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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Carta bollata + +Author: Salvatore Farina + +Release Date: March 1, 2006 [EBook #17896] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARTA BOLLATA *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at +http://www.braidense.it/dire.html) + + + + + + + + +SALVATORE FARINA + +CARTA BOLLATA + +RACCONTO + + + + + +1894 + +L. OMODEI-ZORINI, EDITORE + +MILANO + + + + +Proprietà Letteraria + +MILANO, 1894--TIP. PAGNONI + +Via Solferino, 7. + + + + + + Romanzi e Novelle di SALVATORE FARINA + + + Due amori. Terza edizione rinnovata..........................L. 2 -- + Un segreto. Terza edizione rinnovata......................... » 2 -- + Frutti proibiti _(Fiamma vagabonda)_. Quinta edizione........ » 2 50 + Il Romanzo di un Vedovo. Terza edizione riveduta............. » 2 -- + Il Tesoro di Donnina. Quarta edizione........................ » 4 + Amore bendato. _Racconto_. Quinta edizione................... » 2 + Una separazione di letto e di mensa--La famiglia del signor + Onorato--Un uomo felice. Terza edizione....................» 1 20 + Fante di Picche. Terza edizione illustrata................... » 1 50 + Capelli biondi. _Romanzo_. Quarta edizione................... » 4 -- + Un Tiranno ai bagni di mare. _Tre scene dal vero_. + Terza edizione.............................................» 4 -- + Dalla spuma del mare. Terza edizione..........................» 2 50 + Oro nascosto. _Scene della vita borghese_. Terza edizione.....» 4 -- + Mio figlio!--Prima che nascesse. _Novelle_. Quarta edizione...» 1 50 + » Le tre nutrici. _Novella_. Quarta edizione.......» 1 50 + » Coraggio e avanti. _Novella_. Quarta edizione... » 1 50 + » Mio figlio studia. _Novella_. Quarta edizione....» 1 + » L'Intermezzo e la pagina nera. _Novella_. + Seconda ediz................................. » 1 50 + » Mio figlio s'innamora. _Novella_. Seconda ediz.. » 1 50 + » Il marito di Laurina. _Novella_. Seconda ediz....» 2 -- + » Nonno. _Novella_. Seconda edizione.............. » 1 50 + Mio figlio! Sesta edizione................................... » 5 -- + Il signor Io. Sesta edizione................................. » 3 50 + » Terza edizione illustrata, per bibliofili, + legatura in pergamena...................... » 4 -- + Fra le corde di un contrabasso. _Racconto_. Seconda edizione..» 1 20 + Amore ha cent'occhi. Terza edizione...........................» 5 -- + SI MUORE.--Caporal Silvestro. _Storia semplice_. Terza ediz...» 2 -- + » L'ultima battaglia di Prete Agostino. _Novella_... » 2 -- + » Vivere per amare...................................» 2 50 + » Per la vita e per la morte.........................» 4 -- + Pe' belli occhi della gloria. _Scene quasi vere_............. » 4 -- + I due Desiderii. _Prologo ed epilogo_........................ » 3 50 + Don Chisciottino..............................................» 3 50 + Più forte dell'amore?.........................................» 2 50 + Perchè ho risposto no? _Novella_..............................» 1 25 + » » edizione di bibliofili in formato + piccolissimo, carta a mano, legata in tela...» 2 -- + Amore bugiardo. Edizione di bibliofili (come sopra)...........» 3 -- + » » 2^a edizione..................................» 2 -- + Che dirà il mondo?............................................» 3 50 + Carta bollata.................................................» 2 50 + + + IN PREPARAZIONE: + + __Per sempre!__ + + __Novelas__. Traducidas del italiano por D. Cecilio Navarro, + illustradas por Apeles Mestres y D. F. Gómez Soler, fotograbados + de C. Verdaguer («Entro la cuerdas del contrabajo--El Senor + Yo--La Sota de Espada.») Legato in tela a colori e oro.......... L. 5 + + __Hiyo mio!__ Versión castellana di Marìa de la Pena, illustraciôn + de F. Gómez Soler. Legato in tela a colori e oro............... » 10 + + __Cabellos rubios__. Novela italiana, traducida al castellano y + precedida de un Prólogo por Luis Alfonso. Illustraciôn de M. + Foix, grabados de Gómez Pelo. Leg. in tela a col. e oro........ » 8 + + __Oro escondido__. Novela italiana, traducida al castellano por Luis + Alfonso. Illustraciôn de F. Gómez Soler, grabados de Gómez Pelo. + Legato in tela a colori e oro.................................. » 8 + + __Amore tiene cien ojos__. Versión espanola de Waldo G. Romera. + Ilustrada por P. Carcedo y M. Urrutia.......................... » 4 + + __Amor vendado__. Narracion italiana, vertida al espanol por M. de + la Pena........................................................ » 2 + + + + + +CARTA BOLLATA + + + + +I. + + +Lo chiamavano _Maestro_, benchè egli con la superbia d'essere +solamente scolaro della natura, avesse in supremo disprezzo +gl'insegnamenti che un uomo può dare a un altro suo simile. Non aveva +egli disertato Brera a diciott'anni, perchè all'accademia, a disegnare +un gesso immobile, più d'uno ha sciupato l'esistenza? Diciamo +l'esistenza per dire, ma dando retta a Giusto dovremo dire che molti +hanno guastato la mano, l'occhio, l'intelletto d'artista, e sono +rimasti tutta quanta la vita copisti. Perciò egli aveva piantato il +gesso immobile e scialbo, e dando al professore dell'asino, se n'era +andato di buon passo fuori di Porta Ticinese, a empir l'occhio di +belle linee mobili e di colori trasparenti. + +Assicurava che la prima lezione di colore gliel'aveva data una roggia, +entro la quale l'acqua si moveva appena, dando tutti i riflessi delle +nuvole splendenti pel sole di maggio. La gran maestra gli aveva detto +allora per la prima volta: «Giusto mio, lascia il carboncino, piglia +la tavolozza e il pennello, guarda bene e cerca di far come me; sarà +forse la disperazione di tutta la tua vita, perchè io farò quasi +sempre meglio, ma se tu hai qualche cosa dentro e riesci a metterla in +luce, sarai un grand'artista e la gente, che me non guarda nemmeno, +ammirerà l'opera tua.» + +Da quel giorno di maggio, Giusto, cacciato dall'accademia per aver +detto al professore una verità sacrosanta, non aveva avuto altri +maestri fuor che la natura. + +E poco dopo lo scolaro aveva avuto il battesimo di maestro dagli +allievi suoi, e perfino dai colleghi ed emuli, che in arte, dove +cessano le miserie delle scuole e delle regole, comincia l'anarchia +intellettuale e si trova un briciolo di giustizia per dire lealmente a +un compagno amato: «tu sei un grande artista» ovverosia «tu sei una +bestia.» + +Ma perchè, arrivato a questo punto luminoso, l'artista non è felice? + +Perchè spesso manca all'uomo glorioso quasi tutto; perchè la gloria è +una cosa, l'appetito è un'altra; perchè a una certa età, quando sono +entrate nel cervello le visioni d'una vita tranquilla, accanto al +focolare caldo, con una compagna buona, la quale all'occasione possa +fare la modella ad un capolavoro impaziente, l'artista, che ha cercato +nella natura l'anima delle cose, si sente infelicissimo non potendo +dare tutto se stesso a un'altra anima cara. + +I pittori italiani, a qualunque scuola appartengano, spesso per +scarsità di companatico rimangono scapoli tutta la vita; li vedete, +già canuti, gironzare ancora intorno all'ideale perduto, senza +arrischiarsi al matrimonio; alcuni si pigliano in casa una modella +belloccia, affamata quanto loro, a dir poco, per fingere la felicità +della casa e della famiglia, e se hanno fortuna, da queste finzioni +non nascono figliuoli, ma semplicemente bozzetti e quadri che +rimangono invenduti quando i nababbi italiani non li comprano per un +tozzo di pane. + +Una volta, attraverso l'Atlantico o le steppe, arrivavano nel bel +paese i Cresi veri, pieni di dollari o di rubli; andavano a visitare +gli studi degli artisti più in voga e si portavano via quadri di +genere e statue di marmo di Carrara; ma da poco in qua l'America non è +la terra promessa, la Russia nemmeno, le statue italiane si fanno per +lo più di gesso, il monte di Carrara non serve quasi ad altro che ai +caminetti. + +Quest'è lo stato presente dell'arte in Italia; poco è a sperare che si +voglia mutare per un pezzo. + +E non di meno la gioventù italiana è sempre innamorata dell'arte, +sfida la miseria, sopporta allegramente l'appetito e non si dà vita; +non passa mai per il capo dei giovani artisti la tentazione di mutar +carriera, di darsi alla banca per esempio, al tribunale, al commercio; +mentre qualche volta accade il contrario, cioè che un agente di cambio +novellino, pentito d'un'operazione a fine mese mal riuscita, voglia +rosicchiare l'osso spolpato dell'arte. + +Giusto, diventato maestro a forza di digiuni, a 36 anni non era +scontento del proprio stato, avendo venduto quaranta volte un Cenacolo +di Leonardo da Vinci, ai Russi ed agli Americani del buon tempo, e +ultimamente ai Tedeschi ed agli Inglesi. Sperava di vendere altri +cento Cenacoli prima di chiudere gli occhi all'eterno sonno; solo gli +rimaneva il dubbio angoscioso che l'affresco di Leonardo, ridotto già +come un'ombra, svanisse interamente prima del tempo. E allora, che +sarebbe di lui e della giovane arte italiana? + +Uno sgomento più grave lo assalse un giorno, quando l'agente delle +imposte volle gravare sull'arte italiana per mettere le toppe alla +finanza dello stato. Quell'uomo ingegnoso, fatto il calcolo che i +Cenacoli di Giusto pagati a peso d'oro dovessero dargli molto più +companatico che un artista di modesto appetito possa digerire, intimò +subito una tassa di ricchezza mobile per una somma enorme, dugento +lire annue, da pagarsi in sei rate uguali ogni bimestre, facendo +risalire l'obbligo del pagamento a tre anni innanzi per mancata +denunzia; insomma uno scapaccione di ottocento lirette. + +Ma, Cristo in croce! Dove si vanno a prendere ottocento lire per +consegnarle all'esattore? Lo sapete voi? + +Giusto non ne sapeva un'acca. + +Andò subito a visitare la belva, sperando ingenuamente di placarla; +appena gli avesse fatto intendere all'ingrosso in che acque naviga la +pittura moderna nel bel paese, il mostro avrebbe chiesto scusa di aver +cagionato al prossimo un'afflizione inutile, e non avrebbe fiatato in +sempiterno. Così pensava l'ingenuo maestro. + +Ma la belva non fu mansueta; dimostrò a Giusto, il quale ascoltava a +bocca aperta, che solo con i Cenacoli mandati all'estero tre volte +l'anno a un di presso, un maestro di quel valore....--Quale?, domandò +umilmente Giusto.--Dugento lire annue di ricchezza mobile, pagabili in +sei rate uguali. + +Insomma, non vi fu verso di correggere il criterio di quell'uomo, il +quale avendo istruzioni dall'alto, era nel preciso dovere di salassare +il prossimo per contentare la finanza... e fare un passo avanti nella +carriera. + +--Però... + +--Però, che cosa? dica, dica. + +Però Giusto poteva ricorrere alla commissione d'appello per +l'accertamento delle imposte. + +--E come? e che fa la commissione d'appello? e che ottiene il +contribuente? + +L'agente fu generoso d'informazioni; Giusto doveva fare il suo reclamo +in carta bollata da cent. 60; la commissione d'appello fa sempre ciò +che dice l'agente delle tasse; il contribuente per lo più non ottiene +altro che fare una seconda istanza a un'altra commissione... + +--La quale?... + +--La quale giudica come la prima. + +Giusto, fatto bene il conto, non fece istanza di sorta, e almeno +risparmiò la carta bollata. + +Ma bisognava pure pagare le ottocento lirette, se gli premeva fare +quasi ogni giorno la cena e tre volte l'anno un cenacolo. + +Allora cominciò nel cervello del pittore un lavorio angoscioso, non +fatto mai prima di quel tempaccio birbone: il lavoro di avvicinarsi ai +parenti abbandonati per disprezzo della loro fortuna, tastarli a uno a +uno, amicarseli un poco, fin che un giorno gli avesse indeboliti tanto +da poter sparare a bruciapelo la domanda d'un prestito di ottocento +lire. E perchè no di mille? La fatica è tal quale a chiedere mille o a +chieder ottocento, anzi certamente mille è una cifra più dignitosa, e +se un po' di lire gli rimanessero in tasca non gli farebbero male per +assicurare una buona modella al suo capolavoro. + +Il suo capolavoro doveva essere una Cleopatra, ma tutte le modelle +vedute non lo contentavano; una sola aveva le attaccature delle +braccia incensurabili, e per rifare il sorriso amaro della morte e +dell'amore non vi era altri che lei; solamente, essendo, ricercata da +molti, bisognava pagarla tre lire l'ora. E Cleopatra aspettava. + +I parenti di Giusto non erano molto prossimi; il più vicino era +fratello uterino di suo padre buon anima; lo zio Bortolo aveva fatto +il macellaio per vent'anni e s'era messo a riposare dalla macellazione +per negoziare i buoi, per il macello, s'intende, che quell'uomo di +pasta antica non poteva separarsi, fin che avesse un alito di vita, +dalla sua passione. + +Lo zio Bortolo aveva messo da parte un po' di denaro, ma ne avrebbe +avuto assai più se non gli fosse toccata la disgrazia di generare due +figliuoli dello stesso sesso, uno più scioperato dell'altro, i quali +altro non facevano se non spolpare il genitore. In oltre lo zio +Bortolo aveva un vecchio rancore col fratello, ancor che fosse morto e +sepolto, e non vedeva di buon occhio la pittura per una disgrazia +toccata all'insegna della sua bottega. + +Quell'insegna era una testa di manzo magnifica, come Bortolo ne aveva +staccato tante dalle bestie macellate; a giudizio delle cuoche del +vicinato era parlante, e il macellaio già si rallegrava della sua +pensata, quando gli era piombata la contravvenzione perchè prima di +esporre la testa parlante del manzo miracoloso non aveva domandato il +permesso al Municipio e pagato la relativa tassa. Bortolo si protestò +innocente, dichiarò di non averlo fatto apposta, ma non vi fu verso e +dovette pagare. Così quell'insegna, che lo aveva rallegrato un giorno, +sembrò poi messa lì solo per riaprire una vecchia piaga per tutto il +resto della vita. + +Un altro parente prossimo di Giusto apparteneva alla Curia in qualità +di usciere; doveva odiare anche lui la pittura perchè si era empito la +casa di oleografie e nella sua qualità d'uffiziale giudiziario +guardava dall'alto in basso il cugino pittore; si chiamava Ippolito. + +Un altro cugino aveva bottega d'orologiaio e orefice in Ponte Vetero e +si diceva che rivendendo bene gli orologi acquistati male dagli +speculatori di Piazza Castello, che è a due passi, egli si fosse messo +da parte un bel gruzzolo; si chiamava Venanzio. + +Un altro cugino era prete. Diceva la prima messa, che è la meglio +pagata per la difficoltà di alzarsi la mattina di bonissima ora; aveva +la sottana sfritellata; i collarini sudici erano una sua specialità. + +Costui almeno era venuto qualche volta a trovarlo in studio, e si +dichiarava a tutto pasto appassionato della pittura religiosa, ma se +appena appena Giusto scopriva le nudità d'una tela di genere +pompeiano, o turco, o indiano, prete Barnaba lasciava Cristo a cena +con gli apostoli e Cristo in croce per ammirare da vicino e da lontano +un po' d'arte mondana. Molte volte aveva manifestato al cugino pittore +la tentazione fatale, da cui era preso ogni tanto, di ordinargli una +Madonna dei sette dolori per la cappella ove diceva messa, ma sperava +di resistere, e veramente aveva resistito fino allora. + +Ma non resisterebbe più quando Giusto gli avesse fatto intendere la +propria necessità di consegnare all'esattore una somma che non aveva; +di sicuro, per non lasciarsi salassare impunemente, il prete +comprerebbe la Madonna dei sette dolori per lire mille. + +Quel giorno medesimo il pittore andò a trovare suo cugino. Per via +aveva una baldanza curiosa di uomo sicuro del fatto proprio; +nell'androne di sagrestia cominciò a penetrargli nell'animo un dubbio +amaro; e in faccia al reverendo il _maestro_ aveva la fisonomia +somigliantissima d'uno scolaro che non sapesse la lezione. + +--Qual buon vento ti porta qui, così di buon'ora? domandò prete +Barnaba, mentre con l'aiuto d'un chierichino infilava la pianeta per +la messa. + +--Non è un vento, confessò Giusto, e sopra tutto non è un vento buono; +è un uragano maligno. + +Prete Barnaba si fece il segno della croce dinanzi al Cristo di +sagristia, e non rispose verbo perchè fiutava da lontano un gran +pericolo. + +Giusto, vedendo che gli toccava dir tutto senza incoraggiamenti, +chiuse gli occhi e disse: _mille lire!_ + +Prete Barnaba alzò gli occhi al Cristo per dirgli alla muta che +rispondesse lui qualche cosa a quel disgraziato. + +--Ma non vedi, mio buon Giusto, che tu sei in un grave errore? come! e +tu non ti eri accorto che io non ho avuto mai mille lire disponibili? +Credi che me ne verrei qui come una rondine a dire la prima messa se +fossi un prete ricco? E con tutta la voglia che ti ho manifestata +tante volte di regalare una Madonna dei sette dolori alla cappella, se +non l'ho fatto prima d'oggi, che significa? + +--Ma io... balbettò il gran maestro della scuola lombarda, ma io ti +farò una _Madonna di sette dolori_ che farà piangere i sassi; e sarà +d'un metro e sessanta, come ti piaceva, e se non basta te la farò di +due metri. Fa un sagrifizio per lasciarmi in pace con l'esattore. + +Prete Barnaba aveva già la pianeta; si pigliò in mano il calice e +inchinatosi ancora davanti al Cristo in croce mormorò sotto voce una +preghiera prima di avviarsi all'altare. + +--Se ascolti la mia messa, potremo parlare ancora del caso tuo, ma da +me non sperare nulla; ti dirò piuttosto di andare da nostro cugino +orologiaio. Quello ha un mucchio di danaro, e per un parente vorrà +fare qualche cosa. + +Il gran maestro non fiatò, ma almeno volle risparmiarsi la messa di +suo cugino Barnaba. + +Camminando di buon passo sulla via pensava al caso suo, che ora gli +sembrava più difficile che mai. + +A quale altro parente doveva rivolgersi ora? + +All'orologiaio di Piazza Castello, o all'usciere Ippolito, o a zio +Bortolo macellaio? L'orologiaio apriva il negozio di Ponte Vetero alle +ore otto in punto, l'usciere andava in tribunale non mai prima delle +nove, e fino a quell'ora il negoziante di buoi arricchito dal macello +non si moverebbe dal suo letto. Erano le cinque in punto; e recarsi a +casa dei suoi cugini a quell'ora mattutina a chiedere un prestito di +mille lire, non parve a Giusto molto prudente; se ne andò allo studio +a riflettere meglio. Con la tavolozza in pugno, buttando qua e là +qualche pennellata sopra una di quelle tele destinate a non essere mai +finite, che tutti i pittori ne hanno sempre una almeno, si erano +affacciate tutte le migliori idee di Giusto. Così fece. + +Egli aveva appunto una gran tela intitolata il _Paradiso terrestre_, +dove nello spazio di due metri aveva ammucchiato tutte le seduzioni +dell'inferno; vino colante da brocche rovesciate sulle mense; donnine +seminude addormentate nel dare un bacio a giovinotti brilli, alcuni +dei quali caduti fra le gambe della tavola; dadi e carte da giuoco +sulla tovaglia e in terra, stoviglie d'argento luccicanti al sole +affacciato da un finestrone a guardar lo spettacolo disameno. Quel +quadro concepito in una giornata di orgia, che aveva dato a Giusto una +nausea memoranda, non era stato compiuto per la solita causa, perchè +le donnine allegre, le quali gli avevano servito una volta di modelle, +non erano tornate più a mettersi in posa. + +Tuttavia la tela non era stata cancellata, e nei momenti scabri delle +sue giornate il gran maestro vi dava volontieri qualche pennellata per +rinforzare il tono d'un viso baciato dal sole, o un'ombra sotto la +tavola, e per farsi venire le sue idee migliori. Quella mattina l'idea +fu questa: + +«Io la faccio in barba all'esattore, il quale dovrà rimanere con due +spanne di naso a dir poco; io mi rifugio all'estero in un paese meno +barbaro che non sia questa nostra Italia di Michelangelo e di +Raffaello; io me ne vado in Isvizzera, a Lugano.» + +Con poche pennellate di biacca sgorbiò un po' di fondo di tela non +ancora coperto di colore, e si tirò indietro per riconoscere che +quell'albore rinforzava benissimo i toni di tutto quanto aveva messo +fin qui sul quadro, e bisognava proprio scegliere una sala bianca, +tutta marmi di Carrara, o stucchi e oro. Pensò ancora. + +«Da poco in qua i pochi Russi viaggianti si fermano in Isvizzera, nel +Canton Ticino, che è come un pezzo di Italia, a Lugano, città di +alberghi... I Tedeschi poi non vengono in Italia senza passare il +Gottardo e fermarsi a Lugano; quando il forestiero sappia che a Lugano +vi sono io, vorrà fare una visita al mio studio. Chissà quante belle +migliaia di franchi in oro metterò da parte senza dare un centesimo al +mio caro esattore. E quando avrò le migliaia, potrò forse pensare...» + +A che cosa? Egli interruppe il proprio pensiero, perchè gliene venne +un altro. + +--Sì, ma a Lugano non vi è la Chiesa delle Grazie, non vi è il +Cenacolo di Leonardo da Vinci; e come faccio io? + +Fu uno sgomento di poca durata. Giusto poteva farsi una copia di +Cenacolo per servire a farne poi altre; una seduta in faccia +all'affresco originale accontenterebbe il compratore più difficile. + +Sta bene, e ora poteva proseguire la sua _via crucis_, visitare, se +fosse necessario, i cugini a uno a uno, e con molta filosofia +penetrare tutte le difficoltà di ottenere mille lire in prestito. +Erano giunte le otto, l'ora dell'orologiaio di Ponte Vetero. + +Giusto si avviò con animo deliberato. + + + + +II. + + +Il cugino Venanzio, giovinetto allegro la sera, quando il suo negozio +era andato bene, aveva la mattina un umore intrattabile; la impazienza +che si presentasse il primo affare, senza del quale come sapete non è +possibile mai fare il secondo, gli dava un'aria inquieta e scontenta, +che non cresceva nulla ai vezzi della sua persona. Alle otto in punto +ogni mattina, nell'atto di aprire la bottega, dimenticava le amiche +della notte per non pensare ad altro che al suo commercio e agli +agenti della questura, i quali potrebbero capitargli in bottega quando +meno se lo sognasse per fare molte ricerche inutili. + +Quando Giusto si presentò, Venanzio era mille miglia lontano da lui; e +per un poco, intento a ripulire la mostra, non si avvide nemmanco del +suo parente. + +Ma il pittore, preparato a ogni sorta di incontri nella _via crucis_, +non si smarrì di animo. + +--Venanzio, disse con voce robusta; e ripetè ancora: Venanzio. + +Venanzio si volse verso di lui, tentando un sorriso che riuscì una +smorfia. + +Giusto non perdè un minuto di tempo per informarlo del suo bisogno; +l'altro, senza smettere le proprie occupazioni, gli parlò così: + +--Ti hanno ingannato, sai, ti hanno proprio ingannato; io non posseggo +un soldo; tutta questa roba che vedi non è pagata, e se non la vendo, +la ridò a chi me l'ha data per la mostra; appena appena ne ricavo, +ammazzandomi tutto il giorno al banco, tanto da mangiare e vestirmi. +Tu lo sai, io sono come te, scapolo ancora; e perchè sono scapolo a +trentasei anni sonati? Perchè ho paura del matrimonio e della +figliolanza, e ne ho paura perchè sono povero. + +Giusto non si lasciò commuovere da quelle dichiarazioni e franco +franco ribattè così: + +--Aspettavo che mi dicessi questo, perchè so quanto guadagni e quanto +sei avaro di giorno; so pure che non prendi moglie, perchè la notte +all'Eden, alla Follia e in altri luoghi, trovi quante mogli fanno al +caso tuo. Ma io non chiedo un prestito senza interessi, che sarebbe +un'ingenuità, sono venuto a proporti un negozio; se mi dai mille lire +te le renderò col dieci per cento fra un anno, e anche prima. + +Venanzio non ebbe nemmeno il tempo di riflettere, come sembrava +volesse fare, perchè un brutto ceffo si affacciò alla bottega senza +dir parola. + +--Vengo, disse l'orologiaio, e l'uomo sparve. + +--Ecco, proseguì Venanzio, continuando ad assestare gli orologi della +mostra; io sono qui per contrattare: non dobbiamo forse far contratti +tutta la vita? ma quando uno chiede che io gli procuri un po' di +denaro che non ho, non posso incomodare la gente che mi vuol bene +senza fargli vedere prima il pegno e consegnarglielo poi. Se tu hai +dell'oro vecchio, dell'argento, ma meglio oro, portalo qua e io ti +potrò fare l'imprestito; così faccio qualche volta; oro e argento; +oppure orologi; ma tu non hai sicuramente una partita d'orologi da +sbarazzare; tu non sei un collezionista. + +Lasciò vagare sulle labbra un sorrisetto, ma lo cancellò subito. + +--È vero, rispose Giusto, io non sono un collezionista d'orologi. + +--Lo vedi! conchiuse Venanzio. + +Aveva detto tutto; si affacciò in istrada per vedere se l'uomo di +prima aspettasse, e rialzando il capo verso il suo caro parente senza +nemmeno guardarlo, sembrò dirgli qualche cosa che Giusto intese a +volo. + +--Stammi bene, disse il pittore, e buoni affari. + +Lasciò la bottega e nell'avviarsi al tribunale passò rasente al brutto +ceffo che tornava verso la bottega di Venanzio. + +Sebbene fossero le nove sonate, quando Giusto arrivò al Palazzo di +Giustizia, l'usciere non era ancora al telonio a preparare le +citazioni e a radunare le sentenze per notificarle. Che ne era +avvenuto? Niente altro che questo: Ippolito s'era ammalato +d'indigestione, volgarità indegna d'un magistrato, ma che può toccare +anche al primo presidente. Giusto lo troverebbe a casa, a letto. + +Queste notizie gli vennero date da un altro ufficiale giudiziario, il +quale anzi raccomandò di dire al collega malato che quella tal +citazione verrebbe fatta prima del mezzodì. + +E Giusto via, a picchiare alla porta del suo terzo cugino. + +Gli fu aperto dalla figliuola di Ippolito, una cuginettina perduta di +vista da molti anni, un amore di bimba non avente proprio l'aria di +essere tanto vicina alla curia e al tribunale; ne pareva anzi +lontanissima, tanto era bianca, bionda, e gentile; e pure anche il +giorno prima quell'amorino ingenuo aveva riempito molta carta bollata +indegna di un suo caratterino nitido e bello, senza domandarsi conto +di quanto faceva per contentare il babbo. + +--Chi è? domandò appena ebbe schiuso l'uscio, e subito soggiunse: è lo +zio Giusto. + +--Non sono tuo zio, ma tuo cugino, tienlo in mente... + +--Il babbo dice che sei zio, ma se tu vuoi essere mio cugino, lo +preferisco quasi; vieni pure, ma il babbo sta male, perchè ieri ha +lavorato troppo... + +--L'altro usciere mi ha detto che ieri ha mangiato.... e gli ha fatto +male. + +--Non è vero; lavora qualche volta troppo e allora non digerisce quel +che mangia. Vado subito a dirgli che sei qui, aspetta un momentino... + +Così dicendo, quella donnina accompagnava il suo parente in salotto, +gli accennava di mettersi a sedere, e via di corsa. + +Uscirono dal cervello del maestro tutti le amarezze della giornata +incominciata per trattenere soltanto la visione gentile della +cuginetta. + +Un pittore che sappia il fatto suo, al primo vedere una figurina come +la figliuola dell'usciere Ippolito, si sente subito afferrare dalla +tentazione di arrestarne sulla tela il più possibile, il viso almeno, +un po' di collo, le manine bianche, le braccia tonde; il resto viene +poi. + +Così Giusto. + +«Come si chiama mia cugina? Maria, mi mi pare; ma non ne sono sicuro, +e non mi starebbe bene domandarlo; altrimenti si vedrebbe subito che +io dei parenti cari mi sono infischiato magnificamente fino al momento +di averne bisogno. È fresca come una rosa appena sbocciata; beato chi +la potrà cogliere; è bella; è amabile, disinvolta e garbata; farà la +felicità di un usciere novellino, o chi sa mai, magari di un usciere +vecchio, che abbia ammucchiato molto denaro notificando molta carta +bollata. Ah! quanti grandi artisti sono diventati celebri perchè +avevano un modello in casa!» + +Giusto ebbe l'audacia di immaginare l'arte gentile che egli avrebbe +fatto nel primo tempo dopo le nozze, quando la cugina Maria.... +diciamo.... fosse al suo fianco, e l'arte grande che gli sarebbe +uscita dal pennello quando Maria, diciamo ancora così, avesse preso +proporzioni un tantino matronali, ma un tantino appena, e il suo viso +di faterella allegra fosse oscurato da quell'ombruzza di melanconia di +chi ha visto da lontano il dolore. + +La cuginetta tornò in quel punto ad annunziare che il babbo dormiva +ancora, ma nel dire mostrò apertamente il dolore della bugia; tanto +apertamente, che Giusto fu lì lì per consolarla così: + +«Maria.... ho inteso tutto....» ma dalla camera vicina la voce sonora, +che spesso tonava nell'aula annunziando il tribunale, gridò forte: +Cristina! + +E Cristina, chiesta permissione, sparve una altra volta. + +--Si chiama Cristina, e io me ne ero scordato; è proprio bella tanto, +ingenua e schietta; non pare la figlia di un usciere; mio cugino +Ippolito ha fiutato il caso mio; per paura d'essere indebolito +dall'indigestione, mi mandava a spasso con una bugia; ma pensandovi ha +visto di non guadagnare gran cosa, e ora mi fa dire di venire al suo +letto, che, ammalato com'è, saprà difendersi. È come se lo vedessi. + +Cristina rientrò in sala in quel punto; aveva la faccetta allegra +d'una donnina che, odiando la menzogna, si rallegra di dire una +verità. + +--Il babbo dormiva, perchè non aveva inteso che si trattava di te; ora +ti vuol vedere. + +--Grazie, balbettò Giusto per dire qualche cosa. + +--Grazie di che? chiese Cristina. + +E veramente grazie di che? Giusto non sapendo rispondere, si avviò in +uno stato di perplessità inesplicabile. Giunto a piedi del letto +matrimoniale dell'usciere vedovo, non fu tolto al suo stato dagli omei +con cui Ippolito cominciava la propria difesa personale. + +--Ahi! questo mio stomaco non mi serve più; ahi! è il piloro +sicuramente, o è il fegato, o è la milza, o è il demonio; il fatto è +che se mangio un boccone con un po' di appetito mi tocca dire mi pento +e mi dolgo una settimana intera. + +--Che cosa è stato? + +--È stato che si lavora troppo per campare la vita. Ma bravo! Mio +cugino, il grande artista, il faro dell'arte pittorica lombarda, si è +ricordato d'un misero uffiziale giudiziario! Non è, Dio ti guardi, per +una citazione? Se il cliente tuo non ti vuol pagare, dà retta a me, +piglialo con le buone; non ti venga mai la tentazione di pigliarlo con +le mani d'un usciere. L'usciere, anche se è cugino, non può far nulla +senza la carta bollata. Ahi! questo piloro, questo fegato, questo +demonio mio! Mettiti a sedere; vedi là, vi dev'essere una sedia +libera; l'hai trovata? Bravissimo; e ora dimmi il caso tuo. Ahi! + +La perplessità singolare di Giusto durava ancora; egli udiva le parole +dell'usciere ammalato, ma ascoltava i passi della cuginettina bionda, +che dava sesto nell'altra stanza; costretto a dire la molla che +l'aveva spinto fino in casa del cugino usciere, nella sua perplessità +affermò che le molle erano due. + +Curioso! Il fatto che le molle fossero due, mentre erano sembrate una +sola all'usciere, lo rallegrò invece di fargli pena. Pensò subito che +fossero due cambiali precettabili. + +--Se sono pagherò o tratte protestate è meglio, ma fossero anche +citazioni, io sono agli ordini tuoi; non pagherai altro che le spese +vive. + +--Grazie, ma non è questo; io vengo da te unicamente perchè ho bisogno +di due cose... + +Pensò un momentino se gli convenisse prima parlare dell'agente delle +imposte, e riconobbe che era meglio parlarne dopo. E allora?... + +--La prima è tua figlia. + +--Cristina! come entra mia figlia nel caso tuo? + +--Sì, proprio Cristina: sono venuto a chiedertela in moglie... + +--Per te?... + +--Ma... mi pare. + +--Ma tu non sai che Cristina ha diciasette anni soltanto, e tu, se i +miei conti tornano, ne hai almeno trentatre.... + +--Sonati... È disgraziatamente vero; ma io mi sento giovanissimo +ancora... + +--Sentirsi è una cosa, essere è un'altra; come la pittura d'una cosa +non è mai la cosa medesima... Mi spiego? Se non mi faccio intendere +abbastanza, mi spiegherò meglio: per mia figlia ho altre vedute. E non +ne parliamo altro; se mi vuoi dire l'altra cosa... ahi! + +Giusto stette un po' a pensare e lì per lì non rispose. + +--Me la vuoi dire? insistè l'usciere. + +--Ci penso... Non te la voglio dire, tanto non ci guadagnerei nulla. + +L'usciere non era punto curioso e lo disse: + +--Pazienza! io non sono curioso. + +--Ti saluto, conchiuse Giusto, rizzandosi da sedere; guarisci, cura il +tuo piloro, torna presto al tribunale e stammi allegro. + +--Senti ancora; che premura hai? senti.... Cristina non sa nulla? + +--Non sa nulla ancora. + +--Ti conviene che non sappia mai; io non le dirò niente, te lo +prometto. + +--Grazie. + +L'usciere dal suo letto chiamò forte «Cristina!» perchè accompagnasse +il faro della pittura lombarda fino all'uscio, e Giusto disse a se +stesso: + +--Essa invece saprà subito e saprà tutto. + +E appena apparsa la faccetta soave della cugina, egli le disse: + +--Sai? me ne vado; la cosa che domandavo a tuo padre, mi è riuscita +male... + +--Me ne spiace tanto... + +--Ah! se fossi sicuro che ti spiacesse tanto, quasi mi consolerei un +poco. + +Cristina aprì gli occhioni belli a guardare il suo parente, non +intendendo ancora. + +--Si può sapere che cosa gli hai domandato? domandò ingenuamente. + +--La vuoi proprio sapere? + +Cristina non rispose nulla, perchè l'occhio nero del faro della +pittura lombarda le andava dicendo tante cose. + +--Te la dirò all'orecchio. + +Ma tacque un poco, aspettando il pentimento. + +Cristina non respirava più. + +--Dimmela, balbettò con un fil di voce. + +--Gli ho chiesto... te... in isposa... ed egli mi ha risposto: no. + +--Cattivo babbo! scappò detto alla creatura ingenua; e diè in un +pianto dirotto. + +Giusto, a cui da poco in qua sembrava di sognare, a questo punto del +suo sogno si svegliò in paradiso. + +--Cristina! gridò forte l'usciere dall'altra camera; Cristina! + +Nessuno gli rispose. + +--Senti, bambina mia, tu ora mi fai felice, ma asciuga le tue lagrime; +se vuoi proprio, se mi saprai aspettare, io ti farò mia; vuoi? + +--Sì, voglio. + +--Allora dammi un bacio; e speriamo insieme. + +Cristina diede il bacio senza titubanza. + +--Cristina! chiamava Ippolito dal suo letto; dove si è cacciata quella +ragazza?... Cristina! + +--Trovo la mia strada da me, rispose Giusto a voce alta. + +Si pigliò in silenzio un altro bacio dalla bocca soave, un altro bacio +pose sulla fronte della sua fanciulla, e se ne andò fidanzato. + +Ma non aveva trovato nulla per l'agente delle imposte. + + + + +III. + + +Tutto il rimanente di quel giorno Giusto non fece altro se non pensare +alla sua fidanzata, ed ebbe solo un po' di requie quando con poche +pennellate di biacca, di cinabro e di cromo si fu messo dinanzi la +faccia gentilina e i capelli d'oro che gli trottavano nella fantasia. +Ogni giorno avrebbe aggiunto qualche cosuccia alla tela, pur che ogni +giorno trovasse modo di vedere Cristina, in casa, o alla finestra, o +alla passeggiata. Uscirono da quel cervellaccio di grande artista +tutte le melanconie della tassa di ricchezza mobile, dimenticò perfino +l'esistenza d'un agente delle imposte e gli parve di vivere in una +Italia nuova, fatta allora allora per lui e per Cristina, in un'Italia +dove si fosse perduta la mala semente dell'esattore e non si +conoscesse nemmeno la necessità di rifare il Cenacolo quattro volte +l'anno per campare la vita. + +Camminando per le vie, a testa alta, con gli occhi fissi in Cristina +sua, respirando Cristina sua nell'aria di quel mattino di maggio, il +faro della pittura lombarda si dimenticò perfino di essere un faro, di +aver trentasei anni sonati bene bene, per ridiventare un fanciullone. + +Pensava: «Di che mai espedienti si serve il cielo misericordioso +(perchè ora tornava a credere nel cielo e nella sua misericordia) per +avvicinare due cuori che si vogliono amare! Chi potrebbe far credere +all'agente delle imposte che egli, minacciando una tassa che forse non +riscoterà mai, mi abbia riunito a Cristina mia per tutta la vita? + +«Per tutta la vita? Sì, per tutta. Ormai Cristina è legata a me; +nessun tribunale, con nissun atto di usciere potrebbe mai impedire a +due cuori di amarsi tanto. Il cugino Ippolito, dopo avermi detto no +alla prima, mi dirà sì alla seconda; e a me, fra quindici giorni, non +mancherà il coraggio di andarlo a trovare in tribunale, e magari al +suo letto se avrà fatto un'altra indigestione.» + +Fortunatamente, della seconda causa che lo aveva spinto in casa +dell'ufficiale giudiziario, egli non aveva fiatato, perchè sapere +bisognoso d'una somma relativamente tenue, il faro della pittura +lombarda, non gli aggiunge luce nè decoro; Giusto accomoderebbe forse +il proprio negozio con l'altro parente macellaio, e non riuscendo +nemmanco con lui piglierebbe la risoluzione di trasportare in Svizzera +il Cenacolo incominciato e gli altri bozzetti, accomiatandosi con una +bella lettera dall'agente delle imposte. + +--Dunque si va a far visita al macellaio? + +Giusto si propose il quesito parecchie volte in quella giornata +memoranda, e lo lasciò sempre in sospeso per causa di Cristina bella, +che lo chiamava a lei in silenzio. + +All'ultimo rispose melanconicamente di sì, e si avviò al macello con +l'aria d'una buona bestia segnata e rassegnata. + +La casa dello zio Bortolo era fuori di porta; d'un piano solo ma +bellina assai, tutta tinta di sangue sieroso, ma con le persiane di un +rosso vivo, che pareva sangue arterioso; vi abitava la famiglia del +macellaio soltanto e perciò, non vi essendo portinaio, per farsi +aprire, bisognava toccare il bottone del campanello. + +Giusto, dando un'occhiata alla finestra sanguigna, si sentì venire un +po' di baldanza accettando questo presentimento bugiardo: + +«Mi pare che dove meno me l'aspettava, troverò il fatto mio; qui +dentro stanno di sicuro molte migliaia di lire inoperose; sta a vedere +che una se ne viene alla chetichella nel mio portamonete.» + +Mentre egli toccava coraggiosamente il bottone del campanello, +un'altra voce, vera e sacrosanta, mormorava a canto a lui, +strascicando le parole, tanto era dimessa: «vedrai che Bortolo farà +come gli altri, non ti darà un soldo.» + +La porta di strada si aprì, e subito una voce gridò dall'alto: + +--Chi è? + +--Sono io, rispose il gran maestro, infilando le scale. + +Al secondo pianerottolo una vecchia lo squadrò da capo a piedi, +ripetendogli: + +--Chi è? + +--Sono io; il nipote di zio Bortolo; mio zio è in casa? come sta? +riceve a quest'ora? + +Il macellaio stava benone e non gli sarebbe sembrato vero di poter +ricevere nel salotto, in fondo a un corridoio, dove la vecchia +accompagnò il visitatore, ancor che fosse nipote del padrone, a +contemplare un uscio chiuso. La chiave era nella toppa, ma non girava +bene, e dopo inutili sforzi della fantesca si provò Giusto con miglior +resultato. + +La fantesca spalancò la finestra sanguinosa e alla luce Giusto ammirò +il buon gusto di suo zio. + +Quella sala era tutta lucente, e i mobili di noce di stile +modernissimo, anzi senza stile, acquistati in Santa Marta, erano +massicci; avendo una passione per il marmo che gli ricordava le belle +memorie del macello, lo zio Bortolo, oltre averne messo in abbondanza +sopra due mensole che si facevano riscontro guardandosi con l'occhio +enorme di due specchi, aveva aggiunto in una parete un canterano; +negli angoli della stanza due tavolini da notte tondi, pronti a +ricevere vasi di qualunque genere o puttini di terra cotta... erano +già forniti di marmo. Di quadri nemmeno l'ombra, e pareva a Giusto che +nelle pareti starebbero benone almeno due paesaggi; già gli sembrava +di averli fatti; uno di natura viva, riprodurrebbe i buoi condotti al +macello; l'altro di natura morta, molta carne macellata. Il grande +artista farebbe la tela in due settimane se Bortolo gli pagasse le +mille miserabili lire. + +Dopo molto aspettare, la mole enorme di Bortolo, piegandosi un +tantino, passò la porta spalancata. + +Anche egli, come il prete, domandò quale vento gli avesse portato a +casa suo cugino. + +Il faro della pittura lombarda si spiegò subito; non era stato un +vento, ma bensì l'agente delle imposte, perchè egli, lui, per lui, per +ciò... intendeva bene il macellaio? + +Il macellaio intendeva benone; ma dalla sua mole uscirono subito certi +lamenti tenui, frammezzati di piccioli gridi da far pietà a una belva. +Oh! Dio, aver pensato a lui in una congiuntura simile, mentre +chiunque, fuori che lui, avrebbe potuto far meglio. Ma, celeste +misericordia! Bortolo, poveraccio, non macellava più, non sapeva più +come fossero fatti i marenghini con cui una volta pagava i buoi; non +era oggi il regno della carta straccia? e dunque? se Giusto gli +volesse credere... Bortolo non aveva visto da un poco una moneta +d'oro. + +Il faro della pittura lombarda a questo punto era già un faro spento, +ma volle mandare un ultimo guizzo dicendo allegramente a suo cugino +che egli si sarebbe contentato di mille lire in carta, anche +stracciata o rappezzata, pur che vi si leggesse chiaramente l'uso che +doveva fare. + +--Ma io, volle conchiudere Bortolo, cominciando a entrare in collera. + +--Ma tu, interruppe Giusto, tu non me li puoi dare, non è così? + +Era proprio così. + +--Allora ti saluto. + +--Te ne vai? Mi dispiace tanto, ma io non posso far nulla; non è una +settimana che ho dovuto pagare un debito di quattrocento lire che mio +figlio, quello scapestrato di mio figlio Gerolamo, mi ha fatto a +Pavia. Io non avrei pagato, te lo giuro, perchè un mese prima l'altro +mio figlio, Giuseppe, quello che mi minaccia da dieci anni di non +pigliar la laurea di ingegnere, mi aveva salassato di cinquecento +lire; ma Gerolamo, che studia la legge da sette anni, mi assicurò che +bisognava pagare, perchè egli aveva imitato la mia firma in una +cambiale protestata. Vedi dunque se un cristiano battezzato può +aiutare un cugino quando ha la disgrazia di due figliuoli come i miei. +Ti dico io, è impossibile, e quando te lo dico puoi credere.... Ma se +ti fermi un momentino posso farti assaggiare un dito di barolo vecchio +come il peccato mortale. + +--Davvero? + +--Sì, proprio. + +L'idea di bere il vino del parente che gli negava mille lire in +prestito, sorrise in un cantuccio del cervello a Giusto; bevve +allegramente, riconobbe che il barolo vecchio come il peccato mortale +era saporito come il peccato veniale, e se ne andò con molta +disinvoltura, ringraziando lo stesso. + +Non sembrando vero al macellaio d'essersi sbarazzato con così poco, +volle almeno dare un buon consiglio al suo giovine parente. + +--Va a trovare tuo cugino, l'usciere, gli gridò dal pianerottolo, egli +forse accomoderà il fatto tuo. + +--Grazie, rispose il faro della pittura lombarda, dall'ultima scala. + +Uscendo al sole era spento più d'un fanale. + +Cristina gli rientrò subito nel cervello, cacciando ogni altra +melanconia. + +E allora chi pagherà l'agente delle imposte? Se è destino che qualcuno +paghi, qualcuno pagherà; ma mi pare che non sia destino, signor +agente. + +Gli trottavano per il capo due forme di lettere all'agente delle +imposte. In una era il commiato semplice e garbato, in un'altra più +tentatrice la garbatezza era ironia, la semplicità si perdeva +assolutamente di vista. + +Prima di tornare a casa non aveva ancora fatto la scelta, e quando si +fu messo davanti al cavalletto a carezzare col pennello la sua +Cristina, l'agente delle imposte potè credersi dimenticato. + +E veramente Giusto se ne dimenticò tutto un mese per amor di Cristina, +fin che l'agente delle imposte gli rinfrescò la memoria per mezzo +dell'esattore. Il termine dei reclami essendo scaduto, l'agente se +n'era lavato le mani, incaricando il suo sozio di riscuotere lire 811 +entro otto giorni dal giorno tale, minacciando la multa per ogni +giorno di ritardo, e se fosse proprio necessario, il pignoramento dei +mobili. + +Allora a un altro fuor che a Giusto non rimaneva se non pagare; invece +il faro della pittura lombarda aveva ancora lo scampo di imballare +alla chetichella i pochi mobili, oppure vendere tutto il vendibile, e +piantare in asso esattore ed agente con due palmi di naso. + +Ma sì, ora l'idea di andarsene non gli sorrideva più come la prima +volta, perchè Cristina gli era entrata troppo nel cuore, e la tela +incominciata, ancor che l'avesse portata seco, non lo poteva +compensare di tutto quanto perdeva. E avrebbe perduto tutta quanta la +felicità, che non era poi gran cosa; giacchè non avendo potuto trovare +verun pretesto giusto di tornare in casa dell'usciere, egli non aveva +potuto avvicinare la sua innamorata. Pure l'aveva vista di buon'ora +alla finestra di strada, rischiando il torcicollo ogni mattina per +guardare al quarto piano; più tardi, all'ora del desinare, e più tardi +ancora, prima di notte, si era fatto una festa di andare nella strada +del suo paradiso, a indovinare da lontano il visino dell'angelo suo, +quando non gli capitava la disgrazia di trovare la finestra chiusa; ma +allora era segno che l'angelo era uscito con la fantesca, e aspettando +di piè fermo sulla cantonata, mettendo gli occhi inquieti un po' per +tutto, era quasi sicuro di incontrarla sulla via e di dirle alla muta +tutto l'amor suo sconfinato. + +Quando fosse andato a Lugano o altrove, chi gli renderebbe questa +felicità perduta? + +Giusto vide bene che non gliela renderebbe nessuno, nemmeno l'eterno +padre a cui non credeva molto, ma che pure invocava qualche volta per +abitudine.--Dio grande, gli diceva a voce alta, se è vero che tu puoi +tutto, fa una bella cosa per me: dammi l'angelo mio, io me lo sposo, e +ce ne andremo insieme a Lugano; l'esattore non esigerà da me nemmeno +un centesimo, noi saremo felici e diremo il Padre Nostro sera e +mattina.-- + +Ma l'invocazione peccava da un lato. Se egli potesse sposarsi subito a +Cristina, l'usciere, divenuto suocero, lo pregherebbe di fermarsi in +Milano, salvando in qualche modo i suoi cenacoli dalle unghie ladre +dell'agente delle imposte. + +E come sposare Cristina prima che avesse l'età maggiore? + +Cominciò allora a germinare nel cervello del grande artista un'idea +audace; trovarsi con Cristina una domenica all'uscita dalla chiesa +chiesa di Sant'Alessandro, spingersi innanzi la fantesca in qualunque +modo, con una mancia, con un'astuzia, con un calcio, se fosse proprio +indispensabile; e invitar Cristina a venirsene con lui... in cima a un +monte inaccessibile per altri, in Australia, al Polo, nel deserto di +Sahara, e intanto a Lugano. + +Per campare fin che il cugino suocero fosse placato, il faro della +pittura lombarda venderebbe un cenacolo per due tozzi di pane, farebbe +la concorrenza alla fotografia, riproducendo in effigie tutta la +popolazione maschia di Lugano, e se Cristina non vi trovasse nulla a +ridire, anche il bel sesso. Un giorno poi l'usciere, mansuefatto, +darebbe il consenso alle nozze, e la felicità, entrando finalmente +nella casa del grande artista, vi splenderebbe davvero come un faro. + +Ma questa idea era appena un germe, quando accadde una cosa +straordinaria: il cugino Ippolito in persona venne a fargli visita. + +Entrando nello studio del grande artista, l'usciere aveva una +solennità straordinaria; senza nemmeno annunziarsi, fece fermare un +suo compagno della bassa curia e si avanzò incontro al cugino. + +--Oh! Dio! tu qui! esclamò Giusto; e subito gli vennero in mente tutte +le cose impossibili: che Cristina, non ne potendo più, avesse svelato +la propria passione al babbo; che il genitore, non resistendo alla +disperazione di sua figlia, del suo sangue, fosse venuto a chieder +scusa del rifiuto, a pregare il grande artista di non lasciargli morir +d'affanno la figliuola. + +--Sì, sono io, rispose gravemente l'uffiziale giudiziario; e non mi +spiace d'essere io, perchè un altro non potrebbe far meglio di me; +devo pignorare i tuoi quadri, i tuoi mobili, lasciandoti i pennelli e +la tavolozza, gli strumenti professionali; sono stato a casa tua, ma +il portinaio mi ha detto che eri uscito e mi ha anche confessato che +tu appigioni due stanze mobiliate; se appena appena pignoravo un +tavolino il padrone faceva opposizione e il governo ci rimetteva le +spese. Ma come è stato? Sicuramente una distrazione; benedetti +artisti! voi altri non vi ricordate mai di nulla, e il povero esattore +ha da vivere anche lui e dar da mangiare al governo... Sicuramente... +è l'esattore che mi manda. Hai lasciato trascorrere tutti i termini di +legge, non hai pagato mai... e ha mandato me del terzo mandamento +perchè la fatalità ha voluto che i due uscieri del secondo siano +ammalati entrambi: noi del terzo ne facciamo le veci per turno. + +--Ah! sei qui per il pignoramento? balbettò il gran maestro; credo che +non troverai gran cosa... + +--Ma dunque devo fare davvero? Per ottocento miserabili lire tutte +queste tele andranno all'asta, tutti questi bei mobili... + +Così dicendo si guardava intorno, e non potendo rimangiarsi le parole, +ammutolì, perchè le tele erano poche e nessuna finita, e tutti quei +mobili erano seggioloni tarlati o divani antichi da far magnifico +effetto dipinti, ma nessuna buona figura a una subasta pubblica. + +--È dunque un puntiglio? aggiunse a bassa voce. + +--No; confermò Giusto senza arroganza, ma con accento deliberato, il +puntiglio è dell'agente delle imposte, il quale si è messo in testa di +essere pagato; ma che colpa ho io se non ho avuto mai ottocento lire +tutte in una volta? Dillo tu. Anzi.... si fermò un momentino all'idea +di buttare dalla finestra tutta la sua felicità con due parole, ma +tanto era avvilito, che gli scapparono.... anzi, quando veniva a +chiederti la mano di tua figlia che avrei fatto felice, te lo giuro, +perchè l'avrei adorata come una santa, ero tentato di chiederti un +prestito di ottocento lire e le avrei rese presto. Tu mi hai detto +_no_ alla prima domanda, e allora mi è mancato il cuore di fare la +seconda. E poi, perduta Cristina, non m'importava più di nulla; mi +aspettavo questo giorno; ora pignorami; sono curioso di vedere come +fai, e, se permetti, rimango. + +--Anzi è quasi il tuo dovere, e se vuoi ti nomino custode degli +oggetti pignorati; aggiunse Ippolito con accento dimesso mandando in +giro un'occhiata melanconica; ma se si potesse risparmiare quest'atto +crudele... crudele specialmente per me che ti son parente.... vediamo, +non potresti tu fare uno sforzo per contentare l'esattore? + +Giusto fece deliberatamente di no col capo. + +--No? Pensaci... se rimettessimo le cose a domani, forse si potrebbe +tentare qualche rimedio.... + +Giusto ripetè il rifiuto con un cenno del capo. + +--Capisco che tu mi vorresti venire in aiuto, ma io ho mutato idea; me +ne andrò all'estero a dipingere i miei quadri; l'esattore si pigli +pure tutto... fa il piacere di pignorarmi subito... Però ti ringrazio. + +L'usciere, rimasto perplesso tra l'accettare il ringraziamento e dire +il vero, rispose: + +--Non mi ringraziare, perchè io non avevo intenzione di darti nemmeno +un centesimo; ma sono tuo parente e mi pare che qualche cosa potrei +fare per te, se non mi costasse nulla. + +Continuava a guardare intorno e finalmente concluse. + +--Per esempio, potrei fare un verbale, dichiarando di non aver trovato +nel tuo studio tanta roba da pagarmi l'accesso giudiziario e la carta +bollata... + +Proseguì a bassa voce: + +--Fammi il piacere di nascondere quella pipa di schiuma e +quell'orologio d'oro... + +Giusto nascose i due oggetti in tasca, per contentarlo, ma in buona +coscienza credette in obbligo di dire sottovoce: + +--L'orologio non è d'oro. + +Allora l'usciere fece venire innanzi il suo sozio, e fra tutti e due, +in fondo a una carta bollata, uno scrisse e l'altro attestò con la sua +firma che nello studio di Giusto pittore non si era trovato nulla di +buono da meritare il pignoramento. + +Dopo di che, il sozio se ne tornò in pretura, e l'usciere volle +tenergli dietro; ma il gran maestro lo trattenne per dirgli una +parolina. + +--Cristina... volle dire. + +Ma l'usciere, rialzandosi quattro buoni pollici, assicurò bruscamente +che era inutile parlare di sua figlia in quel momento. + +--Ne convengo, disse umilmente l'innamorato, ma domani, doman l'altro; +dimmi tu il giorno. + +--Giammai, disse, e parve che la parola inesorabile fosse scritta in +carta bollata. + + + + +IV. + + +Dal giorno del pignoramento non fu più possibile a Giusto incontrare +Cristina per la via; Sant'Alessandro non vedeva più la sua piccola +devota, nè alla messa del mezzodì, nè ad un'altra messa; e quando il +pittore fu persuaso di questo, per essere rimasto tutta la mattinata +di una domenica piantato come un pilastro (un pilastro inquieto +veramente), a distribuire l'acqua santa a tutte le ragazze, allora non +gli rimase dubbio che gli ordini del babbo usciere erano di mutar +chiesa, d'andarsene alla prima messa a San Giorgio o a San Lorenzo. E +Giusto una festa non fece altro che viaggiare da una chiesa all'altra; +più semplice sarebbe stato piantarsi in faccia al portone di casa, ma +egli temeva d'esser visto dall'usciere, il quale per difendere la +legittima prole da quelle nozze che non gli andavano a sangue, sarebbe +stato capacissimo di far perdere la messa e il paradiso a sua figlia. + +Ma nemmeno a San Giorgio e a San Lorenzo, Cristina si lasciò vedere. +Allora un fiero dubbio assalse il pittore innamorato: forse Cristina +sua era ammalata!... + +Questo pensiero gli era appena entrato nel cervello, e già Giusto era +avviato a visitare la cara inferma. + +Lo aspettavano insieme una gioia e uno sgomento nuovo: la porta di +casa era chiusa, la portinaia informò che la ragazza con la fantesca +erano andati in Brianza, per qualche giorno, mentre l'ufficiale +giudiziario era rimasto a fare le sue citazioni e i suoi pignoramenti. +Però, se Giusto volesse vedere il signor Ippolito dopo il tribunale, +tornasse alle diciassette in punto, che a quell'ora per abitudine dava +una capatina a casa, prima di andare alla trattoria a desinare. + +Il pittore ne sapeva quasi abbastanza. + +--In qual paese di Brianza? domandò alla portinaia. + +--A Barzanò. + +Il grande artista non chiese altro; col primo treno se ne venne a +Monza, e di lì con la tramvia a Barzanò. Ma per quante ricerche +facesse della casa dell'usciere Ippolito, nessuno ne aveva inteso mai +parlare; e quando cominciò a dire di Cristina, dipingendola come sa +fare un pittore innamorato, si sentì rispondere che ragazze belle +quell'anno Barzanò ne aveva tante, perchè dopo agosto ne erano venute +da Milano e da Monza almeno almeno una ventina, quasi tutte sparse per +le ville, due o tre appena in paese. + +Dio buono! essere a due passi da Cristina sua, e non poterla vedere! + +Per altro, prima di sera, Giusto trovò la buona strada, essendogli +stata indicata una villetta distante da Barzanò un chilometro e mezzo, +dove una signorina con la fantesca, arrivate da poco, erano andate a +stare in casa del notaio Cipolla. + +La celebrità del notaio Cipolla era molta in Milano, perchè col mezzo +del suo tabellionato vi si facevano gli intrugli più difficili; perchè +la moglie sua, figlia d'un usciere famoso anche lui, si era fatto essa +pure la celebrità d'essere una gazza di prima forza. Quanto il Cipolla +era abbottonato e taciturno per necessità professionale, altrettanto +la moglie era curiosa e ciarliera; e si aveva la prova parlante che il +notaio, tornato a casa, abbandonava il sussiego per lasciarsi +sbottonare e rivoltare tutto dalla legittima notaia fino a far vedere +le fodere. Perciò il Cipolla metteva bensì insieme i più complicati +meccanismi di società commerciali, in nome collettivo, in accomandita, +e anonime, ma era raro che per l'opera sua si facesse un testamento. + +Giusto gli aveva fatto una volta il ritratto a olio, non gli avendo +strappato di bocca altro che monosillabi in tutte le ore delle sedute; +questa volta, andando a fargli visita di proposito, lo inviterebbero +almeno a desinare, facendolo sedere tra la notaia e Cristina sua, ed +egli terrebbe sempre una mano sotto la tovaglia. + +Disgraziatamente quel giorno il notaio Cipolla non era in villa, e +quando Giusto ebbe chiesto di lui alla fantesca, e la fantesca gli +ebbe risposto di cercarlo a Milano, egli non poteva far altro che +andarsene. + +Nondimeno si provò a domandar notizie di Cristina, ma ahi! la buona +fanciulla era ammalata e appunto il dottor Cipolla era corso a Milano +a informarne il babbo. + +Giusto vedeva naufragare ogni sua speranza; non seppe decidere lì per +lì se gli convenisse sfoderare la qualità di zio e di cugino, e +insistere per essere messo alla presenza della signora notaia.... ebbe +una vaga paura di perdere ogni frutto del suo viaggio se l'usciere ne +venisse a cognizione, stette un po' a guardare intorno, forse sperando +che la signora curiosa s'arrischiasse a tiro; infine se ne andò con +l'unica speranza di non essere visto da nessuno. E almeno in questo +ebbe fortuna, perchè nè il notaio nè l'usciere videro lui, ed egli +vide entrambi arrivare mezz'ora dopo nel tram, mentre egli vagava come +un cane battuto, nascondendo l'amore inquieto dietro i gelsi della +campagna. + +Non perdette di vista la villa fin che si accesero i lumi alle +finestre; in una di queste la luce non si moveva mai, ed era +sicuramente la camera di Cristina inferma. E di che male era inferma +la creatura adorata? La fantesca non aveva saputo dir nulla; ma +sicuramente era il mal di amore, un male così fatto che quando si +attacca alla gente robusta la lascia in piedi, a vagare fra i gelsi, +ad assorbire la rugiada serotina per tutti i pori, e quando piglia una +bambina bianca e delicata la stronca subito e la mette a letto. + +Giusto vagò molta parte della notte intorno al villino, tenendo desti +i cani di guardia che empivano la campagna co' latrati; cercò sempre +il lume acceso, con una speranza impossibile, cioè che la sua +innamorata avesse a distinguere il passo di Giusto per le zolle dei +campi e potesse correre alla finestra a mandargli un saluto, a dirgli +a bassa voce: «io sto meglio e t'amo». + +Invece quella notte Giusto si buscò solo una febbre reumatica, e +quando a ora tarda andò a svegliare l'albergatore di Barzanò batteva i +denti come un dannato. + +E là, all'insegna della Corona, si mise a' letto, e la mattina chiamò +il medico condotto, e per sua virtù rimase in paese quindici giorni +buoni tra vita e morte. + +Nello svegliarsi da quel lungo sonno, apprese che erano venuti a +vederlo il notaio Cipolla e il cugino Ippolito, ma egli non aveva +riconosciuto nessuno, che Cristina era guarita perfettamente e che la +sua malattia era stata un'angina leggiera... e che altro? e che ora +Cristina, più fresca e più bella di prima, era tornata a casa in +compagnia del babbo. + +Ah! quanto male gli faceva il medico condotto dandogli queste notizie! +La sua fanciulla non aveva nemmanco saputo della presenza di Giusto +ammalato, se no, sfidando tutte le collere dell'usciere, avrebbe +dichiarato di non voler tornare a Milano se prima non avesse visto il +caro infermo. + +E pure, mentre l'ammalato si affliggeva, la natura più forte di lui +gli dava un benessere singolare, una contentezza non mai provata +prima, un entusiasmo gentile al contatto del quale la melanconia era +quasi nulla. E talvolta, accarezzato dalla convalescenza, riconosceva +che la vita è buona e che si può godere sempre qualche cosa, pur di +accontentarsi di poco e di rassegnarsi molto. + +Ma subito succedeva il terrore pazzo di dover vivere tutti gli anni +della sua esistenza separato dalla fanciulla amata; e la rassegnazione +gli sembrava impossibile quando gli fosse piombata sul cuore la +notizia feroce che Cristina sua era fidanzata, che Cristina era sposa +e madre dei figli d'un altro uomo. Ah! questa idea soltanto guastava +tutta la felicità della convalescenza! + + + + +V. + + +Un giorno Giusto era di buon umore. Stando sul letto dell'albergo, gli +venivano baldanze d'uomo sano; diceva a voce alta a se stesso, diceva +all'oste diventato amico suo: «io mi sento bene; il dottore non +capisce nulla, mi vuol tenere a letto, mentre stia a vedere che io mi +levo, mi vesto e me ne vado a Milano senza pagare il conto. Scommette +lei?» + +L'oste era incapacissimo di fare scommesse simili; del conto era +sicuro; quando fosse l'ora giusta, l'ospite suo se ne andasse pure +senza pagare; ma ora rimanesse a letto per non guastare tutto. + +Quella mattina venne il notaio Cipolla; era abbottonato come il +solito, e la sua visita fu breve, perchè egli non aveva mai molte +parole a dire; ma negli stenti di quella conversazione il pittore ebbe +un'idea allegra: «far testamento!» + +E la manifestò con faccia seria. + +--Senta notaio, io voglio dettarle le mie ultime volontà. + +Il notaio Cipolla sbarrò tanto d'occhi, sembrando dire: che sorta di +volontà ultime può aver lei? + +--Voglio far testamento. Mi vuole aiutare? + +Il notaio Cipolla rispose di sì, che voleva, perchè in fin dei conti +era il suo mestiere; però che necessità aveva il signor Giusto di far +testamento, quando gli si aprivano un'altra volta le sorgenti della +vita, d'una vita lunga, perchè a giudicare all'ingrosso.... che età +poteva avere il signor Giusto?... meno di quaranta.... + +--Trentasei... sonati. + +--Dunque? + +Ma detta questa ultima parola, il notaio si arrestò sbigottito forse +di aver parlato troppo, o d'aver parlato male. Non era forse obbligo +suo professionale predicare il contrario, dire ai giovani e sani: +«testate fin che siete così: può venirvi il tifo quando meno ve lo +aspettate, e avrete il rimorso di andarvene all'altro mondo senza aver +accomodato a piacer vostro le cose di questo.» + +Invece, tanto bene era entrata nel cervello del notaio l'idea che quel +faro della pittura lombarda non avesse il becco d'un quattrino, che +correggendo il suo pensiero di prima ne espresse un altro quasi +consimile. + +--Che necessità ha lei di fare un testamanto con l'opera di un notaio? +Faccia un testamento olografo. Non sa fare? Le insegno subito... Un +pezzo di carta qualunque... + +No, no. Era inutile. Giusto voleva fare la cosa davanti a notaio e ai +testimoni, e in carta bollata. + +Il notaio Cipolla non fiatò più. + +--Vorrei far subito. + +--Facciamo subito. + +Lì per lì il notaio mandò a prendere due fogli di carta bollata, e +Giusto volle pagarli senza aspettare il conto; si chiamò l'oste, il +quale chiamò il cuoco, il cameriere e lo sguattero, tutti testi idonei +maschi e d'età maggiore, e Giusto dettò senza ridere, mentre ne aveva +una voglia straordinaria. + + * * * + +«Del mio piccolo patrimonio di dugento mila lire in cartelle del +Debito pubblico italiano, che si troveranno nel cassetto della mia +scrivania, faccio quattro parti uguali fra i miei cari parenti, non +avendo nessuna ragione di favorire uno piuttosto che l'altro, +essendomi provato che essi valgono uno quanto l'altro. + +«Lego dunque L. 50.000 al mio buon cugino prete Barnaba, con l'obbligo +di dire egli stesso, se sarà vivo al tempo della mia morte, o di far +dire da un altro prete della sua chiesa, dieci messe in suffragio del +mio purgatorio. Regalo ancora allo stesso mio cugino prete Barnaba la +Madonna dei sette dolori che mi propongo di dipingere e che egli farà +collocare nella Cappella dove dice messa. + +«Lego L. 50.000 al mio cugino Venanzio Bordini. + +«Lego L. 50.000 a mio zio Bortolo Negri, negoziante di carni di +macello. + +«Lego L. 50.000 a mio cugino Ippolito Portatore usciere. + +«Lascio i quadri e tutto quanto si troverà nel mio studio alla mia +morte, alla mia cuginetta Cristina, figlia di mio cugino Ippolito. + +«E augurando ai miei cari parenti di vivere lungamente per seppellirmi +con poca spesa, trasportandomi al cimitero monumentale in un modesto +carro di seconda classe, terza categoria, mi sottoscrivo + +«GIUSTO GIUSTI.» + + * * * + +Mentre andava empiendo di sgorbi le sue carte bollate, il notaio +Cipolla pensava, pensava anche l'oste, e il cameriere pure; e i loro +pensieri, avviati sulla medesima strada, erano di meraviglia mista a +un lontano sospetto di corbellatura. + +Ma il testatore era rimasto serio, sapendo bene che se gli fosse +scappato da ridere tutto l'intento suo sarebbe fallito. + +E qual era il suo intento? Niente altro che beffarsi, con poche lire +di carta bollata, dei suoi parenti ricchi e miserabili. + +Non l'aveva tentato alla commedia testamentaria la sciocca +soddisfazione di lasciar con un palmo di naso i suoi eredi quando egli +avesse a morire; tutt'altro; egli si sentiva rinascere, gli pareva +chiaro che toccasse a lui seppellire a uno a uno tutti i suoi cugini e +suo zio macellaio, e a suo tempo avrebbe fatto volontieri questo +ufficio pietoso. La celia diventava saporita per la sicurezza che il +notaio Cipolla, tornato a casa, avrebbe detto ogni cosa alla notaia, +la quale, in gran confidenza ne avrebbe informato prima l'usciere e +poi tutti quanti. + +Giusto s'anticipava con l'immaginazione la faccia mortificata di zio +Bortolo, di prete Barnaba e di ogni altro cugino suo nell'apprendere +che il gran pittore non solo era un _faro_, ma anche una borsa piena e +capace, capace di dare una musica allegra di marenghini. + +Essendo tutti più maturi (salvo uno, cugino Venanzio), avrebbero poca +speranza di toccar nemmeno con un dito l'eredità, e questa sarebbe la +loro punizione; che Giusto già si vedeva rifiorito meglio di prima. +Insomma, cominciava per lui la festa; solo, avrebbe un po' di noia per +pagare il conto dell'oste, e più tardi il notaio.... ma chi sa che non +potesse, durante la convalescenza, indurre l'oste a posare; e forse +ancora, il ritratto del notaio Cipolla avrebbe il bisogno di essere +ritoccato, anzi ne avrebbe bisogno di sicuro, perchè una volta il +Cipolla portava la barba come un capuccino, ma poi sentendosi crescere +la dignità del tabellionato si era pelato come un ginocchio.... E... e +che altro? + +Che altro? Soltanto questo: che il cugino usciere, sapendo il pittore +ricco di dugento mila lirette, si affretterebbe a buttargli nelle +braccia Cristina cara, Cristina bella. + +E perchè all'idea di avere l'amor suo per questo mezzo, Giusto si +sentì venire uno scrupolo? + +Perchè il grand'artista era anche un uomo semplice, capacissimo, +quanto qual si sia bandito, di rapire la sua innamorata, ma alla luce +del sole, tenendo in rispetto il suocero e gli altri avversari, se ce +ne fossero, con un trombone calabrese spianato, ma mettere la mano +sulla propria felicità con un'astuzia, anzi con un inganno, gli +repugnava. + +E fu tentato di dire al notaio Cipolla, il quale finiva in silenzio +l'atto solenne, che avendo voluto fare una celia ai suoi cari parenti, +era già pentito. Guardò sott'occhio l'oste e i testimoni, e gli +parvero quattro brave persone contente in modo straordinario di +assaggiare la dignità di testi idonei; ebbe pietà di loro; temette la +collera muta del notaio corbellato, e compì la corbellatura firmando +la carta bollata, e ringraziando tutti quanti di averlo aiutato in +quella impresa. Ancora non rideva. + +Rise, appena notaio e testimoni furono fuori dell'uscio, rise senza +far rumore, e lungamente rise, poi si lasciò venire in mente tutto il +buono che dalla corbellatura poteva nascere, e il buono non gli pareva +dover essere gran cosa; ma la soddisfazione di tener inquieti i suoi +legatari, e un giorno crescere la loro inquietudine con un altro +testamento, segreto davvero (che il segreto sarebbe affidato prima +alla ceralacca che al notaio Cipolla) ciò rendeva propriamente felice +quell'anima ingenua d'artista. + +E non ebbe più scrupolo della menzogna in carta bollata per carpire la +propria innamorata. Decise subito di essere guarito senza aspettare la +licenza del medico, si levò a sedere sul letto e stette un po' come a +tastarsi tutto mentalmente; e si sentì sano più d'un pesce, cioè vispo +al par d'un bambinone risanato appena. Si levò di letto in un batter +d'occhio, e corse ad empire di meraviglia i suoi complici +testamentarii, i quali avevano sempre inteso dire che fare il proprio +testamento allunga la vita, ma non sapevano ancora, e toccavano con +mano, che acceleri la guarigione di un caso difficile. + +Ed era dunque stato un caso difficile il suo? + +Altro! Un tifo famoso, fino alla terza settima; invece di andare +all'altro mondo, come sembrava disposto a fare, Giusto aveva +cominciato a guarire: in venti giorni eccolo lì... in piedi, +arzillo... dimagrato, ma appena appena. + +Giusto era in quello stato di beatitudine degli scampati a morte; gli +sembrava d'essere un po' eroe, cioè d'avere sfidato il malanno e a +vincerlo avessero contribuito una fibra resistente e una volontà delle +più straordinarie. + +Volle uscire per farsi radere e il cameriere lo accompagnò in bottega +del più vicino barbiere, al quale affidò l'ospite prezioso. + +--Devo venire ad accompagnarlo fra mezz'ora? + +No; Giusto saprebbe fare da sè; prima di tornare a Milano non +mancherebbe di stringere la mano agli amici della Corona, ringraziare +il notaio e il dottore; più tardi farebbe il proprio dovere di pagare +il conto e dare la mancia al cameriere... ora no, perchè era capitato +a Barzanò con poco denaro... + +Ma le son cose da dire? + +Un uomo come Giusto, dopo un testamento simile, vi pare? può anche non +pagare un soldo e non perde dignità; la sua reputazione rimane +intatta. + +Il faro della pittura lombarda, rimesso a nuovo prima dal dottore e +ora dal barbiere, vistosi nello specchio molto magro, ma contento +della sua magrezza, andò a salutare il dottore, che non trovò in casa, +poi il notaio Cipolla, o per essere più nel vero, la signora Cipolla. + +E indovinò veramente che la notaia sapeva del testamento, che sapeva +dall'a fino alla zeta, perchè quella perla di suo marito non aveva +avuto segreti con la sua metà legittima. + +Dov'era ora il caro notaio?... Tornato a Milano per suoi affari, ma +non rimanesse in piedi, doveva essere debole dopo una malattia simile, +si accomodasse un momentino a far due parole... + +--Grazie, grazie. + +E Giusto si fregava le mani, pensando: questa gazza parlerà, non vede +l'ora di spifferare il segreto di suo marito a tutti gl'interessati. + +--Lei se ne ritorna a Milano? + +--Sissignora. + +--Beato lei, la mia penitenza della campagna durerà ancora una +settimana, poi me ne torno al nostro bel Milanone... dov'io spero di +vederla qualche volta. + +Giusto chinò il capo, e disse ancora una bugia, assicurando che non +desiderava di meglio... + +Alle diciassette, rientrava nelle sue stanze abbandonate, e spalancava +le due finestre, perchè con l'aria settembrina vi entrasse l'alito di +nuova gioventù che porta seco la guarigione. + + + + +VI. + + +Ma Giusto non era contento fin che non avesse visto la sua Cristina, e +quando fu domenica ricominciò la visita delle tre chiese; cominciò da +S. Lorenzo, che era la più lontana, passò per S. Giorgio e poi, con +poca speranza, finì a Sant'Alessandro, ed ebbe proprio la fortuna di +veder Cristina sua scendere la gradinata, mentre egli imboccava la +piazza. La fanciulla del suo cuore era quasi sola, perchè la fantesca +era sorda come un campanone, e a dirle quattro paroline come +all'occasione il grande artista ne sapeva dire, diventerebbe cieca e +muta. Giusto affrettò il passo. + +Quando fu accanto alla cuginetta, le prese paternamente un braccio, e +la ragazza voltandosi, disse: + +--Oh! che piacere; zio Giusto! + +Invece di protestare, il pittore accettò quel grado di parentela, +pensando che agli occhi della fantesca la famigliarità di zio è forse +una cosa lecita, mentre da tempo immemorabile i cugini hanno poca +reputazione. + +E tenendo la mano della nipotina, se ne andò lentamente con lei lungo +la via Olmetto. La fantesca, come se fosse necessario, si era tirata +indietro per non stare ad ascoltare i discorsi dei padroni, e così, +senza perder tempo, Giusto informò Cristina d'essere stato a cercare +di lei quando essa era a Barzanò, d'aver girato mezza la notte intorno +alla casa dove la sua cara ammalata soffriva, senza potervi penetrare, +e che si era poi buscato il tifo. + +--Il tifo! ora sta bene? + +Benone!, sopratutto se Cristina acconsentisse a una proposta che il +pittore le farebbe. + +--Dica... + +Giusto aveva tante proposte sulla punta della lingua, ma una, la più +vagheggiata, al momento buono gli parve di un'audacia spropositata, e +se la tenne per un'altra volta. + +--Dica, dica. + +E il pittore disse. Disse che se Cristina volesse un tantino di bene a +lui, poveretto, poteva renderlo il più beato dei mortali. + +Cristina abbassò gli occhi un momentino, poi rialzandoli risolutamente +e mettendoli in faccia allo innamorato, domandò a bassa voce: + +--E come devo fare? + +--Rifiutare qualunque marito ti venisse offerto dall'usciere fosse un +usciere, o un cancelliere, o il pretore medesimo, fosse anche il primo +presidente della corte d'appello; dichiarare tranquillamente di non +volere sposare un altro uomo il quale non fosse Giusto Giusti. + +Cristina curvò il capo sul petto, e parve al disgraziato amatore che +essa volesse dirgli alla muta non poter mai trovare tanto coraggio. + +--Ti manca il core? + +--No, rispose Cristina con semplicità; quello che mi domandi l'ho già +fatto. + +--Dio grande! Possibile mai? + +La fanciulla non aggiunse parola. + +--Possibile mai! mormorava Giusto; e tuo padre? + +--Io aveva paura di lui e non lo guardavo; rimase un pezzo dinanzi a +me, senza dirmi nulla, poi se n'andò in silenzio; aprii gli occhi e +non piansi più. + +--E da quel giorno il babbo è mutato? + +--È rimasto lo stesso; e questo mi sgomenta; non ho io ragione? + +Giusto pensò un poco, e riconobbe che la bambina non aveva torto. + +Gli si affacciò ancora, e più insistente che mai, l'idea di proporre a +Cristina una magnifica fuga, ma la lingua gli si ribellò ancora. E +pure che altro fare? Cristina aveva diciasette anni appena, e per +farla in barba all'autorità paterna, bisognerebbe aspettare l'età +maggiore; d'altra parte, per quanto ringiovanito dalla convalescenza, +Giusto Giusti vedeva chiaro chiaro che quando i trentasei sono sonati, +non è utile, anzi è inutile, anzi è dannoso, ritardare le nozze cinque +anni, come a dire cinque secoli eterni. + +--Ah! Cristina mia, quanto siamo infelici! + +--Non è vero che siamo infelici, se ci vogliamo bene! Sapremo +aspettare, non è vero? + +--Io, no, non posso aspettare perchè sto diventando vecchio, volle +esclamare Giusto, ma sentì sfuggire la mano di Cristina. + +--Ecco il babbo! + +E veramente l'usciere veniva loro incontro con la solennità delle +grandi occasioni, almeno così parve ai due colpevoli; invece quando fu +a tiro, l'ufficiale giudiziario aprì le labbra a un sorriso amabile. + +--Chi vedo qui con mia figlia? Sei dunque guarito bene? Abbiamo avuto +tutti una paura, una paura... Non è vero, Cristina? + +Cristina guardò suo padre in un certo suo modo ingenuo e non rispose +nulla. + +--Sicuramente, era il tifo addominale; forma leggiera per fortuna, se +no, caro il mio Giusto, te ne andavi _ad patres_; lo dicevamo sempre +in casa, non è vero, Cristina, che lo dicevamo? quel poveretto se la +vede brutta, e ce la fa vedere brutta a tutti quanti... Non è vero, +Cristina? + +Ma no, non era vero niente affatto; e per quanta fosse la contentezza +della buona ragazza nel veder così trasformato suo padre, non volle +mentire per compiacenza. + +--Ti sbagli, babbo; io non ho mai saputo a Barzanò che lo zio fosse +ammalato; ne seppi qualche cosa tornata a Milano, ma non credevo una +malattia così grave... + +--Ah! sì, è vero; a te non s'era detto nulla perchè tu stessa eri +stata ammalata; avevi la pleurite falsa. Dunque, cugino caro, ora +vogliamo mettere un po' di carne attorno alle ossa, non è vero? perchè +sei dimagrato un poco... ma poco veramente... e... scommetto che tu +venivi in casa mia? + +Dai modi dell'usciere, dalle sue parole, Giusto argomentava, senza +paura di errore, che il notaio, o la notaia, avesse messo in +circolazione le clausole del testamento, e si sentiva preso allo +stesso tempo dalla soddisfazione che la burletta gli fosse riuscita, +dallo scrupolo che fosse riuscito troppo, e da una contentezza +veramente stupida, come se la somma della quale aveva disposto per +testamento gli ballasse entro la saccoccia. + +--Sì, veramente ero diretto a casa tua, ma sul portone di casa mi +sarei fermato un momentino a salutare Cristina, e me ne sarei tornato +allo studio. + +--Oh! cattivo! non avresti salito le scale per vedermi? + +--Parola d'onore, non le avrei salite; forse avrei detto a tua figlia +di salutare suo padre, ma non ne sono sicuro. + +L'usciere si accontentò di quella risposta. + +--Manco male, disse; e ora accompagniamo Cristina a casa; poi sarò a +tua disposizione, perchè... perchè anch'io venivo a trovarti in +studio. + +I due cugini, pigliando in mezzo la fanciulla, si avviarono in +silenzio. + +L'usciere andò cercando per un poco un argomento di discorso, e +trovata la subasta di un palazzo cominciato appena, ne empì tutta la +via Disciplini quanto è lunga; Cristina e suo zio tacevano, +guardandosi ogni tanto; la fanciulla ingenua aveva lasciato penzolare +la mano sinistra lungo il fianco, altrettanto aveva fatto il pittore, +e così le mani loro si incontravano ogni tanto senza paura di nulla, +perchè la fantesca sorda si era affrettata a passare innanzi ai +padroni per aprire l'uscio di casa. + +Ma arrivati al portone, Giusto non volle salire per niun conto; aveva +molto a fare in studio, perchè se l'usciere la domenica è libero +press'a poco, l'artista, il quale deve cogliere l'ispirazione quando +si presenta, non può santificare le feste... si capisce? + +Si capisce chiaramente. + +Così l'usciere si attaccò ai piedi di Giusto. + +Nella via del ritorno seguì il contrario; Giusto ciarlava come una +gazza, ciarlava di cose che molti uscieri non capiscono, anzi sembrava +scegliere appunto quelle per aver il gusto di vedere l'ufficiale +giudiziario approvare col capo tutte le arditezze. Finalmente +l'usciere n'ebbe fin sopra il cappello a staio di approvare tutto +quello che non avrebbe inteso mai, campasse ancora un secolo, e disse +tranquillamente: + +--Ti ho lasciato dire perchè pensavo ad altro, ma la verità vera è che +io sono un po' pentito della risposta dell'altro giorno... + +--Che giorno? + +--Eh! lo sai bene; non sarai offeso della prudenza d'un padre; in fin +dei conti ho una figlia sola, e dovevo prendere le mie precauzioni. + +--Non ti capisco... + +--Ti vendichi; vuoi che mi umilii... + +--Non voglio nulla da te; saprò aspettare... + +--Eh! via, non sono cose da fare, nè da dire; non è meglio sposarsi +subito quando si può? dillo tu. + +--Sicuramente è meglio; se tu mi dai Cristina me la piglio; non ho +altro a dirti; se tu non me la dai, me la piglierò più tardi. + +L'usciere, invece d'andare in collera a questo parole audaci, ne +sembrò rallegrato. Diceva, parlando a se stesso: + +--Tutti così questi artisti!, come se ne avesse conosciuto intimamente +una mezza dozzina. + +Si fece serio: + +--Io voglio il bene della mia figliuola; ho già visto che essa ti vuol +bene; ma non si vive di solo pane, e tanto meno di amore. A un buon +matrimonio occorre molto companatico, delle vesti da estate, da +inverno e da mezza stagione, dei mobili non dipinti soltanto ma da +potersi pignorare al bisogno, occorre un buon contratto di locazione, +cinque o sei stanze almeno e una cucina... possono nascere in poco +tempo dei piccini nudi e affamati; e ci vogliono molte fasce e altro +vestiario e un numero sterminato di pagnotte per tirarli su omini come +il padre e il nonno... Ne convieni?... + +Giusto ne convenne pienamente con un cenno del capo, ma non rispose +sillaba. + +--Dimmi una parola che mi accontenti, e Cristina è tua; se non vuoi +dirla per me, dimmela per lei; ora la felicità è in tue mani... parla. + +Giusto tenne il capo basso senza rispondere. + +Camminarono così un buon tratto in silenzio. + +L'usciere pensava: egli non ha rinunciato a Cristina se aspetta solo +la sua maggiore età per sposarsela a mio dispetto; e perchè allora ha +fatto testamento? Bizzarrie d'artista!, e se intanto egli morisse +senza pigliar moglie, il testamento sarebbe valido, e io spartirei con +gli altri; ma egli per farmi dispetto potrebbe fare un altro +testamento privandomi della mia porzione; e allora? Allora zero. Quasi +quasi gli dico «sposala,» ed egli la sposa, ed i miei cugini restano +con un palmo di naso, chè senza annullare l'atto d'ultima volontà con +un atto posteriore, tra mia figlia e lui, scommetto, s'ingegneranno +subito a mettere al mondo un erede legittimo... Ma perchè prima di +quaranta anni ha fatto testamento? perchè bisogna pure farlo una +volta, e io l'avrei già fatto se non ne avessi visto l'inutilità. E +perchè ha fatto testamento quando cominciava la convalescenza? Appunto +perchè aveva toccato con mano che si può essere spediti all'altro +mondo dal tifo quando uno meno vi pensa. E perchè si lasciava +pignorare i mobili? Perchè erano soltanto dipinti, e non voleva pagare +l'esattore. + +Tutte queste domande trovavano pronte e chiare risposte. Una sola non +ne aveva alcuna: come mai Giusto, disponendo di tanto capitale, era +andato in giro per tutta la sua parentela a chiedere l'impossibile: +mille lire in prestito? + +Il quesito strano lo impensieriva da un pezzo, per quanto si provasse +a dire a se stesso che gli artisti hanno molte stramberie per la +testa. Ma chi sa mai? Giusto aveva voluto esperimentare la generosità +dei parenti, e visto che uno non valeva meglio dell'altro, aveva +pensato di punirli tutti quanti testando con atto di notaio, e +annullando l'atto con un testamento olografo di data posteriore. A +questo punto diede un'occhiata al compagno silenzioso. Ah! era chiaro. +A quest'ora egli aveva nominato erede universale l'istituto dei +rachitici, o la famiglia artistica! + +Giusto a capo basso pensava: + +Non vi è dubbio che il notaio si è sbottonato in faccia alla notaia; +ed è certissimo che la notaia ha portato in giro per Milano la notizia +del testamento. Ora questo usciere minchione è tentato di credere che +io sia ricco e avaro, sta pensando un po' al pignoramento e alle mille +lire, ma finirà col mettere ogni cosa in conto della mia avarizia +sordida. Posso sfruttare la falsa opinione di mio cugino perchè si +lasci uscire di mano sua figlia, sposarmela ed esser felici a dispetto +di tutti; ma io non posso incoraggiarlo con una parola, nemmeno con +una sillaba, non posso proprio; la corbellatura per celia mi piace, +l'inganno mi repugna. + +Così pensosi entrambi arrivarono allo studio. + +Sulla lavagna dell'uscio, dove Giusto aveva scritto col gesso: «uscito +alle nove; sarò di ritorno alle dieci», si leggeva: «Prete Barnaba +arrivato alle dieci e ha aspettato un quarto d'ora, tornerà prima +delle undici;» e ancora: «Prete Barnaba tornato alle undici, verrà +mezzodì...» + +--Nostro cugino Barnaba! esclamò il cugino Ippolito; che diamine vuole +da te? + +--Non lo so. + +Ma quasi lo sapevano entrambi. + +Giusto guardò l'ora; altrettanto fece l'usciere: poco mancava a +mezzodì, l'ora del pranzo dell'ufficiale giudiziario; ma Ippolito non +lo disse, perchè se prete Barnaba arrivasse all'ora giusta, direbbe la +ragione dei quattro viaggi in meno di due ore. + +Ippolito andò in giro per lo studio, ad ammirare le tele incominciate, +dichiarando a voce alta che gli sembravano portentose, costringendo +l'artista ad arrestarsi a un certo punto per ammirare anche lui +l'opera propria. + +--Ma sai che sei un grande artista! In verità non lo avrei mai +sospettato; noi uomini di legge siamo tanto lontani dall'arte... ti +voglio confessare che non ti credevo capace di essere un gran +pittore... e sai perchè?... perchè sei mio cugino... Me lo credi? + +Altro che! Giusto credeva tutto. + +--Qualcuno mi era venuto a dire che tu avevi dell'ingegno... + +--E non hai creduto? + +--Ho creduto, perchè ingegno ne abbiamo tutti in famiglia; ma quando +mi dicevano che stavi creando un'arte nuova, tutta lombarda, un'arte +che bisognava guardare da lontano, da un certo punto di vista, che i +colleghi ti incoraggiavano imitandoti, anche avendo invidia di te... +allora... + +--Non credevi? + +--Che credere! Domandavo sempre: si è fatto ricco col suo pennello?, +mi rispondevano di no.--Ebbene, dicevo, l'arte che non frutta è +un'arte inutile... Ma ora, guardando da questo punto... fammi il +piacere, mettiti qui tu stesso... e guarda...questa donna che si +attacca un serpente alla mammella... è una cosa che fa pena, ma è +bella... dillo tu stesso. + +--Non è finita, perchè mi manca la modella, disse tranquillamente il +gran pittore. + +--Ti manca la modella? Ti è morta? + +--No, mi manca il denaro per pagarla. Oh! prete Barnaba, scusami +tanto, se ti ho fatto venire tante volte inutilmente. + +Prete Barnaba entrò in studio con una certa paura delle tele dipinte e +in ispecie d'un paravento che poteva nascondere il peccato carnale; +entrò quasi in punta di piedi, guardandosi intorno e afferrandosi alla +propria sottana per non mettere il piede in fallo. La sua faccia +scolorita aveva la barba nera di una settimana almeno, e la piccola +chierica era in gran bisogno del rasoio; il solino desiderava da gran +tempo il bucato; la veste era tanto sfrittellata da sembrare una +frittella sola; e per giunta una scarpa stava perdendo la fibbia. + +--Oh! disse, quando ebbe la certezza che il paravento non nascondeva +la tentazione del demonio; oh! anche tu qui! spero non sarai venuto a +fare il pignoramento al nostro Giusto. + +Ippolito sorrise e per entrare nella celia, rispose: + +--Nè tu a confessarlo o a raccomandargli l'anima. + +Sorrise anche prete Barnaba, e cominciò, come aveva fatto l'altro +cugino, ad ammirare le tele; un Cenacolo incominciato gli piacque +subito; ma si fermò davanti a Cleopatra e alle donnine del gran quadro +dell'orgia; quelle donne mezzo spogliate tennero incerto il suo +giudizio un gran pezzo; finalmente si decise ad ammirarle tutte. + +L'usciere gli veniva dietro guardando ogni tanto l'orologio; +mangerebbe la minestra riscaldata, ma ad ogni costo voleva penetrare +il segreto di quella visita. + +Finalmente il reverendo ebbe pietà, e confessò d'essere venuto per la +Madonna dei sette dolori. + +--Ci ho pensato molto, dopo quello che mi avevi detto, e ho parlato al +parroco; egli mi pare ben disposto, e se gli andrò a dire che ho +combinato ogni cosa, che concorro anche io nel limite delle mie +modeste forze, il mio altare avrà la sua madonna. Ti porto seicento +lire per ora; nella settimana ventura il resto; sei contento? tu mi +farai una Madonna dei sette dolori, come dicevi... da far piangere i +sassi.... sarà il primo suo miracolo e sono sicuro che ne farà degli +altri quando sia stata consacrata dall'arcivescovo. Bisogna però +abbondare nella tela.... mi hai detto che una spanna di più o di meno +a te nulla importa; ai devoti invece, una spanna di più cresce il +valore... + +--Della Madonna? + +--Non dico propriamente questo, ma quasi. + +Giusto aveva una irresistibile voglia di sparare in volto ai due +cugini una risata omerica, ma si trattenne perchè insieme a quella +tentazione allegra gli stavano venendo altre idee d'altro colore; idee +insolite, capaci di disgustarlo a poco a poco dei parenti, degli amici +e dell'umanità tutta quanta. + +Sorrise appena appena alla propria fortuna, intascò le seicento lire +facendone ricevuta, e siccome stava firmando senza pagare la tassa +nemmeno questa volta, l'usciere intervenne con la sua autorità d'uomo +del foro, e offrì al cugino la marca da bollo da dieci centesimi. + +--Ti faccio risparmiare la multa di lire 40, disse. + +--Grazie, rispose il pittore. + +E ora l'usciere poteva andare a colazione; ma mentre guardava +l'orologio ancora una volta, una voce domandò il permesso di entrare; +e quella voce era così nasale da non si potere dubitare fosse d'altri +che del cugino Venanzio. + +L'usciere e prete Barnaba si guardarono alla sfuggita; vollero +andarsene entrambi, e rimasero. + +--Avanti, cugino carissimo! + + + + +VII. + + +Il cugino Venanzio non si sgominò punto nel vedersi dinanzi tanto +parentado; intese che gli altri cugini erano venuti per lo stesso +fine, e affliggendosi solo un poco d'essere arrivati tutti insieme +nell'ora medesima, prese la determinazione fulminea di salvarsi. + +--Io non voglio sapere, disse a bassa voce, che cosa siano venuti a +far qui i miei cari cugini; tu ti stupirai di vederne qui tre riuniti, +e io non mi meraviglierei quando ne arrivasse un quarto... Dunque +parliamo chiaro: è vero o non è vero che tu sei milionario?... +proprio, milionario, è la voce che corre per la città... Ma domando +io: perchè sei venuto a chiedermi mille lire in prestito? Non te le ho +potuto dare allora perchè non le avevo disponibili... Lo sai bene, non +tutti i momenti sono buoni.... ma se mi assicuri che non sei +milionario, come dice la gente, chiedimi ancora le mille lire in +prestito, e io te le do, parola d'onore, senza pegno nè ipoteca, ma +con un semplice pagherò a sei mesi al sette per cento. È tutto quello +che posso fare per te. Se invece sei tanto ricco, prestami tu tutto +quello che puoi, cinquemila lire o centomila... te le renderò forse +col sette per cento anch'io fra sei mesi... fai la mia fortuna, e non +rischi un millesimo. + +Giusto sorrideva senza rispondere; prete Barnaba e l'usciere, i quali +intendevano ogni parola, avevano la disinvoltura minchiona di gente +colta in fallo. Parlavano entrambi allo stesso tempo, fissavano con +attenzione straordinaria Cleopatra, e il reverendo si distrasse fino a +toccare con un dito il serpicino viscido che mordeva la nuda mammella. + +A un tratto l'usciere trovò un'uscita alla sua falsa disinvoltura, +l'appetito che lo molestava da un poco, e disse con disinvoltura vera, +guardando l'orologio: + +--Volevo ben dire. È già la mezza, e non sono fra le gambe della +tavola. La mia Cristina chi sa mai che cosa penserà di suo padre. Vi +lascio ai vostri interessi; quanto a me, Giusto, tu lo sai, io ne ho +uno soltanto, e non entra nella mia borsa. + +Queste ultime parole vollero essere solenni, ma nessuno ne afferrò il +giusto significato, nemmeno Giusto, il quale da un poco veniva +sorridendo e pensando amaramente. + +Prima che uno dei suoi cugini si allontanasse, il pittore decise di +dire la verità, a costo della Madonna dei sette dolori, delle mille +lire di Venanzio, e... di ogni cosa, ma non di Cristina sua. + +--Ebbene, la verità di tutte le dicerie andate in giro sul mio conto è +questa, ve lo giuro: io avevo sotto mano un notaio taciturno, ma dal +quale scappa ogni cosa che gli si dica senza che egli medesimo se ne +avveda; voi lo conoscete, è il notaio Cipolla; e quando avrete dei +segreti da spargere al vento affidateli a lui. Io ho fatto per celia. +Ho testato in un momento di buon umore, ho disposto di somme favolose +che non ho posseduto mai. Ma non mi è venuto in capo di approfittare +della mia burletta, e come vedete, al momento del profitto, vi +rinunzio. Sono povero come Giobbe e così rimarrò; Cleopatra aspetterà +ancora un pezzo, perchè io non potrò pagare la modella... tu prete +Barnaba pensaci ancora stanotte; domani mi dirai se devo farti proprio +la Madonna dei sette dolori; e se te la farò, sarà la più addolorata +di tutte le Madonne; ecco le tue seicento lire.... al caso le +riprenderò domani... + +Prete Barnaba stava con tanto d'occhi a guardare ogni mossa del +pittore famoso, il quale veniva contando i dodici biglietti da +cinquanta. + +Giusto diceva come parlando a sè stesso: + +«Nel breve tempo che siete rimasti nel mio portafogli, non sarete già +scemati, spero; ma io sono tanto fortunato... No, sono proprio ancora +dodici... Contali tu.» + +--Ah! io no, e mi meraviglio! esclamò prete Barnaba con la giusta +indignazione dell'uomo sacro offeso nei suoi sentimenti umani e +divini; io non ripiglio un centesimo; domani ti porterò il resto, e +fammi il piacere di metterti subito al lavoro per il mio altare; se +no, andremo prima in tribunale... poi all'inferno; ma v'andrai tu +solo... + +I cugini risero in coro di questa uscita di prete Barnaba, e intanto +Ippolito e Venanzio facevano lo stesso pensiero: «prete Barnaba non +crede un'acca...» + +--Questa volta me ne vado proprio, disse Ippolito. + +--Anch'io, annunziò Venanzio, e accostandosi fino quasi all'orecchio +del pittore: le mille lire sono a tua disposizione. + +--Anch'io, conchiuse il reverendo. + +E passò primo fra i due cugini. + +Quando ebbero passato l'uscio tutti e tre, il pittore volle ridere +rumorosamente, ma quel rumore poco assomigliava all'ilarità. Allora il +grande artista si abbandonò lentamente sopra un trespolo, dopo averne +tolta la tavolozza e nettata la superficie con uno strofinaccio. E là, +con gli occhi fissi su Cleopatra, si sentì mordere dai dentuzzi di un +aspide viscido e freddo. + +Il serpentello mordeva ancora, quando fu picchiato alla porta dello +studio. + +Era il figlio maggiore di Bortolo, il macellaio; un giovinastro di +ventidue anni, grande e grosso, a nome Gerolamo. Veniva semplicemente +a chiedere a suo cugino Giusto cinquanta lire in prestito fino al +domattina. + +Giusto ebbe fortuna. + +Rispondendo ingenuamente di avere poche lire in tasca e di averne +bisogno per i suoi minuti piaceri di pranzo e cena, le fece vedere +sulla palma della mano. + +--Serviti, disse. + +Allora Gerolamo si contentò di una moneta di due lire che prese con +molta disinvoltura. + +Quando il pittore fu solo un'altra volta, si ricordò che nel taschino +del panciotto aveva ancora le seicento lire di prete Barnaba, ma prima +che dicesse grazie agli eterni, riapparve sull'uscio Gerolamo. + +--Mi è venuta un'idea mentre me ne andava, e sono tornato. + +Giusto senza invitarlo a farsi innanzi, lo lasciò parlare sul +limitare, solo disse da lontano buttando i pennelli sporchi nel +secchiello: + +--Se non è per danaro, parla. + +E Gerolamo parlò. + +Disse d'una cottura che egli si era presa per una fanciulla magnifica, +dell'ostacolo incontrato nel babbo macellaio, il quale avrebbe dato il +suo consenso se l'innamorata fosse appartenuta in qualche modo alla +macelleria; ma non voleva inparentarsi col tribunale.... + +Giusto a questa parola rialzò il capo dal secchio. + +Volle chiedere bruscamente al disgraziato amatore il nome +dell'innamorata; ma lasciò che egli continuasse senza interromperlo. + +E Gerolamo proseguì a dire che il padre della fanciulla forse sarebbe +contento, ma il macellaio assolutamente no... + +--E la ragazza?... balbettò Giusto. + +--La ragazza... mi piace tanto; sarà felice, assicurò Gerolamo. + +--Ancora non lo sai? + +Non ancora; ma il parere della ragazza contava poco; tutte le ragazze, +nell'opinione di quel fatuo, sono felici al momento di sposarsi a un +giovinetto ben pettinato, con due baffetti a punta, come era lui. Se +lo sposo sa farsi voler bene, assicurò, tutte le ragazze adorano, e +Gerolamo sapeva lui la buona ricetta di farsi adorare; molte carezze a +certe ore, molta severità nel resto della giornata. + +--Ah! la ricetta è questa? + +--Sicuramente, questa sola: far intendere alla giovine sposa che tra +lei e il suo padrone corre una distanza enorme, ma che questa distanza +può sparire ogni tanto. + +--Ah! così? + +--Così, proprio. + +Insomma Gerolamo era sicuro del fatto suo. + +--E il nome della tua innamorata me lo vuoi dire? + +--Non lo so ancora! + +Ah! Giusto cominciò a respirare meglio. + +--E il nome del babbo? + +--Il notaio Cipolla! + +Ma bravo Gerolamo! innamorarsi della figlia del notaio Cipolla! +Ottimamente. + +--La conosci? + +Niente affatto. Giusto non sapeva nemmanco che il notaio avesse una +figlia. E che cosa poteva fare per contentare il suo giovine cugino? +dicesse subito, che gli pareva d'esser l'uomo fatto a posta per +accomodare un negozio simile. Almeno vi metterebbe tutta la buona +volontà. + +Si trattava di null'altro che di mansuefare il macellaio padre; al +cugino pittore egli non negherebbe nulla. + +--Ebbene mi provo. Quando vuoi che mi ci metta? + +Subito, si capisce. Ma quando avesse persuaso ben bene il macellaio, +bisognava dire una parolina anche al notaio Cipolla, suo futuro +suocero... e poi un'altra alla mamma. + +--E alla signorina, nulla? + +--Per lei, basto io; sono sicuro che dirà di sì; l'ho vista dalla +finestra, e, se non sbaglio, mi ha sorriso; ha una faccetta da +madonnina, tutta bianca, come piaciono a me le faccette delle ragazze. + +--Ah! ti piaciono così? + +Sì, a Gerolamo piacevano così, con poco sangue; piuttosto +melanconiche, perchè le ragazze melanconiche, prese per il giusto +verso, si scaldano meglio delle altre. Davvero? Davvero. + +Insomma, il meglio che potesse fare Giusto era di andar subito ad +accomodare il negozio di Gerolamo, con una lontana speranza che +qualcuno, il destino, o il caso, o il padre eterno, si volesse +occupare del suo proprio negozio per accomodarglielo senza bisogno +d'inganni repugnanti alla sua natura di artista inselvatichito. + +Egli andò difilato da suo zio, e senza dir molte parole ebbe la sorte +meravigliosa di rendere il macellaio mansueto come un vitello da +latte. + +Che il suo testamento da celia fosse arrivato agli orecchi di tutto +quanto il parentado non ne dubitava, ma quando vide il ricco zio +rammentare senza rancore al nipote artista la disgrazia dell'insegna +della testa di manzo, capì di aver guadagnato molto nell'opinione del +ricco parente. + +E quando gli parlò dell'innamoramento di Gerolamo per la figlia del +notaio Cipolla, vide che la cosa non era difficilissima come aveva +creduto. + +Solamente il macellaio si ribellava a andar in persona a chiedere la +mano per suo figlio; diceva di non aver fatto mai cose simili; venisse +invece l'altro da lui, e risponderebbe di sì. Giusto con pochissima +fatica lo persuase che certe cose non mai fatte si fanno almeno una +volta in vita. Sì, ma il macellaio aveva tre figlioli, e gli +toccherebbe fare la stessa commedia tre volte? Sicuro che gli +toccherebbe farla, ma la pena sarebbe infinitamente minore dopo la +prima volta. + +--Sì, ma la ragazza com'è? + +Giusto non sapeva, e lo stesso Gerolamo non l'aveva vista altrimenti +che alla finestra. + +Al macellaio non piacevano le ragazze che stanno molto alla finestra; +ma potrebbe fare un'eccezione per la futura nuora... E come si +chiamava?... Lo domanderebbero al notaio... + +--Senti, nipote caro, ti informerai prima tu, che sei in confidenza +col notaio... Ma giusto, essendo come di casa Cipolla, non sai il nome +della figliola!... non l'hai vista mai? + +--Ecco, ti spiego subito: io non sono niente fatto come di casa +Cipolla; io ho conosciuto il notaio in occasione di un certo +contratto... + +Il macellaio aveva chiuso gli occhi per vederci meglio; ma Giusto non +aggiunse altro. + +Allora zio Venanzio li riaprì. + +--Senti, Giusto, mi hanno detto che tu hai fatto testamento; che idea +ti è venuta, alla tua età? Io, per esempio, non l'ho fatto e non lo +farò... è vero che ho tre figliuoli legittimi e il mio piccolo +patrimonio basterà appena appena per sfamarli qualche anno e pagare i +loro debiti; ho deciso quasi di fare testamento anch'io per +diseredarli tutti, lasciando loro la legittima; il resto, perchè tutto +non vada in mani ladre, potrebbe servire a qualche cosa... tu mi +potrai consigliare. Tò! un giorno venisti a chiedermi una piccola +somma in prestito; ti ricordi?... non so bene, credo duemila lire o +tre, non rammento bene; io non te li potei dare non so più perchè... +forse perchè non le aveva disponibili.... ti dissi le mie ragioni, tu +le trovasti buone.... ora, quando ti occorresse qualche cosa non hai a +far altro che parlare, e se t'incomoda venire fino da me, scrivimi un +bigliettino... Puoi contare... + +Giusto sembrava riflettere molto e non rispondeva. + +--Non sei già offeso? non è vero? + +Giusto disse di no risolutamente con un cenno del capo; e lo zio +macellaio gongolando per quella energia del diniego insistè fino a +ottenere una risposta più aperta. + +--Dimmi che all'occasione conterai sopra di me... dimmelo... dimmelo. + +E Giusto finì coll'acconsentire. + +--Ci conto. Ma ora non ho bisogno di nulla e me ne vado dal notaio. + +Giusto se n'andò difilato in casa Cipolla. + +Il notaio era assente; avendo continue sedute con un suo collega per +mettere insieme un magnifico contratto di compra-vendita fra due +contraenti disposti a corbellarsi a vicenda, poco tempo gli rimaneva +in quei giorni di stare in ozio a contare i fatti suoi alla legittima +consorte. + +La notaia sapeva questo solo, che uno dei farabutti voleva rivendere +un grosso fondo ancora non pagato, e che l'altro farabutto voleva +comprare senza pagare nemmanco lui; la difficoltà da parte dei notai +doveva consistere tutta nell'impedire a uno di costoro di mettersi +sotto l'altro. + +--In ogni sorta di contratti uno solo paga; Cipolla vuole che sia +l'altro, e non ha torto; si fa presto a perdere la reputazione. + +Giusto, indifferente alla sorte di quella compra-vendita, guardava qua +e là, mentre la notaia aveva aperto tutte le cateratte; egli sperava +che da un uscio dei tre che mettevano in salotto apparisse +l'innamorata di Gerolamo. + +A un certo punto, per scampare a un diluvio di parole, interruppe: + +--Ero venuto perchè mi premeva di parlare della signorina... + +La notaia a queste parole tacque a un tratto, e per diventar la vera +mammina della ragazza da marito, cambiò natura; si fece attenta, +lusingò col sorriso, adulò senza dir parola. + +Finse di credere che Giusto fosse venuto per conto d'un altro, e +quando le fu permesso dalla dignità di suocera in erba, parlò così al +suo genero presunto. + +Parlò blandamente, fissando gli occhi nella parete dirimpetto. Parlò +così: + +--Lei non può credere che consolazione e che pena mi dà quando mi dice +d'una brava persona di Milano, la quale ha visto mia figlia alla +finestra e se ne è innamorato. Mi consolo perchè, come madre, spero +sempre di trovare un uomo generoso tanto da.... mi affliggo perchè +finora non l'ho mai trovato, sebbene molti passanti abbiano alzato gli +occhi alla finestra e si siano innamorati di Nina.... ma la maggior +parte degli uomini non sanno tollerare un... Sa lei se il suo +giovinetto sia diverso dagli altri? + +Mentre la notaia diceva della pena e della consolazione, trottava per +la testa di Giusto l'immagine di Cristina bella che gli pareva d'aver +dimenticato da un quarto d'ora, e non era vero; sulle prime non +s'avvide delle reticenze, poi le afferrò senza cercarne il +significato, poi cercò senza indovinare. + +All'ultimo confessò: + +--Non capisco niente; la sua ragazza che cos'ha? È malata molto? + +--Per grazia di Dio, no; Nina è sana come un pesce... ma... + +--Ma che cosa? + +--Lei non ha visto mai tutta la mia Nina? + +Giusto non l'aveva vista mai nemmanco mezza. + +E se la mamma permetteva... + +La notaia si levò di scatto, disse a quello che a lei sembrava l'ombra +di un genero, di aspettare un momentino e se ne andò nella camera +della sua figliuola. + +Come mai un leguleio taciturno e una gazza avevano generato una +creaturina così soavemente bella? Nina era tutta bianca, tutta bionda +e gentile; gli occhi buoni, quando non erano fissi sopra un libro, +guardavano lontano, a un ideale perduto per sempre. La faccetta +pallida, involta in un velo di melanconia, dava l'idea di essere +un'apparizione di cielo. + +La notaia venuta in presenza di sua figlia parve un'altra donna; e +veramente era un'altra; era una madre; la sua faccia, la sua voce, i +suoi modi, s'ingentilirono. + +--Bimba mia, ascoltami.... lascia stare quel libro, se non ti spiace; +senti bene... vi è di là... + +Allora Nina, fissando gli occhioni spauriti in faccia alla madre, +cominciò a tremare per tutta la persona. + +--Ecco... ti piglia ancora il tremito: di che hai paura? È un +bell'uomo, un artista come vorresti tu... io lo so bene... non è più +tanto giovane... a te piace così... io lo so perchè le mamme leggon +nel cuore delle loro bimbe... Dunque non tremare... Lascia che egli ti +vegga... Vuoi? Chi sa? Potrebbe essere lui... + +Nina non rispondeva; la gazza continuò a mormorare come una tortora. + +--Tutti quelli che si erano innamorati di te non ti piacevano e non +gli hai voluti nemmeno vedere; non bisogna far così; fra tanti uno +avrebbe potuto sposarti, col tuo difetto invece gli hai respinti +tutti. + +Nina alzò gli occhi a guardare la mamma, e fece un no melanconico col +capo. + +--Ah! sì, è vero; uno ti piaceva, era un bel giovane, faceva dei +sonetti e il disgraziato ebbe paura.... ma non credere che tutti siano +così; questo qui è un pittore, è un bell'uomo, è anche ricco... chi +sa? potrebbe aver più cuore e più criterio degli altri... no, no, non +ho detto pietà, ho detto più cuore e più criterio, e m'intendevo anche +più _amore_. Te l'accompagno? Vuoi? + +Nina chinò il capo sul petto e lasciò penzolare le belle braccia +bianche lungo i fianchi. + +--Ah! bravissima; io vi lascerò soli, e tu gli parlerai come vorrai. +Vado e vengo... dammi un bacio. + +Pose sulla bocca porporina della figliuola le sue labbra irrequiete e +se ne andò. Sull'uscio si trattenne ad avvertire che il pittore forse +avrebbe finto di venire per un altro. + +Nina rimase nell'attitudine d'una smemorata finchè Giusto e la mamma +furono sul limitare. + +--Nina, mormorò la mamma da lontano, possiamo entrare...? + +Non attesero risposta. + +La ragazza si levò reggendosi al bracciolo del seggiolone, e rimase in +piedi fin che Giusto le fu dinanzi, fatto mutolo dalla bellezza +gentile. + +--Si accomodi, balbettò la povera creatura rimettendosi a sedere con +abbandono. + +La mamma intanto poneva innanzi un monte di parole per dir meno di +nulla; all'ultimo le parve che di là la chiamassero. + +--Mi scusi, vengo subito. + +Rimasto solo con la signorina, il pittore fece una vecchia +osservazione curiosa, cioè che tutte le belle donne le quali aveva +viste in vita sua lo avevano impacciato, le bellissime no. E con la +schiettezza sua domandò alla signorina il perchè di questo. + +Nina si fece rossa, rise e rispose senza ombra di modestia che non +sapeva. + +--Lo so forse io, aggiunse celiando il pittore; le donne così dette +belle nascondono sempre un loro difettuzzo che lo spettatore non +riesce a scoprire subito, e questo lo turba; le veramente belle non +nascondono nulla all'ammirazione contenta. Forse è così. + +Forse. Sicuramente era un madrigale ardito. Nina mise in faccia al +pittore poeta due raggi di sole melanconico, e gli disse: + +--Lei non mi ha vista tutta prima d'oggi, non è vero? Nessuno mai le +ha parlato di me, nessuno che mi abbia vista in strada, dove scendo +poco? e per questo non sa il mio difetto odioso, insopportabile, che +le farà mutare opinione sul conto mio. + +Giusto sorrideva al sorriso di lei, e senza intendere ancora frugava +con lo sguardo la pallida creatura. + +Nina, facendosi ancora forza per sorridere, aggiunse con voce +intelligibile appena: + +--Dunque non sa nulla? Io sono storpia. Vuol vedere? Non si turbi poi +troppo. + +E senza attendere risposta si staccò dalla poltroncina per +attraversare la stanza. Ahi! povera creaturina bella! Quell'angiolo +zoppicava. + +Andò sbilenca fino a una libreria per riporre il libro, ne prese un +altro, e sempre sorridente, tornò al suo seggiolone accanto alla +finestra. + +Ma spuntarono sugli occhi meravigliosi le lagrime trattenute fino +allora, e le manine bianche non furono pronte a celarle. + +Ora Giusto era turbato veramente. + +Non sapendo che consolazioni di parole potesse dare a quella dolente, +avvicinò la sua seggiola alla poltroncina, e senza parlare, con la +amorevolezza di un fratello le accarezzò le mani bianche, fra le quali +sfuggiva il pianto silenzioso. + +E parve a lui che se fosse venuto a chiedere la mano di quella storpia +bellissima, ora sarebbe stato il magnifico momento di buttarsi ai suoi +piedi per adorarla in ginocchio, e scongiurarla di darsi a lui per +tutta la vita. + +Ma egli era venuto solamente per conto del figlio del macellaio, e +Cristina sua, perfino dinanzi a quell'amore di fanciulla, era rimasta +nell'istesso altare, anche lei bellissima, adorata essa sola. + +E Giusto avendo pensato così, così volle dire. + +--Perchè si affligge tanto? Che cosa le fa tanta pena? Me lo dica. + +E siccome Nina non voleva dir nulla, ma cominciava ad asciugare le +lagrime vergognando d'essere stata debole, l'artista proseguì +abbassando la voce per renderla più insinuante e dare alle proprie +parole la dolcezza dell'intimità. + +--Sicuramente è un difetto, ma compensato da... tutto il resto. Qual +uomo non lo perdonerebbe a una donnina amata? + +Tacque lungamente per dar tempo alla bella creatura di ricomporsi. + +Essa domandò con un filo di voce: «davvero?» + +E in quell'unica parola mostrò insieme tanto dubbio e tanta speranza, +che Giusto, rammentando che ancora non aveva detto nulla del vero +pretendente, si affrettò a conchiudere: + +--Mio cugino l'ha vista alla finestra, si è molto innamorato di lei, +ha pregato me di venire in casa sua a vedere se mai fosse il caso... + +--E lei ha visto ora che non è proprio il caso, interruppe Nina +ripigliando il sorriso rassegnato di prima; andrà a dire a suo cugino +quello che ha visto, e suo cugino si metterà il cuore in pace; così +farò io. + +Nemmeno l'ombra d'ironia nelle parole melanconiche dette col sorriso +amabile di chi non spera più nulla. + +Ma poteva rimanere il dubbio, anzi la certezza, che Giusto si mettesse +davanti un cugino per nascondere sè stesso, e andarsene senza far +rumore. + +Allora l'artista continuò. + +--Mio cugino saprà tutto, e se ha un po' di cuore, verrà a ripeterle +ciò che io le ho detto.... + +--Mi vuoi dire chi è suo cugino; io lo conosco? + +--È Gerolamo; il figlio dello zio Bortolo. + +--E lo zio Bortolo chi è? + +--Un ricco negoziante. + +Bisognava dire di che cosa; Giusto pensò un momentino, ma la ragazza +era già lontana dal ricco negoziante e da suo figlio. + +--E lei, scusi, lei chi è? Mia madre non mi ha detto altro se non che +è un artista grande... Fa libri o statue? + +--Io sono un piccolo artista, ma faccio qualche volta dei quadri +grandi... due metri e più; e se avessi la modella che m'intendo io, +prete Barnaba sarebbe contento della Madonna dei sette dolori che mi +ha ordinato. Mi chiamo Giusto Giusti, sono il fidanzato di Cristina +che lei conosce sicuramente, e da una mezz'ora il più sincero amico +suo, se me lo permette... + +Nina si alzò per prendere la mano dell'artista; negli occhi +sfavillanti, nelle mani tremanti, nel rossore del visino soave si +leggeva la contentezza. + +--Ah! quanto è bene che lei sia il fidanzato di Cristina! Essa mi ha +tanto parlato di lei. E si sposeranno presto? Sì... devono sposarsi +presto... penseremo insieme. + +Perchè Giusto, pur essendo grato alla magnifica storpia che pigliava a +cuore la sua felicità, si sentiva non ferito, ma punzecchiato da +quell'entusiasmo? E perchè quell'entusiasmo di lei sembrava a lui +quasi indifferenza? + +Ma Nina disse tutto candidamente e oscuramente. + +--Sono contenta, sa, proprio contenta; perchè se lei non volesse bene +a Cristina, io potrei essere tanto infelice. + +Giusto Giusti interrogò lealmente sè stesso, Cristina sua e le +convenienze sociali, prima di mormorare queste parole: + +«Se avessi la disgrazia di non amare Cristina mia, ora sarei già +innamorato di...» + +Volle dire: di lei; finì invece così: di un'altra. + +Ma era tutt'uno. Nina intese subito. Il visino bianco si tinse di +contentezza; porse al pittore una manina che gli entrò tutta nel +pugno, e rispose grazie. Non altro. Poi parlarono lungamente di +Cristina, delle nozze lontane, finchè a un lieve rumore Giusto +conchiuse rizzandosi in piedi: + +--Dunque le accompagnerò mio cugino domani. Lo veda almeno. È tanto +bellino. + +Nina non si oppose, e il pittore se n'andò tanto presto da cogliere la +notaia sull'uscio. Forse origliava al buco della serratura, o forse in +quel buco infilava un'occhiata curiosa, o forse alternava l'una cosa e +l'altra. + +--Non mi potevo staccare da mia figlia, confessò la mamma; e come è +andata? Bene, mi pare. Ma non ho ancora inteso se il pretendente è +lui, o se è un altro. + +--È un altro; si chiama Gerolamo, ha tredici anni buoni meno di me e +molto più danaro. Lo vedrà domani. + +La notaia crollò melanconicamente il capo. + + + + +VIII. + + +Appena uscito di casa Cipolla, Giusto si arrestò sulla via, come +faceva qualche volta, a scandagliarsi ancora; veramente non era egli +in peccato verso Cristina? + +La risposta data da lui non lo potrebbe mai soddisfare, e posto che il +cugino Ippolito ormai non avrebbe visto nulla di male in una visita +alla ragazza, quasi si proponeva di andare subito a confessarsi a lei +sola. + +Erano le quattro e mezza sonate; a quell'ora un usciere di buona +volontà ha lasciato il tribunale e sta per tornare a casa. Per la +confessione sua, gli bisognava aver Cristina tutta orecchi, in +confidenza piena, senza inquietudine della cucina e della tavola da +pranzo, e poi non voleva trovarsi ancora col suocero restio, con quel +suocero che a lui repugnava rendere arrendevole con la bugia. Se ne +tornò dunque allo studio a passo lento; per via si affacciò alla +bottega del falegname a ordinargli un telaio alto due metri, largo un +metro e cinquanta centimetri; la mattina egli vi avrebbe inchiodato +una tela di prima qualità e subito l'avrebbe coperta di colore. +Cominciava a tirarsi in mente quale modella le potesse servire meglio +per la rassegnazione dolente che egli voleva dare alla Madonna; e +tirandosele in mente tutte, non ne trovava una che avesse il dolore +angelico. Molte madonne dipinte, che pure hanno buona fama, non lo +contentavano. Quasi tutte hanno sette spade conficcate nel seno, molte +piangono a goccioloni; materializzano brutalmente il dolore. Egli non +farebbe così; la sua Madonna non avrebbe la veste azzurra imbrattata +di sangue, nè lagrime sulla faccia scolorita, ma dovrebbe dire il +dolore muto e cocente, non rassegnato ancora, ma prossimo alla +rassegnazione; e direbbe questo con lo sguardo rivolto al cielo, con +le mani congiunte nello strazio insieme e nella preghiera; avrebbe la +veste bianca di Nina, la faccetta bianca e patita di Nina. La buona +amica sua non sarebbe ella capace di posare per l'altare di prete +Barnaba? Forse sì. + +Ma quando poi le cose sue spiegassero le vele, un'altra tela alta due +metri e anche più, rappresenterebbe l'estasi dell'ascensione a Dio e +raffigurerebbe il visino sorridente di Cristina. + +Il giorno dopo, mentre aspettava le dieci per poter andare a casa +della fidanzata con la sicurezza di non trovarvi l'usciere, si +affacciò in istudio il cugino Gerolamo. + +Egli era impaziente di sapere come era andata la cosa. + +--Dimmi tutto, perchè, non lo crederesti, ho passato una notte cattiva +pensando alla mia innamorata. Puoi immaginare che alla mia età +innamorate ne ho avute più d'una e più di due, ma nessuna mai mi fece +l'effetto di non lasciarmi pigliar sonno. Forse perchè erano +innamorate d'un altro genere; non si aveva tempo a desiderarle tutta +notte stando a letto, perchè... mi capisci? Dunque com'è andata? Non è +vero che la mia... come si chiama?... + +--Nina. + +--Non è vero che la mia Nina è bella? Ha una faccetta curiosa di +Madonna, come non ho mai veduto la simile. Piace anche a te, non è +vero? Dillo, che non sono geloso... + +Giusto non si era preparato a dare la notizia della infermità di Nina; +aveva creduto che dovesse costargli un po' di pena trovare le parole +più adatte; ma a tanta disinvoltura, fu disinvolto anche lui fino ad +essere brutale. + +--La tua Nina è uno splendore dal busto in su. + +Gerolamo rideva stupidamente, aspettando una celia lesta. + +--E dal busto in giù? interrogò, visto che la celia stentava a venire. + +--È sciancata. + +Ora che la parola era uscita di bocca, gli parve crudele, non per +l'innamorato, ma per la sua Madonnina dei sette dolori. + +--Sciancata? domandò paurosamente Gerolamo. + +--È zoppina, corresse il pittore. + +--Zoppina, come? Vi sono zoppine di varie qualità; io ne ho conosciuta +una che mi piaceva tanto, ma non ho mai potuto averla a tiro... + +--La buona ragazza zoppica molto, è nata così; forse è un difetto +anatomico; forse uno spostamento del femore trascurato a balia.... ed +è rimasta così inferma.... il resto è uno splendore. + +Contro quello che Giusto poteva immaginare, la notizia non sembrò +affliggere molto Gerolamo, il quale studiando legge all'Università di +Pavia, aveva fatto naturalmente profondi studi storici nei romanzi di +Dumas padre, ed aveva appreso che la signorina De la Vallière era una +zoppina adorabile anche lei ed aveva fatto perdere la testa a un re di +Francia, il quale l'aveva poi ritrovata con altre signore della +società eletta. Non gli spiacerebbe avere una zoppina per moglie... +anche perchè... + +Questo ultimo perchè non lo volle dire, non avendo trovato +l'incoraggiamento necessario nella faccia di Giusto. + +Era dunque cosa intesa. Gerolamo andrebbe a far visita alla bella +Nina, e se non zoppicasse proprio troppo, se la piglierebbe in moglie. + +Egli diceva _me la piglio_, come se la cosa dipendesse unicamente da +lui. + +Giusto acconsentì per quell'istesso giorno alle due, non prima, avendo +altre cose da fare. + +Per farne una lasciò in tronco le vanterie universitarie di suo cugino +e andò a confessarsi a Cristina. + +La quale, quando seppe della visita alla povera Nina, e del modo con +cui il suo promesso sposo si era comportato, stette a pensare un +momento, poi disse: ebbene, sì, vogliamole bene entrambi; è tanto +buona. + +Alle due Gerolamo fu puntuale. + +Giusto, nel vederselo venire incontro allegramente, pensò che egli +valesse più di quanto aveva creduto; ma dopo le prime parole riconobbe +che poteva essere un imbecille. + +Le prime parole furono semplicemente queste: + +--Non vedo l'ora di conoscere la sciancata che mi ha innamorato, e +parola d'onore, se non è sciancata troppo, _me la piglio_. Andiamo +subito. + +Andarono in silenzio, repugnando a Giusto di esprimere il proprio +pensiero; non sapendo Gerolamo che altro dire dopo il risultato della +prima celia. + +Presentato alla notaia, Gerolamo venne introdotto alla presenza della +povera Nina. Giusto era stato lungamente incerto se dovesse +accompagnarsi al pretendente per fare cuore alla ragazza, o se la +presenza sua in quella occasione fosse per riuscire inopportuna--finì +coll'andarsene, annunziando al cugino che l'avrebbe aspettato in +istudio. + +Un'ora dopo Gerolamo tornò raggiante. + +Nina gli era piaciuta più di prima; era proprio dal busto in su un +vero splendore; nemmeno la zoppaggine gli spiaceva; tutt'altro; fra +studenti d'università è ricevuto come verità di fede che far l'amore +con le sciancate... è una cosa paradisiaca... + +Presentandosi il caso raro di fare l'esperimento, egli non se lo +sarebbe lasciato scappare di mano. + +Dunque? + +Dunque si piglierebbe Nina. + +Se la piglierebbe proprio? + +Proprio. Anzi aveva già chiesto la mano alla mamma, la quale, da +notaia intelligente, aveva solo messo una difficoltà, una sola, la età +giovanile dello sposo; ma quando il babbo macellaio non negasse il +consenso, la sua ragazza avrebbe potuto prendere in considerazione la +proposta, pensarci sul serio, e poi decidere. + +E allora? + +E allora è cosa fatta; il babbo non dirà di no, e Nina dirà di sì. + +--E sei proprio contento? + +Sì, Gerolamo era contentone; prima di tutto avrebbe provato una verità +della quale la scolaresca va sempre parlando senza darne mai la +dimostrazione, e quando avesse fatto l'esperimento, sia che fosse +rimasto contento o il contrario, un vantaggio almeno gli rimarrebbe +sicuro. + +E quale? + +Che sua moglie non gli potrebbe correre dietro per tutte le vie di +Milano... starebbe volontieri a casa. + +Il caro cugino rideva. + +Ma Giusto non rise affatto. + +--Che hai? mi sembri più accigliato del solito; non parli. + +Giusto ebbe voglia di scatenare parole rabbiose come mastini, ma seppe +trattenerle e non se ne lasciò scappare nemmeno una. + +--Sto pensando alla mia Madonna dei sette dolori. + +--Ti annoio cianciando? domandò Gerolamo; e Giusto rispose di sì, che +voleva essere lasciato solo, perchè l'ispirazione non piglia legge da +nessuno... come Gerolamo sapeva benissimo. + +Gerolamo fu schietto anche lui, e confessò che d'arte non sapeva nulla +di niente; ma in ogni modo se ne andava, non avendo più bisogno di suo +cugino. Nina era a tiro, e toccava a lui allungare la mano per +pigliarla.... + +--A rivederci dunque. + +--A rivederci. + +Tutto il resto di quel giorno Giusto pensò alla Madonna dei sette +dolori, a quella veduta in un'ora sola, ma vi pensò solo per scrupolo +di coscienza. + +--Bisogna salvarla a ogni costo, disse a voce alta. + +E la notte sognò che egli era stato impotente contro la cretineria di +Gerolamo; il monello di Pavia aveva contentato la sua fregola di +conoscere come sia fatto l'amore delle zoppine e la sua Madonnina +addolorata aveva otto spade piantate nel seno. + + + + +IX. + + +Ma per tre giorni consecutivi non fu possibile a Giusto di arrivare in +casa Cipolla prima di Gerolamo; il quale non solo faceva le sue visite +quotidiane alla innamorata zoppa, ma le faceva lunghe. + +Repugnava al pittore di farsi ricevere dalla sua madonnina, mentre +quel monello dell'Università pavese le diceva chi sa quali asinerie, +gli repugnava del pari aspettare in istrada che Gerolamo se ne fosse +andato per accorrere al salvataggio di Nina. E poi chi sa? Forse la +pallida fanciulla, in quel giovane sanguigno che diceva il macello a +gran distanza, ritrovava il suo ideale fisico, perchè la materia pur +essa ha i suoi ideali anche nelle fanciulle spirituali. E allora +l'impresa di salvataggio sarebbe stata inutile. + +Il pittore non potè neppure dire il proprio pensiero a Cristina, +perchè l'usciere, avendo dovuto andare improvvisamente a Brescia per +suoi affari, vi si era fatto accompagnare dalla figliuola. Così Giusto +vagò come un'anima in pena intorno alle due fanciulle, una delle quali +era sempre assente, l'altra sempre alle prese col figlio del +macellaio. + +Ahi! povera creaturina gentile! + +Per ammazzare il tempo odioso, Giusto aveva abbozzato di maniera la +Madonna Addolorata. Prete Barnaba era venuto due volte a visitare il +grande artista e l'ultima volta si era lasciato uscire di tasca altre +quattrocento lire, tanto era il suo entusiasmo per l'arte sacra del +cugino. + +Però se le era lasciate uscire di mano in certo modo curioso, quasi a +malincuore, tenendo lungamente fra le dita quei quattro cencetti di +carta, e accompagnandoli con un sospiro fin nel portamonete del +pittore. E dopo ancora avreste detto che aspettasse qualche cosa, che +non poteva essere il resto, perchè la Madonna dei sette dolori era +stata venduta a lire mille giuste. + +Il cugino Venanzio aveva rinnovato la sua offerta di denaro senza +pegno nè ipoteca al sette per cento. + +La navicella di Giusto filava dunque col vento in poppa. + +Ma il pittore non era contento fin che non avesse confessato il +peccato della sua nuova fortuna a chi lo potesse intendere veramente. +Confessarsi ai cugini, i quali non gli credevano, era assolutamente +inutile; ma Cristina sua, se fosse necessario, gli darebbe consiglio. + +Nel desiderio segreto di Giusto era pure l'idea che prima di +profittare della bugia, dovesse, oltre che con Cristina, consigliarsi +con Nina. + +Ma prima bisognava incominciare dalla sua innamorata. + +Perchè mai essa era a Brescia quando Giusto aveva più bisogno di lei? + +Finalmente l'usciere tornò a Milano, e Cristina pure. + +Quando essa seppe dal suo fidanzato della celia notarile fatta in un +giorno di convalescenza, rise fino alle lagrime; a lei non venne +neppure in mente di dubitare che Giusto le nascondesse il vero, ma +invece di affliggersi che unicamente per questa bugia fosse divenuta +facile una cosa difficile, e la più bella di tutte, cioè il loro +matrimonio, se ne compiacque e battè le mani. + +Ma dunque Giusto soltanto aveva certi scrupoli? + +Sì, proprio lui solo. + +--Mi piacerebbe interrogare uno spassionato! + +E Cristina propose subito: + +--Lo domandiamo a Nina! + +--Domandiamolo. + +Fu convenuto che la stessa sera, alle due in punto, si sarebbero +trovati in casa della zoppina. + +Come è facile intendere, Giusto Giusti arrivò prima dell'ora e si +piantò in sentinella nella via, senza perdere mai di vista il portone +di casa Cipolla, nel quale dovevano entrare la sua innamorata e la +fantesca. + +Ma di lì a poco quello stesso portone eruttò un coso nero e sporco, +nient'altro che prete Barnaba, sfrittellato come al solito, anzi +peggiorato dall'uso. + +Che diamine era venuto a fare prete Barnaba in casa del notaio? + +La curiosità stava tentandolo a correre subito a interrogare le gazza +di casa Cipolla, quando apparve sul canto la visione soave di +Cristina. Allora ogni altra idea volò via, per accorrere incontro alla +sua innamorata. Fecero un tratto della strada deserta in quell'ora, +tenendosi per mano, lasciandosi indietro la fantesca sorda, salirono +le scale legati così, legati ancora dagli sguardi amanti, e si +sciolsero solo in anticamera dopo essersi dati un bacio fuggitivo sul +pianerottolo. + +Apparve la notaia, e Giusto la interrogò a bruciapelo: «che cosa +voleva prete Barnaba? me lo vuol dire?» + +La gazza, poveretta, era incapace di nascondere lungamente qualche +cosa, se avesse saputo; in ogni modo promise di pigliare le necessario +informazioni. + +I due fidanzati trovarono Nina intenta a far la soprascritta a una +lettera. + +--A chi scrivevi? domandò Cristina dopo averle dato un bacio. + +Nina mostrò la soprascritta. + +«Al signor Gerolamo, Città», lesse Cristina a voce alta. + +Allora Giusto si fece innanzi. + +--Vuol dare a me quella lettera? domandò audacemente. + +--Perchè no? Mi raccomando solo di consegnarla oggi stesso. + +--Quando lei voglia proprio, sarà fatto; ma spero che appena io le +avrò detto una cosa, vorrà riavere la lettera per stracciarla. + +Giusto parlava con un tremore insolito, come se l'audacia sua +sembrasse a lui stesso soverchia. + +Nina, stretta fra le braccia dell'amica, sorrise melanconicamente. + +--Tutto quello che lei mi potrà dire non muterà una sillaba a quanto è +scritto lì dentro. + +--Ma dunque... dunque l'ama? + +Nina fece di no in silenzio. + +Ah! che piacere! Le parole che Giusto si proponeva di dire alla +poveretta perchè non si lasciasse prendere da quel bruto, diventavano +inutili. Ma tanto volle affermare brevemente il proprio pensiero +incrollabile: + +--Per ora mio cugino è soltanto un monello; più tardi diventerà un +animale; le volevo dir questo. + +La pallida fanciulla sorrise ancora; ma quale sorriso fu il suo! + +--Legga la lettera, disse. + +--E devo consegnarla ancora? + +--Legga. + +Giusto lesse in silenzio. + +Nina scriveva che dalle visite frequenti e lunghe aveva avuto tutto +l'agio d'intendere che Gerolamo non potrebbe mai dare la felicità a +Nina, e che Nina dal canto suo non saprebbe essere la compagna per +tutta la vita di Gerolamo. Perciò egli non perdesse il tempo a fare +altre visite; ella tornava a sognare altrimenti. + +--Brava! esclamò Cristina dando un bacio alla pallida amica. + +--Brava! confermò Giusto e fu tentato di fare come la sua fidanzata, +ma si accontentò di stringere la mano alle due fanciulle adorabili. + +Chiuse la lettera nel portafogli e non si parlò più di Gerolamo. + +--Ora senta, signorina, disse Giusto con voce sommessa, chiudendo gli +occhi per non vedere altro che la propria coscienza; ho bisogno da lei +d'un consiglio. Me lo vuol dare? + +--Altro! ma che consiglio posso darle io? + +Giusto riaprì gli occhi un momentino per impadronirsi della mano di +Cristina, e cominciò la confessione. + +Disse della sua povertà di artista, dell'amor suo, del capriccio di +far testamento per celia e di ciò che ne era risultato; espose +candidamente ogni cosa. + +--Posso io continuare l'inganno e approfittarne fino a compiere la mia +felicità? + +--Non capisco bene, rispose Nina. + +Cristina volle spiegare meglio la cosa, ma Giusto le strinse forte la +mano perchè tacesse. + +--Io non credo che lei possa continuare l'inganno, e nemmeno lasciarlo +durare per approfittarne, conchiuse Nina. + +--Lo vedi? esclamò Giusto aprendo gli occhi a guardare la sua +innamorata sorridente. + +Cristina crollò il capo. + +--Ora parlo io, disse. Si tratta del nostro matrimonio; Giusto si fa +scrupolo di sposarmi perchè il babbo lo crede ricco; è tentato, perchè +mi ama tanto, di convincere il babbo del suo errore. Ora parla tu. + +Nina non stette a riflettere; dichiarò tranquillamente che era +un'altra cosa. + +Come un'altra cosa? Sì, un altro paio di maniche... Si spieghi subito, +via, da brava. + +E la cara fanciulla spiegò subito che quando due hanno promesso +d'essere l'uno dell'altra, ogni scrupolo che possa impedire il +mantenimento della promessa è colpevole e ridicolo. + +--Ridicolo?... + +--Propriamente ridicolo. + +Stettero in silenzio un poco ancora per dar tempo a Giusto di +riflettere. + +Il pittore si oppose debolmente: + +--Non si tratta d'impedire, ma solo di ritardare. Ci pensi un momento. + +Ma la pallida consigliera gli tappò la bocca con queste parole: + +--Ritardare qualche volta è impedire. + +E Giusto, il quale non desiderava altro, si diè vinto. + +Cristina, curvandosi a baciare le labbra che avevano profferito parole +di evangelo amoroso, mormorò qualche cosa che Giusto cominciò +intendere appena, quando vide la faccia pallidina di Nina tinta d'un +lieve rossore. + +--Dalle un bacio anche tu, Nina, te lo permetto. + +Ma Giusto ne fu impedito dalla notaia, la quale affacciandosi nel vano +dell'uscio lo chiamava in disparte. + +--A più tardi, disse, sorridendo a Nina. + +Appena fu nell'altra stanza la gazza gli disse tutto. Prete Barnaba +era andato dal notaio per vedere il testamento di Giusto, o almeno la +minuta, o almeno sentire ripetere le clausole all'ingrosso, non si +fidando alle dicerie che correvano per la città, e avendo fatta una +spesa spropositata... Quale? Una Madonna dei sette dolori ordinata al +pittore e pagata anticipatamente solo perchè sapeva della disposizione +testamentaria che legava la Madonna a prete Barnaba per la cappella +dove diceva messa. Ora che il pagamento era fatto, gli bruciava molto +perchè egli contava sulla restituzione immediata, senza aspettar la +morte dell'artista, il quale era capacissimo di sepellire lui e gli +altri parenti fino alla decima generazione. + +In tanto sconforto avrebbe trovato un sollievo quando avesse la +sicurezza della clausola testamentaria, ma la sicurezza gli veniva +mancando. + +E il notaio Cipolla come si era comportato? + +Magnificamente. Non aveva detto nulla al paziente sentendosi legato +dalla professione a tacere degli atti consumati col proprio ministero; +ma aveva fatto rileggere la minuta alla sua legittima collaboratrice. + +--E se lei crede, posso confortare prete Barnaba. + +Giusto era sicuro che il suo permesso era inutile, e perciò lo diede +subito. In premio di questa amabilità, la notaia informò il testatore +che negli ultimi giorni erano venuti a consultarsi, prima col marito, +poi con lei, tutti i legatarii, uno solo eccettuato, l'usciere +Ippolito... forse per decoro professionale? + +--No, non era decoro professionale. + +--E allora che cos'era? + +Senza rispondere Giusto ringraziò la notaia con calore, ma tutta la +voglia di ridere della propria celia gli era passata da un pezzo. + +Prima di lasciarselo fuggire di mano la signora Cipolla fece un'uscita +audace. + +--Vuol scommettere lei che faranno di tutto per impedire le nozze con +la sua fidanzata? + +Come sapeva?... Sapeva. Si sa sempre tutto; basta volere. + +--Vuol scommettere? insistè. + +Giusto non volle scommettere nulla e tornò nell'altra stanza a finire +nascostamente la cosa incominciata. Baciò dunque leggermente la +Madonnina addolorata, poi, senza parlare, scoccò molti baci sonori +sulle guancie, sugli occhi, sulle labbra della sua innamorata. E alla +fanciulla spaurita spiegò che faceva così per confondere i suoi +ingrati eredi, i quali vorrebbero che non sposasse una ragazza +capacissima di render nullo nella sostanza il testamento, senza +incomodare in nessun modo il notaio Cipolla, e senza nemmeno intinger +la penna nel calamaio. + +--In che modo? interrogarono allo stesso tempo Cristina e Nina. + +Giusto non lo volle dire. + + + + +X. + + +La notaia aveva un mucchio di ragioni, e se Giusto avesse scommesso +qualche cosa, certo qualche cosa avrebbe perduto. + +In fatti la domenica successiva, mentre il grande artista lavorava +alla tela di prete Barnaba, la Madonna dei sette dolori abbozzata +appena fece un miracolo. Entrò dunque il cugino Ippolito chiedendo +permesso al manichino vestito di bianco, e senza aspettar risposta e +senza perdere tempo in ismanie inutili, disse al pittore che egli non +voleva saper altro, dopo tutto quello che i maligni gli erano venuti a +dire. + +«Chiedimi la mano di Cristina, e io te la do subito.» + +Giusto balzò da sedere, e non abbracciò il parente misericordioso +perchè aveva la tavolozza in una mano, nell'altra il pennello. + +Ma anche perchè durava ancora nel suo cervello leale il vecchio +scrupolo. Sì, non ostante Nina e Cristina, non ostante tutto, +quell'artista ingenuo odiava l'inganno almeno almeno quanto amava la +celia. E per spiegare e scusare il consiglio delle due fanciulle che +egli metteva sopra tutte le donne dell'altro sesso, aveva già detto a +sè stesso che in fatto d'amore le donne hanno un criterio speciale, e +una lealtà sospetta. + +Invece di ringraziare Ippolito con le parole che prime gli si +offrirono, depose tavolozza e pennello sul trespolo, e fece ridere suo +cugino. + +Egli stando in piedi interrogò con calma. + +--Dunque i maligni ti hanno detto..... che cosa ti hanno detto i +maligni?... + +--Mi hanno detto nient'altro che tu sei un... scusami se ripeto le +loro parole.... che tu sei un morto di fame. + +--Questo non è vero, disse Giusto malinconicamente, ho fatto colazione +un'ora fa, e alle sei in punto andrò a desinare, se Dio mi dà vita. + +--Mi hanno anche detto... via, ci possiamo parlar chiaro, non è così? +hanno detto che il testamento tuo è stato una celia. + +--Hanno detto il vero... se te lo ricordi, l'ho dichiarato anch'io in +questo medesimo luogo, mi par di vederti.... tu eri là; prete Barnaba +là; e io qui... + +--Mi hanno detto anche che la celia aveva un secondo fine. + +--Quale? + +--Corbellare i tuoi parenti; farti dare da tuo cugino prete +l'ordinazione della Madonna che stai dipingendo, un po' di danaro da +tuo cugino Venanzio e dal macellaio; da me nient'altro che mia figlia +Cristina e la sua dote. + +--Ma... + +--Ma la celia ben fatta piace anche a me, e deve essere premiata. +Cristina è tua, se ancora la vuoi. + +--La voglio; anzi ti dirò che se non me la davi, me la pigliavo lo +stesso; però rinunzio alla dote, e pretendo che ti persuada, ma ti +persuada proprio, che i maligni... tu non mi vuoi dire chi sono? no? +meglio; voglio farti persuaso che ho testato per burlarmi di tutti +voi, e che ora sono pentito e oggi stesso pregherò il notaio Cipolla +di darmi il testamento per stracciarlo alla presenza dei legatarii. +Volete? + +No. L'usciere non voleva questo. Gli altri cugini erano padroni di +pensare a loro modo: quanto a lui, non voleva proprio nulla. Ma se +piacesse a Giusto recarsi con lui dal notaio Cipolla, senza dargli +l'afflizione di lacerare nessuna carta bollata, gli si potrebbe far +stendere il contratto dotale... + +--Io non voglio la tua dote; sposerò tua figlia, affermò Giusto, +perchè è il mio destino, non ho bisogno del tuo danaro. + +L'ufficiale giudiziario era entrato così bene nella celia del pittore +che a ogni sua opposizione rideva fino alle lagrime. + +Si fece serio un momentino per interrogare. + +--Ma dunque tu hai molto danaro?... No? E se non hai danaro, come +conti di mantenere tua moglie, rinunziando alla dote? + +--Col mio pennello, affermò malinconicamente il pittore; fin che +Cristo cenerà con gli apostoli, il nostro pranzo è quasi sicuro. + +Senza nemmeno intendere bene il senso della risposta, l'usciere +ripigliò a ridere. + + * * * + +Dunque Cristina e Giusto si sposarono prima in municipio, poi in +chiesa; e così confortati dall'assessore e dal sacerdote se n'andarono +per il mondo circostante a guardarsi negli occhi, a Firenze e a Roma. +Per l'occasione fausta il faro della pittura lombarda si mangiò quasi +tutto un Cenacolo, e tornato a casa, più innamorato che mai, cominciò +in fretta e furia un altro che fosse pronto per il primo Russo +arrivato, che fu poi un Belga. In seguito Giusto, avendo sotto mano la +modella dei suoi sogni, condusse a termine il gran quadro dell'_Orgia_ +e licenziò _Cleopatra_. La quale riuscì proprio quello che Giusto +aveva voluto, il suo capolavoro; ma non potendo come tanti grandi +pittori forastieri arricchiti dal proprio pennello, tenersi in casa la +tela meglio riuscita, la lasciò andare in Brianza, nella villa d'un +filatore tedesco, riservandosi il diritto d'andarla a vedere due volte +l'anno. Anche cento! aveva detto il tedesco. No, due mi basteranno, +aveva risposto Giusto. + +Invece non andò mai in Brianza, perchè gli venne in mente di rifare +una Cleopatra tutta nuda, caduta dal lettuccio a terra, già morsa +dall'aspide velenoso, e sfinita dal veleno. E Giusto e Cristina fecero +così bene che fu un altro capolavoro. + +Intanto la Madonna dei sette dolori formava la delizia di tutti i +devoti, e perfino prete Barnaba, sospirando bensì un poco, se ne +dichiarava soddisfatto. + +E ancor oggi dall'altare, quando prete Barnaba dice la messa ogni +mattina, quella Madonna addolorata sembra sorridere un sorriso strano, +più umano che divino per verità, come fa Nina nel suo seggiolone +attraverso i vetri. + +I cugini rimasti a terra, per non invidiare l'uomo accorto a cui la +curia aveva insegnato tante cose, vollero consolarsi pensando che +Giusto avesse proprio fatto una corbellatura magnifica; ma non +riuscirono bene. Bastava che Giusto dichiarasse ridendo d'averli +voluti corbellare, perchè si risvegliasse più acuto il dolore della +eredità perduta. + +La cosa non riuscì meglio con Ippolito. + +L'ufficiale giudiziario, nella qualità di suocero, si permise una +volta sola di consigliare a suo genero di concorrere a una subasta, +dichiarando che, secondo lui, il danaro lasciato al tre per cento alla +Banca è un peccato mortale, e anche il Debito Pubblico frutta poco. + +«Ma io non ho danari alla Banca, te lo giuro,» aveva risposto Giusto. + +E l'altro aveva consigliato gravemente: + +--Non giurare. + +Pensando alla strana avarizia di quel grande artista, di quel faro, +l'usciere si propose di non gli parlar più di toccare i fondi così +bene affidati alla Banca. + +A qual Banca? + +Anche questo non sapeva; e perciò quando si parlò della moratoria del +Credito mobiliare, il bravo suocero si pose una mano sulla coscienza e +ruppe il silenzio un'altra volta. + +--Hai sentito, Giusto; hai sentito che ci capita? Il Credito mobiliare +ha chiesto la moratoria... + +Il faro della pittura lombarda non battè ciglio, e domandò +semplicemente: + +--Che cosa me ne importa? + +L'usciere respirò; la notizia che suo genero non fosse impegnato col +Credito mobiliare, gli diede una consolazione infinita. + + +FINE. + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Carta bollata, by Salvatore Farina + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARTA BOLLATA *** + +***** This file should be named 17896-8.txt or 17896-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/7/8/9/17896/ + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at +http://www.braidense.it/dire.html) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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