leone del Valier. + +[I[Mezzi leoni]I]. Il loro peso, in rapporto all'intero, è di k. 65 e +1/2 e tiene di fino k. 48. 85/192. Simili agl'interi nel tipo e +proporzionalmente minori, li superano in rarità. Quello di Francesco +Morosini, che pur dovett'esistere, manca a tutte le collezioni da me +esaminate; quello di Silvestro Valier si trova alla Marciana ed al +Museo Correr, ma di due tipi diversi, recando l'uno nell'esergo le +iniziali * P. M *, l'altro * F. T *. Il loro diametro è m. 0,035. Del +Corner non vidi mai questa moneta benché sia da ritenere +ch'effettivamente si coniasse. Valeva lire venete 3. 8, o lire di +Dalmazia 5. + +[I[Quarti di leone]I]. Del peso di k. 32. 3, aventi cioè di fino +k. 24. 85/384, e parimente rarissimi. Il quarto di leone del Morosini +non l'ho mai veduto, ma ne ritengo la esistenza dalle memorie di +zecca, e credo sia quella moneta della raccolta Gradenigo (Zanetti, +vol. II, p. 203 n. 253) che il suo possessore descrisse per mezzo +leone di questo doge, benché le desse il peso di k. 34. 2; peso, se +vuolsi, eccedente il legale, ma che induce forte sospetto non abbiasi +potuto deteriorar cotanto un pezzo da ridurlo quasi alla sua metà; +porta le sigle . A . C ., ch'io credo s'abbiano a leggere . A . G ., +attribuendone la fabbrica al 1688 quand'era massaro all'argento il già +ricordato Alvise Gritti. + +La Marciana e la Raccolta Correr possedono bensì il quarto di leone di +Silvestro Valier, simile in proporzioni minori all'intero di questo +doge, con un diametro di m. 0,030 e colle iniziali * F. T * +nell'esergo dell'averso. Il Gradenigo pur ci descrive (ibid. n. 258) +simile moneta da lui conservata di Giovanni Corner II.° che portava +nell'esergo le sigle ... M. che si possono facilmente supplire A. M. + +Il quarto equivaleva a lire 1. 14 di nostra moneta, o a lire 2. 1/2 di +computo nel Levante. + +[I[Ottavi di leone]I]. Di molta rarità è parimente quest'ultimo +spezzato del leone, mancante alla Marciana, non però al Museo Correr, +né alla serie del Gradenigo (ibid. n. 254). Pesa k. 16. 3/8, e tiene +di fino k. 12. 85/768, ed ha un diametro di m. 0,026. Non n'è +accertata la esistenza che di quello battuto dal Morosini, simile al +suo intero, ma avente nell'esergo le iniziali . Z . R . che ricordano +Zuanne Riva massaro all'argento nel 1693, e recante il leone non +chiuso da cerchio di perline. Il valore di questa piccola moneta era +di soldi veneti 17. + +[T5] Gazzette e Soldi per le Isole e per l'Armata. + +Parlando delle gazzette e de' soldi di rame battuti per la Dalmazia e +per l'Albania, ho enunciato un canone che qui siamo al caso di poter +applicare, [I[riscontrarsi cioè alcune volte nelle monete venete di +puro rame l'età del loro stampo calcolandone il peso]I]. Vedemmo +infatti alle pag. 17 e 18 che verso l'anno 1700, quando lo zecchino si +ragguagliava a lire dalmate di computo 25, si cavavano da una marca di +puro rame gazzette 30. 1/3, ciascuna del peso di k. 38, ovvero soldi +60. 2/3, ognuno del peso di k. 19. Gli è effettivamente questo +medesimo peso che riscontriamo quasi costante nelle due monete di cui +tocchiamo, le quali ritengo perciò aversi ad ascrivere alla ducea del +Peloponnesiaco. + +La loro leggenda le annuncia coniate per aver spaccio nelle isole +Jonie ed in quelle dell'Arcipelago, nonché pegli stipendii de' soldati +e de' marinaj ch'erano sulla flotta. + +L'unico tipo della gazzetta presente ch'è a mia cognizione ha un +diametro di m. 0,027 e reca nel diritto la epigrafe chiusa fra due +rosoni ISOLE = E. T = ARMATA in tre linee. Il rovescio è il solito S. +Marco in mollecca cinto dall'iscrizione * S. MARC. VEN *, e +nell'esergo * II *. + +Non ne differisce il soldo che nelle proporzioni e nell'esergo del +rovescio ch'è necessariamente * I *. + +[T5] Gazzette e Soldi per l'Armata e per la Morea. + +Quello che ho detto poc'anzi delle gazzette e de' soldi per le Isole e +per l'Armata, può riportarsi anche alle monete presenti, colle quali +hanno comune l'epoca siccome il peso, e che si coniarono perché +avessero spaccio nella Morea contesa a' Turchi dal valore del +Morosini. + +Il diritto della gazzetta offre la iscrizione ARMATA = E. T = MOREA +chiusa da due rosoni; nel rovescio è simile alla gazzetta per le +Isole. Il diametro n'è parimente uguale. + +Il soldo non varia qui pure che nelle sminuite proporzioni, e nella +cifra indicante il valore. + +[T5] Gazzette e Soldi per Corfù, Cefalonia e Zante. + +Minori di peso, e quindi di più moderno conio, sono le monete che +recano i nomi delle isole di Corfù, Cefalonia e Zante per le quali +vennero battute nella veneta zecca. Ricordai più addietro come intorno +al 1730, allorché lo zecchino si valutava in Levante a lire 33 di +conto, le gazzette dalmato-albanesi andassero a 39 per marca di rame, +ed avessero in conseguenza un peso di soli k. 29. 7/13 come i soldi +pesavano k. 15. 1/26. Ed invero tal peso ricorre nelle monete +ch'esaminiamo, la cui fabbrica è perciò a riportarsi agli ultimi anni +di Alvise Mocenigo III.° o al breve ducato di Carlo Ruzzini. Questa +posteriorità d'epoca mi determinò a collocarle ultime nella serie de' +sei pezzi di rame della quale ci occupiamo, serie non affatto comune, +ma che non manca alle nostre raccolte, le quali abbondano d'ordinario, +più che de' semplici soldi, de' loro dupli. + +La gazzetta battuta a Venezia per le isole di Corfù, Cefalonia e Zante +ne porta nel diritto i nomi fra due rosoni e disposti in tre linee, +con ortografia variata ne' quattro tipi che ne ho veduti: + + 1. CORFV = CEFALONIA = ZANTE + + 2. CORFV = CEFAL = ZANTE + + 3. CORF. = CEFAL. = ZAN. + + 4. CORF. = CEFAL = ZANT. + +Il rovescio presenta il consueto S. Marco in soldo attorniato +dall'epigrafe * S. MARCVS. VEN * (ovvero VE *) e nell'esergo * II *. +Ha un diametro di m. 0,026. + +Simile, ma in proporzioni minori, è il soldo, recante due varietà +d'iscrizioni nel diritto: + + 1. CORF. = CEFA. = ZAN + + 2. CORF. = ZANT. = CEF. + +Nel rovescio gira intorno al leone la epigrafe * S. MARC. V * e +nell'esergo la cifra * I *. Il diametro è m. 0,020. + +Le sei monete di questa serie, come pure quelle di puro rame per la +Dalmazia e per l'Albania, continuarono ad aver corso nelle isole +Jonie, dove si battevano nel 1801 autonomi pezzi da 5 e 10 gazzette +venete, fino al 1819 in cui il governo protettore di quelle isole +decretava la loro distruzione, e se ne giovava a battere gli oboli ed +i dittoboli colla figura sedente della Britannia. + +[T5] Talleri a torchio col leone rampante. + +Il favore che avea trovato ne' commercii del Levante il tallero +imperiale di Germania invogliò, alla metà del secolo scorso, la +Signoria di Venezia a tentarne la fabbrica per inviarlo a' suoi +possedimenti oltremarini. Ad ottenerlo pertanto di quella leggiadra e +regolar forma che formava la bellezza estrinseca de' talleri alemanni, +e che da un secolo e più non era per la zecca veneta che un incompiuto +desiderio, statuiva il Senato il 15 marzo 1755, ducante Francesco +Loredan, la introduzione in quell'officina del torchio in luogo +dell'incommodo martello fino allora impiegato nella monetazione. + +Abbiamo però una terminazione del C. X, 27 marzo 1500, che suona così: +[I[El singular modo et inzegno trovado cum molta sua industria et +acuità per el fedel nostro Zuane da i relogii in far et stampar soldi +cum tanta equalità, justeza et rotondità quanta alcuno ha veduto et +come ha testificado el gastaldo de la Cecha nostra, et similiter li +maistri de le stampe et altri hano visto el suo lavor et modo de +lavorar, cossa a tutj admiranda; die indur la Signoria nostra a voler +dar modo ch'el possi perseverar el bon principio dato non solum in li +soldi et mezi soldi predicti, ma ogni altra sorte monede ac etiam li +ducati (]I]zecchini[I[) como el se ha offerto de trovar modo cum ogni +pianeza rotondità perfecta et pexo; adeo che le monede nostre, quale +excelleno tutte altre monede de bontà, excellerano similiter de +beleza; cossa che certamente se die dexiderar per honor de la Signoria +nostra et per tuor ogni modo al stronzar de dicte monede le qual non +potrano per alcun modo esser toche che imediate non siano +cognossiute]I], ecc. + +Da questa terminazione, che ho fedelmente trascritta dal Capitolar +delle [I[Broche]I], rilevasi, parmi, che un congegno esclusivamente +adatto allo stampo delle monete, onde risultassero belle e rotonde, +una specie quindi del torchio odierno, fosse nella zecca nostra +introdotto da questo Giovanni, che dalla prima sua professione ebbe il +nome di Orologiajo. Quale si fosse questo congegno non s'hanno +memorie. A chi tuttavia considera la rara perfezione de' nummi usciti +dalla veneta zecca gli ultimi anni del secolo XV e fino al principio +del XVII, si renderà facile a comprendere che, senza un meccanismo che +ne agevolasse il lavoro, non era possibile coll'ordinario martello +ottenere sì bei risultati. Ma nel secolo XVII, e più ancora nel +successivo, i conii veneziani andarono imbarbarendo, talché quando il +Loredan introduceva il torchio nel 1755 Venezia dava forse le monete +più informi di quelle d'ogni altro stato d'Italia. + +Che la introduzione del torchio abbia a riportarsi a quest'anno, ce lo +fa sapere, oltre la terminazione de' Pregadi del 15 marzo 1755, la +iscrizione che ancora si legge in zecca: + + AURO + + ET ARGENTO + + MELIORI FORMA FERIVNDO + + EX SENATVS CONSVLTO + + ANNO DOMINI + + MDCCLV. + +Reca però maraviglia che il torchio si destinasse esclusivamente a' +talleri fino alla caduta della Repubblica. Non abbiamo in fatti, +oltr'essi, veruna moneta altramente improntata che a martello, ad +eccezione della [I[osella]I] dell'anno IX del medesimo doge Loredan +(1760), la quale sappiamo da memorie di zecca che [I[a pochi è +piaciuta]I]. Tanta era la forza dell'abitudine che si preferivano i +vecchi pezzi bruttissimi ai nuovi leggiadri; abitudine che ci richiama +le arti tarde a sprigionarsi nel medio evo dalle tradizioni jeratiche. + +[I[Francesco Loredan]I]. È indubitato che nel 1755 si diede mano, in +via soltanto d'esperimento, allo stampo dei talleri; ma nessuno ne +abbiamo che porti quell'anno, perché la fabbrica ne incominciò +veramente nel successivo 1756. Era in quell'epoca lo zecchino montato +al valore di lire di Dalmazia 48, e si manteneva dal settembre 1716 a +venete lire 22. Pensarono quindi i Veneziani util cosa sarebbe lo +stampo di uno spezzato dello zecchino che fosse in un medesimo +esattamente multiplo della lira dalmata di conto e della veneta; +quindi si volle il tallero del valore di mezzo zecchino, equivalente +cioè a venete lire 11 o dalmate 24. + +Il tallero pesa k. 138 d'argento a peggio 190 per marca, o in altri +termini è al titolo 0,835. La metà d'esso, a titolo uguale, pesa +proporzionalmente k. 69. + +Questa moneta ha nell'intero un diametro di m. 0,040, e reca nel suo +diritto un busto di donna coperta d'ermellino le spalle, del berretto +de' dogi il capo, e rivolta di profilo alla destra del riguardante; +all'intorno le gira la epigrafe RESPUBLICA VENETA. Nel rovescio, entro +uno scudo, ricco di cartocci nel suo ornamento esteriore, sorge il +leone alato e nimbato, rampante verso la sinistra e che tiene nelle +zampe anteriori aperto il libro de' Vangeli; gli gira intorno la +leggenda FRANC : LAUREDANO DUCE 1756 (in altri esemplari 1761). Il +contorno del pezzo è formato di linee parallele inclinate. Due tipi +diversi conosco del diritto di questa moneta, oltre la varietà più +facile a rimarcare degli anni: l'uno ha il profilo della imagine della +Repubblica molto vezzoso, l'altro non è sì vago perché la disposizione +delle labbra ad un manierato sorriso le dà un'aria alcun po' satirina. +Questo secondo è il tipo che più ordinariamente si vede nelle +raccolte. + +Ma di bellezza singolare è il busto della Repubblica improntato sul +mezzo tallero, il cui diametro è m. 0,033, e il cui tipo è uguale a +quello dell'intero, sminuito necessariamente nelle proporzioni. Non +conosco di questo spezzato del Loredan altr'epoca che quella 1756. + +Le memorie di zecca ci conservarono la cifra de' talleri battuti sotto +il Loredan, cioè + + dall'anno 1756 all'11 aprile 1750 talleri n. 137,973. 1/2. + + dal 9 novembre 1761 in appresso, talleri n. 24,255. 1/2. + +[I[Marco Foscarini]I]. Il 14 luglio 1762 imprese il Foscarini per la +terza volta lo stampo de' talleri improntandoli del proprio nome. +Introdottasi col torchio l'arte de' punzoni, non hanno queste monete +altra varietà da quelle del Loredan che nel nome del principe. Sì il +tallero che la sua metà recano quindi al rovescio la leggenda MARCO +FOSCARENO DUCE, 1762. Sappiamo dalle memorie di zecca essersene da +questo doge stampati per la somma di talleri 11,682. 1/2. + +[I[Alvise Mocenigo IV.°]I] Le stesse osservazioni cadono sul tallero +da questo doge improntato dietro il tipo de' precedenti, e della sua +metà. La iscrizione che portano al loro rovescio questi due pezzi è la +seguente ALOYSII ([I[sic]I]) MOCENICO DUCE 1766, e nel mezzo tallero +1764. + +Ad eccezione del tallero del Loredan, che però non è comune, gli altri +5 pezzi di questa serie sono difficili a trovarsi, né so che alcun +medagliere tutti li posseda, ad eccezione della Raccolta Correr. + +Qui mi giova soffermarmi ad un settimo pezzo che nell'agosto 1850 vidi +nelle mani del dottor Koch di Trieste, distinto naturalista e +fervoroso raccoglitore di monete veneziane. È un [I[quarto di +tallero]I], del tipo comune a' descritti col leone rampante, +improntato in argento del titolo medesimo, e di peso relativamente +minore, di leggiadro conio e di perfetta conservazione. Reca verso il +contorno del rovescio la iscrizione ALOYSII MOCENICO DUCE 1765. Al +primo vedere questo curioso cimelio della zecca nostra, mi sorse +qualche dubbio sulla genuinità d'esso; ma le assicurazioni del dotto +Koch sulla provenienza del pezzo, e maggiormente il più accurato +esame, mi fecero inclinare a ritenerlo effettivamente genuino. Quanto +alla sua rarità singolare, mancando esso a tutte le nostre collezioni, +non saprei come meglio spiegarla che ritenendolo un semplice progetto, +poi abortito. Gli è però indubitato che non ne troviamo menzione nelle +memorie di zecca; ma il loro silenzio non dee esserci sufficiente a +farne sospetta la originalità. Nelle memorie di zecca non troviamo +nemmeno ricordato l'[I[ottavo del leone Morosini]I]; ma chi mai +potrebbe sospettare, vedendola, che questa moneta, conservata al Museo +Correr, sia falsa? + +[T5] Talleri a torchio col leone seduto. + +Che il favore sperato da' Veneziani per la nuova moneta ne' +possedimenti del Levante venisse successivamente meno, lo prova la +cifra sempre diminuita de' pezzi che si batteano per ogni [I[posta]I]. +Si volle quindi tentare un nuovo stampo, e che ancor più del primo +s'accostasse a' talleri germanici. Il Senato col decreto 6 febbrajo +1768 adottava il nuovo conio, e destinava poi a presiederne la +fabbrica l'ingegnere Ferracina di Bassano. + +Quanto però non riuscì inferiore di bellezza al primo tallero! Di +questo non sappiamo l'egregio artefice, mentre ci è conservato il nome +dell'incisore del nuovo, che fu certo Antonio Schabel, mediocrissimo +coniatore tedesco, che aveva la smania di segnare le proprie iniziali +sulle monete. + +[I[Alvise Mocenigo IV.°]I] Approvatosi il nuovo conio colla succitata +terminazione, si conservò il titolo e il peso di prima, ma se ne variò +il valore, conguagliandolo cioè ad un ducato e un quarto d'argento, o +a lire venete 10, pari a lire 21 e soldi 10 di Dalmazia, e si permise +che a quest'ultimo prezzo lo ricevessero le casse de' possedimenti +oltremarini. Il nuovo tallero del Mocenigo serba il diametro e +necessariamente la grossezza del vecchio, ma nel diritto reca un busto +di donna rivolta a destra del riguardante, con piccolo diadema sul +capo, e coperta d'ermellino le spalle, di ricco manto il petto; brutto +e sdolcinato il disegno, povera l'esecuzione. Gira all'intorno del +busto la leggenda RESPUBLICA VENETA, preceduta da un rosone e +continuata per abbracciar più campo da un ornatino pur chiuso fra due +rosoni. Il rovescio offre il leone di S. Marco colle ali spiegate +seduto verso la dritta, e volgente alla sinistra il capo, tenendo la +zampa manca anteriore sul libro aperto, e posato sopra una mensola nel +cui orlo le iniziali . A . S . (A. Schabel); all'intorno la leggenda +ALOYSIO MOCENICO DUCE prolungata dagli ornamenti stessi che rimarcammo +in quella del diritto, e nell'esergo l'anno * 1768 * oppure * 1769 *. +Il contorno è a fogliame. + +Il nuovo tallero di questo doge, del quale non abbiamo spezzati, è +rarissimo se improntato nel 1768, quasi comune se nel 1769. + +[I[Paolo Renier]I]. La diminuzione decretata nel prezzo de' nuovi +talleri non portò vantaggio di sorta, ma fu accagionata di disordini, +per cui un nuovo Senatoconsulto del 29 settembre 1779 ne ritornava il +valore al primitivo di mezzo zecchino; e vi si aggiunsero, ducante il +Renier, gli spezzati, [I[mezzi]I], [I[quarti]I], [I[ottavi]I], tutti +all'ordinario titolo dell'intero, cioè a peggio 190, del peso relativo +di k. 69, 34. 1/2, 17. 1/4, e del valore di lire 5. 10, 2. 15, +1. 7. 6. + +Non variano questi ovvii nummi dal secondo tallero del Mocenigo, +quanto al tipo, se non nella iscrizione del rovescio e nella data, +recando tutti intorno al leone la leggenda PAULO RAINERIO DUCE. +Talleri del Renier n'esistono cogli anni 1781, 1784, 1785, 1787, 1788; +mezzi cogli anni 1780, 1784, 1786; quarti ed ottavi cogli anni 1780, +1781, 1786; avvertendosi in questi due pezzi minori dentellato il +contorno, anziché a fogliame. + +[I[Lodovico Manin]I], mutata l'epigrafe del rovescio (LUDOVICO MANIN +DUCE), continuò a stampare quelle monete; e di lui si trovano +facilmente talleri degli anni 1789, 1790, 1792, 1794, 1795, 1797; +mezzi talleri degli anni 1789, 1790, 1792, 1797; quarti del 1790; +ottavi degli anni 1790, 1791, 1794 e 1796. I conii e i punzoni di +questi pezzi dell'ultimo doge, lavorati dallo Schabel, esistono ancora +nella veneta zecca. + + + +[T3] ZECCHE DI CORON E DI MODON. + +Quasi in appendice alla parte del mio lavoro che tratta delle monete +del Levante Veneto ho creduto collocare le scarse notizie che ci +rimasero di officine nummarie progettate da' Veneziani a Coron ed a +Modon, castella che proteggono la punta della Morea che guarda a +libeccio. Quanto è a mia cognizione su questo argomento è solo una +legge del Maggior Consiglio, sancita il 7 marzo 1305, legge di cui qui +trascrivo il tenore: + +[I[ Millesimo trecentesimo quinto, die VII Marcii. + Cum per principem Achaiae et alios de Romania fiat + talis moneta propter quam redditus nostri Comunis + Coroni et Modoni sunt valde deteriorati, et etiam + mercatores inde recipiunt magnum praeiuditium + et sinistrum; capta fuit pars quod per nostrum Comune + debeant cudi in Corono et Modano illae monetae quae + videbuntur Domino Duci, Consiliariis, Capitibus + de XL et Provisoribus esse meliores pro nostris + negociis de inde.]I] + + (Dal [I[Registro MAGNUS]I] appartenente al M. C., + pag. 10, conservato nell'I. R. Archivio Generale di Venezia). + +Parlando più sopra del [I[tornese]I], ho fatto vedere come il favore +ch'ebbe in Levante ne' secoli XIII e XIV questa moneta introdottavi +da' Francesi signori d'Acaja, movesse i Veneziani intorno alla metà +del trecento a coniarla essi pure allorché stesero nel suolo di Grecia +i loro possedimenti. Ma se anche il primo tornese battuto da' nostri +fu improntato del nome di Andrea Dandolo, vedemmo come fino dal 1287 +una legge speciale regolasse le pratiche de' cambiatori di tornesi, e +come nel 1298 Marco Polo ne parlasse come di nummo avente singolar +favore ne' commercii orientali. Qual maraviglia perciò se i Veneti, +gelosi della voga di questa moneta francese, che ridondava in danno +delle proprie, pensavano nel 1305 d'imprendere lo stampo di conio che +le si avvicinasse, e d'imprenderlo in due castella del Peloponneso +acciò ne fosse più pronto lo spaccio? + +Sennonché, qualora la terminazione surriferita avesse effettivamente +avuto esecuzione, sarebbe molto difficile che non si fosse conservata +fino a noi alcuna moneta di Modon o di Coron, battuta sotto Pietro +Gradenigo e sotto i costui successori fino ad Andrea Dandolo. Eppure a +nessun pezzo di Pietro Gradenigo, di Marin Zorzi, di Giovanni Soranzo, +di Francesco Dandolo e di Bartolomeo Gradenigo non puossi applicare il +nome di tornese; né dal disegno prender argomento a tenerli altrove +battuti che nella zecca di Venezia. Escludendo il ducato d'oro che si +possede di que' dogi, le monete conosciute di Pietro Gradenigo sono le +seguenti: il [I[piccolo]I] coniato la prima volta da Sebastiano Ziani +sul modello de' denari imperiali, il [I[grosso]I] cuso primamente da +Enrico Dandolo, il [I[marcuccio]I] di bassissima lega che pure avea +dato fuori il doge vincitore di Costantinopoli, il doppio[I[ +quartarolo]I] e la sua unità di cui alcuni vorrebbero attribuire +l'origine alla ducea del Dandolo stesso, ma che genuino non si trova +che da Pietro Ziani in poi. Lo Zorzi e il Soranzo non hanno altra +moneta argentea che il grosso. Francesco Dandolo ha il piccolo e il +grosso, a cui aggiunse il [I[mezzanino]I] o mezzo grosso e il +[I[marchetto]I] d'argento, continuato quest'ultimo dal suo successore +Bartolomeo Gradenigo, del quale pur hassi il grosso. Queste, e non +altre, sono le monete che si conoscono nell'epoca di cui ci occupiamo, +ma nessuna di queste poteva sicuramente essersi battuta per sostenere +la concorrenza con quelle de' duchi d'Atene e di Chiarenza, come +vorrebbe la terminazione 1305. + +Che cosa dunque è a conchiudere, s'esiste la legge e non esistono le +prove che siasi effettivamente eseguita? La risposta è facile a +indovinare; tanto più che di officine monetarie de' possedimenti +veneti non abbiamo veruna memoria, all'infuori da quella di Cattaro. + + + +[T1] III. CANDIA. + +Imprendendo a parlare delle monete che i Veneziani coniarono per +l'isola di Candia, la mente corre a que' torbidi giorni in cui una +serie di maravigliosi avvenimenti guerreschi rese immortali gli sforzi +de' nostri per conservare quel baluardo d'Europa che la prepotente +forza de' Turchi fe' suo, dopo venticinque anni di guerra accanita. + +Andrea Valier senatore che visse in quell'epoca memoranda, e che in +que' fatti ebbe parte, se ne fece lo storico. La costui opera, +pubblicata nel 1679, è libro sommamente importante; è uno de' più bei +monumenti con che si onorasse la memoria di tanti generosi cittadini +che prodigarono alla patria gli averi ed il sangue. Io, ristretto +dalla cerchia limitata del mio soggetto, non posso occuparmene in +quest'opera se non in quanto alcuni di que' fatti abbiano immediato +rapporto colla materia che ho a svolgere. + +La grande isola di Candia, [I[Creta]I] degli antichi, la quale, forse +perché la maggiore delle isole greche, si favoleggiò culla e reggia di +Giove, venne in mano a' Veneziani l'anno stesso della conquista di +Costantinopoli, avendola essi per oro da Bonifacio marchese del +Monferrato. Mandatevi colonie per abitarla e dissodarne gli +abbandonati terreni, si mostrò in sulle prime intollerante di giogo, e +costrinse con ribellioni frequenti la dominante a reprimervi gli +spiriti, di soverchio esaltati, colla forza dell'armi. Più che un +secolo e mezzo durò questa lotta incessante fra la Repubblica e que' +sudditi turbolenti, finché assicurata la tranquillità e agevolate le +comunicazioni colla capitale mercé le conquiste fatte da' Veneziani +sui lidi della Dalmazia, ebbe Candia giorni di pace e di prosperità. +Ma l'impeto degli Ottomani, minaccianti Europa ed invasori d'Europa, +strinse quella colonia alla lontana metropoli, questa temendo di +perdere il più agguerrito antemurale de' suoi possedimenti, quella +paventando di subire il giogo esecrato, ambedue prevedendo che le +forze turche, assicurate le loro conquiste nel continente, si +sarebbero arrovesciate, quando che fosse, su quel punto +importantissimo. + +E così veramente addivenne. Quantunque fino dal 1539 temessero i +Veneziani per Candia e ne guardassero i porti e le castella, pure gli +sforzi de' Turchi si diressero durante l'intero secolo XVI contro le +isole dell'Arcipelago e contro Cipro, e la prima minaccia a Candia, +che apre questa guerra, continuata venticinque anni, si avverò solo +nel 1644. + +Quali monete prima di quell'epoca correvano in Candia? quelle stesse +che pur avevano corso in tutt'i possedimenti del Levante Veneto, i +[I[tornesi]I], come abbiamo veduto parlando di questi ultimi all'anno +1476. Non si ha memoria però di nummi particolari di quell'isola prima +del 1632, in cui troviamo i + +[T5] Soldini. + +Allorché, occupandomi nel capitolo precedente delle monete del Levante +Veneziano, parlai de' tornesi, dissi come ciascuno d'essi +corrispondesse in origine alla dodicesima parte del grosso nostro, +vale a dire a quattro bagattini, valore che in seguito andò scemando +fino a che ne' primi anni del secolo XVII tanto era deteriorato che il +tornese si ragguagliava a que' giorni alla quindicesima parte del +soldo, era cioè calato ad un 1/5 del primitivo valore. Le sigle che +incontriamo ne' [I[soldini]I] di Candia, così appellati per la loro +piccolezza in confronto de' nostri che si chiamarono allora +[I[soldoni]I], ci provano che il soldino equivaleva a 4 tornesi, cioè +a 4/15 del soldo veneziano. + +L'anno 1632 decretava la Repubblica si battesse per Candia, e tosto +s'inviasse a quell'isola, una somma di tredicimila ducati in soldini +di rame. Ad agevolare pertanto il computo nei soldini dell'isola e nei +tornesi comuni a' possedimenti di Levante, si fecero due monete di +differente valore, l'una cioè di un soldino o 4 tornesi, l'altra di 10 +tornesi o due soldi e mezzo. Sono queste le prime monete [I[certe]I] +che i nostri abbiano coniato per la sola Candia, e di queste passo +senz'altro alla descrizione. + +[I[Pezzo da soldini 2 e 1/2]I]. = Varia nel peso da k. 22 a k. 27, +quantunque lo Zon lo fissi (p. 74) a k. 25, per modo che gr. 10 di +peso rispondano ad un tornese di valore. Il suo diametro è m. 0,025, e +la materia n'è puro rame. Il diritto offre in mezzo ad un leggiadro +contorno, che non molto si discosta da quello descritto nella +[I[piastra]I] e nel [I[reale]I] di Francesco Contarini, la epigrafe in +tre linee = SOL = DINI = * 2 * 1/2 * (in alcuni esemplari mancano le +stelline). Il rovescio ha il S. Marco in gazzetta a' cui fianchi due +piccole rose e nell'esergo . T. 10 . ovvero T . 10. ed anche T . 10, +[I[tornesi dieci]I]. Il Museo Correr ne ha pure esemplari con due +incusioni, delle quali non sono in grado di spiegare il significato, +SP sopra B negli uni, GM negli altri. + +[I[Soldino]I]. = Parimente di rame, ma del diametro 0,019, e del peso +variante da k. 9 a k. 10. 3. Simili discrepanze nel peso da me +avvertite in esemplari della più bella conservazione, m'indurrebbero a +credere che anche per queste piccole frazioni della moneta non si +avesse riguardo che al valor nominale, benché sia probabile che ne +fosse stabilito l'intrinseco nella misura più sopra notata di k. 2. 2 +per tornese. Il diritto offre in due linee la parola SOL = DINO. Sovra +la prima è una stellina; altra stellina maggiore, talvolta una rosa +fra due minori, sotto la seconda. Il rovescio è simile al pezzo da 10 +tornesi, ma nell'esergo ha variamente espresso il valore T . 4, +. T . 4 ., * T 4 *, . T 4 . [I[tornesi quattro]I]. + +Equivalendo pertanto il soldino di Candia a 4/15 del veneziano, il +pezzo da soldini 2 e 1/2 va ragguagliato a 2/3 del marchetto. E +siccome il soldo è costantemente la 20.ª parte della lira, così è a +ritenere che a quell'epoca v'era in Candia una lira del valore di 80 +tornesi cioè rispondente a soldi veneti 5. p. 4. Ma non conosco di +questo pezzo la effettiva esistenza, e fors'era, come la lira di +Dalmazia, una semplice moneta ideale di computo. + +Il soldino e il suo multiplo non portano, è vero, il nome della +colonia per cui furon battuti; ma il loro valore doppiamente espresso +in soldini e tornesi, la rispondenza esatta di una moneta peculiare di +Candia a quel nome ed a quel valore, il sapersi per quell'isola +ordinato nel 1632 lo stampo di monete analoghe, il disegno delle +figure e i caratteri de' pezzi in questione proprii di quell'età, sono +tutte ragioni colle quali io credo di giustificare pienamente +l'averli, collo Zon, attribuiti a quella colonia e a quell'epoca. + +[T5] Gazzetta doppia di F. Erizzo. + +Gli ultimi anni del governo di Francesco Erizzo, che sedette sul trono +ducale dal 1631 al 1646, furono funestati dall'incominciamento della +guerra di Candia, e dalla perdita di una delle piazze più importanti +dell'isola, la Canea, presa nel 1645 da' Turchi dopo un'eroica +resistenza. Il pericolo nel quale si trovava l'intera colonia, di cui +era minacciata la medesima capitale, determinò il Senato ad imprendere +con enorme dispendio una nuova spedizione per assicurare il restante +dell'isola e ripigliare agli Ottomani la piazza dalle loro armi +occupata. Il doge Erizzo, comeché ottuagenario, fu proclamato +generalissimo, ma anziché salpasse mori. Gli è appunto in quel breve +tempo che scorse dalla presa della Canea alla morte dell'Erizzo che ho +collocato lo stampo del [I[reale]I] per il Levante, come qui vi +colloco quello della [I[doppia gazzetta]I] per Candia. La somiglianza +di questo rarissimo pezzo con quelli battuti per l'isola stessa dal +suo successore Francesco Molin, e la necessità in cui si trovava +l'esercito veneziano a Candia di monete piccole, necessità che indusse +a coniare le doppie gazzette, le gazzette semplici e i soldi per +quell'isola un anno dopo, mi determinano ad assegnare a Candia questo +cimelio della numismatica veneziana, anziché al Levante, dove +facilmente avrebbe potuto trovar posto presso il non men raro +[I[reale]I]. + +Della doppia gazzetta di Francesco Erizzo non conosco che un solo +esemplare, conservato nella Marciana. Quanto al metallo, è biglione +bassissimo, a peggio k. 1098 per marca, del peso di k. 20 all'incirca +e di diametro indeterminabile per la irregolarità del contorno. Questo +pezzo subì due volte il martello monetario, ed il secondo colpo fu +aggiustato al nummo dapprima impresso, per modo che il diritto +s'improntasse dello stampo del rovescio e viceversa. Ebbi così ad +impiegare la maggior pazienza per dicifrarne sotto la doppia +impressione le rappresentazioni e le leggende; giunsi nullameno a +discernere faticosamente le une e le altre. Il diritto porge la figura +del doge genuflesso e rivolto di profilo alla sinistra del +riguardante, chiuso in un cerchio di perline oltre cui è l'iscrizione +FRANC . ERIZZO . D . Nell'esergo hannovi iniziali di monetario delle +quali non è riconoscibile che una A in mezzo a due altre sigle, di cui +quella a destra pare una B. È quindi agevole il riscontrare nelle +sigle medesime le iniziali di Zuan Alvise Battagia che fu massaro +all'argento nella zecca nostra gli anni 1646 e 1647, sigle che +rafforzano la opinione che più sopra esposi sull'epoca e quindi sulla +destinazione di questa moneta. Il suo rovescio presenta il leone alato +e nimbato, rampante verso sinistra, pur avvolto in cerchio di perline +oltre cui gira la epigrafe SANCT . MARC . VENET . Nell'esergo la cifra +* IIII * indica il valore di [I[quattro soldi]I], o due gazzette. + +Per quanto io mi sappia, questo pezzo è totalmente sconosciuto agli +amatori della nostra numografia. Tale circostanza è appieno +giustificata dalla qualità dell'unico esemplare che forse n'esiste +nelle raccolte. Non puossi nemmeno asserire che abbia avuto mai corso; +né d'esso, né del reale dell'Erizzo, non abbiamo fondamento alcuno per +ritenerli più che semplici prove di zecca. + +[T5] Gazzette doppie e semplici, e Soldi di Francesco Molin. + +Per fatti gloriosamente immortali, quali prosperi, quali sventurati, +va segnalata la ducea di Francesco Molin, successore all'Erizzo nel +1646, e che resse la Repubblica fino al 1655. Gli sforzi per avanzare +l'armamento di Candia, la nobiltà patrizia venduta a prezzo d'oro per +sopperire a' favolosi dispendii, le imprese arditissime sulle coste +dalmate ed albanesi, la chiusa fatta a più riprese da' nostri colle +bocche de' lor cannoni dello stretto de' Dardanelli, le cittadelle +perdute e ripigliate, le fazioni sul mare di Tommaso Morosini, del +Cappello, del Grimani, del Mocenigo e del Riva sono a leggersi nella +storia del Valier. Io non credo che alcun popolo possa vantare una +serie di avvenimenti sì gloriosi, anche se il loro esito fu infelice, +come il popolo veneziano combattente a Candia le forze smisurate de' +Turchi. + +Difettava nel 1647 quell'isola di danaro pel traffico minuto, +necessario a tanti soldati che vi spediva la Repubblica, traendoli +dalle proprie terre od ingaggiandoli all'estero. Si decretò quindi +quell'anno stesso che fossero coniate monete da 2 e da 1 gazzetta e da +1 soldo per Candia, ed ivi prontamente inviate. Sembra peraltro che il +loro stampo non fosse così copioso da saziare i bisogni dell'isola +combattuta, se nel volgere di pochi anni fu necessario ricorrere a +monete ossidionali. + +Volgendoci ora a descrivere le monete battute nel 1647 per Candia, +ricorderò conservarsene ne' nostri musei tre diverse. + +I.° [I[Gazzetta doppia]I]. = È delle tre la più rara, mancando essa +alla raccolta Correr, né avendone io mai veduto altro esemplare da +quello in fuori della Marciana, quantunque esistesse anche nella +collezione Gradenigo descritta dal suo possessore nel secondo volume +dello Zanetti, dove però il Gradenigo ci assicura non averne lui +vedute di simili nei lunghi anni che fu sulla flotta (p. 197-198, n. +218). Il diametro n'è m. 0,028, il peso del pezzo da me esaminato è di +soli k. 28. 3, mentre dovrebb'essere di k. 39. 51/235, incolpandosi di +tal divario il cattivo stato di conservazione dell'esemplare. Il +biglione che ne costituisce la materia ha di fino k. 54 per marca, è +cioè a peggio 1098, equivalente al titolo 0,046875. Perciò il metallo +è il medesimo che quello allora impiegato a battere i [I[soldoni]I] da +12 bagattini, il cui peso dovrebbe stare esattamente alla nostra +moneta come 1 a 4. Il diritto offre una donna coronata, seduta di +prospetto, avente nella destra il corno ducale, lo scettro nella +manca; il leone di S. Marco le giace accosciato presso il piede +sinistro, e un cerchio di perline le gira intorno, lasciando spazio +alla iscrizione . FRANC . MOLINO . D . V . ([I[Dux Venetiarum]I]); e +nell'esergo le sigle . Z . A . S . indicano il nome di Zuanne Alvise +Salamon che fu massaro all'argento negli anni 1650 e 1651, sigle che +ricorrono altresì nella [I[osella]I] dell'anno settimo del Molin, e +provano come siasi seguitato più anni a battere quelle monete, la cui +rarità può facilmente spiegarsi colla occupazione turca dell'isola per +cui furono coniate. Il rovescio ha il S. Marco in soldo colla +singolare aggiunta di una spada alzata ch'ei stringe colla destra, +mentre nella manca tiene il Vangelo. Lo accerchia il solito contorno +di perline, oltre cui la leggenda SANCT. MARC. VEN fra due rosoni, e +fra due rosoni parimente nell'esergo la cifra IIII indicante il valore +del pezzo, 4 soldi. + +II°. [I[Gazzetta]I] = Simile al suo duplo è pur la gazzetta semplice, +del diametro di m. 0,023, del peso di k. 19. 143/255, e di biglione al +titolo antecedentemente notato. Uguale n'è pure il tipo, +proporzionalmente minore, in cui altra differenza non si rimarca dal +doppio pezzo che la leggenda del rovescio che offre VE. invece di VEN, +e l'esergo del lato medesimo che porta di necessità la cifra . II . + +III.° [I[Soldo]I] = I due esemplari da me veduti di questa moneta, +l'uno nella Raccolta Correr, l'altro alla Marciana m'inducono forte +sospetto non sia essa che una moneta di capriccio, seppure non +vogliasi credere che la fretta in cui si trovò la zecca veneta di +coniare e spedire a Candia quantità di monete piccole non avesse +impedito di preparare lo stampo del soldo particolare per quell'isola, +e obbligato a valersi per l'uno de' lati del conio comune de' soldoni +veneziani, per l'altro del conio della gazzetta di Candia. Ambedue +infatti quegli esemplari presentano dall'una parte il leone di S. +Marco dinanzi a cui genuflesso è il doge; gira intorno alle due figure +oltre il cerchio di perline la scritta . S. M. V. ([I[Sanctus Marcus +Venetiarum]I]) FRANC. MOL ([I[Franciscus Molino]I]) e sotto la linea +dell'esergo è fra due rosoni il numero 12 de' bagattini componenti il +soldo. Il rovescio invece è improntato col conio del diritto della +suddescritta gazzetta, ma essendo il diametro dell'ultima non poco +eccedente quello del soldone comune, non poté stamparvisi che la base +delle lettere che ne formano la leggenda. Il peso è l'ordinario de' +soldi, k. 9. 189/235, co' quali ha comune il titolo dell'argento. + +Siccome queste monete doveano principalmente servire ai pagamenti +delle truppe che riceveano i loro stipendii in moneta veneziana, credo +per tal ragione essersi preferito allo stampo degli altri pezzi di +Candia da 4 e da 10 tornesi quello di monete perfettamente analoghe a +quelle della metropoli, se non nel tipo, bensì nel peso, nel titolo e +nel valore. Era poi facilissimo in quell'isola ragguagliare questo +valore alla moneta ivi corrente; il soldone era pari a 15 tornesi; la +gazzetta a 30 tornesi, la gazzetta doppia a tornesi 60. + +[T5] Moneta Grimani. + +Dalle monete battute per l'isola di Candia nella veneta zecca, +passiamo ora a quelle che per dolorosa necessità dovettero coniarsi +nell'isola stessa. Prima di tutte ci si presenta fra queste una moneta +ch'ebbe il nome dal capitano generale Giambattista Grimani, +sottentrato al destituito Cappello nel 1646. Gli è appunto questo anno +che leggiamo inciso sulla moneta, ma non credo che allora siasi cusa, +bensì in uno dei successivi, improntandola colla data 1646 solo perché +la nomina del Grimani era caduta in quell'anno. + +La [I[moneta Grimani]I] è un pezzo da 2. 1/2 soldini recuso; la +recusione ha le forme più barbare sì ne' caratteri che nelle figure, e +fu stampata da gente inesperta nel maneggio del martello monetario, +talché sotto il secondo tipo restò non solo visibile e dicifrabile il +primo, ma il secondo è molto leggero e lascia a mala pena discernere +alcune parole. Non ci voleva quindi che il confronto simultaneo de' +sette esemplari custoditine nella Raccolta Correr per rilevare le +intere leggende di questa non comune moneta. L'uno de' lati offre lo +stemma della famiglia Grimani tutt'ornato di cartocci inelegantissimi +e sormontato dal berretto di capitano generale. Una linea circolare +gli gira intorno e lo divide dal campo della iscrizione ch'è +indubbiamente questa: IO. BAP. GRIM. GEN. IMP. VENET. Una linea serve +d'appoggio allo scudo, e nel breve esergo che s'apre fra essa e la +circolare stanno le sigle G * 10. L'altro lato ha un orrido S. Marco +in soldo che tiene lo scudo Molin, insegna del doge allora regnante. +Nello spazio fra la linea su cui posa il leone ed il cerchio che lo +attornia sono ripetute le sigle G * 10, e fuori di questo cerchio gira +l'epigrafe SANCTVS MARCVS VENETVS 1646, notandosi per esattezza che le +N da questo lato sono rovescie. Quanto al diametro e al peso di questa +moneta è inutile il dirne, perché non è, lo ripeto, che un pezzo da +2. 1/2 soldini di rame recuso. + +Se veramente quell'anno 1646 si riferisse all'epoca dello stampo della +moneta, fatto riflesso alla moneta stessa che dagl'informi caratteri +si annuncia coniata in momenti d'estrema necessità potrebbe a taluno +venir in mente la si percuotesse in Rettimo assediata e presa +quell'anno da' Turchi. Ma non porterebbe allora il nome del Grimani, +sì però del Cappello sotto il cui generalato ebbe sì infelice esito la +resistenza di Rettimo. Chiamato il Grimani a quella suprema dignità +gli ultimi mesi di quell'anno, e incominciando la serie gloriosa delle +sue geste solo nel successivo, hassi tutto il fondamento di ritenere +che la data impressa sulla moneta non ad altro si riferisca che +all'assunzione dell'intrepido duce al generalato. Siccome poi nel 1648 +perì, vittima del suo dovere, nelle acque de' Dardanelli, e i nummi +ch'esaminiamo furono senza fallo improntati anzi che gli si +sostituisse il Mocenigo, del quale in caso diverso avrebbero portati +gli stemmi e il nome; così è probabilissimo che la loro fabbrica abbia +a collocarsi nel 1648 quando i Turchi misero il primo assedio a +Candia. Quale ne fosse il valore, ce lo dice la moneta medesima, +G. 10; e siccome non abbiamo pezzo cui si possa applicare quella +iniziale fuorché la [I[gazzetta]I] così opino doversi interpretare +quella sigla G. per gazzetta, e corrispondere il pezzo ad una lira +veneta o a dieci gazzette. Nel 1652 correvano ancora in Candia +siffatti pezzi, e sotto quell'anno ci racconta il Valier come i +disordini moltiplicatisi obbligassero la Signoria a totalmente +bandirli. Riporto il passo del Valier ([I[Storia della guerra di +Candia]I], p. 289) dal quale si rileva eziandio che appunto in +quell'isola s'imprimevano questi nummi, se vollersi inviati tutt'i lor +conii a Venezia: [I[Non ommetteva il Senato applicatione alcuna per +sostenere quella città. E perché in essa s'erano formate certe monete +di rame dette ]I][SC[GRIMANI[I[]SC], le quali ogni giorno mancauano +di stima in riguardo dell'accrescimento che faceuano di numero, si +uedeva chiaramente che la continuatione delle medesime hauerebbe +affatto diuertito il commercio alla piazza, la quale una uolta +finalmente sarebbe perita per necessità; fu ordinato al generale Riua +che totalmente le prohibisse e che inuiasse a Venetia tutte le stampe, +per troncare una cosa tanto perniciosa; la quale, conforme +l'ordinario, fu incominciata con un ottimo fine in un caso di estrema +urgenza, ma fu poi continuata con fini d'ingordissima auaritia, oltre +l'inganno e la fraude d'infiniti monetarii che riceueuano incitamento +dalla facilità della fabbrica]I]. E conchiude: [I[Per questo meritò in +tutti i tempi il più attento riguardo la costruttione di nuove monete +di solo nome, perché essendo tanto soggette ad esser adulterate, la +medicina per ordinario diuenta ueleno, et il rimedio bisogna che nasca +con precipitio anche di molti innocenti]I]. Sante e generose parole +son pure queste ultime, che si vorrebbero scolpite sulle officine +monetarie dell'Europa moderna! + +Prima di chiudere il mio breve discorso su questa moneta, di cui spero +aver determinato chiaramente l'epoca, il valore e la circostanza che +le diede origine, osserverò essere questo di tutt'i nummi veneziani il +solo che porti altro nome nelle sue leggende da quello del doge; il +solo altresì ove ad un generale veneziano sia dato il titolo +d'[I[imperatore]I]. + +[T5] Ossidionali del 1650. + +Se spetta con ogni probabilità al primo assedio che Candia sostenne +nel 1648 la [I[moneta Grimani]I], appartengono al secondo due pezzi +assai più rari, improntati dell'anno 1650, in cui i Turchi, raccolte +novelle forze, la strinsero formidabilmente. Questi conii a cui noi +Italiani diamo il nome di [I[ossidionali]I], e pe' quali la lingua +alemanna ha l'espressivo vocabolo [I[Nothmünze]I], mostrano nella +grettezza del disegno e nel pessimo stampo una mano avvezza a trattare +le armi del soldato più che il martello dello zecchiere. + +Esposi superiormente per qual ragione s'abbia a riconoscere nella +[I[moneta Grimani]I] un segno rappresentativo della lira veneta. +Alcune sigle ricorrenti ne' due tipi che qui verrò illustrando li +manifestano multipli di quel nummo. Infatti quello maggiore in +diametro e in peso porta nel rovescio le iniziali L. X, mentre il +minore ha invece L. V, ch'io vorrei interpretare [I[lire dieci]I] e +[I[lire cinque]I]. Il Valier, nel passo più addietro riportato, +parlando delle monete ossidionali di Candia sotto l'anno 1652 non +ricorda se non le monete Grimani e ne tace il valore. Che quel nome +abbia a dinotare il pezzo da 10 gazzette che porta l'anno 1646 è fuor +d'ogni dubbio, perché vi leggiamo impresso il nome del capitano +generale Grimani. Non credo peraltro avanzare un'ipotesi malferma nel +conghietturare che ad altre monete successivamente battute fra i +rigori dell'assedio si desse il medesimo nome che s'era dato alla +prima. Certo è che i due nummi di puro rame che in breve descriverò +dovettero subire il ritiro dalla circolazione, se sono oggi ridotti di +gran rarità. + +[I[Pezzo da lire dieci]I]. = I due soli esemplari ch'io vidi di questa +moneta sono conservati nel Museo Correr, ed uno d'essi scarseggia +straordinariamente nel peso per aver tagliato il contorno, che +nell'esemplare perfetto è sì largo da corrispondere ad un sesto del +diametro della moneta, il quale tocca perciò m. 0,030 nell'uno, e +0,025 nell'altro pezzo. Quanto al peso è nel primo di k. 59, nel +secondo di k. 29. Il diritto offre in tre linee orizzontali, la +iscrizione allusiva ad una moneta nominale che non traeva d'altronde +valore che dalla fiducia del popolo per cui s'era battuta, FIDES +PVBLICA 1650. Sopra l'epigrafe è un piccolo leone, e a' suoi lati due +punti intorno a ciascuno de' quali girano altri 5 punti disposti quasi +ad indicare gli angoli di un pentagono, e sott'essa una stellina. Una +linea circolare avvolge l'epigrafe ed i suoi ornamenti, ed è alla sua +volta chiusa da giro maggiore ove alternano segmenti di circolo, punti +e stelline, così disposti *).(*). Il rovescio offre una ben disegnata +imagine di S. Marco in piedi, veduto di prospetto, che nella sinistra +tiene il Vangelo e colla destra benedice. Gli stanno a' fianchi le +sigle L e X le quali superiormente esposi che ritengo esprimere +[I[lire dieci]I]. + +[I[Pezzo da lire cinque]I]. = Dello stesso nummo che servì nel 1648 a +battere la moneta Grimani, cioè del pezzo da soldini 2. 1/2, si +giovarono gli assediati abitatori di Candia per improntarvi un segno +rappresentatore del quintuplo di quella più antica ossidionale. Almeno +tali si mostrano i due soli esemplari che ne ho veduti, l'uno al Museo +Correr, l'altro alla Marciana. Il diritto e il rovescio di questo +pezzo portano i tipi medesimi del precedente, sminuiti nelle loro +proporzioni, e col necessario mutamento a' lati del santo, ove +scorgonsi le sigle L e V indicanti, secondo me, il valore di [I[lire +cinque]I]. Il lavoro del conio n'è però assai scadente, il diametro di +m. 0,020 senza il contorno. + +Raffrontato questo pezzo col suo duplo, troviamo nell'ultimo, +considerandone il miglior esemplare, una eccedenza del peso. Nessuna +maraviglia però mi farebbe se questa eccedenza, che non supera i 5 k., +fosse maggiore d'assai. Prescindendo anche dall'angustiosa fretta in +cui tali nummi furono cusi sotto una pioggia di palle di cannone e di +bombe, osserverò che non occorreva certa scrupolosità nel pesare i +pezzi che monetandosi andavano ad assumere un valore affatto nominale. + +[T5] Zecchino di cuojo. + +Scrisse lo Zon nel suo più volte citato trattato della Zecca Veneta +(p. 72): [I[Nel numero di queste monete temporanee, o piuttosto segni, +o tessere per l'armata, potrebbe per avventura notarsi uno ]I]zecchino +di cuojo[I[ col nome di Francesco Cornaro doge di soli 20 (]I]leggi +24[I[) giorni, nel 1656, simile affatto a quello d'oro di lui, ma di +forma distinta e minore, con caratteri che, nella forma dell'E così +segnato H, vi grecizzano, ed il quale fino all'anno presente +(]I]1847[I[) si possedette dai conti Pompei di Verona colla tradizione +che sia moneta battuta pei bisogni della guerra di Candia. Il suo +tempo vorrebbe assegnarsi in vicinanza alla vittoria dei Dardanelli +del 26 giugno di detto anno, e darebbe maggior probabilità il sapersi +che in quegli anni stessi fu a quella guerra e vi sostenne cariche +distinte il generale d'artiglieria conte Tommaso Pompei]I]. + +Ho riportate le stessissime parole dello Zon, che primo disse di +questa strana moneta, della quale io spero sarò l'ultimo a dire. +Conciossiaché sia ormai tempo di sbandire dalla numismatica veneta +tante goffaggini alle quali non so come dessero luogo ne' lor lavori +scrittori riputatissimi. Quanto ai rapporti storici del pezzo in +questione, non sono d'accordo col mio illustre amico, perché la +battaglia dei Dardanelli ch'egli, colla consueta sua esattezza, nota +combattuta il 26 giugno 1656, avvenne dopo che al defunto doge Corner +era già succeduto Bertucci Valier. Aggiungerò che in niuno scrittore, +in nessun documento non ricorre il minimo cenno di monete di cuojo +battute per le strettezze di Candia. E il silenzio de' documenti e +degli storici è per me autorevolissimo, trattandosi d'epoca a noi +vicina e delle cui memorie abbondano le fonti nostre. + +Il pezzo che vide e descrisse lo Zon ebbi anch'io tra mani più volte, +mentr'era in proprietà del sig. Giuseppe Dina intelligente ed onesto +negoziante d'oggetti numismatici in Venezia; e in quella occasione +potei a tutt'agio esaminarlo e paragonarlo ad altri zecchini di +Francesco Corner che si vedono, quantunque rari, nelle raccolte, ma +sempre in oro. Mi fu quindi agevole il convincermi che lo zecchino di +cuojo fu veramente battuto col conio dello zecchino del Corner, e la +differenza nella forma delle E che allo Zon apparvero foggiate come H +non dipendeva che dall'essersi raggrinzato il cuojo, senza che +s'avesse a supporre l'impiego di un conio particolare. Anzi a questo +medesimo ristringimento della materia improntata ascrivo, senza tema +d'errore, il diminuito diametro che rimarcava il mio amico. Il conio +dunque su cui fu cuso il controverso pezzo si trovava nella zecca +nostra ed era quello medesimo che servì allo stampo dell'oro, come lo +provano luminosamente i confronti da me istituiti. E nel 1656 niuno +lasciò memorie che la zecca di Venezia coniasse, invece d'oro, il +cuojo; ma sappiamo anzi che in quegli anni si stampò quantità +straordinaria di quel prezioso metallo appunto per sostenere l'isola +travagliata e avanzare le imprese guerresche. Solo negli assedii della +capitale di Candia s'ebbe due volte ricorso, come più sopra vedemmo, a +nummi ossidionali; ma nel 1656 Candia era sbloccata e liberamente +comunicava colla metropoli, onde traeva monete di valore intrinseco, +non avendo necessità di pezzi di valor nominale. + +Alla gran serie de' capricci di zecca ascrivo lo zecchino di cuojo del +doge Francesco Corner. Durante lo stampo delle auree monete, sappiamo +che la bizzaria di taluno che si trovava nella officina nummaria della +Repubblica improntava di que' conii pezzi di rame o d'argento, non +difficili a rinvenirsi nelle pubbliche e private raccolte. Così +eseguendosi lo stampo degli zecchini del Corner, sarà saltata a taluno +in cervello la stramba idea d'improntarne un pezzo di cuojo. Ecco +ond'io credo traesse origine questo nummo singolarissimo, che non +merita che d'ora in poi uomo se n'occupi. + +[T5] Gazzette e Soldi. + +Ultimi nell'ordine cronologico si presentano alle nostre +considerazioni sulle monete di Candia le gazzette ed i soldi. L'epoca +del loro stampo sappiamo con precisione dalle memorie di zecca fra le +quali si legge: [I[Le gazzette e i soldi di rame per Candia furono +fabbricati l'anno 1658]I]. Non ricordandosi qui tuttavolta in qual +mese si desse mano a quel lavoro, sarei incerto se attribuirli al +ducato di Bertucci Valier o a quello di Giovanni Pesaro, il primo +morto in quell'anno, il secondo in quell'anno stesso innalzato alla +ducal dignità. + +Le istorie nostre ci ricordano in quest'anno portato il flagello della +guerra sulle acque de' Dardanelli. Ecco perché vediamo cessare a +Candia le monete ossidionali e farsi luogo a quelle di giusto peso e +cuse nella veneta zecca. È fuor di dubbio che i Veneziani rifuggirono +mai sempre dai pezzi a' quali l'impronto dava un valore puramente +nominale, e quindi se talvolta ne emisero dovettero essere indotti a +farlo dalla più dura necessità, come accadde ne' due assedii del 1648 +e del 1650. + +Allorché ho parlato delle gazzette e de' soldi coniati per la Dalmazia +e per l'Albania, ho fatto vedere come si prescrivesse intorno al 1700 +che il loro peso fosse rispettivamente di k. 38 e k. 19. Ciò non +ostante dalle succitate memorie di zecca rileviamo che si volle +fossero le gazzette per Candia di k. 34, i soldi di k. 17. La materia +n'è puro rame; il diametro delle prime di m. 0,027, de' secondi di +m. 0,022. Veniamo alla lor descrizione. + +Offre la gazzetta nell'averso il nome CANDIA in una linea orizzontale, +e sopra e sott'esso un rosone fra due stelline. Nell'esergo di questo +lato ha, ne' quattro diversi tipi che ne ho veduti, le sigle . N. C., +F. R., M. A. S. e P. M., le quali, con esempio molto raro nel rame, +sono le iniziali del massaro sotto cui furono stampati i varii pezzi. +Due sole varietà sono però in grado d'interpretare; vale a dire le +sigle N. C. che ricordano Nicolò Contarini massaro all'argento nel +1658 l'anno medesimo in cui si decretò la moneta, e quelle M. A. S. +che ricordano Marco Aurelio Soranzo il quale coprì quella carica nel +1659. Il rovescio del pezzo in discorso porge il S. Marco in gazzetta +ma alcun poco variato dalla ordinaria rappresentazione, recand'esso +nella sinistra il libro de' Vangeli, nella dritta la spada alzata; +rappresentazione che rimarcammo ricorrere in altre monete cuse per +Candia sotto il doge Molin; e veramente miglior attributo non gli si +poteva applicare in que' tempi bellicosi. Gira intorno al simbolo del +patrono della Repubblica la epigrafe consueta . SANCT . MARC . VEN . +(o VENE .), e nell'esergo di questa faccia il numero II fra due +rosoni. + +Simile alla gazzetta ma in proporzioni relativamente minori di peso e +di diametro è il soldo, del quale varia di necessità l'esergo del +rovescio che offre il numero * I *, e del quale non mi venne fatto +vedere che un tipo portante nell'altro lato le sigle P e M. + +Le ultime monete son queste che i Veneziani improntarono per quella +diletta colonia. Undici anni dopo, nel 1669, esauriti da' nostri +tutt'i mezzi ch'erano in loro potere per impedire i progressi delle +vittorie de' Turchi, e prolungare una resistenza ormai divenuta +inutile ed impossibile, abbandonati dall'Europa incivilita, ammirati +da' contemporanei e più da' posteri, segnarono quella capitolazione +per cui Francesco Morosini poté insuperbire quasi d'una segnalata +vittoria. Da quel giorno Candia decadde, Candia, memore dell'affetto +di Venezia, Candia mal tollerante il giogo de' barbari. E da quel +giorno sottentravano gli aspri e i parà alle gazzette e ai tornesi, il +governo dei padiscià a quello dei dogi, la luna falcata al leone di S. +Marco. + +Non è però che dopo la caduta di Candia queste ultime monete che ho +descritte cessassero dall'aver corso. Anche vent'anni dopo la perdita +di quell'isola ne girava gran numero ne' possedimenti di Levante che +restarono alla Repubblica. Di ciò abbiamo prove indubitatissime in una +serie di sigle che sulle gazzette, e più raramente sui soldi, si +andavano contromarcando, delle quali offro un prospetto ove ho +raccolte le da me conosciute, quasi tutte esistenti nel Museo Correr. +Le loro varietà si riducono alle seguenti: 1.° VICE.° VEND.N, 2.° POLO +NANI ovvero PN, 3.° S, 4.° GB, 5.° M, 6.° ZD ed anche ZD4, 7.° CCO, +8.° RB, 9.° TINO. Le agevolmente interpretabili sono, a vero dire, +soltanto le prime due; l'una ricorda Vincenzo Vendramin che nel 1688 +scortò la cassa militare in Morea dove i Veneziani stringevano +Negroponte d'inutile assedio, l'altra Paolo o Polo Nani che nell'anno +stesso era colà tesoriere delle truppe della Repubblica. L'ultima, +ch'io mai non vidi, vorrebbe il Gradenigo, nel cui museo si +conservava, fosse contrassegnata per aver corso nell'isola di Tino +(Zanetti, II, p. 207, n. 280). Quanto alle altre, le lascio alla +interpretazione di numismatici di me più pazienti o più fortunati. + + + +Prospetto delle varietà d'incusione nelle Gazzette di Candia. + [SC[SIGLE DEL MASSARO.]SC] [SC[INCUSIONE NEL DIRITTO.]SC] [SC[INCUSIONE NEL ROVESCIO.]SC] +1. . N . C . S in cerchio di perline G B in cerchio di perline +2. . N . C . VICE.° = VEND..N = * e ZD CCO +3. . M . A . S . nulla RB +4. . M . A . S . VICE.° = VEND..N = * e PN POLO = NANI sotto 2 perline +5. . M . A . S . P N POLO = NANI fra 6 perline +6. . M . A . S . Z D CCO +7. . M . A . S . S fra perline GB fra perline +8. . M . A . S . nulla POLO = NANI fra 7 perline +9. . P . M . S fra perline GB fra perline +10. . P . M . POLO = NANI fra 6 perline nulla +11. . F . R . G B in cerchio di perline S fra perline +12. . F . R . VICE.° = VEND.N POLO = NANI fra 7 perline +13. . F . R . S dentro una corona (?) B dentro una corona (?) +14. . F . R . M in cerchio di perline nulla +15. . F . R . P N POLO = NANI +16. . F . R . VI = VE e Z D 4 CCO +17. . . . . . . VICE.° = VEND..N POLO = NANI e PN +18. . . . . . . VICE.° = VEND..N e TINO nulla + + +Del soldo due sole varietà incuse sono a mia notizia, l'una nel Museo +Correr coll'esergo P. M. avente contromarcata nel diritto una S fra +perline, nel rovescio G B; l'altra descritta dal Gradenigo (Zanetti, +II, p. 207 n. 281) recante nel diritto incuse le iniziali DM entro una +corona. + + + +[T1] IV. CIPRO. + +Quando nel 1473 morì Jacopo Lusignano re di Cipro, Catterina Corner +veneziana a lui disposata nel 1468 assunse le redini del governo +dell'isola in nome del figlio che, postumo al marito, le nacque. Pochi +mesi visse il fanciullo e, lui morto, la Corner rimase sola a +signoreggiare il reame. Vorrebbe il Pasqualigo che di questa donna si +avessero monete, battute vivente il figliuolo; ma la sola ch'ei ne +ricordi nelle sue schede non è che un mal conservato pezzo di rame +dell'imperatore Michele Duca. Escludiamo perciò dalla nostra serie +quel pezzo, che veramente non le apparterebbe s'anche fosse genuino, +perché battuto anzi la cessione fatta dalla Corner dell'isola di Cipro +a' Veneziani, avvenuta nel 1489. + +Rileviamo da memorie di zecca che negli anni 1553 e 1559 si coniarono +per Cipro monete appellate + +[T5] Carzie. + +Questo nome, che manca ora al greco volgare, suona moneta di rame, sia +poi di semplice rame o di basso biglione, e deriva da [Gr[chalkòs]Gr], +[I[aes]I], o da [Gr[chálkeios]Gr], [I[ex aere ductus]I], o meglio +ancora da [Gr[chalkíon]Gr] preso in senso di moneta vile, come lo usò +Aristofane ([Gr[Batrachoì]Gr], Act. II. [I[Antepirrh]I]. v. 8 e 9): + + ... [Gr[allà toútois tois ponerois chalkíois]Gr] + + [Gr[Chthès te kaì próen kopeisi to kakísto kómmati]Gr]. + +È facile a spiegare colle corruzioni della greca favella ne' bassi +tempi il non insolito mutamento della pronuncia della [Gr[l]Gr] in +[Gr[r]Gr]. Infatti anche oggidì il coniatore è detto dal popolo greco +indifferentemente [Gr[chalkias]Gr] e [Gr[charkias]Gr]. Né crederei +diversa la origine della medicea [I[crazia]I] toscana, che però altri +vorrebbero derivare dal [I[kreuzer]I] tedesco. + +Ma i nostri numografi, ricordando le [I[carzie]I] di Cipro, e l'epoche +del loro stampo surriferite, e il loro peso di k. 2. 2, e il titolo +ragguagliato a 92 di fino, o a 1060 di peggio per marca, non si +volsero ad applicare quel nome ad alcuna moneta delle cuse in quegli +anni. Eppure, se non di Marcantonio Trevisan che regnò un solo anno, +vi sono monete di Francesco Venier che ducò dal 1554 al 1556, e di +Girolamo Priuli che montò nel 1559 il trono ducale, alle quali si può +applicare senz'esitanza il nome di [I[carzie]I], corrispondendovi, +oltre l'epoca, il titolo e il peso. + +Sono queste due nummoli molto rari, i quali recano dall'un de' lati +una croce con quattro fiamme o con quattro bisanti agli angoli che +forman le braccia, e chiusa da un cerchietto, oltre cui gira +l'epigrafe + FRANC . VENERIO . DVX negli esemplari del primo, e in +quelli del secondo + HIERON . PRIOLI . DVX . Offre il rovescio il +leone di S. Marco in gazzetta e intorno ad esso la leggenda + S . +MARCVS . VENET . Degli unici esemplari che ne ho veduti, conservasi il +primo al Museo Correr, l'altro alla Marciana. Il loro diametro è +m. 0,013, il peso è il più sopra riferito di k. 2. 2, meno le piccole +differenze portate dal non perfetto grado di conservazione. Il titolo +del biglione corrisponde appunto a peggio 1060. + +Non sappiamo il valore della carzia a quell'epoca, ma questo valore ci +apparirà dal confronto con altra moneta notissima, cioè col ducato +d'argento di Girolamo Priuli. Questo pezzo, il maggiore che fino +allora avessero monetato i Veneziani in quel metallo, si fece a peggio +60 e del peso di gr. 651, cioè di k. 162. 3, ed aveva quindi di fino +gr. 617. 3/32. Siccome il ducato stesso si valutava allora, per +decreto 7 gennajo 1561, lire 6 e soldi 4, cosi ogni soldo vi era +rappresentato da una particella di argento fino del peso di +k. 1. 3875/3968. Ora, essendo nel ducato il bagattino rappresentato da +circa quattro decimi di grano, e nella carzia avendosi parimente di +fino grani 0,799, valutato alcun poco in quest'ultima il molto rame, +credo poter affermare che la carzia equivaleva intorno alla metà del +secolo XVI a 2 bagattini. + +[T5] Soldo col doge armato. + +Si custodisce nella Marciana un soldo, del peso di k. 2 d'argento, a +peggio 550 per marca o poco meno, recante da un lato la imagine in +piedi di Pietro Loredan, doge dal 1567 al 1570, volto a sinistra, +coperto d'armatura, cinto il capo del corno ducale, e stringente colla +destra il vessillo. Intorno a lui la epigrafe PETRVS . LAVRETA . +DVX .; al rovescio il S. Marco in soldo chiuso da cerchietto, oltre il +quale la consueta leggenda + S . MARCVS . VENETVS . Di questo pezzo, +d'esimia rarità e di molta bellezza, il Museo Correr possede un +esemplare, ignorato allo Zon e agli altri numismatici, simile al +suddescritto nel peso, nel titolo, nel tipo del diritto, e totalmente +svariato nel rovescio, perché reca la figura del Cristo in piedi, +veduta di prospetto, che tiene il mondo nella sinistra, e colla dritta +sta in alto di benedire, ed è attorniato dal motto TV SOLVS SANCTVS; +tipo ricorrente in altre monete di quest'età, senza nome di doge, e +che probabilmente spettano al Loredan. Vorrebbe lo Zon che questa +monetina, da lui veduta soltanto nella Marciana, fosse allusiva alla +guerra coi Turchi principiata nel 1569, e battuta per uso della veneta +armata (ib. p. 35); e più sotto (p. 68) la novera fra le monete di +Cipro. Io non nego che il doge possa aversi effigiato nella singolare +rappresentazione di catafratto per aver egli incoata la guerra co' +Turchi a proteggere il minacciato reame; ma non posso convenire collo +Zon nell'ascrivere ch'ei fa alla serie delle monete di Cipro il soldo +presente. I due esemplari, che forse unici se ne conservano, recano +ambedue, come indicai testé, simile il diritto, diverso il rovescio; e +questo rovescio medesimo vediamo in monete affatto comuni di quella +età. Non potrebb'egli meglio spiegarsi il tipo e la rarità del +controverso pezzo, ritenendo che i due esemplari del Correr e della +Marciana, fossero semplici prove di una moneta a cui si volle poi +sostituire un diverso rovescio? + +[T5] Bisante. + +L'unica moneta che i Veneziani stampassero nell'isola di Cipro è il +[I[bisante]I], nummo ossidionale lavorato da' difensori di Famagosta +stretta da terribile assedio. Nella sua operetta [I[Historia de +Salamina capta]I], edita la prima volta a Venezia nel 1843, Antonio +Riccoboni, storico contemporaneo a quel fatto, tocca dell'origine di +questa moneta: [I[Cum autem IV. Non. Majas ]I](a. 1570)[I[ per totam +insulam Cyprum bellum inter Venetos et Turcas promulgatum esset, +ipse]I] (intendi Marcantonio Bragadin difensore della piazza, che dopo +la resa fu scorticato vivo da' fedifragi nemici) [I[pecuniis +indigens... quod totum aurum et argentum quod haberet in equestres et +pedestres copias consumpsisset, nec facile propter locorum distantiam +opportunum nummorum subsidium sperare posset... aerarium confici +quamprimum voluit nummosque diu noctuque signari aereos mandavit; +alteros duodecim assium, alteros quattuor quadrantium, atque hujusmodi +moneta peditibus italis et graecis, equitibusque et omnibus qui in +praesidio erant satisfaciebat, edicto facto ut suspendii poena illis +esset proposita quicumque talem pecuniam recusarent]I]. + +Il pezzo ossidionale di Famagosta, ovvio a trovarsi, è di puro rame ed +ha un diametro di m. 0,028; il peso ne' varii esemplari è tanto +incerto che sembra affatto arbitrario; il minimo da me riscontrato fu +di k. 17, il massimo di k. 46. Nel mezzo del campo del diritto è il +leone seduto e rivolto alla sinistra del riguardante, e sott'esso +l'anno 1570, e all'ingiro PRO. REGNI. CYPRI. PRESSIDIO. Nel rovescio è +in tre linee la iscrizione VENETORV = FIDES. INVI = OLABILIS, sopra la +quale un amorino, svolazzante verso la destra, allude alle tradizioni +mitologiche dell'isola cara a Venere; e nell'esergo il nome di BISANTE +colle note, varie negli esemplari, IIII, .I., . I . E ., . I . F . Ma +come discernere fra questi pezzi quelli [I[duodecim assium]I] e quelli +[I[quattuor quadrantium]I] che il Riccoboni distingue? Le sigle +stessissime occorrono in un pezzo del massimo e in uno del minimo +peso; dunque il peso non è dato regolatore. Il tipo nemmeno perché in +tutte è simile, come simile è il metallo che in tutte è semplice rame. +Se tutte avessero la cifra IIII potrebbero essere i pezzi di 4 +quadranti, pezzi che d'altronde non sappiamo a che moneta +corrispondessero. Ma quello di 12 assi, nome parimente a noi +sconosciuto, parlandosi di monete coniate da' Veneziani, qual mai +sarebbe? Forse quel nummo di biglione, custodito alla Marciana, del +diametro m. 0,021 e, del peso di k. 14, che offre da un lato in +quattro linee la epigrafe ÆS = ARGE = NTI = .X., e dall'altro il leone +di S. Marco gradiente verso manca con all'esergo 1571? Lo Zon (p. 69) +non esita a dirci anche questo pezzo, di rarità straordinaria, +spettare alla guerra di Cipro; ma per uniformarsi al detto dal +Riccoboni dovrebbe portare la cifra XII anziché quella X. +Confessiamolo, ci mancano i fondamenti per basare una più plausibile +conghiettura. + + + +[T1] V. TERRAFERMA VENETA. + +Abbracciamo sotto questo nome i possedimenti della Repubblica Veneta +nella penisola d'Italia, escludendone il Dogado che comprendeva le +lagune del settentrione dell'Adriatico e i loro margini sul +continente. Più esteso però era il nome d'ITALIA VENETA, in cui +s'includeva anche la penisola d'Istria. + +Le condizioni naturali e politiche di Venezia ne aveano fatto uno +stato commerciale, e meglio necessitato a stendere le sue colonie +marittime sull'Adriatico e sul Mediterraneo che non a dominare il +continente italiano. Era bastevole una forza terrestre a proteggere i +limiti dell'estuario dagli attacchi degli stati minori, i cui confini +toccavano all'occidente quelli della Repubblica; e se Venezia fu +grande e ricca a dismisura, allora soltanto lo fu quando i suoi +possedimenti continentali si limitavano alle terre del Trevisano. La +smania di dominare in Italia, pagata a troppo caro prezzo con guerre +che per anni ed anni si rinnovarono a tutto svantaggio della potenza e +del commercio de' Veneti, li mosse a dilatare i loro confini sino +quasi alle porte di Milano, e ad occupare oltre Po varie castella +delle marche ne' secoli XV e XVI. È d'altri libri ufficio, meglio che +non del mio, il dimostrare come quella smania, fattasi ancora più +ardente quando le scoperte de' Portoghesi e degli Spagnuoli sul cadere +del quattrocento aprirono vie novelle a' commercii, e quando potenti +nemici calati dalle Alpi e collegati ad altri stati italiani le +contesero armata mano ogni palmo de' suoi territorii. + +Come nelle province oltremarine, anche in quelle continentali inviava +la Repubblica a reggerle patrizii investiti della carica di +[I[podestà]I], e nelle città principali altri con titolo di +[I[capitani]I] a cui s'annetteva la giurisdizione militare, questi e +quelli mutati per solito ad anno. Ma conservava a' paesi, che le sue +armi aveano occupati, i loro proprii statuti e ne temperava il rancore +della perduta autonomia colla mitezza delle savie leggi, colla tenuità +delle imposte, coll'iscriverne le più illustri famiglie nel patriziato +dominante. + +Allorché i Veneziani dilatarono le loro conquiste in Italia, sentirono +la necessità di apportare tali modificazioni alla loro monetazione da +renderla facile e gradita agli stati ove novellamente signoreggiavano. +Quindi i marcelli e le lire mocenighe e gli scudi d'oro ebbero nel +volger di pochi anni spaccio immenso nella Terraferma; ed è ben +difficile che si scopra qualche tesoretto sepolto nella pianura padana +i primi anni del secolo XVI ove non entrino in quantità considerevole +i nummi nostri. Citerò fra gli altri un tesoretto scavato l'autunno +1849 ad Abbiategrasso, che pare aver formato il peculio di un milite +di cui si rinvennero presso alle monete la spada ed un frontale di +cavallo. Vi si contenevano uno scudo d'oro di Carlo VIII di Francia, +varii [I[cavallotti]I] de' marchesi del Monferrato, di Saluzzo e di +Lavagna, due pezzi d'argento di Solothurn e di Uri, molti pezzi minori +di Francesco Sforza; e insieme ad essi 2 [I[marcelli]I] di Pietro ed 1 +di Giovanni Mocenigo, altro di Andrea Vendramin, uno di Agostino +Barbarigo ed uno di Leonardo Loredan, de' quali due ultimi dogi +v'erano eziandio due [I[mocenighe]I]. È questa una prova di più al +fatto già noto del favore che godeano in Italia le monete veneziane. +Sennonché introducendosi, per le vie stesse ond'uscivano le nostre, le +monete straniere negli stati della Repubblica, il C. X. bandiva il 23 +marzo 1517 le monete di ogni specie di Saluzzo, del Monferrato, di +Lucca, di Bologna e d'altri governi italiani, riputandole di pessima +qualità. Pochi stati invero tennero più d'occhio i nummi usciti dalle +zecche straniere di quello che fece la Repubblica Veneta gelosa del +credito de' suoi proprii. + +Ma non solamente i maggiori pezzi d'argento e quelli d'oro erano +ricerchi nella Terraferma Veneziana, ma si faceva sentire il bisogno +altresì de' piccoli spezzati, e fu più d'una volta conceduto alle +singole città lo stampo di monete destinate al corso esclusivo in esse +e ne' lor territorii, e queste sono le ultime di cui ho ad occuparmi +nel presente lavoro. + +TREVISO. + +Capitale della Marca Trivigiana sotto l'impero de' Franchi, Treviso +ebbe ne' primi anni del secolo IX [I[corte]I] o palazzo imperiale, +dove s'improntarono monete col nome e col monogramma di Carlomagno. +Smembrata successivamente la Marca in piccoli territorii, altri +signoreggiati da famiglie cospicue, altri reggentisi a repubblica, +andarono restringendosi i confini del territorio rimasto soggetto alla +città di Treviso, che di repubblica divenne feudo imperiale, e passò +dagli Ezzelini ai Caminesi e quindi agli Scaligeri, che nel 1338 lo +cedevano a Venezia in un trattato di pace. Oppressi poi i Veneziani +dall'impeto de' Genovesi, rinunciavano nel 1381 Treviso a' duchi +d'Austria che ristabilitavi l'abbandonata zecca vi batteano nuovamente +monete. Ma occupata più tardi dai Carraresi, ricadeva nel 1389 ne' +dominii della Repubblica. + +La necessità in cui si trovò nel 1492 la città di minuti spezzati +della moneta per sopperire a' bisogni della popolazione, la determinò +a chiedere alla dominante la fabbrica di un bagattino pari a 1/12 di +soldo, recante, oltre il simbolo del Vangelista, la imagine del +patrono di quel comune, S. Liberale. E il Consiglio de' Dieci sanciva +la seguente terminazione: + +[I[ 1492. die 24 oct. in C. X. cum add.]I] + +[I[Quod auctoritate hujus Consilii mandetur fieri in Cecha + nostra duc. centum bagatinorum ad sex pro marcheto + ad requisitionem fidelissimae civitatis nostrae Tarvisii + de puro ramine ad illam stampam quam illa comunitas + requisivit. Videlicet ab uno latere cum impressione Sancti + Marci in soldo et ab alio latere cum impressione + Sancti Liberalis protectoris sui, cum ordine et mandato + quod de eis non possit expendi ultra valorem unius marcheti + pro vice; ut cum eis provideatur necessitati pauperum + et expendantur in civitate et territorio Tarvisii.]I] + +II bagattino coniato per Treviso nella veneta zecca è somigliantissimo +a quelli che, intorno all'epoca stessa, si fecero per le città di +Dalmazia, e con essi ha comune il metallo ch'è puro rame, o più +frequentemente ottone. Il diametro n'è m. 0,017 e nel peso varia da +k. 8 a k. 8. 2. Il diritto offre il patrono di Treviso in piedi, +veduto di prospetto e che stringe nella destra una spada colla punta a +terra e nella manca un'asta. All'ingiro è la epigrafe S. (ovvero +SANCTVS in rari esemplari) LIBERALIS. TARVIXI, e a' suoi lati le sigle +N e M, ad eccezione di pochi esemplari in cui non ricorrono. Il +rovescio presenta il consueto S. Marco in soldo chiuso da una linea +circolare ed attorniato dall'epigrafe +. S. MARCVS. VENETI. + +Quanto al valore de' bagattini in discorso, sarebbe ozioso il ripetere +ciò che ho già detto parlando di quelli cusi per le città dalmate, e a +quella parte della mia operetta perciò rimando i lettori. Quanto poi +alle sigle N e M, confesso che mi sono inesplicabili. Lo Zon, toccando +di queste monete nel suo più volte citato trattato (p. 35), crederebbe +spettassero a Nicolò Marcello che nel 1453 sedette podestà a Treviso, +e il Gradenigo (Zanetti, vol. II p. 157 n. 6, 7, 8) è incerto se a lui +veramente attribuirle o meglio a Nicolò Morosini che vi coprì quella +carica nel 1417. Basta però confrontare queste monete colle altre che +si hanno d'epoca certa di Traù e di Lesina, da me ricordate alle +pagine 35 e 59, per convincersi della contemporaneità del loro stampo +con quello del bagattino di Treviso. Arrogi che la terminazione 1492 +or ora riportata non parla di nummi antecedentemente lavorati per +quella città; arrogi il disegno e la forma delle lettere che accusa il +declinare del secolo XV o il sorgere del successivo; e sarà necessario +escludere dalle probabilità le ipotesi del Gradenigo e dello Zon. Reca +però maraviglia che nel [I[Libro Reggimenti]I] non rinveniamo né fra i +podestà né fra i capitani di Treviso, dal 1492 a tutto il secolo +successivo ed anzi fino al 1684, alcun nome che concordi con quelle +iniziali. Simili discrepanze fra le sigle impresse sulle monete e i +nomi de' reggitori che pur doveano corrispondervi, ho rimarcato più +addietro ne' bagattini di Spalato (p. 37). Né meglio saprei spiegare +questo fatto che ritenendo qualche sbaglio o qualche ommissione +ov'incorse il compilatore pazientissimo del [I[Libro Reggimenti]I]. + +Non è però questa la sola moneta che i nostri battessero per Treviso. +Altra ve n'ebbe, quantunque non recante il nome né il patrono di +quella città, in epoca più antica. Ad evitare pertanto inutili +ripetizioni, ne diremo parlando delle monete di + +PADOVA. + +Giovanni Brunacci, che nel 1744 pubblicava il suo erudito libretto +[I[de re nummaria Patavinorum]I], precorrendo al maggior lavoro che il +Verci inseriva sull'argomento medesimo nella grande collezione dello +Zanetti, riporta documenti del secolo XI da' quali appare che in +quell'epoca si conteggiava a Padova in moneta veneziana. Un istrumento +fra gli altri del 1053 ivi eretto nomina i [I[solidos de Veneciarum +moneta]I]. Anche ne' secoli successivi, quando la Repubblica Padovana, +retta da' vicarii dell'impero, esercitava il diritto di zecca, la +bontà de' nummi nostri li faceva ivi preferire a quelli d'ogni altro +paese, non esclusi i patrii; ed è perciò che in un rotolo conservato +nell'Archivio Comunale di Padova, recante la data 23 febbrajo 1287, un +Palamede Scapultro confessa di aver ricevuto [I[solidos XLIII, et XVII +denarios venetorum grossorum]I]. Ma nel secolo successivo, durante la +signoria di que' da Carrara, spinta con alacrità singolare la +operosità della zecca di Padova, vi cessò la voga delle monete venete, +a cui sottentrarono le carraresi; le quali, perché mal rispondenti nel +loro valore nominale all'intrinseco, bandivano i Veneziani da' loro +stati, ove s'erano introdotte, colla terminazione seguente che +trascrivo dal Capitolare delle [I[Broche]I], e che non è a mia +cognizione sia stata ancor pubblicata. + +[I[ 1378 (more Veneto cioè 1379) die 18 Januarii, in Rogatis.]I] + +[I[ Cum in Padua fiat de novo quaedam moneta nova ad + formam soldinorum nostrorum, quae moneta nova habet + ab uno latere charium, et ab alia parte crucem, quae moneta + nova est cum magna utilitate nostrorum inimicorum et + damno terrae nostrae;]I] + +[I[ Vadit pars, quod praedicta moneta nova in totum sit + bannita de Venetiis, et de omnibus terris, locis, et + civitatibus Communis Venetiarum, et insuper pro bono + et commodo nostrorum civium et fidelium qui ad + praesens reperirent apud se de dictis monetis, ut ex + hoc non recipiant notabile damnum, ordinetur, quod + assignetur eis terminus per totum mensem praesentem; + videlicet cuilibet qui haberet de eis, quod possit + dictas monetas usque ad dictum terminum portare ad + officium monetae, ubi habebunt de qualibet marcha + praedictarum solidos quatuordecim, existentibus ipsis + monetis bonis de argento; et si essent de falsis, illas + debeant incidere officiales nostri, et restituere illis + quorum essent, sine aliqua poena. Elapso vero dicto + termino, omnes quibus dictae monetae novae factae in Padua, + vel carrarini novi vel veteres reperti fuerint, tam falsi + quam boni, debeant perdere praedictas omnes, et tantundem + pro poena: de qua poena non possit fieri gratia, + donum, remissio, revocatio vel aliqua declaratio, aliquo + modo vel ingenio, sub poena librarum mille pro quolibet + ponente vel consentiente partem in contrarium. Et + praedicta stridentur publice in locis solitis, et + committantur omnibus officialibus nostris quibus commissa + sunt negotia argenti et monetarum, habentibus ipsis + officialibus partem suam solitam de poenis, ut habent + de aliis sui officii.]I] + +Allorché i nostri occuparono armata mano nel 1405 la città di Padova, +le monete della dominante sottentrarono a quelle de' principi +Carraresi. Nel 1443, ducante Francesco Foscari, il Senato decretava lo +stampo di bagattini per Bergamo, Brescia, Verona e Vicenza, di lega +avente 1/2 marca di argento fino sopra 8 1/2 di rame, cioè a peggio +1088. A questa terminazione del 22 febbrajo, che recheremo più sotto, +altra ne faceva succedere il 24 maggio dell'anno medesimo del tenore +seguente: + + + [I[YHS. 1443. die 24 Magio, in Pregadi.]I] + +[I[ Conziossiaché fosse prexo in questo Consejo che in + la Cecha nostra sia fato di bagattini per Pergamo, + Bressia, Verona, Vicenza, e niente sia expresso + de Padoa, Trevixo et altre tere nostre;]I] + +[I[ Vada parte che i masseri nostri de la moneda de + l'arzento mandar debiano a Padoa, Trevixo e ale altre + tere nostre da parte de tera et in la patria de + Friul de bagatinj i qual vien spexi in li diti luogi, + fati ala liga si chomo e prexo in questo Consejo.]I] + +Bisogna quindi investigare quale fra le varie piccole monete che +abbiamo del Foscari sia la contemplata dalla terminazione del Senato +del 1443. Sappiamo che a quest'epoca una marca d'argento fino dava +lire venete 31, e quindi la lira vi era rappresentata da un pezzetto +d'argento del peso di grani 148. 2/3, il soldo da grani 7. 13/30 e il +bagattino da 0,65 di grano. Siccome le monete ordinate da' suddetti +decreti avevano per marca 1088 di peggio sopra 64 di fino, vi stava +cioè il peso del rame a quello dell'argento come 17 a 1, così ogni +singolo pezzo avente 0,65 di grano di argento dovea pesare nel suo +complesso grani 11,05. E questo peso e questo titolo appariscono nelle +monetine del Foscari che recano dall'un de' lati le iniziali F, F, D, +V ([I[Franciscus Foscari Dux Venetiarum]I]) fra le braccia di una +croce, e dall'altro il San Marco in gazzetta senza iscrizione. + +Ma di un'altra moneta coniata per Padova trovo memorie ancor più +precise sotto l'anno 1491 in una terminazione del C. X. che ne ordina +lo stampo. + +[I[ 1491. 31 Auosto, in C. X. cum Add.]I] + +[I[ L'anderà parte che per autorità de questo Consejo + sia preso et deliberà che in la Zecha nostra el sia + chuniado per l'avegnir bagatini de la sorta e qualità + mostrada adesso a questo Consejo, i quali vaiano 12 al + soldo, i quali siano tuti de puro rame de eser spexi in + Padoa e per lo Padoan destretto ala raxon predita de + 12 al soldo, e siano fati con la imagine de Sam Marcho + in forma de liom da uno lady e con una croxe dal altro, + si come e sta conzeso a Veronesi. E chuniadi siano mandadiù + ala camera nostra de Padoa ducati zento.]I] + +La moneta di cui fa parola la presente terminazione, d'onde pare che +siasi anche per lo innanzi battuta pe' Veronesi, è un pezzo di puro +rame o di ottone, abbastanza facile a rinvenirsi, che reca il nome +dell'allora regnante doge Agostino Barbarigo, o del costui successore +Leonardo Loredan; moneta però che finora nessun numografo seppe +spettare a Padova. Porta dall'un de' lati una croce ornata le uguali +braccia di piccoli bisanti e contornata da un cerchio oltre il quale è +la epigrafe AVG . BARBADICO . DVX, ovvero LEO . LAVREDAN . DVX . +L'opposto lato presenta il sacro leone volto alla dritta del +riguardante e che tiene colle zampe anteriori il vessillo. All'ingiro +è la leggenda SANCTVS . MARCVS . VENETI . e fra le zampe del leone +v'hanno varie sigle che qui riporto traendole da' varii esemplari +ch'ebbi a vederne nella Raccolta Correr. + +I pezzi di Agostino Barbarigo recano le iniziali A . F, Z . F . M, +C. K, Z : R, M . B, M . L, e alcuni ne vanno senza. Di quelli del +Loredan, altri portano . A . M ., altri mancano affatto di sigle. + +Delle prime non sono agevoli ad interpretarsi che le due ultime, +indicanti i nomi di Marco Bollani e di Leonardo Mocenigo, ambedue +podestà a Padova, quegli nel 1498, questi nel 1500. Quelle su' pezzi +del Loredan vanno spiegate col nome di Alvise Molin che fu rivestito +di pari carica nel 1504. Le altre del Barbarigo non si accordano col +nome d'alcun podestà di Padova né di Verona dal 1492 al 1501. + +Che però in altri anni si desse mano allo stampo di queste monete da +spendersi a Padova e nel suo territorio ce lo prova una terminazione +del C. X. 19 dicembre 1498 che ordina una nuova fabbrica de' [I[soliti +parvuli]I] per Padova che devon'essere quelli recanti le sigle M . B; +come pure un'altra parte del consiglio stesso, 6 marzo 1503, decreta +si stampino altri cento zecchini in [I[oboli ad solitam stampam]I] per +quella città, che sono a mio credere i pezzi su cui leggiamo le +iniziali di Alvise Molin. + +VICENZA. + +II territorio vicentino è la seconda provincia che la Repubblica di +Venezia acquistava in Terraferma. Fattisene padroni nel 1259 i +Padovani, dopo la uccisione di Ezzelino da Romano, ne vennero +spossessati il secolo successivo dagli Scaligeri che vi dominarono +fino al 1387, in cui cadde in potere di Gian Galeazzo Visconti. Lo +tennero i Visconti fino al 1403 in cui i Vicentini volontariamente si +sottoposero a' nostri coll'assenso della duchessa vedova di Milano, la +quale non potendo assicurarsi il possesso di quella provincia, invasa +dai Carraresi signori di Padova e di Verona, volle piuttosto cederla +a' Veneziani che a' suoi nemici. + +Fino dal secolo XIII Vicenza ebbe diritto di zecca e v'improntò grossi +col nome della città; grossi che recando l'aquila dell'impero +germanico spettano certamente al governo de' vicarii imperiali. Ma i +conquistatori che la occuparono poi le tolsero quel diritto, e la +città ebbe a vicenda i nummi degli Scaligeri e dei Visconti, non senza +che nel suo territorio abbondassero quelli de' Carraresi. Ma allorché +i Veneziani se ne resero padroni, pensarono tosto ad introdurvi le +loro monete, trovandosi nel Capitolare delle [I[Broche]I] la nota +seguente sotto il 19 settembre 1404: [I[Quod pro moneta ordinata fieri +pro Verona et Vicencia possit fieri expensa notata in cedula +praesentibus introclusa]I]. Non siamo però in grado di determinare +quale fosse questa prima moneta fatta battere per inviare alle due +città subito dopo la loro occupazione operata da' nostri. + +E nel 1405 una parte, presa in Collegio il 29 settembre, ricorda +l'orafo Marco Sesto, a cui si aumenta il salario [I[pro intajando +stampas monetarum Veronae et Vicenciae quae verberantur et cuniantur +Veneciis]I]. + +Nel 1443 il 22 febbrajo un senatoconsulto, citato quando parlai delle +monete di Padova, e che riporterò testualmente allorché ci occuperemo +di quelle di Brescia, decretava lo stampo dei bagattini o piccoli a +peggio 1088 anche per la città di Vicenza. Ho ivi pure determinato +quale sia la moneta contemplata da quel decreto. + +Nel 1498 il C. X. sanciva la seguente terminazione: + +[I[ 1498. 30 Julii, in C. X.]I] + +[I[ Fidelissima comunitas nostra Vicentiae supplicari fecit + ut ei concedamus quod in Cecha nostra cudi faciamus denarios + ad novem pro marcheto et ad tres pro marcheto, sortis + et qualitatis quae videbitur Capitibus hujus Consilii. . . + Captum sit quod cudantur in Cecha nostra ducati CCC + bagattinorum pro hac civitate consuetae stampae, pro usu + hujus civitatis.]I] + +Giova ora osservare se a qualcuno dei piccoli spezzati di argento o di +biglione del doge Agostino Barbarigo abbiano a riportarsi i pezzi +battuti per Vicenza, da nove al marchetto e da tre al marchetto. E a +ciò fare partiremo da un dato sicuro, dal prezzo cioè che aveva allora +l'argento ragguardato nel maggior pezzo di quell'epoca, nella lira +[I[moceniga]I], del valore di soldi 20 e del peso di k. 31. 2, a +peggio 60 per marca. Ogni [I[moceniga]I] aveva perciò di fino grani +119. 251/288, e quindi il soldo vi era rappresentato da gr. 5. 19/20 +di fino argento. È precisamente questo il peso dell'argento sceverato +dalla sua lega ne' due piccoli marchetti che abbiamo di quel doge, +l'uno col leone alato, l'altro col tipo della moceniga in tenuissime +proporzioni. Quindi è che de' pezzi cusi per Vicenza il primo, +ragguagliato ad 1/9 di soldo e perciò corrispondente a bagattini +1. 1/3, avrebbe a contenere di fino 0,66 di grano; il secondo, +ragguagliato ad 1/3 del marchetto o a bagattini 4, avrebbe a contenere +di fino gr. 1. 49/50. + +Una terminazione del C. X. sancita pochi anni addietro reca qualche +lume a tale intralciata questione: + +[I[ 1489 (more veneto cioè 1490), 17 fevrer, in C. X. cum Add.]I] + +[I[L'e deliberado per questo Consejo con la Zonta che i + bagattini da 9 al soldo diebano tegnir charati 60 per + marcha d'arzento fin; et de quatrini bianchi ala raxon + de 3 al soldo deba tegnir d'arzento charati 180 per ogni +. marcha.]I] + +Rilevasi chiaramente da questa legge che ne' pezzi da 1/9 di soldo +l'argento fino deve stare al peso totale come 60 a 1152, cioè come 5 a +96; in quelli da 1/3 di soldo come 180 a 1152, ovvero come 5 a 32. +Dunque i primi che tengono di fino 0,66 di grano avrebbero a pesare +gr. 12,67, e simile dovrebb'essere il peso de' secondi, ne' quali +tuttavia l'argento sarebbe in tripla quantità, avrebbero cioè di fino +gr. 1,98 e di peggio gr. 10,69. Devo però confessare che né l'una né +l'altra di queste monete non vidi mai. Lo Zon, che tali spezzati +toccava appena di volo (p. 47), crederebbe ravvisarle in que' pezzi +del Barbarigo a cui più ragionevolmente ho applicato il nome di +[I[tornesi]I]. V'hanno bensì de' tempi del Barbarigo due piccole +monete, senza epigrafe alcuna, l'una delle quali di fino argento a +peggio 60 circa recante da un lato il S. Marco in soldo, dall'altro la +Vergine, piccolissima moneta e leggiadra, del peso di 3 soli grani, +che quindi equivale al [I[bezzo]I] o al [I[mezzo soldo]I]; la seconda, +recante da un lato lo stesso simbolo del Vangelista, e dall'altro una +croce ornata di bisanti; del peso di grani 5 e di argento a circa +peggio 300, in cui potrebbe ravvisarsi una varietà del [I[bezzo]I]. Ma +le monete battute per Vicenza non saprei discernerle né in questo che +tanto se ne scostano, né in altre dell'epoca del Barbarigo. + +E inutile parimente è il cercarle fra' nummi improntati sotto la ducea +del Loredan, durante la quale abbiamo memorie che pur si stampassero, +perché la legge del C. X. 26 maggio 1503 decreta che si coniino altri +500 zecchini [I[bagattinorum ad 9 pro marcheto]I] da spedirsi a +Vicenza. + +VERONA. + +Una delle più fervorose città italiane a stringere la lega lombarda, +Verona si reggeva a comune quando venne segnata nel 1177 la pace di +Venezia. Straziata prima dalle fazioni de' guelfi e de' ghibellini, +più tardi tiranneggiata dal vicario imperiale Ezzelino da Romano, +cadde in potere della famiglia Scaligera che per 127 anni la tenne, +spogliatane poi da' Visconti di Milano che volontariamente offersero +città e territorio alla Repubblica di Venezia, perché non avessero a +cadere in mano di stranieri venuti di oltr'Alpe. Sennonché, prima che +i Veneziani ne conseguissero il possesso, fu ricuperata dagli +Scaligeri, e poco dopo occupata da' Carraresi di Padova, a' quali i +Veneziani la tolsero per sempre nel 1405. + +Il diritto di zecca che Verona esercitò sotto la dominazione de' +Franchi, e poi durante il governo autonomo e quello degli Scaligeri e +de' Visconti, le venne tolto da' Veneti, nella cui officina nummaria +s'improntarono nel 1404 monete da spendere nel suo territorio +combattuto allora, ma per diritto a Venezia spettante. Le due +terminazioni 19 settembre 1404 e 29 settembre 1405, di cui ho +riportato frammenti quando testé feci parola delle monete di Vicenza, +ricordano pure le veronesi. Ma di quest'ultime ci offre nuove memorie +il Capitolare delle [I[Broche]I] sotto il mese stesso di settembre +1404, col farci sapere che nella nostra zecca [I[la spexa dela moneda +di Verona per una marcha]I] era di soldi 13; e che poscia venne cosi +modificata che [I[i quatrini per Verona per una marcha non metando el +chalo che xe m. 8. k. 4 per zentener de le marche]I], fosse di soldi 8 +e denari 6, mentre [I[la spexa de' pizoli per Verona]I] non eccedesse +i 7 soldi e 10 denari per marca. Ma queste monete che Verona ebbe +comuni, almeno in una specie, con Vicenza, non abbiamo dati sicuri per +distinguerle dalle monete ordinarie della dominante; e perciò riterrei +aversi ad applicare il nome di [I[pizoli]I] al [I[denaro]I] cauceo del +doge Steno, e al costui [I[tornese]I] quello di [I[quattrino]I]. + +Nel 1443 il senatoconsulto più volte citato dei 22 febbrajo decretava +lo stampo di nuovi bagattini per la Terraferma Veneta, quindi eziandio +per Verona. A quali nummi del Foscari abbia attribuirsi quel nome, ho +già dimostrato parlando delle monete di Padova. + +Nel 1493, ducante Agostino Barbarigo, domandavano i Veronesi alla +Repubblica nuovo stampo di piccole monete per la loro città. Qui +riporto la terminazione del C. X. che annuisce a quella ricerca: + +[I[1493. 16 Martii; in C. X. cum Add.]I] + +[I[ Concedendum est fidelissimae comunitati nostrae Veronae + et universo territorio petentibus quod cudantur in Cecha + nostra ducati CCCC quatrinorum ad tres pro marcheto et ducati + CC obolorum ad novem pro marcheto sortis et charatatae + alias concessa, propterea]I] + +[I[ Vadit pars quod auctoritate hujus Consilii per Cecham + nostram cudantur duc. CCCC quatrinorum et ducati CC + obolorum.]I] + +Ecco dunque ricorrere un'altra volta quelle introvabili monete da 3 e +da 9 al soldo delle quali ci occupammo con qualche estensione allorché +cadde non ha guari il discorso sopra simili pezzi che per Vicenza +s'erano cusi. Non è però questa l'ultima memoria di monete qui battute +per la città di Verona; rilevandosi dal tenore della terminazione 31 +agosto 1491, riportata allorché si trattò delle monete di Padova, che +bagattini simili a quelli che il C. X. decretava in quel giorno per +Padova, s'erano già prima coniati per Verona, quantunque io abbia +avvertito che le varie sigle ricorrenti su que' pezzi del doge +Agostino Barbarigo non corrispondono alle iniziali de' podestà che +rappresentarono la Repubblica gli ultimi anni del secolo decimoquinto +a Verona. La qual città pochi anni dopo, assalita da prepotenti forze +imperiali, veniva ceduta dal podestà veneziano Francesco Garzoni a' +cittadini il 1.° giugno 1509, che aprivano le porte a Massimiliano che +la resse fino al 1516 e v'improntò moneta col suo nome e co' suoi +stemmi. Ma ritornata alla Repubblica, perdette la seconda volta il +diritto di zecca. + +BRESCIA. + +Emancipata nel 936 dal grande Otone, entrò nella lega lombarda, e fu +poi straziata da' partiti, tiranneggiata da' vicarii, e subì con +pazienza impotente il giogo crudele di Enrico VII. Nel 1330 stanca +delle lunghe oppressioni degli antichi signori, invocò la protezione +di Giovanni re di Boemia e di Polonia, dal quale, per aver lui rotta +la fede giurata, si emancipò di nuovo per darsi agli Scaligeri, donde +passava con Bergamo pochi anni dopo a' Visconti. Governata sul cadere +del secolo XIV da Pandolfo Malatesta e quindi un'altra volta da' +signori di Milano, volle dedicarsi a Venezia; e il generale Francesco +Carmagnola nel 1426 ne prese possesso in nome della Repubblica, che le +mantenne i patrii statuti e fino al 1488 il [I[consiglio popolare]I]. + +Varii de' dominatori che successivamente ressero Brescia e il suo +territorio vi esercitarono diritto di zecca, toltole poi dalla +occupazione de' Veneti. Tuttavia nella zecca della metropoli +s'improntarono monete per quella città prima del 1443 e dopo +quell'anno, come appare dalla più volte citata terminazione del 22 +febbrajo dell'anno medesimo, che qui riporto: + + + [I[YHS. 1442 (more veneto, o 1443) adi 22 Fevrer, + in Pregadi.]I] + +[I[ Cunziossiaché el faza per la Signoria nostra a questo + tempo bexogno de factura de denari per ogni modo et via + honesta; et in Cecha nostra del arzento altre volte + se feva pizoli over bagatini per Bressia, Pergamo, + Verona e Vicenza soto diverse stampe secondo el chorso + di luogi; i qual bagatini tegniva marche 8 de rame + e 1 de arzento; per che i diti bagatini son manchadi, + al prexente alguna moneda del ducha di Millan chiamada + sexini (i qual di sora sono bianchizadi e tuto el resto + si e rame) a prexo corso per tuto el nostro teritorio + dal Menzo in la; e sel fosse fato de i diti bagatini + che tegnissino marche 8. 1/2 di rame e meza de arzento + el nostro Chomun ne receverave grandissima utilitade + e guadagno.]I] + +[I[ L'anderà parte che i nostri masseri de la moneda + del arzento debiano far far de i diti bagatini secondo + le stampe uxade de Pergamo, Bressia, Verona, Vicenza + e Veniexia, metando marcha meza de argento in marche + 8. 1/2 di rame.]I] + +Non è invero agevole il discernere fra le monete del Foscari, alle +quali dee spettare il nome e il valore di bagattini, quelle coniate +fra il 1423 e il 1443 per l'una o l'altra delle città ricordate da +questa terminazione. Quanto poi alle cuse dopo quell'anno, credo aver +provato nella parte del mio lavoro sacrata alle monete di Padova, +aversi a riconoscere quei nuovi bagattini nelle monete che recano +dall'un de' lati le iniziali del nome del Foscari fra le braccia di +una croce, e dall'altro il S. Marco in soldo senza iscrizione. + +La copia de' bagattini stampati in esecuzione del senatoconsulto 22 +febbrajo 1443 è provata da un altro sancito il 23 novembre dell'anno +stesso, che dice come s'era fatta nella zecca nostra [I[granda +quantitade de pizoli per Bressia, Padova et altre tere]I]; e sembra +anzi che le province di Terraferma ne fossero innondate se, nel 1451, +il Senato ne sospendeva lo stampo: + +[I[ 1451. adi 25 Settembre, in Pregadi.]I] + +[I[ Chel sia comandado per autoritade de questo + Consejo ai oficiali nostri dela Cecha che i no + debia piu far far pizoli di Bressia.]I] + +Ma i bisogni della guerra, che rendono sempre necessaria la più +operosa attività delle officine nummarie, indussero l'anno seguente il +Senato ad abrogare questa terminazione coll'altra che qui riporto: + +[I[ 1452. adi 29 Dezembrio, in Pregadi.]I] + +[I[ Che la Cecha possa far stampir e chuniar pizoli + dela stampa da Bressia, non ostante altri ordini + over chomandamenti nostri ordenando in chontrario.]I] + +Simili a quello cui ho attribuito il nome ed il valore di bagattino +per la Terraferma, e più specialmente di [I[bagattino per Brescia]I], +non ricorrono d'alcun doge dopo del Foscari. Abbiamo bensì memoria +d'altre monete battute per quella città, conservataci dalla +terminazione del C. X. 19 ottobre 1474 che bandisce i [I[quattrini +duini da Bressa]I] e i[I[ pizolli uechi dal lion, le qual monede no se +possino in alchuna parte del mondo spender]I]; e così pure di +quattrini e sesini ivi spediti nel 1589 troveremo notizia +nell'occuparci di quelle di Bergamo, comeché le monete bandite nel +1484 o le decretate nel 1589 non sappiamo discernere fra quelle +destinate ad aver corso anche nella capitale della Repubblica. + +BERGAMO. + +Passata dal dominio de' re d'Italia a quello de' vescovi, Bergamo +cominciò poi a reggersi sotto l'impero del terzo Otone con forma +repubblicana. Costretta in seguito a ricevere vicarii imperiali, ed +associatasi alle città conchiudenti la lega lombarda, si emancipava +per oro nel 1286 da ogni supremazia dell'impero germanico e ritornava +all'antica autonomia. Ma nel 1330 datasi a Giovanni di Lussemburgo re +di Boemia e di Polonia, ebbe da lui leggi civili e criminali; ma poco +dopo la occuparono a vicenda Visconti e Scaligeri. Venduta da una +famiglia ottimate a Pandolfo Malatesta, fu a costui ripresa da' +Milanesi; sennonché, ardendo la guerra fra il Visconte e Venezia, i +Bergamaschi inviarono legati ad offerir la loro città alla Repubblica +che nel 1428 ne prendeva possesso, contrastato in seguito dalle armi +del duca Filippo Maria, ma inutilmente. Ne' torbidi anni in cui gli +alleati di Cambray minacciavano la esistenza della Repubblica, Bergamo +aprì le porte a' Francesi, per discacciarneli pochi anni dopo e far +ritorno al mite governo de' Veneziani. + +Nel secolo XIII, imperando Federico II, mentre la città era soggetta +a' vicarii, s'improntavano a Bergamo monete col nome e colla imagine +di quell'augusto e recanti le armi della città, un castello guernito +di tre alte torri. Questi nummi argentei di Bergamo, che però stanno +fuori del nostro campo perché battuti anzi la veneta dominazione, +offrono un esempio di lega forse unico nella storia numismatica. +Conciossiaché il fino argento in cui si vollero coniati si presenti in +numerosi esemplari misto all'antimonio. Non si avendo però né della +zecca di Bergamo, né d'altre zecche del mondo memoria alcuna che +ricordi appositamente impiegato quel miscuglio stranissimo, crederei +non ingannarmi nel ritenere che la difficoltà delle operazioni +docimastiche, in un'epoca in cui poco si conosceva l'arte di appurare +i metalli, lasciasse nella massa che si credeva di fino argento alcune +porzioni di antimonio che nello stato naturale contenea l'argento +medesimo. + +La terminazione del Senato di Venezia 22 febbrajo 1443, riportata +quando dissi delle monete di Brescia, ci prova che dal giorno della +occupazione di Bergamo operata da' nostri fino a quello in cui fu +sancita la detta legge s'erano già battute monete per quella città, le +quali non è possibile discernere fra le altre improntate col nome del +doge Foscari. Ma ravvisammo bensì fra queste, le comandate dal +succitato senatoconsulto, allorché si toccò de' nummi cusi a Venezia +per Brescia e per Padova. + +Havvi però una moneta di rarità singolare, il cui solo esemplare a me +noto si conserva nella Marciana, alla quale provenne dal Pasqualigo, +espressamente battuta per Bergamo nel secolo XVI inoltrato, e recante +il nome del doge Pasquale Cicogna. È un piccolo pezzo di biglione, del +diametro di m. 0,0185 e del peso di k. 5 o poco meno; il cui diritto +offre l'imagine stante di S. Marco che, volgendo il capo alla destra +dell'osservatore, tiene con ambe le mani il Vangelo. Lo accerchia la +epigrafe . S . M . V . PASC. CICON . DVX; e nell'esergo sotto la +figura campeggia la cifra 4 fra due rose. Il rovescio presenta il +Redentore veduto fino alle reni, di prospetto, e recante nella +sinistra il globo e colla destra benedicente. Lo attornia questa +leggenda VIA . VERITAS . ET . VITA; e nell'esergo il nome della città +per cui fu cuso questo nummo, così abbreviato BERGO . e sott'esso una +stellina. + +È prezzo dell'opera soffermarci alcun poco a considerare la moneta +presente, ch'è invero fra quelle stampate pei possedimenti veneti una +delle più singolari. Quanto alla età, la determina chiaramente il nome +del doge Cicogna che governò la Repubblica dal 18 agosto 1585 al 2 +aprile 1595. Non ugualmente agevole è il verificare la occasione che +ne dié motivo allo stampo, e così pure il nome, il titolo, il valore. +Ciò nullameno le osservazioni che verrò esponendo gitteranno alcuna +luce su questo punto tuttora incerto della patria numismatica. + +Il coscienzioso Zon così ne scriveva a pag. 57 del suo trattato: +[I[Nel 1589 vi ha un ordine per istampo di sesini o quattrini per +Bergamo a peggio 550, siccome le gazzette, che sono forse quelli di +grani 20 per ciascuno fatti sotto il doge Cicogna, col Salvatore e col +motto: VIA VERITAS ET VITA, e BERGO, scritto nell'esergo]I]. +Conoscitore della lealtà del mio illustre amico, e ammiratore della +rara diligenza ch'egli poneva ne' suoi diletti studii numografici, non +potei non andar molto maravigliato nel trovar le notizie date nel +passo surriferito non conformi al vero; né saprei indovinare come lo +Zon siasi questa volta lasciato trar in errore, forse dall'altrui +autorità. Svolsi infatti ed esaminai accuratamente le terminazioni del +Senato, a cui allora era affidata la direzione della zecca, non solo +dell'anno 1589 ma di tutto il tempo in cui ducò il Cicogna, e non mi +fu dato rinvenire quell'imaginario senatoconsulto. Vi rincontrai bensì +diversi decreti de' Pregadi riguardanti le ingenti spese sostenute +quell'anno e nel precedente per proseguire le fortificazioni di +Bergamo e di Brescia, e l'unico ove m'imbattei in memorie di +[I[quattrini]I] (non già di [I[sesini]I]) è quello di cui qui +trascrivo la porzione che più interessa le nostre ricerche: + +[I[ 1589. 25 Novembre. In Pregadi.]I] + +[I[ . . . Quanto poi alla moneta minuta, et particolarmente + dei quattrini, volemo che quei che si stamperanno in + questa città siano spesi a 6 alla gazetta. Et acciocché + questo ordine nostro habbia la sua debita et presta + essecutione, siano da i Proueditori nostri in Cecca + mandati in più volte a i Rettori nostri di Brescia de i + danari ultimamente applicati alle fortezze per la fabrica + di quel castello duc. tremille de quattrini, ed + altrettanti a quei di Bergamo per pagar la maistranza + alla fabrica di quella fortezza et altre persone + che farà bisogno.]I] + +Dal tenore di questo decreto chiaramente appare che si mandarono a +Brescia ed a Bergamo somme considerevoli in piccoli pezzi da 6 alla +gazzetta, cioè del valore di 4 bagattini ciascuno per gli stipendii +degli operai impiegati nell'erezione di quelle fortezze. Perché dunque +non potrebbesi ammettere che in tal circostanza una qualità +particolare di quattrini, destinati ad inviarsi a Bergamo, +s'improntasse col nome di quella città? Vi corrisponde l'epoca, +semplicemente espressa col nome del doge allora regnante, vi +corrisponde la cifra 4 indicante il valore del [I[quattrino]I], o 4 +piccoli, pari ad un 1/6 di gazzetta, come vuole il decreto. + +A determinare pertanto il titolo del metallo in cui la moneta di +Bergamo si volle coniata, mi varrò di un computo da me altre volte +adottato per precisare la quantità di fino che dev'esistere in un dato +pezzo. E nel caso presente, prenderò a punto di partenza il notissimo +[I[ducatone]I], detto oggi altramente [I[Giustina minore]I], il quale +all'epoca del Cicogna si mantenne al prezzo di lire 6 e soldi 4, o +soldi 124, cifra che reca nell'esergo del suo rovescio. Questo pezzo +del peso di k. 134. 1/2 a peggio 60 conteneva perciò d'argento fino +k. 127. 95/192; e v'era quindi il soldo rappresentato +approssimativamente da un pezzetto d'argento del peso di k. 1. 1/35, e +perciò il quattrino, pari ad 1/3 di soldo, dovea tenere di fino +gr. 1. 12/35, o press'a poco gr. 1. 1/3. Sicché pesando il quattrino +di Bergamo grani 20, avrebbe a contenere circa gr. 18. 2/3 di lega, +andrebbe cioè al peggio approssimativo di k. 1075. Qual differenza fra +questa cifra e quella di k. 550 che avea data lo Zon! + +RAVENNA. + +Dall'anno 1390, allorché Ravenna era sotto il dominio di que' da +Polenta, fino al 1440 fu sede di un Veneto podestà, le cui +attribuzioni non erano peraltro maggiori di quelle di un semplice +console, comeché il nome della carica suonasse una più lata +giurisdizione. Quando nel 1440 la vecchia capitale dell'Esarcato si +dedicò alla Repubblica, mandovvi questa un patrizio rivestito di ben +più ampii poteri, insignito del doppio titolo di [I[podestà e +capitano]I], mutantesi d'uno in altro anno. Circa settant'anni ne +rimasero padroni i nostri, fino a che cioè, dopo un inutile assedio +messole dalle truppe papali che fu valorosamente respinto da' +difensori, ricadde nelle mani del Pontefice per trattato, dopo la +rotta dell'Alviano a Ghiaradadda. + +Due anni dopo la veneta occupazione, nel 1442, tolto a Ravenna il +privilegio di zecca, che da dieci secoli esercitava, il Senato venne +alla terminazione che qui trascrivo, per sopperire a' bisogni del +minuto commercio di quella città: + + +[I[ YHS. 1442, adj XVIII Luio. In Pregadi.]I] + +[I[ Conziossiaché el sia prexo in questo Consejo + ch'el sia fato dj bagatinj ala liga nuoua per letere + nostre, e bona chossa sia etiamdio proueder ch'el + sia fato dj quatrinj e mezj quatrini per Rauena + ala liga e segondo la mostra dj dictj quatrinj + fata per i masserj nostri dela moneda del arzento + e mandada al proveditor nostro da Ravena, el qual + l'alda che el sia facto dj dictj quatrini perché i + piaxeno molto a i citadinj di Ravena;]I] + +[I[ Vada parte che i masserj nostrj de la moneda + del arzento debiano far far di quatrini e mezi + quatrinj predicti ala liga e segondo la mostra + per i predicti masseri facta.]I] + +Avvegnaché la presente terminazione ricordi due diverse monete battute +per Ravenna, cioè il [I[quattrino]I] o terza parte del soldo, e il +[I[mezzo quattrino]I] o il sesto di soldo, una sola ne incontriamo +nelle nostre raccolte, il cui peso e il cui titolo ci consigliano a +tenerla il [I[quattrino]I]. Parlando sotto l'anno 1443 delle monete +cuse per Padova, feci vedere come il soldo a quell'epoca fosse +rappresentato da un pezzetto d'argento fino del peso approssimativo di +grani 7. 1/2. Ora, risultando dall'assaggio la lega del nummolo +ravennate al titolo 0,333, ed essendone il peso di grani 7. 1/2, esso +equivale veramente ad 1/3 del soldo, cioè al quattrino. + +Offre la rarissima moneta di cui ci occupiamo, da un lato il patrono +di Ravenna, mezza figura, con insegne di vescovo e benedicente, veduto +di prospetto, e intorno ad esso la epigrafe S . APOLI . RAVEN . +Dall'altro il S. Marco in soldo chiuso da un cerchietto, oltre cui +gira la leggenda + S . MARCVS . VENETI . N'è corretto il disegno, e il +diametro è di m. 0,012. + +Nel 1451 trovo nuovamente memoria de' quattrini per la Romagna, ne' +quali non altra moneta saprei ravvisare che la or ora descritta: + +[I[ 1451. adi ultimo Dezembrio. In Pregadi.]I] + +[I[ I oficiali nostri dela moneda del arzento sia + tegnudj e debiano far far da mo fin per tuto el + mexe d'aprile prossimo de tempo in tempo, si chome + al Colegio aparerà, ducati mille dj quatrini, qual + se spenda in Romagna, ancora arquanto miorando ala stampa.]I] + +Gli è fuor di dubbio che, se questo senatoconsulto ebbe esecuzione, si +avrebbe dovuto trovare due varietà de' quattrini ravennati; ma finora +me lo vietò la molta rarità di questi piccoli nummi, che mancano alla +Raccolta Correr; e l'esemplare che ne vidi alla Marciana e qualche +altro che trovasi in collezioni private, non mi esibirono che un solo +tipo. + +ROVIGO. + +Tolta da' Veneziani nel 1404 ad Alberto d'Este marchese di Ferrara +alleato de' Carraresi, Rovigo fu restituita da' nostri nel 1438 a +Nicolò d'Este, per interposizione di papa Eugenio IV. Ma nelle guerre +combattute da' Veneti contro il duca Ercole, fu da loro ripresa, e lor +ne venne confermato il possesso nella pace del 1484. Dopo il 1509, +fervendo la lotta contro gli alleati di Cambray, mutò spesso padrone, +fino a che nel 1514 restò in perpetuo dominio della Repubblica. + +La moneta che sola si conosce di Rovigo è di tipo simile alla +precedente, benché migliorata nelle imagini ed accusante epoca più +moderna. Il titolo n'è alcun poco inferiore, il peso è di k. 2. 1, per +cui non temerei asserirla un [I[quattrino]I] di valore simile al +ravennate. La leggenda del diritto, invece del nome di S. Apollinare, +ha quello di S. Bellino patrono de' Rodigini, S . BELLI . RODIG . + +L.I. Grotto dell'Ero nelle [I[Ricerche ed osservazioni]I] che stese +intorno a questo santo [I[vescovo di Padova e protettore del +Polesine]I] (Padova, 1843) sembra che ricordasse la moneta presente +allorché scrisse: [I[Gli statuti di Rovigo (lib. III pag. 244) +contengono una ducale di Agostino Barbarigo riportata anche +dall'Orologio, del 1487, diretta ad ampliare ed ornare la chiesa +depositaria delle terrene spoglie del martire, in onore del quale +Rovigo nella sua dedizione alla Veneta Signoria del 1484 coniò una +medaglia, ove leggeasi nella parte anteriore: S . BELL . RODIG . e +nella posteriore: S . MARCVS . VENETI ]I]. + +Non mi fu dato rinvenire la legge che di questa moneta decreta lo +stampo; ma il tipo si mostra degli ultimi anni del secolo XV, e prova +che fu battuta durante la seconda occupazione di quella città, cioè +dopo il 1484. + +Vince questo nummo in rarità il ravennate. Il p. Basilio Terzi, goffo +geologo e più goffo erudito, in una sua [I[Dissertazione sopra alcune +monete inedite d'Italia]I], Padova, 1808 in 4.°, fu il primo a +pubblicarlo, mentre il ravennate s'era già illustrato nella grande +raccolta dell'Argelati (vol. III, pag. 123). Dice il Terzi che a' suoi +giorni di questo di Rovigo si conoscevano tre esemplari. Ma non ebbi +occasione di vederne io a' miei che un solo, quello conservato nel +Museo Correr. + + + +[T1] CONCLUSIONE. + +La illustrazione del nummo rodigino chiude in un tempo e la parte +consacrata alle monete della Veneta Terraferma e l'intera operetta che +offersi a quelli de' miei concittadini e de' forastieri che intendono +con amore coscienzioso allo studio delle antichità veneziane. Il mio +cammino è dunque fornito, e mi resta la dolce lusinga di averlo +dischiuso e percorso recandovi quella luce di critica che bastasse a +diradare molte dubbiezze che finora lo resero intralciato e posero +agli eruditi, che pur si accingevano a batterlo, ostacoli +insuperabili. Ma so bensì che le mie accurate indagini, i pazienti +miei studii su' documenti e su' monumenti, non valsero a fugare tutte +le ombre dell'incertezza. V'hanno de' punti infatti ove l'insorgere di +qualche difficoltà, a distruggere la quale non bastarono le forze mie, +mi costrinse ad indietreggiare per non gittarmi nel campo d'ipotesi +soverchiamente avventate. E solo l'ipotesi che si presentava +avvalorata da saldi puntelli fui talora obbligato ad accogliere, +pronto a nuovamente piegare i miei raziocinii a fatti la cui +esistenza, provata nell'avvenire, giovasse ad abbatterli. + +Il seguente prospetto presenta nel metodo tabellare i risultati +numerici delle mie ricerche, già esposte in più particolareggiata +maniera in questo libretto. L'ordine progressivo delle monete che vi +si trovano elencate è quello stesso che tenni nel tesserne la +illustrazione. Ad ogni pezzo apposi l'epoca del suo stampo per servire +agli studii dell'economista, rintracciante il vario valore de' metalli +chiamati a fungere l'ufficio di simboli della ricchezza, nelle varie +età. I pesi conservai in carati e grani della marca nostra, che +avvertii simile alla marca di Colonia. Mi valsi, ad indicare i titoli +dell'argento, della cifra esprimente i carati di lega ch'entravano in +ciascuna marca di mistura da monetare; sicché il fino risulta ben +facilmente detraendo da' 1152 carati componenti la marca la cifra +notata nella tabella. Il valore è in lire venete, soldi e denari, a +cui si ragguaglia ogni moneta considerata nell'epoca nella quale fu +primamente improntata. + +In sei differenti gradi ho stimato valutare la varia rarità delle +monete registrale nel prospetto. Espressi con una C le più +[I[comuni]I] a trovarsi, quelle di cui nessuna raccolta suol +difettare. La lettera Q dinota le [I[quasi comuni]I], quelle cioè che +s'incontrano con minor frequenza delle precedenti, non tale però da +meritare d'esser classificate fra le [I[rare]I]. A queste ultime +apposi il segno R; come indicai [I[doppiamente rare]I], R2, le +mancanti d'ordinario alle collezioni, non già a quelle colossali che +abbiamo a Venezia. Il grado di [I[somma rarità]I] è espresso dal segno +R3, e in questa categoria entrano pur le monete di cui sono a mia +notizia almeno due esemplari. I nummi invece di cui un solo esemplare +è a me noto, o quelli la cui esistenza, quantunque da me non vedute, è +constatata, assumono il segno R4. Se tuttavia io dovetti rimanermi +incerto sulla esistenza effettiva di un pezzo, vi apposi il segno del +[I[dubbio]I] (?). + + + +[T5] Tavola sinottica delle monete de' Possedimenti Veneziani +descritte ed illustrate in quest'opera. + +Colonne +1 Nome della moneta +2 Epoca +3 Peso in k. +4 Peso in gr. +5 Titolo in peggio p. marca k. +6 Valore in lire ven. +7 Valore in soldi +8 Valore in denari +9 Grado di rarità + + 1 2 3 4 5 6 7 8 9 + [Bo[I. DALMAZIA ED ALBANIA]Bo]. +1. Tornese di Dalmazia 1410 3 2 912 - - 4 R4 +2. Liretta 1664 13 3. 1/2 350 1 - - Q +3. Da otto 1664 5 2. 1/5 350 - 8 - Q +4. Da quattro 1664 2 3. 1/10 350 - 4 - R +5. Gazzetta 1690 38 - rame - 2 - C +6. Gazzetta 1706 33 3. 9/17 rame - 2 - C +7. Gazzetta 1730 29 2. 2/13 rame - 2 - C +8. Soldo 1690 19 - rame - 1 - C +9. Soldo 1706 16 3. 13/17 rame - 1 - C +10. Soldo 1730 14 3. 1/13 rame - 1 - C +11. Leone Mocenigo + di A. Mocenigo II. 1706 56 - 450 4 - - Q +12. Mezzo detto 1706 28 - 450 2 - - Q +13. Quarto detto 1706 14 - 450 1 - - Q +14. Ottavo detto 1706 7 - 450 - 10 - Q +15. Sedicesimo detto 1706 3 2 450 - 5 - ? +16. Galeazza di Alvise + Pisani 1736 92 2. 2/3 144 7 6 8 Q +17. Mezza detta 1736 46 1. 1/3 144 3 13 4 Q +18. Quarto detta 1736 23 2/3 144 1 16 8 Q +19. Bagattino di Sebenico 1485 9 - rame o ottone - - 1 C +20. detto di Zara 1491 8 3 rame o ottone - - 1 R +21. detto di Traù 1492 9 2 rame o ottone - - 1 R2 +22. detto di Spalato 1491 7 3 rame o ottone - - 1 Q +23. detto di Lesina 1493 7 2 rame o ottone - - 1 R3 +24. Grossetto di Cattaro 1423 5 - 60 - 2 8 R3 +25. detto 1627 ? - 238 - 2 8 R4 +26. Mezzo Grossetto di + Cattaro col S. Marco 1548 2 2 120 ? - 1 4 R2 +27. detto col leone 1567 2 2 120 ? - 1 4 R3 +28. detto collo stemma 1597 ? - ? - 1 4 R4 +29. d. scemato nel titolo 1627 ? - 443 - 1 4 R4 +30. Quattrino (?) di + Cattaro senza + lo stemma 1451 5 a 6 - 1092 ? - - 2 R2 +31. detto collo stemma 1488 7 2 1092 ? - - 2 Q +32. Moneta colle iniziali + Z e M 1638 8 3 1098 ? - 1 2 Q +33. Follare di Cattaro + di peso eccedente 1485 20 3 rame - - 2/3 R4 +34. Follare comune di + Cattaro 1569 6 - rame - - 2/3 R +35. Grossetto di Scutari 1423 ? 5 - 60 - 2 8 R2 +36. Bagattino di Antivari 1490 ? 6 3 rame - - 1 R + [Bo[II. LEVANTE VENETO]Bo]. +37. Tornese di + Andrea Dandolo 1350 ? 3 - 912 - - 4 R4 +38. Tornese di + Giovanni Gradenigo 1355 3 - 912 - - 4 R3 +39. Tornese di + Giovanni Dolfin 1356 3 - 912 - - 4 R4 +40. Tornese di Lorenzo Celsi 1361 3 - 912 - - 4 R2 +41. Tornese di Marco Corner 1365 3 - 912 - - 4 R +42. Tornese di + Andrea Contarini 1368 3 - 912 - - 4 C +43. Tornese di + Michele Morosini 1382 3 - 912 - - 4 R3 +44. Tornese di + Antonio Venier 1382 3 - 912 - - 4 C +45. Tornese di Michele Steno 1400 3 - 912 - - 4 R +46. Tornese di + Tommaso Mocenigo 1414 3 - 912 - - 4 R3 +47. Tornese di + Francesco Foscari 1424 3 - 912 - - 4 R3 +48. Tornese di + Agostino Barbarigo 1487 2 2 912 - - 4 R +49. Tornese di + Leonardo Loredan 1505 2 2 912 - - 4 R +50. Grossetto per navigare 1498 6 3.51/55 60 - 4 - R +51. Da 30 tornesi di + Antonio Priuli 1618 18 3 1050 ? - 2 - R +52. Simile colla + iscrizione greca 1618 17 3 1050 ? - 2 - Q +53. Simile di Giovanni + Corner I 1625 16 - 1050 ? - 2 - Q +54. Da 32 tornesi di + Antonio Priuli 1618 18 3 1050 ? - 2 1.3/5 R +55. Da 4 soldi dello + stesso doge 1618 23 3 1050 ? - 4 - R4 +56. Da 60 tornesi di + Giovanni Corner I 1625 32 - 1050 ? - 4 - C +57. Da 15 tornesi + dello stesso doge 1625 8 - 1050 ? - 1 - Q +58. Piastra di + Francesco Contarini 1623 130 - 60 7 - - R4 +59. Reale dello stesso doge 1623 130 - 60 7 - - R4 +60. Reale di + Francesco Erizzo 1645 ? - ? ? - - R4 +61. Leone di + Francesco Morosini 1688 131 - 300 6 16 - R2 +62. Leone di + Silvestro Valier 1694 131 - 300 6 16 - R +63. Leone di Giovanni + Corner II 1709 131 - 300 6 16 - R2 +64. Mezzo leone di + Francesco Morosini 1688 65 2 300 3 8 - R4 +65. Simile di + Silvestro Valier 1694 65 2 300 3 8 - R2 +66. Simile di + Giovanni Corner II 1709 65 2 300 3 8 - R4 +67. Quarto di leone di + Francesco Morosini 1688 32 3 300 1 14 - R4 +68. Quarto di leone di + Silvestro Valier 1694 32 3 300 1 14 - R2 +69. Quarto di leone di + Giovanni Corner II 1709 32 3 300 1 14 - R4 +70. Ottavo di leone di + Francesco Morosini 1688 16 1.1/8 300 - 17 - R3 +71. Gazzetta per le Isole + e per l'Armata 1688 38 - rame - 2 - Q +72. Soldo simile 1688 19 - rame - 1 - Q +73. Gazzetta per l'Armata + e la Morea 1688 38 - rame - 2 - Q +74. Soldo simile 1688 19 - rame - 1 - Q +75. Gazzetta per Corfù, + Cefalonia e Zante 1730 29 2. 1/13 rame - 2 - Q +76. Soldo simile 1730 14 3. 1/13 rame - 1 - Q +77. Tallero di Francesco + Loredan 1755 138 - 190 11 - - R +78. Mezzo tallero + dello stesso doge 1755 69 - 190 5 10 - R2 +79. Tallero di + Marco Foscarini 1762 138 - 190 11 - - R2 +80. Mezzo tallero + dello stesso doge 1762 69 - 190 5 10 - R2 +81. Tallero vecchio di + Alvise Mocenigo IV. 1766 138 - 190 11 - - R2 +82. Mezzo detto 1764 69 - 190 5 10 - R2 +83. Quarto detto 1765 34 2 190 2 15 - R4 +84. Tallero nuovo + dello stesso doge 1768 138 - 190 10 - - Q +85. Simile di Paolo Renier 1779 138 - 190 11 - - C +86. Mezzo detto di + Paolo Renier 1780 69 - 190 5 10 - C +87. Quarto detto 1780 34 2 190 2 15 - C +88. Ottavo detto 1780 17 1 190 1 7 6 C +89. Tallero nuovo di + Lodovico Manin 1789 138 - 190 11 - - C +90. Mezzo detto 1789 69 - 190 5 10 - C +91. Quarto detto 1790 34 2 190 2 15 - C +92. Ottavo detto 1790 17 1 190 1 7 6 C + [Bo[III. CANDIA]Bo]. +93. Soldini 2. 1/2 1632 25 - rame - - 8 C +94. Soldino 1632 10 - rame - - 3.1/5 C +95. Gazzetta doppia di + Fr. Erizzo 1645 20? - 1098 - 4 - R4 +96. Simile di Fr. Molin 1647 28 3 1098 - 4 - R3 +97. Gazzetta dello stesso + doge 1647 19 2.25/59 1098 - 2 - R2 +98. Soldo dello stesso 1647 9 3.12/59 1098 - 1 - R2 +99. Moneta Grimani 1648 25 - rame 1 - - R +100. Ossidionale da lire 10 1650 arb. - rame 10 - - R3 +101. detta da lire 5 1650 arb. - rame 5 - - R2 +102. Gazzetta 1658 34 - rame - 2 - C +103. Soldo 1658 17 - rame - 1 - C + [Bo[IV. CIPRO]Bo]. +104. Carzia di + Francesco Venier 1554 2 2 1060 - - 2 R3 +105. Simile di + Girolamo Priuli 1559 2 2 1060 - - 2 R3 +106. Bisante ossidionale 1570 arb. - rame - ? ? C +107. Da X ... + [I[Aes argenti]I] 1571 14 - ? - ? ? R4 + [Bo[V. TERRAFERMA VENETA]Bo]. +108. Bagattino di Treviso 1492 8 2 rame - - 1 R +109. detto di Padova ecc. 1443 2 3,05 1088 - - 1 Q +110. detto di Padova + e Verona 1491 8 - rame - - 1 Q +111. Quattrino per + Vicenza e Verona 1498 3 0,67 972 - - 4 R4 +112. Obolo per + Vicenza e Verona 1498 3 0,67 1092 - - 1.1/3 R4 +113. Quattrino di Bergamo 1589 5 - 1075 - - 4 R4 +114. detto di Ravenna 1442 1 3.1/2 768 - - 4 R2 +115. detto di Rovigo 1442 2 1 768 - - 4 R3 + + +[T1] NOTE ADDIZIONALI ED EMENDE. + +Siccome nel corso della presente operetta ho riportato per esteso o in +frammenti parecchi decreti che riguardano le monete di cui ho fatto +cenno; e di que' decreti alcuni furono sanciti dal Maggior Consiglio, +altri dalla Quarantia Civile, altri dal Senato, altri finalmente dal +Consiglio de' Dieci, così reputo non ozioso l'accennare brevemente a +quale delle varie magistrature della Repubblica spettasse nell'epoche +diverse la direzione della zecca e il dovere d'invigilare la +monetazione. + +La zecca fu primamente affidata al Maggior Consiglio, il quale ne +delegava sul declinare del secolo XIV (intorno al 1390) varie mansioni +alla Quarantia Civile ed altre al Senato, a cui tutte poi si +devolveano nel 1416. Nel 1468 sottentrava a' Pregadi il Consiglio de' +Dieci, e a questo di bel nuovo nel 1582 il Senato. I decreti +riguardanti la monetazione veneziana emanarono perciò dalle seguenti +autorità: + +Fino al 1390 --- M. C. + +1390 a 1416 --- M. C., XL.ª, Pregadi. + +1416 a 1468 --- Pregadi. + +1468 a 1582 --- C. X. + +1582 a 1797 --- Pregadi. + + + +pag. 15. l. 2. invece di 360 [I[per marca]I], leggi 350 [I[per +marca]I]. + + + +p. 26. l. 9. [I[L'Europa non ebbe altr'oro coniato da quello in fuori +de' paesi occupati dagli Arabi]I]. S'aggiunga [I[e dell'impero +greco]I]. Potrebbe oppormi taluno la esistenza del [I[soldo +aureo]I] di Carlomagno, e più probabilmente di Carlo il Calvo, +posseduto dall'illustre sig. F. De Saulcy a Metz, e trovato da +pochi anni a Vesoul, il quale reca da un lato il monogramma di +KAROLUS e dall'altro in due linee il nome della città di Usez, +UCECIA. Non è però ignoto agli amatori e a' cultori della +numismatica come la genuinità di quel singolarissimo nummo non sia +ancora luminosamente provata. È vero che Gioacchino Lelewel che +primo lo diede inciso, il De Saulcy e molti altri eruditi +reputatissimi se ne fecero apologisti; ma anzi che si voglia con +un fatto solo atterrare una catena di fatti è d'uopo lo si +assoggetti alla critica più severa; e ciò è appunto ch'io credo +non siasi ancora operato per diradare le dubbiezze che avvolgono +l'unico pezzo d'oro de' Carolingi. Stimo inutile il ricordare come +il raro medaglioncino parimente [I[aureo]I] che offre da un lato +la imagine e il nome di Lodovico Pio e dall'altro la croce fra una +corona, accerchiata dall'epigrafe MVNVS DIVINVM, sia per sentenza +di tutt'i numografi escluso dalla serie delle monete e collocato +in quelle delle medaglie. + + + +p. 33. l. 4. invece di 1470 leggi 1490. ib. l. 24. invece di k. 8. 32 +leggi k. 8. 3. + + + +p. 53. l. 3. Alla serie de' rettori di Cattaro che improntarono +quattrini del 2.° tipo si aggiungano i due seguenti: + + P. V. Paolo Vallaresso, 1508 a 1510. + + P. Z. Pietro Zen, 15l4 a 1516. + + + +p. 74. l. 13. [I[È notabile come se ne scostasse il tipo dai +precedenti]I]. Giova tuttavia avvertire che una monetina affatto +simile a quella del Barbarigo alla quale ho applicato il nome di +[I[tornese]I] esiste anche del Loredan, e non ne varia nel peso, +né nel titolo. L'unica diversità consiste necessariamente nel nome +del doge LEO . LAVREDAN . DVX . È quindi più probabile sia questo, +e non l'altro pezzo, il ricercato tornese di questo doge. + + + +p. 123. l. 8. [I[Vorrebbe il Pasqualigo che di questa donna ecc]I]. Le +monete de' Lusignani, da noi rarissime ma delle quali ha una +stupenda serie il R. Gabinetto di Torino, cominciano da Ugo II +(III?) e seguono non interrottamente fino a Jacopo II marito della +Corner, della quale non se n'ha alcuna. Il loro tipo, +avvicinandosi alle monete di Francia, si discosta d'assai dalle +bisantine. + + Lo stesso R. Gabinetto di Torino possede un piccolo nummo di basso +biglione al cui disegno si fa luogo nell'ultima delle tavole +corredanti quest'opera. Offre dal diritto il leone rampante de' +Lusignani attorniato dalle iniziali I, P, L, N; dal rovescio le +lettere V E sopra una S nel mezzo del campo. Non ispettando esso +a' Lusignani da' cui tipi molto si allontana, è probabilissimo +siasi battuto da' Veneziani dopo la conquista dell'isola. Il suo +peso ed il titolo ben si avvicinano alla [I[carzia]I], e le +iniziali del diritto potrebbero indicare il nome e la carica di +Girolamo Pesaro che sedette luogotenente in quel reame dai 1491 al +1493. [I[Jeronimus Pisauro Locumtenens Nicosiae]I], e le sigle del +rovescio essere semplice abbreviatura di VENETVS. Devo la +comunicazione di un calco di questo non conosciuto e curioso +cimelio della zecca di Cipro al dotto cavaliere de Mas Latrie +illustratore della storia de' re Lusignani. + + + +p. 124. l. 26. [I[Offre il rovescio il leone di S. Marco in +gazzetta]I]. Più attenta osservazione delle carzie di Cipro de' +dogi Venier e Priuli mi conduce a verificare non essere effigiato +sovr'esse il leone di S. Marco, sì bene un leone rampante verso +sinistra, che sporge la lingua e la cui coda nell'incurvarsi +s'ingrossa; sprovvisto oltrecciò delle ale, del sacro nimbo e del +libro del Vangelo, e in quella vece similissimo al leone +ricorrente nelle monete che abbiamo degli ultimi re Lusignani da +Ugo IV sino a Jacopo II. La presenza del leone di Cipro su questo +nummolo del Priuli fu già avvertita dal conservatore del R. +Gabinetto di Torino ov'esso si custodisce, siccome moneta battuta +per Cipro da' Veneziani, in un bell'esemplare sovra un cui calco, +comunicatomi dal Mas Latrie, fu condotto l'esattissimo disegno che +ne offro nelle tavole. + + + +p. 132. l. ult., invece di TREVIXI leggi TARVIXI. + + + +p. 140. l. quartultima, invece di [I[1/4 del marchetto]I] leggi [I[1/3 +del marchetto]I]. + + + +p. 143. l. 21, invece di [I[potentibus]I] leggi [I[petentibus]I]. + + + +Allorché dissi de' tornesi che s'hanno di quasi tutti i dogi da Andrea +Dandolo a Tommaso Mocenigo dopo il fortuito ritrovamento del 1849, non +esposi le varie loro leggende. Supplisco all'involontaria mancanza, +riportandole in questa nota quali mi vennero communicate dal dott. +Costantino Cumano avventurosamente possessore di quella serie +ricchissima: + +: + : ANDR : DANDVLO : DVX + ++ IO . DELPhYNO . DVX + +. + . LAVR . CELSI . DVX + ++ . MARC'CORN. DVX + ++ ANDR' 9TAR' DVX + ++ MIChL' MAVROC' DVX + ++ ANTO' VENERIO · DUX. + +. + . MIChAEL . STEN' . DVX + ++ TOM MOCENIGO DVX + +La iscrizione nel rovescio varia alcun poco nella ortografia ne' primi +e negli ultimi tornesi; in quelli da Andrea Dandolo fino a Marco +Corner leggendosi costantemente + VEXILIFER VENECIAR; negli altri da +Andrea Contarini a Tommaso Mocenigo + VEXILIFER VENETIAR. È poi +singolare la varietà ortografica di un tornese del Contarini nel cui +diritto si legge + ANDR . 9T . A . R . D . V . X, e nel rovescio ++ VEXILIER VENETA ([I[sic]I]). + + + +[T1] PROSPETTO DELLE TAVOLE. + +DALMAZIA ED ALBANIA. + +TAVOLA I. + +1. Tornese di Dalmazia de' primi anni del secolo XV, descritto a pag. +12, tratto dall'esemplare Marciano, e raffrontato ad altro +comunicatomi posteriormente dalla gentilezza del dottor Cumano. + +2. Liretta di Dalmazia e d'Albania. + +3. Da otto simile. + +4. Da quattro simile. + +5. Gazzetta simile. + +6. Gazzetta simile. Tutt'e cinque illustrati da pag. 14 a pag. 18. + +TAVOLA II. + +7. Leone Mocenigo. + +8. Mezzo detto. + +9. Quarto detto. + +10. Ottavo detto. + +TAVOLA III. + +11. [I[a]I]. Galeazza di Alvise Pisani col rovescio variato dal +comune, tratto dall'unico esemplare della collezione Malipiero. + +11. [I[b]I]. Galeazza comune dello stesso doge. + +12. Sua metà. + +13. Quarto detta. + +TAVOLA IV. + +14. Bagattino di Sebenico. + +15. Bagattino di Zara. + +16. Bagattino di Traù. + +17. Bagattino di Spalato. + +18. Bagattino di Lesina. + +19. Grossetto di Scutari. + +20. Bagattino di Antivari. + +TAVOLA V. + +21. Grossetto antico di Cattaro. Tratto dall'esemplare della Raccolta +Correr, raffrontato ad altro della collezione Cumano, del quale mi +fu posteriormente comunicata notizia dal suo possessore. + +22. Grossetto di Cattaro del 1627. Tratto dalle tavole del Nani. + +23. Mezzo grossetto di Cattaro col San Marco. Esemplare del Museo +Marciano, ov'è conservato parimente il tipo che segue. + +24. Simile col leone. + +25. Terzo tipo del mezzo grossetto di Cattaro. Tratto da un pezzo +originale della raccolta Cumano, che perfettamente corrisponde a +quello pubblicato dal Nani. + +26. Quattrino di Cattaro collo stemma. + +27. Follare di Cattaro. + +28. Quattrino (?) di Cattaro del 1638. + +LEVANTE VENETO. + +TAVOLA VI. + +29. Tornese di Andrea Contarini. + +30. Tornese di Francesco Foscari. + +31. Tornese di Agostino Barbarigo. + +32. Grossetto per navigare. + +33. Da 30 tornesi coll'iscrizione greca. + +34. Da 32 tornesi. + +35. Da 60 tornesi. + +36. Da 15 tornesi. + +TAVOLA VII. + +37. [I[a]I]. Piastra Veneta. Tratta dall'unico esemplare della +Marciana. + +37. [I[b]I]. Real Veneto. Dall'unico esemplare della Marciana. + +38. [I[a]I]. Leone di Francesco Morosini. + +38. [I[b]I]. Rovescio del leone di Silvestro Valier, variato da quello +del Morosini. + +TAVOLA VIII. + +39. Tipo del mezzo leone. + +40. Quarto di leone. + +41. Ottavo di leone. + +TAVOLA IX. + +42. Gazzetta per le Isole e per l'Armata. + +43. Soldo simile. + +44. Gazzetta per l'Armata e la Morea. + +45. Soldo simile. + +46. Gazzetta per Corfù, Cefalonia e Zante. + +47. Soldo simile. + +TAVOLA X. + +48. Tallero col leone rampante. + +49. Mezzo detto. + +50. Tallero col leone accosciato. + +TAVOLA XI. + +51. Mezzo tallero col leone accosciato. + +52. Quarto detto. + +53. Ottavo detto. + +CANDIA. + +TAVOLA XII. + +54. Pezzo da soldini 2 e 1/2. + +55. Soldino. + +56. Gazzetta doppia di Francesco Erizzo. Tratta dall'unico esemplare +conservato alla Marciana. + +57. Gazzetta doppia di Francesco Molin. + +58. Gazzetta semplice dello stesso doge. + +59. Soldo simile. Tutt'e tre dagli esemplari della Marciana. + +TAVOLA XIII. + +60. Moneta Grimani. Tratta dagli esemplari della Raccolta Correr. + +61. Da lire dieci dell'assedio del 1650. Dall'unico esemplare della +Raccolta Correr. + +62. Simile da lire cinque. Dagli esemplari Correr e Marciano. + +63. Gazzetta del 1658. + +64. Soldo simile. + +CIPRO. + +TAVOLA XIV. + +65. Carzia del 1491. Tratta dall'esemplare del R. Gabinetto di Torino. + +66. Carzia del 1559. Tratta dall'esemplare del R. Gabinetto di Torino +raffrontato a quello della Marciana. + +67. Bisante ossidionale del 1570. + +68. [I[Aes Argenti X]I]. Dall'unico esemplare della Marciana. + +TERRAFERMA VENETA. + +69. Bagattino di Treviso. + +70. Bagattino per la Terraferma del 1443. + +71. Bagattino per Padova e Verona del 1491. + +72. Quattrino di Bergamo. Dall'unico esemplare della Marciana. + +73. Quattrino di Ravenna. Dalla Marciana. + +74. Quattrino di Rovigo. Dal Museo Correr. + + + +Io spero che i miei lettori mi sapranno grado dell'aver corredato il +mio libro, qual esso siasi, delle quattordici tavole che ne formano +senza dubbio il miglior ornamento. Questo elogio spetta tutto +all'intelligente e valentissimo artista che non lasciò cura alcuna +perché i disegni riuscissero il più possibile conformi a' tipi +originali. Il semplice confronto di un solo pezzo fra quelli da me +illustrati col disegno offertone dalle mie tavole varrà a comprovare +la fedeltà scrupolosa che Carlo Kunz seppe conservare riproducendo +esemplari di conii spesso logori e mal discernibili, senz'allontanarsi +minimamente dalle forme che caratterizzano in modo singolare dalle +monete che uscirono nel medio evo e in tempi a noi più vicini dalle +varie zecche d'Europa la maggior parte delle monete improntate a +Venezia ed a Cattaro, o fra le mura assediate di Famagosta e di +Candia. + + + +[T0] INDICE. + +AI CULTORI DELLA STORIA VENETA. + +PREFAZIONE. + +I. DALMAZIA ED ALBANIA. + + [SC[A. MONETE GENERALI]SC]. + + [I[Tornese di Dalmazia]I]. + + [I[Lirette e Gazzette]I]. + + [I[Leoni Mocenighi]I]. + + [I[Galeazze]I]. + + [SC[B. MONETE PARTICOLARI DELLE CITTÀ]SC]. + + CITTÀ DI DALMAZIA. + + [SC[SEBENICO]SC]. + + [SC[ZARA]SC]. + + [SC[TRAÙ]SC]. + + [SC[SPALATO]SC]. + + [SC[LESINA]SC]. + + CITTÀ D'ALBANIA. + + [SC[CATTARO]SC]. + + [I[Iperpero]I]. + + [I[Grassetto]I]. + + [I[Mezzi Grassetti]I]. + + [I[Quattrini]I]? + + [I[Obolo o Follare]I]. + + [SC[SCUTARI]SC]. + + [SC[ANTIVARI]SC]. + + [SC[DULCIGNO]SC]. + + [SC[ALESSIO]SC]. + +II. LEVANTE VENETO. + + [I[Tornesi]I]. + + [I[Grossetto per navigare]I]. + + [I[Ducato delle Galee]I]. + + [I[Da 30 tornesi]I]. + + [I[Da 32 tornesi]I]. + + [I[Da 60 tornesi]I]. + + [I[Da 15 tornesi]I]. + + [I[Piastra]I]. + + [I[Reali]I]. + + [I[Leoni Morosini]I]. + + [I[Gazzette e Soldi per le Isole e per l'Armata]I]. + + [I[Gazzette e Soldi per l'Armata e per la Morea]I]. + + [I[Gazzette e Soldi per Corfù, Cefalonia e Zante]I]. + + [I[Talleri a torchio col leone rampante]I]. + + [I[Talleri a torchio col leone seduto]I]. + + ZECCHE DI CORON E DI MODON. + +III. CANDIA. + + [I[Soldini]I]. + + [I[Gazzetta doppia di Francesco Erizzo]I]. + + [I[Gazzette doppie e semplici, e Soldi di Francesco Molin]I]. + + [I[Moneta Grimani]I]. + + [I[Ossidionali del 1650]I]. + + [I[Zecchino di cuojo]I]. + + [I[Gazzette e Soldi]I]. + + [I[Prospetto delle incusioni nelle Gazzette di Candia]I]. + +IV. CIPRO. + + [I[Carzie]I]. + + [I[Soldo col doge armato]I]. + + [I[Bisante]I]. + +V. TERRAFERMA VENETA. + + [SC[TREVISO]SC]. + + [SC[PADOVA]SC]. + + [SC[VICENZA]SC]. + + [SC[VERONA]SC]. + + [SC[BRESCIA]SC]. + + [SC[BERGAMO]SC]. + + [SC[RAVENNA]SC]. + + [SC[ROVIGO]SC]. + +CONCLUSIONE. + + [I[Tavola sinottica delle monete de'Possedimenti Veneziani + +]I] [I[descritte ed illustrate in quest'opera]I]. + +NOTE ADDIZIONALI ED EMENDE. + +PROSPETTO DELLE TAVOLE. + + +aaaaa + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Le monete dei possedimenti veneziani +di oltremare e di terraferma descritte ed illustrate da Vincenzo Lazari, by Vincenzo Lazari + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE MONETE DEI POSSEDIMENTI *** + +***** This file should be named 26866-8.txt or 26866-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/6/8/6/26866/ + +Produced by Piero Vianelli + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/26866-8.zip b/26866-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..44e9e77 --- /dev/null +++ b/26866-8.zip diff --git a/26866-pdf.pdf b/26866-pdf.pdf Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..1001517 --- /dev/null +++ b/26866-pdf.pdf diff --git a/26866-pdf.zip b/26866-pdf.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..472afc8 --- /dev/null +++ b/26866-pdf.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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