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+The Project Gutenberg EBook of Carta bollata, by Salvatore Farina
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Carta bollata
+
+Author: Salvatore Farina
+
+Release Date: March 1, 2006 [EBook #17896]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARTA BOLLATA ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at
+http://www.braidense.it/dire.html)
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+SALVATORE FARINA
+
+CARTA BOLLATA
+
+RACCONTO
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+1894
+
+L. OMODEI-ZORINI, EDITORE
+
+MILANO
+
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+
+Proprietà Letteraria
+
+MILANO, 1894--TIP. PAGNONI
+
+Via Solferino, 7.
+
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+
+ Romanzi e Novelle di SALVATORE FARINA
+
+
+ Due amori. Terza edizione rinnovata..........................L. 2 --
+ Un segreto. Terza edizione rinnovata......................... » 2 --
+ Frutti proibiti _(Fiamma vagabonda)_. Quinta edizione........ » 2 50
+ Il Romanzo di un Vedovo. Terza edizione riveduta............. » 2 --
+ Il Tesoro di Donnina. Quarta edizione........................ » 4
+ Amore bendato. _Racconto_. Quinta edizione................... » 2
+ Una separazione di letto e di mensa--La famiglia del signor
+ Onorato--Un uomo felice. Terza edizione....................» 1 20
+ Fante di Picche. Terza edizione illustrata................... » 1 50
+ Capelli biondi. _Romanzo_. Quarta edizione................... » 4 --
+ Un Tiranno ai bagni di mare. _Tre scene dal vero_.
+ Terza edizione.............................................» 4 --
+ Dalla spuma del mare. Terza edizione..........................» 2 50
+ Oro nascosto. _Scene della vita borghese_. Terza edizione.....» 4 --
+ Mio figlio!--Prima che nascesse. _Novelle_. Quarta edizione...» 1 50
+ » Le tre nutrici. _Novella_. Quarta edizione.......» 1 50
+ » Coraggio e avanti. _Novella_. Quarta edizione... » 1 50
+ » Mio figlio studia. _Novella_. Quarta edizione....» 1
+ » L'Intermezzo e la pagina nera. _Novella_.
+ Seconda ediz................................. » 1 50
+ » Mio figlio s'innamora. _Novella_. Seconda ediz.. » 1 50
+ » Il marito di Laurina. _Novella_. Seconda ediz....» 2 --
+ » Nonno. _Novella_. Seconda edizione.............. » 1 50
+ Mio figlio! Sesta edizione................................... » 5 --
+ Il signor Io. Sesta edizione................................. » 3 50
+ » Terza edizione illustrata, per bibliofili,
+ legatura in pergamena...................... » 4 --
+ Fra le corde di un contrabasso. _Racconto_. Seconda edizione..» 1 20
+ Amore ha cent'occhi. Terza edizione...........................» 5 --
+ SI MUORE.--Caporal Silvestro. _Storia semplice_. Terza ediz...» 2 --
+ » L'ultima battaglia di Prete Agostino. _Novella_... » 2 --
+ » Vivere per amare...................................» 2 50
+ » Per la vita e per la morte.........................» 4 --
+ Pe' belli occhi della gloria. _Scene quasi vere_............. » 4 --
+ I due Desiderii. _Prologo ed epilogo_........................ » 3 50
+ Don Chisciottino..............................................» 3 50
+ Più forte dell'amore?.........................................» 2 50
+ Perchè ho risposto no? _Novella_..............................» 1 25
+ » » edizione di bibliofili in formato
+ piccolissimo, carta a mano, legata in tela...» 2 --
+ Amore bugiardo. Edizione di bibliofili (come sopra)...........» 3 --
+ » » 2^a edizione..................................» 2 --
+ Che dirà il mondo?............................................» 3 50
+ Carta bollata.................................................» 2 50
+
+
+ IN PREPARAZIONE:
+
+ __Per sempre!__
+
+ __Novelas__. Traducidas del italiano por D. Cecilio Navarro,
+ illustradas por Apeles Mestres y D. F. Gómez Soler, fotograbados
+ de C. Verdaguer («Entro la cuerdas del contrabajo--El Senor
+ Yo--La Sota de Espada.») Legato in tela a colori e oro.......... L. 5
+
+ __Hiyo mio!__ Versión castellana di Marìa de la Pena, illustraciôn
+ de F. Gómez Soler. Legato in tela a colori e oro............... » 10
+
+ __Cabellos rubios__. Novela italiana, traducida al castellano y
+ precedida de un Prólogo por Luis Alfonso. Illustraciôn de M.
+ Foix, grabados de Gómez Pelo. Leg. in tela a col. e oro........ » 8
+
+ __Oro escondido__. Novela italiana, traducida al castellano por Luis
+ Alfonso. Illustraciôn de F. Gómez Soler, grabados de Gómez Pelo.
+ Legato in tela a colori e oro.................................. » 8
+
+ __Amore tiene cien ojos__. Versión espanola de Waldo G. Romera.
+ Ilustrada por P. Carcedo y M. Urrutia.......................... » 4
+
+ __Amor vendado__. Narracion italiana, vertida al espanol por M. de
+ la Pena........................................................ » 2
+
+
+
+
+
+CARTA BOLLATA
+
+
+
+
+I.
+
+
+Lo chiamavano _Maestro_, benchè egli con la superbia d'essere
+solamente scolaro della natura, avesse in supremo disprezzo
+gl'insegnamenti che un uomo può dare a un altro suo simile. Non aveva
+egli disertato Brera a diciott'anni, perchè all'accademia, a disegnare
+un gesso immobile, più d'uno ha sciupato l'esistenza? Diciamo
+l'esistenza per dire, ma dando retta a Giusto dovremo dire che molti
+hanno guastato la mano, l'occhio, l'intelletto d'artista, e sono
+rimasti tutta quanta la vita copisti. Perciò egli aveva piantato il
+gesso immobile e scialbo, e dando al professore dell'asino, se n'era
+andato di buon passo fuori di Porta Ticinese, a empir l'occhio di
+belle linee mobili e di colori trasparenti.
+
+Assicurava che la prima lezione di colore gliel'aveva data una roggia,
+entro la quale l'acqua si moveva appena, dando tutti i riflessi delle
+nuvole splendenti pel sole di maggio. La gran maestra gli aveva detto
+allora per la prima volta: «Giusto mio, lascia il carboncino, piglia
+la tavolozza e il pennello, guarda bene e cerca di far come me; sarà
+forse la disperazione di tutta la tua vita, perchè io farò quasi
+sempre meglio, ma se tu hai qualche cosa dentro e riesci a metterla in
+luce, sarai un grand'artista e la gente, che me non guarda nemmeno,
+ammirerà l'opera tua.»
+
+Da quel giorno di maggio, Giusto, cacciato dall'accademia per aver
+detto al professore una verità sacrosanta, non aveva avuto altri
+maestri fuor che la natura.
+
+E poco dopo lo scolaro aveva avuto il battesimo di maestro dagli
+allievi suoi, e perfino dai colleghi ed emuli, che in arte, dove
+cessano le miserie delle scuole e delle regole, comincia l'anarchia
+intellettuale e si trova un briciolo di giustizia per dire lealmente a
+un compagno amato: «tu sei un grande artista» ovverosia «tu sei una
+bestia.»
+
+Ma perchè, arrivato a questo punto luminoso, l'artista non è felice?
+
+Perchè spesso manca all'uomo glorioso quasi tutto; perchè la gloria è
+una cosa, l'appetito è un'altra; perchè a una certa età, quando sono
+entrate nel cervello le visioni d'una vita tranquilla, accanto al
+focolare caldo, con una compagna buona, la quale all'occasione possa
+fare la modella ad un capolavoro impaziente, l'artista, che ha cercato
+nella natura l'anima delle cose, si sente infelicissimo non potendo
+dare tutto se stesso a un'altra anima cara.
+
+I pittori italiani, a qualunque scuola appartengano, spesso per
+scarsità di companatico rimangono scapoli tutta la vita; li vedete,
+già canuti, gironzare ancora intorno all'ideale perduto, senza
+arrischiarsi al matrimonio; alcuni si pigliano in casa una modella
+belloccia, affamata quanto loro, a dir poco, per fingere la felicità
+della casa e della famiglia, e se hanno fortuna, da queste finzioni
+non nascono figliuoli, ma semplicemente bozzetti e quadri che
+rimangono invenduti quando i nababbi italiani non li comprano per un
+tozzo di pane.
+
+Una volta, attraverso l'Atlantico o le steppe, arrivavano nel bel
+paese i Cresi veri, pieni di dollari o di rubli; andavano a visitare
+gli studi degli artisti più in voga e si portavano via quadri di
+genere e statue di marmo di Carrara; ma da poco in qua l'America non è
+la terra promessa, la Russia nemmeno, le statue italiane si fanno per
+lo più di gesso, il monte di Carrara non serve quasi ad altro che ai
+caminetti.
+
+Quest'è lo stato presente dell'arte in Italia; poco è a sperare che si
+voglia mutare per un pezzo.
+
+E non di meno la gioventù italiana è sempre innamorata dell'arte,
+sfida la miseria, sopporta allegramente l'appetito e non si dà vita;
+non passa mai per il capo dei giovani artisti la tentazione di mutar
+carriera, di darsi alla banca per esempio, al tribunale, al commercio;
+mentre qualche volta accade il contrario, cioè che un agente di cambio
+novellino, pentito d'un'operazione a fine mese mal riuscita, voglia
+rosicchiare l'osso spolpato dell'arte.
+
+Giusto, diventato maestro a forza di digiuni, a 36 anni non era
+scontento del proprio stato, avendo venduto quaranta volte un Cenacolo
+di Leonardo da Vinci, ai Russi ed agli Americani del buon tempo, e
+ultimamente ai Tedeschi ed agli Inglesi. Sperava di vendere altri
+cento Cenacoli prima di chiudere gli occhi all'eterno sonno; solo gli
+rimaneva il dubbio angoscioso che l'affresco di Leonardo, ridotto già
+come un'ombra, svanisse interamente prima del tempo. E allora, che
+sarebbe di lui e della giovane arte italiana?
+
+Uno sgomento più grave lo assalse un giorno, quando l'agente delle
+imposte volle gravare sull'arte italiana per mettere le toppe alla
+finanza dello stato. Quell'uomo ingegnoso, fatto il calcolo che i
+Cenacoli di Giusto pagati a peso d'oro dovessero dargli molto più
+companatico che un artista di modesto appetito possa digerire, intimò
+subito una tassa di ricchezza mobile per una somma enorme, dugento
+lire annue, da pagarsi in sei rate uguali ogni bimestre, facendo
+risalire l'obbligo del pagamento a tre anni innanzi per mancata
+denunzia; insomma uno scapaccione di ottocento lirette.
+
+Ma, Cristo in croce! Dove si vanno a prendere ottocento lire per
+consegnarle all'esattore? Lo sapete voi?
+
+Giusto non ne sapeva un'acca.
+
+Andò subito a visitare la belva, sperando ingenuamente di placarla;
+appena gli avesse fatto intendere all'ingrosso in che acque naviga la
+pittura moderna nel bel paese, il mostro avrebbe chiesto scusa di aver
+cagionato al prossimo un'afflizione inutile, e non avrebbe fiatato in
+sempiterno. Così pensava l'ingenuo maestro.
+
+Ma la belva non fu mansueta; dimostrò a Giusto, il quale ascoltava a
+bocca aperta, che solo con i Cenacoli mandati all'estero tre volte
+l'anno a un di presso, un maestro di quel valore....--Quale?, domandò
+umilmente Giusto.--Dugento lire annue di ricchezza mobile, pagabili in
+sei rate uguali.
+
+Insomma, non vi fu verso di correggere il criterio di quell'uomo, il
+quale avendo istruzioni dall'alto, era nel preciso dovere di salassare
+il prossimo per contentare la finanza... e fare un passo avanti nella
+carriera.
+
+--Però...
+
+--Però, che cosa? dica, dica.
+
+Però Giusto poteva ricorrere alla commissione d'appello per
+l'accertamento delle imposte.
+
+--E come? e che fa la commissione d'appello? e che ottiene il
+contribuente?
+
+L'agente fu generoso d'informazioni; Giusto doveva fare il suo reclamo
+in carta bollata da cent. 60; la commissione d'appello fa sempre ciò
+che dice l'agente delle tasse; il contribuente per lo più non ottiene
+altro che fare una seconda istanza a un'altra commissione...
+
+--La quale?...
+
+--La quale giudica come la prima.
+
+Giusto, fatto bene il conto, non fece istanza di sorta, e almeno
+risparmiò la carta bollata.
+
+Ma bisognava pure pagare le ottocento lirette, se gli premeva fare
+quasi ogni giorno la cena e tre volte l'anno un cenacolo.
+
+Allora cominciò nel cervello del pittore un lavorio angoscioso, non
+fatto mai prima di quel tempaccio birbone: il lavoro di avvicinarsi ai
+parenti abbandonati per disprezzo della loro fortuna, tastarli a uno a
+uno, amicarseli un poco, fin che un giorno gli avesse indeboliti tanto
+da poter sparare a bruciapelo la domanda d'un prestito di ottocento
+lire. E perchè no di mille? La fatica è tal quale a chiedere mille o a
+chieder ottocento, anzi certamente mille è una cifra più dignitosa, e
+se un po' di lire gli rimanessero in tasca non gli farebbero male per
+assicurare una buona modella al suo capolavoro.
+
+Il suo capolavoro doveva essere una Cleopatra, ma tutte le modelle
+vedute non lo contentavano; una sola aveva le attaccature delle
+braccia incensurabili, e per rifare il sorriso amaro della morte e
+dell'amore non vi era altri che lei; solamente, essendo, ricercata da
+molti, bisognava pagarla tre lire l'ora. E Cleopatra aspettava.
+
+I parenti di Giusto non erano molto prossimi; il più vicino era
+fratello uterino di suo padre buon anima; lo zio Bortolo aveva fatto
+il macellaio per vent'anni e s'era messo a riposare dalla macellazione
+per negoziare i buoi, per il macello, s'intende, che quell'uomo di
+pasta antica non poteva separarsi, fin che avesse un alito di vita,
+dalla sua passione.
+
+Lo zio Bortolo aveva messo da parte un po' di denaro, ma ne avrebbe
+avuto assai più se non gli fosse toccata la disgrazia di generare due
+figliuoli dello stesso sesso, uno più scioperato dell'altro, i quali
+altro non facevano se non spolpare il genitore. In oltre lo zio
+Bortolo aveva un vecchio rancore col fratello, ancor che fosse morto e
+sepolto, e non vedeva di buon occhio la pittura per una disgrazia
+toccata all'insegna della sua bottega.
+
+Quell'insegna era una testa di manzo magnifica, come Bortolo ne aveva
+staccato tante dalle bestie macellate; a giudizio delle cuoche del
+vicinato era parlante, e il macellaio già si rallegrava della sua
+pensata, quando gli era piombata la contravvenzione perchè prima di
+esporre la testa parlante del manzo miracoloso non aveva domandato il
+permesso al Municipio e pagato la relativa tassa. Bortolo si protestò
+innocente, dichiarò di non averlo fatto apposta, ma non vi fu verso e
+dovette pagare. Così quell'insegna, che lo aveva rallegrato un giorno,
+sembrò poi messa lì solo per riaprire una vecchia piaga per tutto il
+resto della vita.
+
+Un altro parente prossimo di Giusto apparteneva alla Curia in qualità
+di usciere; doveva odiare anche lui la pittura perchè si era empito la
+casa di oleografie e nella sua qualità d'uffiziale giudiziario
+guardava dall'alto in basso il cugino pittore; si chiamava Ippolito.
+
+Un altro cugino aveva bottega d'orologiaio e orefice in Ponte Vetero e
+si diceva che rivendendo bene gli orologi acquistati male dagli
+speculatori di Piazza Castello, che è a due passi, egli si fosse messo
+da parte un bel gruzzolo; si chiamava Venanzio.
+
+Un altro cugino era prete. Diceva la prima messa, che è la meglio
+pagata per la difficoltà di alzarsi la mattina di bonissima ora; aveva
+la sottana sfritellata; i collarini sudici erano una sua specialità.
+
+Costui almeno era venuto qualche volta a trovarlo in studio, e si
+dichiarava a tutto pasto appassionato della pittura religiosa, ma se
+appena appena Giusto scopriva le nudità d'una tela di genere
+pompeiano, o turco, o indiano, prete Barnaba lasciava Cristo a cena
+con gli apostoli e Cristo in croce per ammirare da vicino e da lontano
+un po' d'arte mondana. Molte volte aveva manifestato al cugino pittore
+la tentazione fatale, da cui era preso ogni tanto, di ordinargli una
+Madonna dei sette dolori per la cappella ove diceva messa, ma sperava
+di resistere, e veramente aveva resistito fino allora.
+
+Ma non resisterebbe più quando Giusto gli avesse fatto intendere la
+propria necessità di consegnare all'esattore una somma che non aveva;
+di sicuro, per non lasciarsi salassare impunemente, il prete
+comprerebbe la Madonna dei sette dolori per lire mille.
+
+Quel giorno medesimo il pittore andò a trovare suo cugino. Per via
+aveva una baldanza curiosa di uomo sicuro del fatto proprio;
+nell'androne di sagrestia cominciò a penetrargli nell'animo un dubbio
+amaro; e in faccia al reverendo il _maestro_ aveva la fisonomia
+somigliantissima d'uno scolaro che non sapesse la lezione.
+
+--Qual buon vento ti porta qui, così di buon'ora? domandò prete
+Barnaba, mentre con l'aiuto d'un chierichino infilava la pianeta per
+la messa.
+
+--Non è un vento, confessò Giusto, e sopra tutto non è un vento buono;
+è un uragano maligno.
+
+Prete Barnaba si fece il segno della croce dinanzi al Cristo di
+sagristia, e non rispose verbo perchè fiutava da lontano un gran
+pericolo.
+
+Giusto, vedendo che gli toccava dir tutto senza incoraggiamenti,
+chiuse gli occhi e disse: _mille lire!_
+
+Prete Barnaba alzò gli occhi al Cristo per dirgli alla muta che
+rispondesse lui qualche cosa a quel disgraziato.
+
+--Ma non vedi, mio buon Giusto, che tu sei in un grave errore? come! e
+tu non ti eri accorto che io non ho avuto mai mille lire disponibili?
+Credi che me ne verrei qui come una rondine a dire la prima messa se
+fossi un prete ricco? E con tutta la voglia che ti ho manifestata
+tante volte di regalare una Madonna dei sette dolori alla cappella, se
+non l'ho fatto prima d'oggi, che significa?
+
+--Ma io... balbettò il gran maestro della scuola lombarda, ma io ti
+farò una _Madonna di sette dolori_ che farà piangere i sassi; e sarà
+d'un metro e sessanta, come ti piaceva, e se non basta te la farò di
+due metri. Fa un sagrifizio per lasciarmi in pace con l'esattore.
+
+Prete Barnaba aveva già la pianeta; si pigliò in mano il calice e
+inchinatosi ancora davanti al Cristo in croce mormorò sotto voce una
+preghiera prima di avviarsi all'altare.
+
+--Se ascolti la mia messa, potremo parlare ancora del caso tuo, ma da
+me non sperare nulla; ti dirò piuttosto di andare da nostro cugino
+orologiaio. Quello ha un mucchio di danaro, e per un parente vorrà
+fare qualche cosa.
+
+Il gran maestro non fiatò, ma almeno volle risparmiarsi la messa di
+suo cugino Barnaba.
+
+Camminando di buon passo sulla via pensava al caso suo, che ora gli
+sembrava più difficile che mai.
+
+A quale altro parente doveva rivolgersi ora?
+
+All'orologiaio di Piazza Castello, o all'usciere Ippolito, o a zio
+Bortolo macellaio? L'orologiaio apriva il negozio di Ponte Vetero alle
+ore otto in punto, l'usciere andava in tribunale non mai prima delle
+nove, e fino a quell'ora il negoziante di buoi arricchito dal macello
+non si moverebbe dal suo letto. Erano le cinque in punto; e recarsi a
+casa dei suoi cugini a quell'ora mattutina a chiedere un prestito di
+mille lire, non parve a Giusto molto prudente; se ne andò allo studio
+a riflettere meglio. Con la tavolozza in pugno, buttando qua e là
+qualche pennellata sopra una di quelle tele destinate a non essere mai
+finite, che tutti i pittori ne hanno sempre una almeno, si erano
+affacciate tutte le migliori idee di Giusto. Così fece.
+
+Egli aveva appunto una gran tela intitolata il _Paradiso terrestre_,
+dove nello spazio di due metri aveva ammucchiato tutte le seduzioni
+dell'inferno; vino colante da brocche rovesciate sulle mense; donnine
+seminude addormentate nel dare un bacio a giovinotti brilli, alcuni
+dei quali caduti fra le gambe della tavola; dadi e carte da giuoco
+sulla tovaglia e in terra, stoviglie d'argento luccicanti al sole
+affacciato da un finestrone a guardar lo spettacolo disameno. Quel
+quadro concepito in una giornata di orgia, che aveva dato a Giusto una
+nausea memoranda, non era stato compiuto per la solita causa, perchè
+le donnine allegre, le quali gli avevano servito una volta di modelle,
+non erano tornate più a mettersi in posa.
+
+Tuttavia la tela non era stata cancellata, e nei momenti scabri delle
+sue giornate il gran maestro vi dava volontieri qualche pennellata per
+rinforzare il tono d'un viso baciato dal sole, o un'ombra sotto la
+tavola, e per farsi venire le sue idee migliori. Quella mattina l'idea
+fu questa:
+
+«Io la faccio in barba all'esattore, il quale dovrà rimanere con due
+spanne di naso a dir poco; io mi rifugio all'estero in un paese meno
+barbaro che non sia questa nostra Italia di Michelangelo e di
+Raffaello; io me ne vado in Isvizzera, a Lugano.»
+
+Con poche pennellate di biacca sgorbiò un po' di fondo di tela non
+ancora coperto di colore, e si tirò indietro per riconoscere che
+quell'albore rinforzava benissimo i toni di tutto quanto aveva messo
+fin qui sul quadro, e bisognava proprio scegliere una sala bianca,
+tutta marmi di Carrara, o stucchi e oro. Pensò ancora.
+
+«Da poco in qua i pochi Russi viaggianti si fermano in Isvizzera, nel
+Canton Ticino, che è come un pezzo di Italia, a Lugano, città di
+alberghi... I Tedeschi poi non vengono in Italia senza passare il
+Gottardo e fermarsi a Lugano; quando il forestiero sappia che a Lugano
+vi sono io, vorrà fare una visita al mio studio. Chissà quante belle
+migliaia di franchi in oro metterò da parte senza dare un centesimo al
+mio caro esattore. E quando avrò le migliaia, potrò forse pensare...»
+
+A che cosa? Egli interruppe il proprio pensiero, perchè gliene venne
+un altro.
+
+--Sì, ma a Lugano non vi è la Chiesa delle Grazie, non vi è il
+Cenacolo di Leonardo da Vinci; e come faccio io?
+
+Fu uno sgomento di poca durata. Giusto poteva farsi una copia di
+Cenacolo per servire a farne poi altre; una seduta in faccia
+all'affresco originale accontenterebbe il compratore più difficile.
+
+Sta bene, e ora poteva proseguire la sua _via crucis_, visitare, se
+fosse necessario, i cugini a uno a uno, e con molta filosofia
+penetrare tutte le difficoltà di ottenere mille lire in prestito.
+Erano giunte le otto, l'ora dell'orologiaio di Ponte Vetero.
+
+Giusto si avviò con animo deliberato.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Il cugino Venanzio, giovinetto allegro la sera, quando il suo negozio
+era andato bene, aveva la mattina un umore intrattabile; la impazienza
+che si presentasse il primo affare, senza del quale come sapete non è
+possibile mai fare il secondo, gli dava un'aria inquieta e scontenta,
+che non cresceva nulla ai vezzi della sua persona. Alle otto in punto
+ogni mattina, nell'atto di aprire la bottega, dimenticava le amiche
+della notte per non pensare ad altro che al suo commercio e agli
+agenti della questura, i quali potrebbero capitargli in bottega quando
+meno se lo sognasse per fare molte ricerche inutili.
+
+Quando Giusto si presentò, Venanzio era mille miglia lontano da lui; e
+per un poco, intento a ripulire la mostra, non si avvide nemmanco del
+suo parente.
+
+Ma il pittore, preparato a ogni sorta di incontri nella _via crucis_,
+non si smarrì di animo.
+
+--Venanzio, disse con voce robusta; e ripetè ancora: Venanzio.
+
+Venanzio si volse verso di lui, tentando un sorriso che riuscì una
+smorfia.
+
+Giusto non perdè un minuto di tempo per informarlo del suo bisogno;
+l'altro, senza smettere le proprie occupazioni, gli parlò così:
+
+--Ti hanno ingannato, sai, ti hanno proprio ingannato; io non posseggo
+un soldo; tutta questa roba che vedi non è pagata, e se non la vendo,
+la ridò a chi me l'ha data per la mostra; appena appena ne ricavo,
+ammazzandomi tutto il giorno al banco, tanto da mangiare e vestirmi.
+Tu lo sai, io sono come te, scapolo ancora; e perchè sono scapolo a
+trentasei anni sonati? Perchè ho paura del matrimonio e della
+figliolanza, e ne ho paura perchè sono povero.
+
+Giusto non si lasciò commuovere da quelle dichiarazioni e franco
+franco ribattè così:
+
+--Aspettavo che mi dicessi questo, perchè so quanto guadagni e quanto
+sei avaro di giorno; so pure che non prendi moglie, perchè la notte
+all'Eden, alla Follia e in altri luoghi, trovi quante mogli fanno al
+caso tuo. Ma io non chiedo un prestito senza interessi, che sarebbe
+un'ingenuità, sono venuto a proporti un negozio; se mi dai mille lire
+te le renderò col dieci per cento fra un anno, e anche prima.
+
+Venanzio non ebbe nemmeno il tempo di riflettere, come sembrava
+volesse fare, perchè un brutto ceffo si affacciò alla bottega senza
+dir parola.
+
+--Vengo, disse l'orologiaio, e l'uomo sparve.
+
+--Ecco, proseguì Venanzio, continuando ad assestare gli orologi della
+mostra; io sono qui per contrattare: non dobbiamo forse far contratti
+tutta la vita? ma quando uno chiede che io gli procuri un po' di
+denaro che non ho, non posso incomodare la gente che mi vuol bene
+senza fargli vedere prima il pegno e consegnarglielo poi. Se tu hai
+dell'oro vecchio, dell'argento, ma meglio oro, portalo qua e io ti
+potrò fare l'imprestito; così faccio qualche volta; oro e argento;
+oppure orologi; ma tu non hai sicuramente una partita d'orologi da
+sbarazzare; tu non sei un collezionista.
+
+Lasciò vagare sulle labbra un sorrisetto, ma lo cancellò subito.
+
+--È vero, rispose Giusto, io non sono un collezionista d'orologi.
+
+--Lo vedi! conchiuse Venanzio.
+
+Aveva detto tutto; si affacciò in istrada per vedere se l'uomo di
+prima aspettasse, e rialzando il capo verso il suo caro parente senza
+nemmeno guardarlo, sembrò dirgli qualche cosa che Giusto intese a
+volo.
+
+--Stammi bene, disse il pittore, e buoni affari.
+
+Lasciò la bottega e nell'avviarsi al tribunale passò rasente al brutto
+ceffo che tornava verso la bottega di Venanzio.
+
+Sebbene fossero le nove sonate, quando Giusto arrivò al Palazzo di
+Giustizia, l'usciere non era ancora al telonio a preparare le
+citazioni e a radunare le sentenze per notificarle. Che ne era
+avvenuto? Niente altro che questo: Ippolito s'era ammalato
+d'indigestione, volgarità indegna d'un magistrato, ma che può toccare
+anche al primo presidente. Giusto lo troverebbe a casa, a letto.
+
+Queste notizie gli vennero date da un altro ufficiale giudiziario, il
+quale anzi raccomandò di dire al collega malato che quella tal
+citazione verrebbe fatta prima del mezzodì.
+
+E Giusto via, a picchiare alla porta del suo terzo cugino.
+
+Gli fu aperto dalla figliuola di Ippolito, una cuginettina perduta di
+vista da molti anni, un amore di bimba non avente proprio l'aria di
+essere tanto vicina alla curia e al tribunale; ne pareva anzi
+lontanissima, tanto era bianca, bionda, e gentile; e pure anche il
+giorno prima quell'amorino ingenuo aveva riempito molta carta bollata
+indegna di un suo caratterino nitido e bello, senza domandarsi conto
+di quanto faceva per contentare il babbo.
+
+--Chi è? domandò appena ebbe schiuso l'uscio, e subito soggiunse: è lo
+zio Giusto.
+
+--Non sono tuo zio, ma tuo cugino, tienlo in mente...
+
+--Il babbo dice che sei zio, ma se tu vuoi essere mio cugino, lo
+preferisco quasi; vieni pure, ma il babbo sta male, perchè ieri ha
+lavorato troppo...
+
+--L'altro usciere mi ha detto che ieri ha mangiato.... e gli ha fatto
+male.
+
+--Non è vero; lavora qualche volta troppo e allora non digerisce quel
+che mangia. Vado subito a dirgli che sei qui, aspetta un momentino...
+
+Così dicendo, quella donnina accompagnava il suo parente in salotto,
+gli accennava di mettersi a sedere, e via di corsa.
+
+Uscirono dal cervello del maestro tutti le amarezze della giornata
+incominciata per trattenere soltanto la visione gentile della
+cuginetta.
+
+Un pittore che sappia il fatto suo, al primo vedere una figurina come
+la figliuola dell'usciere Ippolito, si sente subito afferrare dalla
+tentazione di arrestarne sulla tela il più possibile, il viso almeno,
+un po' di collo, le manine bianche, le braccia tonde; il resto viene
+poi.
+
+Così Giusto.
+
+«Come si chiama mia cugina? Maria, mi mi pare; ma non ne sono sicuro,
+e non mi starebbe bene domandarlo; altrimenti si vedrebbe subito che
+io dei parenti cari mi sono infischiato magnificamente fino al momento
+di averne bisogno. È fresca come una rosa appena sbocciata; beato chi
+la potrà cogliere; è bella; è amabile, disinvolta e garbata; farà la
+felicità di un usciere novellino, o chi sa mai, magari di un usciere
+vecchio, che abbia ammucchiato molto denaro notificando molta carta
+bollata. Ah! quanti grandi artisti sono diventati celebri perchè
+avevano un modello in casa!»
+
+Giusto ebbe l'audacia di immaginare l'arte gentile che egli avrebbe
+fatto nel primo tempo dopo le nozze, quando la cugina Maria....
+diciamo.... fosse al suo fianco, e l'arte grande che gli sarebbe
+uscita dal pennello quando Maria, diciamo ancora così, avesse preso
+proporzioni un tantino matronali, ma un tantino appena, e il suo viso
+di faterella allegra fosse oscurato da quell'ombruzza di melanconia di
+chi ha visto da lontano il dolore.
+
+La cuginetta tornò in quel punto ad annunziare che il babbo dormiva
+ancora, ma nel dire mostrò apertamente il dolore della bugia; tanto
+apertamente, che Giusto fu lì lì per consolarla così:
+
+«Maria.... ho inteso tutto....» ma dalla camera vicina la voce sonora,
+che spesso tonava nell'aula annunziando il tribunale, gridò forte:
+Cristina!
+
+E Cristina, chiesta permissione, sparve una altra volta.
+
+--Si chiama Cristina, e io me ne ero scordato; è proprio bella tanto,
+ingenua e schietta; non pare la figlia di un usciere; mio cugino
+Ippolito ha fiutato il caso mio; per paura d'essere indebolito
+dall'indigestione, mi mandava a spasso con una bugia; ma pensandovi ha
+visto di non guadagnare gran cosa, e ora mi fa dire di venire al suo
+letto, che, ammalato com'è, saprà difendersi. È come se lo vedessi.
+
+Cristina rientrò in sala in quel punto; aveva la faccetta allegra
+d'una donnina che, odiando la menzogna, si rallegra di dire una
+verità.
+
+--Il babbo dormiva, perchè non aveva inteso che si trattava di te; ora
+ti vuol vedere.
+
+--Grazie, balbettò Giusto per dire qualche cosa.
+
+--Grazie di che? chiese Cristina.
+
+E veramente grazie di che? Giusto non sapendo rispondere, si avviò in
+uno stato di perplessità inesplicabile. Giunto a piedi del letto
+matrimoniale dell'usciere vedovo, non fu tolto al suo stato dagli omei
+con cui Ippolito cominciava la propria difesa personale.
+
+--Ahi! questo mio stomaco non mi serve più; ahi! è il piloro
+sicuramente, o è il fegato, o è la milza, o è il demonio; il fatto è
+che se mangio un boccone con un po' di appetito mi tocca dire mi pento
+e mi dolgo una settimana intera.
+
+--Che cosa è stato?
+
+--È stato che si lavora troppo per campare la vita. Ma bravo! Mio
+cugino, il grande artista, il faro dell'arte pittorica lombarda, si è
+ricordato d'un misero uffiziale giudiziario! Non è, Dio ti guardi, per
+una citazione? Se il cliente tuo non ti vuol pagare, dà retta a me,
+piglialo con le buone; non ti venga mai la tentazione di pigliarlo con
+le mani d'un usciere. L'usciere, anche se è cugino, non può far nulla
+senza la carta bollata. Ahi! questo piloro, questo fegato, questo
+demonio mio! Mettiti a sedere; vedi là, vi dev'essere una sedia
+libera; l'hai trovata? Bravissimo; e ora dimmi il caso tuo. Ahi!
+
+La perplessità singolare di Giusto durava ancora; egli udiva le parole
+dell'usciere ammalato, ma ascoltava i passi della cuginettina bionda,
+che dava sesto nell'altra stanza; costretto a dire la molla che
+l'aveva spinto fino in casa del cugino usciere, nella sua perplessità
+affermò che le molle erano due.
+
+Curioso! Il fatto che le molle fossero due, mentre erano sembrate una
+sola all'usciere, lo rallegrò invece di fargli pena. Pensò subito che
+fossero due cambiali precettabili.
+
+--Se sono pagherò o tratte protestate è meglio, ma fossero anche
+citazioni, io sono agli ordini tuoi; non pagherai altro che le spese
+vive.
+
+--Grazie, ma non è questo; io vengo da te unicamente perchè ho bisogno
+di due cose...
+
+Pensò un momentino se gli convenisse prima parlare dell'agente delle
+imposte, e riconobbe che era meglio parlarne dopo. E allora?...
+
+--La prima è tua figlia.
+
+--Cristina! come entra mia figlia nel caso tuo?
+
+--Sì, proprio Cristina: sono venuto a chiedertela in moglie...
+
+--Per te?...
+
+--Ma... mi pare.
+
+--Ma tu non sai che Cristina ha diciasette anni soltanto, e tu, se i
+miei conti tornano, ne hai almeno trentatre....
+
+--Sonati... È disgraziatamente vero; ma io mi sento giovanissimo
+ancora...
+
+--Sentirsi è una cosa, essere è un'altra; come la pittura d'una cosa
+non è mai la cosa medesima... Mi spiego? Se non mi faccio intendere
+abbastanza, mi spiegherò meglio: per mia figlia ho altre vedute. E non
+ne parliamo altro; se mi vuoi dire l'altra cosa... ahi!
+
+Giusto stette un po' a pensare e lì per lì non rispose.
+
+--Me la vuoi dire? insistè l'usciere.
+
+--Ci penso... Non te la voglio dire, tanto non ci guadagnerei nulla.
+
+L'usciere non era punto curioso e lo disse:
+
+--Pazienza! io non sono curioso.
+
+--Ti saluto, conchiuse Giusto, rizzandosi da sedere; guarisci, cura il
+tuo piloro, torna presto al tribunale e stammi allegro.
+
+--Senti ancora; che premura hai? senti.... Cristina non sa nulla?
+
+--Non sa nulla ancora.
+
+--Ti conviene che non sappia mai; io non le dirò niente, te lo
+prometto.
+
+--Grazie.
+
+L'usciere dal suo letto chiamò forte «Cristina!» perchè accompagnasse
+il faro della pittura lombarda fino all'uscio, e Giusto disse a se
+stesso:
+
+--Essa invece saprà subito e saprà tutto.
+
+E appena apparsa la faccetta soave della cugina, egli le disse:
+
+--Sai? me ne vado; la cosa che domandavo a tuo padre, mi è riuscita
+male...
+
+--Me ne spiace tanto...
+
+--Ah! se fossi sicuro che ti spiacesse tanto, quasi mi consolerei un
+poco.
+
+Cristina aprì gli occhioni belli a guardare il suo parente, non
+intendendo ancora.
+
+--Si può sapere che cosa gli hai domandato? domandò ingenuamente.
+
+--La vuoi proprio sapere?
+
+Cristina non rispose nulla, perchè l'occhio nero del faro della
+pittura lombarda le andava dicendo tante cose.
+
+--Te la dirò all'orecchio.
+
+Ma tacque un poco, aspettando il pentimento.
+
+Cristina non respirava più.
+
+--Dimmela, balbettò con un fil di voce.
+
+--Gli ho chiesto... te... in isposa... ed egli mi ha risposto: no.
+
+--Cattivo babbo! scappò detto alla creatura ingenua; e diè in un
+pianto dirotto.
+
+Giusto, a cui da poco in qua sembrava di sognare, a questo punto del
+suo sogno si svegliò in paradiso.
+
+--Cristina! gridò forte l'usciere dall'altra camera; Cristina!
+
+Nessuno gli rispose.
+
+--Senti, bambina mia, tu ora mi fai felice, ma asciuga le tue lagrime;
+se vuoi proprio, se mi saprai aspettare, io ti farò mia; vuoi?
+
+--Sì, voglio.
+
+--Allora dammi un bacio; e speriamo insieme.
+
+Cristina diede il bacio senza titubanza.
+
+--Cristina! chiamava Ippolito dal suo letto; dove si è cacciata quella
+ragazza?... Cristina!
+
+--Trovo la mia strada da me, rispose Giusto a voce alta.
+
+Si pigliò in silenzio un altro bacio dalla bocca soave, un altro bacio
+pose sulla fronte della sua fanciulla, e se ne andò fidanzato.
+
+Ma non aveva trovato nulla per l'agente delle imposte.
+
+
+
+
+III.
+
+
+Tutto il rimanente di quel giorno Giusto non fece altro se non pensare
+alla sua fidanzata, ed ebbe solo un po' di requie quando con poche
+pennellate di biacca, di cinabro e di cromo si fu messo dinanzi la
+faccia gentilina e i capelli d'oro che gli trottavano nella fantasia.
+Ogni giorno avrebbe aggiunto qualche cosuccia alla tela, pur che ogni
+giorno trovasse modo di vedere Cristina, in casa, o alla finestra, o
+alla passeggiata. Uscirono da quel cervellaccio di grande artista
+tutte le melanconie della tassa di ricchezza mobile, dimenticò perfino
+l'esistenza d'un agente delle imposte e gli parve di vivere in una
+Italia nuova, fatta allora allora per lui e per Cristina, in un'Italia
+dove si fosse perduta la mala semente dell'esattore e non si
+conoscesse nemmeno la necessità di rifare il Cenacolo quattro volte
+l'anno per campare la vita.
+
+Camminando per le vie, a testa alta, con gli occhi fissi in Cristina
+sua, respirando Cristina sua nell'aria di quel mattino di maggio, il
+faro della pittura lombarda si dimenticò perfino di essere un faro, di
+aver trentasei anni sonati bene bene, per ridiventare un fanciullone.
+
+Pensava: «Di che mai espedienti si serve il cielo misericordioso
+(perchè ora tornava a credere nel cielo e nella sua misericordia) per
+avvicinare due cuori che si vogliono amare! Chi potrebbe far credere
+all'agente delle imposte che egli, minacciando una tassa che forse non
+riscoterà mai, mi abbia riunito a Cristina mia per tutta la vita?
+
+«Per tutta la vita? Sì, per tutta. Ormai Cristina è legata a me;
+nessun tribunale, con nissun atto di usciere potrebbe mai impedire a
+due cuori di amarsi tanto. Il cugino Ippolito, dopo avermi detto no
+alla prima, mi dirà sì alla seconda; e a me, fra quindici giorni, non
+mancherà il coraggio di andarlo a trovare in tribunale, e magari al
+suo letto se avrà fatto un'altra indigestione.»
+
+Fortunatamente, della seconda causa che lo aveva spinto in casa
+dell'ufficiale giudiziario, egli non aveva fiatato, perchè sapere
+bisognoso d'una somma relativamente tenue, il faro della pittura
+lombarda, non gli aggiunge luce nè decoro; Giusto accomoderebbe forse
+il proprio negozio con l'altro parente macellaio, e non riuscendo
+nemmanco con lui piglierebbe la risoluzione di trasportare in Svizzera
+il Cenacolo incominciato e gli altri bozzetti, accomiatandosi con una
+bella lettera dall'agente delle imposte.
+
+--Dunque si va a far visita al macellaio?
+
+Giusto si propose il quesito parecchie volte in quella giornata
+memoranda, e lo lasciò sempre in sospeso per causa di Cristina bella,
+che lo chiamava a lei in silenzio.
+
+All'ultimo rispose melanconicamente di sì, e si avviò al macello con
+l'aria d'una buona bestia segnata e rassegnata.
+
+La casa dello zio Bortolo era fuori di porta; d'un piano solo ma
+bellina assai, tutta tinta di sangue sieroso, ma con le persiane di un
+rosso vivo, che pareva sangue arterioso; vi abitava la famiglia del
+macellaio soltanto e perciò, non vi essendo portinaio, per farsi
+aprire, bisognava toccare il bottone del campanello.
+
+Giusto, dando un'occhiata alla finestra sanguigna, si sentì venire un
+po' di baldanza accettando questo presentimento bugiardo:
+
+«Mi pare che dove meno me l'aspettava, troverò il fatto mio; qui
+dentro stanno di sicuro molte migliaia di lire inoperose; sta a vedere
+che una se ne viene alla chetichella nel mio portamonete.»
+
+Mentre egli toccava coraggiosamente il bottone del campanello,
+un'altra voce, vera e sacrosanta, mormorava a canto a lui,
+strascicando le parole, tanto era dimessa: «vedrai che Bortolo farà
+come gli altri, non ti darà un soldo.»
+
+La porta di strada si aprì, e subito una voce gridò dall'alto:
+
+--Chi è?
+
+--Sono io, rispose il gran maestro, infilando le scale.
+
+Al secondo pianerottolo una vecchia lo squadrò da capo a piedi,
+ripetendogli:
+
+--Chi è?
+
+--Sono io; il nipote di zio Bortolo; mio zio è in casa? come sta?
+riceve a quest'ora?
+
+Il macellaio stava benone e non gli sarebbe sembrato vero di poter
+ricevere nel salotto, in fondo a un corridoio, dove la vecchia
+accompagnò il visitatore, ancor che fosse nipote del padrone, a
+contemplare un uscio chiuso. La chiave era nella toppa, ma non girava
+bene, e dopo inutili sforzi della fantesca si provò Giusto con miglior
+resultato.
+
+La fantesca spalancò la finestra sanguinosa e alla luce Giusto ammirò
+il buon gusto di suo zio.
+
+Quella sala era tutta lucente, e i mobili di noce di stile
+modernissimo, anzi senza stile, acquistati in Santa Marta, erano
+massicci; avendo una passione per il marmo che gli ricordava le belle
+memorie del macello, lo zio Bortolo, oltre averne messo in abbondanza
+sopra due mensole che si facevano riscontro guardandosi con l'occhio
+enorme di due specchi, aveva aggiunto in una parete un canterano;
+negli angoli della stanza due tavolini da notte tondi, pronti a
+ricevere vasi di qualunque genere o puttini di terra cotta... erano
+già forniti di marmo. Di quadri nemmeno l'ombra, e pareva a Giusto che
+nelle pareti starebbero benone almeno due paesaggi; già gli sembrava
+di averli fatti; uno di natura viva, riprodurrebbe i buoi condotti al
+macello; l'altro di natura morta, molta carne macellata. Il grande
+artista farebbe la tela in due settimane se Bortolo gli pagasse le
+mille miserabili lire.
+
+Dopo molto aspettare, la mole enorme di Bortolo, piegandosi un
+tantino, passò la porta spalancata.
+
+Anche egli, come il prete, domandò quale vento gli avesse portato a
+casa suo cugino.
+
+Il faro della pittura lombarda si spiegò subito; non era stato un
+vento, ma bensì l'agente delle imposte, perchè egli, lui, per lui, per
+ciò... intendeva bene il macellaio?
+
+Il macellaio intendeva benone; ma dalla sua mole uscirono subito certi
+lamenti tenui, frammezzati di piccioli gridi da far pietà a una belva.
+Oh! Dio, aver pensato a lui in una congiuntura simile, mentre
+chiunque, fuori che lui, avrebbe potuto far meglio. Ma, celeste
+misericordia! Bortolo, poveraccio, non macellava più, non sapeva più
+come fossero fatti i marenghini con cui una volta pagava i buoi; non
+era oggi il regno della carta straccia? e dunque? se Giusto gli
+volesse credere... Bortolo non aveva visto da un poco una moneta
+d'oro.
+
+Il faro della pittura lombarda a questo punto era già un faro spento,
+ma volle mandare un ultimo guizzo dicendo allegramente a suo cugino
+che egli si sarebbe contentato di mille lire in carta, anche
+stracciata o rappezzata, pur che vi si leggesse chiaramente l'uso che
+doveva fare.
+
+--Ma io, volle conchiudere Bortolo, cominciando a entrare in collera.
+
+--Ma tu, interruppe Giusto, tu non me li puoi dare, non è così?
+
+Era proprio così.
+
+--Allora ti saluto.
+
+--Te ne vai? Mi dispiace tanto, ma io non posso far nulla; non è una
+settimana che ho dovuto pagare un debito di quattrocento lire che mio
+figlio, quello scapestrato di mio figlio Gerolamo, mi ha fatto a
+Pavia. Io non avrei pagato, te lo giuro, perchè un mese prima l'altro
+mio figlio, Giuseppe, quello che mi minaccia da dieci anni di non
+pigliar la laurea di ingegnere, mi aveva salassato di cinquecento
+lire; ma Gerolamo, che studia la legge da sette anni, mi assicurò che
+bisognava pagare, perchè egli aveva imitato la mia firma in una
+cambiale protestata. Vedi dunque se un cristiano battezzato può
+aiutare un cugino quando ha la disgrazia di due figliuoli come i miei.
+Ti dico io, è impossibile, e quando te lo dico puoi credere.... Ma se
+ti fermi un momentino posso farti assaggiare un dito di barolo vecchio
+come il peccato mortale.
+
+--Davvero?
+
+--Sì, proprio.
+
+L'idea di bere il vino del parente che gli negava mille lire in
+prestito, sorrise in un cantuccio del cervello a Giusto; bevve
+allegramente, riconobbe che il barolo vecchio come il peccato mortale
+era saporito come il peccato veniale, e se ne andò con molta
+disinvoltura, ringraziando lo stesso.
+
+Non sembrando vero al macellaio d'essersi sbarazzato con così poco,
+volle almeno dare un buon consiglio al suo giovine parente.
+
+--Va a trovare tuo cugino, l'usciere, gli gridò dal pianerottolo, egli
+forse accomoderà il fatto tuo.
+
+--Grazie, rispose il faro della pittura lombarda, dall'ultima scala.
+
+Uscendo al sole era spento più d'un fanale.
+
+Cristina gli rientrò subito nel cervello, cacciando ogni altra
+melanconia.
+
+E allora chi pagherà l'agente delle imposte? Se è destino che qualcuno
+paghi, qualcuno pagherà; ma mi pare che non sia destino, signor
+agente.
+
+Gli trottavano per il capo due forme di lettere all'agente delle
+imposte. In una era il commiato semplice e garbato, in un'altra più
+tentatrice la garbatezza era ironia, la semplicità si perdeva
+assolutamente di vista.
+
+Prima di tornare a casa non aveva ancora fatto la scelta, e quando si
+fu messo davanti al cavalletto a carezzare col pennello la sua
+Cristina, l'agente delle imposte potè credersi dimenticato.
+
+E veramente Giusto se ne dimenticò tutto un mese per amor di Cristina,
+fin che l'agente delle imposte gli rinfrescò la memoria per mezzo
+dell'esattore. Il termine dei reclami essendo scaduto, l'agente se
+n'era lavato le mani, incaricando il suo sozio di riscuotere lire 811
+entro otto giorni dal giorno tale, minacciando la multa per ogni
+giorno di ritardo, e se fosse proprio necessario, il pignoramento dei
+mobili.
+
+Allora a un altro fuor che a Giusto non rimaneva se non pagare; invece
+il faro della pittura lombarda aveva ancora lo scampo di imballare
+alla chetichella i pochi mobili, oppure vendere tutto il vendibile, e
+piantare in asso esattore ed agente con due palmi di naso.
+
+Ma sì, ora l'idea di andarsene non gli sorrideva più come la prima
+volta, perchè Cristina gli era entrata troppo nel cuore, e la tela
+incominciata, ancor che l'avesse portata seco, non lo poteva
+compensare di tutto quanto perdeva. E avrebbe perduto tutta quanta la
+felicità, che non era poi gran cosa; giacchè non avendo potuto trovare
+verun pretesto giusto di tornare in casa dell'usciere, egli non aveva
+potuto avvicinare la sua innamorata. Pure l'aveva vista di buon'ora
+alla finestra di strada, rischiando il torcicollo ogni mattina per
+guardare al quarto piano; più tardi, all'ora del desinare, e più tardi
+ancora, prima di notte, si era fatto una festa di andare nella strada
+del suo paradiso, a indovinare da lontano il visino dell'angelo suo,
+quando non gli capitava la disgrazia di trovare la finestra chiusa; ma
+allora era segno che l'angelo era uscito con la fantesca, e aspettando
+di piè fermo sulla cantonata, mettendo gli occhi inquieti un po' per
+tutto, era quasi sicuro di incontrarla sulla via e di dirle alla muta
+tutto l'amor suo sconfinato.
+
+Quando fosse andato a Lugano o altrove, chi gli renderebbe questa
+felicità perduta?
+
+Giusto vide bene che non gliela renderebbe nessuno, nemmeno l'eterno
+padre a cui non credeva molto, ma che pure invocava qualche volta per
+abitudine.--Dio grande, gli diceva a voce alta, se è vero che tu puoi
+tutto, fa una bella cosa per me: dammi l'angelo mio, io me lo sposo, e
+ce ne andremo insieme a Lugano; l'esattore non esigerà da me nemmeno
+un centesimo, noi saremo felici e diremo il Padre Nostro sera e
+mattina.--
+
+Ma l'invocazione peccava da un lato. Se egli potesse sposarsi subito a
+Cristina, l'usciere, divenuto suocero, lo pregherebbe di fermarsi in
+Milano, salvando in qualche modo i suoi cenacoli dalle unghie ladre
+dell'agente delle imposte.
+
+E come sposare Cristina prima che avesse l'età maggiore?
+
+Cominciò allora a germinare nel cervello del grande artista un'idea
+audace; trovarsi con Cristina una domenica all'uscita dalla chiesa
+chiesa di Sant'Alessandro, spingersi innanzi la fantesca in qualunque
+modo, con una mancia, con un'astuzia, con un calcio, se fosse proprio
+indispensabile; e invitar Cristina a venirsene con lui... in cima a un
+monte inaccessibile per altri, in Australia, al Polo, nel deserto di
+Sahara, e intanto a Lugano.
+
+Per campare fin che il cugino suocero fosse placato, il faro della
+pittura lombarda venderebbe un cenacolo per due tozzi di pane, farebbe
+la concorrenza alla fotografia, riproducendo in effigie tutta la
+popolazione maschia di Lugano, e se Cristina non vi trovasse nulla a
+ridire, anche il bel sesso. Un giorno poi l'usciere, mansuefatto,
+darebbe il consenso alle nozze, e la felicità, entrando finalmente
+nella casa del grande artista, vi splenderebbe davvero come un faro.
+
+Ma questa idea era appena un germe, quando accadde una cosa
+straordinaria: il cugino Ippolito in persona venne a fargli visita.
+
+Entrando nello studio del grande artista, l'usciere aveva una
+solennità straordinaria; senza nemmeno annunziarsi, fece fermare un
+suo compagno della bassa curia e si avanzò incontro al cugino.
+
+--Oh! Dio! tu qui! esclamò Giusto; e subito gli vennero in mente tutte
+le cose impossibili: che Cristina, non ne potendo più, avesse svelato
+la propria passione al babbo; che il genitore, non resistendo alla
+disperazione di sua figlia, del suo sangue, fosse venuto a chieder
+scusa del rifiuto, a pregare il grande artista di non lasciargli morir
+d'affanno la figliuola.
+
+--Sì, sono io, rispose gravemente l'uffiziale giudiziario; e non mi
+spiace d'essere io, perchè un altro non potrebbe far meglio di me;
+devo pignorare i tuoi quadri, i tuoi mobili, lasciandoti i pennelli e
+la tavolozza, gli strumenti professionali; sono stato a casa tua, ma
+il portinaio mi ha detto che eri uscito e mi ha anche confessato che
+tu appigioni due stanze mobiliate; se appena appena pignoravo un
+tavolino il padrone faceva opposizione e il governo ci rimetteva le
+spese. Ma come è stato? Sicuramente una distrazione; benedetti
+artisti! voi altri non vi ricordate mai di nulla, e il povero esattore
+ha da vivere anche lui e dar da mangiare al governo... Sicuramente...
+è l'esattore che mi manda. Hai lasciato trascorrere tutti i termini di
+legge, non hai pagato mai... e ha mandato me del terzo mandamento
+perchè la fatalità ha voluto che i due uscieri del secondo siano
+ammalati entrambi: noi del terzo ne facciamo le veci per turno.
+
+--Ah! sei qui per il pignoramento? balbettò il gran maestro; credo che
+non troverai gran cosa...
+
+--Ma dunque devo fare davvero? Per ottocento miserabili lire tutte
+queste tele andranno all'asta, tutti questi bei mobili...
+
+Così dicendo si guardava intorno, e non potendo rimangiarsi le parole,
+ammutolì, perchè le tele erano poche e nessuna finita, e tutti quei
+mobili erano seggioloni tarlati o divani antichi da far magnifico
+effetto dipinti, ma nessuna buona figura a una subasta pubblica.
+
+--È dunque un puntiglio? aggiunse a bassa voce.
+
+--No; confermò Giusto senza arroganza, ma con accento deliberato, il
+puntiglio è dell'agente delle imposte, il quale si è messo in testa di
+essere pagato; ma che colpa ho io se non ho avuto mai ottocento lire
+tutte in una volta? Dillo tu. Anzi.... si fermò un momentino all'idea
+di buttare dalla finestra tutta la sua felicità con due parole, ma
+tanto era avvilito, che gli scapparono.... anzi, quando veniva a
+chiederti la mano di tua figlia che avrei fatto felice, te lo giuro,
+perchè l'avrei adorata come una santa, ero tentato di chiederti un
+prestito di ottocento lire e le avrei rese presto. Tu mi hai detto
+_no_ alla prima domanda, e allora mi è mancato il cuore di fare la
+seconda. E poi, perduta Cristina, non m'importava più di nulla; mi
+aspettavo questo giorno; ora pignorami; sono curioso di vedere come
+fai, e, se permetti, rimango.
+
+--Anzi è quasi il tuo dovere, e se vuoi ti nomino custode degli
+oggetti pignorati; aggiunse Ippolito con accento dimesso mandando in
+giro un'occhiata melanconica; ma se si potesse risparmiare quest'atto
+crudele... crudele specialmente per me che ti son parente.... vediamo,
+non potresti tu fare uno sforzo per contentare l'esattore?
+
+Giusto fece deliberatamente di no col capo.
+
+--No? Pensaci... se rimettessimo le cose a domani, forse si potrebbe
+tentare qualche rimedio....
+
+Giusto ripetè il rifiuto con un cenno del capo.
+
+--Capisco che tu mi vorresti venire in aiuto, ma io ho mutato idea; me
+ne andrò all'estero a dipingere i miei quadri; l'esattore si pigli
+pure tutto... fa il piacere di pignorarmi subito... Però ti ringrazio.
+
+L'usciere, rimasto perplesso tra l'accettare il ringraziamento e dire
+il vero, rispose:
+
+--Non mi ringraziare, perchè io non avevo intenzione di darti nemmeno
+un centesimo; ma sono tuo parente e mi pare che qualche cosa potrei
+fare per te, se non mi costasse nulla.
+
+Continuava a guardare intorno e finalmente concluse.
+
+--Per esempio, potrei fare un verbale, dichiarando di non aver trovato
+nel tuo studio tanta roba da pagarmi l'accesso giudiziario e la carta
+bollata...
+
+Proseguì a bassa voce:
+
+--Fammi il piacere di nascondere quella pipa di schiuma e
+quell'orologio d'oro...
+
+Giusto nascose i due oggetti in tasca, per contentarlo, ma in buona
+coscienza credette in obbligo di dire sottovoce:
+
+--L'orologio non è d'oro.
+
+Allora l'usciere fece venire innanzi il suo sozio, e fra tutti e due,
+in fondo a una carta bollata, uno scrisse e l'altro attestò con la sua
+firma che nello studio di Giusto pittore non si era trovato nulla di
+buono da meritare il pignoramento.
+
+Dopo di che, il sozio se ne tornò in pretura, e l'usciere volle
+tenergli dietro; ma il gran maestro lo trattenne per dirgli una
+parolina.
+
+--Cristina... volle dire.
+
+Ma l'usciere, rialzandosi quattro buoni pollici, assicurò bruscamente
+che era inutile parlare di sua figlia in quel momento.
+
+--Ne convengo, disse umilmente l'innamorato, ma domani, doman l'altro;
+dimmi tu il giorno.
+
+--Giammai, disse, e parve che la parola inesorabile fosse scritta in
+carta bollata.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Dal giorno del pignoramento non fu più possibile a Giusto incontrare
+Cristina per la via; Sant'Alessandro non vedeva più la sua piccola
+devota, nè alla messa del mezzodì, nè ad un'altra messa; e quando il
+pittore fu persuaso di questo, per essere rimasto tutta la mattinata
+di una domenica piantato come un pilastro (un pilastro inquieto
+veramente), a distribuire l'acqua santa a tutte le ragazze, allora non
+gli rimase dubbio che gli ordini del babbo usciere erano di mutar
+chiesa, d'andarsene alla prima messa a San Giorgio o a San Lorenzo. E
+Giusto una festa non fece altro che viaggiare da una chiesa all'altra;
+più semplice sarebbe stato piantarsi in faccia al portone di casa, ma
+egli temeva d'esser visto dall'usciere, il quale per difendere la
+legittima prole da quelle nozze che non gli andavano a sangue, sarebbe
+stato capacissimo di far perdere la messa e il paradiso a sua figlia.
+
+Ma nemmeno a San Giorgio e a San Lorenzo, Cristina si lasciò vedere.
+Allora un fiero dubbio assalse il pittore innamorato: forse Cristina
+sua era ammalata!...
+
+Questo pensiero gli era appena entrato nel cervello, e già Giusto era
+avviato a visitare la cara inferma.
+
+Lo aspettavano insieme una gioia e uno sgomento nuovo: la porta di
+casa era chiusa, la portinaia informò che la ragazza con la fantesca
+erano andati in Brianza, per qualche giorno, mentre l'ufficiale
+giudiziario era rimasto a fare le sue citazioni e i suoi pignoramenti.
+Però, se Giusto volesse vedere il signor Ippolito dopo il tribunale,
+tornasse alle diciassette in punto, che a quell'ora per abitudine dava
+una capatina a casa, prima di andare alla trattoria a desinare.
+
+Il pittore ne sapeva quasi abbastanza.
+
+--In qual paese di Brianza? domandò alla portinaia.
+
+--A Barzanò.
+
+Il grande artista non chiese altro; col primo treno se ne venne a
+Monza, e di lì con la tramvia a Barzanò. Ma per quante ricerche
+facesse della casa dell'usciere Ippolito, nessuno ne aveva inteso mai
+parlare; e quando cominciò a dire di Cristina, dipingendola come sa
+fare un pittore innamorato, si sentì rispondere che ragazze belle
+quell'anno Barzanò ne aveva tante, perchè dopo agosto ne erano venute
+da Milano e da Monza almeno almeno una ventina, quasi tutte sparse per
+le ville, due o tre appena in paese.
+
+Dio buono! essere a due passi da Cristina sua, e non poterla vedere!
+
+Per altro, prima di sera, Giusto trovò la buona strada, essendogli
+stata indicata una villetta distante da Barzanò un chilometro e mezzo,
+dove una signorina con la fantesca, arrivate da poco, erano andate a
+stare in casa del notaio Cipolla.
+
+La celebrità del notaio Cipolla era molta in Milano, perchè col mezzo
+del suo tabellionato vi si facevano gli intrugli più difficili; perchè
+la moglie sua, figlia d'un usciere famoso anche lui, si era fatto essa
+pure la celebrità d'essere una gazza di prima forza. Quanto il Cipolla
+era abbottonato e taciturno per necessità professionale, altrettanto
+la moglie era curiosa e ciarliera; e si aveva la prova parlante che il
+notaio, tornato a casa, abbandonava il sussiego per lasciarsi
+sbottonare e rivoltare tutto dalla legittima notaia fino a far vedere
+le fodere. Perciò il Cipolla metteva bensì insieme i più complicati
+meccanismi di società commerciali, in nome collettivo, in accomandita,
+e anonime, ma era raro che per l'opera sua si facesse un testamento.
+
+Giusto gli aveva fatto una volta il ritratto a olio, non gli avendo
+strappato di bocca altro che monosillabi in tutte le ore delle sedute;
+questa volta, andando a fargli visita di proposito, lo inviterebbero
+almeno a desinare, facendolo sedere tra la notaia e Cristina sua, ed
+egli terrebbe sempre una mano sotto la tovaglia.
+
+Disgraziatamente quel giorno il notaio Cipolla non era in villa, e
+quando Giusto ebbe chiesto di lui alla fantesca, e la fantesca gli
+ebbe risposto di cercarlo a Milano, egli non poteva far altro che
+andarsene.
+
+Nondimeno si provò a domandar notizie di Cristina, ma ahi! la buona
+fanciulla era ammalata e appunto il dottor Cipolla era corso a Milano
+a informarne il babbo.
+
+Giusto vedeva naufragare ogni sua speranza; non seppe decidere lì per
+lì se gli convenisse sfoderare la qualità di zio e di cugino, e
+insistere per essere messo alla presenza della signora notaia.... ebbe
+una vaga paura di perdere ogni frutto del suo viaggio se l'usciere ne
+venisse a cognizione, stette un po' a guardare intorno, forse sperando
+che la signora curiosa s'arrischiasse a tiro; infine se ne andò con
+l'unica speranza di non essere visto da nessuno. E almeno in questo
+ebbe fortuna, perchè nè il notaio nè l'usciere videro lui, ed egli
+vide entrambi arrivare mezz'ora dopo nel tram, mentre egli vagava come
+un cane battuto, nascondendo l'amore inquieto dietro i gelsi della
+campagna.
+
+Non perdette di vista la villa fin che si accesero i lumi alle
+finestre; in una di queste la luce non si moveva mai, ed era
+sicuramente la camera di Cristina inferma. E di che male era inferma
+la creatura adorata? La fantesca non aveva saputo dir nulla; ma
+sicuramente era il mal di amore, un male così fatto che quando si
+attacca alla gente robusta la lascia in piedi, a vagare fra i gelsi,
+ad assorbire la rugiada serotina per tutti i pori, e quando piglia una
+bambina bianca e delicata la stronca subito e la mette a letto.
+
+Giusto vagò molta parte della notte intorno al villino, tenendo desti
+i cani di guardia che empivano la campagna co' latrati; cercò sempre
+il lume acceso, con una speranza impossibile, cioè che la sua
+innamorata avesse a distinguere il passo di Giusto per le zolle dei
+campi e potesse correre alla finestra a mandargli un saluto, a dirgli
+a bassa voce: «io sto meglio e t'amo».
+
+Invece quella notte Giusto si buscò solo una febbre reumatica, e
+quando a ora tarda andò a svegliare l'albergatore di Barzanò batteva i
+denti come un dannato.
+
+E là, all'insegna della Corona, si mise a' letto, e la mattina chiamò
+il medico condotto, e per sua virtù rimase in paese quindici giorni
+buoni tra vita e morte.
+
+Nello svegliarsi da quel lungo sonno, apprese che erano venuti a
+vederlo il notaio Cipolla e il cugino Ippolito, ma egli non aveva
+riconosciuto nessuno, che Cristina era guarita perfettamente e che la
+sua malattia era stata un'angina leggiera... e che altro? e che ora
+Cristina, più fresca e più bella di prima, era tornata a casa in
+compagnia del babbo.
+
+Ah! quanto male gli faceva il medico condotto dandogli queste notizie!
+La sua fanciulla non aveva nemmanco saputo della presenza di Giusto
+ammalato, se no, sfidando tutte le collere dell'usciere, avrebbe
+dichiarato di non voler tornare a Milano se prima non avesse visto il
+caro infermo.
+
+E pure, mentre l'ammalato si affliggeva, la natura più forte di lui
+gli dava un benessere singolare, una contentezza non mai provata
+prima, un entusiasmo gentile al contatto del quale la melanconia era
+quasi nulla. E talvolta, accarezzato dalla convalescenza, riconosceva
+che la vita è buona e che si può godere sempre qualche cosa, pur di
+accontentarsi di poco e di rassegnarsi molto.
+
+Ma subito succedeva il terrore pazzo di dover vivere tutti gli anni
+della sua esistenza separato dalla fanciulla amata; e la rassegnazione
+gli sembrava impossibile quando gli fosse piombata sul cuore la
+notizia feroce che Cristina sua era fidanzata, che Cristina era sposa
+e madre dei figli d'un altro uomo. Ah! questa idea soltanto guastava
+tutta la felicità della convalescenza!
+
+
+
+
+V.
+
+
+Un giorno Giusto era di buon umore. Stando sul letto dell'albergo, gli
+venivano baldanze d'uomo sano; diceva a voce alta a se stesso, diceva
+all'oste diventato amico suo: «io mi sento bene; il dottore non
+capisce nulla, mi vuol tenere a letto, mentre stia a vedere che io mi
+levo, mi vesto e me ne vado a Milano senza pagare il conto. Scommette
+lei?»
+
+L'oste era incapacissimo di fare scommesse simili; del conto era
+sicuro; quando fosse l'ora giusta, l'ospite suo se ne andasse pure
+senza pagare; ma ora rimanesse a letto per non guastare tutto.
+
+Quella mattina venne il notaio Cipolla; era abbottonato come il
+solito, e la sua visita fu breve, perchè egli non aveva mai molte
+parole a dire; ma negli stenti di quella conversazione il pittore ebbe
+un'idea allegra: «far testamento!»
+
+E la manifestò con faccia seria.
+
+--Senta notaio, io voglio dettarle le mie ultime volontà.
+
+Il notaio Cipolla sbarrò tanto d'occhi, sembrando dire: che sorta di
+volontà ultime può aver lei?
+
+--Voglio far testamento. Mi vuole aiutare?
+
+Il notaio Cipolla rispose di sì, che voleva, perchè in fin dei conti
+era il suo mestiere; però che necessità aveva il signor Giusto di far
+testamento, quando gli si aprivano un'altra volta le sorgenti della
+vita, d'una vita lunga, perchè a giudicare all'ingrosso.... che età
+poteva avere il signor Giusto?... meno di quaranta....
+
+--Trentasei... sonati.
+
+--Dunque?
+
+Ma detta questa ultima parola, il notaio si arrestò sbigottito forse
+di aver parlato troppo, o d'aver parlato male. Non era forse obbligo
+suo professionale predicare il contrario, dire ai giovani e sani:
+«testate fin che siete così: può venirvi il tifo quando meno ve lo
+aspettate, e avrete il rimorso di andarvene all'altro mondo senza aver
+accomodato a piacer vostro le cose di questo.»
+
+Invece, tanto bene era entrata nel cervello del notaio l'idea che quel
+faro della pittura lombarda non avesse il becco d'un quattrino, che
+correggendo il suo pensiero di prima ne espresse un altro quasi
+consimile.
+
+--Che necessità ha lei di fare un testamanto con l'opera di un notaio?
+Faccia un testamento olografo. Non sa fare? Le insegno subito... Un
+pezzo di carta qualunque...
+
+No, no. Era inutile. Giusto voleva fare la cosa davanti a notaio e ai
+testimoni, e in carta bollata.
+
+Il notaio Cipolla non fiatò più.
+
+--Vorrei far subito.
+
+--Facciamo subito.
+
+Lì per lì il notaio mandò a prendere due fogli di carta bollata, e
+Giusto volle pagarli senza aspettare il conto; si chiamò l'oste, il
+quale chiamò il cuoco, il cameriere e lo sguattero, tutti testi idonei
+maschi e d'età maggiore, e Giusto dettò senza ridere, mentre ne aveva
+una voglia straordinaria.
+
+ * * *
+
+«Del mio piccolo patrimonio di dugento mila lire in cartelle del
+Debito pubblico italiano, che si troveranno nel cassetto della mia
+scrivania, faccio quattro parti uguali fra i miei cari parenti, non
+avendo nessuna ragione di favorire uno piuttosto che l'altro,
+essendomi provato che essi valgono uno quanto l'altro.
+
+«Lego dunque L. 50.000 al mio buon cugino prete Barnaba, con l'obbligo
+di dire egli stesso, se sarà vivo al tempo della mia morte, o di far
+dire da un altro prete della sua chiesa, dieci messe in suffragio del
+mio purgatorio. Regalo ancora allo stesso mio cugino prete Barnaba la
+Madonna dei sette dolori che mi propongo di dipingere e che egli farà
+collocare nella Cappella dove dice messa.
+
+«Lego L. 50.000 al mio cugino Venanzio Bordini.
+
+«Lego L. 50.000 a mio zio Bortolo Negri, negoziante di carni di
+macello.
+
+«Lego L. 50.000 a mio cugino Ippolito Portatore usciere.
+
+«Lascio i quadri e tutto quanto si troverà nel mio studio alla mia
+morte, alla mia cuginetta Cristina, figlia di mio cugino Ippolito.
+
+«E augurando ai miei cari parenti di vivere lungamente per seppellirmi
+con poca spesa, trasportandomi al cimitero monumentale in un modesto
+carro di seconda classe, terza categoria, mi sottoscrivo
+
+«GIUSTO GIUSTI.»
+
+ * * *
+
+Mentre andava empiendo di sgorbi le sue carte bollate, il notaio
+Cipolla pensava, pensava anche l'oste, e il cameriere pure; e i loro
+pensieri, avviati sulla medesima strada, erano di meraviglia mista a
+un lontano sospetto di corbellatura.
+
+Ma il testatore era rimasto serio, sapendo bene che se gli fosse
+scappato da ridere tutto l'intento suo sarebbe fallito.
+
+E qual era il suo intento? Niente altro che beffarsi, con poche lire
+di carta bollata, dei suoi parenti ricchi e miserabili.
+
+Non l'aveva tentato alla commedia testamentaria la sciocca
+soddisfazione di lasciar con un palmo di naso i suoi eredi quando egli
+avesse a morire; tutt'altro; egli si sentiva rinascere, gli pareva
+chiaro che toccasse a lui seppellire a uno a uno tutti i suoi cugini e
+suo zio macellaio, e a suo tempo avrebbe fatto volontieri questo
+ufficio pietoso. La celia diventava saporita per la sicurezza che il
+notaio Cipolla, tornato a casa, avrebbe detto ogni cosa alla notaia,
+la quale, in gran confidenza ne avrebbe informato prima l'usciere e
+poi tutti quanti.
+
+Giusto s'anticipava con l'immaginazione la faccia mortificata di zio
+Bortolo, di prete Barnaba e di ogni altro cugino suo nell'apprendere
+che il gran pittore non solo era un _faro_, ma anche una borsa piena e
+capace, capace di dare una musica allegra di marenghini.
+
+Essendo tutti più maturi (salvo uno, cugino Venanzio), avrebbero poca
+speranza di toccar nemmeno con un dito l'eredità, e questa sarebbe la
+loro punizione; che Giusto già si vedeva rifiorito meglio di prima.
+Insomma, cominciava per lui la festa; solo, avrebbe un po' di noia per
+pagare il conto dell'oste, e più tardi il notaio.... ma chi sa che non
+potesse, durante la convalescenza, indurre l'oste a posare; e forse
+ancora, il ritratto del notaio Cipolla avrebbe il bisogno di essere
+ritoccato, anzi ne avrebbe bisogno di sicuro, perchè una volta il
+Cipolla portava la barba come un capuccino, ma poi sentendosi crescere
+la dignità del tabellionato si era pelato come un ginocchio.... E... e
+che altro?
+
+Che altro? Soltanto questo: che il cugino usciere, sapendo il pittore
+ricco di dugento mila lirette, si affretterebbe a buttargli nelle
+braccia Cristina cara, Cristina bella.
+
+E perchè all'idea di avere l'amor suo per questo mezzo, Giusto si
+sentì venire uno scrupolo?
+
+Perchè il grand'artista era anche un uomo semplice, capacissimo,
+quanto qual si sia bandito, di rapire la sua innamorata, ma alla luce
+del sole, tenendo in rispetto il suocero e gli altri avversari, se ce
+ne fossero, con un trombone calabrese spianato, ma mettere la mano
+sulla propria felicità con un'astuzia, anzi con un inganno, gli
+repugnava.
+
+E fu tentato di dire al notaio Cipolla, il quale finiva in silenzio
+l'atto solenne, che avendo voluto fare una celia ai suoi cari parenti,
+era già pentito. Guardò sott'occhio l'oste e i testimoni, e gli
+parvero quattro brave persone contente in modo straordinario di
+assaggiare la dignità di testi idonei; ebbe pietà di loro; temette la
+collera muta del notaio corbellato, e compì la corbellatura firmando
+la carta bollata, e ringraziando tutti quanti di averlo aiutato in
+quella impresa. Ancora non rideva.
+
+Rise, appena notaio e testimoni furono fuori dell'uscio, rise senza
+far rumore, e lungamente rise, poi si lasciò venire in mente tutto il
+buono che dalla corbellatura poteva nascere, e il buono non gli pareva
+dover essere gran cosa; ma la soddisfazione di tener inquieti i suoi
+legatari, e un giorno crescere la loro inquietudine con un altro
+testamento, segreto davvero (che il segreto sarebbe affidato prima
+alla ceralacca che al notaio Cipolla) ciò rendeva propriamente felice
+quell'anima ingenua d'artista.
+
+E non ebbe più scrupolo della menzogna in carta bollata per carpire la
+propria innamorata. Decise subito di essere guarito senza aspettare la
+licenza del medico, si levò a sedere sul letto e stette un po' come a
+tastarsi tutto mentalmente; e si sentì sano più d'un pesce, cioè vispo
+al par d'un bambinone risanato appena. Si levò di letto in un batter
+d'occhio, e corse ad empire di meraviglia i suoi complici
+testamentarii, i quali avevano sempre inteso dire che fare il proprio
+testamento allunga la vita, ma non sapevano ancora, e toccavano con
+mano, che acceleri la guarigione di un caso difficile.
+
+Ed era dunque stato un caso difficile il suo?
+
+Altro! Un tifo famoso, fino alla terza settima; invece di andare
+all'altro mondo, come sembrava disposto a fare, Giusto aveva
+cominciato a guarire: in venti giorni eccolo lì... in piedi,
+arzillo... dimagrato, ma appena appena.
+
+Giusto era in quello stato di beatitudine degli scampati a morte; gli
+sembrava d'essere un po' eroe, cioè d'avere sfidato il malanno e a
+vincerlo avessero contribuito una fibra resistente e una volontà delle
+più straordinarie.
+
+Volle uscire per farsi radere e il cameriere lo accompagnò in bottega
+del più vicino barbiere, al quale affidò l'ospite prezioso.
+
+--Devo venire ad accompagnarlo fra mezz'ora?
+
+No; Giusto saprebbe fare da sè; prima di tornare a Milano non
+mancherebbe di stringere la mano agli amici della Corona, ringraziare
+il notaio e il dottore; più tardi farebbe il proprio dovere di pagare
+il conto e dare la mancia al cameriere... ora no, perchè era capitato
+a Barzanò con poco denaro...
+
+Ma le son cose da dire?
+
+Un uomo come Giusto, dopo un testamento simile, vi pare? può anche non
+pagare un soldo e non perde dignità; la sua reputazione rimane
+intatta.
+
+Il faro della pittura lombarda, rimesso a nuovo prima dal dottore e
+ora dal barbiere, vistosi nello specchio molto magro, ma contento
+della sua magrezza, andò a salutare il dottore, che non trovò in casa,
+poi il notaio Cipolla, o per essere più nel vero, la signora Cipolla.
+
+E indovinò veramente che la notaia sapeva del testamento, che sapeva
+dall'a fino alla zeta, perchè quella perla di suo marito non aveva
+avuto segreti con la sua metà legittima.
+
+Dov'era ora il caro notaio?... Tornato a Milano per suoi affari, ma
+non rimanesse in piedi, doveva essere debole dopo una malattia simile,
+si accomodasse un momentino a far due parole...
+
+--Grazie, grazie.
+
+E Giusto si fregava le mani, pensando: questa gazza parlerà, non vede
+l'ora di spifferare il segreto di suo marito a tutti gl'interessati.
+
+--Lei se ne ritorna a Milano?
+
+--Sissignora.
+
+--Beato lei, la mia penitenza della campagna durerà ancora una
+settimana, poi me ne torno al nostro bel Milanone... dov'io spero di
+vederla qualche volta.
+
+Giusto chinò il capo, e disse ancora una bugia, assicurando che non
+desiderava di meglio...
+
+Alle diciassette, rientrava nelle sue stanze abbandonate, e spalancava
+le due finestre, perchè con l'aria settembrina vi entrasse l'alito di
+nuova gioventù che porta seco la guarigione.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+Ma Giusto non era contento fin che non avesse visto la sua Cristina, e
+quando fu domenica ricominciò la visita delle tre chiese; cominciò da
+S. Lorenzo, che era la più lontana, passò per S. Giorgio e poi, con
+poca speranza, finì a Sant'Alessandro, ed ebbe proprio la fortuna di
+veder Cristina sua scendere la gradinata, mentre egli imboccava la
+piazza. La fanciulla del suo cuore era quasi sola, perchè la fantesca
+era sorda come un campanone, e a dirle quattro paroline come
+all'occasione il grande artista ne sapeva dire, diventerebbe cieca e
+muta. Giusto affrettò il passo.
+
+Quando fu accanto alla cuginetta, le prese paternamente un braccio, e
+la ragazza voltandosi, disse:
+
+--Oh! che piacere; zio Giusto!
+
+Invece di protestare, il pittore accettò quel grado di parentela,
+pensando che agli occhi della fantesca la famigliarità di zio è forse
+una cosa lecita, mentre da tempo immemorabile i cugini hanno poca
+reputazione.
+
+E tenendo la mano della nipotina, se ne andò lentamente con lei lungo
+la via Olmetto. La fantesca, come se fosse necessario, si era tirata
+indietro per non stare ad ascoltare i discorsi dei padroni, e così,
+senza perder tempo, Giusto informò Cristina d'essere stato a cercare
+di lei quando essa era a Barzanò, d'aver girato mezza la notte intorno
+alla casa dove la sua cara ammalata soffriva, senza potervi penetrare,
+e che si era poi buscato il tifo.
+
+--Il tifo! ora sta bene?
+
+Benone!, sopratutto se Cristina acconsentisse a una proposta che il
+pittore le farebbe.
+
+--Dica...
+
+Giusto aveva tante proposte sulla punta della lingua, ma una, la più
+vagheggiata, al momento buono gli parve di un'audacia spropositata, e
+se la tenne per un'altra volta.
+
+--Dica, dica.
+
+E il pittore disse. Disse che se Cristina volesse un tantino di bene a
+lui, poveretto, poteva renderlo il più beato dei mortali.
+
+Cristina abbassò gli occhi un momentino, poi rialzandoli risolutamente
+e mettendoli in faccia allo innamorato, domandò a bassa voce:
+
+--E come devo fare?
+
+--Rifiutare qualunque marito ti venisse offerto dall'usciere fosse un
+usciere, o un cancelliere, o il pretore medesimo, fosse anche il primo
+presidente della corte d'appello; dichiarare tranquillamente di non
+volere sposare un altro uomo il quale non fosse Giusto Giusti.
+
+Cristina curvò il capo sul petto, e parve al disgraziato amatore che
+essa volesse dirgli alla muta non poter mai trovare tanto coraggio.
+
+--Ti manca il core?
+
+--No, rispose Cristina con semplicità; quello che mi domandi l'ho già
+fatto.
+
+--Dio grande! Possibile mai?
+
+La fanciulla non aggiunse parola.
+
+--Possibile mai! mormorava Giusto; e tuo padre?
+
+--Io aveva paura di lui e non lo guardavo; rimase un pezzo dinanzi a
+me, senza dirmi nulla, poi se n'andò in silenzio; aprii gli occhi e
+non piansi più.
+
+--E da quel giorno il babbo è mutato?
+
+--È rimasto lo stesso; e questo mi sgomenta; non ho io ragione?
+
+Giusto pensò un poco, e riconobbe che la bambina non aveva torto.
+
+Gli si affacciò ancora, e più insistente che mai, l'idea di proporre a
+Cristina una magnifica fuga, ma la lingua gli si ribellò ancora. E
+pure che altro fare? Cristina aveva diciasette anni appena, e per
+farla in barba all'autorità paterna, bisognerebbe aspettare l'età
+maggiore; d'altra parte, per quanto ringiovanito dalla convalescenza,
+Giusto Giusti vedeva chiaro chiaro che quando i trentasei sono sonati,
+non è utile, anzi è inutile, anzi è dannoso, ritardare le nozze cinque
+anni, come a dire cinque secoli eterni.
+
+--Ah! Cristina mia, quanto siamo infelici!
+
+--Non è vero che siamo infelici, se ci vogliamo bene! Sapremo
+aspettare, non è vero?
+
+--Io, no, non posso aspettare perchè sto diventando vecchio, volle
+esclamare Giusto, ma sentì sfuggire la mano di Cristina.
+
+--Ecco il babbo!
+
+E veramente l'usciere veniva loro incontro con la solennità delle
+grandi occasioni, almeno così parve ai due colpevoli; invece quando fu
+a tiro, l'ufficiale giudiziario aprì le labbra a un sorriso amabile.
+
+--Chi vedo qui con mia figlia? Sei dunque guarito bene? Abbiamo avuto
+tutti una paura, una paura... Non è vero, Cristina?
+
+Cristina guardò suo padre in un certo suo modo ingenuo e non rispose
+nulla.
+
+--Sicuramente, era il tifo addominale; forma leggiera per fortuna, se
+no, caro il mio Giusto, te ne andavi _ad patres_; lo dicevamo sempre
+in casa, non è vero, Cristina, che lo dicevamo? quel poveretto se la
+vede brutta, e ce la fa vedere brutta a tutti quanti... Non è vero,
+Cristina?
+
+Ma no, non era vero niente affatto; e per quanta fosse la contentezza
+della buona ragazza nel veder così trasformato suo padre, non volle
+mentire per compiacenza.
+
+--Ti sbagli, babbo; io non ho mai saputo a Barzanò che lo zio fosse
+ammalato; ne seppi qualche cosa tornata a Milano, ma non credevo una
+malattia così grave...
+
+--Ah! sì, è vero; a te non s'era detto nulla perchè tu stessa eri
+stata ammalata; avevi la pleurite falsa. Dunque, cugino caro, ora
+vogliamo mettere un po' di carne attorno alle ossa, non è vero? perchè
+sei dimagrato un poco... ma poco veramente... e... scommetto che tu
+venivi in casa mia?
+
+Dai modi dell'usciere, dalle sue parole, Giusto argomentava, senza
+paura di errore, che il notaio, o la notaia, avesse messo in
+circolazione le clausole del testamento, e si sentiva preso allo
+stesso tempo dalla soddisfazione che la burletta gli fosse riuscita,
+dallo scrupolo che fosse riuscito troppo, e da una contentezza
+veramente stupida, come se la somma della quale aveva disposto per
+testamento gli ballasse entro la saccoccia.
+
+--Sì, veramente ero diretto a casa tua, ma sul portone di casa mi
+sarei fermato un momentino a salutare Cristina, e me ne sarei tornato
+allo studio.
+
+--Oh! cattivo! non avresti salito le scale per vedermi?
+
+--Parola d'onore, non le avrei salite; forse avrei detto a tua figlia
+di salutare suo padre, ma non ne sono sicuro.
+
+L'usciere si accontentò di quella risposta.
+
+--Manco male, disse; e ora accompagniamo Cristina a casa; poi sarò a
+tua disposizione, perchè... perchè anch'io venivo a trovarti in
+studio.
+
+I due cugini, pigliando in mezzo la fanciulla, si avviarono in
+silenzio.
+
+L'usciere andò cercando per un poco un argomento di discorso, e
+trovata la subasta di un palazzo cominciato appena, ne empì tutta la
+via Disciplini quanto è lunga; Cristina e suo zio tacevano,
+guardandosi ogni tanto; la fanciulla ingenua aveva lasciato penzolare
+la mano sinistra lungo il fianco, altrettanto aveva fatto il pittore,
+e così le mani loro si incontravano ogni tanto senza paura di nulla,
+perchè la fantesca sorda si era affrettata a passare innanzi ai
+padroni per aprire l'uscio di casa.
+
+Ma arrivati al portone, Giusto non volle salire per niun conto; aveva
+molto a fare in studio, perchè se l'usciere la domenica è libero
+press'a poco, l'artista, il quale deve cogliere l'ispirazione quando
+si presenta, non può santificare le feste... si capisce?
+
+Si capisce chiaramente.
+
+Così l'usciere si attaccò ai piedi di Giusto.
+
+Nella via del ritorno seguì il contrario; Giusto ciarlava come una
+gazza, ciarlava di cose che molti uscieri non capiscono, anzi sembrava
+scegliere appunto quelle per aver il gusto di vedere l'ufficiale
+giudiziario approvare col capo tutte le arditezze. Finalmente
+l'usciere n'ebbe fin sopra il cappello a staio di approvare tutto
+quello che non avrebbe inteso mai, campasse ancora un secolo, e disse
+tranquillamente:
+
+--Ti ho lasciato dire perchè pensavo ad altro, ma la verità vera è che
+io sono un po' pentito della risposta dell'altro giorno...
+
+--Che giorno?
+
+--Eh! lo sai bene; non sarai offeso della prudenza d'un padre; in fin
+dei conti ho una figlia sola, e dovevo prendere le mie precauzioni.
+
+--Non ti capisco...
+
+--Ti vendichi; vuoi che mi umilii...
+
+--Non voglio nulla da te; saprò aspettare...
+
+--Eh! via, non sono cose da fare, nè da dire; non è meglio sposarsi
+subito quando si può? dillo tu.
+
+--Sicuramente è meglio; se tu mi dai Cristina me la piglio; non ho
+altro a dirti; se tu non me la dai, me la piglierò più tardi.
+
+L'usciere, invece d'andare in collera a questo parole audaci, ne
+sembrò rallegrato. Diceva, parlando a se stesso:
+
+--Tutti così questi artisti!, come se ne avesse conosciuto intimamente
+una mezza dozzina.
+
+Si fece serio:
+
+--Io voglio il bene della mia figliuola; ho già visto che essa ti vuol
+bene; ma non si vive di solo pane, e tanto meno di amore. A un buon
+matrimonio occorre molto companatico, delle vesti da estate, da
+inverno e da mezza stagione, dei mobili non dipinti soltanto ma da
+potersi pignorare al bisogno, occorre un buon contratto di locazione,
+cinque o sei stanze almeno e una cucina... possono nascere in poco
+tempo dei piccini nudi e affamati; e ci vogliono molte fasce e altro
+vestiario e un numero sterminato di pagnotte per tirarli su omini come
+il padre e il nonno... Ne convieni?...
+
+Giusto ne convenne pienamente con un cenno del capo, ma non rispose
+sillaba.
+
+--Dimmi una parola che mi accontenti, e Cristina è tua; se non vuoi
+dirla per me, dimmela per lei; ora la felicità è in tue mani... parla.
+
+Giusto tenne il capo basso senza rispondere.
+
+Camminarono così un buon tratto in silenzio.
+
+L'usciere pensava: egli non ha rinunciato a Cristina se aspetta solo
+la sua maggiore età per sposarsela a mio dispetto; e perchè allora ha
+fatto testamento? Bizzarrie d'artista!, e se intanto egli morisse
+senza pigliar moglie, il testamento sarebbe valido, e io spartirei con
+gli altri; ma egli per farmi dispetto potrebbe fare un altro
+testamento privandomi della mia porzione; e allora? Allora zero. Quasi
+quasi gli dico «sposala,» ed egli la sposa, ed i miei cugini restano
+con un palmo di naso, chè senza annullare l'atto d'ultima volontà con
+un atto posteriore, tra mia figlia e lui, scommetto, s'ingegneranno
+subito a mettere al mondo un erede legittimo... Ma perchè prima di
+quaranta anni ha fatto testamento? perchè bisogna pure farlo una
+volta, e io l'avrei già fatto se non ne avessi visto l'inutilità. E
+perchè ha fatto testamento quando cominciava la convalescenza? Appunto
+perchè aveva toccato con mano che si può essere spediti all'altro
+mondo dal tifo quando uno meno vi pensa. E perchè si lasciava
+pignorare i mobili? Perchè erano soltanto dipinti, e non voleva pagare
+l'esattore.
+
+Tutte queste domande trovavano pronte e chiare risposte. Una sola non
+ne aveva alcuna: come mai Giusto, disponendo di tanto capitale, era
+andato in giro per tutta la sua parentela a chiedere l'impossibile:
+mille lire in prestito?
+
+Il quesito strano lo impensieriva da un pezzo, per quanto si provasse
+a dire a se stesso che gli artisti hanno molte stramberie per la
+testa. Ma chi sa mai? Giusto aveva voluto esperimentare la generosità
+dei parenti, e visto che uno non valeva meglio dell'altro, aveva
+pensato di punirli tutti quanti testando con atto di notaio, e
+annullando l'atto con un testamento olografo di data posteriore. A
+questo punto diede un'occhiata al compagno silenzioso. Ah! era chiaro.
+A quest'ora egli aveva nominato erede universale l'istituto dei
+rachitici, o la famiglia artistica!
+
+Giusto a capo basso pensava:
+
+Non vi è dubbio che il notaio si è sbottonato in faccia alla notaia;
+ed è certissimo che la notaia ha portato in giro per Milano la notizia
+del testamento. Ora questo usciere minchione è tentato di credere che
+io sia ricco e avaro, sta pensando un po' al pignoramento e alle mille
+lire, ma finirà col mettere ogni cosa in conto della mia avarizia
+sordida. Posso sfruttare la falsa opinione di mio cugino perchè si
+lasci uscire di mano sua figlia, sposarmela ed esser felici a dispetto
+di tutti; ma io non posso incoraggiarlo con una parola, nemmeno con
+una sillaba, non posso proprio; la corbellatura per celia mi piace,
+l'inganno mi repugna.
+
+Così pensosi entrambi arrivarono allo studio.
+
+Sulla lavagna dell'uscio, dove Giusto aveva scritto col gesso: «uscito
+alle nove; sarò di ritorno alle dieci», si leggeva: «Prete Barnaba
+arrivato alle dieci e ha aspettato un quarto d'ora, tornerà prima
+delle undici;» e ancora: «Prete Barnaba tornato alle undici, verrà
+mezzodì...»
+
+--Nostro cugino Barnaba! esclamò il cugino Ippolito; che diamine vuole
+da te?
+
+--Non lo so.
+
+Ma quasi lo sapevano entrambi.
+
+Giusto guardò l'ora; altrettanto fece l'usciere: poco mancava a
+mezzodì, l'ora del pranzo dell'ufficiale giudiziario; ma Ippolito non
+lo disse, perchè se prete Barnaba arrivasse all'ora giusta, direbbe la
+ragione dei quattro viaggi in meno di due ore.
+
+Ippolito andò in giro per lo studio, ad ammirare le tele incominciate,
+dichiarando a voce alta che gli sembravano portentose, costringendo
+l'artista ad arrestarsi a un certo punto per ammirare anche lui
+l'opera propria.
+
+--Ma sai che sei un grande artista! In verità non lo avrei mai
+sospettato; noi uomini di legge siamo tanto lontani dall'arte... ti
+voglio confessare che non ti credevo capace di essere un gran
+pittore... e sai perchè?... perchè sei mio cugino... Me lo credi?
+
+Altro che! Giusto credeva tutto.
+
+--Qualcuno mi era venuto a dire che tu avevi dell'ingegno...
+
+--E non hai creduto?
+
+--Ho creduto, perchè ingegno ne abbiamo tutti in famiglia; ma quando
+mi dicevano che stavi creando un'arte nuova, tutta lombarda, un'arte
+che bisognava guardare da lontano, da un certo punto di vista, che i
+colleghi ti incoraggiavano imitandoti, anche avendo invidia di te...
+allora...
+
+--Non credevi?
+
+--Che credere! Domandavo sempre: si è fatto ricco col suo pennello?,
+mi rispondevano di no.--Ebbene, dicevo, l'arte che non frutta è
+un'arte inutile... Ma ora, guardando da questo punto... fammi il
+piacere, mettiti qui tu stesso... e guarda...questa donna che si
+attacca un serpente alla mammella... è una cosa che fa pena, ma è
+bella... dillo tu stesso.
+
+--Non è finita, perchè mi manca la modella, disse tranquillamente il
+gran pittore.
+
+--Ti manca la modella? Ti è morta?
+
+--No, mi manca il denaro per pagarla. Oh! prete Barnaba, scusami
+tanto, se ti ho fatto venire tante volte inutilmente.
+
+Prete Barnaba entrò in studio con una certa paura delle tele dipinte e
+in ispecie d'un paravento che poteva nascondere il peccato carnale;
+entrò quasi in punta di piedi, guardandosi intorno e afferrandosi alla
+propria sottana per non mettere il piede in fallo. La sua faccia
+scolorita aveva la barba nera di una settimana almeno, e la piccola
+chierica era in gran bisogno del rasoio; il solino desiderava da gran
+tempo il bucato; la veste era tanto sfrittellata da sembrare una
+frittella sola; e per giunta una scarpa stava perdendo la fibbia.
+
+--Oh! disse, quando ebbe la certezza che il paravento non nascondeva
+la tentazione del demonio; oh! anche tu qui! spero non sarai venuto a
+fare il pignoramento al nostro Giusto.
+
+Ippolito sorrise e per entrare nella celia, rispose:
+
+--Nè tu a confessarlo o a raccomandargli l'anima.
+
+Sorrise anche prete Barnaba, e cominciò, come aveva fatto l'altro
+cugino, ad ammirare le tele; un Cenacolo incominciato gli piacque
+subito; ma si fermò davanti a Cleopatra e alle donnine del gran quadro
+dell'orgia; quelle donne mezzo spogliate tennero incerto il suo
+giudizio un gran pezzo; finalmente si decise ad ammirarle tutte.
+
+L'usciere gli veniva dietro guardando ogni tanto l'orologio;
+mangerebbe la minestra riscaldata, ma ad ogni costo voleva penetrare
+il segreto di quella visita.
+
+Finalmente il reverendo ebbe pietà, e confessò d'essere venuto per la
+Madonna dei sette dolori.
+
+--Ci ho pensato molto, dopo quello che mi avevi detto, e ho parlato al
+parroco; egli mi pare ben disposto, e se gli andrò a dire che ho
+combinato ogni cosa, che concorro anche io nel limite delle mie
+modeste forze, il mio altare avrà la sua madonna. Ti porto seicento
+lire per ora; nella settimana ventura il resto; sei contento? tu mi
+farai una Madonna dei sette dolori, come dicevi... da far piangere i
+sassi.... sarà il primo suo miracolo e sono sicuro che ne farà degli
+altri quando sia stata consacrata dall'arcivescovo. Bisogna però
+abbondare nella tela.... mi hai detto che una spanna di più o di meno
+a te nulla importa; ai devoti invece, una spanna di più cresce il
+valore...
+
+--Della Madonna?
+
+--Non dico propriamente questo, ma quasi.
+
+Giusto aveva una irresistibile voglia di sparare in volto ai due
+cugini una risata omerica, ma si trattenne perchè insieme a quella
+tentazione allegra gli stavano venendo altre idee d'altro colore; idee
+insolite, capaci di disgustarlo a poco a poco dei parenti, degli amici
+e dell'umanità tutta quanta.
+
+Sorrise appena appena alla propria fortuna, intascò le seicento lire
+facendone ricevuta, e siccome stava firmando senza pagare la tassa
+nemmeno questa volta, l'usciere intervenne con la sua autorità d'uomo
+del foro, e offrì al cugino la marca da bollo da dieci centesimi.
+
+--Ti faccio risparmiare la multa di lire 40, disse.
+
+--Grazie, rispose il pittore.
+
+E ora l'usciere poteva andare a colazione; ma mentre guardava
+l'orologio ancora una volta, una voce domandò il permesso di entrare;
+e quella voce era così nasale da non si potere dubitare fosse d'altri
+che del cugino Venanzio.
+
+L'usciere e prete Barnaba si guardarono alla sfuggita; vollero
+andarsene entrambi, e rimasero.
+
+--Avanti, cugino carissimo!
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Il cugino Venanzio non si sgominò punto nel vedersi dinanzi tanto
+parentado; intese che gli altri cugini erano venuti per lo stesso
+fine, e affliggendosi solo un poco d'essere arrivati tutti insieme
+nell'ora medesima, prese la determinazione fulminea di salvarsi.
+
+--Io non voglio sapere, disse a bassa voce, che cosa siano venuti a
+far qui i miei cari cugini; tu ti stupirai di vederne qui tre riuniti,
+e io non mi meraviglierei quando ne arrivasse un quarto... Dunque
+parliamo chiaro: è vero o non è vero che tu sei milionario?...
+proprio, milionario, è la voce che corre per la città... Ma domando
+io: perchè sei venuto a chiedermi mille lire in prestito? Non te le ho
+potuto dare allora perchè non le avevo disponibili... Lo sai bene, non
+tutti i momenti sono buoni.... ma se mi assicuri che non sei
+milionario, come dice la gente, chiedimi ancora le mille lire in
+prestito, e io te le do, parola d'onore, senza pegno nè ipoteca, ma
+con un semplice pagherò a sei mesi al sette per cento. È tutto quello
+che posso fare per te. Se invece sei tanto ricco, prestami tu tutto
+quello che puoi, cinquemila lire o centomila... te le renderò forse
+col sette per cento anch'io fra sei mesi... fai la mia fortuna, e non
+rischi un millesimo.
+
+Giusto sorrideva senza rispondere; prete Barnaba e l'usciere, i quali
+intendevano ogni parola, avevano la disinvoltura minchiona di gente
+colta in fallo. Parlavano entrambi allo stesso tempo, fissavano con
+attenzione straordinaria Cleopatra, e il reverendo si distrasse fino a
+toccare con un dito il serpicino viscido che mordeva la nuda mammella.
+
+A un tratto l'usciere trovò un'uscita alla sua falsa disinvoltura,
+l'appetito che lo molestava da un poco, e disse con disinvoltura vera,
+guardando l'orologio:
+
+--Volevo ben dire. È già la mezza, e non sono fra le gambe della
+tavola. La mia Cristina chi sa mai che cosa penserà di suo padre. Vi
+lascio ai vostri interessi; quanto a me, Giusto, tu lo sai, io ne ho
+uno soltanto, e non entra nella mia borsa.
+
+Queste ultime parole vollero essere solenni, ma nessuno ne afferrò il
+giusto significato, nemmeno Giusto, il quale da un poco veniva
+sorridendo e pensando amaramente.
+
+Prima che uno dei suoi cugini si allontanasse, il pittore decise di
+dire la verità, a costo della Madonna dei sette dolori, delle mille
+lire di Venanzio, e... di ogni cosa, ma non di Cristina sua.
+
+--Ebbene, la verità di tutte le dicerie andate in giro sul mio conto è
+questa, ve lo giuro: io avevo sotto mano un notaio taciturno, ma dal
+quale scappa ogni cosa che gli si dica senza che egli medesimo se ne
+avveda; voi lo conoscete, è il notaio Cipolla; e quando avrete dei
+segreti da spargere al vento affidateli a lui. Io ho fatto per celia.
+Ho testato in un momento di buon umore, ho disposto di somme favolose
+che non ho posseduto mai. Ma non mi è venuto in capo di approfittare
+della mia burletta, e come vedete, al momento del profitto, vi
+rinunzio. Sono povero come Giobbe e così rimarrò; Cleopatra aspetterà
+ancora un pezzo, perchè io non potrò pagare la modella... tu prete
+Barnaba pensaci ancora stanotte; domani mi dirai se devo farti proprio
+la Madonna dei sette dolori; e se te la farò, sarà la più addolorata
+di tutte le Madonne; ecco le tue seicento lire.... al caso le
+riprenderò domani...
+
+Prete Barnaba stava con tanto d'occhi a guardare ogni mossa del
+pittore famoso, il quale veniva contando i dodici biglietti da
+cinquanta.
+
+Giusto diceva come parlando a sè stesso:
+
+«Nel breve tempo che siete rimasti nel mio portafogli, non sarete già
+scemati, spero; ma io sono tanto fortunato... No, sono proprio ancora
+dodici... Contali tu.»
+
+--Ah! io no, e mi meraviglio! esclamò prete Barnaba con la giusta
+indignazione dell'uomo sacro offeso nei suoi sentimenti umani e
+divini; io non ripiglio un centesimo; domani ti porterò il resto, e
+fammi il piacere di metterti subito al lavoro per il mio altare; se
+no, andremo prima in tribunale... poi all'inferno; ma v'andrai tu
+solo...
+
+I cugini risero in coro di questa uscita di prete Barnaba, e intanto
+Ippolito e Venanzio facevano lo stesso pensiero: «prete Barnaba non
+crede un'acca...»
+
+--Questa volta me ne vado proprio, disse Ippolito.
+
+--Anch'io, annunziò Venanzio, e accostandosi fino quasi all'orecchio
+del pittore: le mille lire sono a tua disposizione.
+
+--Anch'io, conchiuse il reverendo.
+
+E passò primo fra i due cugini.
+
+Quando ebbero passato l'uscio tutti e tre, il pittore volle ridere
+rumorosamente, ma quel rumore poco assomigliava all'ilarità. Allora il
+grande artista si abbandonò lentamente sopra un trespolo, dopo averne
+tolta la tavolozza e nettata la superficie con uno strofinaccio. E là,
+con gli occhi fissi su Cleopatra, si sentì mordere dai dentuzzi di un
+aspide viscido e freddo.
+
+Il serpentello mordeva ancora, quando fu picchiato alla porta dello
+studio.
+
+Era il figlio maggiore di Bortolo, il macellaio; un giovinastro di
+ventidue anni, grande e grosso, a nome Gerolamo. Veniva semplicemente
+a chiedere a suo cugino Giusto cinquanta lire in prestito fino al
+domattina.
+
+Giusto ebbe fortuna.
+
+Rispondendo ingenuamente di avere poche lire in tasca e di averne
+bisogno per i suoi minuti piaceri di pranzo e cena, le fece vedere
+sulla palma della mano.
+
+--Serviti, disse.
+
+Allora Gerolamo si contentò di una moneta di due lire che prese con
+molta disinvoltura.
+
+Quando il pittore fu solo un'altra volta, si ricordò che nel taschino
+del panciotto aveva ancora le seicento lire di prete Barnaba, ma prima
+che dicesse grazie agli eterni, riapparve sull'uscio Gerolamo.
+
+--Mi è venuta un'idea mentre me ne andava, e sono tornato.
+
+Giusto senza invitarlo a farsi innanzi, lo lasciò parlare sul
+limitare, solo disse da lontano buttando i pennelli sporchi nel
+secchiello:
+
+--Se non è per danaro, parla.
+
+E Gerolamo parlò.
+
+Disse d'una cottura che egli si era presa per una fanciulla magnifica,
+dell'ostacolo incontrato nel babbo macellaio, il quale avrebbe dato il
+suo consenso se l'innamorata fosse appartenuta in qualche modo alla
+macelleria; ma non voleva inparentarsi col tribunale....
+
+Giusto a questa parola rialzò il capo dal secchio.
+
+Volle chiedere bruscamente al disgraziato amatore il nome
+dell'innamorata; ma lasciò che egli continuasse senza interromperlo.
+
+E Gerolamo proseguì a dire che il padre della fanciulla forse sarebbe
+contento, ma il macellaio assolutamente no...
+
+--E la ragazza?... balbettò Giusto.
+
+--La ragazza... mi piace tanto; sarà felice, assicurò Gerolamo.
+
+--Ancora non lo sai?
+
+Non ancora; ma il parere della ragazza contava poco; tutte le ragazze,
+nell'opinione di quel fatuo, sono felici al momento di sposarsi a un
+giovinetto ben pettinato, con due baffetti a punta, come era lui. Se
+lo sposo sa farsi voler bene, assicurò, tutte le ragazze adorano, e
+Gerolamo sapeva lui la buona ricetta di farsi adorare; molte carezze a
+certe ore, molta severità nel resto della giornata.
+
+--Ah! la ricetta è questa?
+
+--Sicuramente, questa sola: far intendere alla giovine sposa che tra
+lei e il suo padrone corre una distanza enorme, ma che questa distanza
+può sparire ogni tanto.
+
+--Ah! così?
+
+--Così, proprio.
+
+Insomma Gerolamo era sicuro del fatto suo.
+
+--E il nome della tua innamorata me lo vuoi dire?
+
+--Non lo so ancora!
+
+Ah! Giusto cominciò a respirare meglio.
+
+--E il nome del babbo?
+
+--Il notaio Cipolla!
+
+Ma bravo Gerolamo! innamorarsi della figlia del notaio Cipolla!
+Ottimamente.
+
+--La conosci?
+
+Niente affatto. Giusto non sapeva nemmanco che il notaio avesse una
+figlia. E che cosa poteva fare per contentare il suo giovine cugino?
+dicesse subito, che gli pareva d'esser l'uomo fatto a posta per
+accomodare un negozio simile. Almeno vi metterebbe tutta la buona
+volontà.
+
+Si trattava di null'altro che di mansuefare il macellaio padre; al
+cugino pittore egli non negherebbe nulla.
+
+--Ebbene mi provo. Quando vuoi che mi ci metta?
+
+Subito, si capisce. Ma quando avesse persuaso ben bene il macellaio,
+bisognava dire una parolina anche al notaio Cipolla, suo futuro
+suocero... e poi un'altra alla mamma.
+
+--E alla signorina, nulla?
+
+--Per lei, basto io; sono sicuro che dirà di sì; l'ho vista dalla
+finestra, e, se non sbaglio, mi ha sorriso; ha una faccetta da
+madonnina, tutta bianca, come piaciono a me le faccette delle ragazze.
+
+--Ah! ti piaciono così?
+
+Sì, a Gerolamo piacevano così, con poco sangue; piuttosto
+melanconiche, perchè le ragazze melanconiche, prese per il giusto
+verso, si scaldano meglio delle altre. Davvero? Davvero.
+
+Insomma, il meglio che potesse fare Giusto era di andar subito ad
+accomodare il negozio di Gerolamo, con una lontana speranza che
+qualcuno, il destino, o il caso, o il padre eterno, si volesse
+occupare del suo proprio negozio per accomodarglielo senza bisogno
+d'inganni repugnanti alla sua natura di artista inselvatichito.
+
+Egli andò difilato da suo zio, e senza dir molte parole ebbe la sorte
+meravigliosa di rendere il macellaio mansueto come un vitello da
+latte.
+
+Che il suo testamento da celia fosse arrivato agli orecchi di tutto
+quanto il parentado non ne dubitava, ma quando vide il ricco zio
+rammentare senza rancore al nipote artista la disgrazia dell'insegna
+della testa di manzo, capì di aver guadagnato molto nell'opinione del
+ricco parente.
+
+E quando gli parlò dell'innamoramento di Gerolamo per la figlia del
+notaio Cipolla, vide che la cosa non era difficilissima come aveva
+creduto.
+
+Solamente il macellaio si ribellava a andar in persona a chiedere la
+mano per suo figlio; diceva di non aver fatto mai cose simili; venisse
+invece l'altro da lui, e risponderebbe di sì. Giusto con pochissima
+fatica lo persuase che certe cose non mai fatte si fanno almeno una
+volta in vita. Sì, ma il macellaio aveva tre figlioli, e gli
+toccherebbe fare la stessa commedia tre volte? Sicuro che gli
+toccherebbe farla, ma la pena sarebbe infinitamente minore dopo la
+prima volta.
+
+--Sì, ma la ragazza com'è?
+
+Giusto non sapeva, e lo stesso Gerolamo non l'aveva vista altrimenti
+che alla finestra.
+
+Al macellaio non piacevano le ragazze che stanno molto alla finestra;
+ma potrebbe fare un'eccezione per la futura nuora... E come si
+chiamava?... Lo domanderebbero al notaio...
+
+--Senti, nipote caro, ti informerai prima tu, che sei in confidenza
+col notaio... Ma giusto, essendo come di casa Cipolla, non sai il nome
+della figliola!... non l'hai vista mai?
+
+--Ecco, ti spiego subito: io non sono niente fatto come di casa
+Cipolla; io ho conosciuto il notaio in occasione di un certo
+contratto...
+
+Il macellaio aveva chiuso gli occhi per vederci meglio; ma Giusto non
+aggiunse altro.
+
+Allora zio Venanzio li riaprì.
+
+--Senti, Giusto, mi hanno detto che tu hai fatto testamento; che idea
+ti è venuta, alla tua età? Io, per esempio, non l'ho fatto e non lo
+farò... è vero che ho tre figliuoli legittimi e il mio piccolo
+patrimonio basterà appena appena per sfamarli qualche anno e pagare i
+loro debiti; ho deciso quasi di fare testamento anch'io per
+diseredarli tutti, lasciando loro la legittima; il resto, perchè tutto
+non vada in mani ladre, potrebbe servire a qualche cosa... tu mi
+potrai consigliare. Tò! un giorno venisti a chiedermi una piccola
+somma in prestito; ti ricordi?... non so bene, credo duemila lire o
+tre, non rammento bene; io non te li potei dare non so più perchè...
+forse perchè non le aveva disponibili.... ti dissi le mie ragioni, tu
+le trovasti buone.... ora, quando ti occorresse qualche cosa non hai a
+far altro che parlare, e se t'incomoda venire fino da me, scrivimi un
+bigliettino... Puoi contare...
+
+Giusto sembrava riflettere molto e non rispondeva.
+
+--Non sei già offeso? non è vero?
+
+Giusto disse di no risolutamente con un cenno del capo; e lo zio
+macellaio gongolando per quella energia del diniego insistè fino a
+ottenere una risposta più aperta.
+
+--Dimmi che all'occasione conterai sopra di me... dimmelo... dimmelo.
+
+E Giusto finì coll'acconsentire.
+
+--Ci conto. Ma ora non ho bisogno di nulla e me ne vado dal notaio.
+
+Giusto se n'andò difilato in casa Cipolla.
+
+Il notaio era assente; avendo continue sedute con un suo collega per
+mettere insieme un magnifico contratto di compra-vendita fra due
+contraenti disposti a corbellarsi a vicenda, poco tempo gli rimaneva
+in quei giorni di stare in ozio a contare i fatti suoi alla legittima
+consorte.
+
+La notaia sapeva questo solo, che uno dei farabutti voleva rivendere
+un grosso fondo ancora non pagato, e che l'altro farabutto voleva
+comprare senza pagare nemmanco lui; la difficoltà da parte dei notai
+doveva consistere tutta nell'impedire a uno di costoro di mettersi
+sotto l'altro.
+
+--In ogni sorta di contratti uno solo paga; Cipolla vuole che sia
+l'altro, e non ha torto; si fa presto a perdere la reputazione.
+
+Giusto, indifferente alla sorte di quella compra-vendita, guardava qua
+e là, mentre la notaia aveva aperto tutte le cateratte; egli sperava
+che da un uscio dei tre che mettevano in salotto apparisse
+l'innamorata di Gerolamo.
+
+A un certo punto, per scampare a un diluvio di parole, interruppe:
+
+--Ero venuto perchè mi premeva di parlare della signorina...
+
+La notaia a queste parole tacque a un tratto, e per diventar la vera
+mammina della ragazza da marito, cambiò natura; si fece attenta,
+lusingò col sorriso, adulò senza dir parola.
+
+Finse di credere che Giusto fosse venuto per conto d'un altro, e
+quando le fu permesso dalla dignità di suocera in erba, parlò così al
+suo genero presunto.
+
+Parlò blandamente, fissando gli occhi nella parete dirimpetto. Parlò
+così:
+
+--Lei non può credere che consolazione e che pena mi dà quando mi dice
+d'una brava persona di Milano, la quale ha visto mia figlia alla
+finestra e se ne è innamorato. Mi consolo perchè, come madre, spero
+sempre di trovare un uomo generoso tanto da.... mi affliggo perchè
+finora non l'ho mai trovato, sebbene molti passanti abbiano alzato gli
+occhi alla finestra e si siano innamorati di Nina.... ma la maggior
+parte degli uomini non sanno tollerare un... Sa lei se il suo
+giovinetto sia diverso dagli altri?
+
+Mentre la notaia diceva della pena e della consolazione, trottava per
+la testa di Giusto l'immagine di Cristina bella che gli pareva d'aver
+dimenticato da un quarto d'ora, e non era vero; sulle prime non
+s'avvide delle reticenze, poi le afferrò senza cercarne il
+significato, poi cercò senza indovinare.
+
+All'ultimo confessò:
+
+--Non capisco niente; la sua ragazza che cos'ha? È malata molto?
+
+--Per grazia di Dio, no; Nina è sana come un pesce... ma...
+
+--Ma che cosa?
+
+--Lei non ha visto mai tutta la mia Nina?
+
+Giusto non l'aveva vista mai nemmanco mezza.
+
+E se la mamma permetteva...
+
+La notaia si levò di scatto, disse a quello che a lei sembrava l'ombra
+di un genero, di aspettare un momentino e se ne andò nella camera
+della sua figliuola.
+
+Come mai un leguleio taciturno e una gazza avevano generato una
+creaturina così soavemente bella? Nina era tutta bianca, tutta bionda
+e gentile; gli occhi buoni, quando non erano fissi sopra un libro,
+guardavano lontano, a un ideale perduto per sempre. La faccetta
+pallida, involta in un velo di melanconia, dava l'idea di essere
+un'apparizione di cielo.
+
+La notaia venuta in presenza di sua figlia parve un'altra donna; e
+veramente era un'altra; era una madre; la sua faccia, la sua voce, i
+suoi modi, s'ingentilirono.
+
+--Bimba mia, ascoltami.... lascia stare quel libro, se non ti spiace;
+senti bene... vi è di là...
+
+Allora Nina, fissando gli occhioni spauriti in faccia alla madre,
+cominciò a tremare per tutta la persona.
+
+--Ecco... ti piglia ancora il tremito: di che hai paura? È un
+bell'uomo, un artista come vorresti tu... io lo so bene... non è più
+tanto giovane... a te piace così... io lo so perchè le mamme leggon
+nel cuore delle loro bimbe... Dunque non tremare... Lascia che egli ti
+vegga... Vuoi? Chi sa? Potrebbe essere lui...
+
+Nina non rispondeva; la gazza continuò a mormorare come una tortora.
+
+--Tutti quelli che si erano innamorati di te non ti piacevano e non
+gli hai voluti nemmeno vedere; non bisogna far così; fra tanti uno
+avrebbe potuto sposarti, col tuo difetto invece gli hai respinti
+tutti.
+
+Nina alzò gli occhi a guardare la mamma, e fece un no melanconico col
+capo.
+
+--Ah! sì, è vero; uno ti piaceva, era un bel giovane, faceva dei
+sonetti e il disgraziato ebbe paura.... ma non credere che tutti siano
+così; questo qui è un pittore, è un bell'uomo, è anche ricco... chi
+sa? potrebbe aver più cuore e più criterio degli altri... no, no, non
+ho detto pietà, ho detto più cuore e più criterio, e m'intendevo anche
+più _amore_. Te l'accompagno? Vuoi?
+
+Nina chinò il capo sul petto e lasciò penzolare le belle braccia
+bianche lungo i fianchi.
+
+--Ah! bravissima; io vi lascerò soli, e tu gli parlerai come vorrai.
+Vado e vengo... dammi un bacio.
+
+Pose sulla bocca porporina della figliuola le sue labbra irrequiete e
+se ne andò. Sull'uscio si trattenne ad avvertire che il pittore forse
+avrebbe finto di venire per un altro.
+
+Nina rimase nell'attitudine d'una smemorata finchè Giusto e la mamma
+furono sul limitare.
+
+--Nina, mormorò la mamma da lontano, possiamo entrare...?
+
+Non attesero risposta.
+
+La ragazza si levò reggendosi al bracciolo del seggiolone, e rimase in
+piedi fin che Giusto le fu dinanzi, fatto mutolo dalla bellezza
+gentile.
+
+--Si accomodi, balbettò la povera creatura rimettendosi a sedere con
+abbandono.
+
+La mamma intanto poneva innanzi un monte di parole per dir meno di
+nulla; all'ultimo le parve che di là la chiamassero.
+
+--Mi scusi, vengo subito.
+
+Rimasto solo con la signorina, il pittore fece una vecchia
+osservazione curiosa, cioè che tutte le belle donne le quali aveva
+viste in vita sua lo avevano impacciato, le bellissime no. E con la
+schiettezza sua domandò alla signorina il perchè di questo.
+
+Nina si fece rossa, rise e rispose senza ombra di modestia che non
+sapeva.
+
+--Lo so forse io, aggiunse celiando il pittore; le donne così dette
+belle nascondono sempre un loro difettuzzo che lo spettatore non
+riesce a scoprire subito, e questo lo turba; le veramente belle non
+nascondono nulla all'ammirazione contenta. Forse è così.
+
+Forse. Sicuramente era un madrigale ardito. Nina mise in faccia al
+pittore poeta due raggi di sole melanconico, e gli disse:
+
+--Lei non mi ha vista tutta prima d'oggi, non è vero? Nessuno mai le
+ha parlato di me, nessuno che mi abbia vista in strada, dove scendo
+poco? e per questo non sa il mio difetto odioso, insopportabile, che
+le farà mutare opinione sul conto mio.
+
+Giusto sorrideva al sorriso di lei, e senza intendere ancora frugava
+con lo sguardo la pallida creatura.
+
+Nina, facendosi ancora forza per sorridere, aggiunse con voce
+intelligibile appena:
+
+--Dunque non sa nulla? Io sono storpia. Vuol vedere? Non si turbi poi
+troppo.
+
+E senza attendere risposta si staccò dalla poltroncina per
+attraversare la stanza. Ahi! povera creaturina bella! Quell'angiolo
+zoppicava.
+
+Andò sbilenca fino a una libreria per riporre il libro, ne prese un
+altro, e sempre sorridente, tornò al suo seggiolone accanto alla
+finestra.
+
+Ma spuntarono sugli occhi meravigliosi le lagrime trattenute fino
+allora, e le manine bianche non furono pronte a celarle.
+
+Ora Giusto era turbato veramente.
+
+Non sapendo che consolazioni di parole potesse dare a quella dolente,
+avvicinò la sua seggiola alla poltroncina, e senza parlare, con la
+amorevolezza di un fratello le accarezzò le mani bianche, fra le quali
+sfuggiva il pianto silenzioso.
+
+E parve a lui che se fosse venuto a chiedere la mano di quella storpia
+bellissima, ora sarebbe stato il magnifico momento di buttarsi ai suoi
+piedi per adorarla in ginocchio, e scongiurarla di darsi a lui per
+tutta la vita.
+
+Ma egli era venuto solamente per conto del figlio del macellaio, e
+Cristina sua, perfino dinanzi a quell'amore di fanciulla, era rimasta
+nell'istesso altare, anche lei bellissima, adorata essa sola.
+
+E Giusto avendo pensato così, così volle dire.
+
+--Perchè si affligge tanto? Che cosa le fa tanta pena? Me lo dica.
+
+E siccome Nina non voleva dir nulla, ma cominciava ad asciugare le
+lagrime vergognando d'essere stata debole, l'artista proseguì
+abbassando la voce per renderla più insinuante e dare alle proprie
+parole la dolcezza dell'intimità.
+
+--Sicuramente è un difetto, ma compensato da... tutto il resto. Qual
+uomo non lo perdonerebbe a una donnina amata?
+
+Tacque lungamente per dar tempo alla bella creatura di ricomporsi.
+
+Essa domandò con un filo di voce: «davvero?»
+
+E in quell'unica parola mostrò insieme tanto dubbio e tanta speranza,
+che Giusto, rammentando che ancora non aveva detto nulla del vero
+pretendente, si affrettò a conchiudere:
+
+--Mio cugino l'ha vista alla finestra, si è molto innamorato di lei,
+ha pregato me di venire in casa sua a vedere se mai fosse il caso...
+
+--E lei ha visto ora che non è proprio il caso, interruppe Nina
+ripigliando il sorriso rassegnato di prima; andrà a dire a suo cugino
+quello che ha visto, e suo cugino si metterà il cuore in pace; così
+farò io.
+
+Nemmeno l'ombra d'ironia nelle parole melanconiche dette col sorriso
+amabile di chi non spera più nulla.
+
+Ma poteva rimanere il dubbio, anzi la certezza, che Giusto si mettesse
+davanti un cugino per nascondere sè stesso, e andarsene senza far
+rumore.
+
+Allora l'artista continuò.
+
+--Mio cugino saprà tutto, e se ha un po' di cuore, verrà a ripeterle
+ciò che io le ho detto....
+
+--Mi vuoi dire chi è suo cugino; io lo conosco?
+
+--È Gerolamo; il figlio dello zio Bortolo.
+
+--E lo zio Bortolo chi è?
+
+--Un ricco negoziante.
+
+Bisognava dire di che cosa; Giusto pensò un momentino, ma la ragazza
+era già lontana dal ricco negoziante e da suo figlio.
+
+--E lei, scusi, lei chi è? Mia madre non mi ha detto altro se non che
+è un artista grande... Fa libri o statue?
+
+--Io sono un piccolo artista, ma faccio qualche volta dei quadri
+grandi... due metri e più; e se avessi la modella che m'intendo io,
+prete Barnaba sarebbe contento della Madonna dei sette dolori che mi
+ha ordinato. Mi chiamo Giusto Giusti, sono il fidanzato di Cristina
+che lei conosce sicuramente, e da una mezz'ora il più sincero amico
+suo, se me lo permette...
+
+Nina si alzò per prendere la mano dell'artista; negli occhi
+sfavillanti, nelle mani tremanti, nel rossore del visino soave si
+leggeva la contentezza.
+
+--Ah! quanto è bene che lei sia il fidanzato di Cristina! Essa mi ha
+tanto parlato di lei. E si sposeranno presto? Sì... devono sposarsi
+presto... penseremo insieme.
+
+Perchè Giusto, pur essendo grato alla magnifica storpia che pigliava a
+cuore la sua felicità, si sentiva non ferito, ma punzecchiato da
+quell'entusiasmo? E perchè quell'entusiasmo di lei sembrava a lui
+quasi indifferenza?
+
+Ma Nina disse tutto candidamente e oscuramente.
+
+--Sono contenta, sa, proprio contenta; perchè se lei non volesse bene
+a Cristina, io potrei essere tanto infelice.
+
+Giusto Giusti interrogò lealmente sè stesso, Cristina sua e le
+convenienze sociali, prima di mormorare queste parole:
+
+«Se avessi la disgrazia di non amare Cristina mia, ora sarei già
+innamorato di...»
+
+Volle dire: di lei; finì invece così: di un'altra.
+
+Ma era tutt'uno. Nina intese subito. Il visino bianco si tinse di
+contentezza; porse al pittore una manina che gli entrò tutta nel
+pugno, e rispose grazie. Non altro. Poi parlarono lungamente di
+Cristina, delle nozze lontane, finchè a un lieve rumore Giusto
+conchiuse rizzandosi in piedi:
+
+--Dunque le accompagnerò mio cugino domani. Lo veda almeno. È tanto
+bellino.
+
+Nina non si oppose, e il pittore se n'andò tanto presto da cogliere la
+notaia sull'uscio. Forse origliava al buco della serratura, o forse in
+quel buco infilava un'occhiata curiosa, o forse alternava l'una cosa e
+l'altra.
+
+--Non mi potevo staccare da mia figlia, confessò la mamma; e come è
+andata? Bene, mi pare. Ma non ho ancora inteso se il pretendente è
+lui, o se è un altro.
+
+--È un altro; si chiama Gerolamo, ha tredici anni buoni meno di me e
+molto più danaro. Lo vedrà domani.
+
+La notaia crollò melanconicamente il capo.
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+Appena uscito di casa Cipolla, Giusto si arrestò sulla via, come
+faceva qualche volta, a scandagliarsi ancora; veramente non era egli
+in peccato verso Cristina?
+
+La risposta data da lui non lo potrebbe mai soddisfare, e posto che il
+cugino Ippolito ormai non avrebbe visto nulla di male in una visita
+alla ragazza, quasi si proponeva di andare subito a confessarsi a lei
+sola.
+
+Erano le quattro e mezza sonate; a quell'ora un usciere di buona
+volontà ha lasciato il tribunale e sta per tornare a casa. Per la
+confessione sua, gli bisognava aver Cristina tutta orecchi, in
+confidenza piena, senza inquietudine della cucina e della tavola da
+pranzo, e poi non voleva trovarsi ancora col suocero restio, con quel
+suocero che a lui repugnava rendere arrendevole con la bugia. Se ne
+tornò dunque allo studio a passo lento; per via si affacciò alla
+bottega del falegname a ordinargli un telaio alto due metri, largo un
+metro e cinquanta centimetri; la mattina egli vi avrebbe inchiodato
+una tela di prima qualità e subito l'avrebbe coperta di colore.
+Cominciava a tirarsi in mente quale modella le potesse servire meglio
+per la rassegnazione dolente che egli voleva dare alla Madonna; e
+tirandosele in mente tutte, non ne trovava una che avesse il dolore
+angelico. Molte madonne dipinte, che pure hanno buona fama, non lo
+contentavano. Quasi tutte hanno sette spade conficcate nel seno, molte
+piangono a goccioloni; materializzano brutalmente il dolore. Egli non
+farebbe così; la sua Madonna non avrebbe la veste azzurra imbrattata
+di sangue, nè lagrime sulla faccia scolorita, ma dovrebbe dire il
+dolore muto e cocente, non rassegnato ancora, ma prossimo alla
+rassegnazione; e direbbe questo con lo sguardo rivolto al cielo, con
+le mani congiunte nello strazio insieme e nella preghiera; avrebbe la
+veste bianca di Nina, la faccetta bianca e patita di Nina. La buona
+amica sua non sarebbe ella capace di posare per l'altare di prete
+Barnaba? Forse sì.
+
+Ma quando poi le cose sue spiegassero le vele, un'altra tela alta due
+metri e anche più, rappresenterebbe l'estasi dell'ascensione a Dio e
+raffigurerebbe il visino sorridente di Cristina.
+
+Il giorno dopo, mentre aspettava le dieci per poter andare a casa
+della fidanzata con la sicurezza di non trovarvi l'usciere, si
+affacciò in istudio il cugino Gerolamo.
+
+Egli era impaziente di sapere come era andata la cosa.
+
+--Dimmi tutto, perchè, non lo crederesti, ho passato una notte cattiva
+pensando alla mia innamorata. Puoi immaginare che alla mia età
+innamorate ne ho avute più d'una e più di due, ma nessuna mai mi fece
+l'effetto di non lasciarmi pigliar sonno. Forse perchè erano
+innamorate d'un altro genere; non si aveva tempo a desiderarle tutta
+notte stando a letto, perchè... mi capisci? Dunque com'è andata? Non è
+vero che la mia... come si chiama?...
+
+--Nina.
+
+--Non è vero che la mia Nina è bella? Ha una faccetta curiosa di
+Madonna, come non ho mai veduto la simile. Piace anche a te, non è
+vero? Dillo, che non sono geloso...
+
+Giusto non si era preparato a dare la notizia della infermità di Nina;
+aveva creduto che dovesse costargli un po' di pena trovare le parole
+più adatte; ma a tanta disinvoltura, fu disinvolto anche lui fino ad
+essere brutale.
+
+--La tua Nina è uno splendore dal busto in su.
+
+Gerolamo rideva stupidamente, aspettando una celia lesta.
+
+--E dal busto in giù? interrogò, visto che la celia stentava a venire.
+
+--È sciancata.
+
+Ora che la parola era uscita di bocca, gli parve crudele, non per
+l'innamorato, ma per la sua Madonnina dei sette dolori.
+
+--Sciancata? domandò paurosamente Gerolamo.
+
+--È zoppina, corresse il pittore.
+
+--Zoppina, come? Vi sono zoppine di varie qualità; io ne ho conosciuta
+una che mi piaceva tanto, ma non ho mai potuto averla a tiro...
+
+--La buona ragazza zoppica molto, è nata così; forse è un difetto
+anatomico; forse uno spostamento del femore trascurato a balia.... ed
+è rimasta così inferma.... il resto è uno splendore.
+
+Contro quello che Giusto poteva immaginare, la notizia non sembrò
+affliggere molto Gerolamo, il quale studiando legge all'Università di
+Pavia, aveva fatto naturalmente profondi studi storici nei romanzi di
+Dumas padre, ed aveva appreso che la signorina De la Vallière era una
+zoppina adorabile anche lei ed aveva fatto perdere la testa a un re di
+Francia, il quale l'aveva poi ritrovata con altre signore della
+società eletta. Non gli spiacerebbe avere una zoppina per moglie...
+anche perchè...
+
+Questo ultimo perchè non lo volle dire, non avendo trovato
+l'incoraggiamento necessario nella faccia di Giusto.
+
+Era dunque cosa intesa. Gerolamo andrebbe a far visita alla bella
+Nina, e se non zoppicasse proprio troppo, se la piglierebbe in moglie.
+
+Egli diceva _me la piglio_, come se la cosa dipendesse unicamente da
+lui.
+
+Giusto acconsentì per quell'istesso giorno alle due, non prima, avendo
+altre cose da fare.
+
+Per farne una lasciò in tronco le vanterie universitarie di suo cugino
+e andò a confessarsi a Cristina.
+
+La quale, quando seppe della visita alla povera Nina, e del modo con
+cui il suo promesso sposo si era comportato, stette a pensare un
+momento, poi disse: ebbene, sì, vogliamole bene entrambi; è tanto
+buona.
+
+Alle due Gerolamo fu puntuale.
+
+Giusto, nel vederselo venire incontro allegramente, pensò che egli
+valesse più di quanto aveva creduto; ma dopo le prime parole riconobbe
+che poteva essere un imbecille.
+
+Le prime parole furono semplicemente queste:
+
+--Non vedo l'ora di conoscere la sciancata che mi ha innamorato, e
+parola d'onore, se non è sciancata troppo, _me la piglio_. Andiamo
+subito.
+
+Andarono in silenzio, repugnando a Giusto di esprimere il proprio
+pensiero; non sapendo Gerolamo che altro dire dopo il risultato della
+prima celia.
+
+Presentato alla notaia, Gerolamo venne introdotto alla presenza della
+povera Nina. Giusto era stato lungamente incerto se dovesse
+accompagnarsi al pretendente per fare cuore alla ragazza, o se la
+presenza sua in quella occasione fosse per riuscire inopportuna--finì
+coll'andarsene, annunziando al cugino che l'avrebbe aspettato in
+istudio.
+
+Un'ora dopo Gerolamo tornò raggiante.
+
+Nina gli era piaciuta più di prima; era proprio dal busto in su un
+vero splendore; nemmeno la zoppaggine gli spiaceva; tutt'altro; fra
+studenti d'università è ricevuto come verità di fede che far l'amore
+con le sciancate... è una cosa paradisiaca...
+
+Presentandosi il caso raro di fare l'esperimento, egli non se lo
+sarebbe lasciato scappare di mano.
+
+Dunque?
+
+Dunque si piglierebbe Nina.
+
+Se la piglierebbe proprio?
+
+Proprio. Anzi aveva già chiesto la mano alla mamma, la quale, da
+notaia intelligente, aveva solo messo una difficoltà, una sola, la età
+giovanile dello sposo; ma quando il babbo macellaio non negasse il
+consenso, la sua ragazza avrebbe potuto prendere in considerazione la
+proposta, pensarci sul serio, e poi decidere.
+
+E allora?
+
+E allora è cosa fatta; il babbo non dirà di no, e Nina dirà di sì.
+
+--E sei proprio contento?
+
+Sì, Gerolamo era contentone; prima di tutto avrebbe provato una verità
+della quale la scolaresca va sempre parlando senza darne mai la
+dimostrazione, e quando avesse fatto l'esperimento, sia che fosse
+rimasto contento o il contrario, un vantaggio almeno gli rimarrebbe
+sicuro.
+
+E quale?
+
+Che sua moglie non gli potrebbe correre dietro per tutte le vie di
+Milano... starebbe volontieri a casa.
+
+Il caro cugino rideva.
+
+Ma Giusto non rise affatto.
+
+--Che hai? mi sembri più accigliato del solito; non parli.
+
+Giusto ebbe voglia di scatenare parole rabbiose come mastini, ma seppe
+trattenerle e non se ne lasciò scappare nemmeno una.
+
+--Sto pensando alla mia Madonna dei sette dolori.
+
+--Ti annoio cianciando? domandò Gerolamo; e Giusto rispose di sì, che
+voleva essere lasciato solo, perchè l'ispirazione non piglia legge da
+nessuno... come Gerolamo sapeva benissimo.
+
+Gerolamo fu schietto anche lui, e confessò che d'arte non sapeva nulla
+di niente; ma in ogni modo se ne andava, non avendo più bisogno di suo
+cugino. Nina era a tiro, e toccava a lui allungare la mano per
+pigliarla....
+
+--A rivederci dunque.
+
+--A rivederci.
+
+Tutto il resto di quel giorno Giusto pensò alla Madonna dei sette
+dolori, a quella veduta in un'ora sola, ma vi pensò solo per scrupolo
+di coscienza.
+
+--Bisogna salvarla a ogni costo, disse a voce alta.
+
+E la notte sognò che egli era stato impotente contro la cretineria di
+Gerolamo; il monello di Pavia aveva contentato la sua fregola di
+conoscere come sia fatto l'amore delle zoppine e la sua Madonnina
+addolorata aveva otto spade piantate nel seno.
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Ma per tre giorni consecutivi non fu possibile a Giusto di arrivare in
+casa Cipolla prima di Gerolamo; il quale non solo faceva le sue visite
+quotidiane alla innamorata zoppa, ma le faceva lunghe.
+
+Repugnava al pittore di farsi ricevere dalla sua madonnina, mentre
+quel monello dell'Università pavese le diceva chi sa quali asinerie,
+gli repugnava del pari aspettare in istrada che Gerolamo se ne fosse
+andato per accorrere al salvataggio di Nina. E poi chi sa? Forse la
+pallida fanciulla, in quel giovane sanguigno che diceva il macello a
+gran distanza, ritrovava il suo ideale fisico, perchè la materia pur
+essa ha i suoi ideali anche nelle fanciulle spirituali. E allora
+l'impresa di salvataggio sarebbe stata inutile.
+
+Il pittore non potè neppure dire il proprio pensiero a Cristina,
+perchè l'usciere, avendo dovuto andare improvvisamente a Brescia per
+suoi affari, vi si era fatto accompagnare dalla figliuola. Così Giusto
+vagò come un'anima in pena intorno alle due fanciulle, una delle quali
+era sempre assente, l'altra sempre alle prese col figlio del
+macellaio.
+
+Ahi! povera creaturina gentile!
+
+Per ammazzare il tempo odioso, Giusto aveva abbozzato di maniera la
+Madonna Addolorata. Prete Barnaba era venuto due volte a visitare il
+grande artista e l'ultima volta si era lasciato uscire di tasca altre
+quattrocento lire, tanto era il suo entusiasmo per l'arte sacra del
+cugino.
+
+Però se le era lasciate uscire di mano in certo modo curioso, quasi a
+malincuore, tenendo lungamente fra le dita quei quattro cencetti di
+carta, e accompagnandoli con un sospiro fin nel portamonete del
+pittore. E dopo ancora avreste detto che aspettasse qualche cosa, che
+non poteva essere il resto, perchè la Madonna dei sette dolori era
+stata venduta a lire mille giuste.
+
+Il cugino Venanzio aveva rinnovato la sua offerta di denaro senza
+pegno nè ipoteca al sette per cento.
+
+La navicella di Giusto filava dunque col vento in poppa.
+
+Ma il pittore non era contento fin che non avesse confessato il
+peccato della sua nuova fortuna a chi lo potesse intendere veramente.
+Confessarsi ai cugini, i quali non gli credevano, era assolutamente
+inutile; ma Cristina sua, se fosse necessario, gli darebbe consiglio.
+
+Nel desiderio segreto di Giusto era pure l'idea che prima di
+profittare della bugia, dovesse, oltre che con Cristina, consigliarsi
+con Nina.
+
+Ma prima bisognava incominciare dalla sua innamorata.
+
+Perchè mai essa era a Brescia quando Giusto aveva più bisogno di lei?
+
+Finalmente l'usciere tornò a Milano, e Cristina pure.
+
+Quando essa seppe dal suo fidanzato della celia notarile fatta in un
+giorno di convalescenza, rise fino alle lagrime; a lei non venne
+neppure in mente di dubitare che Giusto le nascondesse il vero, ma
+invece di affliggersi che unicamente per questa bugia fosse divenuta
+facile una cosa difficile, e la più bella di tutte, cioè il loro
+matrimonio, se ne compiacque e battè le mani.
+
+Ma dunque Giusto soltanto aveva certi scrupoli?
+
+Sì, proprio lui solo.
+
+--Mi piacerebbe interrogare uno spassionato!
+
+E Cristina propose subito:
+
+--Lo domandiamo a Nina!
+
+--Domandiamolo.
+
+Fu convenuto che la stessa sera, alle due in punto, si sarebbero
+trovati in casa della zoppina.
+
+Come è facile intendere, Giusto Giusti arrivò prima dell'ora e si
+piantò in sentinella nella via, senza perdere mai di vista il portone
+di casa Cipolla, nel quale dovevano entrare la sua innamorata e la
+fantesca.
+
+Ma di lì a poco quello stesso portone eruttò un coso nero e sporco,
+nient'altro che prete Barnaba, sfrittellato come al solito, anzi
+peggiorato dall'uso.
+
+Che diamine era venuto a fare prete Barnaba in casa del notaio?
+
+La curiosità stava tentandolo a correre subito a interrogare le gazza
+di casa Cipolla, quando apparve sul canto la visione soave di
+Cristina. Allora ogni altra idea volò via, per accorrere incontro alla
+sua innamorata. Fecero un tratto della strada deserta in quell'ora,
+tenendosi per mano, lasciandosi indietro la fantesca sorda, salirono
+le scale legati così, legati ancora dagli sguardi amanti, e si
+sciolsero solo in anticamera dopo essersi dati un bacio fuggitivo sul
+pianerottolo.
+
+Apparve la notaia, e Giusto la interrogò a bruciapelo: «che cosa
+voleva prete Barnaba? me lo vuol dire?»
+
+La gazza, poveretta, era incapace di nascondere lungamente qualche
+cosa, se avesse saputo; in ogni modo promise di pigliare le necessario
+informazioni.
+
+I due fidanzati trovarono Nina intenta a far la soprascritta a una
+lettera.
+
+--A chi scrivevi? domandò Cristina dopo averle dato un bacio.
+
+Nina mostrò la soprascritta.
+
+«Al signor Gerolamo, Città», lesse Cristina a voce alta.
+
+Allora Giusto si fece innanzi.
+
+--Vuol dare a me quella lettera? domandò audacemente.
+
+--Perchè no? Mi raccomando solo di consegnarla oggi stesso.
+
+--Quando lei voglia proprio, sarà fatto; ma spero che appena io le
+avrò detto una cosa, vorrà riavere la lettera per stracciarla.
+
+Giusto parlava con un tremore insolito, come se l'audacia sua
+sembrasse a lui stesso soverchia.
+
+Nina, stretta fra le braccia dell'amica, sorrise melanconicamente.
+
+--Tutto quello che lei mi potrà dire non muterà una sillaba a quanto è
+scritto lì dentro.
+
+--Ma dunque... dunque l'ama?
+
+Nina fece di no in silenzio.
+
+Ah! che piacere! Le parole che Giusto si proponeva di dire alla
+poveretta perchè non si lasciasse prendere da quel bruto, diventavano
+inutili. Ma tanto volle affermare brevemente il proprio pensiero
+incrollabile:
+
+--Per ora mio cugino è soltanto un monello; più tardi diventerà un
+animale; le volevo dir questo.
+
+La pallida fanciulla sorrise ancora; ma quale sorriso fu il suo!
+
+--Legga la lettera, disse.
+
+--E devo consegnarla ancora?
+
+--Legga.
+
+Giusto lesse in silenzio.
+
+Nina scriveva che dalle visite frequenti e lunghe aveva avuto tutto
+l'agio d'intendere che Gerolamo non potrebbe mai dare la felicità a
+Nina, e che Nina dal canto suo non saprebbe essere la compagna per
+tutta la vita di Gerolamo. Perciò egli non perdesse il tempo a fare
+altre visite; ella tornava a sognare altrimenti.
+
+--Brava! esclamò Cristina dando un bacio alla pallida amica.
+
+--Brava! confermò Giusto e fu tentato di fare come la sua fidanzata,
+ma si accontentò di stringere la mano alle due fanciulle adorabili.
+
+Chiuse la lettera nel portafogli e non si parlò più di Gerolamo.
+
+--Ora senta, signorina, disse Giusto con voce sommessa, chiudendo gli
+occhi per non vedere altro che la propria coscienza; ho bisogno da lei
+d'un consiglio. Me lo vuol dare?
+
+--Altro! ma che consiglio posso darle io?
+
+Giusto riaprì gli occhi un momentino per impadronirsi della mano di
+Cristina, e cominciò la confessione.
+
+Disse della sua povertà di artista, dell'amor suo, del capriccio di
+far testamento per celia e di ciò che ne era risultato; espose
+candidamente ogni cosa.
+
+--Posso io continuare l'inganno e approfittarne fino a compiere la mia
+felicità?
+
+--Non capisco bene, rispose Nina.
+
+Cristina volle spiegare meglio la cosa, ma Giusto le strinse forte la
+mano perchè tacesse.
+
+--Io non credo che lei possa continuare l'inganno, e nemmeno lasciarlo
+durare per approfittarne, conchiuse Nina.
+
+--Lo vedi? esclamò Giusto aprendo gli occhi a guardare la sua
+innamorata sorridente.
+
+Cristina crollò il capo.
+
+--Ora parlo io, disse. Si tratta del nostro matrimonio; Giusto si fa
+scrupolo di sposarmi perchè il babbo lo crede ricco; è tentato, perchè
+mi ama tanto, di convincere il babbo del suo errore. Ora parla tu.
+
+Nina non stette a riflettere; dichiarò tranquillamente che era
+un'altra cosa.
+
+Come un'altra cosa? Sì, un altro paio di maniche... Si spieghi subito,
+via, da brava.
+
+E la cara fanciulla spiegò subito che quando due hanno promesso
+d'essere l'uno dell'altra, ogni scrupolo che possa impedire il
+mantenimento della promessa è colpevole e ridicolo.
+
+--Ridicolo?...
+
+--Propriamente ridicolo.
+
+Stettero in silenzio un poco ancora per dar tempo a Giusto di
+riflettere.
+
+Il pittore si oppose debolmente:
+
+--Non si tratta d'impedire, ma solo di ritardare. Ci pensi un momento.
+
+Ma la pallida consigliera gli tappò la bocca con queste parole:
+
+--Ritardare qualche volta è impedire.
+
+E Giusto, il quale non desiderava altro, si diè vinto.
+
+Cristina, curvandosi a baciare le labbra che avevano profferito parole
+di evangelo amoroso, mormorò qualche cosa che Giusto cominciò
+intendere appena, quando vide la faccia pallidina di Nina tinta d'un
+lieve rossore.
+
+--Dalle un bacio anche tu, Nina, te lo permetto.
+
+Ma Giusto ne fu impedito dalla notaia, la quale affacciandosi nel vano
+dell'uscio lo chiamava in disparte.
+
+--A più tardi, disse, sorridendo a Nina.
+
+Appena fu nell'altra stanza la gazza gli disse tutto. Prete Barnaba
+era andato dal notaio per vedere il testamento di Giusto, o almeno la
+minuta, o almeno sentire ripetere le clausole all'ingrosso, non si
+fidando alle dicerie che correvano per la città, e avendo fatta una
+spesa spropositata... Quale? Una Madonna dei sette dolori ordinata al
+pittore e pagata anticipatamente solo perchè sapeva della disposizione
+testamentaria che legava la Madonna a prete Barnaba per la cappella
+dove diceva messa. Ora che il pagamento era fatto, gli bruciava molto
+perchè egli contava sulla restituzione immediata, senza aspettar la
+morte dell'artista, il quale era capacissimo di sepellire lui e gli
+altri parenti fino alla decima generazione.
+
+In tanto sconforto avrebbe trovato un sollievo quando avesse la
+sicurezza della clausola testamentaria, ma la sicurezza gli veniva
+mancando.
+
+E il notaio Cipolla come si era comportato?
+
+Magnificamente. Non aveva detto nulla al paziente sentendosi legato
+dalla professione a tacere degli atti consumati col proprio ministero;
+ma aveva fatto rileggere la minuta alla sua legittima collaboratrice.
+
+--E se lei crede, posso confortare prete Barnaba.
+
+Giusto era sicuro che il suo permesso era inutile, e perciò lo diede
+subito. In premio di questa amabilità, la notaia informò il testatore
+che negli ultimi giorni erano venuti a consultarsi, prima col marito,
+poi con lei, tutti i legatarii, uno solo eccettuato, l'usciere
+Ippolito... forse per decoro professionale?
+
+--No, non era decoro professionale.
+
+--E allora che cos'era?
+
+Senza rispondere Giusto ringraziò la notaia con calore, ma tutta la
+voglia di ridere della propria celia gli era passata da un pezzo.
+
+Prima di lasciarselo fuggire di mano la signora Cipolla fece un'uscita
+audace.
+
+--Vuol scommettere lei che faranno di tutto per impedire le nozze con
+la sua fidanzata?
+
+Come sapeva?... Sapeva. Si sa sempre tutto; basta volere.
+
+--Vuol scommettere? insistè.
+
+Giusto non volle scommettere nulla e tornò nell'altra stanza a finire
+nascostamente la cosa incominciata. Baciò dunque leggermente la
+Madonnina addolorata, poi, senza parlare, scoccò molti baci sonori
+sulle guancie, sugli occhi, sulle labbra della sua innamorata. E alla
+fanciulla spaurita spiegò che faceva così per confondere i suoi
+ingrati eredi, i quali vorrebbero che non sposasse una ragazza
+capacissima di render nullo nella sostanza il testamento, senza
+incomodare in nessun modo il notaio Cipolla, e senza nemmeno intinger
+la penna nel calamaio.
+
+--In che modo? interrogarono allo stesso tempo Cristina e Nina.
+
+Giusto non lo volle dire.
+
+
+
+
+X.
+
+
+La notaia aveva un mucchio di ragioni, e se Giusto avesse scommesso
+qualche cosa, certo qualche cosa avrebbe perduto.
+
+In fatti la domenica successiva, mentre il grande artista lavorava
+alla tela di prete Barnaba, la Madonna dei sette dolori abbozzata
+appena fece un miracolo. Entrò dunque il cugino Ippolito chiedendo
+permesso al manichino vestito di bianco, e senza aspettar risposta e
+senza perdere tempo in ismanie inutili, disse al pittore che egli non
+voleva saper altro, dopo tutto quello che i maligni gli erano venuti a
+dire.
+
+«Chiedimi la mano di Cristina, e io te la do subito.»
+
+Giusto balzò da sedere, e non abbracciò il parente misericordioso
+perchè aveva la tavolozza in una mano, nell'altra il pennello.
+
+Ma anche perchè durava ancora nel suo cervello leale il vecchio
+scrupolo. Sì, non ostante Nina e Cristina, non ostante tutto,
+quell'artista ingenuo odiava l'inganno almeno almeno quanto amava la
+celia. E per spiegare e scusare il consiglio delle due fanciulle che
+egli metteva sopra tutte le donne dell'altro sesso, aveva già detto a
+sè stesso che in fatto d'amore le donne hanno un criterio speciale, e
+una lealtà sospetta.
+
+Invece di ringraziare Ippolito con le parole che prime gli si
+offrirono, depose tavolozza e pennello sul trespolo, e fece ridere suo
+cugino.
+
+Egli stando in piedi interrogò con calma.
+
+--Dunque i maligni ti hanno detto..... che cosa ti hanno detto i
+maligni?...
+
+--Mi hanno detto nient'altro che tu sei un... scusami se ripeto le
+loro parole.... che tu sei un morto di fame.
+
+--Questo non è vero, disse Giusto malinconicamente, ho fatto colazione
+un'ora fa, e alle sei in punto andrò a desinare, se Dio mi dà vita.
+
+--Mi hanno anche detto... via, ci possiamo parlar chiaro, non è così?
+hanno detto che il testamento tuo è stato una celia.
+
+--Hanno detto il vero... se te lo ricordi, l'ho dichiarato anch'io in
+questo medesimo luogo, mi par di vederti.... tu eri là; prete Barnaba
+là; e io qui...
+
+--Mi hanno detto anche che la celia aveva un secondo fine.
+
+--Quale?
+
+--Corbellare i tuoi parenti; farti dare da tuo cugino prete
+l'ordinazione della Madonna che stai dipingendo, un po' di danaro da
+tuo cugino Venanzio e dal macellaio; da me nient'altro che mia figlia
+Cristina e la sua dote.
+
+--Ma...
+
+--Ma la celia ben fatta piace anche a me, e deve essere premiata.
+Cristina è tua, se ancora la vuoi.
+
+--La voglio; anzi ti dirò che se non me la davi, me la pigliavo lo
+stesso; però rinunzio alla dote, e pretendo che ti persuada, ma ti
+persuada proprio, che i maligni... tu non mi vuoi dire chi sono? no?
+meglio; voglio farti persuaso che ho testato per burlarmi di tutti
+voi, e che ora sono pentito e oggi stesso pregherò il notaio Cipolla
+di darmi il testamento per stracciarlo alla presenza dei legatarii.
+Volete?
+
+No. L'usciere non voleva questo. Gli altri cugini erano padroni di
+pensare a loro modo: quanto a lui, non voleva proprio nulla. Ma se
+piacesse a Giusto recarsi con lui dal notaio Cipolla, senza dargli
+l'afflizione di lacerare nessuna carta bollata, gli si potrebbe far
+stendere il contratto dotale...
+
+--Io non voglio la tua dote; sposerò tua figlia, affermò Giusto,
+perchè è il mio destino, non ho bisogno del tuo danaro.
+
+L'ufficiale giudiziario era entrato così bene nella celia del pittore
+che a ogni sua opposizione rideva fino alle lagrime.
+
+Si fece serio un momentino per interrogare.
+
+--Ma dunque tu hai molto danaro?... No? E se non hai danaro, come
+conti di mantenere tua moglie, rinunziando alla dote?
+
+--Col mio pennello, affermò malinconicamente il pittore; fin che
+Cristo cenerà con gli apostoli, il nostro pranzo è quasi sicuro.
+
+Senza nemmeno intendere bene il senso della risposta, l'usciere
+ripigliò a ridere.
+
+ * * *
+
+Dunque Cristina e Giusto si sposarono prima in municipio, poi in
+chiesa; e così confortati dall'assessore e dal sacerdote se n'andarono
+per il mondo circostante a guardarsi negli occhi, a Firenze e a Roma.
+Per l'occasione fausta il faro della pittura lombarda si mangiò quasi
+tutto un Cenacolo, e tornato a casa, più innamorato che mai, cominciò
+in fretta e furia un altro che fosse pronto per il primo Russo
+arrivato, che fu poi un Belga. In seguito Giusto, avendo sotto mano la
+modella dei suoi sogni, condusse a termine il gran quadro dell'_Orgia_
+e licenziò _Cleopatra_. La quale riuscì proprio quello che Giusto
+aveva voluto, il suo capolavoro; ma non potendo come tanti grandi
+pittori forastieri arricchiti dal proprio pennello, tenersi in casa la
+tela meglio riuscita, la lasciò andare in Brianza, nella villa d'un
+filatore tedesco, riservandosi il diritto d'andarla a vedere due volte
+l'anno. Anche cento! aveva detto il tedesco. No, due mi basteranno,
+aveva risposto Giusto.
+
+Invece non andò mai in Brianza, perchè gli venne in mente di rifare
+una Cleopatra tutta nuda, caduta dal lettuccio a terra, già morsa
+dall'aspide velenoso, e sfinita dal veleno. E Giusto e Cristina fecero
+così bene che fu un altro capolavoro.
+
+Intanto la Madonna dei sette dolori formava la delizia di tutti i
+devoti, e perfino prete Barnaba, sospirando bensì un poco, se ne
+dichiarava soddisfatto.
+
+E ancor oggi dall'altare, quando prete Barnaba dice la messa ogni
+mattina, quella Madonna addolorata sembra sorridere un sorriso strano,
+più umano che divino per verità, come fa Nina nel suo seggiolone
+attraverso i vetri.
+
+I cugini rimasti a terra, per non invidiare l'uomo accorto a cui la
+curia aveva insegnato tante cose, vollero consolarsi pensando che
+Giusto avesse proprio fatto una corbellatura magnifica; ma non
+riuscirono bene. Bastava che Giusto dichiarasse ridendo d'averli
+voluti corbellare, perchè si risvegliasse più acuto il dolore della
+eredità perduta.
+
+La cosa non riuscì meglio con Ippolito.
+
+L'ufficiale giudiziario, nella qualità di suocero, si permise una
+volta sola di consigliare a suo genero di concorrere a una subasta,
+dichiarando che, secondo lui, il danaro lasciato al tre per cento alla
+Banca è un peccato mortale, e anche il Debito Pubblico frutta poco.
+
+«Ma io non ho danari alla Banca, te lo giuro,» aveva risposto Giusto.
+
+E l'altro aveva consigliato gravemente:
+
+--Non giurare.
+
+Pensando alla strana avarizia di quel grande artista, di quel faro,
+l'usciere si propose di non gli parlar più di toccare i fondi così
+bene affidati alla Banca.
+
+A qual Banca?
+
+Anche questo non sapeva; e perciò quando si parlò della moratoria del
+Credito mobiliare, il bravo suocero si pose una mano sulla coscienza e
+ruppe il silenzio un'altra volta.
+
+--Hai sentito, Giusto; hai sentito che ci capita? Il Credito mobiliare
+ha chiesto la moratoria...
+
+Il faro della pittura lombarda non battè ciglio, e domandò
+semplicemente:
+
+--Che cosa me ne importa?
+
+L'usciere respirò; la notizia che suo genero non fosse impegnato col
+Credito mobiliare, gli diede una consolazione infinita.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Carta bollata, by Salvatore Farina
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK CARTA BOLLATA ***
+
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+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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