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diff --git a/17852-8.txt b/17852-8.txt new file mode 100644 index 0000000..866aec6 --- /dev/null +++ b/17852-8.txt @@ -0,0 +1,6353 @@ +The Project Gutenberg EBook of Senz'Amore, by La Marchesa Colombi + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Senz'Amore + +Author: La Marchesa Colombi + +Release Date: February 24, 2006 [EBook #17852] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SENZ'AMORE *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at +http://www.braidense.it/dire.html) + + + + + + + LA MARCHESA COLOMBI + + SENZ'AMORE + + + + MILANO + + ALFREDO BRIGOLA e C.--EDITORI + Via A. Manzoni, 5. + PROPRIETÀ. LETTERARIA + + Varese, Tip. Macchi e Brusa. + + + + +PREFAZIONE. + + +Il proto, nel comporre questo libro, si meravigliava, di trovare +tratto tratto della gente innamorata. Come mai, dacchè il volume è +intolato _Senz'Amore?_ E, da quel proto coscienzioso e prudente che è, +mi metteva nelle bozze di stampa un bel punto d'interrogazione in +margine ad ogni scenetta d'amore, ad ogni palpito, per quanto segreto, +che sembrasse a lui aver per movente il sentimento proscritto dal +libro, e che l'aveva in realtà. + +Perchè i lettori non abbiano a spedirmi essi pure i loro punti +interrogativi, i quali, non avendo il comodo delle bozze di stampa, +dovrebbero venire per posta costando a loro la spesa del francobollo, +o peggio dovrebbero venire in qualche articolo critico, costando a me +il dispiacere d'un rimprovero ingiusto, metto in questa pagina la mia +risposta ai punti d'interrogazione del proto, e con essa rispondo +anticipatamente anche a quelli dei lettori. + +Intitolando questi racconti: _Senz'Amore,_ ho voluto alludere alla +tristezza, alla solitudine, all'abbandono sconsolante di molte +esistenze, sulle quali la grande passione che nacque con Adamo e che +morrà soltanto coll'ultimo uomo, se pure morrà, non ha sparso le sue +grandi commozioni, le sue gioie vive ed i suoi vivi dolori Ho voluto +dire che le miserie umane sono infinitamente più cupe quando non hanno +quel conforto: e che, fra i poveri, fra gli infelici, fra i +diseredati, i soli assolutamente diseredati, assolutamente infelici, +assolutamente poveri, sono quelli che non amarono, o non furono amati: +la povera Cecchina della _Fede,_ la madre di Marco nella +_Confessione,_ le due vecchie delle _Vite squallide_, _Le +Affittacamere_, Vicentino il prete, Pietro ed il ciuchino delle +_Briciole d'Epulone_. + +Non è una tesi che mi sono proposta, e non ho inteso insegnar nulla nè +rimediare a nulla. Non si può mettere l'amore dove non c'è; e, ad ogni +modo, non so chi la provvidenza potrebbe incaricare di questa briga. +Ho voluto fare degli studi dal vero su questo tema, come nell'altro +volume che seguirà questo,--quando seguirà,--e che s'intitolerà +_Amore_, studierò il conforto che questo sentimento può recare alle +miserie della vita, e di che illusioni, di che poesia, di che sorrisi, +di che idealità può arricchire le più povere esistenze. + +Saranno due studi che avrò fatto per amor dell'arte, come un pittore +fa degli studi di paesaggio o di figura, senza pretendere di bandire +la legge dell'amore, o di imporre una multa a chi non è innamorato. + +Avrei fatto a meno di scrivere questa prima pagina, quando era già +composta l'ultima, se i dubbi del proto non mi avessero fatto temere +che il mio titolo potesse far prendere in isbaglio il volume per un +libro di morale o un libro di scuola, che proprio, con mio sommo +rincrescimento, non è. + + + + +PSICOLOGIA COMPARATA. + + +Il pollaiolo fece entrare il cuoco di casa Trestelle nella +retrobottega, a vedere il suo nuovo apparecchio per l'ingrassamento +meccanico dei volatili. Lo aveva fatto venire da Parigi; una riduzione +di quello inventato da Odile Martin; costava cinquecento lire. Era una +grande stìa, o piuttosto un piccolo carcere cellulare di forma +cilindrica. I polli avevano una cella per ciascuno; erano incatenati +pei piedi al fondo; non si potevano muovere, nè vedevano nulla a +destra nè a manca. Udivano gli altri prigionieri gorgogliare qualche +_cocò-cocò_, o mandare una specie di rantolo; e sporgevano il capo +curiosamente dal vano dinanzi della stìa; ma non vedevano che la +penombra vuota della stanzaccia, che era quasi una cantina, perchè si +dovevano scendere parecchi scalini per arrivarci, ed era debolmente +rischiarata da due fori aperti nell'alto della parete. + +Dagli occhi di quei polli sì vedeva che erano tutti impensieriti. +Rispondevano _cocò-cocò_ sullo stesso tono sommesso, poi tornavano a +sporgere il capo colle pupille lucenti come fiammelle, ed il loro +sguardo, ed il movere inquieto del collo parevano dire: + +--Dove sono quegli altri? + +Quella stìa di nuovo genere non aveva nè beccatoio nè beverino. + +--E il becchime? domandò il cuoco di casa Trestelle. + +--Il becchime non ingrassa, sentenziò il pollaiolo coll'aria di chi la +sa lunga. State a vedere qual è il mangime che fa la fortuna dei polli +e la nostra. + +Prese colla destra un tubo di gomma infisso in una caldaia dove c'era +una miscela di latte e farina d'orzo; afferrò colla sinistra il becco +d'una gallina, e v'introdusse il bocchino del tubo; poi, premendo col +piede un pedale, mise in moto una pompa, che mandò la razione voluta +dalla caldaia nello stomaco della bestia. + +--Ecco, disse togliendo il tubo e passando ad _operare_ il pollo della +cella seguente. Per otto ore questa gallina è provveduta. + +--Non mangerà altro? domandò il cuoco stupefatto. + +--Ha avuta la sua misura rispose il pollaiolo. Guardate; «Centilitri +venticinque»; ed accennò una lastra di latta con quella cifra incisa, +infissa sulla parete esterna della cella. Ogni pollo aveva la sua +razione indicata a quel modo, come la dieta dei malati sui letti +dell'ospedale. + +Ce n'erano di grassissimi, immersi in una specie di sonnolenza ebete, +come ghiottoni assorti nella beatitudine del chilo. Soltanto quando la +macchina girava sul perno, ciondolavano stupidamente sulle gambe, +sproporzionate al peso del corpo, socchiudevano gli occhi un momento, +poi ricadevano nel loro sopore. + +C'erano dei capponi dagli occhi ardenti come brace, che si scotevano +tutti in uno sforzo supremo per tirar su una gamba sotto l'ala. Ma la +catena era ben salda, ed i due piedi dovevano rimanere immobili sul +fondo della prigione; ed i capponi gorgogliavano una specie +d'imprecazione e gli occhi fosforescenti mandavano lampi. + +La gallina invece, la pollastrella ch'era stata cibata per la prima, +aveva la testina fine, i movimenti del collo ondulati, le penne +lucenti, ed il suo corpo, floridamente arrotondato dall'assoluto +riposo e dalla nutrizione conveniente, non era ancora deformato dalla +pinguedine. + +Appena il pollaiolo ebbe finito di nutrirla, diede una scossettina al +capo, allungò il collo per ingollare del tutto il latte a la farina +d'orzo che le avevano messo in corpo, poi guardò in giù avidamente +come cercando qualche cosa da beccare. + +Ma era ad un piano alto; c'erano molte celle sotto la sua, per cui il +pavimento rimaneva lontano, ed in quella semi-oscurità non le riusciva +di vederlo. Dubitando forse de' suoi occhi, sperando nel buio, spinse +due o tre volte il becco in giù, più in giù, quanto glielo permise la +legatura dei piedi; ma non toccò nulla, e si ritrasse. + +Il cuoco si fece più accosto, e guardò nella cella. La gallina s'era +accovacciata, e rimaneva immobile cogli occhi chiusi come se dormisse. +Ma, traverso le palpebre sottili, l'occhio si moveva, ed un pigolìo +sommesso e lieto accompagnava il suo respiro. + +Tratto tratto apriva gli occhi, poi li richiudeva in fretta, come +premurosa di ripigliare il filo d'un sogno caro. Forse, nell'ardore +del desiderio giovanile, si figurava di razzolare nello spazio +sterminato d'un'aia; sognava, in quel beato dormiveglia, la vita +rumorosa d'un cortile rustico; una ressa di tacchini, di anatre, di +oche, di polli che s'incrociavano, si urtavano, vociavano alto, e le +liti dei galli, che facevano accorrere ed ammutolivano di sgomento, la +folla del pollame. + +Due o tre volte le sfuggì una voce gongolante, un _ohhh!_ gutturale e +prolungato, e mostrò un momento gli occhi ridenti di gioia. Chi sa che +non rivedesse colla fantasia da gallina, gli sciami di piccioni +bianchi, turchini, violetti, i bei polli volanti nell'aria, che +scendono nei cortili a narrare le vastità azzurre dell'orizzonte, +devastano in fretta e in furia il becchime e ripartono a volo. E le +aiuole verdi, e la delizia di aprirsi un varco nella frescura +dell'insalata ancora bianca, del prezzemolo tenerello, delle fragole +bagnate di rugiada, come nei labirinti d'una foresta, e l'emozione +viva d'affrontare la granata dell'ortolana, o di scansarla dietro i +cavoli grandi!.. Solo chi è nato per vivere all'aperto, nell'infinita +libertà dei campi, può immaginare che visioni di verde, d'azzurro, di +sole, potevano balenare a quegli occhi chiusi! Ed il galletto +innamorato che segue la gallina colla testa alta, e la cresta +rosseggiante, che le si pianta dinanzi con una gambina alzata, assorto +in ammirazione fissandola cogli occhi sanguigni... + +Ad un tratto s'udì sorgere dal cortile d'un pollaiolo accanto la voce +giuliva d'un galletto libero: + +--_Chicchirichi!!!_ + +La gallina si rizzò d'un balzo; le penne le si gonfiarono intorno, la +cresta si fece scarlatta, e, tutta fremente di gioia, sporse il capino +dalla cella, e voltando il collo a scatti di qua e di là, guardò nel +vuoto cogli occhi dilatati, come se vedesse gli orti, l'aia, il gallo; +e, dal fondo del cuore, mise fuori anch'essa una voce acuta, +giubilante come una risata: + +--_Chicchirichìiiii!!!_ + +--«Gallina che canta da gallo, temporale o disgrazia» disse il cuoco, +il quale, malgrado i suoi vent'anni di vita cittadina, non aveva +dimenticati i proverbi del basso Novarese dov'era nato; e se ne andò +canticchiando fra i denti una vecchia canzone burlesca: + + «Senza galletto, la mia gallina + O poverina--come farà...» + +Ma le dava un'intonazione malinconica, allentava le cadenze, pareva +che cantasse il _Miserere_; e finì la strofetta con un sospiro, poi +camminò a lungo in silenzio, borbottando solo di tratto in tratto: +Poveretta! + + +Giunto a casa, depose le provviste in cucina, poi salì finchè c'erano +scale, alle soffitte dove i padroni gli avevano assegnata una camera. +C'erano parecchi usci sul pianerottolo, ed uno era socchiuso. Prima di +aprire il suo, il cuoco spinse quello, ed entrò. Era una camera lunga +e stretta, coll'ingresso ad un capo ed una finestrella all'altro. +Pareva un _omnibus_. Contro la parete destra, accanto all'uscio, c'era +un lettuccio poco più largo appunto del sedile di un _omnibus_; nella +parete di contro c'era il camino, ed ai due lati del camino, un +cassettone ed un armadio nel muro per le stoviglie, la pentola, il +secchio, la mestola e tutti gli arnesi da cucina. Ai piedi del letto +si rizzava l'asta d'un attaccapanni mobile, le cui gruccie +scomparivano sotto un carico di vestiti, coperti tutt'in giro da una +vecchia gonnella scolorita, stretta in alto da un cordone passato in +una guaina, e ricadente giù molle come un ombrello senza stecche, che +dava a quel mobile economico un'apparenza misteriosa. Sembrava un +trabicolo, sembrava una incubatrice per i bachi, e, pel momento, la +sua rotondità ricordò al cuoco la macchina per ingrassare i polli, e +gli strappò ancora un sospiro. + +--Sempre malinconico, signor Battista?--gli disse la sua vicina di +soffitta, con un sorriso amichevole, alzando gli occhi dal tombolo sul +quale stava rammendando una trina di Honiton. + +Era una giovane sui vent'anni, ma così mingherlina, pallida e bassina +di statura, che ne dimostrava sedici, a dir molto. Non aveva altri +parenti che la madre; ed anche con quella non viveva insieme, sebbene +abitassero nello stesso casamento. + +La madre serviva una zitellona sola ed inferma giù nei mezzanini; un +servizio pesante, perchè doveva fare da cuoca, da cameriera, ed anche +da infermiera, di giorno e di notte, dormendo accanto alla padrona, e +spesso vegliandola. Questa la pagava pochino, e la manteneva a +stecchetto cogli avanzi del suo mangiare da malata, ed in compenso +esigeva di molto, e guai se la serva l'abbandonava un dieci minuti per +salire dalla figliola. Ma aveva l'astuzia di farle balenare la +speranza d'un buon legato, e la povera donna si sacrificava e +sopportava tutto, pensando le due belle camerine che avrebbero poi +mobigliate lei e la sua Teresa con quel denaro, e che vita tranquilla +avrebbero passata insieme, lavorando senza ammazzarcisi. + +Per questo la Teresa rimaneva sola nella soffitta, ma la madre le +teneva gli occhi sopra, e badava chi saliva e scendeva. Del resto, +erano precauzioni superflue; la Teresa era una buona figliola, +tranquilla, e la sua giornata era così occupata che non aveva tempo di +badare ad altro che al suo lavoro. Dall'alba alla sera era sempre là +sotto la finestrella alta, col tombolo in grembo, puntando e +ripuntando nei fori delle trine degli eserciti di spilli, colla +maestria d'un generale che dirige una manovra. + +Era una buona operaia. Le signore se l'erano raccomandata l'una +all'altra e le affidavano trine di molto prezzo. Quel lavoro le +fruttava a sufficienza per i suoi modesti bisogni; ma era faticoso, +difficile; e doveva eseguirlo rapidamente per non ritenere a lungo +quegli oggetti di valore. Per accontentare tutte le sue pratiche, +doveva lavorare di giorno e di sera, assiduamente, anche la festa, +sempre con quel tombolo sulle ginocchia, sempre sotto quella +finestrella, per raccogliere quanta più luce poteva sulla trina in +riparazione. L'inverno ce n'era poca della luce là dentro; ma quando +veniva l'aprile, giù dal finestrino cadeva una striscia chiara, +rosseggiante nelle ore meridiane ch'era una delizia. Sovente la Teresa +alzava il capo dal tombolo e rimaneva cogli occhi fissi su quel +quadrato turchino di cielo che vedeva traverso la finestra, e ne +pensava la vastità, e l'infinito paese che ricopriva. Era come un +paesaggio che Michetti avesse dipinto per lei, ed essa ci vedeva tutto +il mondo, come un infermo, che ammira le bellezze della natura in una +marina appesa alla parete di contro al suo letto, e s'imbarca su +quelle navi minuscole, e traversa gli oceani, e sfida pericoli +immaginarii. + +--Sempre malinconico, signor Battista?--Aveva detto la fanciulla che, +nella serenità confidente de' suoi vent'anni, sorrideva spesso delle +tristezze incomprensibili del vecchio. Ed allora Battista le aveva +detto della macchina per l'ingrassamento meccanico dei volatili. + +--Una barbarie! Tenere quelle bestie al buio senza mangiare nè bere; +perchè non si poteva dir mangiare il ricevere tre volte al giorno un +nutrimento nello stomaco senza averne sentito il gusto. + +La Teresa lo ascoltava stupefatta. «Sì; era crudele. Povere bestie! +Farle vivacchiare a quel modo prive d'aria e di luce, toglier loro la +libertà di starnazzare, e d'appollaiarsi, condannarle a non gustar mai +le delizie del greppo, contrariare tutti gli istinti della loro +natura! e perchè? Per il vantaggio di pochi signori che al loro +_greppo_ troveranno un bocconcino più saporito.... Povere bestie! +Povere bestie!» + +E la fanciulla, che passava la vita rinchiusa in quella stanzetta, +colle mani e gli occhi forzatamente intenti sul tombolo, s'inteneriva +sulla sorte crudele dei polli prigionieri. + +--È così bella la libertà! diceva. E correre per la campagna verde... + +--Come la conosce la campagna, lei che non esce mai da questa stanza? +domandò il cuoco. + +--Ci sono stata una volta, quando andavo a scuola ad imparare il +mestiere. La maestra, pel suo onomastico, ci condusse tutte a pranzare +a Sesto. Allora ne ho visti dei polli felici. C'era una covata di +pulcini che beccava pigolando beatamente sopra un letamaio; ed avevano +l'aria soddisfatta e ghiottona come tanti bimbi intorno alla vetrina +d'un confettiere. + +Continuò a lavorare in silenzio, sorridendo alle sue memorie, poi +riprese: + +--È tutto bello per loro quando si trovano nel loro ambiente rustico. +C'era un'enorme scrofa, disfatta dalla eccessiva pinguedine, che +sonnecchiava grugnendo ai piedi del letamaio al quale si addossava, +colla pancia stesa e tremolante come una vescica piena d'acqua o una +pelle di olio. Ed i pulcini, beccando e pigolando, scesero giù l'uno +dopo l'altro su quella vasta superficie nerastra; e passeggiavano come +sopra una piazza, cacciando il becco fra i crini, e comunicandosi a +vicenda le loro impressioni con dei _pi pi pi_ pieni di meraviglia. Ce +ne fu uno che imprese un viaggio d'esplorazione nei labirinti d'un +orecchio; ma la scrofa, sentendosi solleticata, diede uno scossone che +lo fece cadere a terra con tutti i suoi compagni. E che pigolìo +allora, che chiocciare della mamma spaurita, che batter d'ali, che +vocio per tutto il cortile!... + +Smosse parecchi spilli, intrecciò i capi di filo facendo risuonare i +fusi innumerevoli che si urtavano, poi, sorridendo sempre alle sue +immagini serene, tornò a dire: + +--Com'è bella la campagna! + +--E neppure oggi non esce? domandò il cuoco. Se vedesse che giornata, +che sole! + +--Che! Non ho tempo neppure di farmi la minestra. Non so quando mi +potrò muovere; ho un lavoro straordinario. Le signore hanno bisogno +delle trine per le bagnature; s'io vado a spasso chi le prepara? Debbo +star qui tutto il giorno e tutta la sera chi sa fin quando; e la mamma +pure ha bisogno che lavori per darle un po' di quattrini.... + +Il cuoco ridiscese alla sua cucina più malinconico di prima, +strascicando ancora più lentamente le cadenze della sua canzone: + + + «Senza galletto, la mia gallina + O poverina--come farà....» + + +E la Teresa continuò ad armeggiare cogli spilli e coi fusi. Tratto +tratto alzava il capo e lo spingeva indietro girandolo da destra a +sinistra per isgranchirsi il collo indolorito dal lungo star curvo. +Più volte si coperse gli occhi con una mano, e li tenne stretti per +riposarli. Poi ripigliava con maggior lena il lavoro; ed intanto +ripensava la miseria di quei polli: «Quanto dovevano essere infelici! +Certo non cantavano più là dentro; dovevano morire di malinconia.» + +Sull'imbrunire, mentre la Teresa si curvava cogli occhi fin sul +tombolo per profittare dell'ultimo barlume di giorno, s'udì una voce +d'uomo, giovane ed alta che cantava: + + «Morettina dove vai? + Vado a Monza sul tranvai.» + + +La Teresa stette un momento a sentire, poi posò il tombolo, salì in +piedi sulla sedia, e s'affacciò al finestrino che metteva sul tetto. +Guardò quella distesa sterminata di tetti e comignoli e gronde e +grondaie e cupole di chiese e campanili, e più lontano, come una +fascia verde, le cime degli ippocastani dei bastioni; poi l'azzurro, +l'azzurro chiaro, infinito, come se dopo i bastioni ci fosse il mare. +E le parve di vedere la campagna de' suoi ricordi; le parve d'esser +laggiù, non più bambina con la maestra trinaia, in un'osteria di +Sesto, ma giovinetta innamorata della libertà, dell'aria pura, della +natura bella, e di camminare, di camminare sotto i viali verdi, +sull'erba umida e fresca. + + «Morettina dove vai? + Vado a Monza sul tranvai....» + +ripeteva un po' in falsetto quella voce di tenore. + +E la Teresa pensava d'andare a Monza sul tranvai, col suo vestito da +festa; e quel giovane che cantava, quello o un altro, era là sulla +panchetta del tranvai che l'aspettava. Andavano insieme; lui la +guardava negli occhi e lei si sentiva arrosire. Non parlavano, ma +erano felici, felici in silenzio, finchè scendevano alla stazione, si +pigliavano a braccetto, e via pel viale fin giù nel parco, dove +sedevano accanto, sull'erba verde, sotto il cielo turchino... + +Le balzava il cuore di commozione, le brillavano gli occhi guardando +nell'ombra che era scesa tutt'intorno sulla città, e lei pure colla +voce tremante si mise a cantare: + + «Morettina dove vai? + Vado a Monza sul tranvai + Vado a Monza sul tranvai...» + + +Il cuoco, che stava rigovernando giù in fondo al cortile presso la +finestra della cucina, alzò il capo verso il tetto che non vedeva, ed +esclamò malinconicamente: + +--Com'è bella la gioventù! + + + + +UNA CONFESSIONE + +RACCONTO. + + +--A martedì, disse Marco, stringendo lungamente la mano della sua +sposa e guardandola fisso. + +--A martedì, rispose lei, abbassando gli occhi e facendosi rossa come +una fiamma. Egli si chinò e la baciò sulla fronte il che sollevò un +vocío di commenti giulivi da parte della mamma, delle amiche, e di +vari signori. Ma, nè Marco nè la Maria mostrarono d'udire quegli +scherzi. Per loro nulla era più serio del sentimento che li turbava. +Si strinsero la mano di nuovo e si separarono in silenzio. + +Erano alla stazione di Camerlata. Marco salì in convoglio per tornare +a Milano. La sposa colla sua mamma ed alcuni conoscenti, montarono in +varie carrozzelle da nolo per tornare alla villa, tra Gradate e +Portichetto. + +Le nozze dei due giovani si dovevano celebrare il martedì prossimo a +Gradate, ed era appunto la sera del giovedì, quattro giorni prima, che +Marco si separava per l'ultima volta dalla sua sposa. Aveva passata +quasi una settimana alla villa della vedova Nardi, che stava per +diventare sua suocera, ed in quel tempo s'era fatta la richiesta al +Municipio, s'erano presentate le carte necessarie, e Marco ne +riportava le copie a Milano, per riporle fra i documenti di famiglia. + +Salito nel vagone guardò traverso lo steccato la Maria che saliva in +carrozza, svelta ed elegante; nell'oscurità della sera non vedeva che +la linea della persona disegnata dal vestito chiaro. Ma l'aveva nel +pensiero, nel cuore, negli occhi, e gli pareva di distinguere il viso +lungo e delicato, la pelle bianca, i grandi occhi turchini ombreggiati +da ciglia scure, la fronte larga e bassa, ed i bei capelli biondi che +le facevano intorno una frangia di riccioli. + +Non s'amavano d'un lungo amore da romanzo, non erano cugini nè amici +d'infanzia. Un conoscente comune aveva detto a Marco: + +--Dovresti sposare la signorina Nardi. Non è ricca, ma ha una trentina +di mille lire, è semplice, colta, gentile, timida come una bambina +dinanzi agli estranei, ma in famiglia è allegra, schietta e +coraggiosa. E sopratutto è buona; profondamente buona. + +--Non la conosco, aveva risposto Marco. + +--Non conosci quella bionda alta e sottile che incontriamo spesso, +quando siamo a Como, sulla strada di Camerlata in compagnia di una +signora matura, che è sua madre? + +Era la mamma di Marco che prendeva parte al discorso per richiamargli +alla mente la giovinetta. Suo figlio aveva venticinque anni passati; +ella desiderava che si ammogliasse, ed osservava le fanciulle che +incontrava, per cercare una nuora. Quella le era andata a genio; era +anch'essa, come Marco, figlia unica d'una vedova; l'analogia della +situazione poteva essere una causa d'amicizia, un vincolo fra le due +mamme. + +Marco si ricordò infatti quella giovinetta. L'aveva osservata poco; +gli era sembrata una bambina. Ma dopo quel discorso ci pensò, se la +richiamò alla mente, bella, ingenua nella sua gioventù immacolata, e +provò un turbamento al pensare che quella fanciulletta candida la +darebbero a lui, che potrebbe essere sua, vivere con lui nella più +stretta intimità. + +Il giorno dopo gli riesci d'incontrarla che usciva di casa colla +madre; la seguì da lontano, inebriandosi all'idea di possedere quella +bella figurina bionda, che gli altri osavano appena guardare, dinnanzi +alla quale si dovevano studiare delle perifrasi per velare i discorsi +meno che puri, ed evitare ogni parola ardita. La vide farsi rossa +rossa nel salutare un signore che aveva inchinata sua madre, e pensò +che quel rossore verginale egli potrebbe, forse tra poco, baciarlo. + +La signora Bellazio incaricò l'amico, da cui era venuta la prima +proposta, di fare la domanda di matrimonio; le signore Nardi madre e +figlia conoscevano Marco di persona, e la Maria si fece molto rossa +quando sua madre le domandò come lo trovasse. + +Il portatore dell'imbasciata fu incaricato d'invitare i signori +Bellazio a passare una giornata alla villa Nardi presso Gradate; e +Marco vi andò agitatissimo, turbato da mille curiosità, impazienze, +paure. Era già innamorato, e quando ripartì la sera per Milano, non +solo era fidanzato, ma era certo d'essere amato dalla Maria. + + +Erano passate sei settimane soltanto, e Marco tornava un'altra volta a +Milano solo; ma era l'ultima. Fra quattro giorni doveva andare a +Gradate, prendersi la sua bella sposa, e partire con lei per un luogo +qualsiasi; lui solo con lei sola. Quell'amore di due mesi era più +caldo che un amore d'infanzia, che una passione contrastata da anni. +Serbavano tutta la loro freschezza d'impressioni, non avevano esaurita +la gioia di vedersi, di parlarsi, di studiarsi; si promettevano ancora +un mondo di scoperte e di rivelazioni nella conoscenza più intima. +C'era nel cuore di Marco la commozione profonda di chi aspetta una +gioia sicura. Non si impazientava. Si deliziava di pensare a quel +breve passato; di sentire la sua tenerezza, di figurarsi quella di lei +ricordandone le parole, gli sguardi, i rossori; e di pregustare la +felicità che si era assicurata. Era una commozione che lo faceva +piangere, ma anche il piangere gli riesciva dolce. + +Arrivò a Milano tardi. Sua madre era già a letto. S'affaccendava tutto +il giorno fuori di casa, nel nuovo alloggio che avevano appigionato, +per apparecchiare il quartierino degli sposi, accanto al quale s'era +riservate tre stanzette per sè; e quando rientrava nella casa che +stava per abbandonare, era tanto stanca che andava subito a dormire. + +Marco invece era troppo eccitato quella sera per aver sonno. Aprì la +cassetta della scrivania nella quale doveva riporre i documenti di +famiglia che aveva riportati. Pose la sua fede di battesimo in una +busta con quelle de' suoi fratelli e d'una sorella. Erano stati +quattro, ed ora si trovava solo. + +Mise un sospiro, che passò come un soffio lieve sul giubilo del suo +cuore, poi prese una seconda busta, sulla quale era scritto di mano di +sua madre: «Fedi mortuarie.» + +Anche là ce n'erano parecchie, tutte piegate insieme l'una nell'altra +per ordine di data. Marco aperse il piego e si pose a leggerle: +«Alberto Bellazio; morto il 20 gennaio 1873, nato il 2 febbraio 1847.» + +--Aveva ventisei anni, povero Alberto, pensò Marco. Ora ne avrebbe +ventotto, sarebbe già ammogliato; aveva un'amore d'infanzia colla +signorina Montani.... E si figurò quella graziosa donnina giovane alle +sue nozze; invece da parte sua non c'erano altri parenti che sua madre +da invitare. + +Mise da parte quella fede, e guardò l'altra che stava sotto: + +«Elena Bellazio, maritata Villa, morta il 4 luglio 1871, nata il 10 +agosto 1845.» + +--Anche lei aveva ventisette anni, ed ha lasciati quei due bambini +tanto gracili, che il padre dovette andare a stabilirsi in riviera per +tenerli vivi coll'aria e coi bagni di mare. + +La gioia di Marco era offuscata. Il pensiero di quei cari morti che +gli lasciavano tanto vuoto intorno, di quei nipotini la cui vita era +tanto incerta, lo rattristava. C'era ancora una fede da togliere prima +di mettere a posto quella del padre. + +«Vittorio Bellazio morto il 30 settembre 1868, nato il 2 agosto 1843.» + +A ventiquattro anni non ancora compiti. Si moriva tutti tanto giovani +nella sua famiglia! Povera mamma! Di quattro figli ne aveva già +sepolti tre. Ed era stata sola a sopportare quegli immensi dolori. Il +marito l'aveva perduto da tanti anni, quando i figli erano ancora +piccini. Marco non l'aveva neppure conosciuto. Era nato da poche +settimane, quando il padre era morto, dopo sei anni di matrimonio. Sei +anni, povera mamma, e poi venticinque di solitudine. E non s'era +rimaritata, non aveva amato più. Tutti quegli anni di gioventù li +aveva consacrati ai suoi figli... + +Marco rimaneva intento su quella carta, col capo fra le mani, +fantasticando tutto quel passato triste, quelle date funebri che +avevano funestata la sua famiglia; e non poteva scacciarsi dal +pensiero quell'età: ventisette anni. Tutti erano morti prima di +compire i ventotto. E lui ne aveva quasi ventisei. + +Se anche lui avesse dovuto morire fra un anno, fra pochi mesi! E +lasciare la sua sposa vedova, così giovinetta... E magari con un +bambino; un bambino gracile, malaticcio, come i figli della povera +Elena... E condannarla ad una vita d'abnegazione e senz'amore come +quella della sua mamma!.. Oh Dio Dio! Ma perchè morivano tutti. a +quell'età? Che maledizione li perseguitava? + +Lui era sempre stato assente in quelle circostanze. Aveva passati sei +anni in Isvizzera; i particolari delle malattie che gli avevano +portati via tre fratelli li ignorava. Ma doveva essere una soia +identica malattia; una triste eredità di famiglia. + +Impaziente, nervoso, frugò ancora fra le carte, e tirò fuori le +dichiarazioni mortuarie del medico, delle quali sua madre aveva +serbate le copie. + +«Tisi polmonare. Tubercolosi. Tisi galoppante...» + +Marco s'era fatto pallidissimo, fino le labbra erano bianche. Tremava +tutto, aveva le mani diaccie, ed un infinito abbattimento lo invadeva +come se stesse per morire. + +--La tisi non perdona. Io pure dovrò andarmene come i miei fratelli. +Questo pensiero si formulò nel cervello di Marco come una verità +accertata, indiscutibile. Gli pareva impossibile di non averlo saputo +prima. Era alto e sottile; era magro anzi. Ecco perchè sua madre non +gli aveva mai voluto parlare delle malattie de' suoi poveri morti. + +Gli diceva che quel discorso la rattristava troppo. Ma invece, era per +non impensierir lui, che lo sfuggiva. E suo padre pure era morto prima +dei ventotto anni, d'una malattia di languore, diceva la vedova. +Doveva essere lo stesso male che si era riprodotto nei figli. Marco +esaminò le dichiarazioni mediche che rimanevano, spiegazzando le carte +con mano febbrile. Anche il padre era morto di tisi polmonare. + +Marco ripensò i bambini di sua sorella pallidi e biondi, colle manine +lunghe o la vocina esile.--Così sarà tutta la nostra generazione. La +mia, perchè quei bambini non vivranno tanto da procreare altri +infelici... + +Tutti i sogni ridenti che aveva portati da Gradate erano dileguati; +pareva che gli avessero steso dinanzi un velo nero fitto. + +Vedeva sè stesso debole, steso in una poltrona, e la sua bella sposa +dimagrita, curva sulla culla d'un bimbo moribondo, in una casa +malinconica... + +Piangeva un pianto silenzioso, desolato; piangeva la sua salute +perduta, le sue speranze morte, il suo amore... + +--Dovrò confessar tutto alla Maria ed a sua madre. Non voglio +ingannarle. In coscienza non potrei farlo. Se accetta di dividere la +mia vita di sventura... + +Quella scena triste tornò a passargli dinnanzi al pensiero; e la Maria +era vestita a bruno, ed il bimbo moriva... + +--Se accetta? Ma son io che non debbo accettare il suo sacrificio. Son +io che debbo rinunciare a sacrificare una povera giovane, a mettere al +mondo dei bimbi malati, ad eternare la disgrazia che pesa sulla mia +famiglia... + +Sonò il tocco dopo mezzanotte. Alla metà di settembre le nottate +cominciano ad essere fredde. Marco sentì un brivido percorrergli le +reni, ed un impeto di tosse gli scosse un momento il petto. Crollò il +capo, come per dire: «Ecco, sono andato.» + +Poi prese un foglio di carta e si mise a scrivere. La penna scorreva, +scorreva nervosamente, le righe si coprivano con grande rapidità, ed +intanto i singhiozzi lo scotevano tutto, e tratto tratto qualche +lagrima cadeva sul foglio. Si asciugava gli occhi perchè non ci vedeva +più, e tirava via a scrivere, a scrivere. Era un addio disperato, +tragico, alla sua sposa. Non doveva vederla più, ed esser forte. La +sua coscienza glielo comandava; voleva obbedire coraggiosamente, pel +bene di lei. Poi cominciava a dirgliene la ragione. E si fermava a +piangere su quelle morti immature, su quelle tombe, e s'inteneriva, e +s'abbandonava a ricordare i suoi sogni di felicità svaniti per sempre, +a fare grandi proteste d'amore e di devozione malgrado tutto, fino +alla morte, alla sua morte solitaria... + +Traverso i vetri chiusi della finestra si vedeva già il bianco +dell'alba che non pareva ancora luce, e Marco non aveva finito di +scrivere, e piangeva sempre. Continuò ad accumulare le pagine, triste, +desolato, ed ogni volta che la brezza mattutina, gli dava un brivido, +provava come il terrore della morte. + + +Quando, più tardi, entrò nella camera della sua mamma, la povera donna +fu impaurita, tanto era pallido in viso, cogli occhi cerchiati e +profondamente mesti. + +--Che cosa ti accade, Marco? Per carità! gridò balzandogli incontro. + +Egli si lasciò andare come morto sopra una sedia, e cedette ancora ad +un impeto di pianto. Poi, facendosi forza, vergognoso di quell'atto di +debolezza, si asciugò gli occhi, cercò di rinfrancare la voce, e +disse: + +--Non è nulla, mamma; non istò male per ora; soltanto, sento una +sensazione di freddo in mezzo alle scapole, ed ho un po' di tosse... + +La mamma si fece bianca bianca, ed un'espressione di inesprimibile +angoscia le alterò il volto. Aveva udite tante volte quelle parole! + +--Ma da quando hai la tosse? domandò tutta tremante. Da quando ti è +venuto questo male? + +--Chi lo sa? È il nostro male di famiglia; ne portiamo il germe +nascendo... Ma questo non importa, soggiunse Marco sedendo accanto +alla signora Bellazio, che a quel discorso era caduta sulla sedia in +una profonda desolazione. Non importa ch'io viva qualche anno più o +meno. Quello che mi affligge è di non averci pensato, avanti di +contrarre un'impegno colla Maria... Io non ho diritto di prender +moglie per trasmettere ai figli la disgrazia che ha colpiti tutti +noi... + +E le disse la sua risoluzione, tornando a commuoversi. + +--Staremo fra noi, mamma. Mi assisterai tu come hai assistiti gli +altri, ed almeno non avremo rimorsi... + +Le preghiere, le persuasioni della madre non valsero a nulla; era così +convinto di dover morire che si sentiva già staccato da tutto; +studiava in sè i sintomi del male, e vedeva coll'immaginazione il +quadro della sua fine. + +Tutto quello che la signora Bellazio potè ottenere fu che non +prendesse una risoluzione prima d'aver parlato col medico. + +Lei non poteva credere che Marco fosse malato. + +--Sei sempre stato forte, andava ripetendo. È la prima volta che dici +d'aver la tosse. E poi, non rassomigli a nessuno de' tuoi fratelli, nè +al babbo, poveretto. Rassomigli a me che sono robusta. Ma che! Ma che! +Tu non hai nulla... + +Il tempo incalzava. Si chiamò il medico il giorno stesso; il dottor +Andreoni, un vecchio che aveva assistiti tutti i figli ed il marito +della signora Bellazio. Egli fece una lunga oscultazione, esaminò il +giovane minutamente, e si mostrò soddisfatto del suo stato. + +--Non solo non ha la menoma lesione ai polmoni, disse, ma non ha +nessuna disposizione ad averne. Ha un bel torace ampio, e +l'apparecchio respiratorio non potrebbe essere meglio costituito. Stai +di buon animo, figliolo. Potrai morire di qualsiasi male, perchè tutti +si muore, ma non morrai di tisi. + +La signora Bellazio piangeva di gioia a quelle parole. E Marco pure +parve rassicurato. Soltanto disse che aveva ricevuto una scossa, che, +qualunque ne fosse la causa, pel momento non si sentiva bene. E senza +mandare quella lettera disperata che aveva scritta, volle ad ogni +costo che si differissero le nozze per qualche tempo, finchè egli non +si sentisse completamente ristabilito in salute. + +La signora Bellazio andò in persona a Gradate il giorno stesso per +evitare che si facessero gli ultimi apparecchi; espose le circostanze +che avevano inquietata pel momento la coscienza delicata di Marco, ed +ottenne dalla signora Nardi, non solo una facile adesione, ma una +vivissima approvazione per quella misura di prudenza, che mirava a non +esporre sua figlia ad un matrimonio disgraziato. Le due vedove si +separarono amichevolmente: + +--I ragazzi sono giovani, conclusero; quando Marco sarà guarito, se la +Maria sarà ancora libera, si riuniranno. + +In casa Bellazio si riprese la solita vita. Da circa un anno, Marco +aveva ottenuto il posto di direttore meccanico in una grande officina. +Passati quei giorni di turbamento, ricominciò ad uscire il mattino pe' +suoi lavori, ed a passare la giornata fuori. Era taciturno, e questo +faceva meraviglia perchè aveva un carattere naturalmente sereno ed +espansivo. Ma sua madre attribuì quella malinconia all'allontanamento +della sposa, alle speranze che aveva lasciate svanire, e non gliene +parlò. Alla fine di settembre madre e figlio andarono ad abitare il +nuovo alloggio preparato per gli sposi; ma la sposa non c'era, e +l'inaugurazione del quartierino elegante fu tutt'altro che festosa. La +camera nuziale rimase chiusa, e Marco si fece mettere un letto nello +studio, una stanzetta piccola dove stava rinchiuso tutte le ore che +non erano reclamate dalle sue occupazioni fuori di casa, assorto in +lunghe letture. + +Sua madre avrebbe preferito di passare la sera in compagnia, o di +vederlo andar fuori e divertirsi; ma egli rispondeva sempre: + +--Questa sera non ho voglia di parlare; preferisco leggere un poco; +sarà per domani, mamma. Ma il domani di star allegro e di divertirsi +non veniva mai. + +--Non ti senti bene? domandava spesso sua madre. Ma egli la +rassicurava: era soltanto un po' stanco... E lei confidava che col +carnevale tornerebbe allegro, e si riprenderebbero le relazioni colle +signore Nardi. + +L'ottobre passò uggioso a quel modo. Neppure l'ora del piccolo pranzo +di famiglia, che altre volte era tanto animata dalle ciarle di Marco, +dalle sue dimostrazioni affettuose verso la mamma, dalle loro +discussioni sulla musica, sull'esposizione di Brera, sulle mode, sulle +nuove pubblicazioni, ora era silenziosa e triste. Marco mangiava poco +e distrattamente, ed appena aveva finito, pigliava un giornale o un +libro per aspettare il caffè, poi se ne andava nella sua camera. + +Qualche volta la signora Bellazio lo pregava di accompagnarla a +teatro. «Al Manzoni c'era la compagnia Pietriboni che dava una nuova +commedia di Ferrari. Al Dal Verme c'era l'opera semiseria con artisti +buoni...» Marco non si faceva pregare; ma rimaneva tutta la serata in +fondo al palco, senza prestare la menoma attenzione allo spettacolo. + +In novembre il dottor Andreoni, che andava qualche volta a passare la +sera colla signora Bellazio, le disse: + +--Che cos'ha Marco? Questa mane l'ho incontrato; era un po' abbattuto, +e serio serio. Ha in mente ancora quella malinconia della tisi? + +--No, rispose la madre. Dice che non ci pensa più; ma di certo ha +cambiato carattere dopo che ha mandato a monte il matrimonio. + +--Cerchi di ravvicinarlo alla sposa. Dacchè è rassicurato sulla sua +salute, non c'è più ragione che rinunci a' suoi disegni. L'amore della +sposa, il cambiamento di vita, l'orgasmo delle nozze, gli faranno del +bene. Non mi piace quella tristezza. + +La signora Bellazio ne parlò al figlio: + +--Ora che sei persuaso di non essere ammalato, perchè non vai a fare +una visita alle signore Nardi che sono tornate in città? + +--Non mi pare il caso, rispose Marco. Dacchè abbiamo rotto il +matrimonio... + +--Rimandato soltanto, a tempo indeterminato; e fra noi non c'è stato +nessun dissapore. Temevi per la tua salute, hai preso tempo a +riflettere. Ora stai bene, la tua affezione è sempre la stessa per la +Maria, mi figuro. È naturale che tu ritorni a lei. + +--È ancora troppo presto, disse Marco. E poi, non si sa che +impressione abbia fatto sulla Maria il mio distacco. Preferisco +incontrarla in società, vedere prima come si contiene, se si mostra +risentita, se ha cambiato pensiero... + +Ma in società Marco non ci andava. Diceva sempre che era stanco, che +aveva da scrivere, e differiva di volta in volta. Si faceva sempre più +misantropo. + +Il dicembre fu molto rigido. Ci furono delle grandi nevicate che +rendevano le contrade quasi impraticabili. Andando all'officina, dove +per la fine dell'anno si dovevano fare delle riforme e degli +ingrandimenti, Marco si prese un'infreddatura, che lo obbligò a stare +qualche giorno a letto. La signora Bellazio fece subito chiamare il +medico, e quando questi entrò in camera, Marco disse: + +--Ci siamo, dottore; ora comincia la tosse. + +--E domani finirà, rispose il medico ridendo; poi, dopo averlo +visitato, soggiunse: + +--Ti sei buscata una bronchite; leggera, ma che ti farà stare a letto +una settimana. + +Marco sorrise con aria incredula, e non rispose. + +Dopo cinque o sei giorni si alzò, ma sempre più triste. Il dottor +Andreoni lo trovò seduto in una poltrona colle mani pendenti, il capo +chino, un'aria da vittima rassegnata, come se fosse stato infermo +tutta la vita. Gli applicò il termometro sotto l'ascella, lo esaminò, +poi disse: + +--Sei guarito; abbiti un po' di cura per alcuni giorni ancora, e non +c'è altro. Sta di buon animo. + +--Sì, sì, sono guarito; ripetè Marco col solito piglio incredulo. + +--Perchè lo dici a quel modo? Cosa ti senti? + +--Nulla mi sento. Sto benissimo. Fra sei mesi starò anche meglio. Non +vede come ingrasso? E mostrò le sue mani, che infatti, da qualche +tempo, erano smagrite, como tutta la sua persona. + +--Sfido! Se non mangi... + +--Si mangia a seconda dell'appetito che si ha, e si ha appetito a +seconda della salute. + +--Ma la salute, mio caro, dipende anche molto dalle disposizioni +d'animo in cui viviamo. Tu, da un pezzo in qua, ti dai alla vita +solitaria, alla malinconia. Se credi che questo regime ti giovi... + +--Caro dottore; io non sono più pauroso d'un altro. La morte non mi +spaventa; ma ammetterà che la prospettiva di finire come i miei poveri +fratelli, di lasciar qui la mamma sola, dopo averle straziato il cuore +con una lunga malattia, non è fatta per mettermi di buon umore. + +--Ma dove la vedi questa prospettiva? domandò il medico; t'assicuro +che sei forte, che stai benissimo. + +Marco mostrò parecchi trattati di medicina che aveva sulla scrivania, +e che da qualche tempo erano diventati i suoi libri prediletti, e +disse: + +--Questi sono più sinceri di lei, dottore; mi dicono la verità che lei +vorrebbe nascondermi, e mi fanno bene, perchè mi preparano +all'avvenire che mi aspetta. + +Il dottore si trattenne a lungo a discorrere con lui; gli espose +minutamente il suo stato di salute, la sua costituzione, quali gli +risultavano dalle ripetute visite, precisamente come avrebbe fatto con +un collega chiamato in consulto. Ma Marco gli rispondeva colla solita +ragione del male ereditario. Quell'idea gli si era fitta in mente con +una forza spaventosa, e gl'impediva di apprezzare qualsiasi argomento +in contrario. + +I giorni passarono, venne il gennaio, cominciarono le feste del +carnevale, e Marco continuava a stare in casa come un convalescente. +Quando gli dicevano di uscire rispondeva che faceva freddo, che il +tempo era umido, e rimaneva per lunghe ore immobile nella poltrona, e +guardava fuori dalla finestra con certi occhi da moribondo che saluta +la luce, che faceva veramente pietà. + +Il medico cominciò a mettersi in pensiero seriamente. + +--Se vai di questo passo, ti ammalerai davvero, gli diceva. + +Ma tutto era inutile, e Marco dimagrava visibilmente. + +Sul finir di gennaio il dottor Andreoni prese a parte la signora +Bellazio e le disse: + +--Mia cara signora, bisogna assolutamente che quel ragazzo cambi modo +di vivere, se non vuole ammalarsi. Sono quattro mesi che si sta +crucciando con un'idea penosa; è dimagrato, e quella malinconia +potrebbe procurargli il male che teme. + +--Ma cosa posso fare? domandava la povera donna piangendo; ho tentato +ogni mezzo, gli ho proposto di viaggiare, ho invitati i suoi amici, +l'ho obbligato ad accompagnarmi fuori; ma, con chicchessia e dovunque, +la sua tristezza non lo abbandona mai. Cosa posso fare, mio Dio? + +--Cerchi di persuaderlo che non ha nessun male, che non ha +disposizione alla tisi; non c'è altro. Infatti non ci ha disposizione, +glielo assicuro io in coscienza. + + +Dopo un lungo colloquio col medico, che passò una parte della serata +con lei, la signora Bellazio entrò da Marco, pallida ed abbattuta, +cogli occhi ancora rossi, ed un gran peso sul cuore. Era una scena +desolante. Avere in sè la certezza che il suo ultimo figlio era sano, +che avrebbe potuto vivere, e vederlo spegnersi volontariamente per un +pensiero ostinato, vederlo andare incontro alla morte straziante de' +suoi poveri fratelli, era una tortura, per quella madre già tanto +sventurata. + +Eppure in quel momento era evidente che un'altra agitazione la +turbava. Lottava con sè stessa. Sentiva d'avere un dovere da compiere, +e non ne aveva la forza. + +Un momento s'accostò al figlio, e susurrò: «Senti, Marco;» poi le +mancò il coraggio di proseguire; una timidezza invincibile le +strozzava le parole in gola. Quello che doveva dire era troppo +difficile. + +Sull'imbrunire, rinfrancata dalla penombra che la avvolgeva come in un +velo, cominciò: + +--Senti, Marco; debbo dirti una cosa... + +Ma quand'egli le alzò in viso i suoi occhioni indifferenti con +un'aspettazione senza interessamento, si intimidì un'altra volta, e +soggiunse fremendo: + +--No; non posso. Vi sono delle confessioni difficili; troppo +difficili, per una povera donna. + +Andò fin sull'uscio per ritirarsi nella sua camera, poi tornò +indietro, nervosa, eccitata, ed esclamò: + +--E tuttavia non posso lasciarti passar la notte così. Da' retta, tu +non sei malato, non puoi esserlo; capisci che non puoi esserlo; +capisci che non puoi? Che sono io che te lo dico? + +--Tu ne sai di molto, rispose Marco, col suo sorriso rassegnato. Lo +dici oggi perchè l'avrai udito dal medico. Ma se non è oggi sarà +domani. Quando si è di quel ceppo.... + +--Ma se _non sei_ di quel ceppo! gridò la povera donna, nascondendosi +il volto fra le mani e scoppiando in singhiozzi. + +--Mamma!... esclamò Marco balzando in piedi. + +Ma la vide in una convulsione di pianto, avvilita, vergognosa, e non +osò dir altro. + +Ella rimase un momento, forse aspettando una interrogazione +conciliante sulla colpa che confessava, poi uscì sempre piangendo e +senza scoprirsi il volto. + + +Marco non ebbe il coraggio di trattenerla. Provava un'ignota +sensazione di vergogna come se il colpevole fosse stato lui. Ad un +tratto si sentì travolto in tutt'altro ordine di sentimenti e d'idee. +Il germe del male di famiglia non c'era; non potè pensarci più. Ma +sentì un'onta pesargli addosso, come un nemico da combattere, e tutto +il suo sangue si mise a ribollirgli nelle vene. Non era debole, non +era malato, ed aveva un avvenire dinanzi a sè. Sentì di dover agire, +ed il primo pensiero che gli si affacciò alla mente fu per sua madre. + +L'aveva vista piangere di vergogna, e ne sentiva una grande pietà. +Avrebbe voluto andare ad abbracciarla, a dirle che comprendeva quanta +abnegazione doveva esserle costata la rivelazione di quel segreto; che +quell'atto di lealtà espiava molto; che l'amava sempre, che voleva +perdonarle. Pensava delle scuse per lei; la sua gioventù, l'infermità +del marito, forse un matrimonio contratto senza amore; ma al momento +d'avviarsi gli mancò il coraggio. + +Dacchè era al mondo, era avvezzo a trattarla con tanto rispetto, che +gli sarebbe sembrato d'insultarla facendo allusione a quanto lei aveva +confessato. Era un argomento di cui non era possibile parlare fra +loro. Non avrebbe osato neppure di rivederla per qualche tempo; +sarebbe bastato che i loro occhi si fossero incontrati, per +confonderli e farli arrossire tutti e due. + +Si diede a pensare seriamente che cosa potrebbe fare. + +Dopo quella rivelazione le cose erano mutate per lui. Il patrimonio +del signor Bellazio non gli apparteneva. Egli poteva, per salvare +l'onore di sua madre, portarne il nome, ma non voleva appropriarsene +il denaro. Quando aveva domandata la mano della Maria era quasi ricco; +ora possedeva soltanto il suo impiego e poche migliaia di lire +guadagnate nella sua brevissima carriera da ingegnere, e che aveva già +spese in parte per addobbare la sua nuova casa. + +--Se mi ama davvero, questo non dovrebbe cambiare le sue risoluzioni, +pensò. E stabilì di andare dalle signore Nardi la mattina seguente. + +Quanto a sua madre, non si sentiva la forza di rivederla pel momento. +Scrisse un biglietto: + + «Mamma cara, + +«Perdonami se vado via per alcuni giorni senza salutarti; e consolati +nel tuo cuore amoroso, pensando che sono guarito dalle ubbie che mi +tormentavano, + +«Vado dalle signore Nardi. Le mie circostanze sono un po' mutate. Non +so se la sposa che avevo scelta quando mi credevo ricco s'accontenterà +ora d'un povero giovane senza patrimonio. + +«Perchè sai che non ne ho, non posso averne. L'usufrutto appartiene a +te, e la proprietà della sostanza Bellazio spetta ai figli della mia +povera sorella. + +«Ho fede nell'affezione e nella generosità della Maria, e credo che il +matrimonio si farà egualmente e presto. In tal caso accompagnerò +quelle signore a Gradate, perchè desidero di maritarmi quietamente in +campagna, e poi anderò a fare un breve viaggio per aspettare il giorno +delle nozze. Allora ci rivedremo, mia cara mamma, e vivremo sempre +uniti, nel nostro bel quartierino, che la tua bontà ci ha preparato, e +dove la camera nuziale non sarà più chiusa. Parleremo dell'avvenire +che ci aspetta, soltanto dell'avvenire; e saremo tutti felici. Tu pure +sarai felice, mamma cara e venerata sempre. + + «_Il tuo_ MARCO.» + + +Quando la mattina volle consegnare la lettera alla cameriera, da +rimettere a sua madre appena si fosse svegliata, gli fu risposto che +la signora aveva dovuto uscire di buon'ora, ed aveva lasciato nella +sua camera un'imbasciata per lui. + +Marco entrò subito nella camera di sua madre, e trovò infatti un +biglietto sulla scrivania diretto a lui. + +--«Non posso assistere alle tue nozze, scriveva la povera donna, nè +vivere, come avevo sognato, presso di te. Non si può illudersi che il +male non si espii presto o tardi; e questa è la mia espiazione. Vado a +Nervi presso i bambini della povera Elena, e se il loro babbo mi +vorrà, rimarrò con loro. Posso sperare almeno che tu mi scriva?» + +L'umiltà di quella lettera fece male al cuore buono di Marco. Ma egli +non potè a meno di approvare quella separazione. + +Erano appena le nove, e sarebbe stato impossibile andare a quell'ora +in casa Nardi. Impiegò il tempo che gli rimaneva da aspettare, a +scrivere una lettera a sua madre, invece di quella che aveva +preparata. Le notificò la sua risoluzione di rinunciare al patrimonio +Bellazio, ed aggiunse dei rimpianti per la sua lontananza e delle +espressioni affettuose, molto al disotto però della tenerezza +vivissima che provava in quel momento per lei. Temeva che qualsiasi +manifestazione insolita potesse parere un'allusione alla confessione +ricevuta, e si trattenne per non dir troppo. + +Dalle signore Nardi, Marco trovò facilmente il modo di spiegare come +si fossero dissipati i dubbi che lo tormentavano circa la sua salute. +L'assicurazione ripetuta del medico dopo un'osservazione di quattro +mesi, era più che sufficiente a persuadere chiunque della sua buona +costituzione. Ma fu imbarazzato per addurre una ragione soddisfacente +del suo improvviso cambiamento di stato. Non c'era tempo da pensarci +su, e dovette appigliarsi al solito pretesto delle speculazioni mal +riescite. Gli era rimasto soltanto un piccolo capitale, che aveva +sacrificato per fare una rendita vitalizia a sua madre, affinchè +potesse godere le agiatezze alle quali era avvezza.... + +Se si fosse trattato di persone più cupide ed esperte di affari, +sarebbero forse nate discussioni sulla legalità della cosa. Ma la +Maria era innamorata, e non badava ad altro; e la madre, vedova +anch'essa, approvò di buon grado quello che un figlio devoto aveva +fatto per un'altra madre vedova. Del resto gli sposi, tra tutti e due, +potevano mettere insieme circa dieci mila lire all'anno; Marco era +avviato in una buona carriera e la sua condizione prometteva di +migliorare sempre; era ancora un discreto partito. Quelle ragioni +d'interesse spiegarono anche l'allontanamento improvviso della signora +Bellazio. Certo fra lei ed il figlio c'era stata qualche discussione +che, per quanto accomodata, lasciava un lieve screzio, e li faceva +desiderare di non far casa comune. + +Le nozze, il viaggio, quelle prime sorprese della felicità, +assorbirono talmente Marco, che non ebbe testa di pensare a nulla. +Mandò due telegrammi a Nervi, nei quali non faceva che dare nuove +ottime di sè e della sposa, e sfogare la sua gioia. Fu soltanto al +ritorno, coll'animo più tranquillo, che cominciò ad avvedersi d'un +grande riserbo nelle lettere di sua madre. + +Erano scarse e brevi; parlavano pochissimo di lei, e più dei bambini, +che crescevano sempre bellini e gracili. Marco aveva risentita tanta +riconoscenza per l'abnegazione, con cui quella povera donna, ch'egli +avrebbe onorata sempre come una santa, s'era avvilita con una +confessione tanto penosa, pur di rassicurarlo sulla sua salute, che +non capiva come mai ella non gli tenesse conto di tanta gratitudine e +di tanta indulgenza. Dal canto suo la madre, in quella prima lettera +di Marco, dove anche le parole di perdono e d'amore erano tenute nei +limiti del linguaggio abituale, per timore d'offenderla con +un'allusione al suo errore, aveva trovata una freddezza, che non la +faceva pentire di certo della sua confessione eroica, ma gliela faceva +considerare mal compensata. + +Ella si andava ripetendo la vecchia storia di Cristo e della Maddalena +che ha incoraggiati tanti errori, e imbaldanziti tanti colpevoli, e +pensava che Marco era stato crudelmente severo verso di lei, che gli +aveva consacrata tutta la vita. Quel rifiuto del patrimonio non +l'aveva preveduto, e la crucciò profondamente. Avvezza ad una vita +molto agiata, le pareva che Marco dovesse patire delle privazioni. E +d'altra parte, a che titolo poteva insistere perchè accettasse quel +danaro? Non osò parlarne; non osò neppure mandare il dono di nozze che +aveva preparato per la sposa; tutti i suoi gioielli nuziali rilegati a +nuovo. Era ancora una ricchezza di casa Bellazio; la respingerebbero +di certo, e lei fremeva al solo pensiero di quell'affronto. + +Dal canto suo Marco diceva: + +--Povera donna. Nell'impeto dell'affetto materno la sua coscienza le +ha strappato quella confessione: ma ora rimpiange l'aureola d'onestà +che ha dovuto sacrificarmi, e nel suo orgoglio offeso non mi perdona +d'averla involontariamente obbligata ad un'umiliazione. + +Finirono per credere ciascuno ad un risentimento che in realtà non +esisteva nell'altro. Cioè, esisteva, sì, nell'animo di Marco, un +immenso rammarico per quella colpa della madre. Come mai aveva +offuscata la sua bella riputazione di donna onesta? E chi era +quell'uomo? Ci pensava con fastidio, e non avrebbe voluto conoscerlo. +Non gli perdonava d'aver avvilita sua madre. E quel povero marito +malato, debole, condannato ad una morte immatura, e, per colmo di +sventura, tradito, prendeva nel suo cuore generoso il posto del padre +che disprezzava. Di tutto questo si era proposto di non lasciar +trasparire nulla alla sua povera mamma, e di perdonare, di perdonar +tutto, di gettare un velo sul passato, ricordandosi soltanto la sua +lunga vita di solitudine e di dolore e di devozione materna. + +Ma la freddezza di lei inasprì il suo giudizio, ed egli finì per +pensare: + +--Infine, se si allontana da me, se non vuol vivere colla mia sposa +onesta, vuol dire che sa di non meritarlo, o che non mi ama quanto io +credevo. + +E rivolse tutto il suo affetto alla propria famiglia, la quale andò +d'anno in anno aumentando d'un piccolo essere, che reclamava un +grandissimo posto nel suo cuore e ne' suoi pensieri. + +Quando i bambini furono quattro, e la Maria, un po' stanca, sentì il +bisogno d'un aiuto, Marco non osò pregare sua madre di venire a vivere +in casa sua. S'era allontanata di sua volontà, non gli aveva fatto +neppure una visita in sei anni; non conosceva nessuno de' suoi figli; +non lo amava più. Egli diceva fra sè: + +--Accade alle volte che una donna onesta, trascinata in fallo da un +momento di passione, prenda in uggia il figlio che le ricorda +quell'ora vergognosa della sua vita. Io poi, che fatalmente dovetti +saper tutto.... + +Fu la madre di sua moglie che andò a vivere con loro per assistere la +Maria nelle sue cure materne. + +Marco provò un momento d'imbarazzo quando dovette annunciare alla +signora Bellazio quella novità. Due volte cominciò una lettera su +quell'argomento, ma non gli riescì di concluder nulla. Finì per dire +la cosa semplicemente, come una circostanza secondaria in una lettera +delle solite, senza mostrare di darci maggior importanza. + +«Mia suocera, che in causa dei bambini è venuta a vivere in famiglia +con noi, m'incarica di unire i suoi saluti affettuosi ai nostri....» + +La risposta, sebbene molto ritardata, era piena di malinconia. La +mamma ritrovava tutta la sua tenerezza. «Si struggeva di vedere Marco. +Sapeva che la vita attiva lo aveva fortificato, che era anzi sulla via +d'ingrassare. Il medico glie lo aveva scritto. Le era riserbata quella +gioia dopo tanti dolori, di sapere che suo figlio vivrebbe lungamente, +sano, con una famiglia rigogliosa. Oh quanto desiderava di vederla +quella famiglia, quanto!» + +Marco, nel segreto del suo studio, pianse su quella lettera della +madre. «Ella si teneva in corrispondenza col medico per essere +informata della sua salute, povera donna. Egli l'aveva accusata a +torto di non amarlo. Non era che il sentimento della sua umiliazione +che la teneva lontana.» + + +Marco non aveva mai avuto bisogno di cure mediche in quei sei anni. +Aveva un florido appetito, digeriva senza avvedersene, dormiva bene, +resisteva alla fatica; il suo umore era sereno ed uguale, i suoi nervi +tranquilli. La Maria, nei lievi incomodi delle sue crisi materne, +aveva desiderato d'essere assistita dal suo medico di famiglia, che +più tardi aveva curati anche i bambini nelle loro piccole malattie. + +Il vecchio medico Andreoni era stato lasciato da parte. Marco lo aveva +incontrato qualche volta qua e là, ma aveva appena scambiate poche +parole, e l'aveva lasciato senza invitarlo a visitare sua moglie. Gli +rimaneva un resto d'imbarazzo per la scena della sua tisi supposta; +non sapeva in che termini la signora Bellazio gli avesse spiegata la +guarigione di quell'idea fissa. Temeva che sapesse tutto, perchè +godeva da anni la confidenza della famiglia. Ed il dottore era tanto +vecchio, e d'un'onestà così esemplare e riconosciuta, che Marco si +trovava male dinanzi a lui, pensando che forse giudicava severamente +sua madre. + +Ma, al ricevere da lei quella lettera affettuosa, provò un gran +desiderio di rivedere il vecchio amico della sua famiglia. Dacchè sua +madre gli scriveva, e riceveva da lui le informazioni sulla salute del +figlio, era certo ch'egli la teneva sempre nella stessa +considerazione, e non sapeva nulla. + +Non osò andarlo a trovare dopo tanto tempo, ma frequentò il circolo +politico dove l'aveva incontrato qualche volta, sperando in una +combinazione fortunata. Sgraziatamente la combinazione non capitò, e, +domandando ad un conoscente, seppe che il dottor Andreoni era +ammalato. + +Allora non esitò più, ed andò a vederlo. Non era una malattia grave; +era un accesso di podagra che impediva al vecchio quasi ottuagenario +di uscire di casa. La vista di Marco gli fece un piacere vivissimo. +Gli strinse le mani, tanto commosso, che alla prima non potè parlare; +poi gli disse: + +--Dammi un buon bacio, figliolo; e raccontami come stai e cosa fai. + +Marco lo informò della sua situazione, della sua famiglia, di tutto. + +--Cinque bambini! esclamò il vecchio. Daranno molto da fare alla tua +sposa. + +--C'è la sua mamma che l'aiuta, disse Marco un po' imbarazzato. + +--Ma non vive con voialtri, osservò il vecchio, + +--Sì, da qualche mese facciamo casa comune; appunto per i bambini.... + +--Ah! Era il posto della tua povera mamma, quello! sospirò il medico. + +--Ma quegli altri due laggiù che sono orfani, hanno tanto bisogno di +lei, s'affrettò a rispondere Marco. + +--È vero, è vero, soggiunse il medico. E la tua salute come va? Ci hai +più pensato alla tisi? + +--Che! Non ci ho disposizione; disse Marco. Ora ingrasso davvero. E +poi ho fatte le mie prove. Capirà che la direzione d'un'officina così +vasta non mi lascia molto riposo. Alle volte mi tocca di salire venti, +trenta chilometri al giorno, in montagna, per vedere dei materiali; +non posso badare nè al sole nè all'umidità; eppure non ho mai avuto +una tosse. Sono refrattario. + +--E non hai paura che quel male si sviluppi? + +--Che! È stata un'impressione giovanile. Ero appunto nell'età in cui +sono morti tutti i miei. Ma ora l'ho passata quell'età, e di parecchi +anni, purtroppo. + +--Quanti anni hai? + +--M'avvio verso i trentatrè, + +--Dunque ora sei sicuro. Ed il medico continuò a parlargli di +quell'argomento. Gli narrò molti casi, di famiglie colpite da una +malattia ereditaria, nelle quali poi il contagio s'era arrestato per +non ripetersi più per molte e molte generazioni. Del resto Marco non +ci pensava più da un pezzo, ed anche indipendentemente dalla ragione +suprema che gli aveva data sua madre, non capiva come mai avesse +potuto lasciarsi impressionare a quel modo. + +Quando si alzò per congedarsi, il vecchio gli disse: + +--Non permetterai che, quando potrò uscire, io venga a conoscere la +tua signora? + +Marco accolse quella domanda con gioia; provava un vero sollievo a +quel ravvicinamento. Infatti, circa due settimane dopo, il dottor +Andreoni andò in casa Bellazio, si fece subito amico colla Maria e +volle vedere tutti i bambini che trovò belli e floridi. Più li +esaminava e più si metteva di buon umore. + +--Che toraci! esclamava, e che organi vocali! Questo deve rassicurarti +sullo stato dei loro polmoni. + +Marco sorrideva di compiacenza. Aveva infatti la calma serena d'un +uomo felice. + +--Se li vedesse tua madre! disse il medico. Una nube passò sulla +fronte di Marco. Forse quella stessa salute di lui e dei figli, non +farebbe che richiamarle il ricordo vergognoso della loro origine. + +Intanto le nuove di Nervi erano consolanti a proposito dei nipotini di +Marco. L'aria marina aveva rifrancata la loro costituzione debole. La +ginnastica, un buon regime igienico, avevano contribuito a risanarli. + +Tutti e due avevano scelta la carriera militare, e si disponevano ad +entrare in un collegio dì marina. + + +Una mattina Marco ricevette un biglietto dal dottor Andreoni che lo +pregava di recarsi da lui, e vi corse subito. + +--Non sono venuto io da te perchè avevo bisogno di parlarti da solo, +disse il vecchio appena lo vide entrare. Aveva un'aria assai grave, e +Marco si impauri. + +--La mamma è ammalata? domandò ansiosamente. + +--No, figliolo. Tua madre è sana e forte, ed è lei che ha trasfuso in +te quell'onda di sangue puro che ti ha salvato. + +Marco chinò il capo, e non disse nulla. + +--Sicuro, ripigliò il medico. Lei, lei sola, capisci? + +L'imbarazzo di Marco cresceva. Cosa voleva dire quell'allusione? Alzò +gli occhi imbarazzato, un po' severo, come per far comprendere al suo +vecchio amico che quel discorso era indiscreto. Ma il dottore +continuò: + +--Al suo sangue robusto devi la tua salute fisica; ed al suo cuore +generoso ed eroico, devi la tua salute morale. + +Tacque un minuto, guardando il giovine onestamente negli occhi, poi +vedendolo turbato e commosso soggiunse: + +--Ti ha ingannato! È sempre stata la più onesta delle mogli, adorava +il suo povero marito, ed adora te, perchè sei tutto quanto le è +rimasto di lui. + +Marco si alzò con impeto, tutto pallido e tremante come per correre ad +abbracciare sua madre. Poi si gettò al collo del vecchio, e rompendo +in un pianto convulso esclamò: + +--Oh, dottore! Mi dica che è vero! + +--L'ha immaginato lei, nella sua disperazione quell'inganno pietoso. +Me lo disse più tardi, ed io non potei che approvarlo, dacchè ti aveva +guarito dall'idea fissa che ti perseguitava; ma non sapevo che dovesse +costarle tanto dolore, nè durar tanto. Speravo che tu la richiamassi, +e che avreste continuato a vivere insieme fino al giorno in cui, +vedendoti rassicurato, ella potesse giustificarsi con questa lettera. + +E gli porse una lettera suggellata. Marco l'aperse, e, traverso le +lagrime che gli velavano gli occhi, lesse: + +«Figlio mio, legittimo e caro: + +«Il medico mi dice che, se non riesco a rassicurarti sulla tua salute, +la tua vita e la tua ragione sono in pericolo. + +«Finora non vissi che per te, ti sacrificai la mia gioventù; ora ti +sacrifico assai più: l'orgoglio d'essere stimata da te. Affronto il +tuo disprezzo per salvarti; mi accuso d'una colpa che non ha commessa; +ma quando sarò morta, il dottore, o chi ne riceverà l'incarico da lui, +ti consegnerà questo foglio. Ed allora saprai che oggi ho mentito per +salvarti, ma che non ho mai mancato a' miei doveri di moglie; e +rispetterai ancora la mia memoria.» + +Quella lettera portava la data di circa otto anni prima; il giorno +indimenticabile di quella rivelazione. + +Il povero giovane si disperò, pianse come se avesse ricevuto un +annunzio di sventura. Non poteva perdonare a sè stesso di avere +creduto quell'enormità, d'aver lasciato sua madre sotto il peso di +quell'accusa. Diceva al vecchio parole crudeli perchè aveva permesso +quel sacrificio inumano, poi lo baciava, e lo bagnava di lagrime, e lo +benediva per averglielo rivelato. + + +La mattina del giorno seguente, dopo la colazione, la signora Bellazio +madre stava nella stanza da pranzo di suo genero a Nervi, preparando +il corredo dei giovani marinai, tutta intenta a numerare le camicie, +le calze, le pezzuole. Ma era triste. Quei fanciulli, che aveva +cresciuti con tanta cura, se ne andavano; il padre voleva stabilirsi +alla Spezia per essere vicino a loro. E lei doveva di nuovo cambiar +paese, trovarsi un'altra volta fra gente ignota, lontana da tutti +quelli che amava. Suo genero, del resto, aveva poco più di +quarant'anni. Era amantissimo dei grandi viaggi; era lui che aveva +insinuato ai figli l'idea di scegliere quella carriera. Alla prima +partenza, di certo egli si sarebbe imbarcato per seguirli; e lei +sarebbe rimasta sola, ora che cominciava a sentirsi vecchia, + +--Arrivano dei signori, nonna, disse il più giovane dei suoi nipoti, +entrando tutto eccitato; sono scesi or ora al cancello del cortile. + +La signora Bellazio si scosse di dosso qualche filo bianco, che le era +rimasto dal riavviare la biancheria, e s'avviò verso l'uscio per +andare nel salotto. + +Ma, prima che ci arrivasse, vide entrare il vecchio medico, che le +aperse le braccia, e le disse: + +--Sono qui tutti, e sanno ogni cosa. L'ho detto; non ne potevo più; +ora che lei rimaneva sola... + +E Marco si precipitò al collo di sua madre, singhiozzando come un +bambino; e dopo un primo sfogo le mise intorno tutti i suoi figli, e +sua moglie, dicendo: + +--Oh, mamma cara! mamma santa! + +La Maria s'era inginocchiata presso la suocera e le baciava le mani, +mentre i bambini, a cui avevano detto di abbracciare la nonna, +esclamavano giubilanti: + +--Un'altra nonna! un'altra nonna! + + + + +VITE SQUALLIDE. + + +Erano due vecchie zitelle, e vivevano sole. La signora Rosa, tutta +piccina, tutta giallina per una malattia epatica, portava una +cuffietta bianca con alcune cocche di nastro turchino. La trina ed il +tulle erano di cotone, rilavati ed insaldati finchè ci potevano +reggere; ed il nastro aveva conservata appena una pallida tinta del +turchino primitivo. Nessuno, neppure tra i più vecchi conoscenti, si +ricordava d'aver mai visto la signora Rosa senza la cuffia; il fatto +era che quella cuffia l'aveva adottata prima di compir i quindici +anni, quando aveva sofferto per la prima volta un'itterizia acutissima +che non era poi mai guarita del tutto, e l'aveva accompagnata +fedelmente per tutta la sua povera vita. La signora Caterina invece +era forte e robusta, alta come un granatiere; ed anche i suoi modi +bruschi e la sua intelligenza rudimentale, sarebbero stati più adatti +ad un soldato che ad una signora. Signora, tanto per dire; ed equivale +a donna del ceto civile; ma quelle due sorelle erano poverissime. +Possedevano di patrimonio comune ed indiviso, seimila lire, le quali, +collocate presso un banchiere amico e lontano parente, fruttavano una +somma netta di trecento lire all'anno. + +Fino a pochi anni prima che io le conoscessi molto davvicino, le due +zitellone avevano avuto la madre completamente cieca. A quell'epoca un +cugino parroco, cedeva alla vecchia parente un quartierino, annesso +alla sua parrocchia di S. Giovanni; quattro camere ed un giardinetto. +Lo cedeva gratuitamente, a condizione che le tre donne tenessero in +ordine la biancheria della chiesa ed i paramenti. + +Con quanta coscienza adempivano a quell'impegno! La domenica e tutte +le feste comandate mettevano da parte i lavori dai quali cavavano da +vivere, e, dalla mattina alla sera, s'affrettavano ad intrecciare alte +trine a maglie complicate, per le tovaglie dell'altare. La signora +Rosa, che sapeva lavorar di fino, ricamava a punto buono l'animetta +per coprire il calice, il corporale, le cotte; orlava finamente i +camici, gli amitti, ed i purificatori. Non c'era sagrestia più ben +tenuta di quella di S. Giovanni. + +La signora Caterina aveva la passione dei fiori; una passione muta, +senza espansioni, e modestissima. Non ricercava piante esotiche o +fiori di specie rara; curava devotamente i suoi geranî, i suoi +oleandri, le limonarie, le aspedistre, ed era felice di moltiplicarli, +di coprirne tutto il parapetto e tutte le aiuole del piccolo giardino. +Era la sua unica distrazione, il suo solo piacere. + + +Le trecento lire di rendita delle tre donne non bastavano al loro +vitto, per quanto modesto. Ed esse lavoravano per un negozio. +Lavoravano assiduamente, un lavoro monotono e mal compensato, e ci +mettevano uno zelo da artista. La signora Rosa cuciva biancherie +finissime, faceva trafori che parevano trine, rammendi che non +lasciavano più trovare la traccia della laceratura. La signora +Caterina non lavorava che a punto di calza; ma in quello era maestra. +Le venivano dal negozio delle calze colorate a disegni strani, delle +uose dello spessore di due centimetri, giubbini e mutande modellati +come maglie da teatro, coperte da letto d'un lavoro complicatissimo. + +Lei prendeva quei modelli con mal garbo, dichiarava che erano +sciocchezze, che un bel punto semplice valeva sempre meglio, che, del +resto, lei non era capace d'imitare quelle corbellerie; che, neppure +sapendo, l'avrebbe fatto, perchè non metteva conto; erano idee da +gente leggera; preferiva perdere la pratica del negozio che +sottomettersi a fare quelle stranezze.... + +Intanto guardava, esaminava ben bene il modello co' suoi occhi loschi, +preparava i ferri in misura, la lana, infilava i punti, e, dopo +qualche tentativo più o meno felice, riesciva sempre a copiare la +nuova maglia. + +Allora cominciava a sorridere colla sua povera bocca storta, un +sorriso muto e gongolante di legittimo orgoglio. E si metteva a quel +nuovo lavoro con ardore, immaginava tutte le applicazioni che gli si +potevano dare, se ne innamorava, disprezzava tutti i punti dell'anno +precedente; poi, quando il nuovo cominciava a passar di moda, si +ribellava, protestava, s'aggrappava a quell'ultimo capriccio, finchè +non ne veniva un altro ad innamorarla daccapo. Erano i suoi soli +amori, da vent'anni in poi, ed erano sempre amori degli altri, che le +venivano imposti. + +Una volta sola nella sua vita aveva avuto un amore suo, un amore +d'elezione. Era come un romanzo la storia della signora Caterina; lei +non ne parlava mai, ma la signora Rosa si compiaceva di raccontarla +sommessamente, guardando sua sorella con un'ammirazione retrospettiva, +che nessuno poteva più condividere. + + +Da giovinetta, la signora Caterina era bellissima di volto come di +persona; allora c'era ancora suo padre, negoziante di generi +coloniali, che guadagnava molto; la famiglia viveva benino, e quella +bella fanciulla consolava i genitori del cruccio d'avere la +primogenita malata, ed invecchiata anzi tempo col suo pallore +giallognolo e la sua cuffia. Quando la Caterina ebbe vent'anni, le +misero il primo vestito da ballo e la condussero ad una festa. Là fece +la conquista d'un professore di contrabasso dell'orchestra della Scala +di Milano, che si trovava a Novara per la gran Messa in musica della +festa di S. Gaudenzio. + +Prima di ripartire per Milano, egli domandò la Caterina in isposa; e +si combinarono le nozze col consenso di tutti, per la prossima Pasqua. +Durante quei mesi, lo sposo faceva frequenti gite a Novara. Non era nè +molto giovane nè molto bello; aveva una persona colossale, un viso +paffuto e colorito, troppo colorito. Ma era gioviale, buono, +espansivo; la Caterina ne fu presto innamorata come un'eroina da +romanzo. L'abito da ballo fu riposto nell'armadio, perchè il +corpulento fidanzato non si sentiva bastantemente leggero per danzare, +e non amava di vedere la sua bella sposa danzare cogli altri: ella non +rimpianse quel piacere appena assaporato; il suo amore si compiaceva +del sacrificio. + +Dal dì di S. Gaudenzio, che è il 22 gennaio, alla Pasqua, corsero +dieci settimane, e furono dieci visite dello sposo, dieci gioie mute e +frenate per la Caterina, che lo vedeva in presenza dei suoi, gioiva e +palpitava di sentirselo accanto, ma non osava aprir bocca, e lo +guardava appena. La decima visita, però, doveva unirli per sempre; e +lo sposo, che giunse la sera, era tripudiante, esaltato, pazzo d'amore +e di felicità. La Caterina piangeva in silenzio; si sentiva tanto +contenta e tanto amata, che ne era commossa. + +La mattina, vestita da sposa, e pallida pel turbamento interno, era +più bella che non fosse stata mai. Rimaneva muta dinanzi allo +specchio, guardandosi fissa, come se quella bella figura le riescisse +nuova, e sorridendo forse al pensiero della gioia che proverebbe il +suo sposo al vederla. La piaceva di sentirsi ammirata. Scese le scale, +voltandosi indietro per vedersi lo strascico dell'abito bianco; era il +suo primo abito a strascico. + +C'erano tutti gl'invitati, e le carrozze erano alla porta. Soltanto lo +sposo non era comparso. + +Aspettarono un quarto d'ora, poi giunse il sagrestano a dire che in +Duomo tutto era pronto, e che il parroco si impazientava, perchè +c'erano molti ammalati di vaiuolo, che aspettavano i sacramenti. + +--Infatti c'è il Tale che sta male, ed il Talaltro che è moribondo, +disse il padre della sposa che conosceva tutte le famiglie della +città. Questo vaiuolo fa strage, da pochi giorni in qua. + +Si mandò un garzone del negozio all'albergo a chiamare lo sposo, per +non far attendere il parroco più a lungo. Lo sposo dormiva +saporitamente. Bussa e ribussa, non c'era verso di farsi udire; e +l'uscio della camera era chiuso internamente. Era un giovane +assestato; aveva con sè il denaro pel viaggio da nozze, aveva dei +gioielli, e non s'era fidato, con quel sonno di piombo che benediva le +sue notti, a lasciar l'uscio aperto in una pubblica locanda. + +Vedendo che il giovane del negozio non tornava nè collo sposo nè colla +risposta, il suocero ci andò lui, e volle che l'albergatore facesse +aprir l'uscio del suo futuro genero. + +--Ieri sera era in allegria, ha bevuto anche qualche bicchiere di +marsala; chissà quando si sveglierebbe, a lasciarlo fare. + +L'albergatore aveva una seconda chiave, colla quale riescì a spingere +fuor dalla toppa quella che c'era di dentro, e poi ad aprire. +Entrarono nella camera. Le imposte erano chiuse, e lo sposo dormiva +sempre. + +--Che sonno da marmotta!, disse l'albergatore. E spalancando le +imposte, fece entrare un bel raggio bianco di sole invernale che +illuminò tutta la stanza. + +In quella la voce del suocero esclamò: + +--Per Dio! Si doveva prevederlo, che era una disgrazia! + +Il giovane giaceva col capo rovesciato sui guanciali, il volto +pavonazzo, gli occhi iniettati e grossi come se fossero per uscire +dall'orbite, e la bocca contorta, dalla quale pendeva la lingua +stretta fra i denti, ed orribilmente gonfiata. Era morto d'apoplessia. + +Si fece di tutto per ingannare la Caterina. Si disse d'un telegramma, +che lo aveva chiamato improvvisamente a Milano, che tornerebbe... Ma +non c'era apparenza di verità. Il matrimonio sospeso, il turbamento +mal dissimulato di tutti, le fecero indovinare una catastrofe, e la +misero in una convulsione terribile. Piangeva, urlava, sragionava, si +strappava i capelli e le vesti, voleva fuggire, voleva gettarsi dalle +finestre. + +Bisognò chiamare il medico, il vecchio medico di sua sorella Rosa, che +era sempre in cura pel suo fegato. Per disgrazia, appunto quel giorno +il medico era a letto con un'infreddatura. Gli altri erano tutti in +giro per le visite mattutine; e nè in casa nè alle farmacie si +potevano trovare. Intanto la ragazza dava in ismanie, pareva che +impazzisse. + +Finalmente il padre pensò ad un malato di vaiuolo, presso il quale un +medico aveva passata la notte, perchè l'infermo era aggravatissimo. Vi +accorse, e trovò appunto il dottore che usciva dalla camera del +moribondo. Non gli parve vero di condurlo subito da sua figlia, che a +forza di calmanti si tranquillò, sebbene rimanesse inconsolabile. + +Era guarita dalla convulsione; però, dopo alcuni giorni, fu presa dal +vaiuolo, che si sviluppò violento, terribile. Il medico le aveva +portata l'infezione. La sua forte natura, la sua gioventù lottarono +lungamente, e trionfarono del male; ma la bella fanciulla rimase +orrenda. La bocca era contorta, gli occhi loschi; la pelle violacea e +fortemente butterata pareva la corteccia d'un popone; ed uno +stiramento di nervi sotto la guancia sinistra, torceva perennemente il +collo da quella parte. Così erano finite la gioventù e la bellezza +della signora Caterina. Quelle dieci visite dello sposo, avevano +riassunta tutta la parte di poesia e d'amore, concessa alla sua povera +vita. + +Dopo d'allora erano passati molti anni. Il padre era morto, lasciando +gli affari del negozio in cattivo stato; e le due sorelle, +invecchiate, s'erano trovate povere colla madre cieca, e s'erano +ritirate nella casa del prete, dove, per dodici anni, avevano fatto la +stessa vita di lavoro e di reclusione solitaria. + +Dopo dodici anni, la madre cieca si era spenta quietamente, senza +malattia grave, senza dolore. Ed allora il prete aveva reclamato il +suo quartierino. + +Quando io le vedevo giornalmente, la casa di San Giovanni non era più +che una memoria rimpianta del loro monotono passato. La signora +Caterina non aveva più fiori. Abitavano sulla piazza del mercato di +contro alla nostra casa. Avevano una camera da letto, dove dormivano +tutte e due, ed una prima stanza che chiamavano sala, ma che in realtà +sarebbe stata una cucina. C'era un camino, nel quale la signora +Caterina cucinava il pranzo, una tavola coperta di marmo bianco, che +era il mobile di lusso, l'orgoglio delle due sorelle, due seggiole +poste ai lati del balcone, e, contro la parete di faccia alla tavola, +un mobile misterioso coperto con un tappeto verde. Quel mobile erano i +fornelli; ma non funzionavano da fornelli. Nei due vani, destinati ad +accogliere il carbone acceso, erano stati messi due grandi bacini di +terra, che lungo il giorno stavano coperti da un'asse sul quale si +stendeva il tappeto. Nel vuoto sotto i fornelli c'era il secchio +coll'acqua, c'era la mestola e c'erano due casseruole lucenti, avanzo +della passata grandezza, che non s'adoperavano mai. + +Per quanto di buon'ora si alzassero i vicini, nessuno riesciva mai ad +essere tanto sollecito da prevenire le due zitellone. Quanto a me, a +qualunque ora scendessi dal letto, le vedevo sempre sedute ai due lati +del balcone, con due panierini di vimini ai piedi per riporvi le lane, +il filo, le forbici, e tutti gli arnesi da lavoro. La signora Rosa +cuciva, tenendosi il lavoro sulla punta del naso perchè era miope; e +la signora Caterina faceva calze con una rapidità sorprendente, dalla +parte del cuore, perchè non poteva voltare il capo dall'altro lato. +Aveva raccolta qualche novità da raccontare alla sorella, perchè a +quell'ora aveva già fatta la sua corsa giù nella piazza del mercato, +per le provviste della giornata. Narrava il prezzo delle ova, del +burro, dei legumi, e se dalla fruttaiola l'aveva servita la madre o la +figlia, e quanta gente c'era dal salumaio. La signora Rosa ascoltava +in silenzio; aveva i gusti più fini, e quelle ciarle da mercato non la +interessavano. + +Quando mancava un quarto d'ora al mezzodì, la signora Caterina posava +il lavoro nel suo panierino, allontanava il paracamino, accendeva il +fuoco e con un pentolino ed una padelletta, che stavano appunto +nascoste sotto il camino, preparava il pranzo: una zuppa di magro, +oppure condita col lardo, e delle ova o della verdura. + +Al mezzodì tutto era pronto, e le due sorelle pranzavano, civilmente, +con una bella tovaglia pulita sulla tavola di marmo. Poi la signora +Rosa, colle sue mani gialline e delicate, toglieva il tappeto che +copriva i fornelli, alzava l'asse, e nei due bacini, rigovernava. Non +ho mai capito perchè quella faccenda la facesse appunto lei, che aveva +bisogno di serbare il suo ricamo candidissimo. Forse perchè era tanto +esigente sulla pulizia, e non si fidava della rigovernatura sollecita +che avrebbe fatta sua sorella. Ad ogni modo le sue mani non serbavano +la menoma traccia di quell'ingrata operazione; erano sempre morbide e +gialline, ed il ricamo non ne pativa. Al tocco il camino era di nuovo +mascherato dal paracamino, i fornelli, ricoperti dall'asse e dal +tappeto, avevano ripresa la loro aria misteriosa di sarcofago, e le +due sorelle erano sedute al loro posto ai lati del balcone, coi loro +lavori, che non ismettevano più fino alla sera. + +Quando imbruniva, profittavano del breve momento in cui non era tanto +buio da accendere il lume, per cenare con pane e noci, o pane e frutta +fresca, a seconda della stagione. Poi accendevano una lampadetta ad +olio, e tornavano a lavorare fino alle nove. Dacchè erano venute ad +abitare di contro, la sera la passavano spessissimo da noi. Ma sempre +lavorando. In casa loro, il balcone aperto era l'unico distintivo +dell'estate; il caldanino ai piedi era l'unico distintivo +dell'inverno. Il fuoco non era mai acceso nel camino fuorchè quando +s'aveva a preparare il pranzo. Stufe non ce n'erano. I caldanini erano +fatti colla carbonella e duravano tutto il giorno; e dovevano +prepararli in quelle ore mattutine che non mi riescì mai di +sorprendere, quando nessuno, tranne le due zitellone, era fuori dal +letto. Da venti, da trenta, da quarant'anni facevano sempre quella +vita, tutti i giorni eguale, meschina, arida, senza un bene, +strascicando una salute sciupata in una sequela di privazioni. +All'estate l'aria era cattiva. Tutti s'andava in campagna; Novara +rimaneva deserta. Le due sorelle s'affacciavano al balcone per vederci +salire in carrozza, colle valigie, la mattina della partenza; ci +salutavano colla mano, e prima che la carrozza avesse voltata la +cantonata, erano ancora sedute ai loro posti, coi loro lavori. +Passavano per noi tre mesi di gite, di vendemmie, di merende, di balli +campestri, di recite di beneficenza, di spassi d'ogni maniera; ed alla +fine di novembre, arrivando in città, sbucando sulla piazza, le prime +cose a vedersi erano la signora Rosa e la signora Caterina ai due lati +del balcone, coi due panierini, e la calza, ed il ricamo. + +Veniva il carnovale; c'erano i teatri, i balli, noi s'andava fuori +quasi ogni sera; le due zitellone non potevano più venire a lavorare +in compagnia; ma la loro vita non mutava; era sempre quella, sempre +eguale, regolata come un orologio; sempre le stesse cose alle stesse +ore. Eppure non si lagnavano mai, ed erano sempre pulite, e pei giorni +di festa serbavano un vestito di seta nera; andavano superbe delle +loro trecento lire di rendita, e la signora Caterina diceva: «E non +sono imbarazzata a guadagnarne altrettante». La signora Rosa sorrideva +in silenzio, perchè in realtà la maggior parte di quel magro guadagno +era dovuto a' suoi fini lavori; ma la signora Caterina, che era la più +forte, si considerava come capo della casa, e parlava sempre in prima +persona. + + +Un giorno, un unico giorno indimenticabile, le vidi capitare a casa +nostra in un'ora insolita, mentre era chiaro, e si sarebbe potuto +lavorare. La signora Caterina era più rossa, più violacea del solito; +la signora Rosa era più gialla, ed ansimava di più. Entrarono nello +studio del mio padrigno, e chiusero l'uscio. + +S'udì un parlare concitato, poi dei singhiozzi; poi l'uscio si aperse +e la signora Rosa uscì per la prima col viso inondato di lagrime; ma +neppur il pianto convulso aveva potuto arrossare la sua faccina +anemica; era giallina come al solito; soltanto gli occhi natavano +nelle lagrime e la faccia era lucida. La signora Caterina si soffiava +il naso, e diceva, facendo l'indifferente: «C'è una nebbia quest'oggi +che la si taglierebbe col coltello». Mio padrigno aveva la parrucca di +sghembo coll'incavo d'un orecchio in mezzo alla fronte; segno di gran +turbamento di spirito. Uscì subito colle zitellone. + +Il banchiere, amico e lontano parente, pressa il quale erano collocate +le seimila lire famose delle povere donne, era fallito. + +Per più d'un mese non udii parlar d'altro che di fallimento, di +sindaci di fallimento, tanto per cento, ecc. ecc. Non credevo di veder +più la fine di quel discorso; e mi faceva una gran pena. La signora +Rosa non era più giallina, ma color d'arancio, e non mangiava più. La +signora Caterina, malgrado la diminuzione della rendita, faceva delle +spese stravaganti per preparare dei piattini alla sorella. Comperava +del cervello di capretto; un giorno mise persino al fuoco una delle +casseruole relegate sotto i fornelli. La signora Rosa sorrideva d'un +sorriso mesto, e contemplava con ammirazione la sua sorella burbera e +buona, che non se ne avvedeva perchè non poteva voltare il capo. + + +Ci fu un grande andirivieni in tribunale; e poi una mattina le due +donne vennero da noi, portando qualche cosa nel grembiule. La signora +Rosa aveva sempre quel sorriso desolato; ma la signora Caterina era +raggiante di gioia. Nel grembiule aveva tremila lire; il cinquanta per +cento ottenuto dal sindaco del fallimento sul loro capitale. Quel +capitale lei non lo aveva mai veduto, era come nominale. Invece le +tremila lire le sentiva, vedeva luccicare i marenghi nel suo +grembiule; alla sua corta intelligenza riesciva impossibile di +comprendere che aveva fatta una perdita, mentre aveva tutto quel +denaro che le tintinniva in grembo; le pareva d'essere arricchita, e +rideva del suo riso muto e gongolante, dicendo alla sorella: + +--Via! Ti posso dare molti fritti di cervello, con tutto questo. + +Mio padrigno trovò modo d'impiegare quelle tremila lire al sei per +cento. Ma tuttavia v'erano sempre centoventi lire all'anno di meno: il +prezzo della pigione. Senz'allontanarsi dalla piazza le povere donne +mutarono alloggio e presero una camera sola. Poi ripigliarono la +solita vita lavorando ancora di più, mangiando ancora meno, facendo +durare più a lungo le cuffie della signora Rosa, i vestiti, le scarpe; +ma serbandosi sempre pulite, e nei giorni di festa portando sempre il +vestito di seta nera. + +Mio padrigno morì; la nostra famiglia si disperse. Io fui assente da +Novara parecchi anni; quando ci tornai, di passaggio, le due zitellone +erano ancora sedute ai due lati del balcone, coi due panierini ed i +due lavori. La signora Rosa ricamava cogli occhiali, la signora +Caterina aveva delle rughe che complicavano ancora più i rabeschi +fatti dal vaiuolo sul suo volto violaceo. Si intrattenevano ancora, +una del romanzo della signora Caterina, l'altra dell'avventura del +fallimento. + +Sempre malate, sempre miserabili, sempre laboriose, sempre rassegnate, +hanno bisogno di tutte le forze, di tutto il coraggio, e di tutte le +ore della loro povera vita, per mantenerla in quello squallore. Ora +debbono essere vecchie del tutto; in quell'età in cui i mali si +aggravano, il lavoro riesce più difficile, e le forze mancano per +sopportare le privazioni. + +Ma finchè la morte o l'infermità non le avranno atterrate, lavoreranno +ancora, lavoreranno sempre, lavoreranno l'una per l'altra, e, +nell'assenza d'ogni speranza, la loro anima semplice e mite non +conoscerà la disperazione. + +Ricchi generosi che amate di far il bene, e cercate le miserie +tragiche nelle cronache dei giornali, quando le due seggiole saranno +abbandonate ai lati del piccolo balcone, possa il caso o Dio farvi +alzare lo sguardo a quei posti deserti. Forse nei loro lettini bianchi +le due vecchie piangeranno per la prima volta di non poter lavorare. +Forse la più malata sarà già morta, e la superstite, nella sua +miseria, soffrirà sola. + + + + +LE BRICIOLE D'EPULONE. + + +«Quei poveri _spostati!_ Quegli infelicissimi che debbono vivere con +una rendita insufficiente ai loro bisogni!» È un tema di discorso dei +più commoventi. Non c'è famiglia che non ne conosca qualcheduno, o +anche parecchi, e non ne senta una grande pietà. La sera d'inverno, +quando la vampa attirata dall'aria, russa ed ansima nella stufa, e la +lampada velata da un paralume spande intorno una luce mite, e l'acqua +pel tè gorgoglia nella cuccuma, e la tavola è coperta di giornali, di +disegni, di ricami, di fotografie, di romanzi che ci hanno occupati +piacevolmente un'ora prima, e ci occuperanno ancora allo stesso modo +più tardi, o il domani, ci rannicchiamo ben bene nelle poltroncine a +molla, sui divani morbidi, e, nella generosità del nostro cuore, +facciamo un confronto straziante fra la nostra esistenza e quella di +quei poveri spostati. «Vi sono degli impiegati a cento lire al mese e +con una speranza d'avanzamento così lento! Dovranno avere i capelli +grigi per arrivare a dugento lire. E i maestri di scuola? E questi? E +questi altri? Ce n'è che si struggono per guadagnare tre lire al +giorno. Pare incredibile; eppure è una crudele verità. + +«Il peggio è per quelli che erano in una condizione migliore; trovarsi +ad un tratto impoveriti, e dover rinunciare alle loro abitudini +d'agiatezza! Perchè, infine, erano avvezzi a vivere _come noi!_ E +debbono accontentarsi di pranzare in un'osteria a due lire, di dormire +in una cameruccia mobiliata, e magari di cercarsi un sovraccarico di +lavoro per potersi pagare i vestiti e le scarpe, e passar la serata a +fare delle traduzioni, o tenere in ordine il libro mastro di un +negozio. E pochi anni prima andavano in carrozza...» + +Conobbi molte persone buone e ricche, le quali s'intenerivano fino al +pianto per quelle miserie. Gli spostati erano l'oggetto della loro +massima compassione, ed inventavano ogni sorta di sotterfugi delicati +per alleviare le difficoltà della loro vita, senza umiliarli. «Quelli +che sono sempre stati poveri, dicevano, fanno minor pena, perchè sono +avvezzi a quella vita, non si vergognano, possono fare ogni sorta di +lavori, possono mendicare, e se la cavano sempre. Ma i _poveri in +guanti_ che debbono serbare una certa apparenza di benessere...» + +Una contessa ne conosceva uno che era figlio di un ricchissimo +possidente. Soltanto pochi anni prima la sua famiglia era due volte +millenaria; aveva carrozza, non se ne parla nemmanco, e servitù, ed +una mensa ospitale; sempre gente a pranzo, sempre invitati a +villeggiare nella sua bella campagna, e per lui maestri di lingue, +maestri di musica, di scherma, d'equitazione, e che bei cavalli da +sella! E l'aveva goduta fino a ventun anno questa cuccagna. Poi il +padre s'era messo nelle speculazioni, tutto gli era andato male, e +s'era ridotto con nulla; era morto povero. Ed il figlio era venuto a +Milano con cinquanta lire al mese. + +Dio! se ho dovuto udirne, e farne, delle esclamazioni su quel +miserrimo caso! E se n'ho ascoltate delle ammirazioni per quel giovane +coraggioso, che s'accontentava di quella condizione finchè non gli +capitasse di meglio! La contessa pietosa gli aveva offerta una +cameruccia con pochi mobili in una sua casa che affittava ad operai, +tanto per risparmiargli la spesa della pigione. Avevano scritto ad una +parente di lui agiata, e l'avevano indotta a dargli ancora venti lire +al mese. Facevano settanta lire in tutto, e con quelle il giovane +martire riusciva a vivere; ed era sempre d'umore sereno, serbava +sempre i suoi modi da gentiluomo, ed aveva tanta cura de' suoi abiti, +reliquie della passata grandezza, che non isfigurava punto in società. +Ma che privazioni doveva soffrire! Non fumava, se non quando qualche +conoscente gli offriva un sigaro, il dopo pranzo, perchè spesso +l'invitavano a pranzo. Ma di solito andava a desinare all'osteria +solo. E qualcuno aveva osservato che qualche volta non beveva vino e +non prendeva frutta. Una minestra, un piatto di carne, ed un po' di +formaggio.... Un eroe addirittura! + + +Conoscevo la vita dei contadini nelle risaie del Novarese, e nella +bassa Lombardia, e sul Piacentino nella vallata del Po; paesi di +febbre, di pellagra; conoscevo i quartieri più poveri della grande +città. E certi spettacoli induriscono il cuore. Quella minestra, quel +piatto di carne, quel formaggio, non mi strappavano nemmeno un +sospiro. + +La miseria umana m'aveva confidati ben altri dolori! Alcune finestre +interne del mio quartiere aprivano appunto sul cortile dell'osteria, +dove il giovane milionario decaduto, e molti altri infelici dai minimi +stipendi, compievano ogni giorno l'atto eroico di pranzare con due +lire, e magari con meno. + +Una quantità di camerieri e cuochi e guatteri erano in moto fin +dall'alba a mettere in ordine e pulire ogni cosa; c'era una donna che +passava delle ore accoppiando grembiuli da cucina, e tovaglioli, e +tovaglie sporchi prima di darli al bucato; c'era un uomo che tutto il +santo giorno girava il manubrio del tostino. Ogni mattina veniva il +carro chiuso del panettiere, col pane comune, ed il pane da caffè; poi +il carro del macellaio, quello del pollame, quello delle ova; un +ortolano portava dei grandi panieri di verdura e di frutta; ed in +tutte le stagioni, anche nel cuore dell'inverno, un contadino +conduceva un carro di ghiaccio. Appena arrivato buttava addosso al +cavallo sudato una coperta di lana, poi saliva sul carro e cominciava +a scaricare quella massa gelata, coi piedi nel ghiaccio, maneggiando +con forza il badile, riscaldandosi, sudando, senza punto badare a +coprirsi come aveva coperto il cavallo. + +Tutti costoro lavoravano a preparare quel miserabile pranzo a due +lire, ed anche a meno. Poi i camerieri, i guatteri, quanti servivano +all'osteria, mangiavano gli avanzi dei poveri spostati. E gli altri +tornavano alle loro case e si nutrivano d'una minestra condita col +lardo, o d'un po' di polenta non condita affatto. + +Al confronto, il pranzo a due lire era un banchetto da Epulone, e +tutta quella gente ne raccoglieva le briciole. Ma c'era anche un +Lazzaro che moriva di fame alla porta. + + +Verso le sette del mattino entrava nel cortile, aprendosi la via tra +quell'andirivieni di provveditori, il carro d'un allevatore di maiali, +colla grande botte nella quale raccoglieva la rigovernatura per +ingrassare le sue bestie. Quel villano aveva un servitore, un +trovatello, che sua moglie aveva preso a baliatico all'ospedale, e che +s'era tenuto per mandarlo fuori a custodire i maiali. Da dieci anni +faceva quel mestiere, e la mattina veniva in città col padrone, per +vuotare nella botte i secchi della rigovernatura. Quand'era freddo o +pioveva, il villano si rinvoltava bene in un grosso pastrano, e si +tirava sulle gambe una copertaccia di lana; ma il servitore aveva +sempre gli stessi calzoni e la stessa giubba di fustagno; e attraverso +gli strappi, sulle ginocchia ed altrove, si vedevano le carni +assiderate. Non aveva calze, portava le scarpe vecchie del padrone, +che lasciavano uscire le dita, ed erano tanto grandi che s'empivano +d'acqua ed i piedi ci andavano a sguazzo. + +«Ma lui era giovane, diceva il villano. Alla sua età non doveva aver +bisogno di coprirsi, nè poteva soffrire dell'umidità; e se non fosse +stato un principio di pellagra a renderlo così pigro e malandato, un +ragazzo come quello, a sedici anni, avrebbe dovuto esser forte come un +toro. Ed invece non era buono a nulla; e bisbetico! In certi momenti +si buttava in terra, e si rotolava, ed urlava come un pazzo; e +dicevano che anche quello era un effetto della pellagra; un brutto +effetto per un padrone che si teneva in casa quel ragazzo da quand'era +poppante. Ma lui era un buon padrone; e purchè, malato o sano, il +ragazzo lavorasse, anche pellagroso non lo mandava via, e continuava, +a dargli la polenta come gliel'aveva data sempre, ed a lasciarlo +dormire sul fienile. Il fienile era aperto ai quattro venti, e la +polenta era fatta col grano fermentato; ma a sedici anni non si è +sensibili a queste cose, e se Pietro non avesse avuto la pellagra, +avrebbe dovuto esser forte come un toro.» + +Scendevano dal carro tutti e due; il padrone entrava all'osteria per +mangiar un boccone. Pietro apriva la cassetta sotto il sedile del +carro, e tirava fuori un pezzo di pane di gran turco; poi prendeva un +secchio, e col secchio in una mano ed il pane nell'altra, +mangiucchiando ed andando a trasciconi, cominciava il trasporto della +rigovernatura. + +Quando usciva col secchio pieno, riponeva il pane nello sparato della +camicia, alzava il secchio con tutte e due le braccia, e versava nella +botte una broda scura e densa, nella quale nuotavano degli avanzi +spoltigliati. Qualche volta, prima di versare il secchio, lo posava +sulla botte, immergeva il braccio fino al gomito in quel luridume, e +lo rimoveva per far venire a galla quello che c'era di solido; e se +vedeva qualche avanzo di carne o di pesce, li pescava, li rinvoltava +in un cencio di pezzuola turchina, e li nascondeva sotto una coperta +umidiccia che faceva da cuscino al sedile del carro; poi tra un +secchio e l'altro, quando il suo-padrone non c'era, andava a sollevare +la coperta ed addentava avidamente quei rimasugli. + +I monelli ed i guatteri si divertivano di quel selvaggio. Lo spiavano +per coglierlo sul fatto, e quando stava per mordere al suo pasto, gli +gridavano imitando i camerieri che servivano i signori nell'osteria: +«Filetto al sugo! Costolette alla marsigliese! Servito!» Pietro non +capiva la burla, ma capiva che lo burlavano, e mostrava i pugni ai +monelli. + +Quasi alla stess'ora della botte di Pietro, sovente assai prima, +arrivava il carro d'un ortolano che veniva a prendere le spazzature. +Era tirato da un asino magro e piccino. L'ortolano staccava il ciuco, +lo legava con una corda ad un anello infisso nel muro, poi apriva la +botola delle spazzature, e prima di buttarle sul carro, le rimoveva +per vedere cosa c'era di buono; e trovava sempre qualche limone +ammuffito, qualche mela mézza, che metteva da parte sull'orlo della +botola; anche il ciuco adocchiava delle cose appetitose, dei torsoli +di frutta o di cavolo. Ma la corda era troppo corta e non poteva +arrivarci; ed il padrone gli legava il muso in un sacco di fieno +ispido come paglia: doveva mangiar quello; mangiarlo col muso legato +per non distrarsi. Intanto tutti i monelli che passavano gli tiravano +la coda: ci si attaccavano per dondolarsi, abbandonandosi a +quell'appoggio con tutto il loro peso. Il povero ciuchino scuoteva la +testa. + +Avevo preso a cuore quell'essere umano e quella bestia che morivano +lentamente, ogni giorno un poco, per la crudeltà degli uomini. + + +Una mattina di febbraio mi alzai ed apersi le imposte un po' più +presto del solito. Il ciuchino era solo al suo posto: ma non aveva il +muso legato nel sacco: era troppo malato. Aveva un largo tumore in +fondo al dorso sopra la coda, e teneva, le orecchie basse, e tratto +tratto rabbrividiva tutto. Pioveva da tutto il giorno innanzi, da +tutta la notte: una pioggia fitta, incessante, diaccia. Il cielo era +grigio come di piombo, l'aria rigida, un fanghiccio nerognolo copriva +il cortile e la pioggia cadeva, cadeva. + +La botte di Pietro entrò, tutta lucente dalla lunga lavatura. Il +padrone ed il cavallo erano coperti da un cencio di lana inzuppato. +Pietro era vestito co' soliti abiti: stava tutto raggrinchiato, come +se volesse farsi entrare le gambe e le braccia nel torso per +riscaldarle. Si lasciò cadere dal carro tutto d'un pezzo, e rimase là +tremando e scotendosi, colla facciona gialla così grossa che pareva +ingrassato. + +Il padrone gli buttò contro il secchio, e lo spinse verso l'uscio +dell'osteria gridandogli: + +--Muoviti, fannullone! + +Rabbrividì lungamente dondolando il capo, poi s'avviò strisciando i +piedi nel fango o col dorso curvato, mentre il padrone gli veniva +dietro borbottando: + +--E dire che ha sedici anni! Ho avuto fortuna con costui! + +Quella mattina Pietro immergeva più lungamente il braccio nella +rigovernatura fumante. Quel calore gli faceva bene. Ma era lento, +lento: penava a muoversi, e le vene della fronte erano turgide come se +stessero per iscoppiare. Nel terzo secchio trovò un pezzo di +costoletta, e s'affrettò a cavar fuori la pezzuola umida ed a +rinvoltarcelo dentro: ma non fece in tempo a portarlo sotto il sedile: +udì la voce del padrone che veniva fuori coll'ortolano e ricacciò la +pezzuola e tutto nello sparato della camicia. I due uomini +s'accostarono al ciuco, ed esaminarono il tumore. I monelli, a forza +di tirargli la coda, l'avevano ridotto in quello stato. + +--Non mi riesce di farlo suppurare per quanti impiastri ci metta, +disse l'ortolano impensierito dalla paura di perdere la bestia. + +--Bisogna tagliarlo, suggerì l'allevatore di maiali. + +--Sie? Chiamare il veterinario, che mi prenderà due lire! + +--È sempre meglio che condurlo alla scuola dei veterinari, dove, +invece di curarle, le bestie malate le fanno morire con un'acquetta, +per guardarci dentro e studiare le malattie. + +L'ortolano rimaneva impaurito dinanzi a quest'alternativa, e l'altro +riprese: + +--Del resto si può fare anche senza del veterinario. Se aveste un +temperino.... + +Il padrone del ciuco entrò nell'osteria, e ne uscì con un cameriere in +abito nero e sparato bianco, che pareva un signore. Aveva anche un +temperino in mano, e sorrideva di quei due villani, e dell'asino, e +del male, e di tutto. + +--Dov'è che si deve fare questa grande operazione? domandò con aria di +sprezzo, accostandosi al ciuco ed arricciando il naso, perchè la +botola delle spazzature aperta mandava un puzzo atroce. + +I due contadini, un guattero, un carbonaio, alcuni garzoni delle +botteghe vicine, gli si fecero intorno curiosi. + +--Ma piove, gridò il cameriere; non sentite che la pioggia bagna? E +diede uno spintone all'asino per cacciarlo più contro il muro e +mettersi lui al riparo sotto la grondaia mentre lo operava. Gli altri +non badavano a quella pioggerella minuta, e strinsero il cerchio per +veder a tagliare e ad uscire il sangue. + +Pietro pure voleva vedere, e cercò di farsi posto; ma il suo padrone +lo cacciò via. Egli si mise a strascicarsi intorno, tentando di +rizzarsi sulle spalle degli altri; ma tutti lo respingevano, ed era +troppo piccolo per vedere stando dietro. Allora s'affrettò, +inciampando e dondolando, fino al suo carro, e salì in piedi a +cassetto. Era un po' lontano, ma era alto, e di là vedeva tutto. +Fremeva d'impazienza e di curiosità. Allungava il collo, protendeva la +testa enorme, e la sua facciona gialla, più gialla del solito, quasi +livida, sembrava animarsi in quell'eccitazione dell'aspettativa +feroce. Fissava gli occhi iniettati e lucenti sulle mani del +cameriere, sul dorso gonfio dell'asino, come assetato di sangue, come +se dovessero cavarlo alla bestia per darlo da bere a lui. + +Rideva di un riso muto, colla bocca aperta e le labbra tese sui denti +grigi; rideva da far paura. + +Il bel cameriere immerse il temperino nella pelle tumefatta, e lo +spinse forte innanzi, aprendo un largo taglio. Il sangue sprizzò, si +stese, fece una larga macchia rosseggiante sul dorso della povera +bestia, che tremò tutta ed alzò prodigiosamente il capo in uno spasimo +silenzioso. Alla vista del sangue il pellagroso, dall'alto del carro, +lasciò sfuggire una risata rauca e stonata, una risata da briaco o da +pazzo. Poi sciolse frettoloso la sua pezzuola bagnata, e morse +avidamente il pezzo di costoletta. + +--_Filet de boeuf_ al madera! Servito! gli gridò sghignazzando un +guattero che usciva dall'osteria. Pietro alzò i pugni; ma l'altro +tornò a dire: «Ecco il madera!» E gli scaraventò nel viso un +rimasuglio di rigovernatura rimasta nel secchio. + +Il pellagroso rivolse a lui la faccia grondante di quel luridume, coi +denti stretti, ed i pugni serrati e tremanti in atto minaccioso. Il +guattero continuò a ridere, ed a contraffarlo; e Pietro più +rabbiosamente gli scoteva contro i pugni irrigiditi, e si faceva più +rosso negli occhi e più livido nel viso. Poi cominciò a ridere, a +ridere forte con un suono opprimente di rantolo; e ad un tratto, coi +pugni alti e senza cessar di ridere, parve che si spingesse innanzi +come se si avventasse contro il guattero, e piombò dal carro. + +Tutti gli corsero curiosamente intorno, abbandonando il ciuco che era +stato medicato e non divertiva più, Pietro si dibatteva ed ululava +sommesso, e dalla bocca gli usciva una schiuma bianca. + +--È il _brutto male_, disse l'ortolano dal ciuco. + +--È l'epilessia, corresse il cameriere elegante, ripulendo il +temperino nel grembiule del guattero. + +--No; è la pellagra, disse il padrone di Pietro. Mi fa spesso questa +scena. Ora mi toccherà di metterlo sul carro come un morto, e per +tutto il giorno non lavorerà più. + +E mentre, coll'aiuto dell'ortolano e del carbonaio, lo sollevava con +mal garbo, andava borbottando: + +--E dire che ha sedici anni! Un bell'affare che ho fatto a pigliarmi +questo mangiapane! + +Intanto l'asino, abbandonato a sè stesso, scosse lungamente il capo ed +il dorso indolorito; poi adocchiò il mucchio di frutta mézze e di +torsoli raccolti dal suo padrone sull'orlo della botola; allungò il +collo, allungò il muso, si spinse tutto innanzi tendendo la corda, che +scricchiolò sull'anello e parve vicina a spezzarsi, fiutò lungamente, +sfiorò col muso la provvista appetitosa, e riuscì ad afferrare colla +punta delle labbra un torso di cavolo. + +Guardò il carro della rigovernatura che usciva lento e cigolando dal +cortile, ed a piedi del sedile, raggomitolato come un cencio, il solo +ragazzo che non gli aveva mai fatto alcun male, che non gli aveva mai +tirata la coda. Scosse le orecchie, poi addentò beatamente quel +torsolo bianco e succoso, vero cibo da ciuco malato, che non gli +sarebbe toccato di certo, se quel ragazzo, cadendo dal carro, non +avesse fatto accorrere l'ortolano lontano da' suoi averi. E, se mai +gli asini pensano, dovette pensare che la provvidenza è grande. + + + + +LE AFFITTACAMERE, + + +I. + +La prima che conobbi diceva d'appartenere ad una famiglia patrizia. +Non ho mai cercato dì verificare la sua nobiltà, ma avrebbe potuto +essere autentica, perchè non è raro il caso di nobili decadute che +sbarcano magramente i loro ultimi lunari, facendo l'affittacamere. Ad +ogni modo però, il sangue azzurro doveva averlo avuto soltanto dalla +madre, dacchè si chiamava borghesemente signora Giuditta, e viveva +d'una piccola pensione che le pagava il governo come figlia +d'impiegato governativo, sebbene ai tempi remoti di suo padre, Milano +fosse ancora sotto il governo austriaco. + +Rammentava una parentela numerosissima. Una serie di fratelli, di +sorelle, tutti sposati a gente ricca e titolata; zii e cugini che +avevano palazzi e servitù numerosa, e carrozze e cavalli. Aveva la +manìa delle grandezze. Di tutti quei personaggi, se pure esistevano, +non si vedeva mai l'ombra. O erano morti, o non pensavano punto a +quella povera mummia. Ma lei aveva bisogno di parlarne, perchè, +nell'isolamento in cui viveva, quegli esseri assenti o immaginari le +creavano una famiglia illusoria, che non mancava mai di presentare a' +suoi pigionanti, e mettevano nella sua triste vita da vecchia +indigente, dei pensieri di lusso che la insuperbivano. + +La signora Giuditta confessava di non essere più giovane, sebbene non +dicesse mai la sua età. A vederla le si sarebbero dati cento anni; +forse non li aveva tutti; ma era una rovina; magra come uno scheletro, +colla lunga persona incurvata ed il volto tormentato da rughe che +traversavano in ogni senso la pelle flaccida. Le erano rimasti i +capelli, altra volta biondi, ora d'un grigio giallognolo, e li +pettinava alla moda de' suoi tempi, in due grossi riccioli ai lati +della fronte. Non aveva più denti in bocca, e portava una vecchia +dentiera, dono d'una sua nobile parente, la quale non poteva più +servirsene perchè la molla non teneva più. Quella dentiera era causa +di episodi spaventosi. Sovente, a mezzo d'uno degli interminabili +discorsi sconclusionati della signora Giuditta, le si vedevano tutti i +denti irrompere terribilmente fuori dalla bocca; ed ella s'affrettava +con ambe le mani a respingerli dentro, e li rimetteva a posto a bocca +chiusa, con un rumore d'ossame che dava i brividi. Aveva l'abitudine +di star a letto tardi, ed entrando da lei prima del mezzodì, si aveva +la mortificazione di sorprenderla colla bocca vuota e nera come una +caverna, dalla quale uscivano parole biasciate ed incomprensibili, +mentre, sul tavolino da notte, quella mandibola gialla di cadavere, +metteva paura. Altre volte il congegno guasto della dentiera troppo +aperto, rifiutava di chiudersi; e la signora Giuditta rimaneva colla +bocca spalancata, vociando: «Ah! ah!...» e doveva fuggire in camera a +togliersi la dentiera per poterla richiudere. + +Le trecentosessanta lire della sua pensione non bastavano di certo +alla zitellona per provvedersi vitto ed alloggio. Aveva dei mobili, +avanzi della passata grandezza, i quali, distribuiti nelle due camere +che affittava mobiliate, le costituivano una piccola rendita. Ma guai +se una di quelle camere fosse rimasta qualche mese vuota! Sarebbe +stato un disastro per la povera donna, che, pagata la pigione del suo +quartierino, calcolava su quattrocento lire circa, per vivere tutto +l'anno. + +Lei abitava un bugigattolo mezzo buio, con una cucinetta buia del +tutto, nella quale l'unico fuoco che s'accendeva era la fiammella a +spirito della macchina da caffè. Le sole camere chiare erano quelle +che affittava. + +Malgrado la sua povertà, la signora Giuditta non accettava nessun +inquilino ad occhi chiusi. Ne prendeva informazioni, poi gli fissava +l'ora di ritirarsi la sera, gli proibiva di far chiasso in camera, +faceva delle oneste restrizioni sulle persone che poteva ricevere, e +lo avvertiva che non gli avrebbe data la chiave del portone. Preferiva +affittare alle donne. Vergognosa com'era della sua povertà, viveva +affatto da sola, non era neppure desiderata in compagnia di certo, +dacchè appunto solitudine e miseria ne avevano fatto un essere +lamentevolmente ridicolo. Non vedeva altri che i suoi pigionanti, e su +loro faceva pesare tutta la socievolezza del suo carattere, e tutta la +sua curiosità di vecchia. Voleva sapere i loro interessi e raccontare +i suoi. Per lo più aveva in casa artisti da teatro, scrittori, +pittori, poeti, concertisti di passaggio, gente più o meno rinomata. A +quei contatti la vanità femminile della vecchia era sempre eccitata; +lei pure voleva essere qualche cosa ed avere dei trionfi da narrare. E +non potendoli trovare nel presente, li evocava dal passato. Erano +sempre lo splendore della sua famiglia, la parentela illustre, e poi +la bellezza della sua gioventù. Una volta, alla Scala il vicerè aveva +domandato: «Chi è quella bella _popola?_» Un'altra volta ci doveva +essere _un concorso a premio per le più belle gambe di Milano;_ poi +era andato a monte, ma se si fosse fatto, il premio sarebbe toccato a +lei. Molti scultori e pittori avrebbero voluto averla per modello; +soltanto il suo decoro non le aveva permesso di prodigare alle arti i +tesori della sua bellezza. E le proposte di matrimonio che aveva +avute! Tutte di giovani bellissimi, facoltosissimi, nobili come tanti +re. Non diceva mai perchè non ne avesse accettata nessuna. + +Delle sue strettezze non parlava mai. Usciva sull'imbrunire, e +rientrava in casa portando sotto lo scialle qualche pezzo di carne +rifredda, comperata da un rosticciere pel suo desinare. Ci aggiungeva, +a titolo di minestra, un caffè e latte che riscaldava sul fornellino a +spirito, e non altro. Ma ne faceva grande mistero, e, per mangiar quel +boccone, si rinchiudeva durante un'ora e più, dicendo pomposamente: +«Vado a pranzo.» + +Aveva un salotto. Il locale più angusto, più mal situato del +quartierino; un buco da cui non si sarebbe potato cavare nessun +partito; una stanzuccia di passaggio. Le stoffe dei mobili sbiadite, i +legni senza lucido, le cornici scrostate, s'univano alla signora +Giuditta per affermare che avevano veduti tempi migliori. Sopra una +scansìa facevano bella mostra delle confettiere di cartone scolorito, +qualche pezzo d'argento Cristophle che ricordava l'incoronazione di +Napoleone primo, e delle chicchere di porcellana, vecchie senza essere +antiche, religiosamente coperte da un velo verde, che doveva aver +fatto cinquant'anni prima il viaggio da nozze sul cappello di qualche +sorella della proprietaria. Disopra al camino eternamente spento, fra +molte fotografie ingiallite, era appeso in una cornicina di cartone, +qualche cosa come uno specchietto vecchio a cui mancasse in più luoghi +la foglia. Quello specchietto era stato altre volte un dagherrotipo +che, collocato di sghembo, con un raggio di sole che lo battesse in +diagonale, in un dato punto della stanza, ed in certe ore speciali, +rifletteva un non so che, come un profilo intagliato nell'acciaio. Ma +il tempo aveva cancellato ogni cosa; e non rimaneva che un vetro +macchiato, sul quale soltanto l'entusiasmo cieco della signora +Giuditta s'illudeva di vedere il ritratto del Modena, il pigionante +illustre fra gli illustri, che aveva fatta la gloria della sua casa. +Quel salotto, l'affittacamere lo metteva a disposizione de' suoi +pigionali; preferiva che ricevessero là che nelle loro stanze, e +quand'era riescita a far gelare un visitatore in quel buco, aveva +l'aria d'aver fatto una larghezza all'inquilino che aveva ricevuta la +visita, e diceva: «Così vedranno che lei abita in una casa ammodo.» +Poi domandava se aveva fatto vedere a quel signore la sua galleria +fotografica di pigionanti illustri. «Gli ha mostrato il ritratto della +Marchionni? Del Boccomini? Del Modena?» Era la sua ambizione aver +gente famosa in casa sua. + +Le persone ignote per quanto buone, cordiali, e se anche pagavano +meglio delle altre, non le nominava mai. + +La signora Giuditta usciva così poco dal suo guscio che la vedevo di +rado. Ma ogni tanto andavo a domandarne nuove. Un giorno, dopo +un'assenza di parecchi mesi da Milano, entrai nella sua porta per +salire a vederla. + +--È morta, mi disse il portinaio. È morta di vaiuolo nero +all'ospedale. + +--Perchè all'ospedale? domandai. + +--Gli inquilini delle sue stanze erano fuggiti appena saputo il suo +male, ed era rimasta sola. + +--Ed i suoi parenti? + +--È venuto un nipote, mi rispose ancora il portinaio, ma soltanto dopo +che era morta per portar via i mobili. + +--Non furono venduti pei funerali? + +--Nossignora. I funerali li pagò quella donnina che veniva spesso ad +abitare una delle sue camere mobigliate. + +--Quale donnina? + +--Non la conosceva? È la moglie d'un commesso viaggiatore, e, quando +il marito era in viaggio e lei non poteva seguirlo, veniva dalla +signora Giuditta per non rimaner sola. Le voleva bene; era l'unica che +andasse a prendere sue nuove all'ospedale.... + +Non era nella galleria dei pigionanti illustri quella, e la povera +vecchia non me ne aveva mai parlato. + +Mutati i particolari della dentiera, dei riccioli, con qualche +variante nelle piccole manìe, le affittacamere di condizione civile +somigliano tutte dal più al meno alla signora Giuditta. Per loro +quella magra industria rappresenta la fine d'una vita delusa; una +tavola di salvamento a cui si aggrappano per non morire d'inedia, +quando hanno perduto famiglia, agiatezza, gioventù ed illusioni. + +Ce ne sono altre invece, che non furono mai più fortunate, che vengono +dal popolo; per quelle la professione dell'affittacamere non è una +fine ma un principio, un punto di partenza per giungere a gloriosi +ideali. Ne cito un esempio nel capitolo seguente. + + +II. + +La madre aveva servito molti anni in una casa signorile. La sua +padrona, morendo, le aveva lasciati dei mobili, coi quali la Teresa +era tornata in famiglia a deplorare co' suoi la spilorceria della +morta. + +--Non ho avuto fortuna, diceva. Ci sono delle signore che hanno +qualche affezione da nascondere, debbono ricevere lettere, visite, +uscire senza farsi scorgere, e senza l'aiuto della cameriera non fanno +nulla. Oppure fanno dei debiti colla sarta, colla modista, bisogna +farle star zitte perchè il marito non gridi, ed è ancora la cameriera +che cerca una somma in prestito, va ad impegnare i gioielli, a vendere +qualche cosa; ed allora la padrona non guarda pel sottile, le mancie +corrono, si hanno dei doni, si può raggranellar del denaro per non +morire poi nella miseria. A me invece è toccata una padrona che non +vedeva più in là del naso; marito e figli, figli e marito; nessun +lusso; ed in casa lavorava che era una vergogna. A questo modo una +cameriera rimane sempre povera. Non è come la cuoca che maneggia il +denaro; per noi se non capita una circostanza.... + +La Teresa aveva un marito, operaio sfaccendato, un figlio quasi sordo +e quasi muto, inetto a qualsiasi mestiere, e due figlie. + +Dopo aver disprezzati quei mobili «dei cenci, che non metteva conto di +dir grazie, buoni da far legna per l'inverno, che una donna ricca +avrebbe dovuto vergognarsi di lasciarli in eredità, ecc.» ciascuno vi +adagiò sopra le sue speranze. + +--«Mobiliare delle camere da affittare,» Questa fu l'idea concepita ed +approvata da tutta la famiglia. Ma ogni individuo la considerava sotto +un punto di vista speciale. + +--I mobili sono miei; se ne caveremo da vivere, la padrona di casa +sarò io sola, suggeriva l'orgoglio della Teresa. + +--Ci sarà sempre qualche poltrona o qualche tavola da restaurare, si +dovranno stendere i tappeti, appiccar le cortine od i capoletti; sarà +una scusa per lasciar la bottega, e non far più il falegname, +calcolava l'infingardaggine del marito. + +--S'avranno in casa degli artisti, degli ufficiali, dei signori; ci +faranno la corte, e troveremo da maritarci bene e saremo ricche. Era +l'ideale delle ragazze. + +E tutti d'accordo pensavano: + +--Quello stupido Michele, che non sa parlare e ci sta sulle spalle a +tutti, terrà pulite le camere e servirà i pigionanti. Sarà un modo di +cavarne partito. + +Quando conobbi quella gente erano molti anni che facevano +l'affittacamere. + +L'ideale della Teresa s'era avverato in parte. La faceva da padrona +dispotica col marito e lo tiranneggiava. Ma le figlie tiranneggiavano +lei. Avevano voluto tenere dei pigionali a dozzina, e la Teresa era +stata obbligata a cucinare il pranzo, ed a servire a tavola, dove +c'era sempre il suo posto, ma non le si dava tempo di sedere. Era una +vecchietta secca ed arcigna, che si faceva gli occhi cisposi a forza +di rimpiangere la spilorceria della defunta padrona, la grettezza dei +pigionanti, la pigrizia del marito, la meschinità della professione, +l'ingratitudine degli uomini.... + +Il marito aveva infatti lasciata da anni la bottega, ma era curvo a +forza di piegarsi ai comandi di tutti; le tre donne gli rinfacciavano +il pane che mangiava; gli facevano fare ogni sorta di lavori in casa, +ma non ne tenevano conto; ed egli faceva tutto male e di malavoglia; +ma qualche cosa doveva pur fare, e non aveva mai un soldo in tasca, e +passava le giornate sonnecchiando sotto una tempesta di rimproveri, +lasciando dire, e mangiando quel che gli davano, seduto al focolare +come un gatto domestico. + +La figlia maggiore, Ernesta, era vecchia, anemica, un po' calva; le +mancavano parecchi denti, ed aveva il lobo d'un orecchio spaccato. Da +un gran pezzo aveva lasciato il mestiere di modista, e teneva in +ordine la biancheria delle camere e degli inquilini. Era sempre in +moto, sempre affaccendata; si pettinava a metà del giorno, qualche +volta la sera; se il lavoro era soverchio non si pettinava affatto. +Strascicava le ciabatte, portava dei vestiti tutti frittelle, colla +pedana sfilacciata, la vita disadatta, i gangherini o i bottoni +mancanti, ed una vecchia pezzuola annodata al collo. Ed in +quell'arnese, se s'imbatteva coi pigionanti, si metteva a discorrere +di _partizioni_, di _scritture_, di _quartali_, d'impresari, di +soprani _pastosi_, di tenori che _baritoneggiano_, di _do di +petto_.... conosceva tutto il gergo teatrale, e se ne gloriava. +Toglieva la fascia ai giornali teatrali degli artisti che aveva in +casa, e li scorreva curiosamente, poi diceva alla madre o alla +sorella, o, in mancanza di quelle, anche al padre: + +--Ha avuto un _gran successo_ a Lisbona. Ha fatto furore al Covent +Garden nella _Linda_. È _scritturato_ a Bukarest con quaranta mila +lire per venticinque recite e la _beneficiata_.... + +--Quello è un grande artista! Che fortuna deve fare! È un fenomeno! + +E tutta la famiglia stava in ammirazione di quell'innominato che +chiamavano sempre _lui_, e l'Ernesta si pavoneggiava, e godeva, come +se si fosse trattato di lei stessa o di suo marito. Si abbandonava a +narrare dei particolari gloriosi della carriera di _lui_: dame che se +n'erano innamorate, giovani dell'_alta aristocrazia_ che avevano +staccati i cavalli dalla carrozza e l'avevano strascinata all'albergo, +serenate, doni di gran valore, versi.... Chiunque li avesse uditi +parlare con quella passione, con quell'entusiasmo, avrebbe creduto che +quella gente ricordasse un caro assente, un figliolo, la gloria e +l'amore della famiglia. + +Invece _lui_ era stato l'amante dell'Ernesta; l'aveva trascinata con +sè per qualche tempo di teatro in teatro, facendola stare nelle quinte +ad aspettarlo con un mantello per coprirlo quando rientrava sudato, +facendole portare la scatola da toletta, cucire gli accessori dei +costumi. Poi un bel giorno lui aveva sposata una prima donna ricca, e +l'Ernesta era tornata a casa coll'orecchio fesso da uno schiaffo, che +le aveva fatto saltare l'orecchino da un capo all'altro del teatro. + +E di quelle scene brutali ne aveva sofferte molte, a giudicarne dallo +stato in cui era ridotta; e sui primi tempi dopo il suo ritorno non +aveva osato mostrarsi per le strade di Milano, aveva pianto, aveva +mandato ogni sorta d'imprecazioni. Ma le imprecazioni erano sempre +state rivolte alla moglie. Tutto l'odio dell'Ernesta e della sua +famiglia era per quella donna. «Se non fosse entrata di mezzo lei coi +suoi denari, presto o tardi l'Ernesta sarebbe riescita a sposarlo, ed +ora sarebbe moglie d'un grande artista, e ricca, ed in grado di +aiutare i suoi....» + +La slealtà, il carattere violento, i trattamenti brutali di _lui_, +s'erano andati cancellando dalla loro memoria man mano ch'egli saliva +in rinomanza. Non potevano voler male ad un uomo che aveva acquistato +tanto nome e tanto denaro. La loro cupidigia e la loro vanità erano +lusingate solo dall'idea che essi avevano avuto in casa il tenore +famoso, che l'Ernesta era stata due anni con lui, e possedeva ancora +delle lettere sue! + +Intanto la figlia minore era cresciuta e s'era fatta una bella +giovane. A quindici anni, prima assai d'avere ben imparato il mestiere +di sartora, aveva lasciata la scuola di sartoria perchè le altre +scolare erano troppo volgari; non poteva adattarsi a vivere con loro. + +Non già che la Teresa avesse mai pensato di far istruire la figlia. +L'aveva mandata alle scuole comunali, finchè non l'aveva creduta in +grado di essere accettata da una sarta per fare le imbasciate e +portare lo scatolone, e poi non ci aveva pensato più. Ma la Maddalena +aveva ascoltate fin da bambina le reminiscenze teatrali della sorella, +e ne era sempre stata orgogliosa. Poi era cresciuta nella compagnia +dei cantanti, attori, giornalisti, ufficiali, che occupavano le stanze +mobiliate. Quei signori l'avevano vezzeggiata da bambina, e +corteggiata appena s'era fatta adolescente. Un giovane tenente, che +aveva passato più di sei mesi a Milano, le aveva insegnato un po' di +francese, usando per libri di testo i romanzi di _Dumas père_. La +Maddalena se n'era appassionata. Credeva d'averci imparata la storia +di Francia, e quando poteva parlare di Maria Antonietta, di Luigi +decimosesto, della rivoluzione, di Marat, si dava l'aria di saperla +lunga. Quel tenente era stato il suo primo amore; un amore +sentimentale da giovinetta. Poi era partito e non se n'era saputo più +nulla; gli era succeduto il cronista d'un giornale teatrale, che aveva +portato da leggere alla Maddalena delle romanze, dei libretti d'opera, +e le aveva letti lui stesso dei versi del Fusinato, e le Lettere a +Maria dell'Aleardi, sulle quali la Maddalena aveva versate molte +lagrime, all'indirizzo del tenente. Ne aveva imparati dei brani a +memoria, che declamava con enfasi, sbagliando le pause. + +Tutte queste sentimentalità erano state causa del disaccordo tra la +Maddalena e le sue compagne di scuola alla sartoria. Lei si credeva da +più di loro, e voleva sfoggiare il suo sapere. Loro la trovavano +stravagante e la burlavano. + +Quando la Maddalena si mise a lavorare in casa, tra che non sapeva +ancora il mestiere, tra che pensava a tutt'altro, fece un grande +sciupìo di roba, disgustò le prime pratiche, e le rimase tutto il +tempo immaginabile per leggicchiare e declamare, e fare le +chiacchierine galanti cogli inquilini delle stanze mobiliate. + +Nello stesso casamento, al pian terreno, c'era un giovane tappezziere +che s'era innamorato della sartorina; ma lei si credeva nata ad alti +destini, e diceva che «_colla sua educazione_, non avrebbe mai potuto +adattarsi a sposare un operaio. Era avvezza a vivere _in una società +più alta_». E la famiglia partecipava alle sue illusioni. + +Anzichè scoraggiarsi pel caso disgraziato dell'Ernesta, ne traevano +degli argomenti in appoggio alla loro vanità. Vedete un po', dicevano, +che fortuna ha fatto quello là, e che gloria si è acquistata. Se +l'Ernesta fosse sua moglie, ora sarebbe come una regina. E invece, se +avesse sposato un operaio, sarebbe una povera donna, e si logorerebbe +la vita a lavorare pel marito e pei figli. Non ci sono che gli +artisti; il mondo è per loro. + +Che l'Ernesta poi non fosse stata sposata, e fosse finita così +miseramente, era per loro un caso eccezionale da attribuirsi +all'incontro fatale di quella prima donna ricca. La Maddalena sarebbe +certo più fortunata. + +C'era sempre fra i pigionanti qualche preferito, pel quale si +appassionavano tutti, madre, padre e figlio; quello era il candidato +alle nozze della Maddalena. Portava dei biglietti d'ingresso pei +teatri, accompagnava le due sorelle, vestite troppo in gala, ed ornate +di vecchi cappellini e piume e gioielli falsi, avanzi di qualche +cantante passata per le loro stanze mobiliate, pagava un gelato, o un +bocconcino da cena al ritorno, che godevano tutti in famiglia sulla +tavola della cucina; e questo bastava per farlo entrare in grazia: +«Era gentiluomo, le aveva accompagnate rispettosamente come fossero +state due dame; e generoso; e con che bontà si era messo a cenare in +famiglia; si vedeva subito una persona bene educata; se la Maddalena +sapeva accaparrarselo....» + +Poi il candidato se ne andava pei fatti suoi senza domandare la mano +della ragazza, e diventava un briccone o poco meno. + +La Maddalena era troppo romanzesca per badare al denaro; per lei +l'ingegno era tutto. Si innamorò d'un attore drammatico affatto +ignoto, che era succeduto al cronista del giornale di teatri, nel +sottoscala. Era poverissimo, ma si sentiva destinato alla gloria. +Ammirava la cultura straordinaria della sartina; la dichiarava capace +di comprenderlo, e sovente la sera recitava per lei sola delle scene, +che _nessun altro attore sapeva interpretare_. Tutta la famiglia si +commoveva, piangeva, lo trovava sublime. Poi, «con quella bontà delle +persone d'ingegno», diceva la Maddalena, la faceva provare a recitare +anche lei. E lei declamava con enfasi dei versi di libretti d'opera, +che erano la sua passione; ce n'erano di quelli che la facevano sempre +piangere, specialmente quelli della _Traviata: «Croce e delizia al +cor»_. + +Per la Maddalena e per l'attore fu il contrario. Cominciarono dalla +delizia. La croce venne dopo vari mesi, quando egli trovò da +collocarsi in una buona compagnia, e partì dicendo, col suo bel +accento romano, che andava _«a cogliere allori per la sua fanciulla»_. + +E ne ebbe infatti di quegli allori che, sebbene senza radici e +destinati ad appassire presto, giovano sempre ad un artista. Ma quanto +ad offrirli alla «sua fanciulla» non ci pensò affatto. La Maddalena +cominciò dallo scrivere lettere piene di fiducia e d'amore, e dal +parlare con tutti del suo fidanzato, del suo sposo, coll'idea di dare +all'assente una prova di fedeltà. Ma l'assente non ne tenne conto, e +la povera giovane passò per quella lunga serie di giorni affannosi, in +cui la donna innamorata aspetta ogni mattina una lettera che non +viene, riprende a sperare ogni sera, e torna ad esser delusa il +domani, fa mille congetture dolorose, trema, poi riscrive, poi aspetta +daccapo, finchè il sospetto le si insinua nel cuore, si rafforza, +cresce fino alla disperazione. + +La disperazione della Maddalena fu doppiamente grande, perchè le +nacque una bambina, ed in quella circostanza il padre, chiamato con +suppliche e telegrammi, rispose con una lettera fredda, esprimendo dei +dubbi sulla sua paternità. «La casa era sempre piena di giovinotti, la +Maddalena chiacchierava con tutti, e lui non poteva sapere fino a che +punto fossero andate le loro relazioni». + +In un giorno di scoraggiamento l'Ernesta, che aveva sempre in mente +delle scene teatrali, disse: + +--Se ora il tappezziere venisse a dirti: «Io t'amo sempre, perdono +tutto, tua figlia sarà mia figlia; vuoi sposarmi?» + +La Maddalena crollò il capo e rispose: + +--Non potrei adattarmi. Sono avvezza alle persone ben educate, ben +vestite, che parlano bene. Poi soggiunse guardando la sua bambinetta +che giocava per terra: + +--Quando l'Aida sarà grande (le avevano messo quel nome d'opera) +baderò bene di non affittare che a giovani già avviati nella loro +carriera. Se Alberto non avesse avuto bisogno di allontanarsi da me +per guadagnarsi nome e denaro, non mi avrebbe dimenticata. + + + + +FEDE. + +/* O let him whose sorrow + No relief find, + Trust in God and borrow + Ease for heart and mind. + + _(Inno protestante)_. + + +Ormai non era più possibile negare che l'unico figlio ed erede del +professore Trestelle, filosofo materialista, aveva un'ombra scura +intorno al labbro superiore. E, dacchè questa verità era stata +riconosciuta, le esigenze del signorino avevano rotto ogni freno. Le +sue scarpe non erano mai lucide a sufficenza; ed i colori e la finezza +delle calze erano argomento di lunghe e minute istruzioni, e di +altrettante lagnanze; i solini riescivano sempre o troppo o poco +insaldati, e nessuna tavolozza possedeva la tinta precisa di turchino +che avrebbero dovuto avere. + +La zia Giuliana, sorella del professore materialista, e la serva, +erano affaccendate tutto il santo giorno per tenere in ordine il +guardaroba del Don Giovanni in erba; ed intanto il governo della casa, +la cucina ed il resto, andavano alla peggio. + +Un giorno il professore filosofo, che nella sua qualità di +materialista, alla tavola ci badava molto, chiamò sua sorella, posò +gli occhiali sul volume di Darwin che stava leggendo, e disse: + +--Così non si va avanti. Bisogna prendere una donna che si occupi +esclusivamente della cucina. + +La zia Giuliana cominciò le ricerche, e le aspiranti si succedettero a +processione, e ciascuna aveva da narrare una storia commovente per +raccomandarsi. + +Il professore materialista rideva del suo riso da scettico a quelle +narrazioni, e rimandava le postulanti. + +Finalmente si presentò una vecchia smilza e lunga, vestita di nero, +tutta ravviata e pulita, con uno scialle nero che le copriva il capo e +veniva ad incrociarsi sul petto. + +--Come vi chiamate? domandò la zia Giuliana. + +--Cecchina. + +--Siete maritata? + +--Sono vedova. + +Il professore, che assisteva a quel dialogo, smise di leggere, +accavallò le gambe, e, preparando il sorriso scettico, stette a +sentire la barbarie del marito. Ma la Cecchina non diceva nulla. +Allora cominciò lui per incoraggiarla: + +--E vostro marito.... + +--Mio marito è morto, che Dio l'abbia in gloria. + +Il sorriso scettico si accentuò terribilmente, ed il professore +ripresa: + +--E non v'ha lasciato nulla? + +--M'ha lasciato tre figlioli. + +--E con questi tre figlioli siete obbligata a servire? + +--Sono poveri ed hanno famiglia; se lavorano loro, è giusto che +lavori anch'io. + +--E vivete sola? + +--Nossignore. Sto col più giovane dei miei figli e colla nuora. + +--Andate d'accordo colla nuora? + +--Si cerca di sopportarsi con pazienza, da buoni cristiani.... + +Il professore, senza alzar gli occhi dal libro, disse: + +--Non credo che facciate al caso nostro. Si cercava una cuoca. + +--Scusi tanto, riprese la Cecchina. Mi era stato detto che si +contenterebbe d'un mangiare semplice.... Scusi tanto. + +E s'avviò verso l'uscio. Ma la zia Giuliana le teneva dietro cogli +occhi. Sapeva che la cucina casalinga e pulita era il debole di suo +fratello, e la pulizia di quella donna la incantava. Perciò indovinò +che non sarebbe disapprovata trattenendo la cuoca, e le domandò: + +--E voi lo sapete fare un mangiare semplice e buono? + +--I miei signori si contentavano, rispose la Cecchina. + +--Perchè li avete lasciati i vostri padroni? + +--Perchè i figli s'erano fatti grandi e volevano un cuoco. + +La zia Giuliana disse che prenderebbe informazioni; ed infatti le fu +confermato quanto la Cecchina aveva detto. Per dieci anni aveva +servito nella famiglia d'un avvocato. La signora aveva una malattia in +una gamba, e la povera donna l'aveva sempre curata, medicata, +assistita. Poi l'aveva vegliata assiduamente quand'era stata per +morire; ma morta lei, i figli avevano trovato che un cuoco avrebbe +dato alla casa più lustro di quella povera vecchia, ed avevano +licenziata la Cecchina senza nessun compenso pe' suoi lunghi e fedeli +servigi, tranne il salario convenuto. + +La Cecchina aveva cinquantasei anni, ma ne dimostrava almeno dieci di +più. Aveva pochi capelli, quasi tutti bianchi, gli occhi infossati +nelle orbite, e due solchi alle tempia, che facevano pensare ai crani +umani allineati negli ossari; le guance erano due cavità, ed il mento +sporgeva innanzi pel ravvicinamento delle gengive, a cui erano mancati +quasi tutti i denti. Eppure dalla fronte, dalla linea diritta del +naso, dalla piccolezza della bocca, e dall'ovale del volto, si capiva +ancora che quella donna era stata bella. + +La zia Giuliana disse che, fra le cuoche che s'erano offerte, quella +era la migliore per ogni rispetto, ed il professore, sempre +brontolando che era una beghina, una baciapile, un'ignorante, finì per +accettarla al suo servizio. + +E beghina era infatti la Cecchina. Ogni mattina, prima d'andare dai +padroni, entrava in chiesa a sentire la messa, e la sera, nel tornare +a casa sua, passava ancora a dire un'Avemmaria. Ma era laboriosa, +discreta, onesta; e la zia Giuliana, che badava a mantenere l'ordine +della famiglia ed era tollerante per il resto, lasciava che suo +fratello gridasse contro la «strana confusione d'idee di quella donna +e gli errori grossolani, e fatali al progredire della civiltà», e si +teneva preziosa la nuova serva, e le pigliava a voler bene, e la +interrogava sul suo passato. + + +C'erano degli episodi strazianti, delle scene tragiche in +quell'esistenza oscura e desolata. + +La Cecchina era figlia d'un salumaio di Como, che aveva un po' di +quattrini e soltanto quattro figlioli; tre maschi e quell'unica +fanciulla. S'era maritata a diciassette anni con un uomo vicino ai +quaranta, che aveva una vecchia relazione con una mugnaia di +Borgovico. + +Naturalmente, di quella relazione la Cecchina non ne sapeva nulla +allora; ma il marito, che era un barocciaio e faceva continui +trasporti di grano al mulino, aveva sposato quella giovinetta più per +i soldi del babbo che per lei; tanto più che il babbo salumaio, aveva +una cera da moribondo pel mal di fegato che soffriva, e non gli si +sarebbero dati sei mesi di vita; i figli maschi se n'erano andati pel +mondo, chi a Lecco, chi a Varese, ed uno fino a Milano; ed il +barocciaio calcolava che, morto il vecchio, avrebbe fatto casa comune +colla suocera, e sopratutto banco comune nella bottega. Tutto questo +andava molto a sangue alla mugnaia, la quale, per il denaro, avrebbe +venduta l'anima al diavolo, e tanto più facilmente aveva venduto il +suo carrettiere a quella giovinetta, sicura come era di ricomprarlo +con un'occhiata furba de' suoi occhi trentenni. + +Non occorre dire che, dopo il matrimonio, Ambrogio continuò, grazie al +grano ed al mulino, la sua tresca colla mugnaia grassa come una +quaglia, serbando alla giovane sposa gli amplessi violenti delle sue +ore d'ebbrezza, e le busse delle ore tristi, quando l'altra lo +tribolava per avere i quattrini, che il suocero si ostinava a serbare, +con quel filo di vita epatica, che gli durava Dio sa come. + +Intanto madre natura, che non è punto sentimentale, badava a fare il +suo compito senza curarsi se il carrettiere fosse ubbriaco od +innamorato; e nella casa della giovine sposa i bambini si tenevano +dietro l'uno all'altro come le canne dell'organo; ce n'erano già tre, +due maschi ed una bimba. + +Ed il salumaio non moriva. Anzi, contro ogni aspettativa, un bel +giorno gli morì la moglie di polmonite. La povera Cecchina pianse +amaramente la perdita della sua mamma; ed il carrettiere riformò il +suo programma, e pensò di andar a vivere col suocero il quale, oltre a +mantenergli la moglie ed i figlioli, gli avrebbe lasciato metter mano +nella cassetta del banco. + +Ma il suocero, epatico e malandato com'era, si trovava per l'appunto +nella stessa condizione di lui; aveva un'amante; e la recente +vedovanza gli permetteva di sposarla. Figurarsi se voleva in casa +tutta quella tribù di figlia e genero e bambini, a disturbargli la +luna di miele! Lo avesse pur voluto lui, c'era la seconda moglie che +ci metteva riparo, perchè alla cassetta del banco voleva starci lei; +era quello l'unico amore che l'aveva spinta nelle braccia magre del +vecchio salumaio. + +Allora il barocciaio sfogò contro la Cecchina tutta l'amarezza della +sua delusione, e furono rampogne, busse, miserie d'ogni sorta, fino al +giorno tremendo in cui la poveretta si vide portare a casa il marito +moribondo sopra una barella. + +--Aveva il viso, i capelli, il collo, tutti coperti di sangue, narrava +la Cecchina; e non si capiva neppure dove fosse la ferita. Quando vidi +quell'orrore, mi posi a gridare: «Madonna santa! com'è stato?» E gli +uomini che lo avevano portato mi risposero: «È per quella strega +bionda di Borgovico. Ha saputo che Ermanno il barcaiolo le bazzicava +in casa, e ci andava dopo di lui; e lui, nell'uscire, lo ha aspettato +alla porta, e quando l'ha visto venire, gli è balzato incontro colla +sua frusta da carrettiere, gridando:--«Vai dentro se n'hai il cuore, +che ti stacco il collo con questa corda, guarda!» Ma l'altro, che va +sempre col coltello affilato in tasca, ha detto: «Serbala per le +bestie la tua corda da frusta, villano: questo taglia meglio, per Dio +santo!» E lo ha steso in terra d'un colpo». + +La Cecchina abbassava la voce nel raccontare quelle infamie, e +sopratutto le bestemmie, come se temesse che il Padre Eterno avesse a +sentirla di lassù. Ma la zia Giuliana la interrogava con tanto cuore, +che lei si faceva animo a raccontar tutto, e proseguiva: + +--Mandai una vicina a chiamare il medico, e misi in fascie un lenzuolo +buono, per bendare la testa a mio marito, e mi veniva il pianto dal +cuore, perchè, malgrado tutto, era il mio uomo, ed avevo quei +figlioli; ed avrei fatto ogni cosa per assisterlo ed alleviargli il +male. Ma appena potè parlare, egli domandò la sua mugnaia; la chiamava +piangendo, «che quell'altro brigante non gliel'avesse a portar via». +Cosa farci? Era moribondo, e la volontà dei moribondi non si deve +contrariare. Mi toccò a me d'andarla a cercare, e pregarla di venire +se non voleva farlo morir disperato. E poi dovetti starmene in un +canto a veder lui che si buttava con le braccia fuori dal letto +incontro a quella donna, e la supplicava: + +«Oh Maddalena, non mi abbandonare, che t'ho voluto tanto bene; non mi +abbandonare!» E morì pregando lei come se fosse stata la Madonna. + +Rimasta vedova, la Cecchina aveva dovuto provvedere per parecchi anni +a sè ed ai figli col solo lavoro delle sue mani. Aveva fatto la +lavandaia, la serva, la barcaiola, la filatrice. Poi i figli avevano +cominciato a guadagnare qualche cosa. Ma, avvezzi ad esser mantenuti +dalla mamma, si facevano tirare pei denti a dar qualche soldino in +casa, e soltanto la figliola, tornando dalla filanda, portava tutti i +denari della settimana alla Cecchina, e non domandava nulla. + +C'era un altro giorno doloroso, un altro nuvolone nero su +quell'orizzonte grigio, su cui il sole non aveva mai mandato un raggio +di calore nè di luce. + +La Cecchina, istigata dalla zia Giuliana, narrava la partenza di suo +figlio per l'esercito, mentre il professore sorbiva, lento lento, il +caffè. + +--Giovanni era stato esente dalla leva perchè era il primo ed io era +vedova, diceva la vecchia; e pochi mesi dopo aveva preso moglie e se +n'era andato a Dongo a lavorare nella fabbrica di ghisa. L'anno dopo +dovette andare Michele alla leva; quello non c'era modo di salvarlo. +Quando dovette partire, spogliai la casa di tutto quanto avevo. Quella +poca tela messa da parte per la ragazza la vendetti; e poi gli diedi +fin il mio anello nuziale, che lo vendesse a Milano per procurarsi +qualche soldo. La mia figliola, poveretta, diceva: «Dategli tutto, +mamma; accontentatelo, perchè sarà lui che dovrà darvi pane quando +sarete vecchia; io me ne vado con questa tosse; m'ha uccisa la +filanda». Io non credevo, perchè era tanto giovane e, dalla tosse in +fuori, non pareva malata; era più stanca che altro; con un po' di +riposo avrebbe ripreso colore e sarebbe tornata come prima; ne ero +sicura. Quello che mi crucciava era Michele, che se ne andava via fin +in capo al mondo, dove c'erano i briganti. + + +--Quella mattina, me la ricordo sempre. Tirava un vento che il +battello a vapore saltava sul lago come un cervo nel bosco, e veniva +giù una pioggerella diaccia, che era come sentirsi cadere addosso +tante punte d'aghi. Quando mi alzai, Michele era già uscito; e la +Teresa dormiva nel mio letto tutta rossa in volto come un fiore; +dormiva il dolce sonno della gioventù; ed io pensai: «Che morire! +questa la salvo per me; il re non me la prende questa, e fra un mese +sarà guarita; non si muore con quei colori, e con quel sonno +profondo». + +--Ed uscii in punta di piedi pensando a quella consolazione che mi +restava, in mezzo a tanti guai. Quando mi accorsi che pioveva, non +tornai neppure indietro a pigliare l'ombrello per non svegliare la mia +figliola. Per che cosa svegliarla? per condurla a piangere laggiù alla +stazione? C'è sempre tempo di piangere a questo mondo. + +Ci volle un bel tratto a giungere a Camerlata, e quando arrivai ero +fradicia. La folla dei coscritti e dei parenti s'era riparata sotto la +piccola tettoia, dove si stava pigiati che non si poteva muovere un +dito. Ma io ero alta, e rizzandomi in punta di piedi, potevo cercare +il mio figliolo al disopra delle teste degli altri. Dopo molto +guardare, mi riescì di scorgerla in un angolo la sua testa bruna e +riccioluta. Michele era là, rincantucciato in fondo alla stazione, col +viso rivolto al muro; e guardava in terra. Mi sentii serrare il cuore. +Ero sicura che pensava alla sua mamma, e si nascondeva la faccia, per +non farsi scorgere che ci pativa tanto ad abbandonarmi; non era un +ragazzo espansivo, ma in quel momento il suo cuore di figlio doveva +farsi sentire. Chiamai più volte: «Michele! Michele!» Ma non mi udì. +Allora feci a spintoni, senza badare alle maledizioni ed agli urti che +mi rispondevano, ed a forza di fare, mi riescì di arrivargli vicino, +tanto da potergli toccare una spalla. Si voltò in fretta, ed aveva gli +occhi rossi e grossi come pugni. Gli stesi le braccia singhiozzando: +«Sono qui, Michele, sono io». E mi pareva che dovessi morire là sul +suo cuore, oppure andargli dietro dove il re lo mandava. + +Ma lui non me le stese le sue braccia. Il capo solo aveva voltato +verso di me, e la persona era ancora rivolta al muro, e le sue mani +posavano sulle spalle d'una ragazza pallida, che piangeva senza +asciugarsi le lagrime. + +--Oh mamma! mi disse, cosa vi è saltato in mente di venir fuori con +questo tempo? + +Io non potei rispondere; avevo un gruppo in gola, ed un freddo mi +correva nelle vene, come quando avevo veduto il mio uomo morire colle +mani sulle mani della sua mugnaia. Mi caddero le braccia, e rimasi là +senza dir nulla; egli mi susurrò spingendo il capo indietro: + +--Andate, mamma, andate a casa; non lasciate sola quella poveretta, +che se ne va alla malora, se ne va. + +Che il signore mi perdoni, perchè in quel momento non ci ho veduto +più, e gli ho gridato: + +--Taci, malaugurio! Non ti basta di abbandonare la tua mamma come un +cane per badare a far all'amore, mi vuoi far morire quella sola +figliola che mi vuol bene! Non troverai mai bene a questo mondo, +guarda! + +M'era appena scappata di bocca quella parola, che ero pentita; ma +avevano aperto i cancelli, e tutti s'erano pigiati per uscire. Mi +trovai là, vergognosa di quanto avevo detto, abbandonata, estranea a +tutti in mezzo a quella gente che si baciava e piangeva l'un per +l'altro. Il cuore di mio figlio se l'era preso quella giovane che non +aveva fatto nulla per lui. Ed io, che lo avevo allevato, e che m'ero +distrutta lavorando per dargli pane, ero così mortificata d'essere +andata là a sorprenderli, come se avessi fatta un'azionaccia. + +Gli avevo portato un dispiacere e delle male parole all'ultim'ora, per +mia memoria. Non osai più accostarmi. Lo vidi che dal vagone +continuava a parlare con la sua ragazza ed a stringerle la mano +traverso lo sportello, ed a guardarla con quegli occhioni gonfi, dove +c'era tanto amore da riempiere il cuore a dieci mamme; ma non ne +toccano alle povere mamme di quegli amori e di quelle occhiate là. +Neppure quando il treno si mise a fischiare, per dire: «Badate, si va +via; affrettatevi a salutare le vostre mamme»; neppure allora pensò a +cercarmi. Le carrozze si allontanarono adagio, adagio, poi più in +fretta, più in fretta, e lui sempre fisso a guardare quella giovane, +come se lo avesse messo al mondo lei; e quando il treno era tanto +lontano che stava per scomparire, si vedeva ancora una cosa che +sporgeva dal finestrino e s'agitava adagio, adagio, con un movimento +di grande malinconia: era la testa di Michele che salutava la sua +ragazza. + +--Ecco; l'uomo non è che un animale, disse il professore materialista, +che, senza parere, aveva dato retta a quel discorso, e seconda gli +istinti della natura. + +E la Cecchina, che non aveva capito le sue parole, disse, appunto come +se rispondesse: + +--Se non fosse stato il pensiero della religione, io l'avrei +strangolata quella giovane, che mi rubava il cuore di mio figlio. Ma +pensavo che questa vita passa presto, e ne viene un'altra dove saremo +tutti uguali, poveri e ricchi, e chi più avrà patito troverà più +compenso.... + +Il professore mise fuori una risatina scettica, e la Cecchina, +credendo che riflessa di quanto leggeva nel libro, abbassò la voce e +disse, parlando alla zia Giuliana: + +--È sempre la speranza d'una vita migliore che ci dà la forza di +sopportare i dolori di questa vita qui. + + +Una mattina che Ettore doveva andare a caccia, fece un casa del +diavolo perchè la Cecchina tardava a giungere con certe calze di lana +forti, che aveva avuto l'incarico di preparargli per quel giorno. + +--Non può tardar molto, disse la zia Giuliana; sarà andata alla messa. + +--Ma è insopportabile questa beghina, gridò il giovinotto. Ci fa +aspettar tutti pel suo pregiudizio della messa. Cosa spera cavarne? Il +pane siamo noi che glielo diamo. + +--Bisogna aver pazienza, osservò la zia; è una buona donna. + +--La morale, sentenziò il professore, può svolgersi e progredire da +sè, distaccandosi dalla religione. + +--Ma che cosa promette la morale a questi disgraziati, che non hanno +avuto un'ora di gioia in tutta la loro vita? Che compenso può dare per +tutti i dolori che hanno patito? domandò la zia. + +--Se fossero meno ignoranti, rispose il professore, +comprenderebbero.... + +--Ah! se lo fossero, meno ignoranti! Ma intanto sono così; e +patiscono, ed hanno patito dacchè sono al mondo; e dacchè sono al +mondo si sono rassegnati, perchè hanno creduto ad un compenso nel +mondo di là. Ma va ad illuminarli colla tua scienza; va a dirgli che +il mondo di là non esiste; che quando avranno ben tribolato finchè +resta fiato nei loro poveri polmoni, andranno sotterra, e sarà finito +tutto; che delle gioie che gli altri godono, degli amori che ci +consolano, de' tuoi buoni pranzi, del bel fuoco a cui ti scaldi, della +poltrona morbida dove siedi comodamente a chiacchierare per +distruggere la loro fede, non ne proveranno mai le dolcezze; che se +furono diseredati in questa vita, peggio per loro; che l'altra non è +che un sogno.... Provati ad illuminare la loro ignoranza prima di +farli eguali a te, e vedrai se si rassegneranno ancora, e se non +diranno che, poichè non c'è una vita migliore, vogliono ad ogni costo +la loro parte di bene in questa. + +La sera, nell'ora in cui il tepore del caminetto ed il caffè caldo e +profumato tenevano legato il filosofo nella sua poltrona, la zia +Giuliana interrogò la Cecchina sulla sua figliola. + +--Oh! Dio! Di tutti i miei dolori, quello è stato il più crudele, +esclamò la vecchia. Da quel giorno che Michele me l'aveva detto, non +potei più levarmelo dalla mente che se ne andava. Più la vedevo rossa, +e più pensavo: «Ecco; ha la febbre che la brucia di dentro». La +condussi all'ospitale, ma non la vollero tenere; e mi dissero che +bisognava nutrirla bene. Sempre carne e vino buono. Dove le potevo +pigliare queste cose io? Lavoravo come un ciuco; tutto il giorno alla +fonte a lavare, che mi si raggranchivano le gambe pel gelo; tutta la +notte ad agucchiare, dormendo appena tanto da non morire; ma ci voleva +altro. Quando passavo dinnanzi al caffè e vedevo dei giovinotti forti +e robusti che mangiavano delle bistecche, mi sentivo tutto il sangue, +tutto il mio sangue di madre, che ribolliva: e dover tornare a casa a +darle della minestra di riso a quella poveretta! E così se n'è andata; +l'ho vista morire ogni giorno un poco, finchè una mattina mi disse: + +--Mamma, torna presto dalla fontana, perchè mi sento come se dovessi +andarmene quest'oggi. + +Anch'io lo sentivo, e mi si schiantava il cuore. Non andai alla fonte; +andai dal parroco, e per quella volta non ebbi vergogna a dirgli che +mi desse qualche cosa per fare un brodo a quella povera creatura cara. + +Ma quando tornai colla carne, era già fredda. Neppure vederla morire, +m'è toccato! Ah! se non fosse il pensiero di ritrovarla nel mondo di +là.... + +--Non aveste mai una consolazione in tanti anni, che ci narrate sempre +dolori? domandò la zia Giuliana. + +--Mai! esclamò la Cocchina, coll'accento della verità. Poi, +riprendendosi, soggiunse: + +--La mia consolazione è di pregare il Signore che mi riunisca alla mia +figliola nell'altra vita, e che dia del bene a' miei figli che sono +tanto poveri che si induriscono il cuore e diventano persino cattivi. + +La zia Giuliana prese dal tavolino il trattato di filosofia e lo porse +malignamente al professore. Ma quella sera il filosofo non lesse +forte, e la mattina dopo, quando Ettore ricominciava a gridare contro +la bigotteria della Cecchina, che per andare a pregucchiare gli faceva +aspettare il caffè, fu il babbo stesso che disse: + +--Lasciala stare, povera donna.... Poichè la sua fede le fa del +bene.... + + + + +TRE PAIA D'ALARI. + + +Il maestro Cavalletti aveva la moglie, otto figlioli, sè stesso ed una +servetta da mantenere; è vero che esercitava due professioni: dava +lezioni di pianoforte ad una lira per lezione--prezzo da provincia,--e +sonava la viola nell'orchestra del teatro, quando il teatro era +aperto, che è quanto dire soltanto nel carnovale. Ma erano sempre +undici persone a vivere sul lavoro di dieci dita. È facile immaginare +come scarseggiassero i mobili in quella casa. Però non mancava un così +detto pianoforte, vecchia spinetta scordata ed inaccordabile, sulla +quale tutti i membri della famiglia sapevano eseguire un pezzo ad +orecchio, non escluso l'ultimo bambino di cinque anni, che sonava la +prima battuta del _Parigi, o cara,_ con un ditino solo. + +Il più vecchio della casa era il babbo, che non aveva ancora +quarant'anni; erano tutti sani, tutti belli, tutti allegri. Dal +mattino alla sera la spinetta non si chiudeva mai, e le sue note +stridenti straziavano senza posa i nervi dei vicini; ma i Cavalletti +avevano dei nervi robusti, e sopportavano con serenità olimpica le +stonature, le voci rauche ed affannose di quell'invalida, che da tempi +immemorabili formava il diletto della famiglia. + +Un'altra cosa, che durava da tempi immemorabili, e che non era +tollerata con altrettanta rassegnazione, specialmente dalla signora +Cavalletti, era l'assenza completa degli alari nel camino. Ogni volta +che s'accendeva il fuoco, bisognava architettare con infinito studio +l'edificio delle legna per tenerle sollevate senza quegli arnesi +indispensabili. Ma, appena il fascio di rami era bruciato nel mezzo, +_crac_, si piegava, e tutte le legna precipitavano giù nella cenere, +soffocavano la vampa e spegnevano il fuoco. Bisognava ricominciare +daccapo, per riescire, su per giù, agli stessi risultati, e dopo vari +esperimenti, la cenere pioveva fuori dal caminetto, le legna +sporgevano nere, polverose, aggressive, tutta la famiglia aveva le +mani tinte, e la stanza era più diaccia di prima; le ragazze si +lagnavano d'aver insudiciato il ricamo, i ragazzi ridevano, ed i +parenti, visto il caso disperato, concludevano che il meglio era +andarsi a coricare; si risparmiava freddo, legna e fatica. Soltanto la +signora Cavalletti mentre ricopriva colla cenere quel simulacro di +fuoco, diceva: «Se ci fossero gli alari!...» + + +Una mattina il maestro, nell'uscir di casa, vide dal portinaio due +alari di ferro. Era la fine dell'anno, l'epoca dei pagamenti, ed il +borsellino del maestro non era del tutto a secco. + +Si pose a contemplare quei due arnesi, formati da pochi bastoncini di +ferro, che parevano due croci. + +--Li vuol comperare? disse il portinaio. Sono dell'inquilino del terzo +piano che li vuol rinnovare. + +--Quanto costano? domandò il maestro, nel quale la tentazione si era +svegliata affamata, come una marmotta che si desta dopo sei mesi di +sonno. + +--Non saprei; ma poco di certo, rispose il portinaio; li hanno dati +alla cuoca; è lei che li vende. + +Si chiamò la cuoca, si scambiarono domande ed offerte, ed il maestro +finì per pagare due lire e cinquanta centesimi quegli alari, che +risalirono trionfalmente i tre piani da cui erano discesi, ed uno di +più, e furono accolti dalla signora Cavalletti coll'entusiasmo con cui +si accoglie l'appagamento d'un ideale. + +Quel giorno la serva rientrando dal mercato, i ragazzi e le giovinette +tornando dalla scuola, trovarono i bambini in capo alla scala, che, +cogli occhi luccicanti ed il sorriso che scopriva i dentini bianchi, +facevano a chi darebbe primo la grande novella e gridavano tutti col +più alto tono della loro vocina: + +--Sai che ci sono gli alari! Ci sono gli alari! + +I nuovi venuti, senza nemmeno posare il cappello, colla cartella dei +libri a tracolla, correvano a vedere, e tutti gli altri dietro per +gioire della loro ammirazione. Anche il maestro, che aveva fatto +l'acquisto, quando giunse a pranzo ricevette da tutta la famiglia in +coro il grande annunzio, e sebbene rispondesse ridendo: «Li ho +comperati io», dovette andar a vedere gli alari a posto nel camino +spento, salvo ad ammirarli dopo pranzo nell'esercizio delle loro +funzioni. Quel giorno il desinare fu corto. Tutti erano impazienti di +dar fuoco alle legna. E la sera nessuno ebbe sonno, nessuno si tinse +le mani, la signora Cavalletti non ebbe nulla da fare col fuoco, che +crepitava allegro fra rami e ceppi solidamente sorretti dagli alari. +Tutta la famiglia, raccolta intorno al camino, apprezzava la nuova +agiatezza che s'era procurata, e ne godeva. + +--Era una spesa necessaria, diceva il capo di casa. + +--E ne avremo finchè vivremo noi, e poi li lasceremo ai nostri figli, +soggiungeva la madre. + +--Così il caminetto fa buona figura, osservavano le ragazze, e se +capitasse qualche amico, non si avrebbe a tremare di vedergli rovinare +il focolare domestico sulle scarpe, per disgustarlo delle gioie della +famiglia. + +E capitò infatti qualcheduno, e si fecero cuocere le castagne per +festeggiare l'acquisto degli alari. + +Tutti si coricarono tardi, ben riscaldati e contenti; il fuoco, che +era stato fino allora una fonte di lagnanze, di disturbi e di liti, +divenne un elemento di benessere nelle serate d'inverno, e la famiglia +Cavalletti, dopo l'acquisto degli alari, ebbe un desiderio di meno ed +un piacere di più. + + +L'inquilino del terzo piano era un romanziere; uomo d'ingegno, di +spirito, colto, amabile, riesciva piacevolissimo in compagnia. Aveva +la moglie ed una figliola di sedici anni, colte esse pure, che +sapevano intrattenere il capo di casa, e tenergli testa nelle +conversazioni, spesso un po' fantastiche, un po' sottili, colle quali +rallegrava, e qualche volta turbava anche, le sue serate domestiche. +Il dottor Valeri passava spesso la sera dal signor Carpi, che abitava +il primo piano del casamento: un riccone che aveva molti quattrini e +li spendeva allegramente. + +Appunto una sera, entrando nel salotto sfarzoso del suo vicino, il +dottore vide luccicare nel caminetto due alari monumentali di bronzo +dorato. Non avevano gran pregio per il disegno, e non erano neppure di +molto buon gusto. Ma costavano parecchie centinaia di lire, ed il +proprietario, che li aveva fatti venire da Parigi, ne andava superbo, +senza troppo badare alle linee più o meno artistiche; erano due alari +da gran signore, tutti ne convenivano. Cosa si doveva pretendere di +più? + +--Che progresso! esclamava il signor Carpi giubilando. Quando penso a +certi vecchi alari di ferro che ho trovati nel castello di Trestelle +quando l'ho comperato, e che ornavano il focolare ospitale di quei +marchesi! Io non sono marchese; i miei avi non so che fossero alle +crociate; eppure con questi alari se ne comprerebbero dieci paia di +quelli là. Al punto cui sono giunti ora il _comfort_ e l'eleganza, la +vita riesce veramente bella. + +E, sdraiato in una comoda poltrona, gioiva del suo splendido acquisto, +che aggiungeva un lusso di più alle tante ricchezze della sua casa. + + +Fu appunto quella sera che il dottor Valeri, amante del bello come +tutti i poeti, alla vista di quei sontuosi alari di cattivo gusto, +sentì tutta la miseria de' suoi rustici alari di ferro, e provò il +desiderio d'averne un paio più eleganti dei suoi, e di miglior gusto +di quelli del Carpi. Il giorno dopo andò egli stesso nel miglior +negozio della città, fece metter sossopra ogni cosa, fece una scelta, +poi si pentì, poi scelse di nuovo; mutò parere una dozzina di volte, e +finì per comprare due buoni alari di ferro nichellato, con _motivi_ di +bronzo dorato, che pagò circa un centinaio di lire. Regalò alla cuoca +i loro modesti predecessori, che passarono a deliziare la famiglia del +quarto piano, e collocò nel caminetto i nuovi alari maestosi e +lucenti. + +Ma non si è poeti senza essere un po' filosofi, e non si è filosofi +senza essere cavillosi, senza almanaccare e far lunari a proposito di +tutto, senza cercare in ogni cosa il pelo nell'ovo, a costo di +rendersi infelici. + +Quella sera il dottor Valeri, stando accanto al fuoco, incominciò ad +osservare ben davvicino coll'occhialetto i nuovi alari, poi disse: + +--Questi lavori francesi hanno però sempre qualcosa che non soddisfa +interamente il gusto. Li chiamano lavori d'arte industriale, ma +«_Maurice ne fait rien, c'est Lazare qui fait tout_». L'arte ci entra +per 5 e l'industria per 95. Sono cose fatte bene, ma, anche in quelle +che hanno maggior apparenza di lusso, si vede la lesineria, la +preoccuzione del far presto e del buon mercato. In ogni disegno, in +ogni fregio, apparisce l'avidità del fabbricante, che pensa a +risparmiare cinquanta centesimi di metallo e di lavoro. + +--Via! disse la signora Valeri, non cominciamo a guastarci il piacere +di quest'acquisto col troppo sottilizzarci sopra. È un fatto che di +alari simili se ne vedono pochi. + +--Se ne vedono pochi! esclamò il dottor Valeri. E non sai che il +fabbricante ne manda migliaia e migliaia di questo stessissimo modello +per tutto il mondo? Già, sono copiati, e male, da un paio d'alari del +museo di Cluny, che ricordo benissimo, e che vidi anche incisi in un +libro del Lacroix. Figurarsi che gusto, avere un oggetto che conoscevo +a memoria prima di possederlo, e che forse m'accadrà d'incontrare +domani in dieci case d'amici. Metteva conto di spender cento lire per +questo! + +--Cento lire! sospirò la signorina. E pensare che c'è tanta gente che +muore di freddo, e che con cento lire si potrebbero comperare venti +quintali di legna! Pensare che quei poveri naufraghi della _Jeannette_ +vanno errando fra le nevi ed i ghiacci della Siberia, senza fuoco e +senza pane! + +--Ci si trovano per loro volontà, disse la mamma, nè possiamo +aiutarli. + +--Sì; ma la loro volontà è stata eroica, e quell'eroismo frutta a loro +tanti patimenti, i piedi gelati, la tisi, l'oftalmia, forse la morte; +e noi perchè siamo indolenti, ci godiamo le poltrone soffici, il fuoco +e gli alari.... È la giustizia di questo mondo. + +--Fortunatamente queste miserie sono rare, osservò la signora Valeri. +Qui non ne vediamo. + +--Ma ne vediamo delle altre non meno strazianti, ribattè la ragazza. +Alla villa dei signori Icchese, che pure sono dei padroni buoni e +generosi, c'è nel casamento dei contadini un vecchio, infermo da +molti, molti anni. La mattina, tutti i suoi di casa vanno a lavorare +in campagna, e lui rimane solo; non può voltarsi se altri non l'aiuta; +deve passare la giornata, otto, dieci ore, sempre nella stessa +positura; gli dolgono le ossa fino allo spasimo, gli si lacera la +pelle, gli si formano delle piaghe; ma deve rimanere là, immobile sul +fianco indolenzito, senza un cane che lo assista; ed è un capo di +casa, un padre di famiglia. E quando i giovani rientrano dai campi, +stanchi, affamati, lo voltano con mal garbo, infastiditi di quella +nuova fatica. Ha il letto in una stanza a terreno, proprio di contro +alla finestra; e quando io passavo nel cortile, e lo vedevo là, con +quegli occhi fissi e desolati, in quell'abbandono, fra quelle coperte +miserabili e sporche, vecchio, sofferente, inebetito, sentivo vergogna +della mia gioventù, della mia salute, de' miei bei vestiti, e passavo +tutta curva per non far nascere nella sua mente un confronto +disperante. + +--Tu l'hai veduto soltanto in quest'ultimo periodo della sua vita; in +gioventù sarà stato felice. Intanto ha dei figli, dunque ebbe degli +amori e delle gioie. Credi pure, bimba, che queste disuguaglianze +profondamente ingiuste non possono esistere; la somma della felicità e +dell'infelicità è distribuita equamente per ogni vita umana. + +--Tu non sai forse, disse il dottor Valeri alla moglie, che questo, +prima di te, lo disse il Leopardi. Io ci ho pensato a lungo, ed ho +finito col persuadermi che è vero; perchè i piaceri non si gustano se +non relativamente alla condizione in cui si vive. Se quel vecchio +fosse trasportato nello stato nostro, godrebbe una beatitudine +infinita, esulterebbe di gioia. Se egli pensasse a noi, supporrebbe +che noi viviamo una vita di delizie. Invece il nostro animo è +nient'altro che tranquillo, ed in un angolo del nostro cuore veglia la +malinconia. E se nella condizione nostra mettessimo ora un gran +signore, il signor Carpi, per esempio, si troverebbe miserabile. + +--Eppure, babbo, non puoi negare che abbiamo gustati dei giorni di +vera felicità, e speriamo di gustarne ancora; mentre quel vecchio.... + +--Quel vecchio avrà esauriti i suoi. Noi abbiamo goduti dei giorni di +felicità? Li sconteremo più tardi colle ricordanze e coi confronti. +L'ha detto anche Dante che la ricordanza dei giorni felici è il +maggiore dei dolori. È un fatto che la somma della felicità è uguale +per ogni vita umana. Quanto più uno s'affretta a goderla, a +restringerla in un breve spazio di tempo, tanto più squallidi +rimangono gli anni sui quali l'ha presa in anticipazione. Una donna +che è molto bella, molto amata in gioventù, esaurisce tutte le sue +gioie, e poi passa il resto de' suoi giorni a rimpiangere la bellezza +perduta, a desolarsi della sua decadenza, del suo isolamento. +Napoleone I a Sant'Elena era di certo più infelice de' suoi compagni, +perchè era caduto da più alto, aveva goduto di più. A noi stessi, +questa sera danno piacere questi alari nuovi, ma domani la serata ci +parrà più vuota perchè non avremo un'altra novità da gustare. +Qualunque cosa facciamo, non possiamo che trasportare da un giorno +all'altro la poca gioia assegnata a ciascun giorno, e mangiare +anticipatamente la rendita dei giorni futuri. + +Rimasero tutti per qualche momento silenziosi, guardando il fuoco +malinconicamente. + +Intanto entrò la serva, tutta animata e sorridente, e, nell'accendere +i lumi per i padroni, disse: + +--Scendo ora dal quarto piano. Si è fatto un gran ridere; si sono +mangiate le castagne; una vera festa per quegli alari che hanno +comperato. + +--Ne sono contenti? domandò il dottor Valeri. + +--Altro che contenti! Felici! esclamò la serva. + +--Ecco, concluse la signora Valeri; loro sono felici, e noi... Sapete +che ho da dirvi? Che è un guaio lavorar troppo col cervello, che... +«_Ah! ne raisonnons pas, c'est bien assez de vivre_». + + + + +NELL'AZZURRO. + + +Era una giornata serena dello scorso agosto. Il cielo era tutto +azzurro cupo, tranquillo, senza una nube bianchiccia o cinerea, che +macchiasse di un'ombra nera le pendici rocciose dei monti; senza +neppure quegli screzi rosei a tinte luminose e calde, che sono, +sull'infinita serenità del cielo, come l'espressione dell'affetto +sulla bellezza d'un volto. + +Il sole alto del meriggio spandeva una luce bianca, abbagliante, +monotona sul vasto piano della Brianza, ed appena le masse enormi +delle montagne gettavano delle ombre scure sulle colline sottostanti. + +Nelle adiacenze della villa tutto era fresco e rinverdito dalle +pioggie recenti; i fiori abbondavano, e, con quel resto di profumo +scampato alle frequenti lavature degli acquazzoni, attiravano i +piccoli sciami di farfalle bianche, a svolazzarci intorno il loro +giorno di vita. + +M'avanzai sulla scalinata fuori dalle sale vaste ed ariose, facendo +lunghe inspirazioni di quell'aria buona, e pensando che i contadini, +se si nutrono male, se lavorano come negri, se patiscono ogni sorta di +disagi, hanno però quel grande compenso dell'aria vasta, abbondante, +pura dai miasmi e dalle esalazioni malsane delle grandi città. Hanno +la luce, lo spazio e l'immensa bellezza della natura.... + +Pensavo codesto allontanandomi via via dalla villa, isolata nel suo +largo piano di giardini e pergole e boschetti, ed avviandomi verso un +gruppo di case coloniche sferzate dal sollione. Mi ricordavo i bei +quadri del Santoro Rubens, tanto ammirati all'Esposizione di Torino, +ed un po' trascurati dai critici; quei gruppi di case bianche, un po' +screpolate, un po' scrostate, battute dal sole ardente del mezzodì, +povere, nude, di cui la grande bellezza è la verità. E pensavo, come +avevo pensato dinanzi ai quadri del Santoro, che avrei voluto vivere +in quelle case, che il bello non è soltanto nelle ville e nei palazzi +signorili; che, forse, la villa maestosa che mi ero lasciata dietro, +era meno pittoresca di quei casamenti miserabili, a cui l'arte non +avrebbe avuto bisogno d'aggiungere nulla, nulla fuorchè il loro +immenso sfondo di cielo azzurro, per farne un bel quadro. + +In tutto questo c'è la bellezza della semplicità, della natura. I +contadini godono il meglio della creazione: vivono una vita primitiva, +che è la vera vita, naturale, senza artifizi, e crescono più forti di +noi, ed hanno meno impegni e meno crucci; e non hanno il cuore +avvelenato dai nostri dubbi e dal nostro scetticismo, e conservano gli +affetti vergini e forti. Oh, la pace serena delle campagne!.... + +Di passo in passo, e di paradosso in paradosso, giunsi nel cortile dei +coloni. Sebbene avessi gli abiti corti, dovetti rialzarli qua, e poi +là, e poi ancora là, per non insudiciarli in certe pozzanghere +melmose, che le oche sorseggiavano beatamente, dimenando la coda in +segno di piacere. + +Una serie di pollai e di porcili, catapecchie di canne e di legna +erette alla peggio, facevano un semicerchio di fronte alle case. Ogni +famiglia aveva il suo, ed il cortile ne era circuito ed enormemente +ristretto. Ed ogni famiglia possedeva il suo letamaio appena fuori +dell'uscio. Sotto la vampa del sole, quelle grandi masse in +putrefazione fermentavano, ed esalavano un puzzo atroce che avvelenava +l'aria. E tra casa e casa, i fasci di canapa, rizzati ad asciugare, +confondevano le loro esalazioni pestifere con quelle dei pollai, dei +porcili, del letame. Erano ondate di malaria che mi sentivo entrare +per la bocca, pel naso, per tutti i pori, e mi davano un senso di +paura che mi limitava il respiro, come se, ad ogni inspirazione, +dovessi ingoiare i germi di una malattia. + +Ma i contadini non ne facevano caso. Le donne erano sedute sui +rispettivi usci coi bambini in collo; i fanciulletti ruzzolavano in +terra nel sudiciume, mangiucchiando un resto di zuppa, fatta con pane +dì granturco e brodo di acqua e lardo. E gli uomini, che avevano +finito quel banchetto, s'occupavano, chi a rassettare la canapa, chi a +frenare col badile certi rigagnolotti nerastri e viscidi, che +sfuggivano dalla base dei letamai, ricchezze disperse, che +s'infiltravano nel suolo infecondo del cortile e delle stanze terrene. + +Una giovane bruna, massiccia, con due larghi occhioni stupidi e +chiari, annaspava matasse di seta, piangendo in silenzio; un pianto +cruccioso, soffocato, punto drammatico, un vero pianto di dolore; un +pianto di madre. + +Non poteva parlare; furono le altre donne della sua casa, Maddalena la +cognata, e la vecchia nonna, che risposero per lei. Aveva una bimba +moribonda. + +--Sono i denti, disse la nonna. È più d'un mese che sta male a quel +modo; ma ora avrà presto finito..... + +--In casa nostra i maschi sono forti, ma le bimbe non si salvano, +soggiunse la Maddalena. Io ne ho perdute sei.... o sette?.... + +--Sette, suggerì la nonna. + +--È vero, sette. Sono morte tutte. Cosa farci? Sono cose preparate. + +--Il Signore ce le dà, il Signore ce le piglia, tornò a dire la +vecchia, a cui il puzzo del letamaio insegnava l'apatica rassegnazione +di Giobbe, + +Un singhiozzo infrenabile della povera mamma; desolata, rispose a +quella sentenza crudele. Continuò a girare l'aspo con una mano sola, +mentre coll'altra alzava il grembiule, e vi nascondeva dentro le sue +lagrime silenziose. + +Salii al piano disopra per vedere la bimba malata. La finestra della +stanza da letto era chiusa, e, di fuori, una specie di tettoia di +paglia scendeva giù come una tenda, per intercettare quella poca luce +che avrebbe potuto entrare da quell'apertura troppo stretta. Un odore +di granturco, di frutti conservati, di saponata e di panni sporchi, +respingeva indietro. La bimba moribonda era stesa sulla culla, e +ravvoltolata in una quantità assurda di pannolini, di fascio, di +gonnellino, di scialli, tutta roba di colore sospetto, che esalava un +odore scellerato. Aveva coperto anche il viso con un cencio di +salvietta. + +In quell'ora ardente, in quei giorni canicolari, la cosa che faceva +più spavento a quel cuore di madre, era l'aria; e soffocava la sua +creaturina sotto quel mucchio di sudiciume per preservarla dal freddo. + +La piccina era tutta gonfia, e sulle sue piccole membra arrotondate +dall'edema, dovunque c'era una di quelle fossette che sono la grande +bellezza dei bambini, il tempo aveva deposto una traccia nera. Non +potei a meno di farlo notare alla madre, e di domandarle se non lavava +la sua figliola. + +Mi rispose che attribuiva la sua malattia all'averle lavati i piedini +un mese prima, _in luglio, coll'acqua del pozzo_. + +Le diedi un po' sulla voce; cercai di persuaderla che l'acqua non fa +male, che la nettezza è il primo elemento di salute, che i bambini +vanno lavati spesso, ecc., ecc. + +Quelle donne m'ascoltavano meravigliate e la Maddalena disse: + +--Ecco. Noi s'ha tanta paura a toccare i bambini coll'acqua fredda, e +loro, che sono signori, non ci badano manco. _Forse_ non si farebbe +male a lavarli, come dice lei. + +E la nonna, dopo un momento di riflessione, fece questa scoperta +peregrina: + +--E sarebbero anche più puliti! + +Ridiscesi quel rompicollo di scala buia, e tornai nel cortile, seguita +dalle tre donne. + +La Maddalena teneva in braccio una piccola trovatella, che aveva presa +a baliatico dall'ospedale, dopo aver sepolta, come la madre dei +Macabei, la sua settima figliola. Era una bimba sottile fino alla +trasparenza, delicata e bianca come un gelsomino, ma bella come +l'amore dei mortali ne crea di rado. + +--Madonna santa! Dice che è bella codesta? esclamò la nonna. Se pare +un morticino! + +--Sarebbe forse bella, disse la Maddalena che ci metteva +dell'ambizione, se non fosse tanto distrutta e senza colore. + +--Ma come volete che i bambini stieno bene con questo putridume +d'intorno? Perchè avete messo la canapa qui? Non sapete che guasta +l'aria, che la rende malsana?.... + +--Lo crede, signora? disse con aria di dubbio. Noi ci si è avvezzi e +non si sente nulla. Si potrebbe ben metterla un po' più lontano la +canapa. + +--E i letamai? soggiunsi incoraggiata da questa mezza concessione. +Perchè non li trasportate giù nei campi lontano dall'abitato? + +--Oh provvidenza cara! esclamò la nonna ridendo. E tutti si misero a +ridere; poi un uomo si fece innanzi appoggiato al badile con un +atteggiamento dottorale e mi disse: + +--Ce lo metterebbe lei il suo scrigno, laggiù nei campi? Il letamaio, +si figuri che sia il nostro scrigno; è di lì che caviamo quel poco +pane. Se lo mettiamo lontano, come si fa a sorvegliarlo perchè non ce +lo rubino? + +--Ma intanto qui l'aria si guasta, ed i bambini muoiono. Sospirai +scoraggiata da quell'argomentazione troppo convincente. + +--Questo è vero che ne muoiono tanti, confermò la madre dei Macabei. +Ma cosa farci? + +E la vecchia soggiunse: + +--Vanno a star più bene di noi. Hanno finito di tribolare. + +La madre della piccola malata continuava ad annaspare in silenzio, +ingoiando tratto tratto un singhiozzo; ed ogni tanto mi guardava con +certi occhi ebeti, traverso le lagrime, che facevano piangere. Non +avevo mai visto dolore più represso e muto nella sua intensità. Se ne +vergognava, e faceva sforzi inauditi per dissimularlo. + +Il giorno dopo, quando tornai nel cortile, la bambina era morta. + +--E la Teresa? domandai. È lassù presso il cadaverino della sua +figliola? + +--Che! mi risposero. È andata alla Madonna del Bosco. Dice che vuol +star là tutto il giorno. + +Se n'era andata, mentre il corpo della piccola morta era sempre là +nella culla. + +--È andata sola? domandai. Suo marito non è con lei? + +--Oh signora! Suo marito è nei campi a lavorare. + +--Povera donna! sospirai, addolorata dalla grande sventura che le era +toccata. + +--Crede, che m'è dispiaciuto anche a me? disse la nonna, dubitando +quasi ch'io potessi prestar fede a tanta sensibilità. + +--Ed alla mamma rincresce _anche_ di più; soggiunse la Maddalena, che +era riescita a questa scoperta dopo i suoi sette esperimenti. + +Più tardi vidi il marito della Teresa seduto sul sasso davanti +all'uscio col figliolo primogenito sulle ginocchia. Lo carezzava +leggermente colle sue grosse mani; pareva un padre amoroso; credo che +lo fosse realmente per quel fanciullo robusto; ma una bimba di pochi +mesi, è troppo piccola e fragile cosa, per quelle rozze nature; non ha +ancora una personalità; sembra a loro una puerilità il piangere per +quell'inezia muta ed inerte nelle sue fasce, come si piange per una +persona matura. Gli domandai della moglie, e mi rispose con aria da +uomo che la sa lunga: + +--Io gliel'ho detto alla mia donna, che non istia a far scene: che non +va bene. Vuol ammalarsi anche lei? + +--E la lasciate laggiù sola, alla Madonna? + +Pietro mi guardò, poi si guardarono l'un l'altro, lui, la nonna e la +cognata un po' confusi. Non capivano cosa pretendessi. + +--Quando tornerà? domandai. + +--Ma! disse la nonna. Non l'ha detto. Ha i suoi parenti da quelle +parti; forse anderà da loro. + +--Ma verrà prima di sera? + +--Chissà! rispose il marito. Potrebbe restare a dormire da' suoi. + +Erano tutti tranquilli. Nessuno si mostrava afflitto per la bimba +morta, nessuno era inquieto per la madre, il cui dolore, in mezzo a +quella rozza apatia, pareva un caso patologico, un esaltamento. +Cercavano anzi di scusarla, mi dicevano che era giovane, che era la +prima volta che le moriva una creatura, e che era accaduta la +disgrazia quando non ci era ancora preparata. E ripetevano come per +riabilitarla ai miei occhi: + +--Ma fra qualche giorno le passerà, e non ci penserà più. + +Ero tormentata dal pensiero di quella donna abbandonata a sè stessa, +con quel gran dolore, in un luogo solitario. Pensavo ad alcune mie +amiche inconsolabili, che, dopo molti anni, piangono ancora amaramente +i figlioletti perduti, e soffrono al vedere un bambino di quell'età. +Pensavo di che compianto, di che doglianze, di che venerazione noi +circondiamo quel santo dolore di madre, senza che ci riesca tuttavia +di mitigarlo. E fremevo all'idea di quell'anima desolata e sola +nell'isolamento della campagna, senza una parola amica per +confortarla, senza uno sguardo amoroso che vegliasse su di lei. Ai +piedi della Madonna del Bosco sapevo che scorre l'Adda; e sapevo pure +a che consigli estremi e disperati può condurre un gran dolore. + +Tutto il giorno fui in pena; e quando cominciò a farsi buio indussi +Pietro ad andare in cerca della moglie. Ci andò per compiacermi, senza +comprendere di cosa avessi paura. + +Non c'erano che due chilometri, e tornò presto, tranquillo come +quand'era partito. + +--È andata da' suoi, mi disse. Gliel'ho detto ancora che non deve +crucciarsi a quel modo. S'avrebbe pari se s'avesse a far così. Anche a +mio fratello è morta una bimba quest'inverno; e bella, e prosperosa! È +morta in due giorni di quel male in gola; ed aveva già quattro +anni.... + +--Ma anche a lui sarà dispiaciuto...., osservai. + +--Siii; sulle prime gli è dispiaciuto tanto; ma cosa farci? È venuto +con me una giornata; siamo stati fino alla sera a Lecco..... + +Prima di lasciare la campagna andai daccapo a vedere della Teresa. Era +tornata, ma non era in casa. Domandai come stesse: + +--Oh le è passato, mi risposero parecchie voci; poi la Maddalena +soggiunse: + +--_Forse_ di dentro le rincresce ancora; ma ora è _ragionevole_. + +Passando nell'orto vidi la Teresa, curva a terra che raccoglieva delle +patate. La chiamai e si rizzò per salutarmi. Aveva gli occhi rossi e +le lagrime le rigavano il viso. Se le asciugò in fretta col rovescio +della mano, e si sforzò di sorridere nel dirmi: + +--Buon giorno, signora. + +Aveva il pianto alla gola e le tremava la voce, povera donna. In +quella venivano in su due contadini, un giovane ed un vecchio, curvi +sotto il carico enorme di cinquanta chilogrammi di fieno, che +portavano sul capo. Sotto quella frangia di erbe penzolanti che li +soffocava, il loro volto era violaceo, le vene erano turgide, gli +occhi iniettati per lo sforzo. Le goccie di sudore, dalla fronte +scendevano sulle ciglia, e prima di cadere pendevano tremolando come +lagrime. Nel passarci accanto il più vecchio guardò la Teresa, e fece +l'atto di crollare il capo, che però il peso esorbitante gli +constringeva all'immobilità, e disse con voce strozzata dallo sforzo: + +--È ancora giovane, povera figliola. Lasci passare degli anni, e poi +lo capirà anche lei, che quelli che stanno meglio sono quelli che se +ne vanno in paradiso. + +Tenni dietro coll'occhio a quella vecchia figura ricurva, schiacciata +sotto quel carico inumano. Dio gli conservi la fede consolante del +paradiso! + + + + +SENZ'AMORE. + + +I. + +--Oggi è venuto alla scuola un ragazzo nuovo, che ha lo stesso nome di +me! esclamava un fanciulletto di undici anni, in sottanella da +chierico, entrando tutto affannato nella cucina del signor Dogliani, +colla cartella a tracolla, e il panierino della colazione sul braccio. + +--Oh! + +--Ah sì! + +--Che ridere! risposero ad una ad una le tre sorelline alle quali +aveva parlato; ma risposero sbadatamente, senza distogliere la loro +attenzione dalla cuoca che stava girando lo sprone intorno agli +agnellotti per frastagliarli a bei festoncini uniformi. + +--Tutti e due i nomi! tornò a dire lo scolaretto accostandosi alla +tavola. E guardava le bambine aspettandosi di vederle molto +meravigliate. + +--Tutti e due i nomi! Vincenzo Dogliani! + +Ma le bambine avevano ben altro da fare pel momento che dargli retta. +La Laura prendeva ad uno ad uno gli agnellotti, e li disponeva giro +giro sulla tafferia. La Maria, un po' più piccina, che poteva avere +sette anni, raccoglieva i ritagli di pasta man mano che la cuoca li +staccava, e li passava all'Elena, la sorella maggiore, già vicina ai +dieci anni, che ne faceva una pagnotta, la rimpastava e la rispianava, +col matterello. + +Vincenzo stette un tratto a guardarle, poi, vedendo che nessuno gli +badava, cercò di togliere il matterello all'Elena, col pretesto +ch'egli aveva maggior forza per maneggiarlo, e la fece stizzire. Tentò +aiutare la Laura, e si fece dar sulla voce dalla cuoca perchè toccava +gli agnellotti colle mani sudice; e finì col prendere il vasetto della +tafferia, e, colla scusa di infarinare gli agnellotti, fece cadere una +tale pioggia di farina sulla tavola, sulle mani della cuoca, sul capo +delle bambine, dappertutto, che la cuoca, spazientita, li cacciò fuori +tutti quattro, e chiuse dispettosamente l'uscio della cucina. + +L'Elena si mise a correre ridendo e scotendo il capo per farne cadere +la farina, e gli altri dietro, tenendosi per gli abiti. + +Così entrarono come una raffica nella stanza da pranzo, dove il signor +Dogliani leggeva un giornale accanto al fuoco mezzo spento, ed una +giornante stirava la biancheria di bucato sulla tavola a ribalte, che +più tardi doveva essere allargata ed apparecchiata pel pranzo, ed +intanto, colle ribalte pendenti e coperta dallo stiratoio, serviva ad +un uso più modesto. + +In casa Dogliani tutto era modesto. Non c'era salotto, nè studio; +quella stanza da pranzo teneva luogo di tutto; era vasta e ben +rischiarata da due porte a vetrate che mettevano nel giardino. Presso +una di quelle porte, che non si apriva mai, c'era un tavolino da +lavoro dove la Caterina, ch'era l'unica serva di casa, sedeva la sera +a rammendare il bucato, ed a prepararlo per quella stiratora, la quale +andava a giornata una volta ogni settimana. Alla parete di contro era +addossata una vecchia credenza, e presso la credenza c'era l'uscio. Le +altre pareti erano occupate, una dal camino colla rispettiva cassina +per la legna, l'altra da una scrivania sulla quale i ragazzi facevano +i compiti di scuola, quando il signor Dogliani non ci sedeva lui col +suo librone dei conti. + +Il signor Dogliani era un uomo sulla cinquantina, taciturno, spesso +accigliato, un po' scontroso. Voleva un gran bene ai figli, ma non lo +sapeva dimostrare, o non voleva; di certo non li accarezzava punto, +non si intratteneva a chiacchierare e ridere con loro, ed essi erano +sempre in suggezione col babbo. Del resto era spesso fuori a +sorvegliare i suoi fondi, ed i figlioli passavano la giornata a +scuola. Si riunivano soltanto all'ora del pranzo. + +Quel giorno, dopo essere entrati con tanto chiasso, le tre bimbe ed il +fanciulletto ammutolirono subito appena s'avvidero che il babbo era +già in casa. Lo salutarono, poi si raggrupparono intorno al tavolo per +guardare la stiratora, che badava a dire: «Laura, non appoggiare i +gomiti sulla salvietta che non la posso piegare. Maria, tira indietro +le manine, bada che il ferro scotta.» + +Vincenzo credette il momento buono per richiamare l'attenzione delle +bambine sulla grande nuova che aveva riportata dalla scuola, e che in +cucina non aveva suscitata tutta la meraviglia ch'egli si era +promessa. + +--Date retta dunque, disse a mezza voce. Oggi è venuto alla scuola un +ragazzo nuovo che ha lo stesso nome di me; nome e cognome.... + +Questa volta il risultato fu più inaspettato ancora della prima, +perchè, mentre le bambine stavano per rispondere, la stiratora urtò +col piede Vincenzo sotto la tavola, poi si mise un dito sulla bocca, +accennando che stesse zitto, e che anche le bambine stessero zitte, +che c'era il babbo. + +--Che male c'è?... cominciava a dire Vincenzo, alzando apposta la +voce, perchè gli pareva che anche il babbo dovesse interessarsi di +quel fatto, ed ammonire la stiratora che lo lasciasse parlare. + +Ma il babbo non intervenne, e l'altra daccapo ad urtargli il piede con +più forza, ed a fargli dei cenni misteriosi perchè stesse zitto. Poi +disse: + +--Fammi il favore, Vincenzo, domanda alla Caterina se l'altro ferro è +caldo. + +Era una buona donna, vecchia di casa, avvezza a trattare i ragazzi +senza cerimonie, e Vincenzo obbedì, ed uscì correndo per andare in +cucina. Ma non poteva capire perchè non s'avesse a parlare dinanzi al +babbo di quel suo compagno fenomenale. Era così bello d'aver quella +cosa meravigliosa da raccontare! Dacchè aveva udito la combinazione +strana di quel nome, era stato ansioso d'andarlo a ripetere a casa, di +chiacchierarne colle sorelline, e colla Caterina. Perchè mai glielo +proibivano? + +--Perchè mai? domandavano impensierite le bambine che erano corse +tutte in cucina sulle calcagna del fratello, secondo una loro +abitudine di partire e di arrivar sempre in frotta come una volata di +passeri. + +--Zitti, ragazzi! esclamò la stiratora, entrando anche lei in cucina +col ferro in mano col pretesto di cambiarlo. Non parlate di quello +scolaro nuovo dinanzi al babbo. + +--Ma perchè, Rosa? Di', perchè? esclamarono in coro i bambini, +piantandole in volto i loro otto occhi sbarrati, curiosi, come otto +punti interrogativi. E la Rosa, sempre affaccendata e misteriosa; + +--Perchè gli farebbe dispiacere. Lasciatemi andare, via.... + +--No, no. Di', che cosa gli importa al babbo? Che cosa c'è da far +dispiacere? + +--Non gli fa dispiacere, lo irrita. + +--Ma perchè? Perchè? + +--Ve lo dirò poi; lasciatemi andare, che non s'avveda che sono uscita +per parlare di questo. E cercava di svincolarsi; ma i ragazzi la +stringevano davvicino: + +--No, no. Dillo ora, Rosa. Perchè? + +--Perchè quel ragazzo è figlio d'un suo fratello; ma zitti; vi dirò +tutto questa sera. E profittando dello sbalordimento prodotto da +quella rivelazione, la Rosa sfuggì alle otto braccia che la +trattenevano, e tornò al suo lavoro. + +Questa volta sì che lo stupore fu grande! Esistevano un fratello del +babbo, ed un suo figliolo! Dunque essi avevano un cugino! I ragazzi +perdettero la parola dalla stupefazione, ed invece di correre tutti in +sala da pranzo dietro la stiratora, come non avrebbero mancato di fare +in tutt'altra circostanza, rimasero aggruppati sull'uscio della cucina +a fare delle congetture, a parlare tutti insieme, finchè la cuoca li +chiamò perchè aiutassero a preparare la tavola, mentre la Maria stava +ancora domandando a tutti «se un cugino che non si è mai visto resta +cugino egualmente» senza aver ottenuto una risposta che schiarisse il +suo dubbio. + +Di solito a pranzo il babbo domandava:--Cosa c'è stato di nuovo alla +scuola? Ed i ragazzi cominciavano a raccontare, si animavano, +parlavano forte, ridevano o si bisticciavano; e, ad ogni modo, il +signor Dogliani poteva tacere e pensare a tutt'altro, senza che per +questo regnasse nel desinare di famiglia quel silenzio glaciale, che +toglie l'appetito e fa cattivo sangue. Ma quel giorno non la fece la +domanda che dava la stura alle chiacchiere. Di certo aveva udita la +famosa nuova di Vincenzo, e non voleva che se ne riparlasse. + +Fu un pranzo silenzioso, sbrigato alla lesta; e subito dopo il signor +Dogliani uscì. + +Si può figurarsi con che furia i ragazzi si precipitarono in cucina +intorno alla Rosa che finiva di mangiare, per farle dire di quello zio +e di quel cugino. + + +II. + +--Sì; il vostro babbo aveva un fratello, disse la Rosa; ed erano +venuti su insieme come voialtri, e, da uomini fatti, vivevano ancora +uniti. Possedevano questa casa in Santhià, ed un po' di terreno che +non bastava a farli vivere. Quell'altro, il signor Teodoro, faceva dei +grandi affittamenti di prati e risaie; e vostro padre dirigeva i +lavori, teneva i conti, badava al raccolto, alle vendite. Così gli +interessi comuni prosperavano. Ma quando tutti e due pigliarono moglie +quasi nello stesso tempo, dovettero separarsi. Allora il babbo si +tenne la casa; al signor Teodoro toccarono quei pochi fondi di +famiglia; e ciascuno tirò via ad affittar terreni ed a farli fruttare +per suo conto. Questo fratello qui era di umore tranquillo, pensava a +lungo prima di fare una cosa, e non la faceva se non la credeva buona; +e la vostra povera mamma era una donnina di casa, modesta, che +lavorava dalla mattina alla sera. Quegli altri invece, se il marito +era allegro e sbadato e temerario, la moglie lo era due volte tanto. +«Se si facesse quell'affidamento di diecimila lire?» diceva lui. +«Facciamolo anche di quindicimila», diceva la moglie. E, conchiuso il +contratto, badavano a raccogliere i frutti del terreno, ma punto punto +a pagare l'affitto; ed a fine d'anno i raccolti erano goduti, +quattrini non ne restavano, bisognava ricorrere ai mezzi rovinosi, +ipotecare quei pochi fondi che erano rimasti dall'eredità paterna, +vendere. Poi, appena avevano ripiegato alla meglio, non pensavano più +a malinconie, e ripigliavano la loro vita allegra. C'erano sempre +frotte di signori di Vercelli invitati in casa loro, e pranzi e cene +che era una baldoria, e viaggi ad ogni tratto. + +I bambini stavano a sentire esterrefatti quelle narrazioni che +parevano una fola, e tratto tratto scambiavano tra loro degli sguardi +che esprimevano una grande ammirazione per quello zio splendido e +giocondo. La stiratora continuò: + +--Bisogna anche dire che qui voialtri venivate al mondo in fretta e in +furia, uno sulle calcagna dell'altro, come fate ora quando correte per +la casa, e la vostra mamma, buon'anima, non aveva tempo d'uscir +dall'uscio; mentre laggiù c'era un solo bambino, un po' infermiccio +che stava seduto in una carriola, e non dava da fare a nessuno. + +--Era quello lì della mia scuola? domandò Vincenzo che non poteva +figurarsi quel ragazzo tanto lungo, seduto in una carriola da bimbo +infermiccio. + +--Era quello, rispose la Rosa. Lo avevano chiamato Vincenzo, come te, +dal nome di vostro nonno. Come fu, come non fu, un bel giorno +capitarono qui il signor Teodoro e la moglie, che non ci venivano mai, +e presero il padrone alle strette, là nella stanza da pranzo, e gli +fecero una scenata, che li sentivo esclamare e piangere fin fuori +dall'uscio chiuso. Il fatto era questo: che il signor Teodoro, con +quella smania di far le cose in grande, e di guadagnare grandi somme, +si era arrischiato in una speculazione con un negoziante di Vercelli, +aveva sottoscritto delle carte per avere denaro in prestito; poi era +venuto il tempo di pagare; le carte erano lì che parlavano chiaro, e +lui non aveva quattrini. E non c'era modo di uscirne: o pagare, o +fallire. + +--Che cos'è fallire? domandarono i ragazzi. + +--È un imbroglio da negozianti che non mi riesce di spiegarvi. Tanto +non capireste. Ma di certo non è una cosa buona, tutt'altro. E qui il +padrone strepitava «che non avesse ad accadere quella vergogna, che +anche lui ne avrebbe patito nella riputazione, che un galantuomo non +deve fallire....» Poi quando quell'altro parlò chiaro e domandò il +denaro a lui, ventimila lire che gli occorrevano entro pochi giorni, +il vostro babbo si consultò con la signora, buon'anima, e poi rispose: + +--Senti; queste ventimila lire io e mia moglie le abbiamo messe da +parte a forza di lavoro e di economia, perchè abbiamo dei figlioli; +chissà quanto ci vorrà a rifar questa somma, seppure la si rifarà mai +coi raccolti che non sono più quelli di una volta. Dunque bada a +pensarci seriamente; se questo denaro ti può salvare dal fallimento, +pazienza, te lo daremo, e sarà quel che Dio vorrà. Ma se devi fallire +ad ogni modo, non lo portar via ai nostri poveri bambini, a cui lasci +già la vergogna e gli toccherebbe la povertà insieme. + +Ma quell'altro giurò per tutti i santi: «che con quei quattrini là, +non solo avrebbe accomodato tutti gli affari suoi, ma avrebbe fatto +questo e quest'altro, e guadagnato il doppio di quella somma, e che +l'avrebbe restituita coi frutti», e un mondo di promesse alla sua +maniera. Qui il babbo non ci credeva a tutte quelle grandezze, perchè +sapeva che testa aveva suo fratello; ma disse alla signora: + +--Questo gli risparmierà il fallimento; cosa vuoi farci? ci va del +nostro onore. + +E lei rispose: + +--Ma sì; se è necessario daglieli pure, e qualche santo provvederà. + +E gli diedero le ventimila lire per salvare la loro riputazione di +gente onesta. + +Ma non salvarono nulla, perchè il signor Teodoro, quand'ebbe i denari +in mano, pensò a fare delle grandi speculazioni in America, e scappò +laggiù lasciando qui tutt'i debiti. A Santhià non si parlava d'altro, +e qui in casa si è fatto un gran piangere ed un gran vergognarsi. +D'allora vostro padre, che era già sempre di poche parole, si è fatto +così silenzioso, ed è divenuto più solitario e scontroso che non era +prima; perchè gli pareva che la gente nel vederlo dicesse: «Eccolo il +fratello del fallito». Dio, se ci ha patito! E la vostra povera +mamma,--io le ho sapute da lei tutte queste cose, che mi voleva bene, +e mi diceva tutto per isfogarsi,--non fu più lei dopo quel gran +cruccio, e per la pena di veder suo marito umiliato a quel modo; si +può dire che è stato quello il principio della sua malattia, povera +donna, che Dio l'abbia in gloria. Ora sono due anni che il signor +Teodoro è tornato dall'America con quel figliolino, che s'è rinforzato +un po'; la moglie gli è morta laggiù in mezzo ai selvaggi; e lui ha +girato un po' a Vercelli, un po' a Chivasso, un po' a Torino, ha +finito di consumare quei pochi quattrini che aveva, ed ora è venuto a +Santhià, e vorrebbe che il fratello si rimettesse a far interessi +comuni con lui. Glielo ha fatto dire da varie persone, ma il babbo ha +risposto che lui fa conto di non aver fratelli, dacchè quello che +aveva non è più degno di portare il suo nome, per la cattiva azione +che ha fatta. Dice che è stato il disonore della famiglia e la rovina +de' suoi figli, e non vuol sentirne parlare. Ecco. Dunque, tu, +Vincenzo, bada a non venir più fuori colla tua novità del ragazzo +nuovo, che ha il nome eguale al tuo, perchè gli fai dispiacere, al +babbo. Questa mattina t'ha udito; ho visto io che il giornale gli si è +messo a tremare nelle mani. + +Vincenzo e le due sorelle maggiori avevano ascoltato con grande +attenzione e curiosità quella lunga chiacchierata, e la prolungarono +ancora con molte domande sui particolari, mentre la piccola Maria +dormiva placidamente, colle braccia incrociate sulla tavola ed il +capino sulle braccia. + + +III. + +Da quel giorno il nuovo Vincenzo Dogliani, quel personaggio di cui non +si poteva parlare ad alta voce, e che aveva una storia, divenne, nella +immaginazione de' suoi cugini, una specie di eroe da romanzo. Lo +chiamavano Vicenzino per distinguerlo dal primo Vincenzo, ed appena +questi tornava dalla scuola, le sorelline, curiose di qualsiasi +informazioni sul cuginetto, domandavano: + +--E Vicenzino? + +Vincenzo dal canto suo era sempre pronto a darne notizie. + +--Il suo compito è stato il più bello della scuola, Ha avuto nove in +geografia. Quest'altro mese avrà la medaglia... + +Ma le ragazze preferivano altri particolari meno scolastici. Volevano +sapere se era bello, e quanto era alto, e dove abitava, e se il suo +babbo non lo accompagnava alla scuola; e, soprattutto, una domanda +ripetevano ansiosamente ogni giorno: + +--Non gli hai parlato? + +Sgraziatamente ci volle del tempo avanti che Vincenzo potesse +rispondere di sì. Vicenzino si teneva in disparte, ed evitava +studiatamente il cugino. Egli conosceva i rapporti di parentela che +univano le due famiglie, e le cause che le avevano disunite. + +Aveva poco più di dodici anni, ma era un fanciullo riflessivo, e la +sua intelligenza si era sviluppata presto, grazie alla vita +avventurosa che gli era toccata. Aveva veduto da piccino il babbo e la +mamma godersela in continui spassi, poi piangere e smaniare perchè +avevano speso troppo. Poi, a cinque anni, era stato trasportato a +Genova, e di là sopra un bastimento; e, durante il lungo tragitto, +aveva udito suo padre parlare con esaltazione del dono generoso del +fratello, e dei disegni di speculazioni che faceva lui per far +fruttare quel danaro, il quale doveva essere la sua salvezza e la sua +fortuna. + +Poi, laggiù in America, erano tornati i mali giorni, i debiti, i guai, +e si erano scritte lettere al fratello di Santhià sperando da lui +altri soccorsi. E per quanto, vedendo che le sue lettere rimanevano +senza risposta ed i soccorsi non giungevano, il signor Teodoro, +dimentico del beneficio ricevuto, accusasse il fratello di avarizia e +di non aver cuore, Vicenzino si ricordava quanto aveva udito prima, ed +il sacrificio che lo zio aveva fatto per loro, e capiva dov'era la +ragione e dove il torto. In America avevano cominciato dallo stringere +molte relazioni nella colonia europea; dal dar pranzi e serate, dal +fare i gran signori. Il signor Teodoro diceva che questo acquistava +credito; e così le ventimila lire erano sfumate, e dietro quelle erano +sfumati anche i nuovi amici. E quando Vicenzino aveva veduto la sua +casa nella miseria, e più tardi la mamma, che non era più elegante nè +bella, deperire ogni giorno senza nessuno che l'assistesse, aveva +pensato spesso a quei parenti di Santhià che non aveva mai veduti, ma +che dovevano esser buoni perchè avevano dato tutto il loro avere al +suo babbo in un giorno di sventura. Poi aveva pensato, perchè mai non +li aveva conosciuti quei parenti; perchè mai il suo babbo e la sua +mamma non li frequentavano affatto quando erano nella prosperità, o, +almeno, quando se la spassavano? E perchè avevano ricorso a loro +quando s'erano trovati in quel gran guaio ed abbandonati da tutti? Lo +sapevano dunque che quelli erano più buoni di tutti? Che erano capaci +di perdonare il loro lungo abbandono, la loro noncuranza, e di fare +del bene senza badare al proprio risentimento, soltanto perchè gli +altri ne avevano bisogno e perchè era bene? Aveva pensato tutto questo +il piccolo Vicenzino; ed il suo cuoricino di bimbo si struggeva di +tenerezza per quegli zii che avevano soccorso il suo babbo. + +Dacchè aveva cominciato a ragionare, il suo babbo era stato l'amore, +la gioia ed il cruccio della sua giovane vita. Mentre la sua mente +precoce vedeva e riconosceva i torti di quell'uomo, il suo cuore ne +era affascinato. La madre non lo aveva mai vezzeggiato molto; il suo +amor proprio di bella donna non era lusingato dall'aspetto malaticcio +di quel bimbo, che fino ai cinque anni era stato quasi incapace di +camminare; e quando il bimbo, un po' rinvigorito, aveva cominciato a +crescere, a muoversi come gli altri, e ad essere ammirato per la sua +bellezza gracile ed un po' effeminata, la povera donna era già tanto +ammalata che non prendeva più interesse a nulla. + +Il padre invece, dacchè suo figlio aveva sviluppata quella gentile ed +esile persona, che gli dava l'aria d'un piccolo principe, dacchè quel +volto bianco, quegli occhi turchini, quei lineamenti delicati avevano +perduta l'espressione penosa della sofferenza, andava superbo della +bellezza del fanciullo; lo chiamava «il suo arcangelo biondo», si +gloriava di lui come si era gloriato della moglie quando questa era +stata oggetto dell'ammirazione di tutti, più per vanità che per +intensità d'affetto. Il signor Teodoro aveva sempre bisogno di +insuperbirsi di qualche cosa, di vantare una superiorità qualsiasi. +Altre volte era andato superbo del suo lusso, della vita signorile che +menava, del denaro che spendeva. Ora di denaro non ne aveva più, ma +gli erano rimaste le idee grandiose, alle quali credeva in buona fede: +immaginava delle speculazioni impossibili, dei grandi affittamenti di +terreni da pagarsi dopo il primo raccolto, che, ben inteso, doveva +essere abbondantissimo, e diceva: + +--Lasciate soltanto ch'io abbia concluso questo contratto, e poi +vedrete come farò presto a rifarmi un patrimonio. Pago tanto, raccolgo +tanto; mi resta tanto di guadagno; e l'anno venturo con questa somma +in commercio posso cavarne tanto... + +Era la storia della donna dal paniere d'ova. + +E le sue ricchezze avvenire, dacchè nè lui nè la moglie non erano più +giovani, le destinava a far brillare suo figlio. + +--Ti metterò nel primo collegio d'America; ne uscirai con +un'educazione da principe; e quando ti condurrò in Italia ti saranno +aperte tutte le vie. Ti faranno deputato, senatore, ministro.... + +Si eccitava a quelle idee magnifiche e vane; rizzava orgogliosamente +il capo, s'impettiva, gli brillavano gli occhi e si sentiva veramente +felice, come se quei sogni fossero già avverati, ed egli fosse già il +padre fortunato del primo diplomatico d'Italia. + +Se per caso si trovava in possesso di una piccola somma, trascurava di +pagare i debiti, di comperare le cose più necessarie, per portare un +abito o un berretto nuovo a Vicenzino. + +--Voglio che tu figuri bene, gli diceva contemplandolo; hai un grande +avvenire, ma per raggiungerlo è necessario salvare le apparenze. Il +mondo è leggiero, e ci bada molto alle apparenze. Voglio che +t'ammirino fin d'ora, e che questi americani capiscano che non sei un +ragazzo comune. + +Vicenzino si sentiva intenerito da quelle dimostrazioni, e non osava +respingere i doni del padre per timore di affliggerlo. Pensava: +«Povero babbo, mi vuol tanto bene che fa delle pazzie per me». Ed +adorava quel padre puerile come un gran fanciullone ingenuo, che ha +bisogno di molta indulgenza. Specialmente dopo la morte di sua madre +aveva riportato su quell'unico parente tutto l'affetto del suo cuore. + +Avrebbe voluto poter consacrare al suo idolo una stima pari all'amore. +Ma non poteva dimenticare il fatto delle ventimila lire. + +Quando poi era tornato in Italia, quel pensiero aveva preso a +tormentarlo come un incubo. Gli pareva che tutti conoscessero +l'ingratitudine di suo padre, la sua slealtà, e che lo disprezzassero; +ed egli si sentiva umiliato, e soffriva dolorosamente di quel +disprezzo. Uscendo nella strada col babbo, gli parlava con atti di +devozione, tratto tratto gli baciava la mano, come per dire alla +gente: «Vedete come lo onoro, io che lo conosco davvicino?» Reagiva +contro il giudizio del pubblico, che in fondo era anche il suo, e +pretendeva di modificarlo. + +Ma quelli che lo intimidivano di più, erano i suoi parenti +sconosciuti. Si figurava la casa da dove erano uscite le ventimila +lire indimenticabili, come il tempio di tutte le virtù, e lo zio, +grande e terribile come il Padre Eterno nella sua giustizia offesa, lo +faceva tremare. + +Suo padre invece, nella sua inesauribile vanità, non avendo altro di +cui far pompa pel momento, faceva pompa di quel fratello stimato e +ricco. Gli attribuiva un patrimonio immaginario, e diceva ai vicini di +casa: + +--Conoscete il signor Anselmo Dogliani, quel riccone?.... Non sembra, +perchè è modesto, ma se ne ha di quattrini! Io lo so perchè sono suo +fratello. + +Gli operai che abitavano l'umile casamento in cui s'era alloggiato +lui, non la sapevano tanto lunga; per loro chiunque non lavorava a +giornata era un signore, ed ammiravano compiacentemente +quell'inquilino fanfarone, che aveva una parentela così ricca; tanto, +in quelle ore di riposo, non avevano di meglio a fare. + +E l'altro, lusingato, tirava via a raccontare come un giorno il +fratello gli avesse dato ventimila lire (qualche volta diceva trenta, +cinquanta) così sulle unghie; e soggiungeva, tronfio come un tacchino +che fa la ruota: + +--Sono passate tutte per queste mani; e ci è passato ben altro! Se ne +gloriava; non provava nè riconoscenza pel fratello, nè vergogna di sè. +Si sentiva superiore a quei poveri, ed era felice. + +Quando Vicenzino era stato alla vigilia d'andare alla scuola, gli +aveva detto in presenza dei vicini: + +--Domattina alla scuola troverai tuo cugino, il figlio di mio fratello +Anselmo. Si chiama Vincenzo Dogliani come te. È il nome di nostro +padre... + +Vicenzino si era fatto tutto rosso. Lui, piccino com'era, non traeva +vanto di quella parentela; si sentiva sulle spalle tutti i torti del +padre, e l'idea di trovarsi in faccia al cugino lo faceva piangere di +vergogna. + +Appena entrato nella scuola aveva cercato ansiosamente di indovinare +qual'era il figlio di suo zio; ma non aveva osato domandarne a +nessuno. + +Poi lo aveva veduto vestito da prete, e questo aumentava la sua +suggezione. Quel costume eccezionale formava l'orgoglio di Vincenzo e +l'ammirazione de' suoi compagni. Quei riccoli provinciali di Santhià +consideravano il neo chierico come un ragazzo serbato ad alti destini. +Sapevano che aveva avuto un pro-zio arcivescovo, dal quale proveniva +il benefizio ereditario nella sua famiglia; e ripensavano il piviale +d'oro e la mitra dell'arcivescovo di Vercelli, che era stato l'anno +innanzi a Santhià per amministrare la cresima. Si figuravano di vedere +Vincenzo vestito a quel modo, in mezzo ad una nuvola d'incenso, sotto +un baldacchino bianco ed oro, con tanti preti intorno, andare in giro +pian piano per la chiesa, dando degli schiaffettini con due dita sulle +guancie arrossate dei bimbi, e susurrando delle parole latine. Di +certo non poteva essere un ragazzo come gli altri, uno che doveva +arrivare a codesto, ed i suoi compagni avevano per lui un certo +rispetto. + +Vicenzino si sentì addirittura avvilito da quella futura autorità +ecclesiastica. Gli parve che Vincenzo fosse prete apposta, per +presentare i torti di suo padre al tribunale divino. Si rannicchiò, si +rimpicciolì nel suo angolo remoto da ultimo venuto, ed evitò persino +di guardare il cugino, e se ne tenne lontano come un reprobo +dall'altare. Gli pareva ad ogni momento di vederselo venire innanzi a +chiamarlo «figlio d'un ingrato». Nella sua mente paragonava i due +fratelli Dogliani ad Abele e Caino, e tremava di vergogna e di +spavento. + +Invece Vincenzo, che ammirava il parente sconosciuto, per quanto c'era +di meraviglioso nella sua storia di grandezza, e di miseria, e di +emigrazione in paesi lontani, era anche lui in suggezione e non osava +avvicinarlo. E Vicenzino, interpretando anche questo a suo modo, +pensava: «Ecco, mi sfugge; suo padre gli ha proibito di parlarmi». E +non ebbe neppure un momento l'idea temeraria di opporsi a quel giusto +divieto. Continuò a stare in disparte, a non parlare, a non giocare +con nessuno. + +Studiava; lo faceva per inclinazione, e per diventare un grand'uomo, +come diceva suo padre. Aveva un ideale, un ideale serio e senza +azzurro, ben differente dagli ideali fantastici dei fanciulli; un +ideale prosaico da uomo venale: «Guadagnare ventimila lire». + + +IV. + +Vincenzo non amava il latino. Quella lingua morta non voleva entrargli +nella testa. Appena usciva di classe sentiva il bisogno di darsi +movimento, di gridare, di reagire in tutti i modi a quella quiete +opprimente. L'idea del cómpito lo crucciava, ed egli rimandava a più +tardi l'ingrato dovere; e quando per forza ci si metteva, aveva +tardato tanto che non c'era più tempo per tutto, e lasciava indietro +il lavoro latino, il più lungo e difficile. + +Più volte il signor Anselmo Dogliani aveva ricevuto delle lagnanze dai +maestri per la negligenza del figlio appunto nel latino, senza il +quale la carriera ecclesiastica non era possibile. Egli lo aveva +ammonito severamente, e lo trattava con sussiego, sebbene passasse poi +le notti a vegliarlo, quando, nelle lunghe e gloriose battaglie a +palle di neve coi compagni, si buscava delle tossi, che minacciavano +di schiantargli il suo petto robusto. + +Lungo l'inverno Vincenzo pensava: «Avrò tempo a studiare questa +primavera, quando le giornate saranno più lunghe...» Ma nella +primavera la campagna era bella, ed era un piacere andare in giro. Per +studiare c'era tempo gli ultimi mesi... + +Un giorno il signor Dogliani gli disse: + +--Se quest'anno non passi gli esami, debbo toglierti la sottana, e si +perde il benefizio, che omai è la nostra sola ricchezza. Queste sono +le consolazioni che mi dai. + +E c'era una tale sfiducia e tanta amarezza in quelle parole, che +Vincenzo se ne sentiva annientato; lui che aveva creduto di poter +essere il sostegno della famiglia. Avrebbe dato Dio sa che cosa per +poter tornare indietro al principio dell'anno, e incominciare l'annata +in tutt'altro modo, studiando un poco ogni giorno... + +Venne il termine dell'anno scolastico; tutti gli altri esami andarono +così così, tanto da passar la classe. Ma quando Vincenzo si trovò alle +prese colla traduzione latina si sentì perduto. Vide svanire la sua +veste da prete, si vide con vergogna ridivenuto un semplice fanciullo +come gli altri, in pantaloni e giubba, senza la menoma speranza di +piviale e mitra d'oro. + +Ed il babbo, che era tanto afflitto pel benefizio perduto! Quel +benefizio di certo era una ricchezza, Vincenzo non aveva idea di +quanto fruttasse; ma gli pareva qualche cosa come le ventimila lire +portate via dallo zio d'America. Dacchè era al mondo aveva sempre +udito parlare di quel benefizio. Molte volte gli era venuto +all'orecchio questo discorso, che l'aveva fatto palpitare d'orgoglio: +«Se le ragazze non troveranno marito perchè non hanno dote, avranno +sempre il fratello prete, e non mancheranno di nulla». Gli era +sembrato d'esserci già, grande e maestoso, nella sua bella casa +parrocchiale, e di atteggiarsi da sovrano magnifico e generoso, +raccogliendo le sorelle sotto la sua protezione: «Venite qui tutte. Io +provvedo». Ed invece, là, nella sala degli esami, doveva convincersi +che egli non sarebbe mai il fratello prete, dacchè non potrebbe +entrare in seminario; che non potrebbe mai far nulla pel babbo e per +le sorelle, e che sarebbe sempre considerato nullo come lo era stato +fin allora. + +Mentre questi pensieri passavano l'un dietro l'altro, lenti e neri +come un funerale, nella mente di Vincenzo, il tempo concesso al +cómpito latino scorreva, e sulla pagina bianca non c'erano che delle +lagrime che gonfiavano in vari punti il foglio. Man mano che uno +scolaro piegava il lavoro, lo consegnava all'assistente e se ne +andava, Vincenzo si sentiva più scoraggiato, come se le sue insegne +ecclesiastiche fossero uscite dall'uscio ad una ad una dietro quei +ragazzi. Pensava: + +--Ecco, quando saranno andati via tutti, e resterò qui solo, dovrò +dire che non lo so fare il cómpito, ed allora, addio benefizio. Dovrò +tornare a casa con questa nuova. + +S'era già fatto un gran vuoto intorno a lui. Non c'erano più in classe +che sei o sette scolari di poca vaglia, assai lontani l'uno +dall'altro. Ora che la vigilanza dell'assistente cominciava a +stancarsi e sarebbe stato più facile eluderla, Vincenzo non poteva più +domandare aiuto a nessuno, perchè i suoi vicini erano tutti usciti, ed +era solo nel banco. + +Stava col gomito sinistro sul banco ed il capo appoggiato alla mano, +mentre colla destra teneva la penna sulla carta nell'atto di scrivere; +ma non scriveva. Aveva gli occhi fissi in terra tra il sedile ed il +banco, e piangeva in silenzio. + +Ad un tratto, di sotto al sedile, vide sorgere una mano con un +fogliolino piegato, e posarglielo sulle ginocchia. Vincenzo era troppo +avvezzo alle gherminelle di scuola per non capire all'istante. Quel +fogliolino era la traduzione latina, la sua salvezza, la sua veste da +prete, il seminario, il benefizio, la ricchezza della sua famiglia. La +gioia lo invase, gli diede un tremito per tutte le membra, un calore +ardente alle guancie. Ma non gridò, seppe frenarsi. Prese il foglio, +lo spiegò pian piano in grembo colla mano destra, senza togliere il +gomito dal banco, senza muovere il capo. Poi ripigliò la penna, e, +sempre nello stesso atteggiamento, si mise a ricopiare febbrilmente il +cómpito che gli era piovuto bell'e fatto dal cielo, fremente di veder +scorrere i minuti, ansioso di arrivare alla fine. + +Aveva appena scritte poche parole, quando l'assistente disse parlando +al fondo della classe dietro a lui: + +--Dogliani Vincenzo, laggiù; cosa fai sotto il banco? + +--Ho raccolto il foglio che m'era caduto...... rispose colla voce +turbata Vicenzino. E, consegnata la sua pagina, uscì tutto rosso in +viso, senza guardare il cugino. Ma questi non ignorava più da che +parte gli era venuto quel soccorso. + + +V. + +Vicenzino fece la strada di corsa. Nell'eccitazione della mente, col +cuore che gli sussultava, non avrebbe potuto camminare adagio. Se non +aveva del tutto raggiunto un ideale lungamente vagheggiato, lo aveva +avvicinato assai, ed aveva intraveduta la possibilità di raggiungerlo. + +Dacchè aveva conosciuto Vincenzo, il rimpianto per la vecchia rugine +di famiglia che lo avviliva in faccia al cugino, era diventato un +tormento pel suo cuore. Oh, se avesse potuto riparare quel passato! +Vedersi stendere la mano da quei parenti! Entrare in quella casa! Se +avesse potuto diventare l'amico di Vincenzo! + +Tutto l'anno la sua immaginazione aveva divagato intorno a +quell'aspirazione, che si andava facendo più intensa, a misura che il +tempo passava lasciandola insoddisfatta. Fantasticava delle scene +drammatiche in cui egli con atti eroici salvava la vita a Vincenzo: +poi scene tenere che lo commovevano fino al pianto. Altre volte erano +idillî buffi coi quali blandiva dolcemente la sua manía. Pensava di +uscire solo, di notte, di andare sotto le finestre di Vincenzo e di +cantare una serenata che aveva udito in teatro: + + «Bella siccome un angelo + «Ti vidi e t'adorai... + +Diceva _bello_ invece di _bella_, e cantava con una voce un po' falsa +ed ineguale da adolescente, ma che prometteva di diventare una bella +voce di tenore, e che possedeva un accento di passione assai raro nei +tenori da teatro. + +Copiava nei libri che gli capitavano sotto mano dei brani declamatorî +sull'amicizia, e li raccoglieva in un taccuino, dedicandoli nel +segreto del suo cuore a Vincenzo. + +Finalmente gli esami gli avevano fornito il mezzo di dare una prova +del suo affetto al cugino. Era un mezzo poco drammatico, ma di una +tale utilità, che Vincenzo l'apprezzò altamente. + +Non salì nelle nuvole come il sentimentale Vicenzino; però, appena +copiata la famosa traduzione latina, corse fuori dalla scuola, +impaziente di saltare al collo del suo salvatore per ringraziarlo. Ma +Vicenzino non lo aveva aspettato. Egli non isperava dei +ringraziamenti. Al confronto delle gesta eroiche che aveva sognate di +compiere per Vincenzo, quanto aveva fatto gli pareva troppo piccola +cosa. Ma era felice ad ogni modo di essersi creato un rapporto con +lui, ed era corso via per la campagna, per deliziarsi con una delle +sue visioni, non più fantastica ed inverosimile, ma rievocata dal vero +in tutti i suoi particolari: le lagrime silenziose di Vincenzo che +sgocciolavano sul foglio bianco, lo sforzo fatto da lui, Vicenzino, +per avvicinarlo senza essere veduto dall'assistente, ed il turbamento +e la passione che aveva posta nel compiere quell'atto tanto comune +nelle scuole, dove è considerato semplicemente una burla ai maestri. + +In casa Dogliani fu un gran chiacchierare dei ragazzi sul bel tratto +di Vicenzino, e le cuginette lo ammirarono molto. + +A pranzo il signor Anselmo domandò a Vincenzo con piglio severo: + +--E così? l'esame di latino?... e crollò il capo come per dire che non +ne sperava nulla. + +--L'ho fatto bene! gridò Vincenzo con uno scoppio di voce. Tutta la +pagina senza un errore..... E gesticolava pavoneggiandosi come se +credesse realmente di averlo fatto lui quel lavoro. + +--Oh! Oh! esclamò il babbo. Dio ti benedica, figlio mio. Dio ti +benedica! E mise un gran sospiro di sollievo, e si rasserenò tutto, +poi stese la mano traverso la tavola, e disse: + +--Via, diamoci una buona stretta di mano come due amici. Ti avevo +giudicato male, ma vedo che non vuoi affliggermi. Ti ringrazio di +questa buona nuova. + +Vincenzo mise la sua mano in quella del babbo, e scoppiò in un pianto +dirotto. Era il rimorso, ridestato dalla tenerezza di quelle parole, +che lo faceva piangere. Ma pochi minuti dopo non ci pensava più, e, +felice di aver contentato il babbo, guardava le sorelline con +orgoglio, dall'alto della sua gloria. + +Finito il pranzo, tornò ad uscire in cerca di Vicenzino; ma quello +strano ragazzo non si lasciò vedere, ed egli portò in giro per tutto +il paese la sua riconoscenza, a rischio di farla raffreddare. Fu +soltanto pochi giorni dopo che lo incontrò. + +Vincenzo s'era fermato a confabulare in istrada con alcuni compagni +per uno spasso che dovevano pigliarsi la mattina seguente, quando vide +passare Vicenzino, che s'era fatto rosso al vederlo e camminava lesto +lesto, come se non lo avesse riconosciuto. + +--Oooh! Vicenzinooo!... strillò Vincenzo con quanta voce aveva in +corpo, e rialzando la sottana, e lasciando cadere in terra il largo +cappello da prete, raggiunse di corsa il cugino, gli buttò le braccia +sulle spalle per obbligarlo a voltarsi, e gli disse tutto eccitato: + +--Anche tu verrai a cercar fanghi con noi domani. È bello, sai, ci si +diverte tanto... + +E rivolgendosi ai compagni che l'avevano seguito da lontano, gridò: + +--Verrà anche lui! Voglio che venga perchè è mio cugino, e mio +amico... e perchè... perchè... + +Non lo potè dire il perchè. Gli pareva che gli altri dovessero burlarsi +di lui, se sapevano che faceva tanto caso di quell'avvenimento +scolastico. Si voltò invece a guardare Vicenzino e soggiunse: + +--Lo sappiamo noi il perchè. E, dandogli un'altra stretta alle spalle, +lo fece girare due volte intorno a sè, in segno di tenerezza, poi lo +piantò là, corse a pigliare il suo cappello e se ne andò, gridando da +lontano: + +--Ricordati, Vicenzino! Domattina alle sei, qui, sulla piazza. + +Vicenzino fu puntuale come un innamorato, e da quel giorno i due +fanciulli furono inseparabili. Vincenzo inventava ogni sorta di +chiassate per quegli ultimi mesi che gli rimanevano di libertà, si +ubbriacava d'allegria, di rumori, di giochi; correva fino a perdere il +fiato, faceva salti da rompersi il collo, metteva grida da schiantarsi +il petto, ed era felice. + +Vicenzino lo seguiva dovunque assorto nella gioia di aver raggiunto il +suo ideale. Avrebbe voluto Vincenzo più quieto, più esclusivamente +suo. La brigata dei compagni, che si tirava sempre dietro, lo +manteneva così distratto, che non poteva fissarsi sopra un'idea, e la +continua eccitazione dei giochi che lo attraevano, paralizzava la sua +immaginazione ed il suo cuore. Non era possibile ottenere da lui un +discorso intimo, una confidenza, uno sfogo d'espansione. Era troppo +divagato. Ma tuttavia era là accanto a Vicenzino; tratto tratto gli +saltava al collo o gli dava un urtone, non erano più estranei l'uno +all'altro, si davano del _tu_... + +Tutti e due pensavano qualche volta al seminario, che doveva +separarli. Vincenzo ne parlava con orgoglio. Il seminario era il primo +passo verso la sua futura grandezza. + +--Quando dirò la prima messa, diceva, si farà una gran festa. Il babbo +darà un pranzo magnifico, perchè il benefizio è mio. Tu mi scriverai +un sonetto apposta, ed il municipio farà i fuochi d'artificio... + +Vicenzino lo ascoltava con deferenza, poi gli domandava dolcemente: + +--Mi scriverai quando sarai in seminario? E si consolava un poco della +loro prossima separazione, riflettendo che, nelle lettere, avrebbe +osato meglio esprimere tutta la sua tenerezza, domandare un equo +ricambio di quell'amicizia che sentiva con tanta intensità, e che +Vincenzo pigliava un po' troppo alla leggera. + + +VI. + +Tutto questo accadeva nell'autunno del 1859. Ai primi di novembre +Vincenzo, che aveva appena compiti i tredici anni, partì da Santhià +per andare in seminario a Novara. + +Il benefizio, legato alla famiglia Dogliani da uno zio arcivescovo di +Vercelli, non era molto grasso. Era un capitale di trentamila lire +investite nella casetta abitata dal signor Anselmo ed in un fondo che +egli coltivava con ogni cura per cavarne il maggior frutto possibile. + +Nei piccoli paesi si vive con poco, e quel fondo e un altro dell'egual +misura all'incirca, che il signor Dogliani prendeva in affitto, gli +fornivano un'entrata magra, ma sufficiente per vivere co' suoi quattro +figliuoli. + +Aveva indugiato a mettere Vincenzo in seminario finchè non avesse +passate tutte le classi che poteva fare in paese, dove c'era un +ginnasio di terza classe per tardare quanto più era possibile ad +aggravare il bilancio di famiglia con quella pensione. + +L'avversione che Vincenzo aveva sempre dimostrata pel latino aveva +tenuto in pensiero il signor Anselmo tutti quegli anni. Se suo figlio +fosse fallito agli esami, se fosse stato dichiarato assolutamente +inabile a quello studio, avrebbe dovuto rinunciare a fargli percorrere +la carriera ecclesiastica, e per conseguenza al benefizio; e la +famiglia sarebbe rimasta senz'altro mezzo di sussistenza che il lavoro +di lui, già avanti negli anni, che poteva mancare da un giorno +all'altro e lasciare i figli nella miseria. + +Per tutte queste considerazioni la buona riuscita dell'esame aveva +assunta tanta importanza, ed aveva disposto l'animo del padre ad una +gran deferenza per quel fanciullo, che considerava come il sostegno +della casa e delle bambine. + +Nella quiete del seminario Vincenzo si propose di lavorare seriamente +per non deludere le aspettative di suo padre, che aveva riposta tanta +fiducia in lui. L'intelligenza non gli mancava, e meno libero, meno +distratto, fra condiscepoli già avvezzi alla disciplina della +comunità, che giuocavano poco e studiavano seriamente, potè egli pure +applicarsi con ardore a vincere le difficoltà dello studio. Non riescì +mai a distinguersi fra i primi della scuola, ma superò d'anno in anno +gli esami, e, compiuti gli studi liceali, ricevette gli ordini minori, +e fu ammesso al primo corso di teologia. + +Fin dai primi mesi della loro separazione, Vicenzino aveva cominciato +a scrivergli, e quelle lettere, giungendogli nella lontananza di tutti +i suoi, nel raccoglimento di una vita uniforme e quieta, gli avevano +risvegliata la fantasia. Quelle proposte d'amicizia fervente ed eroica +lo avevano appassionato, ed egli aveva riposto in quell'affetto tutto +l'ardore che metteva prima nei giochi e nei piaceri. Si erano +scambiati giuramenti di completa fiducia, e di reciproco aiuto, a +costo di qualunque sacrificio. + +Anche Vicenzino aveva lasciato quasi subito Santhià. Suo padre era +riescito a collocarsi come fattore in un tenimento signorile presso +Vercelli, dove mandava a scuola il figlio per fargli continuare gli +studi liceali, dopo i quali intendeva che andasse a Torino +all'Università, e prendesse una laurea. Era la sua ambizione, ed in +essa aveva attinto il coraggio di cercare un impiego e di adattarvisi, +il che gli costava non lieve sacrifizio, sebbene lo avesse ridotto ad +una specie di sinecura. Si consolava facendola da despota e signore +coi contadini suoi dipendenti. Intanto il fanciullo, intelligente ed +amante dello studio, faceva progressi meravigliosi. + +Così i due giovani amici erano giunti uno a diciotto, l'altro a +dicianove anni, senza essersi più riveduti. Nell'inverno del 1864 +Vincenzo trovò nella biblioteca del seminario, fra i libri che era +permesso agli alunni di leggere: _Il primato morale e civile +degl'Italiani_, di Gioberti. E, dopo avere scorse le prime pagine con +fatica, si era venuto via via interessando a quella lettura, che gli +aveva ravvivato nel cuore il sentimento patriottico fino allora +latente. Provò un vivissimo desiderio di saperne di più, e, non +trovando altre opere di quel genere, ne domandò ad un compagno, il +quale poteva avere dei libri per mezzo di un fratello, che glieli +consegnava di nascosto nelle visite domenicali. Cosi lesse _Le +speranze d'Italia_, del Balbo. E quelle vecchie speranze, in gran +parte conseguite, gli fecero palpitare il cuore. Ripensò quell'immenso +passaggio di soldati francesi che aveva veduti nel 59. Suo padre, con +una coccarda tricolore sul cappello, lo aveva condotto a Vercelli, +dove, in piedi sopra un tavolino da caffè, aveva veduto per ore ed ore +sfilare soldati e baionette, ed aveva udito gridare: «Viva l'Italia! +Viva l'Italia!» Anche lui aveva gridato colla sua esile vocina da +fanciullo, ed i soldati si erano messi a ridere, dicendo: «_Le petit +prêtre_». + +Allora non aveva capito gran cosa; ma ora, a diciotto anni, tutto +quelle scene gli tornavano in mente, ed il solo ricordo di quelle +masse esultanti, di quelle armi, di quelle grida di popolo, lo +esaltavano. Dopo le _Speranze d'Italia_ lesse una raccolta di poesie +patriottiche, del Berchet, del Foscolo, del Manzoni. Imparò a mente i +cori del _Conte di Carmagnola_, e la sera li ripeteva tra sè nel +silenzio del dormitorio buio, e si addormentava mormorando con fervore +quei canti di guerra. Erano le sue preghiere. + +La sua testa si esaltò, il suo sangue giovane cominciò a ribollirgli +nelle vene, e le mura del seminario gli parvero una prigione, e la +sottana nera gli riescì grave. Passò dei giorni di ansietà crudeli, +combattuto tra la smania di correre da suo padre, di gettare la veste +ed il tricorno, e di dirgli: «Sono italiano, mi devo alla mia patria, +non voglio essere prete», ed il dolore di portare un colpo simile al +povero vecchio che aveva fede in lui, e che quella sua risoluzione +avrebbe ridotto alla miseria. Non aveva più testa allo studio, evitava +i compagni, smaniava, si strappava i capelli, piangeva disperatamente, +non scriveva neppure più a Vicenzino, gli pareva d'impazzire. Nelle +ore di ricreazione, mentre i piccoli seminaristi giocavano, ed i +grandi discorrevano ad alta voce, egli profittava di quel chiasso, che +impediva di distinguere i vari suoni, per cantare i vecchi inni del +1848, che si udivano ancora qualche volta nelle campagne del Piemonte. +Un giorno fu sorpreso da un assistente mentre strillava con tutta la +forza de' suoi polmoni--_Va' fuori d'Italia, va' fuori, o +stranier!_--e fu rinchiuso per castigo in un camerino di penitenza. +D'allora confuse l'assistente coi tiranni della patria, e quando +pensava alla redenzione d'Italia, pensava di redimersi dall'Austria e +da lui. + +Circa quel tempo le lettere di Vicenzino cominciarono a farsi meno +verbose, meno sentimentali. Aveva realmente qualche cosa da scrivere +all'amico, un'angoscia da confidargli. Suo padre era ammalato. Egli +cessò di fantasticare sull'amicizia, per descrivere le sofferenze +dell'infermo, la tosse, l'affanno, le veglie; per riferire i giudizi +del medico. + +Vincenzo aveva voluto bene a quel parente senza conoscerlo, forse per +una certa analogia nei loro caratteri. La sua malattia lo distolse +alquanto dai pensieri turbolenti che lo agitavano. Aspettava le nuove +dell'infermo con ansietà, ed aveva ripreso a scrivere all'amico, per +dargli coraggio e dirgli parole di simpatia. Un giorno ricevette un +biglietto brevissimo: «Mio padre è morto quasi improvvisamente, quando +pareva che cominciasse a star meglio. Sono solo al mondo.» + +Erano vicine le feste di Natale. Vincenzo domandò una licenza per +andar a passarle in famiglia, e partì, impaziente come Damone +accorrente alla salvezza di Pizia. + +Prima di andare a Santhià scese a Vercelli, e corse a vedere il cugino +nella fattoria dove aveva vissuto quegli ultimi anni con suo padre, e +dove l'aveva perduto. I due fanciulli erano molto cambiati, ma si +riconobbero subito. Tutti e due erano cresciuti. Vincenzo era forte, +quasi grasso, colorito in volto, ed una folta barba nera, sebbene +accuratamente rasa, gli coloriva di una tinta azzurrina le guance ed +il mento. Vicenzino invece, più alto del cugino di quasi un palmo, era +pallido e magro. I suoi dolci occhi turchini erano abbattuti dalle +veglie e dal pianto, ed i capelli biondi, arruffati sulla fronte gli +facevano una bella aureola, da arcangelo. + +La loro lunga corrispondenza li aveva fatti conoscere così intimamente +l'uno all'altro, che ogni soggezione era scomparsa fra loro, ed al +primo vedersi si stesero le braccia, come se, prima di quella +separazione, avessero già vissuto molto tempo insieme. Vicenzino +pianse lungamente in silenzio, e Vincenzo non cercò di consolarlo. Se +lo teneva abbracciato come per fargli sentire che, dopo quel grande +amore che aveva perduto, gli restava ancora la sua amicizia; ma non +glielo diceva. Vicenzino però sentiva il cambiamento avvenuto nel +cugino in quei quattro anni. Lo sentiva egualmente impetuoso, ma +espansivo, riflessivo, serio, e questo gli faceva bene. Era l'amico +che egli aveva sognato. + +Sfogato l'impeto del dolore, Vincenzo disse: + +--Vieni con me. E, con quel fare sicuro ed imperioso che gli aveva +guadagnata altre volte una facile superiorità sui compagni, gli buttò +addosso mantello e cappello, e lo condusse alla stazione di Vercelli, +dove presero il treno che doveva condurli a Santhià. + +Arrivati in paese si diressero subito verso la casa Dogliani. Erano +passate le quattro del pomeriggio, e nevicava; era quasi buio. Quando +furono a pochi passi dalla porta videro il signor Anselmo che si +avanzava dalla parte opposta. + +--Babbo, gridò Vincenzo. E la sua voce echeggiò nel silenzio della via +deserta. Il signor Dogliani si fermò; rizzò il capo, che teneva chino +per ripararsi dal freddo col bavero del mantello, e, vedendo una +figura lunga e nera da prete, esclamò stupefatto: + +--Vincenzo! Sei tu? + +--Sì, rispose Vincenzo. Vengo a condurti un figlio di più. E spingendo +innanzi Vicenzino soggiunse mestamente: + +--Suo padre è morto. + +Il signor Dogliani tremava tutto come côlto da brividi, e non +rispondeva, e Vicenzino, mortificato da quel silenzio, vedendosi +respinto, fece per andarsene. Ma Vincenzo gli riprese il braccio, poi +accostando il volto a quello del padre e parlandogli sommessamente, +gli disse: + +--Siamo amici da anni, e mi ha reso dei servigi.... + +Ma il signor Anselmo lo interruppe colla voce tanto commossa, che +spiegava il suo lungo silenzio: + +--È figlio di mio fratello, e basta. Poi, accennando la porta di casa +colla mano che tremava come una foglia scossa dall'aria, disse a +Vicenzino: + +--Entra. + +Nella stanza da pranzo le ragazze aspettavano il babbo per mettersi a +tavola. L'Elena aveva quattordici anni, e pareva già una signorina. Le +altre due pure erano cresciute, ed avevano gli abiti troppo corti e le +gambe troppo lunghe. + +Al vedere entrare i due giovani egualmente inaspettati, misero +un'esclamazione, e balzarono incontro al fratello. Ma il volto pallido +del signor Anselmo che comparve subito dietro al figlio, aveva qualche +cosa di più grave del solito, che le fece ammutolire. Egli però disse +semplicemente alle fanciulle, mettendo una mano sulla spalla di +Vicenzino: + +--Vi conduco un nuovo cugino, lo conoscete? + +--Sì, risposero le due ragazze maggiori. E quell'affermazione non +meravigliò affatto il babbo, che di certo aveva indovinato che da un +pezzo le sue figlie prendevano a cuore quel parente. Egli le presentò +ad una ad una, dicendo: + +--Elena, la mia primogenita; Laura, la nostra piccola massaia, e +Maria, che ti farà sopportare i suoi capricci, perchè tra tutti +l'abbiamo viziata un pochino. + +Fu la sola allusione che fece all'installamento del nipote in casa +sua. Poi tutti si misero a tavola, e la Laura cominciò a scodellare la +minestra. + + +VII. + +Vincenzo doveva passare dieci giorni a Santhià per cominciare l'anno +nuovo colla sua famiglia. Ma, malgrado la presenza dei due giovani, la +casa era malinconica e silenziosa. Vicenzino aveva il cuore riboccante +di riconoscenza, ma sentiva che non avrebbe potuto parlarne senza +commoversi, ed evitava quell'argomento. Guardava lungamente Vincenzo, +ed i suoi occhi si empivano di lagrime. La stessa povertà della casa +che lo aveva ospitato lo commoveva. Le ventimila lire date a suo padre +acquistavano un valore assai maggiore, dacchè sapeva che il signor +Anselmo viveva quasi meschinamente, e la sua ammirazione per quello +zio, facendosi più grande, aumentava la sua tristezza per i ricordi +del passato. + +Anche Vincenzo, con grande stupore delle sue sorelle, parlava poco ed +era spesso impensierito. Quando, con una vecchia burla che aveva +sempre lusingata la sua vanità, lo chiamavano arcivescovo, non +s'insuperbiva più affatto, e con quella cortesia che si usa tra +fratelli e sorelle, scoteva le spalle e borbottava: «Stupide». + +La Laura, discorrendo coll'Elena di quel cambiamento, diceva: + +--Non è più tanto vanitoso Vincenzo; si va migliorando. + +Ma l'Elena, che non era assorta nelle faccende di casa, per le quali +non aveva gusto, ed aveva più agio di studiare il fratello, rispondeva +impensierita: + +--Chissà che cos'abbia, povero Vincenzo! + +Una mattina che i due giovani erano usciti a fare una lunga +passeggiata sulla neve gelata della strada maestra, incontrarono un +gruppo di contadine con dei panieri di ova e pollame, che andavano a +vendere a Santhià. Una bella donnona sulla trentina, che camminava +davanti a tutte, dondolandosi sui fianchi, guardò arditamente in +faccia Vincenzo, poi, ammiccando alle compagne con un riso maligno che +le scopriva dei bellissimi denti, susurrò abbastanza forte per essere +udita: + +--Che bel prete! + +Le altre risero forte. + +Vincenzo si fece rosso, i suoi occhi lampeggiarono di sdegno; mosse un +passo innanzi come se volesse attaccar briga; ma subito si frenò, e +mormorò con rabbia: + +--Sciocche! Villane! + +Vicenzino, che aveva abbassato gli occhi per pudore, fu meravigliato +di quel risentimento, e disse: + +--Via, non t'ha detto nulla di male, infine..... + +--Sono villane, ripetè Vincenzo con denti stretti. Non sanno veder un +uomo vestito di nero senza chiamarlo prete. + +--Ti fanno un onore anticipato, tornò a dire Vicenzino con piglio +conciliativo; se non sei ancora prete lo sarai. + +Vincenzo stette un po' senza rispondere, guardando in terra, poi disse +colla voce strozzata: + +--Già, lo sarò. + +Vicenzino si fermò sui due piedi e fissò in volto il cugino. Questi +era acceso come una fiamma, teneva gli occhi chini a terra, e si +mordeva rabbiosamente le labbra. Vicenzino gli prese le mani e gli +domandò con affetto, ma coll'accento imperioso di un amico che ha +diritto di conoscere i segreti dell'amico: + +--Che cos'hai? + +Vincenzo non rispose e scosse il capo come per dire: «A che serve? È +un caso disperato». E due lucciconi, che gli tremavano sugli occhi, +caddero come due perle sulle mani congiunte dei due amici. + +--Non sei contento di far il prete? tornò a domandare Vicenzino. + +--Saresti contento tu? rispose l'altro con uno scoppio di voce che +tradì un singhiozzo. + +--Io non ho la vocazione. + +--Ed io l'ho la vocazione? Ho il benefizio; ho il dovere di conservare +quella rendita al babbo che è vecchio, alle sorelle che non hanno +dote... Eccola la mia vocazione! Debbo sagrificarmi per gli altri; +sagrificarmi tutta la vita. + +--Eri pur contento del tuo stato, prima.... insistè Vicenzino. + +--Prima ero un ragazzo. Non pensavo neppure d'aver una patria. Credevo +che le guerre si facessero solamente nei libri di Storia. Perchè non +avevo mai visto un Tedesco qui, non pensavo che vi sono delle +provincie d'Italia che essi invadono..... + +E raccontò le sue letture, le sue febbri d'entusiasmo patriottico, le +lagrime divorate in segreto.... Parlava con enfasi, piangeva, tremava +tutto ed esclamava disperatamente: + +--Dovrò rimanere inerte come un vile! Come un vile! + +Vicenzino aveva già espresso all'amico il suo piano d'avvenire: +compiere da sè in casa quell'anno di studi per non obbligare lo zio a +pagargli una pensione a Vercelli; poi prendere il diploma di maestro +superiore, e collocarsi come insegnante nel ginnasio pareggiato di +Santhià per guadagnarsi la vita, durante il tempo che gli mancava +ancora prima di essere chiamato alla coscrizione. Ma egli pure aveva +sentimenti patriottici e si proponeva, se durante quei tre anni +Vittorio Emanuele od altri avessero _fatto qualche cosa_, di +arruolarsi come volontario. + +Egli comprese dunque l'afflizione di Vincenzo, la sua lotta crudele +tra il dovere di figlio e quello di cittadino, e, non vedendo altro +mezzo di consolarlo, gli disse: + +--Chi impedisce ad un prete di battersi quando occorra per la sua +patria? + +--Nulla glielo impedisce nell'eccitamento di una crisi politica, +nell'ardore di una battaglia; ma il giorno dopo tornerà ad essere +estraneo a tutto quel che si fa pel suo paese; sarà sempre un prete, +ed io sento che son nato per essere un soldato. Oh, se non avessi quel +benefizio che mi lega... + +--Se tu fossi cappellano d'un reggimento..., del _mio reggimento_...., +disse Vicenzino. + +Nella sua desolazione Vincenzo s'aggrappò a quell'idea che gli +permetteva di fare una vita attiva, di vivere in caserma, di battersi, +di raccogliere i feriti, di assisterli, di conservare alla sua +famiglia il benefizio del quale viveva, essendo meno prete ed un po' +soldato. Ne parlarono a lungo, e Vincenzo, coll'ardore che metteva in +ogni cosa, finì coll'innamorarsi della sua missione di cappellano, e +gli ultimi giorni della sua vacanza apparve animato, eccitato, +contento, e partì colla fantasia riscaldata, facendo giurare a +Vicenzino di tenerlo informato di quanto si preparerebbe per la +liberazione di Venezia, e di chiamarlo al primo sintomo di prossima +guerra. + + +VIII. + +Prima d'andare a rinchiudersi, Vincenzo pensò a provvedersi di libri, +per isfogare colla lettura, la passione che gli ferveva nel cuore. +Comperò i romanzi di Guerrazzi, di Massimo d'Azeglio, di Tommaso +Grossi, e li lesse e rilesse con l'avidità di chi morde un frutto +proibito. + +Ma, accanto ad ogni maschia figura d'eroe, egli trovava una dolce +figura di donna, il cui nome si confondeva con quello della patria nel +pensiero del guerriero innamorato. E, a misura che il tempo passava, +il conforto che il povero seminarista aveva trovato nell'idea di farsi +cappellano di reggimento, prete-soldato, non gli bastava più; tornava +a sorgergli nell'anima, più ardente di prima, la ribellione contro il +suo destino. Alle scene di guerra che avevano turbata la sua fantasia, +ora succedevano le scene d'amore, che la turbavano ben più. Gli +bastava di portare lo sguardo sulla tonsura de' suoi compagni, per +sentirsi tutto ardere di sdegno. L'uscire in istrada colla lunga fila +dei seminaristi era un supplizio per lui. Gli pareva che gli uomini +ridessero nell'incontrarlo, e che le donne, nel guardarlo, non +arrossissero come arrossivano guardando gli altri giovani della sua +età. Si ricordava la contadina rubiconda che sulla strada di Santhià +gli aveva detto: «Che bel prete!» E si mordeva i pugni e piangeva di +rabbia. Egli non sarebbe mai altro che un bel prete! + +Quei due anni, dal sessantaquattro al sessantasei, furono due anni di +tortura per lui. La sua veste nera gli era divenuta addirittura +odiosa. Non osava confidare a Vicenzino le angoscie segrete che lo +agitavano; si vedeva preso inesorabilmente nella fatale alternativa di +essere un cattivo prete o un figlio crudele, troppo debole per +accettare il sacrificio, troppo buono per liberarsene ad ogni costo. + +Intanto Vicenzino viveva nell'azzurro di un bel sogno d'amore. Stando +in casa coll'Elena, omai vicina ai quindici anni, bionda, pallida, +sentimentale come lui, dal cuore generoso, dalla mente elevata, era +venuto a poco a poco a trattarla con intimità fraterna. + +La Laura era nata massaia. Trottava tutto il giorno per la casa, dalla +cantina al solaio, badando alla cucina, alla guardaroba, alle +provviste per l'inverno, dando ordini, ricevendo conti. La Maria +andava ancora alla scuola, e quand'era in casa correva sempre sulle +calcagna della sorella più attiva. L'Elena invece aveva dei gusti +signorili. Le sue mani erano sempre bianche, e ne aveva una cura +grandissima; portava i suoi vestiti, più che modesti, con un garbo +squisito, e trovava sempre modo d'avere un fiore nei capelli e qualche +nastro sul petto. Delle faccende domestiche aveva scelta la più +pulita. Riceveva e raccomodava il bucato. Il tavolino da lavoro dove +altre volte si occupava come sapeva meglio la Caterina, ora era +diventato il posto dell'Elena, che ne aveva coperto il cuscino con un +ricamo, e ci aveva messo accanto un bel cesto di vimini ricamato +anch'esso, nel quale riponeva la biancheria da rammendare. Nella +cassetta del tavolino teneva sempre qualche libro, e tratto tratto +lasciava il lavoro per leggere un poco. + +Vicenzino studiava allo scrittoio poco discosto, e quando aveva +finito, non aveva che da voltare la sedia per trovarsi accanto al +tavolino dell'Elena, in faccia a lei. Le parlava del libro che stava +leggendo, delle lettere di Vincenzo, della sua infanzia triste da +fanciullo malato, dell'America; le confidava i suoi disegni +d'avvenire. + +--Sono avvezzo a studiare da solo. Nel tempo che sarò soldato studierò +sempre, assiduamente, e quando ritornerò, potrò avere il diploma +superiore per insegnare nei licei. Allora avrò una buona situazione. + +Non diceva di più. L'Elena era troppo bambina perchè egli osasse +parlarle d'amore. Ma pensava che nei due anni che gli rimanevano, +avanti di essere chiamato alla coscrizione, la bambina sarebbe +diventata una giovane, e l'avrebbe amato, e prima di partire per +quella lunga assenza, col cappotto e la giberna, egli le avrebbe +svelato il suo segreto, ed avrebbe portato con sè, nella vita rumorosa +delle caserme, nelle marce faticose, nell'uggia delle manovre, +nell'eccitazione della guerra, la soave fiducia d'essere amato, di +trovare al suo ritorno quella dolce fanciulla bionda che lo avrebbe +aspettato, che gli porgerebbe la mano, e gli direbbe «sono tua». E la +situazione, guadagnata con tanto studio e tanta fatica, egli potrebbe +dividerla con lei, colla sua sposa, solo con lei, in un lungo avvenire +d'amore e di pace. + + +IX. + +Ma prima che la coscrizione chiamasse Vicenzino a portare il cappotto +e la giberna, il movimento del 1866 per la liberazione del Veneto, +venne a fare un'utile diversione nelle idee dei due giovani. Appena +Vicenzino potè scrivere segretamente all'amico, che Garibaldi +raccoglieva i volontari per una prossima guerra, il povero seminarista +dimenticò i suoi segreti dolori, e, bollente di patriottismo, non +pensò che ad ottenere da suo padre il permesso d'uscire +temporariamente dalla sua prigione per andare a battersi. Il signor +Anselmo Dogliani non era uomo da opporsi. + +Verso la fine di maggio i due cugini partirono per Milano, eccitati +dalla novità del viaggio, dei nuovi paesi, della guerra, comperando ad +ogni stazione giornali e proclami, stringendo amicizia coi giovani +della loro età che viaggiavano verso la stessa meta, sognando la +camicia rossa e la vittoria. + +Ma furono presto separati. Vicenzino rimase ferito nel primo scontro a +Ponte Caffaro, e fu trasportato all'Ospedale di Salò. Vincenzo andò +solo a Monte Suello ed a Bezzecca, col cuore diviso tra l'entusiasmo +della guerra e l'ansietà per l'amico lontano; ed appena i corpi +volontari furono sciolti, corse a raggiungerlo. Vicenzino era fuor di +pericolo, ed in istato di essere condotto a casa. Ma era ancora +debolissimo; il viaggio era lungo, il caldo opprimente. Bisognò farlo +viaggiare comodamente, lasciarlo riposare una notte a Milano, un'altra +a Novara. Vincenzo lo accompagnava con una sollecitudine +affettuosissima, scegliendo i treni del mattino per evitargli l'ardore +dei vagoni infocati dal sole di agosto, procurandogli i brodi +sostanziosi di cui aveva bisogno, reggendolo fra le sue braccia quando +doveva fare qualche passo. Vicenzino, colla mente confusa dalla +eccessiva debolezza, senza voce per parlare, sentiva dolcemente quella +tenerezza da amico, e la confondeva nel suo pensiero coll'altra +tenerezza lungamente sognata; e, malgrado le sue sofferenze ed i +disagi del viaggio, assorto in una specie di vaneggiamento sereno, si +sentiva felice. + +Vincenzo invece, appena cessato l'eccitamento della battaglia, aveva +pensato con raccapriccio al ritorno in seminario, ove doveva ricevere +gli ordini maggiori alla fine d'agosto, dopo pochi giorni soltanto: +gli ordini maggiori che lo consacravano prete, che lo obbligavano a +rinunciare per sempre ai sogni inebrianti della sua gioventù. E si era +fatto cupo, silenzioso, scoraggiato, e tratto tratto un impeto d'ira +gli faceva salire il sangue al volto, o la profonda disperazione gli +strappava le lagrime. + +Quando, arrivati a Santhià, i due giovani entrarono in casa, l'uno +appoggiato all'altro, le fanciulle, che erano corse ad incontrarli, +nell'entusiasmo che in quei giorni riscaldava tutti i cuori, li +abbracciarono tutti e due come due fratelli. Vincenzo, coll'animo in +tempesta, rimase freddo; non era più il giovane ardente di due mesi +prima: un'ombra di tristezza profonda oscurava il suo volto. Ma la +fine inaspettata e sconfortante della campagna, gli forniva un +pretesto per nascondere i suoi veri sentimenti. Alle domande inquiete +dell'Elena e di suo padre, rispondeva: + +--Non credevo che le cose dovessero finire a questo modo. + +Vicenzino solo non s'avvedeva di nulla. Appena aveva sentito sulle sue +guancie le labbra della Elena, s'era messo a tremare, ed era scoppiato +in un pianto convulso. Era troppo debole per quella sorpresa di +felicità. + +--È la stanchezza, s'era detto in casa; è un accesso nervoso. E +Vincenzo, che non vedeva l'ora di sottrarsi agli sguardi del padre e +delle sorelle, aveva portato quasi di peso il cugino in camera, e +l'aveva fatto coricare. Sfinito, in uno stato di prostrazione, vicino +a svenire, Vicenzino sorrideva come un estatico. Poco dopo Vincenzo +gli domandò: + +--Come stai? + +--Sono felice, susurrò l'ammalato. + +Vincenzo si scostò dal letto premendosi i pugni sugli occhi, battendo +i piedi in terra, fremendo per tutto il corpo. Rimase a lungo colla +faccia rivolta alla finestra aperta, come se contemplasse lo splendido +tramonto che irradiava la cima delle Alpi lontane, come tante punte +d'oro, e chiudeva l'orizzonte turchino con un'immensa striscia d'un +rosso infocato. Ma il povero giovane non vedeva nulla, e stava voltato +così per divorare le sue lagrime senza farsi scorgere. Era una +precauzione superflua. Vicenzino guardava nel vuoto, nell'ideale; non +si accorse di quella disperazione, e, con un filo di voce, chiamò: + +--Vincenzo! + +L'eccesso della sua felicità gli pesava sulla coscienza come un +rimorso. Sentiva di doverla rivelare all'amico; l'aveva attinta nella +sua casa, gli era venuta da lui, ed aveva potuto fargliene un segreto! +Alla sua fantasia indebolita questo sembrava un atto di mala fede, una +colpa. Vincenzo si avvicinò, cupo, senza parlare, e l'ammalato gli +disse: + +--Ho un segreto da rivelarti. + +L'altro non rispose, ed egli, credendo che aspettasse quella +rivelazione, riprese: + +--Ora non ho forza. Ti scriverò. Poi mormorò: Sono tanto felice! + +Vincenzo lo abbracciò con impeto, tanto stretto che gli fece male, poi +uscì singhiozzando. + +Rimase ancora alcuni giorni in famiglia, finchè vide Vicenzino un po' +rinforzato dalle cure e dall'agiatezza della casa. Ma il tempo +stringeva. Era martedì, e la domenica seguente doveva ricevere gli +ordini maggiori. Il signor Dogliani sembrava inquieto, temeva che +Vincenzo non avesse tempo di prepararsi alla cerimonia, e lo esortava +a tornare in seminario. Vincenzo non si fece più pregare. La mattina +del mercoledì salutò con infinita tenerezza tutti i suoi, abbracciò il +padre piangendo, e partì. Ma quando fu per salire in vagone disse a +Vicenzino che l'aveva accompagnato in carrozza col signor Dogliani +alla stazione: + +--Non ti senti la forza di venire fino a San Germano? Sono pochi +minuti di corsa in ferrovia; anche tu, babbo; accompagnami ancora +questo trattino. + +--Temo che Vicenzino si stanchi, rispose il signor Dogliani, e non sia +poi in grado di venir domenica a Novara per la cerimonia; vogliamo +esserci tutti; è una gran giornata domenica.... + +Vincenzo non rispose altro. Strinse forte la mano a tutti e due, e +salì in fretta nel vagone. + + +X. + +Vicenzino si rimetteva rapidamente. L'Elena, dacchè era tornato così +malato, gli usava delle cure gentili ed amorevoli che lo inebriavano. +Nell'eccesso della gioia il giovane convalescente doveva far violenza +a sè stesso per non lasciar irrompere la passione che lo agitava. +Voleva confidarsi prima a Vincenzo; subito dopo la cerimonia, la +domenica, sperava di averlo un momento solo con sè, e di rivelargli +quel segreto che non poteva più contenere. + +--Sarà la prima confessione che riceverà, pensava; e mi sembrerà +d'essere già unito a lei quando mi avrà ascoltato.... + +Il venerdì, dopo pranzo, si era trovato solo coll'Elena presso il +solito tavolino, che gli richiamava tante dolci memorie. Parlavano di +Vincenzo, del gran giorno dell'ordinazione; ma Vicenzino era +distratto. Dalla finestra aperta la luce chiara batteva sul capo +dell'Elena, ed un leggero soffio d'aria le agitava i riccioli sulla +fronte e sul collo. Egli la guardava avidamente, pallido, tremante, e +ripensava il bacio di quelle labbra che aveva sentito sulle guancie la +sera del suo ritorno. + +--Non l'hai osservato anche tu? domandò la Elena che aveva parlato fin +allora della tristezza misteriosa di Vincenzo. + +--Che cosa? rispose Vicenzino che, assorto nella sua estasi d'amore, +non aveva capito nulla. L'Elena lo guardò meravigliata, co' suoi +grandi occhi grigi e limpidi. Ma, all'incontrare quello sguardo, +Vicenzino si fece rosso come una fiamma, e, sentendo di non poter +tacere più a lungo, si alzò ed uscì in giardino. + +Passeggiò un pezzo, agitato, nervoso, commosso, ma profondamente +felice. Gli era sembrato di leggere una speranza in quegli occhi +grigi. Non aveva più che un giorno da aspettare, poi potrebbe parlare +del suo amore; parlarne a lei. Vincenzo glielo avrebbe permesso. Si +figurava quel momento, ripeteva fra sè: «O Elena, quanto ti amo!...» + +In quella vide uscire in giardino la piccola Maria con una lettera in +mano. Mentre si avanzava verso di lui per consegnargliela, guardava la +soprascritta e diceva, come se parlasse tra sè: + +--Sembra la mano di Vincenzo; ma non può essere perchè non viene da +Novara. Non viene neppure dalla posta; l'ha portata un contadino. + +Però quella lettera era proprio di Vincenzo. Anche Vicenzino +nell'aprirla pensava: «Come mai non viene da Novara?» Ma appena n'ebbe +scorse poche righe, gridò: + +--Ah per Dio! poveri noi! + +E, respingendo la bambina che gli stava curiosamente dinnanzi, prese +la rincorsa ed uscì senza cappello, correndo come un matto. + +Quella lettera era il solito addio dei suicida, e cominciava colla +solita frase: + +--«Quando riceverai questa lettera avrò cessato di vivere». Poi +spiegava disordinatamente le sue ragioni: «Non posso ricevere gli +ordini maggiori senza commettere un sacrilegio; e d'altra parte non +posso rinunciare alla carriera ecclesiastica perchè ridurrei mio +padre, che si fa vecchio e malaticcio, alla miseria. Capisco che la +mia morte non rimedia a nulla, ma non ho il coraggio di vivere. Non ho +voluto rientrare in seminario. Ho errato tutti questi giorni per la +campagna come un'anima in pena, cercando la soluzione al terribile +problema della mia vita; ma non l'ho trovata. Non so far nulla, non +sono in grado di guadagnar nulla. Dopo aver rovinato mio padre ne' +suoi ultimi anni, dovrei vivere a sue spese. Vedi che non è possibile; +sarebbe una vergogna, un delitto. Preferisco morire...» + +Vicenzino fermava tutti i contadini che vedeva per domandare +affannosamente, fremendo d'impazienza: + +--Sei tu che hai portata questa lettera a casa Dogliani? + +Tutti dicevano di no; ed egli correva, di su, di giù, come un matto, +agitando la lettera in alto, guardando tutti supplichevolmente, e +gridando: + +--Chi l'ha portata? Ma chi l'ha portata? Dove posso cercarlo? Mio Dio, +dove? dove? + +Poi, mentre si avviava, sempre di corsa, per una strada che metteva +fuor dal paese, senza sapere dove andasse, si vide venire innanzi il +signor Dogliani seguito da un contadino, e l'udì gridare tutto +stupito: + +--Ho trovato quest'uomo, che dice d'aver portata una lettera di +Vincenzo, che è a San Germano, all'albergo del Gallo... + +--Ah! a San Germano! Sei chilometri! urlò Vicenzino; e via, con una +corsa disperata verso la strada maestra. + +--Seguitelo, seguitelo; non vedete che impazzisce? gridava il signor +Dogliani tremando tutto sulle vecchie gambe. Intanto il contadino era +riuscito a raggiungere Vicenzino, e gli aveva strappata la lettera che +egli continuava ad agitare in alto senza sapere quel che facesse. Ma +non potè fermarlo. + +Il signor Dogliani guardava quell'uomo venire verso di lui col foglio +in mano, e pareva che ne avesse paura. Quando l'ebbe preso fece per +leggere, ma era già troppo buio, e dovette accostarsi al lume d'una +bottega; mormorava: + +--Che cos'ha? Cos'è accaduto? + +Poi, quando ebbe cominciato a leggere, vacillò come un ubbriaco. +Scosse due o tre volte nervosamente il capo, ma continuò a leggere +cogli occhi fissi sul foglio, tremando a verga, e sussultanto di +tratto in tratto. Ma non gridava, non diceva nulla, e guardava sempre +il foglio. + +I pochi contadini che, allarmati dalle smanie di Vicenzino, si erano +fatti intorno al vecchio, furono pronti a sorreggerlo quando barcollò, +e videro che aveva gli occhi vitrei come impietriti e non leggeva più +da un pezzo. + + +XI. + +Intanto Vicenzino proseguiva la sua corsa sfrenata, fremendo all'idea +di non giungere in tempo, singhiozzando, smaniando ad alta voce. Dopo +un tratto vide venire una carrozza, e le si precipitò contro a rischio +di farsi sfracellare, gridando colla voce strozzata dall'ansimare +violento: + +--Lasciatemi salire; presto; bisogna che io sia a San Germano fra un +quarto d'ora. + +Era la carrozza di una famiglia signorile di Santhià; il cocchiere +conosceva il piccolo Dogliani, l'_americano_, e lo tirò su quasi senza +fermare, dicendo: + +--Perchè non pigliare la strada ferrata, se aveva tanta fretta? + +A quel pensiero Vicenzino si cacciò le mani nei capelli e mise un +grido furioso. + +«Aveva lasciato morire il cugino per la sua balordaggine!» Come mai +non aveva pensato alla strada ferrata? Era impazzito di certo... + +E fece per balzar giù dalla carrozza, come se volesse prendere il +treno. Davvero il dolore e lo spavento lo facevano delirare. Il +cocchiere lo trattenne, e, un po' colle buone, un po' colla violenza, +riuscì a persuaderlo che il treno era passato da mezz'ora, per +conseguenza prima che egli avesse ricevuta la lettera di Vincenzo. Era +commosso anche lui da quella disperazione, e frustava i cavalli senza +pietà, e li faceva volare addirittura sulla strada maestra. Ma +Vicenzino si impazientiva di rimanere inerte in carrozza; batteva i +piedi furiosamente, si mordeva i pugni, si strappava i capelli. + +Appena vide il campanile della chiesa di San Germano, cercò un'altra +volta di buttarsi giù, come per arrivare più presto all'albergo; ma il +cocchiere lo frenò ancora giurandogli che arriverebbero prima colla +carrozza; ed infatti, dopo due minuti, si fermava all'albergo del +Gallo, dove Vicenzino saltò nell'atrio e infilò la scala, senza neppur +aver aperto lo sportello della carrozza. + +L'oste corse fuori dalla cucina, e gli gridò dietro: + +--Dove va? Eh, signore, dove va? E l'altro, senza fermarsi: + +--C'è qui mio cugino; un giovane che si è chiuso in camera per +uccidersi; se pure non s'è buttato in acqua.... Presto, presto, per +carità!... + +Fu un allarme generale. Oste, ostessa, tutta la famiglia, tutto il +vicinato invase la scala e si avventò all'uscio dell'unico ospite +dell'albergo. + +--Ha detto che si coricava presto perchè non istava bene..... +borbottava l'oste tutto impaurito. Chi poteva pensare?... + +L'uscio non era neppure chiuso a chiave. Vincenzo sapeva che in quella +modesta locanda di villaggio non c'era caso che i camerieri entrassero +a sorprenderlo. Il povero giovane era steso sul letto, colle vene dei +polsi aperte, pallido, freddo, morto. Il braccio destro pendeva giù +dal letto, ed il sangue sgocciolava ancora per terra. Il sinistro era +steso lungo il fianco ed immerso nel sangue che aveva inzuppate +lenzuola e coperte. Ma un grumo che si era fermato sulla ferita aveva +arrestato l'emorragia. + +--Oh mio Dio! Se gli fosse rimasto tanto sangue da farlo rivivere! +esclamò Vicenzino; e, mentre fasciava stretto l'altro braccio, +gridava: + +--Chiamate il medico, il farmacista, chiunque può aiutarlo. + +L'oste spinse un ragazzo fuori dell'uscio, dicendogli: + +--Va, corri. + +Ma si strinse nelle spalle sfiduciato, e tutti crollavano il capo. +Quel giovane era morto. + +La voce di una tragedia all'albergo del Gallo, era già corsa da un +capo all'altro del paese; e il medico, che passava la serata in +farmacia, si era affrettato spontaneamente, e s'avviava su per le +scale, appunto quando il ragazzo scendeva in cerca di lui. Lo respinse +per salire più presto, ed entrò affannato nella camera, domandando: + +--Cosa c'è? Cos'è stato? + +Tutti si scostarono per lasciarlo avvicinare al cadavere; ma appena +egli lo vide, gridò: + +--Per Dio! è troppo tardi. L'avete lasciato morire!... + +--No, no! urlò Vicenzino. Senta, non può essere morto. Guardi; qui il +sangue si è rappreso. + +Il medico esaminò il povero giacente, gli applicò un orecchio sul +petto, e rimase quasi un minuto oscultando; quando si rizzò, il suo +volto non esprimeva nulla di consolante. Strinse forte il torace del +paziente, lo scosse ripetutamente, poi oscultò di nuovo. Nella camera +regnava un silenzio solenne. Tutti gli occhi erano fissi sul medico. +Vicenzino, che lo spiava più avidamente di tutti, appena lo vide +risollevare il capo, mise un grido di gioia. Infatti il medico disse: + +--C'è un battito lievissimo, irregolare, ma c'è. E subito prendendo il +moribondo per le spalle, lo tirò sino alla sponda del letto, e gli +abbassò il capo fin quasi in terra, poi si mise a stropicciargli forte +tutto il corpo. Dopo alcuni minuti la pelle cominciò ad arrossire un +pochino, e le pulsazioni si fecero più distinte. Ma il malato era +talmente dissanguato, che non ricuperava i sensi. Il rum, l'etere, +tutti i cordiali portati sollecitamente dal farmacista, non riescirono +a farlo rinvenire. + +--Povero giovane, disse il medico; questo non è di quelli che si +suicidano soltanto un poco per commuovere la gente. L'ha fatto sul +serio. + +--Ma non morrà? implorò Vicenzino. Non è possibile, non deve morire! + +Il medico si strinse nelle spalle, ed applicò al paziente due +vescicanti che aveva fatti preparare. Sotto l'azione di quella prova +dolorosa, Vincenzo ebbe un lieve sussulto, e poco dopo mosse una mano, +come per portarla alla parte dolente. + +Ma non fu che un cenno, a cui le forze non risposero, e, dalla bocca +aperta, non uscì alcuna, voce. Tuttavia la respirazione si era fatta +quasi regolare, e, dopo circa mezz'ora di cure energiche, Vincenzo +aperse gli occhi e fissando le pupille dilatate sul volto di Vicenzino +che gli stava dinnanzi, parve riconoscerlo. + +Tuttavia la sentenza del medico non fu consolante. + +--Ha perduto troppo sangue, disse; è impossibile che si riabbia da sè. +Soltanto la trasfusione potrebbe salvarlo. + +Vicenzino si rizzò, impetuoso ed ardente come un eroe che corre al +sacrifizio, gridando: + +--Oh il mio sangue, tutto il mio sangue per lui! + +Ma anche questa volta il suo eroismo fu inutile. + +L'oste possedeva un agnello, ed il medico preferì aprire le vene di +quella bestia, che quelle di un essere umano, il quale non sembrava +neppur averne di troppo. L'operazione fu fatta con rapidità, e +l'effetto ne fu quasi immediato. + +L'infermo mise due o tre gemiti, girò gli occhi intorno, fece un lieve +cenno di saluto a Vicenzino, ingoiò qualche cucchiaio di marsala, poi +ricadde in un assopimento profondo ma tranquillo. Allora il medico +dettò le prescrizioni per la notte; brodo ristretto, vino, cordiali, +ed il più assoluto riposo; poi si ritirò, promettendo di tornare il +mattino, e lasciando buone speranze. + +Vicenzino rimase solo dinnanzi a quell'ombra dell'amico adorato, del +fanciullo forte e felice, che era andato a cercarlo nel suo abbandono, +che gli aveva dato una casa, una famiglia. + + +XII. + +Vicenzino stette un pezzo accanto al letto, contemplando quel bel +volto di una pallidezza marmorea, quegli occhi profondamente +infossati, curvandosi coll'orecchio sulle labbra di Vincenzo per +udirne il respiro lieve come un soffio. Oh! era così felice di poter +udire quel respiro! Era stato lui che glielo aveva dato. Gli pareva +che Vincenzo gli appartenesse come cosa sua, dopo che, in un modo +qualunque, aveva contribuito a richiamarlo alla vita. Provava un +sentimento grave di responsabilità, come se omai toccasse a lui di +render conto al mondo della felicità di quell'esistenza che aveva +voluto ad ogni costo strappare alla morte. La sua amicizia si +riscaldava d'una tenerezza protettrice, paterna. Sentiva un gran +desiderio di togliere all'immobilità quella creatura che aveva un po' +messa al mondo lui, di abbracciarla, di farla parlare, di sentirla +vivere. Dovette allontanarsi per resistere alla tentazione. + +Pian piano, camminando in punta di piedi, andò a sedere accanto alla +finestra aperta. Nell'immenso buio di quella notte soffocante +d'agosto, nel silenzio profondo del villaggio addormentato, la sua +fantasia da poeta evocava come un'oasi laggiù, lontano, la casa di +Santhià, coi vetri delle finestre scintillanti al sole, e la porta +aperta, e sulla soglia il bel vecchio coi capelli bianchi, e le +fanciulle sorridenti, e tutte le braccia stese verso di lui, portatore +della lieta novella. Si ricordava tremando il bacio dell'Elena +quand'era tornato dal campo. Ora tornava da ben altra battaglia. Aveva +lottato colla morte e riconduceva un figlio a suo padre. + +Ad un tratto, un pensiero terribile gli balenò alla mente. Quale +sarebbe ora l'avvenire di Vincenzo? Aveva voluto uccidersi per non +farsi prete, ed era per rimetterlo in quella condizione odiosa ch'egli +l'aveva salvato? Salvarlo dalla morte non era più un bene, se non +poteva anche salvarlo da quel destino che gli faceva orrore, se non +poteva renderlo felice. A queste riflessioni gravi e penose, il +sentimento di responsabilità si faceva sentire potentemente nel cuore +onesto di Vicenzino, e lo turbava come una minaccia. + +Ne' suoi tre mesi di vita militare Vincenzo si era lasciata crescere +la barba che, con quel pallore da moribondo, con quelle traccie di +patimento sul volto, gli dava l'aria di un Nazzareno. La fantasia +eccitabile di Vicenzino se lo figurava nei giorni di tortura che aveva +passati errando solo per la campagna, implorando come Cristo: +«Allontanate da me questo calice», quando per allontanarlo si era +rassegnato a morire a ventun'anni, nel fiore della gioventù e della +salute. Ed egli, l'amico fedele, il parente vincolato da tanta +gratitudine, era andato a cercarlo nella pace fredda della morte, per +dirgli: «Sorgi, povero spirito abbattuto dalle lotte, ricomincia a +lottare; povero corpo sfinito dalla emorragia, torna a curvarti sotto +la tua croce». No. Questo non poteva essere. Sarebbe stato crudele. +Bisognava ad ogni costo che Vincenzo, ricuperando i sensi, potesse +consolarsi di essere tornato alla vita, e non maledirla un'altra +volta. + +Ma come fare? Come? Persuadendo il signor Dogliani a perdere il +benefizio? Non sarebbe stato difficile, perchè amava molto suo figlio, +e non avrebbe voluto punto sacrificarlo. Ma poi, come avrebbe vissuto, +povero vecchio? Vincenzo l'aveva detto: doveva immolare sè stesso, o +condannare suo padre alla miseria. Essere un cattivo prete o un figlio +ingrato. + +Vicenzino ripetè a sè stesso tutta la storia del passato. La +generosità dello zio pe' suoi genitori, la loro sconoscenza, e (nel +segreto del suo cuore lo diceva con amarezza) la loro slealtà. Si +rammentò la devozione riconoscente ed il desiderio profondo di +espansione che avevano travagliata la sua infanzia sentimentale ed i +sacrifici che avrebbe voluto fare per dimostrare a quei parenti la sua +gratitudine. Con che cuore avrebbe dato la vita per loro! + +Ebbene, ora era venuto il momento di mostrarsi grato, di compensare +benefizio per benefizio. Era venuta l'ora d'essere eroico. Ma non si +trattava di buttarsi in Po, di ricevere un colpo di fucile nel petto, +di quegli atti di devozione istantanei che si compiono in un +eccitamento di passione e durante un attimo. Era un eroismo di tutti i +giorni, di tutte le ore, che il suo gran cuore generoso suggeriva alla +sua immaginazione atterrita. Era l'immolazione della sua libertà, del +suo avvenire, delle sue aspirazioni, delle sue speranze. Della sua +libertà, che si sentirebbe vincolata in tutti gli istanti della sua +vita, del suo avvenire condannato a battere tutt'altra via di quella a +cui tendevano le sue aspirazioni, delle sue speranze, che gli +sorgerebbero ogni giorno impetuose nel cuore, per essere di nuovo ogni +giorno con una lotta violenta respinte e soffocate. + +Doveva prendere per sè il calice che Vincenzo aveva voluto +allontanare, la croce sotto la quale era caduto: una vita senza amore. +Doveva farsi prete. + +Il benefizio, per volere del testatore, in caso che il ramo +primogenito dei Dogliani non avesse un figlio prete, doveva passare ad +un figlio del ramo secondogenito, che volesse abbracciare la carriera +ecclesiastica. E, soltanto nel caso che anche questi mancasse, il +capitale sarebbe passato ad un'opera pia. Egli solo dunque era come +fatalmente indicato, per risolvere la situazione dolorosa che aveva +portato il carattere violento di Vincenzo ad un partito disperato. + +Anche l'anima generosa di Vicenzino si ribellava a quell'immenso +sacrificio. I suoi vent'anni l'impaurivano; il pensiero dell'Elena lo +faceva piangere. + +E pianse lungamente, scosso da forti singhiozzi, un pianto amaro, +disperato. Aveva sempre dinanzi al pensiero il giorno in cui Vincenzo +era andato a cercarlo alla fattoria, orfano, solo, miserabile, e +l'aveva condotto a suo padre; e questi, aprendogli la sua casa, gli +aveva detto: «Entra.» + +Sentiva che doveva tutto in compenso di quella generosa ospitalità; +eppure rimaneva perplesso, raccapricciava dinanzi all'audacia di +quella risoluzione. + +Prima dell'alba s'udì un rumore affrettato di zoccoli, ed un +contadinello portò un biglietto desolato dell'Elena. + +Il signor Dogliani, riportato in casa la sera come svenuto, era stato +colpito poco dopo da un attacco d'aploplessia. Soltanto molto tardi +nella notte aveva ricuperato i sensi e la parola, ma tutto il lato +destro era rimasto paralizzato. Il medico aveva detto che, quando pure +potesse guarire, sarebbe infermo pel resto de' suoi giorni. Intanto +stava ancora assai male, e le figlie, che lo curavano tremando per la +sua vita, non potevano abbandonarlo, neppure per correre presso +l'altro malato di San Germano, altrettanto caro. + +Erano tutti ansiosissimi per Vincenzo. Sapevano appena dal cocchiere +che aveva condotto Vicenzino, che non era morto. Il povero vecchio non +faceva che disperarsi all'idea di perdere il figlio, e di lasciare le +figliole nella miseria; non v'era modo di calmarlo.... + +Dinanzi alla scena straziante che gli presentava quella lettera, le +esitazioni di Vicenzino cessarono. Con un sospiro, che gli veniva dal +fondo del cuore, gemette: «È necessario.» E scrisse all'Elena un +biglietto che le mandò dallo stesso contadino: + +«Vincenzo è fuori di pericolo; vivrà, e sarà felice. Rassicura il +babbo; non sarete nella miseria; il beneficio che Vincenzo perde lo +acquisto io; rimane nella famiglia, dacchè tuo padre m'ha accolto come +un figlio. _Sarò io il fratello prete._» + +Era la prima lettera che scriveva all'Elena; ed era per chiamarsi il +fratello prete! le lagrime gli oscuravano la vista, e cadevano grosse +e fitte sulla carta; eppure a lui pareva di compiere un dovere +inevitabile, di fare una cosa naturale. Pensava: «Chiunque nel caso +mio farebbe lo stesso.» Era della creta di cui si fanno gli eroi. + + +XIII. + +Quando, un'ora dopo, alla luce bianca e melanconica dell'alba, +Vincenzo si svegliò e gli sorrise, Vicenzino era ancora pallido ed +abbattuto, ma non piangeva più, ed il suo volto era calmo. Vincenzo si +guardò intorno trasognato, ingoiò avidamente il brodo ed il vino che +Vicenzino gli porgeva; poi, a poco a poco, il suo sorriso si dissipò e +l'espressione del suo volto si fece ansiosa. Gli tornava la memoria, e +con essa tornavano tutti i dolori della vita. Mise un gran sospiro, +gli si empirono gli occhi di lagrime, e sussurrò: + +--Perchè non m'hai lasciato morire? + +Era la parola dolorosa che Vicenzino s'era immaginata di udire, ed +alla quale s'era preparato a rispondere col sacrificio di tutto il suo +avvenire. Ma s'era preparato con coraggio, e la sua risoluzione era +ferma. Gli rispose con la voce un po' commossa, ma semplicemente, e +sforzandosi di sorridere: + +--Perchè hai prese le cose troppo tragicamente, amico. Se non ti +sentivi proprio di farti prete, perchè non dirlo? Sai pure che a tutto +c'è rimedio, fuorchè alla morte. + +--Non a tutto. Ricordati l'uggiosa circostanza del benefizio che mio +padre perderebbe. E con che potrebbe vivere, alla sua età? Sai ch'io +non sono in grado di guadagnar nulla per ora, e chissà fin quando; tu +stesso dovrai andare soldato fra poco, e non potrai aiutarlo.... + +--Ma se tu lasci il beneficio, sono io che lo eredito. Ed allora non +andrò più soldato, e tuo padre vivrà quasi come vive ora.... + +--Ma tu neppure vuoi esser prete! esclamò Vincenzo. Tu me l'hai +detto.... + +--Non avrei voluto altre volte, riprese Vicenzino, chinando il volto +sulle mani dell'amico per nascondere la sua agitazione, e parlandogli +sommesso all'orecchio. Ma, dacchè ho provato ad uscire dal paese, a +vedere un po' di mondo, ho compreso che il movimento, il tumulto, le +passioni violente, non sono fatti per me.... + +Il cuore gli batteva da schiantargli il petto, aveva la gola arsa e le +labbra tremanti. Posò la bocca sulla mano di Vincenzo, e la baciò +devotamente per prender coraggio e per non alzare il capo. + +Vincenzo, nella sua estrema debolezza, era come abbagliato da quella +rivelazione, e, senza poter cercare di vederci più chiaro, disse +pensosamente carezzando il capo dell'amico: + +--E vorresti farti prete? + +--Sì, sussurrò dolcemente Vicenzino colla voce affannata e rotta dalle +pulsazioni violente del cuore. Prenderò il tuo posto al Seminario. Sai +che so il latino; che ho studiato un po' di tutto; è la mia vocazione +lo studio.... Fra un anno, potrò prendere gli Ordini maggiori.... + +Sentì che un singhiozzo gli soffocava le parole in gola e non disse +altro. Vincenzo fece uno sforzo per mettersi a sedere sui letto. Poi +sollevò con tutte e due le mani il capo di Vicenzino, e guardandolo in +faccia gli disse: + +--Ma non pensi che hai vent'anni, e che la vita è lunga? Che sarai +morto a tutte le gioie? Che non avrai mai una famiglia? + +Vicenzino impaurito da quello sguardo, aveva fatto uno sforzo violento +sopra sè stesso, ed era riescito a dominare la sua commozione. Potè +rispondere col suo sorriso dolce, che, da adolescente, lo faceva +paragonare ad un arcangelo: + +--Non siete voi altri la mia famiglia? Cercherò di essere non +collocato lontano da voi; e voi mi amerete un poco.... + +--Io ti adoro, noi ti adoreremo tutti, insistè Vincenzo. Ma non basta +per un uomo giovane.... + +Prima che dicesse di più, Vicenzino s'affrettò a rispondere a quel +pensiero, che temeva di sentirgli esprimere, e che gli straziava il +cuore: + +--Io non ho amori. Poi si alzò, ed andò ad affacciarsi alla finestra, +perchè la voce gli si strozzava in gola, e le lagrime gli velavano gli +occhi. + + +XIV. + +Più volte, durante la sua convalescenza, Vincenzo tornò su quel +discorso che riesciva penosissimo al suo compagno. Ma c'era tale +giubilo nel cuore del malato, tanto ardore di giovanili speranze, che +il pensiero della felicità che dava, confortava in parte Vicenzino di +quella che perdeva. Ogni giorno i due giovani avevano nuove del signor +Dogliani, il quale benediva il nipote come il salvatore della sua +famiglia. Era sempre l'Elena che scriveva, e lei pure aveva pel cugino +parole di fervente gratitudine. Si sentiva che era commossa; c'erano +delle lagrime nelle sue lettere, e Vicenzino, nel leggerle, pensava +che il suo sacrificio era stato compreso in tutta la sua grandezza, e +che un altro cuore soffriva con lui dello stesso dolore. E questo +pensiero gli dava coraggio. + +Appena l'ammalato fu in grado di muoversi, i due giovani tornarono +insieme a Santhià; e Vicenzino trovò su tutti i volti ed in tutti i +cuori le traccie della sua bella azione. Nella casa, benchè impoverita +per l'infermità del padre, regnava il contento per il fratello +ricuperato e felice; e la fronte grave del vecchio infermo, esprimeva +la calma e la gioia di vedere assicurato l'avvenire de' suoi figli. +Egli stese al nipote la sola mano che poteva muovere, e gli disse +piangendo: + +--Dio ti benedica! figlio mio, Dio ti benedica! + +Ma le fanciulle non saltarono al collo del loro giovane parente; non +lo baciarono come quando era tornato dal campo. Gli parlarono con +affetto e con una gratitudine rispettosa; ed egli fin d'allora sentì +d'essersi fatto prete. + +Rimase pochi giorni in famiglia, poi, col cuore addolorato, ma +coll'anima forte, partì pel Seminario, mentre Vincenzo, seguendo lo +slancio del suo carattere impetuoso ed avido d'emozioni, tornava ad +arruolarsi, ma questa volta nella milizia regolare, per fare la +carriera del soldato. + +Per un anno Vicenzino studiò assiduamente, e, nelle aride discipline +della teologia morale e dogmatica e del diritto canonico, cercò un +contrasto alle calde aspirazioni ed ai rimpianti del suo giovane +cuore. Ma a vent'anni passati, quella vita di reclusione, +quell'esistenza in comune con una frotta di giovani cresciuti in +convitto, che avevano tutte le ingenuità e tutte le malizie dei +collegiali, che si compiacevano di giuochi puerili, di pettegolezzi +insulsi, era, per la natura gentile di Vicenzino, qualche cosa di +irritante, che eccitava più che mai i suoi nervi già tesi. Quelle +risate goffe, quei discorsi scuciti, offendevano il sentimento +d'abnegazione sublime e grave che gli riempiva il cuore. E la fede +cieca ed il fervore religioso, vero o apparente, che lo circondavano, +non trovavano eco in lui. Sentiva di non aver intorno nessuno che +potesse comprenderlo, e si racchiudeva tristamente in sè stesso. + +La notte poi, quando tutti dormivano in quelle lunghe file di letti +bianchi che parevano tombe, ed egli solo vegliava alla luce scialba +d'una lanterna, che proiettava negli angoli delle ombre paurose, sotto +il grande Cristo scarno che biancheggiava in alto colle braccia +lungamente stese sul fondo nero della croce, gli pareva di trovarsi +vivo in un cimitero, lo coglieva un senso d'abbandono e di morte, +sentiva che non era più di questo mondo. E tuttavia questo mondo +esercitava il suo fascino potente sulla sua fantasia; ed il povero +giovane subiva lotte crudeli, tentazioni di ribellione, che lo +impaurivano. E si metteva più accanito allo studio, per consacrare al +più presto con un voto solenne, quella risoluzione che la foga della +gioventù faceva ancora vacillare. + +Appena ebbe compito il ventunesimo anno, prese il suddiaconato, e fu +irrevocabilmente prete. + +Allora, non avendo più nulla a temere dalla propria debolezza, si +sentì più calmo. L'idea alta del dovere lo rassicurava, e potè +dedicarsi con tutta la sua intelligenza allo studio. A 22 anni e 6 +mesi, ottenne di ricevere il presbiterato, e poco dopo lasciò il +Seminario, ed in capo a pochi mesi, ebbe la fortuna d'essere collocato +come viceparroco nella parrocchia stessa della famiglia Dogliani, dove +il parroco già avanti negli anni, aveva bisogno un aiuto, per la parte +più faticosa del suo ministero. + +Ed allora cominciò per Vicenzino la sua triste vita senza amore. La +sola passione che gli era concessa, era quella del bene; ed egli +metteva tutto il suo cuore nell'assistere i moribondi, nel soccorrere +i poveri, nel sollevare gli spiriti abbattuti con parole di conforto e +di fede. Ma non era un cattolico fervente, aveva idee liberali, e +questo attenuava di molto agli occhi de' suoi superiori il merito del +suo zelo. Egli però se ne consolava col pensiero di far vivere la sua +famiglia adottiva col magro frutto delle sue prime fatiche, e colla +rendita del suo beneficio. Ma anche questa nobile gioia doveva +essergli amareggiata e resa difficile. Alla fine del 1870 la nuova +legge sui beni ecclesiastici minacciò di sopprimergli il benefizio; e +fu soltanto dopo una lite lunga e dispendiosa per rivendicarlo, che +potè riaverlo, diminuito d'un terzo. + +Dovette cercare di dar lezioni in paese, farsi ripetitore presso vari +studenti del liceo, per sovvenire ai bisogni della casa e del vecchio +infermo. Tra i suoi doveri ecclesiastici e quelli d'insegnante, faceva +una vita laboriosa, occupato tutte le ore del giorno, e spesso +strappato al sonno la notte, per accorrere al letto di qualche +ammalato. + +Quelle fatiche, nelle quali si esaurivano le sue forze giovanili, lo +lasciavano prostrato, e la sua mente stanca non aspirava che al breve +riposo che le era concesso. Così viveva relativamente tranquillo, +troppo occupato per pensare ad altre eccitazioni, ad altre tempeste. +Soltanto la presenza dell'Elena qualche volta lo turbava. Uno sguardo, +una parola amichevole, bastavano a richiamargli al pensiero le dolci +visioni d'avvenire ch'egli aveva vagheggiate altre volte, ed a +gonfiargli il cuore di amarezza e di rimpianti. Ma, troppo onesto per +abbandonarsi a quelle fantasie tentatrici, egli si consolava de' suoi +sogni svaniti, pensando che una volta, nel segreto del suo cuore +quella bella fanciulla bionda lo aveva amato. E quel vago ed innocente +ricordo era la sola gioia della sua vita. + +A vent'anni la Laura venne fidanzata ad un giovane napoletano +impiegato al telegrafo. Ci furono due mesi di agitazione insolita in +casa. Gli apparrecchi pel corredo, i doni nuziali, i disegni +d'avvenire, ed un po' il rincrescimento della separazione, perchè lo +sposo doveva essere traslocato a Milano, occupavano straordinariamente +le fanciulle. Poi c'erano le visite dello sposo, le sue tenerezze, i +rossori espressivi della giovinetta, i loro colloqui a mezza voce. +Vicenzino faceva la parte di vecchio parente; provvedeva a tutto, +assisteva a quelle visite; pensava alle carte, alla richiesta al +municipio, alle pubblicazioni, a tutto. Ma in quei giorni era triste e +nervoso, e la sua alta missione di carità non bastava a consolarlo. + +La vigilia delle nozze, mentre gli sposi, colla mano nella mano, erano +assorti in un lungo silenzio d'amore, la Maria che a diciotto anni +aveva ancora tutta la spensieratezza d'una fanciulla viziata, disse +all'Elena: + +--Perchè la Laura, che è più giovane, si marita prima di te? + +--Io non penso a maritarmi, rispose l'Elena. E c'era un accento di +malinconia così profonda in quelle semplici parole, che Vicenzino si +sentì tutto turbato. Essa lo aveva amato, aveva compreso il suo +sacrificio, ed accettandolo pel bene de' suoi, s'era sacrificata con +lui. Quando uscì per ritirarsi, nel silenzio della strada buia, il +giovane prete alzò le braccia al cielo e ringraziò Iddio per quella +gioia. + +Vincenzo doveva arrivare nella notte pel matrimonio della sorella, e +quando vide l'amico la mattina seguente, gli trovò un aspetto così +soavemente calmo, così sereno, che non ebbe neppure l'ombra d'un +sospetto del sacrificio che gli aveva fatto, ed abbraciandolo +allegramente gli disse: + +--Mio bell'arcangelo, eri proprio nato per essere prete. + +L'anno seguente si maritò la Maria, ed anche lei se ne andò fuori di +paese. La casa divenne silenziosa e mesta, troppo vasta, per quel +vecchio infermo e quella fanciulla. Vicenzino ci tornava ogni sera: il +vecchio steso in una poltrona leggicchiava un giornale o sonnecchiava. +L'Elena lavorava al suo tavolino, ed il cugino sedeva dall'altro lato, +in faccia a lei, come una volta. Parlavano della salute del babbo, +delle sorelle lontane, di Vincenzo che stava per passare ufficiale; +erano tanti affetti comuni, tanti vincoli che li legavano. Vicenzino +narrava de' suoi poveri, de' suoi malati, che l'Elena prendeva molto a +cuore. La vita omai pareva facile e dolce al giovane prete, confortata +da quella pura affezione fraterna, e dalla calda amicizia di Vincenzo. +Omai le prove erano finite, le tempeste erano cessate; qualche anno +ancora, poi Vicenzino prenderebbe il posto del vecchio parroco che +pensava a ritirarsi, accoglierebbe i suoi due parenti nella casa +parrocchiale, e vivrebbero assolutamente in famiglia. E quando, per +disgrazia, dovesse mancare il sig. Dogliani, sarebbe passato del +tempo, del tempo assai. I due cugini non sarebbero più giovani, +avrebbero presa l'abitudine di vivere uniti, e potrebbero continuare a +vivere così, come buoni fratelli, senza pericolo. E chissà, forse +allora anche Vincenzo, stanco della vita militare, avrebbe ascoltato +il consiglio del suo cuore affettuoso e riconoscente, sarebbe venuto a +vivere presso il suo salvatore, con una sposa e dei bambini, +riscaldando il suo triste focolare da prete colla vista di quella +felicità di cui andava debitore a lui. Gli pareva di vederle, intorno +alla sua mensa, le dolci testine bionde, e di udire la voce di +Vincenzo a dirgli: + +--La gioia d'essere sposo e padre sei tu che me l'hai data.... Quella +gioia Vicenzino se l'era strappata dal cuore per cederla al cugino; ma +era contento del suo sacrificio, pensando che l'Elena l'aveva compreso +e ne aveva accettata la sua parte, che aveva lei pure rinunciato ad +esser sposa e madre, per esser fedele a quel primo raggio d'amore che +le era balenato davanti un momento; e che il pensiero di lei tornava +col suo, alla dolcezza di quel ricordo. + + +XV. + +Così passarono due anni. L'Elena ne aveva ventitrè ed aveva già preso +l'aspetto calmo ed un po' grave d'una zitellona. Si vedeva che aveva +accettata la sua situazione, e, dal sorriso dolce e sereno che volgeva +a suo padre ed a Vicenzino, dall'aria riposata colla quale badava alla +sua casa e prendeva cura di loro, si comprendeva che era contenta; +quei due affetti bastavano ormai al suo cuore. Vincenzo faceva tratto +tratto delle visite a Santhià, e riempiva la casa del rumore allegro +della sua spada e della sua voce gioconda. Era un bell'ufficiale, +elegante, spiritoso, gaio; e Vicenzino s'aspettava di volta in volta +la notizia del suo matrimonio. Non poteva tardare. Era per avere una +famiglia che non aveva voluto essere prete, ed il cuore amoroso di +Vicenzino si struggeva d'avere la sua parte di quella famiglia +giovinetta. + +Intanto il vecchio parroco sentiva il peso di quei due anni di più, ed +aveva rinunciato alla sua carica, che, dopo la Pasqua, doveva essere +occupata da Vicenzino. Mancava poco più d'un mese all'avverarsi del +melanconico sogno, lungamente vagheggiato, di trasportare il vecchio +zio e la cugina nella casa parrocchiale, e di stabilirvisi in +famiglia, pel calmo ed uniforme avvenire che li aspettava. Vicenzino +si occupava delle riparazioni indispensabili alla casa, e ci metteva +tutto il suo cuore. Ogni cosa era modesta anzi disadorna. Le mura +erano bianche in tutte le stanze, senz'altro ornamento che pochi +quadri sacri. La camera destinata al signor Dogliani era la sola in +cui ci fosse il pavimento coperto da un tappeto, ed una sedia a +bracciuoli. Ma l'austerità dell'addobbo era mitigata dai fiori che +ornavano le finestre, dalla vegetazione abbondante che verdeggiava nel +piccolo giardino, dalla prospettiva grandiosa dei monti lontani e dei +colli, dall'aria pura e dal sole che entravano in abbondanza dagli +ampi finestroni. Semplici com'erano, tanto lui che l'Elena, potevano +vivere felici in quella parrocchia un poco isolata dal paese; e +l'Elena avrebbe trovato modo di rendere elegante quella povera dimora, +col modo grazioso di collocare un mobile, con qualche pianta verde, o +soltanto colla sua presenza. + +Era circa la metà di marzo; le giornate erano già lunghe, ed un tempo +costantemente splendido anticipava la primavera. Vicenzino era stato +trattenuto a lungo presso un moribondo, e quella sera giungeva molto +in ritardo in casa Dogliani. Contro le abitudini freddolose del +vecchio, la porta a vetrate che dava sul giardino era aperta, ed una +luce, insolitamente abbagliante, metteva come un gran quadro bianco in +quella cornice vuota, che si disegnava sul fondo scuro della sera. +Vicenzino, che era entrato appunto dal giardino per abbreviarsi la +strada, pensò quale festa ricorresse il domani. L'Elena aveva +l'abitudine di festeggiare le solennità con qualche improvvisata la +sera della vigilia per compensare Vicenzino delle maggiori fatiche che +doveva sostenere in quelle circostanze. Gli suonava qualche bel pezzo +di musica sacra sul pianoforte, gli faceva trovare tutta una tavola +coperta di fiori, che poi disponevano insieme per la sua chiesa, dei +ricami o delle trine fatte da lei per le tovaglie del suo altare. Ma +no. Il domani non era che la quarta domenica di quaresima.... Cosa +poteva essere quella novità? + +Vicenzino entrò sorridendo, malgrado il suo aspetto stanco e +abbattuto, come per andare incontro alla lieta novella. Ma non c'era +nulla di nuovo. Soltanto la due grandi lampade del camino erano +accese, e, sulla credenza, c'erano ancora delle posate, dei piatti di +dolci e di frutta, delle bottiglie, come quando c'è stato un invito a +pranzo. + +--Delle novità questa sera? domandò Vicenzino all'Elena che gli era +andata incontro fino alla porta. + +--O, delle grandi novità...., rispose la fanciulla con un accento +tutto nuovo. Egli la guardò come per interrogarla, e la vide colorita +in volto, cogli occhi luccicanti, e con una bella rosa nei capelli. + +--Che cos'è? Cos'è stato? È tornato Vincenzo? tornò a dire Vicenzino. + +No, non ancora. Il babbo ti dirà..., disse l'Elena mettendogli una +sedia accanto alla poltrona del signor Dogliani. Poi se ne andò al +pianoforte che era aperto, e si mise a suonare un minuetto, con dei +_pianissimo_ che sfumavano come un profumo lieve di viola, e degli +_andante_ che parevano scoppi di risa. + +Vicenzino, meravigliato di quella musica tutt'altro che quaresimale, +domandò allo zio: + +--Ma si può sapere che bella cosa è accaduta, che qui si fa festa? + +--O, la festa non è per noi, mio caro Vicenzino, sospirò il vecchio. +Noi resteremo soli, non avrai più che questo povero vecchio infermo +nella tua bella casa parrocchiale.... + +Vicenzino si sentì impallidire, e non ebbe la forza di parlare. +L'infermo riprese: + +--La nostra Elena se ne va anche lei. + +--È capitato uno sposo? disse Vicenzino tutto tremante. + +--O, è un pezzo che è capitato. Sono sette anni che lo aspetta. Era +nelle Indie... Vicenzino si alzò come per andare a congratularsi colla +cugina, ma in realtà per nascondere il tremito che lo scoteva tutto. + +S'avviò lentamente, si fermò a guardare in giardino, poi chiuse le +vetrate, mormorando che l'aria era troppo fresca per lo zio; e +finalmente, pallido ancora ma padrone di sè, andò a sedere presso +l'Elena, e le domandò: + +--Dunque avevi un segreto? + +--Sì, disse l'Elena voltandosi a guardarlo coi suoi begli occhi +limpidi. Ma non devi lagnarti, perchè ne profittavate tutti. Era il +segreto del mio buon umore, della rassegnazione con cui vedevo passare +gli anni e partire le mie sorelle. Ero certa che sarebbe tornato. + +--Da sette anni? balbettò Vicenzino. + +--Sì. Da quando tu eri a Vercelli col tuo povero babbo. Egli passò +quell'anno qui in permesso; s'era ammalato nel suo primo viaggio al +Giappone.... + +--È in marina? + +--Sì; nella marina mercantile. + +--Ah, era per questo che amavi tanto i libri di viaggi, i vasti +orizzonti, i quadri di marina.... + +--Sapevo che quella sarebbe un giorno la mia vita. + +--Ma eri certa fin d'allora che pensava a te, che sarebbe tornato? + +--Ero certa del suo cuore come lo sono del tuo, rispose l'Elena con +tutta la fede del suo forte amore, senza dubitare della pena che +poteva fare al povero prete quel confronto. + +--In sette anni non hai mai avuto un dubbio? domandò ancora Vicenzino +aggrappandosi ad un'ultima speranza, che, almeno in un'ora di dubbio, +quel giovane cuore si fosse rivolto a lui. + +--Mai. Disse risolutamente l'Elena. Se avessi dubitato di lui sarei +morta. + +Vicenzino si sentì morire in cuore l'ultima gioia. Non lo aveva amato +mai; non lo aveva compreso; non era per lui che era rimasta fanciulla. +Era per un altro! Anche il suo passato, il solo ricordo che lo +consolasse, il solo raggio d'amore della sua vita, era spento. Ebbe +uno di quegli impeti di dolore irresistibili, che possono sopraffare +anche le anime più forti. Riaperse la porta del giardino, ed uscì a +capo scoperto nell'oscurità. L'Elena credette che volesse passeggiare +un poco per continuare il suo interrogatorio, e, devota alla sua +autorità da fratello prete, si alzò per seguirlo. Ma egli camminava a +passi concitati e s'era già perduto nel buio della notte. + +--Vicenzino non sembra contento del mio matrimonio, disse l'Elena +rientrando presso il padre, e spingendo la sua poltrona a ruote per +condurlo a coricarsi. + +Il vecchio scosse il capo bianco, e sospirò: + +--Gli è che la vita sarà triste per noi. Quanto a me sono vecchio, +pazienza. Ma lui ha ventisei anni.... + + +XVI. + +Però il giorno dopo Vicenzino rassicurò l'Elena. Quella sera era +stanco, e triste per aver assistito fin allora un moribondo. Ma era +contento della sua felicità, oh, tanto contento. La sua pallidezza e +gli occhi infossati confermavano che infatti era stanco. L'Elena si +tranquillò, e la sera stessa gli presentò il suo sposo. + +Vicenzino fece per lei quanto aveva fatto per le altre cugine. +Soltanto, in quei giorni quaresimali, vicino alla Pasqua, colla nuova +casa da ordinare, era tanto occupato che di rado poteva passare la +sera cogli sposi. E mentre essi deploravano la sua assenza, egli, solo +nel suo studio squallido come una cella da frate, si sforzava di +leggere o di studiare, ma rimaneva sempre cogli occhi fissi senza +veder nulla, mentre le lagrime gli sgorgavano sulle pagine. + +Vincenzo, che giunse in paese pochi giorni prima delle nozze, trovò il +cugino molto abbattuto. Ma la sua venuta fece tanto piacere a +Vicenzino, che presto le traccie della sua stanchezza scomparvero. Fu +soltanto un po' commosso il giorno della cerimonia nel benedire gli +sposi, e dovette scusarsi di non fare nessun discorso di circostanza +in causa di quel suo malessere nervoso, per cui alla menoma lettura, +alla menoma parola un po' tenera, si turbava fino al pianto. + +--Resterò io a finire il mio permesso qui per farti guarire, disse +Vincenzo abbracciandolo allegramente. Io non dico parole tenere. + +Ed infatti, partita anche l'Elena, il suo umore gioviale era la sola +cosa che mettesse un po' di vita in quella casa deserta. Erano già +traslocati nella casa parrocchiale, ma parecchie camere rimanevano +chiuse. Vicenzino le aveva preparate per l'Elena. Durante il soggiorno +di Vincenzo a Santhià, il giovane prete si sentì riscaldare il cuore +da quell'amicizia che aveva riempita tutta la sua gioventù. E gli +rinacque la speranza di vedersi crescere intorno i bimbi dell'amico, +di aiutarlo ad allevarli ed istruirli, di trovare un pascolo pel suo +cuore amoroso in quei nuovi affetti. Vincenzo non ne parlava mai. +Forse aveva anche lui un segreto come l'Elena. Forse se lo chiudeva +nell'anima come lei fin dal giorno in cui aveva preferito morire che +vivere senz'amore. Ma Vicenzino aveva bisogno di quel conforto ora che +l'amico stava per lasciarlo; ed il giorno della sua partenza gli +disse: + +--Quando tornerai? + +--Chissà! rispose Vincenzo. C'è un tratto da Napoli a qui. Quando +potrò avere un permesso un po' lungo.... + +--E.... tornerai solo? domandò Vicenzino esitando. + +--Come, solo? ripetè l'altro. Poi, ad un tratto indovinando dal +sorriso di Vicenzino cosa aveva voluto dirgli, esclamò con una risata: + +--Ah! no no. Dio mi scampi! voglio la mia libertà. Il matrimonio non +lo desiderano che i preti, perchè non lo possono fare. + +Vicenzino sentì un brivido corrergli per tutto il corpo. Era per +questo che si era sacrificato! + +Gli anni passarono lenti, monotoni, tristi nella casa parrocchiale. Il +vecchio s'andò lentamente spegnendo, perdendo ogni giorno una parte +delle sue facoltà, finchè chiuse gli occhi, ed il giovane parroco +rimase solo. Solo a trent'anni, senza fervore religioso per riempirgli +il cuore, camminando faticosamente sull'arida via del dovere. Il suo +aspetto concentrato e mesto non gli ravvicinava i cuori. Tutti lo +rispettavano, era circondato di stima, ma non aveva amici. Era sempre +pallido e magro, la sua persona alta e fine s'incurvava come quella +d'un vecchio, ed i capelli biondi cominciavano ad incanutire. In paese +dicevano che si distruggesse a forza di macerazioni e digiuni devoti. +Lo credevano un santo: nessuno sapeva che era un martire. Qualcuno +cominciò a dire che era di quei cristiani entusiasti, di cui si fanno +i missionari. Altri ripeterono che voleva farsi missionario. La voce +finì per diffondersi in paese: «Il parroco va in missione alle Indie.» + +Vicenzino lo seppe, ma non aveva la vocazione nè l'energia per +quell'impresa. E continuò la sua vita monotona, triste, solitaria. + +Un giorno, dopo cinque anni, l'Elena gli scrisse una lettera +disperata. Suo marito era morto di febbre gialla sul bastimento che li +riconduceva in Italia. Era sbarcata a Genova con un bambino. Non aveva +coraggio di vivere fra la gente; il movimento della città la +spaventava. Gli domandava di accoglierla. «Sarò la custode della tua +casa, e tu alleverai il mio povero Vicenzino. Mi perdonerai il mio +immenso dolore. Non sarò una compagnia piacevole come altre volte; ma +ti compenserò col mio affetto della tua grande bontà, e tu +m'insegnerai colla tua fede a rassegnarmi...» + +Fu l'ultimo sfogo di passione, l'ultima convulsione di pianto, che +scosse l'anima forte e combattuta di Vicenzino. L'ultima lotta della +sua vita. Rispose all'Elena. + +«Non sai che mi faccio missionario? È un pezzo che nessuno ignora +questo mio disegno in paese. Non ho più casa da offrirti. Colla +prossima missione partirò per le Indie. Saluta Vincenzo, e digli che +si faccia una famiglia anche lui. È triste invecchiar solo.» + + + + +FINE. + + + + +INDICE + + Psicologia comparata + Una confessione + Vite squallide + Le briciole d'Epulone + Le affittacamere + Fede + Tre paia d'alari + Nell'azzurro + Senz'amore + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Senz'Amore, by La Marchesa Colombi + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SENZ'AMORE *** + +***** This file should be named 17852-8.txt or 17852-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/7/8/5/17852/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at +http://www.braidense.it/dire.html) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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