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+The Project Gutenberg EBook of Una notte fatale, by R. A. Porati
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Una notte fatale
+ ovvero il racconto dell'esiliato / bozzetti milanesi
+
+Author: R. A. Porati
+
+Release Date: March 24, 2006 [EBook #18046]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA NOTTE FATALE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at
+http://www.braidense.it/dire.html)
+
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+ UNA NOTTE FATALE
+
+
+ --Amore è Dio, tel dissi, Erminia, perchè Dio non è che amore.
+ Cap. VII, pag. 72.
+
+
+
+ UNA
+ NOTTE FATALE
+ OVVERO
+ IL RITORNO DELL'ESILIATO
+
+ BOZZETTI MILANESI
+
+ PEL
+
+ R. A. P.
+
+
+
+ VOLUME UNICO
+
+ MILANO 1872
+
+ PRESSO CARLO BARBINI EDIT.-LIBRAJO
+
+ via Chiaravalle N.9
+
+
+
+ Sotto la protezione della legge 25 giugno 1865 N. 2337.
+ essendosi adempito a quanto essa prescrive.
+
+ Tip. Ditta Wilmant.
+
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO
+
+ Era Lina un'ingenua verginella
+ Che ai sedici anni non toccava ancor,
+ Era bionda, era pallida, era bella,
+ Nè ancor sapea che cosa fosse amor.
+ FUSINATO.
+
+
+Siamo nel 1778 in un dopopranzo del mese di maggio.
+
+Il sole compie la luminosa curva sul sereno orizzonte; la primavera
+brilla splendida nel suo clima temperato, ne' suoi balsamici effluvii.
+
+I corsi di Milano presentano un aspetto lieto, pressochè festevole;
+notasi un movimento tranquillo di gente e di carrozze che sembrano
+convenire tutte in un punto solo.
+
+Sono i felici del nostro mondo elegante che recansi a diporto nei
+pubblici giardini ove un corpo di musica saluta con melodiosi concenti
+lo schiudersi della stagione dei fiori.
+
+Là si respira un'aria fragrante che porta la salute nei petti ed una
+grata armonia alle orecchie.
+
+Allorquando il zeffiro che scherza dolcemente infra le fronde degli
+alberi si muta a poco a poco in vento freddo e molesto.
+
+Una nube nerastra si avanza minacciosa e dilatandosi e moltiplicandosi
+con ispaventevole rapidità sembra invadere l'azzurro del firmamento.
+
+Il sole scompare; le piante agitate mandano un mormorio stridente.
+
+Il cupo del cielo si riflette sulla terra, l'aria diventa oscura; la
+luce, sinistra del lampo non tarda a fendere ripetutamente le nubi che
+già si accavallano come le onde in un mare in tempesta.
+
+È uno di quei rapidi cambiamenti della natura che non ci meravigliano
+punto nel mese di maggio.
+
+I passeggianti colti all'improvviso si affrettano a ricondursi alle
+loro case, ma il tuono li sorprende sordo dapprima, indi fragoroso e
+col tuono un acquazzone fitto, infuriato, continuo.
+
+È un correre, un affannarsi a riparare sotto l'atrio delle case ed in
+pubblici alberghi; le vie di Milano così tranquille dianzi, ora
+offrono uno spettacolo quasi di confusione.
+
+Solo l'operaio mal tardandogli l'ora di riabbracciare la famiglia cui
+lo tenne diviso per l'intera giornata le esigenze dell'officina,
+affronta indifferente la pioggia sorridendo alle dolci premure che si
+vedrà fatto scopo dalla madre de' suoi figli.
+
+In breve la notte cade avvolgendo il creato nel suo manto tenebroso;
+la città si fa deserta e silenziosa... presentando solo un'eccezione
+nella via di San Paolo.
+
+Chiudevasi colà nientemeno che uno dei più rinomati magazzeni di mode
+ed erano circa venti giovinette vispe ed allegre che venivano messe in
+libertà.
+
+Lascio immaginare che rumore assordante di voci, di risa, di urli e
+poverine non si poteva fargliene carico se sfogavansi in quel momento
+della soggezione che loro imponeva una maestra vecchia, brontolona e
+severa.
+
+La natura non si può vincere, talvolta si riesce a soffocare un
+istante, indi bisogna che segga regina all'impero del mondo; ed è
+appunto in forza d'un'ineluttabile legge di questa natura che la
+lingua delle donne... debba sciogliere la questione del moto perpetuo.
+
+--Guarda che brutto tempaccio, diceva una bella brunetta con un tuono
+di voce tale da soperchiare il cicaleccio delle compagne--ed a dire
+che stamattina c'era fuora tanto di sole!
+
+--È proprio vero che in questo mese la costanza del tempo assomiglia
+molto a quella degli amanti; osservò sorridendo una fanciulla dallo
+sguardo maliziosetto.
+
+--Già, degli amanti del giorno d'oggi.
+
+--E di quelli ancora dei miei tempi; sospirava una vecchia zitella
+incaricata dalla maestra a sorvegliare la partenza delle sartine.
+
+--Vale a dire, s'udì una voce, che i giovani del nostro secolo sono
+ancora quelli del secolo scorso.
+
+--Ih, mi credete tanto vecchia!
+
+E qui una risata generale.
+
+--Un momento, saltò su una bella giovinetta dagli occhi azzurri e dai
+capelli d'oro, io protesto contro questa taccia d'incostanza; vi
+potrebbero essere delle eccezioni.
+
+--Una protesta in questo caso è una rivelazione.
+
+--Certamente. La biondina vuol difendere qualcuno.
+
+--È chiaro.
+
+--Qualcuno che si trova nella categoria degli amanti.
+
+--Sarà il suo.
+
+--Tò, tò, la biondina ha l'amoroso?
+
+--Sicuro.
+
+--Che furba!
+
+--E noi l'ignoravamo.
+
+--Io però lo sapeva da un pezzo e lo conosco anche.
+
+--Sentite? la Martina lo conosce; è giovane?
+
+--È ricco?
+
+--È biondo?
+
+--È nero?
+
+--Adagio, adagio, altrimenti non parlo più; dirò prima di tutto
+ch'egli è molto bello.
+
+--Ma brava!
+
+--È giovane e l'ama poi alla follia.
+
+--Ohe biondina, si palesano i segreti.
+
+--Non m'importa; rispose la giovinetta con ingenuo sorriso.
+
+--Tanto meglio. E di', Martina, come si chiama l'innamorato?
+
+--Sì, sì, parla.
+
+--Si chiama... Miccio.
+
+--Miccio! Oh, che brutto nome, gridarono tutte in coro.
+
+--Ed appartiene alla famiglia rispettabile dei... quadrupedi.
+
+--Burlona!
+
+--Sissignore, giacchè l'amante in questione al quale voi prendete sì
+grande interesse non è altro che un bel gatto soriano, domestico e
+affezionatissimo alla nostra biondina.
+
+--Questo alle curiose!
+
+Un altra sonora risata fu ripetuta dagli echi della via.
+
+--Ih, che fracasso Madonna santa, borbottava Agata la vecchia zitella,
+ma che diranno i vicini, che direbbe la maestra se mai vi udisse! La
+prenderà con me, già son sempre io che porto la pena delle vostre
+bardassate. Tutte le sere allorquando torno di sopra, Agata, Agata, la
+mi brontola sempre, le ragazze fanno troppo strepito, ne parleranno
+tutti, verranno dei lamenti e tu che fai in mezzo ad esse? Gli è che
+non sei capace di tenerle al dovere oppure ti associ anche tu alle
+loro pazzie? In ogni modo bada bene poichè io non sono al caso di
+mantenere una donna che mi sia utile a nulla.--Capite? per causa
+vostra arrischio di essere cacciata di casa, d'essere abbandonata
+sulla strada ed alla mia età non si trova facilmente di che
+guadagnarsi la vita. Andiamo adunque, da brave, il tempo va
+acquietandosi, cogliete l'occasione e ritornate tranquille alle vostre
+case; avreste forse paura d'un po' d'acqua?
+
+Facili ad arrendersi ad amorevoli parole le nostre sartine si fecero
+sul limitare della porta, sotto l'atrio della quale stavano raccolte
+ed involontariamente quasi tulle guardarono il cielo.
+
+--È vero, s'udì una voce, la pioggia pare che cessi.
+
+--Agata ha ragione, è tempo che ce n'andiamo.
+
+Incomincierò io a dar il buon esempio; buona notte a tutte.
+
+E ratta staccatasi dalle compagne una bella giovinetta, rasente al
+muro perdevasi nel bujo della via.
+
+--E non avere uno straccio d'ombrello, prorompeva indispettita
+un'altra, ed a dire che stamattina mi va proprio a saltare in mente
+d'indossare il mio abito più bello; chissà come lo sciupo!
+
+--Te ne farai regalare un altro.
+
+--Uh, linguaccia!
+
+Ed una terza risata non meno universale delle precedenti sovrastò di
+gran lunga il rumore del temporale.
+
+Se qualcuno mi osservasse ch'io faccio ridere per troppo poco
+risponderei che i miei personaggi presentemente son tutte donne.
+
+La sartina del bell'abito forse per non lasciar scorgere un certo
+vermiglio che suo malgrado le saliva le guancie senza darsi per inteso
+se la svignò chetamente.
+
+Così continuando a cinguettare or su questa, or su quella cosa, ad una
+ad una, riparandosi alla meglio sotto l'ombrello dei privati,
+ritornavano tutte alle loro case con grandissima soddisfazione della
+vecchia Agata.
+
+La biondina, l'amante del miccio, non fu tra le ultime a partire.
+
+Ell'era una fanciulla di circa diciott'anni; i capelli del color
+dell'oro e la regolarità inappuntabile de' suoi lineamenti le avevano
+guadagnato l'appellativo di bella bionda e nessuno, neppur le più
+intime di lei amiche la conoscevano sotto altro nome.
+
+Orfana della madre conviveva felice col vecchio genitore, il quale
+affranto dagli anni e da lunghe infermità doveva la sua vita ai sudori
+della figliuola e ad uno scarso compenso mensile che gli fruttava il
+suo modesto impiego.
+
+Egli era portinajo d'una casa di nobile famiglia situata sul corso di
+Porta Nuova.
+
+Povera ma ricca di cuore e di generosi sentimenti la biondina
+consumava i suoi giorni nel lavoro e nelle cure che esigeva il cadente
+padre suo--e quantunque spesse volte si vedesse costretta a dure
+privazioni non bastando i tenui guadagni a supplire ai tanti bisogni,
+pure nella sua povertà ell'era felice ed il volto, riflettendo la pace
+dell'anima era sempre sereno e sorridente.
+
+Si alzava col sole alla mattina ed accudite le domestiche faccende e
+dato un bacio al padre ed un abbraccio ad un gatto che colla sua
+domestichezza e fedeltà erasi guadagnato la tolleranza dell'infermo e
+tutto l'amore della fanciulla, volava lieta al magazzeno, ove amata
+dalla maestra per l'assiduità al lavoro e dalle compagne pel carattere
+schietto e la bontà dell'anima passava contenta l'intiera giornata.
+
+Beata allorquando gli era data trascorrere la sera in dolce ozio col
+miccio in grembo, seduta ai piedi del padre suo, non era perciò
+dolente allorchè i bisogni della maestra e più ancora i suoi propri
+l'obbligavano a spendere parte della notte al tavolino da lavoro.
+
+La compagnia del gatto le svaniva dalla mente ogni superstizioso
+timore e l'idea di migliorare l'esistenza del vecchio sofferente le
+allontanava il sonno allorchè s'aggradava pesante sulle di lei
+pupille.
+
+Il padre superbo di tal figliuola soleva chiamarla il suo angelo e
+coloro che conoscevano la bella biondina approvavano unanimi la
+tenerezza paterna.
+
+Fatti appena alcuni passi la biondina s'incontrò in un elegante
+giovinotto che percorreva da qualche tempo la via di S. Paolo
+nell'attitudine di chi aspetta qualcuno.
+
+Vestiva egli con quella femminea ricercatezza che esigeva la moda de'
+suoi tempi.
+
+I capelli portava incipriati e annodati indietro; indossava un lungo
+pastrano verde ricco di merletti e guarnizioni d'ogni sorta; il
+panciotto gli scendeva sin oltre le anche ed i pantaloni di stoffa
+rossa allacciati alle ginocchia lasciavano vedere il contorno di due
+gambe aggraziate e coperte da calze di seta.
+
+Vide la fanciulla e cedendole cortesemente il marciapiedi si fermò a
+contemplarla, indi come colui che si risolve dopo un'istante
+d'indecisione le si porta al di lei fianco.
+
+--Bella fanciulla, le disse in tuono garbato, io non voglio lasciarvi
+esposta a quest'acqua che cade a rovesci, degnate d'appoggiarvi al mio
+braccio e permettete che vi accompagni coll'ombrello.
+
+La biondina per tutta risposta chinò il capo e mosse più ratta i suoi
+passi.
+
+--Si tratta di voi, ribattè il damerino, si tratta della vostra
+preziosissima salute che potrebbe soffrire affrontando quest'ostinato
+temporale; siate adunque discreta e fatemi l'onore in questa sera
+d'essere il vostro cavaliere servente.
+
+«Voi non rispondete? ah, capisco, gli è che sperate di incontrare
+_lui_ non vero? il fortunato mortale che possiede il vostro cuore e
+che per combinazione quest'oggi è in ritardo.
+
+«Oh, ma se io fossi al suo posto, se spettasse a me l'alta fortuna di
+chiamarmi... vostro amico, certamente vi sarei più assiduo,
+apprezzerei meglio il mio _biondo_ tesoro.
+
+«Ebbene io vi offro il mezzo di vendicarvi di _lui_ se lo volete,
+appoggiatevi al mio braccio e se avremo la disgrazia d'incontrarlo
+rispondetegli che non è più in tempo; accettate?»
+
+--Signore, rispose ingenuamente la biondina, non potendo trattenere un
+sorriso, io non devo incontrare nessuno.
+
+--Davvero?
+
+--Ho sempre preferito far la mia strada da sola; vi prego adunque di
+lasciarmi.
+
+--Voi non avete amanti?
+
+--No.
+
+--Tanto meglio.... cioè volevo dire che fate molto male; vi mettete in
+contraddizione con tutte le fanciulle della vostra età.
+
+--Mi congratulo della bella opinione che avete delle donne.
+
+--Ma chi non ha l'amoroso? È una regola generale.
+
+--Io ne sarò l'eccezione.
+
+--Non ve lo darei per parere, disse il giovinetto, tanto più voi, che
+costretta a ritornare dal magazzeno ad ora tarda, la compagnia d'un
+amico sincero e fedele vi sarebbe altrettanto utile.... che piacevole.
+
+--Ma come sapete voi ch'io ritorno tardi? domandò meravigliata la
+biondina.
+
+--Son varie sere che vi seguo senza aver mai avuto il coraggio
+d'avvicinarvi; cosa volete di più ingenuo? Oh! io devo essere molto
+riconoscente a questo temporale!
+
+--Signore, vi prego, lasciatemi.
+
+--Via, non sentite come piove? bramate proprio inzupparvi tutta?
+
+--Non ne avrei il tempo perchè abito qui vicino.
+
+--Lo so, sul corso di Porta Nuova.
+
+--Avete fatto molto male a seguirmi, disse la biondina in tuono di
+dolce rimprovero.
+
+--Ebbene, se ciò vi dispiace, non lo farò più, ma stassera è inutile
+che insistiate, vostro malgrado vi accompagnerò coll'ombrello.
+
+--Oh, siete pur ostinato; e la biondina per la prima volta alzò gli
+occhi in volto allo sconosciuto.
+
+Era un bel giovinotto.
+
+--Sono sempre ostinato quando si tratta di esser utile a qualcheduno;
+diss'egli cortesemente.
+
+--In allora, se volete proprio....
+
+--Ebbene?
+
+--Se volete proprio accompagnarmi, datemi il vostro braccio.
+
+--Ah, così va bene; ora eccomi ad un posto che invidieranno certamente
+tutti quelli che incontreremo.
+
+--Non ne incontreremo molti, state certo.
+
+--E voi non temete far sempre sola queste vie così deserte?
+
+--Che volete si faccia ad una povera tosa che corre da suo padre?
+
+--E perchè non v'accompagna vostro padre? le domandò il damerino.
+
+--Poveretto.... è vecchio ed infermo.
+
+--Ebbene, farò io quel che non può far lui.
+
+--Cioè?
+
+--Tutte le sere, se voi me lo permettete, verrò a prendervi al
+magazzeno e vi restituirò nelle sue braccia.
+
+--Nossignore, nol permetterò.
+
+--Voi non avete amanti, mi diceste.
+
+--E non ne avrò mai.
+
+--Non fate così; sentite, voi siete molto bella, vedervi chi ha un
+cuore in petto, bisogna che v'ami; ebbene, io l'ho questo cuore, vi
+vidi e v'amai. Sareste voi tanto cattiva da respingere l'amor mio? Noi
+ci vedremo tutti i giorni, pensate alla felicità di quei momenti che
+passeremo insieme uniti coi dolci legami di un puro affetto.
+
+--Ma mio Dio, bisogna lasciar fare all'amore chi ne ha il tempo; noi
+ragazze del popolo non possiamo. È vero che per prendere marito è
+necessario farsi l'amante, ma però non andiamo per le lunghe, noi;
+s'egli è bello, s'egli è buono, se ci conviene insomma ce lo sposiamo
+e buona notte, altrimenti alle sue prime dichiarazioni gli si fa
+capire che non fa per noi, ed in tal modo, vedete, schiviamo
+quegl'infiniti dispiaceri, che come si legge sui libri, colgono sempre
+chi ha troppa fiducia nell'amore.
+
+--Ebbene, insistè nuovamente il damerino, ditemi una parola, ed io
+domani, questa sera istessa vengo da vostro padre e vi chiedo in
+isposa.
+
+«Noi compereremo una casetta in campagna, poichè io amo molto l'aria
+pura e la vita semplice dei campi; abbandoneremo la città, ed i giorni
+scorreranno per noi felici, la vita priva di lagrime e di dolori ci
+farà credere d'anticipare quella del cielo.
+
+«Avremo una famiglia; oh! qual gioia in allora veder i nostri figli
+correr leggieri pei prati, condurli alla mattina sulla vicina
+collinetta ad assistere allo spettacolo sublime del sole nascente,
+divider con loro le innocenti gioie, i loro stessi trastulli ed alla
+sera mentre dormiranno il sonno degli angeli, sull'agile barchetta,
+solcando le argentine onde del lago, ai pallidi raggi d'una mesta
+luna, stretti in ineffabili amplessi vagheremo per quelle incantate
+regioni ove per qualche momento è dato trasportarsi nei lieti giorni
+della vita a quei fortunati amanti che il propizio fato ha riuniti.
+
+«Tutto ciò, vedete, dipende da voi, una vostra parola può cangiare
+questo sogno nelle più ridente realtà.
+
+«Suvvia adunque, a che state pensosa? Non vi garba forse la campagna?
+Ebbene, noi vivremo in città, e voi farete invidia a tutte le eleganti
+signorine di Milano.
+
+«Come l'ape coglie l'etere svolazzando di fiore in fiore, così noi
+godremo di tutti quegl'infiniti piaceri che offre di continuo la bella
+capitale; teatri, salons, feste, tutto sarà per voi; sarete un astro
+così fulgido di luce che eclisserà in passando anco i soli più superbi
+del nostro mondo elegante.»
+
+Vedremo se queste parole gli partivano sincere dal cuore, oppure se
+erano frutto della più bassa perfidia.
+
+Come qualunque altra fanciulla, la biondina si sentì travolta,
+incantata, affascinata dal lusinghevole linguaggio del giovine; buon
+per lei che ebbe ancora il coraggio d'ascoltare una voce che le
+rammentava il dovere.
+
+Assumendo quindi un contegno assai grave si volse allo sconosciuto e
+rispose:
+
+--Voi mi parlaste franco, o signore, e voglio credere anche
+seriamente, permettete che ancor io faccia lo stesso: ascoltate.
+
+«Due anni or sono, colpita da improvviso malore, io perdeva mia madre.
+
+«Nella breve ora della sua agonia, mentre al capezzale io disfogava in
+lagrime il dolore dell'imminente perdita, la moribonda dopo d'avermi
+dato quei saggi consigli che l'esperienza le suggeriva, mi disse con
+voce solenne:
+
+«--Datti pace, figlia mia, poichè se la morte inesorabile ti toglie la
+madre, ti rimane però sempre il padre tuo, che t'ama tanto. Egli giace
+infermo, ma rammentati che quel miserando stato lo deve ai disagi
+sofferti ed alle ferite ond'è crivellalo il suo corpo, toccate sul
+campo della gloria. Tu lo sai, egli è veterano dell'armata di Pasquale
+Paoli, fu compagno a quel valoroso principe tanto nella prospera come
+nell'avversa fortuna, combattè con lui tutte le battaglie
+dell'indipendenza della Corsica; onde tu vedi ch'egli è degno di tutto
+il tuo rispetto. Io era l'unico sostegno della mia famiglia, e fra
+pochi momenti non sarò più; guai se tuo padre si vedesse perciò
+costretto a rivolgersi alla pubblica compassione; tu non sai
+qual'anima altera racchiude il suo corpo malaticcio; a te adunque il
+sacro obbligo di vegliare al suo soccorso, soddisfare con onesti
+guadagni i suoi molti bisogni, e far in modo ch'egli non abbia a
+rimpiangermi troppo sovente. Dall'alto del cielo io veglierò su te,
+pregherò Iddio onde ti guardi da ogni sciagura, ed allorquando lassù
+ci rivedremo, fa ch'io possa dire abbracciandoti: figlia mia, tu hai
+compiti saggiamente i tuoi doveri.
+
+«Commossa dalla solennità del momento, io giurai sagrificarmi tutta
+intera alla felicità di mio padre, ed onde nessuno mi togliesse
+quell'affetto che a lui solo voleva consacrare, feci voto di vivere
+fanciulla al di lui fianco, sin che a Dio piacesse chiudere i suoi
+occhi al sonno eterno.
+
+«Voi vedete adunque, mio signore, ch'io non posso accettare la vostra
+proposta; manterrò i miei giuramenti, poichè mi fu detto che
+
+ È la sventura
+ Retaggio eterno della spergiura.
+
+«Ora, continuò la giovinetta fermandosi vicina ai Portoni di Porta
+Nuova, permettete ch'io vi ringrazi del disturbo che vi siete preso;
+io abito in questa casa, mio padre n'è il portinaio, ed egli mi
+attende; dunque, buona notte!»
+
+E fatto un grazioso inchino, leggera come una silfide mezza donna e
+mezza nube, senza neppur dar tempo all'incipriato ganimede di
+rispondere una parola, ratta fuggì sotto l'atrio della porta.
+
+Ma il giovinetto, che quell'addio così asciutto non gli andava troppo
+a sangue, sperando inoltre di vincere con altri argomenti i sensi
+troppo severamente onesti della leggiadra fanciulla, la seguì
+correndo, e cintole colle braccia l'esile corpicino, stava per deporre
+un bacio su quella candida fronte; ma la ritrosa dibattendosi
+stizzita, svincolossi con qualche sforzo dall'amplesso ardito, lesta
+aprì l'uscio che metteva al portinaio, e lo rinchiuse sul naso del
+giovinotto.
+
+Egli la vide gettarsi nelle braccia d'un vecchio adagiato immobile sur
+un ampio seggiolone, e baciarlo ripetutamente in volto.
+
+Con occhio invido contemplò quella scena d'amore; che non avrebbe dato
+per uno di quei baci? Indi comprendendo che nulla più aveva a sperare,
+si tolse di là molestato da mille diversi pensieri.
+
+--Davvero che s'io credessi nella virtù delle donne, pensava il deluso
+dandy, giurerei d'averne incontrata una onesta. Tanta fermezza non la
+so comprendere e sì che non tralasciai di blandire in mille modi
+quella vanità che le donne possedono in buona dose ed alla quale noi
+dobbiamo i nostri più bei trionfi.
+
+«Oh, ma perchè si fu respinti in un primo attacco si dovrebbe forse
+rinunciare avviliti all'impresa? Se ne tenti un secondo, un terzo se
+fa duopo; eppoi una buona volontà trova infiniti mezzi per conseguire
+il suo intento.
+
+«Quella biondina è troppo bella perch'io la possa incontrare per via,
+guardarla indifferente e passare avanti; quegli occhi celesti
+promettono un amore ardente! un amore di fuoco; quel corpo modellato
+su forme divine... oh, essa dev'esser mia; io solo debbo cogliere quel
+fiore ancor rorido di rugiada e dimenticato per avventura sul suo
+gracile stelo.
+
+«S'io lo rispettassi, un'altra mano s'avanzerebbe verso di lui, perchè
+adunque rifuggirò dal fare in oggi quello che altri farebbero domani?
+
+«Sarà d'uopo di costanza ma io l'avrò e giacchè sembra superiore ad
+ogni seduzione continuerò ad infingere intenzioni rette, la domanderò
+a suo padre in moglie, gli giurerò di farla felice e vorrei vedere che
+quel miserabile vecchione me la rifiutasse.
+
+«Marco, il mio fedele, indosserà i suoi abiti da prete e celebrerà il
+matrimonio...
+
+«Domani la vedrò ancora, mi troverà dappertutto, in tutti i suoi passi
+io sarò al di lei fianco, non le parlerò che d'una cosa sola, del mio
+amore e se la bella ostinata persisterà in un capriccioso rifiuto si
+ricordi ch'io non son uomo d'abbandonare i miei progetti qualunque
+sieno gli ostacoli che mi si parassero davanti.»
+
+E continuando l'acqua a cadere a diluvi, riuscendogli nojosa la
+povertà delle vie, entrò in un caffè cui dal giocondo schiamazzare
+comprendevasi come non dividesse punto la tristezza della natura.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+ Io vorrei che stendesser le nubi
+ Sull'Italia un mestissimo velo;
+ Perchè tanto sorriso di cielo
+ Sulla terra del vile dolor!
+ NICOLINI.
+
+
+Fu nel 1714 in forza dei trattati di Utrecht e di Rastadt che la
+nostra Lombardia da lunghi anni soggetta agli Spagnuoli passò sotto il
+dominio dell'Austria; e gl'italiani credendo mutar destino col mutar
+di padrone applaudivano al nuovo signore.
+
+Povera Italia, che dopo d'aver tracciati fasti luminosi sul libro
+della storia, dopo d'aver tenuto per lunga stagione in suo pugno i
+destini del mondo intero, or si vedeva avvinta in mille diverse
+catene, doveva ubbidire sommessa a mille diversi padroni.
+
+L'Austria voleva unire per sempre la nuova terra all'impero ed a
+questo scopo tentò ogni mezzo per legarsela con vincoli d'amore;
+incominciò quel gran lavoro di assimilazione che se gli riuscì in
+Ungheria ed in altri paesi gli doveva fallire completamente in Italia.
+
+Abolì balzelli immorali, frutti dell'ingordo dispotismo spagnuolo, che
+colpivano il povero nei bisogni più urgenti della vita; stese una mano
+protettrice alla snervata industria, alla languente agricoltura
+tentando risorgere la Lombardia a quell'importanza industriale ed
+agricola che sempre aveva goduta in Europa--e seminando benefici
+l'Austria ne raccoglieva frutti di riconoscenza.
+
+Ma non mancavano però coloro che comprendevano come la tigre pe' suoi
+feroci fini abbia facoltà di rendere la sua branca gentile quanto la
+mano d'una vergine, che comprendevano insomma come non si cercasse che
+di renderci leggiere le catena del più ignominioso servaggio.
+
+Erano coloro che dovevano tenere accesa la sacra fiamma di libertà in
+quegli anni di schiavitù.
+
+Fra questi nobili patrioti era il conte Sampieri.
+
+Amantissimo della patria, di carattere energico ed intraprendente, di
+bello ingegno si era fatto nel 1764 iniziatore d'un comitato segreto
+scopo del quale far pratiche con Carlo Emanuele III Duca di Piemonte,
+onde unire colla rivoluzione la Lombardia a quella provincia.
+
+Il sommo pensiero del conte Sampieri era l'unità d'Italia sotto lo
+scettro d'un re italiano; nobile aspirazione che doveva costare più
+tardi immensi sacrifici.
+
+Il comitato erasi guadagnato molti giovani milanesi ardenti sempre e
+volonterosi quando trattasi della patria.
+
+Carlo Emanuele nobilissimo principe, cui ne fu in ogni tempo feconda
+la stirpe di Savoja, non aspettava che un moto per muovere alla testa
+de' suoi piemontesi in ajuto ai fratelli lombardi, ma sventuratamente
+alla vigilia del gran giorno la congiura venne scoperta e soffocata
+nel sangue.
+
+Sampieri fuggì in Corsica; fu nel 1765.
+
+In quell'isola già da molti anni combattevasi per la libertà.
+
+Soggetta alla Repubblica di Genova la Corsica mal potendo sopportare
+il modo tirannico ond'era governata si sollevò.
+
+La vacillante Repubblica di Genova con improvvido consiglio domandò
+l'aiuto dell'Austria, indi della Francia, ma i Corsi stretti intorno a
+Pasquale Paoli, uomo di forte ed elevato carattere lottavano intrepidi
+contro gli stranieri invasori.
+
+Il conte Sampieri istrutto nelle discipline militari ed amico
+personale di Pasquale Paoli che seppe apprezzare l'esule patriota,
+occupò un posto importante nella sollevazione della Corsica; ma
+sconsideratamente Genova con turpe mercato cedette l'isola al governo
+di Francia e gl'insorti non poterono allora resistere alle
+preponderanti forze francesi.
+
+Pasquale Paoli esigliò in Inghilterra nel 1769 e Sampieri trovò una
+morte gloriosa sui campi di battaglia.
+
+Il conte milanese morendo abbandonava per sempre una moglie adorata e
+due figli ancor di giovane età; Renato ed Alberto.
+
+Renato il maggiore contava all'incirca diciott'anni.
+
+Di carattere dolce, d'indole mite egli era la delizia della madre sua;
+amante della pace e d'una vita tranquilla non poteva comprendere come
+suo padre avesse volontariamente corsi tanti pericoli--morendo vittima
+del suo coraggio.
+
+Guai se il destino provava con fortunosi avvenimenti quella debole
+natura; simile alla canna del deserto si sarebbe spezzata al primo
+vento che l'avvolgeva ne' suoi turbini.
+
+Adorava sua madre per un forte bisogno d'essere amato, divideva seco
+lei le sue gioje, versava sul di lei seno le sue lagrime--non volendo
+conoscere altri piaceri che quelli dello studio, altre affezioni che
+quelle pure, ineffabili della famiglia.
+
+Alberto invece era l'antitesi del fratello.
+
+D'animo virile, di natura energica, inquieta, attiva, possedeva tali
+qualità che ben regolate l'avrebbero fatto degno del nome di suo
+padre, ma che invece il mal'esempio di cattivi compagni le guastò.
+
+Trascurava gli studi per la ginnastica, la scherma ed il cavallo e
+crescendo di forze crescevano in lui i germi della corruzione.
+
+Troppo debole era il freno che poteva imporgli la madre perchè egli
+non lo rompesse e si facesse arbitro delle sue azioni.
+
+Passarono otto anni.
+
+La vedova contessa Sampieri affranta dalle infermità d'una
+costituzione viziosa rendeva santamente l'anima a Dio.
+
+Renato ne pianse la perdita ed allorquando il tempo ebbogli guarito il
+lutto del cuore, seguendo le proprie inclinazioni s'unì in matrimonio
+con una giovinetta di nobile casato milanese e stabilissi nella casa
+de' suoi parenti.
+
+Alberto invece divenuto coll'età superbo e malvagio chiese al fratello
+la parte spettantegli dell'asse paterno e ricco di vari milioni
+ritirossi in un palazzotto sul corso di Porta Tosa* ove circondato da
+servi corrotti menava una vita dissoluta e libertina rotto ad ogni
+eccesso, ad ogni turpe nefandità.
+
+ * Ora Porta Vittoria.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+ Ahi, misero! t'han guasto e scolorito
+ Lascivia, ambizion, ira ed orgoglio
+ Che alla colpa ti fero il turpe invito!
+ MONTI.
+
+
+Siamo a Porta Tosa precisamente nel palazzo del giovine conte Alberto
+Sampieri.
+
+È quasi mezzanotte.
+
+In un'ampia stanza che serve nel tempo istesso di anticamera e di sala
+d'arme stanno raccolti intorno ad un tavolino quattro uomini che con
+un mazzo di carte ed un fiasco di vino passano il loro tempo giuocando
+e bevendo allegramente.
+
+Vestono tutti la livrea e dalla sua uniformità si comprende come
+appartengano ad un medesimo padrone.
+
+Sono i quattro servi di casa Sampieri.
+
+Se si dovesse giudicarli dal volto non si potrebbe al certo dar di
+loro un giudizio lusinghiero; sebben giovani ancora portano scolpite
+in fronte le traccie del vizio, del disonore, del delitto.
+
+Il maggiore di essi, conta all'incirca trent'anni.
+
+È piccolo e robusto di corpo; una folta barba gli nasconde quasi tutto
+il volto, un volto da patibolo, due occhi neri pieni di malizia
+brillano sotto la fronte ampia, sede d'un ingegno svegliato al male e
+fecondo d'abominii.
+
+Egli è Marco, il servo di confidenza del conte Sampieri e siccome avvi
+una misteriosa simpatia che lega fra loro i buoni quanto gli uomini
+cattivi, così Marco ama svisceratamente il suo padrone e n'è da lui
+riamato.
+
+Superbo di tale affezione, come avviene quasi sempre nei servi
+prediletti, Marco vorrebbe sollevarsi un gradino dal livello degli
+altri suoi compagni di servizio ed arrogarsi diritti e privilegi di
+padrone, ciò che mal comportano questi; ma finiscono quasi sempre a
+chiudere un occhio visti gl'intimi accordi che esistono realmente fra
+Marco ed il conte.
+
+Seduto dicontro a Marco e suo compagno di giuoco è un giovinetto i cui
+stivali che gli arrivano sin oltre il ginocchio, il frustino che
+costantemente gira fra le dita ed il bonetto ad ala tesa che di tempo
+in tempo si calca in testa, lo fanno il vero tipo del cocchiere.
+
+Franz è inglese, e conoscendo mediocremente l'italiano, parla poco,
+sebbene di carattere allegro e _sans souci_.
+
+Professa una specie di culto pei cavalli, è felice allorquando
+impalato sul ricco palafreno guida per le spaziose vie di Milano i
+suoi puledri puro sangue, ed è ancora più lieto quando solo nella
+scuderia può abbandonarsi con loro nell'idioma patrio in mille
+cordiali tenerezze.
+
+Sono l'unico oggetto che gli rammentino la patria, e li ama come s'ama
+la patria.
+
+Del resto, d'indole fredda come quasi tutti i suoi compaesani, Franz
+ha un'anima incapace al bene come pure al male; è una di quelle
+creature la cui vita è una landa sterile d'ogni utile germoglio, ma
+che non è per anco sbattuta da turbinose tempeste.
+
+Colla massima indifferenza canticchiando l'usato ritornello inglese,
+egli avrebbe condotto il suo padrone tanto ad una semplice passeggiata
+lungo il corso, quanto al ratto d'una vergine, tanto in chiesa che al
+lupanare; sordo ad ogni voce di coscienza, egli fa il suo mestiere;
+riprovevole apatia che pur troppo si riscontra sovente nel cuore
+dell'uomo.
+
+Gli altri due, Tonio e Piero, giovani poco più che ventenni e capaci
+d'ogni vilissima azione, trovano alloggio e nutrimento presso il conte
+Sampieri, servendolo in ogni suo delittuoso capriccio.
+
+--Quà i bicchieri, vuotiamone un altro gotto, indi alla rivincita,
+disse Marco afferrando l'ampio fiasco che s'ergeva maestoso in mezzo
+alla tavola; animo, Franz, son due partite di seguito che perdiamo
+stassera; e che! ci lasceremo noi forse soperchiare da due sbarbatelli
+che mi farei ballare in sulle dita come il saltimbanco fa ballare le
+marionette? Franz, la nostra fortuna è in fondo a questo fiasco;
+suvvia adunque, peschiamola colle labbra.
+
+E portatosi il colmo bicchiere alla bocca, lo vuotò d'un fiato.
+
+L'esempio fu seguito da tutti.
+
+--Ah yes! altro bicchiere, gridò l'inglese facendo scoppiettare il suo
+frustino, altro ancora, eppoi vincere.
+
+--Vèh, vèh, l'inglese s'infiamma! osservò Piero con un po' d'ironia.
+
+--To', è vero, aggiunse Tonio.
+
+--Yes! e perchè non m'infiammare? Non avere forse puledro inglese più
+nobile sangue che non italiano? Non valere cavallo inglese tre volte
+cavallo italiano?
+
+--Guarda Franz, disse Marco ridendo, che te la lascio passare perchè
+hai avuta la prudenza di limitare il confronto ai soli cavalli delle
+due razze, ma se mi facevi una questione d'uomini, t'avrei provato che
+avevi torto.
+
+--Ah, io non conoscere che vostri cavalli, uomini non ancora.
+
+--Sta sempre a te se vuoi farne la conoscenza, notò Piero con malizia.
+
+--Ed io la fare molto volontieri, anche subito; e Franz balzava in
+piedi scoppiettando bruscamente il suo frustino.
+
+Piero, giovinetto molto ardito, d'un salto fu davanti all'inglese e si
+preparava a rispondere alla sfida, se non che la voce amorevole di
+Marco tuonò:
+
+--Ma sì, fatemi delle scene adesso; diavolo, che non si sappia reggere
+ad uno scherzo? Giù, Franz, al tuo posto; io non voglio andar a
+dormire col peso di due partite in sulle spalle; qua il mazzo adunque
+e giuochiamo.
+
+--È vero, brontolò l'inglese tornandosi a sedere, non perdiamo tempo
+inutilmente.
+
+--Già, perchè a momenti tornerà il padrone, aggiunse Tonio.
+
+--Oh, per questo, disse Marco, possiamo star certi che il padrone non
+lo vedremo tanto presto. Oggi è sabato, ed in questo giorno le sartine
+sogliono guadagnarsi di notte le ore di riposo dell'indomani, e fra il
+padrone e le sartine corrono adesso certi rapporti...
+
+--Ah sì?...
+
+--Tien dietro forse ad una di loro?
+
+--E che bella tosa, aggiunse Marco.
+
+--Ecco un'avventura che il padrone incomincierà, e che noi come al
+solito dovremo terminare.
+
+--Sicuro, lui fiuta la preda, a noi acchiapparla e mettergliela nel
+carniere.
+
+--Diventate conti e milionari, eppoi farete lo stesso.
+
+--Bravo Marco, hai ragione.
+
+--Scommetto che tutto finire come altre volte con un viaggio a
+Magenta, osservò Franz; miei cavalli oramai sapere a memoria la
+strada.
+
+--Tanto meglio, la faranno più in fretta.
+
+A por fine a questa enigmatica conversazione si fece sentire il passo
+d'un uomo salire lentamente lo scalone. Tutti tesero attenti
+l'orecchio.
+
+--È lui, esclamarono in coro i quattro servi, e balzarono in piedi.
+
+--Va adagio, brutto segno, congetturò Marco accendendo un lume.
+
+Infatti poco dopo entrò il conte Sampieri e girando attorno uno
+sguardo bieco senza neppur curarsi degli ossequiosi inchini dei suoi
+servi s'internò negli appartamenti.
+
+Marco lo seguì.
+
+Arrivato il conte nel suo salotto si gettò senza profferire parola sur
+una sedia ed appoggiati i gomiti alle ginocchia si nascose il volto
+nelle mani.
+
+Marco si fermò rispettosamente davanti al conte aspettando i suoi
+ordini.
+
+Passò qualche minuto, alla fine Marco vedendo che il padrone non
+sembrava accorgersi di lui, non osando parlare pel primo sapendo
+quanto veemente ed impetuoso egli fosse, si pose a passeggiare per la
+camera movendo or questo or quell'altro mobile, fingendo porli in
+assetto, ma in sostanza al puro scopo di far un po' di rumore.
+
+Infatti Sampieri alzò la fronte; vi si scorgeva impresse le traccie
+d'una lotta crudele combattuta internamente.
+
+--Che fai Marco, gridò dispettoso, ritirati e non mi seccare più
+oltre.
+
+--Signor conte, belò umile il servo...
+
+--Vattene in tua malora, urlò Sampieri.
+
+--Gli è...
+
+--E che, non obbedisci? bada Marco...--I suoi occhi scintillavano di
+rabbia.
+
+--Ebbene me ne vado, lo lascerò solo...--Ed il servo mosse verso la
+porta.
+
+Il conte lo accompagnava con lo sguardo ed allorquando lo vide uscire
+quasi pentitosi del suo piglio troppo severo:
+
+--Marco! chiamò con voce più dolce.
+
+Il servo rientrò.
+
+--Dove vai adesso?
+
+--A dormire, signor conte, non me n'ha ella data licenza?
+
+--E mi abbandoni qui soletto come un cane mentre ne ho tanto bisogno
+di compagnia?
+
+Il conte sembrava commosso.
+
+--Ma non è forse quello ch'io bramo di rimanere con lei? Oh ma senta,
+signor padrone, proruppe il servo con espressione assai risoluta, se è
+una vendetta incompiuta, un odio non soddisfatto, un insulto patito,
+quello che lo rende così triste, si ricordi ch'io sono sempre pronto a
+farmi fare in mille pezzi per lei, comandi, io non verrei meno di
+fronte a qualsiasi pericolo, fossa anche di provare al boia che so
+fare il suo mestiere.
+
+--Lo credo, Marco, esclamò il conte rabbonito, tu mi sei affezionato e
+fedele, lo credo, ma ora non mi puoi far nulla. Ho l'inferno nel
+cuore, la confusione nella testa, sono malato.
+
+--Ma di una malattia non incurabile signor conte: disse Marco
+moderando la voce, penso io a guarirla. Lei ha bisogno di cambiare un
+po' d'aria, d'abbandonare per esempio Milano e fare una gita al suo
+castello di Magenta. L'aria di quel paese gli ha sempre fatto bene lo
+neghi se lo può, gli ha sempre portata la salute in mezzo ad un nembo
+di gioie, di voluttuosi piaceri... Magenta, ecco la ricetta
+infallibile.
+
+Il conte alzò gli occhi ed incontrò lo sguardo di Marco.
+
+Servo e padrone si compresero pienamente, un sorriso malizioso
+sfiorava le loro labbra.
+
+--E bisognerà risolversi a questa gita, proruppe Sampieri, non ci sono
+vie di mezzo, sono stanco io di sopportare più oltre questi ardori
+veementi, questi desideri di fuoco che mi tormentano giorno e notte e
+che mi fanno imbecillire. Figurati, stassera le parola d'una donna mi
+spaventarono, mi ammutolirono confuso.
+
+--Forse una gran dama?
+
+--Bah, una semplice femminetta.
+
+--È la sartina, pensò Marco.--Ch'ella ama forse?
+
+--Che io amo da impazzire, esclamò il conte; oh ma dev'essere mia ad
+ogni costo. Senti Marco io ti ho sempre tenuto in conto d'uomo destro
+e coraggioso, di uomo che tutto può ciò che vuole, ora tocca a te non
+mentirmi.
+
+--Eccomi quà tutto orecchi, signor conte, parli pure liberamente e più
+l'avventura è arrischiata più mi ci metto con gusto. Era appunto un
+po' di tempo che mi lasciava in riposo ed io non son nato per dormire
+tutto il giorno in un'anticamera, io; mi piace la vita attiva, nei
+pericoli, nell'imprese azzardose, fra nemici, fra le risse, in mezzo
+ai pugnali, là perdio è il mio posto. Un misfatto più o meno non è
+quello oramai che mi manda all'inferno lo stesso.
+
+--Bravo Marco ed a cosa finita tu sai ch'io non sono spilorcio. Dammi
+ascolto adunque. Son circa quindici giorni ch'io tento invano
+d'affezionarmi una fanciulla che incontrai per la prima volta nella
+via di San Paolo.
+
+--Lo so, disse Marco.
+
+--In che modo? gli chiese il conte sorridendo.
+
+--Una sera lo vidi passeggiare a piccoli passi davanti ad un certo
+magazzeno di mode. In quel mentre vi usciva schiamazzando una turba di
+giovinette e senza aver l'intenzione di spiarlo lo sorpresi nell'atto
+d'offrire il braccio alla più bella, alla più degna di lei.
+
+--Ebbene, riprese Sampieri, son quindici giorni ch'io l'avvicino ma
+che getto il mio tempo inutilmente. Più che ritrosa ell'è ostinata e
+non sa d'altro parlarmi che di doveri, d'onore... che so io,
+pregiudizi da femminetta. Stassera mi disse chiaro e netto ch'io
+cessassi dall'inseguirla o che non si sarebbe più mossa di casa. Ed io
+l'amo, sento di non poter vivere senza di lei... ma l'avrò, tu me ne
+sei mallevadore Marco, e guai s'io mal ripongo la mia fiducia. Ti do
+otto giorni; Sabato venturo mi reco a Magenta, ella ritornerà dal
+magazzino a mezzanotte, due ore dopo voglio averla nelle mie braccia,
+m'intendi?
+
+--Perfettamente, rispose Marco sottovoce e girando attorno gli occhi
+sospettoso come tutti coloro che tramano un delitto; a mezzanotte
+quella via è affatto deserta, muta, e tenebrosa; io faccio appostare
+una carrozza e mi ci acquatto dentro; Tonio e Piero attendono la bella
+al varco, ella giunge ed in men che non lo pensa con la bocca
+imbavagliata l'accomodo in vettura e le uso la cortesia di condurla in
+campagna. Oh, è un affare semplicissimo e non dev'essere il primo
+ch'io conduco a buon fine... se non isbaglio.
+
+--È vero.
+
+--Ed ai parenti mo', ci ha ella pensato?
+
+--È sola con suo padre; questi è vecchio e povero ci chiuderemo la
+bocca con una manciata d'oro. D'altronde non lo vogliamo privare per
+sempre della sua cara figliuola. Gli dirai che stanca dal lavoro ha
+voluto recarsi un po' a diporto, che si trova in un luogo ove non le
+manca nulla, che vive da signora e che fa conto anzi d'inviargli
+settimanalmente il frutto de' suoi risparmi che sorpasserà al certo i
+tenui guadagni del magazzeno. Anche questo è affar tuo, penserai ad
+accomodarla col vecchio a quei patti ch'egli vuole. Sopra tutto non
+profferire il mio nome, ne indicare il mio castello.
+
+--Eh, sono una volpe vecchia io, ed ho un'abilità speciale nel piantar
+carote in terreno altrui. Ma--quì Marco abbassò ancora più la voce--e
+se il padre s'incaponisse e mi mettesse di mezzo la polizia? Capirà
+bene una fanciulla sparita merita che se ne occupi e questi demoni di
+tedeschi, che ci venga a tutti il malanno, hanno le braccia lunghe,
+saprebbero scoprire l'ovile ove sta rinchiusa la pecorella. E lei deve
+ancora il saldo di certe vecchie partite...
+
+--La polizia tedesca, Marco, io la sfido; d'altronde ella è più venale
+d'una femmina da partito e sebbene abbi dei motivi di odiare la mia
+famiglia, odio che in fin dei conti mi fa molto onore, sono ricco
+abbastanza per comperare i di lei favori. Ciò non toglie che tu debba
+comporla amichevolmente col vecchio.
+
+--Farò del mio meglio. Ora a lei a farmi conoscere la fanciulla.
+
+--Ecco, rispose il conte un po' imbarazzato, il suo vero nome
+l'ignoro, vien chiamata da tutti biondina ed abita sul corso di Porta
+Nuova. Suo padre è il portinaio di quel bel palazzo vicino ai
+portoni... dopo la bettola all'insegna dell'Aquila.
+
+--Che! proruppe Marco, ha detto la biondina di Porta Nuova? Oh guardi
+la combinazione!
+
+--La conosci forse, rispondi, sai qualche cosa sul di lei conto?
+
+--Altro che sapere, nientemeno che stiamo per cogliere due piccioni ad
+una fava.
+
+--Non t'intendo, suvvia spiegati, disse Sampieri impazientito.
+
+--Si tratta di far restare con tanto di naso un piccolo bellimbusto
+tedesco che mena tanto ruzzo perchè veste la divisa d'ufficiale.
+
+--In che modo?
+
+--Ecco quà, incominciò Marco assumendo una cert'aria d'importanza: la
+bettola all'insegna dell'Aquila a Porta Nuova è l'unico sito ch'io
+conosca in Milano ove se ne possa bere un boccale di quel buono e per
+questo, allorquando i miei doveri lo permettono, mi compiaccio
+passarvi qualche oretta giuocando una partita con mastro Andrea il
+degnissimo oste.
+
+«Uno dei più fedeli frequentatori della bettola è un buon diavolo di
+croato che questi ladri tedeschi ci hanno menato giù da quelle parti
+dove usano farla da padroni come qui da noi.
+
+«Parla abbastanza bene l'italiano e non essendo totalmente sciocco
+scambio con lui volontieri qualche ciarla, anzi mi tien luogo di
+mastro Andrea nella solita partita, allorquando questi è occupato
+altrove.
+
+«Un giorno, era domenica mi ricordo bene, e la bettola piena, zeppa di
+gente.
+
+«Io ci entro, do un'occhiata intorno e non trovo neppure un amico,
+tranne il mio croato che soletto in un canto trinca la sua caraffa.
+
+«Piuttosto che rimanermi solo mi reco da lui. Bisognava che in quel
+giorno ne avesse bevuto qualche bicchiere più del consueto poichè non
+l'ho mai trovato così aperto e voglioso di far confidenze.
+
+«--Oggi esser festa per me, mi dice tutto contento.
+
+«--Lo credo, rispondo io, oggi è domenica per tutti.
+
+«--Mia patrona, riprende lui, afermi tonata pel recalo e lasciala in
+libertà tutta giornata; oggi essere il suo... nomo... nomo... come
+dite foi... ah, suo nomastico.
+
+«Povero diavolo si spiega come può.
+
+«--Ma come avviene che tu abbi un padrone, gli domando io.
+
+«Egli allora mi racconta essere lo staffiere d'un officiale polacco ed
+abitare il palazzo dirimpetto all'osteria.
+
+«--Oh bella, non sapevo, dico io; e così come ti trovi col tuo
+padrone, non ti mancheranno certo bastonate, eh?
+
+«--Mia patrona non esser catifo, mi risponde il croato, esser stata
+sempre pona con me, ma atesso che star innamorata difenire un po'
+pricante.
+
+«--Ah, il tuo padrone è innamorato? diavolo, bisogna che la sua bella
+non sia troppo del suo parere se l'amore gli fa passare dei brutti
+quarti d'ora.
+
+«Il croato parve d'un tratto pentirsi d'aver condotta la conversazione
+su questo punto e tentò deviarla; io allora insisto. Finalmente dopo
+d'averne ingollati ancora un paio di bicchieri egli mi spiffera tutto
+quanto sa sul conto del suo padrone.
+
+«Ed è questo.
+
+«Una mattina l'ufficiale vide la biondina recarsi al magazzeno;
+bisogna che quella fanciulla sia ben leggiadra di volto e di forme,
+poichè il polacco, come lei signor conte, se ne invaghì.
+
+«Da quel giorno la bionda non mosse passo fuor di casa senza trovarsi
+al fianco la figura attillata del giovine ufficiale che la seguiva
+dovunque, tentando ogni mezzo per vincere quella ritrosia più o meno
+comune a tutte le donne.
+
+«Non ci fu verso; la bionda che ora incomincio a credere un portento
+di virtù non fece mai mostra d'accorgersi di nulla, finchè lui vedendo
+che non era carne per i suoi denti abbandonò l'idea di sedurla, non
+certo io credo, la brama di possederla.
+
+«S'immagini adunque come dovrà restare il nostro polacco allorquando
+saprà che quel fiore ch'egli non seppe cogliere ornò il petto d'un
+altro più felice mortale, lasciandovi tutti i tesori de' suoi
+olezzanti profumi.»
+
+--Sta bene, esclamò il conte con soddisfazione; gli proveremo che le
+nostre donne le sappiamo tener per noi.
+
+--E che volere è potere.
+
+--Adunque la cosa è combinata, proseguì Sampieri col tuono di chi non
+ammette repliche. Sabato alle due di notte la fanciulla nel mio
+castello di Magenta, qualunque sieno i mezzi, anche i meno prudenti.
+Guai s'io dovessi attenderla invano....
+
+E gli occhi del conte ebbero un lampo terribile.
+
+--Per tutti i diavoli dell'inferno, signor padrone, ella sarà
+ubbidito, o ch'io non son più Marco.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+ Se Giuda pel suo tradimento fu tormentato
+ settanta volte, tu lo sarai
+ settanta volte sette.
+ GUERRAZZI.
+
+
+Aspettato con ansia indicibile dal conte Alberto Sampieri, arrivò
+finalmente quel sabato fatale che doveva portare la disperazione nel
+cuore d'una povera creatura.
+
+Sono appena suonate lo undici e mezza di notte; le stelle brillano sul
+firmamento; solo un grosso nuvolone contende il luminoso cammino della
+luna, nascondendone di tanto in tanto i pallidi raggi.
+
+Le vie di Milano incominciano già a farsi deserte, le botteghe si
+chiudono con alternato battere d'imposte, i pubblici convegni
+scioglionsi a poco a poco, ed il buio della notte avvolgendo l'intera
+città nel suo manto tenebroso, sembra tutti invitare ad un dolce e
+tranquillo riposo.
+
+Una carrozza signorile, trascinata da due vigorosi destrieri, cui
+esperto cocchiere mal frena gl'impetuosi slanci, muove da Porta Tosa,
+e percorrendo la via del Durino e attraversando il corso di Porta
+Renza*, entra nella via di S. Paolo.
+
+ * Porta Venezia.
+
+Si avanza circospetta sin oltre la piazza Belgioioso, e approfittando
+da una curva disegnata dalla via, si ferma in tal punto dove la luce
+delle due opposte lampade non potendo efficacemente pervenirvi, lascia
+in completa oscurità.
+
+In allora dalla carrozza fa capolino un uomo, che guardando
+attentamente d'ambo i lati della via, apre la portiera e lascia
+scendere due robusti giovinotti.
+
+--Animo, lesti--disse poi rinchiudendosi di nuovo nella vettura e
+parlando dallo sportello;--tu, Piero, passeggia là in fondo vicino al
+magazzino; appena la scorgi, ricordati del segnale convenuto;
+sopratutto non dar sospetti.
+
+E Piero, fatto un segno col capo, s'avvia al luogo indicato.
+
+--Tu, Tonio, fermati per intanto davanti ai cavalli, indi ti
+nasconderai nel vano di quella porta; prudenza e sollecitudine.
+
+Marco diede codesti ordini sottovoce.
+
+Passa una mezz'ora senza che nulla di nuovo succeda.
+
+È tanto frequente il caso in Milano di vedere una carrozza fermata
+lungo la via, che niuno dei passanti concepisce il più piccolo
+sospetto; mille supposizioni d'altronde possono ampiamente
+giustificare quella sosta in un punto il più abitato della città.
+
+Marco, sbadigliando come uomo annoiato, osserva l'orologio.
+
+Mezzanotte sta per battere.
+
+--Ancora un momento, dice in cuor suo, eppoi ci poniamo in viaggio.
+Povera biondina, chissà come è lontana dall'immaginarsi la bella
+sorpresa che le abbiamo preparata. Un viaggetto in carrozza!...
+Eppure, Dio sa quante smanie; sarò costretto tenermela sempre nelle
+braccia, che non vorrei mi giuocasse qualche brutto tiro. Sarà un peso
+dolce, diavolo.... incomincio a credere che il padrone abbia voluto
+fidarsi un po' troppo di me; fortuna che Marco non abusa mai della
+confidenza in lui riposta, e che in mezzo ai suoi difetti non si sente
+capace di fare il minimo torto a colui cui mangia del suo pane.
+
+«Mezzanotte è suonata, ed il segnale non si sente ancora. Non vorrei
+che il diavolo ci mettesse la coda e mi mandasse tutto a monte. Non ci
+mancherebbe altro. Eppure la cosa è facilissima; le potrebbe per
+esempio saltar il grillo di cambiar strada; potrebbe essere
+accompagnata, oppure fermarsi al magazzeno tutta notte.
+
+E come si fa aver un rimedio pronto a tutto quello che può succedere?
+Ma bisogna dirle al conte queste belle cose, a lui che ciò che vuole,
+vuole. Guai se gli manco, mi strozzerebbe colle sue mani, ne son
+certo.
+
+«E non si sente nulla ancora, corpo di tutti i demonii.--E guardava
+un'altra volta l'orologio.--Dodici e un quarto.»
+
+Sbuffando di collera si affaccia allo sportello.
+
+In questo punto si ode un lontano mormorio di voci e nello stesso
+tempo un fischio acuto partire dalla medesima direzione.
+
+Marco trasale di gioia.
+
+Tonio senza far motto si toglie dai cavalli e si nasconde nell'angolo
+d'una porta internamente chiusa ed alquanto discosta dalle spalle di
+pietra.
+
+Il cocchiere quasi per avvertire che ancor lui ha udito il segnale
+dondola un istante sui cuscini ed affranca nelle mani le guide dei
+cavalli.
+
+Marco vide tutto questo, soddisfatto apre lo sportello e si tiene
+pronto, l'orecchio teso.
+
+A poco a poco le voci lontane cessano e tutto ritornando nel primitivo
+silenzio si può intendere il rumore di due passi che ratti s'avanzano
+battendo il lastrico.
+
+Il cuore di Marco batte d'impazienza, sporge avanti la testa, ma Tonio
+è sempre là immobile al suo posto con qualche cosa di bianco in mano
+simile ad un fazzoletto.
+
+Intanto i passi si fanno sempre più distinti e già nella penombra si
+disegna una bella figura di donna.
+
+--È lei, pensa Marco, stavolta non mi scappa, povera tosa!
+
+Ed infatti la bella biondina di Porta Nuova con quella tranquillità e
+sicurezza che è sempre compagna d'una coscienza pura ed innocente,
+affrettava i passi verso casa, lieta all'idea di riabbracciare suo
+padre dopo un giorno intero di lontananza.
+
+Vide la carrozza e lungi quell'alma vergine di concepire dubbi
+sinistri, gode invece in cuor suo, che qualche cosa gli rompi la mesta
+solitudine della via.
+
+E ratta s'avanza, s'avanza sempre.
+
+In questo punto la luna liberandosi dal nero nuvolone, che fin allora
+la tenne ostinatamente imprigionata piove un'onda di luce pallida.
+
+La bionda allora può scorgere l'ombra d'un uomo lentamente disegnarsi
+sulla terra, ma mentre intimorita girando attorno lo sguardo, cerca il
+corpo di quell'ombra vien afferrata da due braccia di ferro.
+
+La misera apre la bocca per gettare un grido, ma la bocca le vien
+imbavagliata; si dibatte un istante in disperati sforzi, indi Marco la
+riceve svenuta nelle sue braccia.
+
+--Avanti, grida Tonio ai cocchiere; e mentre i cavalli si rimettono in
+via, il servo dandosi contento una fregatina di mani raggiunse Piero
+che seguiva la biondina a qualche tratto di cammino.
+
+--È riuscita? chiese Piero.
+
+--A meraviglia, rispose l'altro con brutale cinismo.
+
+--Neppur un grido?
+
+--Nulla.
+
+Ed ambedue entrarono nella vicina bettola a gozzovigliare il vil
+prezzo del loro vilissimo delitto.
+
+La vettura attraversa la città e sorte da P. Vercellina.
+
+Franz allorquando si trovò all'aperto sulla bella strada che corre
+diritta a Novara sferzò i cavalli e questi pieni di brio si
+slanciarono nitrendo a generosa carriera.
+
+La povera biondina, ancora svenuta, giaceva pallida nelle braccia di
+Marco che posandole una mano sul cuore e non sentendolo battere che
+pochi e deboli palpiti, incominciava sul serio a temere.
+
+Infatti lo spavento provato dalla misera fu tale che per poco non
+l'uccise.
+
+Ella comprese il triste significato di quel ratto, e ne fremette
+inorridita.
+
+Molte volte sotto i panni del povero battono tali cuori che mai si
+cercano in petti patrizi; sovente la coscienza più delicata
+dell'onore, i sentimenti più nobilmente generosi, fuggendo i sontuosi
+palazzi erigono il loro santuario nel popolo; povero popolo, che se
+talfiata tralignando si gettò sui lubrici sentieri del delitto, vi
+venne spinto da quella miseria, da quella grettezza che pur troppo fu
+sempre il suo retaggio.
+
+Finalmente l'aria percossa, entrando fredda nella vettura e battendo
+sulla fronte della svenuta, a poco a poco le ridonava i sensi.
+
+Aperti gli occhi, li fissò immobili in volto a Marco che vedendola
+riaversi le sorrise benignamente; le fitte tenebre della notte non
+permisero alla giovinetta di conoscere quel volto, ma un raggio di
+luce ne illuminò il sorriso che avvezza a vagheggiarlo sovente sulle
+labbra dell'amato genitore, tratta in un dolce inganno, chinando mesta
+il capo mormorò:
+
+--Padre mio, che brutto sogno! e rinchiuse spaventata gli occhi.
+
+Ma il rumore dello zampe ferrate dei cavalli ripercosse sordamente sul
+terreno, i frequenti sbalzi della carrozza, la notte che buia regnava
+all'intorno, ridestarono la sventurata dal suo assopimento; passò una
+mano sulla fronte quasi per sperdere la nebbia ond'era avvolta la
+mente, e ritornò alla triste realtà.
+
+--Ah, non è dunque un sogno codesto, gridò con voce straziante
+svincolandosi d'un tratto dalle braccia del servo e rannicchiandosi
+tremebonda in un angolo della carrozza; oh, perchè non sono morta,
+perchè mai riedere alla vita in un momento cui l'abbandonarla è un
+beneficio, una grazia del cielo?... Ma che volete voi da me?... No non
+voglio seguirvi... lasciatemi precipitare da questa carrozza o ch'io
+empio l'aria de' miei gridi. Deh! in nome della Vergine santa, in nome
+di quanto avete di più sacro al mondo, in nome di vostra madre, fate
+ch'io ritorni al povero padre mio. Egli, vedete, vecchio e malato non
+ha altro appoggio che il mio, altra vita che la mia; togliermi da lui
+vuol dire ucciderlo, vuoi dire spezzare l'unico filo che ancora lo
+trattiene al mondo... ed in allora voi dovreste rendere conto a Dio di
+due esistenze poichè con mio padre uccidereste me pure. Oh! se il
+vostro cuore ha sensi di umanità, s'egli non è quello della fiera,
+lasciatemi fuggire; guardate io vi prego qui in ginocchio, colle
+lagrime agli occhi, così come si prega Dio ed i santi... ma che cosa
+vi ho fatto mai per farmi tanto male?...
+
+E soffocata dai singhiozzi, soffuso il volto di lagrime, coi capelli
+disciolti, abbracciava le ginocchia di Marco.
+
+Avrebbe commosso un cuore di pietra, ma non quello del malvagio
+sgherro.
+
+--Via, calmatevi una volta, andava egli ripetendo in tuono di
+ghiaccio, verrà un giorno che mi rammenterete questa notte col sorriso
+sulle labbra, allorquando io, diventato vostro servo umilissimo, verrò
+da voi a chiedere i vostri ordini. Voi siete degna d'una sorte
+migliore da quella che avete corsa fin qui; credete che la natura vi
+sia stata tanto prodiga di bellezze perchè voi spietatamente le
+sciupiate con una vita di lavoro, di privazioni, di stenti? Non si
+chiama questo far buon uso dei doni ricevuti. Infine poi io vi conduco
+in un bel palazzo, in una reggia nella quale sederete regina, un
+paradiso cui voi sarete il nume regnante. Ora ditemi se questi vostri
+lamenti hanno una ragione al mondo! Via adunque alzatevi, la mia bella
+fanciulla, sedete qui vicino a me ed abbiate pazienza. Ancora poche
+miglia, eppoi ci siamo.
+
+E Marco stendeva le braccia per aiutarla ad alzarsi.
+
+La biondina dopo quel primo sfogo del suo dolore era caduta in un
+morale assopimento; nulla aveva udito di ciò che Marco le disse;
+nell'inerzia dello spirito guardava senza vedere, ascoltava senza
+intendere, viveva senza sentire l'esistenza.
+
+Allorquando però le mani del servo la toccarono si ridestò
+rabbrividendo e facendosi da lui il più lontano possibile.
+
+--Non mi toccate, gridò non mi toccate; le vostre mani contaminano, le
+vostre mani sono quelle del carnefice, fanno delle vittime, danno la
+morie.
+
+--Che morte! vi conduco alla vita, io!
+
+--Sì, ad una vita vituperata, d'infamia e di disonore. Deh, fate ch'io
+non vi supplichi invano, lasciatemi libera, rendetemi a mio padre. Non
+troncate l'agonia del misero vecchio se non volete che la sua
+maledizione vi rombi fatale eternamente sul capo. Rendetemi a lui, noi
+vi benediremo, voi avrete due cuori che quotidianamente si
+rivolgeranno a Dio invocando su di voi il tesoro della sua infinita
+misericordia. Ma non capite che vi prestate al più iniquo tradimento,
+che un perfido vi brama complice di tale infamia che marchio
+indelebile lascerà sulla di lui coscenza e sulla vostra?...
+
+--Oh, ma cessate una volta, interruppe Marco con dispetto, son parole
+codeste gettate ai vento, querele inutili, lamenti perduti! Diavolo,
+in fin dei conti non vi meno all'inferno! Anzi è un bel giovinotto che
+vi aspetta, galante quanto ricco, ricco quanto generoso. Egli vi ama e
+non cercherà altro che la vostra felicità. Diverrete sua moglie,
+sarete contessa, giacchè egli è conte, che volete di più? Eppoi a
+sentir voi si commette un delitto! Ma se v'ha delitto in questo caso è
+dal lato vostro, la mia fanciulla, che così ostinatamente vi rifiutate
+a migliorare la sorte di vostro padre che voi dite d'amare tanto. Ma
+immaginate la gioia del vecchio nel sapervi così superbamente
+collocata; egli finirà i suoi giorni tranquilli, benedicendo a sua
+figlia che ha saputo soccorrere i suoi anni cadenti e sollevarlo dalla
+miseria. Non è forse questa una bella soddisfazione per una brava
+figliuola? Oh ma lamentatevi ancora eppoi vi dirò che codesto amore
+per vostro padre è malinteso o che è semplice egoismo che voi fate
+giuocare a vostro capriccio.
+
+--Credete pure ciò che volete ma lasciatemi in nome di Dio, supplicava
+la giovinetta disperata, lasciatemi, o vi ripeto, io grido al
+soccorso.
+
+--Non griderete nulla, altrimenti il fazzoletto ritornerà donde l'ho
+tratto.
+
+E protendendo le braccia minacciava d'imbavagliarle la bocca.
+
+--Dio mio, Dio mio, tu mi hai abbandonato!--E la misera giovinetta
+comprendendo come pur troppo non potesse isfuggire all'inesorabilità
+del destino dava sfogo all'immenso affanno in versando silenziosa
+lagrime amare.
+
+Nulla oramai le riusciva sperare, ella aveva tentata ogni via, aveva
+esaurito tutti i mezzi suggeritile dal cuore per scongiurare l'avverso
+fatto, ora non le rimaneva che abbandonarvisi rassegnata.
+
+Crudele necessità per chi ha tutta la coscenza dell'abisso nel quale
+irremissibilmente lo si vuol travolgere!
+
+Intanto i generosi destrieri colle narici dilatate e penosamente
+respirando avevano divorato in men d'un'ora i venti chilometri che
+separano Milano da Magenta.
+
+Batteva un'ora di notte ed il paese era affatto deserto.
+
+I buoni villici riposavano nei loro tuguri le fatiche d'una giornata
+trascorsa nei rustici lavori dei campi.
+
+La vettura attraversò Magenta e si fermò davanti ad un castello
+fabbricato sopra una sensibile elevazione di terreno, a circa mezzo
+chilometro dal paese; ora non rimane più di quell'edificio nessuna
+traccia, ma in quel tempo, le sue alte torri, il fossato che lo girava
+intorno, ed il ponte levatoio che si ergeva davanti all'ampio portone,
+richiamava alla memoria quegl'antichi castelli del Medio Evo la cui
+vista faceva fremere i vassalli del superbo Feudatario.
+
+Fermata la vettura, Franz gettò un fischio che fu ripetuto da tutti
+gli echi della campagna.
+
+In allora si intesero nell'interno del castello delle voci chiamarsi e
+rispondersi; dei lumi vanno e vengono rompendo l'oscurità; finalmente
+il portone girando con fracasso sui cardini si spalanca, il ponte
+levatoio s'abbassa e manda un cupo suono sotto il peso della vettura.
+
+Franz si ferma davanti ad un ampio scalone dal quale scendono
+frettolosi due uomini muniti di torcie accese; d'un salto si fanno
+allo sportello; un sorriso malizioso si disegna sulle loro labbra e
+ricevono dalle braccia di Marco la giovinetta svenuta; indi senza
+profferir parola ritornano d'onde sono venuti.
+
+La povera biondina sulla soglia del castello era ricaduta, per la
+seconda volta priva di sensi.
+
+Venne portata in una elegante cameretta il cui recente assetto dava a
+vedere che l'ospite gentile non era punto inaspettato.
+
+Era illuminata da una ricca lucerna che posava nel mezzo d'un tavolo
+rotondo, su cui stava inoltre in un bacile d'argento una coppa d'acqua
+limpida; all'intorno elegantemente disposte eranvi sedie coperte di
+rosso damasco e la finestra, che guardava nel cortile, cinta da
+splendide cortine di seta.
+
+La bionda fu adagiata sopra un letto e lasciata sola.
+
+Rinvenne dopo qualche momento.
+
+Nella disperazione dello spirito balzò dal letto e si spinse verso la
+porta.
+
+Era chiusa.
+
+Allora un orribile pensiero le balena nella mente, si slancia alla
+finestra, tenta sforzarne i serramenti ma questi pure resistono alle
+sue deboli forze.
+
+Affranta dall'angoscia s'abbandona sopra una sedia, posando il capo
+sulle braccia e le braccia sul tavolo.
+
+Le violenti commozioni di quella notte le avevano causata una febbre
+ardente; il sangue infiammato le correva rapido al cuore, e dal cuore
+al cervello, i suoi polsi battevano a rompersi e la di lei fronte era
+madida di sudore.
+
+Arsa dalla sete agendo più per istinto che per forza di volontà
+afferrò la coppa che stavale davanti e sentendosi ristorare dalla
+frescura dell'acqua la trangugiò d'un fiato, indi girando smarrita lo
+sguardo intorno a sè.
+
+--Oh, dove mai sono, proruppe con accento lamentevole, dove m'hanno
+condotta i crudeli persecutori della mia pace! Santo Iddio, qual colpa
+ho commessa mai per meritarmi sì crudeli angoscie, per aggravarmi sì
+pesante la tua mano sul capo! Non viveva rassegnata la vita del povero
+col vecchio padre mio! Non gli guadagnavo forse co' miei sudori
+un'onesta esistenza! Perchè adunque strapparmi dal suo fianco, per
+ucciderlo colla mia vergogna? Dio, tu non sei giusto, tu non sei
+quaggiù la guida della debole innocenza, tu non sei il consolatore
+degli afflitti, tu... Oh no, perdono... io bestemmio...............
+...................................................................
+
+«Ma la mia mente si smarrisce, una folta nebbia mi avvolge lo spirito,
+non posso più pensare, la ragione mi si offusca, le forze mi
+abbandonano... ma che è mai questo? Quale strano spossamento invade il
+mio corpo? le gambe rifiutano di sorreggermi, le braccia mi si fanno
+di ferro, le pupille pesanti, io non posso più camminare, non ci vedo
+più... tradimento... tradimento!»
+
+E facendosi barcollante verso il letto vi si abbandonava inerte.
+
+--È un sonno terribile che investe tutti i miei sensi, che mi uccide
+la volontà e mi annienta le forze; ma non mi lascierò vincere, no non
+voglio dormire, mi sarebbe un sonno troppo funesto, me lo predice il
+cuore... Oh, ma è impossibile, io sono sotto l'incubo d'una mano di
+piombo, ho il veleno in corpo, quell'acqua, ah! fu quell'acqua...
+tutto, tutto contro me... oh, è troppo Dio mio...
+
+In questo punto una testa fa capolino dall'uscio; è il conte Alberto
+Sampieri.
+
+L'infame per meglio riuscire nel suo tradimento aveva mescolato
+all'acqua trangugiata dalla biondina dell'oppio e delirante di gioia
+spiava dalla serratura i repentini ed ineluttabili effetti del
+narcotico.
+
+Protendendo le mani tremanti muove verso la bella giacente che apre la
+bocca per gettare un grido, ma la voce le si spegne nella gola.
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+ Ai deboli io soccorro, è la mia destra
+ Schermo dei fiacchi.
+ OSSIAN.
+
+
+All'epoca del nostro racconto sull'angolo della via del Pontaccio
+verso piazza Castello prosperava l'albergo all'insegna dell'Ussero.
+
+Era un vasto caseggiato alto due piani.
+
+Nelle sale terrene il povero operajo di ritorno dall'officina chiedeva
+al generoso liquore un po' di sollievo alle forze abbattute.
+
+Al piano superiore salivano i schifiltosi del contatto del popolo:
+agiati cittadini di quei contorni i quali ad un lauto banchetto
+solevano rompere la monotonia d'una vita sfaccendata ed inoperosa.
+
+Le eleganti camerette del secondo piano poi, non venivano occupati che
+da qualche coppia amante desiosa d'abbandonarsi alla dolcezze d'intimi
+colloqui lontana dai rumori, dal mondo e da ogni sguardo
+indiscreto;--oppure qualche faccia sinistra che aveva i suoi giusti
+motivi per isfuggire il consorzio degli uomini.
+
+L'albergo dell'Ussero era assai frequentato poichè tutti vi si
+trovavano comodamente ed a loro agio; la vicinanza inoltre del
+Castello e la numerosa guarnigione che in quei tempi di turbolenze
+l'Austria manteneva in Milano l'avevano fatto pure il geniale convegno
+di soldati d'orni arma e d'ogni grado.
+
+Due giorni dopo i fatti da noi narrati tre ufficiali entrano
+nell'albergo e prendendo posto al primo piano comanda da cena.
+
+Quantunque tutti e tre vestino l'uniforme e parlino l'idioma alemanno
+pure non appartengono alla istessa nazione; ciò non ostante compagni
+di reggimento s'amavano di vera amicizia forse in causa dei loro
+caratteri affatto diversi, cosa che per quanto strana ci sembra noi
+vediamo verificarsi spesso nelle affezioni degli uomini.
+
+Il più giovane d'essi conta all'incirca venticinque anni; è polacco.
+
+Educato in un'accademia militare della Germania era da quattro anni
+incorporato nell'esercito.
+
+Bello di corpo e di cuore, si vedeva il sospiro delle donne e l'amore
+di tutti i suoi soldati, chè egli molto bene sapeva conciliare la
+rigadezza della disciplina coi sensi dell'umanità.
+
+Caldo ancora d'entusiasmo giovanile era ammiratore ardente d'ogni
+fatto che sapesse di coraggio o di virtù ed animato pur lui d'un
+coraggio temerario in un momento d'esaltazione avrebbe affrontato
+impavido i più inauditi pericoli, purchè credesse di compiere un
+dovere o di far una bella azione.
+
+È insomma polacco per eroismo, per generosità di sentimenti, per
+nobiltà d'animo.
+
+Povera Polonia! Quantunque la tua terra sia sempre stata feconda
+d'eroi, Iddio ti diede troppo angusti recinti perchè tu possa rialzare
+superba la fronte e scuotere le catene del tuo duro servaggio.
+
+Gli altri due ufficiali uno è francese, il secondo tedesco.
+
+Il francese costretto da politici avvenimenti ad esiliare dalla patria
+sua erasi arruolato volontario nell'esercito austriaco.
+
+Ha circa trentacinque anni e possiede tutti quei vizi e virtù che
+caratterizzano i figli di Francia.
+
+D'indole impetuosa s'accende facilmente ed in allora bestemmiando
+tutti i dei dell'olimpo guai a coloro che osano opporsi a' suoi
+principii; è un vulcano in eruzione, se non che trovò sempre una certa
+difficoltà nel passare, dalle parole alle vie di fatto e ritornato in
+calma ritornava il più buon diavolo del mondo.
+
+Il tedesco invece più avanzato di tutti in età, lo si conosceva per un
+uomo calmo, prudente e di poche parole, aveva però un difetto quello
+d'essere un po' troppo proclive ai piaceri della mensa e del vino.
+
+Amava il polacco per le sue nobili aspirazioni, il francese pel suo
+carattere originale ed era da entrambi riamato per la di lui natura
+severa e nello stesso tempo flessibile ed affettuosa.
+
+--Terremoto! proruppe il francese ponendosi il mantile sulle ginocchia
+ed accingendosi a divorare una bomba di fumante risotto. Non c'è che
+dire, allorquando si vuol essere prontamente serviti e serviti _comme
+il faut_ bisogna proprio venire all'Ussero. È l'albergo migliore ch'io
+conosca in Milano. E che vino; si direbbe che Bacco ha degnato d'un
+suo sorriso la cantina dell'oste. E sì che di vini credo intendermene
+io! Quando si è nati in Francia, quando si sono percorsi i suoi
+dipartimenti vinicoli, si ha il diritto di crearsi giudice. Eppure
+guardate, se i vini italiani assomigliassero tutti a quelli che si
+bevono all'Ussero, sarei il primo a confessare che le viti d'Italia
+potrebbero gareggiare colle nostre, le prime del mondo. All'Ussero mi
+sento in patria, evviva l'Ussero!
+
+Ed afferrando il colmo bicchiere lo vuotava avidamente d'un fiato.
+
+--Havvi un fiume, amico mio, rispose pacificamente il tedesco fra una
+cucchiajata e l'altra di risotto, che nasce nel seno della Svizzera e
+che serpeggiando rapido fra fertili pianure e fioriti declivi forma
+colle sue acque un lago che, la natura rivestì de' più ridenti
+panorama. Quel fiume ne sorte dippoi più limpido, più maestosamente
+bello, corre la Prussia, l'Olanda e va a gettarsi in mare sempre
+lasciando dietro di sè la più variata vegetazione...
+
+--Tu parli del Reno!
+
+--Appunto. Ebbene il Reno presta il suo nome a certi vini che, caro
+mio, io bevo più volentieri del tuo Champagne e del tuo Bordeaux.
+
+--Padronissimo; ciò non toglie che i vini del Reno stieno a quelli di
+Francia precisamente come un tedesco sta ad un francese. L'uno calmo,
+freddo e d'una vita penosa, l'altro invece pieno di brio, di slancio,
+di fuoco. Terremoto! giudica tu stesso se il confronto ci può lasciare
+in dubbio.
+
+--Scioglierò io la grave questione, siccome colui alieno d'ogni
+spirito di parte, disse sorridendo il giovine polacco. Il paragone che
+tu hai fatto dei due vini è giustissimo; l'uno difatti è spirito,
+l'altro direi che è corpo, ambedue però egualmente squisiti. La
+questione adunque è puramente di gusto, chi preferisce l'uno e chi
+l'altro, perchè il mondo cammina per antitesi, cammina con
+inclinazioni, con gusti opposti. Bacco creò quei vini in due momenti
+diversi. Fiacco, spossato, volendo rinvigorire le sue forze e porre un
+po' di fuoco nelle vene, creò quelli del Reno. Già ubbriaco, bramando
+porre al colmo la misura, creò i spumanti francesi. Ambedue però sono
+perfetta opera della sua divina sapienza. Dunque in segno
+d'un'imparziale ammirazione, io propongo d'assaggiarli entrambi, ma
+dopo cena s'intende, vale a dire dopo d'aver rinnovato un paio di
+volte questo fiasco che pur cammina al suo fine con una rapidità
+incredibile.
+
+--Evviva Bacco! fu la risposta dei due amici, e d'un fiato vuotarono i
+bicchieri.
+
+Ma però un attento osservatore avrebbe notato che l'evviva del
+francese non era punto cordiale come quello dell'amico; scuotendo
+leggermente testa egli dava a vedere come la conclusione del polacco
+sui due vini non le andasse troppo a genio, e che avrebbe preferito
+sostenere all'ultimo sangue la sua opinione.
+
+Quando un'altra cosa venne a toglierlo dalle sue meditazioni.
+
+Egli s'accorse come la marmitta del risotto fosse vuota, e che pure il
+fiasco versasse in deplorabile stato.
+
+--Terremoto! gridò allora con tutto il calore dell'anima; guardate,
+non abbiamo più niente, è scomparso tutto. Ehi, cameriere, il campo è
+sprovveduto, presto delle munizioni, che non venga meno l'ardore dei
+combattenti....
+
+«Eh! ma io sento che ci vorrebbe qualche cosa d'altro per conservarci
+più validamente questo nostro ardore;--e guardò i compagni con aria
+maliziosa;--ci vorrebbe per esempio qui seduta in mezzo a noi una
+bella donnina, dagli occhietti furbi, dalle guancie di porpora e dalle
+forme rotonde.... Che ne dite, eh?»
+
+--Oh la donna! proruppe il polacco con entusiasmo; creatura aerea,
+sorriso della natura, stilla di rugiada sul calice inaridito del cuore
+dell'uomo. Figlia primogenita di Dio, la donna fu creata per ispargere
+di rose l'arido cammino della vita, per mostrare all'uomo che la
+felicità non è solamente un nome, ma ch'essa ne possiede l'arcano.
+
+--Verissimo, la donna possiede l'arcano della felicità!
+
+--Sì, e lo trovi nella dolcezza del suo sguardo, nella poesia delle
+sue parole, nell'affetto d'un'alma tenera, sensitiva, ardente....
+
+--Tutte cose ch'io ti cedo volontieri per una bottiglia di quel buono!
+interruppe il tedesco colmando il bicchiere.
+
+--Tu diserti adunque la bandiera di Venere?
+
+--E mi rifugio sotto quella di Bacco.
+
+--Amico, te l'ho già detto, se dimenticassi il tuo nome chiamerei: chi
+vuol bere? e son certo che risponderesti: presente.
+
+--Presente, presentissimo ai bacchici appelli.
+
+--Eh, ma una donnina la ci voleva proprio, continuò il francese
+ritornando alla prima idea, ed a dire ch'io avrei potuto condurre la
+mia vezzosa Melitta, che si pone tanto volentieri a tavola. Ma
+guardate che peccato! Ecco cosa vuol dire combinar le cene sui due
+piedi, senza riflessioni di sorta! E non sono molti giorni che in un
+momento di confidenza quella cara fanciulla la mi diceva: Guarda il
+mio Adone,--la mi chiama sempre il suo Adone; dev'essere un nome che
+ha appreso allorquando in casa d'un certo dottore in teologia
+esercitava le funzioni di... governante.--Guarda, la mi diceva
+adunque, io porto alla cena un'affezione particolare, affezione che è
+in ragione diretta colla sua lautezza. E pur troppo in ragione
+inversa, le risposi, coll'esile complessione della mia borsa. Tuttavia
+la mia Melitta è una bella ragazzotta, piena di brio e di spirito, e
+che ci avrebbe divertiti moltissimo in questa sera....
+
+--In allora un brindisi alla sua salute, disse il polacco.
+
+--Evviva! gridarono in coro i convitati, e portarono le tazze alle
+labbra.
+
+Il tedesco aveva impiegato meglio d'ogni altro il suo tempo.
+
+Il corpo chino sulla mensa, gli occhi fissi nel piatto, mangiava e
+beveva di buonissimo appettito, se non che le troppo frequenti
+libazioni gli avevano diffuso sulle guancie una tinta vermiglia, la
+quale per un fenomeno bacchico notevolissimo s'innalzava a poco a
+poco, minacciando invadergli la fronte e la parte calva della testa.
+
+Il polacco fu il primo ad accorgersene e gli disse:
+
+--Amico all'erta! la marea del vino s'innalza!
+
+--Terremoto, è vero, proruppe il francese, quando ne avrà fin sopra il
+capo sarà bell'e affogato.
+
+--In allora calerò a fondo; e guardò sotto la tavola.
+
+--Già, sempre così; cogli uomini taciturno, chiuso, severo; col vino
+il più gioviale compagnone del mondo. È questione di gusto.
+
+--Vuol dire che il vino gl'inspira maggior confidenza degli uomini.
+
+Il tedesco forse per fuorviare i compagni da considerazioni che non
+gli andavano troppo a verso rivoltosi al polacco come se afferrasse
+un'idea che in quel momento gli cadesse in mente domandò:
+
+--A proposito, non ci racconti nulla della tua impresa amorosa? E sì
+che a quest'ora dev'essere a buon termine a meno che non abbia fatto
+fiasco.
+
+Il polacco si morse le labbra.
+
+--Terremoto! saltò su il francese, un'avventura amorosa? nulla di più
+interessante conoscendosi l'eroe. E tu volevi tenerci all'oscuro?
+Suvvia racconta, noi vogliamo saper tutto.
+
+--Ha ragione, lo vogliamo!
+
+Questa volta è il polacco che pensa al modo di deviare possibilmente
+la conversazione.
+
+Bisognava che quella domanda lo molestasse alquanto.
+
+Ma i fumi del vino salendogli alla testa gli avevano offuscate le
+facoltà dello spirito e per quanto si affaticasse non seppe trovare un
+mezzo qualunque, una scappatoja per sottrarsi al molesto invito.
+
+Bisogna adunque improvvisare una favola, ma _in vino veritas_, dice il
+proverbio, ed il buon polacco di lieto umore preferì raccontare
+ingenuamente la verità, lasciar da parte le delicatezze e volgere
+tutto in riso.
+
+--Ecco quà la mia impresa, incominciò, ma prima permettete che ne
+vuoti un'altro bicchiere, servirà a riscaldarmi vieppiù
+l'immaginazione ed a farmi più buon narratore. Ecco, la cosa è
+semplicissima ed io non ve n'ho mai parlato estesamente perchè credeva
+non ne valesse la pena. Incomincierò adunque dal principio quantunque
+tu lo conosci diggià.
+
+E queste parole erano dirette al tedesco.
+
+--Va bene, dal principio.
+
+--Proprio di contro al mio alloggio, vale a dire sul corso di Porta
+Nuova, viveva una fanciulla dai capelli biondi e dal volto d'angelo.
+Notate ch'io non ho detto viveva a caso. Sebbene di oscuri natali,
+giacchè essa era la figlia d'un semplice portinajo, possedeva un'anima
+aperta ad ogni tesoro di virtù ed appariva poi così modesta, così
+santamente bella che bastava conoscerla appena per sentirsi preso da
+irresistibile simpatia.
+
+--Terremoto, era una fata!
+
+--Nella grotta d'un portinajo?
+
+--Cosa volete, ne fui sedotto. La vedeva tutte le mattine recarsi al
+magazzeno ove povera ragazza vi rimaneva il giorno intero a lavorare
+per suo padre; qualche volta mio malgrado mi trovava sulla via
+allorquando di notte ritornava soletta a casa e... ed a dirvela in
+poche parole mi decisi tentarle il cuore. Eppure, quantunque io ne
+conti già qualcuna in vita mia di trionfi e pare che ne debba avere un
+po' di pratica, allorquando le era vicino non sapeva dirle una parola,
+mi sentiva confuso, imbarazzato come mi fanciullo e qualche volta
+credeva perfino di sentire rimorso a turbare la tranquillità
+d'un'anima che doveva essere tanto pura. Era insomma la prima donna
+che mi facesse soggezione.
+
+--Oh, l'ingenuo!
+
+--Continuai così per tre sere, cioè camminandole dietro timido e senza
+aprire la bocca. Diavolo, io dissi poi fra me, s'io seguito in questo
+modo finirà col credermi un'imbecille, e mi farà soggetto di risa
+nelle sue conversazioni colle amiche di magazzeno. Davvero che non la
+sarebbe una figura invidiabile. Infine non è che una povera fanciulla
+che si recherà ne son certo ad onore la mia preferenza a suo riguardo.
+Mi faccio adunque coraggio e risoluto mi ci porto al di lei fianco.
+
+«--Bella fanciulla, lo dico io, è molto bujo stassera, le vie sono
+deserte e voi tutta sola; mi permettete d'accompagnarvi? La notte
+apparisce sempre ad una giovinetta, piena di timori, di vaghe
+apprensioni; di natura debole ella ha sempre bisogno d'un fedele
+protettore, ebbene io sarò il vostro, accettatemi come amico.
+D'altronde voi dovete conoscermi, almeno di vista. Sono tre sere che
+vi seguo, non ho mai osato avvicinarvi e parlarvi, voi m'avete fatto
+così timido...
+
+«E credendo che chinato il capo non avrebbe aperto bocca in tutta la
+sera, mi era preparato a parlare un bel pezzo. Quando invece
+fissandomi in volto due occhioni azzurri come il cielo mi rispose:
+
+«--Oh mi sono accorta che voi mi seguivate e ne aveva sommo dolore; io
+sarei stata costretta a non ritornare più alla sera dal povero padre
+mio, ma lavorando una parte della notte ottenere il permesso di
+vederlo di giorno. Vedete adunque che non poteva esservene grata.
+
+«Quelle parole pronunciate con un'ingenuità infantile e in tuono
+melanconico mi commossero profondamente. Credetti d'essere al cospetto
+d'una creatura celeste.»
+
+--Che ti fossi imbattuto davvero in una donna onesta?
+
+--Pare impossibile, mormorò il tedesco.
+
+Ella continuò: «Ora però sono contenta d'avervi parlato perchè voi mi
+sembrate molto buono. Vi prego adunque non seguirmi più oltre, io
+ritorno da mio padre, non mi può succedere nulla per via.--Allora le
+dissi che le mie intenzioni erano rette, che nessun pensiero disonesto
+mi spingeva verso lei, ma bensì la pura felicità di possedere un sì
+bel cuore, di possedere tanta virtù. E diceva il vero; ma non ci fu
+verso; ella fu irremovibile. Mi sembrava un sacrilegio il resisterle
+più oltre, ed alla bell'e meglio mi ritirai, Eppure quella fanciulla
+io non posso mai cancellarla dalla mente; mi è causa di dolci emozioni
+e sconosciute. Insomma, ridete pure, ma con lei sarei stato
+completamente felice.
+
+«Passarono circa tre settimane, quando una mattina non la vedo uscire
+di casa all'ora consueta. Credendo che mi fosse casualmente sfuggita,
+aspetto ansioso l'indomani e non la scorgo ancora. Passano altri
+giorni, sempre nulla; infine, bramando averne una spiegazione, mando
+il mio servo dal di lei padre. Trovò il povero uomo, vecchio soldato
+invalido, concentrato nella più crudele angoscia. Sapete che
+cos'eragli accaduto? Gli avevano rapita la figlia.
+
+--Un ratto! gridò il tedesco.
+
+--La cosa è seria, terremoto!
+
+Il polacco colmò la tazza e la trangugiò d'un fiato.
+
+--Ma si conosce almeno l'autore d'un sì vile rapimento? chiese il
+tedesco.
+
+--È un cotal conte Alberto Sampieri, che la fece condurre nel suo
+castello di Magenta.
+
+--Allora non resta che denunciarlo all'autorità: ella farà il suo
+dovere.
+
+--Denunziarlo? proruppe il polacco sdegnosamente; e che, siamo noi
+soldati o poliziotti?
+
+--Non esageriamo, amico; è dovere d'ogni cittadino domandare
+l'intervento della legge laddove si scorgono tradimenti e delitti....
+Havvi una giustizia le cui orecchie sono aperte per tutti; ella non
+aspetta che una parola per compiere inesorabilmente il suo dovere....
+Pronunciamola codesta parola, e non vadi impunita un'azione infame...
+Che la giustizia sia per il conte la vendetta di Dio; la tua non
+arriverebbe infino a lui, o vi giungerebbe inefficace....
+
+Queste parole venivano pronunciate a stento dal tedesco; il vino le
+aveva ingrossato la lingua, l'ubbriachezza stendeva su di lui il suo
+manto di piombo e vano riuscivagli ogni sforzo contro la potenza
+invincibile del generoso liquore.
+
+Arso dalla sete dell'ebbro egli portò con mano tremante il fiasco alle
+labbra.
+
+Fu il suo colpo di grazia; gli occhi gli si fecero di vetro, il volto
+di fuoco.
+
+--Terremoto! gridò il francese alla sua volta mezzo brillo, che
+bell'idea! Oh, la mirabile fecondità della mia immaginazione! Sentite,
+noi siamo qui tre cavalieri, tre soldati d'onore e come tali pronti
+sempre a porgere ii nostro soccorso, la nostra vita, all'innocente
+perseguitato, al debole oppresso. Possiamo adunque sentire
+indifferenti il racconto d'una giovinetta rapita senza mandare al
+conte rapitore un cartello di sfida ed armati di scudo e lancia
+invitarlo a provarci in giostra s'egli è altrettanto fiero nel vincere
+uomini? Sarò io il primo a misurarmi con lui, voglio aver io l'onore
+di liberare la fanciulla dai capelli d'oro e dagli occhi azzurri.
+Corpo di mille terremoti, scommetto di mandar quel furfante in pochi
+colpi a mordere la polvere. Orsù compagni, in pellegrinaggio fino a
+Magenta, che ci preceda un araldo apportatore dell'ostile cartello e
+domani la bella rapita sarà ricoverata ancora sotto il tetto paterno.
+Beviamo adunque all'esito felice dell'impresa!
+
+--Tu hai ragione per Iddio, esclamò il polacco con nobile entusiasmo,
+liberare la fanciulla ecco la nostra missione... voglio dire, ecco la
+mia missione.
+
+--Tu vuoi scendere pel primo in lizza? soggiunse il francese, è
+giusto, sei la parte più impegnata. Ebbene, noi ti saremo di scorta,
+oh se foss'io il chiamato a fare al conte un'occhiello nel ventre!...
+
+--Un momento, balbettò il tedesco ch'era riuscito a comprendere
+qualche cosa, pensate... un duello...
+
+--Bevi, bevi amico, la tua prudenza questa volta devi spegnerla nel
+vino; gridò il polacco. Un duello, un duello a morte col conte
+Sampieri; egli ha rapito la donna de' miei pensieri, ha rapito una
+fanciulla ingenua, onesta, innocente; io le farò giustizia, ma io
+solo, è un affare che mi riguarda ed i miei affari soglio farli da me.
+Amico, continuò rivolgendosi al francese, ti ringrazio del consiglio,
+la mia mente fu tanto dappoca da non suggerirmi un dovere sacrosanto;
+ringrazio pure la tua generosità nell'offrirmi una destra invitta ma
+non posso accettarla; contro un uomo basta un uomo ed io ho troppa
+fiducia nella mia spada per aver paura. Domani mi recherò a Magenta e
+domani a sera, amici, beveremo alla salute della bella liberata ed
+all'eterna dannazione d'un'anima esecranda.
+
+--Ebbene, se non mi vuoi compagno nella lotta mi avrai tuo padrino.
+
+--Niente; al suo castello il conte è solo, non deve credere ch'io
+voglia intimidirlo presentandomi accompagnato. Te lo domando in
+favore, lasciami partir solo, è mio dovere; io vado ad arrestare, a
+punire un delitto, l'impresa è troppo nobile perchè non riesca secondo
+i miei voti.
+
+--Il conte è traditore, terremoto!
+
+--Il conte non lo temo.
+
+--Sia fatta la tua volontà, già ne' tuoi panni farei lo stesso
+anch'io. L'avventura non può essere più bella, più degna d'un
+gentiluomo, più feconda di gloria. Noi ci rivedremo adunque domani
+qui, in questo istesso luogo e ci congratuleremo col giovine eroe.
+L'ultimo bicchiere alla tua salute!
+
+--E tu non bevi? domandò il polacco sorridendo al tedesco ubbriaco
+fradicio.
+
+Questi tentennò la testa, aprì la bocca per parlare ma non le uscirono
+che parole interrotte ed incomprensibili.
+
+Era la mattina del 24 giugno 1778.
+
+Il sole appariva luminoso sull'orizzonte ed i tremolanti raggi stavano
+per stringere il creato in un dolce ed amoroso amplesso.
+
+Un giovine ufficiale vestito dalla divisa austriaca percorreva in una
+vettura da nolo lo stradone di Magenta.
+
+Il suo volto era bello; un esame attento vi avrebbe scorto un leggiero
+sorriso di soddisfazione posarsi di tanto in tanto sulle di lui la
+labbra ed una ineffabile serenità diffondersi sui suoi lineamenti.
+
+Era insomma il volto di colui che spinto da un'animo nobile e da
+generosi sentimenti credeva correre al compimento d'un sacro dovere.
+
+Quel giovine è il nostro polacco; di natura ardente ed entusiasta si
+era lasciato vincere da una dolce simpatia verso la bella biondina,
+simpatia che col tempo sarebbesi cambiata in sincero amore.
+
+La notizia del di lei ratto e dell'avvenire d'infamia che le si
+preparava, fu per lui un colpo terribile; si sentiva ferito, offeso
+nel profondo del cuore, poichè la persona amata fa parte di noi
+stessi; le sue gioie, le sue sventure sono gioie e sventure nostre.
+
+Noi l'abbiamo veduto come accolse l'idea d'un duello; ora lo vediamo
+come pronto corre all'arrischiata impresa, e se gli leggessimo nel
+cuore vedremmo ancora con quanta abnegazione, con quanta gioia egli
+avrebbe data la sua vita purchè potesse giovare alla povera infelice.
+
+Dopo due ore di viaggio entrava in Magenta.
+
+La vettura si fermò ad un albergo, e l'ufficiale, tratta una lettera e
+consegnatala al cocchiere, gli disse in tuono pressochè solenne:
+
+--Io deggio partire per alcuni affari. Qualora però entro due ore non
+fossi di ritorno, tu riederai prontamente a Milano e porterai questo
+foglio al suo indirizzo. Hai capito? fra due ore.
+
+La lettera era diretta all'ufficiale francese suo amico.
+
+Subito dopo il giovine polacco mosse verso il castello Sampieri.
+
+Sebbene fosse di buonissima ora, pura nell'interno del castello tutti
+erano ritornati ai loro uffici consueti; i servi, sommessi schiavi, ad
+ubbidire; il conte, dispotico padrone, a comandare.
+
+Il polacco passò il ponte levatoio, e si diresse a Tonio, che in quel
+giorno gli spettavano le funzioni di guardiano.
+
+Tonio non potè trattenere un moto di stupore alla domanda
+dell'ufficiale d'un colloquio col conte; lo fece entrare in un salotto
+terreno e pregollo ad attendere finchè l'avesse annunziato.
+
+Il giovane polacco rimase solo pochi minuti; il cuore gli batteva con
+violenza, non già per debolezza, ma per la brama impaziente di agire.
+
+Tonio ritornò; un sogghigno malizioso gli errava sulle labbra;
+inchinossi forse con un po' d'ironia all'ufficiale, ed invitollo a
+seguirlo.
+
+Attraversando un labirinto d'appartamenti, lo condusse in una
+magnifica sala d'arme, ove il conte Sampieri stava intento ad
+esaminare e provare le mille armature diverse che pendevano dalle
+pareti.
+
+--Le domando perdono, disse il conte all'ufficiale con affettata
+noncuranza, se non lo ricevo in un luogo più degno dell'alta devozione
+ch'io professo sempre ai miei ospiti. Cosa vuole? io sono schiavo
+delle mie abitudini, e la più prepotente si è appunto quella di
+consacrare le ore mattutine alla mia sala d'arme, nella quale, guardi,
+ho tutto l'occorrente per divertirmi a mio bell'agio. Qui, lei vede,
+per esempio, un piccolo bersaglio e pistole d'ogni modello, le quali,
+non faccio per dire, ma di rado mi fanno il torto di non colpire a
+dovere. Qui appese stanno pure sciabole d'ogni specie, fioretti,
+guanti, maschere, che so io, mi servono a meraviglia ne' miei assalti
+di punta e sciabola che rinnovo spessissimo con un certo marchese mio
+amico. Oh, alle armi io ho sempre portata un'affezione ardentissima, e
+una prova appunto di questo, si è che per parlarne io la dimenticava
+lì in piedi senza neppur pregarla d'accomodarsi e spiegarmi il motivo
+della sua cara visita. Il signore mi vorrà compatire, spero.
+
+L'ufficiale, che in questo tempo era rimasto in atto severo e
+contegnoso, s'inchinò leggermente alle ultime parole del conte ed
+incominciò:
+
+--L'oggetto della mia visita è importante quanto egli è sacro;
+ascolti. Un povero padre, vecchio soldato invalido, viveva felice
+coll'unica figlia. Egli l'amava codesta figlia, perchè era il sostegno
+della sua tarda età, perchè col continuo lavoro teneva lontano
+dall'umile tugurio gli orrori della miseria; l'amava perchè, bella
+d'un'anima pura e d'un vergine cuore sapeva co' suoi sorrisi mitigare
+i dolori delle onorate sue ferite, colle sue consolanti parole
+spargere il conforto nell'animo triste; era insomma il suo angelo
+sfolgorante di celestiali virtù. Ebbene, una notte il padre infermo
+attese invano sua figlia, la fanciulla venne rapita. Signore, egli è
+da lei ch'io mi faccio a reclamarla.
+
+--Non comprendo, rispose il conte ostentando meraviglia; se lei vuole
+ch'io unisca a' suoi i miei deboli sforzi per venire in aiuto alla
+povera giovinetta, allora non ha che pronunziarmi il nome dell'infame
+seduttore. L'opera è troppo degna d'un onesto gentiluomo perch'io
+rifugga d'associarmi volonteroso.
+
+--Il nome dell'infame seduttore, conte, è il vostro, tuonò l'ufficiale
+spogliandosi d'ogni riguardo. Giù, giù una volta quel manto ipocrita
+sollo al quale volete nascondere le vostre enormezze, abbiate almeno
+il coraggio del delitto, e confessate lealmente quello che con tanta
+viltà sapete commettere. Conte, la fanciulla venne rapita da voi, voi
+l'avete in questo castello; in nome dell'umanità, in nome delle leggi
+sacre, dell'onore, restituitela al padre suo.
+
+Il conte fissò l'ufficiale con sogghigno beffardo e continuò con
+fredda calma:
+
+--Signor Paladino! con qual diritto mai v'introducete nelle case degli
+altri per immischiarvi in quello che non vi riguarda? Con qual diritto
+vi compiacete di controllare le azioni altrui per venir poi a dire in
+tuono più o meno comico: Non mi garbano, non voglio che facciate così,
+fate quello che dico...
+
+--Col diritto della giustizia, coi diritto di colui che vuol prevenire
+una colpa o vendicarla.
+
+--Ebbene sentiamo, s'io vi dicessi: la fanciulla che voi vi siete
+messo a proteggere non per sentimento generoso, disinteressato ma
+forse chissà, par qualche altro motivo più intimo, come per esempio,
+per vedervi prevenuto in una meta che invano tentaste di
+raggiungere...
+
+--Signore!
+
+--Se io vi dicessi adunque codesta fanciulla è mia, io la tengo nel
+mio castello, passo con lei i momenti più belli della vita, cosa mi
+rispondereste, sentiamo!
+
+--Conte, vi pregherei ancora una volta di restituirla al tetto
+paterno, di non volere l'infamia d'una donna onesta, innocente.
+
+--E se le vostre preghiere non valessero?
+
+--Chi non ascolta la parola dell'onestà e della giustizia o che
+diventa infame o ch'egli lo è diggià. Voi Conte io conosco già per
+infame, non mi resterebbe che di trovarvi vigliacco ed allora vi
+chiamerei l'uomo il più esecrabile che l'inferno abbia vomitato in
+sulla terra. Suvvia ladro d'onore, assassino di deboli fanciulle,
+restituite la vostra vittima o difendetela col ferro...
+
+Le guancie del giovane ufficiale erano vivamente infiammate, lo
+sguardo feroce, e la destra stringeva convulsa l'elsa della spada.
+
+--Miserabile, proruppe il conte lasciando irrompere lo sdegno che a
+stento aveva fin'allora represso; miserabile! saprò ben io ammutolire
+quella lingua che incauto tu meni con troppa arroganza. È la morte che
+cerchi? Ebbene, l'avrai. Possa il tuo sangue ricadere sul capo a tutti
+quelli della tua schiatta, che nel delirio della temerità, dopo
+d'essere entrati padroni in terra altrui, si fanno diritto di violarne
+le case e dettarvi legge.
+
+E furibondo, staccata dalle pareti una spada, a sbalzi proruppe dalla
+sala, percorse un lungo corritoio, ed aperto una porticina che metteva
+fuori del castello in un vicino bosco, vi s'internò pochi passi.
+
+Cieco d'ira e smanioso di vendetta, il polacco lo seguiva fremendo.
+
+Arrivati in un punto in cui la larga disposizione della piante
+concedeva uno spazio libero di terra, i due nemici si fermarono, e
+l'ufficiale, sguainata la spada, fu il primo a mettersi in guardia.
+
+Qui succede una scena orribile.
+
+Sono due uomini che, armati di ferro e d'indomabile sdegno si
+disputano a vicenda la vita.
+
+È un continuo incalzarsi, retrocedere, rincalzarsi di nuovo e di nuovo
+ripiegare; i colpi cadono fitti e pesanti, e le lame accozzantesi
+aspramente gettano scintille.
+
+Il volto dei combattenti è acceso, lo sguardo fiero, l'anelito
+affannoso; ambedue sono animati da un eguale pensiero, pensiero di
+sangue, e questo sangue colla destra vigorosa roteando la sciabola lo
+cercano in ogni colpo.
+
+Ma il ferro vien sempre respinto dal ferro, pronto a colpire è
+prontissimo a parare.
+
+E la natura par sorridere a codesta lotta accanita fra la vita e la
+morte.
+
+Il sole, abbassando a poco a poco i suoi raggi, sembra piovere sulle
+piante una pioggia di luce, e queste, agitandosi dolcemente nel loro
+lieto mormorio, salutano l'astro del cielo.
+
+Gli uccelli gorgheggiano soavi melodie, e la lucida serenità del cielo
+e l'aura pura e fragrante di primavera richiama in ogni cuore pensieri
+d'amore.
+
+Ma le passioni degli uomini talvolta sono sorde alla voce affascinante
+della natura.
+
+La lotta si protrae già d'alcuni minuti, feroce sempre; la fronte
+degl'avversari gronda sudore e sangue; prostrati di forze li sostiene
+lo sdegno diventato furore.
+
+Abili spadaccini ambedue e di valore pressochè eguale, il
+combattimento saria continuato buona pezza indeciso, se il destino
+risparmiava il suo fatale intervento.
+
+Un raggio di sole, rompendo a poco a poco le folte frondi delle
+piante, venne a battere sul volto dell'ufficiale, che in quel punto
+stava rivolto a levante.
+
+Percosso all'improvviso e non potendo sostenerne la fulgida luce,
+tentò rimuoversi dal posto spingendo l'avversario; questi s'accorse e
+tenne fermo.
+
+Il sole gli abbarbagliava la vista; ciò nullostante l'ufficiale provò
+vincerne la molestia e tentare disperati sforzi sopra il conte; ma fu
+invano.
+
+Bentosto il suo sguardo si smarrì in mezzo a miriadi di stelle;
+credeva fissare un oceano di fuoco che gli ardesse le pupille.
+
+Lo assale allora una dolorosa sensazione agli occhi, che gli si
+empiono di lagrime; incauto li chiude un'istante, un'istante solo...
+ma in questo mentre la spada del conte s'avanza rapida e gli trapassa
+il cuore.
+
+Il giovane ufficiale stramazza a terra, spalanca due volte la bocca
+emettendo rivi di atro sangue, indi si ricompone come corpo morto.
+
+Prorompendo in orribili bestemmie il conte getta il brando
+insanguinato e come spinto da furie infernali fugge precipitoso al
+castello.
+
+Il polacco non era peranco spirato. Risospinto sulla soglia
+dell'eternità Iddio si compiacque arrestarlo un momento, non per
+rendergli più angoscioso il trapasso ma per dargli tempo di compiere
+un'opera che la divina prescienza comprese di quanta importanza doveva
+giungere un giorno nelle tempestose peripezie d'un'innocente creatura.
+
+Infatti il ferito riaprendo gli occhi li girò attorno inquieto quasi
+molestato da un interno pensiero; tentò facendosi puntello colle mani
+risollevarsi sulla persona, ma l'estrema debolezza del corpo non
+glielo permise. Ricadde gemendo.
+
+L'idea di dover morire solo, lungi da' suoi cari senza il conforto
+d'uno sguardo pietoso, d'una parola amica, senza neppur soddisfare un
+certo desiderio che l'anima leale gli aveva in quell'estremo momento
+suggerita, richiamò sul suo ciglio una lagrima, su quel ciglio che
+sarebbe rimasto asciutto ai soli tormenti d'una dolorosa agonia.
+
+Quand'ecco lo sguardo fissa in un pezzo di carta che giace a pochi
+passi da lui discosta; un lampo di mesta gioja brilla ne' suoi occhi;
+vincendo dolori atroci con sforzi inauditi si trascina verso il foglio
+e lo ghermisce con mano tremante; indi con un legno ch'egli intinge
+nel proprio sangue vi scrive sopra poche parole.
+
+Le forze lo abbandonano e si lascia cadere spossato.
+
+Si diffonde sul suo volto una tinta verdastra, le labbra gli divengono
+paonazze, gli occhi di piombo ed uno scrollo convulso commuove le di
+lui membra.
+
+Era l'anima che gli usciva dal corpo.
+
+Un giovane contadino cantarellando l'usata canzone attraversa il bosco
+recandosi allegro al lavoro del campo.
+
+Il sentiero ch'ei percorre lo conduce sul luogo funestato dal
+terribile duello ed egli vede l'ufficiale in terra immerso in un lago
+di sangue.
+
+S'arresta inorridito il contadino. Il suo primo moto è di paura, indi
+di compassione; getta allora i rustici arnesi che porta in ispalla e
+si china sul cadavere.
+
+È confuso, incerto sul partito da appigliarsi, allorquando una carta
+segnata di rosso che stretta tiene il morto fra le mani attira la di
+lui attenzione.
+
+Fa per impadronirsene ma un senso di ribrezzo e fors'anco di timore lo
+arresta; mal si sa risolvere, finalmente la curiosità lo vince e
+protendendo risolutamente le mani strappa dalle dita contratte la
+carta desiderata.
+
+La spiega e la legge.
+
+La fina malizia che in gran copia possiede il villano e che talvolta
+gli giova nella notte della sua completa ignoranza, gli fece
+comprendere di quanto valore poteva essere un giorno quel foglio e
+cautamente se lo nascose in seno.
+
+Indi gettato un ultimo sguardo al cadavere ritorna correndo a Magenta,
+a riferire l'incontro avuto.
+
+Due giorni dopo si leggeva sui giornali di Milano:
+
+«In un piccolo bosco poco lungi da Magenta venne trovato da un
+contadino il cadavere assassinato d'un nostro ufficiale, giovine
+polacco di distinta famiglia e di moltissimi meriti.
+
+«Da una spada insanguinata rinvenuta sul luogo del delitto e su cui
+stava inciso un nome, la Giustizia potè riconoscere autore del
+misfatto il conte Alberto Sampieri di Milano, proprietario del bosco e
+d'un castello attiguo.
+
+«Si procedette tosto al di lui arresto ma, il conte erasi già fatto
+latitante.
+
+«Altamente commossa S. M. l'Imperatore, nell'intento di dare un
+esempio solenne della severità colla quale egli vuol punire ogni colpa
+di atroce natura, considerando pur anco gli antecedenti disonorevoli
+di tutto il casato Sampieri, condannò il conte Alberto alla pena di
+morte, bandì in perpetuo esiglio suo fratello Renato, confiscando in
+favore dell'impero gli aviti beni.
+
+«Noi non possiamo che approvare la sentenza dell'augusto nostro
+Sovrano.»
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+ On parlera de sa gloire
+ Sous le chaume bien longtemps;
+ L'humble toit, dans cinquante ans
+ Ne connaitra plus d'autre histoire.
+ BÉRANGER.
+
+
+Scorsero diciott'anni dall'epoca dei nostri avvenimenti; siamo nel
+1796.
+
+In questo tempo le ingiustizie perpetuate da secoli, le ineguaglianze
+sociali, il mal governo, prepararono in Francia quella grande
+rivoluzionaria di cui tutta Europa ne avrebbe sentite le conseguenze.
+
+Il popolo illuminato dalle nuove idee che una schiera di eminenti
+scrittori avevano diffuse, affascinato dalle parole: _libertà_,
+_eguaglianza_, _fraternità_, non poteva più tollerare gli odiosi
+privilegi dell'aristocrazia e del clero.
+
+Egli voleva sollevarsi da quel fango in cui lo avevano gettato, voleva
+che si riconoscesse in lui pure una mente ed un cuore.
+
+Gli uffici più importanti alla milizia, nella magistratura,
+nell'amministrazione erano riserbati alla nobiltà e molti trasmessi di
+padre in figlio.
+
+I Nobili ed il Clero possedevano due terzi dei terreni ed erano immuni
+da contribuzioni; il popolo invece pagava imposte all'erario, tributi
+feudali ai nobili, decime al clero.
+
+Scoppiò la grande rivoluzione; quella rivoluzione che sebbene abbia
+fatte molte vittime, sebben si fosse contaminata in sanguinosi eccessi
+pure scolpiva quei solenni principi che sono il fondamento dei diritti
+e delle franchigie dei popoli: eguaglianza di tutti in faccia alla
+legge, inviolabilità delle persone, libertà di coscienza e di stampa.
+
+Ma i progressi di questa rivoluzione avevano spaventate le potenze
+d'Europa alle quali premeva d'impedire che le nuove idee di libertà
+penetrassero nei loro stati e perciò Germania, Russia, Inghilterra,
+Olanda, Belgio, si confederarono contro la Francia e minacciarono
+d'invaderla.
+
+Ecco l'Europa in guerra contro la civiltà; ma fu tanto l'accanimento
+con cui la Francia seppe lottare in difesa de' suoi principi che
+riportò da sola le due memorabili vittorie di Valmy e di Jammapes.
+
+Pure un poderoso esercito tedesco passa il Reno allo scopo di
+ristabilire in Francia la monarchia assoluta; allora si proclama la
+Repubblica e Luigi XIV è condannato a morte.
+
+Tutta l'Europa monarchica si leva in armi e nella Vandea scoppia la
+guerra civile.
+
+Si ordina la leva in massa ed un prestito forzato di un miliardo sui
+ricchi.
+
+Contro i pericoli interni si pubblica la _legge dei sospetti_; Maria
+Antonietta d'Austria, vedova di Luigi XIV, Filippo Egalité duca
+d'Orleans cugino del re e molti altri insigni personaggi sono mandati
+alla ghigliottina, indi si muove risoluti contro i nemici.
+
+La patria mercè una memorabile eroica difesa è salva dall'invasione
+straniera.
+
+Si pone l'assedio a Tolone che si è ribellata ed è appunto in questo
+assedio che si distingue un giovine corso, ufficiale d'artiglieria.
+
+Egli è Napoleone Bonaparte, quell'_uomo fatale_ che alla testa d'un
+invincibile armata doveva correre vittorioso il mondo intiero.
+
+Pacificata la Vandea e riordinata la Repubblica questa volendo
+vendicare l'invasione tentata, nominò Napoleone comandante supremo
+d'un esercito e lo mandò alla conquista d'Italia.
+
+Napoleone rompe gli Austriaci e i Piemontesi collegati, a Montenotte,
+a Dego, a Millesino e conchiuse con Vittorio Amedeo III un armistizio
+che a Parigi fu tramutato in pace; indi prosegue la gloriosa campagna.
+
+Si getta sugli austriaci, sforza il passo dell'Adda a Lodi ed il 14
+Maggio 1796 in mezzo ad una folla plaudente entrava in Milano.
+
+Napoleone si fermò qualche tempo a Milano e si occupò nel dare una
+forma provvisoria di governo alla Lombardia.
+
+Un giorno gli venne consegnato un plicco; era un ricorso firmato dalla
+principale nobiltà de Milano, ricorso che essendo importantissimo al
+nostro racconto, essendo anzi il perno su cui si devono svolgere quei
+fatti che andremo narrando lo trascriviamo per intero.
+
+Eccolo:
+
+ «_Al Generale Napoleone Bonaparte_
+
+ «I sottoscritti appellandosi a quei sensi di equità
+ dei quali già ci deste prove reiterate e che formano
+ una sì bella aureola sulla fronte d'un eroe, osano
+ chiedervi giustizia sopra uno dei mille abusi commessi
+ dal cessato Governo Austriaco nel lungo tempo
+ del suo dispotico dominio in Lombardia.
+
+ «Dicott'anni or sono il casato dei conti Sampieri
+ era uno dei più illustri, per nobiltà e censo, della
+ nostra Milano, ma per sentimenti patriottici che come
+ una nobile tradizione passavano in quella famiglia di
+ padre in figlio, fu sempre cordialmente odiata dall'Austria.
+
+ «Morto il vecchio conte Sampieri in Corsica, ove
+ fu costretto esigliarsi per isfuggire a politiche persecuzioni,
+ lasciava due figli superstiti, soli eredi del
+ nome e delle ricchezze avite: Renato ed Alberto.
+
+ «Avvenne che Alberto, il minore dei fratelli, giovane
+ poco più che ventenne e di carattere ardente ebbe
+ un duello, vuolsi per una donna, con un ufficiale tedesco,
+ in cui questi rimase ucciso.
+
+ «Sfortunatamente il duello avvenne senza testimoni
+ e questo bastò perchè la _clemenza_ di S. M. l'Imperatore
+ dichiarasse il conte Alberto Sampieri assassino,
+ lo condannasse senza processo a morte ed i suoi
+ beni confiscati a favore dell'Impero.
+
+ «Ma non ancora contento il _generosissimo_ Sovrano
+ si scagliò pure sul fratello Renato che nessuna parte
+ aveva avuta nell'infausto duello, lo bandì in un colla
+ famiglia in perenne esiglio, confiscandogli ancora le
+ immerse ricchezze.
+
+ «Egli è in vedendo un nobile membro di nobilissima
+ stirpe andar ramingo senza pane, senza Letto, povero,
+ in suolo straniero, di non altro colpevole che
+ d'essere fratello a chi non commise infine che un perdonabile
+ trascorso giovanile,--egli è in vedendo
+ questo che i sottoscritti commossi si rivolgono a voi
+ per averne giustizia.
+
+ «Il conte Renato Sampieri fu vittima innocente d'un
+ odio implacabile che da lunghi anni si maturava su
+ di lui; stendetegli adunque quella destra che già benefica
+ porgeste al nostro paese e nella vostra munificenza
+ restituitegli quell'onore e quei beni che tanto
+ ingiustamente gli furono rapiti.
+
+ «Ch'egli ritorni in patria, ch'egli riposi i patimenti
+ sofferti nella casa de' suoi padri; è quello che ossequiosi
+ noi tutti imploriamo.
+
+ «E se voi credete, o Generale, che diciott'anni d'agonia
+ possano espiare una colpa, perdonate ancora
+ al fratello Alberto Sampieri.
+
+ «Voi siete munito d'ampi poteri, voi potete compiere
+ i voti di tutti i nobili cuori milanesi, fatelo,
+ voi--e con voi la Francia--avrete la benedizione
+ d'una famiglia e l'eterna riconoscenza d'una nobile
+ città.»
+
+Seguivano le firme.
+
+Tutti i giornali di Milano riprodussero questo ricorso e tutti ebbero
+lusinghiere parole per i poveri esigliati.
+
+S'invocava dovunque la giustizia del Generale francese.
+
+Napoleone comprese che quest'era un'opportunissima occasione per
+rinfrancarsi la simpatia degl'italiani.
+
+S'egli venne accolto in Milano colle acclamazioni d'un liberatore,
+alcune città lombarde invece, instigate da segreti agenti tedeschi si
+erano sollevate ed imbrandite le armi contro i francesi.
+
+Dall'Italia Napoleone doveva incominciare la sua marcia gloriosa per
+l'Europa ed aveva perciò bisogno di lasciar dietro di sè popoli amici.
+
+Alcuni giorni dopo fra gli applausi di tutta Milano sortiva un decreto
+firmato da Napoleone a nome della Repubblica Francese, col quale:
+considerando l'ingiusta condanna del conte Renato Sampieri e sua
+famiglia, non credendo di compiere che un'atto di giustizia, gli si
+ritirava il bando d'esiglio a lui spiccato dal Governo Austriaco nel
+1778, rimettendolo ancora nel pieno possesso di tutti i suoi beni.
+
+S'aggiungeva inoltro che in quanto al fratello di lui Alberto Sampieri
+giacendo tuttavia sotto la grave accusa di omicida e non lo potendosi
+assolvere senza ledere quelle leggi la di cui maestà dev'essere sempre
+rigidamente rispettata, si permetteva di dar corso ad un regolare
+processo, qualora venisse chiesto dal delinquente col mettersi a
+disposizione dei tribunali.
+
+Si obbligava poi il governo di passare ad una esatta restituzione dei
+beni confiscatigli allorquando venisse emanata sentenza favorevole; in
+ogni modo si doveva tener conto degli anni scontati in esiglio.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+ Dubita pur che brillino
+ Degli astri le carole,
+ Dubita pur che il sole
+ Fulga, e che sulla rorida
+ Zolla germogli il fior;
+ Dubita delle lagrime,
+ Dubita del sorriso,
+ E dubita degli angioli
+ Che sono in paradiso,
+ Ma credi nell'amor.
+ BOITO.
+
+
+Godeva di moltissima fama in quel tempo il Collegio Femminile di
+Monza.
+
+Grazie ad una completa istruzione che da valenti istitutrici vi
+s'impartiva, era divenuto il ricovero delle fanciulli appartenenti
+alle più illustri famiglie lombarde per nobiltà e ricchezze.
+
+Nell'alta società si credeva che una giovinetta non potesse mai
+possedere quelle cognizioni, quella compitezza di maniere, quella
+squisita educazione insomma necessaria a chi veniva chiamata a vivere
+fra le sublimi sfere sociali, se non usciva dal Collegio di Monza.
+
+Esso occupava un ricchissimo palazzo, i di cui ampi locali capivano a
+meraviglia le innumerevoli educande; eravi annesso un delizioso
+giardino, in cui nelle ore destinate al sollievo si lasciavano libere
+ricrearsi quelle giovinette avide sempre di moto e d'aria.
+
+Suona appunto l'ora della ricreazione; soffermiamoci un'istante e
+godremo d'un quadro che la gioventù, la vita e l'innocenza rendono
+aggradevole più che mai.
+
+Da molte sale sortono in buon ordine schiere di educande, che
+percorrendo forse con una certa impazienza gli ampi corritoi, si
+raccolgono tutte nel cortile di fronte al cancello del giardino.
+
+I loro occhi sono fissi in volto alla Direttrice, donna di molto
+sapere, di rigidi costumi e che ama le sue allieve d'amore materno; ed
+allorquando questa di propria mano, spalancando il cancello con dolce
+gesto le invita a ricrearsi, in allora la gioia prorompe, a sbalzi,
+quale gentili gazzelle, si disperdono pei verdeggianti prati.
+
+E tutte corrono, ridono, folleggiano.
+
+Chi con azzurra reticella insegue anelante la vispa farfalletta,
+finchè questa posando sul fiore, si lascia dolcemente cogliere al
+laccio di seta.
+
+Chi scende, sale, ridiscende l'erbosa china colla leggerezza d'una
+Silfide mozza donna e mezza nube.
+
+Chi con agile piede corre pei lunghi viali in traccia dell'amica, che
+raggiunta le concede nascondersi ancora per ancora raggiungerla
+correndo.
+
+Chi disposte in cerchia fanno a gara a raccorre la palla per
+lanciarsela poi con colpi gentili.
+
+Chi con una benda agli occhi, le mani prostese in avanti s'ingegna
+afferrare la compagna, che colle compagne le fanno corona intorno
+martoriando con infantili sorprese la povera cieca.
+
+E sempre correndo non s'arrestano neppure allorchè il piede
+incespicando, mal sa sostenere il gracile corpo, che cade sull'erba e
+sui fiori.
+
+--Oh, come sono stanca! diceva affannata una vezzosa fanciullina di
+circa dieci anni. Sapete, care mie, cosa dobbiamo fare adesso?
+Coglieremo insieme margheritine e viole, e comporremo un bel serto.
+Che ve ne pare?
+
+--Brava, brava, esclamarono in coro le amiche; quattro angioletti che
+parevano staccati da un quadro di Raffaello.
+
+E girando pel prato empirono ben presto di vaghi fiorelli il loro
+grembiule, e liete le bambine s'assisero sotto l'ombra di annosa
+quercia.
+
+--Ecco, deponiamo qui la nostra raccolta, tornò ancora la piccina, voi
+mi farete tanti piccoli mazzolini, ed io intrecciandoli insieme
+comporrò la corona. Vi piace?
+
+--Sì, sì!
+
+E tutte si misero all'opera.
+
+--Oh quanti bei fiori!
+
+--E come sono olezzanti!
+
+--Più di tutti le viole.
+
+--Come piacciono a me le viole!
+
+--Io ne vado pazza.
+
+--Continuerei tutto il giorno a coglierne.
+
+--Io pure.
+
+--Non capisco perchè la violetta, che è un fiore così gentile se ne
+sta tutta timida nascosa in mezzo all'erba e non si mostra altera al
+nostro sguardo come la rosa ed il garofano.
+
+--Sarei curiosa anch'io di saperlo. E sì che il suo profumo non la
+cede per fragranza a quello di nessun fiore. Non è vero?
+
+--Sicuro, ripeterono tutte in coro.
+
+--Imparate da lei, le mie bambine, disse con voce amorevole la
+Direttrice che nascosta dalla quercia aveva udito il dialogo di quelle
+innocenti; imparate dalla viola ad essere umili e modeste. Non vi
+lasciate mai sedurre dall'ambizione e dall'orgoglio; non vi lasciate
+mai vincere dalla funesta tentazione di distinguervi, di far sfoggio
+in faccia a tutti di quelle doti, di quei privilegi che il Signore vi
+ha donati; ma vivete sempre semplici e virtuose. Quel soave olezzo che
+tradisce la viola in mezzo all'erba additerà pur voi agli occhi del
+mondo; e tutti vi ameranno, tutti faranno plauso alla vostra virtù.
+
+E dato un bacio a quelle carine che religiosamente avevano ascoltato
+le sue parole tentando di comprenderle, la Direttrice s'allontanò.
+
+--Come ci vuoi bene la signora Direttrice!
+
+--È tanto buona!
+
+--Tieni; il mazzetto l'ho terminato. Va bene così!
+
+--Va benissimo, brava.
+
+--Ma ditemi un poco, a chi daremo poi questa bella corona?
+
+--Ah è vero, bisogna pensarci!
+
+--Se potessi mandargliela alla mamma che ci piacciono tanto i fiori!
+
+--Vorremmo tutte fare lo stesso, ma... siamo in quattro e la corona è
+una sola.
+
+--Sicuro!
+
+--Bene, gliel'offriremo alla signora Direttrice che qui in collegio ci
+tien luogo a tutte della mamma. Che ve ne pare?
+
+--Ma brava, faremo così.
+
+E quelle ingenue creaturine intrecciando viole continuavano liete i
+loro infantili ragionamenti.
+
+Oh la bell'età dell'innocenza!
+
+Or avviciniamoci a quelle tre giovinette che strette famigliarmente al
+braccio passeggiano insieme i viali del giardino.
+
+Hanno circa sedici anni, vale a dire quell'età in cui la donna
+comincia a sentire il bisogno di nuove aspirazioni, in cui l'affetto
+dei parenti e delle amiche pare che più non basti alle esigenze del
+cuore sensitivo, in cui insomma l'amore germogliandole in seno vi
+suscita molte volle l'ambizione e la civetteria.
+
+Eccone una prova.
+
+--Oh se mi sono divertita in queste vacanze in casa de' miei parenti!
+diceva una bella brunotta dagli occhi vivi e maliziosetti.
+
+--Già è pur bella la nostra Milano, ci offre pur molti divertimenti!
+aggiungeva un'altra.
+
+--Gli è per questo che sospiro il momento di lasciare il collegio che
+mi diventa odioso tutti i giorni; saltava su la terza. Dover vivere
+qui rinchiusa fra quattro mura, vestire così male, non sortire mai che
+per andare in chiesa, è una cosa insopportabile.
+
+E la dispettosa batteva i piedi dalla collera.
+
+--Grazie al cielo per me è l'ultimo anno codesto, tornava ancora la
+brunetta; l'ho pregata tanto la mamma che finalmente ha acconsentito a
+levarmi di qui. D'altronde voi sapete ch'io sono fidanzata e bisogna
+bene che abbia un po' di pratica del mondo prima d'entrarvi col bel
+nome di _signora_.
+
+--Sei fortunata, tu.
+
+--E chi è il tuo sposo?
+
+--Un mio cugino.
+
+--È bello?
+
+--Bellissimo, ricco e nobile.
+
+--Ah sì?
+
+--Mi venne presentato la prima volta nel mio palchetto del Teatro alla
+Scala. Assistevo co' miei parenti alla rappresentazione del Mitridate.
+Che bell'opera il Mitridate! Che musica! Ti tocca il cuore.
+
+--Io la so quasi tutta a memoria. Furono le prime melodie che ho
+apprese sul piano.
+
+--Ah! ti dico che sentendola cantare alla Scala Mitridate è qualche
+cosa di meraviglioso.
+
+--Gran bel teatro la Scala!
+
+--E come è _chic_. Vi si trovano tutte le nobiltà di Milano.
+
+--Anch'io ci ho il mio palco e la mamma m'ha promesso, una volta
+sortita di collegio, di condurmi tutte le sere.
+
+--Quando ci sono andata io, continuò la brunetta promessa sposa,
+vestivo un bell'abito di seta celeste, i capelli mi scendevano liberi
+sulle spalle e bisognava che stessi bene perchè tutti mi guardavano.
+
+--E chi ti guardava?
+
+--Per lo più bei giovinetti, rispose con una certa ingenuità.
+
+--Ah sì?
+
+--E come era contenta vedermi l'oggetto della loro ammirazione.
+
+--Oh l'ambiziosa!
+
+--Infine poi non c'è nulla di male. Ebbene fu appunto in quelli sera
+ch'io vidi per la prima volta mio cugino. Cosa volete, mi piace e
+tutto, mio cugino, ma però gli ho trovato un difetto.
+
+--Quale?
+
+--Quello d'essere troppo serio; parla assai poco, ride di rado, ha
+insomma la gravità d'un nonno.
+
+--E tu sei così folle!
+
+--Sarebbe adunque più adatto alla nostra Erminia che anche lei è
+sempre melanconica, sospira sovente ed ama il silenzio e la
+solitudine.
+
+--Lasciamola in pace quella povera Erminia, è tanto buona!
+
+--Mi piacerebbe però conoscere la causa della sua mestizia.
+
+--Eh, io credo d'averla indovinata, disse la brunotta con piglio
+misterioso.
+
+--Ah sì? di su.
+
+--E scommetterei uno contro cento di cogliere nel segno.
+
+--Parla adunque!
+
+--L'Erminia vedete...
+
+--Ebbene?
+
+--È innamorata.
+
+--Oh bello!
+
+--Ma di chi?
+
+--Oh mio Dio, non avete mai notate le infinite cure che le usa il
+signor Flavio nostro maestro di disegno; non li avete mai sorpresi in
+dolci colloqui, non mai osservato com'essa si confonde allorquando le
+parlate di lui e come la sua mano trema sul disegno quando Flavio si
+ferma a contemplarla? Ma bisogna ben essere ingenue!
+
+--Possibile?
+
+--Altro che possibile, è certo. Erminia lo ama in segreto e n'è da lui
+riamata.
+
+--Fa adagio per carità, se ci udissero?
+
+--Oh è un pezzo che me ne sono accorta.
+
+--Ed è l'amore che la rende così mesta?
+
+--Già, l'amore.
+
+--Dev'essere una mestizia ben dolce allora.
+
+--Il signor Flavio è un bel giovane...
+
+--Bellissimo, ma non è nobile.
+
+--È vero.
+
+--Io già non lo degnerei d'uno sguardo; amare un semplice maestro di
+disegno che vende le sue lezioni a un tanto per ora!
+
+--Zitto; ecco appunto l'Erminia che viene verso di noi. Come è
+pallida, pare che soffra.
+
+--Voltiamo da questa parte e lasciamola sola. V'accerto che la nostra
+compagnia l'annojerebbe.
+
+Infatti s'avanzava per uno dei viali del giardino una bella fanciulla
+di circa diciott'anni.
+
+Sebbene i suoi lineamenti non avessero quella regolarità inappuntabile
+che si osserva in certe compassate bellezze, pure erano così
+aggraziali e gentili da conciliarsi l'interesse e la simpatia di tutti
+quelli che la vedevano.
+
+Un grosso volume di capelli castani le avvolgevano in nodi semplici ed
+eleganti la graziosa testolina; aveva due occhi nerissimi circondati
+da folte sopracciglia di seta; lo sguardo languido, la bocca
+piccolissima, ed allorquando si componeva al sorriso lasciava vedere
+denti di meravigliosa bianchezza; il colore del volto era quello della
+rosa bianca, che ti lascia sempre incerto se sia pallido o tinto di
+debole vermiglio; le scorgevi nel mento una leggiera pozzetta;
+l'avreste creduta l'impronta del dito del Creatore, allorquando,
+presala pel mento, si compiacque dell'opera sua.
+
+Il suo passo era incerto, e su tutta la persona stavale diffusa una
+tinta d'ineffabile malinconia.
+
+S'internò in un boschetto di platani che trovavasi in un angolo
+solitario del giardino, e macchinalmente lasciossi sedere sur un banco
+d'erba.
+
+Stette immobile, sembrava guardasse, ma non vedeva; sembrava
+ascoltasse, ma non udiva.
+
+In questo punto una capinera venne a posarsi sul ramo d'un albero ed
+empì l'aria de' suoi gorgheggi.
+
+Erminia parve ridestarsi a quegli accenti che armonizzavano tanto
+colla mestizia del suo cuore e cercava dello sguardo il vago
+augelletto.
+
+--Oh! tu felice, esclamò, tu non conosci che l'azzurro dei cieli ed il
+raggio benefico del sole; la natura sorridente ti accoglie dovunque, e
+tu dovunque sorridi col tuo canto celeste. Anch'io una volta i miei
+giorni passava nel gaudio; ora quella gioia innocente esiliò per
+sempre dal mio cuore; esso ha perduto la sua pace, la sua
+tranquillità. Oh mio Flavio, io non doveva incontrarti mai! Tu mi
+fosti fatale!... Ti vidi; il tuo bell'ingegno mi destò ammirazione;
+l'alma nobile, stima; il volto soave, amore. Oh sì, io t'amo, Flavio,
+e tu, hai tu pure un palpito per la povera Erminia? Il tuo labbro non
+s'aprì mai a parole d'affetto, ma tu pensi a me, non è vero? Sì, sì,
+mel dice il cuore, mel dicono questi versi istessi.
+
+E cavando dal seno un foglio, lo copriva di caldi baci.
+
+--Lo trovai nascosto nei miei disegni; egli non può essere che tuo.
+Oh, la cara speranza! E lesse:
+
+
+ UNA VISIONE
+
+ Allor che in melaconici
+ Accenti di dolore
+ Sembra la squilla piangere
+ Il dì che lento muore,
+ Quando la notte stendesi
+ Sulla natura ancor.
+
+ Sui vanni della fervida
+ Ardente fantasia,
+ Scuotendo il duro tramite
+ Dall'esistenza mia
+ Pei vaghi campi aerei
+ Sorsi ad aleggiar.
+
+ Mesta m'accolse e pallida
+ La luna in sen ad ella,
+ Brilli di luce vivida
+ Le stelle, e in lor favella
+ Del Cielo m'apprendevano
+ G'innumeri mister.
+
+ Oh Ciel, dell'Infallibile
+ Vaga città superna
+ Come rapir in estasi
+ Tu sai, che l'alma eterna
+ La vita ancor non fecela
+ Spoglia di santo ardor;
+
+ Tu mesto, meste pagini
+ Inspiri al pio poeta,
+ Il genio sollevandosi
+ Allor dell'umil creta
+ Scioglie sovente cantici
+ Che secoli vedran;
+
+ Tu bello, immenso, splendido
+ È a te che si rivolge
+ Il disperato misero,
+ E allor fidente sorge,
+ Soffre combatte e mormora
+ Dio è lassù nel Ciel.
+ Qui dolce un suon armonico
+ D'angelici instrumenti
+ Mi riportar sui tremoli
+ Vanni spiegati i venti,
+ Sensi di mesto giubilo
+ L'anima m'innondar.
+
+ Stetti spiar immobile
+ L'orme dell'armonia,
+ Oh con quell'ansia d'Eolo
+ In braccio, l'alta via
+ Corsi veloce a scernere
+ Il mistico gioir,
+
+ Qual veltro cui il placido
+ Fido covil smarrito
+ Vaga fiutando l'aere
+ Dall'uno all'altro sito
+ Sin che all'affetto riedere
+ Suole del suo signor.
+
+ Un Eden, quale il fervido
+ Immaginar d'un Dio
+ sol sa ideare e compiere
+ S'offerse al guardo mio;
+ Degli astri il fido e solito
+ Ritrovo genial,
+
+ Stretti fra lor in teneri
+ Ed amorosi amplessi
+ Confusi in un sol fulgido
+ Raggio i rai istessi,
+ Nuova una luce piovano
+ Splendente di pallor.
+
+ Pura scherzando l'aura
+ Infra odorosi fiori,
+ Lieve cullando i calici
+ Dai varii colori,
+ E gli aromati cespiti,
+ Ed i frondosi albor,
+
+ Soave olezzo a spandere
+ Intorno ognor veniva;
+ Quando la vaga immagine
+ D'una celeste Diva
+ Assisa in trono splendido
+ Il guardo m'arrestò.
+
+ Mille vezzosi Cherubi
+ Con armoniosa cetra
+ Intorno ad Ella danzano
+ Di suoni empiendo l'etra,
+ E lieti in coro alternano
+ I cantici del Ciel.
+
+ Giù per i nitid'omeri
+ Pel sen le bionde chiome
+ Le discorrean in morbide
+ Anella d'oro come
+ Cirri di vite; vivido
+ Di luce un nimbo ancor,
+
+ Quale corona tremola
+ Le posa in capo e splende...
+ Ampia stellata clamide
+ Dai fianchi le discende...
+ Splendeva d'ineffabile
+ Beltade e di virtù.
+
+ Era quell'alma vergine
+ Il bel somiglio d'Eva
+ Pria che all'empie insidie
+ Del colubro cedeva,
+ Era la primigenia
+ Figliuola del Signor.
+
+ La vidi: arcano fremito
+ Le fibre mi commosse,
+ Il cor in dolci palpiti
+ Ignoti ancor si scosse,
+ Qual chi dubbioso e timido
+ Vuole ad un tempo e svuol,
+ La fiso; Ell'era l'anima
+ De' sogni miei d'amore,
+ Oh quante volte indomito
+ La desiava il core
+ E fra beltadi assiduo
+ Sempre cercarla invan.
+
+ Ma or ti raggiunsi, è l'esule
+ Che incontra un patrio volto,
+ La vita è un tristo esiglio
+ Per me, il gioir m'è tolto,
+ Tu sola l'aspro, indocile
+ Destin mi puoi cangiar.
+
+ Deh vieni! m'arde indomita
+ Sete di santo affetto,
+ Oh, come è dolce il piangere
+ In un amico petto,
+ Trovare chi le lagrime
+ Accolga del doler.
+
+ Ma se codesto gaudio
+ Mi fosse anch'ei conteso
+ Qual colpa allor se gravido
+ D'un non portabil peso
+ Lanciassi al Ciel quell'anima
+ Ch'esosa mi sorti?
+
+ Sotto la croce pallido
+ Pur Lui il Generoso
+ Ricadde, allor spontaneo
+ Un cireneo pietoso
+ Braccio robusto e valido
+ Gli stese e l'ajutò.
+
+ Deh! sii tu pur del misero
+ Conforto, speme e vita,
+ Rispondi con un palpito
+ A chi ad amar t'invita,
+ Amor è Dio, oh credilo,
+ Dio non è che amor.
+
+ Ama e ti sgombra il trepido
+ Pensiero che ti fa incerta,
+ Sovvienti che sol genera
+ Virtudi e sempre merta
+ Stima un affetto nobile
+ Cresciuto in nobil cor.
+
+In questo mentre un uomo uscendo dal più folto degli alberi si ferma a
+pochi passi da Erminia e la sorprende nell'atto che animata
+dall'entusiasmo d'un nobile sentimento ribaciava affettuosamente quei
+versi.
+
+Allora Flavio--ch'era lui--non sa più contenersi, risospinto da una
+forza incognita ma potente si precipita ai piedi della fanciulla.
+
+--Oh signora, esclamò, quei baci, rinnovate quei baci! Se sapeste qual
+balsamo salutare essi stendono sull'anima mia! Voi non disprezzate
+adunque cui ha osato innalzare lo sguardo infino a voi, chi ha osato
+parlarvi d'amore, anzi il mio affetto ha forse trovato un eco nel
+vostro cuore! Oh ditemelo signora, toglietemi, ve ne supplico da un
+dubbio che mi strazia, che mi avvelena la vita.
+
+--Signore che mai dite, mormorava la giovinetta commossa, io non posso
+ascoltarvi, partite, le vostre parole...
+
+--Ebbene le mie parole sgorgano da un cuore che per lungo tempo ho
+represso ma che ora mi si versa per la bocca. Dal primo dì ch'io
+v'incontrai non vidi più che voi sulla terra. Attaccato fin d'allora
+alla vostra esistenza non era più al mondo che là ove eravate, non
+pensava più a Dio che ove pregavate, vi cercava dappertutto, come la
+pianta il sole, come l'occhio la luce. Avrei voluto vincere questo
+amore ma quando mi avvinsero le sue catene, quand'io volli misurarlo
+avevo già sulla fronte la sua corona di fuoco, gli apparteneva per
+sempre. Oh sì, io vi amo signora, vi amo colla passione, coll'ardore
+che s'ama per la prima volta, vi amo come una cosa sacra, come si ama
+Iddio. Il mio affetto è puro, gli angeli stessi l'accoglierebbero con
+un sorriso. Deh, non siate crudele, dite una parola eppoi a voi dovrò
+più ancora che a Dio, poichè se Lui mi ha data la vita voi mi darete
+la felicità.
+
+E compreso da potente emozione cogli occhi gonfi di lagrime guardava
+la fanciulla con uno sguardo lungo, tenero, appassionato.
+
+Le calde parole dell'amante avvolsero in un nembo di dolci emozioni,
+di soave languidezza l'anima ardente di Erminia.
+
+Fu sul punto di confessare tutta ingenuamente la sua passione, ma un
+segreto senso di pudore le arrestava la parola sulle labbra.
+
+--Per pietà, non siamo soli, supplicò la giovinetta.
+
+--Ma non sapete che negarmi il vostro amore vuol dire lasciarmi solo,
+derelitto in questo mondo, piombato nella più orribile disperazione?
+Non sapete che voi siete necessaria alla mia vita, che senza di voi
+spogliandomi d'un'esistenza penosa la lancerei di mia mano
+all'eternità?
+
+--Flavio!
+
+--Sì, bisognerebbe morire, perchè mi sentirei privo d'aria, di luce,
+di stelle, di cielo...
+
+--Lasciatemi...
+
+--Ma prima dite che mi amate... oh Erminia! non è vero che tu
+comprendi il fremito di quest'anima mia, che tu non sei senza pietà?
+
+V'era tanta dolcezza in queste parole che la fanciulla ne fu conquisa;
+fermò lo sguardo in volto al giovane; l'entusiamo l'aveva fatto
+ineffabilmente bello.
+
+Da' suoi occhi essa vi lesse nel cuore e lo trovò sincero, leale,
+generoso.
+
+--Sì vi amo Flavio! gli rispose piangendo. Ma quelle lagrime le
+brillavano sul ciglio come la rugiada del mattino ai raggi del sole;
+più eloquenti d'un sorriso parlavano della gioja soave, santa,
+riconoscente ond'era compresa quell'angelica creatura.
+
+--Sì vi amo, continuò, ma forse il mio amore è colpa.
+
+--Amore è Dio, tel dissi Erminia, perchè Dio non è che amore.
+
+--Amore è Dio, ma allorquando è da lui benedetto.
+
+--Ebbene, divina fanciulla, in nome di quel sentimento che gemello
+nacque nei nostri cuori, davanti al cielo che sarà sempre testimone
+delle nostre azioni, giuro di farti mia e sposo fedele consacrare alla
+tua felicità l'intera mia esistenza.
+
+--Oh, se questo è un sogno ch'io non possa destarmi più mai!
+
+Ed i due amanti si strinsero in un casto amplesso.
+
+Pochi momenti prima, allorquando Flavio trovò Erminia nel boschetto
+dei platani, veniva suonato alla porta d'ingresso del collegio.
+
+Entrava un uomo vestito con quella ricercatezza che si veste il popolo
+nei giorni festivi.
+
+Il suo volto era pallido e coperto d'una barba fatta grigia forse, più
+da una vita di fatiche e di privazioni che dagli anni; la fronte
+rugosa, lo sguardo severo.
+
+Camminava con fatica ed appoggiato ad un bastone; pareva che avesse
+sofferto o che soffrisse tuttavia qualche malanno ad una gamba.
+
+Chiese di parlare alla Direttrice del collegio e la trovò in un
+gabinetto attiguo al giardino.
+
+--Ah, siete voi papà Gervaso, le disse la Direttrice in tuono cortese
+ed invitandolo a sedere; vi mandano certamente i genitori di Erminia
+per avere notizie della loro figliuola. È sempre la stessa quella cara
+creatura, è sempre la più buona, la più intelligente delle mie
+educande, è sempre la mia protetta.
+
+--Signora, favellò papà Gervaso con qualche ruvidezza, mi dispiace il
+dirvi ch'io non sono per niente affatto del vostro parere; Erminia da
+un mese a questa parte si è di molto cambiata, ha perduto quella pace,
+quella giocondità d'animo che costituivano il suo bel carattere. Ci
+scrive certe lettere che fanno venire le lagrime agli occhi. Erminia
+non è più felice, soffre e gli è per domandarvene una spiegazione che
+son venuto da voi.
+
+--V'assicuro ch'io so nulla di tutto questo, rispose la Direttrice
+sorpresa.
+
+--Ah, voi sapete nulla, continuò Gervaso; ve lo dirò io il motivo:
+perchè quella povera fanciulla non ha la fortuna di essere nobile e
+ricca come tutte le sue compagne e voi la trascurate e per lei non
+avete cure. Ma non vi paghiamo forse puntualmente la sua pensione? Ed
+i nostri danari non valgono essi quanto quelli dei ricchi?
+
+--Siate calmo, buon uomo ed ascoltatemi, disse la Direttrice
+coll'abituale sua dolcezza, ma il vecchio non lasciolla parlare e
+continuò:
+
+--Voi non sapete che cosa sia quella fanciulla per sua madre, voi non
+avete figliuoli e non potete comprendere fin dove può arrivare
+l'affetto materno. La povera donna, vedete, non ha che un pensiero,
+sua figlia; che un desiderio, vederla felice. Si è fissata in capo di
+darle una splendida educazione, ed ecco perchè l'ha posta nel vostro
+collegio e per mantenervela Dio solo sa i sacrifici, le privazioni cui
+volentieri si sottomette. Ingannando quell'ottima madre sarebbe il più
+infame dei tradimenti.
+
+--Ascoltatemi adunque, disse la Direttrice e questa volta con un moto
+d'impazienza. Allorquando cinque anni or sono la signora Paglini mi
+condusse qui Erminia perchè l'ammettessi nel novero delle mie
+educande, io le mostrai tutta l'inconvenienza d'un tal passo. Le dissi
+come in mezzo a nobili e ricche donzelle sua figlia non avrebbe potuto
+tenersi al coperto da certe umiliazioni; o che avvezzandola ad una
+vita comoda in eletta società un giorno forse avrebbe arrossito de'
+suoi poveri natali. La signora Paglini si mostrò ferma sempre nel suo
+proposito. Ma però, mi soggiunse, io non voglio che mia figlia venga
+umiliata dalle sue compagne, essa non deve soffrire nessun insulto,
+voi me ne sarete garante. Allora non v'ha che un mezzo, le risposi,
+quello di presentarla in Collegio sotto un falso titolo di nobiltà, ma
+guardate che in tal caso voi non potete più farvi vedere in questo
+luogo. Quella buona donna era pronta a qualunque sacrificio purchè
+potesse realizzare il suo desiderio. In quel giorno Erminia entrò nel
+mio collegio. Co' suoi talenti, col suo mite carattere si cattivò ben
+presto la mia affezione e la stima di tutte le sue compagne. Son
+cinque anni ch'ella è felice con me, ecco perchè mi meravigliano
+cotanto le vostre parole.
+
+--Avete ragione signora, esclamò papà Gervaso dopo un istante di
+silenzio, voi foste per lei una seconda madre, perdonatemi, vi prego.
+
+--Non ho nulla da perdonarvi buon uomo, piuttosto ditemi, siete ben
+sicuro d'un cambiamento nella fanciulla?
+
+--Oh di questo non ci siamo ingannati, rispose il vecchio, io vi posso
+assicurare che qualche grave cura turba in questi giorni la pace di
+Erminia.
+
+--Ebbene aspettate, io la farò venir qui e noi la interrogheremo
+insieme; è tanto sincero quell'angioletto che ci confiderà ogni cosa.
+
+--In allora, soggiunse Gervaso, permettete ch'io la veda da solo, avrà
+forse più confidenza in me. Sono l'unico amico ch'ella possegga e che
+le parli di sua madre.
+
+--Come volete; Erminia è in giardino, voi siete libero d'entrarvi e
+rimanere con lei sin che vi piace.
+
+--Vi ringrazio.
+
+E papà Gervaso sorretto dal suo bastone strascinando con fatica la
+gamba inferma percorreva i viali del giardino cercando collo sguardo.
+
+Il caso volle che entrasse proprio nel boschetto dei platani, e che
+sorprendesse Flavio nell'atto di stringersi al seno l'amante.
+
+Gervaso s'arrestò; un rossore d'indignazione colorì le sue pallide
+gote e non potè soffocare un grido di minaccia.
+
+I due giovani lo scorsero e trasalirono.
+
+--Voi, gridò Erminia, e cedendo ad un primo impeto di timore e di
+vergogna, fuggì attraverso le piante.
+
+--Chi siete o signore, tuonò Gervaso fulminando Flavio con uno
+sguardo, che cosa fate in questo luogo, rispondete.
+
+Flavio rimase in piedi muto, annichilito, tremante.
+
+La voce vibrata del vecchio gli parlava al cuore coll'autorità quasi
+d'un padre; l'espressione severa di quei lineamenti gl'incuteva
+rispetto; si sentiva soggiogato, vinto, umiliato dalla presenza di
+quell'uomo.
+
+--Siete un miserabile, gridò Gervaso afferrando Flavio per un braccio,
+voi stavate per sedurre una povera fanciulla, sola, senz'altra guida
+che un cuore ardente, che un'anima di fuoco; ma adesso son quà io e mi
+renderete ragione della pace che le avete tolta e fors'anco
+dell'onore...
+
+--Oh, vi giuro che la rispetto quanto l'amo, proruppe Flavio.
+
+--E che cosa speravate adunque da lei?
+
+--Il suo cuore, null'altro che il suo cuore.
+
+Vi era tanta verità in queste parole, che disarmarono alquanto la
+giusta collera di Gervaso. Continuò ciò non ostante con voce
+imperiosa.
+
+--Ora ditemi chi siete e come vi trovate io questo collegio.
+
+--Ma signore, potrei sapere almeno con quale diritto?...
+
+--Questo non si chiama rispondere, disse il vecchio in tuono risoluto.
+
+--Io non sono.... io non sono che... un semplice maestro di
+disegno.... balbettò Flavio con imbarazzo.
+
+Gervaso lo fissò con uno sguardo lungo, penetrante, scrutatore; il
+giovane arrossì.
+
+--Voi mentite, gridò il vecchio, e la menzogna vi tradisce.
+
+--Vi prego....
+
+--Mentite, ho detto, ed io non partirò di qui se prima non ho saputo
+da voi la verità.
+
+--Ebbene, sì, vi dirò tutto, mormorò Flavio dopo un istante
+d'incertezza, è un segreto che a nessuno avrei confidato, ma che a
+voi, cosa volete, non posso tacere. Io non vi conosco, non mi ricordo
+d'avervi veduto mai, eppure è strano, con voi bisogna che parli come
+davanti a mio padre istesso.
+
+Ed il giovinotto interrogava il volto alterato del vecchio, ricercando
+invano nella sua memoria.
+
+--Or bene? esclamò Gervaso bruscamente.
+
+--Ascoltate. Io non sono come v'ho detto maestro di disegno, ma bensì
+appartengo ad una delle primarie famiglie di Milano per nobiltà e
+censo.
+
+Pareva che queste parole facessero un'impressione penosissima su
+Gervaso, ma il giovane non s'accorse e continuò:
+
+--Un giorno, era una domenica di primavera, uscii a cavallo, desioso
+di godere il bel spettacolo della natura risorta, e spingendomi fuori
+della città galoppai infino a Monza. Fu allora ch'io vidi per la prima
+volta Erminia; si recava al tempio con tutte le sue compagne di
+collegio. Quella bellezza d'angelo, quell'espressione di santa
+innocenza che come aureola celeste traspare da tutto il suo corpo, mi
+toccarono soavemente. Mio malgrado la seguii ed entrai con essa in
+chiesa. Leggeva in ginocchio un libriccino di preghiere seguendo
+divota la celebrazione della Messa. Il riconcentramento, la maestà del
+luogo, la santità del mistero me la fecero apparire più che umana,
+divina. Il fumo dell'incenso, le melodie dell'organo, i canti
+religiosi che accompagnavano la sacra cerimonia, innalzavano, è vero,
+il mio spirito al cielo, ma il cuore s'affezionava, si univa
+indissolubilmente alla vergine genuflessa. Io sortii dal tempio
+pazzamente innamorato. Ma come avvicinarla, mi dissi, senza incogliere
+nella scrupolosa sorveglianza che si esercita su quelle fanciulle e
+comprometterla? Pensai allora di farmi accettare in collegio come
+maestro di disegno sotto il semplice nome di Flavio, e riuscii.
+Perdonate, ma i miei sentimenti erano puri, innocenti; volevo
+meritarmi il suo cuore per farla mia sposa.
+
+--Ma conoscete, disgraziato, la sua famiglia?
+
+--Non ancora, ma la nobiltà non è forse scolpita nel suo volto, nelle
+sue parole, in ogni suo gesto?
+
+Gervaso parve riflettere; non potè a meno in cuor suo d'ammirare la
+purezza e la poesia di quel sentimento; indi, rialzato il volto
+venerando, con voce vibrata ad un tempo ed affettuosa disse:
+
+--Giovinotto, voi lascerete immediatamente questo collegio, e non
+penserete più ad Erminia.
+
+Flavio fece un atto di dolorosa sorpresa.
+
+--Fate a mio modo, continuò il vecchio, ascoltate un consiglio
+suggerito dall'esperienza e dal cuore; voi non potete comprendere le
+amare delusioni cui andate incontro persistendo nel vostro amore ed i
+dolori che preparate a quella fanciulla. Vi dirò solo che non potrete
+mai domandare la sua mano.
+
+In questo punto entrava nel boschetto la Direttrice del Collegio.
+
+--Veniva in traccia di voi, signor Flavio, disse la Direttrice colla
+solita sua gentilezza; le mie signorine v'aspettano coi disegni,
+ansiose d'avere le vostre correzioni; fatemi adunque il favore a
+recarvi da loro; avrete certamente di che divertirvi.
+
+--Gli è che il signor Flavio, favellò Gervaso, bisogna che rinunci da
+questo momento al suo impiego di maestro.
+
+Flavio impallidì.
+
+--Oh! e perchè mai? chiese meravigliata la Direttrice.
+
+--Perchè, rispose Gervaso fissando severamente in volto il sedicente
+maestro, perchè egli non può fermarsi un minuto di più in questo
+Collegio.
+
+--Ma davvero, signor Flavio, che ciò mi sorprende. E non potrei
+conoscere il motivo di tale improvvisa risoluzione?
+
+--Scusate ma per ora non lo potete, rispose Gervaso.
+
+--Almeno ditemi se involontariamente io ne fui la cagione...
+
+--In quanto a questo state certa che il signor Flavio non ha ricevuto
+da voi che squisiti trattamenti. Anzi col mio mezzo ve ne fa i più
+sinceri ringraziamenti e vi prega ancora a perdonargli se è costretto
+a partire _all'istante_.
+
+Gervaso calcolò su quest'ultima parola.
+
+Flavio sbalordito rimaneva in piedi senza poter profferire una
+sillaba; si trattava d'abbandonare e forse per sempre la giovinetta
+ch'egli amava con verace passione e tale pensiero gli stringeva il
+cuore in una cerchia di ferro.
+
+Indeciso non sapeva appigliarsi a nessun partito onde l'inesorabile
+vecchio cogliendo il destro gli sussurrò all'orecchio:
+
+--Se non partite io svelo tutto e sarete scacciato.
+
+Queste parole scossero il povero innamorato che guardò Gervaso come
+chi implora una grazia.
+
+--Almeno ditemi voi se questo vostro proposito sia irrevocabile, disse
+la Direttrice interrogando Flavio.
+
+--Lo è pur troppo signora, rispose questi facendo un immenso sforzo su
+sè stesso, bisogna che mi rechi in giornata da' miei parenti.
+
+--In allora, esclamò la Direttrice con voce che pareva commossa,
+quantunque a malincuore, lo confesso, vi lascio libero della vostra
+volontà.
+
+Flavio partì colla disperazione nell'anima.
+
+--Ed ora a noi, o signora, proruppe Gervaso assumendosi un'aria
+severissima sapete chi sia quel giovinetto che da un mese ricoverate
+in Collegio ed al quale avete commessa l'istruzione delle vostre
+educande? Sapete qual'era il suo scopo in questa casa? Dite, povera
+illusa!...
+
+--Mio Dio spiegatevi, le vostre parole mi spaventano.
+
+--Nell'età in cui le passioni sono un torrente che non conosce argini
+che tutto trascina nel rapido suo corso, quel giovine vide una
+fanciulla bella come un angelo ed alle vostre cure affidata perchè
+lontana dal mondo crescesse pura, intemerata, nelle pratiche della
+virtù. Egli se ne invaghì; ardente giura di palesarle il suo cuore
+alla fanciulla, ma come riuscirvi? ella è rinchiusa nel vostro
+collegio. Non si perde d'animo; essendo ricco e nobile mette in opera
+tutto il suo ascendente e riesce a farsi accogliere da voi in qualità
+di maestro di disegno. Allora vedeva la fanciulla, s'intratteneva seco
+lei in amorosi colloqui e voi ignoravate tutto. Sapete signora chi era
+la povera inesperta che colla fiducia della vergine apriva il suo
+cuore alla seduzione? Era Erminia, la mia povera Erminia. Ecco s'io
+non aveva il diritto di domandarvi conto della sua felicità perduta.
+
+--Possibile! esclamò la Direttrice; e quell'ottima donna ne fu tanto
+dolorosamente colpita che priva di sensi sarebbe caduta se papà
+Gervaso non s'affrettava a sorreggerla nelle sue braccia.--Ingannata,
+ingannata in un modo così indegno, ripeteva colle lagrime agli occhi,
+lasciar sedurre un angelo nella mia casa istessa e non accorgermi di
+nulla. Oh le infami seduzioni del mondo... oh il mio onore perduto.
+
+--Voi con potete comprendere, disse Gervaso, le traccie indelebili che
+lasciano le passioni in quel cuore ardente. Essa ama quell'uomo e lui
+è ricco, è nobile capite, non potrà mai farla sua. Erminia io la
+conosco, soccombe ma non dimentica...
+
+--Oh perdono, perdono, supplicava la Direttrice, la mia colpa fu una
+troppo cieca fiducia nella lealtà degli uomini... povera Erminia.
+
+--Lascerà oggi stesso il collegio, io la restituirò a sua madre.
+
+--Ma le tacete per carità questo orribile avvenimento, sarebbe troppo
+dolore per quell'ottima donna.
+
+--Ella non saprà nulla, disse Gervaso minaccioso, ma il mondo deve
+conoscere in qual modo corrispondete alla fiducia che si ripone in
+voi, deve conoscere che cosa fate di quelle innocenti che vengono alle
+vostre cure, al vostro onore confidate.
+
+--Oh no, fui vittima anch'io d'una inaudita perfidia; non crollate con
+uno scandalo quell'edificio di stima che mi costò così tante fatiche.
+Non sapete che cosa sia la riputazione per una donna! Eppoi palesando
+la mia inavvedutezza voi autorizzate la maldicenza a fabbricare sul
+conto di Erminia chissà quale trama di false supposizioni...
+
+--È vero, è vero, mormorava il vecchio soprafatto dall'angoscioso
+pensiero; ed ora dov'è dessa?
+
+--L'ho lasciata nel mio gabinetto, era pallida e piangente.
+
+--Povero angelo!
+
+Mezz'ora dopo papà Gervaso ed Erminia muti e tristi percorrevano in
+vettura la strada che da Monza conduce a Milano.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+ Quando sincero-nasce in un core
+ Ne ottien l'impero-mai più non muore
+ Quel primo affetto che si provò.
+ METASTASIO.
+
+
+Immaginatevi la sorpresa e la gioja dei conjugi Paglini allorquando
+poterono abbracciare la loro cara figliuola.
+
+I parenti d'Erminia erano portinaj di quella casa sul corso di Porta
+Nuova nella quale abbiamo fatto conoscenza diciott'anni or sono della
+biondina e del vecchio suo padre.
+
+I Paglini un po' colle risorse del loro impiego, un po' col lavoro e
+coi frutti pure d'un capitaletto ch'erano riusciti mettersi in serbo
+godevano d'una vita tranquilla e comoda.
+
+Bastiano, il capo di famiglia, esercitava la professione di calzolajo.
+
+Chi l'avesse veduto al suo banchetto, la testa coperto d'un berretto
+ad ala tesa, gli occhiali sul naso, le guancie paffute e rase e
+l'ampio grembiale girargli attorno al suo grosso corpo, l'avrebbe
+creduto il vero tipo dei Pipélés.
+
+D'indole semplice ed ingenua aveva un cuore eccellente; era sempre
+contento di tutto e di tutti e non voleva aver brighe con nessuno, nè
+cure, nè pensieri.
+
+Gli è per questo che trovando troppo pesante per lui l'amministrazione
+domestica l'aveva ceduta alla moglie alla quale lasciava ampia libertà
+d'azione, purchè gli permettesse passare in santa pace la domenica ed
+il lunedì d'ogni settimana nella vicina osteria e non lo sgridasse
+allorquando alzato un po' il gomito ritornava a casa col naso rosso e
+le ginocchia malferme.
+
+Maddalena la sua consorte era una bella donna in sui trentacinque
+anni.
+
+I capelli d'un colore castano chiaro mostravano d'essere stati qualche
+anno addietro d'un biondo purissimo; gli occhi azzurri avevano uno
+sguardo intelligente; vestiva con semplicità, buon gusto e pulitezza.
+
+Schietta, franca, leale, Maddalena non aveva riguardi per nessuno,
+diceva a tutti ciò che doveva dire come colei cui la pazienza non
+fosse la virtù principale.
+
+Amava suo marito quantunque sovente lo rampognasse per inezie, ma il
+buon Bastiano chiudeva un occhio sul di lei carattere, poichè sapeva
+di possedere ad onta di ciò un tesoro di moglie ed un'ottima massaja.
+
+Infatti ell'era attiva, economa, antiveggente.
+
+La casa ov'erano allogati i Paglini apparteneva in allora al conte
+C*** che la occupava da solo.
+
+Misantropo di natura egli menava una vita ritiratissima, non aveva
+amici e non sortiva mai.
+
+La sua servitù si componeva soltanto d'una cameriera e d'un servo
+ch'era nello stesso tempo maggiordomo e segretario; come si vede i
+portinaj non dovevano aver molti disturbi.
+
+Una volta un uomo era entrato dai conjugi Paglini; era vecchio e
+povero.
+
+Strascinava a stento una gamba inferma ed i suoi lineamenti apparivano
+alterati dalla malattia e dal cordoglio.
+
+Stese dubbioso la mano e domandò l'elemosina; Maddalena lo vide
+arrossire e nascondersi il volto nelle pieghe dell'abito.
+
+Si sentì commossa la buona donna e cavando da tasca una moneta.
+
+--Tenete, disse al mendicante, voi non siete nato per chieder
+l'elemosina, certamente la vostra gamba inferma e fors'anco
+qualch'altra malattia vi hanno reso impotente al lavoro o vi spingono
+ad un passo del quale voi pure arrossite.
+
+--Pur troppo gli è come dite, esclamò il vecchio con un sospiro; ed il
+suo sguardo si fermò sulla portinaja con un'espressione di sincera
+riconoscenza.
+
+--Povero uomo, vi compiango!
+
+--Che Iddio vi benedica, voi che avete una parola di compassione per
+l'infelice!
+
+La sua voce era piena di religiosa riconoscenza.
+
+--Così fossi ricca e potessi fare di più, ripigliò Maddalena, ma
+anch'io ho una figlia e bisogna che pensi al suo avvenire.
+
+--Oh voi avete una famiglia! sospirò il mendicante, a voi sorridono le
+dolci speranze dei figli! io, vedete, sono solo.
+
+--Senza parenti, senza amici?
+
+--Nessuno. Oh, se sapeste com'è amaro l'isolamento della miseria! E
+dover questuare una vita che si abbandonerebbe tanto volentieri!
+
+--Mi fate pietà.
+
+E la degna portinaja si terse col palmo della mano una lagrima che le
+scorreva giù per le guancie; Bastiano che dal suo banchetto aveva
+ascoltato in silenzio quelle parole si sentì pur lui profondamente
+commosso.
+
+--Ebbene, saltò su Maddalena collo slancio del cuore rivolgendosi al
+poverello, voi non siete poi vecchio decrepito, avete una gamba
+inferma, è vero, ma con un po' di cura si potrà risanarla. Se voi
+adunque vi sentite ancora in grado di far qualche cosa, di guadagnarvi
+insomma co' vostri servigi onestamente la vita, io vi accolgo qui in
+casa mia; vi troverete una famiglia. Siamo noi due solamente, io e mio
+marito, abbiamo ancora una figliuola ma si trova in collegio e non
+sortirà tanto presto. Voi non farete altro che vegliare alla pulizia
+del palazzo cui il padrone n'è assai critico e se vi avanza tempo
+darci una mano nel disbrigare le nostre faccenduole domestiche. Via,
+se siete contento avrete in iscambio alloggio, vitto e tutto quello
+che vi abbisogna; nevvero Bastiano, che ne dici?
+
+--Approvato; esclamò il Pipélé colla sua solita bonomia. Già è molto
+tempo che noi sentivamo il bisogno d'un altro paja di braccia, che io
+non sono S. Antonio io, non posso essere contemporaneamente in corte
+colla scopa in mano e qui al banchetto tirando lo spago. Se non altro
+avremo un supplente da lasciare alla porta quando mi terrai compagnia
+all'Aquila, eh! eh!... Se lui ci sta meglio lui d'un altro, ha tanto
+l'aria da galantuomo!
+
+Pensate con quale riconoscenza accogliesse il mendicante la fattale
+proposta.
+
+Da quel giorno papà Gervaso--ch'era lui--fece parte di quell'onesta
+famigliuola.
+
+Erminia allora era a Monza in collegio; suo padre si recava sovente a
+prenderne notizie e passava pel di lei servo in faccia alle signorine
+dello stabilimento.
+
+Fosse effetto d'una viziata costituzione, oppure conseguenza del
+mestiere, Bastiano amava molto la vita sedentaria, era nemicissimo del
+moto, s'immagini la fatica della povera moglie ogniqualvolta voleva
+mandarlo a Monza.
+
+Non ch'egli non amasse la figliuola, ma forse un tantino egoista mal
+sapeva sacrificarle il suo privato benessere.
+
+Accolto poi in famiglia papà Gervaso, Bastiano credette che potesse
+supplirlo in quelle gite per lui tanto moleste.
+
+La portinaja in sulle prime diè nelle furie, ma poscia dovette
+rassegnata valersi dell'opera del vecchio, che docile e paziente
+faceva di tutto per rendersi degno delle cure veramente affettuose cui
+si vedeva fatto oggetto dagli ottimi Paglini.
+
+Gervaso si guadagnò in poco tempo la confidenza e la simpatia di
+Erminia.
+
+Egli l'amava quella fanciulla d'amor paterno ed il bacio che la
+giovane educanda stampava sulle sue gote aggrinzite gli facevano
+dimenticare quei dolori, quei tristi ricordi che gli si potevano
+scorgere attraverso le rughe della fronte, nell'espressione austera
+de' suoi lineamenti.
+
+Erminia un giorno gli confessava con amabile ingenuità che dopo i
+parenti e la Direttrice del collegio egli era la persona che più
+amasse in questo mondo.
+
+Un fascino ignoto legava con vincoli d'affetto quelle due creature.
+
+Erano circa tre anni che Gervaso si trovava presso i Paglini
+allorquando gli ricondusse a casa la figliuola.
+
+Gervaso tacque a quella buona gente la vera ragione che l'indusse a
+tal passo; allegò solo a sua giustificazione l'antipatia che Erminia
+nutriva pel collegio, il raffreddamento di quei riguardi che le si
+usavano una volta, e quanto fosse stato immenso in lei il desiderio di
+ritornare vicino a' suoi cari parenti.
+
+Fu più che bisognasse per avere la piena approvazione di Maddalena.
+
+La povera donna fuor di sè dalla gioja in rivedendo sua figlia voleva
+soffocarla in amorosi amplessi, la copriva di baci, di carezze, le
+rivolgeva infinite domande senza neppur aspettarne la risposta,
+piangeva, rideva... sua figlia era tutto per lei.
+
+Il calzolajo festeggiò quel giorno trincando all'Aquila ancora più del
+consueto.
+
+Erminia venne condotta nella cameretta che sua madre ebbe la cura di
+prendere in affitto nella casa stessa e di ammobigliarla con molta
+proprietà.
+
+Eravi una libreria che Maddalena aveva fornita d'ottimi libri fattisi
+indicare dalla stessa Direttrice del collegio, ed un pianoforte con
+buon corredo di scelta musica.
+
+Voleva che sua figlia ritornata presso di sè non mancasse di quei
+comodi che aveva sempre goduti in pensione.
+
+--Non sarà forse elegante la tua stanzetta come quella che hai finora
+abitata, le diceva amorosamente, ma qui ci sarò io a prevenire ogni
+tuo desiderio, a farti bella la vita colle mie premure, col mio amore.
+Povera bambina! e perchè non iscrivermi che ti era venuto in uggia il
+collegio, che volevi ritornare a casa tua? Oh io mi sono accorta
+subito della malinconia che ti struggeva, le tue lettere non erano più
+quelle d'una volta non avevi più per me quelle tenere espressioni che
+mi facevano pur tanto contenta. Tuo padre mi replicava di non badarci.
+Sarà qualche contrarietà, qualche freddura fra loro compagne, diceva
+lui; ma io non era quieta io, il cuore mi aveva convinta che tu
+soffrivi. Gli è per questo che una mattina mi son messo l'abito della
+domenica risoluta di venirti a vedere e parlarti; e se non c'era papà
+Gervaso ci veniva veh! Cosa vuoi, ha incominciato a dirmi che aveva
+fatto promessa di non porre piede in quel collegio, che l'avrei
+umiliata in faccia a tutte palesandoti figlia d'una povera donna... e
+mi sono rassegnata a lasciarlo partir lui. Che bravo Gervaso se ha
+fatto bene a ricondurti a casa; Oramai ti sei fatta grande, sei bella,
+ben educata, dunque è tempo che tu entri nel mondo. E qui sarai
+felice, lo devi essere, vedrai, vedrai la mia Erminia; andremo al
+corso, al teatro, tutto quello che ti piacerà... basta che tu ami la
+povera mamma!
+
+--Ma come non amarti, rispondeva commossa la giovinetta, tu così
+buona, così amorosa!
+
+E gettatesi contemporaneamente le braccia al collo madre e figlia,
+strette in un tenero amplesso piangevano insieme lacrime di tenerezza.
+
+La madre! Oh i dolci ricordi che questo nome onninamente caro ci evoca
+nel nostro cuore!
+
+Se noi riandiamo colla mente i begli anni della infanzia noi la
+vediamo ancora la madre china sulla nostra culla compiacersi del suo
+gentile portato, sorriderci l'ineffabile sorriso dell'amore.
+
+Noi la vediamo, lieve cullandoci sulle ginocchia guidare le nostre
+manine al cielo, farcì conoscere Dio col mostrare le stupende sue
+opere e fra le carezze e i baci, insegnarci a balbettare quel nome che
+la empie di santa letizia,--mamma.
+
+Chi non si sovviene le lagrime piante sul di lei seno, perchè tutti
+devono piangere quaggiù, i suoi amorevoli conforti e l'indulgenza,
+forse soverchia, nel perdonarci i primi falli e i germi d'una
+religiosa morale provvidamente sviluppati nei giovani nostri cuori?
+
+Chi ha dimenticati i sacrifici durati, forse gli stenti patiti per
+porci all'elevatezza dei tempi con una completa istruzione, con una
+educazione completa?
+
+E persino fatti adulti, quantunque la maligna nostra natura spesse
+fiate ci fe' ingrati ai tanti benefici, che la costringemmo nel
+segreto della notte versare lagrime amare sui tralignamenti nostri,
+quante volte non ci siamo destati sotto l'impressione soave de' suoi
+baci, quante volte ancora chiamati nelle sue braccia gustammo le
+sublimi dolcezze d'un amore divino.
+
+Oh, solamente colui che non ha avuto una madre o che l'ha perduta
+troppo bambino può dire d'essere passato solitario nel monito come in
+un immenso deserto, può dire di non aver vissuto nè amato, gli altri
+tutti amarono e vissero, travidero dalla terra attraverso le azzurre
+pupille della madre gli azzurri infiniti del cielo.
+
+Non è l'amante che divinizza la donna.
+
+Allorquando nell'età degli amori incontriamo nella fanciulla raggiante
+di giovinezza, di virtù, d'innocenza, l'incarnazione dei nostri sogni,
+in allora ella ci sembra l'opera più bella di Dio, è quale aveva nella
+sua mente divina ideata la creatura pria che una colpa senza perdono
+la diseredasse dal paradiso terrestre.
+
+Un fascino irresistibile esercita in allora la donna sul nostro cuore,
+e amiamo.
+
+Ma col tempo, o lo splendore della bellezza si offusca, o la virtù dei
+nostri occhi decresce, avvegnachè possiamo guardarla senza che l'anima
+dentro ci tremi.
+
+La madre invece è sempre una santa.
+
+La felicità che Maddalena prometteva a sua figlia non poteva più
+sorridere alla povera giovinetta.
+
+Sebbene Erminia tentasse ogni sforzo per stendere un velo sul suo
+passato e rincominciare una vita novella tutta pace e tranquillità
+presso i suoi parenti non lo poteva suo malgrado.
+
+Le cure più affettuose che può prodigare un'affettuosissima madre non
+valevano a riempirle quel vuoto che l'abbandono di Flavio aveva
+lasciato nel suo cuore.
+
+Erminia amava come poche sanno amare quaggiù; amava per la prima
+volta, ed un primo amore si può talvolta soffocare, non mai ispegnere.
+
+Flavio le si era presentato povero, infelice, bello di volto,
+d'ingegno, di anima, e le aveva chiesto il di lei affetto.
+
+La sincerità del giovane amante era manifestata dalle lagrime che
+bagnavano i suoi occhi, dall'espressione di soave mestizia de' suoi
+lineamenti, Erminia credette e fidente s'abbandonò agl'impulsi del
+cuore.
+
+I due amanti si credevano destinati a percorrere insieme e felici
+l'increscioso cammino della vita, allorquando papà Gervaso venne a
+porsi fra loro.
+
+Erminia nudriva verso Flavio troppa stima perchè potesse crederlo
+capace d'una bassezza; aveva avuto da lui troppo grandi prove d'amor
+puro, disinteressato, santo, per contaminare la sua memoria coll'ombra
+d'un sospetto.
+
+Il dubbio però insinuandosi talvolta qual serpe velenosa nelle sue
+care rimembranze riusciva a porla per un istante in una dolorosa
+perplessità; allora piangeva amare lagrime... ma Flavio finiva sempre
+per riapparirle col suo sguardo soave, col suo dolce sorriso, ed
+anch'essa sorrideva e mormorava asciugandosi gli occhi: No, non
+m'ingannava.
+
+Concentrata così nel suo amore, traeva una vita mestissima; non usciva
+mai dalla sua cameretta, i libri erano il suo passatempo, il
+pianoforte l'unico di lei amico.
+
+Oh, com'era bella allorquando infiammata dal fuoco sacro
+dell'inspirazione, lo sguardo melanconico rivolto al cielo, la lesta
+leggermente inchinata sulla spalla, scorreva l'agili dita sull'eburnea
+tastiera.
+
+Quanta poesia in quei suoni, come nella loro mesta espressione
+armonizzavano perfettamente colla tristezza del di lei cuore!
+
+Papà Gervaso era il solo che comprendesse il dolore della povera
+Erminia e cercava consolarla; ma v'hanno tali angoscie che domandano
+solo una muta compassione.
+
+--Voi l'amate ancora, prorompeva il buon vecchio stringendosi al seno
+la giovinetta; ed egli non è degno di voi! Pensate piuttosto a vostra
+madre, essa ignora tutto, sa soltanto che voi non siete felice, e ne
+soffre l'ottima donna!
+
+--Oh, madre mia! esclamava la fanciulla colle lagrime agli occhi. E
+dopo un istante di silenzio continuava rivolgendosi al vecchio:
+
+--Gli è perchè voi non sapete cosa sia sentirsi attratta
+incessantemente da una persona, amarla con tutta la forza d'un cuore
+ardente, con tutto l'entusiasmo della passione, amarla d'amore santo,
+ma immenso, ma indomito, ma irresistibile; sognare la felicità
+d'un'esistenza a lui consacrata, sognare l'unione di due cuori, di due
+anime, e vagheggiarla per lungo tempo questa felicità e compiacersene
+e crederla vicina, per dover rinunciare a tutto perchè non fu che
+illusione.... Oh, questo è troppo gran dolore!
+
+--L'infame v'ingannava!
+
+--Se vi ha un infame, gridava la giovinetta trasportata
+dall'esaltazione, voi lo foste che mi avete crudelmente strappata dal
+suo petto, voi che accecato forse da false apparenze l'avete umiliato,
+avvilito, scacciato.... egli era innocente!
+
+--Mentiva.
+
+--No, che non si mente un affetto allorquando lo si esprime come lui!
+Oh, voglia il cielo ch'io non abbia un giorno a maledire quei diritti
+che fatalmente vi siete arrogati sulla mia esistenza.
+
+--Erminia, figlia mia!
+
+E la misera giovinetta, rientrata in sè stessa dalla voce soave del
+buon vecchio, coprendosi il volto colle mani, si gettava sul suo
+letticciuolo rompendo in singhiozzi.
+
+Gervaso era oppresso dall'angoscia.
+
+Un giorno i coniugi Paglini stavano soli nel loro camerino.
+
+Bastiano lavorava al banchetto, e Maddalena in un canto rattoppava le
+sgualciture d'una sottana.
+
+Il volto della povera donna pallido più del consueto era di molto
+dimagrato; gli occhi rossi circondati da un'aureola turchiniccia
+dimostravano d'aver sparse molte lagrime.
+
+Di tanto in tanto sospendendo il lavoro stava lungamente immobile,
+collo sguardo fisso, la bocca semiaperta, quale un'infelice cui avesse
+smarrita la ragione; fintantochè richiamata ai sensi da un singhiozzo
+che suo malgrado le prorompeva dal petto ritornava mesta al suo
+lavoro.
+
+Bastiano osservava la moglie colla coda dell'occhio e come colui
+ch'era di cuore sensibilissimo si cuoceva internamente.
+
+Ed il povero uomo provava la sua commozione in mille maniere; ora
+dando rabbiosi strappi allo spago più d'una volta spezzandolo a grave
+scapito della ciabatta; ora dando furiosamente del martello in sulla
+suola battendosi tal fiata il ginocchio e mordendosi poscia le labbra
+per vincerne lo spasimo; ora rimescolando i ferri sul suo banchetto a
+guisa di chi cerca qualcosa e sbuffando e bestemmiando per non trovare
+quello che neppur lui sapeva di cercare.
+
+Il buon calzolajo era fuori di sè; fissò un'altra volta sua moglie e
+vedendola sempre pallida, smarrita, sofferente si alzò; stette
+un'istante dubbioso, incerto, indi si portò al di lei fianco.
+
+--Insomma Maddalena è ora di finirla, proruppe con voce soffocata;
+credi forse ch'io possa permettere che tu ti affligga così, che ti
+rovini la salute con quella malinconia, con quel pensarci sempre? E
+per che cosa infine? Per delle idee che ti sei fitta in capo, per
+delle supposizioni che magari sono le mille miglia lontane del vero.
+Uh, se potevo indovinare che quella benedetta figliuola t'avrebbe dato
+tanti fastidi non l'avrei lasciata ritornare dal collegio, no veh!...
+Tu credi sempre ch'ella soffra, che non sia felice qui in casa nostra;
+forse perchè non la vedi allegra, burlona come siamo noi? Che diavolo!
+non tutti poi sono fatti ad uno stampo. Ella ha studiato e quando uno
+ha avuto dell'educazione diventa serio, meditabondo e preferisce
+passare il tempo co' suoi libri che colla gente. Eppoi non te l'ha
+detto ella stessa di non badarci ch'è suo carattere, che del resto è
+contenta, soddisfatissima di noi e di tutti? Sfido io a non esserlo;
+la lasciamo mancare di qualche cosa? non la trattiamo come una regina?
+Si sa già, assuefatta in collegio adesso si deve trovare un po' giù
+d'orizzonte, un po' perduta, ma non la è poi roba da prendersi così
+sul serio. Vedrai che la si avvezzerà...
+
+--Erminia ha qualche cura segreta, esclamava la portinaja, qualche
+cosa che le turba la pace del cuore, che le allontana il sonno, che le
+consuma lentamente la vita. Guarda come si è fatta brutta in questi
+giorni, com'è impallidita! È un male che ha portato dal collegio, è la
+continuazione di quella malinconia sulla cui causa noi ci siamo tutti
+ingannati.
+
+--Ma che malinconia, è suo carattere!
+
+--Non si cangia di carattere da un momento all'altro; un giorno
+ell'era ben diversa da quella d'oggidì. Eppoi non l'ho sorpresa io
+forse più d'una volta a piangere?... Oh tu non l'ami, tu non puoi
+amarla come me, gli è per questo che non sai comprenderla.
+
+--Senti Lena, mi fai torto parlare così, diceva Bastiano in tuono di
+dolce rimprovero, io credo di non avertene mai dato il diritto.
+
+--È vero, è vero, oh mio Dio, divento anche ingiusta.
+
+--Io l'amo quanto te quel caro angelo.
+
+--Lo credo buon Bastiano.
+
+--Ma d'un amore un po' diverso dal tuo, perchè invece di consumarmi
+come fai tu in un pianto sterile e inutile ho pensato al modo di
+guarirla dalla sua tristezza... sì, ho pensato e credo anche d'aver
+trovato.
+
+--Dunque capisci ch'ella soffre!
+
+--Cioè... ho capito che ha qualche inezia pel capo...
+
+--Ah!
+
+--Ma difetto di carattere, preoccupazioni giovanili te lo ripeto, che
+non meritano la pena di occuparsene, tuttavia ho voluto trovarci il
+rimedio, Lena mia.
+
+La povera madre scosse il capo in segno di dubbio.
+
+--Oh io conosco abbastanza voialtre donne, proseguì Bastiano con aria
+di mistero, per sapere cosa vi frulla pel capo all'età di Erminia.
+
+--Ebbene parla.
+
+--Sì parlerò, Lenuccia mia, ma prima asciugati gli occhi, non voglio
+vederti più a piangere. Guarda, sei invecchiata più di vent'anni in
+questi pochi giorni, tu che non faccio per dire, ma eri ancora una
+bella donnina... Fatti un po' in là, voglio sedermi qui, accanto a te,
+colle mie mani nelle tue, così... così... proprio come nei primi
+giorni del nostro matrimonio. Oh brava, sorridi pure, tu mi levi una
+macina dello stomaco.
+
+E Bastiano emetteva un sospirone luogo e rumoroso.
+
+--Senti adunque, continuava il Pipélé accarezzando le mani di sua
+moglie, tu sai bene che Erminia oramai ha diciott'anni, è proprio nel
+fiore della sua gioventù; è nostra figlia e quindi è robusta, ardente,
+perchè tale il ceppo, tali i rami, dice il proverbio. Dunque una
+fanciulla della sua età, della sua condizione... fisica deve sentire
+certi bisogni, provare certi desideri... non so se mi capisci moglie
+mia; insomma voglio dire che il suo cuore abbisogna di un affetto
+diverso dal nostro, di cure, di premure che solo può prodigare un buon
+marito. Oh sì senti, scommetto cento contro uno che il matrimonio è
+l'unica medicina che può guarirla, medicina che ha già fatte
+felicemente le sue prove in molte altre fanciulle malate. Troviamole
+uno sposo che le voglia bene, che la renda felice quanto meriti,
+quella povera tosa e vedrai che le ritorneranno le rose sul volto e
+ridiverrà vispa, festosa, sorridente come lo fu sempre.
+
+--Tu credi adunque?... domandò Maddalena quasi convinta guardando suo
+marito con interesse.
+
+--Io credo d'aver trovato il tocca e sana, rispose il Pipélé
+incoraggiato.
+
+--Un marito, un marito si fa presto a dirlo ma...
+
+--Ma che cosa se l'ho diggià!
+
+--Chi?
+
+--Il marito.
+
+--Davvero?
+
+--Sicuro; e che bel giovinotto, educato, elegante e non tutto fumo,
+sai? insomma ce l'han fatto apposta per Erminia.
+
+--E credi tu che possano andar daccordo?
+
+--Altro che; di lui non dubito punto, perchè nostra figlia, ohe! è un
+bocconcino da principe; e in quanto a lei appena che lo vedrà e che lo
+sentirà, che parla poi come un libro stampato, sono certo di vederci
+girare la testolina.
+
+--Proveremo anche questa; già una volta o l'altra bisogna bene che la
+mariti la mia Erminia, dunque...
+
+--Dunque tanto vale che lo facciamo subito, è quello che ho pensato
+anch'io.
+
+--Ma non m'hai ancor detto chi sia?
+
+--Lo sposo?
+
+--Sì!
+
+--Non l'indovini? Eppure lo conosci meglio di me.
+
+--Veramente non saprei...
+
+--È Nicodemo, il maggiordomo del nostro signor padrone che quando
+saprà quello che noi abbiamo combinato deve saltare come un matto
+dalla gioja.
+
+--Nicodemo? proruppe la portinaja gratamente sorpresa.
+
+--Già lui, che ne dici eh?
+
+--To', sono contenta, bravo Bastiano mio, questa volta hai avuto del
+giudizio. Nicodemo è un buonissimo partito per nostra figlia, è un
+giovane dabbene, che ha qualche cosa ed un buon impiego,--maggiordomo
+del signor padrone!... eppoi praticando sempre coi signori ha imparato
+quell'aria elegante, civile, che deve molto piacere ad Erminia educata
+in collegio. Bravo Bastiano, quà la mano!
+
+--Ma che mano, ti do un bacio io, prendi...
+
+E il calzolajo scoccava un bacio sonoro sulle guancie di sua moglie.
+
+--Brutto matto, se ci vedessero a far di queste cose, alla nostra età?
+
+--Direbbero che noi siamo un'eccezione alla regola. Guarda son tanto
+contento d'essere riuscito a farti ridere che me ne farei un altro a
+me di bacio, se colle labbra potessi toccarmi le gote.
+
+--Ora capisco che aveva torlo di rattristarmi in quel modo, le mie
+lagrime non potevano farla lieta al certo.
+
+--Diavolo! bisognava indovinarla come ho fatto io giacchè vuol far la
+segreta!... Eh, ti pare, quando mi ci metto!...
+
+E scherzando Bastiano puntava l'indice sulla fronte.
+
+--Hai un cuore d'oro, ecco quello che ti dirò sempre, soggiungeva
+Maddalena guardando suo marito con affetto.
+
+--Sì, ma senti Lena mia, affari di matrimonio bisogna combinarli il
+più presto possibile altrimenti, sai bene, se devono andar per le
+lunghe il più delle volte vanno a monte. Dunque io sarei di parere di
+parlarci subito a Nicodemo e così alla buona fra di noi mettere
+insieme la bisogna. Che te ne pare?
+
+--Sicuro, sarebbe ben fatto.
+
+--Alla buon'ora. Dimmi adunque, Nicodemo è in casa? lo chiamo subito
+io.
+
+--È sortito stamane e non l'ho più veduto.
+
+--So dove trovarlo; scommetto che è all'Aquila a sorbire il suo solito
+bicchiere. Vieni, ci andremo anche noi, all'osteria si combinano
+meglio i negozi.
+
+--Ma ti pare Bastiano... all'osteria insieme... in giorno di lavoro.
+
+--Che scrupoli d'egitto, sì all'osteria; e chi ci vuol proibire
+d'andarvi? Se beviamo pagheremo noi.
+
+--Capisco, ma gli è che sono denari che si potrebbero risparmiare.
+
+--Non mi far la spilorcia, quest'oggi dev'essere un giorno di festa,
+dobbiamo farla fuori.
+
+--E alla porta chi ci starà?
+
+--Ecco appunto Marta la cameriera del signor conte che scende le
+scale; vuoi che ci rifiuti di fermarsi qui un momento in vece nostra?
+Ehi Marta! signora Marta!
+
+--Cosa volete? rispondeva una bella ragazzotta di vent'anni circa,
+entrando sorridente, fresca, snella, nello stanzino de' portinaj.
+
+--Perdonate Martina, incominciava la Maddalena, ma venne tosto
+interrotta da suo marito che disse:
+
+--Taci tu e lascia parlar a me che colla bella Martuccia vado sempre
+d'accordo.
+
+Ed alzava le mani per pizzicarle le gote.
+
+--Ohe, giù le mani, fece scherzando la cameriera, non vorrei
+ingelosire vostra moglie.
+
+--Senti Lena, è tutto spirito la briccona!
+
+--Con un po' di corpo; conchiudeva ridendo Marta. Ma infine poi si può
+sapere per qual ragione m'avete chiamata?
+
+--Ecco quà, saltò su Bastiano, gli è che mia moglie ed io dobbiamo
+sortire un momento insieme; è una faccenda che sbrigheremo in poco
+tempo e volevamo pregar voi a fermarvi qui sino al nostro ritorno.
+Verrà magari nessuno, ma capirete per l'onore della casa bisogna che
+ci sia sempre qualcuno alla porta.
+
+--Se avete tempo ci fareste proprio un favore, aggiungeva Maddalena.
+
+--Ma altro che tempo, rispose Marta, di sopra non ho più nulla a fare
+e scendeva appunto per prendere una boccata d'aria. Fate pure le cose
+vostre con tutto comodo e senza pensieri, che son quà io.
+
+--Brava la mia Martuccia!
+
+E Bastiano dando braccio a sua moglie s'avviava alla vicina osteria in
+cerca di Nicodemo.
+
+Nicodemo Panighetti ebbe i suoi natali nel paese di Magenta.
+
+Egli è uno di quegli uomini che quantunque senza meriti, senza virtù
+straordinarie, col solo favore d'una fortuna mai sempre propizia si
+videro lanciati dall'umile tugurio in cui nacquero al ricco palazzo,
+dalla povertà all'agiatezza.
+
+Nicodemo apparteneva ad una miserabile famiglia di contadini,
+quantunque egli si vanti l'ultimo rampollo d'illustre casato ridotto
+al nulla da funesti avvenimenti politici.
+
+Giovinetto abbandonò il paese che lo vide nascere e sen venne a Milano
+in cerca d'una professione meno dura di quella che lo condannava a
+sudare sulla marra il pane quotidiano.
+
+Venne ammesso in qualità di stalliere al servizio del conte C*** il
+padrone attuale dei Paglini, ove si mostrò, bisogna dirlo a sua lode,
+servo attivo, fedele ed affezionato.
+
+Crescendo sempre più cogli anni nell'animo infermo del conte
+quell'avversione agli uomini che noi gli abbiamo già osservata, non
+volendo aver più nulla affatto di comune con loro, decise vendere
+cavalli e carrozze e vivere solo nella sua casa, concentrato in una
+bizzarra misantropia.
+
+Nicodemo cessando la ragione del suo impiego doveva essere pur lui
+licenziato ma seppe così bene curvar la schiena che il conte se lo
+creò suo domestico.
+
+Anche in questo nuovo impiego Nicodemo diede prove di buona volontà e
+d'un grande attaccamento al suo padrone, quantunque spessissimo la
+povertà dell'ingegno lo lasciasse imbarazzato, confuso nel disimpegno
+delle modeste incombenze.
+
+Scorsero alcuni anni e moriva il vecchio maggiordomo e segretario del
+conte C***.
+
+Nicodemo cui la fortuna s'era incaricata del suo avvenire venne
+pregato d'assumerne le poche mansioni ed eccolo divenuto in una volta
+domestico, segretario, maggiordomo, intascandosi regolarmente ogni
+mese il triplice suo assegno.
+
+Pervenuto a codesta altezza ch'egli credeva enorme considerato il
+punto di partenza finì coll'attribuirsi tutta a sè stesso la rapidità
+della sua carriera; credette possedere meriti non comuni ed il buon
+uomo si stupiva di non essersene mai accorto.
+
+Allora divenne un tantino superbo; sdegnava quasi di parlare co' suoi
+inferiori ed allorquando non poteva farne a meno adoperava frasi e
+maniere ch'egli credeva proprie alle persone d'alto affare.
+
+Voleva darsi dell'importanza.
+
+Camminava a tal uopo diritto nella persona, a passi gravi e misurati.
+
+La natura per altro l'aveva dotato di buon cuore e d'una certa
+sensibilità; togliendo quel suo sciocco orgoglio, quella fatua
+ostentazione di serietà, quel suo frasario ridicolosamente ricercato,
+Nicodemo era l'uomo il più inoquo di questo mondo.
+
+Erano pochi minuti che Marta si trovava nel camerino de' portinaj
+allorquando entrava Nicodemo.
+
+--Buon giorno signor maggiordomo, saltò su la servetta col suo fare
+spigliato e non curante.
+
+Il nostro personaggio s'inchinò maestosamente, indi fermato lo sguardo
+in volto alla bella giovinetta parve contemplarla con compiacenza.
+
+Lo si capiva dalla sua bocca che dilatandosi a poco a poco si
+atteggiava ad un sorriso forse un po' sciocco.
+
+La servetta non potè trattenere uno scoppio d'ilarità.
+
+--Sempre di buon umore, eh! disse galantemente Nicodemo inchinandosi
+una seconda volta.
+
+Poscia il maggiordomo aggrottando ad un tratto le sopracciglia
+soggiunse in tuono severo:
+
+--Ma adesso che ci penso, dimmi un poco, come mai io ti trovo qui
+fungendo le funzioni di portinaja mentre il tuo posto dovrebbe essere
+disopra, presso l'illustrissimo signor conte? Mi vedrei io forse
+costretto con mio malanimo richiamarti al dovere, farti conoscere
+dico... le incombenze che gravitano ad una camerista saggia e devota?
+
+--Oh la non s'inquieti signor maggiordomo, rispose Marta con un po'
+d'ironia, s'io mi fermo quì gli è col permesso del signor padrone.
+
+--Ah, se la cosa è legale io non parlo più, disse Nicodemo cercando
+ancora colla bocca il suo primiero sorriso che gli riuscì questa volta
+un po' più malizioso.
+
+--Ma sai dico... che se' bella Martina? Hai un visetto molto
+_significante_!
+
+--Cosa vuol dire questo? domandò la servetta meravigliata.
+
+--Vuol dire ch'io sento in me un ardentissimo desio di deporre per un
+istante l'autorità di tuo superiore per _confavolare_ teco
+confidenzialmente, come si farebbe dico... fra pari e pari.
+
+--Signor maggiordomo, io non capisco niente.
+
+--Intendo; quei molti _preti_ e _pellegrini_ ond'io so condire il mio
+discorso proibiscono al tuo cervello grossolano ed _incivilito_ di
+comprendermi. Ebbene mi farò più volgare.
+
+--Sarà forse meglio signor maggiordomo.
+
+--Dunque ascolti Marta?
+
+--Sono tutta orecchi.
+
+--Bisognerà dico... che impegni un tantino anche quell'altra parte del
+tuo corpo che i mortali chiamano cuore.
+
+--Oh, oh, è una questione di cuore adunque che mi fa il signor
+maggiordomo, disse la servetta ridendo suo malgrado.
+
+--Già è abbastanza seria perchè tu l'ascolti senza ridere.
+
+--Ebbene non riderò.
+
+--Sarà un po' difficile.
+
+--Lo credo anch'io.
+
+--Perchè voialtre donne creature _aeree_ e _fittizie_ ridereste
+vedendo il volo naturalissimo d'un moscerino nello spazio.
+
+--Ma c'è un proverbio signor maggiordomo che lei nulla sua sapienza lo
+conoscerà: che il riso fa buon sangue e bel viso.
+
+--E ce n'è un altro, cara Martina che tu nella tua inscienza
+ignorerai: _Risum abondant_ dico... non mi ricordo più.._ Risum
+abondant_.
+
+--Abbonda dove c'è dell'acqua il riso.
+
+Nicodemo sbarrò tanto d'occhi in volto alla servetta che pareva
+prendersi giuoco un pochino del grave maggiordomo, indi proruppe:
+
+--Sei una bestia, non è così. _Risum abondant_... ah, ecco qua, in
+_hore stultorum_. Hai capito?
+
+--No.
+
+--Fa niente. Dunque ritornando a bomba io diceva averti a fare
+rivelazioni di sommissima importanza unitamente a delle proposte che
+ti faranno molto onore.
+
+--Sentiamo signor maggiordomo.
+
+--Ecco; è dovere d'ogni mortale saggio e _provvidente_ allorquando
+arriva ad un certo stadio della vita procrearsi una famiglia in seno
+alla quale passare tranquillo gli ultimi _restanti_ della sua
+esistenza. Per avere questa famiglia è necessario prima di tutto
+cercarsi una moglie causa unica della _propaginazione_ della nostra
+razza e questa moglie, è naturale, la si desidera d'una certa
+formosità dico... ed appariscenza. Ebbene io sono fra codesti mortali,
+cerco una campagna onde a lei accoppiarmi legittimamente e credo
+d'averla trovata. Sarò breve; senza perdere il tempo--che agli uomini
+come noi è molto prezioso--in corteggiamenti inutili, tutte frascherie
+ch'io lascio ai gingillini della giornata, io ti dico schietto e
+netto: Marta, vuoi tu divenire mia moglie? io ti faccio l'onore di
+sposarti.
+
+Marta avrebbe voluto prender tutto in ischerzo ma poscia vedendo che
+la fisonomia del maggiordomo aveva l'aria di chi parla sul serio e che
+vuole, gli si risponde pure seriamente, mutò consiglio. Riflettè in
+cuor suo:
+
+--Si tratta d'accasarmi ed il partito che mi si presenta non mi pare
+del tutto da disprezzarsi. Il signor Nicodemo ha un buon impiego,
+costumi irreprensibili; ha una figura è vero... ma è un uomo e gli
+uomini sono sempre belli. Chissà che non riesca anche ad amarlo!
+
+La furba servetta nondimeno finse d'abbassare gli occhi modesta e con
+piglio vezzosamente imbarazzato rispose:
+
+--La sua proposta mi onora al certo, ma mi riesce cotanto
+inaspettata... ch'io non saprei risponderle subito qui... sui due
+piedi...
+
+Voleva farsi un po' preziosa.
+
+L'ingenuo maggiordomo parve stupirsi ed aggiunse colla sua sciocca
+vanità.
+
+--Io credeva che la mia domanda non dovesse lasciarti menomamente
+dubbiosa, ma poichè lo vuoi ti concederò il tempo di pensarci. Io già
+non sono nè un nobile, dico... nè una _casa bancaria_, ma posseggo
+qualche cosa al sole. Il mio morale lo sai è indiscutibile ed in
+quanto al fisico eccomi qua; il visibile lo puoi giudicar tu stessa e
+dell'invisibile te ne sono garante io. Ho trentacinque anni l'età
+propria pel connubio, è per questo che ho pensato a prender moglie. Ci
+eri tu e la figlia de' portinaj, belle egualmente, egualmente amabili
+e degne di me; chi mai _trascegliere_, diceva in cuor mio, sono due
+silfidi, questa casa è un vero _sifilicomio_... Ho pensato seriamente
+infine ho risolto di _anteporti_. Sì, ho voluto chiamar te a dividere
+meco la mia vita, i frutti del mio ingegno ed il mio nome. Ti
+chiamerai signora Panighetti e tutti si chineranno alla metà del
+maggiordomo segretario dell'illustrissimo signor conte C***, alla metà
+dell'ultimo rampollo d'un casato famoso, perchè la mia famiglia era
+illustre; _disgrazievoli_ avvenimenti politici l'hanno depredata pur
+troppo, ma un tempo ell'era fra le più grandi di Magenta, che dico,
+della Lombardia, dell'Italia...
+
+--Magenta ha detto? io lo conosco quel bel paese posto sulla strada di
+Novara.
+
+--Lo conosci? tanto meglio; ebbene io sono dell'_orizzonte_ di
+Magenta.
+
+--Ella avrà certamente il castello de' suoi antenati, dei
+possedimenti...
+
+--Non ho nulla, la politica si portò via tutto.
+
+--Che peccato, mi piace così tanto la campagna!
+
+--Cosa intendi dire Marta?
+
+--Che ci avrei passato volentieri una parte dell'anno.
+
+--In campagna?
+
+--Già, con lei.
+
+Nicodemo parve raccogliersi un istante e fare uno sforzo di
+riflessione, indi stralunando gli occhi e battendosi la fronte gridò:
+
+--Ma sicuro che è così, oh non fallo io! Se tu, dico... pensi già al
+modo di vivere meco allorquando ti avrò solennemente impalmata è segno
+_chiaroveggente_ che non hai nessuna difficoltà a darmi la tua
+annuenza, non è vero? Ma allora noi possiamo dire che tutto è
+_concretato_ e _sancito_!
+
+--No, non è così.... gli è che.... balbettava Marta arrossendo suo
+malgrado.
+
+--Bene, bene, fanciulla mia, io non voglio sorprenderti, pensa pure
+con calma e vedrai che il vantaggio della nostra unione è tutto tuo,
+che tu non puoi pretendere di più.
+
+La servetta fece un dispettuccio che sfuggì agli occhi del
+maggiordomo, e che si poteva tradurre così:
+
+--Ih, quanta superbia! diventa mio marito, e te la farò dar giù io.
+
+In questo punto si udì una lunga scampanellata che fece trasalire i
+nostri personaggi.
+
+--È il signor conte che mi chiama, esclamò Marta.
+
+--Accorri, accorri subito, disse il maggiordomo spaventato.
+
+--E chi resterà a far la guardia alla porta?
+
+--Ci resterò io.
+
+--Lei?
+
+--Sì, io, ma fa presto, che il signor conte non sappia che noi eravamo
+in discorsi confidenziali.
+
+--Non dirò niente.
+
+--Brava Martina.
+
+--In quanto poi alla risposta....
+
+--Sì, sì, hai tempo.
+
+--No, gliela darò domani.
+
+--Come vuoi.
+
+E Marta, lanciata un'occhiatina amorosa al fidanzato, che lo fece
+andar in visibilio, ratta ascese lo scalone che doveva condurla negli
+appartamenti del conte.
+
+Nicodemo, riavutosi dal turbamento che gli aveva cacciato addosso la
+improvvisa chiamata del padrone, s'accorse ch'era solo nello stanzino
+dei portinai.
+
+Aggrottò le sopracciglia e riflettè:
+
+--Diavolo, come ho fatto impegnarmi a restare in questo vil
+ricettacolo della bassa _moltitudine_. Se mi si vedesse supplire un
+portinaio sarei un uomo disonorato, perderei quel _discendente_ ch'io
+esercito sugli altri, la mia posizione _socialistica_ si vedrebbe
+compromessa.... ecco come si fa in frotta, dico.... a spregiudicarsi
+in un momento di debolezza; e tutto per quel diavoletto di Marta, che
+a dirla qui in confidenza mi ha fatto girare un poco il cervello.
+Adesso che ci penso, dicono che tante volte chi si lascia prendere
+dall'amore diventa sciocco; diavolo! con vorrei anch'io per niente
+affatto seguire codesta regola!... Oh, ma chi ha il mio ingegno non lo
+smarrisce tanto presto. Voglio prender moglie ed avere dei figli; i
+figli somigliano sempre al padre; dunque è mio dovere propagare una
+razza che deve essere il _lustro_ del paese.... sarò il _decroteur_
+d'Italia.
+
+Nicodemo aveva finito il suo monologo allorquando udì il rumore di
+alcuni passi sotto l'atrio della porta.
+
+Il povero uomo fremette; egli stava per essere sorpreso in un luogo
+che avrebbe macchiata la sua riputazione.
+
+Il rumore s'avvicina sempre più, la porta di strada s'apre ed
+entrano... i conjugi Paglini.
+
+Emise un sospiro il maggiordomo e proruppe:
+
+--Ah, meno male, siete voi.
+
+--Guardalo qui quel caro signor maggiordomo, gridò Bastiano colla sua
+cordiale bonarietà; e noi lo credevamo all'Aquila trincando il suo
+solito mezzino.
+
+--Zitto dico... fate adagio, esclamò Nicodemo girando attorno gli
+occhi smarriti; in tutto l'orbe terraqueo l'uomo ha i suoi capricci,
+ma non per questo si devono _seminare al vento_. Se qualcuno vi
+sentisse mi crederebbe un crapulone, un non so io...
+
+--Cosa vuole, soggiunse Maddalena scusando suo marito; bisogna
+compatirlo, è il suo maledetto vizio di dire tutto quello che gli
+viene in mente.
+
+--Guarda chi mi vuol correggere, ribattè Bastiano, mia moglie, lei che
+non sa tenere in gozzo quello che terrebbe un pulcino.
+
+--Parlare va bene, disse la portinaja, ma a tempo debito.
+
+--Ih, cosa ho detto infine? che credevo trovar il signor maggiordomo
+col mezzino in mano; è un delitto forse inumidirsi qualche volta la
+gola? corpo d'una ciabatta, se ciò fosse io sarei l'uomo il più
+malvagio di questo mondo.
+
+--Bene, dico... non è nulla, conchiuse Nicodemo, un'altra volta
+abbiate più prudenza... e finiamola. Ora ditemi in che cosa io possa
+giovarvi, che salvo errore voi foste in traccia di me.
+
+--Ecco qua, saltò su Bastiano, si tratterebbe... d'un matrimonio.
+
+Nicodemo si scosse.
+
+--Guarda, guarda, pensò egli in cuor suo, quella briccona di Marta
+certamente innamorata de' miei vezzi aveva già parlato ai portinaj
+perchè ci mettessero d'accordo.
+
+Ed aggiunse ad alta voce:
+
+--D'un matrimonio avete detto? e fra chi?
+
+--Sarebbe fra due persone che pajono nate espressamente per
+accoppiarsi, disse il Pipélé sorridendo.
+
+--Ah sì? ma chi sono dessi?
+
+--Sono... eh, eh, signor maggiordomo, vorrei dirglielo d'un colpo, ma
+mi piacerebbe lasciarlo indovinare! Ecco, la sposina è una giovinetta
+bella come il sole, piena di grazia e di bontà, educata poi...
+nientemeno che in uno dei nostri migliori collegi...
+
+--È la Marta certo, pensò il maggiordomo, ma però non mi sono accorto
+mai che avesse cotanta educazione in corpo.
+
+--In quanto allo sposo, continuava il portinajo, è un uomo stimato da
+tutti per il posto eminente che occupa nella società, di profondo
+sapere, di molta dottrina, che parla come un libro e che scrive
+come... un avvocato.
+
+--E questi son io, ripensò con compiacenza Nicodemo.
+
+--E malgrado le sue eccellenti qualità, aggiunse Bastiano, il mio uomo
+è affabile con tutti e non isdegna neppure di trattare con della
+povera gente come per esempio saressimo noi... e figurarsi che tra noi
+e lui corre quella differenza che ci sarebbe fra... fra...
+
+--Ve lo dirò io, buon Bastiano, fra il campanile della nostra
+parrocchia ed il famoso _picco_ della Mirandola.
+
+--Bravo, proprio quello che voleva dir io; eh, che ne pensa signor
+maggiordomo, scommetto che mi ha già capito... gran bella cosa aver
+studiato, si piglia tutto al volo.
+
+--Hai ragione Bastiano, noi abbiamo già _intuito_ ogni cosa.
+
+E Nicodemo dava al suo sorriso un'aria di soddisfazione.
+
+--Davvero, ebbene? chiese Maddalena che aveva ascoltato coll'ansia nel
+cuore, credendo sempre si trattasse di sua figlia.
+
+--Vi posso dire sin da questo momento che tutto è già combinato.
+
+--Combinato? gridarono insieme i conjugi Paglini.
+
+--Combinato. Eh, eh, sono un uomo io che le mie cose me le faccio da
+solo, non ho bisogno, dico... d'intermediari. Ho favellato testè alla
+ragazza.
+
+--E che le ha risposto? saltò su Maddalena con dolce impeto.
+
+--Ha accolto la mia proposta di matrimonio con _enfasi_... con
+_delirio_. Soltanto che per salvare un po' la modestia mi disse che
+m'avrebbe data domani l'ultima, parola. Eh, ma io non ho paura io, un
+conjuge mio pari non faccio per dire...
+
+--Vedi moglie mia s'io non ho colto nel segno! gridò Bastiano
+raggiante di gioja.
+
+--Ma un momento, proruppe Maddalena alla quale pareva impossibile che
+tutto dovesse procedere così bene; di chi parla lei signor
+maggiordomo?
+
+--Bella domanda in verità! di chi parlo io?
+
+--Sì.
+
+--Ma di Marta, dico... della camerista dell'illus...
+
+--Oh!! interruppero i Paglini fulminati dalla sorpresa.
+
+Quì successe un istante di silenzio nel quale i nostri tre personaggi
+si guardavano istupiditi senza sapere cosa aggiungere.
+
+Finalmente Bastiano esclamò con voce velata:
+
+--Ma non è dessa, capisce, non è Marta.
+
+--Chi, la sposa? chiese il maggiordomo stordito.
+
+--Sicuro, è di mia figlia ch'io le parlo.
+
+--Vostra figlia!?
+
+E gli occhi del maggiordomo volevano schizzar fuori dell'orbita.
+
+--Si metta nei nostri panni, signor Nicodemo, disse la portinaja
+asciugandosi una lagrima e ci perdoni di aver osato farle simili
+proposte. Noi abbiamo un'unica figliuola che l'amiamo più ancora di
+noi stessi. Ci siamo sottomessi senza mormorare a stenti, a privazioni
+per farla crescere educata, nell'onore del mondo, onde avesse a
+benedir sempre la memoria de' suoi parenti ed ora, al momento di
+compiacersi dell'opera nostra, al momento di veder nostra figlia
+soddisfatta e felice un muto e misterioso dolore le avvelena ogni
+gioja, le consuma lentamente la vita. Vana ci rescì ogni richiesta, la
+poverella non sa risponderci che con lagrime. Credemmo che rimembrando
+gli agi e la vita signorilmente attiva del collegio le venisse a noja
+i costumi semplici e modesti della nostra casa e senza aver coraggio
+di lagnarsene si crucciasse segretamente. Bisogna dare adunque alla
+sua esistenza nuovo indirizzo, nuove cure, mi suggerì mio marito e
+queste non le può trovare che a fianco d'un compagno amato, che in
+mezzo ad una cara famigliuola. Allora pensammo a lei. La credemmo
+capace di rasserenare l'avvenire della nostra Erminia, di rifiorirle i
+suoi anni coll'affetto santo e cordiale di sposo. Perdoni signor
+Nicodemo, perdoni la mia franchezza, mia figlia è degna di lei, se lo
+può la faccia felice, è una madre che la supplica, una madre che non
+vive a questo mondo che per la sua diletta figliuola.
+
+Il maggiordomo riavutosi appena dal primo stupore ricadde subito in un
+altro non meno profondo allorquando comprese chi gli veniva proposto
+in moglie.
+
+Malgrado il suo ingenuo orgoglio egli non aveva mai osato sollevare
+gli occhi sino in volto ad Erminia.
+
+Erminia con quella sua candida bellezza, con quella soave modestia,
+con quel piglio delicato e civile gli incuteva troppo rispetto e
+venerazione perchè potesse formar dei progetti su di lei.
+
+Ma ora vedendo che dal lato de' suoi parenti non avrebbe incontrata
+alcuna difficoltà, anzi veniva da loro invitato a domandarla in isposa
+si ringaluzzì.
+
+Finse nondimeno riflettere un istante ed invece pensò in cuor suo:
+
+--Rinuncio subito a Marta; ed io bestia che non ebbi mai il
+coraggio... sono troppo modesto, già è il vizio di tutti gli uomini
+grandi.
+
+Bastiano vedendolo indeciso gli sussurrò all'orecchio:
+
+--Vadi là che non la sbaglia: Erminia è una brava tosa e poi non le
+verrà in casa a mani vuote.
+
+--Non mi credete interessato, rispose Nicodemo; se mi vedete quì
+_pensante_ gli è ch'io aveva, dico... degli altri castelli in aria, ma
+li abbandono da questo istante e prometto sagrificarmi solo a vostra
+figlia.
+
+--Che Iddio vi benedica! disse Maddalena con riconoscenza.
+
+La povera donna era accecata da un tenero amor figliale.
+
+--Parlerò alla ragazza; aggiunse Nicodemo con importanza.
+
+--Bravo signor maggiordomo, proruppe Bastiano, le parli come sa parlar
+lei, con delle belle parolone e vedrà che quell'agnellino si lascierà
+tosto ammansare.
+
+--Che diavolo mi dite, qui non si tratta di _ammazzare_, si tratta di
+far dell'effetto ed a questo ci penso io.
+
+--Le facci vedere la tranquillità della vita conjugale, continuò il
+portinajo, l'amor tenero d'un marito, le cure soavi d'una famiglia, i
+figli... oh ma sa ben lei di meglio di me quello che dovrà dire.
+
+--Vorrei vedere che mi deste una lezione di _eloquenza_!
+
+--E mi dica, a quando il primo colloquio?
+
+--Magari anche subito.
+
+--Subito ha detto? Lo piglio in parola, saltò su Bastiano battendo
+ingenuamente le mani. Erminia è appunto sola nella sua cameretta, a
+lei adunque! non le mancheranno pretesti per introdurvisi.
+
+--Lasciate fare a me e novello Cupido, senza che se ne accorga, saprò
+ben io piantarle la mia freccia nel bel mezzo di quel nido d'amore che
+si chiama, dico... cuore.
+
+--Ma adagio però e con prudenza.
+
+E Nicodemo con quella fiducia in sè stesso che hanno tutti gli
+sciocchi salì nella cameretta di Erminia.
+
+La bella giovinetta sempre sofferente stava seduta al tavolino
+beandosi nella lettura di quei versi soavissimi che Petrarca scrisse
+nel suo Canzoniere.
+
+Il maggiordomo bussò leggermente alla porta indi si fece avanti col
+cappello in mano ed inchinandosi con ossequiosa riverenza.
+
+Erminia gli fissò in volto i suoi grandi occhi celesti e non lo
+conobbe; si alzò pertanto leggermente imbarazzata e mosse un passo
+verso il nuovo arrivato.
+
+Nicodemo compose le labbra al suo solito sorriso e piantandosi ritto
+davanti alla giovinetta incominciò:
+
+--Sicuramente io riescirò _ignoto_ alla signorina quantunque abbia
+l'onore di coabitare seco lei in questa medesima casa; incolperò solo
+il suo metodo di vita oscuro e solingo che non le permette tampoco di
+fare la conoscenza de' suoi umilissimi vicini. Mi permetta adunque che
+io mi presenti da me stesso in mancanza di persone all'uopo
+incaricate. Signorina, io sono il maggiordomo segretario
+dell'illustrissimo signor conte nostro padrone!
+
+Erminia s'inchinò e disse:
+
+--In che cosa io posso servire il signor maggiordomo segretario?
+
+--Un po' per volta. Io conosco troppo le regole dell'_incivilimento_,
+e della galanteria per saltare d'un tratto a modo di locusta, nel
+centro della questione. Mi conceda adunque che per ora io la inviti ad
+assidersi. Prego, signorina, s'accomodi.
+
+E le sporse galantemente una sedia.
+
+Erminia oltremodo infastidita tornò a sedersi al suo tavolino e
+siccome Nicodemo pareva volersi porre al di lei fianco ella
+gentilmente gli mostrò un ottomana che le stava di fronte.
+
+Il maggiordomo dovette rassegnarsi.
+
+Tossì il buon uomo e si spurgò il naso, intanto mulinava in mente il
+modo di impiantare una conversazione. Finalmente incominciò.
+
+--La signorina stava leggendo se non erro?
+
+--Appunto signore, rispose asciutto.
+
+--E potrei, dico... senza mostrarmi indiscreto sapere che cosa mai
+leggeva di bello?
+
+--Il Canzoniere del Petrarca.
+
+--Diavolo, ecco qua un libro che non conosco quantunque non faccia per
+dire ma di libri me n'intenda un pochino; si figuri che
+l'illustrissimo signor conte ne possiede d'ogni sorta e in foglio e
+legati e grandi e piccoli, ha una biblioteca ricchissima e sono io che
+gliela tengo in assetto. Dunque vede bene signorina che ho il diritto
+di esserne perito in materia di volumi! Eppure le confesso, quel suo
+libro, quel... come ha detto?... _Carrozziere del Petrarca_ non mi è
+mai capitato sotto il naso. Sarà forse di pubblicazione recente,
+oppure qualche libercolaccio di quelli che ne sortono a migliaia ogni
+giorno, che loro signorine leggono tanto volentieri e non fanno invece
+che suscitarle _incendi di fuoco_ nella testa, farle credere a certe
+_autopsie_ impossibili, desiderare d'essere la reina di certi
+_anedotti_ non del tutto moralissimi, stimolarle i sensi ed altre cose
+che io taccio per non saperle dire.
+
+Questa tirata invece di disporre Erminia all'ilarità la stomacò
+completamente.
+
+Dotata d'una fina squisitezza e di delicato sentire abborriva
+quell'ignoranza superba che vuol intendersi e parlare di tutto
+spacciando strafalcioni che non stanno nè in cielo nè in terra.
+
+Da questo momento Nicodemo le divenne insopportabile; la rispose
+adunque in modo da lasciar scorgere il di lei malumore.
+
+--Che lei non conosca, o signore, il Canzoniere non mi meraviglio
+punto, ma però se vuole accettare un buon consiglio si scopra il capo
+in segno di devoto rispetto tutte le volte che sente nominare questo
+libro. Poichè si ricordi che il suo autore nato cinquecento anni prima
+di noi fu quegli che cooperò a prepararci questa lingua così ricca,
+così soavemente bella, che è perfino peccato che certuni ne facciano
+un uso indegno.
+
+Il maggiordomo non comprese niente e continuava a rimanere a bocca
+aperta cogli occhi fissi sulla bella giovinetta.
+
+Dopo un istante di silenzio Erminia aggiunse con visibile impazienza.
+
+--Infine, o signore, posso sapere lo scopo della sua visita?
+
+Nicodemo si scosse e rispose:
+
+--La signorina ha ragione. Ora che il cappello della conversazione è
+fatto noi possiamo con diritto procedere innanzi. Prima di tutto mi
+lasci premettere che quello che lei udrà dal mio organo vocale è cosa
+_notoriamente pubblica_ a' suoi genitori e che anzi io ebbi da loro
+preventiva e formale autorizzazione a parlargliene. Si tratterebbe
+insomma d'un matrimonio e siccome, dico... è mio carattere la
+franchezza così le parlerò senza tanti _ambagi_; d'un matrimonio,
+dico... tra me e lei.
+
+Erminia trasalì; volle credere tutto questo una burla di cattivo
+genere ed indignata stava per scacciare Nicodemo dalla sua presenza ma
+questi non gliene lasciò il tempo e continuò senza punto sconcertarsi.
+
+--Lei è giovine e bella ed io pure; lei ha avuto dell'educazione ed io
+occupo un posto culminante nella società, dunque non sembriamo nati
+apposta per conjugarci? Veramente a dirle il vero questa non fu la mia
+prima intenzione. Io mi era _invacchito_ della Marta, la camerista
+dell'illustrissimo signor conte e l'amava, dico... come l'asino ama il
+fieno. Avevo fissato di sposarla allorquando i parenti della signorina
+mi parlarono di lei. Alla buona come usano di solito con me mi dissero
+che per loro sarebbe stato un onore poter combinare un matrimonio fra
+noi due ed io ci pensai sopra. Ha messo al confronto la signorina con
+Marta ed ho trovato lei molto più _meretrice_; mi sono risolto adunque
+al gran passo. Eccomi qua in attesa d'una sua parola che _sancisca_
+tutto. Dica pure francamente come ho detto io, se le vado a sangue,
+come credo, non abbiamo che a trascegliere il giorno delle nozze. In
+quanto alla dote non sono _tiranno_ io; soldo più, soldo meno non sarà
+quello che guasterà le uova nel paniere. D'altronde ho il mio impiego,
+esso può bastare a noi e ad un pajo di bambini se la signorina me ne
+vorrà regalare.
+
+Questa seria proposta fatta nel modo il più comico mondo cadde sullo
+spirito di Erminia come un fulmine a ciel sereno; non si poteva più
+crederla uno scherzo dal momento ch'ella vi vedeva impegnato il nome
+de' suoi parenti. Pur troppo quella buona gente nella loro ingenua
+semplicità traviati per così dire dall'amore sviscerato che portavano
+alla figliuola, l'avevano avvilita credendo preparare la di lei
+felicità.
+
+Ma come mai la povera Erminia poteva cancellare dal cuore quella soave
+memoria, quel vergine ricordo che indelebilmente lasciogli colui che
+primo la invitò ai godimenti puri d'un santo amore?
+
+Come obbliar Flavio per sempre, egli ch'era l'unico suo conforto nella
+penosa prostrazione morale in cui stava totalmente immersa ed
+obbliarlo per sacrificarsi ad un uomo che non avrebbe amato mai, che
+solo le inspirerebbe disgusto, antipatia, odio?
+
+Eppure era una cosa combinata dai parenti; vi aveva preso parte sua
+madre ch'ella tanto amava e che nondimeno involontariamente aveva
+cotanto afflitta.
+
+Con qual coraggio arrecarle un nuovo dolore?
+
+Tutti questi pensieri invadevano la mente dell'infelice giovinetta
+come un fiume che rotto gli argini si versa devastatore nelle
+sottoposte campagne.
+
+Non potè trattenere le lagrime e pianse amaramente.
+
+In questo punto s'apre l'uscio della stanzetta e vi entra papà Gervaso
+seguito dai conjugi Paglini.
+
+Il volto dei parenti d'Erminia portava l'impronta d'un dubbio penoso.
+Appena la fanciulla scorse Gervaso farsi avanti con quella sua aria
+benevole e quasi veneranda diè un grido e si gettò nelle sue braccia.
+
+Il vecchio l'accolse commosso.
+
+--Oh salvatemi, proruppe la giovinetta soffocata dai singhiozzi, mi
+vogliono fare ancor più infelice.
+
+--Povera figliuola! hanno errato per troppo amore.
+
+--Perdono, perdono, mormorò Maddalena; e la povera madre
+eccessivamente pallida sarebbe caduta priva di sensi se Bastiano non
+s'affrettava a sorreggerla.
+
+Il buon Pipélé si mordeva le labbra per trattenere uno scoppio di
+pianto. In mezzo alla generale commozione Nicodemo, indifferente
+sempre si rivolse a papà Gervaso e gli domandò con voce chiara:
+
+--Potrei sapere infine cos'è successo?...
+
+--Ve lo dirò dopo.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX
+
+ Viver con te, con te morir, l'estrema
+ È questa de' miei voti unica meta.
+ Le tue guancie, i tuoi occhi, le tue labbra
+ Coprir di baci, come questo... e questo...
+ E quest'altro...
+ BYRON.
+
+
+La pace ritornò presso i conjugi Paglini.
+
+Erminia pallida sempre e sofferente pare nondimeno tranquillarsi
+rassegnata.
+
+Sua madre con gran gioja la vede di tanto in tanto scendere nel suo
+stanzino ed intrattenersi serena in famigliari discorsi.
+
+Papà Gervaso l'unico che conosca il segreto della tenera fanciulla
+l'ha dimenticato per non risvegliare nel di lui cuore reminiscenze
+provvidamente obbliate.
+
+Nicodemo con stoica apatia abbandonò l'idea d'un matrimonio colla
+figlia dei portinaj e compiangendo in cuor suo la leggerezza della
+giovinetta nel ripudiare un partito che secondo lui l'era
+convenientissimo ritornò a' suoi antichi amori con Martina la
+servetta.
+
+Era il dopopranzo d'un lunedì d'ottobre.
+
+Il mite autunno non aveva peranco ceduto il posto al rigido inverno ed
+un bel sole temperato da freschi zeffiretti scendeva il limpido
+orizzonte in mezzo ad una nube di fuoco.
+
+Bastiano devoto all'abitudine dei calzolaj di considerare il lunedì
+secondo giorno di festa erasi portato alla vicina osteria e trincava
+allegramente il suo fiasco fra una partita e l'altra di tresette.
+
+Lasciamolo bere in pace, povero Bastiano!
+
+È l'unica sua debolezza, e chi è senza debolezza a questo mondo,
+scagli la prima pietra.
+
+Erano rimasti soli alla custodia della casa Maddalena e papà Gervaso;
+la prima agucchiava in un angolo cantarellando sottovoce un'arietta
+che soleva intuonare nei momenti di buon umore; il secondo riposava
+tranquillo gli acciacchi della vecchiezza.
+
+Allorquando si fa udire in istrada lo scalpitare d'un cavallo che dai
+portoni di Porta Nuova slanciasi a carriera verso il centro della
+città.
+
+Ad un tratto s'arresta imbizzarito, s'impenna, volteggia e caracolla
+con grave pericolo di chi lo cavalca.
+
+Maddalena e Gervaso tendono l'orecchio e mossi da un medesimo istinto
+di curiosità si fanno sulla porta.
+
+Il focoso animale non si lascia domare dalla voce nè dalle carezze del
+cavaliere e continua il pericoloso giuoco.
+
+Ha le narici dilatate e la bocca coperta dì spuma sanguigna.
+
+Nitrendo spicca voli o slanci arditissimi e sembra suo scopo liberarsi
+da chi lo stringe robusto fra le ginocchia.
+
+Morde convulso il freno e dagli occhi getta scintille.
+
+Gli sproni che gli lacerano le carni e lo scudiscio che lo batte
+ripetutamene l'infuriano sempre più, si rizza con tal forza sulle
+gambe posteriori da far credere che abbi a ricadere indietro.
+
+Il cavaliere comincia a perdere la primitiva franchezza ed
+impallidisce; egli è un giovine in sui venticinque anni di aspetto
+simpatico e signorile.
+
+Smarrito si aggrappa al collo del cavallo e collo sguardo cerca
+qualcuno che arditamente l'afferri e lo domi.
+
+Ma in questo mentre la zampa ferrata del destriero, poggiata con
+isconsideratezza sul lastrico, scivolò, e l'animale cadde strascinando
+seco il giovine, che battuta la testa sui sassi, svenne facendosi una
+larga ferita.
+
+Gli astanti che si erano assembrati numerosi emisero un grido e si
+copersero inorriditi il volto.
+
+Solo papà Gervaso non perde tempo in inutili smanie; seguito da
+Maddalena, quanto più lesto glielo permette la sua gamba inferma, si
+getta sul caduto, lo raccoglie e lo pone nelle braccia della
+portinaia, indi afferra per le nari il puledro, che rizzatosi d'un
+tratto, stava già per slanciarsi sbrigliato giù per il corso.
+
+Maddalena trasporta l'infelice nella propria abitazione; papà Gervaso
+lega per bene il cavallo intorno ad una colonna della corte, eppoi per
+tener lontano i curiosi che incominciavano diggià a farsi avanti,
+chiude quietamente la porta di strada.
+
+Indi ritorna presso il ferito che stava adagiato sopra una sedia
+tuttora svenuto.
+
+Gervaso lo guarda con crescente interesse; egli crede riconoscere quel
+sembiante, ma non sa bene dove cercarlo.
+
+Finalmente esclama:
+
+--Ma sì, è lui, non v'ha dubbio.--Ed aggiunse fra sè: E' il giovinotto
+del Collegio di Monza; fatalità!
+
+--Voi lo conoscete? chiese Maddalena; e chi è desso? qualche gran
+signore.
+
+--Animo, Maddalena, non è tempo di ciarle codesto; portate,
+dell'aceto, delle bende, bisogna ridonarlo ai sensi ed arrestargli il
+sangue dalla ferita.
+
+E mentre quelle ottime persone sono tutte in faccende, una testa fa
+capolino dall'uscio: è Erminia.
+
+Vide il giovine adagiato nell'atteggiamento di chi dorme; essa dà un
+grido e si precipita verso di lui.
+
+Lo fissa con indicibile espressione d'interesse e di sorpresa, ed
+esclama:
+
+--No, non m'inganno, è il mio Flavio ch'io piansi perduto, è lui che
+ritorna a me, che risponde finalmente alle lunghe chiamate del mio
+cuore. Oh, sii benedetto tu che mi riedi alla vita!
+
+E nell'impeto della passione che in un attimo le si era ridestata
+ardentissima, si china su quel volto e lo copre di baci e di carezze.
+
+Ma il sangue raggrumato della ferita gli sordida le mani e le labbra.
+
+Erminia inorridisce, un pallore mortale le investe la faccia, gli
+occhi spalancati vagano smarriti; scuote il giacente, ma questi non dà
+segno di vita.
+
+--Flavio, Flavio, gridò con voce straziante; Dio mio, me l'hanno
+ucciso! Flavio, son io che ti chiama, è la tua Erminia, no, tu non puoi
+abbandonare per sempre colei che per te ha pur sofferto cotanto.
+Riapri quegli occhi, specchio fedele d'un cuore generoso; dischiudi
+quelle labbra, fonte inesauribile di soavi proteste, di dolci
+promesse, d'ineffabili accenti. Oh, io t'amo ancora; t'amo come la
+terra ama il sole che la feconda, come il ruscello ama il mare che lo
+bacia, eppoi muore. Mi sono avvinta alla tua esistenza come l'edera
+intorno alla quercia; niuna forza umana mi vi può strappare. Ho i tuoi
+giuramenti, tu hai i miei, e che ci abbisogna di più per vivere
+santamente felici? Hanno cercato i barbari di lordarti nel fango della
+calunnia, nulla hanno risparmiato per soffocarmi un amore sincero,
+immenso, quanto puro e innocente; ed essi credono oramai leggere
+l'indifferenza sotto questa fronte forzatamente serena; illusi! È un
+vulcano ch'io tengo qui al posto del cuore, può tacere un momento, ma
+poscia bisogna che irrompa impetuoso, terribile. Chi non ha mai amato
+non può immaginare la forza d'un primo amore. V'hanno individui che
+Iddio ha creato con eguali destini; s'essi s'incontrano sulla terra
+non devono mai più disgiungersi, altrimenti di dolore in dolore
+travolgeranno infino alla tomba. Flavio, Flavio, odi il grido d'un
+cuore esasperato! Flavio! Dio, come è pallido, quanto sangue, egli
+muore!... Oh, perchè l'alme nostre non possono abbracciate volare
+insieme all'ultima dimora?
+
+E spossata dal delirio la misera cadeva priva di sensi ai piedi
+dell'amante.
+
+La pietosa Maddalena, piangendo a calde lagrime, prese sua figlia fra
+le braccia e la portò nella sua cameretta.
+
+Rimasero soli papà Gervaso piombato nella più cupa mestizia, e Flavio
+sempre svenuto.
+
+Finalmente le pallide guancie del giovine si colorirono d'un leggiero
+vermiglio e riaperse gli occhi.
+
+Girò lo sguardo languido intorno a sè e mormorò:
+
+--È strano, m'era parso di udire la sua voce. Povera fanciulla!
+
+Indi scorse la figura di papà Gervaso immobile dinanzi a lui, la
+fronte curva sotto il peso del dolore.
+
+Flavio trasalì.
+
+--Ancora quell'uomo, mormorò.... ma dove sono adunque.... ah!
+
+--Signore, disse papà Gervaso in tuono amorevole, vi siete fatta una
+ferita alla testa, che per fortuna non è tanto grave; permettete che
+ve la fascia con questi lini.
+
+--Una ferita? esclamò Flavio.... Ah, mi ricordo, ritornavo da una gita
+sui bastioni ed il mio cavallo.... ed ora dov'è il mio cavallo?
+
+--Non temete, è qui poco lontano da voi, che v'aspetta tranquillo per
+ricondurvi a casa.
+
+Flavio chinò il capo e Gervaso si diè a curargli amorosamente la
+piaga.
+
+Ma il giovine errava molto lungi coll'immaginazione; correva dietro ad
+un caro fantasma evocatogli dal cuore.
+
+Emise un sospiro e ripetè:
+
+--Eppure m'era parso di udirla!
+
+--E l'avete udita difatti, aggiunse papà Gervaso.
+
+--Cosa dite? domandò Flavio vivamente.
+
+--Ch'ell'era qui un momento fa.
+
+--Ma chi?
+
+--Erminia.
+
+--Oh, perchè non l'ho veduta!...
+
+--L'amate ancora adunque?
+
+--Se l'amo!
+
+Ed in queste parole eravi concentrato tutto quanto sa esprimere di più
+caro, di più intimamente affezionato.
+
+--Eppure vi ho detto che non avreste potuto mai farla vostra!
+
+--È vero, ed allora ho creduto senza pure domandarvene la ragione; è
+strano, pareva che m'avesse parlato mio padre istesso, ch'egli in
+persona mi dissuadesse dal mio amore. Ho cercato infatti di
+dimenticarla; tutto tentai, e novelle passioni e bagordi e viaggi, ma
+la bella immagine della mia Erminia avevo sempre dinanzi a me
+raggiante di celestiale candore. Soffriva, m'indispettiva con me
+stesso, avrei voluto strapparmi il cuore dal petto, e forse allora
+solo sarei riuscito frenarne i palpiti. Ma mi stancai d'una vita di
+sacrifici continui, compresi che la mia felicità dipendeva da quella
+fanciulla, e mi diedi a cercarla per farla mia ad ogni costo. L'avrei
+disputata al mondo intero. Corsi a Monza dalla Direttrice dal
+Collegio, le mostrai le mie oneste intenzioni e la pregai colle
+lagrime agli occhi a dirmi dove poteva rinvenire Erminia. Ma quella
+donna si ostinò in un silenzio incomprensibile. Ritornai mesto ma non
+iscoraggiato, ed incominciai a Milano le mie ricerche; ma esse furono
+sempre vane. Oh, se voi la conoscete, parlate, toglietemi ve ne
+scongiuro, da un isolamento troppo penoso. S'io sono indegno di
+possedere quell'angelo, il suo amore mi nobiliterà, mi sagrificherò
+tutto intiero a lei, tutto porrò ai suoi piedi, le mie ricchezze, i
+miei titoli....
+
+--Voi siete nobile e ricco, interruppe Gervaso commosso, ecco l'unico
+ostacolo che si frappone al vostro amore; disgraziatamente ella non vi
+è pari in nascimento.
+
+--E che m'importa?
+
+--Non è ricca.
+
+--Lo sono io.
+
+--Badate!
+
+--Voi la conoscete adunque, oh parlate!...
+
+--Eppoi?
+
+--Eppoi vi giuro che chiunque ella sia diverrà mia sposa.
+
+--Ebbene ella è figlia di codesti portinaj, voi siete quì in casa sua.
+
+--Oh!
+
+--Giovinotto, il vostro giuramento?
+
+--Lo manterrò. Non mi sono mai lasciato vincere da pregiudizi umani,
+la nobiltà di nascita io non la credo un merito, la vera nobiltà
+consiste in un cuor leale e grande, in sentimenti generosi e magnanimi
+e da questo lato essa val più di me.
+
+--Non vi aveva adunque mal giudicato. Ma dite e vostro padre?
+
+--Ah, mio padre?
+
+Era il grido di colui che vien destato alla realtà della vita nel
+momento di concepire un bel sogno.
+
+--Egli mi ama, mormorò Flavio con tristezza, ma è troppo orgoglioso
+per rinunciare a' suoi diritti di sangue.
+
+--E chi è desso? chiese Gervaso impensierito.
+
+--Il conte Renato Sampieri.
+
+--Chi? chi avete detto? proruppe il vecchio trasalendo.
+
+Flavio ripetè quel nome che scosse papà Gervaso una seconda volta.
+
+--Lo conoscete voi forse? domandò il giovine.
+
+Gervaso rientrato in sè stesso parve riflettere profondamente; scosse
+la testa in segno di dubbio e mormorò:
+
+--È impossibile, è impossibile.
+
+Indi dopo un istante di silenzio, visibilmente commosso aggiunse
+rivolgendosi a Flavio.
+
+--Ho conosciuto diciott'anni or sono un conte Renato Sampieri che
+abitava sul corso di Porta Tosa...
+
+--Era mio padre! interruppe il giovane.
+
+Il vecchio lo fissò con uno sguardo lungo, tenero, affettuoso e
+continuò:
+
+--Aveva un fratello per nome Alberto.
+
+--Mio zio!
+
+--Che fu la ruina di quella povera famiglia.
+
+--Pur troppo.
+
+--Sì, perchè un giorno questo Alberto Sampieri giovine depravato e
+senza costumi assassinò un ufficiale tedesco nelle vicinanze del suo
+castello di Magenta. Gli vennero confiscati i beni e condannato a
+morte, ma riuscì porsi in salvo in paesi stranieri. Allora per
+inaudita ingiustizia si dannò pure all'esiglio il conte Renato reo
+soltanto d'essere fratello all'assassino.
+
+--È vero.
+
+--Renato senza mezzi di fortuna, che tutte le sue ricchezze erano
+passate nelle avide casse del dispotico governo, si recò in Ispagna
+colla giovine moglie ed un bambino ch'essi adoravano. Ma le
+incresciose peripezie dell'esilio trassero il povero conte ad una
+morte immatura.
+
+--No, v'ingannate, esclamò Flavio commosso ad un tempo e sorridente,
+voi pure versate in un errore che noi trovammo con gran sorpresa assai
+diffuso al nostro ritorno in patria. Chi ho perduto in Ispagna nei
+tristi anni dell'esilio fu mia madre... eterno riposo a quella santa
+donna! Mio padre seppe con forte animo sopportare l'immeritata
+punizione; io bambino ancora m'avvezzai al dolore ed ingrandii
+rassegnato. Fintantochè Napoleone con uno di quei tratti di giustizia
+che improntano la sua luminosa carriera ci richiamò in Italia
+restituendoci gli aviti beni.
+
+--Qual dubbio mio Dio, qual dubbio! mormorò Gervaso.
+
+--Dell'infelice mio zio non avemmo più notizie, proseguì Flavio.
+S'egli sapesse che i tribunali sono autorizzati a ritornare sul suo
+passato, forse provocherebbe un processo, che io non posso crederlo
+colpevole.
+
+--E non lo sarà, ma come provarla la sua innocenza! esclamava Gervaso
+con un grido d'angoscia, ma continuò tosto colla primitiva calma:
+
+--E vostro padre non annuirà mai, voi dite, al vostro matrimonio?
+
+--Lo temo, rispose il giovane abbattuto.
+
+--Gli parlerò io.
+
+--Voi?
+
+--Sì.
+
+--E sperate?
+
+--Più di quello che credete.
+
+--Davvero? Oh, la benedizione del cielo sul vostro capo!
+
+--Domani sarò da lui.
+
+--Ci sarò io pure, noi lo pregheremo insieme...
+
+--No, bisogna che le parli da solo, mi è necessario un abboccamento
+segreto.
+
+Gli occhi del giovine si fissarono in papà Gervaso; il mistero di
+quest'uomo lo stupiva, ma la di lui sicurezza gli richiamò sulle
+labbra un sorriso di speranza.
+
+Gervaso continuò:
+
+--Ed ora giovinetto potete rimontare il vostro cavallo e ricondurvi a
+casa.
+
+--Partire! e senza vederla?
+
+--Non è necessario.
+
+--Eppure...
+
+--Non è necessario vi ripeto. Il vecchio pronunciò queste parole in
+tuono così risoluto da mostrare come sarebbe stata inutile ogni
+ulteriore insistenza.
+
+Flavio si alzò; strinse cordialmente la mano che Gervaso gli stendeva
+e disse:
+
+--Parto, ma ricordatevi che le mie speranze sono tutte riposte in voi.
+Non vi dico altro perchè sento nel cuore che corrisponderete a quella
+fiducia che benigna m'inspirate.
+
+E montato il cavallo che l'attendeva tranquillo, quasi pentito della
+colpevole insubordinazione commessa, Flavio attese che gli si aprisse
+il portone di strada per islanciarsi verso il centro della città.
+
+Non erano scorsi che pochi minuti allorquando si fece udire sotto
+l'atrio della casa il passo d'un uomo ed una voce che cantava
+allegramente la seguente strofa:
+
+ Viva Bacco! Orsù inneggiamo
+ Al dolcissimo licor,
+ Nella botte soffochiamo
+ Tutti i triboli del cor!
+
+Era Bastiano che lasciata l'osteria dopo d'aver alzato il gomito un
+po' più dell'ordinario ritornava a casa cogli occhi scintillanti e le
+ginocchia non troppo sicure.
+
+Si fermò in mezzo alla stanza colle gambe piegate, il corpo curvo e lo
+sguardo fisso al suolo.
+
+Papà Gervaso gli gettò un'occhiata di compassione.
+
+--Ebbene, cosa fate adesso?
+
+--Nulla, rispose il portinajo, gli è che un dopo l'altro mi vedo
+passare davanti tutti i mobili della casa, aspetto che mi venga a tiro
+il mio sgabellotto per sedermivi sopra.
+
+--Aspettereste un po' troppo; venite quà che vi condurrò io... giù,
+sedete.
+
+Bastiano si lasciava cadere con tutto il peso del corpo sur una sedia.
+
+--Ah, così sto meglio. Corpo d'una ciabatta! è stato l'ultimo
+bicchiere che mi è andato alla testa, che fui sempre in gambe come un
+dragone io! Colpa vostra papà Gervaso, che mi avete chiusa la porta.
+Ho fatto io per ritornare a casa ma ho battuto il naso nel battente.
+M'hanno detto che avevate ricoverato un giovinetto caduto da
+cavallo... ed io allora indietro a berne un'altro boccale alla sua
+salute! E non l'ho pagato io, sapete? Gliel'ho ficcato in corpo al
+nostro maggiordomo illustrissimo con una partita alla mora. Evviva la
+mora! È il mio giuoco prediletto. E sempre col sei io vinco, sei...
+sei... sei... sfido il diavolo a resistermi.
+
+Intanto Erminia calmatasi dalla sua alterazione cerebrale erasi
+abbandonata ad un sonno benefico.
+
+Sua madre contemplò per un istante quel volto leggiadro su cui stava
+visibilmente impressa l'impronta del dolore, indi scese da papà
+Gervaso.
+
+--Come sta? le domandò con premura il vecchio.
+
+--Meglio, rispose la madre.
+
+--Povera ragazza!
+
+--Ho tutto compreso finalmente, aggiunse la povera donna asciugandosi
+una lagrima; essa ama quel giovine e l'ama alla follia; voi sapevate
+tutto e me n'avete sempre fatto un mistero.
+
+Il vecchio scosse mestamente il capo e mormorò:
+
+--Sperava che il tempo guarisse un amore che non potrà mai essere
+benedetto; e vi riusciva il tempo, ma il destino spingendo quell'uomo
+in questa casa ha distrutto in un attimo l'opera dolorosa di tanti
+giorni.
+
+--Non vuol saperne lui forse della mia figliuola?
+
+--Ma si può vedere quell'angelo senza sentirsi tocco il cuore? Egli
+l'ama e la farebbe felice, ma disgraziatamente è nobile e ricco ed ha
+un padre orgoglioso troppo de' suoi natali per permettergli il
+matrimonio con una figlia del popolo.
+
+--La lascierò adunque morire sotto i miei occhi consunta dal dolore e
+dall'angoscia!... Oh mio Dio, la felicità sarà solo per i ricchi! I
+poveri non dovranno aprir gli occhi che per piangere!...
+
+Bastiano che aveva tutto ascoltato attentamente, con quella rapidità
+di percezione che talvolta si osserva negli ubbriachi aveva indovinato
+di che si trattasse.
+
+Articolando il meglio che poteva le parole proruppe:
+
+--Ma voi non sapete nulla voialtri! mia figlia... cioè dirò meglio,
+Erminia, può sposare il suo innamorato poichè dessa è nobile quanto
+lui... sicuro, corpo d'un milione di ciabatte! È sangue patrizio che
+circola nelle sue vene!... Guarda che occhiacci mi fa mia moglie... va
+là, che tu non ne hai colpa, è quell'altro birbante... che mi
+rincresce d'aver dimenticato il nome. È una brutta istoria sapete papà
+Gervaso... ma venite quà che ve la voglio raccontare, sentirete che
+bel tiro ci hanno giuocato alla mia povera Maddalena. Diciottanni fa,
+vedete, ell'era molto bella, aveva gli occhi azzurri ed i capelli
+biondi e la chiamavano per questo la bella biondina. Conviveva
+tranquilla con suo padre, un uomo dal fegato sano, che aveva
+combattuto in Corsica, ma che le ferite toccategli sul campo
+l'invecchiarono innanzi tempo. Guardate che combinazione, era
+precisamente il portinajo di questa istessa casa! Un giorno un
+elegante che apparteneva ad una famiglia delle più notabili di Milano
+si innamora della biondina e tenta ogni mezzo per farla sua, promesse,
+denari... ma lei, ch'era onesta, tien duro. Non si scoraggia il
+damerino e non potendo averla colle buone ricorre alla violenza... e
+ci riesce... l'infame.
+
+Maddalena che aveva seguito il racconto con ansietà penosa a questo
+punto getta un grido e si nasconde il volto nelle mani.
+
+Papà Gervaso sembra profondamente turbato.
+
+Bastiano non vede ne sente nulla e continua:
+
+--Sentite in che modo. Una sera la biondina ritornava soletta dal
+magazzeno, l'ora era tarda e le vie deserte. Il giovinastro aveva
+fatto appostare la carrozza dietro l'angolo d'una via ed attende la
+colomba, che ignara del tradimento va a cadere nella rete. Allora le
+sono addosso due uomini che l'imbavagliano, la gettano nella carrozza
+e via. Per più giorni non si sa niente ed in questo frattempo il di
+lei padre muore di dolore e di rabbia. Oh come maledì le sue ferite
+che lo tenevano inchiodato sulla sedia! Finalmente un bel dì io la
+vedo la povera ragazza pallida e scarmigliata ritornare nella propria
+casa. Come rimase allorquando seppe la morte del padre suo non si può
+immaginare, credevano tutti che impazzisse. Sangue di Dio, ho un cuore
+quì!... e ne ebbi compassione. Il disonore di quella fanciulla, dissi
+fra me, deve ricadere tutto sull'infame che l'ha tradita e non su di
+lei e tenutala d'occhio fingendo d'ignorare il passato le feci un bel
+giorno la proposta di sposarla, ch'essa accettò. Ci allogammo in
+questa casa ed abbiamo vissuto sempre di buon accordo. Nacque Erminia,
+l'amai coll'amore di padre... ma io sapeva di non entrarci per niente;
+era figlia del nobilaccio... Eh, via non piangere Maddalena, vieni
+quà, lascia che t'abbracci... perdonami sai, se quel maledetto vino mi
+ha sciolto un po' troppo la lingua... era un segreto che aveva
+promesso non svelare giammai. Vieni quà adunque Lenuccia, mi vuoi
+forse tenere il broncio?
+
+Maddalena si gettò nelle braccia di suo marito e proruppe
+singhiozzando:
+
+--Tu sapevi tutto e mai una parola, mai un rimprovero!...
+
+--Non sono ingiusto io... e nemmeno vigliacco.
+
+Papà Gervaso erasi ritirato nell'angolo più oscuro della casa e
+pallido come la morte mormorava:
+
+--Mio Dio, quale rivelazione!!
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+ Una volta fra dodici apostoli appena
+ si trovava un Giuda; adesso fra
+ dodici uomini undici sono traditori
+ ed il dodicesimo un po' tarlato.
+ GUERRAZZI.
+
+All'indomani papà Gervaso si reca a Porta Tosa nel palazzo del conte
+Renato Sampieri.
+
+La fisonomia del vecchio sembra aver deposto quel primitivo carattere
+di semplicità per assumere un'aria dignitosa, pressochè imponente.
+
+Cammina a stento sempre travagliato dalla sua gamba inferma ma il
+portamento ha qualche cosa di nobilmente austero.
+
+Entra nel palazzo Sampieri e prende da solo l'ampio scalone che
+conduce agli appartamenti.
+
+Il suo sguardo gira all'intorno colla compiacenza di chi osserva
+oggetti ricchi di memorie ed il cuore gli batte palpiti precipitosi.
+
+Dà il suo nome ad un servo ed attende in anticamera d'essere ammesso
+alla presenza del conte.
+
+Ma il servo ritorna dicendo che per essere affatto sconosciuto il nome
+di papà Gervaso all'illustrissimo signor padrone egli lo prega a voler
+dichiarare che cosa abbisogni da lui.
+
+Il rossore dell'indignazione colorisce lo guancie del vecchio, trae un
+biglietto su cui scrive poche parole, indi porgendolo al servo gli
+dice in tuono che non ammette osservazioni:
+
+--Consegna questo al tuo illustrissimo signor padrone; ti attendo qui.
+
+Il servo parte e non va molto che comparendo tutto rispettoso guida
+Gervaso nel gabinetto del conte.
+
+--Ah, non mi sono ingannato; mormora il vecchio.
+
+Il conte Renato Sampieri era un uomo in sui cinquant'anni grande e
+bello nella persona.
+
+Stava seduto al tavolino cogli occhi fissi sul biglietto consegnatoli
+dal servo; vi si leggeva in volto un turbamento mal dissimulalo ed una
+grande sorpresa.
+
+Gettò su Gervaso uno sguardo penetrante, indagatore, indi con
+affettata freddezza esclamò:
+
+--Voi mi renderete ragione del nome ridicolo che mi avete dato;--e gli
+mostrava il biglietto.
+
+--Quel nome mi valse però l'abboccamento ch'io chiesi invano al conte
+Renato Sampieri.
+
+--Ho voluto veder in faccia chi s'introduceva in tal modo in casa mia.
+
+--Eccovi adunque soddisfatto. E Gervaso si piantò diritto davanti al
+conte, calmo, freddo, imponente.
+
+--Infine cosa volete da me? proruppe il conte alquanto sconcertato.
+
+--Farvi una sola domanda.
+
+--Sentiamo.
+
+--È veramente al conte Renato Sampieri ch'io parlo in questo istante?
+
+--Disgraziato! sclamò il conte arrossendo d'ira e girando attorno gli
+occhi quasi per accertarsi che nessuno aveva udito quella inchiesta.
+
+--Rispondete! insistè Gervaso senza scomporsi.
+
+--Voi siete qui nelle mie mani, badate! le vostre parole vi possono
+costare la vita.
+
+Ed una truce espressione di sdegno si posò per un istante sui
+lineamenti del conte.
+
+--Sono minaccie codeste che vi tradiscono, rispose Gervaso; se voi
+foste veramente quello che vi fate credere dopo il biglietto che vi ho
+scritto, dopo quello che vi dissi, in luogo d'adontarvi, m'aveste riso
+in faccia e trattato da povero pazzo.
+
+--Ed io invece vi credo uno sfacciato impertinente e come tale vi
+scaccio da casa mia.
+
+Il conte stese la mano sul campanello.
+
+--Fate pure, riprese Gervaso, ma domani voi sarete smascherato e
+Milano avrà il piacere d'assistere ad un processo per falso.
+
+Il conte restò annichilito col campanello in mano; comprese che
+bisognava mutar tuono, epperò soggiunse con piglio più dolce:
+
+--Ma infine avete voi le prove di quanto dite?
+
+--Le ho.
+
+--Non lo credo.
+
+--Non lo credete? E se vi dicessi che il vero conte Renato Sampieri
+bandito in esilio nel 1778 colla moglie ed un bambino morì a
+Barcellona in Ispagna un anno dopo e che io tengo il certificato
+autentico della sua morte? Se vi dicessi che passati pochi mesi morì
+pure sua moglie e che in allora un servo, uomo astuto ed ambizioso,
+impossessandosi delle di lui carte, grazie ad una fatale somiglianza
+ed al figlio ancora troppo bambino, si fece credere dovunque pel conte
+defunto nelle viste di rimpatriare un giorno ed usurparne gl'immensi
+beni? Se vi dicessi tutto questo, sentiamo, mi credereste in allora?
+
+Il conte era pallido ed eccessivamente alterato; fissava Gervaso quasi
+volesse leggervi qualche cosa sotto quella fronte rugosa e tetra e
+proruppe con accento disperato.
+
+--Ma chi siete voi adunque?... Ah!
+
+Era il grido d'un uomo colpito da un'idea; lo sguardo del conte gettò
+un lampo di soddisfazione, si prese il capo fra le mani e parva
+riflettere un momento; indi riprese con calma ironica, pressochè
+insultante.
+
+--Questo Renato Sampieri, dirò io pure alla mia volta, aveva un
+fratello per nome Alberto che sotto l'accusa d'assassino venne
+condannato a morte. Io lo potrei denunciare questo Alberto, capite
+signor... papà Gervaso, lo potrei denunciare oggi, subito ed
+autorizzare la giustizia a compiere il suo corso.
+
+Suo malgrado Gervaso trasalì; al conte non isfuggì quel moto e
+continuò con un sogghigno infernale.
+
+--Ah, ah, vedete adunque che noi dobbiamo vivere da buoni amici ed
+obbliare un brutto incidente che voi aveste in oggi la cattiva idea di
+sollevare. Lasciamo che l'acqua corri secondo la china, ci
+guadagneremo entrambi, forse più voi perchè avrete sempre in me un
+amico fedele pronto anche a qualche sagrificio per la vostra cara
+amicizia.
+
+--Sono promesse che non mi lusingano, rispose Gervaso--e neppure
+m'intimoriscono le vostre minaccie. Non comporterò mai che un tristo
+viva impunemente sotto un nome ed un grado non suo, che si goda un
+patrimonio ch'egli ha usurpato, e che abusando infamemente del sacro
+nome di padre, chiami figlio colui che dovrebbe rispettare per suo
+padrone. Giù quelle spoglie mentite, e fuori da questa casa in cui non
+vi entraste che vilissimo servo.
+
+--Ma se io esco di qui gli è per recarmi subito al tribunale, e sapete
+cosa romba sul capo a quel povero Alberto Sampieri? o la morte od una
+perpetua prigionia.... l'ignominia sempre.
+
+--È una vendetta degna di voi, compitela pure, Alberto Sampieri non vi
+teme, subirà rassegnato il suo destino. Se la giustizia non crederà
+sufficienti i sagrifici patiti in diciott'anni di penoso esilio per
+espiare un fallo, non un assassinio, egli chinerà il capo davanti ai
+diritti degli uomini. Denunciatelo adunque, arriverà però sempre in
+tempo a strapparvi davanti Milano tutta quella maschera che vi siete
+così bene adattata sul volto.
+
+--Sentite, rispose il conte senza perdere la sua calma, se Alberto
+Sampieri credesse di farmi rinunciare spontaneamente a quello che ho
+raggiunto con tante fatiche e pericoli, s'inganna. Io non so qual sia
+poi il suo scopo. Forse quello di trar profitto dalla mia rovina? Non
+lo credo, perchè gli è in fondo ad una carcere che dovrà assistere
+all'opera sua. Quello forse di trar d'inganno Flavio mio figlio, e
+porlo solo al possesso delle sue sostanze? Sia; ma non sa egli qual
+danno morale gli arreca nello stesso tempo? Col suo processo
+disonorevole Alberto Sampieri ridesta in Milano una memoria che certo
+non cade ad onore della famiglia, una memoria che gli anni sembrano
+ormai aver sepolta sotto un benigno oblio. Eppoi il ridicolo che in
+certa guisa egli getta su Flavio se riesce a provare che per molti
+anni ha rispettato e venerato qual padre un suo servo? Sapete cosa
+risponderà Flavio al povero zio? Giacchè _lui_ provvedendo alla mia
+infanzia in giorni difficili, aveva acquistato diritti paterni;
+giacchè i _suoi_ procedimenti non contaminavano punto il nome dei miei
+antenati; giacchè infine tutti lo rispettavano pel conte Sampieri, in
+luogo di provocare una scena che or viene ripetuta e commentata in
+mille modi, avreste fatto meglio lasciar vivere tutti nella loro
+illusione e salvar voi da una condanna che non torna certo a nostro
+decoro.
+
+Gervaso era caduto in profonde riflessioni.
+
+--Pure, continuò il sedicente conte, giacchè il caso ci ha fatti
+incontrare, signor.... Alberto Sampieri, noi non possiamo che vivere o
+in un amichevole accordo, ed a questo non sembrate molto disposto,
+oppure a quattr'occhi, senza scandalo, dirci: uno di noi è di troppo,
+bisogna che il caso ancora, pensi a far scomparire per sempre il
+superfluo. Sarete pur voi del mio parere.
+
+Gervaso comprese trattarsi d'un duello a morte.
+
+Smascherando pubblicamente il falso conte, Gervaso abilitava Flavio a
+compiere il voto ardente del suo cuore sposando Erminia, dolce cura
+pure del vecchio; ma il conte gli aveva fatte delle giuste
+osservazioni.
+
+Un duello era adunque l'unico mezzo che gli restava per sbarazzarsi
+dell'audace che con tanta ostinazione persisteva a mantenersi ad un
+posto usurpato.
+
+Si risolse alla trista partita.
+
+Lanciò sul conte uno sguardo di fuoco e proruppe:
+
+--Ebbene sì, o signore, voi l'avete detto, uno di noi deve scomparire
+per sempre. Ci batteremo.
+
+--Benissimo, riprese il conte col massimo sangue freddo, allora se mi
+permettete farò io le condizioni.
+
+--Fate pure.
+
+--Due colpi di pistola ciascuno, a dieci passi di distanza; tireremo a
+piacimento movendoci incontro. Accettate?
+
+--Accetto.
+
+--Domani all'albeggiare, alla mia villa di Melzo; nessuno verrà a
+disturbarci.
+
+--Ci sarò.
+
+--Condurrete il vostro padrino, uno solo può bastare; provvederò il
+mio.
+
+Ed il conte alzatosi licenziò Gervaso con un inchino.
+
+La giustizia della causa cui si faceva difensore aveva infiammato papà
+Gervaso di nobile entusiasmo; egli si sentì ritornar il vigore della
+sua gioventù ed il duello terribile che aveva accettato non gli faceva
+punto fallire il cuore in petto.
+
+--Bisogna che tenti tutto per quella fanciulla, andava ripetendo fra
+sè. Oh la rivelazione di jeri!
+
+Ritornato a casa Maddalena gli si fece incontro e lo interrogò con uno
+sguardo; la povera donna credendo che si fosse recato dal conte
+Sampieri solo per indurlo al matrimonio di Flavio con Erminia,
+comprendendo quanta difficile fosse quella missione, non osava aprir
+bocca per tema d'un'amara delusione.
+
+--Sperate ancora nella provvidenza, le disse papà Gervaso; domani
+saprete di più. Vado da vostra figlia, ho bisogno di vederla. Voi
+intanto chiedete di Nicodemo che gli debbo parlare.
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+ Empio colui, che non vorrà la destra
+ Qui riconoscer dell'Eccelso!
+ MANZONI.
+
+
+Il cielo è ingombro di nubi, l'aria fredda e la campagna spogliata.
+
+Siamo nel mese di Novembre.
+
+Una vettura uscendo da Porta Orientale si pone sulla strada che
+conduce a Melzo.
+
+Vi stanno rinchiusi due uomini avvolti in ampi mantelli.
+
+Chi li esamina attentamente comprende quanto sia diversa la loro
+disposizione d'animo.
+
+Nei lineamenti del più attempato leggesi la calma e la serenità soave
+d'un uomo la cui coscienza gli vanta l'opera ch'egli corre a compiere.
+
+Il più giovine invece è in preda ad un turbamento che tradisce di
+tanto in tanto con smorfie ridicole.
+
+Sembra seduto sopra un letto di aculei che lo obblighino ad ogni
+istante contorcersi dolorosamente e mutar posizione.
+
+Ora guarda i campi, ora il volto del compagno e con due occhi da
+spaventato.
+
+Più d'una volta aprì la bocca per parlare ma la parola gli muore sulle
+labbra; finalmente si risolve, finge un accesso di tosse per
+richiamare l'attenzione dell'amico ed incomincia:
+
+--Sicchè adunque, caro papà Gervaso, m'assicurate che dal canto mio
+non corro incontro ad alcun _disastro_ assistendo in qualità di
+padrino al vostro duello. Mi capirete che quando si trova ne' miei
+panni non si può tanto leggermente lasciarsi travolgere in un affare,
+per esempio, di polizia ed insudiciare quella _fame_, che si è sempre
+cercato mantenere, dico... linda e pura d'ogni macchia. A dirvi il
+vero avreste fatto molto meglio in questa circostanza rivolgervi ad
+un'altro e lasciarmi in pace, che di duelli, di questioni d'onore e
+che so io, non me n'intendo assai. Ma ora quel che è fatto è fatto,
+sarò vostro padrino, purchè m'assicuriate che la polizia non ci ficchi
+il suo naso.
+
+--State di buon animo Nicodemo, rispondeva papà Gervaso, che non
+sarete molestato per niente. È una cosa che si compirà fra noi e che
+nessuno dovrà penetrare.
+
+--Tiro il fiato; quand'è così vi auguro buona fortuna.
+
+--Grazie.
+
+--Benedetto uomo, continuò Nicodemo dopo un'istante di silenzio, che
+vi è mai saltato in mente di tirarvi per i piedi un'_enormezza_ di
+questa fatta, un duello?
+
+--Che volete, rispose Gervaso, il destino ha le sue leggi e non si
+possono infrangere.
+
+--E questo duello dovrà essere...
+
+--All'ultimo sangue.
+
+--E lo dite con quella indifferenza! Ma qual ne fu il misterioso
+motivo?
+
+--Una cosa da nulla.
+
+--Ed il vostro _anniversario_ chi è?
+
+--Ma se non lo conosco neppur io!
+
+--Diavolo, diavolo!--Nicodemo fremette non so se di freddo o di paura.
+
+Dopo due ore di cammino la vettura girando di fianco Melzo veniva a
+fermarsi, circa a mezzo miglio dal paese, davanti ad un cancello di
+ferro che dava ingresso ad un giardino.
+
+Nicodemo e papà Gervaso discesero.
+
+Quest'ultimo diede una moneta al cocchiere che voltando i cavalli
+ritornò indietro di galoppo.
+
+Intanto un uomo che sembra attendere in giardino spalanca il cancello
+ed invita i nuovi arrivati a seguirlo.
+
+Egli prende il largo viale che conduce ad una casetta di geniale
+apparenza, che si eleva in mezzo ad un boschetto d'alti castani.
+
+La casetta viene schivata ed i nostri personaggi si perdono un'istante
+nel bosco che diventa più folto dietro l'edificio.
+
+Finalmente riescono sopra un piccolo sentiero che percorrono in tutta
+la sua lunghezza.
+
+Camminano sempre verso il centro del giardino il quale sembra molto
+ampio.
+
+Il sentiero mette in un prato cinto da folte quercie in cui Gervaso e
+Nicodemo trovano il conte Sampieri ed uno sconosciuto davanti ad un
+tavolo su cui posano due pistole a doppio tiro.
+
+La guida scompare.
+
+Il conte Sampieri muove incontro ai due amici e presenta loro lo
+sconosciuto pel proprio padrino; era il medico di Melzo.
+
+Gervaso a sua volta presenta Nicodemo.
+
+I due padrini si stringono la mano, e senza profferir parola si recano
+ad esaminare le armi.
+
+Nicodemo che trema al solo vedere un'arma da fuoco, si rimette in
+tutto al medico, che presente i due avversari, carica le quattro
+canne.
+
+--E questo duello sarà adunque assolutamente necessario? proruppe il
+medico con voce commossa; non vi sarà nessuna via ad un amichevole
+componimento?
+
+--Nessuna, risposero insieme il conte e papà Gervaso.
+
+--Almeno modifichiamone le condizioni; insistè il medico.
+
+--Ebbi il diritto di proporle, disse secco il conte, e furono
+accettate.
+
+Indi continuò rivolgendosi ai padrini:
+
+--È un duello codesto che gravi circostanze ci obbligano a tener
+segreto. Nessuno al mondo deve conoscerne le conseguenze tranne voi, o
+signori, che impegnate la vostra parola d'onore a tacerle in qualunque
+tempo ed in qualunque circostanza. Chi soccomberà fra noi verrà
+seppellito nel cimitero di Melzo; egli sarà morto di malattia
+improvvisa, e voi medico ne farete fede. È un favore ch'io ed il
+signor Gervaso vi preghiamo a renderci, e non ce lo negherete. La
+causa di questa partita suprema è una seria questione di famiglia
+sulla quale non abbiamo potuto metterci d'accordo. Ora alle armi.
+
+Il medico guardò un'ultima volta i due avversari, e vedendoli
+risolutamente decisi, distribuì loro le pistole.
+
+Vennero prese le distanze, ed ognuno si mise al suo posto.
+
+Il conte, quantunque sembrasse molto calmo, era d'un livido pallore; i
+capelli in disordine rivolti all'indietro scoprivano una fronte
+solcata dalle rughe e due occhi d'un'espressione quasi feroce.
+
+Papà Gervaso era più tranquillo; la solennità del momento in luogo di
+commuoverlo pareva gl'infondesse un vigore insolito.
+
+Gettata la gruccia stava ritto davanti all'avversario, lo sguardo
+animato da nobile fierezza.
+
+I due padrini si collocarono a fianco del loro rappresentato; i
+lineamenti di Nicodemo erano quelli d'un uomo fatto ebete dalla paura.
+
+Successe un'istante di silenzio; è quel lugubre silenzio che precede
+la tempesta.
+
+Finalmente il medico diede il segnale dell'attacco ed i due nemici si
+mossero lentamente incontro.
+
+Papà Gervaso fatti pochi passi spianò la pistola e la espose; l'eco
+ripetè il colpo terribile.
+
+Una nube passò sulla fronte del conte Sampieri, ma continuò franco il
+suo cammino, lo sguardo sempre fisso nell'avversario.
+
+Gervaso fece ancora alcuni passi e s'arrestò.
+
+Oramai distava pochissimo dal conte, lo prese di mira, indi si udì
+un'altra detonazione, ampia, cupa come la prima.
+
+I padrini chiusero inorriditi gli occhi; ma il conte era in piedi, le
+gambe però gli tremavano sotto, pose una mano sul ventre e camminò
+ancora muto, inesorabile nella sua marcia.
+
+Arrivò vicino all'avversario e gli puntò la pistola alla gola.
+
+Involontariamente Gervaso fremette, ma tenne fermo.
+
+--Signor conte, in nome di Dio, volete assassinarlo! gridò il medico.
+
+--Ho due palle nel ventre, rispose il conte con urlo feroce, posso
+adunque restituirgliene una.
+
+Ma questo momento d'inazione fu fatale al conte; smarrì ad un tratto
+le forze fittizie che lo reggevano in piedi, vacillò e cadde lasciando
+partire il colpo.
+
+Sbarrò gli occhi quasi per bearsi nell'ecatomba consumata, ma Gervaso
+era ancora al suo posto, che gli fissava in volto uno sguardo più di
+compassione che di rancore.
+
+La palla sviata erasi perduta nel grosso tronco d'un albero.
+
+--Dio non ha voluto, mormorò il conte.
+
+In questo, mentre un uomo slanciasi correndo dal folto degli alberi e
+con lena affannata viene a gettarsi sul corpo del caduto.
+
+È Flavio Sampieri.
+
+--Padre mio, grida il giovine soffocato dall'angoscia e gli solleva il
+volto sul quale stanno già scolpite le impronte della morte.
+
+Il conte sembra riconoscerlo e la sua bocca si atteggia ad un pallido
+sorriso.
+
+--Troppo tardi! prorompe il giovine colle lagrime agli occhi; oh, è
+orribile!
+
+Lo sguardo di Flavio si ferma su Gervaso; le lagrime in allora gli si
+inaridiscono sulle ciglia, un'espressione di dolorosa sorpresa gli si
+diffonde sul volto.
+
+Tende il dito verso Gervaso ed esclama con voce straziante:
+
+--Voi! Voi che assassinaste mio padre! Ed io vi amava! Oh, ma se anche
+il cuore c'inganna di chi mai fidarsi a questo mondo?
+
+Il vecchio rimane muto, immobile, il corpo curvo sotto il peso d'una
+potente commozione.
+
+Il conte fa uno sforzo ed aiutato da Flavio si sorregge un'istante sul
+corpo; fissa nel giovine uno sguardo affettuoso e con voce semispenta
+così gli parla:
+
+--Perdona a quell'uomo Flavio... egli ha ucciso un miserabile che tu
+non puoi chiamare tuo padre... no tu non lo puoi.
+
+--Delira! mormora Flavio.
+
+--Io ti favello nel mio miglior senno, prosegue il moribondo, ed è
+sulla soglia dell'eternità che ti supplico d'ascoltarmi. Tuo padre, il
+vero conte Renato Sampieri morì in esilio colla madre tua. Arso dalla
+sete dell'ambizione e d'un'avida brama di ricchezze, io m'impossessai
+delle carte di famiglia e mi feci credere pel conte defunto... tu eri
+troppo bambino per avvederti dell'inganno... Quell'uomo è tuo zio,
+Alberto Sampieri; colui che nel 1778 pel disgraziato duello avuto in
+Magenta con un ufficiale tedesco fu causa forse innocente delle
+sciagure de' tuoi parenti. Perdona a lui che deve avere molto
+sofferto...
+
+E più non può dire.
+
+Gli occhi gli si fanno di vetro, stringe la mano di Flavio in una
+stretta convulsa, rovescia il capo indietro ed esala l'ultimo sospiro.
+
+Impossibile descrivere l'impressione che fecero su Flavio le parole
+del moribondo.
+
+Colui ch'egli avea sempre amato con quel sacro rispetto che si
+professa all'autore de' propri giorni, dover adesso riconoscere per
+un'insensato che si era fatto giuoco dei suoi affetti!
+
+Si sentì colpito direttamente al cuore.
+
+Fu lì per chiamarlo infame ed avvelenargli col veleno del disprezzo la
+sua ultima ora, se non che gli ritornavano in mente le cure pressochè
+paterne prodigate alla sua infanzia e quel ricordo valeva a domargli
+l'immensa ira che gli tumultuava in petto.
+
+Fintanto che Flavio si trovò nelle braccia un freddo cadavere.
+
+Lo compose in allora dolcemente sull'erba e si alzò.
+
+I padrini e Gervaso udirono la confessione del sedicente conte.
+
+Nicodemo parve il più meravigliato di tutti; con una mano premevasi la
+fronte quasi per costringere la memoria a sovvenirgli un fatto del
+quale non gli restava che una vaga rimembranza.
+
+--È strano, ripeteva ad ogni istante, quei particolari io li conosco.
+
+Intanto Flavio e Gervaso si fissarono un momento con espressione
+dolce, serena, affettuosa.
+
+Si mossero incerti ma d'accordo un passo incontro, ed infine non
+potendo più oltre resistere a quella naturale simpatia che
+s'inspiravano reciprocamente, si gettarono ambedue le braccia al
+collo.
+
+--Zio mio!
+
+--Mio nipote!
+
+Ed i loro occhi versavano lagrime di tenerezza.
+
+In questo punto Nicodemo mandò un grido di gioja.
+
+--Ah ci sono, ci sono, proruppe il buon uomo saltellando come un
+fanciullo attorno a Gervaso. Ma se lo dico io, ho una memoria che fa
+concorrenza a quella d'un creditore!
+
+L'attenzione di tutti si fermò su Nicodemo.
+
+--Sentite Gervaso, continuò, veramente dovrei incominciare a chiamarvi
+signor conte, ma per ora permettete, sto forse per rendervi un'immenso
+servigio e la gioja mi confonde le facoltà mentali. Sentitemi adunque
+e rispondete sinceramente, come lo fareste col vostro confessore, non
+ve ne pentirete certo. Vi ricordate ancora in qual giorno preciso
+successe quel duello nell'anno 1778?
+
+--Fu un venerdì del mese di Giugno. È una data fatale ch'io non ho mai
+dimenticata.
+
+--Benissimo, proruppe Nicodemo, fin qui siamo d'accordo. E l'ora,
+dite, ve la rammentate?
+
+--Alle otto circa del mattino.
+
+--Di bene in meglio. E la località precisa?
+
+--Nel boschetto di fronte alla porticina segreta del castello Sampieri
+in Magenta.
+
+Gervaso cadde in profonda meditazione.
+
+--Ebbene, proseguì Nicodemo, non c'è d'attristarsi, quel duello vi fu
+fatale, è vero, ma io vi porto una splendida, dico... riabilitazione.
+
+--Spiegatevi!
+
+--Ecco: io sono oriundo di Magenta, ho là i miei antenati.
+Diciott'anni or sono precisamente in un venerdì di Giugno io me
+n'andava ad assistere, dico... a certi lavori che si facevano su' miei
+fondi e rasentando il castello Sampieri attraversava il boschetto di
+tigli. Allorquando scorgo un ufficiale tedesco disteso al suolo in un
+lago di sangue. Fremo inorridito e mi dispongo a ritornare indietro
+onde avvertire la autorità del paese, ma qual fu la mia meraviglia nel
+scorgere una carta fra le dita contratte del cadavere. Credendo
+ch'essa potesse darmi dei ragguagli intorno a quell'avvenimento mi
+armo di coraggio, che a dir vero non mi abbandona mai nei momenti
+solenni, mi chino sull'ufficiale e non senza un certo ribrezzo gli
+tolgo la carta delle mani. Vi stavano vergate poche parole in
+carattere rosso; sembravano scritte col sangue. Compresi che quel
+foglio _sarebbe stato un giorno utilissimo a voi, quantunque non vi
+conoscessi ancora_, e l'ho conservato.
+
+--Le parole, la parole! chiede Gervaso con ansia indicibile.
+
+--Sono queste testualmente: _Alberto Sampieri battutosi meco in duello
+si è comportato da leale gentiluomo_. E sotto una firma che quella poi
+non ho saputo leggere.
+
+--È la provvidenza che fa cadere nelle vostre mani quel prezioso
+documento! disse Flavio a Gervaso reso attonito dalla sorpresa.
+
+--Scusate signore, osservò Nicodemo, non è la provvidenza, sono io che
+in riguardo alla intensa amicizia che da tanti anni mi lega con nodo
+dolcissimo al...
+
+--Non bisogna perder tempo zio mio, interruppe Flavio, è necessario
+presentarsi subito ai tribunali e giacchè ne avete il diritto invocare
+un processo che vi restituisca l'onore così ingiustamente rapito. Ora
+che so di non aver più padre, ch'io possa almeno trovare in voi mio
+unico parente quel tesoro di gioje che sono gli affetti domestici.
+
+Gervaso gli stese cordialmente la mano.
+
+...................................................................
+
+Il giorno dopo tutti i giornali di Milano narravano come una sincope
+avesse freddato il conte Renato Sampieri nella sua villa di Melzo.
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+ ... L'impetuosa Burrasca s'è calmata;
+ brilla un raggio di luce verso l'occidente,
+ ne più il folgore balena al disopra
+ dei monti. Il cupo fragore dell'uragano
+ più non mugge che in lontananza;
+ all'orizzonte, dalla parte d'oriente, le
+ nubi s'ammonticchiano e omai l'azzurro
+ dei giorni sereni è ricomparso.
+ Visconte D'ARLINCOURT.
+
+
+Portiamoci adesso nello stanzino dei nostri portinaj e gioiremo d'una
+scena edificante di pace e d'amore.
+
+Vi stanno raccolti Maddalena, Erminia e Flavio; i due amanti siedono
+molto vicini ed il loro viso esprime una gioja calma, sincera,
+innocente.
+
+Maddalena è posta un po' in disparte; finge occuparsi in un lavoro
+d'ago, ma i suoi occhi sono fissi in volto alla figliuola e gode la
+povera madre contemplando quelle guancie su cui sembrano ritornate le
+rose della salute.
+
+Flavio cerca con una mano la mano della giovinetta che glie
+l'abbandona con gaudio trepidante; le loro vergini anime sossultano
+d'amore.
+
+--Tu sarai mia, le mormora Flavio, oh la bella vita a te daccanto!
+
+--Non è un sogno codesto?
+
+--No, è la più ridente realtà. Oramai nulla più m'impedisce d'amarti.
+
+--Flavio!
+
+--Voglio averti sempre al mio fianco, vivere con te... di te, per te!
+Oh, io t'amo come nessuno mai ha amato quaggiù.
+
+--Ho tanto sofferto!
+
+E la fanciulla fissava in volto al giovine uno sguardo mesto,
+affettuoso, affascinante.
+
+Flavio attratto dal magnetismo di quello sguardo si chinò lentamente
+su di lei e stava per deporle un bacio sulla fronte purissima, se non
+che Maddalena, che non perdeva d'occhio gl'innamorati proruppe in un
+studiato accesso di tosse.
+
+Flavio si ricompose.
+
+Vi fu un'istante di silenzio ma i due giovani avevano troppe cose a
+dirsi per lasciar scorrere inutilmente il loro tempo.
+
+--Come sei bella Erminia, ricominciò Flavio divorandola cogli occhi;
+sei sempre la vereconda ch'io vidi per la prima volta a Monza sotto
+l'abito modesto di collegiale.
+
+--Mi ricordo anch'io di quel bel giorno; tu mi seguisti in Chiesa.
+
+--Un tuo sguardo bastò per affascinarmi, ti vidi Erminia e t'amai. Oh,
+io non potrei ridirti quello che ho provato in allora a te vicino nel
+raccoglimento santo del Tempio! Io non potrei ridirti i palpiti del
+cuore, la commozione soave, l'estasi ineffabile ond'io mi sentiva
+rapito contemplandoti bella di tua celestiale bellezza, divotamente
+leggendo un libriccino di preghiere! Era un primo amore, chi può
+descriverne le sublime dolcezze?
+
+--In quel giorno tentai inutilmente di rivolgermi al Signore. Tu eri
+sempre là davanti a' miei occhi, li chiudeva gli occhi, ma ti vedeva
+lo stesso.
+
+--Platone comprese un mistero divino quando affermò le anime destinate
+ad amarsi ricevere prima di nascere in Cielo l'impronta della creatura
+diletta. Noi ci ameremo sempre e d'un amore immenso...
+
+--Oh sì, immenso; ripeteva la fanciulla rapita in una dolce
+esaltazione.
+
+--Eterno... continuava Flavio.
+
+--Eterno.
+
+--Correremo indissolubilmente uniti e felici l'azzurro sentiero della
+vita.
+
+--Uniti e felici!
+
+E la tenera Erminia frenava in volto a Flavio i suoi grand'occhi
+azzurri sfolgoranti d'amore e questi non potendo resistere alla piena
+d'affetti che gli tumultuava in cuore tentò una seconda volta di
+rapirle un bacio.
+
+Se non che Maddalena dava sfogo ad un altro accesso di tosse che valse
+ad arrestare negli amanti un'espansione un po' troppo precoce.
+
+La portinaja per non vedersi costretta a tossire una terza volta si
+portò più vicina ai due giovani, gioiendo però in cuor suo di quella
+reciproca simpatia che premetteva tanti bei risultati. E disse:
+
+--Non vi pare figliuoli miei che si facciano aspettare?
+
+--Chi? domandarono ad una voce Flavio ed Erminia.
+
+--Oh bella, ma papà Gervaso, ma mio marito, ma tutti; vi dimenticate
+che quest'oggi è l'ultima seduta del tribunale? che quest'oggi deve
+sortire la sentenza? Ma signor Flavio si tratta di suo zio.
+
+--Lo so, lo so; rispose Flavio arrossendo suo malgrado. Sono tre
+giorni che le autorità si occupano di mio zio, la sua innocenza sembra
+ormai provata mediante quell'autografo che ci ha inviato il cielo, la
+sentenza non può essergli sfavorevole, sarà riabilitato, sono
+diciott'anni che soffre, povero zio.
+
+--È vero, mormorò Maddalena rispondendo a lontane e dolorose
+reminescenze, s'egli ha commesso un fallo lo ha pur anche crudelmente
+espiato.
+
+--Tutta Milano vedrà che l'assassinio sotto la cui accusa visse per
+tanto tempo non fu altro che un leale duello al quale non poteva
+sottrarsi senza commettere una viltà.
+
+Maddalena trasse un sospiro.
+
+--Egli fu villanamente insultato, continuò Flavio. Quello però che mi
+ha molto sorpreso fu l'abilità di mio zio ad esonerarsi dal riferire
+la causa che spinse l'ufficiale tedesco a quella provocazione.
+
+--Oh la causa! la causa! mormorava la portinaja guardando sua figlia
+con uno sguardo melanconico.
+
+Succede un momento di silenzio durante il quale si ode una carrozza
+fermarsi davanti alla casa.
+
+Maddalena corre alla porta, ma questa si spalanca e lascia entrare
+Nicodemo, Bastiano e papà Gervaso.
+
+La gioia sfolgora in volto a tutti ed è Bastiano il primo che la
+lascia irrompere.
+
+--Vittoria, vittoria,--si mette a gridare con quanta voce ha in
+gola--ampia soddisfazione, gran metamorfosi; papà Gervaso è diventato
+il conte Sampieri...
+
+--Sicuro, gran _metaformosi_, interruppe Nicodemo scartando con una
+mano il portinajo e facendosi gravemente innanzi. Figliuoli miei, come
+il bruco ai raggi del sole diventa farfalla, così in quest'oggi papà
+Gervaso al tribunale divenne...
+
+--Presto Maddalena, ajutami a portar fuori il mio banchetto, al
+diavolo queste ciabatte, spazza via tutta sta roba che sa di pece, ma
+ti pare che si possa ricevere così un conte, un milionario?
+
+Il buon uomo s'affaccendava davvero a porre in assetto la camera.
+
+--Zio mio, devo credere? domandò Flavio stendendo la mano a papà
+Gervaso.
+
+--Tutto, tutto, rispose il vecchio abbracciando suo nipote. Mi
+restituirono l'onore ed i miei beni, ho finito di soffrire... mio Dio
+vi ringrazio!
+
+--To', To', ma il signor conte soffriva forse quand'era con noi?
+chiede scherzando Bastiano.
+
+--Che bestia, non aveva forse la sua gamba inferma? osservò Nicodemo
+sul serio.
+
+--Ah, è vero, proseguì il portinajo, demonio d'una gamba!
+
+--È un ricordo del mio esilio, rispettatelo; disse Gervaso.
+
+--Povero zio, dover subire una lunga condanna e non meritarla!
+
+--Fu volere di Dio, e Dio è giusto.
+
+Papà Gervaso lanciò di nascosto una mesta occhiata a Maddalena che
+chinando la testa parve comprenderne il significato.
+
+--Oh se sapeste, continuò il vecchio, quanto è amara la vita
+dell'esilio! Abbandonare la patria, i parenti, gli amici, per vivere
+ramingo in suolo straniero fra gente straniera! Nessuno ha un sorriso,
+una parola amica pel povero esiliato, la natura stessa è muta e triste
+a suoi sguardi. Invano egli cerca una città che gli rammenti quella
+che lo vide nascere; invano un villaggio che gli ricordi i bei giorni
+passati nelle pure esultanze della campagna. Tu incontri dappertutto e
+monti e laghi e pianure, ma non trovi la collinetta aprica su cui
+solevi ne' tuoi anni felici respirare la fresca brezza della mane,
+assistere allo spettacolo stupendo del sole nascente. Non trovi la
+pianura che ricordi la tua infanzia, allorquando nella purezza d'un
+candido cuore t'abbandonavi senza cure a' tuoi giuochi innocenti. Non
+l'azzurro lago che l'accolse commosso nel leggiero canotto...
+
+«Lasciai l'Italia e corsi la Svizzera. Mi seguiva dovunque la
+maledizione degli uomini e m'era compagna la miseria. Quante volte
+stanco e spossato ne' miei viaggi senza scopo su quelle infinite
+multiformi montagne ho battuto alla porta del montanaro chiedendo in
+elemosina un tozzo di pane ed un giaciglio per la notte. Ed il
+montanaro mi guardava dubbioso e più per paura che per compassione mi
+gettava il pane e mi mostrava della paglia.
+
+«Dalla Svizzera passai in Spagna. La natura fu prodiga in quel paese
+de' suoi immensi tesori; ha dato un cielo sempre azzurro, un sole
+ardente, una terra feconda, eppure io mirava la natura senza che
+l'anima dentro mi tremasse... Non era il cielo, il sole, la terra
+della mia patria. Credetti trovare in quel clima dolcissimo degli
+uomini più dolci, ma l'esule incontra sempre sventura.
+
+«Finalmente seppi come in Francia si stesse componendo un esercito che
+capeggiato da Napoleone doveva scendere in Italia. Si trattava di
+muover guerra all'Austria che per tanti anni teneva avvinta la patria
+nelle catene del più duro servaggio. Mi sentii ribollire nelle vene il
+sangue italiano ed accendermi indomito desiderio di prestare il mio
+braccio al riscatto dei fratelli. La santità della causa mi ritornò il
+coraggio e le forze. Mossi verso la Francia e non camminava più curvo
+sotto l'avvilimento e la vergogna, ma la fronte alta, fiero di me
+stesso e del nobile pensiero che guidava i miei passi. Vestii la
+divisa del soldato, con qual gioia! Essa mi riabilitava a' miei occhi.
+
+«Arrivò il sospirato giorno della partenza; erano trentamila uomini
+che raggianti di gioventù e di entusiasmo movevano baldi alla
+vittoria. Valicammo le Alpi e ci battemmo a Monte Legino, a
+Montenotte, a Millesimo, a Dego. Nulla poteva resistere al valore dei
+francesi, le loro armi erano invincibili. I popoli redenti ci
+accolsero con gaudio e noi ci spingemmo in pochi giorni fin sotto
+Lodi. Quì fu data ancora battaglia ed ostinata e sanguinosa più che
+mai. Ci abbisognò lottare contro forze di molto superiori alle nostre,
+ma alla deficienza del numero suppliva l'eroismo e la vittoria non
+tardò a sorriderci. Coperto di sudore e di polvere ma gagliardo sempre
+di forze e di slancio io era fra i primi all'assalto, ma la fortuna
+cessò d'essermi amica. Una palla mi colpì al ginocchio e vinto dallo
+spasimo caddi privo di sensi.
+
+«Allorquando rinvenni mi trovai all'ospedale di Lodi ove rimasi molto
+tempo prima di poter ricuperare la salute. Mi alzai dal letto ma la
+mia gamba si sovveniva ancora della crudele ferita; presi una gruccia
+e non m'abbandonò più mai. Ebbi però una gioia in questo frattempo,
+una gioia ineffabile cui pochi è dato di godere; fu di vedermi
+fregiato della medaglia dei forti. La Repubblica testimoniava il mio
+valore.
+
+«Libero di me stesso, sciolto dal servizio militare, mi strascinai a
+stento infino a Milano ove esaurite le mie poche risorse. Dovetti
+ricorrere ancora alla pubblica carità; come mi augurava d'esser morto
+sul campo! Ma un giorno una mano benefica si stese verso di me e fui
+accolto in questa casa, ove trovai per più anni pace, lavoro ed
+affetti.
+
+«Amici, quì nelle mie braccia, è giunta l'ora della ricompensa, l'ora
+in cui la virtù dev'essere giustamente premiata.»
+
+E Papà Gervaso stringeva in un affettuoso amplesso Bastiano e
+Maddalena.
+
+--Io sono ricco, proseguì Gervaso, immensamente ricco, ebbene voi
+dividerete con me le mie agiatezze siccome ho diviso finora il vostro
+pane. Flavio sposerà Erminia che io adotto da questo istante...
+
+Un grido di gioia partì dai due innamorati che si gettarono pieni di
+riconoscenza al collo del buon vecchio.
+
+Bastiano e Maddalena fatti ebeti dalla sorpresa rimasero immobili
+cogli occhi spalancati e la bocca semiaperta.
+
+--Io venderò la mia casa in Milano ed il castello di Magenta che mi
+richiamano troppo tristi rimembranze e compererò invece una vasta
+possessione che si trova in vendita in un punto amenissimo della
+nostra Brianza. Voglio vivere colà il restante della vita nella cara
+compagnia de' miei buoni amici. Non è vero Bastiano, non è vero
+Maddalena, che non abbandonerete il povero vecchio mentre ha così
+tanto bisogno di obbliare i suoi dolori?
+
+--Che? abitare con voi in un bel palazzo ed in campagna?... oh fate da
+burla, voi scherzate...
+
+--No, Bastiano, è sul serio ch'io parlo. Voi e vostra moglie troverete
+presso di me quegli agi e quella pace che vi siete meritati.
+
+--Maddalena, Maddalena, gridava il portinajo, ma senti? di su qualche
+cosa, parla tu... io, accetterei volentieri io, ma ho paura... ho
+paura d'abusare di tanta bontà.
+
+--Infatti signor conte... mormorò Maddalena imbarazzata...
+
+--Ma che signor conte! per voi sono sempre papà Gervaso il vostro
+migliore amico. Orsù adunque, la cosa è combinata, noi partiremo fra
+pochi giorni. Che diamine, aver una figlia contessa ed abitare un
+tugurio!
+
+--Mia figlia contessa! oh Dio, Dio, questo è un sogno! esclamava
+Bastiano.
+
+--Erminia, tu sarai felice; prorompeva Maddalena abbracciandola.
+
+--Amala Flavio, proseguì Gervaso--e ti serbi il santo orgoglio di non
+costarle mai una lagrima sola.
+
+--Oh, zio mio ve lo giuro, ella sarà sempre la mia più dolce cura.
+
+--Nobile cuore! mormorava la giovinetta.
+
+Ed i due giovani si diedero il bacio di fidanzati.
+
+--Voi resterete in città nel vostro bel palazzo, continuò Gervaso, la
+capitale conviene di più a due sposi novelli.
+
+--Abbandonarvi mio zio!
+
+Flavio lanciò un'occhiata ad Erminia; era una domanda e la fanciulla
+vi rispose con un sorriso.
+
+--No, no, proruppe allora il giovine, noi faremo una famiglia sola;
+lungi dai rumori assordanti della capitale noi troveremo la vera
+felicità nel tranquillo seno della natura.
+
+--Tu hai una moglie giovine e bella, disse Gervaso, può darsi che
+preferisca le passeggiate lungo il corso a quelle in mezzo ai campi,
+che preferisca i teatri i _salons_, le feste da ballo alle lunghe sere
+passate accanto al fuoco raccontando storielle.
+
+--Io sarò vicina a' miei parenti ed a voi, disse Erminia fissando il
+vecchio con affetto, dove volete adunque ch'io trovi un soggiorno più
+aggradevole.
+
+--Ebbene sia pure come volete.
+
+--Oh Erminia, t'avrò ancora con me! proruppe Maddalena trasportata
+dalla gioja.
+
+--Voi altri non crederete, esclamò Bastiano, ma io continuo a fregarmi
+gli occhi, che temo sempre di sognare.
+
+--E voi signor Nicodemo cosa fate lì in piedi, muto, immobile come una
+statua? disse Gervaso portandosi vicino al maggiordomo.
+
+--Cosa faccio? contemplo tanti volti raggianti, dico... di beatitudine
+e mi delizio solingo al bel panorama.
+
+--Noi partiamo, non vi rincresce restar qui solo?
+
+--Sicuro che mi rincresce, anzi ne ho il cuore ulcerato, ma siccome
+non posso seguirvi così ho deciso di rimanere.
+
+--Sentite, continuò Gervaso, mi abbisognerebbe un fedel intendente che
+prendesse cura de' miei affari, che io avrò tutt'altro per la testa;
+volete voi occupare un tal posto? Avrete alloggio e tavola con noi,
+più il doppio dello stipendio che percepite adesso dal vostro padrone.
+
+--Dite davvero? Ed io diventerò l'intendente di casa Sampieri? Oh se
+accetto, e con inaudita riconoscenza!
+
+--Bravo Nicodemo.
+
+--Amici sono ancora con voi! gridava il maggiordomo abbracciando con
+ingenuo trasporto i portinaj.
+
+--Ma è una diserzione in massa adunque che facciamo! osservò
+scherzando Gervaso.
+
+--È vero, soggiunse Bastiano, ci mancherebbe l'_Aquila_ eppoi ci siamo
+tutti.
+
+--Pregheremo il nostro intendente a non farcene rammaricare la
+lontananza.
+
+--Lasciate fare a me, dedicherò alla cantina le più sapienti cure. Ma
+un momento... oh Dio, mi scordavo!
+
+Ed il maggiordomo assumevasi un'aria di comica serietà.
+
+--Cosa c'è? gli chiese Gervaso.
+
+--Ecco; lei signor conte papà Gervaso non sa ancora Com'io sia legato
+da verbali antecedenti con Marta la cameriera in punto ad una promessa
+di matrimonio. Ho impegnato la mia parola e capirà bene un galantuomo
+non può mancarvi. Epperò dico... se lei mi permettesse...
+
+--Capisco, di menarvela dietro!
+
+--Appunto, ma in qualità di mia moglie.
+
+--Eppure una volta avete avuto il coraggio di anteporle un'altra. E
+Gervaso indicava coll'occhio Erminia.
+
+--Zitto, zitto per carità, non rammenti certe cose che amo meglio
+porre in obblio.
+
+--Sposate pure la vostra Marta, briccone e fatela contenta.
+
+--Oh grazie! Corro subito a premunirla dell'inaspettata fortuna.
+
+Gervaso approfittando d'un momento in cui tutti fattisi intorno a
+Nicodemo si congratulavano pel suo matrimonio, s'avvicinò a Maddalena
+e prendendole dolcemente la mano le disse in tuono di mesta
+compunzione.
+
+--Maddalena, io ebbi un giorno dei gravi torti verso di voi; mi avete
+perdonato?
+
+--Riconosceste nostra figlia, rispose la buona donna arrossendo; io vi
+perdono.
+
+Pochi giorni dopo la nuova famiglia partiva per Merate dove li
+aspettava una bella casetta ed amene possessioni.
+
+Flavio ed Erminia celebrate le nozze vissero sempre in un esemplare
+accordo.
+
+Ebbero dei figli che furono tutto il loro amore e la delizia del
+Nonno, come Gervaso voleva essere chiamato dai nipotini.
+
+Maddalena ritornò all'antico buon umore, al suo carattere schietto e
+qualche volta un tantino bisbetico.
+
+Bastiano ajutava Nicodemo nell'amministrazione dei beni, occupandosi
+preferibilmente di ciò che riguardasse la cantina.
+
+Marta sposò l'intendente e dopo due anni di speranze gli regalò un bel
+ragazzo che sfortunatamente fu l'ultimo.
+
+Mai la più leggera nube venne a turbare la bella armonia che regnò
+sempre in quella famiglia.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Una notte fatale, by R. A. Porati
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA NOTTE FATALE ***
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+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
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+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
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+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
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+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
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+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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